Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
FIORENZA, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali delle
sedute nn. 118 e 119 dell'8 gennaio 2014 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
2014-2016» (669/A)
e del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale» (670/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno: Seguito
della discussione del disegno di legge «Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2014 e bilancio
pluriennale per il triennio 2014-2016» (669/A) e del disegno di
legge «Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale» (670/A).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevole Presidente, assessori, onorevoli colleghi, con un po' di
buona volontà, possiamo, compatibilmente con la complessità della
materia, procedere in modo celere, se ci diamo un po' di ordine.
Inviterei i singoli parlamentari ad evitare, per quanto possibile,
di avvicinarsi agli Uffici di questa Presidenza per proporre
ulteriori emendamenti o subemendamenti ed eventualmente la sintesi
di subemendamenti che la faccia la II Commissione o eventualmente
il Governo stesso, però evitiamo di interloquire - non mi riferisco
nella fattispecie all'onorevole Grasso o all'onorevole Fontana o
all'onorevole Greco - di intervenire una volta che iniziano i
lavori con il Governo, per dare la possibilità al Governo stesso,
al Presidente Crocetta e all'assessore Bianchi di esprimere il
parere sui singoli emendamenti.
Sono in distribuzione degli emendamenti di riscrittura, da parte
del Governo, su singoli articoli, anche sulla base dell'ampia
discussione che c'era stata proprio ieri.
Art. 2 Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie' .
C'è un emendamento di riscrittura da parte del Governo. La
Commissione chiaramente è d'accordo.
Ricordo che nella precedente seduta erano stati accantonati gli
articoli 2, 3, 4 e 5 del disegno di legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità
regionale (n. 670/A).
Se intanto che si da luogo alla distribuzione degli emendamenti,
l'assessore lo desidera, può spiegare brevemente. Mi raccomando,
assessore.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sarò brevissimo. Si tratta, semplicemente,
dell'incremento, dell'autorizzazione per incrementare il mutuo
previsto per le spese in conto capitale, quindi, verranno
trasferite a Comuni e Province da 60 a 90 milioni di euro.
Allora, da un punto di vista procedurale, siccome ci sono due
emendamenti soppressivi, il 2.3 e il 2.5, il primo a firma degli
onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio ed altri, l'altro a firma degli
onorevoli Falcone, Pogliese, Figuccia, Milazzo ed altri, dovrei
porre in votazione l'emendamento soppressivo all'articolo 2 e, a
seguire, l'emendamento di riscrittura da parte del Governo che già
ha illustrato.
Pongo in votazione l'emendamento 2.3, di identico contenuto al
2.5. E' chiaro che approvando il 2.3 non ha più ragione d'essere il
2.5.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 2RGov. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Abbiamo approvato l'articolo 2, così come riscritto dal Governo.
L'articolo 3 era stato accantonato. Il Governo è pronto a
discuterlo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. L'articolo 3 rimane ulteriormente accantonato.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Accantonamenti tributari
1. Al fine di garantire il concorso alla finanza pubblica
nazionale, posto a carico della Regione per gli esercizi finanziari
2014, 2015 e 2016 dalle vigenti disposizioni nazionali, gli
accantonamenti tributari previsti nell'apposito fondo per il
concorso regionale agli equilibri di finanza pubblica sono
rideterminati, al netto delle somme di cui al comma 2, in 148.004
migliaia di euro per l'anno 2014, in 579.004 migliaia di euro per
l'anno 2015 e 679.004 migliaia di euro per l'anno 2016.
2. La quota delle risorse assegnate per interventi da realizzare
nell'ambito della programmazione regionale del Fondo per lo
sviluppo e la coesione, destinata per l'esercizio 2014 alla
parziale copertura del concorso alla finanza pubblica, posto a
carico della Regione per il medesimo esercizio finanziario, in
attuazione del comma 8 dell'articolo 11 del decreto legge 8 aprile
2013, n. 35 e dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2013,
n. 9, è incrementata dell'importo di 260.000 migliaia di euro.
3. All'articolo 6, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 la cifra 679.784' è rideterminata in 148.004' e la cifra
819.314' è rideterminata in 579.004'.
4. Nelle more della definizione, in sede di intesa tra Stato e
Regione, del contributo regionale al concorso alla finanza pubblica
nazionale, le autorizzazioni di spesa riepilogate nella colonna A
dell'Allegato 2 sono ridotte degli importi indicati nella colonna B
del medesimo allegato.
5. Qualora in sede di intesa fosse determinato un concorso alla
finanza pubblica superiore a quello stabilito al comma 1, il
ripristino dell'autorizzazione di spesa ridotta ai sensi del comma
4 è operato mediante apposito disegno di legge di variazioni di
bilancio da presentare entro il 31 maggio 2014.
6. In caso di minore concorso alla finanza pubblica stabilito in
sede di intesa rispetto a quello stabilito al comma 1, la riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 4 è rimossa ed i
minori oneri a carico del bilancio regionale sono destinati ad
incrementare il fondo di cui all'articolo 5 della legge regionale
12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99, capitolo 215727).
7. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
effettuare le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
del comma 6 .
Il Governo è pronto per la trattazione?
Manca l'allegato.
L'articolo 4 rimane ulteriormente accantonato.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Modifiche e integrazioni di norme in materia di entrate
1. Al fine di incentivare la partecipazione dei comuni
all'attività di accertamento tributario, per gli anni 2014, 2015 e
2016, la quota di cui all'articolo 8, comma 13, della legge
regionale 9 maggio 2012, n. 26, è elevata al 100 per cento.
2. All'articolo 13, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
n. 9 sostituire le parole 20 per cento con 13 per cento .
3. Le tasse sulle concessioni regionali cui sono assoggettate le
autorizzazioni, licenze, abilitazioni o altro atto di consenso per
le attività comprese nelle tabelle di cui al D.P.R. 26 ottobre
1972, n. 641 e al decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230, si
intendono estese alle Segnalazioni certificate di inizio attività -
SCIA, di cui alle vigenti disposizioni statali e regionali in
materia.
4. All'articolo 6, comma 6, della legge regionale 24 agosto 1993,
n. 24 è aggiunto il seguente periodo: ovvero mediante versamento
diretto, anche attraverso modalità telematiche, agli Uffici
dell'Istituto cassiere della Regione siciliana.'.
5. Alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, all'articolo 10 i
commi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:
4. Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al comma 2,
lo svolgimento delle attività di liquidazione, accertamento e
riscossione dell'Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
può proseguire nelle forme e nei modi previsti dalla legislazione
vigente attraverso la stipula di apposita convenzione non onerosa
con l'Agenzia delle entrate.
5. Per il periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2013 e non
oltre il periodo di imposta successivo a quello di approvazione del
regolamento regionale previsto dal comma 2, la Regione per le
attività di controllo e rettifica delle dichiarazioni di cui
all'articolo 1, comma 52, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per
l'accertamento e la riscossione dell'imposta regionale IRAP, nonché
per il relativo contenzioso, si avvale dei competenti organi
statali nelle more della stipula della convenzione di cui al comma
precedente».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 5.1, soppressivo
dell'articolo, a firma degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
L'onorevole Formica mi riferisce che ci sarebbe una riscrittura
dell'articolo 5.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è una proposta
del Presidente del Gruppo parlamentare PD di portare l'aliquota dal
13 al 15 per cento per trovare una mediazione su questo punto.
Su questa mediazione, Presidente Gucciardi, mi pare di ricordare
che tutti eravamo disponibili ad andare avanti. Credo sia un
elemento che ci potrebbe spingere a trovare una soluzione
condivisa.
PRESIDENTE. A tal proposito, c'è un emendamento, peraltro, a firma
dell'onorevole Falcone.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevole
colleghi, non sull'articolo, in generale, noi, in questa manovra
finanziaria, abbiamo inteso inserire un elemento di novità per
quanto riguarda la questione delle tasse.
L'anno scorso, siamo stati attaccati, criticati, riti balneari,
eccetera, incremento di tasse.
Riteniamo che l'incremento di tassazione sia fortemente depressivo
dal punto di vista economico, per cui non riteniamo che aumentare
le tasse serva né ad aumentare le entrate né a favorire lo sviluppo
economico della Sicilia. Tanto è vero che gli incrementi di
tassazione che abbiamo avuto in percentuale, non hanno determinato
quest'anno un incremento delle entrate. Quindi, sono stati
inefficaci. E questa è la ragione per cui proponiamo queste
riduzioni.
Dopodiché, le questioni ambientali sollevate qui, sono sicuramente
questioni ambientali rilevanti ed importanti, ma non possiamo
mischiare la questione della tassazione con quella ambientale,
perché l'ambiente non è economicamente negoziabile, non è che i
diritti alla salute dei cittadini sono meno garantiti o devono
essere meno garantiti se questi pagano più tasse.
A meno che non si voglia dire chiaramente che mettere una tassa
sia un modo per disincentivare l'investimento industriale ma,
allora, questo è esattamente l'obiettivo che non dobbiamo
raggiungere.
Noi non possiamo pensare di mettere norme che disincentivano
l'attività economica, produttiva ed imprenditoriale. Se abbiamo un
bisogno, come ce l'abbiamo credo, di normare diversamente tutta la
questione industriale, tutta la questione ambientale che riguarda i
petrolchimici, la raffinazione, facciamolo con uno specifico
disegno di legge, ma non mischiamo la questione delle tasse che ha,
invece, effetti immediati sull'economia. E guardate gli effetti che
ha sull'economia, sono devastanti, in una fase depressiva, ed è
quello che abbiamo rimproverato tutti quanti, in questi anni,
persino ai Governi. Non si aumentano le tasse, ma le tasse si
diminuiscono.
Questa è la nostra filosofia. Poi, il Parlamento è liberissimo di
aumentarle come vuole, però noi siamo in una linea completamente
diversa, vogliamo abbassamenti di tasse.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ricollego alle
parole del Presidente della Regione, perché nonostante ieri fossi
assente ho potuto vedere in diretta gli interventi che sono stati
fatti, sia dell'Assessore, sia dei colleghi, molti dei quali
condivido.
Essendo membro della Commissione Bilancio parlo proprio della
fiscalità, e in questo sono pienamente d'accordo col Presidente
della Regione. Però, questa norma che è particolare, fermo restando
che la fiscalità serve proprio ad orientare lo sviluppo economico
di un territorio, incentivandolo o disincentivandolo, quindi, è
proprio pertinente, però, dobbiamo parlare con cognizione di causa,
con numeri, cosa che già in Commissione Bilancio non sono stati
fatti pervenire, cioè ad oggi vedremo, effettivamente, la ricaduta
della norma dell'anno precedente fra qualche mese, ad oggi non lo
sappiamo, quindi, andare a trattare economicamente una materia così
delicata sembra - non voglio accusare nessuno - quasi una questione
molto superficiale, che io stralcerei, proprio relativamente ai
numeri.
Condivido l'intervento di ieri dell'assessore Vancheri, che ha
citato degli esempi virtuosi, quali Germania, Inghilterra,
Norvegia, benissimo, prendiamo esempio, aboliamo le royalties, ma
l'assessore deve anche ricordare che in quei Paesi viene tassato il
fatturato, allora tassiamo il fatturato. In Norvegia è tassato fino
all'80 per cento, allora, non dobbiamo prendere solo gli esempi che
ci convengono, perché ad oggi, invece, la tassazione nostra non
supera il 40 percento, quindi, non possiamo prendere solo quello
che ci conviene a livello fiscale ed economico.
Se l'anno successivo vedremo i risultati, invito cortesemente il
Governo a ritirare e stralciare questo comma, a vedere gli effetti
ed eventualmente ritornare o con una norma, o copiamo la norma
norvegese, francese; abbiamo tantissimi esempi che trattano di
questo, ho stampato un'intera ricerca scientifica italiana, sono
cento pagine che fanno la comparazione che darò all'Assessore, però
non trattiamo così velocemente un tema così delicato.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei è intervenuto ieri.
Sull'articolo 5, ieri sono intervenuti, l'onorevole La Rocca del
Movimento Cinque Stelle, l'onorevole Cirone, l'onorevole Alloro,
l'onorevole Falcone, l'onorevole Vinciullo, anche per apporre la
firma all'emendamento, l'onorevole Marziano, l'onorevole Grasso,
l'onorevole Ioppolo, l'onorevole Gianni, l'onorevole Gucciardi,
l'onorevole Assenza, l'onorevole Trizzino, l'onorevole Cimino,
l'onorevole Palmeri, l'onorevole Formica, l'onorevole Lombardo e
l'onorevole Turano. Infine, l'assessore Vancheri.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, ma intervenire sull'ordine dei lavori
non deve essere un espediente per ritornare su questo tema.
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come lei ha
ricordato io ieri sono intervenuto sull'articolo 5 ed in quanto
anche relatore di emendamenti sul disegno di legge e lei dovrebbe
ricordare, nel resoconto c'è, che l'Assessore al ramo, il Governo,
ieri si è impegnato a presentare una riscrittura perché conveniva
sul fatto - è stato ricordato ora dall'onorevole Ciaccio - che
richiamava proprio ciò che il Governo ieri ha detto, Presidente.
Per cui, propongo l'accantonamento e la riscrittura per una
semplice ragione
PRESIDENTE. Ho compreso, onorevole Formica. Cosa intende fare il
Governo su questa proposta di accantonamento?
FORMICA. Presidente Crocetta, mi sta ascoltando?
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei ha già fatto la richiesta,
quindi sull'ordine dei lavori ci stava tutto
FORMICA. Sono per l'accantonamento per la riscrittura, anche
perché, siamo d'accordo sulle motivazioni che ha detto ieri
l'Assessore e cioè che le accise, le royalties, in effetti, non è
da lì che deve venire magari una tassazione ed invece proponeva
proprio di istituire la tassazione. Quindi, fare una riscrittura
semplice dell'articolo non mi pare una cosa dell'altro mondo; è
anche un atto di buon senso, Presidente.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 670/A
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, su questo
articolo si è parlato ampiamente ieri, però una cosa sfugge:
nessuno ha parlato di che cosa sono ed a che cosa servono le
royalties. Le royalties hanno un significato perché sono una norma
compensatoria per i territori.
Abbiamo parlato di ambiente. Le royalties servono intanto per
essere investite nei territori in cui insistono queste raffinerie
in termini di ambiente e, quindi, di bonifica ambientale. Vengono
utilizzate anche per lo sviluppo.
Ieri si è parlato in modo molto generale ed a volte anche
sfiorando la demagogia, non tenendo in considerazione che queste
somme che sono determinate da una legge sono destinate proprio in
termine di sviluppo ed in termine ambientale.
Ora, è indubbio che siamo in una situazione in cui dobbiamo
trovare un giusto equilibrio, come diceva il Presidente della III
Commissione, perché lì tutto si gioca. E' indubbio che si deve
salvaguardare un ambiente che già è stato danneggiato, quindi da lì
si parte, ma bisogna tenere in considerazione anche il fatto che
aumentando ulteriormente le royalties potremmo arrivare al punto
che diceva nel suo intervento il Presidente della Regione, potremmo
cioè avere una diminuzione ed una dismissione degli investimenti.
Io vi posso portare per esempio ciò che sta succedendo nel
territorio della provincia di Caltanissetta dove ci sono in ballo
circa 8 cento milioni di investimenti e gran parte di essi verrà
utilizzata per sostituire vecchi impianti determinando un impatto
ambientale positivo.
Quindi, ritornando al tema che secondo me è centrale, cioè quello
del giusto equilibrio e il giusto equilibrio non si può determinare
così venendo qui a mercanteggiare come se fossimo al mercato, il
12, il 13, il 14 o il 15 per cento; se il Governo ha fatto la
proposta del 13 per cento, mi sembra che sia il giusto equilibrio
tra ciò che è possibile tassare, senza avere il rischio che ci sia
disinvestimento, perché ricordiamoci una cosa molto importante,
disinvestire nei nostri territori è una cosa più semplice, perché
in Asia, nel continente eurasiatico, hanno la possibilità di non
tenere conto delle norme ambientali e, quindi, è molto facile che
chiudano le nostre raffinerie perdendo posti di lavoro, quindi,
dobbiamo trovare il giusto equilibrio.
Poi, con calma, c'è stata la proposta dell'Assessore per le
attività produttive, che mi pare abbia interesse a rideterminare
tutta la logica su questa tipologia di tassazione e, quindi, penso
che oggi non si possa semplicemente rifare una riscrittura, penso
che debba essere normato attraverso una legge che passi attraverso
studi di settore, in modo da fare le cose per bene.
PRESIDENTE. Invito i singoli parlamentari a prendere posto, non si
riesce a seguire il dibattito.
GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, non c'è più ordine dei lavori; c'è
un ordine dei lavori prioritario che ha espresso l'onorevole
Formica, che era quello dell'accantonamento, il Governo sta
ragionando, non possiamo rientrare di nuovo nel merito, lei ieri è
già intervenuta.
VENTURINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rubo proprio un
minuto. Ho presentato un emendamento e prima che si arrivi
all'eventuale accantonamento volevo spiegarlo brevemente.
Ieri si è parlato moltissimo di questo balletto delle percentuali,
dieci per cento, quindici per cento, tredici per cento, ora, tenuto
conto di tutta una serie di interventi che sono stati effettuati da
questo pulpito a partire dalla collega Palmeri, a quello che ha
fatto poco fa l'onorevole Ciaccio, tutti interventi motivati, è
chiaro non possiamo svendere il nostro territorio, però è anche
vero che non possiamo fare a meno di una presenza di investitori
che devono, grazie ai loro investimenti, poter garantire
VINCIULLO. Cosa fare di questo due per cento? Qualcuno lo spieghi,
perché diversamente non si capisce.
VENTURINO. Onorevole Vinciullo, se mi lascia finire probabilmente
ci capiremo. Allora, ho presentato un emendamento che prevede
addirittura di riportare anche al dieci per cento, così come era
prima dell'introduzione della legge dell'anno scorso, a patto però
che il Governo si faccia carico di un'interlocuzione con le
compagnie petrolifere presenti sul territorio e che si veda da
subito se si riesce a diminuire per esempio il costo delle benzine,
sia per uso civile, che per uso industriale ed agricolo, così già
cominciando ad intervenire sulle tasche dei cittadini, ma poi
soprattutto una trattativa seria per quanto riguarda gli elementi
compensativi a salvaguardia della salute dei cittadini ed anche
dell'ambiente.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Assessori, cittadini, in merito al
subemendamento 5.18.1 presentato dall'onorevole Venturino, è
veramente, posso definirlo una misura che ha dell'indefinibile per
vari aspetti e per varie materie.
Innanzitutto, abbiamo, nella sostanza andiamo a fare quello che
lei onorevole ha appena enunciato. Ma, poi, andiamo anche a
leggere: accordi che dovranno prevedere altresì misure
compensative a salvaguardia a salute dei cittadini oltre
dell'ambiente .
Abbiamo tutta una serie di decisioni della Corte di Giustizia
europea che in materia di ambiente, ovviamente, fanno in modo che
il principio di precauzione non possa essere minimamente disatteso
e soprattutto nel caso dell'industria pesante e noi di questo
parliamo.
Quando parliamo di misure compensative già andiamo a dire che
vogliamo danneggiare, perché dobbiamo compensare qualcosa; è
qualcosa di assurdo
Sul discorso e mi richiamo a quanto detto ieri dall'onorevole
Gianni, il ribadire in maniera - mi si permetta - demagogica e
populista, il fatto che sul territorio siciliano debba essere
abbassato il costo della benzina è veramente qualcosa di assurdo e
che va anche nel senso della mancata nostra funzione dell'educare
il cittadino a capire qual è la direzione più giusta da tenere.
Noi non dobbiamo abbassare il prezzo della benzina, dobbiamo
svincolarci dal consumo del petrolio. Noi dobbiamo svincolarci dal
cosiddetto pensiero nero, dobbiamo proiettarci verso il pensiero
solare, sfruttare l'energia solare e tutti gli altri strumenti
verde.
Andiamo ancora a parlare di petrolio, ma siamo impazziti? Questa è
una fase che deve essere assolutamente considerata - purtroppo, per
quanto mi riguarda anche per condizioni preconcette e situazioni
attuali che devono essere superate - una fase transitoria questa.
Noi come Movimento Cinque Stelle intendiamo proiettarci verso un
nuovo modo di sviluppo. Gli emendamenti da noi presentati vanno
assolutamente in questo senso.
Purtroppo, mi sembra che, in questa Aula, portiamo avanti soltanto
noi questo nuovo modello di sviluppo, per coabitare tutti su
questa terra di Sicilia in maniera più sostenibile, per fare in
modo di essere comunità, mentre il riferirsi ad aziende
petrolifere, piccole e medie imprese - si parlava ieri degli
impianti petroliferi, ma di che stiamo parlando -, sembra che
vadano via non appena togliamo le condizioni valide per potere
rimanere qui. Ma cosa hanno il chioschetto di banane, lo prendono e
lo portano via? Mi pare un poco difficile.
Quindi, diamo dignità per cortesia alla nostra Terra.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
GIANNI. Chiedo di parlare perché sono stato aggredito, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, non è stato aggredito, l'onorevole
Zafarana è stata gentile nei toni, ha fatto un discorso di
carattere generale.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, mi deve specificare qual è il fatto
personale. Siamo all'inizio, evitiamo di intervenire sempre sugli
stessi argomenti.
Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, questo è l'inizio della fine. Abbia
pazienza.
La collega Zafarana non sa quello che dice.
PRESIDENTE. No, onorevole, altrimenti per fatto personale
interviene l'onorevole Zafarana.
GIANNI. Il petrolchimico che è un'industria pesante, si trova sul
territorio da cinquant'anni.
Quando personalmente ho fatto il piano di risanamento ambientale
era per risanare il danno che già c'era. Noi, oggi, non possiamo
prescindere dall'industria, vogliamo solo che l'industria sia
controllata.
Bene ha fatto l'assessore Vancheri ieri.
Presidente, vorrei dire alla collega Zafarana, che nel futuro farà
tante cose carine, che dobbiamo gestire il presente. Quando
facciamo un'azione di questo genere, obblighiamo aziende come la
Lukoil a non fare più investimento di un miliardo e otto cento
milioni di dollari
VINCIULLO. Cosa c'entra la Lukoil. Ieri sera è stata detta
un'altra cosa. Ieri sera si è detto piccole imprese, piccoli
soggetti
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo non è questo il modo di procedere.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.49, è ripresa alle ore 13.51)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto.
Fatemi la cortesia. Non si può andare avanti così.
L'onorevole Grasso è pregata di allontanarsi dai banchi del
Governo. Lo stesso per l'onorevole Cimino ed anche per l'onorevole
Lantieri.
Onorevole Gianni, la invito a riprendere il suo intervento.
GIANNI. Signor Presidente, fra l'altro avevo anche parlato poco.
Mi dispiace che l'onorevole Vinciullo abbia avuto questa
esternazione infelice.
Stavo dicendo che, oggi, dobbiamo prendere atto, anche,
dell'intervento dell'assessore Vancheri che è stato puntuale ed
opportuno.
Il problema non è quello che faremo domani. E' quello che faremo
oggi. L'emendamento che ha bene illustrato l'onorevole Venturino,
con estrema chiarezza, dice che non bisogna fare allarmismi
inutili. La benzina in Sicilia ha il più alto costo di tutte le
Regioni d'Italia.
Siccome, abbiamo la presenza di diversi enti che fanno la
raffinazione, è incomprensibile come noi si possa subire un danno
derivato dalla raffinazione, senza avere alcun beneficio.
Questo emendamento che ho sottoscritto - che poi è quello che ho
detto ieri -, ci consente di stabilire una percentuale del 10 per
cento sulla royalties e, nello stesso tempo, consente al Governo di
aprire un confronto con la zona industriale di tutta la Sicilia,
dicendo che possono venire ad investire ma che, certamente, il
prezzo della benzina può essere rivisitato.
Questo è il tema. Tutto il resto e mi dispiace che l'onorevole
Zafarana che reputo una persona molto attenta, abbia potuto parlare
di demagogia, anziché parlare di cose reali di cui abbiamo bisogno
e di cui i siciliani hanno bisogno.
I deputati del Movimento Cinque Stelle, possono dire quello che
vogliono, con quella bocca
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, lei è deputato di grande esperienza.
Ha utilizzato il fatto personale per ritornare nel merito
dell'emendamento. Questo lo abbiamo compreso tutti, però questo non
dovrebbe essere pedagogico per gli altri parlamentari.
Il fatto personale non c'era completamente. Non c'è alcun fatto
personale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 670/A
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, se
permettete, vorrei richiamare l'attenzione di quest'Aula su un
aspetto importante.
Noi siamo tutti perché le entrate abbiano un momento di crescita,
perché siamo convinti che c'è un bilancio ingessato e che ha
bisogno di nuove risorse.
Ho sempre sostenuto questa iniziativa, questa parte ma, più che
altro, ho sostenuto questo tipo di impegno per cercare di capire
come possiamo accrescere le nostre risorse.
Però, su questo argomento specifico, proprio per la coerenza che
dobbiamo avere nelle nostre azioni, ritengo che vada fatta una
riflessione.
Il principio secondo il quale le royalties devono subire una
riduzione, atteso che con la finanziaria dell'anno scorso le
avevamo portate al 20 per cento, diventa un argomento su cui si
apre un ragionamento circa la capacità di investire, da parte di
queste multinazionali, su questo territorio nostro circa la
coltivazione e circa la possibilità di ricerca.
Siccome l'intervento dell'assessore Vancheri, ieri sera - perché
dobbiamo avere anche un modo razionale di seguire le nostre vicende
- che pone un principio relativo al pagamento delle royalties, che
rappresenta un aspetto, dal principio, invece, della tassazione che
rappresenta un altro aspetto, ritengo che, su questo argomento,
l'intento che vuole essere, secondo il comma due, realizzato è
quello di dire atteso che c'è una media di percentuale a livello
nazionale, ma anche a livello europeo, che viene sostenuta per
questo tipo di iniziativa e che siamo nella misura vicina a quella,
ritengo che, in questo caso, l'emendamento proposto sia un
emendamento che ha un suo fondamento, una sua ragion d'essere, un
motivo perché c'è quel principio - che ho sempre sostenuto e che è
motivo di grande scontro con l'Assessore al territorio e ambiente
- circa il seicento per cento dei canoni demaniali, perché pensiamo
di incrementare le risorse aumentando le aliquote ma, nella
sostanza, dimentichiamo che aumentando troppo le percentuali,
probabilmente, non incasseremo nemmeno quello che abbiamo incassato
fino ad oggi.
Questo è il ragionamento che dobbiamo avere chiaro ed in questa
direzione dobbiamo confrontarci.
Allora, Assessore, allora Presidente, ritengo che su questa
vicenda, siccome è materia troppo seria, vada dato atto
all'Assemblea, pur nella vivacità del dibattito, di aver avuto
grande senso di responsabilità per un approfondimento che porta
anche ad una valorizzazione di un ragionamento.
L'intervento dell'onorevole Ciaccio, che dice: Bene Però, c'è
anche la possibilità di utilizzare al meglio questa opportunità , è
un intervento che va nella misura della capacità di investimento
reale delle multinazionali sul nostro territorio.
Allora, se queste già ci sono, facciamogli pagare le tasse.
Allora, Assessore, e questo è il tema: questo tipo di emendamento
da un canto ci riallinea agli investitori (continuate ad
investire), ma dall'altro caro Assessore deve esserci il concetto
chiaro che si apre una fase in cui anche il sistema impositivo deve
avere un altro tipo di impostazione.
Il ragionamento secondo il quale, probabilmente, possa esserci un
approfondimento in questo senso non so se sia opportuno per
modificare lo stesso emendamento, oppure perché, parallelamente, si
approvi questo e si avvii la fase per capire come determinare le
nuove imposte.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'intervento del collega D'Asero è condivisibile al cento per
cento.
Va fatta una riflessione sul comma tre, presidente Crocetta,
assessore Bianchi, lei che è bravo può spiegarmi qualcosa. Ho
studiato, ho letto il comma tre. Voi state dicendo ai siciliani,
sol perché stanno immaginando, solo immaginando, di aprire
un'attività, di andare a pagare la SCIA.
Ma come vogliamo stimolare lo sviluppo e la crescita? In questo
modo?
Parlerò poco, perché non c'è bisogno di dire ai siciliani che chi
ha aperto da poco un'attività deve già mettere le mani in tasca per
pagare le tasse. Quindi, non c'è bisogno che nessuno lo denunci, va
solo detta con quattro parole la pesantezza di questo comma tre,
inserito in un articolo che ha anche dei buoni propositi. Ma il
comma tre è di una pesantezza inaudita.
Io vi invito a riflettere su questa cosa, a rivederla, a dare un
po' di ossigeno, un po' di respiro a coloro che scommettono di
tasca propria, perché si è detto di non pensare sempre ai precari,
e va bene non ci pensiamo più, ma a coloro che ci mettono di loro,
vogliono scommettere, ma almeno diamogli una boccata di ossigeno,
diamogli una possibilità di respiro, assessore Bianchi.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non
vorrei che fosse passata in sordina la proposta che ha fatto il mio
collega del Movimento Cinque Stelle, onorevole Ciaccio, perché ci
sono delle comunicazioni fra società che gestiscono e si occupano
di raffinazione e di estrazioni di petrolio in Sicilia, e altre che
ce ne sono nei mari del Nord, che dicono venite in Sicilia ad
investire perché è più conveniente, perché si paga meno, ed è un
dato di fatto.
Questo perché nei mari del Nord hanno tolto le royalty. E perché è
più conveniente venire qui in Sicilia? Hanno tolto le royalty
perché vanno ad incidere direttamente sul fatturato, ed era proprio
la proposta dell'onorevole Ciaccio.
Ora, non vorrei che fosse passato in sordina, io la voglio
ricalcare, voglio dargli ancora più eco. Vogliamo prevedere di
andare a fare una misurazione su quello che effettivamente vendono
chi estrae e raffina in Sicilia? Siamo disposti come movimento a
togliere le royalty in Sicilia, azzeriamole, però andiamo ad
incidere sul fatturato della vendita, ed andiamo a fare la stessa
cosa che fanno nei mari del Nord, in maniera equa, e allora ci
stiamo a fare questo ragionamento.
Pertanto siamo favorevoli ad accantonare l'articolo per vedere se
c'è la possibilità di addivenire ad una formulazione nuova che vada
in questo senso, e ci possiamo anche mettere d'accordo su quelle
che possono essere le nuove prospettive, diversamente continuiamo a
sostenere che questo è un passo indietro immotivato, visto che
l'anno scorso siamo andati su tutti i giornali e sulla stampa
sbandierando che avevamo fatto questa cosa, e ora mestamente
torniamo con la coda tra le gambe indietro perché qualcuno oltre
alla giacchetta forse ci ha tirato anche le orecchie.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già è stato detto di
tutto e di più però vorrei aggiungere un'altra cosa, anche per
quello che è l'aspetto dell'ambiente, della salute, e quindi parlo
anche all'Assessore che potrà confermare quanto danno si è fatto
perché quando mi si dice che l'industria petroliera è qui da tanto
tempo, andiamo a vedere che tipo di danni sono stati fatti, abbiamo
numerosissime falde acquifere inquinate rese inservibili dalle
ricerche.
I vari permessi di ricerche petrolifere hanno permesso di fare
indagini, hanno danneggiato in maniera irrimediabile le sorgenti e
le falde acquifere che sono la vera ricchezza della Sicilia. Se noi
pensiamo che rilanciando al ribasso, rilanciamo l'industria, stiamo
veramente aiutando quel pensiero nero ad andare avanti, ed io
continuo a sostenere che nulla mai, nessuna bonifica, nessun
contributo, ci potrà risarcire di quel danno.
Per esempio nel ragusano, dove vengono continuamente dati permessi
per le perforazioni, avranno qualche euro di più in tasca, ma la
loro acqua non si può bere, i loro allevamenti, che sono
prestigiosissimi, sono un'economia fiorente di cui andiamo
orgogliosi, che viene danneggiata, i cittadini non possono bere
l'acqua ma la devono comprare in bottiglia, e allora lì andiamo a
fare un altro favore. Riflettiamo, non è vero che noi dobbiamo
pensare all'immediato, possiamo anche guardare più avanti e non
pensare all'uovo oggi, a consumare e a sprecare tutto poi tanto
domani chi se ne frega; noi dobbiamo avare una visione più alta,
dobbiamo pensare al dopo domani, alla prossima settimana, perché
qui, con le decisioni che prendiamo, ne pagheremo le conseguenze
molto più avanti, non solo domani e dopo domani.
Bisogna pensare come il buon padre di famiglia e la buona madre di
famiglia, pensare in prospettiva, perché noi non siamo qui per
l'immediato ma siamo anche per il futuro. Il danno ambientale e il
danno alla salute ci costano molto di più di quanto ci vengono a
dare, e allora come degli straccioni a mendicare qualche somma
ammaliandoli da questo appannaggio di avere una royalty così bassa
per poi avere una manciata di denari che andremo a spendere sulla
salute. Quindi ripensateci su questa cosa, non arrocchiamoci su
questo pensiero futile e superficiale, i petrolchimici è vero che
producono lavoro, ma parliamo con le famiglie, con le donne, con le
coppie che non riescono ad avere figli, che hanno avuto problemi,
malformazioni causate dall'inquinamento. Io mi chiedo se l'oro
nero, che per me è una maledizione nera, quando viene versato nei
fiumi, nelle falde, nel mare, apporta danni immensi spesso
irreparabili. Che cosa ce ne facciamo? Poi loro lo distillano e con
i loro rifiuti, perché ricordiamoci che il petrolio non produce
prodotti ma rifiuti, perché tutti gli scarti dei vari polietilene,
polistirolo, diventano quella maledetta plastica di cui oggi la
nostra vita è circondata.
Siamo schiavi del monouso, dell'imballaggio, delle bottiglie,
siamo entrati in un circolo vizioso da cui dobbiamo cominciare a
liberarci e finire di pensare all'oggi e pensare anche al domani e
al futuro. Spero che si possa riflettere per cambiare il punto di
vista, la chiave di lettura di quello che il mio gruppo con questo
emendamento vuole portare, vogliamo difendere il nostro territorio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessori, io sono sinceramente colpito
perché su questa discussione si era trovato un compromesso in
Commissione che riduceva di 7 punti la percentuale di royalty sulle
imprese che producono in Sicilia prodotti petroliferi mantenendo
però un'aliquota al di sopra della soglia nazionale. Ora io sono
tra quelli che pensa che le tasse si pagano alla stessa maniera
dalla Valle d'Aosta a Lampedusa perché ancora siamo ancora un
territorio nazionale e la materia tributaria, tranne per quelle
previste dallo Statuto -specificamente per la nostra Regione-, è
materia dello Stato; in particolare questo era il chiarimento per
il quale ho chiesto di parlare.
Lo dico agli onorevoli Ciaccio e Cancelleri, qualora si dovesse
addivenire all'ipotesi di imporre un tributo su fatturato, non su
una royalty, pregherei i suddetti colleghi di rivolgersi al Gruppo
del Movimento 5 Stelle a Roma perché lo Statuto siciliano, che è
norma costituzionale, esclude che la nostra Regione possa imporre
tributi sulla produzione. Il fatturato è una modalità di tributo
sulle produzioni, che nel caso specifico è a carico dello Stato. Ma
non dipende da noi, e qualora lo Stato dovesse deciderlo noi lo
applicheremo, ma fino a quando lo Stato, cioè il Governo nazionale
e il Parlamento nazionale, non deciderà di imporre una diversa
modalità di tributo sulle produzioni petrolifere siamo chiamati e
costretti ad adeguarci.
Abbiamo discusso del 20% , che obiettivamente è un tributo che
sembra più a carattere estorsivo che non risarcitorio. Ci è
sembrato un elemento di equilibrio arrivare ad una percentuale che
è tra il 10% e il 20% sia il 13%. Mi sembrava che su questo si era
trovato un equilibrio di condivisione politica, perché anche a
questo servono le Commissioni, trovare quei compromessi che vedono
cedere un po' ognuno le proprie convinzioni ed arrivare ad una
sintesi più largamente condivisa. Tenere due giorni il Parlamento
bloccato su questo punto mi sembra esagerato rispetto ai temi che
abbiamo all'esame del Parlamento. In ogni caso le cose di cui
parlano i cinque stelle prego rivolgersi a Roma. Qui è un indirizzo
sbagliato.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
l'intervento dell'onorevole Cracolici sia importante perché
chiarisce finalmente un equivoco che è inutile portare avanti.
Intervengo anche per riprendere una parte dell'intervento del
Presidente Crocetta perché mi ha colpito un passaggio. Lui ha
detto: Cambiamo sistema, confrontiamoci dentro le Commissioni, e
arriviamo in Aula tutti d'accordo . Perché non ha senso stare qui a
parlare sempre delle solite storie, della solita solfa. Tra l'altro
la collega Foti riprende eventi di una provincia che forse non
conosce molto bene, perché penso che parli della provincia di
Ragusa, dove non c'è stato un solo caso di inquinamento dell'atto
performativo. Anzi tutt'altro, dirò di più, che nel captare i gas
delle perforazioni c'è una struttura tecnica che sta riscaldando un
po' le case rurali che stanno nel circondario e saremo nelle
condizioni di dare acqua calda nelle strutture, nelle serre, per
esempio, quando fa freddo. Per cui parliamo di cose che neppure
conosciamo.
A volte ci si stanca ad ascoltare tante cose, per cui ritengo che
il cambiamento di cui parlava il Presidente Crocetta sarebbe il
caso di poterlo approvare qui cambiando anche metodo, diventando
più veloci, più rapidi, facendo capire anche all'esterno che qui
vogliamo veramente lavorare e non perdere tempo.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.2.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento 5.12 dell'onorevole Ciaccio è ritirato.
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 5.3.
ASSENZA. Signor Presidente, avevo fatto una richiesta di voto
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.3.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 28
Contrari 45
Astenuti 0
(Non è approvato)
Gli emendamenti 5.7, 5.17, 5.9, sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 5.18. Ricordo che è stato presentato il
subemendamento 5.18.1bis, primo firmatario l'onorevole Venturino,
sul quale già in Aula si è dibattuto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 5.18, a firma degli
onorevoli Falcone, Pogliese e Assenza.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
ASSENZA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.18.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.18.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 71
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 27
Contrari 43
(Non è approvato)
GRASSO. Signor Presidente, il sistema di votazione non funziona
PRESIDENTE. Onorevole Grasso lei è entrata dopo che ho dichiarato
chiusa la votazione, e dopo che si dichiara chiusa la votazione non
si fanno questi tentativi per poi fare dichiarazioni esterne che il
sistema non funziona.
GUCCIARDI. Il sistema non funziona
PRESIDENTE. Pongo in votazione gli emendamenti 5.4, 5.8, 5.10,
5.14, che sono di identico contenuto, soppressivi del comma 3. Il
parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
ASSENZA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.4.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 76
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 35
Contrari 40
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 5.16 e 5.11, che sono di
contenuto analogo.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.5. Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.6.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, è stato distribuito l'emendamento
aggiuntivo5GOV, primi firmatari Panepinto, Gucciardi, Cracolici,
fatto proprio dal Governo e dalla Commissione. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 44
Contrari 26
Astenuti 4
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai Comuni
1. In attuazione delle prerogative statutarie in materia
finanziaria è istituita a decorrere dal 2014, in favore dei comuni,
una compartecipazione al gettito regionale dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche (IRPEF). Le risorse da assegnare ai comuni
sono calcolate in ciascun anno applicando un'aliquota di
compartecipazione al gettito dell'imposta sui redditi già IRPEF
effettivamente riscossa in Sicilia nell'ultimo anno precedente
l'esercizio di riferimento. L'aliquota di compartecipazione per il
triennio 2014-2016 è pari al rapporto tra 350.000 migliaia di euro
e l'ammontare dell' IRPEF riscossa nel 2013. Il gettito così
determinato viene ripartito tra i singoli comuni in proporzione
alla base imponibile IRPEF valida ai fini del calcolo
dell'addizionale comunale all'IRPEF. Ai comuni è fatto obbligo di
spendere almeno il 2 per cento delle somme loro trasferite con
forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che
coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse
comune. A decorrere dalla stessa data è soppresso il fondo di parte
corrente per le autonomie locali di cui all'articolo 45 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6.
2. Al fine di consentire che una parte del gettito della
compartecipazione all'IRPEF venga destinata alla realizzazione di
specifici obiettivi nonché per scopi di solidarietà intercomunale è
istituito il Fondo perequativo comunale nello stato di previsione
della spesa del bilancio della Regione - rubrica Dipartimento
regionale delle autonomie locali. Il predetto Fondo è alimentato
con una quota, determinata con le modalità previste al comma
successivo, del gettito della compartecipazione all'IRPEF
attribuito a ciascun comune ai sensi del comma 1 e prelevato alla
fonte.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali, e
la funzione pubblica, di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, previa intesa in sede di Conferenza Regione - Autonomie
locali sono stabilite entro il 30 aprile di ciascun anno l'aliquota
di contribuzione al Fondo di cui al comma 2, uniforme per tutti i
Comuni e, per ciascun Comune, le quote di spettanza del già
menzionato Fondo sulla base dei seguenti criteri:
a) dimensione demografica;
b) esigenza di limitare le variazioni, in aumento ed in
diminuzione, delle risorse disponibili, attraverso l'introduzione
di un'appropriata clausola di salvaguardia, che per i comuni
piccoli e montani garantisca risorse di parte corrente non
inferiori al 97 per cento dell'anno precedente;
c) minore capacità fiscale in relazione al gettito dell'IRPEF e
dell'IMU;
d) ubicazione in isole minori;
e) esigenze di spesa per il trasporto interurbano degli alunni
delle scuole medie superiori;
f) rispetto dei fabbisogni standard nella gestione degli asili
nido e nell'erogazione dei servizi di polizia municipale;
g) sostenere le iniziative di salvaguardia degli equilibri di
bilancio in presenza di comprovate situazioni di difficoltà
finanziaria;
h) verifica delle risorse regionali umane, strumentali e
finanziarie a qualsiasi titolo già assegnate o comunque riferibili
ai singoli comuni.
i) capacità di riscossione;
l) percentuale emersione evasione fiscale;
m) azioni per ridurre l'impronta ecologica attraverso misure ed
interventi quali efficienza energetica, acquisti verdi;
n) azioni per ridurre l'inquinamento atmosferico promuovendo
politiche di mobilità sostenibili quali car-sharing, bike-sharing,
car-pooling, piedibus;
o) corretta gestione dei rifiuti attraverso la raccolta
differenziata porta a porta in una politica che aspira al traguardo
rifiuti zero.
4. Le assegnazioni di cui al presente articolo sono erogate a
ciascun comune in quattro trimestralità posticipate; l'erogazione
dell'ultima quota è effettuata non oltre il 28 febbraio dell'anno
successivo a quello di competenza. L'iscrizione in bilancio
dell'assegnazione in favore dei comuni è effettuata tenendo conto
delle predette disposizioni in materia di erogazione.
5. Sono abrogate tutte le disposizioni di legge che prevedono
riserve a valere sul Fondo perequativo per i comuni diverse da
quelle disposte con il presente articolo.
6. Al fine di consentire la realizzazione di specifici obiettivi
di infrastrutturazione e riqualificazione del territorio è
istituito il Fondo per investimenti dei comuni nello stato di
previsione della spesa del bilancio della Regione - rubrica
Dipartimento regionale delle autonomie locali. Per l'anno 2014 il
Fondo ha una dotazione finanziaria di 60.000 migliaia di euro.
7. Il Fondo per investimenti viene ripartito tra i comuni tenendo
conto dei criteri di cui al comma 3. Le quote dei trasferimenti di
cui al presente comma possono essere destinate al pagamento delle
quote capitale delle rate di ammortamento dei mutui assunti dagli
enti per il finanziamento di spese di investimento.
8. Per il 2014, a valere sul Fondo perequativo di cui al comma 2,
è accantonata la somma di 2.700 migliaia di euro per le finalità di
cui all'articolo 53 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6
nonché la somma di 1.300 migliaia di euro per le finalità di cui
agli articoli 8, 9 e 10 della legge regionale 8 agosto 1985, n. 34,
capitolo 776404. Per le finalità di cui all'articolo 53 della legge
regionale n. 6/2009 sono destinate 1.300 migliaia di euro a valere
sul Fondo di cui al comma 6.
9. Per l'anno 2014 è autorizzata la spesa di 15.000 migliaia di
euro per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo 9,
comma 4, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e successive
modifiche ed integrazioni.
10. Per la gestione dei rapporti, anche in convenzione, con le
comunità alloggio per i disabili psichici di cui all'articolo 45,
comma 5, della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, l'ulteriore spesa di 16.900
migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.1 - Capitolo 182519).
11. I comuni già dichiarati in dissesto finanziario ai sensi della
normativa vigente e quelli che intendono evitare situazioni di
dissesto finanziario e agevolare le procedure di riequilibrio
economico-finanziario adottate dagli stessi enti locali e dalle
province regionali ai sensi del decreto legge 10 ottobre 2012, n.
174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213 e successive
modifiche e integrazioni, a decorrere dal 2014, possono richiedere
un contributo decennale, formalizzando entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge apposita richiesta
di anticipazione finanziaria ai sensi della predetta legge. Il
contributo viene assegnato con decreto dirigenziale del
Dipartimento regionale delle autonomie locali a ciascun ente in
proporzione alle somme richieste e incorporate nei rispettivi piani
di riequilibrio. In caso di mancata approvazione del piano di
riequilibrio, il contributo viene revocato e acquisito all'entrata
del bilancio. Per le finalità del presente comma è assunto un
limite di impegno decennale, a decorrere dal 2014, nella misura
annua di 1.000 migliaia di euro per i comuni in dissesto e di
4.000 migliaia di euro per i comuni che attivano procedure di
riequilibrio economico-finanziario.
12. La Regione, con la legge di assestamento al bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014, provvede ad introdurre
eventuali misure tendenti a salvaguardare gli equilibri finanziari
dei Comuni.
13. Le risorse di cui al comma 2 sono utilizzate in via
prioritaria per le finalità di cui alla lettera g) del comma 3
entro il limite di spesa, per il corrente esercizio finanziario di
1,5 milioni di euro ai comuni che hanno elevato al massimo le
aliquote sui tributi propri».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 6RGOV.
FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di accantonarlo.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta
(la seduta, sospesa alle ore 14.29, è ripresa alle ore 14.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 6.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie alle Province.
1. Per l'anno 2014, al fine di garantire il funzionamento delle
Province è autorizzato un contributo di parte corrente di 10.000
migliaia di euro.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica si provvede al riparto del contributo di cui
al comma 1, destinandolo prioritariamente alle province regionali
per le spese dei servizi socio-assistenziali in favore dei
disabili, nonché per garantire il diritto allo studio, il
funzionamento dei consorzi universitari e il pagamento degli
emolumenti del personale.
3. La Regione, con la legge di assestamento al bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014, provvede ad introdurre
eventuali misure tendenti a salvaguardare gli equilibri finanziari
delle Province».
Comunico che è stato presentato un emendamento di riscrittura del
Governo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Su questo articolo noi abbiamo
avuto emendamenti di tutte le forze politiche, di tutti gli
schieramenti, questi emendamenti sono stati accolti tutti quindi il
Governo ha fatto un'azione di mediazione. A me sembra quasi da
igiene politica che su questi emendamenti almeno ci sia un'intesa,
altrimenti noi potremmo dedurre che le intese che facciamo non
servono assolutamente a nulla. Pertanto, io credo che andare avanti
nella votazione soprattutto laddove in privato ci si dice che si è
d'accordo, non si può manifestare un pubblico dissenso, quindi se
ci sono contrarietà, che emergano, se ci sono voti favorevoli, che
emergano, però io ritengo che bisogna votarlo.
FORMICA. Ha ragione
PRESIDENTE. Eravamo alla discussione dell'articolo 7 che riguarda
le disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie alle
Province, quindi prima votiamo l'articolo 7, dopo di che si torna
all'articolo 6 sulla base di quanto dichiarato dal Presidente
Crocetta.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
CIACCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, noi avevamo presentato degli
emendamenti. Io capisco che sicuramente è stato ampliato e solo in
questo ringrazio il Governo, però in Commissione c'era stato
l'impegno, anche perché il Governo ha dichiarato che era fra le
priorità anche quella di considerare la manutenzione strade,
manutenzione non dico ordinaria che sicuramente ha dei costi, ma
almeno la straordinaria; abbiamo casi come, ad esempio, Polizzi
Generosa che è isolata da due giorni. Allora si era chiesto, e
questo aveva trovato il consenso da parte di quasi tutta la
Commissione, di aumentare anche di poco, per delle somme urgenze da
destinare alla Provincia per la manutenzione delle strade
provinciali che sono attualmente, da quando abbiamo un po'
commissariato tutte le Province, senza fondi, senza direttive e
lasciate al degrado più totale. Quindi ritrovare una riscrittura
del Governo senza tenere in considerazione questo aspetto, mi
dispiace, ma spero che, in qualche modo, venga inserita la
manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade.
PRESIDENTE. Allora proceduralmente, se il Governo è d'accordo,
siccome c'è un emendamento presentato dall'onorevole Ciaccio,
l'emendamento dovrebbe diventare subemendamento all'emendamento di
riscrittura e lo potremmo votare singolarmente, quindi lo votiamo
prima.
ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, siccome a me piace essere molto leale,
io debbo dire che il Governo con questa riscrittura ha preso atto
di alcuni emendamenti presentati dall'opposizione e comunque ha
preso atto di un elemento assolutamente indiscutibile: le Province
fino a quando ci sono devono essere messe in grado di assolvere al
meglio le loro funzioni. Dunque questa è una presa d'atto di una
situazione - io do atto al governatore Crocetta e all'Assessore
Bianchi di avere, su questo tema, condiviso le giuste e, a questo
punto, dico rivendicazioni e lagnanze da parte dell'opposizione che
si erano tradotte in una serie di emendamenti che adesso non hanno
ragione più di essere.
Pertanto, annuncio il ritiro degli emendamenti che su questa
materia erano stati da me firmati.
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
regione, positivamente accogliamo la richiesta che il Governo ha
fatto di incrementare il contributo destinato alle Province perché
era una richiesta che avevamo fatto ampiamente proprio, perché
vorrei ricordare che alle province dicevo che abbiamo accolto
favorevolmente la proposta del Governo perché viene incontro a
quelle che sono le reali necessità che le Province hanno.
Ribadiamo che in questo modo le Province avranno oltre alle somme
che gli spettano, che sono circa 50 milioni di euro, questi
ulteriori 20 milioni di euro. Ma questi 20 milioni di euro servono
solo ed esclusivamente per il sistema scuola, per l'integrazione
dei ragazzi e ragazze diversamente abili, per il pagamento degli
stipendi.
Per quanto riguarda invece la manutenzione ordinaria e la
manutenzione straordinaria, credo che difficilmente le Province
potranno attingere a questi fondi.
Per questo motivo, chiedo al Governo oppure lo faremo noi in
Commissione, di predisporre un emendamento in maniera tale da
autorizzare le Province ad eventuali mutui nel caso devono fare
interventi di manutenzione straordinaria. Ma quando si tratta di
aprire strade al pubblico
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Vinciullo, abbiamo
accettato l'emendamento.
VINCIULLO. Presidente Crocetta, con piacere ne prendo atto e
quindi la questione è chiusa. Possiamo votare l'articolo allora.
D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor presidente, onorevoli colleghi, presidente della
regione e assessori, la ripresa e quindi la riscrittura di questo
articolo 7, come giustamente anche il Presidente della Regione ha
evidenziato, riguarda un momento di sintesi che questo Parlamento
in senso propositivo anche da parte di tutta l'opposizione ha
voluto evidenziare e quindi dare atto e quindi il voto favorevole a
questo articolo che attraverso caro Presidente, del confronto, sui
temi particolarmente delicati e sensibili, che rappresentano anche
un momento di garanzia per il tema della socialità in genere e
quindi della scuola e della formazione, ma anche dei diversamente
abili e di tutto ciò che riguarda il principio del compito di
istituto, che le Province come livello di governo ad oggi hanno
effettuato e possono continuare ad effettuare.
Con questa integrazione, riteniamo che abbiamo dato un contribuito
a che si garantisca almeno la possibilità di continuare con questi
servizi attraverso ulteriore fondo di intervento di 10 milioni di
euro. Quindi, sono favorevole.
MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, condivido
perfettamente la questione sollevata dal collega Ciaccio.
Mi permetto semplicemente di dire che siccome sono diverse le
modalità per finanziare le manutenzioni ordinarie e quelle per
finanziarie le manutenzione straordinarie, si potrebbe per quanto
riguarda le manutenzioni straordinarie che spesso sono
assolutamente indispensabili proprio per la capacità di fruizione
di una strada, si potrebbe autorizzare il ricorso ai mutui e ai
prestiti che è la modalità che si utilizza da sempre.
Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria siccome non è
possibile accedere ai mutui per la manutenzione ordinaria, si
potrebbero autorizzare le province ad utilizzare una quota degli
avanzi di amministrazione che in questo anno di minore attività
ordinaria si sono prodotti.
Da qui a pochi mesi le province potrebbero fare il bilancio
consuntivo, però dobbiamo autorizzare gli enti ad utilizzare una
quota degli avanzi di amministrazione per le manutenzioni
ordinarie, altrimenti quelle somme non possono essere utilizzate ad
uno scopo che è altrettanto importante quanto la manutenzione
straordinaria.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo
favorevoli alla riscrittura che il Governo ha presentato. Era una
delle pochissime richieste di carattere generale che l'opposizione
aveva presentato al Governo. Questa richiesta è stata soddisfatta.
Ritengo sia una risposta giusta alle problematiche che affliggono
ed interessano l'intera platea dei cittadini siciliani.
Riteniamo pure che la soluzione scelta, cioè quella di consentire
con questi 10 milioni che sono per i fondi di investimento,
consentire il pagamento delle rate di mutuo, possono liberare
ulteriori risorse ove ne risultassero, per fare anche dei piccoli
interventi di manutenzione che sono assolutamente carenti.
Noi siamo, quindi, favorevoli perché era una delle proposte, una
delle richieste che aveva fatto l'opposizione.
FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
manifestare l'apprezzamento per la riscrittura del Governo
sull'articolo 7 che riguarda le province. Noi avevamo chiesto che
venisse aumentato e rafforzato e lo si è rafforzato con una quota
in conto capitale.
C'è l'indicazione dell'emendamento dell'onorevole Ciaccio che
chiede, giustamente, un intervento relativamente alla manutenzione
delle strade perché le province, in questo frangente, fin quando
saranno ancora in funzione, noi siamo speranzosi che continuino
come ente intermedio, possono e devono, necessariamente, assicurare
il servizio della manutenzione delle strade, atteso che è da due
anni circa che non viene eseguita.
Ben venga anche questo sub emendamento all'emendamento di
riscrittura, sul quale possiamo tutti ritrovarci e andare,
speditamente, verso l'approvazione di questo articolo.
LEANZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci stiamo
ritrovando, ancora una volta ad interventi tutti prioritari
rispetto alla provincia.
La questione delle strade provinciali è una questione molto seria
che rischia, però, chi conosce bene i bilanci della provincia lo
sa, di prendersi tutte le risorse delle priorità.
In questo momento non è la priorità la manutenzione delle strade
provinciali.
Siccome, è nelle competenze della provincia, in questo momento,
non vedo perché dobbiamo mettere ulteriormente priorità. O siamo
per la scuola o siamo per le strade provinciali, o siamo per i
disabili o siamo per le strade provinciali.
Siccome la stragrande maggioranza degli interventi di un bilancio
della provincia è costituito dalla manutenzione delle strade
provinciali, lo dico perché era l'assessorato più ambito, il
rischio che con questa priorità, noi ci dimentichiamo tutte le
battaglie che avete fatto e che abbiamo fatto prima e cioè le
disabilità, il trasporto pubblico e tutto il resto. Pertanto, io
non sono assolutamente d'accordo, caro assessore, su questa
priorità. Non è questa la priorità.
Seconda cosa e concludo - lo dico al presidente Crocetta - sulle
spese correnti siamo assolutamente d'accordo. Se la cambiamo
troviamo una soluzione. La seconda cosa, semplicemente, la dico
all'assessore, ai colleghi parlamentari. Il Governo non è che
l'articolo 7 è stato frutto di chissà quale magia che è arrivata da
chissà quale accordo. Il Governo è d'accordo rispetto ad una posta
utile, importante che consente, ovviamente, di far andare avanti
l'attività dell'ente.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me
dispiace interrompere questo clima natalizio, festivo: Grazie
Presidente, grazie Presidente, continui così .
Certo, mettere dieci milioni dopo quello che si è fatto: Grazie
Presidente ..stiamo mettendo dieci milioni Avete detto che le
province erano inutili, che non gestivano alcun servizio I
trasferimenti dello Stato verso le province, verso la regione per
poi darli alle province, sono stati ridotti perché abbiamo detto
che le province erano state cassate, non c'erano più
I trasferimenti si sono ridotti, abbiamo creato questa situazione,
oggi ci state mettendo una pezza. Allora, le province non sono
inutili. Le province hanno dei servizi importanti, per cui voi,
oggi, siete chiamati a rimetterci altri dieci milioni? E, fra sette
mesi, ci dovete mettere altri dieci milioni La cosa più giusta
sarebbe, se l'onorevole Falcone non venisse a parlare sotto il
podio, la cosa più utile sarebbe, invece, dire ai siciliani Ci
mettiamo dieci milioni e ridaremo la parola a voi. Perché voi avete
il diritto di stabilire chi vi governerà. Non un organismo
regionale che nomina commissari .
Questi dieci milioni sono frutto, di che cosa? Di un ragionamento
dei consigli provinciali con la popolazione? Con niente Sono
frutto della valutazione, errata, di questo Governo regionale
sull'abrogazione delle province
DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio essere
molto chiaro e franco nel mio intervento.
Al di là di quello che sarà il futuro della provincia - se si
chiamerà ancora così, se sarà un consorzio libero, se il territorio
cambierà, quindi cambierà tutto il sistema - ho il dovere di
rappresentare al Parlamento che, per quanto riguarda la posta
indicata in bilancio da parte del Governo, in questa fattispecie,
non solo soddisfa le minoranze, ma lo ritiene un intervento assai
utile, interessante che per parte, diciamolo francamente, di una
serie di iniziative che noi abbiamo assunto nel tempo e che
riteniamo che, comunque, l'istituzione provincia, o quello che
sarà, ha necessità di risorse funzionali perché l'attività di
questi enti possa continuare.
Allora, non possiamo stare qui a disquisire in ordine ad alcune
valutazioni, me lo lasci dire, di carattere politico che nulla
attendono con l'indicazione della posta in bilancio.
Non che io non apprezzi l'intervento dell'onorevole del Movimento
Cinque Stelle che suggeriva di inserire anche la questione della
manutenzione delle strade, ma le risorse di due milioni sono
talmente irrisorie, rispetto a quella che è l'esigenza di
manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria, che io
vorrei invitare il Governo, nell'ambito di quelle che sono le
misure comunitarie, ad indicare la possibilità di una risorsa
importante che possa consentire di mettere a regime l'intero
sistema viario delle province regionali perché da tanto tempo,
ormai da quando la legge 9 del 1986, di fatto, è stata svuotata di
contenuti finanziari, le strade sono state abbandonate, allora, in
questo senso, per quanto mi riguarda non solo esprimo unitamente al
mio gruppo parlamentare apprezzamento per questo sforzo che il
Governo fa in un momento di grande difficoltà, ma credo sia un
apprezzamento che vada fatto nell'interesse generale.
MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghi,
io non mi attardo a discutere sull'utilità delle province
regionali, apparirebbe perfino strumentale e demagogico farlo in
questo momento, fintanto che l'ente intermedio esiste, abbiamo il
dovere di assicurargli funzionalità, piena funzionalità.
L'emendamento del quale stiamo parlando è fra quelli che
l'opposizione ha voluto sottoporre con particolare pathos al
Presidente della Regione e all'Assessore per l'economia, ed il
Governo ha accettato ben volentieri di condividere la nostra
proposta.
Io mi permetto di denunciare, presidente Crocetta, ma credo che a
lei siano già arrivate le voci, di una sequela ormai sempre più
corposa e copiosa di ordinanze di chiusura al traffico di strade,
adottate dai presidenti prima, e dai commissari delle province
dopo. Il che rende davvero difficile la circolazione nei territori
soprattutto interni. E se noi non garantissimo l'accessibilità ai
fondi alle imprese, ai centri urbani, avremmo davvero costretto la
gente ad ulteriori disagi.
Ricordo a lei, onorevole Presidente, che oltre le strade
provinciali, le province hanno il compito di curare la manutenzione
delle strade consortili, delle ex trazzere, delle strade di
collegamento fra le arterie statali e quelle comunali. Si tratta,
in sostanza, di un patrimonio di viabilità che supera i diecimila
chilometri in Sicilia.
Ecco allora l'intervento da noi proposto dalle opposizioni,
proposto dal Centro Destra e dal Movimento Cinque Stelle, che è
finalizzato a dare una boccata di ossigeno perché almeno non
l'ammodernamento, ma le opere di manutenzione possano consentire il
ripristino delle strade di principale interesse.
E però rimane il problema di come soddisfare le esigenze delle
politiche sociali, poiché la coperta è corta, e poiché è difficile
stabilire un criterio di priorità fra la viabilità ed alcuni
interventi nel terzo settore e nelle politiche sociali. Io mi
permetto di lanciare un appello al Presidente e all'Assessore per
l'economia, assieme all'Assessore per le infrastrutture e per le
autonomie, perché si possa nel Governo costituire nelle prossime
ore un tavolo, per verificare quali risorse alternative possono
essere in questo momento trasferite alle province regionali.
Ci troviamo in una condizione di vera e sostanziale emergenza: è
l'annata agrumicola e quindi i mezzi pesanti hanno difficoltà a
potersi portare nelle zone interne; se un mezzo pesante non può
accedere, l'agricoltore non può vendere la propria produzione, come
bene sa l'Assessore Cartabellotta. E quindi io mi auguro che entro
una settimana il Governo possa individuare, anche attraverso
residui di fondi strutturali compatibili e pertinenti, le risorse
necessarie per consentire oltre al capitolo come lo abbiamo
proposto noi per la viabilità provinciale, di impinguare quello
relativo alle politiche sociali.
Io non farei, onorevole Leanza, una questione di graduatorie e di
priorità. Lei è stato Assessore con me alla provincia di Catania e
sa benissimo quanto sia difficile lasciare i non garantiti,
lasciare la gente colpita in fronte dal destino ad una condizione
di solitudine e di abbandono. Quindi, pensiamo alla viabilità, ma
al tempo stesso sollecitiamo il Governo a trovare una soluzione
immediata ed alternativa, anche se è temporanea.
GRASSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessori, avevo chiesto di intervenire
non solo perché non condivido l'emendamento di riscrittura della
Commissione che sembrerebbe autorizzare l'avanzo per la
manutenzione delle strade, il problema è che io ritengo che le
Province non abbiano avanzo di amministrazione.
I 20 milioni di euro che si devono prevedere e che chiediamo di
prevedere, servono per garantire quei servizi essenziali legati ai
servizi sociali, alle disabilità. Sappiamo tutti quali sono i
compiti che attengono alla Provincia. I 10 milioni anche in conto
capitale servono a liberare risorse, quindi, quell'avanzo potrebbe
essere utilizzato per fini sociali. E' auspicabile perché visto che
il tema delle strade provinciali è altrettanto importante perché ne
deriva la sicurezza della vita di ciascuno di noi che circola
giornalmente per quelle strade, vada posto all'attenzione. E quindi
chiedo che il Governo faccia la direttiva; e siccome i soldi che
servono non sono 1, 2 o 3 milioni d'avanzo, ma credo 20, e
bisognerà capire poi anche di chi sarà la competenza, che il
Governo attivi 100 milioni, una linea di intervento come si fece
qualche anno fa. Ricordo che allora, circa 7 o 10 anni fa, la
Regione Sicilia fece con la Comunità Europea, e fu l'unica volta
che in Sicilia si sistemarono tutte le strade provinciali. Invito
dunque ad una sollecitazione al Governo nella nuova linea di
programmazione, ma invito la Commissione di merito a non fare
emendamenti di riscrittura.
PRESIDENTE. A tal proposito, invito a non presentare più sub-
emendamenti o altro perché l'avanzo di amministrazione è
disciplinato dal Testo Unico degli Enti Locali.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io apprezzo gli sforzi che noi vogliamo dare soldi a
tutti, però, una cosa è che diamo i fondi perchè sono necessari,
un'altra cosa è che quando i fondi che tentiamo di trasferire sono
irrisori rispetto ai problemi e soprattutto li dovremmo dare ad
Enti che hanno tanto di quelle risorse che in questo caso - mi
riferisco all'avanzo di amministrazione che potrebbe in questo
momento finanziare la Regione, perché l'avanzo della Provincia di
Palermo attualmente è di 70 milioni di euro, quello della Provincia
di Catania è di 40 milioni di euro e via dicendo -, quindi la
favola che le strade provinciali non sono aggiustate perché
improvvisamente non hanno soldi, non è vera, non sono state
aggiustate mai
Nel 2009 quando c'erano le elezioni europee, io sono andato a
fare alcuni comizi nella zona di Villalba nel cuore della Sicilia e
le strade erano in uno stato pietoso allora, e ancora sono così se
uno va in molte zone di alcuni territori.
Perché le Province negli anni hanno fatto scelte diverse rispetto
all'utilizzo dei fondi, ma oggi non hanno alibi, perché i
Commissari è chiaro che devono risolvere questi problemi. Le
risorse ci sono, per quello che noi sappiamo; la legge già prevede
che l'avanzo di amministrazione può essere utilizzato per
investimenti, per il pagamento dei debiti, per il mutuo, per le
spese straordinarie di carattere non ripetitivo, quindi le
manutenzioni straordinarie delle strade rientrano già nelle
competenze che prevede la legge per l'utilizzo dell'avanzo
d'amministrazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo l'emendamento di
riscrittura del Governo, su cui sembra che ci sia un accordo quasi
unanime. Votiamo preventivamente, sotto forma di subemendamento,
quello presentato dall'onorevole Ciaccio ed altri che prevede, al
comma 2, peraltro è in linea, prima delle parole nonché per
garantire il diritto allo studio di aggiungere per le spese di
manutenzione e per il ripristino delle strade provinciali .
Pongo, pertanto, in votazione il subemendamento 7.3 (II parte). Il
parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Già è consentito dalla
legge. E' una ripetizione e siccome non è in contrasto con la
legge, questo è un problema più di carattere di ammissibilità
tecnica perché penso che non sia in contrasto con la legge e non
possa essere reiterativo di una legge esistente.
PRESIDENTE. Scusate, con questo andazzo si rischia di fare
confusione. Era intervenuto l'onorevole Ciaccio, spiegando che
c'era questo emendamento.
CIACCIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 7RGOV, di riscrittura.
Tutti gli altri emendamenti decadono. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione chiede
formalmente che venga accantonato l'articolo 6.
PRESIDENTE. L'articolo 6 è accantonato.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta ed avverto che
riprenderà alle ore 15.30
(La seduta, sospesa alle ore 15.03, è ripresa alle ore 16.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 8. Ne do
lettura:
CAPO IV
Disposizioni di contenimento della spesa
«Articolo 8.
Risparmi sanità
1. A decorrere dall'anno 2014 la spesa sanitaria della Regione per
acquisto di beni e servizi è ridotta di 100 milioni di euro, senza
alterare il livello e la qualità dei servizi offerti, attraverso la
revisione delle procedure di acquisto e l'applicazione dei costi
standard.
2. Previa verifica del rispetto degli obiettivi del patto
sanitario, nonché della garanzia dei Livelli essenziali di
assistenza (LEA) previsti dal medesimo, i risparmi conseguenti
dalle azioni di cui al comma 1, sono destinati a favorire
l'integrazione dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Di Mauro,
Lombardo, Federico, Fiorenzo, Lo Sciuto e Giovanni Greco
l'emendamento soppressivo 8.7. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DI BENEDETTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento di
riscrittura 8.R.
FALCONE. Signor Presidente, preannuncio la presentazione di due
sub emendamenti.
PRESIDENTE. L'articolo 8 è accantonato.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Soppressione delle cariche di coordinatore sanitario
e coordinatore amministrativo
1. I commi 4, 5 e 6 dell'articolo 11 della legge regionale 14
aprile 2009, n. 5, sono abrogati.
2. Il comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5, è sostituito dal seguente:
1. L'attività territoriale, coordinata dalla direzione aziendale,
è erogata attraverso i distretti sanitari dell'Azienda sanitaria
provinciale'.
3. I risparmi di spesa derivanti dalla soppressione delle cariche
dei coordinatori sanitari e amministrativi sono destinati al
finanziamento di progetti per le attività sportive dei disabili o
delle persone affette da autismo.
4. I coordinatori sanitari e amministrativi previsti dall'articolo
11, commi 4, 5 e 6, e dall'articolo 12, comma 1, della legge
regionale 14 aprile 2009, n. 5, decadono automaticamente dalla
carica e dal diritto alla corresponsione dell'indennità ad essa
collegata a far data dal giorno successivo a quello della
pubblicazione della presente legge».
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cittadini,
l'articolo 9 è stato l'unico articolo predisposto dal Movimento
Cinque Stelle che è entrato in finanziaria, e la cosa che mi
dispiace di più è vedere quanti emendamenti soppressivi sono stati
presentati.
Ma la cosa che più mi dispiace è che questo articolo tende a
sopprimere delle figure, il coordinatore amministrativo ed il
coordinatore sanitario, che soltanto noi abbiamo in Italia. In più,
i soldi recuperati andrebbero a finanziare le attività sportivi dei
ragazzi disabili e dei ragazzi affetti da autismo. Quindi non
riesco a capire come mai questi emendamenti soppressivi.
Si dice sempre che questa finanziaria, come quella dell'anno
passato, è una finanziaria di lacrime e sangue. Ma lacrime e sangue
di chi? Questo non è chiaro.
Vorrei fare un discorso generico sulla sanità e mi dispiace che
non è presente l'assessore Borsellino.
La sanità perché va male? Forse perché mettete delle persone
sbagliate, magari perché vicine a quel politico o a quel partito?
Se è così la cosa diventa grave perché dovremmo mettere i migliori,
ma questo non si fa.
Sono sicuramente leggende metropolitane, sono sicuramente dicerie,
voci di popolo, ma si dice che spesso anche i nomi dei direttori
sanitari, amministrativi, facenti funzione o quando c'è personale
medico o infermieristico che viene spostato a fare l'amministrativo
o il pronto soccorso, sono voci di popolo, sicuramente e quindi la
politica non c'entra nulla. L'unico dato reale è che,
possibilmente, di amministrativi, quindi di burocrati, in Sicilia
ne abbiamo il 13 per cento quando il Balduzzi ne prevede solo il
7 per cento.
Inoltre, abbiamo pronto soccorso che sono vuoti, perché stime del
SIMU prevedono nuovi medici per venticinquemila accessi nei pronto
soccorso più un medico ogni quattromila accessi successivi. Nei
pronto soccorso mettiamo spesso i novellini , perché è visto,
forse, come luogo punitivo , in cui nessuno ci vuole stare e sempre
in costante carenza di personale. E poi succede quello che succede
ad Agrigento, quello che sta succedendo a Siracusa, che c'è gente
che muore perché non funziona la TAC, gente che sta quattordici ore
in attesa e poi viene a mancare.
Mi dispiace che non ci sia il Presidente Crocetta, perché durante
la discussione sull'articolo 5, che riguardava il petrolio, ha
detto che vuole diminuire le tasse. Infatti, il Governatore
Crocetta, assieme al suo partito che è il PD, hanno votato per
diminuire sì le tasse ai petrolieri, però si sono scordati di dire
che le stanno aumentando in altri sensi. Questo Governo, ed il PD
in particolare, mi sta sembrando come quell'ortaggio, il ravanello,
cioè rosso fuori e bianco dentro, cioè comunista fuori e
democristiano dentro
Il Presidente Crocetta era favorevolmente alla riduzione delle
tasse per i petrolieri, però si è scordato di dire che sta per
arrivare in Aula un disegno di legge su un nuovo mutuo da accendere
di un miliardo, di cui seicentoseimilioni per le ASP. Peccato, che
il Governatore non ha detto che l'aliquota IRPEF e quella IRAP si
attesteranno al livello massimo per i prossimi trenta anni.
Ora ci saranno le nomine dei Direttori generali, si vocifera che
nel periodo delle nomine ci sia la transumanza di persone, massoni
deviati, lobbysti e quant'altro che vanno dal Presidente a cercare
una poltrona. Ma questa non è la Sanità che vogliamo
Ora si vuole abrogare e sopprimere questo articolo che da qualche
risorsa in più ai disabili. Se è questo quello che vogliamo, fate
pure.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, su quest'articolo sono iscritti a
parlare ben quattro deputati, il che significa, in termini
regolamentari, che impegnerebbero il dibattito per almeno venti
minuti. Faccio appello al vostro buon senso, senza strozzare il
dibattito, di contenere gli interventi, per accelerare
l'approvazione della finanziaria.
E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io do l'esempio,
ma basta che ci atteniamo all'articolo di cui stiamo discutendo e
non divaghiamo su altre cose.
Noi abbiamo presentato un emendamento di soppressione
dell'articolo 9, e vorrei precisare che cassando quest'articolo non
si aumenterebbe la spesa, anzi si diminuirebbe, perché con questi
coordinatori, negli ospedali sono state diminuite le figure di
Responsabile di Unità complessa, e quindi c'è un coordinatore per
più ospedali. Presidente, per capirci: al posto di tre ne abbiamo
messo uno, quindi di conseguenza la spesa non è affatto aumentata.
Poi c'è un altro problema che è legato al fondo, perché questi
soldi sono legati al fondo del personale, Presidente, se lei mi
ascolta così, quindi praticamente non posso essere girati verso
altre attività, quindi non ha nessuna funzione il fatto di
sopprimere queste figure, che nella catena del coordinamento del
comando hanno interlocuzione, sopprimerle serve ad avere
un'organizzazione peggiore, e sicuramente non ci fa risparmiare,
grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Arancio, perché è stato molto chiaro
e illuminante il suo intervento.
CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Salvatore. Signor Presidente, io prendo la parola ed entro
subito nel merito dell'emendamento. Noi abbiamo presentato un
emendamento soppressivo che ha una sua ragione d'essere, ha una sua
ratio, e non comprendiamo invece completamente l'articolo.
Non lo comprendiamo per due ordini di motivi: il primo ordine di
motivo è legato alla spesa, questo articolo non riduce la spesa,
perché è stato ribadito, letto dall'onorevole Arancio, e lo voglio
ribadire io, le indennità dei coordinatori sanitari, e dei
coordinatori amministrativi sono a valere su un fondo che è il
fondo accessorio, cioè su delle risorse che riguardano
esclusivamente il personale.
Allorquando si riducono queste indennità, le indennità vanno a
ricadere sempre sul fondo, e quindi non possono essere spese per
ulteriori progetti, come quelli per i disabili di cui leggo al
comma successivo, quindi quella finalità non viene per nulla fatta.
Al di là del fatto della spesa, vi è anche un principio che noi
abbiamo sancito con la Legge 5. Nella Legge 5 noi abbiamo
individuato e organizzato i distretti ospedalieri, e i distretti
ospedalieri per funzionare hanno la necessità di avere un
coordinatore sanitario, ed un coordinatore amministrativo, perché
molto spesso si tratta di più ospedali messi in linea, non di un
unico ospedale. Si tratta di tre ospedali messi in linea nella
provincia di Agrigento per quanto riguarda ad esempio il distretto
uno, e di due ospedali per quanto riguarda il distretto due, e così
a cascata nelle altre province.
Quindi siccome non vi è questo effetto di ridurre la spesa, non vi
è l'effetto successivo che è quello di dirottare queste somme verso
progetti utili, che possono essere quelli della disabilità, noi
chiediamo l'abrogazione dell'articolo.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto
modo di partecipare alla trattazione dell'articolo 9 in Commissione
bilancio, e devo fare una domanda all'assessore Bianchi, che è
sempre attento alle istanze dei parlamentari e a spiegarci la
finanziaria. Assessore, possiamo sapere dall'approvazione
dell'articolo 9, quindi dall'abrogazione di queste figure, quanto
ricaviamo noi? Perché voi li destinate ad altre attività, ecco se
noi dicessimo al parlamento siciliano ricaviamo un milione di euro,
due milioni di euro. Perché io mi ricordo che dal dibattito della
Commissione bilancio venne fuori che ben poca cose in termini di
risparmio noi avremmo ricavato con la soppressione di queste
figure. E la mia preoccupazione è che nell'ambito di accorpamenti
invece facciamo due volte danno, uno priviamo i coordinatori di
queste strutture, e due che cosa diamo noi alle figure, ai disabili
in termini concreti. A me interesserebbe sapere solo questo.
PRESIDENTE. Il Governo interverrà alla fine, non è possibile un
dibattito a due. Io vedo numerosissimi emendamenti che riguardano
la soppressione di questo articolo, quindi penso che l'indicazione
se non è univoca quasi.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente, assessori, bene, lei diceva, signor Presidente,
nell'interpretare evidentemente gli emendamenti che sono posti
all'ordine del giorno con riferimento all'articolo 9, ebbene, lei
faceva sottolineare come sembra esserci un sentire comune in
quest'Aula rispetto ad una linea di indirizzo politico scriteriata,
che viene data rispetto ad una attività che è il risultato grazie
alla legge 5 del 14/04/2009 - con riferimento per altro ai commi
4,5 e 6 dello stesso articolo 11 che sono il frutto di una attività
di razionalizzazione di sistema che prende peraltro spunto da
attività legislativa che è ben pensata, ragionata in altre regioni
di Italia e che ricordo in quella fase portò non soltanto alla
razionalizzazione - e mi riferisco alla dimensione amministrativa e
al coordinamento - ma soprattutto portò alla possibilità di
raccogliere e sintetizzare nelle figure dei coordinatori sanitari
una serie di funzioni attraverso le quali potere effettivamente
eliminare gli sprechi.
Io credo sia stata questa la funzione per la quale i coordinatori
sono stati creati e quindi sopprimere questi ruoli e profili
significa tagliare anche degli spazi di assistenza.
Peraltro, vorrei fare una nota polemica dichiaratamente nei
confronti dell'assessore per la sanità, io so che rispetto
all'autismo esistono delle istanze che arrivano non soltanto dal
territorio ma anche da presidi di neuropsichiatria infantile
interne all'ASP che hanno nel tempo anche individuato capitoli di
azioni certe rispetto alla possibilità di intervenire in sede
all'autismo.
A me sembra che fare riferimento a questi ipotetici risparmi, di
cui effettivamente non se ne conosce l'entità ma, a naso, credo che
trattandosi di meno di 50 persone, che stanno gestendo in questi
anni riuscendo peraltro a razionalizzare la spesa della sanità, mi
sembra strumentale in primo luogo perché non si può fare e in
secondo luogo perché ci sono delle opportunità di spesa legate al
mondo dell'autismo. E lei sa, assessore, che sono in giacenza da
tanto tempo.
Allora, vorremmo che non si facesse demagogia utilizzando i
soggetti autistici e provando quindi a fare un'azione politica che
è contro una determinata parte politica che evidentemente viene
individuata come una parte in contrapposizione a questo Governo,
perché se si vuole colpire una parte politica che probabilmente è
percepita in contrapposizione a quello che oggi è, bene lo si
faccia con delle azioni politiche, ma non si tirino in ballo in
questo caso le attività in favore di soggetti autistici perché
sappiamo bene che è in altre sedi che vanno cercati i capitoli ed è
in altre sedi che va cercata la spesa disponibile.
Pertanto, passo dalla critica alla proposta, e Le chiedo, e
approfitto di questo articolo formalmente ed ufficialmente, che
cosa si sta facendo invece per i soggetti autistici nel territorio
siciliano e quali saranno le prossime azioni che vedremo da parte
di questo Governo per dare risposta a questa categoria?
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
DIGIACOMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente, assessori, mi pare di respirare un'atmosfera
complessivamente contraria a questa norma, quindi, con ogni
probabilità verrà abrogata qualora il Governo decidesse di
rimettersi all'Aula. Però mi pare che questi secondi dovrebbero
essere impegnati per fare una riflessione seria della legge 5 da
più parti invocata.
Uno degli elementi di debolezza è stato la mancata integrazione
dei servizi ospedalieri con quelli territoriali, ed è stato un
aspetto fallimentare della legge. Questo coordinamento separato
delle attività ospedaliere con le attività territoriali è, come
dire, una delle cose a cui bisogna mettere mano.
Quindi concordo che l'aspetto finanziario di spending review è
assolutamente residuale, però l'Aula deve tenere presente che noi
non possiamo andare per molto tempo avanti con due coordinatori che
sembrano sui territori l'uno contro l'altro armato. Perché poi non
ci lamentiamo se non funziona l'integrazione dei servizi
ospedalieri con quelli territoriali, perché creiamo posti di
coordinamento che vengono fraintesi come posti di comando e che poi
impediscono la concreta integrazione dei due comparti e il
risultato è che noi spendiamo centinaia di milioni di euro in più.
La mancata integrazione dei servizi infatti è una delle basi
ispiratrici della legge 5.
Pertanto, mi auguro che l'abrogazione di questa norma, che mi
pare, come dire, correre per attraverso l'Assemblea regionale sia
solo un momento di riflessione ulteriore, per questi signori che
fanno i coordinatori hanno fallito nel loro obiettivo. E una classe
dirigente seria, come noi vogliamo essere, ne deve prendere atto.
Quindi o si norma in modo diverso il loro rapporto o non possiamo
andare avanti con persone che dal territorio invadono posti
ospedalieri, dall'ospedale sconfinano nel territorio. E poi ci
lamentiamo che l'integrazione non avviene? Quindi abroghiamo pure
questa norma ma penso che dobbiamo prendere impegno tutti nel
rivedere questi aspetti che non hanno funzionato della legge 5.
Se a questo punto l'Assessore, signor Presidente, volesse prendere
la parola eviteremmo, se si è convinta di rimandare ad altro
momento, come dire, la rivisitazione di questa norma, potremmo
accelerare i lavori d'Aula.
FONTANA, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'aria
che si respira questa sera, come diceva poco fa il Presidente,
onorevole Di Giacomo, è quella di non condivisione rispetto a
questa impostazione. E del resto la battaglia è stata fatta l'anno
passato e pensavamo l'anno scorso di avere già convinto il Governo
e l'Assessore e invece si ritorna sul luogo del delitto. Si
ripropone di nuovo il taglio di queste figure che a mio parere sono
molto importanti, sono delle figure assolutamente indispensabili
per le ASP, soprattutto da quando le ASP sono gestite in maniera
unitaria sia per quanto riguarda l'attività ospedaliera, sia per
quanto riguarda il territorio.
Vi ricordo che una volta esistevano due gestioni separate, invece
adesso con le gestioni unitarie queste figure invece diventano
delle figure importanti perché sono delle figure di raccordo e
quindi non creano conflitto, anzi, le due figure servono in qualche
modo ad amalgamare le attività territoriali con le attività
ospedaliere. Certo va messa mano su questa materia, perché è una
materia abbastanza complessa dove spesso ci sono sconfinamenti da
una parte e dall'altra e quindi è bene normare alcuni aspetti per
delimitare i confini di quelle che sono le attività territoriali
rispetto alle attività ospedaliere.
Ma poi mi chiedo, assessore, ha fatto i conti bene? Ma quanto si
risparmia cancellando queste figure? Io credo che veramente si
tratti di un risparmio residuale, al di là del fatto che sono
d'accordo con quanto detto poc'anzi dall'onorevole Cascio che
queste sono le indennità aggiuntive percepite dai coordinatori,
sono delle indennità che vengono prelevate dal fondo, per cui non
sono delle somme che possono essere stornate per altre attività.
Credo dunque che qui ci sia un errore di fondo. Chiedo al Governo
quindi e all'assessore di ritirare questa proposta perché si possa
invece lasciare queste figure che sono delle figure fondamentali ed
indispensabili per il funzionamento e il coordinamento delle ASP.
ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, io mi astengo dall'intervenire perché
l'intervento dell'onorevole Fontana ha già chiaramente espresso
quello che volevo dire io.
Mi dispiace ribadire che come ho detto nell'intervento
introduttivo in tema in generale vi sono dei motivi che sono
particolarmente affezionati a questo Governo e ad alcuni gruppi
politici, alcuni parafulmini su cui scaricare le tensioni che poi
sono sempre le figure più errate.
Questi coordinatori che svolgono, invece, funzioni importantissimi
e preziose dalla cui sottrazione non deriverebbe un euro di
risparmio, e quindi finiamola con la demagogia che con queste somme
risparmiate, che sono zero, aiuteremmo i disabili perché è un
alibi che non regge perché non ci sarebbe nessun risparmio.
Allora, credo che gli interventi siano almeno nella stragrande
parte nel senso di sopprimere questo articolo 9. E quindi concludo
in questo senso.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, non aggiungo altro rispetto a
quanto hanno detto dai colleghi che mi hanno preceduto, in quanto
condivido sostanzialmente ciò che è stato riferito, allo stesso
tempo, ricordo che in Commissione mi sono ritrovato solo a
difendere quella che era una delle caratteristiche peculiari della
legge 5.
Siccome siamo sicuri che non c'è nessun risparmio, siamo sicuri
che nessun vantaggio economico ne avranno le fasce più deboli, gli
emarginati o i disabili, quindi le finalità di risparmio, le
finalità etiche sono assolutamente contraddette dai fatti. E
siccome se togliamo i coordinatori sanitari, i coordinatori
amministrativi rischiamo di creare ancora maggiore confusione
rispetto a quella che probabilmente c'è, ha detto bene l'onorevole
Di Giacomo, a dire che effettivamente bisogna, assessore
Borsellino, fare in modo che i coordinatori sanitari, il
coordinatore di distretto si integrino veramente e il coordinatore
sanitario diventi responsabile della politica sanitaria in quel
distretto, cosa che obiettivamente non è ancora avvenuto. Allora
chiedo al Governo se le figure del coordinatore sanitario, le
figure del coordinatore amministrativo risultano essere oziose ed
inutili leviamole, non per opportunità di risparmio perché non c'è
nessuna finalità di risparmio, se invece risultano utili per il
semplice motivo, banale, che tanti ospedali abbiamo accorpato
nella riforma con la legge 5 e prima avevano, lo ha detto qualcuno
prima , ognuno il direttore sanitario e oggi ce n'è uno soltanto
per ogni distretto ospedaliero, è chiaro che non possiamo mettere
nelle mani di una sola persona i destini di due o tre presidi
ospedalieri a volte distanti fra di loro decine e decine di
chilometri con il rischio che se questa persona va in ferie o ha un
problema per qualche settimana ci troviamo scoperti di qualunque
figura apicale destinata al governo e alla risoluzione dei
problemi più importanti.
DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare un
po' la cronistoria di questo articolo di legge, che già aveva avuto
un dibattito forte ed acceso in sede di redazione della legge 5 del
2009, e poi si era definito un percorso, sancito da questo articolo
che oggi si tenta di abrogare, come punto di equilibrio di tutto il
sistema legislativo che di lì a poco si sarebbe approvato.
Le questioni che voglio rimettere all'assessore sono due: la prima
è se questa soppressione si può fare con legge sic et simpliciter,
senza misure che poi possono prevedere l'alternativa rispetto ad
uno di questi signori che in questo momento svolgono il ruolo di
direttore e di coordinamento; la seconda domanda, assessore è la
seguente: trattandosi di dirigenti che hanno compiuto un excursus
della carriera - sono stati dirigenti semplici, poi hanno avuto una
loro unità alle loro dipendenze, poi sono diventati responsabili di
unità complessa, ed alla fine di questo percorso sono diventati
apicali, cioè dirigenti-coordinatori - cosa succede nel momento in
cui una norma di legge di questo tipo dovesse essere abrogata?
Io credo che si creerebbe una condizione di grande difficoltà e
questi signori si troverebbero ad avere il posto di dirigente di
unità complessa, già occupata per vie di procedure concorsuali, a
sua volta il posto di dirigente nella categoria sotto il dirigente
di unità complessa anch'esso occupato, e quindi si andrebbero a
trovare in una condizione di ritornare quasi al ruolo di dirigente
di unità semplice.
A tutto questo si aggiungono anche le osservazioni che sono state
fatte poc'anzi da un collega a proposito del fondo da cui vengono
prelevate queste risorse, che è il fondo che viene assegnato
all'ASP.
In questo senso, credo possa esserci una valutazione complessiva
di rivisitazione della legge 5, e nell'ambito di queste
rivisitazioni ovviamente individuare percorsi che possano essere
funzionali ad una maggiore chiarezza dei ruoli nell'ambito della
sanità e soprattutto le competenze nel caso in cui dovessero, in un
quadro diverso, assumere gli attuali coordinatori sanitari.
Pertanto, propongo su questo articolo la bocciatura e dico al
Presidente dell'ARS che di questo emendamento possa esserci una
riscrittura.
FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante la
Commissione Bilancio mi sembra che l'assessore Borsellino,
giustamente incalzata dalle numerose domande che le venivano poste
sull'argomento, non abbia sollevato alcuna contrarietà su questo
argomento. Anzi, mi è sembrata abbastanza favorevole, ha dato
parere positivo, quasi quasi ha annuito timidamente, come è suo
modo garbato, quando qualcuno insinuava che addirittura queste
cariche fossero un po' come ai tempi della storia medievale, feudi,
feudatari, tutta l'armamentario, tutta la rete di controllo, queste
figure sembravano quasi ricordare un po' queste cose del Medioevo.
A proposito dei risparmi, siccome qualcuno ha detto siamo sicuri
che non si risparmia , io ricordo che queste figure hanno
un'indennità aggiuntiva di 1.500 euro al mese.
Ora, non è che ci salveremo chissà che cosa, però vanno a favore
di una categoria fortemente svantaggiata, come viene indicato dal
comma aggiuntivo dell'onorevole Zito, che era stato favorevolmente
accolto.
Poi tra l'altro, vorrei sottolineare che il Governo, sostenuto
dalla maggioranza dei deputati che siedono insieme a me, aveva
presentato un disegno di legge che ricalca questo articolo, meno
che il comma 3 che era stato aggiunto dal buon onorevole Zito, che
faceva questa carezza, questi eventuali risparmi mettiamoli a
favore di una categoria svantaggiata come i disabili, che non è
fare populismo dire aiutiamo i disabili , mi pare che su questa
cosa possiamo essere tutti favorevoli.
Quindi, io mi chiedo se il Governo aveva presentato in tempi non
sospetti, se in Commissione bilancio l'Assessore Borsellino ha dato
parere favorevole, qual è il problema? Stornare i soldi per i più
bisognosi? Penso di no. Quindi chiedo a tutti di votare
favorevolmente. Tra l'altro, non posso aggiungere nient'altro di
più a quello che ha detto il Presidente della Commissione sanità
che, con la sua esperienza e pacatezza, ci ha fatto capire
benissimo che non possiamo rimandare sempre ulteriormente per
assecondare delle pressioni politiche, rimandare quello che è il
bene dei siciliani, che è quello che siamo chiamati a fare.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, sono ahimè
costretto, su un argomento così delicato, a prendere la parola e a
distinguermi, Presidente Ardizzone, per una valutazione
esclusivamente politica.
Io credo di aver capito che il clima di disponibilità da parte
dell'Aula che si registra sulla Finanziaria in generale e il clima
di ostilità da parte dell'Aula sull'articolo 9, altro non è che
scavare un solco con il M5S.
Signor Presidente, l'anno scorso il M5S aveva chiesto di aumentare
le royalties per introitare nelle casse della Regione un maggiore
gettito. Quest'anno è stato cancellato.
L'onorevole Zito, poc'anzi, mi ha fatto riflettere dicendo che
questa era l'unica richiesta che il M5S faceva al testo della
Finanziaria.
Io credo che se non c'è un atteggiamento responsabile da parte di
tutti, si crea un solco che domani, finita la Finanziaria, per il
clima politico che si registra, non fa bene neanche al Governo.
Allora, poiché io non vedo un funzionamento ad orologio della
sanità siciliana, sono preoccupato per quello che leggo sui
giornali, sono preoccupato per quello che vado scoprendo nella mia
attività di componente della Commissione sanità.
Voglio fare un esempio su tutti. Vorrei chiedere all'assessore
Borsellino quali sono i centri di cardio-chirurgia in Sicilia
occidentale che, oltre ad assicurare le urgenze e le emergenza,
garantiscono un servizio h 24 regolato fra di loro. E non c'è una
risposta a questo. Non c'è
La scorsa settimana, ad Agrigento, un 65enne, cui era stata
individuata correttamente la diagnosi, non è stato operato perché
dopo 5 ore ancora non si trovava un centro di cardio-chirurgia in
condizioni di intervenire. E questa persona è deceduta.
Allora, io credo che i siciliani non ci ascoltano se continuiamo a
parlare di salvaguardare 54 posti di coordinatore sanitario o di
coordinatore amministrativo. Ci sentono quando parliamo dei
problemi delle persone e delle soluzioni che cerchiamo di proporre.
E il comma 2 la dice lunga sulla volontà di creare ancora di più
questo solco tra il M5S, l'Aula e il Governo. Perché io non sono
disposto a passare per il pirata che, a costo di garantire 54
persone, toglie fondi per i progetti sull'autismo o per lo sport
dei disabili. Sapete perché? Vi faccio un esempio. L'altro giorno a
Mazara del Vallo sono stato avvicinato e ringraziato da una
ragazza, una ragazza diversamente abile, Federica Cudia, faccio
nome e cognome, che pratica ping pong, il tennis da tavolo e che ha
partecipato alle Olimpiadi, vincendo pure una medaglia e mi
ricordava come il Presidente della Provincia fosse stato l'unico
ente che l'aveva sostenuta economicamente per la sua attività che
era, tutto sommato, non l'attività della vita ma l'attività del
riscatto e dell'orgoglio di chi si mostrava, con la sua disabilità,
di riuscire ad intervenire prendendosi il piacere di vincere una
medaglia.
Assessore Borsellino, su questo punto deve essere chiara; deve
essere chiara per le ragioni politiche che ho indicato che non
vanno a favore del M5S, ma vanno a favore della responsabilità
dell'Aula e del Governo e la invito ad evitare questo solco. Deve
essere chiara non sulle finalità dell'eventualità della
soppressione dell'articolo 9, ma nell'impegno che deve assumere per
capire e garantire come, eventualmente, con la soppressione
dell'articolo 9, comunque, si garantiscono i progetti per i
diversamente abili e per le persone affette da autismo.
Diversamente, non ci sto a passare come colui il quale vuole
garantire qualcuno a danno dei diversamente abili o delle categorie
più svantaggiate.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero e a seguire
l'onorevole Panepinto. Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero.
D'ASERO. Signor Presidente, è intervenuto per il mio Gruppo
l'onorevole Fontana che, fra l'altro, essendo il vicepresidente
della Commissione Sanità è, per così dire, competente e titolato,
però voglio solo aggiungere una considerazione importante secondo
il mio punto di vista.
Il principio secondo il quale dobbiamo procedere con delle norme,
giusto più per clamore che per sostanza, é che ritengo che questa
ipotesi con l'articolo 9 rientra in questa fattispecie. E' un
motivo che deve spingerci ad una diversa riflessione perché se il
concetto della riduzione dei costi debba da un passo determinare,
invece, una disorganizzazione e un momento di accentramento secondo
una logica che va nella direzione opposta rispetto a quella che
vorrebbe questo Parlamento, così come il Piano della rete
sanitaria, dove il fenomeno di concentrare i posti letto nelle
città diventa un fatto antieconomico oltre che antisociale e anche
contro l'organizzazione, c'è un problema che, invece, riguarda,
appunto, la razionalizzazione dei servizi e del sistema.
Allora, piuttosto che preoccuparmi, visto che rappresenta ben
minima spesa, del problema dei Coordinatori sanitari di distretto,
mi preoccuperei, ad esempio, delle aziende del territorio, le ASP,
di quelle che sono le figure, delle misure, delle unità complesse
dove probabilmente esistono direttori di se stessi, dove esistono
realtà in cui c'è bisogno di fare una reale verifica ed un'analisi
dei costi che porterebbe, forse, ad una reale economia di questi
ultimi di almeno venti volte tanto di quello che potrebbe essere il
problema dei Coordinatori sanitari e quindi amministrativi di
distretto.
Mi pare di capire che anche l'Aula abbia questo orientamento,o
cioè che questo deve essere un argomento da accantonare. Dobbiamo
far sì che esista nell'organizzazione questa presenza che può
essere anche di razionalizzazione del sistema. Il tema l'avevamo
già affrontato l'anno scorso e abbiamo, con senso di equilibrio e
di prudenza, fatto sì che si determinasse la sopravvivenza di
queste figure che ritengo siano vive anche quest'anno, poi penso
che l'argomento vada in seguito affrontato in un contesto più
complessivo e non in un momento di fattispecie tipica quasi ad
evidenziare un bersaglio come se con esso la sanità potesse avere
dei passi avanti: avrebbe dei passi indietro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha
facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una
volta, molto brevemente, perché francamente non si possono
ascoltare degli interventi dove si prova, per qualche motivo, a far
passare questo articolo 9 come il toccasana dei problemi legati
alla disabilità. E' stato già ampiamente spiegato: è chiaro che a
tutti quanti in questa Assemblea sta a cuore il problema dei
diversamente abili, ed è un problema che sicuramente la sanità deve
affrontare con serietà, ma qua si sta parlando d'altro, di un
articolo che non porta nessun beneficio.
Quando l'onorevole Zito dice: risparmiamo e storniamo , dice
delle cose che non sono fondate, perché sappiamo benissimo, è stato
spiegato anche dall'onorevole D'Agostino prima, che ci sono dei
contratti che prevedono già questi ruoli e, se sopprimiamo i ruoli,
continueranno ad essere pagati, perché i soldi di questi signori
non arrivano dai fondi dell'(ASP) ma sono fondi contrattuali e non
possono essere toccati, visto che passano sotto una più restrittiva
normativa nazionale.
Ancora una volta, quindi, si viene qua sopra per dire delle cose
che non hanno nessuna base reale, ancora una volta soltanto per
fare - e questa volta lo dico io, signor Presidente - passerella.
Questo articolo va soppresso perché non porta alcun vantaggio a
nessuno. Altra cosa invece è dire quello che diceva poco fa
l'onorevole Di Giacinto, giustamente: bisogna intervenire, bisogna
fare in modo che queste figure, laddove confermate, veramente
svolgano un'attività che porti dei benefici a tutta la sanità,
soprattutto a chi di sanità, purtroppo, ne ha bisogno. Quindi, se
una volta per tutte, la finiamo di venire qua, come ha fatto
adesso l'onorevole Turano, parlando di soldi e di cose, cerchiamo
di dare a quest'Assemblea un respiro un po' diverso, volando tutti
quanti un po' più in alto, perché mi sa che stiamo esagerando.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fiorenza. Ne ha
facoltà.
FIORENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
semplicemente per attestare un principio che è già stato enunciato
da diversi colleghi che mi hanno appena preceduto e che è quello
della soppressione dell'intero articolo, credo sia indispensabile,
assessore.
La soppressione di cariche come quella del coordinatore sanitario
e del coordinatore amministrativo, non credo che, obiettivamente,
rappresenti per l'intera Regione siciliana e per il comparto
complicato che, peraltro, vive da molti anni, quello della sanità,
una risoluzione complessiva dei problemi. Vero è che ogni problema
va affrontato con serietà, con razionalità, ma porre in antitesi in
un modo, peraltro, che mi sembra eccessivo, la presenza delle
figure con quello di un problema molto più impegnativo nella sua
risoluzione, che è quello delle attività sportive dei disabili
oppure delle persone affette da autismo, credo rasenti forse anche
un cattivo gusto che penso non appartenga né a lei né tantomeno a
tutta l'Aula.
Il problema va quindi posto in maniera assolutamente differente.
Se vogliamo rappresentare, se vogliamo essere davvero operativi in
quello che è oramai un solco tracciato sul risparmio sanitario,
tracciato peraltro anche dal precedente Governo, credo che bisogna
intervenire su fatti molto più seri e molto più importanti.
A che punto sono le soppressioni degli ospedali inutili, della
replicazione di reparti all'interno degli stessi ospedali, a che
punto è - questa è la domanda più importante e cocente - a che
punto siamo con quello che è un problema che attanaglia non solo la
nostra Regione, ma in modo più completo, l'intero sistema
sanitario, il risparmio, per esempio, sui farmaci?
Lei, da laureata in farmacia, da farmacista, conosce bene questo
settore, sia per la funzione che ha svolto anche prima di essere
Assessore per la salute della Regione siciliana, credo che a questo
argomento bisogna mettere immediatamente le mani, bisogna
affrontarlo con grande serietà.
Bisogna che la figura dello stesso farmacista abbia una
rivalutazione forte. Ci vuole non un servizio di farmacia in ogni
ospedale ma un farmacista per ogni reparto, così come avviene in
quei Paesi dove la sanità funziona e funziona forse anche meglio
rispetto a quello che viene preso come modello per i sistemi
occidentali che è il sistema italiano. La figura del farmacista in
ogni reparto produrrebbe un effetto straordinario di risparmio su
quella che è diventa una sacca di spreco intollerabile ed
insopportabile.
Le grandi lobby oramai hanno conquistato il nostro Paese e questo
non è più tollerabile. Che la Sicilia diventi capofila di risparmio
in questo settore introducendo immediatamente un sistema di
risparmio razionale che parta anche dai medici di base che devono
da ora in poi, se vogliono fare sul serio, prescrivere farmaci in
modo razionale non più utilizzando il sistema della prescrizione
per scatole ma utilizzando il sistema di prescrizione unitario per
ogni tipologia di farmaco.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ho chiesto di intervenire per affermare alcuni principi
che hanno sostenuto l'idea di poter sopprimere queste figure
nell'ambito di quel contesto organizzativo che era stato
individuato dalla legge di riforma. La legge di riforma è stata
sicuramente una legge innovativa che ha inteso razionalizzare
l'assetto del Servizio Sanitario quale oggi si configura, però, a
distanza di alcuni anni dalla sua emanazione, oggi, siamo in grado
di potere affermare quali sono gli eventuali ambiti che possono
subire eventuali miglioramenti. L'idea di razionalizzare figure
come quella del coordinatore sanitario ed amministrativo derivava,
come segnalato più volte dagli interventi che mi hanno preceduto,
dall'esigenza di dovere realizzare dei percorsi di integrazione
ospedale-territorio che forse costituiscono l'aspetto più
vulnerabile nell'applicazione della legge di riforma. Per cui si
era ritenuto che queste due figure, così come individuate
nell'ambito di ciascun distretto ospedaliero e di ciascuna area
territoriale fino ad un numero complessivo di 58 coordinatori tra
sanitari e amministrativi in tutta la Regione, potessero
determinare questa dicotomia che poi si è realizzata tra ospedale e
territorio, rendendo difficoltosa l'integrazione tra questi due
ambiti che non sempre tra loro dialogano. Vorrei che questa norma
non venisse intesa, come purtroppo è accaduto, come una manovra
economica o comunque rilevante sotto il profilo economico perché,
come è stato più volte detto, l'economia derivante dalla
sottrazione di queste figure è una economia di sistema che rientra
all'interno delle risorse del personale e che non determina grandi
e sostanziali risparmi. La norma doveva essere vista solo ed
esclusivamente come un tentativo di realizzare questo percorso di
integrazione eliminando o comunque facendo in modo che funzioni
venissero assorbite da un'unica figura possibilmente senza la
necessità di dovere riconoscere una indennità aggiuntiva.
Volevo anche precisare che si tratta di dirigenti che già occupano
posizioni apicali all'interno delle aziende sanitarie, quindi,
anche una eventuale soppressione di tali figure non avrebbe
determinato alcun sconvolgimento nell'assetto delle aziende sotto
il profilo del demansionamento di questi profili in quanto, ripeto,
si tratta di dirigenti di struttura complessa che in ogni caso
mantengono questo loro incarico all'interno dell'azienda.
Per quanto concerne poi l'aspetto legato al comma 3, ritengo che
debba intendersi quale inserimento in via incidentale anche nel
contesto di questa norma perché non è sicuramente l'unico
intervento che deve essere pensato in favore dei disabili o
dell'autismo.
Come è stato più volte ricordato già il Servizio Sanitario
riconosce lo 0,1 per cento del Fondo Sanitario per iniziative in
favore di soggetti che hanno problematiche legale allo spettro
autistico tant'è che da quest'anno abbiamo chiesto una
rendicontazione accurata di come vengono spese queste somme da
parte delle aziende e vi dico che già delle iniziative concrete si
stanno assumendo e sono visibili a chiunque, soprattutto nelle aree
metropolitane di Palermo, Catania e Messina, con riferimento anche
alla creazione di centri diurni riabilitativi, così come al
rafforzamento di tutte le procedure per la diagnosi precoce.
Certamente, non è da pensare che questo sia un intervento che
possa risolvere, come è stato detto, le problematiche relative alla
disabilità, proprio in ragione del poco significativo risparmio che
verrebbe fuori dalla soppressione di queste figure.
Certamente, l'Aula è sovrana nella decisione circa il mantenimento
o meno di questo articolo, però per un principio di coerenza
sicuramente il Governo doveva esplicare quali sono le ragioni che
hanno dato luogo all'idea di poter razionalizzare anche queste
figure all'interno del Servizio sanitario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.1, soppressivo
dell'articolo, identico agli emendamenti 9.2, 9.6, 9.4, 9.5 e 9.7.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale.
PRESIDENTE. Si proceda con la verifica dei richiedenti.
(La richiesta appoggiata a termini di Regolamento dagli onorevoli
Alongi, Assenza, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, D'Asero, Di
Giacinto, Dina, Ferreri, Figuccia ed altri)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 9.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata il Presidente indìce
la votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 9.1:
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
nominale:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 36
Contrari 34
Astenuti 2
(L'Assemblea non approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore
17.20, è ripresa alle 17.21)
La seduta è ripresa.
Siamo ancora all'inizio della finanziaria e, su ogni articolo, ho
almeno 20 interventi. Siete un poco tutti agitati o siamo agitati,
non so come parliamo complessivamente, parlo per me stesso.
Onorevoli colleghi, sospendo nuovamente la seduta e convoco la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala lettura
Deputati.
(La seduta, sospesa alle ore
17.22, è ripresa alle ore 17.44)
La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 9.10 a firma Laccoto e Gucciardi.
Onorevole Laccoto, lo mantiene o lo ritira?
LACCOTO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.8 dell'onorevole Forzese. L'emendamento
decade per assenza del firmatario. Decade l'emendamento.
Si passa all'emendamento 9.11 degli onorevoli Di Mauro, Lombardo,
Federico ed al relativo subemendamento di riscrittura, il 9.11.1
sempre degli stessi firmatari, sostitutivo dell'emendamento 9.11.
DI MAURO. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, volevo un chiarimento di ordine
tecnico: se ritiro questo emendamento che cosa succede? Si vota
l'intero articolo 9? Se ritiro l'emendamento lei pone in votazione
tutto l'articolo 9?
PRESIDENTE. Sì. Allora, lo ritira?
DI MAURO. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore dell'articolo
9 prema il pulsante verde; chi vota contro prema il pulsante rosso;
chi si astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 71
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 38
Contrari 32
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Spese di pulizie e servizi ausiliari
1. Nell'ambito del sistema sanitario regionale, alla
società Sicilia emergenza urgenza sanitaria (SEUS) possono
essere affidati servizi ausiliari sanitari secondari con
divieto di nuove assunzioni ai sensi dell'articolo 1, comma
10, della legge regionale 29 dicembre 2008, n. 25 e
successive modifiche ed integrazioni».
Si passa all'emendamento 10.1 a firma Lo Sciuto, Di Mauro, Greco
Giovanni, Federico, Lombardo e Fiorenza, precisando che si vota
solo la I parte, cioè il comma 1 è soppresso', la II parte non ha
ragione di esistere e ai maggiori oneri si provvede', questa parte
è stralciata d'ufficio.
Pongo in votazione l'emendamento 10.1, I parte. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore della maggioranza.
Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.2 degli onorevoli Falcone, Pogliese,
Vinciullo, Assenza e Figuccia. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore della maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.3 del Governo.
DINA, presidente della Commissione e relatore della maggioranza.
Vorrei sottoporre al Governo un emendamento: il 20% dell'eventuale
aumento del personale. In Commissione eravamo rimasti così.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la questione non è legata alle vicende dell'aumento del
personale; la questione è che noi dobbiamo dare un segnale di
attenzione rispetto sia all'utilizzo del personale precario,
all'utilizzo dei PIP, degli RMI, perché altrimenti tutte queste
spese che noi sosteniamo non si capisce perché le facciamo. Non si
capisce perché ricorriamo contestualmente all'esternalizzazione dei
servizi e a misure a volte sociali, persino, di assunzioni rispetto
a personale che non era neanche regionale, parliamoci chiaro, e che
negli anni, invece, abbiamo incardinato nella spesa della Regione.
Fra l'altro qui c'è un tema anche delicato, quello che attiene la
SEUS con le responsabilità contabili che ci si attribuiscono. E'
una vicenda difficile che noi vorremmo chiudere anche rispetto alla
vicenda della Corte dei Conti.
Noi cos'è che diciamo qui? Che nei punti, negli appalti, poi
spetta ai dirigenti studiare spetta ai dirigenti, studiare qual è
la congruità dell'appalto, intanto c'è il rimpiazzo normale del
turn over, la gente che va in pensione eccetera.
Si mette un 20% di quota che viene riservata al personale precario
che può avere quella struttura ma mi pare una misura che cerca di
inserire persino il lavoro coi precari perché gli dà la possibilità
di stabilizzare all'esterno il loro rapporto di lavoro e non di
essere sempre mantenuti dalla Regione.
Dopo di che, se noi diciamo licenziati , allora chi prende
l'appalto ha conquistato vita natural durante il diritto a rimanere
sempre in quella azienda? Poi ci sono i requisiti che vengono messi
nel bando di gara, sulla base del decreto Morese, che danno la
continuità del rapporto di lavoro per chi ci sta. Tutte queste
combinazioni, quindi, vanno rispettate ma è una indicazione che dà
la legge e che ritengo che poi non crei tutti questi problemi. Non
li crea onestamente perché eravamo partiti da un comma che diceva:
prima di fare appalti esterni utilizza i precari che hai, dov'è che
c'è stata la reazione del mondo delle imprese.
Dopo di che, se dobbiamo passare alla logica che anche il 20% è
già un 20% di mediazione che cerca di non creare un conflitto per
dire che niente deve cambiare, perché fino a quando questi ci
stanno staranno all'infinito e nulla si potrà modificare e noi
dobbiamo avere sempre e per forza personale precario alle
dipendenze della Regione quando potremmo pagare una parte con le
spese che destiniamo ai servizi, sarebbe una norma pure di buon
senso, per cui noi sinceramente la vorremmo mantenere così.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Onorevole Presidente Crocetta, l'emendamento proposto tiene conto
del fatto che una clausola di salvaguardia vigente in tutti i
servizi e gli appalti che riguardano l'ausiliariato prevede la
salvaguardia di questo personale, qualora subentrino notizie
diverse da quelle che in atto svolgono quel tipo di lavori, quindi
è una guerra tra poveri che viene instaurata, nel senso che viene
eliminata questa clausola di salvaguardia per il 20%.
La proposta sarebbe: se c'è un incremento di personale legato
all'appalto, il 20% di questo incremento, se non di più, riservarlo
al personale di cui agli articoli 35 e 36, ma anche al 100%, se il
Governo lo ritiene, però, è importante mantenere delle garanzie a
quei lavoratori che in atto svolgono questi lavori che sicuramente
non hanno alte retribuzioni: si parla di retribuzioni di 500, 400
euro mensili, per cui mi pare che poter garantire questo minimo
vitale a questi lavoratori è una missione che il Governo può
intestarsi.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in sostanza,
all'interno dell'organigramma del 118, come dire, si riscontra in
ambiti provinciali uno scompenso, uno squilibrio di unità, che ha
implicato diversi tentativi di riequilibrare le piante organiche
trasferendo personale, che ha all'incirca uno stipendio intorno, ai
1.200, 1.400 mensili, da una provincia all'altra.
Ora, c'è la disponibilità, da parte di tutte le aziende
ospedaliere, per evitare questi dolorosissimi percorsi di mobilità,
di riassorbire all'interno dei servizi che l'ASP rende, quel
personale che dovesse rivelarsi in esubero nella postazione del
118, nell'organigramma 118 di quella provincia.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Il
comma 1 dell'articolo 1 riguarda il 118 e dà questa facoltà.
DIGIACOMO. Intanto c'è questa possibilità. Io mi permetterei di
dire, per quanto riguarda l'emendamento del Governo, di ritirarlo,
perché la norma già di per se, secondo me, è perfetta, e dà facoltà
di riassorbimento all'interno delle aziende, per operazioni che
possono svolgere i cosiddetti ausiliari del 118 in condizioni di
potenziale mobilità. Credo che non sia necessario, poi ripeto, il
Governo si determini come ritiene più opportuno, però io lo
lascerei l'argomento nella sua essenzialità perché mi sembra
esaustivo.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
confermare che è nobile l'idea del Presidente della Regione di
iniziare un percorso diverso per quanto riguarda questo personale,
ma purtroppo, Presidente, in questo momento e per questa
percentuale si crea confusione perché il 20 per cento, conoscendo
bene come gestiscono le cooperative il servizio, questo personale
abituato in un certo modo, va sicuramente a cozzare con il
personale interno.
Secondo me una proposta più importate, va alla valutazione del
Governo, sarebbe quella di dividere i servizi. Siccome parliamo di
personale che può fare pulizia, facchinaggio e manutenzione,
possiamo dividere i servizi ed iniziare un percorso diverso, e sono
d'accordo con lei, signor Presidente, a far si che questo personale
finalmente porti beneficio alla società.
Ma l'emendamento, così com'è in questo momento, va a cozzare con
il personale. Dividere i servizi è importante.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me qui la
questione è che si vede la politica e la pubblica amministrazione
sotto aspetti diversi. Mi rivolgo all'assessore Bianchi che spero
sarà pronto a rispondere e a spiegarmi questa cosa alla fine del
mio intervento.
Assessore Bianchi, voi vorreste destinare il 20 per cento della
quota del personale necessario per l'esecuzione dell'appalto,
secondo anche quanto dice l'onorevole Dina. Ma portiamo una
fattispecie concreta. Un'azienda che ha dieci dipendenti, rivince
l'appalto e deve garantire i dieci dipendenti. Se aumenta l'appalto
del 20 per cento, vi sono due dipendenti, quindi deve prendere due
dipendenti di questi e il 20 per cento di due dipendenti, un
braccio lo sega per esempio a un PIP e lo incolla a uno di questi
due Ma cosa stiamo dicendo O siamo per l'esternalizzazione o no
Questo è il punto Non puoi accontentare tutti e due i mondi
Allora si dice che l'amministrazione non esternalizza più niente,
perché questa è una finanziaria di rigore, e quindi utilizziamo
quello che abbiamo.
Signor Presidente, io ho presentato sui PIP un emendamento che
diceva che se in una stanza ci sono cinque dipendenti, quattro di
ruolo e un PIP , a cui lei ha dato attenzione, quattro vanno a
fare il corso di aggiornamento, questo rimarrà là e non farà il
corso di aggiornamento . Ma come lo vogliamo fare crescere questo
personale? Delle due l'una: o esternalizziamo o internalizziamo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, a volte ho la sensazione che facciamo discorsi surreali.
Vorrei vedere voi, manager della sanità o di qualsiasi altro
dipartimento della Regione, che vi trovate ad avere i famosi 50 PIP
di cui parla l'onorevole Milazzo e mandate in appalto un servizio
esterno.
Lo volete venire a spiegare di fronte alla Corte dei Conti perché
esternalizzate un servizio in presenza di personale che avete
assegnato? Il problema è che qui vogliamo fare quadrare il tutto e
il contrario di tutto. E soprattutto non dobbiamo cominciare ad
introdurre nessuna modifica. Il vostro rifiuto ad applicare questa
riserva del 20 per cento potrebbe portare conseguenze molto più
gravi dal punto di vista occupazionale perché potrebbe determinare
la volontà in alcuni manager seri e rispettosi della legge e della
contabilità della pubblica amministrazione a non esternalizzare
quei servizi.
Quindi, a noi sembrava già un emendamento di mediazione che cerca
di recuperare due volte. Poi quando questo entrerà nella storia
della Corte dei conti prossima, sul giudizio che noi facciamo sugli
appalti, vuol dire che si provvederà. Però, siccome noi non
lavoriamo solo per il presente ma anche per il futuro, vorremmo
dirci domani, con orgoglio, che non c'entriamo con questo disastro,
non abbiamo contribuito ad aggravarlo e a confermarlo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, secondo me noi rischiamo di creare un po'
di confusione.
Noi avevamo presentato un emendamento che tendeva al contenimento
dei costi, nel senso che nel momento in cui si devono rinnovare dei
contratti pensavamo di applicare un'ulteriore riduzione. Qua, cosa
stiamo facendo sostanzialmente?
Da un lato il Governo intende procedere e continuare con le
esternalizzazioni, chiedendo alle stesse aziende private di
assumere un 20 per cento. E sotto un profilo di principio sarebbe
giusto, ma sotto un profilo pratico questo principio cozza con
un'esigenza, che è quella del livello occupazione che già le
aziende devono garantire ai lavoratori preesistenti.
A questo punto subentra l'emendamento dell'onorevole Dina, che
sembrerebbe conciliare l'uno e l'atro, ma in questo senso,
incrementando, consentiamo ed autorizziamo la pubblica
amministrazione ad esternalizzare, incrementando anche le forniture
di beni e servizi.
Io ricordo il primo disegno di legge che abbiamo fatto in
quest'Aula che è stato l'esercizio provvisorio, che all'articolo 3
prevedeva che tutte le aziende che concorrevano nei vari bandi
della Regione dovevano assumere il 20 per cento dei cosiddetti
precari.
Questa è stata una norma nei cui confronti noi ci siamo schierati
apertamente contro, perché sotto un profilo era giusta sotto un
profilo pratico avrebbe cozzato e non sarebbe stata attuata ed
applicata.
Io non vorrei che si facesse un passo avanti e due indietro.
Secondo me è giusto mantenere l'articolo così come è uscito dalla
Commissione, poi se il Governo vuole creare un vero e proprio
contenimento di spesa, può dire che per i nuovi contratti si fa
divieto all'esternalizzazione e si procede soltanto con le aziende.
Ma, Presidente, se la maggioranza in Commissione ha bocciato
questo non è opposizione, noi in Commissione siamo sei componenti
rispetto ad otto. E' come per l'articolo 9, in Commissione si fa
una cosa, in Aula se ne fa un'altra.
Allora, qui vi è contraddizione nella maggioranza, Presidente
Crocetta.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in effetti mi
sembra che in questo modo il Presidente della Commissione bilancio
venga in aiuto al Governo in riferimento all'ipotesi di incremento.
Evidentemente viene data la possibilità di fare riferimento al
bacino qualora dovesse esserci un incremento delle attività ed in
quel caso si farebbe riferimento ai lavoratori dei PIP.
Diversamente fare riferimento ad una ipotesi di 20%, mi sembra di
mescolare due cose che, tra di loro, non c'entrano nulla.
Noi, da una parte, parliamo di imprese di sviluppo e,
contestualmente, bacchettiamo quelle aziende che dovrebbero essere
il valore dello sviluppo perché, quelle stesse aziende che hanno
attività e che svolgono attività presso le strutture sanitarie,
sono anche quelle aziende che occupano posti di lavoro. E' stimato
un impegno di circa 50 mila unità e mi sembrerebbe assurdo dover
penalizzare quelle altre.
Mi sembra, invece, che sugli operatori, sui lavoratori cosiddetti
PIP, andrebbero svolte delle attività a loro sostegno incrementando
il fondo ed evitando, quindi, di mischiare tra loro questioni che,
tra di loro, non hanno nulla in comune.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dal dibattito che il Presidente ha
definito surreale, stiamo entrando troppo nel tecnico. Ad esempio,
sulla base del sub-emendamento della Commissione, stiamo avendo
anche qualche problema di interpretazione.
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, una gara di pulizia ha un capitolato, un costo e
le imprese utilizzano, per quell'attività, un determinato numero di
persone che, in atto, sono salvaguardate da una clausola di
salvaguardia; se cambia l'impresa, quel personale è sempre
garantito.
Se dovesse subentrare la necessità, per l'impresa, di aumentare il
personale per svolgere quel tipo di attività potrà ricorrere per il
20% al personale di cui all'articolo 35, per il 20% soltanto, solo
nei casi in cui c'è un incremento. Nel caso contrario, così come è
scritto nell'emendamento del Governo, significherebbe che l'impresa
dovrebbe mandare a casa il personale che ha per far posto ai
precari della Regione.
PRESIDENTE. Scusate, è un principio di carattere generale perché,
comunque, la norma vale per il futuro, quindi nel caso di
affidamento successivo all'entrata in vigore della legge.
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero anche di
poter offrire un contributo a questo ragionamento.
Premetto che condivido pienamente le intenzioni del Governo,
ritengo che sia un segnale positivo e che sia giusto che i
lavoratori che noi paghiamo e che abbiamo interni alla Regione
possano essere impiegati anche per altri mansioni perché mi rifiuto
di pensare che oggi siano dei nullafacenti e, quindi, debbono
essere impiegati in servizi che servono alla Regione.
Ma è vero quello che ha detto chi mi ha preceduto e quello che ha
detto, poco fa, il Presidente Dina: una ditta che oggi espleta
servizi per conto di una ASP, piuttosto che di un'altra struttura,
visto che stiamo parlando, comunque, di servizio sanitario e ha in
organico 100 dipendenti, nel momento in cui cessa il suo contratto,
si fa una gara e vince un'altra ditta, ha sempre una clausola di
salvaguardia per i lavoratori che sono andati via e, quindi,
riassume i 100 lavoratori.
Quindi, delle due l'una: qui dobbiamo essere onesti e franchi,
facciamo questo, li costringiamo a licenziarne 20 e prenderne altri
20.
Siccome non è un bel messaggio quello che diamo fuori rispetto a
questi lavoratori oggi impiegati, comunque, nel servizio pubblico
sanitario, e siccome le ditte che oggi espletano questi servizi per
conto delle varie ASP le abbiamo audite in Commissione, e ci hanno
detto che c'è un turnover nell'anno elevatissimo, probabilmente
superiore anche al 30-40%, diventa inevitabile, che le due cose si
conciliano.
Io direi, Presidente Crocette, che la sua proposta ed il sub-
emendamento del Presidente Dina potrebbero essere addirittura
migliorati dicendo che tutti i nuovi lavoratori, quindi ben più del
20%, ben più del 30% che lei ha indicato nella sua proposta, tutti
i nuovi assunti debbono essere, prioritariamente, presi da questa
lista che realizza la Regione.
Le assicuro che saranno ben più del 20% da lei proposti, saranno
forse il 30 o il 40% nell'anno.
Se la proposta passa, la nuova ditta prenderà il 20% da questa
lista regionale, dopo di che non ha più nessun obbligo nei
confronti della Regione.
Durante l'anno, normalmente, il 40% di questi lavoratori cambia
mestiere, verranno assunti fuori da questa lista. Le dico di più:
se noi facciamo in modo di garantire i lavoratori che ci sono,
sappiamo che le statistiche ci dicono questo - e le statistiche
sono dati di fatto - diciamo che tutti i nuovi assunti, che sono
ben più del 20%, debbano essere presi da questa lista che
ovviamente ci darà la Regione, non so quale dipartimento, immagino
quello per la sanità, credo che abbiamo centrato ben più degli
obiettivi che lo stesso Governo si è prefissato fino ad ora e non
abbiamo commesso nessuna ingiustizia perché vi assicuro che ci
ritroveremo contro non soltanto questi dipendenti regionali che
sono demansionati - e qui non hanno nessuna ragione e in questo
caso avremmo ragione noi - ma ci ritroveremmo contro migliaia di
lavoratori che si preoccuperanno delle loro sorti, perché è
inevitabile che usciranno fuori dal giro del lavoro. Credo che
invece in questo modo lei, Presidente, centra il suo obiettivo e
anzi lo raddoppia. Le assicuro che è una soluzione di buon senso.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, concordo
con quanto affermato dal Presidente delle Commissione proprio
perché il riservare il 20% del personale, soprattutto di quello che
non è in esubero, significa creare altra disoccupazione perché
abbiamo, così come dicevano i colleghi che mi hanno preceduto,
audizioni soprattutto per quanto riguarda le cooperative e la
preoccupazione era quella del personale e della garanzia
occupazionale. Quindi significa che salvaguarderemmo sempre una
categoria, tra l'altro di personale che abbiamo già abbastanza
garantito, anche a discapito di quelle che possono essere le
opportunità che si possono aprire anche a seguito di una gara, di
un esternalizzazione del servizio. Mentre sono perfettamente
d'accordo con l'articolo 10, perché rivede tutta la questione
dell'esubero del 118 e quindi quella riutilizzazione del personale,
che di fatto veniva già effettuata, veniva eseguita, ma non
assolutamente sulla riserva del 20%.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, penso
che su una norma del genere, che appare non risolutiva dei problemi
di questa regione, rischia di passare un messaggio che poi
all'esterno genera molta preoccupazione. La prima: la norma che era
già scritta e che la Commissione ha espunto, e che ora il Governo
in altra forma ripropone nell'emendamento che stiamo trattando,
riguarda l'Amministrazione regionale e gli enti sottoposti a
vigilanza e controllo di cui alla legge 10 del 2000, cioè non
riguarda l'Amministrazione sanitaria, quindi non c'entra nulla
l'emendamento del Governo con le aziende sanitarie, le quali
aziende continueranno a fare le attività di pulizia secondo le
attuali norme vigenti.
Questo lo dico perché si è generata una grande preoccupazione,
anche perché lei, Presidente Crocetta, più volte ha ricordato che
il suo è un Governo che pur nell'azione necessaria di bonifica e di
risanamento, mai farà macelleria sociale'. Parliamo del personale
delle pulizie, personale che, in questi anni, in tutte le
Amministrazioni è stato quello che ha subito più di altri la
macelleria sociale'. E questo perché ogni appalto che si fa c'è un
ribasso superiore a chi l'aveva vinto la volta prima e questo
ribasso lo paga la povera gente.
Presidente Crocetta, quello della SUES invece è corretto, ed io le
chiedo di ritirare lo questo emendamento.
CROCETTA, presidente della Regione. Dichiaro di ritirare
l'emendamento 10.3.
PRESIDENTE. Pertanto il subemendamento 10.3.1 è da intendersi
decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Contenimento delle spese del settore pubblico regionale
e delle società partecipate.
1. Le disposizioni previste dall'articolo 16, comma 4 e
dall'articolo 18, comma 1 della legge regionale 12 maggio 2010, n.
11 si applicano anche per il triennio 2014-2016.
2. Al comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 16 gennaio
2012, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni la parola 2014'
è sostituita con la parola 2015'.
3. Al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 15 maggio
2013, n. 9 la parola 2014' è sostituita con la parola 2015'.
4. Per le finalità previste dalla legge regionale 12 maggio 2010,
n. 11, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014,
l'ulteriore spesa di 38.355 migliaia di euro, di cui euro 29.284
migliaia per i servizi resi in favore dell'amministrazione
regionale o di altri enti regionali consorziati (U.P.B. 4.2.1.1.2
- Capitolo 212533) ed euro 9.071 migliaia per il finanziamento di
una quota non superiore al 62,30 per cento del costo dei servizi
resi in favore degli enti del settore sanitario (U.P.B. 11.2.1.1.2
- Capitolo 412539).
5. Per le medesime finalità del comma 4 è autorizzata, per
ciascuno degli esercizi finanziari 2015 e 2016 la spesa annua di
57.532 migliaia di euro, di cui euro 43.926 migliaia per i servizi
resi in favore dell'amministrazione regionale o di altri enti
regionali consorziati ed euro 13.606 migliaia per il finanziamento
di una quota non superiore al 62,30 per cento del costo dei servizi
resi in favore degli enti del settore sanitario.
6. Previa convenzione con il competente Dipartimento regionale dei
beni culturali e dell'identità siciliana, la SAS, Società per
azioni consortile, è autorizzata ad utilizzare il proprio
personale per l'espletamento di servizi aggiuntivi nei musei
regionali. A tal fine il Dipartimento regionale dei beni culturali
e dell'identità siciliana provvede ad inserire nei bandi di gara
per l'affidamento di servizi aggiuntivi apposite clausole che
prevedano la possibilità di utilizzo del predetto personale.
7. Le società a totale o maggioritaria partecipazione della
Regione, gli istituti, le aziende, le agenzie, i consorzi, gli
organismi ed enti regionali possono utilizzare, per lo svolgimento
di lavori previsti dal comma 1 dell'articolo 14 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni previa stipula di convenzioni con il competente
Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali, il personale
facente parte del bacino forestale di cui agli articoli 45 ter, 46
e 47 della legge regionale 16/1996 e successive modifiche ed
integrazioni e al comma 7 dell'articolo 44 della legge regionale 14
aprile 2006, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni.
8. È fatto divieto alle società ed enti di cui al comma 7 di
esternalizzare servizi per i quali può essere utilizzato il
personale del bacino dei forestali».
Si passa all'emendamento 11.1 degli onorevoli Formica ed altri. Il
parere del Governo?
BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.22, che è assorbito in quanto di
identico contenuto.
FORMICA. Dichiaro di ritirare gli emendamenti 11.2, 11.3, 11.5,
11.6 e 11.7.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti 11.4 e
11.21 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 11.23 a firma dell'onorevole Firetto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Bianchi per
esprimere il parere.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, noi avevamo già previsto nello stanziamento una riduzione
del 10% rispetto allo scorso anno, un'ulteriore riduzione
metterebbe anche qui a rischio il rinnovo dei contratti e quindi
rischierebbe di avere un impatto sull'occupazione della SAS, quindi
diciamo che il percorso di riduzione già è in atto, e prevediamo
per l'anno prossimo di incrementarlo; però per ora, a contratti in
essere, dobbiamo dare parere contrario.
FIRETTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 11.23.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti 11.4 e
11.21 sono inammissibili.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.14 a firma dell'onorevole
Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono intervenuto
ieri in Aula, e voglio dire al Presidente, perché ieri in sede di
bilancio avevamo previsto quei 3/12 sulla scorta di quella norma
che avevamo fatto a dicembre scorso che prevedeva proprio per la
SAS 19 milioni di euro per i tre mesi.
Stasera con questo comma 4, invece, prevediamo per l'intero anno
38 milioni di euro. Allora, già ieri io avevo manifestato le mie
preoccupazioni sulla scorta di questo articolo che conoscevamo già
perché apprezzato anche in Commissione, ed in ragione dell'articolo
che abbiamo ieri approvato nelle tabelle.
Siccome l'articolo 11 parla di contenimento di spese, se col comma
4 prevediamo 38 milioni di euro e poi invece col comma 5 per gli
anni 2015-2016 facciamo lievitare in maniera esponenziale la spesa,
è chiaro che non abbiamo fatto un contenimento di spesa, ma sotto
un titolo contenimento di spesa facciamo lievitare invece una
spesa gradualmente e progressivamente negli anni.
Allora per il 2014 prevediamo qual è il limite di spesa. Per il
2015 e il 2016, a secondo delle disponibilità che avremo e delle
ragioni del bilancio prossime, poi possiamo determinarci meglio.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi sembra che le motivazioni siano corrette però dobbiamo
verificare solo un attimo se ci sono impegni di spesa, perché in
tal caso la previsione sarebbe giustificata da questo fatto.
Altrimenti non avremmo difficoltà ad esprimere parere favorevole.
PRESIDENTE. Allora accantoniamo l'emendamento, l'11.14.
Si passa all'emendamento 11.7 a firma dell'onorevole Formica.
FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.17 a firma dell'onorevole Di Mauro ed
altri.
Comunico che è stato presentato dagli stessi firmatari,
l'emendamento di riscrittura 11.17.1.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che i
servizi aggiuntivi sono scaduti da tempo, quindi non c'è personale
che in atto è in servizio e che dovrebbe transitare da un' area ad
un'altra e l'idea che questo servizio non debba essere aperto agli
esterni, ma debba essere aperto per intero al servizio, al
personale già in servizio, mi sembra una opportunità, per tanta
disoccupazione che c'è che non può essere mancata. Allora io ho
presentato un emendamento, e credo sia ragionevole utilizzare il
20% del personale in atto in servizio alla SAS in maniera tale che
il resto possa essere assegnato a soggetti disoccupati. E' un
emendamento di buon senso se il Governo ritiene di accettarlo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, Il problema è che la SAS è nata sostanzialmente per i
Beni culturali, quindi dovremmo avere una stima esatta di quanto è
attualmente il personale utilizzato dalla stessa.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire
una cosa sui servizi aggiuntivi, e credo che lei, Presidente
Crocetta abbia avuto anche diversi incontri dove tanta gente per 8
o 9 anni ha lavorato presso i servizi aggiuntivi. Adesso hanno
perso il lavoro da quando questo appalto non è più in vita per cui
i servizi aggiuntivi sono garantiti da un personale che è un
personale interno e quindi questa gente è ancora a spasso.
Le promesse che aveva fatto lei con i bandi con la clausola
sociale, per cui dovremmo trovare eventualmente con l'onorevole Di
Mauro una sorta di intesa per inserire sia il personale della SAS,
questo 20%, ma per garantire tutti coloro i quali per anni hanno
lavorato nei servizi aggiuntivi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accantoniamo l'intero articolo 11.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, lo
stanziamento 2014-2015, è esattamente i dodici/dodicesimi dello
stanziamento previsto nel 2013, perché noi abbiamo 38 milioni per 8
mesi, che vuol dire che sono circa 4 milioni al mese che per 12 fa
57 milioni, lo stanziamento previsto per gli anni successivi è
esattamente pari allo stanziamento 2013 che è il 10% in meno del
2012, da questo punto di vista il chiarimento lo possiamo fare
immediatamente, diciamo riguardo al comma 5.
PRESIDENTE. L'emendamento 11.14 è ritirato.
Si passa all'emendamento 11.17 a firma dell'onorevole Di Mauro.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, riteniamo
che non possa essere un vincolo organizzativo che si pone ad una
questione che ci sembra tutta gestionale che vorremmo per legge
anche perché la SAS per legge è nata proprio per la gestione dei
Beni culturali, quindi noi attualmente abbiamo la problematica
dell'apertura dei musei, abbiamo il problema domenicale, e abbiamo
le gare bloccate sull'esternalizzazione dei servizi, abbiamo i
contenziosi per recuperare 4 milioni di euro, io potrei accettare
su questa materia un ordine del giorno che dica sull'utilizzo
razionale oppure che si vada sull'utilizzo massimo di questo
personale, però come facciamo a dire laddove abbiamo accertato in
questo momento una insufficienza di personale nell'ambito dei Beni
culturali questo problema? Non è che sicuramente con quei 41 che
lavoravano a Siracusa e gli altri 20 che lavoravano ad Agrigento
per quanto riguarda la gestione esterna con la Novamusa noi abbiamo
risolto il problema dei musei, probabilmente con questa norma
risolveremo il problema dei 61 però non risolveremo, aggraveremo il
problema della gestione dell'apertura dei musei in Sicilia, quindi
staremo molto attento a questa norma; quindi sinceramente è troppo
gestionale perché possa entrare nella Finanziaria.
DI MAURO. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Nell'articolo, al comma 6, in cui tutto il personale
della SAS è destinato a fare questo servizio, va bene, ed è un
ragionamento; ma in atto questo personale cosa fa? Perché io mi
sono sforzato di capire E che cosa fa questo personale? Siccome per
ora i servizi aggiuntivi sono chiusi, se il Governo intende
recepire in toto l'esperienza e la ragione per cui è nata quella
società che allora si chiamava, se non ricordo male, Beni
Culturali , Presidente
CROCETTA, presidente della Regione. .. Attualmente il 33% di
questi lavoratori, circa 930, il 30% su 3 mila circa, sono
utilizzati nell'ambito dei Beni culturali e la loro presenza è
insufficiente perché noi abbiamo problemi di apertura, se noi
riduciamo questo personale nell'ambito del 20% ricorreremo nel
paradosso che noi dobbiamo andare a cercare altro personale
incrementando i costi senza sapere per quale motivo.
DI MAURO. Assessore Bianchi, mi pare di capire dall'intervento del
Presidente Crocetta che non c'è copertura finanziaria
all'esternalizzazione del servizio con pagamento del personale.
Ritiro il mio l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 11.17 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.15 a firma dell'onorevole Falcone.
Onorevole Falcone: lo mantiene o lo ritira?
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.15 firma Falcone.
Onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira?
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, c'è una contraddizione. Lo vorrei
leggere. Se abbiamo detto nel primo periodo del comma che evitiamo
l'esternalizzazione e tutti i servizi li affidiamo alla SAS,
dall'altro lato poi diciamo a tal fine , come se invece la
conseguenza fosse di esternalizzare questi bandi di gara. Delle due
l'una. O vale il primo periodo del comma o vale il secondo periodo.
Articolo 11, comma 6. Se lo leggiamo quando si dice a tale fine il
dipartimento regionale provvede a inserire nei bandi di gara , se
abbiamo detto che gli affidamenti saranno fatti esclusivamente alla
SAS, non è una conseguenza la seconda parte, Assessore Sgarlata. A
mio avviso è pleonastico e superfluo.
Perché noi cosa diciamo? Previa convenzione con il competente
dipartimento regionale la SAS è autorizzata ad utilizzare il
proprio personale per l'espletamento dei servizi aggiuntivi nei
musei regionali. Se diamo per assodato questo affermazione, bandi
non ne facciamo. Viene meno la seconda parte del comma.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, volevo chiarire una cosa importante.
Quando si parla di servizi aggiuntivi, si parla dei servizi di
biglietteria. Il personale del SAS può essere impiegato per i
servizi di biglietteria. I servizi aggiuntivi, quando si parla di
gadget, siccome la SAS non ha capacità tecnico-scientifiche, non
può acquistare e fare gare d'appalto, questi servizi (e quindi
gadget e tutto quello che riguarda i servizi aggiuntivi) non
possono essere espletati dal personale del SAS. Questi servizi
vanno per forza esternalizzati.
FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 11.15.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Nel contesto dell'articolo volevo riprendere l'intervento
del Presidente della Regione, che condivido, quando ha accennato
all'opportunità di un ordine del giorno, od anche la possibilità di
poter dire che una cosa sono i servizi aggiuntivi, dove di fatto
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, l'emendamento è stato già ritirato.
CIMINO... Indipendentemente dal fatto del ritiro ci sono altri
articoli che bisogna tener conto che i servizi aggiuntivi sono
guide turistiche, sono persone che sanno parlare le lingue, quindi
è bene che il Governo abbiamo un margine e non sia obbligato ad
attingere soltanto a quel bacino.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.8 a firma Formica. Lo
mantiene o lo ritira?
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
C'è u altro emendamento a firma Tancredi del Movimento Cinque
Stelle. Lo ritira?
TANCREDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.9 a firma Formica, Ioppolo, Musumeci.
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.12 da valutare tra gli aggiuntivi. Lo
stesso dicasi per l'11.11 e per l'11.13.
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8 precedentemente accantonato. Ci sono una
riscrittura ed un sub emendamento a firma Falcone, Figuccia,
Assenza.
Avete copia del sub emendamento 8R, 8R1?
DINA, presidente commissione e relatore di maggioranza. Chiedo di
parlare per illustrare la riscrittura.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente commissione e relatore di maggioranza. La
riscrittura vincolerebbe l'eventuale risparmio di 100 milioni alle
finalità di integrazione socio sanitaria e comunque nell'ambito
sempre dei LEA, dei livelli essenziali di assistenza, quindi
circoscrive l'utilizzo di questo eventuale risparmio.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare il sub emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà con la stessa brevità adottata dal
presidente Dina.
FALCONE. Signor presidente, il sub emendamento, volevo dirlo
all'assessore Borsellino, riguarda quel suo famoso decreto, dello
scorso ottobre, in virtù del quale dall'1 novembre 2013 abbiamo
decurtato una quota pari al 30% dalla spesa sanitaria per quanto
riguarda la riabilitazione, i servizi di riabilitazione, ex
articolo 26 della legge 133/78; parliamo cioè di tutto quel
segmento di riabilitazione dei soggetti gravi e medio gravi in
convenzione con le strutture delle aziende sanitarie provinciali a
convitto, semi convitto e ambulatoriali. Questo aggregato che
valeva 156 milioni di euro per il 30% vale ben 52 milioni di euro
che abbiamo posto oggi in capo ai Comuni.
Ai Comuni, cioè, oltre alle decurtazioni che stiamo applicando
stiamo anche, ulteriormente, assegnando questo altro onere senza
trasferire, al contempo, risorse. Questo emendamento, che penso
dalla Commissione possa trovare anche un suo apprezzamento ed un
suo sostegno, cosa vuole porsi come obiettivo? Quello di dire che
una parte di questi risparmi saranno destinati a fronteggiare
questa spesa che passa dal servizio sanitario al servizio, per così
dire, socio sanitario assistenziale.
Siccome siamo in un articolo di principio, in un articolo che di
fatto prevede, immagina una riduzione di 100 milioni di euro, ma è
una riduzione che poi dovr�� essere declinata realmente nel
concreto, cosa che ancora non è stata fatta, cosa che trattasi di
norma di principio, io chiedo che all'interno della norma di
principio, nella cornice possa essere inserita una clausola di
salvaguardia per questi istituti che, ripeto, nel caso in cui non
ci fosse una minima salvaguardia, potrebbe avere una grossa
penalizzazione, loro e gli stessi enti locali.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, volevo
chiedere all'Assessore Borsellino una cosa: l'indicazione di questa
cifra di 100 milioni nella finanziaria di risparmio, credo che
comporti anche una riduzione della quota dei trasferimenti, della
spesa di 100 milioni che vuol dire, di per sé, è scritto nella
finanziaria, anche determinare nel rapporto con lo Stato una
riduzione dei trasferimenti. Noi stiamo sancendo con una legge, che
siamo sicuri che faremo un risparmio in questo 2014. Ciò vuol dire
che, sostanzialmente, lo Stato trasferirà meno risorse nel fondo
del Servizio Sanitario. E' così? Quindi noi dovremmo avere, di
converso, un risparmio di 49 milioni e 11, per capirci.
La seconda domanda che volevo porle, l'emendamento che è firmato
qui dai colleghi Falcone ed altri va nella direzione a proposito
dell'articolo 26 della legge n. 833 del 1978, verso una
rimodulazione delle risorse assegnate alle RSA? Assessore, siccome
lei dovrà dare il parere, io voglio cercare di capire La seconda
domanda che le ponevo, Assessore, è la seguente: rispetto
all'emendamento presentato dai colleghi Falcone, Figuccia, Assenza
e un altro, si fa riferimento a una sorta di assegnazione di parte
di queste risorse all'articolo 26 della legge n. 833 del 1978, e le
pongo la seguente domanda: si tratta di risorse che vanno ad essere
destinate alle province (o eventuali liberi consorzi) o si tratta
di risorse che andranno a impinguare la riduzione che è stata
assegnata alle RSA? Questo, per quanto ci riguarda, evidentemente,
determina una valutazione diversa.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, non mi
ero mai occupato di sanità, e questo errore di essere andato a
finire in Commissione sanità tutto sommato mi sta appassionando, e
mi sta facendo studiare una serie di cose importanti. Io vorrei, se
possibile, che l'Assessore Borsellino mi seguisse.
Assessore, io ho capito due cose: o l'articolo 8 non significa
niente, o l'articolo 8 serve per utilizzare 100 milioni di euro,
togliendoli alla sanità pubblica, per garantire alcuni servizi
socio-assistenziali gestiti dai privati. Non babbiamo', dobbiamo
essere chiari, mettiamo le cose e diamogli un nome e un cognome,
delle due l'una
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a una maggiore
attenzione, soprattutto della Commissione. Si sta trattando una
materia molto delicata.
TURANO . Con l'art. 8 stiamo scrivendo o una cosa che non serve
scrivere perché non ci vuole nessuna legge per verificare che si
possono fare dei risparmi e non si può quantificare il risparmio
nella misura di cento milioni di euro oppure stiamo utilizzando un
artifizio, un raggiro, che per norma serve per levare cento milioni
dalla sanità pubblica per darli alla sanità privata Su questo sono
intransigente Può essere che ho capito male, mi auguro di avere
capito malissimo, ma vorrei spiegazioni chiare Se stiamo dicendo
che c'è un risparmio di cento milioni e per legge diciamo che ce ne
siamo accorti, e non c'è bisogno di nessuna legge, oppure li
stiamo utilizzando per finalità diverse Posto che io sono per
garantire il servizio, il finanziamento di alcune attività che sono
fatte privatamente e sono accreditate dalla regione Che facciamo
una specie di formazione professionale? Che stiamo facendo una
forma di formazione professionale dove mai si sono ancora fatte
verifiche, ispezioni o controlli? Mi riservo, signor Presidente,
o di avere sufficienti chiarimenti o di essere conseguente nelle
determinazioni del mio voto. Su questi punti non si può procedere
così
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di poter
chiarire con il mio intervento i dubbi legittimi dell'onorevole Di
Mauro e dell'onorevole Turano. Questa norma è utile a stabilire un
fondo, che riprenderemo in uno degli articoli successivi della
manovra, attraverso cui la Sicilia implementa, come nelle regioni
più evolute, il regime di assistenza socio-sanitaria. Voglio
chiarire altresì che la mancata integrazione dei servizi socio-
sanitari sta producendo, in atto, una trattenuta del 3 per cento
sul fondo, quindi lo Stato si è trattenuto ad oggi 150 milioni di
euro. Se noi non integriamo questi due servizi sono risorse che
perdiamo
DI MAURO. E lo dobbiamo fare per legge?
DIGIACOMO. Lo dobbiamo fare con norma Con questa norma stabiliamo
che quel fondo che integrato con quello dei servizi sociali sarà il
plafond attraverso cui noi integriamo finalmente i due servizi.
Questi servizi non possono essere estranei ai LEA. Noi con il
Fondo Sanitario .
DI MAURO. C'è trasferimento
DIGIACOMO. Esatto Infatti questo fa pendant con l'altro argomento
della finanziaria.
Sia chiarito una volta per tutte che il regime degli
accreditamenti è fermo al 2007 Non si possono dare ulteriori
risorse agli istituti privati Non si può fare Si finisce in
galera Non c'è alcuna preoccupazione che questi fondi dal settore
pubblico vadano al settore privato Non si può fare Questo per
rassicurare l'onorevole Turano sul dubbio legittimo che gli era
venuto Non si possono fare implementazioni di risorse e di
accreditamenti, è proibito dalla norma Non fatemi dire il caso
Humanitas insegna Non si possono fare queste cose .
Onorevole Falcone, io come lei sono stato sindaco però la
inviterei a ritirare questo emendamento perché ne capisco la ratio,
ma noi siamo rappresentanti dell'intero popolo siciliano. Con quale
criterio diamo priorità ai servizi di riabilitazione in capo ai
comuni e dovremmo provvedere, perché i comuni sono in difficoltà,
ad altri servizi? Con quale valutazione, di gravità delle
patologie? Noi qui stiamo parlando di servizi riconosciuti nei LEA
e non lo possiamo dire riabilitazione piuttosto che un'altra
cosa .
C'è un problema reale che è il buco che abbiamo creato nelle casse
dei comuni a cui dobbiamo provvedere in altro modo.
Io la invito formalmente a ritirare quell'emendamento, perché
secondo me, Presidente, è inammissibile, poi sono cose che
riguardano le scelte che si fanno.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Di Giacomo per il supporto che dà
anche a questa Presienza in ordine al sub emendamento.
IOPPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
io voglio augurarmi, assessore Borsellino, che nell'illustrazione
che mi auguro lei vorrà fare, nell'esplicitazione delle ragioni che
l'hanno indotta ad inserire nella manovra di stabilità questo
articolo 8, lei voglia essere un po' più convincente ed anche
credere un po' di più a quello che lei stessa propone al Governo,
perché sul suo intervento, invece, sull'articolo 9 - nei confronti
del quale io sono stato favorevole e che ho votato favorevolmente -
mi è sembrato che lei abbia troppo ceduto a quelli che erano gli
emendamenti soppressivi del comma 2 dell'articolo 9 proposti anche
da forze di maggioranza.
Quando si è convinti e decisi della bontà di una norma bisogna
difenderla fino in fondo.
Io desidero intervenire sull'articolo 8, assessore Borsellino, per
chiederle, preso atto delle delucidazioni e delle chiarificazioni
fornite dal Presidente della Commissione, che cosa noi intendiamo
davvero disciplinare attraverso l'articolo 8.
Il collega Falcone prima diceva che si tratta di una norma di
principio, ed ha perfettamente ragione. In realtà, si tratta di una
norma di principio, una norma di indirizzo, cioè tendenzialmente
noi vogliamo risparmiare risorse finanziarie introducendo un nuovo
modo di gestione dell'attività di acquisizione di beni e servizi,
attraverso il concetto della spesa standardizzata , cioè dei costi
standard, verso il cui concetto io sono assolutamente d'accordo e
favorevole perché la spesa storicizzata, invece, porta purtroppo
assai lontano.
Però, io credo che, proprio perché siamo davanti ad una norma di
principio, di indirizzo, va meglio formulata la norma.
Cioè, attraverso quali meccanismi noi introduciamo nell'attività
di acquisizione di beni e servizi i costi standard? E si tratta dei
costi standard siciliani o si tratta dei costi standard nazionali,
e si tratta di costi standard ricavabili attraverso la statistica
dei costi acquisiti dalle altre regioni oppure no? E dalle regioni
del Nord o dalle regioni del Sud?
Ecco perché, assessore Borsellino - che fa fatica ad ascoltarmi
perché è impegnata in conversazione telefonica - noi abbiamo da
rivolgerle questi quesiti, non essendo assolutamente
pregiudizialmente poco favorevoli o non favorevoli alla norma, ma
la norma va riempita di contenuti e desideriamo sapere, appunto, i
costi standard a quali parametri lei vuole, il Governo vuole, che
si orientino e che si indirizzino.
Per quanto riguarda, poi, la destinazione delle eventuali economie
e si tratta di eventuali economie perché non è assolutamente detto,
almeno questo non si può scrivere in una norma di legge, che è un
nuovo metodo per l'acquisizione di beni e servizi forse debba
comportare, necessariamente, una economia vogliamo essere
rassicurati che si tratterà di un impiego, ovviamente nel settore
pubblico e non nel settore privato della sanità e dei servizi socio-
sanitari.
PRESIDENTE. Allora, ci sono numerosi iscritti ad intervenire.
Chiedo che sia l'assessore Borsellino ad intervenire se si può
fare un po' di chiarezza.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, vorrei intanto chiarire una questione di principio: i 100
milioni che riteniamo a ragione di potere risparmiare, adesso vi
dico quali sono i criteri che hanno consentito di quantificare
questa somma, sono somme che si liberano all'interno del fondo
sanitario, che non possono essere destinate ad altre prestazioni
che non siano ricompresse nei livelli essenziali di assistenza.
Questo è un principio inderogabile che sostiene l'utilizzo delle
risorse del fondo sanitario derogato il quale rischiamo di subire
anche delle sanzioni in termini di minori trasferimenti, quindi,
non possiamo assolutamente destinare somme di fondo sanitario ad
altri fini se non quelli legati all'erogazione dei livelli
essenziali di assistenza.
Addirittura, le Regioni che ritengono di potere erogare le
aggiuntive devono reperire ulteriori somme nei propri bilanci al di
fuori dei fondi sanitari e non è certamente il nostro caso.
La quantificazione dei 100 milioni deriva, per altro, da un atto
di Giunta già deliberato nel novembre scorso che chiarisce quali
sono i criteri che sottendono a questo risparmio.
Si tratta, intanto, di un risparmio che si andrà a definire
nell'ambito dell'aggregato dei beni e servizi che comprende, come
noto, oltre ai farmaci anche tutte quelle altre categorie di beni e
servizi, sia sanitari che non sanitari, in particolare il risparmio
deriva da una quantificazione di circa 70 milioni di euro che, a
ragione, riusciamo a risparmiare sulla farmaceutica.
Nel solo anno che ci ha preceduto, abbiamo risparmiato 100 milioni
sulla farmaceutica ottenendo una riduzione del 6% sulla
farmaceutica convenzionata per ben 2 punti percentuali superiori
alla media nazionale.
Questo perché abbiamo attivato una serie di misure; questo anche
per rispondere ad alcuni interventi che, inizialmente, evocavano la
necessità di misure più incisive sulla spesa farmaceutica.
Proprio su quello, questo Governo, si è concentrato adottando una
serie di misure che, per la prima volta, hanno introdotto il
criterio delle soglie prescrittive per le classi di farmaci a
maggior impatto sulla spesa.
Per altro, questo obiettivo, devo dire, già ha ottenuto dei
risultati soddisfacenti grazie alla collaborazione con la classe
medica che è stata, ancor prima della fissazione di questi criteri,
coinvolta nella necessità di dover implementare percorsi che
potessero consentire una prescrizione più accurata anche nei
riguardi del rapporto col paziente per poter far comprendere le
necessità di un utilizzo ottimale delle risorse.
La restante quota, quella di 30 milioni, verrà invece realizzata
sui beni e servizi sia sanitari che non sanitari attraverso
l'introduzione dei costi standard.
Il motivo per cui abbiamo introdotto questo principio all'interno
della norma, quand'anche questi risparmi possano essere ottenuti
senza la necessità di una norma, è quello dell'introduzione del
principio dei costi standard che, per la prima volta e, devo dire,
sarà la Regione siciliana, se questo articolo verrà approvato, ad
introdurre per la prima volta il criterio dei costi standard prima
ancora che venga introdotto a livello nazionale nella prossima
finanziaria e con la sottoscrizione del patto della salute.
Questo è un criterio assolutamente innovativo che consente di
parametrare i costi di alcuni beni e servizi ai prezzi più
performanti sia in ambito regionale, ove questi ci siano, sia in
ambito nazionale.
Questi criteri già li abbiamo introdotti con riferimento ad alcuni
servizi no core delle aziende sanitarie quali, per esempio, quello
di ristorazione e quello delle pulizie ma anche lo abbiamo
introdotto per quanto riguarda alcuni medical device ovvero alcuni
dispositivi medici, ad esempio quelli legati alla cardiologia e
alla ortopedia.
Attraverso l'applicazione dei costi standard, solo parametrando i
costi a quelli che sono, per esempio, i migliori prezzi spuntati da
alcune aziende sanitarie, noi riusciamo assolutamente a potere
realizzare, su base annua, un risparmio di 30 milioni oltre quelli
realizzati sui farmaci che ammontano a settanta, come vi dicevo.
Questa somma, peraltro, noi l'abbiamo quantificata, in via
presuntiva ma addirittura prudenziale direi, rispetto alle misure
che sono state introdotte, e l'abbiamo comunicata al Ministero
della salute e dell'economia che su questo ci verificheranno per
tutto l'anno 2014, quindi è un'assunzione di responsabilità non da
poco, considerato che lo stiamo proponendo anche all'interno di una
norma.
Per quanto riguarda, invece, il secondo comma, qui vogliamo
assumere un altro principio, anch'esso ascrivibile chiaramente alla
responsabilità del mio assessorato con riferimento alla necessità
di dovere impiegare le risorse del fondo sanitario, che si liberano
attraverso i risparmi, per un ambito assistenziale per il quale
ancora la Regione siciliana non ha ottemperato pienamente agli
obblighi che derivano dalla normativa vigente e in particolare a
quelli che attengono alle prestazioni socio-sanitarie, ovvero
quelle prestazioni che richiedono una compartecipazione tra
Assessorato per la salute e Assessorato Famiglia. Ve ne cito alcune
perché sono contenute all'interno del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 2001, ancora non attuato nella sua
interezza, che riguardano per esempio le prestazioni terapeutiche
socio-riabilitative, sia in regime semiresidenziale che
residenziale rivolte ai disabili gravi, per le quali è prevista una
compartecipazione per il 70% dell'Assessorato per la salute e per
il 30% dell'Assessorato per la famiglia. Così come pure le
prestazioni relative ai minori, nel caso in cui questi abbiano un
disagio psichico per i quali vi è una compartecipazione al 50%,
oppure ancora i disabili privi di sostegno familiare per i quali vi
è una compartecipazione del 40% dell'Assessorato per la salute e
del 60% dell'Assessorato per la famiglia. In questo modo
intendiamo, con le somme che liberiamo, corrispondere alla quota
sanitaria di queste rette che fino a questo momento, sulla base
della legge n. 22, molto spesso è stata anticipata dai comuni i
quali poi avanzavano rivalsa nei confronti delle aziende per la
corresponsione della quota che loro avevano anticipato. Questo ha
determinato nel tempo una serie di posizioni: debitori da una parte
e creditori dall'altra, nonché un alimentarsi di contenziosi che
oggi determina ulteriori costi a carico del servizio sia sanitario
sia delle politiche sociali. Quindi ritengo che sia sì
un'assunzione di principio ma che per quanto riguarda l'aspetto
relativo all'introduzione di questi standard richieda
l'introduzione di una norma.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Falcone di ritirare il
subemendamento.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
chiedere all'Assessore se al primo comma, dove viene detto che per
quanto riguarda l'acquisto di beni e servizi, viene ridotta la
somma di cento mila euro. Bisogna secondo me, invece, modificare la
riduzione in destinati , cioè le risorse vengono destinate per
altri servizi.
BORSELLINO, assessore per la salute. E' scritto nel secondo comma
destinati .
FONTANA. Sì, però, anche nel primo bisogna metterlo, per evitare
confusione, perché altrimenti la riduzione potrebbe sembrare come
se noi riducessimo la spesa e quindi il Ministero potrebbe tagliare
il trasferimento. A mio avviso se invece si sostituisce con
destinazione , anziché riduzione , chiarisce un po' meglio le
cose.
PRESIDENTE. Assessore Borsellino, viene raccolto questo invito da
parte dell'onorevole Fontana?
BORSELLINO, assessore per la salute. Si, si tratta di un
contenimento di spesa e quindi di un modo per liberare risorse e
destinarle in altri servizi nell'ambito del sistema.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
FORMICA. Ho ritirato tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, non c'è motivo di intervenire; già
ha chiesto di intervenire anche l'onorevole Laccoto.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, assessore
Borsellino lei ha fatto una bellissima relazione però mi consenta
di dire che quello che c'è sul territorio in questo momento crea
preoccupazione perché, dalla notizie dei giornali ogni giorno noi
assistiamo a TAC guaste nei singoli ospedali che creano problemi, a
mancanza a volte anche dei fili di sutura, acquisti, etc.
Concordo con quello che è lo spirito di questo articolo però
prima di arrivare a dire e a quantificare 100 milioni di euro
dobbiamo assicurare, perché qui l'articolo dice che vengono
diminuiti 100 milioni di euro salvaguardando però giustamente,
quelli che sono i livelli assistenziali e allora se quantifichiamo
in maniera precisa 100 milioni di euro potremmo avere problemi
perché lei ha recuperato quest'anno 100 milioni dal Ministero.
Ricordiamoci che vi è sempre una compartecipazione del 51% da parte
del Ministero. I 100 milioni per l'anno 2013 li abbiamo recuperati,
giusto?
Dovevano essere destinati e possono essere destinati
all'integrazione socio-sanitaria per la competenza sanitaria ed è
correttissimo.
D'altra parte quando ci accingiamo a fare una legge di
integrazione socio-sanitaria io non ho visto nel capitolo della
famiglia le stesse somme o una parte delle somme per quanto
riguarda l'integrazione socio-sanitaria o integrazione sociale che
deve derivare anche per potere fare la legge di integrazione socio-
sanitaria, quindi ho l'impressione che in questa maniera lasciamo
una parte e la integriamo con la parte sanitaria, non troviamo
invece riscontro sociale.
Allora, ritengo che la soluzione e lo spirito dell'articolo sia
giustissimo, forse dobbiamo meglio congegnarlo dal punto di vista
della formulazione e nel frattempo cercare anche così tutti i
subemendamenti che sono sicuramente inappropriati rispetto a quello
che è lo spirito dell'articolo ma anche da una considerazione che
lei ha fatto che è quella che la destinazione deve essere sempre
per ILEA e quindi tutti gli emendamenti che noi abbiamo visto e i
subemendamenti non hanno attinenza con quello che è il discorso
dell'ILEA perché il recupero avviene attraverso il Governo
nazionale ma sempre per il sistema sanitario. E questo è il primo
punto.
Il secondo punto è, assessore, che noi dobbiamo trovare delle
soluzioni perché sul territorio non avvengano più queste vicende
riguardanti il problema che mancano le TAC, il problema che mancano
le risonanze, il problema che le TAC sono guaste.
Se andiamo così, senza avere fatto una ricognizione di quelli che
sono gli strumenti che servono nei diversi territori noi ci
troveremmo in una situazione allora, bene lo spirito dell'articolo
ma bisogna verificare a livello, secondo me, anche periferico quali
sono le condizioni.
Le posso dire che a tutt'oggi ci sono dei reparti di chirurgia e
cardiochirurgia che in questo momento non possono fare interventi
per mancanza di quelli che sono gli strumenti primari.
PRESIDENTE. Abbiamo tenuto una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari facendo appello all'autodeterminazione sui
tempi. Vedo che non è servito probabilmente a niente .
Andando avanti nei lavori d'Aula mi vedrò costretto a
contingentare i tempi anche in ordine ai singoli interventi.
CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO SALVATORE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
rapidissimo anche perché entrerò subito nel merito senza parlare di
tutto il mondo della sanità ma relativamente all'articolato e
chiedevamo, assieme ad altri colleghi, un chiarimento
all'assessore: quando si fa riferimento ad acquisto di beni e
servizi, lei ha specificato che si fa riferimento da una parte alla
farmaceutica e dall'altra a servizi non essenziali. In questi beni
e servizi sono incluse anche le prestazioni specialistiche perché è
come dizione, ecco questo chiarimento era a beneficio dell'Aula e
della registrazione per questo l'ho chiesto, perché nella dizione
dei beni e servizi ci sono anche le prestazioni specialistiche,
anche perché andava in contrasto con il secondo comma quando lei
poi, cioè il Governo poi diceva di destinare questi fondi
all'assistenza e all'integrazione socio-sanitaria dove sono
comprese queste prestazioni. Secondo, per chiarire subito,
Presidente Ardizzone, siamo contro il subemendamento Falcone perché
è anche pericoloso, a mio avviso, perché apre la stura ad un
aumento dei budget dei convenzionati perchè l'articolo 26...
PRESIDENTE. E' ritirato quello, quindi è inutile discuterne.
CASCIO. A parte il chiarimento per noi, per quanto ci riguarda, va
bene l'articolo.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, sarò rapidissimo. All'assessore volevo
solo chiedere una cosa su queste risorse. Non credo assolutamente
che queste risorse debbano servire per la sanità privata. Sono
convinto che se le risorse saranno utilizzate per potenziare i
pronto soccorsi e tutti i reparti di eccellenza che vedono la
struttura sanitaria molto avanzata, allora lei avrà fatto
certamente un ottimo lavoro. Mi riferisco ai pronto soccorsi che il
Presidente Crocetta quando è stato a Siracusa ha potuto osservare
sia importante perché li si vive e si muore in un secondo. Quindi
potenziare i pronto soccorsi dell'Isola di tutti gli ospedali,
potenziare quei reparti e quei dipartimenti, le chirurgie, le
cardiochirurgie, le chirurgie oncologiche che sono le prime ad
avere difficoltà e che determinano una emigrazione sanitaria che
continua a costarci almeno 300 milioni di euro l'anno. Sono
convinto che lei certamente avrà fatto un ottimo lavoro. Se
all'interno di questo abbiamo messo quel 5 % che ci serve per
interventi di nuove strutture insieme all'ex articolo 20 certamente
avrà fatto un ottimo lavoro.
In tutto questo le ricordo che l'unica provincia che non ha avuto
nessun nuovo ospedale in Sicilia è quello di Siracusa che ogni anno
continua a dare almeno 10 miliardi di prelievo fiscale, 10 miliardi
di euro di prelievo fiscale allo Stato.
Quindi se ci ritornasse qualche cosa in termini di struttura
sanitaria lei avrebbe fatto certamente un ottimo lavoro.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, come ha visto nel prosieguo dei
lavori, dopo la Conferenza dei Servizi mi sono attenuto a quanto da
lei stabilito e cioè ho ritirato tutti quegli emendamenti
soppressivi che ritenevo non avessero una propria valenza cogente
rispetto all'articolo che si stava trattando per cui la prego non
si riferisca a me che non intervengo da 3 articoli o da 4, 5. E' un
chiarimento che scaturisce sia dalle questioni che sono state poste
coerentemente dal Presidente della Commissione, dall'onorevole Di
Mauro e dalle risposte che l'assessore, pur nella sua puntuale
relazione non ha posto, non ha risposto alle questioni che sono
state poste.
L'articolo parte da un presupposto sbagliato che deve fare
apparire fuori come se si stesse procedendo ad un taglio di 100
milioni. Gli interventi del Presidente della Commissione sanità
hanno chiarito perfettamente qualora ce ne fosse stato ulteriore
bisogno che non è così, intanto, perchè il taglio non compare nelle
tabelle presentate dal Governo quindi lo stesso Governo giustamente
fin dall'inizio ha già pensato che non si trattava di un taglio.
In più con i chiari di luna che ci sono, è concreto il rischio che
essendo noi, mi rivolgo anche al Presidente, per quanto riguarda i
trasferimenti per la Sanità, compartecipi al 49%, che nella
prossima Finanziaria, il Governo o comunque nella prossima
attribuzione del Fondo sanitario alla Regione Sicilia, il Governo
nazionale facendo il furbo decurti il trasferimento e ci tolga 50
milioni; ora, l'ha detto il Governo in maniera chiara e l'abbiamo
dimostrato noi qui in Aula, chiediamo semplicemente che anziché
parlare del risparmio di 100 milioni, che non c'è, del taglio di
100 milioni, che non c'è, si usi un'altro parola che è quella della
destinazione. Il Governo destina 100 milioni di euro per questo,
questo, e quest'altro, che è coerente anche con quello annunziato
dal Governo stesso nel senso che noi non dobbiamo perdere i fondi
che il Governo trattiene per inadempienza nostra sui servizi socio
assistenziali, quindi togliamo quella parola taglio che potrebbe
essere pericolosa e che peraltro non corrisponde all'azione di
fatto messa in campo perché voi stessi non l'avete messo come
risparmio.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo due domande,
signor Presidente, all'assessore Borsellino, poi penso che a tutte
le domande che vi sono state fatte risponderà successivamente. Io
vorrei farne soltanto una, anzi: l'integrazione socio-sanitaria con
questo articolo, considerato che le cose che ha detto l'onorevole
Formica hanno un senso, collegato all'articolo 20, si farà o non si
farà?
Possiamo dire che finalmente in Sicilia c'è l'integrazione socio-
sanitaria? Si o no? Cioè se è un'operazione tutta sanitaria ha un
valore ma se questa è un'operazione in cui finalmente in Sicilia si
applica l'integrazione socio-sanitaria la norma diventa qualcosa di
molto più importante.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, la mia
perplessità nasce nell'avere sentito 30 milioni di euro di
risparmi. Lei ha detto come si sarebbero ottenuti; ho fatto una
verifica adesso con la Commissione Bilancio. Dal suo intervento si
riferiva, parlava, però, di costi standard. Dico che i costi
standard sono degli atti amministrativi quindi si stabiliscono con
atti amministrativi, è necessaria una norma. Mi chiedevo: fra tutte
le altre cose ho constatato questo che non si riscontrano i
risparmi né nella minore spesa né nelle maggiore entrate né nel
Bilancio. Di fatto, quindi, è una norma, è un auspicio quello dei
100 milioni o no? Se è già così ho capito male e le chiedo
semplicemente che i risparmi se effettivamente vengono destinati al
miglioramento dell'offerta sanitaria, miglioramento dell'offerta
sanitaria significa dotare gli ospedali di quelle strumentazione
che necessitano, se effettivamente con l'applicazione dei costi
standard, se questo risparmio è conclamato allora si faccia una
verifica laddove sul territorio è necessario nell'integrazione
territorio-ospedale reinvestire questi soldi in apparecchiature
tecnologiche che diagnosticano prontamente e che servono anche a
diagnosticare questo, non ad altro.
CROCETTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo già
deliberato in Giunta dei Servizi che saranno superiori ai 100
milioni di euro, perché se accertiamo come abbiamo fatto che
mediamente per esempio per i servizi in Sicilia si spende a parità
di personale, di servizio dato etc. il 7 per cento in più della
media nazionale, abbiamo il dovere di imporre quel risparmio,
significa che c'è qualcosa di anomalo.
Quando parliamo di beni, poi, parliamo del costo delle siringhe,
del costo dei materiali igienico-sanitari e via dicendo. Quando
scopriamo che in Sicilia si spende molto più che altrove, significa
che abbiamo già stimato un calcolo, un risparmio non inferiore ai
cento milioni di euro.
Questo non significa aver fatto taglio sulla sanità ma la
liberazione di costi che non sono necessari, di razionalizzazione
della spesa che possono essere investiti nella riqualificazione dei
servizi e nel potenziamento dei servizi sanitari.
L'elemento di preoccupazione dell'onorevole Gianni, si dice bene
non vorrei che siccome noi risparmiamo allora diamo il messaggio
allo Stato che poi ci deve togliere i fondi . No, perché il fondo
sulla sanità è un fondo assegnato globalmente, anzi lo Stato ci
deve premiare. E poi anche il risparmio dello Stato non è che mi
preoccupa perché se possiamo risparmiare cinquecento milioni di
euro, per esempio, quest'anno sulla sanità, eliminando gli sprechi,
non li eliminiamo questi sprechi perché sennò lo Stato ci da meno
risorse? E che facciamo, collaboriamo al Golpe truffaldino rispetto
allo Stato dei soldi che vanno a finire ai privilegi e agli sprechi
per non fare risparmiare lo Stato?
Contribuiamo al risanamento della finanza pubblica regionale e
nazionale, dopodiché, metterlo nella Finanziaria ha un solo grande
valore: attestare che questo non è un impegno solo della Giunta di
Governo; che, rispetto al Commissario dello Stato che ci dice cosa
risparmiate , portiamo in cassa ben altri risultati. E' ovvio che
il nostro interesse già abbiamo deliberato, per esempio, quando
abbiamo detto che dobbiamo attivare la sanità nelle aree a rischio
industriale così come dice una vecchia legge dell'Assemblea e la
attuiamo finalmente. Dove andiamo a trovare queste risorse?
Quando molti di voi nei territori ci pongono il problema della
chiusura dei piccoli ospedali, possiamo individuare una strategia
che li salvi, per esempio, facendoli diventare ospedali riuniti? Ma
per fare questo dobbiamo avere poi le risorse. E quindi tagliamo
gli sprechi, per cui non vorrei che esistesse, da parte nostra, un
comportamento quasi doppio. Da un lato sosteniamo che i punti
nascita nelle zone a rischio non si devono tagliare, però appena
diciamo che vogliamo togliere un po' di sprechi, no, neppure quelli
si possono tagliare.
Allora trovatela voi la formula magica per potenziare i servizi
territoriali: di non tagliare i piccoli ospedali, di rafforzare, se
non è questo.
Risparmieremo su farmaci perché i consumi mondiali - Messina in
testa, onorevole Laccoto, quindi parta dalla sua provincia, in
testa per i farmaci e di osteoporosi... non esiste, si risparmiano
oltre 130 milioni di euro con questa misura. E sono risparmi reali,
quindi non c'entra niente il discorso delle prestazioni.
Qui potremmo aggiungere, senza alterare il livello di qualità, già
dire, senza alterare il livello di qualità, significa che noi sulle
prestazioni, sulla qualità delle prestazioni, probabilmente,
potremmo dire che questo, c'è l'obiettivo il secondo comma spiega
anche molto bene come possono essere destinati questi servizi.
Se noi li destiniamo alla riqualificazione, all'integrazione
sanitaria altro che eliminazione socio-sanitaria, altro che
diminuzione dei fondi perché attualmente noi abbiamo una penale da
parte dello Stato che non ci restituisce i fondi perché non abbiamo
fatto l'integrazione, quindi aumenteremo le nostre risorse. E'
chiaro che abbiamo la possibilità, però, oggi perché vincolarsi in
fase normativa rispetto all'utilizzo, alla razionalizzazione,
quando poi sappiamo che avremo a disposizione 100 milioni di euro
per migliorare la sanità siciliana e questo lo possiamo fare con la
Commissione sanità, insieme al Parlamento senza metterci oggi
troppi paletti di legge, sapendo che noi questi 100 milioni li
abbiamo di risparmio e saranno veri, però per migliorare, questo è
chiaro, e rimane anche agli atti questa nostra dichiarazione.
Non è un taglio di bilancio è un obiettivo che noi sanciamo,
pubblico persino per legge rispetto al Parlamento, rispetto al
Commissario dello Stato, rispetto alla Corte dei Conti che ci
chiedono il risanamento e anche nella sanità riqualifichiamo.
Adesso vorrei dare la parola, giustamente, all'assessore
Borsellino anche per i pareri tecnici sugli emendamenti che vengono
presentati e per altre osservazioni tecniche.
Guardate, però, questo su un piano politico ci deve fare
inorgoglire, che noi siamo un Parlamento che decide. Monitoriamo
quella spesa che è superflua, non serve a niente, non taglia
servizi, non taglia occupazione ma, semplicemente, può creare nuova
occupazione se miglioriamo ed aumentiamo i servizi.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'assessore Borsellino, ha
chiesto di intervenire brevemente l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, brevemente lo dice lei, però, sa,
siccome sono un ortodosso, mi atterrò al suo brevemente'.
Onorevole Presidente della Regione, assessori, onorevoli colleghi,
accade un fatto che rassegno alla Presidenza, per l'appunto: è
stato presentato qualche minuto fa, rubricato e posto
all'attenzione dell'Aula un emendamento, primo firmatario Falcone,
8R1. Nello stesso istante, poco importa che sia stato ritirato
rispetto alla valutazione che sto ponendo io all'attenzione della
Presidenza, è stato presentato un emendamento a firma Figuccia,
Falcone, Pogliese e Assenza, quinto firmatario Cordaro - lo sto
firmando - che è dello stesso identico tenore di quello che lei ha
ammesso.
Evidentemente, si sarà trattato, nella confusione del momento, di
una svista che può capitare
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, non andiamo oltre, perché siamo
stati abbastanza disponibili sul presupposto che non c'era stata
un'istruttoria apposita nelle commissioni di merito. L'abbiamo
detto fin dall'inizio.
Abbiamo detto: maggiore elasticità nel raccogliere gli
emendamenti, bisogna evitare di rivolgersi a questa Presidenza ed a
presentare subemendamento e contro emendamenti' ogni volta che si
interviene e proprio stamattina ho avuto modo di dire che gli
emendamenti o subemendamenti devono essere presentati solo
attraverso la commissione o il Governo.
Ha presentato l'emendamento l'onorevole Falcone, io ho avuto modo
di verificarlo, lo presenta come commissione, lo ha esposto e alla
fine ha detto che lo presenta a titolo personale
CORDARO. Scusi, signor Presidente, lei non mi fa finire di
parlare. E' per capire se mi toglie la parola perché questo lo
poteva dire pure a completamento del mio intervento.
PRESIDENTE. Però, deve venire incontro alle esigenze, come ci
siamo detti, lei da capogruppo.
CORDARO. Signor Presidente, io ero al mio quarantesimo secondo di
intervento, quindi, se mi fa completare io, poi, ascolterò, se del
caso me ne farò una ragione.
Ribadisco, signor Presidente, se è stato ammesso
PRESIDENTE. Non è stato ammesso.
CORDARO. Ho finito, signor Presidente. Siccome questo emendamento
a firma Figuccia che vede come quinto firmatario un capogruppo,
peraltro, modestamente chi parla, e controfirmato anche
dall'onorevole Falcone che è componente della Commissione bilancio,
io le chiedo ove lei lo ritenga opportuno, perché alla fine noi la
decisione la accettiamo, non è che ci attacchiamo ai lampadari, non
l'abbiamo mai fatto, non cominceremo stasera, comunque, farlo
passare senza discussione al vaglio dell'Aula; potrebbe pure darsi
che poi l'onorevole Figuccia lo ritiri, io non lo so, perché
siccome il clima non mi pare quello di una contrapposizione anche
sull'inammissibilità di un emendamento che un momento prima ha
avuto l'omologo, invece, ammesso.
Le chiedo, quindi, signor Presidente, di valutare questa mia
posizione che è quella che vede attore principale il collega
Figuccia, per sottoporre all'attenzione dell'Aula il voto di questo
emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, un po' più di attenzione nei lavori
d'Aula. Subito dopo l'intervento dell'Assessore Borsellino, che ha
precisato che l'emendamento a firma Falcone, sto parlando del
primo, non rientrava nei LEA, io ho detto: al fine di evitare di
dichiararlo inammissibile, lei lo ritira? , l'onorevole Falcone ha
fatto cenno di sì quindi il discorso si chiude. Lei arriva dopo e
mi dice che dello stesso contenuto o, a maggior ragione, oppure
sotto forma di subemendamento per cui questa Presidenza già le
comunica che lo ritiene inammissibile.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, signori
deputati, posso aggiungere ben poco rispetto a quello che è già
stato detto nel precedente intervento, ma soprattutto
nell'intervento del Presidente, che ha chiarito perfettamente qual
è la filosofia che sta alla base della ratio di questa norma.
Voglio dire ancora di più: oltre a ribadire, sottoscrivendolo, che
non si tratta di un taglio, né tantomeno questo taglio poteva
essere registrato nella tabella acclusa alla legge finanziaria, in
quanto rientra, come è stato detto, all'interno del fondo
sanitario, proprio perché viene reinvestito sul miglioramento della
qualità dei servizi o sull'attivazione di quei servizi che non sono
ancora attivi, voglio dire anche un altra cosa, che assurgere
questo principio a livello di norma può consentire di potere
ottenere la cosiddetta condizionalità ex ante che occorre al
servizio sanitario per potere rientrare nell'ambito di alcune linee
di attività nella programmazione comunitaria 2014-2020.
E' fondamentale perché solo dando questa certezza, e cioè dando la
certezza della sostenibilità che noi riusciamo anche ad ottenere la
possibilità di potere implementare alcune linee di attività che
sorreggono la riqualificazione del sistema sanitario attraverso
l'utilizzo dei fondi comunitari. Prova ne è che nella passata
programmazione una linea di attività ci ha consentito di rinnovare
il parco tecnologico delle nostre aziende in parte, ovviamente, non
essendo possibile riuscire a colmare tutto il bisogno di
innovazione tecnologica che naturalmente necessita all'interno del
sistema, ma sicuramente nella nuova programmazione partiamo con una
condizione favorevole di credibilità di un sistema che possa, in
qualche modo, ottenere la possibilità di ulteriori finanziamenti.
Volevo raccontarvi anche un aneddoto che mi è capitato alla fine
dell'anno per farvi comprendere come non è assolutamente vero che
ottenere dei risparmi nell'ambito dell'aggregato dei beni e servizi
debba necessariamente comportare o debba comportare una riduzione
di servizi, nella considerazione che è molto facile, a volte, per
le direzioni aziendali, dire che è colpa dell'Assessorato o del
Governo che taglia le risorse, per cui non possono essere
acquistati i fili di sutura, non possono essere acquistate le
apparecchiature o non possono essere pagate le ditte per la
manutenzione degli impianti.
Ebbene, proprio alla fine dell'anno sono stata contattata dal
padre di un ragazzo ricoverato da tre giorni in un nosocomio
siciliano, che lamentava il fatto che da tre giorni il ragazzo
veniva assistito su lenzuola di carta.
Ho chiamato la direzione aziendale, con la quale abbiamo
pesantemente redarguito il direttore sanitario del presìdio, in
quanto da una visitazione di quelli che erano i beni contenuti
all'interno dei magazzini, avevano ben oltre 100 paia di lenzuola,
quindi, vi dico che non è affatto vero che le risorse che vengono
dai trasferimenti statali ad implementare il fondo sanitario sono
insufficienti, laddove gestite correttamente, a garantire livelli
adeguati o sufficienti di assistenza, perché ogni qualvolta andiamo
a verificare queste situazioni, vi assicuro che non si tratta
affatto di una carenza di risorse, anzi, riscontriamo a volte che
ci sono eccedenze di magazzino e molto spesso prodotti già in
scadenza, che non servono più, quindi, mi rammarico fortemente
quando sento che questi risparmi possano in qualche modo
compromettere l'erogazione dei LEA.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Dopo questo lungo dibattito, se non
erro, l'onorevole Fontana aveva chiesto una piccolissima modifica
all'emendamento 8R Vediamo di formalizzarla prima, perché conveniva
sullo stesso appunto l'Assessore Borsellino. Se la potete
formalizzare con il testo preciso...
FORMICA. Lo ha ammesso lo stesso Governo che non c'è risparmio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.41, è ripresa alle ore 19.42)
La seduta è ripresa.
Assessore Borsellino, mi conferma che va bene l'emendamento 8R
così come è stato scritto dalla Commissione?
BORSELLINO, assessore per la salute. Sì.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 8.7 che
riguarda la soppressione dell'articolo 8 a firma degli onorevoli Di
Mauro ed altri.
DI MAURO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 8R di
riscrittura dell'articolo 8 a firma della Commissione.
TURANO. Prima si deve votare il mio emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, il suo emendamento è stato
dichiarato inammissibile. C'è una sola firma. E' inammissibile.
Evitiamo di presentare subemendamenti a discussione avviata. Serve
solo a complicare il percorso per l'approvazione di questa
Finanziaria.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
onorevole Presidente della Regione, cercare di fare chiarezza su
argomenti come questi credo che faccia bene all'Assemblea.
Quando per una mera formalità la Commissione sanità viene
espropriata del ruolo di controllo, peraltro la Commissione sanità
ha competenze specifiche, sul modo, sul come, sul perché.
Il Governo intende intervenire sul secondo comma. Non significa
cercare la collaborazione con l'Assemblea regionale. Voglio usare
le parole, le parole sono come pietre, rimangono Ho sollevato una
serie di dubbi. Il Presidente della Regione, il Presidente della
Regione ha rassicurato l'Aula non sul principio dei cento milioni
di euro di risparmio, Presidente, a cui va il mio plauso per la sua
azione.
Il fatto di aver tolto una serie di sprechi che c'erano le fa
onore e noi abbiamo il dovere - ed io personalmente anche il
piacere - di ringraziarla. Il fatto che questi cento milioni di
euro non vengano utilizzati, faccio un esempio, per azzerare le
liste di attesa che in Sicilia creano un enorme disservizio è una
scelta. Il fatto che vengano utilizzati per l'integrazione socio-
sanitaria e socio-assistenziale, dopo l'intervento dell'onorevole
Di Giacomo, mi crea ulteriore preoccupazione, perché non è detto
che servano soltanto per le strutture esistenti e non è neanche
detto che servano per nuove strutture.
CROCETTA. Presidente della Regione. Siccome il carcere esiste e le
leggi anche, si può fare solo nell'ambito professionale
TURANO. Onorevole Presidente, questo mi preoccupa ancora di più.
Se lei facesse un monitoraggio importante e serio sulla gestione di
questi servizi scoprirebbe tante cose.
Ora io chiedo soltanto di capire se neanche la Commissione possa
essere informata ed il fatto che vengo privato di questo diritto mi
lascia una serie di dubbi.
Siccome poi conosco le norme e le so ricordare anche dopo
l'approvazione, vuol dire che interrogheremo il Governo
successivamente.
FIGUCCIA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi
dato la parola su questo articolo molto importante, articolo
giustamente attenzionato dall'Aula, da questo Parlamento, rispetto
al quale evidentemente il nostro voto non può che essere una
conseguenza naturale di quello che è il dibattito e dei toni con i
quali si sta sviluppando, rispetto al fatto che si fa riferimento a
cento milioni di euro di risparmi, ma rispetto al fatto che questi
risparmi sono fittizi, perché non sono entrate certe; rispetto al
fatto che si dice di voler risparmiare delle somme ma non si
comprende, in effetti, qual è l'utilizzo che se ne deve fare, anche
perché questo articolo si collega poi ad altri articoli della
Finanziaria, mi riferisco ad esempio all'articolo 20.
All'articolo 20 noi facciamo un'operazione che è assolutamente
inversa a questa, ma ne risulta collegata, perché noi facciamo
riferimento a quelle somme tolte dal Fondo nazionale delle
politiche sociali, ovvero dal Fondo della legge n. 328 del 2000, e
quelle somme le destiniamo per il 50 per cento delle già esigue
somme...
CROCETTA. Presidente della Regione. Esiste già un emendamento
soppressivo di quella ripartizione per cui i due articoli di legge
non sono più in contrasto, a proposito dell'articolo 20.
Qui la destinazione preferenziale indicata di questo risparmio è
l'integrazione socio-sanitaria, considerato che siamo l'unica
regione italiana che ancora non l'ha fatta ed è una previsione di
legge, persino obbligatoria, tanto è vero che noi paghiamo la
penale.
Quindi, qui non si tratta di decidere se siamo o no contro il
risparmio e come li volete utilizzare.
Volete fare l'integrazione socio-sanitaria in Sicilia ed acquisire
nuove risorse e possibilmente questi poveri disgraziati, le persone
che vengono ed hanno problemi mentali, ai tossicodipendenti
finalmente gli diamo un servizio serio ed ogni volta che facciamo
una cosa positiva finalmente vantiamocene, questo è l'argomento.
FIGUCCIA. La ringrazio Presidente perché questo atteggiamento
costruttivo da parte del Governo, da parte sua, fa comprendere a
questo Parlamento come quando, in effetti, si fanno degli errori e
si torna indietro, questo è un gesto assolutamente apprezzabile non
perché si sia trattato di errori in senso stretto ma perché,
evidentemente, probabilmente c'era stata una cattiva impostazione
iniziale, questo dimostra che quando l'opposizione fa un lavoro
costruttivo tende una mano rispetto a quelle che sono questioni
importanti e si arriva a delle soluzioni concrete questo è sempre
un fatto positivo.
Questo va sottolineato perché rispetto al tema dell'integrazione
socio-sanitaria in realtà, spesso, si è voluto sottolineare che
l'integrazione debba avvenire a scapito continuo del socio-
assistenziale quando, chiaramente, sappiamo bene che la sanità l'ha
fatta sempre e per lungo, troppo tempo da padrone e, quindi, essere
riusciti a far ritornare questa somma del 50% alla giusta fonte che
è quella del fondo nazionale politiche sociali, con i giusti
diritti presentati dai distretti socio-sanitari con le loro azioni,
con i loro piani di zona, questo è un fatto assolutamente positivo.
Ciò non toglie, tuttavia, Presidente, che questo articolo rimane,
ahimè, a causa dell'inammissibilità degli emendamenti che noi
sempre in modo altrettanto costruttivo avevamo presentato, ne aveva
fatto prima riferimento l'onorevole Falcone, poi l'onorevole
Cordaro, adesso, in questa sede, ahimè per un atto, evidentemente,
lasciatemelo dire, di arroganza da parte di questa Presidenza
quegli emendamenti non sono stati discussi.
Questo, purtroppo, non va nella stessa direzione in cui va,
invece, l'atteggiamento per quanto riguarda questo specifico
articolo che è un atteggiamento costruttivo.
Con riferimento, poi, a questa diminuzione delle somme mi sento
comunque di dire che la mia paura è che non vengano rispettati i
livelli essenziali di assistenza perché di fronte, chiaramente, ad
una riduzione di somme e di fronte ad una non identificazione
chiara del piano della spesa, questo è un rischio che rimane.
Tuttavia, insomma, ci sarà tempo e modo per guardare poi in
dettaglio come si esplicheranno le azioni nei prossimi mesi e, da
questo punto di vista, nel sottolineare ancora amarezza rispetto a
quei due emendamenti che potevano rappresentare un punto di
partenza importante rispetto ai centri di riabilitazione prima,
rispetto, ad esempio, alle comunità alloggio per disagio psichico
dopo questo - ripeto - è un punto di amarezza ma, ahimè, così è
andata in questa triste giornata Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, io, assessore Borsellino,
desideravo avere da lei, perché altrimenti dovrei, ammesso che ci
sia un reale risparmio e, quindi, io sotto il profilo della
impostazione che vogliamo contribuire a dare come opposizione
responsabile nel momento in cui dovesse trattarsi di una norma che
prevede un risparmio, sarei orientato a votarla favorevolmente,
però c'è un problema che desidero porle prima di determinarmi.
La parola ridotta di 100 milioni di euro che leggiamo nel primo
comma, finisce per poter diventare oggetto di fraintendimento sotto
il profilo lessicale ma anche sotto il profilo obiettivo della
redazione della norma e di quello che vuole significare nel momento
in cui, poi, questi 100 milioni di euro finiscono per essere
destinati alle finalità di cui al 2 comma
Noi sappiamo che in questi anni il Governo nazionale non sempre è
stato amico della Sicilia e che spesso ha colto la palla al balzo
per ottenere la possibilità di ridurre, di dimezzare, di tagliare
anche in maniera importante i fondi destinati, soprattutto in campo
sanitario, alla Sicilia.
Il mio timore, che vorrei chiarito Assessore - Presidente credo
non sia una cosa di maniera ma essenziale - è questo: è
assolutamente necessario parlare di riduzione? Perché stiamo
facendo riduzione, col pericolo però che domani il Governo
nazionale, in sede di redistribuzione di risorse, ci dica: visto
che hai risparmiato cento milioni di euro io te ne do cinquanta o
cinquantuno in meno , sempre per quel famoso ragionamento della
proporzione che conosciamo bene.
Oppure possiamo riferirci, così come peraltro nel primo comma si
fa, e possiamo fare riferimento esclusivamente al principio dei
costi standard sapendo che, comunque, siamo in piena applicazione
di una reale spending review all'interno del primo comma, senza
parlare di riduzione di spesa considerato il fatto, soprattutto,
che poi nel secondo comma si dice che questi fondi vengono
destinati alle finalità, appunto, del comma che viene appresso.
Allora, se voi ci date garanzie noi ci determineremo in un modo,
senza garanzie - siccome io non vorrei rendermi neanche in buona
fede complice, tra virgolette, lo dico evidentemente, di una norma
che dovesse domani destinare meno risorse alla Sicilia - noi ci
determineremmo per un voto contrario. Quindi attendo indicazioni e
spiegazioni che chiariscano questo passaggio che, a mio parere, non
è secondario.
PRESIDENTE. Vi è una richiesta precisa da parte dell'onorevole
Cordaro.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, l'Assessore Borsellino ha prima spiegato la questione.
Per l'integrazione dei servizi socio-sanitari è previsto anche il
ricorso a fondi nazionali aggiuntivi e fondi europei.
Però, siccome oggi qualsiasi condizione, per accedere a nuovi
servizi a nuovi fondi, è che si certifichi in risparmio.
L'attestazione di un risparmio che non è inventato e che non è
virtuale per questa cosa, ma che abbiamo accertato proveniente non
dal taglio dei servizi, ma dall'adeguamento di quei servizi ai
costi standard, ci permette di trovare quei cento milioni di euro
nostri che serviranno a questo servizio, quindi, non saranno
assolutamente tagliati dal bilancio sanitario - per cui domani lo
Stato non potrà tagliare - e ci permettono di accedere alle somme
integrative da parte dello Stato, che saranno date per
l'integrazione socio-sanitaria e a progetti specifici europei di
finanziamento.
Quindi è un operazione tutta ad acquisto. Pertanto, da questo
punto di vista, onorevole Cordaro, la voglio rassicurare, e
dobbiamo dire che l'integrazione dei servizi socio-sanitari è una
delle cose più qualificanti che facciamo, perché è un innovazione
in cui possiamo modernizzare una serie di servizi.
Diciamoci la verità: vanno bene quelli assistenziali, e non stiamo
tagliando nessuna somma lì, per chiarire l'articolo 20, però, non
possiamo continuare a dire, per esempio, che il disabile psichico
va abbracciato come un padre e una madre e non curato seriamente
come richiede una moderna struttura.
Non possiamo dire che nei reparti di igiene mentale non ci deve
essere lo psicanalista e le persone ricche possono permetterselo e
i poveri disgraziati vanno nel manicomio. Questa è l'integrazione
socio-sanitaria ed è una cosa che restituisce una modernità alla
Sicilia e che rende la sanità siciliana a livelli europei,
finalmente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 8R,
presentato dalla Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.5, degli onorevoli Zito ed altri.
ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è
chiarissimo, anche perché era un comma era pervenuto in Commissione
Bilancio, dove si prevedeva il taglio del 10%. Noi l'abbiamo
ripresentato con la riscrittura del 20% delle indennità per quanto
riguarda il personale amministrativo dirigenziale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 8.5?
BORSELLINO, assessore per la Salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questo comma che viene aggiunto non può essere apprezzato
da parte del Governo nella misura in cui la riduzione
dell'indennità accessoria al personale dirigente del servizio
sanitario è già stata operata in tutti questi anni del piano di
rientro nella misura del 5% all'anno. Quindi riteniamo che questa
voce di spesa sia stata già adeguatamente e sufficientemente
contenuta.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.6, degli onorevoli Ciaccio ed altri.
CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento si dà la possibilità alle aziende ospedaliere che
magari hanno un esubero di figure, perché molte ASP hanno un
esubero di alcune figure professionali mentre altre ne hanno di
altre figure professionali, in via prioritaria, di assunzioni o
eventualmente di nuovi contratti che permetterebbe, all'interno
della Regione e delle ASP, una mobilità.
Questo è il senso di questo emendamento. E mi rivolgo non solo
all'assessore Borsellino ma anche al Presidente della Regione, che
è stato informato, si dava questa possibilità che attualmente o
previsto o non previsto, comunque non viene fatto, dare un obbligo
di prelazione delle assunzioni risolverebbe e ridurrebbe la spesa.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la Salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, questa previsione confligge in linea di principio con le
norme attualmente in vigore in materia di personale, fermo restando
il fatto che l'assorbimento degli esuberi, per quei profili che
necessitano al servizio sanitario in altre aziende, è una
condizione preordinata a qualunque forma di assunzione ex novo.
Pertanto, sancire questo principio in via assoluta confligge con le
norme in vigore e con l'esigenza del servizio sanitario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Riorganizzazione delle risorse umane nel settore
forestale e della prevenzione degli incendi
1. Al fine di migliorare l'efficienza del lavoro attraverso la
riorganizzazione delle risorse umane del settore forestale,
riunificando i lavoratori forestali alle dipendenze di un unico
ramo dell'Amministrazione regionale, è trasferita al Dipartimento
regionale Azienda regionale foreste demaniali la titolarità dei
rapporti di lavoro con il personale impiegato nel servizio di
antincendio boschivo di cui all'elenco speciale dei lavoratori
forestali ex articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16, e successive modifiche e integrazioni e di cui all'articolo
44 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, che andranno a far
parte di un'unica graduatoria distrettuale congiuntamente a tutti
gli altri lavoratori forestali di cui all'articolo 45 ter della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche e
integrazioni nei relativi contingenti di appartenenza e con i
criteri previsti dall'articolo 48 della legge regionale n. 16/96.
Gli addetti al servizio antincendio boschivo sono individuati
prioritariamente in coloro che svolgevano già detta funzione,
previo accertamento dell'idoneità specifica nella mansione e anche
del limite di età che deve essere inferiore a 55 anni. E' escluso
dalla riunificazione il personale a tempo indeterminato, incluso
nel suddetto elenco speciale, che alla data del 31 dicembre 2013
presta servizio presso le strutture centrali e periferiche del
Comando del corpo forestale della Regione siciliana.
2. Sono confermate le competenze del Comando del corpo forestale
della Regione siciliana previste dall'articolo 65 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, e successive modifiche ed
integrazioni e dall'articolo 47 del decreto presidenziale 20 aprile
2007, n. 154, con esclusione della titolarità dei rapporti di
lavoro con il personale di cui all'elenco speciale dei lavoratori
forestali ex articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16, e successive modifiche e integrazioni, e con il personale di
cui all'articolo 44 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Per l'avvalimento da parte del Comando del corpo forestale
della Regione siciliana del personale di cui al comma 2 si procede
mediante apposita convenzione da stipulare tra il Comando del corpo
forestale della Regione siciliana ed il Dipartimento regionale
Azienda regionale foreste demaniali, da approvare con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente e dell'Assessore regionale per le
risorse agricole e alimentari. La suddetta convenzione stabilisce
le modalità di collaborazione tra le due predette strutture
dipartimentali, nonché la rideterminazione dei contingenti dei
lavoratori addetti al suddetto servizio prevenzione incendi, in un
quadro di miglioramento dell'efficienza e di rispondenza alle
mutate esigenze della collettività.
4. Al comma 6 dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio
2011, n. 7, dopo 1e parole al triennio 2010-2012 sono inserite le
parole ed al triennio 2013-2015 .
5. Per il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e 47 della
legge regionale n. 16/1996 e successive modifiche ed integrazioni
nonché per il personale di cui al comma 7 dell'articolo 44 della
legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, alle dipendenze del
Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali e del
Comando del corpo forestale della Regione siciliana per
l'espletamento delle attività di sistemazione e manutenzione
idraulico-forestale ed idraulico-agraria, imboschimento e
rimboschimento, miglioramento dei boschi esistenti ed attività
connesse, difesa del suolo, valorizzazione ambientale e
paesaggistica, anche al fine della fruizione sociale del
territorio, ivi compresa la gestione delle aree protette, difesa
della vegetazione dagli incendi, per le attività di cui agli
articoli 14 e 29 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni nonché per le attività di cui
all'articolo 25 della legge regionale 17 aprile 2013, n. 9, è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2014 la spesa complessiva
nel limite massimo di 180.000 migliaia di euro.
6. Nel biennio 2014-2015, il contingente degli operai a tempo
indeterminato di cui agli articoli 46 e 47 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16, e successive modifiche ed integrazioni è
fissato nella misura massima del contingente in servizio alla data
31 dicembre 2013 e non si procede ad alcuna sostituzione dei
soggetti a qualsiasi titolo fuoriusciti.
7. Nel biennio 2014-2015, i contingenti degli operai con garanzia
occupazionale di cui alle lettere b) e c) del comma 2 dell'articolo
46 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, il contingente degli operai con garanzia
occupazionale di cui al comma 5 dell'articolo 56 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, e successive modifiche ed
integrazioni; il contingente degli operai con garanzia
occupazionale di cui al comma 3 dell'articolo 44 della legge
regionale 14 aprile 2006, n. 14, e successive modifiche ed
integrazioni e quello degli operai appartenenti alla fascia di
garanzia di cinquantuno giornate lavorative sono fissati nella
misura massima del contingente in servizio alla data 31 dicembre
2013 e non si procede ad alcuna sostituzione dei soggetti a
qualsiasi titolo fuoriusciti.
8. Nel biennio 2014-2015 sono sospesi gli effetti previsti dagli
articoli 49 e 52 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, e
successive modifiche ed integrazioni, nonché dalle ulteriori norme
in contrasto con le disposizioni del presente articolo.
9. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano ai soggetti
destinatari di garanzie occupazionali presso i consorzi di bonifica
e presso l'Ente di sviluppo agricolo (ESA).
10. Qualora il ramo di Amministrazione regionale che utilizza il
personale dell'elenco speciale dei lavoratori forestali di cui
all'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, e
successive modifiche ed integrazioni, nonché all'articolo 44 della
legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, non provveda con mezzi
propri al trasporto degli stessi dal centro di raccolta al cantiere
di lavoro, il rimborso chilometrico di cui all'articolo 54 del
contratto collettivo nazionale di lavoro degli addetti alle
sistemazioni idraulico-forestali ed idraulico-agrarie, non può
superare, comunque, l'importo calcolato su una distanza di 15
chilometri complessivi.
11. Tutti gli elenchi dei lavoratori forestali devono essere
pubblicati sul sito web ufficiale della Regione siciliana.
12. Le disposizioni di cui al comma 11 sono estese anche ai
lavoratori stagionali dell'ESA, assunti ai sensi dell'articolo 1
della legge regionale 31 agosto 1998, n. 16, e a quelli dei
consorzi di bonifica».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 12.R, di
riscrittura dell'articolo 12. Sono stati presentati, altresì,
numerosi subemendamenti.
Siccome mi rendo conto che ci saranno anche numerosissimi
interventi, invito i deputati a non presentare ulteriori
subemendamenti.
Ha facoltà di parlare l'assessore Cartabellotta per illustrare
l'emendamento 12.R.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, voglio precisare che con
questa riscrittura dell'articolo 12 il Governo interviene per la
seconda volta sulla materia. La prima volta l'ha fatto con la
finanziaria 2013, con la quale sono state ampliate le competenze
dei forestali, che hanno portato la possibilità di utilizzare
forestali nel dissesto idrogeologico, sulla natura 2000, sui
parchi, sull'ambiente, sui siti archeologici in modo tale da
ampliare la sfera di competenza in un processo di valorizzazione
della risorsa umana impiegata nel settore della forestazione. Ed
oggi si interviene con l'articolo 12 riscritto, che riorganizza le
risorse umane e va sostanzialmente a fondere i 2 gruppi, quello più
cospicuo in termini numerico di 18 mila unità, finora presente
presso l'aziende foreste demaniali e quello di 7 mila unità
operanti ad Agrigento e presenti presso il corpo forestale. Questi
2 gruppi vengono riuniti in maniera tale da avere una migliore
gestione nella risorsa umana e soprattutto posti alle dipendenze di
quello che, ai sensi della finanziaria 2013, è il dipartimento
dello sviluppo rurale e territoriale proprio, che amplia il
concetto di competenza dei forestali e dà possibilità di
utilizzazione all'interno di progetti comunitari per il dissesto
idrogeologico, per i territorio, per l'ambiente, per la fruizione
turistica e per tutto il resto.
Rispetto ai temi che erano stati sollevati, considerato che
l'articolo deve ovviamente portare ad una riduzione della spesa,
perché il processo prevede una riduzione della spesa regionale ma
allo stesso tempo quest'anno una utilizzazione su fondi comunitari
su progetti per il dissesto idrogeologico e sul piano di sviluppo
rurale, viene mantenuto il blocco contrattuale, in assenza del
quale non ci sarebbero più di 20 milioni di euro; viene introdotto
il concetto del forestale a km 0, intendendo l'impiego del
forestale sul territorio di residenza o sui comuni limitrofi entro
un raggio di 15 km, ed è stato eliminato invece il blocco del turn
over, considerato che i forestali sono suddivisi in 3 livelli,
settantottisti, centunisti e centocinquantunisti e, quando qualcuno
va in pensione, si ha l'immissione al ruolo superiore, ma in ogni
caso non entra più nessun settantottista per cui il saldo tra il
maggior numero di giornate e in ogni caso la perdita di un
settantottista genera un costo complessivo annuo di circa due
milioni, due milioni e mezzo di euro, e non si è voluto incidere ma
si è eliminata quella parte che incideva sulle aspettative di
carriera dei lavoratori forestali.
Questa è la riscrittura dell'emendamento, che porterà non solo
risparmio di spesa ma soprattutto una migliore utilizzazione
all'ipotesi sempre più ampia di utilizzazione dei forestali
all'interno dei progetti comunitari.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, sarà un
intervento molto breve, e chiedo all'assessore Bianchi attenzione,
così da poter fornirmi chiarimenti su questi aspetti.
Questo è uno dei pochi articoli che io voterò favorevolmente, e
l'assessore Bianchi conosce la storia e sa perché l'onorevole
Milazzo accoglie favorevolmente questa riscrittura. La sento anche
mia questa riscrittura, ritengo di avere collaborato, ieri le ho
chiesto con forza e con determinazione nei suoi confronti e nei
confronti dell'assessore Lo Bello, una collaborazione, una
riapertura del dialogo con i lavoratori: mi risulta personalmente,
e ve lo attesto, che vi siete subito messi a disposizione per
favorire questo incontro che avete svolto, di cui oggetto io non ne
conosco la parte finale, però so che i lavoratori hanno concordato
ogni aspetto. Io non ho letto la riscrittura ma mi risulta che i
sindacati, i lavoratori, hanno ben accolto questo articolo, edho
rinunciato poco fa a parlare sugli articoli precedenti perché ci
tenevo ad evidenziare questo aspetto, e fino all'articolo 29 non
parlerò più.
Assessore Cartabellotta, lei ha detto giustamente che c'è un
processo di valorizzazione del personale, ma contemporaneamente
avvia progetti comunitari. Ho avuto modo di dire all'assessore Lo
Bello che finalmente non vediamo più lavoratori forestali come
coloro che corrono quando c'è l'incendio, ma in un progetto di più
ampio respiro, di prevenzione, di riqualificazione del territorio,
per cui lo accolgo favorevolmente, lo voterò. Non la ringrazio,
come fanno molti, perché sia lei che l'assessore Lo Bello avete
fatto il vostro dovere, con convinzione, però certamente è un buon
lavoro, che è mancato in altri articoli dove molti altri assessori
si sono blindati, si sono trincerati nella loro sapienza, nella
loro conoscenza, excusatio non petita, accusatio manifesta , e non
mi riferisco a lei, assessore Bianchi, che ha inaugurato con
l'assessore Lo Bello una fase di dialogo, una frase di capacità, di
concertazione che vede certamente questi lavoratori protagonisti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
sera il Governo regionale, ed in particolare l'assessore
all'agricoltura insieme all'assessore al Territorio e Ambiente
abbiano sanato una ferita che per tanti anni è costata forse
incomprensione tra gli addetti ai lavori, e parlo dei dirigenti, ma
è costato anche sacrificio e, se volete, dispersione di energia tra
gli addetti ai lavori e quindi i lavoratori forestali.
Tanti, forse in modo sbagliato ed errato, interpretano il ruolo
dei forestali come un ruolo in disuso, che non faccia parte della
società che produce. È un errore valutare in questi termini un
comparto di lavoratori che, ad oggi, si sono spesi per l'ambiente.
E sbaglia anche colui che vede in questi lavoratori dei precari
perché sono lavoratori specializzati nel settore ambientale che
tanto hanno dato a questa terra. Perché, se da una parte si discute
dell'accordo di Kyoto, dove bisogna migliorare ed impiantare boschi
per far sì che più ossigeno arrivi ai cittadini, il lavoro oscuro
se volete, ma importante dei lavoratori forestali, ad oggi è
servito anche a creare ossigeno nell'ambiente, a salvaguardare il
territorio da un punto di vista idrogeologico ed anche a creare
occupazione.
Per cui stasera, con l'accorpamento verso l'azienda, abbiamo
finalmente un corpo unico che governa tutti i processi del lavoro
del settore forestale e quindi nella prevenzione e nella
repressione degli incendi boschivi, quindi attinente a coloro che
si occupano di antincendio e poi per l'azienda che si occupa di
impiantare e di salvaguardare il nostro territorio.
Volevo ringraziare anche il Governo per un motivo molto semplice,
che ha condiviso con l'apparato sindacale il fatto di aver
soppresso che coloro che si occupano di antincendio potessero anche
farlo dopo il cinquantacinquesimo anno di età, che è stato
emendamento da me presentato insieme al Gruppo che rappresento,
l'UDC, e che il turn over che veniva paventato come un errore
perché così era, insieme ai sindacati, insieme alla politica,
insieme a tutta l'Assemblea regionale, viene sgombrato e quindi
coloro che oggi vanno in pensione e fanno 151 giornate, saranno
sostituiti da coloro che ne fanno 101 e che quindi passeranno a 151
giornate. E questo vale anche per i settantottisti che passeranno,
quando avranno l'opportunità, di fare 151 giorni.
Volevo approfittare di questo mio intervento per invitare
l'assessore Cartabellotta ad integrarsi politicamente con il Patto
dei sindaci, che oggi prevede una minore immissione di anidride
carbonica nell'aria e quindi risparmio energetico.
Abbiamo tanti rifugi forestali, tanti ispettorati e tante aziende,
sia lei a indicare che i tetti di questi rifugi delle aziende e
degli ispettorati possano essere impiantati con pannelli
fotovoltaici e avremo un risparmio energetico che va verso la
filosofia che fa questo Governo, quello della riduzione della
spesa.
Facciamo sì che i rifugi forestali non rimangano chiusi. Fate un
ragionamento con l'Assessorato del turismo, perché l'integrazione è
fondamentale e importante ed anche questi possono diventare posti
di lavoro e quindi attività di fruizione per i cittadini che
vogliono farlo, addentrarsi nei boschi.
Facciamo una campagna di informazione nelle scuole, dicendo che
possono entrare nei boschi, per far conoscere effettivamente il
valore dei nostri boschi, per far conoscere ai nostri giovani qual
è la loro reale opportunità che offre alla collettività siciliana.
Assessore, io so che il futuro dei forestali dipende molto dai
fondi comunitari. Tantissimi dirigenti capaci di questa Regione
siciliana, entrambi il Corpo forestale e l'azienda, ma in
particolare l'azienda è riuscita in alcune province a captare fondi
europei che danno l'opportunità a taluni operai di fare più delle
giornate che sono previste per contratto.
Questa non può diventare un'eccezione per talune province che
riescono a captare fondi, ma deve diventare una cosa essenziale, un
ragionamento generale per tutte le aziende che ci sono oggi in
Sicilia e quindi io darei, se mi permette, un'opportunità a tutti i
dirigenti che oggi hanno la capacità e l'intelligenza di captare
fondi europei perché, poi, alla fine andranno a ricadere nel
comparto degli operai e quindi più opportunità e più lavoro per
tutti.
Volevo chiudere il mio intervento con una raccomandazione a questo
Governo che, ad oggi, condivido. Il presidente Crocetta, in
campagna elettorale, diceva a tutti che non avrebbe fatto
macelleria sociale . Ecco che i lavoratori forestali vedono in
questo Governo ed in questa Assemblea della gente che li ama, della
gente che vuole fare di essi un'opportunità perché i lavoratori
forestali per questa regione sono una grande opportunità. Li
abbiamo visti impegnati negli ospedali a ripulire i giardini, a
fare decoro, nei comuni, nelle scuole. Penso che si possa
proseguire sotto questo punto di vista perché questo è solo
l'inizio per qualificare, per far passare in mezzo alla gente
l'idea che i forestali servono, che sono utili a questa
collettività.
Siccome avevo presentato l'emendamento a questa finanziaria, che
vedeva la proroga del Piano casa che va in scadenza a luglio, io
non so cosa vuole fare questo Governo, perché anche in questo caso
rappresenta occupazione, ma gradirei che se ne si occupasse e prego
l'assessore alle infrastrutture di farsi carico della proroga
perché ad agosto scade il Piano casa.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, credo
che nemmeno i padri polantisti erano riusciti a fare tanto nelle
geografie dei santi così come è riuscito a fare benissimo
l'onorevole Ragusa.
Abbiamo qui davanti la riscrittura dell'articolo 12 da parte del
Governo, che va nel senso da noi sperato, nel senso che alcune
delle novità che il Governo ha portato nella riscrittura in Aula
erano state da noi auspicate in Commissione.
La prima cosa che colpisce favorevolmente - e non starò qui a
parlare delle azioni importanti che hanno svolto in questi anni i
forestali, perché credo che dal momento che questa Assemblea si è
decisa a farlo, penso che ne siamo tutti convinti - è il fatto che
viene prevista la possibilità del turn over, cioè di andare a
sostituire, man mano che il personale andrà in pensione, quelle
figure 151, 101 in maniera tale che la gente che lavora da diversi
decenni non rimanga con le giornate iniziali. Credo che questo sia
un fatto positivo che l'opposizione aveva sollecitato durante la
discussione in Commissione bilancio.
L'altro dato positivo che salutiamo con altrettanto positivo
giudizio riguarda finalmente il fatto che il limite di età relativo
ai lavoratori dell'antincendio viene a cadere. Non si capiva il
motivo per il quale i vigili del fuoco potevano continuare a
lavorare fino al compimento del 65 anno di età ed invece la stessa
cosa non era prevista per i lavoratori dell'antincendio che, al
compimento del 55 anno di età dovevano cessare il servizio in
tutte le province, tranne in quella di Siracusa dove stranamente
dovevano farlo a 50 anni.
Siccome a me piace citare una frase che dice: Ubi lex voluit
dixit, ubi noluit tacuit noi qui stiamo sancendo un principio che
la legge è uguale in tutte le province e quindi non sarà più
consentito alla provincia di Siracusa assumere atteggiamenti
persecutori nei confronti dei lavoratori dell'antincendio e
assumere atteggiamenti diversi rispetto al resto delle altre otto
province.
Laddove la legge ha voluto ha detto, assessore Cartabellotta, che
in tutte le province fino al compimento del 65 anno di età se vi è
la visita medica che accerta l'idoneità dei lavoratori, costoro
potranno continuare a svolgere questo servizio. Su alcune cose
però, assessore, non siamo d'accordo, tanto è vero che ci siamo
permessi, insieme agli altri colleghi, di presentare una serie di
emendamenti, e li esporrei tutti insieme, così evitiamo di volta in
volta di parlarne.
Il primo subemendamento chiede di sostituire l'articolo 48 con
l'articolo 49, perché l'articolo 48, per essere chiari, parla di
contingenti. Noi non possiamo assolutamente, assessore
Cartabellotta, consentire che avvenga l'unificazione della
graduatoria attraverso i contingenti. La graduatoria deve essere a
pettine, nel senso che il servizio comunque prestato alle
dipendenze dell'Assessorato all'agricoltura deve essere valutato.
Io mi permetto di leggerle quello che dice l'articolo 49: In ogni
distretto è istituita, per il completamento del contingente
previsto dall'articolo 48, comma 5 - quindi ci riferiamo comunque
all'articolo 48 - una graduatoria unica comprendente tutti i
lavoratori che abbiano avuto, successivamente alla data di entrata
in vigore della legge regionale 5 giugno 1989, n. 11, o abbiano
incorsa la data di entrata in vigore della presente legge, un
rapporto di lavoro a tempo determinato con le amministrazioni
forestali. Al fine della formazione della graduatoria verranno
attribuiti 10 punti [ ] , per cui, quello che noi chiediamo è che
l'anzianità sia complessiva, così come avviene nel settore della
scuola, e non può essere assolutamente un'anzianità legata al
contingente, perché se pensiamo di fare ciò, secondo me facilmente
chiunque andrà dal giudice del lavoro, si troverà nelle condizioni
di avere un risultato favorevole, e noi non riusciremo
assolutamente a fare le graduatorie. Per cui, assessore, anche con
un emendamento che lei vorrà presentare, le chiediamo di rendere
più comprensibile come la Regione, i vostri due assessorati,
intendono giungere all'unificazione di due graduatorie che, in
questo momento, sono separate e che non possono assolutamente
fondersi sui contingenti, ma devono fondersi sul servizio che è
stato fino adesso prestato.
L'altro subemendamento riguarda la soppressione del comma 4, dove
si parla di adeguamento ISTAT e degli arretrati. Credo che su
questo l'Assemblea non si debba pronunciare, è una vicenda legata a
una contrattazione che ci deve essere tra il Governo e i sindacati,
non possiamo assolutamente sostituirci noi nei rapporti di lavoro e
nel contratto collettivo regionale di lavoro con i lavoratori. La
concertazione vale sempre e secondo me, assessore, questo
ragionamento dovete andare a concertarlo con i sindacati,
stabilirlo a livello amministrativo, non può assolutamente essere
un atto legislativo.
Chiediamo un aumento delle somme relative all'impegno che è stato
fatto perché 180 milioni di euro sono assolutamente una somma
inadeguata a quelle che sono le esigenze del comparto, e infine,
quando noi andiamo a parlare delle distanze chilometriche, dei 15
chilometri, sui quali siamo tutti d'accordo, bisogna però ricordare
che questa applicazione non potrà mai valere quando si parla dei
torrettisti. Il torrettista va a lavorare da solo, non è che
insieme ad altri quattro si mettono in una macchina e raggiungono
tutti la stessa torretta, per cui quattro dormono in una macchina e
uno sale sulla torretta, quindi, per essere chiari, ritenevamo - e
riteniamo ancora oggi valido - il ragionamento per cui ai
torrettisti o altre categorie che lei riterrà opportuno inserire,
non si applichi il limite di 15 chilometri.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
l'onorevole Vinciullo ha ampiamente esaurito tutti i punti che
avrei dovuto trattare in quanto le sue osservazioni sono state
puntuali e precise.
Desideravo innanzitutto fare i complimenti al Governo per questa
riscrittura che va nel senso da noi auspicato, però chiedo con
forza che vengano considerati in maniera molto approfondita le
osservazioni che abbiamo fatto perché credo che potrebbero portare
ulteriori miglioramenti anche all'interno dello stesso comparto tra
tipologie di lavoratori, sanando anche delle problematiche si sono
verificate all'interno dello stesso comparto e portare una
pacificazione globale di questo settore.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, dica ai colleghi che siamo in
un Parlamento La vedo stanco, signor Presidente, forse se dopo
l'articolo 12 sospende la seduta se la passa meglio. Oggi, non mi è
piaciuto sulla conduzione dei lavori.
Onorevoli colleghi, finalmente vedo un articolo della finanziaria
dove siamo tutti d'accordo. Questa è una cosa positiva. Con questo
articolo ci eravamo impauriti. Questo è un comparto importante per
la Sicilia. Per me il comparto della forestale è un ammortizzatore
sociale per la Sicilia. Purtroppo, molti di voi non hanno mai
seguito questo settore. Non sapete il danno che si faceva ai
lavorati quando all'articolo 12 si eliminava il turnover. A parte
l'ingiustizia del fatto che fino ad oggi c'era il turnover e da
domani in poi non c'era più. Io sono uno di quelli che ringrazia
tanto l'assessore Cartabellotta per l'impegno messo per risolvere
tutti i problemi dell'articolo 12 sulla forestale. Finalmente, vedo
questa collaborazione e credo si stia facendo un servizio favore
del territorio.
Onorevole Vinciullo, tra gli emendamenti che lei vuole presentare
e mi riferisco in particolare a quello sul rifacimento delle
graduatorie, non parli più dell'anzianità, per cortesia, perchè si
arriva ad una rivoluzione tra i lavoratori e questo non deve
accadere.
Cerchiamo di fare degli emendamenti propositivi per tutti i
lavoratori, ma se facciamo degli emendamenti per rimettere
l'anzianità facciamo un torto e sicuramente tra i lavoratori nasce
la guerra.
Mi ritengo, quindi, soddisfatto dell'articolo 12 e della
collaborazione avuta con l'assessore Cartabellotta.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
mi associo anch'io ai complimenti che hanno formulato i colleghi
nei confronti dell'assessore Cartabellotta per una problematica che
è abbastanza delicata e che riguarda anche l'impiego di tante
risorse.
L'anno scorso mi ero fatta promotrice di un emendamento per un
migliore utilizzo dei forestali nei comuni. Quest'anno, aver
riportato a chilometro zero ed impiegare anche i forestali per i
dissesti idrogeologici significa una maggiore consapevolezza da
parte del Governo.
Però, qual è l'auspicio verso una problematica che io ho sollevato
da sempre e che mi vede anche promotrice di un disegno di legge che
riguarda la stabilizzazione dei forestali ed il riordino dei
parchi? Io ritengo che finora i forestali hanno impiegato ed hanno
occupato quasi il 50 per cento del bilancio della Regione e sono
stati scarsamente utilizzati, scarsamente utilizzati proprio perché
non utilizzati per le finalità di cui necessitavano e necessitano i
territori.
Per questo l'accordo che il Governo ha raggiunto con le parti
sindacali e con i forestali sicuramente è apprezzabile. Ma qual è
l'auspicio? Quello che io auspico e che il Governo cominci a
lavorare da subito ad una legge di riordino del settore. Una legge
che vada e che si associ anche ad una legge di riordino dei parchi,
perché, piuttosto che ogni anno trovare risorse per impiegare i
forestali proprio perché devono, sostanzialmente, essere utilizzati
per la prevenzione dei dissesti, noi invece pensiamo - ed io ne
sono convinta - che i forestali possano diventare una risorsa e
possano quelle economie non è necessario e le somme e le risorse
che si trovano all'interno del bilancio, ma che possano venire
direttamente dai territori.
Non avete idea di quanti boschi ci sono inutilizzati, di quanti
parchi e di quanti alberi non vengono disboscati. E come possiamo
ricavare economia? Già dalla corteccia degli alberi, già con
piccole centrali di biomasse all'interno dei parchi, già con una
migliore fruizione dei parchi e, quindi, andando verso una legge di
settore e di riordino che dia dignità a questi lavoratori, che
possa vedere una Regione che orienta i progetti, e non solo la
Regione ma anche i comuni, verso un migliore utilizzo delle somme
dei fondi comunitari.
Quindi, credo che, piuttosto che il prossimo anno , spero e
auspico, che quello che era un tema caldo, dei forestali, possa
diventare, anche con l'apporto dei disegni di legge presentati
anche da altri deputati e dalla sottoscritta, un tema di rilancio
dell'economia della Sicilia, un tema di rilancio che consenta una
maggiore fruizione e, quindi, un indotto economico nei territori,
utilizzando e razionalizzando queste risorse e non più, invece, una
delle somme, delle risorse che vengono sottratte e che potrebbero
essere destinate ad altri fini istituzionali nel bilancio della
Regione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io esprimo
un giudizio positivo sulla sintesi che il Governo ha proposto
raccogliendo innanzitutto una questione che è stata posta da più
parti, ma - consentitemi di dire - dal mio partito in particolare,
ed è un problema di metodo.
Per le questioni che attengono a principi che riguardano le
relazioni sociali, le relazioni del lavoro vanno preventivamente
individuate metodologie di concertazione con i sindacati. Questo il
Governo lo ha corretto in corso d'opera e di questo prendiamo atto
e siamo contenti.
Ha corretto anche un'altra questione che, visto che l'opinione
pubblica, attraverso i media, si è concentrata nelle ultime ore,
negli ultimi giorni, attorno a questa finanziaria parlando,
soprattutto, della vicenda dei forestali come se la finanziaria che
approveremo fosse soltanto la finanziaria dei forestali, cosa che
non è; né così era, ad esempio, il fatto che si rappresentava la
finanziaria come la finanziaria solo dei precari. E' una
finanziaria che prova ad affrontare diverse questioni ma, nelle
diverse questioni, ci sono alcuni peli che hanno, per quantità e
per impatto sociale, una rilevanza che nessuno può far finta che
non ci sia.
La rilevanza, innanzitutto, è dovuta al fatto che parliamo di una
quantità di persone, 24 mila, che non sono, come qualcuno li ha
rappresentati, soltanto bacini elettorali, sono persone che in un
momento di crisi, in un momento terribile per la nostra economia
sono fonte di reddito che non solo garantisce la sopravvivenza di
famiglie, ma garantisce la sopravvivenza di territori.
Lo dico ai tanti benpensanti, ai tanti perbenisti, ai tanti
puzzetta sotto il naso che, non conoscendo la nostra Regione, non
conoscendo la Sicilia, non sanno che in tanti comuni della nostra
Regione, i bar, i salumieri, i macellai, i panettieri, ci sono
perché ci sono ancora presenti, in quei territori, uomini, donne
che, in una fascia di età tra 40 e 50 anni, continuano a vivere in
quelle aeree interne e ci vivono grazie spesso e soltanto alla
forestale.
Se non ci fosse più questa attività, non ci sarebbero più quelle
persone in quei comuni, farebbero parte della schiera
dell'immigrazione che tanto ha caratterizzato la nostra sociologia,
oltre che la nostra demografia e, probabilmente, i tanti
benpensanti parlerebbero indignati dell'immigrazione ma, spesso,
non facendo nulla per evitare che ci sia.
Io sono convinto che la scelta di togliere dall'articolo 12 così
com'era la norma che impediva il turnover, sia una scelta di
intelligenza perché - lo ripeto - l'ho detto all'inizio di questa
nostra discussione, noi tutto possiamo fare, è una fase difficile,
dobbiamo risanare, dobbiamo risparmiare, dobbiamo far quadrare i
conti ma non possiamo togliere la speranza alle persone.
Il turnover è una speranza, è la prospettiva in cui ognuno sa che,
prima o poi, potrà aumentare di quantità di giornate rispetto a
quelle che faceva prima, non perché qualcuno lo premierà in nome di
un favore di una raccomandazione, di una pacca sulle spalle, ma
perché sa, sulla base di una serie di criteri fissati dalla legge,
che prima o poi arriverà il suo turno in funzione del fatto che
qualche altro, nel frattempo, sarà andato via senza aumentare di
una sola unità il numero complessivo delle persone che lavorano al
sistema della forestazione.
Altre norme sono state riscritte. Quella della distanza
chilometrica mi pare un compromesso, fermo restando che non può,
una legge, abolire una tutela prevista da un contratto di lavoro
può un'organizzazione del lavoro diversa ridurre l'impatto della
tutela sociale. Cioè, invece di abolire l'indennità post di 15
chilometri, bisogna organizzare il sistema impedendo che i
lavoratori siano avviati sopra i 15 chilometri. Quindi, è una forma
di arrivare allo stesso risultato ma senza forzature di natura
sociale.
Dico, infine, a proposito di questa storia delle graduatorie,
eccetera, eccetera. Lo dico ai tanti colleghi che spesso, diciamo,
in virtù dei tanti desideri che ci sono in giro - in questo mondo
ce ne sono tanti desideri - ognuno pensa di fare la norma che provi
a fotografare la propria condizione. Noi tutto possiamo fare tranne
creare confusione.
Il sistema della forestazione dei lavoratori della manutenzione è
regolata dall'articolo 48 della legge 16 del 1996. Quell'articolo
48 riguarda circa 18 mila persone. Se noi, oggi, provassimo a
rimettere in discussione quel sistema creeremmo soltanto una
gigantesca confusione che avrebbe effetti devastanti sul sistema.
Voglio dire, anche ai colleghi che hanno presentato i
subemendamenti guardate che la tutela dei lavoratori
dell'antincendio è data dal fatto che, prioritariamente, sempre che
ci siano i requisiti medico-legali, i lavoratori dell'antincendio
saranno riavviati perché i contingenti saranno formati
prioritariamente da chi ha fatto l'attività in quella tipologia di
servizio.
Quindi, suggerisco ai colleghi, piuttosto che inventarci norme
sulle modalità di fare delle graduatorie che tanti danni hanno
fatto, ad esempio, nella mia provincia, dove fino a qualche giorno
fa c'è stata una contesa che, alla fine, si è conclusa come era
facile immaginare che nel massimo della confusione nessuno ha avuto
le 151 giornate e col risultato di un conflitto permanente. Quindi,
suggerirei piuttosto che acuire conflitti di provare a risolvere i
problemi.
Ecco perché io condivido l'articolo del testo che ha fatto il
Governo, anche se ricordo che era prevista comunque una
disposizione che desse, seppure come norma di principio, il segno
che anche il percorso di unificazione, perché questa è la novità
dell'articolo 12, la novità dell'articolo 12 è che si unifica il
lavoratore forestale, sia quello addetto alla manutenzione che
quello addetto all'antincendio, cioè sono figli di uno stesso padre
e di una stessa madre che si chiama Regione Sicilia, non a secondo
dove sei hai tipologie di modalità di avviamento diverso. Ma
soprattutto il servizio della forestale deve avere anche una
prospettiva di produttività, anche di redditività.
Forse, in questo senso quella intenzione, che era stata dichiarata
al Governo e dal Governo, di predisporre anche una espressione
chiara affinché l'attività della forestazione sia connessa alla
valorizzazione dei prodotti del bosco ai fini energetici per
consentire nuova redditività all'attività della forestazione, io
suggerirei al Governo, visto che lo ha dimenticato, di provare a
precisarlo, in maniera tale che diamo anche il segno di una norma
di indirizzo che serva a dare un valore produttivo al lavoro della
forestale.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, recupero
qualche minuto del tempo concesso per gli interventi perché voglio
solo esprimere il mio apprezzamento per lo sforzo che è stato fatto
in una lunga, faticosa e delicata trattativa con le organizzazioni
sindacali dall'assessore Cartabellotta e dall'assessore Lo Bello.
Ritengo, se leggo bene il testo di riscrittura e le proposte che
ci sono, che attorno a questo testo ci sia il consenso delle
organizzazioni sindacali rappresentative di questo mondo e che,
quindi, ancora una volta si conclude la vicenda che riguarda i
forestali nell'ambito della finanziaria con un risultato
soddisfacente.
Mi sembra di poter dire che, ad esempio, per quanto riguarda le
risorse, avere indicato già dall'anno scorso che i lavoratori
forestali possono fare anche attività che non è quella direttamente
legata all'antincendio e alla tutela del bosco, come, ad esempio,
la sistemazione e il miglioramento della situazione degli alberi
fluviali, ci mette in condizione di avere già da quest'anno nuove
risorse e per chi conosce la situazione dei nostri fiumi, degli
alberi fluviali sono le nostre foreste aggiuntive, cioè sono quella
parte del territorio che non è stata curata e che tutte le volte
poi provoca alluvioni e quant'altro. Dunque, potere intervenire in
questo campo e prevenire situazioni di disastri ambientali.
Torno sulle questioni dell'età perché sono stato protagonista
degli emendamenti che hanno portato, assieme al lavoro che ha fatto
il Governo e la Commissione Bilancio , alla soluzione attuale.
Questa richiesta di portare l'età da 50 a 60 anni era nata
pubblicamente in un assemblea di forestali, fatta al comune di
Sortino, dove c'erano tutti i rappresentanti della provincia, e
venne da quel mondo la richiesta di sforare l'età perché si
riteneva che fosse un vincolo che valeva solo in alcune province.
Da questo nacque sia l'articolo di legge approvato nel disegno di
legge 467 che è in Commissione Bilancio , sia l'emendamento
presentato alla finanziaria.
Ritengo, però, che la soluzione trovata, cioè quella di eliminare
il vincolo dell'età, di fare decidere allo stato di salute del
lavoratore, di fare decidere alla condizione fisica, sia la
soluzione migliore che elimina i contenziosi legati alla tappa
dell'età e determina una situazione di certezza del diritto in
tutta la Sicilia.
Quindi, penso che anche alla luce di questo, lo volevo annunciare,
l'emendamento che avevamo ripresentato che faceva sempre
riferimento a vincoli di età possa essere ritirato perché la
soluzione trovata nella riscrittura è assolutamente soddisfacente.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
credo che la riscrittura dell'articolo 12, come è già stato detto,
sia la migliore sintesi possibile, oggi, di un raccordo tra le
forze politiche e parlamentari ed il Governo, in particolare i due
assessori, l'assessore Lo Bello e l'assessore Cartabellotta, dando
speranza e chiudendo una partita con un mondo che in questi giorni
è stato in fibrillazione: gli oltre 20 mila operai forestali.
Però, vorrei sottolineare un elemento chiedendo l'attenzione dei
due assessori e dell'Aula tutta, su un passaggio. Questo comparto
che in questi giorni è stato rappresentato come un altro bacino di
precari, in realtà non lo è. Da almeno 10 anni non arrivano nuovi
precari nelle liste dei lavoratori sia dell'azienda sia
dell'antincendio, e al tempo stesso, e prego i due assessori,
perché penso che il Presidente Crocetta abbia fatto la sua parte
ieri chiudendo l'accordo con i sindacati, se possiamo immaginare,
come ci siamo detti in questi giorni, assessore Cartabellotta,
l'avvio di una nuova stagione: quella del bosco produttivo che si
può mettere al servizio di una politica che ha visto un decreto
pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi a firma del
Presidente che avvia tutta l'attività relativa ai patti dei sindaci
sull'energia alternativa e sull'energia pulita.
I nostre oltre 180 mila ettari di bosco sono in condizione di
produrre migliaia e migliaia di tonnellate di cippato per
alimentare centrali, anche se il termine biomassa può sembrare un
termine un po' inquieto ma stiamo parlando solo di legno vergine,
per produrre sia vapore, sia aria fredda quanto energia.
Quindi, vorrei pregare l'Assessore, gli Assessori che hanno
firmato il GOV 12R, anche il nostro subemendamento che introduce
tra le attività degli operai forestali la produzione di legno per
scopi energetici e al tempo stesso pregherei i due Assessori, il
Governo e il Presidente Crocetta ad introdurre in questa
riscrittura dell'articolo 12 l'obbligatorietà, la possibilità di
sottoscrivere prioritariamente con le coalizioni ai comuni che
aderiscono ai patti dei sindaci sull'energia alternativa la
possibilità della fornitura per il prezzo che verrà stabilito delle
biomasse per alimentare queste centrali alimentate esclusivamente
da legno.
Io credo che sia importante perché c'è l'attesa di un bosco che
diventa produttivo, un bosco che deve dare un indirizzo nella nuova
riorganizzazione di una Regione che deve fornirsi anche di un piano
energetico e, al tempo stesso sfatare, quello che è stato oggetto e
argomento in dibattiti televisivi, cioè i nostri 20 mila e oltre
operai forestali che in termini di una unità lavorativa sono tanti
ma sono molto meno dei 25 mila di cui si parla, sommano a circa 10
mila. Ripeto, un bacino che, peraltro, non viene incrementato dal
nuovo precariato da almeno 10 anni.
Quindi, per sottolineare che trattasi della migliore sintesi
possibile e pregherei anche l'onorevole Vinciullo di non insistere
sul subemendamento che creerebbe ulteriore problemi e contrasti in
questo comparto. Pregherei l'Assessore di accogliere l'emendamento
e di immaginare un emendamento che permetta la stipula di contratti
con i comuni che fanno parte dei patti dei sindaci.
Un'ultima considerazione. Io saluto la scelta di abolire i commi 6
e 7 dell'articolo 57 della legge del luglio 96, la n. 16
assolutamente positiva perché mette in condizione i lavoratori di
potere continuare ad espletare, avendo i requisiti sanitari
psicofisici in quelle attività che svolgevano nell'antincendio. Ma
mi piace sottolineare un altro aspetto che veniva ripreso
dall'onorevole Cracolici e, se mi consentite, senza nulla togliere
agli altri Gruppi, il Partito democratico ne ha fatto no una
battaglia di principio ma una battaglia di merito perché la Sicilia
negli anni 50 e 60 è una Sicilia brulla. Io in questi giorni mi è
piaciuto ripetere quella Sicilia che vedevamo, e ne ricorre il 50
anniversario, nelle scene del film Il Gattopardo', una Sicilia
senza boschi, una Sicilia arida, la Sicilia del latifondo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la prego, se può di arrivare alla
conclusione.
PANEPINTO. Non ho parlato per tutta la finanziaria, ho ancora
bisogno di 2 minuti ma finisco subito.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Panepinto.
PANEPINTO. Dicevo, bisogna riconoscere che questo comparto ha
creato e costruito un patrimonio boschivo, naturalistico, di oltre
200 mila ettari e se immaginiamo questo percorso, e il Partito
democratico annuncia da subito, di concerto con il Governo, con il
Presidente Crocetta, con l'Assessore Lo Bello, con l'Assessore
Cartabellotta, un disegno di legge che metta a sistema tutto questo
patrimonio, dai certificati verdi che il patrimonio può produrre ed
essere venduti laddove ci sono le cosiddette borse dell'energia
alternativa e verde, anche all'idea di un bosco che si alimenta da
se e che può consentire di garantire il reddito a queste persone.
Volevo dire, e finisco veramente, che la Sicilia ha una parte
importante fatta di aree interne e questi lavoratori non solo hanno
trasformato il territorio, ma hanno garantito un assetto sociale
tale che oggi ha permesso che non ci fosse ulteriore
depauperamento, impoverimento di risorse umane. Quindi, se mi
consentire, il Partito democratico, con a capo il suo capogruppo e
tutti i parlamentari che hanno trattato il tema non strumentalmente
dei forestali, oggi possono dire di avere fatto una battaglia a
sostegno del Governo Crocetta e soprattutto a sostegno di quella
Sicilia migliore che si alza alle 5.00 del mattina.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La invito a rimanere entro i 5 minuti
ed essere quanto più sintetico possibile.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io accolgo il suo invito, però mi
sento confuso. Presidente, oltre ad essere distratto, per favore,
le chiedo quale è il programma. C'era un impegno a concludere la
seduta per le 21.00. Noi possiamo stare fino alle 3.00 del mattino,
ma non vorrei che ci si voglia prendere per stanchezza.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, non si preoccupi, andiamo avanti
con questo articolo e proseguiamo visto che, ormai, siamo quasi a
conclusione dell'articolo 12. Concludiamo questo articolo e poi
vediamo. Siccome il Presidente ha detto che non si lavora di notte,
non si preoccupi termini il suo intervento e non faremo le tre di
notte.
FIGUCCIA. Quanti sono gli interventi?
PRESIDETNTE. Si preoccupi del suo intervento se non ha nulla da
dire si può accomodare.
FIGUCCIA. Signor Presidente lei non mi può togliere la parola, lei
non si può permettere di dire che sto perdendo tempo, lei sta
conducendo questi lavori in maniera inadeguata.
PRESIDENTE. Mi sono appena seduto.
FIGUCCIA. Signor Presidente, credo che su questo articolo per i
cinque minuti che mi rimangono, perché questi due minuti e trenta
sono trascorsi invano, ancora una volta purtroppo viene fuori nella
sua interezza, e lei mi perdonerà, assessore Cartabellotta,
un'impostazione errata rispetto all'infrastruttura, alla linea di
indirizzo politico, anche con riferimento a questo articolo 12, e
le dico perché.
Si è arrivati ad una riscrittura dell'articolo e questo è il
risultato di ben 6 pagine di emendamenti, questo significa che la
sua azione, assessore, non è stata un'azione attenta, precisa,
puntuale e competente, ma che purtroppo non trova radici in
un'impostazione complessiva del Governo che, invece, ha dovuto
trovare soccorso in questo Parlamento, non certo del PD, che ha
vantato una serie di successi su questo articolo, quanto
sull'opposizione responsabile che è arrivata ad eliminare una serie
di iniquità; che è arrivata ad introdurre il principio del
turnover; che è arrivata a ridurre la spesa, promuovendo in questo
modo l'utilizzo dei fondi comunitari, introducendo, in questo modo,
il concetto di un operatore, quello forestale, che diventa, in
qualche modo, sentinella ambientale; l'introdurre un concetto che è
quello della tutela del lavoratore.
Non avremmo potuto consentire che il Governo si sostituisse alle
organizzazioni sindacali perché quello sarebbe stato sì una
sovrapposizione di poteri e una mescolanza di intenti che avrebbe
assolutamente confuso i cittadini e i lavoratori stessi.
E' bene che il Governo faccia il Governo, i sindacati facciano i
sindacati e il Parlamento, come bene sta facendo, faccia il suo
ruolo con la presentazione di questi emendamenti che consentono
finalmente di dare giustizia ad un settore.
Concludo questo mio intervento dando un 4 meno meno
all'impostazione del Governo, dando un 7 più all'opposizione, un 7
stentato alla maggioranza che, comunque, ha contribuito e gliene
diamo atto, un otto al Parlamento, nella sua interezza, e un buon
voto anche a lei, Assessore Cartabellotta che alla fine, grazie al
lavoro del Parlamento, è riuscito a fare un buon lavoro.
Grazie Presidente per avermi consentito questo intervento e le
ricordo dell'impegno preso.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo ai
colleghi che questa sera hanno dato atto all'Assessore
Cartabellotta e all'Assessore Lo Bello del grande lavoro svolto e
che ci trova, ogni anno, a questo appuntamento. Ogni anno abbiamo
lo stesso problema, ogni anno abbiamo i forestali, ogni anno
dobbiamo andare a trovare le risorse.
Intervengo per due suggerimenti, uno dei quali ne ho parlato col
Presidente Mastrapasqua ed anche in Commissione con l'Assessore
Cartabellotta e che già in questi ultimi mesi i forestali, che
ormai sono delle professionalità che non sono lì solo per un motivo
sociale come qualcuno ha detto, ma sono lì a fare un lavoro
specifico e importante, possono essere utilizzati anche per cose
diverse.
Ho parlato con il Presidente Mastrapasqua al quale ho detto che
secondo me il fatto che queste professionalità facciano dei lavori
limitati e poi prendono la disoccupazione, impegna l'INPS in uno
sforzo enorme, per cui se anziché pagare la disoccupazione
potessimo assumerli tutti e definitivamente, facendo un lavoro
diverso, in un combinato disposto tra l'INPS e l'Assessorato
regionale, la Regione, i comuni, gli enti pubblici, i parchi e così
via, potremmo utilizzare queste professionalità non solo per il
lavoro del quale sono occupati, ma anche per farne altri.
Considerato che vengono pagati, anziché pagarli con la
disoccupazione si possono fare cose diverse.
Non so se l'Assessore, il Governo, il Presidente Crocetta
vedranno col Presidente Mastrapasqua se queste operazioni possono
essere possibili o meno, ma se questo potesse essere possibile e
quindi utilizzare queste persone per lavori che molto spesso non
vengono fatti, qualche altra volta sono oggetto di gare d'appalto
con personale esterno, forse avremmo dato una serenità per il
futuro a tutte queste persone e avremmo potuto anche considerare la
possibilità di avere una Regione piantumata, controllata, con i
parchi pubblici delle città e della Regione sistemati e così via.
E' un problema che riguarda il Governo, io ho dato solo un
suggerimento.
Ho già detto che hanno fatto un buon lavoro
PRESIDENTE. Onorevole Gianni la prego di continuare rivolgendosi
alla Presidenza.
GIANNI. Scusi Presidente, l'onorevole Leanza mi invitava a parlare
dei forestali anche in sua vece, ma siccome l'hanno fatto già gli
altri mi sono esentato da questo impegno.
Assessore Lo Bello, qualche giorno fa le ho chiesto di verificare
se risultava o meno la presenza di una gara d'appalto riguardante
le buste paga dei forestali; era stata fatta una gara e aveva vinto
una società di fuori col 50 per cento di sconto.
C'è un articolo di legge che prevede queste ritenute anomale e che
vanno eliminate e siccome fare le buste paga, ormai, è diventata
una cosa importante perché abbiamo perso - me lo diceva stamattina
un giornalista importante di Palermo - un bel po' di migliaia di
posti di lavoro perché le buste paga delle banche, delle
assicurazioni, delle grandi distribuzioni, delle ditte che sono
fuori dalla Sicilia, sono fatte da gente che non è in Sicilia.
Perdere decine di migliaia di posti di lavoro diventa difficile,
capisco che è un momento difficile, un problema difficile, però io
glielo sottopongo: la revoca della gara d'appalto col 50% di sconto
secondo me è una cosa che si deve fare; la seconda se lei può
insieme agli altri componenti del Governo trovare le modalità e le
opportunità per verificare la possibilità di concordare con tutti
quelli che lavorano in Sicilia di fare le buste paga in Sicilia e
far lavorare i siciliani.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, su questo punto volevo cercare di
invitare l'assessore, anche perché non è nei nostri emendamenti,
che comunque condividiamo con l'onorevole Vinciullo, visto che c'è
stata un'interpretazione, per come attualmente è scritta la
riscrittura, su come viene fatta questa graduatoria, articolo 48 o
articolo 49, e questo si potrebbe prestare ad un'interpretazione,
se era possibile eliminare le parole articolo 48 , rifacendoci
direttamente alla legge 16 del 2006 come norma, come legislatori e
rinviare il tutto - e mi sembra la maniera più corretta e consona -
alla trattazione con i sindacati, sia le grandi categorie che
quelle autonome, e vedere se applicare l'articolo 48 o 49, perché
ho sentito un'interpretazione, io non conosco bene la materia, del
collega Vinciullo che ha letto testualmente l'articolo 49, ma,
altrettanto, potrebbe essere valida la motivazione del collega
Cracolici.
Se già in quest'Aula due persone che magari possono conoscere
molto meglio di me la questione dei forestali, figuriamoci cosa
potrebbe accadere dopo.
Propongo se era possibile eliminare il riferimento all'articolo,
tanto si parla della stessa legge, la legge 16 del 2006 e lasciare
la gestione di questa graduatoria alla contrattazione sindacale
confederali, autonomi, tutti quanti.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la vicenda che
riguarda i lavoratori del settore forestale è una vicenda che, lei
assessore, conosce molto bene e che in queste settimane ha
impegnato lei ,soprattutto, ma anche l'opinione pubblica.
Inizio invitandolo ulteriormente a prendere le difese di questi
lavoratori perché, davvero, il livello delle contumelie e degli
insulti che vengono direttamente riversati su questi lavoratori e
indirettamente su tutta la Sicilia hanno raggiunto un livello che
ormai è insopportabile.
Non possiamo più sentire personaggi, anche autorevoli politici
nazionali, che si permettono di definire marchette al Sud e solo
tasse al Nord questi 28 mila forestali siciliani come un cappio per
la intera nazione.
Questo è, secondo me, un sistema che non possiamo più accettare
sia perché è sbagliato soprattutto nel merito, sia perché confonde
le cose che stanno nella storia di questa Regione, e soprattutto i
deputati che hanno più legislature rispetto alla mia, perché ormai
la spesa corrente di questa Regione - se non erro - dai 20 miliardi
che era nel 2008 si è ridotta, quest'anno, a 14 miliardi e 700
milioni.
Non so se il bilancio dello Stato, per la parte di spesa corrente,
è stato ridotto in questi cinque, sei anni del 25% né penso che la
Lega Nord piuttosto che questi sedicenti moralisti abbiano mai
raggiunto questi livelli di spesa e la prego assessore di difendere
questi lavoratori perché indirettamente si difende tutta la
Regione, che sta facendo sacrifici, che sta imponendo sacrifici, e
che dovrà, molto probabilmente, continuare a farne di altri, ed è
la prima considerazione.
Certo, non possiamo neanche negarci che questa eccessiva
attenzione forse è stata data alla querelle che si è sviluppata in
queste ultime ore su questa vicenda e mi riferisco anche al
Presidente Crocetta, nel senso che fino a poche ore fa si pensava
che il totem freudiano intorno a cui girava tutta questa
Finanziaria fosse la vicenda dei forestali; lo scontro politico
reale che c'è stato in queste ultime ore tra il partito maggiore,
che sostiene questa esperienza di Governo, e la Giunta è stato
incentrato intorno a quelli che erano i totem di questo articolo
12, che oggi vediamo svanire, per quello che mi riguarda, in
maniera fortunata per ciò che concerne i lavoratori.
Quindi, purtroppo, il Governo anche questa volta, come l'anno
scorso - ricordiamo la vicenda il famoso termine prioritario' -
Assessore ne abbiamo parlato anche in modo piacevole - naturalmente
sostituisce un obbligo che poi era il fulcro anche l'anno scorso
della riforma che si è proposta in finanziaria.
Io non so quanto ha prodotto in termini economici le convenzioni
con gli enti regionali in termini di milioni di euro, si parlava
l'anno scorso di cifre importanti, decine di migliaia di euro, non
so se siamo arrivati a raccoglierne cinque o sei, però è importante
anche questo.
Vede Assessore, io le rivolgo un appello, un appello che rivolge
tutto il Parlamento al Governo, e a noi stessi deputati, che è
quello di trattare una volta per tutte la vicenda di questi
lavoratori con una legge organica, che ridefinisca i rapporti di
lavoro e l'utilità di questi lavoratori, per trasformarli da
esigenza, che più volte molti deputati di quest'Aula hanno anche
definito sociale - ed è anche questo - a reale risorsa per questa
Regione. Farlo in modo organico, riorganizzare questo settore, non
farlo alle 21.17 del giorno in cui bisogna votare la finanziaria,
ma una volta per tutte organizzare una riforma organica del
settore, per garantire gli stipendi, ma per non farci più dire da
nessuno che i forestali sono motivo di sperpero e di inefficienza.
Anche perché - e qui mi viene un po' da sorridere - certamente non
è questo il Governo che sta garantendo risorse ai forestali, perché
se l'anno scorso le somme erano di 205 milioni di euro, che poi in
variazione sono arrivati a 240, quest'anno sono 180 milioni di
euro, per carità, ormai siamo nell'ambito del futuribile, ormai si
parla di borse di studio per gli specializzandi, piano giovani,
stipendi per i forestali, PAC ed altri acronimi ignoti ai più, e
così si continua a vedere più avanti cosa succederà per questi
lavoratori.
L'unico dato - e rispondo e infine concludo, di questo articolo 12
- quello reale, quello vero, perché di riforme non ce n'è
certamente né in questa finanziaria né in questo articolo 12,
l'unico dato è che la spesa storica per questi lavoratori
forestali, oggi, col Governo Crocetta tocca certamente il punto più
basso della storia della Regione siciliana e, quindi, le esigenze
di queste famiglie che sono aggrappate, per colpa della mala
politica di decenni fa, a questa forma di lavoro, vengono
mortificate e non favorite dal Governo Crocetta. Grazie.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io su
questo argomento cercherò di essere telegrafico, anzi sarò
telegrafico non fosse altro perché c'è un'impostazione di massima
che viene condivisa - penso - da tutta l'Assemblea, che però in
verità non si può considerare risolutiva, nel senso che oggi
brindiamo al grande risultato di avere rimesso le bocce ferme
quando in verità dovremmo impegnarci per rielaborare una vera legge
di riforma del sistema della forestale e qualificare meglio il
lavoro che queste persone, con dedizione e con impegno, devo dire
quasi con amore, svolgono. Non c'è bisogno di aggiungere molte
altre cose.
Volevo ringraziare l'Assessore Lo Bello - l'assessore
Caltabellotta non me ne voglia se mi concentro su quello che ha
fatto l'assessore Lo bello - su come si è impegnata e lo faccio
perché l'assessore Lo Bello non è del mio partito ed io guardo con
attenzione i gesti di lungimiranza politica.
Ne voglio ricordare due: l'anno scorso si è spogliata di un pezzo
di competenze che sono state trasferite all'energia; quest'anno,
con questo gesto di collaborazione con l'assessore per
l'agricoltura, dimostra di vedere lontano ed io credo che il
sistema della forestale e la riforma che ne verrà saprà certamente
ripagare sia l'assessore per il territorio e l'ambiente che
l'assessore per l'agricoltura e, soprattutto, i lavoratori che con
grande entusiasmo hanno svolto questo lavoro e che hanno bisogno di
qualche certezza in più che questo documento ancora non dà.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia sarà
semplicemente una dichiarazione di voto. Credo che questo sia un
esempio di come la concertazione può portare risultati
soddisfacenti.
Molti di noi in questi giorni hanno ricevuto telefonate, e mail, e
così via, sulla protesta di questo esercito di lavoratori, sono
più di ventimila, che hanno visto in qualche modo turbato il loro
equilibrio e delle posizioni, anzi delle rendite di posizioni che
ormai erano consolidate nel tempo e che quando vengono intaccate ci
sono delle reazioni che possono anche essere abbastanza forti.
Da parte di questi lavoratori abbiamo visto un comportamento
civile, rispettoso; hanno protestato sì, ma in maniera garbata.
Noi abbiamo accolto alcune istanze che sono venute da questa
categoria di lavoratori e noi, come opposizione, abbiamo
contribuito, signor Presidente e onorevole assessore, notevolmente.
Volevo ringraziare sia lei che l'assessore Lo Bello anche per
questa apertura che avete dimostrato. Questo è un risultato che va
a merito dell'intera Assemblea e di tutti i partiti che hanno
collaborato. L'opposizione ha svolto un ruolo fondamentale per il
raggiungimento di questo risultato.
Avere superato la questione che riguarda i 55 anni per le squadre,
l'eliminazione del blocco del turnover, questione che stava molto a
cuore a questi lavoratori, ma anche l'indennità chilometrica
sebbene fissata a 15 km, credo che questi siano stati dei risultati
importanti e, d'altra parte, vi è sempre un notevole risparmio di
20 milioni di euro, se questo risponde al vero.
Quindi, abbiamo ottenuto, da un lato, un risparmio notevole e,
dall'altro, abbiamo anche accontentato in diversi punti una
categoria di lavoratori che si spendono e si spendono davvero nel
nostro territorio anche con grande sacrifico. Questo è un lavoro
che li espone a tanti, tanti sacrifici.
Oggi noi possiamo esprimere grande soddisfazione. Questa è una
vittoria anche dell'opposizione. Ce la intestiamo un po' tutti.
Volevo quindi ringraziarla per la collaborazione e soprattutto
ringraziare l'intera Assemblea e tutti coloro i quali hanno
contribuito al raggiungimento di questo risultato.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi atterrò ai
cinque minuti che lei mi assegna per fare alcune considerazioni ad
alta voce all'assessore Caltabellotta che, credo, in questa Giunta
tecnica sia il più politico. Tolto il Presidente Crocetta
l'assessore Caltabellotta è il più politico, potremmo persino
candidarlo al Senato o alle europee perché riesce a sintetizzare la
preparazione tecnica ad un atteggiamento e ad un approccio ai
problemi tipici' del politico.
Egli sa quanto io abbia stima nei suoi confronti ed ho paura che
stasera, elogiandone l'operato, rischiamo di creare una sorta di
attesa che poi viene vanificata.
Noi apprezziamo, assessore, lo sforzo che lei ha compiuto in
questi ultimi giorni nel tentativo di riparare alcune prese di
posizione del Governo, che sembravano irragionevoli, assurde per
tanti aspetti.
Apprezziamo il ricorso al turnover che riapre il cuore alla
speranza di migliaia di lavoratori forestali, il problema dei
limiti di età, ma - mi si consenta e non certo perché opposizione -
mi si consenta di dirle che questa non è la soluzione, non è la
soluzione del problema dei lavoratori forestali in Sicilia. E'
soltanto il tentativo di rinviare di un anno un problema che lo
scorso anno abbiamo rinviato e che due anni fa abbiamo rinviato
allo scorso anno e che tre anni fa abbiamo rinviati all'anno
successivo e che quest'anno rinviamo per il prossimo anno.
A parte i 50 milioni di euro in meno, assessore, che non
consentono ai lavoratori di poter sperare di fare qualche giornata
in più rispetto alle giornate dello scorso anno, a parte la
disorganizzazione nel settore che meriterebbe un'azione perentoria
da parte del Governo, io sono a conoscenza di casi paradossali,
lavoratori forestali di Buccheri che, invece, di lavorare al bosco
di Buccheri vanno a lavorare al bosco di Noto.
A Linguaglossa operano due squadre antincendio, di linguaglossesi
in quelle due squadre ce ne sono appena tre, gli altri vengono da
altri comuni, da altre aree.
Manca il criterio organizzativo in un settore o in un comparto
dell'agricoltura e dell'ambiente che è stato assolutamente una
sacca di clientela perché sulla pelle di ventimila lavoratori si
sono costruite decine di campagne elettorali.
Ed anche quest'anno c'è qualcuno, all'interno di quest'Aula, che
vuole rivendicare meriti al proprio partito o alla propria
organizzazione sindacale come se avessimo rivoluzionato il
problema, come se fra un anno non ci si ritrovasse allo stesso
appuntamento, assessore Caltabellotta.
Il problema serio è che noi dobbiamo dare un assetto definitivo a
questo settore. E' stato richiamato questo concetto da altri
colleghi, serve una legge di riordino, la spesa per i forestali è
ormai una spesa storica, è una spesa consolidata, smettiamola col
farli passare come dei parassiti, come se fossero delle
superfetazioni in questa grande costruzione che si chiama Regione
che per 67 anni è stata la più grande industria della Sicilia per
creare un consenso alterato da parte di quasi tutte le forze
politiche.
Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone
Allora noi - ed arrivo alla proposta Presidente e concludo per
mantenere fede all'impegno legato al tempo - chiediamo al Governo
che si metta mano ad una legge di riordino del settore, che si
possa, entro quest'anno, scrivere la parola fine' a questo
calvario fatto di 10, 100, 1.000 stazioni che ogni anno si
ripropone in un rito ormai stanco, triste e malinconico.
Noi speriamo che, per esempio, il Presidente del Parlamento possa
portare in Aula un disegno di legge di iniziativa popolare, il 104,
del 2013, che già nella passata legislatura era stato esaminato
dalle Commissioni di merito con esito positivo; non sarà il
toccasana, può costituire una base di partenza per discutere.
Vorremmo chiedere che sorte avrà il corpo delle Guardie forestali
in Sicilia, sempre più esiguo nei numeri, sempre più privato di
mezzi essenziali; noi vorremmo sapere quali competenze possono
essere svolte dal corpo forestale nelle aree sottoposte al vincolo
dei Parchi; vogliamo capire perché, circa 200 mila ettari di area
boschiva non rimangono produttivi.
Nel momento in cui c'è bisogno di aprire, su questo fronte, un
ragionamento moderno, agile e snello che un Governo rivoluzionario
dovrebbe necessariamente stimolare ed incoraggiare.
Ecco perché - e concludo - noi riteniamo di avere il merito, come
forze di opposizione, di avere contribuito, assieme a tutte le
altre forze politiche, di migliorare questo articolo della
Finanziaria perché tutti animati dallo stesso proposito ma, per
carità, non si gridi alla rivoluzione, non si dica che il problema
è stato risolto, non salutiamolo come se fosse arrivato il Messia;
diciamo che abbiamo rinviato di un anno l'annoso e insoluto
problema dei lavoratori forestali con qualche novità di rilievo
della quale, io, Assessore, le do pubblicamente atto, ma è soltanto
una manifestazione di buona volontà.
Serve un atto di coraggio e, lei, per la sua competenza e per il
suo passato può farlo se il Governo tutto avrà il coraggio, la
forza e la volontà di sottrarsi ad un costante ricatto delle
organizzazioni sindacali, della triplice sindacale, molto spesso,
che su questa partita, ormai, gioca da tempo il teatrino.
Prima il Governo che introduce qualche novità in negativo, poi la
mediazione dei sindacati confederali, poi l'incontro con il Governo
che risolve e rimuove i problemi per festeggiare una parte di
quest'Aula alla vittoria.
E' un teatrino che offende la dignità ed il decoro di 20 mila
lavoratori forestali che non chiedono elemosine ma soltanto di
avere il diritto di progettare il loro futuro. Grazie.
Sull'ordine dei lavori
RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori per fare una proposta a lei ed anche ai
colleghi.
Visto l'importanza di questa Finanziaria perché ci sono dei
comparti, delle categorie ed anche i Comuni che aspettano
l'approvazione di questa benedetta finanziaria, se è possibile,
attraverso anche la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, non voglio strozzare il dibattito, né togliere la
possibilità ad ogni collega di intervenire, ma se è possibile
individuare, sempre attraverso la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari, interventi in base alla composizione dei
gruppi stessi, di tre, quattro, individuati dal Presidente del
gruppo per ogni articolo in modo che ci diamo una regola e
riusciamo, invece di approvarla tra una settimana, perché i tempi
immagino sono questi se continuiamo su questa andatura, spero entro
martedì di potere chiuderla.
Se i capigruppo sono d'accordo?
PRESIDENTE. Martedì dice lei? Quindi, arriviamo alla prossima
settimana?
RINALDI. Se continuiamo così se ne parlerà non martedì questo, ma
l'altro.
PRESIDENTE. Questo è un tentativo che ho già fatto in Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari, abbiamo deciso, comunque,
di andare avanti, però, la sua proposta mi sembra più che saggia
nel senso che noi continueremo senza porre limiti, vediamo quello
che succederà.
E' chiaro che, se siamo tutti d'accordo su un articolo, così come
sembra, è inutile parlarsi addosso, questo è il punto. Si possono
fare anche i comunicati stampa se si vuole, perché non aggiungiamo
nulla rispetto al documento di riscrittura presentato dal Governo
al quale hanno concorso, da quello che sembra, tutte le parti
politiche.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per farle un
esempio: ci sono molti comuni che hanno sospeso i precari in attesa
dell'approvazione della Finanziaria, quindi c'è anche l'urgenza di
approvare.
PRESIDENTE. Condivido. E' iscritto a parlare l'onorevole
Cancelleri. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Rinuncio a parlare.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei voluto
intervenire, ma ascoltare l'intervento in sequela di dodici
deputati del PD mi ha costretto ad intervenire.
A me risulta difficile comprendere quali sono le azioni che
guidano l'agire umano, perché a volte c'è l'eterogenesi dei fini e
quindi magari si parte...
VINCIULLO. Mi è piaciuto questo riferimento.
FORMICA. Sull'eterogenesi dei fini? Perché a volte si parte per
raggiungere un obiettivo, in corso d'opera si modifica e alla fine
si capovolge.
Ora ho capito dal dibattito che il PD non faceva parte del
Governo, che il Presidente Crocetta non è un esponente del PD...
MUSUMECI. Questo è opinabile .
FORMICA... In questa Finanziaria loro - opposizione - su un punto
cruciale e nodale quale quello di un intervento di
razionalizzazione sui forestali, non erano per nulla d'accordo e,
quindi, hanno cominciato a fare in modo di apportare delle
modifiche a quel Governo nemico che aveva osato attaccare i
forestali.
In corso d'opera ci sono state delle modifiche, secondo loro e non
secondo me, e loro sono rientrati nel Governo, sono ritornati o
rientrati o tornati per la prima volta a far parte della
maggioranza e, quindi, Osanna e Giubilo' in tutti gli interventi
che si sono susseguiti.
Io non capisco più, perché non ho mai visto gioire nessuno alla
notizia che gli sarà amputato un braccio, non ho visto gioire
nessuno perché gli vanno a demolire metà casa, non ho mai visto
gioire nessuno perché gli decurtano lo stipendio. E quindi mi
risulta ancora più incomprensibile l'atteggiamento del PD. E perché
dico questo? Perché è nei numeri, nei fatti: passiamo da un
finanziamento di 240 milioni di euro ad uno stanziamento di 180
milioni di euro.
Allora, perché questo visibilio? Questa contentezza? Questi
applausi? Questo prosit continuo nei confronti del Governo. La
verità è che il PD, come sempre partito di lotta e di Governo - è
una frase bellissima - da un lato, cerca, attraverso i sindacati,
sempre meno rappresentativi, di conservare quel bacinetto' di voti
che gli consentono ancora di stare sul mercato e, dall'altro lato,
aziona e acconsente all'azionamento della scure del Governo che,
come abbiamo visto, si abbatte pesantemente sulla categoria.
Almeno che abbiano la dignità di dire: siamo in un momento di
grande difficoltà, siamo stati nell'occhio del ciclone, non
potevamo più continuare con quel tipo di politica e, quindi, alla
fine, dobbiamo accettare ciò che il Governo ha proposto e che non
ha cambiato di una virgola La bravura dell'assessore Cartabellotta
è consistita nel fatto che non ha cambiato nulla, assolutamente
nulla di sostanziale rispetto al taglio di 60 milioni di euro che
caratterizzava il finanziamento del comparto l'anno scorso
La bravura di Cartabellotta è stata quella di non cambiare nulla -
di gattopardesca memoria - o di far finta di cambiare alcune cose
per arrivare alla fine a non cambiare assolutamente nulla, perché
la sostanza non cambia assolutamente in nulla, neppure in una
virgola, la questione dei 55 anni. Ma finiamola Ma era questo il
problema? Oppure la questione dei contingenti, il problema era
che, di fatto, difficilmente, se non quasi impossibile per l'anno
prossimo, assicurare le stesse giornate lavorative perché le
risorse stanziate sono lì a testimoniarlo, non si possono fare le
nozze con i fichi secchi, questa è la verità.
Quindi, non sto facendo la critica al Governo che è stato coerente
nell'impostazione della manovra, sto solo constatando la doppiezza
dell'azione politica di un partito che dice A' e fa B' e che
cerca poi con le capriole di dirsi soddisfatto e contento di un
provvedimento che non cambia nulla ma taglia semplicemente le
risorse che erano disponibili sul comparto.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido per
intanto l'intervento che ha fatto poco fa il collega perché credo
che sia importante dare un'accelerazione alla Finanziaria
complessiva perché ci sono tanti comuni che in questo momento
aspettano l'attuazione della Finanziaria complessiva per la
stabilizzazione degli LSU e, quindi, per il rinnovo dei contratti e
questo è un fatto importante.
Però, non potevo non intervenire oggi per due velocissime
considerazioni politiche.
La prima: credo che come tutti i colleghi che sono qui presenti in
Aula, in questi giorni hanno ricevuto decine di e-mail da parte di
tanti lavoratori, di organizzazioni sindacali sull'articolo 12 di
questa Finanziaria. Io a differenza degli altri articoli, tranne
questo, non ho ricevuto nessuna e-mail di sollecitazione da parte
di nessuno, devo essere molto sincero, e devo dire che mi ero
preoccupato, ero fortemente preoccupato perché pensavo che
sull'articolo 12 chiaramente ne avremmo viste delle belle, ci
sarebbero state barricate e quant'altro.
Invece, devo dire con molta onestà che, tra l'altro, richiesta
sollecitata da parte nostra più volte in quest'Aula, il dialogo e
l'arte del confronto politico con le organizzazioni sindacali e con
i lavorato, voluto fortemente da noi, ma poi portato in atto
dall'assessore Cartabellotta e dall'assessore Lo Bello con questi
lavoratori e con le organizzazioni sindacali, ha portato oggi ad
una riscrittura dell'articolo 12 che ci vede in Aula largamente
consapevoli.
Però, io avevo scritto un appunto che, poi, neanche a farlo
apposta, si riconduce a quanto detto dal Presidente Nello Musumeci,
l'ho già detto, perchè io credo che oggi, pur incassando il parere
favorevole, credo che sia importante e io dico questo perché oggi
bisogna qui darci anche stimoli sulle cose che dobbiamo fare e lo
faccio, dico queste cose, perché conosco la sensibilità e l'impegno
dell'assessore Cartabellotta e la sua grande capacità anche di
riscrivere, ripensare un modello nuovo di servizio forestale in
Sicilia.
Lo dico perché, vedete - mi permetto di dirlo con estrema
schiettezza e franchezza - io credo che bisogna tagliare quel
laccio corto che è un laccio della mala politica che tiene legati
oltre 20 mila lavoratori soltanto per utilizzarli poi, di volta in
volta, per i propri bisogni in campagna elettorale. Questo non lo
permettiamo a nessuno, non va ne per il centrodestra né per il
centrosinistra.
Quindi, credo sia importante ripensare ad una riorganizzazione che
dia libertà di azione politica a queste famiglie che non hanno la
mannaia sulla testa di chi li deve difendere un giorno da una parte
ed un giorno dall'altra in base alla campagna elettorale.
Diciamo questa cosa, con grande schiettezza e con grande onestà.
Dico questo perché troppo spesso i lavoratori della forestale
vengono insultati, però, io stanotte ripetevo e pensavo - e lo dico
con grande schiettezza e qui non è stato detto da nessuno - a
quella decina di lavoratori che sono morti in questi tanti anni in
prima linea a spegnere incendi.
Io ne voglio ricordare uno, nel mio paese, Ventimiglia, negli anni
1991-1992, che è un piccolo paese, abbiamo avuto anche noi la
nostra vittima, ce ne sono state tante in Sicilia in prima linea a
sostenere l'antincendio. E aggiungo un altro elemento che va e che
lancio all'assessore Cartabellotta, ma al Governo tutto, il corpo
delle guardie forestali non assume e non rinnova la sua pianta
organica, se non vado errato, dal lontano 1996.
Non vorrei sbagliare, ma mi pare che l'ultimo concorso, con
l'ultima assunzione, fu fatto nel lontano 1996. Perché faccio
questa considerazione? Presidente Musumeci e anche gli altri
colleghi, di tanto in tanto in questa terra sono stati sviluppati
concorsi ad hoc lanciando concorsi per 2.000, 1.000 guardie
forestali in piena campagna elettorale con 400 mila, 500 mila
domande e poi tutto si è fermato.
Credo che bisogna rivedere questo modo di pensare al territorio e
alla gente. Un ultimo sforzo che chiedo a questo Governo è quello
che sul bosco e sulla forestale si diventi produttivi.
Assessore Cartabellotta, ci sono un paio di progetti - e lo voglio
dire perché riguarda un territorio in modo particolare, lo dico
anche all'Assessore Lo Bello - ci sono un paio di progetti ed uno
in particolare che riguarda l'area di Termini Imerese.
Sull'area di Termini Imerese, l'ex area Fiat - forse molti non lo
sanno - uno dei progetti prevede un'azione di intervento per quanto
riguarda l'utilizzo delle piante potate e della forestazione
complessiva della Sicilia.
Credo che sia questa una progettualità che deve vedere e
rilanciare due negatività: quella di un'area Fiat che è stata
probabilmente abbandonata e quella di un'azione di intervento che
attraverso la forestazione può diventare il rilancio della foresta,
per l'area forestale ma anche per l'area di intervento per quanto
riguarda l'area Fiat. Quindi, è un invito a questa considerazione e
grazie per il lavoro importante di mediazione che è stato fatto in
queste 48 ore dall'Assessore e dal Governo regionale ma chi conosce
alcuni assessori non c'era bisogno questa azione dell'articolo 12
di riscrittura ma conosciamo da tanto tempo la grande qualità di
intervento che sanno fare politicamente in questa terra.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Alongi.
FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, relatore di minoranza. Signor Presidente, io mi asterrò
da un intervento di merito e cercherò, invece, di fare un
intervento più tecnico e chiedo l'attenzione dell'assessore
Cartabellotta, sul comma 1 e su questo famoso articolo 48, cioè
come formeremo queste graduatorie. Succede questo, Assessore.
Scusate, ma il problema è delicato.
Noi andremo ad incrociare due categorie: la categoria
dell'antincendio e la categoria dei forestali. Stiamo dicendo al
comma 1 che utilizziamo il sistema dei contingenti all'articolo 48.
Cosa dice l'articolo 48? L'articolo 48 dice che c'è un contingente
di centocinquantunisti, c'è quello poi dei centunisti e poi
un'altro dei cinquantunisti.
L'articolo 48 della legge n. 16 del 1996 era quell'articolo che
disciplinava il sistema, i criteri di ingresso nella prima legge di
riordino, che fu appunto la legge n. 16 del 96.
Qual è il mio dubbio che hanno anche i colleghi del Movimento
Cinque Stelle, l'onorevole Vinciullo, che hanno segnalato?
La mia preoccupazione è che noi formiamo nell'incrocio delle due
graduatorie, in un'unica graduatoria, gente che ha, faccio un
esempio: centunisti dell'antincendio e centunisti dei forestali che
hanno la stessa anzianità in quella fascia ma, poiché alcuni
provengono da altre fasce più basse, dei cinquantunisti, hanno una
differenza di anzianità personale, cioè complessiva
Allora, in questo senso l'articolo 48 rischia di avere una carenza
e rischia, così facendo, di innescare dei ricorsi successivi; in
più, assessore Cartabellotta, c'è il quinto comma dell'articolo 48.
Che dice il quinto comma?
Il quinto comma richiama addirittura l'articolo 49, dice: esaurite
le due fasce centocinquantunisti e centunisti, e quella dei
cinquantunisti, addirittura aprirebbe anche ad altra fascia, per
cui il fatto che il Governo, da un lato, abbia eliminato, così come
è stato chiesto da segmenti di maggioranza, il turn over ed altri,
invece, segmenti di questo Parlamento, in un primo momento, erano
stati molto parchi nel chiederla, senza grandi clamori, perché ci
eravamo attenuti ad un contenimento di spesa sino al punto di
essere antipopolari, impopolari, è chiaro, invece oggi rischiamo di
aprire anche alla Terza fascia.
Allora, assessori, la domanda è tecnica e vogliamo capire: prima
cosa, quando ci troviamo dinanzi a pari fascia, però di due
categorie differenti, cioè tra un centunista dell'antincendio e un
centunista della forestale che hanno la stessa anzianità di
servizio nella stessa fascia ma differenza di anzianità di servizio
complessiva, come si porrà la graduatoria nel momento in cui c'è il
turn over per passare a centocinquantuno giornate lavorative? E poi
ritiene lei che il comma quinto dobbiamo dire articolo 48 facendo
esclusione del quinto comma che apre all'articolo 49 che consente
di entrare anche a coloro che hanno svolto un solo turno dal 1996
ad oggi?
Queste sono le domande a cui chiedo una risposta per evitare che
domani ci possa essere un ingorgo, comunque, ci possano essere dei
ricorsi.
Concludo, signor Presidente, dicendo, se c'è una disponibilità da
parte di tutti i parlamentari, ma dobbiamo anche evitare che anche
i partiti di maggioranza inseriscano dei subemendamenti
all'emendamento di riscrittura che non c'entrano niente, si parla
addirittura di biogas, di biomasse e così via; allora, Presidente,
io chiedo che sia lei a regolamentare i lavori e ad evitare che
possano affluire a questa Aula degli emendamenti che non c'entrano
niente o che allargano, come dire, il dibattito dell'articolo in
corso, perché se è vero che all'onorevole Figuccia abbiamo
precluso, abbiamo impedito e dichiarato inammissibile un
emendamento, un subemendamento a un emendamento di riscrittura,
dobbiamo tenere lo stesso metodo nei confronti di altri
parlamentari in altri articoli che stiamo discutendo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il mio
è un breve intervento per evidenziare come il Nuovo Centro Destra
su questa vicenda ha voluto dimostrare un'azione di sostegno
all'intesa perché anche noi abbiamo, con il nostro appello agli
assessori Lo Bello e Cartabellotta, fatto presente che il momento
di incontro con i lavoratori della forestale, con i sindacati,
avrebbe sicuramente portato, come di fatto è avvenuto, ad un
momento positivo che ha determinato la riscrittura dell'articolo
12; e noi dobbiamo anche evidenziare perché è giusto che si prenda
atto del comportamento della protesta civile che anche i lavoratori
hanno portato avanti.
Noi riteniamo che sia importante procedere senza stravolgere
l'impostazione della riscrittura, perché diversamente si va a
snaturare quello che è il senso dell'equilibrio raggiunto.
È giusto evidenziare il ruolo che ognuno di noi ha esercitato
senza smanie di protagonismo o di primogenitura. Però, è importante
anche evidenziare come da questa impostazione, sostanzialmente,
alcuni momenti che riguardano la posizione del lavoratore che a 55
anni non venga considerato un soggetto da rottamare ma possa
consentire anche l'impegno per l'antincendio, così come sul turn
over, così come l'equilibrio che nel complesso è stato realizzato.
Completo dicendo che forse è importante anche questo dibattito
perché viene fuori una realtà che va a determinare una realtà che
deve essere una risorsa, quindi i forestali da oggi in poi
guardiamoli come un momento positivo perché possano determinare,
attraverso la loro intensa capacità di impegno, anche un intervento
nelle varie realtà che oggi la Sicilia ha bisogno sia per
l'intervento sull'ambiente, sia per interventi tradizionali che la
forestale come compito di istituto porta avanti, sia per una serie
di iniziative che, sicuramente, contribuiranno a migliorare il
contesto agro-ambientale della nostra Sicilia.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è giusto che sia
dia un plauso al Governo perché questa riscrittura sicuramente è un
primo passo, Assessore.
Dopo tanti anni finalmente un Governo che mette mano al personale
forestale, alla gestione delle foreste siciliane.
Si è stabilito, intanto, che si dà continuità ai lavoratori,
quindi, si dà la certezza di una continuità lavorativa e questo è
importante per loro. Si è stabilito che usciranno
dall'assistenzialismo per essere utilizzati nel migliore dei modi
e, quindi, quanto meno, rendersi utili.
Risparmieremo con questo almeno venti milioni di euro e che
consentirà anche alle guardie forestali di acquisire strumenti che
possono essere riutilizzati per l'intera Regione siciliana. E
questo non è poco.
A volte manca pure la benzina, la nafta, non si possono cambiare
le gomme di un camion perché non ci sono risorse. Questo consentirà
alla pubblica amministrazione di avere, quantomeno, dei danari
affinché possa soddisfare veramente il bisogno reale del
territorio.
Gestiti da un solo dipartimento è importante perché finalmente il
controllo è reale sotto tutti gli aspetti, dove finalmente c'è
qualcuno che può avere la colpa di dire questo non ha funzionato,
la colpa è tua .
Queste non sono cose così, prese a vanvera. Questa è una
riscrittura scritta bene, che dà finalmente all'intero Paese, che
la Sicilia nei fatti sta cambiando, perché quante volte abbiamo
ascoltato le televisioni e tutti i media che ci condannano a morte
perché abbiamo trentamila operai, dipendenti della forestale, non
utilizzati, spendaccioni, che non fanno nulla e che sono assistiti
dalla mattina alla sera.
Questo è un primo passo, signor Presidente ma sicuramente
abbisogna di un lavoro certosino per pensare a una vera riforma che
possa, da ora in poi, da domani in poi, dare finalmente, preparare,
organizzare un disegno di legge che possa interagire in perfezione,
facendo partecipare gli enti locali, affinché questo personale sia
distribuito negli enti locali stessi, nelle società partecipate,
renderlo partecipe della vita quotidiana e dare finalmente la
sensazione, non solo ai siciliani, ma anche all'esterno, all'intero
Paese che, finalmente, c'è una direzione che è quella che il
personale deve portare sviluppo alla società, deve dare la giusta
riconoscenza a persone che pagano i tributi e persone che
percepiscono un sacro santo stipendio.
E allora sì che abbiamo sicuramente dato alla Sicilia un
indirizzo. Così come andavano le cose non andavano bene Questa
riscrittura è un primo passo virtuoso affinché questi lavoratori
daranno sicuramente nell'arco degli anni, con orgoglio lavoreranno,
e daranno veramente il meglio di se stessi.
CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver
ascoltato i colleghi dire tutto quanto era possibile sul tema in
oggetto, e cioè sull'articolo 12 del disegno di legge sulla
finanziaria, un tema serio, sentito, come quello dei forestali, io
intervengo per annunziare il voto favorevole, convinto come sono
che questo sia un primo passo di un disegno di razionalizzazione,
non soltanto dell'aspetto legato prettamente alla buona
utilizzazione del personale, ma anche soprattutto sotto il profilo
di quella spending review che davvero dobbiamo cercare di adottare
in tutti i rami dell'amministrazione in maniera seria.
Presidente Crocetta, non entro nel merito perché è stato già fatto
in maniera seria, proficua ed efficace, assolutamente affrontato da
tutti coloro che mi hanno preceduto e per tale ragione preannunzio
sulla riscrittura, anche in considerazione del buon senso
manifestato dal Governo su questo punto nel momento in cui ha
ritenuto di doversi confrontare con le categorie sindacali e con i
rappresentanti di una categoria strategica, qual è quella, appunto
secondo noi, dei forestali in Sicilia. Preannunzio, pertanto, il
voto favorevole alla riscrittura dell'articolo 12 del Gruppo
parlamentare PID-Grande Sud.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'esame dei
subemendamenti.
Si procede con il subemendamento 12RGOV.1, dell'onorevole
Tancredi, Ferreri ed altri, e col subemendamento 12RGOV.5, degli
onorevoli Vinciullo e Ciaccio.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, voglio ricordare a tutti che
la forestale è come quel cubo che ci regalavano, quando eravamo
bambini, quello di otto colori che appena si scombinava, metterlo a
posto era un po' complesso. Il Governo ha affrontato due facce di
questo cubo: uno è quella dell'ampliamento delle competenze che ci
consente ora di esseri europei nella progettazione; e poi stasera,
dopo un grande lavoro di intesa fatto tra i due assessorati, e di
concerto con le organizzazioni sindacali, si è affrontato il
problema della riunificazione dei lavoratori.
Siccome con gli stessi sindacati si è convenuto - visto che il
settore forestale in questi trenta o quaranta anni è stato
contraddistinto da almeno sedici norme - di realizzare un testo
unico che vada in maniera chiara, ben precisa, nel rispetto dei
diritti dei lavoratori.
Comunico ai presentatori del subemendamento che il Presidente ha
già riunito un tavolo tecnico, e già la prossima settimana ci
riuniremo in Presidenza, per affrontare chiarezza questo argomento
e quindi chiedo, sugli elementi che incidono su tutte queste norme
di metterle da parte, in maniera tale che possiamo affrontarle di
concerto, perché vi devo dire è veramente un cubo multicolore dove
le norme si sovrappongono, si giustappongono, ed è veramente
complesso.
PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro rivolto ai presentatori del
Movimento Cinque Stelle e all'onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voi pensate che
dandomi suggerimenti io cambi idea, assolutamente no
Prendo atto, con piacere, che oltre ad un ottimo politico,
l'assessore alle attività agricole è diventato anche un poeta, e
quindi ci ha fatto sognare con queste facce dei vari cubi.
Veda assessore, anche io a suo tempo ho presentato un disegno di
legge sulla riforma del settore. Se lei si impegna, e il Presidente
si impegna, che entro novanta giorni veniamo in Aula e quindi
andiamo a predisporre un unico disegno di legge che possa
regolamentare definitivamente la vicenda, sono disponibile a
ritirare tutti i subemendamenti che questa sera ho presentato.
E' chiaro che aspettiamo che il mio collega Tancredi anche lui
prenda la parola per vedere qual è la sua volontà.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritiro il
subemendamento 12RGOV.1, però voglio specificare che su questo
discorso dei novanta giorni noi non ci tireremo indietro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti a firma Vinciullo e Tancredi sono
tutti ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, all'articolo 12 sono rimasti due
subemendamenti, il 12.R.Gov.10 a firma dell'onorevole Gucciardi,
Panepinto, Maggio, Milazzo, Panarello, Raia ed altri, se si approva
questo subemendamento è precluso l'emendamento 12.R.Gov.11 a firma
Di Mauro e Grasso.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io credo che i due emendamenti siano assemblabili, si
possono unificare, anche perché c'è chi parla di vendita, chi parla
di produzione. Se noi inseriamo produzione e vendita abbiamo
risolto ed unificato i due subemendamenti, senza creare una
divisione, perché mi sembra che nelle intenzioni ci sia la volontà
di arrivare a quella valorizzazione produttiva della forestazione
che rientra nel disegno, anche nuovo, di legge che dovremmo fare. I
due emendamenti, quindi, credo che, assolutamente, possano essere
unificati.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 22.11, è ripresa alle ore 22.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 12RGOV.12.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARTABELLOTTA, assessore per le risorse agricole e alimentari.
Signor Presidente, onorevoli deputati, quando noi parliamo di
biomassa all'interno di un bosco, ci riferiamo a tutto ciò che
produce la natura, che il padre eterno con la sua fotosintesi
clorofilliana produce. Lo scarto è un concetto dell'uomo, non è un
concetto della natura, quindi parlare della produzione e della
vendita di biomassa a livello energetico, riprende quello che avete
detto tutti negli interventi rendiamo la forestale produttiva .
Cioè se qualcosa può avere un valore perché lo dobbiamo buttare o
bruciare?
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Grasso e Gucciardi, hanno
condiviso il subemendamento 12RGOV12 del Governo e, pertanto, quali
primi firmatari dichiarano di ritirare i subemendamenti 12RGOV.10 e
12RGOV.11.
L'Assemblea ne prende atto.
GRECO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire
all'assessore Cartabellotta - lei lo sa e lo sanno quasi tutti,
compreso l'onorevole Gucciardi e tutto il PD - che è vietato fare
manutenzione dentro i boschi Ma lasciateli perdere Io intanto
comunico alla presidenza il mio voto contrario e sono certo che
questo articolo sarà impugnato dal Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 12RGOV12.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura 12RGOV così come
modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
ricordarle l'impegno preso in Conferenza dei Capigruppo di chiudere
i lavori questa sera alle ore 21. Siamo alle ore 22.20, c'era un
impegno tra tutti i capigruppo in questo senso e quindi, fermo
restando che noi sappiamo che domani mattina dobbiamo riprendere, e
che entro domani dobbiamo finire, considerato che è da questa
mattina che siamo a lavoro, volevo riproporre il tema che si era
discusso in Conferenza dei Capigruppo e, quindi, l'interruzione dei
lavori per continuare bene, così come stiamo andando avanti e per
assecondare quelle che sono state le linee guida che lei ci ha dato
e, cioè, che non si approvano articoli della finanziaria in
notturna.
Noi siamo pronti domattina, anche alle ore dieci, alle undici, a
riprendere a mente fresca e consapevoli che dobbiamo completare la
finanziaria. Però se, di articolo in articolo, noi continuiamo
così, significa che facciamo uno spot che poi non è consequenziale
con le azioni che poniamo in essere in questa Aula, e finisce che
magari non ci crediamo più a vicenda quando ci diciamo le cose.
E, allora, in maniera pacata, ma altrettanto decisa, la invito,
alle ore 22.20, a chiudere la seduta per oggi e a riprendere domani
mattina all'orario che lei riterrà più opportuno per portare a
compimento, entro domani sera il disegno di legge sul bilancio e
sulla finanziaria della Regione siciliana.
Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il mio Gruppo, noi
riteniamo per oggi di avere fatto un buon lavoro.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, che abbiamo fatto un buon lavoro
non c'è alcun dubbio. Però è pure vero che in Conferenza dei
Capigruppo non abbiamo assolutamente deciso di chiudere alle ore
21,00. Io avevo posto una questione ai Capigruppo: se era
necessario e opportuno contingentare i tempi e ho compreso che,
secondo voi, non era opportuno.
Onorevole Cordaro, noi ci siamo ripromessi di chiudere
possibilmente domani sera, ma dobbiamo andare avanti ancora con i
lavori, laddove non ci sono difficoltà.
Riprende la discussione del disegno di legge 670 A
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
2014. Legge di stabilità regionale
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Consorzi di bonifica
1. I consorzi di bonifica sono autorizzati ad assicurare, anche
parzialmente e comunque nei limiti delle risorse finanziarie
disponibili ed in ogni caso correlando la garanzia occupazionale
alla superficie irrigua attraverso la mobilità obbligatoria dei
soggetti di cui al presente articolo tra i consorzi limitrofi e nel
rispetto di quanto previsto dalla contrattazione collettiva di
settore, le garanzie occupazionali di cui all'articolo 7 della
legge regionale 16 gennaio 2012, n. 9, nel rispetto delle
disposizioni previste dal medesimo articolo e del limite massimo
previsto dalle rispettive normative. Per le finalità del presente
comma l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
è autorizzato, per l'esercizio finanziario 2014, a trasferire ai
consorzi la somma di 8.000 migliaia di euro».
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 13,
quello che lei ritiene non avere alcun emendamento, ha però in sé
tutta una serie di difficoltà di ordine tecnico, sulla quale io
credo il Governo questa sera, se rinviamo la seduta, debba
riflettere. E mi riferisco non solo sul capitolo che è indicato in
questa apposito articolo, ma anche su quelle che sono le spese di
funzionamento, perché su tutto il tema dei consorzi dei bonifica
mancano circa 17 milioni di euro all'appello.
Allora, io inviterei il Governo a consentire di rinviare la seduta
a domani, e a presentare un subemendamento o meglio ancora un
emendamento affinché si possano trovare risorse idonee a garantire
il funzionamento dei consorzi.
In caso diverso, signor Presidente, noi decideremo di abbandonare
l'Aula, almeno il nostro Gruppo perché, così com'è, l'articolo 13
non può passare.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, ribadisco questa è
una novità di questa sera, del momento, probabilmente sarà la
stanchezza. Noi non abbiamo fissato un termine di chiusura, abbiano
detto di andare avanti fin quando possiamo; laddove ci sono
difficoltà ci fermiamo. Sui consorzi di bonifica, considerato che
c'è solo un emendamento soppressivo, addirittura si richiede una
riscrittura. Siccome lei, onorevole Di Mauro è entrato nel merito,
sentiamo l'assessore di riferimento cosa ne pensa, perché se
l'articolo va bene noi chiaramente andremo avanti nei lavori
d'Aula.
CARTABELLOTTA, assessore regionale per le risorse agricole ed
alimentari. Onorevole Di Mauro, questo articolo riguarda le 1.021
unità delle garanzie occupazionali dei consorzi di bonifica per i
quali bastano questi soldi che sono previsti in bilancio.
DI MAURO. L'anno scorso c'erano 13 milioni e 600 mila, ora c'è
solo l'accantonamento.
CARTABELLOTTA, assessore regionale per le risorse agricole ed
alimentari.. Questa è la garanzia occupazionale. Siccome nei
consorzi di bonifica si realizzeranno anche i risparmi che sono
stati previsti all'interno del settore forestale, non capisco
perché si debba parlare di tutto questo ammanco di denaro. E'
chiaro che se ci dovessero essere poi delle differenze, si potrà
intervenire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'articolo 13 c'è un emendamento
soppressivo a firma dell'onorevole Formica. Lo mantiene?
FORMICA. Lo mantengo signor Presidente.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
articolo 13 abbiamo avuto già modo di approfondire in parte la
discussione in sede di III Commissione Attività produttive', dove
era stato presentato un emendamento - l'assessore ricorderà - a mia
firma, sulla carenza che questo articolo prevede per questi 1021
lavoratori, se non erro, che operano in forza ai consorzi di
bonifica della Regione siciliana.
Io presentai più emendamenti che modificavano la cifra prevista in
questo articolo. Lei giustamente mi corresse, molti di quei
emendamenti erano strumentali, anche provocatori, per dire che le
somme che mancavano da questo articolo erano un tot, un x. Ma
quelle mancanti dai finanziamenti di spesa erano altre somme e lei,
giustamente, precisò che per questi 1021 lavoratori la cifra
mancante era intorno ai 5 milioni di euro.
Ora noi apprendiamo una novità, naturalmente è nel verbale della
Commissione quello che lei ha riferito, non mi sforzo nel ricordare
di preciso che cosa ha detto. Ora stiamo apprendendo che si stanno
realizzando delle economie all'interno di questi consorzi, senza
approfondire poi tutta quella che è la tematica inerente la loro
situazione debitoria e, quindi anche, della difficoltà strutturale,
dal punto di vista economico e non estemporaneo, sulle poste che
sono state previste quest'anno per questi lavoratori.
Quindi penso che se l'Assessore si impegna, davanti quest'Aula che
rappresenta - come sappiamo - da più di 870 anni il popolo
siciliano, sul fatto che vi sono delle economie che sono state
realizzate in quest'anno da parte dell'Assessorato in seno ai
consorzi, e che quindi potranno finanziare e garantire lo stipendio
e le garanzie occupazionali previste appunto dalla norma suddetta,
noi vorremmo capire meglio quali sono queste economie. Sia perché
molti di questi lavoratori si sono rivolti in queste settimane, in
questi mesi, preoccupati non solo ai deputati del mio Gruppo, ma
anche a molti dei componenti della III Commissione, ed è stato
motivo di confronto, E Vedo qui l'attivissimo Presidente Marziano.
Ma anche perché vorremmo capire qual è il futuro di questi consorzi
e quali saranno le prospettive di questi lavoratori.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento è
telegrafico. Avevo presentato un ordine del giorno chiedendo la
soppressione di taluni enti e fra questi i consorzi di bonifica.
Ritenendo che le spese di funzionamento dei consorzi di bonifica
sono eccessive, di alcune so le cifre, si aggirano per la Regione
intorno a 150 mila euro l'anno solo come affitto, locazione, luce e
quant'altro, consiglio di amministrazione, forse c'è un commissario
in qualche ente, collegi dei revisori se ce ne sono, spese di
consulenza. Quindi chiedo al Governo - anche se mi trovo d'accordo
tranne che per la salvaguardia dei livelli occupazionali, che
possono essere propri lavoratori adibiti ad altro - di eliminare e
un riordino della materia e quindi la soppressione nella
riorganizzazione degli enti di bonifica
D'ASERO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, i lavori che quest'Aula ha portato avanti
fino a questo momento, ritengo vadano nella direzione di un
dibattito ragionato, equilibrato, di un confronto che serve a
capire come ognuno possa espletare la propria funzione di
parlamentare attraverso un comportamento anche di giusta attenzione
e di lucidità mentale che riteniamo di dover avere sempre per poter
dare un contributo.
Atteso che gli argomenti che ci riguardano richiedono ulteriori
momenti di approfondimento e, ritenuto che i patti anche se non
sono scritti vanno rispettati, caro Signor Presidente
dell'Assemblea, le chiediamo di prendere atto che c'è una richiesta
in questa direzione e, pertanto, noi chiediamo che i lavori si
fermino qui e riprendano domani mattina con il giusto impegno che
tutti dovremmo avere.
PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, pensavo che lei entrasse nel merito
dell'articolo.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente, la
Commissione ha apprezzato molto la volontà che lei ha di continuare
a lavorare. Mi pare, però, di capire che da parte dell'Assemblea
c'è un unanime volontà di fermarci, anche perché domani mattina
inizieremo presto, sappiamo che dobbiamo stare tutta la giornata.
Per questo motivo, la Commissione le chiede di poter rinviare la
seduta a domani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo. A fronte di una richiesta
unanime della II Commissione, la seduta è rinviata a domani mattina
E' chiaro che, onorevoli colleghi, così come prevede il
Regolamento, ho convocato stasera una Conferenza dei capigruppo
tentando di contingentare i tempi, cosa che non è stata
assolutamente possibile.
Domani, avviati i lavori, sentirò nuovamente, ufficialmente, i
capigruppo in apposita Conferenza. Ove non ci fosse l'accordo,
provvederò in base ai poteri che mi dà il Regolamento a
contingentare i tempi anche sulla base della considerazione che,
così come è stato evidenziato in qualche intervento che mi
richiamava sull'ordine dei lavori, i Comuni, soprattutto i Comuni,
si trovano in difficoltà in ordine alla questione dei precari
perché c'è uno spazio di tempo, che va colmato, che va dal 31
dicembre fino al momento della pubblicazione della legge
finanziaria in Gazzetta Ufficiale. Quindi, dobbiamo fare il prima
possibile.
Onorevoli, collegi, la seduta è rinviata a domani, venerdì 10
gennaio 2014, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
(n. 669/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
2) - Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale. (n. 670/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Dina
Relatore di minoranza: on. Falcone
3) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
4) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
5) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'. (n. 162/A)
Relatore: on. Cimino
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (n.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio Salvatore
8) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
La seduta è tolta alle ore 22.34
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 670/A - DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
CORRETTIVE PER L'ANNO 2014. LEGGE DI STABILITà REGIONALE.
All'articolo 2
Emendamento 2R.GOV:
Art. 2
Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie
1. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato, per
l'esercizio finanziario 2014, ad effettuare operazioni finanziarie
per il trasferimento di quota parte delle spese di investimento dei
comuni, di cui all'articolo 6, e delle province, di cui
all'articolo 7, per un ammontare complessivo pari a 90.000 migliaia
di euro.
All'articolo 5
Emendamento 5GOV:
E' aggiunto il seguente comma:
6. I canoni irrigui per la stagione agraria 2014 non possono
subire variazioni in aumento.
All'articolo 7
Emendamento 7R.GOV:
Art. 7.
Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie
alle Province
1. Per l'anno 2014, al fine di garantire il funzionamento delle
Province è autorizzato un contributo di parte corrente di 10.000
migliaia di euro e un contributo in conto capitale di 10.000
migliaia di euro.
2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali e
la funzione pubblica si provvede al riparto dei contributi di cui
al comma 1, destinandoli prioritariamente alle province regionali
per le spese dei servizi socio-assistenziali in favore dei
disabili, nonché per garantire il diritto allo studio, il
funzionamento dei consorzi universitari e il pagamento degli
emolumenti del personale. I contributi in conto capitale di cui al
comma precedente possono essere destinati al pagamento delle quote
capitale delle rate di ammortamento dei mutui assunti dagli enti
per il finanziamento di spese di investimento.
3. La Regione, con la legge di assestamento al bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014, provvede ad introdurre
eventuali misure tendenti a salvaguardare gli equilibri finanziari
delle Province.
All'articolo 8
Emendamento 8.R :
1. A decorrere dall'anno 2014 la spesa sanitaria della Regione
per acquisto di beni e servizi è ridotta di 100 milioni di euro,
senza alterare il livello e la qualità dei servizi offerti,
attraverso la revisione delle procedure di acquisto e
l'applicazione dei costi standard.
2. Previa verifica del rispetto degli obiettivi del patto
sanitario, nonché della garanzia dei Livelli essenziali di
assistenza (LEA) previsti dal medesimo, i risparmi conseguenti
dalle azioni di cui al comma 1, sono destinati a favorire
l'integrazione dei servizi socio-sanitari per la parte
ricompresa nei LEA.
All'articolo 12
Subemendamento 12.R.GOV.12:
Al comma 5 dell'emendamento 12.R.GOV dopo le parole aree
protette aggiungere attività per la produzione e la vendita di
legno a scopi energetici .
Emendamento 12.R.GOV:
Art. 12
Riorganizzazione delle risorse umane nel settore
forestale e della prevenzione degli incendi
1. Al fine di migliorare l'efficienza del lavoro attraverso la
riorganizzazione delle risorse umane del settore forestale,
riunificando i lavoratori forestali alle dipendenze di un unico
ramo dell'Amministrazione regionale, è trasferita al
Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali la
titolarità dei rapporti di lavoro con il personale impiegato nel
servizio di antincendio boschivo di cui all'elenco speciale dei
lavoratori forestali ex articolo 45 ter della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16, e successive modifiche e integrazioni e di
cui all'articolo 44 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14,
che vengono inseriti in un'unica graduatoria distrettuale
congiuntamente a tutti gli altri lavoratori forestali di cui
all'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche e integrazioni nei relativi contingenti di
appartenenza e con i criteri previsti dall'articolo 48 della
legge regionale n. 16/96. Gli addetti al servizio antincendio
boschivo sono individuati prioritariamente in coloro che
svolgevano già detta funzione, previo accertamento dell'idoneità
specifica nella mansione.
2. Sono confermate le competenze del Comando del corpo forestale
della Regione siciliana previste dall'articolo 65 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, e successive modifiche ed
integrazioni e dall'articolo 47 del decreto presidenziale 20
aprile 2007, n. 154, con esclusione della titolarità dei
rapporti di lavoro con il personale di cui all'elenco speciale
dei lavoratori forestali ex articolo 45 ter della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, e successive modifiche e
integrazioni, e con il personale di cui all'articolo 44 della
legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Per l'avvalimento da parte del Comando del corpo forestale
della Regione siciliana del personale di cui al comma 2 si
procede mediante apposita convenzione da stipulare tra il
Comando del corpo forestale della Regione siciliana ed il
Dipartimento regionale Azienda regionale foreste demaniali, da
approvare con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente e
dell'Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari.
La suddetta convenzione stabilisce le modalità di collaborazione
tra le due predette strutture dipartimentali, nonché la
rideterminazione dei contingenti dei lavoratori addetti al
suddetto servizio prevenzione incendi, in un quadro di
miglioramento dell'efficienza e di rispondenza alle mutate
esigenze della collettività.
4. Al comma 6 dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio
2011, n. 7, dopo l e parole "al triennio 2010-2012" sono
inserite le parole " ed al triennio 2013-2015".
5. Per il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e 47 della
legge regionale n. 16/1996 e successive modifiche ed
integrazioni nonché per il personale di cui al comma 7
dell'articolo 44 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14,
alle dipendenze del Dipartimento regionale Azienda regionale
foreste demaniali e del Comando del corpo forestale della
Regione siciliana per l'espletamento delle attività di
sistemazione e manutenzione idraulico-forestale ed idraulico-
agraria, imboschimento e rimboschimento, miglioramento dei
boschi esistenti ed attività connesse, difesa del suolo,
valorizzazione ambientale e paesaggistica, anche al fine della
fruizione sociale del territorio, ivi compresa la gestione delle
aree protette, difesa della vegetazione dagli incendi, per le
attività di cui agli articoli 14 e 29 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni nonché
per le attività di cui all'articolo 25 della legge regionale 17
aprile 2013, n. 9, è autorizzata per l'esercizio finanziario
2014 la spesa complessiva nel limite massimo di 180.000
migliaia di euro.
6. I lavoratori forestali di cui all'art.45 ter della legge
regionale 6 aprile 1996, n.16. e successive modifiche ed
integrazioni nonché all'art.44 della legge regionale 14 aprile
2006, n.14, devono essere utilizzati prioritariamente per le
attività di istituto che si svolgono negli ambiti territoriali
dei comuni di residenza.
Per lo svolgimento delle suddette attività in subordine va data
priorità ai lavoratori dei comuni limitrofi agli ambiti
lavorativi.
Qualora l'amministrazione non provveda con mezzi propri al
trasporto degli stessi dal centro di raccolta al cantiere di
lavoro, il rimborso chilometrico di cui all'art.54 del CCNL
degli addetti di cui al precedente comma 5, non può superare,
l'importo calcolato su una distanza di 15 km.
7. Tutti gli elenchi dei lavoratori forestali devono essere
pubblicati sul sito web ufficiale della Regione siciliana.
8. I commi 6 e 7 dell'art. 57 della L.R. 6 aprile 1996 n. 16
sono abrogati.
9. Le disposizioni di cui ai commi precedenti sono estese anche
ai lavoratori stagionali dell'ESA. assunti ai sensi
dell'articolo 1 della legge regionale 31 agosto 1998, n. 16, e a
quelli dei consorzi di bonifica.