Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 120 di giovedì 09 gennaio 2014
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FIORENZA, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali  delle
  sedute  nn.  118  e  119  dell'8 gennaio 2014  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

      Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
                  previsione della Regione siciliana
  per l'anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio
                          2014-2016» (669/A)
   e del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e correttive
                           per l'anno 2014.
                 Legge di stabilità regionale» (670/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa al II punto all'ordine del giorno:  Seguito
  della  discussione  del  disegno di legge «Bilancio  di  previsione
  della  Regione  siciliana per l'anno finanziario  2014  e  bilancio
  pluriennale  per il triennio 2014-2016» (669/A) e  del  disegno  di
  legge  «Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2014.
  Legge di stabilità regionale» (670/A).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevole Presidente, assessori, onorevoli colleghi, con un po' di
  buona  volontà, possiamo, compatibilmente con la complessità  della
  materia, procedere in modo celere, se ci diamo un po' di ordine.
   Inviterei i singoli parlamentari ad evitare, per quanto possibile,
  di  avvicinarsi  agli  Uffici  di questa  Presidenza  per  proporre
  ulteriori emendamenti o subemendamenti ed eventualmente la  sintesi
  di  subemendamenti che la faccia la II Commissione o  eventualmente
  il Governo stesso, però evitiamo di interloquire - non mi riferisco
  nella  fattispecie all'onorevole Grasso o all'onorevole  Fontana  o
  all'onorevole  Greco  - di intervenire una  volta  che  iniziano  i
  lavori  con il Governo, per dare la possibilità al Governo  stesso,
  al  Presidente  Crocetta e all'assessore Bianchi  di  esprimere  il
  parere sui singoli emendamenti.
   Sono  in distribuzione degli emendamenti di riscrittura, da  parte
  del  Governo,  su  singoli articoli, anche  sulla  base  dell'ampia
  discussione che c'era stata proprio ieri.
    Art.  2    Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie' .
  C'è  un  emendamento  di  riscrittura  da  parte  del  Governo.  La
  Commissione chiaramente è d'accordo.
   Ricordo  che  nella precedente seduta erano stati accantonati  gli
  articoli   2,   3,  4  e  5  del  disegno  di  legge   Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2014. Legge  di  stabilità
  regionale  (n. 670/A).
   Se  intanto  che si da luogo alla distribuzione degli emendamenti,
  l'assessore  lo  desidera, può spiegare brevemente. Mi  raccomando,
  assessore.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,    sarò    brevissimo.   Si    tratta,     semplicemente,
  dell'incremento,  dell'autorizzazione  per  incrementare  il  mutuo
  previsto   per  le  spese  in  conto  capitale,  quindi,   verranno
  trasferite a Comuni e Province da 60 a 90 milioni di euro.
   Allora,  da  un punto di vista procedurale, siccome  ci  sono  due
  emendamenti  soppressivi, il 2.3 e il 2.5, il primo a  firma  degli
  onorevoli  D'Asero, Alongi, Cascio ed altri, l'altro a firma  degli
  onorevoli  Falcone, Pogliese, Figuccia, Milazzo  ed  altri,  dovrei
  porre  in votazione l'emendamento soppressivo all'articolo 2  e,  a
  seguire, l'emendamento di riscrittura da parte del Governo che  già
  ha illustrato.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 2.3, di identico  contenuto  al
  2.5. E' chiaro che approvando il 2.3 non ha più ragione d'essere il
  2.5.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento di riscrittura 2RGov. Il  parere
  della Commissione?

   DINA,  presidente  della  commissione e relatore  di  maggioranza.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo approvato l'articolo 2, così come riscritto dal Governo.
   L'articolo  3  era  stato  accantonato.  Il  Governo  è  pronto  a
  discuterlo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo l'accantonamento.

   PRESIDENTE. L'articolo 3 rimane ulteriormente accantonato.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                                Art. 4.
                       Accantonamenti tributari

   1.  Al  fine  di  garantire  il  concorso  alla  finanza  pubblica
  nazionale, posto a carico della Regione per gli esercizi finanziari
  2014,  2015  e  2016  dalle  vigenti  disposizioni  nazionali,  gli
  accantonamenti  tributari  previsti  nell'apposito  fondo  per   il
  concorso   regionale  agli  equilibri  di  finanza  pubblica   sono
  rideterminati, al netto delle somme di cui al comma 2,  in  148.004
  migliaia  di euro per l'anno 2014, in 579.004 migliaia di euro  per
  l'anno 2015 e 679.004 migliaia di euro per l'anno 2016.

   2.  La  quota delle risorse assegnate per interventi da realizzare
  nell'ambito  della  programmazione  regionale  del  Fondo  per   lo
  sviluppo  e  la  coesione,  destinata  per  l'esercizio  2014  alla
  parziale  copertura  del concorso alla finanza  pubblica,  posto  a
  carico  della  Regione  per il medesimo esercizio  finanziario,  in
  attuazione del comma 8 dell'articolo 11 del decreto legge 8  aprile
  2013,  n. 35 e dell'articolo 6 della legge regionale 9 maggio 2013,
  n. 9, è incrementata dell'importo di 260.000 migliaia di euro.

   3.  All'articolo 6, comma 2, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n.  9  la  cifra  679.784' è rideterminata in  148.004' e la  cifra
   819.314' è rideterminata in  579.004'.

   4.  Nelle  more della definizione, in sede di intesa tra  Stato  e
  Regione, del contributo regionale al concorso alla finanza pubblica
  nazionale, le autorizzazioni di spesa riepilogate nella  colonna  A
  dell'Allegato 2 sono ridotte degli importi indicati nella colonna B
  del medesimo allegato.

   5.  Qualora  in sede di intesa fosse determinato un concorso  alla
  finanza  pubblica  superiore a quello  stabilito  al  comma  1,  il
  ripristino dell'autorizzazione di spesa ridotta ai sensi del  comma
  4  è  operato  mediante apposito disegno di legge di variazioni  di
  bilancio da presentare entro il 31 maggio 2014.

   6.  In caso di minore concorso alla finanza pubblica stabilito  in
  sede di intesa rispetto a quello stabilito al comma 1, la riduzione
  dell'autorizzazione  di spesa di cui al comma  4  è  rimossa  ed  i
  minori  oneri  a  carico del bilancio regionale sono  destinati  ad
  incrementare  il fondo di cui all'articolo 5 della legge  regionale
  12 maggio 2010, n. 11 (UPB 4.2.1.5.99, capitolo 215727).

   7.   Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato   ad
  effettuare  le variazioni di bilancio discendenti dall'applicazione
  del comma 6 .

   Il Governo è pronto  per la trattazione?
   Manca l'allegato.
   L'articolo 4 rimane ulteriormente accantonato.
   Si passa all'articolo 5.  Ne do lettura:

                               «Art. 5.
        Modifiche e integrazioni di norme in materia di entrate

   1.   Al   fine   di  incentivare  la  partecipazione  dei   comuni
  all'attività di accertamento tributario, per gli anni 2014, 2015  e
  2016,  la  quota  di  cui  all'articolo 8, comma  13,  della  legge
  regionale  9 maggio 2012, n. 26, è elevata al 100 per cento.

   2. All'articolo 13, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2013,
  n. 9 sostituire le parole  20 per cento  con  13 per cento .

   3.  Le tasse sulle concessioni regionali cui sono assoggettate  le
  autorizzazioni, licenze, abilitazioni o altro atto di consenso  per
  le  attività  comprese nelle tabelle di cui al  D.P.R.  26  ottobre
  1972,  n. 641 e al decreto legislativo 22 giugno 1991, n.  230,  si
  intendono estese alle Segnalazioni certificate di inizio attività -
  SCIA,  di  cui  alle vigenti disposizioni statali  e  regionali  in
  materia.

   4.  All'articolo 6, comma 6, della legge regionale 24 agosto 1993,
  n.  24 è aggiunto il  seguente periodo:  ovvero mediante versamento
  diretto,  anche  attraverso  modalità   telematiche,  agli   Uffici
  dell'Istituto cassiere della Regione siciliana.'.

   5.  Alla legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, all'articolo 10  i
  commi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:

    4. Nelle more dell'emanazione del regolamento di cui al comma  2,
  lo  svolgimento  delle  attività di  liquidazione,  accertamento  e
  riscossione dell'Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
  può  proseguire nelle forme e nei modi previsti dalla  legislazione
  vigente  attraverso la stipula di apposita convenzione  non onerosa
  con l'Agenzia delle entrate.

     5. Per il periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2013 e non
  oltre il periodo di imposta successivo a quello di approvazione del
  regolamento  regionale previsto dal comma  2,  la  Regione  per  le
  attività  di  controllo  e  rettifica delle  dichiarazioni  di  cui
  all'articolo 1, comma 52, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per
  l'accertamento e la riscossione dell'imposta regionale IRAP, nonché
  per  il  relativo  contenzioso,  si avvale  dei  competenti  organi
  statali nelle more della stipula della convenzione di cui al  comma
  precedente».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento 5.1,  soppressivo
  dell'articolo, a firma degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                    (Non è approvato)

   L'onorevole  Formica mi riferisce che ci sarebbe  una  riscrittura
  dell'articolo 5.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è una proposta
  del Presidente del Gruppo parlamentare PD di portare l'aliquota dal
  13 al 15 per cento per trovare una mediazione su questo punto.
   Su questa mediazione,  Presidente Gucciardi,  mi pare di ricordare
  che  tutti  eravamo  disponibili ad andare  avanti.  Credo  sia  un
  elemento   che  ci  potrebbe  spingere  a  trovare  una   soluzione
  condivisa.

   PRESIDENTE. A tal proposito, c'è un emendamento, peraltro, a firma
  dell'onorevole Falcone.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevole
  colleghi,  non  sull'articolo, in generale, noi, in questa  manovra
  finanziaria,  abbiamo  inteso inserire un elemento  di  novità  per
  quanto riguarda la questione delle tasse.
   L'anno  scorso,  siamo stati attaccati, criticati, riti  balneari,
  eccetera, incremento di tasse.
   Riteniamo che l'incremento di tassazione sia fortemente depressivo
  dal  punto  di vista economico, per cui non riteniamo che aumentare
  le tasse serva né ad aumentare le entrate né a favorire lo sviluppo
  economico  della  Sicilia.  Tanto è vero  che  gli  incrementi   di
  tassazione  che abbiamo avuto in percentuale, non hanno determinato
  quest'anno   un  incremento  delle  entrate.  Quindi,  sono   stati
  inefficaci.  E  questa  è  la  ragione per  cui  proponiamo  queste
  riduzioni.
   Dopodiché, le questioni ambientali sollevate qui, sono sicuramente
  questioni  ambientali  rilevanti ed  importanti,  ma  non  possiamo
  mischiare  la  questione  della tassazione con  quella  ambientale,
  perché  l'ambiente non è economicamente negoziabile, non  è  che  i
  diritti  alla  salute dei cittadini sono meno  garantiti  o  devono
  essere meno garantiti se questi pagano più tasse.
   A  meno  che non si voglia dire chiaramente che mettere una  tassa
  sia  un  modo  per  disincentivare l'investimento  industriale  ma,
  allora,   questo  è  esattamente  l'obiettivo  che   non   dobbiamo
  raggiungere.
   Noi  non  possiamo  pensare  di mettere norme  che  disincentivano
  l'attività economica, produttiva ed imprenditoriale. Se abbiamo  un
  bisogno, come ce l'abbiamo credo, di normare diversamente tutta  la
  questione industriale, tutta la questione ambientale che riguarda i
  petrolchimici,  la  raffinazione,  facciamolo  con  uno   specifico
  disegno di legge, ma non mischiamo la questione delle tasse che ha,
  invece, effetti immediati sull'economia. E guardate gli effetti che
  ha  sull'economia, sono devastanti, in una fase  depressiva,  ed  è
  quello  che  abbiamo  rimproverato tutti quanti,  in  questi  anni,
  persino  ai  Governi. Non si aumentano le tasse,  ma  le  tasse  si
  diminuiscono.
   Questa è la nostra filosofia. Poi, il Parlamento è liberissimo  di
  aumentarle  come  vuole, però noi siamo in una linea  completamente
  diversa, vogliamo abbassamenti di tasse.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ricollego  alle
  parole  del Presidente della Regione, perché nonostante ieri  fossi
  assente  ho potuto vedere in diretta gli interventi che sono  stati
  fatti,  sia  dell'Assessore,  sia dei  colleghi,  molti  dei  quali
  condivido.
   Essendo  membro  della Commissione Bilancio  parlo  proprio  della
  fiscalità,  e  in questo sono pienamente d'accordo  col  Presidente
  della Regione. Però, questa norma che è particolare, fermo restando
  che  la  fiscalità serve proprio ad orientare lo sviluppo economico
  di  un  territorio, incentivandolo o disincentivandolo,  quindi,  è
  proprio pertinente, però, dobbiamo parlare con cognizione di causa,
  con  numeri,  cosa che già in Commissione Bilancio non  sono  stati
  fatti  pervenire, cioè ad oggi vedremo, effettivamente, la ricaduta
  della  norma dell'anno precedente fra qualche mese, ad oggi non  lo
  sappiamo, quindi, andare a trattare economicamente una materia così
  delicata sembra - non voglio accusare nessuno - quasi una questione
  molto  superficiale,  che io stralcerei, proprio  relativamente  ai
  numeri.
   Condivido  l'intervento di ieri dell'assessore  Vancheri,  che  ha
  citato   degli   esempi  virtuosi,  quali  Germania,   Inghilterra,
  Norvegia,  benissimo, prendiamo esempio, aboliamo le royalties,  ma
  l'assessore deve anche ricordare che in quei Paesi viene tassato il
  fatturato, allora tassiamo il fatturato. In Norvegia è tassato fino
  all'80 per cento, allora, non dobbiamo prendere solo gli esempi che
  ci  convengono,  perché ad oggi, invece, la tassazione  nostra  non
  supera  il  40 percento, quindi, non possiamo prendere solo  quello
  che ci conviene a livello fiscale ed economico.
   Se  l'anno successivo vedremo i risultati, invito cortesemente  il
  Governo  a ritirare e stralciare questo comma, a vedere gli effetti
  ed  eventualmente  ritornare o con una norma, o  copiamo  la  norma
  norvegese,  francese;  abbiamo tantissimi esempi  che  trattano  di
  questo,  ho  stampato un'intera ricerca scientifica italiana,  sono
  cento pagine che fanno la comparazione che darò all'Assessore, però
  non trattiamo così velocemente un tema così delicato.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei è intervenuto ieri.
   Sull'articolo 5, ieri sono intervenuti, l'onorevole La  Rocca  del
  Movimento  Cinque  Stelle, l'onorevole Cirone, l'onorevole  Alloro,
  l'onorevole  Falcone, l'onorevole Vinciullo, anche per  apporre  la
  firma  all'emendamento, l'onorevole Marziano,  l'onorevole  Grasso,
  l'onorevole  Ioppolo,  l'onorevole Gianni,  l'onorevole  Gucciardi,
  l'onorevole  Assenza,  l'onorevole  Trizzino,  l'onorevole  Cimino,
  l'onorevole  Palmeri, l'onorevole Formica, l'onorevole  Lombardo  e
  l'onorevole Turano. Infine, l'assessore Vancheri.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, ma intervenire sull'ordine  dei  lavori
  non deve essere un espediente per ritornare su questo tema.

                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come  lei  ha
  ricordato  io  ieri sono intervenuto sull'articolo 5 ed  in  quanto
  anche  relatore di emendamenti sul disegno di legge e lei  dovrebbe
  ricordare, nel resoconto c'è, che l'Assessore al ramo, il  Governo,
  ieri  si  è impegnato a presentare una riscrittura perché conveniva
  sul  fatto  -  è stato ricordato ora dall'onorevole Ciaccio  -  che
  richiamava  proprio  ciò che il Governo ieri ha detto,  Presidente.
  Per  cui,  propongo  l'accantonamento  e  la  riscrittura  per  una
  semplice ragione

   PRESIDENTE. Ho compreso, onorevole Formica. Cosa intende  fare  il
  Governo su questa proposta di accantonamento?

   FORMICA. Presidente Crocetta, mi sta ascoltando?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, lei ha già  fatto  la  richiesta,
  quindi sull'ordine dei lavori ci stava tutto

   FORMICA.  Sono  per  l'accantonamento per  la  riscrittura,  anche
  perché,  siamo  d'accordo  sulle  motivazioni  che  ha  detto  ieri
  l'Assessore e cioè che le accise, le royalties, in effetti,  non  è
  da  lì  che  deve venire magari una tassazione ed invece  proponeva
  proprio  di  istituire la tassazione. Quindi, fare una  riscrittura
  semplice  dell'articolo non mi pare una cosa  dell'altro  mondo;  è
  anche un atto di buon senso, Presidente.
     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 670/A

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, su questo
  articolo  si  è  parlato  ampiamente ieri, però  una  cosa  sfugge:
  nessuno  ha  parlato  di che cosa sono ed a  che  cosa  servono  le
  royalties. Le royalties hanno un significato perché sono una  norma
  compensatoria per i territori.
   Abbiamo  parlato  di  ambiente. Le royalties servono  intanto  per
  essere  investite nei territori in cui insistono queste  raffinerie
  in  termini di ambiente e, quindi, di bonifica ambientale.  Vengono
  utilizzate anche per lo sviluppo.
   Ieri  si  è  parlato  in  modo molto generale  ed  a  volte  anche
  sfiorando  la demagogia, non tenendo in considerazione  che  queste
  somme  che sono determinate da una legge sono destinate proprio  in
  termine di sviluppo ed in termine ambientale.
   Ora,  è  indubbio  che  siamo in una situazione  in  cui  dobbiamo
  trovare  un giusto equilibrio, come diceva il Presidente della  III
  Commissione,  perché  lì tutto si gioca. E' indubbio  che  si  deve
  salvaguardare un ambiente che già è stato danneggiato, quindi da lì
  si  parte,  ma bisogna tenere in considerazione anche il fatto  che
  aumentando  ulteriormente le royalties potremmo arrivare  al  punto
  che diceva nel suo intervento il Presidente della Regione, potremmo
  cioè avere una diminuzione ed una dismissione degli investimenti.
   Io  vi  posso  portare  per esempio ciò  che  sta  succedendo  nel
  territorio della provincia di Caltanissetta dove ci sono  in  ballo
  circa  8  cento milioni di investimenti e gran parte di essi  verrà
  utilizzata per sostituire vecchi impianti determinando  un  impatto
  ambientale positivo.
   Quindi, ritornando al tema che secondo me è centrale, cioè  quello
  del giusto equilibrio e il giusto equilibrio non si può determinare
  così  venendo qui a mercanteggiare come se fossimo al  mercato,  il
  12,  il  13,  il 14 o il 15 per cento; se il Governo  ha  fatto  la
  proposta  del 13 per cento, mi sembra che sia il giusto  equilibrio
  tra  ciò che è possibile tassare, senza avere il rischio che ci sia
  disinvestimento,  perché ricordiamoci una  cosa  molto  importante,
  disinvestire  nei nostri territori è una cosa più semplice,  perché
  in  Asia, nel continente eurasiatico, hanno la possibilità  di  non
  tenere  conto delle norme ambientali e, quindi, è molto facile  che
  chiudano  le  nostre raffinerie perdendo posti di  lavoro,  quindi,
  dobbiamo trovare il giusto equilibrio.
   Poi,  con  calma,  c'è  stata la proposta  dell'Assessore  per  le
  attività  produttive, che mi pare abbia interesse  a  rideterminare
  tutta  la logica su questa tipologia di tassazione e, quindi, penso
  che  oggi non si possa semplicemente rifare una riscrittura,  penso
  che  debba essere normato attraverso una legge che passi attraverso
  studi di settore, in modo da fare le cose per bene.

   PRESIDENTE. Invito i singoli parlamentari a prendere posto, non si
  riesce a seguire il dibattito.

   GRASSO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Grasso, non c'è più ordine dei lavori;  c'è
  un  ordine  dei  lavori  prioritario che  ha  espresso  l'onorevole
  Formica,  che  era  quello  dell'accantonamento,  il  Governo   sta
  ragionando, non possiamo rientrare di nuovo nel merito, lei ieri  è
  già intervenuta.

   VENTURINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rubo proprio  un
  minuto.  Ho  presentato  un  emendamento  e  prima  che  si  arrivi
  all'eventuale accantonamento volevo spiegarlo brevemente.
   Ieri si è parlato moltissimo di questo balletto delle percentuali,
  dieci per cento, quindici per cento, tredici per cento, ora, tenuto
  conto di tutta una serie di interventi che sono stati effettuati da
  questo  pulpito a partire dalla collega Palmeri, a  quello  che  ha
  fatto  poco  fa l'onorevole Ciaccio, tutti interventi  motivati,  è
  chiaro  non  possiamo svendere il nostro territorio, però  è  anche
  vero  che  non possiamo fare a meno di una presenza di  investitori
  che devono, grazie ai loro investimenti, poter garantire

   VINCIULLO. Cosa fare di questo due per cento? Qualcuno lo spieghi,
  perché diversamente non si capisce.

   VENTURINO.  Onorevole Vinciullo, se mi lascia finire probabilmente
  ci  capiremo.  Allora,  ho  presentato un emendamento  che  prevede
  addirittura  di riportare anche al dieci per cento, così  come  era
  prima dell'introduzione della legge dell'anno scorso, a patto  però
  che  il  Governo  si  faccia  carico di  un'interlocuzione  con  le
  compagnie  petrolifere presenti sul territorio e  che  si  veda  da
  subito se si riesce a diminuire per esempio il costo delle benzine,
  sia  per uso civile, che per uso industriale ed agricolo, così  già
  cominciando  ad  intervenire sulle tasche  dei  cittadini,  ma  poi
  soprattutto  una trattativa seria per quanto riguarda gli  elementi
  compensativi  a  salvaguardia della salute dei cittadini  ed  anche
  dell'ambiente.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, Assessori, cittadini, in  merito  al
  subemendamento  5.18.1  presentato  dall'onorevole   Venturino,   è
  veramente, posso definirlo una misura che ha dell'indefinibile  per
  vari aspetti e per varie materie.
   Innanzitutto,  abbiamo, nella sostanza andiamo a fare  quello  che
  lei  onorevole  ha  appena  enunciato. Ma,  poi,  andiamo  anche  a
  leggere:    accordi   che   dovranno   prevedere   altresì   misure
  compensative   a   salvaguardia  a  salute  dei   cittadini   oltre
  dell'ambiente .
   Abbiamo  tutta  una  serie di decisioni della Corte  di  Giustizia
  europea  che in materia di ambiente, ovviamente, fanno in modo  che
  il  principio di precauzione non possa essere minimamente disatteso
  e  soprattutto  nel caso dell'industria pesante  e  noi  di  questo
  parliamo.
   Quando  parliamo  di misure compensative già andiamo  a  dire  che
  vogliamo  danneggiare,  perché  dobbiamo  compensare  qualcosa;   è
  qualcosa di assurdo
   Sul  discorso  e  mi  richiamo a quanto detto ieri  dall'onorevole
  Gianni,  il  ribadire in maniera - mi si permetta  -  demagogica  e
  populista,  il  fatto  che sul territorio  siciliano  debba  essere
  abbassato il costo della benzina è veramente qualcosa di assurdo  e
  che  va  anche nel senso della mancata nostra funzione dell'educare
  il cittadino a capire qual è la direzione più giusta da tenere.
   Noi  non  dobbiamo  abbassare il prezzo  della  benzina,  dobbiamo
  svincolarci dal consumo del petrolio. Noi dobbiamo svincolarci  dal
  cosiddetto  pensiero nero, dobbiamo proiettarci verso  il  pensiero
  solare,  sfruttare  l'energia solare e tutti  gli  altri  strumenti
  verde.
   Andiamo ancora a parlare di petrolio, ma siamo impazziti? Questa è
  una fase che deve essere assolutamente considerata - purtroppo, per
  quanto  mi  riguarda anche per condizioni preconcette e  situazioni
  attuali che devono essere superate - una fase transitoria questa.
   Noi  come Movimento Cinque Stelle intendiamo proiettarci verso  un
  nuovo  modo  di  sviluppo. Gli emendamenti da noi presentati  vanno
  assolutamente in questo senso.
   Purtroppo, mi sembra che, in questa Aula, portiamo avanti soltanto
  noi   questo  nuovo  modello di sviluppo, per  coabitare  tutti  su
  questa  terra di Sicilia in maniera più sostenibile,  per  fare  in
  modo   di   essere  comunità,  mentre  il  riferirsi   ad   aziende
  petrolifere,  piccole  e  medie imprese -  si  parlava  ieri  degli
  impianti  petroliferi,  ma di che stiamo  parlando  -,  sembra  che
  vadano  via  non  appena togliamo le condizioni valide  per  potere
  rimanere qui. Ma cosa hanno il chioschetto di banane, lo prendono e
  lo portano via? Mi pare un poco difficile.
   Quindi, diamo dignità per cortesia alla nostra Terra.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   GIANNI. Chiedo di parlare perché sono stato aggredito, Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Gianni, non è stato aggredito,  l'onorevole
  Zafarana  è  stata  gentile  nei toni,  ha  fatto  un  discorso  di
  carattere generale.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, mi deve specificare qual è il  fatto
  personale.  Siamo all'inizio, evitiamo di intervenire sempre  sugli
  stessi argomenti.
   Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, questo è l'inizio della  fine.  Abbia
  pazienza.
   La collega Zafarana non sa quello che dice.

   PRESIDENTE.   No,  onorevole,  altrimenti   per  fatto   personale
  interviene l'onorevole Zafarana.

   GIANNI. Il petrolchimico che è un'industria pesante, si trova  sul
  territorio da cinquant'anni.
   Quando  personalmente ho fatto il piano di risanamento  ambientale
  era  per  risanare il danno che già c'era. Noi, oggi, non  possiamo
  prescindere  dall'industria,  vogliamo  solo  che  l'industria  sia
  controllata.
   Bene ha fatto l'assessore Vancheri ieri.
   Presidente, vorrei dire alla collega Zafarana, che nel futuro farà
  tante  cose  carine,  che  dobbiamo  gestire  il  presente.  Quando
  facciamo  un'azione di questo genere, obblighiamo aziende  come  la
  Lukoil  a  non  fare più investimento di un miliardo e  otto  cento
  milioni di dollari

   VINCIULLO.  Cosa  c'entra  la Lukoil.  Ieri  sera  è  stata  detta
  un'altra  cosa.  Ieri  sera  si è detto  piccole  imprese,  piccoli
  soggetti

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo non è questo il modo di procedere.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.49, è ripresa alle ore 13.51)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vi  invito   a  prendere  posto.
  Fatemi la cortesia. Non si può andare avanti così.
   L'onorevole  Grasso  è  pregata di  allontanarsi  dai  banchi  del
  Governo.  Lo stesso per l'onorevole Cimino ed anche per l'onorevole
  Lantieri.
   Onorevole Gianni, la invito a riprendere il suo intervento.

   GIANNI.  Signor Presidente, fra l'altro avevo anche parlato  poco.
  Mi   dispiace   che  l'onorevole  Vinciullo  abbia   avuto   questa
  esternazione infelice.
   Stavo   dicendo   che,  oggi,  dobbiamo  prendere   atto,   anche,
  dell'intervento  dell'assessore Vancheri che è  stato  puntuale  ed
  opportuno.
   Il  problema non è quello che faremo domani. E' quello che  faremo
  oggi.  L'emendamento che ha bene illustrato l'onorevole  Venturino,
  con  estrema  chiarezza,  dice  che  non  bisogna  fare  allarmismi
  inutili.  La  benzina in Sicilia ha il più alto costo di  tutte  le
  Regioni d'Italia.
   Siccome,  abbiamo  la  presenza  di  diversi  enti  che  fanno  la
  raffinazione, è incomprensibile come noi si possa subire  un  danno
  derivato dalla raffinazione, senza avere alcun beneficio.
   Questo  emendamento che ho sottoscritto - che poi è quello che  ho
  detto  ieri -, ci consente di stabilire una percentuale del 10  per
  cento sulla royalties e, nello stesso tempo, consente al Governo di
  aprire  un  confronto con la zona industriale di tutta la  Sicilia,
  dicendo  che  possono  venire ad investire ma che,  certamente,  il
  prezzo della benzina può essere rivisitato.
   Questo  è  il  tema. Tutto il resto e mi dispiace che  l'onorevole
  Zafarana che reputo una persona molto attenta, abbia potuto parlare
  di  demagogia, anziché parlare di cose reali di cui abbiamo bisogno
  e di cui i siciliani hanno bisogno.
   I  deputati  del Movimento Cinque Stelle, possono dire quello  che
  vogliono, con quella bocca

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, lei è deputato di grande esperienza.
  Ha   utilizzato  il  fatto  personale  per  ritornare  nel   merito
  dell'emendamento. Questo lo abbiamo compreso tutti, però questo non
  dovrebbe essere pedagogico per gli altri parlamentari.
   Il  fatto  personale non c'era completamente. Non c'è alcun  fatto
  personale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 670/A

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  se
  permettete,  vorrei  richiamare l'attenzione di  quest'Aula  su  un
  aspetto importante.
   Noi  siamo tutti perché le entrate abbiano un momento di crescita,
  perché  siamo  convinti  che c'è un bilancio  ingessato  e  che  ha
  bisogno di nuove risorse.
   Ho  sempre sostenuto questa iniziativa, questa parte ma,  più  che
  altro,  ho  sostenuto questo tipo di impegno per cercare di  capire
  come possiamo accrescere le nostre risorse.
   Però,  su questo argomento specifico, proprio per la coerenza  che
  dobbiamo  avere  nelle nostre azioni, ritengo che  vada  fatta  una
  riflessione.
   Il  principio  secondo  il quale le royalties  devono  subire  una
  riduzione,  atteso  che  con  la finanziaria  dell'anno  scorso  le
  avevamo  portate al 20 per cento, diventa un argomento  su  cui  si
  apre  un  ragionamento circa la capacità di investire, da parte  di
  queste  multinazionali,  su  questo  territorio  nostro  circa   la
  coltivazione e circa la possibilità di ricerca.
   Siccome  l'intervento dell'assessore Vancheri, ieri sera -  perché
  dobbiamo avere anche un modo razionale di seguire le nostre vicende
  -  che pone un principio relativo al pagamento delle royalties, che
  rappresenta un aspetto, dal principio, invece, della tassazione che
  rappresenta  un  altro aspetto,  ritengo che, su questo  argomento,
  l'intento  che  vuole essere, secondo il comma  due,  realizzato  è
  quello  di  dire atteso che c'è una media di percentuale a  livello
  nazionale,  ma  anche  a livello europeo, che viene  sostenuta  per
  questo tipo di iniziativa e che siamo nella misura vicina a quella,
  ritengo  che,  in  questo  caso,  l'emendamento  proposto  sia   un
  emendamento  che ha un suo fondamento, una sua ragion d'essere,  un
  motivo perché c'è quel principio - che ho sempre sostenuto e che  è
  motivo  di grande scontro con l'Assessore al territorio e  ambiente
  - circa il seicento per cento dei canoni demaniali, perché pensiamo
  di  incrementare  le  risorse  aumentando  le  aliquote  ma,  nella
  sostanza,  dimentichiamo  che  aumentando  troppo  le  percentuali,
  probabilmente, non incasseremo nemmeno quello che abbiamo incassato
  fino ad oggi.
   Questo  è  il ragionamento che dobbiamo avere chiaro ed in  questa
  direzione dobbiamo confrontarci.
   Allora,  Assessore,  allora  Presidente,  ritengo  che  su  questa
  vicenda,   siccome  è  materia  troppo  seria,   vada   dato   atto
  all'Assemblea,  pur  nella vivacità del dibattito,  di  aver  avuto
  grande  senso  di responsabilità per un approfondimento  che  porta
  anche ad una valorizzazione di un ragionamento.
   L'intervento  dell'onorevole Ciaccio, che dice:  Bene   Però,  c'è
  anche la possibilità di utilizzare al meglio questa opportunità , è
  un  intervento  che va nella misura della capacità di  investimento
  reale delle multinazionali sul nostro territorio.
   Allora, se queste già ci sono,  facciamogli pagare le tasse.
   Allora,  Assessore, e questo è il tema: questo tipo di emendamento
  da   un   canto  ci  riallinea  agli  investitori  (continuate   ad
  investire),  ma dall'altro caro Assessore deve esserci il  concetto
  chiaro che si apre una fase in cui anche il sistema impositivo deve
  avere un altro tipo di impostazione.
   Il  ragionamento secondo il quale, probabilmente, possa esserci un
  approfondimento  in  questo  senso non  so  se  sia  opportuno  per
  modificare lo stesso emendamento, oppure perché, parallelamente, si
  approvi  questo  e si avvii la fase per capire come determinare  le
  nuove imposte.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'intervento  del  collega  D'Asero è condivisibile  al  cento  per
  cento.
   Va  fatta  una  riflessione  sul comma tre,  presidente  Crocetta,
  assessore  Bianchi,  lei  che è bravo può  spiegarmi  qualcosa.  Ho
  studiato,  ho  letto il comma tre. Voi state dicendo ai  siciliani,
  sol   perché  stanno  immaginando,  solo  immaginando,  di   aprire
  un'attività, di andare a pagare la SCIA.
   Ma  come  vogliamo stimolare lo sviluppo e la crescita? In  questo
  modo?
   Parlerò poco, perché non c'è bisogno di dire ai siciliani che  chi
  ha aperto da poco un'attività deve già mettere le mani in tasca per
  pagare le tasse. Quindi, non c'è bisogno che nessuno lo denunci, va
  solo  detta  con quattro parole la pesantezza di questo comma  tre,
  inserito  in  un articolo che ha anche dei buoni propositi.  Ma  il
  comma tre è di una pesantezza inaudita.
   Io  vi invito a riflettere su questa cosa, a rivederla, a dare  un
  po'  di  ossigeno,  un po' di respiro a coloro che  scommettono  di
  tasca  propria, perché si è detto di non pensare sempre ai precari,
  e  va bene non ci pensiamo più, ma a coloro che ci mettono di loro,
  vogliono  scommettere, ma almeno diamogli una boccata di  ossigeno,
  diamogli una possibilità di respiro, assessore Bianchi.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  non
  vorrei che fosse passata in sordina la proposta che ha fatto il mio
  collega  del Movimento Cinque Stelle, onorevole Ciaccio, perché  ci
  sono  delle comunicazioni fra società che gestiscono e si  occupano
  di raffinazione e di estrazioni di petrolio in Sicilia, e altre che
  ce  ne  sono  nei mari del Nord, che dicono venite  in  Sicilia  ad
  investire perché è più conveniente, perché si paga meno,  ed  è  un
  dato di fatto.
   Questo perché nei mari del Nord hanno tolto le royalty. E perché è
  più  conveniente  venire  qui in Sicilia? Hanno  tolto  le  royalty
  perché vanno ad incidere direttamente sul fatturato, ed era proprio
  la proposta dell'onorevole Ciaccio.
   Ora,  non  vorrei  che  fosse passato in  sordina,  io  la  voglio
  ricalcare,  voglio  dargli ancora più eco.  Vogliamo  prevedere  di
  andare  a fare una misurazione su quello che effettivamente vendono
  chi  estrae  e raffina in Sicilia? Siamo disposti come movimento  a
  togliere  le  royalty  in  Sicilia, azzeriamole,  però  andiamo  ad
  incidere  sul fatturato della vendita, ed andiamo a fare la  stessa
  cosa  che  fanno nei mari del Nord, in maniera equa,  e  allora  ci
  stiamo a fare questo ragionamento.
   Pertanto siamo favorevoli ad accantonare l'articolo per vedere  se
  c'è la possibilità di addivenire ad una formulazione nuova che vada
  in  questo  senso, e ci possiamo anche mettere d'accordo su  quelle
  che possono essere le nuove prospettive, diversamente continuiamo a
  sostenere  che  questo  è un passo indietro immotivato,  visto  che
  l'anno  scorso  siamo  andati su tutti i giornali  e  sulla  stampa
  sbandierando  che  avevamo  fatto questa  cosa,  e  ora  mestamente
  torniamo  con  la coda tra le gambe indietro perché qualcuno  oltre
  alla giacchetta forse ci ha tirato anche le orecchie.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, già è stato detto  di
  tutto  e  di  più però vorrei aggiungere un'altra cosa,  anche  per
  quello che è l'aspetto dell'ambiente, della salute, e quindi  parlo
  anche  all'Assessore che potrà confermare quanto danno si  è  fatto
  perché quando mi si dice che l'industria petroliera è qui da  tanto
  tempo, andiamo a vedere che tipo di danni sono stati fatti, abbiamo
  numerosissime  falde  acquifere inquinate  rese  inservibili  dalle
  ricerche.
   I  vari  permessi di ricerche petrolifere hanno permesso  di  fare
  indagini, hanno danneggiato in maniera irrimediabile le sorgenti  e
  le falde acquifere che sono la vera ricchezza della Sicilia. Se noi
  pensiamo che rilanciando al ribasso, rilanciamo l'industria, stiamo
  veramente  aiutando  quel pensiero nero ad  andare  avanti,  ed  io
  continuo  a  sostenere  che  nulla mai,  nessuna  bonifica,  nessun
  contributo, ci potrà risarcire di quel danno.
   Per esempio nel ragusano, dove vengono continuamente dati permessi
  per  le perforazioni, avranno qualche euro di più in tasca,  ma  la
  loro   acqua  non  si  può  bere,  i  loro  allevamenti,  che  sono
  prestigiosissimi,  sono  un'economia  fiorente   di   cui   andiamo
  orgogliosi,  che  viene danneggiata, i cittadini non  possono  bere
  l'acqua  ma la devono comprare in bottiglia, e allora lì andiamo  a
  fare  un  altro  favore. Riflettiamo, non è vero che  noi  dobbiamo
  pensare  all'immediato, possiamo anche guardare più  avanti  e  non
  pensare  all'uovo oggi, a consumare e a sprecare  tutto  poi  tanto
  domani  chi se ne frega; noi dobbiamo avare una visione  più  alta,
  dobbiamo  pensare  al dopo domani, alla prossima settimana,  perché
  qui,  con  le  decisioni che prendiamo, ne pagheremo le conseguenze
  molto più avanti, non solo domani e dopo domani.
   Bisogna pensare come il buon padre di famiglia e la buona madre di
  famiglia,  pensare  in prospettiva, perché noi non  siamo  qui  per
  l'immediato ma siamo anche per il futuro. Il danno ambientale e  il
  danno  alla salute ci costano molto di più di quanto ci  vengono  a
  dare,  e  allora  come degli straccioni a mendicare  qualche  somma
  ammaliandoli da questo appannaggio di avere una royalty così  bassa
  per  poi avere una manciata di denari che andremo a spendere  sulla
  salute.  Quindi  ripensateci su questa cosa, non  arrocchiamoci  su
  questo  pensiero futile e superficiale, i petrolchimici è vero  che
  producono lavoro, ma parliamo con le famiglie, con le donne, con le
  coppie  che non riescono ad avere figli, che hanno avuto  problemi,
  malformazioni  causate dall'inquinamento. Io  mi  chiedo  se  l'oro
  nero,  che per me è una maledizione nera, quando viene versato  nei
  fiumi,   nelle  falde,  nel  mare,  apporta  danni  immensi  spesso
  irreparabili. Che cosa ce ne facciamo? Poi loro lo distillano e con
  i  loro  rifiuti, perché ricordiamoci che il petrolio  non  produce
  prodotti  ma rifiuti, perché tutti gli scarti dei vari polietilene,
  polistirolo,  diventano quella maledetta plastica di  cui  oggi  la
  nostra vita è circondata.
   Siamo  schiavi  del  monouso, dell'imballaggio,  delle  bottiglie,
  siamo  entrati in un circolo vizioso da cui dobbiamo  cominciare  a
  liberarci e finire di pensare all'oggi e pensare anche al domani  e
  al  futuro. Spero che si possa riflettere per cambiare il punto  di
  vista,  la chiave di lettura di quello che il mio gruppo con questo
  emendamento vuole portare, vogliamo difendere il nostro territorio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, assessori, io sono sinceramente  colpito
  perché  su  questa  discussione si era trovato  un  compromesso  in
  Commissione che riduceva di 7 punti la percentuale di royalty sulle
  imprese  che  producono in Sicilia prodotti petroliferi  mantenendo
  però  un'aliquota al di sopra della soglia nazionale. Ora  io  sono
  tra  quelli  che  pensa che le tasse si pagano alla stessa  maniera
  dalla  Valle  d'Aosta  a Lampedusa perché ancora  siamo  ancora  un
  territorio  nazionale e la materia tributaria,  tranne  per  quelle
  previste  dallo Statuto -specificamente per la nostra  Regione-,  è
  materia  dello Stato; in particolare questo era il chiarimento  per
  il quale ho chiesto di parlare.
   Lo  dico  agli onorevoli Ciaccio e Cancelleri, qualora si  dovesse
  addivenire all'ipotesi di imporre un tributo su fatturato,  non  su
  una  royalty, pregherei i suddetti colleghi di rivolgersi al Gruppo
  del  Movimento 5 Stelle a Roma perché lo Statuto siciliano,  che  è
  norma  costituzionale, esclude che la nostra Regione possa  imporre
  tributi  sulla produzione. Il fatturato è una modalità  di  tributo
  sulle produzioni, che nel caso specifico è a carico dello Stato. Ma
  non  dipende  da noi, e qualora lo Stato dovesse deciderlo  noi  lo
  applicheremo, ma fino a quando lo Stato, cioè il Governo  nazionale
  e  il  Parlamento  nazionale, non deciderà di imporre  una  diversa
  modalità  di tributo sulle produzioni petrolifere siamo chiamati  e
  costretti ad adeguarci.
   Abbiamo  discusso del 20% , che obiettivamente è  un  tributo  che
  sembra  più  a  carattere  estorsivo che  non  risarcitorio.  Ci  è
  sembrato un elemento di equilibrio arrivare ad una percentuale  che
  è  tra il 10% e il 20% sia il 13%. Mi sembrava che su questo si era
  trovato  un  equilibrio di condivisione politica,  perché  anche  a
  questo  servono le Commissioni, trovare quei compromessi che vedono
  cedere  un  po'  ognuno le proprie convinzioni ed arrivare  ad  una
  sintesi  più largamente condivisa. Tenere due giorni il  Parlamento
  bloccato  su questo punto mi sembra esagerato rispetto ai temi  che
  abbiamo  all'esame  del Parlamento. In ogni caso  le  cose  di  cui
  parlano i cinque stelle prego rivolgersi a Roma. Qui è un indirizzo
  sbagliato.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   penso   che
  l'intervento   dell'onorevole  Cracolici  sia   importante   perché
  chiarisce  finalmente  un  equivoco che è inutile  portare  avanti.
  Intervengo  anche  per  riprendere una  parte  dell'intervento  del
  Presidente  Crocetta  perché mi ha colpito  un  passaggio.  Lui  ha
  detto:   Cambiamo sistema, confrontiamoci dentro le Commissioni,  e
  arriviamo in Aula tutti d'accordo . Perché non ha senso stare qui a
  parlare sempre delle solite storie, della solita solfa. Tra l'altro
  la  collega  Foti riprende eventi di una provincia  che  forse  non
  conosce  molto  bene,  perché penso che parli  della  provincia  di
  Ragusa,  dove non c'è stato un solo caso di inquinamento  dell'atto
  performativo. Anzi tutt'altro, dirò di più, che nel captare  i  gas
  delle perforazioni c'è una struttura tecnica che sta riscaldando un
  po'  le  case  rurali  che stanno nel circondario  e  saremo  nelle
  condizioni  di dare acqua calda  nelle strutture, nelle serre,  per
  esempio,  quando  fa freddo. Per cui parliamo di cose  che  neppure
  conosciamo.
   A  volte ci si stanca ad ascoltare tante cose, per cui ritengo che
  il  cambiamento  di cui parlava il Presidente Crocetta  sarebbe  il
  caso  di  poterlo approvare qui cambiando anche metodo,  diventando
  più  veloci, più rapidi, facendo capire anche all'esterno  che  qui
  vogliamo veramente lavorare e non perdere tempo.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 5.2.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  favorevole resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che l'emendamento 5.12 dell'onorevole Ciaccio è ritirato.
   Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 5.3.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, avevo fatto una  richiesta  di  voto
  segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.3.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  73
   Maggioranza         37
   Favorevoli          28
   Contrari            45
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 5.7, 5.17, 5.9, sono assorbiti.
   Si  passa all'emendamento 5.18. Ricordo che è stato presentato  il
  subemendamento  5.18.1bis, primo firmatario l'onorevole  Venturino,
  sul quale già in Aula si è dibattuto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DINA, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  alla  votazione dell'emendamento 5.18,  a  firma  degli
  onorevoli Falcone, Pogliese e Assenza.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DINA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   ASSENZA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.18.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5.18.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            71
   Votanti             70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          27
   Contrari            43

                           (Non è approvato)

   GRASSO. Signor Presidente, il sistema di votazione non funziona

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso lei è entrata dopo che ho  dichiarato
  chiusa la votazione, e dopo che si dichiara chiusa la votazione non
  si fanno questi tentativi per poi fare dichiarazioni esterne che il
  sistema non funziona.

   GUCCIARDI. Il sistema non funziona

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione gli emendamenti  5.4,  5.8,  5.10,
  5.14,  che sono di identico contenuto, soppressivi del comma 3.  Il
  parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DINA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   ASSENZA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5.4.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5.4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            76
   Votanti             76
   Maggioranza         39
   Favorevoli          35
   Contrari            40
   Astenuti              1

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  gli emendamenti 5.16 e  5.11,  che  sono  di
  contenuto analogo.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DINA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.5. Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DINA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.6.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DINA,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli    colleghi,    è   stato   distribuito    l'emendamento
  aggiuntivo5GOV,  primi  firmatari Panepinto, Gucciardi,  Cracolici,
  fatto  proprio  dal  Governo  e  dalla  Commissione.  Lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato.

   CANCELLERI.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio  palese
  nominale.

           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  74
   Maggioranza         38
   Favorevoli          44
   Contrari            26
   Astenuti             4

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
     Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie ai Comuni

   1.   In   attuazione  delle  prerogative  statutarie  in   materia
  finanziaria è istituita a decorrere dal 2014, in favore dei comuni,
  una compartecipazione al gettito regionale dell'imposta sul reddito
  delle  persone fisiche (IRPEF). Le risorse da assegnare  ai  comuni
  sono   calcolate   in  ciascun  anno  applicando   un'aliquota   di
  compartecipazione  al gettito dell'imposta sui  redditi  già  IRPEF
  effettivamente  riscossa  in  Sicilia nell'ultimo  anno  precedente
  l'esercizio di riferimento. L'aliquota di compartecipazione per  il
  triennio 2014-2016 è pari al rapporto tra 350.000 migliaia di  euro
  e  l'ammontare  dell'  IRPEF riscossa nel  2013.  Il  gettito  così
  determinato  viene  ripartito tra i singoli comuni  in  proporzione
  alla   base   imponibile  IRPEF  valida   ai   fini   del   calcolo
  dell'addizionale comunale all'IRPEF. Ai comuni è fatto  obbligo  di
  spendere  almeno  il  2 per cento delle somme loro  trasferite  con
  forme   di   democrazia  partecipata,  utilizzando  strumenti   che
  coinvolgano  la cittadinanza per la scelta di azioni  di  interesse
  comune. A decorrere dalla stessa data è soppresso il fondo di parte
  corrente per le autonomie locali di cui all'articolo 45 della legge
  regionale 7 marzo 1997, n. 6.

   2.  Al  fine  di  consentire  che  una  parte  del  gettito  della
  compartecipazione all'IRPEF venga destinata alla  realizzazione  di
  specifici obiettivi nonché per scopi di solidarietà intercomunale è
  istituito  il Fondo perequativo comunale nello stato di  previsione
  della  spesa  del  bilancio della Regione  -  rubrica  Dipartimento
  regionale  delle autonomie locali. Il predetto Fondo  è  alimentato
  con  una  quota,  determinata  con le modalità  previste  al  comma
  successivo,   del   gettito   della   compartecipazione   all'IRPEF
  attribuito  a ciascun comune ai sensi del comma 1 e prelevato  alla
  fonte.

   3. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali, e
  la  funzione  pubblica, di concerto con l'Assessore  regionale  per
  l'economia, previa intesa in sede di Conferenza Regione - Autonomie
  locali sono stabilite entro il 30 aprile di ciascun anno l'aliquota
  di  contribuzione al Fondo di cui al comma 2, uniforme per tutti  i
  Comuni  e,  per  ciascun  Comune, le quote  di  spettanza  del  già
  menzionato Fondo sulla base dei seguenti criteri:

   a) dimensione demografica;

   b)   esigenza  di  limitare  le  variazioni,  in  aumento  ed   in
  diminuzione,  delle risorse disponibili, attraverso  l'introduzione
  di  un'appropriata  clausola  di salvaguardia,  che  per  i  comuni
  piccoli  e  montani  garantisca  risorse  di  parte  corrente   non
  inferiori al 97 per cento dell'anno precedente;

   c)  minore  capacità fiscale in relazione al gettito dell'IRPEF  e
  dell'IMU;

   d) ubicazione in isole minori;

   e)  esigenze  di spesa per il trasporto interurbano  degli  alunni
  delle scuole medie superiori;

   f)  rispetto  dei fabbisogni standard nella gestione  degli  asili
  nido e nell'erogazione dei servizi di polizia municipale;

   g)  sostenere  le  iniziative di salvaguardia degli  equilibri  di
  bilancio   in  presenza  di  comprovate  situazioni  di  difficoltà
  finanziaria;

   h)   verifica   delle  risorse  regionali  umane,  strumentali   e
  finanziarie a qualsiasi titolo già assegnate o comunque  riferibili
  ai singoli comuni.

   i) capacità di riscossione;

   l) percentuale emersione evasione fiscale;

   m)  azioni  per ridurre l'impronta ecologica attraverso misure  ed
  interventi quali efficienza energetica, acquisti verdi;
   n)  azioni  per  ridurre  l'inquinamento  atmosferico  promuovendo
  politiche  di mobilità sostenibili quali car-sharing, bike-sharing,
  car-pooling, piedibus;

   o)   corretta   gestione  dei  rifiuti  attraverso   la   raccolta
  differenziata porta a porta in una politica che aspira al traguardo
  rifiuti zero.

   4.  Le  assegnazioni di cui al presente articolo  sono  erogate  a
  ciascun  comune in quattro trimestralità posticipate;  l'erogazione
  dell'ultima  quota è effettuata non oltre il 28 febbraio  dell'anno
  successivo  a  quello  di  competenza.  L'iscrizione  in   bilancio
  dell'assegnazione in favore dei comuni è effettuata  tenendo  conto
  delle predette disposizioni in materia di erogazione.

   5.  Sono  abrogate  tutte le disposizioni di legge  che  prevedono
  riserve  a  valere  sul Fondo perequativo per i comuni  diverse  da
  quelle disposte con il presente articolo.

   6.  Al  fine di consentire la realizzazione di specifici obiettivi
  di   infrastrutturazione  e  riqualificazione  del   territorio   è
  istituito  il  Fondo  per investimenti dei comuni  nello  stato  di
  previsione  della  spesa  del  bilancio  della  Regione  -  rubrica
  Dipartimento regionale delle autonomie locali. Per l'anno  2014  il
  Fondo ha una dotazione finanziaria di 60.000 migliaia di euro.

   7.  Il Fondo per investimenti viene ripartito tra i comuni tenendo
  conto dei criteri di cui al comma 3. Le quote dei trasferimenti  di
  cui  al presente comma possono essere destinate al pagamento  delle
  quote  capitale delle rate di ammortamento dei mutui assunti  dagli
  enti per il finanziamento di spese di investimento.

   8.  Per il 2014, a valere sul Fondo perequativo di cui al comma 2,
  è accantonata la somma di 2.700 migliaia di euro per le finalità di
  cui  all'articolo  53 della legge regionale 14 maggio  2009,  n.  6
  nonché  la somma di 1.300 migliaia di euro per le finalità  di  cui
  agli articoli 8, 9 e 10 della legge regionale 8 agosto 1985, n. 34,
  capitolo 776404. Per le finalità di cui all'articolo 53 della legge
  regionale n. 6/2009 sono destinate 1.300 migliaia di euro a  valere
  sul Fondo di cui al comma 6.

   9.  Per  l'anno 2014 è autorizzata la spesa di 15.000 migliaia  di
  euro  per il finanziamento degli interventi di cui all'articolo  9,
  comma  4,  della legge regionale 14 maggio 2009, n. 6 e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   10.  Per  la gestione dei rapporti, anche in convenzione,  con  le
  comunità  alloggio per i disabili psichici di cui all'articolo  45,
  comma  5,  della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 è  autorizzata,
  per  l'esercizio  finanziario  2014, l'ulteriore  spesa  di  16.900
  migliaia di euro (UPB 6.2.1.3.1 - Capitolo 182519).

   11. I comuni già dichiarati in dissesto finanziario ai sensi della
  normativa  vigente  e  quelli che intendono evitare  situazioni  di
  dissesto  finanziario  e  agevolare le  procedure  di  riequilibrio
  economico-finanziario adottate dagli stessi  enti  locali  e  dalle
  province  regionali ai sensi del decreto legge 10 ottobre 2012,  n.
  174,  convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213  e  successive
  modifiche  e integrazioni, a decorrere dal 2014, possono richiedere
  un  contributo decennale, formalizzando entro novanta giorni  dalla
  data  di  entrata in vigore della presente legge apposita richiesta
  di  anticipazione  finanziaria ai sensi della  predetta  legge.  Il
  contributo   viene   assegnato   con   decreto   dirigenziale   del
  Dipartimento  regionale delle autonomie locali a  ciascun  ente  in
  proporzione alle somme richieste e incorporate nei rispettivi piani
  di  riequilibrio.  In  caso di mancata approvazione  del  piano  di
  riequilibrio, il contributo viene revocato e acquisito  all'entrata
  del  bilancio.  Per  le finalità del presente comma  è  assunto  un
  limite  di  impegno decennale, a decorrere dal 2014,  nella  misura
  annua  di  1.000 migliaia  di euro per i comuni in  dissesto  e  di
  4.000  migliaia  di  euro per i comuni che  attivano  procedure  di
  riequilibrio economico-finanziario.

   12.  La  Regione, con la legge di assestamento al  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2014, provvede ad  introdurre
  eventuali  misure tendenti a salvaguardare gli equilibri finanziari
  dei Comuni.

   13.  Le  risorse  di  cui  al  comma  2  sono  utilizzate  in  via
  prioritaria  per le finalità di cui alla lettera  g)  del  comma  3
  entro il limite di spesa, per il corrente esercizio finanziario  di
  1,5  milioni  di  euro ai comuni che hanno elevato  al  massimo  le
  aliquote sui tributi propri».

   Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  l'emendamento  di
  riscrittura 6RGOV.

   FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di accantonarlo.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta

     (la seduta, sospesa alle ore 14.29, è ripresa alle ore 14.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 6.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
  Disposizioni in materia di assegnazioni finanziarie alle Province.

   1.  Per  l'anno 2014, al fine di garantire il funzionamento  delle
  Province  è autorizzato un contributo di parte corrente  di  10.000
  migliaia di euro.
   2. Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali  e
  la  funzione pubblica si provvede al riparto del contributo di  cui
  al  comma  1, destinandolo prioritariamente alle province regionali
  per   le  spese  dei  servizi  socio-assistenziali  in  favore  dei
  disabili,  nonché  per  garantire  il  diritto  allo  studio,    il
  funzionamento  dei  consorzi  universitari  e  il  pagamento  degli
  emolumenti del personale.
   3.  La  Regione,  con la legge di assestamento al  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2014, provvede ad  introdurre
  eventuali  misure tendenti a salvaguardare gli equilibri finanziari
  delle Province».

   Comunico che è stato presentato un emendamento di riscrittura  del
  Governo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Su questo articolo noi abbiamo
  avuto  emendamenti  di  tutte  le forze  politiche,  di  tutti  gli
  schieramenti, questi emendamenti sono stati accolti tutti quindi il
  Governo  ha  fatto un'azione di mediazione. A me  sembra  quasi  da
  igiene  politica che su questi emendamenti almeno ci sia un'intesa,
  altrimenti  noi  potremmo dedurre che le intese  che  facciamo  non
  servono assolutamente a nulla. Pertanto, io credo che andare avanti
  nella votazione soprattutto laddove in privato ci si dice che si  è
  d'accordo, non si può manifestare un pubblico dissenso,  quindi  se
  ci  sono contrarietà, che emergano, se ci sono voti favorevoli, che
  emergano, però io ritengo che bisogna votarlo.

   FORMICA. Ha ragione

   PRESIDENTE. Eravamo alla discussione dell'articolo 7 che  riguarda
  le   disposizioni  in  materia  di  assegnazioni  finanziarie  alle
  Province, quindi prima votiamo l'articolo 7, dopo di che  si  torna
  all'articolo  6  sulla  base  di quanto dichiarato  dal  Presidente
  Crocetta.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   CIACCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Signor   Presidente,  noi  avevamo   presentato   degli
  emendamenti. Io capisco che sicuramente è stato ampliato e solo  in
  questo  ringrazio  il  Governo, però  in  Commissione  c'era  stato
  l'impegno,  anche perché il Governo ha dichiarato che  era  fra  le
  priorità  anche  quella  di  considerare  la  manutenzione  strade,
  manutenzione  non dico ordinaria che sicuramente ha dei  costi,  ma
  almeno  la  straordinaria; abbiamo casi come, ad  esempio,  Polizzi
  Generosa  che  è  isolata da due giorni. Allora si era  chiesto,  e
  questo  aveva  trovato  il  consenso da parte  di  quasi  tutta  la
  Commissione, di aumentare anche di poco, per delle somme urgenze da
  destinare   alla  Provincia  per  la  manutenzione   delle   strade
  provinciali  che  sono  attualmente,  da  quando  abbiamo  un   po'
  commissariato  tutte le Province, senza fondi,  senza  direttive  e
  lasciate  al  degrado più totale. Quindi ritrovare una  riscrittura
  del  Governo  senza  tenere in considerazione  questo  aspetto,  mi
  dispiace,  ma  spero  che,  in  qualche  modo,  venga  inserita  la
  manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade.

   PRESIDENTE.  Allora  proceduralmente, se il Governo  è  d'accordo,
  siccome  c'è  un  emendamento  presentato  dall'onorevole  Ciaccio,
  l'emendamento dovrebbe diventare subemendamento all'emendamento  di
  riscrittura e lo potremmo votare singolarmente, quindi  lo  votiamo
  prima.

   ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, siccome a me piace essere molto leale,
  io  debbo dire che il Governo con questa riscrittura ha preso  atto
  di  alcuni  emendamenti presentati dall'opposizione e  comunque  ha
  preso  atto di un elemento assolutamente indiscutibile: le Province
  fino a quando ci sono devono essere messe in grado di assolvere  al
  meglio  le loro funzioni. Dunque questa è una presa d'atto  di  una
  situazione  -  io  do atto al governatore Crocetta e  all'Assessore
  Bianchi  di avere, su questo tema, condiviso le giuste e, a  questo
  punto, dico rivendicazioni e lagnanze da parte dell'opposizione che
  si  erano tradotte in una serie di emendamenti che adesso non hanno
  ragione più di essere.
   Pertanto,  annuncio  il  ritiro degli emendamenti  che  su  questa
  materia erano stati da me firmati.

    VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  regione,  positivamente accogliamo la richiesta che il  Governo  ha
  fatto  di incrementare il contributo destinato alle Province perché
  era  una  richiesta  che avevamo fatto ampiamente  proprio,  perché
  vorrei  ricordare  che alle province  dicevo  che  abbiamo  accolto
  favorevolmente  la  proposta del Governo perché  viene  incontro  a
  quelle che sono le reali necessità che le Province hanno.
   Ribadiamo che in questo modo le Province avranno oltre alle  somme
  che  gli  spettano,  che  sono circa 50  milioni  di  euro,  questi
  ulteriori 20 milioni di euro. Ma questi 20 milioni di euro  servono
  solo  ed  esclusivamente per il sistema scuola, per  l'integrazione
  dei  ragazzi  e ragazze diversamente abili, per il pagamento  degli
  stipendi.
   Per  quanto  riguarda  invece  la  manutenzione  ordinaria  e   la
  manutenzione  straordinaria, credo che  difficilmente  le  Province
  potranno attingere a questi fondi.
   Per  questo  motivo, chiedo al Governo oppure  lo  faremo  noi  in
  Commissione,  di  predisporre un emendamento  in  maniera  tale  da
  autorizzare  le  Province ad eventuali mutui nel caso  devono  fare
  interventi  di manutenzione straordinaria. Ma quando si  tratta  di
  aprire strade al pubblico

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevole Vinciullo,  abbiamo
  accettato l'emendamento.

   VINCIULLO.  Presidente  Crocetta, con piacere  ne  prendo  atto  e
  quindi la questione è chiusa. Possiamo votare l'articolo allora.

   D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, presidente  della
  regione  e assessori, la ripresa e quindi la riscrittura di  questo
  articolo  7, come giustamente anche il Presidente della Regione  ha
  evidenziato,  riguarda un momento di sintesi che questo  Parlamento
  in  senso  propositivo  anche da parte di  tutta  l'opposizione  ha
  voluto evidenziare e quindi dare atto e quindi il voto favorevole a
  questo articolo che attraverso caro Presidente, del confronto,  sui
  temi  particolarmente delicati e sensibili, che rappresentano anche
  un  momento  di garanzia per il tema della socialità  in  genere  e
  quindi  della  scuola e della formazione, ma anche dei diversamente
  abili  e  di  tutto ciò che riguarda il principio  del  compito  di
  istituto,  che  le Province come livello di governo ad  oggi  hanno
  effettuato e possono continuare ad effettuare.
   Con questa integrazione, riteniamo che abbiamo dato un contribuito
  a  che si garantisca almeno la possibilità di continuare con questi
  servizi  attraverso ulteriore fondo di intervento di 10 milioni  di
  euro. Quindi, sono favorevole.

   MARZIANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor   presidente,  onorevoli  colleghi,   condivido
  perfettamente la questione sollevata dal collega Ciaccio.
   Mi  permetto  semplicemente di dire che siccome  sono  diverse  le
  modalità  per  finanziare le manutenzioni ordinarie  e  quelle  per
  finanziarie le manutenzione straordinarie, si potrebbe  per  quanto
  riguarda   le   manutenzioni   straordinarie   che   spesso    sono
  assolutamente indispensabili proprio per la capacità  di  fruizione
  di  una  strada, si potrebbe autorizzare il ricorso ai mutui  e  ai
  prestiti che è la modalità che si utilizza da sempre.
   Per  quanto  riguarda  la  manutenzione ordinaria  siccome  non  è
  possibile  accedere  ai  mutui per la  manutenzione  ordinaria,  si
  potrebbero  autorizzare le province ad utilizzare una  quota  degli
  avanzi  di  amministrazione che in questo anno di  minore  attività
  ordinaria si sono prodotti.
   Da  qui  a  pochi  mesi le province potrebbero  fare  il  bilancio
  consuntivo,  però dobbiamo autorizzare gli enti ad  utilizzare  una
  quota   degli   avanzi  di  amministrazione  per  le   manutenzioni
  ordinarie, altrimenti quelle somme non possono essere utilizzate ad
  uno  scopo  che  è  altrettanto importante quanto  la  manutenzione
  straordinaria.

   FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   noi   siamo
  favorevoli alla riscrittura che il Governo ha presentato.  Era  una
  delle  pochissime richieste di carattere generale che l'opposizione
  aveva  presentato al Governo. Questa richiesta è stata soddisfatta.
  Ritengo  sia una risposta giusta alle problematiche che  affliggono
  ed interessano l'intera platea dei cittadini siciliani.
   Riteniamo  pure che la soluzione scelta, cioè quella di consentire
  con  questi  10  milioni  che sono per  i  fondi  di  investimento,
  consentire  il  pagamento  delle rate di  mutuo,  possono  liberare
  ulteriori  risorse ove ne risultassero, per fare anche dei  piccoli
  interventi di manutenzione che sono assolutamente carenti.
   Noi  siamo, quindi, favorevoli perché era una delle proposte,  una
  delle richieste che aveva fatto l'opposizione.

   FALCONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  manifestare   l'apprezzamento  per  la  riscrittura   del   Governo
  sull'articolo 7 che riguarda le province. Noi avevamo  chiesto  che
  venisse  aumentato e rafforzato e lo si è rafforzato con una  quota
  in conto capitale.
   C'è  l'indicazione  dell'emendamento  dell'onorevole  Ciaccio  che
  chiede,  giustamente, un intervento relativamente alla manutenzione
  delle  strade perché le province, in questo frangente,  fin  quando
  saranno  ancora  in funzione, noi siamo speranzosi  che  continuino
  come ente intermedio, possono e devono, necessariamente, assicurare
  il  servizio della manutenzione delle strade, atteso che è  da  due
  anni circa che non viene eseguita.
   Ben   venga  anche  questo  sub  emendamento  all'emendamento   di
  riscrittura,  sul  quale  possiamo  tutti  ritrovarci   e   andare,
  speditamente, verso l'approvazione di questo articolo.

   LEANZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ci   stiamo
  ritrovando,  ancora  una  volta  ad  interventi  tutti   prioritari
  rispetto alla provincia.
   La  questione delle strade provinciali è una questione molto seria
  che  rischia,  però, chi conosce bene i bilanci della provincia  lo
  sa, di prendersi tutte le risorse delle priorità.
   In  questo momento non è la priorità la manutenzione delle  strade
  provinciali.
   Siccome,  è  nelle competenze della provincia, in questo  momento,
  non  vedo perché dobbiamo mettere ulteriormente priorità.  O  siamo
  per  la  scuola o siamo per le strade provinciali, o  siamo  per  i
  disabili o siamo per le strade provinciali.
   Siccome  la stragrande maggioranza degli interventi di un bilancio
  della  provincia  è  costituito  dalla  manutenzione  delle  strade
  provinciali,  lo  dico  perché  era l'assessorato  più  ambito,  il
  rischio  che  con  questa priorità, noi ci dimentichiamo  tutte  le
  battaglie  che  avete fatto e che abbiamo fatto  prima  e  cioè  le
  disabilità,  il trasporto pubblico e tutto il resto.  Pertanto,  io
  non   sono  assolutamente  d'accordo,  caro  assessore,  su  questa
  priorità. Non è questa la priorità.
   Seconda  cosa e concludo - lo dico al presidente Crocetta -  sulle
  spese  correnti  siamo  assolutamente  d'accordo.  Se  la  cambiamo
  troviamo  una  soluzione. La seconda cosa, semplicemente,  la  dico
  all'assessore,  ai  colleghi parlamentari. Il  Governo  non  è  che
  l'articolo 7 è stato frutto di chissà quale magia che è arrivata da
  chissà quale accordo. Il Governo è d'accordo rispetto ad una  posta
  utile,  importante che consente, ovviamente, di far  andare  avanti
  l'attività dell'ente.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  a  me
  dispiace  interrompere  questo clima  natalizio,  festivo:   Grazie
  Presidente, grazie Presidente, continui così  .
   Certo,  mettere dieci milioni dopo quello che si è  fatto:  Grazie
  Presidente ..stiamo mettendo dieci milioni    Avete  detto  che  le
  province  erano  inutili,  che  non gestivano  alcun  servizio    I
  trasferimenti dello Stato verso le province, verso la  regione  per
  poi  darli  alle province, sono stati ridotti perché abbiamo  detto
  che le province erano state cassate, non c'erano più
   I trasferimenti si sono ridotti, abbiamo creato questa situazione,
  oggi  ci  state  mettendo una pezza. Allora, le province  non  sono
  inutili.  Le  province hanno dei servizi importanti, per  cui  voi,
  oggi, siete chiamati a rimetterci altri dieci milioni? E, fra sette
  mesi,  ci  dovete mettere altri dieci milioni  La cosa  più  giusta
  sarebbe,  se  l'onorevole Falcone non venisse a  parlare  sotto  il
  podio,  la  cosa più utile sarebbe, invece, dire ai  siciliani   Ci
  mettiamo dieci milioni e ridaremo la parola a voi. Perché voi avete
  il  diritto  di  stabilire  chi  vi  governerà.  Non  un  organismo
  regionale che nomina commissari .
   Questi  dieci milioni sono frutto, di che cosa? Di un ragionamento
  dei  consigli  provinciali  con la popolazione?  Con  niente   Sono
  frutto  della  valutazione,  errata, di  questo  Governo  regionale
  sull'abrogazione delle province

   DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  voglio  essere
  molto chiaro e franco nel mio intervento.
   Al  di  là di quello che sarà il futuro della provincia  -  se  si
  chiamerà ancora così, se sarà un consorzio libero, se il territorio
  cambierà,  quindi  cambierà tutto il sistema  -  ho  il  dovere  di
  rappresentare  al  Parlamento che, per  quanto  riguarda  la  posta
  indicata  in  bilancio da parte del Governo, in questa fattispecie,
  non  solo soddisfa le minoranze, ma lo ritiene un intervento  assai
  utile,  interessante che per parte, diciamolo francamente,  di  una
  serie  di  iniziative  che  noi abbiamo assunto  nel  tempo  e  che
  riteniamo  che,  comunque, l'istituzione provincia,  o  quello  che
  sarà,  ha  necessità  di risorse funzionali  perché  l'attività  di
  questi enti possa continuare.
   Allora,  non possiamo stare qui a disquisire in ordine  ad  alcune
  valutazioni,  me  lo  lasci dire, di carattere politico  che  nulla
  attendono con l'indicazione della posta in bilancio.
   Non  che io non apprezzi l'intervento dell'onorevole del Movimento
  Cinque  Stelle  che suggeriva di inserire anche la questione  della
  manutenzione  delle  strade,  ma le risorse  di  due  milioni  sono
  talmente   irrisorie,  rispetto  a  quella  che  è  l'esigenza   di
  manutenzione  ordinaria  e di manutenzione  straordinaria,  che  io
  vorrei  invitare  il  Governo, nell'ambito di quelle  che  sono  le
  misure  comunitarie,  ad  indicare la possibilità  di  una  risorsa
  importante  che  possa  consentire di  mettere  a  regime  l'intero
  sistema  viario  delle province regionali perché  da  tanto  tempo,
  ormai da quando la legge 9 del 1986, di fatto, è stata svuotata  di
  contenuti finanziari, le strade sono state abbandonate, allora,  in
  questo senso, per quanto mi riguarda non solo esprimo unitamente al
  mio  gruppo  parlamentare apprezzamento per questo  sforzo  che  il
  Governo  fa  in un momento di grande difficoltà, ma  credo  sia  un
  apprezzamento che vada fatto nell'interesse generale.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghi,
  io   non   mi  attardo  a  discutere  sull'utilità  delle  province
  regionali,  apparirebbe perfino strumentale e demagogico  farlo  in
  questo  momento, fintanto che l'ente intermedio esiste, abbiamo  il
  dovere di assicurargli funzionalità, piena funzionalità.
   L'emendamento  del  quale  stiamo  parlando  è  fra   quelli   che
  l'opposizione  ha  voluto  sottoporre  con  particolare  pathos  al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per  l'economia,  ed  il
  Governo  ha  accettato  ben  volentieri di  condividere  la  nostra
  proposta.
   Io mi permetto di denunciare, presidente Crocetta, ma credo che  a
  lei  siano  già arrivate le voci, di una sequela ormai  sempre  più
  corposa  e copiosa di ordinanze di chiusura al traffico di  strade,
  adottate  dai  presidenti  prima, e dai commissari  delle  province
  dopo.  Il che rende davvero difficile la circolazione nei territori
  soprattutto  interni. E se noi non garantissimo l'accessibilità  ai
  fondi alle imprese, ai centri urbani, avremmo davvero costretto  la
  gente ad ulteriori disagi.
   Ricordo   a  lei,  onorevole  Presidente,  che  oltre  le   strade
  provinciali, le province hanno il compito di curare la manutenzione
  delle  strade  consortili,  delle  ex  trazzere,  delle  strade  di
  collegamento fra le arterie statali e quelle comunali.  Si  tratta,
  in  sostanza, di un patrimonio di viabilità che supera i  diecimila
  chilometri in Sicilia.
     Ecco  allora  l'intervento  da noi proposto  dalle  opposizioni,
  proposto  dal  Centro Destra e dal Movimento Cinque Stelle,  che  è
  finalizzato  a  dare  una  boccata di ossigeno  perché  almeno  non
  l'ammodernamento, ma le opere di manutenzione possano consentire il
  ripristino delle strade di principale interesse.
   E  però  rimane  il problema di come soddisfare le esigenze  delle
  politiche  sociali, poiché la coperta è corta, e poiché è difficile
  stabilire  un  criterio  di priorità fra  la  viabilità  ed  alcuni
  interventi  nel  terzo  settore e nelle politiche  sociali.  Io  mi
  permetto  di lanciare un appello al Presidente e all'Assessore  per
  l'economia, assieme all'Assessore per le infrastrutture e   per  le
  autonomie,  perché si possa nel Governo costituire  nelle  prossime
  ore  un  tavolo,  per verificare quali risorse alternative  possono
  essere in questo momento trasferite alle province regionali.
   Ci  troviamo in una condizione di vera e sostanziale emergenza:  è
  l'annata  agrumicola e quindi i mezzi pesanti  hanno  difficoltà  a
  potersi  portare  nelle zone interne; se un mezzo pesante  non  può
  accedere, l'agricoltore non può vendere la propria produzione, come
  bene  sa l'Assessore Cartabellotta. E quindi io mi auguro che entro
  una  settimana  il  Governo  possa  individuare,  anche  attraverso
  residui  di fondi strutturali compatibili e pertinenti, le  risorse
  necessarie  per  consentire  oltre  al  capitolo  come  lo  abbiamo
  proposto  noi  per  la viabilità provinciale, di impinguare  quello
  relativo alle politiche sociali.
   Io  non farei, onorevole Leanza, una questione di graduatorie e di
  priorità. Lei è stato Assessore con me alla provincia di Catania  e
  sa  benissimo  quanto  sia  difficile  lasciare  i  non  garantiti,
  lasciare  la gente colpita in fronte dal destino ad una  condizione
  di  solitudine e di abbandono. Quindi, pensiamo alla viabilità,  ma
  al  tempo  stesso sollecitiamo il Governo a trovare  una  soluzione
  immediata ed alternativa, anche se è temporanea.

   GRASSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, assessori, avevo chiesto di  intervenire
  non  solo  perché non condivido l'emendamento di riscrittura  della
  Commissione   che   sembrerebbe   autorizzare   l'avanzo   per   la
  manutenzione  delle strade, il problema è che  io  ritengo  che  le
  Province non abbiano avanzo di amministrazione.
     I  20 milioni di euro che si devono prevedere e che chiediamo di
  prevedere, servono per garantire quei servizi essenziali legati  ai
  servizi  sociali,  alle disabilità. Sappiamo  tutti  quali  sono  i
  compiti  che attengono alla Provincia. I 10 milioni anche in  conto
  capitale  servono a liberare risorse, quindi, quell'avanzo potrebbe
  essere utilizzato per fini sociali. E' auspicabile perché visto che
  il tema delle strade provinciali è altrettanto importante perché ne
  deriva  la  sicurezza della vita di ciascuno  di  noi  che  circola
  giornalmente per quelle strade, vada posto all'attenzione. E quindi
  chiedo  che il Governo faccia la direttiva; e siccome i  soldi  che
  servono  non  sono  1,  2  o 3 milioni d'avanzo,  ma  credo  20,  e
  bisognerà  capire  poi  anche di chi sarà  la  competenza,  che  il
  Governo  attivi 100 milioni, una linea di intervento come  si  fece
  qualche  anno  fa. Ricordo che allora, circa 7 o  10  anni  fa,  la
  Regione  Sicilia fece con la Comunità Europea, e fu  l'unica  volta
  che  in  Sicilia si sistemarono tutte le strade provinciali. Invito
  dunque  ad  una  sollecitazione al Governo  nella  nuova  linea  di
  programmazione,  ma  invito la Commissione di  merito  a  non  fare
  emendamenti di riscrittura.
   PRESIDENTE.  A  tal  proposito, invito a non presentare  più  sub-
  emendamenti   o   altro  perché  l'avanzo  di   amministrazione   è
  disciplinato dal Testo Unico degli Enti Locali.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  apprezzo gli sforzi che noi vogliamo  dare  soldi  a
  tutti,  però,  una cosa è che diamo i fondi perchè sono  necessari,
  un'altra cosa è che quando i fondi che tentiamo di trasferire  sono
  irrisori  rispetto ai problemi e soprattutto li  dovremmo  dare  ad
  Enti  che  hanno tanto di quelle risorse che in questo  caso  -  mi
  riferisco  all'avanzo  di amministrazione che  potrebbe  in  questo
  momento  finanziare la Regione, perché l'avanzo della Provincia  di
  Palermo attualmente è di 70 milioni di euro, quello della Provincia
  di  Catania  è  di 40 milioni di euro e via dicendo  -,  quindi  la
  favola  che  le  strade  provinciali  non  sono  aggiustate  perché
  improvvisamente  non  hanno  soldi, non  è  vera,  non  sono  state
  aggiustate mai
     Nel  2009 quando c'erano le elezioni europee, io sono  andato  a
  fare alcuni comizi nella zona di Villalba nel cuore della Sicilia e
  le  strade erano in uno stato pietoso allora, e ancora sono così se
  uno va in molte zone di alcuni territori.
   Perché  le Province negli anni hanno fatto scelte diverse rispetto
  all'utilizzo  dei  fondi,  ma  oggi  non  hanno  alibi,  perché   i
  Commissari  è  chiaro  che  devono risolvere  questi  problemi.  Le
  risorse  ci sono, per quello che noi sappiamo; la legge già prevede
  che   l'avanzo   di  amministrazione  può  essere  utilizzato   per
  investimenti,  per il pagamento dei debiti, per il  mutuo,  per  le
  spese   straordinarie  di  carattere  non  ripetitivo,  quindi   le
  manutenzioni  straordinarie  delle  strade  rientrano   già   nelle
  competenze   che  prevede  la  legge  per  l'utilizzo   dell'avanzo
  d'amministrazione.

        PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  abbiamo  l'emendamento  di
  riscrittura del Governo, su cui sembra che ci sia un accordo  quasi
  unanime.  Votiamo  preventivamente, sotto forma di  subemendamento,
  quello  presentato dall'onorevole Ciaccio ed altri che prevede,  al
  comma  2,  peraltro  è  in linea, prima delle  parole   nonché  per
  garantire  il diritto allo studio  di aggiungere  per le  spese  di
  manutenzione e per il ripristino delle strade provinciali .
  Pongo, pertanto, in votazione il subemendamento 7.3 (II parte).  Il
  parere del Governo?

       CROCETTA,  presidente della Regione. Già  è  consentito  dalla
  legge.  E'  una  ripetizione e siccome non è in  contrasto  con  la
  legge,  questo  è  un  problema più di carattere  di  ammissibilità
  tecnica  perché penso che non sia in contrasto con la legge  e  non
  possa essere reiterativo di una legge esistente.

       PRESIDENTE.  Scusate, con questo andazzo si  rischia  di  fare
  confusione.  Era  intervenuto l'onorevole  Ciaccio,  spiegando  che
  c'era questo emendamento.

      CIACCIO. Lo ritiro.

      PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
      Pongo in votazione l'emendamento 7RGOV, di riscrittura.
        Tutti  gli  altri  emendamenti  decadono.  Il  parere   della
  Commissione?

       DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

       PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                               (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      PRESIDENTE. Si passa all'articolo 6.

       DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       DINA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  Commissione  chiede
  formalmente che venga accantonato l'articolo 6.

      PRESIDENTE. L'articolo 6 è accantonato.
        Onorevoli  colleghi,  sospendo  la  seduta  ed  avverto   che
  riprenderà alle ore 15.30

     (La seduta, sospesa alle ore 15.03, è ripresa alle ore 16.19)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa all'articolo  8.  Ne  do
  lettura:

                                CAPO IV
               Disposizioni di contenimento della spesa

                             «Articolo 8.
                            Risparmi sanità

   1. A decorrere dall'anno 2014 la spesa sanitaria della Regione per
  acquisto di beni e servizi è ridotta di 100 milioni di euro,  senza
  alterare il livello e la qualità dei servizi offerti, attraverso la
  revisione  delle procedure di acquisto e l'applicazione  dei  costi
  standard.

   2.   Previa  verifica  del  rispetto  degli  obiettivi  del  patto
  sanitario,   nonché  della  garanzia  dei  Livelli  essenziali   di
  assistenza  (LEA)  previsti dal medesimo,  i  risparmi  conseguenti
  dalle  azioni  di  cui  al  comma  1,  sono  destinati  a  favorire
  l'integrazione dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali

   Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Di   Mauro,
  Lombardo,   Federico,  Fiorenzo,  Lo  Sciuto   e   Giovanni   Greco
  l'emendamento soppressivo 8.7. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DI BENEDETTO, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento di
  riscrittura 8.R.

   FALCONE.  Signor Presidente, preannuncio la presentazione  di  due
  sub emendamenti.

   PRESIDENTE. L'articolo 8 è accantonato.
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9.
         Soppressione delle cariche di coordinatore sanitario
                     e coordinatore amministrativo

   1.  I  commi  4, 5 e 6 dell'articolo 11 della legge  regionale  14
  aprile 2009, n. 5, sono abrogati.

   2.  Il  comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale  14  aprile
  2009, n. 5, è sostituito dal seguente:

    1. L'attività territoriale, coordinata dalla direzione aziendale,
  è  erogata  attraverso i distretti sanitari dell'Azienda  sanitaria
  provinciale'.

   3.  I risparmi di spesa derivanti dalla soppressione delle cariche
  dei  coordinatori  sanitari  e  amministrativi  sono  destinati  al
  finanziamento di progetti per le attività sportive dei  disabili  o
  delle persone affette da autismo.

   4. I coordinatori sanitari e amministrativi previsti dall'articolo
  11,  commi  4,  5  e 6, e dall'articolo 12, comma  1,  della  legge
  regionale  14  aprile  2009, n. 5, decadono  automaticamente  dalla
  carica  e  dal diritto alla corresponsione dell'indennità  ad  essa
  collegata  a  far  data  dal  giorno  successivo  a  quello   della
  pubblicazione della presente legge».

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, cittadini,
  l'articolo  9  è stato l'unico articolo predisposto  dal  Movimento
  Cinque  Stelle  che è entrato in finanziaria,  e  la  cosa  che  mi
  dispiace di più è vedere quanti emendamenti soppressivi sono  stati
  presentati.
   Ma  la  cosa  che  più mi dispiace è che questo articolo  tende  a
  sopprimere  delle  figure,  il coordinatore  amministrativo  ed  il
  coordinatore sanitario, che soltanto noi abbiamo in Italia. In più,
  i soldi recuperati andrebbero a finanziare le attività sportivi dei
  ragazzi  disabili  e  dei ragazzi affetti da  autismo.  Quindi  non
  riesco a capire come mai questi emendamenti soppressivi.
   Si  dice  sempre  che  questa finanziaria, come  quella  dell'anno
  passato, è una finanziaria di lacrime e sangue. Ma lacrime e sangue
  di chi? Questo non è chiaro.
   Vorrei  fare  un discorso generico sulla sanità e mi dispiace  che
  non è presente l'assessore Borsellino.
   La  sanità  perché  va  male? Forse perché mettete  delle  persone
  sbagliate,  magari perché vicine a quel politico o a quel  partito?
  Se è così la cosa diventa grave perché dovremmo mettere i migliori,
  ma questo non si fa.
   Sono sicuramente leggende metropolitane, sono sicuramente dicerie,
  voci  di  popolo, ma si dice che spesso anche i nomi dei  direttori
  sanitari,  amministrativi, facenti funzione o quando c'è  personale
  medico o infermieristico che viene spostato a fare l'amministrativo
  o  il pronto soccorso, sono voci di popolo, sicuramente e quindi la
  politica   non   c'entra  nulla.  L'unico   dato   reale   è   che,
  possibilmente, di amministrativi, quindi di burocrati,  in  Sicilia
  ne  abbiamo il 13 per cento quando il  Balduzzi  ne prevede solo il
  7 per cento.
   Inoltre, abbiamo pronto soccorso che sono vuoti, perché stime  del
  SIMU  prevedono nuovi medici per venticinquemila accessi nei pronto
  soccorso  più  un  medico ogni quattromila accessi successivi.  Nei
  pronto  soccorso  mettiamo spesso i  novellini ,  perché  è  visto,
  forse, come luogo punitivo , in cui nessuno ci vuole stare e sempre
  in  costante carenza di personale. E poi succede quello che succede
  ad  Agrigento, quello che sta succedendo a Siracusa, che c'è  gente
  che muore perché non funziona la TAC, gente che sta quattordici ore
  in attesa e poi viene a mancare.
   Mi  dispiace che non ci sia il Presidente Crocetta, perché durante
  la  discussione  sull'articolo 5, che riguardava  il  petrolio,  ha
  detto  che  vuole  diminuire  le  tasse.  Infatti,  il  Governatore
  Crocetta,  assieme  al suo partito che è il PD,  hanno  votato  per
  diminuire sì le tasse ai petrolieri, però si sono scordati di  dire
  che  le stanno aumentando in altri sensi. Questo Governo, ed il  PD
  in particolare, mi sta sembrando come quell'ortaggio, il ravanello,
  cioè   rosso  fuori  e  bianco  dentro,  cioè  comunista  fuori   e
  democristiano dentro
   Il  Presidente  Crocetta era favorevolmente alla  riduzione  delle
  tasse  per  i  petrolieri, però si è scordato di dire che  sta  per
  arrivare in Aula un disegno di legge su un nuovo mutuo da accendere
  di  un miliardo, di cui seicentoseimilioni per le ASP. Peccato, che
  il  Governatore non ha detto che l'aliquota IRPEF e quella IRAP  si
  attesteranno al livello massimo per i prossimi trenta anni.
   Ora  ci saranno le nomine dei Direttori generali, si vocifera  che
  nel  periodo delle nomine ci sia la transumanza di persone, massoni
  deviati, lobbysti e quant'altro che vanno dal Presidente a  cercare
  una poltrona. Ma questa non è la Sanità che vogliamo
   Ora  si vuole abrogare e sopprimere questo articolo che da qualche
  risorsa  in più ai disabili. Se è questo quello che vogliamo,  fate
  pure.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, su quest'articolo sono iscritti  a
  parlare   ben  quattro  deputati,  il  che  significa,  in  termini
  regolamentari,  che impegnerebbero il dibattito  per  almeno  venti
  minuti.  Faccio  appello al vostro buon senso, senza  strozzare  il
  dibattito,    di   contenere   gli   interventi,   per   accelerare
  l'approvazione della finanziaria.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io do  l'esempio,
  ma  basta che ci atteniamo all'articolo di cui stiamo discutendo  e
  non divaghiamo su altre cose.
   Noi    abbiamo   presentato   un   emendamento   di   soppressione
  dell'articolo 9, e vorrei precisare che cassando quest'articolo non
  si  aumenterebbe la spesa, anzi si diminuirebbe, perché con  questi
  coordinatori,  negli  ospedali sono state diminuite  le  figure  di
  Responsabile  di Unità complessa, e quindi c'è un coordinatore  per
  più  ospedali. Presidente, per capirci: al posto di tre ne  abbiamo
  messo  uno, quindi di conseguenza la spesa non è affatto aumentata.
  Poi  c'è  un  altro problema che è legato al fondo,  perché  questi
  soldi  sono legati al fondo del personale, Presidente,  se  lei  mi
  ascolta  così,  quindi praticamente non posso essere  girati  verso
  altre  attività,  quindi  non  ha  nessuna  funzione  il  fatto  di
  sopprimere  queste  figure, che nella catena del coordinamento  del
  comando   hanno   interlocuzione,  sopprimerle   serve   ad   avere
  un'organizzazione  peggiore, e sicuramente non ci  fa  risparmiare,
  grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Arancio, perché è stato molto  chiaro
  e illuminante il suo intervento.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Salvatore. Signor Presidente, io prendo la parola ed  entro
  subito  nel  merito  dell'emendamento. Noi  abbiamo  presentato  un
  emendamento soppressivo che ha una sua ragione d'essere, ha una sua
  ratio, e non comprendiamo invece completamente l'articolo.
   Non  lo comprendiamo per due ordini di motivi: il primo ordine  di
  motivo  è  legato alla spesa, questo articolo non riduce la  spesa,
  perché  è stato ribadito, letto dall'onorevole Arancio, e lo voglio
  ribadire  io,  le  indennità  dei  coordinatori  sanitari,  e   dei
  coordinatori  amministrativi sono a valere su un  fondo  che  è  il
  fondo   accessorio,   cioè   su  delle   risorse   che   riguardano
  esclusivamente il personale.
   Allorquando  si  riducono queste indennità, le indennità  vanno  a
  ricadere  sempre sul fondo, e quindi non possono essere  spese  per
  ulteriori  progetti, come quelli per i disabili  di  cui  leggo  al
  comma successivo, quindi quella finalità non viene per nulla fatta.
   Al  di  là del fatto della spesa, vi è anche un principio che  noi
  abbiamo  sancito  con  la  Legge  5.  Nella  Legge  5  noi  abbiamo
  individuato  e organizzato i distretti ospedalieri, e  i  distretti
  ospedalieri  per  funzionare  hanno  la  necessità  di   avere   un
  coordinatore  sanitario, ed un coordinatore amministrativo,  perché
  molto  spesso si tratta di più ospedali messi in linea, non  di  un
  unico  ospedale.  Si tratta di tre ospedali messi  in  linea  nella
  provincia  di Agrigento per quanto riguarda ad esempio il distretto
  uno, e di due ospedali per quanto riguarda il distretto due, e così
  a cascata nelle altre province.
   Quindi siccome non vi è questo effetto di ridurre la spesa, non vi
  è l'effetto successivo che è quello di dirottare queste somme verso
  progetti  utili,  che possono essere quelli della  disabilità,  noi
  chiediamo l'abrogazione dell'articolo.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  avuto
  modo di partecipare alla trattazione dell'articolo 9 in Commissione
  bilancio,  e  devo fare una domanda all'assessore  Bianchi,  che  è
  sempre  attento  alle istanze dei parlamentari  e  a  spiegarci  la
  finanziaria.    Assessore,   possiamo   sapere    dall'approvazione
  dell'articolo  9, quindi dall'abrogazione di queste figure,  quanto
  ricaviamo noi? Perché voi li destinate ad altre attività,  ecco  se
  noi dicessimo al parlamento siciliano ricaviamo un milione di euro,
  due  milioni di euro. Perché io mi ricordo che dal dibattito  della
  Commissione  bilancio venne fuori che ben poca cose in  termini  di
  risparmio  noi  avremmo  ricavato con  la  soppressione  di  queste
  figure.  E  la mia preoccupazione è che nell'ambito di accorpamenti
  invece  facciamo  due volte danno, uno priviamo i  coordinatori  di
  queste strutture, e due che cosa diamo noi alle figure, ai disabili
  in termini concreti. A me interesserebbe sapere solo questo.

   PRESIDENTE.  Il Governo interverrà alla fine, non è  possibile  un
  dibattito  a due. Io vedo numerosissimi emendamenti che  riguardano
  la  soppressione di questo articolo, quindi penso che l'indicazione
  se non è univoca quasi.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente,   assessori,  bene,  lei  diceva,  signor   Presidente,
  nell'interpretare  evidentemente gli  emendamenti  che  sono  posti
  all'ordine  del giorno con riferimento all'articolo 9, ebbene,  lei
  faceva  sottolineare  come  sembra esserci  un  sentire  comune  in
  quest'Aula rispetto ad una linea di indirizzo politico scriteriata,
  che  viene data rispetto ad una attività che è il risultato  grazie
  alla  legge 5 del 14/04/2009 - con riferimento per altro  ai  commi
  4,5 e 6 dello stesso articolo 11 che sono il frutto di una attività
  di  razionalizzazione  di  sistema che prende  peraltro  spunto  da
  attività legislativa che è ben pensata, ragionata in altre  regioni
  di  Italia  e  che ricordo in quella fase portò non  soltanto  alla
  razionalizzazione - e mi riferisco alla dimensione amministrativa e
  al  coordinamento  -  ma  soprattutto  portò  alla  possibilità  di
  raccogliere  e sintetizzare nelle figure dei coordinatori  sanitari
  una  serie  di  funzioni attraverso le quali potere  effettivamente
  eliminare gli sprechi.
    Io credo sia stata questa la funzione per la quale i coordinatori
  sono  stati  creati  e  quindi sopprimere questi  ruoli  e  profili
  significa tagliare anche degli spazi di assistenza.
   Peraltro,  vorrei  fare  una  nota  polemica  dichiaratamente  nei
  confronti  dell'assessore  per  la  sanità,  io  so  che   rispetto
  all'autismo  esistono delle istanze che arrivano non  soltanto  dal
  territorio  ma  anche  da  presidi  di  neuropsichiatria  infantile
  interne  all'ASP che hanno nel tempo anche individuato capitoli  di
  azioni  certe  rispetto  alla possibilità di  intervenire  in  sede
  all'autismo.
   A  me sembra che fare riferimento a questi ipotetici risparmi,  di
  cui effettivamente non se ne conosce l'entità ma, a naso, credo che
  trattandosi  di meno di 50 persone, che stanno gestendo  in  questi
  anni riuscendo peraltro a razionalizzare la spesa della sanità,  mi
  sembra  strumentale in primo luogo perché non  si  può  fare  e  in
  secondo  luogo perché ci sono delle opportunità di spesa legate  al
  mondo  dell'autismo. E lei sa, assessore, che sono in  giacenza  da
  tanto tempo.
   Allora,  vorremmo  che  non  si facesse  demagogia  utilizzando  i
  soggetti autistici e provando quindi a fare un'azione politica  che
  è  contro  una  determinata parte politica che evidentemente  viene
  individuata  come una parte in contrapposizione a  questo  Governo,
  perché  se si vuole colpire una parte politica che probabilmente  è
  percepita  in  contrapposizione a quello che oggi  è,  bene  lo  si
  faccia  con  delle azioni politiche, ma non si tirino in  ballo  in
  questo  caso  le  attività in favore di soggetti  autistici  perché
  sappiamo bene che è in altre sedi che vanno cercati i capitoli ed è
  in altre sedi che va cercata la spesa disponibile.
   Pertanto,  passo  dalla  critica alla proposta,  e  Le  chiedo,  e
  approfitto  di  questo articolo formalmente ed  ufficialmente,  che
  cosa  si sta facendo invece per i soggetti autistici nel territorio
  siciliano e quali saranno le prossime azioni che vedremo  da  parte
  di questo Governo per dare risposta a questa categoria?


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   DIGIACOMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente,   assessori,   mi   pare  di   respirare   un'atmosfera
  complessivamente  contraria  a  questa  norma,  quindi,  con   ogni
  probabilità   verrà  abrogata  qualora  il  Governo  decidesse   di
  rimettersi  all'Aula.  Però mi pare che questi  secondi  dovrebbero
  essere  impegnati per fare una riflessione seria della legge  5  da
  più parti invocata.
   Uno  degli  elementi di debolezza è stato la mancata  integrazione
  dei  servizi  ospedalieri con quelli territoriali, ed  è  stato  un
  aspetto  fallimentare  della legge. Questo  coordinamento  separato
  delle  attività  ospedaliere con le attività territoriali  è,  come
  dire, una delle cose a cui bisogna mettere mano.
   Quindi  concordo  che l'aspetto finanziario di spending  review  è
  assolutamente residuale, però l'Aula deve tenere presente  che  noi
  non possiamo andare per molto tempo avanti con due coordinatori che
  sembrano sui territori l'uno contro l'altro armato. Perché poi  non
  ci   lamentiamo   se  non  funziona  l'integrazione   dei   servizi
  ospedalieri  con  quelli  territoriali,  perché  creiamo  posti  di
  coordinamento che vengono fraintesi come posti di comando e che poi
  impediscono  la  concreta  integrazione  dei  due  comparti  e   il
  risultato è che noi spendiamo centinaia di milioni di euro in  più.
  La  mancata  integrazione  dei servizi infatti  è  una  delle  basi
  ispiratrici della legge 5.
   Pertanto,  mi  auguro che l'abrogazione di questa  norma,  che  mi
  pare,  come dire, correre per attraverso l'Assemblea regionale  sia
  solo  un  momento di riflessione ulteriore, per questi signori  che
  fanno i coordinatori hanno fallito nel loro obiettivo. E una classe
  dirigente  seria, come noi vogliamo essere, ne deve prendere  atto.
  Quindi  o  si norma in modo diverso il loro rapporto o non possiamo
  andare  avanti  con  persone  che  dal  territorio  invadono  posti
  ospedalieri,  dall'ospedale sconfinano nel  territorio.  E  poi  ci
  lamentiamo  che l'integrazione non avviene? Quindi abroghiamo  pure
  questa  norma  ma  penso che dobbiamo prendere  impegno  tutti  nel
  rivedere questi aspetti che non hanno funzionato della legge 5.
   Se a questo punto l'Assessore, signor Presidente, volesse prendere
  la  parola  eviteremmo,  se si è convinta  di  rimandare  ad  altro
  momento,  come  dire,  la rivisitazione di questa  norma,  potremmo
  accelerare i lavori d'Aula.

   FONTANA, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  l'aria
  che  si  respira  questa sera, come diceva poco fa  il  Presidente,
  onorevole  Di  Giacomo,  è  quella di non condivisione  rispetto  a
  questa  impostazione. E del resto la battaglia è stata fatta l'anno
  passato  e pensavamo l'anno scorso di avere già convinto il Governo
  e  l'Assessore  e  invece  si ritorna sul  luogo  del  delitto.  Si
  ripropone di nuovo il taglio di queste figure che a mio parere sono
  molto  importanti,  sono delle figure assolutamente  indispensabili
  per  le  ASP, soprattutto da quando le ASP sono gestite in  maniera
  unitaria  sia per quanto riguarda l'attività ospedaliera,  sia  per
  quanto riguarda il territorio.
    Vi ricordo che una volta esistevano due gestioni separate, invece
  adesso  con  le  gestioni unitarie queste figure  invece  diventano
  delle  figure  importanti perché sono delle figure  di  raccordo  e
  quindi non creano conflitto, anzi, le due figure servono in qualche
  modo  ad  amalgamare  le  attività  territoriali  con  le  attività
  ospedaliere.  Certo va messa mano su questa materia, perché  è  una
  materia  abbastanza complessa dove spesso ci sono sconfinamenti  da
  una  parte e dall'altra e quindi è bene normare alcuni aspetti  per
  delimitare  i  confini di quelle che sono le attività  territoriali
  rispetto alle attività ospedaliere.
   Ma  poi mi chiedo, assessore, ha fatto i conti bene? Ma quanto  si
  risparmia  cancellando queste figure?  Io credo  che  veramente  si
  tratti  di  un  risparmio residuale, al di là del  fatto  che  sono
  d'accordo  con  quanto  detto poc'anzi  dall'onorevole  Cascio  che
  queste  sono  le  indennità aggiuntive percepite dai  coordinatori,
  sono  delle indennità che vengono prelevate dal fondo, per cui  non
  sono delle somme che possono essere stornate per altre attività.
   Credo  dunque che qui ci sia un errore di fondo. Chiedo al Governo
  quindi e all'assessore di ritirare questa proposta perché si  possa
  invece lasciare queste figure che sono delle figure fondamentali ed
  indispensabili per il funzionamento e il coordinamento delle ASP.

   ASSENZA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, io mi astengo dall'intervenire  perché
  l'intervento  dell'onorevole Fontana ha  già  chiaramente  espresso
  quello che volevo dire io.
   Mi   dispiace   ribadire   che  come  ho   detto   nell'intervento
  introduttivo  in  tema  in generale vi sono  dei  motivi  che  sono
  particolarmente  affezionati a questo Governo e  ad  alcuni  gruppi
  politici, alcuni parafulmini su cui scaricare le tensioni  che  poi
  sono sempre le figure più errate.
   Questi coordinatori che svolgono, invece, funzioni importantissimi
  e  preziose  dalla  cui  sottrazione non  deriverebbe  un  euro  di
  risparmio, e quindi finiamola con la demagogia che con queste somme
  risparmiate,   che  sono zero, aiuteremmo i disabili  perché  è  un
  alibi che non regge perché non ci sarebbe nessun risparmio.
   Allora,  credo  che gli interventi siano almeno  nella  stragrande
  parte  nel senso di sopprimere questo articolo 9. E quindi concludo
  in questo senso.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente, non  aggiungo  altro  rispetto  a
  quanto  hanno detto dai colleghi che mi hanno preceduto, in  quanto
  condivido  sostanzialmente ciò che è stato  riferito,  allo  stesso
  tempo,  ricordo  che  in  Commissione  mi  sono  ritrovato  solo  a
  difendere quella che era una delle caratteristiche peculiari  della
  legge 5.
   Siccome  siamo sicuri che non c'è nessun risparmio,  siamo  sicuri
  che  nessun vantaggio economico ne avranno le fasce più deboli, gli
  emarginati  o  i  disabili,  quindi le finalità  di  risparmio,  le
  finalità  etiche   sono  assolutamente contraddette  dai  fatti.  E
  siccome   se  togliamo  i  coordinatori  sanitari,  i  coordinatori
  amministrativi  rischiamo  di  creare  ancora  maggiore  confusione
  rispetto  a quella che probabilmente c'è, ha detto bene l'onorevole
  Di   Giacomo,   a   dire  che  effettivamente  bisogna,   assessore
  Borsellino,   fare  in  modo  che  i  coordinatori   sanitari,   il
  coordinatore  di distretto si integrino veramente e il coordinatore
  sanitario  diventi  responsabile della politica sanitaria  in  quel
  distretto,  cosa  che obiettivamente non è ancora avvenuto.  Allora
  chiedo  al  Governo  se  le figure del coordinatore  sanitario,  le
  figure  del coordinatore amministrativo risultano essere oziose  ed
  inutili leviamole, non per opportunità di risparmio perché non  c'è
  nessuna  finalità di risparmio, se invece risultano utili   per  il
  semplice  motivo,  banale,   che tanti ospedali  abbiamo  accorpato
  nella  riforma con la legge 5 e prima avevano, lo ha detto qualcuno
  prima  ,  ognuno il direttore sanitario e oggi ce n'è uno  soltanto
  per  ogni distretto ospedaliero, è chiaro che non possiamo  mettere
  nelle  mani  di  una sola persona i destini di due  o  tre  presidi
  ospedalieri  a  volte  distanti fra di loro   decine  e  decine  di
  chilometri con il rischio che se questa persona va in ferie o ha un
  problema  per qualche settimana  ci troviamo scoperti di  qualunque
  figura  apicale   destinata  al  governo  e  alla  risoluzione  dei
  problemi più importanti.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  fare  un
  po' la cronistoria di questo articolo di legge, che già aveva avuto
  un dibattito forte ed acceso in sede di redazione della legge 5 del
  2009, e poi si era definito un percorso, sancito da questo articolo
  che oggi si tenta di abrogare, come punto di equilibrio di tutto il
  sistema legislativo che di lì a poco si sarebbe approvato.
   Le questioni che voglio rimettere all'assessore sono due: la prima
  è  se questa soppressione si può fare con legge sic et simpliciter,
  senza  misure che poi possono prevedere l'alternativa  rispetto  ad
  uno  di  questi signori che in questo momento svolgono il ruolo  di
  direttore  e di coordinamento; la seconda domanda, assessore  è  la
  seguente:  trattandosi di dirigenti che hanno compiuto un  excursus
  della carriera - sono stati dirigenti semplici, poi hanno avuto una
  loro unità alle loro dipendenze, poi sono diventati responsabili di
  unità  complessa,  ed alla fine di questo percorso  sono  diventati
  apicali, cioè dirigenti-coordinatori - cosa succede nel momento  in
  cui una norma di legge di questo tipo dovesse essere abrogata?
   Io  credo  che si creerebbe una condizione di grande difficoltà  e
  questi  signori si troverebbero ad avere il posto di  dirigente  di
  unità  complessa, già occupata per vie di procedure concorsuali,  a
  sua  volta il posto di dirigente nella categoria sotto il dirigente
  di  unità  complessa anch'esso occupato, e quindi si  andrebbero  a
  trovare  in una condizione di ritornare quasi al ruolo di dirigente
  di unità semplice.
   A  tutto questo si aggiungono anche le osservazioni che sono state
  fatte  poc'anzi da un collega a proposito del fondo da cui  vengono
  prelevate  queste  risorse,  che è il  fondo  che  viene  assegnato
  all'ASP.
   In  questo  senso, credo possa esserci una valutazione complessiva
  di   rivisitazione   della  legge  5,  e  nell'ambito   di   queste
  rivisitazioni  ovviamente individuare percorsi che  possano  essere
  funzionali  ad  una maggiore chiarezza dei ruoli nell'ambito  della
  sanità e soprattutto le competenze nel caso in cui dovessero, in un
  quadro diverso, assumere gli attuali coordinatori sanitari.
   Pertanto,  propongo  su questo articolo la bocciatura  e  dico  al
  Presidente  dell'ARS che di questo emendamento possa  esserci   una
  riscrittura.

   FOTI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   durante   la
  Commissione   Bilancio   mi  sembra  che  l'assessore   Borsellino,
  giustamente incalzata dalle numerose domande che le venivano  poste
  sull'argomento,  non abbia sollevato alcuna contrarietà  su  questo
  argomento.  Anzi,  mi  è sembrata abbastanza  favorevole,  ha  dato
  parere  positivo, quasi quasi ha annuito timidamente,  come  è  suo
  modo  garbato,  quando  qualcuno insinuava che  addirittura  queste
  cariche fossero un po' come ai tempi della storia medievale, feudi,
  feudatari, tutta l'armamentario, tutta la rete di controllo, queste
  figure sembravano quasi ricordare un po' queste cose del Medioevo.
   A  proposito dei risparmi, siccome qualcuno ha detto  siamo sicuri
  che   non  si  risparmia ,  io  ricordo  che  queste  figure  hanno
  un'indennità aggiuntiva di 1.500 euro al mese.
   Ora,  non è che ci salveremo chissà che cosa, però vanno a  favore
  di  una categoria fortemente svantaggiata, come viene indicato  dal
  comma  aggiuntivo dell'onorevole Zito, che era stato favorevolmente
  accolto.
   Poi  tra  l'altro,  vorrei sottolineare che il Governo,  sostenuto
  dalla  maggioranza  dei deputati che siedono insieme  a  me,  aveva
  presentato  un  disegno di legge che ricalca questo articolo,  meno
  che  il comma 3 che era stato aggiunto dal buon onorevole Zito, che
  faceva  questa  carezza,  questi eventuali  risparmi  mettiamoli  a
  favore  di  una categoria svantaggiata come i disabili, che  non  è
  fare  populismo dire  aiutiamo i disabili , mi pare che  su  questa
  cosa possiamo essere tutti favorevoli.
   Quindi, io mi chiedo  se il Governo aveva presentato in tempi  non
  sospetti, se in Commissione bilancio l'Assessore Borsellino ha dato
  parere favorevole, qual è il problema? Stornare i soldi per  i  più
  bisognosi?   Penso  di  no.  Quindi  chiedo  a  tutti   di   votare
  favorevolmente.  Tra l'altro, non posso aggiungere  nient'altro  di
  più  a  quello che ha detto il Presidente della Commissione  sanità
  che,  con  la  sua  esperienza  e pacatezza,  ci  ha  fatto  capire
  benissimo  che  non  possiamo rimandare  sempre  ulteriormente  per
  assecondare delle pressioni politiche, rimandare quello  che  è  il
  bene dei siciliani, che è quello che siamo chiamati a fare.

   TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, sono ahimè
  costretto, su un argomento così delicato, a prendere la parola e  a
  distinguermi,   Presidente   Ardizzone,    per   una    valutazione
  esclusivamente politica.
     Io  credo di aver capito che il clima di disponibilità da  parte
  dell'Aula che si registra sulla Finanziaria in generale e il  clima
  di  ostilità da parte dell'Aula sull'articolo 9, altro  non  è  che
  scavare un solco con il M5S.
   Signor Presidente, l'anno scorso il M5S aveva chiesto di aumentare
  le  royalties per introitare nelle casse della Regione un  maggiore
  gettito. Quest'anno è stato cancellato.
   L'onorevole  Zito,  poc'anzi, mi ha fatto riflettere  dicendo  che
  questa  era  l'unica  richiesta che il M5S faceva  al  testo  della
  Finanziaria.
   Io  credo che se non c'è un atteggiamento responsabile da parte di
  tutti,  si crea un solco che domani, finita la Finanziaria, per  il
  clima  politico  che si registra, non fa bene neanche  al  Governo.
  Allora,  poiché  io  non vedo un funzionamento  ad  orologio  della
  sanità  siciliana,  sono  preoccupato  per  quello  che  leggo  sui
  giornali, sono preoccupato per quello che vado scoprendo nella  mia
  attività di componente della Commissione sanità.
   Voglio  fare  un  esempio su tutti. Vorrei chiedere  all'assessore
  Borsellino  quali  sono  i  centri di cardio-chirurgia  in  Sicilia
  occidentale  che, oltre ad assicurare le urgenze  e  le  emergenza,
  garantiscono un servizio h 24 regolato fra di loro. E non  c'è  una
  risposta a questo. Non c'è
   La  scorsa  settimana,  ad Agrigento, un  65enne,  cui  era  stata
  individuata  correttamente la diagnosi, non è stato operato  perché
  dopo  5 ore ancora non si trovava un centro di cardio-chirurgia  in
  condizioni di intervenire. E questa persona è deceduta.
   Allora, io credo che i siciliani non ci ascoltano se continuiamo a
  parlare  di salvaguardare 54 posti di coordinatore sanitario  o  di
  coordinatore   amministrativo.  Ci  sentono  quando  parliamo   dei
  problemi delle persone e delle soluzioni che cerchiamo di proporre.
   E  il comma 2 la dice lunga sulla volontà di creare ancora di  più
  questo  solco tra il M5S, l'Aula e il Governo. Perché io  non  sono
  disposto  a  passare  per il pirata che, a costo  di  garantire  54
  persone,  toglie fondi per i progetti sull'autismo o per  lo  sport
  dei disabili. Sapete perché? Vi faccio un esempio. L'altro giorno a
  Mazara  del  Vallo  sono  stato avvicinato  e  ringraziato  da  una
  ragazza,  una  ragazza diversamente abile, Federica  Cudia,  faccio
  nome e cognome, che pratica ping pong, il tennis da tavolo e che ha
  partecipato  alle  Olimpiadi,  vincendo  pure  una  medaglia  e  mi
  ricordava  come il Presidente della Provincia fosse  stato  l'unico
  ente  che l'aveva sostenuta economicamente per la sua attività  che
  era,  tutto  sommato, non l'attività della vita ma  l'attività  del
  riscatto e dell'orgoglio di chi si mostrava, con la sua disabilità,
  di  riuscire  ad intervenire prendendosi il piacere di vincere  una
  medaglia.
   Assessore  Borsellino, su questo punto deve  essere  chiara;  deve
  essere  chiara  per le ragioni politiche che ho  indicato  che  non
  vanno  a  favore  del  M5S, ma vanno a favore della  responsabilità
  dell'Aula  e del Governo e la invito ad evitare questo solco.  Deve
  essere   chiara   non   sulle   finalità   dell'eventualità   della
  soppressione dell'articolo 9, ma nell'impegno che deve assumere per
  capire   e  garantire  come,  eventualmente,  con  la  soppressione
  dell'articolo  9,  comunque,  si  garantiscono  i  progetti  per  i
  diversamente abili e per le persone affette da autismo.
   Diversamente,  non  ci  sto a passare come colui  il  quale  vuole
  garantire qualcuno a danno dei diversamente abili o delle categorie
  più svantaggiate.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero e a  seguire
  l'onorevole Panepinto. Ha facoltà di parlare l'onorevole D'Asero.

   D'ASERO.  Signor  Presidente,  è intervenuto  per  il  mio  Gruppo
  l'onorevole  Fontana  che, fra l'altro, essendo  il  vicepresidente
  della  Commissione Sanità è, per così dire, competente e  titolato,
  però  voglio solo aggiungere una considerazione importante  secondo
  il mio punto di vista.
   Il  principio secondo il quale dobbiamo procedere con delle norme,
  giusto  più per clamore che per sostanza, é che ritengo che  questa
  ipotesi  con  l'articolo  9 rientra in questa  fattispecie.  E'  un
  motivo che deve spingerci ad una diversa riflessione perché  se  il
  concetto  della riduzione dei costi debba da un passo  determinare,
  invece, una disorganizzazione e un momento di accentramento secondo
  una  logica  che va nella direzione opposta rispetto a  quella  che
  vorrebbe   questo  Parlamento,  così  come  il  Piano  della   rete
  sanitaria,  dove  il fenomeno di concentrare i  posti  letto  nelle
  città  diventa un fatto antieconomico oltre che antisociale e anche
  contro  l'organizzazione, c'è un problema  che,  invece,  riguarda,
  appunto, la razionalizzazione dei servizi e del sistema.
   Allora,  piuttosto  che preoccuparmi, visto  che  rappresenta  ben
  minima  spesa, del problema dei Coordinatori sanitari di distretto,
  mi  preoccuperei, ad esempio, delle aziende del territorio, le ASP,
  di  quelle  che sono le figure, delle misure, delle unità complesse
  dove  probabilmente esistono direttori di se stessi, dove  esistono
  realtà  in cui c'è bisogno di fare una reale verifica ed un'analisi
  dei  costi  che porterebbe, forse, ad una reale economia di  questi
  ultimi di almeno venti volte tanto di quello che potrebbe essere il
  problema  dei  Coordinatori  sanitari e  quindi  amministrativi  di
  distretto.
   Mi  pare  di  capire che anche l'Aula abbia questo  orientamento,o
  cioè  che  questo deve essere un argomento da accantonare. Dobbiamo
  far  sì  che  esista nell'organizzazione questa  presenza  che  può
  essere  anche  di razionalizzazione del sistema. Il tema  l'avevamo
  già  affrontato l'anno scorso e abbiamo, con senso di equilibrio  e
  di  prudenza,  fatto  sì che si determinasse  la  sopravvivenza  di
  queste  figure che ritengo siano vive anche quest'anno,  poi  penso
  che  l'argomento  vada in seguito affrontato  in  un  contesto  più
  complessivo  e  non in un momento di fattispecie  tipica  quasi  ad
  evidenziare  un bersaglio come se con esso la sanità potesse  avere
  dei passi avanti: avrebbe dei passi indietro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Venturino.  Ne  ha
  facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ancora  una
  volta,   molto  brevemente,  perché  francamente  non  si   possono
  ascoltare degli interventi dove si prova, per qualche motivo, a far
  passare  questo  articolo 9 come il toccasana dei  problemi  legati
  alla  disabilità. E' stato già ampiamente spiegato: è chiaro che  a
  tutti  quanti  in  questa Assemblea sta a  cuore  il  problema  dei
  diversamente abili, ed è un problema che sicuramente la sanità deve
  affrontare  con  serietà,  ma qua si sta parlando  d'altro,  di  un
  articolo che non porta nessun beneficio.
   Quando  l'onorevole  Zito dice:  risparmiamo  e  storniamo ,  dice
  delle cose che non sono fondate, perché sappiamo benissimo, è stato
  spiegato  anche dall'onorevole D'Agostino prima, che  ci  sono  dei
  contratti che prevedono già questi ruoli e, se sopprimiamo i ruoli,
  continueranno  ad essere pagati, perché i soldi di  questi  signori
  non  arrivano dai fondi dell'(ASP) ma sono fondi contrattuali e non
  possono essere toccati, visto che passano sotto una più restrittiva
  normativa nazionale.
   Ancora  una volta, quindi, si viene qua sopra per dire delle  cose
  che  non  hanno nessuna base reale, ancora una volta  soltanto  per
  fare - e questa volta lo dico io, signor Presidente - passerella.
   Questo  articolo va soppresso perché non porta alcun  vantaggio  a
  nessuno.  Altra  cosa  invece è dire  quello  che  diceva  poco  fa
  l'onorevole Di Giacinto, giustamente: bisogna intervenire,  bisogna
  fare  in  modo  che  queste figure, laddove  confermate,  veramente
  svolgano  un'attività che porti dei benefici  a  tutta  la  sanità,
  soprattutto a chi di sanità, purtroppo, ne ha bisogno.  Quindi,  se
  una  volta   per  tutte, la finiamo di venire qua,  come  ha  fatto
  adesso  l'onorevole Turano, parlando di  soldi e di cose, cerchiamo
  di  dare a quest'Assemblea un respiro un po' diverso, volando tutti
  quanti un po' più in alto, perché mi sa che stiamo esagerando.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fiorenza.  Ne  ha
  facoltà.

   FIORENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  semplicemente per attestare un principio che è già stato  enunciato
  da  diversi colleghi che mi hanno appena preceduto e che  è  quello
  della  soppressione dell'intero articolo, credo sia indispensabile,
  assessore.
   La  soppressione di cariche come quella del coordinatore sanitario
  e  del  coordinatore amministrativo, non credo che, obiettivamente,
  rappresenti  per  l'intera  Regione siciliana  e  per  il  comparto
  complicato che, peraltro, vive da molti anni, quello della  sanità,
  una  risoluzione complessiva dei problemi. Vero è che ogni problema
  va affrontato con serietà, con razionalità, ma porre in antitesi in
  un  modo,  peraltro,  che mi sembra eccessivo,  la  presenza  delle
  figure  con quello di un problema molto più impegnativo  nella  sua
  risoluzione,  che  è  quello delle attività sportive  dei  disabili
  oppure delle persone affette da autismo, credo rasenti forse  anche
  un  cattivo gusto che penso non appartenga né a lei né tantomeno  a
  tutta l'Aula.
   Il  problema  va quindi posto in maniera assolutamente differente.
  Se  vogliamo rappresentare, se vogliamo essere davvero operativi in
  quello  che  è  oramai un solco tracciato sul risparmio  sanitario,
  tracciato peraltro anche dal precedente Governo, credo che  bisogna
  intervenire su fatti molto più seri e molto più importanti.
   A  che  punto  sono le soppressioni degli ospedali inutili,  della
  replicazione  di reparti all'interno degli stessi ospedali,  a  che
  punto  è  - questa è la domanda più importante e cocente  -  a  che
  punto siamo con quello che è un problema che attanaglia non solo la
  nostra   Regione,  ma  in  modo  più  completo,  l'intero   sistema
  sanitario, il risparmio, per esempio, sui farmaci?
   Lei,  da laureata in farmacia, da farmacista, conosce bene  questo
  settore,  sia per la funzione che ha svolto anche prima  di  essere
  Assessore per la salute della Regione siciliana, credo che a questo
  argomento   bisogna  mettere  immediatamente   le   mani,   bisogna
  affrontarlo con grande serietà.
   Bisogna   che  la  figura  dello  stesso  farmacista   abbia   una
  rivalutazione forte. Ci vuole non un servizio di farmacia  in  ogni
  ospedale  ma un farmacista per ogni reparto, così come  avviene  in
  quei  Paesi  dove la sanità funziona e funziona forse anche  meglio
  rispetto  a  quello  che  viene preso come modello  per  i  sistemi
  occidentali che è il sistema italiano. La figura del farmacista  in
  ogni  reparto produrrebbe un effetto straordinario di risparmio  su
  quella  che  è  diventa  una  sacca  di  spreco  intollerabile   ed
  insopportabile.
   Le  grandi lobby oramai hanno conquistato il nostro Paese e questo
  non è più tollerabile. Che la Sicilia diventi capofila di risparmio
  in   questo  settore  introducendo  immediatamente  un  sistema  di
  risparmio  razionale che parta anche dai medici di base che  devono
  da  ora in poi, se vogliono fare sul serio, prescrivere farmaci  in
  modo  razionale  non più utilizzando il sistema della  prescrizione
  per  scatole ma utilizzando il sistema di prescrizione unitario per
  ogni tipologia di farmaco.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ho chiesto di intervenire per affermare alcuni  principi
  che  hanno  sostenuto  l'idea  di poter  sopprimere  queste  figure
  nell'ambito   di  quel  contesto  organizzativo   che   era   stato
  individuato  dalla legge di riforma. La legge di  riforma  è  stata
  sicuramente  una  legge  innovativa che  ha  inteso  razionalizzare
  l'assetto del Servizio Sanitario quale oggi si configura,  però,  a
  distanza di alcuni anni dalla sua emanazione, oggi, siamo in  grado
  di  potere  affermare quali sono gli eventuali ambiti  che  possono
  subire  eventuali  miglioramenti. L'idea di  razionalizzare  figure
  come  quella del coordinatore sanitario ed amministrativo derivava,
  come  segnalato più volte dagli interventi che mi hanno  preceduto,
  dall'esigenza  di  dovere realizzare dei percorsi  di  integrazione
  ospedale-territorio   che   forse   costituiscono   l'aspetto   più
  vulnerabile nell'applicazione della legge di riforma.  Per  cui  si
  era   ritenuto  che  queste  due  figure,  così  come   individuate
  nell'ambito  di  ciascun distretto ospedaliero e di  ciascuna  area
  territoriale  fino ad un numero complessivo di 58 coordinatori  tra
  sanitari   e   amministrativi  in  tutta  la   Regione,   potessero
  determinare questa dicotomia che poi si è realizzata tra ospedale e
  territorio,  rendendo difficoltosa l'integrazione  tra  questi  due
  ambiti  che non sempre tra loro dialogano. Vorrei che questa  norma
  non  venisse  intesa, come purtroppo è accaduto, come  una  manovra
  economica  o comunque rilevante sotto il profilo economico  perché,
  come   è   stato  più  volte  detto,  l'economia  derivante   dalla
  sottrazione di queste figure è una economia di sistema che  rientra
  all'interno delle risorse del personale e che non determina  grandi
  e  sostanziali  risparmi.  La norma doveva  essere  vista  solo  ed
  esclusivamente come un tentativo di realizzare questo  percorso  di
  integrazione  eliminando o comunque facendo in  modo  che  funzioni
  venissero  assorbite  da  un'unica figura  possibilmente  senza  la
  necessità di dovere riconoscere una indennità aggiuntiva.
   Volevo anche precisare che si tratta di dirigenti che già occupano
  posizioni  apicali  all'interno delle  aziende  sanitarie,  quindi,
  anche  una  eventuale  soppressione  di  tali  figure  non  avrebbe
  determinato  alcun sconvolgimento nell'assetto delle aziende  sotto
  il profilo del demansionamento di questi profili in quanto, ripeto,
  si  tratta  di  dirigenti di struttura complessa che in  ogni  caso
  mantengono questo loro incarico all'interno dell'azienda.
   Per  quanto concerne poi l'aspetto legato al comma 3, ritengo  che
  debba  intendersi  quale inserimento in via incidentale  anche  nel
  contesto   di  questa  norma  perché  non  è  sicuramente   l'unico
  intervento  che  deve  essere pensato  in  favore  dei  disabili  o
  dell'autismo.
   Come  è  stato  più  volte  ricordato già  il  Servizio  Sanitario
  riconosce  lo  0,1 per cento del Fondo Sanitario per iniziative  in
  favore  di  soggetti  che hanno problematiche legale  allo  spettro
  autistico    tant'è   che  da  quest'anno   abbiamo   chiesto   una
  rendicontazione  accurata di come vengono  spese  queste  somme  da
  parte delle aziende e vi dico che già delle iniziative concrete  si
  stanno assumendo e sono visibili a chiunque, soprattutto nelle aree
  metropolitane di Palermo, Catania e Messina, con riferimento  anche
  alla  creazione  di  centri  diurni  riabilitativi,  così  come  al
  rafforzamento di tutte le procedure per la diagnosi precoce.
   Certamente,  non  è  da pensare che questo sia un  intervento  che
  possa risolvere, come è stato detto, le problematiche relative alla
  disabilità, proprio in ragione del poco significativo risparmio che
  verrebbe fuori dalla soppressione di queste figure.
   Certamente, l'Aula è sovrana nella decisione circa il mantenimento
  o  meno  di  questo  articolo, però per un  principio  di  coerenza
  sicuramente  il Governo doveva esplicare quali sono le ragioni  che
  hanno  dato  luogo  all'idea di poter razionalizzare  anche  queste
  figure all'interno del Servizio sanitario.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  9.1,  soppressivo
  dell'articolo, identico agli emendamenti 9.2, 9.6, 9.4, 9.5 e 9.7.

   CANCELLERI.  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio  palese
  nominale.

   PRESIDENTE. Si proceda con la verifica dei richiedenti.

   (La  richiesta appoggiata a termini di Regolamento dagli onorevoli
  Alongi,   Assenza,  Cancelleri,  Cappello,  Ciaccio,  D'Asero,   Di
  Giacinto, Dina, Ferreri, Figuccia ed altri)

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 9.1

   PRESIDENTE.  Essendo la richiesta appoggiata il Presidente  indìce
  la votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 9.1:
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti           72
   Votanti          72
   Maggioranza  37
   Favorevoli       36
   Contrari           34
   Astenuti             2

                       (L'Assemblea non approva)

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

                                     (La  seduta,  sospesa  alle  ore
  17.20, è ripresa alle 17.21)

   La seduta è ripresa.

   Siamo ancora all'inizio della finanziaria e, su ogni articolo,  ho
  almeno  20 interventi. Siete un poco tutti agitati o siamo agitati,
  non so come parliamo complessivamente, parlo per me stesso.
   Onorevoli  colleghi, sospendo nuovamente la seduta  e  convoco  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in Sala  lettura
  Deputati.

                                        (La seduta, sospesa alle  ore
  17.22, è ripresa alle ore 17.44)

   La seduta è ripresa.
   Si passa all'emendamento 9.10 a firma Laccoto e Gucciardi.
   Onorevole Laccoto, lo mantiene o lo ritira?

   LACCOTO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.8 dell'onorevole Forzese. L'emendamento
  decade per assenza del firmatario. Decade l'emendamento.
   Si  passa all'emendamento 9.11 degli onorevoli Di Mauro, Lombardo,
  Federico  ed al relativo subemendamento di riscrittura,  il  9.11.1
  sempre degli stessi firmatari, sostitutivo dell'emendamento 9.11.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, volevo un  chiarimento  di  ordine
  tecnico:  se  ritiro questo emendamento che cosa succede?  Si  vota
  l'intero  articolo 9? Se ritiro l'emendamento lei pone in votazione
  tutto l'articolo 9?

   PRESIDENTE. Sì. Allora, lo ritira?

   DI MAURO. Ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 9.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 9

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore dell'articolo
  9 prema il pulsante verde; chi vota contro prema il pulsante rosso;
  chi si astiene prema il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti       71
   Votanti      70
   Maggioranza 36
   Favorevoli   38
   Contrari       32

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                 Spese di pulizie e servizi ausiliari

         1.  Nell'ambito  del sistema sanitario  regionale,  alla
     società  Sicilia emergenza urgenza sanitaria (SEUS)  possono
     essere  affidati  servizi ausiliari sanitari  secondari  con
     divieto di nuove assunzioni ai sensi dell'articolo 1,  comma
     10,  della  legge  regionale  29  dicembre  2008,  n.  25  e
     successive modifiche ed integrazioni».

   Si  passa all'emendamento 10.1 a firma Lo Sciuto, Di Mauro,  Greco
  Giovanni,  Federico, Lombardo e Fiorenza, precisando  che  si  vota
  solo la I parte, cioè  il comma 1 è soppresso', la II parte non  ha
  ragione di esistere e  ai maggiori oneri si provvede', questa parte
  è stralciata d'ufficio.
   Pongo  in votazione l'emendamento 10.1, I parte.  Il parere  della
  Commissione?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore della  maggioranza.
  Contrario

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE .  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 10.2 degli onorevoli Falcone, Pogliese,
  Vinciullo, Assenza e Figuccia. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della Commissione e relatore della  maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 10.3 del Governo.

   DINA,  presidente della Commissione e relatore della  maggioranza.
  Vorrei  sottoporre al Governo un emendamento: il 20% dell'eventuale
  aumento del personale. In Commissione eravamo rimasti così.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  la questione non è legata alle vicende dell'aumento  del
  personale;  la  questione è che noi dobbiamo  dare  un  segnale  di
  attenzione  rispetto  sia  all'utilizzo  del  personale   precario,
  all'utilizzo  dei  PIP, degli RMI, perché altrimenti  tutte  queste
  spese che noi sosteniamo non si capisce perché le facciamo. Non  si
  capisce perché ricorriamo contestualmente all'esternalizzazione dei
  servizi e a misure a volte sociali, persino, di assunzioni rispetto
  a personale che non era neanche regionale, parliamoci chiaro, e che
  negli anni, invece, abbiamo incardinato nella spesa della Regione.
   Fra l'altro qui c'è un tema anche delicato, quello che attiene  la
  SEUS  con  le responsabilità contabili che ci si attribuiscono.  E'
  una vicenda difficile che noi vorremmo chiudere anche rispetto alla
  vicenda della Corte dei Conti.
   Noi  cos'è  che  diciamo qui? Che nei punti,  negli  appalti,  poi
  spetta  ai dirigenti studiare spetta ai dirigenti, studiare qual  è
  la  congruità  dell'appalto, intanto c'è il rimpiazzo  normale  del
  turn over,  la gente che va in pensione eccetera.
   Si mette un 20% di quota che viene riservata al personale precario
  che  può avere quella struttura ma mi pare una misura che cerca  di
  inserire persino il lavoro coi precari perché gli dà la possibilità
  di  stabilizzare all'esterno il loro rapporto di lavoro  e  non  di
  essere sempre mantenuti dalla Regione.
   Dopo  di  che,  se  noi diciamo  licenziati ,  allora  chi  prende
  l'appalto ha conquistato vita natural durante il diritto a rimanere
  sempre in quella azienda? Poi ci sono i requisiti che vengono messi
  nel  bando  di  gara, sulla base del decreto Morese, che  danno  la
  continuità  del  rapporto di lavoro per chi ci  sta.  Tutte  queste
  combinazioni, quindi, vanno rispettate ma è una indicazione che  dà
  la  legge e che ritengo che poi non crei tutti questi problemi. Non
  li  crea onestamente perché eravamo partiti da un comma che diceva:
  prima di fare appalti esterni utilizza i precari che hai, dov'è che
  c'è stata la reazione del mondo delle imprese.
   Dopo  di che, se dobbiamo passare alla logica che anche il  20%  è
  già  un 20% di mediazione che cerca di non creare un conflitto  per
  dire  che  niente  deve cambiare, perché fino a  quando  questi  ci
  stanno  staranno  all'infinito e nulla si potrà  modificare  e  noi
  dobbiamo   avere  sempre  e  per  forza  personale  precario   alle
  dipendenze  della Regione quando potremmo pagare una parte  con  le
  spese  che  destiniamo ai servizi, sarebbe una norma pure  di  buon
  senso, per cui noi sinceramente la vorremmo mantenere così.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Onorevole  Presidente Crocetta, l'emendamento proposto tiene  conto
  del  fatto  che  una clausola di salvaguardia vigente  in  tutti  i
  servizi  e  gli  appalti che riguardano l'ausiliariato  prevede  la
  salvaguardia  di  questo  personale,  qualora  subentrino   notizie
  diverse da quelle che in atto svolgono quel tipo di lavori,  quindi
  è  una  guerra tra poveri che viene instaurata, nel senso che viene
  eliminata questa clausola di salvaguardia per il 20%.
   La  proposta  sarebbe: se c'è un incremento  di  personale  legato
  all'appalto, il 20% di questo incremento, se non di più, riservarlo
  al  personale di cui agli articoli 35 e 36, ma anche al 100%, se il
  Governo  lo ritiene, però, è importante mantenere delle garanzie  a
  quei  lavoratori che in atto svolgono questi lavori che sicuramente
  non  hanno alte retribuzioni: si parla di retribuzioni di 500,  400
  euro  mensili,  per cui mi pare che poter garantire  questo  minimo
  vitale  a  questi  lavoratori è una missione  che  il  Governo  può
  intestarsi.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  sostanza,
  all'interno  dell'organigramma del 118, come dire, si riscontra  in
  ambiti  provinciali uno scompenso, uno squilibrio di unità, che  ha
  implicato  diversi tentativi di riequilibrare le  piante  organiche
  trasferendo personale, che ha all'incirca uno stipendio intorno, ai
  1.200, 1.400 mensili, da una provincia all'altra.
   Ora,   c'è  la  disponibilità,  da  parte  di  tutte  le   aziende
  ospedaliere, per evitare questi dolorosissimi percorsi di mobilità,
  di  riassorbire  all'interno  dei servizi  che  l'ASP  rende,  quel
  personale  che  dovesse rivelarsi in esubero nella  postazione  del
  118, nell'organigramma 118 di quella provincia.

     DINA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza. Il
  comma 1 dell'articolo 1 riguarda il 118 e dà questa facoltà.

   DIGIACOMO.  Intanto c'è questa possibilità. Io mi  permetterei  di
  dire,  per quanto riguarda l'emendamento del Governo, di ritirarlo,
  perché la norma già di per se, secondo me, è perfetta, e dà facoltà
  di  riassorbimento  all'interno delle aziende, per  operazioni  che
  possono  svolgere i cosiddetti ausiliari del 118 in  condizioni  di
  potenziale  mobilità. Credo che non sia necessario, poi ripeto,  il
  Governo  si  determini  come  ritiene più  opportuno,  però  io  lo
  lascerei  l'argomento  nella  sua  essenzialità  perché  mi  sembra
  esaustivo.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  confermare  che  è  nobile l'idea del Presidente della  Regione  di
  iniziare  un percorso diverso per quanto riguarda questo personale,
  ma   purtroppo,  Presidente,  in  questo  momento  e   per   questa
  percentuale  si crea confusione perché il 20 per cento,  conoscendo
  bene  come  gestiscono le cooperative il servizio, questo personale
  abituato  in  un  certo  modo,  va sicuramente  a  cozzare  con  il
  personale interno.
   Secondo  me  una  proposta più importate, va alla valutazione  del
  Governo, sarebbe quella di dividere i servizi. Siccome parliamo  di
  personale  che  può  fare  pulizia,  facchinaggio  e  manutenzione,
  possiamo dividere i servizi ed iniziare un percorso diverso, e sono
  d'accordo con lei, signor Presidente, a far si che questo personale
  finalmente porti beneficio alla società.
   Ma  l'emendamento, così com'è in questo momento, va a cozzare  con
  il personale. Dividere i servizi è importante.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo me qui  la
  questione  è  che si vede la politica e la pubblica amministrazione
  sotto  aspetti diversi. Mi rivolgo all'assessore Bianchi che  spero
  sarà  pronto a rispondere e a spiegarmi questa cosa alla  fine  del
  mio intervento.
   Assessore  Bianchi, voi vorreste destinare il 20 per  cento  della
  quota  del  personale  necessario  per  l'esecuzione  dell'appalto,
  secondo  anche  quanto  dice  l'onorevole  Dina.  Ma  portiamo  una
  fattispecie  concreta. Un'azienda che ha dieci dipendenti,  rivince
  l'appalto e deve garantire i dieci dipendenti. Se aumenta l'appalto
  del  20 per cento, vi sono due dipendenti, quindi deve prendere due
  dipendenti  di  questi  e il 20 per cento  di  due  dipendenti,  un
  braccio  lo sega per esempio a un PIP e lo incolla a uno di  questi
  due  Ma cosa stiamo dicendo  O siamo per l'esternalizzazione o  no
  Questo  è  il  punto  Non puoi accontentare tutti e  due  i  mondi
  Allora  si dice che l'amministrazione non esternalizza più  niente,
  perché  questa  è  una finanziaria di rigore, e quindi  utilizziamo
  quello che abbiamo.
   Signor  Presidente,  io ho presentato sui PIP un  emendamento  che
  diceva che  se in una stanza ci sono cinque dipendenti, quattro  di
  ruolo  e  un PIP , a cui lei ha dato attenzione,  quattro  vanno  a
  fare  il  corso di aggiornamento, questo rimarrà là e non  farà  il
  corso  di aggiornamento . Ma come lo vogliamo fare crescere  questo
  personale?  Delle due l'una: o esternalizziamo o internalizziamo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  a volte ho la sensazione che facciamo discorsi surreali.
  Vorrei  vedere  voi,  manager della sanità  o  di  qualsiasi  altro
  dipartimento della Regione, che vi trovate ad avere i famosi 50 PIP
  di  cui  parla l'onorevole Milazzo e mandate in appalto un servizio
  esterno.
   Lo  volete venire a spiegare di fronte alla Corte dei Conti perché
  esternalizzate  un  servizio in presenza  di  personale  che  avete
  assegnato? Il problema è che qui vogliamo fare quadrare il tutto  e
  il  contrario  di tutto. E soprattutto non dobbiamo  cominciare  ad
  introdurre nessuna modifica. Il vostro rifiuto ad applicare  questa
  riserva  del  20 per cento potrebbe portare conseguenze  molto  più
  gravi  dal punto di vista occupazionale perché potrebbe determinare
  la  volontà in alcuni manager seri e rispettosi della legge e della
  contabilità  della  pubblica amministrazione a  non  esternalizzare
  quei servizi.
   Quindi, a noi sembrava già un emendamento di mediazione che  cerca
  di  recuperare  due volte. Poi quando questo entrerà  nella  storia
  della Corte dei conti prossima, sul giudizio che noi facciamo sugli
  appalti,  vuol  dire  che  si provvederà.  Però,  siccome  noi  non
  lavoriamo  solo  per il presente ma anche per il  futuro,  vorremmo
  dirci domani, con orgoglio, che non c'entriamo con questo disastro,
  non abbiamo contribuito ad aggravarlo e a confermarlo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, secondo me noi rischiamo di creare un po'
  di confusione.
   Noi  avevamo presentato un emendamento che tendeva al contenimento
  dei costi, nel senso che nel momento in cui si devono rinnovare dei
  contratti pensavamo di applicare un'ulteriore riduzione. Qua,  cosa
  stiamo facendo sostanzialmente?
   Da  un  lato  il  Governo intende procedere e  continuare  con  le
  esternalizzazioni,  chiedendo  alle  stesse  aziende   private   di
  assumere  un 20 per cento. E sotto un profilo di principio  sarebbe
  giusto,  ma  sotto  un profilo pratico questo principio  cozza  con
  un'esigenza,  che  è  quella del livello  occupazione  che  già  le
  aziende devono garantire ai lavoratori preesistenti.
   A  questo  punto subentra l'emendamento dell'onorevole  Dina,  che
  sembrerebbe  conciliare  l'uno  e  l'atro,  ma  in  questo   senso,
  incrementando,    consentiamo   ed   autorizziamo    la    pubblica
  amministrazione ad esternalizzare, incrementando anche le forniture
  di beni e servizi.
   Io  ricordo  il  primo  disegno di  legge  che  abbiamo  fatto  in
  quest'Aula che è stato l'esercizio provvisorio, che all'articolo  3
  prevedeva  che  tutte le aziende che concorrevano  nei  vari  bandi
  della  Regione  dovevano assumere il 20 per  cento  dei  cosiddetti
  precari.
   Questa  è stata una norma nei cui confronti noi ci siamo schierati
  apertamente  contro, perché sotto un profilo era  giusta  sotto  un
  profilo  pratico  avrebbe cozzato e non sarebbe  stata  attuata  ed
  applicata.
   Io  non  vorrei  che si facesse un passo avanti  e  due  indietro.
  Secondo  me è giusto mantenere l'articolo così come è uscito  dalla
  Commissione,  poi  se il Governo vuole creare  un  vero  e  proprio
  contenimento  di  spesa, può dire che per i nuovi contratti  si  fa
  divieto all'esternalizzazione e si procede soltanto con le aziende.
   Ma,  Presidente,  se  la  maggioranza in Commissione  ha  bocciato
  questo  non  è opposizione, noi in Commissione siamo sei componenti
  rispetto  ad otto. E' come per l'articolo 9, in Commissione  si  fa
  una cosa, in Aula se ne fa un'altra.
   Allora,  qui  vi  è  contraddizione nella maggioranza,  Presidente
  Crocetta.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  in  effetti  mi
  sembra  che in questo modo il Presidente della Commissione bilancio
  venga in aiuto al Governo in riferimento all'ipotesi di incremento.
   Evidentemente  viene  data la possibilità di fare  riferimento  al
  bacino qualora dovesse esserci un incremento delle attività  ed  in
  quel   caso   si  farebbe  riferimento  ai  lavoratori   dei   PIP.
  Diversamente fare riferimento ad una ipotesi di 20%, mi  sembra  di
  mescolare due cose che, tra di loro, non c'entrano nulla.
   Noi,   da   una   parte,  parliamo  di  imprese  di  sviluppo   e,
  contestualmente, bacchettiamo quelle aziende che dovrebbero  essere
  il  valore  dello sviluppo perché, quelle stesse aziende che  hanno
  attività  e  che  svolgono attività presso le strutture  sanitarie,
  sono  anche quelle aziende che occupano posti di lavoro. E' stimato
  un  impegno  di circa 50 mila unità e mi sembrerebbe assurdo  dover
  penalizzare quelle altre.
   Mi  sembra, invece, che sugli operatori, sui lavoratori cosiddetti
  PIP, andrebbero svolte delle attività a loro sostegno incrementando
  il  fondo ed evitando, quindi, di mischiare tra loro questioni che,
  tra di loro, non hanno nulla in comune.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dal dibattito che il Presidente ha
  definito  surreale, stiamo entrando troppo nel tecnico. Ad esempio,
  sulla  base  del sub-emendamento della Commissione,  stiamo  avendo
  anche qualche problema di interpretazione.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor Presidente, una gara di pulizia ha un capitolato, un costo e
  le imprese utilizzano, per quell'attività, un determinato numero di
  persone  che,  in  atto,  sono salvaguardate  da  una  clausola  di
  salvaguardia;  se  cambia  l'impresa,  quel  personale   è   sempre
  garantito.
   Se dovesse subentrare la necessità, per l'impresa, di aumentare il
  personale per svolgere quel tipo di attività potrà ricorrere per il
  20%  al personale di cui all'articolo 35, per il 20% soltanto, solo
  nei casi in cui c'è un incremento. Nel caso contrario, così come  è
  scritto nell'emendamento del Governo, significherebbe che l'impresa
  dovrebbe  mandare  a  casa il personale che ha  per  far  posto  ai
  precari della Regione.

   PRESIDENTE. Scusate, è un principio di carattere generale  perché,
  comunque,  la  norma  vale  per  il  futuro,  quindi  nel  caso  di
  affidamento successivo all'entrata in vigore della legge.

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero anche  di
  poter offrire un contributo a questo ragionamento.
   Premetto  che  condivido  pienamente le  intenzioni  del  Governo,
  ritengo  che  sia  un  segnale positivo e  che  sia  giusto  che  i
  lavoratori  che  noi  paghiamo e che abbiamo interni  alla  Regione
  possano essere impiegati anche per altri mansioni perché mi rifiuto
  di  pensare  che  oggi siano dei nullafacenti  e,  quindi,  debbono
  essere impiegati in servizi che servono alla Regione.
   Ma  è vero quello che ha detto chi mi ha preceduto e quello che ha
  detto,  poco  fa,  il Presidente Dina: una ditta che  oggi  espleta
  servizi  per conto di una ASP, piuttosto che di un'altra struttura,
  visto che stiamo parlando, comunque, di servizio sanitario e ha  in
  organico 100 dipendenti, nel momento in cui cessa il suo contratto,
  si  fa  una gara e vince un'altra ditta, ha sempre una clausola  di
  salvaguardia  per  i  lavoratori che sono  andati  via  e,  quindi,
  riassume i 100 lavoratori.
   Quindi,  delle  due l'una: qui dobbiamo essere onesti  e  franchi,
  facciamo questo, li costringiamo a licenziarne 20 e prenderne altri
  20.
   Siccome  non è un bel messaggio quello che diamo fuori rispetto  a
  questi  lavoratori oggi impiegati, comunque, nel servizio  pubblico
  sanitario, e siccome le ditte che oggi espletano questi servizi per
  conto  delle varie ASP le abbiamo audite in Commissione, e ci hanno
  detto  che  c'è  un turnover nell'anno elevatissimo,  probabilmente
  superiore anche al 30-40%, diventa inevitabile, che le due cose  si
  conciliano.
   Io  direi,  Presidente Crocette, che la sua proposta  ed  il  sub-
  emendamento  del  Presidente  Dina  potrebbero  essere  addirittura
  migliorati dicendo che tutti i nuovi lavoratori, quindi ben più del
  20%,  ben più del 30% che lei ha indicato nella sua proposta, tutti
  i  nuovi assunti debbono essere, prioritariamente, presi da  questa
  lista che realizza la Regione.
   Le  assicuro che saranno ben più del 20% da lei proposti,  saranno
  forse il 30 o il 40% nell'anno.
   Se  la  proposta passa, la nuova ditta prenderà il 20%  da  questa
  lista  regionale,  dopo  di  che non  ha  più  nessun  obbligo  nei
  confronti della Regione.
   Durante  l'anno,  normalmente, il 40% di questi lavoratori  cambia
  mestiere, verranno assunti fuori da questa lista. Le dico  di  più:
  se  noi  facciamo in modo di garantire i lavoratori  che  ci  sono,
  sappiamo  che  le statistiche ci dicono questo - e  le  statistiche
  sono  dati di fatto - diciamo che tutti i nuovi assunti,  che  sono
  ben  più  del  20%,  debbano  essere  presi  da  questa  lista  che
  ovviamente ci darà la Regione, non so quale dipartimento,  immagino
  quello  per  la  sanità, credo che abbiamo centrato ben  più  degli
  obiettivi che lo stesso Governo si è prefissato fino ad ora  e  non
  abbiamo  commesso  nessuna ingiustizia perché vi  assicuro  che  ci
  ritroveremo  contro  non soltanto questi dipendenti  regionali  che
  sono  demansionati - e qui non hanno nessuna ragione  e  in  questo
  caso  avremmo ragione noi - ma ci ritroveremmo contro  migliaia  di
  lavoratori  che  si  preoccuperanno  delle  loro  sorti,  perché  è
  inevitabile  che  usciranno fuori dal giro del  lavoro.  Credo  che
  invece  in  questo modo lei, Presidente, centra il suo obiettivo  e
  anzi lo raddoppia. Le assicuro che è una soluzione di buon senso.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  concordo
  con  quanto  affermato  dal  Presidente delle  Commissione  proprio
  perché il riservare il 20% del personale, soprattutto di quello che
  non  è  in  esubero,  significa creare altra disoccupazione  perché
  abbiamo,  così  come  dicevano i colleghi che mi  hanno  preceduto,
  audizioni  soprattutto  per quanto riguarda  le  cooperative  e  la
  preoccupazione   era  quella  del  personale   e   della   garanzia
  occupazionale.  Quindi  significa che salvaguarderemmo  sempre  una
  categoria,  tra  l'altro  di personale che abbiamo  già  abbastanza
  garantito,  anche  a  discapito di quelle  che  possono  essere  le
  opportunità che si possono aprire anche a seguito di una  gara,  di
  un   esternalizzazione  del  servizio.  Mentre  sono  perfettamente
  d'accordo  con  l'articolo  10, perché rivede  tutta  la  questione
  dell'esubero del 118 e quindi quella riutilizzazione del personale,
  che  di  fatto  veniva  già  effettuata, veniva  eseguita,  ma  non
  assolutamente sulla riserva del 20%.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  penso
  che su una norma del genere, che appare non risolutiva dei problemi
  di  questa  regione,  rischia  di  passare  un  messaggio  che  poi
  all'esterno genera molta preoccupazione. La prima: la norma che era
  già  scritta e che la Commissione ha espunto, e che ora il  Governo
  in  altra  forma  ripropone nell'emendamento che stiamo  trattando,
  riguarda  l'Amministrazione  regionale  e  gli  enti  sottoposti  a
  vigilanza  e  controllo di cui alla legge 10  del  2000,  cioè  non
  riguarda  l'Amministrazione sanitaria,  quindi  non  c'entra  nulla
  l'emendamento  del  Governo  con le  aziende  sanitarie,  le  quali
  aziende  continueranno  a fare le attività di  pulizia  secondo  le
  attuali norme vigenti.
   Questo  lo  dico  perché si è generata una grande  preoccupazione,
  anche  perché lei, Presidente Crocetta, più volte ha ricordato  che
  il suo è un Governo che pur nell'azione necessaria di bonifica e di
  risanamento, mai farà  macelleria sociale'. Parliamo del  personale
  delle  pulizie,  personale  che,  in  questi  anni,  in  tutte   le
  Amministrazioni  è  stato quello che ha  subito  più  di  altri  la
   macelleria sociale'. E questo perché ogni appalto che si fa c'è un
  ribasso  superiore  a  chi l'aveva vinto la volta  prima  e  questo
  ribasso lo paga la povera gente.
   Presidente Crocetta, quello della SUES invece è corretto, ed io le
  chiedo di ritirare lo questo emendamento.

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.  Dichiaro   di   ritirare
  l'emendamento 10.3.

   PRESIDENTE.  Pertanto  il subemendamento 10.3.1  è  da  intendersi
  decaduto.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11
        Contenimento delle spese del settore pubblico regionale
                      e delle società partecipate.

   1.   Le  disposizioni  previste  dall'articolo  16,  comma   4   e
  dall'articolo 18, comma 1 della legge regionale 12 maggio 2010,  n.
  11 si applicano anche per il triennio 2014-2016.

   2.  Al  comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 16  gennaio
  2012,  n. 9 e successive modifiche ed integrazioni la parola  2014'
  è sostituita con la parola  2015'.

   3.  Al  comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale  15  maggio
  2013, n. 9 la parola  2014' è sostituita con la parola  2015'.

   4.  Per le finalità previste dalla legge regionale 12 maggio 2010,
  n.   11,    è   autorizzata,  per  l'esercizio  finanziario   2014,
  l'ulteriore  spesa di 38.355 migliaia di euro, di cui  euro  29.284
  migliaia   per   i  servizi  resi  in  favore  dell'amministrazione
  regionale   o di altri enti regionali consorziati (U.P.B. 4.2.1.1.2
  -  Capitolo 212533) ed euro 9.071 migliaia per il finanziamento  di
  una  quota  non superiore al 62,30 per cento del costo dei  servizi
  resi  in favore degli enti del settore sanitario (U.P.B. 11.2.1.1.2
  - Capitolo 412539).

   5.  Per  le  medesime  finalità del comma  4  è  autorizzata,  per
  ciascuno  degli esercizi finanziari 2015 e 2016 la spesa  annua  di
  57.532  migliaia di euro, di cui euro 43.926 migliaia per i servizi
  resi  in  favore dell'amministrazione regionale  o  di  altri  enti
  regionali  consorziati ed euro 13.606 migliaia per il finanziamento
  di una quota non superiore al 62,30 per cento del costo dei servizi
  resi in favore degli enti del settore sanitario.
   6. Previa convenzione con il competente Dipartimento regionale dei
  beni  culturali  e  dell'identità siciliana, la  SAS,  Società  per
  azioni   consortile,   è  autorizzata  ad  utilizzare  il   proprio
  personale  per  l'espletamento  di  servizi  aggiuntivi  nei  musei
  regionali. A tal fine il Dipartimento regionale dei beni  culturali
  e  dell'identità siciliana provvede ad inserire nei bandi  di  gara
  per  l'affidamento  di  servizi aggiuntivi  apposite  clausole  che
  prevedano la possibilità di utilizzo del predetto personale.

   7.  Le  società  a  totale  o maggioritaria  partecipazione  della
  Regione,  gli  istituti, le aziende, le agenzie,  i  consorzi,  gli
  organismi  ed enti regionali possono utilizzare, per lo svolgimento
  di  lavori  previsti  dal  comma  1 dell'articolo  14  della  legge
  regionale   6  aprile  1996,  n.  16  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  previa  stipula  di  convenzioni  con  il  competente
  Dipartimento  regionale  Azienda foreste demaniali,   il  personale
  facente parte del bacino forestale di cui agli articoli 45 ter,  46
  e  47  della  legge  regionale 16/1996 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni e al comma 7 dell'articolo 44 della legge regionale 14
  aprile 2006, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni.

   8.  È  fatto  divieto alle società ed enti di cui al  comma  7  di
  esternalizzare  servizi  per  i  quali  può  essere  utilizzato  il
  personale del bacino dei forestali».

   Si passa all'emendamento 11.1 degli onorevoli Formica ed altri. Il
  parere del Governo?

   BIANCHI, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 11.22, che è  assorbito  in  quanto  di
  identico contenuto.

   FORMICA.  Dichiaro di ritirare gli emendamenti 11.2,  11.3,  11.5,
  11.6 e 11.7.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Gli  emendamenti  11.4  e
  11.21 sono inammissibili.
   Si passa all'emendamento 11.23 a firma dell'onorevole Firetto.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore  Bianchi   per
  esprimere il parere.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, noi avevamo già previsto nello stanziamento una riduzione
  del   10%   rispetto  allo  scorso  anno,  un'ulteriore   riduzione
  metterebbe  anche qui a rischio il rinnovo dei contratti  e  quindi
  rischierebbe di avere un impatto sull'occupazione della SAS, quindi
  diciamo  che  il percorso di riduzione già è in atto, e  prevediamo
  per l'anno prossimo di incrementarlo; però per ora, a contratti  in
  essere, dobbiamo dare parere contrario.

   FIRETTO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 11.23.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Gli  emendamenti  11.4  e
  11.21 sono inammissibili.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 11.14 a firma dell'onorevole
  Falcone.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  intervenuto
  ieri  in Aula, e voglio dire al Presidente, perché ieri in sede  di
  bilancio  avevamo previsto quei 3/12 sulla scorta di  quella  norma
  che  avevamo fatto a dicembre scorso che prevedeva proprio  per  la
  SAS  19 milioni  di euro per i tre mesi.
   Stasera  con questo comma 4, invece, prevediamo per l'intero  anno
  38  milioni di euro. Allora, già ieri io avevo manifestato  le  mie
  preoccupazioni sulla scorta di questo articolo che conoscevamo  già
  perché apprezzato anche in Commissione, ed in ragione dell'articolo
  che abbiamo ieri approvato nelle tabelle.
   Siccome l'articolo 11 parla di contenimento di spese, se col comma
  4  prevediamo 38 milioni di euro e poi invece col comma 5  per  gli
  anni 2015-2016 facciamo lievitare in maniera esponenziale la spesa,
  è  chiaro che non abbiamo fatto un contenimento di spesa, ma  sotto
  un  titolo   contenimento di spesa  facciamo lievitare  invece  una
  spesa gradualmente e progressivamente negli anni.
   Allora  per il 2014 prevediamo qual è il limite di spesa.  Per  il
  2015  e  il 2016, a secondo delle disponibilità che avremo e  delle
  ragioni del bilancio prossime, poi possiamo determinarci meglio.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, mi sembra che le motivazioni siano corrette però dobbiamo
  verificare  solo un attimo se ci sono impegni di spesa,  perché  in
  tal  caso  la  previsione  sarebbe giustificata  da  questo  fatto.
  Altrimenti non avremmo difficoltà ad esprimere parere favorevole.

   PRESIDENTE. Allora accantoniamo l'emendamento, l'11.14.
   Si passa all'emendamento 11.7 a firma dell'onorevole Formica.

   FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 11.17 a firma dell'onorevole Di Mauro ed
  altri.
   Comunico   che   è   stato  presentato  dagli  stessi   firmatari,
  l'emendamento di riscrittura 11.17.1.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che  i
  servizi  aggiuntivi sono scaduti da tempo, quindi non c'è personale
  che in atto è in servizio e che dovrebbe transitare da un' area  ad
  un'altra e l'idea che questo servizio non debba essere aperto  agli
  esterni,  ma  debba  essere  aperto  per  intero  al  servizio,  al
  personale  già  in servizio, mi sembra una opportunità,  per  tanta
  disoccupazione  che c'è che non può essere mancata.  Allora  io  ho
  presentato  un  emendamento, e credo sia ragionevole utilizzare  il
  20%  del personale in atto in servizio alla SAS in maniera tale che
  il  resto  possa  essere assegnato a soggetti  disoccupati.  E'  un
  emendamento di buon senso se il Governo ritiene di accettarlo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  Il  problema è che la SAS è nata sostanzialmente  per  i
  Beni culturali, quindi dovremmo avere una stima esatta di quanto  è
  attualmente il personale utilizzato dalla stessa.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire
  una  cosa  sui  servizi  aggiuntivi, e credo  che  lei,  Presidente
  Crocetta abbia avuto anche diversi incontri dove tanta gente per  8
  o  9  anni  ha  lavorato presso i servizi aggiuntivi. Adesso  hanno
  perso il lavoro da quando questo appalto non è più in vita per  cui
  i  servizi  aggiuntivi  sono garantiti da un  personale  che  è  un
  personale interno e quindi questa gente è ancora a spasso.
   Le  promesse  che  aveva  fatto lei con i bandi  con  la  clausola
  sociale, per cui dovremmo trovare eventualmente con l'onorevole  Di
  Mauro una sorta di intesa per inserire sia il personale della  SAS,
  questo  20%, ma per garantire tutti coloro i quali per  anni  hanno
  lavorato nei servizi aggiuntivi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accantoniamo l'intero articolo 11.

   BIANCHI,   assessore   per  l'economia.  Signor   Presidente,   lo
  stanziamento  2014-2015,  è esattamente i  dodici/dodicesimi  dello
  stanziamento previsto nel 2013, perché noi abbiamo 38 milioni per 8
  mesi, che vuol dire che sono circa 4 milioni al mese che per 12  fa
  57  milioni,  lo  stanziamento previsto per gli anni  successivi  è
  esattamente  pari allo stanziamento 2013 che è il 10% in  meno  del
  2012,  da  questo  punto di vista il chiarimento lo  possiamo  fare
  immediatamente, diciamo riguardo al comma 5.

   PRESIDENTE. L'emendamento 11.14 è ritirato.
   Si passa all'emendamento 11.17 a firma dell'onorevole Di Mauro.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Onorevoli colleghi, riteniamo
  che  non possa essere un vincolo organizzativo che si pone  ad  una
  questione  che  ci sembra tutta gestionale che vorremmo  per  legge
  anche  perché  la SAS per legge è nata proprio per la gestione  dei
  Beni  culturali,  quindi  noi attualmente abbiamo  la  problematica
  dell'apertura dei musei, abbiamo il problema domenicale, e  abbiamo
  le  gare  bloccate  sull'esternalizzazione dei servizi,  abbiamo  i
  contenziosi  per recuperare 4 milioni di euro, io potrei  accettare
  su  questa  materia  un  ordine del giorno che  dica  sull'utilizzo
  razionale  oppure  che  si  vada sull'utilizzo  massimo  di  questo
  personale,  però come facciamo a dire laddove abbiamo accertato  in
  questo momento una insufficienza  di personale nell'ambito dei Beni
  culturali  questo problema? Non è che sicuramente con quei  41  che
  lavoravano  a  Siracusa e gli altri 20 che lavoravano ad  Agrigento
  per quanto riguarda la gestione esterna con la Novamusa noi abbiamo
  risolto  il  problema  dei musei, probabilmente  con  questa  norma
  risolveremo il problema dei 61 però non risolveremo, aggraveremo il
  problema della gestione dell'apertura dei musei in Sicilia,  quindi
  staremo molto attento a questa norma; quindi sinceramente è  troppo
  gestionale perché possa entrare nella Finanziaria.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Nell'articolo, al comma 6, in cui tutto  il  personale
  della  SAS  è destinato a fare questo servizio, va bene,  ed  è  un
  ragionamento;  ma in atto questo personale cosa fa?  Perché  io  mi
  sono sforzato di capire E che cosa fa questo personale? Siccome per
  ora  i  servizi  aggiuntivi  sono chiusi,  se  il  Governo  intende
  recepire  in  toto l'esperienza e la ragione per cui è nata  quella
  società  che  allora  si  chiamava,  se  non  ricordo  male,   Beni
  Culturali , Presidente

   CROCETTA,  presidente  della Regione. ..  Attualmente  il  33%  di
  questi  lavoratori,  circa  930, il  30%  su  3  mila  circa,  sono
  utilizzati  nell'ambito dei Beni culturali e  la  loro  presenza  è
  insufficiente  perché  noi abbiamo problemi  di  apertura,  se  noi
  riduciamo  questo  personale nell'ambito del  20%  ricorreremo  nel
  paradosso  che  noi  dobbiamo  andare  a  cercare  altro  personale
  incrementando i costi senza sapere per quale motivo.

   DI MAURO. Assessore Bianchi, mi pare di capire dall'intervento del
  Presidente    Crocetta   che   non   c'è   copertura    finanziaria
  all'esternalizzazione  del servizio con  pagamento  del  personale.
  Ritiro il mio l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento 11.17 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.15 a firma  dell'onorevole  Falcone.
  Onorevole Falcone: lo mantiene o lo ritira?

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  11.15  firma   Falcone.
  Onorevole Falcone lo mantiene o lo ritira?

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, c'è una  contraddizione.  Lo  vorrei
  leggere.  Se abbiamo detto nel primo periodo del comma che evitiamo
  l'esternalizzazione  e  tutti  i servizi  li  affidiamo  alla  SAS,
  dall'altro  lato  poi  diciamo  a tal  fine ,  come  se  invece  la
  conseguenza fosse di esternalizzare questi bandi di gara. Delle due
  l'una. O vale il primo periodo del comma o vale il secondo periodo.
  Articolo 11, comma 6. Se lo leggiamo quando si dice  a tale fine il
  dipartimento regionale provvede a inserire nei bandi di  gara ,  se
  abbiamo detto che gli affidamenti saranno fatti esclusivamente alla
  SAS, non è una conseguenza la seconda parte, Assessore Sgarlata.  A
  mio avviso è pleonastico e superfluo.
   Perché  noi  cosa  diciamo? Previa convenzione con  il  competente
  dipartimento  regionale  la  SAS è  autorizzata  ad  utilizzare  il
  proprio  personale  per l'espletamento dei servizi  aggiuntivi  nei
  musei  regionali. Se diamo per assodato questo affermazione,  bandi
  non ne facciamo. Viene meno la seconda parte del comma.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO SCIUTO. Signor Presidente, volevo chiarire una cosa importante.
  Quando  si  parla di servizi aggiuntivi, si parla  dei  servizi  di
  biglietteria.  Il  personale del SAS può  essere  impiegato  per  i
  servizi  di biglietteria. I servizi aggiuntivi, quando si parla  di
  gadget,  siccome  la SAS non ha capacità tecnico-scientifiche,  non
  può  acquistare  e  fare gare d'appalto, questi servizi  (e  quindi
  gadget  e  tutto  quello  che riguarda i  servizi  aggiuntivi)  non
  possono  essere  espletati dal personale del  SAS.  Questi  servizi
  vanno per forza esternalizzati.

   FALCONE. Dichiaro di ritirare l'emendamento 11.15.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Nel contesto dell'articolo volevo riprendere l'intervento
  del  Presidente della Regione, che condivido, quando  ha  accennato
  all'opportunità di un ordine del giorno, od anche la possibilità di
  poter dire che una cosa sono i servizi aggiuntivi, dove di fatto

   PRESIDENTE. Onorevole Cimino, l'emendamento è stato già ritirato.

   CIMINO...  Indipendentemente dal fatto del ritiro  ci  sono  altri
  articoli  che  bisogna  tener conto che i servizi  aggiuntivi  sono
  guide  turistiche, sono persone che sanno parlare le lingue, quindi
  è  bene  che  il Governo abbiamo un margine e non sia obbligato  ad
  attingere soltanto a quel bacino.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 11.8 a  firma  Formica.  Lo
  mantiene o lo ritira?

   FORMICA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   C'è  u   altro emendamento  a firma Tancredi del Movimento  Cinque
  Stelle. Lo ritira?

   TANCREDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 11.9 a firma Formica, Ioppolo, Musumeci.

   FORMICA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 11.12 da valutare tra gli aggiuntivi. Lo
  stesso dicasi per l'11.11 e per l'11.13.
   Pongo  in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 8 precedentemente accantonato. Ci sono  una
  riscrittura  ed  un  sub  emendamento a  firma  Falcone,  Figuccia,
  Assenza.
   Avete copia del sub emendamento 8R, 8R1?

   DINA, presidente commissione e relatore di maggioranza. Chiedo  di
  parlare per illustrare la riscrittura.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente  commissione  e  relatore  di  maggioranza.   La
  riscrittura vincolerebbe l'eventuale risparmio di 100 milioni  alle
  finalità  di  integrazione socio sanitaria e  comunque  nell'ambito
  sempre  dei  LEA,  dei  livelli essenziali  di  assistenza,  quindi
  circoscrive l'utilizzo di questo eventuale risparmio.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare il sub emendamento.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà con la stessa  brevità  adottata  dal
  presidente Dina.

   FALCONE.  Signor  presidente,  il sub  emendamento,  volevo  dirlo
  all'assessore  Borsellino, riguarda quel suo famoso decreto,  dello
  scorso  ottobre,  in virtù del quale dall'1 novembre  2013  abbiamo
  decurtato  una quota pari al 30% dalla spesa sanitaria  per  quanto
  riguarda  la  riabilitazione,  i  servizi  di  riabilitazione,   ex
  articolo  26  della  legge  133/78; parliamo  cioè  di  tutto  quel
  segmento  di  riabilitazione dei soggetti gravi e  medio  gravi  in
  convenzione con le strutture delle aziende sanitarie provinciali  a
  convitto,  semi  convitto  e ambulatoriali.  Questo  aggregato  che
  valeva  156 milioni di euro per il 30% vale ben 52 milioni di  euro
  che abbiamo posto oggi in capo ai Comuni.
   Ai  Comuni,  cioè,  oltre alle decurtazioni che stiamo  applicando
  stiamo  anche, ulteriormente, assegnando questo altro  onere  senza
  trasferire,  al  contempo, risorse. Questo emendamento,  che  penso
  dalla  Commissione possa trovare anche un suo apprezzamento  ed  un
  suo  sostegno, cosa vuole porsi come obiettivo? Quello di dire  che
  una  parte  di  questi  risparmi saranno destinati  a  fronteggiare
  questa spesa che passa dal servizio sanitario al servizio, per così
  dire, socio sanitario assistenziale.
   Siccome siamo in un articolo di principio, in un articolo  che  di
  fatto prevede, immagina una riduzione di 100 milioni di euro, ma  è
  una   riduzione  che  poi  dovr��  essere  declinata  realmente  nel
  concreto,  cosa che ancora non è stata fatta, cosa che trattasi  di
  norma  di  principio,  io  chiedo che all'interno  della  norma  di
  principio,  nella  cornice possa essere inserita  una  clausola  di
  salvaguardia per questi istituti che, ripeto, nel caso in  cui  non
  ci  fosse  una  minima  salvaguardia,  potrebbe  avere  una  grossa
  penalizzazione, loro e gli stessi enti locali.
   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  volevo
  chiedere all'Assessore Borsellino una cosa: l'indicazione di questa
  cifra  di  100  milioni nella finanziaria di risparmio,  credo  che
  comporti anche una riduzione della quota dei trasferimenti,   della
  spesa  di  100  milioni che vuol dire, di per sé, è  scritto  nella
  finanziaria,  anche  determinare nel  rapporto  con  lo  Stato  una
  riduzione dei trasferimenti. Noi stiamo sancendo con una legge, che
  siamo sicuri che faremo un risparmio in questo 2014. Ciò vuol  dire
  che,  sostanzialmente, lo Stato trasferirà meno risorse  nel  fondo
  del  Servizio  Sanitario. E' così? Quindi noi  dovremmo  avere,  di
  converso, un risparmio di 49 milioni e 11, per capirci.
   La  seconda domanda che volevo porle, l'emendamento che è  firmato
  qui  dai  colleghi Falcone ed altri va nella direzione a  proposito
  dell'articolo   26  della  legge  n.  833  del  1978,   verso   una
  rimodulazione delle risorse assegnate alle RSA? Assessore,  siccome
  lei  dovrà dare il parere, io voglio cercare di capire  La  seconda
  domanda   che  le  ponevo,  Assessore,  è  la  seguente:   rispetto
  all'emendamento presentato dai colleghi Falcone, Figuccia,  Assenza
  e  un altro, si fa riferimento a una sorta di assegnazione di parte
  di queste risorse all'articolo 26 della legge n. 833 del 1978, e le
  pongo la seguente domanda: si tratta di risorse che vanno ad essere
  destinate  alle province (o eventuali liberi consorzi) o si  tratta
  di  risorse  che  andranno a impinguare la riduzione  che  è  stata
  assegnata  alle RSA? Questo, per quanto ci riguarda, evidentemente,
  determina una valutazione diversa.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  non  mi
  ero  mai  occupato di sanità, e questo  errore  di essere andato  a
  finire in Commissione sanità tutto sommato mi sta appassionando,  e
  mi sta facendo studiare una serie di cose importanti. Io vorrei, se
  possibile, che l'Assessore Borsellino mi seguisse.
   Assessore,  io  ho capito due cose: o l'articolo 8  non  significa
  niente,  o l'articolo 8 serve per utilizzare 100 milioni  di  euro,
  togliendoli  alla  sanità  pubblica, per garantire  alcuni  servizi
  socio-assistenziali  gestiti dai privati. Non  babbiamo',  dobbiamo
  essere  chiari, mettiamo le cose e diamogli un nome e  un  cognome,
  delle due l'una

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  vi  invito  a   una   maggiore
  attenzione,  soprattutto della Commissione. Si  sta  trattando  una
  materia molto delicata.

   TURANO .  Con l'art. 8 stiamo scrivendo o una cosa che  non  serve
  scrivere  perché non ci vuole nessuna legge per verificare  che  si
  possono  fare  dei risparmi e non si può quantificare il  risparmio
  nella misura di cento milioni di euro oppure stiamo utilizzando  un
  artifizio, un raggiro, che per norma serve per levare cento milioni
  dalla sanità pubblica per darli alla sanità privata  Su questo sono
  intransigente   Può essere che ho capito male, mi auguro  di  avere
  capito  malissimo, ma vorrei spiegazioni chiare  Se stiamo  dicendo
  che c'è un risparmio di cento milioni e per legge diciamo che ce ne
  siamo  accorti,  e   non c'è bisogno di nessuna  legge,  oppure  li
  stiamo  utilizzando per finalità diverse  Posto  che  io  sono  per
  garantire il servizio, il finanziamento di alcune attività che sono
  fatte  privatamente e sono accreditate dalla regione  Che  facciamo
  una  specie  di  formazione professionale? Che stiamo  facendo  una
  forma  di  formazione professionale dove mai si sono  ancora  fatte
  verifiche,  ispezioni o controlli?   Mi riservo, signor Presidente,
  o  di  avere sufficienti chiarimenti o di essere conseguente  nelle
  determinazioni del mio voto. Su questi punti non si  può  procedere
  così

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero  di  poter
  chiarire con il mio intervento i dubbi legittimi dell'onorevole  Di
  Mauro e dell'onorevole Turano. Questa norma è utile a stabilire  un
  fondo,  che  riprenderemo  in uno degli articoli  successivi  della
  manovra,  attraverso cui la Sicilia implementa, come nelle  regioni
  più  evolute,  il  regime  di  assistenza  socio-sanitaria.  Voglio
  chiarire  altresì  che la mancata integrazione dei  servizi  socio-
  sanitari  sta producendo, in atto, una trattenuta del 3  per  cento
  sul fondo, quindi lo Stato si è trattenuto  ad oggi 150 milioni  di
  euro.  Se  noi non integriamo questi due servizi sono  risorse  che
  perdiamo

   DI MAURO. E lo dobbiamo fare per legge?

   DIGIACOMO. Lo dobbiamo fare con norma  Con questa norma stabiliamo
  che quel fondo che integrato con quello dei servizi sociali sarà il
  plafond  attraverso cui noi integriamo finalmente  i  due  servizi.
  Questi  servizi  non possono essere estranei  ai LEA.  Noi  con  il
  Fondo Sanitario .

   DI MAURO. C'è trasferimento

   DIGIACOMO. Esatto  Infatti questo fa pendant con l'altro argomento
  della finanziaria.
   Sia   chiarito   una  volta  per  tutte  che   il   regime   degli
  accreditamenti  è  fermo  al 2007  Non si  possono  dare  ulteriori
  risorse  agli  istituti privati  Non si può  fare   Si  finisce  in
  galera   Non c'è alcuna preoccupazione che questi fondi dal settore
  pubblico  vadano  al settore privato  Non si può fare   Questo  per
  rassicurare  l'onorevole Turano sul dubbio  legittimo che  gli  era
  venuto   Non  si  possono  fare implementazioni  di  risorse  e  di
  accreditamenti, è proibito dalla norma  Non fatemi  dire   il  caso
  Humanitas insegna   Non si possono fare queste cose .
     Onorevole  Falcone,  io  come lei sono  stato  sindaco  però  la
  inviterei a ritirare questo emendamento perché ne capisco la ratio,
  ma noi siamo rappresentanti dell'intero popolo siciliano. Con quale
  criterio  diamo priorità ai servizi di riabilitazione  in  capo  ai
  comuni  e  dovremmo provvedere, perché i comuni sono in difficoltà,
  ad   altri  servizi?  Con  quale  valutazione,  di  gravità   delle
  patologie? Noi qui stiamo parlando di servizi riconosciuti nei  LEA
  e  non  lo  possiamo  dire  riabilitazione piuttosto  che  un'altra
  cosa .
   C'è un problema reale che è il buco che abbiamo creato nelle casse
  dei comuni a cui dobbiamo provvedere in altro modo.
   Io  la  invito  formalmente  a ritirare quell'emendamento,  perché
  secondo  me,  Presidente,  è  inammissibile,  poi  sono  cose   che
  riguardano le scelte che si fanno.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Di Giacomo per il  supporto  che  dà
  anche a questa Presienza in ordine al sub emendamento.

   IOPPOLO Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  io  voglio  augurarmi, assessore Borsellino, che nell'illustrazione
  che mi auguro lei vorrà fare, nell'esplicitazione delle ragioni che
  l'hanno  indotta  ad  inserire nella manovra  di  stabilità  questo
  articolo  8,  lei  voglia essere un po' più  convincente  ed  anche
  credere  un po' di più a quello che lei stessa propone al  Governo,
  perché  sul suo intervento, invece, sull'articolo 9 - nei confronti
  del quale io sono stato favorevole e che ho votato favorevolmente -
  mi  è  sembrato che lei abbia troppo ceduto a quelli che erano  gli
  emendamenti soppressivi del comma 2 dell'articolo 9 proposti  anche
  da forze di maggioranza.
   Quando  si  è  convinti e decisi della bontà di una norma  bisogna
  difenderla fino in fondo.
   Io desidero intervenire sull'articolo 8, assessore Borsellino, per
  chiederle,  preso atto delle delucidazioni e delle  chiarificazioni
  fornite  dal Presidente della Commissione, che cosa noi  intendiamo
  davvero disciplinare attraverso l'articolo 8.
   Il  collega  Falcone prima diceva che si tratta di  una  norma  di
  principio, ed ha perfettamente ragione. In realtà, si tratta di una
  norma  di  principio, una norma di indirizzo, cioè  tendenzialmente
  noi  vogliamo risparmiare risorse finanziarie introducendo un nuovo
  modo  di  gestione dell'attività di acquisizione di beni e servizi,
  attraverso il concetto della  spesa standardizzata , cioè dei costi
  standard,  verso il cui concetto io sono assolutamente d'accordo  e
  favorevole  perché la spesa storicizzata, invece,  porta  purtroppo
  assai lontano.
   Però,  io credo che, proprio perché siamo davanti ad una norma  di
  principio, di indirizzo, va meglio formulata la norma.
   Cioè,  attraverso quali meccanismi noi introduciamo  nell'attività
  di acquisizione di beni e servizi i costi standard? E si tratta dei
  costi  standard siciliani o si tratta dei costi standard nazionali,
  e  si  tratta di costi standard ricavabili attraverso la statistica
  dei  costi acquisiti dalle altre regioni oppure no? E dalle regioni
  del Nord o dalle regioni del Sud?
   Ecco  perché,  assessore Borsellino - che fa fatica ad  ascoltarmi
  perché  è  impegnata in conversazione telefonica - noi  abbiamo  da
  rivolgerle    questi    quesiti,    non    essendo    assolutamente
  pregiudizialmente poco favorevoli o non favorevoli alla  norma,  ma
  la norma va riempita di contenuti e desideriamo sapere, appunto,  i
  costi  standard a quali parametri lei vuole, il Governo vuole,  che
  si orientino e che si indirizzino.
   Per quanto riguarda, poi, la destinazione delle eventuali economie
  e si tratta di eventuali economie perché non è assolutamente detto,
  almeno questo non si può scrivere in una norma di legge, che  è  un
  nuovo  metodo  per  l'acquisizione di beni e  servizi  forse  debba
  comportare,   necessariamente,   una   economia   vogliamo   essere
  rassicurati  che si tratterà di un impiego, ovviamente nel  settore
  pubblico e non nel settore privato della sanità e dei servizi socio-
  sanitari.

   PRESIDENTE. Allora, ci sono numerosi iscritti ad intervenire.
   Chiedo  che sia l'assessore Borsellino ad intervenire  se  si  può
  fare un po' di chiarezza.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, vorrei intanto chiarire una questione di principio: i 100
  milioni  che riteniamo a ragione di potere risparmiare,  adesso  vi
  dico  quali  sono  i criteri che hanno consentito  di  quantificare
  questa  somma,  sono  somme che si liberano all'interno  del  fondo
  sanitario,  che  non possono essere destinate ad altre  prestazioni
  che non siano ricompresse nei livelli essenziali di assistenza.
   Questo  è un principio inderogabile che sostiene l'utilizzo  delle
  risorse  del fondo sanitario derogato il quale rischiamo di  subire
  anche  delle  sanzioni in termini di minori trasferimenti,  quindi,
  non  possiamo  assolutamente destinare somme di fondo sanitario  ad
  altri   fini  se  non  quelli  legati  all'erogazione  dei  livelli
  essenziali di assistenza.
   Addirittura,  le  Regioni  che  ritengono  di  potere  erogare  le
  aggiuntive devono reperire ulteriori somme nei propri bilanci al di
  fuori dei fondi sanitari e non è certamente il nostro caso.
   La  quantificazione dei 100 milioni deriva, per altro, da un  atto
  di  Giunta  già deliberato nel novembre scorso che chiarisce  quali
  sono i criteri che sottendono a questo risparmio.
   Si  tratta,  intanto,  di un risparmio che  si  andrà  a  definire
  nell'ambito  dell'aggregato dei beni e servizi che comprende,  come
  noto, oltre ai farmaci anche tutte quelle altre categorie di beni e
  servizi, sia sanitari che non sanitari, in particolare il risparmio
  deriva  da una quantificazione di circa 70 milioni di euro  che,  a
  ragione, riusciamo a risparmiare sulla farmaceutica.
   Nel solo anno che ci ha preceduto, abbiamo risparmiato 100 milioni
  sulla   farmaceutica   ottenendo  una  riduzione   del   6%   sulla
  farmaceutica  convenzionata per ben 2 punti  percentuali  superiori
  alla media nazionale.
   Questo  perché abbiamo attivato una serie di misure; questo  anche
  per rispondere ad alcuni interventi che, inizialmente, evocavano la
  necessità di misure più incisive sulla spesa farmaceutica.
   Proprio su quello, questo Governo, si è concentrato adottando  una
  serie  di  misure  che,  per la prima volta,  hanno  introdotto  il
  criterio  delle  soglie prescrittive per le  classi  di  farmaci  a
  maggior impatto sulla spesa.
   Per  altro,  questo  obiettivo, devo dire,  già  ha  ottenuto  dei
  risultati  soddisfacenti grazie alla collaborazione con  la  classe
  medica che è stata, ancor prima della fissazione di questi criteri,
  coinvolta  nella  necessità  di  dover  implementare  percorsi  che
  potessero  consentire  una  prescrizione  più  accurata  anche  nei
  riguardi  del  rapporto col paziente per poter far  comprendere  le
  necessità di un utilizzo ottimale delle risorse.
   La  restante quota, quella di 30 milioni, verrà invece  realizzata
  sui  beni  e  servizi  sia  sanitari che  non  sanitari  attraverso
  l'introduzione dei costi standard.
   Il  motivo per cui abbiamo introdotto questo principio all'interno
  della  norma,  quand'anche questi risparmi possano essere  ottenuti
  senza  la  necessità  di una norma, è quello dell'introduzione  del
  principio dei costi standard che, per la prima volta e, devo  dire,
  sarà  la Regione siciliana, se questo articolo verrà approvato,  ad
  introdurre per la prima volta il criterio dei costi standard  prima
  ancora  che  venga  introdotto a livello nazionale  nella  prossima
  finanziaria e con la sottoscrizione del patto della salute.
   Questo  è  un  criterio assolutamente innovativo che  consente  di
  parametrare  i  costi  di  alcuni beni  e  servizi  ai  prezzi  più
  performanti  sia in ambito regionale, ove questi ci siano,  sia  in
  ambito nazionale.
   Questi criteri già li abbiamo introdotti con riferimento ad alcuni
  servizi no core delle aziende sanitarie quali, per esempio,  quello
  di  ristorazione  e  quello  delle  pulizie  ma  anche  lo  abbiamo
  introdotto per quanto riguarda alcuni medical device ovvero  alcuni
  dispositivi  medici, ad esempio quelli legati  alla  cardiologia  e
  alla ortopedia.
   Attraverso l'applicazione dei costi standard, solo parametrando  i
  costi a quelli che sono, per esempio, i migliori prezzi spuntati da
  alcune  aziende  sanitarie, noi riusciamo  assolutamente  a  potere
  realizzare, su base annua, un risparmio di 30 milioni oltre  quelli
  realizzati sui farmaci che ammontano a settanta, come vi dicevo.
   Questa  somma,  peraltro,  noi  l'abbiamo  quantificata,  in   via
  presuntiva  ma addirittura prudenziale direi, rispetto alle  misure
  che  sono  state  introdotte, e l'abbiamo comunicata  al  Ministero
  della  salute  e dell'economia che su questo ci verificheranno  per
  tutto l'anno 2014, quindi è un'assunzione di responsabilità non  da
  poco, considerato che lo stiamo proponendo anche all'interno di una
  norma.
   Per  quanto  riguarda,  invece, il  secondo  comma,  qui  vogliamo
  assumere un altro principio, anch'esso ascrivibile chiaramente alla
  responsabilità  del mio assessorato con riferimento alla  necessità
  di dovere impiegare le risorse del fondo sanitario, che si liberano
  attraverso  i  risparmi, per un ambito assistenziale per  il  quale
  ancora  la  Regione  siciliana non ha ottemperato  pienamente  agli
  obblighi  che  derivano dalla normativa vigente e in particolare  a
  quelli  che  attengono  alle  prestazioni  socio-sanitarie,  ovvero
  quelle   prestazioni  che  richiedono  una  compartecipazione   tra
  Assessorato per la salute e Assessorato Famiglia. Ve ne cito alcune
  perché  sono  contenute all'interno del decreto del Presidente  del
  Consiglio  dei  Ministri del 2001, ancora  non  attuato  nella  sua
  interezza,  che riguardano per esempio le prestazioni  terapeutiche
  socio-riabilitative,    sia   in   regime   semiresidenziale    che
  residenziale rivolte ai disabili gravi, per le quali è prevista una
  compartecipazione per il 70% dell'Assessorato per la salute  e  per
  il  30%  dell'Assessorato  per  la  famiglia.  Così  come  pure  le
  prestazioni relative ai minori, nel caso in cui questi  abbiano  un
  disagio  psichico  per i quali vi è una compartecipazione  al  50%,
  oppure ancora i disabili privi di sostegno familiare per i quali vi
  è  una  compartecipazione del 40% dell'Assessorato per la salute  e
  del   60%   dell'Assessorato  per  la  famiglia.  In  questo   modo
  intendiamo,  con le somme che liberiamo, corrispondere  alla  quota
  sanitaria  di  queste rette che fino a questo momento,  sulla  base
  della  legge  n. 22, molto spesso è stata anticipata dai  comuni  i
  quali  poi  avanzavano rivalsa nei confronti delle aziende  per  la
  corresponsione della quota che loro avevano anticipato.  Questo  ha
  determinato nel tempo una serie di posizioni: debitori da una parte
  e  creditori  dall'altra, nonché un alimentarsi di contenziosi  che
  oggi  determina ulteriori costi a carico del servizio sia sanitario
  sia   delle   politiche  sociali.  Quindi  ritengo   che   sia   sì
  un'assunzione  di  principio ma che per quanto  riguarda  l'aspetto
  relativo    all'introduzione   di    questi    standard    richieda
  l'introduzione di una norma.

   PRESIDENTE.   Chiedo   all'onorevole  Falcone   di   ritirare   il
  subemendamento.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  vorrei
  chiedere all'Assessore se al primo comma, dove viene detto che  per
  quanto  riguarda  l'acquisto di beni e servizi,  viene  ridotta  la
  somma di cento mila euro. Bisogna secondo me, invece, modificare la
  riduzione  in   destinati , cioè le risorse vengono  destinate  per
  altri servizi.

   BORSELLINO, assessore per la salute. E' scritto nel secondo  comma
   destinati .

   FONTANA.  Sì, però, anche nel primo bisogna metterlo, per  evitare
  confusione,  perché altrimenti la riduzione potrebbe sembrare  come
  se noi riducessimo la spesa e quindi il Ministero potrebbe tagliare
  il  trasferimento.  A  mio  avviso se  invece  si  sostituisce  con
   destinazione ,  anziché  riduzione , chiarisce un  po'  meglio  le
  cose.

   PRESIDENTE. Assessore Borsellino, viene raccolto questo invito  da
  parte dell'onorevole Fontana?

   BORSELLINO,  assessore  per  la  salute.  Si,  si  tratta  di   un
  contenimento  di spesa e quindi di un modo per liberare  risorse  e
  destinarle in altri servizi nell'ambito del sistema.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   FORMICA. Ho ritirato tutti gli emendamenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, non c'è motivo di intervenire;  già
  ha chiesto di intervenire anche l'onorevole Laccoto.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, assessore
  Borsellino  lei ha fatto una bellissima relazione però mi  consenta
  di  dire  che quello che c'è sul territorio in questo momento  crea
  preoccupazione perché, dalla notizie dei giornali ogni  giorno  noi
  assistiamo a TAC guaste nei singoli ospedali che creano problemi, a
  mancanza a volte anche dei fili di sutura, acquisti, etc.
   Concordo  con  quello  che è lo spirito di  questo  articolo  però
  prima  di  arrivare  a dire e a quantificare 100  milioni  di  euro
  dobbiamo  assicurare,  perché  qui  l'articolo  dice  che   vengono
  diminuiti  100  milioni  di euro salvaguardando  però  giustamente,
  quelli che sono i livelli assistenziali e allora se  quantifichiamo
  in  maniera  precisa  100 milioni di euro potremmo  avere  problemi
  perché  lei  ha  recuperato quest'anno 100 milioni  dal  Ministero.
  Ricordiamoci che vi è sempre una compartecipazione del 51% da parte
  del Ministero. I 100 milioni per l'anno 2013 li abbiamo recuperati,
  giusto?
   Dovevano    essere   destinati   e   possono   essere    destinati
  all'integrazione socio-sanitaria per la competenza sanitaria  ed  è
  correttissimo.
   D'altra   parte  quando   ci  accingiamo  a  fare  una  legge   di
  integrazione  socio-sanitaria io non ho visto  nel  capitolo  della
  famiglia  le  stesse  somme  o una parte  delle  somme  per  quanto
  riguarda l'integrazione socio-sanitaria o integrazione sociale  che
  deve derivare anche per potere fare la legge di integrazione socio-
  sanitaria,  quindi ho l'impressione che in questa maniera  lasciamo
  una  parte  e  la integriamo con la parte sanitaria,  non  troviamo
  invece riscontro sociale.
   Allora,  ritengo  che la soluzione e lo spirito dell'articolo  sia
  giustissimo, forse dobbiamo meglio congegnarlo dal punto  di  vista
  della  formulazione  e nel frattempo cercare  anche  così  tutti  i
  subemendamenti che sono sicuramente inappropriati rispetto a quello
  che  è lo spirito dell'articolo ma anche da una considerazione  che
  lei  ha  fatto che è quella che la destinazione deve essere  sempre
  per  ILEA e quindi tutti gli emendamenti che noi abbiamo visto e  i
  subemendamenti  non hanno attinenza con quello che  è  il  discorso
  dell'ILEA   perché  il  recupero  avviene  attraverso  il   Governo
  nazionale ma sempre per il sistema sanitario. E questo è  il  primo
  punto.
   Il  secondo  punto  è, assessore, che noi dobbiamo  trovare  delle
  soluzioni  perché sul territorio non avvengano più  queste  vicende
  riguardanti il problema che mancano le TAC, il problema che mancano
  le risonanze, il problema che le TAC sono guaste.
   Se  andiamo così, senza avere fatto una ricognizione di quelli che
  sono  gli  strumenti  che  servono nei  diversi  territori  noi  ci
  troveremmo  in una situazione allora, bene lo spirito dell'articolo
  ma bisogna verificare a livello, secondo me, anche periferico quali
  sono le condizioni.
   Le  posso dire che a tutt'oggi ci sono dei reparti di chirurgia  e
  cardiochirurgia  che in questo momento non possono fare  interventi
  per mancanza di quelli che sono gli strumenti primari.

   PRESIDENTE.  Abbiamo  tenuto  una Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  facendo  appello  all'autodeterminazione  sui
  tempi. Vedo che non è servito probabilmente a niente .
   Andando   avanti   nei  lavori  d'Aula  mi   vedrò   costretto   a
  contingentare i tempi anche in ordine ai singoli interventi.

   CASCIO SALVATORE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  SALVATORE.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,   sarò
  rapidissimo anche perché entrerò subito nel merito senza parlare di
  tutto  il  mondo  della  sanità ma relativamente  all'articolato  e
  chiedevamo,    assieme   ad   altri   colleghi,   un    chiarimento
  all'assessore:  quando  si fa riferimento ad  acquisto  di  beni  e
  servizi, lei ha specificato che si fa riferimento da una parte alla
  farmaceutica e dall'altra a servizi non essenziali. In questi  beni
  e servizi sono incluse anche le prestazioni specialistiche perché è
  come  dizione, ecco questo chiarimento era a beneficio dell'Aula  e
  della  registrazione per questo l'ho chiesto, perché nella  dizione
  dei  beni  e  servizi ci sono anche le prestazioni  specialistiche,
  anche  perché andava in contrasto con il secondo comma  quando  lei
  poi,   cioè  il  Governo  poi  diceva  di  destinare  questi  fondi
  all'assistenza   e  all'integrazione  socio-sanitaria   dove   sono
  comprese   queste   prestazioni.  Secondo,  per  chiarire   subito,
  Presidente Ardizzone, siamo contro il subemendamento Falcone perché
  è  anche  pericoloso,  a mio avviso, perché apre  la  stura  ad  un
  aumento dei budget dei convenzionati perchè l'articolo 26...

   PRESIDENTE. E' ritirato quello, quindi è inutile discuterne.

   CASCIO. A parte il chiarimento per noi, per quanto ci riguarda, va
  bene l'articolo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, sarò rapidissimo. All'assessore  volevo
  solo  chiedere  una cosa su queste risorse. Non credo assolutamente
  che  queste  risorse  debbano servire per la sanità  privata.  Sono
  convinto  che  se  le risorse saranno utilizzate per  potenziare  i
  pronto  soccorsi  e  tutti i reparti di eccellenza  che  vedono  la
  struttura   sanitaria  molto  avanzata,  allora  lei   avrà   fatto
  certamente un ottimo lavoro. Mi riferisco ai pronto soccorsi che il
  Presidente  Crocetta quando è stato a Siracusa ha potuto  osservare
  sia  importante perché li si vive e si muore in un secondo.  Quindi
  potenziare  i  pronto  soccorsi dell'Isola di tutti  gli  ospedali,
  potenziare  quei  reparti  e quei dipartimenti,  le  chirurgie,  le
  cardiochirurgie,  le chirurgie oncologiche che  sono  le  prime  ad
  avere  difficoltà e che determinano una emigrazione  sanitaria  che
  continua  a  costarci  almeno  300 milioni  di  euro  l'anno.  Sono
  convinto  che  lei  certamente avrà  fatto  un  ottimo  lavoro.  Se
  all'interno  di  questo abbiamo messo quel 5 %  che  ci  serve  per
  interventi di nuove strutture insieme all'ex articolo 20 certamente
  avrà fatto un ottimo lavoro.
   In  tutto questo le ricordo che l'unica provincia che non ha avuto
  nessun nuovo ospedale in Sicilia è quello di Siracusa che ogni anno
  continua a dare almeno 10 miliardi di prelievo fiscale, 10 miliardi
  di euro di prelievo fiscale allo Stato.
   Quindi  se  ci  ritornasse qualche cosa in  termini  di  struttura
  sanitaria lei avrebbe fatto certamente un ottimo lavoro.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, come  ha  visto  nel  prosieguo  dei
  lavori, dopo la Conferenza dei Servizi mi sono attenuto a quanto da
  lei   stabilito  e  cioè  ho  ritirato  tutti  quegli   emendamenti
  soppressivi  che ritenevo non avessero una propria valenza  cogente
  rispetto  all'articolo che si stava trattando per cui la prego  non
  si riferisca a me che non intervengo da 3 articoli o da 4, 5. E' un
  chiarimento che scaturisce sia dalle questioni che sono state poste
  coerentemente  dal Presidente della Commissione, dall'onorevole  Di
  Mauro  e  dalle  risposte che l'assessore, pur nella  sua  puntuale
  relazione  non  ha posto, non ha risposto alle questioni  che  sono
  state poste.
   L'articolo  parte  da  un  presupposto  sbagliato  che  deve  fare
  apparire  fuori come se si stesse procedendo ad un  taglio  di  100
  milioni.  Gli  interventi del Presidente della  Commissione  sanità
  hanno  chiarito  perfettamente qualora ce ne fosse stato  ulteriore
  bisogno che non è così, intanto, perchè il taglio non compare nelle
  tabelle presentate dal Governo quindi lo stesso Governo giustamente
  fin dall'inizio ha già pensato che non si trattava di un taglio.
   In più con i chiari di luna che ci sono, è concreto il rischio che
  essendo noi, mi rivolgo anche al Presidente, per quanto riguarda  i
  trasferimenti  per  la  Sanità,  compartecipi  al  49%,  che  nella
  prossima   Finanziaria,  il  Governo  o  comunque  nella   prossima
  attribuzione del Fondo sanitario alla Regione Sicilia,  il  Governo
  nazionale facendo il furbo decurti il trasferimento e ci  tolga  50
  milioni;  ora, l'ha detto il Governo in maniera chiara e  l'abbiamo
  dimostrato  noi qui in Aula,  chiediamo semplicemente  che  anziché
  parlare  del risparmio di 100 milioni, che non c'è, del  taglio  di
  100 milioni, che non c'è, si usi un'altro parola che è quella della
  destinazione.  Il Governo destina 100 milioni di euro  per  questo,
  questo,  e  quest'altro, che è coerente anche con quello annunziato
  dal  Governo stesso nel senso che noi non dobbiamo perdere i  fondi
  che  il Governo trattiene per inadempienza nostra sui servizi socio
  assistenziali, quindi togliamo quella parola  taglio  che  potrebbe
  essere  pericolosa  e  che peraltro non corrisponde  all'azione  di
  fatto  messa  in  campo perché voi stessi non  l'avete  messo  come
  risparmio.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo due  domande,
  signor Presidente, all'assessore Borsellino, poi penso che a  tutte
  le  domande che vi sono state fatte risponderà successivamente.  Io
  vorrei farne soltanto una, anzi: l'integrazione socio-sanitaria con
  questo  articolo, considerato che le cose che ha detto  l'onorevole
  Formica hanno un senso, collegato all'articolo 20, si farà o non si
  farà?
   Possiamo dire che finalmente in Sicilia c'è l'integrazione  socio-
  sanitaria? Si o no? Cioè se è un'operazione tutta sanitaria  ha  un
  valore ma se questa è un'operazione in cui finalmente in Sicilia si
  applica l'integrazione socio-sanitaria la norma diventa qualcosa di
  molto più importante.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  la  mia
  perplessità  nasce  nell'avere  sentito  30  milioni  di  euro   di
  risparmi.  Lei ha detto come si sarebbero ottenuti;  ho  fatto  una
  verifica adesso con la Commissione Bilancio. Dal suo intervento  si
  riferiva,  parlava,  però, di costi standard.  Dico  che   i  costi
  standard sono degli atti amministrativi quindi si stabiliscono  con
  atti amministrativi, è necessaria una norma. Mi chiedevo: fra tutte
  le  altre  cose  ho  constatato questo che  non  si  riscontrano  i
  risparmi  né  nella minore spesa né nelle maggiore entrate  né  nel
  Bilancio.  Di fatto, quindi, è una norma, è un auspicio quello  dei
  100  milioni  o  no? Se è già così  ho capito  male  e   le  chiedo
  semplicemente che i risparmi se effettivamente vengono destinati al
  miglioramento  dell'offerta  sanitaria, miglioramento  dell'offerta
  sanitaria  significa  dotare gli ospedali di quelle  strumentazione
  che  necessitano,  se effettivamente con l'applicazione  dei  costi
  standard,  se  questo risparmio è conclamato allora si  faccia  una
  verifica  laddove  sul  territorio è  necessario  nell'integrazione
  territorio-ospedale  reinvestire questi  soldi  in  apparecchiature
  tecnologiche che diagnosticano prontamente  e che servono  anche  a
  diagnosticare questo, non ad altro.

   CROCETTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  abbiamo  già
  deliberato  in  Giunta  dei Servizi che saranno  superiori  ai  100
  milioni  di  euro,  perché se  accertiamo come  abbiamo  fatto  che
  mediamente per esempio per i servizi in Sicilia si spende a  parità
  di  personale, di servizio dato etc. il 7 per cento  in  più  della
  media  nazionale,   abbiamo il dovere di  imporre  quel  risparmio,
  significa che c'è qualcosa di anomalo.
   Quando  parliamo di beni, poi, parliamo del costo delle  siringhe,
  del  costo  dei  materiali igienico-sanitari e via dicendo.  Quando
  scopriamo che in Sicilia si spende molto più che altrove, significa
  che  abbiamo già stimato un calcolo, un risparmio non inferiore  ai
  cento milioni di euro.
   Questo  non  significa  aver  fatto  taglio  sulla  sanità  ma  la
  liberazione  di  costi che non sono necessari, di razionalizzazione
  della spesa che possono essere investiti nella riqualificazione dei
  servizi e nel potenziamento dei servizi sanitari.
   L'elemento di preoccupazione dell'onorevole Gianni, si dice   bene
  non  vorrei  che siccome noi risparmiamo allora diamo il  messaggio
  allo  Stato che poi ci deve togliere i fondi . No, perché il  fondo
  sulla  sanità è un fondo assegnato globalmente, anzi  lo  Stato  ci
  deve  premiare. E poi anche il risparmio dello Stato non è  che  mi
  preoccupa  perché se  possiamo risparmiare cinquecento  milioni  di
  euro, per esempio, quest'anno sulla sanità, eliminando gli sprechi,
  non  li eliminiamo questi sprechi perché sennò lo Stato ci da  meno
  risorse? E che facciamo, collaboriamo al Golpe truffaldino rispetto
  allo Stato dei soldi che vanno a finire ai privilegi e agli sprechi
  per non fare risparmiare lo Stato?
   Contribuiamo  al  risanamento della finanza pubblica  regionale  e
  nazionale, dopodiché, metterlo nella Finanziaria ha un solo  grande
  valore: attestare che questo non è un impegno solo della Giunta  di
  Governo; che, rispetto al Commissario dello Stato che ci dice  cosa
  risparmiate , portiamo in cassa ben altri risultati. E'  ovvio  che
  il  nostro  interesse  già abbiamo deliberato, per esempio,  quando
  abbiamo  detto che dobbiamo attivare la sanità nelle aree a rischio
  industriale  così come dice una vecchia legge dell'Assemblea  e  la
  attuiamo finalmente. Dove andiamo a trovare queste risorse?
   Quando  molti  di voi nei territori ci pongono il  problema  della
  chiusura  dei piccoli ospedali, possiamo individuare una  strategia
  che li salvi, per esempio, facendoli diventare ospedali riuniti? Ma
  per  fare  questo dobbiamo avere poi le risorse. E quindi  tagliamo
  gli sprechi, per cui non vorrei che esistesse, da parte nostra,  un
  comportamento  quasi  doppio. Da un lato  sosteniamo  che  i  punti
  nascita  nelle zone a rischio non si devono tagliare,  però  appena
  diciamo che vogliamo togliere un po' di sprechi, no, neppure quelli
  si possono tagliare.
   Allora  trovatela voi la formula magica per potenziare  i  servizi
  territoriali: di non tagliare i piccoli ospedali, di rafforzare, se
  non è questo.
   Risparmieremo su farmaci perché i consumi mondiali  -  Messina  in
  testa,  onorevole  Laccoto, quindi parta dalla  sua  provincia,  in
  testa  per i farmaci e di osteoporosi... non esiste, si risparmiano
  oltre 130 milioni di euro con questa misura. E sono risparmi reali,
  quindi non c'entra niente il discorso delle prestazioni.
   Qui potremmo aggiungere, senza alterare il livello di qualità, già
  dire, senza alterare il livello di qualità, significa che noi sulle
  prestazioni,   sulla  qualità  delle  prestazioni,   probabilmente,
  potremmo dire che questo, c'è l'obiettivo  il secondo comma  spiega
  anche molto bene come possono essere destinati questi servizi.
   Se  noi  li  destiniamo  alla  riqualificazione,  all'integrazione
  sanitaria   altro  che  eliminazione  socio-sanitaria,  altro   che
  diminuzione dei fondi perché attualmente  noi abbiamo una penale da
  parte dello Stato che non ci restituisce i fondi perché non abbiamo
  fatto  l'integrazione,  quindi aumenteremo le  nostre  risorse.  E'
  chiaro che abbiamo la possibilità, però, oggi perché vincolarsi  in
  fase   normativa  rispetto  all'utilizzo,  alla  razionalizzazione,
  quando  poi sappiamo che avremo a disposizione 100 milioni di  euro
  per migliorare la sanità siciliana e questo lo possiamo fare con la
  Commissione  sanità,  insieme  al Parlamento  senza  metterci  oggi
  troppi  paletti  di legge, sapendo che noi questi  100  milioni  li
  abbiamo di risparmio e saranno veri, però per migliorare, questo  è
  chiaro, e rimane anche agli atti questa nostra dichiarazione.
   Non  è  un  taglio  di bilancio è un obiettivo che  noi  sanciamo,
  pubblico  persino  per  legge rispetto al Parlamento,  rispetto  al
  Commissario  dello  Stato, rispetto alla Corte  dei  Conti  che  ci
  chiedono il risanamento e anche nella sanità riqualifichiamo.
   Adesso   vorrei   dare   la  parola,  giustamente,   all'assessore
  Borsellino anche per i pareri tecnici sugli emendamenti che vengono
  presentati e per altre osservazioni tecniche.
   Guardate,  però,  questo  su  un  piano  politico  ci  deve   fare
  inorgoglire,  che  noi siamo un Parlamento che decide.  Monitoriamo
  quella  spesa  che  è  superflua, non serve a  niente,  non  taglia
  servizi, non taglia occupazione ma, semplicemente, può creare nuova
  occupazione se miglioriamo ed aumentiamo i servizi.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola all'assessore Borsellino,  ha
  chiesto  di  intervenire  brevemente  l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, brevemente lo dice  lei,  però,  sa,
  siccome sono un ortodosso, mi atterrò al suo  brevemente'.
   Onorevole Presidente della Regione, assessori, onorevoli colleghi,
  accade  un  fatto  che rassegno alla Presidenza, per  l'appunto:  è
  stato   presentato   qualche   minuto   fa,   rubricato   e   posto
  all'attenzione dell'Aula un emendamento, primo firmatario  Falcone,
  8R1.  Nello  stesso  istante, poco importa che sia  stato  ritirato
  rispetto  alla valutazione che sto ponendo io all'attenzione  della
  Presidenza,   è  stato presentato un emendamento a firma  Figuccia,
  Falcone,  Pogliese e Assenza, quinto firmatario Cordaro  -  lo  sto
  firmando - che è dello stesso identico tenore di quello che lei  ha
  ammesso.
   Evidentemente, si sarà trattato, nella confusione del momento,  di
  una svista che può capitare

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, non andiamo  oltre,  perché  siamo
  stati  abbastanza disponibili sul presupposto che non  c'era  stata
  un'istruttoria  apposita  nelle commissioni  di  merito.  L'abbiamo
  detto fin dall'inizio.
   Abbiamo   detto:   maggiore   elasticità   nel   raccogliere   gli
  emendamenti, bisogna evitare di rivolgersi a questa Presidenza ed a
  presentare subemendamento e  contro emendamenti' ogni volta che  si
  interviene  e  proprio stamattina ho avuto modo  di  dire  che  gli
  emendamenti    o  subemendamenti  devono  essere  presentati   solo
  attraverso la commissione o il Governo.
   Ha  presentato l'emendamento l'onorevole Falcone, io ho avuto modo
  di  verificarlo, lo presenta come commissione, lo ha esposto e alla
  fine ha detto che lo presenta a titolo personale

   CORDARO.  Scusi,  signor Presidente, lei   non  mi  fa  finire  di
  parlare.  E'  per  capire se mi toglie la parola perché  questo  lo
  poteva dire pure a completamento del mio intervento.

   PRESIDENTE.  Però,  deve venire incontro alle  esigenze,  come  ci
  siamo detti, lei da capogruppo.

   CORDARO. Signor Presidente, io ero al mio quarantesimo secondo  di
  intervento, quindi, se mi fa completare io, poi, ascolterò, se  del
  caso me ne farò una ragione.
   Ribadisco, signor Presidente, se è stato ammesso

   PRESIDENTE. Non è stato ammesso.

   CORDARO.  Ho finito, signor Presidente. Siccome questo emendamento
  a  firma  Figuccia che vede come quinto firmatario  un  capogruppo,
  peraltro,   modestamente   chi   parla,   e   controfirmato   anche
  dall'onorevole Falcone che è componente della Commissione bilancio,
  io  le chiedo ove lei lo ritenga opportuno, perché alla fine noi la
  decisione la accettiamo, non è che ci attacchiamo ai lampadari, non
  l'abbiamo  mai  fatto,  non  cominceremo stasera,  comunque,  farlo
  passare senza discussione al vaglio dell'Aula; potrebbe pure  darsi
  che  poi  l'onorevole  Figuccia lo ritiri, io  non  lo  so,  perché
  siccome  il clima non mi pare quello di una contrapposizione  anche
  sull'inammissibilità  di un emendamento che  un  momento  prima  ha
  avuto l'omologo, invece, ammesso.
   Le  chiedo,  quindi,  signor Presidente, di  valutare  questa  mia
  posizione  che  è  quella  che vede attore  principale  il  collega
  Figuccia, per sottoporre all'attenzione dell'Aula il voto di questo
  emendamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, un po' più di attenzione nei lavori
  d'Aula. Subito dopo l'intervento dell'Assessore Borsellino, che  ha
  precisato  che  l'emendamento a firma  Falcone,  sto  parlando  del
  primo,  non rientrava nei LEA, io ho detto:  al fine di evitare  di
  dichiararlo inammissibile, lei lo ritira? , l'onorevole Falcone  ha
  fatto  cenno di sì quindi il discorso si chiude. Lei arriva dopo  e
  mi  dice  che  dello stesso contenuto o, a maggior ragione,  oppure
  sotto  forma  di  subemendamento per cui questa Presidenza  già  le
  comunica che lo ritiene inammissibile.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Borsellino.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. Signor  Presidente,  signori
  deputati,  posso aggiungere ben poco rispetto a quello  che  è  già
  stato    detto    nel   precedente   intervento,   ma   soprattutto
  nell'intervento del Presidente, che ha chiarito perfettamente  qual
  è la filosofia che sta alla base della ratio di questa norma.
   Voglio dire ancora di più: oltre a ribadire, sottoscrivendolo, che
  non  si  tratta  di  un taglio, né tantomeno questo  taglio  poteva
  essere registrato nella tabella acclusa alla legge finanziaria,  in
  quanto   rientra,  come  è  stato  detto,  all'interno  del   fondo
  sanitario, proprio perché viene reinvestito sul miglioramento della
  qualità dei servizi o sull'attivazione di quei servizi che non sono
  ancora  attivi,  voglio  dire anche un altra  cosa,  che  assurgere
  questo  principio  a  livello di norma  può  consentire  di  potere
  ottenere  la  cosiddetta  condizionalità ex  ante  che  occorre  al
  servizio sanitario per potere rientrare nell'ambito di alcune linee
  di attività nella programmazione comunitaria  2014-2020.
   E' fondamentale perché solo dando questa certezza, e cioè dando la
  certezza della sostenibilità che noi riusciamo anche ad ottenere la
  possibilità  di  potere implementare alcune linee di  attività  che
  sorreggono  la  riqualificazione del sistema  sanitario  attraverso
  l'utilizzo  dei  fondi comunitari. Prova ne  è  che  nella  passata
  programmazione una linea di attività ci ha consentito di  rinnovare
  il parco tecnologico delle nostre aziende in parte, ovviamente, non
  essendo   possibile  riuscire  a  colmare  tutto  il   bisogno   di
  innovazione tecnologica che naturalmente necessita all'interno  del
  sistema, ma sicuramente nella nuova programmazione partiamo con una
  condizione  favorevole di credibilità di un sistema che  possa,  in
  qualche modo, ottenere la possibilità di ulteriori finanziamenti.
   Volevo  raccontarvi anche un aneddoto che mi è capitato alla  fine
  dell'anno per farvi comprendere come non è assolutamente  vero  che
  ottenere dei risparmi nell'ambito dell'aggregato dei beni e servizi
  debba  necessariamente comportare o debba comportare una  riduzione
  di  servizi, nella considerazione che è molto facile, a volte,  per
  le  direzioni  aziendali, dire che è colpa dell'Assessorato  o  del
  Governo  che  taglia  le  risorse,  per  cui  non  possono   essere
  acquistati  i  fili  di  sutura, non possono essere  acquistate  le
  apparecchiature  o  non  possono essere  pagate  le  ditte  per  la
  manutenzione degli impianti.
   Ebbene,  proprio  alla  fine dell'anno sono stata  contattata  dal
  padre  di  un  ragazzo  ricoverato da tre giorni  in  un  nosocomio
  siciliano,  che  lamentava il fatto che da tre  giorni  il  ragazzo
  veniva assistito su lenzuola di carta.
   Ho   chiamato  la  direzione  aziendale,  con  la  quale   abbiamo
  pesantemente  redarguito il direttore sanitario  del  presìdio,  in
  quanto  da  una  visitazione di quelli che erano i  beni  contenuti
  all'interno dei magazzini, avevano ben oltre 100 paia di  lenzuola,
  quindi,  vi dico che non è affatto vero che le risorse che  vengono
  dai  trasferimenti statali ad implementare il fondo sanitario  sono
  insufficienti,  laddove gestite correttamente, a garantire  livelli
  adeguati o sufficienti di assistenza, perché ogni qualvolta andiamo
  a  verificare  queste situazioni, vi assicuro  che  non  si  tratta
  affatto  di una carenza di risorse, anzi, riscontriamo a volte  che
  ci  sono  eccedenze  di magazzino e molto spesso  prodotti  già  in
  scadenza,  che  non  servono più, quindi, mi  rammarico  fortemente
  quando   sento   che  questi  risparmi  possano  in  qualche   modo
  compromettere l'erogazione dei LEA.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Dopo questo lungo dibattito, se non
  erro,  l'onorevole Fontana aveva chiesto una piccolissima  modifica
  all'emendamento 8R Vediamo di formalizzarla prima, perché conveniva
  sullo   stesso  appunto  l'Assessore  Borsellino.  Se   la   potete
  formalizzare con il testo preciso...

   FORMICA. Lo ha ammesso lo stesso Governo che non c'è risparmio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 19.41, è ripresa alle ore 19.42)

   La seduta è ripresa.
   Assessore  Borsellino,  mi conferma che va bene  l'emendamento  8R
  così come è stato scritto dalla Commissione?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Sì.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento  8.7  che
  riguarda la soppressione dell'articolo 8 a firma degli onorevoli Di
  Mauro ed altri.

   DI MAURO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  pongo  in  votazione  l'emendamento  8R   di
  riscrittura dell'articolo 8 a firma della Commissione.

   TURANO. Prima si deve votare il mio emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Turano,  il  suo  emendamento   è   stato
  dichiarato  inammissibile. C'è una sola  firma.  E'  inammissibile.
  Evitiamo di presentare subemendamenti a discussione avviata.  Serve
  solo   a  complicare  il  percorso  per  l'approvazione  di  questa
  Finanziaria.

   TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  onorevole  Presidente della Regione, cercare di fare  chiarezza  su
  argomenti come questi credo che faccia bene all'Assemblea.
   Quando  per  una  mera  formalità  la  Commissione  sanità   viene
  espropriata del ruolo di controllo, peraltro la Commissione  sanità
  ha competenze specifiche, sul modo, sul come, sul perché.
   Il  Governo  intende intervenire sul secondo comma. Non  significa
  cercare  la collaborazione con l'Assemblea regionale. Voglio  usare
  le  parole, le parole sono come pietre, rimangono  Ho sollevato una
  serie  di  dubbi. Il Presidente della Regione, il Presidente  della
  Regione  ha rassicurato l'Aula non sul principio dei cento  milioni
  di euro di risparmio, Presidente, a cui va il mio plauso per la sua
  azione.
   Il  fatto  di  aver tolto una serie di sprechi che c'erano  le  fa
  onore  e  noi  abbiamo  il  dovere - ed io personalmente  anche  il
  piacere  -  di ringraziarla. Il fatto che questi cento  milioni  di
  euro  non  vengano utilizzati, faccio un esempio, per  azzerare  le
  liste  di attesa che in Sicilia creano un enorme disservizio è  una
  scelta.  Il fatto che vengano utilizzati per l'integrazione  socio-
  sanitaria  e  socio-assistenziale, dopo l'intervento dell'onorevole
  Di  Giacomo, mi crea ulteriore preoccupazione, perché non  è  detto
  che  servano  soltanto per le strutture esistenti e non  è  neanche
  detto che servano per nuove strutture.

   CROCETTA. Presidente della Regione. Siccome il carcere esiste e le
  leggi anche, si può fare solo nell'ambito professionale

   TURANO.  Onorevole Presidente, questo mi preoccupa ancora di  più.
  Se lei facesse un monitoraggio importante e serio sulla gestione di
  questi servizi scoprirebbe tante cose.
   Ora  io chiedo soltanto di capire se neanche la Commissione  possa
  essere informata ed il fatto che vengo privato di questo diritto mi
  lascia una serie di dubbi.
   Siccome  poi  conosco  le  norme e  le  so  ricordare  anche  dopo
  l'approvazione,   vuol   dire   che   interrogheremo   il   Governo
  successivamente.

   FIGUCCIA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi
  dato  la  parola  su  questo  articolo molto  importante,  articolo
  giustamente attenzionato dall'Aula, da questo Parlamento,  rispetto
  al  quale  evidentemente  il nostro voto non  può  che  essere  una
  conseguenza naturale di quello che è il dibattito e dei toni con  i
  quali si sta sviluppando, rispetto al fatto che si fa riferimento a
  cento  milioni di euro di risparmi, ma rispetto al fatto che questi
  risparmi  sono fittizi, perché non sono entrate certe; rispetto  al
  fatto  che  si  dice di voler risparmiare delle  somme  ma  non  si
  comprende, in effetti, qual è l'utilizzo che se ne deve fare, anche
  perché  questo  articolo  si collega poi ad  altri  articoli  della
  Finanziaria, mi riferisco ad esempio all'articolo 20.
   All'articolo  20  noi facciamo un'operazione che  è  assolutamente
  inversa  a  questa,  ma ne risulta collegata, perché  noi  facciamo
  riferimento  a  quelle  somme  tolte  dal  Fondo  nazionale   delle
  politiche sociali, ovvero dal Fondo della legge n. 328 del 2000,  e
  quelle  somme  le destiniamo per il 50 per cento delle  già  esigue
  somme...

   CROCETTA.  Presidente  della Regione. Esiste  già  un  emendamento
  soppressivo di quella ripartizione per cui i due articoli di  legge
  non sono più in contrasto, a proposito dell'articolo 20.
   Qui  la destinazione preferenziale indicata di questo risparmio  è
  l'integrazione  socio-sanitaria,  considerato  che  siamo   l'unica
  regione  italiana che ancora non l'ha fatta ed è una previsione  di
  legge,  persino  obbligatoria, tanto è vero  che  noi  paghiamo  la
  penale.
   Quindi,  qui  non si tratta di decidere se siamo o  no  contro  il
  risparmio e come li volete utilizzare.
   Volete fare l'integrazione socio-sanitaria in Sicilia ed acquisire
  nuove risorse e possibilmente questi poveri disgraziati, le persone
  che   vengono  ed  hanno  problemi  mentali,  ai  tossicodipendenti
  finalmente  gli diamo un servizio serio ed ogni volta che  facciamo
  una cosa positiva finalmente vantiamocene, questo è l'argomento.

   FIGUCCIA.  La  ringrazio  Presidente perché  questo  atteggiamento
  costruttivo  da parte del Governo, da parte sua, fa  comprendere  a
  questo Parlamento come quando, in effetti, si fanno degli errori  e
  si torna indietro, questo è un gesto assolutamente apprezzabile non
  perché  si  sia  trattato  di errori in senso  stretto  ma  perché,
  evidentemente,  probabilmente c'era stata una cattiva  impostazione
  iniziale,  questo dimostra che quando l'opposizione  fa  un  lavoro
  costruttivo  tende  una mano rispetto a quelle che  sono  questioni
  importanti e si arriva a delle soluzioni concrete questo  è  sempre
  un fatto positivo.
   Questo  va  sottolineato perché rispetto al tema dell'integrazione
  socio-sanitaria  in  realtà, spesso, si è voluto  sottolineare  che
  l'integrazione  debba  avvenire  a  scapito  continuo  del   socio-
  assistenziale quando, chiaramente, sappiamo bene che la sanità l'ha
  fatta sempre e per lungo, troppo tempo da padrone e, quindi, essere
  riusciti a far ritornare questa somma del 50% alla giusta fonte che
  è  quella  del  fondo  nazionale politiche sociali,  con  i  giusti
  diritti presentati dai distretti socio-sanitari con le loro azioni,
  con i loro piani di zona, questo è un fatto assolutamente positivo.
   Ciò  non toglie, tuttavia, Presidente, che questo articolo rimane,
  ahimè,  a  causa  dell'inammissibilità degli  emendamenti  che  noi
  sempre in modo altrettanto costruttivo avevamo presentato, ne aveva
  fatto   prima  riferimento  l'onorevole  Falcone,  poi  l'onorevole
  Cordaro,  adesso, in questa sede, ahimè per un atto, evidentemente,
  lasciatemelo  dire,  di  arroganza da parte  di  questa  Presidenza
  quegli emendamenti non sono stati discussi.
   Questo,  purtroppo,  non  va nella stessa  direzione  in  cui  va,
  invece,   l'atteggiamento  per  quanto  riguarda  questo  specifico
  articolo che è un atteggiamento costruttivo.
   Con  riferimento, poi, a questa diminuzione delle somme  mi  sento
  comunque  di  dire che la mia paura è che non vengano rispettati  i
  livelli essenziali di assistenza perché di fronte, chiaramente,  ad
  una  riduzione  di  somme  e di fronte ad una  non  identificazione
  chiara del piano della spesa, questo è un rischio che rimane.
   Tuttavia,  insomma,  ci  sarà tempo e modo  per  guardare  poi  in
  dettaglio come si esplicheranno le azioni nei prossimi mesi  e,  da
  questo punto di vista, nel sottolineare ancora amarezza rispetto  a
  quei  due  emendamenti  che  potevano  rappresentare  un  punto  di
  partenza  importante  rispetto ai centri di  riabilitazione  prima,
  rispetto,  ad esempio, alle comunità alloggio per disagio  psichico
  dopo  questo  - ripeto - è un punto di amarezza ma, ahimè,  così  è
  andata in questa triste giornata Presidente. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Figuccia.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  signori  Assessori,  onorevoli colleghi, io, assessore  Borsellino,
  desideravo avere da lei, perché altrimenti dovrei, ammesso  che  ci
  sia  un  reale  risparmio  e, quindi, io  sotto  il  profilo  della
  impostazione  che  vogliamo contribuire  a  dare  come  opposizione
  responsabile nel momento in cui dovesse trattarsi di una norma  che
  prevede  un  risparmio,  sarei orientato a votarla  favorevolmente,
  però c'è un problema che desidero porle prima di determinarmi.
   La  parola  ridotta di 100 milioni di euro  che leggiamo nel primo
  comma, finisce per poter diventare oggetto di fraintendimento sotto
  il  profilo  lessicale  ma anche sotto il profilo  obiettivo  della
  redazione della norma e di quello che vuole significare nel momento
  in  cui,  poi,  questi  100 milioni di euro  finiscono  per  essere
  destinati alle finalità di cui al 2  comma
   Noi sappiamo che in questi anni il Governo nazionale non sempre  è
  stato  amico della Sicilia e che spesso ha colto la palla al  balzo
  per  ottenere la possibilità di ridurre, di dimezzare, di  tagliare
  anche in maniera importante i fondi destinati, soprattutto in campo
  sanitario, alla Sicilia.
   Il  mio  timore, che vorrei chiarito Assessore - Presidente  credo
  non  sia  una  cosa  di  maniera  ma   essenziale  -  è  questo:  è
  assolutamente  necessario  parlare  di  riduzione?  Perché   stiamo
  facendo   riduzione,  col  pericolo  però  che  domani  il  Governo
  nazionale,  in sede di redistribuzione di risorse, ci dica:   visto
  che  hai risparmiato cento milioni di euro io te ne do cinquanta  o
  cinquantuno  in  meno , sempre per quel famoso  ragionamento  della
  proporzione che conosciamo bene.
   Oppure  possiamo riferirci, così come peraltro nel primo comma  si
  fa,  e  possiamo fare riferimento esclusivamente al  principio  dei
  costi  standard sapendo che, comunque, siamo in piena  applicazione
  di  una  reale  spending review all'interno del primo comma,  senza
  parlare  di  riduzione di spesa considerato il fatto,  soprattutto,
  che  poi  nel  secondo  comma  si dice  che  questi  fondi  vengono
  destinati alle finalità, appunto, del comma che viene appresso.
   Allora,  se voi ci date garanzie noi ci determineremo in un  modo,
  senza  garanzie - siccome io non vorrei rendermi neanche  in  buona
  fede  complice, tra virgolette, lo dico evidentemente, di una norma
  che  dovesse domani destinare meno risorse alla Sicilia  -  noi  ci
  determineremmo per un voto contrario. Quindi attendo indicazioni  e
  spiegazioni che chiariscano questo passaggio che, a mio parere, non
  è secondario.

   PRESIDENTE.  Vi  è  una richiesta precisa da parte  dell'onorevole
  Cordaro.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   CROCETTA,  Presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati,  l'Assessore Borsellino ha prima spiegato  la  questione.
  Per  l'integrazione dei servizi socio-sanitari è previsto anche  il
  ricorso a fondi nazionali aggiuntivi e fondi europei.
   Però,  siccome  oggi qualsiasi condizione, per  accedere  a  nuovi
  servizi   a   nuovi  fondi,  è  che  si  certifichi  in  risparmio.
  L'attestazione  di un risparmio che non è inventato  e  che  non  è
  virtuale per questa cosa, ma che abbiamo accertato proveniente  non
  dal  taglio  dei  servizi, ma dall'adeguamento di quei  servizi  ai
  costi  standard, ci permette di trovare quei cento milioni di  euro
  nostri  che  serviranno  a  questo servizio,  quindi,  non  saranno
  assolutamente tagliati dal bilancio sanitario - per cui  domani  lo
  Stato  non potrà tagliare - e ci permettono di accedere alle  somme
  integrative   da   parte  dello  Stato,  che   saranno   date   per
  l'integrazione  socio-sanitaria e a progetti specifici  europei  di
  finanziamento.
   Quindi  è  un  operazione tutta ad acquisto. Pertanto,  da  questo
  punto  di  vista,  onorevole  Cordaro,  la  voglio  rassicurare,  e
  dobbiamo dire che l'integrazione dei servizi socio-sanitari  è  una
  delle  cose  più qualificanti che facciamo, perché è un innovazione
  in cui possiamo modernizzare una serie di servizi.
   Diciamoci la verità: vanno bene quelli assistenziali, e non stiamo
  tagliando  nessuna somma lì, per chiarire l'articolo 20, però,  non
  possiamo  continuare a dire, per esempio, che il disabile  psichico
  va  abbracciato  come un padre e una madre e non curato  seriamente
  come richiede una moderna struttura.
   Non  possiamo dire che nei reparti di igiene mentale non  ci  deve
  essere lo psicanalista e le persone ricche possono permetterselo  e
  i  poveri  disgraziati vanno nel manicomio. Questa è l'integrazione
  socio-sanitaria  ed è una cosa che restituisce una  modernità  alla
  Sicilia  e  che  rende  la  sanità  siciliana  a  livelli  europei,
  finalmente.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento di  riscrittura  8R,
  presentato dalla Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.5, degli onorevoli Zito ed altri.

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento  è
  chiarissimo, anche perché era un comma era pervenuto in Commissione
  Bilancio,  dove  si  prevedeva il taglio  del  10%.  Noi  l'abbiamo
  ripresentato con la riscrittura del 20% delle indennità per  quanto
  riguarda il personale amministrativo dirigenziale.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'emendamento 8.5?

   BORSELLINO, assessore per la Salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, questo comma che viene aggiunto non può essere apprezzato
  da   parte   del   Governo  nella  misura  in  cui   la   riduzione
  dell'indennità  accessoria  al  personale  dirigente  del  servizio
  sanitario  è  già stata operata in tutti questi anni del  piano  di
  rientro  nella misura del 5% all'anno. Quindi riteniamo che  questa
  voce  di  spesa  sia  stata  già adeguatamente  e  sufficientemente
  contenuta.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.6, degli onorevoli Ciaccio ed altri.

   CIACCIO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con   questo
  emendamento  si  dà  la  possibilità alle aziende  ospedaliere  che
  magari  hanno  un  esubero di figure, perché  molte  ASP  hanno  un
  esubero  di  alcune figure professionali mentre altre ne  hanno  di
  altre  figure  professionali, in via prioritaria, di  assunzioni  o
  eventualmente  di  nuovi  contratti che permetterebbe,  all'interno
  della Regione e delle ASP, una mobilità.
   Questo  è  il senso di questo emendamento. E mi rivolgo  non  solo
  all'assessore Borsellino ma anche al Presidente della Regione,  che
  è  stato informato, si dava questa  possibilità che attualmente   o
  previsto o non previsto, comunque non viene fatto, dare un  obbligo
  di prelazione delle assunzioni risolverebbe e ridurrebbe la spesa.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la Salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, questa previsione confligge in linea di principio con  le
  norme attualmente in vigore in materia di personale, fermo restando
  il  fatto  che l'assorbimento degli esuberi, per quei  profili  che
  necessitano  al  servizio  sanitario  in  altre  aziende,   è   una
  condizione  preordinata a qualunque forma di  assunzione  ex  novo.
  Pertanto, sancire questo principio in via assoluta confligge con le
  norme in vigore e con l'esigenza del servizio sanitario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                             «Articolo 12.
           Riorganizzazione delle risorse umane nel settore
              forestale e della prevenzione degli incendi

   1.  Al  fine  di migliorare l'efficienza del lavoro attraverso  la
  riorganizzazione   delle  risorse  umane  del  settore   forestale,
  riunificando  i lavoratori forestali alle dipendenze  di  un  unico
  ramo  dell'Amministrazione regionale, è trasferita al  Dipartimento
  regionale  Azienda  regionale foreste demaniali la  titolarità  dei
  rapporti  di  lavoro  con il personale impiegato  nel  servizio  di
  antincendio  boschivo  di  cui all'elenco speciale  dei  lavoratori
  forestali  ex articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile  1996,
  n.  16, e successive modifiche e integrazioni e di cui all'articolo
  44  della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, che andranno a far
  parte  di un'unica graduatoria distrettuale congiuntamente a  tutti
  gli  altri  lavoratori forestali di cui all'articolo 45  ter  della
  legge  regionale  6  aprile 1996, n. 16 e  successive  modifiche  e
  integrazioni  nei  relativi contingenti di  appartenenza  e  con  i
  criteri  previsti dall'articolo 48 della legge regionale n.  16/96.
  Gli  addetti  al  servizio  antincendio boschivo  sono  individuati
  prioritariamente  in  coloro  che svolgevano  già  detta  funzione,
  previo accertamento dell'idoneità specifica nella mansione e  anche
  del  limite di età che deve essere inferiore a 55 anni. E'  escluso
  dalla  riunificazione  il personale a tempo indeterminato,  incluso
  nel  suddetto  elenco speciale, che alla data del 31 dicembre  2013
  presta  servizio  presso le strutture centrali  e  periferiche  del
  Comando del corpo forestale della Regione siciliana.

   2.  Sono  confermate le competenze del Comando del corpo forestale
  della  Regione  siciliana  previste dall'articolo  65  della  legge
  regionale  6  aprile  1996,  n.  16,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni e dall'articolo 47 del decreto presidenziale 20 aprile
  2007,  n.  154,  con esclusione della titolarità  dei  rapporti  di
  lavoro  con  il personale di cui all'elenco speciale dei lavoratori
  forestali  ex articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile  1996,
  n. 16, e successive modifiche e integrazioni, e con il personale di
  cui all'articolo 44 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14,  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   3.  Per  l'avvalimento da parte del Comando  del  corpo  forestale
  della  Regione siciliana del personale di cui al comma 2 si procede
  mediante apposita convenzione da stipulare tra il Comando del corpo
  forestale  della  Regione  siciliana ed il  Dipartimento  regionale
  Azienda  regionale foreste demaniali, da approvare con decreto  del
  Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale  per
  il  territorio  e  l'ambiente  e dell'Assessore  regionale  per  le
  risorse  agricole e alimentari. La suddetta convenzione  stabilisce
  le  modalità  di  collaborazione  tra  le  due  predette  strutture
  dipartimentali,  nonché  la rideterminazione  dei  contingenti  dei
  lavoratori addetti al suddetto servizio prevenzione incendi, in  un
  quadro  di  miglioramento dell'efficienza  e  di  rispondenza  alle
  mutate esigenze della collettività.

   4.  Al  comma 6 dell'articolo 11 della legge regionale  11  maggio
  2011, n. 7, dopo 1e parole  al triennio 2010-2012  sono inserite le
  parole   ed al triennio 2013-2015 .

   5.  Per  il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e  47  della
  legge  regionale n. 16/1996 e successive modifiche ed  integrazioni
  nonché  per il personale di cui al comma 7 dell'articolo  44  della
  legge  regionale  14  aprile  2006,  n.  14,  alle  dipendenze  del
  Dipartimento  regionale Azienda regionale foreste demaniali  e  del
  Comando   del   corpo   forestale  della  Regione   siciliana   per
  l'espletamento  delle  attività  di  sistemazione  e   manutenzione
  idraulico-forestale   ed   idraulico-agraria,    imboschimento    e
  rimboschimento,  miglioramento dei  boschi  esistenti  ed  attività
  connesse,   difesa   del   suolo,   valorizzazione   ambientale   e
  paesaggistica,   anche   al  fine  della  fruizione   sociale   del
  territorio,  ivi  compresa la gestione delle aree protette,  difesa
  della  vegetazione  dagli  incendi, per le  attività  di  cui  agli
  articoli  14  e  29 della legge regionale 6 aprile 1996,  n.  16  e
  successive modifiche ed integrazioni nonché per le attività di  cui
  all'articolo  25  della legge regionale 17 aprile  2013,  n.  9,  è
  autorizzata  per l'esercizio finanziario 2014 la spesa  complessiva
  nel limite massimo di 180.000 migliaia di euro.

   6.  Nel  biennio  2014-2015, il contingente degli operai  a  tempo
  indeterminato di cui agli articoli 46 e 47 della legge regionale  6
  aprile  1996,  n.  16,  e successive modifiche  ed  integrazioni  è
  fissato nella misura massima del contingente in servizio alla  data
  31  dicembre  2013  e  non  si procede ad alcuna  sostituzione  dei
  soggetti a qualsiasi titolo fuoriusciti.

   7.  Nel biennio 2014-2015, i contingenti degli operai con garanzia
  occupazionale di cui alle lettere b) e c) del comma 2 dell'articolo
  46  della  legge  regionale  6 aprile  1996,  n.  16  e  successive
  modifiche ed integrazioni, il contingente degli operai con garanzia
  occupazionale  di  cui  al  comma 5 dell'articolo  56  della  legge
  regionale  6  aprile  1996,  n.  16,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni;   il   contingente   degli   operai   con    garanzia
  occupazionale  di  cui  al  comma 3 dell'articolo  44  della  legge
  regionale  14  aprile  2006,  n.  14,  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  e  quello degli operai appartenenti  alla  fascia  di
  garanzia  di  cinquantuno giornate lavorative  sono  fissati  nella
  misura  massima del contingente in servizio alla data  31  dicembre
  2013  e  non  si  procede  ad alcuna sostituzione  dei  soggetti  a
  qualsiasi titolo fuoriusciti.

   8.  Nel biennio 2014-2015 sono sospesi gli effetti previsti  dagli
  articoli  49  e 52 della legge regionale 6 aprile 1996,  n.  16,  e
  successive modifiche ed integrazioni, nonché dalle ulteriori  norme
  in contrasto con le disposizioni del presente articolo.

   9.  Le  disposizioni dei commi precedenti si applicano ai soggetti
  destinatari di garanzie occupazionali presso i consorzi di bonifica
  e presso l'Ente di sviluppo agricolo (ESA).
   10.  Qualora il ramo di Amministrazione regionale che utilizza  il
  personale  dell'elenco  speciale dei lavoratori  forestali  di  cui
  all'articolo 45 ter della  legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,  e
  successive modifiche ed integrazioni, nonché all'articolo 44  della
  legge  regionale 14 aprile 2006, n. 14,  non   provveda  con  mezzi
  propri al trasporto degli stessi dal centro di raccolta al cantiere
  di  lavoro,  il  rimborso chilometrico di cui all'articolo  54  del
  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro  degli  addetti   alle
  sistemazioni  idraulico-forestali  ed  idraulico-agrarie,  non  può
  superare,  comunque,  l'importo calcolato su  una  distanza  di  15
  chilometri complessivi.

   11.  Tutti  gli  elenchi  dei lavoratori forestali  devono  essere
  pubblicati sul sito web ufficiale della Regione siciliana.

   12.  Le  disposizioni  di cui al comma 11  sono  estese  anche  ai
  lavoratori  stagionali dell'ESA, assunti ai sensi  dell'articolo  1
  della  legge  regionale  31 agosto 1998, n.  16,  e  a  quelli  dei
  consorzi di bonifica».

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 12.R, di
  riscrittura  dell'articolo  12.  Sono  stati  presentati,  altresì,
  numerosi subemendamenti.
   Siccome   mi  rendo  conto  che  ci  saranno  anche  numerosissimi
  interventi,   invito   i   deputati  a  non  presentare   ulteriori
  subemendamenti.
   Ha  facoltà  di  parlare l'assessore Cartabellotta per  illustrare
  l'emendamento 12.R.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, voglio  precisare  che  con
  questa  riscrittura dell'articolo 12 il Governo interviene  per  la
  seconda  volta  sulla materia. La prima volta  l'ha  fatto  con  la
  finanziaria  2013, con la quale sono state ampliate  le  competenze
  dei  forestali,  che  hanno  portato la possibilità  di  utilizzare
  forestali  nel  dissesto  idrogeologico,  sulla  natura  2000,  sui
  parchi,  sull'ambiente,  sui  siti archeologici  in  modo  tale  da
  ampliare  la  sfera di competenza in un processo di  valorizzazione
  della  risorsa  umana impiegata nel settore della forestazione.  Ed
  oggi si interviene con l'articolo 12 riscritto, che riorganizza  le
  risorse umane e va sostanzialmente a fondere i 2 gruppi, quello più
  cospicuo  in  termini  numerico di 18 mila unità,  finora  presente
  presso  l'aziende  foreste  demaniali e  quello  di  7  mila  unità
  operanti ad Agrigento e presenti presso il corpo forestale.  Questi
  2  gruppi  vengono  riuniti in maniera tale da avere  una  migliore
  gestione nella risorsa umana e soprattutto posti alle dipendenze di
  quello  che,  ai  sensi della finanziaria 2013, è  il  dipartimento
  dello  sviluppo  rurale  e  territoriale  proprio,  che  amplia  il
  concetto   di   competenza  dei  forestali  e  dà  possibilità   di
  utilizzazione  all'interno di progetti comunitari per  il  dissesto
  idrogeologico, per i territorio, per l'ambiente, per  la  fruizione
  turistica e per tutto il resto.
   Rispetto  ai  temi  che  erano  stati sollevati,  considerato  che
  l'articolo  deve ovviamente portare ad una riduzione  della  spesa,
  perché  il processo prevede una riduzione della spesa regionale  ma
  allo  stesso tempo quest'anno una utilizzazione su fondi comunitari
  su  progetti per il dissesto idrogeologico e sul piano di  sviluppo
  rurale,  viene  mantenuto il blocco contrattuale,  in  assenza  del
  quale  non ci sarebbero più di 20 milioni di euro; viene introdotto
  il  concetto  del  forestale  a  km  0,  intendendo  l'impiego  del
  forestale sul territorio di residenza o sui comuni limitrofi  entro
  un  raggio di 15 km, ed è stato eliminato invece il blocco del turn
  over,  considerato  che i forestali sono suddivisi  in  3  livelli,
  settantottisti, centunisti e centocinquantunisti e, quando qualcuno
  va  in pensione, si ha l'immissione al ruolo superiore, ma in  ogni
  caso  non entra più nessun settantottista per cui il saldo  tra  il
  maggior  numero  di  giornate  e in ogni  caso  la  perdita  di  un
  settantottista  genera  un costo complessivo  annuo  di  circa  due
  milioni, due milioni e mezzo di euro, e non si è voluto incidere ma
  si  è  eliminata  quella parte che incideva  sulle  aspettative  di
  carriera dei lavoratori forestali.
   Questa  è  la riscrittura dell'emendamento, che porterà  non  solo
  risparmio  di  spesa  ma  soprattutto  una  migliore  utilizzazione
  all'ipotesi  sempre  più  ampia  di  utilizzazione  dei   forestali
  all'interno dei progetti comunitari.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, sarà un
  intervento  molto breve, e chiedo all'assessore Bianchi attenzione,
  così da poter fornirmi chiarimenti su questi aspetti.
   Questo  è  uno dei pochi articoli che io voterò favorevolmente,  e
  l'assessore  Bianchi  conosce la storia  e  sa  perché  l'onorevole
  Milazzo accoglie favorevolmente questa riscrittura. La sento  anche
  mia  questa riscrittura, ritengo di avere collaborato, ieri  le  ho
  chiesto  con  forza e con determinazione nei suoi confronti  e  nei
  confronti   dell'assessore  Lo  Bello,  una   collaborazione,   una
  riapertura  del dialogo con i lavoratori: mi risulta personalmente,
  e  ve  lo  attesto,  che vi siete subito messi a  disposizione  per
  favorire questo incontro che avete svolto, di cui oggetto io non ne
  conosco  la parte finale, però so che i lavoratori hanno concordato
  ogni  aspetto. Io non ho letto la riscrittura ma mi risulta  che  i
  sindacati,  i  lavoratori, hanno ben accolto questo articolo,  edho
  rinunciato  poco fa a parlare sugli articoli precedenti  perché  ci
  tenevo  ad evidenziare questo aspetto, e fino all'articolo  29  non
  parlerò più.
   Assessore  Cartabellotta,  lei ha detto  giustamente  che  c'è  un
  processo  di  valorizzazione del personale,  ma  contemporaneamente
  avvia  progetti comunitari. Ho avuto modo di dire all'assessore  Lo
  Bello  che  finalmente  non vediamo più lavoratori  forestali  come
  coloro che corrono quando c'è l'incendio, ma in un progetto di  più
  ampio  respiro, di prevenzione, di riqualificazione del territorio,
  per  cui  lo  accolgo favorevolmente, lo voterò. Non la  ringrazio,
  come  fanno  molti, perché sia lei che l'assessore Lo  Bello  avete
  fatto il vostro dovere, con convinzione, però certamente è un  buon
  lavoro,  che è mancato in altri articoli dove molti altri assessori
  si  sono  blindati, si sono trincerati nella loro  sapienza,  nella
  loro conoscenza,  excusatio non petita, accusatio manifesta , e non
  mi  riferisco  a  lei,  assessore Bianchi, che  ha  inaugurato  con
  l'assessore Lo Bello una fase di dialogo, una frase di capacità, di
  concertazione che vede certamente questi lavoratori protagonisti.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  questa
  sera   il   Governo   regionale,  ed  in  particolare   l'assessore
  all'agricoltura  insieme  all'assessore al  Territorio  e  Ambiente
  abbiano  sanato  una  ferita che per tanti  anni  è  costata  forse
  incomprensione tra gli addetti ai lavori, e parlo dei dirigenti, ma
  è costato anche sacrificio e, se volete, dispersione di energia tra
  gli addetti ai lavori e quindi i lavoratori forestali.
   Tanti,  forse in modo sbagliato ed errato, interpretano  il  ruolo
  dei  forestali come un ruolo in disuso, che non faccia parte  della
  società  che  produce. È un errore valutare in  questi  termini  un
  comparto  di lavoratori che, ad oggi, si sono spesi per l'ambiente.
  E  sbaglia  anche colui che vede in questi lavoratori  dei  precari
  perché  sono  lavoratori specializzati nel settore  ambientale  che
  tanto hanno dato a questa terra. Perché, se da una parte si discute
  dell'accordo di Kyoto, dove bisogna migliorare ed impiantare boschi
  per  far sì che più ossigeno arrivi ai cittadini, il lavoro  oscuro
  se  volete,  ma  importante dei lavoratori  forestali,  ad  oggi  è
  servito  anche a creare ossigeno nell'ambiente, a salvaguardare  il
  territorio  da  un punto di vista idrogeologico ed anche  a  creare
  occupazione.
   Per  cui  stasera,  con  l'accorpamento verso  l'azienda,  abbiamo
  finalmente  un corpo unico che governa tutti i processi del  lavoro
  del   settore  forestale  e  quindi  nella  prevenzione   e   nella
  repressione degli incendi boschivi, quindi attinente a  coloro  che
  si  occupano  di antincendio e poi per l'azienda che si  occupa  di
  impiantare e di salvaguardare il nostro territorio.
   Volevo  ringraziare anche il Governo per un motivo molto semplice,
  che  ha  condiviso  con  l'apparato  sindacale  il  fatto  di  aver
  soppresso che coloro che si occupano di antincendio potessero anche
  farlo  dopo  il  cinquantacinquesimo  anno  di  età,  che  è  stato
  emendamento  da  me presentato insieme al Gruppo  che  rappresento,
  l'UDC,  e  che  il turn over che veniva paventato  come  un  errore
  perché  così  era,  insieme ai sindacati,  insieme  alla  politica,
  insieme  a  tutta l'Assemblea regionale, viene sgombrato  e  quindi
  coloro  che  oggi  vanno in pensione e fanno 151 giornate,  saranno
  sostituiti da coloro che ne fanno 101 e che quindi passeranno a 151
  giornate.  E questo vale anche per i settantottisti che passeranno,
  quando avranno l'opportunità, di fare 151 giorni.
   Volevo   approfittare  di  questo  mio  intervento  per   invitare
  l'assessore Cartabellotta ad integrarsi politicamente con il  Patto
  dei  sindaci,  che oggi prevede una minore immissione  di  anidride
  carbonica nell'aria e quindi risparmio energetico.
   Abbiamo tanti rifugi forestali, tanti ispettorati e tante aziende,
  sia  lei  a  indicare che i tetti di questi rifugi delle aziende  e
  degli   ispettorati   possano  essere   impiantati   con   pannelli
  fotovoltaici  e  avremo un risparmio energetico  che  va  verso  la
  filosofia  che  fa  questo Governo, quello  della  riduzione  della
  spesa.
   Facciamo sì che i rifugi forestali non rimangano chiusi.  Fate  un
  ragionamento con l'Assessorato del turismo, perché l'integrazione è
  fondamentale  e importante ed anche questi possono diventare  posti
  di  lavoro  e  quindi  attività di fruizione per  i  cittadini  che
  vogliono farlo, addentrarsi nei boschi.
   Facciamo  una campagna di informazione nelle scuole,  dicendo  che
  possono  entrare  nei boschi, per far conoscere  effettivamente  il
  valore dei nostri boschi, per far conoscere ai nostri giovani  qual
  è la loro reale opportunità che offre alla collettività siciliana.
   Assessore,  io  so che il futuro dei forestali dipende  molto  dai
  fondi  comunitari.  Tantissimi dirigenti capaci di  questa  Regione
  siciliana,  entrambi  il  Corpo  forestale  e  l'azienda,   ma   in
  particolare l'azienda è riuscita in alcune province a captare fondi
  europei  che danno l'opportunità a taluni operai di fare più  delle
  giornate che sono previste per contratto.
   Questa  non  può  diventare un'eccezione per talune  province  che
  riescono a captare fondi, ma deve diventare una cosa essenziale, un
  ragionamento  generale per tutte le aziende che  ci  sono  oggi  in
  Sicilia e quindi io darei, se mi permette, un'opportunità a tutti i
  dirigenti  che oggi hanno la capacità e l'intelligenza  di  captare
  fondi  europei  perché,  poi, alla fine  andranno  a  ricadere  nel
  comparto  degli  operai e quindi più opportunità e più  lavoro  per
  tutti.
   Volevo chiudere il mio intervento con una raccomandazione a questo
  Governo  che,  ad  oggi,  condivido.  Il  presidente  Crocetta,  in
  campagna   elettorale,  diceva  a  tutti  che  non  avrebbe   fatto
   macelleria  sociale . Ecco che i lavoratori  forestali  vedono  in
  questo Governo ed in questa Assemblea della gente che li ama, della
  gente  che  vuole fare di essi un'opportunità perché  i  lavoratori
  forestali  per  questa  regione sono  una  grande  opportunità.  Li
  abbiamo  visti  impegnati negli ospedali a ripulire i  giardini,  a
  fare   decoro,  nei  comuni,  nelle  scuole.  Penso  che  si  possa
  proseguire  sotto  questo  punto di  vista  perché  questo  è  solo
  l'inizio  per  qualificare, per far passare  in  mezzo  alla  gente
  l'idea   che  i  forestali  servono,  che  sono  utili   a   questa
  collettività.
   Siccome  avevo presentato l'emendamento a questa finanziaria,  che
  vedeva  la  proroga del Piano casa che va in scadenza a luglio,  io
  non  so cosa vuole fare questo Governo, perché anche in questo caso
  rappresenta occupazione, ma gradirei che se ne si occupasse e prego
  l'assessore  alle  infrastrutture di  farsi  carico  della  proroga
  perché ad agosto scade il Piano casa.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori, credo
  che  nemmeno  i padri polantisti erano riusciti a fare tanto  nelle
  geografie   dei  santi  così  come  è  riuscito  a  fare  benissimo
  l'onorevole Ragusa.
   Abbiamo  qui davanti la riscrittura dell'articolo 12 da parte  del
  Governo,  che  va  nel senso da noi sperato, nel senso  che  alcune
  delle  novità che il Governo ha portato nella riscrittura  in  Aula
  erano state da noi auspicate in Commissione.
   La  prima  cosa che colpisce favorevolmente - e non  starò  qui  a
  parlare delle azioni importanti che hanno svolto in questi  anni  i
  forestali, perché credo che dal momento che questa Assemblea  si  è
  decisa a farlo, penso che ne siamo tutti convinti - è il fatto  che
  viene  prevista  la possibilità del turn over,  cioè  di  andare  a
  sostituire,  man  mano che il personale andrà in  pensione,  quelle
  figure  151, 101 in maniera tale che la gente che lavora da diversi
  decenni non rimanga con le giornate iniziali. Credo che questo  sia
  un  fatto  positivo che l'opposizione aveva sollecitato durante  la
  discussione in Commissione bilancio.
   L'altro  dato  positivo  che salutiamo  con  altrettanto  positivo
  giudizio riguarda finalmente il fatto che il limite di età relativo
  ai  lavoratori dell'antincendio viene a cadere. Non  si  capiva  il
  motivo  per  il  quale  i  vigili del fuoco potevano  continuare  a
  lavorare fino al compimento del 65  anno di età ed invece la stessa
  cosa  non  era prevista per i lavoratori dell'antincendio  che,  al
  compimento  del  55  anno di età dovevano cessare  il  servizio  in
  tutte  le  province, tranne in quella di Siracusa dove  stranamente
  dovevano farlo a 50 anni.
   Siccome  a  me  piace citare una frase che dice:  Ubi  lex  voluit
  dixit, ubi noluit tacuit  noi qui stiamo sancendo un principio  che
  la  legge  è  uguale  in tutte le province e quindi  non  sarà  più
  consentito   alla  provincia  di  Siracusa  assumere  atteggiamenti
  persecutori   nei  confronti  dei  lavoratori  dell'antincendio   e
  assumere  atteggiamenti diversi rispetto al resto delle altre  otto
  province.
   Laddove la legge ha voluto ha detto, assessore Cartabellotta,  che
  in tutte le province fino al compimento del 65  anno di età se vi è
  la  visita  medica  che accerta l'idoneità dei lavoratori,  costoro
  potranno  continuare  a svolgere questo servizio.  Su  alcune  cose
  però,  assessore, non siamo d'accordo, tanto è vero  che  ci  siamo
  permessi, insieme agli altri colleghi, di presentare una  serie  di
  emendamenti, e li esporrei tutti insieme, così evitiamo di volta in
  volta di parlarne.
   Il  primo  subemendamento chiede di sostituire l'articolo  48  con
  l'articolo 49,  perché l'articolo 48, per essere chiari,  parla  di
  contingenti.    Noi    non   possiamo   assolutamente,    assessore
  Cartabellotta,   consentire   che  avvenga   l'unificazione   della
  graduatoria attraverso i contingenti. La graduatoria deve essere  a
  pettine,   nel  senso  che  il  servizio  comunque  prestato   alle
  dipendenze dell'Assessorato all'agricoltura deve essere valutato.
   Io mi permetto di leggerle quello che dice l'articolo 49:  In ogni
  distretto   è  istituita,  per  il  completamento  del  contingente
  previsto  dall'articolo 48, comma 5 - quindi ci riferiamo  comunque
  all'articolo  48  -  una  graduatoria unica  comprendente  tutti  i
  lavoratori che abbiano avuto, successivamente alla data di  entrata
  in  vigore  della legge regionale 5 giugno 1989, n. 11,  o  abbiano
  incorsa  la  data  di  entrata in vigore della presente  legge,  un
  rapporto  di  lavoro  a  tempo determinato con  le  amministrazioni
  forestali.  Al  fine  della formazione della  graduatoria  verranno
  attribuiti 10 punti [ ] , per cui, quello che noi chiediamo  è  che
  l'anzianità  sia complessiva, così come avviene nel  settore  della
  scuola,  e  non  può  essere assolutamente un'anzianità  legata  al
  contingente, perché se pensiamo di fare ciò, secondo me  facilmente
  chiunque  andrà dal giudice del lavoro, si troverà nelle condizioni
  di   avere   un   risultato  favorevole,  e  noi   non   riusciremo
  assolutamente a fare le graduatorie. Per cui, assessore, anche  con
  un  emendamento che lei vorrà presentare, le chiediamo  di  rendere
  più  comprensibile  come  la  Regione, i  vostri  due  assessorati,
  intendono  giungere  all'unificazione di due  graduatorie  che,  in
  questo  momento,  sono  separate e che  non  possono  assolutamente
  fondersi  sui  contingenti, ma devono fondersi sul servizio  che  è
  stato fino adesso prestato.
   L'altro subemendamento riguarda la soppressione del comma 4,  dove
  si  parla  di  adeguamento ISTAT e degli arretrati.  Credo  che  su
  questo l'Assemblea non si debba pronunciare, è una vicenda legata a
  una contrattazione che ci deve essere tra il Governo e i sindacati,
  non possiamo assolutamente sostituirci noi nei rapporti di lavoro e
  nel  contratto collettivo regionale di lavoro con i lavoratori.  La
  concertazione   vale  sempre  e  secondo  me,   assessore,   questo
  ragionamento   dovete  andare  a  concertarlo  con   i   sindacati,
  stabilirlo  a livello amministrativo, non può assolutamente  essere
  un atto legislativo.
   Chiediamo un aumento delle somme relative all'impegno che è  stato
  fatto  perché  180  milioni di euro sono  assolutamente  una  somma
  inadeguata  a quelle che sono le esigenze del comparto,  e  infine,
  quando  noi andiamo a parlare delle distanze chilometriche, dei  15
  chilometri, sui quali siamo tutti d'accordo, bisogna però ricordare
  che  questa applicazione non potrà mai valere quando si  parla  dei
  torrettisti.  Il  torrettista va a lavorare  da  solo,  non  è  che
  insieme  ad  altri quattro si mettono in una macchina e raggiungono
  tutti la stessa torretta, per cui quattro dormono in una macchina e
  uno sale sulla torretta, quindi, per essere chiari, ritenevamo -  e
  riteniamo  ancora  oggi  valido  -  il  ragionamento  per  cui   ai
  torrettisti  o altre categorie che lei riterrà opportuno  inserire,
  non si applichi il limite di 15 chilometri.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  l'onorevole  Vinciullo ha ampiamente esaurito  tutti  i  punti  che
  avrei  dovuto  trattare  in quanto le sue osservazioni  sono  state
  puntuali e precise.
   Desideravo  innanzitutto fare i complimenti al Governo per  questa
  riscrittura  che  va nel senso da noi auspicato,  però  chiedo  con
  forza  che  vengano  considerati in maniera molto  approfondita  le
  osservazioni che abbiamo fatto perché credo che potrebbero  portare
  ulteriori miglioramenti anche all'interno dello stesso comparto tra
  tipologie di lavoratori, sanando anche delle problematiche si  sono
  verificate   all'interno  dello  stesso  comparto  e  portare   una
  pacificazione globale di questo settore.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, dica ai colleghi che siamo  in
  un  Parlamento  La vedo stanco, signor Presidente,  forse  se  dopo
  l'articolo 12 sospende la seduta se la passa meglio. Oggi, non mi è
  piaciuto sulla conduzione dei lavori.
   Onorevoli  colleghi, finalmente vedo un articolo della finanziaria
  dove  siamo tutti d'accordo. Questa è una cosa positiva. Con questo
  articolo ci eravamo impauriti. Questo è un comparto importante  per
  la  Sicilia. Per me il comparto della forestale è un ammortizzatore
  sociale  per  la  Sicilia. Purtroppo, molti di voi  non  hanno  mai
  seguito  questo  settore. Non sapete il  danno  che  si  faceva  ai
  lavorati quando all'articolo 12 si eliminava il turnover.  A  parte
  l'ingiustizia  del fatto che fino ad oggi c'era il  turnover  e  da
  domani  in  poi non c'era più. Io sono uno di quelli che  ringrazia
  tanto  l'assessore Cartabellotta per l'impegno messo per  risolvere
  tutti i problemi dell'articolo 12 sulla forestale. Finalmente, vedo
  questa  collaborazione e credo si stia facendo un  servizio  favore
  del territorio.
   Onorevole  Vinciullo, tra gli emendamenti che lei vuole presentare
  e  mi  riferisco  in  particolare a quello  sul  rifacimento  delle
  graduatorie, non parli più dell'anzianità, per cortesia, perchè  si
  arriva  ad  una  rivoluzione tra i lavoratori  e  questo  non  deve
  accadere.
   Cerchiamo  di  fare  degli  emendamenti propositivi  per  tutti  i
  lavoratori,   ma  se  facciamo  degli  emendamenti  per   rimettere
  l'anzianità facciamo un torto e sicuramente tra i lavoratori  nasce
  la guerra.
   Mi   ritengo,  quindi,  soddisfatto  dell'articolo  12   e   della
  collaborazione avuta con l'assessore Cartabellotta.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  mi  associo anch'io  ai complimenti che hanno formulato i  colleghi
  nei confronti dell'assessore Cartabellotta per una problematica che
  è  abbastanza  delicata  e che riguarda anche  l'impiego  di  tante
  risorse.
   L'anno  scorso  mi ero fatta promotrice di un emendamento  per  un
  migliore  utilizzo  dei  forestali  nei  comuni.  Quest'anno,  aver
  riportato  a chilometro zero ed impiegare anche i forestali  per  i
  dissesti  idrogeologici  significa una maggiore  consapevolezza  da
  parte del Governo.
   Però, qual è l'auspicio verso una problematica che io ho sollevato
  da sempre e che mi vede anche promotrice di un disegno di legge che
  riguarda  la  stabilizzazione  dei forestali  ed  il  riordino  dei
  parchi? Io ritengo che finora i forestali hanno impiegato ed  hanno
  occupato  quasi il 50 per cento del bilancio della Regione  e  sono
  stati scarsamente utilizzati, scarsamente utilizzati proprio perché
  non utilizzati per le finalità di cui necessitavano e necessitano i
  territori.
   Per  questo  l'accordo che il Governo ha raggiunto  con  le  parti
  sindacali e con i forestali sicuramente è apprezzabile. Ma  qual  è
  l'auspicio?  Quello  che  io auspico e che  il  Governo  cominci  a
  lavorare da subito ad una legge di riordino del settore. Una  legge
  che vada e che si associ anche ad una legge di riordino dei parchi,
  perché,  piuttosto che ogni anno trovare risorse  per  impiegare  i
  forestali proprio perché devono, sostanzialmente, essere utilizzati
  per  la  prevenzione dei dissesti, noi invece pensiamo - ed  io  ne
  sono  convinta  - che i forestali possano diventare una  risorsa  e
  possano  quelle economie non è necessario e le somme e  le  risorse
  che  si  trovano  all'interno del bilancio, ma che  possano  venire
  direttamente dai territori.
   Non  avete  idea di quanti boschi ci sono inutilizzati, di  quanti
  parchi  e  di quanti alberi non vengono disboscati. E come possiamo
  ricavare  economia?  Già  dalla corteccia  degli  alberi,  già  con
  piccole  centrali di biomasse all'interno dei parchi, già  con  una
  migliore fruizione dei parchi e, quindi, andando verso una legge di
  settore  e  di  riordino che dia dignità a questi  lavoratori,  che
  possa  vedere  una Regione che orienta i progetti, e  non  solo  la
  Regione  ma anche i comuni, verso un migliore utilizzo delle  somme
  dei fondi comunitari.
   Quindi,  credo  che,  piuttosto che il prossimo  anno  ,  spero  e
  auspico,  che  quello che era un tema caldo, dei  forestali,  possa
  diventare,  anche  con l'apporto dei disegni  di  legge  presentati
  anche  da  altri deputati e dalla sottoscritta, un tema di rilancio
  dell'economia della Sicilia, un tema di rilancio che  consenta  una
  maggiore  fruizione e, quindi, un indotto economico nei  territori,
  utilizzando e razionalizzando queste risorse e non più, invece, una
  delle  somme, delle risorse che vengono sottratte e che  potrebbero
  essere  destinate  ad altri fini istituzionali nel  bilancio  della
  Regione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  esprimo
  un  giudizio  positivo  sulla sintesi che il  Governo  ha  proposto
  raccogliendo  innanzitutto una questione che è stata posta  da  più
  parti,  ma - consentitemi di dire - dal mio partito in particolare,
  ed è un problema di metodo.
   Per  le  questioni  che  attengono a principi  che  riguardano  le
  relazioni  sociali,  le relazioni del lavoro vanno  preventivamente
  individuate metodologie di concertazione con i sindacati. Questo il
  Governo lo ha corretto in corso d'opera e di questo prendiamo  atto
  e siamo contenti.
   Ha  corretto  anche un'altra questione che, visto  che  l'opinione
  pubblica,  attraverso i media, si è concentrata nelle  ultime  ore,
  negli   ultimi  giorni,  attorno  a  questa  finanziaria  parlando,
  soprattutto, della vicenda dei forestali come se la finanziaria che
  approveremo fosse soltanto la finanziaria dei forestali,  cosa  che
  non  è;  né così era, ad esempio, il fatto che si rappresentava  la
  finanziaria   come  la  finanziaria  solo  dei  precari.   E'   una
  finanziaria  che  prova ad affrontare diverse questioni  ma,  nelle
  diverse  questioni, ci sono alcuni peli che hanno, per  quantità  e
  per  impatto sociale, una rilevanza che nessuno può far  finta  che
  non ci sia.
   La  rilevanza, innanzitutto, è dovuta al fatto che parliamo di una
  quantità  di  persone, 24 mila, che non sono, come qualcuno  li  ha
  rappresentati, soltanto bacini elettorali, sono persone che  in  un
  momento  di  crisi, in un momento terribile per la nostra  economia
  sono  fonte di reddito che non solo garantisce la sopravvivenza  di
  famiglie, ma garantisce la sopravvivenza di territori.
   Lo  dico  ai  tanti  benpensanti, ai tanti  perbenisti,  ai  tanti
   puzzetta sotto il naso  che, non conoscendo la nostra Regione, non
  conoscendo  la Sicilia, non sanno che in tanti comuni della  nostra
  Regione,  i  bar,  i salumieri, i macellai, i panettieri,  ci  sono
  perché  ci  sono ancora presenti, in quei territori, uomini,  donne
  che, in una fascia di età tra 40 e 50 anni, continuano a vivere  in
  quelle  aeree  interne e ci vivono grazie spesso  e  soltanto  alla
  forestale.
   Se  non  ci fosse più questa attività, non ci sarebbero più quelle
  persone   in   quei   comuni,   farebbero   parte   della   schiera
  dell'immigrazione che tanto ha caratterizzato la nostra sociologia,
  oltre   che  la  nostra  demografia  e,  probabilmente,   i   tanti
  benpensanti  parlerebbero indignati dell'immigrazione  ma,  spesso,
  non facendo nulla per evitare che ci sia.
   Io  sono convinto che la scelta di togliere dall'articolo 12  così
  com'era  la  norma  che impediva il turnover,  sia  una  scelta  di
  intelligenza perché - lo ripeto - l'ho detto all'inizio  di  questa
  nostra  discussione, noi tutto possiamo fare, è una fase difficile,
  dobbiamo  risanare, dobbiamo risparmiare, dobbiamo far  quadrare  i
  conti ma non possiamo togliere la speranza alle persone.
   Il turnover è una speranza, è la prospettiva in cui ognuno sa che,
  prima  o  poi, potrà aumentare di quantità di giornate  rispetto  a
  quelle che faceva prima, non perché qualcuno lo premierà in nome di
  un  favore  di una raccomandazione, di una pacca sulle  spalle,  ma
  perché  sa, sulla base di una serie di criteri fissati dalla legge,
  che  prima  o poi arriverà il suo turno in funzione del  fatto  che
  qualche  altro, nel frattempo, sarà andato via senza  aumentare  di
  una sola unità il numero complessivo delle persone che lavorano  al
  sistema della forestazione.
   Altre   norme   sono  state  riscritte.  Quella   della   distanza
  chilometrica  mi pare un compromesso, fermo restando che  non  può,
  una  legge, abolire una tutela prevista da un contratto  di  lavoro
  può  un'organizzazione del lavoro diversa ridurre  l'impatto  della
  tutela  sociale.  Cioè, invece di abolire l'indennità  post  di  15
  chilometri,  bisogna  organizzare  il  sistema  impedendo   che   i
  lavoratori siano avviati sopra i 15 chilometri. Quindi, è una forma
  di  arrivare  allo  stesso risultato ma senza forzature  di  natura
  sociale.
   Dico,  infine,  a  proposito di questa storia  delle  graduatorie,
  eccetera, eccetera. Lo dico ai tanti colleghi che spesso,  diciamo,
  in  virtù dei tanti desideri che ci sono in giro - in questo  mondo
  ce ne sono tanti desideri - ognuno pensa di fare la norma che provi
  a fotografare la propria condizione. Noi tutto possiamo fare tranne
  creare confusione.
   Il sistema della forestazione dei lavoratori della manutenzione  è
  regolata  dall'articolo 48 della legge 16 del 1996.  Quell'articolo
  48  riguarda  circa  18 mila persone. Se noi,  oggi,  provassimo  a
  rimettere  in  discussione  quel  sistema  creeremmo  soltanto  una
  gigantesca confusione che avrebbe effetti devastanti sul sistema.
   Voglio   dire,   anche   ai  colleghi  che  hanno   presentato   i
  subemendamenti    guardate   che   la   tutela    dei    lavoratori
  dell'antincendio è data dal fatto che, prioritariamente, sempre che
  ci  siano  i requisiti medico-legali, i lavoratori dell'antincendio
  saranno    riavviati   perché   i   contingenti   saranno   formati
  prioritariamente da chi ha fatto l'attività in quella tipologia  di
  servizio.
   Quindi,  suggerisco  ai colleghi, piuttosto che  inventarci  norme
  sulle  modalità  di  fare delle graduatorie che tanti  danni  hanno
  fatto,  ad esempio, nella mia provincia, dove fino a qualche giorno
  fa  c'è  stata una contesa che, alla fine, si è conclusa  come  era
  facile immaginare che nel massimo della confusione nessuno ha avuto
  le 151 giornate e col risultato di un conflitto permanente. Quindi,
  suggerirei piuttosto che acuire conflitti di provare a risolvere  i
  problemi.
   Ecco  perché  io condivido l'articolo del testo che  ha  fatto  il
  Governo,   anche   se  ricordo  che  era  prevista   comunque   una
  disposizione che desse, seppure come norma di principio,  il  segno
  che  anche  il percorso di unificazione, perché questa è la  novità
  dell'articolo  12, la novità dell'articolo 12 è che si  unifica  il
  lavoratore  forestale,  sia quello addetto  alla  manutenzione  che
  quello addetto all'antincendio, cioè sono figli di uno stesso padre
  e  di una stessa madre che si chiama Regione Sicilia, non a secondo
  dove  sei  hai  tipologie  di modalità di  avviamento  diverso.  Ma
  soprattutto  il  servizio  della forestale  deve  avere  anche  una
  prospettiva di produttività, anche di redditività.
   Forse, in questo senso quella intenzione, che era stata dichiarata
  al  Governo  e  dal Governo, di predisporre anche  una  espressione
  chiara  affinché  l'attività della forestazione sia  connessa  alla
  valorizzazione  dei  prodotti  del bosco  ai  fini  energetici  per
  consentire  nuova  redditività all'attività della forestazione,  io
  suggerirei al Governo, visto che lo ha  dimenticato, di  provare  a
  precisarlo, in maniera tale che diamo anche il segno di  una  norma
  di  indirizzo che serva a dare un valore produttivo al lavoro della
  forestale.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, recupero
  qualche minuto del tempo concesso per gli interventi perché  voglio
  solo esprimere il mio apprezzamento per lo sforzo che è stato fatto
  in  una lunga, faticosa e delicata trattativa con le organizzazioni
  sindacali dall'assessore Cartabellotta e dall'assessore Lo Bello.
   Ritengo,  se leggo bene il testo di riscrittura e le proposte  che
  ci  sono,  che  attorno  a questo testo ci sia  il  consenso  delle
  organizzazioni  sindacali rappresentative di questo  mondo  e  che,
  quindi,  ancora  una volta si conclude la vicenda  che  riguarda  i
  forestali   nell'ambito   della  finanziaria   con   un   risultato
  soddisfacente.
   Mi  sembra  di poter dire che, ad esempio, per quanto riguarda  le
  risorse,  avere  indicato  già dall'anno scorso  che  i  lavoratori
  forestali possono fare anche attività che non è quella direttamente
  legata  all'antincendio e alla tutela del bosco, come, ad  esempio,
  la  sistemazione e il miglioramento della situazione  degli  alberi
  fluviali,  ci mette in condizione di avere già da quest'anno  nuove
  risorse  e  per chi conosce la situazione dei nostri  fiumi,  degli
  alberi fluviali sono le nostre foreste aggiuntive, cioè sono quella
  parte  del territorio che non è stata curata e che tutte  le  volte
  poi provoca alluvioni e quant'altro. Dunque, potere intervenire  in
  questo campo e prevenire situazioni di disastri ambientali.
   Torno  sulle  questioni  dell'età perché sono  stato  protagonista
  degli emendamenti che hanno portato, assieme al lavoro che ha fatto
  il  Governo  e  la Commissione  Bilancio , alla soluzione  attuale.
  Questa  richiesta  di  portare l'età da  50  a  60  anni  era  nata
  pubblicamente  in  un assemblea di forestali, fatta  al  comune  di
  Sortino,  dove  c'erano tutti i rappresentanti della  provincia,  e
  venne  da  quel  mondo  la  richiesta di sforare  l'età  perché  si
  riteneva  che fosse un vincolo che valeva solo in alcune  province.
  Da  questo nacque sia l'articolo di legge approvato nel disegno  di
  legge  467  che  è  in Commissione  Bilancio ,  sia   l'emendamento
  presentato alla finanziaria.
   Ritengo,  però, che la soluzione trovata, cioè quella di eliminare
  il  vincolo  dell'età, di fare decidere allo stato  di  salute  del
  lavoratore,  di  fare  decidere  alla  condizione  fisica,  sia  la
  soluzione  migliore  che elimina i contenziosi  legati  alla  tappa
  dell'età  e  determina una situazione di certezza  del  diritto  in
  tutta la Sicilia.
   Quindi, penso che anche alla luce di questo, lo volevo annunciare,
  l'emendamento   che   avevamo  ripresentato   che   faceva   sempre
  riferimento  a  vincoli  di  età possa essere  ritirato  perché  la
  soluzione trovata nella riscrittura è assolutamente soddisfacente.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  credo  che la riscrittura dell'articolo 12, come è già stato detto,
  sia  la  migliore  sintesi possibile, oggi, di un raccordo  tra  le
  forze politiche e parlamentari ed il Governo, in particolare i  due
  assessori, l'assessore Lo Bello e l'assessore Cartabellotta,  dando
  speranza e chiudendo una partita con un mondo che in questi  giorni
  è stato in fibrillazione: gli oltre 20 mila operai forestali.
   Però,  vorrei sottolineare un elemento chiedendo l'attenzione  dei
  due  assessori e dell'Aula tutta, su un passaggio. Questo  comparto
  che in questi giorni è stato rappresentato come un altro bacino  di
  precari,  in realtà non lo è. Da almeno 10 anni non arrivano  nuovi
  precari   nelle   liste   dei  lavoratori  sia   dell'azienda   sia
  dell'antincendio,  e  al  tempo stesso, e prego  i  due  assessori,
  perché  penso che il Presidente Crocetta abbia fatto la  sua  parte
  ieri  chiudendo l'accordo con i sindacati, se possiamo  immaginare,
  come  ci  siamo  detti  in questi giorni, assessore  Cartabellotta,
  l'avvio di una nuova stagione: quella del bosco produttivo  che  si
  può  mettere  al servizio di una politica che ha visto  un  decreto
  pubblicato  in  Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi  a  firma  del
  Presidente che avvia tutta l'attività relativa ai patti dei sindaci
  sull'energia alternativa e sull'energia pulita.
   I  nostre  oltre  180 mila ettari di bosco sono in  condizione  di
  produrre   migliaia  e  migliaia  di  tonnellate  di  cippato   per
  alimentare  centrali, anche se il termine biomassa può sembrare  un
  termine  un po' inquieto ma stiamo parlando solo di legno  vergine,
  per produrre sia vapore, sia aria fredda quanto energia.
   Quindi,  vorrei  pregare  l'Assessore,  gli  Assessori  che  hanno
  firmato  il  GOV 12R, anche il nostro subemendamento che  introduce
  tra  le attività degli operai forestali la produzione di legno  per
  scopi  energetici e al tempo stesso pregherei i due  Assessori,  il
  Governo   e   il  Presidente  Crocetta  ad  introdurre  in   questa
  riscrittura  dell'articolo 12 l'obbligatorietà, la  possibilità  di
  sottoscrivere  prioritariamente con le  coalizioni  ai  comuni  che
  aderiscono  ai  patti  dei  sindaci  sull'energia  alternativa   la
  possibilità della fornitura per il prezzo che verrà stabilito delle
  biomasse  per  alimentare queste centrali alimentate esclusivamente
  da legno.
   Io  credo  che sia importante perché c'è l'attesa di un bosco  che
  diventa produttivo, un bosco che deve dare un indirizzo nella nuova
  riorganizzazione di una Regione che deve fornirsi anche di un piano
  energetico e, al tempo stesso sfatare, quello che è stato oggetto e
  argomento  in dibattiti televisivi, cioè i nostri 20 mila  e  oltre
  operai forestali che in termini di una unità lavorativa sono  tanti
  ma  sono molto meno dei 25 mila di cui si parla, sommano a circa 10
  mila.  Ripeto, un bacino che, peraltro, non viene incrementato  dal
  nuovo precariato da almeno 10 anni.
   Quindi,  per  sottolineare  che trattasi  della  migliore  sintesi
  possibile  e pregherei anche l'onorevole Vinciullo di non insistere
  sul subemendamento che creerebbe ulteriore problemi e contrasti  in
  questo  comparto. Pregherei l'Assessore di accogliere l'emendamento
  e di immaginare un emendamento che permetta la stipula di contratti
  con i comuni che fanno parte dei patti dei sindaci.
   Un'ultima considerazione. Io saluto la scelta di abolire i commi 6
  e  7  dell'articolo  57  della  legge  del  luglio  96,  la  n.  16
  assolutamente  positiva perché mette in condizione i lavoratori  di
  potere   continuare  ad  espletare,  avendo  i  requisiti  sanitari
  psicofisici in quelle attività che svolgevano nell'antincendio.  Ma
  mi   piace  sottolineare  un  altro  aspetto  che  veniva   ripreso
  dall'onorevole Cracolici e, se mi consentite, senza nulla  togliere
  agli  altri  Gruppi,  il Partito democratico ne  ha  fatto  no  una
  battaglia di principio ma una battaglia di merito perché la Sicilia
  negli anni 50 e 60 è una Sicilia brulla. Io in questi giorni  mi  è
  piaciuto ripetere quella Sicilia che vedevamo, e ne ricorre il  50
  anniversario,  nelle  scene del film  Il Gattopardo',  una  Sicilia
  senza boschi, una Sicilia arida, la Sicilia del latifondo.

                Presidenza del vicepresidente Venturino

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la prego, se può di arrivare alla
  conclusione.

   PANEPINTO.  Non  ho  parlato per tutta la finanziaria,  ho  ancora
  bisogno di 2 minuti ma finisco subito.

   PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Panepinto.

   PANEPINTO.  Dicevo,  bisogna riconoscere che  questo  comparto  ha
  creato e costruito un patrimonio boschivo, naturalistico, di  oltre
  200  mila  ettari e se immaginiamo questo percorso,  e  il  Partito
  democratico annuncia da subito, di concerto con il Governo, con  il
  Presidente  Crocetta,  con l'Assessore Lo  Bello,  con  l'Assessore
  Cartabellotta, un disegno di legge che metta a sistema tutto questo
  patrimonio, dai certificati verdi che il patrimonio può produrre ed
  essere  venduti  laddove ci sono le cosiddette  borse  dell'energia
  alternativa e verde, anche all'idea di un bosco che si alimenta  da
  se e che può consentire di garantire il reddito a queste persone.
   Volevo  dire,  e finisco veramente, che la Sicilia  ha  una  parte
  importante fatta di aree interne e questi lavoratori non solo hanno
  trasformato  il  territorio, ma hanno garantito un assetto  sociale
  tale   che   oggi   ha   permesso  che  non  ci   fosse   ulteriore
  depauperamento,  impoverimento di  risorse  umane.  Quindi,  se  mi
  consentire, il Partito democratico, con a capo il suo capogruppo  e
  tutti i parlamentari che hanno trattato il tema non strumentalmente
  dei  forestali,  oggi possono dire di avere fatto una  battaglia  a
  sostegno  del Governo Crocetta e soprattutto a sostegno  di  quella
  Sicilia migliore che si alza alle 5.00 del mattina.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. La invito a rimanere entro i  5  minuti
  ed essere quanto più sintetico possibile.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, io accolgo il suo  invito,  però  mi
  sento  confuso. Presidente, oltre ad essere distratto, per  favore,
  le  chiedo  quale è il programma. C'era un impegno a concludere  la
  seduta per le 21.00. Noi possiamo stare fino alle 3.00 del mattino,
  ma non vorrei che ci si voglia prendere per stanchezza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, non si preoccupi, andiamo  avanti
  con  questo articolo e proseguiamo visto che, ormai, siamo quasi  a
  conclusione  dell'articolo 12. Concludiamo questo  articolo  e  poi
  vediamo. Siccome il Presidente ha detto che non si lavora di notte,
  non  si preoccupi termini il suo intervento e non faremo le tre  di
  notte.

   FIGUCCIA. Quanti sono gli interventi?

   PRESIDETNTE. Si preoccupi del suo intervento se non  ha  nulla  da
  dire si può accomodare.

   FIGUCCIA. Signor Presidente lei non mi può togliere la parola, lei
  non  si  può  permettere di dire che sto perdendo  tempo,  lei  sta
  conducendo questi lavori in maniera inadeguata.

   PRESIDENTE. Mi sono appena seduto.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, credo che su questo articolo  per  i
  cinque  minuti che mi rimangono, perché questi due minuti e  trenta
  sono trascorsi invano, ancora una volta purtroppo viene fuori nella
  sua   interezza,  e  lei  mi  perdonerà,  assessore  Cartabellotta,
  un'impostazione errata rispetto all'infrastruttura, alla  linea  di
  indirizzo politico, anche con riferimento a questo articolo  12,  e
  le dico perché.
   Si  è  arrivati  ad una riscrittura dell'articolo e  questo  è  il
  risultato di ben 6 pagine di emendamenti, questo significa  che  la
  sua  azione,  assessore,  non è stata un'azione  attenta,  precisa,
  puntuale  e  competente,  ma  che purtroppo  non  trova  radici  in
  un'impostazione  complessiva del Governo  che,  invece,  ha  dovuto
  trovare  soccorso in questo Parlamento,  non certo del PD,  che  ha
  vantato   una   serie  di  successi  su  questo  articolo,   quanto
  sull'opposizione responsabile che è arrivata ad eliminare una serie
  di  iniquità;  che  è  arrivata  ad  introdurre  il  principio  del
  turnover; che è arrivata a ridurre la spesa, promuovendo in  questo
  modo l'utilizzo dei fondi comunitari, introducendo, in questo modo,
  il  concetto  di  un operatore, quello forestale, che  diventa,  in
  qualche modo, sentinella ambientale; l'introdurre un concetto che è
  quello della tutela del lavoratore.
   Non  avremmo potuto consentire che il Governo si sostituisse  alle
  organizzazioni  sindacali  perché  quello  sarebbe  stato  sì   una
  sovrapposizione di poteri e una mescolanza di intenti  che  avrebbe
  assolutamente confuso i cittadini e i lavoratori stessi.
   E'  bene che il Governo faccia il Governo, i sindacati facciano  i
  sindacati  e  il Parlamento, come bene sta facendo, faccia  il  suo
  ruolo  con  la  presentazione di questi emendamenti che  consentono
  finalmente di dare giustizia ad un settore.
   Concludo   questo   mio   intervento  dando   un   4   meno   meno
  all'impostazione del Governo, dando un 7 più all'opposizione, un  7
  stentato  alla maggioranza che, comunque, ha contribuito  e  gliene
  diamo  atto, un otto al Parlamento, nella sua interezza, e un  buon
  voto anche a lei, Assessore Cartabellotta che alla fine, grazie  al
  lavoro del Parlamento, è riuscito a fare un buon lavoro.
   Grazie  Presidente per avermi consentito questo  intervento  e  le
  ricordo dell'impegno preso.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   mi  associo  ai
  colleghi   che   questa   sera  hanno   dato   atto   all'Assessore
  Cartabellotta e all'Assessore Lo Bello del grande lavoro  svolto  e
  che  ci  trova, ogni anno, a questo appuntamento. Ogni anno abbiamo
  lo  stesso  problema,  ogni anno abbiamo  i  forestali,  ogni  anno
  dobbiamo andare a trovare le risorse.
   Intervengo  per due suggerimenti, uno dei quali ne ho parlato  col
  Presidente  Mastrapasqua  ed anche in Commissione  con  l'Assessore
  Cartabellotta  e  che già in questi ultimi mesi  i  forestali,  che
  ormai sono delle professionalità che non sono lì solo per un motivo
  sociale  come  qualcuno  ha detto, ma sono  lì  a  fare  un  lavoro
  specifico  e importante, possono essere utilizzati anche  per  cose
  diverse.
   Ho  parlato con il Presidente Mastrapasqua al quale ho  detto  che
  secondo me il fatto che queste professionalità facciano dei  lavori
  limitati  e poi prendono la disoccupazione, impegna l'INPS  in  uno
  sforzo   enorme,  per  cui  se  anziché  pagare  la  disoccupazione
  potessimo  assumerli  tutti e definitivamente,  facendo  un  lavoro
  diverso,  in  un  combinato  disposto tra  l'INPS  e  l'Assessorato
  regionale, la Regione, i comuni, gli enti pubblici, i parchi e così
  via,   potremmo utilizzare queste professionalità non solo  per  il
  lavoro   del  quale  sono  occupati,  ma  anche  per  farne  altri.
  Considerato   che   vengono  pagati,   anziché   pagarli   con   la
  disoccupazione si possono fare cose diverse.
   Non   so  se  l'Assessore,  il  Governo,  il  Presidente  Crocetta
  vedranno  col Presidente Mastrapasqua se queste operazioni  possono
  essere  possibili o meno, ma se questo potesse essere  possibile  e
  quindi   utilizzare queste persone per lavori che molto spesso  non
  vengono  fatti, qualche altra volta sono oggetto di gare  d'appalto
  con  personale  esterno, forse avremmo dato  una  serenità  per  il
  futuro a tutte queste persone e avremmo potuto anche considerare la
  possibilità  di  avere una Regione piantumata, controllata,  con  i
  parchi  pubblici delle città e della Regione sistemati e così  via.
  E'  un  problema  che  riguarda il Governo,  io  ho  dato  solo  un
  suggerimento.
   Ho già detto che hanno fatto un buon lavoro

   PRESIDENTE.  Onorevole Gianni la prego di continuare  rivolgendosi
  alla Presidenza.

   GIANNI. Scusi Presidente, l'onorevole Leanza mi invitava a parlare
  dei  forestali anche in sua vece, ma siccome l'hanno fatto già  gli
  altri mi sono esentato da questo impegno.
   Assessore  Lo Bello, qualche giorno fa le ho chiesto di verificare
  se  risultava o meno la presenza di una gara d'appalto  riguardante
  le buste paga dei forestali; era stata fatta una gara e aveva vinto
  una società di fuori col 50 per cento di sconto.
   C'è un articolo di legge che prevede queste ritenute anomale e che
  vanno  eliminate e siccome fare le buste paga, ormai,  è  diventata
  una  cosa importante perché abbiamo perso - me lo diceva stamattina
  un  giornalista importante di Palermo - un bel po' di  migliaia  di
  posti   di  lavoro  perché  le  buste  paga  delle  banche,   delle
  assicurazioni,  delle grandi distribuzioni, delle  ditte  che  sono
  fuori dalla Sicilia, sono fatte da gente che non è in Sicilia.
   Perdere  decine di migliaia di posti di lavoro diventa  difficile,
  capisco che è un momento difficile, un problema difficile, però  io
  glielo sottopongo: la revoca della gara d'appalto col 50% di sconto
  secondo  me  è  una cosa che si deve fare; la seconda  se  lei  può
  insieme agli altri componenti del Governo trovare le modalità e  le
  opportunità per verificare la possibilità di concordare  con  tutti
  quelli  che lavorano in Sicilia di fare le buste paga in Sicilia  e
  far lavorare i siciliani.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente,  su questo punto volevo  cercare  di
  invitare  l'assessore, anche perché non è nei  nostri  emendamenti,
  che  comunque condividiamo con l'onorevole Vinciullo, visto che c'è
  stata  un'interpretazione,   per  come  attualmente  è  scritta  la
  riscrittura,  su come viene fatta questa graduatoria, articolo 48 o
  articolo  49,  e questo si potrebbe prestare ad un'interpretazione,
  se  era  possibile  eliminare le parole  articolo 48 ,  rifacendoci
  direttamente alla legge 16 del 2006 come norma, come legislatori  e
  rinviare il tutto - e mi sembra la maniera più corretta e consona -
  alla  trattazione  con  i sindacati, sia le  grandi  categorie  che
  quelle  autonome, e vedere  se applicare l'articolo 48 o 49, perché
  ho sentito un'interpretazione,  io non conosco bene la materia, del
  collega  Vinciullo  che ha letto testualmente  l'articolo  49,  ma,
  altrettanto,  potrebbe  essere valida la  motivazione  del  collega
  Cracolici.
   Se  già  in  quest'Aula due persone che magari  possono  conoscere
  molto  meglio  di  me la questione dei forestali, figuriamoci  cosa
  potrebbe accadere dopo.
   Propongo  se era possibile eliminare  il riferimento all'articolo,
  tanto si parla  della stessa legge, la legge 16 del 2006 e lasciare
  la  gestione  di  questa graduatoria alla contrattazione  sindacale
  confederali, autonomi, tutti quanti.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  vicenda  che
  riguarda i lavoratori del settore forestale è una vicenda che,  lei
  assessore,  conosce  molto  bene  e  che  in  queste  settimane  ha
  impegnato lei ,soprattutto, ma anche l'opinione pubblica.
   Inizio  invitandolo ulteriormente a prendere le difese  di  questi
  lavoratori  perché,  davvero, il livello delle contumelie  e  degli
  insulti  che vengono direttamente riversati su questi lavoratori  e
  indirettamente su tutta la Sicilia hanno raggiunto un  livello  che
  ormai è insopportabile.
   Non  possiamo  più  sentire personaggi, anche autorevoli  politici
  nazionali, che si permettono di definire  marchette  al Sud e  solo
  tasse al Nord questi 28 mila forestali siciliani come un cappio per
  la intera nazione.
   Questo  è,  secondo me, un sistema che non possiamo più  accettare
  sia  perché è sbagliato soprattutto nel merito, sia perché confonde
  le cose che stanno nella storia di questa Regione, e soprattutto  i
  deputati che hanno più legislature rispetto alla mia, perché  ormai
  la spesa corrente di questa Regione - se non erro - dai 20 miliardi
  che  era  nel  2008 si è ridotta, quest'anno, a 14 miliardi  e  700
  milioni.
   Non so se il bilancio dello Stato, per la parte di spesa corrente,
  è  stato ridotto in questi cinque, sei anni del 25% né penso che la
  Lega  Nord  piuttosto  che questi sedicenti moralisti  abbiano  mai
  raggiunto questi livelli di spesa e la prego assessore di difendere
  questi  lavoratori  perché  indirettamente  si  difende  tutta   la
  Regione, che sta facendo sacrifici, che sta imponendo sacrifici,  e
  che  dovrà, molto probabilmente, continuare a farne di altri, ed  è
  la prima considerazione.
   Certo,   non   possiamo  neanche  negarci  che  questa   eccessiva
  attenzione forse è stata data alla querelle che si è sviluppata  in
  queste  ultime  ore  su  questa vicenda e  mi  riferisco  anche  al
  Presidente  Crocetta, nel senso che fino a poche ore fa si  pensava
  che   il   totem  freudiano  intorno  a  cui  girava  tutta  questa
  Finanziaria  fosse  la vicenda dei forestali; lo  scontro  politico
  reale  che  c'è stato in queste ultime ore tra il partito maggiore,
  che  sostiene  questa esperienza di Governo, e la  Giunta  è  stato
  incentrato  intorno a quelli che erano i totem di  questo  articolo
  12,  che  oggi  vediamo svanire, per quello  che  mi  riguarda,  in
  maniera fortunata per ciò che concerne i lavoratori.
   Quindi,  purtroppo,  il Governo anche questa  volta,  come  l'anno
  scorso  -  ricordiamo la vicenda il famoso termine  prioritario'  -
  Assessore ne abbiamo parlato anche in modo piacevole - naturalmente
  sostituisce  un obbligo che poi era il fulcro anche  l'anno  scorso
  della riforma che si è proposta in finanziaria.
   Io  non  so quanto ha prodotto in termini economici le convenzioni
  con  gli  enti regionali in termini di milioni di euro, si  parlava
  l'anno scorso di cifre importanti, decine di migliaia di euro,  non
  so se siamo arrivati a raccoglierne cinque o sei, però è importante
  anche questo.
   Vede  Assessore, io le rivolgo un appello, un appello che  rivolge
  tutto  il  Parlamento al Governo, e a noi stessi  deputati,  che  è
  quello  di  trattare  una  volta per tutte  la  vicenda  di  questi
  lavoratori  con una legge organica, che ridefinisca i  rapporti  di
  lavoro  e  l'utilità  di  questi lavoratori,  per  trasformarli  da
  esigenza,  che più volte molti deputati di quest'Aula  hanno  anche
  definito  sociale - ed è anche questo - a reale risorsa per  questa
  Regione. Farlo in modo organico, riorganizzare questo settore,  non
  farlo  alle  21.17 del giorno in cui bisogna votare la finanziaria,
  ma  una  volta  per  tutte  organizzare una  riforma  organica  del
  settore, per garantire gli stipendi, ma per non farci più  dire  da
  nessuno che i forestali sono motivo di sperpero e di inefficienza.
   Anche perché - e qui mi viene un po' da sorridere - certamente non
  è questo il Governo che sta garantendo risorse ai forestali, perché
  se  l'anno scorso le somme erano di 205 milioni di euro, che poi in
  variazione  sono  arrivati a 240, quest'anno sono  180  milioni  di
  euro, per carità, ormai siamo nell'ambito del futuribile, ormai  si
  parla  di  borse  di studio per gli specializzandi, piano  giovani,
  stipendi  per i forestali, PAC ed altri acronimi ignoti ai  più,  e
  così  si  continua  a vedere più avanti cosa succederà  per  questi
  lavoratori.
   L'unico dato - e rispondo e infine concludo, di questo articolo 12
  -  quello  reale,  quello  vero,  perché  di  riforme  non  ce  n'è
  certamente  né  in  questa finanziaria né in  questo  articolo  12,
  l'unico   dato  è  che  la  spesa  storica  per  questi  lavoratori
  forestali, oggi, col Governo Crocetta tocca certamente il punto più
  basso  della storia della Regione siciliana e, quindi, le  esigenze
  di  queste  famiglie  che sono aggrappate,  per  colpa  della  mala
  politica  di  decenni  fa,  a  questa  forma  di  lavoro,   vengono
  mortificate e non favorite dal Governo Crocetta. Grazie.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  io  su
  questo   argomento  cercherò  di  essere  telegrafico,  anzi   sarò
  telegrafico non fosse altro perché c'è un'impostazione  di  massima
  che  viene  condivisa - penso - da tutta l'Assemblea, che  però  in
  verità  non  si  può  considerare risolutiva, nel  senso  che  oggi
  brindiamo  al  grande  risultato di avere rimesso  le  bocce  ferme
  quando in verità dovremmo impegnarci per rielaborare una vera legge
  di  riforma  del  sistema della forestale e qualificare  meglio  il
  lavoro  che queste persone, con dedizione e con impegno, devo  dire
  quasi  con  amore,  svolgono. Non c'è bisogno di  aggiungere  molte
  altre cose.
   Volevo    ringraziare   l'Assessore   Lo   Bello   -   l'assessore
  Caltabellotta  non me ne voglia se mi concentro su  quello  che  ha
  fatto  l'assessore Lo bello - su come si è impegnata  e  lo  faccio
  perché  l'assessore Lo Bello non è del mio partito ed io guardo con
  attenzione i gesti di lungimiranza politica.
   Ne  voglio ricordare due: l'anno scorso si è spogliata di un pezzo
  di  competenze  che sono state trasferite all'energia;  quest'anno,
  con   questo   gesto   di   collaborazione  con   l'assessore   per
  l'agricoltura,  dimostra  di vedere lontano  ed  io  credo  che  il
  sistema  della forestale e la riforma che ne verrà saprà certamente
  ripagare  sia  l'assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente  che
  l'assessore per l'agricoltura e, soprattutto, i lavoratori che  con
  grande entusiasmo hanno svolto questo lavoro e che hanno bisogno di
  qualche certezza in più che questo documento ancora non dà.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  mia  sarà
  semplicemente  una dichiarazione di voto. Credo che questo  sia  un
  esempio   di   come   la   concertazione  può   portare   risultati
  soddisfacenti.
   Molti di noi in questi giorni hanno ricevuto telefonate, e mail, e
  così  via,   sulla protesta di questo esercito di lavoratori,  sono
  più  di ventimila, che hanno visto in qualche modo turbato il  loro
  equilibrio  e delle posizioni, anzi delle rendite di posizioni  che
  ormai erano consolidate nel tempo e che quando vengono intaccate ci
  sono delle reazioni che possono anche essere abbastanza forti.
   Da  parte  di  questi  lavoratori abbiamo visto  un  comportamento
  civile, rispettoso; hanno protestato sì, ma in maniera garbata.
   Noi  abbiamo  accolto  alcune istanze che sono  venute  da  questa
  categoria   di   lavoratori  e  noi,  come   opposizione,   abbiamo
  contribuito, signor Presidente e onorevole assessore, notevolmente.
   Volevo  ringraziare  sia lei che l'assessore Lo  Bello  anche  per
  questa apertura che avete dimostrato. Questo è un risultato che  va
  a  merito  dell'intera Assemblea e di tutti  i  partiti  che  hanno
  collaborato. L'opposizione ha svolto un ruolo fondamentale  per  il
  raggiungimento di questo risultato.
   Avere superato la questione che riguarda i 55 anni per le squadre,
  l'eliminazione del blocco del turnover, questione che stava molto a
  cuore  a  questi  lavoratori,  ma  anche  l'indennità  chilometrica
  sebbene fissata a 15 km, credo che questi siano stati dei risultati
  importanti  e, d'altra parte, vi è sempre un notevole risparmio  di
  20 milioni di euro, se questo risponde al vero.
   Quindi,  abbiamo  ottenuto, da un lato, un risparmio  notevole  e,
  dall'altro,  abbiamo  anche   accontentato  in  diversi  punti  una
  categoria  di lavoratori che si spendono e si spendono davvero  nel
  nostro  territorio anche con grande sacrifico. Questo è  un  lavoro
  che li espone a tanti, tanti sacrifici.
   Oggi  noi  possiamo esprimere grande soddisfazione. Questa  è  una
  vittoria  anche dell'opposizione. Ce la intestiamo  un  po'  tutti.
  Volevo  quindi  ringraziarla  per la collaborazione  e  soprattutto
  ringraziare  l'intera  Assemblea  e  tutti  coloro  i  quali  hanno
  contribuito al raggiungimento di questo risultato.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  atterrò  ai
  cinque minuti che lei mi assegna per fare alcune considerazioni  ad
  alta  voce all'assessore Caltabellotta che, credo, in questa Giunta
  tecnica   sia  il  più  politico.  Tolto  il  Presidente   Crocetta
  l'assessore  Caltabellotta  è  il più  politico,  potremmo  persino
  candidarlo al Senato o alle europee perché riesce a sintetizzare la
  preparazione  tecnica  ad un atteggiamento e  ad  un  approccio  ai
  problemi  tipici' del politico.
   Egli  sa quanto io abbia stima nei suoi confronti ed ho paura  che
  stasera,  elogiandone l'operato, rischiamo di creare una  sorta  di
  attesa che poi viene vanificata.
   Noi  apprezziamo,  assessore, lo sforzo che  lei  ha  compiuto  in
  questi  ultimi  giorni nel tentativo di riparare  alcune  prese  di
  posizione  del Governo, che sembravano irragionevoli,  assurde  per
  tanti aspetti.
   Apprezziamo  il  ricorso  al turnover che  riapre  il  cuore  alla
  speranza  di  migliaia  di lavoratori forestali,  il  problema  dei
  limiti di età, ma - mi si consenta e non certo perché opposizione -
  mi  si  consenta di dirle che questa non è la soluzione, non  è  la
  soluzione  del  problema dei lavoratori  forestali in  Sicilia.  E'
  soltanto  il  tentativo di rinviare di un anno un problema  che  lo
  scorso  anno  abbiamo rinviato e che due anni fa  abbiamo  rinviato
  allo  scorso  anno  e  che  tre anni fa abbiamo  rinviati  all'anno
  successivo e che quest'anno rinviamo per il prossimo anno.
   A  parte  i  50  milioni  di  euro in  meno,  assessore,  che  non
  consentono ai lavoratori di poter sperare di fare qualche  giornata
  in  più  rispetto  alle  giornate dello scorso  anno,  a  parte  la
  disorganizzazione nel settore che meriterebbe un'azione  perentoria
  da  parte  del  Governo, io sono a conoscenza di casi  paradossali,
  lavoratori forestali di Buccheri che, invece, di lavorare al  bosco
  di Buccheri vanno a lavorare al bosco di Noto.
   A  Linguaglossa operano due squadre antincendio, di linguaglossesi
  in  quelle due squadre ce ne sono appena tre, gli altri vengono  da
  altri comuni, da altre aree.
   Manca  il  criterio organizzativo in un settore o in  un  comparto
  dell'agricoltura  e  dell'ambiente che è  stato  assolutamente  una
  sacca  di  clientela perché sulla pelle di ventimila lavoratori  si
  sono costruite decine di campagne elettorali.
   Ed  anche quest'anno c'è qualcuno, all'interno di quest'Aula,  che
  vuole   rivendicare  meriti  al  proprio  partito  o  alla  propria
  organizzazione   sindacale  come  se  avessimo   rivoluzionato   il
  problema,  come  se  fra un anno non ci si ritrovasse  allo  stesso
  appuntamento, assessore Caltabellotta.
   Il problema serio è che noi dobbiamo dare un assetto definitivo  a
  questo  settore.  E'  stato  richiamato questo  concetto  da  altri
  colleghi,  serve una legge di riordino, la spesa per i forestali  è
  ormai  una spesa storica, è una spesa consolidata, smettiamola  col
  farli   passare   come  dei  parassiti,  come  se   fossero   delle
  superfetazioni  in questa grande costruzione che si chiama  Regione
  che  per 67 anni è stata la più grande industria della Sicilia  per
  creare  un  consenso  alterato da parte di  quasi  tutte  le  forze
  politiche.

            Riassume la Presidenza il Presidente Ardizzone

   Allora  noi  -  ed arrivo alla proposta Presidente e concludo  per
  mantenere  fede all'impegno legato al tempo - chiediamo al  Governo
  che  si  metta  mano ad una legge di riordino del settore,  che  si
  possa,  entro  quest'anno,  scrivere  la  parola   fine'  a  questo
  calvario  fatto  di  10,  100, 1.000  stazioni  che  ogni  anno  si
  ripropone in un rito ormai stanco, triste e malinconico.
   Noi  speriamo che, per esempio, il Presidente del Parlamento possa
  portare in Aula un disegno di legge di iniziativa popolare, il 104,
  del  2013,  che  già nella passata legislatura era stato  esaminato
  dalle  Commissioni  di  merito  con esito  positivo;  non  sarà  il
  toccasana, può costituire una base di partenza per discutere.
   Vorremmo  chiedere che sorte avrà il corpo delle Guardie forestali
  in  Sicilia,  sempre più esiguo nei numeri, sempre più  privato  di
  mezzi  essenziali;  noi  vorremmo sapere quali  competenze  possono
  essere  svolte dal corpo forestale nelle aree sottoposte al vincolo
  dei  Parchi; vogliamo capire perché, circa 200 mila ettari di  area
  boschiva non rimangono produttivi.
   Nel  momento  in cui c'è bisogno di aprire, su questo  fronte,  un
  ragionamento  moderno, agile e snello che un Governo rivoluzionario
  dovrebbe necessariamente stimolare ed incoraggiare.
   Ecco  perché - e concludo - noi riteniamo di avere il merito, come
  forze  di  opposizione, di avere contribuito, assieme  a  tutte  le
  altre   forze  politiche,  di  migliorare  questo  articolo   della
  Finanziaria  perché tutti animati dallo stesso  proposito  ma,  per
  carità,  non si gridi alla rivoluzione, non si dica che il problema
  è  stato risolto, non salutiamolo come se fosse arrivato il Messia;
  diciamo  che  abbiamo  rinviato di  un  anno  l'annoso  e  insoluto
  problema  dei  lavoratori forestali con qualche novità  di  rilievo
  della quale, io, Assessore, le do pubblicamente atto, ma è soltanto
  una manifestazione di buona volontà.
   Serve  un atto di coraggio e, lei, per la sua competenza e per  il
  suo  passato  può  farlo se il Governo tutto avrà il  coraggio,  la
  forza  e  la  volontà  di  sottrarsi ad un costante  ricatto  delle
  organizzazioni sindacali, della triplice sindacale,  molto  spesso,
  che su questa partita, ormai, gioca da tempo il teatrino.
   Prima il Governo che introduce qualche novità in negativo, poi  la
  mediazione dei sindacati confederali, poi l'incontro con il Governo
  che  risolve  e  rimuove i problemi per festeggiare  una  parte  di
  quest'Aula alla vittoria.
   E'  un  teatrino che offende la dignità ed il decoro  di  20  mila
  lavoratori  forestali  che non chiedono elemosine  ma  soltanto  di
  avere il diritto di progettare il loro futuro. Grazie.

                        Sull'ordine dei lavori

   RINALDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'ordine  dei  lavori per fare una proposta a lei  ed  anche  ai
  colleghi.
   Visto  l'importanza  di  questa Finanziaria  perché  ci  sono  dei
  comparti,   delle  categorie  ed  anche  i  Comuni  che   aspettano
  l'approvazione  di questa benedetta finanziaria,  se  è  possibile,
  attraverso   anche   la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   gruppi
  parlamentari,  non voglio strozzare il dibattito,  né  togliere  la
  possibilità  ad  ogni collega di intervenire,  ma  se  è  possibile
  individuare,  sempre attraverso la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari,  interventi in  base  alla  composizione  dei
  gruppi  stessi,  di  tre, quattro, individuati dal  Presidente  del
  gruppo  per  ogni  articolo  in modo che  ci  diamo  una  regola  e
  riusciamo, invece di approvarla tra una settimana, perché  i  tempi
  immagino sono questi se continuiamo su questa andatura, spero entro
  martedì di potere chiuderla.
   Se i capigruppo sono d'accordo?

   PRESIDENTE.  Martedì  dice lei? Quindi,  arriviamo  alla  prossima
  settimana?

   RINALDI. Se continuiamo così se ne parlerà non martedì questo,  ma
  l'altro.

   PRESIDENTE.  Questo è un tentativo che ho già fatto in  Conferenza
  dei  Presidenti dei gruppi parlamentari, abbiamo deciso,  comunque,
  di  andare  avanti, però, la sua proposta mi sembra più che  saggia
  nel  senso che noi continueremo senza porre limiti, vediamo  quello
  che succederà.
   E'  chiaro che, se siamo tutti d'accordo su un articolo, così come
  sembra,  è inutile parlarsi addosso, questo è il punto. Si  possono
  fare  anche i comunicati stampa se si vuole, perché non aggiungiamo
  nulla  rispetto al documento di riscrittura presentato dal  Governo
  al  quale  hanno  concorso, da quello che sembra,  tutte  le  parti
  politiche.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per farle un
  esempio: ci sono molti comuni che hanno sospeso i precari in attesa
  dell'approvazione della Finanziaria, quindi c'è anche l'urgenza  di
  approvare.

   PRESIDENTE.   Condivido.  E'  iscritto   a   parlare   l'onorevole
  Cancelleri. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Rinuncio a parlare.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei  voluto
  intervenire,  ma  ascoltare  l'intervento  in  sequela  di   dodici
  deputati del PD mi ha costretto ad intervenire.
   A  me  risulta  difficile comprendere quali  sono  le  azioni  che
  guidano l'agire umano, perché a volte c'è l'eterogenesi dei fini  e
  quindi magari si parte...

   VINCIULLO. Mi è piaciuto questo riferimento.

   FORMICA.  Sull'eterogenesi dei fini? Perché a volte si  parte  per
  raggiungere un obiettivo, in corso d'opera si modifica e alla  fine
  si capovolge.
   Ora  ho  capito  dal  dibattito che il PD  non  faceva  parte  del
  Governo, che il Presidente Crocetta non è un esponente del PD...

   MUSUMECI. Questo è opinabile .

   FORMICA... In questa Finanziaria loro - opposizione - su un  punto
  cruciale   e   nodale   quale   quello   di   un   intervento    di
  razionalizzazione sui forestali, non erano per nulla  d'accordo  e,
  quindi,  hanno  cominciato  a  fare  in  modo  di  apportare  delle
  modifiche  a  quel  Governo  nemico che  aveva  osato  attaccare  i
  forestali.
   In corso d'opera ci sono state delle modifiche, secondo loro e non
  secondo  me,  e loro sono rientrati nel Governo, sono  ritornati  o
  rientrati  o  tornati  per  la  prima  volta  a  far  parte   della
  maggioranza  e, quindi,  Osanna e Giubilo' in tutti gli  interventi
  che si sono susseguiti.
   Io  non  capisco più, perché non ho mai visto gioire nessuno  alla
  notizia  che  gli  sarà amputato un braccio, non  ho  visto  gioire
  nessuno  perché gli vanno a demolire metà casa, non  ho  mai  visto
  gioire  nessuno  perché  gli decurtano lo stipendio.  E  quindi  mi
  risulta ancora più incomprensibile l'atteggiamento del PD. E perché
  dico  questo?  Perché  è  nei numeri, nei  fatti:  passiamo  da  un
  finanziamento  di  240 milioni di euro ad uno stanziamento  di  180
  milioni di euro.
   Allora,  perché  questo  visibilio?  Questa  contentezza?   Questi
  applausi?  Questo  prosit continuo nei confronti  del  Governo.  La
  verità è che il PD, come sempre partito di lotta e di Governo  -  è
  una  frase  bellissima - da un lato, cerca, attraverso i sindacati,
  sempre meno rappresentativi, di conservare quel  bacinetto' di voti
  che  gli consentono ancora di stare sul mercato e, dall'altro lato,
  aziona  e  acconsente all'azionamento della scure del Governo  che,
  come abbiamo visto, si abbatte pesantemente sulla categoria.
   Almeno  che  abbiano la dignità di dire: siamo in  un  momento  di
  grande  difficoltà,  siamo  stati  nell'occhio  del  ciclone,   non
  potevamo  più continuare con quel tipo di politica e, quindi,  alla
  fine,  dobbiamo accettare ciò che il Governo ha proposto e che  non
  ha cambiato di una virgola  La bravura dell'assessore Cartabellotta
  è  consistita  nel  fatto che non ha cambiato nulla,  assolutamente
  nulla  di sostanziale rispetto al taglio di 60 milioni di euro  che
  caratterizzava il finanziamento del comparto l'anno scorso
   La bravura di Cartabellotta è stata quella di non cambiare nulla -
  di  gattopardesca memoria - o di far finta di cambiare alcune  cose
  per  arrivare alla fine a non cambiare assolutamente nulla,  perché
  la  sostanza  non  cambia assolutamente in nulla,  neppure  in  una
  virgola,  la questione dei 55 anni. Ma finiamola  Ma era questo  il
  problema?  Oppure la questione  dei contingenti,  il  problema  era
  che,  di fatto, difficilmente, se non quasi impossibile per  l'anno
  prossimo,  assicurare  le  stesse  giornate  lavorative  perché  le
  risorse  stanziate sono lì a testimoniarlo, non si possono fare  le
  nozze con i fichi secchi, questa è la verità.
   Quindi, non sto facendo la critica al Governo che è stato coerente
  nell'impostazione della manovra, sto solo constatando la  doppiezza
  dell'azione  politica di un partito che dice  A' e  fa   B'  e  che
  cerca  poi  con le capriole di dirsi soddisfatto e contento  di  un
  provvedimento   che  non  cambia nulla ma taglia  semplicemente  le
  risorse che erano disponibili sul comparto.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido  per
  intanto  l'intervento che ha fatto poco fa il collega perché  credo
  che   sia   importante  dare  un'accelerazione   alla   Finanziaria
  complessiva  perché  ci  sono tanti comuni che  in  questo  momento
  aspettano  l'attuazione  della  Finanziaria  complessiva   per   la
  stabilizzazione degli LSU e, quindi, per il rinnovo dei contratti e
  questo è un fatto importante.
   Però,   non  potevo  non  intervenire  oggi  per  due  velocissime
  considerazioni politiche.
   La prima: credo che come tutti i colleghi che sono qui presenti in
  Aula, in questi giorni hanno ricevuto decine di e-mail da parte  di
  tanti  lavoratori, di organizzazioni sindacali sull'articolo 12  di
  questa  Finanziaria. Io a differenza degli altri  articoli,  tranne
  questo,  non ho ricevuto nessuna e-mail di sollecitazione da  parte
  di  nessuno,  devo essere molto sincero, e devo  dire  che  mi  ero
  preoccupato,   ero  fortemente  preoccupato  perché   pensavo   che
  sull'articolo  12  chiaramente ne avremmo  viste  delle  belle,  ci
  sarebbero state barricate e quant'altro.
   Invece,  devo  dire  con molta onestà che, tra l'altro,  richiesta
  sollecitata da parte nostra più volte in quest'Aula, il  dialogo  e
  l'arte del confronto politico con le organizzazioni sindacali e con
  i  lavorato,  voluto  fortemente da noi, ma  poi  portato  in  atto
  dall'assessore Cartabellotta e dall'assessore Lo Bello  con  questi
  lavoratori  e con le organizzazioni sindacali, ha portato  oggi  ad
  una  riscrittura  dell'articolo 12 che ci vede in  Aula  largamente
  consapevoli.
   Però,  io  avevo  scritto un appunto che,  poi,  neanche  a  farlo
  apposta, si riconduce a quanto detto dal Presidente Nello Musumeci,
  l'ho  già detto, perchè io credo che oggi, pur incassando il parere
  favorevole,  credo che sia importante e io dico questo perché  oggi
  bisogna qui darci anche stimoli sulle cose che dobbiamo fare  e  lo
  faccio, dico queste cose, perché conosco la sensibilità e l'impegno
  dell'assessore  Cartabellotta e la sua  grande  capacità  anche  di
  riscrivere,  ripensare  un modello nuovo di servizio  forestale  in
  Sicilia.
   Lo  dico  perché,  vedete  -  mi permetto  di  dirlo  con  estrema
  schiettezza  e  franchezza  - io credo che  bisogna  tagliare  quel
  laccio  corto che è un laccio della mala politica che tiene  legati
  oltre 20 mila lavoratori soltanto per utilizzarli poi, di volta  in
  volta,  per i propri bisogni in campagna elettorale. Questo non  lo
  permettiamo  a  nessuno, non va ne per il centrodestra  né  per  il
  centrosinistra.
   Quindi, credo sia importante ripensare ad una riorganizzazione che
  dia  libertà di azione politica a queste famiglie che non hanno  la
  mannaia sulla testa di chi li deve difendere un giorno da una parte
  ed un giorno dall'altra in base alla campagna elettorale.
   Diciamo  questa cosa, con grande schiettezza e con grande  onestà.
  Dico  questo  perché  troppo  spesso i lavoratori  della  forestale
  vengono insultati, però, io stanotte ripetevo e pensavo - e lo dico
  con  grande  schiettezza  e qui non è stato detto da  nessuno  -  a
  quella decina di lavoratori che sono morti in questi tanti anni  in
  prima linea a spegnere incendi.
   Io ne voglio ricordare uno, nel mio paese, Ventimiglia, negli anni
  1991-1992,  che  è  un piccolo paese, abbiamo avuto  anche  noi  la
  nostra vittima, ce ne sono state tante in Sicilia in prima linea  a
  sostenere l'antincendio. E aggiungo un altro elemento che va e  che
  lancio  all'assessore Cartabellotta, ma al Governo tutto, il  corpo
  delle  guardie  forestali non assume e non rinnova  la  sua  pianta
  organica, se non vado errato, dal lontano 1996.
   Non  vorrei  sbagliare,  ma  mi pare che  l'ultimo  concorso,  con
  l'ultima  assunzione,  fu  fatto nel lontano  1996.  Perché  faccio
  questa  considerazione?  Presidente  Musumeci  e  anche  gli  altri
  colleghi,  di tanto in tanto in questa terra sono stati  sviluppati
  concorsi  ad  hoc  lanciando  concorsi  per  2.000,  1.000  guardie
  forestali  in  piena  campagna elettorale con 400  mila,  500  mila
  domande e poi tutto si è fermato.
   Credo che bisogna rivedere questo modo di pensare al territorio  e
  alla  gente. Un ultimo sforzo che chiedo a questo Governo è  quello
  che sul bosco e sulla forestale si diventi produttivi.
   Assessore Cartabellotta, ci sono un paio di progetti - e lo voglio
  dire  perché  riguarda un territorio in modo particolare,  lo  dico
  anche  all'Assessore Lo Bello - ci sono un paio di progetti ed  uno
  in particolare che riguarda l'area di Termini Imerese.
   Sull'area di Termini Imerese, l'ex area Fiat - forse molti non  lo
  sanno - uno dei progetti prevede un'azione di intervento per quanto
  riguarda  l'utilizzo  delle  piante  potate  e  della  forestazione
  complessiva della Sicilia.
   Credo  che  sia  questa  una  progettualità  che  deve  vedere   e
  rilanciare  due  negatività: quella di un'area  Fiat  che  è  stata
  probabilmente  abbandonata e quella di un'azione di intervento  che
  attraverso la forestazione può diventare il rilancio della foresta,
  per  l'area forestale ma anche per l'area di intervento per  quanto
  riguarda l'area Fiat. Quindi, è un invito a questa considerazione e
  grazie per il lavoro importante di mediazione che è stato fatto  in
  queste 48 ore dall'Assessore e dal Governo regionale ma chi conosce
  alcuni  assessori non c'era bisogno questa azione dell'articolo  12
  di  riscrittura ma conosciamo da tanto tempo la grande  qualità  di
  intervento che sanno fare politicamente in questa terra.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Alongi.

   FALCONE, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  relatore di minoranza. Signor Presidente, io mi  asterrò
  da  un  intervento  di  merito  e  cercherò,  invece,  di  fare  un
  intervento   più   tecnico  e  chiedo  l'attenzione  dell'assessore
  Cartabellotta,  sul comma 1 e su questo famoso  articolo  48,  cioè
  come  formeremo  queste  graduatorie.  Succede  questo,  Assessore.
  Scusate, ma il problema è delicato.
   Noi   andremo   ad   incrociare  due   categorie:   la   categoria
  dell'antincendio  e la categoria dei forestali. Stiamo  dicendo  al
  comma 1 che utilizziamo il sistema dei contingenti all'articolo 48.
   Cosa dice l'articolo 48? L'articolo 48 dice che c'è un contingente
  di  centocinquantunisti,  c'è  quello  poi  dei  centunisti  e  poi
  un'altro dei cinquantunisti.
   L'articolo  48  della legge n. 16 del 1996 era quell'articolo  che
  disciplinava il sistema, i criteri di ingresso nella prima legge di
  riordino, che fu appunto la legge n. 16 del 96.
   Qual  è  il  mio  dubbio che hanno anche i colleghi del  Movimento
  Cinque Stelle, l'onorevole Vinciullo, che hanno segnalato?
   La  mia preoccupazione è che noi formiamo nell'incrocio delle  due
  graduatorie,  in  un'unica graduatoria, gente  che  ha,  faccio  un
  esempio: centunisti dell'antincendio e centunisti dei forestali che
  hanno  la  stessa  anzianità in quella  fascia  ma,  poiché  alcuni
  provengono da altre fasce più basse, dei cinquantunisti, hanno  una
  differenza di anzianità personale, cioè complessiva
   Allora, in questo senso l'articolo 48 rischia di avere una carenza
  e  rischia,  così facendo, di innescare dei ricorsi successivi;  in
  più, assessore Cartabellotta, c'è il quinto comma dell'articolo 48.
  Che dice il quinto comma?
   Il quinto comma richiama addirittura l'articolo 49, dice: esaurite
  le  due  fasce  centocinquantunisti  e  centunisti,  e  quella  dei
  cinquantunisti,  addirittura aprirebbe anche ad altra  fascia,  per
  cui il fatto che il Governo, da un lato, abbia eliminato, così come
  è  stato chiesto da segmenti di maggioranza, il turn over ed altri,
  invece,  segmenti di questo Parlamento, in un primo momento,  erano
  stati  molto parchi nel chiederla, senza grandi clamori, perché  ci
  eravamo  attenuti  ad un contenimento di spesa  sino  al  punto  di
  essere antipopolari, impopolari, è chiaro, invece oggi rischiamo di
  aprire anche alla Terza fascia.
   Allora,  assessori, la domanda è tecnica e vogliamo capire:  prima
  cosa,  quando  ci  troviamo  dinanzi a pari  fascia,  però  di  due
  categorie differenti, cioè tra un centunista dell'antincendio e  un
  centunista  della  forestale  che  hanno  la  stessa  anzianità  di
  servizio nella stessa fascia ma differenza di anzianità di servizio
  complessiva, come si porrà la graduatoria nel momento in cui c'è il
  turn over per passare a centocinquantuno giornate lavorative? E poi
  ritiene  lei che il comma quinto dobbiamo dire articolo 48  facendo
  esclusione  del quinto comma che apre all'articolo 49 che  consente
  di  entrare anche a coloro che hanno svolto un solo turno dal  1996
  ad oggi?
   Queste  sono le domande a cui chiedo una risposta per evitare  che
  domani ci possa essere un ingorgo, comunque, ci possano essere  dei
  ricorsi.
   Concludo, signor Presidente, dicendo, se c'è una disponibilità  da
  parte  di tutti i parlamentari, ma dobbiamo anche evitare che anche
  i   partiti   di   maggioranza   inseriscano   dei   subemendamenti
  all'emendamento di riscrittura che non c'entrano niente,  si  parla
  addirittura  di biogas, di biomasse e così via; allora, Presidente,
  io  chiedo  che sia lei a regolamentare i lavori e ad  evitare  che
  possano  affluire a questa Aula degli emendamenti che non c'entrano
  niente   o che allargano, come dire, il dibattito dell'articolo  in
  corso,   perché  se  è  vero  che  all'onorevole  Figuccia  abbiamo
  precluso,   abbiamo   impedito   e  dichiarato   inammissibile   un
  emendamento,  un  subemendamento a un emendamento  di  riscrittura,
  dobbiamo   tenere   lo  stesso  metodo  nei  confronti   di   altri
  parlamentari in altri articoli che stiamo discutendo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il  mio
  è  un  breve intervento per evidenziare come il Nuovo Centro Destra
  su  questa  vicenda  ha  voluto dimostrare  un'azione  di  sostegno
  all'intesa  perché  anche noi abbiamo, con il nostro  appello  agli
  assessori  Lo Bello e Cartabellotta, fatto presente che il  momento
  di  incontro  con  i lavoratori della forestale, con  i  sindacati,
  avrebbe  sicuramente  portato,  come di fatto  è  avvenuto,  ad  un
  momento  positivo  che ha determinato la riscrittura  dell'articolo
  12;  e noi dobbiamo anche evidenziare perché è giusto che si prenda
  atto del comportamento della protesta civile che anche i lavoratori
  hanno portato avanti.
   Noi  riteniamo  che  sia  importante procedere  senza  stravolgere
  l'impostazione  della  riscrittura, perché  diversamente  si  va  a
  snaturare quello che è il senso dell'equilibrio raggiunto.
   È  giusto  evidenziare il ruolo che ognuno di  noi  ha  esercitato
  senza smanie di protagonismo o di primogenitura. Però, è importante
  anche  evidenziare  come  da questa impostazione,  sostanzialmente,
  alcuni momenti che riguardano la posizione del lavoratore che a  55
  anni  non  venga  considerato un soggetto  da  rottamare  ma  possa
  consentire  anche l'impegno per l'antincendio, così come  sul  turn
  over, così come l'equilibrio che nel complesso è stato realizzato.
   Completo  dicendo  che forse è importante anche  questo  dibattito
  perché  viene fuori una realtà che va a determinare una realtà  che
  deve  essere  una  risorsa,  quindi i  forestali  da  oggi  in  poi
  guardiamoli  come  un momento positivo perché possano  determinare,
  attraverso la loro intensa capacità di impegno, anche un intervento
  nelle  varie  realtà  che  oggi  la  Sicilia  ha  bisogno  sia  per
  l'intervento sull'ambiente, sia per interventi tradizionali che  la
  forestale come compito di istituto porta avanti, sia per una  serie
  di  iniziative  che, sicuramente, contribuiranno  a  migliorare  il
  contesto agro-ambientale della nostra Sicilia.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è giusto  che  sia
  dia un plauso al Governo perché questa riscrittura sicuramente è un
  primo passo, Assessore.
   Dopo  tanti anni finalmente un Governo che mette mano al personale
  forestale, alla gestione delle foreste siciliane.
   Si  è  stabilito,  intanto,  che si dà continuità  ai  lavoratori,
  quindi,  si dà la certezza di una continuità lavorativa e questo  è
  importante    per    loro.   Si   è   stabilito    che    usciranno
  dall'assistenzialismo per essere utilizzati nel migliore  dei  modi
  e, quindi, quanto meno, rendersi utili.
   Risparmieremo  con  questo almeno venti  milioni  di  euro  e  che
  consentirà anche alle guardie forestali di acquisire strumenti  che
  possono  essere  riutilizzati  per l'intera  Regione  siciliana.  E
  questo non è poco.
   A  volte  manca pure la benzina, la nafta, non si possono cambiare
  le gomme di un camion perché non ci sono risorse. Questo consentirà
  alla  pubblica  amministrazione di avere,  quantomeno,  dei  danari
  affinché   possa   soddisfare  veramente  il  bisogno   reale   del
  territorio.
   Gestiti da un solo dipartimento è importante perché finalmente  il
  controllo  è  reale  sotto tutti gli aspetti, dove  finalmente  c'è
  qualcuno  che può avere la colpa di dire  questo non ha funzionato,
  la colpa è tua .
   Queste  non  sono  cose  così,  prese  a  vanvera.  Questa  è  una
  riscrittura scritta bene, che dà finalmente all'intero  Paese,  che
  la  Sicilia  nei fatti sta cambiando, perché quante  volte  abbiamo
  ascoltato le televisioni e tutti i media che ci condannano a  morte
  perché  abbiamo trentamila operai, dipendenti della forestale,  non
  utilizzati, spendaccioni, che non fanno nulla e che sono  assistiti
  dalla mattina alla sera.
   Questo   è  un  primo  passo,  signor  Presidente  ma  sicuramente
  abbisogna di un lavoro certosino per pensare a una vera riforma che
  possa, da ora in poi, da domani in poi, dare finalmente, preparare,
  organizzare un disegno di legge che possa interagire in perfezione,
  facendo partecipare gli enti locali, affinché questo personale  sia
  distribuito  negli  enti locali stessi, nelle società  partecipate,
  renderlo  partecipe  della vita quotidiana  e  dare  finalmente  la
  sensazione, non solo ai siciliani, ma anche all'esterno, all'intero
  Paese  che,  finalmente, c'è una direzione  che  è  quella  che  il
  personale  deve portare sviluppo alla società, deve dare la  giusta
  riconoscenza  a  persone  che  pagano  i  tributi  e  persone   che
  percepiscono un sacro santo stipendio.
   E   allora  sì  che  abbiamo  sicuramente  dato  alla  Sicilia  un
  indirizzo.  Così  come andavano le cose non andavano  bene   Questa
  riscrittura  è  un primo passo virtuoso affinché questi  lavoratori
  daranno sicuramente nell'arco degli anni, con orgoglio lavoreranno,
  e daranno veramente il meglio di se stessi.

   CORDARO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   dopo   aver
  ascoltato  i colleghi dire tutto quanto era possibile sul  tema  in
  oggetto,  e  cioè  sull'articolo 12  del  disegno  di  legge  sulla
  finanziaria, un tema serio, sentito, come quello dei forestali,  io
  intervengo  per annunziare il voto favorevole, convinto  come  sono
  che  questo  sia un primo passo di un disegno di razionalizzazione,
  non   soltanto   dell'aspetto   legato   prettamente   alla   buona
  utilizzazione del personale, ma anche soprattutto sotto il  profilo
  di  quella spending review che davvero dobbiamo cercare di adottare
  in tutti i rami dell'amministrazione in maniera seria.
   Presidente Crocetta, non entro nel merito perché è stato già fatto
  in maniera seria, proficua ed efficace, assolutamente affrontato da
  tutti  coloro che mi hanno preceduto e per tale ragione preannunzio
  sulla   riscrittura,  anche  in  considerazione  del   buon   senso
  manifestato  dal  Governo su questo punto nel  momento  in  cui  ha
  ritenuto di doversi confrontare con le categorie sindacali e con  i
  rappresentanti di una categoria strategica, qual è quella,  appunto
  secondo  noi,  dei forestali in Sicilia. Preannunzio, pertanto,  il
  voto  favorevole  alla  riscrittura  dell'articolo  12  del  Gruppo
  parlamentare PID-Grande Sud.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   si   passa   all'esame   dei
  subemendamenti.
   Si   procede   con   il  subemendamento  12RGOV.1,  dell'onorevole
  Tancredi,  Ferreri ed altri, e col subemendamento  12RGOV.5,  degli
  onorevoli Vinciullo e Ciaccio.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, voglio ricordare a tutti che
  la  forestale  è  come quel cubo che ci regalavano, quando  eravamo
  bambini, quello di otto colori che appena si scombinava, metterlo a
  posto  era un po' complesso. Il Governo ha affrontato due facce  di
  questo cubo: uno è quella dell'ampliamento delle competenze che  ci
  consente  ora di esseri europei nella progettazione; e poi stasera,
  dopo  un grande lavoro di intesa fatto tra i due assessorati, e  di
  concerto  con  le  organizzazioni sindacali,  si  è  affrontato  il
  problema della riunificazione dei lavoratori.
   Siccome  con  gli stessi sindacati si è convenuto - visto  che  il
  settore  forestale  in  questi  trenta  o  quaranta  anni  è  stato
  contraddistinto  da  almeno sedici norme - di realizzare  un  testo
  unico  che  vada in maniera chiara, ben precisa, nel  rispetto  dei
  diritti dei lavoratori.
   Comunico  ai presentatori del subemendamento che il Presidente  ha
  già  riunito  un  tavolo  tecnico, e già la prossima  settimana  ci
  riuniremo  in Presidenza, per affrontare chiarezza questo argomento
  e  quindi chiedo, sugli elementi che incidono su tutte queste norme
  di  metterle da parte, in maniera tale che possiamo affrontarle  di
  concerto, perché vi devo dire è veramente un cubo multicolore  dove
  le  norme  si  sovrappongono,  si giustappongono,  ed  è  veramente
  complesso.

   PRESIDENTE.  C'è  un invito al ritiro rivolto ai presentatori  del
  Movimento Cinque Stelle e all'onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voi pensate  che
  dandomi suggerimenti io cambi idea, assolutamente no
   Prendo  atto,  con  piacere,  che oltre  ad  un  ottimo  politico,
  l'assessore  alle attività agricole è diventato anche un  poeta,  e
  quindi ci ha fatto sognare con queste facce dei vari cubi.
   Veda  assessore, anche io a suo tempo ho presentato un disegno  di
  legge sulla riforma del settore. Se lei si impegna, e il Presidente
  si  impegna,  che  entro novanta giorni veniamo in  Aula  e  quindi
  andiamo  a  predisporre  un  unico  disegno  di  legge  che   possa
  regolamentare  definitivamente  la  vicenda,  sono  disponibile   a
  ritirare tutti i subemendamenti che questa sera ho presentato.
   E'  chiaro  che aspettiamo che il mio collega Tancredi  anche  lui
  prenda la parola per vedere qual è la sua volontà.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  ritiro  il
  subemendamento  12RGOV.1,  però voglio specificare  che  su  questo
  discorso dei novanta giorni noi non ci tireremo indietro.

   PRESIDENTE.  Gli  emendamenti a firma Vinciullo  e  Tancredi  sono
  tutti ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli    colleghi,   all'articolo   12   sono   rimasti    due
  subemendamenti,  il  12.R.Gov.10 a firma dell'onorevole  Gucciardi,
  Panepinto, Maggio, Milazzo, Panarello, Raia ed altri, se si approva
  questo subemendamento è precluso l'emendamento 12.R.Gov.11 a  firma
  Di Mauro e Grasso.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  credo che i due emendamenti siano  assemblabili,  si
  possono unificare, anche perché c'è chi parla di vendita, chi parla
  di  produzione.  Se  noi  inseriamo produzione  e  vendita  abbiamo
  risolto  ed  unificato  i  due  subemendamenti,  senza  creare  una
  divisione, perché mi sembra che nelle intenzioni ci sia la  volontà
  di  arrivare  a quella valorizzazione produttiva della forestazione
  che rientra nel disegno, anche nuovo, di legge che dovremmo fare. I
  due  emendamenti, quindi, credo che, assolutamente, possano  essere
  unificati.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.11, è ripresa alle ore 22.18)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo  il
  subemendamento 12RGOV.12.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARTABELLOTTA,  assessore per le risorse  agricole  e  alimentari.
  Signor  Presidente,  onorevoli deputati,  quando  noi  parliamo  di
  biomassa  all'interno di un bosco, ci riferiamo  a  tutto  ciò  che
  produce  la  natura,  che il padre eterno con  la  sua  fotosintesi
  clorofilliana produce. Lo scarto è un concetto dell'uomo, non è  un
  concetto  della  natura, quindi parlare della  produzione  e  della
  vendita di biomassa a livello energetico, riprende quello che avete
  detto  tutti  negli interventi  rendiamo la forestale  produttiva .
  Cioè  se qualcosa può avere un valore perché lo dobbiamo buttare  o
  bruciare?

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Grasso e Gucciardi,  hanno
  condiviso il subemendamento 12RGOV12 del Governo e, pertanto, quali
  primi firmatari dichiarano di ritirare i subemendamenti 12RGOV.10 e
  12RGOV.11.
   L'Assemblea ne prende atto.

   GRECO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo   dire
  all'assessore  Cartabellotta - lei lo sa e lo  sanno  quasi  tutti,
  compreso  l'onorevole Gucciardi e tutto il PD - che è vietato  fare
  manutenzione  dentro  i boschi  Ma lasciateli perdere   Io  intanto
  comunico  alla  presidenza il mio voto contrario e sono  certo  che
  questo articolo sarà impugnato dal Commissario dello Stato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 12RGOV12.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento di riscrittura 12RGOV così  come
  modificato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  ricordarle l'impegno preso in Conferenza dei Capigruppo di chiudere
  i  lavori  questa sera alle ore 21. Siamo alle ore 22.20, c'era  un
  impegno  tra  tutti i capigruppo in questo senso  e  quindi,  fermo
  restando che noi sappiamo che domani mattina dobbiamo riprendere, e
  che  entro  domani dobbiamo finire, considerato  che  è  da  questa
  mattina  che siamo a lavoro, volevo riproporre il tema che  si  era
  discusso in Conferenza dei Capigruppo e, quindi, l'interruzione dei
  lavori per continuare bene, così come stiamo andando avanti  e  per
  assecondare quelle che sono state le linee guida che lei ci ha dato
  e,  cioè,  che  non  si  approvano articoli  della  finanziaria  in
  notturna.
   Noi  siamo pronti domattina, anche alle ore dieci, alle undici,  a
  riprendere a mente fresca e consapevoli che dobbiamo completare  la
  finanziaria.  Però  se,  di articolo in articolo,  noi  continuiamo
  così,  significa che facciamo uno spot che poi non è consequenziale
  con  le azioni che poniamo in essere in questa Aula, e finisce  che
  magari non ci crediamo più a vicenda quando ci diciamo le cose.
   E,  allora,  in maniera pacata, ma altrettanto decisa, la  invito,
  alle ore 22.20, a chiudere la seduta per oggi e a riprendere domani
  mattina  all'orario  che lei riterrà più opportuno  per  portare  a
  compimento,  entro domani sera il disegno di legge sul  bilancio  e
  sulla finanziaria della Regione siciliana.
   Per  quanto  mi riguarda e per quanto riguarda il mio Gruppo,  noi
  riteniamo per oggi di avere fatto un buon lavoro.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, che abbiamo fatto un  buon  lavoro
  non  c'è  alcun  dubbio.  Però è pure vero che  in  Conferenza  dei
  Capigruppo  non abbiamo assolutamente deciso di chiudere  alle  ore
  21,00.  Io  avevo  posto  una  questione  ai  Capigruppo:  se   era
  necessario  e  opportuno contingentare i tempi e ho  compreso  che,
  secondo voi, non era opportuno.
   Onorevole   Cordaro,   noi   ci  siamo  ripromessi   di   chiudere
  possibilmente domani sera, ma dobbiamo andare avanti ancora  con  i
  lavori, laddove non ci sono difficoltà.

          Riprende la discussione del disegno di legge 670 A
          Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno
                  2014. Legge di stabilità regionale

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                         Consorzi di bonifica

   1.  I  consorzi di bonifica sono autorizzati ad assicurare,  anche
  parzialmente  e  comunque  nei  limiti  delle  risorse  finanziarie
  disponibili  ed  in ogni caso correlando la garanzia  occupazionale
  alla  superficie  irrigua attraverso la mobilità  obbligatoria  dei
  soggetti di cui al presente articolo tra i consorzi limitrofi e nel
  rispetto  di  quanto  previsto dalla contrattazione  collettiva  di
  settore,  le  garanzie  occupazionali di cui all'articolo  7  della
  legge   regionale  16  gennaio  2012,  n.  9,  nel  rispetto  delle
  disposizioni  previste dal medesimo articolo e del  limite  massimo
  previsto  dalle rispettive normative. Per le finalità del  presente
  comma  l'Assessorato regionale delle risorse agricole ed alimentari
  è  autorizzato, per l'esercizio finanziario 2014, a  trasferire  ai
  consorzi la somma di 8.000 migliaia di euro».

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo  13,
  quello che lei ritiene non avere alcun emendamento, ha però  in  sé
  tutta  una  serie di difficoltà di ordine tecnico, sulla  quale  io
  credo  il  Governo  questa  sera,  se  rinviamo  la  seduta,  debba
  riflettere. E mi riferisco non solo sul capitolo che è indicato  in
  questa  apposito articolo, ma anche su quelle che sono le spese  di
  funzionamento,  perché su tutto il tema dei consorzi  dei  bonifica
  mancano circa 17 milioni di euro all'appello.
   Allora, io inviterei il Governo a consentire di rinviare la seduta
  a  domani,  e  a  presentare un subemendamento o meglio  ancora  un
  emendamento affinché si possano trovare risorse idonee a  garantire
  il funzionamento dei consorzi.
   In  caso diverso, signor Presidente, noi decideremo di abbandonare
  l'Aula,  almeno il nostro Gruppo perché, così com'è, l'articolo  13
  non può passare.

   PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, ribadisco questa è
  una  novità  di  questa  sera, del momento, probabilmente  sarà  la
  stanchezza. Noi non abbiamo fissato un termine di chiusura, abbiano
  detto  di  andare  avanti  fin quando  possiamo;  laddove  ci  sono
  difficoltà  ci fermiamo. Sui consorzi di bonifica, considerato  che
  c'è  solo  un emendamento soppressivo, addirittura si richiede  una
  riscrittura. Siccome lei, onorevole Di Mauro è entrato nel  merito,
  sentiamo  l'assessore  di  riferimento cosa  ne  pensa,  perché  se
  l'articolo  va  bene  noi  chiaramente andremo  avanti  nei  lavori
  d'Aula.

   CARTABELLOTTA,  assessore regionale per  le  risorse  agricole  ed
  alimentari. Onorevole Di Mauro, questo articolo riguarda  le  1.021
  unità  delle garanzie occupazionali dei consorzi di bonifica per  i
  quali bastano questi soldi che sono previsti in bilancio.

   DI  MAURO.  L'anno scorso c'erano 13 milioni e 600 mila,  ora  c'è
  solo l'accantonamento.

   CARTABELLOTTA,  assessore regionale per  le  risorse  agricole  ed
  alimentari..  Questa  è  la  garanzia  occupazionale.  Siccome  nei
  consorzi  di  bonifica si realizzeranno anche i risparmi  che  sono
  stati  previsti  all'interno  del settore  forestale,  non  capisco
  perché  si  debba  parlare di tutto questo ammanco  di  denaro.  E'
  chiaro  che se ci dovessero essere poi delle differenze,  si  potrà
  intervenire.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, all'articolo 13 c'è un emendamento
  soppressivo a firma dell'onorevole Formica. Lo mantiene?

   FORMICA. Lo mantengo signor Presidente.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  su   questo
  articolo  13  abbiamo avuto già modo di approfondire  in  parte  la
  discussione in sede di III Commissione  Attività produttive',  dove
  era stato presentato un emendamento - l'assessore ricorderà - a mia
  firma,  sulla carenza che questo articolo prevede per  questi  1021
  lavoratori,  se  non  erro, che operano in  forza  ai  consorzi  di
  bonifica della Regione siciliana.
   Io presentai più emendamenti che modificavano la cifra prevista in
  questo  articolo.  Lei  giustamente  mi  corresse,  molti  di  quei
  emendamenti erano strumentali, anche provocatori, per dire  che  le
  somme  che  mancavano da questo articolo erano un  tot,  un  x.  Ma
  quelle mancanti dai finanziamenti di spesa erano altre somme e lei,
  giustamente,  precisò  che  per questi  1021  lavoratori  la  cifra
  mancante era intorno ai 5 milioni di euro.
   Ora  noi apprendiamo una novità, naturalmente è nel verbale  della
  Commissione quello che lei ha riferito, non mi sforzo nel ricordare
  di  preciso che cosa ha detto. Ora stiamo apprendendo che si stanno
  realizzando  delle economie all'interno di questi  consorzi,  senza
  approfondire  poi tutta quella che è la tematica inerente  la  loro
  situazione debitoria e, quindi anche, della difficoltà strutturale,
  dal  punto  di vista economico e non estemporaneo, sulle poste  che
  sono state previste quest'anno per questi lavoratori.
   Quindi penso che se l'Assessore si impegna, davanti quest'Aula che
  rappresenta  -  come  sappiamo - da  più  di  870  anni  il  popolo
  siciliano,  sul  fatto che vi sono delle economie  che  sono  state
  realizzate  in  quest'anno  da parte dell'Assessorato  in  seno  ai
  consorzi, e che quindi potranno finanziare e garantire lo stipendio
  e  le garanzie occupazionali previste appunto dalla norma suddetta,
  noi  vorremmo capire meglio quali sono queste economie. Sia  perché
  molti di questi lavoratori si sono rivolti in queste settimane,  in
  questi  mesi, preoccupati non solo ai deputati del mio  Gruppo,  ma
  anche  a  molti dei componenti della III Commissione,  ed  è  stato
  motivo  di confronto, E Vedo qui l'attivissimo Presidente Marziano.
  Ma anche perché vorremmo capire qual è il futuro di questi consorzi
  e quali saranno le prospettive di questi lavoratori.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento è
  telegrafico.  Avevo  presentato un ordine del giorno  chiedendo  la
  soppressione  di taluni enti e fra questi i consorzi  di  bonifica.
  Ritenendo  che le spese di funzionamento dei consorzi  di  bonifica
  sono  eccessive, di alcune so le cifre, si aggirano per la  Regione
  intorno a 150 mila euro l'anno solo come affitto, locazione, luce e
  quant'altro, consiglio di amministrazione, forse c'è un commissario
  in  qualche  ente,  collegi dei revisori se ce ne  sono,  spese  di
  consulenza. Quindi chiedo al Governo - anche se mi trovo  d'accordo
  tranne  che  per  la  salvaguardia dei livelli  occupazionali,  che
  possono essere propri lavoratori adibiti ad altro - di eliminare  e
  un   riordino   della  materia  e  quindi  la  soppressione   nella
  riorganizzazione degli enti di bonifica

   D'ASERO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente della Regione, i lavori che quest'Aula ha portato avanti
  fino  a  questo  momento,  ritengo vadano  nella  direzione  di  un
  dibattito  ragionato,  equilibrato, di un  confronto  che  serve  a
  capire   come  ognuno  possa  espletare  la  propria  funzione   di
  parlamentare attraverso un comportamento anche di giusta attenzione
  e di lucidità mentale che riteniamo di dover avere sempre per poter
  dare un contributo.
   Atteso  che  gli argomenti che ci riguardano richiedono  ulteriori
  momenti  di  approfondimento e, ritenuto che i patti anche  se  non
  sono    scritti   vanno   rispettati,   caro   Signor    Presidente
  dell'Assemblea, le chiediamo di prendere atto che c'è una richiesta
  in  questa  direzione e, pertanto, noi chiediamo che  i  lavori  si
  fermino qui e  riprendano domani mattina con il giusto impegno  che
  tutti dovremmo avere.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Asero, pensavo che lei entrasse nel merito
  dell'articolo.

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente, la
  Commissione ha apprezzato molto la volontà che lei ha di continuare
  a  lavorare.  Mi  pare, però, di capire che da parte dell'Assemblea
  c'è  un  unanime  volontà di fermarci, anche perché domani  mattina
  inizieremo presto, sappiamo che dobbiamo stare tutta la giornata.
   Per  questo motivo, la Commissione le chiede di poter rinviare  la
  seduta a domani.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo. A fronte di una richiesta
  unanime della II Commissione, la seduta è rinviata a domani mattina
  E'   chiaro   che,  onorevoli  colleghi,  così  come   prevede   il
  Regolamento,  ho  convocato stasera una Conferenza  dei  capigruppo
  tentando   di  contingentare  i  tempi,  cosa  che  non   è   stata
  assolutamente possibile.
   Domani,  avviati  i lavori, sentirò nuovamente,  ufficialmente,  i
  capigruppo  in  apposita Conferenza. Ove non  ci  fosse  l'accordo,
  provvederò   in  base  ai  poteri  che  mi  dà  il  Regolamento   a
  contingentare  i  tempi anche sulla base della considerazione  che,
  così  come  è  stato  evidenziato  in  qualche  intervento  che  mi
  richiamava sull'ordine dei lavori, i Comuni, soprattutto i  Comuni,
  si  trovano  in  difficoltà in ordine alla  questione  dei  precari
  perché  c'è  uno spazio di tempo, che va colmato,  che  va  dal  31
  dicembre   fino   al  momento  della  pubblicazione   della   legge
  finanziaria in Gazzetta Ufficiale. Quindi, dobbiamo fare  il  prima
  possibile.
   Onorevoli,  collegi,  la seduta è rinviata a  domani,  venerdì  10
  gennaio 2014, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni.

   II  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
               finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016
               (n. 669/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            2)  -  Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
               Legge di stabilità regionale.  (n. 670/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Falcone

            3)  -   Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A) (Seguito)

               Relatore: on. Turano

            4)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)

               Relatore: on. Rinaldi

            5)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
               della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)

               Relatore: on. Cimino

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (n.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio Salvatore

            8)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

                   La seduta è tolta alle ore 22.34

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE  N.  670/A  -   DISPOSIZIONI  PROGRAMMATICHE  E
  CORRETTIVE PER L'ANNO 2014. LEGGE DI STABILITà REGIONALE.

     All'articolo 2

   Emendamento 2R.GOV:

                                Art. 2
          Autorizzazione al ricorso ad operazioni finanziarie

   1.  Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato,  per
  l'esercizio  finanziario 2014, ad effettuare operazioni finanziarie
  per il trasferimento di quota parte delle spese di investimento dei
  comuni,   di  cui  all'articolo  6,  e  delle  province,   di   cui
  all'articolo 7, per un ammontare complessivo pari a 90.000 migliaia
  di euro.

     All'articolo 5

   Emendamento 5GOV:

   E' aggiunto il seguente comma:

   6.  I  canoni  irrigui per la stagione agraria  2014  non  possono
  subire variazioni in aumento.

     All'articolo 7

   Emendamento 7R.GOV:
                                 Art. 7.

              Disposizioni  in  materia  di assegnazioni  finanziarie
              alle Province
  1.  Per  l'anno  2014, al fine di garantire il funzionamento  delle
  Province  è autorizzato un contributo di parte corrente  di  10.000
  migliaia  di  euro  e  un contributo in conto  capitale  di  10.000
  migliaia di euro.
  2.  Con decreto dell'Assessore regionale per le autonomie locali  e
  la  funzione pubblica si provvede al riparto dei contributi di  cui
  al  comma  1, destinandoli prioritariamente alle province regionali
  per   le  spese  dei  servizi  socio-assistenziali  in  favore  dei
  disabili,   nonché  per  garantire  il  diritto  allo  studio,   il
  funzionamento  dei  consorzi  universitari  e  il  pagamento  degli
  emolumenti del personale. I contributi in conto capitale di cui  al
  comma  precedente possono essere destinati al pagamento delle quote
  capitale  delle rate di ammortamento dei mutui assunti  dagli  enti
  per il finanziamento di spese di investimento.
  3.  La  Regione,  con la legge di assestamento  al  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2014, provvede ad  introdurre
  eventuali  misure tendenti a salvaguardare gli equilibri finanziari
  delle Province.

     All'articolo 8

    Emendamento 8.R :

    1.  A  decorrere dall'anno 2014 la spesa sanitaria della Regione
    per acquisto di beni e servizi è ridotta di 100 milioni di euro,
    senza  alterare  il  livello e la qualità dei  servizi  offerti,
    attraverso   la   revisione  delle  procedure  di   acquisto   e
    l'applicazione dei costi standard.

    2.  Previa  verifica  del  rispetto degli  obiettivi  del  patto
    sanitario,  nonché  della  garanzia dei  Livelli  essenziali  di
    assistenza  (LEA) previsti dal medesimo, i risparmi  conseguenti
    dalle  azioni  di  cui  al comma 1, sono  destinati  a  favorire
    l'integrazione   dei  servizi  socio-sanitari   per   la   parte
    ricompresa nei LEA.

     All'articolo 12

   Subemendamento 12.R.GOV.12:

   Al comma 5 dell'emendamento 12.R.GOV dopo le parole  aree
   protette  aggiungere  attività per la produzione e la vendita di
   legno a scopi energetici .

   Emendamento 12.R.GOV:

                                Art. 12
           Riorganizzazione delle risorse umane nel settore
              forestale e della prevenzione degli incendi

    1.  Al fine di migliorare l'efficienza del lavoro attraverso  la
    riorganizzazione  delle  risorse umane  del  settore  forestale,
    riunificando i lavoratori forestali alle dipendenze di un  unico
    ramo    dell'Amministrazione   regionale,   è   trasferita    al
    Dipartimento  regionale Azienda regionale foreste  demaniali  la
    titolarità dei rapporti di lavoro con il personale impiegato nel
    servizio di antincendio boschivo di cui all'elenco speciale  dei
    lavoratori forestali ex articolo 45 ter della legge regionale  6
    aprile 1996, n. 16, e successive modifiche e integrazioni  e  di
    cui all'articolo 44 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14,
    che   vengono  inseriti  in  un'unica  graduatoria  distrettuale
    congiuntamente  a  tutti gli altri lavoratori forestali  di  cui
    all'articolo 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
    successive modifiche e integrazioni nei relativi contingenti  di
    appartenenza  e  con i criteri previsti dall'articolo  48  della
    legge  regionale  n. 16/96. Gli addetti al servizio  antincendio
    boschivo   sono  individuati  prioritariamente  in  coloro   che
    svolgevano già detta funzione, previo accertamento dell'idoneità
    specifica nella mansione.

    2. Sono confermate le competenze del Comando del corpo forestale
    della  Regione siciliana previste dall'articolo 65  della  legge
    regionale  6  aprile  1996,  n. 16, e  successive  modifiche  ed
    integrazioni  e  dall'articolo 47 del decreto  presidenziale  20
    aprile  2007,  n.  154,  con  esclusione  della  titolarità  dei
    rapporti  di lavoro con il personale di cui all'elenco  speciale
    dei   lavoratori  forestali  ex  articolo  45  ter  della  legge
    regionale  6  aprile  1996,  n. 16,  e  successive  modifiche  e
    integrazioni,  e con il personale di cui all'articolo  44  della
    legge regionale 14 aprile 2006, n. 14, e successive modifiche ed
    integrazioni.

    3.  Per  l'avvalimento da parte del Comando del corpo  forestale
    della  Regione  siciliana del personale di cui  al  comma  2  si
    procede  mediante  apposita  convenzione  da  stipulare  tra  il
    Comando  del  corpo  forestale della  Regione  siciliana  ed  il
    Dipartimento  regionale Azienda regionale foreste demaniali,  da
    approvare con decreto del Presidente della Regione, su  proposta
    dell'Assessore  regionale  per  il  territorio  e  l'ambiente  e
    dell'Assessore regionale per le risorse agricole  e  alimentari.
    La suddetta convenzione stabilisce le modalità di collaborazione
    tra   le  due  predette  strutture  dipartimentali,  nonché   la
    rideterminazione  dei  contingenti  dei  lavoratori  addetti  al
    suddetto   servizio  prevenzione  incendi,  in  un   quadro   di
    miglioramento  dell'efficienza  e  di  rispondenza  alle  mutate
    esigenze della collettività.

    4.  Al  comma 6 dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio
    2011,  n.  7,  dopo  l  e  parole "al triennio  2010-2012"  sono
    inserite le parole " ed al triennio 2013-2015".

    5.  Per il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e 47  della
    legge   regionale   n.   16/1996  e  successive   modifiche   ed
    integrazioni  nonché  per  il  personale  di  cui  al  comma   7
    dell'articolo 44 della legge regionale 14 aprile  2006,  n.  14,
    alle  dipendenze  del Dipartimento regionale  Azienda  regionale
    foreste  demaniali  e  del  Comando del  corpo  forestale  della
    Regione   siciliana   per  l'espletamento  delle   attività   di
    sistemazione  e manutenzione idraulico-forestale  ed  idraulico-
    agraria,  imboschimento  e  rimboschimento,  miglioramento   dei
    boschi   esistenti  ed  attività  connesse,  difesa  del  suolo,
    valorizzazione ambientale e paesaggistica, anche al  fine  della
    fruizione sociale del territorio, ivi compresa la gestione delle
    aree  protette, difesa della vegetazione dagli incendi,  per  le
    attività  di  cui agli articoli 14 e 29 della legge regionale  6
    aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni nonché
    per le attività di cui all'articolo 25 della legge regionale  17
    aprile  2013,  n.  9, è autorizzata per l'esercizio  finanziario
    2014   la  spesa  complessiva  nel  limite  massimo  di  180.000
    migliaia di euro.

    6.  I  lavoratori  forestali di cui all'art.45 ter  della  legge
    regionale  6  aprile  1996,  n.16.  e  successive  modifiche  ed
    integrazioni nonché all'art.44 della legge regionale  14  aprile
    2006,  n.14,  devono essere utilizzati prioritariamente  per  le
    attività  di  istituto che si svolgono negli ambiti territoriali
    dei comuni di residenza.

    Per  lo svolgimento delle suddette attività in subordine va data
    priorità   ai  lavoratori  dei  comuni  limitrofi  agli   ambiti
    lavorativi.

    Qualora  l'amministrazione  non provveda  con  mezzi  propri  al
    trasporto  degli  stessi dal centro di raccolta al  cantiere  di
    lavoro,  il  rimborso  chilometrico di cui all'art.54  del  CCNL
    degli  addetti  di cui al precedente comma 5, non può  superare,
    l'importo calcolato su una distanza di 15 km.

    7.  Tutti  gli  elenchi dei lavoratori forestali  devono  essere
    pubblicati sul sito web ufficiale della Regione siciliana.

    8.  I  commi 6 e 7 dell'art. 57 della L.R. 6 aprile 1996  n.  16
    sono abrogati.

    9.  Le disposizioni di cui ai commi precedenti sono estese anche
    ai    lavoratori   stagionali   dell'ESA.   assunti   ai   sensi
    dell'articolo 1 della legge regionale 31 agosto 1998, n. 16, e a
    quelli dei consorzi di bonifica.