Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo
sospendiamo questa seduta d'Aula per riprenderla alle ore 15.00,
prima però di sospendere i lavori d'Aula ha chiesto di parlare
l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Grazie Presidente, non abbiamo alcuna contrarietà al
rinvio alle 15:00 nella misura in cui siamo convinti che il Governo
stia cercando di capirci meglio rispetto alla impugnativa del
Commissario dello Stato di ieri, però nello stesso tempo, signor
Presidente, le chiedo di contattare il Presidente della Regione, lo
faccia personalmente, perché la delicatezza del momento prevede la
sua presenza il Aula alle 15.00, se da il caso anche per un
confronto franco con l'Aula stessa.
Pertanto, spieghi al Presidente Crocetta, che probabilmente lo sa
già da par suo, che alle 15.00 la sua presenza è assolutamente
necessaria. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cordaro, io ritengo che questa
richiesta sia stata avanzata proprio per questa ragione, comunque
seguirò il suo consiglio e contatterò personalmente il Presidente
per fare in modo che sia qui oggi pomeriggio alle 15.00, quando la
seduta riprenderà.
Per il momento la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.27, è ripresa alle ore 15.42)
ALONGI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Leanza, Gianni, Federico,
D'Agostino, Picciolo, Anselmo, Arancio e Cirone hanno chiesto
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione i componenti della VI
Commissione legislativa permanente Servizi Sociali e Sanitari
nelle giornate del 24, 27 e 31 gennaio 2014.
Preciso, altresì, che, con riferimento alla data odierna,
l'onorevole Fontana verrà sostituito dall'onorevole Vinciullo, come
da nota del Presidente del Gruppo parlamentare PDL - Verso il
PPE , onorevole D'Asero.
Ricordo che, a termini di Regolamento interno (art. 84, comma 2),
gli stessi deputati sono da ritenersi in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
il Lavoro
N. 112 - Piena applicazione della legge regionale 3 gennaio 2012,
n. 3, recante 'Norme per il contrasto e la prevenzione della
violenza di genere'.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano (Con nota prot. n. 10338 del 22 febbraio
2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro).
N. 1060 - Chiarimenti circa eventuali erogazioni avvenute in
favore dell'Istituto 'San Pio X' di Valderice (TP).
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
- da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità
N. 1465 - Notizie sullo stato dei lavori del porto di
Sferracavallo (PA), nonché sugli interventi relativi alla messa in
sicurezza del capannone presente in loco.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana con ricorso notificato il 23 gennaio 2014, come
rettificato con nota prot. 232/14 del 24 gennaio 2014, ha impugnato
la deliberazione legislativa recante Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale (ddl. n.
670/A), approvata dall'Assemblea il 15 gennaio 2014, e
precisamente:
ARTICOLO 3:
- commi 3, 8 e 9 per violazione degli articoli 81 e 97 della
Costituzione;
ARTICOLO 5:
commi 2, 3, 5 e 6 per violazione degli articoli 81, 97, 117,
secondo comma, lettere e) e g) della Costituzione;
ARTICOLO 6:
- commi 8 e 9 per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;
ARTICOLO 8:
- comma 2 per violazione dell'articolo 120 della Costituzione;
ARTICOLO 9:
- comma 3 per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera l)
della Costituzione;
ARTICOLO 10:
- per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;
ARTICOLO 11:
- comma 8 per violazione degli articoli 97 e 117, secondo comma,
lettera e) della Costituzione;
ARTICOLO 12:
- commi 5 e 6 limitatamente al terzo periodo per violazione degli
articoli 81 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione;
ARTICOLO 13:
-commi 5, 6 limitatamente al capoverso, 7 e 8 per violazione degli
articoli 3, 81 e 97 della Costituzione;
ARTICOLO 14:
- per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;
ARTICOLO 17:
- comma 1, limitatamente alla maggiore spesa, rispetto a quella
prevista per il 2014 dall'Allegato 1 della legge regionale n.
9/2013, commi 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9 e 10 per violazione dell'articolo
81 della Costituzione;
ARTICOLO 19:
- per violazione dell'articolo 17m lettera c) dello Statuto
speciale e degli articoli 117, comma 3, e 120 della Costituzione;
ARTICOLO 22:
- comma 2 limitatamente al secondo periodo e comma 4 per
violazione degli articoli 81, 97 e 117, comma 2, lettera l), della
Costituzione;
ARTICOLO 23:
- comma 2 limitatamente ai periodi compresi tra le parole in
deroga al divieto di nuove assunzioni e con apposite
deliberazioni della giunta regionale e comma 3, limitatamente al
secondo periodo da tali disposizioni si applicano a alla legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni all'ARPA per violazione degli articoli 3 e 97 della
costituzione;
ARTICOLO 24:
- per violazione dell'articolo 81 della costituzione;
ARTICOLI 25, 26, 27 e 28:
- per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;
ARTICOLO 29:
- per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;
ARTICOLO 30:
- comma 13 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
ARTICOLO 32:
- commi 1, 2, 3, 6 e 7 per violazione degli articoli 3, 81 e 97
della Costituzione;
ARTICOLO 33:
- per violazione degli articoli 3, 81, 97 e 117, secondo comma,
lettera l) e terzo comma della Costituzione;
ARTICOLO 34:
- comma 2 limitatamente all'inciso la data di scadenza del 31
dicembre 2013 prevista dall'articolo 43, comma 1, della legge
regionale n. 9/2013, è prorogata al 31 dicembre 2016 e e comma 6,
primo periodo, per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;
ARTICOLO 36:
- per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;
ARTICOLO 37:
- per violazione degli articoli 3 e 81 della Costituzione;
ARTICOLI 38, 39, 40, 41, 42, 43 e 46:
- per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;
ARTICOLO 47:
- commi 5, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 15, 16 e 19 per violazione
degli articoli 81 e 97 della Costituzione e dell'articolo 11 del
decreto legge 158/2012 convertito dalla legge n. 189/2012, in
relazione ai limiti posti dall'articolo 17, lettera c), dello
Statuto speciale.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana, Ciaccio, Ferreri
e Ciancio hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Annunzio di presentazione dell'ordine del giorno numero 240
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno
numero 240 che impegna il Presidente della Regione a promulgare la
delibera legislativa approvata nella seduta n. 121 del 10-11-13-14-
15 gennaio 2014 Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale (ddl 670/A), con
l'omissione delle parti impugnate e dei connessi effetti finanziari
e di bilancio.
L'ordine del giorno appena annunciato è stato firmato dai
capigruppo onorevoli Sammartino, Di Giacinto, Lupo, Lentini e Dina.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, abbiamo accolto stamani la richiesta
del Governo di inviare l'Aula alle ore 15.00, ponendo una
condizione, una cordiale condizione che era quella della presenza
in Aula del Presidente della Regione. Quindi, la sua presenza,
oggi, qui, è una presenza opportuna per un verso; è una presenza,
per quanto mi riguarda da Capogruppo di un gruppo parlamentare di
opposizione che potrebbe rivelarsi confortante alla fine di questo
nostro ragionamento - nostro intendo dell'Aula con lei e col suo
Governo - per ciò che dovremo fare da qui alle prossime settimane.
E' fin troppo facile dire, presidente Crocetta, che eravamo stati
buoni profeti.
Un iter legislativo che ha riguardato la finanza, la legge di
stabilità
Presidente Venturino parlerò solo io per il mio Gruppo, quindi,
avrò bisogno di qualche minuto in più, glielo anticipo ora
altrimenti diventa complicato, visto il tema che credo sia
impegnativo.
Eravamo stati buoni profeti, dicevo, visto l'iter che aveva
portato questo disegno di legge sulla legge di stabilità in Aula in
ritardo clamoroso, con delle modalità che avevamo contestato.
L'impugnativa di 33 articoli su 48 da parte del Commissario dello
Stato finisce per essere un disastro che non ha precedenti, un
disastro che non è un disastro del Governo, o che non è solo un
disastro del Governo, un disastro che non è un disastro del
Parlamento, o non è solo un disastro del Parlamento, ma è un
disastro per la Sicilia e per quelle categorie, tante, di bisognosi
e di bisogni siciliani che attendevano l'esito di questa
Finanziaria.
Avevamo affrontato con assoluta responsabilità la Finanziaria 2013
con un taglio di oltre due miliardi, onorevole Presidente. Lo Stato
ci chiedeva per questa Finanziaria 2014 un ulteriore taglio lineare
di un miliardo e 400 milioni. Siamo una delle Regioni in Italia con
una percentuale relativa al fiscal compact più alta in assoluto,
cioè siamo una delle Regioni alla quale è imposta una rata da
restituire allo Stato per la percentuale di finanziamenti europei
tra le più alte in assoluto. Siamo la Regione col più alto tasso di
compartecipazione alla spesa sanitaria, il 49,2 per cento, senza
alcuna misura compensativa delle tante promesse dello Stato
centrale.
Presidente Crocetta, Governo e colleghi parlamentari, quello che è
accaduto in Finanziaria lo sapevamo prima, perché le censure del
Commissario dello Stato altro non sono - soprattutto quelle che
riguardano la mancata copertura di norme che riguardano la finanza
- che la rappresentazione di quanto era stato già sancito nel
giudizio di parifica della Corte dei Conti. Dubbi sulle entrate,
impossibilità di documentare, di provare con certezza le uscite.
Avevamo avvisato il Governo sulla tenuta dei conti e purtroppo non
siamo stati smentiti.
Oggi ci confrontiamo con una realtà drammatica in un momento,
Presidente Crocetta, altrettanto drammatico. Il Parlamento
siciliano è al centro di un'indagine giudiziaria, il Governo viene
sconfessato e colpito nella ratio stessa, economica e sociale della
legge più importante che ci sia nel nostro sistema normativo, la
legge finanziaria, la legge di stabilità.
Non tornerò sul tema dell'indagine giudiziaria perché è stato
detto tutto e bene ieri dal Presidente Ardizzone. Mi permetto di
fare una piccola chiosa. Il Presidente Ardizzone ha invitato i
magistrati a fare presto; io li invito a fare bene, perché presto
non sempre va insieme a bene. E allora, richiamando in toto
l'intervento del Presidente Ardizzone credo che questa postilla,
siccome sentivo di farla, la lascio ai verbali e a chi ci ascolta.
Ebbene, siamo nel bel mezzo di una crisi istituzionale, il
Parlamento per un verso e l'ho accennato, il Governo per un altro
verso. Non sono per indole, per struttura di personalità, per
tradizione, per formazione, un amante né della lite, né del
crocifiggere, né del sangue a tutti i costi; sono un moderato
nell'impostazione e nel pensiero e per questo credo, Presidente
Crocetta, che è tempo di un bagno di umiltà per tutti noi, a
partire da lei, Presidente della Regione.
È tempo di un bagno di umiltà che si scontra col tempo delle
imposizioni, soprattutto se queste sono ideologiche e soprattutto
se non sono confortate dai numeri in Aula.
Andiamo un attimo e velocemente al concreto. Non permetteremo mai
più che norme di settore che non transitano dalle competenti
Commissioni vengano imposte all'Aula per essere bocciate dal
Commissario dello Stato. Mi riferisco al reddito minimo,
all'edilizia sociale, all'EAS, alle coppie di fatto, per fare
alcuni esempi.
Siamo passati, onorevole Presidente della Regione, di riscrittura
in riscrittura, con buona pace di qualsiasi minima tecnica
legislativa.
Sono convinto che, nell'interesse dei Siciliani, ma anche di
queste stesse norme, questi errori, queste forzature non dovranno e
non potranno più ripetersi.
Siamo e restiamo opposizione netta ma responsabile; siamo e lo
restiamo, perché i temi che questa finanziaria ha affrontato, molti
dei temi che questa finanziaria aveva affrontato, dai precari ai
forestali, dagli enti assistenziali ai teatri, sono temi reali che
hanno la necessità di risposte reali. E, rispetto a questi temi,
siamo pronti a confrontarci, a condizione che i metodi siano
ortodossi e perfetti sotto il profilo della tecnica normativa,
parlamentare e, dunque, legislativa.
Qualsiasi cosa pensino gli avvoltoi che volano su questo Palazzo,
in queste ore, onorevole Presidente Crocetta, il destino della
Sicilia dipende da noi, da lei e da noi.
Nel corso della seduta d'insediamento, il 5 dicembre 2012, le
dissi non permetta che torni il tempo degli sciacalli e delle
iene . Può riscontrarlo, onorevole Presidente.
Oggi, le ribadisco non contribuisca al ritorno degli sciacalli e
delle iene . Ci aiuti a riaffermare il primato della politica; ci
aiuti a riaffermare il primato della buona politica.
Credo che questo possa ancora accadere e che il destino e la
responsabilità sia tutta intera sulle nostre spalle.
Mi accingo alla conclusione.
Onorevole Presidente, credo che non sia il tempo delle vetrine né
dei talk show. Credo che questo sia il tempo del lavoro, fatto di
sacrificio, di sudore, di studio, meno superficiale e più
competente, sui temi che affrontiamo di volta in volta. Se il
Governo ci rappresenterà, sotto questo profilo, un'inversione di
tendenza, questa opposizione, netta ma responsabile, sarà, ancora
una volta, pronta a sedersi attorno ad un tavolo per prendere in
considerazione quei temi, che facevano parte della finanziaria e
che sono stati bocciati e, che riteniamo assolutamente essenziali
per il destino prossimo della Sicilia e dei Siciliani.
Questo è l'unico dovere che abbiamo, in questo momento in cui
credo che tutto dobbiamo fare, tranne che dividerci, se la volontà
del Governo sarà quella di individuare soluzioni percorribili e di
rappresentarle in maniera cristallina e trasparente all'intero
Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha
facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, signori assessori, ovviamente, come è
rappresentata la situazione da tutti i giornali, ormai anche i
media nazionali, oggi è un giorno difficile per la Sicilia, per le
categorie produttive della Sicilia, per l'immagine della Sicilia
stessa.
Per le ragioni per cui sono stato eletto, e sono quelle di
rappresentare un territorio.In questo momento, mi rivolgo in
particolare all'assessore Bianchi e al Presidente Crocetta: il mio
problema non è interrogarmi sulle pluris responsabilità che hanno
determinato l'attuale stato di cose, o le relazioni e i rapporti
che questa Sicilia ha con il Governo nazionale, ancor prima di
gridare a quello che sta subendo la Sicilia - da parte di questo
Commissario dello Stato - che chiaramente rischia di diventare una
specie di Innominato di Manzoni, ma certamente è qualche cosa in
più perché rappresenta proprio il Governo nazionale in Sicilia.
Ancor prima di pormi le domande delle ragioni, delle cause che
hanno portato a questa situazione così grave, però, ho necessità di
rappresentare e lo faccio nella consapevolezza di essere il
novantesimo deputato di questo Parlamento, di interrogarmi sulla
necessità ed urgenza che vengano adottati provvedimenti immediati e
adozioni di atti che mettano in sicurezza il destino di famiglie e
persone. Non potrò spiegare né ai forestali, né agli operai
dell'ESA, né a quelli dei consorzi di bonifica che la Sicilia per
anni è stata considerata un ultimo Stato socialista per cui tutti
dovevano dipendere dalla Regione per avere un reddito. A me serve
sapere e conoscere - e lo dico per la rappresentanza che ho, per la
funzione che ho tanto quanto gli altri onorevoli deputati -
esattamente quali provvedimenti si adottano.
Onorevole Presidente Crocetta, sono convinto che prima ancora di
leggi e norme esiste uno ius naturale, ed è il diritto alla
sopravvivenza dei più deboli; è il diritto alla sopravvivenza di
categorie che lei ha provato a difendere nella sua finanziaria, che
probabilmente doveva trovare forse tempi migliori e anche tempi
maggiori per una migliore elaborazione. Tutti noi abbiamo vissuto
questa maratona - non vuole essere un'accusa - e i tempi avuti a
disposizione, rispetto a tutta la vicenda dei precari che ci ha
portato prima a negoziare con Roma un risultato che si è ottenuto
dovevano essere maggiori. Però oggi, assessore Bianchi - e lo dico
da sostenitore di questo Governo, da chi in questa maggioranza ci
sta da soldato semplice e spesso a difendere il bidone - se non ci
sono questi provvedimenti non saremo in condizione, dopo avere
delegittimato anche le organizzazioni sindacali, e salterà quello
spazio di relazione sociale e sindacale indispensabile e non
basterà nessuna fantasia, nessuna credibilità a vederci e a
ritrovarci sotto le porte di questo Palazzo e sotto le porte di
casa nostra - non so lei, Assessore, dove abita a Palermo e se lo
sapessi non lo direi mai, non so nemmeno se l'Assessore Stancheris
vive a Palermo o vive a Bergamo
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Sono residente a Palermo.
PANEPINTO. Quindi da questo momento in poi è siciliana, quindi
anche lei potrà ricevere le tante visite che riceviamo noi. Servono
provvedimenti seri ed urgenti, perché c'è in gioco il diritto alla
sopravvivenza di quelle categorie che sono state costruite da un
sistema perverso che va modificato e cambiato salvaguardando però
il diritto alla sopravvivenza, alla dignità di quelle migliaia di
lavoratori di cui oggi si mette in discussione un livello minimo di
decoro.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
Assessore Bianchi, non so da dove cominciare. Il collega Cracolici
mi suggerisce di cominciare dalla fine e comincerò dalla fine.
Il nostro Presidente della Regione ci ha più volte, in occasione
della finanziaria, di sedute solenni, ricordato passi biblici,
posizioni del Vaticano, di sua Santità, il Papa. Vorrei ricordarvi
con parole mie un brano della Bibbia: quello dei due debitori. Un
signore aveva un debito e non avendolo mantenuto andò a scusarsi
con il proprio creditore e spiegò la sua situazione e questi fu
comprensivo e gli disse: Non ti preoccupare, quando avrai il
denaro da ritornarmi, me lo darai . Uscendo dalla porta del luogo
dove era andato a sua volta incontrò un'altra persona a cui lui
reclamava un credito e gli disse: Ma quando salderai il credito
nei miei confronti? E questi disse: Sa per ora sono in difficoltà
e non potrò restituire . E lui non fu compassionevole come fu
compassionevole la persona a cui lui era debitore e gli si rivoltò
contro. La persona che era dentro si è accorto del fatto che era
senza pietà, non aveva avuto pietà, non era stato compassionevole e
disse: Come mai io sono stato compassionevole con te e tu invece
non lo sei stato? :
Parto da questa riflessione perché più volte qua, per giorni e
giorni, non si è fatto altro che ridere, durante gli interventi di
alcuni deputati, del sottoscritto a cui gli hanno bollato di essere
il leader dei PIP e non è vero, non li ho creati, non li ho
cavalcati; il leader di SPO, non li ho creati e non li ho illusi;
del Policlinico, non li ho creati e nemmeno esistevo politicamente.
Ma è applicabile questa parabola e vorrei che il Presidente la
imparasse, perché siccome siamo stati poco compassionevoli con
questi, ricamando la scure del Commissario dello Stato, ecco, poi
vedendo la bravura del nostro assessore Bianchi - personalmente ho
un rapporto umano splendido con l'assessore Bianchi - ma qua
abbiamo due ruoli.
Assessore, lei è stato chiamato perché era bravo e io sono stato
chiamato perché le devo dire che in verità lei non è stato tanto
bravo. E abbiamo due ruoli diversi. E il Commissario dello Stato
prendendosi gioco di voi - ricorda, Assessore, quando sono venuto
qua a dirle ma sulla SERIT, assessore, che è scritto bene? Se la
ricorda lei questa cosa? E lei mi disse che era stata scritta bene
- nei rilievi vi ha scritto ma come è possibile non ricordarsi che
l'avete cancellata voi e ora c'è Riscossione Sicilia ? Vi ha dovuto
ricordare delle cose che voi stessi avete scritto ed approvato. E
allora come si fa a mandare a casa lavoratori dicendo: Ma c'è il
Commissario dello Stato ? E poi 33 articoli impugnati, 33
articoli. Certo, Assessore, ora comincio a parlare dall'inizio.
Certo di tutti gli assessori siciliani, sono testimone io, in
questa seduta solenne, lei è stato il più bravo. Mai così tanti
articoli.
Ma mi faceva rilevare stamattina un deputato di lungo corso che
non sono articoli impugnati dalle solite nottate di fine stagione
quando alla fine uno infila tutto.
Paradossalmente le proposte volute dall'Aula, dalle minoranze,
sono state tutte con disco verde.
Tutte le cose salvifiche che avete proposto voi sono state tutte
impugnate. I vostri cavalli di battaglia, non infierirò, non
entrerò nel merito. Ve li devo ricordare, Assessore?
Chissà quante volte li avrà letti perché questi tre articoli
sicuramente sono diventati il muro del pianto. Io lo capisco.
Poi certamente questa riflessine va fatta e mentre mi accingo a
concludere vorrei dire che non basta cercare di accontentare un
Gruppo parlamentare vi infiliamo un punto nella finanziaria così
anche voi avete la bandierina per approvare una finanziaria che
abbia una impalcatura, un impianto che sia nella sua complessiva
strutturazione utile .
Oggi, attraverso questo ordine del giorno, per senso di
responsabilità voluto dai Presidenti dei Gruppi parlamentari delle
minoranze, su richiesta confermata dalla presenza del Presidente
della Regione, diamo il via libera a una finanziaria striminzita
che mortifica.
Guardate che questo non è meno mortificante delle cose che sono
successe in questi giorni. Non è meno mortificante. Una persona può
pure commettere un errore in buona fede ma quando arriva un
professionista che deve sapere scrivere e deve spiegare alla
politica come impostare alcune cose e poi sbaglia proprio chi deve
insegnare, chi deve spiegare, chi deve impostare, chi deve dare
certezza, chi è pagato alla pari dei politici che almeno possono
vantarsi in quest'Aula di avere un consenso popolare, questo sì che
è sperpero di denaro.
Almeno noi andremo dai nostri elettori e ne risponderemo ai
siciliani. Ma lei, assessore Bianchi, a chi ne risponderà di un
mese e mezzo di lavoro buttato al vento? A chi daremo spiegazioni
del fatto che c'erano i tecnici? Quelli bravi, che non c'era
bisogno di un Governo politico perché voi eravate là, pronti a
sistemare ogni cosa.
Allora dico, con moderazione ma anche con determinazione, che
bisogna ritornare all'umiltà, richiamata anche dall'onorevole
Cordaro - sto concludendo, signor Presidente, per il PDL siamo
presenti soltanto io e l'onorevole Falcone, non ci sono altri
parlamentari -, bisogna ritornare all'umiltà, se c'è bisogno della
politica. C'è bisogno della politica e che i tecnici, con umiltà,
stiano dietro la politica, supportino la politica, ma che sia la
politica a determinare le conclusioni di atti parlamentari così
importanti e fondamentali.
Non basta una maggioranza numerica che mostra i muscoli sugli
emendamenti. Avete mostrato i muscoli. Assessore Bianchi, avete
respinto alcune proposte, alcuni emendamenti soppressivi. Lo sapevo
che SPO era improponibile. Ricorda quando si parlò di Arsea? Ero
qua e ho avuto uno scontro con lei e le ho detto è vero, SPO è
improponibile, ma glielo propongo perché se il metro di misura è
questo perché no anche SPO? .
E sottolineo che non è figlia di Milazzo SPO. Ci sono persone che
si sono documentate anche in questi giorni per vedere se avevo
parenti fino all'ottava generazione all'interno dei PIP. L'ho fatto
perché ci credo non perché sono ricattabile e schiavo di qualche
lavoratore. L'ho fatto perché ci credo, quindi, non vi affidate
alle maggioranze numeriche.
Onorevole Presidente, la sua saggezza in passato, vedi doppia
preferenza di genere, quando lei si alzò, venne da questa parte,
aprì un dialogo, la norma fu fatta. Porti l'orologio indietro,
onorevole Presidente Crocetta; riapra il dialogo senza i
condizionamenti dei partiti che la dovrebbero sostenere e invero la
fanno sbagliare.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è irrituale che il Presidente parli prima della
conclusione dei dibattito, però, stavolta ci tengo a parlare prima.
Delego l'assessore Bianchi per le conclusioni sugli aspetti tecnici
della manovra. Mi sono fatto stampare l'elenco dei dipendenti
pubblici in Italia suddiviso per Regioni. La Lombardia ha 406.429
dipendenti pubblici, il Lazio ne ha 401.059, la Campania ne ha
296.751, la Sicilia ne ha 288.278. Cosa significa in termini
pratici? Che mentre noi subiamo attacchi secolari, decennali,
attorno alla questione dei dipendenti pubblici della Regione
siciliana e si mettono a confronto i dati delle Regioni, ignorando
che la Sicilia ha competenze esclusive in materia di ambiente, e si
tagliano i soldi dell'ARPA in questa finanziaria, quindi, secondo
il Commissario dello Stato, non dobbiamo fare controllo ambientale.
Fino al 2012 era costituzionale; adesso diventa anticostituzionale.
Ha competenza in materia di parchi pubblici e sono tagliati tutti i
fondi per i parchi pubblici. Ha competenza esclusiva in materia
delle acque e noi tagliamo tutti i soldi dei consorzi di bonifica
così non distribuiamo l'acqua agli agricoltori. Ha competenza in
tutta un'altra serie come beni culturali etc.
Bene, lo Stato se le gestisca queste cose, se le paghi lo Stato.
In questo momento si può anche approfittare per dire che il Governo
ha sbagliato la manovra. Diteci dove l'abbiamo sbagliata. C'è chi
dice che erano sbagliate le entrate ma quali entrate abbiamo
sbagliato? Allora dovevamo operare ancora più tagli? Oppure dovevo
mettere 400 milioni di euro di mutuo per coprire i soldi della
spesa corrente? O inventarci un bilancio falso? Oppure dovevamo
dire che mettevamo altri 400 milioni di euro dove avevamo un
patrimonio edilizio che non si riusciva a vendere?
Abbiamo fatto un'operazione di trasparenza negli ultimi due anni.
Questa operazione trasparenza non è premiata. Si super abbatte un
rigore inventandosi l'anticostituzionalità di alcune spese sulla
base di un presupposto, dallo stesso Commissario dello Stato che,
quelle spese, le ha sempre giudicate costituzionali negli ultimi 20
anni. Perché la Resais, a cui non sarà destinato un centesimo, non
l'ha costituita il Governo Crocetta. E i dipendenti della Spatafora
nella Resais, non ce li ha messi il Governo Crocetta. Sui Pip di
Palermo - a cui abbiamo voluto dare una speranza tracciando un
percorso virtuoso che riduceva la spesa e permetteva anche processi
di stabilizzazione nel privato - è stato fatto un taglio dal
Commissario dello Stato. Per cui ce li avremo sempre lì, sul
groppone. Venti milioni di euro erano quelli che prudentemente
avevamo previsto; impossibile uscirsene. Neppure il percorso
virtuoso è stato valutato e condiviso.
Le 33 partecipate che si sono ingrassate in questi anni chi le ha
fatte? Chi ha fatto le assunzioni dopo il 2009? La legge del 2009
esisteva anche nel 2009, nel 2010, nel 2011 e nel 2012. Non è stata
applicata per impugnare quelle finanziarie.
Dobbiamo cominciare a dirci come stanno le cose; perché possiamo
fare il gioco delle tre carte attorno alla responsabilità politica.
L'altra volta ho detto che quando bisognava approvare il disegno
di legge sui pagamenti, che avrebbe impegnato la cassa e non ci
avrebbe condannato allo sforamento del Patto di stabilità nel 2014,
bisognava farlo subito. E invece dobbiamo studiare. Anche qui,
cosa ci si propone? Di studiare. Abbiamo studiato 20 giorni questa
finanziaria, 20 giorni in Aula. Quanto tempo vogliamo per studiare?
Mentre noi studiamo - il problema non è di studiare - il malato è
in prognosi riservata, lo abbiamo trovato nella camera di
rianimazione, non l'abbiamo trovato per potere studiare.
È come della serie: dobbiamo combattere una malattia? Finanziamo
la ricerca. Qui bisogna dare risposte immediate
Tagliamoli quei soldi che giudicate in più e decidete voi quali
spese dobbiamo tagliare.
Affidiamo al Parlamento la risposta: rinunciamo a governare, visto
che non siamo capaci. Diteci voi quali voci potevano essere
tagliate, per non fare tagliare le spese necessarie, visto che sono
rimasti solo gli stipendi dei dipendenti pubblici, che in Sicilia
sono meno che in altre regioni d'Italia.
Quando, anche lì, si fa l'analisi dei costi del Parlamento - a
parte che alcuni costi possono essere ancora abbattuti - qualcuno
ha mai urlato che si accusa il Presidente di attaccare il
Parlamento? Io l'ho gridato questo, in tutte le trasmissioni dove
sono stato invitato: i costi del Parlamento non possono essere
paragonati a quelli delle altre regioni per il semplice motivo che
questo Parlamento esiste, non dal 1970 ma da molti più anni, e ci
sono le pensioni dei funzionari a carico, le pensioni dei deputati,
voci, queste, che da sole costano molto di più degli altri
parlamenti. Anche se questo Parlamento dovesse essere cancellato,
le spese sarebbero lo stesso enormi. Viene facile fare analisi
dettagliate.
Guardate, si dice che sono state impugnate le nuove leggi: non
avevano subìto una attenta analisi delle Commissioni, proponevano
nuova spesa. Ma assistere un malato, il proprio compagno o la
propria compagna, malati in un ospedale, è anticostituzionale? O
viene violato l'articolo 3 della Costituzione che nega i diritti
delle persone, l'uguaglianza, il diritto alla salute. Scegliendo
che il parametro morale della coppia tradizionale sia superiore ai
diritti soggettivi, abbia una valenza costituzionale più forte dei
diritti soggettivi Cosa costava dare la possibilità alla moglie,
anzi, la chiamo alla compagna per non legittimare una famiglia che
io penso tale, che possa accompagnare persino il proprio compagno
all'ultimo viaggio e lo possa assistere, asciugandogli il sudore
mentre sta trapassando. È una violazione della Costituzione,
questa? O è una violazione dei diritti elementari? O si è scelta
una linea ideologica nel combattere queste cose? Moralismo
contrapposto ai diritti?
E questo Parlamento è sovrano? Sì o no? E non esiste nello Statuto
siciliano l'Alta Corte che dovrebbe esaminare
l'anticostituzionalità delle leggi? Lo Stato non è omissivo in
questa parte che riconosce l'autonomia al popolo siciliano? Di cosa
parliamo?
Qui hanno tagliato i fondi per la scuola, quelli per le borse di
studio: cara opposizione, voi li avete proposti i fondi per le
borse di studio e ve li hanno tagliati. Quindi, nessuno qui può
dire di avere fatto la meraviglia delle meraviglie degli
emendamenti, perché è stato il massacro totale
Diritto allo studio: i poveri non possono studiare in Sicilia
Bene, azzerate i costi dell'Università. È anticostituzionale
finanziare le Università? Zero per le Università: siamo stati
anticostituzionali, abbiamo fatto male, scusate onorevoli critici.
I Consorzi e le Accademie universitarie, i Conservatori musicali,
i Conservatori artistici, bene, basta: ma perché studiare musica in
Sicilia? Solo a Parma si potrà studiare musica o Milano, dove le
accademie sono finanziate dallo Stato.
Per i teatri zero. Potranno esistere i teatri solo in Lombardia,
nel Lazio, in Puglia perché lì sono finanziati dallo Stato e non
dalla Regione siciliana.
Sono stati tagliati i fondi per l'ARPA. Non faremo i controlli
ambientali. Licenziamo i lavoratori dell'ARPA. Cosa dobbiamo fare?
Licenziamo tutti o no? O saremo poi chiamati a rispondere? Visto
che noi dobbiamo aderire, un Governo impreparato e improvvisato
deve aderire alla manovra del Commissario dello Stato, licenzia i
lavoratori dell'ARPA, fateci anche emendamenti in questo senso.
Licenziati tutti.
Sono stati tagliati i fondi per i ricoveri. L'assistenza e la
beneficenza è una competenza della Regione siciliana. Nelle altre
regioni è una competenza dello Stato. Se ne faccia carico lo Stato
perché noi i minori non li vogliamo mandare nelle fogne, come in
Romania, a vivere o nelle strade delle favelas brasiliane
abbandonate. Qualcuno li dovrà ricoverare. E i minori psichici - 16
milioni e 900 mila euro - vadano nelle strade perché nel resto
delle regioni è lo Stato che li tutela.
Sono stati tagliati i fondi per i disabili. Che ce ne frega,
perché dovremmo occuparci dei disabili? Se ne faccia carico lo
Stato perché nelle altre regioni è lo Stato che lo fa.
Sono stati tagliati i fondi per le IPAB. Anche nelle altre regioni
dell'assistenza se ne occupa lo Stato. Bene Chiudano tutte queste
cose. Gli anziani malati che non hanno possibilità di vivere da
soli, che non hanno parenti staranno per strada. Qual è il
problema? Scusate.
Sono stati tagliati i fondi per i talassemici. Peccato che questo
problema ce l'abbia soltanto la Sicilia e la Sardegna e, quindi,
nelle altre regioni non si trovano fondi specifici. Infatti, si
chiama anemia mediterranea'.
Sono stati tagliati i fondi per le riserve naturali, per i parchi.
Bruciano tranquillamente. L'anno scorso è stato l'unico anno in cui
non abbiamo avuto incendi. Ci permettete di dirlo con orgoglio?
Significa che abbiamo lavorato bene.
Sono stati tagliati i fondi per l'EAS. Naturalmente l'EAS l'ha
fatto questo Governo. No? Che c'entra. Il personale: licenziato
Giusto E' stata liquidata questa società. Perché dobbiamo tenere
in piedi questo personale? Il Commissario dello Stato dice:
licenziate Condividete
Benissimo, tagliamo, licenziamoli. Qual è il problema?
I consorzi di bonifica sono tagliati. Nelle altre regioni è pure
competenza dello Stato. L'acqua non si dà nelle campagne. Basta
Perché questa agricoltura ha bisogno dell'acqua. Speriamo,
preghiamo, facciamo le processioni come si faceva nel Medio Evo,
preghiamo Sant'Alfio, Sant'Agata, Santa Rosalia, Santa Fortunata
che faccia piovere continuamente. Solo che questa è una Regione
dove piove poco. E, quindi, niente. Cosa c'è di male? Per forza li
dobbiamo tenere in piedi? Regione virtuosa, no? Meravigliosa.
Andiamo ai forestali. Nell'unico momento della storia di questa
Sicilia in cui si sono tagliati i soldi per i forestali, l'alta
spesa è illegittima. 180 milioni di euro tagliati quando fino
all'anno scorso si era permesso di accedere ad un mutuo, poi mai
realizzato, di 400 milioni per pagare gli stipendi ai forestali,
che è anche uno dei responsabili del buco di bilancio, cha ha
concorso al buco di bilancio.
Sono i grandi criminali di questa Regione Mentre le ore, le
centinaia di migliaia di ore di cassa integrazione che vengono date
alle regioni del nord dallo Stato, quelli non sono assistenza
Questa è una Regione sciupona sulla solidarietà Gli sprechi non
sono gli appalti come quelli dell'assicurazione della sanità, non
sono i pannoloni della sanità, non sono le partecipate che stiamo
tagliando, sono lo stato sociale, che si vuole smantellare
immediatamente. Ma nessuna famiglia, se ha un debito che gli viene
dal passato, lo estingue in una finanziaria Ci impiega un po' di
anni, dice: vediamo quali sono le spese necessarie, ed è
esattamente quello che abbiamo fatto. Quali di queste voci che vi
ho detto fino ad ora sarebbe una novità in questa finanziaria, per
cui ci sarebbe un errore dell'Assessore?
O quali di queste voci voi avreste cancellato per rendere
legittima, costituzionale la manovra? Ditemelo Ditemelo Per
carità.
Andiamo ai precari. Perché dovevamo stabilizzare 18.000 precari
degli enti locali? La Regione ne aveva 700, invece di fare 350
milioni di euro di risparmio ne facevamo su 700 neanche 20 milioni,
il resto se la fregassero i sindaci, gli enti locali, avremmo già
risolto il problema del pareggio del risparmio , senza problemi,
ed abbiamo dovuto risparmiare altri 350 milioni di euro per i
precari.
Naturalmente non basta questo risparmio al Commissario, non basta
mai Due miliardi e 400 l'anno scorso, un altro miliardo doveva
essere fatto per forza quest'anno, perché chi stabilisce l'entità
del risparmio? Non è il Parlamento o il Commissario dello Stato?
Vorrei capirlo Il Commissario dello Stato ci dice: questa spesa è
illegittima. Queste sono spese illegittime? Ed allora perché il
Commissario dello Stato ha dato parere sino al 2012 sulla
legittimità di queste spese, che hanno contribuito criminalmente al
disavanzo di bilancio. Oppure voi siete tutti nuovi e non avete
votato negli altri anni queste leggi? Le abbiamo inventate noi
queste cose oppure nel passato erano tutte legittime queste cose?
Andiamo avanti, non c'è solo questa
Andiamo alle nuove spese, quanto incidono nella manovra, che sono
state tagliate? Cosa agiva il fondo di 15 milioni delle riserve per
i disabili, due milioni per i mutui dei poveracci, l'IRFIS quanto
agiva sulla manovra? Zero Perché erano 80 milioni dal fondo
dell'IRFIS.
La CRIAS per le imprese quanto agiva nella manovra? Zero Perché
era un fondo della CRIAS non erano risorse aggiuntive.
Bene.Erano sovrastimate le entrate visto che il Ministero
dell'Economia ha detto che erano giuste? Erano sovrastimate le
uscite? Il Parlamento avrebbe fatto meglio? Bene, diteci, .noi
abbiamo fatto tagli alle partecipate, tagli ai consorzi, blocco,
onorevole Milazzo la SPO non era legittima, come non era legittima
nel 2010 l'assunzione dei PIP, ve lo dico con estrema chiarezza, ma
ce li siamo trovati. Però una cosa è trovarsela, una cosa è
continuare a proporla. Ma nega la qualità di trattamento, abbiamo
messo anche norme rigide sui PIP quest'anno, quella del reddito,
che può punire anche fra l'altro quelli che abitano con la famiglia
di origine...
MILAZZO Giuseppe. Questa la dobbiamo togliere, Presidente
CROCETTA, Presidente della Regione. E quindi i ragazzi che sono
ancora figli di famiglia, che si vedono attribuire il reddito dei
genitori, probabilmente questa cosa la dobbiamo aggiustare, perché
una cosa è un risparmio che abbia razionalità, noi non possiamo
proporre nuove spese.
Stiamo facendo rigore, lo abbiamo fatto e stiamo facendo dei
tagli. Dire che costituiamo il reddito minimo di solidarietà, ma è
il Governo che oggi lo dice, le leggi nazionali, lo dice l'Europa.
Dov'è anticostituzionalità? Qui la questione delle spese, allora,
ci sono due modi per fare le spese, aumentare le tasse o tagliare
le spese. Quali spese?
Il Commissario ha pensato di tagliarle. Ma perché una tabella
piuttosto che un'altra? Dov'è la scelta? Quella è una scelta che
appartiene alla politica, il Governo poteva decidere io ti taglio
anche le spese dei dipendenti e faceva il contratto di solidarietà,
riduceva le ore ai dipendenti.
Perché non poteva farlo? Invece qui è l'indicazione di una spesa.
Voglio ricordare che la tabella H) aveva 50 milioni di euro
qualche anno fa, e anche 60, mi correggono, invece quando è
diventata 8 milioni di euro non è più legittima: com'è che questo
può essere accaduto? Quando viene attribuita con un bando non è più
legittima, perché non sono stati tagliati solo le attribuzioni
specifiche a qualche ente che ci sembrava anche perfino naturale
che i ciechi, i ciechi si arrangino, hanno chiuso la stamperia
Braille; e che problema c'è? Non studiano, i ciechi non vanno a
scuola, si arrangino Ma è questo lo Stato che vuole imporre a noi
un'etica, si è rotto il patto di coesione sociale che dal 1946 in
poi era stato stabilito tra lo Stato e l'Autonomia siciliana.
Bossi avrebbe detto in una situazione del genere che avrebbe
fatto un referendum sulla secessioni, invece c'è chi plaude,
sciacallismo', onorevole Cordaro, onestamente più sciacallismo
approfittare politicamente per questa situazione, non l'ho letta
nelle sue parole, anzi ho visto ben altro, altro che sciacallismo e
perfino di volere assolvere il passato.
Guardate, io non voglio accusare nessuno, ma nel 2011 il nostro
disavanzo è stato 2 miliardi e 380 milioni di euro, nel 2012 il
nostro disavanzo è stato 913 milioni. E' il Governo Crocetta che
l'ha ha prodotto? Ma queste spese non vengono impugnate in nome di
quel disavanzo? In quel disavanzo l'anno scorso c'erano 400 mila
euro di mutuo, che non è stato neppure contratto ed abbiamo dovuto
pagare lo stesso i forestali.
Quest'anno il nostro disavanzo tende a zero, se tende a zero il
nostro disavanzo significa che noi le previsioni le facciamo bene,
tra entrate e uscite, perché noi i soldi come Governo li spendiamo
man mano che entrano, li spendiamo, se non entrano non diamo
copertura finanziaria è questo che è cambiato.
Un bilancio di previsione oggetto di stima, c'è una specifica
entrata che non è stata considerata certa? No, qui l'assunto è un
altro: il risparmio lo destini al disavanzo precedente, a coprire
il disavanzo precedente, scusate non l'ho fatto io, però io non ho
mai accusato nessuno, non mi sono messo a fare i processi popolari,
un processo popolare che io subisco sin dall'inizio, sono un
disgraziato, quello che non vuole dare ai PIP, quello che ha
sciolto la SOCIAL TRINACRIA, dove c'erano 77 mafiosi che ci
lavoravano e che è un criminale, quello che dice basta con le
assunzioni di precariato perché non si possono fare, quello che
dice che le partecipate da 33 diventano 23, che le assunzioni dopo
il 2009 sono illegittime, e io voglio vedere quanti di voi si
ergeranno quando poi dovremo fare i travasi delle Partecipate e
dovremo tagliare le assunzioni di coloro che illegittimamente sono
stati assunti.
Cosa faremo quando ci sono diverse centinaia di dipendenti delle
Partecipate che sono illegittimamente assunti? Si potrà operare
diversamente e il taglio a quella norma che permette ai lavoratori
del 118 di potere lavorare in altri servizi delle ASP quando alcuni
di voi sono accusati di avere prodotto un danno erariale, non è un
aggravare la posizione persino di quelle persone che intendevano
assumere a 30 ore e poi gli sono state fatte 36 ore?
E quando dovremo portare a 30 ore i lavoratori dell'ASP, del 118
perché quella era la previsione per non creare anche incremento del
danno saremmo dei criminali che ce l'hanno con chi?
Qui non è più una questione di Crocetta, perché la voglio dire con
Renzi. Qui lui dice chiamatemi Goldrake, io dico che manco Goldrake
può azzerare il passato.
Noi non abbiamo altra scelta che iniziare un percorso virtuoso. Ma
insieme Senza polemiche, non nella continua polemica. Io non ho
mai aperto le polemiche. Anche quella questione famosa sugli
indagati dell'ARS. Come se io poco poco fossi contento. E perché
dovrei essere contento? Io sono sinceramente affranto del fatto che
ci siano delle persone che debbano subire un'indagine, un
interrogatorio e in questo sia coinvolta gran parte delle classe
dirigente.
Non c'è un Governo legittimato se c'è un Presidente delegittimato,
anche sul terreno della convenienza. Ma guardate che un Governo
delegittimato non apre a elezioni anticipate, apre a recenti
tentativi del passato che sono di farla finita con questa Regione,
e addio elezioni.
Quindi, non si pensi di guadagnare politicamente da questa
partita, perché la partita di scaricare sul Governo le
responsabilità che non ha, non aiuta tutti noi.
Credo che noi dobbiamo fare questo. C'è chi è stato continuamente
dal Commissario dello Stato in questa Finanziaria, per suggerire le
illegittimità, per attaccare il Parlamento e attaccare la Sicilia.
E questa pratica andrebbe finita, perché io rivendico il diritto ad
avere l'Alta Corte in Sicilia.
Abbiamo fatto già la richiesta e con orgoglio voglio dire che la
Sicilia ce la fa da sola, e che lo Stato, in questo momento, non ci
ha dato una mano a farcela da soli. Ci sta impedendo di crescere,
perché, se nega i mutui alle imprese, significa che non si vuole la
crescita, la ripresa e se non c'è ripresa non c'è aumento... oppure
facciamo una politica di carnefici: licenziamo la gente, aumentiamo
le tasse e andiamo spietati, tanto paga Crocetta. Ma non paga solo
Crocetta, paga il popolo siciliano.
Allora, io penso, nel chiedervi di approvare l'atto di indirizzo,
che noi domani mattina ci dobbiamo sentire tutti insieme,
determinare una manovra che in atto diventa persino impossibile,
perché se i soldi tagliati sono destinati all'accantonamento per i
residui attivi, significa che risorse non ce ne sono e dovremo
operare altri tagli per compensare quei tagli.
Non sono giuste le entrate Quante volte l'ho sentito. L'ho dai
sindacati persino. Ed allora, basta tagliare 180 milioni dei
forestali già abbiamo risolto per metà il problema. Allora hai
rinunciato a questa difesa sociale? Perché le spese di cui ci
accusano sono le spese per la coesione sociale, non sono quelle
degli sprechi
Qual è la spesa, qui, che può essere tagliata, che ha individuato
il Commissario dello Stato? Ditemene una sola Una sola, una
Questo è il ragionamento.
Io capisco che poi le ragioni della politica prevalgono, a volte,
sulle questioni, però, scusate, non è che l'indebitamento gliel'ho
fatto io alla Regione? Noi quest'anno non abbiamo prodotto un
centesimo di indebitamento. Rispondiamo di questo
Siamo stati bravi? Siamo stati bravi
Abbiamo fatto risparmi maggiori di quelli che annunciamo. Quelli
che vedrete nella sanità saranno risparmi consistenti. Anche in
fondi che non entrano in bilancio, come nella formazione che sono
risparmiati dal Fondo sociale europeo, per esempio, no?
Come quelli della comunicazione di 90 milioni di euro, che non ho
inventato io, eh? Perché neanche il Governo degli Stati Uniti ha 90
milioni di euro di comunicazione, no? Non è che le spese pazze
possono essere attribuite
Sono stato accusato di avere qualche blindata uguale a quella di
Cuffaro e di Lombardo.
Scusate, se fate un ordine del giorno, io cammino a piedi
CORDARO. Solo a condizione che io cammini con lei
CROCETTA, Presidente della Regione. No, che c'entra, una macchina
costa 518 euro al mese E perché Perché una persona che viene
considerata una delle persone più a rischio d'Italia deve avere la
Un Presidente che ci costa un sacco di soldi, per la polizia, per
gli straordinari. Anche questi discorsi ho sentito fare Perché, se
non li sento fare in Aula, li sento fare poi nei blog, perché è
facile, no? Un po', io vi chiedo perdono per questi sprechi.
Chiedo perdono al popolo siciliano perché ho bisogno di una
macchina blindata per camminare.
Chiedo perdono al popolo siciliano se io mi sono dovuto fare i
vetri anti-kalashnikov di quattro dita, a casa mia, a mie spese.
Chiedo perdono al popolo siciliano se io non posso prendere un
treno ed il mio sogno è viaggiare sopra un treno. Come tutti gli
altri. Magari, innamorarmi di un viaggiatore a caso, esercitare la
mia libertà di vita negata. No, chiedo perdono per tutto questo
Chiedo perdono a questo popolo siciliano che ha un Presidente che
costa tanto per la sua sicurezza
Guardate, però, questo Presidente che costa tanto per la sua
sicurezza ha trasformato le spese di rappresentanza riservate da 2
milioni del 2012, e da 4 milioni di euro del 2011, a 50 mila euro
di spesa. E c'è stato un giornalista che mi ha detto: Sono
troppe , che neanche il sindaco di Roccalumera, voglio dire, li ha
attribuiti.
Perché pensano che le spese di rappresentanza chissà quali sono
Arriva un rappresentante di un'ambasciata: ma glielo vuoi fare
trovare il gadget della Regione? Ha un costo, no? Glielo vuoi
offrire un caffè? No Che c'entra Questo è sciupare
Come se non ci fossero degli obblighi istituzionali
Arriva una ministra: glielo vuoi offrire un mazzo di fiori? No
La cosa diversa sarebbe se, quando me ne vado a pranzo, invito i
miei amici a spese della Regione.
Controllatele quelle spese mie Quei 50 mila euro. Non vi dico di
controllare gli altri 2 milioni, 4 milioni degli altri. Controllate
le mie spese, e vedrete che, quando vado a pranzo con i miei amici,
ognuno paga alla romana . Che non è neanche tanto istituzionale
Il Presidente, il Presidente che guadagna quanto Obama, almeno
dovrebbe offrire
Ve lo chiedo, sinceramente, con il cuore prima che con la testa:
ognuno rimanga ciò che è . Voi sapete che non ho fatto operazioni
per cercare di vendere o acquistare nessuno, perché fino ad ora,
quando ho raggiunto un intesa, è stato sempre sulla testa, sulle
ragioni, sulle convergenze obiettive.
Quante volte hanno detto: Crocetta governa coi grillini ?. No,
Crocetta non governa coi grillini. I grillini fanno parte
dell'opposizione, a volte mi insultano anche, talvolta hanno
ragione e talvolta torto, come tutti quanti, ma riconosciamo che
così non si va da nessuna parte.
Se noi vogliamo far riuscire l'ennesimo tentativo di commissariare
la Regione siciliana, che già era presente con il precedente
Governo, di calarne il default e commissariarla, sapete che questa
responsabilità non sarà di Crocetta ma di tutti noi.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato in maniera molto attenta - sebbene nel frattempo ho preso
alcuni appunti - l'intervento del Presidente Crocetta.
Devo dire che rimango abbastanza perplesso sul taglio che ha
voluto dare all'impugnativa del Commissario dello Stato, come se si
dovesse stasera cercare necessariamente un avversario, invece che
porsi anche dei dubbi, degli interrogativi su dove si è potuto
sbagliare. Stasera mi è sembrato, così come del resto in queste ore
trascorse, un attacco frontale ad un organo Costituzionale ed
istituzionale di questo nostro Stato.
La finanziaria che abbiamo licenziato qualche giorno addietro è
stata una finanziaria che, non soltanto non creava alcun tipo di
miglioramento sotto un profilo normativo, ma ha rischiato - e per
questo è stata punita - di non creare alcun tipo di miglioramento
sotto un profilo finanziario. Sotto il profilo normativo avevamo
detto chiaramente che dovevamo dare a questa nostra Sicilia non una
legge finanziaria in cui si poteva dare di tutto e di più - così
come è stato - in cui abbiamo fatto entrare il diavolo e l'acqua
santa, in cui si è detto che si faceva contenimento della spesa ed
abbiamo allargato la spesa, in cui si diceva di riformare anche in
maniera normativa, creando delle rivoluzioni nell'impalcatura e
nella visione sotto un profilo culturale, ed invece si creava
un'involuzione ed, in alcuni casi, anche un nuovo, un ritrovato ed
un resuscitato assistenzialismo. Avevamo detto che questa doveva
essere la finanziaria del rigore ed è stata la finanziaria della
Tabella H, della resuscitazione della Tabella H. Ecco perché poi
noi dovremmo, piuttosto che venire qui in Aula a puntare il dito
contro qualcuno, chiederci come Parlamento, ma prima ancora
dovrebbe chiederselo il Governo, dove ho sbagliato.
Addirittura si è detto che qui si è consumato un assassinio nei
confronti della Sicilia. Io dico invece che dovremmo ringraziare il
Commissario dello Stato e lo dovremmo ringraziare - Assessore
Bianchi - perché non ha toccato il bilancio della Regione, e lei sa
che il bilancio ha delle entrate alterate, che non sono supportate.
E glielo dico in maniera molto chiara, perché la Corte dei Conti
aveva chiesto in maniera molto esplicita la revisione della spesa
nell'ultima relazione di parifica. Aveva detto a chiare lettere al
Governo regionale di fare attenzione a non prevedere ulteriori
interventi legislativi che comportino spesa. Ed invece noi,
piuttosto che fare questo, abbiamo allargato la spesa, abbiamo
fatto tante norme che servivano a questa o a quell'altra categoria,
che servivano per dare un'immagine di un Governo fattivo, di un
Governo che, dopo un anno di assenza parlamentare e legislativa,
nella finanziaria doveva introdurre tutte quelle norme che non era
riuscita a fare nei mesi precedenti.
Il bilancio ha delle carenze, è chiaro, è sotto gli occhi di
tutti. L'andamento dei mercati dimostra - ma non lo dico io, lo
direbbe anche un bambino di scuola elementare - che le entrate sono
inferiori rispetto all'anno precedente di circa un miliardo, e
siccome il bilancio vive su una spesa corrente ed una spesa in
conto capitale, e le due spese sono alimentate dalle entrate
correnti e dalle entrate in conto capitale, queste ultime,
Assessore Bianchi, lei sa bene che hanno un deficit di circa un
miliardo di euro rispetto a quelle che abbiamo preventivato con
questo disegno di legge.
E quando noi diciamo che il Commissario dello Stato è ormai il
male della nostra Sicilia, non ci rendiamo conto, invece, che
dovremo capire se siamo noi idonei, adatti al ruolo che ricopriamo,
al ruolo per cui siamo stati chiamati o dagli elettori, caro
onorevole Greco, oppure diversamente, onorevole Cimino, da chi è
stato eletto come Governatore di questa Sicilia.
Ed in questo senso vorrei ricordare che proprio il Ragioniere
generale, nel momento in cui ha comunicato al Commissario dello
Stato le regolarizzazioni contabili, quelle regolarizzazioni
contabili che grazie al nostro intervento sono state incrementate,
le ha comunicate per settecento, ottocento milioni di euro, ma noi
ne abbiamo in bilancio appena cinquecento milioni.
E così, la Corte dei Conti avviso questo Parlamento e questo
Governo di fermarsi, di stare attenti al capitolo che riguarda la
salvaguardia degli equilibri finanziari, relativamente ai crediti o
ai residui attivi ritenuti inesigibili. C'è una Commissione di
inchiesta che deve verificare e da qui a venti giorni, un mese
massimo, concluderà la propria verifica. Noi, in quel momento,
potremo eventualmente trovare e formulare una nuova manovra
finanziaria partendo da quel presupposto, capire quanto in quel
fondo dobbiamo mettere, se lo possiamo mettere nell'anno in corso,
o se dobbiamo fare un piano di rientro quadriennale o quinquennale
per poter coprire quella posta in bilancio d'uscita che avrà un suo
valore, che oggi non è sicuramente stato quantificato correttamente
dal Governo regionale.
Ed allora ecco perché dico che con questi presupposti il bilancio
sarebbe caduto, con la conseguenza che andavamo a casa tutti,
andava a casa il Presidente Crocetta e andava a casa questo
Parlamento.
Se invece un organo costituzionale indica una strada, corregge
degli errori che ha fatto questo Governo, allora significa che
quell'organo costituzionale non è né contro il Governo né tanto
meno contro la Sicilia. Io non voglio fare il difensore d'ufficio,
assolutamente
Con un emendamento arrivato in Aula, sono state azzerate le quote
di ammortamento dei beni mobili ed immobili, che sono una partita
di giro che serve a creare una minore entrata, ma soprattutto a
ridurre la spesa, per dimostrare e dire che il Governo ha
risparmiato.
Ma non è vero Ha ridotto la spesa togliendo anche un ulteriore
spesa che, seppur partita di giro, ha alterato il valore
complessivo delle spese. Per cui noi, alla fine, ci accorgiamo che
siamo stati bacchettati pesantemente dal Commissario dello Stato
perché non abbiamo garantito quel principio suggeritoci dalla Corte
dei Conti che voleva il ridimensionamento della spesa, l'effettivo,
congruo e permanente ridimensionamento della spesa corrente.
Quali sono oggi le soluzioni?
Ho ascoltato il Presidente Crocetta, che va via quando si parla
dei ciechi. Ma perché li avete inseriti nella Tabella H? Perché non
avete rispettato la legge n. 16, quella legge che volle il Governo
l'anno scorso? Perché non abbiamo rispettato l'evidenza pubblica?
Allora ha ragione l'onorevole Cordaro quando dice che su alcune
materie, che sono materie di merito, non finanziarie ma normative,
il Governo ha il dovere di andare nelle Commissioni di merito e
proporre, formulare e varare delle norme di settore.
Concludo, dicendo che a mio avviso oggi dobbiamo sì promulgare la
norma nelle parti non impugnate, poi aspettiamo la verifica della
Commissione di inchiesta della Corte dei Conti, verifichiamo quanto
sono i residui attivi inesigibili, visto che abbiamo avuto
congelati 460 milioni di euro con le impugnative delle varie parti
degli articoli, ed alla fine ci renderemo conto se da qui a due
mesi potremmo utilizzare, tutti o in parte, questi fondi cercando,
in uno spirito di collaborazione istituzionale, di non gridare
contro chi può esercitare, giustamente, una critica piuttosto che
una polemica.
Queste sono le considerazioni che la relazione di minoranza aveva
fatto in anticipo e li vuole fare adesso sperando che il Governo le
possa recepire.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so da dove
iniziare, se sulla base della vasta, imponente, mai verificata fino
adesso, impugnativa del Commissario dello Stato, oppure dalle
dichiarazioni, giustificazioni, dall'arringa, del Presidente
Crocetta.
Potrei iniziare, a buon diritto, sostenendo ciò che nell'ultima
Conferenza dei Capigruppo, durante la Finanziaria e quando già la
Finanziaria era approvata in Aula - ora non ricordo il giorno
preciso - laddove, nel discutere i tempi e le modalità di
approvazione, di esame da parte del Parlamento della Finanziaria,
mi ero permesso, assieme ai colleghi di altri gruppi parlamentari
di opposizione, di suggerire al Presidente Crocetta, e quindi al
Governo, viste le difficoltà che erano già evidenti allora in tutta
la loro drammaticità, anche tenendo conto dei suggerimenti dei
nostri brillanti Uffici dell'Assemblea - non mi stanco di
ripeterlo, e non è una carezza fatta agli Uffici, ma è la
constatazione della preparazione degli stessi - di approvare
rapidamente la finanziaria eliminando tutte le parti che potevano
essere affrontate e dovevano essere affrontate con disegni di legge
autonomi. Questo avrebbe favorito anche ora l'azione del Presidente
Crocetta nell'eventuale ricorso alla Corte Costituzionale,
affrontando solo le parti fondamentali: le entrate, i precari, i
comuni, le province ed avevamo detto le partecipate, perché
l'avevamo detto in quella sede e l'abbiamo - per quanto mi riguarda
- riconfermato anche in Aula, eravamo d'accordo sulla proposta del
Presidente Crocetta sulle partecipate.
Noi non siamo stati ascoltati allora, non siamo stati seguiti in
quella proposta che avrebbe certamente evitato ciò che è accaduto e
che era ampliamente e assolutamente annunciato. Non voglio dire qui
tutte le interlocuzioni che abbiamo avuto, non solo a livello
politico tra i vari gruppi parlamentari ma anche a livello tecnico,
e da ognuna di queste interlocuzioni veniva fuori sempre di più in
ciascuno di noi la convinzione che certamente saremmo andati
incontro a quello a cui siamo andati incontro.
Ora, non mi addentro sull'aspetto tecnico perché l'onorevole
Falcone ha fatto un'ampia disamina all'Aula di quelli che sono
stati i rilievi dal punto di vista tecnico, e che ampliamente, nel
corso del dibattito, abbiamo sottolineato.
All'inizio della trattazione della finanziaria, abbiamo avuto
un'interlocuzione con il Presidente Crocetta, ai fini di fare delle
proposte che, a nostro modo di vedere, potevano correggere la
finanziaria. E nel corso di quell'incontro sono state formulate
alcune proposte che, correttamente, il Presidente Crocetta ha
accolto e inserito in finanziaria. Mi riferisco al problema che
riguardava i piccoli comuni, che sono 200 su 380 in Sicilia, mi
riferisco al fondo per i disabili delle province, per il trasporto
ed assistenza. Altre proposte, avanzate del gruppo
dell'opposizione, tipo l'abolizione dell'ESA, non sono state
recepite con delle motivazioni. Dovremmo dire che, da tutti gli
interventi fatti in Aula, si sono salvate solo le norme che hanno
visto la condivisione dell'opposizione.
Ma non posso esimermi dal fare una considerazione. Qui è cambiato
un po' il paradigma dei rapporti tra questo Parlamento e lo Stato,
perché il Commissario dello Stato è lo Stato.
In genere le finanziarie di questa Regione sono passate sempre al
vaglio del Commissario dello Stato, e sempre c'è stata la censura
del Commissario dello Stato su un numero anche notevole,
notevolissimo, di articoli. Ma per lo più si trattava di articoli
che erano figli dell'assalto alla diligenza, di emendamenti
proposti in Aula dai deputati che, giustamente, in virtù del
mandato ricevuto dai propri elettori, cercavano - ed è normale che
sia così - di avere vantaggi per il proprio territorio o per le
categorie di riferimento. In genere erano questi gli emendamenti
cassati dal Commissario dello Stato, che poi diventavano articoli
una volta votati in finanziaria.
Questa volta è accaduta una cosa completamente diversa. Questa
volta non sono stati cassati gli articoli frutto di lavori
concitati e notturni dell'Aula, di emendamenti volanti che non
passavano dalla Commissione Bilancio e che venivano proposti ed
approvati senza nessun controllo, neppure da parte degli Uffici,
nella concitazione e nella confusione generale. Questa volta è
stato bocciato l'intero impianto.
Allora il problema che dobbiamo porci è un altro: è stato corretto
il lavoro sulla finanziaria che questo Governo ha messo in piedi da
un anno a questa parte?
L'anno scorso si è fatto ricorso all'esercizio provvisorio, nulla
quaestio perché era un Governo che si era insediato da uno o due
mesi e non si poteva pensare che fosse in grado di predisporre una
finanziaria. Dopo di che, la consapevolezza della situazione che
noi stiamo vivendo non credo che questo Governo ce l'ha avuta, e
non per colpa dei tecnici, e qua è la mia differenziazione rispetto
agli altri. Il problema non sono gli assessori tecnici, perché io
ritengo che gli assessori tecnici non ci debbano mai essere perché
è un controsenso, ma non solo qui, anche a Roma, dappertutto,
perché la responsabilità politica di fronte agli elettori ce l'ha
solo l'eletto. I tecnici devono essere, correttamente, a supporto
degli assessori politici o dei ministri politici, perché altrimenti
è inutile che facciamo le elezioni, facciamo tutt'altra cosa e ci
nominiamo un Commissario, deleghiamo ai dirigenti.
Qui il problema, e il Presidente Crocetta nella sua foga e nella
sua replica ha cercato di centrarlo in qualche modo, è che da
alcuni anni il Governo centrale sta cercando di scaricare sulle
Regioni e sugli Enti locali le sue difficoltà di bilancio,
imponendo dei tagli enormi, dei tagli non compatibili con
l'esercizio delle funzioni di Governo e di tipo amministrativo, a
meno che non si cancellino le Regioni, non si cancellino le
Province - come vogliono fare - a meno che non si cancellino una
serie di articolazioni che la democrazia prevede.
Allora, il problema vero non è tanto se ci sono o meno assessori
tecnici nel Governo, ma che siamo in presenza di un Presidente che
non ha vinto le elezioni, ma che, in un esito elettorale che è
stato frutto di una frammentazione politica, c'è stata una
minoranza che ha preso un pochino di voti in più rispetto agli
altri.
Questo tipo di Presidente eletto senza una maggioranza, a mio modo
di vedere non lo si può tirare per la giacchetta per cercare di
trarre vantaggi politici da parte di una parte, come se avesse
avuto la delega di governare la Sicilia, perché non ha avuto questa
delega. C'è stato un Presidente che, in base ad una legge
elettorale, è stato eletto, ma non c'è stata la delega per una
coalizione che si è presentata per governare la Sicilia.
Questo Presidente ha fallito nel non andare a Roma ad ottenere -
ed è qui caro Presidente Crocetta che io la richiamo - ciò che il
Governo nazionale, illegittimamente, ha tolto alla Sicilia e
correttamente il Commissario dello Stato ha fatto gli interventi
che ha dovuto fare e non poteva fare altrimenti.
Allora, il Governo di Crocetta aveva la consapevolezza che non ha
chiuso con il Governo nazionale nessuno dei punti che sono rimasti
appesi in aria, e cioè l'applicazione del federalismo fiscale e le
compensazioni dovute rispetto ai soldi che ci hanno già tolto e che
ci tolgono da alcuni anni senza dare la compensazione necessaria. E
se non ha fatto questo era del tutto ovvio che il Commissario dello
Stato impugnasse tutti gli articoli di spesa, considerato che ha
fatto un ragionamento semplice, e ciò che stiamo spendendo ciò che
non abbiamo. Stiamo spendendo risorse, anche tagliando cose che in
passato erano passate perché, come dice giustamente il Crocetta,
non c'era stato tolto un miliardo e ottocento milioni l'anno
scorso, un miliardo quest'anno, quattrocento milioni l'anno
prossimo.
La vera battaglia che il Presidente Crocetta deve fare chiedendo
al Parlamento di avere appoggio in questo, è sul recupero dei fondi
del Ponte. Si è detto che non si realizzava il Ponte e che i soldi
venivano spesi comunque in Sicilia. Ma neanche un centesimo è stato
speso qua.
I fondi del Ponte previsti per la Sicilia, un miliardo e ottocento
milioni, se li sono presi con la manovra per pagare i disoccupati
del nord.
Allora, ciò che bisogna fare, Presidente Crocetta, e su questo lei
non perda tempo, non si faccia imbrigliare nelle pastoie del
politichese perché non arriviamo più a nulla, perché non è più
tempo del politichese, è di chiedere al Parlamento di sostenerla in
una battaglia vera di autonomia nei confronti del Parlamento
nazionale, senza accusare nessuno perché il Commissario dello
Stato, glielo dico francamente, lo ha detto l'onorevole Falcone in
maniera precisa, non poteva fare altro.
La battaglia vera la dobbiamo fare una volta per tutte, non con i
finti autonomismi di qualche anno fa, che non si andava neppure a
Roma a trattare, e neppure questo Governo penso che ancora l'abbia
fatta. La battaglia vera bisogna farla sui nostri diritti e per
farla, smettere con le bugie che vengono costantemente propalate a
danno della Sicilia dai giornali del nord, che hanno un solo
interesse: togliere ai poveri, come una sorta di Robin Hood alla
rovescia, per dare ai ricchi
Quindi, questa è la battaglia vera. Non si può accusare un ufficio
come quello del Commissario dello Stato, che fa i conti: il vero
bersaglio è a livello nazionale.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, Presidente Crocetta, assessori,
onorevoli colleghi dalla presenza in Aula dei colleghi mi rendo
conto quanto sia importante questo dibattito.
CORDARO. Onorevole Greco, non offenda i colleghi che sono in Aula.
Io sono in Aula per ascoltare.
GRECO Giovanni. Ma io non la sto offendendo, onorevole Cordaro,
anzi metto in risalto quelli che sono presenti, ma metto in
difficoltà i colleghi che sono assenti, visto il problema che
stiamo trattando.
Presidente Crocetta, forse con due mesi di esercizio provvisorio
tutto questo non sarebbe accaduto.
Glielo avevamo detto come minoranza, visto che il bilancio lei lo
ha portato con venti giorni di ritardo sui tempi che normalmente
sono previsti. Quindi, glielo avevamo detto a ben dire
E mi ricordo, presidente Crocetta, che quando avveniva un fatto
così importante, come il taglio di 36 articoli su 48, il
responsabile di questo documento finanziario non aveva il coraggio
di venire neanche in Aula, se era politico, quindi, una riflessione
sugli Assessori tecnici, onorevole Crocetta, nell'umiltà che
abbiamo detto e che l'onorevole Cordaro ha menzionato, cerchiamo di
averla tutti, facciamo un rigoroso esame su ciò che è accaduto in
quest'anno.
Mi ricordo - e se lei mi smentisce ne prendo atto - che
l'onorevole Di Mauro, quando avete iniziato la discussione sul
bilancio, le diceva che mancavano 560 milioni di euro, è vero? E
noi siamo andati avanti lo stesso.
CROCETTA, presidente della Regione. Andate a dirlo ad Alfano
GRECO Giovanni. Presidente Crocetta, mi creda, non sono bravo
nell'oratoria, se lei mi interrompe è peggio. La pregherei, e se
dico qualcosa che non corrisponde al vero mi smentisca, -sono
convinto, e non sono stato mai un assertore e difensore del
Commissario dello Stato, mi creda - se lei va a prendere gli atti
dell'insediamento della XVI Legislatura, lei ricorderà, sono venuto
a concordarlo con lei, tutto ciò che ha detto dell'autonomia, della
vera autonomia, di fare un tavolo tecnico, lei non ne ha fatto
niente Se lo vada a leggere, per quella correttezza che le
riconosco.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, si allontani dal tavolo del
Governo.
GRECO Giovanni. Onorevole Sammartino, torni al suo posto.
SAMMARTINO. La volevo fare riflettere
GRECO Giovanni. Ma quale riflettere Io dico quello che mi dice la
pancia Non ho preparato alcun discorso Però, quelle cose che ho
suggerito al Presidente, me ne deve dare atto, sul bilancio, penso
siano cose condivisibili e nell'interesse dei cittadini, quindi,
si vada a leggere quegli atti dell'insediamento della XVI
legislatura.
Ma, in questa occasione, anche noi come Assemblea abbiamo
sbagliato. Quando sono intervenuto con veemenza contro la
Presidenza si diceva che l'avevo con il Presidente e, quindi, non
mi hanno dato ascolto; ma quando mi sono ribellato - vi voglio
ricordare - che cercavo di non far succedere che approvassimo la
tabella dell'accantonamento e l'indomani approvassimo gli articoli
di competenza, questo avevo tentato di fare Ed invece è successo
Non credo che i miei colleghi si ricordino di avere approvato una
tabella e gli articoli che comprendevano quella tabella l'indomani,
questa è una grave colpa, pure nostra, del Parlamento. Quindi,
pensavo che stasera qualcuno - ed io speravo che lo facesse lei,
Presidente -, facesse un discorso più umile di condivisione di un
errore, non di un errore suo, ma di un errore del suo Assessore per
l'economia.
CROCETTA, presidente della Regione. Veramente, proporrei un
processo popolare al Governo, come faceva Mao Tse Tung
GRECO Giovanni. Lei non ha a che fare con i vecchi Governi, lei
ha a che fare con noi Abbiamo condiviso e non condiviso, lei non
c'era e, quindi, non può parlare. Se ho condiviso o meno gli atti
che ha fatto il governatore Raffaele Lombardo.
Debbo complimentarmi nell'occasione con il presidente Venturino
perché, in un momento molto delicato dell'approvazione della
finanziaria, eravamo rimasti senza comandante - mi sembra che
dobbiamo citare l'episodio di Schettino - che non è stato più
presente in Aula; bene, complimenti, lei ha saputo condurre l'Aula
forse meglio di colui che è scappato, pertanto, rinnovo i
complimenti al presidente Venturino.
Io, per protesta, ho fatto l'intervento e me ne sono andato
perché non condividevo, non condivido cinque riiscrizioni di
emendamenti, presidente Crocetta; abbiamo riscritto quella
finanziaria cinque volte, ebbene, qualche colpa l'avrà questo
Assessore per l'economia, questo tecnico che si è permesso di
interrompere un collega per dirgli: stai zitto ed impara qualche
cosa . Deve fare in modo che i tecnici collaborino con i politici
perché loro devono rispondere a lei, noi dobbiamo rispondere agli
elettori, ed è cosa ben diversa, e tutta l'elencazione, per
ribadirlo Presidente, tutta l'elencazione dei tagli che ha fatto il
Commissario è dovuta a quei 560 milioni di euro che non avevamo, e
lo sapevamo, quindi, ora, con buona volontà cerchiamo di trovare
quel rapporto di collaborazione che, fino ad adesso, noi come
minoranza, abbiamo dato; adesso aspettiamo la sua apertura,
Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo questa è
una delle poche volte, nella storia del Parlamento, che batte una
scure così pesante su una manovra finanziaria che, forse, per la
prima volta nella storia della Sicilia, ha voluto innovare e
rimpiegare utilmente le risorse che sono a disposizione. E' la
prima volta che, nonostante, un Governo della Regione cerchi di
contenere e razionalizzare le spese, diversi suoi articoli con
motivazione non sempre sono comprensibili, vengono impugnati e
cassati.
Si pone l'accento sul fatto che alcune norme non avrebbero
trovato copertura finanziaria, e su questo non ho titolo per
contestare, ma su altro vorrei fare delle domande e vorrei capire.
Vorrei capire perché quando si impugna la norma contenuta nel
comma 8 dell'articolo 11 e cioè l'impiego dei forestali
nell'esternalizzazione dei servizi si viola un principio di
libera concorrenza. Dov'è scritto, in quale norma costituzionale,
in quale norma di legge che una Regione non possa impiegare il
proprio personale, regolarmente pagato, per svolgere dei servizi
che, altrimenti, dovrebbe esercitare a titolo oneroso? E' una
domanda cui non riesco a trovare una risposta. Si viola la libera
concorrenza, ma di chi? Io adotto il mio personale per
economizzare. Ma questa norma viene impugnata, perché? Ha una sua
logica, una sua individuazione specifica in un articolo della
Costituzione che mi sfugge?
Vorrei capire, e chiudo, suscitando però qualche polemica che mi
auguro trovi adeguato spazio, perché è stato impugnato anche il
comma 19 dell'articolo 47. Il comma 19 dell'articolo 47 è quella
norma che prevede la possibilità per la Regione siciliana di
erogare i farmaci in confezioni monodose. Vi ricordo e ricordo
all'Assemblea che la spesa farmaceutica in Sicilia per l'anno 2012
ammonta appena a 1 miliardo 350 milioni di euro. Una norma che
potrebbe tranquillamente essere applicata, così come è stata
studiata per le province autonome di Trento e Bolzano, viene
impugnata sul presupposto che il legislatore, che in questo caso
sarebbe il Gruppo del Megafono, con una norma condivisa da tutta
l'Assemblea e vorrei capire il perché si attribuisce alla volontà
del legislatore l'operazione di confezionamento, sconfezionamento e
riconfezionamento dei farmaci. Non mi risulta che in quella norma
sia scritto che bisogna confezionare e sconfezionare i farmaci. Mi
risulta, invece, che quella norma dica: nel rispetto della
normativa vigente sul confezionamento delle specialità medicinali .
C'è un esplicito rinvio di quella norma alle leggi statali
attualmente vigenti. Bene, l'impugnativa dice che deve rispettare i
principi della legislazione statale.
Presidente, quando ci sono questi eccessi che ho citato come
esempi, si denota una scarsa propensione all'attenzione. Mi rifiuto
di pensare che tecnici, non solo del Governo e non solo Assessori
tecnici del Governo, ma anche esperti del settore ed esperti di
questa Assemblea che hanno affrontato decine di finanziarie siano
stati così improvvidi da commettere una simile mole di
illegittimità costituzionali.
Mi rifiuto di credere che in una serie di norme ci siano state
così tante palesi violazioni di legge da portare ad un'impugnativa
che massacra una manovra finanziaria della Regione. E gli esempi
che ho citato sono solo alcuni che dimostrano la scarsa consistenza
dell'impugnativa.
La scarsa consistenza dell'impugnativa che dimentica che nella
stessa norma è previsto il rinvio alla legislazione statale e che,
poi, viene impugnata perché non rispetta la legislazione. Mi sembra
una contraddizione in termini. Qua c'è da chiedersi il perché di
questa impugnativa. C'è da chiedersi se questo massacro fatto dalla
legge finanziaria trovi riscontro, effettivamente, nell'attualità
della scarsezza delle risorse o se non si voglia far pagare alla
Sicilia, ancora una volta, un peso eccessivo per ciò che già il
Presidente ha denunciato.
La Regione sopporta un onere improprio supplendo ad una serie di
funzioni statali per le quali non ha alcuna retribuzione, anzi è
costretta ad impiegare risorse proprie per la gestione di funzione
propria dello Stato. E non solo è costretta a fare questo, ma è
anche obbligata a subire una scure per le illegittimità che
sembrano costruite ad hoc.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Bandiera ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione sull'ordine del giorno 240
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questa
è una delle pagine più tristi della storia di quest'Assemblea e di
questa Regione.
Siamo di fronte al baratro che il Commissario dello Stato ci
indica. Siamo di fronte ad un momento storico che vede la nostra
Terra, non questo Governo, ma il nostro popolo ed i nostri
cittadini di fronte ad un bivio, il bivio di sapere scegliere quale
deve essere il destino della nostra Isola. Noi siamo stati eletti
parlamentari, non per metterci la medaglietta, per raccogliere
consensi l'un contro l'altro, ma per rappresentare il popolo
siciliano.
Questa non è la sconfitta del governo Crocetta o gli errori
integerrimi del passato. Questa non è neanche la sconfitta di un
Parlamento, perché ricordo a tutti, soprattutto alle opposizioni,
che eravamo tutti insieme in Commissione Bilancio, ognuno con il
proprio ruolo e le proprie parti. Eravamo tutti insieme a scrivere
ed a riscrivere parte degli articoli di questa finanziaria che,
oggi, il Commissario dello Stato ha impugnato.
Non voglio entrare nel merito dei numeri perché ho, assolutamente,
dato piena fiducia all'Assessore per l'economia ma, soprattutto, al
ragioniere generale ed agli uffici della Commissione Bilancio ed al
Presidente Dina; l'onere e la responsabilità e, quindi, la piena
fiducia accordata di dovere vigilare su quello che dovesse essere
la manovra finanziaria, però, vedete, dobbiamo capire qual è il
ruolo del Parlamento, qual è il ruolo del Governo, dobbiamo capire
qual è il ruolo anche dello Stato centrale.
Il nostro autonomismo ci ha portato, oggi, ad un bivio
paradossale: quello di non potere più legiferare all'interno di
quest'Aula senza che qualcuno, dall'alto, con tutti i poteri ed i
diritti che ha, possa regolamentare quella che è la vita politica
di questo e dei futuri Governi.
Noi, forse, tra i tatticismi della politica, tra le numerose
assenze, tra la mancanza di autorevoli interventi, cerchiamo di
nascondere quelli che sono i giochi della politica che ci hanno
portato, oggi, a vedere, al bivio, un bilancio della Regione ma,
soprattutto, il futuro della prossima legge finanziaria.
Mi rendo conto, parlando, pur senza una grande esperienza che,
forse, questa potrebbe essere una delle ultime leggi finanziarie
che questo Parlamento potrebbe approvare, perché il monito del
Commissario dello Stato è chiaro: non ci saranno prossime leggi
finanziarie o bilanci di questa Regione se non cambiamo passo e non
cambiamo marcia. Se le finanziarie non verranno riscritte più
all'interno di questo Parlamento, a colpi di emendamenti, per
tirare una corda che, forse, si è rotta da tempo, per cercare una
copertura, come un lenzuolo in un letto che, ormai, è diventato
troppo grande per poterlo coprire.
Le finanziarie vanno discusse con rigore e con l'austerità che,
ormai, le casse dello Stato e le casse romane ci impongono, senza
cercare, in primis, dal mio partito, ed insieme a tutti i partiti,
di maggioranza e di opposizione, di muovere questa coperta che,
ormai, realmente, non esiste più.
E' venuto il momento, forse, anche di affrontare tutti assieme,
minoranze e maggioranze, ed insieme all'umiltà, mi auguro, del
governo Crocetta, di interloquire con i Governi centrali in maniera
differente.
Forse come una volta, qualche decina di anni fa, si faceva,
andando a Roma e contrattando ma, soprattutto, imponendo quello
che le casse dello Stato dovrebbero riversare nelle casse
regionali, facendo capire, senza spot ma, soprattutto, senza
euforismi, che la Regione siciliana è un po' diversa da tutte le
altre Regioni e che ha peculiarità, come diceva prima il Presidente
della Regione Crocetta, diversa dalle Regioni che, magari, oggi, ci
criticano.
Andare a Roma, con l'umiltà di dire che la Sicilia vuole un
riscatto, vuole un riscatto fatto da questo Parlamento che vuole
legiferare, ma con un Presidente della Regione che sappia
comunicare, a livello centrale, quelli che sono i bisogni e le
esigenze di un Governo che vuole portare la Regione lontana da
questo baratro.
Se non capiamo, allora, che dobbiamo farcela tutti assieme, tutte
le forze politiche di questo Parlamento, tutte. Mi rivolgo,
soprattutto, alle minoranze, al Movimento Cinque Stelle, al Nuovo
Centro Destra, a Forza Italia, ma anche al Partito democratico che
è la prima forza di Governo all'interno di quest'Aula, dobbiamo
farcela assieme per cercare di scongiurare quella che è la fine
della politica regionale siciliana, quella che sarà la chiusura
dell'Assemblea Regionale Siciliana, con lo scioglimento degli
organi elettivi, se domani qualcuno da Roma imporrà e deciderà per
noi e per le nostre famiglie, il commissariamento. Ce la dobbiamo
fare cercando una coesione, quindi, tra i partiti ed eliminando gli
scontri che, a volte, nascono nelle fibrillazioni dei rimpasti, nei
numeri d'Aula, eliminando gli scontri e riportando la buona
politica seduta intorno ad un tavolo per cercare di riorganizzare e
riprogrammare le scelte che questa Regione dovrà affrontare.
Ho sentito parlare, ancora parlare, di potenziare l'autonomismo
siciliano all'ennesima potenza. Forse, dovremmo un po' rinunciare
all'autonomismo siciliano per cercare di ricostituire quello che è
il tavolo paritetico tra il Governo centrale ed il Governo della
Regione che è previsto sempre dal nostro Regolamento. Forse
dovremmo iniziare ad affidare anche al Consiglio dei Ministri e,
quindi, ad altri organi, la possibilità in deroga di vedere
impugnate o meno le nostre finanziarie. Però, questo si può fare
quando si è tutti uniti e si dà forza ad un Presidente della
Regione che vuole davvero cambiare e cerca di cambiare questa
Terra. Non sarà meglio di tanti altri, non sarà peggiore di tanti
altri. E' sicuramente un Presidente della Regione che, oggi, si
vede sconfitto tanto quanto noi Non perché siamo della maggioranza
o altri dell'opposizione, oggi è sconfitta quest'Aula, si è
sconfitta la possibilità di ognuno di noi di pensare ai nostri
territori ma, soprattutto, di pensare al bene della Sicilia. Il mio
invito - anche se l'Aula è veramente vuota in un giorno così
difficile - è quello di cercare la coesione tra tutte le forze
politiche e l'invito ad un grande bagno di umiltà soprattutto negli
interventi che verranno, un grande bagno di umiltà che possa essere
da collante, per la prima volta, per il rispetto delle istituzioni
ma, soprattutto, per il rispetto della nostra Regione.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, siamo
stati sempre critici nei confronti di questa manovra finanziaria ed
abbiamo votato anche contro nella votazione finale. Non ci
aspettavamo, però, che ci fosse una tale devastazione da parte del
Commissario dello Stato; ha sorpreso molto anche noi, ma ci ha
sorpreso anche, sarò onesto, l'intervento del Presidente della
Regione. Ci aspettavamo una certa assunzione di responsabilità, un
mea culpa su alcuni passaggi ed invece si è un po' visto un
vittimismo quasi di Berlusconiana memoria : ce l'hanno tutti con
me , o ce l'hanno tutti con noi in questo caso. Noi il dubbio ce
l'abbiamo. Se effettivamente come dice il Presidente: ce l'hanno
tutti con noi , quello che chiediamo al Presidente della Regione ed
alla Giunta è di fare chiarezza ai cittadini: chi è che ce l'ha con
noi? Se ci sono dei retroscena che non sappiamo, se ci sono delle
manovre, anche a livello nazionale, che non sappiamo, i cittadini
dovrebbero avere il diritto di essere messi a conoscenza di ciò,
perché altrimenti il rischio è di vivere la stagione che abbiamo
già vissuto con Berlusconi del vittimismo come dire prêt-à-porter
del ce l'hanno tutti con noi , però, poi, in realtà non si riesce
a capire chi.
Sono stati sollevati anche molti dubbi, da parte del Presidente,
su forestali a casa, precari a casa. Vorremmo anche sapere - e
siamo disponibili anche qua, come già detto da altri colleghi ci
aspettiamo un po' un bagno di umiltà da parte del Governo - quali
sono i provvedimenti e vorremmo che venissero portati nelle
Commissioni di merito e, poi, in Aula, per riuscire a risolvere
questi problemi, perché non possiamo uscircene soltanto dicendo:
forestali a casa e il punto finisce là. Quindi, la nostra
richiesta, in questo caso, è quella di avere chiarezza su quali
siano queste manovre che si stanno concertando, ed a quale livello,
ai danni della Sicilia, e quali siano le intenzioni del Governo per
risolvere i problemi che la devastazione compiuta dal Commissario
dello Stato, su questa manovra finanziaria, sicuramente sta creando
in molti cittadini siciliani che a tutt'oggi, probabilmente, non
sanno quale possa essere il loro futuro.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, cercherò di essere brevissimo, ci tengo a dire qualche
parola in una giornata che, ovviamente, premetto, è difficile per
il Governo, è difficile per me personalmente perché inevitabilmente
porto su di me anche la responsabilità di una bocciatura, si è
detto in questa sala, fragorosa, da parte del Commissario dello
Stato.
Ma credo che, anche alla luce dei molti interventi, sia una
giornata non positiva per nessuno, tra l'altro non lo è per
l'Assemblea regionale, ma credo che non lo sia soprattutto per
molti lavoratori che, in queste ore, sono assaliti da una
fortissima preoccupazione riguardo alle loro prospettive. Quando
abbiamo detto, in queste ore, che riteniamo l'impugnativa una
decisione forte su cui è utile una riflessione collettiva, perché
riteniamo che questa decisione realmente, onorevole Falcone, metta
in difficoltà ed in dubbio l'agibilità politica di questa Assemblea
regionale. E questo non perché, appunto, c'è un complotto o
qualcosa del genere, perché dobbiamo vedere esattamente, qui si è
parlato molto dei contenuti dell'impugnativa, le norme fatte di
fretta, si è detto, o avete fatto, avete deciso di fare una
finanziaria troppo pesante, troppe cose. Ma se voi leggete con
attenzione i contenuti dell'impugnativa, non fa riferimento a
questo.
L'impugnativa pone in discussione la possibilità di questa
Assemblea e del Governo regionale di porre in atto iniziative a
favore dello sviluppo, del sociale e finanche a rifinanziare spese
tradizionali da cui dipende il reddito di tantissime famiglie
siciliane che, nonostante siano state tutte contenute rispetto agli
altri anni, sono state ritenute non costituzionalmente legittime
per assenza di copertura, quindi, non è un gioco da poco in questi
giorni, non è un problema che sono poco bravo io, che
probabilmente è un problema, ma è un problema relativo, è un
problema molto più complesso.
Dobbiamo capire, qual è il tema centrale? Il Fondo residui attivi.
Noi avevano un Fondo di circa due miliardi, qualche anno fa, nel
corso del tempo asciugato ed annullato per far fronte ad esigenze
di bilancio. Tutto ciò è avvenuto nel corso degli anni precedenti.
Nel momento in cui, per la prima volta, si ricostituisce il Fondo
residui attivi con 200 milioni dello scorso anno, con 100 milioni
freschi nel corso di questo anno e l'impegno a integrarlo nel corso
dell'anno, tutto ciò viene ritenuto inutile e ci viene obbligato a
prendere ulteriori 600 milioni di spesa scelti in maniera, per
altro, con un margine di discrezionalità che dovremmo approfondire
perché alcune voci sì e alcune voci no, ci viene imposto un taglio
ulteriore di 600 milioni, cioè rispetto alle decisioni
dell'Assemblea regionale e del Governo regionale si decide che il
taglio di 400 milioni certificato in finanziaria - che ci ha
garantito di prorogare, di precedere alla stabilizzazione dei
precari, dei comuni, che se avessimo fatto l'esercizio provvisorio,
nuovamente oggi starebbero a casa, e adesso sono garantiti grazie
al lavoro di tutti.
Nonostante ciò, questo percorso è ritenuto inadeguato e
insufficiente. Questa è la riflessione che tutti quanti insieme
dobbiamo fare. Non è il problema di cui abbiamo discusso tante
volte in quest'Aula. Non c'è stata contestata una parte delle
entrate, allora sì che cadono delle spese. Non è stato messo in
dubbio l'articolo 4 e gli accantonamenti e allora sì che se fosse
venuto meno avremmo dovuto ridurre le spese.
Dobbiamo capire tutti insieme che se questa impugnativa è corretta
e l'accettiamo e addirittura vi plaudiamo, come fa qualcuno in
quest'Aula, vuol dire che aderiamo alla scelta di fare un miliardo
di tagli quest'anno dopo i tagli degli altri anni. Qui dovremmo
operare riduzioni che incideranno sugli stipendi dei lavoratori a
vario titolo insediato nella Regione da domani. Chi dice che ha
ragione l'impugnativa ma non perché dobbiamo dare ragione o meno al
Commissario dello Stato. Se quell'impostazione è corretta, che la
Regione Siciliana in questo anno, dopo la più lunga crisi
congiunturale del dopoguerra, si deve caricare un altro miliardo di
euro di taglio, se questo è giusto allora rivendicate i tagli fatti
sugli stipendi di tutti quanti oppure ci trovate nuove
autorizzazioni di spesa che possiamo eliminare.
Riteniamo che già era molto difficile sostenere socialmente il
percorso progressivo che abbiamo messo in atto di riduzione della
spesa, che voleva dire un miliardo l'anno scorso, trecentocinquanta
milioni quest'anno, altri quattrocento milioni l'anno prossimo, con
la riforma dei forestali e del trasporto pubblico locale, ma sempre
in un'ottica di sostenibilità economica. Questo è il piano che
abbiamo presentato ai cittadini, che l'Assemblea ha approvato e
che, secondo noi in maniera sbagliata, il Commissario dello Stato
ha fatto saltare.
Quello è il percorso di politica economica che avevamo presentato
e che rivendichiamo. E' l'unico che metteva insieme il rigore
finanziario con la sostenibilità economica e sociale. L'abbiamo
sempre detto. Per noi non è solo la sostenibilità economica che
conta; è anche la sostenibilità sociale degli interventi.
Altrimenti è inutile scrivere il club Bilderberg non sta più a
Francoforte ma magari si è spostato qui in Sicilia.
Non possiamo permettere che le operazioni di risanamento vadano a
danno delle famiglie più deboli della Sicilia. Questa è una scelta
rispetto alla quale non torniamo indietro. Per quello contestiamo
riga per riga l'impugnativa. E per questo chiediamo che su questa
presa di posizione ci sia un impegno di tutta l'Assemblea
regionale. Altrimenti, è troppo facile da un lato dire sì ha
ragione il Commissario dello Stato perché il Governo è scarso e
dall'altro dire no, dovete finanziare i forestali, è giusto che
abbiano le risorse perchè è gente che lavora ogni giorno, è giusto
che le famiglie abbiano le assistenze, è giusto che i comuni
possano erogare i servizi che devono erogare .
Su questo punto è necessario che la riflessione dell'Assemblea sia
collettiva.
E dobbiamo uscire insieme da questa situazione di stallo. Questo è
un richiamo; è una necessità di approfondimento che non possiamo
abbandonare esclusivamente alla dialettica politica. Perché ne va
veramente di mezzo la sopravvivenza sociale, la tenuta sociale di
questo territorio.
Cosa fare? Su questo punto, intendiamo coinvolgere sia l'Assemblea
regionale sia il Governo nazionale. Su questo punto, nel momento in
cui abbiamo cinquecento e rotti milioni che improvvisamente ci
scompaiono dal bilancio regionale, vanno nel fondo residui attivi,
a questo punto, diventiamo la Regione più virtuosa del mondo, ma
dovremmo fare ulteriori tagli.
Che facciamo dopo? Come facciamo ad uscirne?
Quindi su questo tema non possiamo assolutamente permettere che
l'intera somma venga eliminata dal bilancio regionale, così da non
poter poi garantire la qualità dei servizi che vogliamo garantire.
Questo è il primo punto. Il secondo punto è chiaro. Dobbiamo dare
anche una risposta immediata. Ha ragione l'onorevole Panepinto, lo
ricordava il deputato del Movimento Cinque Stelle, stiamo facendo
subito un'analisi dettagliata di quali sono gli enti che da subito
rischiano di esprimere la sofferenza in termini di stipendi. E su
questo cercheremo con le risorse date di coprire almeno questi
primi mesi di stipendio perché nessuno può rimanere indietro.
Nessuno può essere lasciato da solo in questo momento. E su questo
lavoreremo un weekend, sabato, domenica e lunedì avremo pronta una
prima piccola variazione di bilancio che ci consenta di coprire le
esigenze dell'immediato. Ma se non affrontiamo insieme il problema
centrale che è quello della sostenibilità degli interventi
CROCETTA, presidente della Regione. Ci chiederà altri tagli di
spesa.
BIANCHI. non lo potremmo mai fare, non potremo mai uscire da
questa impasse. Che non è un problema esclusivamente del Governo,
non è un problema tanto del Governo tecnico. Magari fosse un
problema soltanto dell'Assessore tecnico per l'economia. E' una
grandissima questione davanti la quale la Regione è chiamata a
reagire. E' in discussione l'agibilità politica. Sono in
discussione i principi democratici. E' in discussione la
sostenibilità, la questione sociale. Su questi temi veramente non
ci possiamo permettere di fare dialettiche esclusivamente
politiche. Ognuno nelle sue distinzioni, ognuno nelle propri
differenze di posizioni, deve con franchezza riflettere sulla
necessità di fare insieme questi due passi, questi due obiettivi.
Riteniamo di essere un Governo che ha posto il tema della lotta
agli sprechi, del rigore, della sostenibilità economica e
finanziaria, un punto essenziale. Però è altrettanto essenziale e
non vogliamo derogare dall'altro punto, che è quello della
sostenibilità sociale. Non possiamo scaricare sulle categorie più
deboli un processo insostenibile. Perché quando il processo di
risanamento è insostenibile, a quel punto si fanno danni sociali e
si rende inutile anche un sano rientro progressivo. Se risparmiare
400 milioni è inutile, allora facevano bene i governi degli anni
precedenti a fare 400 perché se facevamo 400 milioni di
valorizzazione immobiliare, lei citava il Fondo di ammortamento.
Certo che c'era il Fondo.
Nel momento in cui si mettevano 400-500 milioni di vendita,
dall'altra parte di metteva qualcosa in un fondo di ammortamento.
Facciamo cassa con 500 milioni di immobili che non venderemo mai e
poi mettevamo 50 milioni, perché prima o poi ce li ricompreremo.
Quest'anno non c'è un euro di entrata, di valorizzazione del
patrimonio immobiliare. E' chiaro che il fondo viene annullato.
Benché se ne dica, non è stato messo da nessuno in dubbio
l'impianto delle entrate. Non si giustifica una impugnativa di tale
dimensione finanziaria nel momento in cui non c'è nessuna
osservazione sul piano delle entrate.
C'è una incoerenza, riteniamo, nell'impugnativa complessiva che
dobbiamo rivendicare perché siamo convinti che questa sia una buona
manovra, migliorata nel percorso parlamentare. Sarebbe stato un
errore approvare una finanziaria esclusivamente tecnica perché
avremmo ugualmente i forestali con i soldi tagliati, l'allegato 1
tagliato e non avremmo neanche presentato alla Regione un progetto
organico a favore dei deboli e dello sviluppo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci nessun altro
deputato iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 240. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 6 febbraio
2014, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
2) - Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
(n. 494/A) (Seguito)
Relatore: on. Turano
3) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'. (n. 162/A)
Relatore: on. Cimino
5) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
6) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
7) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
10) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
11) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
12) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
13) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
14) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 18.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Famiglia, politiche e lavoro»
LA ROCCA - CANCELLERI- CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI-FOTI-
MANGIACAVALLO - PALMERI- SIRAGUSA- TRIZZINO - VENTURINO -ZAFARANA-
ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:
in Sicilia viene denunciato solo il 2,9% delle violenze sulle
donne;
in Italia si registrano, nel solo 2012, 100 casi di femminicidio,
di cui 15 in Sicilia;
considerato che:
è stata approvata, durante la scorsa legislatura, la legge
regionale 3 gennaio 2012, n. 3, recante 'Norme per il contrasto e
la prevenzione della violenza di genere';
la stessa richiamata normativa, fra le diverse misure, prevede:
Centri Antiviolenza - 1 per provincia - (art. 7 comma 2);
Case di Accoglienza - 1 ogni 200mila abitanti, comunque 1 per
provincia - (art. 8 comma 2);
Forum permanente contro le molestie e le violenze di genere (art.
3 comma 1);
Osservatorio regionale per il contrasto alla violenza di genere
(art. 11 comma 1);
visto che, allo stato attuale, dalla promulgazione della
sopracitata l.r., si riscontra solo l'effettiva costituzione del
'Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere'
presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro con D.A. n. 2471 del 7 dicembre 2012;
per sapere se, con quali tempi e modalità si procederà ad
un'effettiva applicazione della legge regionale 3 gennaio 2012, n.
3, ed alla conseguente attuazione di efficaci misure che mirino
prima di tutto alla prevenzione dei tragici episodi di violenza in
oggetto». (112)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
forniscono le seguenti informazioni acquisite dal competente
Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali.
In via preliminare, occorre partire dall'esame della normativa di
riferimento contenuta nella legge regionale n. 3 del 3 gennaio 2012
recante: "Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
genere" e dall'adozione dei provvedimenti attuativi rivolti, in
particolare, all'attivazione e la gestione dei centri Antiviolenza
e delle Case di Accoglienza, ed alla attività di prevenzione del
fenomeno della discriminazione.
Inoltre è opportuno ricordare che, con legge regionale n. 19 del
28 dicembre 2008 inerente: "Norme per la riorganizzazione dei
dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e
dell'Amministrazione della Regione" ed il successivo regolamento di
attuazione. adottato con il D.P. n. 12 del 5 dicembre 2009 e
successive modifiche ed integrazioni, le competenze in materia di
"Pari Opportunità" sono state assegnate all'Assessorato regionale
della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro - Dipartimento
regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali -, cui
afferisce, fra l'altro, l'attività di indirizzo ed impulso, nonché
di coordinamento, degli interventi da attivarsi sul territorio
regionale.
Nello specifico si informa che con D.D.G. n. 2247 del 7/11/2012,
le competenze del Dipartimento regionale della Famiglia e delle
Politiche Sociali, afferenti la materia delle "Pari Opportunità" e
le conseguenti politiche di genere, sono state assegnate al
Servizio 3, già competente in materia di Terzo Settore, Servizio
Civile e Volontariato. Tornando all'esame della legge regionale n.
3 del 3 gennaio 2012, recante "Norme per la prevenzione ed il
contrasto della violenza di genere", la stessa prevede
l'attivazione di un'articolata serie di interventi ed iniziative
per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere, ed in
particolare con il D.A. n. 2471 del 7 dicembre 2012, è stato
costituito formalmente ed in attuazione dell'art. 3, comma 4 della
citata L.R. n. 3/2012, il "Forum permanente contro le molestie e
la violenza di genere". organismo di concertazione, dialogo e
confronto fra le istituzioni e la società. con funzioni propositive
e di supporto agli interventi programmati. regolarmente insediato
in data 14 dicembre20 l 2.
Il Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali ha
adottato nel corso del precedente esercizio finanziario, i
provvedimenti propedeutici all'attuazione della norma in oggetto,
provvedendo con i decreti assessoriali nn. 2587 e 2588 ad assegnare
ai Distretti Socio - Sanitari di Palermo e Catania le risorse
finanziate dall'articolato della legge ed assumendo il relativo
impegno di spesa con decreti rispettivamente, nn. 2593 e 2594 per i
seguenti importi complessivi di 445.000,00 e 45.000,00. Inoltre
con D.R.S. n. 2592/2012 è stato assunto l'impegno a valere sul cap.
182531 relativo agli interventi previsti dall'art. 4 della3/2012
rubricato "Iniziative di prevenzione ed informazione", in favore
del gruppo creazione eventi Mismaonda s.rl.. per la somma di
5.000,00, quale contributo per la realizzazione del progetto
teatrale "Ferite a morte", tenutosi il giorno 24 novembre 2012,
presso i locali del Teatro Biondo in Palermo.
Fra l'altro, alle risorse previste dalla L.R. n. 3/2012 sono state
aggiunte quelle previste dall'art. 9 della L.R. 31 luglio 2003, n.
10 e destinate alla costituzione di Centri di prima accoglienza per
le donne vittime di violenza ed i loro figli minori pari a
95.000,00 euro impegnate nell'esercizio 2012.
Si precisa, al riguardo, che la scelta operata con i provvedimenti
sopra citati è scaturita dalla constatazione che i D.S.S. di
Catania e Palermo sono dotati sul territorio regionale di nodi
della rete di relazioni e protocolli di rete locali con gli
operatori sia pubblici che privati, già individuati nella Rete
Nazionale Antiviolenza istituita presso la Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità, ed operanti da
tempo nell'attività di prevenzione e contrasto alla violenza di
genere.
Per quanto sopra si rappresenta che, nel corso della seduta del
"Forum" tenutasi in data 21 maggio 2013, detto Organismo ha
espresso parere favorevole in ordine alle linee guida formulate dal
Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali.
Si precisa, al riguardo, che i procedimenti già avviati, come
sopra specificato, e relativi agli impegni di spesa assunti in
favore dei D.S.S. di Palermo e Catania, ed afferenti la
Programmazione 2012, sono stati resi esecutivi previa approvazione
delle predette linee guida da parte della Giunta regionale, secondo
la procedura prevista dall'art. 13 della I.. R. n. 3/2012, che è
stata avviata in sanatoria nell'esercizio corrente, dall'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
Il programma delle linee guida relativi al 2012 e l'utilizzo delle
risorse relative all'esercizio 2012 sono state approvate dalla
Giunta regionale con la deliberazione n.375 del 19/11/2013.
Si rappresenta che sono in corso di predisposizione gli Avvisi
pubblici per il finanziamento delle "Case di Accoglienza" e dei
"Centri Antiviolenza" di cui agli artt. 7 e 8 che prevedono
rispettivamente, lo stanziamento di 225.000.00 per ciascun
capitolo di spesa corrispondente (183786 - 183787) nel corrente
esercizio essendo stati definiti a cura del competente servizio
dipartimentale, gli standard strutturali ed organizzativi ad essi
afferenti.
E' stata constatata nel corso delle sedute del Forum l'esiguità
delle risorse stanziate dal legislatore della l.r. n. 3/2012, a
fronte degli interventi programmati, da attuarsi in base ad un
piano triennale ai sensi dell' art. 2 della norma.
Per il corrente esercizio gli interventi finanziati dalla norma
secondo l'articolato ammontano complessivamente a 580.000,00 euro.
Tuttavia le risorse di cui sopra se ben gestite possono avviare
una serie di procedure dirette ad attuare su tutto il territorio
regionale gli interventi a sostegno delle donne vittime di violenza
ed avviare anche sul territorio buone prassi dirette alla
prevenzione del fenomeno.
In particolare, al fine di implementare le risorse previste dalla
norma agli artt. 4 e 5, lo scrivente ha formulato specifica
richiesta all'Assessore per la Formazione Professionale ed per la
Pubblica Istruzione, per la predisposizione di bandi diretti alla
formazione degli operatori e del corpo insegnante delle scuole di
ogni ordine e grado e degli alunni, attingendo dalle risorse dei
fondi FSE assegnati per competenza alla Regione Siciliana -
Dipartimento regionale della Formazione.
Particolare attenzione è stata dedicata alla formulazione di un
piano di prevenzione, al fine di predisporre delle progettualità
che dovranno intervenire sulla formazione dei docenti nell'ottica
di un approccio di genere e non discriminatorio, curando l'aspetto
della comunicazione e sensibilizzazione degli alunni e la
valorizzazione di detta tematica nei libri di testo.
La sensibilizzazione sul fenomeno, coinvolgendo anche i media ed
in particolare le testate giornalistiche a diffusione nazionale, è
avvenuto nella "giornata internazionale contro la violenza sulle
donne" che si è celebrata lo scorso 25 novembre.
Si rappresenta, altresì, che al fine di procedere a dare compiuta
attuazione alla legge regionale nella parte, di cui all' art. 11,
riguardante la costituzione presso il Dipartimento regionale della
Famiglia e delle Politiche Sociali, dell'Osservatorio regionale per
il contrasto alla violenza di genere, si formalizzerà in tempi
brevi la costituzione di detto organismo che consentirà di
conoscere la realtà del territorio regionale, di acquisire tutti i
dati necessari per definire gli interventi ed individuare le
carenze di strutture e di personale.
Si procederà, di seguito, all'istituzione della rete di relazioni
di all'art. 5 della legge, organismo su base provinciale o zonale
distrettuale avente finalità di prevenzione ed intervento per il
contrasto degli episodi di violenza sui soggetti destinatari
individuati all'art. 1 della norma.
Con la massima tempestività, a seguito dell'approvazione della
citata delibera di Giunta del piano 2012, sono stati definiti, con
il parere favorevole, reso nella seduta n.63 del 28/11/2013, della
VI Commissione legislativa dell'ARS, ed approvati dalla Giunta
regionale, i criteri per il 2013, (allegato) contenenti
sostanzialmente interventi di riequilibrio territoriale rispetto al
piano del 2012 e nel contempo prevedendo la pubblicazione urgente,
attesa la prossima chiusura dell'esercizio finanziario, di bandi
aperti a tutto il territorio regionale.
Infatti, come evidenziato, l'attivazione della procedura relativa
al 2013 è stata condizionata temporalmente dalla conclusione
dell'iter riferito all'anno 2012, che si svolgerà con immediatezza
con fasi procedurali brevi, al fine di consentire l'assunzione del
corretto impegno, entro il termine consentito del 31/12/2013.
Da ultimo si rappresenta, purtroppo, l'esiguità delle risorse
stanziate per le finalità della 1.r. n. 3/2012, a fronte degli
interventi programmati, da attuarsi in base ad un piano triennale,
ai sensi dell' art. 2, pertanto si prodigherà ogni possibile
sforzo, per ricercare risorse aggiuntive, con possibilità di
attingere anche dalla programmazione dei fondi extraregionali
assegnati al Dipartimento Lavoro ed al Dipartimento Formazione».
(L'allegato alla risposta é disponibile presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore per
l'economia:
premesso che lo scorso 9 marzo, l'Autorità Giudiziaria di Trapani
ha emesso provvedimenti restrittivi che hanno coinvolto sei persone
in servizio presso l'Istituto Casa del Fanciullo San PIO X' di
Valderice per accuse di maltrattamento su minori;
considerato che si tratta di gravi fatti di cronaca che
coinvolgono minori;
ritenuto che bisogna conoscere se l'Istituto è beneficiario di
contributi da parte della Regione;
per sapere se:
l'Istituto 'San Pio X' di Valderice abbia rapporti con la Regione;
il predetto Istituto abbia avuto finanziamenti pubblici, o sia
destinatario di risorse regionali o di altri aiuti economici o di
contributi elargiti dalla Regione». (1060)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In merito alla tematica rappresentata
nell'interrogazione n. 1060 dell'Onorevole Vinciullo Vincenzo,
meglio specificata in oggetto, si rappresenta quanto segue.
A seguito dei gravi fatti di cronaca e dei provvedimenti adottati
dalla Magistratura, effettuata la necessaria interlocuzione con gli
uffici del Dipartimento famiglia e Politiche Sociali, il Servizio 2
Coordinamento dei distretti e servizi socio-sanitari Ufficio
Piano competente per materia ha tempestivamente provveduto a
sospendere il decreto di iscrizione all'albo regionale degli enti
socio-assistenziali 8ex l.r. 22/86, art. 26) della comunità
alloggio in argomento.
Il provvedimento di cancellazione sarà definito a completamento
delle indagini penali ancora in corso ed accertata la
responsabilità degli operatori coinvolti.
Parimenti il Servizio 6 politiche familiari, giovanili e per la
tutela dei minori ha rappresentato che per l'anno 2013, il Comune
di Trapani ha inserito nella previsione di spesa allegata alle
richieste di finanziamento per l'intervento indicato in oggetto
anche spese relative a n. 4 minori ospitati nel mese di gennaio
presso l'istituto San Pio X e allo stesso comune sarà erogata la
somma complessiva di euro 2.000,28; tuttavia il decreto di
sospensione dell'Istituto citato decorre dal 14/03/2013, quindi
successivamente al periodo di ricovero per cui il Comune di Trapani
ha fatto richiesta».
L'Assessore
Arch. Ester
Bonafede
«Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
il territorio e l'ambiente, all'Assessore per le risorse agricole e
alimentari e all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,
premesso che:
dal 10/09/2013 sono stati avviati i lavori di sistemazione e di
messa in sicurezza della banchina per il miglioramento delle
condizioni di ormeggio delle barche da pesca che sfruttano il porto
di Sferracavallo, borgo marinaro del comune di Palermo;
l'opera è stata finanziata dall'Unione Europea con la
partecipazione dell'Assessorato delle Risorse Agricole ed
Alimentari, Dipartimento Regionale degli Interventi per la Pesca,
per un importo complessivo di 575.000 euro da impiegare per il
potenziamento e l'ammodernamento della dotazione tecnica degli
scali per i pescherecci;
nel progetto è stata prevista la manutenzione straordinaria delle
banchine, degli scali di alaggio e varo delle imbarcazioni, nonché
il rifacimento della pavimentazione e il completamento della
dotazione impiantistica portuale con la realizzazione di un
moderno impianto antincendio, di colonnine erogatrici d'acqua, di
una centrale di aspirazione delle acque nere delle imbarcazioni e
il rifacimento dei sistemi di parabordo e manutenzione delle bitte
di ormeggio;
considerato che:
nei primi anni Ottanta veniva realizzato un avamposto della
Capitaneria di Porto la cui struttura, a causa di un errore di
progettazione, si è rivelata fin da subito inutilizzabile, poiché
troppo vicina al mare;
tale costruzione non è mai stata resa operativa, rimanendo
abbandonata fino al verificarsi del crollo di parte della struttura
occorsa nei trascorsi mesi estivi;
in seguito al crollo della struttura, la Capitaneria di porto ha
provveduto a transennare l'area;
rilevato che:
la struttura non è mai stata posta in sicurezza, costituendo fonte
di gravi rischi per l'incolumità dei numerosi bagnanti che
usufruiscono di uno dei tratti più belli e suggestivi della costa
siciliana;
nel progetto di sistemazione e messa in sicurezza del porto non è
stato previsto alcun intervento relativo alla struttura crollata e
ancora pericolante;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per restituire ai
luoghi la loro naturale bellezza e consentire così la libera
fruizione di una bellissima baia, a ridosso di una riserva naturale
dal forte e riconosciuto richiamo turistico». (1465)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1465 a firma
dell'onorevole La Rocca Claudia, cui si risponde sulla base di
notizie assunte dal competente Servizio del Dipartimento
Infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta quanto segue.
L'opera oggetto dell'interrogazione è stata realizzata dall'ex
Ufficio Aeroporti dell'allora Assessorato regionale dei Lavori
Pubblici con l'intento di destinarlo ad attività di soccorso e di
recupero a mare in caso di incidente aereo. L'opera non entrò mai
in funzione a causa del mancato finanziamento delle opere di
protezione a mare delle banchine di attracco dei mezzi nautici di
soccorso.
Dette opere erano state inserite nel programma triennale per le
opere marittime 2003/2005, approvato con D.A. n. 49/Gab del
17.12.2003, con previsione di realizzazione nell'esercizio
finanziario 2005, per un importo pari ad euro 4.000.000,00.
L'intervento programmato prevedeva la realizzazione di:
- Prolungamento del molo foraneo dell'attuale progressiva sino
alla progressiva 250,70 mt, in scogli naturali e massiccio di
sovraccarico in cls;
- Banchinamento e rivestimento in pietra locale del tratto di molo
di nuova realizzazione;
- Costruzione di un pontile in cemento armato per l'attracco dei
natanti adibiti al soccorso a mare.
L'intervento, a causa dell'insufficienza di fondi, che ormai
contraddistingue il capitolo di bilancio relativo alle opere
marittime e portuali, non è stato mai finanziato, pertanto le opere
realizzate dall'Ufficio Aeroporti non conseguirono mai la
funzionalità operativa, rimanendo in disuso ed in stato di
abbandono.
Con riferimento all'intervento in corso di realizzazione a cura
del Dipartimento regionale degli interventi per la Pesca, si
ritiene opportuno precisare che questo Assessorato non è a
conoscenza delle opere previste in progetto. In ogni modo, da
quanto si evince dal testo dell'interrogazione, non sembrerebbe che
tra tali opere figuri il prolungamento della diga foranea, unica
opera capace di salvaguardare la costruzione in argomento
dall'azione incessante delle mareggiate.
Pertanto, si ritiene che, in mancanza di ingenti interventi di
protezione dell'area oggetto dell'interrogazione, non sia utile né
tanto meno vantaggioso per l'Amministrazione programmare interventi
riguardanti il manufatto in argomento, se non la totale demolizione
ed il ripristino dell'area allo stato originario.
Tanto si comunica e si resta a disposizione per fornire ulteriori
informazioni che si renderanno utili sull'argomento».
L'Assessore
Dott.
Antonino Bartolotta