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Resoconto d'Aula della Seduta n. 123 di venerdì 24 gennaio 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  su  richiesta   del   Governo
  sospendiamo  questa seduta d'Aula per riprenderla alle  ore  15.00,
  prima  però  di  sospendere i lavori d'Aula ha chiesto  di  parlare
  l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Grazie  Presidente, non abbiamo  alcuna  contrarietà  al
  rinvio alle 15:00 nella misura in cui siamo convinti che il Governo
  stia  cercando  di  capirci meglio rispetto  alla  impugnativa  del
  Commissario  dello Stato di ieri, però nello stesso  tempo,  signor
  Presidente, le chiedo di contattare il Presidente della Regione, lo
  faccia personalmente, perché la delicatezza del momento prevede  la
  sua  presenza  il  Aula  alle 15.00, se da il  caso  anche  per  un
  confronto franco con l'Aula stessa.
   Pertanto, spieghi al Presidente Crocetta, che probabilmente lo  sa
  già  da  par  suo,  che alle 15.00 la sua presenza è  assolutamente
  necessaria. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Cordaro,  io  ritengo  che  questa
  richiesta  sia stata avanzata proprio per questa ragione,  comunque
  seguirò  il  suo consiglio e contatterò personalmente il Presidente
  per fare in modo che sia qui oggi pomeriggio alle 15.00, quando  la
  seduta riprenderà.
   Per il momento la seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.27, è ripresa alle ore 15.42)

   ALONGI, segretario f.f., dà  lettura  del  processo  verbale della
  seduta   precedente   che,   non  sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Leanza, Gianni,  Federico,
  D'Agostino,  Picciolo,  Anselmo, Arancio  e  Cirone  hanno  chiesto
  congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in missione i componenti  della  VI
  Commissione  legislativa permanente  Servizi  Sociali  e  Sanitari
  nelle giornate del 24, 27 e 31 gennaio 2014.
   Preciso,   altresì,  che,  con  riferimento  alla  data   odierna,
  l'onorevole Fontana verrà sostituito dall'onorevole Vinciullo, come
  da  nota  del Presidente del Gruppo parlamentare  PDL  -  Verso  il
  PPE , onorevole D'Asero.
   Ricordo che, a termini di Regolamento interno (art. 84, comma  2),
  gli stessi deputati sono da ritenersi in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
  il Lavoro

   N.  112 - Piena applicazione della legge regionale 3 gennaio 2012,
  n.  3,  recante  'Norme  per il contrasto e  la  prevenzione  della
  violenza di genere'.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina;  Zito Stefano (Con nota prot. n. 10338 del  22  febbraio
  2013,  il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro).

   N.  1060  -  Chiarimenti  circa eventuali erogazioni  avvenute  in
  favore dell'Istituto 'San Pio X' di Valderice (TP).
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   - da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la Mobilità

   N.   1465   -  Notizie  sullo  stato  dei  lavori  del  porto   di
  Sferracavallo (PA), nonché sugli interventi relativi alla messa  in
  sicurezza del capannone presente in loco.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

   Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
  siciliana   con  ricorso  notificato  il  23  gennaio  2014,   come
  rettificato con nota prot. 232/14 del 24 gennaio 2014, ha impugnato
  la deliberazione legislativa recante  Disposizioni programmatiche e
  correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale  (ddl.  n.
  670/A),   approvata   dall'Assemblea  il   15   gennaio   2014,   e
  precisamente:

   ARTICOLO 3:
   -  commi  3,  8 e 9  per violazione degli articoli 81 e  97  della
  Costituzione;

   ARTICOLO 5:
   commi  2,  3,  5 e 6 per violazione degli articoli  81,  97,  117,
  secondo comma, lettere e) e g) della Costituzione;

   ARTICOLO  6:
   - commi 8 e 9 per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;

   ARTICOLO 8:
   - comma 2 per violazione dell'articolo 120 della Costituzione;

   ARTICOLO 9:
   -  comma  3 per violazione dell'articolo 117, comma 2, lettera  l)
  della Costituzione;

   ARTICOLO 10:
   - per violazione dell'articolo 97 della Costituzione;

   ARTICOLO 11:
   -  comma 8 per violazione degli articoli 97 e 117, secondo  comma,
  lettera e) della Costituzione;

   ARTICOLO 12:
   -  commi 5 e 6 limitatamente al terzo periodo per violazione degli
  articoli 81 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione;

   ARTICOLO 13:
   -commi 5, 6 limitatamente al capoverso, 7 e 8 per violazione degli
  articoli 3, 81 e 97 della Costituzione;

    ARTICOLO 14:
   - per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;

   ARTICOLO 17:
   -  comma  1, limitatamente alla maggiore spesa, rispetto a  quella
  prevista  per  il  2014 dall'Allegato 1 della  legge  regionale  n.
  9/2013, commi 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9 e 10 per violazione dell'articolo
  81 della Costituzione;

   ARTICOLO 19:
   -  per  violazione  dell'articolo 17m  lettera  c)  dello  Statuto
  speciale e degli articoli 117, comma 3, e 120 della Costituzione;

   ARTICOLO 22:
   -  comma  2  limitatamente  al  secondo  periodo  e  comma  4  per
  violazione degli articoli 81, 97 e 117, comma 2, lettera l),  della
  Costituzione;

   ARTICOLO 23:
   -  comma  2  limitatamente ai periodi compresi tra le  parole   in
  deroga   al   divieto  di  nuove  assunzioni    e    con   apposite
  deliberazioni  della giunta regionale  e comma 3, limitatamente  al
  secondo  periodo da  tali disposizioni si applicano  a  alla  legge
  regionale  15  maggio  2000,  n.  10  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni all'ARPA  per violazione degli articoli 3 e  97  della
  costituzione;

   ARTICOLO 24:
   - per violazione dell'articolo 81 della costituzione;

   ARTICOLI 25, 26, 27 e 28:
   - per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;

   ARTICOLO 29:
   - per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;

   ARTICOLO 30:
   -   comma   13  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;

   ARTICOLO 32:
   -  commi 1, 2,  3, 6 e 7 per violazione degli articoli 3, 81 e  97
  della Costituzione;

   ARTICOLO 33:
   -  per  violazione degli articoli 3, 81, 97 e 117, secondo  comma,
  lettera l) e terzo comma della Costituzione;

   ARTICOLO 34:
   -  comma  2 limitatamente all'inciso  la data di scadenza  del  31
  dicembre  2013  prevista dall'articolo 43,  comma  1,  della  legge
  regionale n. 9/2013, è prorogata al 31 dicembre 2016 e  e comma  6,
  primo periodo,  per violazione dell'articolo 81 della Costituzione;

   ARTICOLO 36:
   - per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;

   ARTICOLO 37:
   - per violazione degli articoli 3 e 81 della Costituzione;

   ARTICOLI 38, 39, 40, 41, 42, 43 e 46:
   - per violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione;

   ARTICOLO 47:
   -  commi  5,  6,  7, 8, 9, 10, 13, 14, 15, 16 e 19 per  violazione
  degli  articoli 81 e 97 della Costituzione e dell'articolo  11  del
  decreto  legge  158/2012 convertito dalla legge  n.  189/2012,   in
  relazione  ai  limiti  posti dall'articolo 17,  lettera  c),  dello
  Statuto speciale.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana, Ciaccio,  Ferreri
  e Ciancio hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Annunzio di presentazione dell'ordine del giorno numero 240

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato l'ordine  del  giorno
  numero 240 che impegna il Presidente della Regione a promulgare  la
  delibera legislativa approvata nella seduta n. 121 del 10-11-13-14-
  15  gennaio  2014   Disposizioni programmatiche  e  correttive  per
  l'anno  2014.  Legge  di  stabilità  regionale   (ddl  670/A),  con
  l'omissione delle parti impugnate e dei connessi effetti finanziari
  e di bilancio.
   L'ordine  del  giorno  appena  annunciato  è  stato  firmato   dai
  capigruppo onorevoli Sammartino, Di Giacinto, Lupo, Lentini e Dina.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  Assessori, onorevoli colleghi, abbiamo accolto stamani la richiesta
  del   Governo  di  inviare  l'Aula  alle  ore  15.00,  ponendo  una
  condizione,  una cordiale condizione che era quella della  presenza
  in  Aula  del  Presidente della Regione. Quindi, la  sua  presenza,
  oggi,  qui, è una presenza opportuna per un verso; è una  presenza,
  per  quanto mi riguarda da Capogruppo di un gruppo parlamentare  di
  opposizione che potrebbe rivelarsi confortante alla fine di  questo
  nostro  ragionamento - nostro intendo dell'Aula con lei e  col  suo
  Governo - per ciò che dovremo fare da qui alle prossime settimane.
   E'  fin troppo facile dire, presidente Crocetta, che eravamo stati
  buoni profeti.
   Un  iter  legislativo che ha riguardato la finanza,  la  legge  di
  stabilità
   Presidente  Venturino parlerò solo io per il mio  Gruppo,  quindi,
  avrò  bisogno  di  qualche  minuto  in  più,  glielo  anticipo  ora
  altrimenti  diventa  complicato,  visto  il  tema  che  credo   sia
  impegnativo.
   Eravamo  stati  buoni  profeti, dicevo,  visto  l'iter  che  aveva
  portato questo disegno di legge sulla legge di stabilità in Aula in
  ritardo  clamoroso,  con  delle modalità  che  avevamo  contestato.
  L'impugnativa  di 33 articoli su 48 da parte del Commissario  dello
  Stato  finisce  per  essere un disastro che non ha  precedenti,  un
  disastro  che non è un disastro del Governo, o che non  è  solo  un
  disastro  del  Governo,  un disastro che  non  è  un  disastro  del
  Parlamento,  o  non  è  solo un disastro del Parlamento,  ma  è  un
  disastro per la Sicilia e per quelle categorie, tante, di bisognosi
  e   di   bisogni  siciliani  che  attendevano  l'esito  di   questa
  Finanziaria.
   Avevamo affrontato con assoluta responsabilità la Finanziaria 2013
  con un taglio di oltre due miliardi, onorevole Presidente. Lo Stato
  ci chiedeva per questa Finanziaria 2014 un ulteriore taglio lineare
  di un miliardo e 400 milioni. Siamo una delle Regioni in Italia con
  una  percentuale relativa al fiscal compact più alta  in  assoluto,
  cioè  siamo  una  delle Regioni alla quale è imposta  una  rata  da
  restituire  allo Stato per la percentuale di finanziamenti  europei
  tra le più alte in assoluto. Siamo la Regione col più alto tasso di
  compartecipazione alla spesa sanitaria, il 49,2  per  cento,  senza
  alcuna  misura  compensativa  delle  tante  promesse  dello   Stato
  centrale.
   Presidente Crocetta, Governo e colleghi parlamentari, quello che è
  accaduto  in  Finanziaria lo sapevamo prima, perché le censure  del
  Commissario  dello  Stato altro non sono - soprattutto  quelle  che
  riguardano la mancata copertura di norme che riguardano la  finanza
  -  che  la  rappresentazione di quanto era stato  già  sancito  nel
  giudizio  di  parifica della Corte dei Conti. Dubbi sulle  entrate,
  impossibilità  di documentare, di provare con certezza  le  uscite.
  Avevamo avvisato il Governo sulla tenuta dei conti e purtroppo  non
  siamo stati smentiti.
   Oggi  ci  confrontiamo con una realtà drammatica  in  un  momento,
  Presidente   Crocetta,   altrettanto  drammatico.   Il   Parlamento
  siciliano è al centro di un'indagine giudiziaria, il Governo  viene
  sconfessato e colpito nella ratio stessa, economica e sociale della
  legge  più  importante che ci sia nel nostro sistema normativo,  la
  legge finanziaria, la legge di stabilità.
   Non  tornerò  sul tema dell'indagine giudiziaria  perché  è  stato
  detto  tutto  e bene ieri dal Presidente Ardizzone. Mi permetto  di
  fare  una  piccola chiosa. Il Presidente Ardizzone  ha  invitato  i
  magistrati  a fare presto; io li invito a fare bene, perché  presto
  non  sempre  va  insieme  a  bene. E allora,  richiamando  in  toto
  l'intervento  del  Presidente Ardizzone credo che questa  postilla,
  siccome sentivo di farla, la lascio ai verbali e a chi ci ascolta.
   Ebbene,  siamo  nel  bel  mezzo  di una  crisi  istituzionale,  il
  Parlamento per un verso e l'ho accennato, il Governo per  un  altro
  verso.  Non  sono  per  indole, per struttura di  personalità,  per
  tradizione,  per  formazione,  un amante  né  della  lite,  né  del
  crocifiggere,  né  del  sangue a tutti i costi;  sono  un  moderato
  nell'impostazione  e  nel pensiero e per questo  credo,  Presidente
  Crocetta,  che  è  tempo di un bagno di umiltà  per  tutti  noi,  a
  partire da lei, Presidente della Regione.
   È  tempo  di  un  bagno di umiltà che si scontra col  tempo  delle
  imposizioni,  soprattutto se queste sono ideologiche e  soprattutto
  se non sono confortate dai numeri in Aula.
   Andiamo un attimo e velocemente al concreto. Non permetteremo  mai
  più  che  norme  di  settore  che non transitano  dalle  competenti
  Commissioni  vengano  imposte  all'Aula  per  essere  bocciate  dal
  Commissario   dello   Stato.  Mi  riferisco  al   reddito   minimo,
  all'edilizia  sociale,  all'EAS, alle coppie  di  fatto,  per  fare
  alcuni esempi.
   Siamo  passati, onorevole Presidente della Regione, di riscrittura
  in   riscrittura,  con  buona  pace  di  qualsiasi  minima  tecnica
  legislativa.
   Sono  convinto  che,  nell'interesse dei Siciliani,  ma  anche  di
  queste stesse norme, questi errori, queste forzature non dovranno e
  non potranno più ripetersi.
   Siamo  e  restiamo opposizione netta ma responsabile; siamo  e  lo
  restiamo, perché i temi che questa finanziaria ha affrontato, molti
  dei  temi  che questa finanziaria aveva affrontato, dai precari  ai
  forestali, dagli enti assistenziali ai teatri, sono temi reali  che
  hanno  la  necessità di risposte reali. E, rispetto a questi  temi,
  siamo  pronti  a  confrontarci, a condizione  che  i  metodi  siano
  ortodossi  e  perfetti  sotto il profilo della  tecnica  normativa,
  parlamentare e, dunque, legislativa.
   Qualsiasi cosa pensino gli avvoltoi che volano su questo  Palazzo,
  in  queste  ore,  onorevole Presidente Crocetta, il  destino  della
  Sicilia dipende da noi, da lei e da noi.
   Nel  corso  della  seduta d'insediamento, il 5 dicembre  2012,  le
  dissi   non  permetta che torni  il tempo degli sciacalli  e  delle
  iene . Può riscontrarlo, onorevole Presidente.
   Oggi, le ribadisco  non contribuisca al ritorno degli sciacalli  e
  delle  iene . Ci aiuti a riaffermare il primato della politica;  ci
  aiuti a riaffermare il primato della buona politica.
   Credo  che  questo possa ancora accadere e che  il  destino  e  la
  responsabilità sia tutta intera sulle nostre spalle.
   Mi accingo alla conclusione.
   Onorevole Presidente, credo che non sia il tempo delle vetrine  né
  dei  talk show. Credo che questo sia il tempo del lavoro, fatto  di
  sacrificio,  di  sudore,  di  studio,  meno  superficiale   e   più
  competente,  sui  temi che affrontiamo di volta  in  volta.  Se  il
  Governo  ci  rappresenterà, sotto questo profilo, un'inversione  di
  tendenza,  questa opposizione, netta ma responsabile, sarà,  ancora
  una  volta,  pronta a sedersi attorno ad un tavolo per prendere  in
  considerazione  quei temi, che facevano parte della  finanziaria  e
  che  sono  stati bocciati e, che riteniamo assolutamente essenziali
  per il destino prossimo della Sicilia e dei Siciliani.
   Questo  è  l'unico dovere che abbiamo, in questo  momento  in  cui
  credo  che tutto dobbiamo fare, tranne che dividerci, se la volontà
  del Governo sarà quella di individuare soluzioni percorribili e  di
  rappresentarle  in  maniera cristallina  e  trasparente  all'intero
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione, signori assessori, ovviamente,  come  è
  rappresentata  la  situazione da tutti i giornali,  ormai  anche  i
  media nazionali, oggi è un giorno difficile per la Sicilia, per  le
  categorie  produttive della Sicilia, per l'immagine  della  Sicilia
  stessa.
   Per  le  ragioni  per  cui sono stato eletto,  e  sono  quelle  di
  rappresentare  un  territorio.In  questo  momento,  mi  rivolgo  in
  particolare all'assessore Bianchi e al Presidente Crocetta: il  mio
  problema  non è interrogarmi sulle pluris responsabilità che  hanno
  determinato  l'attuale stato di cose, o le relazioni e  i  rapporti
  che  questa  Sicilia ha con il Governo nazionale,  ancor  prima  di
  gridare  a  quello che sta subendo la Sicilia - da parte di  questo
  Commissario dello Stato - che chiaramente rischia di diventare  una
  specie di  Innominato  di Manzoni, ma certamente è qualche cosa  in
  più perché rappresenta proprio il Governo nazionale in Sicilia.
   Ancor  prima  di pormi le domande delle ragioni, delle  cause  che
  hanno portato a questa situazione così grave, però, ho necessità di
  rappresentare  e  lo  faccio  nella  consapevolezza  di  essere  il
  novantesimo  deputato di questo Parlamento, di  interrogarmi  sulla
  necessità ed urgenza che vengano adottati provvedimenti immediati e
  adozioni di atti che mettano in sicurezza il destino di famiglie  e
  persone.  Non  potrò  spiegare  né ai  forestali,  né  agli  operai
  dell'ESA,  né a quelli dei consorzi di bonifica che la Sicilia  per
  anni  è stata considerata un ultimo Stato socialista per cui  tutti
  dovevano  dipendere dalla Regione per avere un reddito. A me  serve
  sapere e conoscere - e lo dico per la rappresentanza che ho, per la
  funzione  che  ho  tanto  quanto gli  altri  onorevoli  deputati  -
  esattamente quali provvedimenti si adottano.
   Onorevole  Presidente Crocetta, sono convinto che prima ancora  di
  leggi  e  norme  esiste  uno ius naturale, ed  è  il  diritto  alla
  sopravvivenza  dei più deboli; è il diritto alla  sopravvivenza  di
  categorie che lei ha provato a difendere nella sua finanziaria, che
  probabilmente  doveva trovare forse tempi migliori  e  anche  tempi
  maggiori  per una migliore elaborazione. Tutti noi abbiamo  vissuto
  questa  maratona - non vuole essere un'accusa - e i tempi  avuti  a
  disposizione,  rispetto a tutta la vicenda dei precari  che  ci  ha
  portato  prima a negoziare con Roma un risultato che si è  ottenuto
  dovevano essere maggiori. Però oggi, assessore Bianchi - e lo  dico
  da  sostenitore di questo Governo, da chi in questa maggioranza  ci
  sta da soldato semplice e spesso a difendere il bidone -  se non ci
  sono  questi  provvedimenti  non saremo in condizione,  dopo  avere
  delegittimato  anche le organizzazioni sindacali, e salterà  quello
  spazio  di  relazione  sociale  e sindacale  indispensabile  e  non
  basterà  nessuna  fantasia,  nessuna  credibilità  a  vederci  e  a
  ritrovarci  sotto le porte di questo Palazzo e sotto  le  porte  di
  casa nostra - non so lei,  Assessore, dove abita a Palermo e se  lo
  sapessi  non lo direi mai, non so nemmeno se l'Assessore Stancheris
  vive a Palermo o vive a Bergamo

   STANCHERIS,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Sono residente a Palermo.

   PANEPINTO.  Quindi  da questo momento in poi è  siciliana,  quindi
  anche lei potrà ricevere le tante visite che riceviamo noi. Servono
  provvedimenti seri ed urgenti, perché c'è in gioco il diritto  alla
  sopravvivenza  di quelle categorie che sono state costruite  da  un
  sistema  perverso che va modificato e cambiato salvaguardando  però
  il  diritto alla sopravvivenza, alla dignità di quelle migliaia  di
  lavoratori di cui oggi si mette in discussione un livello minimo di
  decoro.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.
  Assessore  Bianchi, non so da dove cominciare. Il collega Cracolici
  mi suggerisce di cominciare dalla fine e comincerò dalla fine.
   Il  nostro  Presidente della Regione ci ha più volte, in occasione
  della  finanziaria,  di  sedute solenni, ricordato  passi  biblici,
  posizioni  del Vaticano, di sua Santità, il Papa. Vorrei ricordarvi
  con  parole mie un brano della Bibbia: quello dei due debitori.  Un
  signore  aveva un debito e non avendolo mantenuto andò  a  scusarsi
  con  il  proprio creditore e spiegò la sua situazione e  questi  fu
  comprensivo  e  gli  disse:  Non ti preoccupare,  quando  avrai  il
  denaro  da ritornarmi, me lo darai . Uscendo dalla porta del  luogo
  dove  era  andato a sua volta incontrò un'altra persona a  cui  lui
  reclamava  un credito e gli disse:  Ma quando salderai  il  credito
  nei miei confronti?  E questi disse:  Sa per ora sono in difficoltà
  e  non  potrò  restituire . E lui non fu  compassionevole  come  fu
  compassionevole la persona a cui lui era debitore e gli si  rivoltò
  contro.  La persona che era dentro si è accorto del fatto  che  era
  senza pietà, non aveva avuto pietà, non era stato compassionevole e
  disse:   Come mai io sono stato compassionevole con te e tu  invece
  non lo sei stato? :
   Parto  da  questa riflessione perché più volte qua, per  giorni  e
  giorni, non si è fatto altro che ridere, durante gli interventi  di
  alcuni deputati, del sottoscritto a cui gli hanno bollato di essere
  il  leader  dei  PIP  e non è vero, non li ho  creati,  non  li  ho
  cavalcati;  il leader di SPO, non li ho creati e non li ho  illusi;
  del Policlinico, non li ho creati e nemmeno esistevo politicamente.
  Ma  è  applicabile  questa parabola e vorrei che il  Presidente  la
  imparasse,  perché  siccome siamo stati  poco  compassionevoli  con
  questi,  ricamando la scure del Commissario dello Stato, ecco,  poi
  vedendo la bravura del nostro assessore Bianchi - personalmente  ho
  un  rapporto  umano  splendido con l'assessore  Bianchi  -  ma  qua
  abbiamo due ruoli.
   Assessore,  lei è stato chiamato perché era bravo e io sono  stato
  chiamato  perché le devo dire che in verità lei non è  stato  tanto
  bravo.  E  abbiamo due ruoli diversi. E il Commissario dello  Stato
  prendendosi  gioco di voi - ricorda, Assessore, quando sono  venuto
  qua  a dirle  ma sulla SERIT, assessore, che è scritto bene? Se  la
  ricorda lei questa cosa? E lei mi disse che era stata scritta  bene
  - nei rilievi vi ha scritto  ma come è possibile non ricordarsi che
  l'avete cancellata voi e ora c'è Riscossione Sicilia ? Vi ha dovuto
  ricordare  delle cose che voi stessi avete scritto ed approvato.  E
  allora  come si fa a mandare a casa lavoratori dicendo:  Ma c'è  il
  Commissario  dello  Stato ?  E  poi  33  articoli  impugnati,    33
  articoli. Certo, Assessore, ora comincio a parlare dall'inizio.
   Certo  di  tutti  gli assessori siciliani, sono testimone  io,  in
  questa  seduta  solenne, lei è stato il più bravo. Mai  così  tanti
  articoli.
   Ma  mi  faceva rilevare stamattina un deputato di lungo corso  che
  non  sono  articoli impugnati dalle solite nottate di fine stagione
  quando alla fine uno infila tutto.
   Paradossalmente  le  proposte volute dall'Aula,  dalle  minoranze,
  sono state tutte con disco verde.
   Tutte le cose  salvifiche  che avete proposto voi sono state tutte
  impugnate.  I  vostri  cavalli  di battaglia,  non  infierirò,  non
  entrerò nel merito. Ve li devo ricordare, Assessore?
   Chissà  quante  volte  li avrà letti perché  questi  tre  articoli
  sicuramente sono diventati il muro del pianto. Io lo capisco.
   Poi  certamente questa riflessine va fatta e mentre mi  accingo  a
  concludere   vorrei dire che non basta cercare di  accontentare  un
  Gruppo  parlamentare  vi infiliamo un punto nella finanziaria  così
  anche  voi  avete  la bandierina per approvare una finanziaria  che
  abbia  una  impalcatura, un impianto che sia nella sua  complessiva
  strutturazione utile .
   Oggi,   attraverso  questo  ordine  del  giorno,  per   senso   di
  responsabilità voluto dai Presidenti dei Gruppi parlamentari  delle
  minoranze,  su  richiesta confermata dalla presenza del  Presidente
  della  Regione,  diamo il via libera a una finanziaria  striminzita
  che mortifica.
   Guardate  che questo non è meno mortificante delle cose  che  sono
  successe in questi giorni. Non è meno mortificante. Una persona può
  pure  commettere  un  errore in buona fede   ma  quando  arriva  un
  professionista  che  deve  sapere scrivere  e  deve  spiegare  alla
  politica come impostare alcune cose e poi sbaglia proprio chi  deve
  insegnare,  chi deve spiegare, chi deve impostare,  chi  deve  dare
  certezza,  chi  è pagato alla pari dei politici che almeno  possono
  vantarsi in quest'Aula di avere un consenso popolare, questo sì che
  è sperpero di denaro.
   Almeno  noi  andremo  dai nostri elettori  e  ne  risponderemo  ai
  siciliani.  Ma  lei, assessore Bianchi, a chi ne risponderà  di  un
  mese  e  mezzo di lavoro buttato al vento? A chi daremo spiegazioni
  del  fatto  che  c'erano i tecnici? Quelli  bravi,  che  non  c'era
  bisogno  di  un Governo politico perché voi eravate  là,  pronti  a
  sistemare ogni cosa.
   Allora  dico,  con  moderazione ma anche con  determinazione,  che
  bisogna   ritornare  all'umiltà,  richiamata  anche  dall'onorevole
  Cordaro  -  sto concludendo, signor Presidente, per  il  PDL  siamo
  presenti  soltanto  io e l'onorevole Falcone,  non  ci  sono  altri
  parlamentari -, bisogna ritornare all'umiltà, se c'è bisogno  della
  politica.  C'è bisogno della politica e che i tecnici, con  umiltà,
  stiano  dietro la politica, supportino la politica, ma che  sia  la
  politica  a  determinare le conclusioni di atti  parlamentari  così
  importanti e fondamentali.
   Non  basta  una  maggioranza numerica che mostra i  muscoli  sugli
  emendamenti.  Avete  mostrato i muscoli. Assessore  Bianchi,  avete
  respinto alcune proposte, alcuni emendamenti soppressivi. Lo sapevo
  che  SPO  era improponibile. Ricorda quando si parlò di Arsea?  Ero
  qua  e  ho avuto uno scontro con lei e le ho detto  è vero,  SPO  è
  improponibile, ma glielo propongo perché se il metro  di  misura  è
  questo perché no anche SPO? .
   E  sottolineo che non è figlia di Milazzo SPO. Ci sono persone che
  si  sono  documentate anche in questi giorni per  vedere  se  avevo
  parenti fino all'ottava generazione all'interno dei PIP. L'ho fatto
  perché  ci  credo non perché sono ricattabile e schiavo di  qualche
  lavoratore.  L'ho fatto perché ci credo, quindi,  non  vi  affidate
  alle maggioranze numeriche.
   Onorevole  Presidente,  la sua saggezza in  passato,  vedi  doppia
  preferenza  di  genere, quando lei si alzò, venne da questa  parte,
  aprì  un  dialogo,  la  norma fu fatta. Porti l'orologio  indietro,
  onorevole   Presidente  Crocetta;  riapra  il   dialogo   senza   i
  condizionamenti dei partiti che la dovrebbero sostenere e invero la
  fanno sbagliare.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   è  irrituale  che  il  Presidente  parli  prima   della
  conclusione dei dibattito, però, stavolta ci tengo a parlare prima.
  Delego l'assessore Bianchi per le conclusioni sugli aspetti tecnici
  della  manovra.  Mi  sono  fatto stampare l'elenco  dei  dipendenti
  pubblici  in Italia suddiviso per Regioni. La Lombardia ha  406.429
  dipendenti  pubblici, il Lazio ne ha 401.059,  la  Campania  ne  ha
  296.751,  la  Sicilia  ne  ha 288.278. Cosa  significa  in  termini
  pratici?  Che  mentre  noi  subiamo attacchi  secolari,  decennali,
  attorno  alla  questione  dei  dipendenti  pubblici  della  Regione
  siciliana  e si mettono a confronto i dati delle Regioni, ignorando
  che la Sicilia ha competenze esclusive in materia di ambiente, e si
  tagliano  i soldi dell'ARPA in questa finanziaria, quindi,  secondo
  il Commissario dello Stato, non dobbiamo fare controllo ambientale.
  Fino al 2012 era costituzionale; adesso diventa anticostituzionale.
  Ha competenza in materia di parchi pubblici e sono tagliati tutti i
  fondi  per  i parchi pubblici. Ha competenza esclusiva  in  materia
  delle  acque e noi tagliamo tutti i soldi dei consorzi di  bonifica
  così  non  distribuiamo l'acqua agli agricoltori. Ha competenza  in
  tutta un'altra serie come beni culturali etc.
   Bene,  lo Stato se le gestisca queste cose, se le paghi lo  Stato.
  In questo momento si può anche approfittare per dire che il Governo
  ha  sbagliato la manovra. Diteci dove l'abbiamo sbagliata. C'è  chi
  dice  che  erano  sbagliate  le entrate ma  quali  entrate  abbiamo
  sbagliato? Allora dovevamo operare ancora più tagli? Oppure  dovevo
  mettere  400  milioni di euro di mutuo per coprire  i  soldi  della
  spesa  corrente?  O inventarci un bilancio falso?  Oppure  dovevamo
  dire  che  mettevamo  altri 400 milioni di  euro  dove  avevamo  un
  patrimonio edilizio che non si riusciva a vendere?
   Abbiamo fatto un'operazione di trasparenza negli ultimi due  anni.
  Questa  operazione trasparenza non è premiata. Si super abbatte  un
  rigore  inventandosi l'anticostituzionalità di alcune  spese  sulla
  base  di un presupposto, dallo stesso Commissario dello Stato  che,
  quelle spese, le ha sempre giudicate costituzionali negli ultimi 20
  anni. Perché la Resais, a cui non sarà destinato un centesimo,  non
  l'ha costituita il Governo Crocetta. E i dipendenti della Spatafora
  nella  Resais, non ce li ha messi il Governo Crocetta. Sui  Pip  di
  Palermo  -  a  cui abbiamo voluto dare una speranza  tracciando  un
  percorso virtuoso che riduceva la spesa e permetteva anche processi
  di  stabilizzazione  nel  privato - è stato  fatto  un  taglio  dal
  Commissario  dello  Stato.  Per cui ce li  avremo  sempre  lì,  sul
  groppone.  Venti  milioni di euro  erano quelli  che  prudentemente
  avevamo  previsto;  impossibile   uscirsene.  Neppure  il  percorso
  virtuoso è stato valutato e condiviso.
   Le  33 partecipate che si sono ingrassate in questi anni chi le ha
  fatte?  Chi ha fatto le assunzioni dopo il 2009? La legge del  2009
  esisteva anche nel 2009, nel 2010, nel 2011 e nel 2012. Non è stata
  applicata per impugnare quelle finanziarie.
   Dobbiamo  cominciare a dirci come stanno le cose; perché  possiamo
  fare il gioco delle tre carte attorno alla responsabilità politica.
   L'altra  volta ho detto che quando bisognava approvare il  disegno
  di  legge  sui pagamenti, che avrebbe impegnato la cassa e  non  ci
  avrebbe condannato allo sforamento del Patto di stabilità nel 2014,
  bisognava  farlo  subito. E invece  dobbiamo studiare.  Anche  qui,
  cosa  ci si propone? Di studiare. Abbiamo studiato 20 giorni questa
  finanziaria, 20 giorni in Aula. Quanto tempo vogliamo per studiare?
   Mentre noi studiamo - il problema non è di studiare - il malato  è
  in   prognosi  riservata,  lo  abbiamo  trovato  nella  camera   di
  rianimazione, non l'abbiamo trovato per potere studiare.
   È  come  della serie: dobbiamo combattere una malattia? Finanziamo
  la ricerca. Qui bisogna dare risposte immediate
   Tagliamoli  quei soldi che giudicate in più e decidete  voi  quali
  spese dobbiamo tagliare.
   Affidiamo al Parlamento la risposta: rinunciamo a governare, visto
  che  non  siamo  capaci.  Diteci voi  quali  voci  potevano  essere
  tagliate, per non fare tagliare le spese necessarie, visto che sono
  rimasti  solo gli stipendi dei dipendenti pubblici, che in  Sicilia
  sono meno che in altre regioni d'Italia.
   Quando,  anche  lì, si fa l'analisi dei costi del Parlamento  -  a
  parte  che alcuni costi possono essere ancora abbattuti -  qualcuno
  ha  mai  urlato  che  si  accusa  il  Presidente  di  attaccare  il
  Parlamento?  Io l'ho gridato questo, in tutte le trasmissioni  dove
  sono  stato  invitato: i costi del Parlamento  non  possono  essere
  paragonati a quelli delle altre regioni per il semplice motivo  che
  questo Parlamento esiste, non dal 1970 ma da molti più anni,  e  ci
  sono le pensioni dei funzionari a carico, le pensioni dei deputati,
  voci,  queste,  che  da  sole costano  molto  di  più  degli  altri
  parlamenti.  Anche se questo Parlamento dovesse essere  cancellato,
  le  spese  sarebbero  lo stesso enormi. Viene facile  fare  analisi
  dettagliate.
   Guardate,  si  dice che sono state impugnate le nuove  leggi:  non
  avevano  subìto una attenta analisi delle Commissioni,  proponevano
  nuova  spesa.  Ma  assistere un malato, il proprio  compagno  o  la
  propria  compagna,  malati in un ospedale, è anticostituzionale?  O
  viene  violato l'articolo 3 della Costituzione che nega  i  diritti
  delle  persone,  l'uguaglianza, il diritto alla salute.  Scegliendo
  che il parametro morale della coppia tradizionale sia superiore  ai
  diritti soggettivi, abbia una valenza costituzionale più forte  dei
  diritti  soggettivi  Cosa costava dare la possibilità alla  moglie,
  anzi, la chiamo alla compagna per non legittimare una famiglia  che
  io  penso  tale, che possa accompagnare persino il proprio compagno
  all'ultimo  viaggio e lo possa assistere, asciugandogli  il  sudore
  mentre  sta  trapassando.  È  una  violazione  della  Costituzione,
  questa?  O è una violazione dei diritti elementari? O si  è  scelta
  una   linea   ideologica  nel  combattere  queste  cose?  Moralismo
  contrapposto ai diritti?
   E questo Parlamento è sovrano? Sì o no? E non esiste nello Statuto
  siciliano      l'Alta     Corte     che     dovrebbe      esaminare
  l'anticostituzionalità  delle leggi? Lo Stato  non  è  omissivo  in
  questa parte che riconosce l'autonomia al popolo siciliano? Di cosa
  parliamo?
   Qui  hanno tagliato i fondi per la scuola, quelli per le borse  di
  studio:  cara  opposizione, voi li avete proposti i  fondi  per  le
  borse  di  studio e ve li hanno tagliati. Quindi, nessuno  qui  può
  dire   di   avere  fatto  la  meraviglia  delle  meraviglie   degli
  emendamenti, perché è stato il massacro totale
   Diritto  allo  studio: i poveri non possono studiare  in  Sicilia
  Bene,   azzerate  i  costi  dell'Università.  È  anticostituzionale
  finanziare  le  Università?  Zero per le  Università:  siamo  stati
  anticostituzionali, abbiamo fatto male, scusate onorevoli critici.
   I  Consorzi e le Accademie universitarie, i Conservatori musicali,
  i Conservatori artistici, bene, basta: ma perché studiare musica in
  Sicilia? Solo a Parma si potrà studiare musica o  Milano,  dove  le
  accademie sono finanziate dallo Stato.
   Per  i  teatri zero. Potranno esistere i teatri solo in Lombardia,
  nel  Lazio, in Puglia perché lì sono finanziati dallo Stato  e  non
  dalla Regione siciliana.
   Sono  stati  tagliati i fondi per l'ARPA. Non faremo  i  controlli
  ambientali. Licenziamo i lavoratori dell'ARPA. Cosa dobbiamo  fare?
  Licenziamo  tutti  o no? O saremo poi chiamati a rispondere?  Visto
  che  noi  dobbiamo aderire, un Governo impreparato  e  improvvisato
  deve  aderire alla manovra del Commissario dello Stato, licenzia  i
  lavoratori  dell'ARPA, fateci anche emendamenti  in  questo  senso.
  Licenziati tutti.
   Sono  stati  tagliati i fondi per i ricoveri.  L'assistenza  e  la
  beneficenza  è una competenza della Regione siciliana. Nelle  altre
  regioni è una competenza dello Stato. Se ne faccia carico lo  Stato
  perché  noi i minori non li vogliamo mandare nelle fogne,  come  in
  Romania,   a   vivere  o  nelle  strade  delle  favelas  brasiliane
  abbandonate. Qualcuno li dovrà ricoverare. E i minori psichici - 16
  milioni  e  900  mila euro - vadano nelle strade perché  nel  resto
  delle regioni è lo Stato che li tutela.
   Sono  stati  tagliati i fondi per i disabili.  Che  ce  ne  frega,
  perché  dovremmo  occuparci dei disabili? Se ne  faccia  carico  lo
  Stato perché nelle altre regioni è lo Stato che lo fa.
   Sono stati tagliati i fondi per le IPAB. Anche nelle altre regioni
  dell'assistenza se ne occupa lo Stato. Bene  Chiudano tutte  queste
  cose.  Gli  anziani malati che non hanno possibilità di  vivere  da
  soli,  che  non  hanno  parenti staranno  per  strada.  Qual  è  il
  problema? Scusate.
   Sono  stati tagliati i fondi per i talassemici. Peccato che questo
  problema  ce l'abbia soltanto la Sicilia e la Sardegna  e,  quindi,
  nelle  altre  regioni non si trovano fondi specifici.  Infatti,  si
  chiama  anemia mediterranea'.
   Sono stati tagliati i fondi per le riserve naturali, per i parchi.
  Bruciano tranquillamente. L'anno scorso è stato l'unico anno in cui
  non  abbiamo  avuto incendi. Ci permettete di dirlo  con  orgoglio?
  Significa che abbiamo lavorato bene.
   Sono  stati  tagliati i fondi per l'EAS. Naturalmente  l'EAS  l'ha
  fatto  questo  Governo. No? Che c'entra. Il personale:  licenziato
  Giusto   E' stata liquidata questa società. Perché dobbiamo  tenere
  in  piedi  questo  personale?  Il  Commissario  dello  Stato  dice:
  licenziate  Condividete
   Benissimo, tagliamo, licenziamoli. Qual è il problema?
   I  consorzi di bonifica sono tagliati. Nelle altre regioni è  pure
  competenza  dello  Stato. L'acqua non si dà nelle campagne.  Basta
  Perché   questa   agricoltura  ha  bisogno  dell'acqua.   Speriamo,
  preghiamo,  facciamo le processioni come si faceva nel  Medio  Evo,
  preghiamo  Sant'Alfio, Sant'Agata, Santa Rosalia,  Santa  Fortunata
  che  faccia  piovere continuamente. Solo che questa è  una  Regione
  dove piove poco. E, quindi, niente. Cosa c'è di male? Per forza  li
  dobbiamo tenere in piedi? Regione virtuosa, no? Meravigliosa.
   Andiamo  ai forestali. Nell'unico momento della storia  di  questa
  Sicilia  in  cui  si sono tagliati i soldi per i forestali,  l'alta
  spesa  è  illegittima.  180 milioni di euro  tagliati  quando  fino
  all'anno  scorso si era permesso di accedere ad un mutuo,  poi  mai
  realizzato,  di 400 milioni per pagare gli stipendi  ai  forestali,
  che  è  anche  uno  dei responsabili del buco di bilancio,  cha  ha
  concorso al buco di bilancio.
   Sono  i  grandi  criminali di questa Regione  Mentre  le  ore,  le
  centinaia di migliaia di ore di cassa integrazione che vengono date
  alle regioni del nord dallo Stato, quelli non sono assistenza
   Questa  è una Regione sciupona sulla solidarietà  Gli sprechi  non
  sono  gli appalti come quelli dell'assicurazione della sanità,  non
  sono  i  pannoloni della sanità, non sono le partecipate che stiamo
  tagliando,   sono  lo  stato  sociale,  che  si  vuole  smantellare
  immediatamente. Ma nessuna famiglia, se ha un debito che gli  viene
  dal  passato, lo estingue in una finanziaria  Ci impiega un po'  di
  anni,  dice:  vediamo  quali  sono  le  spese  necessarie,   ed   è
  esattamente quello che abbiamo fatto. Quali di queste voci  che  vi
  ho  detto fino ad ora sarebbe una novità in questa finanziaria, per
  cui ci sarebbe un errore dell'Assessore?
   O  quali  di  queste  voci  voi  avreste  cancellato  per  rendere
  legittima,  costituzionale  la  manovra?  Ditemelo   Ditemelo   Per
  carità.
   Andiamo  ai  precari. Perché dovevamo stabilizzare 18.000  precari
  degli  enti  locali? La Regione ne aveva 700, invece  di  fare  350
  milioni di euro di risparmio ne facevamo su 700 neanche 20 milioni,
  il  resto se la fregassero i sindaci, gli enti locali, avremmo  già
  risolto  il problema del pareggio  del risparmio , senza  problemi,
  ed  abbiamo  dovuto risparmiare altri 350 milioni  di  euro  per  i
  precari.
   Naturalmente non basta questo risparmio al Commissario, non  basta
  mai   Due  miliardi e 400 l'anno scorso, un altro  miliardo  doveva
  essere  fatto per forza quest'anno, perché chi stabilisce  l'entità
  del  risparmio? Non è il Parlamento o il Commissario  dello  Stato?
  Vorrei capirlo  Il Commissario dello Stato ci dice: questa spesa  è
  illegittima.  Queste sono spese illegittime? Ed  allora  perché  il
  Commissario  dello  Stato  ha  dato  parere  sino  al  2012   sulla
  legittimità di queste spese, che hanno contribuito criminalmente al
  disavanzo  di bilancio. Oppure voi siete tutti nuovi  e  non  avete
  votato  negli  altri  anni queste leggi? Le abbiamo  inventate  noi
  queste  cose oppure nel passato erano tutte legittime queste  cose?
  Andiamo avanti, non c'è solo questa
   Andiamo alle nuove spese, quanto incidono nella manovra, che  sono
  state tagliate? Cosa agiva il fondo di 15 milioni delle riserve per
  i  disabili, due milioni per i mutui dei poveracci, l'IRFIS  quanto
  agiva  sulla  manovra?  Zero  Perché erano  80  milioni  dal  fondo
  dell'IRFIS.
   La  CRIAS per le imprese quanto agiva nella manovra? Zero   Perché
  era un fondo della CRIAS non erano risorse aggiuntive.
   Bene.Erano   sovrastimate  le  entrate  visto  che  il   Ministero
  dell'Economia  ha  detto che erano giuste?  Erano  sovrastimate  le
  uscite?  Il  Parlamento avrebbe fatto meglio?  Bene,  diteci,  .noi
  abbiamo  fatto  tagli alle partecipate, tagli ai consorzi,  blocco,
  onorevole  Milazzo la SPO non era legittima, come non era legittima
  nel 2010 l'assunzione dei PIP, ve lo dico con estrema chiarezza, ma
  ce  li  siamo  trovati.  Però una cosa è  trovarsela,  una  cosa  è
  continuare  a proporla. Ma nega la qualità di trattamento,  abbiamo
  messo  anche  norme rigide sui PIP quest'anno, quella del  reddito,
  che può punire anche fra l'altro quelli che abitano con la famiglia
  di origine...

   MILAZZO Giuseppe. Questa la dobbiamo togliere, Presidente

   CROCETTA,  Presidente della Regione. E quindi i ragazzi  che  sono
  ancora  figli di famiglia, che si vedono attribuire il reddito  dei
  genitori, probabilmente questa cosa la dobbiamo aggiustare,  perché
  una  cosa  è  un risparmio che abbia razionalità, noi non  possiamo
  proporre nuove spese.
   Stiamo  facendo  rigore, lo abbiamo fatto  e  stiamo  facendo  dei
  tagli. Dire che costituiamo il reddito minimo di solidarietà, ma  è
  il Governo che oggi lo dice,  le leggi nazionali, lo dice l'Europa.
  Dov'è  anticostituzionalità? Qui la questione delle spese,  allora,
  ci  sono  due modi per fare le spese, aumentare le tasse o tagliare
  le spese. Quali spese?
   Il  Commissario  ha  pensato di tagliarle. Ma perché  una  tabella
  piuttosto  che un'altra? Dov'è la scelta? Quella è una  scelta  che
  appartiene alla politica, il Governo poteva decidere io  ti  taglio
  anche le spese dei dipendenti e faceva il contratto di solidarietà,
  riduceva le ore ai dipendenti.
   Perché non poteva farlo? Invece qui è l'indicazione di una spesa.
   Voglio  ricordare  che  la tabella H) aveva  50  milioni  di  euro
  qualche  anno  fa,  e  anche 60,  mi correggono,  invece  quando  è
  diventata  8 milioni di euro non è più legittima: com'è che  questo
  può essere accaduto? Quando viene attribuita con un bando non è più
  legittima,  perché  non sono stati tagliati  solo  le  attribuzioni
  specifiche  a  qualche ente che ci sembrava anche perfino  naturale
  che  i  ciechi,  i ciechi si arrangino, hanno chiuso  la  stamperia
  Braille;  e  che problema c'è? Non studiano, i ciechi non  vanno  a
  scuola, si arrangino  Ma è questo lo Stato che vuole imporre a  noi
  un'etica, si è rotto il patto di coesione sociale che dal  1946  in
  poi era stato stabilito tra lo Stato e l'Autonomia siciliana.
   Bossi   avrebbe  detto in una situazione del  genere  che  avrebbe
  fatto  un  referendum  sulla secessioni,  invece  c'è  chi  plaude,
   sciacallismo',  onorevole  Cordaro, onestamente  più  sciacallismo
  approfittare  politicamente per questa situazione, non  l'ho  letta
  nelle sue parole, anzi ho visto ben altro, altro che sciacallismo e
  perfino di volere assolvere il passato.
   Guardate,  io non voglio accusare nessuno, ma nel 2011  il  nostro
  disavanzo  è stato 2 miliardi e  380 milioni di euro, nel  2012  il
  nostro  disavanzo è stato 913 milioni. E' il Governo  Crocetta  che
  l'ha ha prodotto? Ma queste spese non vengono impugnate in nome  di
  quel  disavanzo? In quel disavanzo l'anno scorso c'erano  400  mila
  euro  di mutuo, che non è stato neppure contratto ed abbiamo dovuto
  pagare lo stesso i forestali.
   Quest'anno il nostro disavanzo tende a zero, se tende  a  zero  il
  nostro disavanzo significa che noi le previsioni le facciamo  bene,
  tra  entrate e uscite, perché noi i soldi come Governo li spendiamo
  man  mano  che  entrano,  li spendiamo, se non  entrano  non  diamo
  copertura finanziaria è questo che è cambiato.
   Un  bilancio  di  previsione oggetto di stima, c'è  una  specifica
  entrata che non è stata considerata certa? No, qui l'assunto  è  un
  altro:  il risparmio lo destini al disavanzo precedente, a  coprire
  il  disavanzo precedente, scusate non l'ho fatto io, però io non ho
  mai accusato nessuno, non mi sono messo a fare i processi popolari,
  un  processo  popolare  che  io subisco sin  dall'inizio,  sono  un
  disgraziato,  quello  che non vuole dare  ai  PIP,  quello  che  ha
  sciolto  la  SOCIAL  TRINACRIA, dove  c'erano  77  mafiosi  che  ci
  lavoravano  e  che  è un criminale, quello che dice  basta  con  le
  assunzioni  di  precariato perché non si possono fare,  quello  che
  dice  che le partecipate da 33 diventano 23, che le assunzioni dopo
  il  2009  sono  illegittime, e io voglio vedere quanti  di  voi  si
  ergeranno  quando  poi dovremo fare i travasi delle  Partecipate  e
  dovremo tagliare le assunzioni di coloro che illegittimamente  sono
  stati assunti.
   Cosa  faremo quando ci sono diverse centinaia di dipendenti  delle
  Partecipate  che  sono illegittimamente assunti? Si  potrà  operare
  diversamente e il taglio a quella norma che permette ai  lavoratori
  del 118 di potere lavorare in altri servizi delle ASP quando alcuni
  di  voi sono accusati di avere prodotto un danno erariale, non è un
  aggravare  la  posizione persino di quelle persone che  intendevano
  assumere a 30 ore e poi gli sono state fatte 36 ore?
   E  quando dovremo portare a 30 ore i lavoratori dell'ASP, del  118
  perché quella era la previsione per non creare anche incremento del
  danno saremmo dei criminali che ce l'hanno con chi?
   Qui non è più una questione di Crocetta, perché la voglio dire con
  Renzi. Qui lui dice chiamatemi Goldrake, io dico che manco Goldrake
  può azzerare il passato.
   Noi non abbiamo altra scelta che iniziare un percorso virtuoso. Ma
  insieme   Senza polemiche, non nella continua polemica. Io  non  ho
  mai  aperto  le  polemiche.  Anche quella  questione  famosa  sugli
  indagati  dell'ARS. Come se io poco poco fossi contento.  E  perché
  dovrei essere contento? Io sono sinceramente affranto del fatto che
  ci   siano  delle  persone  che  debbano  subire  un'indagine,   un
  interrogatorio  e in questo sia coinvolta gran parte  delle  classe
  dirigente.
   Non c'è un Governo legittimato se c'è un Presidente delegittimato,
  anche  sul  terreno della convenienza. Ma guardate che  un  Governo
  delegittimato  non  apre  a  elezioni anticipate,  apre  a  recenti
  tentativi del passato che sono di farla finita con questa  Regione,
  e addio elezioni.
     Quindi,  non  si  pensi  di guadagnare politicamente  da  questa
  partita,   perché   la  partita  di  scaricare   sul   Governo   le
  responsabilità che non ha, non aiuta tutti noi.
   Credo  che noi dobbiamo fare questo. C'è chi è stato continuamente
  dal Commissario dello Stato in questa Finanziaria, per suggerire le
  illegittimità, per attaccare il Parlamento e attaccare la  Sicilia.
  E questa pratica andrebbe finita, perché io rivendico il diritto ad
  avere l'Alta Corte in Sicilia.
   Abbiamo fatto già la richiesta e con orgoglio voglio dire  che  la
  Sicilia ce la fa da sola, e che lo Stato, in questo momento, non ci
  ha  dato  una mano a farcela da soli. Ci sta impedendo di crescere,
  perché, se nega i mutui alle imprese, significa che non si vuole la
  crescita, la ripresa e se non c'è ripresa non c'è aumento... oppure
  facciamo una politica di carnefici: licenziamo la gente, aumentiamo
  le  tasse e andiamo spietati, tanto paga Crocetta. Ma non paga solo
  Crocetta, paga il popolo siciliano.
   Allora,  io penso, nel chiedervi di approvare l'atto di indirizzo,
  che   noi   domani  mattina  ci  dobbiamo  sentire  tutti  insieme,
  determinare  una  manovra che in atto diventa persino  impossibile,
  perché se i soldi tagliati sono destinati all'accantonamento per  i
  residui  attivi,  significa che risorse non ce ne  sono  e  dovremo
  operare altri tagli per compensare quei tagli.
     Non sono giuste le entrate   Quante volte l'ho sentito. L'ho dai
  sindacati  persino.  Ed  allora, basta  tagliare  180  milioni  dei
  forestali  già  abbiamo risolto per metà il  problema.  Allora  hai
  rinunciato  a  questa difesa sociale? Perché le  spese  di  cui  ci
  accusano  sono  le spese per la coesione sociale, non  sono  quelle
  degli sprechi
   Qual  è la spesa, qui, che può essere tagliata, che ha individuato
  il  Commissario  dello  Stato? Ditemene una sola   Una  sola,  una
  Questo è il ragionamento.
   Io capisco che poi le ragioni della politica prevalgono,  a volte,
  sulle  questioni, però, scusate, non è che l'indebitamento gliel'ho
  fatto  io  alla  Regione? Noi quest'anno non  abbiamo  prodotto  un
  centesimo di indebitamento. Rispondiamo di questo
   Siamo stati bravi? Siamo stati bravi
   Abbiamo  fatto risparmi maggiori di quelli che annunciamo.  Quelli
  che  vedrete nella sanità  saranno risparmi consistenti.  Anche  in
  fondi  che non entrano in bilancio, come nella formazione che  sono
  risparmiati dal Fondo sociale europeo, per esempio, no?
   Come quelli della comunicazione di 90 milioni di euro, che non  ho
  inventato io, eh? Perché neanche il Governo degli Stati Uniti ha 90
  milioni  di  euro di comunicazione, no? Non è che  le  spese  pazze
  possono essere attribuite
   Sono  stato accusato di avere qualche blindata uguale a quella  di
  Cuffaro e di Lombardo.
   Scusate, se fate un ordine del giorno, io cammino a piedi

   CORDARO. Solo a condizione che io cammini con lei

    CROCETTA, Presidente della Regione. No, che c'entra, una macchina
  costa  518  euro  al mese  E perché  Perché una persona  che  viene
  considerata una delle persone più a rischio d'Italia deve avere la
   Un  Presidente che ci costa un sacco di soldi, per la polizia, per
  gli straordinari. Anche questi discorsi ho sentito fare  Perché, se
  non  li  sento fare in Aula, li sento fare poi nei blog,  perché  è
  facile, no? Un po', io vi chiedo perdono per questi sprechi.
   Chiedo  perdono  al  popolo siciliano perché  ho  bisogno  di  una
  macchina blindata per camminare.
   Chiedo  perdono al popolo siciliano se io mi sono  dovuto  fare  i
  vetri anti-kalashnikov di quattro dita, a casa mia, a mie spese.
   Chiedo  perdono  al popolo siciliano se io non posso  prendere  un
  treno  ed  il mio sogno è viaggiare sopra un treno. Come tutti  gli
  altri. Magari, innamorarmi di un viaggiatore a caso, esercitare  la
  mia libertà di vita negata. No, chiedo perdono per tutto questo
   Chiedo perdono a questo popolo siciliano che ha un Presidente  che
  costa tanto per la sua sicurezza
   Guardate,  però,  questo Presidente che costa  tanto  per  la  sua
  sicurezza ha trasformato le spese di rappresentanza riservate da  2
  milioni  del 2012, e da 4 milioni di euro del 2011, a 50 mila  euro
  di  spesa.  E  c'è  stato un giornalista che  mi  ha  detto:   Sono
  troppe  , che neanche il sindaco di Roccalumera, voglio dire, li ha
  attribuiti.
   Perché pensano che le spese di rappresentanza chissà quali sono
   Arriva  un   rappresentante di un'ambasciata: ma glielo vuoi  fare
  trovare  il  gadget  della Regione? Ha un costo,  no?  Glielo  vuoi
  offrire un caffè? No  Che c'entra  Questo è sciupare
   Come se non ci fossero degli obblighi istituzionali
   Arriva una ministra: glielo vuoi offrire un mazzo di fiori? No
   La  cosa diversa sarebbe se, quando me ne vado a pranzo, invito  i
  miei amici a spese della Regione.
   Controllatele quelle spese mie  Quei 50 mila euro. Non vi dico  di
  controllare gli altri 2 milioni, 4 milioni degli altri. Controllate
  le mie spese, e vedrete che, quando vado a pranzo con i miei amici,
  ognuno  paga   alla romana . Che non è neanche tanto istituzionale
  Il  Presidente,  il  Presidente che guadagna quanto  Obama,  almeno
  dovrebbe offrire
   Ve  lo  chiedo, sinceramente, con il cuore prima che con la testa:
  ognuno  rimanga ciò che è . Voi sapete che non ho fatto  operazioni
  per  cercare di vendere o acquistare nessuno, perché fino  ad  ora,
  quando  ho  raggiunto un intesa, è stato sempre sulla testa,  sulle
  ragioni, sulle convergenze obiettive.
   Quante  volte  hanno detto:  Crocetta governa coi grillini ?.  No,
  Crocetta   non  governa  coi  grillini.  I  grillini  fanno   parte
  dell'opposizione,  a  volte  mi  insultano  anche,  talvolta  hanno
  ragione  e  talvolta torto, come tutti quanti, ma riconosciamo  che
  così non si va da nessuna parte.
   Se noi vogliamo far riuscire l'ennesimo tentativo di commissariare
  la  Regione  siciliana,  che  già era presente  con  il  precedente
  Governo, di calarne il default e commissariarla, sapete che  questa
  responsabilità non sarà di Crocetta ma di tutti noi.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   ho
  ascoltato in maniera molto attenta - sebbene nel frattempo ho preso
  alcuni appunti - l'intervento del Presidente Crocetta.
   Devo  dire  che  rimango abbastanza perplesso sul  taglio  che  ha
  voluto dare all'impugnativa del Commissario dello Stato, come se si
  dovesse  stasera cercare necessariamente un avversario, invece  che
  porsi  anche  dei dubbi, degli interrogativi su dove  si  è  potuto
  sbagliare. Stasera mi è sembrato, così come del resto in queste ore
  trascorse,  un  attacco  frontale ad un  organo  Costituzionale  ed
  istituzionale di questo nostro Stato.
   La  finanziaria che abbiamo licenziato qualche giorno  addietro  è
  stata  una finanziaria che, non soltanto non creava alcun  tipo  di
  miglioramento sotto un profilo normativo, ma ha rischiato -  e  per
  questo  è  stata punita - di non creare alcun tipo di miglioramento
  sotto  un  profilo finanziario. Sotto il profilo normativo  avevamo
  detto chiaramente che dovevamo dare a questa nostra Sicilia non una
  legge  finanziaria in cui si poteva dare di tutto e di più  -  così
  come  è  stato - in cui abbiamo fatto entrare il diavolo e  l'acqua
  santa, in cui si è detto che si faceva contenimento della spesa  ed
  abbiamo allargato la spesa, in cui si diceva di riformare anche  in
  maniera  normativa,  creando delle rivoluzioni  nell'impalcatura  e
  nella  visione  sotto  un profilo culturale, ed  invece  si  creava
  un'involuzione ed, in alcuni casi, anche un nuovo, un ritrovato  ed
  un  resuscitato assistenzialismo. Avevamo detto che  questa  doveva
  essere  la  finanziaria del rigore ed è stata la finanziaria  della
  Tabella  H,  della resuscitazione della Tabella H. Ecco perché  poi
  noi  dovremmo, piuttosto che venire qui in Aula a puntare  il  dito
  contro   qualcuno,  chiederci  come  Parlamento,  ma  prima  ancora
  dovrebbe chiederselo il Governo,  dove ho sbagliato.
   Addirittura  si  è detto che qui si è consumato un assassinio  nei
  confronti della Sicilia. Io dico invece che dovremmo ringraziare il
  Commissario  dello  Stato  e lo dovremmo  ringraziare  -  Assessore
  Bianchi - perché non ha toccato il bilancio della Regione, e lei sa
  che il bilancio ha delle entrate alterate, che non sono supportate.
  E  glielo  dico in maniera molto chiara, perché la Corte dei  Conti
  aveva  chiesto in maniera molto esplicita la revisione della  spesa
  nell'ultima relazione di parifica. Aveva detto a chiare lettere  al
  Governo  regionale  di  fare attenzione a non  prevedere  ulteriori
  interventi  legislativi  che  comportino  spesa.  Ed  invece   noi,
  piuttosto  che  fare questo, abbiamo allargato  la  spesa,  abbiamo
  fatto tante norme che servivano a questa o a quell'altra categoria,
  che  servivano  per dare un'immagine di un Governo fattivo,  di  un
  Governo  che,  dopo un anno di assenza parlamentare e  legislativa,
  nella finanziaria doveva introdurre tutte quelle norme che non  era
  riuscita a fare nei mesi precedenti.
   Il  bilancio  ha  delle carenze, è chiaro, è sotto  gli  occhi  di
  tutti.  L'andamento dei mercati dimostra - ma non lo  dico  io,  lo
  direbbe anche un bambino di scuola elementare - che le entrate sono
  inferiori  rispetto  all'anno precedente di circa  un  miliardo,  e
  siccome  il  bilancio vive su una spesa corrente ed  una  spesa  in
  conto  capitale,  e  le  due  spese sono alimentate  dalle  entrate
  correnti  e  dalle  entrate  in  conto  capitale,  queste   ultime,
  Assessore  Bianchi, lei sa bene che hanno  un deficit di  circa  un
  miliardo  di  euro  rispetto a quelle che abbiamo preventivato  con
  questo disegno di legge.
   E  quando  noi diciamo che il Commissario dello Stato è  ormai  il
  male  della  nostra  Sicilia, non ci rendiamo  conto,  invece,  che
  dovremo capire se siamo noi idonei, adatti al ruolo che ricopriamo,
  al  ruolo  per  cui  siamo stati chiamati o  dagli  elettori,  caro
  onorevole Greco, oppure diversamente, onorevole Cimino,  da  chi  è
  stato eletto come Governatore di questa Sicilia.
   Ed  in  questo  senso vorrei ricordare che proprio  il  Ragioniere
  generale,  nel  momento in cui ha comunicato al  Commissario  dello
  Stato   le   regolarizzazioni  contabili,  quelle  regolarizzazioni
  contabili  che grazie al nostro intervento sono state incrementate,
  le  ha comunicate per settecento, ottocento milioni di euro, ma noi
  ne abbiamo in bilancio appena cinquecento milioni.
   E  così,  la  Corte  dei Conti avviso questo Parlamento  e  questo
  Governo  di fermarsi, di stare attenti al capitolo che riguarda  la
  salvaguardia degli equilibri finanziari, relativamente ai crediti o
  ai  residui  attivi  ritenuti inesigibili. C'è una  Commissione  di
  inchiesta  che  deve verificare e da qui a venti  giorni,  un  mese
  massimo,  concluderà  la propria verifica. Noi,  in  quel  momento,
  potremo   eventualmente  trovare  e  formulare  una  nuova  manovra
  finanziaria  partendo da quel presupposto, capire  quanto  in  quel
  fondo  dobbiamo mettere, se lo possiamo mettere nell'anno in corso,
  o  se dobbiamo fare un piano di rientro quadriennale o quinquennale
  per poter coprire quella posta in bilancio d'uscita che avrà un suo
  valore, che oggi non è sicuramente stato quantificato correttamente
  dal Governo regionale.
   Ed  allora ecco perché dico che con questi presupposti il bilancio
  sarebbe  caduto,  con  la conseguenza che andavamo  a  casa  tutti,
  andava  a  casa  il  Presidente Crocetta e  andava  a  casa  questo
  Parlamento.
   Se  invece  un  organo costituzionale indica una strada,  corregge
  degli  errori  che  ha fatto questo Governo, allora  significa  che
  quell'organo  costituzionale non è né contro il  Governo  né  tanto
  meno  contro la Sicilia. Io non voglio fare il difensore d'ufficio,
  assolutamente
   Con  un emendamento arrivato in Aula, sono state azzerate le quote
  di  ammortamento dei beni mobili ed immobili, che sono una  partita
  di  giro  che  serve a creare una minore entrata, ma soprattutto  a
  ridurre  la  spesa,  per  dimostrare  e  dire  che  il  Governo  ha
  risparmiato.
   Ma  non  è  vero  Ha ridotto la spesa togliendo anche un ulteriore
  spesa   che,  seppur  partita  di  giro,  ha  alterato  il   valore
  complessivo delle spese. Per cui noi, alla fine, ci accorgiamo  che
  siamo  stati  bacchettati pesantemente dal Commissario dello  Stato
  perché non abbiamo garantito quel principio suggeritoci dalla Corte
  dei Conti che voleva il ridimensionamento della spesa, l'effettivo,
  congruo e permanente ridimensionamento della spesa corrente.
   Quali sono oggi le soluzioni?
   Ho  ascoltato il Presidente Crocetta, che va via quando  si  parla
  dei ciechi. Ma perché li avete inseriti nella Tabella H? Perché non
  avete  rispettato la legge n. 16, quella legge che volle il Governo
  l'anno scorso? Perché non abbiamo rispettato l'evidenza pubblica?
   Allora  ha  ragione l'onorevole Cordaro quando dice che su  alcune
  materie,  che sono materie di merito, non finanziarie ma normative,
  il  Governo  ha il dovere di andare nelle Commissioni di  merito  e
  proporre, formulare e varare delle norme di settore.
   Concludo, dicendo che a mio avviso oggi dobbiamo sì promulgare  la
  norma  nelle parti non impugnate, poi aspettiamo la verifica  della
  Commissione di inchiesta della Corte dei Conti, verifichiamo quanto
  sono   i  residui  attivi  inesigibili,  visto  che  abbiamo  avuto
  congelati 460 milioni di euro con le impugnative delle varie  parti
  degli  articoli, ed alla fine ci renderemo conto se da  qui  a  due
  mesi  potremmo utilizzare, tutti o in parte, questi fondi cercando,
  in  uno  spirito  di collaborazione istituzionale, di  non  gridare
  contro  chi può esercitare, giustamente, una critica piuttosto  che
  una polemica.
   Queste sono le considerazioni che la relazione di minoranza  aveva
  fatto in anticipo e li vuole fare adesso sperando che il Governo le
  possa recepire.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  so  da  dove
  iniziare, se sulla base della vasta, imponente, mai verificata fino
  adesso,  impugnativa  del  Commissario dello  Stato,  oppure  dalle
  dichiarazioni,   giustificazioni,  dall'arringa,   del   Presidente
  Crocetta.
   Potrei  iniziare, a buon diritto, sostenendo ciò  che  nell'ultima
  Conferenza dei Capigruppo, durante la Finanziaria e quando  già  la
  Finanziaria  era  approvata in Aula - ora  non  ricordo  il  giorno
  preciso  -  laddove,  nel  discutere  i  tempi  e  le  modalità  di
  approvazione,  di esame da parte del Parlamento della  Finanziaria,
  mi  ero  permesso, assieme ai colleghi di altri gruppi parlamentari
  di  opposizione, di suggerire al Presidente Crocetta, e  quindi  al
  Governo, viste le difficoltà che erano già evidenti allora in tutta
  la  loro  drammaticità, anche tenendo conto  dei  suggerimenti  dei
  nostri   brillanti  Uffici  dell'Assemblea  -  non  mi  stanco   di
  ripeterlo,  e  non  è  una  carezza fatta  agli  Uffici,  ma  è  la
  constatazione  della  preparazione  degli  stessi  -  di  approvare
  rapidamente  la finanziaria eliminando tutte le parti che  potevano
  essere affrontate e dovevano essere affrontate con disegni di legge
  autonomi. Questo avrebbe favorito anche ora l'azione del Presidente
  Crocetta   nell'eventuale   ricorso  alla   Corte   Costituzionale,
  affrontando  solo le parti fondamentali: le entrate, i  precari,  i
  comuni,  le  province  ed  avevamo  detto  le  partecipate,  perché
  l'avevamo detto in quella sede e l'abbiamo - per quanto mi riguarda
  -  riconfermato anche in Aula, eravamo d'accordo sulla proposta del
  Presidente Crocetta sulle partecipate.
   Noi  non siamo stati ascoltati allora, non siamo stati seguiti  in
  quella proposta che avrebbe certamente evitato ciò che è accaduto e
  che era ampliamente e assolutamente annunciato. Non voglio dire qui
  tutte  le  interlocuzioni che abbiamo avuto,  non  solo  a  livello
  politico tra i vari gruppi parlamentari ma anche a livello tecnico,
  e  da ognuna di queste interlocuzioni veniva fuori sempre di più in
  ciascuno  di  noi  la  convinzione che  certamente  saremmo  andati
  incontro a quello a cui siamo andati incontro.
   Ora,  non  mi  addentro  sull'aspetto tecnico  perché  l'onorevole
  Falcone  ha  fatto un'ampia disamina all'Aula di  quelli  che  sono
  stati i rilievi dal punto di vista tecnico, e che ampliamente,  nel
  corso del dibattito, abbiamo sottolineato.
   All'inizio  della  trattazione della  finanziaria,  abbiamo  avuto
  un'interlocuzione con il Presidente Crocetta, ai fini di fare delle
  proposte  che,  a  nostro  modo di vedere, potevano  correggere  la
  finanziaria.  E  nel corso di quell'incontro sono  state  formulate
  alcune  proposte  che,  correttamente, il  Presidente  Crocetta  ha
  accolto  e  inserito in finanziaria. Mi riferisco al  problema  che
  riguardava  i  piccoli comuni, che sono 200 su 380 in  Sicilia,  mi
  riferisco  al fondo per i disabili delle province, per il trasporto
  ed    assistenza.    Altre   proposte,    avanzate    del    gruppo
  dell'opposizione,  tipo  l'abolizione  dell'ESA,  non  sono   state
  recepite  con  delle motivazioni. Dovremmo dire che, da  tutti  gli
  interventi fatti in Aula, si sono salvate solo le norme  che  hanno
  visto la condivisione dell'opposizione.
   Ma  non posso esimermi dal fare una considerazione. Qui è cambiato
  un  po' il paradigma dei rapporti tra questo Parlamento e lo Stato,
  perché il Commissario dello Stato è lo Stato.
   In  genere le finanziarie di questa Regione sono passate sempre al
  vaglio  del Commissario dello Stato, e sempre c'è stata la  censura
  del   Commissario   dello  Stato  su  un  numero  anche   notevole,
  notevolissimo, di articoli. Ma per lo più si trattava  di  articoli
  che   erano  figli  dell'assalto  alla  diligenza,  di  emendamenti
  proposti  in  Aula  dai  deputati che, giustamente,  in  virtù  del
  mandato ricevuto dai propri elettori, cercavano - ed è normale  che
  sia  così  - di avere vantaggi per il proprio territorio o  per  le
  categorie  di  riferimento. In genere erano questi gli  emendamenti
  cassati  dal Commissario dello Stato, che poi diventavano  articoli
  una volta votati in finanziaria.
   Questa  volta  è  accaduta una cosa completamente diversa.  Questa
  volta  non  sono  stati  cassati  gli  articoli  frutto  di  lavori
  concitati  e notturni dell'Aula, di emendamenti  volanti   che  non
  passavano  dalla  Commissione Bilancio e che venivano  proposti  ed
  approvati  senza nessun controllo, neppure da parte  degli  Uffici,
  nella  concitazione  e nella confusione generale.  Questa  volta  è
  stato bocciato l'intero impianto.
   Allora il problema che dobbiamo porci è un altro: è stato corretto
  il lavoro sulla finanziaria che questo Governo ha messo in piedi da
  un anno a questa parte?
   L'anno scorso si è fatto ricorso all'esercizio provvisorio,  nulla
  quaestio  perché era un Governo che si era insediato da uno  o  due
  mesi e non si poteva pensare che fosse in grado di predisporre  una
  finanziaria.  Dopo di che, la consapevolezza della  situazione  che
  noi  stiamo vivendo non credo che questo Governo ce l'ha  avuta,  e
  non per colpa dei tecnici, e qua è la mia differenziazione rispetto
  agli  altri. Il problema non sono gli assessori tecnici, perché  io
  ritengo che gli assessori tecnici non ci debbano mai essere  perché
  è  un  controsenso,  ma  non solo qui, anche a  Roma,  dappertutto,
  perché  la responsabilità politica di fronte agli elettori ce  l'ha
  solo  l'eletto. I tecnici devono essere, correttamente, a  supporto
  degli assessori politici o dei ministri politici, perché altrimenti
  è  inutile che facciamo le elezioni, facciamo tutt'altra cosa e  ci
  nominiamo un Commissario, deleghiamo ai dirigenti.
   Qui  il problema, e il Presidente Crocetta nella sua foga e  nella
  sua  replica  ha  cercato di centrarlo in qualche modo,  è  che  da
  alcuni  anni  il  Governo centrale sta cercando di scaricare  sulle
  Regioni  e  sugli  Enti  locali  le  sue  difficoltà  di  bilancio,
  imponendo   dei  tagli  enormi,  dei  tagli  non  compatibili   con
  l'esercizio  delle funzioni di Governo e di tipo amministrativo,  a
  meno  che  non  si  cancellino le Regioni,  non  si  cancellino  le
  Province  -  come vogliono fare - a meno che non si cancellino  una
  serie di articolazioni che la democrazia prevede.
   Allora,  il problema vero non è tanto se ci sono o meno  assessori
  tecnici nel Governo, ma che siamo in presenza di un Presidente  che
  non  ha  vinto  le elezioni, ma che, in un esito elettorale  che  è
  stato  frutto  di  una  frammentazione  politica,  c'è  stata   una
  minoranza  che  ha  preso un pochino di voti in più  rispetto  agli
  altri.
   Questo tipo di Presidente eletto senza una maggioranza, a mio modo
  di  vedere  non lo si può tirare per la giacchetta per  cercare  di
  trarre  vantaggi  politici da parte di una parte,  come  se  avesse
  avuto la delega di governare la Sicilia, perché non ha avuto questa
  delega.  C'è  stato  un  Presidente  che,  in  base  ad  una  legge
  elettorale,  è  stato eletto, ma non c'è stata la  delega  per  una
  coalizione che si è presentata per governare la Sicilia.
   Questo  Presidente ha fallito nel non andare a Roma ad ottenere  -
  ed  è qui caro Presidente Crocetta che io la richiamo - ciò che  il
  Governo  nazionale,  illegittimamente,  ha  tolto  alla  Sicilia  e
  correttamente  il Commissario dello Stato ha fatto  gli  interventi
  che ha dovuto fare e non poteva fare altrimenti.
   Allora, il Governo di Crocetta aveva la consapevolezza che non  ha
  chiuso  con il Governo nazionale nessuno dei punti che sono rimasti
  appesi in aria, e cioè l'applicazione del federalismo fiscale e  le
  compensazioni dovute rispetto ai soldi che ci hanno già tolto e che
  ci tolgono da alcuni anni senza dare la compensazione necessaria. E
  se non ha fatto questo era del tutto ovvio che il Commissario dello
  Stato  impugnasse tutti gli articoli di spesa, considerato  che  ha
  fatto un ragionamento semplice, e ciò che stiamo spendendo ciò  che
  non abbiamo. Stiamo spendendo risorse, anche tagliando cose che  in
  passato  erano passate perché, come dice giustamente  il  Crocetta,
  non  c'era  stato  tolto  un  miliardo e ottocento  milioni  l'anno
  scorso,   un  miliardo  quest'anno,  quattrocento  milioni   l'anno
  prossimo.
   La  vera  battaglia che il Presidente Crocetta deve fare chiedendo
  al Parlamento di avere appoggio in questo, è sul recupero dei fondi
  del  Ponte. Si è detto che non si realizzava il Ponte e che i soldi
  venivano spesi comunque in Sicilia. Ma neanche un centesimo è stato
  speso qua.
   I fondi del Ponte previsti per la Sicilia, un miliardo e ottocento
  milioni,  se  li sono presi con la manovra per pagare i disoccupati
  del nord.
   Allora, ciò che bisogna fare, Presidente Crocetta, e su questo lei
  non  perda  tempo,  non  si faccia imbrigliare  nelle  pastoie  del
  politichese  perché non arriviamo più a nulla,  perché  non  è  più
  tempo del politichese, è di chiedere al Parlamento di sostenerla in
  una  battaglia  vera  di  autonomia nei  confronti  del  Parlamento
  nazionale,  senza  accusare  nessuno perché  il  Commissario  dello
  Stato, glielo dico francamente, lo ha detto l'onorevole Falcone  in
  maniera precisa, non poteva fare altro.
   La battaglia vera la dobbiamo fare una volta per tutte, non con  i
  finti  autonomismi di qualche anno fa, che non si andava neppure  a
  Roma  a trattare, e neppure questo Governo penso che ancora l'abbia
  fatta.  La  battaglia vera bisogna farla sui nostri diritti  e  per
  farla, smettere con le bugie che vengono costantemente propalate  a
  danno  della  Sicilia  dai giornali del nord,  che  hanno  un  solo
  interesse:  togliere ai poveri, come una sorta di Robin  Hood  alla
  rovescia, per dare ai ricchi
   Quindi, questa è la battaglia vera. Non si può accusare un ufficio
  come  quello del Commissario dello Stato, che fa i conti:  il  vero
  bersaglio è a livello nazionale.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, Presidente Crocetta, assessori,
  onorevoli  colleghi dalla presenza in Aula dei  colleghi  mi  rendo
  conto quanto sia importante questo dibattito.

   CORDARO. Onorevole Greco, non offenda i colleghi che sono in Aula.
  Io sono in Aula per ascoltare.

   GRECO  Giovanni.  Ma io non la sto offendendo, onorevole  Cordaro,
  anzi  metto  in  risalto  quelli che sono  presenti,  ma  metto  in
  difficoltà  i  colleghi  che sono assenti, visto  il  problema  che
  stiamo trattando.
   Presidente  Crocetta, forse con due mesi di esercizio  provvisorio
  tutto questo non sarebbe accaduto.
   Glielo avevamo detto come minoranza, visto che il bilancio lei  lo
  ha  portato  con venti giorni di ritardo sui tempi che  normalmente
  sono previsti. Quindi, glielo avevamo detto a ben dire
   E  mi  ricordo, presidente Crocetta, che quando avveniva un  fatto
  così  importante,  come  il  taglio  di  36  articoli  su  48,   il
  responsabile di questo documento finanziario non aveva il  coraggio
  di venire neanche in Aula, se era politico, quindi, una riflessione
  sugli  Assessori  tecnici,  onorevole  Crocetta,  nell'umiltà   che
  abbiamo detto e che l'onorevole Cordaro ha menzionato, cerchiamo di
  averla  tutti, facciamo un rigoroso esame su ciò che è accaduto  in
  quest'anno.
   Mi  ricordo  -  e  se  lei  mi smentisce  ne  prendo  atto  -  che
  l'onorevole  Di  Mauro, quando avete iniziato  la  discussione  sul
  bilancio,  le diceva che mancavano 560 milioni di euro, è  vero?  E
  noi siamo andati avanti lo stesso.

   CROCETTA, presidente della Regione. Andate a dirlo ad Alfano

   GRECO  Giovanni.  Presidente Crocetta, mi creda,  non  sono  bravo
  nell'oratoria,  se lei mi interrompe è peggio. La pregherei,  e  se
  dico  qualcosa  che  non corrisponde al vero mi  smentisca,   -sono
  convinto,  e  non  sono  stato mai un  assertore  e  difensore  del
  Commissario dello Stato, mi creda - se lei va a prendere  gli  atti
  dell'insediamento della XVI Legislatura, lei ricorderà, sono venuto
  a concordarlo con lei, tutto ciò che ha detto dell'autonomia, della
  vera  autonomia,  di fare un tavolo tecnico, lei non  ne  ha  fatto
  niente   Se  lo  vada  a  leggere, per quella  correttezza  che  le
  riconosco.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sammartino, si allontani  dal  tavolo  del
  Governo.

   GRECO Giovanni. Onorevole Sammartino, torni al suo posto.

   SAMMARTINO. La volevo fare riflettere

   GRECO Giovanni. Ma quale riflettere  Io dico quello che mi dice la
  pancia  Non  ho preparato alcun discorso  Però, quelle cose che  ho
  suggerito al Presidente, me ne deve dare atto, sul bilancio,  penso
  siano   cose condivisibili e nell'interesse dei cittadini,  quindi,
  si   vada  a  leggere  quegli  atti  dell'insediamento  della   XVI
  legislatura.
   Ma,   in  questa  occasione,  anche  noi  come  Assemblea  abbiamo
  sbagliato.   Quando  sono  intervenuto  con  veemenza   contro   la
  Presidenza  si diceva che l'avevo con il Presidente e, quindi,  non
  mi  hanno  dato ascolto; ma quando mi sono ribellato  -  vi  voglio
  ricordare  -  che cercavo di non far succedere che approvassimo  la
  tabella  dell'accantonamento e l'indomani approvassimo gli articoli
  di  competenza, questo avevo tentato di fare  Ed invece è successo
  Non  credo che i miei colleghi si ricordino di avere approvato  una
  tabella e gli articoli che comprendevano quella tabella l'indomani,
  questa  è  una  grave  colpa, pure nostra, del Parlamento.  Quindi,
  pensavo  che  stasera qualcuno - ed io speravo che lo facesse  lei,
  Presidente -, facesse un discorso più umile di condivisione  di  un
  errore, non di un errore suo, ma di un errore del suo Assessore per
  l'economia.

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Veramente,  proporrei   un
  processo popolare al Governo, come faceva Mao Tse Tung

   GRECO  Giovanni. Lei non ha a  che fare con i vecchi Governi,  lei
  ha  a che fare con noi  Abbiamo condiviso e non condiviso, lei  non
  c'era  e, quindi, non può parlare. Se ho condiviso o meno gli  atti
  che ha fatto il governatore Raffaele Lombardo.
   Debbo  complimentarmi  nell'occasione con il presidente  Venturino
  perché,  in  un  momento  molto  delicato  dell'approvazione  della
  finanziaria,  eravamo  rimasti senza comandante  -  mi  sembra  che
  dobbiamo  citare  l'episodio di Schettino - che  non  è  stato  più
  presente in Aula; bene, complimenti, lei ha saputo condurre  l'Aula
  forse  meglio  di  colui  che  è  scappato,  pertanto,  rinnovo   i
  complimenti al presidente Venturino.
   Io,  per  protesta,  ho fatto l'intervento e  me  ne  sono  andato
  perché  non  condividevo,  non  condivido  cinque  riiscrizioni  di
  emendamenti,   presidente   Crocetta;  abbiamo   riscritto   quella
  finanziaria  cinque  volte,  ebbene, qualche  colpa  l'avrà  questo
  Assessore  per  l'economia, questo tecnico che  si  è  permesso  di
  interrompere  un collega per dirgli:  stai zitto ed impara  qualche
  cosa .  Deve fare in modo che i tecnici collaborino con i  politici
  perché  loro devono rispondere a lei, noi dobbiamo rispondere  agli
  elettori,  ed  è  cosa  ben  diversa, e  tutta  l'elencazione,  per
  ribadirlo Presidente, tutta l'elencazione dei tagli che ha fatto il
  Commissario è dovuta a quei 560 milioni di euro che non avevamo,  e
  lo  sapevamo, quindi, ora, con buona volontà cerchiamo  di  trovare
  quel  rapporto  di  collaborazione che, fino ad  adesso,  noi  come
  minoranza,  abbiamo  dato;  adesso   aspettiamo  la  sua  apertura,
  Presidente.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo questa  è
  una  delle poche volte, nella storia del Parlamento, che batte  una
  scure  così pesante su una manovra finanziaria che, forse,  per  la
  prima  volta  nella  storia della Sicilia,  ha  voluto  innovare  e
  rimpiegare  utilmente  le risorse che sono a  disposizione.  E'  la
  prima  volta  che, nonostante, un Governo della Regione  cerchi  di
  contenere  e  razionalizzare le spese, diversi  suoi  articoli  con
  motivazione  non  sempre sono comprensibili,  vengono  impugnati  e
  cassati.
   Si  pone  l'accento  sul  fatto  che alcune  norme  non  avrebbero
  trovato  copertura  finanziaria, e su  questo  non  ho  titolo  per
  contestare, ma su altro vorrei fare delle domande e vorrei  capire.
  Vorrei  capire perché  quando  si impugna  la norma  contenuta  nel
  comma 8 dell'articolo   11   e   cioè   l'impiego   dei   forestali
  nell'esternalizzazione  dei servizi  si   viola  un   principio  di
  libera  concorrenza. Dov'è scritto, in quale norma  costituzionale,
  in  quale  norma di legge che una Regione  non possa  impiegare  il
  proprio  personale, regolarmente pagato, per svolgere  dei  servizi
  che,  altrimenti,  dovrebbe esercitare a  titolo  oneroso?  E'  una
  domanda  cui non riesco a trovare una risposta. Si viola la  libera
  concorrenza,   ma   di  chi?  Io  adotto  il  mio   personale   per
  economizzare. Ma questa norma viene impugnata, perché? Ha  una  sua
  logica,  una  sua  individuazione specifica in  un  articolo  della
  Costituzione che mi sfugge?
   Vorrei  capire, e chiudo, suscitando però qualche polemica che  mi
  auguro  trovi  adeguato spazio, perché è stato impugnato  anche  il
  comma  19  dell'articolo 47. Il comma 19 dell'articolo 47 è  quella
  norma  che  prevede  la  possibilità per la  Regione  siciliana  di
  erogare  i  farmaci  in confezioni monodose. Vi ricordo  e  ricordo
  all'Assemblea che la spesa farmaceutica in Sicilia per l'anno  2012
  ammonta  appena  a 1 miliardo 350 milioni di euro.  Una  norma  che
  potrebbe  tranquillamente  essere  applicata,  così  come  è  stata
  studiata  per  le  province autonome di  Trento  e  Bolzano,  viene
  impugnata  sul presupposto che il legislatore, che in  questo  caso
  sarebbe  il Gruppo del Megafono, con una norma condivisa  da  tutta
  l'Assemblea  e vorrei capire il perché si attribuisce alla  volontà
  del legislatore l'operazione di confezionamento, sconfezionamento e
  riconfezionamento dei farmaci. Non mi risulta che in  quella  norma
  sia scritto che bisogna confezionare e sconfezionare i farmaci.  Mi
  risulta,  invece,  che  quella norma  dica:    nel  rispetto  della
  normativa vigente sul confezionamento delle specialità medicinali .
   C'è  un  esplicito  rinvio  di quella  norma  alle  leggi  statali
  attualmente vigenti. Bene, l'impugnativa dice che deve rispettare i
  principi della legislazione statale.
   Presidente,  quando  ci sono questi eccessi  che  ho  citato  come
  esempi, si denota una scarsa propensione all'attenzione. Mi rifiuto
  di  pensare che tecnici, non solo del Governo e non solo  Assessori
  tecnici  del  Governo, ma anche esperti del settore ed  esperti  di
  questa Assemblea che hanno affrontato  decine di finanziarie  siano
  stati   così   improvvidi  da  commettere  una   simile   mole   di
  illegittimità costituzionali.
   Mi  rifiuto  di credere che in una serie di norme ci  siano  state
  così  tante palesi violazioni di legge da portare ad un'impugnativa
  che  massacra una manovra finanziaria della Regione. E  gli  esempi
  che ho citato sono solo alcuni che dimostrano la scarsa consistenza
  dell'impugnativa.
   La  scarsa  consistenza dell'impugnativa che dimentica  che  nella
  stessa norma è previsto il rinvio alla legislazione statale e  che,
  poi, viene impugnata perché non rispetta la legislazione. Mi sembra
  una  contraddizione in termini. Qua c'è da chiedersi il  perché  di
  questa impugnativa. C'è da chiedersi se questo massacro fatto dalla
  legge  finanziaria trovi riscontro, effettivamente,  nell'attualità
  della  scarsezza delle risorse o se non si voglia far  pagare  alla
  Sicilia,  ancora una volta, un peso eccessivo per ciò  che  già  il
  Presidente ha denunciato.
   La  Regione sopporta un onere improprio supplendo ad una serie  di
  funzioni  statali per le quali non ha alcuna retribuzione,  anzi  è
  costretta ad impiegare risorse proprie per la gestione di  funzione
  propria  dello Stato. E non solo è costretta a fare  questo,  ma  è
  anche  obbligata  a  subire  una scure  per  le  illegittimità  che
  sembrano costruite ad hoc.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Bandiera ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


          Riprende la discussione sull'ordine del giorno 240

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, questa
  è  una delle pagine più tristi della storia di quest'Assemblea e di
  questa Regione.
   Siamo  di  fronte  al baratro che il Commissario  dello  Stato  ci
  indica.  Siamo di fronte ad un momento storico che vede  la  nostra
  Terra,  non  questo  Governo,  ma il  nostro  popolo  ed  i  nostri
  cittadini di fronte ad un bivio, il bivio di sapere scegliere quale
  deve  essere il destino della nostra Isola. Noi siamo stati  eletti
  parlamentari,  non  per metterci la medaglietta,   per  raccogliere
  consensi  l'un  contro  l'altro, ma  per  rappresentare  il  popolo
  siciliano.
   Questa  non  è  la  sconfitta del governo Crocetta  o  gli  errori
  integerrimi del passato.  Questa non è neanche la sconfitta  di  un
  Parlamento,  perché ricordo a tutti, soprattutto alle  opposizioni,
  che  eravamo tutti insieme in Commissione Bilancio, ognuno  con  il
  proprio  ruolo e le proprie parti. Eravamo tutti insieme a scrivere
  ed  a  riscrivere  parte degli articoli di questa finanziaria  che,
  oggi, il Commissario dello Stato ha impugnato.
   Non voglio entrare nel merito dei numeri perché ho, assolutamente,
  dato piena fiducia all'Assessore per l'economia ma, soprattutto, al
  ragioniere generale ed agli uffici della Commissione Bilancio ed al
  Presidente  Dina; l'onere e la responsabilità e, quindi,  la  piena
  fiducia  accordata di dovere vigilare su quello che dovesse  essere
  la  manovra finanziaria, però, vedete, dobbiamo capire  qual  è  il
  ruolo  del Parlamento, qual è il ruolo del Governo, dobbiamo capire
  qual è il ruolo anche dello Stato centrale.
   Il   nostro  autonomismo  ci  ha  portato,  oggi,  ad   un   bivio
  paradossale:  quello  di non potere più legiferare  all'interno  di
  quest'Aula senza che qualcuno, dall'alto, con tutti i poteri  ed  i
  diritti  che ha, possa regolamentare quella che è la vita  politica
  di questo e dei futuri Governi.
   Noi,  forse,  tra  i tatticismi della politica,  tra  le  numerose
  assenze,  tra  la mancanza di autorevoli interventi,  cerchiamo  di
  nascondere  quelli che sono i giochi della politica  che  ci  hanno
  portato,  oggi, a vedere, al bivio, un bilancio della  Regione  ma,
  soprattutto, il futuro della prossima legge finanziaria.
   Mi  rendo  conto,  parlando, pur senza una grande esperienza  che,
  forse,  questa  potrebbe essere una delle ultime leggi  finanziarie
  che  questo  Parlamento potrebbe approvare, perché  il  monito  del
  Commissario  dello  Stato è chiaro: non ci saranno  prossime  leggi
  finanziarie o bilanci di questa Regione se non cambiamo passo e non
  cambiamo  marcia.  Se  le  finanziarie non verranno  riscritte  più
  all'interno  di  questo  Parlamento, a colpi  di  emendamenti,  per
  tirare  una corda che, forse, si è rotta da tempo, per cercare  una
  copertura,  come  un lenzuolo in un letto che, ormai,  è  diventato
  troppo grande per poterlo coprire.
   Le  finanziarie  vanno discusse con rigore e con l'austerità  che,
  ormai,  le casse dello Stato e le casse romane ci impongono,  senza
  cercare,  in primis, dal mio partito, ed insieme a tutti i partiti,
  di  maggioranza  e di opposizione, di muovere questa  coperta  che,
  ormai, realmente, non esiste più.
   E'  venuto  il momento, forse, anche di affrontare tutti  assieme,
  minoranze  e  maggioranze, ed insieme all'umiltà,  mi  auguro,  del
  governo Crocetta, di interloquire con i Governi centrali in maniera
  differente.
   Forse  come  una  volta, qualche decina di  anni  fa,  si  faceva,
  andando  a  Roma e contrattando ma,  soprattutto, imponendo  quello
  che   le  casse  dello  Stato  dovrebbero  riversare  nelle   casse
  regionali,  facendo  capire,  senza  spot  ma,  soprattutto,  senza
  euforismi,  che la Regione siciliana è un po' diversa da  tutte  le
  altre Regioni e che ha peculiarità, come diceva prima il Presidente
  della Regione Crocetta, diversa dalle Regioni che, magari, oggi, ci
  criticano.
   Andare  a  Roma,  con  l'umiltà di dire che la  Sicilia  vuole  un
  riscatto,  vuole un riscatto fatto da questo Parlamento  che  vuole
  legiferare,  ma  con  un  Presidente  della  Regione   che   sappia
  comunicare,  a  livello centrale, quelli che sono i  bisogni  e  le
  esigenze  di  un  Governo che vuole portare la Regione  lontana  da
  questo baratro.
   Se  non capiamo, allora, che dobbiamo farcela tutti assieme, tutte
  le  forze  politiche  di  questo Parlamento,   tutte.  Mi  rivolgo,
  soprattutto, alle minoranze, al Movimento Cinque Stelle,  al  Nuovo
  Centro Destra, a Forza Italia, ma anche al Partito democratico  che
  è  la  prima  forza di Governo all'interno di quest'Aula,  dobbiamo
  farcela  assieme per cercare di scongiurare quella che  è  la  fine
  della  politica  regionale siciliana, quella che sarà  la  chiusura
  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana,  con  lo  scioglimento  degli
  organi elettivi, se domani qualcuno da Roma imporrà e deciderà  per
  noi  e  per le nostre famiglie, il commissariamento. Ce la dobbiamo
  fare cercando una coesione, quindi, tra i partiti ed eliminando gli
  scontri che, a volte, nascono nelle fibrillazioni dei rimpasti, nei
  numeri  d'Aula,  eliminando  gli  scontri  e  riportando  la  buona
  politica seduta intorno ad un tavolo per cercare di riorganizzare e
  riprogrammare le scelte che questa Regione dovrà affrontare.
   Ho  sentito  parlare, ancora parlare, di potenziare  l'autonomismo
  siciliano  all'ennesima potenza. Forse, dovremmo un po'  rinunciare
  all'autonomismo siciliano per cercare di ricostituire quello che  è
  il  tavolo  paritetico tra il Governo centrale ed il Governo  della
  Regione  che  è  previsto  sempre  dal  nostro  Regolamento.  Forse
  dovremmo  iniziare ad affidare anche al Consiglio dei  Ministri  e,
  quindi,  ad  altri  organi,  la possibilità  in  deroga  di  vedere
  impugnate  o meno le nostre finanziarie. Però, questo si  può  fare
  quando  si  è  tutti  uniti e si dà forza ad  un  Presidente  della
  Regione  che  vuole  davvero cambiare e cerca  di  cambiare  questa
  Terra.  Non sarà meglio di tanti altri, non sarà peggiore di  tanti
  altri.  E'  sicuramente un Presidente della Regione che,  oggi,  si
  vede sconfitto tanto quanto noi  Non perché siamo della maggioranza
  o  altri  dell'opposizione,  oggi  è  sconfitta  quest'Aula,  si  è
  sconfitta  la  possibilità di ognuno di noi di  pensare  ai  nostri
  territori ma, soprattutto, di pensare al bene della Sicilia. Il mio
  invito  -   anche  se l'Aula è veramente vuota in  un  giorno  così
  difficile  -  è  quello di cercare la coesione tra tutte  le  forze
  politiche e l'invito ad un grande bagno di umiltà soprattutto negli
  interventi che verranno, un grande bagno di umiltà che possa essere
  da  collante, per la prima volta, per il rispetto delle istituzioni
  ma, soprattutto, per il rispetto della nostra Regione.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  siamo
  stati sempre critici nei confronti di questa manovra finanziaria ed
  abbiamo  votato  anche  contro  nella  votazione  finale.  Non   ci
  aspettavamo, però, che ci fosse una tale devastazione da parte  del
  Commissario  dello Stato; ha sorpreso molto anche  noi,  ma  ci  ha
  sorpreso  anche,  sarò  onesto, l'intervento del  Presidente  della
  Regione. Ci aspettavamo una certa assunzione di responsabilità,  un
  mea  culpa  su  alcuni passaggi ed invece si  è  un  po'  visto  un
  vittimismo quasi di  Berlusconiana memoria :  ce l'hanno tutti  con
  me , o  ce l'hanno tutti con noi  in questo caso. Noi il dubbio  ce
  l'abbiamo.  Se effettivamente come dice il Presidente:  ce  l'hanno
  tutti con noi , quello che chiediamo al Presidente della Regione ed
  alla Giunta è di fare chiarezza ai cittadini: chi è che ce l'ha con
  noi?  Se ci sono dei retroscena che non sappiamo, se ci sono  delle
  manovre,  anche a livello nazionale, che non sappiamo, i  cittadini
  dovrebbero  avere il diritto di essere messi a conoscenza  di  ciò,
  perché  altrimenti il rischio è di vivere la stagione  che  abbiamo
  già vissuto con Berlusconi del vittimismo come dire  prêt-à-porter
  del   ce l'hanno tutti con noi , però, poi, in realtà non si riesce
  a capire chi.
   Sono  stati  sollevati anche molti dubbi, da parte del Presidente,
  su  forestali  a casa, precari a casa. Vorremmo anche  sapere  -  e
  siamo  disponibili anche qua, come già detto da altri  colleghi  ci
  aspettiamo un po' un bagno di umiltà da parte del Governo  -  quali
  sono  i  provvedimenti  e  vorremmo  che  venissero  portati  nelle
  Commissioni  di  merito e, poi, in Aula, per riuscire  a  risolvere
  questi  problemi,  perché non possiamo uscircene soltanto  dicendo:
   forestali  a  casa   e  il punto finisce  là.  Quindi,  la  nostra
  richiesta,  in  questo caso, è quella di avere chiarezza  su  quali
  siano queste manovre che si stanno concertando, ed a quale livello,
  ai danni della Sicilia, e quali siano le intenzioni del Governo per
  risolvere  i  problemi che la devastazione compiuta dal Commissario
  dello Stato, su questa manovra finanziaria, sicuramente sta creando
  in  molti  cittadini siciliani che a tutt'oggi, probabilmente,  non
  sanno quale possa essere il loro futuro.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  cercherò di essere brevissimo, ci tengo a  dire  qualche
  parola  in una giornata che, ovviamente, premetto, è difficile  per
  il Governo, è difficile per me personalmente perché inevitabilmente
  porto  su  di  me anche la responsabilità di una bocciatura,  si  è
  detto  in  questa  sala, fragorosa, da parte del Commissario  dello
  Stato.
   Ma  credo  che,  anche  alla luce dei molti  interventi,  sia  una
  giornata  non  positiva  per nessuno, tra  l'altro  non  lo  è  per
  l'Assemblea  regionale,  ma credo che non lo  sia  soprattutto  per
  molti  lavoratori  che,  in  queste  ore,  sono  assaliti  da   una
  fortissima  preoccupazione riguardo alle loro  prospettive.  Quando
  abbiamo  detto,  in  queste  ore, che riteniamo  l'impugnativa  una
  decisione  forte su cui è utile una riflessione collettiva,  perché
  riteniamo che questa decisione realmente, onorevole Falcone,  metta
  in difficoltà ed in dubbio l'agibilità politica di questa Assemblea
  regionale.  E  questo  non  perché, appunto,  c'è  un  complotto  o
  qualcosa del genere, perché dobbiamo vedere esattamente, qui  si  è
  parlato  molto  dei contenuti dell'impugnativa, le norme  fatte  di
  fretta,  si  è  detto,  o avete fatto, avete  deciso  di  fare  una
  finanziaria  troppo  pesante, troppe cose. Ma se  voi  leggete  con
  attenzione  i  contenuti dell'impugnativa,  non  fa  riferimento  a
  questo.
   L'impugnativa  pone  in  discussione  la  possibilità  di   questa
  Assemblea  e  del Governo regionale di porre in atto  iniziative  a
  favore dello sviluppo, del sociale e finanche a rifinanziare  spese
  tradizionali  da  cui  dipende il reddito  di  tantissime  famiglie
  siciliane che, nonostante siano state tutte contenute rispetto agli
  altri  anni,  sono state ritenute non costituzionalmente  legittime
  per  assenza di copertura, quindi, non è un gioco da poco in questi
  giorni,   non   è  un  problema  che  sono  poco  bravo   io,   che
  probabilmente  è  un  problema, ma è un  problema  relativo,  è  un
  problema molto più complesso.
   Dobbiamo capire, qual è il tema centrale? Il Fondo residui attivi.
  Noi  avevano un Fondo di circa due miliardi, qualche anno  fa,  nel
  corso  del tempo asciugato ed annullato per far fronte ad  esigenze
  di  bilancio. Tutto ciò è avvenuto nel corso degli anni precedenti.
  Nel  momento in cui, per la prima volta, si ricostituisce il  Fondo
  residui  attivi con 200 milioni dello scorso anno, con 100  milioni
  freschi nel corso di questo anno e l'impegno a integrarlo nel corso
  dell'anno, tutto ciò viene ritenuto inutile e ci viene obbligato  a
  prendere  ulteriori  600 milioni di spesa scelti  in  maniera,  per
  altro,  con un margine di discrezionalità che dovremmo approfondire
  perché  alcune voci sì e alcune voci no, ci viene imposto un taglio
  ulteriore   di   600   milioni,  cioè   rispetto   alle   decisioni
  dell'Assemblea regionale e del Governo regionale si decide  che  il
  taglio  di  400  milioni certificato in finanziaria  -  che  ci  ha
  garantito  di  prorogare,  di precedere  alla  stabilizzazione  dei
  precari, dei comuni, che se avessimo fatto l'esercizio provvisorio,
  nuovamente  oggi starebbero a casa, e adesso sono garantiti  grazie
  al lavoro di tutti.
   Nonostante   ciò,   questo  percorso  è  ritenuto   inadeguato   e
  insufficiente.  Questa è la riflessione che  tutti  quanti  insieme
  dobbiamo  fare.  Non  è il problema di cui abbiamo  discusso  tante
  volte   in  quest'Aula. Non c'è stata contestata  una  parte  delle
  entrate,  allora sì che cadono delle spese. Non è  stato  messo  in
  dubbio  l'articolo 4 e gli accantonamenti e allora sì che se  fosse
  venuto meno avremmo dovuto ridurre le spese.
   Dobbiamo capire tutti insieme che se questa impugnativa è corretta
  e  l'accettiamo  e addirittura vi plaudiamo, come  fa  qualcuno  in
  quest'Aula, vuol dire che aderiamo alla scelta di fare un  miliardo
  di  tagli  quest'anno dopo i tagli degli altri anni.  Qui  dovremmo
  operare  riduzioni che incideranno sugli stipendi dei lavoratori  a
  vario  titolo insediato nella Regione da domani. Chi  dice  che  ha
  ragione l'impugnativa ma non perché dobbiamo dare ragione o meno al
  Commissario dello Stato. Se quell'impostazione è corretta,  che  la
  Regione  Siciliana  in  questo  anno,  dopo  la  più  lunga   crisi
  congiunturale del dopoguerra, si deve caricare un altro miliardo di
  euro di taglio, se questo è giusto allora rivendicate i tagli fatti
  sugli   stipendi   di  tutti  quanti  oppure   ci   trovate   nuove
  autorizzazioni di spesa che possiamo eliminare.
   Riteniamo  che  già era molto difficile sostenere  socialmente  il
  percorso progressivo che  abbiamo messo in atto di riduzione  della
  spesa, che voleva dire un miliardo l'anno scorso, trecentocinquanta
  milioni quest'anno, altri quattrocento milioni l'anno prossimo, con
  la riforma dei forestali e del trasporto pubblico locale, ma sempre
  in  un'ottica  di sostenibilità economica. Questo è  il  piano  che
  abbiamo  presentato ai cittadini, che l'Assemblea ha  approvato   e
  che,  secondo noi in maniera sbagliata, il Commissario dello  Stato
  ha fatto saltare.
   Quello  è il percorso di politica economica che avevamo presentato
  e  che  rivendichiamo.  E' l'unico che metteva  insieme  il  rigore
  finanziario  con  la  sostenibilità economica e sociale.  L'abbiamo
  sempre  detto.  Per noi non è solo la sostenibilità  economica  che
  conta;   è   anche  la  sostenibilità  sociale  degli   interventi.
  Altrimenti  è  inutile scrivere il club Bilderberg non  sta  più  a
  Francoforte ma magari si è spostato qui in Sicilia.
   Non possiamo permettere che le operazioni di risanamento vadano  a
  danno  delle famiglie più deboli della Sicilia. Questa è una scelta
  rispetto  alla quale non torniamo indietro. Per quello  contestiamo
  riga  per riga l'impugnativa. E per questo chiediamo che su  questa
  presa   di  posizione  ci  sia  un  impegno  di  tutta  l'Assemblea
  regionale.  Altrimenti, è troppo facile da  un  lato  dire   sì  ha
  ragione  il Commissario dello Stato perché il Governo è  scarso   e
  dall'altro  dire   no, dovete finanziare i forestali, è giusto  che
  abbiano le risorse perchè è gente che lavora ogni giorno, è  giusto
  che  le  famiglie  abbiano le assistenze, è  giusto  che  i  comuni
  possano erogare i servizi che devono erogare .
   Su questo punto è necessario che la riflessione dell'Assemblea sia
  collettiva.
   E dobbiamo uscire insieme da questa situazione di stallo. Questo è
  un  richiamo;  è una necessità di approfondimento che non  possiamo
  abbandonare esclusivamente alla dialettica politica. Perché  ne  va
  veramente  di mezzo la sopravvivenza sociale, la tenuta sociale  di
  questo territorio.
   Cosa fare? Su questo punto, intendiamo coinvolgere sia l'Assemblea
  regionale sia il Governo nazionale. Su questo punto, nel momento in
  cui  abbiamo  cinquecento e rotti milioni  che  improvvisamente  ci
  scompaiono dal bilancio regionale, vanno nel fondo residui  attivi,
  a  questo  punto, diventiamo la Regione più virtuosa del mondo,  ma
  dovremmo fare ulteriori tagli.
   Che facciamo dopo? Come facciamo ad uscirne?
   Quindi  su  questo tema non possiamo assolutamente permettere  che
  l'intera somma venga eliminata dal bilancio regionale, così da  non
  poter  poi garantire la qualità dei servizi che vogliamo garantire.
  Questo  è il primo punto. Il secondo punto è chiaro. Dobbiamo  dare
  anche una risposta immediata. Ha ragione l'onorevole Panepinto,  lo
  ricordava  il deputato del Movimento Cinque Stelle, stiamo  facendo
  subito  un'analisi dettagliata di quali sono gli enti che da subito
  rischiano di esprimere la sofferenza in termini di stipendi.  E  su
  questo  cercheremo  con  le risorse date di coprire  almeno  questi
  primi  mesi  di  stipendio perché nessuno  può  rimanere  indietro.
  Nessuno può essere lasciato da solo in questo momento. E su  questo
  lavoreremo un weekend,  sabato, domenica e lunedì avremo pronta una
  prima piccola variazione di bilancio che ci consenta di coprire  le
  esigenze  dell'immediato. Ma se non affrontiamo insieme il problema
  centrale che è quello della sostenibilità degli interventi

   CROCETTA,  presidente della Regione. Ci chiederà  altri  tagli  di
  spesa.

   BIANCHI.     non lo potremmo mai fare, non potremo mai  uscire  da
  questa  impasse. Che non è un problema esclusivamente del  Governo,
  non  è  un  problema  tanto del Governo tecnico.  Magari  fosse  un
  problema  soltanto  dell'Assessore tecnico per l'economia.  E'  una
  grandissima  questione davanti la quale la  Regione  è  chiamata  a
  reagire.   E'   in  discussione  l'agibilità  politica.   Sono   in
  discussione   i   principi  democratici.  E'  in   discussione   la
  sostenibilità, la questione sociale. Su questi temi  veramente  non
  ci   possiamo   permettere   di  fare  dialettiche   esclusivamente
  politiche.  Ognuno  nelle  sue  distinzioni,  ognuno  nelle  propri
  differenze  di  posizioni,  deve con  franchezza  riflettere  sulla
  necessità di fare insieme questi due passi, questi due obiettivi.
   Riteniamo  di essere un Governo che ha posto il tema  della  lotta
  agli   sprechi,  del  rigore,  della  sostenibilità   economica   e
  finanziaria,  un punto essenziale. Però è altrettanto essenziale  e
  non   vogliamo  derogare  dall'altro  punto,  che  è  quello  della
  sostenibilità  sociale. Non possiamo scaricare sulle categorie  più
  deboli  un  processo insostenibile. Perché quando  il  processo  di
  risanamento è insostenibile, a quel punto si fanno danni sociali  e
  si  rende inutile anche un sano rientro progressivo. Se risparmiare
  400  milioni è inutile, allora facevano bene i governi  degli  anni
  precedenti  a  fare  400     perché se   facevamo  400  milioni  di
  valorizzazione  immobiliare, lei citava il Fondo  di  ammortamento.
  Certo che c'era il Fondo.
   Nel  momento  in  cui  si mettevano 400-500  milioni  di  vendita,
  dall'altra  parte di metteva qualcosa in un fondo di  ammortamento.
  Facciamo cassa con 500 milioni di immobili che non venderemo mai  e
  poi mettevamo 50 milioni, perché prima o poi ce li ricompreremo.
   Quest'anno  non  c'è  un  euro di entrata, di  valorizzazione  del
  patrimonio  immobiliare. E' chiaro che il  fondo  viene  annullato.
  Benché  se  ne  dica,  non  è  stato messo  da  nessuno  in  dubbio
  l'impianto delle entrate. Non si giustifica una impugnativa di tale
  dimensione   finanziaria  nel  momento  in  cui  non  c'è   nessuna
  osservazione sul piano delle entrate.
   C'è  una  incoerenza, riteniamo, nell'impugnativa complessiva  che
  dobbiamo rivendicare perché siamo convinti che questa sia una buona
  manovra,  migliorata nel percorso parlamentare.  Sarebbe  stato  un
  errore  approvare  una  finanziaria esclusivamente  tecnica  perché
  avremmo  ugualmente i forestali con i soldi tagliati, l'allegato  1
  tagliato  e non avremmo neanche presentato alla Regione un progetto
  organico a favore dei deboli e dello sviluppo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  non  essendoci  nessun   altro
  deputato iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione.
   Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  numero  240.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a giovedì,  6  febbraio
  2014, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:

  I   - Comunicazioni

  II   - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            2)  -  Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario.
               (n. 494/A) (Seguito)

               Relatore: on. Turano

            3)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)

               Relatore: on. Rinaldi

            4)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
               della Regione, in materia di entrate tributarie'.  (n. 162/A)

               Relatore: on. Cimino

            5)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            6)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            7)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            10)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            11)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            12)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            13)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            14)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 18.10

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

                               ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                Rubrica «Famiglia, politiche e lavoro»

   LA ROCCA - CANCELLERI- CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI-FOTI-
  MANGIACAVALLO - PALMERI- SIRAGUSA- TRIZZINO - VENTURINO  -ZAFARANA-
  ZITO.  -  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   in  Sicilia  viene  denunciato solo il 2,9% delle  violenze  sulle
  donne;

   in  Italia si registrano, nel solo 2012, 100 casi di femminicidio,
  di cui 15 in Sicilia;

   considerato che:

   è  stata  approvata,  durante  la  scorsa  legislatura,  la  legge
  regionale  3 gennaio 2012, n. 3, recante 'Norme per il contrasto  e
  la prevenzione della violenza di genere';

   la stessa richiamata normativa, fra le diverse misure, prevede:
   Centri Antiviolenza - 1 per provincia - (art. 7 comma 2);
   Case  di  Accoglienza - 1 ogni 200mila abitanti,  comunque  1  per
  provincia - (art. 8 comma 2);
   Forum  permanente contro le molestie e le violenze di genere (art.
  3 comma 1);
   Osservatorio  regionale per il contrasto alla violenza  di  genere
  (art. 11 comma 1);

   visto   che,   allo  stato  attuale,  dalla  promulgazione   della
  sopracitata  l.r., si riscontra solo l'effettiva  costituzione  del
  'Forum  permanente  contro le molestie e  la  violenza  di  genere'
  presso  l'Assessorato  regionale della  famiglia,  delle  politiche
  sociali e del lavoro con D.A. n. 2471 del 7 dicembre 2012;

   per  sapere  se,  con  quali  tempi e  modalità  si  procederà  ad
  un'effettiva applicazione della legge regionale 3 gennaio 2012,  n.
  3,  ed  alla  conseguente attuazione di efficaci misure che  mirino
  prima di tutto alla prevenzione dei tragici episodi di violenza  in
  oggetto».  (112)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  forniscono   le  seguenti  informazioni  acquisite  dal  competente
  Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche sociali.
   In  via preliminare, occorre partire dall'esame della normativa di
  riferimento contenuta nella legge regionale n. 3 del 3 gennaio 2012
  recante: "Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di
  genere"  e  dall'adozione dei provvedimenti attuativi  rivolti,  in
  particolare,  all'attivazione e la gestione dei centri Antiviolenza
  e  delle  Case di Accoglienza, ed alla attività di prevenzione  del
  fenomeno della discriminazione.
   Inoltre è opportuno ricordare che, con legge regionale n.  19  del
  28  dicembre  2008  inerente: "Norme per  la  riorganizzazione  dei
  dipartimenti     regionali.    Ordinamento    del     Governo     e
  dell'Amministrazione della Regione" ed il successivo regolamento di
  attuazione.  adottato  con il D.P. n. 12  del  5  dicembre  2009  e
  successive  modifiche ed integrazioni, le competenze in materia  di
  "Pari  Opportunità" sono state assegnate all'Assessorato  regionale
  della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro - Dipartimento
  regionale  della  Famiglia  e  delle  Politiche  Sociali   -,   cui
  afferisce, fra l'altro, l'attività di indirizzo ed impulso,  nonché
  di  coordinamento,  degli  interventi da attivarsi  sul  territorio
  regionale.
   Nello  specifico si informa che con D.D.G. n. 2247 del  7/11/2012,
  le  competenze  del Dipartimento regionale della Famiglia  e  delle
  Politiche Sociali, afferenti la materia delle "Pari Opportunità"  e
  le  conseguenti  politiche  di  genere,  sono  state  assegnate  al
  Servizio  3,  già competente in materia di Terzo Settore,  Servizio
  Civile e Volontariato. Tornando all'esame della legge regionale  n.
  3  del  3  gennaio  2012, recante "Norme per la prevenzione  ed  il
  contrasto   della   violenza   di  genere",   la   stessa   prevede
  l'attivazione  di un'articolata serie di interventi  ed  iniziative
  per  il contrasto e la prevenzione della violenza di genere, ed  in
  particolare  con  il  D.A. n. 2471 del 7  dicembre  2012,  è  stato
  costituito formalmente ed in attuazione dell'art. 3, comma 4  della
  citata L.R. n. 3/2012, il "Forum  permanente  contro le molestie  e
  la  violenza  di  genere".  organismo di concertazione,  dialogo  e
  confronto fra le istituzioni e la società. con funzioni propositive
  e  di  supporto agli interventi programmati. regolarmente insediato
  in data 14 dicembre20 l 2.
   Il  Dipartimento  della  Famiglia e  delle  Politiche  sociali  ha
  adottato   nel  corso  del  precedente  esercizio  finanziario,   i
  provvedimenti propedeutici all'attuazione della norma  in  oggetto,
  provvedendo con i decreti assessoriali nn. 2587 e 2588 ad assegnare
  ai  Distretti  Socio  - Sanitari di Palermo e  Catania  le  risorse
  finanziate  dall'articolato della legge ed  assumendo  il  relativo
  impegno di spesa con decreti rispettivamente, nn. 2593 e 2594 per i
  seguenti  importi complessivi di  445.000,00 e  45.000,00.  Inoltre
  con D.R.S. n. 2592/2012 è stato assunto l'impegno a valere sul cap.
  182531  relativo agli interventi previsti dall'art.  4  della3/2012
  rubricato  "Iniziative di prevenzione ed informazione",  in  favore
  del  gruppo  creazione eventi Mismaonda s.rl.. per la  somma  di
  5.000,00,  quale  contributo  per  la  realizzazione  del  progetto
  teatrale  "Ferite  a morte", tenutosi il giorno 24  novembre  2012,
  presso i locali del Teatro Biondo in Palermo.
   Fra l'altro, alle risorse previste dalla L.R. n. 3/2012 sono state
  aggiunte quelle previste dall'art. 9 della L.R. 31 luglio 2003,  n.
  10 e destinate alla costituzione di Centri di prima accoglienza per
  le  donne  vittime  di  violenza ed i  loro  figli  minori  pari  a
  95.000,00 euro impegnate nell'esercizio 2012.
   Si precisa, al riguardo, che la scelta operata con i provvedimenti
  sopra  citati  è  scaturita dalla constatazione  che  i  D.S.S.  di
  Catania  e  Palermo  sono dotati sul territorio regionale  di  nodi
  della  rete  di  relazioni e protocolli  di  rete  locali  con  gli
  operatori  sia  pubblici  che privati, già individuati  nella  Rete
  Nazionale Antiviolenza istituita presso la Presidenza del Consiglio
  dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità, ed operanti da
  tempo  nell'attività di prevenzione e contrasto  alla  violenza  di
  genere.
   Per  quanto  sopra si rappresenta che, nel corso della seduta  del
  "Forum"  tenutasi  in  data  21 maggio  2013,  detto  Organismo  ha
  espresso parere favorevole in ordine alle linee guida formulate dal
  Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali.
   Si  precisa,  al  riguardo, che i procedimenti già  avviati,  come
  sopra  specificato,  e relativi agli impegni di  spesa  assunti  in
  favore   dei   D.S.S.  di  Palermo  e  Catania,  ed  afferenti   la
  Programmazione 2012, sono stati resi esecutivi previa  approvazione
  delle predette linee guida da parte della Giunta regionale, secondo
  la  procedura prevista dall'art. 13 della I.. R. n. 3/2012,  che  è
  stata  avviata in sanatoria nell'esercizio corrente, dall'Assessore
  regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro.
   Il programma delle linee guida relativi al 2012 e l'utilizzo delle
  risorse  relative  all'esercizio 2012 sono  state  approvate  dalla
  Giunta regionale con la deliberazione n.375 del 19/11/2013.
   Si  rappresenta  che sono in corso di predisposizione  gli  Avvisi
  pubblici  per  il finanziamento delle "Case di Accoglienza"  e  dei
  "Centri  Antiviolenza"  di  cui agli artt.  7  e  8  che  prevedono
  rispettivamente,  lo  stanziamento  di   225.000.00   per   ciascun
  capitolo  di  spesa corrispondente (183786 - 183787)  nel  corrente
  esercizio  essendo  stati definiti a cura del  competente  servizio
  dipartimentale, gli standard strutturali ed organizzativi  ad  essi
  afferenti.
   E'  stata  constatata nel corso delle sedute del Forum  l'esiguità
  delle  risorse stanziate dal legislatore della l.r.  n.  3/2012,  a
  fronte  degli  interventi programmati, da attuarsi in  base  ad  un
  piano triennale ai sensi dell' art. 2 della norma.
   Per  il  corrente esercizio gli interventi finanziati dalla  norma
  secondo l'articolato ammontano complessivamente a 580.000,00 euro.
   Tuttavia  le  risorse di cui sopra se ben gestite possono  avviare
  una  serie  di procedure dirette ad attuare su  tutto il territorio
  regionale gli interventi a sostegno delle donne vittime di violenza
  ed   avviare  anche  sul   territorio  buone  prassi  dirette  alla
  prevenzione del fenomeno.
   In  particolare, al fine di implementare le risorse previste dalla
  norma  agli  artt.  4  e  5, lo scrivente  ha  formulato  specifica
  richiesta all'Assessore per la Formazione Professionale ed  per  la
  Pubblica  Istruzione, per la predisposizione di bandi diretti  alla
  formazione degli operatori e del corpo insegnante delle  scuole  di
  ogni  ordine  e grado e degli alunni, attingendo dalle risorse  dei
  fondi  FSE  assegnati  per  competenza  alla  Regione  Siciliana  -
  Dipartimento regionale della Formazione.
   Particolare  attenzione è stata dedicata alla formulazione  di  un
  piano  di  prevenzione, al fine di predisporre  delle progettualità
  che  dovranno intervenire sulla formazione dei docenti  nell'ottica
  di  un approccio di genere e non discriminatorio, curando l'aspetto
  della   comunicazione  e  sensibilizzazione  degli  alunni   e   la
  valorizzazione di detta tematica nei libri di testo.
   La  sensibilizzazione sul fenomeno, coinvolgendo anche i media  ed
  in particolare le testate giornalistiche  a diffusione nazionale, è
  avvenuto  nella  "giornata internazionale contro la violenza  sulle
  donne" che si è celebrata lo scorso 25 novembre.
   Si  rappresenta, altresì, che al fine di procedere a dare compiuta
  attuazione alla legge regionale nella parte, di cui all'  art.  11,
  riguardante la costituzione presso il Dipartimento regionale  della
  Famiglia e delle Politiche Sociali, dell'Osservatorio regionale per
  il  contrasto  alla  violenza di genere, si formalizzerà  in  tempi
  brevi  la  costituzione  di  detto  organismo  che  consentirà   di
  conoscere la realtà del territorio regionale, di acquisire tutti  i
  dati  necessari  per  definire  gli interventi  ed  individuare  le
  carenze di strutture e di personale.
   Si  procederà, di seguito, all'istituzione della rete di relazioni
  di  all'art. 5 della legge, organismo su base provinciale o  zonale
  distrettuale  avente finalità di prevenzione ed intervento  per  il
  contrasto  degli  episodi  di  violenza  sui  soggetti  destinatari
  individuati all'art. 1 della norma.
   Con  la  massima  tempestività, a seguito dell'approvazione  della
  citata delibera di Giunta del piano 2012, sono stati definiti,  con
  il  parere favorevole, reso nella seduta n.63 del 28/11/2013, della
  VI  Commissione  legislativa dell'ARS, ed  approvati  dalla  Giunta
  regionale,   i   criteri   per  il  2013,   (allegato)   contenenti
  sostanzialmente interventi di riequilibrio territoriale rispetto al
  piano  del 2012 e nel contempo prevedendo la pubblicazione urgente,
  attesa  la prossima chiusura dell'esercizio finanziario,  di  bandi
  aperti a tutto il territorio regionale.
   Infatti,  come evidenziato, l'attivazione della procedura relativa
  al  2013  è  stata  condizionata  temporalmente  dalla  conclusione
  dell'iter  riferito all'anno 2012, che si svolgerà con immediatezza
  con  fasi procedurali brevi, al fine di consentire l'assunzione del
  corretto impegno, entro il termine consentito del 31/12/2013.
   Da  ultimo  si  rappresenta, purtroppo, l'esiguità  delle  risorse
  stanziate  per  le finalità della 1.r. n. 3/2012,  a  fronte  degli
  interventi  programmati, da attuarsi in base ad un piano triennale,
  ai  sensi  dell'  art.  2,  pertanto si prodigherà  ogni  possibile
  sforzo,  per  ricercare  risorse  aggiuntive,  con  possibilità  di
  attingere  anche  dalla  programmazione  dei  fondi  extraregionali
  assegnati al Dipartimento Lavoro ed al Dipartimento Formazione».

     (L'allegato alla risposta é disponibile presso l'archivio del
                        Servizio Lavori d'Aula)

   VINCIULLO.  -  «Al  Presidente della  Regione,  all'Assessore  per
  l'istruzione  e la formazione professionale, all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche  sociali e il  lavoro,  all'Assessore  per
  l'economia:

   premesso che lo scorso 9 marzo, l'Autorità Giudiziaria di  Trapani
  ha emesso provvedimenti restrittivi che hanno coinvolto sei persone
  in  servizio  presso l'Istituto Casa del Fanciullo San  PIO  X'  di
  Valderice per accuse di maltrattamento su minori;

   considerato   che  si  tratta  di  gravi  fatti  di  cronaca   che
  coinvolgono minori;

   ritenuto  che  bisogna conoscere se l'Istituto è  beneficiario  di
  contributi da parte della Regione;

   per sapere se:

   l'Istituto 'San Pio X' di Valderice abbia rapporti con la Regione;

   il  predetto  Istituto abbia avuto finanziamenti pubblici,  o  sia
  destinatario di risorse regionali o di altri aiuti economici  o  di
  contributi elargiti dalla Regione». (1060)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.    -    «In    merito   alla   tematica    rappresentata
  nell'interrogazione  n.  1060  dell'Onorevole  Vinciullo  Vincenzo,
  meglio specificata in oggetto, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito dei gravi fatti di cronaca e dei provvedimenti adottati
  dalla Magistratura, effettuata la necessaria interlocuzione con gli
  uffici del Dipartimento famiglia e Politiche Sociali, il Servizio 2
   Coordinamento  dei  distretti  e  servizi  socio-sanitari  Ufficio
  Piano   competente  per  materia ha  tempestivamente  provveduto  a
  sospendere  il decreto di iscrizione all'albo regionale degli  enti
  socio-assistenziali  8ex  l.r.  22/86,  art.  26)  della   comunità
  alloggio in argomento.
   Il  provvedimento di cancellazione sarà definito  a  completamento
  delle   indagini   penali   ancora  in  corso   ed   accertata   la
  responsabilità degli operatori coinvolti.
   Parimenti il Servizio 6  politiche familiari, giovanili e  per  la
  tutela  dei minori  ha rappresentato che per l'anno 2013, il Comune
  di  Trapani  ha  inserito nella previsione di spesa  allegata  alle
  richieste  di  finanziamento per l'intervento indicato  in  oggetto
  anche  spese  relative a n. 4 minori ospitati nel mese  di  gennaio
  presso l'istituto  San Pio X  e allo stesso comune sarà erogata  la
  somma  complessiva  di  euro  2.000,28;  tuttavia  il  decreto   di
  sospensione  dell'Istituto citato decorre  dal  14/03/2013,  quindi
  successivamente al periodo di ricovero per cui il Comune di Trapani
  ha fatto richiesta».

                                                        L'Assessore
                                                   Arch.        Ester
                                              Bonafede

                 «Rubrica «Infrastrutture e Mobilità»

   LA  ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO  -
  ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  il territorio e l'ambiente, all'Assessore per le risorse agricole e
  alimentari  e  all'Assessore per le infrastrutture e  la  mobilità,
  premesso che:

   dal  10/09/2013 sono stati avviati i lavori di sistemazione  e  di
  messa  in  sicurezza  della  banchina per  il  miglioramento  delle
  condizioni di ormeggio delle barche da pesca che sfruttano il porto
  di Sferracavallo, borgo marinaro del comune di Palermo;

   l'opera   è   stata   finanziata  dall'Unione   Europea   con   la
  partecipazione   dell'Assessorato   delle   Risorse   Agricole   ed
  Alimentari, Dipartimento Regionale degli Interventi per  la  Pesca,
  per  un  importo  complessivo di 575.000 euro da impiegare  per  il
  potenziamento  e  l'ammodernamento della  dotazione  tecnica  degli
  scali per i pescherecci;

   nel  progetto è stata prevista la manutenzione straordinaria delle
  banchine, degli scali di alaggio e varo delle imbarcazioni,  nonché
  il  rifacimento  della  pavimentazione  e  il  completamento  della
  dotazione   impiantistica  portuale  con  la  realizzazione  di  un
  moderno  impianto antincendio, di colonnine erogatrici d'acqua,  di
  una  centrale di aspirazione delle acque nere delle imbarcazioni  e
  il  rifacimento dei sistemi di parabordo e manutenzione delle bitte
  di ormeggio;

   considerato che:

   nei  primi  anni  Ottanta  veniva realizzato  un  avamposto  della
  Capitaneria  di  Porto la cui struttura, a causa di  un  errore  di
  progettazione,  si è rivelata fin da subito inutilizzabile,  poiché
  troppo vicina al mare;

   tale  costruzione  non  è  mai  stata  resa  operativa,  rimanendo
  abbandonata fino al verificarsi del crollo di parte della struttura
  occorsa nei trascorsi mesi estivi;

   in  seguito al crollo della struttura, la Capitaneria di porto  ha
  provveduto a transennare l'area;

   rilevato che:

   la struttura non è mai stata posta in sicurezza, costituendo fonte
  di   gravi  rischi  per  l'incolumità  dei  numerosi  bagnanti  che
  usufruiscono di uno dei tratti più belli e suggestivi  della  costa
  siciliana;

   nel progetto di sistemazione e messa in sicurezza del porto non  è
  stato previsto alcun intervento relativo alla struttura crollata  e
  ancora pericolante;

   per sapere quali provvedimenti intenda adottare per restituire  ai
  luoghi  la  loro  naturale  bellezza e consentire  così  la  libera
  fruizione di una bellissima baia, a ridosso di una riserva naturale
  dal forte e riconosciuto richiamo turistico». (1465)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 1465  a  firma
  dell'onorevole  La  Rocca Claudia, cui si risponde  sulla  base  di
  notizie   assunte   dal   competente  Servizio   del   Dipartimento
  Infrastrutture, mobilità e trasporti, si rappresenta quanto segue.
   L'opera  oggetto  dell'interrogazione è stata  realizzata  dall'ex
  Ufficio  Aeroporti  dell'allora Assessorato  regionale  dei  Lavori
  Pubblici con l'intento di destinarlo ad attività di soccorso  e  di
  recupero  a mare in caso di incidente aereo. L'opera non entrò  mai
  in  funzione  a  causa  del mancato finanziamento  delle  opere  di
  protezione  a mare delle banchine di attracco dei mezzi nautici  di
  soccorso.
   Dette  opere erano state inserite nel programma triennale  per  le
  opere  marittime  2003/2005,  approvato  con  D.A.  n.  49/Gab  del
  17.12.2003,   con   previsione   di  realizzazione   nell'esercizio
  finanziario 2005, per un importo pari ad euro 4.000.000,00.
   L'intervento programmato prevedeva la realizzazione di:
   -  Prolungamento  del molo foraneo dell'attuale  progressiva  sino
  alla  progressiva  250,70  mt, in scogli naturali  e  massiccio  di
  sovraccarico in cls;
   - Banchinamento e rivestimento in pietra locale del tratto di molo
  di nuova realizzazione;
   -  Costruzione di un pontile in cemento armato per l'attracco  dei
  natanti adibiti al soccorso a mare.
   L'intervento,  a  causa dell'insufficienza  di  fondi,  che  ormai
  contraddistingue  il  capitolo  di  bilancio  relativo  alle  opere
  marittime e portuali, non è stato mai finanziato, pertanto le opere
  realizzate   dall'Ufficio  Aeroporti  non   conseguirono   mai   la
  funzionalità  operativa,  rimanendo  in  disuso  ed  in  stato   di
  abbandono.
   Con  riferimento all'intervento in corso di realizzazione  a  cura
  del  Dipartimento  regionale  degli interventi  per  la  Pesca,  si
  ritiene  opportuno  precisare  che  questo  Assessorato  non  è   a
  conoscenza  delle  opere previste in progetto.  In  ogni  modo,  da
  quanto si evince dal testo dell'interrogazione, non sembrerebbe che
  tra  tali  opere figuri il prolungamento della diga foranea,  unica
  opera   capace   di  salvaguardare  la  costruzione  in   argomento
  dall'azione incessante delle mareggiate.
   Pertanto,  si  ritiene che, in mancanza di ingenti  interventi  di
  protezione dell'area oggetto dell'interrogazione, non sia utile  né
  tanto meno vantaggioso per l'Amministrazione programmare interventi
  riguardanti il manufatto in argomento, se non la totale demolizione
  ed il ripristino dell'area allo stato originario.
   Tanto  si comunica e si resta a disposizione per fornire ulteriori
  informazioni che si renderanno utili sull'argomento».

                                                        L'Assessore
                                                                Dott.
                                         Antonino Bartolotta