Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
La seduta è aperta alle ore 16.29
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo dà lettura del
processo verbale delle sedute n. 125 e n. 126 del 6 febbraio scorso
che, non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la risposta scritta alla
seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 1225 - Chiarimenti sulle nomine dei direttori sanitari ed
amministrativi delle aziende sanitarie siciliane.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Panarello,
Francesco Cascio e Giuseppe Milazzo hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale invio
alla Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
Commissione:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV):
- Disposizioni in materia di distribuzione di gas naturale. (n.
686)
di iniziativa parlamentare.
presentato il 7 febbraio 2014 e inviato il 10 febbraio 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Testo unico delle attività produttive. (n. 683)
di iniziativa governativa, inviato il 6 febbraio 2014, parere IV e
UE.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico integrato.
(n. 693)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 febbraio 2014.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1547 - Notizie in merito alla partecipazione della Regione
siciliana alla Conferenza 'Ten-T days 2013' a Tallin.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;
Figuccia Vincenzo; Greco Giovanni; Federico Giuseppe; Fiorenza
Dino; Lo Sciuto Giovanni
N. 1548 - Urgente blocco dei ricoveri sine die nelle CTA (Comunità
Terapeutiche Assistite) e potenziamento dei servizi psichiatrici
territoriali ai fini della prevenzione.
- Assessore Salute
Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto
N. 1551 - Notizie in merito alla sospensione del servizio notturno
dell'automedica di Taormina (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1543 - Valorizzazione della riserva naturale orientata Pizzo
Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, in provincia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Figuccia Vincenzo
N. 1544 - Chiarimenti in merito alla distribuzione indiretta dei
farmaci Pht.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 1545 - Erogazione dei trattamenti pensionistici al personale in
quiescenza degli ex consorzi Asi, posti in liquidazione.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Rinaldi Francesco; Alloro Mario; Vinciullo Vincenzo;
Oddo Salvatore
N. 1546 - Ripristino dei contributi ad associazioni ed enti per lo
sviluppo delle attività musicali nella Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Fazio Girolamo
N. 1549 - Chiarimenti in merito al commissariamento della CRIAS.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Falcone Marco; Cascio Francesco; Assenza Giorgio; Alongi Pietro;
Milazzo Giuseppe
N. 1550 - Notizie in merito al mancato recepimento della nota
ministeriale concernente l'istituzione del Gruppo di lavoro
interistituzionale regionale sulla disabilità.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Zito Stefano;
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; La
Rocca Claudia; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Ferreri Vanessa;
Ciancio Gianina; Vinciullo Vincenzo
N. 1552 - Chiarimenti sul laboratorio tossicologico Myrmex di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1553 - Verifica delle presunte responsabilità per i disservizi
delle modalità di 'Go-Bike' nel comune di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 155 - Iniziative in ordine alla nomina del nuovo primario di
chirurgia dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 266 Attivazione di servizi ospedalieri di emergenza-
urgenza cardiochirurgica , degli onorevoli Turano Girolamo; La
Rocca Ruvolo Margherita; Firetto Calogero; Anselmo Alice; Miccichè
Gianluca Antonello; Dina Antonino; Ragusa Orazio; Bandiera Edgardo;
D'Agostino Nicola, presentata il 3 febbraio 2014;
numero 267 Piena fruibilità dei rifugi gestiti dal dipartimento
regionale Azienda Foreste Demaniali , degli onorevoli Ciancio
Gianina; Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano, presentata il 4 febbraio 2014;
numero 268 Iniziative a livello nazionale per la sospensione
delle procedure di riscossione per situazioni eccezionali , degli
onorevoli Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano, presentata il 6 febbraio 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di adesione e di nuova denominazione di Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che:
- con nota pervenuta alla Presidenza il 6 febbraio 2014 e
protocollata al n. 1436/AulaPg-RagPg del 7 febbraio successivo,
l'onorevole Giuseppe Milazzo ha comunicato di non fare più parte
del Gruppo parlamentare PDL-Verso il PPE' con decorrenza 6
febbraio 2014.
Pertanto, fino a diversa comunicazione, il suddetto deputato, ai
sensi dell'art. 23, comma 4, Reg. int. ARS, a decorrere dal 6
febbraio 2014, entra a far parte del Gruppo parlamentare Misto;
- con nota pervenuta il 7 febbraio 2014 e protocollata al n.
1469/Aulapg del 10 febbraio successivo, l'onorevole Formica,
Presidente del Gruppo parlamentare Lista Musumeci , ha comunicato
che il Gruppo parlamentare da lui presieduto ha assunto la seguente
nuova denominazione: Lista Musumeci - Forza Italia ;
- con nota pervenuta il 7 febbraio 2014 e protocollata al n.
1470/Aulapg del 10 febbraio successivo, l'onorevole Cordaro,
Presidente del Gruppo parlamentare Grande Sud - PID Cantiere
popolare , ha comunicato che il Gruppo parlamentare da lui
presieduto ha assunto la seguente nuova denominazione: Grande Sud
- PID Cantiere popolare - Forza Italia .
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, preciso che, con riferimento ai cambi di
denominazione di Gruppo testé comunicati, la Presidenza si riserva
di intervenire sulle nuove denominazioni, d'intesa con i Gruppi
parlamentari interessati, ove dovesse ingenerarsi confondibilità
tra di loro.
Così rimane stabilito.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Decimo anniversario della Giornata del ricordo per le vittime
delle foibe
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ieri 10 febbraio, è stata
celebrata la Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe .
La storia dovrebbe essere raccontata per quello che è, senza
mistificazioni, e priva di veleni ideologici. E solo questa storia
potrebbe dirsi maestra di vita.
Per decenni nel nostro Paese si è registrato un silenzio
assordante ed i testi scolastici hanno relegato all'oblìo una delle
più dolorose e tragiche pagine della storia di Italia: l'eccidio di
migliaia di italiani ad opera delle milizie partigiane di Tito
nella totale indifferenza delle potenze militari dell'epoca e
l'esodo di 350mila italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Migliaia di connazionali, fra il 1943 ed il 1947, vennero uccisi
barbaramente e gettati nelle Foibe, cavità carsiche, tecnicamente
definite inghiottitoi'. Senza alcune distinzione fra uomini e
donne, adulti o bambini.
La loro tragica fine giustificata da un'unica colpa: essere
Italiani e non rinnegarlo.
Quest'anno ricorre il decimo anniversario dell'istituzione della
giornata del ricordo. Una giornata necessaria a rendere finalmente
giustizia alle migliaia di vittime innocenti di un moto d'odio, di
cieca vendetta, di inaudita violenza.
Soltanto la memoria rappresenta il vero antidoto al ripetersi di
fenomeni e vicende così tristemente tragici. E a noi tocca il
compito di ricordare alle generazioni future questa macabra pagina
della storia italiana.
Orgogliosi di essere Italiani.
Invito, quindi, tutti i deputati ad osservare un minuto di
silenzio.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.47, è ripresa alle ore 17.59)
Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo già svolto le comunicazioni
si passa al II punto all'ordine del giorno: Discussione di disegni
di legge.
Abbiamo all'esame i primi tre disegni di legge che riguardano la
questione delle province, posti ai numeri uno, due e tre. Si era
concordato di svolgere una discussione generale su tutti e tre i
disegni di legge; c'era stato un momento di riflessione, e per
questo si era rinviato ad oggi per comprendere se c'era la
possibilità di un momento di sintesi complessiva, non mi riferisco
alla maggioranza o all'opposizione, ma a tutti i Gruppi
parlamentari.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori
CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
perché, indipendentemente, dalle riflessioni in corso, io direi che
l'Assemblea regionale non deve continuare a perdere tempo sul
disegno di legge voto che è all'ordine del giorno già da tempo,
posto al numero otto, perché direi che è necessario potere, in
questa serata, ad approvare questa legge voto che dà la
possibilità alla Regione siciliana di dialogare nel confronto con
Roma in modo ben diverso.
Questa legge voto, probabilmente, doveva essere votata prima
dell'approvazione del bilancio e della finanziaria, ma considerato
che l'Assemblea regionale si accingerà prossimamente a varare una
finanziaria e un bilancio bis, io riterrei che avere la possibilità
che l'Assemblea si pronunci sull'abrogazione della parte
dell'articolo 36, comma 2 dello Statuto della Regione siciliana che
impone le imposte di produzione da versare nel bilancio dello
Stato, secondo una vera solidarietà che i siciliani e il bilancio
regionale hanno dato al Paese intero contribuendo al fabbisogno
nazionale, con le risorse proprie della Regione siciliana, penso
che oggi sia il momento giusto per ripetere questa legge voto
questa legge voto che già nella passata legislatura ha avuto un
voto unanime dall'Assemblea regionale siciliana, e il Parlamento
nazionale dell'epoca non ha neanche avuto la sensibilità di
mettere all'ordine del giorno.
Io ritengo e spero che gli onorevoli colleghi possano sostenere
l'approvazione di questo testo. E' un testo sicuramente
costituzionale, semplice, che è stato studiato già dalle
commissioni pertinenti, sia la Commissione I che la commissione
Bilancio', è un testo indispensabile nella trattativa con il
Governo nazionale soprattutto per rispettare le quantificazioni
necessarie per le risorse che la Sicilia deve pretendere e che di
fatto, rispetto ad una legge truffa dello Statuto della Regione,
hanno negli anni creato non solo danno ma soprattutto macerie nei
territori dove le grandi industrie e le grandi imprese hanno
approfittato creando danni ambientali e non risorse per il nostro
Paese.
Per questo, spero che l'Assemblea, con il Presidente Ardizzone,
considerato che rispetto alla legge dei consorzi di comuni c'è un
momento di approfondimento, si possa votare ed esitare questo
disegno di legge voto.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, da parte mia nessuna difficoltà,
però dobbiamo comprendere l'andamento dei lavori d'Aula.
La legge voto è già inserita all'ordine del giorno, la volta
precedente non si è potuto incardinarla per la sua assenza, per
motivi oggettivi: da parte mia se troviamo un'intesa si può pure
votare stasera, onorevole Cimino, perché è una norma di un
articolo, già peraltro c'era stata una discussione e c'è una
condivisione, posso dire unanime da parte dell'Aula.
Quindi, vediamo l'andamento dei lavori e poi decidiamo.
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente onorevoli colleghi, prendo lo spunto
dall'intervento del collega Cimino e vorrei sottolineare all'Aula,
alla quale chiedo l'attenzione che credo questo momento meriti,
perché ritengo che con riferimento ai punti iscritti all'ordine
del giorno, per i quali oggi siamo chiamati a riunirci, non ci
siano, oggettivamente, le condizioni per poterli trattare.
Dal titolo del TG3 di oggi a pranzo, all'approfondita intervista
del Presidente della I Commissione Affari istituzionali , devo
dire molto significativa, riportata da Sì24 emergono, l'una
rispetto all'altra, delle gravi discrasie. Cosa voglio dire,
provocatoriamente ma neanche tanto? Che allo stato, al netto delle
notizie giornalistiche che parlano di un accordo romano che
calerebbe su quest'Aula dall'alto, che prevedrebbe appunto un
accordo di maggioranza che disegna o disegnerebbe un disegno di
legge di riscrittura sull'istituzione dei liberi consorzi dei
Comuni e due maxiemendamenti firmati dai Capigruppo di maggioranza,
al netto delle informazioni mediatiche, questo Parlamento non è in
possesso di nulla alle ore 18,10 dell'11 febbraio 2014.
Rispetto a questo, che è un dato oggettivo e che non ha alcun
timore di essere smentito come fatto strumentale, io chiedo ai
Capigruppo della maggioranza, o presunta tale, che sostiene il
governo Crocetta, gli stessi Capigruppo che avrebbero partecipato
ieri ad una riunione romana, siglando un accordo sull'istituzione
dei liberi consorzi dei Comuni, sulle città metropolitane, sulla
proroga o meno dei commissari, su tutta una serie di temi che oggi
noi ci riuniamo teoricamente per esitare, ecco, io chiedo ai
Capigruppo di maggioranza, ma lo chiedo anche al Presidente
dell'Assemblea, di dirci sulla scorta di quale disegno di legge noi
iniziamo ad affrontare l'argomento riforma delle province,
istituzione dei liberi consorzi dei comuni'. Noi non siamo a
conoscenza di nulla, e quando dico noi mi riferisco a
quell'opposizione responsabile che ha sempre cercato di dare il
proprio contributo tutte le volte che di buone leggi si è trattato.
Rispetto a questo quindi, signor Presidente, chiedo di differire
di almeno ventiquattro ore l'inizio della discussione di disegni di
legge che non conosciamo, partendo anche dal presupposto che
siccome oggi abbiamo anche la possibilità di esitare un disegno di
legge che è quello proposto dall'onorevole Cimino, e io concordo
con questa impostazione, chiedo ai Capigruppo di maggioranza di
intervenire e di venire incontro a questa, che credo sia
un'esigenza minima di agibilità di questo Parlamento.
Non è consentito, in piena seduta, comprendere a noi di che cosa
stiamo parlando, qual è il presunto accordo raggiunto dalla
maggioranza, quali sono i disegni di legge che ci troveremo ad
affrontare, e quindi credo che ancora una volta, con pieno senso di
responsabilità, la richiesta che viene dalle opposizioni non possa
non essere accolta dalla Presidenza; credo che la maggioranza
debba porre in essere in quest'Aula un sussulto di amor proprio, e
di amore per la dignità ed il prestigio di questo Parlamento,
venendo incontro alla richiesta che sto avanzando, e raccordandoci,
se del caso, anche in un momento di confronto esterno all'Aula per
capire se c'è la possibilità, una volta che fosse vero, partorito
questo disegno di legge e proposto ai deputati, per comprendere se
siamo in condizioni di lavorare oppure no.
Per quanto mi riguarda, ad oggi e ad horas, non lo siamo, quindi
signor Presidente, la richiesta di rinvio non del termine per la
presentazione degli emendamenti, che evidentemente non può che
scattare dal momento in cui saremo in condizione di conoscere qual
è il disegno di legge proposto.
Chiedo un rinvio di ventiquattrore in ragione del fatto che noi i
disegni di legge che sono venuti fuori nel corso della riunione
della scorsa notte noi non li conosciamo. Chiedo che la
maggioranza, responsabilmente, ci dia ragione e si associ alla
nostra richiesta di rinvio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è un appello fatto ai Presidenti
dei Gruppi parlamentari di maggioranza. Il ragionamento che è stato
svolto dall'onorevole Cordaro mi sembra corretto perché sostiene
che è inutile anticipare discussioni su un disegno di legge,
sull'emendamento di riscrittura, sul quale ci potrebbe essere una
condivisione, ma bisogna conoscerlo.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato il
ragionamento esposto in quest'Aula dell'onorevole Cordaro, così,
senza giri di parole, dico subito che condivido, ed è assolutamente
indispensabile quando si tratta di regole in Parlamento, che ci sia
la condivisione, la più ampia possibile di tutti i parlamentari
delle forze politiche che siedono in questo Parlamento. Era
intenzione, peraltro informalmente espressa, già in questi minuti,
di indire ora stesso un incontro tra le forze parlamentari di
maggioranza e di minoranza, tra i Capigruppo, tra coloro che
possono dare un contributo a scrivere meglio una riforma che
impegna, certamente, la democrazia dei territori e per questa
ragione è una riforma complessa, delicata che non può essere
trattata con fretta e superficialità.
Fermo restando la proposta dell'onorevole Cimino, che condivido,
sulla trattazione del disegno di legge di cui ha parlato, signor
Presidente, le chiedo, quando e se lei riterrà, una sospensione di
un tempo ragionevole di quest'Aula per consentire ai capigruppo e
alle forze politiche presenti in questo Parlamento, di incontrarsi
per ragionare su questa riforma.
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra di
capire, anche per l'intervento dell'onorevole Gucciardi, che
sull'importante progetto di riforma sulle province ci sia un
momento di riflessione e di approfondimento avvertito da tutti,
l'onorevole Cordaro ha chiesto un rinvio, l'onorevole Gucciardi ha
chiesto una breve sospensione.
Se fosse possibile, signor Presidente, non mi vorrei discostare
molto dal ragionamento fatto nell'ultima seduta, vorrei suggerire
all'Aula di continuare con l'ordine del giorno, se il problema
politico riguarda i tre disegni di legge di cui è relatore
l'onorevole Cracolici, atteso che gli stessi sono incardinati,
potrebbero essere trattati più tardi o domani, come la maggioranza
e la minoranza riterrà.
L'onorevole Cimino ha rappresentato una legittima istanza, ma
prima di quella all'ordine del giorno ci sono due diversi disegni
di legge: uno su cui si è svolta l'introduzione e si dovrebbe
tenere la discussione generale che è quella che vede relatore
l'onorevole Trizzino, dando tempo per gli emendamenti, e quello
dell'onorevole Di Giacinto, che l'altra volta era assente.
Poi verrebbe, soltanto per l'approvazione dell'articolato, quello
sulla ricerca scientifica in ambito sanitario. Secondo me, si
potrebbe fare una bella cosa se questo disegno di legge si potesse,
quanto meno, esitare nell'articolato e poi dare il voto finale
quando il Presidente vorrà.
Sarebbe un segnale bello perché è un disegno di legge che è
all'ordine del giorno già da parecchio tempo e potrebbe essere
evaso facilmente, atteso che non sono stati presentati emendamenti.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei peraltro aveva presentato una
questione pregiudiziale, su mia richiesta l'aveva accantonata. Se
ci teniamo sul filo del ragionamento, c'è una richiesta
dell'onorevole Cordaro che è condivisa, politicamente e con lo
spirito, dall'onorevole Gucciardi credo, peraltro, a nome dei
deputati di maggioranza che avrebbero partecipato a questo vertice.
Per cui dobbiamo trovare il momento in cui si inizia a discutere
nel merito delle questioni.
Non mettiamo altra carne al fuoco, altri problemi.
FORMICA. Signor Presidente, come giustamente lei ricordava,
nell'ultima seduta io avevo presentato due richieste, una di rinvio
in Commissione e l'altra di procedura di costituzionalità della
legge stessa. Su ambedue si doveva pronunciare l'Aula.
Come vede la richiesta di rinvio in Commissione non era una
richiesta campata in aria perché gli avvenimenti ultimi, come già
sottolineato dall'onorevole Cordaro in precedenza, hanno vieppiù
dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, che c'è una certezza
sola, che questo Parlamento ha, e cioè che non sappiamo
assolutamente qual è la strada da intraprendere e lo hanno
dimostrato i leader dei lavori in Commissione, laddove si è passati
da una posizione del Governo superata da una posizione del
Presidente della Commissione con successivi interventi da parte del
Governo che via via ha modificato le sue posizioni o ha ritirato,
prefiggendosi di ripresentarli in Aula, quelli che sono le sue
previsioni per questo disegno di legge.
Quindi, se una certezza abbiamo è proprio quella che siamo
all'oscuro di tutto. Se a ciò aggiungiamo che, come veniva
ricordato, dobbiamo apprendere da indiscrezioni di stampa che ci
sarebbe stata una riunione a Roma e che in questa riunione si
sarebbe stabilito che l'accordo preveda un nuovo disegno di legge,
completamente diverso da quello che c'è in esame, allora la
richiesta di ritorno in Commissione, il luogo adatto per discutere
della nuova proposta di sintesi che si sarebbe raggiunta fuori
dalle mura di questo Parlamento, mi pare che sia un fatto
obbligatorio.
Dopo di che, Presidente, e coerentemente con quello che sto
dicendo, giustamente da più parti è stata avanzata l'ipotesi, in
virtù di questa novella extraparlamentare, di avere almeno
ventiquattro ore di tempo per sapere, almeno, su quale testo
questo Parlamento si deve impegnare e su quale testo si deve
esprimere, perché a tutto siamo arrivati ma alla proposizione,
formulazione e approvazione di leggi completamente fuori dal
percorso parlamentare, e ancora a questo non si è raggiunti. Non
penso che lei che è un fine giurista ed una persona rispettosa in
maniera assoluta delle prerogative del Parlamento lo possa
consentire.
Quindi io proporrei di accedere alla richiesta di posporre di
ventiquattro ore, a domani, la discussione del disegno di legge,
nel frattempo saremo a conoscenza nel dettaglio di quale è la
proposta, e così rientriamo nell'orbita di un percorso
istituzionale e parlamentare.
Contestualmente oggi potremmo discutere di altri disegni di legge
che sono iscritti all'ordine del giorno. Ritengo che sarebbe una
cosa utile, peraltro ce ne sono alcuni che sono in relazione col
disegno di legge 500/A che è urgentissimo, proposto con forza dal
Governo regionale e nazionale, ma che ha implicazioni, anche
pesanti sulla vita di oggi e dei prossimi trent'anni di questa
regione e dei cittadini stessi, tant'è che prevede il mantenimento
dell'aliquota massima dell'IRPEF e dell'IRAP per i prossimi venti
anni.
Credo che sia un argomento con una grandissima priorità, fra
l'altro il Governo stesso ha dichiarato che questo disegno di legge
è propedeutico alla riformulazione e alla presentazione della nuova
manovra finanziaria. Altro che urgenza Pertanto, la invito anch'io
e la richiesta che le faccio è quella di posporre di ventiquattro
ore l'esame del disegno di legge che riguarda le province e
continuare, stasera, con l'esame di altri disegni di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono numerosi iscritti a
parlare. In seguito sospenderò la seduta per cinque minuti per
concordare brevemente coi capigruppo, senza allontanarci dall'Aula,
quello che potrà essere il percorso.
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto che
la proposta dell'onorevole Cordaro che è anche stata accolta
dall'onorevole Gucciardi, sia una ottima proposta.
Non vi è dubbio che la riforma delle province sia interessante.
Siamo tutti convinti che sarà una cosa importante, ma io mi fermo
al punto precedente.
L'onorevole Cimino pone un tema abbastanza delicato,
l'approvazione dell'articolo 36, oggi è più che mai importante,
dopo che il direttore generale del Ministero dell'Economia e
Finanze, con un proprio decreto ha autorizzato l'utilizzazione
dell'articolo 37.
Noi stiamo annegando nei debiti e nei problemi economici, tanto
che il Commissario dello Stato, inopinatamente, ha tagliato a
destra e manca e ha approvato quello che gli faceva comodo.
Senza guardare con attenzione alle cose da farsi.
Mentre tutta Italia si fa carico di congelare i debiti delle
piccole e medie aziende per evitare fallimenti che ormai sono a
migliaia ed anche di cercare di bloccare i suicidi, e tutto questo
non riesce a trovare una sintesi. Siccome il disegno di legge
sull'articolo 36 è un passaggio rapido e veloce, mentre andremo a
cercare non so cosa per queste province, magari aumentiamo un po'
di confusione alla confusione che già c'è, io direi ai colleghi,
signor Presidente, facciamo passare questo disegno di legge
sull'articolo 36, mandiamolo a Roma e facciamoci carico di farlo
approvare., perché abbiamo bisogno delle risorse che sono nostre.
Qui c'è tanta gente che viene, lavora e se ne va. Le banche, le
assicurazioni, la grande distribuzione e tutte le piccole e medie
imprese che arrivano, prendono e vanno via perché vanno a pagare le
tasse in altra sede.
La Fiat è una delle tante aziende. Così come la grande
distribuzione.
Io le chiedo, signor Presidente, se fosse possibile, senza nulla
togliere a tutti i disegni di legge che sono importanti.
Stamattina mi è stato comunicato e sollecitato che la Comunità
europea, in ordine alle risorse stanziate per l'amianto, tenderebbe
a revocarne il finanziamento.
Ci sono migliaia di persone che stanno morendo per l'amianto. Ci
sono migliaia di persone che potrebbero lavorare. E' notizia di
questa mattina di montagne di eternit ovunque, con tante persone
che vengono avvelenate. Notizia di stamattina che solo oggi hanno
chiuso centocinquanta imprese e persi seimila posti di lavoro
nell'edilizia.
Signor Presidente, questa legge è una legge che può consentire di
non perdere i venti milioni di euro che abbiamo preso dalla PAC,
perché così è, di far lavorare un bel po' di migliaia di persone,
di evitare che altrettante migliaia di persone corrano il rischio
di morire per tumori ai polmoni causati dall'amianto.
Io le chiedo e chiedo all'Assemblea se, dopo avere votato questo
passaggio d'Aula veloce sull'articolo 36 dello Statuto, si possa
anticipare per evitare la discussione della legge sull'amianto che
poi è a passaggio d'Aula perché è stata già approvata dalle
Commissioni II, IV e VI, se si può fare un'operazione di questo
tipo per evitare di perdere le risorse così come richiesto dalla
Comunità europea.
PRESIDENTE. Sospendo i lavori per cinque minuti, invitando i
capigruppo parlamentari a non allontanarsi dall'Aula per concordare
il percorso.
(La seduta, sospesa alle 18,25, è ripresa alle ore 18.39)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari si è determinata nel senso di dare termine fino
a domani alle ore 13.00 per la presentazione degli emendamenti ai
tre disegni di legge relativi alle Province.
Nel frattempo, alle ore 9.30 sempre di domani, è convocata
un'altra Conferenza dei capigruppo in Sala Rossa alla presenza
dell'assessore Valenti e del presidente della prima Commissione
per cercare di trovare una sintesi su un problema complesso e
delicato. Nel pomeriggio si continuerà la discussione generale, in
quanto i tre disegni di legge sono stati già incardinati, nel
tentativo di arrivare al più presto possibile ad una approvazione
dei suddetti provvedimenti.
Intanto stasera andiamo avanti con i disegni di legge già
incardinati.
Si procede con il disegno di legge n. 162/A Schema di progetto di
legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica ai
sensi dell'articolo 41 ter, comma 2, dello Statuto, recante
Modifiche e integrazioni dell'articolo 36 dello Statuto della
Regione, in materia di entrate tributarie' , relatore onorevole
Cimino; a seguire quello sulla sanità, relatore onorevole Turano e
al disegno di legge Disposizioni per la riqualificazione dei beni
immobili confiscati alla criminalità organizzata .
Incardiniamo stasera il disegno di legge Disposizioni in materia
di pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione
finanziaria alla società di riscossione Sicilia ed esaminiamo il
disegno di legge sulla casa da gioco in Sicilia che era già stato
incardinato.
Volevo evidenziare, onorevole Gianni, che il disegno di legge
sull'amianto è ancora in Commissione Bilancio per la relativa
copertura finanziaria.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Sull'ordine dei lavori
GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, io la ringrazio per lo sforzo, ma devo
anche dire che in Commissione Bilancio l'assessore per l'economia
aveva garantito che già da ieri avrebbe mandato la copertura
finanziaria che poi è la stessa che c'era prima.
Ora, se l'assessore continua su questi errori, da un lato si fa
bocciare la finanziaria, dall'altro non mantiene gli impegni:
quindi forse è meglio che si dimetta
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, quando gli atti formalmente verranno
trasmessi alla Presidenza potranno essere trattati, quindi invito
la II Commissione a dare priorità anche sulla base di ciò che ha
detto l'onorevole Gianni.
FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha detto di
incardinare il disegno di legge n. 500/A, quello relativo ai
pagamenti della Pubblica Amministrazione, per intenderci.
Io vorrei ricordare e sottolineare a questa Presidenza e all'Aula
che proprio oggi questo disegno di legge è stato oggetto di
trattazione in II Commissione, perché l'assessore ha chiesto che
domani possa essere trattato in quanto vorrebbe trovare un
combinato disposto per potere operare un'anticipazione finanziaria
e procedere quindi al pagamento.
Signor Presidente, oggi c'è stato un incontro in Commissione
bilancio alla presenza dell'assessore Luca Bianchi, è stato detto
che domani tratteremo l'argomento di anticipazione finanziaria a
riscossione Sicilia. I soldi, in termini di liquidità secondo
l'assessore, li dovremmo prendere dal disegno di legge n. 500/, in
termini, invece, di competenza li dovremmo prendere dal disegno di
legge n. 500/A stralcio. Per cui, poiché ancora deve ritornare in
Commissione, io chiedo a questa Presidenza di soprassedere
sull'incardinamento del suddetto disegno di legge a seguito delle
determinazione che la Commissione Bilancio porrà in essere.
Altrimenti si rischia di fare confusione.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, già in Conferenza dei Capigruppo il
problema era stato posto e si era parlato di portare in Aula uno
stralcio di questo disegno di legge, non i due articoli. Iniziamo,
quindi, ad andare avanti con i disegni di legge sui quali non c'è
difficoltà.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge
costituzionale da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41
ter, comma 2, dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia
di entrate tributarie'» (n. 162/A)
PRESIDENTE. Pertanto, si procede con lo svolgimento del disegno di
legge «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'» (n. 162/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cimino per svolgere la
relazione.
CIMINO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
presente proposta di legge è una proposta di legge voto di
revisione statutaria ed intende attribuire alla Regione siciliana,
al bilancio della Regione siciliana, il gettito delle imposte di
produzione, gettito attualmente riservato, secondo la disposizione
dell'articolo 36, comma 2, al bilancio dello Stato.
In questo modo, noi riusciremmo ad attivare quel principio della
territorialità dell'imposta ed il principio di vera applicazione ed
attuazione dei principi propri del federalismo fiscale. Così come,
di fatto, in alcune regioni del nostro Paese, come la Sardegna ed
il Trentino Alto Adige, il criterio della territorialità
dell'imposta è stato utilizzato per la ripartizione delle entrate
tra lo Stato e la Regione contenendo, di fatto, questo principio la
possibilità che in una regione come la Sicilia, guarda caso, una
legge costituzionale, la legge costituzionale, della Regione
siciliana è stata una vera palla al piede rispetto, invece, alle
modifiche che le altre regioni a statuto speciale o le regioni a
statuto ordinario hanno attuato.
Noi, da tempo, abbiamo parlato e dibattuto sull'articolo 37 dello
Statuto, secondo il principio che le imprese che operano in
Sicilia, anche se hanno sede legale fuori dalla Sicilia, dovessero
pagare le imposte nel nostro territorio, così come lo stesso
articolo 38 dello Statuto che prevede il cosiddetto Fondo di
solidarietà', secondo un piano quinquennale di lavori pubblici per
la Sicilia per equilibrare i redditi di lavoro dei siciliani con
quelli del resto del Paese.
E pare, allora, onorevoli colleghi, veramente molto strano pensare
che questo nostro Statuto, per tanti articoli, non è mai stato
attuato, ed esempio ne è l'articolo 37, l'articolo 38, così come
anche la partecipazione del Presidente della Regione nel Consiglio
dei ministri quando si discute di problematiche attinenti la
Sicilia, però in una norma, in un inciso che è l'articolo 36,
comma 2, che riserva le imposte dei siciliani nel bilancio dello
Stato ha trovato, negli anni, sempre pienissima applicazione
contro, di fatto, i voleri e la dignità del nostro stesso
territorio. Perché con quelle risorse, di fatto, noi abbiamo e si è
deturpato l'ambiente; si è investito in Sicilia con la possibilità
di partecipare in modo di piena solidarietà nel bilancio dello
Stato lasciando invece poche risorse al bilancio della Regione
siciliana
Io ritengo che lo Statuto se deve essere applicato deve potere
essere applicato nella sua interezza, in caso contrario, pare
strano che con la mano in cui si vuol dare invece non trova nessuna
piena applicazione, con la mano con cui si deve prendere lo Stato
condivide, riconosce e applica i principi dello Statuto della
Regione siciliana
In conclusione, signor Presidente, voglio anche ricordare come lo
stesso articolo dello Statuto che prevede come i beni dello Stato
in disuso, come le caserme, debbano essere di fatto presenti nel
bilancio della Regione siciliana. Questa norma non è mai stata
applicata e quei beni che per Statuto dovrebbero essere beni della
Regione siciliana li mette in vendita lo Stato per fare cassa non
dando quelle risorse alla Sicilia.
Allora, siccome il nostro Statuto in buona parte non trova
applicazione: o non si applica neanche il 36, comma 2, oppure cosa
buona e giusta sarebbe dare un voto unanime dell'Assemblea perchè
possa dare una voce a Roma, affinché Roma cassi questa norma, una
norma truffa che negli anni ha dirottato al bilancio dello Stato
risorse togliendole allo sviluppo di quest'Isola.
Stiamo parlando di circa 9 miliardi per ogni anno.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento che
trova impegnata l'Assemblea è un argomento molto importante perché
finalmente mettiamo un impegno verso quella che è la reale
applicazione dello Statuto della nostra Regione siciliana.
Noi in questa sede abbiamo detto che particolarmente sugli
articoli 36, 37 e 38 deve esserci una particolare attenzione in
rapporto con la relativa mozione che abbiamo presentato
sull'articolo 37, che vede ancora una possibilità di risposta del
Governo nazionale il quale si è riservato di darci, e ciò non può
sicuramente essere realizzato con un impegno finanziario che dà
all'articolo 37 e toglie le risorse all'articolo 38.
Ciò significa un gioco di prestigio che noi intendiamo contestare
ed intendiamo per questo invitare il Governo regionale perché nel
tavolo tecnico Stato-Regione possa far valere le ragioni di un
impegno che lo Stato deve onorare nei confronti della Regione
siciliana.
Per quanto attiene invece al disegno di legge che noi stiamo
trattando stasera, si avverte sicuramente la necessità di un forte
impegno da parte di tutto il Parlamento siciliano, perché su un
problema di entrate tributarie si abbia la possibilità di
realizzare una giusta opportunità per il nostro territorio facendo
sì che sia sul problema delle accise che sul problema della
compartecipazione ai tributi si trovi una regolamentazione che
porti a mettere un punto fermo e a creare una condizione di futuro
con criteri certi, al fine di risolvere una volta e per tutte
questo nostro contenzioso con lo Stato in modo di ottenere quelle
giuste spettanze che ci devono essere riconosciute.
Quando l'articolo recita: modifiche e integrazioni , che hanno
come materia specifica entrate tributarie, come voi sapete, siccome
su questa materia la norma imperante è solo quella statale, allora,
sicuramente lo Stato trova sempre difficoltà, o trova sempre motivi
per creare difficoltà alla nostra Regione, perché non vuole
privarsi di quella parte di entrate tributarie che invece ci
spettano.
Invece noi pensiamo che chi opera in Sicilia, chi si impegna in
Sicilia, chi crea condizione anche di usufruire delle realtà che la
nostra Regione può offrire, è giusto che dia anche alla Sicilia il
giusto prezzo per le prestazioni che ha ricevuto. E poi perché,
comunque, si sono verificati momenti in cui la Sicilia ha pagato
dei prezzi per quelli che sono fenomeni che, a vario titolo,
possono anche essere definiti inquinanti. Allora, in questa
direzione ritengo che c'è, anche da parte nostra, del nuovo
centrodestra, un voto favorevole, e il nostro auspicio è che in
queste materie ci sia sempre un confronto serio, di grande garbo e
rispetto istituzionale, che possa portare una voce univoca del
Parlamento regionale siciliano verso lo Stato, perché si affermino
sempre più e sempre meglio le prerogative dello Statuto della
nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vullo. Ne ha
facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io volevo
intervenire non sulla legge proposta dall'onorevole Cimino, che è
sicuramente un'ottima legge; tutti noi presenti sappiamo bene che è
una legge che molte volte l'Assemblea regionale ha ipotizzato, ma
che alla fine lo Stato centrale ha sempre bloccato.
Io sono venuto qui stasera, oltre che per le varie leggi
all'ordine del giorno, soprattutto, per il disegno di legge n.
500/A.
So che nei giorni scorsi c'è stata una riunione dei Capigruppo; in
questa riunione si è parlato a proposito di questa legge, alla
presenza del Presidente Crocetta, si è concordato di abolire lo
stralcio n. 2, e di non approvare l'articolo n. 1. So che questo
era l'accordo raggiunto.
Ho l'impressione che molti deputati che sono qui in quest'Aula non
vivono la realtà siciliana. Perché ho questa impressione? Perché si
rischia di rinviare ancora alle calende greche questo disegno di
legge, mentre migliaia di imprenditori e tantissime società
aspettano il varo di questo provvedimento perchè possano percepire
quanto da loro dovuto dall'amministrazione regionale. E noi oggi,
ancora con manfrine o pseudo-manfrine, cerchiamo di bloccare questo
disegno di legge che sicuramente potrebbe dare, non dico molto, ma
almeno un piccolo sviluppo a questa benedetta Sicilia.
Signor Presidente, lei non può permettere di bloccare questa
legge, perché se fate una riunione dei capigruppo e in questa
riunione decidete che questa legge - io la ritengo in questo
momento più importante di quella sulle province - non sia
prioritaria, sbagliate.
Dobbiamo dare risposte ai nostri imprenditori. Io ho letto in
questi giorni diverse interviste, diversi comunicati stampa, fatti
a 360 gradi, dai vari deputati presenti in quest'Assemblea, ma alla
fine non vedo nessuno alzarsi e dire no, questa legge la dobbiamo
votare questa sera .
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. A seguire
gli onorevoli Gianni, Anselmo e Venturino. Ricordo ai colleghi che
durante gli interventi bisogna attenersi alla questione che stiamo
trattando. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
credo di essere d'accordo con l'onorevole Vullo, perché la norma
che abbiamo anche chiesto di incardinare, di trattare, assume una
valenza importante per la Regione siciliana e assume una valenza
importante perché finalmente si stabilisce il principio che le
imposte di produzione sono assegnate per una questione di
territorialità alla Sicilia, piuttosto che allo Stato.
Questo viene fatto sulla scorta di un ragionamento che forse anche
il Governo regionale tralascia che è quello che bisognerebbe
rinegoziare con lo Stato il patto di bilancio nazionale.
Oggi, da qualche anno dobbiamo dire, la Regione siciliana
interviene nel concorso alla finanza pubblica, sopportando un onere
di circa un miliardo di euro l'anno, cioè siamo passati da una
finanza derivata - cioè la Sicilia che costituiva il proprio
bilancio da una finanza derivata dai trasferimenti nazionali - ad
un sistema in virtù del quale è la stessa nostra Regione che
sostiene il patto di bilancio nazionale, cioè l'indebitamento
nazionale viene sostenuto anche dalla nostra Regione siciliana.
Noi dobbiamo rivedere l'intero rapporto finanziario che è a capo
dei negoziati fra la Sicilia e il Paese Italia, il Governo
centrale, e lo dovremo fare di lì a breve anche per fare la
prossima manovra finanziaria che è stata annunciata dal Governo, ma
ancora non l'abbiamo.
Con questa legge, ritornando all'argomento ed al tema, vogliamo
impegnare il Parlamento nazionale a rivedere i rapporti con la
Sicilia e lo vogliamo fare senza chiedere alcunché di diverso
rispetto a quelli che sono i nostri sacrifici.
Le aziende che sono venute qua, è stato detto nel passato, hanno
violentato, hanno mortificato, hanno aggredito il nostro
territorio, noi non vogliamo utilizzare tutta questa retorica, ma
diciamo che le aziende che producono qua in Sicilia devono pagare,
devono lasciare in Sicilia le imposte di produzione, stiamo dicendo
di applicare correttamente il federalismo fiscale, applichiamo
correttamente la responsabilizzazione fiscale e finanziaria secondo
cui ogni territorio deve spendere in base a quanto introita, ma
questo introito deve arrivare anche dalle imposte che devono essere
riscosse dal proprio territorio.
Invece noi stiamo vivendo, ormai da sessant'anni, una condizione
paradossale, secondo cui lo Statuto siciliano è stato più una
spinta che uno stimolo per lo sviluppo della nostra Terra e, a
fronte di questo freno, il Governo nazionale, di tanto in tanto, ci
accontentava con un articolo 38, ci accontentava con delle rimesse
che diventavano assistenzialistiche, ma servivano anche per calmare
alcuni impeti, alcune richieste, per calmare anche, se vogliamo,
alcune rivendicazioni che la Regione siciliana negli anni aveva poi
pronunciato nei confronti del Governo nazionale.
Questo è un disegno di legge, sebbene di legge voto, intelligente,
interessante che dovrebbe vedere tutti i nostri parlamentari
nazionali impegnati, lo dirò già domani sera al nostro coordinatore
regionale, il senatore Vincenzo Gibiino, di essere a capo di questa
battaglia che rivendichi le ragioni di questa Sicilia così
mortificata.
Questa Sicilia nei cui confronti fino a qualche tempo fa il
Partito Democratico rivendicava una posizione quando vi erano altri
Governi diversi da quello attuale.
Noi oggi, diciamo, che dobbiamo con forza sottoporre al Parlamento
nazionale il tema Sicilia e lo vogliamo sottoporre al Parlamento
nazionale, onorevole Cimino, lei che ha questa voce siciliana - mi
fa piacere - e lo dobbiamo sottoporre non con arroganza, ma
rivendicando un nostro legittimo diritto e lo vogliamo fare senza
prevaricazione, senza quella protervia che forse nel passato ha
caratterizzato qualche rivendicazione o senza quella sudditanza che
non ci compete.
Andiamo avanti, ha fatto bene Presidente Ardizzone ad incardinare
stasera questo disegno di legge che, sono convinto, troverà
l'apprezzamento unanime del Parlamento e poi ciascun rappresentante
di tutti i partiti, ciascun rappresentante siciliano avrà il
diritto e dovere di farsi portatore di questa battaglia, portatore
sano per dimostrare di essere ancora classe dirigente nei confronti
di questa Sicilia che merita molto più di quello che oggi ha.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, intervengo solo per congratularmi con
l'onorevole Cimino perché mentre un anno fa probabilmente questo
disegno di legge voto non era comprensibile ai più e ancor di più
al Governo nazionale, che fino a oggi ha approfittato della Regione
Siciliana per continuare a carpire le risorse che producevamo,
oggi, dopo l'atto di coraggio del Direttore Generale del Ministero
dell'Economia e Finanza sull'articolo 37, probabilmente questo
articolo 36 potrà trovare realizzazione, con questi articoli
usciamo finalmente da una crisi economica senza precedenti.
In un momento difficile come quello che attraversiamo in cui
magari il dibattito politico è articolato su riforme che per
qualcuno sono interessanti, per qualche altro, come me per esempio,
non sono affatto interessanti, come il problema delle Province, io
penso che dare una risposta alle migliaia e migliaia di
disoccupati, alle migliaia e migliaia di ammalati sia per noi un
atto di priorità assoluta.
All'onorevole Cimino dico grazie per aver ripensato a questo
disegno di legge e chiedo a tutti noi e a lei Signor Presidente
Ardizzone di inviare una lettera a tutti i deputati e i senatori
eletti in Sicilia perché si facciano carico di fare per conto
nostro e anche per conto loro una battaglia che certamente servirà
a fare uscire questa Regione dall'agonia e dall'asfissia in cui si
trova.
Signor Presidente, solo una sottolineatura ed una attenzione.
Questo disegno di legge, questo articolo 36 da solo vale almeno
sei miliardi l'anno, così come l'articolo 37, se, come si prevede,
a Commissione paritetica insediata Stato-Regione, entro due anni,
riusciamo a fare in modo che le simmetrie degli interventi tra lo
Stato e la Regione siano poste in essere, certamente riusciremo
infine nell'intento, anche per evitare una delegittimazione che io
colgo nell'aria in maniera molto chiara, tutto quello che sta
avvenendo in queste ultime settimane la dice lunga sul tentativo di
azzerare questa Assemblea.
Dico ai colleghi di fare attenzione a quello che sta succedendo
con le indagini della Procura di Palermo, che sono legittime, ci
mancherebbe; al Commissario dello Stato che boccia il settanta per
cento della Finanziaria; a questa rivoluzione che il Presidente del
CGA ha fatto, una cosa stupenda, ne parleranno tutti i libri
d'Europa, ha sovvertito tutte le regole della legge e della
legalità; agli interventi - ne parlavo poco fa con alcuni
giornalisti - del dottore Cicero, che dice che in questa Assembla
ci sono anche persone che fanno gli interessi della mafia e su
questo il presidente della Commissione Antimafia ha il dovere di
intervenire subito per chiarire se ci sono problemi di questo tipo
e chi sono le persone, visto che si dice abbia fatto anche i nomi.
Tutto questo porta ad una delegittimazione totale di questa
Assemblea.
Forse, con alcune di queste leggi che possono dare risposte
chiare, riusciremo a dare alla Regione siciliana e ai siciliani
finalmente un senso della rappresentatività e della rappresentanza
che noi siamo.
ANSELMO. Chiedo di parlare.
PREDIDENTE. Ne ha facoltà.
ANSELMO. Signor presidente, purtroppo, le devo disobbedire, nel
senso che non posso accogliere il suo invito a non divagare perché
sono troppo gravi le dichiarazioni fatte dal presidente dell'IRSAP,
Cicero, a cui si riferiva l'onorevole Gianni, fatte in occasione
della firma del protocollo con la Camera di Commercio di Palermo.
Il presidente Cicero si è permesso di affermare che, in questa
Assemblea ci sono zone infette, deputati che agiscono assolutamente
in modo pericoloso. Questo lo posso dire con certezza. Ci sono
alcuni politici che continuano a mantenere certi riferimenti con
cosa nostra e che devono garantire, in alcune sedi, anche quelle
parlamentari, interessi di questo tipo .
La dichiarazione continua ed io oltre che essere sbigottita e
sconcertata dalle affermazioni del presidente Cicero, credo che in
questa Assemblea, dove la lotta alla mafia non appartiene a
nessuno, ma a tutti e di cui abbiamo grandi esponenti di lotta alla
mafia e mi riferisco al presidente Musumeci e mi riferisco al
nostro presidente della Regione, le chiedo, pertanto, per favore,
di difendere le istituzioni perché non è possibile continuare con
questo incessante modo di vituperare e di offendere chi lavora
giornalmente e chi si impegna contro la mafia.
Chiedo a lei, come Presidente dell'Assemblea e al presidente della
Commissione Antimafia, di fare tutto quanto ritenete necessario per
arginare e, soprattutto, difendere l'istituzione e difenderci da
queste infamanti affermazioni del presidente Cicero.
GRECO GIOVANNI. Chiediamo le sue dimissioni
PRESIDENTE. Onorevole Anselmo, non è la prima volta che ci
troviamo dinnanzi a dichiarazioni di questa portata, non solo del
Presidente dell'IRSAP, Cicero, ma anche di altri esponenti.
E' chiaro che c'è un gioco al massacro, é sotto gli occhi di
tutti. Si cerca di delegittimare l'istituzione Parlamento e mi
sembra che ogni volta ritorniamo sempre sui soliti discorsi, ci
parliamo addosso e a continuare a fare la parte della cenerentola,
obiettivamente, non ci stiamo.
Però, ritengo che le dichiarazioni del presidente Cicero, che
hanno certamente una gravità quando colpiscono le Istituzioni,
abbiano fatto riferimento a singole persone e avendo fatto
riferimento a singole persone le istituzioni deputate ad avere
chiarito, da parte del presidente Cicero, a chi facesse
riferimento, abbiano sentito, così come abbiamo sentito noi,
parlamentari.
Per quello che mi riguarda, dopo tutta questa serie di interventi,
mi rendo conto e ringrazio l'onorevole Anselmo, ma già l'aveva
detto l'onorevole Gianni, citando anche questo caso, nessuno di noi
cerca di confondersi, perché quando si spara nel mucchio è chiaro
che si confonde e si mistifica.
Sono convinto che il presidente della nostra Commissione
Antimafia, così come ha fatto fino a questi mesi presentando una
relazione, senta tutti coloro che fanno queste dichiarazioni si
facciano i relativi approfondimenti, ma ribadisco un concento: le
responsabilità penali sono sempre responsabilità personali. E'
chiaro che gettare fango e discredito alle Istituzioni non
dovrebbe servire a nessuno né tanto meno al rappresentante di
un'istituzione regionale quale è l'IRSAP.
Credo e ritengo opportuno che sia lo stesso Cicero, avendo fatto
questo tipo di dichiarazioni, a fare nomi e cognomi. Però,
onorevole Anselmo, se noi ancora continuiamo ad inseguire questi
discorsi continuiamo a dare credito e a dare risposte, credo che
ognuno di noi, nella propria coscienza, sa è persona per bene o non
è persona per bene, sa se lotta la criminalità o non la lotta o
come la lotta, facciamo fino in fondo il nostro dovere. Sono
convinto che ognuno di noi lo faccia.
Ripeto, già in precedenza ho avuto modo di dire queste cose su
affermazioni gravi che riguardavano tutta l'Istituzione
parlamentare.
Speriamo che passi presto questo momento, non è un atto di
scoramento, non è un atto di sconforto, ma credo che questo
Parlamento possa fare bene e certamente farà bene e possa fare
molto, approvando anche un disegno di legge come quello proposto
dall'onorevole Cimino, però che non si fermi al disegno di legge
perché se ognuno di noi non impegna, come diceva l'onorevole Gianni
i propri parlamentari, noi dei sei miliardi di euro non vedremo
neanche l'ombra, ma sarà soltanto retorica che abbiamo fatto in
quest'Aula. Quindi, ognuno di noi ha il compito di impegnare i
propri deputati di riferimento, i gruppi parlamentari di
riferimento a livello nazionale.
Onorevole Anselmo, lei ha voluto evidenziare giustamente la
gravità delle affermazioni.
Spero che il presidente Cicero entro domani, dopodomani,
sicuramente l'avrà fatto nelle sedi opportune, però possa dire con
chiarezza a chi si riferisse perché tutta l'istituzione Parlamento
non può essere assolutamente colpita.
Per quello che mi riguarda non ci dobbiamo sentire colpiti per
delle affermazioni che sono gravi, ma sono veramente così
generiche che alla fine solo nelle sedi opportune possono trovare
momento di accertamento e chiaramente uno di questi momenti può
essere la nostra Commissione Antimafia.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei parlato
dopo il Presidente dell'Assemblea, ma ero convinto che su questo
tema ci fossero altri interventi e mi riservavo di parlare per
ultimo.
Sarò brevissimo per dire che le dichiarazioni del geometra Cicero,
presidente dell'IRSAP - onorevole penso che fosse il defunto padre
componente di quest'Assemblea - sono gravi e se dovessero essere
fondate porrebbero l'Assemblea di fronte all'esigenza di fare
assoluta chiarezza.
C'è un processo di delegittimazione di quest'Assemblea regionale
portato avanti dall'interno e dal di fuori di questo palazzo e
credo che lei Presidente, il sottoscritto e tutti i componenti
abbiamo il dovere di adottare ogni iniziativa finalizzata a
restituire credibilità all'Assemblea.
Per queste ragioni nella speranza che il geometra Cicero non abbia
nel suo intento l'obiettivo di gettare discredito su questo
Parlamento voglio assicurarle che avevo già previsto nella seduta
di domani della Commissione Antimafia di trattare il tema come
primo argomento, benché non previsto all'ordine del giorno né
potevamo prevederlo e la terrò informata sulle determinazioni alle
quali vorrà arrivare la Commissione stessa.
Al tempo stesso mi consenta, signor Presidente, colleghi deputati,
di informarvi che quasi sicuramente la Commissione nazionale
Antimafia, con la sua Presidente e l'Ufficio di rappresentanza, ci
onorerà la prossima settimana della presenza in questo Palazzo per
uno scambio di idee con la Commissione Antimafia regionale.
Non ho provveduto ad informare formalmente la Presidenza
dell'Assemblea perché a me non è ancora pervenuta alcuna notizia
ufficiale in questo senso. Se questo dovesse accadere,
naturalmente, la Commissione Antimafia regionale sarebbe lieta di
potere raccogliere dai colleghi deputati sollecitazioni, proposte,
temi suscettibili di confronto con la Commissione Antimafia
nazionale.
Domani, signor Presidente, noi decideremo sulle dichiarazioni del
geometra Cicero senza escludere la possibilità di convocarlo in
audizione perché intendiamo conoscere nomi e cognomi dei deputati
che in questa Assemblea mantengono, direttamente o indirettamente,
rapporti con organizzazioni criminali e malavitosi. Se questo non
dovesse risultare fondato, l'autore delle dichiarazioni si assumerà
per intero la responsabilità delle cose dette.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Musumeci. Non avevo dubbi sulle sue
intenzioni, anche se noi non ne abbiamo parlato mi sembrava ovvio
che il percorso più celere fosse questo. Posso solo rassicurarla
che, certamente, l'istituzione Assemblea non perde credibilità per
quello che lei definisce, perché così è, il geometra Cicero.
Onorevoli colleghi, se noi sospendiamo questo argomento facciamo
fare gli approfondimenti agli organi deputati a fare questi
accertamenti e non spostiamo l'attenzione rispetto al lavoro che
l'Assemblea è chiamata a fare, perché l'attività di questa
Assemblea viene distratta da questione che non riguardano
l'attività propria parlamentare ed ha precise scadenze. Noi
dobbiamo fare il nostro lavoro fino in fondo, se noi lo facciamo
con la nostra coscienza a posto, ognuno risponderà dinanzi a
siciliani del proprio operato, perché le dichiarazioni fumose non
servono a nessuno né a chi li riceve né a chi li fa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto breve
perché già è stato detto abbastanza circa l'iniziativa del disegno
di legge di cui ha parlato precedentemente l'onorevole Cimino.
E' vero, però, un fatto, che in questo momento si sta assistendo
giorno dopo giorno a un tentativo molto chiaro, a questo punto, di
delegittimare questo Parlamento.
Quindi, ha ragione l'onorevole Musumeci quando dice di dare prova
di credibilità e credo che l'approvazione, questa sera, di questa
legge voto sull'articolo 36, sia il primo passo verso la direzione
giusta.
E' dal 1946 che in quest'Aula si dibatte su questo articolo 36,
sono passati più di sessant'anni e siamo ancora oggi a parlare se e
come agire per mettere in atto un articolo, il 36, che ci darebbe
la possibilità di superare problemi economici che sono sotto gli
occhi di tutti e che non più tardi di due settimane fa hanno visto
addirittura bocciare per la maggior parte la Finanziaria di questo
Governo.
Per cui credo che sia arrivato il momento, questa sera, da parte
di tutti quanti, di votare e di fare in modo che a Roma i nostri
referenti si facciano carico e non si corra alcun rischio.
Leggevo nella relazione presentata dall'onorevole Cimino che già
nella passata legislatura si era portato avanti un ragionamento che
poi è stato impedito perché nel frattempo era finita quella
legislatura e quell'iter rimase bloccato; bisogna intervenire in
fretta.
A tal proposito, signor Presidente, le preannuncio la
presentazione di un ordine del giorno da parte mia, dell'onorevole
Cimino e dell'onorevole Gianni, che impegna il Governo a far in
modo che, il decreto di cui si è tanto parlato, e sto parlando del
decreto del 13 dicembre del 2013, il decreto firmato dal Direttore
Generale dell'Economia, possa avere immediata attuazione e non
aspettare il 2016, se poi ci sono delle cose che vanno chiarite,
nel frattempo, si potrà anche, perché no, provvedere ad un 50% e
poi magari a compensazione, quando nel 2016 entrerà in vigore tutto
quanto, si vedrà come fare un conteggio totale, però bisogna fare
in fretta.
Quindi, oltre all'approvazione, immagino questa sera, col voto
unanime dell'Assemblea, del disegno di legge voto presentato dalla
Commissione ed esposto dall'onorevole Cimino, si possa anche
approvare quest'ordine del giorno che impegni il Governo a fare in
modo che questo decreto legge, che finalmente dopo 60 anni vede la
luce, possa il Governo fare in modo che venga attuato subito.
Questo darebbe già delle risposte importanti, da un punto di vista
economico, alla nostra Terra che in questo momento, sappiamo
benissimo, attraversa un momento così difficile, quindi l'invito ai
colleghi è quello di lavorare insieme per ridare credibilità al
Parlamento più antico d'Europa e fare in modo che gli attacchi che
questo Parlamento sta subendo, non voglio entrare nel mondo del
mondo conspiracy spy come si dice, però credo che ci sia un
attacco molto violento nei confronti della nostra Istituzione e io
credo che sia doveroso da parte di tutti intervenire e intervenire
in maniera concreta e dare delle risposte che i cittadini si
aspettano da noi. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Venturino. E' iscritto a parlare
l'onorevole Di Giacinto. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
iniziare con quanto dichiarato dal Presidente della Commissione
antimafia poco fa e probabilmente qualcuno butta un pugno di sabbia
rispetto all'Assemblea regionale e, poi, è difficile recuperare
quel pugno di sabbia che è stato buttato.
E' chiaro che noi ci auguriamo che, al più presto, il nostro
Presidente della Commissione antimafia convochi il Dottore Cicero,
già domani, quindi, perché faccia nomi e cognomi. Nessuno di noi
può stare ad aspettare per sapere chi è il mafioso o a subire,
vogliamo sapere nome e cognome di chi sono i mafiosi in quest'Aula.
Poco fa Antonello Cracolici, facendo una battuta diceva che chi è
mafioso si alzi.
CRACOLICI. Chi ha rapporti con la mafia lo dica
DI GIACINTO. Quindi, mi trovo d'accordo sia con quanto dichiarato
dall'onorevole Alice Anselmo, che ringrazio per aver sollevato il
problema, pareva quasi che quest'Assemblea volesse uscire stasera
senza commentare quello che è stato detto oggi dal Dottore Cicero,
anzi dal Geometra Cicero.
Per quanto riguarda il decreto legge di cui stiamo parlando, è
chiaro che nel dichiarare il voto favorevole, sia mio che del
gruppo del Megafono, faccio un apprezzamento all'onorevole Cimino
che so che da anni si batte perché venga riconosciuto, alla Regione
Sicilia, l'articolo 36 dello Statuto regionale, uno Statuto
regionale speciale, ma che in questo caso la specialità non è stata
mai applicata.
Dobbiamo pur ricordare però che questa è una legge voto, non è che
stasera approvando questo disegno di legge significa che
risolveremo tutti i problema della Sicilia, sappiamo che questo
articolo vale diversi miliardi e che probabilmente risolveremmo
veramente i problemi della Sicilia e ci auguriamo che tutti in
questi Parlamento voteremo favorevolmente a questo disegno di
legge, ma che poi i nostri parlamentari siciliani, che ci
rappresentano al Parlamento, che poco hanno fatto fino ad oggi
rispetto all'articolo 36, anzi dico nulla hanno fatto rispetto a
questo riconoscimento alla nostra Terra, mi auguro che trovino quel
pizzico di orgoglio ciò che è suo diritto.
Signor Presidente, una cosa me la deve consentire rispetto al
disegno di legge numero 550: credo che in quest'Aula ci sia
qualcuno che abbia la volontà di boicottare questo disegno di legge
e le spiego perché ha la volontà di farlo, lo ha fatto in
Commissione e continua a dire che non possiamo portarlo in
quest'Aula.
Ricordo, così come lei poco fa ha ricordato, che questo è stato
determinato come priorità del Governo subito dopo la questione
delle province. E' stato concordato in quella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che sarebbe stato stralciato
l'articolo 2 che riguardava i 40 milioni relativamente a
riscossioni in Sicilia perchè la copertura finanziaria era stata
data prima sul Bilancio 2013 e, quindi, dovevamo trovare una nuova
copertura sul bilancio 2014. Non vedo, quindi, perché questo
disegno di legge non si debba incardinare, visto che è uscito
prioritario dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
che si è tenuta la settimana scorsa in presenza del Presidente
della Regione.
Invito, pertanto, il Presidente, così come calendarizzato e
stabilito dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
ad incardinare anche questo disegno di legge perché le imprese
stanno aspettando e sicuramente quello che andremo a pagare, questo
lo dico all'Aula, lo dico a tutti i parlamentari, non sono i debiti
che ha contratto questo Governo regionale ma sono dei debiti
pregressi, fatti da altri Governi, per cui il buon senso ci deve
portare tutti a pagare i debiti che ha la Pubblica Amministrazione
il più presto possibile.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
brevemente per sottolineare anch'io l'importanza di questo disegno
di legge, anche se si tratta, una volta approvato, di una legge
voto sicuramente importantissima perché rivendica quello che spetta
alla Sicilia proprio nell'attribuzione della territorialità
dell'imposta.
Ma è importante anche perché per troppi anni, per troppo tempo,
c'è stato uno scollamento fra la Regione Sicilia e, purtroppo, lo
Stato, come se, in Sicilia, non avessimo dei parlamentari, dei
deputati eletti che, mi aspettavo in questi anni, avessero con
forza difeso quelle che erano le prerogative di una Regione che
oggi più che mai sta morendo e che invece, ahimè, sembra che una
volta varcato lo Stretto abbiano dimenticato quali sono invece i
problemi di questa Terra.
Perché dico questo? Perché la mancata applicazione di tutti i
decreti attuativi subito dopo l'applicazione dello Statuto
siciliano dimostrano che non c'è stata una vera volontà politica.
Nel corso degli anni, abbiamo assistito allo scippo del Banco
di Sicilia che era davvero l'orgoglio della Sicilia; a poco a poco
è stato assorbito ed è andato altrove versando in altre Regioni
quelle entrate e quelle imposte che dovevano restare in Sicilia,
così come quelle derivanti dalle estrazioni, così come questo Stato
non si sia mai preoccupato di trattare con la Sicilia per quelle
invece relative alla territorialità del mare, consentendo a quelle
imprese petrolifere di estrarre e di fare le ricerche a mare quando
invece, proprio nei limiti della territorialità, ne abbiamo
discusso in finanziaria a proposito delle Royalty.
Cosa significa, quindi, l'applicazione dell'articolo 36,
l'applicazione dell'articolo 37, l'applicazione dell'articolo 38?
In questo momento, sono una grande rivendicazione che questa
Sicilia, che questo Parlamento fa, ma credo che debba essere
raccolto con una punta di orgoglio perché mai, in un momento così
difficile per la Sicilia, dove assistiamo alla chiusura di imprese,
dove assistiamo ad una disoccupazione dilagante, dove questa
politica non può dare risposte perché non ci sono risposte, perché
mancano risorse, dove domani si inizia una discussione generale che
non si può dire che esula da questa discussione perché una riforma
delle province, signori miei, non si può fare senza una vera
discussione e senza un accordo con il Parlamento nazionale.
Trasferire funzioni significa, infatti, trasferire risorse; non si
trasferiscono funzioni senza trasferire risorse.
Allora, questa sera, votare questo disegno di legge è un segnale
forte, un segnale politico che questo Parlamento siciliano vuole
dare al Parlamento nazionale perché si ricordino, i nostri
deputati, che sono stati eletti dai cittadini siciliani e non
devono dimenticare che quando si fa la riforma, anche quella,
l'applicazione dei precari o della stabilizzazione, non si possono
dare cento milioni alla Calabria lasciando la Sicilia in un mare di
guai.
Ecco questo è quello che, con questa legge, questo Parlamento,
oggi, con orgoglio e con dignità, rivendica.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
per fare i complimenti all'onorevole Cimino per questo disegno di
legge perché permette, secondo noi, secondo il mio Gruppo, di
mettere sotto la piena attenzione quella che per noi, e per noi,
personalmente, è particolarmente importante, cioè l'attenzione alla
piena applicazione del nostro Statuto che, in un momento di enorme
difficoltà per la nostra Regione, potrebbe, di fatto, nel medio
periodo, dare dei grandi risultati alla Sicilia in termini di
ripartenza. Una ripartenza che, in questo momento, ci viene negata
da tutta una serie, di fatto, di inadempienze che, come quando ci
sono i tagli nelle finanziarie, in punta di diritto, altrettanto
dovrebbe essere chiaro che l'applicazione dello Statuto ci
permetterebbe di avere risorse che, in questo momento, non
riusciamo ad ottenere.
Come Movimento Cinque Stelle, quindi, crediamo che questo disegno
di legge sia un primo passo importante per rimettere sotto
l'attenzione il fatto di portare quell'orgoglio siciliano che ci
permette di avere una rivendicazione di quelli che sono i nostri
pieni diritti che, da troppo tempo, vengono calpestati.
Peraltro, tengo a sottolineare un discorso che, secondo me, è
fondamentale perché, personalmente, comincio a trovare
intollerabile questo continuo attacco nei confronti della nostra
peculiarità siciliana perché, spesso e volentieri, il nostro
Statuto siciliano è stato quasi considerato come se per noi fosse
una palla al piede, un qualcosa che, se fosse stato possibile
togliere, sarebbe stato meglio per la nostra Regione.
Credo che non ci sia niente di più falso e rivendichiamo con forza
questa nostra specialità, perché la Sicilia non ha nulla da
invidiare a nessun'altra Regione, anzi, ha tutti i presupposti per
poter ripartire, in maniera ampia, veloce e con grande dignità, per
riprendersi un posto di prestigio nel panorama nazionale che,
spesso, ci vede considerati quasi una palla al piede di questa
Nazione, quando, in realtà, potremmo essere assolutamente un
esempio per questa Nazione.
Tra l'altro, credo che la piena applicazione dello Statuto
potrebbe determinare una riconquista di parte e mi riferisco, in
questo, anche all'articolo 41 del nostro Statuto, una parte di
quella sovranità che sotto il profilo anche finanziario la nostra
Regione, negli ultimi tempi, ha perduto per scelta e che crediamo,
come Regione siciliana, che potremmo dimostrare che è stato un
grande errore.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono orgoglioso
e felice del fatto che, in questa giornata, questa seduta d'Aula,
abbia preso una piega diversa rispetto a quella che era
preannunciata e rispetto a quello che doveva essere il destino,
secondo me, triste, legato alla trattazione di un testo, dove si
sarebbe posta la questione delle autonomie locali negate, perché
collegato all'articolo 5 della Costituzione; quelle autonomie
locali nascono prima della Repubblica e volevano, per l'appunto,
essere negate in Sicilia attraverso un disegno di legga di
svuotamento di quelle autonomie e di quelle competenze. Sono
felice perché la svolta vede, invece, proprio la questione delle
autonomie protagonista di questa giornata.
Una giornata nella quale, quindi, anch'io mi associo alle
considerazioni fatte e, quindi, ai ringraziamenti, per i lavori
svolti in I Commissione, su questo testo presentato dall'onorevole
Cimino che ha trovato un riscontro, un parere positivo da parte di
tutti.
Una battaglia, quindi, che introduce un barlume di luce in questa
giornata e che ci consente di parlare di battaglie di federalismo,
di rispetto delle autonomie, di sovranità.
Credo che, attraverso questo disegno di legge, oggi,
contrapponiamo ad una questione che era di evidente spinta
legislativa, fatta in maniera assolutamente approssimativa, una
serie di contraddizioni. Questo, però, sarà oggetto della
discussione generale che avrà avvio sulle province, a partire da
domani, e sono certo che su questo, al di là di alcune
considerazioni ed accordi che sono stati fatti, mi giunge voce,
apprendo dalla stampa a livello nazionale, che, questa volta,
invece, con questo disegno di legge, abbiamo l'opportunità di fare
da volano, da guida rispetto a quelle che sono le iniziative
legislative che, a Roma, devono, ovviamente, essere accolte.
Con questo disegno di legge, che modifica il comma 2 dell'articolo
36 dello Statuto, concernente, quindi, i rapporti finanziari tra
Stato e Regione, riprendiamo un percorso che era stato sospeso,
un percorso che era stato avviato nella precedente legislatura e
che non era stato possibile portare avanti e che, invece, adesso,
trova finalmente applicazione, in modo che le imposte di
produzione possano non più essere riservate solamente allo Stato ma
giungere in Sicilia.
Auspichiamo che questo nostro avvio, questa nuova esperienza
possa essere letta come buona prassi anche per altri territori come
la Sardegna e il Trentimo Alto Adige e siamo certi che questo sarà
un modo per volere anche spronare il Governo regionale che, sino a
questo momento, invece, non è stato altrettanto sensibile rispetto
a queste iniziative.
Merito va quindi, ripeto, alla Commissione tutta, al relatore del
disegno di legge che propone un approccio nuovo, che propone un
modello attraverso il quale non si va più a Roma con il piattino,
non si va più a Roma proponendo delle politiche assistenzialistiche
ma delle politiche attive, evitando scorribande da parte di aziende
che, in Sicilia, stabiliscono la loro sede, evitando scorribande da
parte di soggetti che poi nulla hanno a che fare con il tessuto
produttivo siciliano e che, grazie a questo disegno di legge,
verranno incastrate, verranno mese di fronte a legittime
responsabilità.
Auspico davvero che questo atteggiamento responsabile il Governo
regionale lo abbia su tutta la linea, in modo da consentire
l'espressione che in Parlamento oggi vede approdare questo testo
con un atteggiamento che sia si di rivendicazione ma anche di
rispetto di diritti, in modo che la Sicilia possa avere un ruolo di
protagonista nel panorama nazionale.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, con
piacere, saluto la presentazione e, mi auguro, da qui a qualche
ora, l'approvazione di questo disegno di legge, in quanto, nella
scorsa legislatura, fui io il relatore che ebbe l'onore e il
piacere di portare in Aula questo provvedimento, che era sempre a
firma dell'onorevole Cimino, e che è sicuramente importante, perché
diamo la possibilità, così come già avvenuto in altre Regioni
d'Italia, di aumentare e, quindi, integrare le entrate tributarie a
favore della nostra Regione, che tanto ha sofferto nel passato e
tanto continua a soffrire.
Non mi dilungherò assolutamente a parlare perché un po' tutti i
colleghi si sono già soffermati sull'argomento; è chiaro che su una
cosa credo che molti non si siano soffermati: questo disegno di
legge, come giustamente ricordato nell'introduzione, fu approvato
già nella scorsa legislatura, era arrivato alle Camere nazionali,
ma lì si era fermato. Il rischio concreto è che, anche in questa
occasione, possa fare la stessa fine, diventando una legge
manifesto .
Per questo motivo, credo che ognuno di noi debba impegnare i
propri rappresentanti parlamentari, sia nella Camera dei Deputati
sia nel Senato della Repubblica, affinché ognuno per la propria
parte, per quello che è di propria competenza, si impegni per poter
fare approvare velocemente la proposta di questo Parlamento.
Per questo motivo, signor Presidente, appellandomi alla sua
autorevolezza, la vorrei invitare, se lei dovesse ritenerlo
opportuno, ad organizzare un incontro con tutti i deputati e
senatori siciliani, in maniera tale che questo disegno di legge,
una volta arrivato alle Camere nazionali, anziché rimanere bloccato
come la scorsa volta, possa avere, da parte dei rappresentanti
siciliani nel Parlamento nazionale, una spinta propulsiva per
l'inserimento nell'ordine dei lavori e possa essere approvato, così
come la Costituzione prevede, altrimenti, mi sia consentito di
dire, rimarrà lettera morta .
Anche alla luce delle proteste di ieri ed oggi dei dipendenti e
dei sindaci della provincia di Palermo, la vorrei sollecitare, se
possibile, nella trattazione del disegno di legge numero 693, che
riguarda la gestione momentanea dei provvedimenti che attengono a
quei Comuni che hanno consegnato gli impianti idrici e che,
purtroppo, in virtù del fatto che sono stati rispettosi delle
leggi, oggi, non sono nelle condizioni di poter gestire gli
impianti idrici e fognari, che sono abbandonati a sé stessi, con
tutto ciò che comporta, anche dal punto di vista sanitario.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sarò
breve. Questa sarà una cosa breve. Purtroppo, per i colleghi questa
è una cosa breve, che tale sarebbe stata e avrebbe dovuto essere
negli anni passati, nelle legislature passate e, purtroppo, così
non è stato, col risultato che, certamente, lo Stato ci ha
fregato , nel corso di questi lunghi anni, una marea di miliardi.
La Regione Sardegna, che aveva meno titolo di noi per farlo,
perché, pur avendo un'autonomia simile alla nostra, non ha la
stessa portata di autonomia, intelligentemente, qualche anno fa, al
momento di discutere e di chiudere la trattativa con lo Stato,
decise di accollarsi per intero i costi della sanità, perché la
Sardegna ha rinunciato al contributo dello Stato per la spesa
sanitaria e se l'è messa sulle spalle per intero.
Ora, chiedo ai colleghi un minuto di attenzione per fare capire
l'importanza di questo provvedimento. Se adottassimo la stessa
tattica della Sardegna e ottenessimo lo stesso risultato della
Sardegna, sapendo che il costo del nostro sistema sanitario
regionale è intorno ai nove miliardi e che il concorso dello Stato
sia, alla fine, circa sui quattro miliardi, quattro miliardi e
qualcosa, non vi è ombra di dubbio che avremmo solo ed
esclusivamente da guadagnare da una manovra di questo tipo, così
come, senza ombra di dubbio, è che se non fosse stato così,
certamente, lo Stato sarebbe addivenuto già molti, ma molti anni
fa, a concederci questa regalia.
Se questo non è stato fatto e lo Stato non lo ha fatto, siccome
sappiamo che non regala niente a nessuno ma è uno Stato matrigno,
che cerca di arraffare tutto a discapito degli altri e perché,
ovviamente, avremmo tutto da guadagnare dalla chiusura di questo
contenzioso perché è bello ricordare che anche il pagamento dei
debiti della pubblica amministrazione, tanto sollecitato, tanto
sbandierato, tanto richiesto, tanto urgentemente spinto per
l'approvazione da parte del Governo, è il provvedimento che ci
costerà carissimo ma che tranquillamente saremmo stati in grado,
anzi, non si sarebbe neppure verificato il debito se avessimo avuto
le risorse necessarie per pagare man mano le spese che si andavano
accumulando nel tempo.
Questa norma, quindi, ha un'importanza straordinaria; purtroppo, è
una norma che dovrà passare dalla tagliola della riforma
costituzionale e, così come nella legislatura passata ci avevamo
provato, poi si è interrotta la legislatura, come spesso avviene,
il percorso si è interrotto. Speriamo che questa volta abbia
maggiore fortuna, ma soprattutto noi tutti dovremmo sollecitare i
nostri rappresentanti in Parlamento nazionale, di tutte le
componenti politiche, perché ci sia una rapida approvazione dei
vari rami del Parlamento, le quattro approvazioni che dovrà avere
in tempi rapidi e ragionevoli e su questo dovremo continuare a
vigilare perché, ripeto, dalla modifica di questo piccolo inciso
della Carta Costituzionale dipende la fine dei nostri atavici
problemi di bilancio e l'inizio di un percorso che
responsabilizzandoci in maniera totale rispetto alle risorse che ci
spettano, ci potrebbe consentire, anzi, ci consentirà con certezza,
di scegliere quale programmazione fare, di scegliere quale sviluppo
dare alla nostra Terra, senza il cappio al collo del trasferimento
delle risorse da Roma.
Attuando, infatti, la Costituzione Italiana ed il nostro Statuto
siciliano, finalmente, saremmo pienamente autonomi e avremmo una
corrispondenza tra la declamata autonomia da un lato con
l'effettiva capacità di utilizzo delle risorse che ci provengono da
quella autonomia.
Anch'io, quindi, sono contento per l'approvazione rapida di questo
disegno di legge di modifica dello Statuto. Mi auguro, e faccio
appello a tutte le forze politiche, perché vigilino a Roma affinché
velocemente Roma si occupi dell'approvazione; altrimenti, non
abbiamo fatto nulla, così come non abbiamo fatto nulla in passato.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, grazie; sono abbastanza chiare le
sue conclusioni. Chiaramente, non è un testo dove ci sono
emendamenti, quindi, possiamo passare immediatamente alla votazione
con il sistema elettronico perché si tratta di un articolo unico.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Annunzio di presentazione di ordine del giorno
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'ordine del giorno n. 241, a firma degli onorevoli Venturino,
Cimino e Gianni.
FORMICA. Chiedo di apporre la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
E' presentato all'unanimità.
Pongo in votazione l'ordine del giorno, col parere favorevole del
Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
della Regione, in materia di entrate tributarie'» (162/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41
ter, comma 2, dello Statuto recante Modifica dell'articolo 36
dello Statuto della Regione, in materia di entrate tributarie'»
(162/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 49
(L'Assemblea approva)
scientifica
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Seguito della discussione del disegno di legge
«Promozione della ricerca scientifica in ambito
sanitario» (494/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Promozione della ricerca scientifica in ambito sanitario»
(494/A), posto al numero 6) del II punto all'ordine del giorno.
Invito i componenti la VI Commissione a prendere il posto al banco
alla medesima assegnato.
C'era stata la discussione generale, sono stati presentati gli
emendamenti, c'è il fascicolo che è già stato distribuito, almeno
credo.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Obiettivi
1. La Regione, nel rispetto dei principi fondamentali fissati
dalla legislazione nazionale in materia di ricerca scientifica ed
in conformità agli obiettivi del Piano sanitario nazionale e del
Piano sanitario regionale, promuove la ricerca finalizzata
biomedica e sanitaria quale strumento per il miglioramento del
Servizio sanitario regionale, dei servizi sanitari e socio-sanitari
nonché delle condizioni di salute della popolazione. La ricerca
sanitaria è orientata al fabbisogno conoscitivo ed operativo del
Sistema sanitario regionale e deve concretizzarsi in risultati da
trasferire al Servizio sanitario regionale, al fine di migliorarne
l'efficienza, l'efficacia, l'appropriatezza e l'innalzamento delle
competenze e della qualità.
2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessore regionale per la
salute adotta, con decreto, un programma triennale di ricerca
sanitaria in coerenza con gli obiettivi della programmazione
sanitaria regionale, nazionale e comunitaria in campo biomedico,
nell'ambito dell'organizzazione dei servizi sanitari e
nell'applicazione sanitaria delle nuove tecnologie.
3. Nell'ambito del programma triennale di ricerca sanitaria
possono essere compresi progetti, indagini e studi finalizzati ad
esigenze, necessità e bisogni del Sistema sanitario regionale volti
al miglioramento, estensione e crescita delle conoscenze
epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione,
finanziabili anche integralmente o cofinanziati nell'ambito dei
bandi di ricerca nazionali o comunitari. Possono essere altresì
compresi studi e ricerche sulle patologie nosograficamente ancora
non codificate.
4. L'Assessorato regionale della salute promuove integralmente o
parzialmente i progetti di ricerca secondo le condizioni e i limiti
di finanziamento indicati nei bandi di gara e nella presente
legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Programmazione
1. L'Assessorato regionale della salute, previo parere della
competente Commissione dell'Assemblea regionale siciliana, adotta
il programma triennale della ricerca sanitaria, elaborato dalla
Commissione tecnica di cui all'articolo 5, tenendo conto:
a) delle risorse disponibili e degli obiettivi del Piano sanitario
regionale;
b) dei progetti già finanziati dal Servizio sanitario nazionale,
dei Piani di ricerca elaborati ed attivati da parte delle
Università e delle Istituzioni nazionali di ricerca, nonché dalle
altre regioni, per evitare duplicazioni e per agevolare eventuali
integrazioni di scopi;
c) delle necessità di coordinamento con le indicazioni formulate
da competenti organismi nazionali e comunitari;
d) della rilevazione annuale effettuata dalle singole aziende
sanitarie provinciali per accertare tutte le attività di ricerca
sanitaria che, a qualsiasi titolo e da qualsiasi soggetto, sono
promosse o avviate nelle strutture pubbliche o private operanti nel
territorio di competenza.
2. Il programma triennale indica:
a) le aree o i settori di interesse prioritario verso i quali la
Regione intende indirizzare le ricerche;
b) le risorse e le fonti finanziarie destinate complessivamente
alla ricerca sanitaria nel periodo di validità del programma.
3. Il primo programma è adottato con decreto dell'Assessore
regionale per la salute entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge. I successivi programmi triennali sono
adottati non oltre il trentesimo giorno dalla scadenza del
programma triennale di ricerca. La Commissione tecnica, di cui
all'articolo 5, durante il triennio di vigenza del programma, può
proporre all'Assessore regionale per la salute l'aggiornamento
dello stesso, con relazione che ne illustri le motivazioni».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.1 dagli onorevoli
Cancelleri e Ferreri: «Al comma 1 lettera a) cassare le parole o
private operante nel territorio di competenza ».
L'emendamento é ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Bandi di invito
1. Sulla base del programma triennale, l'Assessorato regionale
della salute emana annualmente uno o più bandi pubblici regionali
di invito a presentare progetti di ricerca. Nei bandi sono indicati
i partecipanti, l'oggetto della ricerca, il finanziamento minimo e
massimo previsto per ogni progetto, il fondo destinato a quel
bando, le modalità di valutazione dei progetti, le modalità di
verifica dei risultati attesi, i criteri di incompatibilità e di
conflitti di interessi.
2. I bandi pubblici regionali d'invito sono adottati con decreto
dall'Assessore regionale per la salute, pubblicati nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana e nel sito web dell'Assessorato
regionale della salute.
3. Sulla base dei bandi nazionali o comunitari l'Assessore
regionale per la salute, con decreto, emana direttive d'invito a
presentare progetti. Le direttive sono pubblicate sul sito web
dell'Assessorato.
4. Per la partecipazione a qualsiasi progetto, cofinanziato dalla
Regione sulla base di programmi di ricerca nazionali o europei, per
i quali è previsto il ruolo della Regione quale destinatario
istituzionale dei finanziamenti, è richiesta l'iscrizione dei
ricercatori nella banca dati dell'Assessorato regionale della
salute, all'uopo istituita e pubblicata nel sito web.
5. Per la selezione dei progetti presentati in base ai bandi
emanati a valere sul programma triennale della ricerca di cui
all'articolo 2, la Commissione tecnica, di cui all'articolo 5, si
avvale di valutatori esterni esperti nelle singole materie, in
numero da uno a tre per ciascun progetto, individuati dalla stessa
Commissione e nominati dall'Assessore regionale per la salute tra i
soggetti iscritti in un apposito elenco regionale, tenuto ed
aggiornato ogni triennio dal Dipartimento regionale per le attività
sanitarie ed osservatorio epidemiologico, di esperti di comprovata
specializzazione e qualificazione per aree tematiche di ricerca
sanitaria, con priorità per i dipendenti delle aziende del Sistema
sanitario regionale, degli I.R.C.C.S. e delle Università
siciliane».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Presentazione dei progetti
1. Ogni progetto di ricerca, presentato a seguito dei bandi di cui
alla presente legge ovvero nei cui bandi la Regione abbia il ruolo
di destinatario istituzionale, prevede la partecipazione di un
operatore facente capo al Servizio sanitario regionale come
specificato al punto a). In conformità ai bandi di invito di cui
all'articolo 3 i progetti di ricerca possono essere presentati da
gruppi di ricercatori o da ricercatori singoli operanti in una
delle seguenti istituzioni o strutture, anche in forma associata:
a) aziende sanitarie provinciali, aziende ospedaliere e aziende
ospedaliere universitarie, istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico di diritto pubblico e altre strutture facenti parte del
Servizio sanitario regionale;
b) istituti e dipartimenti delle università, italiane e straniere;
c) altre strutture pubbliche e private, italiane e straniere, la
cui missione di ricerca sia esplicitamente indicata nello statuto o
atto costitutivo, in possesso di esperienza certificata e mezzi
idonei.
2. Le strutture di ricerca interessate, o il capofila del
partenariato in caso di progetti presentati in forma associata,
devono comunque avere sede legale nel territorio della Regione».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 4.1, degli
onorevoli Turano, Firetto e La Rocca Ruvolo: «Al comma 1, lettera
a), dopo le parole di diritto pubblico aggiungere e privato ».
Il parere della Commissione?
TURANO, relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. LO pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 4.2 dagli onorevoli
Cancelleri e Ferreri: «Al comma 1, lettera c), sopprimere le parole
e privato ».
L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.3, della Commissione: «All'articolo 4,
comma 2 la parola sede legale è sostituita da una sede
operativa ».
Il parere del Governo?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Commissione tecnica
1. Presso l'Assessorato regionale della salute è costituita una
Commissione tecnica per la ricerca sanitaria nominata con decreto
dell'Assessore regionale per la salute entro quaranta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge. La Commissione
tecnica dura in carica tre anni e i suoi componenti designati non
possono essere riconfermati per più di una volta.
2. La Commissione tecnica è così composta:
a) dirigente generale del Dipartimento regionale per le attività
sanitarie e Osservatorio epidemiologico, con il ruolo di
presidente;
b) dirigente responsabile della struttura intermedia
dell'Assessorato regionale della salute competente in materia;
c) tre membri designati dai Rettori delle Università di Palermo,
Messina e Catania;
d) un membro designato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche;
e) un membro designato dall'Assessore regionale per la salute, di
riconosciuta competenza;
f) un rappresentante del Dipartimento regionale delle attività
produttive;
g) un rappresentante del Dipartimento regionale dell'istruzione e
formazione professionale;
h) un rappresentante del Dipartimento regionale della
programmazione;
i) l'Avvocato generale della Regione o un suo delegato;
j) tre membri designati rispettivamente, uno dagli Istituti di
ricovero e cura a carattere scientifico (I.R.C.C.S) di diritto
pubblico e di diritto privato, uno dalle Aziende di Rilievo
Nazionale di Alta Specializzazione (A.R.N.A.S) ed uno dalle aziende
ospedaliere.
3. Le funzioni di segreteria sono affidate al Dipartimento
regionale per le attività sanitarie ed Osservatorio epidemiologico
che le svolge attraverso la struttura intermedia competente in
materia.
4. I componenti della Commissione tecnica non possono valutare
progetti cui partecipano direttamente o indirettamente, a qualsiasi
titolo. I componenti della Commissione tecnica, prima delle sedute
dichiarano, a pena di decadenza dall'incarico, di non aver
presentato direttamente o indirettamente alcuna proposta di ricerca
nell'ambito dei bandi in corso e di non partecipare ad alcun titolo
ad alcuno dei progetti presentati a valere sui bandi regionali,
nazionali o comunitari.
5. La Commissione tecnica, oltre a predisporre il programma
triennale a norma dell'articolo 2:
a) propone le materie di ricerca oggetto dei bandi annuali, fissa
la durata dei progetti e la tipologia di spese ammissibili;
b) individua le procedure di selezione dei progetti che
garantiscono, in ogni caso, che la valutazione è effettuata in
forma anonima e con criteri trasparenti, oggettivi e basati su
indicatori internazionalmente riconosciuti, avendo cura di favorire
la partecipazione ai progetti di ricerca da parte di giovani
ricercatori di età inferiore ai 40 anni alla data di emanazione dei
bandi; esprime apprezzamento sui bandi;
c) individua i valutatori internazionali sulla base delle parole
chiave oggetto del bando;
d) valuta l'ammissibilità dei progetti di ricerca coerentemente ai
bandi regionali, nazionali o comunitari;
e) approva le selezioni dei progetti effettuate dai valutatori
internazionali;
f) esprime parere sull'entità e la durata del finanziamento o
cofinanziamento relativo a ciascun progetto selezionato, anche in
ragione delle risorse disponibili;
g) valuta, nella misura prevista dai singoli bandi, i risultati
parziali e finali delle ricerche;
h) si esprime in merito all'utilizzazione nell'ambito del Servizio
sanitario regionale dei risultati delle ricerche, anche in
relazione alle finalità del Piano sanitario regionale. La
Commissione tecnica invia annualmente all'Assessore regionale per
la salute una relazione sullo stato di attuazione delle ricerche ed
una relazione sulle realizzazioni del programma triennale;
i) promuove eventi di comunicazione per valorizzare e diffondere i
risultati dei progetti, degli interventi nell'ambito della ricerca,
delle correlate ricadute positive sul Sistema sanitario regionale;
j) promuove la ricerca medico-scientifica anche con l'assegnazione
di borse di studio a giovani laureati, all'interno di ogni progetto
presentato, che siano impegnati in attività di ricerca in campo
sanitario, con l'obiettivo di creare profili professionali ad alta
qualificazione in grado di sviluppare soluzioni innovative e nuove
tecnologie clinico-assistenziali; le borse di studio sono assegnate
a ricercatori residenti in Sicilia e usufruite in territorio
regionale, nazionale ed estero e, al fine di promuovere azioni
d'internazionalizzazione dell'attività di ricerca in Sicilia, a
ricercatori non residenti che si impegnano a svolgere in Sicilia
l'attività per l'intera durata della borsa di studio;
k) favorisce la collaborazione con ricercatori italiani e
stranieri che possono apportare, nei filoni di ricerca individuati
nel programma, i contributi e le migliori pratiche riconosciute a
livello internazionale;
l) dedica almeno una seduta annuale ai referenti aziendali di cui
al comma 1 dell'articolo 6, al fine di illustrare le proprie
determinazioni e acquisire suggerimenti e proposte.
6. La Commissione tecnica ha facoltà di acquisire informazioni e
chiarimenti da parte dei presentatori dei progetti di ricerca; può
inoltre richiedere, senza costi aggiuntivi, pareri tecnici e
scientifici di esperti, anche stranieri, competenti nelle materie
trattate. La Commissione è convocata su iniziativa del suo
Presidente e/o dell'Assessore o su richiesta di un terzo dei suoi
componenti.
7. Per la validità delle sedute è richiesta la presenza della metà
più uno dei componenti; le pronunce sono adottate a maggioranza
assoluta dei partecipanti.
8. Per la partecipazione ai lavori della Commissione, che devono
svolgersi prevalentemente in videoconferenza, non è previsto alcun
compenso».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 5.1 della
Commissione: «Sostituire il comma 8 con il seguente: Per la
partecipazione ai lavori della commissione, che devono svolgersi
prevalentemente in video conferenza, non è previsto alcun compenso
o rimborso spese ».
Il parere del Governo?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Rete di referenti aziendali
1. Ferme restando le disposizioni di cui al D.A. n. 2694 dell'8
novembre 2010 come modificato dal D.A. n. 1268 del 1 luglio 2013 la
rete regionale dei referenti aziendali per la ricerca e la
internazionalizzazione del settore sanitario è coordinata dalla
struttura intermedia competente per la ricerca sanitaria del
Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico
dell'Assessorato regionale della salute al fine di incrementare la
collaborazione diffusa tra tutti i soggetti coinvolti dalla ricerca
scientifica in ambito sanitario nonché di incentivare
l'implementazione nel Sistema sanitario regionale dei più avanzati
e convalidati protocolli terapeutici e la partecipazione delle
strutture sanitarie siciliane ai progetti di ricerca di valore
internazionale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Informazione e comunicazione
1. Nel sito web dell'Assessorato regionale della salute è dedicato
uno spazio per la ricerca sanitaria a cura della competente
struttura intermedia dell'Assessorato. Le pagine dedicate
forniscono informazioni sul settore della ricerca sanitaria, di
qualsiasi tipo e in qualsiasi modo finanziata, nel territorio
siciliano, nonché nelle altre regioni e nei Paesi dell'Unione
europea.
2. L'Assessorato regionale della salute promuove giornate
informative sulla ricerca sanitaria anche al fine di favorire una
reale integrazione interregionale e occasioni di confronto con il
Ministero della Salute e con centri di ricerca ed istituzioni
scientifiche, private e pubbliche, nazionali ed internazionali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Fondo per la ricerca sanitaria in Sicilia
1. L'Assessore regionale per la salute di concerto con l'Assessore
regionale per l'economia, entro 90 giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, emana il decreto, a valenza triennale, con il
quale istituisce il Fondo per la ricerca sanitaria in Sicilia' il
cui saldo attivo annuale è destinato esclusivamente a copertura
finanziaria del fabbisogno relativo all'attivazione dei progetti di
ricerca disciplinati dalla presente legge. Nel Fondo per la
ricerca sanitaria in Sicilia' confluiscono le erogazioni liberali e
le donazioni di Enti, Aziende ed Istituti di credito, Fondazioni,
Società di capitale pubbliche e private, Case farmaceutiche,
Associazioni di categoria e rappresentanze sindacali, Atenei,
Cliniche private, Società scientifiche, Enti ecclesiastici, lasciti
testamentari ed ogni altra forma di libera contribuzione pubblica o
privata di provenienza regionale, nazionale, comunitaria ed
extracomunitaria.
2. Il decreto di cui al comma 1 può prevedere anche forme e misure
di incentivazione fiscale, quali il credito di imposta, per
favorire i versamenti in favore del Fondo per la ricerca sanitaria
in Sicilia.
3. La struttura intermedia del Dipartimento regionale per le
attività sanitarie e osservatorio epidemiologico è competente per
la gestione e la responsabilità contabile ed amministrativa delle
risorse sopra individuate del Fondo per la ricerca sanitaria in
Sicilia».
Comunico che sono stati presentati dalla Commissione gli
emendamenti 8.3 e 8.2.
Onorevoli colleghi, mi ricordano gli uffici che il comma 2 è stato
stralciato.
Si passa all'emendamento 8.3. Il parere del Governo?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.2. Il parere del Governo?
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno della sua
pubblicazione
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Promozione della ricerca scientifica in ambito
sanitario» (494/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Promozione della ricerca scientifica in ambito
sanitario» (n. 494/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 49
(L'Assemblea approva)
TURANO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, relatore. Signor Presidente, l'Assemblea ha votato
all'unanimità questo disegno di legge, nonostante una lunga attesa.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, ha visto che aspettando, alla fine
si ottengono i risultati Lei deve avere più fiducia.
TURANO, relatore. Lo dicevo perché rimanesse agli atti.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Seguito della discussione del disegno di legge «Disegno di legge
voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Norme per l'apertura di
una casa da gioco nei Comuni di Taormina e Palermo'» (180/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Norme
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'» (n. 180/A), posto al numero 7).
Invito la I Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Istituzione di una casa da gioco nei comuni di Taormina
e Palermo
1. Al fine di garantire al settore turistico condizioni analoghe a
quelle di altre Regioni e di altri Stati membri dell'Unione
europea, in deroga agli articoli 718, 719, 720, 721 e 722 del
Codice penale, nel territorio della Regione siciliana è autorizzata
l'apertura di una casa da gioco nel comune di Taormina, considerata
l'alta vocazione turistica del medesimo comune, e di una casa da
gioco nel comune di Palermo città d'arte.
2. Con successiva legge regionale saranno individuati:
a) il procedimento per l'apertura delle case da gioco, autorizzate
ai sensi del comma 1, sentiti i comuni di Taormina e Palermo per
l'individuazione della sede delle case da gioco nel territorio
comunale;
b) le modalità di gestione delle case da gioco, oggetto di
concessioni amministrativa ed affidata a società per azioni
individuate secondo procedure di evidenza pubblica;
c) la durata delle concessioni amministrative;
d) l'indicazione dei tipi di giochi autorizzati;
e) i giorni di chiusura e gli orari di apertura al pubblico dei
locali adibiti al gioco».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.2, a firma degli
onorevoli Alongi, Assenza, Germanà e Fontana: «Al comma 1, dopo la
parola Taormina' aggiungere le seguenti e di Cefalù'».
E' mantenuto questo emendamento?
ALONGI. Sì, lo mantengo.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente, sono
firmatario e cofirmatario di numerosi emendamenti aggiuntivi, solo
per un motivo, perché personalmente ritengo che l'aver voluto
aggiungere a forza in Commissione l'indicazione della città di
Palermo, oltre all'indicazione della città di Taormina, ha aperto
la stura a tutte le rivendicazioni possibili, perché mentre
l'istituzione di una casa da gioco a Taormina ha una sua
giustificazione, oseremmo dire anche storica perché è stata
all'epoca, sia pure per pochissimi mesi, una realtà operativa che
ha già fatto intravedere in quell'epoca la grande potenzialità e
l'importanza per la Sicilia di avere una sala da gioco che possa
far restare in Sicilia e attrarre in Sicilia forze turistiche che
altrimenti approdano a lidi, peraltro vicinissimi, come Malta, la
Croazia, l'Istria, ha una sua giustificazione storica, sociologica,
ambientale, turistica, sociale, il volere creare altre sale da
gioco in Sicilia depotenzia questa che è comunque una battaglia già
difficile di per sé da ottenere anche solo per Taormina. Perché noi
stiamo parlando pur sempre di una legge, che poi dovrà trovare
ricezione e orecchie attente da parte del Parlamento nazionale.
Dichiaro per quegli emendamenti di cui sono cofirmatario e primo
firmatario la mia assoluta disponibilità a rinunziarvi a condizione
che, magari, si faccia un emendamento unico per cui questo disegno
di legge riguardi esclusivamente la città di Taormina; altrimenti,
se resta Palermo, dovrà restare Ragusa, Cefalù, Trapani, Agrigento
e quant'altro e faremo un buco nell'acqua, l'ennesimo, rinunciando
e perdendo anche quest'occasione per rivendicare a Taormina ciò che
le spetta.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, la ringrazio per il suo giudizioso
intervento, obiettivamente, perché ha voluto motivare il perché ha
apposto la firma ad emendamenti che estendevano i comuni in cui si
potessero aprire case da gioco; dico aprire e non riaprire come il
caso di Taormina.
Per cui, probabilmente, una riflessione in tal senso la dovremmo
fare.
Se noi andiamo al testo base, quello iniziale, che è Taormina che
ha una sua giustificazione con tutte le difficoltà che ci sono,
forse rendiamo più credibile. Si parlava poc'anzi della credibilità
dell'Assemblea e il disegno di legge nella sua complessità.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente, sento
qualcuno che mi sollecita a ritirare Palermo. Siccome Palermo non è
mia, quindi non la posso ritirare per la semplice ragione che io
capisco il collega Assenza, ma il testo uscito dalla Commissione è
uscito in un modo poi se c'erano colleghi che erano contrari, che
potevano proporre altri emendamenti lo potevano benissimo fare
senza che questo urtasse il campanile di nessuno.
E mi permetto di aggiungere, con grande rispetto, siccome la
questione che si è posta in Commissione aggiungendo Palermo non era
una logica di campanile, non c'era mettiamoci pure il comune di
Palermo. Si è detto: noi disponiamo in Sicilia di una perla del
turismo internazionale che è Taormina e di una delle capitali del
Mediterraneo, città d'arte, che è conosciuta in tante parti del
mondo e sicuramente del Mediterraneo che è Palermo. Giusto,
sbagliato, ma non è in una logica il campanile mio che non c'è e
quindi lo difendo, dopodiché si può benissimo proporre un
emendamento che cassa Palermo e ne prendo atto, ma non mi si può
chiedere di ritirare Palermo perché Palermo non è mia, è della
Commissione.
Ripeto, ribadisco che è un rispetto delle opinioni di tutti, ma
non accetto che la discussione si metta nei termini che c'è un
campanile che qualcuno ha dovuto difendere in Commissione.
Stiamo parlando di una delle città più importanti del Mediterraneo
che può avere in aggiunta alla sua vocazione turistico-culturale
un'altra attività naturale per la sua location aeroportuale,
marittima, eccetera. Io, tra l'altro, avevo anche ipotizzato - ma
questa era una suggestione intellettuale mia - che nella sua
location naturale ci fosse, ad esempio, Castello Utveggio, che è
una delle perle di questa nostra Terra come capacità propria,
vocazione propria di far diventare quel luogo uno dei simboli di
attrattività internazionale della nostra città.
Se la dobbiamo ridurre come una vicenda di bottega, io mi sento
quasi imbarazzato a parlarne in questi termini.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente per
riaffermare l'importanza di questo disegno di legge. Ma non
dimentichiamo che si tratta di un disegno di legge voto e in
Commissione si era fatto un lavoro per far sì che, alla fine, si
poteva tranquillamente raggiungere un'intesa considerata Palermo
come città d'arte e Taormina come città turistica.
Non è che in Sicilia non ve ne siano altre, per carità, ce ne sono
tantissime altre, ma non era un'operazione di campanile. L'ha detto
poco fa l'onorevole Cracolici, lo ribadisco io perché ero presente
in Commissione.
Secondo me, stasera possiamo esitare questo disegno di legge che
può aiutare in qualche modo la nostra Terra, poi questo non
conclude l'iter perché è solo la prima fase, l'importante è
arrivare alla votazione nel Parlamento nazionale, dopodiché
chiunque voglia investire può investire in qualunque altra parte
della Sicilia. Però, presentarsi con Taormina e Palermo penso sia
un'ottima cosa e, secondo me, il Parlamento non si può dividere su
questo.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace dover
intervenire su questo tema così barboso e anche imbarazzante,
perché io credo che non facciamo un servizio all'obiettivo per il
quale stiamo lavorando se continuiamo ad insistere fra Sicilia
orientale e Sicilia occidentale.
Io lo dico con molta franchezza senza alcun imbarazzo, di fronte
alla ostilità del Governo nazionale, diventa un errore varare
questo disegno di legge voto, indicando due località. Se ci fosse
stata la unanimità su Taormina, che ha il vantaggio di avere già
avuto negli anni '60 una casa da gioco, poteva anche passare, ma il
legittimo diritto della capitale, non del capoluogo come lo chiamo
io, Palermo, il legittimo diritto a candidarsi ad ospitare una casa
da gioco, altrettanto legittimo potrebbe essere Ragusa, Cefalù,
Agrigento, la città dei templi, finisce col debilitare la forza e
il potere di contrattazione di questo disegno di legge.
Allora, io mi permetto, Signor Presidente, di proporre che
nell'oggetto e quindi nell'articolato, si parli di istituire una
casa da gioco in Sicilia. Soltanto nella fase successiva, quando si
aprirà una trattativa, peraltro lo stabilisce anche la legge
europea, saremo nelle condizioni di dimostrare la candidabilità
della città di Taormina, sulla quale naturalmente non ci sono
dubbi, sulla candidabilità della città di Palermo che ha tutti i
titoli per poterlo ospitare, e di eventuali altre località.
Io pregherei i componenti delle due location di riflettere su
questo dato.
Mia nonna direbbe ancora a nasciri e si chiama Ciccio .
Ecco, qui ancora non sappiamo se vinciamo la battaglia e già, come
i capponi di Renzo di manzoniana memoria, è inutile fare ipocrisia,
difendiamo l'area orientale e l'area occidentale.
Io credo sia più opportuno parlare di una casa da gioco in
Sicilia, in questa prima fase.
Questa era la proposta che desideravo sottoporre alla valutazione
dell'Aula.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, io pensavo che una volta che la
Commissione avesse esitato un disegno di legge fosse un atto
importante. Non penso che poi si arriva in Aula e c'è qualcuno che
possa fare cose diverse, anche perché in prima Commissione sono
rappresentati tanti gruppi parlamentari, ma non di meno la Sicilia
è formata da 5 milioni di abitanti, oltre 5 milioni di abitanti.
Parliamo di una regione che è l'unica, forse solo la Lombardia ci
supera sia per abitanti che per estensione territoriale. E allora,
anziché litigare per scegliere in quale città fare un casinò,
vedete, gli amatori del casinò, delle sale da gioco, sicuramente
vanno a giocare a Malta perché non trovano spazio in Sicilia,
prendono l'aereo e vanno a Malta oppure a Sanremo, a Saint Vincent,
e in tante altre località. Quindi, il ragionamento che noi abbiamo
fatto sulle sale da gioco era fondamentale, un principio, intanto
rispettare l'autonomia di una Regione che, come avete visto, già il
precedente disegno di legge, finalmente legge, dava possibilità,
con l'approvazione degli articoli 36 e 37, per cercare di dare il
giusto riconoscimento ad una Regione che ha tanto bisogno di
risorse e, quindi, questo potrebbe essere ancora di più un aiuto
per la nostra comunità siciliana.
Io non penso che il problema sia Taormina, Palermo, Catania e
Ragusa, ma obiettivamente non possiamo nasconderci dietro un dito.
Palermo è una città d'arte, ma non perché lo dice Lentini che è
nato a Palermo, ma perché Palermo è la quinta città d'Italia e per
arte viene dopo Roma, parlate con chi volete: solo il centro
storico di Palermo è il più grande d'Europa
Ora, se su questo dobbiamo fare un gioco di campanilismo è perché
dovete trovare i consensi, questo è un discorso; ma se dobbiamo
essere obiettivi sul documento che andiamo a votare, secondo me non
c'è paragone su Taormina e su Palermo, dove andremmo ad agevolare
due momenti: quello della Sicilia occidentale e quello della
Sicilia orientale, ma solo per estensione di territorio, perché da
Trapani a Ragusa ci sono 450 chilometri, non è una barzelletta
Quindi, parliamo di una grande Regione. Se riuscissimo invece, a
fare valere le nostre ragioni e ad imporci affinché questa
autonomia venisse finalmente accreditata al popolo siciliano poi
potremmo pensare ad altro, potremmo pensare anche di fare una sala
da gioco a Ragusa o in qualsiasi posto della Regione.
Quindi, questo è il riconoscimento giusto. Parlando di Taormina e
di Palermo si può dire di tutto, ma sicuramente Palermo può
accogliere non solo la casa da gioco ma tante altre cose perché
veramente la stiamo riducendo a nulla.
E' giusto che i colleghi rispettino le proprie cose perché
giustamente vivono in un territorio, però non dimentichiamoci che
siamo siciliani, il capoluogo è Palermo, e non perché l'ha detto
Lentini ma perché la storia sicuramente ha dato questa forza,
questa potenza ad una città e l'ha data sicuramente perché è una
città che rappresenta, oltre che il popolo siciliano, rappresenta
cultura e può dare lezioni di vita e di cultura a tutto il mondo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per il mio Gruppo
questa discussione è alquanto surreale, questa sera è una parabola
che prima in fase ascendente, abbiamo avuto quel bel momento in
cui abbiamo approvato, abbiamo parlato di Autonomia, di Statuto;
poi abbiamo parlato di ricerche in ambito sanitario, insomma stava
prendendo una bella piega. Ora stiamo, dal nostro punto di vista,
cadendo veramente in un argomento molto discutibile.
Siamo convinti che la Sicilia proprio per questa abbondanza,
fortunatamente non solo Palermo ma siamo pieni di città, di siti
patrimonio UNESCO, di parchi archeologici, di meraviglie
incommensurabili, dobbiamo attirare turisti, come? Con le case da
gioco.
Chiaramente, voi direte arriveranno da fuori i giocatori . Sì,
perché già le nostre città, ogni viuzza, ogni frazione, ogni paese
sono piene delle tipiche attività commerciali siciliane stupende,
slot machines, scommesse sulle corse dei cavalli, a parte quelle
clandestine, ma non ne parliamo, mentre si presenta un disegno di
legge per dare sostegno sanitario e psicologico alle persone che
soffrono di dipendenza, i siciliani, dipendenza da gioco, e noi
cosa facciamo qui in Sala d'Ercole? Discutiamo di portare a Roma,
chiedere il permesso di poter riaprire una, due, quelle che
saranno, case da gioco
Bene, se è questa la posizione del Parlamento noi la rispettiamo;
però volevo portare anche le istanze dei miei colleghi che mi hanno
detto che ne vogliono una Campobello di Mazara, una ad Alcamo, io
ad Acireale che è una bellissima città, Caltagirone, Sciacca ne
voleva due, se era possibile, Ragusa, l'onorevole Ferreri, se
l'emendamento rimane, su Ragusa lo facciamo, perché tanto non
cambia niente
Noi vogliamo valorizzare un altro tipo di turismo e dare ai
siciliani un altro tipo di messaggio e cioè che non è importante
fare cassa, ma avere stile e diffondere un certo tipo di cultura.
Mi pare che la dipendenza da gioco sia ormai estesa a livelli
pazzeschi, a livelli patologici, per cui dovremmo fare un
pensierino sui messaggi che lanciamo fuori.
Se ci concedete va bene, altrimenti non voteremo questo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Ho numerosi iscritti a parlare. Credo che forse non
siamo neanche in numero legale per passare alla votazione finale.
Se siamo d'accordo, questa discussione, che sta diventando in
qualche modo un poco stucchevole per alcuni aspetti, la sottoporrei
alla riflessione domani.
Ho visto soprattutto che c'è stata una elaborazione in
Commissione, senza riportarla però in Commissione perché, se non ho
compreso male, una indicazione a portare avanti il disegno di legge
con la individuazione della sola Taormina, solo perché questo
casinò c'era a Taormina e non anche in un'altra città, che poi sia
Cefalù, Palermo o Ragusa, non ha importanza.
Ripeto, siccome stasera stiamo andando avanti, tutto sommato,
celermente
CRACOLICI, presidente della Commissione. Io non la farei neanche
entrare a Palermo
PRESIDENTE. Non mi farebbe entrare a Palermo Guardi che ho preso
casa in affitto a Palermo.
Dopo l'intervento dell'onorevole Alongi se i deputati che sono
iscritti a parlare, per carità, lo ritengono, hanno tutto il
diritto di farlo, e mi riferisco agli onorevoli Di Pasquale,
Malafarina e Vullo, altrimenti domani anche in Conferenza dei
Capigruppo, se c'è un'intesa, possiamo ritornare a discutere ed
approvare il disegno di legge. Peraltro, siccome non è prevista
l'abrogazione della città di Palermo, mi riferisco per quanto
riguarda la casa da gioco, occorrerebbe un'intesa in Commissione.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare, ogni
tanto, di osservare e guardare come il festival dell'ipocrisia, mi
spiego meglio. Sento parlare qui, da questi microfoni, alcuni
colleghi. Intanto voglio sgombrare il campo dagli equivoci, siccome
sono stato chiamato in causa da parte di un collega, dicendo
assolutamente che il mio emendamento è di carattere strettamente
elettorale, politico, per raccogliere voti, consensi, quello di
Cefalù, mi pare di avere capito questo, poco fa e siccome mi piace
essere sempre estremamente corretto, non è stato fatto
l'emendamento per questa motivazione, però, intanto, lo ritiro
subito e ne spiego la motivazione.
Questo è importante perché qui non si scherza con le cose che
hanno un fondamento e, soprattutto, sono importanti e sono serie.
Perché, per quanto mi riguarda, il mio ruolo di deputato regionale,
a sovranità degli elettori, mi porta in questa Aula a fare
riflessioni che riguardano il territorio e faccio scelte di
carattere, in cui credo, mi confronto con il territorio e raccolgo
indicazioni. Se qualcuno pensa che chi è seduto a quel tavolo
faccia delle scelte solo perché ha preso cinquanta voti in più o
cinquanta voti in meno mi pare che questo sia veramente lo
svilimento della politica Quindi, parto da questo presupposto e
dico anche che condivido l'intervento dell'onorevole Musumeci, e mi
convince signor Presidente, lo dico con grande schiettezza, mi
convince a tal punto che, per quanto mi riguarda - tanto non sono
innamorato del mio emendamento - lo posso ritirare anche subito,
per sgombrare il campo da equivoci.
Ma voglio spiegare le motivazioni che mi hanno spinto a presentare
quell'emendamento e perché ho messo la città di Cefalù. Da questo
pulpito si parla e si raccontano tante cose anche a proposito del
gioco, ma io vorrei ricordare che la nostra è una delle Regioni a
più alta intensità di presenza di sale Bingo che ci sono in Italia,
dove decine di famiglie si rovinano, e parlo anche della casalinga,
non solo dell'imprenditore che va a investire in vacanza. Voglio
ricordare che in questa Terra, probabilmente, c'è il più alto
numero di gratta e vinci che viene utilizzato in Italia, andiamo a
verificare su Google se è importante, alla fine non è quello il
problema del gioco, perché apriamo la sala, il casinò in un luogo
turistico particolare.
Ma il motivo che mi aveva spinto a individuare Cefalù era molto
semplice. Cefalù, molti non lo sanno, per numero di posti letto, di
alberghi in particolar modo, credo che sia la località più
importante della provincia di Palermo, forse più importante di
Palermo stessa. È un polo ricettivo importante, vi sono grandi
investimenti fatti da privati, alberghi che sono nati negli ultimi
anni, e il senso del mio emendamento, cari colleghi, era questo.
Lo voglio spiegare ed esplicitare perché siccome nel mondo che
ruota attorno agli interessi delle sale gioco, dei Bingo e del
resto, potrebbero anche incunearsi altri investimenti, altri
interessi, mi pare corretto spiegarne le motivazioni e lasciare
traccia del mio intervento e del mio pensiero politico, e del
perché avevo fatto questa scelta.
Pertanto, se questo mio emendamento può inficiare la possibilità
di creare un casinò e presentarci a testa alta a Roma, io lo ritiro
immediatamente.
Inoltre, la motivazione che mi spingeva a fare questo non nasceva
da un semplice e mero frutto di interesse di carattere meramente
politico elettoralistico, ma semplicemente di investimento in
un'area particolarmente importante. Ci tenevo a puntualizzare
questi elementi, signor Presidente, perché credo che la politica
deve essere fatta a viso aperto, a fronte alta e sempre con la
massima schiettezza, dicendo quello che si pensa senza nascondersi
la mano dietro il dito.
Quindi, caro collega che hai citato poco fa, probabilmente
involontariamente, un mio interesse di carattere elettoralistico,
io ritiro immediatamente il mio emendamento e non sono interessato
perché questo vada avanti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Oddo, Di
Giacinto, Malafarina, Dipasquale ed altri: «Al comma 1, dopo le
parole vocazione turistica del medesimo comune aggiungere le
parole di una casa da gioco nel comune di Trapani .
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questa
vicenda la penso come l'onorevole Musumeci, penso che stiamo
commettendo un grave errore nell'indicare in quale città debba
essere previsto il casinò. Ed è un errore perché rischiamo davvero,
anzi, non rischiamo nulla, perché ce lo diranno da Roma che così
non va bene. Noi ce lo auguriamo che venga realmente fatta una
norma che dia giustizia alla Sicilia prevedendo il casinò, e io non
condivido le preoccupazioni di alcuni colleghi che vedono questo,
come un fatto negativo per l'Isola, e sono convinto che il
Parlamento nazionale, se dovesse passare l'individuazione di
Taormina e Palermo, andrà a rettificare quello che è un errore da
parte del Parlamento siciliano.
Però, prima che si concluda la seduta, io ho bisogno di dire una
cosa.
Non sono intervenuto durante la prima fase, quando è stato
sollevato il problema di Cicero, perché non avevo capito di cosa
stavamo discutendo e volevo comprende di che tipo di dichiarazione
si trattasse.
Signor Presidente, io ritengo che su questa vicenda c'è stato
troppo allarmismo, e non condivido il pensiero dell'onorevole
Musumeci. La discussione che c'è stata prima è ancora valida, e
come non c'entrava prima non c'entra neanche ora. Anche
l'appellativo geometra , cosa c'entra?
Siccome si tratta di una persona che, ad oggi, sta rischiando la
vita per il suo lavoro e per la Regione siciliana, io non me la
sento di aderire al coro che quasi mette sotto inchiesta il dottore
Cicero. Quindi, su questo ci tenevo ad esprimere la mia distanza
assoluta rispetto a qualsiasi tipo di preoccupazione nei confronti
delle dichiarazioni di Cicero, perché io non sono preoccupato,
casomai si deve preoccupare chi ha problemi. Ma questo Cicero non
lo manda a dire, perché lui si rivolge direttamente alle Procure,
quindi il problema non si pone, e non si pone per chi come me non
ha nulla a che fare con criminalità organizzata e mafia.
Dopodiché ci tengo a ricordare all'Aula che Cicero rischia la
vita, ma non perché lo dice lui, lo dicono i magistrati e lo dice
anche il prefetto che si occupa della sua incolumità.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, purtroppo stasera ho difficoltà a capire cosa
viene detto in Aula: è un problema del mio udito o di acustica.
Volevo capire come proseguirà il dibattito. Sento dei colleghi che
fanno giuste valutazioni, ognuno dice la sua, su un testo di legge.
C'è un piccolo problema: che per fare tutte quelle cose che dicono
i colleghi, bisognava depositare emendamenti. Chi vuole il casinò
sulla Sicilia, doveva scrivere il casinò in Sicilia , e si votava
per quello, chi lo voleva a Civitavecchia scriveva Civitavecchia ,
chi non l'ha scritto e non ha presentato emendamenti, può dire di
volerlo in uno dei posti dove ci sono i colleghi che l'hanno
presentato. Ma discutere che sarebbe bello aver fatto un'altra
cosa, senza che nessuno abbia presentato alcun emendamento, lo dico
per l'economia della nostra intelligenza, si può bocciare il testo,
si può fare tutto, ma come dobbiamo procedere quando trattiamo un
disegno di legge? Senza questi elementi facciamo solo un dibattito
da bar , ci mancherebbe. E' un argomento che si presta, quello dei
casinò in Sicilia, è un argomento da salotto, da discuterne
amabilmente anche davanti a un bicchiere di vino. State facendo
però una teoria, ma noi stavamo tentando di fare una norma
Le norme si fanno con le norme, cioè presentando cose precise
sulle quali ci si esprime. Ripeto, ci sono colleghi che vorrebbero
fare un'altra cosa, ed allora presentano un disegno di legge per
fare un'altra cosa. Oggi c'è questo disegno di legge, a questo
disegno di legge sono stati presentati degli emendamenti, e credo
che sia giusto che l'Aula li voti, li bocci o li approvi. Ma
discutere come se fosse veramente un inizio ed una fine in cui non
c'è mai un inizio e non ci sarà mai una fine, è veramente
stucchevole ed insopportabile.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo i
richiami dell'onorevole Cracolici e cerco di coglierli quando c'è
economia ed intelligenza perché quando c'è economia vuol dire che
c'è poco. Ma al di là delle facili battute, mi sentirei, invece di
accogliere l'invito della Presidenza dell'Assemblea del rinvio del
disegno di legge in Commissione, al di là dell'economia, per un
riesame, perché probabilmente in quella circostanza sono emerse
delle volontà trasversali per cui è emersa anche l'ipotesi di
Palermo.
Vorrei ricordare una cosa, signor Presidente, che in Sicilia ormai
i casinò sono diffusi in ogni angolo di strada, a cominciare dalla
semplice tabaccheria dove quotidianamente, e nel giro di ogni
cinque minuti, c'è un'estrazione del lotto, dove ci sono centinaia,
migliaia di tagliandi emessi da uno Stato che ha fatto del gioco
d'azzardo uno dei suoi proventi ed ancora noi stiamo a discutere se
andare a realizzare una o dieci case da gioco, dimenticando che una
marea di gente, che va dalla semplice casalinga all'imprenditore,
sta sperperando i propri proventi.
Vi invito a vedere le statistiche sulle ludopatie che sono state
determinate dal gioco d'azzardo, le statistiche su quello che è
l'incremento delle entrate dello Stato a ridosso di fine mese o nel
momento in cui vengono ritirate le pensioni. Hanno un aumento
esponenziale per cui molte persone, molte casalinghe, consumano
quel poco denaro che hanno a disposizione per il gioco. Non è il
caso del casinò perché il casinò si ritiene un gioco d'èlite
qualificata almeno dal denaro che potrebbe richiamare un turismo
particolare.
Accanto a questo disegno di legge vorrei proporre però, e lo farò
con un'apposita norma, che il gioco nelle tabaccherie, nelle
ricevitorie e quant'altro, in Sicilia sia finalmente vietato perché
credo che faremmo un grande favore a tanta gente che si rovina
quotidianamente appresso a spese assurde e folli. Capisco che
l'onorevole Leanza potrebbe anche non essere d'accordo perché
l'argomento non è attinente, ma tendo a dire che questo Parlamento
dovrebbe porre all'attenzione dell'Aula il problema serio che è la
ludopatia di persone che non hanno le risorse per potersi
permettere un gioco,
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Cracolici che mi appella come compagno : sanno che lo
sono veramente
Io parto da una riflessione. Questa mattina, alle ore 7.45,
bussano a casa mia - io abito fortunatamente, o purtroppo, solo con
mia moglie - e non arriva la Finanza, arriva mio figlio Valerio,
che nella città di Catania svolge un'attività che credo possa
essere qualificante per la sua attività e per le cose che fa, e mi
dice che mi deve parlare e mi domanda: ma che cosa state facendo
per la Sicilia ? Alle 7.45, gli rispondo: Valerio, che cosa
dovremmo fare per la Sicilia?
Non vi accorgete tutti i giorni della disoccupazione che c'è? Ma
un rilancio della città di Catania quando lo fate? Papà, ti chiedo
scusa, la zona della Playa, che qualcuno aveva detto che doveva
essere la nuova Rimini, come è andata a finire?
Non mi ha parlato di come stavo io, di come stava mia moglie, o
come stavano i suoi figli, mi ha parlato solo ed esclusivamente,
per un ventina di minuti, mentre io ero a letto, di Catania e della
Sicilia, e mi ha parlato da imprenditore, da ragazzo (ha quasi 35
anni) che vuole e che è interessato a questa nostra Sicilia.
E io ho risposto Valerio, una delle cose che potremmo fare è il
casinò, una delle cose che potremmo fare e che non costerebbe
niente alla Sicilia è veramente quello di cui si è parlato da tanto
tempo, fare un censimento dei porti turistici che ci sono in
Sicilia, con un project financing, fare alcuni porti turistici
affinché portino un turismo vero, importante, non dico di massa, ma
un turismo di elìte .
Allora il casinò serve, dal mio punto di vista - poi lo possiamo
allocare a Taormina o a Solicchiata, ha poca importanza - e deve
essere un piccolo tassello di tante piccole cose che possiamo fare.
E' inutile che noi pensiamo di fare concorrenza alla Cina
producendo mutande. Non ha senso, perché comunque le nostre mutande
non faranno mai concorrenza alla Cina.
Allora dobbiamo proporre per questa Regione determinati piccoli
tasselli, necessari per portare quei turisti in Sicilia. Se ci
nascondiamo, come diceva la collega Foti, su alcune cose, ci
nascondiamo non capendo alcune realtà della nostra Sicilia.
Onorevole Cracolici, lei parla di città d'arte, ma ha avuto mai a
che fare con coloro i quali giocano a casino? Non gliene frega
niente delle città d'arte; arrivano, stanno dentro ai casinò fino
alla chiusura, fino alle 5 o alle 6 del mattino, e dopo vanno in
albergo. L'indomani vanno nuovamente al casinò dopo avere mangiato,
perciò io credo che ci siano pochi, pochissimi a cui interessi
girare Palermo, Taormina o Schisò o vattelappesca sia una città
d'arte.
Io credo che questa legge sia - che, poi, voi lo sapete meglio di
me, è una legge voto - un piccolo tassello per un grande mosaico
che noi dobbiamo sviluppare, che è quello del turismo e dei beni
culturali in Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole
si alzi, chi è contrario resti seduto.
FONTANA. Forse non c'è il numero legale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo già a tarda serata, sappiamo
qual è la questione e il perché sono stati inseriti questi
emendamenti, l'ha detto molto bene all'inizio l'onorevole Assenza.
E' ribadito da più parti, da tutti coloro che sono intervenuti. Io
non avevo detto di rimandare in commissione questo disegno di
legge, ho detto di trovare una soluzione, possibilmente condivisa.
Mi rendo pure conto che stasera, essendo in numero ridotto, non
possiamo continuare ad andare avanti in questi termini.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, io non credo che si tratti di una
forzatura proseguire i lavori.
Sono solo quasi le ore 21.00, siamo in un'Aula quasi deserta, ma è
da mesi che andiamo avanti con questa legge voto e credo che sia
giusto continuare almeno sugli emendamenti, e domani fare la
votazione finale.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo invece
che sia molto opportuno rinviare la seduta. Al di là del fatto che
c'è qui la buona volontà per andare avanti, credo che colpi di mano
non se ne possano fare. Noi abbiamo ritirato tutti gli emendamenti.
Presidente, lei sa che su questo disegno di legge ognuno avrebbe
voluto il casinò nella propria città, ma il senso di responsabilità
ci ha indotto a ritirare gli emendamenti.
Ha ragione l'onorevole Musumeci, che ha fatto un intervento
assolutamente condivisibile, di fare una richiesta assolutamente
anonima per quanto riguarda la localizzazione, e richiediamo la
realizzazione di un casinò in Sicilia senza indicare il luogo.
Quando avremo ottenuto l'autorizzazione, sceglieremo il sito, se
deve essere uno o se devono essere più di uno. Questa era l'idea
più conducente. Al di là di questo, però, non possiamo oggi andare
avanti con questi numeri, signor Presidente, dove qualcuno ritiene,
profittando delle assenze, di poter fare un colpetto e portare a
casa il bottino.
Francamente, non è consentito. Per cui la prego di procedere con
grande senso di responsabilità, come quello che noi abbiamo
dimostrato ritirando gli emendamenti.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'intervento che
avevo fatto prima mi ero rivolto al buon senso dei colleghi.
Era una proposta che poteva trovare accoglimento, considerato che
si trattava, appunto, di una proposta di buon senso, che era nata
in Commissione abbastanza convintamente.
Quello che vorrei ribadire è che stiamo cercando di superare un
vulnus che lo Stato ha fatto nei confronti della Sicilia. C'era chi
parlava prima di autonomismo, fermo restando la ludopatia, siamo
d'accordo, ma cerchiamo di non essere ipocriti.
Questo serve per una parte di turismo, come serve a Malta e come
serve in tutte le parti d'Italia.
Vorrei capire perché la Sicilia non può avere la stessa
opportunità di Venezia, di Campione d'Italia e di tutti gli altri
posti. Perché ancora una volta deve essere sacrificata la Sicilia,
in nome di chi? In nome dei siciliani che sono contro la Sicilia?
Può darsi che è anche per questo.
Non vi bendate gli occhi, colleghi, il problema non è la
casalinga, ci sono tantissimi imprenditori, tante persone che vanno
a Malta, in altri posti a portare denaro, denaro pulito, denaro
giusto per andare a soddisfare una passione. Perché non devono
venire in Sicilia, perché non devono restare in Sicilia? Perché se
viene qualcuno dall'Europa o dagli Emirati non deve poter trovare
un'opportunità in più in Sicilia. Perché li vogliamo incasellare,
perchè deve essere solo l'arte?
La Sicilia è ricca, c'è di tutto ringraziando Dio. Non c'è il
casinò perché uno Stato tiranno ce l'ha tolto. Su questo tema
dobbiamo affrontare l'argomento, i campanilismi lasciano il tempo
che trovano. Si è scelta la città di Taormina perché si trattava di
una riapertura, poi in Commissione si è deciso di aggiungere la
città di Palermo perché è città d'arte, ma anche perché è il
capoluogo della Regione, per dare più forza, non più debolezza a
questo disegno di legge, più forza, in modo che tutti potevano
essere rappresentati.
Dopo di che sappiamo perfettamente che non dobbiamo dare alibi
allo Stato, perché lo Stato non è con la Sicilia, e l'ha dimostrato
in tante cose. Mi auguro che dimostrerà di essere con la Sicilia
con l'articolo 36 e con questo. Ma le ipocrisie, no, la demagogia
no.
Se vogliamo farla questa cosa la possiamo fare, non dico stasera,
ma dopo quattro mesi che affrontiamo questo disegno di legge voto
si potrebbe arrivare all'approvazione.
L'importante è che entro domani sappiamo cosa andare a fare, se
rinunciamo a questo testo oppure facciamo una grandissima insalata
russa e ci mettiamo tutte le città di questo mondo.
Su questo tema, una volta tanto, se vogliamo essere veramente noi
siciliani, autonomisti, consequenziali alle cose che abbiamo detto
prima, facciamole le cose.
Basta ipocrisia, basta demagogia.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, lei converrà, sulla base del
dibattito che c'è stato, che un disegno di legge che non individua
o che parla di una sola casa da gioco, renderebbe più forte il
disegno di legge e la sua approvazione.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, mi corre l'obbligo di chiederle,
poiché prima c'è stata la votazione sull'emendamento 1.1, visto che
ci ha chiesto di alzarci o di sederci a seconda se fossimo
d'accordo o meno, che esito ha avuto.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, c'era stata una confusione
generale e non ho dichiarato alcun esito.
CAPPELLO. Ma una votazione si è svolta. Le chiedo un chiarimento,
c'è stato un ritiro.
E' un emendamento presentato da 31 deputati, cioè un terzo dei
deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, non c'è stato nessun ritiro.
Stiamo disquisendo sui massimi sistemi ancora. L'emendamento 1.1 è
ancora in piedi formalmente. C'è stata una votazione non chiara e
siamo andati avanti perché altri deputati hanno chiesto di
intervenire.
Non ho chiesto la controprova proprio perché c'è stata una
confusione di carattere generale.
Onorevoli colleghi in ordine ai disegni di legge relativi alla
istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
474-542-543-546-613-638-662/A), Norme transitorie in materia di
proroga delle gestioni commissariali provinciali (nn. 642-31-132-
133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A
Stralcio 1/A) e Ineleggibilità ed incompatibilità degli
amministratori dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A) si possono presentare
emendamenti fino alle ore 13.00 di domani, così come stabilito
nella Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari tenutasi in
quest'Aula.
Alle ore 9.30 si terrà una Conferenza dei capigruppo in Sala Rossa
per cercare di trovare un momento di raccordo sulla legge che
abroga le province.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 12 febbraio 2014, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
Palermo'. (n. 180/A) (Seguito)
Relatore: on. Rinaldi
7) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
8) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
9) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
10) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
11) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
12) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
13) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
14) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
15) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
16) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 21.01
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Salute»
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
la nota prot. 96692 del 6 dicembre 2011 dell'Assessorato della
salute ha espresso un parere in cui ha equiparato la figura del
commissario straordinario di azienda sanitaria con quella di
direttore generale ai fini della nomina dei direttori sanitari ed
amministrativi, con ciò asserendo l'applicabilità della sent. Corte
di Cassazione, Sez. Lavoro, n. 25422 del 3.12.2009;
considerato che:
la sentenza citata non è riferibile al caso di specie, avendo
sancito che: la clausola di risoluzione automatica del rapporto per
il caso di cessazione della carica del direttore generale che ha
proceduto alla nomina del direttore amministrativo di ASL non
contrasta con alcuna norma imperativa e deve ritenersi valida ed
efficace', riferendosi dunque ad una ipotesi ben diversa rispetto a
quella de qua ossia del potere di nomina in capo al commissario
straordinario;
il D.Lgs 30 dicembre 1992, n. 502, recita all'art. 3, 1-
quinquies, che 'il direttore amministrativo e il direttore
sanitario sono nominati dal direttore generale. Essi partecipano,
unitamente al direttore generale, che ne ha la responsabilità, alle
direzioni dell'Azienda, assumono dirette responsabilità delle
funzioni attribuite alla loro competenza e concorrono, con la
formulazione di proposte ed i pareri, alla formazione delle
decisioni della direzione generale', palesemente attribuendo tale
potere di nomina esclusivamente al direttore generale;
ritenuto che:
la figura del commissario straordinario delle aziende sanitarie
dovrebbe essere, per sua stessa natura, una figura temporanea, in
carica nelle more della nomina del direttore generale, e che il suo
mandato non potrebbe protrarsi oltre i sei mesi (termine
abbondantemente superato in molte ASP siciliane);
il recente D.Lgs 39/2013, recante disposizioni in materia di
inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche
amministrazioni, ha introdotto l'ipotesi di inconferibilità
dell'incarico a soggetti condannati, anche con sentenza non passata
in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II
del libro secondo del codice penale;
per sapere:
quando si dovrebbero completare le procedure concorsuali di nomina
dei direttori generali delle ASP così da poter intraprendere una
programmazione seria, partendo dalla nomina, che speriamo sia
trasparente e meritocratica, dei relativi direttori amministrativi
e sanitari;
se abbia verificato ed intenda provvedere immediatamente ad
eliminare ogni forma di irregolarità, alla luce del richiamato
D.Lgs 39/2013, in cui versano i commissari straordinari, direttori
generali, sanitari ed amministrativi attualmente in carica e
condannati con sentenza penale, anche non definitiva, per essersi
resi responsabili di uno dei reati di cui alla norma su citata».
(1225)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Ai sensi dell'art. 1450, comma 5, del nuovo
regolamento interno dell'A.R.S. si anticipa il testo scritto della
risposta all'atto ispettivo in oggetto, che potrà subire variazioni
e/o aggiornamenti in funzione del tempo intercorrente per la
iscrizione all'ordine del giorno della relativa Rubrica salute.
In riscontro all'interrogazione parlamentare in oggetto
specificata avente per oggetto: Chiarimenti sulle nomine dei
direttori sanitari ed amministrativi delle Aziende sanitarie
siciliane si fornisce la direttiva prot. 86930 del 18 novembre
2013, emanata in applicazione del decreto legislativo 8 aprile
2013, n. 39, con la quale sono state impartite le disposizioni ai
fini dell'acquisizione delle dichiarazioni previste dalla citata
normativa circa l'insussistenza di cause di inconferibilità o
incompatibilità ai sensi dell'art. 20»
L'Assessore
(Dott.ssa Lucia
Borsellino)
Assessorato regionale della Salute
Dipartimento per la pianificazione strategica
Direttiva prot. 86930 del 18 novembre 2013
Oggetto: Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 Disposizioni in
materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le
pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo
pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50 della legge 6
novembre 2012, n. 190 pubblicato sulla GU n. 92 del 19.4.2013.
Dichiarazione sulla insussistenza di cause di inconferibilità o
incompatibilità ai sensi dell'art.20.
Come è noto il decreto legislativo indicato in oggetto ha
introdotto nuove norme in materia di inconferibilità ed
incompatibilità ai fini dell'attribuzione di incarichi nelle
pubbliche amministrazioni.
Successivamente, quanto agli effetti delle disposizioni di cui al
predetto decreto legislativo, l'art. 29-ter del decreto legge 21
giugno 2013, n. 69 ha previsto che, In sede di prima applicazione,
con riguardo ai casi previsti dalle disposizioni di cui ai capi V e
VI del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, gli incarichi
conferiti e i contratti stipulati prima della data di entrata in
vigore del medesimo decreto legislativo in conformità alla
normativa vigente prima della stessa data, non hanno effetto come
causa di incompatibilità fino alla scadenza già stabilita per i
medesimi incarichi e contratti .
L'art. 20 Capo VIII del predetto Decreto Legislativo prevede che
gli interessati presentino una dichiarazione sulla insussistenza di
una delle cause di inconferibilità all'atto del conferimento
dell'incarico, e che nel corso dell'incarico gli stessi presentino
annualmente una dichiarazione sulla insussistenza di una delle
cause di incompatibilità di cui allo stesso decreto.
Per quanto sopra sono stati predisposti due diversi modelli di
dichiarazione ( A e B ), che si trasmettono in allegato alla
presente, che le SS.LL. dovranno utilizzare al fine di rendere la
dichiarazione in argomento.
I modelli allegati, compilati e firmati con firma leggibile,
dovranno essere trasmessi, con le differenziazioni di seguito
esplicitate, agli Uffici di Diretta Collaborazione dello scrivente,
al fine di assolvere agli obblighi di pubblicazione ai sensi
dell'art. 20, comma 2 del decreto legislativo n. 39/2013 nonché
agli obblighi di pubblicazione, di competenza della Segreteria
Generale della Regione Siciliana, per le dichiarazioni rese dai
soggetti nominati dal Presidente della Regione negli Enti vigilati
dall'Assessorato regionale della Salute.
Nello specifico, i Commissari Straordinari delle Aziende sanitarie
ed ospedaliere e il Direttore dell'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo
renderanno la propria dichiarazione utilizzando a tal fine
l'allegato modello A . Per gli incarichi di direttore sanitario o
amministrativo i predetti Commissari Straordinari/Direttore
Generale avranno cura di acquisire dichiarazione analoga a quella
da loro resa.
I Direttori del CEFPAS e dell'IZSS, invece, utilizzeranno
l'allegato modello B , sia al fine di rendere la propria
dichiarazione sia al fine di acquisire quella relativa a tutti gli
altri incarichi dirigenziali, così come i Commissari Straordinari
delle Aziende sanitarie ed ospedaliere e il Direttore
dell'I.R.C.C.S. Bonino Pulejo avranno cura di fare, in relazione
alle nomine di rispettiva competenza, ai fini della pubblicazione
sui rispettivi siti istituzionali».
L'Assessore
(Dott.ssa Lucia
Borsellino)
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)