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Resoconto d'Aula della Seduta n. 127 di martedì 11 febbraio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                   La seduta è aperta alle ore 16.29

   LANTIERI,  segretario,  dà lettura del  processo  dà  lettura  del
  processo verbale delle sedute n. 125 e n. 126 del 6 febbraio scorso
  che, non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

      PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta la risposta scritta  alla
  seguente interrogazione:

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  1225  -  Chiarimenti  sulle nomine dei direttori  sanitari  ed
  amministrativi delle aziende sanitarie siciliane.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  D'Agostino,  Panarello,
  Francesco Cascio e Giuseppe Milazzo hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale invio
                           alla Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato alla
  Commissione:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV):

   -  Disposizioni in materia di distribuzione di gas  naturale.  (n.
  686)
   di iniziativa parlamentare.
   presentato il 7 febbraio 2014 e inviato il 10 febbraio 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Testo unico delle attività produttive. (n. 683)
   di iniziativa governativa, inviato il 6 febbraio 2014, parere IV e
  UE.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Disposizioni  urgenti in materia di servizio idrico  integrato.
  (n. 693)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 febbraio 2014.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1547  -  Notizie in merito alla partecipazione  della  Regione
  siciliana alla Conferenza 'Ten-T days 2013' a Tallin.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:   Lombardo  Salvatore  Federico;  Di  Mauro   Giovanni;
  Figuccia  Vincenzo;  Greco  Giovanni; Federico  Giuseppe;  Fiorenza
  Dino; Lo Sciuto Giovanni

   N. 1548 - Urgente blocco dei ricoveri sine die nelle CTA (Comunità
  Terapeutiche  Assistite) e potenziamento dei  servizi  psichiatrici
  territoriali ai fini della prevenzione.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto

   N. 1551 - Notizie in merito alla sospensione del servizio notturno
  dell'automedica di Taormina (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano.

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1543  - Valorizzazione della riserva naturale orientata  Pizzo
  Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, in provincia di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   N.  1544 - Chiarimenti in merito alla distribuzione indiretta  dei
  farmaci Pht.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio; Ciaccio  Giorgio;   Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N. 1545 - Erogazione dei trattamenti pensionistici al personale in
  quiescenza degli ex consorzi Asi, posti in liquidazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Rinaldi  Francesco; Alloro Mario; Vinciullo  Vincenzo;
  Oddo Salvatore

   N. 1546 - Ripristino dei contributi ad associazioni ed enti per lo
  sviluppo delle attività musicali nella Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Fazio Girolamo

   N. 1549 - Chiarimenti in merito al commissariamento della CRIAS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Pogliese  Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo;
  Falcone  Marco;  Cascio Francesco; Assenza Giorgio; Alongi  Pietro;
  Milazzo Giuseppe

   N.  1550  -  Notizie in merito al mancato recepimento  della  nota
  ministeriale  concernente  l'istituzione  del  Gruppo   di   lavoro
  interistituzionale regionale sulla disabilità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Zafarana Valentina; Palmeri Valentina;  Zito  Stefano;
  Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio;  La
  Rocca  Claudia;  Foti  Angela;  Trizzino  Giampiero;  Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Ferreri  Vanessa;
  Ciancio Gianina; Vinciullo Vincenzo

   N.  1552  -  Chiarimenti sul laboratorio tossicologico  Myrmex  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute

   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1553 - Verifica delle presunte responsabilità per i disservizi
  delle modalità di 'Go-Bike' nel comune di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.
                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  155  - Iniziative in ordine alla nomina del nuovo primario  di
  chirurgia dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  266   Attivazione  di servizi ospedalieri   di  emergenza-
  urgenza  cardiochirurgica ,  degli onorevoli  Turano  Girolamo;  La
  Rocca  Ruvolo Margherita; Firetto Calogero; Anselmo Alice; Miccichè
  Gianluca Antonello; Dina Antonino; Ragusa Orazio; Bandiera Edgardo;
  D'Agostino Nicola, presentata il 3 febbraio 2014;

   numero  267   Piena fruibilità dei rifugi gestiti dal dipartimento
  regionale  Azienda  Foreste  Demaniali ,  degli  onorevoli  Ciancio
  Gianina;  Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;   Ferreri   Vanessa;  Foti  Angela;  La   Rocca   Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano, presentata il 4 febbraio 2014;

   numero  268   Iniziative a livello nazionale  per  la  sospensione
  delle  procedure di riscossione per situazioni eccezionali ,  degli
  onorevoli  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano, presentata il 6 febbraio 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

     Comunicazione di adesione e di nuova denominazione di Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che:

   -  con  nota  pervenuta  alla Presidenza  il  6  febbraio  2014  e
  protocollata  al  n.  1436/AulaPg-RagPg del 7 febbraio  successivo,
  l'onorevole  Giuseppe Milazzo ha comunicato di non fare  più  parte
  del  Gruppo  parlamentare   PDL-Verso  il  PPE'  con  decorrenza  6
  febbraio 2014.
   Pertanto,  fino a diversa comunicazione, il suddetto deputato,  ai
  sensi  dell'art.  23, comma 4, Reg. int. ARS,  a  decorrere  dal  6
  febbraio 2014, entra a far parte del Gruppo parlamentare Misto;

   -  con  nota  pervenuta il 7 febbraio 2014 e  protocollata  al  n.
  1469/Aulapg  del  10  febbraio  successivo,  l'onorevole   Formica,
  Presidente  del Gruppo parlamentare  Lista Musumeci , ha comunicato
  che il Gruppo parlamentare da lui presieduto ha assunto la seguente
  nuova denominazione:  Lista Musumeci - Forza Italia ;

     -  con  nota pervenuta il 7 febbraio 2014 e protocollata  al  n.
  1470/Aulapg  del  10  febbraio  successivo,  l'onorevole   Cordaro,
  Presidente  del  Gruppo parlamentare  Grande  Sud  -  PID  Cantiere
  popolare ,  ha  comunicato  che  il  Gruppo  parlamentare  da   lui
  presieduto ha assunto la seguente nuova denominazione:  Grande  Sud
  - PID Cantiere popolare - Forza Italia .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  preciso che, con  riferimento  ai  cambi  di
  denominazione di Gruppo testé comunicati, la Presidenza si  riserva
  di  intervenire sulle nuove denominazioni, d'intesa  con  i  Gruppi
  parlamentari  interessati,  ove dovesse ingenerarsi  confondibilità
  tra di loro.

   Così rimane stabilito.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Decimo anniversario della Giornata del ricordo per le vittime
                              delle foibe

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ieri  10  febbraio,   è   stata
  celebrata la  Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe .
   La  storia  dovrebbe  essere raccontata per quello  che  è,  senza
  mistificazioni, e priva di veleni ideologici. E solo questa  storia
  potrebbe dirsi maestra di vita.
   Per   decenni  nel  nostro  Paese  si  è  registrato  un  silenzio
  assordante ed i testi scolastici hanno relegato all'oblìo una delle
  più dolorose e tragiche pagine della storia di Italia: l'eccidio di
  migliaia  di  italiani ad opera delle milizie  partigiane  di  Tito
  nella  totale  indifferenza  delle potenze  militari  dell'epoca  e
  l'esodo di 350mila italiani dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia.
   Migliaia  di connazionali, fra il 1943 ed il 1947, vennero  uccisi
  barbaramente  e gettati nelle Foibe, cavità carsiche,  tecnicamente
  definite   inghiottitoi'.  Senza alcune distinzione  fra  uomini  e
  donne, adulti o bambini.
   La  loro  tragica  fine  giustificata da  un'unica  colpa:  essere
  Italiani e non rinnegarlo.
   Quest'anno  ricorre il decimo anniversario dell'istituzione  della
  giornata  del ricordo. Una giornata necessaria a rendere finalmente
  giustizia alle migliaia di vittime innocenti di un moto d'odio,  di
  cieca vendetta, di inaudita violenza.
   Soltanto  la memoria rappresenta il vero antidoto al ripetersi  di
  fenomeni  e  vicende così tristemente tragici. E  a  noi  tocca  il
  compito di ricordare alle generazioni future questa macabra  pagina
  della storia italiana.
   Orgogliosi di essere Italiani.
   Invito,  quindi,  tutti  i  deputati ad  osservare  un  minuto  di
  silenzio.

     (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per mezz'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.47, è ripresa alle ore 17.59)

             Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo già svolto le comunicazioni
  si passa al II punto all'ordine del giorno:  Discussione di disegni
  di legge.
   Abbiamo  all'esame i primi tre disegni di legge che riguardano  la
  questione  delle province, posti ai numeri uno, due e tre.  Si  era
  concordato di svolgere una discussione  generale su tutti e  tre  i
  disegni  di  legge;  c'era stato un momento di riflessione,  e  per
  questo  si  era  rinviato  ad oggi  per  comprendere  se  c'era  la
  possibilità di un momento di sintesi complessiva, non mi  riferisco
  alla   maggioranza  o  all'opposizione,  ma  a   tutti   i   Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori

   CIMINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.  Signor  Presidente,  intervengo  sull'ordine  dei  lavori
  perché, indipendentemente, dalle riflessioni in corso, io direi che
  l'Assemblea  regionale non deve continuare  a  perdere  tempo   sul
  disegno  di legge voto che è all'ordine del giorno  già  da  tempo,
  posto  al  numero otto, perché direi che è necessario   potere,  in
  questa  serata,  ad   approvare  questa  legge  voto  che   dà   la
  possibilità  alla Regione siciliana di dialogare nel confronto  con
  Roma in modo ben diverso.
   Questa  legge  voto,  probabilmente,  doveva essere  votata  prima
  dell'approvazione del bilancio e della finanziaria, ma  considerato
  che  l'Assemblea regionale si accingerà prossimamente a  varare una
  finanziaria e un bilancio bis, io riterrei che avere la possibilità
  che   l'Assemblea   si   pronunci  sull'abrogazione   della   parte
  dell'articolo 36, comma 2 dello Statuto della Regione siciliana che
  impone  le  imposte  di produzione da versare  nel  bilancio  dello
  Stato,  secondo una vera solidarietà che i siciliani e il  bilancio
  regionale  hanno  dato al Paese intero contribuendo  al  fabbisogno
  nazionale,   con le risorse proprie della Regione siciliana,  penso
  che  oggi  sia  il  momento giusto per ripetere questa  legge  voto
  questa  legge voto che già nella passata legislatura  ha  avuto  un
  voto  unanime  dall'Assemblea regionale siciliana,  e il Parlamento
  nazionale   dell'epoca  non  ha neanche  avuto  la  sensibilità  di
  mettere all'ordine del giorno.
   Io  ritengo e spero che gli onorevoli colleghi  possano  sostenere
  l'approvazione   di   questo  testo.  E'   un   testo   sicuramente
  costituzionale,   semplice,  che  è  stato   studiato   già   dalle
  commissioni  pertinenti, sia la Commissione I  che  la  commissione
   Bilancio',  è  un  testo indispensabile nella  trattativa  con  il
  Governo  nazionale  soprattutto per rispettare  le  quantificazioni
  necessarie per le risorse che la Sicilia deve pretendere e  che  di
  fatto,  rispetto ad una legge truffa dello Statuto  della  Regione,
  hanno  negli anni creato non solo danno ma soprattutto macerie  nei
  territori  dove  le  grandi industrie e  le  grandi  imprese  hanno
  approfittato creando danni ambientali e non risorse per  il  nostro
  Paese.
   Per  questo,  spero che l'Assemblea, con il Presidente  Ardizzone,
  considerato che rispetto alla legge dei consorzi di comuni  c'è  un
  momento  di  approfondimento, si possa  votare  ed  esitare  questo
  disegno di legge voto.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cimino, da parte mia  nessuna  difficoltà,
  però dobbiamo comprendere l'andamento dei lavori d'Aula.
   La  legge  voto  è  già inserita all'ordine del giorno,  la  volta
  precedente  non si è potuto incardinarla  per la sua  assenza,  per
  motivi  oggettivi: da parte mia se troviamo un'intesa si  può  pure
  votare  stasera,  onorevole  Cimino,  perché  è  una  norma  di  un
  articolo,  già  peraltro  c'era stata una  discussione  e  c'è  una
  condivisione, posso dire unanime da parte dell'Aula.
   Quindi, vediamo l'andamento dei lavori e poi decidiamo.

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente onorevoli colleghi, prendo  lo  spunto
  dall'intervento del collega Cimino e vorrei sottolineare  all'Aula,
  alla  quale  chiedo l'attenzione che credo questo  momento  meriti,
  perché   ritengo  che con riferimento ai punti iscritti  all'ordine
  del  giorno,  per  i quali oggi siamo chiamati a riunirci,  non  ci
  siano, oggettivamente, le condizioni per poterli trattare.
   Dal  titolo  del TG3 di oggi a pranzo, all'approfondita intervista
  del  Presidente  della  I Commissione  Affari istituzionali ,  devo
  dire   molto  significativa,  riportata  da  Sì24  emergono,  l'una
  rispetto  all'altra,  delle  gravi  discrasie.  Cosa  voglio  dire,
  provocatoriamente ma neanche tanto? Che allo stato, al netto  delle
  notizie  giornalistiche  che  parlano  di  un  accordo  romano  che
  calerebbe  su  quest'Aula  dall'alto, che  prevedrebbe  appunto  un
  accordo  di  maggioranza che disegna o disegnerebbe un  disegno  di
  legge  di  riscrittura  sull'istituzione dei  liberi  consorzi  dei
  Comuni e due maxiemendamenti firmati dai Capigruppo di maggioranza,
  al  netto delle informazioni mediatiche, questo Parlamento non è in
  possesso di nulla alle ore 18,10 dell'11 febbraio 2014.
   Rispetto  a  questo, che è un dato oggettivo e che  non  ha  alcun
  timore  di  essere smentito come fatto strumentale,  io  chiedo  ai
  Capigruppo  della  maggioranza, o presunta tale,  che  sostiene  il
  governo  Crocetta, gli stessi  Capigruppo che avrebbero partecipato
  ieri  ad  una riunione romana, siglando un accordo sull'istituzione
  dei  liberi  consorzi dei Comuni, sulle città metropolitane,  sulla
  proroga o meno dei commissari, su tutta una serie di temi che  oggi
  noi  ci  riuniamo  teoricamente per esitare,  ecco,  io  chiedo  ai
  Capigruppo  di  maggioranza,  ma  lo  chiedo  anche  al  Presidente
  dell'Assemblea, di dirci sulla scorta di quale disegno di legge noi
  iniziamo   ad  affrontare  l'argomento   riforma  delle   province,
  istituzione  dei  liberi  consorzi dei comuni'.  Noi  non  siamo  a
  conoscenza   di   nulla,  e  quando  dico  noi   mi   riferisco   a
  quell'opposizione  responsabile che ha sempre cercato  di  dare  il
  proprio contributo tutte le volte che di buone leggi si è trattato.
     Rispetto a questo quindi, signor Presidente, chiedo di differire
  di almeno ventiquattro ore l'inizio della discussione di disegni di
  legge  che  non  conosciamo,  partendo anche  dal  presupposto  che
  siccome oggi abbiamo anche la possibilità di esitare un disegno  di
  legge  che  è quello proposto dall'onorevole Cimino, e io  concordo
  con  questa  impostazione, chiedo ai Capigruppo di  maggioranza  di
  intervenire  e  di  venire  incontro  a  questa,  che   credo   sia
  un'esigenza minima di agibilità di questo Parlamento.
   Non  è consentito, in piena seduta, comprendere a noi di che  cosa
  stiamo  parlando,  qual  è  il  presunto  accordo  raggiunto  dalla
  maggioranza,  quali  sono i disegni di legge che  ci  troveremo  ad
  affrontare, e quindi credo che ancora una volta, con pieno senso di
  responsabilità, la richiesta che viene dalle opposizioni non  possa
  non  essere  accolta dalla Presidenza;  credo che  la   maggioranza
  debba porre in essere in quest'Aula un sussulto di amor proprio,  e
  di  amore  per  la  dignità ed il prestigio di  questo  Parlamento,
  venendo incontro alla richiesta che sto avanzando, e raccordandoci,
  se  del caso, anche in un momento di confronto esterno all'Aula per
  capire  se  c'è la possibilità, una volta che fosse vero, partorito
  questo disegno di legge e proposto ai deputati, per comprendere  se
  siamo in condizioni di lavorare oppure no.
   Per  quanto mi riguarda, ad oggi e ad horas, non lo siamo,  quindi
  signor  Presidente, la richiesta di rinvio non del termine  per  la
  presentazione  degli  emendamenti, che evidentemente  non  può  che
  scattare dal momento in cui saremo in condizione di conoscere  qual
  è il disegno di legge proposto.
   Chiedo un rinvio di ventiquattrore in ragione del fatto che noi  i
  disegni  di  legge che sono venuti fuori nel corso  della  riunione
  della   scorsa  notte  noi  non  li  conosciamo.  Chiedo   che   la
  maggioranza,  responsabilmente, ci dia ragione  e  si  associ  alla
  nostra richiesta di rinvio.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è un appello fatto ai Presidenti
  dei Gruppi parlamentari di maggioranza. Il ragionamento che è stato
  svolto  dall'onorevole Cordaro mi sembra corretto  perché  sostiene
  che  è  inutile  anticipare discussioni su  un  disegno  di  legge,
  sull'emendamento di riscrittura, sul quale ci potrebbe  essere  una
  condivisione,  ma bisogna conoscerlo.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  il
  ragionamento  esposto in quest'Aula dell'onorevole  Cordaro,  così,
  senza giri di parole, dico subito che condivido, ed è assolutamente
  indispensabile quando si tratta di regole in Parlamento, che ci sia
  la  condivisione,  la più ampia possibile di tutti  i  parlamentari
  delle  forze  politiche  che  siedono  in  questo  Parlamento.  Era
  intenzione, peraltro informalmente espressa, già in questi  minuti,
  di  indire  ora  stesso  un incontro tra le forze  parlamentari  di
  maggioranza  e  di  minoranza, tra i  Capigruppo,  tra  coloro  che
  possono  dare  un  contributo a scrivere  meglio  una  riforma  che
  impegna,  certamente,  la democrazia dei  territori  e  per  questa
  ragione  è  una  riforma complessa, delicata  che  non  può  essere
  trattata con fretta e superficialità.
   Fermo  restando la proposta dell'onorevole Cimino, che  condivido,
  sulla  trattazione del disegno di legge di cui ha  parlato,  signor
  Presidente, le chiedo, quando e se lei riterrà, una sospensione  di
  un  tempo ragionevole di quest'Aula per consentire ai capigruppo  e
  alle  forze politiche presenti in questo Parlamento, di incontrarsi
  per ragionare su questa riforma.

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sembra  di
  capire,  anche  per  l'intervento  dell'onorevole  Gucciardi,   che
  sull'importante  progetto  di riforma  sulle  province  ci  sia  un
  momento  di  riflessione e di approfondimento avvertito  da  tutti,
  l'onorevole Cordaro ha chiesto un rinvio, l'onorevole Gucciardi  ha
  chiesto una breve sospensione.
   Se  fosse  possibile, signor Presidente, non mi vorrei  discostare
  molto  dal  ragionamento fatto nell'ultima seduta, vorrei suggerire
  all'Aula  di  continuare con l'ordine del giorno,  se  il  problema
  politico  riguarda  i  tre  disegni di  legge  di  cui  è  relatore
  l'onorevole  Cracolici,  atteso che gli  stessi  sono  incardinati,
  potrebbero  essere trattati più tardi o domani, come la maggioranza
  e la minoranza riterrà.
   L'onorevole  Cimino  ha  rappresentato una legittima  istanza,  ma
  prima  di quella all'ordine del giorno ci sono due diversi  disegni
  di  legge:  uno  su cui si è svolta l'introduzione  e  si  dovrebbe
  tenere  la  discussione  generale che è quella  che  vede  relatore
  l'onorevole  Trizzino, dando tempo per gli emendamenti,   e  quello
  dell'onorevole Di Giacinto,  che l'altra volta era assente.
   Poi  verrebbe, soltanto per l'approvazione dell'articolato, quello
  sulla  ricerca  scientifica  in ambito sanitario.  Secondo  me,  si
  potrebbe fare una bella cosa se questo disegno di legge si potesse,
  quanto  meno,  esitare nell'articolato e poi dare  il  voto  finale
  quando il Presidente vorrà.

   Sarebbe  un  segnale  bello perché è un disegno  di  legge  che  è
  all'ordine  del  giorno già da parecchio tempo  e  potrebbe  essere
  evaso facilmente, atteso che non sono stati presentati emendamenti.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Lei peraltro  aveva  presentato  una
  questione  pregiudiziale, su mia richiesta l'aveva accantonata.  Se
  ci   teniamo   sul  filo  del  ragionamento,  c'è   una   richiesta
  dell'onorevole  Cordaro  che è condivisa, politicamente  e  con  lo
  spirito,  dall'onorevole  Gucciardi credo,  peraltro,  a  nome  dei
  deputati di maggioranza che avrebbero partecipato a questo vertice.
   Per  cui  dobbiamo trovare il momento in cui si inizia a discutere
  nel merito delle questioni.
   Non mettiamo altra carne al fuoco, altri problemi.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  come  giustamente  lei  ricordava,
  nell'ultima seduta io avevo presentato due richieste, una di rinvio
  in  Commissione  e  l'altra di procedura di costituzionalità  della
  legge stessa. Su ambedue si doveva pronunciare l'Aula.
   Come  vede  la  richiesta  di rinvio in Commissione  non  era  una
  richiesta campata in aria perché gli avvenimenti ultimi,  come  già
  sottolineato  dall'onorevole Cordaro in precedenza,  hanno  vieppiù
  dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, che c'è una certezza
  sola,   che   questo  Parlamento  ha,  e  cioè  che  non   sappiamo
  assolutamente  qual  è  la  strada  da  intraprendere  e  lo  hanno
  dimostrato i leader dei lavori in Commissione, laddove si è passati
  da  una  posizione  del  Governo  superata  da  una  posizione  del
  Presidente della Commissione con successivi interventi da parte del
  Governo  che via via ha modificato le sue posizioni o ha  ritirato,
  prefiggendosi  di ripresentarli in Aula, quelli  che  sono  le  sue
  previsioni per questo disegno di legge.
   Quindi,  se  una  certezza  abbiamo è  proprio  quella  che  siamo
  all'oscuro  di  tutto.  Se  a  ciò  aggiungiamo  che,  come  veniva
  ricordato,  dobbiamo apprendere da indiscrezioni di stampa  che  ci
  sarebbe  stata  una  riunione a Roma e che in  questa  riunione  si
  sarebbe stabilito che l'accordo preveda un nuovo disegno di  legge,
  completamente  diverso  da  quello che  c'è  in  esame,  allora  la
  richiesta  di ritorno in Commissione, il luogo adatto per discutere
  della  nuova  proposta  di sintesi che si sarebbe  raggiunta  fuori
  dalle  mura  di  questo  Parlamento,  mi  pare  che  sia  un  fatto
  obbligatorio.
   Dopo  di  che,  Presidente, e coerentemente  con  quello  che  sto
  dicendo,  giustamente da più parti è stata avanzata  l'ipotesi,  in
  virtù   di  questa  novella  extraparlamentare,  di  avere   almeno
  ventiquattro  ore  di  tempo per  sapere, almeno,  su  quale  testo
  questo  Parlamento  si  deve impegnare e su  quale  testo  si  deve
  esprimere,  perché  a  tutto siamo arrivati ma  alla  proposizione,
  formulazione  e  approvazione  di  leggi  completamente  fuori  dal
  percorso  parlamentare, e ancora a questo non si è  raggiunti.  Non
  penso  che lei che è un fine giurista ed una persona rispettosa  in
  maniera   assoluta  delle  prerogative  del  Parlamento  lo   possa
  consentire.
   Quindi  io  proporrei di accedere alla richiesta  di  posporre  di
  ventiquattro  ore, a domani, la discussione del disegno  di  legge,
  nel  frattempo  saremo a conoscenza nel dettaglio  di  quale  è  la
  proposta,   e   così   rientriamo  nell'orbita   di   un   percorso
  istituzionale e parlamentare.
   Contestualmente oggi potremmo discutere di altri disegni di  legge
  che  sono  iscritti all'ordine del giorno. Ritengo che sarebbe  una
  cosa  utile,  peraltro ce ne sono alcuni che sono in relazione  col
  disegno  di legge 500/A che è urgentissimo, proposto con forza  dal
  Governo  regionale  e  nazionale, ma  che  ha  implicazioni,  anche
  pesanti  sulla  vita  di oggi e dei prossimi trent'anni  di  questa
  regione  e dei cittadini stessi, tant'è che prevede il mantenimento
  dell'aliquota  massima dell'IRPEF e dell'IRAP per i prossimi  venti
  anni.
   Credo  che  sia  un  argomento con una grandissima  priorità,  fra
  l'altro il Governo stesso ha dichiarato che questo disegno di legge
  è propedeutico alla riformulazione e alla presentazione della nuova
  manovra finanziaria. Altro che urgenza  Pertanto, la invito anch'io
  e  la  richiesta che le faccio è quella di posporre di ventiquattro
  ore  l'esame  del  disegno  di legge che  riguarda  le  province  e
  continuare, stasera, con l'esame di altri disegni di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ci  sono  numerosi  iscritti  a
  parlare.  In  seguito sospenderò la seduta per  cinque  minuti  per
  concordare brevemente coi capigruppo, senza allontanarci dall'Aula,
  quello che potrà essere il percorso.

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto  che
  la  proposta  dell'onorevole Cordaro  che  è  anche  stata  accolta
  dall'onorevole Gucciardi, sia una ottima proposta.
   Non  vi  è  dubbio che la riforma delle province sia interessante.
  Siamo  tutti convinti che sarà una cosa importante, ma io mi  fermo
  al punto precedente.
   L'onorevole    Cimino   pone   un   tema   abbastanza    delicato,
  l'approvazione  dell'articolo 36, oggi è più  che  mai  importante,
  dopo  che  il  direttore  generale del  Ministero  dell'Economia  e
  Finanze,  con  un  proprio  decreto ha autorizzato  l'utilizzazione
  dell'articolo 37.
   Noi  stiamo  annegando nei debiti e nei problemi economici,  tanto
  che  il  Commissario  dello Stato, inopinatamente,  ha  tagliato  a
  destra e manca e ha approvato quello che gli faceva comodo.
   Senza guardare con attenzione alle cose da farsi.
   Mentre  tutta  Italia  si fa carico di congelare  i  debiti  delle
  piccole  e  medie aziende per evitare fallimenti che ormai  sono  a
  migliaia ed anche di cercare di bloccare i suicidi,  e tutto questo
  non  riesce  a  trovare una sintesi. Siccome il  disegno  di  legge
  sull'articolo 36 è un passaggio rapido e veloce, mentre  andremo  a
  cercare non so cosa per queste province, magari aumentiamo  un  po'
  di  confusione alla confusione che già c'è, io direi  ai  colleghi,
  signor  Presidente,  facciamo  passare  questo  disegno  di   legge
  sull'articolo  36, mandiamolo a Roma e facciamoci carico  di  farlo
  approvare.,  perché abbiamo bisogno delle risorse che sono  nostre.
  Qui  c'è  tanta gente che viene, lavora e se ne va. Le  banche,  le
  assicurazioni, la grande distribuzione e tutte le piccole  e  medie
  imprese che arrivano, prendono e vanno via perché vanno a pagare le
  tasse in altra sede.
   La   Fiat  è  una  delle  tante  aziende.  Così  come  la   grande
  distribuzione.
   Io  le  chiedo, signor Presidente, se fosse possibile, senza nulla
  togliere a tutti i disegni di legge che sono importanti.
   Stamattina  mi  è stato comunicato e sollecitato che  la  Comunità
  europea, in ordine alle risorse stanziate per l'amianto, tenderebbe
  a revocarne il finanziamento.
   Ci  sono migliaia di persone che stanno morendo per l'amianto.  Ci
  sono  migliaia di persone che potrebbero lavorare.  E'  notizia  di
  questa  mattina di montagne di eternit ovunque, con  tante  persone
  che  vengono avvelenate. Notizia di stamattina che solo oggi  hanno
  chiuso  centocinquanta  imprese e persi  seimila  posti  di  lavoro
  nell'edilizia.
   Signor Presidente, questa legge è una legge che può consentire  di
  non  perdere i venti milioni di euro che abbiamo preso dalla   PAC,
  perché  così è, di far lavorare un bel po' di migliaia di  persone,
  di  evitare che altrettante migliaia di persone corrano il  rischio
  di morire  per tumori ai polmoni causati dall'amianto.
   Io  le  chiedo e chiedo all'Assemblea se, dopo avere votato questo
  passaggio  d'Aula veloce sull'articolo 36 dello Statuto,  si  possa
  anticipare per evitare la discussione della legge sull'amianto  che
  poi  è  a  passaggio  d'Aula  perché è stata  già  approvata  dalle
  Commissioni  II,  IV e VI, se si può fare un'operazione  di  questo
  tipo  per  evitare di perdere le risorse così come richiesto  dalla
  Comunità europea.

   PRESIDENTE.  Sospendo  i  lavori per cinque  minuti,  invitando  i
  capigruppo parlamentari a non allontanarsi dall'Aula per concordare
  il percorso.

      (La seduta, sospesa alle 18,25, è  ripresa  alle ore 18.39)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


          Comunicazione delle determinazioni della Conferenza
                dei Presidenti dei Gruppi parlamentari

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  la Conferenza dei presidenti dei
  Gruppi parlamentari si è determinata nel senso di dare termine fino
  a  domani alle ore 13.00 per la presentazione degli emendamenti  ai
  tre disegni di legge relativi alle Province.
   Nel  frattempo,  alle  ore  9.30 sempre  di  domani,  è  convocata
  un'altra  Conferenza  dei capigruppo in Sala  Rossa  alla  presenza
  dell'assessore  Valenti e del presidente della   prima  Commissione
  per  cercare  di  trovare una sintesi su un  problema  complesso  e
  delicato. Nel pomeriggio si continuerà la discussione generale,  in
  quanto  i  tre  disegni  di legge sono stati già  incardinati,  nel
  tentativo  di  arrivare al più presto possibile ad una approvazione
  dei suddetti provvedimenti.
   Intanto  stasera  andiamo  avanti  con  i  disegni  di  legge  già
  incardinati.
   Si procede con il disegno di legge n. 162/A  Schema di progetto di
  legge costituzionale da proporre al Parlamento della Repubblica  ai
  sensi  dell'articolo  41  ter,  comma  2,  dello  Statuto,  recante
   Modifiche  e  integrazioni dell'articolo 36  dello  Statuto  della
  Regione,  in  materia di entrate tributarie' ,  relatore  onorevole
  Cimino; a seguire quello sulla sanità, relatore onorevole Turano  e
  al  disegno di legge  Disposizioni per la riqualificazione dei beni
  immobili confiscati alla criminalità organizzata .
   Incardiniamo stasera il disegno di legge  Disposizioni in  materia
  di   pagamenti   della   Pubblica  Amministrazione.   Anticipazione
  finanziaria alla società  di riscossione Sicilia  ed esaminiamo  il
  disegno  di legge sulla casa da gioco in Sicilia che era già  stato
  incardinato.
   Volevo  evidenziare,  onorevole Gianni, che il  disegno  di  legge
  sull'amianto  è  ancora in  Commissione Bilancio  per  la  relativa
  copertura finanziaria.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


                        Sull'ordine dei lavori

   GIANNI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, io la ringrazio per lo sforzo, ma  devo
  anche  dire  che in Commissione Bilancio l'assessore per l'economia
  aveva  garantito  che  già  da ieri avrebbe  mandato  la  copertura
  finanziaria che poi è la stessa che c'era prima.
   Ora,  se l'assessore continua su questi errori, da un lato  si  fa
  bocciare  la  finanziaria,  dall'altro non  mantiene  gli  impegni:
  quindi forse è meglio che si dimetta

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, quando gli atti formalmente verranno
  trasmessi  alla Presidenza potranno essere trattati, quindi  invito
  la  II  Commissione a dare priorità anche sulla base di ciò che  ha
  detto l'onorevole Gianni.

   FALCONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei ha  detto  di
  incardinare  il  disegno  di  legge n. 500/A,  quello  relativo  ai
  pagamenti della Pubblica Amministrazione, per intenderci.
   Io  vorrei ricordare e sottolineare a questa Presidenza e all'Aula
  che  proprio  oggi  questo  disegno di legge  è  stato  oggetto  di
  trattazione  in II Commissione, perché l'assessore ha  chiesto  che
  domani  possa  essere  trattato  in  quanto  vorrebbe  trovare   un
  combinato  disposto per potere operare un'anticipazione finanziaria
  e procedere quindi al pagamento.
   Signor  Presidente,  oggi  c'è stato un  incontro  in  Commissione
  bilancio  alla presenza dell'assessore Luca Bianchi, è stato  detto
  che  domani  tratteremo l'argomento di anticipazione finanziaria  a
  riscossione  Sicilia.  I soldi,  in termini  di  liquidità  secondo
  l'assessore, li dovremmo prendere dal disegno di legge n. 500/,  in
  termini, invece, di competenza li dovremmo prendere dal disegno  di
  legge  n. 500/A stralcio. Per cui, poiché ancora deve ritornare  in
  Commissione,   io  chiedo  a  questa  Presidenza  di   soprassedere
  sull'incardinamento del suddetto disegno di legge a  seguito  delle
  determinazione  che  la  Commissione  Bilancio  porrà  in   essere.
  Altrimenti si rischia di fare confusione.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, già in Conferenza dei Capigruppo il
  problema  era stato posto e si era parlato di portare in  Aula  uno
  stralcio  di questo disegno di legge, non i due articoli. Iniziamo,
  quindi,  ad andare avanti con i disegni di legge sui quali non  c'è
  difficoltà.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Discussione del disegno di legge «Schema di progetto di legge
                           costituzionale da
   proporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41
    ter, comma 2, dello Statuto, recante 'Modifica dell'articolo 36
                dello Statuto della Regione, in materia
                  di entrate tributarie'» (n. 162/A)

   PRESIDENTE. Pertanto, si procede con lo svolgimento del disegno di
  legge  «Schema di progetto di legge costituzionale da  proporre  al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto,  recante 'Modifica dell'articolo 36  dello  Statuto
  della Regione, in materia di entrate tributarie'» (n. 162/A).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cimino  per  svolgere   la
  relazione.

   CIMINO,  relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la
  presente  proposta  di  legge  è una  proposta  di  legge  voto  di
  revisione  statutaria ed intende attribuire alla Regione siciliana,
  al  bilancio della Regione siciliana, il gettito delle  imposte  di
  produzione,  gettito attualmente riservato, secondo la disposizione
  dell'articolo 36, comma 2, al bilancio dello Stato.
   In  questo modo, noi riusciremmo ad attivare quel principio  della
  territorialità dell'imposta ed il principio di vera applicazione ed
  attuazione dei principi propri del federalismo fiscale. Così  come,
  di  fatto, in alcune regioni del nostro Paese, come la Sardegna  ed
  il   Trentino   Alto   Adige,  il  criterio  della   territorialità
  dell'imposta  è stato utilizzato per la ripartizione delle  entrate
  tra lo Stato e la Regione contenendo, di fatto, questo principio la
  possibilità  che in una regione come la Sicilia, guarda  caso,  una
  legge   costituzionale,  la  legge  costituzionale,  della  Regione
  siciliana  è  stata una vera palla al piede rispetto, invece,  alle
  modifiche  che le altre regioni a statuto speciale o le  regioni  a
  statuto ordinario hanno attuato.
   Noi,  da tempo, abbiamo parlato e dibattuto sull'articolo 37 dello
  Statuto,  secondo  il  principio che  le  imprese  che  operano  in
  Sicilia,  anche se hanno sede legale fuori dalla Sicilia, dovessero
  pagare  le  imposte  nel nostro territorio,  così  come  lo  stesso
  articolo  38  dello  Statuto che prevede il  cosiddetto   Fondo  di
  solidarietà', secondo un piano quinquennale di lavori pubblici  per
  la  Sicilia  per equilibrare i redditi di lavoro dei siciliani  con
  quelli del resto del Paese.
   E pare, allora, onorevoli colleghi, veramente molto strano pensare
  che  questo  nostro Statuto, per tanti articoli,  non è  mai  stato
  attuato,  ed esempio ne è l'articolo 37, l'articolo 38,  così  come
  anche  la partecipazione del Presidente della Regione nel Consiglio
  dei  ministri  quando  si  discute di problematiche   attinenti  la
  Sicilia,  però  in  una norma, in un inciso  che è  l'articolo  36,
  comma  2,  che riserva le imposte dei siciliani nel bilancio  dello
  Stato  ha  trovato,  negli  anni,  sempre  pienissima  applicazione
  contro,  di  fatto,  i  voleri  e  la  dignità  del  nostro  stesso
  territorio. Perché con quelle risorse, di fatto, noi abbiamo e si è
  deturpato  l'ambiente; si è investito in Sicilia con la possibilità
  di  partecipare  in  modo di piena solidarietà nel  bilancio  dello
  Stato  lasciando  invece  poche risorse al bilancio  della  Regione
  siciliana
   Io  ritengo  che lo Statuto se deve essere applicato  deve  potere
  essere  applicato   nella sua interezza, in  caso  contrario,  pare
  strano che con la mano in cui si vuol dare invece non trova nessuna
  piena  applicazione, con la mano con cui si deve prendere lo  Stato
  condivide,  riconosce  e  applica i principi  dello  Statuto  della
  Regione siciliana
   In conclusione, signor Presidente, voglio anche ricordare  come lo
  stesso  articolo dello Statuto che prevede come i beni dello  Stato
  in  disuso,  come le caserme, debbano essere di fatto presenti  nel
  bilancio  della  Regione siciliana. Questa norma non  è  mai  stata
  applicata  e quei beni che per Statuto dovrebbero essere beni della
  Regione  siciliana li mette in vendita lo Stato per fare cassa  non
  dando quelle risorse alla Sicilia.
   Allora,  siccome  il  nostro Statuto  in  buona  parte  non  trova
  applicazione: o non si applica neanche il 36, comma 2, oppure  cosa
  buona  e giusta sarebbe dare un voto unanime dell'Assemblea  perchè
  possa  dare una voce a Roma, affinché Roma cassi questa norma,  una
  norma  truffa che negli anni ha dirottato al bilancio  dello  Stato
  risorse togliendole allo sviluppo di quest'Isola.
   Stiamo parlando di circa 9 miliardi  per ogni anno.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento  che
  trova  impegnata l'Assemblea è un argomento molto importante perché
  finalmente  mettiamo  un  impegno  verso  quella  che  è  la  reale
  applicazione dello Statuto della nostra Regione siciliana.
   Noi  in  questa  sede  abbiamo  detto  che  particolarmente  sugli
  articoli  36,  37 e 38 deve esserci una particolare  attenzione  in
  rapporto   con   la   relativa  mozione  che   abbiamo   presentato
  sull'articolo 37, che vede ancora una possibilità di  risposta  del
  Governo  nazionale il quale si è riservato di darci, e ciò non  può
  sicuramente  essere  realizzato con un impegno finanziario  che  dà
  all'articolo 37 e toglie le risorse all'articolo 38.
   Ciò significa un gioco  di prestigio che noi intendiamo contestare
  ed  intendiamo per questo invitare il Governo regionale perché  nel
  tavolo  tecnico Stato-Regione possa far valere le  ragioni   di  un
  impegno  che  lo  Stato  deve onorare nei confronti  della  Regione
  siciliana.
   Per  quanto  attiene  invece al disegno di legge  che  noi  stiamo
  trattando stasera, si avverte sicuramente la necessità di un  forte
  impegno  da  parte di tutto il Parlamento siciliano, perché  su  un
  problema   di  entrate  tributarie  si  abbia  la  possibilità   di
  realizzare una giusta opportunità per il nostro territorio  facendo
  sì  che  sia  sul  problema delle accise  che  sul  problema  della
  compartecipazione  ai  tributi si trovi  una  regolamentazione  che
  porti  a mettere un punto fermo e a creare una condizione di futuro
  con  criteri  certi, al fine di risolvere una  volta  e  per  tutte
  questo  nostro contenzioso con lo Stato in modo di ottenere  quelle
  giuste spettanze che ci devono essere riconosciute.
   Quando  l'articolo recita:  modifiche e integrazioni ,  che  hanno
  come materia specifica entrate tributarie, come voi sapete, siccome
  su questa materia la norma imperante è solo quella statale, allora,
  sicuramente lo Stato trova sempre difficoltà, o trova sempre motivi
  per  creare  difficoltà  alla  nostra  Regione,  perché  non  vuole
  privarsi  di  quella  parte  di entrate tributarie  che  invece  ci
  spettano.
   Invece  noi  pensiamo che chi opera in Sicilia, chi si impegna  in
  Sicilia, chi crea condizione anche di usufruire delle realtà che la
  nostra Regione può offrire, è giusto che dia anche alla Sicilia  il
  giusto  prezzo  per le prestazioni che ha ricevuto. E  poi  perché,
  comunque,  si sono verificati momenti in cui la Sicilia  ha  pagato
  dei  prezzi  per  quelli che sono fenomeni  che,  a  vario  titolo,
  possono  anche  essere  definiti  inquinanti.  Allora,  in   questa
  direzione  ritengo  che  c'è,  anche da  parte  nostra,  del  nuovo
  centrodestra,  un voto favorevole, e il nostro auspicio  è  che  in
  queste materie ci sia sempre un confronto serio, di grande garbo  e
  rispetto  istituzionale, che possa portare  una  voce  univoca  del
  Parlamento regionale siciliano verso lo Stato, perché si  affermino
  sempre  più  e  sempre  meglio le prerogative dello  Statuto  della
  nostra Regione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Vullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io volevo
  intervenire non sulla legge proposta dall'onorevole Cimino,  che  è
  sicuramente un'ottima legge; tutti noi presenti sappiamo bene che è
  una  legge che molte volte l'Assemblea regionale ha ipotizzato,  ma
  che alla fine lo Stato centrale ha sempre bloccato.
     Io  sono  venuto  qui  stasera, oltre che  per  le  varie  leggi
  all'ordine  del  giorno, soprattutto, per il disegno  di  legge  n.
  500/A.
   So che nei giorni scorsi c'è stata una riunione dei Capigruppo; in
  questa  riunione  si  è parlato a proposito di questa  legge,  alla
  presenza  del  Presidente Crocetta, si è concordato di  abolire  lo
  stralcio  n. 2, e di non approvare l'articolo n. 1. So  che  questo
  era l'accordo raggiunto.
   Ho l'impressione che molti deputati che sono qui in quest'Aula non
  vivono la realtà siciliana. Perché ho questa impressione? Perché si
  rischia  di  rinviare ancora alle calende greche questo disegno  di
  legge,   mentre  migliaia  di  imprenditori  e  tantissime  società
  aspettano  il varo di questo provvedimento perchè possano percepire
  quanto  da loro dovuto dall'amministrazione regionale. E noi  oggi,
  ancora con manfrine o pseudo-manfrine, cerchiamo di bloccare questo
  disegno di legge che sicuramente potrebbe dare, non dico molto,  ma
  almeno un piccolo sviluppo a questa benedetta Sicilia.
   Signor  Presidente,  lei  non può permettere  di  bloccare  questa
  legge,  perché  se  fate una riunione dei capigruppo  e  in  questa
  riunione  decidete  che  questa legge - io  la  ritengo  in  questo
  momento  più  importante  di  quella  sulle  province  -  non   sia
  prioritaria, sbagliate.
   Dobbiamo  dare  risposte ai nostri imprenditori. Io  ho  letto  in
  questi giorni diverse interviste, diversi comunicati stampa,  fatti
  a 360 gradi, dai vari deputati presenti in quest'Assemblea, ma alla
  fine  non vedo nessuno alzarsi e dire  no, questa legge la dobbiamo
  votare questa sera .

   PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone.  A  seguire
  gli  onorevoli Gianni, Anselmo e Venturino. Ricordo ai colleghi che
  durante gli interventi bisogna attenersi alla questione che  stiamo
  trattando. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  credo  di  essere d'accordo con l'onorevole Vullo, perché la  norma
  che  abbiamo anche chiesto di incardinare, di trattare, assume  una
  valenza  importante per la Regione siciliana e  assume una  valenza
  importante  perché  finalmente si stabilisce il  principio  che  le
  imposte   di  produzione  sono  assegnate  per  una  questione   di
  territorialità alla Sicilia, piuttosto che allo Stato.
   Questo viene fatto sulla scorta di un ragionamento che forse anche
  il  Governo  regionale  tralascia che  è  quello  che  bisognerebbe
  rinegoziare con lo Stato il patto di bilancio nazionale.
   Oggi,   da  qualche  anno  dobbiamo  dire,  la  Regione  siciliana
  interviene nel concorso alla finanza pubblica, sopportando un onere
  di  circa  un  miliardo di euro l'anno, cioè siamo passati  da  una
  finanza  derivata  -  cioè  la Sicilia che  costituiva  il  proprio
  bilancio da una finanza derivata dai trasferimenti nazionali  -  ad
  un  sistema  in  virtù  del quale è la stessa  nostra  Regione  che
  sostiene  il  patto  di  bilancio nazionale,  cioè  l'indebitamento
  nazionale viene sostenuto anche dalla nostra Regione siciliana.
   Noi  dobbiamo rivedere l'intero rapporto finanziario che è a  capo
  dei  negoziati  fra  la  Sicilia e  il  Paese  Italia,  il  Governo
  centrale,  e  lo  dovremo fare di lì a  breve  anche  per  fare  la
  prossima manovra finanziaria che è stata annunciata dal Governo, ma
  ancora non l'abbiamo.
   Con  questa  legge, ritornando all'argomento ed al tema,  vogliamo
  impegnare  il  Parlamento nazionale a rivedere i  rapporti  con  la
  Sicilia  e  lo  vogliamo fare senza chiedere  alcunché  di  diverso
  rispetto a quelli che sono i nostri sacrifici.
   Le  aziende che sono venute qua, è stato detto nel passato,  hanno
  violentato,   hanno   mortificato,  hanno   aggredito   il   nostro
  territorio,  noi non vogliamo utilizzare tutta questa retorica,  ma
  diciamo  che le aziende che producono qua in Sicilia devono pagare,
  devono lasciare in Sicilia le imposte di produzione, stiamo dicendo
  di  applicare  correttamente  il federalismo  fiscale,  applichiamo
  correttamente la responsabilizzazione fiscale e finanziaria secondo
  cui  ogni  territorio deve spendere in base a quanto  introita,  ma
  questo introito deve arrivare anche dalle imposte che devono essere
  riscosse dal proprio territorio.
   Invece  noi  stiamo vivendo, ormai da sessant'anni, una condizione
  paradossale,  secondo cui lo Statuto siciliano  è  stato  più   una
  spinta  che  uno stimolo per lo sviluppo della nostra  Terra  e,  a
  fronte di questo freno, il Governo nazionale, di tanto in tanto, ci
  accontentava con un articolo 38, ci accontentava con delle  rimesse
  che diventavano assistenzialistiche, ma servivano anche per calmare
  alcuni  impeti, alcune richieste, per calmare anche,  se  vogliamo,
  alcune rivendicazioni che la Regione siciliana negli anni aveva poi
  pronunciato nei confronti del Governo nazionale.
   Questo è un disegno di legge, sebbene di legge voto, intelligente,
  interessante  che  dovrebbe  vedere  tutti  i  nostri  parlamentari
  nazionali impegnati, lo dirò già domani sera al nostro coordinatore
  regionale, il senatore Vincenzo Gibiino, di essere a capo di questa
  battaglia  che  rivendichi  le  ragioni  di  questa  Sicilia   così
  mortificata.
   Questa  Sicilia  nei  cui confronti fino a  qualche  tempo  fa  il
  Partito Democratico rivendicava una posizione quando vi erano altri
  Governi diversi da quello attuale.
   Noi oggi, diciamo, che dobbiamo con forza sottoporre al Parlamento
  nazionale  il  tema Sicilia e lo vogliamo sottoporre al  Parlamento
  nazionale, onorevole Cimino, lei che ha questa voce siciliana -  mi
  fa  piacere  -  e  lo  dobbiamo sottoporre non  con  arroganza,  ma
  rivendicando un nostro legittimo diritto e lo vogliamo  fare  senza
  prevaricazione,  senza quella protervia che forse  nel  passato  ha
  caratterizzato qualche rivendicazione o senza quella sudditanza che
  non ci compete.
   Andiamo  avanti, ha fatto bene Presidente Ardizzone ad incardinare
  stasera  questo  disegno  di  legge  che,  sono  convinto,  troverà
  l'apprezzamento unanime del Parlamento e poi ciascun rappresentante
  di  tutti  i  partiti,  ciascun rappresentante  siciliano  avrà  il
  diritto  e dovere di farsi portatore di questa battaglia, portatore
  sano per dimostrare di essere ancora classe dirigente nei confronti
  di questa Sicilia che merita molto più di quello che oggi ha.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, intervengo solo per congratularmi  con
  l'onorevole  Cimino  perché mentre un anno fa probabilmente  questo
  disegno di legge voto non era comprensibile ai più e ancor  di  più
  al Governo nazionale, che fino a oggi ha approfittato della Regione
  Siciliana  per  continuare  a carpire le risorse  che  producevamo,
  oggi,  dopo l'atto di coraggio del Direttore Generale del Ministero
  dell'Economia  e  Finanza  sull'articolo 37,  probabilmente  questo
  articolo  36  potrà  trovare  realizzazione,  con  questi  articoli
  usciamo finalmente da una crisi economica senza precedenti.
   In  un  momento  difficile come quello che  attraversiamo  in  cui
  magari  il  dibattito  politico è articolato  su  riforme  che  per
  qualcuno sono interessanti, per qualche altro, come me per esempio,
  non sono affatto interessanti, come il problema delle Province,  io
  penso   che   dare  una  risposta  alle  migliaia  e  migliaia   di
  disoccupati, alle migliaia e migliaia di ammalati sia  per  noi  un
  atto di priorità assoluta.
   All'onorevole  Cimino  dico grazie per  aver  ripensato  a  questo
  disegno  di  legge  e chiedo a tutti noi e a lei Signor  Presidente
  Ardizzone  di inviare una lettera a tutti i deputati e  i  senatori
  eletti  in  Sicilia  perché si facciano carico di  fare  per  conto
  nostro  e anche per conto loro una battaglia che certamente servirà
  a  fare uscire questa Regione dall'agonia e dall'asfissia in cui si
  trova.
   Signor Presidente, solo una sottolineatura ed una attenzione.
   Questo  disegno di legge, questo articolo 36 da solo  vale  almeno
  sei  miliardi l'anno, così come l'articolo 37, se, come si prevede,
  a  Commissione paritetica insediata Stato-Regione, entro due  anni,
  riusciamo a fare in modo che le simmetrie degli interventi  tra  lo
  Stato  e  la  Regione siano poste in essere, certamente  riusciremo
  infine nell'intento, anche per evitare una delegittimazione che  io
  colgo  nell'aria  in  maniera molto chiara, tutto  quello  che  sta
  avvenendo in queste ultime settimane la dice lunga sul tentativo di
  azzerare questa Assemblea.
   Dico  ai  colleghi di fare attenzione a quello che sta  succedendo
  con  le indagini della Procura di Palermo,  che sono legittime,  ci
  mancherebbe; al Commissario dello Stato che boccia il settanta  per
  cento della Finanziaria; a questa rivoluzione che il Presidente del
  CGA  ha  fatto,  una  cosa stupenda, ne parleranno  tutti  i  libri
  d'Europa,  ha  sovvertito  tutte le  regole  della  legge  e  della
  legalità;  agli  interventi  -  ne  parlavo  poco  fa  con   alcuni
  giornalisti  - del dottore Cicero, che dice che in questa  Assembla
  ci  sono  anche persone che fanno gli interessi della  mafia  e  su
  questo  il  presidente della Commissione Antimafia ha il dovere  di
  intervenire subito per chiarire se ci sono problemi di questo  tipo
  e chi sono le persone, visto che si dice abbia fatto anche i nomi.
   Tutto  questo  porta  ad  una delegittimazione  totale  di  questa
  Assemblea.
   Forse,  con  alcune  di  queste leggi che  possono  dare  risposte
  chiare,  riusciremo a dare alla Regione siciliana  e  ai  siciliani
  finalmente  un senso della rappresentatività e della rappresentanza
  che noi siamo.

   ANSELMO. Chiedo di parlare.

   PREDIDENTE. Ne ha facoltà.

   ANSELMO.  Signor  presidente, purtroppo, le devo disobbedire,  nel
  senso  che non posso accogliere il suo invito a non divagare perché
  sono troppo gravi le dichiarazioni fatte dal presidente dell'IRSAP,
  Cicero,  a  cui si riferiva l'onorevole Gianni, fatte in  occasione
  della firma del protocollo con la Camera di Commercio di Palermo.
   Il  presidente Cicero si è permesso di affermare che,   in  questa
  Assemblea ci sono zone infette, deputati che agiscono assolutamente
  in  modo  pericoloso. Questo lo posso dire con  certezza.  Ci  sono
  alcuni  politici  che continuano a mantenere certi riferimenti  con
   cosa  nostra  e che devono garantire, in alcune sedi, anche quelle
  parlamentari, interessi di questo tipo .
   La  dichiarazione  continua ed io oltre che essere   sbigottita  e
  sconcertata dalle affermazioni del presidente Cicero, credo che  in
  questa  Assemblea,  dove  la  lotta alla  mafia  non  appartiene  a
  nessuno, ma a tutti e di cui abbiamo grandi esponenti di lotta alla
  mafia  e  mi  riferisco al presidente Musumeci e  mi  riferisco  al
  nostro  presidente della Regione, le  chiedo, pertanto, per favore,
  di  difendere le istituzioni perché non è possibile continuare  con
  questo  incessante  modo di vituperare e di  offendere  chi  lavora
  giornalmente e chi si impegna contro la mafia.
   Chiedo a lei, come Presidente dell'Assemblea e al presidente della
  Commissione Antimafia, di fare tutto quanto ritenete necessario per
  arginare  e,  soprattutto, difendere l'istituzione e difenderci  da
  queste infamanti affermazioni del presidente Cicero.

   GRECO GIOVANNI. Chiediamo le sue dimissioni

   PRESIDENTE.  Onorevole  Anselmo, non  è  la  prima  volta  che  ci
  troviamo  dinnanzi a dichiarazioni di questa portata, non solo  del
  Presidente dell'IRSAP, Cicero, ma anche di altri esponenti.
   E'  chiaro  che  c'è un gioco al massacro, é sotto  gli  occhi  di
  tutti.  Si  cerca  di delegittimare l'istituzione Parlamento  e  mi
  sembra  che  ogni volta ritorniamo sempre sui soliti  discorsi,  ci
  parliamo  addosso e a continuare a fare la parte della cenerentola,
  obiettivamente, non ci stiamo.
   Però,  ritengo  che  le dichiarazioni del presidente  Cicero,  che
  hanno  certamente  una  gravità quando colpiscono  le  Istituzioni,
  abbiano  fatto  riferimento  a  singole  persone  e  avendo   fatto
  riferimento  a  singole persone le istituzioni  deputate  ad  avere
  chiarito,   da   parte  del  presidente  Cicero,  a   chi   facesse
  riferimento,  abbiano  sentito,  così  come  abbiamo  sentito  noi,
  parlamentari.
   Per quello che mi riguarda, dopo tutta questa serie di interventi,
  mi  rendo  conto  e ringrazio l'onorevole Anselmo, ma  già  l'aveva
  detto l'onorevole Gianni, citando anche questo caso, nessuno di noi
  cerca  di confondersi, perché quando si spara nel mucchio è  chiaro
  che si confonde e si mistifica.
   Sono   convinto   che  il  presidente  della  nostra   Commissione
  Antimafia,  così  come ha fatto fino a questi mesi presentando  una
  relazione,  senta  tutti coloro che fanno queste  dichiarazioni  si
  facciano  i relativi approfondimenti, ma ribadisco un concento:  le
  responsabilità  penali  sono  sempre responsabilità  personali.  E'
  chiaro  che  gettare  fango   e  discredito  alle  Istituzioni  non
  dovrebbe  servire  a  nessuno né tanto meno  al  rappresentante  di
  un'istituzione regionale quale è l'IRSAP.
   Credo  e ritengo opportuno che sia lo stesso Cicero, avendo  fatto
  questo  tipo  di  dichiarazioni,  a  fare  nomi  e  cognomi.  Però,
  onorevole  Anselmo, se noi ancora continuiamo ad  inseguire  questi
  discorsi  continuiamo a dare credito e a dare risposte,  credo  che
  ognuno di noi, nella propria coscienza, sa è persona per bene o non
  è  persona per bene, sa  se lotta la criminalità o non la  lotta  o
  come  la  lotta,  facciamo fino in fondo  il  nostro  dovere.  Sono
  convinto che ognuno di noi lo faccia.
   Ripeto,  già  in precedenza ho avuto modo di dire queste  cose  su
  affermazioni    gravi   che   riguardavano   tutta    l'Istituzione
  parlamentare.
   Speriamo  che  passi  presto questo momento,  non  è  un  atto  di
  scoramento,  non  è  un atto di sconforto,  ma   credo  che  questo
  Parlamento  possa  fare bene e certamente farà bene  e  possa  fare
  molto,  approvando anche un disegno di legge come  quello  proposto
  dall'onorevole  Cimino, però che non si fermi al disegno  di  legge
  perché se ognuno di noi non impegna, come diceva l'onorevole Gianni
  i  propri  parlamentari, noi dei sei miliardi di euro  non  vedremo
  neanche  l'ombra,  ma sarà soltanto retorica che abbiamo  fatto  in
  quest'Aula.  Quindi,  ognuno di noi ha il compito  di  impegnare  i
  propri   deputati   di  riferimento,  i  gruppi   parlamentari   di
  riferimento a livello nazionale.
   Onorevole  Anselmo,  lei  ha  voluto  evidenziare  giustamente  la
  gravità delle affermazioni.
   Spero   che   il  presidente  Cicero  entro  domani,   dopodomani,
  sicuramente l'avrà fatto nelle sedi opportune, però possa dire  con
  chiarezza  a chi si riferisse perché tutta l'istituzione Parlamento
  non può essere assolutamente colpita.
   Per  quello  che mi riguarda non ci dobbiamo sentire  colpiti  per
  delle  affermazioni  che  sono  gravi,   ma  sono  veramente   così
  generiche  che alla fine solo nelle sedi opportune possono  trovare
  momento  di  accertamento e chiaramente uno di questi  momenti  può
  essere la nostra Commissione Antimafia.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei parlato
  dopo  il  Presidente dell'Assemblea, ma ero convinto che su  questo
  tema  ci  fossero altri interventi e mi riservavo  di  parlare  per
  ultimo.
   Sarò brevissimo per dire che le dichiarazioni del geometra Cicero,
  presidente dell'IRSAP -  onorevole penso che fosse il defunto padre
  componente  di  quest'Assemblea - sono gravi e se dovessero  essere
  fondate  porrebbero  l'Assemblea di  fronte  all'esigenza  di  fare
  assoluta chiarezza.
   C'è  un  processo di delegittimazione di quest'Assemblea regionale
  portato  avanti  dall'interno e dal di fuori di  questo  palazzo  e
  credo  che  lei  Presidente, il sottoscritto e tutti  i  componenti
  abbiamo  il  dovere  di  adottare  ogni  iniziativa  finalizzata  a
  restituire credibilità all'Assemblea.
   Per queste ragioni nella speranza che il geometra Cicero non abbia
  nel  suo  intento  l'obiettivo  di  gettare  discredito  su  questo
  Parlamento  voglio assicurarle che avevo già previsto nella  seduta
  di  domani  della Commissione Antimafia di trattare  il  tema  come
  primo  argomento,  benché  non previsto all'ordine  del  giorno  né
  potevamo prevederlo e la terrò informata sulle determinazioni  alle
  quali vorrà arrivare la Commissione stessa.
   Al tempo stesso mi consenta, signor Presidente, colleghi deputati,
  di  informarvi  che  quasi  sicuramente  la  Commissione  nazionale
  Antimafia, con la sua Presidente e l'Ufficio di rappresentanza,  ci
  onorerà la prossima settimana della presenza in questo Palazzo  per
  uno scambio di idee con la Commissione Antimafia regionale.
   Non   ho   provveduto  ad  informare  formalmente  la   Presidenza
  dell'Assemblea  perché a me non è ancora pervenuta  alcuna  notizia
  ufficiale   in   questo   senso.  Se   questo   dovesse   accadere,
  naturalmente, la Commissione Antimafia regionale sarebbe  lieta  di
  potere  raccogliere dai colleghi deputati sollecitazioni, proposte,
  temi   suscettibili  di  confronto  con  la  Commissione  Antimafia
  nazionale.
   Domani, signor Presidente, noi decideremo sulle dichiarazioni  del
  geometra  Cicero  senza escludere la possibilità di  convocarlo  in
  audizione  perché intendiamo conoscere nomi e cognomi dei  deputati
  che  in questa Assemblea mantengono, direttamente o indirettamente,
  rapporti  con organizzazioni criminali e malavitosi. Se questo  non
  dovesse risultare fondato, l'autore delle dichiarazioni si assumerà
  per intero la responsabilità delle cose dette.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Musumeci. Non avevo dubbi sulle  sue
  intenzioni,  anche se noi non ne abbiamo parlato mi sembrava  ovvio
  che  il  percorso più celere fosse questo. Posso solo  rassicurarla
  che, certamente, l'istituzione Assemblea non perde credibilità  per
  quello che lei definisce, perché così è, il geometra Cicero.
   Onorevoli  colleghi, se noi sospendiamo questo argomento  facciamo
  fare  gli  approfondimenti  agli  organi  deputati  a  fare  questi
  accertamenti  e non spostiamo l'attenzione rispetto al  lavoro  che
  l'Assemblea  è  chiamata  a  fare,  perché  l'attività  di   questa
  Assemblea   viene  distratta  da  questione  che   non   riguardano
  l'attività  propria  parlamentare  ed  ha  precise  scadenze.   Noi
  dobbiamo  fare il nostro lavoro fino in fondo, se noi  lo  facciamo
  con  la  nostra  coscienza  a posto, ognuno  risponderà  dinanzi  a
  siciliani  del proprio operato, perché le dichiarazioni fumose  non
  servono a nessuno né a chi li riceve né a chi li fa.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha facoltà.

   VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto breve
  perché  già è stato detto abbastanza circa l'iniziativa del disegno
  di legge di cui ha parlato precedentemente l'onorevole Cimino.
   E'  vero,  però, un fatto, che in questo momento si sta assistendo
  giorno dopo giorno a un tentativo molto chiaro, a questo punto,  di
  delegittimare questo Parlamento.
   Quindi, ha ragione l'onorevole Musumeci quando dice di  dare prova
  di  credibilità e  credo che l'approvazione, questa sera, di questa
  legge  voto sull'articolo 36, sia il primo passo verso la direzione
  giusta.
   E'  dal  1946 che in quest'Aula si dibatte su questo articolo  36,
  sono passati più di sessant'anni e siamo ancora oggi a parlare se e
  come agire per mettere in atto un articolo, il  36,  che ci darebbe
  la  possibilità di superare problemi economici che sono  sotto  gli
  occhi  di tutti e che non più tardi di due settimane fa hanno visto
  addirittura bocciare per la maggior parte la Finanziaria di  questo
  Governo.
   Per  cui credo che sia arrivato il momento, questa sera, da  parte
  di  tutti  quanti, di votare e di fare in modo che a Roma i  nostri
  referenti si facciano carico e non si corra alcun rischio.
   Leggevo  nella relazione presentata dall'onorevole Cimino che  già
  nella passata legislatura si era portato avanti un ragionamento che
  poi  è  stato  impedito  perché  nel frattempo  era  finita  quella
  legislatura  e quell'iter rimase bloccato;  bisogna intervenire  in
  fretta.
   A   tal   proposito,   signor  Presidente,   le   preannuncio   la
  presentazione  di un ordine del giorno da parte mia, dell'onorevole
  Cimino  e  dell'onorevole Gianni, che impegna il Governo a  far  in
  modo che, il decreto di cui si è tanto parlato, e sto parlando  del
  decreto  del 13 dicembre del 2013, il decreto firmato dal Direttore
  Generale  dell'Economia,  possa avere immediata  attuazione  e  non
  aspettare  il  2016, se poi ci sono delle cose che vanno  chiarite,
  nel  frattempo, si potrà anche, perché no, provvedere ad un  50%  e
  poi magari a compensazione, quando nel 2016 entrerà in vigore tutto
  quanto,  si vedrà come fare un conteggio totale, però bisogna  fare
  in fretta.
   Quindi,   oltre all'approvazione, immagino questa sera,  col  voto
  unanime dell'Assemblea, del disegno di legge voto presentato  dalla
  Commissione  ed  esposto  dall'onorevole  Cimino,  si  possa  anche
  approvare quest'ordine del giorno che impegni il Governo a fare  in
  modo che questo decreto legge, che finalmente dopo 60 anni vede  la
  luce, possa il Governo fare in modo che venga attuato subito.
   Questo darebbe già delle risposte importanti, da un punto di vista
  economico,  alla  nostra  Terra che  in  questo  momento,  sappiamo
  benissimo, attraversa un momento così difficile, quindi l'invito ai
  colleghi  è  quello di lavorare insieme per ridare  credibilità  al
  Parlamento più antico d'Europa e fare in modo che gli attacchi  che
  questo  Parlamento sta subendo, non voglio entrare  nel  mondo  del
  mondo   conspiracy  spy  come si dice, però credo  che  ci  sia  un
  attacco molto violento nei confronti della nostra Istituzione e  io
  credo  che sia doveroso da parte di tutti intervenire e intervenire
  in  maniera  concreta  e dare delle risposte  che  i  cittadini  si
  aspettano da noi. Grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Venturino. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Di Giacinto. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
  iniziare  con  quanto dichiarato dal Presidente  della  Commissione
  antimafia poco fa e probabilmente qualcuno butta un pugno di sabbia
  rispetto  all'Assemblea  regionale e, poi, è  difficile  recuperare
  quel pugno di sabbia che è stato buttato.
   E'  chiaro  che  noi  ci auguriamo che, al più presto,  il  nostro
  Presidente della Commissione antimafia convochi il Dottore  Cicero,
  già  domani, quindi, perché faccia nomi e cognomi. Nessuno  di  noi
  può  stare   ad aspettare per sapere chi è il mafioso o  a  subire,
  vogliamo sapere nome e cognome di chi sono i mafiosi in quest'Aula.
  Poco  fa Antonello Cracolici, facendo una battuta diceva che chi  è
  mafioso si alzi.

   CRACOLICI. Chi ha rapporti con la mafia lo dica

   DI  GIACINTO. Quindi, mi trovo d'accordo sia con quanto dichiarato
  dall'onorevole Alice Anselmo, che ringrazio per aver  sollevato  il
  problema,  pareva quasi che quest'Assemblea volesse uscire  stasera
  senza  commentare quello che è stato detto oggi dal Dottore Cicero,
  anzi dal Geometra Cicero.
   Per  quanto  riguarda il decreto legge di cui stiamo  parlando,  è
  chiaro  che  nel  dichiarare il voto favorevole, sia  mio  che  del
  gruppo  del Megafono, faccio un apprezzamento all'onorevole  Cimino
  che so che da anni si batte perché venga riconosciuto, alla Regione
  Sicilia,  l'articolo  36  dello  Statuto  regionale,  uno   Statuto
  regionale speciale, ma che in questo caso la specialità non è stata
  mai applicata.
   Dobbiamo pur ricordare però che questa è una legge voto, non è che
  stasera   approvando   questo  disegno  di  legge   significa   che
  risolveremo  tutti  i problema della Sicilia, sappiamo  che  questo
  articolo  vale  diversi  miliardi e che probabilmente  risolveremmo
  veramente  i  problemi della Sicilia e ci auguriamo  che  tutti  in
  questi  Parlamento  voteremo favorevolmente  a  questo  disegno  di
  legge,  ma  che  poi  i  nostri  parlamentari  siciliani,  che   ci
  rappresentano  al  Parlamento, che poco hanno fatto  fino  ad  oggi
  rispetto  all'articolo 36, anzi dico nulla hanno fatto  rispetto  a
  questo riconoscimento alla nostra Terra, mi auguro che trovino quel
  pizzico di orgoglio ciò che è suo diritto.
   Signor  Presidente,  una  cosa me la deve consentire  rispetto  al
  disegno  di  legge  numero 550:  credo che  in  quest'Aula  ci  sia
  qualcuno che abbia la volontà di boicottare questo disegno di legge
  e  le  spiego  perché  ha  la volontà di  farlo,  lo  ha  fatto  in
  Commissione  e  continua  a  dire  che  non  possiamo  portarlo  in
  quest'Aula.
   Ricordo,  così come lei poco fa ha ricordato, che questo  è  stato
  determinato  come  priorità del Governo subito  dopo  la  questione
  delle  province.  E'  stato  concordato in  quella  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, che sarebbe stato  stralciato
  l'articolo   2   che  riguardava  i  40  milioni  relativamente   a
  riscossioni  in Sicilia perchè la copertura finanziaria  era  stata
  data  prima sul Bilancio 2013 e, quindi, dovevamo trovare una nuova
  copertura  sul  bilancio  2014. Non  vedo,  quindi,  perché  questo
  disegno  di  legge  non si debba incardinare, visto  che  è  uscito
  prioritario dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  che  si  è  tenuta la settimana scorsa in presenza  del  Presidente
  della Regione.
   Invito,  pertanto,  il  Presidente,  così  come  calendarizzato  e
  stabilito  dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  ad  incardinare  anche questo disegno di legge  perché  le  imprese
  stanno aspettando e sicuramente quello che andremo a pagare, questo
  lo dico all'Aula, lo dico a tutti i parlamentari, non sono i debiti
  che  ha  contratto  questo Governo regionale  ma  sono  dei  debiti
  pregressi,  fatti da altri Governi, per cui il buon senso  ci  deve
  portare  tutti a pagare i debiti che ha la Pubblica Amministrazione
  il più presto possibile.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
  brevemente per sottolineare anch'io l'importanza di questo  disegno
  di  legge,  anche se si tratta, una volta approvato, di  una  legge
  voto sicuramente importantissima perché rivendica quello che spetta
  alla   Sicilia   proprio  nell'attribuzione  della   territorialità
  dell'imposta.
   Ma  è  importante anche perché per troppi anni, per troppo  tempo,
  c'è stato uno scollamento fra  la Regione Sicilia e, purtroppo,  lo
  Stato,  come  se,  in Sicilia, non avessimo dei  parlamentari,  dei
  deputati  eletti  che, mi aspettavo in questi  anni,  avessero  con
  forza  difeso  quelle che erano le prerogative di una  Regione  che
  oggi  più che mai sta morendo e che invece, ahimè, sembra  che  una
  volta  varcato lo Stretto abbiano dimenticato quali sono  invece  i
  problemi di questa Terra.
   Perché  dico  questo? Perché la mancata applicazione  di  tutti  i
  decreti   attuativi  subito  dopo  l'applicazione   dello   Statuto
  siciliano dimostrano che non c'è stata una vera volontà politica.
   Nel  corso degli anni, abbiamo assistito allo  scippo  del   Banco
  di Sicilia che  era davvero l'orgoglio della Sicilia; a poco a poco
  è  stato  assorbito ed è andato altrove versando in  altre  Regioni
  quelle  entrate e quelle imposte che dovevano restare  in  Sicilia,
  così come quelle derivanti dalle estrazioni, così come questo Stato
  non  si  sia mai preoccupato di trattare con la Sicilia per  quelle
  invece  relative alla territorialità del mare, consentendo a quelle
  imprese petrolifere di estrarre e di fare le ricerche a mare quando
  invece,   proprio  nei  limiti  della  territorialità,  ne  abbiamo
  discusso in finanziaria a proposito delle Royalty.
   Cosa   significa,   quindi,   l'applicazione   dell'articolo   36,
  l'applicazione  dell'articolo 37, l'applicazione dell'articolo  38?
  In  questo  momento,  sono  una grande  rivendicazione  che  questa
  Sicilia,  che  questo  Parlamento fa, ma  credo  che  debba  essere
  raccolto  con una punta di orgoglio perché mai, in un momento  così
  difficile per la Sicilia, dove assistiamo alla chiusura di imprese,
  dove  assistiamo  ad  una  disoccupazione  dilagante,  dove  questa
  politica non può dare risposte perché non ci sono risposte,  perché
  mancano risorse, dove domani si inizia una discussione generale che
  non  si può dire che esula da questa discussione perché una riforma
  delle  province,  signori  miei, non si può  fare  senza  una  vera
  discussione  e  senza  un  accordo  con  il  Parlamento  nazionale.
  Trasferire funzioni significa, infatti, trasferire risorse; non  si
  trasferiscono funzioni senza trasferire risorse.
   Allora,  questa sera, votare questo disegno di legge è un  segnale
  forte,  un  segnale politico che questo Parlamento siciliano  vuole
  dare   al  Parlamento  nazionale  perché  si  ricordino,  i  nostri
  deputati,  che  sono  stati eletti dai cittadini  siciliani  e  non
  devono  dimenticare  che  quando si fa la  riforma,  anche  quella,
  l'applicazione dei precari o della stabilizzazione, non si  possono
  dare cento milioni alla Calabria lasciando la Sicilia in un mare di
  guai.
   Ecco  questo  è  quello che, con questa legge, questo  Parlamento,
  oggi, con orgoglio e con dignità, rivendica.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  per  fare i complimenti all'onorevole Cimino per questo disegno  di
  legge  perché  permette, secondo noi, secondo  il  mio  Gruppo,  di
  mettere  sotto la piena attenzione quella che per noi, e  per  noi,
  personalmente, è particolarmente importante, cioè l'attenzione alla
  piena  applicazione del nostro Statuto che, in un momento di enorme
  difficoltà  per  la nostra Regione, potrebbe, di fatto,  nel  medio
  periodo,  dare  dei  grandi risultati alla Sicilia  in  termini  di
  ripartenza. Una ripartenza che, in questo momento, ci viene  negata
  da  tutta una serie, di fatto, di inadempienze che, come quando  ci
  sono  i  tagli nelle finanziarie, in punta di diritto,  altrettanto
  dovrebbe   essere  chiaro  che  l'applicazione  dello  Statuto   ci
  permetterebbe  di  avere  risorse  che,  in  questo  momento,   non
  riusciamo ad ottenere.
   Come  Movimento Cinque Stelle, quindi, crediamo che questo disegno
  di  legge  sia  un  primo  passo  importante  per  rimettere  sotto
  l'attenzione  il fatto di portare quell'orgoglio siciliano  che  ci
  permette  di avere una rivendicazione di quelli che sono  i  nostri
  pieni diritti che, da troppo tempo, vengono calpestati.
   Peraltro,  tengo  a sottolineare un discorso che,  secondo  me,  è
  fondamentale    perché,   personalmente,   comincio    a    trovare
  intollerabile  questo continuo attacco nei confronti  della  nostra
  peculiarità  siciliana  perché,  spesso  e  volentieri,  il  nostro
  Statuto  siciliano è stato quasi considerato come se per noi  fosse
  una  palla  al  piede,  un qualcosa che, se fosse  stato  possibile
  togliere, sarebbe stato meglio per la nostra Regione.
   Credo che non ci sia niente di più falso e rivendichiamo con forza
  questa  nostra  specialità,  perché la  Sicilia  non  ha  nulla  da
  invidiare a nessun'altra Regione, anzi, ha tutti i presupposti  per
  poter ripartire, in maniera ampia, veloce e con grande dignità, per
  riprendersi  un  posto  di  prestigio nel panorama  nazionale  che,
  spesso,  ci  vede  considerati quasi una palla al piede  di  questa
  Nazione,  quando,  in  realtà,  potremmo  essere  assolutamente  un
  esempio per questa Nazione.
   Tra  l'altro,  credo  che  la  piena  applicazione  dello  Statuto
  potrebbe  determinare una riconquista di parte e mi  riferisco,  in
  questo,  anche  all'articolo 41 del nostro Statuto,  una  parte  di
  quella  sovranità che sotto il profilo anche finanziario la  nostra
  Regione,  negli ultimi tempi, ha perduto per scelta e che crediamo,
  come  Regione  siciliana, che potremmo dimostrare che  è  stato  un
  grande errore.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono orgoglioso
  e  felice del fatto che, in  questa giornata, questa seduta d'Aula,
  abbia   preso  una  piega  diversa  rispetto  a  quella   che   era
  preannunciata  e  rispetto a quello che doveva essere  il  destino,
  secondo  me, triste, legato alla trattazione di un testo,  dove  si
  sarebbe  posta  la questione delle autonomie locali negate,  perché
  collegato  all'articolo  5  della  Costituzione;  quelle  autonomie
  locali  nascono  prima della Repubblica e volevano, per  l'appunto,
  essere  negate  in  Sicilia  attraverso  un  disegno  di  legga  di
  svuotamento  di  quelle  autonomie  e di  quelle  competenze.  Sono
  felice  perché  la svolta vede, invece, proprio la questione  delle
  autonomie protagonista di questa giornata.
   Una   giornata  nella  quale,  quindi,  anch'io  mi  associo  alle
  considerazioni  fatte e, quindi, ai ringraziamenti,  per  i  lavori
  svolti  in I Commissione, su questo testo presentato dall'onorevole
  Cimino che ha trovato un riscontro, un parere positivo da parte  di
  tutti.
   Una  battaglia, quindi, che introduce un barlume di luce in questa
  giornata  e che ci consente di parlare di battaglie di federalismo,
  di rispetto delle autonomie, di sovranità.
   Credo   che,   attraverso   questo   disegno   di   legge,   oggi,
  contrapponiamo  ad  una  questione  che  era  di  evidente   spinta
  legislativa,  fatta  in maniera assolutamente  approssimativa,  una
  serie   di   contraddizioni.  Questo,  però,  sarà  oggetto   della
  discussione  generale che avrà avvio sulle province, a  partire  da
  domani,   e  sono  certo  che  su  questo,  al  di  là  di   alcune
  considerazioni  ed accordi che sono stati fatti,  mi  giunge  voce,
  apprendo  dalla  stampa  a livello nazionale,  che,  questa  volta,
  invece, con questo disegno di legge, abbiamo l'opportunità di  fare
  da  volano,  da  guida  rispetto a quelle che  sono  le  iniziative
  legislative che, a Roma, devono, ovviamente, essere accolte.
   Con questo disegno di legge, che modifica il comma 2 dell'articolo
  36  dello  Statuto, concernente, quindi, i rapporti finanziari  tra
  Stato  e  Regione,  riprendiamo un  percorso che era stato sospeso,
  un  percorso  che era stato avviato nella precedente legislatura  e
  che  non era stato possibile  portare avanti e che, invece, adesso,
  trova   finalmente  applicazione,  in  modo  che  le   imposte   di
  produzione possano non più essere riservate solamente allo Stato ma
  giungere in Sicilia.
   Auspichiamo  che  questo  nostro  avvio, questa  nuova  esperienza
  possa essere letta come buona prassi anche per altri territori come
  la  Sardegna e il Trentimo Alto Adige e siamo certi che questo sarà
  un modo per volere anche spronare il Governo regionale che, sino  a
  questo  momento, invece, non è stato altrettanto sensibile rispetto
  a queste iniziative.
   Merito va quindi, ripeto, alla Commissione tutta, al relatore  del
  disegno  di  legge che propone un approccio nuovo, che  propone  un
  modello  attraverso il quale non si va più a Roma con il  piattino,
  non si va più a Roma proponendo delle politiche assistenzialistiche
  ma delle politiche attive, evitando scorribande da parte di aziende
  che, in Sicilia, stabiliscono la loro sede, evitando scorribande da
  parte  di  soggetti che poi nulla hanno a che fare con  il  tessuto
  produttivo  siciliano  e  che, grazie a questo  disegno  di  legge,
  verranno   incastrate,  verranno  mese  di   fronte   a   legittime
  responsabilità.
   Auspico  davvero che questo atteggiamento responsabile il  Governo
  regionale  lo  abbia  su  tutta la linea,  in  modo  da  consentire
  l'espressione  che in Parlamento oggi vede approdare  questo  testo
  con   un  atteggiamento che sia si di rivendicazione  ma  anche  di
  rispetto di diritti, in modo che la Sicilia possa avere un ruolo di
  protagonista  nel panorama nazionale.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  con
  piacere,  saluto la presentazione e, mi auguro, da  qui  a  qualche
  ora,  l'approvazione di questo disegno di legge, in  quanto,  nella
  scorsa  legislatura,  fui io il relatore  che  ebbe  l'onore  e  il
  piacere  di portare in Aula questo provvedimento, che era sempre  a
  firma dell'onorevole Cimino, e che è sicuramente importante, perché
  diamo  la  possibilità,  così come già avvenuto  in  altre  Regioni
  d'Italia, di aumentare e, quindi, integrare le entrate tributarie a
  favore  della nostra Regione, che tanto ha sofferto nel  passato  e
  tanto continua a soffrire.
   Non  mi  dilungherò assolutamente a parlare perché un po' tutti  i
  colleghi si sono già soffermati sull'argomento; è chiaro che su una
  cosa  credo  che molti non si siano soffermati: questo  disegno  di
  legge,  come giustamente ricordato nell'introduzione, fu  approvato
  già  nella  scorsa legislatura, era arrivato alle Camere nazionali,
  ma  lì  si era fermato. Il rischio concreto è che, anche in  questa
  occasione,  possa  fare  la  stessa  fine,  diventando  una   legge
  manifesto .
   Per  questo  motivo,  credo che ognuno di noi  debba  impegnare  i
  propri  rappresentanti parlamentari, sia nella Camera dei  Deputati
  sia  nel  Senato della Repubblica,  affinché ognuno per la  propria
  parte, per quello che è di propria competenza, si impegni per poter
  fare approvare velocemente la proposta di questo Parlamento.
   Per  questo  motivo,  signor  Presidente,  appellandomi  alla  sua
  autorevolezza,  la  vorrei  invitare,  se  lei  dovesse   ritenerlo
  opportuno,  ad  organizzare un incontro  con  tutti  i  deputati  e
  senatori  siciliani, in maniera tale che questo disegno  di  legge,
  una volta arrivato alle Camere nazionali, anziché rimanere bloccato
  come  la  scorsa  volta, possa avere, da parte  dei  rappresentanti
  siciliani  nel  Parlamento  nazionale, una  spinta  propulsiva  per
  l'inserimento nell'ordine dei lavori e possa essere approvato, così
  come  la  Costituzione prevede, altrimenti, mi  sia  consentito  di
  dire, rimarrà  lettera morta .
   Anche  alla  luce delle proteste di ieri ed oggi dei dipendenti  e
  dei  sindaci della provincia di Palermo, la vorrei sollecitare,  se
  possibile, nella trattazione del disegno di legge numero  693,  che
  riguarda  la gestione momentanea dei provvedimenti che attengono  a
  quei  Comuni  che  hanno  consegnato gli  impianti  idrici  e  che,
  purtroppo,  in  virtù  del fatto che sono  stati  rispettosi  delle
  leggi,  oggi,  non  sono  nelle condizioni  di  poter  gestire  gli
  impianti  idrici e fognari, che sono abbandonati a sé  stessi,  con
  tutto ciò che comporta, anche dal punto di vista sanitario.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  sarò
  breve. Questa sarà una cosa breve. Purtroppo, per i colleghi questa
  è  una  cosa breve, che tale sarebbe stata e avrebbe dovuto  essere
  negli  anni  passati, nelle legislature passate e, purtroppo,  così
  non  è  stato,  col  risultato  che, certamente,  lo  Stato  ci  ha
   fregato , nel corso di questi lunghi anni, una marea di miliardi.
   La  Regione  Sardegna, che aveva meno titolo  di  noi  per  farlo,
  perché,  pur  avendo un'autonomia simile alla  nostra,  non  ha  la
  stessa portata di autonomia, intelligentemente, qualche anno fa, al
  momento  di  discutere e di chiudere la trattativa  con  lo  Stato,
  decise  di  accollarsi per intero i costi della sanità,  perché  la
  Sardegna  ha  rinunciato al contributo dello  Stato  per  la  spesa
  sanitaria e se l'è messa sulle spalle per intero.
   Ora,  chiedo  ai colleghi un minuto di attenzione per fare  capire
  l'importanza  di  questo provvedimento. Se  adottassimo  la  stessa
  tattica  della  Sardegna  e ottenessimo lo stesso  risultato  della
  Sardegna,  sapendo  che  il  costo  del  nostro  sistema  sanitario
  regionale è intorno ai nove miliardi e che il concorso dello  Stato
  sia,  alla  fine,  circa sui quattro miliardi, quattro  miliardi  e
  qualcosa,   non  vi  è  ombra  di  dubbio  che  avremmo   solo   ed
  esclusivamente  da guadagnare da una manovra di questo  tipo,  così
  come,  senza  ombra  di  dubbio, è che se  non  fosse  stato  così,
  certamente,  lo Stato sarebbe addivenuto già molti, ma  molti  anni
  fa, a concederci questa regalia.
   Se  questo  non è stato fatto e lo Stato non lo ha fatto,  siccome
  sappiamo  che non regala niente a nessuno ma è uno Stato  matrigno,
  che  cerca  di  arraffare tutto a discapito degli altri  e  perché,
  ovviamente,  avremmo tutto da guadagnare dalla chiusura  di  questo
  contenzioso  perché è bello ricordare che anche  il  pagamento  dei
  debiti  della  pubblica amministrazione, tanto  sollecitato,  tanto
  sbandierato,  tanto  richiesto,  tanto  urgentemente   spinto   per
  l'approvazione  da  parte del Governo, è il  provvedimento  che  ci
  costerà  carissimo ma che tranquillamente saremmo stati  in  grado,
  anzi, non si sarebbe neppure verificato il debito se avessimo avuto
  le  risorse necessarie per pagare man mano le spese che si andavano
  accumulando nel tempo.
   Questa norma, quindi, ha un'importanza straordinaria; purtroppo, è
  una   norma   che  dovrà  passare  dalla  tagliola  della   riforma
  costituzionale  e, così come nella legislatura passata  ci  avevamo
  provato,  poi si è interrotta la legislatura, come spesso  avviene,
  il  percorso  si  è  interrotto. Speriamo che  questa  volta  abbia
  maggiore  fortuna, ma soprattutto noi tutti dovremmo sollecitare  i
  nostri   rappresentanti  in  Parlamento  nazionale,  di  tutte   le
  componenti  politiche,  perché ci sia una rapida  approvazione  dei
  vari  rami del Parlamento, le quattro approvazioni che dovrà  avere
  in  tempi  rapidi  e ragionevoli e su questo dovremo  continuare  a
  vigilare  perché, ripeto, dalla modifica di questo  piccolo  inciso
  della  Carta  Costituzionale dipende la  fine  dei  nostri  atavici
  problemi   di   bilancio   e   l'inizio   di   un   percorso    che
  responsabilizzandoci in maniera totale rispetto alle risorse che ci
  spettano, ci potrebbe consentire, anzi, ci consentirà con certezza,
  di scegliere quale programmazione fare, di scegliere quale sviluppo
  dare  alla nostra Terra, senza il cappio al collo del trasferimento
  delle risorse da Roma.
   Attuando,  infatti, la Costituzione Italiana ed il nostro  Statuto
  siciliano,  finalmente, saremmo pienamente autonomi e  avremmo  una
  corrispondenza  tra  la  declamata  autonomia  da   un   lato   con
  l'effettiva capacità di utilizzo delle risorse che ci provengono da
  quella autonomia.
   Anch'io, quindi, sono contento per l'approvazione rapida di questo
  disegno  di  legge di modifica dello Statuto. Mi auguro,  e  faccio
  appello a tutte le forze politiche, perché vigilino a Roma affinché
  velocemente  Roma  si  occupi  dell'approvazione;  altrimenti,  non
  abbiamo fatto nulla, così come non abbiamo fatto nulla in passato.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, grazie; sono abbastanza  chiare  le
  sue   conclusioni.  Chiaramente,  non  è  un  testo  dove  ci  sono
  emendamenti, quindi, possiamo passare immediatamente alla votazione
  con il sistema elettronico perché si tratta di un articolo unico.
   Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Pongo  in  votazione il passaggio all'articolo 1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


            Annunzio di presentazione di ordine del giorno

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  l'ordine  del  giorno  n. 241, a firma degli  onorevoli  Venturino,
  Cimino e Gianni.

   FORMICA. Chiedo di apporre la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   E' presentato all'unanimità.
   Pongo in votazione l'ordine del giorno, col parere favorevole del
  Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
    dello Statuto recante  Modifica dell'articolo 36 dello Statuto
       della Regione, in materia di entrate tributarie'» (162/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Schema di progetto di legge costituzionale da
  proporre  al Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  41
  ter,  comma  2,  dello Statuto recante  Modifica  dell'articolo  36
  dello  Statuto  della  Regione, in materia di entrate  tributarie'»
  (162/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Presenti e votanti  49
   Maggioranza    25
   Favorevoli      49

                         (L'Assemblea approva)

   scientifica

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


            Seguito della discussione del disegno di legge
            «Promozione della ricerca scientifica in ambito
                          sanitario» (494/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Promozione  della ricerca scientifica in ambito  sanitario»
  (494/A), posto al numero 6) del II punto all'ordine del giorno.
   Invito i componenti la VI Commissione a prendere il posto al banco
  alla medesima assegnato.
   C'era  stata  la  discussione generale, sono stati presentati  gli
  emendamenti,  c'è il fascicolo che è già stato distribuito,  almeno
  credo.
   Si passa all'articolo 1.  Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                               Obiettivi

   1.  La  Regione,  nel  rispetto dei principi fondamentali  fissati
  dalla  legislazione nazionale in materia di ricerca scientifica  ed
  in  conformità agli obiettivi del Piano sanitario nazionale  e  del
  Piano   sanitario   regionale,  promuove  la  ricerca   finalizzata
  biomedica  e  sanitaria quale strumento per  il  miglioramento  del
  Servizio sanitario regionale, dei servizi sanitari e socio-sanitari
  nonché  delle  condizioni di salute della popolazione.  La  ricerca
  sanitaria  è  orientata al fabbisogno conoscitivo ed operativo  del
  Sistema  sanitario regionale e deve concretizzarsi in risultati  da
  trasferire  al Servizio sanitario regionale, al fine di migliorarne
  l'efficienza, l'efficacia, l'appropriatezza e l'innalzamento  delle
  competenze e della qualità.

   2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Assessore regionale per la
  salute  adotta,  con  decreto, un programma  triennale  di  ricerca
  sanitaria  in  coerenza  con  gli  obiettivi  della  programmazione
  sanitaria  regionale, nazionale e comunitaria in  campo  biomedico,
  nell'ambito    dell'organizzazione   dei   servizi    sanitari    e
  nell'applicazione sanitaria delle nuove tecnologie.

   3.  Nell'ambito  del  programma  triennale  di  ricerca  sanitaria
  possono  essere compresi progetti, indagini e studi finalizzati  ad
  esigenze, necessità e bisogni del Sistema sanitario regionale volti
  al   miglioramento,   estensione  e   crescita   delle   conoscenze
  epidemiologiche   sullo   stato  di   salute   della   popolazione,
  finanziabili  anche  integralmente o cofinanziati  nell'ambito  dei
  bandi  di  ricerca nazionali o comunitari. Possono  essere  altresì
  compresi  studi e ricerche sulle patologie nosograficamente  ancora
  non codificate.

   4.  L'Assessorato regionale della salute promuove integralmente  o
  parzialmente i progetti di ricerca secondo le condizioni e i limiti
  di  finanziamento  indicati nei bandi  di  gara  e  nella  presente
  legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                                (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                            Programmazione
     1.  L'Assessorato  regionale della salute, previo  parere  della
  competente  Commissione dell'Assemblea regionale siciliana,  adotta
  il  programma  triennale della ricerca sanitaria,  elaborato  dalla
  Commissione tecnica di cui all'articolo 5, tenendo conto:

   a) delle risorse disponibili e degli obiettivi del Piano sanitario
  regionale;

   b)  dei  progetti già finanziati dal Servizio sanitario nazionale,
  dei   Piani  di  ricerca  elaborati  ed  attivati  da  parte  delle
  Università  e delle Istituzioni nazionali di ricerca, nonché  dalle
  altre  regioni, per evitare duplicazioni e per agevolare  eventuali
  integrazioni di scopi;

   c)  delle  necessità di coordinamento con le indicazioni formulate
  da competenti organismi nazionali e comunitari;

   d)  della  rilevazione  annuale effettuata dalle  singole  aziende
  sanitarie  provinciali per accertare tutte le attività  di  ricerca
  sanitaria  che,  a qualsiasi titolo e da qualsiasi  soggetto,  sono
  promosse o avviate nelle strutture pubbliche o private operanti nel
  territorio di competenza.

   2. Il programma triennale indica:

   a)  le aree o i settori di interesse prioritario verso i quali  la
  Regione intende indirizzare le ricerche;

   b)  le  risorse  e le fonti finanziarie destinate complessivamente
  alla ricerca sanitaria nel periodo di validità del programma.

   3.  Il  primo  programma  è  adottato con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per  la salute entro sei mesi dalla data di  entrata  in
  vigore della presente legge. I successivi programmi triennali  sono
  adottati  non  oltre  il  trentesimo  giorno  dalla  scadenza   del
  programma  triennale  di ricerca. La Commissione  tecnica,  di  cui
  all'articolo  5, durante il triennio di vigenza del programma,  può
  proporre  all'Assessore  regionale per  la  salute  l'aggiornamento
  dello stesso, con relazione che ne illustri le motivazioni».

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento 2.1 dagli onorevoli
  Cancelleri e Ferreri: «Al comma 1 lettera a) cassare le  parole   o
  private operante nel territorio di competenza ».

   L'emendamento é ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                            Bandi di invito

   1.  Sulla  base  del programma triennale, l'Assessorato  regionale
  della  salute emana annualmente uno o più bandi pubblici  regionali
  di invito a presentare progetti di ricerca. Nei bandi sono indicati
  i  partecipanti, l'oggetto della ricerca, il finanziamento minimo e
  massimo  previsto  per  ogni progetto, il fondo  destinato  a  quel
  bando,  le  modalità di valutazione dei progetti,  le  modalità  di
  verifica  dei risultati attesi, i criteri di incompatibilità  e  di
  conflitti di interessi.

   2.  I  bandi pubblici regionali d'invito sono adottati con decreto
  dall'Assessore  regionale per la salute, pubblicati nella  Gazzetta
  ufficiale  della  Regione siciliana e nel sito web dell'Assessorato
  regionale della salute.

   3.  Sulla  base  dei  bandi  nazionali  o  comunitari  l'Assessore
  regionale  per la salute, con decreto, emana direttive  d'invito  a
  presentare  progetti.  Le direttive sono pubblicate  sul  sito  web
  dell'Assessorato.

   4.  Per la partecipazione a qualsiasi progetto, cofinanziato dalla
  Regione sulla base di programmi di ricerca nazionali o europei, per
  i  quali  è  previsto  il  ruolo della Regione  quale  destinatario
  istituzionale  dei  finanziamenti,  è  richiesta  l'iscrizione  dei
  ricercatori  nella  banca  dati  dell'Assessorato  regionale  della
  salute, all'uopo istituita e pubblicata nel sito web.
   5.  Per  la  selezione dei progetti presentati in  base  ai  bandi
  emanati  a  valere  sul programma triennale della  ricerca  di  cui
  all'articolo 2, la Commissione tecnica, di cui all'articolo  5,  si
  avvale  di  valutatori esterni esperti nelle  singole  materie,  in
  numero  da uno a tre per ciascun progetto, individuati dalla stessa
  Commissione e nominati dall'Assessore regionale per la salute tra i
  soggetti  iscritti  in  un  apposito elenco  regionale,  tenuto  ed
  aggiornato ogni triennio dal Dipartimento regionale per le attività
  sanitarie  ed osservatorio epidemiologico, di esperti di comprovata
  specializzazione  e  qualificazione per aree tematiche  di  ricerca
  sanitaria, con priorità per i dipendenti delle aziende del  Sistema
  sanitario   regionale,   degli  I.R.C.C.S.   e   delle   Università
  siciliane».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                      Presentazione dei progetti

   1. Ogni progetto di ricerca, presentato a seguito dei bandi di cui
  alla  presente legge ovvero nei cui bandi la Regione abbia il ruolo
  di  destinatario  istituzionale, prevede la  partecipazione  di  un
  operatore  facente  capo  al  Servizio  sanitario  regionale   come
  specificato  al punto a). In conformità ai bandi di invito  di  cui
  all'articolo  3 i progetti di ricerca possono essere presentati  da
  gruppi  di  ricercatori o da ricercatori singoli  operanti  in  una
  delle seguenti istituzioni o strutture, anche in forma associata:

   a)  aziende sanitarie provinciali, aziende ospedaliere  e  aziende
  ospedaliere universitarie, istituti di ricovero e cura a  carattere
  scientifico di diritto pubblico e altre strutture facenti parte del
  Servizio sanitario regionale;

   b) istituti e dipartimenti delle università, italiane e straniere;

   c)  altre strutture pubbliche e private, italiane e straniere,  la
  cui missione di ricerca sia esplicitamente indicata nello statuto o
  atto  costitutivo,  in possesso di esperienza certificata  e  mezzi
  idonei.

   2.  Le  strutture  di  ricerca  interessate,  o  il  capofila  del
  partenariato  in  caso di progetti presentati in  forma  associata,
  devono comunque avere sede legale nel territorio della Regione».

   Comunico   che  è  stato  presentato  l'emendamento  4.1,    degli
  onorevoli  Turano, Firetto e La Rocca Ruvolo: «Al comma 1,  lettera
  a), dopo le parole  di diritto pubblico  aggiungere  e privato ».
   Il parere della Commissione?

   TURANO, relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. LO pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 4.2  dagli onorevoli
  Cancelleri e Ferreri: «Al comma 1, lettera c), sopprimere le parole
   e privato ».
   L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.3, della Commissione: «All'articolo 4,
  comma  2  la  parola   sede  legale   è  sostituita  da   una  sede
  operativa ».
    Il parere del Governo?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
                               «Art. 5.
                          Commissione tecnica

   1.  Presso  l'Assessorato regionale della salute è costituita  una
  Commissione  tecnica per la ricerca sanitaria nominata con  decreto
  dell'Assessore regionale per la salute entro quaranta giorni  dalla
  data  di  entrata  in vigore della presente legge.  La  Commissione
  tecnica  dura in carica tre anni e i suoi componenti designati  non
  possono essere riconfermati per più di una volta.

   2. La Commissione tecnica è così composta:

   a)  dirigente generale del Dipartimento regionale per le  attività
  sanitarie   e   Osservatorio  epidemiologico,  con  il   ruolo   di
  presidente;

   b)    dirigente    responsabile   della    struttura    intermedia
  dell'Assessorato regionale della salute competente in materia;

   c)  tre  membri designati dai Rettori delle Università di Palermo,
  Messina e Catania;

   d) un membro designato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche;

   e)  un membro designato dall'Assessore regionale per la salute, di
  riconosciuta competenza;

   f)  un  rappresentante del Dipartimento regionale  delle  attività
  produttive;

   g) un rappresentante del Dipartimento regionale dell'istruzione  e
  formazione professionale;

   h)    un   rappresentante   del   Dipartimento   regionale   della
  programmazione;

   i) l'Avvocato generale della Regione o un suo delegato;

   j)  tre  membri designati rispettivamente, uno dagli  Istituti  di
  ricovero  e  cura  a carattere scientifico (I.R.C.C.S)  di  diritto
  pubblico  e  di  diritto  privato, uno  dalle  Aziende  di  Rilievo
  Nazionale di Alta Specializzazione (A.R.N.A.S) ed uno dalle aziende
  ospedaliere.

   3.  Le  funzioni  di  segreteria  sono  affidate  al  Dipartimento
  regionale  per le attività sanitarie ed Osservatorio epidemiologico
  che  le  svolge  attraverso la struttura intermedia  competente  in
  materia.

   4.  I  componenti  della Commissione tecnica non possono  valutare
  progetti cui partecipano direttamente o indirettamente, a qualsiasi
  titolo. I componenti della Commissione tecnica, prima delle  sedute
  dichiarano,  a  pena  di  decadenza  dall'incarico,  di  non   aver
  presentato direttamente o indirettamente alcuna proposta di ricerca
  nell'ambito dei bandi in corso e di non partecipare ad alcun titolo
  ad  alcuno  dei  progetti presentati a valere sui bandi  regionali,
  nazionali o comunitari.

   5.  La  Commissione  tecnica,  oltre a  predisporre  il  programma
  triennale a norma dell'articolo 2:

   a)  propone le materie di ricerca oggetto dei bandi annuali, fissa
  la durata dei progetti e la tipologia di spese ammissibili;

   b)   individua   le  procedure  di  selezione  dei  progetti   che
  garantiscono,  in  ogni caso, che la valutazione  è  effettuata  in
  forma  anonima  e con criteri trasparenti, oggettivi  e  basati  su
  indicatori internazionalmente riconosciuti, avendo cura di favorire
  la  partecipazione  ai  progetti di ricerca  da  parte  di  giovani
  ricercatori di età inferiore ai 40 anni alla data di emanazione dei
  bandi; esprime apprezzamento sui bandi;
   c)  individua i valutatori internazionali sulla base delle  parole
  chiave oggetto del bando;

   d) valuta l'ammissibilità dei progetti di ricerca coerentemente ai
  bandi regionali, nazionali o comunitari;

   e)  approva  le  selezioni dei progetti effettuate dai  valutatori
  internazionali;

   f)  esprime  parere  sull'entità e la durata del  finanziamento  o
  cofinanziamento relativo a ciascun progetto selezionato,  anche  in
  ragione delle risorse disponibili;

   g)  valuta,  nella misura prevista dai singoli bandi, i  risultati
  parziali e finali delle ricerche;

   h) si esprime in merito all'utilizzazione nell'ambito del Servizio
  sanitario  regionale  dei  risultati  delle  ricerche,   anche   in
  relazione   alle  finalità  del  Piano  sanitario   regionale.   La
  Commissione  tecnica invia annualmente all'Assessore regionale  per
  la salute una relazione sullo stato di attuazione delle ricerche ed
  una relazione sulle realizzazioni del programma triennale;

   i) promuove eventi di comunicazione per valorizzare e diffondere i
  risultati dei progetti, degli interventi nell'ambito della ricerca,
  delle correlate ricadute positive sul Sistema sanitario regionale;

   j) promuove la ricerca medico-scientifica anche con l'assegnazione
  di borse di studio a giovani laureati, all'interno di ogni progetto
  presentato,  che  siano impegnati in attività di ricerca  in  campo
  sanitario, con l'obiettivo di creare profili professionali ad  alta
  qualificazione in grado di sviluppare soluzioni innovative e  nuove
  tecnologie clinico-assistenziali; le borse di studio sono assegnate
  a  ricercatori  residenti  in Sicilia  e  usufruite  in  territorio
  regionale,  nazionale  ed estero e, al fine  di  promuovere  azioni
  d'internazionalizzazione dell'attività di  ricerca  in  Sicilia,  a
  ricercatori  non residenti che si impegnano a svolgere  in  Sicilia
  l'attività per l'intera durata della borsa di studio;

   k)   favorisce  la  collaborazione  con  ricercatori  italiani   e
  stranieri  che possono apportare, nei filoni di ricerca individuati
  nel  programma, i contributi e le migliori pratiche riconosciute  a
  livello internazionale;

   l)  dedica almeno una seduta annuale ai referenti aziendali di cui
  al  comma  1  dell'articolo  6, al fine di  illustrare  le  proprie
  determinazioni e acquisire suggerimenti e proposte.

   6.  La Commissione tecnica ha facoltà di acquisire informazioni  e
  chiarimenti da parte dei presentatori dei progetti di ricerca;  può
  inoltre  richiedere,  senza  costi  aggiuntivi,  pareri  tecnici  e
  scientifici  di esperti, anche stranieri, competenti nelle  materie
  trattate.  La  Commissione  è  convocata  su  iniziativa  del   suo
  Presidente e/o dell'Assessore o su richiesta di un terzo  dei  suoi
  componenti.

   7. Per la validità delle sedute è richiesta la presenza della metà
  più  uno  dei  componenti; le pronunce sono adottate a  maggioranza
  assoluta dei partecipanti.

   8.  Per  la partecipazione ai lavori della Commissione, che devono
  svolgersi prevalentemente in videoconferenza, non è previsto  alcun
  compenso».

   Comunico   che   è  stato  presentato  l'emendamento   5.1   della
  Commissione:  «Sostituire  il comma 8  con  il  seguente:   Per  la
  partecipazione  ai lavori della commissione, che  devono  svolgersi
  prevalentemente in video conferenza, non è previsto alcun  compenso
  o rimborso spese ».
   Il parere del Governo?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
                               «Art. 6.
                      Rete di referenti aziendali

   1.  Ferme  restando le disposizioni di cui al D.A. n. 2694  dell'8
  novembre 2010 come modificato dal D.A. n. 1268 del 1 luglio 2013 la
  rete  regionale  dei  referenti  aziendali  per  la  ricerca  e  la
  internazionalizzazione  del settore sanitario  è  coordinata  dalla
  struttura  intermedia  competente  per  la  ricerca  sanitaria  del
  Dipartimento   attività  sanitarie  e  osservatorio  epidemiologico
  dell'Assessorato regionale della salute al fine di incrementare  la
  collaborazione diffusa tra tutti i soggetti coinvolti dalla ricerca
  scientifica    in   ambito   sanitario   nonché   di    incentivare
  l'implementazione nel Sistema sanitario regionale dei più  avanzati
  e  convalidati  protocolli terapeutici e  la  partecipazione  delle
  strutture  sanitarie  siciliane ai progetti di  ricerca  di  valore
  internazionale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
                               «Art. 7.
                     Informazione e comunicazione

   1. Nel sito web dell'Assessorato regionale della salute è dedicato
  uno  spazio  per  la  ricerca sanitaria  a  cura  della  competente
  struttura   intermedia   dell'Assessorato.   Le   pagine   dedicate
  forniscono  informazioni sul settore della  ricerca  sanitaria,  di
  qualsiasi  tipo  e  in  qualsiasi modo finanziata,  nel  territorio
  siciliano,  nonché  nelle  altre regioni e  nei  Paesi  dell'Unione
  europea.

   2.   L'Assessorato   regionale  della  salute  promuove   giornate
  informative  sulla ricerca sanitaria anche al fine di favorire  una
  reale  integrazione interregionale e occasioni di confronto con  il
  Ministero  della  Salute  e con centri di  ricerca  ed  istituzioni
  scientifiche, private e pubbliche, nazionali ed internazionali».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
                               «Art. 8.
               Fondo per la ricerca sanitaria in Sicilia

   1. L'Assessore regionale per la salute di concerto con l'Assessore
  regionale   per l'economia, entro 90 giorni dall'entrata in  vigore
  della presente legge, emana il decreto, a valenza triennale, con il
  quale istituisce  il Fondo per la ricerca sanitaria in Sicilia'  il
  cui  saldo  attivo annuale è destinato esclusivamente  a  copertura
  finanziaria del fabbisogno relativo all'attivazione dei progetti di
  ricerca  disciplinati  dalla presente  legge.  Nel   Fondo  per  la
  ricerca sanitaria in Sicilia' confluiscono le erogazioni liberali e
  le  donazioni di Enti, Aziende ed Istituti di credito,  Fondazioni,
  Società  di  capitale  pubbliche  e  private,  Case  farmaceutiche,
  Associazioni  di  categoria  e  rappresentanze  sindacali,  Atenei,
  Cliniche private, Società scientifiche, Enti ecclesiastici, lasciti
  testamentari ed ogni altra forma di libera contribuzione pubblica o
  privata   di  provenienza  regionale,  nazionale,  comunitaria   ed
  extracomunitaria.

   2. Il decreto di cui al comma 1 può prevedere anche forme e misure
  di  incentivazione  fiscale,  quali  il  credito  di  imposta,  per
  favorire  i versamenti in favore del Fondo per la ricerca sanitaria
  in Sicilia.

   3.  La  struttura  intermedia del Dipartimento  regionale  per  le
  attività  sanitarie e osservatorio epidemiologico è competente  per
  la  gestione e la responsabilità contabile ed amministrativa  delle
  risorse  sopra  individuate del Fondo per la ricerca  sanitaria  in
  Sicilia».

   Comunico   che   sono  stati  presentati  dalla  Commissione   gli
  emendamenti 8.3 e 8.2.
   Onorevoli colleghi, mi ricordano gli uffici che il comma 2 è stato
  stralciato.
   Si passa all'emendamento 8.3. Il parere del Governo?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.2. Il parere del Governo?

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 8, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno  della  sua
  pubblicazione

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
         legge «Promozione della ricerca scientifica in ambito
                          sanitario» (494/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Promozione della ricerca scientifica in ambito
  sanitario» (n. 494/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 49
   Maggioranza        25
   Favorevoli         49

                         (L'Assemblea approva)

   TURANO,  relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,   relatore.  Signor  Presidente,  l'Assemblea  ha   votato
  all'unanimità questo disegno di legge, nonostante una lunga attesa.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, ha visto che aspettando,  alla  fine
  si ottengono i  risultati  Lei deve avere più fiducia.

   TURANO, relatore. Lo dicevo perché rimanesse agli atti.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   Seguito della discussione del disegno di legge «Disegno di legge
      voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi
   dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Norme per l'apertura di
     una casa da gioco nei Comuni di Taormina e Palermo'» (180/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  «Disegno  di  legge voto da sottoporre al  Parlamento  della
  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Norme
  per  l'apertura  di  una casa da gioco nei  Comuni  di  Taormina  e
  Palermo'» (n. 180/A), posto al numero 7).
   Invito la I Commissione a prendere posto nell'apposito banco.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
        Istituzione di una casa da gioco nei comuni di Taormina
                               e Palermo

   1. Al fine di garantire al settore turistico condizioni analoghe a
  quelle  di  altre  Regioni  e  di altri  Stati  membri  dell'Unione
  europea,  in  deroga agli articoli 718, 719, 720,  721  e  722  del
  Codice penale, nel territorio della Regione siciliana è autorizzata
  l'apertura di una casa da gioco nel comune di Taormina, considerata
  l'alta  vocazione turistica del medesimo comune, e di una  casa  da
  gioco nel comune di Palermo città d'arte.

   2. Con successiva legge regionale saranno individuati:
   a) il procedimento per l'apertura delle case da gioco, autorizzate
  ai  sensi  del comma 1, sentiti i comuni di Taormina e Palermo  per
  l'individuazione  della  sede delle case da  gioco  nel  territorio
  comunale;
   b)  le  modalità  di  gestione delle case  da  gioco,  oggetto  di
  concessioni  amministrativa  ed  affidata  a  società  per   azioni
  individuate secondo procedure di evidenza pubblica;
   c) la durata delle concessioni amministrative;
   d) l'indicazione dei tipi di giochi autorizzati;
   e)  i  giorni di chiusura e gli orari di apertura al pubblico  dei
  locali adibiti al gioco».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.2,  a firma  degli
  onorevoli Alongi, Assenza, Germanà e Fontana: «Al comma 1, dopo  la
  parola  Taormina' aggiungere le seguenti  e di Cefalù'».
   E' mantenuto questo emendamento?

   ALONGI. Sì, lo mantengo.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente,  sono
  firmatario e cofirmatario di numerosi emendamenti aggiuntivi,  solo
  per  un  motivo,  perché personalmente ritengo  che  l'aver  voluto
  aggiungere  a  forza in Commissione l'indicazione  della  città  di
  Palermo,  oltre all'indicazione della città di Taormina, ha  aperto
  la  stura  a  tutte  le  rivendicazioni  possibili,  perché  mentre
  l'istituzione  di  una  casa  da  gioco  a  Taormina  ha  una   sua
  giustificazione,  oseremmo  dire  anche  storica  perché  è   stata
  all'epoca,  sia pure per pochissimi mesi, una realtà operativa  che
  ha  già  fatto intravedere in quell'epoca la grande potenzialità  e
  l'importanza  per la Sicilia di avere una sala da gioco  che  possa
  far  restare in Sicilia e attrarre in Sicilia forze turistiche  che
  altrimenti approdano a lidi, peraltro vicinissimi, come  Malta,  la
  Croazia, l'Istria, ha una sua giustificazione storica, sociologica,
  ambientale,  turistica, sociale, il volere  creare  altre  sale  da
  gioco in Sicilia depotenzia questa che è comunque una battaglia già
  difficile di per sé da ottenere anche solo per Taormina. Perché noi
  stiamo  parlando  pur sempre di una legge, che  poi  dovrà  trovare
  ricezione e orecchie attente da parte del Parlamento nazionale.
   Dichiaro per quegli emendamenti di cui sono cofirmatario  e  primo
  firmatario la mia assoluta disponibilità a rinunziarvi a condizione
  che,  magari, si faccia un emendamento unico per cui questo disegno
  di  legge riguardi esclusivamente la città di Taormina; altrimenti,
  se  resta Palermo, dovrà restare Ragusa, Cefalù, Trapani, Agrigento
  e  quant'altro e faremo un buco nell'acqua, l'ennesimo, rinunciando
  e perdendo anche quest'occasione per rivendicare a Taormina ciò che
  le spetta.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, la ringrazio per il suo  giudizioso
  intervento, obiettivamente, perché ha voluto motivare il perché  ha
  apposto la firma ad emendamenti che estendevano i comuni in cui  si
  potessero aprire case da gioco; dico aprire e non riaprire come  il
  caso di Taormina.
   Per  cui,  probabilmente, una riflessione in tal senso la dovremmo
  fare.
   Se  noi andiamo al testo base, quello iniziale, che è Taormina che
  ha  una  sua giustificazione con tutte le difficoltà che  ci  sono,
  forse rendiamo più credibile. Si parlava poc'anzi della credibilità
  dell'Assemblea e il disegno di legge nella sua complessità.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Signor Presidente,  sento
  qualcuno che mi sollecita a ritirare Palermo. Siccome Palermo non è
  mia,  quindi non la posso ritirare per la semplice ragione  che  io
  capisco il collega Assenza, ma il testo uscito dalla Commissione  è
  uscito  in un modo poi se c'erano colleghi che erano contrari,  che
  potevano  proporre  altri  emendamenti lo potevano  benissimo  fare
  senza che questo urtasse il campanile di nessuno.
   E  mi  permetto  di  aggiungere, con grande rispetto,  siccome  la
  questione che si è posta in Commissione aggiungendo Palermo non era
  una  logica  di campanile, non c'era mettiamoci pure il  comune  di
  Palermo.  Si  è detto: noi disponiamo in Sicilia di una  perla  del
  turismo  internazionale che è Taormina e di una delle capitali  del
  Mediterraneo,  città d'arte, che è conosciuta in  tante  parti  del
  mondo  e  sicuramente  del  Mediterraneo  che  è  Palermo.  Giusto,
  sbagliato, ma non è in una logica il campanile mio che  non  c'è  e
  quindi   lo  difendo,  dopodiché  si  può  benissimo  proporre   un
  emendamento che cassa Palermo e ne prendo atto, ma non  mi  si  può
  chiedere  di  ritirare Palermo perché Palermo non è  mia,  è  della
  Commissione.
   Ripeto,  ribadisco che è un rispetto delle opinioni di  tutti,  ma
  non  accetto  che la discussione si metta nei termini  che  c'è  un
  campanile che qualcuno ha dovuto difendere in Commissione.
   Stiamo parlando di una delle città più importanti del Mediterraneo
  che  può  avere  in aggiunta alla sua vocazione turistico-culturale
  un'altra  attività  naturale  per  la  sua  location  aeroportuale,
  marittima, eccetera. Io, tra l'altro, avevo anche ipotizzato  -  ma
  questa  era  una  suggestione intellettuale mia  -  che  nella  sua
  location  naturale ci fosse, ad esempio, Castello Utveggio,  che  è
  una  delle  perle  di  questa nostra Terra come  capacità  propria,
  vocazione  propria di far diventare quel luogo uno dei  simboli  di
  attrattività internazionale della nostra città.
   Se  la  dobbiamo ridurre come una vicenda di bottega, io mi  sento
  quasi  imbarazzato a parlarne in questi termini.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  per
  riaffermare  l'importanza  di  questo  disegno  di  legge.  Ma  non
  dimentichiamo  che  si tratta di un disegno  di  legge  voto  e  in
  Commissione  si era fatto un lavoro per far sì che, alla  fine,  si
  poteva  tranquillamente raggiungere un'intesa  considerata  Palermo
  come città d'arte e Taormina come città turistica.
   Non è che in Sicilia non ve ne siano altre, per carità, ce ne sono
  tantissime altre, ma non era un'operazione di campanile. L'ha detto
  poco  fa l'onorevole Cracolici, lo ribadisco io perché ero presente
  in Commissione.
   Secondo  me, stasera possiamo esitare questo disegno di legge  che
  può  aiutare  in  qualche  modo la nostra  Terra,  poi  questo  non
  conclude  l'iter  perché  è  solo la  prima  fase,  l'importante  è
  arrivare   alla  votazione  nel  Parlamento  nazionale,   dopodiché
  chiunque  voglia investire può investire in qualunque  altra  parte
  della  Sicilia. Però, presentarsi con Taormina e Palermo penso  sia
  un'ottima cosa e, secondo me, il Parlamento non si può dividere  su
  questo.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace dover
  intervenire  su  questo  tema così barboso  e  anche  imbarazzante,
  perché  io credo che non facciamo un servizio all'obiettivo per  il
  quale  stiamo  lavorando se continuiamo ad  insistere  fra  Sicilia
  orientale e Sicilia occidentale.
   Io  lo  dico con molta franchezza senza alcun imbarazzo, di fronte
  alla  ostilità  del  Governo nazionale, diventa  un  errore  varare
  questo  disegno di legge voto, indicando due località. Se ci  fosse
  stata  la  unanimità su Taormina, che ha il vantaggio di avere  già
  avuto negli anni '60 una casa da gioco, poteva anche passare, ma il
  legittimo diritto della capitale, non del capoluogo come lo  chiamo
  io, Palermo, il legittimo diritto a candidarsi ad ospitare una casa
  da  gioco,  altrettanto legittimo potrebbe essere  Ragusa,  Cefalù,
  Agrigento, la città dei templi, finisce col debilitare la  forza  e
  il potere di contrattazione di questo disegno di legge.
   Allora,  io  mi  permetto,  Signor  Presidente,  di  proporre  che
  nell'oggetto  e quindi nell'articolato, si parli di  istituire  una
  casa da gioco in Sicilia. Soltanto nella fase successiva, quando si
  aprirà  una  trattativa,  peraltro lo  stabilisce  anche  la  legge
  europea,  saremo  nelle condizioni di dimostrare  la  candidabilità
  della  città  di  Taormina, sulla quale naturalmente  non  ci  sono
  dubbi,  sulla candidabilità della città di Palermo che ha  tutti  i
  titoli per poterlo ospitare, e di eventuali altre località.
   Io  pregherei  i  componenti delle due location di  riflettere  su
  questo dato.
   Mia nonna direbbe  ancora a nasciri e si chiama Ciccio .
   Ecco, qui ancora non sappiamo se vinciamo la battaglia e già, come
  i capponi di Renzo di manzoniana memoria, è inutile fare ipocrisia,
  difendiamo l'area orientale e l'area occidentale.
   Io  credo  sia  più  opportuno parlare di una  casa  da  gioco  in
  Sicilia, in questa prima fase.
   Questa  era la proposta che desideravo sottoporre alla valutazione
  dell'Aula.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, io pensavo  che  una  volta  che  la
  Commissione  avesse  esitato un disegno  di  legge  fosse  un  atto
  importante. Non penso che poi si arriva in Aula e c'è qualcuno  che
  possa  fare  cose  diverse, anche perché in prima Commissione  sono
  rappresentati tanti gruppi parlamentari, ma non di meno la  Sicilia
  è  formata  da 5 milioni di abitanti, oltre 5 milioni di  abitanti.
  Parliamo  di una regione che è l'unica, forse solo la Lombardia  ci
  supera  sia per abitanti che per estensione territoriale. E allora,
  anziché  litigare  per  scegliere in quale città  fare  un  casinò,
  vedete,  gli  amatori del casinò, delle sale da gioco,  sicuramente
  vanno  a  giocare  a  Malta perché non trovano spazio  in  Sicilia,
  prendono l'aereo e vanno a Malta oppure a Sanremo, a Saint Vincent,
  e  in tante altre località. Quindi, il ragionamento che noi abbiamo
  fatto  sulle sale da gioco era fondamentale, un principio,  intanto
  rispettare l'autonomia di una Regione che, come avete visto, già il
  precedente  disegno di legge, finalmente legge,  dava  possibilità,
  con  l'approvazione degli articoli 36 e 37, per cercare di dare  il
  giusto  riconoscimento  ad una Regione  che  ha  tanto  bisogno  di
  risorse  e, quindi, questo potrebbe essere ancora di più  un  aiuto
  per la nostra comunità siciliana.
   Io  non  penso  che il problema sia Taormina, Palermo,  Catania  e
  Ragusa, ma obiettivamente non possiamo nasconderci dietro un  dito.
  Palermo  è  una città d'arte, ma non perché lo dice Lentini  che  è
  nato a Palermo, ma perché Palermo è la quinta città d'Italia e  per
  arte  viene  dopo  Roma,  parlate con chi volete:  solo  il  centro
  storico di Palermo è il più grande d'Europa
   Ora,  se su questo dobbiamo fare un gioco di campanilismo è perché
  dovete  trovare  i consensi, questo è un discorso; ma  se  dobbiamo
  essere obiettivi sul documento che andiamo a votare, secondo me non
  c'è  paragone su Taormina e su Palermo, dove andremmo ad  agevolare
  due  momenti:  quello  della  Sicilia occidentale  e  quello  della
  Sicilia orientale, ma solo per estensione di territorio, perché  da
  Trapani a Ragusa ci sono 450 chilometri, non è una barzelletta
   Quindi,  parliamo di una grande Regione. Se riuscissimo invece,  a
  fare  valere  le  nostre  ragioni  e  ad  imporci  affinché  questa
  autonomia  venisse finalmente accreditata al popolo  siciliano  poi
  potremmo pensare ad altro, potremmo pensare anche di fare una  sala
  da gioco a Ragusa o in qualsiasi posto della Regione.
   Quindi, questo è il riconoscimento giusto. Parlando di Taormina  e
  di  Palermo  si  può  dire  di tutto, ma  sicuramente  Palermo  può
  accogliere  non  solo la casa da gioco ma tante altre  cose  perché
  veramente la stiamo riducendo a  nulla.
   E'  giusto  che  i  colleghi rispettino  le  proprie  cose  perché
  giustamente  vivono in un territorio, però non dimentichiamoci  che
  siamo  siciliani, il capoluogo è Palermo, e non perché  l'ha  detto
  Lentini  ma  perché  la storia sicuramente ha  dato  questa  forza,
  questa  potenza ad una città e l'ha data sicuramente perché  è  una
  città  che  rappresenta, oltre che il popolo siciliano, rappresenta
  cultura e può dare lezioni di vita e di cultura a tutto il mondo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, per il  mio  Gruppo
  questa  discussione è alquanto surreale, questa sera è una parabola
  che  prima  in fase ascendente, abbiamo avuto  quel bel momento  in
  cui  abbiamo  approvato, abbiamo parlato di Autonomia, di  Statuto;
  poi abbiamo parlato di ricerche in ambito sanitario, insomma  stava
  prendendo  una bella piega. Ora stiamo, dal nostro punto di  vista,
  cadendo veramente in un argomento molto discutibile.
   Siamo  convinti  che  la  Sicilia proprio per  questa  abbondanza,
  fortunatamente  non solo Palermo ma siamo pieni di città,  di  siti
  patrimonio   UNESCO,   di   parchi  archeologici,   di   meraviglie
  incommensurabili, dobbiamo attirare turisti, come? Con le  case  da
  gioco.
   Chiaramente,  voi direte  arriveranno da fuori i giocatori  .  Sì,
  perché già le nostre città, ogni viuzza, ogni frazione, ogni  paese
  sono  piene delle tipiche attività commerciali siciliane  stupende,
  slot  machines, scommesse sulle corse dei cavalli, a  parte  quelle
  clandestine, ma non ne parliamo, mentre si presenta un  disegno  di
  legge  per  dare sostegno sanitario e psicologico alle persone  che
  soffrono  di  dipendenza, i siciliani, dipendenza da gioco,  e  noi
  cosa  facciamo qui in Sala d'Ercole? Discutiamo di portare a  Roma,
  chiedere  il  permesso  di  poter riaprire  una,  due,  quelle  che
  saranno, case da gioco
   Bene,  se è questa la posizione del Parlamento noi la rispettiamo;
  però volevo portare anche le istanze dei miei colleghi che mi hanno
  detto  che ne vogliono una Campobello di Mazara, una ad Alcamo,  io
  ad  Acireale  che è una bellissima città, Caltagirone,  Sciacca  ne
  voleva  due,  se  era  possibile, Ragusa, l'onorevole  Ferreri,  se
  l'emendamento  rimane,  su  Ragusa lo facciamo,  perché  tanto  non
  cambia niente
   Noi  vogliamo  valorizzare un altro tipo  di  turismo  e  dare  ai
  siciliani  un  altro tipo di messaggio e cioè che non è  importante
  fare cassa, ma avere stile e diffondere un certo tipo di cultura.
   Mi  pare  che  la dipendenza da gioco sia ormai estesa  a  livelli
  pazzeschi,  a  livelli  patologici,  per  cui  dovremmo   fare   un
  pensierino sui messaggi che lanciamo fuori.
   Se ci concedete va bene, altrimenti non voteremo questo disegno di
  legge.

   PRESIDENTE.  Ho numerosi iscritti a parlare. Credo che  forse  non
  siamo  neanche in numero legale per passare alla votazione  finale.
  Se  siamo  d'accordo,  questa discussione, che  sta  diventando  in
  qualche modo un poco stucchevole per alcuni aspetti, la sottoporrei
  alla riflessione domani.
   Ho   visto   soprattutto  che  c'è  stata  una   elaborazione   in
  Commissione, senza riportarla però in Commissione perché, se non ho
  compreso male, una indicazione a portare avanti il disegno di legge
  con  la  individuazione  della sola Taormina,  solo  perché  questo
  casinò c'era a Taormina e non anche in un'altra città, che poi  sia
  Cefalù, Palermo o Ragusa, non ha importanza.
   Ripeto,  siccome  stasera stiamo andando  avanti,  tutto  sommato,
  celermente

   CRACOLICI,  presidente della Commissione. Io non la farei  neanche
  entrare a Palermo

   PRESIDENTE. Non mi farebbe entrare a Palermo  Guardi che ho  preso
  casa in affitto a Palermo.
   Dopo  l'intervento  dell'onorevole Alongi se i deputati  che  sono
  iscritti  a  parlare,  per  carità, lo ritengono,  hanno  tutto  il
  diritto  di  farlo,  e  mi  riferisco agli onorevoli  Di  Pasquale,
  Malafarina  e  Vullo,  altrimenti domani anche  in  Conferenza  dei
  Capigruppo,  se  c'è un'intesa, possiamo ritornare a  discutere  ed
  approvare  il  disegno di legge. Peraltro, siccome non  è  prevista
  l'abrogazione  della  città di Palermo,  mi  riferisco  per  quanto
  riguarda la casa da gioco, occorrerebbe un'intesa in Commissione.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  pare,  ogni
  tanto, di osservare e guardare come il festival dell'ipocrisia,  mi
  spiego  meglio.  Sento  parlare qui, da  questi  microfoni,  alcuni
  colleghi. Intanto voglio sgombrare il campo dagli equivoci, siccome
  sono  stato  chiamato  in  causa da parte di  un  collega,  dicendo
  assolutamente  che  il mio emendamento è di carattere  strettamente
  elettorale,  politico, per raccogliere voti,  consensi,  quello  di
  Cefalù, mi pare di avere capito questo, poco fa e siccome mi  piace
  essere   sempre   estremamente  corretto,   non   è   stato   fatto
  l'emendamento  per  questa motivazione, però,  intanto,  lo  ritiro
  subito e ne spiego la motivazione.
   Questo  è  importante  perché qui non si scherza con le  cose  che
  hanno  un fondamento e, soprattutto, sono importanti e sono  serie.
  Perché, per quanto mi riguarda, il mio ruolo di deputato regionale,
  a  sovranità  degli  elettori,  mi porta  in  questa  Aula  a  fare
  riflessioni  che  riguardano  il  territorio  e  faccio  scelte  di
  carattere, in cui credo, mi confronto con il territorio e  raccolgo
  indicazioni.  Se  qualcuno pensa che chi è  seduto  a  quel  tavolo
  faccia  delle scelte solo perché ha preso cinquanta voti in  più  o
  cinquanta  voti  in  meno  mi  pare che  questo  sia  veramente  lo
  svilimento  della politica  Quindi, parto da questo  presupposto  e
  dico anche che condivido l'intervento dell'onorevole Musumeci, e mi
  convince  signor  Presidente, lo dico con  grande  schiettezza,  mi
  convince  a tal punto che, per quanto mi riguarda - tanto non  sono
  innamorato  del mio emendamento - lo posso ritirare  anche  subito,
  per sgombrare il campo da equivoci.
   Ma voglio spiegare le motivazioni che mi hanno spinto a presentare
  quell'emendamento e perché ho messo la città di Cefalù.  Da  questo
  pulpito  si parla e si raccontano tante cose anche a proposito  del
  gioco,  ma io vorrei ricordare che la nostra è una delle Regioni  a
  più alta intensità di presenza di sale Bingo che ci sono in Italia,
  dove decine di famiglie si rovinano, e parlo anche della casalinga,
  non  solo  dell'imprenditore che va a investire in vacanza.  Voglio
  ricordare  che  in questa Terra, probabilmente,  c'è  il  più  alto
  numero di gratta e vinci che viene utilizzato in Italia, andiamo  a
  verificare  su Google se è importante, alla fine non  è  quello  il
  problema  del gioco, perché apriamo la sala, il casinò in un  luogo
  turistico particolare.
   Ma  il  motivo che mi aveva spinto a individuare Cefalù  era molto
  semplice. Cefalù, molti non lo sanno, per numero di posti letto, di
  alberghi  in  particolar  modo,  credo  che  sia  la  località  più
  importante  della  provincia di Palermo, forse  più  importante  di
  Palermo  stessa.  È un polo ricettivo importante,  vi  sono  grandi
  investimenti fatti da privati, alberghi che sono nati negli  ultimi
  anni, e il senso del mio emendamento, cari colleghi, era questo.
   Lo  voglio  spiegare ed esplicitare perché siccome nel  mondo  che
  ruota  attorno  agli interessi delle sale gioco, dei  Bingo  e  del
  resto,  potrebbero  anche  incunearsi  altri  investimenti,   altri
  interessi,  mi  pare corretto spiegarne le motivazioni  e  lasciare
  traccia  del  mio  intervento e del mio pensiero  politico,  e  del
  perché avevo fatto questa scelta.
   Pertanto,  se questo mio emendamento può inficiare la  possibilità
  di creare un casinò e presentarci a testa alta a Roma, io lo ritiro
  immediatamente.
   Inoltre, la motivazione che mi spingeva a fare questo non  nasceva
  da  un  semplice e mero frutto di interesse di carattere  meramente
  politico  elettoralistico,  ma  semplicemente  di  investimento  in
  un'area  particolarmente  importante.  Ci  tenevo  a  puntualizzare
  questi  elementi, signor Presidente, perché credo che  la  politica
  deve  essere  fatta a viso aperto, a fronte alta e  sempre  con  la
  massima  schiettezza, dicendo quello che si pensa senza nascondersi
  la mano dietro il dito.
   Quindi,  caro  collega  che  hai  citato  poco  fa,  probabilmente
  involontariamente,  un mio interesse di carattere  elettoralistico,
  io  ritiro immediatamente il mio emendamento e non sono interessato
  perché questo vada avanti.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli  Oddo,  Di
  Giacinto,  Malafarina, Dipasquale ed altri: «Al comma  1,  dopo  le
  parole   vocazione  turistica del medesimo  comune   aggiungere  le
  parole  di una casa da gioco nel comune di Trapani .

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  su  questa
  vicenda  la  penso  come  l'onorevole Musumeci,  penso  che  stiamo
  commettendo  un  grave errore nell'indicare in  quale  città  debba
  essere previsto il casinò. Ed è un errore perché rischiamo davvero,
  anzi,  non rischiamo nulla, perché ce lo diranno da Roma  che  così
  non  va  bene. Noi ce lo auguriamo  che venga realmente  fatta  una
  norma che dia giustizia alla Sicilia prevedendo il casinò, e io non
  condivido  le preoccupazioni di alcuni colleghi che vedono  questo,
  come  un  fatto  negativo  per l'Isola,  e  sono  convinto  che  il
  Parlamento  nazionale,  se  dovesse  passare  l'individuazione   di
  Taormina  e Palermo, andrà a rettificare quello che è un errore  da
  parte del Parlamento siciliano.
   Però,  prima che si concluda la seduta, io ho bisogno di dire  una
  cosa.
   Non  sono  intervenuto  durante la  prima  fase,  quando  è  stato
  sollevato  il problema di Cicero, perché non avevo capito  di  cosa
  stavamo  discutendo e volevo comprende di che tipo di dichiarazione
  si trattasse.
   Signor  Presidente,  io ritengo che su questa  vicenda  c'è  stato
  troppo  allarmismo,  e  non  condivido il  pensiero  dell'onorevole
  Musumeci.  La  discussione che c'è stata prima è ancora  valida,  e
  come   non   c'entrava  prima  non  c'entra  neanche   ora.   Anche
  l'appellativo  geometra , cosa c'entra?
   Siccome  si tratta di una persona che, ad oggi, sta rischiando  la
  vita  per  il suo lavoro e per la Regione siciliana, io non  me  la
  sento di aderire al coro che quasi mette sotto inchiesta il dottore
  Cicero.  Quindi, su questo ci tenevo ad esprimere la  mia  distanza
  assoluta  rispetto a qualsiasi tipo di preoccupazione nei confronti
  delle  dichiarazioni  di Cicero, perché io  non  sono  preoccupato,
  casomai  si deve preoccupare chi ha problemi. Ma questo Cicero  non
  lo  manda  a dire, perché lui si rivolge direttamente alle Procure,
  quindi  il problema non si pone, e non si pone per chi come me  non
  ha nulla a che fare con criminalità organizzata e mafia.
   Dopodiché  ci  tengo a ricordare all'Aula che  Cicero  rischia  la
  vita,  ma non perché lo dice lui, lo dicono i magistrati e lo  dice
  anche il prefetto che si occupa della sua incolumità.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, purtroppo stasera ho difficoltà a capire  cosa
  viene  detto  in Aula: è un problema del mio udito o  di  acustica.
  Volevo capire come proseguirà il dibattito. Sento dei colleghi  che
  fanno giuste valutazioni, ognuno dice la sua, su un testo di legge.
   C'è un piccolo problema: che per fare tutte quelle cose che dicono
  i  colleghi, bisognava depositare emendamenti. Chi vuole il  casinò
  sulla  Sicilia, doveva scrivere  il casinò in Sicilia , e si votava
  per quello, chi lo voleva a Civitavecchia scriveva  Civitavecchia ,
  chi  non l'ha scritto e non ha presentato emendamenti, può dire  di
  volerlo  in  uno  dei  posti dove ci sono i  colleghi  che  l'hanno
  presentato.  Ma  discutere che sarebbe bello  aver  fatto  un'altra
  cosa, senza che nessuno abbia presentato alcun emendamento, lo dico
  per l'economia della nostra intelligenza, si può bocciare il testo,
  si  può fare tutto, ma come dobbiamo procedere quando trattiamo  un
  disegno di legge? Senza questi elementi facciamo solo un  dibattito
  da  bar , ci mancherebbe. E' un argomento che si presta, quello dei
  casinò  in  Sicilia,  è  un  argomento da  salotto,  da  discuterne
  amabilmente  anche  davanti a un bicchiere di vino.  State  facendo
  però una teoria, ma noi stavamo tentando di fare una norma
   Le  norme  si  fanno con le norme, cioè presentando  cose  precise
  sulle  quali ci si esprime. Ripeto, ci sono colleghi che vorrebbero
  fare  un'altra cosa, ed allora presentano un disegno di  legge  per
  fare  un'altra  cosa. Oggi c'è questo disegno di  legge,  a  questo
  disegno  di legge sono stati presentati degli emendamenti, e  credo
  che  sia  giusto  che l'Aula li voti, li bocci  o  li  approvi.  Ma
  discutere come se fosse veramente un inizio ed una fine in cui  non
  c'è  mai  un  inizio  e  non  ci sarà mai  una  fine,  è  veramente
  stucchevole ed insopportabile.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  apprezzo  i
  richiami  dell'onorevole Cracolici e cerco di coglierli quando  c'è
  economia  ed intelligenza perché quando c'è economia vuol dire  che
  c'è poco. Ma al di là delle facili battute, mi sentirei, invece  di
  accogliere l'invito della Presidenza dell'Assemblea del rinvio  del
  disegno  di  legge in Commissione, al di là dell'economia,  per  un
  riesame,  perché  probabilmente in quella circostanza  sono  emerse
  delle  volontà  trasversali  per cui è emersa  anche  l'ipotesi  di
  Palermo.
   Vorrei ricordare una cosa, signor Presidente, che in Sicilia ormai
  i  casinò sono diffusi in ogni angolo di strada, a cominciare dalla
  semplice  tabaccheria dove quotidianamente,  e  nel  giro  di  ogni
  cinque minuti, c'è un'estrazione del lotto, dove ci sono centinaia,
  migliaia  di tagliandi emessi da uno Stato che ha fatto  del  gioco
  d'azzardo uno dei suoi proventi ed ancora noi stiamo a discutere se
  andare a realizzare una o dieci case da gioco, dimenticando che una
  marea  di  gente, che va dalla semplice casalinga all'imprenditore,
  sta sperperando i propri proventi.
   Vi  invito a vedere le statistiche sulle ludopatie che sono  state
  determinate  dal gioco d'azzardo, le statistiche su  quello  che  è
  l'incremento delle entrate dello Stato a ridosso di fine mese o nel
  momento  in  cui  vengono ritirate le pensioni.  Hanno  un  aumento
  esponenziale  per  cui  molte persone, molte casalinghe,  consumano
  quel  poco denaro che hanno a disposizione per il gioco. Non  è  il
  caso  del  casinò  perché  il casinò si ritiene  un  gioco  d'èlite
  qualificata  almeno dal denaro che potrebbe richiamare  un  turismo
  particolare.
   Accanto a questo disegno di legge vorrei proporre però, e lo  farò
  con  un'apposita  norma,  che  il gioco  nelle  tabaccherie,  nelle
  ricevitorie e quant'altro, in Sicilia sia finalmente vietato perché
  credo  che  faremmo un grande favore a tanta gente  che  si  rovina
  quotidianamente  appresso  a spese assurde  e  folli.  Capisco  che
  l'onorevole  Leanza  potrebbe  anche non  essere  d'accordo  perché
  l'argomento non è attinente, ma tendo a dire che questo  Parlamento
  dovrebbe porre all'attenzione dell'Aula il problema serio che è  la
  ludopatia  di  persone  che  non  hanno  le  risorse  per   potersi
  permettere un gioco,

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   ringrazio
  l'onorevole Cracolici che mi appella come  compagno : sanno che  lo
  sono veramente
   Io  parto  da  una  riflessione. Questa mattina,  alle  ore  7.45,
  bussano a casa mia - io abito fortunatamente, o purtroppo, solo con
  mia  moglie  - e non arriva la Finanza, arriva mio figlio  Valerio,
  che  nella  città  di Catania svolge un'attività  che  credo  possa
  essere qualificante per la sua attività e per le cose che fa, e  mi
  dice  che mi deve parlare e mi domanda:  ma che cosa state  facendo
  per  la  Sicilia ?  Alle  7.45, gli rispondo:   Valerio,  che  cosa
  dovremmo fare per la Sicilia?
    Non vi accorgete tutti i giorni della disoccupazione che c'è?  Ma
  un  rilancio della città di Catania quando lo fate? Papà, ti chiedo
  scusa,  la  zona della Playa, che qualcuno aveva detto  che  doveva
  essere la nuova Rimini, come è andata a finire?
   Non  mi  ha parlato di come stavo io, di come stava mia moglie,  o
  come  stavano  i  suoi figli, mi ha parlato solo ed esclusivamente,
  per un ventina di minuti, mentre io ero a letto, di Catania e della
  Sicilia,  e mi ha parlato da imprenditore, da ragazzo (ha quasi  35
  anni) che vuole e che è interessato a questa nostra Sicilia.
   E  io ho risposto  Valerio, una delle cose che potremmo fare è  il
  casinò,  una  delle  cose che potremmo fare e  che  non  costerebbe
  niente alla Sicilia è veramente quello di cui si è parlato da tanto
  tempo,  fare  un  censimento dei porti turistici  che  ci  sono  in
  Sicilia,  con  un  project financing, fare alcuni  porti  turistici
  affinché portino un turismo vero, importante, non dico di massa, ma
  un turismo di elìte .
   Allora  il casinò serve, dal mio punto di vista - poi lo  possiamo
  allocare  a Taormina o a Solicchiata, ha poca importanza -  e  deve
  essere un piccolo tassello di tante piccole cose che possiamo fare.
   E'  inutile  che  noi  pensiamo  di  fare  concorrenza  alla  Cina
  producendo mutande. Non ha senso, perché comunque le nostre mutande
  non faranno mai concorrenza alla Cina.
   Allora  dobbiamo  proporre per questa Regione determinati  piccoli
  tasselli,  necessari per portare quei turisti  in  Sicilia.  Se  ci
  nascondiamo,  come  diceva  la collega Foti,  su  alcune  cose,  ci
  nascondiamo non capendo alcune realtà della nostra Sicilia.
   Onorevole Cracolici, lei parla di città d'arte, ma ha avuto mai  a
  che  fare  con  coloro i quali giocano a casino? Non  gliene  frega
  niente  delle città d'arte; arrivano, stanno dentro ai casinò  fino
  alla  chiusura, fino alle 5 o alle 6 del mattino, e dopo  vanno  in
  albergo. L'indomani vanno nuovamente al casinò dopo avere mangiato,
  perciò  io  credo  che ci siano pochi, pochissimi a  cui  interessi
  girare  Palermo, Taormina o Schisò o vattelappesca  sia  una  città
  d'arte.
   Io  credo che questa legge sia - che, poi, voi lo sapete meglio di
  me,  è  una legge voto - un piccolo tassello per un grande  mosaico
  che  noi  dobbiamo sviluppare, che è quello del turismo e dei  beni
  culturali in Sicilia.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole
  si alzi, chi è contrario resti seduto.

   FONTANA. Forse non c'è il numero legale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo già a tarda serata, sappiamo
  qual  è  la  questione  e  il  perché sono  stati  inseriti  questi
  emendamenti, l'ha detto molto bene all'inizio l'onorevole Assenza.
   E' ribadito da più parti, da tutti coloro che sono intervenuti. Io
  non  avevo  detto  di rimandare in commissione  questo  disegno  di
  legge,  ho detto di trovare una soluzione, possibilmente condivisa.
  Mi  rendo  pure conto che stasera, essendo in numero  ridotto,  non
  possiamo continuare ad andare avanti in questi termini.

   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO.  Signor  Presidente, io non credo che  si  tratti  di  una
  forzatura proseguire i lavori.
   Sono solo quasi le ore 21.00, siamo in un'Aula quasi deserta, ma è
  da  mesi  che andiamo avanti con questa legge voto e credo che  sia
  giusto  continuare  almeno  sugli emendamenti,  e  domani  fare  la
  votazione finale.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  invece
  che  sia molto opportuno rinviare la seduta. Al di là del fatto che
  c'è qui la buona volontà per andare avanti, credo che colpi di mano
  non se ne possano fare. Noi abbiamo ritirato tutti gli emendamenti.
   Presidente,  lei sa che su questo disegno di legge ognuno  avrebbe
  voluto il casinò nella propria città, ma il senso di responsabilità
  ci ha indotto a ritirare gli emendamenti.
   Ha  ragione  l'onorevole  Musumeci, che  ha  fatto  un  intervento
  assolutamente  condivisibile, di fare una  richiesta  assolutamente
  anonima  per  quanto riguarda la localizzazione, e  richiediamo  la
  realizzazione di un casinò in Sicilia senza indicare il luogo.
   Quando  avremo ottenuto l'autorizzazione, sceglieremo il sito,  se
  deve  essere uno o se devono essere più di uno. Questa  era  l'idea
  più  conducente. Al di là di questo, però, non possiamo oggi andare
  avanti con questi numeri, signor Presidente, dove qualcuno ritiene,
  profittando  delle assenze, di poter fare un colpetto e  portare  a
  casa il bottino.
   Francamente,  non è consentito. Per cui la prego di procedere  con
  grande  senso  di  responsabilità,  come  quello  che  noi  abbiamo
  dimostrato ritirando gli emendamenti.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'intervento che
  avevo fatto prima mi ero rivolto al buon senso dei colleghi.
   Era  una proposta che poteva trovare accoglimento, considerato che
  si  trattava, appunto, di una proposta di buon senso, che era  nata
  in Commissione abbastanza convintamente.
   Quello  che  vorrei ribadire è che stiamo cercando di superare  un
  vulnus che lo Stato ha fatto nei confronti della Sicilia. C'era chi
  parlava  prima  di autonomismo, fermo restando la ludopatia,  siamo
  d'accordo, ma cerchiamo di non essere ipocriti.
   Questo  serve per una parte di turismo, come serve a Malta e  come
  serve in tutte le parti d'Italia.
   Vorrei   capire  perché  la  Sicilia  non  può  avere  la   stessa
  opportunità di Venezia, di Campione d'Italia e di tutti  gli  altri
  posti.  Perché ancora una volta deve essere sacrificata la Sicilia,
  in  nome  di chi? In nome dei siciliani che sono contro la Sicilia?
  Può darsi che è anche per questo.
   Non  vi  bendate  gli  occhi,  colleghi,  il  problema  non  è  la
  casalinga, ci sono tantissimi imprenditori, tante persone che vanno
  a  Malta,  in  altri posti a portare denaro, denaro pulito,  denaro
  giusto  per  andare  a soddisfare una passione. Perché  non  devono
  venire in Sicilia, perché non devono restare in Sicilia? Perché  se
  viene  qualcuno dall'Europa o dagli Emirati non deve poter  trovare
  un'opportunità  in più in Sicilia. Perché li vogliamo  incasellare,
  perchè deve essere solo l'arte?
   La  Sicilia  è ricca, c'è di tutto ringraziando Dio.  Non  c'è  il
  casinò  perché  uno  Stato tiranno ce l'ha tolto.  Su  questo  tema
  dobbiamo  affrontare l'argomento, i campanilismi lasciano il  tempo
  che trovano. Si è scelta la città di Taormina perché si trattava di
  una  riapertura,  poi in Commissione si è deciso di  aggiungere  la
  città  di  Palermo  perché è città d'arte, ma  anche  perché  è  il
  capoluogo  della Regione, per dare più forza, non più  debolezza  a
  questo  disegno  di  legge, più forza, in modo che  tutti  potevano
  essere rappresentati.
   Dopo  di  che sappiamo perfettamente che non dobbiamo  dare  alibi
  allo Stato, perché lo Stato non è con la Sicilia, e l'ha dimostrato
  in  tante  cose. Mi auguro che dimostrerà di essere con la  Sicilia
  con  l'articolo 36 e con questo. Ma le ipocrisie, no, la  demagogia
  no.
   Se  vogliamo farla questa cosa la possiamo fare, non dico stasera,
  ma  dopo quattro mesi che affrontiamo questo disegno di legge  voto
  si potrebbe arrivare all'approvazione.
   L'importante è che entro domani sappiamo cosa andare  a  fare,  se
  rinunciamo a questo testo oppure facciamo una grandissima  insalata
  russa e ci mettiamo tutte le città di questo mondo.
   Su  questo tema, una volta tanto, se vogliamo essere veramente noi
  siciliani, autonomisti, consequenziali alle cose che abbiamo  detto
  prima, facciamole le cose.
   Basta ipocrisia, basta demagogia.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leanza,  lei  converrà,  sulla  base   del
  dibattito  che c'è stato, che un disegno di legge che non individua
  o  che  parla  di una sola casa da gioco, renderebbe più  forte  il
  disegno di legge e la sua approvazione.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, mi corre  l'obbligo  di  chiederle,
  poiché prima c'è stata la votazione sull'emendamento 1.1, visto che
  ci  ha  chiesto  di  alzarci  o di sederci  a  seconda  se  fossimo
  d'accordo o meno, che esito ha avuto.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cappello,  c'era  stata  una   confusione
  generale e non ho dichiarato alcun esito.

   CAPPELLO.  Ma una votazione si è svolta. Le chiedo un chiarimento,
  c'è stato un ritiro.
   E'  un  emendamento presentato da 31 deputati, cioè un  terzo  dei
  deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cappello, non  c'è  stato  nessun  ritiro.
  Stiamo disquisendo sui massimi sistemi ancora. L'emendamento 1.1  è
  ancora  in piedi formalmente. C'è stata una votazione non chiara  e
  siamo  andati  avanti  perché  altri  deputati  hanno  chiesto   di
  intervenire.
   Non  ho  chiesto  la  controprova proprio  perché  c'è  stata  una
  confusione di carattere generale.
   Onorevoli  colleghi  in ordine ai disegni di legge  relativi  alla
  istituzione   dei   liberi   consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
  474-542-543-546-613-638-662/A),  Norme transitorie  in  materia  di
  proroga  delle gestioni commissariali provinciali  (nn. 642-31-132-
  133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A
  Stralcio   1/A)   e    Ineleggibilità  ed   incompatibilità   degli
  amministratori  dei  liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
  474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A) si possono  presentare
  emendamenti  fino  alle ore 13.00 di domani,  così  come  stabilito
  nella Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari tenutasi in
  quest'Aula.
   Alle ore 9.30 si terrà una Conferenza dei capigruppo in Sala Rossa
  per  cercare  di  trovare un momento di raccordo  sulla  legge  che
  abroga le province.
   La  seduta  è rinviata a domani, mercoledì 12 febbraio 2014,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
               Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Nor
               per l'apertura di una casa da gioco nei Comuni di Taormina e
               Palermo'.  (n. 180/A) (Seguito)

               Relatore: on. Rinaldi

            7)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            8)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            9)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            10)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            11)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            12)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            13)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            14)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            15)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            16)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 21.01

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                           Rubrica «Salute»

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  TANCREDI - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   la  nota  prot.  96692 del 6 dicembre 2011 dell'Assessorato  della
  salute  ha  espresso un parere in cui ha equiparato la  figura  del
  commissario  straordinario  di  azienda  sanitaria  con  quella  di
  direttore  generale ai fini della nomina dei direttori sanitari  ed
  amministrativi, con ciò asserendo l'applicabilità della sent. Corte
  di Cassazione, Sez. Lavoro, n. 25422 del 3.12.2009;

   considerato che:

   la  sentenza  citata non è riferibile al caso  di  specie,  avendo
  sancito che: la clausola di risoluzione automatica del rapporto per
  il  caso di cessazione della carica del direttore generale  che  ha
  proceduto  alla  nomina  del direttore amministrativo  di  ASL  non
  contrasta  con alcuna norma imperativa e deve ritenersi  valida  ed
  efficace', riferendosi dunque ad una ipotesi ben diversa rispetto a
  quella  de  qua  ossia del potere di nomina in capo al  commissario
  straordinario;

   il  D.Lgs  30  dicembre  1992,  n.  502,  recita  all'art.  3,  1-
  quinquies,   che  'il  direttore  amministrativo  e  il   direttore
  sanitario  sono nominati dal direttore generale. Essi  partecipano,
  unitamente al direttore generale, che ne ha la responsabilità, alle
  direzioni  dell'Azienda,  assumono  dirette  responsabilità   delle
  funzioni  attribuite  alla loro competenza  e  concorrono,  con  la
  formulazione  di  proposte  ed  i  pareri,  alla  formazione  delle
  decisioni  della direzione generale', palesemente attribuendo  tale
  potere di nomina esclusivamente al direttore generale;

   ritenuto che:

   la  figura  del commissario straordinario delle aziende  sanitarie
  dovrebbe  essere, per sua stessa natura, una figura temporanea,  in
  carica nelle more della nomina del direttore generale, e che il suo
  mandato   non   potrebbe  protrarsi  oltre  i  sei  mesi   (termine
  abbondantemente superato in molte ASP siciliane);

   il  recente  D.Lgs  39/2013, recante disposizioni  in  materia  di
  inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le  pubbliche
  amministrazioni,   ha  introdotto  l'ipotesi   di   inconferibilità
  dell'incarico a soggetti condannati, anche con sentenza non passata
  in  giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo  II
  del libro secondo del codice penale;

   per sapere:

   quando si dovrebbero completare le procedure concorsuali di nomina
  dei  direttori  generali delle ASP così da poter intraprendere  una
  programmazione  seria,  partendo dalla  nomina,  che  speriamo  sia
  trasparente  e meritocratica, dei relativi direttori amministrativi
  e sanitari;

   se  abbia  verificato  ed  intenda  provvedere  immediatamente  ad
  eliminare  ogni  forma di irregolarità, alla  luce  del  richiamato
  D.Lgs  39/2013, in cui versano i commissari straordinari, direttori
  generali,  sanitari  ed  amministrativi  attualmente  in  carica  e
  condannati  con sentenza penale, anche non definitiva, per  essersi
  resi  responsabili di uno dei reati di cui alla norma  su  citata».
  (1225)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Ai  sensi  dell'art.  1450,  comma  5,  del   nuovo
  regolamento interno dell'A.R.S. si anticipa il testo scritto  della
  risposta all'atto ispettivo in oggetto, che potrà subire variazioni
  e/o  aggiornamenti  in  funzione del  tempo  intercorrente  per  la
  iscrizione all'ordine del giorno della relativa Rubrica salute.
   In    riscontro   all'interrogazione   parlamentare   in   oggetto
  specificata  avente  per  oggetto: Chiarimenti  sulle  nomine   dei
  direttori   sanitari  ed  amministrativi  delle  Aziende  sanitarie
  siciliane   si  fornisce la direttiva prot. 86930 del  18  novembre
  2013,  emanata  in  applicazione del decreto legislativo  8  aprile
  2013,  n. 39, con la quale sono state impartite le disposizioni  ai
  fini  dell'acquisizione delle dichiarazioni previste  dalla  citata
  normativa  circa  l'insussistenza di  cause  di  inconferibilità  o
  incompatibilità ai sensi dell'art. 20»

                                                   L'Assessore
                                              (Dott.ssa         Lucia
                                         Borsellino)

                  Assessorato regionale della Salute
             Dipartimento per la pianificazione strategica

              Direttiva prot. 86930 del 18 novembre 2013

   Oggetto: Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39  Disposizioni in
  materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le
  pubbliche  amministrazioni e presso gli enti privati  in  controllo
  pubblico,  a  norma dell'articolo 1, commi 49 e 50  della  legge  6
  novembre  2012,  n. 190  pubblicato sulla GU n. 92  del  19.4.2013.
  Dichiarazione  sulla  insussistenza di cause di  inconferibilità  o
  incompatibilità ai sensi dell'art.20.

   Come  è  noto  il  decreto  legislativo  indicato  in  oggetto  ha
  introdotto   nuove   norme  in  materia   di   inconferibilità   ed
  incompatibilità  ai  fini  dell'attribuzione  di  incarichi   nelle
  pubbliche amministrazioni.
   Successivamente, quanto agli effetti delle disposizioni di cui  al
  predetto  decreto legislativo, l'art. 29-ter del decreto  legge  21
  giugno 2013, n. 69 ha previsto che,  In sede di prima applicazione,
  con riguardo ai casi previsti dalle disposizioni di cui ai capi V e
  VI  del  decreto  legislativo 8 aprile 2013, n. 39,  gli  incarichi
  conferiti  e i contratti stipulati prima della data di  entrata  in
  vigore   del  medesimo  decreto  legislativo  in  conformità   alla
  normativa  vigente prima della stessa data, non hanno effetto  come
  causa  di  incompatibilità fino alla scadenza già stabilita  per  i
  medesimi incarichi e contratti .
   L'art.  20 Capo VIII del predetto Decreto Legislativo prevede  che
  gli interessati presentino una dichiarazione sulla insussistenza di
  una  delle  cause  di  inconferibilità  all'atto  del  conferimento
  dell'incarico, e che nel corso dell'incarico gli stessi  presentino
  annualmente  una  dichiarazione sulla insussistenza  di  una  delle
  cause di incompatibilità di cui allo stesso decreto.
   Per  quanto  sopra sono stati predisposti due diversi  modelli  di
  dichiarazione  ( A   e  B ), che si trasmettono  in  allegato  alla
  presente,  che le SS.LL. dovranno utilizzare al fine di rendere  la
  dichiarazione in argomento.
   I  modelli  allegati,  compilati e firmati  con  firma  leggibile,
  dovranno  essere  trasmessi,  con le  differenziazioni  di  seguito
  esplicitate, agli Uffici di Diretta Collaborazione dello scrivente,
  al  fine  di  assolvere  agli obblighi di  pubblicazione  ai  sensi
  dell'art.  20,  comma 2 del decreto legislativo n.  39/2013  nonché
  agli  obblighi  di  pubblicazione, di competenza  della  Segreteria
  Generale  della  Regione Siciliana, per le dichiarazioni  rese  dai
  soggetti  nominati dal Presidente della Regione negli Enti vigilati
  dall'Assessorato regionale della Salute.
   Nello specifico, i Commissari Straordinari delle Aziende sanitarie
  ed   ospedaliere  e  il  Direttore  dell'I.R.C.C.S.  Bonino  Pulejo
  renderanno  la  propria  dichiarazione  utilizzando  a   tal   fine
  l'allegato modello  A . Per gli incarichi di direttore sanitario  o
  amministrativo   i   predetti   Commissari   Straordinari/Direttore
  Generale  avranno cura di acquisire dichiarazione analoga a  quella
  da loro resa.
   I   Direttori   del  CEFPAS  e  dell'IZSS,  invece,  utilizzeranno
  l'allegato  modello   B ,  sia  al  fine  di  rendere  la   propria
  dichiarazione sia al fine di acquisire quella relativa a tutti  gli
  altri  incarichi dirigenziali, così come i Commissari  Straordinari
  delle   Aziende   sanitarie   ed   ospedaliere   e   il   Direttore
  dell'I.R.C.C.S.  Bonino Pulejo avranno cura di fare,  in  relazione
  alle  nomine  di rispettiva competenza, ai fini della pubblicazione
  sui rispettivi siti istituzionali».

                                                   L'Assessore
                                              (Dott.ssa         Lucia
                                         Borsellino)

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)