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Resoconto d'Aula della Seduta n. 130 di martedì 18 febbraio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Ferrandelli  e
  Turano hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per Famiglia, le Politiche Sociali e il
  Lavoro

   N.   1349  -  Azioni  per  assicurare  il  servizio  di  trasporto
  scolastico  e  di assistenza per l'autonomia e la comunicazione  di
  alunni con disabilità per il corrente anno scolastico 2013-2014.
   Firmatari: Assenza Giorgio; Fontana Vincenzo

   N.   1438  -  Chiarimenti  in  merito  al  credito  d'imposta  per
  l'occupazione in Sicilia.
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Riordino  del sistema di reclutamento presso i Licei  Artistici
  regionali siciliani e l'Istituto Tecnico regionale di Catania.  (n.
  701)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Cancelleri,   Ciancio,  Cappello,  Mangiacavallo,  Ferreri,   Zito,
  Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi e Trizzino  in
  data 11 febbraio 2014.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante  Norme
  per  l'istituzione  di  un  fondo  permanente  di  solidarietà  del
  Dipartimento  di  Protezione civile per gli eventi  calamitosi  del
  vulcano Etna . (n. 702)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Forzese  e
  Vullo in data 11 febbraio 2014.
   -  Fondo  regionale di rotazione per le spese di demolizione.  (n.
  703)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi,  Zafarana  e  Zito  in
  data 12 febbraio 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Modifiche  alla  legge  regionale   10  febbraio  2004,  n.  1
   Disciplina dell'istituto del referendum nella Regione Siciliana  e
  norme  sull'iniziativa legislativa popolare e dei consigli comunali
  o provinciali . (n. 680)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Istituzione del registro elettronico per la raccolta  firme  in
  formato digitale a supporto dei referendum regionali. (n. 681)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -   Aiuto  tecnico-amministrativo  e  creazione  di  un  fondo  di
  investimenti  per i comuni sciolti per infiltrazioni  mafiose.  (n.
  687)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato l'11 febbraio  2014,  parere
  ANTIMAFIA.

   - Modifica della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48. Norme in
  materia di strumenti di partecipazione . (n. 690)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   - Promozione e organizzazione dei distretti produttivi. (n. 679)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   - Costituzione del consorzio unico regionale di ricerca. (n. 689)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Incentivi per l'istallazione di impianti fotovoltaici  per  uso
  agricolo. (n. 691)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014, parere IV.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifica all'articolo 18 della legge regionale 16 aprile  2003,
  n.  4.  Norme  per il contenimento del consumo di nuovo territorio.
  (n. 688)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Modifica  della  durata dei contratti di servizio  relativi  ai
  collegamenti marittimi. (n. 694)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Disposizioni interpretative dell'articolo 32 del decreto  legge
  30  settembre 2003 n. 269, convertito dalla legge 24 novembre  2003
  n. 326 e successive modifiche e integrazioni. (n. 696)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Norme per l'istituzione dell'assicurazione obbligatoria  contro
  le calamità naturali. (n. 699)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disposizioni  urgenti  per la tutela e  la  valorizzazione  del
  patrimonio culturale siciliano.  (n. 684)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Recepimento dell'articolo 3 della legge 112/13. Variazione  del
  bilancio  della Regione siciliana per effetto delle  modifiche  del
  decreto  legislativo  42/2004  Codice  dei  beni  culturali  e  del
  paesaggio'  introdotte dal decreto legge 91/2013  convertito  nella
  legge 112/2013. (n. 685)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Modifica all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n.  5   Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2014.
  Legge di stabilità regionale . (n. 695)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Norme per il riconoscimento della professione e disciplina  dei
  contenuti  formativi per l'esercizio delle attività della subacquea
  industriale. (n. 698)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

                   SERVIZI SOCIALI  E SANITARI (VI)

   -  Norme  per la prevenzione ed il trattamento del gioco d'azzardo
  patologico (GAP). (n. 692)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

   -  Disposizioni  per  il  riconoscimento del  caregiver  familiare
  nell'ambito  del sistema regionale degli interventi socio-sanitari.
  (n. 697)
   di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione legislativa   Ambiente  e
  territorio'  (IV),  nella  seduta n. 96 del  5  febbraio  2014,  ha
  approvato  la  risoluzione:  Rinnovo del vincolo biennale  e  avvio
  dell'iter   per  l'istituzione  della  riserva  naturale  orientata
  denominata   Capo Murro di Porco' e della Penisola della Maddalena
  (7/IV).

                      Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1560 - Interventi urgenti per la distribuzione dell'acqua  nel
  comprensorio dello Jato.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatari:  La  Rocca  Claudia;  Foti  Angela;  Ciaccio   Giorgio;
  Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Mangiacavallo Matteo;
  Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;
  Zafarana  Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;  Trizzino
  Giampiero.

   L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo  e  alla
  competente Commissione.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Nicotra ha  chiesto  congedo
  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.  1554  -  Iniziative per fronteggiare la carenza  di  personale
  addetto al servizio di guardia medica H 24 nel Presidio ospedaliero
  S. Elia di Caltanissetta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Miccichè   Gianluca  Antonello;   La   Rocca   Ruvolo
  Margherita;  Firetto  Calogero; D'Agostino Nicola;  Dina  Antonino;
  Ragusa Orazio; Turano Girolamo; Anselmo Alice

   N.  1555  -  Notizie  sulla gara d'appalto avente  ad  oggetto  il
  servizio  di  call  center per la gestione  delle  prenotazioni  di
  prestazioni sanitarie territoriali ed ospedaliere per la  provincia
  di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.    1556    -   Notizie   in   merito   a   problemi    inerenti
  l'approvvigionamento di gasolio, ad uso riscaldamento,  presso  gli
  istituti scolastici superiori del territorio delle Alte Madonie.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Economia
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1557 - Notizie sulla gestione del Centro di identificazione ed
  espulsione di Milo - Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:   Palmeri  Valentina;  Zafarana  Valentina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.  1558  -  Chiarimenti sulla copertura finanziaria del  servizio
  pubblico in materia di formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1559  -  Chiarimenti sulle ragioni della mancata  apertura  al
  pubblico del Museo archeologico regionale di Camarina (RG).
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1561  - Chiarimenti in merito alla mancata applicazione  della
  direttiva   della  Presidenza  del  Consiglio  dei   Ministri   per
  l'istituzione del Centro funzionale decentrato nel territorio della
  Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:   Pogliese  Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo;
  Falcone Marco.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  156  - Interventi urgenti per garantire il diritto allo studio
  agli studenti pendolari di Menfi (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, la interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.
                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  269   Interventi  per la crisi di  sovrapproduzione  delle
  arance ,  degli  onorevoli  Barbagallo  Anthony   Emanuele;    Raia
  Concetta;   Vullo Gianfranco; Gucciardi Baldassare; Lupo  Giuseppe,
  presentata l'11 febbraio 2014;

   numero  270   Urgente riduzione delle liste di  attesa  per  esami
  diagnostici  nelle strutture  sanitarie  della  Regione siciliana ,
  degli  onorevoli  Turano  Girolamo;  La  Rocca  Ruvolo  Margherita;
  Firetto Calogero; Anselmo Alice; Miccichè Gianluca Antonello;  Dina
  Antonino;  Ragusa  Orazio; Bandiera Edgardo  ;  D'Agostino  Nicola,
  presentata il 12 febbraio 2014;

   numero 271  Monitoraggio delle aree circostanti le miniere al fine
  di tutelare la salute della popolazione residente , degli onorevoli
  Palmeri  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana  Valentina;
  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio
  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore;
  Trizzino  Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito  Stefano,
  presentata il 12 febbraio 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Onorevoli  colleghi, poiché è in corso presso  la  Presidenza  una
  riunione   sugli   emendamenti  presentati,  sospendo   la   seduta
  avvertendo che riprenderà alle ore 17.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.48)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, invito gli assistenti parlamentari a procedere
  alla distribuzione dei fascicoli degli emendamenti.
   Onorevoli colleghi, per disciplinarci nei lavori, come ben sapete,
  per  prassi, ogni parlamentare ha cinque minuti a disposizione  per
  illustrare gli articoli, gli emendamenti e i sub emendamenti.
   E'  chiaro  che  non  adotteremo il sistema  del  contingentamento
  rigido,  cioè  non  saranno calcolati i minuti in  via  decrescente
  partendo dai cinque minuti e poi si stacca in automatico.  Però  la
  tolleranza non si deve prestare ad una grande flessibilità da parte
  mia    perché,   obiettivamente,   mi   troverei   in    difficoltà
  nell'esercitare un potere discrezionale, che in questo caso non  mi
  appartiene.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per  chiederle, considerato che è dalle ore 16,00 che sono in Aula,
  e  mi  hanno riferito che lei ha avuto una riunione con l'Assessore
  per   gli   enti  locali,  per  sapere  se  c'era  qualche   novità
  sull'argomento all'ordine del giorno.
   Inoltre, le volevo riferire che, da una indiscrezione, sembra  che
  il  Governo  abbia  prorogato di sei mesi i Commissari  nelle  nove
  province.   E   questo   glielo  dico   sempre   per   spirito   di
  collaborazione, perché credo che questo atto che noi ci apprestiamo
  ad  approvare  - non penso stasera, ma di là a venire  -  abbia  la
  possibilità  di essere dibattuto con più calma, così  da  dare  gli
  approfondimenti  necessari, in considerazione  del  fatto  che  non
  abbiamo più l'urgenza di indire i comizi elettorali. Quindi, non lo
  so  se  siamo nelle condizioni di fare delle proposte, e non so  se
  lei,  tramite il suo Ufficio, può trovare un'intesa affinché questa
  legge abbia l'approfondimento che merita.
   Desidero  anche sottoporle, signor Presidente, un altro argomento,
  ma  non  so se lei nella qualità, poi, può intervenire. Io mi  sono
  recato all'assessorato all'economia per visionare degli atti, ed il
  dirigente  si  è  rifiutato di darmi le  carte  perché  voleva  una
  richiesta scritta. Mi chiedo se è possibile fare una circolare  per
  chiarire ai dirigenti questa problematica, perché io non ho  voluto
  insistere per non provocare delle difficoltà a quel dirigente.  Noi
  possiamo  visionare  le carte, non dobbiamo fare  la  richiesta  di
  accesso agli atti, quella è un'altra cosa.
   Quindi,  se  lei,  può  intervenire, tramite il  Presidente  della
  Regione,  onorevole  Crocetta, che  tanto  vanta  la  legalità,  la
  cristallinità di tutte le cose, considerato che già ne abbiamo  uno
  che  dobbiamo fare un  Palazzo di vetro . Se dobbiamo fare tutti  i
  dipartimenti   Palazzi  di vetro , penso  che  marchiamo  male.  La
  invito, pertanto, con la sua autorevolezza, ad interferire  in  tal
  senso con il Presidente della Regione
   Se un deputato chiede di visionare delle carte, deve poterlo fare,
  e poi erano delle carte innocenti  Avevo chiesto le rendicontazioni
  di tutte le missioni fatte dall'Ufficio di Gabinetto dell'assessore
  Bianchi  e lo stesso rendiconto dell'assessore Bianchi,  ma  lo  sa
  perché?  Mi  sono  incuriosito perché ho visto che nell'Ufficio  di
  Gabinetto  dell'assessore Bianchi ci sono due romani, e siccome  mi
  batto per fare lavorare i nostri tecnici, volevo vederci chiaro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto riguarda  quest'ultima
  questione, è stata più volte dibattuta in quest'Aula. L'ultimo caso
  riguarda una questione sollevata dall'onorevole Zito relativa  alla
  provincia  di  Siracusa, mi sembra dell'Asp, e  poi  un  precedente
  della scorsa legislatura che mi ha visto personalmente interessato,
  che riguardava la vicenda Siremar.
   E'  chiaro che, nel rispetto della normativa, i parlamentari hanno
  diritto  di  accesso agli atti. A mio avviso anche per  quello  che
  riguarda  la visione, perché noi non possiamo mettere in difficoltà
  gli  uffici. Nulla osta quindi, in presenza di una domanda scritta,
  di prendere visione o comunque di avere accesso.
   Onorevole  Greco,  non  bisogna  aggravare  il  procedimento,   ho
  raccolto  il  suo invito, secondo me è opportuno dare  contezza  di
  tutti gli atti amministrativi che si svolgono nell'amministrazione.
  Sarà  mia cura, e lo faccio anche attraverso questa sede, rivolgere
  un ulteriore appello agli assessori, al Presidente Crocetta, perché
  dia  la possibilità ai parlamentari - così come è giusto e doveroso
  -  di  poter accedere agli atti, peraltro i parlamentari non  hanno
  neanche  l'obbligo  di motivazione, come ben  sappiamo,  per  avere
  accesso agli atti della Regione siciliana.
   Per  quanto  riguarda  l'altra questione sollevata  dall'onorevole
  Greco,   che  ho  appreso  anche  io,  che  sono  in  itinere   dei
  procedimenti,  non  so  se  di  proroga,  o  come  definirli,   dei
  commissari,  o comunque degli atti amministrativi che  garantiscono
  la  continuità.  E  c'è  pure un'agenzia di stampa  che  ne  parla,
  gradirei, pertanto, in apertura di seduta, che l'Assessore  Valenti
  possa  riferire  all'Aula, perché questo ci  permetterà  di  sapere
  anche quale andamento dare ai nostri lavori.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione dei
  liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-
  133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  passa  al  seguito  della discussione del  disegno  di  legge:
   Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
  542-543-546-613-638-662/A), posto al numero 1).
   Invito i componenti la I Commissione legislativa a prendere  posto
  nell'apposito banco.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI. assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, i termini  della  questione
  sono questi. Noi abbiamo in discussione questo disegno di legge  di
  riforma  delle province, che è già incardinato in Aula,  quindi  il
  procedimento  è già avviato. Nel frattempo sono scadute  le  nomine
  dei  Commissari che avevamo fatto fino al 15 febbraio, e quindi gli
  enti,  le  province, si trovano in questo momento senza una  guida,
  senza gli organi e senza il commissario.
   Gli   scenari  possibili  sono  chiaramente  due:   da   un   lato
  l'approvazione  della riforma e quindi tutto  quello  che  comporta
  l'attuazione,  così come è previsto nel disegno  di  legge  e  come
  uscirà  dall'Aula a seguito della votazione della norma; dall'altro
  lato  si  aprono i termini per un'eventuale - nel caso  in  cui  la
  riforma non dovesse andare avanti - indizione di comizi elettorali.
   Per  cui  la  decisione di fare dei nuovi decreti  di  nomina  dei
  commissari  fa salve le entrambe le possibilità, in  modo  tale  da
  lasciare all'Aula la possibilità della riflessione più ampia e  più
  articolata  per  definire  il processo di riforma  delle  province,
  essendoci  un lasso temporale per l'indizione dei comizi elettorali
  che  va  di  fatto  dal 20 febbraio fino al 15  aprile  per  potere
  eventualmente  indire  le elezioni. Voglio ricordare  che  l'ultimo
  turno elettorale si può tenere il 15 giugno, con il ballottaggio il
  30  giugno,  e  il decreto deve essere pubblicato 60  giorni  prima
  della data di svolgimento delle elezioni, quindi nelle ipotesi  che
  noi,  chiaramente,  non ci auguriamo, che la riforma  non  vada  in
  porto  e si debbano indire i comizi elettorali, l'ultima data utile
  potrebbe essere il 15 giugno. Sessanta giorni prima, il 15  aprile,
  il ché significa che l'Aula ha un lasso di tempo per poter definire
  il  testo  definitivo  della riforma. E' chiaro  che  non  possiamo
  lasciare  a  questo  punto le province senza  guida,  e  quindi  la
  decisione  che  abbiamo assunto in Giunta è  quella  di  effettuare
  delle  nuove nomine di commissari straordinari che coprano il tempo
  strettamente   necessario  per  arrivare   teoricamente   fino   al
  ballottaggio.
   Quindi stiamo predisponendo i decreti di nomina per arrivare  fino
  al  30  giugno  in  modo  tale da avere la  copertura  nella  guida
  dell'ente e, nello stesso tempo, lasciare all'Aula la serenità  per
  potere approvare la legge con i tempi necessari.
   Questo  è  il  quadro.  Non  c'è bisogno  di  altro  perché  è  un
  procedimento amministrativo in quanto, ripeto, l'altra  volta,  c'è
  stato  bisogno  della legge ma non per la nomina dei commissari  ma
  perché è stato sospeso il turno elettorale. L'argomento della norma
  che  è  stata  approvata l'altra volta è stato la  sospensione  del
  turno elettorale, nelle more dell'adozione del disegno di legge  e,
  conseguentemente, la decisione di commissariare le province.
   Qui  siamo  in  una situazione diversa perché c'è  in  itinere  un
  dibattito in Aula e, in ogni caso, non stiamo sospendendo il  turno
  elettorale, quindi è una normale nomina di commissari già  prevista
  dall'ordinamento degli Enti locali che permette di  fare  salve  le
  possibilità di fronte alle quali oggi l'Aula si trova.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, penso che l'assessore  sia  stato
  abbastanza   chiaro, quindi, non abbiamo sollecitazioni di  nessuna
  sorta.  C'è la possibilità di un approfondimento giusto e  doveroso
  su questi argomenti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  interveniamo
  per  capriccio  o  perché  vogliamo a tutti  i  costi  metterci  di
  traverso  rispetto  agli accadimenti a cui  assistiamo  da  qualche
  tempo a questa parte, né tanto meno, signor Presidente,  mi appello
  al  fatto che, non da ora ma da alcuni mesi, sosteniamo che dopo la
  fine  degli effetti della legge 7, che si concludeva al 31 dicembre
  2013 e, dopo la bocciatura della proroga dei commissari, ritenevamo
  e  riteniamo  che non eravamo più in una fase di stato  di  diritto
  laddove s'intende l'autorizzazione al Governo a procedere così come
  ha proceduto.
   Non  mi  appello  a  questo. Nel frattempo, però,  è  intervenuto,
  signor  Presidente,  lei lo sa benissimo,  un  fatto  che  definire
  sconcertante è poco e cioè che anche gli ipotetici, ma non  da  noi
  ritenuti  sufficienti,  quarantacinque giorni  di  prorogatio  che,
  secondo  noi,  si  applicano per una società  partecipata,  per  la
  scadenza  della  nomina  di  un  manager  ma  non  per  un   organo
  costituzionalmente  previsto che, a quel punto, essendo  sprovvisto
  di  qualsiasi norma, secondo me, non si applicavano ma sono scaduti
  anche quei quarantacinque giorni.
   E  non si può dire né accettare, perché non lo si può accettare in
  quest'Aula  che, va bene, nel frattempo, si sta discutendo  di  una
  legge,  il  che  non  vuol  dire nulla, come  lei  ben  sa,  signor
  Presidente, dal punto di vista giuridico, il fatto che  si  discuta
  di una legge, quindi, qualche giorno in più non cambia nulla.
   Non  è così perché siamo in presenza di un organo - le province  -
  al  pari della Regione o al pari dei Comuni che non hanno un legale
  rappresentante. C'è un vuoto, da questo punto di vista e lei che  è
  avvocato, ed anche un bravo avvocato, signor Presidente,  se   deve
  notificare qualcosa alla provincia, a chi la notifica?
   Quando  chiediamo  delucidazioni al Governo, se  ha  nominato  dei
  commissari,  in forza di che cosa li ha nominati questi commissari?
  Deve istituire il turno elettorale. E, a quel punto, istituendo  il
  turno  elettorale,  certo,  che può  nominare  dei  commissari  per
  gestire  il  turno elettorale. Ma se non viene istituito  il  turno
  elettorale, come fa il Governo a nominare dei commissari? In  virtù
  di  quale  legge?  Di una legge, la numero 7, i  cui  effetti  sono
  scaduti  al 31 dicembre 2013. E l'altra proposta della proroga  dei
  commissari, bocciata dall'Aula: in virtù di cosa li nomina se prima
  non va verso le elezioni?
   Deve  istituire il turno elettorale e, a quel punto, il Governo  è
  titolato  a  nominare  dei commissari fino  alle  elezioni  ma,  in
  mancanza  di  tutto  questo, siamo nella totale illegalità,  signor
  Presidente.
   E  quest'Aula e la sua Presidenza ne devono prendere atto.  Non  è
  colpa  di quest'Aula se il Governo si è impantanato in mesi e  mesi
  di  ritardi; non è colpa del Parlamento se il Governo ha presentato
  dieci  disegni  di legge diversi, uno dopo l'altro, ogni  settimana
  prima, ogni due giorni dopo, ogni due ore dopo e, ultimamente, dopo
  qualche  minuto; non è colpa di quest'Aula se siamo in presenza  di
  una  non  riforma;  non  è colpa di quest'Aula  se  si  è  arrivati
  all'improvvisazione più totale.
   E', invece, responsabilità di questo Parlamento fare chiarezza  su
  questo  punto,  perché se accade qualcosa che  coinvolge  la  piena
  operatività dell'istituto provincia in questi giorni, perché non si
  tratta  di  due giorni ma, ben che vada, se si riesce ad  approvare
  questo disegno di legge - cosa in cui nessuno crede in quest'Aula -
  arriveremo  a  giovedì,  venerdì. Poi,  deve  essere  trasmesso  al
  Commissario   dello  Stato  e  lì,  le  posso  assicurare,   signor
  Presidente, che di dubbi ce ne sono a valanga - e che  dubbi  -  di
  costituzionalità.  Poi, deve essere pubblicato ed  andiamo  fino  a
  marzo.  E, di fronte a questo vuoto normativo, il Governo  non  può
  nominare  alcunché  se prima non indice il turno elettorale.  Altro
  non può fare.
   Del  resto, questo Governo ci ha abituati, l'anno scorso, al fatto
  che,  nell'arco di quindici giorni, ha prima indetto  le  elezioni,
  salvo  poi,  dopo  una settimana, fare marcia indietro,  disdire  e
  posticipare.
   E', quindi, nei compiti del Governo manovrare sulle date finché  è
  in  tempo rispetto a ciò che prevede la legge; quello che non è nei
  compiti del Governo è manovrare in assenza di legge, al di fuori  e
  al di sopra della legge.
   Quindi, da questo punto di vista, quest'Aula deve chiarire  questo
  punto perché non può consentire l'illegalità.

   PRESIDENTE.  Poi,  quali sono questi punti per  cui  l'Aula  possa
  chiarire questo enigma? Onorevole Formica, lei è esperto.

   FORMICA. Stoppiamo il disegno di legge ed obblighiamo il Governo a
  presentarne uno con un solo articolo che preveda l'indizione  delle
  elezioni.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Io guarderei al lato positivo di tutta la vicenda.

   FIGUCCIA. Qual è, signor Presidente?

   PRESIDENTE.  C'è un lato positivo, cioè che abbiamo  il  tempo  di
  maturare  un disegno di legge che obiettivamente riguarda l'assetto
  amministrativo   della   nostra  Regione.   Quindi,   non   abbiamo
  sollecitazioni sui tempi.
   Lei  ha sollevato un altro problema, però, il Governo ha ritenuto,
  nella sua piena autonomia, di darsi un percorso.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  la  ringrazio  per  l'invito.   In
  effetti,  mi piacerebbe trovare il lato positivo ma, purtroppo,  ci
  ritroviamo  in  una  situazione in cui stiamo  esponendo  tutte  le
  province  ad una situazione di assoluta illegittimità, di contrasto
  rispetto  all'articolo 97 della Costituzione; ci stiamo ponendo  in
  una  condizione in cui, assessore, quel  15 febbraio  a  mezzanotte
  si  è  persa  la  scarpetta, a mezzanotte è  scaduto  il  tempo,  a
  mezzanotte   si  è  persa  la  scarpetta  e  tutti   i   commissari
  straordinari  si  trovano in una posizione di  illegittimità  e  di
  assoluta  nullità  degli  atti, che da allora  in  avanti  verranno
  posti.
   Quindi,  bene fa l'onorevole Formica a porre la questione. Capisco
  il  suo  invito, signor Presidente. Anch'io auspicherei che  questo
  tempo possa servire a qualcosa, ma la realtà è che abbiamo già  una
  sentenza  della  Corte Costituzionale, che affonda radici  profonde
  già  nel  1992  con la sentenza numero 208, dove si  dice  che,  in
  assenza  di  una regola della prorogatio a tempo indeterminato,  se
  previsto per legge che gli organi amministrativi abbiano una  certa
  durata  e  che,  quindi,  la  loro competenza  sia  temporaneamente
  circoscritta, un'eventuale prorogatio di fatto sine die  violerebbe
  il  principio  della riserva di legge in materia di  organizzazione
  amministrativa nonché quelli dell'imparzialità e del buon andamento
  per contrasto, ripeto, all'articolo 97 della Costituzione.
   Ripeto,  quindi,  la realtà ad oggi è che gli atti  che  non  sono
  rientrati  in  quella fattispecie, al comma 2  della  sentenza,  ad
  oggi,  sono  assolutamente nulli con i rischi che  questo  comporta
  rispetto alla questione delle province, rispetto alle questioni dei
  rifiuti e a tutti i temi di cui le province dovrebbero occuparsi.
   Vorrei  che  questa  vicenda  fosse  ribadita  e  per  questo   la
  sottolineo e chiedo davvero che si faccia in modo che l'Aula  ponga
  in  essere tutti gli aspetti a tutela di questo misfatto che si sta
  compiendo,  perché  non  solo  siamo  nell'illegalità,   ma   siamo
  soprattutto   nella  condizione  di  illegittimità   esponendo   le
  amministrazioni  ad annullare tutto quello che,  dal  15  ad  oggi,
  dalla  data in cui purtroppo questa simbolica Cenerentola ha  perso
  la scarpetta, signor Presidente

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   Gruppo
  parlamentare   Lista Musumeci verso Forza Italia   le  ha  inviato,
  nella  sua  qualità  di  Presidente di questa  Assemblea  regionale
  siciliana, una nota che  abbiamo tutto l'interesse che rimanga agli
  atti  di questa seduta e, per evidenti ragioni di concentrazione  e
  di  economia  del tempo, mi permetterò di leggere  -  non  è  molto
  lunga  - con la quale vengono precisati alcuni punti che sono stata
  finora dibattuti.
   Non  mi  inoltrerò sulla questione della proroga perché bene  l'ha
  fatto  l'onorevole Formica; mi limiterò soltanto  a  rilevare  come
  siamo   dinnanzi   all'incrocio  di  due  procedure   assolutamente
  illegittime e confuse. La procedura legislativa, che avrebbe dovuto
  concludersi, e così non è stato, entro il 31 dicembre 2013, il  cui
  mancato  rispetto  del  termine sta determinando  questa  serie  di
  illegittimità amministrative.
    Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, la presente
  nota  per  rassegnare,  ancora una volta, le  convinte  perplessità
  circa   la  correttezza  costituzionale  e  politica  del  percorso
  legislativo  intrapreso per la cosiddetta  riforma  delle  province
  siciliane .
   Ci  si  rivolge  alla  massima carica  del  Parlamento  siciliano,
  autorevole per ruolo istituzionale e qualità soggettive, anche  con
  il presente scritto che intende essere compendio, seppur parziale e
  incompleto delle posizioni espresse fin qui nel corso del dibattito
  d'Aula.
   Nell'ipotesi   in  cui  il  disegno  di  legge  ancora   all'esame
  dell'Assemblea  venisse  approvato, esso  costituirebbe,  anche  in
  relazione  regionale  n.  7  del 2013, ai  suoi  effetti  e  limiti
  temporali, corpo normativo violatore degli articoli 1, 5,  48,  51,
  114,  117  (comma  2, lettera p e comma 6), 118, 119  e  120  della
  Costituzione Italiana.
   La  tesi  che, tra le altre, qui si intende sostenere si radica  e
  trae  origine dal mancato allineamento costituzionale dell'articolo
  15  dello  Statuto  della  Regione siciliana  e,  per  derivazione,
  dell'articolo 1, commi 1, 3 e 4 della legge regionale n. 7  del  27
  marzo   2013  (norme  transitorie   per  l'istituzione  dei  liberi
  consorzi comunali).
     Invero, l'articolo 15 dello Statuto siciliano, nella sua valenza
  di  rango  costituzionale,  è  stato definitivamente  superato  con
  l'entrata  in vigore della Legge Costituzionale n. 3 del 2001,  che
  ha  riformato l'intero titolo V della Costituzione. A tal riguardo,
  occorre  ricordare che già la legge regionale n. 9  del  1986,  nel
  prevedere che in Sicilia i liberi consorzi dei comuni divenivano  e
  venivano  definiti Province regionali, aveva operato  una  lettura,
  per  così  dire,  costituzionalmente  orientata  dell'articolo   15
  medesimo dello Statuto siciliano.
   In sintesi, sul punto, ne deriva che l'interpretazione canonica  o
  ortodossa   della  più  volte  richiamata  disposizione  statutaria
  secondo cui in Sicilia era stata determinata la soppressione  delle
  province era già stata superata dal legislatore regionale del  1986
  (come   risulta   evidente  dal  ricco  e  approfondito   dibattito
  parlamentare che precedette e accompagnò l'approvazione della legge
  regionale  n.  9  del  1986).  In  realtà,  tale  assunto   risulta
  ulteriormente  argomentato dal noto principio fissato  dalla  Corte
  Costituzionale  nella  sentenza n. 96 del  1968  secondo  cui:   la
  provincia  è per sua natura un ente territoriale e lo  è  anche  la
  provincia  siciliana .  Ancora  in  epoca  successiva,   ma   prima
  dell'entrata  in  vigore della legge n. 9 del 1986  (che  ha  avuto
  almeno   il  merito  di  risolvere  tutti  i  problemi  di   ordine
  costituzionale  gravanti  in  subjecta  materia)  la  stessa  Corte
  Costituzionale,  con  sentenza n. 146 del  1974,  afferma:   non  è
  esatto  che  in Sicilia le circoscrizioni provinciali  siano  state
  soppresse  in  forza dell'articolo 15 dello Statuto  siciliano.  Lo
  Stato   può   demandare   all'organo   che   ritiene   più   idoneo
  l'espletamento  di  compiti  ad esso spettanti,  anche  nell'ambito
  della Regione Siciliana .
   In ragione di quanto sopra, la Consulta ha sancito come l'articolo
  15,  comma 1, dello Statuto siciliano, non disciplini assolutamente
  la  soppressione  delle circoscrizioni provinciali nell'ambito  del
  territorio della Regione siciliana.
   Si aggiunga che, in ogni caso, la previsione del suddetto articolo
  15, almeno nella parte in cui si occupa dell'eventuale costituzione
  di  consorzi in luogo della provincia, sia privo di effetti  perché
  caducato  dalla  successiva  entrata in vigore  della  Costituzione
  italiana.
   Diversamente opinando, si giungerebbe al paradosso di  considerare
  ancora vigente e operante in Sicilia l'Alta Corte di Giustizia.
   Quanto  appena dedotto appare ancora più chiaro ove  si  consideri
  che  lo  Statuto siciliano non gode di forza costituzionale propria
  (esso  è  infatti  precedente al varo della Magna Charta)  ma  esso
  viene  costituzionalizzato dalla Legge costituzionale n. 2  del  26
  febbraio  del  1948 e ciò in forza e per gli effetti  dell'articolo
  116 della Costituzione.
   Ne   deriva,  come  ineludibile  corollario  giuridico,   che   le
  disposizioni  statutarie in contrasto con le  norme  costituzionali
  siano  escluse dal cosiddetto  processo di costituzionalizzazione .
  Quanto  sopra,  ovviamente, ha resistenza  costituzionale  fino  al
  superamento   del   limite   fissato   dall'articolo   138    della
  Costituzione.
   Né  si confonda il potere dei singoli comuni di ricostituirsi  con
  ambiti  e delimitazione diversi in nuovi agglomerati consortili  ma
  sempre  nell'ambito della provincia, obbligatoria per  legge.  Tale
  potere  d'iniziativa,  previsto  dalla  legge,  seppur  con  limiti
  temporali  (disciplinato  dall'articolo 5,  comma  1,  della  legge
  regionale n. 9 del 1986), non è stato esercitato.
   In  conclusione  sul punto: soltanto quella che  abbiamo  definito
  lettura costituzionalmente orientata dell'articolo 15 dello Statuto
  della  Regione siciliana, operata dall'intera disciplina  contenuta
  nella  legge regionale n. 9 del 1986, ha impedito fino ad oggi  che
  la  Corte  Costituzionale non fosse investita e  non  si  occupasse
  della  questione della legittimità del medesimo articolo  15  dello
  Statuto   siciliano.  Appare  persino  superfluo   ricordare   come
  l'eventuale scrutinio di legittimità costituzionale della  predetta
  norma  non  potrebbe  non  tenere nella  dovuta  considerazione  il
  rilievo  per il quale la Costituzione italiana prevede,  nelle  sue
  articolazioni  territoriali,  le province  e  non  certo  i  liberi
  consorzi dei comuni.
   E'  proprio la legge regionale n. 9 del 1986 a dare attuazione  in
  Sicilia al principio di autonomia degli enti locali, sancito  dagli
  articoli  5 e 114 della Costituzione e, a ben vedere, dallo  stesso
  articolo  15  dello  Statuto siciliano che in fin  dei  conti  quel
  principio   intendeva  affermare  e  tutelare  ancor  prima   della
  Costituzione. In questo senso si è scritto autorevolmente di  fonte
  normativa    rinforzata    in   quanto   attuatrice   di    volontà
  costituzionale.
   Sotto  altro profilo, il combinato disposto della legge  regionale
  n.  7  del  2013 e dei disegni di legge in esame, in  caso  di  sua
  approvazione,    appare   profondamente   lesivo   del    principio
  costituzionale  di  rappresentatività  degli enti territoriali,  in
  ragione degli articoli  5 e 114 della Costituzione.
   Che   l'attuale  provincia  regionale  sia  un  ente  territoriale
  esponenziale  di  una comunità residente su un territorio  di  area
  vasta,  che  di questa cura gli interessi e promuove  lo  sviluppo,
  appare  fuori  discussione. Tale modello è allineato alla  voluntas
  legis costituzionale.
   Se   il   modello,   ancora   confuso  ed  evanescente,   proposto
  dall'attuale Governo della Regione siciliana, dovesse confermare la
  natura territoriale ed esponenziale del nuovo ente intermedio, esso
  non  potrebbe  che  essere  retto  dal  principio  e  dalle  regole
  costituzionali di rappresentatività. Se esso, viceversa, intendesse
  negare   -  ma  come  potrebbe  se  il  modello  disegna  autonomia
  gestionale,  finanziaria e politica? - la  natura  territoriale  ed
  esponenziale   dell'ente  intermedio,  questo   si   allontanerebbe
  irreparabilmente,  fino  a raggiungere il contrasto  stridente  dai
  parametri  costituzionali in ordine alle articolazioni dello  Stato
  per  quegli  articoli della Costituzione che ho prima menzionato  e
  che  sovrintendono  ad  un  ordinamento complesso,  cui  anche  gli
  Statuti  regionali  ad autonomia differenziata hanno  l'obbligo  di
  conformarsi.
   Più    nello    specifico,   l'elezione   indiretta   di    organi
  rappresentativi   di   enti   territoriali   ed   esponenziali    è
  costituzionalmente esclusa in forza del principio  di  autonomia  e
  responsabilità. Sul punto si confronti Corte Costituzionale n.  106
  del 2002.
   In questa sentenza,  gli enti territoriali autonomi sono collocati
  al  fianco  dello Stato come elementi costitutivi della Repubblica,
  quasi   a  svelarne,  in  una  formulazione  sintetica,  la  comune
  derivazione dal principio democratico e della sovranità popolare .
   Se  è vero dunque che la Repubblica è  una e indivisibile , pur se
   riconosce   e  promuove  le  autonomie  locali ,  nessun   livello
  legislativo  può  affievolire o, addirittura restringere,  fino  ad
  annullarlo il carattere democratico di un ente territoriale.
   Tutti  i  livelli di governo, infatti, dai comuni fino allo  Stato
  non  possono  non  essere informati al principio democratico  e  al
  principio autonomista.
   Che anche il modello di ente intermedio, seppur confusamente e per
  continui  mutamente  e progressioni, proposto dall'attuale  Governo
  regionale,  abbia in sé e racchiuda le caratteristiche evidenti  di
  un  ente  territoriale secondo la definizione normativa e  classica
  della  dottrina  dal  Paladin  al  Crisafulli,  dell'Arcidiacono  e
  autorevolissimi   altri,  appare  del  tutto  evidente   e   viepiù
  confermata  dalla  stessa lettera del disegno  di  legge  proposto,
  nella   sua   ennesima  e  per  il  momento  ultima  versione   che
  all'articolo    10    (secondo   l'emendamento   di    riscrittura,
  contrassegnato  come  10.Gov.R), prevede e  contempla  le  funzioni
  tipiche  e caratteristiche di un ente territoriale che si  prefigge
  obiettivi   sociali   ed   economici   quali:   la   pianificazione
  territoriale  di  coordinamento, la programmazione  e  lo  sviluppo
  economico   del  territorio,  la  pianificazione  dei  servizi   di
  trasporto  anche  pubblico locale, il controllo e  l'indirizzo  dei
  servizi afferenti il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti,
  il  controllo  e  l'indirizzo del sistema di  approvvigionamento  e
  distribuzione  delle  risorse  idriche,  la  programmazione   dello
  sviluppo turistico e la programmazione e coordinamento dei  settori
  agricoltura e pesca.
   A  ben  vedere,  quasi nulla di diverso rispetto  alle  previsioni
  normative, in tema di funzioni, contenute nella legge regionale  n.
  9 del 1986 ed esattamente al Titolo III.
   Del  resto,  forse,  anche il convulsivo Governo  regionale,  alla
  fine,  non ha potuto fare altro che riconoscere la indispensabilità
  dell'ente  intermedio  e  la necessità di  un  livello  di  governo
  dell'area  vasta  e,  pertanto, riconoscendo e riservando  funzioni
  programmatorie, organizzative e gestionale, nemmeno escludendo  che
  tali enti possano in ipotesi aumentare e persino, moltiplicarsi.
   Se  così  è,  e francamente così appare oggettivamente essere,  la
  eliminazione  autoritaria, reazionaria e  passatista  dell'elezione
  diretta  degli organi rappresentativi e di governo del  nuovo  ente
  territoriale, si traduce, per un verso, in un attacco  sconsiderato
  e  illiberale  al  principio supremo della democrazia,  informatore
  dell'Ordinamento  giuridico  della  Repubblica  Italiana  e   dalla
  Regione  siciliana, per altro verso, al contenuto  dell'articolo  1
  della Costituzione, valore di principio fondamentale.
   Signor  Presidente, rivolgiamo l'appello più pacato ma,  al  tempo
  stesso,   fermo,   determinato  e  convinto  alla   sua   sensibile
  autorevolezza,  e  a  quella  di tutti  i  deputati  dell'Assemblea
  regionale  siciliana: la riforma è necessaria ma essa  deve  essere
  frutto  di  pensiero e di approfondimento. Solo così il  popolo  di
  Sicilia  la comprenderebbe e solo così al popolo siciliano  sarebbe
  utile  e  portatrice di nuovo, indispensabile impulso  economico  e
  sociale. Più competenze e funzioni per l'ente intermedio, meno  per
  la  appesantita Regione. Dimezzamento del numero dei componenti  le
  giunte e dei consigli. Riduzione drastica dei gettoni di presenza e
  delle indennità ma democrazia e rappresentatività, assicurate  solo
  con  il voto diretto a suffragio universale per sottrarre, colleghi
  del  Movimento Cinque Stelle, il nuovo Ente alle grinfie  dei  soli
   addetti ai lavori .
   Sia  ancora  un  sussulto di dignità e prestigio di questa  nobile
  Assemblea legislativa .

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori,  l'onorevole  Ioppolo ha fatto un  lungo  e  argomentato
  intervento e vorrei testimoniare un fatto, non avendo il profilo di
  giurista  certamente e la caratura dell'onorevole  Ioppolo,  vorrei
  testimoniare  una  cosa. Facendo parte della I Commissione   Affari
  Istituzionali , sa cos'è successo? Che il Governo ha costituito dei
  gruppi  di lavoro che, poi, sono venuti in Commissione a  dirci  la
  loro  e  sono  venuti dei costituzionalisti a dirci le  sue  stesse
  cose.
   Ma   cosa  ha  fatto  la  Commissione,  presieduta  dall'onorevole
  Cracolici?   Per la serie  quando sono a favore, le  accettiamo  e,
  quando  non ci convengono, non ne teniamo conto . Perché questo  ce
  lo  hanno  detto e non ricordo il nome, ma è agli atti. L'onorevole
  Formica ha letto e riletto queste cose in Commissione, ovvero  l'ho
  detto  l'altro  giorno  in  Aula. Il  Movimento  Cinque  Stelle  ha
  presentato  un emendamento che voleva trasformare questi  organismi
  territoriali  in  enti  consortili, ovvero detentori  solamente  di
  servizi.
   La   Commissione  ha  bocciato  non  quell'emendamento,  ma   quel
  principio,  ha  stabilito  un principio  chiaro:  questi  organismi
  devono  rimanere organismi territoriali, l'Assessore era  presente,
  per  cui  se  rimangono organismi territoriali e il  Governo  e  la
  Commissione  propongono  questo testo, anzi  noto  con  favore  che
  mentre  la  Commissione parla di organismi consortili,  il  Governo
  parla di aree vaste, per cui è assodato e necessario procedere alla
  previsione del presidente eletto direttamente dai cittadini.
   In  ultimo,  volevo sottolineare una cosa, ho preso la parola  per
  questo.  Signor  Presidente, lei è un giurista,  oltre  che  essere
  l'autorevole Presidente dell'Assemblea, in occasione del voto sulle
  proroghe dei Commissari, sottoposto a quest'Assemblea, io le  pongo
  questo  quesito:  l'Assemblea ha votato e non ha bocciato  solo  la
  norma, a mio modo di vedere, ma mi affido alle sue valutazioni,  ha
  stabilito  un  principio,   che  mai  più  si  doveva  procedere  a
  commissariamenti  o  a  proroghe  di  commissariamenti  con  quella
  finalità. L'Assemblea con un voto ha detto  mai più commissari  con
  quella  finalità ,  ovvero  per  tirare  a  campare ,  ma  solo  ed
  esclusivamente  per accompagnare al voto gli organismi,  ma  questo
  non significa bloccare la norma, signor Presidente, perché nominare
  i  Commissari  -  in  questo momento c'è un  vuoto,  nessun  legale
  rappresentate presso le nove Province, perché i Commissari  non  ci
  sono,  non  c'è  a  chi notificare un eventuale atto  di  qualunque
  natura,    a   chi  dovrebbero  essere  notificati,   ai  segretari
  generali? Non ne hanno la funzione . Questo non significa  bloccare
  l'iter  della  norma,  che  può andare avanti,  ma  certamente  una
  inerzia del Governo in questo senso di fronte all'Assemblea che  ha
  stabilito  un  principio, mai più Commissari  per  accompagnare  la
  normale  attività  amministrativa  delle  Province,  ma  solo   per
  accompagnarla alle elezioni. Erano queste le mie valutazioni.

   ASSENZA. Chiedo di parlare,  prima di passare all'articolo 1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  intervengo   a   seguito   delle   dichiarazioni   rese   in   Aula
  dall'Assessore,  che  ha  di fatto confermato  che  il  Governo  ha
  provveduto  alla nomina dei Commissari delle province  fino  al  30
  giugno.
   Io  ritengo che in questo modo si sia arrecato un ulteriore vulnus
  gravissimo  alla procedura costituzionalmente corretta. I  colleghi
  hanno  già  citato alcune sentenze della Corte Costituzionale,  più
  volte intervenuta in materia. Ne hanno finora omessa una, la n. 103
  del  1993,  che  è  emblematica, perché è una  sentenza  che  si  è
  occupata  dei commissariamenti dei Comuni sciolti per mafia.  Anche
  in  casi così gravi, come sono quelli dello scioglimento dei comuni
  per  fatti  di  mafia,  la  Corte Costituzionale  ha  stabilito  il
  principio  che  la  deroga  al  principio  della  rappresentatività
  popolare  può  essere limitata solo per periodi determinati  e  per
  cause   eccezionalmente  gravi.  Ha  rifiutato   la   proroga   del
  Commissario,  obbligando  gli organi preposti  all'indizione  delle
  elezioni.
     In  questo  caso, signor Presidente, il potere  del  Governo  si
  esauriva  al 31 dicembre 2013, io l'ho già ripetuto a iosa,  ma  mi
  corre  l'obbligo  di ribadirlo anche oggi; noi abbiamo  l'obbrobrio
  giuridico,  oltre  che logico, di essere al terzo  commissariamento
  delle province siciliane, ma vi è di più: per le province di Ragusa
  e   di   Trapani  siamo  al  quarto  commissariamento   Altro   che
  commissariamento,  altro che mettere in prigione  la  democrazia  o
  perdere  la scarpetta a mezzanotte. Qui abbiamo perso ogni  bussola
  del buon senso, signor  Presidente.
   Ritengo  che l'Assemblea abbia il dovere di intervenire con  forza
  rifiutandosi  di continuare questo dibattito surreale quando  siamo
  in  presenza di enti che sono ormai privi, dal primo gennaio  2014,
  di ogni valida rappresentanza legale.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                       Liberi consorzi comunali

   1. Al fine di razionalizzare l'erogazione dei servizi al cittadino
  e di conseguire riduzioni dei costi della pubblica amministrazione,
  in  ossequio  ai  principi sanciti dall'articolo 15  dello  Statuto
  della  Regione siciliana ed in attuazione della legge regionale  27
  marzo   2013,   n.   7,   le  province  regionali   di   Agrigento,
  Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa  e
  Trapani, costituite ai sensi della legge regionale 6 marzo 1986, n.
  9  e  della  legge  regionale 12 agosto 1989, n.  17,  assumono  la
  denominazione  di  liberi consorzi comunali'. L'ente consortile  ha
  personalità giuridica.

   2.  Ciascun  libero  consorzio  comunale  è  composto  dai  comuni
  appartenenti   alla  corrispondente  provincia   regionale,   fatta
  eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina, istituiti  in
  Città metropolitane ai sensi dell'articolo 7.

   3. I liberi consorzi comunali continuano ad esercitare le funzioni
  già   attribuite   alle  province  regionali.  I  liberi   consorzi
  continuano ad utilizzare le risorse finanziarie, materiali e  umane
  già  di spettanza delle corrispondenti province regionali. I liberi
  consorzi  si  avvalgono delle sedi già in uso  alle  corrispondenti
  province regionali.

   4.  Al  personale  dei liberi consorzi comunali  è  attribuito  lo
  status  giuridico-economico  già in godimento  presso  le  province
  regionali,  che  continuerà  ad essere disciplinato  dal  CCNL  del
  comparto enti locali, individuato nell'articolo 9 del CCQN  dell'11
  giugno 2007.»

   Le  comunicazioni  in  questo  caso dell'assessore  Valenti  hanno
  riaperto il dibattito sulla legittimità o meno della proroga.
   Non  era una battuta. Avevo visto il lato positivo di tutta questa
  vicenda  anche  rispondendo all'onorevole Formica  che  diceva  che
  quest'Aula   deve   intervenire.   L'Aula   interviene   con   atti
  legislativi, non altro.
   Anche,  quindi, sulla base di questa comunicazione, l'Aula si  può
  determinare   e  quindi,  secondo  me,  non  avendo  una   scadenza
  immediata,   c'è   la   possibilità   di   tutta   una   serie   di
  approfondimenti,  una  serie di questioni sollevate  da  tutti  gli
  intervenuti,  ma  in  particolar modo  dall'onorevole  Ioppolo  che
  impegnano  particolarmente  questa  Presidenza,  che  non   possono
  chiaramente essere sottovalutate. Ma l'Aula serve pure a questo,  a
  dibattere  e a dirimere eventuali, non contrapposizioni,  ma  anche
  dubbi  che  possono  sorgere nel corso del  dibattito,  come  si  è
  accennato.
   Passiamo all'articolo 1, con i tempi che ci siamo dati. Non  siamo
  ancora  in  fase  di  contingentamento. Anche  a  questo  serve  la
  comunicazione dell'assessore Valenti.
   Quindi,  non  c'è l'impellenza di chiudere entro stasera  o  entro
  domani. Ma questo ci dà la possibilità di approfondire una tematica
  che è importante per l'assetto amministrativo della nostra Regione.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  ritengo
  che  nell'avviarci all'esame dell'articolo 1 di questo  disegno  di
  legge, abbiamo tutti il dovere di porci una domanda.
   Anche  alla  luce delle comunicazioni rese dal Governo  attraverso
  l'assessore  Valenti  e degli interventi dei colleghi  deputati,  a
  cominciare   da  quello  articolato,  tecnicamente,  dell'onorevole
  Ioppolo.
   Noi  non possiamo, a mio avviso, signor Presidente dell'Assemblea,
  avviare  questo confronto così importante senza avere un  orizzonte
  chiaro.
   Quello  che  è  accaduto  nelle ultime  ore  con  la  proroga  dei
  commissari  nelle  nove  province è un  fatto  che,  politicamente,
  tecnicamente  e  proceduralmente  impone  all'Aula  un  momento  di
  confronto e di riflessione.
   Per  queste  ragioni,  inviterei, signor Presidente  ad  esaminare
  l'opportunità  di concedere ai Presidenti dei Gruppi parlamenti  di
  maggioranza e di opposizione, di potersi incontrare, anche solo per
  trenta minuti, alla presenza del Governo per verificare che tipo di
  percorso  vogliamo dare all'esame di questo articolato e  complesso
  disegno di legge.
   Abbiamo  una esigenza temporale immediata o possiamo procedere  ad
  un  esame molto più ponderato e quindi approfondito senza subire la
  spinta emotiva di scadenze perentorie?
   Mi  sembra che il rilievo non sia assolutamente marginale.  Ne  va
  della   qualità   della   produzione  legislativa   dell'Aula,   ma
  soprattutto  dell'opportunità  di  trovare  su  questa   importante
  riforma che vorremmo tutti varare una convergenza, la più ampia, da
  parte dell'Aula.
   Per  questa ragione, la invito a valutare, signor Presidente, alla
  luce  di  fatti  nuovi e rilevanti, l'opportunità di sospendere  la
  seduta  per  trenta  minuti e consentire ai Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari di potere definire, alla sua presenza, naturalmente, e
  del Governo, un possibile percorso procedurale.

   FORMICA.  La richiesta la faccio mia,  come Presidente  di  Gruppo
  parlamentare.

   PRESIDENTE.  Non  è  un problema di farla sua o  meno.  Mi  sembra
  inopportuno, in questo momento,  sospendere i lavori d'Aula  perché
  sono  iniziati  da  poco  e  ancora non  abbiamo  iniziato  l'esame
  dell'articolo  1. L'assessore, peraltro, è stata chiara,  ha  detto
  che  c'è  stata  una proroga, sostanzialmente, dei  commissari,  di
  vecchi, nuovi, questo non è influente e ha evidenziato come non c'è
  l'impellenza di approvare, non c'è una scadenza immediata.
   Il problema, quindi, già è risolto. E' chiaro che non possiamo noi
  trascinare  alle  calende  greche  questo  disegno  di   legge.  La
  questione  è  di un giorno in più, o di un giorno in meno.  Se  c'è
  l'esigenza di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  per  stabilire  un  calendario fisso, lo faremo, ma  sospendere  in
  questo  momento  non  mi sembra assolutamente opportuno  e  neanche
  necessario. Poi, se il Governo, per carità non voglio essere  io  a
  dettare  le  regole,  ritiene  che sia  necessario  sospendere  per
  mezz'ora

   MUSUMECI. L'assessore ha dato tutte le possibilità. Qui incombe un
  serio problema. Assumetevi tutta la responsabilità.

   PRESIDENTE. Sono per andare avanti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Siete sicuri dei numeri?

   GRECO Giovanni. Rinuncio al mio intervento.
   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Prima si pongono in votazione, come ben  sapete,  gli
  emendamenti  soppressivi.  Comunico che  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

   - 1.13 degli onorevoli Vinciullo,  Germanà, Fontana, Aloni;
   - 1.30 degli onorevoli Formica, Ioppolo, Musumeci;
   - 1.63 dell'onorevole Greco Giovanni ;
   -  1.65  degli onorevoli Assenza, Falcone, Pogliese,  Milazzo  G.,
  Figuccia.

   Li   pongo   congiuntamente  in  votazione,  essendo  di  identico
  contenuto. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
   Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FORMICA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

  Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 1.13, 1.30, 1.63
                                e 1.65

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  dagli   onorevoli
  Alongi,   Assenza,  Francesco  Cascio,  Falcone,  Fazio,   Figuccia,
  Fontana,  Formica,  Germanà,  Giovanni Greco,  Ioppolo,  Lo  Sciuto,
  Giuseppe  Milazzo,  Musumeci e Venturino, indìco  la  votazione  per
  scrutinio segreto degli emendamenti 1.13, 1.30, 1.63, 1.65.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde,  e vota quindi per la soppressione dell'articolo 1; chi  vota
  no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  71
   Maggioranza         36
   Favorevoli          30
   Contrari            40
   Astenuti             1

                         (Non sono  approvati)

   Onorevoli  colleghi. gli Uffici  hanno predisposto per  l'Aula  il
  fascicolo dei subemendamenti.
      I  subemendamenti  riferiti  agli  emendamenti  presentati;  in
  particolare  modo  stiamo per discutere l'emendamento  1.GOV.R  del
  Governo, di riscrittura dell'articolo 1. Vi sono tutta una serie di
  subemendamenti  che,  siccome  sono  soppressivi  questi  non  sono
  ammissibili,  per  evidente ragione, perché eventualmente  si  vota
  contro l'emendamento. E' superfluo.
   Sono  inammissibili i subemendamenti, così come quelli interamente
  sostitutivi: 1.gov.R1, 1.gov.R3, 1.gov.R14, 1.gov.R16, 1.gov.R17.

   FORMICA.   Perché   il  subemendamento  1.gov.R17   è   dichiarato
  inammissibile?  E' sostitutivo

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa  per trenta secondi.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore 18.49)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli    colleghi,   abbiamo   chiarito   con   gli    Uffici.
  L'emendamento, primo firmatario l'onorevole Formica, è  interamente
  sostitutivo  di  un  subemendamento, quindi proceduralmente  non  è
  inammissibile,  ma lo porremo in votazione  nel  caso  in  cui  non
  verrà  approvato  l'emendamento del  Governo.  E  quindi  voteremo,
  singolarmente,  i  subemendamenti che  intervengono  a  modificare,
  parzialmente, l'emendamento del Governo.

   FORMICA. E se non viene votato quello del  Governo?

   PRESIDENTE. Se non viene votato quello del Governo porremo ai voti
  il   suo   perché  è  completamente  sostitutivo,  sostanzialmente.
  Altrimenti doveva essere apposto come emendamento all'articolo.
   Si   passa  al  subemendamento  1.gov.R4  a  firma  dell'Onorevole
  Vinciullo. Lo invito a ritirarlo.
   Non  essendo  presente, invito gli onorevoli  Germanà,  Fontana  e
  Alongi  a  ritirarlo.  C'è  un problema  di  interpretazione  e  di
  compatibilità con la normativa nazionale.

   ALONGI.  Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa al subemendamento a firma  degli  onorevoli
  Alongi,  Fontana,  Germanà e Vinciullo:  «All'inizio  del  comma  1
  inserire  le seguenti parole  entro trenta giorni dall'approvazione
  della presente legge».

   Il Parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   CRACOLICI.  presidente della Commissione e relatore. Che significa
  questo emendamento rispetto a quello del Governo? Introduce  entro
  trenta giorni , cioè è illogico, non è inammissibile o altro, non
  si può votare una cosa illogica. Che vuol dire  entro trenta
  giorni ? Se dovessimo approvarlo, che significa?

   PRESIDENTE. Onorevole Alongi lo vuole illustrare?

   ALONGI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa al subemendamento 1.gov.R2  a  firma  degli
  onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio Francesco.

   D'ASERO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al subemendamento
  1.gov.R5:  Al comma 1, dopo le parole  Istituzione di  nove  liberi
  consorzi   sopprimere le parole  che in sede di prima  applicazione
  sino all'approvazione della legge di cui al successivo articolo 2 .
   Lo vuole spiegare onorevole Assenza?

   ASSENZA.  Signor  Presidente, questo emendamento  è  collegato  al
  successivo articolo 2,  cioè comporta l'impossibilità di  procedere
  all'istituzione di nuovi liberi consorzi. E' collegato poi  a  quel
  discorso che prevede, secondo il disegno governativo, che  entro  i
  sei  mesi  successivi si possa presiedere all'istituzione di  nuovi
  consorzi  col limite minimo della popolazione di centocinquantamila
  abitanti.
   Attraverso  questo  emendamento noi eliminiamo questa  possibilità
  perché,  in questo caso, togliamo dall'articolo 1 l'inciso  che  fa
  riferimento a questa possibilità prevista dall'articolo successivo.
  E' necessario questo emendamento al fine di coordinare il testo col
  successivo  articolo  nel caso che passi l'impostazione  che  viene
  data  dal  nostro  Gruppo  attraverso  la  proposizione  di  questo
  emendamento.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'articolo 2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,   onorevoli   colleghi,  questo  emendamento   apre   alla
  possibilità - Presidente della Regione è gradita la sua attenzione,
  per pochi secondi - di approvare questa norma.
   Cosa  vuole  dire questo emendamento? Evitiamo di fare  uscire  il
  messaggio  che  si  creano  tanti  organismi  litigiosi.  Va   bene
  l'impianto  che avete impostato, lo sottoporremo all'Assemblea  ma,
  certamente,  affermiamo  un  principio,  cioè  creiamo   tre   aree
  metropolitane  e solo nove liberi consorzi, quindi  ordine.  Ordine
  sotto  il profilo del personale, delle società partecipate,  perché
  questo è un terreno, onorevole Presidente della Regione, su cui poi
  voi  incapperete perché, certamente, se andremo a creare, nel  caso
  di  Palermo, due, tre liberi consorzi come andremo ad impegnare  il
  personale?  Come  andrete ad inventare nuove  società  partecipate?
  Perché  non  aprire  a  questa  possibilità  che  non  è  nulla  di
  sconvolgente,  che  non stabilisce indennità,  che  non  rimette  i
  consigli  provinciali, non fa niente, stabilisce solo un principio:
  anziché  creare  tanti piccoli organismi litigiosi,  con  assemblee
  fiume,  perché l'ultima proposta - poi c'entreremo nel merito  -  è
  certamente  incomprensibile, nel caso di Palermo, vedere ottantadue
  più  quarantacinque rappresentanti. Onorevole Presidente, come idea
  è molto confusionaria.
   Affermiamo  questo  principio:  che  esistono  sotto  il   profilo
  territoriale  solo  nove  liberi  consorzi,  il  risparmio   rimane
  immutato, l'idea rimane immutata, non c'è niente di particolare. Io
  gradirei avere la sua opinione e la sua posizione su questo  punto,
  che  è  un  punto cruciale, perché afferma un principio importante;
  da qui  si vedrà se noi vogliamo tanti piccoli organismi che non si
  sa  se saranno consortili o aree vaste o se, comunque, questa norma
  vorrà mettere ordine.
   Ed  è  un  principio  importante  anche  per  il  dialogo  d'Aula,
  onorevole Leanza, anche per il dialogo e l'apertura alle minoranze,
  che  non vogliono, onorevole Presidente, stravolgere il testo,   ma
  vogliono dare il loro piccolo contributo al dialogo.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, noi non vogliamo riproporre lo schema delle province, non
  vogliamo trasferire nessuno in questi liberi consorzi.
   Qui  abbiamo in testa tutti delle cose diverse. Molti pensano  che
  questi  liberi consorzi dovranno essere la trasposizione dei  costi
  che  noi  abbiamo nelle province, come il personale. Sono i  comuni
  che  riprendono  nel progetto, sia nazionale del  Governo,  con  la
  riforma del Titolo V della Costituzione, quindi, stiamo parlando di
  una cosa che fra qualche mese sarà operativa in tutta Italia.
   Pensare  a  questi consorzi come a qualche cosa che  riproduca  lo
  schema  delle vecchie province è l'errore più grosso che  si  possa
  fare.
   Debbono  essere degli organismi leggeri che non comportino  costi,
  quindi,  non si capisce perché debbano essere limitati  nel  numero
  dal  momento  che, fra l'altro, lo Statuto siciliano fa riferimento
  ai  liberi consorzi  non ai  consorzi .
   Nella  proposta di legge del Governo c'è la salvaguardia  per  gli
  attuali  capoluoghi di provincia, perché possano  istituire  questi
  consorzi,  però, francamente, bloccare ad altri la  possibilità  di
  fare una cosa democratica non mi pare né opportuno né politicamente
  corretto, né economicamente corretto, perché noi non prevediamo che
  questi siano centri di spesa. E' un modo di organizzarsi dei comuni
  per  gestire  insieme delle cose che gestiranno, e  saranno  molte,
  gran  parte  oggetto della prossima legge su cui  dovremo  dare  la
  nostra attenzione.
   Per  cui,  sinceramente, con rammarico - perché non vorremmo  dare
  questi   pareri  contrari  -perché  significherebbe  non   cogliere
  l'essenza della riforma.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se vuole può intervenire su tutto l'articolo 1,  visto
  che lei non è intervenuto sull'articolo1.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente, assistiamo ormai da troppo tempo alle dichiarazioni via
  via  contrastanti  da  parte del Governo  e  del  Presidente  della
  Regione.
   Dichiarazioni   che  si  rincorrono,  si  accavallano,   vanno   a
  sopraffarsi  l'una con l'altra e che testimoniano, sostanzialmente,
  ciò che noi andiamo dicendo da tempo su questa riforma e, cioè, che
  non  si  tratta  di  una riforma per migliorare,  modernizzare,  di
  rendere  efficiente l'organizzazione degli enti locali in  Sicilia,
  quanto  piuttosto  di  una  norma  di  legge  a  supporto  di   una
  dichiarazione fatta alla stampa.
   E  il  fatto che può andare bene un sistema piuttosto che un altro
  non  fa che avallare ciò che andiamo dicendo da diversi mesi e  che
  purtroppo viene confermato ad ogni piè sospinto dalle dichiarazioni
  del Governo stesso.
   Basti pensare cosa ha dichiarato un minuto fa, trenta secondi  fa,
  il  Presidente  della  Regione,  laddove  dice  che  si  tratta  di
  organismi  snelli  - 150 persone, sono poche? -, efficienti  e  che
  debbono funzionare gratuitamente.
   Io  vorrei capire per quale ragione, per quale oscura ragione, per
  quale afflato, per quale impeto di mettersi a disposizione del bene
  comune  ci debbono essere dei consiglieri comunali che si  vanno  a
  fare  venti,  trenta chilometri al giorno, quaranta  chilometri  al
  giorno,   anche   settanta,  anche  ottanta,  anche  centocinquanta
  chilometri  al  giorno per andare gratuitamente tralasciando  tutti
  gli  impegni che hanno di lavoro, dal punto di vista professionale,
  dal  punto di vista dello studio, dal punto di vista degli  impegni
  familiari  e debbono andare gratuitamente in un organismo   snello
  (ci vorrà il palazzetto dello sport per ospitarlo tanto è snello ),
  mentre fino a qualche tempo fa il governatore sosteneva esattamente
  l'opposto.
   E,  allora,  la  verità, caro Presidente, è  che  si  continua  ad
  insistere su un provvedimento di legge che, come abbiamo avuto modo
  di   dimostrare   lungo  tutto  l'iter  di  approfondimento   nelle
  Commissioni e in Aula, è un disegno di legge incostituzionale.
   Come  si  può  fare,  come si può pensare  di  venire  in  Aula  a
  discutere un provvedimento quando nei lavori della Commissione  gli
  esperti che sono stati convocati dal Presidente della Commissione a
  supporto della valutazione di costituzionalità, di efficacia  e  di
  efficienza  del  disegno di legge sono stati  tutti  unanimi  nello
  stroncare   l'impianto   del  disegno  di   legge   bollandolo   di
  incostituzionalità  dal  primo  all'ultimo   rigo,  laddove  ha  la
  pretesa  di  istituire dei liberi consorzi interpretati  come  enti
  territoriali di secondo livello, a cui vengono attribuite  funzioni
  di  governance,  di  programmazione  e  l'autonomia  finanziaria  e
  gestionale e, contestualmente, non si prevede l'elezione diretta  e
  popolare di primo grado?
   E  allora,  perché si continua? Perché si insiste sapendo  che  si
  corrono fortissimi rischi di costituzionalità? Basti pensare che  a
  livello  nazionale ha tentato la soppressione delle province  prima
  con decreto, che è stato cassato dalla Corte Costituzionale, e oggi
  ha  intrapreso due strade: una quella della riforma costituzionale,
  che  seguirà il suo corso e che l'unica strada, corretta, coerente,
  legale,  costituzionalmente valida, che può consentire  di  portare
  all'abolizione   delle   province  eliminando   dal   testo   della
  Costituzione  la  parola   province . Nelle more  dell'approvazione
  della riforma costituzionale il Governo nazionale ha messo in piedi
  un   disegno   di  legge  ordinario  per  gestire  questo   periodo
  intermedio.  Ebbene,  il  disegno di legge nazionale  è  totalmente
  diverso  come  impianto rispetto al nostro  disegno  di  legge  che
  stiamo trattando. Intanto, perché interpreta i liberi consorzi come
  unioni  di comuni, coerentemente con quanto viene dettato da  tutte
  le  sentenze  della Corte Costituzionale  E cioè: i comuni  possono
  fare  tutti  i  liberi consorzi che vogliono - si  pensi  agli  Ato
  idrici,  agli  Ato  rifiuti, a tutta una serie  di  altre  società,
  viste, interpretate, dove ha statuito la Corte Costituzionale  come
  bracci operativi dell'Ente locale, cioè dei Comuni, ma, giammai,  i
  Comuni  posso  fare  dei  Consorzi a cui viene  attribuita  poi  la
  facoltà di gestione del territorio come Enti di secondo livello.
   E   allora,  il  Governo  nazionale  ben  consapevole  di   questa
  assurdità, e ben consapevole di questa illegalità, nel suo  disegno
  di  legge  prevede l'istituzione di 10 Città Metropolitane  il  cui
  territorio,   badate  bene,  lo  fanno  coincidere   con   l'intera
  Provincia,  quindi il Governo nazionale è consapevole che  non  può
  spezzettare   il  territorio  inserendo  degli  Enti   territoriali
  intermedi  in maniera illegale. Dunque, prevedono l'istituzione  di
  sole 10 Città metropolitane, intanto, in tutta Italia, che vanno  a
  coincidere col territorio delle vecchie Province.
     Sul  resto,  in  attesa  che si concluda  l'iter  della  riforma
  costituzionale, per la quale ci vorranno, se va bene, 2 anni con la
  lettura  quadrupla che c'è, la riforma della Costituzione,  per  il
  resto  si limita sostanzialmente a prevedere delle unioni di Comuni
  e  nient'altro,  lascia in piedi le Province  in  quanto  tale,  le
  lascia  in  piedi  perchè  non  le può  sopprimere,  le  svuota  di
  contenuti.  E perché li svuota di contenuti? Sempre in ossequio  al
  dettato  della  Corte Costituzionale perché se tu prevedi  un  Ente
  intermedio pieno di contenuti, devi prevedere l'elezione diretta, e
  di  primo grado. Non puoi prevedere un Ente intermedio che è  pieno
  di  contenuti  e per il quale non si prevede l'elezione  diretta  e
  popolare. Qua chi controlla chi? Chi controlla chi?
   Alla  fine, in questo disegno di legge, ed ecco perché noi abbiamo
  avanzato una serie di eccezioni di incostituzionalità e oggi stesso
  l'onorevole  Ioppolo  ha presentato un corposo  dossier  su  questo
  punto  specifico,  ultra documentato e che  stabilisce  in  maniera
  chiara  che  si  sta  discutendo un disegno  di  legge  chiaramente
  incostituzionale.  E io credo che il Commissario  dello  Stato  non
  potrà esimersi dall'impugnare. Si tratta di una norma che non trova
  nessun appiglio dal punto di vista della nostra Costituzione.
   E  allora, perché lo vogliono continuare a portare avanti? E'  una
  norma  di  spending  review, è partita come una norma  di  spending
  review.  Questa  legge  non dice nulla sui  risparmi  a  cui  vuole
  arrivare. Questa legge non dice nulla sulla semplificazione,  anzi,
  è  una  legge che chiaramente lascia presagire anche, piuttosto  lo
  sancisce,   che   ci  sarà  una  moltiplicazione  di   costi,   una
  moltiplicazione  dei centri decisionali e, quindi,  una  confusione
  incredibile  dal  punto di vista della gestione  istituzionale  del
  nostro assetto.
   Bene,  allora  non c'è risparmio di costi, non c'è semplificazione
  amministrativa,   ci  sono  complicazioni  dal   punto   di   vista
  dell'ordinamento, non si sa e non si capisce chi dovrà  fare  cosa,
  l'unica  cosa certa che questa legge stabilisce, è che non si  deve
  andare  a  votare. E perché non si deve andare a votare? Perché  ai
  cittadini  costantemente, da qualche anno  a  questa  parte,  viene
  impedito di andare a votare? Perché? Perché non si vuole ridare,  e
  concludo, signor Presidente, il controllo democratico ai cittadini?
  E  chi  dà il potere a questi Enti altri, a queste entità altre  di
  andare  a decidere il destino delle nostre Istituzioni? Ripeto:  si
  vuole  sottrarre  ai  cittadini  il controllo  di  legittimità.  Si
  vogliono  favorire gli interessi dei  trombati  . Perché  si  vuole
  piazzare   i   trombati   con  le  nomine  eliminando  il  contesto
  democratico  e  la  volontà democratica del  cittadino,  che  viene
  ritenuto  un  cretino.  I  cittadini  sono  ritenuti  incapaci   di
  scegliere  e incapaci di votare e noi tutto questo non lo  possiamo
  sopportare.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Figuccia, se le è  possibile
  si contenga nei cinque minuti.

   MILAZZO.  Signor  Presidente,  ma  non  erano  dieci  i  minuti  a
  disposizione?

   PRESIDENTE.  Io non ho contingentato i tempi, io ho detto  vediamo
  in  itinere quello che succede. Ho fatto appello al buon  senso  di
  limitare i singoli  interventi a cinque minuti.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, solo per cortesia non faccio richiamo
  all'articolo  103  del Regolamento, quindi non  parlerò  per  dieci
  minuti  e  mi attengo alla sua richiesta che accolgo come invito  e
  per  cortesia  nei suoi confronti. Per rispetto istituzionale,  che
  contraddistingue i nostri rapporti, mi atterrò, per  l'appunto,  ai
  cinque  minuti,  riservandomi di fare richiamo a  quel  Regolamento
  all'articolo 2.
   Passando  nel merito della trattazione dell'articolo 1, l'articolo
  1   parte   con   una   premessa  che  è   quella   relativa   alla
  razionalizzazione  dei  costi  con riferimento  all'erogazione  dei
  servizi.  Ebbene  questa  premessa è  la  premessa  che  senz'altro
  invitava l'Aula a fare un ragionamento su questo testo.
   E'  la  premessa con la quale abbiamo affrontato  i  lavori  in  I
  Commissione,  è  la premessa con la quale quella I  Commissione  ha
  fatto  decine  di audizioni sentendo ogni volta le  Università,  le
  Organizzazioni sindacali, tutte le parti che in effetti avevano  da
  dare un supporto, un consiglio ai lavori.
   Tuttavia,  purtroppo, queste premesse fatte  all'articolo  1  sono
  state poi smentite dai contenuti che il testo ha presentato e lo ha
  fatto  ogni  qualvolta interveniva con una modifica del numero  dei
  Liberi Consorzi dei Comuni, lo ha fatto nel momento in cui passando
  da  una  fase  in cui i Liberi Consorzi dei Comuni dovevano  essere
  solamente nove ad un tratto introduce un numero di abitanti fino  a
  150 mila.
   Ora,  quel  150  mila è quel numero magico che fa  moltiplicare  i
  Liberi  Consorzi dei Comuni, li fa andare, evidentemente,  oltre  i
  venti  ed  ecco  che quello è il momento in cui il principio  della
  razionalizzazione  dei  costi  viene meno  facendo  crollare  tutta
  l'impalcatura che il Governo inizialmente aveva presentato,  perché
  se  è  vero  che ad ogni Libero Consorzio dei Comuni  potranno  far
  parte  un numero di 35 consiglieri per i Comuni che hanno un numero
  di  abitanti superiore ai 350 mila abitanti; se è vero  quanto  poi
  sotto  viene riportato, evidentemente, non solo si moltiplicheranno
  i  costi, ma, ahimè, non ci saranno garanzie rispetto al personale.
  Questo per una ragione semplice, perché cambia il coefficiente,  il
  rapporto tra il numero degli abitanti e il numero dei dipendenti.
   Se oggi, per esempio, la Provincia regionale di Palermo ha 1.000 o
  200  dipendenti questo lo si può fare ed è sostenibile in  funzione
  di un numero di abitanti che va oltre a un milione, che fa 150 mila
  oltre  la città di Palermo e degli altrettanti o quasi del restante
  territorio  della provincia. Bene, noi continueremo ad avere  1.200
  dipendenti con un numero di abitanti inferiore, perché i  650  mila
  abitanti della città verranno scorporati dal resto del numero degli
  abitanti  e  in  quei Liberi Consorzi dei Comuni dovremo  collocare
  questi  dipendenti che saranno in sovrannumero e in una  condizione
  di totale mancato rispetto di quel coefficiente di riparto.
   Noi  in  questo articolo troviamo alcuni aspetti che rappresentano
  delle  incongruenze,  non  a  caso  prima  il  collega  Assenza  ha
  presentato un emendamento che propone di eliminare che in  sede  di
  prima   applicazione  nell'approvazione  della  legge  di  cui   al
  successivo articolo e questo per una ragione semplice, e  cioè  per
  evitare  che  in fase di prima applicazione i liberi  Consorzi  dei
  Comuni  siano  effettivamente  9 e solo  successivamente  si  possa
  passare a quel numero di oltre 20.
     Credo  che  in questo articolo ci sia  comunque un  elemento  di
  garanzia  che  viene introdotto al comma 7 che a garanzia  sia  dei
  dipendenti  delle province, ma che soprattutto è a garanzia,  e  su
  questo  avevamo  posto delle sollecitazioni, anche  dei  dipendenti
  delle  società partecipate, e tra queste società partecipate  anche
  le società partecipate in house al 100 per cento.
    Io più volte ho richiamato la questione della Palermo Energia per
  quanto  riguarda la provincia di Palermo, ovviamente la fattispecie
  applicabile  anche  alle  altre  società  rispettivamente  per   la
  provincia di Catania e così via, e quindi credo che questo comma  7
  sia  un  comma molto importante, a meno che non dovessero  arrivare
  sorprese, così come vedo già da un subemendamento presentato  dallo
  stesso  Governo con il quale al comma 7 dell'emendamento 1GOV.R  le
  parole  e  continuano ad avvalersi sino alla presente  legge,  sono
  soppresse,   eliminando   quindi,  la  speranza   che   era   stata
  precedentemente offerta dallo stesso comma 7.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io poco
  fa  sono  intervenuto su sua sollecitazione per chiarire  il  senso
  limitatamente  a quell'emendamento, quindi volevo  un  po'  parlare
  dell'intero impianto dell'art. 1.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore.  Non  c'è  un
  emendamento a tua firma?

   ASSENZA.  Signor Presidente, io certe volte, quando il  Presidente
  Crocetta  interviene in Aula mi pongo veramente  il  dubbio  se  ha
  letto  quello che è contenuto nelle norme che recano il suo nome  o
  se  va solo ad orecchio, perché lui aveva impostato nella sua mente
  un  disegno che poi gli è sfuggito di mano e che viene tradotto  in
  atto normativo da persone che magari non sono in piena sintonia con
  lui.
   Dico questo perché è venuto qui a dirci, svilendo completamente la
  portata di questo suo iter rivoluzionario, dicendo:    Ma i  Comuni
  devono essere liberi, se si vogliono mettere d'accordo per svolgere
  insieme  qualche  servizio, debbono poterlo  fare .  Se  andiamo  a
  leggere l'impianto normativo, esso, invece, parla di questi  liberi
  Consorzi  come  Enti  di governo intermedi  di  area  vasta:  è  la
  definizione  tecnica  contenuta allo  stesso  articolo  1;  il  che
  rinviene  nella sua completa validità, che dato che  si  tratta  di
  Enti  di  governo  di  area  vasta  non  può  essere  assolutamente
  soppresso,  in nome della rappresentatività popolare imposta  dagli
  articoli 5 e 51 della Carta Costituzionale.
   Gli emendamenti proposti dal gruppo di Forza Italia che vedono  il
  sottoscritto  come primo firmataria all'articolo  1  vanno  in  tre
  direzione:  eliminare il proliferare del numero  dei  Consorzi  che
  così come previsto dal successivo art. 2, rischia di diventare fino
  a 22 Consorzi in Sicilia, con un aumento esponenziale dei centri di
  spesa; eliminare quell'ulteriore obbrobrio della istituzione di ben
  3  città metropolitane in Sicilia, quando in Europa ne abbiamo solo
  10, in tutta Europa, e noi ne prevediamo 3 addirittura in Sicilia;
   quello che io definisco l'apertura alla babele normativa, ossia  i
  commi  3, 4, 5, che ogni libero Consorzio in base a queste norme  è
  libero  di  darsi lo Statuto che vorrà, di attribuirsi le  funzioni
  che  vorrà, per cui avremo dei Consorzi che si occuperanno di tutto
  e dei Consorzi che magari invece si occuperanno solo di un servizio
  minimale.
   Ciò  significa veramente creare una disparità assoluta tra i  vari
  territori  della  nostra isola, rischiando di creare  delle   isole
  autonome ,   isole nelle isole , ognuna delle quali avrà difficoltà
  nel comunicare con le altre.
   Sarebbe  opportuno  che  l'Aula, invece di  votare  distrattamente
  delle  norme  che  rischieranno di travolgere, se  approvate  così,
  secondo  l'impianto proposto dal Governo, non solo le province,  ma
  sfasceranno definitivamente anche i comuni.
   I  tanti sindaci presenti in quest'Aula, se hanno letto appieno la
  portata  di  questo disegno di legge governativo,  se  hanno  avuto
  contezza  dell'emendamento governativo, devono rendersi  conto  che
  noi  con  una  fava prendiamo due piccioni, anche  in  questo  caso
  battiamo  ogni  record:  non solo sfasciamo definitivamente  l'ente
  intermedio, ma sfasciamo completamente per i prossimi decenni anche
  l'ente   base  su  cui  si  articola  l'intera  vita  organizzativa
  territoriale  del  nostro  sistema,  ossia  l'ente  comune.  E  noi
  procediamo  così a passo di carica, come se stessimo  parlando  del
  colore  della  maglietta  da indossare per l'ipotetica  squadra  di
  calcio siciliana  Noi qui stiamo parlando dell'assetto territoriale
  determinante  per  la nostra isola e, ripeto,  rischiamo  di  farci
  male, di farci male veramente.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  credo
  che,  e  voglio rimanere sereno e tranquillo, perché  questo  è  un
  dibattito  che  definisco epocale, epocale per un motivo  semplice,
  per  il  danno  che  tra qualche anno il territorio  si  troverà  a
  pagare.
   Su  questo  articolo  1, e voglio entrare  nel  merito  di  questo
  soltanto,  poi  chiaramente  interverrò  per  ciascun  articolo,  e
  preannuncio  fin  da adesso che interverrò ogni qualvolta  mi  sarà
  consentito,   per  ogni  emendamento  e  sub-emendamento;   quindi,
  Presidente,  può  già segnarmi come iscritto a  parlare  su  tutto,
  perché  credo sia importante lasciare traccia, in questo dibattito,
  di quella che è una scelta, dal mio punto di vista, scellerata, che
  il Governo sta perpetrando nei confronti dei siciliani.
   Assessore,  l'emendamento 1gov, art. 1, credo sia molto  lacunoso,
  però  gradirei  veramente,  se noi vogliamo  dare  un  senso  e  un
  significato  a questo momento di confronto, Presidente,  credo  sia
  importante  che  sulle  questioni poste vengano  date  anche  delle
  risposte.  Credo che non serva a nessuno rinviare,  perché  bisogna
  comprendere   e  capire.  Ma  perdonatemi,  noi  costituiamo   nove
  province,  quelle  attuali, ed estrapoliamo 3  città  metropolitane
  (Palermo, Catania e Messina). Pongo quindi un problema di carattere
  tecnico:  la  provincia  di Palermo è proprietaria  del  41%  delle
  azioni  della Gesap - Aeroporto di Punta Raisi -, e sto facendo  un
  esempio su tutti, per entrare nel dettaglio, perché mi rendo  conto
  che,  probabilmente,  queste  cose  sfuggono,  e  quindi  non   c'è
  chiarezza, capacità di approfondimento,  - scusatemi questo termine
  forse è fuori luogo ed eccessivo, ma credo che sia importante,  più
  che  altro è quello che sto pensando io a causa della mia ignoranza
  e  per  la  mia  pochissima esperienza -; quindi  la  provincia  di
  Palermo  ha un 41%, (o forse il 35%?), ma permettetemi, con  questa
  operazione le azioni della provincia di Palermo, che per  un  pezzo
  viene  assorbita dalla città di Palermo, dove rimangono? Mi chiedo:
  quel  41%  di  azionisti della provincia di Palermo rimangono  alla
  provincia di Palermo o per un pezzo vanno a finire nella  città  di
  Palermo? Non glielo chiedo a caso questo, Assessore, perché se  lei
  pensa  per  un  attimo  che  alla Gesap di  Palermo,  all'aeroporto
  Falcone Borsellino si sta giocando una partita delicatissima, che è
  quella  della  vendita della società, lei comprende che  passare  o
  transitare in un momento di non comprensione, un gruppo  di  azioni
  dalla  provincia  alla città di Palermo, che già  possiede  il  31%
  circa, stravolge quello che è il potere economico e contrattuale di
  quello  che  sarà l acquisto o la vendita dell'aeroporto  di  Punta
  Raisi.
   Le  faccio  questo esempio che non è banale, le faccio un  esempio
  concreto.  Voi  parlate all'articolo 2 che entro sei  mesi  poi  si
  costituiranno i liberi consorzi. Ma ci rendiamo conto  che  noi  in
  questo  momento  non essendo abbastanza chiari di qua  ai  prossimi
  otto  mesi  quelli  che  sono come vi ho ribadito,  mutui,  residui
  attivi,  avanzo  di  amministrazione, tutto il  resto,  la  Palermo
  energia,  ma  che  fine faranno? Come li organizziamo?  Come  avete
  pensato  di far rimanere in vita queste realtà? Siccome mi permetto
  di  dire, non sto ponendo un problema di pregiudiziale per il gusto
  di  essere  contro il Governo Crocetta, me ne guarderei bene,  sono
  interessato  oggi  con i miei ragionamenti da  qui  alla  fine  del
  dibattito  affinché  i  lavoratori che ci  ascoltano  a  casa  e  i
  cittadini che sono a casa comprendano quello che accade.
   Questa  provincia  e questi consorzi e le città metropolitane  nei
  prossimi  otto  mesi che soggetto diventerà? Sarà un  ibrido?  Cosa
  succede?  Come  si  muovono,  come attuano  il  loro  programma  di
  gestione?    I piani triennali come li attuiamo? Alcuni  pezzi  che
  riguardano  il territorio di Palermo vanno a finire  al  comune  di
  Palermo?  Ed  alcuni parchi progetti? Rimangono al  parco  progetti
  della provincia regionale di Palermo? Sono problemi che secondo  me
  non  voglio  dire  che  sono sfuggiti o sfuggono  a  quella  che  è
  l'attenzione  del  Governo  regionale,  ma  credo  sia   importante
  approfondire   tutte  le  varie  questioni  perché   la   eventuale
  approvazione dell'articolo 1 oggi senza sviscerare e senza  trovare
  adeguata soluzione mette a rischio e a repentaglio la serenità  dei
  lavoratori  di un ente - non voglio dire di un pezzo di  storia  di
  questa  terra  -  ma sicuramente le conseguente  negative   non  le
  possiamo consentire.

   PRESIDENTE.  Il  Governo  già si era pronunciato  sull'emendamento
  1.Gov R5

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1govR.5

   FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  1govR.5, che così recita:  Al  comma  1  dopo  la
  parola  l'istituzione di nove liberi consorzi' sopprimere le parole
   che  in  sede di prima applicazione e fino all'approvazione  della
  legge di cui al successivo articolo 2'.
   Chi vota a favore dell'emendamento vota verde, chi vota contrario,
  vota rosso.

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti 59
   Votanti 58
   Maggioranza 30
   Favorevoli 22
   Contrari 36

                           (Non è approvato)

   Onorevole Formica, le chiedo se può ritirare l'emendamento  1  Gov
  R18, perché c'è la sostituzione delle parole  liberi consorzi'  con
   province regionali'. Il termine  liberi consorzi' è previsto nello
  Statuto.

   FORMICA. Assumono la denominazione di province.

   PRESIDENTE.  Lo  Statuto parla di liberi  consorzi  non  parla  di
  province.

   FORMICA. E poi è stata modificata con la legge 9. Posso ritirarlo?
  Per le ragioni addotte dall'onorevole Ioppolo.

   PRESIDENTE.  No,  onorevole  Formica,  lei  non  lo   ritira.   E'
  inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 1 GovR 19:  Il comma 2 è soppresso ,  a
  firma  degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci. Il  parere  del
  Governo?

   Valenti, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1govR.20, della Commissione:   Ciascuno
  dei  liberi  consorzi comunali , aggiungere le parole   di  cui  al
  comma 1 .
   Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   agli  emendamenti  1govR.21  e  1govR.6  di  identico
  contenuto.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 1govR.21.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con   questo
  emendamento  noi  ci  poniamo l'obiettivo di evitare  l'istituzione
  delle  Città metropolitane, perché questo sarebbe, a nostro avviso,
  un  ulteriore  depauperamento  per i  centri  dell'entroterra,  che
  rappresentano oltre il 70 per cento. Se l'istituzione  della  Città
  metropolitana  è fatta soltanto per intercettare dei finanziamenti,
  quindi,  non  in maniera strategica, per uno sviluppo armonico  del
  territorio,  ma  soltanto  ai fini strumentali,  noi  non  possiamo
  essere  favorevoli,  e chiediamo un voto dell'Aula  per  apprezzare
  favorevolmente questo nostro emendamento.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, non voglio  fare  polemica,  però
  vorrei  che usassimo un metodo. Noi abbiamo votato l'emendamento  1
  gov  R.19 che voleva sopprimere il comma 2, il quale istituisce  le
  Città  metropolitane.  Questi  emendamenti,  ancorché  scritti   in
  maniera  diversa, sono di eguale contenuto, perché  i  nove  liberi
  consorzi  sono già istituiti dal comma 1. Il punto  è  che  con  il
  comma 2 si limita a dire che i comuni di Palermo, Catania e Messina
  sono   Città  metropolitane.  Se,  quindi,  abbiamo  già   respinto
  l'emendamento dell'onorevole Formica, ribadire con un voto ciò  che
  abbiamo  già  votato  -  mi  consenta  di  dire  -  è  pleonastico.
  Dopodiché,  lo  dico come metodo di lavoro, proprio  perché  stiamo
  ribadendo lo stesso concetto che abbiamo votato un minuto fa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è chiaro il senso del comma 2, che
  poi  è  quello che istituisce le Città metropolitane, e secondo  il
  suo  emendamento, onorevole Falcone, non possono essere  istituite.
  Siccome  l'onorevole Cracolici aveva fatto un appunto di  carattere
  tecnico, essendo stato bocciato un emendamento non era possibile la
  discussione su questo. Non è così perché è quello istitutivo  delle
  Città metropolitane.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  le  volevo  fare
  notare che è la seconda volta che succede con me però, stavolta,  è
  un  fatto ancora più eclatante e cioè l'onorevole Lupo, l'onorevole
  Arancio, l'onorevole Di Mauro, l'onorevole Venturino, è la  seconda
  volta che risultiamo assenti durante una votazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Vullo, non sto a controllare chi vota e  chi
  non vota. Bisogna tenere premuto il dito fino a quando non dichiaro
  chiusa la votazione.

   VULLO.  Signor Presidente, mi scusi, lei ha perfettamente ragione,
  ma  io  ho  parlato con i suoi collaboratori che gestiscono  questo
  tipo  di voto e mi spiegano che, forse, negli anni passati, non  lo
  so,  io  non  c'ero, quindi non lo so se è così,  per  evitare  dei
  deputati pianisti che votavano subito e poi votavano per il collega
  accanto  o  per il collega vicino, molte volte facevano  questo.  E
  allora  per  non  farlo  più  bisogna pigiare  il  dito  e  tenerlo
  lungamente,  però può succedere che per un secondo o due  la  gente
  stacca il dito.
   Risultano in questo elenco molti deputati assenti, e fra questi ce
  ne  sono tanti io ho visto votare. Onorevole Lupo lei risulta nella
  precedente  votazione segreta assente, come Venturino  e  come  gli
  altri.  Allora  se  una volta per tutti noi riusciamo  a  risolvere
  questo problema del voto mi sembra una cosa opportuna.

   PRESIDENTE.  Questa era una procedura antipianista che  era  stata
  stabilita.  Onorevoli colleghi, ribadisco che  fin  quando  non  si
  dichiara  chiusa la votazione, bisogna tenere pigiato  il  dito,  e
  potete  verificare sul tabellone se risulta o meno che  il  singolo
  deputato abbia votato.
   Pongo in votazione gli emendamenti 1.gov R.21 e 1 gov R.6.
   Il parere della Commissione.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

                           (Brusio in Aula)

   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.37, è ripresa alle ore 19.38)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  per  maggiore  chiarezza,   noi
  abbiamo  approvato l'emendamento della Commissione,  ora  siamo  in
  discussione  dell'emendamento 1govR.21 e dell'emendamento  1govR.6,
  di  identico  contenuto, che riguardano le Città metropolitane,  ma
  non  abbiamo  ancora  votato. L'emendamento dell'onorevole  Falcone
  1govR.21   prevede   la  soppressione  della  parte   che   prevede
  l'istituzione  delle Città metropolitane, quindi questa  parte  non
  l'abbiamo votata tecnicamente.
   Li pongo in votazione.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 1govR.21 e
                                1govR.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   dei
  subemendamenti 1govR.21 e 1govR.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  74
   Maggioranza         38
   Favorevoli          40
   Contrari            34

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.50)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 19 febbraio 2014, alle ore 16.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - Comunicazioni

  II   - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            10)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            11)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            12)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            13)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            14)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            15)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 19.51

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                Rubrica «Famiglia, politiche e lavoro»

   ASSENZA  -  FONTANA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
  per  l'economia,  all'Assessore per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
  e il lavoro, premesso che:

   una  delegazione di rappresentanti delle associazioni  provinciali
  rappresentative  dei  diritti  dei  disabili,  alla  presenza   del
  Commissario  straordinario della Provincia, è  stata  ricevuta  dal
  Prefetto  di Ragusa. Nell'incontro è stato rappresentato 'il  grave
  stato  di  disagio  in cui versano gli studenti  in  condizioni  di
  disabilità,  unitamente alle loro famiglie, a causa dell'incertezza
  nell'attivazione dei servizi di trasporto e Asacom,  di  competenza
  della  Provincia  regionale'  determinato  dal  grave  ritardo  nel
  trasferimento  delle  somme dovute alle  province  da  parte  della
  Regione;

   in   ragione  dell'indisponibilità  delle  suddette  risorse,   la
  suddetta  delegazione ha manifestato 'vivissime  preoccupazioni  in
  ordine  all'effettivo esercizio del diritto  allo  studio  per  gli
  studenti  in  condizioni di disabilità che,  secondo  la  normativa
  vigente, dovrebbe realizzarsi attraverso l'integrazione scolastica,
  che  prevede  precisi obblighi di predisporre  adeguate  misure  di
  sostegno,  sub  specie di assistenza specialistica - di  competenza
  provinciale - in aggiunta a quella di base e a quella di sostegno -
  che dovrebbe essere assicurata dalle scuole';

   accertato che:

   il servizio ha per oggetto oltre al trasporto, il secondo segmento
  di  assistenza scolastica specialistica definita dall'art. 13 della
  Legge 5 febbraio 1992 n. 104, quale assistenza all'autonomia e alla
  comunicazione   agli  studenti  con  disabilità  frequentanti   gli
  istituti  comprensivi  ed  i circoli didattici  di  competenza  dei
  singoli  Comuni  e  gli  istituti superiori,  di  competenza  della
  Provincia  Regionale. E' un servizio ad personam, ha  carattere  di
  servizio   pubblico,   quale   attività   necessaria   a   garanzia
  dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità;

   il servizio, in via meramente esemplificativa, è volto:
   a)  -  a raggiungere e mantenere le migliori capacità di autonomia
  dell'alunno con disabilità, previa valutazione da parte dell'ASP;
   b)  -  a garantire supporto e mediazione al percorso pedagogico  e
  didattico  di  competenza  dei docenti curriculari  e  del  docente
  specializzato per il sostegno;
   c) - al compimento, per gli alunni con disabilità che ne dovessero
  avere   necessità,  di  attività  specialistiche  di  utilizzo   di
  strumenti,  ausili  e  protesi, le cui  funzioni  non  sono  legate
  all'assistenza  igienico-personale diversamente di  competenza  del
  primo segmento di assistenza base;
   d)  -  all'utilizzo  della Lingua dei Segni, ripetizione  labiale,
  presa  appunti  e altre metodologie; Braille; C.A.A. (comunicazione
  aumentativa alternativa) in base alla disabilità di interesse;
   e)   -   al   raggiungimento  di  autonomie  e   di   livelli   di
  socializzazione  a  beneficio  delle  disabilità  intellettive  e/o
  relazionali (ritardi mentali, autismo, etc );

   per sapere se non ritengano opportuno valutare la adozione di ogni
  possibile intervento di natura finanziaria per favorire il regolare
  avvio   dei   servizi   in   questione  con   l'urgenza   richiesta
  dall'imminente  inizio del nuovo anno scolastico,  in  accoglimento
  delle legittime aspettative degli interessati». (1349)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con  urgenza)

   Risposta.    -    «In    merito   alla   tematica    rappresentata
  nell'interrogazione n. 1349 dell'onorevole Assenza Giorgio,  meglio
  specificata  in oggetto, e già, peraltro, trattata  in  altri  atti
  ispettivi, si rappresenta quanto segue:
   In  via preliminare, occorre ricordare che l'art.13 della legge  5
  febbraio  1992 n.104 stabilisce che il servizio di trasporto  e  di
  assistenza scolastica specialistica in favore degli alunni disabili
  degli  istituti comprensivi e dei circoli didattici è di competenza
  dei  Comuni,  mentre per gli istituti superiori,  la  competenza  è
  delle Province regionali.
   Trattasi,   pertanto,  di  materia  rientrante  nelle   competenze
  dell'Assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica -
  Dipartimento  delle Autonomie locali- cui afferisce  l'attività  di
  erogazione ai Comuni ed alle Province, delle risorse finanziarie  a
  carico   del  bilancio  regionale  (Fondo Autonomie  Locali)  e  la
  conseguente attività di vigilanza e di controllo degli EE.LL.
   A   seguito  della  I.r.  n.  7  del  27/3/2013  che  ha  previsto
  l'abolizione delle Province regionali ed a seguito della  riduzione
  delle  risorse assegnate dallo Stato alla Regione siciliana per  la
  dotazione del Fondo delle Autonomie locali, si è determinata, nelle
  more  della  definizione  del  nuovo  assetto  istituzionale,   una
  difficoltà  gestionale  nel garantire i servizi  di  assistenza  ai
  disabili  da  parte dei Commissari provinciali, nominati  in  forza
  della  attuale  legge, per carenza delle necessarie risorse  da  de
  stinare a tale finalità.
   In  attuazione  della Deliberazione n. 329 del  30/09/2013  "Linee
  Guida per l'attuazione delle Politiche sociali e socio sanitarie di
  cui  alla legge 328/2000 - Triennio 2013-2015. Apprezzamento", resa
  esecutiva  con  il  Decreto presidenziale n. 376 dell'  11/11/2013,
  pubblicato sulla G.U.R.S. n. 52 del 22/11/2013, sono state attivate
  le  procedure necessarie per erogazione dei contributi in favore di
  minori disabili inseriti nelle scuole superiori.
   Al  fine  di  ripartire  alle Province  regionali  i  tre  milioni
  destinati  per il servizio igienico-personale in favore  di  minori
  disabili  inseriti nelle scuole superiori della Regione  Siciliana,
  così come previsto al punto 5.1 "Le modalità di riparto delle Linee
  Guida,  si  è  chiesto  ai Commissari delle Province  regionali  di
  trasmettere entro il 30 Novembre 2013 la spesa sostenuta nell' anno
  accademico  2012-2013 esclusivamente per il servizio di  assistenza
  igienico-personale  erogato  agli alunni  disabili  inseriti  nelle
  scuole superiori della propria provincia.
   La predetta somma di tre milioni di euro potrà essere ripartita ed
  assegnata  alle province regionali, in proporzione alla  pertinente
  spesa  sostenuta  da ciascuna provincia nell'  anno  2012,  con  il
  medesimo criterio adottato dal Dipartimento delle Autonomie  locali
  nell' anno 2012.
   Al riguardo, si informa che tutte le province hanno riscontrato la
  nota d'indirizzo e sono in via di definizione il decreto di riparto
  e  impegno  delle  risorse  che saranno adottati  a  seguito  della
  pubblicazione del bilancio regionale».

   L'Assessore

   Arch. Ester Bonafede

   POGLIESE.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la  Regione siciliana in data 25 luglio 2012 ha adottato  l'Avviso
  Pubblico,  in attuazione di quanto previsto dalla legge  12  luglio
  2011,  n.  106  (Decreto  Sviluppo) e  dal  Decreto  del  Ministero
  dell'Economia e delle finanze, del 24 maggio 2012, pubblicato nella
  G.U.R.I.   n.  127  del  1  giungo  2012,  che  intende   agevolare
  l'occupazione stabile mediante concessioni di un credito  d'imposta
  per  l'assunzione  nelle  regioni del  Mezzogiorno  dei  lavoratori
   svantaggiati'  o   molto svantaggiati',  come  definiti  ai  sensi
  dell'art. 2 punti 18 e 19 del Regolamento CE n. 800\2008;

   il  beneficio, previsto nell'Avviso Pubblico, consiste in un bonus
  fiscale   spettante  nella  misura  del  50%  dei  costi  salariali
  sostenuti,  da utilizzare in compensazione, nei 12 mesi  successivi
  all'assunzione, in caso di lavoratore svantaggiato o  nei  24  mesi
  successivi, in caso di lavoratore  molto svantaggiato';

   l'agevolazione  è rivolta ai datori di lavoro che, nel  territorio
  della Regione Siciliana, abbiano assunto a tempo indeterminato, tra
  il  14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013, personale  svantaggiato'  o
   molto   svantaggiato'.   L'obiettivo  è   quello   di   promuovere
  opportunità   d'impiego   per  queste  particolari   categorie   di
  lavoratori,  incrementando la base occupazionale delle imprese  che
  assumono;

   considerato che:

   circa 1800 imprese siciliane hanno presentato istanza per ottenere
  l'erogazione del credito d'imposta;

   ad oggi, solamente poche decine di queste imprese sono riuscite  a
  presentare la fideiussione bancaria indispensabile per ricevere  il
  contributo, un requisito obbligatorio non previsto in nessuna altra
  regione d'Italia;

   ritenuto che per ottenere la necessaria fideiussione bancaria ogni
  singola  impresa è tenuta a produrre obbligatoriamente  i  seguenti
  documenti:

   Visura Camerale aggiornata datata non più di 6 mesi dal quale  non
  sono in corso procedure concorsuali a carico della società.
   Bilanci ufficiali relativi agli ultimi due esercizi con tutti  gli
  allegati, e situazione patrimoniale aggiornata a data recente.
   Documento di Identità e Codice fiscale del legale rappresentante.
   Modello Unico del legale rappresentante.
   Lettera   di   richiesta  (con  schema  polizza)  da   parte   del
  beneficiario della garanzia fideiussoria.
   Copia  del  Contratto  per il quale si richiede  la  garanzia  con
  importo da garantire e durata relativa. Decreto e Bando.
   Documenti   di  identità  e  codici  fiscali  dei  soci   che   si
  coobbligano.
   Modello Unico dei singoli soci anno in corso che si coobbligano.
   Visure  Ipo-Catastali degli immobili della società e  Visure  Ipo-
  Catastali  delle  proprietà dei singoli soci con  immobili  che  si
  coobbligano;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno annullare la richiesta di fideiussione
  bancaria alle imprese (unico caso in Italia);

   qualora non fosse possibile annullare la fideiussione bancaria, se
  alla   luce   delle  grosse  difficoltà  che  le   imprese   stanno
  affrontando,   causa  la  mole  di  documenti  richiesti   per   la
  fideiussione  bancaria, non intendano almeno prorogare  il  termine
  ultimo per la presentazione di detta documentazione». (1438)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta  quanto  segue: sull'argomento  dedotto  dall'onorevole
  interrogante  sono  state richieste le informazioni  al  competente
  Dipartimento del lavoro.
   L'interrogazione riguarda l'attuazione in Sicilia, con l' adozione
  dell'Avviso Pubblico. del Decreto Sviluppo, legge n.106/2011 e D.M.
  del  24/05/2012, volto ad agevolare l'occupazione stabile  mediante
  concessioni di un credito d'imposta per l'assunzione nelle  Regioni
  del  Mezzogiorno d'Italia dei lavoratori c.d. svantaggiati o  molto
  svantaggiati,  come sancito dall'art.2 punti 18 e 19  del  Reg.  CE
  n.800/2008.
   Scopo  di  tale  misura consiste nel favorire  le  opportunità  di
  impiego   per   dette   categorie   di   lavoratori   incrementando
  l'occupazione delle aziende che assumono.
   L'interrogante   sulla  base  dell'interesse  pubblico   di   tale
  intervento,  evidenzia alcuni limiti derivanti dalla procedura  per
  l'erogazione  del credito d'imposta ed in particolare  richiede  il
  possibile  annullamento della richiesta della polizza  fideiussoria
  all'interno dell'Avviso Pubblico 1/2002- Credito d'imposta-  ed  in
  caso  negativo sulla possibile concessione di  proroga del  termine
  per la presentazione della stessa.
   Al  riguardo  il Dipartimento, interpellato nella fase istruttoria
  dell'atto  ispettivo, fa rilevare che tale atto è datato 18/10/2013
  e  che  le  condizioni  di un Avviso Pubblico  non  possono  essere
  modificate nel corso della procedura, inoltre viene evidenziato che
  il  termine  per la presentazione della polizza è stato  più  volte
  prorogato,  al  fine di corrispondere alle difficoltà rappresentate
  dalle aziende, fino alla data ultima dell' 11/11/2013.
   Sulla  scorta di tali motivi l'Ufficio competente ha  ritenuto  di
  non procedere ad ulteriori proroghe al riguardo.
   Infatti  appare  opportuno specificare, che nel mese  di  dicembre
  2013,  la  quasi totalità delle aziende ammesse al beneficio  hanno
  presentato  la  garanzia richiesta; infatti,  a  fronte  di  n.1184
  aziende, n.868 hanno corrisposto a quanto richiesto nell'Avviso.
   Da  ciò  si  ricava che il citato Avviso ha, comunque,  conseguito
  l'obiettivo prefissato, in ogni caso si assicura che anche  per  le
  aziende  che  non hanno potuto prestare la garanzia  della  polizza
  saranno   valutate   tutte   le  possibili   soluzioni   volte   al
  soddisfacimento delle istanze, nel rispetto comunque  di  tutte  le
  condizioni di monitoraggio e controllo della spesa».

   L'Assessore

   Arch. Ester Bonafede

  ALLEGATO 2

             EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
  268-474-542-543-546-613-638-662/A   -    ISTITUZIONE   DEI   LIBERI
  CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.

     All'articolo 1

   Subemendamento  1GOV  R.20 (all'emendamento  1.GOV.R,  interamente
  sostitutivo dell'art. 1)

   Al comma 2, dopo le parole  Ciascuno dei nove liberi consorzi
   comunali  aggiungere le parole  di cui al comma 1. .

   Subemendamento 1GOV R.21 (come sopra)

   Al comma 2, dopo le parole  provincia regionale , le successive
   sono soppresse.