Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino, Ferrandelli e
Turano hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per Famiglia, le Politiche Sociali e il
Lavoro
N. 1349 - Azioni per assicurare il servizio di trasporto
scolastico e di assistenza per l'autonomia e la comunicazione di
alunni con disabilità per il corrente anno scolastico 2013-2014.
Firmatari: Assenza Giorgio; Fontana Vincenzo
N. 1438 - Chiarimenti in merito al credito d'imposta per
l'occupazione in Sicilia.
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Riordino del sistema di reclutamento presso i Licei Artistici
regionali siciliani e l'Istituto Tecnico regionale di Catania. (n.
701)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Cancelleri, Ciancio, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi e Trizzino in
data 11 febbraio 2014.
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Norme
per l'istituzione di un fondo permanente di solidarietà del
Dipartimento di Protezione civile per gli eventi calamitosi del
vulcano Etna . (n. 702)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Forzese e
Vullo in data 11 febbraio 2014.
- Fondo regionale di rotazione per le spese di demolizione. (n.
703)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Zafarana e Zito in
data 12 febbraio 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 10 febbraio 2004, n. 1
Disciplina dell'istituto del referendum nella Regione Siciliana e
norme sull'iniziativa legislativa popolare e dei consigli comunali
o provinciali . (n. 680)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Istituzione del registro elettronico per la raccolta firme in
formato digitale a supporto dei referendum regionali. (n. 681)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Aiuto tecnico-amministrativo e creazione di un fondo di
investimenti per i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. (n.
687)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014, parere
ANTIMAFIA.
- Modifica della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48. Norme in
materia di strumenti di partecipazione . (n. 690)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Promozione e organizzazione dei distretti produttivi. (n. 679)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Costituzione del consorzio unico regionale di ricerca. (n. 689)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Incentivi per l'istallazione di impianti fotovoltaici per uso
agricolo. (n. 691)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014, parere IV.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifica all'articolo 18 della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4. Norme per il contenimento del consumo di nuovo territorio.
(n. 688)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Modifica della durata dei contratti di servizio relativi ai
collegamenti marittimi. (n. 694)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Disposizioni interpretative dell'articolo 32 del decreto legge
30 settembre 2003 n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2003
n. 326 e successive modifiche e integrazioni. (n. 696)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Norme per l'istituzione dell'assicurazione obbligatoria contro
le calamità naturali. (n. 699)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni urgenti per la tutela e la valorizzazione del
patrimonio culturale siciliano. (n. 684)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Recepimento dell'articolo 3 della legge 112/13. Variazione del
bilancio della Regione siciliana per effetto delle modifiche del
decreto legislativo 42/2004 Codice dei beni culturali e del
paesaggio' introdotte dal decreto legge 91/2013 convertito nella
legge 112/2013. (n. 685)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Modifica all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5 Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale . (n. 695)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei
contenuti formativi per l'esercizio delle attività della subacquea
industriale. (n. 698)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per la prevenzione ed il trattamento del gioco d'azzardo
patologico (GAP). (n. 692)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
- Disposizioni per il riconoscimento del caregiver familiare
nell'ambito del sistema regionale degli interventi socio-sanitari.
(n. 697)
di iniziativa parlamentare, inviato l'11 febbraio 2014.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa Ambiente e
territorio' (IV), nella seduta n. 96 del 5 febbraio 2014, ha
approvato la risoluzione: Rinnovo del vincolo biennale e avvio
dell'iter per l'istituzione della riserva naturale orientata
denominata Capo Murro di Porco' e della Penisola della Maddalena
(7/IV).
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta in Commissione:
N. 1560 - Interventi urgenti per la distribuzione dell'acqua nel
comprensorio dello Jato.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: La Rocca Claudia; Foti Angela; Ciaccio Giorgio;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero.
L'interrogazione testé annunziata sarà inviata al Governo e alla
competente Commissione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Nicotra ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1554 - Iniziative per fronteggiare la carenza di personale
addetto al servizio di guardia medica H 24 nel Presidio ospedaliero
S. Elia di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; La Rocca Ruvolo
Margherita; Firetto Calogero; D'Agostino Nicola; Dina Antonino;
Ragusa Orazio; Turano Girolamo; Anselmo Alice
N. 1555 - Notizie sulla gara d'appalto avente ad oggetto il
servizio di call center per la gestione delle prenotazioni di
prestazioni sanitarie territoriali ed ospedaliere per la provincia
di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1556 - Notizie in merito a problemi inerenti
l'approvvigionamento di gasolio, ad uso riscaldamento, presso gli
istituti scolastici superiori del territorio delle Alte Madonie.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Economia
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1557 - Notizie sulla gestione del Centro di identificazione ed
espulsione di Milo - Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
N. 1558 - Chiarimenti sulla copertura finanziaria del servizio
pubblico in materia di formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1559 - Chiarimenti sulle ragioni della mancata apertura al
pubblico del Museo archeologico regionale di Camarina (RG).
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1561 - Chiarimenti in merito alla mancata applicazione della
direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri per
l'istituzione del Centro funzionale decentrato nel territorio della
Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Falcone Marco.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 156 - Interventi urgenti per garantire il diritto allo studio
agli studenti pendolari di Menfi (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, la interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 269 Interventi per la crisi di sovrapproduzione delle
arance , degli onorevoli Barbagallo Anthony Emanuele; Raia
Concetta; Vullo Gianfranco; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe,
presentata l'11 febbraio 2014;
numero 270 Urgente riduzione delle liste di attesa per esami
diagnostici nelle strutture sanitarie della Regione siciliana ,
degli onorevoli Turano Girolamo; La Rocca Ruvolo Margherita;
Firetto Calogero; Anselmo Alice; Miccichè Gianluca Antonello; Dina
Antonino; Ragusa Orazio; Bandiera Edgardo ; D'Agostino Nicola,
presentata il 12 febbraio 2014;
numero 271 Monitoraggio delle aree circostanti le miniere al fine
di tutelare la salute della popolazione residente , degli onorevoli
Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana Valentina;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano,
presentata il 12 febbraio 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Onorevoli colleghi, poiché è in corso presso la Presidenza una
riunione sugli emendamenti presentati, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.48)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, invito gli assistenti parlamentari a procedere
alla distribuzione dei fascicoli degli emendamenti.
Onorevoli colleghi, per disciplinarci nei lavori, come ben sapete,
per prassi, ogni parlamentare ha cinque minuti a disposizione per
illustrare gli articoli, gli emendamenti e i sub emendamenti.
E' chiaro che non adotteremo il sistema del contingentamento
rigido, cioè non saranno calcolati i minuti in via decrescente
partendo dai cinque minuti e poi si stacca in automatico. Però la
tolleranza non si deve prestare ad una grande flessibilità da parte
mia perché, obiettivamente, mi troverei in difficoltà
nell'esercitare un potere discrezionale, che in questo caso non mi
appartiene.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per chiederle, considerato che è dalle ore 16,00 che sono in Aula,
e mi hanno riferito che lei ha avuto una riunione con l'Assessore
per gli enti locali, per sapere se c'era qualche novità
sull'argomento all'ordine del giorno.
Inoltre, le volevo riferire che, da una indiscrezione, sembra che
il Governo abbia prorogato di sei mesi i Commissari nelle nove
province. E questo glielo dico sempre per spirito di
collaborazione, perché credo che questo atto che noi ci apprestiamo
ad approvare - non penso stasera, ma di là a venire - abbia la
possibilità di essere dibattuto con più calma, così da dare gli
approfondimenti necessari, in considerazione del fatto che non
abbiamo più l'urgenza di indire i comizi elettorali. Quindi, non lo
so se siamo nelle condizioni di fare delle proposte, e non so se
lei, tramite il suo Ufficio, può trovare un'intesa affinché questa
legge abbia l'approfondimento che merita.
Desidero anche sottoporle, signor Presidente, un altro argomento,
ma non so se lei nella qualità, poi, può intervenire. Io mi sono
recato all'assessorato all'economia per visionare degli atti, ed il
dirigente si è rifiutato di darmi le carte perché voleva una
richiesta scritta. Mi chiedo se è possibile fare una circolare per
chiarire ai dirigenti questa problematica, perché io non ho voluto
insistere per non provocare delle difficoltà a quel dirigente. Noi
possiamo visionare le carte, non dobbiamo fare la richiesta di
accesso agli atti, quella è un'altra cosa.
Quindi, se lei, può intervenire, tramite il Presidente della
Regione, onorevole Crocetta, che tanto vanta la legalità, la
cristallinità di tutte le cose, considerato che già ne abbiamo uno
che dobbiamo fare un Palazzo di vetro . Se dobbiamo fare tutti i
dipartimenti Palazzi di vetro , penso che marchiamo male. La
invito, pertanto, con la sua autorevolezza, ad interferire in tal
senso con il Presidente della Regione
Se un deputato chiede di visionare delle carte, deve poterlo fare,
e poi erano delle carte innocenti Avevo chiesto le rendicontazioni
di tutte le missioni fatte dall'Ufficio di Gabinetto dell'assessore
Bianchi e lo stesso rendiconto dell'assessore Bianchi, ma lo sa
perché? Mi sono incuriosito perché ho visto che nell'Ufficio di
Gabinetto dell'assessore Bianchi ci sono due romani, e siccome mi
batto per fare lavorare i nostri tecnici, volevo vederci chiaro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda quest'ultima
questione, è stata più volte dibattuta in quest'Aula. L'ultimo caso
riguarda una questione sollevata dall'onorevole Zito relativa alla
provincia di Siracusa, mi sembra dell'Asp, e poi un precedente
della scorsa legislatura che mi ha visto personalmente interessato,
che riguardava la vicenda Siremar.
E' chiaro che, nel rispetto della normativa, i parlamentari hanno
diritto di accesso agli atti. A mio avviso anche per quello che
riguarda la visione, perché noi non possiamo mettere in difficoltà
gli uffici. Nulla osta quindi, in presenza di una domanda scritta,
di prendere visione o comunque di avere accesso.
Onorevole Greco, non bisogna aggravare il procedimento, ho
raccolto il suo invito, secondo me è opportuno dare contezza di
tutti gli atti amministrativi che si svolgono nell'amministrazione.
Sarà mia cura, e lo faccio anche attraverso questa sede, rivolgere
un ulteriore appello agli assessori, al Presidente Crocetta, perché
dia la possibilità ai parlamentari - così come è giusto e doveroso
- di poter accedere agli atti, peraltro i parlamentari non hanno
neanche l'obbligo di motivazione, come ben sappiamo, per avere
accesso agli atti della Regione siciliana.
Per quanto riguarda l'altra questione sollevata dall'onorevole
Greco, che ho appreso anche io, che sono in itinere dei
procedimenti, non so se di proroga, o come definirli, dei
commissari, o comunque degli atti amministrativi che garantiscono
la continuità. E c'è pure un'agenzia di stampa che ne parla,
gradirei, pertanto, in apertura di seduta, che l'Assessore Valenti
possa riferire all'Aula, perché questo ci permetterà di sapere
anche quale andamento dare ai nostri lavori.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-
133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si passa al seguito della discussione del disegno di legge:
Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
542-543-546-613-638-662/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione legislativa a prendere posto
nell'apposito banco.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI. assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, i termini della questione
sono questi. Noi abbiamo in discussione questo disegno di legge di
riforma delle province, che è già incardinato in Aula, quindi il
procedimento è già avviato. Nel frattempo sono scadute le nomine
dei Commissari che avevamo fatto fino al 15 febbraio, e quindi gli
enti, le province, si trovano in questo momento senza una guida,
senza gli organi e senza il commissario.
Gli scenari possibili sono chiaramente due: da un lato
l'approvazione della riforma e quindi tutto quello che comporta
l'attuazione, così come è previsto nel disegno di legge e come
uscirà dall'Aula a seguito della votazione della norma; dall'altro
lato si aprono i termini per un'eventuale - nel caso in cui la
riforma non dovesse andare avanti - indizione di comizi elettorali.
Per cui la decisione di fare dei nuovi decreti di nomina dei
commissari fa salve le entrambe le possibilità, in modo tale da
lasciare all'Aula la possibilità della riflessione più ampia e più
articolata per definire il processo di riforma delle province,
essendoci un lasso temporale per l'indizione dei comizi elettorali
che va di fatto dal 20 febbraio fino al 15 aprile per potere
eventualmente indire le elezioni. Voglio ricordare che l'ultimo
turno elettorale si può tenere il 15 giugno, con il ballottaggio il
30 giugno, e il decreto deve essere pubblicato 60 giorni prima
della data di svolgimento delle elezioni, quindi nelle ipotesi che
noi, chiaramente, non ci auguriamo, che la riforma non vada in
porto e si debbano indire i comizi elettorali, l'ultima data utile
potrebbe essere il 15 giugno. Sessanta giorni prima, il 15 aprile,
il ché significa che l'Aula ha un lasso di tempo per poter definire
il testo definitivo della riforma. E' chiaro che non possiamo
lasciare a questo punto le province senza guida, e quindi la
decisione che abbiamo assunto in Giunta è quella di effettuare
delle nuove nomine di commissari straordinari che coprano il tempo
strettamente necessario per arrivare teoricamente fino al
ballottaggio.
Quindi stiamo predisponendo i decreti di nomina per arrivare fino
al 30 giugno in modo tale da avere la copertura nella guida
dell'ente e, nello stesso tempo, lasciare all'Aula la serenità per
potere approvare la legge con i tempi necessari.
Questo è il quadro. Non c'è bisogno di altro perché è un
procedimento amministrativo in quanto, ripeto, l'altra volta, c'è
stato bisogno della legge ma non per la nomina dei commissari ma
perché è stato sospeso il turno elettorale. L'argomento della norma
che è stata approvata l'altra volta è stato la sospensione del
turno elettorale, nelle more dell'adozione del disegno di legge e,
conseguentemente, la decisione di commissariare le province.
Qui siamo in una situazione diversa perché c'è in itinere un
dibattito in Aula e, in ogni caso, non stiamo sospendendo il turno
elettorale, quindi è una normale nomina di commissari già prevista
dall'ordinamento degli Enti locali che permette di fare salve le
possibilità di fronte alle quali oggi l'Aula si trova.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, penso che l'assessore sia stato
abbastanza chiaro, quindi, non abbiamo sollecitazioni di nessuna
sorta. C'è la possibilità di un approfondimento giusto e doveroso
su questi argomenti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non interveniamo
per capriccio o perché vogliamo a tutti i costi metterci di
traverso rispetto agli accadimenti a cui assistiamo da qualche
tempo a questa parte, né tanto meno, signor Presidente, mi appello
al fatto che, non da ora ma da alcuni mesi, sosteniamo che dopo la
fine degli effetti della legge 7, che si concludeva al 31 dicembre
2013 e, dopo la bocciatura della proroga dei commissari, ritenevamo
e riteniamo che non eravamo più in una fase di stato di diritto
laddove s'intende l'autorizzazione al Governo a procedere così come
ha proceduto.
Non mi appello a questo. Nel frattempo, però, è intervenuto,
signor Presidente, lei lo sa benissimo, un fatto che definire
sconcertante è poco e cioè che anche gli ipotetici, ma non da noi
ritenuti sufficienti, quarantacinque giorni di prorogatio che,
secondo noi, si applicano per una società partecipata, per la
scadenza della nomina di un manager ma non per un organo
costituzionalmente previsto che, a quel punto, essendo sprovvisto
di qualsiasi norma, secondo me, non si applicavano ma sono scaduti
anche quei quarantacinque giorni.
E non si può dire né accettare, perché non lo si può accettare in
quest'Aula che, va bene, nel frattempo, si sta discutendo di una
legge, il che non vuol dire nulla, come lei ben sa, signor
Presidente, dal punto di vista giuridico, il fatto che si discuta
di una legge, quindi, qualche giorno in più non cambia nulla.
Non è così perché siamo in presenza di un organo - le province -
al pari della Regione o al pari dei Comuni che non hanno un legale
rappresentante. C'è un vuoto, da questo punto di vista e lei che è
avvocato, ed anche un bravo avvocato, signor Presidente, se deve
notificare qualcosa alla provincia, a chi la notifica?
Quando chiediamo delucidazioni al Governo, se ha nominato dei
commissari, in forza di che cosa li ha nominati questi commissari?
Deve istituire il turno elettorale. E, a quel punto, istituendo il
turno elettorale, certo, che può nominare dei commissari per
gestire il turno elettorale. Ma se non viene istituito il turno
elettorale, come fa il Governo a nominare dei commissari? In virtù
di quale legge? Di una legge, la numero 7, i cui effetti sono
scaduti al 31 dicembre 2013. E l'altra proposta della proroga dei
commissari, bocciata dall'Aula: in virtù di cosa li nomina se prima
non va verso le elezioni?
Deve istituire il turno elettorale e, a quel punto, il Governo è
titolato a nominare dei commissari fino alle elezioni ma, in
mancanza di tutto questo, siamo nella totale illegalità, signor
Presidente.
E quest'Aula e la sua Presidenza ne devono prendere atto. Non è
colpa di quest'Aula se il Governo si è impantanato in mesi e mesi
di ritardi; non è colpa del Parlamento se il Governo ha presentato
dieci disegni di legge diversi, uno dopo l'altro, ogni settimana
prima, ogni due giorni dopo, ogni due ore dopo e, ultimamente, dopo
qualche minuto; non è colpa di quest'Aula se siamo in presenza di
una non riforma; non è colpa di quest'Aula se si è arrivati
all'improvvisazione più totale.
E', invece, responsabilità di questo Parlamento fare chiarezza su
questo punto, perché se accade qualcosa che coinvolge la piena
operatività dell'istituto provincia in questi giorni, perché non si
tratta di due giorni ma, ben che vada, se si riesce ad approvare
questo disegno di legge - cosa in cui nessuno crede in quest'Aula -
arriveremo a giovedì, venerdì. Poi, deve essere trasmesso al
Commissario dello Stato e lì, le posso assicurare, signor
Presidente, che di dubbi ce ne sono a valanga - e che dubbi - di
costituzionalità. Poi, deve essere pubblicato ed andiamo fino a
marzo. E, di fronte a questo vuoto normativo, il Governo non può
nominare alcunché se prima non indice il turno elettorale. Altro
non può fare.
Del resto, questo Governo ci ha abituati, l'anno scorso, al fatto
che, nell'arco di quindici giorni, ha prima indetto le elezioni,
salvo poi, dopo una settimana, fare marcia indietro, disdire e
posticipare.
E', quindi, nei compiti del Governo manovrare sulle date finché è
in tempo rispetto a ciò che prevede la legge; quello che non è nei
compiti del Governo è manovrare in assenza di legge, al di fuori e
al di sopra della legge.
Quindi, da questo punto di vista, quest'Aula deve chiarire questo
punto perché non può consentire l'illegalità.
PRESIDENTE. Poi, quali sono questi punti per cui l'Aula possa
chiarire questo enigma? Onorevole Formica, lei è esperto.
FORMICA. Stoppiamo il disegno di legge ed obblighiamo il Governo a
presentarne uno con un solo articolo che preveda l'indizione delle
elezioni.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Io guarderei al lato positivo di tutta la vicenda.
FIGUCCIA. Qual è, signor Presidente?
PRESIDENTE. C'è un lato positivo, cioè che abbiamo il tempo di
maturare un disegno di legge che obiettivamente riguarda l'assetto
amministrativo della nostra Regione. Quindi, non abbiamo
sollecitazioni sui tempi.
Lei ha sollevato un altro problema, però, il Governo ha ritenuto,
nella sua piena autonomia, di darsi un percorso.
FIGUCCIA. Signor Presidente, la ringrazio per l'invito. In
effetti, mi piacerebbe trovare il lato positivo ma, purtroppo, ci
ritroviamo in una situazione in cui stiamo esponendo tutte le
province ad una situazione di assoluta illegittimità, di contrasto
rispetto all'articolo 97 della Costituzione; ci stiamo ponendo in
una condizione in cui, assessore, quel 15 febbraio a mezzanotte
si è persa la scarpetta, a mezzanotte è scaduto il tempo, a
mezzanotte si è persa la scarpetta e tutti i commissari
straordinari si trovano in una posizione di illegittimità e di
assoluta nullità degli atti, che da allora in avanti verranno
posti.
Quindi, bene fa l'onorevole Formica a porre la questione. Capisco
il suo invito, signor Presidente. Anch'io auspicherei che questo
tempo possa servire a qualcosa, ma la realtà è che abbiamo già una
sentenza della Corte Costituzionale, che affonda radici profonde
già nel 1992 con la sentenza numero 208, dove si dice che, in
assenza di una regola della prorogatio a tempo indeterminato, se
previsto per legge che gli organi amministrativi abbiano una certa
durata e che, quindi, la loro competenza sia temporaneamente
circoscritta, un'eventuale prorogatio di fatto sine die violerebbe
il principio della riserva di legge in materia di organizzazione
amministrativa nonché quelli dell'imparzialità e del buon andamento
per contrasto, ripeto, all'articolo 97 della Costituzione.
Ripeto, quindi, la realtà ad oggi è che gli atti che non sono
rientrati in quella fattispecie, al comma 2 della sentenza, ad
oggi, sono assolutamente nulli con i rischi che questo comporta
rispetto alla questione delle province, rispetto alle questioni dei
rifiuti e a tutti i temi di cui le province dovrebbero occuparsi.
Vorrei che questa vicenda fosse ribadita e per questo la
sottolineo e chiedo davvero che si faccia in modo che l'Aula ponga
in essere tutti gli aspetti a tutela di questo misfatto che si sta
compiendo, perché non solo siamo nell'illegalità, ma siamo
soprattutto nella condizione di illegittimità esponendo le
amministrazioni ad annullare tutto quello che, dal 15 ad oggi,
dalla data in cui purtroppo questa simbolica Cenerentola ha perso
la scarpetta, signor Presidente
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo
parlamentare Lista Musumeci verso Forza Italia le ha inviato,
nella sua qualità di Presidente di questa Assemblea regionale
siciliana, una nota che abbiamo tutto l'interesse che rimanga agli
atti di questa seduta e, per evidenti ragioni di concentrazione e
di economia del tempo, mi permetterò di leggere - non è molto
lunga - con la quale vengono precisati alcuni punti che sono stata
finora dibattuti.
Non mi inoltrerò sulla questione della proroga perché bene l'ha
fatto l'onorevole Formica; mi limiterò soltanto a rilevare come
siamo dinnanzi all'incrocio di due procedure assolutamente
illegittime e confuse. La procedura legislativa, che avrebbe dovuto
concludersi, e così non è stato, entro il 31 dicembre 2013, il cui
mancato rispetto del termine sta determinando questa serie di
illegittimità amministrative.
Signor Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, la presente
nota per rassegnare, ancora una volta, le convinte perplessità
circa la correttezza costituzionale e politica del percorso
legislativo intrapreso per la cosiddetta riforma delle province
siciliane .
Ci si rivolge alla massima carica del Parlamento siciliano,
autorevole per ruolo istituzionale e qualità soggettive, anche con
il presente scritto che intende essere compendio, seppur parziale e
incompleto delle posizioni espresse fin qui nel corso del dibattito
d'Aula.
Nell'ipotesi in cui il disegno di legge ancora all'esame
dell'Assemblea venisse approvato, esso costituirebbe, anche in
relazione regionale n. 7 del 2013, ai suoi effetti e limiti
temporali, corpo normativo violatore degli articoli 1, 5, 48, 51,
114, 117 (comma 2, lettera p e comma 6), 118, 119 e 120 della
Costituzione Italiana.
La tesi che, tra le altre, qui si intende sostenere si radica e
trae origine dal mancato allineamento costituzionale dell'articolo
15 dello Statuto della Regione siciliana e, per derivazione,
dell'articolo 1, commi 1, 3 e 4 della legge regionale n. 7 del 27
marzo 2013 (norme transitorie per l'istituzione dei liberi
consorzi comunali).
Invero, l'articolo 15 dello Statuto siciliano, nella sua valenza
di rango costituzionale, è stato definitivamente superato con
l'entrata in vigore della Legge Costituzionale n. 3 del 2001, che
ha riformato l'intero titolo V della Costituzione. A tal riguardo,
occorre ricordare che già la legge regionale n. 9 del 1986, nel
prevedere che in Sicilia i liberi consorzi dei comuni divenivano e
venivano definiti Province regionali, aveva operato una lettura,
per così dire, costituzionalmente orientata dell'articolo 15
medesimo dello Statuto siciliano.
In sintesi, sul punto, ne deriva che l'interpretazione canonica o
ortodossa della più volte richiamata disposizione statutaria
secondo cui in Sicilia era stata determinata la soppressione delle
province era già stata superata dal legislatore regionale del 1986
(come risulta evidente dal ricco e approfondito dibattito
parlamentare che precedette e accompagnò l'approvazione della legge
regionale n. 9 del 1986). In realtà, tale assunto risulta
ulteriormente argomentato dal noto principio fissato dalla Corte
Costituzionale nella sentenza n. 96 del 1968 secondo cui: la
provincia è per sua natura un ente territoriale e lo è anche la
provincia siciliana . Ancora in epoca successiva, ma prima
dell'entrata in vigore della legge n. 9 del 1986 (che ha avuto
almeno il merito di risolvere tutti i problemi di ordine
costituzionale gravanti in subjecta materia) la stessa Corte
Costituzionale, con sentenza n. 146 del 1974, afferma: non è
esatto che in Sicilia le circoscrizioni provinciali siano state
soppresse in forza dell'articolo 15 dello Statuto siciliano. Lo
Stato può demandare all'organo che ritiene più idoneo
l'espletamento di compiti ad esso spettanti, anche nell'ambito
della Regione Siciliana .
In ragione di quanto sopra, la Consulta ha sancito come l'articolo
15, comma 1, dello Statuto siciliano, non disciplini assolutamente
la soppressione delle circoscrizioni provinciali nell'ambito del
territorio della Regione siciliana.
Si aggiunga che, in ogni caso, la previsione del suddetto articolo
15, almeno nella parte in cui si occupa dell'eventuale costituzione
di consorzi in luogo della provincia, sia privo di effetti perché
caducato dalla successiva entrata in vigore della Costituzione
italiana.
Diversamente opinando, si giungerebbe al paradosso di considerare
ancora vigente e operante in Sicilia l'Alta Corte di Giustizia.
Quanto appena dedotto appare ancora più chiaro ove si consideri
che lo Statuto siciliano non gode di forza costituzionale propria
(esso è infatti precedente al varo della Magna Charta) ma esso
viene costituzionalizzato dalla Legge costituzionale n. 2 del 26
febbraio del 1948 e ciò in forza e per gli effetti dell'articolo
116 della Costituzione.
Ne deriva, come ineludibile corollario giuridico, che le
disposizioni statutarie in contrasto con le norme costituzionali
siano escluse dal cosiddetto processo di costituzionalizzazione .
Quanto sopra, ovviamente, ha resistenza costituzionale fino al
superamento del limite fissato dall'articolo 138 della
Costituzione.
Né si confonda il potere dei singoli comuni di ricostituirsi con
ambiti e delimitazione diversi in nuovi agglomerati consortili ma
sempre nell'ambito della provincia, obbligatoria per legge. Tale
potere d'iniziativa, previsto dalla legge, seppur con limiti
temporali (disciplinato dall'articolo 5, comma 1, della legge
regionale n. 9 del 1986), non è stato esercitato.
In conclusione sul punto: soltanto quella che abbiamo definito
lettura costituzionalmente orientata dell'articolo 15 dello Statuto
della Regione siciliana, operata dall'intera disciplina contenuta
nella legge regionale n. 9 del 1986, ha impedito fino ad oggi che
la Corte Costituzionale non fosse investita e non si occupasse
della questione della legittimità del medesimo articolo 15 dello
Statuto siciliano. Appare persino superfluo ricordare come
l'eventuale scrutinio di legittimità costituzionale della predetta
norma non potrebbe non tenere nella dovuta considerazione il
rilievo per il quale la Costituzione italiana prevede, nelle sue
articolazioni territoriali, le province e non certo i liberi
consorzi dei comuni.
E' proprio la legge regionale n. 9 del 1986 a dare attuazione in
Sicilia al principio di autonomia degli enti locali, sancito dagli
articoli 5 e 114 della Costituzione e, a ben vedere, dallo stesso
articolo 15 dello Statuto siciliano che in fin dei conti quel
principio intendeva affermare e tutelare ancor prima della
Costituzione. In questo senso si è scritto autorevolmente di fonte
normativa rinforzata in quanto attuatrice di volontà
costituzionale.
Sotto altro profilo, il combinato disposto della legge regionale
n. 7 del 2013 e dei disegni di legge in esame, in caso di sua
approvazione, appare profondamente lesivo del principio
costituzionale di rappresentatività degli enti territoriali, in
ragione degli articoli 5 e 114 della Costituzione.
Che l'attuale provincia regionale sia un ente territoriale
esponenziale di una comunità residente su un territorio di area
vasta, che di questa cura gli interessi e promuove lo sviluppo,
appare fuori discussione. Tale modello è allineato alla voluntas
legis costituzionale.
Se il modello, ancora confuso ed evanescente, proposto
dall'attuale Governo della Regione siciliana, dovesse confermare la
natura territoriale ed esponenziale del nuovo ente intermedio, esso
non potrebbe che essere retto dal principio e dalle regole
costituzionali di rappresentatività. Se esso, viceversa, intendesse
negare - ma come potrebbe se il modello disegna autonomia
gestionale, finanziaria e politica? - la natura territoriale ed
esponenziale dell'ente intermedio, questo si allontanerebbe
irreparabilmente, fino a raggiungere il contrasto stridente dai
parametri costituzionali in ordine alle articolazioni dello Stato
per quegli articoli della Costituzione che ho prima menzionato e
che sovrintendono ad un ordinamento complesso, cui anche gli
Statuti regionali ad autonomia differenziata hanno l'obbligo di
conformarsi.
Più nello specifico, l'elezione indiretta di organi
rappresentativi di enti territoriali ed esponenziali è
costituzionalmente esclusa in forza del principio di autonomia e
responsabilità. Sul punto si confronti Corte Costituzionale n. 106
del 2002.
In questa sentenza, gli enti territoriali autonomi sono collocati
al fianco dello Stato come elementi costitutivi della Repubblica,
quasi a svelarne, in una formulazione sintetica, la comune
derivazione dal principio democratico e della sovranità popolare .
Se è vero dunque che la Repubblica è una e indivisibile , pur se
riconosce e promuove le autonomie locali , nessun livello
legislativo può affievolire o, addirittura restringere, fino ad
annullarlo il carattere democratico di un ente territoriale.
Tutti i livelli di governo, infatti, dai comuni fino allo Stato
non possono non essere informati al principio democratico e al
principio autonomista.
Che anche il modello di ente intermedio, seppur confusamente e per
continui mutamente e progressioni, proposto dall'attuale Governo
regionale, abbia in sé e racchiuda le caratteristiche evidenti di
un ente territoriale secondo la definizione normativa e classica
della dottrina dal Paladin al Crisafulli, dell'Arcidiacono e
autorevolissimi altri, appare del tutto evidente e viepiù
confermata dalla stessa lettera del disegno di legge proposto,
nella sua ennesima e per il momento ultima versione che
all'articolo 10 (secondo l'emendamento di riscrittura,
contrassegnato come 10.Gov.R), prevede e contempla le funzioni
tipiche e caratteristiche di un ente territoriale che si prefigge
obiettivi sociali ed economici quali: la pianificazione
territoriale di coordinamento, la programmazione e lo sviluppo
economico del territorio, la pianificazione dei servizi di
trasporto anche pubblico locale, il controllo e l'indirizzo dei
servizi afferenti il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti,
il controllo e l'indirizzo del sistema di approvvigionamento e
distribuzione delle risorse idriche, la programmazione dello
sviluppo turistico e la programmazione e coordinamento dei settori
agricoltura e pesca.
A ben vedere, quasi nulla di diverso rispetto alle previsioni
normative, in tema di funzioni, contenute nella legge regionale n.
9 del 1986 ed esattamente al Titolo III.
Del resto, forse, anche il convulsivo Governo regionale, alla
fine, non ha potuto fare altro che riconoscere la indispensabilità
dell'ente intermedio e la necessità di un livello di governo
dell'area vasta e, pertanto, riconoscendo e riservando funzioni
programmatorie, organizzative e gestionale, nemmeno escludendo che
tali enti possano in ipotesi aumentare e persino, moltiplicarsi.
Se così è, e francamente così appare oggettivamente essere, la
eliminazione autoritaria, reazionaria e passatista dell'elezione
diretta degli organi rappresentativi e di governo del nuovo ente
territoriale, si traduce, per un verso, in un attacco sconsiderato
e illiberale al principio supremo della democrazia, informatore
dell'Ordinamento giuridico della Repubblica Italiana e dalla
Regione siciliana, per altro verso, al contenuto dell'articolo 1
della Costituzione, valore di principio fondamentale.
Signor Presidente, rivolgiamo l'appello più pacato ma, al tempo
stesso, fermo, determinato e convinto alla sua sensibile
autorevolezza, e a quella di tutti i deputati dell'Assemblea
regionale siciliana: la riforma è necessaria ma essa deve essere
frutto di pensiero e di approfondimento. Solo così il popolo di
Sicilia la comprenderebbe e solo così al popolo siciliano sarebbe
utile e portatrice di nuovo, indispensabile impulso economico e
sociale. Più competenze e funzioni per l'ente intermedio, meno per
la appesantita Regione. Dimezzamento del numero dei componenti le
giunte e dei consigli. Riduzione drastica dei gettoni di presenza e
delle indennità ma democrazia e rappresentatività, assicurate solo
con il voto diretto a suffragio universale per sottrarre, colleghi
del Movimento Cinque Stelle, il nuovo Ente alle grinfie dei soli
addetti ai lavori .
Sia ancora un sussulto di dignità e prestigio di questa nobile
Assemblea legislativa .
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, l'onorevole Ioppolo ha fatto un lungo e argomentato
intervento e vorrei testimoniare un fatto, non avendo il profilo di
giurista certamente e la caratura dell'onorevole Ioppolo, vorrei
testimoniare una cosa. Facendo parte della I Commissione Affari
Istituzionali , sa cos'è successo? Che il Governo ha costituito dei
gruppi di lavoro che, poi, sono venuti in Commissione a dirci la
loro e sono venuti dei costituzionalisti a dirci le sue stesse
cose.
Ma cosa ha fatto la Commissione, presieduta dall'onorevole
Cracolici? Per la serie quando sono a favore, le accettiamo e,
quando non ci convengono, non ne teniamo conto . Perché questo ce
lo hanno detto e non ricordo il nome, ma è agli atti. L'onorevole
Formica ha letto e riletto queste cose in Commissione, ovvero l'ho
detto l'altro giorno in Aula. Il Movimento Cinque Stelle ha
presentato un emendamento che voleva trasformare questi organismi
territoriali in enti consortili, ovvero detentori solamente di
servizi.
La Commissione ha bocciato non quell'emendamento, ma quel
principio, ha stabilito un principio chiaro: questi organismi
devono rimanere organismi territoriali, l'Assessore era presente,
per cui se rimangono organismi territoriali e il Governo e la
Commissione propongono questo testo, anzi noto con favore che
mentre la Commissione parla di organismi consortili, il Governo
parla di aree vaste, per cui è assodato e necessario procedere alla
previsione del presidente eletto direttamente dai cittadini.
In ultimo, volevo sottolineare una cosa, ho preso la parola per
questo. Signor Presidente, lei è un giurista, oltre che essere
l'autorevole Presidente dell'Assemblea, in occasione del voto sulle
proroghe dei Commissari, sottoposto a quest'Assemblea, io le pongo
questo quesito: l'Assemblea ha votato e non ha bocciato solo la
norma, a mio modo di vedere, ma mi affido alle sue valutazioni, ha
stabilito un principio, che mai più si doveva procedere a
commissariamenti o a proroghe di commissariamenti con quella
finalità. L'Assemblea con un voto ha detto mai più commissari con
quella finalità , ovvero per tirare a campare , ma solo ed
esclusivamente per accompagnare al voto gli organismi, ma questo
non significa bloccare la norma, signor Presidente, perché nominare
i Commissari - in questo momento c'è un vuoto, nessun legale
rappresentate presso le nove Province, perché i Commissari non ci
sono, non c'è a chi notificare un eventuale atto di qualunque
natura, a chi dovrebbero essere notificati, ai segretari
generali? Non ne hanno la funzione . Questo non significa bloccare
l'iter della norma, che può andare avanti, ma certamente una
inerzia del Governo in questo senso di fronte all'Assemblea che ha
stabilito un principio, mai più Commissari per accompagnare la
normale attività amministrativa delle Province, ma solo per
accompagnarla alle elezioni. Erano queste le mie valutazioni.
ASSENZA. Chiedo di parlare, prima di passare all'articolo 1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
intervengo a seguito delle dichiarazioni rese in Aula
dall'Assessore, che ha di fatto confermato che il Governo ha
provveduto alla nomina dei Commissari delle province fino al 30
giugno.
Io ritengo che in questo modo si sia arrecato un ulteriore vulnus
gravissimo alla procedura costituzionalmente corretta. I colleghi
hanno già citato alcune sentenze della Corte Costituzionale, più
volte intervenuta in materia. Ne hanno finora omessa una, la n. 103
del 1993, che è emblematica, perché è una sentenza che si è
occupata dei commissariamenti dei Comuni sciolti per mafia. Anche
in casi così gravi, come sono quelli dello scioglimento dei comuni
per fatti di mafia, la Corte Costituzionale ha stabilito il
principio che la deroga al principio della rappresentatività
popolare può essere limitata solo per periodi determinati e per
cause eccezionalmente gravi. Ha rifiutato la proroga del
Commissario, obbligando gli organi preposti all'indizione delle
elezioni.
In questo caso, signor Presidente, il potere del Governo si
esauriva al 31 dicembre 2013, io l'ho già ripetuto a iosa, ma mi
corre l'obbligo di ribadirlo anche oggi; noi abbiamo l'obbrobrio
giuridico, oltre che logico, di essere al terzo commissariamento
delle province siciliane, ma vi è di più: per le province di Ragusa
e di Trapani siamo al quarto commissariamento Altro che
commissariamento, altro che mettere in prigione la democrazia o
perdere la scarpetta a mezzanotte. Qui abbiamo perso ogni bussola
del buon senso, signor Presidente.
Ritengo che l'Assemblea abbia il dovere di intervenire con forza
rifiutandosi di continuare questo dibattito surreale quando siamo
in presenza di enti che sono ormai privi, dal primo gennaio 2014,
di ogni valida rappresentanza legale.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Liberi consorzi comunali
1. Al fine di razionalizzare l'erogazione dei servizi al cittadino
e di conseguire riduzioni dei costi della pubblica amministrazione,
in ossequio ai principi sanciti dall'articolo 15 dello Statuto
della Regione siciliana ed in attuazione della legge regionale 27
marzo 2013, n. 7, le province regionali di Agrigento,
Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e
Trapani, costituite ai sensi della legge regionale 6 marzo 1986, n.
9 e della legge regionale 12 agosto 1989, n. 17, assumono la
denominazione di liberi consorzi comunali'. L'ente consortile ha
personalità giuridica.
2. Ciascun libero consorzio comunale è composto dai comuni
appartenenti alla corrispondente provincia regionale, fatta
eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina, istituiti in
Città metropolitane ai sensi dell'articolo 7.
3. I liberi consorzi comunali continuano ad esercitare le funzioni
già attribuite alle province regionali. I liberi consorzi
continuano ad utilizzare le risorse finanziarie, materiali e umane
già di spettanza delle corrispondenti province regionali. I liberi
consorzi si avvalgono delle sedi già in uso alle corrispondenti
province regionali.
4. Al personale dei liberi consorzi comunali è attribuito lo
status giuridico-economico già in godimento presso le province
regionali, che continuerà ad essere disciplinato dal CCNL del
comparto enti locali, individuato nell'articolo 9 del CCQN dell'11
giugno 2007.»
Le comunicazioni in questo caso dell'assessore Valenti hanno
riaperto il dibattito sulla legittimità o meno della proroga.
Non era una battuta. Avevo visto il lato positivo di tutta questa
vicenda anche rispondendo all'onorevole Formica che diceva che
quest'Aula deve intervenire. L'Aula interviene con atti
legislativi, non altro.
Anche, quindi, sulla base di questa comunicazione, l'Aula si può
determinare e quindi, secondo me, non avendo una scadenza
immediata, c'è la possibilità di tutta una serie di
approfondimenti, una serie di questioni sollevate da tutti gli
intervenuti, ma in particolar modo dall'onorevole Ioppolo che
impegnano particolarmente questa Presidenza, che non possono
chiaramente essere sottovalutate. Ma l'Aula serve pure a questo, a
dibattere e a dirimere eventuali, non contrapposizioni, ma anche
dubbi che possono sorgere nel corso del dibattito, come si è
accennato.
Passiamo all'articolo 1, con i tempi che ci siamo dati. Non siamo
ancora in fase di contingentamento. Anche a questo serve la
comunicazione dell'assessore Valenti.
Quindi, non c'è l'impellenza di chiudere entro stasera o entro
domani. Ma questo ci dà la possibilità di approfondire una tematica
che è importante per l'assetto amministrativo della nostra Regione.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ritengo
che nell'avviarci all'esame dell'articolo 1 di questo disegno di
legge, abbiamo tutti il dovere di porci una domanda.
Anche alla luce delle comunicazioni rese dal Governo attraverso
l'assessore Valenti e degli interventi dei colleghi deputati, a
cominciare da quello articolato, tecnicamente, dell'onorevole
Ioppolo.
Noi non possiamo, a mio avviso, signor Presidente dell'Assemblea,
avviare questo confronto così importante senza avere un orizzonte
chiaro.
Quello che è accaduto nelle ultime ore con la proroga dei
commissari nelle nove province è un fatto che, politicamente,
tecnicamente e proceduralmente impone all'Aula un momento di
confronto e di riflessione.
Per queste ragioni, inviterei, signor Presidente ad esaminare
l'opportunità di concedere ai Presidenti dei Gruppi parlamenti di
maggioranza e di opposizione, di potersi incontrare, anche solo per
trenta minuti, alla presenza del Governo per verificare che tipo di
percorso vogliamo dare all'esame di questo articolato e complesso
disegno di legge.
Abbiamo una esigenza temporale immediata o possiamo procedere ad
un esame molto più ponderato e quindi approfondito senza subire la
spinta emotiva di scadenze perentorie?
Mi sembra che il rilievo non sia assolutamente marginale. Ne va
della qualità della produzione legislativa dell'Aula, ma
soprattutto dell'opportunità di trovare su questa importante
riforma che vorremmo tutti varare una convergenza, la più ampia, da
parte dell'Aula.
Per questa ragione, la invito a valutare, signor Presidente, alla
luce di fatti nuovi e rilevanti, l'opportunità di sospendere la
seduta per trenta minuti e consentire ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari di potere definire, alla sua presenza, naturalmente, e
del Governo, un possibile percorso procedurale.
FORMICA. La richiesta la faccio mia, come Presidente di Gruppo
parlamentare.
PRESIDENTE. Non è un problema di farla sua o meno. Mi sembra
inopportuno, in questo momento, sospendere i lavori d'Aula perché
sono iniziati da poco e ancora non abbiamo iniziato l'esame
dell'articolo 1. L'assessore, peraltro, è stata chiara, ha detto
che c'è stata una proroga, sostanzialmente, dei commissari, di
vecchi, nuovi, questo non è influente e ha evidenziato come non c'è
l'impellenza di approvare, non c'è una scadenza immediata.
Il problema, quindi, già è risolto. E' chiaro che non possiamo noi
trascinare alle calende greche questo disegno di legge. La
questione è di un giorno in più, o di un giorno in meno. Se c'è
l'esigenza di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
per stabilire un calendario fisso, lo faremo, ma sospendere in
questo momento non mi sembra assolutamente opportuno e neanche
necessario. Poi, se il Governo, per carità non voglio essere io a
dettare le regole, ritiene che sia necessario sospendere per
mezz'ora
MUSUMECI. L'assessore ha dato tutte le possibilità. Qui incombe un
serio problema. Assumetevi tutta la responsabilità.
PRESIDENTE. Sono per andare avanti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Siete sicuri dei numeri?
GRECO Giovanni. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Prima si pongono in votazione, come ben sapete, gli
emendamenti soppressivi. Comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- 1.13 degli onorevoli Vinciullo, Germanà, Fontana, Aloni;
- 1.30 degli onorevoli Formica, Ioppolo, Musumeci;
- 1.63 dell'onorevole Greco Giovanni ;
- 1.65 degli onorevoli Assenza, Falcone, Pogliese, Milazzo G.,
Figuccia.
Li pongo congiuntamente in votazione, essendo di identico
contenuto. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FORMICA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 1.13, 1.30, 1.63
e 1.65
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata dagli onorevoli
Alongi, Assenza, Francesco Cascio, Falcone, Fazio, Figuccia,
Fontana, Formica, Germanà, Giovanni Greco, Ioppolo, Lo Sciuto,
Giuseppe Milazzo, Musumeci e Venturino, indìco la votazione per
scrutinio segreto degli emendamenti 1.13, 1.30, 1.63, 1.65.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde, e vota quindi per la soppressione dell'articolo 1; chi vota
no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 30
Contrari 40
Astenuti 1
(Non sono approvati)
Onorevoli colleghi. gli Uffici hanno predisposto per l'Aula il
fascicolo dei subemendamenti.
I subemendamenti riferiti agli emendamenti presentati; in
particolare modo stiamo per discutere l'emendamento 1.GOV.R del
Governo, di riscrittura dell'articolo 1. Vi sono tutta una serie di
subemendamenti che, siccome sono soppressivi questi non sono
ammissibili, per evidente ragione, perché eventualmente si vota
contro l'emendamento. E' superfluo.
Sono inammissibili i subemendamenti, così come quelli interamente
sostitutivi: 1.gov.R1, 1.gov.R3, 1.gov.R14, 1.gov.R16, 1.gov.R17.
FORMICA. Perché il subemendamento 1.gov.R17 è dichiarato
inammissibile? E' sostitutivo
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per trenta secondi.
(La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore 18.49)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, abbiamo chiarito con gli Uffici.
L'emendamento, primo firmatario l'onorevole Formica, è interamente
sostitutivo di un subemendamento, quindi proceduralmente non è
inammissibile, ma lo porremo in votazione nel caso in cui non
verrà approvato l'emendamento del Governo. E quindi voteremo,
singolarmente, i subemendamenti che intervengono a modificare,
parzialmente, l'emendamento del Governo.
FORMICA. E se non viene votato quello del Governo?
PRESIDENTE. Se non viene votato quello del Governo porremo ai voti
il suo perché è completamente sostitutivo, sostanzialmente.
Altrimenti doveva essere apposto come emendamento all'articolo.
Si passa al subemendamento 1.gov.R4 a firma dell'Onorevole
Vinciullo. Lo invito a ritirarlo.
Non essendo presente, invito gli onorevoli Germanà, Fontana e
Alongi a ritirarlo. C'è un problema di interpretazione e di
compatibilità con la normativa nazionale.
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento a firma degli onorevoli
Alongi, Fontana, Germanà e Vinciullo: «All'inizio del comma 1
inserire le seguenti parole entro trenta giorni dall'approvazione
della presente legge».
Il Parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
CRACOLICI. presidente della Commissione e relatore. Che significa
questo emendamento rispetto a quello del Governo? Introduce entro
trenta giorni , cioè è illogico, non è inammissibile o altro, non
si può votare una cosa illogica. Che vuol dire entro trenta
giorni ? Se dovessimo approvarlo, che significa?
PRESIDENTE. Onorevole Alongi lo vuole illustrare?
ALONGI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 1.gov.R2 a firma degli
onorevoli D'Asero, Alongi, Cascio Francesco.
D'ASERO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa al subemendamento
1.gov.R5: Al comma 1, dopo le parole Istituzione di nove liberi
consorzi sopprimere le parole che in sede di prima applicazione
sino all'approvazione della legge di cui al successivo articolo 2 .
Lo vuole spiegare onorevole Assenza?
ASSENZA. Signor Presidente, questo emendamento è collegato al
successivo articolo 2, cioè comporta l'impossibilità di procedere
all'istituzione di nuovi liberi consorzi. E' collegato poi a quel
discorso che prevede, secondo il disegno governativo, che entro i
sei mesi successivi si possa presiedere all'istituzione di nuovi
consorzi col limite minimo della popolazione di centocinquantamila
abitanti.
Attraverso questo emendamento noi eliminiamo questa possibilità
perché, in questo caso, togliamo dall'articolo 1 l'inciso che fa
riferimento a questa possibilità prevista dall'articolo successivo.
E' necessario questo emendamento al fine di coordinare il testo col
successivo articolo nel caso che passi l'impostazione che viene
data dal nostro Gruppo attraverso la proposizione di questo
emendamento.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'articolo 2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, questo emendamento apre alla
possibilità - Presidente della Regione è gradita la sua attenzione,
per pochi secondi - di approvare questa norma.
Cosa vuole dire questo emendamento? Evitiamo di fare uscire il
messaggio che si creano tanti organismi litigiosi. Va bene
l'impianto che avete impostato, lo sottoporremo all'Assemblea ma,
certamente, affermiamo un principio, cioè creiamo tre aree
metropolitane e solo nove liberi consorzi, quindi ordine. Ordine
sotto il profilo del personale, delle società partecipate, perché
questo è un terreno, onorevole Presidente della Regione, su cui poi
voi incapperete perché, certamente, se andremo a creare, nel caso
di Palermo, due, tre liberi consorzi come andremo ad impegnare il
personale? Come andrete ad inventare nuove società partecipate?
Perché non aprire a questa possibilità che non è nulla di
sconvolgente, che non stabilisce indennità, che non rimette i
consigli provinciali, non fa niente, stabilisce solo un principio:
anziché creare tanti piccoli organismi litigiosi, con assemblee
fiume, perché l'ultima proposta - poi c'entreremo nel merito - è
certamente incomprensibile, nel caso di Palermo, vedere ottantadue
più quarantacinque rappresentanti. Onorevole Presidente, come idea
è molto confusionaria.
Affermiamo questo principio: che esistono sotto il profilo
territoriale solo nove liberi consorzi, il risparmio rimane
immutato, l'idea rimane immutata, non c'è niente di particolare. Io
gradirei avere la sua opinione e la sua posizione su questo punto,
che è un punto cruciale, perché afferma un principio importante;
da qui si vedrà se noi vogliamo tanti piccoli organismi che non si
sa se saranno consortili o aree vaste o se, comunque, questa norma
vorrà mettere ordine.
Ed è un principio importante anche per il dialogo d'Aula,
onorevole Leanza, anche per il dialogo e l'apertura alle minoranze,
che non vogliono, onorevole Presidente, stravolgere il testo, ma
vogliono dare il loro piccolo contributo al dialogo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, noi non vogliamo riproporre lo schema delle province, non
vogliamo trasferire nessuno in questi liberi consorzi.
Qui abbiamo in testa tutti delle cose diverse. Molti pensano che
questi liberi consorzi dovranno essere la trasposizione dei costi
che noi abbiamo nelle province, come il personale. Sono i comuni
che riprendono nel progetto, sia nazionale del Governo, con la
riforma del Titolo V della Costituzione, quindi, stiamo parlando di
una cosa che fra qualche mese sarà operativa in tutta Italia.
Pensare a questi consorzi come a qualche cosa che riproduca lo
schema delle vecchie province è l'errore più grosso che si possa
fare.
Debbono essere degli organismi leggeri che non comportino costi,
quindi, non si capisce perché debbano essere limitati nel numero
dal momento che, fra l'altro, lo Statuto siciliano fa riferimento
ai liberi consorzi non ai consorzi .
Nella proposta di legge del Governo c'è la salvaguardia per gli
attuali capoluoghi di provincia, perché possano istituire questi
consorzi, però, francamente, bloccare ad altri la possibilità di
fare una cosa democratica non mi pare né opportuno né politicamente
corretto, né economicamente corretto, perché noi non prevediamo che
questi siano centri di spesa. E' un modo di organizzarsi dei comuni
per gestire insieme delle cose che gestiranno, e saranno molte,
gran parte oggetto della prossima legge su cui dovremo dare la
nostra attenzione.
Per cui, sinceramente, con rammarico - perché non vorremmo dare
questi pareri contrari -perché significherebbe non cogliere
l'essenza della riforma.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se vuole può intervenire su tutto l'articolo 1, visto
che lei non è intervenuto sull'articolo1.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente, assistiamo ormai da troppo tempo alle dichiarazioni via
via contrastanti da parte del Governo e del Presidente della
Regione.
Dichiarazioni che si rincorrono, si accavallano, vanno a
sopraffarsi l'una con l'altra e che testimoniano, sostanzialmente,
ciò che noi andiamo dicendo da tempo su questa riforma e, cioè, che
non si tratta di una riforma per migliorare, modernizzare, di
rendere efficiente l'organizzazione degli enti locali in Sicilia,
quanto piuttosto di una norma di legge a supporto di una
dichiarazione fatta alla stampa.
E il fatto che può andare bene un sistema piuttosto che un altro
non fa che avallare ciò che andiamo dicendo da diversi mesi e che
purtroppo viene confermato ad ogni piè sospinto dalle dichiarazioni
del Governo stesso.
Basti pensare cosa ha dichiarato un minuto fa, trenta secondi fa,
il Presidente della Regione, laddove dice che si tratta di
organismi snelli - 150 persone, sono poche? -, efficienti e che
debbono funzionare gratuitamente.
Io vorrei capire per quale ragione, per quale oscura ragione, per
quale afflato, per quale impeto di mettersi a disposizione del bene
comune ci debbono essere dei consiglieri comunali che si vanno a
fare venti, trenta chilometri al giorno, quaranta chilometri al
giorno, anche settanta, anche ottanta, anche centocinquanta
chilometri al giorno per andare gratuitamente tralasciando tutti
gli impegni che hanno di lavoro, dal punto di vista professionale,
dal punto di vista dello studio, dal punto di vista degli impegni
familiari e debbono andare gratuitamente in un organismo snello
(ci vorrà il palazzetto dello sport per ospitarlo tanto è snello ),
mentre fino a qualche tempo fa il governatore sosteneva esattamente
l'opposto.
E, allora, la verità, caro Presidente, è che si continua ad
insistere su un provvedimento di legge che, come abbiamo avuto modo
di dimostrare lungo tutto l'iter di approfondimento nelle
Commissioni e in Aula, è un disegno di legge incostituzionale.
Come si può fare, come si può pensare di venire in Aula a
discutere un provvedimento quando nei lavori della Commissione gli
esperti che sono stati convocati dal Presidente della Commissione a
supporto della valutazione di costituzionalità, di efficacia e di
efficienza del disegno di legge sono stati tutti unanimi nello
stroncare l'impianto del disegno di legge bollandolo di
incostituzionalità dal primo all'ultimo rigo, laddove ha la
pretesa di istituire dei liberi consorzi interpretati come enti
territoriali di secondo livello, a cui vengono attribuite funzioni
di governance, di programmazione e l'autonomia finanziaria e
gestionale e, contestualmente, non si prevede l'elezione diretta e
popolare di primo grado?
E allora, perché si continua? Perché si insiste sapendo che si
corrono fortissimi rischi di costituzionalità? Basti pensare che a
livello nazionale ha tentato la soppressione delle province prima
con decreto, che è stato cassato dalla Corte Costituzionale, e oggi
ha intrapreso due strade: una quella della riforma costituzionale,
che seguirà il suo corso e che l'unica strada, corretta, coerente,
legale, costituzionalmente valida, che può consentire di portare
all'abolizione delle province eliminando dal testo della
Costituzione la parola province . Nelle more dell'approvazione
della riforma costituzionale il Governo nazionale ha messo in piedi
un disegno di legge ordinario per gestire questo periodo
intermedio. Ebbene, il disegno di legge nazionale è totalmente
diverso come impianto rispetto al nostro disegno di legge che
stiamo trattando. Intanto, perché interpreta i liberi consorzi come
unioni di comuni, coerentemente con quanto viene dettato da tutte
le sentenze della Corte Costituzionale E cioè: i comuni possono
fare tutti i liberi consorzi che vogliono - si pensi agli Ato
idrici, agli Ato rifiuti, a tutta una serie di altre società,
viste, interpretate, dove ha statuito la Corte Costituzionale come
bracci operativi dell'Ente locale, cioè dei Comuni, ma, giammai, i
Comuni posso fare dei Consorzi a cui viene attribuita poi la
facoltà di gestione del territorio come Enti di secondo livello.
E allora, il Governo nazionale ben consapevole di questa
assurdità, e ben consapevole di questa illegalità, nel suo disegno
di legge prevede l'istituzione di 10 Città Metropolitane il cui
territorio, badate bene, lo fanno coincidere con l'intera
Provincia, quindi il Governo nazionale è consapevole che non può
spezzettare il territorio inserendo degli Enti territoriali
intermedi in maniera illegale. Dunque, prevedono l'istituzione di
sole 10 Città metropolitane, intanto, in tutta Italia, che vanno a
coincidere col territorio delle vecchie Province.
Sul resto, in attesa che si concluda l'iter della riforma
costituzionale, per la quale ci vorranno, se va bene, 2 anni con la
lettura quadrupla che c'è, la riforma della Costituzione, per il
resto si limita sostanzialmente a prevedere delle unioni di Comuni
e nient'altro, lascia in piedi le Province in quanto tale, le
lascia in piedi perchè non le può sopprimere, le svuota di
contenuti. E perché li svuota di contenuti? Sempre in ossequio al
dettato della Corte Costituzionale perché se tu prevedi un Ente
intermedio pieno di contenuti, devi prevedere l'elezione diretta, e
di primo grado. Non puoi prevedere un Ente intermedio che è pieno
di contenuti e per il quale non si prevede l'elezione diretta e
popolare. Qua chi controlla chi? Chi controlla chi?
Alla fine, in questo disegno di legge, ed ecco perché noi abbiamo
avanzato una serie di eccezioni di incostituzionalità e oggi stesso
l'onorevole Ioppolo ha presentato un corposo dossier su questo
punto specifico, ultra documentato e che stabilisce in maniera
chiara che si sta discutendo un disegno di legge chiaramente
incostituzionale. E io credo che il Commissario dello Stato non
potrà esimersi dall'impugnare. Si tratta di una norma che non trova
nessun appiglio dal punto di vista della nostra Costituzione.
E allora, perché lo vogliono continuare a portare avanti? E' una
norma di spending review, è partita come una norma di spending
review. Questa legge non dice nulla sui risparmi a cui vuole
arrivare. Questa legge non dice nulla sulla semplificazione, anzi,
è una legge che chiaramente lascia presagire anche, piuttosto lo
sancisce, che ci sarà una moltiplicazione di costi, una
moltiplicazione dei centri decisionali e, quindi, una confusione
incredibile dal punto di vista della gestione istituzionale del
nostro assetto.
Bene, allora non c'è risparmio di costi, non c'è semplificazione
amministrativa, ci sono complicazioni dal punto di vista
dell'ordinamento, non si sa e non si capisce chi dovrà fare cosa,
l'unica cosa certa che questa legge stabilisce, è che non si deve
andare a votare. E perché non si deve andare a votare? Perché ai
cittadini costantemente, da qualche anno a questa parte, viene
impedito di andare a votare? Perché? Perché non si vuole ridare, e
concludo, signor Presidente, il controllo democratico ai cittadini?
E chi dà il potere a questi Enti altri, a queste entità altre di
andare a decidere il destino delle nostre Istituzioni? Ripeto: si
vuole sottrarre ai cittadini il controllo di legittimità. Si
vogliono favorire gli interessi dei trombati . Perché si vuole
piazzare i trombati con le nomine eliminando il contesto
democratico e la volontà democratica del cittadino, che viene
ritenuto un cretino. I cittadini sono ritenuti incapaci di
scegliere e incapaci di votare e noi tutto questo non lo possiamo
sopportare.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Figuccia, se le è possibile
si contenga nei cinque minuti.
MILAZZO. Signor Presidente, ma non erano dieci i minuti a
disposizione?
PRESIDENTE. Io non ho contingentato i tempi, io ho detto vediamo
in itinere quello che succede. Ho fatto appello al buon senso di
limitare i singoli interventi a cinque minuti.
FIGUCCIA. Signor Presidente, solo per cortesia non faccio richiamo
all'articolo 103 del Regolamento, quindi non parlerò per dieci
minuti e mi attengo alla sua richiesta che accolgo come invito e
per cortesia nei suoi confronti. Per rispetto istituzionale, che
contraddistingue i nostri rapporti, mi atterrò, per l'appunto, ai
cinque minuti, riservandomi di fare richiamo a quel Regolamento
all'articolo 2.
Passando nel merito della trattazione dell'articolo 1, l'articolo
1 parte con una premessa che è quella relativa alla
razionalizzazione dei costi con riferimento all'erogazione dei
servizi. Ebbene questa premessa è la premessa che senz'altro
invitava l'Aula a fare un ragionamento su questo testo.
E' la premessa con la quale abbiamo affrontato i lavori in I
Commissione, è la premessa con la quale quella I Commissione ha
fatto decine di audizioni sentendo ogni volta le Università, le
Organizzazioni sindacali, tutte le parti che in effetti avevano da
dare un supporto, un consiglio ai lavori.
Tuttavia, purtroppo, queste premesse fatte all'articolo 1 sono
state poi smentite dai contenuti che il testo ha presentato e lo ha
fatto ogni qualvolta interveniva con una modifica del numero dei
Liberi Consorzi dei Comuni, lo ha fatto nel momento in cui passando
da una fase in cui i Liberi Consorzi dei Comuni dovevano essere
solamente nove ad un tratto introduce un numero di abitanti fino a
150 mila.
Ora, quel 150 mila è quel numero magico che fa moltiplicare i
Liberi Consorzi dei Comuni, li fa andare, evidentemente, oltre i
venti ed ecco che quello è il momento in cui il principio della
razionalizzazione dei costi viene meno facendo crollare tutta
l'impalcatura che il Governo inizialmente aveva presentato, perché
se è vero che ad ogni Libero Consorzio dei Comuni potranno far
parte un numero di 35 consiglieri per i Comuni che hanno un numero
di abitanti superiore ai 350 mila abitanti; se è vero quanto poi
sotto viene riportato, evidentemente, non solo si moltiplicheranno
i costi, ma, ahimè, non ci saranno garanzie rispetto al personale.
Questo per una ragione semplice, perché cambia il coefficiente, il
rapporto tra il numero degli abitanti e il numero dei dipendenti.
Se oggi, per esempio, la Provincia regionale di Palermo ha 1.000 o
200 dipendenti questo lo si può fare ed è sostenibile in funzione
di un numero di abitanti che va oltre a un milione, che fa 150 mila
oltre la città di Palermo e degli altrettanti o quasi del restante
territorio della provincia. Bene, noi continueremo ad avere 1.200
dipendenti con un numero di abitanti inferiore, perché i 650 mila
abitanti della città verranno scorporati dal resto del numero degli
abitanti e in quei Liberi Consorzi dei Comuni dovremo collocare
questi dipendenti che saranno in sovrannumero e in una condizione
di totale mancato rispetto di quel coefficiente di riparto.
Noi in questo articolo troviamo alcuni aspetti che rappresentano
delle incongruenze, non a caso prima il collega Assenza ha
presentato un emendamento che propone di eliminare che in sede di
prima applicazione nell'approvazione della legge di cui al
successivo articolo e questo per una ragione semplice, e cioè per
evitare che in fase di prima applicazione i liberi Consorzi dei
Comuni siano effettivamente 9 e solo successivamente si possa
passare a quel numero di oltre 20.
Credo che in questo articolo ci sia comunque un elemento di
garanzia che viene introdotto al comma 7 che a garanzia sia dei
dipendenti delle province, ma che soprattutto è a garanzia, e su
questo avevamo posto delle sollecitazioni, anche dei dipendenti
delle società partecipate, e tra queste società partecipate anche
le società partecipate in house al 100 per cento.
Io più volte ho richiamato la questione della Palermo Energia per
quanto riguarda la provincia di Palermo, ovviamente la fattispecie
applicabile anche alle altre società rispettivamente per la
provincia di Catania e così via, e quindi credo che questo comma 7
sia un comma molto importante, a meno che non dovessero arrivare
sorprese, così come vedo già da un subemendamento presentato dallo
stesso Governo con il quale al comma 7 dell'emendamento 1GOV.R le
parole e continuano ad avvalersi sino alla presente legge, sono
soppresse, eliminando quindi, la speranza che era stata
precedentemente offerta dallo stesso comma 7.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io poco
fa sono intervenuto su sua sollecitazione per chiarire il senso
limitatamente a quell'emendamento, quindi volevo un po' parlare
dell'intero impianto dell'art. 1.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Non c'è un
emendamento a tua firma?
ASSENZA. Signor Presidente, io certe volte, quando il Presidente
Crocetta interviene in Aula mi pongo veramente il dubbio se ha
letto quello che è contenuto nelle norme che recano il suo nome o
se va solo ad orecchio, perché lui aveva impostato nella sua mente
un disegno che poi gli è sfuggito di mano e che viene tradotto in
atto normativo da persone che magari non sono in piena sintonia con
lui.
Dico questo perché è venuto qui a dirci, svilendo completamente la
portata di questo suo iter rivoluzionario, dicendo: Ma i Comuni
devono essere liberi, se si vogliono mettere d'accordo per svolgere
insieme qualche servizio, debbono poterlo fare . Se andiamo a
leggere l'impianto normativo, esso, invece, parla di questi liberi
Consorzi come Enti di governo intermedi di area vasta: è la
definizione tecnica contenuta allo stesso articolo 1; il che
rinviene nella sua completa validità, che dato che si tratta di
Enti di governo di area vasta non può essere assolutamente
soppresso, in nome della rappresentatività popolare imposta dagli
articoli 5 e 51 della Carta Costituzionale.
Gli emendamenti proposti dal gruppo di Forza Italia che vedono il
sottoscritto come primo firmataria all'articolo 1 vanno in tre
direzione: eliminare il proliferare del numero dei Consorzi che
così come previsto dal successivo art. 2, rischia di diventare fino
a 22 Consorzi in Sicilia, con un aumento esponenziale dei centri di
spesa; eliminare quell'ulteriore obbrobrio della istituzione di ben
3 città metropolitane in Sicilia, quando in Europa ne abbiamo solo
10, in tutta Europa, e noi ne prevediamo 3 addirittura in Sicilia;
quello che io definisco l'apertura alla babele normativa, ossia i
commi 3, 4, 5, che ogni libero Consorzio in base a queste norme è
libero di darsi lo Statuto che vorrà, di attribuirsi le funzioni
che vorrà, per cui avremo dei Consorzi che si occuperanno di tutto
e dei Consorzi che magari invece si occuperanno solo di un servizio
minimale.
Ciò significa veramente creare una disparità assoluta tra i vari
territori della nostra isola, rischiando di creare delle isole
autonome , isole nelle isole , ognuna delle quali avrà difficoltà
nel comunicare con le altre.
Sarebbe opportuno che l'Aula, invece di votare distrattamente
delle norme che rischieranno di travolgere, se approvate così,
secondo l'impianto proposto dal Governo, non solo le province, ma
sfasceranno definitivamente anche i comuni.
I tanti sindaci presenti in quest'Aula, se hanno letto appieno la
portata di questo disegno di legge governativo, se hanno avuto
contezza dell'emendamento governativo, devono rendersi conto che
noi con una fava prendiamo due piccioni, anche in questo caso
battiamo ogni record: non solo sfasciamo definitivamente l'ente
intermedio, ma sfasciamo completamente per i prossimi decenni anche
l'ente base su cui si articola l'intera vita organizzativa
territoriale del nostro sistema, ossia l'ente comune. E noi
procediamo così a passo di carica, come se stessimo parlando del
colore della maglietta da indossare per l'ipotetica squadra di
calcio siciliana Noi qui stiamo parlando dell'assetto territoriale
determinante per la nostra isola e, ripeto, rischiamo di farci
male, di farci male veramente.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
che, e voglio rimanere sereno e tranquillo, perché questo è un
dibattito che definisco epocale, epocale per un motivo semplice,
per il danno che tra qualche anno il territorio si troverà a
pagare.
Su questo articolo 1, e voglio entrare nel merito di questo
soltanto, poi chiaramente interverrò per ciascun articolo, e
preannuncio fin da adesso che interverrò ogni qualvolta mi sarà
consentito, per ogni emendamento e sub-emendamento; quindi,
Presidente, può già segnarmi come iscritto a parlare su tutto,
perché credo sia importante lasciare traccia, in questo dibattito,
di quella che è una scelta, dal mio punto di vista, scellerata, che
il Governo sta perpetrando nei confronti dei siciliani.
Assessore, l'emendamento 1gov, art. 1, credo sia molto lacunoso,
però gradirei veramente, se noi vogliamo dare un senso e un
significato a questo momento di confronto, Presidente, credo sia
importante che sulle questioni poste vengano date anche delle
risposte. Credo che non serva a nessuno rinviare, perché bisogna
comprendere e capire. Ma perdonatemi, noi costituiamo nove
province, quelle attuali, ed estrapoliamo 3 città metropolitane
(Palermo, Catania e Messina). Pongo quindi un problema di carattere
tecnico: la provincia di Palermo è proprietaria del 41% delle
azioni della Gesap - Aeroporto di Punta Raisi -, e sto facendo un
esempio su tutti, per entrare nel dettaglio, perché mi rendo conto
che, probabilmente, queste cose sfuggono, e quindi non c'è
chiarezza, capacità di approfondimento, - scusatemi questo termine
forse è fuori luogo ed eccessivo, ma credo che sia importante, più
che altro è quello che sto pensando io a causa della mia ignoranza
e per la mia pochissima esperienza -; quindi la provincia di
Palermo ha un 41%, (o forse il 35%?), ma permettetemi, con questa
operazione le azioni della provincia di Palermo, che per un pezzo
viene assorbita dalla città di Palermo, dove rimangono? Mi chiedo:
quel 41% di azionisti della provincia di Palermo rimangono alla
provincia di Palermo o per un pezzo vanno a finire nella città di
Palermo? Non glielo chiedo a caso questo, Assessore, perché se lei
pensa per un attimo che alla Gesap di Palermo, all'aeroporto
Falcone Borsellino si sta giocando una partita delicatissima, che è
quella della vendita della società, lei comprende che passare o
transitare in un momento di non comprensione, un gruppo di azioni
dalla provincia alla città di Palermo, che già possiede il 31%
circa, stravolge quello che è il potere economico e contrattuale di
quello che sarà l acquisto o la vendita dell'aeroporto di Punta
Raisi.
Le faccio questo esempio che non è banale, le faccio un esempio
concreto. Voi parlate all'articolo 2 che entro sei mesi poi si
costituiranno i liberi consorzi. Ma ci rendiamo conto che noi in
questo momento non essendo abbastanza chiari di qua ai prossimi
otto mesi quelli che sono come vi ho ribadito, mutui, residui
attivi, avanzo di amministrazione, tutto il resto, la Palermo
energia, ma che fine faranno? Come li organizziamo? Come avete
pensato di far rimanere in vita queste realtà? Siccome mi permetto
di dire, non sto ponendo un problema di pregiudiziale per il gusto
di essere contro il Governo Crocetta, me ne guarderei bene, sono
interessato oggi con i miei ragionamenti da qui alla fine del
dibattito affinché i lavoratori che ci ascoltano a casa e i
cittadini che sono a casa comprendano quello che accade.
Questa provincia e questi consorzi e le città metropolitane nei
prossimi otto mesi che soggetto diventerà? Sarà un ibrido? Cosa
succede? Come si muovono, come attuano il loro programma di
gestione? I piani triennali come li attuiamo? Alcuni pezzi che
riguardano il territorio di Palermo vanno a finire al comune di
Palermo? Ed alcuni parchi progetti? Rimangono al parco progetti
della provincia regionale di Palermo? Sono problemi che secondo me
non voglio dire che sono sfuggiti o sfuggono a quella che è
l'attenzione del Governo regionale, ma credo sia importante
approfondire tutte le varie questioni perché la eventuale
approvazione dell'articolo 1 oggi senza sviscerare e senza trovare
adeguata soluzione mette a rischio e a repentaglio la serenità dei
lavoratori di un ente - non voglio dire di un pezzo di storia di
questa terra - ma sicuramente le conseguente negative non le
possiamo consentire.
PRESIDENTE. Il Governo già si era pronunciato sull'emendamento
1.Gov R5
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1govR.5
FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1govR.5, che così recita: Al comma 1 dopo la
parola l'istituzione di nove liberi consorzi' sopprimere le parole
che in sede di prima applicazione e fino all'approvazione della
legge di cui al successivo articolo 2'.
Chi vota a favore dell'emendamento vota verde, chi vota contrario,
vota rosso.
Dichiaro chiusa la votazione.
Proclamo l'esito della votazione.
Presenti 59
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 22
Contrari 36
(Non è approvato)
Onorevole Formica, le chiedo se può ritirare l'emendamento 1 Gov
R18, perché c'è la sostituzione delle parole liberi consorzi' con
province regionali'. Il termine liberi consorzi' è previsto nello
Statuto.
FORMICA. Assumono la denominazione di province.
PRESIDENTE. Lo Statuto parla di liberi consorzi non parla di
province.
FORMICA. E poi è stata modificata con la legge 9. Posso ritirarlo?
Per le ragioni addotte dall'onorevole Ioppolo.
PRESIDENTE. No, onorevole Formica, lei non lo ritira. E'
inammissibile.
Si passa all'emendamento 1 GovR 19: Il comma 2 è soppresso , a
firma degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci. Il parere del
Governo?
Valenti, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1govR.20, della Commissione: Ciascuno
dei liberi consorzi comunali , aggiungere le parole di cui al
comma 1 .
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 1govR.21 e 1govR.6 di identico
contenuto.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 1govR.21.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento noi ci poniamo l'obiettivo di evitare l'istituzione
delle Città metropolitane, perché questo sarebbe, a nostro avviso,
un ulteriore depauperamento per i centri dell'entroterra, che
rappresentano oltre il 70 per cento. Se l'istituzione della Città
metropolitana è fatta soltanto per intercettare dei finanziamenti,
quindi, non in maniera strategica, per uno sviluppo armonico del
territorio, ma soltanto ai fini strumentali, noi non possiamo
essere favorevoli, e chiediamo un voto dell'Aula per apprezzare
favorevolmente questo nostro emendamento.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non voglio fare polemica, però
vorrei che usassimo un metodo. Noi abbiamo votato l'emendamento 1
gov R.19 che voleva sopprimere il comma 2, il quale istituisce le
Città metropolitane. Questi emendamenti, ancorché scritti in
maniera diversa, sono di eguale contenuto, perché i nove liberi
consorzi sono già istituiti dal comma 1. Il punto è che con il
comma 2 si limita a dire che i comuni di Palermo, Catania e Messina
sono Città metropolitane. Se, quindi, abbiamo già respinto
l'emendamento dell'onorevole Formica, ribadire con un voto ciò che
abbiamo già votato - mi consenta di dire - è pleonastico.
Dopodiché, lo dico come metodo di lavoro, proprio perché stiamo
ribadendo lo stesso concetto che abbiamo votato un minuto fa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è chiaro il senso del comma 2, che
poi è quello che istituisce le Città metropolitane, e secondo il
suo emendamento, onorevole Falcone, non possono essere istituite.
Siccome l'onorevole Cracolici aveva fatto un appunto di carattere
tecnico, essendo stato bocciato un emendamento non era possibile la
discussione su questo. Non è così perché è quello istitutivo delle
Città metropolitane.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le volevo fare
notare che è la seconda volta che succede con me però, stavolta, è
un fatto ancora più eclatante e cioè l'onorevole Lupo, l'onorevole
Arancio, l'onorevole Di Mauro, l'onorevole Venturino, è la seconda
volta che risultiamo assenti durante una votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, non sto a controllare chi vota e chi
non vota. Bisogna tenere premuto il dito fino a quando non dichiaro
chiusa la votazione.
VULLO. Signor Presidente, mi scusi, lei ha perfettamente ragione,
ma io ho parlato con i suoi collaboratori che gestiscono questo
tipo di voto e mi spiegano che, forse, negli anni passati, non lo
so, io non c'ero, quindi non lo so se è così, per evitare dei
deputati pianisti che votavano subito e poi votavano per il collega
accanto o per il collega vicino, molte volte facevano questo. E
allora per non farlo più bisogna pigiare il dito e tenerlo
lungamente, però può succedere che per un secondo o due la gente
stacca il dito.
Risultano in questo elenco molti deputati assenti, e fra questi ce
ne sono tanti io ho visto votare. Onorevole Lupo lei risulta nella
precedente votazione segreta assente, come Venturino e come gli
altri. Allora se una volta per tutti noi riusciamo a risolvere
questo problema del voto mi sembra una cosa opportuna.
PRESIDENTE. Questa era una procedura antipianista che era stata
stabilita. Onorevoli colleghi, ribadisco che fin quando non si
dichiara chiusa la votazione, bisogna tenere pigiato il dito, e
potete verificare sul tabellone se risulta o meno che il singolo
deputato abbia votato.
Pongo in votazione gli emendamenti 1.gov R.21 e 1 gov R.6.
Il parere della Commissione.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
(Brusio in Aula)
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.37, è ripresa alle ore 19.38)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per maggiore chiarezza, noi
abbiamo approvato l'emendamento della Commissione, ora siamo in
discussione dell'emendamento 1govR.21 e dell'emendamento 1govR.6,
di identico contenuto, che riguardano le Città metropolitane, ma
non abbiamo ancora votato. L'emendamento dell'onorevole Falcone
1govR.21 prevede la soppressione della parte che prevede
l'istituzione delle Città metropolitane, quindi questa parte non
l'abbiamo votata tecnicamente.
Li pongo in votazione.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 1govR.21 e
1govR.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dei
subemendamenti 1govR.21 e 1govR.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 40
Contrari 34
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 19 febbraio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
10) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
11) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
12) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
13) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
14) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
15) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 19.51
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Famiglia, politiche e lavoro»
ASSENZA - FONTANA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per l'economia, all'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e il lavoro, premesso che:
una delegazione di rappresentanti delle associazioni provinciali
rappresentative dei diritti dei disabili, alla presenza del
Commissario straordinario della Provincia, è stata ricevuta dal
Prefetto di Ragusa. Nell'incontro è stato rappresentato 'il grave
stato di disagio in cui versano gli studenti in condizioni di
disabilità, unitamente alle loro famiglie, a causa dell'incertezza
nell'attivazione dei servizi di trasporto e Asacom, di competenza
della Provincia regionale' determinato dal grave ritardo nel
trasferimento delle somme dovute alle province da parte della
Regione;
in ragione dell'indisponibilità delle suddette risorse, la
suddetta delegazione ha manifestato 'vivissime preoccupazioni in
ordine all'effettivo esercizio del diritto allo studio per gli
studenti in condizioni di disabilità che, secondo la normativa
vigente, dovrebbe realizzarsi attraverso l'integrazione scolastica,
che prevede precisi obblighi di predisporre adeguate misure di
sostegno, sub specie di assistenza specialistica - di competenza
provinciale - in aggiunta a quella di base e a quella di sostegno -
che dovrebbe essere assicurata dalle scuole';
accertato che:
il servizio ha per oggetto oltre al trasporto, il secondo segmento
di assistenza scolastica specialistica definita dall'art. 13 della
Legge 5 febbraio 1992 n. 104, quale assistenza all'autonomia e alla
comunicazione agli studenti con disabilità frequentanti gli
istituti comprensivi ed i circoli didattici di competenza dei
singoli Comuni e gli istituti superiori, di competenza della
Provincia Regionale. E' un servizio ad personam, ha carattere di
servizio pubblico, quale attività necessaria a garanzia
dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità;
il servizio, in via meramente esemplificativa, è volto:
a) - a raggiungere e mantenere le migliori capacità di autonomia
dell'alunno con disabilità, previa valutazione da parte dell'ASP;
b) - a garantire supporto e mediazione al percorso pedagogico e
didattico di competenza dei docenti curriculari e del docente
specializzato per il sostegno;
c) - al compimento, per gli alunni con disabilità che ne dovessero
avere necessità, di attività specialistiche di utilizzo di
strumenti, ausili e protesi, le cui funzioni non sono legate
all'assistenza igienico-personale diversamente di competenza del
primo segmento di assistenza base;
d) - all'utilizzo della Lingua dei Segni, ripetizione labiale,
presa appunti e altre metodologie; Braille; C.A.A. (comunicazione
aumentativa alternativa) in base alla disabilità di interesse;
e) - al raggiungimento di autonomie e di livelli di
socializzazione a beneficio delle disabilità intellettive e/o
relazionali (ritardi mentali, autismo, etc );
per sapere se non ritengano opportuno valutare la adozione di ogni
possibile intervento di natura finanziaria per favorire il regolare
avvio dei servizi in questione con l'urgenza richiesta
dall'imminente inizio del nuovo anno scolastico, in accoglimento
delle legittime aspettative degli interessati». (1349)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In merito alla tematica rappresentata
nell'interrogazione n. 1349 dell'onorevole Assenza Giorgio, meglio
specificata in oggetto, e già, peraltro, trattata in altri atti
ispettivi, si rappresenta quanto segue:
In via preliminare, occorre ricordare che l'art.13 della legge 5
febbraio 1992 n.104 stabilisce che il servizio di trasporto e di
assistenza scolastica specialistica in favore degli alunni disabili
degli istituti comprensivi e dei circoli didattici è di competenza
dei Comuni, mentre per gli istituti superiori, la competenza è
delle Province regionali.
Trattasi, pertanto, di materia rientrante nelle competenze
dell'Assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica -
Dipartimento delle Autonomie locali- cui afferisce l'attività di
erogazione ai Comuni ed alle Province, delle risorse finanziarie a
carico del bilancio regionale (Fondo Autonomie Locali) e la
conseguente attività di vigilanza e di controllo degli EE.LL.
A seguito della I.r. n. 7 del 27/3/2013 che ha previsto
l'abolizione delle Province regionali ed a seguito della riduzione
delle risorse assegnate dallo Stato alla Regione siciliana per la
dotazione del Fondo delle Autonomie locali, si è determinata, nelle
more della definizione del nuovo assetto istituzionale, una
difficoltà gestionale nel garantire i servizi di assistenza ai
disabili da parte dei Commissari provinciali, nominati in forza
della attuale legge, per carenza delle necessarie risorse da de
stinare a tale finalità.
In attuazione della Deliberazione n. 329 del 30/09/2013 "Linee
Guida per l'attuazione delle Politiche sociali e socio sanitarie di
cui alla legge 328/2000 - Triennio 2013-2015. Apprezzamento", resa
esecutiva con il Decreto presidenziale n. 376 dell' 11/11/2013,
pubblicato sulla G.U.R.S. n. 52 del 22/11/2013, sono state attivate
le procedure necessarie per erogazione dei contributi in favore di
minori disabili inseriti nelle scuole superiori.
Al fine di ripartire alle Province regionali i tre milioni
destinati per il servizio igienico-personale in favore di minori
disabili inseriti nelle scuole superiori della Regione Siciliana,
così come previsto al punto 5.1 "Le modalità di riparto delle Linee
Guida, si è chiesto ai Commissari delle Province regionali di
trasmettere entro il 30 Novembre 2013 la spesa sostenuta nell' anno
accademico 2012-2013 esclusivamente per il servizio di assistenza
igienico-personale erogato agli alunni disabili inseriti nelle
scuole superiori della propria provincia.
La predetta somma di tre milioni di euro potrà essere ripartita ed
assegnata alle province regionali, in proporzione alla pertinente
spesa sostenuta da ciascuna provincia nell' anno 2012, con il
medesimo criterio adottato dal Dipartimento delle Autonomie locali
nell' anno 2012.
Al riguardo, si informa che tutte le province hanno riscontrato la
nota d'indirizzo e sono in via di definizione il decreto di riparto
e impegno delle risorse che saranno adottati a seguito della
pubblicazione del bilancio regionale».
L'Assessore
Arch. Ester Bonafede
POGLIESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la Regione siciliana in data 25 luglio 2012 ha adottato l'Avviso
Pubblico, in attuazione di quanto previsto dalla legge 12 luglio
2011, n. 106 (Decreto Sviluppo) e dal Decreto del Ministero
dell'Economia e delle finanze, del 24 maggio 2012, pubblicato nella
G.U.R.I. n. 127 del 1 giungo 2012, che intende agevolare
l'occupazione stabile mediante concessioni di un credito d'imposta
per l'assunzione nelle regioni del Mezzogiorno dei lavoratori
svantaggiati' o molto svantaggiati', come definiti ai sensi
dell'art. 2 punti 18 e 19 del Regolamento CE n. 800\2008;
il beneficio, previsto nell'Avviso Pubblico, consiste in un bonus
fiscale spettante nella misura del 50% dei costi salariali
sostenuti, da utilizzare in compensazione, nei 12 mesi successivi
all'assunzione, in caso di lavoratore svantaggiato o nei 24 mesi
successivi, in caso di lavoratore molto svantaggiato';
l'agevolazione è rivolta ai datori di lavoro che, nel territorio
della Regione Siciliana, abbiano assunto a tempo indeterminato, tra
il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013, personale svantaggiato' o
molto svantaggiato'. L'obiettivo è quello di promuovere
opportunità d'impiego per queste particolari categorie di
lavoratori, incrementando la base occupazionale delle imprese che
assumono;
considerato che:
circa 1800 imprese siciliane hanno presentato istanza per ottenere
l'erogazione del credito d'imposta;
ad oggi, solamente poche decine di queste imprese sono riuscite a
presentare la fideiussione bancaria indispensabile per ricevere il
contributo, un requisito obbligatorio non previsto in nessuna altra
regione d'Italia;
ritenuto che per ottenere la necessaria fideiussione bancaria ogni
singola impresa è tenuta a produrre obbligatoriamente i seguenti
documenti:
Visura Camerale aggiornata datata non più di 6 mesi dal quale non
sono in corso procedure concorsuali a carico della società.
Bilanci ufficiali relativi agli ultimi due esercizi con tutti gli
allegati, e situazione patrimoniale aggiornata a data recente.
Documento di Identità e Codice fiscale del legale rappresentante.
Modello Unico del legale rappresentante.
Lettera di richiesta (con schema polizza) da parte del
beneficiario della garanzia fideiussoria.
Copia del Contratto per il quale si richiede la garanzia con
importo da garantire e durata relativa. Decreto e Bando.
Documenti di identità e codici fiscali dei soci che si
coobbligano.
Modello Unico dei singoli soci anno in corso che si coobbligano.
Visure Ipo-Catastali degli immobili della società e Visure Ipo-
Catastali delle proprietà dei singoli soci con immobili che si
coobbligano;
per sapere:
se non ritengano opportuno annullare la richiesta di fideiussione
bancaria alle imprese (unico caso in Italia);
qualora non fosse possibile annullare la fideiussione bancaria, se
alla luce delle grosse difficoltà che le imprese stanno
affrontando, causa la mole di documenti richiesti per la
fideiussione bancaria, non intendano almeno prorogare il termine
ultimo per la presentazione di detta documentazione». (1438)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue: sull'argomento dedotto dall'onorevole
interrogante sono state richieste le informazioni al competente
Dipartimento del lavoro.
L'interrogazione riguarda l'attuazione in Sicilia, con l' adozione
dell'Avviso Pubblico. del Decreto Sviluppo, legge n.106/2011 e D.M.
del 24/05/2012, volto ad agevolare l'occupazione stabile mediante
concessioni di un credito d'imposta per l'assunzione nelle Regioni
del Mezzogiorno d'Italia dei lavoratori c.d. svantaggiati o molto
svantaggiati, come sancito dall'art.2 punti 18 e 19 del Reg. CE
n.800/2008.
Scopo di tale misura consiste nel favorire le opportunità di
impiego per dette categorie di lavoratori incrementando
l'occupazione delle aziende che assumono.
L'interrogante sulla base dell'interesse pubblico di tale
intervento, evidenzia alcuni limiti derivanti dalla procedura per
l'erogazione del credito d'imposta ed in particolare richiede il
possibile annullamento della richiesta della polizza fideiussoria
all'interno dell'Avviso Pubblico 1/2002- Credito d'imposta- ed in
caso negativo sulla possibile concessione di proroga del termine
per la presentazione della stessa.
Al riguardo il Dipartimento, interpellato nella fase istruttoria
dell'atto ispettivo, fa rilevare che tale atto è datato 18/10/2013
e che le condizioni di un Avviso Pubblico non possono essere
modificate nel corso della procedura, inoltre viene evidenziato che
il termine per la presentazione della polizza è stato più volte
prorogato, al fine di corrispondere alle difficoltà rappresentate
dalle aziende, fino alla data ultima dell' 11/11/2013.
Sulla scorta di tali motivi l'Ufficio competente ha ritenuto di
non procedere ad ulteriori proroghe al riguardo.
Infatti appare opportuno specificare, che nel mese di dicembre
2013, la quasi totalità delle aziende ammesse al beneficio hanno
presentato la garanzia richiesta; infatti, a fronte di n.1184
aziende, n.868 hanno corrisposto a quanto richiesto nell'Avviso.
Da ciò si ricava che il citato Avviso ha, comunque, conseguito
l'obiettivo prefissato, in ogni caso si assicura che anche per le
aziende che non hanno potuto prestare la garanzia della polizza
saranno valutate tutte le possibili soluzioni volte al
soddisfacimento delle istanze, nel rispetto comunque di tutte le
condizioni di monitoraggio e controllo della spesa».
L'Assessore
Arch. Ester Bonafede
ALLEGATO 2
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
268-474-542-543-546-613-638-662/A - ISTITUZIONE DEI LIBERI
CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.
All'articolo 1
Subemendamento 1GOV R.20 (all'emendamento 1.GOV.R, interamente
sostitutivo dell'art. 1)
Al comma 2, dopo le parole Ciascuno dei nove liberi consorzi
comunali aggiungere le parole di cui al comma 1. .
Subemendamento 1GOV R.21 (come sopra)
Al comma 2, dopo le parole provincia regionale , le successive
sono soppresse.