Presidenza del Presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino e Cascio
Salvatore, hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1563 - Notizie in merito alle misure di compensazione
ambientale e territoriale dovute al Comune di Salemi (TP) da parte
delle società che gestiscono i parchi eolici presenti nel
territorio comunale.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1564 - Notizie sulla gestione commissariale del sito di
interesse nazionale (SIN) di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio
N. 1565 - Notizie sul mantenimento del punto nascita e sulla
riduzione delle attività ambulatoriali presso il Reparto di
ostetricia e ginecologia dell'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio
N. 1566 - Notizie in merito al Piano dei rifiuti del Comune di
Favara (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano
N. 1567 - Iniziative in merito al comportamento tenuto dal
commissario liquidatore dell'Azienda Terme di Sciacca S.p.A. per il
licenziamento di un dipendente adottato in violazione ed
inosservanza della sentenza del Tribunale di Sciacca del 17 luglio
2013.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1569 - Notizie in merito all'acquisizione patrimoniale del 49%,
da parte della Regione, del capitale sociale di AIRGEST S.p.A.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Alongi Pietro
N. 1570 - Chiarimenti sulla procedura di attribuzione
dell'incarico dirigenziale di Segretario generale della Presidenza
della Regione.
- Presidente Regione
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1572 - Notizie riguardanti il Piano paesaggistico dell'ambito
9.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Picciolo Giuseppe; Greco Marcello
N. 1573 - Notizie sull'aumento della concessione di acqua pubblica
nel bacino idrico della Quisquina (Ag).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;
Zito Stefano
N. 1574 - Notizie in merito al Piano dei rifiuti del Comune di
Caccamo (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1575 - Interventi finalizzati alla dichiarazione dello stato di
calamità a sostegno delle popolazioni del comprensorio ionico-
etneo a seguito della caduta di cenere vulcanica e lapilli occorsa
nel novembre 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Falcone Marco; Assenza Giorgio; Milazzo Giuseppe; Alongi Pietro
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta in attesa che
arrivi il Governo e anche molti deputati che non sono presenti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore 17.25)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-
133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si passa al seguito della discussione del disegno di legge:
Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
542-543-546-613-638-662/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione legislativa a prendere posto
nell'apposito banco.
Invito gli assistenti parlamentari a fornire copia della
documentazione e mi riferisco ai fascicoli degli emendamenti e ai
subemendamenti, ai parlamentari che ne facessero richiesta.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, dopo
quanto è accaduto ieri sera nel corso della votazione sui disegni
di legge che riguardano l'istituzione dei liberi consorzi dei
comuni e le città metropolitane e la vicenda, ancora tutta da
chiarire, legata ai commissari - siano essi prorogati o di nuova
nomina -, io credo che, anche in ragione degli appelli
assolutamente univoci che arrivano a quest'Aula dal mondo
produttivo e sindacale, quest'Aula tutta, il Parlamento tutto,
dalla maggioranza alle opposizioni - e quando mi riferisco alle
opposizioni mi riferisco intanto alla nostra opposizione
responsabile di centrodestra, ma anche all'opposizione del
Movimento 5 Stelle, credo dovrebbe dimostrare ancora una volta
senso di responsabilità.
Rispetto a questo, io credo, signor Presidente, che al di là
dell'ottimo lavoro che saranno chiamati a compiere, ancora una
volta, gli Uffici ai quali mi pare di comprendere, sempre più
spesso, finiamo per chiedere acrobazie giuridiche e argomentative
per collazionare disegni di legge che poi nel corso del loro iter,
spesso, vengono stravolti, azzoppati, comunque modificati, credo
sarebbe più conducente attivare la Conferenza dei capigruppo
insieme al Presidente della Regione, con la Presidenza del
Presidente dell'Ars, perché si trovi, e per quanto ci riguarda c'è
la volontà ferma di farlo, una soluzione che possa contemperare le
istanze legittime che ciascuna parte politica ha sottoposto
all'attenzione dell'Aula in forma di emendamenti e di
subemendamenti, per vedere se non soltanto si può scremare una
messe davvero innumerevole e, probabilmente, anche irrazionale, di
emendamenti - sotto il profilo quantitativo, non discuto quello
qualitativo - ma si possa trovare una quadra che ci permetta, anche
nella seduta di oggi, di definire questa vicenda che diventa sempre
più - a mio modesto parere - complicata da comprendere all'esterno
di questo Palazzo.
Io credo che quanto accaduto ieri debba servire a tutti per fare
un bagno di umiltà, e nello stesso tempo un momento di riflessione
fattiva - lo dico a cominciare dal Governo e dal Presidente della
Regione - in questo senso io credo che mezz'ora di confronto possa
essere utile perché ci venga risposto in maniera definitiva se
quelle richieste, che sono state formalizzate al Governo da parte
dell'opposizione, e che riguardano la salvaguardia di alcuni
principi che noi riteniamo irrinunciabili, possano essere accolti
dal Governo, oppure no. In questo caso non credo una sospensione
finirebbe per essere dilatoria, credo che potrebbe invece essere
assolutamente utile per chiudere una vicenda che diventa sempre più
complessa da portare avanti, che dobbiamo chiudere soprattutto per
occuparci di quanto attendono i siciliani, che sono sì curiosi di
comprendere se si andrà a votare o meno per le Province, se
troveranno o meno la luce i liberi Consorzi e i Comuni, se saranno
ripescate o meno le Città metropolitane e come, ma credo abbiano
più interesse a comprendere se quelle misure economiche che sono
state impugnate, e quindi stralciate dal Commissario dello Stato in
Finanziaria, potranno tornare presto in Aula e vedere finalmente la
luce, per fare ripartire una macchina e una Terra che in questo
momento è in una condizione davvero disastrosa.
La responsabilità è soprattutto del Governo, ma noi la sentiamo
anche nostra e in questo senso ribadisco, credo sia assolutamente
necessario fermarci un attimo insieme al Governo, con la
supervisione del Presidente dell'Assemblea, per vedere se rispetto
a uno, due, tre punti, riusciamo a trovare una quadra che ci faccia
completare questo iter ed archiviare nella maniera più dignitosa,
per ciascuna parte politica, questa partita.
PRESIDENTE. Io non sono a priori contrario, tutt'altro, perché le
intese ben vengano. Però gradirei sentire il Governo. C'è una
richiesta formulata dall'onorevole Cordaro di un incontro tra i
Capigruppo con il Governo per cercare di trovare un'intesa sul
percorso da seguire per l'approvazione di questa legge.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo è assolutamente favorevole ad un incontro per potere
vedere quali sono i punti sui quali potere trovare un accordo,
ancor prima della necessaria discussione in Aula.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo dico anche al
presidente Cracolici e al Governo. Noi da circa tre mesi o da un
anno parliamo di legge sulle Province ed ancora siamo all'ennesima
richiesta di ulteriori incontri con i Capigruppo per raggiungere
un'eventuale intesa. Così cominceremo i lavori verso le 19.30 per
sospenderli alla prima richiesta di voto segreto.
Io ritengo che, una volta per tutte, si debba ragionare sul
merito, quando arriverà la proposta di merito ne prenderemo atto e
molto probabilmente ognuno si esprimerà per la parte che gli
compete. Non è possibile che ogni secondo abbiamo da trovare una
soluzione ad ogni costo, perché le soluzioni ad ogni costo non
portano mai bene. Vediamo di andare avanti nel miglior modo
possibile, dopo di ché, rispetto ad una proposta corretta
dell'onorevole Cordaro, quando arriveremo a quella proposta, se
sarà il caso, ci fermeremo e ragioneremo, ma non penso che possiamo
cominciare alle cinque e mezza e rinviare di un'altra mezz'ora per
poi cominciare alle sette e alle sette e mezzo finire i lavori.
Signor Presidente, vorrei ricordare che ieri sera alle sette e un
quarto abbiamo finito di lavorare, dopo aver fatto per circa due
ore discorsi sull'ordine dei lavori. Pertanto, chiedo alla
Presidenza, visto che noi siamo venuti qua per lavorare, se ci
fanno lavorare, bene, altrimenti se ne assume la responsabilità, e
la stessa cosa dico al Governo. Assessore Valenti, ieri ci ha detto
che forse fino al 15 aprile potevamo stare in Aula a discutere, ed
oggi dice di accettare la proposta, ma allora perché stiamo facendo
questa riforma?
Signor Presidente, le chiedo soltanto la cortesia di poter
svolgere il mio ruolo di parlamentare in piena serenità ed in piena
coscienza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Leanza ha parlato
contro la proposta dell'onorevole Cordaro. Ha chiesto di parlare a
favore della proposto l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
l'onorevole Leanza mi sorprende, lui è sempre sereno, di solito è
un uomo di mediazione, nel senso buono del termine.
Capisco che l'Assemblea sta discutendo e sta dibattendo, però
vorrei ricordare a me stesso e agli altri che una riforma che
sarebbe la prima sostanzialmente in Italia, non si può licenziare
in una seduta o in una seduta e mezzo.
Se noi avessimo iniziato per tempo, cioè alcuni mesi addietro,
avremo potuto anche procedere in una sessione di sedute per
arrivare poi alla conclusione.
La proposta dell'onorevole Cordaro mi sembra assolutamente
opportuna alla luce di quello che è successo ieri, ma anche alla
luce di un problema che non è soltanto dell'opposizione, che ha una
visione diversa rispetto a quella del Governo. In questo io devo
anche fare un plauso all'Assessore Valenti che ha piena
consapevolezza delle difficoltà che in questo momento provengono
anche dalla maggioranza.
Signor Presidente, sarebbe auspicabile che la proposta
dell'onorevole Cordaro venisse accolta per fermarci un attimo e
cercare di capire. L'opposizione ha sempre detto quali sono i punti
strategici su cui si potrebbe ritrovare con il Governo. Eppure il
Governo, che ci ha convocati qualche giorno addietro, non ha
portato assolutamente nella stanza del Presidente quelle che erano
le proposte della opposizione, ma ha soltanto ribadito tutte le
proposte del Governo, non creando quindi un rapporto di confronto
proficuo per arrivare alla sintesi.
Stasera noi dobbiamo vedere se le due posizioni possono trovare un
avvicinamento, per poi arrivare alla sintesi, che è quella
dell'approvazione di questa norma.
Signor Presidente, pertanto, noi siamo assolutamente favorevoli ad
un incontro dei Capigruppo, mettendo sul tavolo le proposte
sostanziali che noi vogliamo fare e cercando, anche, di capire se
il Governo, su queste proposte, può ritrovarsi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi c'era una proposta dell'onorevole
Cordaro di convocare una Conferenza dei Capigruppo, anche alla
presenza del Presidente della Regione, sospendere quindi per
mezz'ora, per cercare di trovare un'intesa nella sede istituzionale
che è, appunto, quella della Conferenza dei Capigruppo. Il Governo
si è espresso favorevolmente. Contro questa proposta è intervenuto
l'onorevole Leanza, a favore l'onorevole Falcone.
Mi vedo costretto, pertanto, esercito il mio ruolo di Presidente,
a mettere in votazione la proposta dell'onorevole Cordaro.
Chi è a favore, per sospendere ed indire una Conferenza dei
Capigruppo, alla ricerca di un'intesa sul percorso legislativo che
possa semplificare l'approvazione del disegno di legge sulle
province, sui consorzi e sulle città metropolitane, si alzi.
(L'Assemblea non approva)
Sull'ordine dei lavori
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, assessori, onorevoli colleghi, ho sempre sostenuto che i
nemici delle leggi di un certo rigore sono sempre nella
maggioranza, quella maggioranza che, a parole, dice di sostenere il
Governo, ma che, nei fatti, ostacola sempre il lavoro.
Quando mi hanno detto che il Presidente Crocetta si avvaleva del
lavoro dell'onorevole Leanza in quest'Aula, per approvare questa
legge ho pensato che ha sbagliato uomo Ha sbagliato persona
Lei dà questo incarico, non ad un partito eletto dal popolo, ma ad
un Gruppo che, all'indomani delle elezioni, per avere una voce, per
potere venire a barattare con lei qualche posto in Giunta o qualche
Direttore generale della AS, subito si è puntato a fare un Gruppo
autonomo.
Presidente Crocetta, non si avvalga di queste persone, perché non
saranno mai persone di cui potrà veramente fidarsi, e lo stesso
varrà per l'Assemblea, per andare a legiferare norme di una
rilevanza così importante come quella sulle Province.
Io mi sono davvero meravigliato dell'intervento dell'onorevole
Leanza. Un rappresentante della minoranza ritiene di invitare il
Governo e la maggioranza a mezz'ora di sospensione, ed io non ho
capito perché la maggioranza si è opposta e ha votato contro.
Vogliono che questa legge venga affossata? Vogliono mostrare i
muscoli? Vogliono essere arroganti sempre e comunque?
Onorevole Gucciardi, sono nel pieno del mio intervento, durante i
suoi interventi lei desidera l'attenzione di tutti; lo stesso vale
per me, la invito a tornare al suo posto e a non far fare brutte
figure al Presidente.
Signor Presidente, se ne ha l'occasione, quanto prima, sospenda
l'Aula perché sono sicuro che con una mezz'oretta spesa bene,
stasera potremmo tornare a casa con la legge approvata, perché non
credo che le distanze su un punto di questa legge possano essere
così insormontabili e se glielo dico, lei mi dice subito sì, ma per
correttezza è giusto che la riunione sia fatta dai capigruppo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la Costituzione prevede l'elezione dei parlamentari con
divieto di mandato imperativo, per cui nessun parlamentare può
essere vincolato nelle libere scelte che fa, e le decisioni e le
singole scelte dei vari parlamentari debbono essere assolutamente
rispettate, perché in questo c'è una garanzia istituzionale.
Io ritengo, inoltre, che le riflessioni politiche appartengano
alle persone, alle scelte che fanno. L'onorevole Leanza, nello
specifico, era alleato nel sostenere questo Presidente, per cui non
ha cambiato assolutamente schieramento, non esistono i partiti
eletti, esistono i partiti e gli uomini che vengono eletti, e
dentro queste dinamiche si possono fare le appropriate
considerazioni, ed io non mi sorprenderò se l'onorevole Greco,
domani, dovesse fare qualsiasi scelta che vorrà. In un quadro
politico in evoluzione come quello attuale, sostengo che debbano
essere rispettate le scelte di ciascun parlamentare, e questo mi
pare fondamentale.
Rispetto poi alle nomine nelle ASL, ASP, di direttori e
quant'altro, sia molto tranquillo onorevole Greco, perché non
appartiene alla cultura di questo Presidente pensare che ci debbano
essere posizioni politiche privilegiate nelle nomine di scelta
tecnica, mi pare che anche nelle nomine dei Commissari che abbiamo
stabilito l'anno scorso, non ci siano stati vizi di questo genere.
A meno che lei non voglia mettere limiti alla provvidenza futura,
ritenendo che chi milita nell'ambito dell'opposizione, anche se
bravo tecnicamente, non potrà essere nominato, perché questo mi sta
dicendo. Non è nel mio modus operandi, anche se lei dovesse
sottopormi sotto stress a una considerazione di questo tipo, vi
assicuro che non appartiene alla mia cultura e comunque alla
cultura di questa coalizione di Governo.
Noi siamo aperti con tutti perché riteniamo che le istituzioni non
si occupano ma si governano, che è una cosa un pochino diversa.
Rispetto alla richiesta di sospensione, io ho parlato con
l'onorevole Leanza, il quale riteneva inopportuna la richiesta in
questo momento, perché gli articoli in esame non li riteneva
critici rispetto all'impalcatura della legge. Abbiamo avviato la
discussione, io stesso ho aperto il confronto anche informale con i
vari Gruppi, soprattutto con il Presidente della Commissione Affari
Istituzionali, più tardi potremo anche celebrare un momento di
sospensione. Quindi, c'è tutta la volontà del Governo di voler
affrontare il confronto, però sospendere all'inizio dell'Aula
sembra quasi un pretesto per non voler affrontare la questione, non
ci si era raccordati, non si era detto, e soprattutto era mancato
quel coordinamento necessario.
Quindi, non è escluso che si possa sospendere tra un'ora, un'ora e
mezza, cominciamo la discussione con serenità e poi possiamo fare
anche una sospensione che non sia però la solita sospensione di
mezz'ora che fa saltare la seduta.
Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-
133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)
PRESIDENTE. Il seguito della discussione del disegno di legge
«Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
542-543-546-613-638-662/A)
I subemendamenti 1Gov.R22, 1Gov.R23 e 1.Gov.R24 sono preclusi.
Il subemendamento 1Gov. R10 è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1Gov.R7, degli onorevoli Falcone ed
altri.
FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1Gov.R25, degli onorevoli Formica ed
altri.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è paradossale, è
strano quello che è accaduto in quest'Aula, dopo che con un voto
segreto si è stravolto completamente il cammino, il senso, la
compiutezza del disegno di legge in discussione, a fronte di una
richiesta di sospensione di un Capogruppo, a fronte di un auspicio
del Presidente dell'Assemblea, a fronte anche di una disponibilità
del Governo al fine di evitare che si verifichino altri possibili
inciampi che rendano ancora più difficile successivamente porvi
rimedio, non si accetta l'invito a sospendere i lavori. E lei sa
bene a cosa mi riferisco, signor Presidente, perché su un voto
dell'Aula non si può tornare se non in una sessione successiva,
quindi la richiesta avanzata dall'onorevole Cordaro era a tutto
vantaggio della procedura dei lavori parlamentari, oltreché della
possibilità di addivenire a una soluzione.
Voglio ricordare al Governo che se l'Aula si esprime con un voto,
nella stessa sessione non si può più intervenire. Ci vuole un'altra
sessione Qualche legislatura fa, per ovviare ad un errore
clamoroso che metteva a rischio la finanziaria, abbiamo dovuto -
credo che sia accaduto durante la Presidenza dell'onorevole Lo
Porto - chiudere la sessione e riaprirne un'altra. Per evitare che
ciò possa ripetersi e possa accadere, facciamo ora il tentativo che
si può fare, poi magari non si può più risolvere. Quello che è
accaduto ieri in qualche modo lo si dovrà risolvere e dovremo
vedere come.
Pertanto, mi appello al buon senso e alla percorribilità del
Regolamento dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
1Gov.R25. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1Gov.R25
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1Gov.R25, degli onorevoli Formica, Ioppolo e
Musumeci.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Onorevoli colleghi, vi ricordo che fino a quando non dichiaro
chiusa la votazione va tenuto premuto il pulsante di riferimento.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 22
Contrari 50
Astenuti 00
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 1Gov.R26, 1Gov.R11
e 1Gov.R13 sono dichiarati inammissibili.
Si passa all'emendamento 1Gov.R27, dell'onorevole Formica. Il
parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, a titolo personale vorrei che
l'Aula mi ascoltasse un attimo, perché vorrei, su questo quarto
comma, avanzare una proposta che possa eventualmente raccogliere i
tanti desideri che sono presenti in quest'Aula.
Come è noto, la norma prevede, in applicazione della legge numero
7, che gli organi, i liberi consorzi, la governance siano formate
da modalità elettive di secondo livello.
L'articolo 1, al comma 4, prevede ciò che farà lo Statuto degli
organi, dei liberi consorzi. In questa sede, se l'Aula - perché
sarebbe eventualmente un subemendamento, in questa fase, aggiuntivo
al comma - largamente si ritenesse d'accordo, si potrebbe prevedere
che lo Statuto, oltre ad individuare le modalità di funzionamento
degli organi ed a disciplinare i rapporti, possa prevedere
eventuali modalità elettive.
Questo significa che gli Statuti degli organi costituiti potranno
prevedere modalità elettive successivamente alla istituzione degli
organi; questo potrebbe costituire quel compromesso tra chi ritiene
che dovremmo fare organi elettivi e chi invece considera gli organi
di secondo livello, in questa prima fase non, come dire,
comprimibile, ma trovare quel compromesso tra i due momenti, che
può arrivare in un momento in cui si costituisce il libero
consorzio alla decisione eventuale che ogni libero consorzio
disciplina autonomamente le modalità elettive.
E' una proposta che sto facendo, a titolo personale; se non si
raccoglie questa eventuale disponibilità, mi ritiro immediatamente.
PRESIDENTE. Scusate, c'è una proposta insolita, devo dire,
peraltro, fatta a titolo personale, molto insolita, onorevole
Cracolici, perché rimandando poi il sistema elettivo e dando
disparità di sistemi elettivi nei consorzi, aggraviamo il
procedimento. Abbiamo risolto un problema, in questo momento ma,
probabilmente, abbiamo aggravato il procedimento, anche con tutte
le difficoltà.
CRACOLICI. La proposta è ritirata.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
No, scusate, chiede di parlare su che cosa? La proposta è stata
ritirata. Lei parlerà sull'articolo 1 se non ha parlato. Scusate,
vediamo se ha parlato; lei parla sempre, non è che non ha parlato.
Non ha parlato sull'articolo 1, quindi, parlerà completamente
sull'articolo 1. La disponibilità a un voto finale; ha detto che
non avrebbe parlato.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, infatti, ieri,
come lei sa bene, signor Presidente, ieri come lei sa bene, non ho
parlato, perché ero convinto che ieri saremmo arrivati al voto
finale e, quindi, sarei intervenuto per dichiarazione di voto.
Oggi è un altro giorno, quindi, credo, proprio perché mi sono
convinto che, probabilmente, se avessi parlato ieri, si sarebbero
fatti meno guai di quelli che avete fatto, forse, è meglio che io
parli.
Intanto perché, come lei ha potuto accertare, non avevo parlato,
e, poi, perché ritengo che, in questa sede ed in questa fase,
Presidente Crocetta, a partire proprio dall'articolo 1, se vogliamo
fare un ragionamento franco, dobbiamo eliminare non soltanto le
riserve mentali e quelle politiche, ma dobbiamo soprattutto parlare
con estrema chiarezza.
Il Presidente Cracolici ha fatto una proposta, seppure irritale,
non tanto nel merito, perché non è affatto irrituale, quanto
perché, in un momento di grande fibrillazione d'Aula, egli,
responsabilmente, ha voluto testimoniare che non interveniva come
presidente della I Commissione - ho apprezzato questo modo di
porsi - ha, in realtà, però, toccato quello che è il tema, con
molta chiarezza. Signor Presidente, abbiamo la possibilità, ed ho
la possibilità, anche di venire incontro all'argomentazione
dell'onorevole Lenza: utilizzo l'articolo 1 che credo potrebbe
essere proprio quello, non dobbiamo non partire ma ripartire per
provare a non proseguire nei pasticci di ieri o nel pastrocchio,
come lo ha correttamente, a mio parere, chiamato lei.
Allora, con molta nettezza, per quanto riguarda il mio Gruppo
parlamentare, dico che siamo disponibili ad un confronto franco che
porti ciascun Gruppo parlamentare anche a delle rinunce ma non
siamo disponibili a rinunciare al principio dell'elezione diretta.
La proposta dell'onorevole Cracolici, cioè di affidare agli
statuti le modalità di elezioni, seppur ritirata, finisce, signor
Presidente, per essere una proposta che sta cercando - ed apprezzo
il passaggio, anche se lo ritengo ancora insufficiente - di colmare
quella distanza tra la proposta che è uscita dalla I Commissione,
che poi è stata fatta propria sotto questo profilo dal Governo, e
le richieste di opposizione di centrodestra.
Mi spiego: non siamo disposti a rinunciare all'elezione diretta ma
siamo pronti a ragionare sull'opportunità di mantenere l'elezione
diretta, quanto meno per i Presidenti dei liberi consorzi dei
comuni. Lo facciamo perché, senza volerci arroccare nell'ottica di
una legge nazionale che ancora non vede la luce, perché ha proprio
alla base del ragionamento la salvaguardia del principio proprio in
oggetto, cioè quanto meno la possibilità anche a livello nazionale
di mantenere l'elezione dirette del Presidenti delle province o di
quelli che saranno.
Noi diciamo: ma qual è la ragione per la quale, oggi, in Sicilia e
in Italia, si elegge direttamente il sindaco della città, si elegge
direttamente il Presidente della Regione. Vi è una bozza di
modifica del titolo V della Costituzione che vuole l'elezione
diretta del Capo dello Stato. Ci chiediamo e continuiamo a non
trovare risposta, se non in una ostinazione immotivata che potrà
portare solo alla reiterazione di una pastrocchio, per quale motivo
- ed era questa la ragione per la quale chiedevo una sospensione
all'inizio della seduta - non si possa e non si debba, come
riteniamo non soltanto noi del centrodestra ma gran parte dell'Aula
- quaranta su settantaquattro, ieri - non si possa approvare in
un'opera di mediazione costruttiva e di Realpolitik l'elezione
diretta, quanto meno dei Presidenti dei liberi consorzi istituenti.
Allora, la sospensione si deve fare fra un'ora, si deve fare fra
due ore; lo ritengo inappropriato perché non siamo disposti a
continuare a votare senza sapere qual è l'obiettivo finale.
Continuo a chiedere un momento di buon senso e lo chiedo
fondamentalmente al PD, che è rimasto seduto votando contro ad una
richiesta di sospensione del sottoscritto che, fuori da ogni
volontà strumentale, aveva l'unico obiettivo di arrivare ad una
mediazione credibile nel rispetto delle istanze che in questi mesi
sono state sottoposte, prima in Commissione e poi all'Aula, su
questi disegni di legge.
Voteremo, quindi, secondo quanto è nel nostro intendimento ma
vogliamo che il Governo, che il Presidente della Regione e che la
sua ballerina maggioranza sappiano che, se continuiamo a votare
così, cioè random, quale sarà l'esito di questa legge? Non siamo
nelle condizioni di dirlo, perché se continuiamo a bocciare pezzi
di norme e ad approvarne altre che nel costrutto conclusivo
finiranno per non significare un bel nulla, la responsabilità sarà
esclusivamente del Governo e, in questo caso - lo dico ancora una
volta, con spirito costruttivo del PD che, in maniera ribadisco
immotivata, ha detto no ad una richiesta di confronto democratico
che era finalizzata ad arrivare finalmente oggi ad una soluzione -
voteremo contro il costrutto di questi disegni di legge.
Cosa ne verrà fuori, signor Presidente, lo sa solo il Padre
Eterno, almeno per me che ci credo. Sono convinto che verrà fuori
qualcosa di assolutamente inapplicabile. Ritrovate il buon senso,
confrontiamoci; se non troveremo la quadra, ciascuno continuerà ad
andare per la sua strada.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Cordaro, che mi ha preceduto, ha nei contenuti e
negli aspetti tecnici evidenziato gli elementi sicuramente
condivisibili che invitano ad una riflessione.
Mi permetto, invece, di esplicitare due ragionamenti, due punti di
vista di questo ragionamento in maniera diversa. E' stato detto, in
diverse occasioni, caro Presidente della Regione, che su alcune
scelte di carattere importante, dal punto di vista istituzionale, è
necessaria la partecipazione di tutti i soggetti che a vario titolo
compongono questa istituzione, quindi, di tutte le forze politiche.
In questo dibattito sulla riforma delle province, dove ognuno ha
espresso le proprie perplessità, i propri convincimenti circa una
finalità che deve essere sempre chiara nella realtà istituzionale,
cambiare sì ma nel rispetto di quella che deve essere la funzione
delle istituzioni, il grado e la capacità di poterle fare
funzionare e, nello stesso tempo, capire quale momento dobbiamo
rappresentare nella nuova realtà che andiamo a costituire.
Non può esserci sicuramente la riforma delle province, demoliamo
le province per fare liberi consorzi, per creare questo nuovo
contesto che probabilmente determinerà non una riduzione di spesa,
non una riduzione di dispendio di energie, ma forse determinerà un
momento proprio direttamente inverso che sarà quello di maggiore
confusione, competenze e funzioni non definite e quello che è
ancora peggio, forse, ulteriori costi.
Perché dico che se poi il criterio sarà quello di dare una
possibilità alla nascita di nuove istituzioni, probabilmente,
nasceranno nuovi costi di gestione delle istituzioni stesse,
quindi, delle strutture, non tanto il costo della politica.
Atteso che siamo tutti convinti che si debba assecondare questo
principio della spending review, della riduzione dei costi e di
tutto ciò che è stato oramai detto, perché siamo anche noi succubi
del momento di moda che cavalca quest'onda pericolosa, e che quindi
nessuno pensa di determinarsi in maniera diversa e quindi con
considerazioni diverse, io però dico ma almeno un principio di
democrazia, di rispetto delle istituzioni, signor Presidente, lo
possiamo salvaguardare o no? Il principio della elezione diretta
del Presidente del Consorzio, delle istituzioni che va a
realizzarsi. Questo, nel momento in cui rappresenta la possibilità
di una espressione democratica e nello stesso tempo rappresenta la
possibilità di contenere i costi perché di fatto solo un Presidente
con una sua Giunta che può determinare, con i costi al minimo,
significa dare una risposta a questa tanto attesa riforma,
probabilmente, quello diventa l'elemento che almeno consente di
rispettare un sano principio di democrazia e quindi una possibilità
concreta di realizzare un risultato positivo.
Se questo è il concetto, se questa è la determinazione, se questa
è la spinta che può, in diversi modi e con diverse posizioni, con
diverso stile che ognuno di noi vuole rappresentare, è mai
possibile che attorno a questo ragionamento non si possa trovare un
momento di concordia?
E' proprio impossibile realizzare, in questa direzione, una
capacità di sintesi e avvicinare le posizioni di tutti perché si
arrivi a questo?
Se il senso delle istituzioni deve essere quello che le regole,
almeno le grandi riforme, devono essere fatte col consenso di
tutti, è possibile fare uno sforzo perché si arrivi ciò?
Ricordo due passaggi. Sulla capacità di dimostrare i muscoli
abbiamo, in quest'Assemblea, dei tristi ricordi. Faccio presente
che con il precedente Governo, ahimé, onorevole Presidente
Crocetta, abbiamo avuto tre norme sull'ATO rifiuti. E' un fatto
che deve considerare in maniera particolare la nostra attenzione.
Abbiamo determinato tre momenti legislativi con un miliardo e mezzo
di debiti a carico del contesto siciliano. Questo deve farci
riflettere perché non fu possibile, in quell'occasione, avere un
momento di confronto perché quel Governo, ahimé per la Sicilia e
per noi tutti, doveva sempre mostrare i muscoli. Ma di quali
muscoli parliamo? Della demagogia, della distruzione, della realtà
che ha portato a momenti di negatività.
Se il Governo Letta, nel determinare la riforma delle province, ha
ancora avuto momenti di perplessità e se ha avuto anche la capacità
di determinare una ipotesi legislativa che prevede, anche lì, la
possibilità di elezione diretta dei presidenti, e comunque è un
percorso in itinere, ci sarà, forse, un motivo ulteriore che ci
deve invitare ad un ragionamento.
Ci sono, quindi, una serie di elementi che, chi è impegnato in
maniera seria in politica, deve tornare al ragionamento, al
confronto. Dobbiamo tenere conto dell'ambiente che ci circonda, ma
non possiamo lasciarci condizionare nelle scelte dal momento di
populismo o di spinta razionale che porta rimedi peggiori del male.
Voglio insistere perché quest'Aula trovi le ragioni del confronto,
per trovare un momento di sintesi; siccome ho visto che varie forze
politiche, per la verità quelle del centrodestra, sono determinate
nel sostenere questa posizione e, per la verità, quelle forze
politiche che appartengono al cosiddetto Governo e alla cosiddetta
maggioranza sono attraversate da momenti di perplessità e da
momenti di divisione, quindi, è forse opportuno e necessario
fermarsi e, su questo punto, trovare una considerazione di sintesi.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevole Presidente, assessori,
onorevoli colleghi, non entro nel merito dell'articolo 1. Ieri
sono stato assente ma capisco che non mi sono perso una grande
discussione.
Intervengo sulla proposta dell'onorevole Cracolici per dire che
apprezzo il suo sforzo, che è un uomo navigato, che sa ricercare le
soluzioni per andare avanti, ma non apprezzo la proposta e che non
possiamo fare una proposta al ribasso.
Dobbiamo fare una proposta che deve rilanciare l'azione ed il
punto è dirimente: elezione diretta si, elezione diretta no.
L'unico modo per sciogliere questo tema non è, onorevole Cordaro,
fermarci; è continuare a votare fino ad arrivare al tema che stiamo
trattando. Diversamente, qua non portiamo, non arricchiamo il
ragionamento. Onorevole D'Asero, mi ascolti, dice bene, ma ritiene
- lo dico cercando il suo sguardo - ritiene comunque di potere
avere una proposta che poi viene mantenuta?
Dico che l'unico modo è votare. Ecco perché - personalmente, poi
dirò come la penso - c'è chi pensa che l'elezione di secondo grado,
come dire, dia autorevolezza anche ai parlamentari che lo
sostengono e c'è chi pensa che l'elezione diretta dia prestigio a
chi si è intestato questa battaglia, ma su questo non possiamo
continuare a fare melina.
Ha ragione l'onorevole Leanza e i numeri mi sembra che gli diano
pure ragione. Ripeto di nuovo il termine. Non ci sono altre vie;
l'unica via maestra è quella di lavorare, è quella di confrontarsi
su un punto dirimente e che penso - onorevole Musumeci, percepisco
- non ha il consenso dell'Aula.
Questo non vuol dire che tutti la pensano allo stesso modo ma
credo di poter dire con sufficiente ragionevolezza per la posizione
di alcuni partiti che l'epilogo sarà quello. Non perdiamo troppo
tempo, quindi, ma continuiamo a lavorare e vediamo onorevole
Musumeci, l'onorevole D'Asero poco fa diceva se si spoglia il
carciofo non si può cominciare senza capire dove si va a finire .
Io dico che questa partita a questo punto appartiene tutta
all'Aula, non appartiene a nessun altro, quindi, ce la dobbiamo
regolamentare da soli. Allora, sono per continuare i lavori ed
andare avanti.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'ultima volta che sono intervenuto sull'argomento Provincia e
sull'argomento della riforma, il mio intervento è stato ripreso in
maniera forte, considerandomi quasi cortigiano nei confronti del
Presidente perché sostenevo - e sostengo - che le Province erano
un'esperienza che andava azzerata.
Mi permetto di ribadire che questa premessa la faccio perché,
prima di entrare nel merito dell'intervento, la mia posizione è una
posizione che nasce da prima di innamorarmi politicamente del
Presidente della Regione, quindi, cortigiano, purtroppo, chi l'ha
utilizzato, l'ha utilizzato in maniera errata, perché era una
posizione che già avevo assunto da sindaco di Ragusa. Era
sufficiente andare su Google per trovare quella posizione già nel
2011 e nel 2012. Di contro quello che erano quelle
istituzioni oggi, non si tratta di trovare una mediazione con la
minoranza su
PRESIDENTE. Invito i deputati in piedi a prendere posto.
Onorevole Dipasquale, può continuare il suo intervento.
DIPASQUALE. Ascolto sempre con grande interesse gli interventi
degli altri deputati, così come la maggior parte dei miei colleghi,
ma non sempre, quando interveniamo, riceviamo lo stesso
trattamento. Comunque, al di là di tutto questo, oggi, non si
tratta di trovare la mediazione con la minoranza su cose di poco
conto.
La minoranza quando ci chiede di rivedere quella che è l'elezione,
l'individuazione della figura apicale del nuovo Consorzio e chiede
di arrivarci attraverso l'elezione diretta, ci chiede di rimettere
in discussione proprio tutto il significato della riforma. Ed è
anche, scusate, strumentale sostenere che il Presidente non è
democraticamente eletto o non rappresenta nessuno. Si tratta di
sindaci; poi si vuole fare qualche emendamento che individua la
Giunta con gli Assessori ma il Presidente sarà un sindaco ed è uno
che ha ricevuto il consenso e la legittimazione popolare.
La verità, e questo purtroppo lo abbiamo visto fin dal primo
momento, è che non la condividete questa riforma, non tanto perché
la riforma non va bene, dobbiamo dircela tutta e questo tocca sia
la minoranza che la maggioranza. E' una battaglia aperta per
delegittimare un Governatore, il Presidente della Regione che sta
facendo un suo percorso.
E, allora, si apre questo balletto che trova, da una parte, la
minoranza che si sta ammazzando per bloccare la riforma, quindi,
delegittimare il Governatore e, dall'altra parte, anche qualcuno
della maggioranza che, purtroppo, nei giorni passati, gli ha dato
la possibilità di ottenere qualche piccolo risultato e qualche
punto.
Questo tiro alla fune, quindi, lo possiamo portare avanti fino
alle lunghe. Mi auguro, signor Presidente, che non chiudiamo i
lavori stasera alle otto, alle nove, per andarcene a casa, perché
l'operazione della minoranza è scientifica: bloccarci passo dopo
passo. Dobbiamo rimanere in quest'Aula e chiudere questa parentesi
che è diventata solamente l'occasione di mettere in condizione il
Governatore di dimettersi e lasciar perdere il proprio mandato, di
attacco alla Presidenza.
Dimostriamo, quindi, a questa minoranza che cerca di bloccarci
momento dopo momento, cerchiamo di andare avanti con determinazione
e con forza e specialmente non concludiamo i lavori presto questa
sera ma cerchiamo di fare quanto più possibile.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Rinuncio
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
intervengo proprio sul tema. Ho preso atto che l'onorevole
Cracolici ha ritirato quella proposta ma sul tema dell'elezione
diretta o meno, così come avanzato legittimamente dal centrodestra,
a nostro avviso, c'è un problema di natura giuridica. L'articolo 1
inserito nel disegno di legge che stiamo praticamente votando,
infatti, stabilisce che il libero Consorzio, in buona sostanza, si
rifà ai principi indicati dall'articolo 15 dello Statuto, che
recita, leggo testualmente L'ordinamento degli enti locali si basa
nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali,
dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria .
Siccome, ad avviso del Movimento 5 Stelle, l'organismo libero
consorzio dovrà essere dotato solo di queste due potestà:
amministrativa e finanziaria e, quindi, non potrà, né dovrà, in
quanto ente di gestione, compiere scelte politiche, è chiaro che la
rappresentanza affidata ad un organo direttamente eletto dal popolo
mal si concilia con la stessa natura dell'ente giuridico che noi ci
accingiamo, sostanzialmente, ad approvare ed ad ammettere.
Noi, pertanto, siamo, non solo, pregiudizialmente contrari
all'elezione diretta, che sarebbe come scimmiottare',
sostanzialmente, l'organismo provincia, ma lo siamo anche per
questioni di natura prettamente giuridica.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, brevemente, vorrei, semplicemente,
perché andiamo avanti e poi sui singoli emendamenti interveniamo.
C'è stata una proposta dell'onorevole Cordaro, ma anche delle
opposizioni, che ha posto all'Aula, sulla necessità di individuare
il presidente del libero attraverso il principio della democrazia
e, quindi, attraverso l'elezione diretta. E non c'è stata,
assolutamente, in questi giorni, da parte dell'opposizione una
proposta mirata a non far sì che questa legge non si approvasse.
L'intento di ciascuno di noi, anche nelle interlocuzioni
istituzionali che ci sono state con il Presidente della Regione o
con i vari Gruppi, sono state indirizzate verso questo tentativo.
Mi dispiace, quindi, che l'onorevole De Pasquale abbia fatto
l'intervento, poco fa, dicendo che si vuole delegittimare il
Presidente della Regione. Non è assolutamente intenzione, non è
stata assolutamente intenzione delle opposizioni né delegittimare
il Governo né delegittimare il Presidente della Regione.
Vedo, invece, negli interventi dei Gruppi delle opposizioni, degli
interventi mirati a rompere, cioè qui non si vuole trovare una
sintesi per far sì che da quest'Aula esca una buona riforma.
La sottoscritta, durante la discussione generale, ha evidenziato
una serie di discrasie. Ed una serie di problemi che poi nel
momento in cui si fa una legge questi problemi vengono tutti in
evidenza nell'applicazione della legge. Ci sono dei problemi
pratici, anche nella elezione.
Io sono un sindaco, anche nelle elezioni di secondo livello che
vede l'elezione del sindaco - diciamolo chiaramente - ma i partiti
nell'elezione del sindaco sono fuori I sindaci sono tutti liberi
di votare il loro rappresentante in tutte le votazioni alle quali
la sottoscritta ha partecipato come sindaco, è stato difficile, far
sì che noi potessimo esprimere liberamente il nostro voto, senza il
condizionamento dei partiti.
E allora, dobbiamo riflettere su quello che effettivamente
vogliamo fare, perché io, da sindaco, dico che il presidente del
libero consorzio deve essere un sindaco. Dico pure che i partiti
devono restare fuori perché, altrimenti, dico che c'è un interesse
diretto dei partiti, perché è difficile che la rappresentanza
politica, e lo posso testimoniare, i partiti siano rimasti fuori.
E vi aggiungo, è una riflessione che pongo all'Aula a proposito
delle città metropolitane.
Non fate l'errore, signori, e riflettete nell'individuare Palermo,
Catania e Messina, come singole città metropolitane. Queste città
metropolitane devono comprendere i comuni perché altrimenti noi
avremo fatto un boomerang. Andremo tutti i territori, diventeremo
tutte periferie di queste tre città metropolitane. Saremo lasciati
liberi e non è vero quello che dice l'onorevole Cappello, perché
qui, l'articolo 15, altrimenti poniamo un tema che è diverso,
poniamo il contrasto tra lo Statuto e, quindi, tra l'articolo 15
che individua i liberi consorzi che possono decidere autonomamente
di consorziarsi, e quello che prevede, invece, la Costituzione che
individua l'ente provincia. E, quindi, quello che noi andiamo a
fare ora, come un ente necessario.
Credo che un momento di riflessione complessiva possa portare ad
una buona legge, che quest'Aula vuole esitare, e poi, tra elezione
diretta sì ed elezione di secondo livello, ritengo che i Gruppi
tutti si possano confrontare per trovare e per vedere di trovare
una sintesi, ma solo nell'intento di migliorare questa legge. Mai
nell'intento di delegittimare né il Governo, né il Presidente della
Regione, perché non c'è alcuna ragione. Si può delegittimare, qui,
un Parlamento. Alcune posizioni sono state prese perché c'è un
travaglio interiore che va oltre i partiti.
Qui, si parla del riassetto dei territori. Riassetto dei
territori significa garantire i piccoli comuni, garantire
l'autonomia dei piccoli centri, garantire l'autonomia dei singoli
comuni rispetto ad uno strapotere delle tre città.
Ricordiamoci che il sindaco di Palermo gestirà l'aeroporto,
gestirà il piano d'ambito, gestirà come città metropolitana i fondi
comunitari. Mi chiedo cosa resterà da gestire al Presidente della
Regione e all'Assemblea.
PRESIDENTE. Speriamo che l'Assemblea continui a non gestire un bel
niente. L'Assemblea è chiamata soltanto a legiferare
GRASSO. Scusi, presidente, no, volevo dire un'altra cosa. Mi
spiego meglio. Io credo che i fondi comunitari, la politica e
quindi l'Assemblea nelle scelte programmatiche si debbano
determinare. Non c'è la gestione, scusi il termine, non vorrei che
fosse riportato un pensiero diverso da quello che magari io nella
foga volevo esprimere.
PRESIDENTE: Su questo sono d'accordo con lei.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Fontana. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
ritengo che questa sera dopo gli interventi che abbiamo ascoltato
credo che l'intervento dell'onorevole Cordaro sia stato un
intervento assolutamente conducente ai fini dell'approvazione dei
lavori in questa Aula di questo complicato e complesso disegno di
legge.
Peraltro, mi sembra veramente che l'intervento sia stato fatto
nella direzione di una grande collaborazione al di là della
posizione che noi abbiamo come opposizione.
Credo invece che la proposta dell'onorevole Cracolici, quella cioè
di rinviare che poi tra l'altro ha anche ritirato di rinviare allo
statuto delle assemblee per decidere le modalità di elezione dei
presidenti dei liberi consorzi, sia assolutamente fuori luogo.
Del resto, se questa Aula e questo Parlamento non sono nella
condizione di trovare un momento di sintesi per quanto riguarda
questo punto, che riteniamo un punto fondamentale, credo che
veramente poi non ci sarebbe assolutamente motivo di rinviare alle
assemblee, in quanto si creerebbe anche una disparità nei vari
liberi consorzi. Immagino già in Sicilia alcuni presidenti eletti
in un modo, ed altri eletti in un altro modo. Sarebbe veramente un
caos.
Mi chiedo perché questa Aula e l'opposizione non abbiano invece
accettato la proposta di sospendere per mezz'ora i lavori d'Aula e
trovare un momento di sintesi Io credo che oggi siamo tutti
convinti che questo disegno di legge vada approvato. Questa è la
convinzione ormai di tutti, però vogliamo che in qualche modo sia
migliorata. Lavoriamo tutti per migliorare il disegno di legge.
Credo che i punti fondamentali siano propri questi: la soglia
minima che ritengo debba essere innalzata, perché i 150 mila
abitanti sono una soglia troppo bassa e potrebbe creare spinte per
la creazione di tanti nuovi liberi consorzi; l'elezione del
presidente, che, a mio parare, necessita di una elezione popolare,
in modo che venga eletto direttamente dal popolo e non con elezioni
di secondo grado; terzo punto, le competenze da attribuire alle
province.
Io credo che una sospensione, presidente, sia assolutamente
ragionevole, per cui non vedo per quale ragione e per quale motivo
l'opposizione non abbia accettato questa sospensione che invece se
si riesce a trovare una sintesi su questo disegno di legge, noi in
poco tempo possiamo veramente esitare questo disegno di legge e
dare la risposta che i cittadini si aspettano.
Ancora una volta, ribadisco questa proposta, la proposta
dell'onorevole Cordaro, e sono fermamente d'accordo che se
riuscissimo in qualche modo a trovare una sintesi su due tre punti,
probabilmente alleggeriremo i lavori di questa Aula evitando tra
l'altro di andare avanti in questo modo a foglio di carciofo,
perché il rischio è che uscirà un disegno di legge assolutamente
stravolto. Perché continuando con le richieste di voto segreto in
questa Aula può accadere di tutto.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Stiamo trattando
l'emendamento 1 Gov. R27 che riguarda la soppressione del quarto
comma dell'onorevole Formica ed altri.
Lo pongo in votazione.
Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1
Gov. R27
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1 Gov. R27.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 27
Contrari 49
Astenuti 0
(Non è approvato)
Gli emendamenti 1 Gov. R28 e 1 R29 riguardano la soppressione del
comma 5, quindi li pongo congiuntamente in votazione. Il parere
della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Contrario.
(Non sono approvati)
Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1
Gov. R30
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1 Gov. R 30.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 74
Maggioranza 38
Favorevoli 26
Contrari 51
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento 1 Gov R31.
Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
1Gov. R31
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento. 1Gov. R31
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1 Gov. R31.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 76
Votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 22
Contrari 53
Astenuti 00
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento 1 Gov
R8 è dichiarato inammissibile.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
intervenire a caso. Abbiamo votato e quindi mi sono sottratto
dall'intervento, però, al comma 6, che è una norma transitoria,
nella seconda parte, quando fa riferimento ai liberi consorzi di
Palermo, Catania e Messina, si fa anche riferimento al territorio
delle rispettive città metropolitane creando una discrasia con
quello che è successo prima. Quindi, su questo, chiedo che gli
Uffici, la Segreteria Generale esprimano un loro parere. Se
dobbiamo correre per forza per affogarci, sbagliamo
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ho compreso il senso politico del
suo intervento. Io l'avevo dichiarato inammissibile, ma non a
seguito della votazione di ieri. Tutt'altro Questo è da trattare,
eventualmente, all'art. 10 che riguarda la sua soppressione e la
disciplina delle funzioni.
Ho già dichiarato inammissibile l'emendamento 1 Gov. R8, che
recita: Al comma 6 sopprimere da nelle more' e fino all'art.
2' .
FALCONE. Signor Presidente, la questione che pongo io è che in
questo momento, per la votazione che abbiamo fatto ieri, il comma 6
andrebbe teoricamente congelato. So che è irrituale Ecco perché ho
richiamato l'ausilio della Segreteria Generale. Non dico dobbiamo
votare o non dobbiamo votare . Io non parlo degli emendamenti Dico
che oggi mantenere il comma 6 significa creare una discrasia.
Quindi o lo congeliamo, o lo sospendiamo, o lo accantoniamo. Non lo
so E' una problema che devono risolvere gli Uffici
CROCETTA, presidente della regione. La risolve invece la
discrasia.
PRESIDENTE. Gli uffici lo hanno già risolto.
Onorevoli colleghi, è chiaro che il problema che è stato sollevato
ieri si sarebbe posto. Mi sembra chiaro Cerco di spiegarmi una
volta per tutte. Il problema posto ieri non riguarda la gestione o
le funzioni che devono esercitare le città metropolitane. Con la
massima chiarezza, è evidente a tutti, ieri non è stata soppressa
la istituzione delle città metropolitane. Tutt'altro Non è
assolutamente così Su questo noi possiamo fare tutti i
ragionamenti di questo mondo.
FALCONE. Questa è un'interpretazione letterale.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Falcone, non è così, non è
assolutamente così. Con la votazione di ieri, di cui non voglio
sminuire, tutt'altro, il significato politico, ma da un punto di
vista procedurale non è cambiato assolutamente niente, tant'è che
viene ripreso nello stesso articolo 1, e viene ripresa
l'istituzione delle città metropolitane all'articolo 7. Con la
votazione di ieri è semplicemente successo
FALCONE... Ma solo come denominazione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, però, non si può andare avanti
così
(Proteste in Aula dai banchi di centro-destra)
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti.
L'emendamento 1 Gov. 3.8 e l'emendamento 1 Gov R2 che sono
dichiarati inammissibili.
Si passa all'emendamento 1 Gov. R37, a firma del Governo
(Reiterate proteste dai banchi del centro-destra)
MUSUMECI. Signor Presidente, la sua interpretazione merita
rispetto, ma anche quella dell'opposizione.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, quando ci sarà la questione, quando
verrà posta, lo solleveremo il problema. Scusate un po' di calma,
era chiaro che si poneva il problema, scusate. Siamo al comma 7 un
po' di pazienza. Ma sul comma 6 siamo andati avanti, perché è stata
bocciata al soppressione. Come no? E' stata bocciata la
soppressione. Non c'è un problema di coordinamento, se poi il
problema si vuole risolvere rispetto al voto di ieri, quella sarà
una sede politica, ma non c'è alcuna connessione tra la votazione
di ieri, che riguardava l'estensione dei consorzi dei comuni dei
quali adesso fanno parte anche le città metropolitane, e le
funzioni che sono previste nel comma 6. Ma così è, onorevole
Falcone. Allora scusate non potete parlare tutti su questa vicenda,
onorevole Falcone un secondo solo, scusate. Allora parla solo uno,
solo ai fini della verbalizzazione non è altro.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io leggo solo il
comma 2, solo questo: Ciascuno dei liberi consorzi comunali è
composto dai comuni appartenenti alla corrispondente province
regionali, fatta eccezione per i comuni di Palermo, Catania e
Messina istituite in città metropolitane ai sensi dell'articolo 7 .
Quindi l'elezione di ieri fa cadere anche le previsioni
dell'articolo 7, non c'è dubbio. Ai sensi dell'articolo 7, i comuni
assumono la denominazione, ma quello taglia la testa al toro,
perché menziona l'aggancio al successivo articolo 7, e quindi la
votazione comprende anche quello
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 1 Gov.
R33, che prevede la soppressione del comma 7.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1 Gov R33
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1 Gov R33.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 81
Maggioranza 41
Favorevoli 21
Contrari 50
(Non è approvato)
Si passa al sub emendamento 1 GOV R37, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, intervengo soltanto per avere
chiarito dal Governo il senso di questo sub emendamento, perché il
comma 7 ci sembrava, ancorché incompleto, comunque razionale; ma
qual è il senso di questo sub emendamento che prevede la
soppressione di tre quarti del comma 7? L'Assessore può fornire un
chiarimento in tal senso?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
La soppressione che abbiamo indicato deriva da una verifica che
abbiamo fatto, per cui il comma con l'inciso potrebbe portare dei
problemi di incostituzionalità che, invece, vengono superati se
togliamo questa parte e ci limitiamo a precisare che i liberi
consorzi continueranno ad utilizzare risorse finanziarie e i
materiali umani delle corrispondenti Province regionali. Quindi, è
un emendamento tecnico che, però, elimina problemi di
incostituzionalità.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutte le ragioni
politiche vengono superate da un principio: la salvaguardia dei
livelli occupazionali. E allora, l'inciso che si vuole eliminare,
che si vuole espungere dalla norma recita testualmente così:
Continuano ad avvalersi nei limiti delle disponibilità finanziarie
i servizi svolti da società interamente partecipate, garantendo la
continuità dei rapporti contrattuali in essere alla data di entrata
in vigore della presente legge .
Io voglio capire, e il Governo qui deve prendere un impegno
solenne, se il regalo nascosto nei liberi Consorzi dei Comuni mette
a repentaglio i livelli occupazionali oppure no, perché noi
rispetto ad un pericolo del genere, altro che problema di
costituzionalità I regali che questo Governo ci ha fatto sono già
tanti
Invito il Presidente della Regione ad assumere un impegno preciso,
solenne, e a spiegare come, nel momento in cui dovessero essere
approvati i liberi Consorzi dei Comuni, i livelli occupazionali
verranno mantenuti e la gente, padri e madri di famiglia, non
rischieranno di andare a casa. Dopo che ce lo spiegheranno, ci
determineremo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, la soppressione è necessaria per un fatto tecnico,
normale. I Consorzi non ereditano le funzioni, le obbligazioni
delle Province, tanto è vero che razionalmente la legge prevede una
sorta di gestione anche parallela. Intanto, questo avviene nella
fase di start up, dove i Consorzi subentrano nella Provincia;
infatti, la questione metropolitana si pone nello start up. Se poi
guardate le altre norme, ci sono le fasi in cui le città
metropolitane si costituiscono, però di questo ne voglio parlare
dopo quando sarà il momento. Però, in questo caso è evidente che
c'è l'impegno del Governo a mantenere tutti gli impegni
occupazionali, ma che non possano gravare sui Consorzi che sono
organismi che non avranno le stesse funzioni delle Province.
Nella legge successiva, in cui verranno stabiliti lo svuotamento
dei poteri delle Province, il trasferimento delle funzioni, la
trattativa con il Governo nazionale in merito ai trasferimenti e
garanzie occupazionali, è chiaro che noi non smontiamo nulla fino a
quando non ci sono sul piano concreto e operativo è chiarita tutta
questa fusione rispetto alla quale abbiamo già avuto rassicurazioni
anche scritte da parte del Ministro Del Rio.
Per cui, è evidente che verrà definita tutta questa vicenda. A chi
andranno a finire le strade provinciali? Chi gestirà le strade
provinciali gestirà anche i rapporti precedenti. A chi va la
manutenzione delle scuole? A chi andrà la manutenzione delle
scuole, probabilmente andrà ai comuni, si incardineranno i
contratti. Invece la norma, così come era scritta, sembrava
incardinare aspetti di contratti assunti dalle Province in modo sic
et simpliciter trasferiti ai Consorzi quando ancora non abbiamo
trasferito quelle funzioni.
Quindi, questa vicenda potrà essere affrontata nella legge
successiva e non adesso dove non si tocca l'impalcatura delle
Province e, quindi, non si tocca nulla dal punto di vista
occupazionale e contrattuale.
CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASCIO Francesco. Signor Presidente, io mi sforzo di capire ma non
riesco a comprendere il destino che faranno alcune unità di
personale.
Adesso, faccio un esempio pratico. Se passasse questo emendamento
del Governo il comma 7 dell'articolo 1 diventerebbe in questo modo:
I liberi Consorzi continuano ad utilizzare le risorse finanziarie,
materiali ed umane già di spettanza delle corrispondenti Province
regionali .
Considerato che esistono una serie di società partecipate delle
Province regionali, interamente partecipate che gestiscono
determinati servizi da 15, 20, 18 anni, queste società interamente
partecipate dalla Provincia, ne conosco una a Palermo, Palermo
Energia credo che si chiami - o Palermo Ambiente, non ricordo
bene -, che ha 140 dipendenti a tempo indeterminato, questo
personale, che fine fa?
Faccio una domanda precisa per evitare di parlare del sesso degli
angeli; a Catania ce ne sono 4, questo personale che fine fa? Siamo
in grado di prendere un impegno sulle garanzie occupazionali di
questo personale?
Non è il caso di inserire, oggi, in una proposta di legge, in un
disegno di legge, una salvaguardia per queste unità di personale
per evitare di trovarci tra un mese a non capire che fine fanno
queste persone?
Il problema di non inserire, oggi, qualcosa che riguardi il
destino di questo personale ci porterà, inevitabilmente, tra un
mese, due mesi, alla scadenza della nomina dei commissari, a
sforzarci di capire che fine faranno queste persone. Siccome
parliamo di migliaia di persone in ambito regionale, io mi domando
se non sia il caso di inserire, in questo articolo, invece, una
clausola di salvaguardia perché ci troveremo davanti ad un problema
che inevitabilmente il Governo ed il Parlamento dovranno
affrontare, anche in questa occasione, in una situazione
emergenziale, mentre oggi l'emergenza ancora non c'è e ce ne
potremmo occupare in una fase ordinaria.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la presentazione di questo
subemendamento da parte del Governo, obiettivamente, mette in
difficoltà questa Presidenza perché riapre i termini di discussione
anche a favore di coloro che già erano intervenuti sull'articolo 1.
Questo per chiarezza. Io non voglio contingentare i tempi.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ho chiesto di parlare perché c'è il rischio che si crei
un equivoco e, soprattutto, che si faccia per eccesso di amore, si
finisce per abbracciare e soffocare ciò che amiamo.
Il punto è questo: con il comma 6 abbiamo già visto che i liberi
Consorzi continuano a esercitare le funzioni già attribuite alle
Province. Con il comma 7 diciamo I liberi Consorzi continuano ad
utilizzare le risorse finanziarie, materiali e umane già di
spettanza delle corrispondenti Province regionali .
Perché si è posta la necessità di predisporre un emendamento che
fermasse lì la norma? Perché se volessimo attribuire ai liberi
Consorzi anche i rapporti giuridici fatti dalle Province, noi
rischiamo di incorrere ad una violazione di norma che potrebbe
essere oggetto di impugnativa, e questo sì che farebbe danni alle
cosiddette società partecipate.
Nella dizione generica che nelle more della nuova legge - cioè la
legge di cui all'articolo 2, comma 4 - i liberi Consorzi continuano
a fare ciò che facevano le Province, si intende anche i rapporti
che le Province avevano attraverso le società partecipate,
interamente partecipate dalle Province, i rapporti in house.
Quindi, è evidente che la norma si è fermata lì non per impedire
alle società di svolgere e di continuare e svolgere le attività, ma
per garantire, attraverso il principio della mera sostituzione
delle competenze delle Province ai liberi Consorzi, le attività che
svolgevano prima i liberi Consorzi. Non è una norma improvvisata, è
una norma che è stata valutata e studiata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono diversi deputati che si
iscrivono a parlare per la prima volta, quindi parleranno
sull'intero articolo 1; però, sulla base del subemendamento, che
rappresenta una novità, hanno diritto di intervenire possibilmente
nel limite di due minuti.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, comprendiamo e comprendo le
preoccupazioni e le motivazioni di questo subemendamento, però
riteniamo che sia opportuno che, oltre alle parole, rimanga
traccia.
Ed allora, potrebbe essere importante la predisposizione di un
ordine del giorno - presentato adeguatamente - da votare ora,
significa in approvazione immediata con questo testo, con
l'articolo 1, affinché lasciamo traccia e ci sia un segnale di
impegno politico del Governo e dell'Aula - chiaramente di
assunzione di responsabilità - per garantire serenità a migliaia di
lavoratori, non soltanto quelli della Provincia di Palermo, ma
anche di altre Province.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, stavo intervenendo dalla postazione
della Commissione perché su questo punto volevo intervenire come
componente e vicepresidente della I Commissione per una ragione
semplice: questo punto è stato oggetto di lunga trattazione in
quella Commissione ed io mi sarei aspettato, forse, di veder
bocciato un subemendamento dalle stesse caratteristiche che avevo
presentato sulle società partecipate in house cento per cento e non
certo mi sarei aspettato che il Governo ritirasse un subemendamento
che aveva fatto suo, perché a questo punto del comma 7
dell'articolo 1, in realtà, il Governo era arrivato con una sua
determinazione a seguito di una lunga discussione fatta in I
Commissione. Da questo comma e a causa del ritiro di questo
subemendamento rischiano di saltare una serie di categorie che sono
i dipendenti dei licei musicali, ma soprattutto delle società
partecipate.
Più volte nella trattazione di questo testo se n'è fatto
riferimento: Catania ne ha quattro, Palermo ha la Palermo Energia
con oltre 150 famiglie. Una società partecipata in house,
peraltro, rispetto alla quale il Commissario straordinario ad oggi
ha già preso degli impegni rispetto ad una diversificazione delle
attività da porre in essere.
Si è pensato ad una trasformazione delle attività da realizzare
attraverso cartellonistica, attraverso attività di monitoraggio che
riguardano anche le strade provinciali; una serie di iniziative che
prevedranno un rientro, un fare cassa per queste società
partecipate.
Allora, io non capisco perché il Governo si ostini a non voler
garantire e tutelare questi posti di lavoro. Non mi si può dire che
si teme che il Commissario dello Stato potrà impugnare.
Io, oggi, preferisco che venga messa questa postilla, che questo
aspetto venga sottolineato, che rimanga all'interno dell'articolo e
non credo affatto, perché questo è un aspetto che abbiamo
sviscerato in Commissione.
Quindi, Assessore la prego, questo subemendamento non lo deve
presentare, le chiedo di ritirarlo perché è un subemendamento che
pone un sistema di garanzia per questi dipendenti.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
leggere il comma 8, perché un articolo ha una sua logica e vorrei
chiedere l'ausilio dei miei colleghi giuristi componenti delle
minoranze: Al personale dei liberi Consorzi comunali è confermato
lo status giuridico ed economico già in godimento presso le
province regionali .
Assessore, la mia preoccupazione è quella che l'onorevole Cascio
abbia ragione. E lo sa perché? Perché con questa modifica voi non
solo non specificate cosa fate del personale delle società
partecipate, ma è da intendersi l'articolo 7 così come modificato
di personale interno alle Province. Questo articolo così si
riferisce solamente al personale delle Province.
Io vorrei che fosse chiaro: I liberi Consorzi continuano ad
utilizzare risorse finanziarie in materia già in spettanza alle
corrispondenti Province .
Il personale delle società partecipate non è di spettanza in modo
permanente alle Province, perché domani mattina se le Province
dovessero rimanere o i liberi Consorzi tranquillamente la Provincia
ha facoltà e potere di regolamentare il personale presso le società
in modo del tutto separato, diversamente si applica la norma al
personale che è di ruolo presso le Province. Quindi, voi così state
facendo più danno, state salvaguardando, a vostro modo di vedere, a
parole ma non concretamente, perché così voi diremmo noi a Palermo,
vi date la zappa sui piedi . Oggi, con questo subemendamento
state specificando che si parla solo di personale in capo, cioè
all'interno di ruolo delle Province.
Io vi suggerirei, Assessore, di ritirare l'articolo 7. Scusate, se
è così, che già c'è un automatismo sulle competenze delle Province
per cui le Province da domani mattina o liberi Consorzi
continueranno a fare quello che è di loro competenza perché lo
dovete specificare per legge? Perché questa esclusione-inclusione?
E poi, ci tenete a specificare che le Province continueranno a fare
tutto quello che hanno fatto Ancora non ci avete spiegato allora
che cavolo stiamo facendo noi in Assemblea E la prova è che dite
no all'elezione diretta.
Quindi, il vostro modo di vedere questa norma, ma io voglio la
norma Assessore, io non la voglio bloccare la trattazione e l'iter
della norma, però voi vi state accanendo solo con gli organismi di
partecipazione democratica, perché poi in tutte le salse ribadite
che le società partecipate rimangono così, che il personale rimane
così, che i trasferimenti rimangono uguali, che faranno le stesse
cose, non ci aggiungete o togliete la competenza né in più ne in
meno, togliete solo i consiglieri provinciali e i presidenti delle
Province.
FAZIO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, la prego solo un attimo di attenzione,
nient'altro, non mi sarei permesso di intervenire se non,
ovviamente, per sottoporre alla vostra attenzione un mio
emendamento che, forse, potrebbe risolvere il problema che è stato
evidenziato.
L'emendamento in questione è relativo all'articolo 10. Perché
all'articolo 10? Perché sulla base della prospettazione, appunto,
del Governo, il Governo in questa fase e in questo momento non
individua e non procede ad assegnare ai liberi Consorzi dei Comuni
le competenze specifiche che poi andranno ad esercitare. E se voi
vedete l'articolo 10 pertanto procede ad effettuare un rinvio ad
una successiva norma che dovrebbe in qualche modo poi intervenire
nel disciplinare le materie di competenza dei liberi Consorzi dei
Comuni.
Proprio perché preoccupato e ho visto, non da solo ma insieme ai
miei colleghi, quello che potrebbe accadere nei confronti,
soprattutto, delle partecipate, perché credo che non possiamo e non
dobbiamo porci il problema occupazionale dei dipendenti
direttamente occupati dalla Provincia regionale ma anche degli
occupati che, bene o male, sono e si trovano nell'ambito di enti ed
istituzioni controllati e partecipati dalla medesima Provincia
regionale, e se non interveniamo, a dare loro un minimo di
assicurazione, ovviamente, ne avranno delle ripercussioni in
termini negativi. Credo che questo sia chiaro a tutti.
Il problema, quindi, non è e non si pone, semplicemente e
solamente, per i cosiddetti dipendenti diretti della Provincia, ma
le conseguenze non possono non gravare anche nei confronti di quei
dipendenti che direttamente non dipendono dalla Provincia, ma dalle
partecipate della Provincia regionale. Ed abbiamo visto ed abbiamo
ascoltato che, nell'ambito del territorio della Regione, ce ne sono
tante e tantissime. Dall'altra parte, però, almeno per quello che
mi riguarda, non mi sono sentito di imbarcare nell'ambito del nuovo
organismo, di tutti quelle partecipate, molte delle volte, inutili
che, a mio avviso, non farebbero altro che, soprattutto nella fase
iniziale, aggravare la situazione economica ed anche dal punto di
vista prettamente occupazionale.
Postomi questo problema, ho tentato di risolverlo, soprattutto
formulando questo emendamento, dando, ovviamente, priorità, ma non
solo dando priorità, dando anche la capacità di scelta a chi?
All'organismo rappresentativo. Mi riferisco in maniera particolare
all'assemblea dei liberi Consorzi dei Comuni e, ovviamente, laddove
in qualche modo la legge prevedeva le città metropolitane, alla
conferenza che è l'organo, in qualche modo, rappresentativo.
Questa, sulla base dell'emendamento, avrà la possibilità di
verificare quale e quali enti o partecipate meritano attenzione e
meritano anche di essere, in qualche modo, recuperati nell'ambito,
appunto, del libero Consorzio dei Comuni.
Mi riferisco in maniera particolare, almeno per quel che riguarda
la mia provincia, all' Airgest , che si occupa, ovviamente, del
trasporto, ma, soprattutto, anche a tutta una serie di enti che
svolgono attività culturale, qual è, per esempio, il Libero
consorzio , la Biblioteca Fardelliana , che è, in qualche modo,
partner principale. Altra associazione che svolge attività
culturale il Luglio musicale e quant'altro, ma credo che debba
essere il libero Consorzio dei Comuni, l'assemblea a dover
decidere quali di questi far sopravvivere e quali, eventualmente,
sopprimere.
Peraltro, se è vero come è vero, a meno di una modifica all'ultimo
momento, che l'assemblea non è altro costruita dai sindaci, che
sono i rappresentanti del territorio dell'ex Provincia, meglio di
loro non possono valutare, ovviamente, questo percorso di
prosecuzione.
Credo, quindi, e cerco in qualche modo di sovvenire alle esigenze
che l'Aula ha manifestato e, soprattutto, alla grande
preoccupazione che l'Aula ha manifestato per quanto riguarda le
partecipate, con questo emendamento che troverete all'articolo 10,
individuato come 10.2.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
intervengo perché il tema è importante, sensibile, è stato
sollevato dal collega Cascio Francesco e mi pare di potere
impostare, con molta serenità, signor assessore, un ragionamento
che, forse, potrebbe aiutare.
E' sempre consigliabile, nell'interpretazione delle norme, il
criterio della interpretazione sistematica, coordinata,
possibilmente unitaria.
Leggo, infatti, in maniera sistematica ed unitaria, i commi 6, 7
ed 8 del disegno di legge, che nella loro sistematicità ed
unitarietà, ritengo affrontino il problema dell'organizzazione del
nuovo ente intermedio.
Si tratta all'articolo 6 delle funzioni, agli articoli 7 e 8 delle
risorse umane, delle risorse finanziarie, delle risorse materiali
persino della utilizzazioni delle sedi e infine all'articolo 8 si
ritiene da parte del Governo proponente di precisare come lo status
giuridico, quindi normativo, del personale rimanga tale e quale
quello che il personale medesimo riveste e di cui gode fino al
momento dell'entrata in vigore di questa legge.
Allora, escludere il personale delle società strumentali o
partecipate di cui fino a questo momento le Province si avvalgono,
rimarrà un peso anche per le successive normazioni nel settore. Se
si include tutto agli articoli 6, 7 e 8 e si esclude la sorte del
personale delle partecipate, la sorte del personale delle
partecipate non potrà più essere ripresa con una normazione
successiva, perché la volontà l'avremmo espressa nel momento in cui
adottiamo e approviamo questa norma.
Io non vedo profili di incostituzionalità inserendo quelle frasi,
quella allocuzione che era stata, credo con una certa saggezza,
inserita originariamente nel testo e cioè la possibilità che i
nuovi enti possano continuare ad avvalersi nei limiti delle
disponibilità finanziaria dei servizi svolti da società interamente
partecipate. Perché escluderle adesso? E' adesso che si consuma,
semmai, uno strappo costituzionale Perché il personale delle
Province viene garantito e il personale delle partecipate non viene
garantito. Si tratta di alcune centinaia forse di alcune migliaia
di persone che non troveranno più tutela normativa, perché noi
approvando l'emendamento del Governo escluderemmo questo personale.
Io chiedo, quindi, al Governo o di ritirare l'emendamento
soppressivo o di volere ancora meglio specificare la possibilità
che i nuovi enti possano avere di utilizzare questo personale
secondo i contratti vigenti al momento dell'entrata in vigore della
legge.
PRESIDENTE: Onorevoli colleghi, prima dell'intervento
dell'onorevole Malafarina, voglio leggere un ordine del giorno,
presentato da tutti i capigruppo, primo firmatario l'onorevole
Cordaro se non erro, che potrebbe risolvere la questione. Ne do
lettura:
L'Assemblea regionale siciliana impegna il Governo, nelle more
dell'approvazione del disegno di legge sui liberi Consorzi dei
Comuni e nel prosieguo in sede di applicazione, a continuare ad
avvalersi dei servizi svolti da società interamente partecipate,
garantendo la continuità dei rapporti in essere alla data di
entrata in vigore della presente legge .
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, il Governo
condivide e fa proprio l'ordine del giorno, ritenendo che le
garanzie occupazionali e la salvaguardia dei posti di lavoro sono
l'obiettivo principale da tenere conto e che nel fare la riforma si
terrà conto prioritariamente di tutto questo.
PRESIDENTE. C'è un adesione da parte del Governo, lo metteremo
quindi in votazione, così come previsto dal Regolamento, alla fine
della discussione dell'intero disegno di legge.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor presidente, onorevoli colleghi, quello che
volevo dire è esattamente quello che si sta dicendo, nel senso che
l'emendamento evidentemente è stato ritirato dal Governo per degli
ovvi motivi, l'ordine del giorno credo che abbia la condivisione
unanime di tutta l'Assemblea. Invito i colleghi deputati a farlo
proprio e a votarlo all'unanimità, nell'interesse di diverse
centinaia di lavoratori che attendono una risposta.
Il Governo ha sempre detto che salvaguarda i livelli
occupazionali. L'impegno che ha assunto il Presidente Crocetta un
minuto fa, conferma il suo impegno, invito l'Assemblea a votare
all'unanimità questo ordine del giorno a garanzia e a tutela dei
centinaia di lavoratori che aspettano una risposta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ha preceduto il
Presidente Crocetta. L'argomento del personale delle province
regionali e delle società partecipate, a mio avviso, è un argomento
troppo importante, troppo delicato, e rappresenta il fulcro della
norma.
Signor Presidente, io sono contento che lei abbia preso questo
impegno di mantenere la garanzia dei livelli occupazionali, però
sono un po' testardo. Limitarci a trattare questo argomento
attraverso un ordine del giorno, che spesso diventa carta straccia,
o attraverso un impegno solenne che, qualche volta, può essere
anche oggetto di qualche dimenticanza. E per questo volevo invitare
nuovamente l'assessore a valutare attentamente se ci sono le
condizioni affinché questo argomento, l'argomento del personale,
possa essere trattato tecnicamente attraverso l'inserimento in
qualche emendamento, all'interno del corpo normativo. Perché,
signor Presidente, signor assessore, ho visto diversi dipendenti
della provincia regionale di Palermo, assistere con grande
preoccupazione a diverse nostre sedute. Mi fa piacere che il
Presidente li abbia rassicurati oggi, perché sono persone che
devono portare anche loro il pane a casa, e che vivono questa
riforma con grande preoccupazione.
E allora, vi invito nuovamente, se possibile - anche sospendendo
per qualche minuto la seduta - a trovare la soluzione per inserire
la tutela dei livelli occupazionali anche delle società partecipate
all'interno del testo.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Tamajo, per
tranquillizzare questo personale, preciso che questa riforma non
tocca l'assetto attuale della Provincia, per il semplice motivo che
non toglie le funzioni che ha in questo momento, che saranno invece
oggetto specifico della legge successiva. Quindi, non è in questa
legge che bisogna inserire quello che lei chiede, perché è già
chiaro.
Da quando verrà costituito il consorzio, il consorzio subentra ai
commissari, e subentra in tutte le obbligazioni dell'assetto della
provincia e, fino a quando non si costituiranno i consorzi, non si
faranno le nuove leggi attuative, quindi non cambia nulla.
Da un punto di vista politico, c'è oggi l'impegno, con questo
ordine del giorno dell'Assemblea e del Governo, a tenerne conto nei
disegni di legge successivi. Ripeto, in questo momento non c'è
alcun pericolo. Inoltre, fino a quando noi non avremo la
rassicurazione dei trasferimenti dei fondi da parte dello Stato per
il pagamento dei dipendenti, noi non modifichiamo nessun rapporto
di lavoro e nessuna funzione, perché sicuramente siamo interessati,
quanto i lavoratori, a mantenere, sia i livelli occupazionali, sia
ad avere dallo Stato i trasferimenti che attualmente abbiamo.
La questione tecnica della soppressione di questa parte è legata
esclusivamente al fatto di non avere una impugnativa costituzionale
di questo emendamento. Quello sì che peggiorerebbe le cose, perché
le renderebbe poi impossibili. Così chiariamo definitivamente la
questione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha
facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il
Governo, l'assessore, siano in perfetta buona fede anche perché
avevo proposto una audizione in Commissione e, su mia proposta,
l'assessore aveva inserito la salvaguardia di questo personale.
Se oggi il Governo cambia posizione ci devono sicuramente essere
dei motivi validi e concreti però, assessore, ci dobbiamo sforzare
di trovare una soluzione alternativa. Quando si è inserita la norma
di salvaguardia delle partecipate al 100 per cento, perché questo
personale è assunto a tempo indeterminato nelle partecipate
pubbliche, quindi a totale competenza delle province, poiché alla
fine le province utilizzano questo personale per i servizi, i
consorzi dei comuni potrebbero pure non utilizzarlo, o comunque non
hanno l'obbligo di utilizzarlo.
Pertanto, sarebbe opportuno inserire una norma che consenta la
salvaguardia di questo personale; i consorzi devono avere l'obbligo
di utilizzare questo personale. E dico questo perché, nel momento
in cui i consorzi decidono di fare altro, noi non possiamo più
intervenire, non possiamo più fare niente per queste persone.
Vediamo dunque di trovare una formula che garantisca questo
personale, perché trasferire le competenze non significa che i
consorzi assumono la obbligatorietà di fare questo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, nella sua ansia di appoggiare il
Governo, mi intratteneva per impedirmi di parlare Non la facevo
così tosto nel difendere questo Governo, che è indifendibile
Signor Presidente, rispetto alle dichiarazioni che ci tocca
ascoltare in quest'Aula, la convinzione che già avevamo
abbondantemente maturato durante tutto l'iter in Commissione e
durante tutte le discussioni in Aula, si rafforza anziché
affievolirsi. Come fa un Presidente della Regione a dichiarare
contemporaneamente e contestualmente, con qualche frazione di
secondo che interviene fra il contemporaneo e il contestuale - come
dire ora o subito - che questa è una legge transitoria, una sorta
di cornice, e le province continueranno transitoriamente ad
esercitare le funzioni perché qualcuno lo deve fare, nelle more.
Contemporaneamente, dichiarare e scrivere nella legge che tutte le
funzioni saranno trasferite ai consorzi che nascono e quindi c'è un
dettaglio, articolo per articolo, comma per comma, assolutamente
forte che va a delimitare tutte le funzioni che vengono trasferite
e poi dire che queste cose le stabiliremo altrove.
E' una contraddizione in termini quando il Presidente Crocetta
dice che queste cose le stabiliremo con legge successiva . E'
un'affermazione che poteva fare qualora questa fosse stata
realmente una legge cornice che stabiliva solo, rimandando ad altra
legge, la volontà di istituire liberi consorzi, rimandando tutto a
dopo. Ma questa è una legge che entra nel dettaglio per cui, nel
momento in cui si espunge dalla legge questo personale, questo
personale non potrà più rientrare e le spiego pure perché.
Siccome questa è una legge di dettaglio, con l'articolo 7 e 8 si
fa riferimento certamente a personale interno della provincia; è
chiaro, è pacifico che si fa riferimento a personale interno, e
quindi queste migliaia di persone saranno a casa, è bene che lo
sappiate tutti
Vi porto solo l'esempio di quello che è accaduto a Genova, nel
momento in cui il comune, il sindaco di Genova aveva inteso porre
mano alla Società partecipata al trasporto pubblico per
razionalizzarla. E' accaduto l'inferno per una settimana ed ha
dovuto in qualche modo fare marcia indietro, ma è comunque un
fronte rimasto aperto, una spina nel fianco di chi deve decidere la
sorte di quelle persone. La verità è che si è voluta una legge
manifesto solo ed esclusivamente per poter dichiarare sulla stampa
che noi eravamo i primi a fare la riforma.
Se il Governo nazionale o tutti i soloni dal Corriere della Sera
in poi, da alcuni anni che predicano che bisogna risparmiare, se
per risparmiare intendono licenziare le persone, non c'è dubbio che
il risparmio si può fare.
Se noi licenziamo due, tre, quattro milioni di cittadini in
Italia, certamente risaniamo il bilancio. M è questo che vogliamo?
Se è questo che vogliamo, e ritengo che certi ambienti finanziari,
di finanza nazionale ed internazionale, vogliono esattamente questo
e alludono esattamente a questo quando portano l'attacco alla
politica e alle istituzioni della politica, io penso che questa
Assemblea deve riflettere a lungo su dove ci porterà l'approvazione
di una norma che è confusa, contraddittoria, densa di ricadute
negative ed assolutamente fumosa nello specificare come si farà ad
organizzare il territorio.
Questo emendamento è pericolo, signor Presidente, perché una volta
votato è legge, e l'Assemblea, una volta che si esprime su questo
emendamento, non potrà più rientrare per salvarlo, e questo
personale si avventerà a quello delle province. Qualcuno dovrà
spiegarci, una volta abolite le province, come faranno a
ricollocare il personale, in quali enti, con quali mansioni, e con
quale inquadramento, la qual cosa non è spiegabile perché non è
supportata dalla legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione del sub
emendamento 1 Gov. R37 del Governo. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 1GovR37
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del sub
emendamento 1GovR37.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 79
Maggioranza 40
Favorevoli 51
Contrari 28
Astenuti 0
(E' approvato)
PRESIDENTE. I subemendamento 1GovR34 e 1GovR36 sono preclusi.
Si passa al subemendamento 1GovR35, dell'onorevole Formica.
FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il subemendamento 1GovR.12 è inammissibile
Pongo in votazione la riscrittura dell'articolo 1 così come
sostituito ed emendato.
FORMICA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1:GOV.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento di riscrittura dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 80
Maggioranza 41
Favorevoli 55
Contrari 25
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti presentati all'articolo
1 sono decaduti.
Sospendo brevemente la seduta per raccordarci sul percorso da
seguire.
(La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 19.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Adesione ad altro libero consorzio comunale
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i comuni appartenenti ad un libero consorzio, con
deliberazione del consiglio comunale adottata a maggioranza
assoluta dei componenti, possono aderire ad altro libero consorzio
che abbia continuità territoriale con il comune interessato.
2. Non è ammessa l'adesione di un comune ad altro libero consorzio
qualora, per effetto del distacco, la popolazione del libero
consorzio di provenienza subisca una riduzione in misura superiore
al venti per cento rispetto alla popolazione dello stesso libero
consorzio quale risultante dai dati dell'ultimo censimento
ufficiale.
3. La delibera del consiglio comunale è trasmessa all'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica per la
verifica della sussistenza dei requisiti di cui al presente
articolo. Accertata la sussistenza dei predetti requisiti,
l'Assessorato forma un elenco delle delibere pervenute, ordinate
secondo la data di ricevimento, che è pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana e sul sito istituzionale. In caso
di ricevimento nello stesso giorno, precede nell'elenco la delibera
del comune più popoloso.
4. Decorso il termine di cui al comma 1, il Governo della Regione
presenta all'Assemblea regionale siciliana il disegno di legge di
modifica dei territori dei liberi consorzi ai sensi del presente
articolo, sulla base delle delibere per le quali sia stata
accertata la conformità alle disposizioni di legge. Al fine di
assicurare il rispetto delle disposizioni di cui al comma 2, si
tiene conto dell'ordine delle delibere quale risultante dall'elenco
di cui al comma 3.
5. Il disegno di legge di cui al comma 4 prevede, altresì, le
modifiche dei territori dei liberi consorzi comunali conseguenti
all'eventuale adesione di comuni alle Città metropolitane ai sensi
dell'articolo 9.».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
2GOVR33.1.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, vorrei da lei lumi su come ci
accingiamo a proseguire i lavori d'Aula questa sera.
Le dico questo, intanto perché lei aveva sospeso la seduta per
motivare quelle che erano le determinazioni da assumere circa il
prosieguo dei lavori, ed in secondo luogo, vorrei far notare che in
seguito all'esito della votazione di ieri si sono determinate delle
condizioni di incongruità - per non dire altro - di assoluta
inefficacia, di assoluta pretestuosità del disegno di legge che si
vuole portare avanti. Con la votazione di ieri viene a cadere uno
dei pochi motivi a supporto e a suffragio, che potevano supportare
questo obbrobrio di legge, e mi riferisco alle città metropolitane.
Siccome la problematica che inerisce questo provvedimento è molto
seria, io ritengo che noi dovremmo aggiornare i lavori a domani e
vedere, nel frattempo, possibilmente nella giornata di domani, di
arrivare ad una soluzione per evitare altri inciampi, ma
soprattutto per vedere come risistemare la questione delle città
metropolitane.
Continuare ad oltranza, signor Presidente, ritengo sia non solo
sbagliato, ma anche controproducente per gli effetti che si voglio
raggiungere, perché il rischio forte è che ci troviamo in una
situazione in cui si possono creare altri inciampi o, addirittura,
si possono esacerbare le posizioni fino al punto tale che potrebbe
essere difficile persino trovare una soluzione.
Quindi io la inviterei a stabilire un orario certo entro cui
chiudere la seduta di stasera e, possibilmente, il rinvio a domani
mattina e vedere nella giornata di domani come potere risolvere le
criticità presenti ed evitare ulteriori contrapposizioni che
rendano di fatto impossibile la soluzione dei problemi gravi che si
sono determinati in seguito al voto di ieri.
E' inutile che mi dilunghi sull'articolo 2, a parte il fatto che
con il voto di ieri viene a cadere, secondo me, anche l'impalcatura
di questo articolo, perché il voto di ieri ha previsto una nuova
configurazione dei Consorzi - io gli sto dando una rapida lettura
ora, mentre parlo con lei -, di fatto ci sono una serie di
previsioni che sono ormai superate, decadute ed incompatibili
proprio per la previsione dei 150 mila abitanti.
PANARELLO. L'onorevole Formica quanto può parlare?
FORMICA. Signor Presidente, ripeto, dando un'occhiata rapida,
considerato che ieri si è votato che i Consorzi devono prendere
tutti i Comuni che facevano parte delle Province, se non ricordo
male, ora si parla di 150 mila abitanti, di Consorzi di adesione ad
altri Comuni, non le sfuggirà, quindi, l'esigenza di una pausa di
riflessione e di coordinamento
Mi chiedo cosa c'entri, con il voto di ieri, il tetto dei 150
mila, se si è detto che i Comuni che fanno parte dei nuovi Consorzi
devono essere tutti i Comuni che facevano parte delle Province, mi
chiedo di cosa si stia parlando.
La pausa di riflessione si impone per coordinare il testo, non
possiamo andare avanti con pastrocchi, è un Parlamento E' un
Parlamento Non è un consiglio di condominio E' un Parlamento,
signor Presidente e lei è un Presidente di prestigio perché è
attento alle regole
PRESIDENTE. Ricordo che la discussione è aperta sull'articolo 2,
per quanto riguarda i tempi - così è chiaro a tutti -mi auguro che
si possa approvare stasera, in tempi brevissimi, proprio questo
articolo, sospendere e riprendere possibilmente domani mattina.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, l'augurio suo è anche il nostro se non
fosse che all'articolo 2 ci sono circa 60 emendamenti e 60
emendamenti con 60 voti segreti - perché credo che questa sia la
volontà di gran parte dell'Aula - con circa un minuto ad
emendamento, ho fatto i conti, sono stato bravo a fare i conti con
il pallottoliere durante la Finanziaria, poi purtroppo non mi
sbagliavo, ma quello che più conta, signor Presidente, è che, al
netto della possibilità che personalmente ho e della volontà che ho
di discutere sull'articolo 2, credo che lei in questo momento debba
cogliere quelle che poi non sono neanche tanto velate sfumature
rispetto a quello che sta accadendo in Aula.
Se per un verso l'atteggiamento del PD non può che essere quello
di una volontà formale a continuare, le posso garantire che gran
parte dei suoi componenti si sentirebbe sollevato se lei decidesse
di fermare i lavori e di rinviare a domani perché è evidente che vi
h un momento di riflessione necessaria rispetto ad un dato che non
è soltanto quello numerico, poiché con l'approvazione
dell'emendamento di ieri, le città metropolitane, qualora venissero
istituite con l'approvazione dell'articolo 7, finirebbero per
essere all'interno dei liberi Consorzi dei Comuni.
Onorevoli colleghi, temo che molti di voi, anzi che molti di noi
-mi ci metto pure io e sono sicuro di non toccare la suscettibilità
di nessuno - non abbiamo compreso cosa significhi il voto di ieri.
Qua c'è la volontà di stracciarsi le vesti per una battaglia
epocale: l'istituzione delle città metropolitane.
Al netto delle argomentazioni, sostenute, secondo me, con senso
dai colleghi Formica e Falcone, qualche minuto fa, bisogna dire la
verità e cioè che ad oggi le città metropolitane, qualora dovesse
essere approvato il resto del disegno di legge, così come è stato
redatto, sono all'interno dei liberi Consorzi dei Comuni, questo
significa non tanto e non solo che il numero centocinquantamila
diventa ridicolo anche solo a pronunciarsi, se pensiamo che il
libero Consorzio dei Comuni del palermitano finirebbe per mettere
insieme un milione e mezzo di abitanti, ma sono anche ai limiti
del ridicolo, rispetto al fatto che, con buona pace degli intenti
di tutti a partire dal Governo, qua si sta facendo semplicemente
un'operazione che finisce per ricalcare il vecchio schema delle
province, perché con questo metodo e con quel voto di ieri, non
potendosi distinguere i destini delle città metropolitane, delle
tre città metropolitane da quello dei liberi Consorzi dei Comuni,
con un tetto minimo di centocinquanta mila abitanti, stiamo
parlando di qualcosa che credo non sia stato compreso da tanti.
Vi chiedo, d'altro canto, d'immaginare se ciascun sindaco, a
seconda del colore politico della stagione, della maggioranza che
ha, possa determinarsi nella scelta del libero Consorzio dei Comuni
al quale aderire Ma è possibile pensare che oggi il Comune di
Castellamare decida di aderire al Consorzio di Partinico e fra tre
anni, siccome cambia il parere politico, cambia la convenienza, si
stacca da un Consorzio e deciderà di aderire al nuovo Consorzio di
Alcamo.
Mi chiedo di cosa si stia parlando, onorevoli colleghi Vi prego
di fare attenzione alle tecniche normative che prevedono regole
rigide al di là della volontà politica. Mi chiedo se si deve
approvare a tutti i costi l'articolo 2
Non intendo ancora parlare del Commissario dello Stato, perché non
voglio farvi rizzare i capelli, perché chissà cosa ne penserà
quest'ultimo quando si troverà al cospetto di quello che, con la
vostra volontà soprattutto, colleghi del PD, ci state imponendo.
Abbiamo fatto una richiesta di buon senso, vogliamo tirare fuori
un disegno di legge condiviso con le prerogative e con i principi
che abbiamo detto con chiarezza fin dall'inizio, ci state
costringendo a votare qualcosa che finirà per essere
un'arlecchinata normativa e la responsabilità sarà esclusivamente
vostra quando questa norma verrà massacrata sotto la falce del
Commissario dello Stato, la responsabilità sarà esclusivamente
vostra Stiamo parlando di una norma che non dà nessuna certezza
sul destino di qualcosa che non si capisce come si vuole comporre.
Rispetto a tutto questo, signor Presidente, all'inizio del mio
intervento, non voleva essere una battuta, il fatto che lei deve
cogliere, comunque, a mio modesto parere, gli umori dell'Aula,
perché mi rendo conto che tra quello che si vuole fare apparire e
quello che si pensa, a volte, non solo in politica, ma anche nella
vita, ci può essere una grande differenza.
E' evidente che se noi chiediamo al Presidente del gruppo Partito
Democratico se vuole continuare a lavorare o se vuole rinviare, è
chiaro che deve risponderle che vuole continuare a lavorare, ci
mancherebbe, ma mi chiedo per fare cosa, signor Presidente
Invito, allora, prima di votare l'articolo 2 - che determinerebbe,
per le premesse che ho fatto, relativamente alla struttura stessa
della norma, come devono essere concepiti i liberi consorzi dei
comuni o a cosa doveva starci dentro nell'idea della legge ed a
cosa c'è dentro in realtà, adesso ed anche rispetto a come devono
essere formati i liberi consorzi dei comuni - a fermare il gioco, a
fare una Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari anche
questa sera ed a riprendere i lavori domani, partendo dal
presupposto che i 60 emendamenti all'articolo 2 possono ridursi,
forse, a 2 o 3, rispetto ai quali potremmo votare o dividerci, ma
potremmo anche trovare una sintesi su questi.
Signor Presidente, quindi, siamo qui per continuare a fare la
nostra battaglia, che è una battaglia di principio, ma è una anche
una battaglia per scrivere una buona legge, viceversa, se dovessimo
trovare interlocutori sordi, continueremo ad attuare tutte le
metodiche e tutte le possibilità che il Regolamento d'Aula ci
fornisce.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
condivido quanto detto e richiesto da chi mi ha preceduto, dal
presidente Formica prima e dal presidente Cordaro dopo, e lo dico,
in maniera molto chiara, in quanto leggendo il testo, così come
riscritto da parte della Commissione, istituita all'uopo dal
Governo, ci si rende conto come è cambiata completamente, nel giro
di pochi giorni, la filosofia della linea, del percorso che il
Governo aveva intrapreso.
Il testo esitato dalla Commissione era quello che non allargava ad
altri consorzi, se non a quelli fissati nel numero di 9,
corrispondenti alle province regionali che avremmo dovuto
sopprimere e non perché le province, da un lato, venivano soppresse
e, dall'altro lato, dovevano rinascere sotto altra forma, sotto
altra denominazione, non veniva mutato il nomen iuris per non
mutare altro, ma per lasciare tutto così com'era, perché veniva
ritenuto di dover procedere, di dover istituire un ente intermedio,
con funzioni più leggere, se vogliamo, meno pletorico, che
razionalizzasse i costi, che rendessero efficienti i servizi.
Oggi, invece, ci accorgiamo che, nella riscrittura - in quella
riscrittura fatta dallo stesso Presidente della Commissione, in
quel tavolo, che venne strappato, quella riscrittura che venne
strappata e buttata sul tavolo a mo' di sfida nei confronti del
Presidente Crocetta durante un incontro, tant'è che noi,
dell'opposizione, abbiamo dovuto abbandonare la sala per una
questione di decenza - ci accorgiamo che oggi ci troviamo con un
emendamento di riscrittura che cambia completamente lo spirito, la
filosofia che tende quasi ad allargare tutto e tutti per una
proliferazione ulteriori di enti sovracomunali per potere, magari,
in quella logica perversa, ma secondo me con un sub strato
culturale di clientela del vecchio e becero sistema politico, nella
peggiore della eccezione del termine che alla stessa si vuole
attribuire, pensare di poter trovare, in un certo senso, non un
consenso, ma trovare un sostegno da parte delle forze politiche
che, in quel momento, si ritrovano ad essere interpreti dei bisogni
di un territorio sconfortato e scoraggiato da un'azione di Governo
inconcludente, me lo lasci passare, fino a questo momento
assolutamente fallimentare. Si è cercato di costruire un articolo
che potesse, alla bisogna, sostenere e interpretando quelle che
sono le aspettative tradite sino ad adesso dei vari territori,
immaginando a ciascuno di poter dare qualcosa in una distribuzione
di pane e pesci che alla fine non riuscirà a trovare, invece,
quella possibilità di accesso ad una proposta seria di concreta ed
efficace attività legislativa.
Ecco perché ad un emendamento di riscrittura piovono 60 o più
subemendamenti, con un rischio molto forte e fondato di scivolare
in una attività legislativa assolutamente contraddittoria e per
certi versi slegata l'uno dall'altro, un articolo rispetto
all'altro, un comma rispetto all'altro.
Immaginiamo per un attimo, voglio fare un salto pindarico,
all'articolo 7, immaginiamo se domani il Presidente dell'Assemblea
mettesse ai voti l'articolo 7 di questa legge, vorrei capire per
un attimo, sarei curioso, da cittadino, da legislatore, ma anche da
addetto ai lavori, di chi con diritto ogni tanto bazzica, come si
coordinerebbe l'articolo 7 con il resto della legge.
Quando l'articolo 7, al primo comma, recita che I comuni di
Catania, Palermo e Messina, assumono la denominazione di Città
metropolitane mi chiedo cosa significhi se a monte non c'è una
istituzione di questo nuovo organismo, di questo nuovo ente
intermedio Cosa significa Qual è il collegamento dell'articolo
7 se a monte, se all'origine non c'è stata la fonte da cui questo
articolo trae origine Pongo questo esempio, signor Presidente,
perché il rischio - così come l'ha detto l'onorevole Cordaro -
che corriamo è di fare una legge assolutamente confusionaria, che
non ha una logica, non c'è qua il soggetto, il predicato, il
complemento, non c'è. Il rischio è che ci troviamo a varare, ad
approvare una legge che ha un braccio, ma non l'altro, un arto
inferiore, ma magari allo stesso manca l'arto superiore.
Una legge che è stata fatta là, che nasce con tante imperfezioni,
potremmo dire, con qualche disabilità più o meno grave ed è questa
la logica dell'interesse della Sicilia o è la logica di un
interesse primario, caro Presidente, d'immagine, la sua logica, la
logica di uscire da questa stanza da questa sala, da questa Aula e
dire che la legge è approvata.
No, signor Presidente, noi la vogliamo aiutare a fare una legge
ordinata, a fare una legge ragionata, a fare una legge che possa
camminare perché diversamente avremmo e ci troveremmo una
produzione normativa, fino ad oggi fatta, che non sta procedendo.
Non a caso oggi, non l'ho detto io, ma lo dice anche la Conferenza
Episcopale, che punta il dito in maniera chiara sulla inattività e
inefficacia dell'azione di Governo, signor Presidente, non l'ho
detto io e lei era stato a richiamare qualche amico suo, alto
prelato, quando doveva asserire e sostenere anche le coppie di
fatto, avendo poi una smentita, ma questo poi è altro tema.
Signor Presidente Ardizzone, le chiedo di fermarci, non a caso io
ho fatto questa premessa perché dobbiamo oggi porci un
interrogativo, visto che non mi ha voluto fare entrare nel merito,
io lo prendo come intervento sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Lei sta intervenendo sull'articolo 2.
FALCONE. L'onorevole Formica, se legge il resoconto stenografico
si rende conto che non sono entrato nel merito, ma è altra materia.
Noi siamo favorevoli affinché l'Aula venga rinviata a domani, nel
frattempo, anche adesso, che si convochi una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per cercare di capire cosa si
vuole fare per cercare di correggere, se ci sono degli errori, e
per poter, da qui a qualche giorno, apprezzare una legge che deve
essere di riforma vera, ma nell'interesse non di una parte
politica, quanto della Sicilia.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 2 anche perché, contrariamente alla sua previsione,
non credo che sia un articolo sul quale si possa andare
allegramente verso la votazione perché è uno dei punti, a mio
parere, dolente di questo impianto normativo e su questo mi
permetta di richiamare l'attenzione di tutti i colleghi, ma
soprattutto dei colleghi del Movimento 5 Stelle, perché attraverso
questa norma noi rischiamo concretamente di moltiplicare gli enti
intermedi e di farli diventare da nove ad almeno ventidue e su
questo non c'è alibi di sorta.
Questo inevitabilmente comporterà una moltiplicazione dei centri
di spesa ed andrà nella direzione esattamente opposta a quella
sbandierata dal Governo, ma vi è di più, i criteri che possono
permettere questo gioco pernicioso del libera tutti sono
assolutamente irrazionali.
Basta, a parere del Governo, il requisito di comuni che,
complessivamente, raggiungono il numero minimo di 150 mila abitanti
per decidere di abbandonare il consorzio originario e darne vita ad
uno nuovo opportunamente dico alla Commissione, intervenuta col sub
emendamento oggi presentato all'Aula, che quanto meno cerca di
porre un limite a questo, nel senso di dire che qualora attraverso
la richiesta di altri comuni, di aderire, di uscire dal consorzio,
il consorzio originario scenda al di sotto dei 200 mila ciò non
sarà possibile e questo evidenzia ancora di più come il pericolo
venga avvertito anche da settori della maggioranza più
responsabili.
Altro elemento non tenuto nella dovuta considerazione è la
possibilità che questi orientamenti dipendano dalle maggioranze
politiche in quel momento esistenti e che, quindi, queste, che sono
decisioni che varranno per il futuro, dipendano invece dal
contingente, dall'attuale, dalla promiscuità o vicinanza tra
amministrazioni di comuni contigui. Questo è un rischio enorme.
Signor Presidente, l'ordinamento degli enti locali e tutti gli
statuti comunali prevedono già oggi la possibilità che un comune o
un territorio, una frazione di un comune, si stacchi per passare ad
un altro comune, ma non lo fa dipendere, signor Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, dalla volontà delle maggioranze in
quel momento esistente, ma subordina questa decisione ad un
referendum popolare tra tutti i cittadini
Voi che vi riempite la bocca di tener in conto la volontà del
popolo, la volontà dei cittadini, non avete previsto nemmeno questo
requisito essenziale, ossia che la decisione di uscire da un libero
consorzio originale per aderire ad un nuovo da creare dovrebbe
essere, quanto meno, approvato attraverso un referendum proposto
tra tutti i residenti in quella città.
Mi sono permesso di presentare un emendamento in questo senso, ma
l'emendamento principale è quello iniziale, cioè l'R14, noi
vogliamo che questo articolo 2, che è foriero di grandi pericoli
per il futuro degli enti territoriali intermedi, perché cari amici
del Movimento 5 Stelle, checché voi ne dite, di questo si tratta,
si tratta di enti che avranno funzioni di Governo, di area vasta,
come è esplicitamente previsto nell'articolo 1, per cui questi
nuovi enti intermedi rischiano veramente di proliferare in maniera
sconsiderata e in dipendenza delle maggioranze politiche che voi mi
insegnate essere facilmente cangianti da un momento all'altro, da
un periodo all'altro, soprattutto in un momento di grande fluidità
elettorale come questo.
Gli emendamenti presentati vanno in questo senso: I) soppressione
di questo articolo 2 che è il più pericoloso dell'intero impianto
normativo, già di per sè assolutamente pernicioso nel suo
complesso; II) emendamenti che tendano comunque ad aumentare la
soglia della popolazione coincidente, perché 150 mila è un dato
assolutamente minimale e ridicolo perchè rischiamo di fare la
moltiplicazione di questi enti; III) che questa volontà venga
attribuita al popolo sovrano e non alle maggioranze del momento dei
singoli comuni.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, la serietà dell'impostazione degli interventi
che mi hanno preceduto, da ultimi quello dell'onorevole Falcone e
dell'onorevole Assenza, dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno
di dimostrarlo, come le questioni che stiamo affrontando siano
estremamente serie e lo sono anche e soprattutto alla luce del voto
di ieri sera.
Signor Presidente, qui faccio appello alla sua sensibilità di
carattere giuridico, oltre che istituzionale, stiamo affrontando
l'esame dell'articolo 2 alla luce del voto di ieri sera e, quindi,
dobbiamo affrontare la questione della adesione possibile a nuovi
liberi consorzi in assenza dell'istituto nuovo che si intendeva,
malamente, da parte del Governo introdurre nel nostro ordinamento
che sono le città metropolitane.
Quindi, lo schema che dobbiamo avere innanzi, e sul quale dobbiamo
orientare le nostre decisioni, è lo schema che in questo momento
vede nove aree territoriali che fino a questo momento si chiamano
province e che qualcuno vuole che si chiamino liberi consorzi.
Se così è, perché ieri è stato bocciato il comma 2 dell'articolo
1? vorrei che il Governo mi spiegasse come si può aderire ad un
altro libero consorzio di comuni - perché questo è il titolo della
norma - se prima non viene costituito il nuovo libero consorzio. Ed
il nuovo libero consorzio verrà costituito da quei comuni che non
vorranno, in ipotesi, rimanere all'interno degli esistenti liberi
consorzi che almeno in tre province attuali, Palermo, Catania e
Messina, non registreranno la estrapolazione del territorio e del
numero di abitanti delle Città metropolitane.
Quindi noi stiamo sostanzialmente riaprendo il termine contenuto
all'articolo 5, comma 2, della legge 9 del 1986, quando quasi
trent'anni fa si era prevista la possibilità della costituzione di
nuovi liberi consorzi, e nemmeno uno ne nacque.
Vorrei poi che mi si spiegasse - è stato in qualche modo già
affrontato l'argomento - il limite territoriale di 150.000
abitanti. Questo numero magico di 150.000 abitanti, da cosa
discende? Da quale studio scientifico sul territorio discende?
Perché non 300.000, 200.000, o 100.000? E' probabilmente il numero
da introdurre in una norma fotografia per qualcuno dei territori
siciliani, o per qualcuna delle città siciliane? Perché non di più
e perché non di meno? In relazione a quale tipo di dimensione di
scala, di agglomerato territoriale e di comuni?
Signor Presidente, in una legge composta da dieci articoli, se ne
dedica uno alle funzioni, sette si dedicano a normare i nuovi
eventuali organi rappresentativi, e due sono quelli costitutivi, o
che si pretendeva fossero costitutivi.
L'articolo 1 delle Città metropolitane, l'articolo 2 dei liberi
consorzi, senza la previsione delle Città metropolitane. Ma che
senso ha questa riapertura dei termini per costituire nuovi liberi
consorzi sulla base dei criteri e dei requisiti contenuti in questa
norma?
L'appello che prima l'onorevole Formica, in un momento di
riflessione, rivolgeva al Governo ed all'Aula tutta, mi è sembrato
assolutamente opportuno, perché le due norme o si incastrano a
vicenda, o non hanno ragion d'essere.
Onorevole Assenza, come può pensare che il Governo possa
accogliere il suo emendamento quando non vuole nemmeno che venga
eletto il Presidente ed il Consiglio democraticamente dal popolo
dei nuovi enti? Altro che referendum Lei sì che ha coscienza e
sensibilità popolare e democratica, sensibilità popolare e
democratica che certamente non mostra di avere il Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha
facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, mi viene dato spunto da parte
dell'onorevole Cappello, quando fa riferimento all'articolo 15
dello Statuto che recita che il territorio è suddiviso in liberi
Consorzi e Comuni, di chiedere perché nei Comuni si vota per
l'elezione del sindaco e dei consiglieri comunali e nei liberi
consorzi state vietando, con una norma, la partecipazione
democratica.
Certamente mi viene di fare una riflessione che non è di carattere
personale ma è una valutazione politica, e dobbiamo andare ad
alcuni mesi fa. Signor Presidente, la invito a richiamare i
Questori, visto che per me li ha richiamati, ci sono deputati che
gridano
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, forse lei non c'entra niente, ma
questa confusione succede ogni volta che parla lei.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, i cittadini siciliani che ci
vedono in televisione sanno che certamente lei non ha alcun
pregiudizio nei miei confronti ma solo stima e simpatia, stia
tranquillo, questa cosa non ci passa nemmeno lontanamente per la
mente.
Alcuni mesi fa, legittimamente, il Movimento Cinque Stelle propose
una mozione di sfiducia al Presidente della Regione, ed oggi in
Aula, sugli articoli proposti da questo Governo, il Movimento 5
Stelle ne sostiene il 90 % e poi, con un fatto illogico, sulle
città metropolitane invece fa sponda con noi e ne sostiene
l'abrogazione. La valutazione politica è molto importante perché è
politicamente scorretto disarticolare l'impianto di una norma non
andando alla fine a favore né del Governo né delle minoranze,
facendo diventare questa norma illogica.
Io non cerco alleati nel fare l'opposizione. Nel corso dell'ultima
finanziaria ho detto che ero contrario a fare ragionamenti insieme
al Movimento Cinque Stelle perché non si può definire - e non è un
fatto personale, lo ribadisco - né un movimento di minoranza, né di
maggioranza, è un movimento che in Aula assume delle posizione di
convenienza in base al proprio programma legittimo, da parte mia
non condivisibile, che oggi regala all'Aula questa pastrocchio.
Sarebbe stato più logico votare a favore delle città
metropolitane, almeno avremmo avuto una logica di trattazione della
norma, ed invece abbiamo massacrato le città metropolitane, il
Governo non so cosa si inventerà per riesumarle, con questi
emendamenti e sub emendamenti.
Io sono per farla la norma, ho abbandonato la Commissione e ho
detto che questo Governo più governa più ci fa campagna elettorale,
ma che senso ha eleggere il sindaco metropolitano ed invece il
presidente del libero consorzio no? Che senso ha eleggere i
consiglieri comunali e, nel caso di Palermo, prevedere una
assemblea di 80 più 45 persone? Ci vuole uno stadio per riunire
l'assemblea del libero consorzio. E consentire un balletto da un
libero consorzio ad un altro, finirà come l'assemblea di
condominio, quando qualcuno si stancherà e farà il lavoro che gli
conviene oppure va con la concorrenza, perché noi gli stiamo
abbassando pure il tetto a 150 mila abitanti. Il Governo sa di
avere la maggioranza presso questa Assemblea e quindi ritiene già
di avere il risultato in tasca.
L'onorevole Panepinto, in sede di Commissione Affari
Istituzionali, ha fatto una proposta, direi molto seria. Assessore
Valenti, almeno lei che era presente, richiami il suo Presidente
della Regione e gli dica cosa può avere contro al fatto che siano
chiamati non i deputati di maggioranza, di opposizione a stabilire
come eleggere il Presidente del libero consorzio, ma con il
referendum. Poco fa l'onorevole Cracolici aveva perfino immaginato
che lo leggessero attraverso la previsione statutaria, ma anziché
continuare a fare pastrocchi su pastrocchi, e contentini su
contentini, che siano i siciliani a decidere.
Il Movimento cinque stelle li chiama on line i propri elettori a
determinarsi, ed è già un fatto democratico, ed è più democratico
chiamarli a votare e ad esprimersi su come scegliere la modalità di
elezione del libero consorzio. Presidente Ardizzone, se lei vuole
fare un regalo ai siciliani, istituzionale, quale sua mediazione,
dovrebbe intervenire. Perché se una mediazione è saggia, nessuno ci
potrebbe accusare, né di essere per lo spreco, né di essere per il
risparmio a danno della democrazia. Sarebbero i siciliani ad essere
chiamati e decidere.
Non ci vedo niente di scandaloso se l'Assemblea oggi si fermasse,
perché lo sappiamo che la battaglia è su questo. La battaglia è su
questo, dare la parola ai cittadini, almeno sul massimo
rappresentante di quell'organismo, o negargliela attraverso uno
strumento che è confusionario, che disorienta gli elettori, che
disorienta perfino l'Assemblea.
Allora, signor Presidente, vorrei capire ogni sindaco su quale
capitolo graverà la sua missione quando andrà verso il libero
consorzio. Io sono per l'elezione diretta, e perché lo decidano i
siciliani, ma almeno voi dovevate avere l'accortezza di dire: lo
stabilisca il consiglio comunale che andrà presso l'assemblea del
libero consorzio, non il sindaco in modo autoritario non eletto, i
sindaci attualmente eletti non sono stati eletti per fare questo.
E' un cambiare le carte in tavola anche al corpo elettorale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di fare
un ragionamento che si limita all'articolo 2. Perché questo siamo
chiamati a fare in questa fase della discussione generale, e
proverò a fare un ragionamento che ruota attorno a questo numero
magico, come da qualcuno è stato definito prima, dall'onorevole
Ioppolo. Di questi 150 mila abitanti, questa soglia che è stata
fissata come se fosse una soglia capace di trovare soluzioni, come
se fosse il risultato di chissà quale calcolo che riesce a fare
intravedere la soluzione dei problemi che ruotano attorno alla
questione della razionalizzazione. Io credo che, così come è stata
posta dal Governo, questa norma introduce un tetto minimo di 25
liberi consorzi dei comuni. Credo che questi liberi consorzi dei
comuni graveranno pesantemente sulle casse della Regione attraverso
un appesantimento della spesa dei Comuni perché la differenza sarà
che gli organi non più eletti avranno dei costi che andranno a
gravare sulle casse dei singoli comuni. Forse non più gettoni di
presenza, forse rimborsi spese che andranno a gravare sulle casse
di quei comuni, che non possono più neanche permettersi di andare
incontro alle istanze dei cittadini, con riferimento a beni
primari, con riferimento al sostegno al reddito, con riferimento ai
servizi sociali territoriali e che, invece, dovranno riconoscere a
questi componenti dei liberi consorzi dei comuni un gettone sotto
forma di rimborso.
Questo per i componenti, senza parlare dei presidenti di questi
liberi consorzi dei comuni.
Questi sindaci più volte definiti eroi, questi sindaci che secondo
la riforma nazionale, probabilmente, dovranno andare a
rappresentare i componenti del Senato, che dovranno fare i
presidenti dei liberi consorzi dei comuni e che poi, talvolta,
quando rimarrà loro del tempo, andranno a fare i sindaci dei propri
comuni, all'interno di liberi consorzi di comuni, dove voi
prevedete l'individuazione di due criteri: uno quello dei 150 mila
abitanti che, lo abbiamo detto, genera una condizione di caos
rispetto ai dipendenti, e ora spiegherò il perché; l'altro con
riferimento, invece, alla continuità territoriale.
Io vorrei chiedere: se un comune, per caso, ha la disgrazia di
stare accanto ad altri comuni che non aderiscono a quel libero
consorzio dei comuni, che cosa ne facciamo di quel comune? Lo
buttiamo al mare, se è vicino al mare, lo lasciamo in montagna, se
è lontano dal mare. Certo è che quel comune rimarrà fuori dalla
geografia che è stata designata, e disegnata, da questo pensiero
creativo che il Governo ha sui liberi consorzi dei comuni.
Ma rispetto alla questione dei dipendenti, purtroppo stiamo
tenendo in sospeso queste persone, molti sono stati, in questi
giorni, ad affollare e ad ascoltare i lavori dell'Aula, molti sono
dovuti andare via, non si possono continuare e mortificare queste
persone, questi dipendenti che sono chiamati ad ascoltarci.
Io credo che, purtroppo, stiamo paralizzando l'attività
amministrativa e burocratica di questi enti, costringendoli ad
ascoltare le fregnacce che noi, da mesi, rappresentiamo, discutendo
di liberi consorzi dei comuni, mentre questi dipendenti avrebbero
dovuto fare altro, e questa è una responsabilità, sicuramente, del
Governo sostenuta da questa maggioranza che non si è curata delle
sorti di questi dipendenti.
E sarete voi a spiegarlo di fronte alle responsabilità che
seguiranno, perché le responsabilità seguiranno rispetto
all'incostituzionalità di questa norma.
E' chiaro che ci sono posizioni differenti che non possono essere
percepite però, vorrei dire, con un attacco al Governo perché, se
ogni volta che da questa posizione viene qualcuno a dirvi che la
pensiamo diversamente da voi, voi strumentalizzate dicendo che
vogliamo attaccare il Governatore, credetemi così non ci arriviamo
più.
Credo che stiamo negando uno spazio importante di democrazia e,
soprattutto, lo stiamo facendo negandolo ai cittadini per
restituirlo alla politica e ai partiti, perché è chiaro che
l'intendimento del Governo è quello di posizionare uomini che oggi
sono sotto l'egida dei partiti che sostengono il Governo.
Da qui il numero elevato di emendamenti che sono stati presentati,
da qui gli emendamenti che sosterremo, che avranno almeno un unico
filo conduttore rispetto al quale non pensiamo di voler cedere, che
è quello di innalzare il numero degli abitanti al fine di evitare
che quel coefficiente, tra numero di abitanti e numero di
dipendenti, non possa essere eccessivamente modificato a scapito
dei dipendenti stessi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso del
ragionamento ci porta a fare una riflessione: se la riforma di cui
vogliamo ragionare ha come elemento essenziale una
razionalizzazione del sistema, una riduzione dei costi ed una
possibilità di potere erogare servizi, è nello stesso tempo un
intervento - a mio avviso importante - che deve essere chiaro nel
capire quali devono essere le competenze, i servizi e le
opportunità che attraverso questo nuovo momento normativo noi
vogliamo determinare. Se il dibattito è aperto circa le competenze
e i diversi momenti che, nelle attribuzioni di nuove eventuali
competenze, devono evidenziarsi, i contorni, i percorsi, gli
obiettivi, chiaramente, richiedono un momento di evidente chiarezza
che non è dettata solo dai tempi - le idee chiare possono esserci a
prescindere dai rinvii - e le idee chiare per quanto mi riguarda
sono rappresentate da questi tre momenti.
Il principio della burocrazia e dei servizi è un elemento
caratterizzante che ha, di fatto, distrutto la microimpresa, e che
ha scoraggiato l'imprenditoria siciliana, perché c'è un sistema
totalmente aberrante che porta a bloccare tutte le iniziative
attraverso i filtri che, a volte, non sono solo dei semplici
controlli, ma anche dei momenti vessatori, è questo forse
l'elemento di novità signor Presidente dell'Assemblea, che deve
essere sottolineato.
Se il passaggio a questo nuovo soggetto giuridico vuole essere, da
una parte riduzione di costi, dall'altra parte che cosa?
Possibilità di reale erogazione di servizi? Possibilità di sostegno
al territorio? Aiuto allo sviluppo socio-economico? E allora se
questi sono i ragionamenti che devono stare alla base di una nostra
azione, tra virgolette politico-amministrativa , allora io mi
chiedo, ad esempio, ci sono una serie di esperienze che meritano un
grande approfondimento. In questo clima di incertezze, in questo
clima di decentramento non ragionato e non razionale, sono nate
diverse iniziative sul territorio. Se noi pensiamo ai distretti
turistici, ai distretti dell'agroalimentare - io mi chiedo, signor
Presidente, lei ha fatto una verifica, ed io la invito nel nome
della nostra Istituzione a farlo -, quali sono i risultati che
realmente abbiamo ottenuto da questi soggetti che, fra l'altro,
diventano veicolo di spesa importante, utilizzando ed impegnando le
risorse comunitarie?
Io ho presentato due interrogazioni, una sul distretto
agroalimentare, dove - dopo cinque anni di istruttoria -
sostanzialmente oggi viene bloccato il percorso, col rischio di
perdere le risorse finanziarie del settore. L'assessore per le
attività produttive, Vancheri, a cui ho chiesto di rispondermi
informalmente, mi ha liquidato con una considerazione molto
semplice dicendomi che si sta occupando del problema e mi darà una
soluzione. Però, nel frattempo, noi rischiamo di perdere i soldi
del distretto agroalimentare, così come noi abbiamo il problema dei
distretti turistici a cui le chiedo sempre, assessore Stancheris e
Presidente, conosciamo lo stato dell'arte di quest'altra realtà che
di fatto ha portato ad una reale scarsa utilizzazione di risorse.
Allora, se i compiti che noi abbiamo, da una parte dalla Regione -
che di fatto, non concretamente, non realizza gli obiettivi - e
dall'altro di una gestione di territorio che era prima la
provincia, e che oggi pensano di potere essere i liberi consorzi,
di fatto non portano ad un risultato in questa direzione, ma allora
noi di che cosa stiamo parlando?
Di un soggetto che pensa solo ad essere incorniciato con una nuova
dimensione, più di forma che di sostanza, ma che nella realtà non
contribuisce a quelli che sono i risultati che l'obiettivo
richiede, riduzione di costi, razionalizzazione del sistema, nuovi
servizi sul territorio per lo sviluppo socio-economico che rientra
in quella che è la competenza. Cosa deve fare la Regione? Cosa deve
fare l'ente intermedio? O cosa devono fare le istituzioni che sul
territorio possono dare un contributo?
Allora, atteso che il tema della riforma delle competenze richiede
forse un impegno più consistente, io dico, ma questi liberi
Consorzi che sul territorio si vengono a determinare, se noi li
limitiamo a una dimensione con un ragionamento quasi matematico di
centocinquanta mila abitanti, ci chiediamo e ci rendiamo conto che,
probabilmente, può assistersi ad un proliferare di nuove iniziative
di liberi consorzi, senza neanche capirne la reale portata, e
comprendo lo spirito che il Presidente della Commissione, onorevole
Cracolici, ha voluto evidenziare presentando il subemendamento che
nella sostanza vincola i comuni che aderiscono ad un libero
consorzio a restare in quella realtà, senza creare altre
opportunità ad altri consorzi, cioè a dire è anche ragionato il
principio, però io chiedo che questa soglia di 150 mila abitanti
venga aumentata. Onorevole Cracolici, lo spirito è proprio in
questo senso.
Signor Presidente, non è che una iniziativa legislativa, avendo
una serie di elementi che richiedono una maggiore sinergia e un
maggiore momento di integrazione, deve essere portata avanti solo
ed esclusivamente a furia di colpi di maggioranza, c'è bisogno su
questi temi di trovare l'elemento di maggiore ragionevolezza che
possa migliorare la legge, e in questa direzione ritengo che i 150
mila abitanti sul libero Consorzio li dobbiamo aumentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io l'ho
detto ieri e lo voglio ribadire nuovamente oggi, ho la certezza e
la consapevolezza politica che il danno di una norma, di una
riforma, fatta in maniera veloce, spesso riscritta più volte, possa
fare danni irreparabili.
Io sono molto onesto e molto schietto, sarà che ho fatto
l'amministratore, cioè sono stato Sindaco di un piccolo Comune, ho
lavorato in rapporto con i distretti sanitari, con i distretti
turistici, ma ho seguito anche la nascita di alcuni ultimi
strumenti importanti, come la modifica degli ATO rifiuti, che nella
provincia di Palermo prima erano sei e adesso sono diventati di
meno, quasi due e mezzo. L'Ato idrico è un solo Ato nella
Provincia intera di Palermo, io naturalmente parlo per l'esperienza
mia vissuta e conosciuta. Io credo che il Governo ha commesso un
errore, quello di impostare la riprogrammazione dei liberi consorzi
in unità di abitanti.
Mi spiego meglio. Sarebbe stato più intelligente e più opportuno -
questa la mia visione politica di questa riforma - imperniare
l'aggregazione di più comuni non sul numero degli abitanti, ma su
aspetti importanti che rappresentano la territorialità e che
rappresentano alcuni servizi e alcune importanti realtà che
ricadono in quel territorio. Perchè poi vorrei capire e comprendere
come un pezzo di un Consorzio attinge, per quanto riguarda alcuni
servizi, solo alcuni che tra l'altro sono previsti dall'articolo
interno, sulle funzioni dei liberi Consorzi, vVoi mi dovete
spiegare che senso ha ritrovarmi con un libero Consorzio per un
pezzo, per quanto riguarda l'aspetto dell'Ato idrico da un lato,
rifiuti dall'altro
VALENTI, assessore per le autonomie locali e della funzione
pubblica. Non succederà
ALONGI. No, succederà Lei dice no, Assessore. Siccome vede, lo
dico con molta calma, con molta tranquillità, perché ho la
consapevolezza di quello che sto dicendo, io ho la sensazione che
poi noi ci ritroveremo con emergenze in mano particolarmente forti
che, poi, dovremmo mettere pezze su pezze per mettere pezza a quel
danno che abbiamo fatto.
Questa, attenzione, è la valutazione politica che faccio oggi,
spero di sbagliare, ma spero di sbagliare - glielo dico con molta
schiettezza - spero di sbagliare nell'interesse finale che è poi
l'utente finale, alla fine, qual è di un servizio, di uno strumento
politico che funzioni? E' il territorio e i cittadini. E io credo
che su questo punto di riferimento non sia così.
Quindi, credo che sarebbe stato più opportuno ragionare, invece,
su aggregazioni omogenee e non disomogenee di aree di appartenenza,
diceva bene il mio capogruppo, su filiere di carattere di
specificità, sugli Ato idrici, sugli SRR che adesso non sono più
gli Ato ma sono un'altra cosa, un altro strumento. Cioè avremmo
potuto ridisegnare quelle che sono i prossimi liberi Consorzi su
questi schemi. Ma anche a livello, mi permetto di dire, museale.
Perché ormai dobbiamo pensare anche ad una rete di musei che
possono funzionare, di carattere culturale, di carattere socio-
scolastico.
Credo che sia importante ridisegnare non sul numero degli
abitanti, ma sulle funzioni. Questa ritengo che sia la
programmazione politica più idonea e più adatta. Io faccio un
invito all'Assessore e al Presidente, che in questo momento è
assente. Io credo che sarebbe più opportuno ripensare ad una
riorganizzazione che guardi a questa visione strategica e politica,
la visione di 150 mila abitanti , mi permetta di dire, è un derby
delle comunità ed io credo che nel momento in cui la politica
giochi i derby di comunità, i derby - lei mi insegna - che alla
fine lasciano sempre feriti nel territorio.
Quindi, attenzione a quella che è un aggregazione che nasce sul
numeri e non su qualità territoriali e non su omogeneità di
interventi nel territorio. Quindi, gradirei che il Governo
riflettesse in questa direzione. I derby non portano nulla di buono
se sono stati ridisegnati 150 mila abitanti, lo hanno detto alcuni
colleghi precedentemente, perché già a tavolino pezzi di
territorio, hanno già ragionato su come spartirsi funzioni
territoriali, credo che sia un gravissimo errore politico e che il
danno che farà sarà inquantificabile e irreparabile.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, lei riguardo all'intervento di
un collega precedente, non so se era l'onorevole D'Asero, ha detto:
Mi dica cose nuove . Io cercherò di fare un intervento dicendole
cose nuove.
Intanto, volevo dirle, Presidente, che quando sospende la seduta e
riprende la seduta, lei deve dirci la determinazione a cui è
arrivato. Lei è fortunato perché nell'intervento successivo ha
detto che si approvava l'articolo 2 e poi ce ne saremmo andati a
casa, ma lo doveva dire prima perché è chiaro che conducendo lei i
lavori e sospendendo la seduta è chiaro che qualche novità ce la
deve dare; ammetto che lei dopo si è corretto.
Le volevo ricordare, per dirle cose nuove, che lei la seduta
notturna non la intende fare. Io non penso che oggi per dimostrare
l'attaccamento alla maggioranza, cosa che lei non può fare perché è
super partes, ci faccia stare qua fino alle 23.00
FORMICA. Le 23.00? Le 24.00 Bisogna lavorare tutta la notte
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, chiami l'onorevole Ruggirello e
faccia buttare fuori l'onorevole Formica
PRESIDENTE. Perché l'onorevole Ruggirello? Ci sono pure gli
onorevoli Oddo e Rinaldi.
GRECO GIOVANNI. Perché l'onorevole Ruggirello è il più possente
La battuta ci voleva per rilassarci un po'
Altra novità è che il Presidente Crocetta mi ha ricordato che
quando un deputato viene eletto non ha vincoli di appartenenza. È
vero, ma io ho nostalgia della vecchia politica, della Prima
Repubblica quando questo principio non veniva mai ricordato perché
tutti noi, almeno quelli della Prima Repubblica, sapevamo che c'era
un vincolo di appartenenza, c'era la politica Oggi, purtroppo, la
politica viene a mancare, non ci sono più i presupposti; ecco
perché in quest'Aula non c'e la maggioranza Se andiamo a guardare
tutte le votazioni vi accorgerete che togliendo i grillini' siete
senza maggioranza e senza una maggioranza una legge così importante
non si può approvare. Quindi, ritorno a dirvi: cerchiamo di trovare
una sintesi insieme, maggioranza e opposizione. Onorevole Cracolici
lei annuisce, ma è vero quello che sto dicendo.
Quindi, rinnovo alla sua autorità, intanto se è possibile chiudere
i lavori, secondo me quando decide lei ma non ci faccia fare le ore
piccole perché lavorare con serenità porta sicuramente a delle
decisioni importanti.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, i colleghi del centrodestra hanno
sufficientemente sottolineato la incongruenza di alcuni aspetti di
questo complesso articolato che certamente mostra per intero i
propri limiti perché appartiene ad un ragionamento disorganico,
estemporaneo, privo dell'ambizione che un legislatore deve avere.
In questi giorni mi sono appassionato alla lettura degli atti
parlamentari gelosamente e responsabilmente conservati presso la
poco frequentata, purtroppo, biblioteca del Palazzo per rendermi
conto dello stato d'animo col quale i legislatori degli anni '80 si
erano accostati alla riforma delle Province. Ne abbiamo colto la
profondità del pensiero, la compostezza nel corso del dibattito, la
disponibilità del Governo a raccogliere suggerimenti, critiche; il
tentativo di trovare nel crogiuolo del confronto di diverse tesi
una soluzione che fosse la più condivisa fra le parti.
Tutto questo appartiene, purtroppo, agli annali della storia di
questo Parlamento, perché signor Presidente e signori Assessori,
chi ci sta seguendo da casa non maturerà un'idea certo positiva di
uno spettacolo non edificante che questo Parlamento sta offrendo.
Qui non stiamo esaminando la possibilità di modificare una norma
marginale sulla gestione di un servizio di irrilevante peso nelle
attività sociali di una comunità, stiamo tentando di dare forma e
sostanza al riordino delle Province - così dice il Governo - che
potrebbe e dovrebbe segnare un nuovo assetto istituzionale nella
nostra Regione.
Presidente, dall'alto del suo banco osservi lentamente e con
sguardo improntato a giudizio sereno e non da uomo di parte, perché
lei raramente ha fatto l'uomo di parte in questa Assemblea, anche
se le confesso con tanta sincerità avrei tanto gradito che lei e il
Presidente della Regione vi asteneste nel corso delle votazioni
d'Aula, soprattutto su temi che dividono e che non uniscono; ma mi
rendo conto che la logica dei numeri a volte va ben al di là della
buona volontà di ciascuno di voi e questo merita considerazione e
comprensione. Ma al di là di questo, guardi lo spettacolo che offre
quest'Aula: il disordine, il disinteresse, la voglia di fare
presto
Perché qui non è importante capire che cosa portiamo di
consuntivo, qui è importante toglierci di mezzo un argomento che
diventa sempre più ingombrante per non offrire al Presidente
Crocetta ulteriori manifestazioni di isteria per consentirgli di
recuperare una serenità d'animo che sembra avere perso in queste
ultime giornate. E fuori da quest'Aula la gente si chiede cosa sarà
della finanziaria riveduta e corretta. Fuori da quest'Aula migliaia
di famiglie si chiedono quando riceveranno finalmente il proprio
stipendio, il proprio salario. Gli imprenditori si chiedono quando
il primo segnale di apertura. La gente si chiede se la rivolta deve
essere morale o sociale prima ancora che morale
Ecco perché io credo che l'articolo 2 di questo disegno di legge
sia lo specchio fedele della volontà di un Governo che ha deciso di
tenere assente da questo cosiddetto processo evolutivo il soggetto
più importante attorno al quale si impronta e si informa ogni
principio di democrazia che è il cittadino elettore.
Nel momento in cui c'è questa abissale distanza fra le istituzioni
e la comunità, voi Governo vi permettete il lusso di cancellare il
cittadino elettore da ogni ruolo attivo in questo disegno di legge.
Che senso ha far decidere al consiglio comunale se aderire a
questo o ad un altro libero Consorzio nel momento in cui il
consigliere comunale, quando è stato eletto, non ha posto tra gli
obiettivi programmatici e per i quali chiedeva e otteneva i
consenso quello della struttura dell'ente sovracomunale Nel
momento in cui il consigliere comunale e per essere legittimato nel
proprio potere elenca gli obiettivi ai quali impronterà la propria
azione e fra gli obiettivi non c'è in nessun modo il tema legato al
libero Consorzio dei Comuni, come può un consigliere comunale
sentirsi legittimato nel momento in cui i due terzi del consiglio
dovranno esprimere un voto a rappresentare gli interessi della
propria comunità E' un principio elementare, basilare di
democrazia. Che senso ha affidare questo compito ai consiglieri
comunali e, quindi, agli apparati dei partiti dai quali pensavamo
di avere preso le distanze quando il legislatore nel '92, nel '93
si è sentito, in Sicilia prima ancora che nel resto d'Italia,
impegnato nel varo della per la elezione diretta.
Che senso ha, da dove deriva la legittimazione democratica del
voto dei tre quarti della maggioranza consolidata del consiglio
comunale che dovrà votare l'adesione al nuovo libero Consorzio
E l'adesione al nuovo libero Consorzio sulla scorta di quali
elementi viene determinata? Non c'è un solo riferimento alle
caratteristiche di natura economica, di natura culturale, di natura
sociale, di carattere storico per un pregressa appartenenza allo
stesso distretto di borbonica memoria o allo stesso circondario che
pure era funzionante fino a qualche decennio fa.
In base a quale criteri un consigliere comunale dovrebbe decidere
l'adesione del proprio comune a questo o a quell'altro libero
Consorzio? Libero? Ma libero perché? Libero? Ma libero di che cosa?
Se c'è un vincolo grande quando l'oceano che è quello determinato
dalla contiguità territoriale Naturalmente, principio dal quale
non si può prescindere, è naturale, proprio per questo vennero
immaginate le province prima statali e poi quelle amministrative
regionale.
Quale libertà può avere un libero Consorzio che di fatto si trova
costretto a ereditare un mare di debiti sottoscritti dall'ente
Provincia al quale sino ad oggi appartiene Quale libertà Quale
libertà avrà un libero Consorzio che dovrà pagare i debiti delle
province oltre i debiti del comune già sottoscritti nel corso degli
anni Quale libertà può avere un consorzio che non potrà più
sottoscrivere e contrarre mutui con la Cassa depositi e prestiti
perché non potrà neanche pagare le rate proprie e quelle del libero
Consorzio
Quale libertà avrà il libero Consorzio se dovrà pagare la quota di
sua competenza per la manutenzione di tre, quattro scuole superiori
che oggi appartengono alle Province e domani il peso sarà suddiviso
ai vari comuni, anche a quei comuni che da quell'immobile
sovracomunale non trarranno alcuna utilità
Quale libertà Perché li chiamate liberi consorzi Perché il
legislatore nel '46 ha voluto così appellarli? Ma nel '46 in
Sicilia spirava il vento del separatismo Nel '46 c'era una forte
ostilità contro il centralismo romano Nel '46 le forze autonomiste
centriste e della sinistra erano preoccupate di trovare un punto di
equilibrio che potesse neutralizzare i tentativi di una sommossa
popolare Ecco perché il libero Consorzio si contrapponeva alla
Prefettura, ai limiti, alle istituzioni di una Prefettura statale
ed esasperatamente centralista.
Ma oggi che senso ha parlare di libero consorzio, per un Comune
che non è neanche libero di decidere dove andare, perché se vuole
andare da questa parte non può perché non c'è più la contiguità
territoriale, se vuole andare da quest'altra parte non può farlo
perché non c'è il Comune confinante che gli consente la continuità
con l'altro libero Consorzio. Ed allora, state producendo un
piccolo mostro affinché in Sicilia i centri di spesa diventino
quindici, diciotto, venti Risparmio Quale risparmio
Assessore Valenti, risulta a verità - la prego di rispondere, se
lo ritiene, alla fine del mio intervento - che negli ultimi mesi il
Governo ha istituito, non so se formalmente o informalmente - le
chiedo scusa Presidente, mi avvio alla conclusione - quattro
commissioni di studio o sottocommissioni a proposito dei risparmi,
a proposito dei criteri che avrebbero dovuto garantire risparmio,
l'economia dei futuri liberi Consorzi? E se dovesse risultare a
verità, perché il Parlamento non è stato tenuto informato del
lavoro delle quattro commissioni? Io sono certo che lei vorrà
rispondere, signora assessore.
E' vero che le commissioni hanno detto, con chiarezza, che gli
obiettivi di risparmio, che erano alla base della folle idea del
Presidente Crocetta, di fatto non potevano essere raggiunti con
questo criterio? Io credo che il Parlamento abbia il diritto di
sapere cosa gli esperti hanno detto.
Lei è un tecnico, Assessore, lei sa quanta stima e rispetto io
abbia per il suo ruolo, ma mi consenta di dirlo il suo ruolo, in
questa vicenda, appare sempre più offuscato, sempre più emarginato.
Io al suo posto avrei avuto un sussulto di orgoglio Lei non può
sentirsi, ogni giorno, scavalcata e mortificata - lo dico con
rispetto verso la persona e verso la istituzione - da iniziative
estemporanee, che appartengono ad altri ambienti e che vengono
avallate solo perché si garantisca il numero in quest'Aula.
Perché, si sappia, su questo disegno di legge il Governo Crocetta
una maggioranza non ce l'ha E sta giocando, soltanto, sulla
inquietudine di un grosso e numeroso gruppo di colleghi che in
alcune vicende si colloca in una posizione, per altri aspetti si
colloca in altre posizioni. Ma si tratta di un gruppo, quello dei
colleghi del Movimento 5 Stelle - e Dio sa quanto rispetto io abbia
per quei colleghi - che non vogliono l'ente intermedio, quindi non
vogliono i liberi Consorzi, quindi non vogliono le Città
metropolitane. Ma voi non potete giocare d'astuzia, facendo leva
sul loro dissenso, per pagare il minimo costo e ottenere il massimo
ricavo. No, no, no Questo non potete farlo ed è un gioco molto
azzardato.
Voi una maggioranza non la avete su questo disegno di legge folle
e forsennato Ecco perché io aspetto risposte dal Governo che,
sicuramente, sa come, fuori da quest'Aula, non ci sia un solo
parere a favore. Uno solo
I segretari generali delle Province - Presidente Ardizzone,
parliamo di una figura di grande rispetto, la istituzione che
garantisce la legalità, il presidio della legalità, dice la legge -
si sono espressi in maniera contraria, hanno varato un documento,
del quale io ho copia, del 10 febbraio Cinque minuti ancora,
Presidente, lei avrà notato come io, in questo dibattito, non abbia
preso che solo due volte la parola. Credevo di avere diritto non
all'attenuante, perché coi tempi che corrono non mi piace e in
questi tempi non mi pare appropriato, ma credo di avere diritto ad
un minimo di comprensione.
Vado verso la conclusione. Stavo solo spiegando al Governo o
evidenziando perché il Governo lo sa con grande cognizione di
causa, che non c'è una sola voce a favore di questa riforma quando,
di solito, le riforme rivoluzionarie raccolgono consenso,
raccolgono apprezzamento. Non c'è un solo soggetto che sia dalla
vostra parte, a parte qualche fariseo di turno e qualche cameriere
- con tutto il rispetto per i camerieri - e qualche servile,
servile ruffiano che in quest'Aula tenta di accattivarsi la stima
del governatore per presentargli, poi, il conto e dire: Né
rimpasto né rimpastino. Ricorda che io ho preso le tue difese . Ma
questa cortigianeria che non fa onore all'Aula del Parlamento, non
può diventare un argomento ed un pretesto per avallare una riforma
che riforma non è
I segretari generali dicono: Ma come si può consentire di
escludere la figura del segretario generale come figura
obbligatoria nei liberi Consorzi nelle città metropolitane? . E',
sicuramente, in contrasto con l'attuale normativa statale, dicono i
segretari generali.
Come potete far finta di non sapere che la Conferenza Episcopale
siciliana, all'unanimità, ha emesso un documento di condanna contro
questo Governo di appena tre ore fa Come fate a non tenere conto e
a non interrogarvi, con la virtù del dubbio, a non interrogarvi,
per dire: Ma se tutti sono contrari, la CGIL, la CISL, la UIL, la
UGL, persino la Chiesa cattolica che, credo meriti di essere
tenuta in considerazione, non perché debba condizionare il lavoro
delle istituzioni, ma perché interpreta uno stato d'animo che è
maggioritario in questa società. Non vi siete posti questo tema?
Ed allora, Presidente e concludo davvero, questo articolo 2 che,
di fatto, impedisce ai cittadini di potersi esprimere, anche solo
con un referendum per dare mandato al proprio consiglio comunale,
se aderire a questo o a quell'altro Consorzio, diventa davvero un
obbrobrio ed un'offesa alla democrazia.
Voi pensavate di ottenere efficienza, funzionalità, sostenibilità
di assetto istituzionale? Con questa riforma state operando in
direzione del tutto opposta
Io, signor presidente, ieri avevo avanzato una proposta che lei,
molto sbrigativamente, me lo lasci dire, ha ritenuto di archiviare.
Avevo colto la inquietudine, all'interno di quest'Aula, di alcuni
colleghi e se avesse concesso la sospensione, ma so che non è
dipeso da lei perché lei si è rimesso alla voce del Governo. Il
Governo ha dato uno sguardo a sinistra, sul banco dell'onorevole
Lino Leanza che è diventato il nuovo Uomo del Monte in quest' Aula
e l'Uomo del Monte ha detto no Dopo aver detto no, Crocetta è
andato avanti.
Io vorrei che questo Governo non ascoltasse l'Uomo del Monte . Né
questo né altri uomini del Monte. Vorrei che questo Governo
ascoltasse, almeno per una volta, la società siciliana che vi dice
che i problemi urgenti sono ben altri .
Fermiamoci, riflettiamo, diamoci una pausa, se vogliamo davvero
dare corpo e sostanza ad una riforma che, per ora, è soltanto il
capriccio di una minoranza in quest'Aula sorda e grigia.
PRESIDENTE. Si sono conclusi gli interventi. Onorevole Musumeci,
mi rivolgo a lei e a tutta l'Aula. Lei ha fatto, nel corso del suo
intervento riferimento ad una richiesta di sospensione e di
riunione dei capigruppo che mi è stata avanzata ieri. Ha ricordato
bene che, tutto sommato, io più volte ho ribadito la necessità
sulle riforme di trovare un momento di dialogo e, comunque, tentare
il dialogo. Io propongo di andare avanti sull'articolo 2. E' chiaro
che l'iniziativa deve partire dal Governo, col quale non nascondo
che, in qualche modo, mi sono raccordato. Domani mattina fare una
riunione dei capigruppo in tarda mattinata e riprendere domani
pomeriggio la prosecuzione.
Su questa proposta non si deve aprire il dibattito,ho sentito
informalmente il Presidente Crocetta, ma credo che su questo ci
possiamo in qualche modo venire incontro. Non sospendiamo adesso,
perché si è conclusa la discussione
(proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono le 21.30, ancora non siamo in
notturna. Ho ribadito in più occasioni che sarà mia cura di non
protrarre le sedute d'Aula oltre un certo orario...
(proteste in Aula)
PRESIDENTE. L'onorevole Musumeci, nel corso del suo lunghissimo
intervento, ha ricordato che ieri non siamo venuti incontro a una
richiesta di Conferenza dei Capigruppo per cercare di trovare un
momento di dialogo, chiedendo di sospendere adesso il dibattito. Io
ho proposto - facendo riferimento anche all'interlocuzione avuta
col Governo, sull'esigenza di andare avanti sull'articolo 2 - di
rinviare a domani pomeriggio, vedendo domani mattina
(proteste in Aula)
PRESIDENTE. Ho detto che, sostanzialmente, non appartiene alla mia
discrezionalità cercare l'intesa su un ragionamento che riguarda la
legge
FORMICA. In questo modo si incattivisce il dibattito
LEANZA. Potremmo votare adesso.
PRESIDENTE. Onorevole Leanza, la prego di non inasprire la
situazione. Lei mi insegna che le forzature non servono a nessuno.
(proteste in Aula)
PRESIDENTE. Io credo che il dibattito sull'articolo 2 si sia
sviluppato, anche in maniera dilungata. E' chiaro che ci sono 60
emendamenti che hanno carattere ostruzionistico.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi sembra che la sua proposta di mediazione sia
condivisibile per una questione molto semplice. Leggendo l'articolo
2, e conoscendo già quali sono le proposte di intesa delle
opposizioni, onestamente penso che la trattazione dell'articolo 2
non incida nel merito delle questioni che noi dovremo affrontare.
Quindi, il fatto di vedersi domani, nel primo pomeriggio o in tarda
mattinata, può essere una valida mediazione. Colgo l'occasione
anche per rispondere a un quesito che in molti si sono posti:
perché una soglia minima di 150.000 abitanti per costituire un
consorzio? Ve lo spiego semplicemente: perché la provincia di Enna
ne conta 180.000. Siccome non possono esserci criteri costitutivi
diversi per le Province esistenti o per i nuovi consorzi, è fattO a
tutela di una provincia piccola che rischierebbe di scomparire.
Questo è il motivo della nostra scelta. Se avessimo scelto una
soglia maggiore, come 200.000 abitanti, la provincia di Enna
avrebbe rischiato di scomparire. Non credo che questa Assemblea
voglia prendersi questa responsabilità.
(proteste in Aula)
Si passa agli emendamenti 2.8, 2.15, 2.61, 2.62 di identico
contenuto, interamente soppressivi dell'articolo 2. Li pongo in
votazione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 2.8, 2.15, 2.61
e 2.62
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 2.8, 2.15, 2.61, 2.62.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 22
Contrari 50
(Non sono approvato)
Si passa all'emendamento di riscrittura del Governo 2GovR2.
I subemendamenti 2GovR14, 2GovR29, 2GovR26, 2GovR30, 2GovR28,
2GovR31 e 2GovR32 sono dichiarati inammissibili.
Si passa all'emendamento 2GovR15, degli onorevoli D'Asero ed
altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 2GovR24, degli onorevoli Arancio ed
altri.
ARANCIO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2GovR34, a firma dell'onorevole
Barbagallo, che non è presente in Aula.
MUSUMECI. Dichiaro di farlo mio.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2GovR.34
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2GovR.34.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 9
Contrari 51
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2GovR1.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2GovR1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2GovR1.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiedere un chiarimento ai
presentatori di questo emendamento. Se ho capito bene, noi dovremmo
avere tutti gli organi deliberanti, con la maggioranza qualificata
dei due terzi, ed oltre dovremmo fare il referendum consultivo, il
tutto prevedendo che non c'è copertura finanziaria e non c'è il
termine perché ricordo che tutto questo deve avvenire in sei mesi.
Noi possiamo votare quello che vogliamo, ma la illogicità delle
norme deve anche tenere conto di alcuni obiettivi effettivi.
Pertanto, chiedo ai colleghi, se possibile, di ritirare questo
emendamento perché si scontrerebbe con la procedura dal punto di
vista amministrativo.
(Brusio in Aula)
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, non può parlare, perché non è
presentatore dell'emendamento
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Greco, perché è stato
delegato dal Movimento Cinque Stelle.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per rammentare alla Presidenza che l'articolo 131 bis del
Regolamento interno recita: Iniziata la votazione, questa non può
essere interrotta e non è più concessa la parola fino alla
proclamazione del voto, salvo che per un richiamo alle disposizioni
del regolamento relativo all'esecuzione della votazione in corso o
per segnalare irregolarità nella votazione stessa o difetti nel
funzionamento del procedimento elettronico di voto . Quindi, la
prego, di non fare più intervenire nel merito degli emendamenti
quando si dichiara la votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, la prossima volta si può
astenere pure lei dall'intervenire, pensavo che volesse spiegare il
senso dell'emendamento.
Ringrazio l'onorevole Cracolici per il suo intervento
chiarificatore, perché quando si arriva a quest'ora, con la
stanchezza che c'è, si rischia di commettere qualche imprudenza con
l'approvazione di emendamenti ed è una cosa che non è sopportabile
Il parere del Governo sull'emendamento 1GovR1?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
CRACOLICI, presidente della Commissione. Lo ritengo inaccettabile,
quindi contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione, per scrutinio segreto,
l'emendamento 2GovR1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
dell'emendamento vota verde, chi vota contro vota rosso.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti 76
Votanti 76
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 37
(E' approvato)
E' chiaro che questo voto aggrava il procedimento.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, scusate, io non capisco cosa aggrava questo voto, e cosa
cambia nella legge, c'è un referendum da sottoporre. Siccome voi la
legge non la volete fare per niente, dovreste essere pure contenti.
Noi vogliamo procedere all'esame della legge, così come prevede il
percorso parlamentare, e come prevede una democrazia compiuta.
Dopodiché è chiaro che questo articolo rischia, perché non ha
copertura finanziaria. Abbiamo cercato di farlo capire, però
siccome l'estensione della logica democraticistica, a volte, porta
all'affossamento della democrazia, perché ci si innamora dei
principi, voglio invitare tutti quanti a guardare gli effetti
pratici delle leggi che si fanno. Per noi il problema non cambia.
Con tutti gli scontri continui, è un'atmosfera che non è da
Parlamento.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, il Parlamento sta svolgendo il
suo ruolo fino in fondo. Non scarichiamo sul Parlamento. E debbo
dire che siamo a tarda serata e sono presenti quasi 80
parlamentari. Cosa fuori dal comune. Quindi il Parlamento sta
svolgendo il suo ruolo. La realtà è che il Parlamento vuole
svolgere il suo ruolo con grande serenità, sapendo quello che va a
votare, nell'interesse generale della qualità della legge. Perché
quello che mi preoccupa è che si dica che manca la copertura
finanziaria, perché non è un problema di copertura finanziaria. Se
fosse così, stiamo invitando il Commissario dello Stato a bocciare
la legge, e non lo possiamo più consentire.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trovo in questo
Parlamento da sette anni, e non ho mai assistito a questa
confusione. La Presidenza deve garantire a tutti i Parlamentari di
seguire regolarmente i lavori. Non ci può essere una continua
dialettica ad personam tra chi dal pubblico cerca di fare questo.
E' il suo compito, signor Presidente, e le ricordo pure che se
riteneva che questo emendamento poteva inficiare la legge e che non
c'era la copertura finanziaria, lo doveva dichiarare inammissibile.
PRESIDENTE. Ai fini del verbale, non sono stato io a dire questo,
lo hanno detto l'onorevole Cracolici e il Presidente della Regione,
perché se ci fosse stato un problema di natura finanziaria stia
tranquillo che gli Uffici non lo avrebbero ammesso.
LACCOTO. Il Presidente deve garantire che l'Aula possa svolgere
regolarmente i lavori. Assistiamo da tre ore a continue
interlocuzioni personali e, mi creda, in sette anni questa è la
prima volta che io trovo questo modo di condurre e di continuare a
fare.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto questo non lo accetto.
Si passa all'emendamento 2GovR.33 I parte, della Commissione.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di emendamenti tecnici
preparati dagli Uffici, è una semplice definizione di modifica in
cui si dice in aggiunta a quelli previsti dall'articolo 1 , perché
ricordo che i liberi consorzi sono i nove previsti dall'articolo 1,
in questo caso stiamo trattando quelli aggiuntivi all'articolo 1,
quindi si fa questa precisazione per stabilire che ci sono i nove
più gli eventuali nuovi che si vanno a costituire. Ribadisco che si
tratta di emendamenti tecnici preparati dagli Uffici.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
CRACOLICI, presidente e relatore della Commissione. da queste
dichiarazioni di un deputato che da molti anni sta in quest'Aula e
non sa la differenza che corre tra il relatore per la Commissione
del disegno di legge e la Commissione.
Il relatore è colui che può presentare gli emendamenti al testo,
se l'onorevole Formica non lo sa faccia un corso di aggiornamento e
veda di capire come si fa il deputato.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2GovR.33 (I
parte)
PRESIDENTE. Pensavo che il suo intervento fosse sul merito, non
per riaccendere gli animi. Dichiaro aperta la votazione. Chi vota a
favore prema il tasto verde; chi vota contro prema il tasto rosso.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 73
Maggioranza 37
Favorevoli 51
Contrari 22
Astenuti
(E' approvato)
FORMICA. Sarà impossibile che possa nascere un ulteriore
Consorzio. Bravo Cracolici
CRACOLICI, Presidente e relatore della Commissione. Non sa di cosa
sta parlando. Studi
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 22.02 è ripresa alle ore 22.09)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 2.Gov R3.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire sull'ordine dei lavori, anzi sull'articolo 2, sui
termini del Regolamento, perché ritengo, onorevole Presidente, di
non avere preso la parola in questa seduta per agevolare il
percorso d'Aula rappresentando questa legge, di fatto, una riforma
istituzionale importante.
Io ritengo che ci voglia, da parte dell'Aula, un momento di
responsabilità rispetto ai temi che stiamo trattando e una riforma
così importante non può essere trattata con il voto segreto in
continuazione e, per tali motivi, rispetto la volontà di un momento
di riflessione, anche con i Presidenti dei Gruppi parlamentari,
perché questa legge possa essere, comunque, una buona legge a
servizio della Sicilia, sapendo che, in parte, esistono già delle
strutture che devono trovare una amministrazione seria e forte nel
nostro territorio.
Per cui, nella organizzazione dei lavori è bene che la parola si
possa dare nella spiegazione dell'articolo e, soprattutto, si
faccia in modo che i provvedimenti che si votino siano tali da
raggiungere anche la serenità del luogo in cui noi siamo stati
chiamati ad essere i rappresentanti.
Faccio questo intervento perché ho visto che, da un paio di minuti
a questa parte, rischiamo di accelerare però, nello stesso tempo,
di fare anche degli errori procedurali che possono inficiare la
legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino, del suo intervento misurato
che condivido perché la mia preoccupazione, ora che ci siamo un po'
calmati tutti, è quella che noi, andando avanti in questo clima,
rischiamo di approvare emendamenti che diventano insidiosi e che
possono inficiare il contenuto della legge.
Considerato che il Governo, già ieri, quando abbiamo iniziato la
discussione, ha detto che erano stati nominati i commissari e c'era
tempo per l'approvazione
LEANZA. Chiedo di parlare.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lenza, lei non ha la parola.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 20
febbraio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
10) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
11) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
12) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
13) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
14) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
15) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 22.13
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
268-474-542-543-546-613-638-662/A - ISTITUZIONE DEI LIBERI
CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.
All'articolo 1
Subemendamento 1GOV R.37 (all'emendamento 1.GOV.R, interamente
sostitutivo dell'art. 1)
Al comma 7 dell'emendamento 1.GOV.R le parole da e continuano ad
avvalersi fino a presente legge sono soppresse.
Emendamento 1.GOV.R (interamente sostitutivo dell'art. 1)
L'art. 1 è sostituito dal seguente:
1. Al fine di razionalizzare l'erogazione dei servizi al cittadino
e di conseguire riduzioni dei costi della pubblica amministrazione,
in ossequio ai principi sanciti dall'articolo 15 dello Statuto
della Regione siciliana ed in attuazione della legge regionale 27
marzo 2013, n. 7, per l'esercizio delle funzioni di governo di area
vasta è disciplinata l'istituzione di nove liberi consorzi che in
sede di prima applicazione e fino all'approvazione della legge di
cui al successivo articolo 2 coincidono con le province regionali
di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo,
Ragusa, Siracusa e Trapani, costituite ai sensi della legge
regionale 6 marzo 1986, n. 9 e della legge regionale 12 agosto
1989, n. 17, assumendo la denominazione di liberi consorzi
comunali'. I liberi consorzi hanno personalità giuridica di diritto
pubblico.
2. Ciascuno dei nove liberi consorzi comunali è composto dai
comuni appartenenti alla corrispondente provincia regionale, fatta
eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina, istituiti in
Città metropolitane ai sensi dell'articolo 7.
3. Il libero Consorzio di Comuni ha potestà statutaria e
regolamentare e ad esso si applicano i principi previsti per
l'ordinamento dei Comuni, con particolare riguardo allo status
degli amministratori, all'ordinamento finanziario e contabile, al
personale e all'organizzazione secondo le disposizioni che saranno
definite con la legge di cui al successivo art.2.
4. Lo Statuto individua le modalità di funzionamento degli organi
e ne disciplina i rapporti. Lo stesso è approvato dall'Assemblea di
cui al successivo art. 4 a maggioranza assoluta dei componenti.
5. Al fine di determinare l'incremento dei livelli di efficacia
ed efficienza dell'azione amministrativa, i liberi consorzi possono
esercitare in forma unitaria funzioni e servizi dei comuni che vi
appartengono. L'esercizio associato di funzioni e servizi comunali,
che deve risultare da apposito piano da approvare con deliberazione
dei Consigli comunali, è svolto utilizzando le risorse finanziarie,
materiali e umane già di spettanza dei comuni e costituisce
elemento premiale per l'attribuzione di risorse finanziarie. Al
fine dell' ottimale allocazione delle risorse, è prevista l
'interazione funzionale fra le piante organiche dei comuni
appartenenti al libero consorzio. Entro 30 giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, con decreto dell'Assessore delle
Autonomie locali e della Funzione pubblica sono fissati i criteri
sulla base dei quali saranno definiti i servizi e le funzioni
oggetto di accorpamento.
6. Nelle more dell'approvazione della legge di cui al successivo
articolo 2 i liberi consorzi comunali continuano ad esercitare le
funzioni già attribuite alle province regionali. I liberi consorzi
di Palermo, Catania e Messina continuano ad esercitare le funzioni
già attribuite alle province regionali anche con riferimento al
territorio delle rispettive Città metropolitane .
7. I liberi consorzi continuano ad utilizzare le risorse
finanziarie, materiali e umane già di spettanza delle
corrispondenti province regionali e continuano ad avvalersi, nei
limiti delle disponibilità finanziarie dei servizi svolti da
società interamente partecipate, garantendo la continuità dei
rapporti contrattuali in essere alla data di entrata in vigore
della presente legge. I liberi consorzi si avvalgono delle sedi già
in uso alle corrispondenti province regionali.
8. Al personale dei liberi consorzi comunali è confermato lo
status giuridico-economico già in godimento presso le province
regionali.
All'articolo 2
Subemendamento 2.GOV R.1 (all'emendamento 2.GOV.R, interamente
sostitutivo dell'art. 2)
Al comma 1, dopo le parole a maggioranza dei due terzi dei
componenti , aggiungere da sottoporre a referendum
confermativo .
Subemendamento 2.GOV R.33 I parte (come sopra)
Al comma 1 sono apportate le seguenti modifiche:
a) sostituire le parole in aggiunta a quanto previsto
dall'articolo 1 un nuovo libero consorzio che abbia con le
parole , in aggiunta a quelli previsti dall'articolo 1,
ulteriori liberi consorzi che abbiano .
b) aggiungere il seguente periodo Le delibere relative
all'adesione al medesimo consorzio devono essere conformi tra
loro e devono individuare l'ambito territoriale dell'istituendo
libero consorzio.