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Resoconto d'Aula della Seduta n. 131 di mercoledì 19 febbraio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  D'Agostino  e   Cascio
  Salvatore, hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.   1563  -  Notizie  in  merito  alle  misure  di  compensazione
  ambientale e territoriale dovute al Comune di Salemi (TP) da  parte
  delle   società  che  gestiscono  i  parchi  eolici  presenti   nel
  territorio comunale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  1564  -  Notizie  sulla  gestione commissariale  del  sito  di
  interesse nazionale (SIN) di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi Sergio

   N.  1565  -  Notizie sul mantenimento del punto  nascita  e  sulla
  riduzione  delle  attività  ambulatoriali  presso  il  Reparto   di
  ostetricia e ginecologia dell'ospedale Gravina di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi Sergio
   N.  1566  -  Notizie in merito al Piano dei rifiuti del Comune  di
  Favara (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
   Zafarana Valentina; Zito Stefano

   N.  1567  -  Iniziative  in  merito al  comportamento  tenuto  dal
  commissario liquidatore dell'Azienda Terme di Sciacca S.p.A. per il
  licenziamento   di   un  dipendente  adottato  in   violazione   ed
  inosservanza della sentenza del Tribunale di Sciacca del 17  luglio
  2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N. 1569 - Notizie in merito all'acquisizione patrimoniale del 49%,
  da parte della Regione, del capitale sociale di AIRGEST S.p.A.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Alongi Pietro

   N.   1570   -   Chiarimenti   sulla  procedura   di   attribuzione
  dell'incarico dirigenziale di Segretario generale della  Presidenza
  della Regione.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1572  - Notizie riguardanti il Piano paesaggistico dell'ambito
  9.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Picciolo Giuseppe; Greco Marcello

   N. 1573 - Notizie sull'aumento della concessione di acqua pubblica
  nel bacino idrico della Quisquina (Ag).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;
  Zito Stefano

   N.  1574  -  Notizie in merito al Piano dei rifiuti del Comune  di
  Caccamo (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N. 1575 - Interventi finalizzati alla dichiarazione dello stato di
  calamità  a  sostegno  delle popolazioni  del comprensorio  ionico-
  etneo  a seguito della caduta di cenere vulcanica e lapilli occorsa
  nel novembre 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   -  Assessore  Agricoltura sviluppo  rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:   Pogliese  Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo;
  Falcone Marco; Assenza Giorgio; Milazzo Giuseppe; Alongi Pietro

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

   Onorevoli  colleghi, sospendo brevemente la seduta in  attesa  che
  arrivi il Governo e anche molti deputati che non sono presenti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.20, è ripresa alle ore 17.25)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione dei
  liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-
  133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  passa  al  seguito  della discussione del  disegno  di  legge:
   Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
  542-543-546-613-638-662/A), posto al numero 1).
   Invito i componenti la I Commissione legislativa a prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Invito   gli   assistenti  parlamentari  a  fornire  copia   della
  documentazione e mi riferisco ai fascicoli degli emendamenti  e  ai
  subemendamenti, ai parlamentari che ne facessero richiesta.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  dopo
  quanto  è accaduto ieri sera nel corso della votazione sui  disegni
  di  legge  che  riguardano l'istituzione dei  liberi  consorzi  dei
  comuni  e  le  città metropolitane e la vicenda,  ancora  tutta  da
  chiarire,  legata ai commissari - siano essi prorogati o  di  nuova
  nomina   -,   io   credo  che,  anche  in  ragione  degli   appelli
  assolutamente   univoci  che  arrivano  a  quest'Aula   dal   mondo
  produttivo  e  sindacale, quest'Aula tutta,  il  Parlamento  tutto,
  dalla  maggioranza  alle opposizioni - e quando mi  riferisco  alle
  opposizioni   mi   riferisco  intanto   alla   nostra   opposizione
  responsabile   di   centrodestra,  ma  anche  all'opposizione   del
  Movimento  5  Stelle, credo dovrebbe dimostrare  ancora  una  volta
  senso di responsabilità.
   Rispetto  a  questo, io credo, signor Presidente,  che  al  di  là
  dell'ottimo  lavoro  che saranno chiamati a  compiere,  ancora  una
  volta,  gli  Uffici  ai  quali mi pare di comprendere,  sempre  più
  spesso,  finiamo per chiedere acrobazie giuridiche e  argomentative
  per  collazionare disegni di legge che poi nel corso del loro iter,
  spesso,  vengono  stravolti, azzoppati, comunque modificati,  credo
  sarebbe  più  conducente  attivare  la  Conferenza  dei  capigruppo
  insieme  al  Presidente  della  Regione,  con  la  Presidenza   del
  Presidente dell'Ars, perché si trovi, e per quanto ci riguarda  c'è
  la  volontà ferma di farlo, una soluzione che possa contemperare le
  istanze   legittime  che  ciascuna  parte  politica  ha  sottoposto
  all'attenzione   dell'Aula   in   forma   di   emendamenti   e   di
  subemendamenti,  per  vedere se non soltanto si  può  scremare  una
  messe davvero innumerevole e, probabilmente, anche irrazionale,  di
  emendamenti  -  sotto il profilo quantitativo, non  discuto  quello
  qualitativo - ma si possa trovare una quadra che ci permetta, anche
  nella seduta di oggi, di definire questa vicenda che diventa sempre
  più  - a mio modesto parere - complicata da comprendere all'esterno
  di questo Palazzo.
   Io  credo che quanto accaduto ieri debba servire a tutti per  fare
  un  bagno di umiltà, e nello stesso tempo un momento di riflessione
  fattiva  - lo dico a cominciare dal Governo e dal Presidente  della
  Regione - in questo senso io credo che mezz'ora di confronto  possa
  essere  utile  perché  ci venga risposto in maniera  definitiva  se
  quelle  richieste, che sono state formalizzate al Governo da  parte
  dell'opposizione,  e  che  riguardano  la  salvaguardia  di  alcuni
  principi  che noi riteniamo irrinunciabili, possano essere  accolti
  dal  Governo,  oppure no. In questo caso non credo una  sospensione
  finirebbe  per  essere dilatoria, credo che potrebbe invece  essere
  assolutamente utile per chiudere una vicenda che diventa sempre più
  complessa da portare avanti, che dobbiamo chiudere soprattutto  per
  occuparci  di quanto attendono i siciliani, che sono sì curiosi  di
  comprendere  se  si  andrà  a votare o meno  per  le  Province,  se
  troveranno o meno la luce i liberi Consorzi e i Comuni, se  saranno
  ripescate  o  meno le Città metropolitane e come, ma credo  abbiano
  più  interesse a comprendere se quelle misure economiche  che  sono
  state impugnate, e quindi stralciate dal Commissario dello Stato in
  Finanziaria, potranno tornare presto in Aula e vedere finalmente la
  luce,  per  fare ripartire una macchina e una Terra che  in  questo
  momento è in una condizione davvero disastrosa.
   La  responsabilità è soprattutto del Governo, ma noi  la  sentiamo
  anche  nostra  e in questo senso ribadisco, credo sia assolutamente
  necessario   fermarci  un  attimo  insieme  al  Governo,   con   la
  supervisione del Presidente dell'Assemblea, per vedere se  rispetto
  a uno, due, tre punti, riusciamo a trovare una quadra che ci faccia
  completare  questo iter ed archiviare nella maniera più  dignitosa,
  per ciascuna parte politica, questa partita.

   PRESIDENTE. Io non sono a priori contrario, tutt'altro, perché  le
  intese  ben  vengano.  Però gradirei sentire il  Governo.  C'è  una
  richiesta  formulata dall'onorevole Cordaro di un  incontro  tra  i
  Capigruppo  con  il  Governo per cercare di trovare  un'intesa  sul
  percorso da seguire per l'approvazione di questa legge.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il  Governo  è assolutamente favorevole ad un incontro  per  potere
  vedere  quali  sono  i punti sui quali potere trovare  un  accordo,
  ancor prima della necessaria discussione in Aula.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo dico  anche  al
  presidente Cracolici e al Governo. Noi da circa tre mesi  o  da  un
  anno  parliamo di legge sulle Province ed ancora siamo all'ennesima
  richiesta  di  ulteriori incontri con i Capigruppo per  raggiungere
  un'eventuale intesa. Così cominceremo i lavori verso le  19.30  per
  sospenderli alla prima richiesta di voto segreto.
   Io  ritengo  che,  una  volta per tutte, si  debba  ragionare  sul
  merito, quando arriverà la proposta di merito ne prenderemo atto  e
  molto  probabilmente  ognuno si esprimerà  per  la  parte  che  gli
  compete.  Non è possibile che ogni secondo abbiamo da  trovare  una
  soluzione  ad  ogni costo, perché le soluzioni ad  ogni  costo  non
  portano  mai  bene.  Vediamo  di andare  avanti  nel  miglior  modo
  possibile,   dopo  di  ché,  rispetto  ad  una  proposta   corretta
  dell'onorevole  Cordaro, quando arriveremo a  quella  proposta,  se
  sarà il caso, ci fermeremo e ragioneremo, ma non penso che possiamo
  cominciare alle cinque e mezza e rinviare di un'altra mezz'ora  per
  poi cominciare alle sette e alle sette e mezzo finire i lavori.
   Signor Presidente, vorrei ricordare che ieri sera alle sette e  un
  quarto  abbiamo finito di lavorare, dopo aver fatto per  circa  due
  ore   discorsi  sull'ordine  dei  lavori.  Pertanto,  chiedo   alla
  Presidenza,  visto  che noi siamo venuti qua per  lavorare,  se  ci
  fanno lavorare, bene, altrimenti se ne assume la responsabilità,  e
  la stessa cosa dico al Governo. Assessore Valenti, ieri ci ha detto
  che forse fino al 15 aprile potevamo stare in Aula a discutere,  ed
  oggi dice di accettare la proposta, ma allora perché stiamo facendo
  questa riforma?
   Signor  Presidente,  le  chiedo  soltanto  la  cortesia  di  poter
  svolgere il mio ruolo di parlamentare in piena serenità ed in piena
  coscienza.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'onorevole  Leanza  ha  parlato
  contro la proposta dell'onorevole Cordaro. Ha chiesto di parlare  a
  favore della proposto l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  l'onorevole Leanza mi sorprende, lui è sempre sereno, di  solito  è
  un uomo di mediazione, nel senso buono del termine.
   Capisco  che  l'Assemblea sta discutendo e  sta  dibattendo,  però
  vorrei  ricordare  a  me stesso e agli altri che  una  riforma  che
  sarebbe  la  prima sostanzialmente in Italia, non si può licenziare
  in una seduta o in una seduta e mezzo.
   Se  noi  avessimo iniziato per tempo, cioè alcuni  mesi  addietro,
  avremo  potuto  anche  procedere in  una  sessione  di  sedute  per
  arrivare poi alla conclusione.
   La   proposta   dell'onorevole  Cordaro  mi  sembra  assolutamente
  opportuna  alla luce di quello che è successo ieri, ma  anche  alla
  luce di un problema che non è soltanto dell'opposizione, che ha una
  visione  diversa rispetto a quella del Governo. In questo  io  devo
  anche   fare   un  plauso  all'Assessore  Valenti  che   ha   piena
  consapevolezza  delle difficoltà che in questo  momento  provengono
  anche dalla maggioranza.
   Signor   Presidente,   sarebbe   auspicabile   che   la   proposta
  dell'onorevole  Cordaro venisse accolta per fermarci  un  attimo  e
  cercare di capire. L'opposizione ha sempre detto quali sono i punti
  strategici su cui si potrebbe ritrovare con il Governo.  Eppure  il
  Governo,  che  ci  ha  convocati qualche giorno  addietro,  non  ha
  portato assolutamente nella stanza del Presidente quelle che  erano
  le  proposte  della opposizione, ma ha soltanto ribadito  tutte  le
  proposte  del Governo, non creando quindi un rapporto di  confronto
  proficuo per arrivare alla sintesi.
   Stasera noi dobbiamo vedere se le due posizioni possono trovare un
  avvicinamento,  per  poi  arrivare  alla  sintesi,  che  è   quella
  dell'approvazione di questa norma.
   Signor Presidente, pertanto, noi siamo assolutamente favorevoli ad
  un  incontro  dei  Capigruppo,  mettendo  sul  tavolo  le  proposte
  sostanziali che noi vogliamo fare e cercando, anche, di  capire  se
  il Governo, su queste proposte, può ritrovarsi.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi c'era una proposta  dell'onorevole
  Cordaro  di  convocare  una Conferenza dei Capigruppo,  anche  alla
  presenza  del  Presidente  della  Regione,  sospendere  quindi  per
  mezz'ora, per cercare di trovare un'intesa nella sede istituzionale
  che  è, appunto, quella della Conferenza dei Capigruppo. Il Governo
  si  è espresso favorevolmente. Contro questa proposta è intervenuto
  l'onorevole Leanza, a favore l'onorevole Falcone.
   Mi  vedo costretto, pertanto, esercito il mio ruolo di Presidente,
  a mettere in votazione la proposta dell'onorevole Cordaro.
   Chi  è  a  favore,  per sospendere ed indire  una  Conferenza  dei
  Capigruppo, alla ricerca di un'intesa sul percorso legislativo  che
  possa  semplificare  l'approvazione  del  disegno  di  legge  sulle
  province, sui consorzi e sulle città metropolitane, si alzi.

                       (L'Assemblea non approva)

                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione, assessori, onorevoli colleghi, ho sempre sostenuto  che  i
  nemici   delle   leggi  di  un  certo  rigore  sono  sempre   nella
  maggioranza, quella maggioranza che, a parole, dice di sostenere il
  Governo, ma che, nei fatti, ostacola sempre il lavoro.
   Quando  mi hanno detto che il Presidente Crocetta si avvaleva  del
  lavoro  dell'onorevole Leanza in quest'Aula, per  approvare  questa
  legge ho pensato che ha sbagliato uomo  Ha sbagliato persona
   Lei dà questo incarico, non ad un partito eletto dal popolo, ma ad
  un Gruppo che, all'indomani delle elezioni, per avere una voce, per
  potere venire a barattare con lei qualche posto in Giunta o qualche
  Direttore  generale della AS, subito si è puntato a fare un  Gruppo
  autonomo.
   Presidente Crocetta, non si avvalga di queste persone, perché  non
  saranno  mai  persone di cui potrà veramente fidarsi, e  lo  stesso
  varrà  per  l'Assemblea,  per andare  a  legiferare  norme  di  una
  rilevanza così importante come quella sulle Province.
   Io  mi  sono  davvero meravigliato dell'intervento  dell'onorevole
  Leanza.  Un  rappresentante della minoranza ritiene di invitare  il
  Governo  e la maggioranza a mezz'ora di sospensione, ed io  non  ho
  capito  perché  la  maggioranza si è opposta e  ha  votato  contro.
  Vogliono  che  questa  legge venga affossata? Vogliono  mostrare  i
  muscoli? Vogliono essere arroganti sempre e comunque?
   Onorevole Gucciardi, sono nel pieno del mio intervento, durante  i
  suoi  interventi lei desidera l'attenzione di tutti; lo stesso vale
  per  me,  la invito a tornare al suo posto e a non far fare  brutte
  figure al Presidente.
   Signor  Presidente, se ne ha l'occasione, quanto  prima,  sospenda
  l'Aula  perché  sono  sicuro che con una  mezz'oretta  spesa  bene,
  stasera potremmo tornare a casa con la legge approvata, perché  non
  credo  che  le distanze su un punto di questa legge possano  essere
  così insormontabili e se glielo dico, lei mi dice subito sì, ma per
  correttezza è giusto che la riunione sia fatta dai capigruppo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  la Costituzione prevede l'elezione dei parlamentari  con
  divieto  di  mandato  imperativo, per cui nessun  parlamentare  può
  essere  vincolato nelle libere scelte che fa, e le decisioni  e  le
  singole  scelte dei vari parlamentari debbono essere  assolutamente
  rispettate, perché in questo c'è una garanzia istituzionale.
   Io  ritengo,  inoltre,  che le riflessioni politiche  appartengano
  alle  persone,  alle  scelte che fanno. L'onorevole  Leanza,  nello
  specifico, era alleato nel sostenere questo Presidente, per cui non
  ha  cambiato  assolutamente schieramento, non  esistono  i  partiti
  eletti,  esistono  i  partiti e gli uomini che  vengono  eletti,  e
  dentro   queste   dinamiche   si  possono   fare   le   appropriate
  considerazioni,  ed  io  non mi sorprenderò se  l'onorevole  Greco,
  domani,  dovesse  fare qualsiasi scelta che  vorrà.  In  un  quadro
  politico  in  evoluzione come quello attuale, sostengo che  debbano
  essere  rispettate le scelte di ciascun parlamentare, e  questo  mi
  pare fondamentale.
   Rispetto   poi  alle  nomine  nelle  ASL,  ASP,  di  direttori   e
  quant'altro,  sia  molto  tranquillo onorevole  Greco,  perché  non
  appartiene alla cultura di questo Presidente pensare che ci debbano
  essere  posizioni  politiche privilegiate nelle  nomine  di  scelta
  tecnica, mi pare che anche nelle nomine dei Commissari che  abbiamo
  stabilito l'anno scorso, non ci siano stati vizi di questo  genere.
  A  meno  che lei non voglia mettere limiti alla provvidenza futura,
  ritenendo  che  chi milita nell'ambito dell'opposizione,  anche  se
  bravo tecnicamente, non potrà essere nominato, perché questo mi sta
  dicendo.  Non  è  nel  mio modus operandi,  anche  se  lei  dovesse
  sottopormi  sotto stress a una considerazione di  questo  tipo,  vi
  assicuro  che  non  appartiene alla mia  cultura  e  comunque  alla
  cultura di questa coalizione di Governo.
   Noi siamo aperti con tutti perché riteniamo che le istituzioni non
  si occupano ma si governano, che è una cosa un pochino diversa.
   Rispetto  alla  richiesta  di  sospensione,  io  ho  parlato   con
  l'onorevole  Leanza, il quale riteneva inopportuna la richiesta  in
  questo  momento,  perché  gli articoli in  esame  non  li  riteneva
  critici  rispetto all'impalcatura della legge. Abbiamo  avviato  la
  discussione, io stesso ho aperto il confronto anche informale con i
  vari Gruppi, soprattutto con il Presidente della Commissione Affari
  Istituzionali,  più  tardi potremo anche celebrare  un  momento  di
  sospensione.  Quindi,  c'è tutta la volontà del  Governo  di  voler
  affrontare  il  confronto,  però  sospendere  all'inizio  dell'Aula
  sembra quasi un pretesto per non voler affrontare la questione, non
  ci  si  era raccordati, non si era detto, e soprattutto era mancato
  quel coordinamento necessario.
   Quindi, non è escluso che si possa sospendere tra un'ora, un'ora e
  mezza,  cominciamo la discussione con serenità e poi possiamo  fare
  anche  una  sospensione che non sia però la solita  sospensione  di
  mezz'ora che fa saltare la seduta.

    Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione dei
  liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-
  133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)

   PRESIDENTE.  Il  seguito della discussione del  disegno  di  legge
  «Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
  542-543-546-613-638-662/A)
   I subemendamenti 1Gov.R22, 1Gov.R23 e 1.Gov.R24 sono preclusi.
   Il subemendamento 1Gov. R10 è dichiarato inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento  1Gov.R7, degli  onorevoli  Falcone  ed
  altri.

   FALCONE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1Gov.R25, degli  onorevoli  Formica  ed
  altri.

   FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è paradossale,  è
  strano  quello che è accaduto in quest'Aula, dopo che con  un  voto
  segreto  si  è  stravolto completamente il cammino,  il  senso,  la
  compiutezza  del disegno di legge in discussione, a fronte  di  una
  richiesta di sospensione di un Capogruppo, a fronte di un  auspicio
  del  Presidente dell'Assemblea, a fronte anche di una disponibilità
  del  Governo al fine di evitare che si verifichino altri  possibili
  inciampi  che  rendano  ancora più difficile successivamente  porvi
  rimedio,  non si accetta l'invito a sospendere i lavori. E  lei  sa
  bene  a  cosa mi riferisco, signor Presidente, perché  su  un  voto
  dell'Aula  non  si  può tornare se non in una sessione  successiva,
  quindi  la  richiesta avanzata dall'onorevole Cordaro era  a  tutto
  vantaggio  della procedura dei lavori parlamentari, oltreché  della
  possibilità di addivenire a una soluzione.
   Voglio ricordare al Governo che se l'Aula si esprime con un  voto,
  nella stessa sessione non si può più intervenire. Ci vuole un'altra
  sessione   Qualche  legislatura  fa,  per  ovviare  ad  un   errore
  clamoroso  che metteva a rischio la finanziaria, abbiamo  dovuto  -
  credo  che  sia  accaduto durante la Presidenza  dell'onorevole  Lo
  Porto - chiudere la sessione e riaprirne un'altra. Per evitare  che
  ciò possa ripetersi e possa accadere, facciamo ora il tentativo che
  si  può  fare,  poi magari non si può più risolvere. Quello  che  è
  accaduto  ieri  in  qualche modo lo si dovrà  risolvere  e  dovremo
  vedere come.
   Pertanto,  mi  appello  al  buon senso e alla  percorribilità  del
  Regolamento dei lavori d'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  1Gov.R25. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1Gov.R25

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento  1Gov.R25,  degli  onorevoli  Formica,  Ioppolo   e
  Musumeci.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Onorevoli  colleghi,  vi ricordo che fino  a  quando  non  dichiaro
  chiusa la votazione va tenuto premuto il pulsante di riferimento.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          22
   Contrari            50
   Astenuti            00
                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 1Gov.R26, 1Gov.R11
  e 1Gov.R13 sono dichiarati inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento  1Gov.R27, dell'onorevole  Formica.  Il
  parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, a  titolo  personale  vorrei  che
  l'Aula  mi  ascoltasse un attimo, perché vorrei, su  questo  quarto
  comma, avanzare una proposta che possa eventualmente raccogliere  i
  tanti desideri che sono presenti in quest'Aula.
   Come  è noto, la norma prevede, in applicazione della legge numero
  7,  che  gli organi, i liberi consorzi, la governance siano formate
  da modalità elettive di secondo livello.
   L'articolo  1,  al comma 4, prevede ciò che farà lo Statuto  degli
  organi,  dei liberi consorzi. In  questa sede, se l'Aula  -  perché
  sarebbe eventualmente un subemendamento, in questa fase, aggiuntivo
  al comma - largamente si ritenesse d'accordo, si potrebbe prevedere
  che  lo  Statuto, oltre ad individuare le modalità di funzionamento
  degli   organi  ed  a  disciplinare  i  rapporti,  possa  prevedere
  eventuali modalità elettive.
   Questo  significa che gli Statuti degli organi costituiti potranno
  prevedere modalità elettive successivamente alla istituzione  degli
  organi; questo potrebbe costituire quel compromesso tra chi ritiene
  che dovremmo fare organi elettivi e chi invece considera gli organi
  di   secondo  livello,  in  questa  prima  fase  non,  come   dire,
  comprimibile,  ma trovare quel compromesso tra i due  momenti,  che
  può  arrivare  in  un  momento  in cui  si  costituisce  il  libero
  consorzio  alla  decisione  eventuale  che  ogni  libero  consorzio
  disciplina autonomamente le modalità elettive.
   E'  una  proposta che sto facendo, a titolo personale; se  non  si
  raccoglie questa eventuale disponibilità, mi ritiro immediatamente.

   PRESIDENTE.  Scusate,  c'è  una  proposta  insolita,  devo   dire,
  peraltro,  fatta  a  titolo  personale, molto  insolita,  onorevole
  Cracolici,  perché  rimandando poi  il  sistema  elettivo  e  dando
  disparità   di   sistemi  elettivi  nei  consorzi,  aggraviamo   il
  procedimento.  Abbiamo risolto un problema, in questo  momento  ma,
  probabilmente, abbiamo aggravato il procedimento, anche  con  tutte
  le difficoltà.

   CRACOLICI. La proposta è ritirata.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   No,  scusate, chiede di parlare su che cosa? La proposta  è  stata
  ritirata.  Lei parlerà sull'articolo 1 se non ha parlato.  Scusate,
  vediamo  se ha parlato; lei parla sempre, non è che non ha parlato.
  Non  ha  parlato  sull'articolo  1, quindi,  parlerà  completamente
  sull'articolo 1. La disponibilità a un voto finale;  ha  detto  che
  non avrebbe parlato.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  infatti,  ieri,
  come lei sa bene, signor Presidente, ieri come lei sa bene, non  ho
  parlato,  perché  ero convinto che ieri saremmo  arrivati  al  voto
  finale e, quindi, sarei intervenuto per dichiarazione di voto.
   Oggi  è  un  altro giorno, quindi, credo, proprio perché  mi  sono
  convinto  che, probabilmente, se avessi parlato ieri, si  sarebbero
  fatti  meno guai di quelli che avete fatto, forse, è meglio che  io
  parli.
   Intanto  perché, come lei ha potuto accertare, non avevo  parlato,
  e,  poi,  perché  ritengo che, in questa sede ed  in  questa  fase,
  Presidente Crocetta, a partire proprio dall'articolo 1, se vogliamo
  fare  un  ragionamento franco, dobbiamo eliminare non  soltanto  le
  riserve mentali e quelle politiche, ma dobbiamo soprattutto parlare
  con estrema chiarezza.
   Il  Presidente Cracolici ha fatto una proposta, seppure  irritale,
  non  tanto  nel  merito,  perché non è  affatto  irrituale,  quanto
  perché,  in  un  momento  di  grande  fibrillazione  d'Aula,  egli,
  responsabilmente, ha voluto testimoniare che non  interveniva  come
  presidente  della  I Commissione -  ho apprezzato  questo  modo  di
  porsi  -  ha,  in realtà, però, toccato quello che è il  tema,  con
  molta  chiarezza. Signor Presidente, abbiamo la possibilità, ed  ho
  la   possibilità,   anche  di  venire  incontro  all'argomentazione
  dell'onorevole  Lenza: utilizzo l'articolo  1  che  credo  potrebbe
  essere  proprio quello, non dobbiamo non partire ma  ripartire  per
  provare  a  non proseguire nei pasticci di ieri o nel  pastrocchio,
  come lo  ha correttamente, a mio parere, chiamato lei.
   Allora,  con  molta nettezza, per quanto riguarda  il  mio  Gruppo
  parlamentare, dico che siamo disponibili ad un confronto franco che
  porti  ciascun  Gruppo parlamentare anche a delle  rinunce  ma  non
  siamo disponibili a rinunciare al principio dell'elezione diretta.
   La  proposta  dell'onorevole  Cracolici,  cioè  di  affidare  agli
  statuti  le modalità di elezioni, seppur ritirata, finisce,  signor
  Presidente, per essere una proposta che sta cercando - ed  apprezzo
  il passaggio, anche se lo ritengo ancora insufficiente - di colmare
  quella  distanza tra la proposta che è uscita dalla I  Commissione,
  che  poi è stata fatta propria sotto questo profilo dal Governo,  e
  le richieste di opposizione di centrodestra.
   Mi spiego: non siamo disposti a rinunciare all'elezione diretta ma
  siamo  pronti a ragionare sull'opportunità di mantenere  l'elezione
  diretta,  quanto  meno  per i Presidenti dei  liberi  consorzi  dei
  comuni. Lo facciamo perché, senza volerci arroccare nell'ottica  di
  una  legge nazionale che ancora non vede la luce, perché ha proprio
  alla base del ragionamento la salvaguardia del principio proprio in
  oggetto,  cioè quanto meno la possibilità anche a livello nazionale
  di  mantenere l'elezione dirette del Presidenti delle province o di
  quelli che saranno.
   Noi diciamo: ma qual è la ragione per la quale, oggi, in Sicilia e
  in Italia, si elegge direttamente il sindaco della città, si elegge
  direttamente  il  Presidente  della Regione.  Vi  è  una  bozza  di
  modifica  del  titolo  V della Costituzione  che  vuole  l'elezione
  diretta  del  Capo  dello Stato. Ci chiediamo e continuiamo  a  non
  trovare  risposta, se non in una ostinazione immotivata  che  potrà
  portare solo alla reiterazione di una pastrocchio, per quale motivo
  -  ed  era  questa la ragione per la quale chiedevo una sospensione
  all'inizio  della  seduta  - non si possa  e  non  si  debba,  come
  riteniamo non soltanto noi del centrodestra ma gran parte dell'Aula
  -  quaranta  su settantaquattro, ieri - non si possa  approvare  in
  un'opera  di  mediazione costruttiva e di Realpolitik    l'elezione
  diretta, quanto meno dei Presidenti dei liberi consorzi istituenti.
   Allora,  la sospensione si deve fare fra un'ora, si deve fare  fra
  due  ore;  lo  ritengo inappropriato perché  non siamo  disposti  a
  continuare  a  votare  senza  sapere  qual  è  l'obiettivo  finale.
  Continuo  a  chiedere  un  momento  di  buon  senso  e  lo   chiedo
  fondamentalmente al PD, che è rimasto seduto votando contro ad  una
  richiesta  di  sospensione  del sottoscritto  che,  fuori  da  ogni
  volontà  strumentale, aveva l'unico obiettivo di  arrivare  ad  una
  mediazione credibile nel rispetto delle istanze che in questi  mesi
  sono  state  sottoposte, prima in Commissione e  poi  all'Aula,  su
  questi disegni di legge.
   Voteremo,  quindi,  secondo quanto è nel  nostro  intendimento  ma
  vogliamo che il Governo, che il Presidente della Regione e  che  la
  sua  ballerina  maggioranza sappiano che, se continuiamo  a  votare
  così,  cioè random, quale sarà l'esito di questa legge?  Non  siamo
  nelle  condizioni di dirlo, perché se continuiamo a bocciare  pezzi
  di  norme  e  ad  approvarne  altre che  nel  costrutto  conclusivo
  finiranno per non significare un bel nulla, la responsabilità  sarà
  esclusivamente del Governo e, in questo caso - lo dico  ancora  una
  volta,  con  spirito costruttivo del PD che, in  maniera  ribadisco
  immotivata,  ha detto no ad una richiesta di confronto  democratico
  che era finalizzata ad arrivare finalmente oggi ad una soluzione  -
  voteremo contro il costrutto di questi disegni di legge.
   Cosa  ne  verrà  fuori, signor Presidente, lo  sa  solo  il  Padre
  Eterno,  almeno per me che ci credo. Sono convinto che verrà  fuori
  qualcosa  di assolutamente inapplicabile. Ritrovate il buon  senso,
  confrontiamoci; se non troveremo la quadra, ciascuno continuerà  ad
  andare per la sua strada.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole  Cordaro, che mi ha preceduto, ha  nei  contenuti  e
  negli   aspetti   tecnici  evidenziato  gli  elementi   sicuramente
  condivisibili che invitano ad una riflessione.
   Mi permetto, invece, di esplicitare due ragionamenti, due punti di
  vista di questo ragionamento in maniera diversa. E' stato detto, in
  diverse  occasioni, caro Presidente della Regione,  che  su  alcune
  scelte di carattere importante, dal punto di vista istituzionale, è
  necessaria la partecipazione di tutti i soggetti che a vario titolo
  compongono questa istituzione, quindi, di tutte le forze politiche.
   In  questo dibattito sulla riforma delle province, dove ognuno  ha
  espresso  le proprie perplessità, i propri convincimenti circa  una
  finalità  che deve essere sempre chiara nella realtà istituzionale,
  cambiare  sì ma nel rispetto di quella che deve essere la  funzione
  delle  istituzioni,  il  grado  e  la  capacità  di  poterle   fare
  funzionare  e,  nello stesso tempo, capire quale  momento  dobbiamo
  rappresentare nella nuova realtà che andiamo a costituire.
   Non  può  esserci sicuramente la riforma delle province, demoliamo
  le  province  per  fare liberi consorzi, per  creare  questo  nuovo
  contesto che probabilmente determinerà non una riduzione di  spesa,
  non una riduzione di dispendio di energie, ma forse determinerà  un
  momento  proprio direttamente inverso che sarà quello  di  maggiore
  confusione,  competenze  e funzioni non definite  e  quello  che  è
  ancora peggio, forse, ulteriori costi.
   Perché  dico  che  se  poi il criterio sarà  quello  di  dare  una
  possibilità  alla  nascita  di  nuove  istituzioni,  probabilmente,
  nasceranno  nuovi   costi  di  gestione delle  istituzioni  stesse,
  quindi, delle strutture, non tanto il costo della politica.
   Atteso  che  siamo tutti convinti che si debba  assecondare questo
  principio  della spending review, della riduzione dei  costi  e  di
  tutto  ciò che è stato oramai detto, perché siamo anche noi succubi
  del momento di moda che cavalca quest'onda pericolosa, e che quindi
  nessuno  pensa  di  determinarsi in maniera diversa  e  quindi  con
  considerazioni  diverse, io però dico ma  almeno  un  principio  di
  democrazia,  di  rispetto delle istituzioni, signor Presidente,  lo
  possiamo  salvaguardare o no? Il principio della  elezione  diretta
  del   Presidente  del  Consorzio,  delle  istituzioni  che   va   a
  realizzarsi. Questo, nel momento in cui rappresenta la  possibilità
  di  una espressione democratica e nello stesso tempo rappresenta la
  possibilità di contenere i costi perché di fatto solo un Presidente
  con  una  sua  Giunta che può determinare, con i costi  al  minimo,
  significa  dare  una  risposta  a  questa  tanto  attesa   riforma,
  probabilmente,  quello diventa l'elemento che  almeno  consente  di
  rispettare un sano principio di democrazia e quindi una possibilità
  concreta di realizzare un risultato positivo.
   Se  questo è il concetto, se questa è la determinazione, se questa
  è  la spinta che può, in diversi modi e con diverse posizioni,  con
  diverso  stile  che  ognuno  di  noi  vuole  rappresentare,  è  mai
  possibile che attorno a questo ragionamento non si possa trovare un
  momento di concordia?
   E'  proprio  impossibile  realizzare,  in  questa  direzione,  una
  capacità  di sintesi e avvicinare le posizioni di tutti  perché  si
  arrivi a questo?
   Se  il  senso delle istituzioni deve essere quello che le  regole,
  almeno  le  grandi  riforme, devono essere fatte  col  consenso  di
  tutti, è possibile fare uno sforzo perché si arrivi ciò?
   Ricordo  due  passaggi.  Sulla capacità di  dimostrare  i  muscoli
  abbiamo,  in  quest'Assemblea, dei tristi ricordi. Faccio  presente
  che   con   il  precedente  Governo,  ahimé,  onorevole  Presidente
  Crocetta,   abbiamo avuto tre norme sull'ATO rifiuti. E'  un  fatto
  che  deve  considerare in maniera particolare la nostra attenzione.
  Abbiamo determinato tre momenti legislativi con un miliardo e mezzo
  di  debiti  a  carico  del contesto siciliano.  Questo  deve  farci
  riflettere  perché non fu possibile, in quell'occasione,  avere  un
  momento  di confronto perché quel Governo, ahimé per la  Sicilia  e
  per  noi  tutti,  doveva sempre mostrare i  muscoli.  Ma  di  quali
  muscoli parliamo? Della demagogia, della distruzione, della  realtà
  che ha portato a momenti di negatività.
   Se il Governo Letta, nel determinare la riforma delle province, ha
  ancora avuto momenti di perplessità e se ha avuto anche la capacità
  di  determinare una ipotesi legislativa che prevede, anche  lì,  la
  possibilità  di elezione diretta dei presidenti, e  comunque  è  un
  percorso  in  itinere, ci sarà, forse, un motivo ulteriore  che  ci
  deve invitare ad un ragionamento.
   Ci  sono,  quindi, una serie di elementi che, chi è  impegnato  in
  maniera  seria  in  politica,  deve  tornare  al  ragionamento,  al
  confronto. Dobbiamo tenere conto dell'ambiente che ci circonda,  ma
  non  possiamo  lasciarci condizionare nelle scelte dal  momento  di
  populismo o di spinta razionale che porta rimedi peggiori del male.
   Voglio insistere perché quest'Aula trovi le ragioni del confronto,
  per trovare un momento di sintesi; siccome ho visto che varie forze
  politiche,  per la verità quelle del centrodestra, sono determinate
  nel  sostenere  questa  posizione e, per la  verità,  quelle  forze
  politiche  che appartengono al cosiddetto Governo e alla cosiddetta
  maggioranza  sono  attraversate da  momenti  di  perplessità  e  da
  momenti  di  divisione,  quindi, è  forse  opportuno  e  necessario
  fermarsi e, su questo punto, trovare una considerazione di sintesi.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente,   assessori,
  onorevoli  colleghi,   non entro nel merito dell'articolo  1.  Ieri
  sono  stato  assente ma capisco che non mi sono  perso  una  grande
  discussione.
   Intervengo  sulla proposta dell'onorevole Cracolici per  dire  che
  apprezzo il suo sforzo, che è un uomo navigato, che sa ricercare le
  soluzioni per andare avanti, ma non apprezzo la proposta e che  non
  possiamo fare una proposta al ribasso.
   Dobbiamo  fare  una proposta che deve rilanciare  l'azione  ed  il
  punto è dirimente: elezione diretta si, elezione diretta no.
   L'unico  modo per sciogliere questo tema non è, onorevole Cordaro,
  fermarci; è continuare a votare fino ad arrivare al tema che stiamo
  trattando.  Diversamente,  qua  non portiamo,  non  arricchiamo  il
  ragionamento. Onorevole D'Asero, mi ascolti, dice bene, ma  ritiene
  -  lo  dico  cercando il suo sguardo - ritiene comunque  di  potere
  avere una proposta che poi viene mantenuta?
   Dico  che l'unico modo è votare. Ecco perché - personalmente,  poi
  dirò come la penso - c'è chi pensa che l'elezione di secondo grado,
  come   dire,  dia  autorevolezza  anche  ai  parlamentari  che   lo
  sostengono  e c'è chi pensa che l'elezione diretta dia prestigio  a
  chi  si  è  intestato questa battaglia, ma su questo  non  possiamo
  continuare a fare melina.
   Ha  ragione l'onorevole Leanza e i numeri mi sembra che gli  diano
  pure  ragione. Ripeto di nuovo il termine. Non ci sono  altre  vie;
  l'unica  via maestra è quella di lavorare, è quella di confrontarsi
  su  un punto dirimente e che penso - onorevole Musumeci, percepisco
  - non ha il consenso dell'Aula.
   Questo  non  vuol dire che tutti la pensano allo  stesso  modo  ma
  credo di poter dire con sufficiente ragionevolezza per la posizione
  di  alcuni  partiti che l'epilogo sarà quello. Non perdiamo  troppo
  tempo,  quindi,  ma  continuiamo  a  lavorare  e  vediamo onorevole
  Musumeci,  l'onorevole D'Asero poco fa diceva   se  si  spoglia  il
  carciofo  non si può cominciare senza capire dove si va a  finire .
  Io  dico  che  questa  partita  a  questo  punto  appartiene  tutta
  all'Aula,  non  appartiene a nessun altro, quindi, ce  la  dobbiamo
  regolamentare  da  soli. Allora, sono per continuare  i  lavori  ed
  andare avanti.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  l'ultima  volta che sono intervenuto sull'argomento   Provincia   e
  sull'argomento della riforma, il mio intervento è stato ripreso  in
  maniera  forte, considerandomi quasi cortigiano nei  confronti  del
  Presidente  perché sostenevo - e sostengo - che le  Province  erano
  un'esperienza che andava azzerata.
   Mi  permetto  di  ribadire che questa premessa la  faccio  perché,
  prima di entrare nel merito dell'intervento, la mia posizione è una
  posizione  che  nasce da prima di  innamorarmi  politicamente   del
  Presidente della Regione, quindi, cortigiano, purtroppo,  chi  l'ha
  utilizzato,  l'ha  utilizzato in maniera  errata,  perché  era  una
  posizione  che  già  avevo  assunto  da  sindaco  di  Ragusa.   Era
  sufficiente andare su Google per trovare quella posizione  già  nel
  2011   e   nel   2012.   Di   contro  quello   che   erano   quelle
  istituzioni oggi,  non si tratta di trovare una mediazione  con  la
  minoranza su

   PRESIDENTE. Invito i deputati in piedi a prendere posto.
   Onorevole Dipasquale, può continuare il suo intervento.

   DIPASQUALE.  Ascolto  sempre con grande interesse  gli  interventi
  degli altri deputati, così come la maggior parte dei miei colleghi,
  ma   non   sempre,   quando  interveniamo,  riceviamo   lo   stesso
  trattamento.  Comunque,  al di là di tutto  questo,  oggi,  non  si
  tratta  di trovare la mediazione con la minoranza su cose  di  poco
  conto.
   La minoranza quando ci chiede di rivedere quella che è l'elezione,
  l'individuazione della figura apicale del nuovo Consorzio e  chiede
  di  arrivarci attraverso l'elezione diretta, ci chiede di rimettere
  in  discussione proprio tutto il significato della  riforma.  Ed  è
  anche,  scusate,  strumentale sostenere che  il  Presidente  non  è
  democraticamente  eletto o non rappresenta nessuno.  Si  tratta  di
  sindaci;  poi  si vuole fare qualche emendamento che  individua  la
  Giunta con gli Assessori ma il Presidente sarà un sindaco ed è  uno
  che ha ricevuto il consenso e la legittimazione popolare.
     La  verità,  e questo purtroppo lo abbiamo visto fin  dal  primo
  momento, è che non la condividete questa riforma, non tanto  perché
  la  riforma non va bene, dobbiamo dircela tutta e questo tocca  sia
  la  minoranza  che  la  maggioranza. E' una  battaglia  aperta  per
  delegittimare un Governatore, il Presidente della Regione  che  sta
  facendo un suo percorso.
   E,  allora,  si apre questo balletto che trova, da una  parte,  la
  minoranza che si sta  ammazzando  per bloccare la riforma,  quindi,
  delegittimare  il Governatore e, dall'altra parte,  anche  qualcuno
  della  maggioranza che, purtroppo, nei giorni passati, gli ha  dato
  la  possibilità  di  ottenere qualche piccolo risultato  e  qualche
  punto.
   Questo  tiro  alla fune, quindi, lo possiamo portare  avanti  fino
  alle  lunghe.  Mi  auguro, signor Presidente, che non  chiudiamo  i
  lavori  stasera alle otto, alle nove, per andarcene a casa,  perché
  l'operazione  della minoranza è scientifica: bloccarci  passo  dopo
  passo.  Dobbiamo rimanere in quest'Aula e chiudere questa parentesi
  che  è diventata solamente l'occasione di mettere in condizione  il
  Governatore di dimettersi e lasciar perdere il proprio mandato,  di
  attacco alla Presidenza.
   Dimostriamo,  quindi, a questa minoranza che  cerca  di  bloccarci
  momento dopo momento, cerchiamo di andare avanti con determinazione
  e  con  forza e specialmente non concludiamo i lavori presto questa
  sera  ma cerchiamo di fare quanto più possibile.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Rinuncio

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  intervengo   proprio  sul  tema.  Ho  preso  atto  che  l'onorevole
  Cracolici  ha  ritirato quella proposta ma sul  tema  dell'elezione
  diretta o meno, così come avanzato legittimamente dal centrodestra,
  a  nostro avviso, c'è un problema di natura giuridica. L'articolo 1
  inserito  nel  disegno  di legge che stiamo  praticamente  votando,
  infatti, stabilisce che il libero Consorzio, in buona sostanza,  si
  rifà  ai  principi  indicati dall'articolo 15  dello  Statuto,  che
  recita, leggo testualmente  L'ordinamento degli enti locali si basa
  nella  Regione  stessa sui Comuni e sui liberi  Consorzi  comunali,
  dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria .
   Siccome,  ad  avviso  del Movimento 5 Stelle, l'organismo   libero
  consorzio   dovrà  essere  dotato  solo  di  queste  due   potestà:
  amministrativa  e finanziaria e, quindi, non potrà,  né  dovrà,  in
  quanto ente di gestione, compiere scelte politiche, è chiaro che la
  rappresentanza affidata ad un organo direttamente eletto dal popolo
  mal si concilia con la stessa natura dell'ente giuridico che noi ci
  accingiamo, sostanzialmente, ad approvare ed ad ammettere.
   Noi,   pertanto,  siamo,  non  solo,  pregiudizialmente   contrari
  all'elezione    diretta,   che   sarebbe    come     scimmiottare',
  sostanzialmente,  l'organismo provincia,  ma  lo  siamo  anche  per
  questioni di natura prettamente giuridica.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente,  brevemente,  vorrei,  semplicemente,
  perché  andiamo avanti e poi sui singoli emendamenti  interveniamo.
  C'è  stata  una  proposta dell'onorevole Cordaro,  ma  anche  delle
  opposizioni, che ha posto all'Aula, sulla necessità di  individuare
  il  presidente del libero attraverso il principio della  democrazia
  e,   quindi,  attraverso  l'elezione  diretta.  E  non  c'è  stata,
  assolutamente,  in  questi  giorni, da parte  dell'opposizione  una
  proposta mirata a non far sì che questa legge non si approvasse.
   L'intento   di   ciascuno  di  noi,  anche  nelle   interlocuzioni
  istituzionali che ci sono state con il Presidente della  Regione  o
  con i vari Gruppi, sono state indirizzate verso questo tentativo.
     Mi  dispiace,  quindi, che l'onorevole De Pasquale  abbia  fatto
  l'intervento,  poco  fa,  dicendo che  si  vuole  delegittimare  il
  Presidente  della  Regione. Non è assolutamente intenzione,  non  è
  stata  assolutamente intenzione delle opposizioni né  delegittimare
  il Governo né delegittimare il Presidente della Regione.
   Vedo, invece, negli interventi dei Gruppi delle opposizioni, degli
  interventi  mirati  a rompere, cioè qui non si  vuole  trovare  una
  sintesi per far sì che da quest'Aula esca una buona riforma.
   La  sottoscritta, durante la discussione generale, ha  evidenziato
  una  serie  di  discrasie. Ed una serie di  problemi  che  poi  nel
  momento  in  cui si fa una legge questi problemi vengono  tutti  in
  evidenza  nell'applicazione  della  legge.  Ci  sono  dei  problemi
  pratici, anche nella elezione.
   Io  sono  un sindaco, anche nelle elezioni di secondo livello  che
  vede l'elezione del sindaco -  diciamolo chiaramente - ma i partiti
  nell'elezione del sindaco sono fuori  I sindaci sono  tutti  liberi
  di  votare il loro rappresentante in tutte le votazioni alle  quali
  la sottoscritta ha partecipato come sindaco, è stato difficile, far
  sì che noi potessimo esprimere liberamente il nostro voto, senza il
  condizionamento dei partiti.
   E   allora,  dobbiamo  riflettere  su  quello  che  effettivamente
  vogliamo  fare, perché io,  da sindaco, dico che il presidente  del
  libero  consorzio deve essere un sindaco. Dico pure che  i  partiti
  devono  restare fuori perché, altrimenti, dico che c'è un interesse
  diretto  dei  partiti,  perché è difficile  che  la  rappresentanza
  politica, e lo posso testimoniare, i partiti siano rimasti fuori.
   E  vi  aggiungo, è una riflessione che pongo all'Aula a  proposito
  delle città metropolitane.
   Non fate l'errore, signori, e riflettete nell'individuare Palermo,
  Catania  e Messina, come singole città metropolitane. Queste  città
  metropolitane  devono  comprendere i comuni perché  altrimenti  noi
  avremo  fatto un boomerang. Andremo tutti i territori,  diventeremo
  tutte  periferie di queste tre città metropolitane. Saremo lasciati
  liberi  e  non è vero quello che dice l'onorevole Cappello,  perché
  qui,  l'articolo  15,  altrimenti poniamo un tema  che  è  diverso,
  poniamo  il  contrasto tra lo Statuto e, quindi, tra l'articolo  15
  che  individua i liberi consorzi che possono decidere autonomamente
  di consorziarsi, e quello che prevede, invece,  la Costituzione che
  individua  l'ente provincia. E, quindi, quello che  noi  andiamo  a
  fare ora, come un ente necessario.
   Credo  che un momento di riflessione complessiva possa portare  ad
  una  buona legge, che quest'Aula vuole esitare, e poi, tra elezione
  diretta  sì  ed elezione di secondo livello, ritengo che  i  Gruppi
  tutti  si  possano confrontare per trovare e per vedere di  trovare
  una  sintesi, ma solo nell'intento di migliorare questa legge.  Mai
  nell'intento di delegittimare né il Governo, né il Presidente della
  Regione, perché non c'è alcuna ragione. Si può delegittimare,  qui,
  un  Parlamento.  Alcune posizioni sono state prese  perché  c'è  un
  travaglio interiore che va oltre i partiti.
     Qui,  si  parla  del  riassetto  dei  territori.  Riassetto  dei
  territori   significa   garantire  i  piccoli   comuni,   garantire
  l'autonomia  dei piccoli centri, garantire l'autonomia dei  singoli
  comuni rispetto ad uno strapotere delle tre città.
   Ricordiamoci  che  il  sindaco  di  Palermo  gestirà  l'aeroporto,
  gestirà il piano d'ambito, gestirà come città metropolitana i fondi
  comunitari.  Mi chiedo cosa resterà da gestire al Presidente  della
  Regione e all'Assemblea.

   PRESIDENTE. Speriamo che l'Assemblea continui a non gestire un bel
  niente. L'Assemblea è chiamata soltanto a legiferare

   GRASSO.  Scusi,  presidente, no, volevo  dire  un'altra  cosa.  Mi
  spiego  meglio.  Io  credo che i fondi comunitari,  la  politica  e
  quindi   l'Assemblea   nelle  scelte  programmatiche   si   debbano
  determinare.  Non c'è la gestione, scusi il termine, non vorrei che
  fosse  riportato un pensiero diverso da quello che magari io  nella
  foga volevo esprimere.

   PRESIDENTE: Su questo sono d'accordo con lei.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Fontana. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  ritengo  che questa sera dopo gli interventi che abbiamo  ascoltato
  credo   che  l'intervento  dell'onorevole  Cordaro  sia  stato   un
  intervento  assolutamente conducente ai fini dell'approvazione  dei
  lavori  in questa Aula di questo complicato e complesso disegno  di
  legge.
   Peraltro,  mi  sembra veramente che l'intervento sia  stato  fatto
  nella  direzione  di  una  grande collaborazione  al  di  là  della
  posizione che noi abbiamo come opposizione.
   Credo invece che la proposta dell'onorevole Cracolici, quella cioè
  di  rinviare che poi tra l'altro ha anche ritirato di rinviare allo
  statuto  delle assemblee per decidere le modalità di  elezione  dei
  presidenti dei liberi consorzi, sia assolutamente fuori luogo.
   Del  resto,  se  questa Aula e questo Parlamento  non  sono  nella
  condizione  di  trovare un momento di sintesi per  quanto  riguarda
  questo  punto,  che  riteniamo  un punto  fondamentale,  credo  che
  veramente poi non ci sarebbe assolutamente motivo di rinviare  alle
  assemblee,  in  quanto si creerebbe anche una  disparità  nei  vari
  liberi  consorzi. Immagino già in Sicilia alcuni presidenti  eletti
  in  un modo, ed altri eletti in un altro modo. Sarebbe veramente un
  caos.
   Mi  chiedo  perché questa Aula e l'opposizione non abbiano  invece
  accettato la proposta di sospendere per mezz'ora i lavori d'Aula  e
  trovare  un  momento  di sintesi   Io credo che  oggi  siamo  tutti
  convinti  che questo disegno di legge vada approvato. Questa  è  la
  convinzione ormai di tutti, però vogliamo che in qualche  modo  sia
  migliorata. Lavoriamo tutti per migliorare il disegno di legge.
   Credo  che  i punti fondamentali siano propri questi:   la  soglia
  minima  che  ritengo  debba essere innalzata,  perché  i  150  mila
  abitanti sono una soglia troppo bassa e potrebbe creare spinte  per
  la  creazione  di  tanti  nuovi liberi  consorzi;   l'elezione  del
  presidente, che, a mio parare, necessita di una elezione  popolare,
  in modo che venga eletto direttamente dal popolo e non con elezioni
  di  secondo  grado; terzo punto, le competenze da  attribuire  alle
  province.
   Io  credo  che  una  sospensione,  presidente,  sia  assolutamente
  ragionevole, per cui non vedo per quale ragione e per quale  motivo
  l'opposizione non abbia accettato questa sospensione che invece  se
  si  riesce a trovare una sintesi su questo disegno di legge, noi in
  poco  tempo  possiamo veramente esitare questo disegno di  legge  e
  dare la risposta che i cittadini si aspettano.
   Ancora   una   volta,  ribadisco  questa  proposta,  la   proposta
  dell'onorevole  Cordaro,  e  sono  fermamente  d'accordo   che   se
  riuscissimo in qualche modo a trovare una sintesi su due tre punti,
  probabilmente  alleggeriremo i lavori di questa Aula  evitando  tra
  l'altro  di  andare  avanti in questo modo a  foglio  di  carciofo,
  perché  il  rischio è che uscirà un disegno di legge  assolutamente
  stravolto.  Perché continuando con le richieste di voto segreto  in
  questa Aula può accadere di tutto.

   PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Stiamo trattando
  l'emendamento  1 Gov. R27 che riguarda la soppressione  del  quarto
  comma dell'onorevole Formica ed altri.
   Lo pongo in votazione.

    Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1
                               Gov. R27

   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1 Gov. R27.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  76
   Maggioranza         39
   Favorevoli           27
   Contrari             49
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti 1 Gov. R28 e 1 R29 riguardano la soppressione del
  comma  5,  quindi li pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere
  della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI,  assessore  per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica. Contrario.

                         (Non sono approvati)

    Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1
                               Gov. R30

   CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1 Gov. R 30.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  74
   Maggioranza         38
   Favorevoli           26
   Contrari             51
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento 1 Gov R31.

     Richiesta di votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
                               1Gov. R31

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento. 1Gov. R31

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1 Gov. R31.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  76
   Votanti             75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          22
   Contrari            53
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento  1  Gov
  R8 è dichiarato inammissibile.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   volevo
  intervenire  a  caso.  Abbiamo votato e quindi  mi  sono  sottratto
  dall'intervento,  però,  al comma 6, che è una  norma  transitoria,
  nella  seconda parte, quando fa riferimento ai liberi  consorzi  di
  Palermo,  Catania e Messina, si fa anche riferimento al  territorio
  delle  rispettive  città metropolitane creando  una  discrasia  con
  quello  che  è  successo prima. Quindi, su questo, chiedo  che  gli
  Uffici,  la  Segreteria  Generale  esprimano  un  loro  parere.  Se
  dobbiamo correre per forza per affogarci, sbagliamo

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, ho compreso il senso politico  del
  suo  intervento.  Io  l'avevo dichiarato inammissibile,  ma  non  a
  seguito  della votazione di ieri. Tutt'altro  Questo è da trattare,
  eventualmente,  all'art. 10 che riguarda la sua soppressione  e  la
  disciplina delle funzioni.
     Ho  già  dichiarato inammissibile l'emendamento 1 Gov.  R8,  che
  recita:   Al  comma 6 sopprimere  da  nelle more' e fino   all'art.
  2' .

   FALCONE.   Signor Presidente, la questione che pongo io è  che  in
  questo momento, per la votazione che abbiamo fatto ieri, il comma 6
  andrebbe teoricamente congelato. So che è irrituale  Ecco perché ho
  richiamato l'ausilio della Segreteria Generale. Non dico   dobbiamo
  votare o non dobbiamo votare . Io non parlo degli emendamenti  Dico
  che  oggi  mantenere  il  comma 6 significa creare  una  discrasia.
  Quindi o lo congeliamo, o lo sospendiamo, o lo accantoniamo. Non lo
  so  E' una problema che devono risolvere gli Uffici

   CROCETTA,   presidente  della  regione.  La  risolve   invece   la
  discrasia.

   PRESIDENTE. Gli uffici lo hanno già risolto.
   Onorevoli colleghi, è chiaro che il problema che è stato sollevato
  ieri  si  sarebbe posto. Mi sembra chiaro  Cerco di  spiegarmi  una
  volta per tutte. Il problema posto ieri non riguarda la gestione  o
  le  funzioni che devono esercitare le città metropolitane.  Con  la
  massima  chiarezza, è evidente a tutti, ieri non è stata  soppressa
  la  istituzione  delle  città  metropolitane.  Tutt'altro    Non  è
  assolutamente   così   Su  questo  noi  possiamo   fare   tutti   i
  ragionamenti di questo mondo.

   FALCONE. Questa è un'interpretazione letterale.

   PRESIDENTE.  Allora,  onorevole  Falcone,  non  è  così,   non   è
  assolutamente  così. Con la votazione di ieri, di  cui  non  voglio
  sminuire,  tutt'altro, il significato politico, ma da un  punto  di
  vista  procedurale non è cambiato assolutamente niente, tant'è  che
  viene   ripreso   nello  stesso  articolo  1,   e   viene   ripresa
  l'istituzione  delle  città metropolitane all'articolo  7.  Con  la
  votazione di ieri è semplicemente successo

   FALCONE... Ma solo come denominazione

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, però, non si  può  andare  avanti
  così

            (Proteste in Aula dai  banchi di centro-destra)

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati alcuni emendamenti.
  L'emendamento  1  Gov.  3.8  e l'emendamento  1  Gov  R2  che  sono
  dichiarati inammissibili.
   Si passa all'emendamento 1 Gov. R37, a firma del Governo

           (Reiterate proteste dai banchi del centro-destra)

   MUSUMECI.   Signor  Presidente,  la  sua  interpretazione   merita
  rispetto, ma anche quella dell'opposizione.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, quando ci sarà la questione, quando
  verrà  posta, lo solleveremo il problema. Scusate un po' di  calma,
  era chiaro che si poneva il problema, scusate. Siamo al comma 7  un
  po' di pazienza. Ma sul comma 6 siamo andati avanti, perché è stata
  bocciata   al   soppressione.  Come  no?  E'  stata   bocciata   la
  soppressione.  Non  c'è  un problema di coordinamento,  se  poi  il
  problema  si vuole risolvere rispetto al voto di ieri, quella  sarà
  una  sede  politica, ma non c'è alcuna connessione tra la votazione
  di  ieri,  che riguardava l'estensione dei consorzi dei comuni  dei
  quali  adesso  fanno  parte  anche le  città  metropolitane,  e  le
  funzioni  che  sono  previste nel comma 6.  Ma  così  è,  onorevole
  Falcone. Allora scusate non potete parlare tutti su questa vicenda,
  onorevole Falcone un secondo solo, scusate. Allora parla solo  uno,
  solo ai fini della verbalizzazione non è altro.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io leggo  solo  il
  comma  2,  solo  questo:  Ciascuno dei liberi consorzi  comunali  è
  composto  dai  comuni  appartenenti  alla  corrispondente  province
  regionali,  fatta  eccezione per i comuni  di  Palermo,  Catania  e
  Messina istituite in città metropolitane ai sensi dell'articolo 7 .
  Quindi   l'elezione   di  ieri  fa  cadere  anche   le   previsioni
  dell'articolo 7, non c'è dubbio. Ai sensi dell'articolo 7, i comuni
  assumono  la  denominazione, ma quello taglia  la  testa  al  toro,
  perché  menziona l'aggancio al successivo articolo 7, e  quindi  la
  votazione comprende anche quello

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento  1  Gov.
  R33, che prevede la soppressione del comma 7.

   FORMICA. Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1 Gov  R33

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1 Gov R33.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:
   Presenti e votanti  81
   Maggioranza         41
   Favorevoli          21
   Contrari            50

                           (Non è approvato)

   Si passa al sub emendamento 1 GOV R37, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Francesco. Signor Presidente, intervengo soltanto per avere
  chiarito dal Governo il senso di questo sub emendamento, perché  il
  comma  7 ci sembrava, ancorché incompleto, comunque razionale;   ma
  qual  è  il  senso  di  questo  sub  emendamento  che  prevede   la
  soppressione di tre quarti del comma 7? L'Assessore può fornire  un
  chiarimento in tal senso?

   VALENTI,  assessore  per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  La  soppressione  che abbiamo indicato deriva da una  verifica  che
  abbiamo  fatto, per cui il comma con l'inciso potrebbe portare  dei
  problemi  di  incostituzionalità che, invece, vengono  superati  se
  togliamo  questa  parte  e ci limitiamo a precisare  che  i  liberi
  consorzi  continueranno  ad  utilizzare  risorse  finanziarie  e  i
  materiali umani delle corrispondenti Province regionali. Quindi,  è
  un   emendamento   tecnico   che,   però,   elimina   problemi   di
  incostituzionalità.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutte le  ragioni
  politiche  vengono  superate da un principio: la  salvaguardia  dei
  livelli  occupazionali. E allora, l'inciso che si vuole  eliminare,
  che  si  vuole  espungere  dalla norma  recita  testualmente  così:
   Continuano ad avvalersi nei limiti delle disponibilità finanziarie
  i  servizi svolti da società interamente partecipate, garantendo la
  continuità dei rapporti contrattuali in essere alla data di entrata
  in vigore della presente legge .
   Io  voglio  capire,  e  il Governo qui deve  prendere  un  impegno
  solenne, se il regalo nascosto nei liberi Consorzi dei Comuni mette
  a  repentaglio  i  livelli  occupazionali  oppure  no,  perché  noi
  rispetto  ad  un  pericolo  del  genere,  altro  che  problema   di
  costituzionalità  I regali che questo Governo ci ha fatto sono  già
  tanti
   Invito il Presidente della Regione ad assumere un impegno preciso,
  solenne,  e  a  spiegare come, nel momento in cui dovessero  essere
  approvati  i  liberi  Consorzi dei Comuni, i livelli  occupazionali
  verranno  mantenuti  e  la gente, padri e madri  di  famiglia,  non
  rischieranno  di  andare a casa. Dopo che ce  lo  spiegheranno,  ci
  determineremo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  la  soppressione  è necessaria  per  un  fatto  tecnico,
  normale.  I  Consorzi  non ereditano le funzioni,  le  obbligazioni
  delle Province, tanto è vero che razionalmente la legge prevede una
  sorta  di  gestione anche parallela. Intanto, questo avviene  nella
  fase  di  start  up,  dove i Consorzi subentrano  nella  Provincia;
  infatti, la questione metropolitana si pone nello start up. Se  poi
  guardate   le  altre  norme,  ci sono  le  fasi  in  cui  le  città
  metropolitane  si costituiscono, però di questo ne  voglio  parlare
  dopo  quando  sarà il momento. Però, in questo caso è evidente  che
  c'è   l'impegno   del  Governo  a  mantenere  tutti   gli   impegni
  occupazionali,  ma  che non possano gravare sui Consorzi  che  sono
  organismi che non avranno le stesse funzioni delle Province.
   Nella  legge  successiva, in cui verranno stabiliti lo svuotamento
  dei  poteri  delle  Province, il trasferimento delle  funzioni,  la
  trattativa  con  il Governo nazionale in merito ai trasferimenti  e
  garanzie occupazionali, è chiaro che noi non smontiamo nulla fino a
  quando non ci sono sul piano concreto e operativo è chiarita  tutta
  questa fusione rispetto alla quale abbiamo già avuto rassicurazioni
  anche scritte da parte del Ministro Del Rio.
   Per cui, è evidente che verrà definita tutta questa vicenda. A chi
  andranno  a  finire  le strade provinciali? Chi gestirà  le  strade
  provinciali  gestirà  anche i rapporti  precedenti.  A  chi  va  la
  manutenzione  delle  scuole?  A chi  andrà  la  manutenzione  delle
  scuole,   probabilmente  andrà  ai  comuni,  si  incardineranno   i
  contratti.  Invece  la  norma,  così  come  era  scritta,  sembrava
  incardinare aspetti di contratti assunti dalle Province in modo sic
  et  simpliciter  trasferiti ai Consorzi quando ancora  non  abbiamo
  trasferito quelle funzioni.
   Quindi,  questa  vicenda  potrà  essere  affrontata  nella   legge
  successiva  e  non  adesso  dove non si tocca  l'impalcatura  delle
  Province  e,  quindi,  non  si  tocca  nulla  dal  punto  di  vista
  occupazionale e contrattuale.

   CASCIO Francesco. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO Francesco. Signor Presidente, io mi sforzo di capire ma non
  riesco  a  comprendere  il  destino che  faranno  alcune  unità  di
  personale.
   Adesso,  faccio un esempio pratico. Se passasse questo emendamento
  del Governo il comma 7 dell'articolo 1 diventerebbe in questo modo:
   I liberi Consorzi continuano ad utilizzare le risorse finanziarie,
  materiali  ed umane già di spettanza delle corrispondenti  Province
  regionali .
   Considerato  che  esistono una serie di società partecipate  delle
  Province   regionali,   interamente  partecipate   che   gestiscono
  determinati  servizi da 15, 20, 18 anni, queste società interamente
  partecipate  dalla  Provincia, ne conosco una a  Palermo,   Palermo
  Energia   credo  che si chiami - o  Palermo Ambiente,  non  ricordo
  bene  -,  che  ha  140  dipendenti a  tempo  indeterminato,  questo
  personale, che fine fa?
   Faccio una domanda precisa per evitare di parlare del sesso  degli
  angeli; a Catania ce ne sono 4, questo personale che fine fa? Siamo
  in  grado  di  prendere un impegno sulle garanzie occupazionali  di
  questo personale?
   Non  è il caso di inserire, oggi, in una proposta di legge, in  un
  disegno  di  legge, una salvaguardia per queste unità di  personale
  per  evitare  di trovarci tra un mese a non capire che  fine  fanno
  queste persone?
   Il  problema  di  non  inserire, oggi, qualcosa  che  riguardi  il
  destino  di  questo personale ci porterà, inevitabilmente,  tra  un
  mese,  due  mesi,  alla  scadenza della nomina  dei  commissari,  a
  sforzarci  di  capire  che  fine faranno  queste  persone.  Siccome
  parliamo di migliaia di persone in ambito regionale, io mi  domando
  se  non  sia  il caso di inserire, in questo articolo, invece,  una
  clausola di salvaguardia perché ci troveremo davanti ad un problema
  che   inevitabilmente   il  Governo  ed  il   Parlamento   dovranno
  affrontare,   anche   in  questa  occasione,  in   una   situazione
  emergenziale,  mentre  oggi l'emergenza ancora  non  c'è  e  ce  ne
  potremmo occupare in una fase ordinaria.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  presentazione   di   questo
  subemendamento  da  parte  del Governo,  obiettivamente,  mette  in
  difficoltà questa Presidenza perché riapre i termini di discussione
  anche a favore di coloro che già erano intervenuti sull'articolo 1.

   Questo per chiarezza. Io non voglio contingentare i tempi.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, ho chiesto di parlare perché c'è il rischio che si crei
  un  equivoco e, soprattutto, che si faccia per eccesso di amore, si
  finisce per abbracciare e soffocare ciò che amiamo.
   Il  punto è questo: con il comma 6 abbiamo già visto che i  liberi
  Consorzi  continuano a esercitare le funzioni già  attribuite  alle
  Province.  Con il comma 7 diciamo  I liberi Consorzi continuano  ad
  utilizzare  le  risorse  finanziarie,  materiali  e  umane  già  di
  spettanza delle corrispondenti Province regionali .
   Perché  si è posta la necessità di predisporre un emendamento  che
  fermasse  lì  la  norma? Perché se volessimo attribuire  ai  liberi
  Consorzi  anche  i  rapporti giuridici fatti  dalle  Province,  noi
  rischiamo  di  incorrere ad una violazione di  norma  che  potrebbe
  essere oggetto di impugnativa, e  questo sì che farebbe danni  alle
  cosiddette società partecipate.
   Nella dizione generica che nelle more della nuova legge - cioè  la
  legge di cui all'articolo 2, comma 4 - i liberi Consorzi continuano
  a  fare  ciò che facevano le Province, si intende anche i  rapporti
  che   le   Province  avevano  attraverso  le  società  partecipate,
  interamente partecipate dalle Province, i rapporti in house.
   Quindi,  è evidente che la norma si è fermata lì non per  impedire
  alle società di svolgere e di continuare e svolgere le attività, ma
  per  garantire,  attraverso il principio  della  mera  sostituzione
  delle competenze delle Province ai liberi Consorzi, le attività che
  svolgevano prima i liberi Consorzi. Non è una norma improvvisata, è
  una norma che è stata valutata e studiata.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ci sono diversi deputati  che  si
  iscrivono   a  parlare  per  la  prima  volta,  quindi   parleranno
  sull'intero  articolo 1; però, sulla base del  subemendamento,  che
  rappresenta  una novità, hanno diritto di intervenire possibilmente
  nel limite di due minuti.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.   Signor   Presidente,   comprendiamo   e   comprendo   le
  preoccupazioni  e  le  motivazioni di questo  subemendamento,  però
  riteniamo  che  sia  opportuno  che,  oltre  alle  parole,  rimanga
  traccia.
   Ed  allora,  potrebbe essere importante la predisposizione  di  un
  ordine  del  giorno - presentato adeguatamente  -  da  votare  ora,
  significa   in  approvazione  immediata  con  questo   testo,   con
  l'articolo  1,  affinché lasciamo traccia e ci sia  un  segnale  di
  impegno   politico  del  Governo  e  dell'Aula  -  chiaramente   di
  assunzione di responsabilità - per garantire serenità a migliaia di
  lavoratori,  non  soltanto quelli della Provincia  di  Palermo,  ma
  anche di altre Province.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, stavo intervenendo dalla  postazione
  della  Commissione perché su questo punto volevo  intervenire  come
  componente  e  vicepresidente della I Commissione per  una  ragione
  semplice:  questo  punto è stato oggetto di  lunga  trattazione  in
  quella  Commissione  ed  io  mi sarei aspettato,  forse,  di  veder
  bocciato  un subemendamento dalle stesse caratteristiche che  avevo
  presentato sulle società partecipate in house cento per cento e non
  certo mi sarei aspettato che il Governo ritirasse un subemendamento
  che   aveva  fatto  suo,  perché  a  questo  punto  del   comma   7
  dell'articolo  1, in realtà, il Governo era arrivato  con  una  sua
  determinazione  a  seguito  di una lunga  discussione  fatta  in  I
  Commissione.  Da  questo  comma e a  causa  del  ritiro  di  questo
  subemendamento rischiano di saltare una serie di categorie che sono
  i  dipendenti  dei  licei  musicali, ma soprattutto  delle  società
  partecipate.
   Più   volte  nella  trattazione  di  questo  testo  se  n'è  fatto
  riferimento: Catania ne ha quattro, Palermo ha la  Palermo Energia
  con   oltre  150  famiglie.  Una  società  partecipata  in   house,
  peraltro, rispetto alla quale il Commissario straordinario ad  oggi
  ha  già preso degli impegni rispetto ad una diversificazione  delle
  attività da porre in essere.
   Si  è  pensato ad una trasformazione delle attività da  realizzare
  attraverso cartellonistica, attraverso attività di monitoraggio che
  riguardano anche le strade provinciali; una serie di iniziative che
  prevedranno   un   rientro,  un  fare  cassa  per  queste   società
  partecipate.
   Allora,  io  non capisco perché il Governo si ostini a  non  voler
  garantire e tutelare questi posti di lavoro. Non mi si può dire che
  si teme che il Commissario dello Stato potrà impugnare.
   Io,  oggi, preferisco che venga messa questa postilla, che  questo
  aspetto venga sottolineato, che rimanga all'interno dell'articolo e
  non   credo  affatto,  perché  questo  è  un  aspetto  che  abbiamo
  sviscerato in Commissione.
   Quindi,  Assessore  la prego, questo subemendamento  non  lo  deve
  presentare,  le chiedo di ritirarlo perché è un subemendamento  che
  pone un sistema di garanzia per questi dipendenti.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei
  leggere  il comma 8, perché un articolo ha una sua logica e  vorrei
  chiedere  l'ausilio  dei  miei colleghi giuristi  componenti  delle
  minoranze:   Al personale dei liberi Consorzi comunali è confermato
  lo  status  giuridico  ed  economico già  in  godimento  presso  le
  province regionali .
   Assessore,  la mia preoccupazione è quella che l'onorevole  Cascio
  abbia  ragione. E lo sa perché? Perché con questa modifica voi  non
  solo   non  specificate  cosa  fate  del  personale  delle  società
  partecipate,  ma è da intendersi l'articolo 7 così come  modificato
  di  personale  interno  alle  Province.  Questo  articolo  così  si
  riferisce solamente al personale delle Province.
   Io  vorrei  che  fosse  chiaro:  I liberi Consorzi  continuano  ad
  utilizzare  risorse finanziarie in materia   già in spettanza  alle
  corrispondenti Province .
   Il  personale delle società partecipate non è di spettanza in modo
  permanente  alle  Province, perché domani mattina  se  le  Province
  dovessero rimanere o i liberi Consorzi tranquillamente la Provincia
  ha facoltà e potere di regolamentare il personale presso le società
  in  modo  del tutto separato, diversamente si applica la  norma  al
  personale che è di ruolo presso le Province. Quindi, voi così state
  facendo più danno, state salvaguardando, a vostro modo di vedere, a
  parole ma non concretamente, perché così voi diremmo noi a Palermo,
  vi  date   la  zappa  sui  piedi . Oggi, con questo  subemendamento
  state  specificando che si parla solo di personale  in  capo,  cioè
  all'interno di ruolo delle Province.
   Io vi suggerirei, Assessore, di ritirare l'articolo 7. Scusate, se
  è  così, che già c'è un automatismo sulle competenze delle Province
  per   cui   le  Province  da  domani  mattina  o  liberi   Consorzi
  continueranno  a  fare  quello che è di loro competenza  perché  lo
  dovete  specificare per legge? Perché questa esclusione-inclusione?
  E poi, ci tenete a specificare che le Province continueranno a fare
  tutto  quello che hanno fatto  Ancora non ci avete spiegato  allora
  che  cavolo stiamo facendo noi in Assemblea  E la prova è che  dite
  no all'elezione diretta.
   Quindi,  il  vostro modo di vedere questa norma, ma io  voglio  la
  norma  Assessore, io non la voglio bloccare la trattazione e l'iter
  della norma, però voi vi state accanendo solo con gli organismi  di
  partecipazione  democratica, perché poi in tutte le salse  ribadite
  che  le società partecipate rimangono così, che il personale rimane
  così,  che i trasferimenti rimangono uguali, che faranno le  stesse
  cose,  non ci aggiungete o togliete la competenza né in più  ne  in
  meno,  togliete solo i consiglieri provinciali e i presidenti delle
  Province.

   FAZIO . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, la prego solo un attimo di  attenzione,
  nient'altro,  non   mi  sarei  permesso  di  intervenire  se   non,
  ovviamente,   per   sottoporre  alla  vostra  attenzione   un   mio
  emendamento che, forse, potrebbe risolvere il problema che è  stato
  evidenziato.
   L'emendamento  in  questione è relativo  all'articolo  10.  Perché
  all'articolo  10? Perché sulla base della prospettazione,  appunto,
  del  Governo,  il  Governo in questa fase e in questo  momento  non
  individua e non procede ad assegnare ai liberi Consorzi dei  Comuni
  le  competenze specifiche che poi andranno ad esercitare. E se  voi
  vedete  l'articolo 10 pertanto procede ad effettuare un  rinvio  ad
  una  successiva norma che dovrebbe in qualche modo poi  intervenire
  nel  disciplinare le materie di competenza dei liberi Consorzi  dei
  Comuni.
   Proprio  perché preoccupato e ho visto, non da solo ma insieme  ai
  miei   colleghi,  quello  che  potrebbe  accadere  nei   confronti,
  soprattutto, delle partecipate, perché credo che non possiamo e non
  dobbiamo   porci   il   problema   occupazionale   dei   dipendenti
  direttamente  occupati  dalla Provincia regionale  ma  anche  degli
  occupati che, bene o male, sono e si trovano nell'ambito di enti ed
  istituzioni  controllati  e partecipati  dalla  medesima  Provincia
  regionale,  e  se  non  interveniamo, a  dare  loro  un  minimo  di
  assicurazione,  ovviamente,  ne  avranno  delle  ripercussioni   in
  termini negativi. Credo che questo sia chiaro a tutti.
   Il  problema,  quindi,  non  è  e non  si  pone,  semplicemente  e
  solamente, per i cosiddetti dipendenti diretti della Provincia,  ma
  le  conseguenze non possono non gravare anche nei confronti di quei
  dipendenti che direttamente non dipendono dalla Provincia, ma dalle
  partecipate della Provincia regionale. Ed abbiamo visto ed  abbiamo
  ascoltato che, nell'ambito del territorio della Regione, ce ne sono
  tante  e tantissime. Dall'altra parte, però, almeno per quello  che
  mi riguarda, non mi sono sentito di imbarcare nell'ambito del nuovo
  organismo, di tutti quelle partecipate, molte delle volte,  inutili
  che,  a mio avviso, non farebbero altro che, soprattutto nella fase
  iniziale, aggravare la situazione economica ed anche dal  punto  di
  vista prettamente occupazionale.
   Postomi  questo  problema, ho tentato di  risolverlo,  soprattutto
  formulando questo emendamento, dando, ovviamente, priorità, ma  non
  solo   dando  priorità, dando anche la capacità di  scelta  a  chi?
  All'organismo rappresentativo. Mi riferisco in maniera  particolare
  all'assemblea dei liberi Consorzi dei Comuni e, ovviamente, laddove
  in  qualche  modo  la legge prevedeva le città metropolitane,  alla
  conferenza  che è l'organo, in qualche modo, rappresentativo.
   Questa,  sulla  base  dell'emendamento,  avrà  la  possibilità  di
  verificare  quale e quali enti o partecipate meritano attenzione  e
  meritano  anche di essere, in qualche modo, recuperati nell'ambito,
  appunto, del libero Consorzio dei Comuni.
   Mi  riferisco in maniera particolare, almeno per quel che riguarda
  la  mia  provincia, all' Airgest , che si occupa,  ovviamente,  del
  trasporto,  ma, soprattutto, anche a tutta una serie  di  enti  che
  svolgono  attività  culturale, qual  è,  per  esempio,  il   Libero
  consorzio ,  la  Biblioteca Fardelliana , che è, in  qualche  modo,
  partner   principale.  Altra  associazione  che   svolge   attività
  culturale  il  Luglio musicale  e quant'altro, ma credo  che  debba
  essere  il  libero  Consorzio  dei  Comuni,   l'assemblea  a  dover
  decidere  quali  di questi far sopravvivere e quali, eventualmente,
  sopprimere.
   Peraltro, se è vero come è vero, a meno di una modifica all'ultimo
  momento,  che  l'assemblea non è altro costruita dai  sindaci,  che
  sono  i rappresentanti del territorio dell'ex Provincia, meglio  di
  loro   non   possono  valutare,  ovviamente,  questo  percorso   di
  prosecuzione.
   Credo,  quindi, e cerco in qualche modo di sovvenire alle esigenze
  che   l'Aula   ha   manifestato   e,   soprattutto,   alla   grande
  preoccupazione  che  l'Aula ha manifestato per quanto  riguarda  le
  partecipate, con questo emendamento che troverete all'articolo  10,
  individuato come 10.2.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli colleghi,
  intervengo  perché  il  tema  è  importante,  sensibile,  è   stato
  sollevato  dal  collega  Cascio  Francesco  e  mi  pare  di  potere
  impostare,  con  molta serenità, signor assessore, un  ragionamento
  che, forse, potrebbe aiutare.
   E'  sempre  consigliabile, nell'interpretazione  delle  norme,  il
  criterio    della    interpretazione    sistematica,    coordinata,
  possibilmente unitaria.
   Leggo, infatti, in maniera sistematica ed unitaria, i commi  6,  7
  ed  8  del  disegno  di  legge,  che nella  loro  sistematicità  ed
  unitarietà, ritengo affrontino il problema dell'organizzazione  del
  nuovo ente intermedio.
   Si tratta all'articolo 6 delle funzioni, agli articoli 7 e 8 delle
  risorse  umane, delle risorse finanziarie, delle risorse  materiali
  persino della utilizzazioni delle sedi e infine all'articolo  8  si
  ritiene da parte del Governo proponente di precisare come lo status
  giuridico,  quindi normativo, del personale rimanga  tale  e  quale
  quello  che  il personale medesimo riveste e di cui  gode  fino  al
  momento dell'entrata in vigore di questa legge.
   Allora,  escludere  il  personale  delle  società  strumentali   o
  partecipate di cui fino a questo momento le Province si  avvalgono,
  rimarrà un peso anche per le successive normazioni nel settore.  Se
  si  include tutto agli articoli 6, 7 e 8 e si esclude la sorte  del
  personale   delle   partecipate,  la  sorte  del  personale   delle
  partecipate  non  potrà  più  essere  ripresa  con  una  normazione
  successiva, perché la volontà l'avremmo espressa nel momento in cui
  adottiamo e approviamo questa norma.
   Io  non vedo profili di incostituzionalità inserendo quelle frasi,
  quella  allocuzione  che era stata, credo con una  certa  saggezza,
  inserita  originariamente nel testo e cioè  la  possibilità  che  i
  nuovi  enti  possano  continuare  ad  avvalersi  nei  limiti  delle
  disponibilità finanziaria dei servizi svolti da società interamente
  partecipate.  Perché escluderle adesso? E' adesso che  si  consuma,
  semmai,  uno  strappo  costituzionale  Perché  il  personale  delle
  Province viene garantito e il personale delle partecipate non viene
  garantito.  Si tratta di alcune centinaia forse di alcune  migliaia
  di  persone  che  non troveranno più tutela normativa,  perché  noi
  approvando l'emendamento del Governo escluderemmo questo personale.
   Io   chiedo,  quindi,  al  Governo  o  di  ritirare  l'emendamento
  soppressivo  o  di volere ancora meglio specificare la  possibilità
  che  i  nuovi  enti  possano avere di utilizzare  questo  personale
  secondo i contratti vigenti al momento dell'entrata in vigore della
  legge.

   PRESIDENTE:     Onorevoli    colleghi,    prima    dell'intervento
  dell'onorevole  Malafarina, voglio leggere un  ordine  del  giorno,
  presentato  da  tutti  i  capigruppo, primo firmatario  l'onorevole
  Cordaro  se  non erro, che potrebbe risolvere la questione.  Ne  do
  lettura:
    L'Assemblea  regionale siciliana impegna il Governo,  nelle  more
  dell'approvazione  del  disegno di legge sui  liberi  Consorzi  dei
  Comuni  e  nel  prosieguo in sede di applicazione, a continuare  ad
  avvalersi  dei  servizi svolti da società interamente  partecipate,
  garantendo  la  continuità dei rapporti  in  essere  alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge .

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, il  Governo
  condivide  e  fa  proprio  l'ordine del giorno,  ritenendo  che  le
  garanzie  occupazionali e la salvaguardia dei posti di lavoro  sono
  l'obiettivo principale da tenere conto e che nel fare la riforma si
  terrà conto prioritariamente di tutto questo.

   PRESIDENTE.  C'è  un adesione da parte del Governo,  lo  metteremo
  quindi in votazione, così come previsto dal Regolamento, alla  fine
  della discussione dell'intero disegno di legge.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  presidente, onorevoli  colleghi,  quello  che
  volevo dire è esattamente quello che si sta dicendo, nel senso  che
  l'emendamento evidentemente è stato ritirato dal Governo per  degli
  ovvi  motivi,  l'ordine del giorno credo che abbia la  condivisione
  unanime  di tutta l'Assemblea. Invito i colleghi deputati  a  farlo
  proprio  e  a  votarlo  all'unanimità,  nell'interesse  di  diverse
  centinaia di lavoratori che attendono una risposta.
   Il   Governo   ha   sempre   detto  che  salvaguarda   i   livelli
  occupazionali. L'impegno che ha assunto il Presidente  Crocetta  un
  minuto  fa,  conferma il suo impegno, invito l'Assemblea  a  votare
  all'unanimità questo ordine del giorno a garanzia e  a  tutela  dei
  centinaia di lavoratori che aspettano una risposta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ha preceduto  il
  Presidente  Crocetta.  L'argomento  del  personale  delle  province
  regionali e delle società partecipate, a mio avviso, è un argomento
  troppo  importante, troppo delicato, e rappresenta il fulcro  della
  norma.
   Signor  Presidente,  io sono contento che lei abbia  preso  questo
  impegno  di  mantenere la garanzia dei livelli occupazionali,  però
  sono  un  po'  testardo.  Limitarci  a  trattare  questo  argomento
  attraverso un ordine del giorno, che spesso diventa carta straccia,
  o  attraverso  un  impegno solenne che, qualche volta,  può  essere
  anche oggetto di qualche dimenticanza. E per questo volevo invitare
  nuovamente  l'assessore  a  valutare attentamente  se  ci  sono  le
  condizioni  affinché questo argomento, l'argomento  del  personale,
  possa  essere  trattato  tecnicamente attraverso  l'inserimento  in
  qualche  emendamento,  all'interno  del  corpo  normativo.  Perché,
  signor  Presidente,  signor assessore, ho visto diversi  dipendenti
  della   provincia  regionale  di  Palermo,  assistere  con   grande
  preoccupazione  a  diverse nostre sedute.  Mi  fa  piacere  che  il
  Presidente  li  abbia  rassicurati oggi, perché  sono  persone  che
  devono  portare  anche loro il pane a casa,  e  che  vivono  questa
  riforma con grande preoccupazione.
   E  allora,  vi invito nuovamente, se possibile - anche sospendendo
  per  qualche minuto la seduta - a trovare la soluzione per inserire
  la tutela dei livelli occupazionali anche delle società partecipate
  all'interno del testo.

   CROCETTA,   presidente  della  Regione.  Onorevole   Tamajo,   per
  tranquillizzare  questo personale, preciso che questa  riforma  non
  tocca l'assetto attuale della Provincia, per il semplice motivo che
  non toglie le funzioni che ha in questo momento, che saranno invece
  oggetto  specifico della legge successiva. Quindi, non è in  questa
  legge  che  bisogna inserire quello che lei chiede,  perché  è  già
  chiaro.
   Da  quando verrà costituito il consorzio, il consorzio subentra ai
  commissari, e subentra in tutte le obbligazioni dell'assetto  della
  provincia e, fino a quando non si costituiranno i consorzi, non  si
  faranno le nuove leggi attuative, quindi non cambia nulla.
   Da  un  punto  di vista politico, c'è oggi l'impegno,  con  questo
  ordine del giorno dell'Assemblea e del Governo, a tenerne conto nei
  disegni  di  legge successivi. Ripeto, in questo  momento  non  c'è
  alcun   pericolo.  Inoltre,  fino  a  quando  noi  non  avremo   la
  rassicurazione dei trasferimenti dei fondi da parte dello Stato per
  il  pagamento dei dipendenti, noi non modifichiamo nessun  rapporto
  di lavoro e nessuna funzione, perché sicuramente siamo interessati,
  quanto i lavoratori, a mantenere, sia i livelli occupazionali,  sia
  ad avere dallo Stato i trasferimenti che attualmente abbiamo.
   La  questione tecnica della soppressione di questa parte è  legata
  esclusivamente al fatto di non avere una impugnativa costituzionale
  di  questo emendamento. Quello sì che peggiorerebbe le cose, perché
  le  renderebbe  poi impossibili. Così chiariamo definitivamente  la
  questione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo  Sciuto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  SCIUTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  il
  Governo,  l'assessore, siano in perfetta buona  fede  anche  perché
  avevo  proposto  una audizione in Commissione e, su  mia  proposta,
  l'assessore aveva inserito la salvaguardia di questo personale.
   Se  oggi il Governo cambia posizione ci devono sicuramente  essere
  dei  motivi validi e concreti però, assessore, ci dobbiamo sforzare
  di trovare una soluzione alternativa. Quando si è inserita la norma
  di  salvaguardia delle partecipate al 100 per cento, perché  questo
  personale   è  assunto  a  tempo  indeterminato  nelle  partecipate
  pubbliche,  quindi a totale competenza delle province, poiché  alla
  fine  le  province  utilizzano questo personale per  i  servizi,  i
  consorzi dei comuni potrebbero pure non utilizzarlo, o comunque non
  hanno l'obbligo di utilizzarlo.
   Pertanto,  sarebbe opportuno inserire una norma  che  consenta  la
  salvaguardia di questo personale; i consorzi devono avere l'obbligo
  di  utilizzare questo personale. E dico questo perché, nel  momento
  in  cui  i  consorzi decidono di fare altro, noi non  possiamo  più
  intervenire,  non  possiamo  più fare niente  per  queste  persone.
  Vediamo  dunque  di  trovare  una  formula  che  garantisca  questo
  personale,  perché  trasferire le competenze non  significa  che  i
  consorzi assumono la obbligatorietà di fare questo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, nella sua  ansia  di  appoggiare  il
  Governo,  mi intratteneva per impedirmi di parlare  Non  la  facevo
  così  tosto  nel  difendere questo Governo,  che  è  indifendibile
  Signor  Presidente,  rispetto  alle  dichiarazioni  che  ci   tocca
  ascoltare   in   quest'Aula,  la  convinzione   che   già   avevamo
  abbondantemente  maturato durante tutto  l'iter  in  Commissione  e
  durante   tutte  le  discussioni  in  Aula,  si  rafforza   anziché
  affievolirsi.  Come  fa un Presidente della  Regione  a  dichiarare
  contemporaneamente  e  contestualmente,  con  qualche  frazione  di
  secondo che interviene fra il contemporaneo e il contestuale - come
  dire  ora o subito  - che questa è una legge transitoria, una sorta
  di   cornice,  e  le  province  continueranno  transitoriamente  ad
  esercitare  le funzioni perché qualcuno lo deve fare,  nelle  more.
  Contemporaneamente, dichiarare e scrivere nella legge che tutte  le
  funzioni saranno trasferite ai consorzi che nascono e quindi c'è un
  dettaglio,  articolo  per articolo, comma per comma,  assolutamente
  forte  che va a delimitare tutte le funzioni che vengono trasferite
  e poi dire che queste cose le stabiliremo altrove.
   E'  una  contraddizione in termini quando il  Presidente  Crocetta
  dice   che  queste  cose le stabiliremo con legge  successiva .  E'
  un'affermazione  che  poteva  fare  qualora  questa   fosse   stata
  realmente una legge cornice che stabiliva solo, rimandando ad altra
  legge, la volontà di istituire liberi consorzi, rimandando tutto  a
  dopo.  Ma  questa è una legge che entra nel dettaglio per cui,  nel
  momento  in  cui  si  espunge dalla legge questo personale,  questo
  personale non potrà più rientrare e le spiego pure perché.
   Siccome questa è una legge di dettaglio, con l'articolo 7 e  8  si
  fa  riferimento certamente a personale interno della  provincia;  è
  chiaro,  è  pacifico che si fa riferimento a personale  interno,  e
  quindi  queste migliaia di persone saranno a casa, è  bene  che  lo
  sappiate tutti
   Vi  porto  solo l'esempio di quello che è accaduto a  Genova,  nel
  momento  in cui il comune, il sindaco di Genova aveva inteso  porre
  mano   alla   Società   partecipata  al  trasporto   pubblico   per
  razionalizzarla.  E'  accaduto l'inferno per una  settimana  ed  ha
  dovuto  in  qualche modo fare marcia indietro,  ma  è  comunque  un
  fronte rimasto aperto, una spina nel fianco di chi deve decidere la
  sorte  di  quelle  persone. La verità è che si è voluta  una  legge
  manifesto solo ed esclusivamente per poter dichiarare sulla  stampa
  che noi eravamo i primi a fare la riforma.
   Se  il Governo nazionale o tutti i soloni dal Corriere della  Sera
  in  poi,  da alcuni anni che predicano che bisogna risparmiare,  se
  per risparmiare intendono licenziare le persone, non c'è dubbio che
  il risparmio si può fare.
   Se  noi  licenziamo  due,  tre, quattro milioni  di  cittadini  in
  Italia,  certamente risaniamo il bilancio. M è questo che vogliamo?
  Se  è questo che vogliamo, e ritengo che certi ambienti finanziari,
  di finanza nazionale ed internazionale, vogliono esattamente questo
  e  alludono  esattamente  a questo quando  portano  l'attacco  alla
  politica  e  alle istituzioni della politica, io penso  che  questa
  Assemblea deve riflettere a lungo su dove ci porterà l'approvazione
  di  una  norma  che è confusa, contraddittoria, densa  di  ricadute
  negative ed assolutamente fumosa nello specificare come si farà  ad
  organizzare il territorio.
   Questo emendamento è pericolo, signor Presidente, perché una volta
  votato  è legge, e l'Assemblea, una volta che si esprime su  questo
  emendamento,  non  potrà  più  rientrare  per  salvarlo,  e  questo
  personale  si  avventerà  a quello delle province.  Qualcuno  dovrà
  spiegarci,   una  volta  abolite  le  province,  come   faranno   a
  ricollocare il personale, in quali enti, con quali mansioni, e  con
  quale  inquadramento, la qual cosa non è spiegabile  perché  non  è
  supportata dalla legge.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa alla votazione  del  sub
  emendamento 1 Gov. R37 del Governo. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Favorevole.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.

      Votazione per scrutinio segreto del sub emendamento 1GovR37

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  del  sub
  emendamento 1GovR37.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  79
   Maggioranza         40
   Favorevoli          51
   Contrari            28
   Astenuti             0

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. I subemendamento 1GovR34 e 1GovR36 sono preclusi.
   Si passa al subemendamento 1GovR35, dell'onorevole Formica.

   FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il subemendamento 1GovR.12 è inammissibile
   Pongo  in  votazione  la  riscrittura dell'articolo  1  così  come
  sostituito ed emendato.

   FORMICA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1:GOV.R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento di riscrittura dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  80
   Maggioranza         41
   Favorevoli          55
   Contrari            25

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti presentati all'articolo
  1 sono decaduti.
   Sospendo brevemente la seduta per raccordarci sul percorso da
  seguire.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.47, è ripresa alle ore 19.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
              Adesione ad altro libero consorzio comunale

   1.  Entro  sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,   i   comuni  appartenenti  ad  un  libero  consorzio,   con
  deliberazione   del  consiglio  comunale  adottata  a   maggioranza
  assoluta  dei componenti, possono aderire ad altro libero consorzio
  che abbia continuità territoriale con il comune interessato.

   2. Non è ammessa l'adesione di un comune ad altro libero consorzio
  qualora,  per  effetto  del  distacco, la  popolazione  del  libero
  consorzio  di provenienza subisca una riduzione in misura superiore
  al  venti  per cento rispetto alla popolazione dello stesso  libero
  consorzio   quale   risultante  dai  dati  dell'ultimo   censimento
  ufficiale.

   3.  La delibera del consiglio comunale è trasmessa all'Assessorato
  regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica  per  la
  verifica  della  sussistenza  dei  requisiti  di  cui  al  presente
  articolo.   Accertata   la  sussistenza  dei  predetti   requisiti,
  l'Assessorato  forma  un elenco delle delibere pervenute,  ordinate
  secondo  la  data di ricevimento, che è pubblicato  sulla  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana e sul sito istituzionale. In caso
  di ricevimento nello stesso giorno, precede nell'elenco la delibera
  del comune più popoloso.

   4.  Decorso il termine di cui al comma 1, il Governo della Regione
  presenta  all'Assemblea regionale siciliana il disegno di legge  di
  modifica  dei  territori dei liberi consorzi ai sensi del  presente
  articolo,  sulla  base  delle  delibere  per  le  quali  sia  stata
  accertata  la  conformità alle disposizioni di legge.  Al  fine  di
  assicurare  il rispetto delle disposizioni di cui al  comma  2,  si
  tiene conto dell'ordine delle delibere quale risultante dall'elenco
  di cui al comma 3.

   5.  Il  disegno  di legge di cui al comma 4 prevede,  altresì,  le
  modifiche  dei  territori dei liberi consorzi comunali  conseguenti
  all'eventuale adesione di comuni alle Città metropolitane ai  sensi
  dell'articolo 9.».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  2GOVR33.1.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  vorrei  da  lei  lumi  su  come  ci
  accingiamo a proseguire i lavori d'Aula questa sera.
   Le  dico  questo, intanto perché lei aveva sospeso la  seduta  per
  motivare  quelle che erano le determinazioni da assumere  circa  il
  prosieguo dei lavori, ed in secondo luogo, vorrei far notare che in
  seguito all'esito della votazione di ieri si sono determinate delle
  condizioni  di  incongruità - per non  dire  altro  -  di  assoluta
  inefficacia, di assoluta pretestuosità del disegno di legge che  si
  vuole  portare avanti. Con la votazione di ieri viene a cadere  uno
  dei  pochi motivi a supporto e a suffragio, che potevano supportare
  questo obbrobrio di legge, e mi riferisco alle città metropolitane.
   Siccome la problematica che inerisce questo provvedimento è  molto
  seria,  io ritengo che noi dovremmo aggiornare i lavori a domani  e
  vedere,  nel frattempo, possibilmente nella giornata di domani,  di
  arrivare   ad   una  soluzione  per  evitare  altri  inciampi,   ma
  soprattutto  per vedere come risistemare la questione  delle  città
  metropolitane.
   Continuare  ad oltranza, signor Presidente, ritengo sia  non  solo
  sbagliato, ma anche controproducente per gli effetti che si  voglio
  raggiungere,  perché  il rischio forte è che  ci  troviamo  in  una
  situazione  in cui si possono creare altri inciampi o, addirittura,
  si  possono esacerbare le posizioni fino al punto tale che potrebbe
  essere difficile persino trovare una soluzione.
   Quindi  io  la  inviterei a stabilire un orario  certo  entro  cui
  chiudere la seduta di stasera e, possibilmente, il rinvio a  domani
  mattina e vedere nella giornata di domani come potere risolvere  le
  criticità  presenti  ed  evitare   ulteriori  contrapposizioni  che
  rendano di fatto impossibile la soluzione dei problemi gravi che si
  sono determinati in seguito al voto di ieri.
   E'  inutile che mi dilunghi sull'articolo 2, a parte il fatto  che
  con il voto di ieri viene a cadere, secondo me, anche l'impalcatura
  di  questo  articolo, perché il voto di ieri ha previsto una  nuova
  configurazione  dei Consorzi - io gli sto dando una rapida  lettura
  ora,  mentre  parlo  con  lei -, di fatto  ci  sono  una  serie  di
  previsioni  che  sono  ormai  superate, decadute  ed  incompatibili
  proprio per  la previsione dei 150 mila abitanti.

   PANARELLO. L'onorevole Formica quanto può parlare?

   FORMICA.  Signor  Presidente, ripeto,  dando  un'occhiata  rapida,
  considerato  che  ieri si è votato che i Consorzi  devono  prendere
  tutti  i  Comuni che facevano parte delle Province, se non  ricordo
  male, ora si parla di 150 mila abitanti, di Consorzi di adesione ad
  altri Comuni, non le sfuggirà, quindi, l'esigenza di  una pausa  di
  riflessione e di coordinamento
   Mi  chiedo  cosa c'entri, con il voto di ieri, il  tetto  dei  150
  mila, se si è detto che i Comuni che fanno parte dei nuovi Consorzi
  devono essere tutti i Comuni che facevano parte delle Province,  mi
  chiedo di cosa si stia parlando.
   La  pausa  di riflessione si impone per coordinare il  testo,  non
  possiamo  andare  avanti con pastrocchi, è  un  Parlamento   E'  un
  Parlamento   Non  è un consiglio di condominio  E'  un  Parlamento,
  signor  Presidente  e  lei è un Presidente di  prestigio  perché  è
  attento alle regole

   PRESIDENTE. Ricordo che  la discussione è aperta sull'articolo  2,
  per  quanto riguarda i tempi - così è chiaro a tutti -mi auguro che
  si  possa  approvare stasera, in tempi brevissimi,  proprio  questo
  articolo, sospendere e riprendere possibilmente domani mattina.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, l'augurio suo è anche il nostro se non
  fosse  che  all'articolo  2  ci sono  circa  60  emendamenti  e  60
  emendamenti con 60 voti segreti  - perché credo che questa  sia  la
  volontà  di  gran  parte  dell'Aula  -  con  circa  un  minuto   ad
  emendamento, ho fatto i conti, sono stato bravo a fare i conti  con
  il  pallottoliere  durante la Finanziaria,  poi  purtroppo  non  mi
  sbagliavo, ma  quello che più conta, signor  Presidente, è che,  al
  netto della possibilità che personalmente ho e della volontà che ho
  di discutere sull'articolo 2, credo che lei in questo momento debba
  cogliere  quelle  che poi non sono neanche tanto  velate  sfumature
  rispetto a quello che sta accadendo in Aula.
   Se  per un verso l'atteggiamento del PD non può che  essere quello
  di  una  volontà formale a continuare, le posso garantire che  gran
  parte  dei suoi componenti si sentirebbe sollevato se lei decidesse
  di fermare i lavori e di rinviare a domani perché è evidente che vi
  h un  momento di riflessione necessaria rispetto ad un dato che non
  è    soltanto   quello   numerico,   poiché    con   l'approvazione
  dell'emendamento di ieri, le città metropolitane, qualora venissero
  istituite  con  l'approvazione  dell'articolo  7,  finirebbero  per
  essere all'interno dei liberi Consorzi dei Comuni.
   Onorevoli  colleghi,  temo che molti di voi, anzi che molti di noi
  -mi ci metto pure io e sono sicuro di non toccare la suscettibilità
  di nessuno -  non abbiamo compreso cosa significhi il voto di ieri.
  Qua  c'è  la  volontà  di stracciarsi le vesti  per  una  battaglia
  epocale: l'istituzione delle città metropolitane.
     Al  netto delle argomentazioni, sostenute, secondo me, con senso
  dai colleghi Formica e Falcone, qualche minuto fa, bisogna dire  la
  verità  e cioè che  ad oggi le città metropolitane, qualora dovesse
  essere  approvato il resto del disegno di legge, così come è  stato
  redatto,  sono  all'interno dei liberi Consorzi dei Comuni,  questo
  significa  non  tanto  e non solo che il numero  centocinquantamila
  diventa  ridicolo  anche solo a pronunciarsi, se  pensiamo  che  il
  libero  Consorzio dei Comuni del palermitano finirebbe per  mettere
  insieme  un  milione e mezzo di abitanti, ma sono anche  ai  limiti
  del  ridicolo, rispetto al fatto che, con buona pace degli  intenti
  di  tutti  a  partire dal Governo, qua si sta facendo semplicemente
  un'operazione  che  finisce per ricalcare il vecchio  schema  delle
  province,  perché con questo metodo e con quel voto  di  ieri,  non
  potendosi  distinguere i destini delle città  metropolitane,  delle
  tre  città metropolitane da quello dei liberi Consorzi dei  Comuni,
  con  un  tetto  minimo  di  centocinquanta  mila  abitanti,  stiamo
  parlando di qualcosa che credo non sia stato compreso da  tanti.
   Vi  chiedo,  d'altro  canto, d'immaginare se  ciascun  sindaco,  a
  seconda  del colore politico della stagione, della maggioranza  che
  ha, possa determinarsi nella scelta del libero Consorzio dei Comuni
  al  quale  aderire   Ma è possibile pensare che oggi il  Comune  di
  Castellamare decida di aderire al Consorzio di Partinico e fra  tre
  anni, siccome cambia il parere politico, cambia la convenienza,  si
  stacca da un Consorzio e deciderà di aderire al nuovo Consorzio  di
  Alcamo.
     Mi chiedo di cosa si stia parlando, onorevoli colleghi  Vi prego
  di  fare  attenzione alle tecniche normative che  prevedono  regole
  rigide  al  di  là della volontà politica.  Mi chiedo  se  si  deve
  approvare a tutti i costi l'articolo 2
   Non intendo ancora parlare del Commissario dello Stato, perché non
  voglio  farvi  rizzare i capelli, perché chissà   cosa  ne  penserà
  quest'ultimo  quando si troverà al cospetto di quello che,  con  la
  vostra volontà soprattutto, colleghi del PD, ci state imponendo.
   Abbiamo  fatto una richiesta di buon senso, vogliamo tirare  fuori
  un  disegno di legge condiviso con le prerogative e con i  principi
  che   abbiamo  detto  con  chiarezza  fin  dall'inizio,  ci   state
  costringendo   a   votare   qualcosa   che   finirà   per    essere
   un'arlecchinata normativa  e la responsabilità sarà esclusivamente
  vostra  quando questa norma  verrà massacrata  sotto la  falce  del
  Commissario  dello  Stato,  la responsabilità  sarà  esclusivamente
  vostra   Stiamo  parlando di una norma che non dà nessuna  certezza
  sul destino di qualcosa che non si capisce come si vuole comporre.
   Rispetto  a  tutto questo, signor Presidente, all'inizio  del  mio
  intervento,  non voleva essere una battuta, il fatto che  lei  deve
  cogliere,  comunque,  a mio modesto parere,  gli  umori  dell'Aula,
  perché  mi rendo conto che tra quello che si vuole fare apparire  e
  quello che si pensa,  a volte, non solo in politica, ma anche nella
  vita, ci può essere una grande differenza.
   E' evidente che se noi chiediamo al Presidente del gruppo  Partito
  Democratico  se vuole continuare a lavorare o se vuole rinviare,  è
  chiaro  che  deve risponderle che vuole continuare a  lavorare,  ci
  mancherebbe, ma mi chiedo per fare cosa, signor Presidente
   Invito, allora, prima di votare l'articolo 2 - che determinerebbe,
  per  le  premesse che ho fatto, relativamente alla struttura stessa
  della  norma,  come devono essere concepiti i liberi  consorzi  dei
  comuni  o  a cosa doveva starci dentro nell'idea della legge  ed  a
  cosa  c'è dentro in realtà, adesso ed  anche rispetto a come devono
  essere formati i liberi consorzi dei comuni - a fermare il gioco, a
  fare  una  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari  anche
  questa  sera  ed  a  riprendere  i  lavori  domani,  partendo   dal
  presupposto  che i 60 emendamenti  all'articolo 2 possono  ridursi,
  forse,  a 2 o 3, rispetto ai quali potremmo votare o dividerci,  ma
  potremmo anche trovare una sintesi su questi.
   Signor  Presidente,  quindi, siamo qui per continuare  a  fare  la
  nostra battaglia, che è una battaglia di principio, ma è una  anche
  una battaglia per scrivere una buona legge, viceversa, se dovessimo
  trovare  interlocutori sordi, continueremo   ad  attuare  tutte  le
  metodiche  e  tutte  le  possibilità che il Regolamento  d'Aula  ci
  fornisce.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  condivido  quanto  detto e richiesto da chi mi ha  preceduto,   dal
  presidente Formica prima e dal presidente Cordaro dopo, e lo  dico,
  in  maniera  molto chiara, in quanto leggendo il testo,  così  come
  riscritto  da  parte  della  Commissione,  istituita  all'uopo  dal
  Governo, ci si rende conto come è cambiata completamente, nel  giro
  di  pochi  giorni, la filosofia della linea, del percorso  che   il
  Governo aveva intrapreso.
   Il testo esitato dalla Commissione era quello che non allargava ad
  altri  consorzi,  se  non  a  quelli  fissati  nel  numero  di   9,
  corrispondenti   alle  province  regionali   che   avremmo   dovuto
  sopprimere e non perché le province, da un lato, venivano soppresse
  e,  dall'altro  lato, dovevano rinascere sotto altra  forma,  sotto
  altra  denominazione,  non veniva mutato il  nomen  iuris  per  non
  mutare  altro,  ma per lasciare tutto così com'era,  perché  veniva
  ritenuto di dover procedere, di dover istituire un ente intermedio,
  con   funzioni  più  leggere,  se  vogliamo,  meno  pletorico,  che
  razionalizzasse i costi, che rendessero efficienti i servizi.
   Oggi,  invece, ci accorgiamo che, nella riscrittura  -  in  quella
  riscrittura  fatta  dallo stesso Presidente della  Commissione,  in
  quel  tavolo,  che  venne strappato, quella riscrittura  che  venne
  strappata  e  buttata sul tavolo a mo' di sfida nei  confronti  del
  Presidente   Crocetta  durante  un  incontro,   tant'è   che   noi,
  dell'opposizione,  abbiamo  dovuto  abbandonare  la  sala  per  una
  questione  di decenza - ci accorgiamo che oggi ci troviamo  con  un
  emendamento di riscrittura che cambia completamente lo spirito,  la
  filosofia  che  tende  quasi ad allargare tutto  e  tutti  per  una
  proliferazione ulteriori di enti sovracomunali per potere,  magari,
  in  quella  logica  perversa,  ma secondo  me  con  un  sub  strato
  culturale di clientela del vecchio e becero sistema politico, nella
  peggiore  della  eccezione del termine che  alla  stessa  si  vuole
  attribuire,  pensare di poter trovare, in un certo senso,   non  un
  consenso,  ma  trovare un sostegno da parte delle  forze  politiche
  che, in quel momento, si ritrovano ad essere interpreti dei bisogni
  di  un territorio sconfortato e scoraggiato da un'azione di Governo
  inconcludente,  me   lo  lasci  passare,  fino  a  questo   momento
  assolutamente fallimentare. Si è cercato di costruire  un  articolo
  che  potesse,  alla bisogna, sostenere e interpretando  quelle  che
  sono  le  aspettative  tradite sino ad adesso dei  vari  territori,
  immaginando  a ciascuno di poter dare qualcosa in una distribuzione
  di  pane  e  pesci  che alla fine non riuscirà a  trovare,  invece,
  quella possibilità di accesso ad una proposta seria di concreta  ed
  efficace attività legislativa.
   Ecco  perché  ad un emendamento di riscrittura piovono  60  o  più
  subemendamenti, con un rischio molto forte e fondato  di  scivolare
  in  una  attività legislativa assolutamente contraddittoria  e  per
  certi   versi  slegata  l'uno  dall'altro,  un  articolo   rispetto
  all'altro, un comma rispetto all'altro.
   Immaginiamo  per  un  attimo,  voglio  fare  un  salto  pindarico,
  all'articolo  7, immaginiamo se domani il Presidente dell'Assemblea
  mettesse  ai voti l'articolo 7 di questa legge, vorrei capire   per
  un attimo, sarei curioso, da cittadino, da legislatore, ma anche da
  addetto ai lavori, di chi con diritto ogni tanto bazzica,   come si
  coordinerebbe l'articolo 7 con il resto della legge.
   Quando  l'articolo 7, al primo comma, recita   che   I  comuni  di
  Catania,  Palermo  e  Messina, assumono la denominazione  di  Città
  metropolitane  mi chiedo cosa significhi se  a monte  non  c'è  una
  istituzione  di  questo  nuovo  organismo,  di  questo  nuovo  ente
  intermedio   Cosa  significa  Qual è  il collegamento dell'articolo
  7  se  a monte, se all'origine non c'è stata la fonte da cui questo
  articolo  trae  origine  Pongo questo esempio,  signor  Presidente,
  perché  il  rischio -  così come l'ha detto l'onorevole Cordaro   -
  che  corriamo è  di fare una legge assolutamente confusionaria, che
  non  ha  una  logica,  non c'è qua il soggetto,  il  predicato,  il
  complemento,  non c'è. Il rischio è che ci troviamo  a  varare,  ad
  approvare  una legge che ha un braccio,  ma non  l'altro,  un  arto
  inferiore, ma magari allo stesso manca l'arto superiore.
   Una  legge che è stata fatta là, che nasce con tante imperfezioni,
  potremmo dire, con qualche disabilità più o meno grave ed è  questa
  la  logica  dell'interesse  della Sicilia  o  è  la  logica  di  un
  interesse primario, caro Presidente, d'immagine, la  sua logica, la
  logica di uscire da questa stanza da questa sala, da questa Aula  e
  dire che la legge è approvata.
   No,  signor Presidente, noi la vogliamo aiutare a fare  una  legge
  ordinata,  a fare una legge ragionata, a fare una legge  che  possa
  camminare   perché  diversamente  avremmo  e  ci   troveremmo   una
  produzione normativa, fino ad oggi fatta, che non sta procedendo.
   Non a caso oggi, non l'ho detto io, ma lo dice anche la Conferenza
  Episcopale, che punta il dito in maniera chiara sulla inattività  e
  inefficacia  dell'azione di Governo, signor  Presidente,  non  l'ho
  detto  io  e  lei  era stato a richiamare qualche amico  suo,  alto
  prelato,  quando  doveva asserire e sostenere anche  le  coppie  di
  fatto, avendo poi una smentita, ma questo poi è altro tema.
   Signor Presidente Ardizzone, le chiedo di fermarci, non  a caso io
  ho   fatto   questa  premessa  perché  dobbiamo   oggi   porci   un
  interrogativo, visto che non mi ha voluto fare entrare nel  merito,
  io lo prendo come intervento sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Lei sta intervenendo sull'articolo 2.

   FALCONE.  L'onorevole Formica, se legge il resoconto  stenografico
  si rende conto che non sono entrato nel merito, ma è altra materia.
   Noi siamo favorevoli affinché  l'Aula venga rinviata a domani, nel
  frattempo,  anche  adesso, che  si convochi   una   Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari  per cercare di capire cosa   si
  vuole   fare per cercare di correggere, se ci sono degli errori,  e
  per  poter, da qui a qualche giorno, apprezzare una legge che  deve
  essere  di  riforma  vera,  ma  nell'interesse  non  di  una  parte
  politica, quanto della Sicilia.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo  2 anche perché, contrariamente alla sua  previsione,
  non   credo  che  sia  un  articolo  sul  quale  si  possa   andare
  allegramente  verso  la votazione perché è uno  dei  punti,  a  mio
  parere,  dolente  di  questo impianto normativo  e  su  questo   mi
  permetta  di  richiamare  l'attenzione  di  tutti  i  colleghi,  ma
  soprattutto dei colleghi del Movimento 5 Stelle, perché  attraverso
  questa  norma noi rischiamo concretamente di moltiplicare gli  enti
  intermedi  e  di farli diventare da nove ad almeno  ventidue  e  su
  questo non c'è alibi di sorta.
   Questo  inevitabilmente comporterà una moltiplicazione dei  centri
  di  spesa  ed  andrà nella direzione esattamente opposta  a  quella
  sbandierata  dal  Governo, ma  vi è di più, i criteri  che  possono
  permettere  questo  gioco  pernicioso   del  libera  tutti     sono
  assolutamente irrazionali.
   Basta,  a  parere  del  Governo,  il  requisito  di  comuni   che,
  complessivamente, raggiungono il numero minimo di 150 mila abitanti
  per decidere di abbandonare il consorzio originario e darne vita ad
  uno nuovo opportunamente dico alla Commissione, intervenuta col sub
  emendamento  oggi presentato all'Aula, che  quanto  meno  cerca  di
  porre  un limite a questo, nel senso di dire che qualora attraverso
  la  richiesta di altri comuni, di aderire, di uscire dal consorzio,
  il  consorzio  originario scenda al di sotto dei 200 mila  ciò  non
  sarà  possibile e questo evidenzia ancora di più come  il  pericolo
  venga   avvertito   anche   da  settori   della   maggioranza   più
  responsabili.
   Altro  elemento  non  tenuto  nella  dovuta  considerazione  è  la
  possibilità  che  questi orientamenti dipendano  dalle  maggioranze
  politiche in quel momento esistenti e che, quindi, queste, che sono
  decisioni  che  varranno  per  il  futuro,  dipendano  invece   dal
  contingente,  dall'attuale,  dalla  promiscuità  o  vicinanza   tra
  amministrazioni di comuni contigui. Questo è un rischio enorme.
   Signor  Presidente, l'ordinamento degli enti locali  e  tutti  gli
  statuti comunali prevedono già oggi la possibilità che un comune  o
  un territorio, una frazione di un comune, si stacchi per passare ad
  un  altro comune, ma  non lo fa dipendere, signor Presidente  della
  Regione,  onorevoli  colleghi, dalla volontà delle  maggioranze  in
  quel  momento  esistente,  ma  subordina  questa  decisione  ad  un
  referendum popolare tra tutti i cittadini
   Voi  che  vi  riempite la bocca di tener in conto la  volontà  del
  popolo, la volontà dei cittadini, non avete previsto nemmeno questo
  requisito essenziale, ossia che la decisione di uscire da un libero
  consorzio  originale  per aderire ad un nuovo  da  creare  dovrebbe
  essere,  quanto  meno, approvato attraverso un referendum  proposto
  tra tutti i residenti in quella città.
   Mi  sono permesso di presentare un emendamento in questo senso, ma
  l'emendamento  principale  è  quello  iniziale,  cioè  l'R14,   noi
  vogliamo  che  questo articolo 2, che è foriero di grandi  pericoli
  per il futuro degli enti territoriali intermedi,  perché cari amici
  del  Movimento 5  Stelle, checché voi ne dite, di questo si tratta,
  si  tratta di enti che avranno funzioni di Governo, di area  vasta,
  come  è  esplicitamente previsto nell'articolo 1,  per  cui  questi
  nuovi  enti intermedi rischiano veramente di proliferare in maniera
  sconsiderata e in dipendenza delle maggioranze politiche che voi mi
  insegnate  essere facilmente cangianti da un momento all'altro,  da
  un  periodo all'altro, soprattutto in un momento di grande fluidità
  elettorale come questo.
   Gli  emendamenti presentati vanno in questo senso: I) soppressione
  di  questo articolo  2 che è il più pericoloso dell'intero impianto
  normativo,  già  di  per  sè  assolutamente  pernicioso   nel   suo
  complesso;  II) emendamenti che tendano comunque  ad  aumentare  la
  soglia  della popolazione coincidente, perché 150 mila  è  un  dato
  assolutamente  minimale  e ridicolo perchè  rischiamo  di  fare  la
  moltiplicazione  di  questi enti; III)  che  questa  volontà  venga
  attribuita al popolo sovrano e non alle maggioranze del momento dei
  singoli comuni.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, la serietà dell'impostazione degli  interventi
  che  mi hanno preceduto, da ultimi quello dell'onorevole Falcone  e
  dell'onorevole  Assenza, dimostrano, se ve ne fosse ancora  bisogno
  di  dimostrarlo,  come  le questioni che stiamo  affrontando  siano
  estremamente serie e lo sono anche e soprattutto alla luce del voto
  di ieri sera.
   Signor  Presidente,  qui faccio appello  alla sua  sensibilità  di
  carattere  giuridico,  oltre che istituzionale, stiamo  affrontando
  l'esame dell'articolo  2 alla luce del voto di ieri sera e, quindi,
  dobbiamo affrontare la questione della adesione possibile  a  nuovi
  liberi  consorzi in assenza dell'istituto nuovo che  si  intendeva,
  malamente,  da parte del Governo introdurre nel nostro  ordinamento
  che sono le città metropolitane.
   Quindi, lo schema che dobbiamo avere innanzi, e sul quale dobbiamo
  orientare  le  nostre decisioni, è lo schema che in questo  momento
  vede  nove aree territoriali che fino a questo momento si  chiamano
  province e che qualcuno vuole che si chiamino liberi consorzi.
   Se  così  è, perché ieri è stato bocciato il comma 2 dell'articolo
  1?  vorrei  che il Governo mi spiegasse come si può aderire  ad  un
  altro  libero consorzio di comuni - perché questo è il titolo della
  norma - se prima non viene costituito il nuovo libero consorzio. Ed
  il  nuovo libero consorzio verrà costituito da quei comuni che  non
  vorranno,  in ipotesi, rimanere all'interno degli esistenti  liberi
  consorzi  che  almeno in tre province attuali, Palermo,  Catania  e
  Messina, non registreranno la estrapolazione del territorio  e  del
  numero di abitanti delle Città metropolitane.
   Quindi  noi stiamo sostanzialmente riaprendo il termine  contenuto
  all'articolo  5,  comma  2, della legge 9 del  1986,  quando  quasi
  trent'anni fa si era prevista la possibilità della costituzione  di
  nuovi liberi consorzi, e nemmeno uno ne nacque.
   Vorrei  poi  che  mi si spiegasse - è stato in  qualche  modo  già
  affrontato   l'argomento  -  il  limite  territoriale  di   150.000
  abitanti.  Questo  numero  magico  di  150.000  abitanti,  da  cosa
  discende?  Da  quale  studio scientifico sul  territorio  discende?
  Perché  non 300.000, 200.000, o 100.000? E' probabilmente il numero
  da  introdurre  in una norma fotografia per qualcuno dei  territori
  siciliani, o per qualcuna delle città siciliane? Perché non di  più
  e  perché  non di meno? In relazione a quale tipo di dimensione  di
  scala, di agglomerato territoriale e di comuni?
   Signor Presidente, in una legge composta da dieci articoli, se  ne
  dedica  uno  alle  funzioni, sette si dedicano a  normare  i  nuovi
  eventuali organi rappresentativi, e due sono quelli costitutivi,  o
  che si pretendeva fossero costitutivi.
   L'articolo  1 delle Città metropolitane, l'articolo 2  dei  liberi
  consorzi,  senza  la previsione delle Città metropolitane.  Ma  che
  senso  ha questa riapertura dei termini per costituire nuovi liberi
  consorzi sulla base dei criteri e dei requisiti contenuti in questa
  norma?
   L'appello  che  prima  l'onorevole  Formica,  in  un  momento   di
  riflessione, rivolgeva al Governo ed all'Aula tutta, mi è  sembrato
  assolutamente  opportuno, perché le due norme  o  si  incastrano  a
  vicenda, o non hanno ragion d'essere.
   Onorevole   Assenza,  come  può  pensare  che  il  Governo   possa
  accogliere  il suo emendamento quando non vuole nemmeno  che  venga
  eletto  il  Presidente ed il Consiglio democraticamente dal  popolo
  dei  nuovi  enti? Altro che referendum  Lei sì che ha  coscienza  e
  sensibilità   popolare  e  democratica,  sensibilità   popolare   e
  democratica che certamente non mostra di avere il Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Milazzo.  Ne  ha
  facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente   della  Regione,  mi  viene  dato   spunto   da   parte
  dell'onorevole  Cappello,  quando fa  riferimento  all'articolo  15
  dello  Statuto che recita che il territorio è suddiviso  in  liberi
  Consorzi  e  Comuni,  di chiedere perché nei  Comuni  si  vota  per
  l'elezione  del  sindaco e dei consiglieri comunali  e  nei  liberi
  consorzi   state   vietando,  con  una  norma,  la   partecipazione
  democratica.
   Certamente mi viene di fare una riflessione che non è di carattere
  personale  ma  è  una  valutazione politica, e dobbiamo  andare  ad
  alcuni  mesi  fa.  Signor  Presidente, la  invito  a  richiamare  i
  Questori,  visto che per me li ha richiamati, ci sono deputati  che
  gridano

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, forse lei non c'entra  niente,  ma
  questa confusione succede ogni volta che parla lei.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, i cittadini siciliani che  ci
  vedono  in  televisione  sanno  che certamente  lei  non  ha  alcun
  pregiudizio  nei  miei  confronti ma solo stima  e  simpatia,  stia
  tranquillo,  questa cosa non ci passa nemmeno lontanamente  per  la
  mente.
   Alcuni mesi fa, legittimamente, il Movimento Cinque Stelle propose
  una  mozione di sfiducia al Presidente della Regione,  ed  oggi  in
  Aula,  sugli  articoli proposti da questo Governo, il  Movimento  5
  Stelle  ne  sostiene  il 90 % e poi, con un fatto  illogico,  sulle
  città  metropolitane  invece  fa  sponda  con  noi  e  ne  sostiene
  l'abrogazione. La valutazione politica è molto importante perché  è
  politicamente scorretto disarticolare l'impianto di una  norma  non
  andando  alla  fine  a  favore né del Governo né  delle  minoranze,
  facendo diventare questa norma illogica.
   Io non cerco alleati nel fare l'opposizione. Nel corso dell'ultima
  finanziaria ho detto che ero contrario a fare ragionamenti  insieme
  al  Movimento Cinque Stelle perché non si può definire - e non è un
  fatto personale, lo ribadisco - né un movimento di minoranza, né di
  maggioranza,  è un movimento che in Aula assume delle posizione  di
  convenienza  in base al proprio programma legittimo, da  parte  mia
  non condivisibile, che oggi regala all'Aula questa pastrocchio.
   Sarebbe   stato   più   logico  votare  a   favore   delle   città
  metropolitane, almeno avremmo avuto una logica di trattazione della
  norma,  ed  invece  abbiamo massacrato le città  metropolitane,  il
  Governo  non  so  cosa  si  inventerà per  riesumarle,  con  questi
  emendamenti e sub emendamenti.
   Io  sono  per farla la norma, ho abbandonato la Commissione  e  ho
  detto che questo Governo più governa più ci fa campagna elettorale,
  ma  che  senso  ha eleggere il sindaco metropolitano ed  invece  il
  presidente  del  libero  consorzio no?  Che  senso  ha  eleggere  i
  consiglieri  comunali  e,  nel  caso  di  Palermo,  prevedere   una
  assemblea  di  80 più 45 persone? Ci vuole uno stadio  per  riunire
  l'assemblea  del libero consorzio. E consentire un balletto  da  un
  libero   consorzio  ad  un  altro,  finirà  come   l'assemblea   di
  condominio, quando qualcuno si stancherà e farà il lavoro  che  gli
  conviene  oppure  va  con la concorrenza,  perché  noi  gli  stiamo
  abbassando  pure  il tetto a 150 mila abitanti. Il  Governo  sa  di
  avere  la maggioranza presso questa Assemblea e quindi ritiene  già
  di avere il risultato in tasca.
   L'onorevole    Panepinto,   in   sede   di   Commissione    Affari
  Istituzionali, ha fatto una proposta, direi molto seria.  Assessore
  Valenti,  almeno lei che era presente, richiami il  suo  Presidente
  della  Regione e gli dica cosa può avere contro al fatto che  siano
  chiamati  non i deputati di maggioranza, di opposizione a stabilire
  come  eleggere  il  Presidente  del libero  consorzio,  ma  con  il
  referendum. Poco fa l'onorevole Cracolici aveva perfino  immaginato
  che  lo  leggessero attraverso la previsione statutaria, ma anziché
  continuare  a  fare  pastrocchi  su  pastrocchi,  e  contentini  su
  contentini, che siano i siciliani a decidere.
   Il  Movimento cinque stelle li chiama on line i propri elettori  a
  determinarsi,  ed è già un fatto democratico, ed è più  democratico
  chiamarli a votare e ad esprimersi su come scegliere la modalità di
  elezione  del libero consorzio. Presidente Ardizzone, se lei  vuole
  fare  un  regalo ai siciliani, istituzionale, quale sua mediazione,
  dovrebbe intervenire. Perché se una mediazione è saggia, nessuno ci
  potrebbe accusare, né di essere per lo spreco, né di essere per  il
  risparmio a danno della democrazia. Sarebbero i siciliani ad essere
  chiamati e decidere.
   Non  ci vedo niente di scandaloso se l'Assemblea oggi si fermasse,
  perché lo sappiamo che la battaglia è su questo. La battaglia è  su
  questo,   dare   la  parola  ai  cittadini,  almeno   sul   massimo
  rappresentante  di  quell'organismo, o negargliela  attraverso  uno
  strumento  che  è confusionario, che disorienta gli  elettori,  che
  disorienta perfino l'Assemblea.
   Allora,  signor  Presidente, vorrei capire ogni sindaco  su  quale
  capitolo  graverà  la  sua missione quando andrà  verso  il  libero
  consorzio.  Io sono per l'elezione diretta, e perché lo decidano  i
  siciliani,  ma almeno voi dovevate avere l'accortezza di  dire:  lo
  stabilisca  il consiglio comunale che andrà presso l'assemblea  del
  libero consorzio, non il sindaco in modo autoritario non eletto,  i
  sindaci  attualmente eletti non sono stati eletti per fare  questo.
  E' un cambiare le carte in tavola anche al corpo elettorale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di  fare
  un  ragionamento che si limita all'articolo 2. Perché questo  siamo
  chiamati  a  fare  in  questa fase della  discussione  generale,  e
  proverò  a  fare un ragionamento che ruota attorno a questo  numero
  magico,  come  da  qualcuno è stato definito prima,  dall'onorevole
  Ioppolo.  Di  questi 150 mila abitanti, questa soglia che  è  stata
  fissata come se fosse una soglia capace di trovare soluzioni,  come
  se  fosse  il risultato di chissà quale calcolo che riesce  a  fare
  intravedere  la  soluzione dei problemi che  ruotano  attorno  alla
  questione della razionalizzazione. Io credo che, così come è  stata
  posta  dal  Governo, questa norma introduce un tetto minimo  di  25
  liberi  consorzi dei comuni. Credo che questi liberi  consorzi  dei
  comuni graveranno pesantemente sulle casse della Regione attraverso
  un  appesantimento della spesa dei Comuni perché la differenza sarà
  che  gli  organi  non più eletti avranno dei costi che  andranno  a
  gravare  sulle casse dei singoli comuni. Forse non più  gettoni  di
  presenza,  forse rimborsi spese che andranno a gravare sulle  casse
  di  quei comuni, che non possono più neanche permettersi di  andare
  incontro  alle  istanze  dei  cittadini,  con  riferimento  a  beni
  primari, con riferimento al sostegno al reddito, con riferimento ai
  servizi sociali territoriali e che, invece, dovranno riconoscere  a
  questi  componenti dei liberi consorzi dei comuni un gettone  sotto
  forma di rimborso.
   Questo  per i componenti, senza parlare dei presidenti  di  questi
  liberi consorzi dei comuni.
   Questi sindaci più volte definiti eroi, questi sindaci che secondo
  la   riforma   nazionale,   probabilmente,   dovranno   andare    a
  rappresentare  i  componenti  del  Senato,  che  dovranno  fare   i
  presidenti  dei  liberi consorzi dei comuni e  che  poi,  talvolta,
  quando rimarrà loro del tempo, andranno a fare i sindaci dei propri
  comuni,  all'interno  di  liberi  consorzi  di  comuni,  dove   voi
  prevedete l'individuazione di due criteri: uno quello dei 150  mila
  abitanti  che,  lo  abbiamo detto, genera una  condizione  di  caos
  rispetto  ai  dipendenti, e ora spiegherò il  perché;  l'altro  con
  riferimento, invece, alla continuità territoriale.
   Io  vorrei  chiedere: se un comune, per caso, ha la  disgrazia  di
  stare  accanto  ad altri comuni che non aderiscono  a  quel  libero
  consorzio  dei  comuni, che cosa ne facciamo  di  quel  comune?  Lo
  buttiamo al mare, se è vicino al mare, lo lasciamo in montagna,  se
  è  lontano  dal mare. Certo è che quel comune rimarrà  fuori  dalla
  geografia  che  è stata designata, e disegnata, da questo  pensiero
  creativo che il Governo ha sui liberi consorzi dei comuni.
   Ma  rispetto  alla  questione  dei  dipendenti,  purtroppo  stiamo
  tenendo  in  sospeso queste persone, molti sono  stati,  in  questi
  giorni, ad affollare e ad ascoltare i lavori dell'Aula, molti  sono
  dovuti  andare via, non si possono continuare e mortificare  queste
  persone, questi dipendenti che sono chiamati ad ascoltarci.
   Io   credo   che,   purtroppo,  stiamo   paralizzando   l'attività
  amministrativa  e  burocratica di questi  enti,  costringendoli  ad
  ascoltare le fregnacce che noi, da mesi, rappresentiamo, discutendo
  di  liberi  consorzi dei comuni, mentre questi dipendenti avrebbero
  dovuto fare altro, e questa è una responsabilità, sicuramente,  del
  Governo  sostenuta da questa maggioranza che non si è curata  delle
  sorti di questi dipendenti.
   E  sarete  voi  a  spiegarlo  di fronte  alle  responsabilità  che
  seguiranno,   perché   le   responsabilità   seguiranno    rispetto
  all'incostituzionalità di questa norma.
   E'  chiaro che ci sono posizioni differenti che non possono essere
  percepite  però, vorrei dire, con un attacco al Governo perché,  se
  ogni  volta che da questa posizione viene qualcuno a dirvi  che  la
  pensiamo  diversamente  da  voi, voi strumentalizzate  dicendo  che
  vogliamo  attaccare il Governatore, credetemi così non ci arriviamo
  più.
   Credo  che  stiamo negando uno spazio importante di democrazia  e,
  soprattutto,   lo  stiamo  facendo  negandolo  ai   cittadini   per
  restituirlo  alla  politica  e  ai partiti,  perché  è  chiaro  che
  l'intendimento del Governo è quello di posizionare uomini che  oggi
  sono sotto l'egida dei partiti che sostengono il Governo.
   Da qui il numero elevato di emendamenti che sono stati presentati,
  da  qui gli emendamenti che sosterremo, che avranno almeno un unico
  filo conduttore rispetto al quale non pensiamo di voler cedere, che
  è  quello di innalzare il numero degli abitanti al fine di  evitare
  che  quel  coefficiente,  tra  numero  di  abitanti  e  numero   di
  dipendenti,  non possa essere eccessivamente modificato  a  scapito
  dei dipendenti stessi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  senso  del
  ragionamento ci porta a fare una riflessione: se la riforma di  cui
  vogliamo    ragionare    ha    come   elemento    essenziale    una
  razionalizzazione  del  sistema, una riduzione  dei  costi  ed  una
  possibilità  di  potere erogare servizi, è nello  stesso  tempo  un
  intervento  - a mio avviso importante - che deve essere chiaro  nel
  capire  quali  devono  essere  le  competenze,  i  servizi   e   le
  opportunità  che  attraverso  questo nuovo  momento  normativo  noi
  vogliamo  determinare. Se il dibattito è aperto circa le competenze
  e  i  diversi  momenti che, nelle attribuzioni di  nuove  eventuali
  competenze,  devono  evidenziarsi,  i  contorni,  i  percorsi,  gli
  obiettivi, chiaramente, richiedono un momento di evidente chiarezza
  che non è dettata solo dai tempi - le idee chiare possono esserci a
  prescindere  dai rinvii - e le idee chiare per quanto  mi  riguarda
  sono rappresentate da questi tre momenti.
   Il  principio  della  burocrazia  e  dei  servizi  è  un  elemento
  caratterizzante che ha, di fatto, distrutto la microimpresa, e  che
  ha  scoraggiato  l'imprenditoria siciliana, perché c'è  un  sistema
  totalmente  aberrante  che  porta a bloccare  tutte  le  iniziative
  attraverso  i  filtri  che, a volte, non  sono  solo  dei  semplici
  controlli,   ma  anche  dei  momenti  vessatori,  è  questo   forse
  l'elemento  di  novità signor Presidente dell'Assemblea,  che  deve
  essere sottolineato.
   Se il passaggio a questo nuovo soggetto giuridico vuole essere, da
  una   parte   riduzione  di  costi,  dall'altra  parte  che   cosa?
  Possibilità di reale erogazione di servizi? Possibilità di sostegno
  al  territorio? Aiuto allo sviluppo socio-economico?  E  allora  se
  questi sono i ragionamenti che devono stare alla base di una nostra
  azione,  tra  virgolette  politico-amministrativa ,  allora  io  mi
  chiedo, ad esempio, ci sono una serie di esperienze che meritano un
  grande  approfondimento. In questo clima di incertezze,  in  questo
  clima  di  decentramento non ragionato e non razionale,  sono  nate
  diverse  iniziative  sul territorio. Se noi pensiamo  ai  distretti
  turistici, ai distretti dell'agroalimentare - io mi chiedo,  signor
  Presidente,  lei  ha fatto una verifica, ed io la invito  nel  nome
  della  nostra  Istituzione a farlo -, quali sono  i  risultati  che
  realmente  abbiamo  ottenuto da questi soggetti che,  fra  l'altro,
  diventano veicolo di spesa importante, utilizzando ed impegnando le
  risorse comunitarie?
   Io   ho   presentato   due  interrogazioni,  una   sul   distretto
  agroalimentare,   dove  -  dopo  cinque  anni  di   istruttoria   -
  sostanzialmente  oggi viene bloccato il percorso,  col  rischio  di
  perdere  le  risorse  finanziarie del settore. L'assessore  per  le
  attività  produttive,  Vancheri, a cui ho  chiesto  di  rispondermi
  informalmente,  mi  ha  liquidato  con  una  considerazione   molto
  semplice dicendomi che si sta occupando del problema e mi darà  una
  soluzione.  Però, nel frattempo, noi rischiamo di perdere  i  soldi
  del distretto agroalimentare, così come noi abbiamo il problema dei
  distretti turistici a cui le chiedo sempre, assessore Stancheris  e
  Presidente, conosciamo lo stato dell'arte di quest'altra realtà che
  di  fatto  ha portato ad una reale scarsa utilizzazione di risorse.
  Allora, se i compiti che noi abbiamo, da una parte dalla Regione  -
  che  di  fatto, non concretamente, non realizza gli obiettivi  -  e
  dall'altro  di  una  gestione  di  territorio  che  era  prima   la
  provincia,  e che oggi pensano di potere essere i liberi  consorzi,
  di fatto non portano ad un risultato in questa direzione, ma allora
  noi di che cosa stiamo parlando?
   Di un soggetto che pensa solo ad essere incorniciato con una nuova
  dimensione, più di forma che di sostanza, ma che nella  realtà  non
  contribuisce  a  quelli  che  sono  i  risultati  che   l'obiettivo
  richiede, riduzione di costi, razionalizzazione del sistema,  nuovi
  servizi  sul territorio per lo sviluppo socio-economico che rientra
  in quella che è la competenza. Cosa deve fare la Regione? Cosa deve
  fare  l'ente intermedio? O cosa devono fare le istituzioni che  sul
  territorio possono dare un contributo?
   Allora, atteso che il tema della riforma delle competenze richiede
  forse  un  impegno  più  consistente, io  dico,  ma  questi  liberi
  Consorzi  che sul territorio si vengono a determinare,  se  noi  li
  limitiamo a una dimensione con un ragionamento quasi matematico  di
  centocinquanta mila abitanti, ci chiediamo e ci rendiamo conto che,
  probabilmente, può assistersi ad un proliferare di nuove iniziative
  di  liberi  consorzi,  senza neanche capirne la  reale  portata,  e
  comprendo lo spirito che il Presidente della Commissione, onorevole
  Cracolici, ha voluto evidenziare presentando il subemendamento  che
  nella  sostanza  vincola  i  comuni che  aderiscono  ad  un  libero
  consorzio   a   restare  in  quella  realtà,  senza  creare   altre
  opportunità  ad  altri consorzi, cioè a dire è anche  ragionato  il
  principio,  però io chiedo che questa soglia di 150  mila  abitanti
  venga  aumentata.  Onorevole Cracolici, lo  spirito  è  proprio  in
  questo senso.
   Signor  Presidente,  non è che una iniziativa legislativa,  avendo
  una  serie  di elementi che richiedono una maggiore sinergia  e  un
  maggiore  momento di integrazione, deve essere portata avanti  solo
  ed  esclusivamente a furia di colpi di maggioranza, c'è bisogno  su
  questi  temi  di trovare l'elemento di maggiore ragionevolezza  che
  possa migliorare la legge, e in questa direzione ritengo che i  150
  mila abitanti sul libero Consorzio li dobbiamo aumentare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, io  l'ho
  detto  ieri e lo voglio ribadire nuovamente oggi, ho la certezza  e
  la  consapevolezza  politica che il danno  di  una  norma,  di  una
  riforma, fatta in maniera veloce, spesso riscritta più volte, possa
  fare danni irreparabili.
   Io  sono  molto  onesto  e  molto  schietto,  sarà  che  ho  fatto
  l'amministratore, cioè sono stato Sindaco di un piccolo Comune,  ho
  lavorato  in  rapporto con i distretti sanitari,  con  i  distretti
  turistici,  ma  ho  seguito  anche  la  nascita  di  alcuni  ultimi
  strumenti importanti, come la modifica degli ATO rifiuti, che nella
  provincia  di  Palermo prima erano sei e adesso sono  diventati  di
  meno,  quasi   due  e  mezzo. L'Ato idrico  è  un  solo  Ato  nella
  Provincia intera di Palermo, io naturalmente parlo per l'esperienza
  mia  vissuta  e conosciuta. Io credo che il Governo ha commesso  un
  errore, quello di impostare la riprogrammazione dei liberi consorzi
  in unità di abitanti.
   Mi spiego meglio. Sarebbe stato più intelligente e più opportuno -
  questa  la  mia  visione politica di questa  riforma  -  imperniare
  l'aggregazione di più comuni non sul numero degli abitanti,  ma  su
  aspetti  importanti  che  rappresentano  la  territorialità  e  che
  rappresentano  alcuni  servizi   e  alcune  importanti  realtà  che
  ricadono in quel territorio. Perchè poi vorrei capire e comprendere
  come  un pezzo di un Consorzio attinge, per quanto riguarda  alcuni
  servizi,  solo  alcuni che tra l'altro sono previsti  dall'articolo
  interno,  sulle  funzioni  dei  liberi  Consorzi,  vVoi  mi  dovete
  spiegare  che  senso ha ritrovarmi con un libero Consorzio  per  un
  pezzo,  per quanto riguarda l'aspetto dell'Ato idrico da  un  lato,
  rifiuti dall'altro

   VALENTI,  assessore  per  le autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica. Non succederà

   ALONGI.  No, succederà  Lei dice no, Assessore. Siccome  vede,  lo
  dico  con  molta  calma,  con  molta  tranquillità,  perché  ho  la
  consapevolezza  di quello che sto dicendo, io ho la sensazione  che
  poi  noi ci ritroveremo con emergenze in mano particolarmente forti
  che,  poi, dovremmo mettere pezze su pezze per mettere pezza a quel
  danno che abbiamo fatto.
   Questa,  attenzione, è  la valutazione politica che  faccio  oggi,
  spero  di sbagliare, ma spero di sbagliare - glielo dico con  molta
  schiettezza - spero di sbagliare nell'interesse finale  che  è  poi
  l'utente finale, alla fine, qual è di un servizio, di uno strumento
  politico  che funzioni? E' il territorio e i cittadini. E io  credo
  che su questo punto di riferimento non sia così.
   Quindi,  credo che sarebbe stato più opportuno ragionare,  invece,
  su aggregazioni omogenee e non disomogenee di aree di appartenenza,
  diceva  bene  il  mio  capogruppo,  su  filiere  di  carattere   di
  specificità,  sugli Ato idrici, sugli SRR che adesso non  sono  più
  gli  Ato  ma  sono un'altra cosa, un altro strumento. Cioè  avremmo
  potuto  ridisegnare quelle che sono i prossimi liberi  Consorzi  su
  questi  schemi.  Ma anche a livello, mi permetto di dire,  museale.
  Perché  ormai  dobbiamo  pensare anche ad una  rete  di  musei  che
  possono  funzionare,  di carattere culturale, di  carattere  socio-
  scolastico.
   Credo   che  sia  importante  ridisegnare  non  sul  numero  degli
  abitanti,   ma   sulle  funzioni.  Questa  ritengo   che   sia   la
  programmazione  politica  più idonea e più  adatta.  Io  faccio  un
  invito  all'Assessore  e al Presidente, che  in  questo  momento  è
  assente.  Io  credo  che  sarebbe più opportuno  ripensare  ad  una
  riorganizzazione che guardi a questa visione strategica e politica,
  la  visione di 150 mila abitanti , mi permetta di dire, è un  derby
  delle  comunità  ed  io credo che nel momento in  cui  la  politica
  giochi  i  derby di comunità, i derby - lei mi insegna -  che  alla
  fine lasciano sempre feriti nel territorio.
   Quindi,  attenzione a quella che è un aggregazione che  nasce  sul
  numeri  e  non  su  qualità territoriali e  non  su  omogeneità  di
  interventi   nel  territorio.  Quindi,  gradirei  che  il   Governo
  riflettesse in questa direzione. I derby non portano nulla di buono
  se  sono stati ridisegnati 150 mila abitanti, lo hanno detto alcuni
  colleghi   precedentemente,  perché  già  a   tavolino   pezzi   di
  territorio,   hanno  già  ragionato  su  come  spartirsi   funzioni
  territoriali, credo che sia un gravissimo errore politico e che  il
  danno che farà sarà inquantificabile e irreparabile.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, lei riguardo all'intervento  di
  un collega precedente, non so se era l'onorevole D'Asero, ha detto:
   Mi  dica cose nuove  . Io cercherò di fare un intervento dicendole
  cose nuove.
   Intanto, volevo dirle, Presidente, che quando sospende la seduta e
  riprende  la  seduta,  lei deve dirci la  determinazione  a  cui  è
  arrivato.  Lei  è  fortunato perché nell'intervento  successivo  ha
  detto  che si approvava l'articolo 2 e poi ce ne saremmo andati   a
  casa, ma lo doveva dire prima perché è chiaro che conducendo lei  i
  lavori  e sospendendo la seduta è chiaro che qualche novità  ce  la
  deve dare; ammetto che lei dopo si è corretto.
   Le  volevo  ricordare, per dirle cose nuove,  che  lei  la  seduta
  notturna  non la intende fare. Io non penso che oggi per dimostrare
  l'attaccamento alla maggioranza, cosa che lei non può fare perché è
  super partes, ci faccia stare qua fino alle 23.00

   FORMICA. Le 23.00? Le 24.00  Bisogna lavorare tutta la notte

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, chiami l'onorevole Ruggirello e
  faccia buttare fuori l'onorevole Formica

   PRESIDENTE.  Perché  l'onorevole  Ruggirello?  Ci  sono  pure  gli
  onorevoli Oddo e Rinaldi.

   GRECO  GIOVANNI. Perché l'onorevole Ruggirello è il più  possente
  La battuta ci voleva  per rilassarci un po'
   Altra  novità  è  che il Presidente Crocetta mi ha  ricordato  che
  quando  un deputato viene eletto non ha vincoli di appartenenza.  È
  vero,  ma  io  ho  nostalgia della vecchia  politica,  della  Prima
  Repubblica quando questo principio non veniva mai ricordato  perché
  tutti noi, almeno quelli della Prima Repubblica, sapevamo che c'era
  un  vincolo di appartenenza, c'era la politica  Oggi, purtroppo, la
  politica  viene  a  mancare, non ci sono più  i  presupposti;  ecco
  perché  in quest'Aula non c'e la maggioranza  Se andiamo a guardare
  tutte  le votazioni vi accorgerete che togliendo i  grillini' siete
  senza maggioranza e senza una maggioranza una legge così importante
  non si può approvare. Quindi, ritorno a dirvi: cerchiamo di trovare
  una sintesi insieme, maggioranza e opposizione. Onorevole Cracolici
  lei annuisce, ma è vero quello che sto dicendo.
   Quindi, rinnovo alla sua autorità, intanto se è possibile chiudere
  i lavori, secondo me quando decide lei ma non ci faccia fare le ore
  piccole  perché  lavorare con serenità porta  sicuramente  a  delle
  decisioni importanti.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, Assessori, i colleghi del  centrodestra  hanno
  sufficientemente sottolineato la incongruenza di alcuni aspetti  di
  questo  complesso articolato che certamente mostra   per  intero  i
  propri  limiti  perché  appartiene ad un ragionamento  disorganico,
  estemporaneo, privo dell'ambizione che un legislatore deve avere.
   In  questi  giorni  mi sono appassionato alla lettura  degli  atti
  parlamentari  gelosamente e responsabilmente conservati  presso  la
  poco  frequentata, purtroppo, biblioteca del Palazzo  per  rendermi
  conto dello stato d'animo col quale i legislatori degli anni '80 si
  erano  accostati alla riforma delle Province. Ne abbiamo  colto  la
  profondità del pensiero, la compostezza nel corso del dibattito, la
  disponibilità del Governo a raccogliere suggerimenti, critiche;  il
  tentativo  di  trovare nel crogiuolo del confronto di diverse  tesi
  una soluzione che fosse la più condivisa fra le parti.
   Tutto  questo appartiene, purtroppo, agli annali della  storia  di
  questo  Parlamento,  perché signor Presidente e signori  Assessori,
  chi ci sta seguendo da casa non maturerà un'idea certo positiva  di
  uno spettacolo non edificante che questo Parlamento sta offrendo.
   Qui  non stiamo esaminando la possibilità di modificare una  norma
  marginale  sulla gestione di un servizio di irrilevante peso  nelle
  attività sociali di una comunità, stiamo tentando di dare  forma  e
  sostanza al riordino delle  Province - così dice il Governo  -  che
  potrebbe  e  dovrebbe segnare un nuovo assetto istituzionale  nella
  nostra Regione.
   Presidente,  dall'alto  del suo banco  osservi  lentamente  e  con
  sguardo improntato a giudizio sereno e non da uomo di parte, perché
  lei  raramente ha fatto l'uomo di parte in questa Assemblea,  anche
  se le confesso con tanta sincerità avrei tanto gradito che lei e il
  Presidente  della  Regione vi asteneste nel corso  delle  votazioni
  d'Aula, soprattutto su temi che dividono e che non uniscono; ma  mi
  rendo  conto che la logica dei numeri a volte va ben al di là della
  buona  volontà di ciascuno di voi e questo merita considerazione  e
  comprensione. Ma al di là di questo, guardi lo spettacolo che offre
  quest'Aula:  il  disordine,  il disinteresse,  la  voglia  di  fare
  presto
   Perché   qui  non  è  importante  capire  che  cosa  portiamo   di
  consuntivo,  qui è importante toglierci di mezzo un  argomento  che
  diventa  sempre  più  ingombrante per  non  offrire  al  Presidente
  Crocetta  ulteriori manifestazioni di isteria per  consentirgli  di
  recuperare  una serenità d'animo che sembra avere perso  in  queste
  ultime giornate. E fuori da quest'Aula la gente si chiede cosa sarà
  della finanziaria riveduta e corretta. Fuori da quest'Aula migliaia
  di  famiglie si chiedono quando riceveranno finalmente  il  proprio
  stipendio, il proprio salario. Gli imprenditori si chiedono  quando
  il primo segnale di apertura. La gente si chiede se la rivolta deve
  essere morale o sociale prima ancora che morale
   Ecco  perché io credo che l'articolo 2 di questo disegno di  legge
  sia lo specchio fedele della volontà di un Governo che ha deciso di
  tenere  assente da questo cosiddetto processo evolutivo il soggetto
  più  importante  attorno al quale si impronta  e  si  informa  ogni
  principio di democrazia che è il cittadino elettore.
   Nel momento in cui c'è questa abissale distanza fra le istituzioni
  e  la comunità, voi Governo vi permettete il lusso di cancellare il
  cittadino elettore da ogni ruolo attivo in questo disegno di legge.
   Che  senso  ha  far decidere al consiglio comunale  se  aderire  a
  questo  o  ad  un  altro libero Consorzio nel  momento  in  cui  il
  consigliere comunale, quando è stato eletto, non ha posto  tra  gli
  obiettivi  programmatici  e  per i  quali  chiedeva  e  otteneva  i
  consenso  quello  della  struttura  dell'ente  sovracomunale    Nel
  momento in cui il consigliere comunale e per essere legittimato nel
  proprio  potere elenca gli obiettivi ai quali impronterà la propria
  azione e fra gli obiettivi non c'è in nessun modo il tema legato al
  libero  Consorzio  dei  Comuni, come può  un  consigliere  comunale
  sentirsi  legittimato nel momento in cui i due terzi del  consiglio
  dovranno  esprimere  un voto a rappresentare  gli  interessi  della
  propria   comunità   E'  un  principio  elementare,   basilare   di
  democrazia.   Che senso ha affidare questo compito  ai  consiglieri
  comunali  e, quindi, agli apparati dei partiti dai quali  pensavamo
  di  avere preso le distanze quando il legislatore nel '92, nel  '93
  si  è  sentito,  in  Sicilia prima ancora che nel  resto  d'Italia,
  impegnato nel varo della per la elezione diretta.
   Che  senso  ha,  da dove deriva la legittimazione democratica  del
  voto  dei  tre  quarti della maggioranza consolidata del  consiglio
  comunale che dovrà votare l'adesione al nuovo libero Consorzio
   E  l'adesione  al  nuovo libero Consorzio sulla  scorta  di  quali
  elementi  viene  determinata?  Non c'è  un  solo  riferimento  alle
  caratteristiche di natura economica, di natura culturale, di natura
  sociale,  di  carattere storico per un pregressa appartenenza  allo
  stesso distretto di borbonica memoria o allo stesso circondario che
  pure era funzionante fino a qualche decennio fa.
   In  base a quale criteri un consigliere comunale dovrebbe decidere
  l'adesione  del  proprio  comune a questo o  a  quell'altro  libero
  Consorzio? Libero? Ma libero perché? Libero? Ma libero di che cosa?
  Se  c'è  un vincolo grande quando l'oceano che è quello determinato
  dalla  contiguità territoriale  Naturalmente, principio  dal  quale
  non  si  può  prescindere, è naturale, proprio per  questo  vennero
  immaginate  le  province prima statali e poi quelle  amministrative
  regionale.
   Quale  libertà può avere un libero Consorzio che di fatto si trova
  costretto  a  ereditare  un mare di debiti  sottoscritti  dall'ente
  Provincia  al  quale sino ad oggi appartiene  Quale libertà   Quale
  libertà  avrà  un libero Consorzio che dovrà pagare i debiti  delle
  province oltre i debiti del comune già sottoscritti nel corso degli
  anni   Quale  libertà  può avere un consorzio  che  non  potrà  più
  sottoscrivere  e contrarre mutui con la Cassa depositi  e  prestiti
  perché non potrà neanche pagare le rate proprie e quelle del libero
  Consorzio
   Quale libertà avrà il libero Consorzio se dovrà pagare la quota di
  sua competenza per la manutenzione di tre, quattro scuole superiori
  che oggi appartengono alle Province e domani il peso sarà suddiviso
  ai   vari  comuni,  anche  a  quei  comuni  che  da  quell'immobile
  sovracomunale  non trarranno alcuna utilità
   Quale  libertà   Perché  li chiamate liberi  consorzi   Perché  il
  legislatore   nel  '46 ha voluto così appellarli?  Ma  nel  '46  in
  Sicilia  spirava il vento del separatismo  Nel '46 c'era una  forte
  ostilità contro il centralismo romano  Nel '46 le forze autonomiste
  centriste e della sinistra erano preoccupate di trovare un punto di
  equilibrio  che potesse neutralizzare i tentativi di  una  sommossa
  popolare   Ecco  perché il libero Consorzio si  contrapponeva  alla
  Prefettura,  ai limiti, alle istituzioni di una Prefettura  statale
  ed esasperatamente centralista.
   Ma  oggi che senso ha parlare di libero consorzio,  per un  Comune
  che  non è neanche libero di decidere dove andare, perché se  vuole
  andare  da  questa parte non può perché non c'è più  la  contiguità
  territoriale,  se vuole andare da quest'altra parte non  può  farlo
  perché  non c'è il Comune confinante che gli consente la continuità
  con  l'altro  libero  Consorzio. Ed  allora,  state  producendo  un
  piccolo  mostro  affinché in Sicilia i centri  di  spesa  diventino
  quindici, diciotto, venti  Risparmio  Quale risparmio
   Assessore  Valenti, risulta a verità - la prego di rispondere,  se
  lo ritiene, alla fine del mio intervento - che negli ultimi mesi il
  Governo  ha istituito, non so se formalmente o informalmente  -  le
  chiedo  scusa  Presidente,  mi avvio  alla  conclusione  -  quattro
  commissioni di studio o sottocommissioni a proposito dei  risparmi,
  a  proposito dei criteri che avrebbero dovuto garantire  risparmio,
  l'economia  dei  futuri liberi Consorzi? E se dovesse  risultare  a
  verità,  perché  il  Parlamento non è stato  tenuto  informato  del
  lavoro  delle  quattro commissioni? Io sono  certo  che  lei  vorrà
  rispondere, signora assessore.
   E'  vero  che le commissioni hanno detto, con chiarezza,  che  gli
  obiettivi  di risparmio, che erano alla base della folle  idea  del
  Presidente  Crocetta,  di fatto non potevano essere  raggiunti  con
  questo  criterio? Io credo che il Parlamento abbia  il  diritto  di
  sapere cosa gli esperti hanno detto.
   Lei  è  un  tecnico, Assessore, lei sa quanta stima e rispetto  io
  abbia  per  il suo ruolo, ma mi consenta di dirlo il suo ruolo,  in
  questa vicenda, appare sempre più offuscato, sempre più emarginato.
  Io  al  suo posto avrei avuto un sussulto di orgoglio  Lei non  può
  sentirsi,  ogni  giorno, scavalcata e mortificata  -  lo  dico  con
  rispetto  verso la persona e verso la istituzione -  da  iniziative
  estemporanee,  che  appartengono ad altri ambienti  e  che  vengono
  avallate solo perché si garantisca il numero in quest'Aula.
   Perché,  si sappia, su questo disegno di legge il Governo Crocetta
  una  maggioranza  non  ce  l'ha  E sta  giocando,  soltanto,  sulla
  inquietudine  di  un grosso e numeroso gruppo di  colleghi  che  in
  alcune  vicende si colloca in una posizione, per altri  aspetti  si
  colloca  in altre posizioni. Ma si tratta di un gruppo, quello  dei
  colleghi del Movimento 5 Stelle - e Dio sa quanto rispetto io abbia
  per  quei colleghi - che non vogliono l'ente intermedio, quindi non
  vogliono   i  liberi  Consorzi,  quindi  non  vogliono   le   Città
  metropolitane.  Ma voi non potete giocare d'astuzia,  facendo  leva
  sul loro dissenso, per pagare il minimo costo e ottenere il massimo
  ricavo.  No,  no, no  Questo non potete farlo ed è un  gioco  molto
  azzardato.
   Voi  una maggioranza non la avete su questo disegno di legge folle
  e  forsennato   Ecco perché io aspetto risposte  dal  Governo  che,
  sicuramente,  sa  come, fuori da quest'Aula, non  ci  sia  un  solo
  parere a favore. Uno solo
   I  segretari  generali  delle  Province  -  Presidente  Ardizzone,
  parliamo  di  una  figura di grande rispetto,  la  istituzione  che
  garantisce la legalità, il presidio della legalità, dice la legge -
  si  sono  espressi in maniera contraria, hanno varato un documento,
  del  quale  io  ho  copia, del 10 febbraio  Cinque  minuti  ancora,
  Presidente, lei avrà notato come io, in questo dibattito, non abbia
  preso  che  solo due volte la parola. Credevo di avere diritto  non
  all'attenuante,  perché coi tempi che corrono non  mi  piace  e  in
  questi tempi non mi pare appropriato, ma credo di avere diritto  ad
  un minimo di comprensione.
   Vado  verso  la  conclusione. Stavo solo spiegando  al  Governo  o
  evidenziando  perché  il  Governo lo sa con  grande  cognizione  di
  causa, che non c'è una sola voce a favore di questa riforma quando,
  di   solito,   le   riforme  rivoluzionarie  raccolgono   consenso,
  raccolgono  apprezzamento. Non c'è un solo soggetto che  sia  dalla
  vostra  parte, a parte qualche fariseo di turno e qualche cameriere
  -  con  tutto  il  rispetto per i camerieri -  e  qualche  servile,
  servile  ruffiano che in quest'Aula tenta di accattivarsi la  stima
  del  governatore  per  presentargli, poi,  il  conto  e  dire:   Né
  rimpasto né rimpastino. Ricorda che io ho preso le tue difese  . Ma
  questa cortigianeria che non fa onore all'Aula del Parlamento,  non
  può  diventare un argomento ed un pretesto per avallare una riforma
  che riforma non è
   I  segretari  generali  dicono:  Ma  come  si  può  consentire  di
  escludere   la   figura   del  segretario  generale   come   figura
  obbligatoria nei liberi Consorzi nelle città metropolitane? .   E',
  sicuramente, in contrasto con l'attuale normativa statale, dicono i
  segretari generali.
   Come  potete far finta di non sapere che la Conferenza  Episcopale
  siciliana, all'unanimità, ha emesso un documento di condanna contro
  questo Governo di appena tre ore fa  Come fate a non tenere conto e
  a  non  interrogarvi, con la virtù del dubbio, a non  interrogarvi,
  per dire:  Ma se tutti sono contrari, la CGIL, la CISL, la UIL,  la
  UGL,  persino  la  Chiesa cattolica   che, credo meriti  di  essere
  tenuta  in considerazione, non perché debba condizionare il  lavoro
  delle  istituzioni, ma perché interpreta uno stato  d'animo  che  è
  maggioritario in questa società. Non vi siete posti questo tema?
   Ed  allora, Presidente e concludo davvero, questo articolo 2  che,
  di  fatto, impedisce ai cittadini di potersi esprimere, anche  solo
  con  un  referendum per dare mandato al proprio consiglio comunale,
  se  aderire a questo o a quell'altro Consorzio, diventa davvero  un
  obbrobrio ed un'offesa alla democrazia.
   Voi  pensavate di ottenere efficienza, funzionalità, sostenibilità
  di  assetto  istituzionale?  Con questa riforma state  operando  in
  direzione del tutto opposta
   Io,  signor presidente, ieri avevo avanzato una proposta che  lei,
  molto sbrigativamente, me lo lasci dire, ha ritenuto di archiviare.
  Avevo  colto la inquietudine, all'interno di quest'Aula, di  alcuni
  colleghi  e  se avesse concesso la sospensione, ma  so  che  non  è
  dipeso  da  lei perché lei si è rimesso alla voce del  Governo.  Il
  Governo  ha  dato uno sguardo a sinistra, sul banco  dell'onorevole
  Lino Leanza che è diventato il nuovo  Uomo del Monte in quest' Aula
  e   l'Uomo  del Monte  ha detto no  Dopo aver detto no, Crocetta  è
  andato avanti.
   Io vorrei che questo Governo non ascoltasse  l'Uomo del Monte . Né
  questo  né  altri  uomini  del Monte.  Vorrei  che  questo  Governo
  ascoltasse, almeno per una volta, la società siciliana che vi  dice
  che i problemi urgenti sono ben altri .
     Fermiamoci, riflettiamo, diamoci una pausa, se vogliamo  davvero
  dare  corpo  e sostanza ad una riforma che, per ora, è soltanto  il
  capriccio di una minoranza in quest'Aula sorda e grigia.

   PRESIDENTE.  Si sono conclusi gli interventi. Onorevole  Musumeci,
  mi  rivolgo a lei e a tutta l'Aula. Lei ha fatto, nel corso del suo
  intervento  riferimento  ad  una  richiesta  di  sospensione  e  di
  riunione  dei capigruppo che mi è stata avanzata ieri. Ha ricordato
  bene  che,  tutto  sommato, io più volte ho ribadito  la  necessità
  sulle riforme di trovare un momento di dialogo e, comunque, tentare
  il dialogo. Io propongo di andare avanti sull'articolo 2. E' chiaro
  che  l'iniziativa deve partire dal Governo, col quale non  nascondo
  che,  in qualche modo, mi sono raccordato. Domani mattina fare  una
  riunione  dei  capigruppo in tarda mattinata  e  riprendere  domani
  pomeriggio la prosecuzione.
   Su  questa  proposta  non si deve aprire il  dibattito,ho  sentito
  informalmente  il Presidente Crocetta, ma credo che  su  questo  ci
  possiamo  in qualche modo venire incontro. Non sospendiamo  adesso,
  perché si è conclusa la discussione

                          (proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono le 21.30, ancora non siamo in
  notturna.  Ho ribadito in più occasioni che sarà mia  cura  di  non
  protrarre le sedute d'Aula oltre un certo orario...

                          (proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  L'onorevole Musumeci, nel corso del  suo  lunghissimo
  intervento, ha ricordato che ieri non siamo venuti incontro  a  una
  richiesta  di Conferenza dei Capigruppo per cercare di  trovare  un
  momento di dialogo, chiedendo di sospendere adesso il dibattito. Io
  ho  proposto  - facendo riferimento anche all'interlocuzione  avuta
  col  Governo, sull'esigenza di andare avanti sull'articolo 2  -  di
  rinviare a domani pomeriggio, vedendo domani mattina

                          (proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Ho detto che, sostanzialmente, non appartiene alla mia
  discrezionalità cercare l'intesa su un ragionamento che riguarda la
  legge

   FORMICA. In questo modo si incattivisce il dibattito

   LEANZA. Potremmo votare adesso.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Leanza,  la  prego  di  non  inasprire  la
  situazione. Lei mi insegna che le forzature non servono a nessuno.

                          (proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Io  credo  che il dibattito sull'articolo  2  si  sia
  sviluppato, anche in maniera dilungata. E' chiaro che  ci  sono  60
  emendamenti che hanno carattere ostruzionistico.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  mi  sembra  che  la  sua  proposta  di  mediazione   sia
  condivisibile per una questione molto semplice. Leggendo l'articolo
  2,  e  conoscendo  già  quali  sono le  proposte  di  intesa  delle
  opposizioni,  onestamente penso che la trattazione dell'articolo  2
  non  incida  nel merito delle questioni che noi dovremo affrontare.
  Quindi, il fatto di vedersi domani, nel primo pomeriggio o in tarda
  mattinata,  può  essere  una valida mediazione.  Colgo  l'occasione
  anche  per  rispondere  a un quesito che in molti  si  sono  posti:
   perché  una  soglia minima di 150.000 abitanti per  costituire  un
  consorzio?  Ve lo spiego semplicemente: perché la provincia di Enna
  ne  conta  180.000. Siccome non possono esserci criteri costitutivi
  diversi per le Province esistenti o per i nuovi consorzi, è fattO a
  tutela  di  una  provincia piccola che rischierebbe di  scomparire.
  Questo  è  il  motivo della nostra scelta. Se avessimo  scelto  una
  soglia  maggiore,  come  200.000 abitanti,  la  provincia  di  Enna
  avrebbe  rischiato  di scomparire. Non credo che  questa  Assemblea
  voglia prendersi questa responsabilità.

                          (proteste in Aula)

   Si  passa  agli  emendamenti 2.8, 2.15,  2.61,  2.62  di  identico
  contenuto,  interamente soppressivi dell'articolo 2.  Li  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   VALENTI,  assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 2.8, 2.15, 2.61
                                e 2.62

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto   degli
  emendamenti 2.8, 2.15, 2.61, 2.62.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          22
   Contrari            50

                         (Non sono approvato)

   Si passa all'emendamento di riscrittura del Governo 2GovR2.
   I  subemendamenti  2GovR14,  2GovR29, 2GovR26,  2GovR30,  2GovR28,
  2GovR31 e 2GovR32 sono dichiarati inammissibili.
   Si  passa  all'emendamento  2GovR15, degli  onorevoli  D'Asero  ed
  altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al subemendamento 2GovR24, degli onorevoli  Arancio  ed
  altri.

   ARANCIO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  2GovR34,  a   firma   dell'onorevole
  Barbagallo, che non è presente in Aula.

   MUSUMECI. Dichiaro di farlo mio.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2GovR.34

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2GovR.34.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            67
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli            9
   Contrari             51

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2GovR1.
   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2GovR1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2GovR1.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei chiedere un chiarimento  ai
  presentatori di questo emendamento. Se ho capito bene, noi dovremmo
  avere  tutti gli organi deliberanti, con la maggioranza qualificata
  dei due terzi, ed oltre dovremmo fare il referendum consultivo,  il
  tutto  prevedendo che non c'è copertura finanziaria e  non  c'è  il
  termine perché ricordo che tutto questo deve avvenire in sei mesi.
   Noi  possiamo  votare quello che vogliamo, ma la illogicità  delle
  norme  deve  anche  tenere  conto di  alcuni  obiettivi  effettivi.
  Pertanto,  chiedo  ai colleghi, se possibile,  di  ritirare  questo
  emendamento  perché si scontrerebbe con la procedura dal  punto  di
  vista amministrativo.

                           (Brusio in Aula)

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, non può parlare, perché non  è
  presentatore dell'emendamento

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà,  onorevole  Greco,  perché  è  stato
  delegato dal Movimento Cinque Stelle.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto per rammentare alla Presidenza che l'articolo 131 bis  del
  Regolamento interno recita:  Iniziata la votazione, questa non  può
  essere  interrotta  e  non  è  più concessa  la  parola  fino  alla
  proclamazione del voto, salvo che per un richiamo alle disposizioni
  del regolamento relativo all'esecuzione della votazione in corso  o
  per  segnalare  irregolarità nella votazione stessa o  difetti  nel
  funzionamento  del  procedimento elettronico di voto .  Quindi,  la
  prego,  di  non  fare più intervenire nel merito degli  emendamenti
  quando si dichiara la votazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri,  la  prossima  volta  si   può
  astenere pure lei dall'intervenire, pensavo che volesse spiegare il
  senso dell'emendamento.
   Ringrazio    l'onorevole   Cracolici   per   il   suo   intervento
  chiarificatore,  perché  quando  si  arriva  a  quest'ora,  con  la
  stanchezza che c'è, si rischia di commettere qualche imprudenza con
  l'approvazione di emendamenti ed è una cosa che non è sopportabile
   Il parere del Governo sull'emendamento 1GovR1?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Lo ritengo inaccettabile,
  quindi contrario.

   PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione,   per   scrutinio   segreto,
  l'emendamento 2GovR1.
   Chiarisco   il   significato  del  voto:   chi   vota   a   favore
  dell'emendamento vota verde, chi vota contro vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti                   76
   Votanti                    76
   Maggioranza           39
   Favorevoli              39
   Contrari                  37
                            (E' approvato)

   E' chiaro che questo voto aggrava il procedimento.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, scusate, io non capisco cosa aggrava questo voto, e  cosa
  cambia nella legge, c'è un referendum da sottoporre. Siccome voi la
  legge non la volete fare per niente, dovreste essere pure contenti.
  Noi vogliamo procedere all'esame della legge, così come prevede  il
  percorso  parlamentare,  e  come prevede una  democrazia  compiuta.
  Dopodiché  è  chiaro  che questo articolo rischia,  perché  non  ha
  copertura  finanziaria.  Abbiamo  cercato  di  farlo  capire,  però
  siccome l'estensione della logica democraticistica, a volte,  porta
  all'affossamento  della  democrazia,  perché  ci  si  innamora  dei
  principi,  voglio  invitare tutti quanti  a  guardare  gli  effetti
  pratici delle leggi che si fanno. Per noi il problema non cambia.
   Con  tutti  gli  scontri continui, è un'atmosfera  che  non  è  da
  Parlamento.

   PRESIDENTE.  Presidente Crocetta, il Parlamento sta  svolgendo  il
  suo  ruolo fino in fondo. Non scarichiamo sul Parlamento.  E  debbo
  dire   che   siamo  a  tarda  serata  e  sono  presenti  quasi   80
  parlamentari.  Cosa  fuori  dal comune. Quindi  il  Parlamento  sta
  svolgendo  il  suo  ruolo.  La realtà è  che  il  Parlamento  vuole
  svolgere il suo ruolo con grande serenità, sapendo quello che va  a
  votare,  nell'interesse generale della qualità della legge.  Perché
  quello  che  mi  preoccupa è che si dica  che  manca  la  copertura
  finanziaria, perché non è un problema di copertura finanziaria.  Se
  fosse  così, stiamo invitando il Commissario dello Stato a bocciare
  la legge, e non lo possiamo più consentire.

   LACCOTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trovo in questo
  Parlamento  da  sette  anni,  e  non  ho  mai  assistito  a  questa
  confusione. La Presidenza deve garantire a tutti i Parlamentari  di
  seguire  regolarmente  i  lavori. Non ci può  essere  una  continua
  dialettica  ad personam tra chi dal pubblico cerca di fare  questo.
  E'  il  suo  compito, signor Presidente, e le ricordo pure  che  se
  riteneva che questo emendamento poteva inficiare la legge e che non
  c'era la copertura finanziaria, lo doveva dichiarare inammissibile.

   PRESIDENTE. Ai fini del verbale, non sono stato io a dire  questo,
  lo hanno detto l'onorevole Cracolici e il Presidente della Regione,
  perché  se  ci  fosse stato un problema di natura finanziaria  stia
  tranquillo che gli Uffici non lo avrebbero ammesso.

   LACCOTO.  Il  Presidente deve garantire che l'Aula possa  svolgere
  regolarmente   i   lavori.  Assistiamo  da  tre  ore   a   continue
  interlocuzioni  personali e, mi creda, in sette anni  questa  è  la
  prima volta che io trovo questo modo di condurre e di continuare  a
  fare.

   PRESIDENTE. Onorevole Laccoto questo non lo accetto.
   Si passa all'emendamento 2GovR.33 I parte, della Commissione.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, si tratta di  emendamenti  tecnici
  preparati  dagli Uffici, è una semplice definizione di modifica  in
  cui si dice  in aggiunta a quelli previsti dall'articolo 1 , perché
  ricordo che i liberi consorzi sono i nove previsti dall'articolo 1,
  in  questo caso stiamo trattando quelli aggiuntivi all'articolo  1,
  quindi  si fa questa precisazione per stabilire che ci sono i  nove
  più gli eventuali nuovi che si vanno a costituire. Ribadisco che si
  tratta di emendamenti tecnici preparati dagli Uffici.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   CRACOLICI,  presidente  e relatore della Commissione.   da  queste
  dichiarazioni di un deputato che da molti anni sta in quest'Aula  e
  non  sa  la differenza che corre tra il relatore per la Commissione
  del disegno di legge e la Commissione.
   Il  relatore è colui che può presentare gli emendamenti al  testo,
  se l'onorevole Formica non lo sa faccia un corso di aggiornamento e
  veda di capire come si fa il deputato.

    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2GovR.33 (I
                                parte)

   PRESIDENTE.  Pensavo che il suo intervento fosse sul  merito,  non
  per riaccendere gli animi. Dichiaro aperta la votazione. Chi vota a
  favore prema il tasto verde; chi vota contro prema il tasto rosso.
    Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  73
   Maggioranza         37
   Favorevoli          51
   Contrari            22
   Astenuti

                            (E' approvato)

   FORMICA.   Sarà  impossibile  che  possa  nascere   un   ulteriore
  Consorzio. Bravo Cracolici

   CRACOLICI, Presidente e relatore della Commissione. Non sa di cosa
  sta parlando. Studi

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

      (La seduta sospesa alle ore 22.02 è ripresa alle ore 22.09)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si passa all'emendamento 2.Gov R3.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   desidero
  intervenire  sull'ordine  dei lavori,  anzi  sull'articolo  2,  sui
  termini  del Regolamento, perché ritengo, onorevole Presidente,  di
  non  avere  preso  la  parola in questa  seduta  per  agevolare  il
  percorso d'Aula rappresentando questa legge, di fatto, una  riforma
  istituzionale importante.
   Io  ritengo  che  ci  voglia, da parte dell'Aula,  un  momento  di
  responsabilità rispetto ai temi che stiamo trattando  e una riforma
  così  importante  non può essere trattata con il  voto  segreto  in
  continuazione e, per tali motivi, rispetto la volontà di un momento
  di  riflessione,  anche con i Presidenti dei  Gruppi  parlamentari,
  perché  questa  legge possa essere, comunque,  una  buona  legge  a
  servizio  della Sicilia, sapendo che, in parte, esistono già  delle
  strutture che devono trovare una amministrazione seria e forte  nel
  nostro territorio.
   Per  cui, nella organizzazione dei lavori è bene che la parola  si
  possa  dare  nella  spiegazione dell'articolo  e,  soprattutto,  si
  faccia  in  modo che i provvedimenti che si votino  siano  tali  da
  raggiungere  anche  la serenità del luogo in cui  noi  siamo  stati
  chiamati ad essere i rappresentanti.
   Faccio questo intervento perché ho visto che, da un paio di minuti
  a  questa parte, rischiamo di accelerare però, nello stesso  tempo,
  di  fare  anche degli errori procedurali che possono  inficiare  la
  legge.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino, del suo intervento  misurato
  che condivido perché la mia preoccupazione, ora che ci siamo un po'
  calmati  tutti, è quella che noi, andando avanti in  questo  clima,
  rischiamo  di approvare emendamenti che diventano insidiosi  e  che
  possono inficiare il contenuto della legge.
   Considerato  che il Governo, già ieri, quando abbiamo iniziato  la
  discussione, ha detto che erano stati nominati i commissari e c'era
  tempo per l'approvazione

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lenza, lei non ha la parola.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  20
  febbraio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            10)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            11)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            12)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            13)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            14)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            15)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 22.13

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
  268-474-542-543-546-613-638-662/A   -    ISTITUZIONE   DEI   LIBERI
  CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.

     All'articolo 1

   Subemendamento  1GOV  R.37 (all'emendamento  1.GOV.R,  interamente
  sostitutivo dell'art. 1)

   Al  comma 7 dell'emendamento 1.GOV.R le parole da  e continuano ad
  avvalersi  fino a  presente legge  sono soppresse.

   Emendamento 1.GOV.R (interamente sostitutivo dell'art. 1)

   L'art. 1 è sostituito dal seguente:

   1. Al fine di razionalizzare l'erogazione dei servizi al cittadino
  e di conseguire riduzioni dei costi della pubblica amministrazione,
  in  ossequio  ai  principi sanciti dall'articolo 15  dello  Statuto
  della  Regione siciliana ed in attuazione della legge regionale  27
  marzo 2013, n. 7, per l'esercizio delle funzioni di governo di area
  vasta  è disciplinata l'istituzione di nove liberi consorzi che  in
  sede  di prima applicazione e fino all'approvazione della legge  di
  cui  al  successivo articolo 2 coincidono con le province regionali
  di  Agrigento,  Caltanissetta,  Catania,  Enna,  Messina,  Palermo,
  Ragusa,  Siracusa  e  Trapani,  costituite  ai  sensi  della  legge
  regionale  6  marzo  1986, n. 9 e della legge regionale  12  agosto
  1989,  n.  17,  assumendo  la  denominazione  di   liberi  consorzi
  comunali'. I liberi consorzi hanno personalità giuridica di diritto
  pubblico.
     2.  Ciascuno  dei nove liberi consorzi comunali è  composto  dai
  comuni appartenenti alla corrispondente provincia regionale,  fatta
  eccezione per i comuni di Palermo, Catania e Messina, istituiti  in
  Città metropolitane ai sensi dell'articolo 7.
     3.  Il  libero  Consorzio  di Comuni  ha  potestà  statutaria  e
  regolamentare  e  ad  esso  si applicano i  principi  previsti  per
  l'ordinamento  dei  Comuni, con particolare  riguardo  allo  status
  degli  amministratori, all'ordinamento finanziario e contabile,  al
  personale e all'organizzazione secondo le disposizioni che  saranno
  definite con la legge di cui al successivo art.2.
    4. Lo Statuto individua le modalità di funzionamento degli organi
  e ne disciplina i rapporti. Lo stesso è approvato dall'Assemblea di
  cui al successivo art. 4 a maggioranza assoluta dei componenti.
     5.  Al fine di determinare l'incremento dei livelli di efficacia
  ed efficienza dell'azione amministrativa, i liberi consorzi possono
  esercitare in forma unitaria funzioni e servizi dei comuni  che  vi
  appartengono. L'esercizio associato di funzioni e servizi comunali,
  che deve risultare da apposito piano da approvare con deliberazione
  dei Consigli comunali, è svolto utilizzando le risorse finanziarie,
  materiali  e  umane  già  di  spettanza dei  comuni  e  costituisce
  elemento  premiale  per l'attribuzione di risorse  finanziarie.  Al
  fine  dell'  ottimale  allocazione  delle  risorse,  è  prevista  l
  'interazione  funzionale  fra  le  piante  organiche   dei   comuni
  appartenenti  al libero consorzio. Entro 30 giorni dall'entrata  in
  vigore  della  presente  legge,  con decreto  dell'Assessore  delle
  Autonomie  locali e della Funzione pubblica sono fissati i  criteri
  sulla  base  dei  quali saranno definiti i servizi  e  le  funzioni
  oggetto di accorpamento.
     6. Nelle more dell'approvazione della legge di cui al successivo
  articolo  2 i liberi consorzi comunali continuano ad esercitare  le
  funzioni  già attribuite alle province regionali. I liberi consorzi
  di  Palermo, Catania e Messina continuano ad esercitare le funzioni
  già  attribuite  alle province regionali anche con  riferimento  al
  territorio delle rispettive Città metropolitane .
     7.  I  liberi  consorzi  continuano  ad  utilizzare  le  risorse
  finanziarie,   materiali   e   umane   già   di   spettanza   delle
  corrispondenti  province regionali e continuano ad  avvalersi,  nei
  limiti  delle  disponibilità  finanziarie  dei  servizi  svolti  da
  società  interamente  partecipate,  garantendo  la  continuità  dei
  rapporti  contrattuali in essere alla data  di  entrata  in  vigore
  della presente legge. I liberi consorzi si avvalgono delle sedi già
  in uso alle corrispondenti province regionali.
     8.  Al  personale dei liberi consorzi comunali è  confermato  lo
  status  giuridico-economico  già in godimento  presso  le  province
  regionali.

     All'articolo 2

   Subemendamento 2.GOV R.1 (all'emendamento 2.GOV.R, interamente
   sostitutivo dell'art. 2)

   Al  comma  1,  dopo le parole  a maggioranza dei  due  terzi  dei
   componenti ,    aggiungere     da   sottoporre    a    referendum
   confermativo .

      Subemendamento 2.GOV R.33 I parte (come sopra)

      Al comma 1 sono apportate le seguenti modifiche:
   a)   sostituire   le  parole   in  aggiunta  a  quanto   previsto
   dall'articolo  1  un nuovo libero consorzio  che  abbia   con  le
   parole   ,  in  aggiunta  a  quelli  previsti  dall'articolo   1,
   ulteriori liberi consorzi che abbiano .

   b)   aggiungere   il  seguente  periodo   Le  delibere   relative
   all'adesione  al  medesimo consorzio devono essere  conformi  tra
   loro  e  devono individuare l'ambito territoriale dell'istituendo
   libero consorzio.