Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 132 di giovedì 20 febbraio 2014
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Istituzione dei liberi consorzi
                               comunali
     e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-
            183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  col  seguito della discussione del disegno  di  legge
   Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
  474-542-543-546-613-638-662/A).
   Ricordo  che  ieri  avevamo sospeso la seduta all'articolo  2   e,
  precisamente, all'emendamento 2GovR.
   Si passa al subemendamento sostitutivo 2govR.3.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Sull'ordine  dei lavori,  onorevole  Greco,  non  può
  intervenire;   può  farlo  in  qualità  di  primo  firmatario   del
  subemendamento  2GovR3  che  prevede la  sostituzione  del  termine
  Qcentocinquantamila' con  quattrocentomila'.
   Onorevoli  colleghi, inizieremo la discussione  su  una  serie  di
  subemendamenti.
   Vi  invito,  sperando  di avere il vostro  consenso  e  la  vostra
  adesione  nei  fatti,  ad  attenerci  alle  questioni  che  vengono
  affrontate.
   Ora  sta  per intervenire l'onorevole Giovanni Greco e,  pertanto,
  non  mi  segnalate altri interventi perché non si può andare avanti
  in questo modo.
   Prima  di  dare  la  parola all'onorevole Greco  Giovanni,  vorrei
  evidenziare almeno un fatto positivo tra tante questioni certamente
  non  esaltanti. Ieri, abbiamo appreso dalle notizie stampa che  c'è
  un  documento  dei  Vescovi  di  Sicilia  che,  certamente,  non  è
  esaltante  per  la situazione sociale che dire drammatica  è  poco,
  evidenziando alcune questioni di carattere generale che sono  sotto
  gli  occhi di tutti, però, con un pizzico di compiacimento,  che  è
  mio  ma  che  deve essere di ogni singolo deputato, evidenzio  che,
  nella  parte che riguarda i costi della politica, il documento  dei
  Vescovi   così   si  pronuncia:   incoraggiamo  in   questo   senso
  l'Assemblea  regionale,  quindi  questo  Parlamento,  a  proseguire
  coraggiosamente i passi compiuti di recente .
   E' chiaro che questo apprezzamento dovrebbe fare onore a tutti;  è
  un riconoscimento che viene da un soggetto terzo, al di sopra delle
  parti,  e  che riguarda l'intero Parlamento, aggiungendo così  come
  vogliamo apprezzare le iniziative fatte in tale direzione da alcuni
  Gruppi parlamentari.
   Ho  avuto modo di sentire il Cardinale Romeo, che oggi era a Roma,
  in  Concistoro. E' chiaro che lo rivedrò; è chiaro  che  aprire  un
  dialogo  anche  con  i  vescovi della  nostra  Terra  è  certamente
  indicativo. Ringraziamo, quindi, per le parole accurate ma che  non
  possono passare inosservate, soprattutto da quest'Aula.

   FORMICA. Chiedo di parlare sulla dichiarazione appena enunciata.

   PRESIDENTE. Questa non è una dichiarazione.
   Aveva  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Giovanni  Greco.  Ne  ha
  facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
  prima  di  entrare nel merito dell'emendamento che ho proposto  per
  l'approvazione, non posso non chiedere ai colleghi e a lei,  signor
  Presidente, cui va tutta la mia solidarietà, che questi episodi  di
  intolleranza verso il Presidente, e chi ve lo dice non è uno che lo
  vuole  tanto  bene e lo ha dimostrato, sono stati  un  cattivissimo
  esempio  di  conduzione  dell'Aula.  Non  è  possibile  che  alcuni
  Presidente  dei Gruppi parlamentari - perché lei con  la  giustizia
  che  le riconosco nella conduzione dell'Aula, dando l'esito  di  un
  voto,  non è stato vicino alle loro aspettative - si comportino  in
  quella maniera.
   Mi  aspettavo che lei, questo pomeriggio, prima d'iniziare l'Aula,
  desse  un  esempio e un rimprovero pubblico a questi due Presidenti
  dei Gruppi parlamentari perché non si ci comporta, da deputato,  in
  questa maniera.
   Dico  ciò per mettere pace, signor Presidente. Sono, infatti,  uno
  di  quelli che ama la pace, quando è sincera e non quando si  fanno
  gli accordi per ottenere qualche cosa e l'indomani votano contro.
   Ebbene,   signor  Presidente,  ho  presentato  questo  emendamento
  perché,  secondo me, la soglia di 150 mila abitanti  è  una  soglia
  troppo  bassa e darebbe adito a costituire non nove liberi Consorzi
  dei Comuni ma bensì una trentina. Per evitare questo, ho presentato
  l'emendamento, cioè per aumentare la soglia, quindi, si  tratta  di
  un  emendamento che porta all'approvazione di un disegno  di  legge
  che  sia serio, non con 150 mila. L'emendamento penso che dica  400
  mila.  Potremmo trovare, però, una sintesi e, invece  di  prevedere
  400  mila,  possiamo  prevedere 300 mila. Non mi  dispiace,  signor
  Presidente.  Se  lei,  quindi, trova una  sintesi,  sono  pronto  a
  ritirare l'emendamento e portarlo a 300 mila.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, siccome, a seguire, ci sono tutta una
  serie  di  emendamenti  in  ordine decrescente  relativamente  alla
  popolazione,  è  corretto  procedere,  se  i  presentatori  non  li
  ritirano, votando singolarmente i subemendamenti.
   Onorevole  Greco,  mi  riferisco a lei. Siccome  lei  ha  lanciato
  un'idea, cioè di essere pronto a ritiralo, a condizione che  ci  si
  ritrovi su un termine, non  mi permetto, neanche in questo momento,
  perché  non  rientra  nella mia sfera di competenza,  suggerire  il
  numero  della  popolazione  minima  per  costituire  il  Consorzio.
  Ripeto,  però, se lei vuole venire incontro a questa esigenza,  può
  ritirare il suo emendamento perché, a scalare, ci sono tanti  altri
  emendamenti che prevedono 300 mila, 250 mila, 200 mila, 180 mila  e
  così via.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.

   FORMICA. Lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Formica,  ma  l'onorevole   Greco
  Giovanni ha dichiarato di ritirarlo.
   Comunico  che sono stati presentati i subemendamenti, di  identico
  contenuto:  2govR16,  a  firma degli onorevoli  Falcone  ed  altri;
  2gGovR4, a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri; 2gov R17,
  a firma degli onorevoli Fontana ed altri.
   Questi  emendamenti parlano di popolazione non inferiore a 300.000
  abitanti.
   Onorevole   Falcone,   se   vuole,   può   illustrare   brevemente
  l'emendamento a sua firma. Onorevole Falcone, pensavo  che,  poiché
  lei  è  il  primo firmatario, volesse spiegare perché si  passa  da
  150mila  a  300mila. Stiamo facendo una legge; non è una  sorta  di
  compromesso.

   FORMICA. Lo illustro io se mi da la parola.

   PRESIDENTE.  Cortesemente, onorevole Formica,  lei  non  è  tra  i
  firmatari.

   MILAZZO Giuseppe. Lo illustro io. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per due minuti. Lei, tra 56 secondi, non ascolterà  più
  la  voce dell'onorevole Milazzo perché ci vogliono poche parole per
  manifestarvi,  Governo, che siamo stanchi,  ormai  esautorati;  non
  abbiamo più parole, non sappiamo più cosa dirvi. I siciliani  hanno
  colto, però, che volete fare lo spezzatino dei liberi Consorzi.  La
  verità  è  questa,  ma una cosa del genere  assessore  Valenti,  le
  ribadisco  che stiamo per fare una norma. Anche noi accogliamo  con
  apprezzamento le parole del documento dei Vescovi siciliani,  letto
  dal  Presidente  Ardizzone, tuttavia,  voi  questo  monito  non  lo
  accogliete perché loro parlano di risparmio, ma risparmio significa
  anche amministrazione snella, leggera, non spacchettamento per fare
  ulteriori  piccole  province.  Le  camuffate,  infatti,  da  liberi
  Consorzi,  ma cercate di accontentare qualche amico del  territorio
  siciliano  che  ha come aspirazione quella fare il  presidente  del
  libero  Consorzio, ma non deve essere questo lo spirito. Lo spirito
  deve  essere  di  area  vasta territoriale che  sia  detentrice  di
  servizi  e  che  sia rappresentativa dei cittadini nell'ambito  del
  collegio  provinciale e, che voi vogliate o no, assessore  Valenti,
  nell'immaginario  collettivo,  le  province  ci  saranno  sempre  e
  Palermo;  checché  ne vogliano i miei colleghi, sarà  il  capoluogo
  della Sicilia.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare sull'articolo 2.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, direi che forse
  è  arrivato  anche il momento non solo di avere un'Aula composta  e
  degna   di  essere  un'Aula  parlamentare,  dove  i  deputati   non
  aggrediscono  né i banchi della Presidenza né tanto meno  impongono
  la  loro  volontà, se non con il voto, cosa più che  legittima,  ma
  soprattutto   quello  di  fare  finalmente  chiarezza   su   questo
  ostruzionismo dell'opposizione.
   Questo disegno di legge, è stato ribadito più di una volta  e  qua
  lo  dobbiamo  ribadire  con  forza, vuole  riordinare  una  materia
  delicata   ed   è  la  materia  non  solo  degli  enti   intermedi,
  trasformandoli  in  organismi  di programmazione  territoriale,  ma
  vuole  anche  essere una legge di contenimento  della  spesa  della
  pubblica  Amministrazione, eliminando tutta una serie di  enti  che
  comportano delle nomine, non solo nomine in consorzi e quant'altro,
  ma anche possibilità di elezioni per 40 consiglieri comunali.
   Questa è la vera materia del contendere.
   Come farà la politica a privarsi di 40 consiglieri comunali, anzi,
  scusate, provinciali, per i quali non  ci sarà più posto e che  non
  troveranno allocazione?
   Abbiate  il  coraggio, una buona volta per tutte, di  dire  che  è
  questa  la vera materia del contendere e abbiate anche il  coraggio
  di  dire che temete uno strapotere dei sindaci che, in questo modo,
  automaticamente, diventeranno deputati; è stato detto  in  sede  di
  riunioni.
   Allora, la democrazia, signori miei, ha sicuramente i propri costi
  e  le  proprie valenze ma è anche vero che la vita della gente deve
  potere essere regolata in modo lineare, limpido e programmato.
   Il  libero  consorzio  di  comuni intende solo  ed  esclusivamente
  ridurre  le  spese  e  dare  ai  sindaci,  ai  territori  e    alle
  popolazioni   la possibilità di programmare la propria  vita  senza
  subire   le  decisioni  di  Consorzi,  di  rifiuti,  di   acqua   e
  quant'altro.  Basta andare a vedere l'articolo 10 che  parla  delle
  funzioni  attribuite  ai  comuni per indurre  anche  la  Conferenza
  episcopale  a ben considerare questa riforma, Conferenza episcopale
  di   cui   sicuramente  raccogliamo  l'appello  ad   una   maggiore
  attenzione,  oltre che il merito per la riduzione dei  costi  della
  politica e, se poi condividiamo la necessità di dare risposta  alla
  gente e ai cittadini.
   Però  non  ci trinceriamo ulteriormente dietro scuse inaccettabili
  perché  credo  che la politica debba avere la chiarezza  necessaria
  per affrontare la pubblica opinione e dire ai cittadini le cose che
  si vogliono fare e come farle.
   Abbiamo detto, il Governo ha detto:  la riforma delle province  ha
  queste  finalità, l'opposizione abbia il coraggio di dire che  teme
  la  perdita  di posizione all'interno delle province  che  fino  ad
  oggi, per unanime considerazione anche del  Governo nazionale,  nei
  programmi  politici  di  tutti  i partiti,  sono  considerati  enti
  inutili.
   E vorrei ricordare, a proposito degli emendamenti in corso, che il
  Governo  Crocetta  vuole  anche tutelare le  identità  territoriali
  esistenti.  Ed  identità territoriale - ricordo ai  colleghi  della
  Provincia  di Enna - che se dovesse passare questo emendamento  che
  eleva  il  numero a 400 mila o più abitanti, la Provincia  di  Enna
  sparirebbe,  non  solo  come territorio,  ma  anche  come  identità
  culturale.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Federico
  ha chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


       Riprende il seguito del discussione del disegno di legge

   ARANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  io  intervengo su tutti gli emendamenti che sono a seguire, in  cui
  ci sono scritti tutti i numeri: da 200, a 250, a 280, 180, 300 ecc.
  Ieri il Presidente ha spiegato il perché di 150mila abitanti, e  mi
  pare  il  numero  perfetto,  perché dietro  questo  numero  c'è  un
  ragionamento, non è stato scritto così per caso.
   E  tra  l'altro  il  Governo ha presentato un  subemendamento,  il
  2govR.33.1, che praticamente garantisce tutte le province  piccole,
  perché  impedisce  ai  comuni  di  andare  via,  qualora  facessero
  diminuire  al  di  sotto dei 150.000 il numero  di  abitanti  della
  Provincia.
   La   riscrittura  di  questo  emendamento  garantisce  quindi   la
  costituzionalità di quello che stiamo votando e spiega anche perché
  il  numero  di  150.000 e non tutti gli altri.  Io  penso  che  sia
  difficile che si formi un libero consorzio, perché oltre ai paletti
  che  già  erano  stati  definiti dalla  legge,  e  cioè  i  150.000
  abitanti,  la  contiguità, il risparmio economico, la funzionalità,
  praticamente ieri è stato messo un altro paletto, che è quello  del
  referendum  confermativo. Credo, pertanto, che già ci  siano  tanti
  paletti  a  garanzia  della  difficoltà della  moltiplicazione  dei
  liberi consorzi.
   Alla luce di quello che ho detto in premessa, il numero di 150.000
  mi  pare  sia  già un numero di abitanti sufficiente a garantire  i
  piccoli consorzi, e anche l'eventuale ed ipotetica possibilità  che
  si possa effettivamente determinare un libero consorzio.
   Però,  se  crediamo nella legge, questa ipotetica  possibilità  la
  dobbiamo lasciare. E 150.000 abitanti mi pare il numero perfetto.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  ritengo  che
  questa  norma, questo disegno di legge vada portato avanti,  perché
  fa  parte di un ragionamento che attiene alle riforme della Regione
  Sicilia.  E  questo  Governo,  sin dall'inizio,  ha  parlato  molto
  chiaro: nel suo programma c'erano le riforme delle Province.
   Adesso   sta  a  noi,  Gruppo  parlamentare,  Assemblea  regionale
  siciliana,  trovare  la forma e il metodo migliore  per  uscire  da
  questa  circostanza - ritengo - poco felice. Perché quanto accaduto
  ieri sera non depone bene né per la politica, né per l'immagine, né
  tanto  meno per i bisogni che ci sono fuori da questo Palazzo,  che
  taluni colleghi pare abbiano dimenticato.
   E'  impossibile e quasi inaccettabile ascoltare ancora  interventi
  che sono critici con l'opposizione, che sono critici con chiunque.
   Io    ritengo,   invece,   necessario   di   stendere   la    mano
  all'opposizione,  perché fanno parte di questa Assemblea  regionale
  ed è giusto che ci si confronti anche con loro.
   Per  cui il mio intervento intende sostanziare che bisogna  andare
  avanti  in modo spedito e, se c'è bisogno che qualcuno si raccordi,
  lo si faccia subito, certamente non offrendo uno spettacolo pessimo
  come  quello  di  ieri sera, ma con il ragionamento  politico.  Non
  dimentichiamo  che il mezzo della politica è il  mezzo  che  ci  fa
  raggiungere  più  obiettivi,  a  cui  noi  siamo  oggi  protesi   e
  interessati a raggiungere.
   Ringrazio  i  colleghi  che  hanno già  dato  la  disponibilità  a
  ritirare gli emendamenti, non presupponendo posizioni pretestuose e
  pregiudiziali. La stessa cosa va fatta soprattutto dai capigruppo e
  componenti che fanno parte di questa maggioranza. Dovreste educarvi
  a tendere la mano - e mi riferisco al capogruppo del Megafono -, la
  mano si tende ragionando tutti insieme sulle stesse cose, perché la
  finalità  è unica, la finalità è quella che la politica prenda  per
  mano  questo  nuovo  disegno di legge  e  lo  porti  a  casa,  come
  risultato  finale  di  un Governo che vuole fare  riforme  e  vuole
  cambiare la Sicilia.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci tenevo  ancora
  una  volta  a  prendere la parola a proposito di  questo  articolo,
  perché  ritengo  che  qui  ci  sono dei  passaggi  fondamentali  ed
  importanti  per  questo disegno di legge che  noi  ci  apprestiamo,
  ormai, a portare avanti e ad approvare.
   Desidererei   fortemente  che  qualche  correttivo  venga   posto,
  soprattutto  per  quanto riguarda la soglia minima degli  abitanti,
  perché  capisco  che  c'è stata una sorta di confusione  -  ho  già
  sentito gli interventi dell'onorevole Malafarina, e credo un  altro
  intervento del collega - perché il problema è rivolto non ai liberi
  consorzi  che nasceranno in prima istanza, ma è rivolto  ai  liberi
  consorzi che si formeranno dopo i sei mesi. E, quindi, è questo che
  va  chiarito.  Ed  è  a  questa soglia che noi  ci  riferiamo.  Noi
  vorremmo  che  questa  soglia  fosse  innalzata,  perché  150  mila
  abitanti  presta  il  fianco  alla creazione  di  tantissimi  nuovi
  consorzi,  creando, quindi, grande confusione,  perché  ci  saranno
  spinte  di  tutti i tipi e di tutti i colori, per cui immagino  una
  sorta di frantumazione nell'intero territorio siciliano.
   Vorrei, quindi, che noi oggi approfondissimo questo problema e che
  prevalga il buon senso e, quindi, portare questa soglia a 300mila o
  comunque  a  205mila  abitanti, senza creare  danni  alle  province
  esistenti, né ad Enna né a Caltanissetta né a Ragusa, che  sono  le
  province più piccole e che, quindi, verrebbero invece formate  come
  liberi consorzi nella prima fase, perché questa soglia si riferisce
  ai  liberi  consorzi  che  dopo i sei mesi  vorrebbero  crearsi  in
  Sicilia.
   Mi  auguro, quindi, che questo emendamento venga accolto,  se  non
  con  la  soglia dei 300 mila, almeno con quella dei 250mila, perché
  questo  ci  darebbe maggiore serenità e tranquillità per il  futuro
  del territorio siciliano.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, la soglia che noi abbiamo previsto dei 150 mila  abitanti
  non  è per favorire chissà chi o per fare chissà cosa, ma parte  da
  una  semplice  considerazione e cioè  che  nella  costituzione  dei
  consorzi, pur avendo previsto un automatismo formativo - nel  senso
  che  i consorzi subentrano immediatamente alle ex province, e  sono
  costituiti  immediatamente - è previsto per tutti, sia  per  quelli
  che automaticamente si sono costituiti che per gli altri che devono
  scegliere, ed infatti la norma prevede che laddove una città non ha
  deciso,  rimane  incardinata  nel consorzio  inizialmente  previsto
  nella legge.
   Si  era pensato ad un meccanismo di salvaguardia specifico per  le
  antiche  province,  o  per  lo  meno  i  capoluoghi  delle  antiche
  province,  per  evitare  che in qualche modo  venissero  intaccate,
  prevedendo addirittura una soglia più bassa di abitanti.
   Ora  c'è  la certezza che, laddove il numero di abitanti  previsto
  per  le  antiche province sia diverso da quello dei nuovi consorzi,
  non   si   rispetti   il   principio   di   parità,   per   cui   è
  anticostituzionale. Quindi, l'effetto unico, certo, dell'elevazione
  della  soglia  dei  150mila abitanti, ha una  conseguenza  negativa
  incredibile,   perché  praticamente  elimina   automaticamente   la
  provincia di Enna, che notoriamente è intorno ai 165 mila abitanti,
  non sono nemmeno 180mila secondo l'ultimo censimento.
   Noi  vogliamo qui raggiungere l'operazione di spending rewiev,  di
  riduzione delle spese, mettendo in campo l'autonomia dei comuni, ma
  sicuramente  non  vogliamo creare danni a nessuno  e,  soprattutto,
  dobbiamo  salvaguardare le vecchie province, con una norma  che  le
  salvaguarda  almeno negli ambiti, per la loro storia, per  la  loro
  identità,  non vogliamo creare difficoltà a luoghi, come quello  di
  Enna, già fortemente compromesso nel tessuto economico.
   Se  noi  accettiamo  un ipotesi del genere, tutto  il  territorio,
  automaticamente,  viene  trasferito  nei  nuovi  consorzi.  Non  si
  capisce più niente  Questa è stata fatta come norma di salvaguardia
  per  le  nove  province  siciliane, ma non  possiamo  dire  che  la
  facciamo  per le nove province eccetto Enna, per cui  la  norma  di
  tutela  va  bene per Agrigento, va bene per Trapani,  va  bene  per
  Siracusa, va bene per Ragusa, va bene per Caltanissetta,  e  invece
  non va bene per Enna.
   Questo  concetto deve essere ben chiaro, non è fatta per  favorire
  chissà chi, ma semplicemente per salvaguardare la provincia di Enna
  perché,  elevando  il numero di abitanti, verrebbe  automaticamente
  cancellata, e impossibilitata a costituire un consorzio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi sull'articolo e sugli  emendamenti
  si interviene una volta sola.

   Ci  sono molte richieste di interventi da parte di deputati,  però
  sullo stesso articolo non si può parlare più volte.

   RINALDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  ascoltato
  l'intervento del Presidente Crocetta che, in effetti,  mi  convince
  per  quel  che riguarda la provincia di Enna, però mi crea  qualche
  perplessità per la provincia di Messina.
   L'articolo  10 del disegno di legge elenca tutte le  funzioni  che
  spetterebbero a questi liberi consorzi - leggo soltanto i primi tre
  che  sono  quelli più importanti ma anche gli altri non  sono  meno
  importanti - e cioè la programmazione territoriale di coordinamento
  per  gli  aspetti  di  competenza; la  programmazione  di  sviluppo
  economico  del territorio; pianificazione dei servizi di trasporto,
  anche pubblico, locale; controllo e indirizzo; etc. etc.
   A  Messina  potrebbe  verificarsi che quattro comuni,  quelli  che
  hanno  una  popolazione abbastanza numerosa, fanno un consorzio  e,
  così come prevede la legge .

   CROCETTA,   presidente   della  Regione.   Sono   territorialmente
  contigui.

   RINALDI.  Sì,  più  o meno sì, perché Milazzo e  Barcellona,  sono
  contigui.  Milazzo arriva a quasi 70 mila, Barcellona  a  quasi  40
  mila,  già  siamo a 110 mila abitanti. Mettendo insieme  altri  due
  comuni della Valle del Mela, riescono a costituire un consorzio.
   Rispetto ad una pianificazione territoriale, il primo esempio  che
  mi  viene  in  questo  momento e con la previsione  delle  elezioni
  dirette che noi facciamo, avremmo un sindaco di questi comuni che è
  presidente del consorzio che, a sua volta, si nomina gli assessori,
  che sono anche sindaci o consiglieri comunali, ed una conferenza  o
  un'assemblea  -  poi  vedremo quale sarà il termine  determinato  -
  composta  sempre dagli stessi consiglieri comunali che si approvano
  la pianificazione territoriale, compresi anche i piani regolatori e
  quant'altro  riguarda il territorio, senza che ci sia un  controllo
  da parte di nessuno.
   Mi  pare che c'è qualcosa che non funzione nell'organizzazione  di
  questi  consorzi, perché questi sindaci, non avendo il controllo  e
  mettendosi d'accordo anche con gli altri sindaci - e con la  soglia
  di 150mila abitanti nella Valle del Mela è semplice - costituiscono
  un  consorzio,  un  territorio  a  parte  che  si  organizza  e  si
  programma,  a  differenza  di tutti gli altri  comuni  vicini  che,
  comunque,  magari,  si  distaccano da  Messina.  Questa  è  la  mia
  preoccupazione  per  un  limite  di  popolazione  di  soli  150mila
  abitanti.  Ma mi rendo conto anche del ragionamento che giustamente
  faceva  il Presidente Crocetta, che questo potrebbe penalizzare  la
  provincia di Enna. Dovremmo trovare una sintesi che tuteli l'uno  e
  l'altro.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo  soltanto  porre  una
  questione  perché,  al di là del numero che si  vorrà  definire  in
  quest'Aula,  non  ci  possono essere liberi  consorzi  con  criteri
  diversi,  perché ciò violerebbe l'articolo 3 della Costituzione,  e
  qualunque norma si presterebbe a profilo di incostituzionalità.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 17.55)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevole colleghi, siamo dinanzi  ad  una  questione
  importante e condizionante anche per la legge nel suo complesso. Si
  è   pronunciato  il  Governo,  chiedo  all'onorevole  Cracolici  di
  intervenire,  e per tutta la minoranza, per questione di  carattere
  tecnico, parlerà invece l'onorevole Cordaro.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  io  vorrei  limitare   il   mio
  intervento  al  tema  che  è stato qui posto.  Con  la  riscrittura
  dell'articolo  2  da  parte  del Governo,  è  stato  introdotto  il
  principio  di una possibile nuova costituzione di liberi  consorzi,
  ma  anche  la possibilità che i comuni limitrofi tra i nove  liberi
  consorzi,  possano  alla fine dei sei mesi  passare  da  un  libero
  consorzio ad un altro.
   Si è posto un problema, visto che con l'articolo 2 è stato fissato
  un  parametro  demografico, cioè un numero di abitanti  minimo  per
  costituire  un  libero  consorzio,e ci  si  è  chiesto  se  i  nove
  costituiti  in forza dell'articolo 1 devono avere eguali requisiti,
  ancorché fissati con l'articolo 1 in maniera perentoria. Sulla base
  di  un  consulto  giuridico,  si è ritenuto  che,  qualora  le  due
  fattispecie  avessero parametri differenti, cioè i nove  costituiti
  senza parametri abitativi, i nuovi o quelli di transito, costituiti
  con  parametri abitativi, si verrebbe a creare una condizione  tale
  da avere rilievi di incostituzionalità.
   Questa  è  la ragione per la quale ho presentato un emendamento  -
  che tratteremo un po' più avanti - che prevede comunque, qualora  i
  comuni  nell'arco dei prossimi sei mesi, decidessero di  costituire
  un  libero  consorzio, o uno dei comuni che fa  parte  del  vecchio
  libero consorzio volesse transitare in uno già costituito, in  ogni
  caso  quel comune, non può far ridurre il numero di abitanti minimo
  necessario per costituire i liberi consorzi.
   Questo  significa  che con quella norma non si è  soltanto  inteso
  fare  una  cosiddetta norma catenaccio, ma si  è  in  qualche  modo
  risposto  al dubbio di costituzionalità relativamente agli  effetti
  che ha il parametro demografico per tutti i liberi consorzi.
   Ecco perché, rispetto al tema che stiamo trattando, cioè il numero
  di abitanti, vorrei ricordare ai colleghi, che qualunque numero noi
  fissiamo,  se  questo  numero è superiore ad uno  dei  nove  liberi
  consorzi  che abbiamo costituito in forza dell'articolo 1, mettiamo
  in   discussione   il   libero  consorzio   costituito   ai   sensi
  dell'articolo  1.  Questo lo dico perché poi, in  politica,  ognuno
  deve  fare  le scelte che vuole, ma dobbiamo sapere tutti  di  cosa
  stiamo parlando.
   Se scendiamo sotto la soglia di 180 mila abitanti, dobbiamo sapere
  che  l'attuale  libero  consorzio  di  Enna,  costituito  in  forza
  dell'articolo 1, è messo in discussione. Ripeto, l'Aula è  sovrana,
  però dobbiamo sapere che questi sono i problemi, e questa non è una
  mia  interpretazione,  ma è il frutto di una  elaborazione  che  ha
  avuto più soggetti, anche istituzionali, a confronto.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Assessori,
  onorevoli  colleghi,  non  so  a  quale  consulto  si  rivolga   il
  Presidente  Cracolici. Di consulti conosco solo quelli  medici,  se
  egli  ne  conosce  altri forse è meglio stabilire delle  categorie,
  considerato che - se devo andare indietro con la memoria di qualche
  settimana  - questi consulti che prevedevano, per ogni norma  della
  finanziaria  imposta all'opposizione, alla base un  consulto  hanno
  portato appena a trentatré norme impugnate su quarantotto ed  erano
  tutte  e  trentatré  alla base avevano un consulto.  Anzi,  avevano
  un'imposizione del consulto
   Vi  invito a recuperare il prestigio di questa Assemblea. Ci  sono
  metodi  che si chiamano conflitti di attribuzione, che si  chiamano
  ricorso alla Corte costituzionale, non ci sono i consulti.  C'è  la
  politica  e  c'è il prestigio di un Parlamento - se ne  abbiamo  la
  forza - altrimenti abdichiamo al nostro ruolo.
   Detto  questo,  Presidente, le categorie alle  quali  hanno  fatto
  riferimento il Presidente Crocetta prima e il Presidente  Cracolici
  dopo,  sono  assolutamente  fuori dalla logica  dell'argomento  che
  stiamo toccando.
   L'onorevole  Cracolici  ha inteso fare - spero  in  buona  fede  -
  terrorismo  psicologico nei confronti di quei  Parlamentari  eletti
  nelle province  piccole', per numero di abitanti, perché è di tutta
  evidenza, sotto il profilo strettamente giuridico e normativo,  che
  le categorie sono assolutamente distoniche, non c'entrano nulla
   La  prima, quella dell'articolo 1, che parla dei territori e degli
  abitanti  delle  nove province già esistenti  che,  con  il  regime
  transitorio,  vengono denominati  Liberi consorzi dei  comuni'   si
  distingue  da  quelli  secondi, che sono altri  e  che  sono  altra
  categoria  giuridica dell'articolo 2. Si tratta dei   Nuovi  liberi
  consorzi dei comuni che, nel caso in cui debbano andarsi a formare,
  devono  prevedere - e lo deve decidere il Parlamento -  una  soglia
  minima di abitanti. Non c'è possibilità di fare un confronto fra  i
  nuovi  dell'articolo  2 e i vecchi dell'articolo  1  perché  per  i
  vecchi dell'articolo 1 non c'è una soglia minima. Nell'articolo  1,
  se avrete modo di leggerlo per chi ancora non l'abbia fatto ma sono
  certo  che  tutti i colleghi lo hanno già letto, non  si  parla  di
  numero  di  abitanti  perché, evidentemente  e  ovviamente  facendo
  riferimento  alle  vecchie  province, la categoria  giuridica  alla
  quale  si  fa  riferimento sono le nove province che assumono,  nel
  termine  del  regime  transitorio, il nome di  Liberi  consorzi  di
  comuni'.
   Oggi qui dobbiamo stabilire, senza che questo possa avere nulla da
  incidere circa l'ipotetica e assolutamente inconsistente violazione
  dell'articolo   3  della  Costituzione,  cioè  la  violazione   del
  principio  di  uguaglianza tra l'articolo 1  e  l'articolo  2,  con
  riferimento  al  fatto  che  questo  Parlamento  -  e  solo  questo
  Parlamento,  onorevole Anselmo - deve decidere se la soglia  minima
  dei nuovi  Liberi consorzi di comuni' debba essere di 150 mila come
  è  previsto  dal testo attuale, ovvero di 180 mila, di 200,  250  e
  così  via, come recitano alcuni emendamenti. Né vale affermare  che
  se  dovesse  aumentare la soglia di 150, nessun paese, nessun  ente
  locale, nessuna cittadina della provincia di Enna potrebbe decidere
  di iscriversi ad un nuovo  Libero consorzio dei comuni' perché - se
  la  memoria non mi inganna - gli enti locali, i paesi di Enna hanno
  una  media di 2, 3 mila abitanti, quindi da 173 mila a 150;  se  mi
  portate  quanti  sono  i  paesi di Enna  che  superano  i  30  mila
  abitanti, io credo che saranno 2, 3...

   LANTIERI. Non li supera nessuno.

   CORDARO. Non li supera nessuno, mi dice la collega Lantieri, che è
  di quella provincia, e quindi, questa argomentazione va respinta al
  mittente. D'altro canto, se un paese della provincia di Enna  vuole
  uscire dal Consorzio di Enna e andare in un altro Consorzio lo  può
  fare  con  un  Consorzio di una provincia limitrofa, posto  che  il
  criterio territoriale è l'unico criterio valido e cioè il criterio,
  appunto,  della  vicinanza: il criterio  dell'essere  limitrofo  un
  paese rispetto ad un altro paese.
   Allora,  con  molta  serenità, ed era  questo  il  senso  del  mio
  intervento,  e  ho  concluso Presidente, e la  ringrazio,  dobbiamo
  avere   chiaro   che   lungi   dalla   paura   dell'eccezione    di
  incostituzionalità,  le  categorie giuridiche  sono  diverse  l'una
  dall'altra.  Infatti,  l'art. 1 regola una  materia,  l'art.  2  ne
  regola un'altra completamente distinta; c'è un criterio che  non  è
  quello  del  numero degli abitanti rispetto all'art.  2  e  c'è  un
  criterio che è solo, intanto, quello del limite degli abitanti  che
  deve decidere esclusivamente questa Assemblea.
   Pertanto,  signor  Presidente, io invito l'Aula  a  continuare  ad
  esercitare in maniera democratica il voto. Abbiamo stabilito in  un
  patto  tra  persone che li onorano che non avremmo fatto interventi
  strumentali, ci dia la possibilità, il Governo e la maggioranza, di
  votare  secondo criteri che sono legati alla normativa e  non  alle
  suggestioni.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema che  si
  pone   realmente   è  quello  che  se  si  fa  una   lettura,   una
  interpretazione letterale della norma, effettivamente è  come  dice
  l'onorevole  Cordaro, perché l'art. 1 dice una cosa,  l'art.  2  ne
  dice un'altra. Però se si alza la soglia dei 200 mila abitanti,  si
  crea di per sé una disparità di trattamento tra i nuovi Consorzi  e
  i  vecchi  Consorzi perché la provincia di Enna, che  ha  187  mila
  abitanti,  non metterebbe nelle condizioni nessun comune di  potere
  aderire  in  un altro libero Consorzio, e quindi di per sé  sarebbe
  una cosa incostituzionale.
   Ora,  io  non  so  se  mettiamo in discussione  l'esistenza  della
  provincia   di   Enna,  so  per  certo  che   creiamo   una   norma
  incostituzionale,  perché  la norma  dice  sostanzialmente  che
   possono  esprimere la volontà di costituire una aggiunta a  quanto
  previsto dall'art. 1 un nuovo libero Consorzio . Se già di  per  sé
  si  alza  la  soglia in provincia di Enna nessuno può esprimere  la
  volontà  di  costituire un nuovo libero Consorzio  e,  secondo  me,
  questo  è  un  problema. Pertanto, sono dell'idea  che  l'onorevole
  Cracolici ha assolutamente ragione, ma non per la soglia perché  si
  crea  una  disparità  di trattamento tra i  comuni  di  Ragusa  che
  possono  aderire ad un libero Consorzio diverso e i comuni di  Enna
  che non possono aderire ad un altro libero Consorzio, in quanto già
  di  per sé per legge sono sotto la soglia dei 200 mila abitanti, io
  non so se sono stato chiaro nel ragionamento.

   LANTIERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  fare
  solamente  una precisazione. Ma Enna non è che può fare due  liberi
  Consorzi, cioè Enna ha il suo libero Consorzio, giusto? Perché  con
  l'art.  1 abbiamo il Consorzio di Enna. Ma non è che possiamo  fare
  un  altro  libero  Consorzio all'interno della provincia  di  Enna
  Perché  già, intanto, non siamo 180 mila abitanti, non ci  sono  le
  condizioni, perciò questo non esiste.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato, è la
  prima  volta che intervengo per quanto riguarda questo  disegno  di
  legge  che è un po' complicato, considerato il fatto che,  se  sono
  stati  presentati  diciannove  disegni  di  legge,  significa   che
  l'attenzione  al  territorio non è indifferente. Anzi.  E,  quindi,
  l'attività parlamentare si fa sentire.
   Vorrei,  però,  ricordare che una legge del  genere  deve  intanto
  contenere  democrazia nella gestione, i consorzi devono funzionare,
  devono funzionare sotto tutti gli aspetti perché la verità è una ed
  è  che,  se  oggi si mette in discussione la vita delle province  è
  perché  i  cittadini ed i sindaci dei territori  lamentano  che  la
  provincia  non  è  presente. E non è presente  da  tantissimi  anni
  perché,  a  mio avviso, non vedo un risultato positivo  nell'ultimo
  trentennio,  anzi al contrario  Inviterei i deputati a ripercorrere
  le loro province dove le strade sono da terzo mondo e dove tutto si
  è  fatto  e  solo  esclusivamente per la direzione della  provincia
  regionale.  Non  si  è  fatto niente per  i  territori.  Quindi,  i
  cittadini sicuramente vogliono e desiderano che il proprio  sindaco
  ed  i  consiglieri eletti assumano responsabilità affinché  possano
  portare un concreto risultato ai propri concittadini.
   Secondo  me,  sui consorzi è escluso il fatto che i nove  consorzi
  che  rappresentano  le nove città sono quelli che  sicuramente  non
  possono partecipare al consorzio oppure all'unione dei comuni così,
  in  se  e  per se, ma escludendo le nove città si aggiungono  altri
  consorzi  che,  poi, stabiliremo con democrazia  se  devono  essere
  formati da 150, da 200 mila abitanti in su, ma secondo me è escluso
  il fatto che le nove città già partono con questo presupposto.
   Vede,  signor Presidente, se oggi diamo responsabilità  ai  comuni
  perché  quello  che mi convince in questo disegno  di  legge  è  la
  responsabilità  che  si  dà  ai  comuni,  ai  cittadini   che   poi
  controlleranno  i loro sindaci ed i loro consiglieri  sotto  questo
  aspetto  perché  quando non portano i risultati  c'è  una  scadenza
  elettorale  che  è  sotto  gli occhi di tutti:  se  hanno  lavorato
  saranno riconfermati; se non hanno lavorato se ne vanno via.
   Il problema, quindi, non è solo un problema di spending review, ma
  il  problema vero, carissimi amici e deputati, il problema  vero  è
  che   le   province  negli  ultimi  anni  non  hanno  rappresentato
  sicuramente il territorio. Quindi se un comune scegliesse di essere
  in  uno  o  nell'altro non penso che si creeranno dei consorzi  che
  riguardano consorzi di seria A e consorzi di serie B. La  vita  dei
  consorzi  è sotto controllo dell'Amministrazione regionale,  quindi
  sia  sotto l'aspetto personale, ieri c'era qualche battuta:  ma  il
  personale solo quello provinciale o il personale delle partecipate?
  Ma  è  normale che le partecipate sono parte integrante della  vita
  delle  province,  quindi questo è sottointeso, non  penso  che   il
  Presidente  del Governo penserà di escludere, non l'ha  mai  fatto,
  perché dovrebbe farlo ora?
   Non facciamo veramente demagogia. Votiamo quindi questo disegno di
  legge   affinchè  possiamo  passare  ad  altro  perché  ci   stiamo
  annoiando, per cortesia passiamo ad altro, ci sono tanti disegni di
  legge  importanti all'ordine del giorno che porteranno  sviluppo  a
  questa società.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io e  l'onorevole
  Forzese  viaggiamo  insieme con la macchina,  ed  oggi  in  un  bar
  abbiamo incontrato un Presidente di una municipalità della Città di
  Catania.  Questi,  signor  Presidente, ha  esordito  dicendo:   dal
  momento che voi avete tolto le città metropolitane vorrà  dire  che
  io  mi  metterò d'accordo con il sindaco di Misterbianco e  con  il
  sindaco di Motta S. Anastasia e faremo un libero consorzio . Perché
  racconto  questo  episodio? Perché la gente,  carissimo  Presidente
  Crocetta e carissimo Presidente Ardizzone, non ha capito niente, la
  gente - anche gli addetti ai lavori - non hanno capito niente.
   Io  credo che l'emendamento a firma della Commissione, quello  dei
  150  mila  abitanti sia un'opportunità non per coloro i  quali  non
  hanno  capito niente, però, purtroppo, forse quest'Aula o chi segue
  il dibattito non riesce a farsi capire, ma sicuramente noi potremmo
  fare  una  legge quanto più presto possibile perché -  come  diceva
  benissimo  l'onorevole Lentini -  ci sono diverse leggi che  stanno
  aspettando di essere approvate da quest'Aula, e sicuramente  questa
  è  una legge che potrebbe in un certo senso far sì che questo  ente
  intermedio  non  esista più. E può darsi che sia  una  cosa  buona,
  questo  poi  lo  verificheremo  in un  prossimo  futuro.  Tuttavia,
  parlando  dei  150  mila  abitanti, mi sembra  sia  un  momento  di
  mediazione,  il  migliore  che ci sia, perché  se  si  parla  della
  provincia  di Enna, io credo ci siano alcuni paesi della  provincia
  di   Catania  o  alcuni  paesi  della  provincia  di  Messina   che
  sicuramente potrebbero andare con la provincia di Enna. Mi viene di
  pensare  a  Capizzi, ma ce ne sono altri; mi viene  di  pensare  ad
  alcuni paesi della provincia di Messina che possono inglobarsi  nel
  libero consorzio.
   Allora   io,  a  nome mio personale e penso anche a nome  del  mio
  gruppo, sono d'accordo su questo emendamento a firma del Governo.

   PRESIDENTE.  Si  è  conclusa la discussione,  non  ci  sono  altri
  interventi.
   Si passa ai subemendamenti 2govR16, 2govR4, 2govR17, che prevedono
  una  popolazione non inferiore a 300 mila abitanti. Si procede  con
  il primo.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2govR16

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,  dagli  onorevoli Assenza, Cordaro,  Falcone,  Fontana
  Formica,  Germanà,  Greco  G.,  Lantieri,  Milazzo  G.,   Savona  e
  Vinciullo,   indìco   la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 2 Gov R16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti        ..69
   Votanti         ..68
   Maggioranza      ..35
   Favorevoli       ..25
   Contrari        ..43

                           (Non è approvato)

   RINALDI.  Dichiaro di ritirare i subemendamenti a  mia  firma  che
  prevedono   di   sostituire   il   termine    centocinquanta'   con
   duecentocinquanta'.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   FORMICA. Signor Presidente, l'onorevole Rinaldi ha ritirato i suoi
  emendamenti, ma io non ho ritirato il mio.

   PRESIDENTE.  Si  passa  ai  subemendamenti  2govR5,  a  firma   di
  Figuccia,  Milazzo, Lo Sciuto, Fontana e 2govR19, a firma  Fontana,
  D'Asero, Alongi, Cascio F., Germanà, Vinciullo.

   FIGUCCIA.  Chiedo  di parlare per illustrare l'emendamento  a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Brevemente, onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, io credo che la questione sul  tetto
  del  numero degli abitanti è una questione che è stata posta  male.
  Questo per delle ragioni semplici.
   La  prima: c'è già una norma di salvaguardia al comma 1. Perché  i
  nove liberi consorzi dei Comuni si costituiscono, e rimangono tali,
  in  funzione  di  quelli  che  sono il numero  degli  abitanti  già
  presenti per le nove Province  E quindi la Provincia di Enna è  già
  fatta  salda. Allora, di che cosa stiamo parlando? La provincia  di
  Enna  è  già garantita, onorevole Alloro. Quindi, la questione  sul
  numero degli abitanti, che giustamente lei, come deputato della sua
  Provincia,  pone  - e su questo ha la mia ammirazione,  perché  sta
  tutelando  i  diritti di quel territorio e degli abitanti  di  quel
  territorio  e la Provincia di quel territorio - ma questa  è  stata
  già garantita e salvaguardata dall'articolo 1.
   In seconda battuta, la lievitazione dei comuni rimane sempre anche
  sugli  altri   liberi consorzi di comuni. Terza   battuta,  non  si
  considera - come faceva notare giustamente qualche deputato prima -
  che  dentro la provincia di Enna, dentro il libero consorzio  della
  provincia di Enna potrebbero arrivare altri comuni che ad oggi sono
  della  provincia  di  Caltanissetta  anzichè  della  provincia   di
  Catania, anzichè della provincia di Messina.
     Pertanto,  mi sembra strumentale che venga posta  da  parte  del
  Governo  questa pregiudiziale, mi sembra strumentale da  parte  del
  Presidente   della  Regione  e  del  Presidente  della  Commissione
  sottolineare  che  in  questo modo si  rischia  di  penalizzare  la
  provincia  di Enna, così come mi è sembrato strumentale  in  queste
  ore  da  parte  del Governatore porre la questione  in  termini  di
  ricatto  rispetto  ai  parlamentari, dicendo  che,  se  questi  non
  volevano  tornarsene a casa e se forse qualcuno di loro era  stanco
  di  fare  il  parlamentare,  evidentemente, doveva venire  incontro
  alle  richieste del Presidente della Regione. Questo mi è  sembrato
  strumentale,  mi  è  sembrato  di  cattivo  gusto  e  chiederei  al
  Governatore di evitare queste strumentalizzazioni, visto che stiamo
  parlando  di  temi  importanti, visto che di  mezzo  ci  stanno  le
  questioni delle tutele occupazionali dei dipendenti delle  province
  e visto che quanto più il coefficiente tra il numero degli abitanti
  e  il  numero  dei dipendenti delle province cambia  quanto  più  a
  rischio  è il posto di lavoro dei dipendenti delle province  e  dei
  dipendenti delle partecipate in house.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  partire
  dall'importante  dichiarazione che ha letto lei in  Aula  e,  cioè,
  quella  -  per  intenderci  -  che  è  stata  diramata  ieri  dalla
  Conferenza  episcopale. Quanto detto dalla Conferenza episcopale  è
  importante - come bene ella ha sottolineato - perché non  siamo  in
  presenza di una delle parti in causa che dichiara alcune cose,  non
  siamo  in  presenza  di un'opposizione che dice  quello  che  dice,
  dichiara quello che dichiara, perché evidentemente è spinta  da  un
  interesse    di   parte.    Ma   il   fatto   che   un'istituzione,
  dichiaratamente   neutra,   storicamente   neutra,   rispetto    al
  guerreggiare  della politica, se si vede costretta  ad  intervenire
  sulla  gravissima  situazione che sta vivendo la nostra  Regione  e
  interviene   in  maniera  forte,  puntuale,  precisa,  andando   ad
  individuare  i mali a cui assistiamo, ormai da troppi mesi, e parla
  di  confusione e parla di intento mediatico che sta alla  base  dei
  provvedimenti che via via sono stati proposti confusamente a questo
  Parlamento  e  che anzi, ha fatto un discrimino tessendo  anche  un
  elogio  delle  cose  buone  fatte da questo  Parlamento,  è  giusto
  sottolinearlo.
   Perché  vedete colleghi non è colpa del Parlamento, spesso,  se  i
  provvedimenti  che  alla  fine  escono  da  questo  Parlamento  non
  rispettano tutti i crismi previsti dalla legge e dalla Costituzione
  se  questo  Parlamento  non  è  messo  nella  condizione  di  poter
  conoscere in maniera approfondita i provvedimenti su cui  di  volta
  in volta  viene chiamato a deliberare.
   E'  stato il caso della finanziaria ed è il caso di questo disegno
  di   legge  che  definire ormai un controsenso,  un  obbrobrio,  un
  pericolo  è  sempre  poco, rispetto a ciò  che  sta  diventando  in
  divenire di minuto in minuto e di giorno in giorno.
   Vorrei  poi far notare a proposito di ciò che ha detto il  collega
  Malafarina che si è trattato di dichiarazioni veramente  lesive  di
  questo Parlamento.
     A  parte  le  considerazioni di carattere  politico,  di  ordine
  politico  sul  momento che sta vivendo questa Assemblea  in  merito
  all'approvazione di questo disegno di  legge e delle difficoltà che
  questa  approvazione sta incontrando tra le varie forze  politiche,
  quindi  buon  senso vorrebbe che da parte di un  capogruppo  di  un
  partito  di  maggioranza, anziché buttare  benzina  sul  fuoco,  si
  procedesse  in maniera contraria, ma questa è poca cosa  perché  il
  collega  Malafarina, e da questo punto di vista  non  mi  sento  di
  attaccarlo,  manifesta anche la sua espressione genuina  perché  la
  pensa  in  maniera sanguigna su tanti argomenti e lo  manifesta  in
  maniera genuina ed aperta.
   Però  la  cosa  grave che ha detto e su cui invito  i  colleghi  a
  riflettere  è  che  si  tenta di mettere  in  dubbio  i  contributi
  pesanti,  importanti, fondamentali che le varie forze politiche  da
  mesi  cercano  di  apportare per migliorare questa  riforma,  siano
  dettati  invece  dal tentativo di salvaguardare altri  interessi  o
  altri eletti.
   Ma  allora collega Malafarina avete mai chiesto ai siciliani se  è
  utile  che  ci  siano  novanta deputati in  questo  Parlamento?  Ha
  chiesto,  ha  fatto  un  referendum  se  è  utile  lei  in   questo
  Parlamento?   Si è chiesto ai siciliani se è utile   che  ci  siano
  dodici  assessori  esterni? Il discorso che ha fatto  lei,  collega
  Malafarina  è  un discorso che ci porterebbe molto,  ma  molto,  ma
  molto lontano.
   E allora prima di gettare fango sui fini che si intende prefiggere
  questa  Assemblea nei propri lavori bisognerebbe  fare  un  po'  di
  attenzione, di autocritica e di verificare, anche, ciò  che  questa
  Assemblea  è  stata nel tempo capace di deliberare, spesso  essendo
  pure  la  prima  in  Italia  e anche per questo  disegno  di  legge
  vorremmo,  se  ci fosse una maggiore collaborazione  da  parte  del
  Governo,  se il Governo volesse veramente  giungere ad una  riforma
  condivisa  ma, soprattutto, efficace, efficiente, giusta e  foriera
  di  buoni  propositi e di ricadute positive per la popolazione,  io
  penso  che  sarebbe  il  comportamento  giusto  e  riceverebbe   da
  quest'Assemblea tutto l'appoggio che una riforma importante merita.
   E  poi  -  e  concludo - a proposito di quello che  annunciava  il
  Presidente  della  Commissione,  mi  fa  veramente  specie,  signor
  Presidente,  che  ci  sia  un  richiamo  alla  Costituzione  su  un
  argomento, quello del numero degli abitanti che debbono comporre  i
  consorzi,  che si intendono per definizione liberi, e poi,  invece,
  si va a fare un richiamo all'articolo 3 della Costituzione rispetto
  a  profili  di  incostituzionalità e, guarda caso -  e  siamo  alla
  parabola della pagliuzza negli occhi e non si vede la trave  -,  si
  sorvola  non sugli aspetti di incostituzionalità ma sulle  certezze
  di incostituzionalità che il Presidente della I Commissione conosce
  benissimo perché risultanti dalle audizioni avvenute in Commissione
  di  eminenti esperti di diritto costituzionale, ben quattro esperti
  di  diritto  costituzionale, che, invece, lì sì hanno  avanzato  il
  dubbio  di  costituzionalità  ma hanno  affermato  la  certezza  di
  incostituzionalità per quanto attiene e le funzioni  da  trasferire
  e,  soprattutto,  l'elezione diretta e popolare, democratica  degli
  organi che si vanno a costituire.
   Vogliamo continuare a prenderci in giro così?

   PRESIDENTE. No, onorevole Formica.
   Pongo in votazione il subemendamento 2govR.5.

   PRESIDENTE.  Stiamo  per  votare  il  subemendamento  2govR.5  che
  prevede  di  sostituire il termine  150.000  con   200.000 ,  primo
  firmatario   l'onorevole  Figuccia,  di  identico   contenuto   del
  subemendamento 2govR.19, degli onorevoli Fontana, D'Asero,  Alongi,
  Cascio Francesco, Germanà e Vinciullo.

   Il parere del Governo?

   VALENTI,   assessore  Autonomie locali e della funzione  pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FIGUCCIA. Chiedo il voto segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2govR.5

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  dagli  onorevoli Alongi, Assenza,  Falcone,  Figuccia,
  Fontana Formica, Germanà, Greco G., Lantieri, Miccichè, Milazzo G. e
  Vinciullo,    indìco    la   votazione   per    scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2govR5.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota  a  favore  prema  il
  pulsante  verde;  chi vota contro prema il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene prema il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          31
   Contrari            44

                           (Non è approvato)

     Onorevoli  colleghi  si passa al subemendamento  2govR.36  degli
  onorevoli Alloro,  Rinaldi, Raia e Ferrandelli. Ne do lettura:  «Al
  comma   1,   lettera  b),  sostituire  il  termine   150.000    con
   180.000 ».

   FORMICA. Lo faccio mio.

   ALLORO.  Lo  ritiro,  ma  a prescindere i colleghi  possono  farlo
  proprio.
   Lo  ritiro perché, dall'ultimo censimento, la popolazione è di 173
  mila abitanti.

   FORMICA.  Lo  faccio  mio. Non lo illustro signor  Presidente,  le
  vengo incontro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI,   assessore  Autonomie locali e della funzione  pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

      Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2govR36

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2govR36.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            76
   Votanti             75
   Maggioranza         38
   Favorevoli          46
   Contrari            29

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pertanto,  decadono  i  subemendamenti  di   identico
  contenuto  2govR.6, 2govR.7, 2govR.8, 2govR.9, 2govR.10,  2govR.11,
  2govR.12 e 2govR.37.
   Il subemendamento 2gov.R38 è dichiarato inammissibile.
   Si  passa  al  subemendamento 2govR25,  a  firma  degli  onorevoli
  Arancio, Federico, Venturino, D'Agostino: «Il Comune con il maggior
  numero  di abitanti assumerà il ruolo di capofila di ciascun libero
  Consorzio».
   Il parere del Governo?

   VALENTI,    assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.  Favorevole.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, stiamo  parlando
  del  subemendamento 2govR25, ma dovremmo specificare che il  Comune
  con il maggior numero di abitanti dei nuovi consorzi.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore. Si  riferisce
  ai nuovi consorzi.

   FALCONE. Grazie per il  chiarimento.

   PRESIDENTE.  Grazie, comunque, onorevole Falcone. Il parere  della
  Commissione?

   CRACOLICI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE. Il subemendamento 2govR 38, degli onorevoli Formica  e
  Ioppolo, è inammissibile.
   Si  passa  al  subemendamento  2govR39, a  firma  degli  onorevoli
  Formica, Ioppolo e Musumeci, che prevede la soppressione del  comma
  2.

   CRACOLICI. E' quello dei Comuni di prossimità.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, lo ritira?

   FORMICA. Non lo ritiro.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI,  assessore per le autonomie locali e la funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo  pongo in votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto;  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 2govR48. Onorevole Falcone lo ritira?

   FALCONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     Si  passa  all'emendamento 2govR33 (II parte), è un  emendamento
  tecnico della Commissione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     Ne  abbiamo  due  identici, 2govR.34  (II  parte):  al  comma  2
  sostituire  le  parole   di  2/3   con   assoluta   a  firma  degli
  onorevoli  Barbagallo, Lupo, Formica, Ioppolo, Musumeci.
   Ritirato o mantenuto?

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Sospendo la seduta per un minuto, per un coordinamento tra le
  norme.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore18.51)

   La seduta  è ripresa.

   PRESIDENTE.  Il subemendamento 2govR.43, degli onorevoli  Formica,
  Ioppolo e Musumeci, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  al subemendamento 2govR20, primo firmatario l'onorevole
  Assenza.  Invito  l'onorevole Assenza  ad  illustrarlo,  perché  si
  tratta  di  un  emendamento di carattere  tecnico  che  si  allinea
  sostanzialmente  ad un emendamento approvato ieri,  presentato  dal
  Movimento Cinque stelle.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  avevo  già  nei  miei   interventi
  precedenti  preannunciato  la  necessità  che,  quantomeno,  queste
  decisioni   di   aderire   ai   liberi  consorzi   comunali,   dopo
  l'approvazione   nei   singoli   consigli   con   una   maggioranza
  qualificata,  venissero ulteriormente sottoposte al referendum  fra
  tutti i cittadini interessati alla scelta.
   Fortunatamente  questa  possibilità è stata,  ieri,  approvata,  a
  larga  maggioranza dall'Aula, per cui è già una realtà e norma  già
  sottoposta al vaglio dell'Assemblea.
   Questo  ulteriore  emendamento non fa  altro  che  armonizzare  la
  previsione, già approvata ieri, con la previsione dell'articolo  2,
  rendendo necessario il referendum, comune per comune.
   La  delibera  approvata  dai  consigli  comunali  non  può  essere
  trasmessa  alla Regione, se non previa sottoposizione al referendum
  fra i cittadini.
   Letteralmente,  infatti, l'emendamento recita   L'efficacia  della
  deliberazione  è  subordinata all'esito favorevole  del  referendum
  confermativo  cui parteciperanno i cittadini iscritti  nelle  liste
  elettorali di quel Comune che dovrà avvenire entro sessanta  giorni
  dalla delibera .
   Togliamo,  quindi,  quell'unico  neo  che  in  effetti  era  stato
  evidenziato  da  qualcuno  ieri,   che  non  vi  era  termine   per
  l'esecuzione del referendum,  per cui è diventato troppo  ristretto
  quel  termine di sei mesi - se inteso anche per lo svolgimento  del
  referendum  - rendendo impossibile la creazione di qualsiasi  nuovo
  consorzio.
   Così  prevediamo l'ultima parola ai cittadini,  che per noi  è  di
  fondamentale importanza.
   L'Aula  ha  già  recepito questo principio, ieri, lo specifichiamo
  anche  per  le  singole delibere dei consigli e  diamo  un  termine
  temporale   di   sessanta  giorni  che,  comunque,  garantisce   il
  completamento  dell'iter formativo entro un  termine  assolutamente
  ragionevole.
   Credo  che  sia  un emendamento che l'Aula possa  -  non  pretendo
  all'unanimità,   ma  con  una  grande  maggioranza   -   accogliere
  favorevolmente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Credo  che  in
  coerenza  con quanto è stato approvato all'articolo precedente  non
  può che darsi parere favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (E'approvato)

   PRESIDENTE.  I  subemendamenti 2govR.2, degli onorevoli  Cappello,
  Siragusa,  Tancredi e Ferreri, e 2govR.44, degli onorevoli  Alloro,
  Rinaldi, Panepinto e Marziano, sono assorbiti.
   Si passa al subemendamento  2govR33.1, a firma della Commissione.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo la
  parola per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.    Signor
  Presidente,  è  evidente che secondo il principio che  ha  ispirato
  questo  emendamento non può esserci differenza se  non  nel  numero
  degli  abitanti,  per cui se dobbiamo approvare questo  emendamento
  bisogna  modificare  i  150  mila  che  era  contenuto  in   questo
  emendamento  in  180  mila, così come è  stato  appena  votato.  Lo
  ritiriamo?

   CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Invito  la  Commissione  a
  ritirarlo, complicherebbe la vicenda.

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore.  Lo ritiriamo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un  minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.58, è ripresa alle ore19.00)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, comunico  che  i  subemendamenti
  2govR.45,  degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci, e 2govR.21,
  degli onorevoli Assenza, Falcone, Figuccia ed altri, sono preclusi.

   FORMICA.  Ritiro i subemendamenti  2govR.40, 2govR.41, 2govR.42  e
  2govR.46, a firma sua e degli onorevoli Ioppolo e Musumeci

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   I subemendamenti 2govR47, soppressivo del comma 4, degli onorevoli
  Formica,  Ioppolo e Musumeci, e 2govR.22, degli onorevoli  Assenza,
  Falcone ed altri, sono dichiarati inammissibili.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo scusa,  è
  un  fatto  procedurale e se, poi, i colleghi mi ascoltano, cercherò
  anche  di affrontare un argomento connesso e parallelo alle vicende
  di  questi giorni. Il subemendamento 2govR22, che lei ha dichiarato
  precluso, riguarda la soppressione del comma 5 dell'articolo 2.
   Onorevoli  colleghi, vi prego di seguire per capire  che  tipo  di
  indirizzo prende la legge.
   Ora  tutti mi devono sentire, ho buone notizie. Il comma 5 prevede
  che  il  disegno  di legge di cui al comma 4 prevede,  altresì,  le
  modifiche  dei  territori dei liberi consorzi comunali  conseguente
  all'eventuale adesione di comuni alle città metropolitane.
   Ora,  se non ho capito male, all'articolo 1, sono saltate le città
  metropolitane.
   Vorrei capire se, con effetto a cascata, tutto quello che riguarda
  le città metropolitane si considera espunto dal testo o, se invece,
  onorevole  Gucciardi, non é un modo surrettizio per  poi  rivoltare
  sulle  Città metropolitane perché qua lo spirito della  legge  deve
  essere chiaro.
   Sulle Città metropolitane vale il ragionamento che ha seguito ieri
  l'onorevole Formica, sulla preclusione a termini di Regolamento  di
  votare...  onorevole D'Agostino, mi ascolta un attimo che  sto  per
  dare  una  comunicazione  importante che la  riguarda?  Le  spiego,
  partiamo dalle Città metropolitane.
   Detto questo, signor Presidente, siccome non voglio tediare l'Aula
  con  ulteriori  ragionamenti,  la prego  di  concedermi  ancora  30
  secondi per divagare un po'.

   PRESIDENTE. Non si divaga qua.

   TURANO.  Signor  Presidente, la provincia di Trapani  è  diventata
  oggetto di mille attenzioni e, oggi, su un giornale appaio come uno
  che contesta le nomine del Governo e non è così.
   Io  non  ce l'ho con nessuno, onorevole Cordaro. Sa perché? Perché
  avevo  capito  che l'indirizzo del Governo era quello  di  nominare
  figure  prefettizie che aveva fatto prima. Ora non voglio  apparire
  come quello che non vede di buon occhio le nomine che fa il Governo
  ma vorrei soltanto capire le ragioni che hanno portato il Governo a
  non   confermare  il  vecchio  Commissario  che  aveva  una  natura
  prefettizia che, secondo me, ha svolto il lavoro in maniera egregia
  perché,  badate bene, a me chi farà il Commissario della  provincia
  di  Trapani non interessa - sicuramente farà bene il proprio dovere
  e  lo  farà  con onestà intellettuale - ma chi mi conosce  sa  bene
  della  mia  riservatezza e della mia poca propensione ai riflettori
  giornalistici.
   Pur  tuttavia, per onestà intellettuale, credo sia giusto  che  io
  riferisca all'Aula qualcosa: quando ho avuto la fortuna di fare  il
  Presidente  della Provincia di Trapani, in Consiglio provinciale  è
  stato  eletto  un tizio che  successivamente è stato arrestato  con
  una  imputazione  molto grave. Il Prefetto dell'epoca  ha  ritenuto
  opportuno  avviare  un'indagine  per  verificare  se  c'erano   gli
  elementi   per   lo  scioglimento  della  Provincia   di   Trapani,
  un'indagine  lunga, articolata, complessa, che è  durata  parecchio
  tempo e che si è conclusa con una relazione.
   Voglio  dare  una  comunicazione  all'Aula,  capisco  che  non   è
  interessata, ma volevo soltanto comunicare che in data 20  dicembre
  2013,  cioè  due mesi fa, il Ministro dell'Interno  ha  emanato  un
  decreto  con il quale prendeva atto che alla Provincia  di  Trapani
  nessuna  infiltrazione  di alcun tipo era  stata  perpetrata  e  ha
  archiviato il procedimento.
   Mi scusi se è motivo di orgoglio da parte mia, che ci possa essere
  un  bollino  sulla  legalità degli atti prodotti  in  provincia  di
  Trapani,  sotto la mia gestione, che non riguardavano certamente  o
  soltanto la mia persona, ma riguardavano tutta l'Amministrazione  e
  mi  dispiace  che  il Presidente non sia presente  perché  potrebbe
  essere  orgoglioso che un deputato di maggioranza, che  non  prende
  ordini  da  nessuno, che si serve della sua testa, che sostiene  le
  cose  che considera giuste, sia stato, dire radiografato è poco,  è
  stata fatta la TAC agli atti della Provincia di Trapani.
   Non  avevo nessuna intenzione di comunicarlo all'Aula ma visto che
  oggi  rivesto  questo ruolo e visto che si era detto  che  non  ero
  d'accordo su qualche nomina, mi faceva piacere comunicarlo, anche a
  lei, signor Presidente, che sarà certamente fiero e orgoglioso  che
  un suo amico, deputato del suo partito, abbia risolto il problema.
   Pensavo fosse corretto comunicarlo per sgombrare qualunque dubbio.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Turano.
   Ritorniamo   al   disegno   di  legge.  Dobbiamo   richiamare   il
  subemendamento  2govR13,  che  era  stato  accantonato  perché  era
  agganciato  all'emendamento della Commissione, il  2govR.33.1,  che
  poi  è stato ritirato su richiesta del Governo. Ripeto, emendamento
  della  Commissione  ritirato su richiesta del Governo.  Questo  era
  quello della Commissione.
   Quello  dell'onorevole  Figuccia lo  abbiamo  accantonato,  perché
  l'eventuale approvazione dell'emendamento della Commissione avrebbe
  precluso  la trattazione dell'emendamento presentato dall'onorevole
  Figuccia, che è il 2govR13. Per cui, onorevole Cracolici, ne prenda
  visione.

   TURANO.   Chiedo   scusa,   ma  la  mia   risposta   sulle   città
  metropolitane?

   PRESIDENTE.  Sulla risposta relativa alle città metropolitane,  le
  dico  subito. Lei non era presente quella sera. Probabilmente  avrà
  letto  i  giornali. Leggendo i giornali è risultato che  quest'Aula
  avrebbe soppresso l'istituzione delle città metropolitane.
   In  effetti non è così perché è stata soppressa solo una parte del
  comma  2, che riguarda la perimetrazione delle città metropolitane.
  Tant'è  che  nello stesso articolo 1, al comma 6, si fa riferimento
  sempre al territorio delle rispettive città metropolitane.
   Il  problema delle città metropolitane, quindi, si porrà alla luce
  del  sole.  E  con convinzione si voterà a favore o contro,  quando
  tratteremo l'articolo 7.

   GRECO Giovanni. E lo bocceremo.

   PRESIDENTE. Questo è un altro discorso.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ma su cosa? Lei è già intervenuto.

   ALLORO. Su queste sue dichiarazioni.

   PRESIDENTE.  Ma  quali  mie dichiarazioni? Mi  era  stato  chiesto
  dall'onorevole  Turano  il perché dell'inammissibilità.  Voleva  un
  chiarimento perché lui quel giorno era assente.
   Non  possiamo  parlare  in questo momento di Città  metropolitane.
  Quando tratteremo l'articolo 7 ne parleremo.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  l'emendamento,  semplicemente vuole evitare che, in funzione  delle
  modifiche,  in  funzione dei trasferimenti, in funzione  del  fatto
  che,  giustamente, un comune può passare da un libero consorzio  ad
  un altro, possa accadere lo svuotamento di quei liberi consorzi dei
  comuni.
   Per cui, con questo emendamento, introduciamo il principio secondo
  il  quale non si può scendere sotto la soglia del 20 per cento  del
  numero degli abitanti di quel libero consorzio di comuni.
   In estrema sintesi, è una clausola di salvaguardia per evitare che
  ci  siano liberi consorzi di comuni che si costituiscono con 20.000
  abitanti.

   FORMICA.  La  soglia del 20 per cento o la riduzione  del  20  per
  cento non può essere superiore?

   PRESIDENTE. Corretto il ragionamento posto dall'onorevole  Alloro,
  perché  ce  n'era  un altro, perché erano tutti  e  due  agganciati
  all'emendamento  che  aveva  presentato  la  Commissione.   Se   si
  approvava  quello,  diventava precluso  sia  il  suo,  sia   Stiamo
  parlando  di  questo.  Abbiamo sbloccato la  situazione,  onorevole
  Alloro.
   Però, con quello dell'onorevole Figuccia - mi dicono gli Uffici  -
  camminano di pari passo. Mi riferisco al suo al 2 Gov R44.  Quindi,
  se  approviamo  quello dell'onorevole Figuccia, viene  precluso  il
  suo.
   Scusate,  si tratta di un fatto tecnico. Nessuno ha già  preso  la
  decisione.
   Onorevoli   colleghi,  sospendo  brevemente  la  seduta   per   un
  chiarimento.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 19.19)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  suggerirei ai due colleghi che  hanno  firmato  questi
  emendamenti  di  ritirarli tutti e due. Dico ciò per  una  ragione,
  perché,   per  le  cose  che  ho  detto  quando  avevo   presentato
  quell'emendamento  secondo  cui non ci  può  essere  un'area  vasta
  trattata   in   maniera  differente.  Spiega  questo  ragionamento.
  Onorevole Figuccia, segua questo ragionamento. Siccome questa legge
  comunque  definirà la nuova geografia dei liberi  consorzi  con  la
  legge  di cui al comma 4 di questo articolo, che faremo dopo i  sei
  mesi, allora, forse, se ci limitiamo a fare quello che abbiamo  fin
  qui fatto, cioè che l'articolo 1 istituisce nuovi liberi consorzi e
  i  nuovi  si  possono costituire entro i 180 mila abitanti,  forse,
  riusciamo  a fare le due cose. Se invece pensiamo di fare  ora  una
  norma  che  se  impugnata  stabilisce in maniera  netta  che  anche
  all'articolo  1,  sotto i 180mila abitanti, non si  potrà  fare  un
  libero  consorzio, noi creeremo qualche problema in più. Suggerirei
  ai due colleghi di ritirare tutti e due gli emendamenti.

   PRESIDENTE.   Scusate,  c'è  un  suggerimento  che  proviene   dal
  presidente della I Commissione.

   LACCOTO. Lo ritiro.

   FIGUCCIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   I subemendamenti 2govR47, soppressivo del comma 5, degli onorevoli
  Formica, Ioppolo e Musumeci, e 2govR.23, degli onorevoli Vinciullo,
  Germanà, Fontana e Alongi, sono dichiarati inammissibili.

   CORDARO. Ma l'emendamento 2 Gov R47?

   PRESIDENTE.  Li  abbiamo già dichiarati tutti inammissibili;  sono
  quelli   soppressivi   perché  creano   disarmonia   nel   contesto
  dell'articolo che abbiamo appena approvato.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, desidero
  porre  due  questioni regolamentari. La prima per la verità  è  più
  lessicale, anche se è più di sostanza che regolamentare.
   Lei  può porre in votazione un articolo, signor Presidente, il cui
  comma 5 recita  il disegno di legge di cui al comma 4) prevede ? Se
  me lo spiegate. Se il comma 4 ha un disegno di legge
   Seconda questione regolamentare. Ai sensi dell'articolo 111, comma
  2,  del  Regolamento  dell'Assemblea, può  essere  messo  ai  voti,
  chiederei una risposta formale, in ossequio alla votazione  che  ha
  riguardato l'articolo 1, se lei può mettere in votazione  anche  il
  comma 5 dell'articolo 2 del testo che abbiamo innanzi.

   PRESIDENTE.  La  stessa questione dell'onorevole  Turano.  Ho  già
  risposto a quella.
   Per  quanto  riguarda il comma 5  il disegno di legge  di  cui  al
  comma  IV    è  corretto perché si dovrà fare un nuovo  disegno  di
  legge  successivamente a questo. Non credo che ci siano  difficoltà
  interpretative.  Nel comma 4, si fa rinvio ad un ulteriore  disegno
  di legge.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  spero  che   mi
  sbagli ma mi sembra che in questo emendamento 2GOVR, articolo 2, ci
  sia  una  ripetizione. Soltanto questo. Abbiamo ripetuto due  volte
  questo emendamento.

   PRESIDENTE. Va bene, ma già è superato.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, se lei mi consente di intervenire,  lo
  faccio giusto per una precisazione su un emendamento che era  stato
  presentato. Non intendo ostacolare il suo lavoro.

   PRESIDENTE. Ma non è il mio lavoro.

   D'ASERO.  E'  solo  per  precisare un argomento  che  riguarda  lo
  spirito   di   un   ragionamento  sui  liberi  consorzi.   Siccome,
  sostanzialmente, abbiamo la necessità di sintonizzarci al principio
  della  razionalizzazione  della spesa, l'emendamento  che  è  stato
  ritirato  voleva evidenziare come, nella fase successiva, i  liberi
  consorzi  possono fra di loro riunirsi ed avere in questa direzione
  anche  la  possibilità di sostegno e di agevolazione dal  punto  di
  vista finanziario.
   Questa era una puntualizzazione.

   PRESIDENTE. Comunico che voteremo per alzata e seduta.
   Pongo  in  votazione l'articolo di riscrittura 2.GOV.R, così  come
  emendato.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto.
   Si proceda alla verifica dei richiedenti.

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.GOV.R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   Alongi,  Assenza,  Cascio  F.,   Cordaro,   Falcone,
  Figuccia,  Formica, Greco G., Ioppolo, Milazzo G. e Savona,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                                                                  (Si
  procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 78
   Maggioranza   ..40
   Favorevoli   .. 55
   Contrari    .. 22
   Astenuti    ..   1

         (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, intanto, ringrazio per l'andamento dei  lavori
  di  questa serata; abbiamo un po' recuperato rispetto al  clima  di
  ieri sera.
   Penso  anche  che  abbiamo  fatto  un  buon  lavoro  cercando   di
  intervenire nel merito della legge.
   Spero  che  con  questo  clima  si possa  riprendere  la  prossima
  settimana, martedì, quando si continuerà con il disegno di legge.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì  25  febbraio
  2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            10)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            11)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            12)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            13)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            14)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            15)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 19.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

  ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
  268-474-542-543-546-613-638-662/A   -    ISTITUZIONE   DEI   LIBERI
  CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.

     All'articolo 2

   Subemendamento  2GOV.R.36  (all'emendamento  2.GOV.R,  interamente
  sostitutivo dell'articolo 2)

    Al comma 1, alla lettera b) sostituire il termine  150.000' con
    180.000'.

   Subemendamento  2GOV.R.25  (all'emendamento  2.GOV.R,  interamente
  sostitutivo dell'articolo 2)

   Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

    1  bis. Il comune con il maggior numero di abitanti assumerà  il
   ruolo di capofila di ciascun libero consorzio.

   Subemendamento   2GOV.R.33  II  parte  (all'emendamento   2.GOV.R,
  interamente sostitutivo dell'articolo 2)

    Al  comma 2 sostituire le parole  i comuni appartenenti' con  le
   parole  ciascun comune appartenente' e la parola  possono' con la
   parola  può'.

   Subemendamento  2GOV.R.20  (all'emendamento  2.GOV.R,  interamente
  sostitutivo dell'articolo 2)

    Al  comma 2 è aggiunta alla fine la seguente frase  La efficacia
   della  deliberazione  è subordinata all'esito  favorevole  di  un
   referendum  confermativo cui parteciperanno i cittadini  iscritti
   nelle  liste  elettorali di quel Comune che dovrà avvenire  entro
   sessanta giorni dalla delibera.'

   Emendamento 2.GOV.R (interamente sostitutivo dell'articolo 2)

   L'articolo 2 è così sostituito:

   "Art. 2. Adesione ad altro libero consorzio di comuni

   1.  Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
   legge,   i  comuni,  con  deliberazione  del  consiglio  comunale
   adottata  a  maggioranza  di due terzi  dei  componenti,  possono
   esprimere la volontà di costituire in aggiunta a quanto  previsto
   dall'art.  1  un  nuovo  libero consorzio che  abbia  i  seguenti
   requisiti:

   a) continuità territoriale tra i comuni aderenti;

   b) popolazione non inferiore a 150.000 abitanti.

   2.  Entro  il  termine  di  cui  al precedente  comma,  i  comuni
   appartenenti  ad  un  libero consorzio di  cui  all'art.  1.  con
   deliberazione  del consiglio comunale adottata a  maggioranza  di
   due  terzi  dei  componenti,  possono  aderire  ad  altro  libero
   consorzio,  sempre  di  cui  all'art.  1,  che  abbia  continuità
   territoriale con il comune interessato.

   3. La delibera del consiglio comunale è trasmessa all'Assessorato
   regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica per la
   verifica  della  sussistenza dei requisiti  di  cui  al  presente
   articolo.   Accertata  la  sussistenza  dei  predetti  requisiti,
   l'Assessorato  forma  un elenco delle delibere  pervenute  che  è
   pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana e sul
   sito istituzionale.

   4. Decorso il termine di cui al comma 1, il Governo della Regione
   presenta  ali 'Assemblea regionale siciliana il disegno di  legge
   che   individua   i  territori  dei  liberi  consorzi   comunali,
   prevedendo   le  eventuali  modifiche  territoriali   conseguenti
   all'applicazione del presente articolo.

   5.  Il  disegno di legge di cui al comma 4 prevede,  altresì,  le
   modifiche  dei territori dei liberi consorzi comunali conseguenti
   all'eventuale  adesione  di comuni alle  Città  metropolitane  ai
   sensi dell'articolo 9.