Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Istituzione dei liberi consorzi
comunali
e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-
183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge
Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
474-542-543-546-613-638-662/A).
Ricordo che ieri avevamo sospeso la seduta all'articolo 2 e,
precisamente, all'emendamento 2GovR.
Si passa al subemendamento sostitutivo 2govR.3.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, onorevole Greco, non può
intervenire; può farlo in qualità di primo firmatario del
subemendamento 2GovR3 che prevede la sostituzione del termine
Qcentocinquantamila' con quattrocentomila'.
Onorevoli colleghi, inizieremo la discussione su una serie di
subemendamenti.
Vi invito, sperando di avere il vostro consenso e la vostra
adesione nei fatti, ad attenerci alle questioni che vengono
affrontate.
Ora sta per intervenire l'onorevole Giovanni Greco e, pertanto,
non mi segnalate altri interventi perché non si può andare avanti
in questo modo.
Prima di dare la parola all'onorevole Greco Giovanni, vorrei
evidenziare almeno un fatto positivo tra tante questioni certamente
non esaltanti. Ieri, abbiamo appreso dalle notizie stampa che c'è
un documento dei Vescovi di Sicilia che, certamente, non è
esaltante per la situazione sociale che dire drammatica è poco,
evidenziando alcune questioni di carattere generale che sono sotto
gli occhi di tutti, però, con un pizzico di compiacimento, che è
mio ma che deve essere di ogni singolo deputato, evidenzio che,
nella parte che riguarda i costi della politica, il documento dei
Vescovi così si pronuncia: incoraggiamo in questo senso
l'Assemblea regionale, quindi questo Parlamento, a proseguire
coraggiosamente i passi compiuti di recente .
E' chiaro che questo apprezzamento dovrebbe fare onore a tutti; è
un riconoscimento che viene da un soggetto terzo, al di sopra delle
parti, e che riguarda l'intero Parlamento, aggiungendo così come
vogliamo apprezzare le iniziative fatte in tale direzione da alcuni
Gruppi parlamentari.
Ho avuto modo di sentire il Cardinale Romeo, che oggi era a Roma,
in Concistoro. E' chiaro che lo rivedrò; è chiaro che aprire un
dialogo anche con i vescovi della nostra Terra è certamente
indicativo. Ringraziamo, quindi, per le parole accurate ma che non
possono passare inosservate, soprattutto da quest'Aula.
FORMICA. Chiedo di parlare sulla dichiarazione appena enunciata.
PRESIDENTE. Questa non è una dichiarazione.
Aveva chiesto di parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne ha
facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
prima di entrare nel merito dell'emendamento che ho proposto per
l'approvazione, non posso non chiedere ai colleghi e a lei, signor
Presidente, cui va tutta la mia solidarietà, che questi episodi di
intolleranza verso il Presidente, e chi ve lo dice non è uno che lo
vuole tanto bene e lo ha dimostrato, sono stati un cattivissimo
esempio di conduzione dell'Aula. Non è possibile che alcuni
Presidente dei Gruppi parlamentari - perché lei con la giustizia
che le riconosco nella conduzione dell'Aula, dando l'esito di un
voto, non è stato vicino alle loro aspettative - si comportino in
quella maniera.
Mi aspettavo che lei, questo pomeriggio, prima d'iniziare l'Aula,
desse un esempio e un rimprovero pubblico a questi due Presidenti
dei Gruppi parlamentari perché non si ci comporta, da deputato, in
questa maniera.
Dico ciò per mettere pace, signor Presidente. Sono, infatti, uno
di quelli che ama la pace, quando è sincera e non quando si fanno
gli accordi per ottenere qualche cosa e l'indomani votano contro.
Ebbene, signor Presidente, ho presentato questo emendamento
perché, secondo me, la soglia di 150 mila abitanti è una soglia
troppo bassa e darebbe adito a costituire non nove liberi Consorzi
dei Comuni ma bensì una trentina. Per evitare questo, ho presentato
l'emendamento, cioè per aumentare la soglia, quindi, si tratta di
un emendamento che porta all'approvazione di un disegno di legge
che sia serio, non con 150 mila. L'emendamento penso che dica 400
mila. Potremmo trovare, però, una sintesi e, invece di prevedere
400 mila, possiamo prevedere 300 mila. Non mi dispiace, signor
Presidente. Se lei, quindi, trova una sintesi, sono pronto a
ritirare l'emendamento e portarlo a 300 mila.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, siccome, a seguire, ci sono tutta una
serie di emendamenti in ordine decrescente relativamente alla
popolazione, è corretto procedere, se i presentatori non li
ritirano, votando singolarmente i subemendamenti.
Onorevole Greco, mi riferisco a lei. Siccome lei ha lanciato
un'idea, cioè di essere pronto a ritiralo, a condizione che ci si
ritrovi su un termine, non mi permetto, neanche in questo momento,
perché non rientra nella mia sfera di competenza, suggerire il
numero della popolazione minima per costituire il Consorzio.
Ripeto, però, se lei vuole venire incontro a questa esigenza, può
ritirare il suo emendamento perché, a scalare, ci sono tanti altri
emendamenti che prevedono 300 mila, 250 mila, 200 mila, 180 mila e
così via.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assembla ne prende atto.
FORMICA. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Formica, ma l'onorevole Greco
Giovanni ha dichiarato di ritirarlo.
Comunico che sono stati presentati i subemendamenti, di identico
contenuto: 2govR16, a firma degli onorevoli Falcone ed altri;
2gGovR4, a firma degli onorevoli Greco Giovanni ed altri; 2gov R17,
a firma degli onorevoli Fontana ed altri.
Questi emendamenti parlano di popolazione non inferiore a 300.000
abitanti.
Onorevole Falcone, se vuole, può illustrare brevemente
l'emendamento a sua firma. Onorevole Falcone, pensavo che, poiché
lei è il primo firmatario, volesse spiegare perché si passa da
150mila a 300mila. Stiamo facendo una legge; non è una sorta di
compromesso.
FORMICA. Lo illustro io se mi da la parola.
PRESIDENTE. Cortesemente, onorevole Formica, lei non è tra i
firmatari.
MILAZZO Giuseppe. Lo illustro io. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per due minuti. Lei, tra 56 secondi, non ascolterà più
la voce dell'onorevole Milazzo perché ci vogliono poche parole per
manifestarvi, Governo, che siamo stanchi, ormai esautorati; non
abbiamo più parole, non sappiamo più cosa dirvi. I siciliani hanno
colto, però, che volete fare lo spezzatino dei liberi Consorzi. La
verità è questa, ma una cosa del genere assessore Valenti, le
ribadisco che stiamo per fare una norma. Anche noi accogliamo con
apprezzamento le parole del documento dei Vescovi siciliani, letto
dal Presidente Ardizzone, tuttavia, voi questo monito non lo
accogliete perché loro parlano di risparmio, ma risparmio significa
anche amministrazione snella, leggera, non spacchettamento per fare
ulteriori piccole province. Le camuffate, infatti, da liberi
Consorzi, ma cercate di accontentare qualche amico del territorio
siciliano che ha come aspirazione quella fare il presidente del
libero Consorzio, ma non deve essere questo lo spirito. Lo spirito
deve essere di area vasta territoriale che sia detentrice di
servizi e che sia rappresentativa dei cittadini nell'ambito del
collegio provinciale e, che voi vogliate o no, assessore Valenti,
nell'immaginario collettivo, le province ci saranno sempre e
Palermo; checché ne vogliano i miei colleghi, sarà il capoluogo
della Sicilia.
MALAFARINA. Chiedo di parlare sull'articolo 2.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, direi che forse
è arrivato anche il momento non solo di avere un'Aula composta e
degna di essere un'Aula parlamentare, dove i deputati non
aggrediscono né i banchi della Presidenza né tanto meno impongono
la loro volontà, se non con il voto, cosa più che legittima, ma
soprattutto quello di fare finalmente chiarezza su questo
ostruzionismo dell'opposizione.
Questo disegno di legge, è stato ribadito più di una volta e qua
lo dobbiamo ribadire con forza, vuole riordinare una materia
delicata ed è la materia non solo degli enti intermedi,
trasformandoli in organismi di programmazione territoriale, ma
vuole anche essere una legge di contenimento della spesa della
pubblica Amministrazione, eliminando tutta una serie di enti che
comportano delle nomine, non solo nomine in consorzi e quant'altro,
ma anche possibilità di elezioni per 40 consiglieri comunali.
Questa è la vera materia del contendere.
Come farà la politica a privarsi di 40 consiglieri comunali, anzi,
scusate, provinciali, per i quali non ci sarà più posto e che non
troveranno allocazione?
Abbiate il coraggio, una buona volta per tutte, di dire che è
questa la vera materia del contendere e abbiate anche il coraggio
di dire che temete uno strapotere dei sindaci che, in questo modo,
automaticamente, diventeranno deputati; è stato detto in sede di
riunioni.
Allora, la democrazia, signori miei, ha sicuramente i propri costi
e le proprie valenze ma è anche vero che la vita della gente deve
potere essere regolata in modo lineare, limpido e programmato.
Il libero consorzio di comuni intende solo ed esclusivamente
ridurre le spese e dare ai sindaci, ai territori e alle
popolazioni la possibilità di programmare la propria vita senza
subire le decisioni di Consorzi, di rifiuti, di acqua e
quant'altro. Basta andare a vedere l'articolo 10 che parla delle
funzioni attribuite ai comuni per indurre anche la Conferenza
episcopale a ben considerare questa riforma, Conferenza episcopale
di cui sicuramente raccogliamo l'appello ad una maggiore
attenzione, oltre che il merito per la riduzione dei costi della
politica e, se poi condividiamo la necessità di dare risposta alla
gente e ai cittadini.
Però non ci trinceriamo ulteriormente dietro scuse inaccettabili
perché credo che la politica debba avere la chiarezza necessaria
per affrontare la pubblica opinione e dire ai cittadini le cose che
si vogliono fare e come farle.
Abbiamo detto, il Governo ha detto: la riforma delle province ha
queste finalità, l'opposizione abbia il coraggio di dire che teme
la perdita di posizione all'interno delle province che fino ad
oggi, per unanime considerazione anche del Governo nazionale, nei
programmi politici di tutti i partiti, sono considerati enti
inutili.
E vorrei ricordare, a proposito degli emendamenti in corso, che il
Governo Crocetta vuole anche tutelare le identità territoriali
esistenti. Ed identità territoriale - ricordo ai colleghi della
Provincia di Enna - che se dovesse passare questo emendamento che
eleva il numero a 400 mila o più abitanti, la Provincia di Enna
sparirebbe, non solo come territorio, ma anche come identità
culturale.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Federico
ha chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito del discussione del disegno di legge
ARANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
io intervengo su tutti gli emendamenti che sono a seguire, in cui
ci sono scritti tutti i numeri: da 200, a 250, a 280, 180, 300 ecc.
Ieri il Presidente ha spiegato il perché di 150mila abitanti, e mi
pare il numero perfetto, perché dietro questo numero c'è un
ragionamento, non è stato scritto così per caso.
E tra l'altro il Governo ha presentato un subemendamento, il
2govR.33.1, che praticamente garantisce tutte le province piccole,
perché impedisce ai comuni di andare via, qualora facessero
diminuire al di sotto dei 150.000 il numero di abitanti della
Provincia.
La riscrittura di questo emendamento garantisce quindi la
costituzionalità di quello che stiamo votando e spiega anche perché
il numero di 150.000 e non tutti gli altri. Io penso che sia
difficile che si formi un libero consorzio, perché oltre ai paletti
che già erano stati definiti dalla legge, e cioè i 150.000
abitanti, la contiguità, il risparmio economico, la funzionalità,
praticamente ieri è stato messo un altro paletto, che è quello del
referendum confermativo. Credo, pertanto, che già ci siano tanti
paletti a garanzia della difficoltà della moltiplicazione dei
liberi consorzi.
Alla luce di quello che ho detto in premessa, il numero di 150.000
mi pare sia già un numero di abitanti sufficiente a garantire i
piccoli consorzi, e anche l'eventuale ed ipotetica possibilità che
si possa effettivamente determinare un libero consorzio.
Però, se crediamo nella legge, questa ipotetica possibilità la
dobbiamo lasciare. E 150.000 abitanti mi pare il numero perfetto.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
questa norma, questo disegno di legge vada portato avanti, perché
fa parte di un ragionamento che attiene alle riforme della Regione
Sicilia. E questo Governo, sin dall'inizio, ha parlato molto
chiaro: nel suo programma c'erano le riforme delle Province.
Adesso sta a noi, Gruppo parlamentare, Assemblea regionale
siciliana, trovare la forma e il metodo migliore per uscire da
questa circostanza - ritengo - poco felice. Perché quanto accaduto
ieri sera non depone bene né per la politica, né per l'immagine, né
tanto meno per i bisogni che ci sono fuori da questo Palazzo, che
taluni colleghi pare abbiano dimenticato.
E' impossibile e quasi inaccettabile ascoltare ancora interventi
che sono critici con l'opposizione, che sono critici con chiunque.
Io ritengo, invece, necessario di stendere la mano
all'opposizione, perché fanno parte di questa Assemblea regionale
ed è giusto che ci si confronti anche con loro.
Per cui il mio intervento intende sostanziare che bisogna andare
avanti in modo spedito e, se c'è bisogno che qualcuno si raccordi,
lo si faccia subito, certamente non offrendo uno spettacolo pessimo
come quello di ieri sera, ma con il ragionamento politico. Non
dimentichiamo che il mezzo della politica è il mezzo che ci fa
raggiungere più obiettivi, a cui noi siamo oggi protesi e
interessati a raggiungere.
Ringrazio i colleghi che hanno già dato la disponibilità a
ritirare gli emendamenti, non presupponendo posizioni pretestuose e
pregiudiziali. La stessa cosa va fatta soprattutto dai capigruppo e
componenti che fanno parte di questa maggioranza. Dovreste educarvi
a tendere la mano - e mi riferisco al capogruppo del Megafono -, la
mano si tende ragionando tutti insieme sulle stesse cose, perché la
finalità è unica, la finalità è quella che la politica prenda per
mano questo nuovo disegno di legge e lo porti a casa, come
risultato finale di un Governo che vuole fare riforme e vuole
cambiare la Sicilia.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci tenevo ancora
una volta a prendere la parola a proposito di questo articolo,
perché ritengo che qui ci sono dei passaggi fondamentali ed
importanti per questo disegno di legge che noi ci apprestiamo,
ormai, a portare avanti e ad approvare.
Desidererei fortemente che qualche correttivo venga posto,
soprattutto per quanto riguarda la soglia minima degli abitanti,
perché capisco che c'è stata una sorta di confusione - ho già
sentito gli interventi dell'onorevole Malafarina, e credo un altro
intervento del collega - perché il problema è rivolto non ai liberi
consorzi che nasceranno in prima istanza, ma è rivolto ai liberi
consorzi che si formeranno dopo i sei mesi. E, quindi, è questo che
va chiarito. Ed è a questa soglia che noi ci riferiamo. Noi
vorremmo che questa soglia fosse innalzata, perché 150 mila
abitanti presta il fianco alla creazione di tantissimi nuovi
consorzi, creando, quindi, grande confusione, perché ci saranno
spinte di tutti i tipi e di tutti i colori, per cui immagino una
sorta di frantumazione nell'intero territorio siciliano.
Vorrei, quindi, che noi oggi approfondissimo questo problema e che
prevalga il buon senso e, quindi, portare questa soglia a 300mila o
comunque a 205mila abitanti, senza creare danni alle province
esistenti, né ad Enna né a Caltanissetta né a Ragusa, che sono le
province più piccole e che, quindi, verrebbero invece formate come
liberi consorzi nella prima fase, perché questa soglia si riferisce
ai liberi consorzi che dopo i sei mesi vorrebbero crearsi in
Sicilia.
Mi auguro, quindi, che questo emendamento venga accolto, se non
con la soglia dei 300 mila, almeno con quella dei 250mila, perché
questo ci darebbe maggiore serenità e tranquillità per il futuro
del territorio siciliano.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la soglia che noi abbiamo previsto dei 150 mila abitanti
non è per favorire chissà chi o per fare chissà cosa, ma parte da
una semplice considerazione e cioè che nella costituzione dei
consorzi, pur avendo previsto un automatismo formativo - nel senso
che i consorzi subentrano immediatamente alle ex province, e sono
costituiti immediatamente - è previsto per tutti, sia per quelli
che automaticamente si sono costituiti che per gli altri che devono
scegliere, ed infatti la norma prevede che laddove una città non ha
deciso, rimane incardinata nel consorzio inizialmente previsto
nella legge.
Si era pensato ad un meccanismo di salvaguardia specifico per le
antiche province, o per lo meno i capoluoghi delle antiche
province, per evitare che in qualche modo venissero intaccate,
prevedendo addirittura una soglia più bassa di abitanti.
Ora c'è la certezza che, laddove il numero di abitanti previsto
per le antiche province sia diverso da quello dei nuovi consorzi,
non si rispetti il principio di parità, per cui è
anticostituzionale. Quindi, l'effetto unico, certo, dell'elevazione
della soglia dei 150mila abitanti, ha una conseguenza negativa
incredibile, perché praticamente elimina automaticamente la
provincia di Enna, che notoriamente è intorno ai 165 mila abitanti,
non sono nemmeno 180mila secondo l'ultimo censimento.
Noi vogliamo qui raggiungere l'operazione di spending rewiev, di
riduzione delle spese, mettendo in campo l'autonomia dei comuni, ma
sicuramente non vogliamo creare danni a nessuno e, soprattutto,
dobbiamo salvaguardare le vecchie province, con una norma che le
salvaguarda almeno negli ambiti, per la loro storia, per la loro
identità, non vogliamo creare difficoltà a luoghi, come quello di
Enna, già fortemente compromesso nel tessuto economico.
Se noi accettiamo un ipotesi del genere, tutto il territorio,
automaticamente, viene trasferito nei nuovi consorzi. Non si
capisce più niente Questa è stata fatta come norma di salvaguardia
per le nove province siciliane, ma non possiamo dire che la
facciamo per le nove province eccetto Enna, per cui la norma di
tutela va bene per Agrigento, va bene per Trapani, va bene per
Siracusa, va bene per Ragusa, va bene per Caltanissetta, e invece
non va bene per Enna.
Questo concetto deve essere ben chiaro, non è fatta per favorire
chissà chi, ma semplicemente per salvaguardare la provincia di Enna
perché, elevando il numero di abitanti, verrebbe automaticamente
cancellata, e impossibilitata a costituire un consorzio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi sull'articolo e sugli emendamenti
si interviene una volta sola.
Ci sono molte richieste di interventi da parte di deputati, però
sullo stesso articolo non si può parlare più volte.
RINALDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'intervento del Presidente Crocetta che, in effetti, mi convince
per quel che riguarda la provincia di Enna, però mi crea qualche
perplessità per la provincia di Messina.
L'articolo 10 del disegno di legge elenca tutte le funzioni che
spetterebbero a questi liberi consorzi - leggo soltanto i primi tre
che sono quelli più importanti ma anche gli altri non sono meno
importanti - e cioè la programmazione territoriale di coordinamento
per gli aspetti di competenza; la programmazione di sviluppo
economico del territorio; pianificazione dei servizi di trasporto,
anche pubblico, locale; controllo e indirizzo; etc. etc.
A Messina potrebbe verificarsi che quattro comuni, quelli che
hanno una popolazione abbastanza numerosa, fanno un consorzio e,
così come prevede la legge .
CROCETTA, presidente della Regione. Sono territorialmente
contigui.
RINALDI. Sì, più o meno sì, perché Milazzo e Barcellona, sono
contigui. Milazzo arriva a quasi 70 mila, Barcellona a quasi 40
mila, già siamo a 110 mila abitanti. Mettendo insieme altri due
comuni della Valle del Mela, riescono a costituire un consorzio.
Rispetto ad una pianificazione territoriale, il primo esempio che
mi viene in questo momento e con la previsione delle elezioni
dirette che noi facciamo, avremmo un sindaco di questi comuni che è
presidente del consorzio che, a sua volta, si nomina gli assessori,
che sono anche sindaci o consiglieri comunali, ed una conferenza o
un'assemblea - poi vedremo quale sarà il termine determinato -
composta sempre dagli stessi consiglieri comunali che si approvano
la pianificazione territoriale, compresi anche i piani regolatori e
quant'altro riguarda il territorio, senza che ci sia un controllo
da parte di nessuno.
Mi pare che c'è qualcosa che non funzione nell'organizzazione di
questi consorzi, perché questi sindaci, non avendo il controllo e
mettendosi d'accordo anche con gli altri sindaci - e con la soglia
di 150mila abitanti nella Valle del Mela è semplice - costituiscono
un consorzio, un territorio a parte che si organizza e si
programma, a differenza di tutti gli altri comuni vicini che,
comunque, magari, si distaccano da Messina. Questa è la mia
preoccupazione per un limite di popolazione di soli 150mila
abitanti. Ma mi rendo conto anche del ragionamento che giustamente
faceva il Presidente Crocetta, che questo potrebbe penalizzare la
provincia di Enna. Dovremmo trovare una sintesi che tuteli l'uno e
l'altro.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io volevo soltanto porre una
questione perché, al di là del numero che si vorrà definire in
quest'Aula, non ci possono essere liberi consorzi con criteri
diversi, perché ciò violerebbe l'articolo 3 della Costituzione, e
qualunque norma si presterebbe a profilo di incostituzionalità.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore 17.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, siamo dinanzi ad una questione
importante e condizionante anche per la legge nel suo complesso. Si
è pronunciato il Governo, chiedo all'onorevole Cracolici di
intervenire, e per tutta la minoranza, per questione di carattere
tecnico, parlerà invece l'onorevole Cordaro.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei limitare il mio
intervento al tema che è stato qui posto. Con la riscrittura
dell'articolo 2 da parte del Governo, è stato introdotto il
principio di una possibile nuova costituzione di liberi consorzi,
ma anche la possibilità che i comuni limitrofi tra i nove liberi
consorzi, possano alla fine dei sei mesi passare da un libero
consorzio ad un altro.
Si è posto un problema, visto che con l'articolo 2 è stato fissato
un parametro demografico, cioè un numero di abitanti minimo per
costituire un libero consorzio,e ci si è chiesto se i nove
costituiti in forza dell'articolo 1 devono avere eguali requisiti,
ancorché fissati con l'articolo 1 in maniera perentoria. Sulla base
di un consulto giuridico, si è ritenuto che, qualora le due
fattispecie avessero parametri differenti, cioè i nove costituiti
senza parametri abitativi, i nuovi o quelli di transito, costituiti
con parametri abitativi, si verrebbe a creare una condizione tale
da avere rilievi di incostituzionalità.
Questa è la ragione per la quale ho presentato un emendamento -
che tratteremo un po' più avanti - che prevede comunque, qualora i
comuni nell'arco dei prossimi sei mesi, decidessero di costituire
un libero consorzio, o uno dei comuni che fa parte del vecchio
libero consorzio volesse transitare in uno già costituito, in ogni
caso quel comune, non può far ridurre il numero di abitanti minimo
necessario per costituire i liberi consorzi.
Questo significa che con quella norma non si è soltanto inteso
fare una cosiddetta norma catenaccio, ma si è in qualche modo
risposto al dubbio di costituzionalità relativamente agli effetti
che ha il parametro demografico per tutti i liberi consorzi.
Ecco perché, rispetto al tema che stiamo trattando, cioè il numero
di abitanti, vorrei ricordare ai colleghi, che qualunque numero noi
fissiamo, se questo numero è superiore ad uno dei nove liberi
consorzi che abbiamo costituito in forza dell'articolo 1, mettiamo
in discussione il libero consorzio costituito ai sensi
dell'articolo 1. Questo lo dico perché poi, in politica, ognuno
deve fare le scelte che vuole, ma dobbiamo sapere tutti di cosa
stiamo parlando.
Se scendiamo sotto la soglia di 180 mila abitanti, dobbiamo sapere
che l'attuale libero consorzio di Enna, costituito in forza
dell'articolo 1, è messo in discussione. Ripeto, l'Aula è sovrana,
però dobbiamo sapere che questi sono i problemi, e questa non è una
mia interpretazione, ma è il frutto di una elaborazione che ha
avuto più soggetti, anche istituzionali, a confronto.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, non so a quale consulto si rivolga il
Presidente Cracolici. Di consulti conosco solo quelli medici, se
egli ne conosce altri forse è meglio stabilire delle categorie,
considerato che - se devo andare indietro con la memoria di qualche
settimana - questi consulti che prevedevano, per ogni norma della
finanziaria imposta all'opposizione, alla base un consulto hanno
portato appena a trentatré norme impugnate su quarantotto ed erano
tutte e trentatré alla base avevano un consulto. Anzi, avevano
un'imposizione del consulto
Vi invito a recuperare il prestigio di questa Assemblea. Ci sono
metodi che si chiamano conflitti di attribuzione, che si chiamano
ricorso alla Corte costituzionale, non ci sono i consulti. C'è la
politica e c'è il prestigio di un Parlamento - se ne abbiamo la
forza - altrimenti abdichiamo al nostro ruolo.
Detto questo, Presidente, le categorie alle quali hanno fatto
riferimento il Presidente Crocetta prima e il Presidente Cracolici
dopo, sono assolutamente fuori dalla logica dell'argomento che
stiamo toccando.
L'onorevole Cracolici ha inteso fare - spero in buona fede -
terrorismo psicologico nei confronti di quei Parlamentari eletti
nelle province piccole', per numero di abitanti, perché è di tutta
evidenza, sotto il profilo strettamente giuridico e normativo, che
le categorie sono assolutamente distoniche, non c'entrano nulla
La prima, quella dell'articolo 1, che parla dei territori e degli
abitanti delle nove province già esistenti che, con il regime
transitorio, vengono denominati Liberi consorzi dei comuni' si
distingue da quelli secondi, che sono altri e che sono altra
categoria giuridica dell'articolo 2. Si tratta dei Nuovi liberi
consorzi dei comuni che, nel caso in cui debbano andarsi a formare,
devono prevedere - e lo deve decidere il Parlamento - una soglia
minima di abitanti. Non c'è possibilità di fare un confronto fra i
nuovi dell'articolo 2 e i vecchi dell'articolo 1 perché per i
vecchi dell'articolo 1 non c'è una soglia minima. Nell'articolo 1,
se avrete modo di leggerlo per chi ancora non l'abbia fatto ma sono
certo che tutti i colleghi lo hanno già letto, non si parla di
numero di abitanti perché, evidentemente e ovviamente facendo
riferimento alle vecchie province, la categoria giuridica alla
quale si fa riferimento sono le nove province che assumono, nel
termine del regime transitorio, il nome di Liberi consorzi di
comuni'.
Oggi qui dobbiamo stabilire, senza che questo possa avere nulla da
incidere circa l'ipotetica e assolutamente inconsistente violazione
dell'articolo 3 della Costituzione, cioè la violazione del
principio di uguaglianza tra l'articolo 1 e l'articolo 2, con
riferimento al fatto che questo Parlamento - e solo questo
Parlamento, onorevole Anselmo - deve decidere se la soglia minima
dei nuovi Liberi consorzi di comuni' debba essere di 150 mila come
è previsto dal testo attuale, ovvero di 180 mila, di 200, 250 e
così via, come recitano alcuni emendamenti. Né vale affermare che
se dovesse aumentare la soglia di 150, nessun paese, nessun ente
locale, nessuna cittadina della provincia di Enna potrebbe decidere
di iscriversi ad un nuovo Libero consorzio dei comuni' perché - se
la memoria non mi inganna - gli enti locali, i paesi di Enna hanno
una media di 2, 3 mila abitanti, quindi da 173 mila a 150; se mi
portate quanti sono i paesi di Enna che superano i 30 mila
abitanti, io credo che saranno 2, 3...
LANTIERI. Non li supera nessuno.
CORDARO. Non li supera nessuno, mi dice la collega Lantieri, che è
di quella provincia, e quindi, questa argomentazione va respinta al
mittente. D'altro canto, se un paese della provincia di Enna vuole
uscire dal Consorzio di Enna e andare in un altro Consorzio lo può
fare con un Consorzio di una provincia limitrofa, posto che il
criterio territoriale è l'unico criterio valido e cioè il criterio,
appunto, della vicinanza: il criterio dell'essere limitrofo un
paese rispetto ad un altro paese.
Allora, con molta serenità, ed era questo il senso del mio
intervento, e ho concluso Presidente, e la ringrazio, dobbiamo
avere chiaro che lungi dalla paura dell'eccezione di
incostituzionalità, le categorie giuridiche sono diverse l'una
dall'altra. Infatti, l'art. 1 regola una materia, l'art. 2 ne
regola un'altra completamente distinta; c'è un criterio che non è
quello del numero degli abitanti rispetto all'art. 2 e c'è un
criterio che è solo, intanto, quello del limite degli abitanti che
deve decidere esclusivamente questa Assemblea.
Pertanto, signor Presidente, io invito l'Aula a continuare ad
esercitare in maniera democratica il voto. Abbiamo stabilito in un
patto tra persone che li onorano che non avremmo fatto interventi
strumentali, ci dia la possibilità, il Governo e la maggioranza, di
votare secondo criteri che sono legati alla normativa e non alle
suggestioni.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema che si
pone realmente è quello che se si fa una lettura, una
interpretazione letterale della norma, effettivamente è come dice
l'onorevole Cordaro, perché l'art. 1 dice una cosa, l'art. 2 ne
dice un'altra. Però se si alza la soglia dei 200 mila abitanti, si
crea di per sé una disparità di trattamento tra i nuovi Consorzi e
i vecchi Consorzi perché la provincia di Enna, che ha 187 mila
abitanti, non metterebbe nelle condizioni nessun comune di potere
aderire in un altro libero Consorzio, e quindi di per sé sarebbe
una cosa incostituzionale.
Ora, io non so se mettiamo in discussione l'esistenza della
provincia di Enna, so per certo che creiamo una norma
incostituzionale, perché la norma dice sostanzialmente che
possono esprimere la volontà di costituire una aggiunta a quanto
previsto dall'art. 1 un nuovo libero Consorzio . Se già di per sé
si alza la soglia in provincia di Enna nessuno può esprimere la
volontà di costituire un nuovo libero Consorzio e, secondo me,
questo è un problema. Pertanto, sono dell'idea che l'onorevole
Cracolici ha assolutamente ragione, ma non per la soglia perché si
crea una disparità di trattamento tra i comuni di Ragusa che
possono aderire ad un libero Consorzio diverso e i comuni di Enna
che non possono aderire ad un altro libero Consorzio, in quanto già
di per sé per legge sono sotto la soglia dei 200 mila abitanti, io
non so se sono stato chiaro nel ragionamento.
LANTIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare
solamente una precisazione. Ma Enna non è che può fare due liberi
Consorzi, cioè Enna ha il suo libero Consorzio, giusto? Perché con
l'art. 1 abbiamo il Consorzio di Enna. Ma non è che possiamo fare
un altro libero Consorzio all'interno della provincia di Enna
Perché già, intanto, non siamo 180 mila abitanti, non ci sono le
condizioni, perciò questo non esiste.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato, è la
prima volta che intervengo per quanto riguarda questo disegno di
legge che è un po' complicato, considerato il fatto che, se sono
stati presentati diciannove disegni di legge, significa che
l'attenzione al territorio non è indifferente. Anzi. E, quindi,
l'attività parlamentare si fa sentire.
Vorrei, però, ricordare che una legge del genere deve intanto
contenere democrazia nella gestione, i consorzi devono funzionare,
devono funzionare sotto tutti gli aspetti perché la verità è una ed
è che, se oggi si mette in discussione la vita delle province è
perché i cittadini ed i sindaci dei territori lamentano che la
provincia non è presente. E non è presente da tantissimi anni
perché, a mio avviso, non vedo un risultato positivo nell'ultimo
trentennio, anzi al contrario Inviterei i deputati a ripercorrere
le loro province dove le strade sono da terzo mondo e dove tutto si
è fatto e solo esclusivamente per la direzione della provincia
regionale. Non si è fatto niente per i territori. Quindi, i
cittadini sicuramente vogliono e desiderano che il proprio sindaco
ed i consiglieri eletti assumano responsabilità affinché possano
portare un concreto risultato ai propri concittadini.
Secondo me, sui consorzi è escluso il fatto che i nove consorzi
che rappresentano le nove città sono quelli che sicuramente non
possono partecipare al consorzio oppure all'unione dei comuni così,
in se e per se, ma escludendo le nove città si aggiungono altri
consorzi che, poi, stabiliremo con democrazia se devono essere
formati da 150, da 200 mila abitanti in su, ma secondo me è escluso
il fatto che le nove città già partono con questo presupposto.
Vede, signor Presidente, se oggi diamo responsabilità ai comuni
perché quello che mi convince in questo disegno di legge è la
responsabilità che si dà ai comuni, ai cittadini che poi
controlleranno i loro sindaci ed i loro consiglieri sotto questo
aspetto perché quando non portano i risultati c'è una scadenza
elettorale che è sotto gli occhi di tutti: se hanno lavorato
saranno riconfermati; se non hanno lavorato se ne vanno via.
Il problema, quindi, non è solo un problema di spending review, ma
il problema vero, carissimi amici e deputati, il problema vero è
che le province negli ultimi anni non hanno rappresentato
sicuramente il territorio. Quindi se un comune scegliesse di essere
in uno o nell'altro non penso che si creeranno dei consorzi che
riguardano consorzi di seria A e consorzi di serie B. La vita dei
consorzi è sotto controllo dell'Amministrazione regionale, quindi
sia sotto l'aspetto personale, ieri c'era qualche battuta: ma il
personale solo quello provinciale o il personale delle partecipate?
Ma è normale che le partecipate sono parte integrante della vita
delle province, quindi questo è sottointeso, non penso che il
Presidente del Governo penserà di escludere, non l'ha mai fatto,
perché dovrebbe farlo ora?
Non facciamo veramente demagogia. Votiamo quindi questo disegno di
legge affinchè possiamo passare ad altro perché ci stiamo
annoiando, per cortesia passiamo ad altro, ci sono tanti disegni di
legge importanti all'ordine del giorno che porteranno sviluppo a
questa società.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io e l'onorevole
Forzese viaggiamo insieme con la macchina, ed oggi in un bar
abbiamo incontrato un Presidente di una municipalità della Città di
Catania. Questi, signor Presidente, ha esordito dicendo: dal
momento che voi avete tolto le città metropolitane vorrà dire che
io mi metterò d'accordo con il sindaco di Misterbianco e con il
sindaco di Motta S. Anastasia e faremo un libero consorzio . Perché
racconto questo episodio? Perché la gente, carissimo Presidente
Crocetta e carissimo Presidente Ardizzone, non ha capito niente, la
gente - anche gli addetti ai lavori - non hanno capito niente.
Io credo che l'emendamento a firma della Commissione, quello dei
150 mila abitanti sia un'opportunità non per coloro i quali non
hanno capito niente, però, purtroppo, forse quest'Aula o chi segue
il dibattito non riesce a farsi capire, ma sicuramente noi potremmo
fare una legge quanto più presto possibile perché - come diceva
benissimo l'onorevole Lentini - ci sono diverse leggi che stanno
aspettando di essere approvate da quest'Aula, e sicuramente questa
è una legge che potrebbe in un certo senso far sì che questo ente
intermedio non esista più. E può darsi che sia una cosa buona,
questo poi lo verificheremo in un prossimo futuro. Tuttavia,
parlando dei 150 mila abitanti, mi sembra sia un momento di
mediazione, il migliore che ci sia, perché se si parla della
provincia di Enna, io credo ci siano alcuni paesi della provincia
di Catania o alcuni paesi della provincia di Messina che
sicuramente potrebbero andare con la provincia di Enna. Mi viene di
pensare a Capizzi, ma ce ne sono altri; mi viene di pensare ad
alcuni paesi della provincia di Messina che possono inglobarsi nel
libero consorzio.
Allora io, a nome mio personale e penso anche a nome del mio
gruppo, sono d'accordo su questo emendamento a firma del Governo.
PRESIDENTE. Si è conclusa la discussione, non ci sono altri
interventi.
Si passa ai subemendamenti 2govR16, 2govR4, 2govR17, che prevedono
una popolazione non inferiore a 300 mila abitanti. Si procede con
il primo.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2govR16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Assenza, Cordaro, Falcone, Fontana
Formica, Germanà, Greco G., Lantieri, Milazzo G., Savona e
Vinciullo, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 2 Gov R16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti ..69
Votanti ..68
Maggioranza ..35
Favorevoli ..25
Contrari ..43
(Non è approvato)
RINALDI. Dichiaro di ritirare i subemendamenti a mia firma che
prevedono di sostituire il termine centocinquanta' con
duecentocinquanta'.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORMICA. Signor Presidente, l'onorevole Rinaldi ha ritirato i suoi
emendamenti, ma io non ho ritirato il mio.
PRESIDENTE. Si passa ai subemendamenti 2govR5, a firma di
Figuccia, Milazzo, Lo Sciuto, Fontana e 2govR19, a firma Fontana,
D'Asero, Alongi, Cascio F., Germanà, Vinciullo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Brevemente, onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io credo che la questione sul tetto
del numero degli abitanti è una questione che è stata posta male.
Questo per delle ragioni semplici.
La prima: c'è già una norma di salvaguardia al comma 1. Perché i
nove liberi consorzi dei Comuni si costituiscono, e rimangono tali,
in funzione di quelli che sono il numero degli abitanti già
presenti per le nove Province E quindi la Provincia di Enna è già
fatta salda. Allora, di che cosa stiamo parlando? La provincia di
Enna è già garantita, onorevole Alloro. Quindi, la questione sul
numero degli abitanti, che giustamente lei, come deputato della sua
Provincia, pone - e su questo ha la mia ammirazione, perché sta
tutelando i diritti di quel territorio e degli abitanti di quel
territorio e la Provincia di quel territorio - ma questa è stata
già garantita e salvaguardata dall'articolo 1.
In seconda battuta, la lievitazione dei comuni rimane sempre anche
sugli altri liberi consorzi di comuni. Terza battuta, non si
considera - come faceva notare giustamente qualche deputato prima -
che dentro la provincia di Enna, dentro il libero consorzio della
provincia di Enna potrebbero arrivare altri comuni che ad oggi sono
della provincia di Caltanissetta anzichè della provincia di
Catania, anzichè della provincia di Messina.
Pertanto, mi sembra strumentale che venga posta da parte del
Governo questa pregiudiziale, mi sembra strumentale da parte del
Presidente della Regione e del Presidente della Commissione
sottolineare che in questo modo si rischia di penalizzare la
provincia di Enna, così come mi è sembrato strumentale in queste
ore da parte del Governatore porre la questione in termini di
ricatto rispetto ai parlamentari, dicendo che, se questi non
volevano tornarsene a casa e se forse qualcuno di loro era stanco
di fare il parlamentare, evidentemente, doveva venire incontro
alle richieste del Presidente della Regione. Questo mi è sembrato
strumentale, mi è sembrato di cattivo gusto e chiederei al
Governatore di evitare queste strumentalizzazioni, visto che stiamo
parlando di temi importanti, visto che di mezzo ci stanno le
questioni delle tutele occupazionali dei dipendenti delle province
e visto che quanto più il coefficiente tra il numero degli abitanti
e il numero dei dipendenti delle province cambia quanto più a
rischio è il posto di lavoro dei dipendenti delle province e dei
dipendenti delle partecipate in house.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei partire
dall'importante dichiarazione che ha letto lei in Aula e, cioè,
quella - per intenderci - che è stata diramata ieri dalla
Conferenza episcopale. Quanto detto dalla Conferenza episcopale è
importante - come bene ella ha sottolineato - perché non siamo in
presenza di una delle parti in causa che dichiara alcune cose, non
siamo in presenza di un'opposizione che dice quello che dice,
dichiara quello che dichiara, perché evidentemente è spinta da un
interesse di parte. Ma il fatto che un'istituzione,
dichiaratamente neutra, storicamente neutra, rispetto al
guerreggiare della politica, se si vede costretta ad intervenire
sulla gravissima situazione che sta vivendo la nostra Regione e
interviene in maniera forte, puntuale, precisa, andando ad
individuare i mali a cui assistiamo, ormai da troppi mesi, e parla
di confusione e parla di intento mediatico che sta alla base dei
provvedimenti che via via sono stati proposti confusamente a questo
Parlamento e che anzi, ha fatto un discrimino tessendo anche un
elogio delle cose buone fatte da questo Parlamento, è giusto
sottolinearlo.
Perché vedete colleghi non è colpa del Parlamento, spesso, se i
provvedimenti che alla fine escono da questo Parlamento non
rispettano tutti i crismi previsti dalla legge e dalla Costituzione
se questo Parlamento non è messo nella condizione di poter
conoscere in maniera approfondita i provvedimenti su cui di volta
in volta viene chiamato a deliberare.
E' stato il caso della finanziaria ed è il caso di questo disegno
di legge che definire ormai un controsenso, un obbrobrio, un
pericolo è sempre poco, rispetto a ciò che sta diventando in
divenire di minuto in minuto e di giorno in giorno.
Vorrei poi far notare a proposito di ciò che ha detto il collega
Malafarina che si è trattato di dichiarazioni veramente lesive di
questo Parlamento.
A parte le considerazioni di carattere politico, di ordine
politico sul momento che sta vivendo questa Assemblea in merito
all'approvazione di questo disegno di legge e delle difficoltà che
questa approvazione sta incontrando tra le varie forze politiche,
quindi buon senso vorrebbe che da parte di un capogruppo di un
partito di maggioranza, anziché buttare benzina sul fuoco, si
procedesse in maniera contraria, ma questa è poca cosa perché il
collega Malafarina, e da questo punto di vista non mi sento di
attaccarlo, manifesta anche la sua espressione genuina perché la
pensa in maniera sanguigna su tanti argomenti e lo manifesta in
maniera genuina ed aperta.
Però la cosa grave che ha detto e su cui invito i colleghi a
riflettere è che si tenta di mettere in dubbio i contributi
pesanti, importanti, fondamentali che le varie forze politiche da
mesi cercano di apportare per migliorare questa riforma, siano
dettati invece dal tentativo di salvaguardare altri interessi o
altri eletti.
Ma allora collega Malafarina avete mai chiesto ai siciliani se è
utile che ci siano novanta deputati in questo Parlamento? Ha
chiesto, ha fatto un referendum se è utile lei in questo
Parlamento? Si è chiesto ai siciliani se è utile che ci siano
dodici assessori esterni? Il discorso che ha fatto lei, collega
Malafarina è un discorso che ci porterebbe molto, ma molto, ma
molto lontano.
E allora prima di gettare fango sui fini che si intende prefiggere
questa Assemblea nei propri lavori bisognerebbe fare un po' di
attenzione, di autocritica e di verificare, anche, ciò che questa
Assemblea è stata nel tempo capace di deliberare, spesso essendo
pure la prima in Italia e anche per questo disegno di legge
vorremmo, se ci fosse una maggiore collaborazione da parte del
Governo, se il Governo volesse veramente giungere ad una riforma
condivisa ma, soprattutto, efficace, efficiente, giusta e foriera
di buoni propositi e di ricadute positive per la popolazione, io
penso che sarebbe il comportamento giusto e riceverebbe da
quest'Assemblea tutto l'appoggio che una riforma importante merita.
E poi - e concludo - a proposito di quello che annunciava il
Presidente della Commissione, mi fa veramente specie, signor
Presidente, che ci sia un richiamo alla Costituzione su un
argomento, quello del numero degli abitanti che debbono comporre i
consorzi, che si intendono per definizione liberi, e poi, invece,
si va a fare un richiamo all'articolo 3 della Costituzione rispetto
a profili di incostituzionalità e, guarda caso - e siamo alla
parabola della pagliuzza negli occhi e non si vede la trave -, si
sorvola non sugli aspetti di incostituzionalità ma sulle certezze
di incostituzionalità che il Presidente della I Commissione conosce
benissimo perché risultanti dalle audizioni avvenute in Commissione
di eminenti esperti di diritto costituzionale, ben quattro esperti
di diritto costituzionale, che, invece, lì sì hanno avanzato il
dubbio di costituzionalità ma hanno affermato la certezza di
incostituzionalità per quanto attiene e le funzioni da trasferire
e, soprattutto, l'elezione diretta e popolare, democratica degli
organi che si vanno a costituire.
Vogliamo continuare a prenderci in giro così?
PRESIDENTE. No, onorevole Formica.
Pongo in votazione il subemendamento 2govR.5.
PRESIDENTE. Stiamo per votare il subemendamento 2govR.5 che
prevede di sostituire il termine 150.000 con 200.000 , primo
firmatario l'onorevole Figuccia, di identico contenuto del
subemendamento 2govR.19, degli onorevoli Fontana, D'Asero, Alongi,
Cascio Francesco, Germanà e Vinciullo.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore Autonomie locali e della funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FIGUCCIA. Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2govR.5
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Alongi, Assenza, Falcone, Figuccia,
Fontana Formica, Germanà, Greco G., Lantieri, Miccichè, Milazzo G. e
Vinciullo, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2govR5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore prema il
pulsante verde; chi vota contro prema il pulsante rosso; chi si
astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 31
Contrari 44
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi si passa al subemendamento 2govR.36 degli
onorevoli Alloro, Rinaldi, Raia e Ferrandelli. Ne do lettura: «Al
comma 1, lettera b), sostituire il termine 150.000 con
180.000 ».
FORMICA. Lo faccio mio.
ALLORO. Lo ritiro, ma a prescindere i colleghi possono farlo
proprio.
Lo ritiro perché, dall'ultimo censimento, la popolazione è di 173
mila abitanti.
FORMICA. Lo faccio mio. Non lo illustro signor Presidente, le
vengo incontro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore Autonomie locali e della funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 2govR36
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2govR36.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 76
Votanti 75
Maggioranza 38
Favorevoli 46
Contrari 29
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pertanto, decadono i subemendamenti di identico
contenuto 2govR.6, 2govR.7, 2govR.8, 2govR.9, 2govR.10, 2govR.11,
2govR.12 e 2govR.37.
Il subemendamento 2gov.R38 è dichiarato inammissibile.
Si passa al subemendamento 2govR25, a firma degli onorevoli
Arancio, Federico, Venturino, D'Agostino: «Il Comune con il maggior
numero di abitanti assumerà il ruolo di capofila di ciascun libero
Consorzio».
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo parlando
del subemendamento 2govR25, ma dovremmo specificare che il Comune
con il maggior numero di abitanti dei nuovi consorzi.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Si riferisce
ai nuovi consorzi.
FALCONE. Grazie per il chiarimento.
PRESIDENTE. Grazie, comunque, onorevole Falcone. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Il subemendamento 2govR 38, degli onorevoli Formica e
Ioppolo, è inammissibile.
Si passa al subemendamento 2govR39, a firma degli onorevoli
Formica, Ioppolo e Musumeci, che prevede la soppressione del comma
2.
CRACOLICI. E' quello dei Comuni di prossimità.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lo ritira?
FORMICA. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 2govR48. Onorevole Falcone lo ritira?
FALCONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2govR33 (II parte), è un emendamento
tecnico della Commissione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Ne abbiamo due identici, 2govR.34 (II parte): al comma 2
sostituire le parole di 2/3 con assoluta a firma degli
onorevoli Barbagallo, Lupo, Formica, Ioppolo, Musumeci.
Ritirato o mantenuto?
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Sospendo la seduta per un minuto, per un coordinamento tra le
norme.
(La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore18.51)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Il subemendamento 2govR.43, degli onorevoli Formica,
Ioppolo e Musumeci, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 2govR20, primo firmatario l'onorevole
Assenza. Invito l'onorevole Assenza ad illustrarlo, perché si
tratta di un emendamento di carattere tecnico che si allinea
sostanzialmente ad un emendamento approvato ieri, presentato dal
Movimento Cinque stelle.
ASSENZA. Signor Presidente, avevo già nei miei interventi
precedenti preannunciato la necessità che, quantomeno, queste
decisioni di aderire ai liberi consorzi comunali, dopo
l'approvazione nei singoli consigli con una maggioranza
qualificata, venissero ulteriormente sottoposte al referendum fra
tutti i cittadini interessati alla scelta.
Fortunatamente questa possibilità è stata, ieri, approvata, a
larga maggioranza dall'Aula, per cui è già una realtà e norma già
sottoposta al vaglio dell'Assemblea.
Questo ulteriore emendamento non fa altro che armonizzare la
previsione, già approvata ieri, con la previsione dell'articolo 2,
rendendo necessario il referendum, comune per comune.
La delibera approvata dai consigli comunali non può essere
trasmessa alla Regione, se non previa sottoposizione al referendum
fra i cittadini.
Letteralmente, infatti, l'emendamento recita L'efficacia della
deliberazione è subordinata all'esito favorevole del referendum
confermativo cui parteciperanno i cittadini iscritti nelle liste
elettorali di quel Comune che dovrà avvenire entro sessanta giorni
dalla delibera .
Togliamo, quindi, quell'unico neo che in effetti era stato
evidenziato da qualcuno ieri, che non vi era termine per
l'esecuzione del referendum, per cui è diventato troppo ristretto
quel termine di sei mesi - se inteso anche per lo svolgimento del
referendum - rendendo impossibile la creazione di qualsiasi nuovo
consorzio.
Così prevediamo l'ultima parola ai cittadini, che per noi è di
fondamentale importanza.
L'Aula ha già recepito questo principio, ieri, lo specifichiamo
anche per le singole delibere dei consigli e diamo un termine
temporale di sessanta giorni che, comunque, garantisce il
completamento dell'iter formativo entro un termine assolutamente
ragionevole.
Credo che sia un emendamento che l'Aula possa - non pretendo
all'unanimità, ma con una grande maggioranza - accogliere
favorevolmente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Credo che in
coerenza con quanto è stato approvato all'articolo precedente non
può che darsi parere favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. I subemendamenti 2govR.2, degli onorevoli Cappello,
Siragusa, Tancredi e Ferreri, e 2govR.44, degli onorevoli Alloro,
Rinaldi, Panepinto e Marziano, sono assorbiti.
Si passa al subemendamento 2govR33.1, a firma della Commissione.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo la
parola per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, è evidente che secondo il principio che ha ispirato
questo emendamento non può esserci differenza se non nel numero
degli abitanti, per cui se dobbiamo approvare questo emendamento
bisogna modificare i 150 mila che era contenuto in questo
emendamento in 180 mila, così come è stato appena votato. Lo
ritiriamo?
CROCETTA, presidente della Regione. Invito la Commissione a
ritirarlo, complicherebbe la vicenda.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiriamo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.58, è ripresa alle ore19.00)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che i subemendamenti
2govR.45, degli onorevoli Formica, Ioppolo e Musumeci, e 2govR.21,
degli onorevoli Assenza, Falcone, Figuccia ed altri, sono preclusi.
FORMICA. Ritiro i subemendamenti 2govR.40, 2govR.41, 2govR.42 e
2govR.46, a firma sua e degli onorevoli Ioppolo e Musumeci
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
I subemendamenti 2govR47, soppressivo del comma 4, degli onorevoli
Formica, Ioppolo e Musumeci, e 2govR.22, degli onorevoli Assenza,
Falcone ed altri, sono dichiarati inammissibili.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiedo scusa, è
un fatto procedurale e se, poi, i colleghi mi ascoltano, cercherò
anche di affrontare un argomento connesso e parallelo alle vicende
di questi giorni. Il subemendamento 2govR22, che lei ha dichiarato
precluso, riguarda la soppressione del comma 5 dell'articolo 2.
Onorevoli colleghi, vi prego di seguire per capire che tipo di
indirizzo prende la legge.
Ora tutti mi devono sentire, ho buone notizie. Il comma 5 prevede
che il disegno di legge di cui al comma 4 prevede, altresì, le
modifiche dei territori dei liberi consorzi comunali conseguente
all'eventuale adesione di comuni alle città metropolitane.
Ora, se non ho capito male, all'articolo 1, sono saltate le città
metropolitane.
Vorrei capire se, con effetto a cascata, tutto quello che riguarda
le città metropolitane si considera espunto dal testo o, se invece,
onorevole Gucciardi, non é un modo surrettizio per poi rivoltare
sulle Città metropolitane perché qua lo spirito della legge deve
essere chiaro.
Sulle Città metropolitane vale il ragionamento che ha seguito ieri
l'onorevole Formica, sulla preclusione a termini di Regolamento di
votare... onorevole D'Agostino, mi ascolta un attimo che sto per
dare una comunicazione importante che la riguarda? Le spiego,
partiamo dalle Città metropolitane.
Detto questo, signor Presidente, siccome non voglio tediare l'Aula
con ulteriori ragionamenti, la prego di concedermi ancora 30
secondi per divagare un po'.
PRESIDENTE. Non si divaga qua.
TURANO. Signor Presidente, la provincia di Trapani è diventata
oggetto di mille attenzioni e, oggi, su un giornale appaio come uno
che contesta le nomine del Governo e non è così.
Io non ce l'ho con nessuno, onorevole Cordaro. Sa perché? Perché
avevo capito che l'indirizzo del Governo era quello di nominare
figure prefettizie che aveva fatto prima. Ora non voglio apparire
come quello che non vede di buon occhio le nomine che fa il Governo
ma vorrei soltanto capire le ragioni che hanno portato il Governo a
non confermare il vecchio Commissario che aveva una natura
prefettizia che, secondo me, ha svolto il lavoro in maniera egregia
perché, badate bene, a me chi farà il Commissario della provincia
di Trapani non interessa - sicuramente farà bene il proprio dovere
e lo farà con onestà intellettuale - ma chi mi conosce sa bene
della mia riservatezza e della mia poca propensione ai riflettori
giornalistici.
Pur tuttavia, per onestà intellettuale, credo sia giusto che io
riferisca all'Aula qualcosa: quando ho avuto la fortuna di fare il
Presidente della Provincia di Trapani, in Consiglio provinciale è
stato eletto un tizio che successivamente è stato arrestato con
una imputazione molto grave. Il Prefetto dell'epoca ha ritenuto
opportuno avviare un'indagine per verificare se c'erano gli
elementi per lo scioglimento della Provincia di Trapani,
un'indagine lunga, articolata, complessa, che è durata parecchio
tempo e che si è conclusa con una relazione.
Voglio dare una comunicazione all'Aula, capisco che non è
interessata, ma volevo soltanto comunicare che in data 20 dicembre
2013, cioè due mesi fa, il Ministro dell'Interno ha emanato un
decreto con il quale prendeva atto che alla Provincia di Trapani
nessuna infiltrazione di alcun tipo era stata perpetrata e ha
archiviato il procedimento.
Mi scusi se è motivo di orgoglio da parte mia, che ci possa essere
un bollino sulla legalità degli atti prodotti in provincia di
Trapani, sotto la mia gestione, che non riguardavano certamente o
soltanto la mia persona, ma riguardavano tutta l'Amministrazione e
mi dispiace che il Presidente non sia presente perché potrebbe
essere orgoglioso che un deputato di maggioranza, che non prende
ordini da nessuno, che si serve della sua testa, che sostiene le
cose che considera giuste, sia stato, dire radiografato è poco, è
stata fatta la TAC agli atti della Provincia di Trapani.
Non avevo nessuna intenzione di comunicarlo all'Aula ma visto che
oggi rivesto questo ruolo e visto che si era detto che non ero
d'accordo su qualche nomina, mi faceva piacere comunicarlo, anche a
lei, signor Presidente, che sarà certamente fiero e orgoglioso che
un suo amico, deputato del suo partito, abbia risolto il problema.
Pensavo fosse corretto comunicarlo per sgombrare qualunque dubbio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Turano.
Ritorniamo al disegno di legge. Dobbiamo richiamare il
subemendamento 2govR13, che era stato accantonato perché era
agganciato all'emendamento della Commissione, il 2govR.33.1, che
poi è stato ritirato su richiesta del Governo. Ripeto, emendamento
della Commissione ritirato su richiesta del Governo. Questo era
quello della Commissione.
Quello dell'onorevole Figuccia lo abbiamo accantonato, perché
l'eventuale approvazione dell'emendamento della Commissione avrebbe
precluso la trattazione dell'emendamento presentato dall'onorevole
Figuccia, che è il 2govR13. Per cui, onorevole Cracolici, ne prenda
visione.
TURANO. Chiedo scusa, ma la mia risposta sulle città
metropolitane?
PRESIDENTE. Sulla risposta relativa alle città metropolitane, le
dico subito. Lei non era presente quella sera. Probabilmente avrà
letto i giornali. Leggendo i giornali è risultato che quest'Aula
avrebbe soppresso l'istituzione delle città metropolitane.
In effetti non è così perché è stata soppressa solo una parte del
comma 2, che riguarda la perimetrazione delle città metropolitane.
Tant'è che nello stesso articolo 1, al comma 6, si fa riferimento
sempre al territorio delle rispettive città metropolitane.
Il problema delle città metropolitane, quindi, si porrà alla luce
del sole. E con convinzione si voterà a favore o contro, quando
tratteremo l'articolo 7.
GRECO Giovanni. E lo bocceremo.
PRESIDENTE. Questo è un altro discorso.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ma su cosa? Lei è già intervenuto.
ALLORO. Su queste sue dichiarazioni.
PRESIDENTE. Ma quali mie dichiarazioni? Mi era stato chiesto
dall'onorevole Turano il perché dell'inammissibilità. Voleva un
chiarimento perché lui quel giorno era assente.
Non possiamo parlare in questo momento di Città metropolitane.
Quando tratteremo l'articolo 7 ne parleremo.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
l'emendamento, semplicemente vuole evitare che, in funzione delle
modifiche, in funzione dei trasferimenti, in funzione del fatto
che, giustamente, un comune può passare da un libero consorzio ad
un altro, possa accadere lo svuotamento di quei liberi consorzi dei
comuni.
Per cui, con questo emendamento, introduciamo il principio secondo
il quale non si può scendere sotto la soglia del 20 per cento del
numero degli abitanti di quel libero consorzio di comuni.
In estrema sintesi, è una clausola di salvaguardia per evitare che
ci siano liberi consorzi di comuni che si costituiscono con 20.000
abitanti.
FORMICA. La soglia del 20 per cento o la riduzione del 20 per
cento non può essere superiore?
PRESIDENTE. Corretto il ragionamento posto dall'onorevole Alloro,
perché ce n'era un altro, perché erano tutti e due agganciati
all'emendamento che aveva presentato la Commissione. Se si
approvava quello, diventava precluso sia il suo, sia Stiamo
parlando di questo. Abbiamo sbloccato la situazione, onorevole
Alloro.
Però, con quello dell'onorevole Figuccia - mi dicono gli Uffici -
camminano di pari passo. Mi riferisco al suo al 2 Gov R44. Quindi,
se approviamo quello dell'onorevole Figuccia, viene precluso il
suo.
Scusate, si tratta di un fatto tecnico. Nessuno ha già preso la
decisione.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per un
chiarimento.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 19.19)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, suggerirei ai due colleghi che hanno firmato questi
emendamenti di ritirarli tutti e due. Dico ciò per una ragione,
perché, per le cose che ho detto quando avevo presentato
quell'emendamento secondo cui non ci può essere un'area vasta
trattata in maniera differente. Spiega questo ragionamento.
Onorevole Figuccia, segua questo ragionamento. Siccome questa legge
comunque definirà la nuova geografia dei liberi consorzi con la
legge di cui al comma 4 di questo articolo, che faremo dopo i sei
mesi, allora, forse, se ci limitiamo a fare quello che abbiamo fin
qui fatto, cioè che l'articolo 1 istituisce nuovi liberi consorzi e
i nuovi si possono costituire entro i 180 mila abitanti, forse,
riusciamo a fare le due cose. Se invece pensiamo di fare ora una
norma che se impugnata stabilisce in maniera netta che anche
all'articolo 1, sotto i 180mila abitanti, non si potrà fare un
libero consorzio, noi creeremo qualche problema in più. Suggerirei
ai due colleghi di ritirare tutti e due gli emendamenti.
PRESIDENTE. Scusate, c'è un suggerimento che proviene dal
presidente della I Commissione.
LACCOTO. Lo ritiro.
FIGUCCIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
I subemendamenti 2govR47, soppressivo del comma 5, degli onorevoli
Formica, Ioppolo e Musumeci, e 2govR.23, degli onorevoli Vinciullo,
Germanà, Fontana e Alongi, sono dichiarati inammissibili.
CORDARO. Ma l'emendamento 2 Gov R47?
PRESIDENTE. Li abbiamo già dichiarati tutti inammissibili; sono
quelli soppressivi perché creano disarmonia nel contesto
dell'articolo che abbiamo appena approvato.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, desidero
porre due questioni regolamentari. La prima per la verità è più
lessicale, anche se è più di sostanza che regolamentare.
Lei può porre in votazione un articolo, signor Presidente, il cui
comma 5 recita il disegno di legge di cui al comma 4) prevede ? Se
me lo spiegate. Se il comma 4 ha un disegno di legge
Seconda questione regolamentare. Ai sensi dell'articolo 111, comma
2, del Regolamento dell'Assemblea, può essere messo ai voti,
chiederei una risposta formale, in ossequio alla votazione che ha
riguardato l'articolo 1, se lei può mettere in votazione anche il
comma 5 dell'articolo 2 del testo che abbiamo innanzi.
PRESIDENTE. La stessa questione dell'onorevole Turano. Ho già
risposto a quella.
Per quanto riguarda il comma 5 il disegno di legge di cui al
comma IV è corretto perché si dovrà fare un nuovo disegno di
legge successivamente a questo. Non credo che ci siano difficoltà
interpretative. Nel comma 4, si fa rinvio ad un ulteriore disegno
di legge.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero che mi
sbagli ma mi sembra che in questo emendamento 2GOVR, articolo 2, ci
sia una ripetizione. Soltanto questo. Abbiamo ripetuto due volte
questo emendamento.
PRESIDENTE. Va bene, ma già è superato.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, se lei mi consente di intervenire, lo
faccio giusto per una precisazione su un emendamento che era stato
presentato. Non intendo ostacolare il suo lavoro.
PRESIDENTE. Ma non è il mio lavoro.
D'ASERO. E' solo per precisare un argomento che riguarda lo
spirito di un ragionamento sui liberi consorzi. Siccome,
sostanzialmente, abbiamo la necessità di sintonizzarci al principio
della razionalizzazione della spesa, l'emendamento che è stato
ritirato voleva evidenziare come, nella fase successiva, i liberi
consorzi possono fra di loro riunirsi ed avere in questa direzione
anche la possibilità di sostegno e di agevolazione dal punto di
vista finanziario.
Questa era una puntualizzazione.
PRESIDENTE. Comunico che voteremo per alzata e seduta.
Pongo in votazione l'articolo di riscrittura 2.GOV.R, così come
emendato.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto.
Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.GOV.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, Alongi, Assenza, Cascio F., Cordaro, Falcone,
Figuccia, Formica, Greco G., Ioppolo, Milazzo G. e Savona, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si
procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 78
Maggioranza ..40
Favorevoli .. 55
Contrari .. 22
Astenuti .. 1
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, intanto, ringrazio per l'andamento dei lavori
di questa serata; abbiamo un po' recuperato rispetto al clima di
ieri sera.
Penso anche che abbiamo fatto un buon lavoro cercando di
intervenire nel merito della legge.
Spero che con questo clima si possa riprendere la prossima
settimana, martedì, quando si continuerà con il disegno di legge.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 25 febbraio
2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
10) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
11) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
12) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
13) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
14) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
15) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 19.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
268-474-542-543-546-613-638-662/A - ISTITUZIONE DEI LIBERI
CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.
All'articolo 2
Subemendamento 2GOV.R.36 (all'emendamento 2.GOV.R, interamente
sostitutivo dell'articolo 2)
Al comma 1, alla lettera b) sostituire il termine 150.000' con
180.000'.
Subemendamento 2GOV.R.25 (all'emendamento 2.GOV.R, interamente
sostitutivo dell'articolo 2)
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1 bis. Il comune con il maggior numero di abitanti assumerà il
ruolo di capofila di ciascun libero consorzio.
Subemendamento 2GOV.R.33 II parte (all'emendamento 2.GOV.R,
interamente sostitutivo dell'articolo 2)
Al comma 2 sostituire le parole i comuni appartenenti' con le
parole ciascun comune appartenente' e la parola possono' con la
parola può'.
Subemendamento 2GOV.R.20 (all'emendamento 2.GOV.R, interamente
sostitutivo dell'articolo 2)
Al comma 2 è aggiunta alla fine la seguente frase La efficacia
della deliberazione è subordinata all'esito favorevole di un
referendum confermativo cui parteciperanno i cittadini iscritti
nelle liste elettorali di quel Comune che dovrà avvenire entro
sessanta giorni dalla delibera.'
Emendamento 2.GOV.R (interamente sostitutivo dell'articolo 2)
L'articolo 2 è così sostituito:
"Art. 2. Adesione ad altro libero consorzio di comuni
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i comuni, con deliberazione del consiglio comunale
adottata a maggioranza di due terzi dei componenti, possono
esprimere la volontà di costituire in aggiunta a quanto previsto
dall'art. 1 un nuovo libero consorzio che abbia i seguenti
requisiti:
a) continuità territoriale tra i comuni aderenti;
b) popolazione non inferiore a 150.000 abitanti.
2. Entro il termine di cui al precedente comma, i comuni
appartenenti ad un libero consorzio di cui all'art. 1. con
deliberazione del consiglio comunale adottata a maggioranza di
due terzi dei componenti, possono aderire ad altro libero
consorzio, sempre di cui all'art. 1, che abbia continuità
territoriale con il comune interessato.
3. La delibera del consiglio comunale è trasmessa all'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica per la
verifica della sussistenza dei requisiti di cui al presente
articolo. Accertata la sussistenza dei predetti requisiti,
l'Assessorato forma un elenco delle delibere pervenute che è
pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana e sul
sito istituzionale.
4. Decorso il termine di cui al comma 1, il Governo della Regione
presenta ali 'Assemblea regionale siciliana il disegno di legge
che individua i territori dei liberi consorzi comunali,
prevedendo le eventuali modifiche territoriali conseguenti
all'applicazione del presente articolo.
5. Il disegno di legge di cui al comma 4 prevede, altresì, le
modifiche dei territori dei liberi consorzi comunali conseguenti
all'eventuale adesione di comuni alle Città metropolitane ai
sensi dell'articolo 9.