Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
SUDANO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Grasso e Coltraro hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili.
(n. 704)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli La Rocca,
Ciaccio, Cancelleri, Ciancio, Cappello, Ferreri, Foti,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 19 febbraio 2014.
- Interventi per la riduzione del rischio clinico in ambito
ospedaliero. (n. 705)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Turano,
Firetto, La Rocca Ruvolo, Anselmo, Bandiera, Dina, D'Agostino,
Miccichè e Ragusa in data 19 febbraio 2014.
- Cultura della legalità. (n. 706)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Picciolo, Tamajo, Forzese, Greco e Oddo in data 19 febbraio 2014.
- Norme relative al pagamento del ticket sanitario presso i punti
di pagamento online. (n. 707)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 19
febbraio 2014.
- Valorizzazione del turismo naturista in Sicilia. (n. 708)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 19
febbraio 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Riordino del sistema di reclutamento presso i Licei artistici
regionali siciliani e l'Istituto tecnico regionale di Catania. (n.
701)
di iniziativa parlamentare, inviato il 19 febbraio 2014.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Edmondo Tamajo, con nota
prot. n. 1900/SG.LEG.PG. del 14 febbraio 2014, ha chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 324: Norme per il
cambio di destinazione d'uso delle zone ZIR e ZIS del Comune di
Messina per l'incentivazione di iniziative imprenditoriali
necessarie all'economia locale .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1579 - Iniziative finalizzate all'esposizione della nave romana
di Marausa al Museo archeologico regionale Lilibeo di Marsala (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1580 - Iniziative finalizzate al ritorno dell'Auriga di Mozia
nella sede espositiva del museo archeologico 'Baglio Anselmi' di
Marsala (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Ruggirello Paolo
N. 1582 - Notizie circa le graduatorie per l'assegnazione del
personale presso la SEUS Scpa e la sussistenza di anomalie e
criticità.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Lentini Salvatore
N. 1584 - Chiarimenti sui criteri adottati per la selezione e il
trasferimento al CIAPI di Priolo (SR) dei lavoratori degli
sportelli multifunzionali.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Ruggirello Paolo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1576 - Iniziative per la realizzazione ed il sostegno
finanziario delle opere pubbliche incompiute in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;
Falcone Marco; Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe
N. 1577 - Notizie in merito alla realizzazione del Museo del Mare
di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Federico Giuseppe
N. 1578 - Notizie circa i numerosi contenziosi riguardanti
l'installazione dei parchi eolici in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1581 - Notizie sulle attività di prevenzione degli incendi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1583 - Iniziative urgenti in relazione alla situazione
economico-finanziaria della società partecipata 'Riscossione
Sicilia'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Figuccia Vincenzo
N. 1585 - Chiarimenti sulla mancata attivazione dei servizi
spargisale e spazzaneve nella zona etnea di Rifugio Sapienza.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 157 - Chiarimenti sull'indirizzo politico intrapreso dal
Governo regionale a seguito della decisione di decurtare il
contributo alla fondazione Banco Alimentare Onlus.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 158 - Notizie sulla riperimetrazione della riserva naturale
orientata delle Saline di Trapani e Paceco e sulla rimozione della
struttura prospiciente il Mulino della Salina Maria Stella.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente mozione:
numero 272 Destinazione delle somme di cui al Fondo di garanzia
previsto dall'art. 132, comma 1, della l.r. n. 4 del 2003 al
pagamento delle retribuzioni del personale della formazione
collocato in mobilità a zero ore , degli onorevoli Cappello
Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano,
presentata il 19 febbraio 2014.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di trasmissione di documentazione da parte di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea il 14 febbraio 2014 e protocollata al n. 2210/Sgpg
del 20 febbraio successivo, l'onorevole Salvatore Cordaro, nella
qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Pid - Cantiere
popolare prima, e del Gruppo parlamentare Grande Sud - PID
Cantiere popolare verso Forza Italia poi, ha trasmesso copia:
- del regolamento interno adottato dall'inizio dell'attuale
legislatura dal Gruppo Parlamentare PID - Cantiere Popolare sino
alla data di estinzione (...) ;
- del regolamento interno (...) vigente del Gruppo Parlamentare
Grande Sud - PID Cantiere Popolare verso Forza Italia (...) .
Avverto che la documentazione di cui sopra sarà oggetto di
pubblicazione nel sito internet dell'Assemblea ai sensi
dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.
L'Assemblea ne prende atto.
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'II.SS. Mottura
di Caltanissetta
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti dell'II.SS. Mottura di Caltanissetta che
assistono ai lavori dell'odierna seduta.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Discussione del disegno di legge «Istituzione dei liberi consorzi
comunali
e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-
183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge
Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
474-542-543-546-613-638-662/A).
Onorevoli colleghi, per l'assenza del Governo, sospendo i lavori
sino alle ore 17.00 in attesa che il Presidente della Regione o un
assessore delegato venga in Aula per presenziare, così come è
giusto, ai lavori di questa Assemblea.
(La seduta, sospesa alle ore 16.39, è ripresa alle ore 16.51)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella precedente seduta avevamo
approvato l'art. 2. Si passa, quindi, all'art. 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Organi dei liberi consorzi comunali
1. Sono organi dei liberi consorzi comunali:
a) l'Assemblea del libero consorzio;
b) il Presidente del libero consorzio;
c) la Giunta del libero consorzio.
2. Gli organi del libero consorzio sono eletti con sistema
indiretto di secondo grado secondo le norme della presente legge e
restano in carica cinque anni, fermo restando che la cessazione
dalla carica ricoperta nel comune di appartenenza comporta la
cessazione dalla carica ricoperta nel libero consorzio.
3. Il Presidente del libero consorzio, i componenti dell'Assemblea
e della Giunta del libero consorzio esercitano le rispettive
funzioni a titolo gratuito.
4. Le spese relative alle trasferte dei sindaci, quali componenti
degli organi del libero consorzio, sono a carico dei comuni di
appartenenza.»
GRECO Giovanni. Signor Presidente, la Commissione non si è
insediata.
PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere posto.
FORMICA. Chiedo di parlare per una pregiudiziale.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, speriamo che non sia il primo di
una lunga serie di interventi, sono sempre graditi, per carità, ma
la invito a farlo sull'art. 3.
FORMICA. Signor Presidente, ho presentato una richiesta e
intervengo su quella richiesta. Onorevoli colleghi, come abbiamo
detto più volte durante l'iter di questo disegno di legge, prima
in Commissione e poi in Aula, che, a nostro parere, si trattava di
un disegno di legge incostituzionale.
Il 20 febbraio è intervenuta una sentenza del TAR Liguria su un
ricorso presentato da consiglieri provinciali di quella regione in
merito al commissariamento avvenuto ad opera della Regione, sulla
scorta del Decreto Monti . Quei consiglieri provinciali
sostenevano che il Decreto e, quindi, il commissariamento era
illegittimo in quanto era pendente presso la Corte Costituzionale
il giudizio di costituzionalità sul decreto stesso.
Con sentenza del 2013 la Corte Costituzionale si è pronunciata
e la II Sezione del TAR Liguria ha emesso la sentenza in merito al
ricorso presentato dai consiglieri. Ebbene, la sentenza emessa
qualche giorno fa, il 20 febbraio, è stata chiarissima: ha
stroncato i commissariamenti dichiarandoli illegittimi perché era
illegittima la norma che stava alla base dei commissariamenti
stessi, li ha giudicati privi di copertura finanziaria.
La questione è talmente grave che è entrata perfino nel
discorso del Premier Renzi ieri al Senato che ne ha fatto cenno
invocando una rapida conclusione dell'approvazione della legge
perché è ovvio che le sentenze si rispettano, e tutti i TAR in
tutta Italia stanno deliberando, e non possono fare altro, sulla
illegittimità di quella norma.
In Sicilia siamo in una condizione peggiore, più grave rispetto a
quello che è avvenuto nel resto d'Italia perché qui i
commissarimenti sono stati fatti in base alla legge n. 7, una legge
che esplicava i suoi effetti fino al 31 dicembre 2013 e,
contestualmente, entro il 31 dicembre 2013 non si è approvata una
nuova legge e la proposta di commissariamento avanzata dal Governo
è stata bocciata da quest'Aula, quindi siamo in presenza del
combinato disposto di una legge che ha esplicato tutti i suoi
effetti e che non esiste più e di una proposta di commissariamento
che è stata bocciata con una volontà chiara da parte dell'Aula. In
virtù di questo, con una dubbia, dubbia, dubbia interpretazione
delle leggi vigenti, il Governo ha proseguito nei commissariamenti
invocando i 45 giorni di prorogatio che, secondo noi, è una
forzatura della legge stessa; ma finiti i 45 giorni di prorogatio,
noi siamo nella totale e assoluta illegalità degli atti; da 10
giorni siamo fuori legge e noi rischiamo, come Assemblea, di
avallare un comportamento fuori legge da parte del Governo.
Voglio ricordare a tutti i colleghi che, nel frattempo, quei
Commissari illegittimamente nominati e senza copertura di legge
hanno speso oltre 35 milioni di euro e siccome diverse sentenze
della Corte dei conti - aprite bene le orecchie - prevedono la
corresponsabilità da parte anche del legislatore, laddove il
legislatore viene equiparato, per determinate leggi, ad un organo
deliberante, io invito i colleghi ad appoggiare la richiesta che
abbiamo presentato di sospensione della trattazione della legge,
quanto meno in attesa che si concluda il percorso della legge
nazionale, perché è pericoloso continuare perché avalleremmo un
illegalità e ci assumeremmo delle grandi responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei ha ritenuto di esplicitare e
spiegare una richiesta di sospensiva che viene presentata,
supportata da 14 deputati. Debbo dire che questa richiesta si
sospensiva non è ammissibile ai sensi dell'articolo 101 del
Regolamento interno, poiché la discussione generale si è conclusa.
Andiamo avanti con l'articolo 3 .
FORMICA. Chiedo che venga convocata la Commissione per il
Regolamento
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la invito a prendere posto perché
altrimenti iniziamo male questa seduta.
FORMICA. Presidente, lei sta commettendo un abuso
PRESIDENTE. Onorevole Formica, non c'è nessun abuso da parte mia
perché in base all'articolo 101, in base ad una prassi consolidata
del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, è inutile
che io le stia qui a richiamare tutte le questioni, a partire dal
1974.
Siccome le decisioni della Presidenza, in ordine all'ammissibilità
o meno, sono inappellabili la invito a prendere posto.
FORMICA. Come Capogruppo, chiedo il rinvio del disegno di legge in
Commissione.
PRESIDENTE. Le questioni pregiudiziali e sospensive, in base
all'articolo 101 del Regolamento interno, si possono proporre
massimo durante la discussione generale, supportate da 8 firme. Se
iniziamo nuovamente con il clima di martedì scorso, non possiamo
andare avanti.
FORMICA. Chiedo di parlare sulla questione sospensiva.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la questione sospensiva è già stata
dichiarata inammissibile.
FORMICA. Chiedo di parlare sul rinvio del disegno di legge in
Commissione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, siccome abbiamo lo scienziato lì che
interpreta le leggi .
PRESIDENTE. No, scusi onorevole Formica ..
FORMICA . Abbiamo il relatore che è uno scienziato in quest'Aula,
che interpreta le leggi.
Prima studi l'italiano, legga l'articolo 101 del Regolamento
interno e poi vada avanti
Signor Presidente, io avevo sommessamente - in base all'articolo
101 - chiesto la sospensiva con la firma di 13 deputati, ne
bastavano 8, ne abbiamo presentato 13. A nostro modo di vedere
l'articolo 101 è di una chiarezza inaudita perché dice: non
possono essere presentate questioni pregiudiziali o sospensive
sugli emendamenti . E noi non l'abbiamo presentata sugli
emendamenti ma sull'intera legge.
Andiamo avanti. Per le motivazioni che ho detto prima e che
intendo qui ribadire, signor Presidente e illustri onorevoli
colleghi, andando ancora avanti sulla trattazione di questa legge,
dopo la sentenza del Tar Liguria noi rischiamo di continuare una
illegalità che era solo presunta e che adesso è invece acclarata e
ci sono rischi anche di natura patrimoniale. Quindi, vi prego di
appoggiare la richiesta di ritorno in Commissione almeno fino a
quando non si sarà concluso l'iter della norma nazionale.
CORDARO. Chiedo di parlare a favore della proposta dell'onorevole
Formica.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, i suoi appelli li accolgo sempre e
quindi lo farò anche questa volta.
La richiesta del collega Formica credo che abbia profonde e
sostanziose basi giuridiche e normative, oltre ad avere una
conseguenza politica della quale parlerò brevemente a conclusione
del mio intervento.
La sentenza del Tar Liguria, signor Presidente, assessori e
onorevoli colleghi, in buona sostanza, ripercorre e riproduce un
principio che è quello sancito dalla decisione della Corte
costituzionale. La Corte costituzionale ha stabilito allo stato in
maniera non controversa, perché non c'è la decisione né di un altro
tribunale amministrativo, né la controprova di una sentenza della
Corte di Giustizia Amministrativa, ha sancito che il criterio
utilizzato dal decreto Monti per commissariare le Province è
incostituzionale.
Rispetto a questo, onorevoli colleghi, vi inviterei a fare una
riflessione, perché per quanto ci riguarda come opposizione di
centrodestra noi ci faremo su questa cosa necessariamente un pezzo
di campagna elettorale quando sarà il caso di occuparcene perché
certamente noi eravamo e siamo dalla parte della legittimità e
della legalità mentre la maggioranza o surrettizia tale ci vuole
imporre un percorso che vieppiù in una Terra nella quale vi è il
Commissario dello Stato, ancor prima della Corte costituzionale,
certamente questa legge, qualunque essa sia, al di là dei
pastrocchi già combinati, al di là delle interpretazioni più o meno
confusionarie della prima Commissione e del suo prestigioso
presidente, la realtà è che qua stiamo andando avanti continuando a
navigare a vista senza sapere qual è l'approdo.
Ma la cosa che oggi mi fa più impressione, e io invito i
capigruppo di maggioranza, a cominciare dal collega Gucciardi, a
farmi capire qual è il percorso, è che il Presidente della Regione
non è nemmeno in Aula e io mi chiedo quale risposta sotto il
profilo politico possano darci gli Assessori pur autorevoli adesso
in Aula, se è vero come è vero che la storia recente ci ha
insegnato che mentre l'assessore Valenti insieme all'Unione
Siciliana delle Province redigeva un disegno di legge per la
riforma delle province, il Presidente Crocetta a Domenica In
preannunziata lo scioglimento delle stesse.
Allora, io vi chiedo, Capigruppo di maggioranza, di spiegarci che
tipo di interlocuzione volete avere e se non sia il caso di
ritornare in Commissione, così come correttamente ha chiesto il
collega Formica, perché intanto ci si adoperi per recuperare il
danno non più recuperabile relativo alle città metropolitane.
Signor Presidente, io lo preannunzio, non pensate che adesso con
uno stratagemma di carattere normativo noi possiamo recuperare
quello che con un voto legittimo dell'Aula è stato già cassato.
Quello lo si può fare solo ed esclusivamente a condizione che
questo legge torni in Commissione, non ci sono altre vie.
C'è un principio sancito dal TAR Liguria: quel commissariamento è
incostituzionale come correttamente ha detto l'Alta Corte.
Fermiamoci un attimo, se del caso riuniamoci con il Presidente
della Regione, perché egli - con tutto il rispetto per l'assessore
Valenti che conosce qual è la stima e il rispetto per la persona -
ci spieghi che cosa intende fare e che tipo di valenza sotto il
profilo politico egli dà di questa sentenza del TAR Liguria,
dopodiché noi siamo disposti a continuare a lavorare.
In realtà, avevamo proposto una soluzione mediana che credo fosse
rispettosa delle istanze politiche di tutti. Il silenzio del
Presidente Crocetta ci fa interpretare il ritorno al mittente, ne
prendiamo atto, temiamo che questa legge e la discussione di ogni
emendamento possa trasformarsi in un Vietnam che noi non vogliamo,
come non volevamo; ma certamente tutto può essere addebitato
all'opposizione tranne che la mancanza di correttezza e la mancanza
del senso delle istituzioni.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io più che contro, aldilà delle dotte valutazioni
giuridiche, vorrei soltanto ricordare, come lei ha giustamente
ricordato, che l'articolo 101 è molto chiaro.
PRESIDENTE. Siamo parlando di una richiesta di ritorno in
Commissione .
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Io capisco la
politica e in nome della politica giustifichiamo tutti i
comportamenti; però il tema mi pare molto chiaro: c'è un disegno di
legge che può non essere condiviso ed è legittimo, ma che sia
organicamente in grado di funzionare non appena e se sarà
pubblicato in Gazzetta Ufficiale questo è scontato, altrimenti la
Presidenza non l'avrebbe messo all'esame del Parlamento. Chiedere
il rinvio in Commissione per fare che cosa non ho capito bene, se
non perdere qualche altro giorno, io credo che il Parlamento è
chiamato ad assumere delle decisioni.
Sulla vicenda delle città metropolitane, dico ai colleghi evitiamo
di far diventare valutazioni politiche a danno della Regione, a
danno delle Istituzioni regionali.
Io considero un errore politico grave l'eventualità che la Sicilia
rinunzi all'utilizzo di una opportunità qual è, appunto, la città
metropolitana.
Aggiungo e lo dico ai colleghi che, magari, hanno fatto qualche
rilievo sulla quantità che apparentemente può essere anche
comprensibile e per certi versi condivisibile, però voglio dire ai
colleghi, in particolare a quei colleghi che dicono che la Sicilia,
unica regione in Italia, si appresterebbe a varare tre città
metropolitane quando in tutto il Paese se ne fanno otto, rispondo
così: ma noi come possiamo giustificare che mentre lo Stato vara la
città metropolitana di Reggio Calabria noi, sulla base di un
ordinamento autonomo com'è quello nostro, impediamo alla città di
Messina, che è una città sostanzialmente con eguale numero di
abitanti, con una dimensione complessa pari a quella di Reggio
Calabria di impedirgli l'opportunità di costituire la città dello
stretto assieme a Reggio Calabria.
La necessità di prevedere Messina nasce dalla coerenza che questo
ordinamento si verrebbe a determinare nel momento in cui Reggio
Calabria assume la caratteristica e la conformazione di città
metropolitana.
Detto questo, se si farà, come mi auguro, Messina, è pensabile che
in Sicilia si possa fare solo Palermo e non anche Catania? Ecco
perché io dico ai colleghi con un po' di ragionevolezza e un po' di
equilibrio vediamo di ragionare per risolvere i problemi e non per
aggravarli. Ecco perché non posso che essere contrario a qualunque
richiesta di sospensiva che viene varata in Parlamento.
PRESIDENTE. Non era una richiesta di sospensiva, che ho già
dichiarato inammissibile, era una richiesta di rinvio in
Commissione.
Pongo in votazione la richiesta avanzata dell'onorevole Formica,
nella qualità di capogruppo, di rimandare in Commissione l'intero
disegno di legge. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvata)
Si inizia la discussione dell'articolo 3. Sono stati presentati
diversi emendamenti soppressivi, 3.10, 3.15, 3.30, 3.31, 3.4, 3.16,
si possono associare perché in effetti sopprimendo il comma uno
cade tutto l'articolato.
FORMICA. Signor Presidente, la discussione sull'articolo 3 non la
facciamo?
PRESIDENTE. Me la state chiedendo in questo momento, pensavo che
fosse superata.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembrava
doveroso affrontare la questione degli emendamenti e subemendamenti
ponendo, intanto, la questione a partire della discussione
generale. Sarebbe stato credo un'omissione o un vero peccato non
affrontare proprio da quel punto di vista, visto che proprio della
democrazia abbiamo deciso di fare una aspetto portante dei lavori
di questa Assemblea con riferimento ai liberi Consorzi comunali.
Quindi, rispetto all'articolo 3. Bene, noi nell'articolo 3
facciamo riferimento agli organi dei liberi Consorzi dei Comuni;
facciamo riferimento all'idea che organi dei liberi Consorzi dei
Comuni siano l'Assemblea, il Presidente del libero Consorzio e la
Giunta del libero Consorzio.
Questo sembra un fatto assolutamente pacifico, scontato, doveroso
nel rispetto del principio di democrazia se non fosse, tuttavia,
altrettanto chiaro che queste città, le stesse città che vogliamo
dotare di questi organi con riferimento alle città di Catania,
Messina e Palermo, sono delle città che hanno già, ovviamente, un
Presidente della città metropolitana che è il sindaco, una Giunta
della città metropolitana che è fatta dagli assessori che hanno già
dei costi per i cittadini di quella città metropolitana, così come
l'opposto riferimento potrebbe essere fatto al consiglio comunale.
Vero è: Bruxelles, Parigi, sono città metropolitane, ma in quel
caso quelle aeree sono delle aree nelle quali c'è una coincidenza
tra il consiglio comunale, tra l'assemblea e l'assemblea del
libero Consorzio dei Comuni.
Quindi, evidentemente dietro questo articolo, così come dietro
tutto l'impianto della norma, c'è un rischio acclamato che va nella
direzione di un proliferare dei costi, di una non assoluta
razionalizzazione della spesa, in maniera esattamente antitetica a
quanto era stato immaginato o rappresentato in questi mesi in cui è
stata lanciata questa idea, questo spot direi.
Per non parlare, poi, rispetto sempre alla struttura degli organi
dei liberi Consorzi dei Comuni che ancora una volta qui vengono
penalizzati i dipendenti. Questo perché? Perché se in effetti noi
andiamo a sbobinare un attimo la questione del numero dei
dipendenti per libero Consorzio ci renderemmo conto che mentre la
Provincia regionale di Palermo, oggi, ha 1.200 dipendenti e questo
- continuo a ripeterlo - è il risultato di un coefficiente che si
stabilisce tra il numero dei dipendenti e il numero degli abitanti
di quell'area, adesso nel momento in cui noi andiamo a creare tutti
questi liberi Consorzi dei Comuni che chissà quanti saranno,
partiremo con nove, ma nel giro di pochissimo tempo saranno oltre
venti, senza peraltro affrontare, oltre che alla questione dei
dipendenti che sembra essere passata in sordina, ma vi posso
garantire che tutte le organizzazioni sindacali sono allertate su
questo tema, senza parlare poi della questione invece del
decentramento.
Noi avevamo la possibilità, affrontando la questione dei liberi
Consorzi dei Comuni e delle città metropolitane, di affrontare
finalmente la questione del decentramento mai applicato in Sicilia
e invece questa questione la saltiamo a piè pari, abbiamo delle
circoscrizioni i cui gettoni di presenza per i consiglieri di
circoscrizione costano tantissimo. Questa questione non l'abbiamo
affrontata e ancora una volta così ci ritroveremo di fronte ad
un'incompiuta, l'ennesima, peraltro, incompiuta di questo Governo,
rispetto al quale noi avevamo chiesto al Presidente della Regione
che si potessero creare le condizioni per sederci per trovare la
quadra, per trovare una soluzione perché, ovviamente, da parte
nostra non c'è nessuna posizione precostituita, nessun pregiudizio,
purché ovviamente si creino le premesse base per poter discutere ed
arrivare ad una razionalizzazione vera e non ad un proliferare dei
liberi Consorzi e dei costi così come accade con questa norma e
così come è sancito dall'articolo 3 che, oltre a vedere proliferare
gli organi, vede proliferare anche i componenti degli stessi.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, intervengo, ancora una volta,
sull'articolo 3, perché tra l'altro credo che questo sia
assolutamente un articolo importante, strategico per la
costituzione dei liberi Consorzi, della stessa assemblea,
dell'elezione del presidente, ma anche della Giunta e ribadisco il
concetto che ho già detto nella seduta scorsa in cui, a mio parere,
per quanto riguarda la costituzione dell'assemblea dei liberi
Consorzi sono assolutamente convinto che debba essere costituita
dall'assemblea dei sindaci che possono essere eletti all'interno
della stessa assemblea o, comunque, costituita anche dai
consiglieri comunali, ma sono altrettanto convinto che il
presidente del libero Consorzio debba essere eletto dal popolo,
quindi un'elezione di primo grado, un'elezione che deve avere il
consenso popolare.
Questo lo dico, non perché sia particolarmente affezionato a
questo tipo di elezione, anche se capisco e mi rendo conto che noi,
oggi ,abbiamo un preciso dovere, quello di avvicinare l'elettore
alla politica e, quindi, questo meccanismo e questo sistema invece
creano l'effetto opposto: quello di allontanare il cittadino dalla
politica perché lo si estranea totalmente dalla elezione e dalla
scelta degli organi che, invece, poi, devono governare un
territorio ed in questo caso il libero Consorzio.
Credo, tra l'altro, che il presidente debba essere anche libero
nelle sue scelte, nelle scelte strategiche, nelle scelte di governo
e, se eletto da un'assemblea fatta di sindaci, caro Presidente,
capisce bene, che non avrà nessuna libertà, che sarà costretto a
soccombere, sarà costretto a dover ascoltare tutte le pressioni
dei vari sindaci. E', quindi, un arretramento rispetto alle
conquiste fatte negli ultimi venti anni. Per cui, si torna alla
vecchia politica, si torna al tempo in cui i sindaci ed i
presidenti di Provincia venivano eletti dalle assemblee con tutti i
condizionamenti.
Ecco perché insisto nell'affermare che il presidente debba essere,
invece, eletto direttamente dal popolo, proprio per evitare questi
condizionamenti, per evitare che l'elezione del presidente del
libero Consorzio sia, invece, espressione di un gioco di palazzo
che poi lo costringe a dovere accettare determinati
condizionamenti.
Questo per me rappresenta, quindi, un ritorno al passato; tranne
che non trasferiamo questa possibilità ai neo liberi Consorzi che
si costituiscono o che si costituiranno e quindi potranno prevedere
nello statuto, eventualmente, anche l'elezione diretta e lasciare
libertà, perché era quello che affermava anche l'onorevole
Cracolici la volta scorsa e noi, in questo caso, saremmo
parzialmente d'accordo a lasciare libertà ai consorzi di potere
modificare lo statuto prevedendo le modalità di elezione del suo
presidente.
Certo, capisco che sarà difficile che un'assemblea di sindaci
decida, alla fine, per l'elezione del presidente, un'elezione di
tipo popolare, quindi al consenso popolare. Sono convinto che sarà
difficile che sceglieranno cose diverse, strade diverse, però,
almeno, abbiamo quest'altra possibilità, questa opportunità cioè
far scegliere ai liberi Consorzi e quindi all'assemblea stessa dei
liberi Consorzi le modalità di elezione del presidente. Credo che
almeno questa seconda opzione debba essere recepita dal Governo.
Mi auguro, assessore Valenti, che su questo ci sia anche una sorta
di buona volontà, di disponibilità ad accettare anche questa
opzione perché ci metterebbe nelle condizioni di valutare
eventualmente la possibilità di poter votare anche questo articolo.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 3 se lo
andiamo a vedere in questo testo di legge è negli articoli,
assessore Valenti, il più striminzito, il più piccolo; è fatto di
appena otto righe
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E' essenziale
ALONGI. E' essenziale secondo lei, sono d'accordo. Però, in questo
articolo così striminzito di 8-10 righe cassiamo la libertà e la
democrazia dei territori.
Noi abbiamo sempre sostenuto che, probabilmente, bisogna rivedere,
ripensare il ruolo dell'ente intermedio, per rivedere il ruolo
delle ex Province. E su questo devo dire con molta onestà che sono
d'accordo sul fatto che bisogna ripensare ad un modo nuovo di
guardare al territorio ed alla politica. Province, o per meglio
dire camere di consorzi che guardano al territorio, che guardano lo
sviluppo condiviso, che guardano anche ad un servizio condiviso con
risparmio per quanto riguarda alcuni servizi importanti che
guardano alla programmazione del territorio. Però, su una cosa devo
dirle con molta onestà che prenderemo o stiamo prendendo una strada
che è sicuramente un vicolo cieco, quello dell'anti democrazia.
Le faccio un esempio banale, che tanto banale non è. Il Partito
Democratico fa le primarie, primarie che rappresentano un momento
di alta democrazia, dove c'è un coinvolgimento del territorio.
Tant'è democratico il momento delle primarie che il Partito
Democratico coinvolge anche gli immigrati regolari presenti nel
territorio, pur non avendo gli stessi diritto al voto.
Questo il senso alto dello stare insieme, della territorialità.
Uomini e donne che arrivano in questa terra, pur non essendo ancora
iscritti nelle liste elettorali, ma avendo regolare permesso di
soggiorno votano alle primarie.
Perché ho voluto fare questa considerazione? Per dire che la
democrazia è un momento più alto, più importante, più significativo
perché, diciamocelo con grande schiettezza, immaginate per un
attimo liberi consorzi dove cordate di amministratori, non per
interessi di territorio ma per interessi personali, di
trasversalismo si mettono insieme ad eleggere un presidente ed il
suo consiglio di rappresentanza per quanto riguarda l'assemblea.
Io credo che su tutto possiamo sottacere e trovare un momento di
accordo e di sintesi, ma sull'articolo 3 per quanto riguarda
l'aspetto del coinvolgimento democratico non possiamo fare passi
indietro.
Io mi auguro e spero che noi ci fermiamo un attimo. Il Presidente
Crocetta ha voluto fare un salto di qualità lanciando quel giorno
l'annullamento delle province, la soppressione delle province con
la nascita dei liberi consorzi, ma ieri, per chi ha seguito
l'intervento del neo Presidente del Consiglio Renzi, ricordo che ha
citato anche un numero, dicendo che in Italia si voterà a maggio
per l'elezione di 45 province, ci saranno in Italia 45 consigli
eletti.
Io credo che sarebbe opportuno fermarsi un attimo, aspettare
questa norma nazionale e, mi permetto di dire, uniformarci con la
nostra autonomia che c'è, ci mancherebbe altro, ma sarebbe comunque
opportuno uniformarsi, e su questo non si possa fare passi
indietro.
Quindi assessore, lei capisce bene che noi, con il tono pacato -
lo dico con molta schiettezza - faremo le barricate. Su questi
emendamenti interverremo tutti, dove è possibile, usando il metodo
della democrazia e della correttezza del senso istituzionale,
perché questo è il senso della politica, ma noi riteniamo che
cassare la democrazia in un territorio, tagliare le ali alla
politica, tagliare il gusto della democrazia all'elettore che
quella domenica mattina si alza, prende la sua scheda elettorale va
dentro l'urna, in quell'urna chiusa gli viene data una matita e una
scheda dove decide la democrazia di quel territorio e ne viene
privato, noi diciamo che questo non può accadere, sarebbe veramente
la violazione della democrazia essenziale.
La democrazia e il diritto di voto sono elementi di strumenti più
importanti che l'uomo ha ancora conservato dentro di se.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire a proposito di questo disegno di legge e del successivo
emendamento presentato dal Governo perché credo che sia arrivato il
momento di fare chiarezza su un disegno di legge che io ritengo
importante per la Sicilia.
Se è vero che quando abbiamo approvato il primo disegno di legge
soppressivo delle Province avevamo, a quel punto, segnato un punto
a favore della Sicilia, a proposito della soppressione dell'ente
provincia, credo che oggi, con questo disegno di legge, stiamo
avviando un percorso confuso che non disegna una strategia chiara
di quelle che sono le competenze.
E dico questo perché la trattazione degli articoli successivi, a
cominciare dall'articolo 4 o dall'articolo 7 o dall'articolo 10,
sono argomenti importanti da cui scaturisce l'indirizzo che debbono
assumere gli organismi che saranno chiamati a presiedere ed i
relativi sistemi elettorali.
Dico questo perché noi avevamo un'idea - che peraltro confermiamo
e che abbiamo sancito con un disegno di legge - che era quella di
trasferire una serie di competenze delle Regioni agli istituendi
liberi consorzi. Un'idea diversa rispetto a quella che ha
annunciato proprio ieri il Presidente Renzi a proposito della
necessità, da parte sua, di snellire l'assetto istituzionale che in
questo momento vige in Italia, proponendo la eliminazione delle
Province di ogni Regione.
La nostra idea - a quanto pare - rispetto all'articolato che ci è
stato presentato, viene stravolta ed alle Province vengono
assegnate - da quello che ci è sembrato di comprendere - competenze
in ordine ai rifiuti, in ordine all'acqua, in ordine
all'organizzazione di quello che sarà il nuovo sistema della
programmazione turistica e qualcos'altro. E mi permetto di
osservare che sia l'argomento dei rifiuti che quello della
trattazione dei sistemi idrici e dell'erogazione del servizio
dell'acqua sono in contrapposizione con le società di
regolamentazione che in atto vigono, unitamente agli ATO, per il
sistema dei rifiuti; così come è in contrasto con il disegno di
legge 455 sull'acqua, che andrà da qui a breve ad essere esaminato
da questa Assemblea.
Quindi noi abbiamo uno spaccato di un ente che si vuole creare, ma
rispetto al quale non riusciamo a comprendere bene quali sono le
competenze.
Dice il Presidente della Regione nelle conversazioni che ha avuto
con gli organi di stampa che, ad esempio, una delle competenze che
in atto hanno la Province, e cioè il sistema di viabilità, dovrebbe
essere trasferito alla Regione oppure ai Comuni.
Allora ci sembra necessario che il Governo chiarisca quale deve
essere la prospettazione futura di questi nuovi liberi consorzi;
perché a seconda di quelle che sono le competenze possiamo
ragionare e stabilire percorsi consequenziali in ordine agli organi
elettivi o di primo o di secondo grado. Perché se le competenze
dovessero essere di un certo livello, è chiaro che debbono essere
chiamati tutti coloro i quali appartengono al corpo elettorale, al
fine di avere una gestione diretta del popolo. Se, invece, il
libero consorzio - così come ci sembra di capire - dovesse essere
qualche cosa che è di carattere programmatorio, va bene un disegno
di legge come quello che è in esame e che, in buona sostanza
prevede una serie di organismi di secondo grado, facendo - mi
riferisco all'assessore - confusione tra l'articolo 3 e l'articolo
4; perché l'articolo 3 al comma 4, a proposito delle spese relative
ai rimborsi dei sindaci, fa confusione con l'emendamento presentato
dal Governo all'articolo 4, dove invece sono indicati come parte
dell'assemblea anche i consiglieri comunali. Perché, leggendo
l'articolo 3 sembrerebbe che l'assemblea è formata soltanto da
sindaci; leggendo l'emendamento del Governo, di cui all'articolo 4,
invece ci sono pure i consiglieri comunali.
Quindi questo affinché l'argomento possa essere chiarito, perché
non c'è ombra di dubbio che l'intromissione nell'ambito
dell'organismo, il fatto che ci siano consiglieri comunali, da
parte mia e del mio gruppo è assolutamente condivisibile. Non è
condivisibile, per esempio, il fatto che i sindaci siano chiamati
da parte del corpo elettorale, non solo a gestire il comune, ma
sono anche chiamati spesso a candidarsi quando gestiscono comuni
sotto i ventimila abitanti, e poi saranno chiamati a far parte del
nuovo senato, ed infine saranno chiamati a dirigere i bei numeri.
Allora qui dobbiamo metterci d'accordo, e credo che il Governo
farebbe bene a fermarsi un momento per fare una riunione con i
capigruppo per stabilire un percorso che possa essere di comune
intesa, e soprattutto prima di parlare di organi di sistemi
elettorali parlare di quelle che sono le competenze, perché parlare
di strumenti di coordinamento, di quella che è l'attività di
Governo, senza sapere quale è la materia del Governo, mi sembra
oltremodo inutile e quanto meno dispendioso per un dibattito che
non è per nulla concludente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
è inutile che diciamo cose che già ci siamo detti in discussione
generale, all'articolo 1, all'articolo 2, a tutti gli emendamenti,
ma vorrei parlare di questo articolo 3 che, se pur striminzito come
ben detto dall'onorevole Alongi, dei significati ce li ha.
Lei lo definisce essenziale, assessore Valenti, ed io potrei anche
accettare essenziale nel senso cioè che è essenziale per voi, ma io
mi vorrei confrontare con lei, con spirito costruttivo. E mi
riferisco al comma 2, che stabilisce che la durata è cinque anni, e
venuta meno la carica cessano anche dalla nomina presso il libero
consorzio.
Assessore Valenti, la domanda non da giurista è: ma secondo voi,
stabilire un principio di questo tipo è un principio legittimo? Io
qualche dubbio ce lo avrei, e sarebbe più corretto stabilire che la
nomina sia per due anni e mezzo, e a due anni e mezzo, uno presso
il consiglio comunale si fa rinominare, perché secondo me non ci
deve essere automatismo sul fatto che perché uno è sindaco, è
componente presso l'assemblea del libero consorzio.
Molto spesso i sindaci sono eletti e non hanno maggioranza presso
il consiglio comunale, perché sono eletti con una parte esigua del
corpo elettorale che gli affida la propria fiducia, per cui secondo
me si rende necessario che comunque anche il sindaco passi dal
consiglio comunale, e se vuole fare parte del libero consorzio si
faccia nominare con apposito atto deliberativo.
Ma può essere che il sindaco non ci vuole andare in assemblea del
libero consorzio, e ci vuole mandare il vice sindaco, o ci vuole
mandare il presidente del consiglio comunale, o il capo gruppo
della maggioranza, o vuole dare spazio alle minoranze.
Assessore, io le pongo un principio di sana democrazia e di
coinvolgimento del territorio, una cosa seria, era questa
l'osservazione poi fate come volete Assessore, io ormai non mi
stancherò di dire, l'ho detto più volte, la migliore campagna
elettorale che vi posso fare è assistere a queste norme che voi
portate in Aula così per come le portate.
Ed ancora, come è possibile immaginare al comma 3 che il
presidente del libero consorzio, i componenti dell'assemblea e
della giunta in libero consorzio esercitano le rispettive funzioni
a titolo gratuito?
Ora le dico quale sarebbe il mio modello. Il mio modello sono le
province, con il settanta percento dei consiglieri in meno, con il
settanta percento del compenso in meno, con un presidente che
prende il settanta percento del compenso in meno, avremmo più
funzionalità e certamente un organismo più leggero.
Ma andiamo invece alla riforma, perché lo capisco, l'opinione
pubblica chiede un cambio, ma allora se questo deve essere il
modello, perché non fare un modello ancora più innovativo del
Presidente Crocetta, il modello IPAB: un componente nominato dal
Presidente della Regione, uno dall'Assessore per gli enti locali ed
uno dal Sindaco del capoluogo provinciale. Formano un consiglio di
amministrazione, la chiamiamo area metropolitana , ne fa parte la
grande città ma anche tutti i comuni e questo contenitore lo
riempiamo di risorse, lo facciamo diventare operativo in termini di
risposte immediate sul territorio, quindi detentore di servizi
reali, per cui facciamo una cosa seria,. Un CdA si riunisce e in
un'ora approva venti punti all'ordine del giorno. Ho avuto la
fortuna, per la mia giovane età, di fare anche il componente di
consigli di amministrazione. Si fa una cosa snella
Ma come è possibile signor Assessore, lo dico con spirito
costruttivo e in assoluta buona fede - io la norma la voglio fare -
immaginare una assemblea con tutti questi componenti? Sarà molto
litigiosa, si impantanerà Per quanto riguarda l'area metropolitana
sarebbe molto più serio accorpare la città metropolitana con il
libero consorzio, quindi fare un organismo, ci possiamo presentare
ai cittadini dicendo abbiamo ridotto anche il numero degli
organismi , quindi questo si che è spending review, per cui le
dico, signor Assessore, non penso di avere fatto un intervento
salvifico, non lo immagino, non mi illudo, però certamente qualche
cosa che è meritevole di attenzione da parte del Governo io l'ho
detta
Voi pensate che il sindaco si sposta presso il libero consorzio
andando a deliberare con lo spettro della Corte dei Conti senza
retribuzione? Faremo tutto a gratis Non prendiamo in giro la
gente, non lo farà nessuno Graviamo sui bilanci comunali le
trasferte di questi signori? Quindi quello da Partitico metterà
benzina a carico del Comune di Partinico per andare presso il
libero consorzio? Almeno quello essenziale lo dovete inserire Non
lo mettiamo nella norma? Demandate ad apposto decreto? Ma questa è
fantascienza signor Assessore
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, intervengo perché ritengo che l'art. 3 su cui stiamo
dibattendo rappresenti un altro punto dolens di questa
stucchevole riforma che il Parlamento sta discutendo e che
invece il Governo ci tiene che venga varato. Riteniamo che sotto un
certo profilo sembrerebbe che l'art. 3 possa essere considerato un
articolo normale nella disciplina degli organi, nella composizione
degli stessi e anche nelle modalità di indicazione degli stessi. In
effetti, leggendo bene la norma ci accorgiamo che ci sono tante
insidie ma soprattutto ci sono tanti punti che, a nostro avviso,
vanno modificati. Innanzitutto le elezioni di secondo grado.
Abbiamo già detto, lo ribadiamo in questa sede, non siamo
d'accordo. Noi riteniamo che la legge n. 7 del 2013 che ha
cancellato una democrazia partecipata e rappresentativa non sia
oggi attuale per almeno una duplice ragione perché da un lato è
stata disattesa perché sono stati oltrepassati i termini al 31
dicembre 2013, termine ultimo entro il quale la stessa norma
dovesse sprigionare, dovesse spiegare i propri effetti, dall'altro
lato perché noi riteniamo che sia una involuzione e lo hanno detto,
prima di me, nella discussione generale, vari colleghi non ultimo
il presidente Formica che più volte e a più riprese ha segnato ed
evidenziato questo concetto.
E quindi noi diciamo, su questo versante, che ribadiremo, c'è un
nostro emendamento, ma non è soltanto il nostro, e mi fa piacere
che una larga parte del Partito Democratico ha firmato, ha firmato
e ha presentato un emendamento in tal senso, vada verso l'elezione
diretta quantomeno del Presidente dei liberi consorzi. Questo per
riavvicinare il rapporto tra cittadino e istituzione, per non
pensare che le cariche siano cosa appannaggio dei partiti o di
segreterie politiche: i ruoli istituzionali devono prendere corpo,
origine e anima dall'elettorato, dai cittadini.
Il secondo problema è quello della stabilità. Questa norma, così
come è articolata, non crea stabilità perché se si lega la
partecipazione agli organi, alla presidenza ed all'assemblea, si
lega al mandato dei sindaci, il rischio è che ci possa essere una
continua instabilità; ed allora noi dobbiamo differenziare quella
che è la stabilità di un libero consorzio, con quella che è la vita
di un ente e, se vogliamo, il percorso del mandato, il percorso
temporale legato al mandato del singolo consigliere o del singolo
sindaco di ciascun ente.
Questi concetti, Assessore, lo voglio dire a lei, rischiano di
creare un ulteriore situazione di confusione.
L'ultimo, il terzo elemento, che ha già esposto l'onorevole
Milazzo, è quello della copertura finanziaria.
In maniera improvvida, io dico forse un po' ingenua, è stato detto
che la norma non ha bisogno di una copertura finanziaria. Io vorrei
capire se così è perché per me non è così.
Quando abbiamo presentato alcune richieste di sospensiva non
l'abbiamo fatto sulla questione finanziaria, onorevole Formica, ma
anche su questo andrebbe fatta perché la Commissione Bilancio,
onorevole Dina, doveva pretendere che questa norma transitasse
nella nostra Commissione, nella Commissione da lei presieduta,
perché se da un lato la proposta della I Commissione cerca di
caricare gli oneri ai Comuni, l'onorevole Cracolici sa bene che
così non sarà. Se poi l'onorevole Cracolici sarà ulteriormente
censurato quando su questo, che si dovrà esprimere, capirà e andrà
a verificare che in effetti c'è un onere e di non poco conto che
insisterà sugli stessi consorzi, a quel punto saremmo tutti
chiamati a fare mea culpa o a scaricare la responsabilità a chi? Ad
altri? No, la responsabilità è soltanto nostra
Ecco perché, in maniera molto chiara, noi abbiamo presentato,
sulle tre questioni, vari emendamenti che sottoporremo all'Aula
che, e vado alla conclusione, in maniera serena li potrà apprezzare
o meno.
Rimane, comunque, la censura principe che per noi questa non è una
riforma ma è un voler perdere tempo.
Ho detto poc'anzi, in separata sede, che il Parlamento sta dando
una mano al Governo che, non potendo ancora portare in Aula una
vera emergenza, e cioè la manovra finanziaria, pensa di perdere
tempo, ci stiamo trastullando sul nulla, su questa legge, per
prendere tempo e non essere contestati sull'assenza e sulla
incapacità di portare, invece, prima in Commissione e poi in Aula
una vera emergenza che è la manovra finanziaria bis.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
l'articolo 3 che stiamo affrontando è in buona sostanza una norma
che contiene una corposa consistente riserva di legge perché rinvia
a successiva normazione, esattamente come fa l'articolo 10, secondo
la riscrittura del Governo la cui lettura coordinata con l'articolo
3 è imprescindibile al fine di trovare un minimo di coordinamento e
di significato tra le norme rinvia alla successiva normazione di
carattere ordinario, cioè ad una legge regionale successiva, sia
con riferimento al quinto comma che al sesto comma della
riscrittura dell'articolo 10 come presentato dal Governo.
L'articolo 3, che è quello al nostro esame, non sappiamo perché
viene rinviato, è una riserva, come saranno composti questi organi,
da chi saranno composti dal punto di vista soprattutto
quantitativo. Quanti saranno i componenti della Giunta? Quanti
saranno i componenti dell'Assemblea? La legge non ce lo dice. Lo
rinviamo ancora una volta e quale principio è mai quello che
reintroduca nell'ordinamento regionale siciliano l'elezione di
secondo grado?
E' vero, ne abbiamo parlato in altre circostanze in quest'Aula
durante questo articolato e lungo dibattito, ma è inevitabile
riparlarne perché, signor Presidente dell'Assemblea, lei sa bene
che questo iter politico è iniziato con l'annuncio dell'abolizione
delle province. In realtà, strada facendo, c'è stato anche il
tentativo, che è ancora in atto, di moltiplicare gli enti in
Sicilia, non di diminuirli e di snellirli. E se è vero come è vero
che un ente intermedio non può funzionare, ce lo dice l'articolo 3,
senza la figura del Presidente, senza la figura della giunta e
senza l'organo assembleare, è davvero assurdo che noi si voglia
reintrodurre l'elezione di secondo grado.
Ma con quale autorevolezza il Presidente eletto in elezione di
secondo grado può presiedere un'Assemblea e un ente che invece
registra la presenza di sindaci che vengono eletti direttamente dal
popolo? E quale strana figura di conflitto di interessi noi stiamo
creando nel momento in cui il Presidente di un ente così poco
delineato nella legge, così poco chiaro nella legge che noi stiamo
affrontando è al tempo stesso il sindaco eletto dal popolo del
proprio comune e il Presidente di un ente intermedio eletto col
sistema di secondo grado? Ma non sarà questo Presidente tentato di
concentrare le risorse finanziarie dell'ente intermedio
dirottandole soltanto o esclusivamente o prevalentemente sul
proprio comune? Non creerà una disarmonia nel sistema con gli altri
sindaci componenti sì dell'Assemblea, elettori sì di secondo grado,
ma non aventi lo stesso potere di governo di questo sindaco asso
pigliatutto? E' davvero disarmonico tutto quello che sta proponendo
il Governo.
E vorrei concludere con una considerazione di carattere politico
che è quello che più interessa, non senza avere prima sottolineato
la giustezza della impostazione della pregiudiziale e della
richiesta di rinvio che ad apertura di seduta ha formulato
l'onorevole Formica.
Signor Presidente, non si possono commissariare gli enti con
legge ordinaria. Lo dice la Corte Costituzionale, lo riprende il
Giudice amministrativo; non poteva farlo nemmeno il Governo della
Regione siciliana e questo Parlamento, soprattutto seguendo l'iter
così zigzagante e scomposto che ha seguito il Governo e, purtroppo,
la maggioranza di questo Parlamento.
Ma il Presidente Crocetta non si chiede - e mi dispiace che non
sia in Aula, del resto lo è assai raramente - come mai perde cinque
posizioni nel giro di un mese e mezzo, due, nella graduatoria del
gradimento dei Presidenti di Regione e perde cinque punti in
percentuale? Non sarà forse anche per questa assurda marcia che ha
impresso al disegno di legge e ad una riforma dell'ente intermedio
assolutamente claudicante e fine a se stessa?
Dovrebbe forse riflettere ed avere dentro la sua testa un grande
punto interrogativo; almeno ci sia spazio per il dubbio e la
perplessità che il suo crollo del gradimento dei siciliani possa
dipendere anche da questo disegno di legge così improbo e così
assurdo nel suo cammino e nei suoi contenuti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, devo
dire che l'articolo 3, in trattazione, costituisce la summa di
quella che è la distanza siderale, abissale tra un articolo imposto
in Commissione, al quale abbiamo cercato di porre rimedio senza
riuscirci - visto che la maggioranza ha voluto imporre una prova
muscolare - e come poi l'applicazione di questo articolo, se
dovesse passare così come è uscito dalla Commissione,
determinerebbe un disastro e determinerebbe la paralisi dei Liberi
Consorzi dei Comuni.
Prima di intrattenere questo Parlamento su quello che per noi
resta il principio cardine e cioè l'elezione diretta dei
rappresentanti del popolo a tutti i livelli, voglio farvi
riflettere, onorevoli colleghi, su alcuni passaggi di questa norma
e vorrei fare riflettere soprattutto il Presidente della I
Commissione ed i suoi componenti.
Il primo comma ci parla degli organi e quindi lo salto. Il secondo
comma Elezione di secondo grado - attenzione, onorevoli colleghi,
perché sarete responsabili di questo disastro normativo e
soprattutto amministrativo, onorevole Cracolici: Gli organi
restano in carica cinque anni, fermo restando che la cessazione
dalla carica ricoperta nel Comune di appartenenza comporta la
cessazione della carica ricoperta nel Libero Consorzio , quindi ci
troveremo in una situazione in cui mettendo insieme un Libero
Consorzio, Presidente Ardizzone, poniamo dieci comuni nei quali si
sono svolte le elezioni in anni diversi, ogni anno faremo
un'elezione e ogni anno decadranno dei componenti dei Liberi
Consorzi, magari nel frattempo - siccome in Sicilia proviamo a non
farci mancare niente - ci sarà anche qualche comune sciolto per
mafia e decadranno quei comuni, decadranno quei consiglieri
comunali e decadranno quei componenti dei Liberi Consorzi.
Ma che state facendo? Il plenum del Libero Consorzio dei Comuni
non ci sarà mai, perché, al massimo, ogni sei mesi, vi troverete
nella difficoltà di dovere sostituire consiglieri che non ci sono
più. Siete ridicoli
Rispetto a queste cose, ma che state facendo Governo? Che state
facendo Commissione? Che state facendo maggioranza? Ancora vi
dobbiamo chiedere di fermarvi? Ridicoli
Devono essere senza gettone perché la democrazia, in questo tempo
populista - ma noi non possiamo essere populisti, noi siamo un
Parlamento - ha un costo; cosa diversa sono gli sprechi. Voi non
capite di cosa parlate, è incredibile. Le missioni e i costi devono
essere in capo all'amministrazione di provenienza, ma il mio amico,
consigliere comunale di Bagheria, segretario regionale dell'ANCI
giovani, non può partecipare ad una sola missione perché non c'è
una lira per le missioni. Ma di cosa state parlando?
Allora, questo articolo 3 è la summa delle idiozie, è una vergogna
e, ancora, avete proposto tre o quattro modalità di elezioni: prima
i consiglieri comunali proporzionalmente al numero degli abitanti,
poi tutti i consiglieri comunali, così manderemo mille consiglieri
comunali ad eleggere il Presidente di un libero Consorzio dei
Comuni.
Poi, ancora, vediamo, signori miei, Presidente Ardizzone, mi
rivolgo a lei: ho posto tre piccole considerazioni che sono la
dimostrazione mi rivolgo agli Uffici, alla Segreteria generale, ma
che stiamo combinando? C'è un minimo senso di responsabilità o c'è
soltanto la voglia cialtrona di andare appresso a continue
mistificazioni che mortificano il Parlamento. Ve lo chiedo senza
alcuna volontà strumentale: fermiamoci; state facendo, un regalo,
in senso ovviamente ironico, alla credibilità di questo Parlamento
che vi assumerete voi Presidenti dei Gruppi parlamentari e
maggioranza, voi Governo, perché lo spiegheremo in tutte le piazze.
Allora, un sussulto di orgoglio: siamo legislatori; vi prego di
attenzionare quelle due o tre banalità che vi ho sottoposto perché
un'Assemblea, perché un'Istituzione possa riunirsi e possa votare
deve esservi il plenum. Così com'è fatto questo articolo il plenum
dei liberi consorzi dei comuni non ci sarà mai. State approvando
una norma suicida, tranne, signor Presidente e ho concluso, se il
Presidente Crocetta e la sua maggioranza non vogliano fare una
legge che, sapete sin dall'inizio, verrà cassa, perché non potrà
che essere cassata, dal Commissario dello Stato e la volontà
vostra, prima che nostra, è quella di andare a votare per le
provinciali, solo che noi lo diciamo e voi non avete il coraggio di
farlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 3 ricollegandomi a quello che è, secondo me, il punto
nodale della questione ed è stato affrontato dall'onorevole Di
Mauro nel suo intervento, solo che l'onorevole Di Mauro lo ha posto
in termini ancora dubitativi, rivolgendo la domanda al Governo. Ma
si può sapere di che funzioni volete dotare questo Consorzio? In
effetti, su questo punto, il testo è molto lacunoso e vi sono
parecchie contraddizioni, però, l'onorevole Di Mauro dimentica,
purtroppo, che già vi è un articolo 1, che è stato approvato da
questa Assemblea, io dico malauguratamente, ma è stato approvato e
l'articolo 1, checché se ne voglia dire, attribuisce a questi
liberi Consorzi dei Comuni l'esercizio di funzione di Governo di
area.
Questo è un principio del quale necessariamente dobbiamo tenere
conto. A parte tutti i dubbi di costituzionalità dell'iter
normativo che stiamo affrontando e che, a cuor leggero, riteniamo
di superare sul punto sbandierando una nostra autonomia che però
non può spingersi fino a violare la Costituzione perché di questo
si tratta. E, quindi, nel momento in cui vi è stato un intervento
della Corte costituzionale che ha eliminato la possibilità che con
legge ordinaria giustamente si possa intervenire su un organo
territoriale intermedio previsto dall'articolo 114 della nostra
Costituzione, quale sia la provincia, non vedo perché con legge
della Regione siciliana, invece, questo lo si possa affrontare.
Però, dico, a parte questi rilievi che sono stati messi già in
luce più volte, e sul quale le pronunce dei giudici amministrativi,
a piene mani, hanno ribadito l'assoluta incostituzionalità di
questo modo di procedere e l'assoluta illegittimità delle nomine
correlate dei commissari di questi enti, a parte tutto ciò, nel
momento in cui affidiamo a questi liberi consorzi le funzioni di
governo di area vasta, ricadiamo inevitabilmente, signor
Presidente, Governo, onorevoli colleghi, nella previsione
dell'articolo 5 della nostra Costituzione che salvaguarda le
autonomie locali e il principio di rappresentatività collegato alle
autonomie locali.
Qui, principio di rappresentatività che poi va collegato con
l'articolo 51 che prevede l'elettorato passivo proprio di tutti i
cittadini, quindi elezione di secondo grado per organi di governo,
la nostra Costituzione, non ne prevede.
E poiché non siamo in Groenlandia, ma bene o male siamo in una
Regione che ancora fa parte dello Stato italiano, stiamo
procedendo in maniera assolutamente illegittima.
Questo articolo 3, oltre alle innumerevoli contraddizioni che
giustamente qualcuno ha qualificato idiozie, mi fa piacere che non
sia stato io a doverlo dire, ma altri ben più autorevoli di me, mi
è stato tolto l'epiteto che mi ero riservato per stasera, ne faccio
volentieri a meno, a parte queste cadute di stile in una norma così
importante, questo articolo 3 costituisce il vulnus di questo
principio della rappresentatività, ossia la previsione di questo
meccanismo per la verità molto confusionario. Su questo, però, se
dovesse essere approvato l'articolo 3, ritorneremmo poi nelle
modalità di rappresentanza dove la confusione è ancora maggiore.
L'articolo 3, però, già costituisce il punto nodale perché prevede
questa fantomatica elezione di secondo grado.
Non capisco perché ci si voglia avventurare in questa strada di
togliere la parola al cittadino elettore. Perché dobbiamo negare la
possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in
questo ente intermedio? Perché dobbiamo intestarci a dare a questi
sindaci che già, attraverso l'elezione diretta, vengono spesso
svincolati dalle maggioranze che li ha sostenuti e in molti casi
si sono trasformati addirittura in podestà? Dobbiamo attribuire la
possibilità di diventare il presidente di questi liberi Consorzi
quando si lamentano di non avere già il tempo e le risorse
finanziarie per amministrare bene i loro comuni.
Cerchiamo di trasportare tutti i difetti che già in molti casi
abbiamo nella rappresentanza comunale all'interno di questo ente
intermedio facendo sì che questo ente intermedio debba dipendere
dalle fortune o dalle disgrazie dei singoli comuni.
Veramente stiamo rasentando l'assurdo. I colleghi continuano ad
andare allegramente dietro questa legge che non ha più nemmeno
quella linea logica, quell'impianto iniziale che era emerso dal
disegno originario, per cui, veramente, fermiamoci e su questo
punto, attenzione, ridiamo la voce ai cittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
in una delle poche presenze in Commissione, chiedendo la parola,
dicevo che, mediaticamente, questo articolo 3 porterà un messaggio:
che stiamo legiferando una riserva indiana e cioè priviamo tutti i
cittadini e diamo la possibilità ai sindaci ed ai consiglieri
comunali di eleggere questo presidente e gli altri organi dei
liberi consorzi.
Dove si cerca di ammazzare la democrazia vengono sempre i più
grossi dispiaceri. In questi giorni è stata effettuata l'elezione
del Segretario nazionale dell'UDC, vero, signor Presidente? Per
colpa di alcuni delegati che rappresentavano più di cinque voti, di
cinque delegati, che non si sono presentati a quella assemblea
perché politici, perché avevano chiesto magari qualche cosa,
l'onorevole D'Alia non è stato votato. Questo è quello che accadrà
alla prima votazione degli organi dei liberi consorzi.
In occasione di questo intervento, faccio i miei migliori auguri
all'onorevole Cesa, perché si troverà a gestire un partito in un
momento grave, in un momento in cui c'è bisogno della democrazia,
quindi, questo da l'esempio.
Onorevole Ardizzone, che abbia un sussulto di orgoglio: dia
qualche forma di collaborazione, cerchi di convincere questa
maggioranza a ritornare in Commissione, a fare una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, a vedere se questa legge che
noi, da lì a poco - c'è chi dice che giovedì la approveremo ma
penso che, conoscendo il Presidente e non facendo ore notturne,
possa dare appuntamento al Presidente Crocetta fra 15 giorni,
perché faremo le barricate per non fare un obbrobrio e non abbiamo
bisogno di dare questa visibilità fuori da questo Parlamento.
Onorevole Cracolici, ha perso un'occasione per fare tornare il
disegno di legge in Commissione. Lei ha perso un'occasione. Non so
quale sia il suo vero interesse: è affossare questo disegno di
legge o lo dobbiamo approvare? O dobbiamo fare una rivoluzione? O
lei non crede a questa rivoluzione?
Quando è stato eletto Presidente, speravo che si approvasse una
legge veramente rivoluzionaria. Ricordi: qualunque legge facciamo,
dobbiamo dare voce al popolo. Se lo scriva. Ha scritto tante cose e
questo è un messaggio in più e sono convinto che se ritorniamo sui
nostri passi, se al Presidente di quest'Assemblea - lo dico
veramente - viene qualche idea, aiuti a fare questa legge.
Lei non può fare solo l'osservatore del Regolamento; lei stasera,
per me, è nervoso; lo dico veramente: per me, è nervoso. Non è
così normalmente. Signor Presidente, un po' di elasticità penso che
aiuta l'Aula a fare un percorso che, secondo me, prima si chiude
meglio è.
PRESIDENTE. La ringrazio perché mi ha impedito di scampanellare,
visto che ha chiuso prima dei cinque minuti, ma non era un atto di
nervosismo, tutt'altro.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
diventa sempre difficile, da un po' di tempo, parlare dopo
l'onorevole Greco Giovanni, perché riesce ad avere una verve, una
ironia che non gli riconoscevamo fino ad adesso. Poi per questa
sera abbiamo intuito che più che il deputato voleva fare il
venditore di aceto e spargere aceto sulle ferite, ma mi pare che
questo non sia assolutamente né il caso né il luogo.
Noi, signor Presidente, questa sera, ancora una volta, ritorniamo
ad affrontare l'argomento che sembra essere l'argomento principe di
questo disegno di legge, cioè chi rappresenterà i cittadini nel
prossimo organo che si chiamerà liberi consorzi comunali?
Saranno coloro i quali sono stati liberamente eletti e scelti da
parte del popolo? Così come prevede fino ad oggi la legge, perché
vorrei ricordare che, fino ad oggi, da solo questa possibilità,
cioè che siano i cittadini ad eleggere direttamente i propri
rappresentanti. In questo caso, i propri amministratori oppure noi
possiamo fare una norma che vada al di là di quelle che sono le
prerogative riconosciute dalla Costituzione alla Regione Sicilia e,
quindi, dare vita ad una elezione di secondo grado, che ricordo non
essere previsto in nessun posto se non attraverso questo disegno di
legge.
Per essere chiari, il primo rischio concreto, certo, che potremmo
correre, senza voler sempre invocare il Commissario dello Stato,
perché ad alcune soluzioni dovremmo arrivare da soli, è che dando
vita ad un provvedimento legislativo che è palesamente contro
quelle che sono le norme vigenti nel nostro Paese, la prima cosa
che farà il Commissario dello Stato, sarà quella di impugnare la
norma, a meno che, noi, nel frattempo, non ci siamo pentiti di
esserci pentiti, di esserci ulteriormente pentiti e, quindi, ci
siamo convinti che le Province sono un organo importante. Allora,
anziché non mantenere l'impegno assunto in televisione. ce lo
facciamo bocciare da parte del Commissario dello Stato e manteniamo
le Province. Anche questo potrebbe essere una soluzione.
Ricordo, però, che ormai, in troppe occasioni, il Commissario
dello Stato è intervenuto. Non possiamo continuare a dare
l'impressione di essere non una classe indisciplinata, perché
spesso la classe indisciplinata potrebbe anche essere diligente, ma
una classe di asini che necessariamente hanno bisogno di colui il
quale gli tira le orecchie per ricordargli che alcune cose non
possono essere fatte.
Non possiamo correre il rischio, dopo ciò che è accaduto per la
finanziaria, di vedere impugnato nuovamente questo provvedimento.
Dopodiché, cosa proponiamo ai cittadini?
Proponiamo di non andare più a votare, di non giudicare più i
propri rappresentanti e affidiamo la gestione della politica alla
cosiddetta casta , affidiamo la gestione della cosa pubblica ad un
numero sempre più ristretto di cittadini.
Oggi, per fare un esempio - e parlo della mia Provincia - ci sono
circa 220 mila elettori che si recano alle urne e hanno la
possibilità di scegliere il Presidente. Da oggi, non ci saranno più
220 mila persone; tutto rimarrà ristretto all'interno di 500, 600
consiglieri comunali che si recheranno a votare e sceglieranno gli
organi che amministreranno gli enti locali. Sceglieranno
liberamente, come è giusto che sia, oppure l'esperienza della
Presidenza dell'ANCI ci deve fare riflettere?
Senza volere, ad ogni costo, dire male degli altri - perché noi, a
differenza dei sindaci, non siamo abituati a sparare su di loro -
vi vorrei invitare a riflettere su ciò che è accaduto durante
l'elezione del Presidente dell'ANCI. E non si eleggeva il
Presidente di una provincia, che ha poteri importanti e
fondamentali, ma si eleggeva il rappresentante dell'Unione dei
Comuni. E dove, per essere chiari, c'è stato un soggetto che per
mesi era stato candidato, che poi, alla fine, forse, non è riuscito
a potere accontentare tutti ed è stato sostituito, all'ultimo
momento, con una serie di tradimenti e di veti incrociati. E,
stando al mancato Presidente dell'Unione dei Comuni, è stato
veramente un mercato delle vacche, perché, alla fine, è venuto
fuori che colui il quale era il maggiore sponsor del presidente
mancato, divenne il vicepresidente di colui il quale è stato
eletto. Non penso, quindi, che i comuni abbiano dato una grande
idea di sé nell'elezione del Presidente dell'ANCI.
Il rischio concreto, quindi, qual è? Che questa vicenda poco
edificante si possa ripetere ogni qualvolta si andrà a votare. E
che, quindi, non solo ci sarà un vero e proprio mercato del voto,
ma addirittura all'interno delle province si andranno a creare
delle lobbies, per cui alcuni comuni riusciranno ad avere la
gestione della provincia a danno di altri.
E, poi, ve lo immaginate che il sindaco di un paese che è, nello
stesso tempo, il sindaco del proprio paese e il presidente del
libero consorzio dei comuni accanto? Ma l'avete mai immaginata
un'ipotesi più irrazionale e più folle di questa? Uno che dovrà
dare i contributi al proprio comune e a quello accanto? Al proprio
comune e al comune che ha fatto parte della cordata che è stata
sconfitta nella elezione per la presidenza del Consiglio dei liberi
consorzi comunali. Una cosa veramente cervellotica.
O voi immaginate che tutti i sindaci dei comuni siano degli angeli
e, di conseguenza, quindi, nessuno di loro ha peccati oppure e
comincio a pensare la stessa cosa anche di me, il giorno in cui
dovessi fare il sindaco è chiaro che non sono un angelo e, in
quanto tale, il mio comune avrà sempre la precedenza rispetto, non
solo al comune di colui che mi sta accanto, ma rispetto ai comuni
di colori i quali non hanno appoggiato la mia candidatura.
Per questo motivo, anch'io - come ha fatto poco fa il Presidente
Formica - sono dell'idea di rimandare il testo di legge in
Commissione. Andiamo a discutere sugli organi e cerchiamo di
portare a casa un risultato importante: che almeno il presidente
sia eletto dai cittadini; la Provincia, infatti, non può essere la
casa dell'oligarchia; la Provincia deve essere la casa della
democrazia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, mi
chiedo sempre perché non si prende quasi mai in considerazione il
vecchio, vecchissimo detto sbagliare è umano, perseverare è
diabolico .
E mi pongo questa domanda, a proposito dell'articolo 3, oltre che
per le mie convinzioni e per tutto ciò che abbiamo detto, prima in
Commissione e poi in quest'Aula, anche alla luce di ciò che
brillanti e valenti colleghi hanno sottolineato durante i loro
interventi in questa discussione generale.
Ora non vi è dubbio che l'onorevole Cordaro parlava di vere e
proprie idiozie, e l'onorevole Assenza con il garbo che lo
contraddistingue, e facendo forza e sforzandosi di bloccare la sua
lodevole e lodata irruenza, almeno negli interventi che fa in
quest'Aula, non ha voluto aggiungere un sinonimo: stupidità,
stupidità.
Poi poteva anche, come dire, scantonare in qualche affermazione,
che spesso i leghisti ci hanno abituato con delle loro consuetudini
d'Aula, ma stupidità poteva benissimo essere menzionata.
Ora non si capisce per quale ragione si vuole fare una legge che
parte da un concetto di risparmio, traduciamo in italiano le parole
spending review, risparmio, rivisitazione della spesa. Spending
review si traduce con rivisitazione della spesa'.
Si parte da una norma di rivisitazione della spesa, e in corso
d'opera si addiviene ad un agglomerato malforme di emendamenti e
proposte di legge, che certamente aumenteranno la spesa. Si parte
da una norma di riordino delle competenze, delle funzioni, e
soprattutto di assottigliamento degli organi decisionali, e però si
prevede che a questi consorzi bisogna dare una serie di funzioni,
che tutto sono tranne che snellimento della catena di comando.
Si parte da una norma, invocata, di contenimento della spesa, e si
pensa che tutto il contenimento della spesa si riduca a quella
dicitura che c'è al comma 3, quale è il comma 3 dell'articolo 3,
dove riporta che i sindaci, il presidente della provincia, gli
assessori ed i componenti dell'assemblea esercitano a titolo
gratuito.
E' come quelle norme, Presidente Ardizzone - e lei ha grande
memoria di questo - che spesso noi deputati quando le vogliamo fare
approvare, pensando di sfuggire all'attenta osservazione del
Commissario dello Stato, introducendo una norma che ha certamente
spesa, scriviamo: la presenta norma non comporta spese ,
dopodiché, giustamente, il Commissario dello Stato andando ad
esaminarla ci dice che la norma ha spese, per questo, questo,
questo, e quest'altro.
Si parte da un concetto di revisione della spesa, e però non si
dice che, per esempio, il costo di una competizione elettorale,
costituzionalmente esatta, garantita appunto dalla nostra
Costituzione - e cioè la possibilità per i cittadini di scegliersi
da chi essere amministrati - il costo di questa competizione
costituzionalmente garantita, nella proposta che abbiamo
presentato, nei numerosi appelli che abbiamo fatto al Governo -
ecco perché ci viene il dubbio di cosa vogliono fare -, nei
numerosi appelli che abbiamo rivolto al Governo, sarebbe intorno a
due milioni e mezzo, tre milioni di euro, e si fa finta di non
capire che, per esempio leggiamo che solo il Cefop, un ente di
formazione, in due mesi sperpera due milioni di euro, un solo ente
di formazione e finisco signor Presidente, ma capirà che non
stiamo parlando di cose a vanvera, ma di cose concrete.
E per esempio non si dice nulla a proposito del fatto, che se
volevano partire da una revisione della spesa, la prima cosa che
dovevano era introdurre nel disegno di legge l'abolizione
dell'IPAB, degli ATO idrico, degli ATO rifiuti, dell'Istituto
autonomo case popolari, dei Consorzi Ittici, era l'abolizione di
quelle centinaia di istituti creati, nel tempo, dalla politica per
piazzare i trombati Per dare prebende a chi magari era stato
bocciato dal corpo elettorale Non si dice questo, in una norma che
si invoca voler fare solo per risparmiare Onorevoli colleghi, la
contraddizione è troppo grande Allora perché insistono Perché si
insiste su una norma che ormai non ha più senso che vada avanti
Perché è una norma che ha tradito le premesse da cui è partita ed è
una norma che in corso d'opera si è rivelata irrealizzabile e che è
certamente foriera di una moltiplicazione dei centri di spesa,
senza considerare i guasti irreparabili che provocherà sul
territorio e che già vediamo, perché camminiamo su strade
provinciali che hanno le voragini e nessuno più fa manutenzione;
mandiamo i nostri figli nelle scuole che cadono a pezzi Saremo in
presenza di una organizzazione del territorio cervellotica Di
porzioni di territorio che saranno governati da norme diverse ed in
contrasto tra loro
Signor Presidente, ritengo che sarebbe il caso, su un aspetto così
dirimente, cioè l'art. 3, di accantonarlo anche alla luce del fatto
che lo stesso Premier, Matteo Renzi, oggi pomeriggio, in
dichiarazione di risposta al voto di fiducia alla Camera, ha detto:
fermiamoci sulle province e vediamo quello che succede .
Signor Presidente dell'Assemblea, lei non è un arruffone, non è
uno che può tollerare che si esitino provvedimenti che saranno
sicuramente impugnati dal Commissario dello Stato. Intanto
sull'art. 3 fermiamoci perché è il cuore del problema Vediamo poi
di addivenire a miti consigli. Non possiamo esporre questo
Parlamento a delle figure barbine e a dei provvedimenti che, in
ogni caso, provocherebbero danni incalcolabili. Quindi, quanto
meno, la prego di accantonare l'art. 3.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, l'art. 3 che individua gli organi dei liberi consorzi ha
come momento particolarmente importante un argomento che noi, come
Nuovo Centro Destra, abbiamo evidenziato, sostenuto e continuiamo a
sostenere: il principio della elezione diretta del Presidente del
Libero Consorzio. Il motivo per il quale noi insistiamo in questa
posizione è un motivo che parte dall'impegno che la politica deve
tornare ad avere, cioè avvicinare i cittadini alle Istituzioni
attraverso un momento di partecipazione, di democrazia, attraverso
un momento importante in cui può esserci, con l'espressione del
voto, la possibilità di orientare una scelta, di determinare un
presidente che possa rispondere direttamente per quelli che devono
essere compiti specifici, se vogliamo, anche rivoluzionari, cioè
aprire una fase in cui ci sia una rispondenza tra burocrazia e
servizi, tra governance di un sistema che rileva e rivela oggi una
serie di limiti e di difficoltà, la definizione di funzioni e
interventi specifici che possano dare un senso concreto ad una
istituzione.
Questo è stato il ragionamento che abbiamo voluto, con insistenza,
portare avanti.
Però il senso del confronto. E questo vuole essere anche il
motivo di un dibattito serio, di un confronto democratico, dove
ogni posizione si deve confrontare con la posizione degli altri,
non può esserci una presunzione di imporre, solo con la logica
fredda dei numeri, un disegno in una scelta strategica.
La maggioranza su questo punto ha espresso suoi orientamenti,
vuole l'elezione di secondo grado, abbiamo assistito a questo
dibattito dove il presidente della Commissione Affari
istituzionali ha più volte eccepito su questo punto un preciso
impegno perché ci sia un segnale di novità.
Signor Presidente, probabilmente il segnale di novità è nel fatto
dei concreti risultati, secondo il mio punto di vista; secondo il
vostro punto di vista il segnale di novità vuole essere una
discontinuità secondo un sistema che già c'era, e dove vi era
l'elezione diretta.
Su questo dico che bisogna confrontarsi e per questo chiedo,
almeno, che venga recepito il principio della elezione diretta, sia
essa anche momento di definizione tramite organismi diversi,
tramite istituzioni diverse, tramite momenti statutari o
regolamentari che possano definire meglio questo percorso. Però è
importante che venga, in questo senso, recepito il principio della
rappresentanza democratica perché, come è stato detto, in questa
occasione, ed io non lo ripeto, c'è un problema legato ai costi
della politica e dei costi della democrazia.
Se noi dobbiamo eliminare i costi della politica, fra virgolette,
ritengo che quest'Aula lo ha già dimostrato in varie occasioni,
con l'intervento normativo sulla spending review, di aver dato in
questo senso una precisa risposta.
Però sui costi della democrazia, probabilmente, un momento di
attenzione dobbiamo anche averlo.
Concludendo la mia considerazione: io dico che oggi deve essere
sancito un principio su alcune scelte di fondo, su alcuni momenti
di riforma importanti, deve esserci la partecipazione dei vari
soggetti politici che compongono, nella sua articolazione, questa
Assemblea regionale siciliana.
Questo è quello che io chiedo e, in questo confronto, ognuno tenta
di far valere le proprie ragioni ed io mi auguro che alla fine ci
siano le ragioni della razionalità, le ragioni del confronto che
porti ad un risultato che non si limiti soltanto alla forma del
soggetto che noi andiamo ad evidenziare, ma anche alla sostanza e
ai contenuti e, quindi, in questo senso, pur nel sostenere e
nell'insistere in quello che è il principio dell'elezione diretta,
chiedo che ci sia anche un'apertura verso un momento di consenso
che possa determinare una condivisione e potere, in questo senso,
avere anche un momento di confronto più specifico.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Pongo
congiuntamente in votazione gli emendamenti soppressivi 3.10, 3.15,
3.30, 3.31, il 3.4 ed il 3.16 - gli ultimi due riguardano la
soppressione del comma 1 e, se approvati, comporterebbero la
soppressione dell'intero articolo -, in quanto di identico
contenuto.
FORMICA Perché devono votarsi insieme?
PRESIDENTE. Onorevole Formica è così. Grazie, comunque, dei
suggerimenti e del supporto che da a questa Presidenza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti
soppressivi 3.10, 3.15, 3.30, 3.31, il 3.4 3.16
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti soppressivi dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 28
Contrari 39
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 3.11 è precluso dall'approvazione
dell'articolo 2 che ha disciplinato in modo concluso il
procedimento per adesione o modifica dei consorzi.
Si passa all'emendamento 3.12 che introduce l'elezione diretta del
Presidente e Consiglio. Se dovesse essere approvato il 3.12 devono
essere riformulati gli articoli 4, 5 e 6 perché si devono adeguare
all'articolo 3 che contiene i principi generali. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CORDARO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.12
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 32
Contrari 38
(Non è approvato)
L'emendamento 3.34 è dichiarato inammissibile perché tratta ancora
di aree metropolitane quando all'articolo 1 abbiamo già parlato di
città metropolitane e poi negli ultimi due commi tratta della
composizione dei componenti del Consiglio comunale che non hanno
nulla a che vedere con questa legge. Quindi viene dichiarato
inammissibile. I soppressivi sono inammissibili.
Sono dichiarati inammissibili gli emendamenti 3.20, 3.21, 3.22,
3.7, 3.17. Gli emendamenti 3.3 3.32, 3.29, 3.28, 3.35, 3.6, 3.2,
3.1 sono preclusi, così fino al 3.13.
Si passa all'emendamento 3.14 (I parte) della Commissione. Tutti
quelli precedenti sono assorbiti o preclusi dall'emendamento 3.12.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Io ho il
dovere di dare anche una risposta al collega D'Asero che è
intervenuto qualche minuto fa, chiedendo una valutazione. Mi pare
che il collega D'Asero abbia in qualche modo assunto l'ipotesi che
qualche giorno fa avevo avanzato, ribadisco, a titolo personale, di
trovare una possibile mediazione con l'Aula considerato che, mi
pare che il voto lo ha sancito per quanto ci riguarda non poteva
esserci alcuna mediazione sul principio che l'elezione dei Liberi
Consorzi debba essere di secondo livello, così come il testo uscito
dalla Commissione.
L'ho fatto qualche giorno fa , il collega D'Asero ha lanciato una
ipotesi, io però voglio capire se ci sono le condizioni - è giusto
che parlino anche i Capigruppo perché non è una decisione politica
che posso assumere io - per capire se quella ipotesi di mediazione,
ovvero, di consentire dopo l'istituzione dei Liberi Consorzi di
consentire attraverso gli statuti la possibilità di
autodisciplinare, fermo restando che occorrerà fare una legge per
stabilire le modalità.
Se questa ipotesi l'Aula intende assumerla come ipotesi da portare
avanti io credo che abbiamo il dovere di provarci.
Io non sono uno che si arrende all'idea di trovare una sintesi che
sia più largamente condivisa, però, è giusto che questa decisione
venga assunta con concorso di tutta la maggioranza a partire dai
suoi Capigruppo oltre che del Governo, che mi pare parte
significativa della partita.
PRESIDENTE. E quindi, onorevole Cracolici, cosa propone di
conseguenza?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Voglio sapere
come intenda procedere e cosa vuole fare la maggioranza. Perché
se vuole fare qualcosa bisogna farla ora.
FORMICA. Ci fermiamo, allora? Ha detto: se la maggioranza vuole
farlo.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.52, è ripresa alle ore 19.07)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento 3.14 I parte, a firma della Commissione:
«Al comma 2 le parole sono eletti con sistemi indiretti di II
grado sono sostituite dalle parole sono organi di 2 livello
costituite Le parole restano in carica cinque anni fermo
restando che sono soppresse».
E'un emendamento di carattere tecnico.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.14 I parte
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.14 I parte.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti .. 66
Votanti 66
Maggioranza .. 34
Favorevoli . 36
Contrari . 30
(E' approvato)
Gli emendamenti 3.24, il 3.25, 3.26, 3.36 sono preclusi
CORDARO. Chiedo di parlare per richiamo alla legge, articolo 38,
IV comma.
PRESIDENTE: Che vuol dire richiamo alla legge?
CORDARO. Richiamo alla legge, signor Presidente.
PRESIDENTE. Richiamo alla legge? E' qualcosa in più nell'ordine
delle fonti. Ho capito
Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor presidente, il sarcasmo non le si addice Mi
ascolti, perché siccome tutto lei mi può rimproverare, tranne la
banalità, la inviterei a restare un attimo attento, perché io
desidero sottoporre all'attenzione propria della Presidenza una
decisione che secondo me è inappropriata e che in tal senso io
invito a correggere.
Abbiamo votato bocciandolo, l'emendamento 3.12. L'emendamento 3.12
prevedeva l'elezione diretta degli organi dei liberi Consorzi dei
Comuni: il consiglio, il presidente e la giunta. Dopodiché, lei ha
dichiarato superati, in buona sostanza, anche per fare un esempio,
l'emendamento 3.6
PRESIDENTE. Che prevedevano le soppressioni dei singoli organi.
CORDARO Sì, e soprattutto per quanto mi riguarda
PRESIDENTE. Sono preclusi.
CORDARO No, non sono preclusi, signor Presidente, perché il 3.13
PRESIDENTE: Se fosse stato approvato il 3.12 erano assorbiti, sono
preclusi perché comunque, sostanzialmente, nel più c'è il meno.
CORDARO. No non è cosi, signor Presidente
PRESIDENTE. Come non è così?
CORDARO. Mi scusi, signor Presidente, un emendamento che dice che
il presidente può essere eletto in maniera diretta e il consiglio
può essere eletto con una elezione di secondo grado, come fa ad
essere precluso se introduce un concetto giuridico completamente
diverso da quello precedentemente valutato? E al contrario, un
emendamento che sostiene che il consiglio può essere eletto in
maniera diretta e il presidente in maniera indiretta, come fa a
essere valutato con un giudizio di preclusione quando stiamo
individuando e diagnosticando due categorie giuridiche distinte?
Presidente, mi perdoni, non è che noi vogliamo, quale
strumentalità, qua noi abbiamo un emendamento che poi, Signor
Presidente, non è altro che il frutto di quello che voleva essere
la mediazione iniziale, cioè noi volevamo che il presidente fosse
eletto in maniera diretta e i consigli in maniera indiretta. Il
sunto di questo concetto è esplicitato nell'emendamento 3.13 che io
le chiedo fuor da ogni strumentalizzazione di mettere ai voti.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la decisione è già adottata, ma non
per questo io mi trincerò dinnanzi alla inappellabilità delle
decisioni della Presidenza. Siccome lei ha correttamente posto un
problema e non per fini ostruzionistici, merita una risposta.
Nel bocciare l'emendamento 3.12, al secondo comma era previsto
Gli organi del libero consorzio di cui alla lettere a) e b) ,
cioè il consiglio e il presidente del precedente comma sono eletti
con sistema diretto di primo grado ; quindi, sostanzialmente
riguardava complessivamente tutti gli organi. Negli emendamenti
successivi, sostanzialmente, viene riproposta l'elezione diretta
una volta del presidente e l'altra volta del consiglio.
CORDARO. E basta Sono due
PRESIDENTE Ma già è precluso da questa bocciatura,
proceduralmente.
Quindi, non c'è da parte mia una questione pregiudiziale nei
confronti di un emendamento, ma mi sembra che siamo nell'ordine del
Regolamento.
Si passa agli emendamenti 3.8 e 3.18 aventi analogo contenuto,
ovvero la soppressione del comma 3. Il comma 3 prevede la gratuità
delle funzioni.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 3.8 e 3.18. Il
parere del Governo?
VALENTI, , assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Forzese ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 3.8 e 3.18
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 3.8 e 3.18.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 19
Contrari 48
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 3.37, a firma dell'onorevole Falcone.
FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.9.
FALCONE. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.19. Onorevole Formica, ritira
l'emendamento relativo alla soppressione del comma 4?
FORMICA. Non lo ritiro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 3.19 Il parere del
Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.19
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.19.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 21
Contrari 44
(Non è approvato)
Gli emendamenti 3.33 e 3.38 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 3.39, degli onorevoli Falcone ed altri.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, mi rivolgo al Governo, al quale chiedo
che dia un parere favorevole. Le spese devono essere in capo ai
Consorzi, perché molte volte ci sono i comuni che non hanno
veramente il ben che minimo
(Interruzione dell'onorevole Cracolici)
Signor Presidente, poi la Commissione deciderà quello che riterrà
opportuno fare.
Signor Presidente, io credo soltanto che, immaginare che le spese
non vengano, non insistano sugli stessi consorzi, cioè su questo
nuovo ente intermedio, strumentale, territoriale, a qualunque
titolo lo stesso sia e venga costituito è assolutamente
inopportuno, ma è illogico. E' illogico perché le spese di
funzionamento non possono insistere su altri enti; le spese di
funzionamento di un ente devono insistere sullo stesso ente.
Noi riteniamo che questo emendamento debba essere apprezzato
favorevolmente e debba essere votato favorevolmente. Diversamente,
stiamo divaricando, ma soprattutto stiamo onerando un ente estraneo
per spese di funzionamento di questo istituendo ente intermedio.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, sa perché io dico che questo emendamento quanto meno è
inopportuno che si voti? Perché, avendo votato poco fa il
soppressivo che voleva sopprimere la norma che dice che i sindaci
si fanno rimborsare dal proprio comune e siccome la norma
complessivamente l'assemblea e la giunta ad ora prevede solo i
sindaci, avendo respinto la soppressione, non possiamo ora votare
una norma che dice che le assemblee e le giunte dove ci sono solo i
sindaci nel testo, ci saranno poi degli emendamenti al testo, ci
sono degli emendamenti al testo, pertanto tecnicamente noi ci siamo
già espressi sul principio che i sindaci non possono chiedere
rimborsi. Dopodiché lei lo può mettere ai voti, secondo me quanto
meno chieda ai colleghi la opportunità del ritiro.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 19.26)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.39.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 3.39.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 67
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 19
Contrari 45
(Non è approvato)
L'emendamento 3.40 è precluso.
Si passa all'emendamento 3.14, II parte, a firma della
Commissione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 3.27 è inammissibile.
FORMICA. Perché è inammissibile?
PRESIDENTE. Perché sta onerando la Regione di spese che
appartengono ad un altro ente.
FORMICA. Mentre i comuni li possiamo onerare
PRESIDENTE. I comuni sono soci.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 3 nel testo
risultante.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 50
Contrari 22
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
« Articolo 4.
Assemblea del libero consorzio
1. L'Assemblea del libero consorzio, di seguito Assemblea, è
composta dai sindaci dei comuni del libero consorzio. L'Assemblea è
l'organo di indirizzo politico-amministrativo del libero consorzio.
2. L'Assemblea adotta, a maggioranza assoluta dei componenti, un
regolamento per il proprio funzionamento.»
Onorevoli colleghi, voglio ricordare che domani non si può tenere
Aula per una semplice considerazione, legata alla visita del
Presidente della Repubblica a Catania, ove saranno impegnati il
Presidente della Regione ed il sottoscritto e soprattutto la
deputazione catanese.
Per questo motivo dobbiamo darci una tabella di marcia: l'idea è
quella di rinviare i lavori a giovedì mattina ma, come mi ricorda
l'onorevole Cordaro in questo momento, è già stata fissata una
riunione della Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia a Polizzi Generosa, Comune sciolto per
mafia.
Poiché abbiamo l'esigenza di approvare questo disegno di legge,
senza alcuna forzatura, se noi stasera, avendo superato lo scoglio
dell'articolo 3, passiamo velocemente agli articoli 4, 5 e 6, che
riguardano la composizione degli organi dei liberi consorzi - per
cui possiamo unificare il ragionamento -, rinviamo l'altra
questione spinosa ed ancora aperta, purtroppo, legata alle città
metropolitane di cui all'articolo 7 e, quindi, potremmo rinviare
l'Aula a giovedì alle ore 16.00.
Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo 4.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, più che una discussione, ho bisogno di
rassegnare una preoccupazione. Non voglio fare un intervento sulla
discussione generale dell'articolo 4, quanto esprimere una
preoccupazione sul meccanismo che potrebbe determinarsi, e vorrei
farlo citando degli episodi concreti.
Facciamo finta che l'area della provincia di Trapani, che non è
vicina né limitrofa alle aree metropolitane, sempreché le aree
metropolitane dovrebbero farsi, decida di mantenere l'attuale
struttura del libero consorzio. Ciò significa che noi avremmo un
libero consorzio composto da 24 sindaci dei comuni che compongono
la provincia di Trapani a cui aggiungiamo 45 consiglieri
dell'Assemblea per un totale di 70 persone. Il doppio di quanto
sono adesso.
Io mi chiedo se è razionale un principio secondo il quale, per la
rappresentazione della democrazia, noi non permettiamo alle persone
di votare e poi raddoppiamo numericamente il numero dei
rappresentanti. Sull'articolo 4, con saggezza, non è un problema
dei consiglieri comunali, c'è una sintesi politica tra i partiti,
c'è un problema di funzionamento e poi c'è un problema di buon
senso. Io mi chiedo se una realtà come quella che ho appena finito
di citare, ma questo discorso vale per Agrigento, Caltanissetta o
Enna, è accettabile.
Facciamo un esempio paradossale. La provincia di Messina è
composta da 108 comuni; se nell'area metropolitana, nell'hinterland
ne entrano una quarantina, ne rimangono 70 fuori a cui aggiungiamo
45 comuni, e facciamo così un'assemblea di 135 rappresentanti. Io
pregherei di riflettere sul principio e di cercare una soluzione
che sia, nella creazione di un organo che poi deve funzionare.
CROCETTA, presidente della Regione. La domanda è questa: in un
organo consortile ci può essere un rappresentante che non c'è? Che
consorzio è? Pensate alle province come erano prima, ma sono organi
consortili. E' la giunta che poi opererà, che sarà ristretta
ovviamente, ma l'organo consortile può non fare parte di una
Assemblea dell'organo consortile?
TURANO. Presidente, le faccio un esempio.
CROCETTA, presidente della Regione. No, l'esempio l'ho detto
legalmente.
TURANO. Se l'esempio che lei ha fatto funziona e la provincia di
Trapani rimane così, l'Assemblea è composta da 24 sindaci, più 45
consiglieri.
Io dico di farne 15 consiglieri, voglio ridurli.
CROCETTA, presidente della Regione. E' la natura del Consorzio.
Come è combinato l'ATO?
TURANO. Presidente Crocetta, il mio intervento è a favore del
Governo, piuttosto che fare assemblee così partecipate io volevo
che si riducesse il numero dei consiglieri che componevano
l'Assemblea. Era questa la preoccupazione che le volevo
rappresentare, anche perché i sindaci non si possono toccare, i
consiglieri si.
Possibile mai che pensiamo 45 consiglieri per un consorzio di 360
mila abitanti? Ora ce ne sono 35 e li portiamo a 45. Io suggerivo
al Governo di ridurli a 10/15 consiglieri.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto che
andiamo in una direzione che è quella del negare questo spazio di
democrazia. Forse c'è in Aula un momento di dibattito con il
Presidente della Regione, forse è meglio fare di nuovo una riunione
di maggioranza, non vorrei che il Presidente si fosse allontanato
per disguidi interni.
Sull'articolo 4 non posso che trovarmi d'accordo con il collega
seppur della maggioranza, perché quando vengono affermati e sanciti
dei principi sacrosanti che vanno nella direzione del rispetto e
del principio di democrazia e di rappresentanza, ma soprattutto
quando vengono sanciti e fatti registrare, alla luce del sole, in
un ragionamento trasparente, che quei costi che si volevano
eliminare in realtà non sono assolutamente eliminati ma anzi si
fanno ulteriormente sobbarcare le Amministrazioni, quello è il
momento in cui si registra in maniera chiara che questa riforma è
stata un fallimento. E noi vi chiediamo di riflettere su questa
cosa, ve lo chiediamo con forza, con determinazione. Come si fa a
non comprendere che anche la maggioranza ha preso consapevolezza di
questo?
Io non so adesso il Presidente Crocetta che soluzione dovrà
cercare per rimettere assieme questa sua maggioranza che ormai è in
pezzi rispetto a questa vicenda che, evidentemente, sta logorando
internamente i partiti e questo per ragioni semplici e purtroppo
questo è un dato ed è una cosa che mi mortifica.
Forse ha ragione il sindaco di questa città quando dice che
l'Assemblea va commissariata
Io chiedo a questa Assemblea di avere un atto di orgoglio e di
dimostrare a questo Presidente della Regione che lui deve fare un
passo indietro ma che l'Assemblea è pronta ad assumersi le proprie
responsabilità e questo lo farà, sono certo che lo farà riflettendo
su questa riforma, riflettendo su questo articolo 4, che
evidentemente propone un proliferare dei liberi consorzi dei comuni
e insieme al proliferare dei liberi consorzi dei comuni determina
anche un proliferare dei costi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio lasciare
traccia sui miei interventi, anche perché prima o poi i nodi
verranno al pettine. Noi parliamo di un'assemblea di un libero
consorzio di tutti i sindaci dei vari comuni, da un numero di 25
consiglieri, fino a 250 mila abitanti, e da 35 consiglieri, sopra
ai 350 mila abitanti. A me pare prima di tutto un ragionamento
sulle proporzioni dell'assegnazione della rappresentatività, di
quorum, per quanto riguarda i consiglieri per la rappresentanza in
base agli abitanti del comune, e poi l'aspetto economico, perché
corriamo il grosso rischio che un paio di comuni, in una realtà
dove poi i comuni adiacenti che aderiscono sono molti piccoli, in
questi comuni la rappresentanza in assoluto racchiude quello che
poi è il quorum complessivo della metà più uno della
rappresentanza, sia in consiglio sia nell'Assemblea dei sindaci.
Un secondo aspetto, assessore, e gradirei anche una risposta. Ma
nel momento in cui si costituiscono commissioni dei liberi
consorzi, nel momento in cui si riunisce il consiglio, nel momento
in cui si fa la giunta, che poi è composta da sindaci e consiglieri
che rappresentano, nell'assenza del posto di lavoro per quel
giorno, il consorzio, a carico di chi è il rimborso?
E' una cosa che può sembrare anche sciocca, ma fa capire che
questa vicenda non ha ne testa ne coda in un ragionamento
complessivo in cui parliamo di spending review.
Se un consigliere comunale partecipa a commissioni, consigli 10 o
15 volte in un mese, il costo di questo consigliere a carico di chi
è? Oggi è a carico del bilancio delle province, ma domani?
Al comune di provenienza, probabilmente. Immaginate un piccolo
comune di mille abitanti che non può neanche pagare l'indennità ai
consiglieri o al sindaco dopo i tagli. Come fa?
Il gesto d'Aula non vale nulla, noi stiamo scrivendo una legge ma
ho la netta sensazione che chi ha scritto queste norme è
tecnicamente lontano anni luce e mille miglia da quelli che sono i
problemi del territorio.
Ripongo la domanda. E' a carico del consorzio o a carico del
comune? Io consigliere, che divento assessore, sindaco, che
partecipo a quattro giunte, ad una serie di attività, da chi ricevo
il rimborso? Dal piccolo comune o dal consorzio?
Credo che questo sia un problema che va sviscerato e va scritto
oggi e va chiarito.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevole colleghi, Governo, mi
permetto di dire che non condivido affatto l'incitamento del
Presidente quasi a sorvolare sull'importanza degli articoli 4, 5 e
6 come se fossero articoli di pochissima importanza
nell'architettura, se ancora se ne può intravedere una, di questo
disegno di legge, che spero fino all'ultimo, ardentemente, rimanga
tale, disegno di legge e non legge di questo Parlamento, della
quale il Parlamento stesso si dovrebbe vergognare veramente.
Dicevo che questi articoli vanno a regolare come sarà
concretamente la composizione degli organi di governo, perché di
questo stiamo parlando, anche se agli amici del Movimento Cinque
Stelle questo concetto tarda ad essere recepito: gli organi di
governo di questi consorzi.
Siamo riusciti fortunatamente attraverso l'approvazione di alcuni
emendamenti a limitare o spero ad eliminare concretamente uno dei
rischi che c'era all'origine di questo disegno di legge
governativo, ossia quello del proliferare del numero dei consorzi,
attraverso l'introduzione del principio del referendum popolare di
approvazione e dell'elevazione della soglia della popolazione a
centottantamila abitanti e penso che riusciremo a tamponare o quasi
ad eliminare il proliferare di questi liberi consorzi.
Ma se siamo riusciti in questo, allora è evidente che noi avremo
quanto meno i nove consorzi corrispondenti alle attuali
organizzazioni provinciali per cui nelle province più popolose, mi
riferisco a quelle di Messina, Palermo e Catania, il numero dei
comuni e quindi dei sindaci che fanno già di per sé parte, secondo
questa organizzazione dell'ordinamento, sarà molto elevato. La
provincia di Messina penso avrà più di cento sindaci, la provincia
di Palermo è vicina a questo numero e via dicendo.
Allora già basterebbe solo il numero dei sindaci a rendere questa
assemblea ingovernabile e noi dovremmo, volta per volta, fare delle
assemblee nei cinema, nei teatri. Non possiamo assolutamente
prevedere la possibilità di un organo che effettivamente possa
funzionare.
Da qui la ragione degli emendamenti di cui sono primo firmatario,
il primo dei quali è soppressivo dell'articolo per intero, con
l'intento di sopprimere per intero l'assemblea così come prevista
da questo articolo 4.
Il secondo mira a correggere, quanto meno, la disfunzione del
numero esorbitante dei componenti dell'assemblea prevedendo un
numero molto limitato, corrispondente al cinquanta per cento degli
attuali consiglieri provinciali. In questa maniera si potrebbe
contemperare una esigenza di rappresentanza perché questo cinquanta
per cento sarebbe pur sempre elettivo. Attraverso la nostra
previsione, sia pure in maniera indiretta, sarebbe pur sempre
rappresentativo della volontà di quella comunità attraverso i loro
rappresentanti. E quello dell'efficienza perché noi avremmo un
organo snello, capace veramente di programmare e di incidere.
Se voi volete fare l'assemblea cittadina che deve paralizzare ogni
cosa, proseguiamo pure con questo dettato normativo, creiamo queste
assemblee pletoriche dove sono rappresentati non solo tutti i
comuni con i vari sindaci ma, addirittura, una quota che può
arrivare fino a 45 consiglieri eletti, non si sa bene se attraverso
questo organismo oppure, in maniera molto frammentaria, attraverso
l'elezione dei consigli comunali con riferimento a quozienti dove
ci vuole una laurea in matematica per arrivare a determinare tanta
è la farraginosità prevista dai commi 3 e 4.
Il comma 5, poi, ripropone in se tutte le anomalie già segnalate
ossia la cessazione della carica nel proprio comune di
rappresentanza, che automaticamente comporta la cessazione della
carica in questi organismi consortili e addirittura si prevede che
il commissario, possibilmente, come è stato ripetuto, nominato nel
comune sciolto per mafia, assume di diritto la qualifica di
componente di questa assemblea.
In questa legge più andiamo avanti e più aggiungiamo fiori a
fiori, ma stiamo creando un aborto legislativo che farà ridere
tutta l'Italia.
Abbiamo già detto di fermarci, di aspettare la legge nazionale e
quello che uscirà da quest'ultima e poi si riprende a discutere.
No, noi dobbiamo essere i primi della classe, ma rischiamo
veramente di diventare gli ultimi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, è stato
davvero detto in tutte le lingue dai colleghi che mi hanno
preceduto come il disegno di legge sia davvero frutto di
improvvisazione e contenga delle contraddizioni interne che non
sono allo stato superabili. Ma lei, signor Presidente, e questa
Assemblea, almeno nella sua maggioranza, ha deciso di andare avanti
nei lavori, lavori che si stanno svolgendo all'interno di
un'Assemblea regionale siciliana, mi consenta di dirlo, che non è
ne stanca, ne distratta, è soltanto fatalisticamente orientata,
demotivata, forse anche demoralizzata, a dovere sostenere l'esame
di un disegno di legge che non convince pienamente nessuno dei
settori politici di questa Assemblea.
Non mi dilungherò sul problema del numero dei componenti
dell'Assemblea perché i colleghi che mi hanno preceduto ne hanno
parlato con dovizia di particolari ed in maniera assolutamente
completa, ma pongo almeno altre due questioni che non sono di
carattere tecnico.
Nessuno si illuda di sminuire il valore ed il significato di
questi interventi che sono intrisi di tecnica, ma che mostrano e
disvelano appieno il senso politico del contrasto ad un disegno di
legge che è davvero insensato, è davvero scriteriato. Ipotizziamo
che anche nelle attuali province, per le quali sarebbe, in teoria,
prevista e non è più previsto, perché è stato bocciato col secondo
comma dell'articolo 2, la istituzione della città metropolitana,
quindi province che contano circa un milione di abitanti, come
Palermo o come Catania, dopo un primo periodo di prova, dopo il
primo semestre, possano costituirsi tanti nuovi consorzi quanto
rientra quel numero di popolazione, tante volte rientra il numero
di 180 mila. Immaginiamo in Provincia di Palermo, in Provincia di
Catania, 6, 7, 8 liberi consorzi.
Ognuno di questo libero consorzio dovrà avere una sua sede, dovrà
avere degli uffici, dovrà avere delle strutture burocratiche, dovrà
potere contare su beni strumentali; e dove saranno ubicate,
allocate, rinvenute, rintracciate le sedi? Come sarà dislocato il
personale? Bisognerà davvero, infatti il personale delle Province è
in questo momento in preda al panico, per un disegno di legge che
non esprime chiarezza nemmeno in questo senso.
In una legge andrebbe scritto tutto questo, Ppresidente. Una legge
deve essere generale, astratta e deve, almeno potenzialmente, in
teoria, regolamentare tutti i casi concreti che la legge stessa può
determinare.
Ma vorrei soffermare la mia attenzione, in conclusione di questo
intervento, su un'altra contraddizione interna, signor assessore.
Era stato previsto un artico 4 composto da due commi e da tre
righi, è stato riscritto dal Governo e l'emendamento 4.Gov.R,
quello del quale stiamo trattando, che invece ha sei commi.
Nel comma quinto prevede che l'assemblea, in caso di cessazione
dalla carica di sindaco non abbia più il plenum, esso vada
ricostruito, ricostituito attraverso la nomina, dentro l'assemblea,
del commissario straordinario a sua volta nominato secondo le norme
vigenti.
Mi spiegate, di grazia, quale giustificazione può avere l'ingresso
in una assemblea che comunque è una assemblea elettiva seppure di
secondo grado, di un commissario straordinario di un Comune il cui
sindaco sia cessato per una delle mille ragioni, per cui può
cessare dalla carica, un commissario straordinario che viene
nominato per il disbrigo degli affari correnti, cioè per la
ordinaria amministrazione e che potrebbe, invece, in teoria, essere
chiamato ad esprimere all'interno dell'assemblea del consorzio il
proprio voto in relazione a fatti amministrativi non di ordinaria
amministrazione ma di straordinaria amministrazione, senza avere
non solo il consenso popolare, perché quello, se passa la legge con
la teoria della elezione di secondo grado, non lo avrà nessuno, ma
nemmeno quella del voto popolare del proprio Comune che lo elegge
sindaco e che, quindi, lo rende componente dell'assemblea del
libero consorzio.
Questa è una delle tante, una ulteriore contraddizione che non può
che determinare ognuno di noi ovviamente ad esprimere un giudizio
fortemente negativo non soltanto sull'articolo 4 ma su tutto
l'articolato della legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ioppolo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro che non è presente in
Aula.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche
sull'articolo 4 ho sentito la necessità di intervenire per ribadire
ancora una volta alcuni concetti che francamente ho già espresso,
ma che voglio un'altra volta rimarcare perché, a mio parere, questo
h un disegno di legge estremamente importante per potere fare
passare questo disegno di legge a cuor leggero e, invece,
approfondire dei temi che, a mio parere, meritano veramente una
riflessione autentica.
Io vedo, in effetti, lo diceva bene l'onorevole Ioppolo, vedo
un'Aula disattenta, distratta, disinteressata che non partecipa al
dibattito, quasi come se assistesse passivamente ad una
approvazione di un disegno di legge che, peraltro, non li convince
assolutamente e, quindi, preferiscono non intervenire e non
esprimere il loro concetto, pur di andare avanti, così stancamente,
senza una vera partecipazione al dibattito che, in effetti, merita
perché un disegno di legge così importante meriterebbe una
partecipazione di tutta l'intera Assemblea, di tutto il Parlamento
con grande interesse.
E, invece, notiamo, ancora una volta, quasi la voglia di andare
avanti subito, per liquidare questo disegno di legge e togliersi
magari un peso sulle spalle, il peso di un disegno di legge che
molti, quasi sicuramente, non condividono.
Veda - l'ho detto anche l'altra volta - non siamo preoccupati che
vengano cancellate le province: come tutte le cose che nascono e
alla fine muoiono, possono anche morire. Ma credo che l'importante,
oggi, sia vedere invece la nascita di questi nuovi enti, di questi
nuovi liberi consorzi: che nascano bene Che nascano in maniera
organica, che siano degli enti che rispondano a determinati
requisiti
Noi oggi siamo chiamati a questa modifica legislativa, importante,
storica, per due princìpi importanti: quello del risparmio da un
lato e quello di rendere al cittadino un ente che sia efficace,
efficiente, che dia delle risposte importanti E invece noi non
stiamo facendo né l'uno, né l'altro Perché - a mio parere - questi
liberi consorzi non solo appesantiranno, certamente dal punto di
vista economico-finanziario, il sistema; ma, per giunta, non
daranno nessuna risposta.
Io oggi non vedo nulla di tutto questo.
Peraltro, non mi pare che questi liberi consorzi siano stati
riempiti di contenuti, di competenze; non vedo nulla E del resto
anche il neo-governatore Renzi oggi ha fatto una dichiarazione che
io, francamente, condivido ed apprezzo; perché ha detto: in questo
momento accantoniamo la riforma delle province; pensiamo alla
modifica del Titolo V, dopodiché capiremo bene le cose da fare. E'
inutile che facciamo le leggi cornice per poi fare il quadro
Perché un vero pittore comincia dal quadro e poi fa la cornice E'
al contrario E noi invece vogliamo fare le cose sempre
all'inverso, vogliamo fare le cose sempre in maniera diversa da
come fanno gli altri.
Poi, sulle assemblee, consentitemi di dire che il rischio è
quello, anche in questo caso, di un ritorno a un lontano passato:
agli anni Ottanta, alle famose assemblee che qualcuno si ricorderà,
almeno quelli che facevano politica anche allora, alle assemblee
delle ASL, dove, francamente, c'era un affollamento di componenti e
non si capiva nulla.
Ebbene, anche questa volta assistiamo, dal conteggio... perché ci
vuole anche uno bravo in matematica per capire cosa verrà fuori da
queste assemblee Bene. Io faccio l'esempio della mia provincia: 43
comuni, 43 sindaci; su 43 sindaci dobbiamo eleggere 35 componenti.
45 e 35 siamo a 80. Ma insomma Ma cosa stiamo facendo
Ma cosa stiamo facendo? Stiamo creando dei mostri Un'assemblea
fatta di 80, di 90 persone Ci saranno province, liberi consorzi
che avranno 90 componenti e più Quindi significa, veramente,
creare delle strutture pletoriche, che francamente non produrranno
nulla E dico nulla. Nulla
Quindi ripensiamo a questo. Riflettiamo. Noi siamo ancora in
tempo. Siamo in tempo per evitare questo disastro.
Fra qualche tempo ci ricorderemo di questo dibattito - caro
Presidente e caro assessore - e sono certo che ci ricorderemo delle
cose che stiamo affermando questa sera. E ci pentiremo amaramente
di avere fatto questo passo.
Io lo voglio e ribadire ancora una volta: siamo veramente in tempo
per fermare la legge e pensare e riflettere ancora su questi
articoli.
Io spero, ancora una volta, ed è per questo che stasera sono
voluto intervnire anche su questo articolo, proprio per questo
motivo: per implorare il Governo e l'Assemblea di riflettere, di
fare un'ulteriore riflessione per fermarci, riflettere e capire
che, purtroppo, abbiamo imboccato una strada che ci porterà
certamente nel baratro.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io credo
che il Governo non vada né implorato, ne tanto meno bisogna
chiedere qualcosa.
Noi di Forza Italia non ci aspettiamo alcunché, Assessore Valenti,
e glielo dico in maniera molto serena. Noi constatiamo, stiamo
potendo constatare come questa sia l'anticamera, l'obitorio potrei
dire, di una morte annunciata di un ente che dovrebbe diventare un
ente strumentale, un ente di efficienza, un ente che possa
contenere i costi, razionalizzare i costi e efficentare i servizi,
però questo rischia di non esserlo, al di là della sua buona
volontà, Assessore, glielo dico con molta franchezza.
Lei ha lavorato su questa legge, ci ha creduto, ci crede ancora
tutt'oggi, e qualche collega ci crede ancora, la maggior parte dei
colleghi, però, non ci crede, lo voglio dire anche al Presidente
Ardizzone. E non ci credono perché ci rendiamo conto leggendo via
via, che non stiamo facendo altro che abbrutire la legge n. 9 del
1986. Cioè, con questa norma stiamo facendo un salto, un balzo
indietro, una gravissima involuzione che ci porta ante la legge n.
9 del 1986, aggravandola di una pletorica presenza di
partecipazione delle istituzioni degli enti.
E non a caso, allora, ogni tanto da parte della maggioranza, c'è
qualche sussulto coraggioso che magari sente con coraggio e con
orgoglio di dover dire la propria, dico l'onorevole Turano, che ha
detto, ha denunciato come sia così pletorica la composizione
dell'assemblea, perché l'onorevole Rinaldi dovrà attrezzarsi,
assieme all'onorevole Laccoto, l'abbiamo detto, per non disporre,
determinare, non più palazzo dei Leoni, ma lo stadio. Dovete
chiedere al sindaco Accorinti di mettere a disposizione, onorevole
Formica, lo stadio o l'ex stadio di Messina, per accogliere 153
componenti.
Poi, assieme a questo, l'ha detto bene l'onorevole Ioppolo,
dovremo attrezzare strutture burocratiche, dovremo attrezzare
personale, dovremo chiedere che ci sia, come dire, una presidenza
ma, al contempo, anche tutta una serie di suppellettili, di banchi,
di sedie, per poter consentire che possano essere accolte
dignitosamente queste persone, che hanno un costo zero sotto un
profilo di emolumento, ma che ricaduta avranno sotto un profilo di
costi gestionali per l'espletamento di una funzione che sarà pari
alla inutilità |
Io mi sentirei veramente mortificato nel pensare che da sindaco o
da eletto consigliere, si possa partecipare ad una assemblea che
avrà la funzione pari a zero. Questo è, Assessore, è uno dei tanti
vulnus di questa norma, poi, attenzione, lo spirito, l'idea di
rinnovare, di modificare, di riformare c'è in tutti noi, ma deve
essere un'idea conducente, deve essere un'idea che dovrebbe
magari, potrebbe, si spererebbe che portasse a qualcosa, questo
invece non accadrà.
Allora, ecco perché noi siamo assolutamente contrari; noi abbiamo
fatto alcuni emendamenti, che sono quelli della riduzione, diciamo
che sino a 250 mila abitanti ci sia un'assemblea ma di massimo 15
componenti . Fino a 350 mila massimo 25 componenti e massimo di 35
componenti oltre i 350 mila abitanti.
Noi non siamo per la moltiplicazione dei posti, non siamo per la
moltiplicazione dei pani e dei pesci Noi diciamo: fermatevi se lo
volete fare Ma siccome siamo convinti che questa Assemblea deve
andare dal princìpe che si chiama Rosario Crocetta per dimostrare
non lealtà ma fedeltà perché sulla scorta e in ragione, sull'altare
di questa parola dovranno poi rivendicare dall'1 marzo la questua,
signor Presidente Ardizzone.
Io spero che non lo faccia l'UDC perché sarebbe grave Perché
l'UDC è stato il partito che ha chiesto e ha detto o si fa una
vera riforma o meglio non fare questa riforma . Diversamente oggi
sta votando in queste ore insieme al Governo per fare non una
riforma ma per fare una vergogna, che è questa In questo senso noi
diciamo con molta serenità noi siamo contro , questa sarà la
riforma spot ma soprattutto quello che metterà in ginocchio
ulteriormente i comuni, gli enti locali e la Sicilia nei prossimi
anni.
Fra due anni ci rivedremo qua e noi lo avremo detto e meno male
che rimane agli atti, per cui quando i cittadini si renderanno
conto del disastro annunciato, e da parte nostra denunciato, che
questo Governo sta consumando ai danni della Sicilia poi noi diremo
noi ve lo avevamo detto , gli altri sono voluti andare avanti, poi
sono stati presi altri due schiaffi in faccia, il Presidente li
darà, politicamente parlando, e quindi sarete convinti Sarete così
contenti di essere così masochisti. Pazienza. Auguri.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, credo che da questo dibattito emerga una grave,
paradossale contraddizione - e mi riferisco in particolare
all'Assessore Valenti - circa i propositi iniziali che avrebbe
dovuto ispirare questa fantomatica riforma delle province.
Signor Assessore, il Governatore e lei, in più occasioni, avete
sottolineato l'esigenza di dare vita a degli enti che fossero
agili, che fossero snelli, che fossero leggeri, capaci di assolvere
a una duplice funzione, di pianificazione territoriale, da un lato,
e di erogazione di servizi essenziali, dall'altro.
Ci ritroviamo, ed è stato sottolineato da tutti i colleghi
dell'opposizione che sono intervenuti e da qualche raro ma
apprezzabile collega della maggioranza dotato di coraggio, come
invece questa vostra proposta, soprattutto nella parte modificativa
dell'emendamento, si muove in tutt'altra direzione.
Io credo che noi abbiamo il dovere di lanciare un grido di
allarme, consapevoli come siamo, signor Presidente dell'Assemblea,
che questo servizio di collegamento televisivo ci mette in contatto
con migliaia, e mi creda sono migliaia, di siciliani.
Abbiamo il dovere di denunciare questo intrallazzo , uso un
termine molto diffuso in Sicilia negli anni dell'immediato
dopoguerra, perché di un intrallazzo si tratta, di una menzogna,
di una bugia, di una nera bugia nei confronti di un'opinione
pubblica che all'inizio aveva salutato con interesse l'annuncio
della riforma Giletti-Crocetta .
Ci siamo purtroppo ritrovati di fronte ad un obbrobrio che non fa
onore - l'ho detto la volta scorsa - al retaggio ed alla tradizione
di questo Parlamento e mi chiedo se gli Uffici preposti alla
verifica preventiva della qualità delle leggi, qualora fossero
ammessi a poter parlare con assoluta libertà ed autonomia, ma non
potrebbero farlo perché il buonsenso e il Regolamento non lo
consente e non lo consentirebbe, se potessero, se potessero davvero
dire quel che sentono, io sono certo che condividerebbero
l'allarmante denuncia della opposizione che dice di trovarsi di
fronte ad un disegno di legge unico per la sua contraddittorietà,
unico per la sua incapacità di essere letto secondo un filo di
coerenza, unico perché si muove in direzione tutt'altro che
aderente e coerente rispetto ai princìpi ispiratori.
Voi state tenendo fuori da questo disegno di legge, e in
particolare dall'articolo che stiamo esaminando, il cittadino
elettore: nessuno ne parla, neppure un accenno soffuso, avvertite
una sorta di pudore, la vergogna è tale che preferite omettere
l'argomento in una assemblea parlamentare che dovrebbe essere il
presidio della legalità e della democrazia, il diritto di
partecipazione al voto del cittadino e, quindi, di esprimere la
rappresentanza degli organi gestionali dei liberi consorzi viene
assolutamente taciuto come se fosse un'offesa.
Voglio ricordare, assessore, nell'avviarmi alla conclusione, che
questo linguaggio che voi utilizzate, nelle proposte di
emendamento, quoziente , quoziente definito , consigliere
comunale che diventa al tempo stesso elettore, è il linguaggio che
usava il legislatore regionale 52 anni fa, quando gli organi
gestionali delle amministrazioni provinciali e straordinarie
venivano eletti dai consigli comunali.
Alla faccia del rinnovamento, alla faccia dell'avanguardia, alla
faccia del riformismo, alla faccia del modernismo voi state
costringendo un ente così importante a tornare indietro di oltre
mezzo secolo.
Vado alla conclusione, signor Presidente, ma sono fra quelli che
parlano raramente in quest'Aula. Avevamo proposto di ridurre del 50
per cento il numero dei consiglieri provinciali - lo dico per la
gente che ci segue da casa - da 45 a 20, da 30 a 15 e invece voi da
45 li state portando a 120 con una moltiplicazione di spese e di
oneri relativi, diretti e indiretti, facilmente immaginabili.
In questa vicenda, in questa assurda vicenda, rimane in piedi
soltanto una proposta coerente, che, ancora una volta, noi ci
permettiamo di sottoporre all'attenzione del Presidente
dell'Assemblea che appare sempre più sordo e insensibile a questo
nostro richiamo e al Governo che appare cieco e abbarbicato
sull'albero della più spregiudicata arroganza: fermatevi
Fermiamoci
Prendiamoci qualche settimana di riflessione, rimandiamo in
Commissione il disegno di legge, come ha proposto il nostro
capogruppo Formica, e variamo una riforma che ritrovi una più ampia
convergenza delle forze politiche.
Leggo su un sito on-line, particolarmente diffuso, che da qualche
minuto Crocetta ha trovato l'accordo con il partito di Alfano:
bene, ne prendiamo atto, visto che si tratta di una notizia non
smentita né sul sito né da questa tribuna
Noi ci rivolgiamo agli elettori del partito di Alfano perché
sappiano che le larghe intese si sperimentano, da questa sera,
anche in quest'Aula, ma si sperimentano sul terreno della più
folle, assurda, contraddittoria e insensata riforma che il Governo
potesse proporre e il partito di Alfano potesse sostenere.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte il
diavolo, anzi quasi sempre, oltre a vestire Prada, come recitava il
titolo di un film, fa pure le pentole ma si dimentica i coperchi
Noi siamo partiti in commissione con il presidente Cracolici che
pontificava ma pensate veramente che noi qui in Sicilia possiamo
sottrarci alla abolizione delle province in difformità di quanto
avviene a livello nazionale? Saremo sbranati '. E invece, onorevole
Cracolici, il suo segretario, nel frattempo divenuto - lasciamo
stare come, costituzionalmente, garantito comunque - Presidente del
Consiglio, ora dice fermiamoci sulle province, prendiamo una pausa,
riflettiamo, facciamo la riforma del titolo V, stabiliamo quali
sono le competenze e le funzioni che dobbiamo dare alle province e
in seguito facciamo la legge.
Il diavolo fa le pentole, ma si dimentica dei coperchi Il
Presidente Crocetta, in un impeto di onestà poco fa, nel rispondere
all'onorevole Turano, nel cercare di convincerlo, ha detto: ma che
vuoi? Abbiamo già l'esempio di come funzioneranno questi enti
pletorici, come gli Ato, abbiamo l'esempio degli Ato'.
Ma caro Presidente Crocetta, partendo proprio dall'esempio
disastroso degli Ato non dobbiamo approvare questa legge, perché
voglio ricordare al Presidente Crocetta, ma soprattutto alla sua
maggioranza, o ritenuta tale, che l'esempio degli Ato è proprio
quello che ci dovrebbe consigliare, non tanto a noi che siamo già
abbondantemente convinti, ma dovrebbe consigliare tutti che
dobbiamo subito abbandonare il percorso di questa legge perché mai,
nelle assemblee degli Ato si è potuta raggiungere una maggioranza,
tant'è che circa due o tre anni fa abbiamo dovuto fare una norma
per cercare di non perdere i fondi europei per gli Ato idrici
perché li stavamo perdendo tutti e forse ancora rischiamo di
perderli tutti, che autorizzava l'assessorato a commissariare, cioè
autorizzava la regione a commissariare gli Ato idrici proprio per
superare quella pletora di assemblea composta dai sindaci che
impediva e aveva impedito per anni e anni di poter raggiungere una
maggioranza purché sia.
E' proprio quell'esempio che dovrebbe consigliare tutti sul
fermarsi all'istante prima di creare l'ulteriore mostro, perché a
volte la verità viene anche nell'impeto di cercare di arrampicarsi
sugli specchi e dare una risposta, comunque sia, ma ci vuole
memoria. C'è una battuta che dice: l'imbroglione deve avere grande
memoria, si deve ricordare esattamente tutto il passato recente e
anche non recente. Purtroppo questa memoria a volte viene meno,
caro Presidente Ardizzone, e ci si dimentica che l'accostamento
agli esempi che abbiamo avuto sotto gli occhi e che ancora abbiamo
sotto gli occhi dovrebbe farci riflettere.
Presidente Ardizzone, mi rivolgo sempre a lei perché la ritengo
persona competente e non può non rendersi conto che votiamo il
disastro, consapevoli, almeno una parte ritengo grande di questa
Assemblea, che stiamo votando il disastro, perché l'ha detto la
proposta Giletti-Crocetta come poco fa, argutamente, argomentava
l'onorevole Musumeci, perché non si può tornare indietro rispetto
ad un'affermazione, perché si vuole prendere tempo con la
discussione di questa legge per evitare il rimpasto o per evitare
la nomina dei manager, ma l'Assemblea non può essere ostaggio delle
difficoltà della maggioranza quando assume delle leggi che
cambieranno la vita ai cittadini.
Noi non possiamo essere ostaggio di affermazioni apodittiche,
signor Presidente, non suffragate né dai fatti né avendo a
sostegno le leggi e gli ordinamenti ma, soprattutto, con la
consapevolezza che creiamo un disastro.
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 4 sono stati presentati i
seguenti emendamenti soppressivi: 4.5, 4.11, 4.18, 4.19. Il parere
della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente c'è un chiarimento procedurale. Io
ancora non ho capito come procediamo perché abbiamo approvato
l'articolo 3 che prevede l'assemblea del libero consorzio, cosa
succede se passa l'emendamento che lo sopprime?
FORMICA. Quello che è successo con gli altri emendamenti in
contrasto con la legge e che sono già passati. Non è la prima
volta
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'articolo 3 prevede quali sono
gli organi, infatti dice: sono organi l'assemblea dei liberi
consorzi; l'articolo 4 dice l'assemblea dei liberi consorzi è
composta, quindi ci dice come è composta e ci dice pure che adotta
a maggioranza assoluta dei componenti un regolamento per il proprio
funzionamento.
Il fatto che abbiamo approvato l'articolo 3 non preclude la
votazione sull'articolo 4. E' chiaro che le insidie sono in corso e
ci sarebbe un problema di coordinamento, ma si sta disciplinando.
E' come l'articolo 1 però, per fortuna, nell'articolo 1 al comma 6
questa stessa assemblea ha approvato il riferimento alle città
metropolitane. Non facciamo finta di niente.
Pongo in votazione l'emendamento 4.5.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.5.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 23
Contrari 41
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento di riscrittura, 4 GOV R, al quale sono
stati presentati numerosi subemendamento. Pertanto, passiamo al
fascicolo di colore giallo.
Il subemendamento 4 GOV R 1 è inammissibile; il 4 GOV R 7 è
inammissibile; il 4 GOV R 2 è precluso d'approvazione articolo 3
con elezione di secondo grado; il 4 GOV R 8 è inammissibile; il 4
GOV R 5 è inammissibile; il 4 GOV R 9 è inammissibile.
Si passa al subemendamento 4 GOV R 10, a firma dell'onorevole
Falcone.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, avevo già annunziato e preannunziato
questo emendamento durante il mio intervento sull'articolo. In
sostanza questo emendamento consiste nel ridurre il numero dei
componenti delle Assemblee; è un emendamento di buon senso che
tende ad evitare una proliferazione di componenti per tutto ciò che
abbiamo detto poc'anzi e che non voglio ripetere. A Palermo ci
sarebbero 127 componenti in Assemblea, a Messina 153, a Catania 93
componenti e così via. Faccio questi tre esempi per dire che mi
sembra esagerato il numero delle assemblee; qualcuno ha detto che
non si riuscirà mai a raggiungere il plenum, ne sono convinto.
Questo emendamento va nella semplificazione, nella restituzione di
organismi snelli ed efficienti che possono guardare all'articolo 97
della Costituzione, buon andamento della Pubblica Amministrazione e
non costipazione della stessa, lo voglio dire a chiare lettere, per
il resto il Governo può fare ciò che vuole, ha deciso di continuare
in questa pagliacciata, perché mi sembra una norma pagliaccio, una
norma pastrocchio che servirà per ammazzare ulteriormente e mettere
in ginocchio la Regione siciliana.
PRESIDENTE. . Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
FORMICA FORMICA FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 4 GOV R 10
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 4 GOV R 10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 21
Contrari 45
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 4 GOV R 3. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa al subemendamento 4 GOV R 11. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 4 GOV R 11
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 4 GOV R 11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 61
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 16
Contrari 43
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 4 GOV R 12. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 4 GOV R 13. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Il subemendamento 4 GOV R 14 è inammissibile.
CORDARO. E' il fulcro del ragionamento. Era fondamentale.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 4 GOV R 18. Il parere
della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 4 GOV R 18
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4 GOV R 18.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 56
votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 15
Contrari 40
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 4 GOV R 15. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 4 GOVR 17. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4 GOV R 16. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 4 GOV R 19. Lo dichiaro inammissibile.
Il subemendamento 4 GOV R 27 è inammissibile; il 4 GOV R 21 è
incoerente con il comma 1, quindi inammissibile; il 4 GOV R 20 è
inammissibile.
Si passa al subemendamento 4 Gov R 4, a firma dell'onorevole
Cirone.
Aggiunge nel rispetto della rappresentanza di genere.
CIRONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa cari
colleghi abbiate pietà della mia chioma bianca. Debbo assolutamente
ricordarvi qualcosa che già questa Assemblea, nobilmente,
trasversalmente anche agli schieramenti, ha fatto nel momento in
cui ha approvato la legge sulla doppia preferenza di genere.
Ricordo sempre gli apporti importanti che sono venuti dai banchi
della sinistra, del centro e della destra attraverso l'intervento
dell'onorevole Musumeci.
Devo, altresì, ricordare che quella legge ha prodotto, grazie
all'intelligenza politica dell'Assemblea regionale, grandi
modificazioni negli enti locali: i consigli comunali hanno avuto
una rappresentanza straordinariamente innovativa sul piano della
rappresentanza femminile.
Vorrei ricordare che su questo i partiti, nonché il governo
Crocetta, hanno scritto una pagina di novità.
Sto semplicemente ricordando a tutti i colleghi il lavoro che
abbiamo fin qui fatto, cercando di evitare che questo,
nell'importante riforma che stiamo approvando in queste ore, in
questi giorni, vada in qualche modo dimenticato.
Allora, la formula, nel rispetto della rappresentanza di genere
non supera la questione delle quote, si limita semplicemente a
ricordare che quella rappresentanza di genere uscita già dai
consigli comunali debba essere ribaltata anche nei liberi consorzi.
Questo semplicemente mi permettevo di ricordare e suggerire.
PRESIDENTE. Onorevole Cirone, mi permetto di dire su questo
articolo pregevole, perché è in linea con quanto già l'Aula ha
votato, che probabilmente c'è un problema di coordinamento ma
questo, eventualmente, lo risolveremo con il 117, nel senso che il
bacino dell'elettorato è limitato, quindi, il ragionamento deve
essere rapportato sostanzialmente agli elettori, perché sappiamo
chi sono gli elettori; non è come nella formazione delle liste. Ci
sarà un problema di coordinamento con il 117 nel caso in cui la
norma dovesse passare.
E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente, apprezzo l'intento della collega Cirone
però, ritengo che non possa essere applicato questo emendamento
all'interno di questo disegno di legge, perché sappiamo che,
essendo un'elezione di secondo grado, non è detto che nei consigli
comunali vengano elette donne, né tanto meno che i sindaci siano
donne. Credo, quindi, che questo emendamento non possa essere
approvato anche se capisco l'intento della mia collega, però non
credo sia ammissibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, perdonate, però,
un'Assemblea che vota questo emendamento secondo me è
inconcepibile. Io chiedo il ritiro perché non è possibile fare una
parità di genere nei consigli comunali che sono di diversa
formazione.
Al di là del rispetto delle parità di genere, qui arriviamo
all'esagerazione.
Se un comune ha dieci donne ed un altro comune ha cinque
consiglieri, come potete fare nel rispetto delle parità di genere?
Allora, credo che sia opportuno onde evitare incidenti, che i
sottoscrittori, essendo solidali con loro, evitino di portare
avanti un emendamento che così come è formulato non ha veramente
alcun senso.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà..
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, l'emendamento non parla di parità di genere, ma parla di
rappresentanza di genere.
Una cosa un poco diversa: rappresentanza significa che poi
bisognerà tenere conto delle proporzioni che ci sono nei comuni,
delle presenze femminili e maschili ed in relazione a questo si
potrà deliberare.
Ovviamente, l'emendamento non include tutto nei dettagli tutte le
questioni che possono nascere, però credo che il Presidente
dell'Assemblea, onorevole Ardizzone, abbia specificato
correttamente che con il 117 - ma mi è sembrato prima di sentire
dall'onorevole Falcone la stessa posizione - si potrà intervenire
per risolvere queste questioni.
Il Governo, quindi, è favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono davvero
costernato da quanto sta accadendo in quest'Aula, perché il
disorientamento ormai è tale che non si comprende più chi parla a
favore di che cosa e chi parla contro chi.
Abbiamo appena assistito ad un attacco che non condivido da parte
di un collega del PD nei confronti di un emendamento della collega
del PD.
Assistiamo ad interventi di donne che parlano contro le donne; è
davvero un momento di grande confusione.
Io vorrei ascoltare oltre al saggio intervento del presidente
Crocetta che ha cercato di mettere pace, come d'altronde dovrebbe
essere nel suo ruolo, vorrei ascoltare cosa ne pensa il capogruppo
del PD perché l'attacco del collega nei confronti di un emendamento
sacrosanto che sottoscriviamo e voteremo è qualcosa che non fa
onore a quest'Aula.
Allora, Presidente, la prego di ristabilire le regole.
Ciascuno si assuma la responsabilità degli emendamenti che
presenta.
La collega Cirone ha presentato un emendamento di civiltà e
rispetto a questo emendamento noi ci proponiamo di migliorare la
legge; una volta che c'è un emendamento che presenta il PD nella
persona, in questo caso, dell'onorevole Cirone, che è apprezzabile,
qual è il paradosso? Che interviene un altro collega del PD per
dire di ritirarlo.
GUCCIARDI. L'emendamento porta anche la mia firma.
CORDARO. Fatevi un esame di coscienza, se c'è l'avete
PRESIDENTE. All'emendamento viene apposta la firma dell'onorevole
Lupo. L'Assemblea ne prende atto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per porle una domanda.
Noi c'eravamo iscritti a parlare e lei dà la precedenza
all'intervento del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. E' il Presidente della Regione.
GRECO Giovanni. Mi faccia finire il ragionamento, per cortesia,
visto che sa come sono io. Normalmente, l'intervento del Presidente
della Regione dovrebbe servire a chiarire l'emendamento. E, invece,
come sempre, lo aggrava
Perché qua il problema è uno. Il voto di genere, cui - come lei
sa, perché è stato testimone -sono contrario - ho sempre avuto il
coraggio di dirlo - perché mi sembra sempre una riserva indiana, e
non è che facendo sempre il voto di genere, diamo una qualifica in
più alla donna, anzi la portiamo sempre al di sotto del prestigio
che ha una donna. Per me, per quel che mi riguarda.
Ma supponiamo che ci sia un libero consorzio che si viene a
formare con dodici sindaci maschi e due femmine. Che facciamo col
voto di genere? Prendiamo una donna perché in un altro libero
consorzio c'era un maschio
Allora, chiedo alla collega Cirone di ritirare l'emendamento
perché - guardi - ci porta veramente in un guazzabuglio. Lo ritiri,
onorevole Cirone.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, vorrei
anzitutto tranquillizzare qualche collega che nota delle
contraddizioni all'interno dei gruppi. Qui non ci sono cervelli
all'ammasso ed ognuno la può pensare come vuole.
Detto ciò, vorrei, invece, non esaltare la contraddizione in seno
a questo Parlamento.
Qualche mese fa è stata votata una norma che ha permesso, nei
consigli comunali, di avere la presenza di tante donne. Adesso
quell'emendamento non parla di parità di genere - ha detto bene il
presidente Crocetta -, ma è semplicemente un riferimento a fare in
modo che, nell'individuare le donne che, poi, andranno a comporre
l'assemblea - e quindi non stiamo parlando, onorevole Greco, dei
sindaci, perché i sindaci saranno quelli che sono, credo che siano
al 90 per cento uomini, per cui le donne che entreranno saranno
quelle presenti -, ebbene, all'interno dell'assemblea si può fare
una raccomandazione forte, trovando il modo - e il modo lo ha
proposto già l'onorevole Ardizzone - per far arrivare
nell'assemblea una quantità adeguata di donne, non definita.
E poi, avendo queste donne nell'assemblea si potrà raggiungere
l'obiettivo di una rappresentanza di genere adeguata nella Giunta.
Quindi, non mi pare che ci sia qui alcuna forzatura. Nessuna
parità viene richiesta, né tanto meno penso che le donne si sentano
delegittimate da un input che, invece, altrimenti, molto
probabilmente le farebbe restare all'interno dei consigli comunali,
senza arrivare all'assemblea dei consorzi dei comuni, né tanto meno
all'interno della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ribadisco: se dovesse essere
approvato questo emendamento, con un articolo 117, siccome lo
dobbiamo rendere compatibile con l'intera normativa, aggiungeremmo
all'incirca - gli uffici ci lavoreranno - in proporzione agli
eletti in ciascun singolo comune .
Così si eviterebbero tutte le contraddizioni che sono emerse.
Questo come articolo 117, perché la questione è in riferimento a
ciascun singolo comune.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'articolo 4.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, ho
chiesto di parlare in realtà su questo subemendamento - chiaramente
collegandolo all'articolo 4 - proprio perché, in effetti, ritengo
che attraverso questo subemendamento si introduca un principio
importante. D'altra parte questa battaglia è stata ben condotta dal
Governo e dall'opposizione che, responsabilmente, l'ha condivisa e
lo ha fatto quando si è fatto riferimento alla riforma della
legge elettorale e, d'altra parte, un principio che noi stessi
avevamo introdotto e questo testimonia che quando la battaglia è
giusta mette insieme tutti.
Sono certo che il punto di vista del Governo su questo non potrà
che rimarcare il percorso che è stato giustamente tracciato,
individuato dalla collega del Partito Democratico che noi
condividiamo appieno perché è un percorso che fa riferimento ad una
battaglia legata alla parità dei diritti; perché finalmente le
donne possano essere rappresentate nelle sedi, nelle assemblee;
perché questo è stato fotografato alle ultime amministrative quando
in ogni singolo comune, finalmente, si è affermato un principio che
è quello che ha visto rappresentate le donne in assemblee.
Ci sono piccoli comuni dove questa rappresentanza era, ahimè,
negata, ci sono piccoli comuni che avevano una tradizione, ahimè,
maschilista su questo aspetto e, finalmente, grazie a questa norma
quel principio è stato inserito e grazie a questa norma oggi in
quei piccoli comuni, che purtroppo si caratterizzavano per un
atteggiamento retrò, che purtroppo erano ancorati ad una dimensione
così tradizionalista, così becera, adesso anche quei comuni hanno
una rappresentanza femminile.
Noi pensiamo che questa sia una battaglia di pari dignità,
pensiamo che sia una battaglia per i diritti, così come tante altre
battaglie, il mio gruppo parlamentare di Forza Italia, si è
ritrovato a fare.
Io come componente della I Commissione Affari Istituzionali, che è
chiaramente una Commissione che deve recuperare la dimensione dei
diritti civili e che spero presto ripassi alla trattazione di
quegli argomenti senza rimanere inceppata, ancorata all'interno di
meccanismi che riguardano una riforma che, sinceramente, pensiamo
stia prendendo troppo tempo perché sta monopolizzando un dibattito
durante il quale avremmo potuto affrontare ben altre battaglie,
battaglie di principio come questa, battaglie che, ovviamente,
condividiamo e che siamo certi, con il plauso del Governo, siamo
certi con un atteggiamento responsabile, spero anche da parte del
Movimento 5 Stelle, che non potrà ovviamente che accogliere questa
battaglia che sarà, ripeto, condivisa da tutti e che, pertanto,
verrà approvata all'unanimità dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Hanno apposto la firma gli onorevoli Di Giacomo, La
Rocca Ruvolo e Figuccia.
Pongo in votazione l'emendamento 4GOVR4.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
CRACOLICI, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4GOVR4
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4GOVR4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 22
Contrari 43
Astenuti
(Non è approvato)
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Dichiaro inammissibili i seguenti emendamenti:
4GOVR22, 4GOVR23, 4GOVR24, 4GOVR25.
Si passa all'emendamento 4GOVR26 della Commissione che è un fatto
tecnico l'Assemblea è l'organo di indirizzo politico-
amministrativo del libero consorzio .
Parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4GOVR a firma del Governo.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento sostitutivo così come emendato.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 33
Contrari 34
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, la riscrittura è stata bocciata, si ritorna
all'articolo e continuare a votare gli emendamenti all'articolo 4
del fascicolo bianco.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un po'
di chiarezza su quello che è successo.
Nel momento in cui l'Aula ha deciso di non votare l'emendamento di
riscrittura si passa al testo della Commissione, così come è stato
licenziato dalla Commissione, ma non possiamo procedere a votare
gli emendamenti al testo della Commissione, perché già avevamo
votato gli emendamenti soppressivi che sono stati respinti.
Quindi, ritorniamo all'articolo così come licenziato dalla
Commissione.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 4. Gli emendamenti dal 4.5 al 4.19
sono stati respinti. Il subemendamento presentato dal Governo è
stato bocciato con il voto a scrutinio segreto.
Dichiaro inammissibili gli emendamenti 4.9 e 4.8, di identico
contenuto a quello del Governo che è stato già bocciato.
L'emendamento 4.7 è precluso. Gli emendamenti 4.3, 4.12, 4.1, 4.2,
4.16, 4.20 sono inammissibili. Restano due emendamenti da votare:
il 4.15 e il 4.10.
Si passa all'emendamento 4.15 a firma degli onorevoli Formica e
Ioppolo. Prevede di sostituire le parole a maggioranza assoluta'
con le seguenti a maggioranza relativa'. Lo mantiene o lo ritira?
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.10 presentato dalla Commissione, che è
un emendamento tecnico.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo spiegare
perché non è un emendamento tecnico.
L'emendamento recita che quando decade dalla carica di sindaco un
componente dell'Assemblea, deve essere sostituito , ma perché? Chi
lo ha detto che il mantenimento della carica di componente è legato
alla carica di sindaco? Noi dobbiamo creare una stabilità. Per cui
noi abbiamo detto che, invece, il rapporto, il ruolo, l'incarico di
componente dell'assemblea non è legato al mantenimento della carica
di sindaco, ma è legato al periodo del mandato in assemblea, che è
cosa ben diversa. Altrimenti il rischio è che si facciano delle
disarticolazioni.
CRACOLICI, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, Presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, onorevole Falcone, se rimane il testo della
Commissione, c'è scritto che l'assemblea è composta dai sindaci
dei comuni e se il sindaco decade non può che essere sostituito.
Non parla anche degli ex sindaci.
FORMICA. Secondo me è superfluo.
CRACOLICI, Presidente della Commissione e relatore. No, non è
superfluo e non lo è proprio per l'intervento dell'onorevole
Falcone. Se l'onorevole Falcone ha fatto questo intervento dimostra
che non è superfluo. E' necessario precisare che fai parte
dell'assemblea se sei sindaco, quando non sei sindaco va il
commissario per il periodo in cui sostituisce il sindaco ed il
nuovo sindaco quando sarà eletto.
Sembra banale, ma ha dimostrato lei, onorevole Falcone, che questa
norma non è banale.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CROCETTA, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Siete arrivati in ritardo.
MUSUMECI. Lo abbiamo detto in tempo.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, lei lo ha detto dopo che ho detto
e' approvato , non lo ha detto prima Questo per correttezza.
CORDARO. Allora, siamo tutti scorretti
PRESIDENTE. Non sto dicendo questo, probabilmente non c'è stata
l'intesa. Siccome sono sempre orientato verso l'onorevole Formica
che ha alzato la mano, posso dire che c'è stata un'incomprensione.
Lei è intervenuto dopo la votazione.
CORDARO. Ma da una verifica di voto che cosa teme?
PRESIDENTE. Non temo niente dalla verifica di voto solo che,
formalmente, mi è stato chiesto dopo che ho dichiarato la votazione
per alzata e seduta dell'articolo.
Onorevole Formica, questa è la riprova che ho fatto bene.
Sospendo la seduta per un minuto per concordare il percorso del
disegno di legge.
(La seduta, sospesa alle ore 21.18, è ripresa alle ore 21.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Presidente del libero consorzio
1. Il Presidente del libero consorzio, di seguito Presidente, è
eletto dall'Assemblea tra i propri componenti. A tal fine ciascun
sindaco dispone di un voto. E' eletto Presidente del libero
consorzio il sindaco che ottiene almeno il quaranta per cento dei
voti che rappresentino almeno la metà più uno della popolazione dei
comuni del libero consorzio.
2. Qualora, dopo due votazioni, nessun sindaco abbia ottenuto la
maggioranza indicata al comma 1, si procede al ballottaggio tra i
due sindaci che, nella seconda votazione, abbiano ottenuto i voti
rappresentativi della maggiore popolazione. E' eletto Presidente il
sindaco che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di
voti, è proclamato eletto Presidente il sindaco che ottiene i voti
rappresentativi della maggiore popolazione.
3. Il Presidente rappresenta il libero consorzio, convoca e
presiede l'Assemblea e la Giunta del libero consorzio.
4. Il Presidente nomina, tra i componenti della Giunta del libero
consorzio, un Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza
o impedimento.
5. In caso di cessazione dalla carica di sindaco durante il
mandato di Presidente, si procede all'elezione del nuovo Presidente
entro trenta giorni dalla data di cessazione. Fino all'elezione del
nuovo Presidente, le relative funzioni sono esercitate dal
Vicepresidente.
6. In caso di dimissioni, rimozione o cessazione per qualsiasi
causa dalla carica di Presidente, si applica quanto previsto dal
comma 5.»
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO.. Signor Presidente, se non ho compreso male la scelta
che avete adottato lei e il Presidente della Regione è quella di
andare avanti ad oltranza oppure ho compreso male?
PRESIDENTE. Con la massima chiarezza perché lo abbiamo detto a
microfoni spenti è giusto che si sappia, non è stata adottata
nessuna scelta di andare avanti ad oltranza.
Io ho chiesto un po' di comprensione ed è un appello che ho
rivolto soprattutto alle minoranze che è evidente che stanno
adottando, nel massimo della legittimità, un atteggiamento - mi
sembra più che è evidente - ostruzionistico' perché a volte ci
sono emendamenti che servono a migliorare il testo, io non
parlerei di ostruzionismo fine a se stesso.
Considerato che le questioni sulle soppressioni delle province
sono questioni di ordine politico, il primo scoglio è stato
superato con l'approvazione dell'articolo 3. Abbiamo discusso
lungamente dell'articolo 4.
E' chiaro che c'è un'altra questione di carattere politico che
riguarda le città metropolitane, sulle quale si è tanto discettato
sulla stampa e penso che il Parlamento si possa impegnare in
maniera proficua sulla approvazione o meno dell'istituzione delle
città metropolitane una volta che si tratterà dell'articolo 7.
Considerato che abbiamo superato l'articolo 3 e l'articolo 4,
sulla linea dell'articolo 4 si possono approvare, in tempi brevi,
sia l'articolo 5 che l'articolo 6.
Si potrebbe poi rinviare, in considerazione anche la Commissione
Antimafia ha già stabilito, giustamente, perché non prevedeva
questi tempi né si era pensato alla presenza del Capo dello Stato,
quindi, l'aveva concordato in precedenza, un sopralluogo al Comune
di Polizzi Generosa sciolto per mafia, si sarebbe rinviato l'Aula,
spero che si possa rinviare, a giovedì alle ore 16, una volta
approvato sia l'articolo 5 che l'articolo 6.
Questa era la mia idea che spero di buon senso, poi se ci sono
delle questioni che ognuno deve intervenire è chiaro che il
dibattito non verrà soffocato, andremo avanti.
FORMICA. Non siamo d'accordo, mi deve dare il tempo di cenare, ho
un calo di zuccheri
PRESIDENTE. Gli assistenti parlamentari sono autorizzati a
portare. una zolletta di zucchero all'onorevole Formica; andiamo
avanti onorevole Cordaro.
CORDARO. Signor Presidente, farò il mio intervento sull'articolo 5
che si occupa appunto del Presidente dei liberi consorzi, è chiaro
che quanto accaduto qualche minuto fa in questa Aula e,
soprattutto, la bocciatura dell'articolo 4 nella riscrittura del
Governo pone, questa volta sì, e mi rivolgo fin da adesso al
Presidente e al Segretario Generale, una necessaria, approfondita
attenzione circa la collazione per quello che accadrà considerato
che l'articolo 4, nella riscrittura del Governo, è stato bocciato
e, quindi, noi abbiamo approvato l'articolo 4 così come esitato
dalla Commissione.
Onorevole Formica, se lei mi ascolta forse il problema noi non lo
risolviamo perché dobbiamo rinviare a tutti i costi, ma perché c'è
un problema serio.
L'articolo 4, Signor Presidente dell'Assemblea, è stato approvato
così come esitato dalla Commissione, essendo stata bocciata la
riscrittura del Governo.
Nel momento in cui noi andiamo ad affrontare l'articolo 5 che è,
per ovvie ragioni collegato all'articolo 4, io credo che nessuno di
noi e, soprattutto, gli uffici che devono collaborarci siano in
condizioni di dirci quali emendamenti noi possiamo utilmente
valutare e sottoporre all'attenzione dell'Aula senza andare in
contraddizione con l'articolo 4, tra il faldone giallo e quello
bianco, perché è evidente che qui non c'è Speedy Gonzales, nessuno
di voi, così come nessuno di noi ha attività divinatorie e, quindi,
è necessario un momento di riflessione per capire quali degli
emendamenti dei due faldoni possono restare, in maniera coerente,
con l'articolo 4 così come è stato approvato.
Io credo che questo sia un problema serio e vorrei comprendere se
il Presidente lo ritiene tale oppure no perché, se lo ritiene tale,
io mi fermerei per non tediarvi, invitando la Presidenza e gli
uffici a valutare quanto sto sottoponendo alla vostra attenzione e
andando direttamente a giovedì pomeriggio, fermo restando Signor
Presidente che noi giovedì alle 13.00 faremo di tutto per essere
qua - parlo dei Presidenti dei gruppi parlamentari che fanno parte
della Commissione antimafia - quindi poi la valutazione va a lei,
se invece così non fosse io posso continuare il mio intervento.
Intanto taccio ed aspetto la sua risposta Signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cordaro. In effetti per quanto
riguarda gli uffici si potrebbe andare avanti perché l'articolo 4
fa riferimento all'articolo 5, che è lo stesso uscito dalla
Commissione, così come l'articolo 6, quindi si potrebbe andare
avanti.
Mi rendo conto che da parte di più parlamentari si sente
l'esigenza di una riflessione. L'Aula viene rinviata a giovedì alle
ore 16.00 con l'impegno che si continua - così ognuno si organizza
- fino a venerdì. Lo sto dicendo in via preventiva a tutti i
parlamentari. Se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire lo faccia.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, noi di Forza Italia eravamo
disponibili a proseguire stasera poiché volontà della maggioranza.
E' chiaro Signor Presidente, continuiamo giovedì pomeriggio per
andare poi a martedì regolarmente.
Ha detto lei che non c'è questa contingenza, questa necessità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 27
febbraio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
10) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
11) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
12) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
13) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
14) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
15) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
268-474-542-543-546-613-638-662/A - ISTITUZIONE DEI LIBERI
CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.
All'articolo 3
Emendamento 3.14 (I parte)
Al comma 2 le parole sono eletti con sistema indiretto di
secondo grado sono sostituite dalle parole sono organi di secondo
livello costituiti e le parole e restano in carica cinque anni,
fermo restando che sono soppresse.
Emendamento 3.14 (II parte)
Al comma 4 sopprimere le parole sindaci, quali .
All'articolo 4
Subemendamento 4.GOV.R.26 (all'emendamento 4.GOV.R interamente
sostitutivo dell'art. 4)
Aggiungere il seguente comma:
6 bis. L'Assemblea è l'organo di indirizzo politico
amministrativo del libero consorzio.
Emendamento 4.10
Aggiungere il seguente comma:
2 bis. In caso di cessazione dalla carica di sindaco di un
componente dell'assemblea, lo stesso è sostituito nell'assemblea,
fino al rinnovo della carica di sindaco, dal commissario
straordinario nominato ai sensi della normativa vigente. .