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Resoconto d'Aula della Seduta n. 133 di martedì 25 febbraio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   SUDANO,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Grasso  e  Coltraro  hanno
  chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili.
  (n. 704)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  La  Rocca,
  Ciaccio,    Cancelleri,   Ciancio,   Cappello,    Ferreri,    Foti,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 19 febbraio 2014.

   -  Interventi  per  la  riduzione del rischio  clinico  in  ambito
  ospedaliero. (n. 705)
   di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Turano,
  Firetto,  La  Rocca  Ruvolo, Anselmo, Bandiera,  Dina,  D'Agostino,
  Miccichè e Ragusa in data 19 febbraio 2014.

   - Cultura della legalità. (n. 706)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
  Picciolo, Tamajo, Forzese, Greco e  Oddo in data 19 febbraio 2014.

   -  Norme relative al pagamento del ticket sanitario presso i punti
  di pagamento online. (n. 707)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in  data  19
  febbraio 2014.

   - Valorizzazione del turismo naturista in Sicilia. (n. 708)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in  data  19
  febbraio 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Riordino  del sistema di reclutamento presso i Licei  artistici
  regionali siciliani e l'Istituto tecnico regionale di Catania.  (n.
  701)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 19 febbraio 2014.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Edmondo  Tamajo,  con  nota
  prot.  n.  1900/SG.LEG.PG.  del 14 febbraio  2014,  ha  chiesto  di
  apporre la propria firma al disegno di legge n. 324:  Norme per  il
  cambio  di  destinazione d'uso delle zone ZIR e ZIS del  Comune  di
  Messina   per   l'incentivazione  di   iniziative   imprenditoriali
  necessarie all'economia locale .

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 1579 - Iniziative finalizzate all'esposizione della nave romana
  di Marausa al Museo archeologico regionale Lilibeo di Marsala (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  1580 - Iniziative finalizzate al ritorno dell'Auriga di  Mozia
  nella  sede  espositiva del museo archeologico 'Baglio Anselmi'  di
  Marsala (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   N.  1582  -  Notizie  circa le graduatorie per l'assegnazione  del
  personale  presso  la  SEUS  Scpa e la sussistenza  di  anomalie  e
  criticità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Lentini Salvatore

   N.  1584 - Chiarimenti sui criteri adottati per la selezione e  il
  trasferimento  al  CIAPI  di  Priolo  (SR)  dei  lavoratori   degli
  sportelli multifunzionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Ruggirello Paolo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   1576  -  Iniziative  per  la  realizzazione  ed  il  sostegno
  finanziario delle opere pubbliche incompiute in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:   Pogliese  Salvatore  Domenico;  Vinciullo   Vincenzo;
  Falcone Marco; Alongi Pietro; Milazzo Giuseppe

   N.  1577 - Notizie in merito alla realizzazione del Museo del Mare
  di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Federico Giuseppe

   N.  1578  -  Notizie  circa  i  numerosi  contenziosi  riguardanti
  l'installazione dei parchi eolici in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi   Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N. 1581 - Notizie sulle attività di prevenzione degli incendi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente

   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.   1583  -  Iniziative  urgenti  in  relazione  alla  situazione
  economico-finanziaria   della  società   partecipata   'Riscossione
  Sicilia'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   N.  1585  -  Chiarimenti  sulla mancata  attivazione  dei  servizi
  spargisale e spazzaneve nella zona etnea di Rifugio Sapienza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  157  -  Chiarimenti  sull'indirizzo  politico  intrapreso  dal
  Governo  regionale  a  seguito  della  decisione  di  decurtare  il
  contributo alla fondazione Banco Alimentare Onlus.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  158  -  Notizie sulla riperimetrazione della riserva  naturale
  orientata delle Saline di Trapani e Paceco e sulla rimozione  della
  struttura prospiciente il Mulino della Salina Maria Stella.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio; Ciaccio  Giorgio;   Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente mozione:

   numero  272  Destinazione delle somme di cui al Fondo di  garanzia
  previsto  dall'art.  132, comma 1, della l.r.  n.  4  del  2003  al
  pagamento   delle  retribuzioni  del  personale  della   formazione
  collocato  in  mobilità  a  zero  ore ,  degli  onorevoli  Cappello
  Francesco;  Cancelleri  Giovanni Carlo;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio
  Gianina;   Ferreri   Vanessa;  Foti  Angela;  La   Rocca   Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano,
  presentata il 19 febbraio 2014.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

  Comunicazione di trasmissione di documentazione da parte di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  con nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea il 14 febbraio 2014 e protocollata al  n.  2210/Sgpg
  del  20  febbraio successivo, l'onorevole Salvatore Cordaro,  nella
  qualità  di  Presidente  del Gruppo parlamentare   Pid  -  Cantiere
  popolare   prima,  e  del Gruppo parlamentare   Grande  Sud  -  PID
  Cantiere popolare verso Forza Italia  poi, ha trasmesso copia:

   -  del  regolamento  interno  adottato   dall'inizio  dell'attuale
  legislatura  dal Gruppo Parlamentare PID - Cantiere  Popolare  sino
  alla data di estinzione (...) ;

   -  del  regolamento interno  (...) vigente del Gruppo Parlamentare
  Grande Sud - PID Cantiere Popolare verso Forza Italia (...) .

   Avverto  che  la  documentazione di  cui  sopra  sarà  oggetto  di
  pubblicazione   nel   sito   internet   dell'Assemblea   ai   sensi
  dell'articolo 25 bis del Regolamento interno dell'ARS.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'II.SS. Mottura
                           di Caltanissetta

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto  ai
  docenti  e  agli studenti dell'II.SS. Mottura di Caltanissetta  che
  assistono ai lavori dell'odierna seduta.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Discussione del disegno di legge «Istituzione dei liberi consorzi
                               comunali
     e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-
            183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  col  seguito della discussione del disegno  di  legge
   Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
  474-542-543-546-613-638-662/A).

   Onorevoli colleghi, per l'assenza del Governo, sospendo  i  lavori
  sino alle ore 17.00 in attesa che il Presidente della Regione o  un
  assessore  delegato  venga  in Aula per presenziare,  così  come  è
  giusto, ai lavori di questa Assemblea.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.39, è ripresa alle ore 16.51)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella precedente  seduta  avevamo
  approvato l'art. 2. Si passa, quindi,  all'art. 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                  Organi dei liberi consorzi comunali

   1. Sono organi dei liberi consorzi comunali:

   a) l'Assemblea del libero consorzio;

   b) il Presidente del libero consorzio;

   c) la Giunta del libero consorzio.

   2.  Gli  organi  del  libero consorzio  sono  eletti  con  sistema
  indiretto di secondo grado secondo le norme della presente legge  e
  restano  in  carica cinque anni, fermo restando che  la  cessazione
  dalla  carica  ricoperta  nel comune di  appartenenza  comporta  la
  cessazione dalla carica ricoperta nel libero consorzio.

   3. Il Presidente del libero consorzio, i componenti dell'Assemblea
  e  della  Giunta  del  libero consorzio  esercitano  le  rispettive
  funzioni a titolo gratuito.

   4.  Le spese relative alle trasferte dei sindaci, quali componenti
  degli  organi  del libero consorzio, sono a carico  dei  comuni  di
  appartenenza.»
   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente,  la  Commissione  non  si  è
  insediata.

   PRESIDENTE. Invito i componenti la I Commissione a prendere posto.

   FORMICA. Chiedo di parlare per una pregiudiziale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, speriamo che non sia il  primo  di
  una lunga serie di interventi, sono sempre graditi, per carità,  ma
  la invito a farlo sull'art. 3.

   FORMICA.   Signor  Presidente,  ho  presentato  una  richiesta   e
  intervengo  su quella richiesta. Onorevoli colleghi,  come  abbiamo
  detto  più volte durante l'iter di questo disegno di  legge,  prima
  in  Commissione e poi in Aula, che, a nostro parere, si trattava di
  un disegno di legge incostituzionale.
   Il  20  febbraio è intervenuta una sentenza del TAR Liguria su  un
  ricorso presentato da consiglieri provinciali di quella regione  in
  merito  al commissariamento avvenuto ad opera della Regione,  sulla
  scorta   del   Decreto    Monti .  Quei   consiglieri   provinciali
  sostenevano  che  il  Decreto e, quindi,  il  commissariamento  era
  illegittimo  in  quanto era pendente presso la Corte Costituzionale
  il giudizio di costituzionalità sul decreto stesso.
       Con sentenza del 2013 la Corte Costituzionale si è pronunciata
  e  la II Sezione del TAR Liguria ha emesso la sentenza in merito al
  ricorso  presentato  dai consiglieri. Ebbene,  la  sentenza  emessa
  qualche  giorno  fa,  il  20  febbraio,  è  stata  chiarissima:  ha
  stroncato i commissariamenti dichiarandoli illegittimi  perché  era
  illegittima  la  norma  che  stava alla base  dei  commissariamenti
  stessi, li ha giudicati privi di copertura finanziaria.
        La  questione  è  talmente grave che è  entrata  perfino  nel
  discorso  del  Premier Renzi ieri al Senato che ne ha  fatto  cenno
  invocando  una  rapida  conclusione dell'approvazione  della  legge
  perché  è  ovvio che le sentenze si rispettano,  e tutti i  TAR  in
  tutta  Italia  stanno deliberando, e non possono fare altro,  sulla
  illegittimità di quella norma.
   In Sicilia siamo in una condizione peggiore, più grave rispetto  a
  quello   che   è   avvenuto  nel  resto  d'Italia  perché   qui   i
  commissarimenti sono stati fatti in base alla legge n. 7, una legge
  che   esplicava  i  suoi  effetti  fino  al  31  dicembre  2013  e,
  contestualmente, entro il 31 dicembre 2013 non si è  approvata  una
  nuova  legge e la proposta di commissariamento avanzata dal Governo
  è  stata  bocciata  da  quest'Aula, quindi siamo  in  presenza  del
  combinato  disposto  di  una legge che ha esplicato  tutti  i  suoi
  effetti  e che non esiste più e di una proposta di commissariamento
  che è stata bocciata con una volontà chiara da parte dell'Aula.  In
  virtù  di  questo,  con una dubbia, dubbia, dubbia  interpretazione
  delle  leggi vigenti, il Governo ha proseguito nei commissariamenti
  invocando  i  45  giorni  di prorogatio che,  secondo  noi,  è  una
  forzatura  della legge stessa; ma finiti i 45 giorni di prorogatio,
  noi  siamo  nella totale e assoluta illegalità degli  atti;  da  10
  giorni  siamo  fuori  legge  e noi rischiamo,  come  Assemblea,  di
  avallare un comportamento fuori legge da parte del Governo.
   Voglio  ricordare  a  tutti i colleghi che,  nel  frattempo,  quei
  Commissari  illegittimamente nominati e senza  copertura  di  legge
  hanno  speso  oltre 35 milioni di euro e siccome  diverse  sentenze
  della  Corte  dei conti - aprite bene le orecchie  -  prevedono  la
  corresponsabilità  da  parte  anche  del  legislatore,  laddove  il
  legislatore viene equiparato, per determinate leggi, ad  un  organo
  deliberante,  io invito i colleghi ad appoggiare la  richiesta  che
  abbiamo  presentato di sospensione della trattazione  della  legge,
  quanto  meno  in  attesa che si concluda il  percorso  della  legge
  nazionale,  perché  è pericoloso continuare perché  avalleremmo  un
  illegalità e ci assumeremmo delle grandi responsabilità.

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, lei ha ritenuto di  esplicitare  e
  spiegare   una  richiesta  di  sospensiva  che  viene   presentata,
  supportata  da  14  deputati. Debbo dire che  questa  richiesta  si
  sospensiva  non  è  ammissibile  ai  sensi  dell'articolo  101  del
  Regolamento interno, poiché la discussione generale si è conclusa.
   Andiamo avanti con l'articolo 3 .

   FORMICA.  Chiedo  che  venga  convocata  la  Commissione  per   il
  Regolamento

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, la invito a prendere posto  perché
  altrimenti iniziamo male questa seduta.

   FORMICA. Presidente, lei sta commettendo un abuso

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, non c'è nessun abuso da  parte  mia
  perché  in base all'articolo 101, in base ad una prassi consolidata
  del  Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, è inutile
  che  io le stia qui a richiamare tutte le questioni, a partire  dal
  1974.
   Siccome le decisioni della Presidenza, in ordine all'ammissibilità
  o meno, sono inappellabili la invito a prendere posto.

   FORMICA. Come Capogruppo, chiedo il rinvio del disegno di legge in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Le  questioni pregiudiziali  e  sospensive,  in  base
  all'articolo  101  del  Regolamento interno,  si  possono  proporre
  massimo durante la discussione generale, supportate da 8 firme.  Se
  iniziamo  nuovamente con il clima di martedì scorso,  non  possiamo
  andare avanti.

   FORMICA. Chiedo di parlare sulla questione sospensiva.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, la questione sospensiva è già stata
  dichiarata inammissibile.

   FORMICA.  Chiedo  di parlare sul rinvio del disegno  di  legge  in
  Commissione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, siccome abbiamo lo scienziato  lì  che
  interpreta le leggi .

   PRESIDENTE. No, scusi onorevole Formica ..

   FORMICA .  Abbiamo il relatore che è uno scienziato in quest'Aula,
  che interpreta le leggi.
   Prima  studi  l'italiano,  legga l'articolo  101  del  Regolamento
  interno e poi vada avanti
   Signor  Presidente, io avevo sommessamente - in base  all'articolo
  101  -  chiesto  la  sospensiva con la firma  di  13  deputati,  ne
  bastavano  8,  ne abbiamo presentato 13. A nostro  modo  di  vedere
  l'articolo  101  è  di  una chiarezza inaudita  perché  dice:   non
  possono  essere  presentate  questioni pregiudiziali  o  sospensive
  sugli   emendamenti .   E  noi  non  l'abbiamo   presentata   sugli
  emendamenti ma sull'intera legge.
   Andiamo  avanti.  Per  le motivazioni che ho  detto  prima  e  che
  intendo  qui  ribadire,  signor  Presidente  e  illustri  onorevoli
  colleghi, andando ancora avanti sulla trattazione di questa  legge,
  dopo  la  sentenza del Tar Liguria noi rischiamo di continuare  una
  illegalità che era solo presunta e che adesso è invece acclarata  e
  ci  sono  rischi anche di natura patrimoniale. Quindi, vi prego  di
  appoggiare  la  richiesta di ritorno in Commissione almeno  fino  a
  quando non si sarà concluso l'iter della norma nazionale.

   CORDARO.  Chiedo di parlare a favore della proposta dell'onorevole
  Formica.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente, i suoi appelli li accolgo  sempre  e
  quindi lo farò anche questa volta.
   La  richiesta  del  collega Formica credo  che  abbia  profonde  e
  sostanziose  basi  giuridiche  e  normative,  oltre  ad  avere  una
  conseguenza  politica della quale parlerò brevemente a  conclusione
  del mio intervento.
   La  sentenza  del  Tar  Liguria, signor  Presidente,  assessori  e
  onorevoli  colleghi, in buona sostanza, ripercorre e  riproduce  un
  principio  che  è  quello  sancito  dalla  decisione  della   Corte
  costituzionale. La Corte costituzionale ha stabilito allo stato  in
  maniera non controversa, perché non c'è la decisione né di un altro
  tribunale  amministrativo, né la controprova di una sentenza  della
  Corte  di  Giustizia  Amministrativa, ha sancito  che  il  criterio
  utilizzato  dal  decreto  Monti per  commissariare  le  Province  è
  incostituzionale.
   Rispetto  a  questo, onorevoli colleghi, vi inviterei a  fare  una
  riflessione,  perché  per quanto ci riguarda  come  opposizione  di
  centrodestra noi ci faremo su questa cosa necessariamente un  pezzo
  di  campagna  elettorale quando sarà il caso di occuparcene  perché
  certamente  noi  eravamo e siamo dalla parte  della  legittimità  e
  della  legalità mentre la maggioranza o surrettizia tale  ci  vuole
  imporre  un percorso che vieppiù in una Terra nella quale vi  è  il
  Commissario  dello  Stato, ancor prima della Corte  costituzionale,
  certamente  questa  legge,  qualunque  essa  sia,  al  di  là   dei
  pastrocchi già combinati, al di là delle interpretazioni più o meno
  confusionarie  della  prima  Commissione  e  del  suo   prestigioso
  presidente, la realtà è che qua stiamo andando avanti continuando a
  navigare a vista senza sapere qual è l'approdo.
   Ma  la  cosa  che  oggi  mi  fa più impressione,  e  io  invito  i
  capigruppo  di maggioranza, a cominciare dal collega  Gucciardi,  a
  farmi  capire qual è il percorso, è che il Presidente della Regione
  non  è  nemmeno  in  Aula e io mi chiedo quale  risposta  sotto  il
  profilo politico possano darci gli Assessori pur autorevoli  adesso
  in  Aula,  se  è  vero  come è vero che la  storia  recente  ci  ha
  insegnato   che  mentre  l'assessore  Valenti  insieme   all'Unione
  Siciliana  delle  Province redigeva un  disegno  di  legge  per  la
  riforma  delle  province, il Presidente Crocetta  a   Domenica  In
  preannunziata lo scioglimento delle stesse.
   Allora, io vi chiedo, Capigruppo di maggioranza, di spiegarci  che
  tipo  di  interlocuzione volete avere e  se  non  sia  il  caso  di
  ritornare  in  Commissione, così come correttamente ha  chiesto  il
  collega  Formica,  perché intanto ci si adoperi per  recuperare  il
  danno non più recuperabile relativo alle città metropolitane.
   Signor  Presidente, io lo preannunzio, non pensate che adesso  con
  uno  stratagemma  di  carattere normativo noi  possiamo  recuperare
  quello  che  con un voto legittimo dell'Aula è stato  già  cassato.
  Quello  lo  si  può  fare solo ed esclusivamente a  condizione  che
  questo legge torni in Commissione, non ci sono altre vie.
   C'è un principio sancito dal TAR Liguria: quel commissariamento  è
  incostituzionale   come  correttamente  ha  detto   l'Alta   Corte.
  Fermiamoci  un  attimo, se del caso riuniamoci  con  il  Presidente
  della  Regione, perché egli - con tutto il rispetto per l'assessore
  Valenti che conosce qual è la stima e il rispetto per la persona  -
  ci  spieghi  che cosa intende fare e che tipo di valenza  sotto  il
  profilo  politico  egli  dà  di questa sentenza  del  TAR  Liguria,
  dopodiché noi siamo disposti a continuare a lavorare.
   In  realtà, avevamo proposto una soluzione mediana che credo fosse
  rispettosa  delle  istanze  politiche di  tutti.  Il  silenzio  del
  Presidente  Crocetta ci fa interpretare il ritorno al mittente,  ne
  prendiamo atto, temiamo che questa legge e la discussione  di  ogni
  emendamento possa trasformarsi in un Vietnam che noi non  vogliamo,
  come  non  volevamo;  ma  certamente tutto  può  essere  addebitato
  all'opposizione tranne che la mancanza di correttezza e la mancanza
  del senso delle istituzioni.
   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  io  più  che  contro, aldilà delle  dotte  valutazioni
  giuridiche,  vorrei  soltanto ricordare, come  lei  ha  giustamente
  ricordato, che l'articolo 101 è molto chiaro.

   PRESIDENTE.  Siamo  parlando  di   una  richiesta  di  ritorno  in
  Commissione .

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Io capisco  la
  politica   e  in  nome  della  politica  giustifichiamo   tutti   i
  comportamenti; però il tema mi pare molto chiaro: c'è un disegno di
  legge  che  può  non essere condiviso ed è legittimo,  ma  che  sia
  organicamente  in  grado  di  funzionare  non  appena  e  se   sarà
  pubblicato  in Gazzetta Ufficiale questo è scontato, altrimenti  la
  Presidenza  non l'avrebbe messo all'esame del Parlamento.  Chiedere
  il  rinvio in Commissione per fare che cosa non ho capito bene,  se
  non  perdere  qualche altro giorno, io credo che  il  Parlamento  è
  chiamato ad assumere delle decisioni.
   Sulla vicenda delle città metropolitane, dico ai colleghi evitiamo
  di  far  diventare valutazioni politiche a danno della  Regione,  a
  danno delle Istituzioni regionali.
   Io considero un errore politico grave l'eventualità che la Sicilia
  rinunzi  all'utilizzo di una opportunità qual è, appunto, la  città
  metropolitana.
   Aggiungo  e  lo dico ai colleghi che, magari, hanno fatto  qualche
  rilievo   sulla  quantità  che  apparentemente  può  essere   anche
  comprensibile e per certi versi condivisibile, però voglio dire  ai
  colleghi, in particolare a quei colleghi che dicono che la Sicilia,
  unica  regione  in  Italia, si appresterebbe  a  varare  tre  città
  metropolitane  quando in tutto il Paese se ne fanno otto,  rispondo
  così: ma noi come possiamo giustificare che mentre lo Stato vara la
  città  metropolitana  di Reggio Calabria  noi,  sulla  base  di  un
  ordinamento autonomo com'è quello nostro, impediamo alla  città  di
  Messina,  che  è  una città sostanzialmente con  eguale  numero  di
  abitanti,  con  una dimensione complessa pari a  quella  di  Reggio
  Calabria  di impedirgli l'opportunità di costituire la città  dello
  stretto assieme a Reggio Calabria.
   La  necessità di prevedere Messina nasce dalla coerenza che questo
  ordinamento  si verrebbe a determinare nel momento  in  cui  Reggio
  Calabria  assume  la  caratteristica e la  conformazione  di  città
  metropolitana.
   Detto questo, se si farà, come mi auguro, Messina, è pensabile che
  in  Sicilia  si  possa fare solo Palermo e non anche Catania?  Ecco
  perché io dico ai colleghi con un po' di ragionevolezza e un po' di
  equilibrio vediamo di ragionare per risolvere i problemi e non  per
  aggravarli. Ecco perché non posso  che essere contrario a qualunque
  richiesta di sospensiva che viene varata in Parlamento.

   PRESIDENTE.  Non  era  una richiesta di  sospensiva,  che  ho  già
  dichiarato   inammissibile,  era  una  richiesta   di   rinvio   in
  Commissione.
   Pongo  in  votazione la richiesta avanzata dell'onorevole Formica,
  nella qualità di capogruppo,   di rimandare in Commissione l'intero
  disegno  di legge. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvata)

   Si   inizia  la discussione dell'articolo 3. Sono stati presentati
  diversi emendamenti soppressivi, 3.10, 3.15, 3.30, 3.31, 3.4, 3.16,
  si  possono associare perché in effetti sopprimendo  il  comma  uno
  cade tutto l'articolato.
   FORMICA. Signor Presidente, la discussione sull'articolo 3 non  la
  facciamo?

   PRESIDENTE.  Me la state chiedendo in questo momento, pensavo  che
  fosse  superata.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   mi  sembrava
  doveroso affrontare la questione degli emendamenti e subemendamenti
  ponendo,   intanto,  la  questione  a  partire  della   discussione
  generale.  Sarebbe stato credo un'omissione o un vero  peccato  non
  affrontare proprio da quel punto di vista, visto che proprio  della
  democrazia  abbiamo deciso di fare una aspetto portante dei  lavori
  di questa Assemblea con riferimento ai liberi Consorzi comunali.
   Quindi,  rispetto  all'articolo  3.  Bene,  noi  nell'articolo   3
  facciamo  riferimento agli organi dei liberi Consorzi  dei  Comuni;
  facciamo  riferimento all'idea che organi dei liberi  Consorzi  dei
  Comuni siano l'Assemblea, il Presidente del libero Consorzio  e  la
  Giunta del libero Consorzio.
   Questo  sembra un fatto assolutamente pacifico, scontato, doveroso
  nel  rispetto  del principio di democrazia se non fosse,  tuttavia,
  altrettanto  chiaro che queste città, le stesse città che  vogliamo
  dotare  di  questi  organi con riferimento alle città  di  Catania,
  Messina  e Palermo, sono delle città che hanno già, ovviamente,  un
  Presidente  della città metropolitana che è il sindaco, una  Giunta
  della città metropolitana che è fatta dagli assessori che hanno già
  dei  costi per i cittadini di quella città metropolitana, così come
  l'opposto  riferimento potrebbe essere fatto al consiglio comunale.
  Vero  è:  Bruxelles, Parigi, sono città metropolitane, ma  in  quel
  caso  quelle  aeree sono delle aree nelle quali c'è una coincidenza
  tra  il  consiglio  comunale, tra l'assemblea  e   l'assemblea  del
  libero Consorzio dei Comuni.
   Quindi,  evidentemente dietro questo articolo,  così  come  dietro
  tutto l'impianto della norma, c'è un rischio acclamato che va nella
  direzione  di  un  proliferare  dei  costi,  di  una  non  assoluta
  razionalizzazione della spesa, in maniera esattamente antitetica  a
  quanto era stato immaginato o rappresentato in questi mesi in cui è
  stata lanciata questa idea, questo spot direi.
   Per  non parlare, poi, rispetto sempre alla struttura degli organi
  dei  liberi  Consorzi dei Comuni che ancora una volta  qui  vengono
  penalizzati i dipendenti. Questo perché?  Perché se in effetti  noi
  andiamo  a  sbobinare  un  attimo  la  questione  del  numero   dei
  dipendenti per libero Consorzio ci renderemmo conto che  mentre  la
  Provincia regionale di Palermo, oggi, ha 1.200 dipendenti e  questo
  -  continuo a ripeterlo - è il risultato di un coefficiente che  si
  stabilisce tra il numero dei dipendenti e il numero degli  abitanti
  di quell'area, adesso nel momento in cui noi andiamo a creare tutti
  questi  liberi  Consorzi  dei  Comuni che  chissà  quanti  saranno,
  partiremo  con nove, ma nel giro di pochissimo tempo saranno  oltre
  venti,  senza  peraltro affrontare, oltre che  alla  questione  dei
  dipendenti  che  sembra  essere passata in  sordina,  ma  vi  posso
  garantire  che tutte le organizzazioni sindacali sono allertate  su
  questo   tema,  senza  parlare  poi  della  questione  invece   del
  decentramento.
   Noi  avevamo la possibilità, affrontando la questione  dei  liberi
  Consorzi  dei  Comuni  e delle città metropolitane,  di  affrontare
  finalmente la questione del decentramento mai applicato in  Sicilia
  e  invece  questa questione la saltiamo a piè pari,  abbiamo  delle
  circoscrizioni  i  cui  gettoni di presenza per  i  consiglieri  di
  circoscrizione costano tantissimo. Questa questione  non  l'abbiamo
  affrontata  e  ancora una volta così ci ritroveremo  di  fronte  ad
  un'incompiuta, l'ennesima, peraltro, incompiuta  di questo Governo,
  rispetto  al quale noi avevamo chiesto al Presidente della  Regione
  che  si  potessero creare le condizioni per sederci per trovare  la
  quadra,  per  trovare  una soluzione perché, ovviamente,  da  parte
  nostra non c'è nessuna posizione precostituita, nessun pregiudizio,
  purché ovviamente si creino le premesse base per poter discutere ed
  arrivare ad una razionalizzazione vera e non ad un proliferare  dei
  liberi  Consorzi e dei costi così come accade con  questa  norma  e
  così come è sancito dall'articolo 3 che, oltre a vedere proliferare
  gli organi, vede proliferare anche i componenti degli stessi.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente   della   Regione,   intervengo,   ancora   una   volta,
  sull'articolo   3,  perché  tra  l'altro  credo  che   questo   sia
  assolutamente   un   articolo   importante,   strategico   per   la
  costituzione   dei   liberi  Consorzi,  della   stessa   assemblea,
  dell'elezione del presidente, ma anche della Giunta e ribadisco  il
  concetto che ho già detto nella seduta scorsa in cui, a mio parere,
  per  quanto  riguarda  la  costituzione dell'assemblea  dei  liberi
  Consorzi  sono  assolutamente convinto che debba essere  costituita
  dall'assemblea  dei  sindaci che possono essere eletti  all'interno
  della   stessa   assemblea  o,  comunque,  costituita   anche   dai
  consiglieri   comunali,  ma  sono  altrettanto  convinto   che   il
  presidente  del  libero Consorzio debba essere eletto  dal  popolo,
  quindi  un'elezione di primo grado, un'elezione che deve  avere  il
  consenso popolare.
   Questo  lo  dico,  non  perché sia particolarmente  affezionato  a
  questo tipo di elezione, anche se capisco e mi rendo conto che noi,
  oggi  ,abbiamo  un preciso dovere, quello di avvicinare  l'elettore
  alla  politica e, quindi, questo meccanismo e questo sistema invece
  creano l'effetto opposto: quello di allontanare il cittadino  dalla
  politica  perché lo si estranea totalmente dalla elezione  e  dalla
  scelta   degli  organi  che,  invece,  poi,  devono  governare   un
  territorio ed in questo caso il libero Consorzio.
   Credo,  tra l'altro,  che il presidente debba essere anche  libero
  nelle sue scelte, nelle scelte strategiche, nelle scelte di governo
  e,  se  eletto  da un'assemblea fatta di sindaci, caro  Presidente,
  capisce  bene, che non avrà nessuna libertà, che sarà  costretto  a
  soccombere,  sarà costretto a dover ascoltare tutte  le   pressioni
  dei  vari  sindaci.   E',  quindi, un  arretramento  rispetto  alle
  conquiste  fatte negli ultimi venti anni. Per cui,  si  torna  alla
  vecchia  politica,  si  torna  al tempo  in  cui  i  sindaci  ed  i
  presidenti di Provincia venivano eletti dalle assemblee con tutti i
  condizionamenti.
   Ecco perché insisto nell'affermare che il presidente debba essere,
  invece, eletto direttamente dal popolo, proprio per evitare  questi
  condizionamenti,  per  evitare che l'elezione  del  presidente  del
  libero   Consorzio sia, invece, espressione di un gioco di  palazzo
  che    poi    lo   costringe   a   dovere   accettare   determinati
  condizionamenti.
   Questo  per me rappresenta, quindi, un ritorno al passato;  tranne
  che  non trasferiamo questa possibilità ai neo liberi Consorzi  che
  si costituiscono o che si costituiranno e quindi potranno prevedere
  nello  statuto, eventualmente, anche l'elezione diretta e  lasciare
  libertà,   perché  era  quello  che  affermava  anche   l'onorevole
  Cracolici   la  volta  scorsa  e  noi,  in  questo  caso,   saremmo
  parzialmente  d'accordo a lasciare libertà ai  consorzi  di  potere
  modificare  lo statuto prevedendo le modalità di elezione  del  suo
  presidente.
   Certo,  capisco  che  sarà difficile che un'assemblea  di  sindaci
  decida,  alla  fine, per l'elezione del presidente, un'elezione  di
  tipo  popolare, quindi al consenso popolare. Sono convinto che sarà
  difficile  che  sceglieranno cose diverse,  strade  diverse,  però,
  almeno,  abbiamo  quest'altra possibilità, questa opportunità  cioè
  far  scegliere ai liberi Consorzi e quindi all'assemblea stessa dei
  liberi  Consorzi le modalità di elezione del presidente. Credo  che
  almeno questa seconda opzione debba essere recepita dal Governo.
   Mi auguro, assessore Valenti, che su questo ci sia anche una sorta
  di  buona  volontà,  di  disponibilità ad  accettare  anche  questa
  opzione   perché  ci  metterebbe  nelle  condizioni   di   valutare
  eventualmente la possibilità di poter votare anche questo articolo.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 3 se  lo
  andiamo  a  vedere  in  questo testo di  legge  è  negli  articoli,
  assessore Valenti, il più striminzito, il più piccolo;  è fatto  di
  appena otto righe

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E' essenziale

   ALONGI. E' essenziale secondo lei, sono d'accordo. Però, in questo
  articolo  così striminzito di 8-10 righe cassiamo la libertà  e  la
  democrazia dei territori.
   Noi abbiamo sempre sostenuto che, probabilmente, bisogna rivedere,
  ripensare  il  ruolo dell'ente intermedio, per  rivedere  il  ruolo
  delle ex Province. E su questo devo dire con molta onestà che  sono
  d'accordo  sul  fatto che bisogna ripensare ad  un  modo  nuovo  di
  guardare  al  territorio ed alla politica. Province, o  per  meglio
  dire camere di consorzi che guardano al territorio, che guardano lo
  sviluppo condiviso, che guardano anche ad un servizio condiviso con
  risparmio  per  quanto  riguarda  alcuni  servizi  importanti   che
  guardano alla programmazione del territorio. Però, su una cosa devo
  dirle con molta onestà che prenderemo o stiamo prendendo una strada
  che è sicuramente un vicolo cieco, quello dell'anti democrazia.
   Le  faccio  un esempio banale, che tanto banale non è. Il  Partito
  Democratico fa le primarie, primarie che rappresentano  un  momento
  di  alta  democrazia,  dove c'è un coinvolgimento  del  territorio.
  Tant'è  democratico  il  momento  delle  primarie  che  il  Partito
  Democratico  coinvolge  anche gli immigrati regolari  presenti  nel
  territorio, pur non avendo gli stessi diritto al voto.
   Questo  il  senso  alto dello stare insieme, della territorialità.
  Uomini e donne che arrivano in questa terra, pur non essendo ancora
  iscritti  nelle  liste elettorali, ma avendo regolare  permesso  di
  soggiorno votano alle primarie.
   Perché  ho  voluto fare questa considerazione?  Per  dire  che  la
  democrazia è un momento più alto, più importante, più significativo
  perché,  diciamocelo  con  grande schiettezza,  immaginate  per  un
  attimo  liberi  consorzi  dove cordate di amministratori,  non  per
  interessi   di   territorio   ma  per   interessi   personali,   di
  trasversalismo si mettono insieme ad eleggere un presidente  ed  il
  suo consiglio di rappresentanza per quanto riguarda l'assemblea.
   Io  credo che su tutto possiamo sottacere e trovare un momento  di
  accordo  e  di  sintesi,  ma sull'articolo 3  per  quanto  riguarda
  l'aspetto  del coinvolgimento democratico non possiamo  fare  passi
  indietro.
   Io  mi auguro e spero che noi ci fermiamo un attimo. Il Presidente
  Crocetta  ha voluto fare un salto di qualità lanciando quel  giorno
  l'annullamento delle province, la soppressione delle  province  con
  la  nascita  dei  liberi  consorzi, ma ieri,  per  chi  ha  seguito
  l'intervento del neo Presidente del Consiglio Renzi, ricordo che ha
  citato  anche un numero, dicendo che in Italia si voterà  a  maggio
  per  l'elezione  di 45 province, ci saranno in Italia  45  consigli
  eletti.
   Io  credo  che  sarebbe  opportuno fermarsi un  attimo,  aspettare
  questa  norma nazionale e, mi permetto di dire, uniformarci con  la
  nostra autonomia che c'è, ci mancherebbe altro, ma sarebbe comunque
  opportuno  uniformarsi,  e  su  questo  non  si  possa  fare  passi
  indietro.
   Quindi  assessore, lei capisce bene che noi, con il tono pacato  -
  lo  dico  con  molta schiettezza - faremo le barricate.  Su  questi
  emendamenti interverremo tutti, dove è possibile, usando il  metodo
  della  democrazia  e  della  correttezza del  senso  istituzionale,
  perché  questo  è  il senso della politica, ma  noi  riteniamo  che
  cassare  la  democrazia  in un territorio,  tagliare  le  ali  alla
  politica,  tagliare  il  gusto  della democrazia  all'elettore  che
  quella domenica mattina si alza, prende la sua scheda elettorale va
  dentro l'urna, in quell'urna chiusa gli viene data una matita e una
  scheda  dove  decide la democrazia di quel territorio  e  ne  viene
  privato, noi diciamo che questo non può accadere, sarebbe veramente
  la violazione della democrazia essenziale.
   La  democrazia e il diritto di voto sono elementi di strumenti più
  importanti che l'uomo ha ancora conservato dentro di se.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire a proposito di questo disegno di legge e del successivo
  emendamento presentato dal Governo perché credo che sia arrivato il
  momento  di  fare chiarezza su un disegno di legge che  io  ritengo
  importante per la Sicilia.
   Se  è  vero che quando abbiamo approvato il primo disegno di legge
  soppressivo delle Province avevamo, a quel punto, segnato un  punto
  a  favore  della Sicilia, a proposito della soppressione  dell'ente
  provincia,  credo  che oggi, con questo disegno  di  legge,  stiamo
  avviando  un percorso confuso che non disegna una strategia  chiara
  di quelle che sono le competenze.
   E  dico questo perché la trattazione degli articoli successivi,  a
  cominciare  dall'articolo 4 o dall'articolo 7 o  dall'articolo  10,
  sono argomenti importanti da cui scaturisce l'indirizzo che debbono
  assumere  gli  organismi che saranno chiamati  a  presiedere  ed  i
  relativi sistemi elettorali.
   Dico  questo perché noi avevamo un'idea - che peraltro confermiamo
  e  che abbiamo sancito con un disegno di legge - che era quella  di
  trasferire  una  serie di competenze delle Regioni agli  istituendi
  liberi   consorzi.  Un'idea  diversa  rispetto  a  quella  che   ha
  annunciato  proprio  ieri  il Presidente Renzi  a  proposito  della
  necessità, da parte sua, di snellire l'assetto istituzionale che in
  questo  momento  vige in Italia, proponendo la  eliminazione  delle
  Province di ogni Regione.
   La nostra idea - a quanto pare - rispetto all'articolato che ci  è
  stato   presentato,  viene  stravolta  ed  alle  Province   vengono
  assegnate - da quello che ci è sembrato di comprendere - competenze
  in   ordine   ai   rifiuti,   in  ordine   all'acqua,   in   ordine
  all'organizzazione  di  quello che  sarà  il  nuovo  sistema  della
  programmazione  turistica  e  qualcos'altro.  E  mi   permetto   di
  osservare  che  sia  l'argomento  dei  rifiuti  che  quello   della
  trattazione  dei  sistemi  idrici e  dell'erogazione  del  servizio
  dell'acqua   sono   in   contrapposizione   con   le   società   di
  regolamentazione che in atto vigono, unitamente agli  ATO,  per  il
  sistema  dei  rifiuti; così come è in contrasto con il  disegno  di
  legge  455 sull'acqua, che andrà da qui a breve ad essere esaminato
  da questa Assemblea.
   Quindi noi abbiamo uno spaccato di un ente che si vuole creare, ma
  rispetto  al quale non riusciamo a comprendere bene quali  sono  le
  competenze.
   Dice  il Presidente della Regione nelle conversazioni che ha avuto
  con  gli organi di stampa che, ad esempio, una delle competenze che
  in atto hanno la Province, e cioè il sistema di viabilità, dovrebbe
  essere trasferito alla Regione oppure ai Comuni.
   Allora  ci  sembra necessario che il Governo chiarisca quale  deve
  essere  la  prospettazione futura di questi nuovi liberi  consorzi;
  perché  a  seconda  di  quelle  che  sono  le  competenze  possiamo
  ragionare e stabilire percorsi consequenziali in ordine agli organi
  elettivi  o  di  primo o di secondo grado. Perché se le  competenze
  dovessero  essere di un certo livello, è chiaro che debbono  essere
  chiamati tutti coloro i quali appartengono al corpo elettorale,  al
  fine  di  avere  una gestione diretta del popolo.  Se,  invece,  il
  libero  consorzio - così come ci sembra di capire - dovesse  essere
  qualche  cosa che è di carattere programmatorio, va bene un disegno
  di  legge  come  quello  che è in esame e che,  in  buona  sostanza
  prevede  una  serie  di organismi di secondo grado,  facendo  -  mi
  riferisco  all'assessore - confusione tra l'articolo 3 e l'articolo
  4; perché l'articolo 3 al comma 4, a proposito delle spese relative
  ai rimborsi dei sindaci, fa confusione con l'emendamento presentato
  dal  Governo all'articolo 4, dove invece sono indicati  come  parte
  dell'assemblea  anche  i  consiglieri  comunali.  Perché,  leggendo
  l'articolo  3  sembrerebbe che l'assemblea è  formata  soltanto  da
  sindaci; leggendo l'emendamento del Governo, di cui all'articolo 4,
  invece ci sono pure i consiglieri comunali.
   Quindi  questo affinché l'argomento possa essere chiarito,  perché
  non   c'è   ombra   di   dubbio  che  l'intromissione   nell'ambito
  dell'organismo,  il  fatto  che ci siano consiglieri  comunali,  da
  parte  mia  e del mio gruppo è assolutamente condivisibile.  Non  è
  condivisibile,  per esempio, il fatto che i sindaci siano  chiamati
  da  parte  del corpo elettorale, non solo a gestire il  comune,  ma
  sono  anche  chiamati spesso a candidarsi quando gestiscono  comuni
  sotto i ventimila abitanti, e poi saranno chiamati a far parte  del
  nuovo senato, ed infine saranno chiamati a dirigere i bei numeri.
   Allora  qui  dobbiamo metterci d'accordo, e credo che  il  Governo
  farebbe  bene  a  fermarsi un momento per fare una riunione  con  i
  capigruppo  per  stabilire un percorso che possa essere  di  comune
  intesa,  e  soprattutto  prima  di parlare  di  organi  di  sistemi
  elettorali parlare di quelle che sono le competenze, perché parlare
  di  strumenti  di  coordinamento, di quella  che  è  l'attività  di
  Governo,  senza  sapere quale è la materia del Governo,  mi  sembra
  oltremodo  inutile e quanto meno dispendioso per un  dibattito  che
  non è per nulla concludente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  è  inutile  che diciamo cose che già ci siamo detti in  discussione
  generale,  all'articolo 1, all'articolo 2, a tutti gli emendamenti,
  ma vorrei parlare di questo articolo 3 che, se pur striminzito come
  ben detto dall'onorevole Alongi, dei significati ce li ha.
   Lei lo definisce essenziale, assessore Valenti, ed io potrei anche
  accettare essenziale nel senso cioè che è essenziale per voi, ma io
  mi  vorrei  confrontare  con  lei, con spirito  costruttivo.  E  mi
  riferisco al comma 2, che stabilisce che la durata è cinque anni, e
  venuta  meno la carica cessano anche dalla nomina presso il  libero
  consorzio.
   Assessore  Valenti, la domanda non da giurista è: ma secondo  voi,
  stabilire un principio di questo tipo è un principio legittimo?  Io
  qualche dubbio ce lo avrei, e sarebbe più corretto stabilire che la
  nomina  sia per due anni e mezzo, e a due anni e mezzo, uno  presso
  il  consiglio comunale si fa rinominare, perché secondo me  non  ci
  deve  essere  automatismo sul fatto che perché  uno  è  sindaco,  è
  componente presso l'assemblea del libero consorzio.
   Molto  spesso i sindaci sono eletti e non hanno maggioranza presso
  il  consiglio comunale, perché sono eletti con una parte esigua del
  corpo elettorale che gli affida la propria fiducia, per cui secondo
  me  si  rende  necessario che comunque anche il sindaco  passi  dal
  consiglio  comunale, e se vuole fare parte del libero consorzio  si
  faccia nominare con apposito atto deliberativo.
   Ma  può essere che il sindaco non ci vuole andare in assemblea del
  libero  consorzio, e ci vuole mandare il vice sindaco, o  ci  vuole
  mandare  il  presidente del consiglio comunale, o  il  capo  gruppo
  della maggioranza, o vuole dare spazio alle minoranze.
   Assessore,  io  le  pongo un principio di  sana  democrazia  e  di
  coinvolgimento   del  territorio,  una  cosa  seria,   era   questa
  l'osservazione  poi fate come volete Assessore,  io  ormai  non  mi
  stancherò  di  dire,  l'ho detto più volte,  la  migliore  campagna
  elettorale  che vi posso fare è assistere a queste  norme  che  voi
  portate in Aula così per come le portate.
   Ed  ancora,  come  è  possibile  immaginare  al  comma  3  che  il
  presidente  del  libero  consorzio, i componenti  dell'assemblea  e
  della  giunta in libero consorzio esercitano le rispettive funzioni
  a titolo gratuito?
   Ora  le dico quale sarebbe il mio modello. Il mio modello sono  le
  province, con il settanta percento dei consiglieri in meno, con  il
  settanta  percento  del  compenso in meno, con  un  presidente  che
  prende  il  settanta  percento del compenso in  meno,  avremmo  più
  funzionalità e certamente un organismo più leggero.
   Ma  andiamo  invece  alla riforma, perché lo  capisco,  l'opinione
  pubblica  chiede  un  cambio, ma allora se questo  deve  essere  il
  modello,  perché  non  fare un modello ancora  più  innovativo  del
  Presidente  Crocetta, il modello IPAB: un componente  nominato  dal
  Presidente della Regione, uno dall'Assessore per gli enti locali ed
  uno dal Sindaco del capoluogo provinciale. Formano un consiglio  di
  amministrazione, la chiamiamo  area metropolitana , ne fa parte  la
  grande  città  ma  anche tutti i comuni e questo   contenitore   lo
  riempiamo di risorse, lo facciamo diventare operativo in termini di
  risposte  immediate  sul territorio, quindi  detentore  di  servizi
  reali,  per cui facciamo una cosa seria,. Un CdA si riunisce  e  in
  un'ora  approva  venti punti all'ordine del  giorno.  Ho  avuto  la
  fortuna,  per  la mia giovane età, di fare anche il  componente  di
  consigli di amministrazione. Si fa una cosa snella
   Ma  come  è  possibile  signor  Assessore,  lo  dico  con  spirito
  costruttivo e in assoluta buona fede - io la norma la voglio fare -
  immaginare  una assemblea con tutti questi componenti?  Sarà  molto
  litigiosa, si impantanerà  Per quanto riguarda l'area metropolitana
  sarebbe  molto  più serio accorpare la città metropolitana  con  il
  libero  consorzio, quindi fare un organismo, ci possiamo presentare
  ai  cittadini  dicendo   abbiamo  ridotto  anche  il  numero  degli
  organismi ,  quindi  questo si che è spending review,  per  cui  le
  dico,  signor  Assessore, non penso di avere  fatto  un  intervento
  salvifico, non lo immagino, non mi illudo, però certamente  qualche
  cosa  che è meritevole di attenzione da parte del Governo  io  l'ho
  detta
   Voi  pensate  che il sindaco si sposta presso il libero  consorzio
  andando  a  deliberare con lo spettro della Corte dei  Conti  senza
  retribuzione?   Faremo tutto a gratis   Non prendiamo  in  giro  la
  gente,  non  lo  farà  nessuno  Graviamo sui  bilanci  comunali  le
  trasferte  di  questi signori? Quindi quello da  Partitico  metterà
  benzina  a  carico  del Comune di Partinico per  andare  presso  il
  libero consorzio? Almeno quello essenziale lo dovete inserire   Non
  lo mettiamo nella norma? Demandate ad apposto decreto? Ma questa  è
  fantascienza signor Assessore

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  intervengo  perché ritengo che l'art.  3  su  cui  stiamo
  dibattendo   rappresenti   un  altro   punto   dolens   di   questa
   stucchevole   riforma  che il  Parlamento  sta  discutendo  e  che
  invece il Governo ci tiene che venga varato. Riteniamo che sotto un
  certo profilo sembrerebbe che l'art. 3 possa essere considerato  un
  articolo  normale nella disciplina degli organi, nella composizione
  degli stessi e anche nelle modalità di indicazione degli stessi. In
  effetti,  leggendo bene la norma ci accorgiamo che  ci  sono  tante
  insidie  ma  soprattutto ci sono tanti punti che, a nostro  avviso,
  vanno  modificati.  Innanzitutto  le  elezioni  di  secondo  grado.
  Abbiamo  già  detto,  lo  ribadiamo  in  questa  sede,  non   siamo
  d'accordo.  Noi  riteniamo  che la legge  n.  7  del  2013  che  ha
  cancellato  una  democrazia partecipata e rappresentativa  non  sia
  oggi  attuale per almeno una duplice ragione perché da  un  lato  è
  stata  disattesa  perché sono stati oltrepassati i  termini  al  31
  dicembre  2013,  termine  ultimo entro il  quale  la  stessa  norma
  dovesse  sprigionare, dovesse spiegare i propri effetti, dall'altro
  lato perché noi riteniamo che sia una involuzione e lo hanno detto,
  prima  di me, nella discussione generale, vari colleghi non  ultimo
  il  presidente Formica che più volte e a più riprese ha segnato  ed
  evidenziato questo concetto.
   E  quindi noi diciamo, su questo versante, che ribadiremo, c'è  un
  nostro  emendamento, ma non è soltanto il nostro, e mi  fa  piacere
  che  una larga parte del Partito Democratico ha firmato, ha firmato
  e  ha presentato un emendamento in tal senso, vada verso l'elezione
  diretta  quantomeno del Presidente dei liberi consorzi. Questo  per
  riavvicinare  il  rapporto tra cittadino  e  istituzione,  per  non
  pensare  che  le cariche siano cosa appannaggio dei  partiti  o  di
  segreterie politiche: i ruoli istituzionali devono prendere  corpo,
  origine e anima dall'elettorato, dai cittadini.
   Il  secondo problema è quello della stabilità. Questa norma,  così
  come  è  articolata,  non  crea stabilità  perché  se  si  lega  la
  partecipazione  agli organi, alla presidenza ed  all'assemblea,  si
  lega  al mandato dei sindaci, il rischio è che ci possa essere  una
  continua  instabilità; ed allora noi dobbiamo differenziare  quella
  che è la stabilità di un libero consorzio, con quella che è la vita
  di  un  ente  e, se vogliamo, il percorso del mandato, il  percorso
  temporale  legato al mandato del singolo consigliere o del  singolo
  sindaco di ciascun ente.
   Questi  concetti,  Assessore, lo voglio dire a lei,  rischiano  di
  creare un ulteriore situazione di confusione.
   L'ultimo,  il  terzo  elemento, che  ha  già  esposto  l'onorevole
  Milazzo, è quello della copertura finanziaria.
   In maniera improvvida, io dico forse un po' ingenua, è stato detto
  che la norma non ha bisogno di una copertura finanziaria. Io vorrei
  capire se così è perché per me non è così.
   Quando  abbiamo  presentato  alcune richieste  di  sospensiva  non
  l'abbiamo fatto sulla questione finanziaria, onorevole Formica,  ma
  anche  su  questo  andrebbe fatta perché la  Commissione  Bilancio,
  onorevole  Dina,  doveva  pretendere che questa  norma  transitasse
  nella  nostra  Commissione, nella Commissione  da  lei  presieduta,
  perché  se  da  un  lato la proposta della I Commissione  cerca  di
  caricare  gli oneri ai Comuni, l'onorevole Cracolici  sa  bene  che
  così  non  sarà.  Se  poi l'onorevole Cracolici sarà  ulteriormente
  censurato quando su questo, che si dovrà esprimere, capirà e  andrà
  a  verificare che in effetti c'è un onere e di non poco  conto  che
  insisterà  sugli  stessi  consorzi,  a  quel  punto  saremmo  tutti
  chiamati a fare mea culpa o a scaricare la responsabilità a chi? Ad
  altri? No, la responsabilità è soltanto nostra
   Ecco  perché,  in  maniera molto chiara, noi  abbiamo  presentato,
  sulle  tre  questioni,  vari emendamenti che sottoporremo  all'Aula
  che, e vado alla conclusione, in maniera serena li potrà apprezzare
  o meno.
   Rimane, comunque, la censura principe che per noi questa non è una
  riforma ma è un voler perdere tempo.
   Ho  detto poc'anzi, in separata sede, che il Parlamento sta  dando
  una  mano  al Governo che, non potendo ancora portare in  Aula  una
  vera  emergenza,  e cioè la manovra finanziaria, pensa  di  perdere
  tempo,  ci  stiamo  trastullando sul nulla, su  questa  legge,  per
  prendere  tempo  e  non  essere  contestati  sull'assenza  e  sulla
  incapacità di portare, invece, prima in Commissione e poi  in  Aula
  una vera emergenza che è la manovra finanziaria bis.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  l'articolo 3 che stiamo affrontando è in buona sostanza  una  norma
  che contiene una corposa consistente riserva di legge perché rinvia
  a successiva normazione, esattamente come fa l'articolo 10, secondo
  la riscrittura del Governo la cui lettura coordinata con l'articolo
  3 è imprescindibile al fine di trovare un minimo di coordinamento e
  di  significato tra le norme rinvia alla successiva normazione   di
  carattere  ordinario, cioè ad una legge regionale  successiva,  sia
  con   riferimento  al  quinto  comma  che  al  sesto  comma   della
  riscrittura dell'articolo 10 come presentato dal Governo.
   L'articolo  3,  che è quello al nostro esame, non sappiamo  perché
  viene rinviato, è una riserva, come saranno composti questi organi,
  da   chi   saranno   composti  dal  punto  di   vista   soprattutto
  quantitativo.  Quanti  saranno i componenti  della  Giunta?  Quanti
  saranno  i componenti dell'Assemblea? La legge non ce lo  dice.  Lo
  rinviamo  ancora  una  volta e quale principio  è  mai  quello  che
  reintroduca  nell'ordinamento  regionale  siciliano  l'elezione  di
  secondo grado?
   E'  vero,  ne  abbiamo parlato in altre circostanze in  quest'Aula
  durante  questo  articolato  e lungo dibattito,  ma  è  inevitabile
  riparlarne  perché, signor Presidente dell'Assemblea, lei  sa  bene
  che  questo iter politico è iniziato con l'annuncio dell'abolizione
  delle  province.  In  realtà, strada facendo, c'è  stato  anche  il
  tentativo,  che  è  ancora  in atto, di moltiplicare  gli  enti  in
  Sicilia, non di diminuirli e di snellirli. E se è vero come è  vero
  che un ente intermedio non può funzionare, ce lo dice l'articolo 3,
  senza  la  figura del Presidente, senza la figura  della  giunta  e
  senza  l'organo assembleare, è davvero assurdo che  noi  si  voglia
  reintrodurre l'elezione di secondo grado.
   Ma  con  quale autorevolezza il Presidente eletto in  elezione  di
  secondo  grado  può presiedere un'Assemblea e un  ente  che  invece
  registra la presenza di sindaci che vengono eletti direttamente dal
  popolo? E quale strana figura di conflitto di interessi noi  stiamo
  creando  nel  momento in cui il Presidente di  un  ente  così  poco
  delineato nella legge, così poco chiaro nella legge che noi  stiamo
  affrontando  è  al tempo stesso il sindaco eletto  dal  popolo  del
  proprio  comune  e il Presidente di un ente intermedio  eletto  col
  sistema di secondo grado? Ma non sarà questo Presidente tentato  di
  concentrare    le   risorse   finanziarie   dell'ente    intermedio
  dirottandole  soltanto  o  esclusivamente  o  prevalentemente   sul
  proprio comune? Non creerà una disarmonia nel sistema con gli altri
  sindaci componenti sì dell'Assemblea, elettori sì di secondo grado,
  ma  non  aventi lo stesso potere di governo di questo sindaco  asso
  pigliatutto? E' davvero disarmonico tutto quello che sta proponendo
  il Governo.
   E  vorrei  concludere con una considerazione di carattere politico
  che  è quello che più interessa, non senza avere prima sottolineato
  la   giustezza  della  impostazione  della  pregiudiziale  e  della
  richiesta  di  rinvio  che  ad  apertura  di  seduta  ha  formulato
  l'onorevole Formica.
     Signor  Presidente, non si possono commissariare  gli  enti  con
  legge  ordinaria. Lo dice la Corte Costituzionale, lo  riprende  il
  Giudice  amministrativo; non poteva farlo nemmeno il Governo  della
  Regione siciliana e questo Parlamento, soprattutto seguendo  l'iter
  così zigzagante e scomposto che ha seguito il Governo e, purtroppo,
  la maggioranza di questo Parlamento.
   Ma  il  Presidente Crocetta non si chiede - e mi dispiace che  non
  sia in Aula, del resto lo è assai raramente - come mai perde cinque
  posizioni nel giro di un  mese e mezzo, due, nella graduatoria  del
  gradimento  dei  Presidenti di Regione  e  perde  cinque  punti  in
  percentuale? Non sarà forse anche per questa assurda marcia che  ha
  impresso  al disegno di legge e ad una riforma dell'ente intermedio
  assolutamente claudicante e fine a se stessa?
   Dovrebbe  forse riflettere ed avere dentro la sua testa un  grande
  punto  interrogativo;  almeno ci sia spazio  per  il  dubbio  e  la
  perplessità  che  il suo crollo del gradimento dei siciliani  possa
  dipendere  anche  da questo disegno di legge così  improbo  e  così
  assurdo  nel suo cammino e nei suoi contenuti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  devo
  dire  che  l'articolo 3, in trattazione, costituisce  la  summa  di
  quella che è la distanza siderale, abissale tra un articolo imposto
  in  Commissione,  al quale abbiamo cercato di porre  rimedio  senza
  riuscirci  - visto che la maggioranza ha voluto imporre  una  prova
  muscolare  -  e  come  poi l'applicazione di  questo  articolo,  se
  dovesse   passare   così   come   è   uscito   dalla   Commissione,
  determinerebbe un disastro e determinerebbe la paralisi dei  Liberi
  Consorzi dei Comuni.
   Prima  di  intrattenere questo Parlamento su quello  che  per  noi
  resta   il   principio  cardine  e  cioè  l'elezione  diretta   dei
  rappresentanti  del  popolo  a  tutti  i  livelli,   voglio   farvi
  riflettere, onorevoli colleghi, su alcuni passaggi di questa  norma
  e   vorrei  fare  riflettere  soprattutto  il  Presidente  della  I
  Commissione ed i suoi componenti.
   Il primo comma ci parla degli organi e quindi lo salto. Il secondo
  comma  Elezione di secondo grado  - attenzione, onorevoli colleghi,
  perché   sarete  responsabili  di  questo  disastro   normativo   e
  soprattutto  amministrativo,  onorevole  Cracolici:    Gli   organi
  restano  in  carica  cinque anni, fermo restando che la  cessazione
  dalla  carica   ricoperta  nel Comune di appartenenza  comporta  la
  cessazione della carica ricoperta nel Libero Consorzio , quindi  ci
  troveremo  in  una  situazione in cui mettendo  insieme  un  Libero
  Consorzio, Presidente Ardizzone, poniamo dieci comuni nei quali  si
  sono   svolte  le  elezioni  in  anni  diversi,  ogni  anno  faremo
  un'elezione  e  ogni  anno  decadranno dei  componenti  dei  Liberi
  Consorzi, magari nel frattempo - siccome in Sicilia proviamo a  non
  farci  mancare  niente - ci sarà anche qualche comune  sciolto  per
  mafia   e  decadranno  quei  comuni,  decadranno  quei  consiglieri
  comunali e decadranno quei componenti dei Liberi Consorzi.
   Ma  che  state facendo? Il plenum del Libero Consorzio dei  Comuni
  non  ci  sarà mai, perché, al massimo, ogni sei mesi, vi  troverete
  nella  difficoltà di dovere sostituire consiglieri che non ci  sono
  più. Siete ridicoli
   Rispetto  a queste cose, ma che state facendo Governo?  Che  state
  facendo  Commissione?  Che  state facendo  maggioranza?  Ancora  vi
  dobbiamo chiedere di fermarvi? Ridicoli
   Devono essere senza gettone perché la democrazia, in questo  tempo
  populista  -  ma noi non possiamo essere populisti,  noi  siamo  un
  Parlamento -  ha un costo; cosa diversa  sono gli sprechi. Voi  non
  capite di cosa parlate, è incredibile. Le missioni e i costi devono
  essere in capo all'amministrazione di provenienza, ma il mio amico,
  consigliere  comunale di Bagheria, segretario  regionale  dell'ANCI
  giovani,  non può partecipare ad una sola missione perché  non  c'è
  una lira per le missioni. Ma di cosa state parlando?
   Allora, questo articolo 3 è la summa delle idiozie, è una vergogna
  e, ancora, avete proposto tre o quattro modalità di elezioni: prima
  i  consiglieri comunali proporzionalmente al numero degli abitanti,
  poi  tutti i consiglieri comunali, così manderemo mille consiglieri
  comunali  ad  eleggere  il Presidente di un  libero  Consorzio  dei
  Comuni.
   Poi,  ancora,  vediamo,  signori miei,  Presidente  Ardizzone,  mi
  rivolgo  a  lei: ho posto tre piccole considerazioni  che  sono  la
  dimostrazione  mi rivolgo agli Uffici, alla Segreteria generale, ma
  che  stiamo combinando? C'è un minimo senso di responsabilità o c'è
  soltanto  la  voglia  cialtrona  di  andare  appresso   a  continue
  mistificazioni  che mortificano il Parlamento. Ve lo  chiedo  senza
  alcuna  volontà strumentale: fermiamoci; state facendo, un  regalo,
  in  senso ovviamente ironico, alla credibilità di questo Parlamento
  che  vi  assumerete  voi  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   e
  maggioranza, voi Governo, perché lo spiegheremo in tutte le piazze.
   Allora,  un sussulto di orgoglio: siamo legislatori; vi  prego  di
  attenzionare quelle due o tre banalità che vi ho sottoposto  perché
  un'Assemblea, perché un'Istituzione possa riunirsi e  possa  votare
  deve  esservi il plenum. Così com'è fatto questo articolo il plenum
  dei  liberi  consorzi dei comuni non ci sarà mai. State  approvando
  una  norma suicida, tranne, signor Presidente e ho concluso, se  il
  Presidente  Crocetta e la sua maggioranza non  vogliano  fare   una
  legge  che, sapete sin dall'inizio, verrà cassa, perché  non  potrà
  che  essere  cassata, dal  Commissario dello  Stato  e  la  volontà
  vostra,  prima  che  nostra, è quella di andare  a  votare  per  le
  provinciali, solo che noi lo diciamo e voi non avete il coraggio di
  farlo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo 3 ricollegandomi a quello che è, secondo me, il punto
  nodale  della  questione  ed è stato affrontato  dall'onorevole  Di
  Mauro nel suo intervento, solo che l'onorevole Di Mauro lo ha posto
  in  termini ancora dubitativi, rivolgendo la domanda al Governo. Ma
  si  può  sapere di che funzioni volete dotare questo Consorzio?  In
  effetti,  su  questo  punto, il testo è molto lacunoso  e  vi  sono
  parecchie  contraddizioni, però, l'onorevole  Di  Mauro  dimentica,
  purtroppo,  che  già vi è un articolo 1, che è stato  approvato  da
  questa Assemblea, io dico malauguratamente, ma è stato approvato  e
  l'articolo  1,  checché  se ne voglia dire,  attribuisce  a  questi
  liberi  Consorzi dei Comuni l'esercizio di funzione di  Governo  di
  area.
   Questo  è  un principio del quale necessariamente dobbiamo  tenere
  conto.   A  parte  tutti  i  dubbi  di  costituzionalità  dell'iter
  normativo  che stiamo affrontando e che, a cuor leggero,  riteniamo
  di  superare sul punto sbandierando una nostra autonomia  che  però
  non  può spingersi fino a violare la Costituzione perché di  questo
  si  tratta.  E, quindi, nel momento in cui vi è stato un intervento
  della Corte costituzionale che ha eliminato la possibilità che  con
  legge  ordinaria  giustamente si possa  intervenire  su  un  organo
  territoriale  intermedio previsto dall'articolo  114  della  nostra
  Costituzione,  quale sia la provincia, non vedo  perché  con  legge
  della Regione siciliana, invece, questo lo si possa affrontare.
   Però,  dico,  a parte questi rilievi che sono stati messi  già  in
  luce più volte, e sul quale le pronunce dei giudici amministrativi,
  a  piene  mani,  hanno  ribadito l'assoluta  incostituzionalità  di
  questo  modo  di procedere e l'assoluta illegittimità delle  nomine
  correlate  dei  commissari di questi enti, a parte tutto  ciò,  nel
  momento  in  cui affidiamo a questi liberi consorzi le funzioni  di
  governo   di   area   vasta,   ricadiamo  inevitabilmente,   signor
  Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,   nella   previsione
  dell'articolo  5  della  nostra  Costituzione  che  salvaguarda  le
  autonomie locali e il principio di rappresentatività collegato alle
  autonomie locali.
   Qui,  principio  di  rappresentatività che poi  va  collegato  con
  l'articolo 51 che prevede l'elettorato passivo proprio di  tutti  i
  cittadini, quindi elezione di secondo grado per organi di  governo,
  la nostra Costituzione, non ne prevede.
   E  poiché  non siamo in Groenlandia, ma bene o male siamo  in  una
  Regione   che  ancora  fa  parte  dello  Stato  italiano,    stiamo
  procedendo in  maniera assolutamente illegittima.
   Questo  articolo  3,  oltre alle innumerevoli  contraddizioni  che
  giustamente qualcuno ha qualificato idiozie, mi fa piacere che  non
  sia stato io a doverlo dire, ma altri ben più autorevoli di me,  mi
  è stato tolto l'epiteto che mi ero riservato per stasera, ne faccio
  volentieri a meno, a parte queste cadute di stile in una norma così
  importante,  questo  articolo 3 costituisce  il  vulnus  di  questo
  principio  della rappresentatività, ossia la previsione  di  questo
  meccanismo per la verità molto confusionario. Su questo,  però,  se
  dovesse  essere  approvato  l'articolo 3,  ritorneremmo  poi  nelle
  modalità  di  rappresentanza dove la confusione è ancora  maggiore.
  L'articolo 3, però, già costituisce il punto nodale perché  prevede
  questa fantomatica elezione di secondo grado.
   Non  capisco perché ci si voglia avventurare in questa  strada  di
  togliere la parola al cittadino elettore. Perché dobbiamo negare la
  possibilità  ai  cittadini di scegliere i propri rappresentanti  in
  questo  ente intermedio? Perché dobbiamo intestarci a dare a questi
  sindaci  che  già,  attraverso l'elezione diretta,  vengono  spesso
  svincolati  dalle maggioranze che li ha sostenuti e in  molti  casi
  si  sono trasformati addirittura in podestà? Dobbiamo attribuire la
  possibilità  di  diventare il presidente di questi liberi  Consorzi
  quando  si  lamentano  di  non avere già  il  tempo  e  le  risorse
  finanziarie per amministrare bene i loro comuni.
   Cerchiamo  di  trasportare tutti i difetti che già in  molti  casi
  abbiamo  nella rappresentanza comunale all'interno di  questo  ente
  intermedio  facendo sì che questo ente intermedio  debba  dipendere
  dalle fortune o dalle disgrazie dei singoli comuni.
   Veramente  stiamo rasentando l'assurdo. I colleghi  continuano  ad
  andare  allegramente dietro questa legge che  non  ha  più  nemmeno
  quella  linea  logica, quell'impianto iniziale che era  emerso  dal
  disegno  originario,  per cui, veramente, fermiamoci  e  su  questo
  punto, attenzione, ridiamo la voce ai cittadini.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  in  una  delle poche presenze in Commissione, chiedendo la  parola,
  dicevo che, mediaticamente, questo articolo 3 porterà un messaggio:
  che stiamo legiferando una riserva indiana e cioè priviamo tutti  i
  cittadini  e  diamo  la possibilità ai sindaci  ed  ai  consiglieri
  comunali  di  eleggere  questo presidente e gli  altri  organi  dei
  liberi consorzi.
   Dove  si  cerca di ammazzare la democrazia vengono  sempre  i  più
  grossi  dispiaceri. In questi giorni è stata effettuata  l'elezione
  del  Segretario  nazionale dell'UDC, vero, signor  Presidente?  Per
  colpa di alcuni delegati che rappresentavano più di cinque voti, di
  cinque  delegati,  che non si sono presentati  a  quella  assemblea
  perché  politici,  perché  avevano  chiesto  magari  qualche  cosa,
  l'onorevole D'Alia non è stato votato. Questo è quello che  accadrà
  alla prima votazione degli organi dei liberi consorzi.
   In  occasione di questo intervento, faccio i miei migliori  auguri
  all'onorevole  Cesa, perché si troverà a gestire un partito  in  un
  momento  grave, in un momento in cui c'è bisogno della  democrazia,
  quindi, questo da l'esempio.
   Onorevole  Ardizzone,  che  abbia un  sussulto  di  orgoglio:  dia
  qualche  forma  di  collaborazione,  cerchi  di  convincere  questa
  maggioranza  a ritornare in Commissione, a fare una Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, a vedere se questa   legge  che
  noi,  da  lì  a  poco - c'è chi dice che giovedì la approveremo  ma
  penso  che,  conoscendo il Presidente e non facendo  ore  notturne,
  possa  dare  appuntamento  al Presidente Crocetta  fra  15  giorni,
  perché  faremo le barricate per non fare un obbrobrio e non abbiamo
  bisogno di dare questa visibilità fuori da questo Parlamento.
   Onorevole  Cracolici, ha perso un'occasione per  fare  tornare  il
  disegno di legge in Commissione. Lei ha perso un'occasione. Non  so
  quale  sia  il  suo vero interesse: è affossare questo  disegno  di
  legge  o lo dobbiamo approvare? O dobbiamo fare una rivoluzione?  O
  lei non crede a questa rivoluzione?
   Quando  è  stato eletto Presidente, speravo che si approvasse  una
  legge  veramente rivoluzionaria. Ricordi: qualunque legge facciamo,
  dobbiamo dare voce al popolo. Se lo scriva. Ha scritto tante cose e
  questo è un messaggio in più e sono convinto che se ritorniamo  sui
  nostri  passi,  se  al  Presidente di  quest'Assemblea  -  lo  dico
  veramente - viene qualche idea, aiuti a fare questa legge.
   Lei  non può fare solo l'osservatore del Regolamento; lei stasera,
  per  me,  è  nervoso; lo dico veramente: per me, è nervoso.  Non  è
  così normalmente. Signor Presidente, un po' di elasticità penso che
  aiuta  l'Aula a fare un percorso che, secondo me, prima  si  chiude
  meglio è.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio perché mi ha impedito di scampanellare,
  visto che ha chiuso prima dei cinque minuti, ma non era un atto  di
  nervosismo, tutt'altro.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  diventa  sempre  difficile,  da  un  po'  di  tempo,  parlare  dopo
  l'onorevole Greco Giovanni, perché riesce ad avere una  verve,  una
  ironia  che  non gli riconoscevamo fino ad adesso. Poi  per  questa
  sera  abbiamo  intuito  che  più che il  deputato  voleva  fare  il
  venditore  di aceto e spargere aceto sulle ferite, ma mi  pare  che
  questo non sia assolutamente né il caso né il luogo.
   Noi,  signor Presidente, questa sera, ancora una volta, ritorniamo
  ad affrontare l'argomento che sembra essere l'argomento principe di
  questo  disegno  di legge, cioè chi rappresenterà i  cittadini  nel
  prossimo organo che si chiamerà liberi consorzi comunali?
   Saranno  coloro i quali sono stati liberamente eletti e scelti  da
  parte  del popolo? Così come prevede fino ad oggi la legge,  perché
  vorrei  ricordare  che, fino ad oggi, da solo  questa  possibilità,
  cioè  che  siano  i  cittadini ad eleggere  direttamente  i  propri
  rappresentanti. In questo caso, i propri amministratori oppure  noi
  possiamo  fare una norma che vada al di là di quelle  che  sono  le
  prerogative riconosciute dalla Costituzione alla Regione Sicilia e,
  quindi, dare vita ad una elezione di secondo grado, che ricordo non
  essere previsto in nessun posto se non attraverso questo disegno di
  legge.
   Per  essere chiari, il primo rischio concreto, certo, che potremmo
  correre,  senza voler sempre invocare il Commissario  dello  Stato,
  perché  ad alcune soluzioni dovremmo arrivare da soli, è che  dando
  vita  ad  un  provvedimento legislativo che  è  palesamente  contro
  quelle  che  sono le norme vigenti nel nostro Paese, la prima  cosa
  che  farà  il Commissario dello Stato, sarà quella di impugnare  la
  norma,  a  meno  che, noi, nel frattempo, non ci siamo  pentiti  di
  esserci  pentiti, di esserci ulteriormente pentiti  e,  quindi,  ci
  siamo  convinti che le Province sono un organo importante.  Allora,
  anziché  non  mantenere  l'impegno assunto in  televisione.  ce  lo
  facciamo bocciare da parte del Commissario dello Stato e manteniamo
  le Province. Anche questo potrebbe essere una soluzione.
   Ricordo,  però,  che  ormai, in troppe occasioni,  il  Commissario
  dello   Stato  è  intervenuto.  Non  possiamo  continuare  a   dare
  l'impressione  di  essere  non  una classe  indisciplinata,  perché
  spesso la classe indisciplinata potrebbe anche essere diligente, ma
  una  classe di asini che necessariamente hanno bisogno di colui  il
  quale  gli  tira  le orecchie per ricordargli che alcune  cose  non
  possono essere fatte.
   Non  possiamo correre il rischio, dopo ciò che è accaduto  per  la
  finanziaria, di vedere impugnato nuovamente questo provvedimento.
   Dopodiché, cosa proponiamo ai cittadini?
   Proponiamo  di  non andare più a votare, di non  giudicare  più  i
  propri  rappresentanti e affidiamo la gestione della politica  alla
  cosiddetta  casta , affidiamo la gestione della cosa pubblica ad un
  numero sempre più ristretto di cittadini.
   Oggi, per fare un esempio - e parlo della mia Provincia - ci  sono
  circa  220  mila  elettori  che si recano  alle  urne  e  hanno  la
  possibilità di scegliere il Presidente. Da oggi, non ci saranno più
  220  mila persone; tutto rimarrà ristretto all'interno di 500,  600
  consiglieri comunali che si recheranno a votare e sceglieranno  gli
  organi   che   amministreranno  gli   enti   locali.   Sceglieranno
  liberamente,  come  è  giusto che sia,  oppure  l'esperienza  della
  Presidenza dell'ANCI ci deve fare riflettere?
   Senza volere, ad ogni costo, dire male degli altri - perché noi, a
  differenza dei sindaci, non siamo abituati a sparare su di  loro  -
  vi  vorrei  invitare  a riflettere su ciò che  è  accaduto  durante
  l'elezione   del  Presidente  dell'ANCI.  E  non  si  eleggeva   il
  Presidente   di   una  provincia,  che  ha  poteri   importanti   e
  fondamentali,  ma  si  eleggeva il rappresentante  dell'Unione  dei
  Comuni.  E dove, per essere chiari, c'è stato un soggetto  che  per
  mesi era stato candidato, che poi, alla fine, forse, non è riuscito
  a  potere  accontentare  tutti  ed è stato  sostituito,  all'ultimo
  momento,  con  una  serie di tradimenti e di  veti  incrociati.  E,
  stando  al  mancato  Presidente dell'Unione  dei  Comuni,  è  stato
  veramente  un  mercato delle vacche, perché, alla  fine,  è  venuto
  fuori  che  colui il quale era il maggiore sponsor  del  presidente
  mancato,  divenne  il  vicepresidente di colui  il  quale  è  stato
  eletto.  Non  penso, quindi, che i comuni abbiano dato  una  grande
  idea di sé nell'elezione del Presidente dell'ANCI.
   Il  rischio  concreto,  quindi, qual è? Che  questa  vicenda  poco
  edificante  si possa ripetere ogni qualvolta si andrà a  votare.  E
  che,  quindi, non solo ci sarà un vero e proprio mercato del  voto,
  ma  addirittura  all'interno delle province si  andranno  a  creare
  delle  lobbies,  per  cui  alcuni comuni riusciranno  ad  avere  la
  gestione della provincia a danno di altri.
   E,  poi, ve lo immaginate che il sindaco di un paese che è,  nello
  stesso  tempo,  il  sindaco del proprio paese e il  presidente  del
  libero  consorzio  dei  comuni accanto? Ma l'avete  mai  immaginata
  un'ipotesi  più irrazionale e più folle di questa?  Uno  che  dovrà
  dare  i contributi al proprio comune e a quello accanto? Al proprio
  comune  e  al comune che ha fatto parte della cordata che  è  stata
  sconfitta nella elezione per la presidenza del Consiglio dei liberi
  consorzi comunali. Una cosa veramente cervellotica.
   O voi immaginate che tutti i sindaci dei comuni siano degli angeli
  e,  di  conseguenza, quindi, nessuno di loro ha  peccati  oppure  e
  comincio  a  pensare la stessa cosa anche di me, il giorno  in  cui
  dovessi  fare  il sindaco   è chiaro che non sono un angelo  e,  in
  quanto tale, il mio comune avrà sempre la precedenza rispetto,  non
  solo  al comune di colui che mi sta accanto, ma rispetto ai  comuni
  di colori i quali non hanno appoggiato la mia candidatura.
   Per  questo  motivo, anch'io - come ha fatto poco fa il Presidente
  Formica  -  sono  dell'idea  di rimandare  il  testo  di  legge  in
  Commissione.  Andiamo  a  discutere sugli  organi  e  cerchiamo  di
  portare  a  casa un risultato importante: che almeno il  presidente
  sia eletto dai cittadini;  la Provincia, infatti, non può essere la
  casa  dell'oligarchia;  la  Provincia deve  essere  la  casa  della
  democrazia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica.

   FORMICA.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,  mi
  chiedo  sempre perché non si prende quasi mai in considerazione  il
  vecchio,  vecchissimo  detto   sbagliare  è  umano,  perseverare  è
  diabolico .
   E  mi pongo questa domanda, a proposito dell'articolo 3, oltre che
  per le mie convinzioni e per tutto ciò che abbiamo detto, prima  in
  Commissione  e  poi  in  quest'Aula, anche alla  luce  di  ciò  che
  brillanti  e  valenti colleghi hanno sottolineato  durante  i  loro
  interventi in questa discussione generale.
   Ora  non  vi è dubbio che l'onorevole Cordaro parlava  di  vere  e
  proprie  idiozie,  e  l'onorevole  Assenza  con  il  garbo  che  lo
  contraddistingue, e facendo forza e sforzandosi di bloccare la  sua
  lodevole  e  lodata  irruenza, almeno negli interventi  che  fa  in
  quest'Aula,  non  ha  voluto aggiungere  un  sinonimo:   stupidità,
  stupidità.
   Poi  poteva  anche, come dire, scantonare in qualche affermazione,
  che spesso i leghisti ci hanno abituato con delle loro consuetudini
  d'Aula, ma stupidità poteva benissimo essere menzionata.
   Ora  non si capisce per quale ragione si vuole fare una legge  che
  parte da un concetto di risparmio, traduciamo in italiano le parole
  spending  review, risparmio, rivisitazione della  spesa.   Spending
  review  si traduce con    rivisitazione della spesa'.
   Si  parte  da una norma di rivisitazione della spesa, e  in  corso
  d'opera  si  addiviene ad un agglomerato malforme di emendamenti  e
  proposte  di legge, che certamente aumenteranno la spesa. Si  parte
  da  una  norma  di  riordino delle competenze,  delle  funzioni,  e
  soprattutto di assottigliamento degli organi decisionali, e però si
  prevede  che a questi consorzi bisogna dare una serie di  funzioni,
  che tutto sono tranne che snellimento della catena di comando.
   Si parte da una norma, invocata, di contenimento della spesa, e si
  pensa  che  tutto  il contenimento della spesa si riduca  a  quella
  dicitura  che  c'è al comma 3, quale è il comma 3 dell'articolo  3,
  dove  riporta  che  i sindaci, il presidente della  provincia,  gli
  assessori  ed  i  componenti  dell'assemblea  esercitano  a  titolo
  gratuito.
   E'  come  quelle norme,  Presidente Ardizzone -  e lei  ha  grande
  memoria di questo - che spesso noi deputati quando le vogliamo fare
  approvare,   pensando  di  sfuggire  all'attenta  osservazione  del
  Commissario dello Stato, introducendo  una norma che ha  certamente
  spesa,    scriviamo:   la  presenta  norma  non  comporta   spese ,
  dopodiché,  giustamente,  il Commissario  dello  Stato  andando  ad
  esaminarla  ci  dice   che la norma ha spese, per  questo,  questo,
  questo, e quest'altro.
   Si  parte da un concetto di revisione della spesa, e però  non  si
  dice  che,  per  esempio, il costo di una competizione  elettorale,
  costituzionalmente   esatta,   garantita   appunto   dalla   nostra
  Costituzione - e cioè la possibilità per i cittadini di  scegliersi
  da  chi  essere  amministrati -  il costo  di  questa  competizione
  costituzionalmente   garantita,   nella   proposta   che    abbiamo
  presentato,  nei numerosi appelli che abbiamo fatto  al  Governo  -
  ecco  perché  ci  viene  il dubbio di cosa  vogliono  fare  -,  nei
  numerosi appelli che abbiamo rivolto al Governo, sarebbe intorno  a
  due  milioni  e mezzo,  tre milioni di euro, e si fa finta  di  non
  capire  che,  per esempio leggiamo che solo il Cefop,  un  ente  di
  formazione, in due mesi sperpera due milioni di euro,  un solo ente
  di  formazione  e  finisco signor Presidente,  ma  capirà  che  non
  stiamo parlando di cose a vanvera, ma di cose concrete.
   E  per  esempio  non si dice nulla a proposito del fatto,  che  se
  volevano  partire da una revisione della spesa, la prima  cosa  che
  dovevano   era    introdurre  nel  disegno  di  legge  l'abolizione
  dell'IPAB,  degli  ATO  idrico, degli  ATO  rifiuti,  dell'Istituto
  autonomo  case  popolari, dei Consorzi Ittici, era l'abolizione  di
  quelle centinaia di istituti creati, nel tempo, dalla politica  per
  piazzare  i  trombati   Per dare prebende  a chi magari  era  stato
  bocciato dal corpo elettorale  Non si dice questo, in una norma che
  si  invoca voler fare solo per risparmiare  Onorevoli colleghi,  la
  contraddizione è troppo grande  Allora perché insistono  Perché  si
  insiste  su  una norma che ormai non ha più senso che vada  avanti
  Perché è una norma che ha tradito le premesse da cui è partita ed è
  una norma che in corso d'opera si è rivelata irrealizzabile e che è
  certamente  foriera  di una moltiplicazione dei  centri  di  spesa,
  senza   considerare  i  guasti  irreparabili  che  provocherà   sul
  territorio  e  che  già  vediamo,  perché  camminiamo   su   strade
  provinciali  che  hanno le voragini e nessuno più fa  manutenzione;
  mandiamo i  nostri figli nelle scuole che cadono a pezzi  Saremo in
  presenza  di  una  organizzazione del territorio  cervellotica   Di
  porzioni di territorio che saranno governati da norme diverse ed in
  contrasto tra loro
   Signor Presidente, ritengo che sarebbe il caso, su un aspetto così
  dirimente, cioè l'art. 3, di accantonarlo anche alla luce del fatto
  che   lo   stesso  Premier,  Matteo  Renzi,  oggi  pomeriggio,   in
  dichiarazione di risposta al voto di fiducia alla Camera, ha detto:
   fermiamoci sulle province e vediamo quello che succede .
   Signor  Presidente dell'Assemblea, lei non è un arruffone,  non  è
  uno  che  può  tollerare che si esitino provvedimenti  che  saranno
  sicuramente   impugnati  dal  Commissario  dello   Stato.   Intanto
  sull'art. 3 fermiamoci perché è il cuore del problema  Vediamo  poi
  di   addivenire  a  miti  consigli.  Non  possiamo  esporre  questo
  Parlamento  a  delle figure barbine e a dei provvedimenti  che,  in
  ogni  caso,  provocherebbero  danni incalcolabili.  Quindi,  quanto
  meno, la prego di accantonare l'art. 3.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  l'art. 3 che individua gli organi dei liberi consorzi  ha
  come momento particolarmente importante un argomento che noi,  come
  Nuovo Centro Destra, abbiamo evidenziato, sostenuto e continuiamo a
  sostenere:  il principio della elezione diretta del Presidente  del
  Libero  Consorzio. Il motivo per il quale noi insistiamo in  questa
  posizione  è un motivo che parte dall'impegno che la politica  deve
  tornare  ad  avere,  cioè avvicinare i cittadini  alle  Istituzioni
  attraverso  un momento di partecipazione, di democrazia, attraverso
  un  momento  importante in cui può esserci, con  l'espressione  del
  voto,  la  possibilità di orientare una scelta, di  determinare  un
  presidente che possa rispondere direttamente per quelli che  devono
  essere  compiti specifici, se vogliamo,  anche rivoluzionari,  cioè
  aprire  una  fase  in cui ci sia una rispondenza tra  burocrazia  e
  servizi, tra governance di un sistema che rileva e rivela oggi  una
  serie  di  limiti  e di difficoltà, la definizione  di  funzioni  e
  interventi  specifici  che possano dare un senso  concreto  ad  una
  istituzione.
   Questo è stato il ragionamento che abbiamo voluto, con insistenza,
  portare avanti.
   Però  il  senso  del confronto.  E questo vuole  essere  anche  il
  motivo  di  un  dibattito serio, di un confronto democratico,  dove
  ogni  posizione si deve confrontare con la posizione  degli  altri,
  non  può  esserci una presunzione di imporre, solo  con  la  logica
  fredda dei numeri, un disegno in una scelta strategica.
   La  maggioranza  su  questo punto ha espresso  suoi  orientamenti,
  vuole  l'elezione  di  secondo grado, abbiamo  assistito  a  questo
  dibattito   dove   il   presidente   della   Commissione     Affari
  istituzionali   ha più volte eccepito su questo  punto  un  preciso
  impegno perché ci sia un segnale di novità.
   Signor Presidente, probabilmente il segnale di novità è nel  fatto
  dei  concreti risultati, secondo il mio punto di vista; secondo  il
  vostro  punto  di  vista  il segnale di  novità  vuole  essere  una
  discontinuità  secondo un sistema che già  c'era,  e  dove  vi  era
  l'elezione diretta.
   Su  questo  dico  che  bisogna confrontarsi e per  questo  chiedo,
  almeno, che venga recepito il principio della elezione diretta, sia
  essa  anche  momento  di  definizione  tramite  organismi  diversi,
  tramite   istituzioni   diverse,  tramite   momenti   statutari   o
  regolamentari che possano definire meglio questo percorso.  Però  è
  importante che venga, in questo senso, recepito il principio  della
  rappresentanza  democratica perché, come è stato detto,  in  questa
  occasione,  ed  io non lo ripeto, c'è un problema legato  ai  costi
  della politica e dei costi della democrazia.
   Se  noi dobbiamo eliminare i costi della politica, fra virgolette,
  ritengo  che  quest'Aula lo ha  già dimostrato in varie  occasioni,
  con  l'intervento normativo sulla spending review, di aver dato  in
  questo senso una precisa risposta.
   Però  sui  costi della democrazia, probabilmente,  un  momento  di
  attenzione dobbiamo anche averlo.
   Concludendo  la mia considerazione:  io dico che oggi deve  essere
  sancito  un principio su alcune scelte di fondo, su alcuni  momenti
  di  riforma  importanti,  deve esserci la partecipazione  dei  vari
  soggetti  politici che compongono, nella sua articolazione,  questa
  Assemblea regionale siciliana.
   Questo è quello che io chiedo e, in questo confronto, ognuno tenta
  di  far valere le proprie ragioni ed io mi auguro che alla fine  ci
  siano  le  ragioni della razionalità, le ragioni del confronto  che
  porti  ad  un risultato che non si limiti soltanto alla  forma  del
  soggetto  che noi andiamo ad evidenziare, ma anche alla sostanza  e
  ai  contenuti  e,  quindi, in questo senso,  pur  nel  sostenere  e
  nell'insistere in quello che è il principio dell'elezione  diretta,
  chiedo  che  ci sia anche un'apertura verso un momento di  consenso
  che  possa determinare una condivisione e potere, in questo  senso,
  avere anche un momento di confronto più specifico.

   PRESIDENTE.   Non  ci  sono  altri  iscritti  a   parlare.   Pongo
  congiuntamente in votazione gli emendamenti soppressivi 3.10, 3.15,
  3.30,  3.31,  il  3.4 ed il 3.16 - gli  ultimi due   riguardano  la
  soppressione  del  comma  1  e,  se approvati,  comporterebbero  la
  soppressione  dell'intero  articolo  -,  in  quanto   di   identico
  contenuto.

   FORMICA Perché devono votarsi insieme?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica  è  così.  Grazie,  comunque,  dei
  suggerimenti e del supporto che da a questa Presidenza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FIGUCCIA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti
            soppressivi 3.10, 3.15, 3.30, 3.31, il 3.4  3.16

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto   degli
  emendamenti soppressivi dell'articolo 3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          28
   Contrari            39

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.   L'emendamento  3.11  è  precluso   dall'approvazione
  dell'articolo   2   che  ha  disciplinato  in  modo   concluso   il
  procedimento per adesione o modifica dei consorzi.
   Si passa all'emendamento 3.12 che introduce l'elezione diretta del
  Presidente e  Consiglio. Se dovesse essere approvato il 3.12 devono
  essere  riformulati gli articoli 4, 5 e 6 perché si devono adeguare
  all'articolo  3  che  contiene i principi  generali.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   CORDARO.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.
         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.12

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.12.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          32
   Contrari            38

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 3.34 è dichiarato inammissibile perché tratta ancora
  di  aree metropolitane quando all'articolo 1 abbiamo già parlato di
  città  metropolitane  e  poi negli ultimi due  commi  tratta  della
  composizione  dei componenti del Consiglio comunale che  non  hanno
  nulla  a  che  vedere  con  questa legge. Quindi  viene  dichiarato
  inammissibile. I soppressivi sono inammissibili.
   Sono  dichiarati inammissibili gli emendamenti 3.20,  3.21,  3.22,
  3.7,  3.17. Gli emendamenti 3.3  3.32, 3.29, 3.28, 3.35, 3.6,  3.2,
  3.1 sono preclusi, così fino al 3.13.
   Si  passa all'emendamento 3.14 (I parte) della Commissione.  Tutti
  quelli precedenti sono assorbiti o preclusi dall'emendamento 3.12.

       CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo  di
  parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  presidente della Commissione  e  relatore.  Io  ho  il
  dovere  di  dare  anche  una  risposta al  collega  D'Asero  che  è
  intervenuto qualche minuto fa, chiedendo una valutazione.  Mi  pare
  che  il collega D'Asero abbia in qualche modo assunto l'ipotesi che
  qualche giorno fa avevo avanzato, ribadisco, a titolo personale, di
  trovare  una  possibile mediazione con l'Aula considerato  che,  mi
  pare  che il voto lo ha  sancito per quanto ci riguarda non  poteva
  esserci  alcuna mediazione sul principio che l'elezione dei  Liberi
  Consorzi debba essere di secondo livello, così come il testo uscito
  dalla Commissione.
   L'ho fatto qualche giorno fa , il collega D'Asero ha lanciato  una
  ipotesi, io però voglio capire se ci sono le condizioni - è  giusto
  che  parlino anche i Capigruppo perché non è una decisione politica
  che posso assumere io - per capire se quella ipotesi di mediazione,
  ovvero,   di  consentire dopo l'istituzione dei Liberi Consorzi  di
  consentire     attraverso    gli   statuti   la   possibilità    di
  autodisciplinare, fermo restando  che occorrerà fare una legge  per
  stabilire le modalità.
   Se questa ipotesi l'Aula intende assumerla come ipotesi da portare
  avanti io credo che abbiamo il dovere di provarci.
   Io non sono uno che si arrende all'idea di trovare una sintesi che
  sia  più  largamente condivisa, però, è giusto che questa decisione
  venga  assunta con concorso di tutta la maggioranza a  partire  dai
  suoi   Capigruppo  oltre  che  del  Governo,  che  mi  pare   parte
  significativa della partita.

   PRESIDENTE.  E  quindi,  onorevole  Cracolici,  cosa  propone   di
  conseguenza?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Voglio  sapere
  come  intenda procedere e cosa  vuole fare la maggioranza.   Perché
  se vuole fare qualcosa bisogna farla ora.

   FORMICA. Ci fermiamo,  allora? Ha detto:  se la maggioranza  vuole
  farlo.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.52, è ripresa alle ore 19.07)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
    Si passa all'emendamento 3.14 I parte, a firma della Commissione:
  «Al  comma  2  le parole  sono eletti con sistemi indiretti  di  II
  grado   sono  sostituite dalle parole  sono organi  di  2   livello
  costituite     Le  parole   restano in  carica  cinque  anni  fermo
  restando che  sono soppresse».
   E'un emendamento di carattere tecnico.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   FORMICA.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per
  scrutinio segreto.

     Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.14 I parte

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.14 I parte.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

   Presenti     .. 66
   Votanti      66
   Maggioranza   .. 34
   Favorevoli    .  36
   Contrari     .  30

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 3.24, il 3.25, 3.26, 3.36 sono preclusi

   CORDARO.  Chiedo di parlare per richiamo alla legge, articolo  38,
  IV comma.

   PRESIDENTE: Che vuol dire richiamo alla legge?

   CORDARO. Richiamo alla legge, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Richiamo alla legge?  E'  qualcosa in più nell'ordine
  delle fonti. Ho capito
   Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor  presidente, il sarcasmo non  le  si  addice   Mi
  ascolti,  perché siccome tutto lei mi può rimproverare,  tranne  la
  banalità,  la  inviterei  a restare un attimo  attento,  perché  io
  desidero  sottoporre  all'attenzione propria della  Presidenza  una
  decisione  che  secondo me è inappropriata e che in  tal  senso  io
  invito a correggere.
   Abbiamo votato bocciandolo, l'emendamento 3.12. L'emendamento 3.12
  prevedeva  l'elezione diretta degli organi dei liberi Consorzi  dei
  Comuni: il consiglio, il presidente e la giunta. Dopodiché, lei  ha
  dichiarato superati, in buona sostanza, anche per fare un  esempio,
  l'emendamento 3.6

   PRESIDENTE. Che prevedevano le soppressioni dei singoli organi.

   CORDARO Sì, e  soprattutto per quanto mi riguarda

   PRESIDENTE. Sono preclusi.

   CORDARO No, non sono preclusi, signor Presidente, perché il 3.13

   PRESIDENTE: Se fosse stato approvato il 3.12 erano assorbiti, sono
  preclusi perché comunque, sostanzialmente, nel più c'è il meno.
   CORDARO. No non è cosi, signor Presidente

   PRESIDENTE. Come non è così?

   CORDARO. Mi scusi, signor Presidente, un emendamento che dice  che
  il  presidente può essere eletto in maniera diretta e il  consiglio
  può  essere  eletto con una elezione di secondo grado, come  fa  ad
  essere  precluso  se introduce un concetto giuridico  completamente
  diverso  da  quello precedentemente valutato? E  al  contrario,  un
  emendamento  che  sostiene che il consiglio può  essere  eletto  in
  maniera  diretta e il presidente in maniera indiretta,  come  fa  a
  essere  valutato  con  un  giudizio di  preclusione  quando  stiamo
  individuando e diagnosticando due categorie giuridiche distinte?
   Presidente,   mi   perdoni,  non  è  che   noi   vogliamo,   quale
  strumentalità,  qua  noi  abbiamo un emendamento  che  poi,  Signor
  Presidente,  non è altro che il frutto di quello che voleva  essere
  la  mediazione iniziale, cioè noi volevamo che il presidente  fosse
  eletto  in  maniera diretta e i consigli in maniera  indiretta.  Il
  sunto di questo concetto è esplicitato nell'emendamento 3.13 che io
  le chiedo fuor da ogni strumentalizzazione di mettere ai voti.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la decisione è già adottata, ma non
  per  questo  io  mi  trincerò dinnanzi alla  inappellabilità  delle
  decisioni della Presidenza. Siccome lei ha correttamente  posto  un
  problema e non per fini ostruzionistici, merita una risposta.
   Nel  bocciare l'emendamento 3.12, al secondo comma era previsto
  Gli  organi  del libero consorzio di cui alla lettere  a)  e  b)  ,
  cioè il consiglio e il presidente  del precedente comma sono eletti
  con  sistema  diretto  di  primo  grado ;  quindi,  sostanzialmente
  riguardava  complessivamente tutti gli  organi.  Negli  emendamenti
  successivi,  sostanzialmente, viene riproposta  l'elezione  diretta
  una volta del presidente e l'altra volta del consiglio.

   CORDARO. E basta  Sono due

   PRESIDENTE    Ma   già   è   precluso   da   questa    bocciatura,
  proceduralmente.
   Quindi,  non  c'è  da  parte mia una questione  pregiudiziale  nei
  confronti di un emendamento, ma mi sembra che siamo nell'ordine del
  Regolamento.
   Si  passa  agli  emendamenti 3.8 e 3.18 aventi analogo  contenuto,
  ovvero  la soppressione del comma 3. Il comma 3 prevede la gratuità
  delle funzioni.
   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti 3.8 e 3.18.  Il
  parere del Governo?

   VALENTI,  ,  assessore  per  le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Forzese ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 3.8 e 3.18

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto  degli
  emendamenti 3.8 e 3.18.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti      68
   Votanti       67
   Maggioranza   34
   Favorevoli    19
   Contrari      48

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 3.37, a firma dell'onorevole Falcone.

   FALCONE.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.9.

   FALCONE.   Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro   di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si   passa   all'emendamento   3.19.  Onorevole  Formica,   ritira
  l'emendamento relativo alla soppressione del comma 4?

   FORMICA. Non lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 3.19 Il  parere  del
  Governo?

   VALENTI,    assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.19

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.19.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          21
   Contrari            44

                           (Non è approvato)

   Gli emendamenti 3.33 e 3.38 sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 3.39, degli onorevoli Falcone ed altri.
  Il parere del Governo?

   VALENTI,    assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, mi rivolgo al Governo, al quale chiedo
  che  dia  un parere favorevole. Le spese devono essere in  capo  ai
  Consorzi,  perché  molte  volte ci sono  i  comuni  che  non  hanno
  veramente il ben che minimo

                (Interruzione dell'onorevole Cracolici)

   Signor Presidente,  poi la Commissione deciderà quello che riterrà
  opportuno fare.
   Signor Presidente, io credo soltanto che, immaginare che le  spese
  non  vengano, non insistano sugli stessi consorzi, cioè  su  questo
  nuovo  ente  intermedio,  strumentale,  territoriale,  a  qualunque
  titolo   lo   stesso  sia  e  venga  costituito  è    assolutamente
  inopportuno,  ma  è  illogico.  E'  illogico  perché  le  spese  di
  funzionamento  non  possono insistere su altri enti;  le  spese  di
  funzionamento di un ente devono insistere sullo stesso ente.
   Noi  riteniamo  che  questo emendamento  debba  essere  apprezzato
  favorevolmente e debba essere votato favorevolmente.  Diversamente,
  stiamo divaricando, ma soprattutto stiamo onerando un ente estraneo
  per spese di funzionamento di questo istituendo ente intermedio.

   CRACOLICI,   presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  sa perché io dico che questo emendamento quanto meno è
  inopportuno  che  si  voti?  Perché,  avendo  votato  poco  fa   il
  soppressivo che voleva sopprimere la norma che dice che  i  sindaci
  si   fanno  rimborsare  dal  proprio  comune  e  siccome  la  norma
  complessivamente  l'assemblea e la giunta ad  ora  prevede  solo  i
  sindaci,  avendo respinto la soppressione, non possiamo ora  votare
  una norma che dice che le assemblee e le giunte dove ci sono solo i
  sindaci  nel testo, ci saranno poi degli emendamenti al  testo,  ci
  sono degli emendamenti al testo, pertanto tecnicamente noi ci siamo
  già  espressi  sul  principio che i sindaci  non  possono  chiedere
  rimborsi.  Dopodiché lei lo può mettere ai voti, secondo me  quanto
  meno chieda ai colleghi la opportunità del ritiro.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    (La seduta,  sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 19.26)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   FALCONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 3.39.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 3.39.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  67
   Votanti             65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          19
   Contrari            45

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 3.40 è precluso.
   Si   passa   all'emendamento  3.14,  II   parte,  a  firma   della
  Commissione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 3.27 è inammissibile.

   FORMICA. Perché è inammissibile?

   PRESIDENTE.   Perché  sta  onerando  la  Regione  di   spese   che
  appartengono ad un altro ente.

   FORMICA. Mentre i comuni li possiamo onerare

   PRESIDENTE. I comuni sono soci.
   Onorevoli  colleghi,  pongo in votazione l'articolo  3  nel  testo
  risultante.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          50
   Contrari            22

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.

                             « Articolo 4.
                    Assemblea del libero consorzio

   1.  L'Assemblea  del  libero consorzio, di  seguito  Assemblea,  è
  composta dai sindaci dei comuni del libero consorzio. L'Assemblea è
  l'organo di indirizzo politico-amministrativo del libero consorzio.

   2.  L'Assemblea adotta, a maggioranza assoluta dei componenti,  un
  regolamento per il proprio funzionamento.»

   Onorevoli colleghi, voglio ricordare che domani non si può  tenere
  Aula  per  una  semplice  considerazione, legata  alla  visita  del
  Presidente  della  Repubblica a Catania, ove saranno  impegnati  il
  Presidente  della  Regione  ed  il sottoscritto  e  soprattutto  la
  deputazione catanese.
   Per  questo motivo dobbiamo darci una tabella di marcia: l'idea  è
  quella  di rinviare i lavori a giovedì mattina ma, come mi  ricorda
  l'onorevole  Cordaro  in questo momento, è già  stata  fissata  una
  riunione  della  Commissione d'inchiesta e vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia  in  Sicilia a Polizzi Generosa,  Comune  sciolto  per
  mafia.
   Poiché  abbiamo l'esigenza di approvare questo disegno  di  legge,
  senza  alcuna forzatura, se noi stasera, avendo superato lo scoglio
  dell'articolo 3, passiamo velocemente agli articoli 4, 5 e  6,  che
  riguardano la composizione degli organi dei liberi consorzi  -  per
  cui   possiamo  unificare  il  ragionamento  -,  rinviamo   l'altra
  questione  spinosa ed ancora aperta, purtroppo, legata  alle  città
  metropolitane  di  cui all'articolo 7 e, quindi, potremmo  rinviare
  l'Aula a giovedì alle ore 16.00.
   Dichiaro aperta la discussione generale sull'articolo 4.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  più  che  una  discussione,  ho  bisogno   di
  rassegnare una preoccupazione. Non voglio fare un intervento  sulla
  discussione   generale  dell'articolo  4,  quanto   esprimere   una
  preoccupazione sul meccanismo che potrebbe determinarsi,  e  vorrei
  farlo citando degli episodi concreti.
   Facciamo  finta che l'area della provincia di Trapani, che  non  è
  vicina  né  limitrofa alle aree metropolitane,  sempreché  le  aree
  metropolitane  dovrebbero  farsi,  decida  di  mantenere  l'attuale
  struttura  del libero consorzio. Ciò significa che noi  avremmo  un
  libero  consorzio composto da 24 sindaci dei comuni che  compongono
  la   provincia   di  Trapani  a  cui  aggiungiamo  45   consiglieri
  dell'Assemblea  per un totale di 70 persone. Il  doppio  di  quanto
  sono adesso.
   Io  mi chiedo se è razionale un principio secondo il quale, per la
  rappresentazione della democrazia, noi non permettiamo alle persone
  di   votare   e  poi  raddoppiamo  numericamente  il   numero   dei
  rappresentanti. Sull'articolo 4, con saggezza, non  è  un  problema
  dei  consiglieri comunali, c'è una sintesi politica tra i  partiti,
  c'è  un  problema  di funzionamento e poi c'è un problema  di  buon
  senso.  Io mi chiedo se una realtà come quella che ho appena finito
  di  citare, ma questo discorso vale per Agrigento, Caltanissetta  o
  Enna, è accettabile.
   Facciamo  un  esempio  paradossale.  La  provincia  di  Messina  è
  composta da 108 comuni; se nell'area metropolitana, nell'hinterland
  ne  entrano una quarantina, ne rimangono 70 fuori a cui aggiungiamo
  45  comuni, e facciamo così un'assemblea di 135 rappresentanti.  Io
  pregherei  di  riflettere sul principio e di cercare una  soluzione
  che sia, nella creazione di un organo che poi deve funzionare.

   CROCETTA,  presidente della Regione. La domanda è  questa:  in  un
  organo consortile ci può essere un rappresentante che non c'è?  Che
  consorzio è? Pensate alle province come erano prima, ma sono organi
  consortili.  E'  la  giunta  che poi opererà,  che  sarà  ristretta
  ovviamente,  ma  l'organo consortile può  non  fare  parte  di  una
  Assemblea dell'organo consortile?

   TURANO. Presidente, le faccio un esempio.

   CROCETTA,  presidente  della Regione.  No,  l'esempio  l'ho  detto
  legalmente.

   TURANO.  Se l'esempio che lei ha fatto funziona e la provincia  di
  Trapani rimane così, l'Assemblea è composta da 24 sindaci,  più  45
  consiglieri.
   Io dico di farne 15 consiglieri, voglio ridurli.

   CROCETTA,  presidente della Regione. E' la natura  del  Consorzio.
  Come è combinato l'ATO?

   TURANO.  Presidente Crocetta, il mio intervento  è  a  favore  del
  Governo,  piuttosto che fare assemblee così partecipate  io  volevo
  che   si  riducesse  il  numero  dei  consiglieri  che  componevano
  l'Assemblea.   Era   questa  la  preoccupazione   che   le   volevo
  rappresentare,  anche perché i sindaci non si  possono  toccare,  i
  consiglieri si.
   Possibile mai che pensiamo 45 consiglieri per un consorzio di  360
  mila  abitanti? Ora ce ne sono 35 e li portiamo a 45. Io  suggerivo
  al Governo di ridurli a 10/15 consiglieri.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto che
  andiamo  in una direzione che è quella del negare questo spazio  di
  democrazia.  Forse  c'è  in Aula un momento  di  dibattito  con  il
  Presidente della Regione, forse è meglio fare di nuovo una riunione
  di  maggioranza, non vorrei che il Presidente si fosse  allontanato
  per disguidi interni.
   Sull'articolo  4 non posso che trovarmi d'accordo con  il  collega
  seppur della maggioranza, perché quando vengono affermati e sanciti
  dei  principi sacrosanti che vanno nella direzione del  rispetto  e
  del  principio  di democrazia e di rappresentanza,  ma  soprattutto
  quando  vengono sanciti e fatti registrare, alla luce del sole,  in
  un  ragionamento  trasparente,  che  quei  costi  che  si  volevano
  eliminare  in realtà non sono assolutamente eliminati  ma  anzi  si
  fanno  ulteriormente  sobbarcare le Amministrazioni,  quello  è  il
  momento  in cui si registra in maniera chiara che questa riforma  è
  stata  un  fallimento. E noi vi chiediamo di riflettere  su  questa
  cosa, ve lo chiediamo con forza, con determinazione. Come si  fa  a
  non comprendere che anche la maggioranza ha preso consapevolezza di
  questo?
   Io  non  so  adesso  il  Presidente Crocetta che  soluzione  dovrà
  cercare per rimettere assieme questa sua maggioranza che ormai è in
  pezzi  rispetto a questa vicenda che, evidentemente, sta  logorando
  internamente  i partiti e questo per ragioni semplici  e  purtroppo
  questo è un dato ed è una cosa che mi mortifica.
   Forse  ha  ragione  il  sindaco di questa città  quando  dice  che
  l'Assemblea va commissariata
  Io  chiedo  a  questa Assemblea di avere un atto di orgoglio  e  di
  dimostrare a questo Presidente della Regione che lui deve  fare  un
  passo  indietro ma che l'Assemblea è pronta ad assumersi le proprie
  responsabilità e questo lo farà, sono certo che lo farà riflettendo
  su   questa  riforma,  riflettendo  su  questo  articolo   4,   che
  evidentemente propone un proliferare dei liberi consorzi dei comuni
  e  insieme  al proliferare dei liberi consorzi dei comuni determina
  anche un proliferare dei costi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  voglio  lasciare
  traccia  sui  miei  interventi, anche perché prima  o  poi  i  nodi
  verranno  al  pettine. Noi parliamo di un'assemblea  di  un  libero
  consorzio  di tutti i sindaci dei vari comuni, da un numero  di  25
  consiglieri,  fino a 250 mila abitanti, e da 35 consiglieri,  sopra
  ai  350  mila  abitanti. A me pare prima di tutto  un  ragionamento
  sulle  proporzioni  dell'assegnazione della  rappresentatività,  di
  quorum, per quanto riguarda i consiglieri per la rappresentanza  in
  base  agli  abitanti del comune, e poi l'aspetto economico,  perché
  corriamo  il  grosso rischio che un paio di comuni, in  una  realtà
  dove  poi i comuni adiacenti che aderiscono sono molti piccoli,  in
  questi  comuni la rappresentanza in assoluto racchiude  quello  che
  poi   è   il   quorum  complessivo  della  metà   più   uno   della
  rappresentanza, sia in consiglio sia nell'Assemblea dei sindaci.
   Un  secondo aspetto, assessore, e gradirei anche una risposta.  Ma
  nel   momento  in  cui  si  costituiscono  commissioni  dei  liberi
  consorzi, nel momento in cui si riunisce il consiglio, nel  momento
  in cui si fa la giunta, che poi è composta da sindaci e consiglieri
  che  rappresentano,  nell'assenza del  posto  di  lavoro  per  quel
  giorno, il consorzio, a carico di chi è il rimborso?
   E'  una  cosa  che può sembrare anche sciocca, ma  fa  capire  che
  questa  vicenda  non  ha  ne  testa  ne  coda  in  un  ragionamento
  complessivo in cui parliamo di spending review.
   Se un consigliere comunale partecipa a commissioni, consigli 10  o
  15 volte in un mese, il costo di questo consigliere a carico di chi
  è? Oggi è a carico del bilancio delle province, ma domani?
   Al  comune  di provenienza, probabilmente. Immaginate  un  piccolo
  comune di mille abitanti che non può neanche pagare l'indennità  ai
  consiglieri o al sindaco dopo i tagli. Come fa?
   Il  gesto d'Aula non vale nulla, noi stiamo scrivendo una legge ma
  ho  la  netta  sensazione  che  chi  ha  scritto  queste  norme   è
  tecnicamente lontano anni luce e mille miglia da quelli che sono  i
  problemi del territorio.
   Ripongo  la  domanda. E' a carico del consorzio  o  a  carico  del
  comune?  Io  consigliere,  che  divento  assessore,  sindaco,   che
  partecipo a quattro giunte, ad una serie di attività, da chi ricevo
  il rimborso? Dal piccolo comune o dal consorzio?
   Credo  che  questo sia un problema che va sviscerato e va  scritto
  oggi e va chiarito.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,  Governo,   mi
  permetto  di  dire  che  non  condivido affatto  l'incitamento  del
  Presidente quasi a sorvolare sull'importanza degli articoli 4, 5  e
  6    come    se   fossero   articoli   di   pochissima   importanza
  nell'architettura, se ancora se ne può intravedere una,  di  questo
  disegno  di legge, che spero fino all'ultimo, ardentemente, rimanga
  tale,  disegno  di  legge e non legge di questo  Parlamento,  della
  quale il Parlamento stesso si dovrebbe vergognare veramente.
   Dicevo   che   questi   articoli  vanno  a  regolare   come   sarà
  concretamente  la composizione degli organi di governo,  perché  di
  questo  stiamo  parlando, anche se agli amici del Movimento  Cinque
  Stelle  questo  concetto tarda ad essere recepito:  gli  organi  di
  governo di questi consorzi.
   Siamo  riusciti fortunatamente attraverso l'approvazione di alcuni
  emendamenti a limitare o spero ad eliminare concretamente  uno  dei
  rischi   che   c'era  all'origine  di  questo  disegno   di   legge
  governativo, ossia quello del proliferare del numero dei  consorzi,
  attraverso l'introduzione del principio del referendum popolare  di
  approvazione  e  dell'elevazione della soglia della  popolazione  a
  centottantamila abitanti e penso che riusciremo a tamponare o quasi
  ad eliminare il proliferare di questi liberi consorzi.
   Ma  se  siamo riusciti in questo, allora è evidente che noi avremo
  quanto   meno   i   nove  consorzi  corrispondenti   alle   attuali
  organizzazioni provinciali per cui nelle province più popolose,  mi
  riferisco  a  quelle di Messina, Palermo e Catania, il  numero  dei
  comuni  e quindi dei sindaci che fanno già di per sé parte, secondo
  questa  organizzazione  dell'ordinamento, sarà  molto  elevato.  La
  provincia  di Messina penso avrà più di cento sindaci, la provincia
  di Palermo è vicina a questo numero e via dicendo.
   Allora  già basterebbe solo il numero dei sindaci a rendere questa
  assemblea ingovernabile e noi dovremmo, volta per volta, fare delle
  assemblee  nei  cinema,  nei  teatri.  Non  possiamo  assolutamente
  prevedere  la  possibilità  di un organo che  effettivamente  possa
  funzionare.
   Da  qui la ragione degli emendamenti di cui sono primo firmatario,
  il  primo  dei  quali è soppressivo dell'articolo per  intero,  con
  l'intento  di sopprimere per intero l'assemblea così come  prevista
  da questo articolo 4.
   Il  secondo  mira  a correggere, quanto meno, la  disfunzione  del
  numero  esorbitante  dei  componenti dell'assemblea  prevedendo  un
  numero molto limitato, corrispondente al cinquanta per cento  degli
  attuali  consiglieri  provinciali. In questa  maniera  si  potrebbe
  contemperare una esigenza di rappresentanza perché questo cinquanta
  per  cento  sarebbe  pur  sempre  elettivo.  Attraverso  la  nostra
  previsione,  sia  pure  in maniera indiretta,  sarebbe  pur  sempre
  rappresentativo della volontà di quella comunità attraverso i  loro
  rappresentanti.  E  quello dell'efficienza perché  noi  avremmo  un
  organo snello, capace veramente di programmare e di incidere.
   Se voi volete fare l'assemblea cittadina che deve paralizzare ogni
  cosa, proseguiamo pure con questo dettato normativo, creiamo queste
  assemblee  pletoriche  dove sono rappresentati  non  solo  tutti  i
  comuni  con  i  vari  sindaci ma, addirittura, una  quota  che  può
  arrivare fino a 45 consiglieri eletti, non si sa bene se attraverso
  questo  organismo oppure, in maniera molto frammentaria, attraverso
  l'elezione  dei consigli comunali con riferimento a quozienti  dove
  ci  vuole una laurea in matematica per arrivare a determinare tanta
  è la farraginosità prevista dai commi 3 e 4.
   Il  comma  5, poi, ripropone in se tutte le anomalie già segnalate
  ossia   la   cessazione  della  carica  nel   proprio   comune   di
  rappresentanza,  che automaticamente comporta la  cessazione  della
  carica in questi organismi consortili e addirittura si prevede  che
  il  commissario, possibilmente, come è stato ripetuto, nominato nel
  comune  sciolto  per  mafia,  assume di  diritto  la  qualifica  di
  componente di questa assemblea.
   In  questa  legge  più  andiamo avanti e più aggiungiamo  fiori  a
  fiori,  ma  stiamo creando un aborto legislativo  che  farà  ridere
  tutta l'Italia.
   Abbiamo  già detto di fermarci, di aspettare la legge nazionale  e
  quello  che  uscirà da quest'ultima e poi si riprende a  discutere.
  No,  noi  dobbiamo  essere  i  primi  della  classe,  ma  rischiamo
  veramente di diventare gli ultimi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, è stato
  davvero  detto  in  tutte  le  lingue dai  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto   come  il  disegno  di  legge  sia  davvero  frutto   di
  improvvisazione  e contenga delle contraddizioni  interne  che  non
  sono  allo  stato superabili. Ma lei, signor Presidente,  e  questa
  Assemblea, almeno nella sua maggioranza, ha deciso di andare avanti
  nei   lavori,  lavori  che  si  stanno  svolgendo  all'interno   di
  un'Assemblea regionale siciliana, mi consenta di dirlo, che  non  è
  ne  stanca,  ne  distratta, è soltanto fatalisticamente  orientata,
  demotivata,  forse anche demoralizzata, a dovere sostenere  l'esame
  di  un  disegno  di legge che non convince pienamente  nessuno  dei
  settori politici di questa Assemblea.
   Non   mi   dilungherò  sul  problema  del  numero  dei  componenti
  dell'Assemblea  perché i colleghi che mi hanno preceduto  ne  hanno
  parlato  con  dovizia  di particolari ed in  maniera  assolutamente
  completa,  ma  pongo almeno altre due questioni  che  non  sono  di
  carattere tecnico.
   Nessuno  si  illuda  di sminuire il valore ed  il  significato  di
  questi  interventi che sono intrisi di tecnica, ma che  mostrano  e
  disvelano appieno il senso politico del contrasto ad un disegno  di
  legge  che  è davvero insensato, è davvero scriteriato. Ipotizziamo
  che  anche nelle attuali province, per le quali sarebbe, in teoria,
  prevista e non è più previsto, perché è stato bocciato col  secondo
  comma  dell'articolo  2, la istituzione della città  metropolitana,
  quindi  province  che contano circa un milione  di  abitanti,  come
  Palermo  o  come Catania, dopo un primo periodo di prova,  dopo  il
  primo  semestre,  possano costituirsi tanti nuovi  consorzi  quanto
  rientra  quel numero di popolazione, tante volte rientra il  numero
  di  180 mila. Immaginiamo in Provincia di Palermo, in Provincia  di
  Catania, 6, 7, 8 liberi consorzi.
   Ognuno di questo libero consorzio dovrà avere una sua sede,  dovrà
  avere degli uffici, dovrà avere delle strutture burocratiche, dovrà
  potere  contare  su  beni  strumentali;  e  dove  saranno  ubicate,
  allocate,  rinvenute, rintracciate le sedi? Come sarà dislocato  il
  personale? Bisognerà davvero, infatti il personale delle Province è
  in  questo momento in preda al panico, per un disegno di legge  che
  non esprime chiarezza nemmeno in questo senso.
   In una legge andrebbe scritto tutto questo, Ppresidente. Una legge
  deve  essere  generale, astratta e deve, almeno potenzialmente,  in
  teoria, regolamentare tutti i casi concreti che la legge stessa può
  determinare.
   Ma  vorrei soffermare la mia attenzione, in conclusione di  questo
  intervento, su un'altra contraddizione interna, signor assessore.
   Era  stato  previsto un artico 4 composto da due commi  e  da  tre
  righi,  è  stato  riscritto  dal Governo e  l'emendamento  4.Gov.R,
  quello del quale stiamo trattando, che invece ha sei commi.
   Nel  comma  quinto prevede che l'assemblea, in caso di  cessazione
  dalla  carica  di  sindaco  non abbia  più  il  plenum,  esso  vada
  ricostruito, ricostituito attraverso la nomina, dentro l'assemblea,
  del commissario straordinario a sua volta nominato secondo le norme
  vigenti.
   Mi spiegate, di grazia, quale giustificazione può avere l'ingresso
  in  una assemblea che comunque è una assemblea elettiva seppure  di
  secondo grado, di un commissario straordinario di un Comune il  cui
  sindaco  sia  cessato  per una delle mille  ragioni,  per  cui  può
  cessare  dalla  carica,  un  commissario  straordinario  che  viene
  nominato  per  il  disbrigo  degli affari  correnti,  cioè  per  la
  ordinaria amministrazione e che potrebbe, invece, in teoria, essere
  chiamato  ad esprimere all'interno dell'assemblea del consorzio  il
  proprio  voto in relazione a fatti amministrativi non di  ordinaria
  amministrazione  ma di straordinaria amministrazione,  senza  avere
  non solo il consenso popolare, perché quello, se passa la legge con
  la  teoria della elezione di secondo grado, non lo avrà nessuno, ma
  nemmeno  quella del voto popolare del proprio Comune che lo  elegge
  sindaco  e  che,  quindi,  lo rende componente  dell'assemblea  del
  libero consorzio.
   Questa è una delle tante, una ulteriore contraddizione che non può
  che  determinare ognuno di noi ovviamente ad esprimere un  giudizio
  fortemente  negativo  non  soltanto sull'articolo  4  ma  su  tutto
  l'articolato della legge.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ioppolo.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Cordaro che non è presente  in
  Aula.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    anche
  sull'articolo 4 ho sentito la necessità di intervenire per ribadire
  ancora  una volta alcuni concetti che francamente ho già  espresso,
  ma che voglio un'altra volta rimarcare perché, a mio parere, questo
  h  un  disegno  di  legge estremamente importante per  potere  fare
  passare   questo  disegno  di  legge  a  cuor  leggero  e,  invece,
  approfondire  dei  temi che, a mio parere, meritano  veramente  una
  riflessione autentica.
   Io  vedo,  in  effetti, lo diceva bene l'onorevole  Ioppolo,  vedo
  un'Aula disattenta, distratta, disinteressata che non partecipa  al
  dibattito,   quasi   come  se  assistesse   passivamente   ad   una
  approvazione di un disegno di legge che, peraltro, non li  convince
  assolutamente  e,  quindi,  preferiscono  non  intervenire  e   non
  esprimere il loro concetto, pur di andare avanti, così stancamente,
  senza  una vera partecipazione al dibattito che, in effetti, merita
  perché  un  disegno  di  legge  così  importante  meriterebbe   una
  partecipazione di tutta l'intera Assemblea, di tutto il  Parlamento
  con grande interesse.
   E,  invece, notiamo, ancora una volta, quasi la voglia  di  andare
  avanti  subito, per liquidare questo disegno di legge  e  togliersi
  magari  un  peso sulle spalle, il peso di un disegno di  legge  che
  molti, quasi sicuramente, non condividono.
   Veda - l'ho detto anche l'altra volta - non siamo preoccupati  che
  vengano  cancellate le province: come tutte le cose che  nascono  e
  alla fine muoiono, possono anche morire. Ma credo che l'importante,
  oggi,  sia vedere invece la nascita di questi nuovi enti, di questi
  nuovi  liberi  consorzi: che nascano bene  Che nascano  in  maniera
  organica,  che  siano  degli  enti  che  rispondano  a  determinati
  requisiti
   Noi oggi siamo chiamati a questa modifica legislativa, importante,
  storica,  per due princìpi importanti: quello del risparmio  da  un
  lato  e  quello  di rendere al cittadino un ente che sia  efficace,
  efficiente,  che dia delle risposte importanti  E  invece  noi  non
  stiamo facendo né l'uno, né l'altro  Perché - a mio parere - questi
  liberi  consorzi non solo appesantiranno, certamente dal  punto  di
  vista  economico-finanziario,  il  sistema;  ma,  per  giunta,  non
  daranno nessuna risposta.
   Io oggi non vedo nulla di tutto questo.
   Peraltro,  non  mi  pare che questi liberi  consorzi  siano  stati
  riempiti  di contenuti, di competenze; non vedo nulla  E del  resto
  anche il neo-governatore Renzi oggi ha fatto una dichiarazione  che
  io,  francamente, condivido ed apprezzo; perché ha detto: in questo
  momento  accantoniamo  la  riforma delle  province;  pensiamo  alla
  modifica del Titolo V, dopodiché capiremo bene le cose da fare.  E'
  inutile  che  facciamo le leggi cornice per  poi  fare  il  quadro
  Perché un vero pittore comincia dal quadro e poi fa la cornice   E'
  al   contrario   E  noi  invece  vogliamo  fare  le   cose   sempre
  all'inverso,  vogliamo fare le cose sempre in  maniera  diversa  da
  come fanno gli altri.
   Poi,  sulle  assemblee,  consentitemi di dire  che  il  rischio  è
  quello,  anche in questo caso, di un ritorno a un lontano  passato:
  agli anni Ottanta, alle famose assemblee che qualcuno si ricorderà,
  almeno  quelli  che facevano politica anche allora, alle  assemblee
  delle ASL, dove, francamente, c'era un affollamento di componenti e
  non si capiva nulla.
   Ebbene, anche questa volta assistiamo, dal conteggio... perché  ci
  vuole anche uno bravo in matematica per capire cosa verrà fuori  da
  queste assemblee  Bene. Io faccio l'esempio della mia provincia: 43
  comuni,  43 sindaci; su 43 sindaci dobbiamo eleggere 35 componenti.
  45 e 35 siamo a 80.  Ma insomma  Ma cosa stiamo facendo
   Ma  cosa  stiamo facendo? Stiamo creando dei mostri   Un'assemblea
  fatta  di  80, di 90 persone  Ci saranno province, liberi  consorzi
  che  avranno  90  componenti  e più  Quindi  significa,  veramente,
  creare  delle strutture pletoriche, che francamente non produrranno
  nulla  E dico nulla. Nulla
   Quindi  ripensiamo  a  questo. Riflettiamo. Noi  siamo  ancora  in
  tempo. Siamo in tempo per evitare questo disastro.
   Fra  qualche  tempo  ci  ricorderemo di questo  dibattito  -  caro
  Presidente e caro assessore - e sono certo che ci ricorderemo delle
  cose  che  stiamo affermando questa sera. E ci pentiremo amaramente
  di avere fatto questo passo.
   Io lo voglio e ribadire ancora una volta: siamo veramente in tempo
  per  fermare  la  legge  e pensare e riflettere  ancora  su  questi
  articoli.
   Io  spero,  ancora  una volta, ed è per questo  che  stasera  sono
  voluto  intervnire  anche su questo articolo,  proprio  per  questo
  motivo:  per implorare  il Governo e l'Assemblea di riflettere,  di
  fare  un'ulteriore  riflessione per fermarci, riflettere  e  capire
  che,  purtroppo,  abbiamo  imboccato  una  strada  che  ci  porterà
  certamente nel baratro.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  credo
  che  il  Governo  non  vada né implorato,  ne  tanto  meno  bisogna
  chiedere qualcosa.
   Noi di Forza Italia non ci aspettiamo alcunché, Assessore Valenti,
  e  glielo  dico  in  maniera molto serena. Noi constatiamo,  stiamo
  potendo constatare come questa sia l'anticamera, l'obitorio  potrei
  dire, di una morte annunciata di un ente che dovrebbe diventare  un
  ente  strumentale,  un  ente  di  efficienza,  un  ente  che  possa
  contenere i costi, razionalizzare i costi e efficentare i  servizi,
  però  questo  rischia  di non esserlo, al di  là  della  sua  buona
  volontà, Assessore, glielo dico con molta franchezza.
   Lei  ha  lavorato su questa legge, ci ha creduto, ci crede  ancora
  tutt'oggi, e qualche collega ci crede ancora, la maggior parte  dei
  colleghi,  però, non ci crede, lo voglio dire anche  al  Presidente
  Ardizzone.  E non ci credono perché ci rendiamo conto leggendo  via
  via,  che non stiamo facendo altro che abbrutire la legge n. 9  del
  1986.  Cioè,  con  questa norma stiamo facendo un salto,  un  balzo
  indietro, una gravissima involuzione che ci porta ante la legge  n.
  9   del   1986,   aggravandola  di  una   pletorica   presenza   di
  partecipazione delle istituzioni degli enti.
   E  non a caso, allora, ogni tanto da parte della maggioranza,  c'è
  qualche  sussulto coraggioso che magari sente con  coraggio  e  con
  orgoglio di dover dire la propria, dico l'onorevole Turano, che  ha
  detto,  ha  denunciato  come  sia così  pletorica  la  composizione
  dell'assemblea,  perché  l'onorevole  Rinaldi  dovrà   attrezzarsi,
  assieme  all'onorevole Laccoto, l'abbiamo detto, per non  disporre,
  determinare,  non  più  palazzo dei Leoni,  ma  lo  stadio.  Dovete
  chiedere  al sindaco Accorinti di mettere a disposizione, onorevole
  Formica,  lo  stadio o l'ex stadio di Messina, per  accogliere  153
  componenti.
   Poi,  assieme  a  questo,  l'ha detto  bene  l'onorevole  Ioppolo,
  dovremo   attrezzare  strutture  burocratiche,  dovremo  attrezzare
  personale,  dovremo chiedere che ci sia, come dire, una  presidenza
  ma, al contempo, anche tutta una serie di suppellettili, di banchi,
  di   sedie,  per  poter  consentire  che  possano  essere   accolte
  dignitosamente  queste persone, che hanno un costo  zero  sotto  un
  profilo di emolumento, ma che ricaduta avranno sotto un profilo  di
  costi  gestionali per l'espletamento di una funzione che sarà  pari
  alla inutilità |
   Io mi sentirei veramente mortificato nel pensare che da sindaco  o
  da  eletto  consigliere, si possa partecipare ad una assemblea  che
  avrà  la funzione pari a zero. Questo è, Assessore, è uno dei tanti
  vulnus  di  questa  norma, poi, attenzione, lo spirito,  l'idea  di
  rinnovare,  di modificare, di riformare c'è in tutti noi,  ma  deve
  essere  un'idea  conducente,   deve  essere  un'idea  che  dovrebbe
  magari,  potrebbe,  si spererebbe che portasse a  qualcosa,  questo
  invece non accadrà.
   Allora,  ecco perché noi siamo assolutamente contrari; noi abbiamo
  fatto  alcuni emendamenti, che sono quelli della riduzione, diciamo
  che  sino a 250 mila abitanti ci sia un'assemblea ma di massimo  15
  componenti . Fino a 350 mila massimo 25 componenti e massimo di  35
  componenti oltre i 350 mila abitanti.
   Noi  non siamo per la moltiplicazione dei posti, non siamo per  la
  moltiplicazione dei pani e dei pesci  Noi diciamo: fermatevi se  lo
  volete  fare   Ma siccome siamo convinti che questa Assemblea  deve
  andare dal  princìpe  che si chiama Rosario Crocetta per dimostrare
  non lealtà ma fedeltà perché sulla scorta e in ragione, sull'altare
  di  questa parola dovranno poi rivendicare dall'1 marzo la questua,
  signor Presidente Ardizzone.
   Io  spero  che  non lo faccia l'UDC perché sarebbe grave    Perché
  l'UDC  è  stato il partito che ha chiesto e ha detto  o si  fa  una
  vera  riforma o meglio non fare questa riforma . Diversamente  oggi
  sta  votando  in  queste ore insieme al Governo per  fare  non  una
  riforma ma per fare una vergogna, che è questa  In questo senso noi
  diciamo  con  molta  serenità  noi siamo contro ,  questa  sarà  la
  riforma  spot  ma  soprattutto  quello  che  metterà  in  ginocchio
  ulteriormente i comuni, gli enti locali e la Sicilia  nei  prossimi
  anni.
   Fra  due  anni ci rivedremo qua e noi lo avremo detto e meno  male
  che  rimane  agli  atti, per cui quando i cittadini  si  renderanno
  conto  del  disastro annunciato, e da parte nostra denunciato,  che
  questo Governo sta consumando ai danni della Sicilia poi noi diremo
   noi ve lo avevamo detto , gli altri sono voluti andare avanti, poi
  sono  stati  presi altri due schiaffi in faccia, il  Presidente  li
  darà, politicamente parlando, e quindi sarete convinti  Sarete così
  contenti di essere così masochisti. Pazienza. Auguri.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  credo  che  da  questo  dibattito  emerga  una   grave,
  paradossale   contraddizione  -  e  mi  riferisco  in   particolare
  all'Assessore  Valenti - circa i propositi  iniziali  che   avrebbe
  dovuto ispirare questa fantomatica riforma delle province.
   Signor  Assessore, il Governatore e lei, in più  occasioni,  avete
  sottolineato  l'esigenza  di dare vita a  degli  enti  che  fossero
  agili, che fossero snelli, che fossero leggeri, capaci di assolvere
  a una duplice funzione, di pianificazione territoriale, da un lato,
  e di erogazione di servizi essenziali, dall'altro.
   Ci  ritroviamo,  ed  è  stato sottolineato  da  tutti  i  colleghi
  dell'opposizione  che  sono  intervenuti  e  da  qualche  raro   ma
  apprezzabile  collega della maggioranza dotato  di  coraggio,  come
  invece questa vostra proposta, soprattutto nella parte modificativa
  dell'emendamento, si muove in tutt'altra direzione.
   Io  credo  che  noi  abbiamo il dovere di  lanciare  un  grido  di
  allarme,  consapevoli come siamo, signor Presidente dell'Assemblea,
  che questo servizio di collegamento televisivo ci mette in contatto
  con migliaia, e mi creda sono migliaia, di siciliani.
   Abbiamo  il  dovere  di  denunciare questo  intrallazzo ,  uso  un
  termine   molto   diffuso  in  Sicilia  negli  anni  dell'immediato
  dopoguerra, perché di un  intrallazzo  si tratta, di una  menzogna,
  di  una  bugia,  di  una  nera bugia nei confronti  di  un'opinione
  pubblica  che  all'inizio aveva salutato con  interesse  l'annuncio
  della riforma  Giletti-Crocetta .
   Ci  siamo purtroppo ritrovati di fronte ad un obbrobrio che non fa
  onore - l'ho detto la volta scorsa - al retaggio ed alla tradizione
  di  questo  Parlamento  e  mi chiedo se gli  Uffici  preposti  alla
  verifica  preventiva  della qualità delle  leggi,  qualora  fossero
  ammessi a poter parlare con assoluta libertà ed autonomia,  ma  non
  potrebbero  farlo  perché  il buonsenso e  il  Regolamento  non  lo
  consente e non lo consentirebbe, se potessero, se potessero davvero
  dire   quel   che  sentono,  io  sono  certo  che  condividerebbero
  l'allarmante  denuncia della opposizione che dice  di  trovarsi  di
  fronte  ad  un disegno di legge unico per la sua contraddittorietà,
  unico  per  la sua incapacità di essere letto secondo  un  filo  di
  coerenza,  unico  perché  si  muove  in  direzione  tutt'altro  che
  aderente e coerente rispetto ai princìpi ispiratori.
   Voi  state  tenendo  fuori  da  questo  disegno  di  legge,  e  in
  particolare  dall'articolo  che  stiamo  esaminando,  il  cittadino
  elettore:  nessuno ne parla, neppure un accenno soffuso,  avvertite
  una  sorta  di  pudore, la vergogna è tale che  preferite  omettere
  l'argomento  in una assemblea parlamentare che dovrebbe  essere  il
  presidio   della  legalità  e  della  democrazia,  il  diritto   di
  partecipazione  al voto del cittadino e, quindi,  di  esprimere  la
  rappresentanza  degli organi gestionali dei liberi  consorzi  viene
  assolutamente taciuto come se fosse un'offesa.
   Voglio  ricordare, assessore, nell'avviarmi alla conclusione,  che
  questo   linguaggio   che  voi  utilizzate,   nelle   proposte   di
  emendamento,    quoziente ,    quoziente   definito ,   consigliere
  comunale che diventa al tempo stesso elettore, è il linguaggio  che
  usava  il  legislatore  regionale 52 anni  fa,  quando  gli  organi
  gestionali   delle  amministrazioni  provinciali  e   straordinarie
  venivano eletti dai consigli comunali.
   Alla  faccia del rinnovamento, alla faccia dell'avanguardia,  alla
  faccia  del  riformismo,  alla  faccia  del  modernismo  voi  state
  costringendo  un ente così importante a tornare indietro  di  oltre
  mezzo secolo.
   Vado  alla conclusione, signor Presidente, ma sono fra quelli  che
  parlano raramente in quest'Aula. Avevamo proposto di ridurre del 50
  per  cento il numero dei consiglieri provinciali - lo dico  per  la
  gente che ci segue da casa - da 45 a 20, da 30 a 15 e invece voi da
  45  li state portando a 120 con una moltiplicazione di spese  e  di
  oneri relativi, diretti e indiretti, facilmente immaginabili.
   In  questa  vicenda, in questa assurda vicenda,  rimane  in  piedi
  soltanto  una  proposta coerente, che, ancora  una  volta,  noi  ci
  permettiamo    di   sottoporre   all'attenzione   del    Presidente
  dell'Assemblea che appare sempre più sordo e insensibile  a  questo
  nostro  richiamo  e  al  Governo che  appare  cieco  e  abbarbicato
  sull'albero   della   più   spregiudicata   arroganza:   fermatevi
  Fermiamoci
   Prendiamoci  qualche  settimana  di  riflessione,  rimandiamo   in
  Commissione  il  disegno  di  legge, come  ha  proposto  il  nostro
  capogruppo Formica, e variamo una riforma che ritrovi una più ampia
  convergenza delle forze politiche.
   Leggo  su un sito on-line, particolarmente diffuso, che da qualche
  minuto  Crocetta  ha  trovato l'accordo con il partito  di  Alfano:
  bene,  ne  prendiamo atto, visto che si tratta di una  notizia  non
  smentita né sul sito né da questa tribuna
   Noi  ci  rivolgiamo  agli elettori del partito  di  Alfano  perché
  sappiano  che  le  larghe intese si sperimentano, da  questa  sera,
  anche  in  quest'Aula,  ma si sperimentano sul  terreno  della  più
  folle,  assurda, contraddittoria e insensata riforma che il Governo
  potesse proporre e il partito di Alfano potesse sostenere.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  volte   il
  diavolo, anzi quasi sempre, oltre a vestire Prada, come recitava il
  titolo  di  un film, fa pure le pentole ma si dimentica i coperchi
  Noi  siamo  partiti in commissione con il presidente Cracolici  che
  pontificava   ma pensate veramente che noi qui in Sicilia  possiamo
  sottrarci  alla abolizione delle province in difformità  di  quanto
  avviene a livello nazionale? Saremo sbranati '. E invece, onorevole
  Cracolici,  il  suo segretario, nel frattempo divenuto  -  lasciamo
  stare come, costituzionalmente, garantito comunque - Presidente del
  Consiglio, ora dice fermiamoci sulle province, prendiamo una pausa,
  riflettiamo,  facciamo la riforma del titolo  V,  stabiliamo  quali
  sono le competenze e le funzioni che dobbiamo dare alle province  e
  in seguito facciamo la legge.
   Il  diavolo  fa  le  pentole,  ma si dimentica  dei  coperchi   Il
  Presidente Crocetta, in un impeto di onestà poco fa, nel rispondere
  all'onorevole Turano, nel cercare di convincerlo, ha detto:  ma che
  vuoi?  Abbiamo  già  l'esempio di come  funzioneranno  questi  enti
  pletorici, come gli Ato, abbiamo l'esempio degli Ato'.
   Ma   caro   Presidente  Crocetta,  partendo  proprio  dall'esempio
  disastroso  degli Ato non dobbiamo approvare questa  legge,  perché
  voglio  ricordare al Presidente Crocetta, ma soprattutto  alla  sua
  maggioranza,  o ritenuta tale, che l'esempio degli  Ato  è  proprio
  quello  che ci dovrebbe consigliare, non tanto a noi che siamo  già
  abbondantemente  convinti,  ma  dovrebbe  consigliare   tutti   che
  dobbiamo subito abbandonare il percorso di questa legge perché mai,
  nelle  assemblee degli Ato si è potuta raggiungere una maggioranza,
  tant'è  che circa due o tre anni fa abbiamo dovuto fare  una  norma
  per  cercare  di  non perdere i fondi europei per  gli  Ato  idrici
  perché   li  stavamo  perdendo tutti e forse  ancora  rischiamo  di
  perderli tutti, che autorizzava l'assessorato a commissariare, cioè
  autorizzava  la regione a commissariare gli Ato idrici proprio  per
  superare  quella  pletora  di assemblea composta  dai  sindaci  che
  impediva e aveva impedito per anni e anni di poter raggiungere  una
  maggioranza purché sia.
   E'  proprio  quell'esempio  che  dovrebbe  consigliare  tutti  sul
  fermarsi  all'istante prima di creare l'ulteriore mostro, perché  a
  volte  la verità viene anche nell'impeto di cercare di arrampicarsi
  sugli  specchi  e  dare una risposta, comunque  sia,  ma  ci  vuole
  memoria. C'è una battuta che dice: l'imbroglione deve avere  grande
  memoria,  si deve ricordare esattamente tutto il passato recente  e
  anche  non  recente. Purtroppo questa memoria a volte  viene  meno,
  caro  Presidente  Ardizzone, e ci si dimentica  che  l'accostamento
  agli  esempi che abbiamo avuto sotto gli occhi e che ancora abbiamo
  sotto gli occhi dovrebbe farci riflettere.
   Presidente  Ardizzone, mi rivolgo sempre a lei perché  la  ritengo
  persona  competente  e non può non rendersi conto  che  votiamo  il
  disastro,  consapevoli, almeno una parte ritengo grande  di  questa
  Assemblea,  che stiamo votando il disastro, perché  l'ha  detto  la
  proposta   Giletti-Crocetta  come poco fa, argutamente, argomentava
  l'onorevole  Musumeci, perché non si può tornare indietro  rispetto
  ad   un'affermazione,  perché  si  vuole  prendere  tempo  con   la
  discussione  di questa legge per evitare il rimpasto o per  evitare
  la nomina dei manager, ma l'Assemblea non può essere ostaggio delle
  difficoltà  della  maggioranza  quando  assume  delle   leggi   che
  cambieranno  la vita ai cittadini.
   Noi  non  possiamo  essere  ostaggio di affermazioni  apodittiche,
  signor  Presidente,  non  suffragate  né  dai  fatti  né  avendo  a
  sostegno  le  leggi  e  gli  ordinamenti ma,  soprattutto,  con  la
  consapevolezza che creiamo un disastro.

   PRESIDENTE.  Comunico che all'articolo 4 sono stati  presentati  i
  seguenti emendamenti soppressivi: 4.5, 4.11, 4.18, 4.19. Il  parere
  della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.
   .
   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente c'è un chiarimento  procedurale.  Io
  ancora  non  ho  capito  come procediamo perché  abbiamo  approvato
  l'articolo  3  che prevede l'assemblea del libero  consorzio,  cosa
  succede se passa l'emendamento che lo sopprime?

   FORMICA.  Quello  che  è  successo con gli  altri  emendamenti  in
  contrasto  con  la legge e che sono già passati.  Non  è  la  prima
  volta

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'articolo 3 prevede  quali  sono
  gli  organi,  infatti  dice:  sono organi  l'assemblea  dei  liberi
  consorzi;  l'articolo  4 dice l'assemblea dei  liberi  consorzi   è
  composta, quindi ci dice come è composta e ci dice pure che  adotta
  a maggioranza assoluta dei componenti un regolamento per il proprio
  funzionamento.
   Il  fatto  che  abbiamo approvato l'articolo  3  non  preclude  la
  votazione sull'articolo 4. E' chiaro che le insidie sono in corso e
  ci sarebbe un problema di coordinamento, ma si sta disciplinando.
   E' come l'articolo 1 però, per fortuna, nell'articolo 1 al comma 6
  questa  stessa  assemblea ha approvato il  riferimento  alle  città
  metropolitane. Non facciamo finta di niente.
   Pongo in votazione l'emendamento 4.5.

   FORMICA.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.5.

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          23
   Contrari            41

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento di riscrittura, 4 GOV R, al quale  sono
  stati  presentati  numerosi subemendamento. Pertanto,  passiamo  al
  fascicolo di colore giallo.
   Il  subemendamento 4 GOV R  1 è inammissibile; il 4  GOV  R   7  è
  inammissibile;  il 4 GOV R 2 è precluso d'approvazione  articolo  3
  con  elezione di secondo grado; il 4 GOV R 8 è inammissibile; il  4
  GOV R 5 è inammissibile; il 4 GOV R 9 è inammissibile.
   Si  passa  al  subemendamento 4 GOV R 10, a  firma  dell'onorevole
  Falcone.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, avevo già annunziato e  preannunziato
  questo  emendamento  durante  il mio intervento  sull'articolo.  In
  sostanza   questo emendamento consiste nel ridurre  il  numero  dei
  componenti  delle  Assemblee; è un emendamento di  buon  senso  che
  tende ad evitare una proliferazione di componenti per tutto ciò che
  abbiamo  detto  poc'anzi e che non voglio ripetere.  A  Palermo  ci
  sarebbero 127 componenti in Assemblea, a Messina 153, a Catania  93
  componenti  e così via. Faccio questi tre esempi per  dire  che  mi
  sembra  esagerato il numero delle assemblee; qualcuno ha detto  che
  non si riuscirà mai a raggiungere il plenum, ne sono convinto.
   Questo emendamento va nella semplificazione, nella restituzione di
  organismi snelli ed efficienti che possono guardare all'articolo 97
  della Costituzione, buon andamento della Pubblica Amministrazione e
  non costipazione della stessa, lo voglio dire a chiare lettere, per
  il resto il Governo può fare ciò che vuole, ha deciso di continuare
  in  questa pagliacciata, perché mi sembra una norma pagliaccio, una
  norma pastrocchio che servirà per ammazzare ulteriormente e mettere
  in ginocchio la Regione siciliana.

   PRESIDENTE. . Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.

    FORMICA  FORMICA  FORMICA. Chiedo che la  votazione  avvenga  per
  scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 4 GOV R 10

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 4 GOV R 10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 66
   Maggioranza        34
   Favorevoli         21
   Contrari           45

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 4 GOV R 3. Lo dichiaro inammissibile.
   Si   passa  al  subemendamento  4  GOV  R  11.  Il  parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 4 GOV R 11

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 4 GOV R 11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           61
   Votanti            59
   Maggioranza        30
   Favorevoli         16
   Contrari           43

                           (Non è approvato)

   Si   passa  al  subemendamento  4  GOV  R  12.  Il  parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

        Si  passa  al  subemendamento 4 GOV R  13.  Il  parere  della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

       Il subemendamento 4 GOV R 14 è inammissibile.

     CORDARO. E' il fulcro del ragionamento. Era fondamentale.

   PRESIDENTE.  Si  passa al subemendamento 4 GOV R  18.   Il  parere
  della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 4 GOV R 18

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4 GOV R 18.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti           56
   votanti            55
   Maggioranza        28
   Favorevoli         15
   Contrari           40

                           (Non è approvato)

   Si   passa  al  subemendamento  4  GOV  R  15.   Il  parere  della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa al subemendamento 4 GOVR 17. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4 GOV R 16. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa al subemendamento 4 GOV R 19. Lo dichiaro inammissibile.
  Il  subemendamento 4 GOV R 27 è inammissibile; il  4  GOV  R  21  è
  incoerente con il comma 1, quindi inammissibile; il  4 GOV R  20  è
  inammissibile.
   Si  passa  al  subemendamento 4 Gov R 4,  a  firma  dell'onorevole
  Cirone.
   Aggiunge  nel rispetto della rappresentanza di genere.

   CIRONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa  cari
  colleghi abbiate pietà della mia chioma bianca. Debbo assolutamente
  ricordarvi   qualcosa   che  già  questa   Assemblea,   nobilmente,
  trasversalmente anche agli schieramenti, ha fatto  nel  momento  in
  cui  ha  approvato  la  legge sulla doppia  preferenza  di  genere.
  Ricordo  sempre gli apporti importanti che sono venuti  dai  banchi
  della  sinistra, del centro e della destra attraverso  l'intervento
  dell'onorevole Musumeci.
   Devo,  altresì,  ricordare che quella legge  ha  prodotto,  grazie
  all'intelligenza   politica   dell'Assemblea   regionale,    grandi
  modificazioni  negli enti locali: i consigli comunali  hanno  avuto
  una  rappresentanza straordinariamente innovativa sul  piano  della
  rappresentanza femminile.
   Vorrei  ricordare  che  su  questo i partiti,  nonché  il  governo
  Crocetta, hanno scritto una pagina di novità.
   Sto  semplicemente  ricordando a tutti i colleghi  il  lavoro  che
  abbiamo   fin   qui   fatto,  cercando  di  evitare   che   questo,
  nell'importante  riforma che stiamo approvando in  queste  ore,  in
  questi giorni, vada in qualche modo dimenticato.
   Allora,  la formula, nel rispetto della rappresentanza  di  genere
  non  supera  la  questione delle quote, si limita  semplicemente  a
  ricordare  che  quella  rappresentanza di  genere  uscita  già  dai
  consigli comunali debba essere ribaltata anche nei liberi consorzi.
   Questo semplicemente mi permettevo di ricordare e suggerire.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cirone, mi  permetto  di  dire  su  questo
  articolo  pregevole,  perché è in linea con quanto  già  l'Aula  ha
  votato,  che  probabilmente  c'è un problema  di  coordinamento  ma
  questo, eventualmente, lo risolveremo con il 117, nel senso che  il
  bacino  dell'elettorato è limitato, quindi,  il  ragionamento  deve
  essere  rapportato sostanzialmente agli elettori,  perché  sappiamo
  chi sono gli elettori;  non è come nella formazione delle liste. Ci
  sarà  un  problema di coordinamento con il 117 nel caso in  cui  la
  norma dovesse passare.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Sudano. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente, apprezzo l'intento della collega Cirone
  però,  ritengo  che  non possa essere applicato questo  emendamento
  all'interno  di  questo  disegno di  legge,  perché  sappiamo  che,
  essendo  un'elezione di secondo grado, non è detto che nei consigli
  comunali  vengano elette donne, né tanto meno che i  sindaci  siano
  donne.  Credo,  quindi,  che questo emendamento  non  possa  essere
  approvato  anche se capisco l'intento della mia collega,  però  non
  credo sia ammissibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, perdonate,  però,
  un'Assemblea   che   vota   questo   emendamento   secondo   me   è
  inconcepibile. Io chiedo il ritiro perché non è possibile fare  una
  parità  di  genere  nei  consigli  comunali  che  sono  di  diversa
  formazione.
   Al  di  là  del  rispetto  delle parità di genere,  qui  arriviamo
  all'esagerazione.
   Se  un  comune  ha  dieci  donne ed  un  altro  comune  ha  cinque
  consiglieri, come potete fare nel rispetto delle parità di genere?
   Allora,  credo  che sia opportuno onde evitare  incidenti,  che  i
  sottoscrittori,  essendo  solidali con  loro,  evitino  di  portare
  avanti  un  emendamento che così come è formulato non ha  veramente
  alcun senso.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà..

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, l'emendamento non parla di parità di genere, ma parla  di
  rappresentanza di genere.
   Una  cosa  un  poco  diversa:  rappresentanza  significa  che  poi
  bisognerà  tenere conto delle proporzioni che ci sono  nei  comuni,
  delle  presenze femminili e maschili ed in relazione  a  questo  si
  potrà deliberare.
   Ovviamente, l'emendamento non include tutto nei dettagli tutte  le
  questioni  che  possono  nascere,  però  credo  che  il  Presidente
  dell'Assemblea,    onorevole    Ardizzone,    abbia     specificato
  correttamente  che con il 117 - ma mi è sembrato prima  di  sentire
  dall'onorevole Falcone la stessa posizione  -  si potrà intervenire
  per risolvere queste questioni.
   Il Governo, quindi, è favorevole all'emendamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  davvero
  costernato  da  quanto  sta  accadendo  in  quest'Aula,  perché  il
  disorientamento ormai è tale che non si comprende più chi  parla  a
  favore di che cosa e chi parla contro chi.
   Abbiamo appena assistito ad un attacco che non condivido da  parte
  di  un collega del PD nei confronti di un emendamento della collega
  del PD.
   Assistiamo ad interventi di donne che parlano contro le  donne;  è
  davvero un momento di grande confusione.
   Io  vorrei  ascoltare  oltre al saggio intervento  del  presidente
  Crocetta  che ha cercato di mettere pace, come d'altronde  dovrebbe
  essere  nel suo ruolo, vorrei ascoltare cosa ne pensa il capogruppo
  del PD perché l'attacco del collega nei confronti di un emendamento
  sacrosanto  che  sottoscriviamo e voteremo è qualcosa  che  non  fa
  onore a quest'Aula.
   Allora, Presidente, la prego di ristabilire le regole.
   Ciascuno  si  assuma  la  responsabilità  degli  emendamenti   che
  presenta.
   La  collega  Cirone  ha  presentato un emendamento  di  civiltà  e
  rispetto  a  questo emendamento noi ci proponiamo di migliorare  la
  legge;  una volta che c'è un emendamento che presenta il  PD  nella
  persona, in questo caso, dell'onorevole Cirone, che è apprezzabile,
  qual  è  il paradosso? Che interviene un altro collega del  PD  per
  dire di ritirarlo.

   GUCCIARDI. L'emendamento porta anche la mia firma.

   CORDARO. Fatevi un esame di coscienza, se c'è l'avete

   PRESIDENTE.  All'emendamento viene apposta la firma dell'onorevole
  Lupo. L'Assemblea ne prende atto.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per porle una domanda.
   Noi   c'eravamo  iscritti  a  parlare  e  lei  dà  la   precedenza
  all'intervento del Presidente della Regione.

   PRESIDENTE. E' il Presidente della Regione.

   GRECO  Giovanni. Mi faccia finire il ragionamento,  per  cortesia,
  visto che sa come sono io. Normalmente, l'intervento del Presidente
  della Regione dovrebbe servire a chiarire l'emendamento. E, invece,
  come sempre, lo aggrava
   Perché  qua il problema è uno. Il voto di genere, cui -  come  lei
  sa,  perché è stato testimone -sono contrario - ho sempre avuto  il
  coraggio di dirlo - perché mi sembra sempre una riserva indiana,  e
  non è che  facendo sempre il voto di genere, diamo una qualifica in
  più  alla  donna, anzi la portiamo sempre al di sotto del prestigio
  che ha una donna. Per me, per quel che mi riguarda.
   Ma  supponiamo  che  ci sia un libero consorzio  che  si  viene  a
  formare  con dodici sindaci maschi e due femmine. Che facciamo  col
  voto  di  genere?  Prendiamo una donna perché in  un  altro  libero
  consorzio c'era un maschio
   Allora,  chiedo  alla  collega Cirone  di  ritirare  l'emendamento
  perché - guardi - ci porta veramente in un guazzabuglio. Lo ritiri,
  onorevole Cirone.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  vorrei
  anzitutto   tranquillizzare  qualche   collega   che   nota   delle
  contraddizioni  all'interno dei gruppi. Qui non  ci  sono  cervelli
  all'ammasso ed ognuno la può pensare come vuole.
   Detto ciò, vorrei, invece, non esaltare la contraddizione in  seno
  a questo Parlamento.
   Qualche  mese  fa  è stata votata una norma che ha  permesso,  nei
  consigli  comunali,  di avere la presenza di  tante  donne.  Adesso
  quell'emendamento non parla di parità di genere - ha detto bene  il
  presidente Crocetta -, ma è semplicemente un riferimento a fare  in
  modo  che, nell'individuare le donne che, poi, andranno a  comporre
  l'assemblea  - e quindi non stiamo parlando, onorevole  Greco,  dei
  sindaci, perché i sindaci saranno quelli che sono, credo che  siano
  al  90  per  cento uomini, per cui le donne che entreranno  saranno
  quelle  presenti -, ebbene, all'interno dell'assemblea si può  fare
  una  raccomandazione forte, trovando il modo -  e  il  modo  lo  ha
  proposto   già   l'onorevole   Ardizzone   -   per   far   arrivare
  nell'assemblea una quantità adeguata di donne, non definita.
   E  poi,  avendo  queste donne nell'assemblea si potrà  raggiungere
  l'obiettivo di una rappresentanza di genere adeguata nella Giunta.
   Quindi,  non  mi  pare  che ci sia qui alcuna  forzatura.  Nessuna
  parità viene richiesta, né tanto meno penso che le donne si sentano
  delegittimate   da   un  input  che,  invece,   altrimenti,   molto
  probabilmente le farebbe restare all'interno dei consigli comunali,
  senza arrivare all'assemblea dei consorzi dei comuni, né tanto meno
  all'interno della Giunta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ribadisco:  se  dovesse  essere
  approvato  questo  emendamento, con un  articolo  117,  siccome  lo
  dobbiamo  rendere compatibile con l'intera normativa, aggiungeremmo
  all'incirca  -  gli  uffici ci lavoreranno -  in  proporzione  agli
  eletti in ciascun singolo comune .
   Così  si  eviterebbero tutte le contraddizioni  che  sono  emerse.
  Questo  come  articolo 117, perché la questione è in riferimento  a
  ciascun singolo comune.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'articolo 4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   FIGUCCIA.  Signor  Presidente, Assessori, onorevoli  colleghi,  ho
  chiesto di parlare in realtà su questo subemendamento - chiaramente
  collegandolo  all'articolo 4 - proprio perché, in effetti,  ritengo
  che  attraverso  questo  subemendamento si introduca  un  principio
  importante. D'altra parte questa battaglia è stata ben condotta dal
  Governo e dall'opposizione che, responsabilmente, l'ha condivisa  e
  lo  ha  fatto   quando si è  fatto riferimento alla  riforma  della
  legge  elettorale  e, d'altra parte, un principio  che  noi  stessi
  avevamo introdotto  e questo testimonia che  quando la battaglia  è
  giusta  mette insieme tutti.
   Sono  certo che il punto di vista del Governo su questo non  potrà
  che  rimarcare  il  percorso  che è  stato  giustamente  tracciato,
  individuato   dalla  collega  del  Partito  Democratico   che   noi
  condividiamo appieno perché è un percorso che fa riferimento ad una
  battaglia  legata  alla parità dei diritti;  perché  finalmente  le
  donne  possano  essere rappresentate nelle sedi,  nelle  assemblee;
  perché questo è stato fotografato alle ultime amministrative quando
  in ogni singolo comune, finalmente, si è affermato un principio che
  è quello che ha visto rappresentate le donne in assemblee.
   Ci  sono  piccoli  comuni dove questa rappresentanza  era,  ahimè,
  negata,  ci sono piccoli comuni che avevano una tradizione,  ahimè,
  maschilista su questo aspetto e, finalmente, grazie a questa  norma
  quel  principio è stato inserito e grazie a questa  norma  oggi  in
  quei  piccoli  comuni,  che purtroppo si  caratterizzavano  per  un
  atteggiamento retrò, che purtroppo erano ancorati ad una dimensione
  così  tradizionalista, così becera, adesso anche quei comuni  hanno
  una rappresentanza femminile.
   Noi  pensiamo  che  questa  sia una  battaglia  di  pari  dignità,
  pensiamo che sia una battaglia per i diritti, così come tante altre
  battaglie,  il  mio  gruppo parlamentare  di  Forza  Italia,  si  è
  ritrovato a fare.
   Io come componente della I Commissione Affari Istituzionali, che è
  chiaramente  una Commissione che deve recuperare la dimensione  dei
  diritti  civili  e  che spero presto ripassi  alla  trattazione  di
  quegli argomenti senza rimanere inceppata, ancorata all'interno  di
  meccanismi  che riguardano una riforma che, sinceramente,  pensiamo
  stia  prendendo troppo tempo perché sta monopolizzando un dibattito
  durante  il  quale  avremmo potuto affrontare ben altre  battaglie,
  battaglie  di  principio  come questa, battaglie  che,  ovviamente,
  condividiamo  e  che siamo certi, con il plauso del Governo,  siamo
  certi  con un atteggiamento responsabile, spero anche da parte  del
  Movimento 5 Stelle,  che non potrà ovviamente che accogliere questa
  battaglia  che  sarà, ripeto, condivisa da tutti e  che,  pertanto,
  verrà approvata all'unanimità dell'Assemblea.

   PRESIDENTE. Hanno  apposto la firma gli onorevoli  Di Giacomo,  La
  Rocca Ruvolo e Figuccia.
   Pongo in votazione l'emendamento 4GOVR4.
   Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   CRACOLICI, Presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4GOVR4

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4GOVR4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          22
   Contrari            43
   Astenuti

                           (Non è approvato)

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.   Dichiaro   inammissibili  i  seguenti   emendamenti:
  4GOVR22, 4GOVR23, 4GOVR24, 4GOVR25.
   Si  passa all'emendamento 4GOVR26 della Commissione che è un fatto
  tecnico     l'Assemblea   è   l'organo   di   indirizzo   politico-
  amministrativo del libero consorzio .
   Parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4GOVR a firma del Governo.
   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento sostitutivo così come emendato.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  67
   Maggioranza         34
   Favorevoli          33
   Contrari            34

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi, la riscrittura è stata bocciata,  si  ritorna
  all'articolo e  continuare a votare gli emendamenti all'articolo  4
  del fascicolo bianco.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un po'
  di chiarezza su quello che è successo.
   Nel momento in cui l'Aula ha deciso di non votare l'emendamento di
  riscrittura si passa al testo della Commissione, così come è  stato
  licenziato dalla Commissione, ma  non possiamo procedere  a  votare
  gli  emendamenti  al  testo della Commissione, perché  già  avevamo
  votato gli emendamenti soppressivi che sono stati respinti.
   Quindi,   ritorniamo  all'articolo  così  come  licenziato   dalla
  Commissione.

   PRESIDENTE. Siamo all'articolo 4. Gli  emendamenti dal 4.5 al 4.19
  sono  stati  respinti. Il subemendamento presentato dal  Governo  è
  stato bocciato con il voto a scrutinio segreto.
   Dichiaro  inammissibili  gli emendamenti 4.9 e  4.8,  di  identico
  contenuto   a  quello  del  Governo  che  è  stato  già   bocciato.
  L'emendamento 4.7 è precluso. Gli emendamenti 4.3, 4.12, 4.1,  4.2,
  4.16,  4.20 sono inammissibili. Restano due emendamenti da  votare:
  il 4.15 e il 4.10.
   Si  passa  all'emendamento 4.15 a firma degli onorevoli Formica  e
  Ioppolo.  Prevede di sostituire le parole  a maggioranza  assoluta'
  con le seguenti  a maggioranza relativa'. Lo mantiene o lo ritira?

   FORMICA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 4.10 presentato dalla Commissione, che  è
  un emendamento tecnico.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  spiegare
  perché non è un emendamento tecnico.
   L'emendamento recita che  quando decade dalla carica di sindaco un
  componente dell'Assemblea, deve essere sostituito , ma perché?  Chi
  lo ha detto che il mantenimento della carica di componente è legato
  alla carica di sindaco? Noi dobbiamo creare una stabilità. Per  cui
  noi abbiamo detto che, invece, il rapporto, il ruolo, l'incarico di
  componente dell'assemblea non è legato al mantenimento della carica
  di sindaco, ma è legato al periodo del mandato in assemblea, che  è
  cosa  ben  diversa. Altrimenti il rischio è che si  facciano  delle
  disarticolazioni.
   CRACOLICI,  Presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   Presidente  della  Commissione.  Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, onorevole Falcone, se rimane  il  testo  della
  Commissione,  c'è scritto che  l'assemblea è composta  dai  sindaci
  dei  comuni  e se  il sindaco decade non può che essere sostituito.
  Non parla anche degli ex sindaci.

   FORMICA. Secondo me è superfluo.

   CRACOLICI,   Presidente della Commissione e relatore.  No,  non  è
  superfluo  e  non  lo  è  proprio per  l'intervento  dell'onorevole
  Falcone. Se l'onorevole Falcone ha fatto questo intervento dimostra
  che  non  è  superfluo.  E'  necessario  precisare  che  fai  parte
  dell'assemblea  se  sei  sindaco, quando  non  sei  sindaco  va  il
  commissario  per  il periodo in cui sostituisce il  sindaco  ed  il
  nuovo sindaco quando sarà eletto.
   Sembra banale, ma ha dimostrato lei, onorevole Falcone, che questa
  norma non è banale.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CROCETTA, Presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Siete arrivati in ritardo.

   MUSUMECI. Lo abbiamo detto in tempo.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, lei lo ha detto dopo che ho  detto
   e' approvato , non lo ha detto prima  Questo per correttezza.

   CORDARO. Allora, siamo tutti scorretti

   PRESIDENTE.  Non sto dicendo questo, probabilmente non  c'è  stata
  l'intesa.  Siccome sono sempre orientato verso l'onorevole  Formica
  che  ha alzato la mano, posso dire che c'è stata un'incomprensione.
  Lei è intervenuto dopo la votazione.

   CORDARO. Ma da una verifica di voto che cosa teme?

   PRESIDENTE.  Non  temo niente dalla verifica  di  voto  solo  che,
  formalmente, mi è stato chiesto dopo che ho dichiarato la votazione
  per alzata e seduta dell'articolo.
   Onorevole Formica, questa è la riprova che ho fatto bene.
   Sospendo  la  seduta per un minuto per concordare il percorso  del
  disegno di legge.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.18, è ripresa alle ore 21.21)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                    Presidente del libero consorzio

   1.  Il  Presidente del libero consorzio, di seguito Presidente,  è
  eletto  dall'Assemblea tra i propri componenti. A tal fine  ciascun
  sindaco  dispone  di  un  voto.  E' eletto  Presidente  del  libero
  consorzio  il sindaco che ottiene almeno il quaranta per cento  dei
  voti che rappresentino almeno la metà più uno della popolazione dei
  comuni del libero consorzio.

   2.  Qualora, dopo due votazioni, nessun sindaco abbia ottenuto  la
  maggioranza indicata al comma 1, si procede al ballottaggio  tra  i
  due  sindaci che, nella seconda votazione, abbiano ottenuto i  voti
  rappresentativi della maggiore popolazione. E' eletto Presidente il
  sindaco che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di
  voti, è proclamato eletto Presidente il sindaco che ottiene i  voti
  rappresentativi della maggiore popolazione.

   3.  Il  Presidente  rappresenta il  libero  consorzio,  convoca  e
  presiede l'Assemblea e la Giunta del libero consorzio.

   4.  Il Presidente nomina, tra i componenti della Giunta del libero
  consorzio, un Vicepresidente che lo sostituisce in caso di  assenza
  o impedimento.

   5.  In  caso  di  cessazione dalla carica di  sindaco  durante  il
  mandato di Presidente, si procede all'elezione del nuovo Presidente
  entro trenta giorni dalla data di cessazione. Fino all'elezione del
  nuovo   Presidente,  le  relative  funzioni  sono  esercitate   dal
  Vicepresidente.

   6.  In  caso  di dimissioni, rimozione o cessazione per  qualsiasi
  causa  dalla  carica di Presidente, si applica quanto previsto  dal
  comma 5.»

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO..  Signor Presidente, se non  ho compreso male  la  scelta
  che  avete  adottato lei e il Presidente della Regione è quella  di
  andare avanti ad oltranza oppure  ho compreso male?

   PRESIDENTE.  Con  la massima chiarezza perché lo abbiamo  detto  a
  microfoni  spenti  è  giusto che si sappia, non  è  stata  adottata
  nessuna scelta di andare avanti ad oltranza.
   Io  ho  chiesto  un  po' di comprensione ed è un  appello  che  ho
  rivolto  soprattutto  alle  minoranze che  è  evidente  che  stanno
  adottando,  nel  massimo della legittimità, un atteggiamento  -  mi
  sembra  più  che è evidente -  ostruzionistico' perché a  volte  ci
  sono  emendamenti  che  servono a  migliorare  il  testo,  io   non
  parlerei di ostruzionismo fine a se stesso.
   Considerato  che  le questioni sulle soppressioni  delle  province
  sono  questioni  di  ordine  politico, il  primo  scoglio  è  stato
  superato  con  l'approvazione  dell'articolo  3.  Abbiamo  discusso
  lungamente dell'articolo 4.
   E'  chiaro  che c'è un'altra questione di carattere  politico  che
  riguarda  le città metropolitane, sulle quale si è tanto discettato
  sulla  stampa  e  penso  che il Parlamento si  possa  impegnare  in
  maniera  proficua sulla approvazione o meno dell'istituzione  delle
  città metropolitane una volta che si tratterà dell'articolo 7.
   Considerato  che  abbiamo superato l'articolo 3  e  l'articolo  4,
  sulla  linea dell'articolo 4 si possono approvare, in tempi  brevi,
  sia l'articolo 5 che l'articolo 6.
   Si  potrebbe  poi rinviare, in considerazione anche la Commissione
  Antimafia  ha  già  stabilito, giustamente,  perché  non  prevedeva
  questi  tempi né si era pensato alla presenza del Capo dello Stato,
  quindi, l'aveva concordato in precedenza, un sopralluogo al  Comune
  di  Polizzi Generosa sciolto per mafia, si sarebbe rinviato l'Aula,
  spero  che  si  possa rinviare, a giovedì alle ore  16,  una  volta
  approvato sia l'articolo 5 che l'articolo 6.
   Questa  era  la mia idea che spero di buon senso, poi se  ci  sono
  delle  questioni  che  ognuno  deve intervenire  è  chiaro  che  il
  dibattito non verrà soffocato, andremo avanti.

   FORMICA. Non siamo d'accordo, mi deve dare il tempo di cenare,  ho
  un calo di zuccheri

   PRESIDENTE.   Gli  assistenti  parlamentari  sono  autorizzati   a
  portare.  una  zolletta di zucchero all'onorevole Formica;  andiamo
  avanti onorevole Cordaro.

   CORDARO. Signor Presidente, farò il mio intervento sull'articolo 5
  che si occupa appunto del Presidente dei liberi consorzi, è  chiaro
  che   quanto  accaduto  qualche  minuto  fa  in  questa   Aula   e,
  soprattutto,  la  bocciatura dell'articolo 4 nella riscrittura  del
  Governo  pone,  questa  volta sì, e mi rivolgo  fin  da  adesso  al
  Presidente  e  al Segretario Generale, una necessaria, approfondita
  attenzione  circa la collazione per quello che accadrà  considerato
  che  l'articolo 4, nella riscrittura del Governo, è stato  bocciato
  e,  quindi,  noi abbiamo approvato l'articolo 4 così  come  esitato
  dalla Commissione.
   Onorevole Formica, se lei mi ascolta forse il problema noi non  lo
  risolviamo perché dobbiamo rinviare a tutti i costi, ma perché  c'è
  un problema serio.
   L'articolo 4, Signor Presidente dell'Assemblea, è stato  approvato
  così  come  esitato  dalla Commissione, essendo stata  bocciata  la
  riscrittura del Governo.
   Nel  momento in cui noi andiamo ad affrontare l'articolo 5 che  è,
  per ovvie ragioni collegato all'articolo 4, io credo che nessuno di
  noi  e,  soprattutto, gli uffici che devono collaborarci  siano  in
  condizioni  di  dirci  quali  emendamenti  noi  possiamo  utilmente
  valutare  e  sottoporre all'attenzione dell'Aula  senza  andare  in
  contraddizione  con l'articolo 4, tra il faldone  giallo  e  quello
  bianco,  perché è evidente che qui non c'è Speedy Gonzales, nessuno
  di voi, così come nessuno di noi ha attività divinatorie e, quindi,
  è  necessario  un  momento di riflessione per  capire  quali  degli
  emendamenti  dei due faldoni possono restare, in maniera  coerente,
  con l'articolo 4 così come è stato approvato.
   Io  credo che questo sia un problema serio e vorrei comprendere se
  il Presidente lo ritiene tale oppure no perché, se lo ritiene tale,
  io  mi  fermerei  per non tediarvi, invitando la Presidenza  e  gli
  uffici a valutare quanto sto sottoponendo alla vostra attenzione  e
  andando  direttamente a giovedì pomeriggio, fermo  restando  Signor
  Presidente  che noi giovedì alle 13.00 faremo di tutto  per  essere
  qua  - parlo dei Presidenti dei gruppi parlamentari che fanno parte
  della  Commissione antimafia - quindi poi la valutazione va a  lei,
  se invece così non fosse io posso continuare il mio intervento.
   Intanto taccio ed aspetto la sua risposta Signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Cordaro.  In  effetti  per  quanto
  riguarda  gli uffici si potrebbe andare avanti perché l'articolo  4
  fa  riferimento  all'articolo  5, che  è  lo  stesso  uscito  dalla
  Commissione,  così  come l'articolo 6, quindi  si  potrebbe  andare
  avanti.
   Mi  rendo  conto  che  da  parte  di  più  parlamentari  si  sente
  l'esigenza di una riflessione. L'Aula viene rinviata a giovedì alle
  ore  16.00 con l'impegno che si continua - così ognuno si organizza
  -  fino  a  venerdì.  Lo sto dicendo in via preventiva  a  tutti  i
  parlamentari. Se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire lo faccia.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  noi  di  Forza   Italia   eravamo
  disponibili  a proseguire stasera poiché volontà della maggioranza.
  E'  chiaro  Signor Presidente, continuiamo giovedì  pomeriggio  per
  andare poi a martedì regolarmente.
   Ha detto lei che non c'è questa contingenza, questa necessità.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì, 27
  febbraio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


  I   - Comunicazioni

  II   - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            10)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            11)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            12)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            13)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            14)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            15)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 21.30

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
  268-474-542-543-546-613-638-662/A   -    ISTITUZIONE   DEI   LIBERI
  CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.

     All'articolo 3

   Emendamento 3.14 (I parte)

     Al  comma  2  le  parole  sono eletti con sistema  indiretto  di
  secondo grado  sono sostituite dalle parole  sono organi di secondo
  livello  costituiti  e le parole  e restano in carica cinque  anni,
  fermo restando che  sono soppresse.

   Emendamento 3.14 (II parte)

   Al comma 4 sopprimere le parole   sindaci, quali .

     All'articolo 4

   Subemendamento 4.GOV.R.26 (all'emendamento 4.GOV.R interamente
   sostitutivo dell'art. 4)

   Aggiungere il seguente comma:
    6   bis.   L'Assemblea   è   l'organo   di   indirizzo   politico
  amministrativo del libero consorzio.

   Emendamento 4.10

   Aggiungere il seguente comma:

    2  bis.  In  caso  di cessazione dalla carica di  sindaco  di  un
  componente  dell'assemblea, lo stesso è sostituito  nell'assemblea,
  fino   al   rinnovo  della  carica  di  sindaco,  dal   commissario
  straordinario nominato ai sensi della normativa vigente. .