Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Trizzino, Arancio,
Laccoto, Picciolo e Tamajo hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Istituzione dei liberi consorzi
comunali
e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-
183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge
Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
542-543-546-613-638-662/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
loro assegnato.
Ricordo che siamo all'articolo 5.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, lei potrà intervenire ai sensi
dell'art. 83 del Regolamento interno. Alla fine dei lavori potrà
porre la questione che so essere di una certa importanza ma materia
non pertinente con quella in trattazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vorrei che non si aprisse un dibattito.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile che io
insista sul fatto che da mesi andiamo dicendo che il Governo sta
operando in maniera illegittima e illegale e, soprattutto, al di
fuori della legge.
Oggi c'è il supporto di un parere del CGA, che come tutti sappiamo
è la Magistratura suprema in Sicilia.
E quel parere dice, esattamente, che il Governo illegittimamente
ha operato per la nomina dei commissari.
Ma quel parere, signor Presidente, e andiamo al punto, perché sono
certo che lei e andiamo al punto, perché sono certo, è fin troppo
benevole, perché è omissivo su un punto cruciale, perché nel
momento in cui esamina gli effetti della legge 7, che come sappiamo
aveva una durata temporale sino al 31 dicembre 2013, e nel momento
in cui dice che non sono termini perentori e che i commissari
nominati prima possono rimanere in carica, proprio per le
considerazioni che fa a proposito della legge 7, e cioè nel momento
in cui statuisce che comunque il Governo entro il 15 aprile deve
mettere in condizione di poter votare, e i commissari eventualmente
possono rimanere sino al 30 di giugno, omette di prendere in
considerazione un fatto cruciale, forse per dare una mano al
Governo, ma questo è il Parlamento che non può esimersi dal far
notare che contestualmente alla fine degli effetti della legge 7,
il Parlamento ha bocciato la proroga dei commissari, il combinato
disposto tra ciò che dice questo parere del CGA con la bocciatura
della proroga dei commissari da parte del Parlamento è esplosivo e
dirimente, nel senso che siamo assolutamente fuori dal perimetro
della legge. Non ci sono dubbi a questo punto, perché quel parere
non prende per nulla in considerazione la con testualità che il
Parlamento si è già espresso sulla richiesta del Governo di
prorogare i commissari e si è espresso bocciandola, quella
richiesta, quindi, applicando la bocciatura della richiesta di
proroga dei commissari e, quindi, non ci può essere proroga da
questo punto di vista, con le considerazioni che ha espresso a
proposito della vigenza o meno degli effetti della legge 7, non vi
è dubbio alcuno che a questo punto siamo assolutamente fuori dalla
legalità.
E poi mi verrebbe di fare una considerazione: non vorrei che quel
parere venisse preso a pretesto dal Governo per bloccare la nomina
di Ingroia, che sarebbe un fatto gravissimo, che sarebbe un fatto
di una gravità inaudita, se quel parere dovesse essere utilizzato
per bloccare la nomina di Ingoia, ed allora saremmo veramente in
presenza di qualcosa di grave, grave, grave.
Allora, signor Presidente, ritengo che - alla luce del fatto che
questa Aula si è assolutamente già espressa contro la proroga in
generale dei commissariamenti della provincia - noi a questo punto
dovremmo fermarci un minuto e fare il punto.
Le chiedo, signor Presidente, di convocare una rapida Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche informale, assieme al
Governo, e vedere insieme a tutte le forze politiche di fare il
punto rispetto a questa novità che è intervenuta.
Lei, onorevole Leanza, Uomo del monte , è inutile che ci fa
vedere il suo diniego, non è lei che stabilirà e capisco bene che
lei ha voglia di correre, non ne capisco i motivi, li posso
intuire, però anche potendoli intuire non credo che siano di
carattere generale.
Pertanto, signor Presidente, le riconfermo la richiesta di una
rapida di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,, anche
informale, per fare il punto sulla situazione.
CORDARO. Chiedo di parlare. Vorrei semplicemente un minuto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, attenzione c'è una richiesta, è
già intervenuto sull'ordine dei lavori l'onorevole Formica. E'
inutile aprire un dibattito.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, perché forse ci raccordiamo, è inutile aprire un
dibattito. Siccome abbiamo appreso da notizie stampa di questo
parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa, è opportuno,
infatti la richiesta di intervenire sull'ordine dei lavori che mi
semplifica il ragionamento, perché è giusto che l'Aula sappia.
Chiediamo all'assessore Valenti dei chiarimenti. Ha facoltà di
intervenire sulla questione perché ci sono diverse interpretazioni
FIGUCCIA. Mancano dei componenti della Commissione.
PRESIDENTE. No, parte della I Commissione è presente
FIGUCCIA. Manca il presidente.
PRESIDENTE. Come no, c'è l'onorevole Figuccia che è
vicepresidente. La invito a prendere posto nel banco della
Commissione.
FIGUCCIA. Siamo soltanto in quattro.
PRESIDENTE. Assessore Valenti ha facoltà di intervenire.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, credo sia opportuno fare chiarezza sui percorsi
che via via si sono intrecciati in questi mesi.
Il parere che il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha emesso
su nostra richiesta, conferma pienamente la correttezza del
percorso che il Governo ha individuato, in quanto nelle more della
discussione, del dibattito in Aula del disegno di legge sulla
riforma delle province, abbiamo lasciata aperta la possibilità, in
termini temporali, qualora l'Aula si determinasse in tal senso, di
poter, eventualmente, indire i comizi elettorali; tant'è che il
parere riprende, in diversi passaggi, il fatto che correttamente è
stato valutato il termine a ritroso rispetto all'ultima data utile,
che è quella del 15 giugno, in modo tale che l'eventuale decreto di
indizione di comizi, 60 giorni prima, dovrebbe essere emesso il 16
aprile. Lo stesso parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa,
addirittura, dice che si potrebbe arrivare a 55 giorni prima e
pertanto con una finestra maggiore.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa dice che qualora la
legge fosse, comunque, approvata ancorché con i comizi indetti,
avrebbe un'efficacia sopra la stessa indizione dei comizi.
In sintesi: il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha dato
parere assolutamente positivo rispetto alla temporalizzazione che
abbiamo dato, in modo tale da lasciare aperta alla determinazione
dell'Aula la possibilità, eventualmente, di poter indire i comizi
elettorali.
Per quanto riguarda la nomina dei commissari, anche in questo caso
il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa ha confermato
che qualora i commissari fossero stati nominati prima del 31
dicembre, viene confermata la loro nomina per due motivazioni, o
fino all'insediamento degli organi dei liberi consorzi, se il
disegno di legge si determinasse in tal senso, oppure per coprire
comunque il periodo di gestione dell'ente fino al completamento del
turno elettorale.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa precisa, anche, che solo
nel caso in cui gli stessi, per sopraggiunti motivi, non sono nelle
condizioni di continuare l'incarico allora, solo in quel caso, è
possibile la sostituzione, cosa che è regolarmente avvenuta, poiché
gli unici casi di sostituzione sono ascritti o ad un trasferimento
del commissario di Trapani, in questo caso direttamente presso un
altro ufficio a Roma e sono sopraggiunte incompatibilità fra le due
funzioni, oppure per motivazioni personali che gli altri hanno
manifestato.
L'impianto è, quindi, assolutamente coerente col percorso
individuato dal Governo e portato avanti.
In ultimo volevo ricordare che la norma proposta dal Governo, che
non ha avuto approvazione da parte di quest'Aula, erroneamente
viene interpretata, continuamente, come la norma per
l'autorizzazione dei commissari. L'oggetto del disegno di legge che
avevamo presentato era la proroga del termine del 31 dicembre per
l'approvazione della legge di riforma. Conseguentemente scattava la
proroga del commissariamento, ma l'oggetto della norma non era la
proroga dei commissari, era la proroga del termine utile per la
legge di riforma. Anche in questo caso lo stesso parere del
Consiglio di Giustizia Amministrativa dice esplicitamente che, in
altri termini, non è seriamente immaginabile che la futura legge di
riforma delle province regionali non possa più essere approvata sol
perché è spirato il termine del 31 dicembre 2013.
E, quindi, fatto salvo il fatto che la norma può, appunto, essere
approvata anche dopo questo termine, viene fatto salvo il regime
commissariale delle province, ancorché in atto prima dello stesso
termine del 31 dicembre.
Questo mi sembra doveroso perché sui giornali ho visto un po' di
confusione sul tema e, quindi, credo che sia opportuno che il
ragionamento ai fini proprio del dibattito in corso, sia scevro da
qualsiasi dubbio.
FIGUCCIA. vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, in realtà purtroppo in questa fase, assessore,
le dichiarazioni che seguono la lettura del parere del Consiglio di
Giustizia amministrativa, si confondono e si scontrano rispetto
alla interpretazione che lei testé ne dava, con alcune indicazioni
che erano state fatte proprio in Aula, nelle scorse settimane,
quando sembrava che, in effetti, ci potessero essere delle garanzie
rispetto agli atti e rispetto alle nomine dei commissari dopo il 31
dicembre.
Mi sembra, invece, di capire che il Consiglio di Giustizia
amministrativa, e lo si leggeva tra le righe anche rispetto ad
alcune dichiarazioni che lei faceva, adesso mette nuovamente questo
in discussione.
In effetti dare questa interpretazione, assessore, mi sembra
rischioso anche in funzione del fatto che ci sono almeno due
province, se non sbaglio, che sono Trapani e Siracusa, rispetto
alle quali si rischia di avere dei Commissari che sono in una
posizione di illegittimità.
Mi chiedo, quindi, se effettivamente non sia il caso di sospendere
in autotutela e contestualmente verificare la legittimità degli
atti, quanto meno con riferimento a quelle province. Poi, se è del
caso, approfondire la questione complessiva su tutte le province
perché vorremmo evitare di procedere con errori anche perché a quel
punto potrebbe essere messo a rischio non solo la legittimità degli
atti della Commissione ma anche quelli dell'Aula, visto che c'è un
sovrapporsi di interpretazioni spesso tra loro contraddittorie.
Mi chiedo se non è il caso di sospendere, fare una riunione dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari e verificare se, in effetti, la
stessa Commissione possa tornare ad approfondire questi temi.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, le avevo dato la parola nella
qualità di componente della Commissione. Lei ha espresso una
posizione, forse, non di tutta la Commissione, riportando
argomentazioni che aveva espresso in quest'Aula, questo
ragionamento vale per il futuro.
Penso che dopo le dichiarazioni dell'assessore si possa
proseguire nell'esame del disegno di legge.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, intervengo per un minuto perché tempo
addietro, cercando di collaborare con la sua Presidenza, avevo
posto un problema ed io le chiedo, rubandole un minuto del mio
tempo, ma che non è un problema per quanto riguarda le province,
glielo devo porre. Avevo chiesto un tavolo tecnico per il personale
stabilizzato e per tutto il personale che gira attorno
all'Assemblea. Non ho avuto più risposte da parte sua. Io torno a
chiederlo perché è un problema, secondo me, importante.
Presidente Crocetta, le chiedo un'attenzione particolare. Colgo
l'occasione del mio intervento sull'articolo 5 per chiedere notizie
sul CEFOP. E' una situazione, come lei sicuramente saprà, molto
difficile; giungono delle notizie che spaventano.
Ho presentato una interrogazione per avere queste notizie, ma
volevo, se era possibile, che in un suo prossimo intervento lei
possa farci sapere se questo personale o se su questo abuso di
spese che c'è stato con l'attività commissariale, lei abbia
qualcosa da riferire e se ci può informare anticipatamente su
questo argomento.
Signor Presidente, spero di potere recuperare il tempo che non ho
utilizzato in un mio prossimo intervento. Grazie.
PRESIDENTE. No, onorevole Greco, non sarà possibile.
GRECO Giovanni. Come no? Ma, signor Presidente, lei è là per
cercare di tagliare il dibattito su una legge cos�� importante o per
collaborare con i colleghi deputati che debbono fare il loro
lavoro? Ho approfittato di questo intervento perché lei non dà la
parola sull'ordine dei lavori. E allora deve venirci incontro.
Onorevole Ardizzone, se io lascio due minuti e mezzo, cercherò di
riprenderli in un prossimo intervento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, al fine di prevenire altri
interventi di questo tipo, raccomando a tutti i parlamentari di
attenersi alla materia in discussione così si da fornire la
possibilità al Governo, ove lo ritenga, e alla stessa Commissione
di merito di potere intervenire nel merito delle questioni che si
stanno trattando.
E' chiaro che una volta che si dà la parola al deputato si dà per
scontato che sono stati consumati tutti i cinque minuti a
disposizione per singolo intervento.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, volevo preliminarmente entrare e
riprendere quello che il vice capogruppo di Forza Italia, onorevole
Figuccia, ha detto rispetto al fatto che si trattava di una
riflessione sulla legittimità dei commissari che sono stati
nominati. Ma, poiché, la facoltà di nomina è del Governo, e non di
questa Aula, è chiaro che è una responsabilità che si assume
totalmente il Governo e su cui noi, comunque, manifestiamo grosse
perplessità.
Per quanto riguarda l'articolo 5, nel frattempo, vorrei dire che
rispetto alla seduta scorsa il percorso legislativo è mutato ed è
mutato perché nel momento in cui, all'articolo 4, siamo tornati al
testo licenziato dalla Commissione io ritengo, e l'invito che
rivolgo innanzitutto per evitare ulteriore confusione, che il
Governo ritiri l'emendamento di riscrittura.
C'è un emendamento di riscrittura: il 4 GOV R, che va ritirato da
parte del Governo; va ritirato perché prevede ai commi 1 e 2 che
il Presidente del libero consorzio sia eletto sia dai sindaci che
dai consiglieri comunali. Atteso che noi siamo tornati
all'emendamento all'articolo 4, così come licenziato, che prevede
che le assemblee siano costituite soltanto dai sindaci dei comuni
appartenenti al detto consorzio, è chiaro che decade l'emendamento
5govR. A questo punto, sarebbe opportuno che il Governo ritirasse
questo emendamento di riscrittura.
Mi fermo qui riservandomi di intervenire successivamente,
chiedendo di potere recuperare ancora due minuti e trenta secondi
durante il mio prossimo intervento, in quanto non utilizzati.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, se fosse così, sarebbe tecnicamente impossibile fare
qualsiasi legge. Io dico invece che decade automaticamente, nel
senso che viene cassato il riferimento ai consiglieri in quanto non
farebbero più parte dell'organismo essendo stato approvato
l'emendamento, ma non l'articolo.
L'emendamento è stato presentato prima, ovviamente, qualsiasi
provvedimento in corso d'opera è soggetto a rettifica e quindi si
intende rettificato automaticamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 4, quello che alla
fine è stato approvato, riguarda la composizione dell'Assemblea e
ci dice che l'Assemblea è composta solo dai sindaci; l'articolo 5
riguarda il sistema di elezione del Presidente, quindi
sostanzialmente i due articoli sono compatibili. L'articolo 5gov.R
parla solo di sindaci.
CROCETTA, presidente della Regione. Si tratta di una procedura
allargata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa, alle ore 17, 08, è ripresa alle ore 17.11)
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Presidente del libero consorzio
1. Il Presidente del libero consorzio, di seguito Presidente, è
eletto dall'Assemblea tra i propri componenti. A tal fine ciascun
sindaco dispone di un voto. E' eletto Presidente del libero
consorzio il sindaco che ottiene almeno il quaranta per cento dei
voti che rappresentino almeno la metà più uno della popolazione dei
comuni del libero consorzio.
2. Qualora, dopo due votazioni, nessun sindaco abbia ottenuto la
maggioranza indicata al comma 1, si procede al ballottaggio tra i
due sindaci che, nella seconda votazione, abbiano ottenuto i voti
rappresentativi della maggiore popolazione. E' eletto Presidente il
sindaco che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di
voti, è proclamato eletto Presidente il sindaco che ottiene i voti
rappresentativi della maggiore popolazione.
3. Il Presidente rappresenta il libero consorzio, convoca e
presiede l'Assemblea e la Giunta del libero consorzio.
4. Il Presidente nomina, tra i componenti della Giunta del libero
consorzio, un Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza
o impedimento.
5. In caso di cessazione dalla carica di sindaco durante il
mandato di Presidente, si procede all'elezione del nuovo Presidente
entro trenta giorni dalla data di cessazione. Fino all'elezione del
nuovo Presidente, le relative funzioni sono esercitate dal
Vicepresidente.
6. In caso di dimissioni, rimozione o cessazione per qualsiasi
causa dalla carica di Presidente, si applica quanto previsto dal
comma 5.
PRESIDENTE. Pure lei onorevole Formica ritira il suo emendamento
che prevede la soppressione del comma 4 inerente le spese e che è
in contraddizione con il comma 3?
FORMICA. No, signor Presidente, lo mantengo.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, un po'di attenzione per favore
così evitiamo di fare degli errori.
L'onorevole Falcone ha posto una questione che riguarda
l'elettorato passivo, sostanzialmente, ma anche l'elettorato
attivo, nel senso che può essere eletto Onorevole Falcone, lei ha
posto una questione in ordine all'assemblea che può eleggere il
presidente. Lei dice, per coerenza con quello che abbiamo già
votato l'assemblea, dovrebbe essere composta - parliamo di
elettorato che elegge il presidente - solo dai sindaci. C'è
un'altra teoria altrettanto legittima che dice no' perché
sostanzialmente anche se l'elettorato passivo è rappresentato solo
dai sindaci, l'assemblea elettiva è data dai sindaci più i
consiglieri comunali. Ecco, di questo si tratta sostanzialmente.
Ora lo spiega meglio il Governo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'emendamento 5 Gov R, è un emendamento di mediazione che
abbiamo presentato rispetto alle richieste del Centro destra
FALCONE concordato con il Nuovo Centro Destra
CROCETTA non abbiamo detto che noi abbiamo concordato con il
Centro destra, ho detto che per noi rappresenta un momento di
mediazione, e lo abbiamo illustrato.
PRESIDENTE Un po' di attenzione, perché dall'approvazione di
questo articolo dipenderà l'approvazione
CROCETTA, presidente della Regione. Voi avete sempre sostenuto
che bisognava eleggere un presidente con un consenso vasto. Noi
abbiamo sempre sostenuto che il presidente dovesse essere un
sindaco, perché per la natura consortile dell'organismo non ha
senso che venga etero-diretto da altri, quindi da un corpo estraneo
alla vita dei comuni. Pensiamo dunque ad un consorzio che
sostanzialmente doveva essere la ripetizione delle vecchie
province, ma che ha nuove funzioni, per queste ragioni vi abbiamo
proposto una modalità di elezione molto più allargata che prevede
unicamente nell'assemblea straordinaria di elezione del presidente
del consorzio, che è scelto fra i sindaci.
Onorevole Falcone, io mi sto rivolgendo a lei, dicevo: prevede
unicamente, nell'Assemblea straordinaria, la presenza di tutti i
sindaci del territorio, di tutti i consiglieri comunali del
territorio con un voto non ponderato, ma semplice, che dà la
possibilità, anche ad un sindaco di un piccolo comune, qualora
abbia un consenso così basso, di potere diventare presidente del
consorzio, pur rimanendo capofila la città con maggiore numero di
abitanti.
Pertanto, è una occasione di allargamento della democrazia, è una
estensione ai piccoli comuni, ai sindaci anche dei piccoli comuni,
qualora abbiano questo consenso massimo, di poter accedere al ruolo
di presidente.
Non c'entra niente quindi con gli organi che ne fanno parte,
questi non sono indicati qui come organi, non è l'organo
dell'assemblea che elegge il presidente, ma questa democrazia
bassa, allargata e diffusa, che è fatta da tutti i consiglieri
comunali del consorzio e da tutti i sindaci del consorzio. A mio
giudizio, quindi non c'è alcuna contraddizione tecnica con
l'articolo 4, che già abbiamo approvato.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Crocetta, e ringrazio anche
l'onorevole Falcone il quale ha posto la questione e questo
dibattito, alla fine, serve anche ad evidenziare e risolvere in via
preventiva eventuali problemi. C'è un chiarimento sulla norma, è
tutto affidato agli atti e quindi si può andare avanti. E
certamente questa diventa un'ottima base di discussione.
Il Presidente della Regione ci conferma che la platea per
l'elezione è più ampia, né più, né meno.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo al
Presidente Crocetta. Per essere molto chiari, il mio intendimento è
quello di condividere l'impostazione di un disegno di legge che
abolisca le province e dia luogo ai liberi consorzi. C'è qualche
non condivisione su alcuni punti di quello che deve essere il
libero consorzio, però, su questo, si potrà discutere allorquando
parleremo dell'articolo 10 e così via.
Credo, però, che sia quanto mai ovvio che se il consesso di cui
all'articolo 4 è stabilito soltanto dai sindaci, non possiamo noi,
in una elezione importante di secondo grado, improvvisamente,
consentire ai consiglieri comunali che possono partecipare al voto.
Perché rischiamo, se la norma viene impugnata, abbiamo stabilito
con l'articolo 4 che il consesso è fatto solo dai sindaci.
Pertanto, non ritengo che chiunque passi vicino a questo luogo
dove si svolge l'assemblea, anche consigliere comunale che non ha
titolo a partecipare al consesso perché non è stato previsto
all'articolo 4, possa partecipare con voto deliberativo. Tra
l'altro, devo dire, che la presenza dei consiglieri comunali
inficia la maggioranza di questa assemblea, perché i consiglieri
comunali sono di gran lunga in più rispetto ai sindaci.
L'osservazione, pertanto, fatta dall'onorevole Falcone, credo sia
quanto mai pertinente e, se vogliamo noi determinare una elezione
corretta sul piano tecnico, ed evitare l'impugnativa, dobbiamo
redigere una norma che preveda chiarezza in ordine all'organismo
che determina il consesso. Quindi questo mix che all'articolo 4 è
previsto, ed è previsto all'articolo 5, rischia una seria
impugnativa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante la
dotta disquisizione del Presidente Crocetta che, però, dal punto di
vista giuridico-normativo, lascia il tempo che trova, l'articolo 5,
secondo il testo del sub-emendamento governativo, stravolge il
testo dell'articolo 4 così come è stato approvato dall'Assemblea
nel corso della seduta principale. I componenti dell'Assemblea, a
norma dell'articolo 4, secondo il testo approvato, sono solo i
sindaci del consorzio.
Non si vede come, all'articolo 5, si possa introdurre una
composizione più ampia o comunque diversa. Introdurremmo l'ennesima
contraddizione in un testo che di per sé non si lascia mancare
nulla e daremmo la stura, visto l'iter di questa norma che è stato
di per sé abbastanza tortuoso e al quale modestamente ho
contribuito a correggere ravvisando degli errori grandissimi,
purtroppo non siamo riusciti a correggere l'errore principe di
questa norma, che è quello di togliere la parola ai cittadini
elettori per riservarlo ai sindaci dei componenti l'Assemblea.
Questo comunque è un punto fermo, l'Assemblea è composta solo dai
sindaci, allora il Presidente, se rimane l'impostazione governativa
e l'impostazione data dall'Assemblea, deve essere eletto solo dai
componenti dell'Assemblea. E siccome i componenti dell'Assemblea
sono solo i sindaci - delle due l'una: o abbiamo sbagliato quando
abbiamo approvato l'art 4 o l'art 5 nella riscrittura del Governo,
non deve essere proprio approvato perché introdurremmo due
Assemblee di tipo diverso, in quanto la norma nella sua struttura
prevede solo un'Assemblea e l'Assemblea così come è stata approvata
è quella composta dai sindaci. Il vulnus l'abbiamo già
abbondantemente subito, togliendo la parola agli elettori. Però, io
sono fiducioso, perché ancora questo disegno di legge non è tale
siamo ancora in tempo per emendarlo e fino all'ultimo spero nella
resipiscenza di tanti colleghi.
Riguardo poi all'altra dotta disquisizione del signore assessore
sul parere del CGA, che dedica più pagine a spiegare perché può
intervenire in materia, che non poi a rispondere ai quesiti - ma
questo è un altro discorso -, io ritengo che a seguito del fatto
che entro il 31 dicembre la proroga dei Commissari è stata bocciata
dall'Aula, tutti e 9 i Commissari successivamente nominati a
gennaio sono illegittimi. E ciò apre un gravissimo pericolo per gli
atti compiuti dagli assessori durante il corso degli ultimi mesi.
Io non credo che una lettura affrettata e poco consona al dettato
normativo e allo stesso parere che se letto attentamente del CGA
porta a questa conseguenza può essere veramente foriera di gravi
danni per la legittimità degli atti compiuti. E quindi anche su
questo, io ritengo che la soluzione sia quella di fare dei
funzionari governativi per portare al più presto alle elezioni
queste benedette Province perché la via obbligata sarà poi alla
fine senz'altro questa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei
partire da un punto positivo che oggi, finalmente, ho sentito da
questa norma di cui non condivido molte cose. Il fatto che un
sindaco di un piccolo comune, non per importanza, ma per
dimensione, possa esprimere presso l'assemblea un voto che non sia
ponderato. Questa è una cosa importante, forse all'assemblea sarà
passata con leggerezza, senza un'attenta riflessione, ma questo è
un punto importante, secondo me. Il fatto cioè che si vada a
ridimensionare il voto ed anche l'immagine del sindaco del comune
più grande che esprime la sua forza in seno all'assemblea del
libero consorzio. Questo è un fatto positivo, per cui, signor
assessore, io rimango della mia convinzione ... Signor presidente,
oggi in Aula Milazzo non è colpevole di niente, ma oggi l'Aula è
molto, molto rumorosa ed è difficile poter svolgere il proprio
intervento. Se deve essere così io rinuncio a parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei ha ragione. Onorevoli colleghi,
un po' di silenzio
MILAZZO Giuseppe. Forse dovrebbe riprendere il presidente della
Regione che sta facendo campagna acquisti, in giro per l'Aula. Fate
prendere posto al presidente della Regione e che segua il dibattito
in serenità.
Dicevo, signor presidente della Regione, lei che in questo
momento è molto impegnato, giustamente, a fare campagna acquisti,
calcisticamente parlando. Ho grande rispetto per tutti i deputati,
ma evidenziavo, forse, l'unico aspetto positivo di questa norma che
è il fatto che un sindaco, anche se di un piccolo comune, sarà
protagonista presso l'assemblea del libero consorzio.
Io rimango della mia convinzione, ed è il mio sogno vedere il
corpo elettorale nella sua interezza potersi esprimere attraverso
l'individuazione del presidente. Purtuttavia, questo passaggio non
mi inquieta, anzi, lo guardo con favore, qualora fosse approvato
questo emendamento. Mi sembrava giusto evidenziarlo.
Certamente, signor presidente, siamo tutti in attesa di
un'apertura all'Aula nella sua interezza, non a piccoli cespugli di
quest'Aula, perché ci facciamo tutti - e glielo dico in modo
diretto - una brutta figura. Lei, come sempre ha fatto, si rivolga
all'Aula. L'Aula agisca in assoluta coscienza. Perché una cosa è
certa, un conto è che si voglia migliorare la legge, un conto è che
non si voglia fare niente. Sul non voler fare niente, io non sono
d'accordo. Glielo dico in modo chiaro. Io voglio approvare una
norma perché, ormai al punto in cui siamo, non può passare il
principio che si ritorni al nulla di fatto. Questo sarebbe brutto
per tutti.
Un appunto però vorrei farglielo, onorevole Presidente, richiami
anche i suoi assessori ad evitare commenti in giro per il Palazzo
sulle loro indennità, cosicchè si ritorni al dialogo ed al lavoro
serio. Perché i cittadini aspettano una norma.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento in
questione, ritengo sia un emendamento saggio perché da la
possibilità, realmente, di creare le condizioni che il Presidente
del consorzio venga eletto coinvolgendo i sindaci ed anche i
consiglieri comunali.
Signor Presidente, per opportunità, io riterrei necessario poter
riscrivere questo emendamento per inserire, oltre alla elezione,
anche la sfiducia, e farei in modo, viste le fibrillazioni
dell'Aula, che ci sia un unico emendamento per il primo e il
secondo comma, in modo tale che vada votato insieme, perché noi
rischiamo che si da un voto per l'elezione del Presidente, e poi si
da un voto totalmente contrario per la sfiducia.
Per rendere il testo, invece, organico, sarebbe opportuno riuscire
a riscrivere questo argomento con due commi, così che l'Aula non
può determinare errori in questo senso.
PRESIDENTE. In effetti, gli Uffici mi evidenziano che c'è un
emendamento da parte della Commissione per rendere compatibile
l'emendamento sostitutivo presentato dal Governo, anche con la
questione della sfiducia.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questo
disegno di legge prima di essere approvato necessita di parecchi
correttivi.
Intanto, con riferimento all'articolo 5, avendo l'Aula licenziato
l'articolo 4, che prevede l'elezione delle assemblee costituite
solo dai sindaci, è evidente che i consiglieri comunali non possono
assolutamente votare, né ci possono essere interpretazioni
estensive, come si evince dall'articolo 4, già votato dall'ARS.
Quindi, non può essere allargato l'elettorato quando già è
escluso, i consiglieri comunali non possono assolutamente, a mio
avviso, votare.
Io pongo un'altra questione che è legata proprio alla
soppressione, e qui è anche un principio di natura costituzionale,
si è deciso che i consiglieri comunali non possono fare parte delle
assemblee, che le assemblee sono costituite solo dai sindaci. Vi
siete posti un problema di costituzionalità di questa norma? I
sindaci rappresentano il proprio ente, rappresentano il proprio
comune, e quindi il sindaco può votare nella qualità di
rappresentante del proprio ente, manca un punto di equilibrio che è
quello proprio del consigliere comunale che rappresenta
l'elettorato.
Qui, sostanzialmente, noi abbiamo eliminato dai liberi consorzi
tutte le minoranze, cioè faranno parte dei liberi consorzi delle
assemblee dei liberi consorzi solo i sindaci, per cui c'è una
discriminazione di un parte dell'elettorato, e una palese
violazione di legge, e io credo che se vogliamo proseguire dobbiamo
anche porre i rimedi affinché questa norma abbia anche profili di
costituzionalità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente onorevoli colleghi, non capisco
esattamente quale sia la ragione , ma certo stasera l'Aula è
particolarmente distratta e frettolosa nell'affrontare questioni
che, invece, sono di assoluto rilievo.
Io non mi ingegnerò più di affrontare questioni normative,
giuridiche, perché il disegno di legge che stiamo esaminando
incrocia questioni di carattere amministrativo, gestionale, così
come dimostra il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa,
che appartengono alla esclusiva responsabilità del Governo
Crocetta, ed in relazione alla quale responsabilità il Parlamento
credo faccia bene, in tutti i suoi settori, a lasciarla per
l'appunto di esclusiva pertinenza del Governo. Non c'è alcun dubbio
che la nomina dei commissari che reggono le sorti delle province è
del tutto illegittima, e le conseguenze della illegittimità degli
atti e della illegittimità del permanere
Se i colleghi ed il Presidente della Regione consentono che io
possa proseguire nel mio intervento, altrimenti, signor Presidente,
se ci sono discussioni particolarmente rilevanti da affrontare, le
consiglierei di sospendere l'Assemblea per qualche minuti, così da
consentire i dialoghi di carattere privato e poi riprendere i
lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Ioppolo sta svolgendo
il suo intervento pertinente con la materia, con parole misurate,
ed invita ad una riflessione l'Aula, perché serve a migliorare le
leggi, da qualunque parte provengano gli interventi.
IOPPOLO. Grazie signor Presidente. Dicevo che le questioni di
carattere amministrativo sono di esclusiva responsabilità del
Governo. Occupiamo per un istante invece della normazione.
Sostanzialmente si ritiene da parte del Governo - anche per la
esplicitazione che il Presidente oggi ha voluto dare - la
costituzione di una Assemblea a composizione variabile. Nel senso
che c'è una prima Assemblea che si occuperà della elezione del
Presidente, ci sarà poi un'Assemblea che si occuperà di deliberare
ciò che rileva per il cosiddetto libero consorzio. Non so se ci
rendiamo conto della originalità, della estrosità di una
costruzione di questo tipo, che viola, Presidente della Regione, un
principio, perché scinde il diritto di elettorato passivo dal
diritto di elettorato attivo. Cioè ci sarà una Assemblea che
servirà soltanto per l'elezione del Presidente del libero consorzio
- questa Assemblea cesserà poi le sue funzioni, nella composizione
consiglieri comunali sindaci - e lascerà luogo invece ad una
Assemblea più ristretta.
Questo è un omaggio ulteriore al senso della democrazia, cari
colleghi del Movimento Cinque Stelle, della consultazione popolare,
della base allargata per la consultazione popolare, e lascerà poi
la capacità di deliberare soltanto all'Assemblea dei sindaci. E'
come se, all'esordio di questa legislatura, noi ci fossimo
presentati in novanta per eleggere il Presidente della nostra
Assemblea regionale siciliana e poi, per il resto della
legislatura, invece, ne fossero rimasti una trentina per fare le
leggi, per promulgare ed approvare le leggi. E' davvero
cervellotico, è davvero antidemocratico, è davvero
incostituzionale, e siccome vedo che c'è una sorte di consenso
anche tecnico - e mi sorprende molto questo atteggiamento -
proporrei di modificare la norma che prevede la enunciazione e la
enumerazione degli organi, perché ci sarà un organismo elettivo e
poi ci sarà un organismo, un'Assemblea invece deliberativa.
Ma tutto questo, ovviamente, nella legge non c'è, scorrendo
velocemente non ho rinvenuto alcun emendamento che introduca questo
principio. Quindi non più tre organismi, uno monocratico, il
Presidente, la Giunta e l'Assemblea, ma diventano automaticamente e
surrettiziamente quattro: il Presidente, la Giunta, l'Assemblea
elettiva e l'Assemblea deliberante. I consiglieri comunali non
potranno mai votare per uno di se, dovranno votare necessariamente
per un sindaco, perché soltanto il sindaco di uno dei comuni che
aderisce al libero consorzio può diventare il presidente di
quest'ultimo.
I sindaci, quindi, sono avvantaggiati perché ognuno potrà votare
per sè; i consiglieri comunali invece non potranno votare per sé o
per un altro consigliere comunale.
Se questa è tecnica normativa, se questo è buon principio
legislativo io lo affido, signor Presidente, alla intelligenza ed
all'attenzione di ogni componente di questa Assemblea, perché mi
pare davvero assurdo voler difendere il costrutto dell'articolo 5
che, sicuramente, quando era stato scritto, era stato scritto per
relazionarlo e armonizzarlo con l'articolo 4. Modificato l'articolo
4 circa la composizione dell'Assemblea, conseguentemente deve
essere modificato anche l'articolo 5.
Nell'emendamento testè distribuito, a firma della Commissione,
circa il voto di sfiducia, può soccorrere perché è la conferma di
una costruzione sbagliata. La mozione di sfiducia potrà essere
promossa dai 3/5 dell'Assemblea, cioè soltanto dai sindaci, ma
dovrà eventualmente essere votata dalla composizione mista, cioè
dalla composizione congiunta di sindaci e consiglieri comunali. Ma
i consiglieri comunali come faranno a votare la sfiducia se non
hanno mai partecipato ai lavori di un'Assemblea deliberativa? Su
quali inadempienze del Presidente si potranno mai pronunciare i
consiglieri comunali che non fanno parte di un organismo attivo e
permanente?
Signor Presidente, affido anche alla sua sensibilità le mie
riflessioni e credo che possa promuovere un attimo di verifica
anche sul piano tecnico, ma prima che sul piano tecnico, sul piano
razionale e della opportunità politica.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
che, ormai, in questo nostro Paese parlare di elezioni fa venire
l'orticaria. Tutti ci rendiamo conto che dal 2011 in poi è invalsa
una forma di nomina alla guida del Governo e quindi, figuriamoci, a
cascata per gli altri enti di secondo livello, chiamiamolo con un
eufemismo di secondo livello , perché l'orticaria verso le
elezioni è propria di quei gruppi di potere, di quei gruppi
finanziari per i quali le elezioni democratiche sono divenute un
inciampo, e allora si sono immaginate delle forme istituzionali
novellate, che non prevedono più che si passi dal popolo.
Abbiamo avuto prima il Governo Monti, che non è passato dalle
elezioni, poi abbiamo avuto il Governo Letta - la stessa storia - e
ora siamo arrivati al Governo Renzi.
Non mi meraviglio, quindi, che con questa impostazione delle
Istituzioni e con questa visione della libertà democratica, che non
viene più concessa ai cittadini, si sia immaginato da tempo di
cominciare a togliere questi inciampi rappresentati oggi dalle
province, domani dalle Regioni - lo hanno già dichiarato sia dal
Capo dello Stato, che il Governatore incaricato, che i Guru , i
consiglieri del Governatore Renzi - che bisognerà rivedere con il
Titolo V della Costituzione anche il potere, le funzioni che hanno
le Regioni, perché le elezioni democratiche, obiettivamente, sono
un inciampo. Che cosa è questo fatto che i cittadini hanno la
possibilità di scegliersi da chi essere governati, eliminiamole.
Facciamo le elezioni di secondo livello
Per tornare, ora, sul dibattito in corso sull'articolo 5, a parte
le considerazioni che ho fatto precedentemente sul parere del CGA
che, a mio modo di vedere, inficia tutti i Commissari che sono
stati nominati dal primo gennaio in poi, per il fatto che
quest'Aula ha bocciato la proroga richiesta dal Governo per i
Commissari stessi. Proroga della quale, nel parere, il CGA non ha
tenuto conto, forse per stendere un velo pietoso, forse per non
affossare definitivamente questo Governo.
Ma sullo specifico dell'articolo 5, che il Governo sia sordo ai
rilievi che sono stati avanzati prima dall'onorevole Falcone e poi,
via via negli interventi che si sono susseguiti, ed in ultimo
dall'onorevole Ioppolo, in maniera molto precisa e professionale,
oserei dire, quindi se il Governo è sordo a questo, non può essere
sordo altrettanto lei, signor Presidente dell'Assemblea, perché la
responsabilità sulla bontà delle leggi che eescono da questo
Parlamento non appartiene certamente al Governo. Le leggi non le fa
il Governo, ma le fa il Parlamento.
E' chiaro, quindi, che questo articolo 5 che noi stiamo
esaminando, così com'è presentato a tutt'oggi, non tenendo cioè
conto del fatto che nel frattempo quest'Aula è intervenuta
modificando l'articolo 4, è un atto di miopia assoluta da parte del
Governo; ma il non volere intervenire per porre rimedio, per
apportare le modifiche consequenziali all'approvazione
dell'articolo 4, da parte sua, signor Presidente, non va bene. Se
noi non troviamo questo punto specifico, rischiamo di approvare una
norma che, certamente, sarà impugnata dal Commissario dello Stato
per evidente illogicità ed incostituzionalità. Ha detto il
Presidente della Regione che dobbiamo allargare la platea, ma
allora perché non chiamiamo i rappresentanti delle associazioni,
perché non chiamiamo a votare i sindacati, perché non chiamiamo a
votare i corpi sociali, i social network, i vari gruppi che ci sono
sulla Rete, per evitare che se si affrontano le leggi da questo
punto di vista bisogna avere la conseguenzialità necessaria di
essere democratici e sfruttare tutte le associazioni presenti sul
mercato e le innovazioni tecnologiche. Se Grillo, prima di
espellere i deputati come ha fatto, ha consultato la Rete, noi
vogliamo eleggere il Presidente delle nuove province, dei nuovi
consorzi senza consultare la Rete? E che democrazia siamo? E dove
siamo? Nella dittatura più oltranzista di qualche secolo fa?
Signor Presidente, lei ha la responsabilità della corrispondenza
delle leggi che approviamo rispetto ai regolamenti e rispetto alla
congruità ed alla corrispondenza tra un articolo e l'altro. Non si
può approvare un articolo, e nel successivo dire esattamente il
contrario, e non tenere conto di quello che si è approvato, perché
siamo veramente al ridicolo
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia era già intervenuto in assenza del
presidente della Commissione. Comunque, ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio per
avermi dato la parola perché sono certo che condivide il fatto che
io prima sono venuto in soccorso ai lavori d'Aula, su richiesta
della Presidenza, per una semplice ragione, perché non c'era ancora
il Presidente della Commissione che stavo sostituendo. Quindi solo
per atto di cortesia e, peraltro, dovendo anche limitare i toni
dell'intervento, rivestendo in quella fase un ruolo di Presidente
di Commissione e riappropriandomi adesso, finalmente, di quello di
opposizione.
Rimango vicepresidente del Gruppo parlamentare Forza Italia che ha
deciso di fare una scelta precisa rispetto a questa riforma. Un
scelta precisa che parte dall'idea che sono state fatte una serie
di dichiarazioni contraddittorie.
Ma voglio mettere da parte quello che è stato detto prima
dall'assessore - per non ripetermi - e voglio, invece, citare
alcune considerazioni che sono state fatte dal Presidente della
Regione in queste ore, e che sono state irrispettose sì della
opposizione, senz'altro, ma soprattutto degli stessi componenti di
maggioranza. Questo è stato un atteggiamento irrispettoso nei
confronti dell'Aula e si è detto, addirittura, si è utilizzato,
l'appellativo di utili idioti .
Io mi chiedo cosa volesse il Presidente della Regione dire, con
riferimento a quello che sta accadendo in Assemblea. Mi chiedo se,
effettivamente, fa riferimento ai franchi tiratori , ovvero al
fatto che ci sono troppi componenti della sua maggioranza che
questa riforma non la vogliono.
E, allora, io chiederei al Presidente della Regione di chiarirsi
nella sua maggioranza rispetto a questi aspetti, non tirandoci a
tutti i costi dentro ad un atteggiamento che assolutamente vuole
non essere ostruzionista, perché noi ostruzionismo non ne abbiamo
voluto fare. Perché noi eravamo per una riforma vera, che potesse
effettivamente porre un sistema di garanzie che adesso, invece, non
può trovare alcun riscontro.
Ma diamo per scontato - perché tanto così finirà - che questa
riforma, e voi ve ne assumerete le responsabilità, possa trovare
luce così come voi la pensate, assessore e Presidente della
Regione.
Ma anche qualora l'articolo 7 dovesse adesso essere recuperato,
perché sappiamo bene che l'intendimento va proprio in questa
direzione, quella di recuperare l'articolo 7 e fare, pertanto,
nuovamente riferimento alle Città metropolitane, noi rischiamo di
rendere operative subito le Città metropolitane e
contemporaneamente rimandare ad una riforma, che avverrà forse tra
sei mesi, sui liberi consorzi dei comuni. Nel frattempo i comuni di
questi liberi consorzi dei comuni come si aggregheranno? Ci sarà un
unico libero consorzio - io parlo ad esempio della provincia
regionale di Palermo - ci sarà un unico libero consorzio dei
comuni, o ce ne saranno due o forse tre visto che il tetto è di 180
mila abitanti? E, nel frattempo, come andremo a spacchettare e a
dividere le strade della provincia, le scuole, che dovrebbero
essere beneficiare da parte del Governo nazionale di ulteriori
finanziamenti e, soprattutto, come andremo a dividere tra i liberi
consorzi dei comuni i dipendenti delle province stesse?
La piazza sta incominciando ad avere consapevolezza e ad
attivarsi in questa direzione, e il rischio è che ci possano essere
le procedure di mobilità per quei dipendenti delle province che non
vedranno più rispettato il coefficiente tra numero di dipendenti e
numero di abitanti, la verità è che a forte rischio, saranno
soprattutto i dipendenti delle società partecipate, le società
partecipate in house, ma anche tutte quelle altre società
partecipate della provincia. Ma evidentemente a questo Governo ciò
non interessa poiché l'unico interesse è di fare riferimento
all'operazione che salva forse tre aree metropolitane che sono
Catania, Messina e Palermo, senza tenere conto di quello che
accadrà nei comuni limitrofi che diverranno tutti grandi periferie
delle periferie.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, intervengo in discussione generale
sull'articolo 5, perché sento forte il bisogno di rivolgermi
soprattutto a lei, Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana,
onorevole Ardizzone, e lo farò soprattutto alla fine del mio
intervento.
L'articolo 5, che riguarda l'elezione dei Presidenti dei liberi
consorzi, continua sulla scia di quanto, in maniera assolutamente
inadeguata abbiamo fatto fino ad ora, a portare con se, le
conseguenze del pastrocchio che noi stiamo alimentando continuando
ad andare avanti senza sapere in buona sostanza, dove arriveremo.
Prima di entrare brevemente nel merito dell'articolo 5,colgo
l'occasione, essendo questo il primo intervento di oggi, per
ribadire come, il combinato disposto della bocciatura della proroga
dei commissari, in uno con la decisione del Consiglio di Giustizia
Amministrativa, finisce in buona sostanza per determinare una
condizione abbastanza paradossale nella quale, spero, non verrà
travolta tutta questa attività che noi stiamo compiendo, ma il
dubbio è davvero grande, posto che in buona sostanza, anche se la
decisione del CGA fa riferimento a commissari nominati dopo il
primo gennaio 2014, ci potremmo trovare in una situazione di
sostanziale vacatio per quanto riguarda la gestione delle province,
in riferimento ai loro commissari.
E' un tema giuridico importante, è un tema che avevamo posto
opponendoci allora alla proroga della proroga, e spiegando che la
proroga della proroga non esisteva, come non esiste nel nostro
diritto a amministrativo.
Il Governo, come spesso fa, ha deciso di sbattere ancora una volta
e, in effetti, ha sbattuto, però, probabilmente in questa marcia
apicale verso il masochismo, anche questa la mettiamo nel conto.
Ma non possiamo certamente mettere nel conto, per chi ha a cuore
una buona legge - e mi riferisco soprattutto al Presidente
dell'Assemblea e anche al Presidente della I Commissione - quanto
recita l'articolo 5 in questa sua redazione, se collegato a quanto
è accaduto qualche votazione fa: il Presidente del libero consorzio
è eletto dai consiglieri comunali e dai sindaci dei comuni aderenti
allo stesso.
Scusate, ma visto che i consiglieri comunali non fanno più parte
dei liberi consorzi, cosa succede adesso sull'articolo 5, lo chiedo
a lei, signor Presidente, perché lei ha la responsabilità di
quest'Aula e di fronte a un Governo che naviga a vista, ho la
necessità di capire sotto il profilo strettamente giuridico e
normativo se noi vogliamo continuare a farci del male oppure
vogliamo, viva Dio' , recuperare il senso di quello che deve
essere la logica comune dell'uomo, prima che la competenza del
giurista o del legislatore.
Noi abbiamo eliminato la possibilità che i consiglieri comunali
compongano i liberi consorzi dei comuni ma, all'articolo 5, i
consiglieri comunali continuano ad eleggere il presidente del
libero consorzio.
Ho invitato poc'anzi i colleghi dell'opposizione a non intervenire
più perché temo che i nostri consigli possano aiutare il Governo.
Quello che mi dispiace, onorevole Presidente, è che voi dei nostri
consigli ve ne infischiate perché se solo ascoltaste quanto
continuiamo a dirvi da questa platea, potreste avere la possibilità
di comprendere come la nostra opposizione responsabile continua a
dare giudizi nel merito in maniera consapevole e non vuole fare
alcun tipo di strumentalizzazione.
Quello che poi fa ancora più specie è quanto si recita nel
subemendamento 5govR1.1, cioè che il presidente del libero
consorzio può essere sfiduciato mediante mozione motivata approvata
a maggioranza assoluta dei voti dai consiglieri comunali e dai
sindaci
FORMICA. Si richiede solo il 5 per cento.
FALCONE ma quali consiglieri comunali, se i consiglieri comunali
non ci sono più. Dopodiché, vorrei farvi riflettere su un altro
dato. Il dato sul quale vi vorrei fare riflettere è un altro e,
veramente, a questo punto, non so se venga più, con una frase
impropria per un Parlamento, da piangere o da ridere.
Poniamo che venga eletto il presidente del libero consorzio,
eletto tra i sindaci di un comune che l'anno successivo va al voto.
A quel punto, quel presidente decade. Viene eletto un altro
presidente del libero consorzio, poniamo il caso, di un comune che
l'anno successivo va al voto. A quel punto anche il presidente
successivo decade.
Noi potremmo trovarci concretamente nella possibilità di eleggere
ogni anno un nuovo presidente di un libero consorzio, con buona
pace di quella che deve essere la possibilità per un qualsiasi ente
di darsi un criterio di programmazione, di governo, di stabilità,
di progetto.
Spero che il Commissario dello Stato - certo, non è orario di
riposino le 18 e 10 e neanche di thè, perché quello è alle 17,
onorevole Presidente, soprattutto se si è di tradizioni
anglosassoni, ma, voglio dire che veramente non comprendiamo verso
dove stiamo andando.
Allora, ribadisco, la nostra non è una opposizione strumentale.
Stiamo rassegnando agli Uffici, al presidente della I Commissione,
al Presidente dell'Assemblea, nel suo ruolo di responsabilità, e al
presidente della Regione, come capo del Governo, quelle che sono
perplessità oggettive. Le rassegniamo a voi. Il nostro voto
continua ad essere contrario.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Il suo intervento, che mi
chiama direttamente in causa, merita giustamente una risposta.
Per quanto riguarda la questione dell'elettorato attivo e passivo,
mi sembra che sia più che evidente, non ci sono problemi, per
carità a mio avviso, di incostituzionalità o di inopportunità.
Tutt'altro, perché, sappiamo che i comuni hanno un numero di
consiglieri differente in base alla popolazione. Quindi, se
l'elettorato attivo sostanzialmente è dato dai consiglieri comunali
e dai sindaci, si ha quella media ponderata che si dovrebbe avere
di fatto perché il voto del sindaco di un piccolo comune non può
equivalere a quello del sindaco di un comune di medie o di grandi
dimensioni.
La questione è l'elettorato passivo. E' chiaro che i candidati non
possono non essere i sindaci. Quindi da questo punto di vista il
problema è risolvibile. Convengo con lei che, sull'emendamento
presentato dalla Commissione, che riguarda la mozione di sfiducia,
al fine di evitare contrapposizioni che potrebbero nascere dalla
gestione di un consorzio, corretto il fatto di avere posto
l'emendamento che riguarda la mozione di sfiducia, però, di porre
un limite per quante volte si possa presentare la mozione di
sfiducia nel corso del mandato dei cinque anni, una volta, ecco
questo anche con un subemendamento. La ringrazio per avere
evidenziato questo problema.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, convengo con lei sul fatto che la procedura va normata,
nel senso che abbiamo introdotto nel nostro ordinamento, ad esempio
per quanto riguarda la sfiducia ai sindaci, un sistema che prevede
che dopo un certo numero di tempo è possibile promuovere la
sfiducia e, comunque, entro un certo tempo, prima che scada il
mandato.
Credo che sia opportuno, quindi, produrre un subemendamento, come
dire, adottando la stessa procedura prevista per i sindaci, cioè
che può essere fatta non prima dei due anni dall'avvenuta elezione
e, comunque, non nei sei mesi di scadenza.
Il punto è che mi pare evidente che - però ho sentito tante cose
qui - lo ricordava poco fa il Presidente della Regione, la scelta
di introdurre questo sistema elettivo del presidente del libero
consorzio non ha a che vedere nulla con l'articolo 4.
L'articolo 4 era un articolo che prevedeva un organismo misto,
cioè fatto da sindaci e consiglieri comunali. Con l'articolo 5 non
stiamo andando a disciplinare l'organismo ma stiamo andando a
stabilire l'elettorato che ha diritto di scegliere, nell'ambito del
sistema di secondo livello, il presidente del libero consorzio, che
la norma limita a tutti gli eletti, consiglieri comunali e sindaci,
facenti parte il libero consorzio. Cioè nulla ha a che vedere con
la vicenda dell'articolo 4, della platea, dell'organismo.
Si pone un problema che è la questione della sfiducia. Ora non c'è
dubbio che se noi non normassimo, ci troveremmo in una situazione
per cui il presidente, una volta eletto, non lo può più sfiduciare
nessuno e diventeremmo un sistema, diciamo, un poco come un
cavallo imbizzarrito .
Contemporaneamente, non possiamo adottare, qualcuno mi diceva
perché, ad esempio, il sindaco viene eletto dal popolo però lo può
sfiduciare il consiglio comunale ?
E' vero, ma lì esiste il principio del simul stabunt, simul
cadunt,cioè in cui i due organismi, - cadent , chiedo scusa, io non
ho studi latini. Allora è evidente che la fattispecie di cui ci
stiamo occupando ci richiama alla modalità, cioè alla legittimità,
del soggetto che ha eletto il presidente a poterlo rimuovere che
non può che essere lo stesso. Se non può decadere l'assemblea,
perché la stessa non è elettiva, è fatta per funzioni, cioè tu fai
parte dell'assemblea perché sei sindaco, non è che se l'assemblea
sfiducia il presidente può decadere, perché il sindaco c'è in
quanto sindaco. Ecco perché la sfiducia va obbligatoriamente
prevista esclusivamente alla platea che ha eletto il presidente.
Ho voluto, spero, chiarire il senso di questa norma che ha voluto,
in qualche modo, raccogliere una istanza ed una preoccupazione che
era presente nel dibattito politico, ovvero, fermo restando
l'elezione di secondo livello che abbiamo fissato con l'articolo 3,
credo, o 2 non mi ricordo, qual è questa platea che sceglie? Credo
che abbiamo fatto la scelta più saggia di prevedere la platea più
larga possibile, cioè la platea degli eletti che in un libero
Consorzio, facendo una media di 30 Comuni che vi aderiscono,
mediamente la platea che eleggerà un Presidente sarà non inferiore
a 500 persone che in qualche modo da una legittimità all'elezione
del libero Consorzio che, seppur non di primo livello e quindi a
suffragio universale, rimane un Presidente riconosciuto dagli
eletti e dai rappresentanti del popolo di quel territorio. Ognuno
ha le sue posizioni politiche, però, il punto di funzionalità della
norma mi sembra assolutamente acclarato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho la
netta sensazione, che non è soltanto mia, che lungo il percorso,
per ogni articolo che trattiamo, la pezza che cerchiamo di mettere
allo strappo complessivo di questa stoffa è più piccola e lo
strappo si allarga sempre di più, ed è diventato enorme. Vi
illustro le motivazioni. Mi rivolgo al presidente della I
Commissione, onorevole Cracolici, perché ne conosco le qualità
politiche, l'equilibrio e come uomo di partito per tanti anni
conosce anche la storia e vorrei riportarlo ad una storia che va
prima del 1992.
Lei ricorderà, onorevole Cracolici, che prima del 1992, quando è
stata fatta la legge sull'elezione diretta dei sindaci nei Consigli
comunali, i sindaci duravano 48 ore, una settimana, per un motivo
molto semplice, perché si innescavano quei meccanismi di equilibrio
sottile su quelli che erano gli interessi di territorio o interessi
personali. Da una notte all'altra, quindi, si eleggevano i sindaci.
Assume la Presidenza il Vicepresidente Venturino
ALONGI. Faccio questa considerazione perché ho la sensazione che
con questo metodo, che è antidemocratico, che avviene attraverso
l'elezione del Presidente del libero Consorzio con il voto dei
consiglieri comunali, si innesca lo stesso identico meccanismo, con
la differenza che mentre in un singolo Consiglio comunale gli
equilibri erano quelli di politica interna a un singolo Consiglio
di 5 mila abitanti, qui inneschiamo paradossalmente la reazione
dell'antipolitica, spesso, e di ragionamenti un po' complessi di
territorialità molto più ampie.
Mi pongo una domanda. Assessore, non so se questa legge si farà,
come si concluderà, quali saranno gli emendamenti che saranno
cassati dal Commissario dello Stato, quali saranno gli articoli che
saranno cassati. Potrà succedere di tutto e lei questo lo
comprende. Ho, però, la sensazione sempre più forte che questi
Consorzi potrebbero diventare un comitato di interessi che va oltre
il territorio.
Mi spiego meglio. Oggi, un Presidente di Provincia eletto dal
popolo in una non sovrapposizione col sindaco del Comune del
Consiglio comunale fa scelte di programmazione, cioè politica di
secondo livello; lì, la politica dello stesso livello del sindaco,
cioè deve occuparsi dello stesso suo Comune. Mi spiego ancora
meglio. Un Presidente di un libero Consorzio che è sindaco di un
Comune, tra la scelta programmatica di finanziare un'opera pubblica
o progettare un'opera pubblica del suo Comune o del Comune vicino -
non so se sono chiaro - secondo lei, quale scelta farà?
È scontato: fa quella di campanile del suo Comune.
Allora attenzione, state scrivendo una norma che il danno che
produrrà nel territorio sarà non quantificabile e incontrollabile e
di questo forse non ce ne stiamo rendendo conto. Sono seriamente
preoccupato; lo sono soprattutto per il fatto che quando la
democrazia si riduce e si decide all'interno di mura strette e lì
si possono incuneare altri elementi esterni.
Attenzione ad una riscrittura di organismi che vengono scelti non
per interessi territoriali od interessi di comunità, ma che vengono
scelti per interessi che probabilmente non rappresentano gli
interessi primi dei cittadini.
Su questo sono seriamente preoccupato, assessore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, cercherò di fare
un intervento in sintonia con quello che ho sostenuto l'altro
giorno. Siccome a me piace essere leale e franco, mi piace mettere
nome e cognome alle cose ed ai problemi che si prospettano.
Non c'è bisogno, onorevole Alongi, come fanno tanti deputati,
della necessità di disturbare il Commissario dello Stato, anzi,
quest'Assemblea dovrebbe fare conto che il Commissario dello Stato
non c'è.
Ogni tanto lo ha fatto. Abbiamo finalmente approvato la legge
sulla ricerca scientifica e non è stata impugnata; vuol dire che,
quando si riflette sulle cose, si sanno scrivere le norme.
Nella scorsa seduta ho detto che ero contrario al fatto che le
assemblee fossero composte dai sindaci e dai consiglieri perché
diventavano organi elefantiaci. Pensavo - e, alla fine, l'Aula mi
ha dato ragione - di avere colto nel segno. Vedo che ancora non ci
siamo.
Cercherò di ripetermi e di provare a dipingere concretamente
quello che può succedere se facciamo passare questa norma.
Non vorrei fare indispettire e innervosire nessuno. Qua il
problema è politico. O facciamo la riforma per contenere i costi
della politica e facciamo la riforma perché i liberi consorzi siano
soltanto espressione dei sindaci, oppure facciamo una riforma
perché la politica deve trovare i suoi spazi.
Per cultura, non voglio scavalcare i grillini . Non lo voglio
fare perché non ha senso. Quando si propone, però, che soltanto per
una volta viene costituito un corpo elettorale che, in provincia di
Trapani, somma 456 membri - non venti, non trenta ma 456 - per
eleggere il presidente del libero consorzio, a malignare si fa
peccato, ma spesso si azzecca, chiaramente, è uno spazio che la
politica vuole trovare per dire che tutti hanno eletto, la politica
ha eletto, il deputato chiama i suoi consiglieri ed elegge.
Non è così. Non è così. Delle due l'una: o vogliamo eleggere per
davvero un libero consorzio che si aggrega secondo le necessità
delle autonomie locali oppure facciamo votare le persone.
Perché lo dico oggi? Perché è passato il principio secondo il
quale il libero consorzio non può essere eletto dal corpo
elettorale.
In buona sostanza, per essere chiari, tra 456 consiglieri comunali
e 400 mila elettori, abitanti, preferisco 400 mila abitanti che
possano esprimersi.
I consiglieri comunali non ha senso che eleggano il libero
consorzio e lo chiedo con umiltà al Governo, perché vorrei che
capisse che il presidente o si intesta la battaglia del
disarcionamento di un sistema che secondo i più non ha funzionato -
non sono d'accordo ma mi rimetto alla decisione del mio partito e
voto per disciplina di partito con il Governo - oppure si accetta
il principio che la politica deve avere i suoi spazi.
Sono convinto e non vorrei scavalcare i grillini . Non è mio
costume e non è neanche la mia idea, ma non si possono fare
commistioni che non servono alla causa.
Il coinvolgimento dei consiglieri serve soltanto per far dire ai
partiti, a chi ha un peso sul territorio, che saranno coinvolti
nell'elezione del presidente.
Non sono d'accordo e, badate bene, io ho tanti amici consiglieri,
sono radicato nel territorio, sono abituato a fare le liste e a
coltivare i rapporti politici con tutti i consiglieri. Ma qua
dobbiamo decidere che strada dobbiamo prendere. Se prendiamo una
strada e subito cambiamo, non abbiamo fatto svolto bene il nostro
compito.
Sono, quindi, per la conclusione che i sindaci che rappresentano
le autonomie locali nella interezza e non c'è un sindaco che dice
che rappresenta la maggioranza e un sindaco che ha perso che
rappresenta la minoranza, c'è il sindaco della città e il sindaco
rappresenta tutta la città, e se il sindaco rappresenta tutta la
città, e io vi dico questo perché io tanti consiglieri ma non ho
sindaci, non ci sarà un sindaco amico mio. Ci sarà un sindaco che
rappresenta una porzione di territorio che può, con quel
territorio, concordare la linea da fare.
Onorevole Cracolici, anche perché il coinvolgimento dei
consiglieri, mi faccia usare un'espressione siciliana è na
pigliata pi fissa , parliamo con i consiglieri e diciamo loro che
li convochiamo soltanto la prima volta e, poi, eventualmente, se è
il caso di sfiducia, quindi quando ci sarà qualche presidente di
libero consorzio che non aggrada più, ci sarà qualcuno che comincia
a girare nei comuni per cercare i consiglieri per fare la sfiducia.
Non ci sono vie di mezzo; c'è la via maestra: o dentro o fuori, o
il corpo elettorale o i sindaci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rinaldi. Ne ha
facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, intervengo sulla questione della
fiducia del Presidente del consorzio. E' una delle criticità che
avevo evidenziato sia in Commissione sia in Aula nel mio primo
intervento, dicendo che il testo era carente di questo aspetto e
avevo presentato un emendamento nel testo base che è esattamente il
5.11, che prevedeva la sfiducia, cioè che si può essere sfiduciato
con il voto dei due terzi della conferenza assemblea degli eletti.
Allora, ho inserito proprio assemblea o conferenza per evitare,
come sta accadendo in questo momento, di non sapere da chi sarà
formata questa assemblea, se dai sindaci , dai consiglieri o da
entrambi.
L'avevo presentato pure nel gov.1, nella riscrittura, ma non lo
trovo. Evidentemente, gli uffici non lo hanno trovato.
Voglio, però, evidenziare questo e voglio evidenziare anche
l'altro aspetto che riguarda il controllo dell'operato del
Presidente e della giunta del consorzio perché non c'è nessuna
forma di controllo sull'operato rispetto alle funzioni che vengono
addebitate all'intero consiglio formato dalla giunta e dal
presidente.
Ritorno sul punto dell'approvazione dei piani regolatori che
riguardano i comuni che appartengono a questo consorzio libero,
cioè loro, rispetto alla pianificazione territoriale possono
approvare i piani regolatori, così come prevede l'attuale legge,
senza che ci sia un controllo superiore come avviene adesso da
parte dell'assessorato territorio e ambiente della Regione
siciliana.
Credo, quindi, che questa sia una lacuna che gli Uffici,
l'assessore o il Governo devono, in qualche modo, prevedere e
rispetto anche alla sfiducia del Presidente non so se si può
spostare, ma credo di no, questo articolo, il 5.11, nella
riscrittura del Governo. Qualora non dovesse arrivare, visto che
ancora non si sa se sarà composto dai consiglieri comunali o da
entrambi, prevedere la conferenza degli eletti, così diventa ancora
più chiaro.
PRESIDENTE. Quando arriveremo a trattare il tema - c'è un
subemendamento a tal proposito, in quel momento, valuteremo con il
parere della Commissione quello che si dovrà fare.
Si passa alla votazione degli emendamenti soppressivi 5.9, 5.41,
5.25, 5.42.
Pongo in votazione il subemendamento 5.9, relativo alla
soppressione dell'articolo 5, quindi di tutti i soppressivi 5.41,
5.25, 5.42, 5.3 e 5.19, di identico contenuto.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 5.9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 5.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli .. 30
Contrari .. 40
(Non è approvato)
Gli emendamenti 5.3, 5.12, 5.2 (I parte), 5.1 (I parte), 5.26,
5.18 sono inammissibili perché sono preclusi da emendamenti
bocciati precedentemente con riferimento all'articolo 3.
Si passa al fascicolo giallo.
Gli emendamenti 5govR.2, 5govR.9, sono soppressione di emendamenti
sostitutivi e già la soppressione l'abbiamo votata. Era un
principio già sancito e stabilito abbondantemente.
FORMICA. Lo ha stabilito lei.
PRESIDENTE. Non l'ho stabilito io; l'ha stabilito lei, perché lei
ha fatto giurisprudenza, prassi in passato, vada a vedere qualche
precedente.
Gli emendamenti 5govR.3, 5govR.10, 5govR.8, 5govR.7, 5govR.12,
5govR.4, 5govR.5, 5gov R.11 (I parte), 5 govR.13, 5govR.14,
5govR.11 (II parte), 5govR.1 sono inammissibili, incoerente con la
modalità di elezione da parte di organo diverso e quindi anche
questo inammissibile.
E' stato presentato il subemendamento di riscrittura,
dell'onorevole Cracolici, il 5govR.1 per renderlo coerente e c'è
pure il subemendamento, sulla base dell'intervento che aveva fatto
l'onorevole Cordaro.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.31, è ripresa alle ore 18.39)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la Commissione ha presentato un subemendamento
che sta per essere distribuito. Sostanzialmente, per chiarezza,
abbiamo tre votazioni. Prima il subemendamento che disciplina i
tempi di eventuale mozione di sfiducia al presidente del consorzio.
Successivamente il subemendamento al 5GOVR1.
L'altro che riguarda la disciplina della sfiducia
complessivamente, e successivamente voteremo il 5 sostitutivo come
eventualmente emendato con l'approvazione o meno di questi sub
emendamenti.
Chiarisco, tre votazioni. Onorevole Falcone, la sua attenzione è
gradita per vedere se abbiamo reso compatibile il testo con le
intenzioni dell'Aula, almeno della maggioranza dell'Aula, non
maggioranza politica, onorevole Greco.
Noi se siamo arrivati a questo subemendamento è grazie
all'intervento che ha fatto l'onorevole Cordaro che ha detto state
attenti che si crea un vulnus nell'impianto della legge .
Il subemendamento 5GOVR1.1.1 è sostanzialmente un aggiuntivo al
subemendamento 5GOVR1.1.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ho rispetto per la sapienza di chi lo fa per mestiere.
Mi è stato fatto rilevare che, giustamente, il nè per più di due
volte' costituisce quasi un modo di volere dire non vi
permettete. E comunque non
Bisogna levare il né'. In ogni caso non più di due volte.
PRESIDENTE. Nell'ordine votiamo il 5GOVR1.1.1. che è aggiuntivo
rispetto al 5GOVR1.1, che riguarda la disciplina della mozione di
sfiducia.
Il subemendamento 5GOR1.1.1 recita: All'emendamento 5GOVR 1.1, al
comma 1 aggiungere le seguenti parole: «La mozione di sfiducia non
può essere presentata prima di due anni dall'elezione del
Presidente e in ogni caso per più di due volte a distanza di almeno
un anno durante il medesimo mandato.»
GRECO GIOVANNI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 5GOVR1.1.1.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5GOVR1.1.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore preme il
pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 67
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 43
Contrari 23
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 5GOVR.1.1
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore Autonomie locali e della funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5GOVR.1.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 5GOVR, sostitutivo dei
primi due commi così come emendato. Lo pongo in votazione.
CIANCIO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5GOVR
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5GOVR.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore preme il
pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 39
Favorevoli 43
Contrari 29
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con le votazioni precedenti
abbiamo riscritto i due commi. Ed abbiamo aggiunto quelli relativi
alla sfiducia. Si torna all'emendamento 5.44 a firma dell'onorevole
Falcone: Al comma 4 dopo la parola presiede' cassare
l'Assemblea'. E' al comma 3 e non al comma 4.
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevole colleghi, in linea e in
coerenza con quello che succede agli enti locali, il presidente del
libero consorzio non può essere anche il presidente dell'assemblea,
è chiaro che ci deve essere coerenza
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. E' composta
solo da sindaci.
FALCONE è un'assemblea fatta di sindaci che avrà al proprio
interno, anche perché se è vero che avete fatto passare
l'emendamento secondo cui il presidente votato da tutti i sindaci e
i consiglieri comunali, l'assemblea che è fatta solo da sindaci
deve essere rappresentata da un sindaco e quindi da un componente
della medesima assemblea. E' una scelta che noi chiediamo che venga
apprezzata, in maniera molto seria, coerente, con quelli che sono
gli altri enti locali.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire
che questa norma, nella tortuosità del percorso, è una norma di
buon senso. Perché avere un presidente dell'assemblea e un
presidente del libero consorzio non sta nella ragione di una
elezione di secondo livello. E aggiungo anche che nel Testo unico
degli enti locali, fatta eccezione per la Sicilia, nei comuni sotto
i 15 mila abitanti da Reggio Calabria in sù il sindaco è anche
presidente del consiglio comunale, ed avere un sindaco che è il
presidente del libero consorzio, e un sindaco che è presidente
dell'assemblea, crea non pochi problemi perché comunque tutto
dipenderà dall'articolo 10, sulle funzioni.
Quindi invito il collega, che è un collega giurista di livello
anche alto, di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Panepinto, il suo intervento ha
permesso di fare chiarezza.
Onorevole Falcone, c'è un invito al ritiro. Forse è opportuno, se
non aggraviamo ulteriormente il procedimento. Si tratta di mettere
una doppia figura
FALCONE. No, non lo ritiro. Sono convinto a sostenerlo.
PRESIDENTE. Allora lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone lo ritira?
FALCONE. Sì, lo ritiro.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, lei non può condurre i lavori
in questo modo. L'emendamento 5.44 lo faccio mio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Greco fa proprio
l'emendamento. Si tratta di evitare commenti inutili. Il parere del
Governo?
VALENTI. assessore delle autonomie locali e della funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI. presidente della Commissione e relatore. Contrario.
GRECO GIOVANNI. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 5.44.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto.
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 36
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Allora, gli emendamenti soppressivi sono tutti
inammissibili, si passa all'emendamento 5.39 dell'onorevole
Formica.
L'onorevole Formica propone che, in caso di cessazione dalla
carica di sindaco durante il mandato, si procede all'elezione del
nuovo presidente entro 30 giorni. L'onorevole Formica cerca di
emendare proponendo la sostituzione con 120 giorni, e con ulteriori
emendamenti, 90 giorni, 60 giorni, 50 giorni, 45 giorni, 35
giorni, 20 giorni.
FORMICA. Sono pronto a ritirarne qualcuno. Se me lo fa illustrare
ne ritiro qualcuno.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, le concedo la parola sole se lei fa
un intervento non ostruzionistico, perché siamo dinnanzi ad un
fatto tecnico, è gradito. Così ritira tutti gli altri e lascia
solamente un emendamento. Per dare un significato alla votazione.
Ha facoltà di illustrarlo.
FORMICA. Signor Presidente, siccome questa votazione di secondo
livello non vi è a chi non appaia come il mercato delle vacche,
perché si tratta di contrattazione, una volta che si è escluso che
il cittadino possa liberamente scegliere da chi essere governato,
escludendo questo, è ovvio che entriamo in un'altra logica che è
quella della contrattazione.
Ed, allora, se dobbiamo entrare nella logica della contrattazione
tra i vari sindaci, ed anche con l'introduzione che avete messo in
campo, dei consiglieri comunali, dobbiamo essere coerenti: e
diamoglielo il tempo di contrattare, magari ci sarà il sindaco che
dice se mi dai il contributo per l'associazione x, io ti dò il
voto per fare il presidente, se mi fai quella strada, se mi metti
un po' d'asfalto su quella strada, io ti dò il voto, altrimenti non
te lo do'.
Quindi, è un emendamento che introduce coerenza; di
contrattazione si tratta, di negazione della democrazia si tratta,
e del voto popolare, allora, coerentemente, diamo il tempo di
contrattare, perché per andare a contrattare 150, 160 soggetti, per
esempio, in provincia di Messina, il tempo ci vuole. Non è che
possiamo fare delle consultazioni precipitose, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, lei dice che trenta giorni sono
insufficienti e dato che ha fatto tutta una serie di proposte
addirittura anche 15 giorni, quindi un po' in contraddizione con lo
spirito del suo intervento, se magari ritiriamo tutti gli altri e
lasciamo una via di mezzo che sono i 60 giorni.
CRACOLICI. Signor Presidente, sono 45 giorni.
PRESIDENTE. Non cambia molto tra 45 e 60 giorni.
PANEPINTO. Signor Presidente, va inserito il termine del Testo
Unico.
PRESIDENTE. Il Testo Unico lo stiamo disciplinando adesso, siccome
si sta prevedendo un termine massimo è possibile che la
concertazione
FORMICA Io ho detto contrattazione.
PRESIDENTE. Contrattazione, accordo, è normale sentirsi tra
sindaci e deliberare e scegliere il proprio rappresentante, quindi
60 è il termine massimo e tutti gli altri li ritiriamo.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, ad oggi non ho proferito parola e non sono
intervenuto per nessun motivo, mi permetto solo di evidenziare e mi
auguro che l'onorevole Cracolici nella sua qualità di Presidente
della Commissione Affari Istituzionali' e il Presidente Crocetta
possano al di dà dell'attinenza del ragionamento a cui voglio
sempre fare riferimento dell'elezione diretta mi vorrei agganciare
perché ci sia su questo ragionamento un momento di possibile
inserimento della proposta che noi abbiamo fatto e che non ha
trovato ad oggi nessun tipo di riscontro circa l'ipotesi che
sull'elezione diretta possa esserci anche una previsione in fase di
seconda applicazione anche da parte degli Statuti. Il senso è
quello di una posizione politica dove noi abbiamo ad oggi
rivendicato almeno per il Presidente del libero Consorzio la
possibilità dell'elezione diretta.
Io ho sostenuto che dal confronto democratico sicuramente c'è una
avversione da parte di chi ritiene che questa non possa essere una
proposta accettata, allora, io dico che il principio secondo cui
l'elezione diretta rappresenta un momento anche di posizione
politiche che noi come Nuovo Centro Destra, ma come anche altre
forze politiche hanno sostenuto, da una parte e dall'altra, come un
principio in cui un'apertura possa significare che un ragionamento
anche se successivo su questa delicata posizione possa sempre
riprendersi e possa essere sempre portata avanti con quel filo
delicato di dialogo che io ritengo vada sempre mantenuto.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, l'onorevole Formica ritira
tutti i suoi emendamenti. Votiamo per primo, il 60, se viene
approvato decadono tutti gli altri. Nel caso in cui io pongo in
votazione prima l'emendamento 5.37 nel caso in cui dovesse essere
approvato per un fatto di coordinamento, noi già abbiamo votato
l'emendamento che riguardava la mozione di sfiducia e avevamo
previsto che l'elezione si svolgevano entro 30 giorni dalla
sfiducia, è chiaro che per un fatto di coordinamento anche questo
eventualmente diventa 60 con il coordinamento formale a norma
dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Pongo in votazione l'emendamento 5.37. Il parere della
Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione Pubblica.
Favorevole.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
palese nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 5.37
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 5.37.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 59
Contrari 29
Astenuti
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dichiaro in conseguenza preclusi gli
emendamenti che riguardano i termini di 30 giorni, 20 giorni, 15
giorni, essendo stato approvato l'emendamento 5.37.
Si passa all'emendamento 5.46, a firma dell'onorevole Formica, il
quale prevede che nel caso in cui il presidente dovesse essere
sfiduciato, comunque, decade per intervenute elezioni, invece, che
il vicepresidente, il consorzio sia retto da un commissario
nominato dalla funzione pubblica.
FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor presidente, se c'è una mozione di sfiducia che
passa è una mozione di sfiducia della dirigenza perché è
inimmaginabile che il presidente sia ed operi in contrasto col suo
vicepresidente da lui stesso nominato. Di cosa parliamo? Quindi, a
garanzia del buon funzionamento dell'ente. E' questo il senso
dell'emendamento.
PRESIDENTE. Si parla di questo periodo transitorio di 60 giorni,
se deve essere gestito dal vicepresidente o, eventualmente, da un
funzionario nominato dall'Assessorato.
Per richiamo al Regolamento interno
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Scusi, forse, Presidente, lei non se ne è accorto,
andavano bene quelli che erano al di sotto dei 60 giorni, sono
preclusi perché ne abbiamo approvato uno di 60. Quello di 120 o
quello di 90 perché li ha preclusi?
PRESIDENTE. Perché sono preclusi da un'approvazione.
GRECO Giovanni Ma se l'Assemblea vota quello di 150 giorni, chi
glielo dice che non può essere approvato. E' sovrana o non è
sovrana l'Aula?
PRESIDENTE. Sì, è talmente sovrana che l'Assemblea si è già
espressa. Se si fosse espressa con una bocciatura saremmo andati
avanti
GRECO Giovanni. E chi lo dice che non si può approvare? Chi lo
dice? Può essere incoerente la votazione dell'assemblea.
PRESIDENTE. Lo dice il Regolamento, onorevole Greco. Non è
incoerente la votazione.
GRECO Giovanni. Signor presidente, lei se lo ricorda l'emendamento
del voto di genere? Se lo ricorda che sorpresa ha avuto?
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.46. Il parere del
Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti sono tutti preclusi, o comunque
inammissibili perché si tratta di soppressione.
Si passa alla votazione dell'articolo 5, così come modificato, con
l'emendamento sostitutivo, aggiuntivo e con gli emendamenti
approvati.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, volevo dire soltanto che sarebbe forse
il caso di cogliere, mi rivolgo anche al Governo, la proposta che
ha fatto l'onorevole D'Asero e cioè quella di prevedere delle
forme di elezione diretta del Presidente lasciando agli statuti la
possibilità di prevederlo o meno. E' una cosa assolutamente
compatibile col disegno di legge nazionale, che lo prevede, e
potrebbe essere un buon viatico anche per il proseguimento della
legge.
Peraltro, l'altro giorno, il Presidente della prima commissione lo
aveva anche proposto, quindi, se il Governo, potesse accoglierlo,
non è una forma di elezione diretta, però non si preclude che lo
statuto lo possa prevedere, e, a mio avviso, sarebbe assolutamente
utile.
PRESIDENTE. Onorevole Alloro, purtroppo, a me dispiace
evidenziare, perché mi rendo conto del contenuto politico del suo
intervento, però a termine di regolamento noi già ci siamo dati
una impostazione ed abbiamo votato e quest'Aula si è gi�� espresso
con l'articolo 3.
Non possiamo tornare indietro su una decisione già presa.
D'ASERO. Potremmo aggiungere la dicitura fatto salvo'
PRESIDENTE. Fatto salvo' no, perché se creiamo dei precedenti,
diventano precedenti pericolosi. Abbiamo parlato di elezione di
secondo grado generalizzata, non appartiene neanche alla
discrezionalità del Governo.
Onorevole D'Asero, lei è deputato di esperienza. All'articolo 3
abbiamo già stabilito un sistema di elezione che è l'elezione di
secondo grado; lo spirito dell'intervento dell'onorevole Alloro era
chiaro, è stato posto legittimamente, però, non può trovare
ingresso in questa sessione.
Pongo in votazione l'articolo 5, così come modificato.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 5
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 38
Contrari 23
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Giunta del libero consorzio
1. La Giunta del libero consorzio, di seguito Giunta, è composta
dal Presidente del libero consorzio e da un numero massimo di otto
sindaci appartenenti all'Assemblea.
2. Il numero dei componenti della Giunta, stabilito in rapporto
alla popolazione dei comuni di ciascun libero consorzio, e le
modalità di costituzione della stessa sono disciplinate dalla legge
istitutiva dei liberi consorzi di cui al comma 4 dell'articolo 2.
3. La Giunta è l'organo esecutivo del libero consorzio».
PRESIDENTE. Così come abbiamo convenuto approvando l'articolo 6,
il prosieguo della discussione avverrà martedì prossimo, e si
continuerà con l'esame dell'articolo 7.
Il mio è un invito - non essendoci motivi di grossa divisione o
contrapposizione - a fare presto nell'approvazione di questo
articolo 6.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 6.5, 6.24, 6.12
e 6.27, tutti soppressivi. Li pongo in votazione congiuntamente.
Il parere del Governo?.
CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento di riscrittura del Governo.
Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 19.17)
Onorevoli colleghi, d'ufficio è cassata la parte nella
composizione della giunta che recita nessun genere può essere
rappresentato per oltre i 2/3 , per l'ovvia ragione che è possibile
che ci sia una assemblea di sindaci composta da tutte donne e
quindi non è possibile garantire la rappresentanza di genere per
gli uomini. Quindi viene cassata d'ufficio.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, stiamo discutendo dell'articolo 6, ed
esattamente siamo passati all'esame dell'emendamento governativo,
se non ho capito male, perché poi in questi ultimi momenti c'è
stata un po' di confusione in Aula. Stiamo parlando quindi
dell'emendamento governativo.
Presidente, va bene che questo iter normativo è andato un po' a
gambe all'aria ed un Governo serio dopo quattro bocciature
consecutive sui primi quattro articoli avrebbe pensato bene a
ritirare
PRESIDENTE. Un po' di attenzione per cortesia
ASSENZA. Dicevo, dopo le quattro bocciature intervenute nei primi
quattro articoli, un Governo serio che avrebbe un minimo di
coerenza avrebbe rinunciato a far proseguire l'Aula in questo
sforzo immane di pervenire all'approvazione di un disegno di legge
che comunque ormai è ampiamente stravolto. E sarà inattuabile man
mano che proseguiamo rischiando di aggiungere errori ad errori;
quella precedente è veramente sublime, cioè la circostanza di
avere creato due assemblee diverse, però, c'è sempre di apprendere.
Ora, qui, rischiamo di aggiungere veramente un'altra corbelleria
che non ha limite: cioè noi stiamo discutendo di un emendamento
governativo dove è previsto che il numero dei componenti della
Giunta viene disciplinato dalla legge di cui al comma 4,
dell'articolo 2.
Se noi leggiamo il comma 4, dell'articolo 2, così come è stato
approvato dall'Aula di questa fantomatica legge non ne parla più
perché è passato il nostro emendamento del referendum conservativo
e nonostante questo noi ci intestiamo di continuare e stiamo
pervenendo ad un disegno di legge che non ha più ne capo ne coda.
Mi dispiace che gli uffici non facciano rilevare questi errori
grossolani
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, non è così perché il fascicolo
degli emendamenti e dei sub emendamenti è stato predisposto
ASSENZA. Allora lo dichiariamo inammissibile già in partenza.
PRESIDENTE. Ma no perché? E' in fase di coordinamento che si
prevedono queste cose. Non c'entrano assolutamente gli uffici. Il
comportamento è corretto.
ASSENZA. Signor Presidente, ma come si dichiara inammissibile il
mio emendamento, a questo punto, può essere dichiarato
inammissibile anche quello del Governo Perché stiamo discutendo un
emendamento che qualora approvato aggiungerà una incongruenza non
colmabile in quanto si fa riferimento ad una legge che non esiste
più nel dettato approvato dall'Assemblea.
Mi perdoni, lo devo rilevare io? Chiederei un momento di
sospensione perché discutere ancora di questo subemendamento così
come è scritto significa cercare di cavare un ragno dal buco quando
ciò non è assolutamente possibile.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, le ribadisco che gli Uffici
correttamente non fanno alcun rilievo perché quando è stato
approvato l'articolo 4 sostanzialmente c'era un ordine di commi. E'
chiaro che l'ordine dei commi con l'approvazione dei vari
emendamenti e sub emendamenti cambia. In fase di coordinamento è
chiaro che il rinvio interno non sarà fatto più al comma 4
dell'articolo 2, ma sarà fatto al comma 5.
ASSENZA. Ma forse non ci siamo capiti quella legge non esiste più
PRESIDENTE. Come non esiste la legge?
ASSENZA. Il disegno di legge fa riferimento soltanto alla nuova
eventuale determinazione dei territori del consorzio. Ma di legge
che prevede quello statuto non se parla più.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo per un minuto per
verificare quanto dice l'onorevole Assenza.
(La seduta, sospesa alle ore 19.22, è ripresa alle ore 19.23)
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, l'emendamento 2GovR , stiamo
parlando dell'articolo 2, il comma 4 adesso è diventato comma 5
dove si dice. Decorso il termine di cui al comma 1, il Governo
della regione presenta all'Assemblea regionale siciliana il disegno
di legge che individua i territori dei liberi consorzi comunali
prevedendo le eventuali modifiche territoriali conseguenti
all'applicazione del presente articolo .
C'è quindi una modifica da comma 4, che diventa comma 5 e si vede
in sede di coordinamento. La ringrazio, comunque, per il suo
rilievo che è opportuno; quando si procederà ai sensi al
coordinamento formale a norma dell'articolo 117 si faranno le
dovute modifiche.
Torniamo all'articolo 6.
FALCONE. Dove siamo arrivati?
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 6 Scusate, però così non si può
andare avanti; non è facile procedere in questo modo. Ognuno di voi
giustamente pone dei problemi, mi rendo perfettamente conto.
L'articolo 6, ribadisco per l'ennesima volta, che è l'emendamento
sostitutivo del Governo, è cassata d'ufficio la parte che riguarda
Nella composizione della Giunta nessun genere può essere
rappresentato per oltre i 2/3 . Per ovvie ragioni
Si passa all'emendamento 6Gov R1. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 6Gov R4. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 6Gov R2. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 6Gov R5. Lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Fontana, che è ammissibile
e prevede una modifica di un numero di assessori che
sostanzialmente da 6 passa a8. Lo mantiene o lo ritira, onorevole
Fontana?
FONTANA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6 Gov R.5. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Il subemendamento 6govR.6 (I parte) é superato.
ASSENZA. Signor Presidente, l'emendamento 6 Gov R.2 è stato
dichiarato inammissibile?
PRESIDENTE. L'emendamento 6 Gov R.2 è inammissibile.
Si passa al subemendamento 6govR.6 (II parte) della Commissione.
Onorevole Cracolici, lo vuole illustrare?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Atteso che,
poiché la Giunta è composta dai sindaci, se decade il sindaco dal
proprio comune, deve essere sostituito anche come componente della
Giunta. Quindi, il presidente del consorzio assume i poteri ed
entro trenta giorni deve procedere alla sostituzione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 6govR.6 della
Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.GOV.R, nel testo risultante.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri pomeriggio
nella zona industriale di Priolo Augusta-Melilli, si è verificato
un incidente gravissimo che fortunatamente non ha avuto vittime.
Non è la prima volta che avviene un incidente del genere e
specificamente sull'impianto di idrogeno che - come tutti sanno - è
un impianto altamente esplosivo e pericoloso.
Ora, è da circa undici mesi che faccio viaggi, faccio la spola tra
il Dipartimento della protezione civile ed il dott. Falgares, che
regola i fondi comunitari, per cercare di risolvere questioni come
quelle che riguardano i due ponti: uno che è quello sulla strada
per Siracusa, ed uno ad Augusta, che sono a servizio della zona
industriale e che servono per le emergenze come quella che abbiamo
vissuto ieri, e che non è la prima volta, e che purtroppo vede dei
ritardi notevoli dell'Amministrazione.
Ora, so che il dott. Falgares, così come l'ing. Foti, sono
disponibili anche a modificare la tabella di marcia che hanno già
predisposto, per quanto riguarda gli interventi di protezione
civile, ma hanno bisogno dell'input del Governo. Non vedo qui il
Presidente Crocetta, ma spero che mi ascolti perché se vogliamo
parlare di cose serie - non che le province non lo siano argomento
notevole, ci mancherebbe -, ma io credo che la sicurezza ed il
lavoro, così come la sanità, sono gli argomenti che non possono
essere sottaciuti o tenuti sotto gamba.
Signor Presidente dell'Assemblea, lei saprà quello che è successo
ieri, ne è a conoscenza. Io devo ringraziare l'ingegnere Foti, che
ha monitorato il tema, le forze dell'ordine, i Vigili del Fuoco e
tutti gli altri, ma i cittadini di Priolo, Melilli, Augusta e
Siracusa sono in una angoscia e in una ansia che non si comprende.
Ho chiesto al Presidente della III Commissione di fare un incontro
dentro l'area che è stata oggetto di questo grave incidente.
Andremo a fare un sopralluogo, una visita, per capire se è stato un
errore umano, se non sono state fatte le manutenzioni come bisogna
fare spesso, se l'impianto è un impianto obsoleto, se la LUKOIL,
che è il nuovo proprietario dell'ISAB, ha intenzione di procedere
alla messa in sicurezza e a fare, quindi, gli interventi necessari
per l'ISAB o se, invece, l'ha acquistata solo per annullare le
capacità di raffinazione e per togliere, quindi, dal territorio,
dal campo, dal mercato una concorrente.
Siccome il momento è delicato, quell'azienda in particolare ha
2.500 persone che ci lavorano fra diretto, indotto e quant'altro,
credo che questa Assemblea, che già si trova in difficoltà per le
migliaia di disoccupati, che già è in difficoltà perché non riesce
a trovare soluzioni, che non interviene sul Governo nazionale per
chiedere l'applicazione dell'articolo 37 che può farci uscire dal
pantano in cui ci troviamo, credo che questo Governo, questa
Assemblea, su questo argomento deve potere intervenire.
Siccome in questo momento ci sono due assessori, a questi
assessori che rappresentano il Governo chiedo di intervenire
urgentemente sulla Protezione Civile e sul dottore Falgares, perché
spostino alcune risorse così da intervenire immediatamente per il
ripristino del ponte di Siracusa e quello di Augusta che sono al
servizio della zona industriale.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
appreso dagli organi di stampa e, soprattutto, da diverse decine di
lavoratori dell'IPAB di Caltagirone che questa storica Casa di Cura
per anziani giorno 7 dovrebbe chiudere.
Come lei sa, assessore, ci sono tanti lavoratori che da più di 40
mesi aspettano lo stipendio e mi hanno interpellato proprio per il
fatto di non riuscire ad ottenerlo durante questo periodo,
nonostante quello che, purtroppo, questo Governo non è riuscito a
mettere in campo né per questa IPAB né per le altre. Per cui visto
che è stata posta questa scelta, che sicuramente è un ulteriore
sfregio alla mia città, che sta vedendo via via perdere tanti pezzi
di storia, tanti pezzi di istituzione, rivolgo a voi questo
appello, e cioè quantomeno di soddisfare le esigenze economiche di
queste persone che da più di 40 mesi, non solo aspettano lo
stipendio, ma oltre al danno ne avrebbero una beffa.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono grata
all'onorevole Gianni di avere sollevato in questa Aula il problema.
Devo dire che ci stiamo lavorando un po' tutti i deputati della
provincia di Siracusa, perché questa vicenda sta diventando davvero
pesante. E' una vicenda che ormai attanaglia di ansia e paure la
popolazione della zona industriale del petrolchimico, del più
grande petrolchimico del meridione, che produce un PIL molto
significativo e che tuttavia è arrivato, oggi, ad una condizione di
tale disagio per cui la gente vive una grande ansia e, nello stesso
tempo, teme che da un momento all'altro questo imponente patrimonio
industriale che confina con le mura di cinta delle città possa
sconvolgere la loro vita.
Noi abbiamo come Regione, importanti responsabilità, oneri nei
confronti di questo territorio che introduce ricchezza, che dà
lavoro ad ampie fasce di popolazione e che, tuttavia, ha anche il
dovere - il Governo regionale - di intervenire con tempestività a
lenire le preoccupazioni che si sono addensate ormai sulla testa
di: siracusani, priolesi, melillesi, augustanesi, floridiani.
I sindaci ieri si sono attivati per cercare di comunicare, di
stare in contatto con la zona industriale e la popolazione e
fornire elementi di serenità. La situazione, dopo alcune ore, è
andata sotto controllo, ma noi vorremmo anche sapere quali
immissioni vi sono state nell'aria, se vi sono stati elementi che
hanno aggravato ulteriormente i livelli di inquinamento che -
nell'aria, nell'acqua, nel suolo - ci sono nel nostro territorio.
Vorremmo sapere anche come gli assessorati competenti intendano
intervenire, sapendo che su questo il Governo regionale ha un
ruolo, e un ruolo fondamentale hanno il Ministero dell'Ambiente e
il Ministero dello Sviluppo Economico.
Non è più possibile sopportare che le aziende non facciano le
manutenzioni che devono, ma non è neanche più possibile sopportare
che sui piani di risanamento e bonifiche, costantemente annunciati,
che attendono da anni, le iniziative non seguano mai alle promesse,
alle indicazioni, all'indirizzo governativo.
Contando sulla sensibilità del Presidente della Regione, al quale
ho indirizzato, proprio in questo ore una lettera perché assuma una
direzione chiara di raccordo tra gli assessorati e con i Ministeri
nazionali competenti, credo che possiamo tirare fuori anche una
seria di indicazioni di percorso finalmente chiare, finalmente
trasparenti, con un crono programma che sia condiviso con le
popolazioni, per cominciare a dare risposte a zone industriali che
sono ricchezza della nostra Regione e che, tuttavia, cominciano a
diventare, terrore per la nostra popolazione. Grazie.
CIMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo
l'intervento dell'onorevole Gianni, perché condivido pienamente
l'interesse e la necessità di attivare i fondi europei, anche e
soprattutto, per le emergenze siciliane di protezione civile.
Gli interventi di protezione civile sono interventi non di spesa
corrente, ma interventi infrastrutturali, quindi è bene che si
possa finalmente riuscire a lavorare con la celerità, e l'urgenza
dei tempi dell'emergenza della protezione civile con i fondi
europei, e nel contesto di quell'intervento - che riguarda
sicuramente la provincia di Siracusa, - voglio ribadire come è
indispensabile poter mettere all'ordine del giorno la legge
sull'amianto, perché quella legge a cui la Commissione ha già dato
la copertura finanziaria, è indispensabile per riuscire a dare
serenità in quei territori dove si vive quella emergenza.
Concludendo questo mio intervento, voglio ribadire la necessità
affinché l'Assemblea Regionale Siciliana, con il suo Presidente,
possa scrivere una lettera ai deputati e ai senatori eletti in
Sicilia, per fare in modo che finalmente anche la Camera e il
Senato, possano trattare la riforma costituzionale della legge voto
di riforma dell'articolo 36.
Giorni addietro anche il Dipartimento delle finanze e la
Ragioneria generale hanno provveduto a corredare la legge voto con
la natura finanziaria del versamento che annualmente la Regione dà
al bilancio dello Stato come solidarietà dei siciliani rispetto al
bilancio dello Stato di circa due miliardi l'anno, ritengo che
questo con il nuovo Governo nazionale possa essere un momento di
trattativa e, soprattutto, poter vedere se la Sicilia a Roma è
difesa da qualcuno ed è sostenuta, affinchè questa norma-truffa del
nostro Statuto venga cassata, e le risorse delle imposte di
produzione del nostro territorio possano essere versate nel
bilancio della Regione, e non nel bilancio dello Stato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino. Come Lei ben sa le norme per
la tutela della salute e del territorio da rischi derivanti
dall'amianto è già all'ordine del giorno.
CIMINO. Chiedevo il prelievo e la trattazione d'urgenza.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è una giornata
nera per la Sicilia dal punto di vista ambientale. Ieri il
bruttissimo evento nel triangolo industriale denominato triangolo
della morte' perché - inutile negarcelo - anni e anni di una
imprenditoria fatta di leggerezze, oggi ci fa pagare i risultati,
perché da un punto di vista sanitario le persone che vivono in quel
luogo ne riportano i danni. C'è poco da fare. Quest'altro incidente
spero ci porti verso un cambio di rotta e un preciso indirizzo.
Un'altra brutta realtà di fronte a noi è quella di avere visto
oggi su tutte le pagine dei giornali, sui blog, la notizia che nei
prossimi mesi, precisamente il 14 aprile, ci sarà la prima udienza
sul fatto che hanno sversato, nascosto, occultato sotto terra
tonnellate e tonnellate di materiali definiti rifiuti tossici in
forma solida, in forma liquida proprio nei terreni dell'ESA, un
ente regionale per lo sviluppo agricolo.
Abbiamo appreso che la provincia regionale di Catania ha deciso di
costituirsi parte civile, che il comune di Catania ha deciso di
costituirsi parte civile, e con un ordine del giorno che
simbolicamente consegniamo - perché oggi la discussione non era
pertinente, e quindi non l'abbiamo potuto depositare - vogliamo
chiedere al Presidente della Regione di costituirsi parte civile
nel processo pendente dinanzi al tribunale di Catania.
Questo lo riteniamo un atto dovuto, il fatto che la Regione con il
Presidente, appunto, siano partecipi, presenti durante tutte le
udienze, a testimonianza del fatto che non vogliamo più che
succedano di queste cose. Sempre nella speranza che si scopra che
sia una montatura perché la notizia più tremenda è quella che se il
processo ci consegnerà questa triste verità, dovremo fare i conti
con un inquinamento e un danno che pagheremo per parecchi decenni.
Il Presidente in questo momento si è allontanato dall'Aula, io gli
consegnerò questo documento e spero che ci sia da parte di tutta
l'Assemblea e dei deputati l'incoraggiamento a questo atto di
responsabilità.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, forse è opportuno che si chieda di
intervenire in Commissione con una risoluzione, in sintonia con
quanto lei ha detto.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, avrei
desiderato che rimanesse il Presidente Crocetta in Aula, anche
perché stavamo affrontando un argomento molto serio che era stato
sollecitato dall'onorevole Gianni, ma su cui poi sono intervenuti
tutti gli altri colleghi.
Mi dispiace che è andato via, però la raccomandazione la faccio
all'assessore agli Enti locali, nonché a lei, Presidente. Tutti
abbiamo stigmatizzato, condannato, l'incidente di ieri. Però noi
come Assemblea dobbiamo chiederci due cose, fondamentali: sono
state le ditte a non eseguire i lavori di messa in sicurezza di
questi impianti, come fanno presupporre i giornali, come fanno
presupporre tutta una serie di interventi che sono accaduti
stamattina a difesa dell'operato degli enti locali, oppure, ed
ancora peggio, le imprese hanno fatto richiesta di poter eseguire
questi lavori e questi lavori non li hanno potuto realizzare perché
gli enti locali o, comunque, gli enti della regione che avrebbero
dovuto dare le autorizzazioni, ad oggi, non hanno dato questa
autorizzazione?
Perché, veda, se la responsabilità è delle industrie è giusto e
condivisibile l'intervento che ha fatto poco fa l'onorevole Foti,
cioè nel senso che le industrie, che nel passato hanno sporcato ed
hanno distrutto il nostro territorio, continuano a sporcare ed a
distruggere il nostro territorio, sarebbe ancora più grave se oggi,
tutti quelli che attaccano le industrie, perché è successo questo
episodio gravissimo, oggi non possono dimostrare di avere concesso
alle aziende le autorizzazioni che le aziende avevano chiesto nei
mesi precedenti in maniera tale da mettere in sicurezza l'industria
e gli impianti.
La Commissione Attività produttive, ed io di questo sono grato al
Presidente Marziano ed al Presidente Gianni, so che venerdì
prossimo sarà a Siracusa, saremo tutti a Siracusa per cercare di
capire e di chiarire cosa è successo. Nel frattempo, però, sarebbe
interessante sapere se tutti gli uffici della Regione, a suo tempo
interessati dalla Sovrintendenza, se tutti nei tempi e nei modi e
nelle forme previste dalla legge, hanno autorizzato questa
industria ad eseguire i lavori di messa in sicurezza dei lori
impianti. Una cosa che né giornali, né qualche collega, ha messo in
evidenza, né tanto meno i sindaci.
Si è voluto pensare che questo episodio riguardi, in modo
particolare, la città di Priolo: non è vero Questo episodio
riguarda, in modo particolare e quasi esclusivo, la città di
Siracusa perché tutti coloro i quali oggi hanno anche ringraziato
particolari santi, perché hanno evitato il pericolo di incidenti
maggiori, forse questo sindaco ha sbagliato santo, non doveva
ringraziare l'angelo custode, ma doveva ringraziare santa Lucia,
dal momento che non si è trattato più di ISAB Nord ma si è trattato
di ISAB Sud e, quando parliamo di ISAB Sud, parliamo di una
struttura che è a meno di 2 chilometri dalla frazione di Belvedere,
che è territorio di Siracusa, che è a qualche centinaia di metri di
viale Scala greca, che anch'esso territorio della città di
Siracusa.
E chiedevo l'intervento del Presidente Crocetta - che vedo con
piacere è rientrato in Aula - per sollecitarlo su una cosa
importante che ha accennato, poco fa, l'onorevole Gianni ed anche
l'onorevole Cirone Di Marco.
In maniera intelligente il Governo regionale, l'anno scorso, ha
approvato le vie di fuga. Fra queste vie di fuga, giustamente - lo
dico anche per chi nel passato ha raccontato qualche stupidaggine
in giro - era stato fatto un elenco A ed un elenco B. Nell'elenco A
c'erano le opere immediatamente finanziabili, nell'elenco B c'erano
le opere che si sperava potessero essere finanziate. Fra le opere
che si sperava potessero essere finanziate vi era la via di accesso
alla città di Siracusa.
La via di accesso alla città di Siracusa, come lei avrà visto
quando è venuto a Siracusa, è sbarrata, nel senso che il viadotto
che porta alla città è stato chiuso, perché inagibile, ed al suo
posto viene utilizzata la strada che veniva utilizzata prima del
1951, quando nella mia città si entrava e si usciva con i carretti,
oggi non si esce più con i carretti grazie a Dio.
Ora siccome il Dipartimento della Protezione Civile la scorsa
settimana ha approvato finalmente il viadotto di Viale Scala Greca,
che è inserito nell'allegato B, signor Presidente le chiederei,
anche a nome di tutti gli altri colleghi presenti in Aula, di
poter, con la dovuta celerità e come lei sa fare quando si impegna,
spostare il finanziamento del viadotto Viale Scala Greca
dall'allegato B all'allegato A, cioè nelle opere finanziabili
perchè ieri il problema vero che abbiamo avuto non è stato lo
sfioccolamento o la candela che ha mandato questo bagliore o il
boom che c'è stato nel momento in cui c'è stato l'incidente, lei so
che è molto più bravo di me in questo argomento, il problema s'è
posto quando 500 persone hanno dovuto lasciare all'improvviso
l'ISAB, dovendo fare rientro solo nella città di Siracusa, perché
non potevano andare verso Priolo, ad un certo punto si sono
imbottigliati perché non sono riusciti ad entrare nella città di
Siracusa.
Si è tentato, perché da qui ho seguito tutto essendo stato
assessore alla Protezione Civile, di convogliare il traffico verso
la città e verso la frazione di Belvedere, e il problema si è
ulteriormente complicato perché sono uscite persone - stiamo
parlando della vita e della morte di migliaia di persone - e
siccome sono uscite verso Belvedere,anche all'interno di Belvedere
non siamo riusciti a smaltire il traffico.
Quindi io le chiedo, a nome di tutti i colleghi, questa cortesia o
comunque questo intervento del tutto eccezionale anche alla luce di
quello che è accaduto ieri, in modo che possiamo immediatamente
appaltare i lavori. Le ricordo che si tratta di fondi che sono
destinati a perdersi se non impegnati e collaudate le opere entro
il 31 dicembre 2015 e quindi, essendo uno dei pochi progetti già
pronti ,potremmo dire che dobbiamo al Presidente Crocetta
l'ingresso della città di Siracusa.
PRESIDENTE. Ricordo che ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento
si interviene a chiusura d'Aula per non più di 30 minuti
complessivamente e ogni parlamentare può parlare per 5 minuti.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
pochissimi istanti per richiamare anche io l'argomento che è stato
segnalato dall'onorevole Cappello. Con riferimento alla casa di
riposo Santa Maria di Gesù, un ex IPAB di Caltagirone.
Io non so con quale mandato sia stato nominato l'attuale
Commissario straordinario, il quale ha inviato nei giorni scorsi la
lettera che prima veniva opportunamente richiamata con la quale ha
deciso di chiudere i battenti, la saracinesca. Era stato
preannunciato da parte del Presidente della Regione una inchiesta e
questa è una sorta di abitudine, ma non è avvenuto. Era stato
annunciato, attraverso incontri organizzati con il personale
dipendente, quello a tempo indeterminato ed anche con i lavoratori
precari, un salvataggio della struttura, e questo non è avvenuto.
Si tratta di una residenza per anziani, l'unica di carattere
pubblico in quella città e in quel vasto territorio. Io voglio
rivolgere un forte richiamo al Governo in questo momento presente
in Aula solo nella persona dell'assessore Valenti, che prego di
farsi portavoce nei confronti dell'assessore competente, del
Presidente della Regione che non è in Aula, affinché venga
scongiurato assolutamente questo pericolo.
La beffa e la straordinarietà della vicenda consiste anche nel
fatto che proprio nei prossimi giorni è fissata, innanzi il
Tribunale di Caltagirone, un'asta, una vendita di beni immobili
assai cospicui nel numero, nella quantità e nella qualità della ex
IPAB la cui vendita all'asta potrebbe persino ripianare il debito
che io non so esattamente a quanto ammonti - non è compito mio
saperlo -, e quindi si potrebbe determinare nei prossimi giorni
l'assurda vicenda della chiusura di una struttura che potrebbe
persino ripianare il proprio disavanzo di bilancio attraverso il
ricavo della vendita dei numerosi beni immobili di cui è
proprietaria.
La prego, pertanto, assessore Valenti, di farsi parte dirigente e
attiva con il Presidente e la sua collega, affinché venga
scongiurato questo pericolo.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, pochissimi minuti
per portare a conoscenza il Parlamento del fatto che abbiamo
ritenuto di convocare la Commissione Attività Produttive e, molto
probabilmente, in seduta congiunta con la Commissione ambiente -
come ha chiesto l'onorevole Trizzino - per venerdì prossimo, che è
la prima data utile, visto che tra martedì e giovedì ci saranno le
sedute per l'approvazione del provvedimento sulle province, nella
sede della Prefettura di Siracusa, convocando le aziende
interessate, in particolar modo i rappresentanti della raffineria
ISAB, i sindaci della zona industriale, perché vogliamo avere
contezza assoluta di quali siano stati gli interventi manutentivi
fatti in questi anni, di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma
soprattutto vogliamo avere contezza delle richieste autorizzative
che sono presenti negli uffici della Regione e dello Stato, del
Ministero, ove vi siano, per procedere agli interventi di
manutenzione ordinaria e straordinaria, agli interventi di
risanamento delle raffinerie, altrimenti, non si riesce ad avere un
quadro della situazione.
Pensiamo, inoltre - ed in questo abbiamo già contattato l'azienda
- di recarci nel luogo dell'esplosione, per farci spiegare
direttamente dai rappresentanti della raffineria, cosa è successo,
cosa poteva succedere e come hanno funzionato i servizi di
sicurezza.
Voglio solo ricordare che, anche per quanto riguarda la protezione
civile, in questi giorni abbiamo fatto un intervento per chiedere
che, nel momento in cui una importante arteria, la Strada Statale
124, è oggetto di un'importante azione di ampliamento, il che
impedisce una via di fuga verso la città, abbiamo chiesto che si
acceleri l'apertura degli svincoli sulla mare e monti , proprio
per avere un'alternativa come via di fuga.
Abbiamo chiesto, inoltre, che si acceleri il percorso di cessione
di un locale dell'IRSAP al Comune di Priolo per farne la sede dei
Vigili del Fuoco di Priolo. Per la prima volta ci sarà un
distaccamento dei Vigili del Fuoco dello Stato nel Comune di
Priolo.
Una serie di interventi programmati, dunque. Noi pensiamo che
nella riunione in Prefettura, nella sede istituzionale più
importante della Provincia, la presenza dei sindaci, la presenza
dei rappresentanti delle aziende, ci si possa mettere nella
condizione di avere un quadro della situazione attuale, perché
qualunque ipotesi di investimento deve passare dalla garanzia della
sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni e della salvaguardia
della seduta dei cittadini.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 4
marzo 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
Ii - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
10) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
11) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
12) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
13) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
14) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
15) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 19.59
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
268-474-542-543-546-613-638-662/A - ISTITUZIONE DEI LIBERI
CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.
All'articolo 5
Subemendamento 5.GOV.R.1.1.1
All'emendamento 5.GOV.R.1.1 al comma 1 aggiungere le seguenti
parole:
La mozione di sfiducia non può essere presentata prima di due
anni dall'elezione del Presidente e in ogni caso per più di due
volte, a distanza di almeno un anno, durante il medesimo mandato. .
Subemendamento 5.GOV.R.1.1
All'emendamento 5.GOV.R sono aggiunti i seguenti commi:
2bis. Il Presidente del libero consorzio può essere sfiduciato
mediante mozione motivata approvata, a maggioranza assoluta dei
voti, dai consiglieri comunali e dai sindaci dei comuni
appartenenti al libero consorzio.
2ter. La mozione è presentata da almeno un quinto dei componenti
dell'Assemblea ed è messa in discussione dopo almeno tre giorni
dalla sua presentazione. La mozione è posta in votazione ai sensi
del comma 2 bis, previa delibera dell'Assemblea a maggioranza
assoluta dei componenti. La votazione ha luogo entro dieci giorni
dalla deliberazione dell'Assemblea.
2quater. Nel caso di approvazione della mozione di sfiducia, si
procede entro trenta giorni all'elezione del nuovo Presidente. Fino
all'elezione, le relative funzioni sono esercitate dal
Vicepresidente.'
Emendamento 5.GOV.R (interamente sostitutivo dei primi due commi)
I commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
1. Il Presidente del Libero Consorzio è eletto dai Consiglieri
Comunali e Sindaci dei Comuni aderenti allo stesso, a maggioranza
assoluta dei voti, fra i Sindaci dei Comuni appartenenti al Libero
Consorzio.
2. Nel caso in cui nessun sindaco ottenga la maggioranza indicata
al comma 1, si procede al ballottaggio tra i due sindaci che
abbiano ottenuto il maggior numero di voti. E' eletto Presidente il
sindaco che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di
voti, è proclamato eletto Presidente il sindaco più anziano per
età.
Emendamento 5.37
Al comma 5 la frase trenta giorni' è sostituita con la frase
sessanta giorni' .
Emendamento 5.46
Al comma 5, sostituire la frase le relative funzioni sono
esercitate dal Vicepresidente con le relative funzioni sono
esercitate da un Commissario nominato dall'Assessore della Funzione
pubblica e degli enti locali .
All'articolo 6
Subemendamento 6GOV.R.6 II parte
Al comma 2 aggiungere le seguenti parole Il Presidente provvede
alla sostituzione entro trenta giorni dalla data di cessazione.
Fino alla nomina del nuovo componente della Giunta, le relative
funzioni sono esercitate dal Presidente.
Emendamento 6GOV.R (interamente sostitutivo dell'articolo 6)
L'articolo è così sostituito:
Art. 6 - Giunta del libero consorzio
1. La Giunta del Libero Consorzio è composta dal Presidente e da
un numero massimo di otto assessori, nominati dal Presidente fra i
componenti dell'Assemblea del Libero Consorzio. Il numero dei
componenti della Giunta, stabilito in rapporto alla popolazione dei
Comuni di ciascun libero Consorzio, è disciplinato dalla legge di
cui al comma 4 dell' articolo 2.
2. La cessazione della carica ricoperta presso il Comune di
appartenenza comporta la decadenza dalla carica ricoperta nel
Libero Consorzio.
3.La Giunta è l'organo esecutivo del libero Consorzio.
ALLEGATO 2
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Istruzione e formazione»
POGLIESE - ASSENZA - VINCIULLO. -«Al Presidente della Regione,
all'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
il bando dell'Avviso 20/2011 è stato approvato con D.D.G. 3699 del
12/08/2011 pubblicato sulla G.U.R.S. n. 36 del 26/08/2011;
con D.D.G. n. 1346 del 27/04/2012, registrato alla Corte dei conti
il 04/06/2012, sono state approvate le graduatorie e gli elenchi
definitivi delle proposte progettuali;
con D.D.G. 2367 del 14/06/2012 e s.m.i. sono state dettate le
direttive per dare avvio alla prima annualità;
considerato che:
all'art. 4 del suddetto avviso 'Pacchetti Formativi, Limiti e
riedizioni delle prestazioni delle proposte',
al capoverso ciascun pacchetto formativo, così come approvato,
potrà essere oggetto di riedizioni nelle successive annualità 2013
e 2014' a condizione che:
vi sia la necessaria copertura finanziaria a valere sul PO FSE e
sul bilancio regionale per l'esercizio finanziario di riferimento;
il finanziamento relativo al pacchetto formativo, approvato nella
precedente annualità, non sia stato oggetto di revoca;
l'organismo formativo abbia dichiarato, al momento della proposta,
la propria disponibilità a realizzare le successive edizioni dei
processi formativi, anche rimodulandole, utilizzando il modello di
dichiarazione di cui in fac-simile all'allegato 1;
il continuo silenzio in merito al finanziamento della 2 annualità
ha generato stato di allarme tra gli enti di formazione e di
conseguenza tra il personale, producendo licenziamenti e preavvisi
di licenziamento ai sensi dell'art. 57 del contratto collettivo
nazionale formazione professionale, tenuto conto che ormai mancano
3 mesi alla scadenza della prima annualità, generando uno stato di
terribile instabilità a migliaia di famiglie siciliane;
per sapere:
come il Governo della Regione abbia intenzione di far fronte a
questa emergenza ed in quali tempi si preveda il finanziamento
della seconda annualità dell'avviso 20/2011;
se il Governo della Regione intenda adottare misure cautelari nei
confronti dei dipendenti che ormai vivono nell'incertezza da più di
2 anni, al fine di ridare loro dignità di lavoratori;
se il Governo della Regione intenda mantenere, e con quali
strumenti, l'obiettivo generale dell'avviso 20/2011 e cioè quello
di migliorare la qualità della formazione erogata, innalzare i
tassi di partecipazione al mercato del lavoro di donne, dei
giovani, di lavoratori in stato di disoccupazione, di persone prive
di saperi e professionalità a rischio di marginalizzazione
lavorativa e sociale, di contrastare e prevenire la disoccupazione
di lunga durata e di rendere effettivo il diritto di ogni individuo
in età lavorativa ad aggiornare le proprie competenze ed abilità
professionali». (418)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore la interrogazione n. 00418 a firma dell'onorevole
Pogliese con la quale si chiede allo scrivente Assessorato di
conoscere come il Governo della regione abbia intenzione di far
fronte all'emergenza tra gli enti di formazione ed in quali tempi
si preveda il finanziamento della seconda annualità dell'Avviso n.
20/2011; se il Governo della Regione intenda adottare misure
cautelari nei confronti dei dipendenti; se il Governo della Regione
intenda mantenere e con quali strumenti, l'obiettivo generale
dell'Avviso 20/2011 e cioè quello di migliorare la qualità della
formazione erogata, innalzare i tassi di partecipazione al mercato
del lavoro di donne, dei giovani, di lavoratori in stato di
disoccupazione, di persone prive di saperi e professionalità a
rischio di marginalizzazione lavorativa e sociale, di contrastare e
prevenire la disoccupazione di lunga durata e di rendere effettivo
il diritto di ogni individuo in età lavorativa ad aggiornare le
proprie competenze ed abilità professionali.
In merito alla problematica proposta non può non evidenziarsi come
nel settore della formazione professionale questo Assessore abbia
attivato un processo di riforma radicale e complessivo finalizzato
sia alla moralizzazione del settore, che alla sua giusta
collocazione tra l'istruzione e il mercato.
Si è abbandonata, infatti, la vecchia via della formazione -
assistenza dannosa e produttrice in questi anni esclusivamente di
corsi ripetitivi, disarticolati e non programmati
dall'Amministrazione: gestiti spesso senza le necessarie competenze
e con un uso, purtroppo, distorto del denaro pubblico.
In tale ottica, la programmazione delle attività formative per
l'annualità 2013-2014 è avvenuta sulla base di processi di
confronto tra Istituzioni e partenariato socio economico,
nell'ambito di tavoli tecnici appositamente istituiti; questi,
integrati dai dati statistici rilevati dai sistemi informativi
(Censis ed Istat) e finalizzati ad una analisi specifica sia delle
figure professionali che delle filiere produttive, hanno portato
alla selezione di quei profili oggetto di maggiore domanda di
lavoro in Sicilia.
Pertanto, i nuovi percorsi formativi sono (per la prima volta)
tutti strutturati in aderenza alle direttive comunitarie e alle
norme nazionali in modo da consentire l'acquisizione da parte dei
destinatari, di una qualifica professionale corrispondente al
Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).
Così, per le attività formative relative all'anno 2013-2014
l'Amministrazione, intendendo avvalersi della facoltà di rinnovo
dei corsi di formazione, secondo le previsioni e le prescrizioni
dell'Avviso n. 20/2011 (relativamente agli ambiti formativi
FORGIO,FAS ed FP) ha previsto uno stanziamento di risorse pari a
euro 227.500.000,00 con un risparmio netto di circa 60 milioni di
euro rispetto all'anno precedente e con la garanzia, assunta
formalmente dagli enti (pena la revoca del finanziamento) del
mantenimento dei livelli occupazionali dell'anno precedente».
L'Assessore
(N. Scilabra)
GERMANA'. -«Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, premesso che l'Avviso
n. 20/2011, approvato con D.D.G. n. 3699 del 12 agosto 2011
pubblicato in GURS n. 36 del 26 agosto 2011, e poneva a bando un
piano triennale della Formazione Professionale in Sicilia, e traeva
le risorse economiche dall'Asse II del PO FSE dell'Agenda 2007-2013
per un triennio, fino al 2014;
considerato che:
tanti allievi contano di frequentare un corso di formazione per
migliorare la propria preparazione e la propria qualificazione, e
tanti enti di formazione della Regione siciliana hanno partecipato
al bando triennale, aggiudicandosi il servizio e confidando nella
vincolatività della convenzione stipulata con la Regione siciliana;
tanti lavoratori della formazione professionale confidano in
questo servizio per la salvaguardia del loro posto di lavoro per
tre anni;
rilevato che:
il capitolo del bilancio regionale n. 717914, dedicato a
finanziare il predetto impegno, appare senza copertura per la
seconda annualità, che decorrerà dall'8 giugno 2013;
le notizie che provengono dal Dipartimento della Pubblica
Istruzione e della Formazione Professionale confermano la mancanza
di volontà a dare copertura alla seconda annualità dell'Avviso n.
20/2011;
accertato che a partire da giugno 2013, e per la prima volta nella
storia della Regione siciliana dal 1976, si potrebbe non effettuare
il piano regionale dell'offerta formativa e che ciò offrirebbe
facoltà agli enti di formazione di rivendicare, in sede giudiziaria
gli impegni formali non onorati dall'Amministrazione regionale,
alla luce del fatto che il personale del settore, tutto quello
assistito dalle garanzie occupazionali della legge regionale n. 24
del 6 marzo 1976, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993
e della legge regionale n. 23 del 23 dicembre 2002, certamente
rivendicherebbe anch'esso la continuità occupazionale nel settore,
e l'eventuale interesse legittimo allo svolgimento di un servizio
di cui all'art. 17 dello Statuto siciliano;
rilevato altresì che è opportuno accertare se è vero che siano
scomparse le coperture economiche ed i fondi del PO FSE dal momento
della registrazione della spesa per il controllo della regolarità
contabile e della legittimità da parte della Corte dei Conti e che
disperdere somme del PO FSE - Agenda 2007-2013 riduce la capacità
di spesa della Regione Siciliana per la prossima Agenda 2014-2020
di ulteriori 600 milioni circa, con la conseguenza certa che minori
trasferimenti verranno assegnati alla Regione siciliana da parte
dell'Unione Europea;
non si ritiene opportuno che questo servizio regionale termini
così miseramente per mancanza di programmazione;
per sapere se la notizia della mancanza di copertura economica
dell'Avviso pubblico e del servizio conseguente, già assegnato ai
legittimi vincitori della gara, per la seconda annualità
dell'Avviso n. 20/2011, risulti fondata e reale, e qualora
l'informazione fosse confermata, come il Governo Regionale voglia
intervenire per risolvere la questione che potrebbe generare danni,
contenzioso e proteste dei cittadini siciliani». (528)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore la interrogazione n. 00528 a firma dell'onorevole
Germanà con la quale si chiede allo scrivente Assessorato di
conoscere se la notizia della mancanza di copertura economica
dell'Avviso pubblico e servizio conseguente, già assegnato ai
legittimi vincitori della gara, per la seconda annualità
dell'Avviso n. 20/2011 risulti fondata e reale e, qualora
l'informazione fosse confermata, come il Governo regionale voglia
intervenire per risolvere la questione che potrebbe generare danni,
contenzioso e proteste dei cittadini siciliani.
In merito alla problematica proposta occorre puntualizzare
preliminarmente che nel settore della Formazione professionale si è
attivato un processo di riforma radicale e complessivo finalizzato
sia alla moralizzazione del settore, che alla giusta collocazione
tra l'istruzione e il mercato.
Si è abbandonata, infatti, la vecchia via della formazione -
assistenza dannosa e che ha prodotto in questi anni esclusivamente
di corsi ripetitivi, disarticolati e non programmati
dall'Amministrazione: gestiti spesso senza le necessarie competenze
e con un uso, purtroppo, distorto del denaro pubblico.
In tale ottica, la programmazione delle attività formative per
l'annualità 2013-2014 è avvenuta sulla base di processi di
confronto tra Istituzioni e partenariato socio economico,
nell'ambito di tavoli tecnici appositamente istituiti; questi,
integrati dai dati statistici rilevati dai sistemi informativi
(Censis ed Istat) e finalizzati ad una analisi specifica sia delle
figure professionali che delle filiere produttive, hanno portato
alla selezione di quelle connotate da maggiore domanda di lavoro in
Sicilia.
Pertanto, i nuovi percorsi formativi sono (per la prima volta)
tutti strutturati in aderenza alle direttive comunitarie e alle
norme nazionali in modo da consentire l'acquisizione da parte dei
destinatari, di una qualifica professionale corrispondente al
Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).
Così, per le attività formative relative all'anno 2013-2014
l'Amministrazione, intendendo avvalersi della facoltà di rinnovo
dei cori di formazione, secondo le previsioni e le prescrizioni
dell'Avviso n. 20/2011 (relativamente agli ambiti formativi
FORGIO,FAS ed FP) ha previsto uno stanziamento di risorse pari a
euro 227.500.000,00 con un risparmio netto di circa 60 milioni di
euro rispetto all'anno precedente e con la garanzia, assunta
formalmente dagli enti (pena la revoca del finanziamento) del
mantenimento dei livelli occupazionali dell'anno precedente».
L'Assessore
(N. Scilabra)
LO SCIUTO-GRECO G-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI MAURO. -«Al Presidente
della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale, premesso che:
con D.D.G. N. 3699 del 12 agosto 2011, a firma del Dott. Ludovico
Albert, è stato approvato l'Avviso pubblico 'Percorsi formativi per
il rafforzamento dell'occupabilità e dell'adattabilità della forza
lavoro siciliana per il triennio 2012-2014';
con lo stesso D.D.G. si è ritenuto di realizzare il suddetto
intervento con Avviso pubblico e di assegnare allo scopo risorse
finanziarie, disponibili fino al 2014, pari complessivamente a euro
859.806.219,00 (euro 286.602.073 per ciascun anno) eventualmente
integrabili mediante eventuali importi specifici aggiuntivi, a
valere sull'asse II Occupabilità, obiettivo specifico 2 E
(categoria di spesa 65), (Cap. 717307) del PO FSE Sicilia 2007-
2013';
con nota prot. n. 915 dell'11 agosto 2011, l'Area II 'Affari
coordinamento per le politiche di Coesione' ha rilasciato parere
positivo sulla complessiva coerenza dell'Avviso in questione in
relazione agli obiettivi specifici e operativi;
i soggetti che hanno partecipato al bando hanno dovuto dichiarare
la disponibilità a realizzare successive edizioni dei percorsi
formativi presentati anche per le annualità 2013-2014;
considerato che:
il settore della formazione professionale versa in uno stato di
crisi gravissima che mette a repentaglio il posto di lavoro dei
circa 10.000 addetti con risvolti sociali e di allarme sociale non
prevedibili in un contesto generale in cui il tasso di
disoccupazione ha raggiunto percentuali preoccupanti;
l'assessore Nelli Scilabra, presentando il programma politico-
amministrativo alle organizzazioni sindacali lo scorso 9 aprile, ha
dichiarato che l'Avviso n. 20/2011 non ha copertura economica per
la seconda annualità 2013 e, pertanto, non potrà essere riproposto;
l'ex dirigente generale del Dipartimento regionale del settore,
Ludovico Albert, ha confermato, in data 9 aprile scorso, in
audizione alla Commissione legislativa Bilancio e Finanze
dell'Assemblea regionale siciliana, la disponibilità delle risorse
per finanziare la seconda annualità dell'Avviso 20/2011 e che le
somme si troverebbero nel cosiddetto Piano straordinario per il
lavoro in Sicilia (Piano Giovani);
la prima annualità dell'Avviso 20/2011 terminerà alla fine del
mese di giugno 2013, salvo improbabili proroghe;
la quasi totalità degli Enti gestori ha iniziato le procedure per
il licenziamento del personale impegnato nelle attività formative e
la disdetta dei contratti di locazione delle sedi corsuali,
rischiando di innescare un meccanismo di non ritorno;
ritenuto che:
l'imminente chiusura della prima annualità dell'avviso 20/2011 non
consente, a garanzia dei posti di lavoro degli addetti, la
programmazione di nuovi bandi né tantomeno l'attuazione di una
riforma complessiva del settore, pur necessaria;
questo clima di incertezza sulle soluzioni da intraprendere
ingenera confusione, crea allarme sociale e disattende le legittime
aspettative dei circa 10.000 operatori del settore;
non si possa più frapporre tempo a decisioni e provvedimenti
immediati da prendere con coraggio, serietà e capacità
amministrativa;
per sapere se non ritengano di:
rendere edotti, in maniera chiara e definitiva, su quali siano i
motivi che abbiano indotto il Governo regionale a non rifinanziare
la seconda annualità dell'Avviso 20/2011, senza aver previsto, a
oggi, alcuna prospettiva alternativa;
chiarire con ampia facoltà di prova circa la disponibilità delle
risorse per finanziare la seconda annualità dell'Avviso 20/2011,
affermata dal Dott. Ludovico Albert e smentita dallo stesso
Assessore per l'istruzione e la formazione professionale;
dichiarare, in modo incontrovertibile, le intenzioni di codesta
Amministrazione regionale per le soluzioni dei problemi cha
attanagliano la formazione professionale, intesa nel suo complesso,
e circa i 10.000 operatori che meritano risposte immediate, serie e
definitive». (677)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore la interrogazione n. 00677 a firma dell'onorevole
Lo Sciuto con la quale si chiede allo scrivente Assessorato di
conoscere in maniera chiara e definitiva quali siano i motivi che
abbiano indotto il Governo regionale a non rifinanziare la seconda
annualità dell'Avviso n. 20/2011, senza avere previsto, ad oggi,
alcuna prospettiva alternativa; chiarire con ampia facoltà di prova
circa la disponibilità delle risorse per finanziare la seconda
annualità dell'Avviso n. 20/2011 affermata dal Dott. Ludovico
Albert e smentita dallo stesso Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale; dichiarare, in modo incontrovertibile, le
intenzioni di questa Amministrazione regionale per le soluzioni dei
problemi che attanagliano la formazione professionale, intesa nel
suo complesso, e circa i 10.000 operatori che meritano risposte
immediate, serie e definitive.
In merito alle problematiche proposte, preliminarmente occorre
chiarire che il prosieguo delle attività formative dell'Avviso n.
20/2011 è stato assicurato con la sua riedizione per l'annualità
successiva, il 2014, con una riduzione del 10% del monte ore
programmato: facoltà prevista dallo stesso Avviso 20, in attuazione
della priorità III del Piano straordinario per il lavoro in
Sicilia: opportunità giovani (c.d. Piano Giovani).
Tale atto programmatico, approvato con deliberazione di Giunta
regionale n. 215 del 21 giugno 2012, è stato finanziato con 452
milioni di euro ai sensi del Decreto n. 25 del 23 aprile 2013 del
Ministero dell'Economia e delle Finanze, avente ad oggetto il
Finanziamento a carico del fondo di rotazione di cui alla L. n.
183/1987 per l'attuazione degli interventi previsti nel Piano di
Azione e Coesione , con cui sono state finanziate le risorse
derivanti dalla quota di finanziamento statale a carico del citato
Fondo di rotazione ex lege n. 183/1987 per i Programmi Operativi
Regionali e nazionali che hanno aderito al PAC.
Ciò premesso, non può non evidenziarsi come nel settore della
Formazione professionale questo Assessore abbia attivato un
processo di riforma radicale e complessivo finalizzato sia alla
moralizzazione del settore, che alla sua giusta collocazione tra
l'istruzione e il mercato.
Si è abbandonata, infatti, la vecchia via della formazione -
assistenza dannosa e che ha prodotto in questi anni esclusivamente
di corsi ripetitivi, disarticolati e non programmati
dall'Amministrazione: gestiti spesso senza le necessarie competenze
e con un uso, purtroppo, distorto del denaro pubblico.
In tale ottica, la programmazione delle attività formative per
l'annualità 2013-2014 è avvenuta sulla base di processi di
confronto tra Istituzioni e partenariato socio economico,
nell'ambito di tavoli tecnici appositamente istituiti; questi,
integrati dai dati statistici rilevati dai sistemi informativi
(Censis ed Istat) e finalizzati ad una analisi specifica sia delle
figure professionali che delle filiere produttive, hanno portato
alla selezione di quei profili oggetto di maggiore domanda di
lavoro in Sicilia.
L'idea ispiratrice dell'azione dell'Assessorato, in sostanza, è
stata quella di far ruotare l'intero settore attorno alla
dialettica permanente tra enti gestori ed operatori economici
(Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, per citarne
alcuni), essendo proprio questi ultimi i soggetti che orientano il
mercato del lavoro attraverso la richiesta delle professionalità
ritenute più necessarie.
Con apposite direttive si sono avviati i percorsi per l'annualità
2013-2014 e sono state descritte le modalità e le condizioni per la
presentazione delle proposte progettuali di Percorsi formativi per
il rafforzamento dell'occupabilità e dell'adattabilità della forza
lavoro siciliana .
Sulla base delle suddette direttive, sono state presentate 555
istanze progettuali, oggi tutte istruite dagli uffici
dell'amministrazione regionale: successivamente saranno assunti i
relativi decreti di impegno e finanziamento.
I nuovi percorsi formativi saranno strutturati tutti, per la prima
volta, in modo da consentire l'acquisizione da parte dei
destinatari, di una qualifica professionale corrispondente al
Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF): in ogni caso si
raggiungeranno livelli di competenze e conoscenze tecniche di base
necessari per rafforzare le opportunità di accesso al mercato del
lavoro.
Così, per le attività formative relative all'anno 2013-2014
l'Amministrazione, intendendo avvalersi della facoltà di rinnovo
dei cori di formazione, secondo le previsioni e le prescrizioni
dell'Avviso n. 20/2011 (relativamente agli ambiti formativi
FORGIO,FAS ed FP) ha previsto uno stanziamento di risorse pari a
euro 227.500.000,00 con un risparmio netto di circa 60 milioni di
euro rispetto all'anno precedente e con la garanzia, assunta
formalmente dagli enti (pena la revoca del finanziamento) del
mantenimento dei livelli occupazionali dell'anno precedente.
Infine, ad ulteriore garanzia dei lavoratori della formazione ed a
tutela ed a salvaguardia dei livelli occupazionali, per effetto
della circolare assessoriale n. 1 del 15 maggio 2013, si è
proceduto all'aggiornamento dell'Albo degli operatori della
formazione: si è reintrodotto, infatti, il principio
dell'obbligatorietà da parte di chi gestirà attività formative di
utilizzare, per il presente e per il futuro, esclusivamente il
personale iscritto all'Albo, svincolando la sorte lavorativa degli
operatori da quella degli Enti di formazione».
L'Assessore
(N. Scilabra)
Rubrica «Turismo, Sport e Spettacolo»
CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
il turismo, lo sport e lo spettacolo e all'Assessore per la
famiglia e le politiche sociali e il lavoro, premesso che:
si apprende dai mezzi di informazione che il Governo italiano ha
dato disponibilità delle basi aeree dell'Aeronautica Militare
Italiana a sostegno dell'aviazione francese per il nascente
conflitto nel Mali. Una delle basi interessate da questa
disponibilità offerta dal Ministro della Difesa è il 37 stormo
ubicato presso la base aerea di Trapani-Birgi;
già durante la guerra in Libia la base aeronautica del 37 stormo
di Birgi è stata impegnata a sostegno delle Forze Armate
Internazionali per circa 12 mesi;
la base del 37 stormo si trova nelle immediate vicinanze dello lo
scalo civile V. Florio con il quale condivide la pista di
atterraggio e decollo e la torre di controllo del traffico aereo;
è ormai un dato consolidato che lo scalo civile V. Florio, grazie
ad un accordo commerciale con il vettore low-cost Ryanair, ha reso
possibile un incremento dei passeggeri in transito sullo scalo
trapanese, dai 300.00 del 2006 ai quasi 2 milioni del 2010. Il
grande afflusso di passeggeri ha dato una spinta sensibile al
comparto dell'industria turistica della provincia, comportando un
incremento, nel quadriennio 2006-2009, del 13,44% di turisti
italiani e del 53% di turisti stranieri, in controtendenza al calo
di turismo realizzato in tutto il resto della Sicilia nello stesso
periodo;
a seguito delle operazioni militari in Libia del 2011-2012, i voli
civili sono stati sospesi per circa un mese e, successivamente,
quasi dimezzati per un semestre. Tale riduzione ha comportato il
parziale spostamento di alcune tratte sull'aeroporto di Palermo
Falcone e Borsellino, con conseguente e notevole danno economico
per l'industria turistica della Provincia di Trapani in primo
luogo, ma anche della Provincia di Agrigento e di varie altre zone
della Sicilia;
i dati di transito passeggeri dello scalo civile, a seguito della
chiusura del medesimo registrano una flessione, per l'anno 2011 del
12,6%, corrispondenti a oltre 200.000 passeggeri in meno;
considerato che:
in occasione delle predette operazioni militari in Libia il
Governo italiano ha emanato il decreto-legge n. 107 del 2011,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130,
recante altresì la 'Proroga delle missioni internazionali delle
forze armate e di polizia e disposizioni per l'attuazione delle
Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite', nel quale, all'articolo 4-bis, si
prevede una dotazione di 10 milioni di euro dal fondo di cui
all'articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, da
destinare 'all'adozione di misure di sostegno e di rilancio dei
settori dell'economia delle province interessate da ingenti danni a
seguito delle limitazioni imposte dalle attività operative militari
ex Risoluzione ONU n. 1973 che hanno inciso sulla operatività degli
scali aeroportuali civili';
la dotazione di 10 milioni di euro si è resa necessaria a ristoro
delle limitazioni operative e dei conseguenti ingenti danni
economici sociali e occupazionali causati dalla chiusura dello
scalo civile di Trapani, quale unico scalo civile coinvolto nelle
operazioni militari seguite alla partecipazione dell'Italia alla
missione umanitaria 'Odyssey Dawn (Alba dell'Odissea)' e che tali
trasferimenti non sono ancora stati realizzati;
sulle materie elencate all'art. 14 dello Statuto della Regione
siciliana l'Assemblea Regionale Siciliana ha legislazione esclusiva
e, tra queste, alla lettera n), troviamo turismo, vigilanza
alberghiera e tutela del paesaggio; conservazione delle antichità e
delle opere artistiche;
l'articolo 17 dello Statuto prevede che l'Assemblea Regionale può,
al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi
propri della Regione, emanare leggi, anche relative
all'organizzazione dei servizi, su tutte le altre materie che
implicano servizi di prevalente interesse regionale (art. 17,
lettera i);
al successivo art. 18, è previsto che l'Assemblea Regionale può
emettere voti, formulare progetti sulle materie di competenza degli
organi dello Stato che possano interessare la Regione, e
presentarli alle Assemblee legislative dello Stato;
all'art. 22, la Regione ha diritto di partecipare con un suo
rappresentante alla istituzione e regolamentazione dei servizi
nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed
aerei, che possano comunque interessare la Regione:
per sapere se:
il Governo regionale abbia intenzione di sollecitare presso il
Parlamento nazionale il trasferimento dei fondi previsti dal
decreto legge n. 107 del 2011 all'art. 4 bis, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, in materia di
'Proroga delle missioni internazionali delle forze armate e di
polizia e disposizioni per l'attuazione delle Risoluzioni 1970
(2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite';
il Governo regionale abbia intenzione di tutelare, e con quale
modalità intenda farlo, l'economia turistica della Provincia di
Trapani in particolare, e più in generale dell'intera Regione
siciliana, dai danni economici derivanti dalle future operazioni
militari, che avranno di nuovo come baricentro lo scalo militare
del 37 Stormo di Trapani Birgi, con conseguenti disagi
all'aviazione civile». (191)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 191 Iniziative a sostegno e
rilancio dei settori dell'economia della provincia di Trapani a
seguito delle limitazioni imposte dalle attività militari presso
l'Aeroporto di Trapani-Birgi , l'onorevole Troisi ha formulato al
Presidente della Regione, all'Assessore per il Turismo, lo sport e
lo spettacolo e all'Assessore per la Famiglia, le Politiche sociali
e il Lavoro taluni quesiti relativi alle intenzioni del Governo
regionale in materia di 'Proroga delle missioni internazionali
delle forze armate e di polizia e disposizioni per l'attuazione
delle Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite' in relazione alle
possibili conseguenze sull'economia turistica della Provincia di
Trapani in particolare, e più in generale dell'intera Regione
siciliana, dai danni economici derivanti dalle future
operazioni militari.
L'interrogante si riferisce a notizie circa la disponibilità
delle basi aeree dell'Aeronautica Militare Italiana offerta dal
Governo italiano a sostegno dell'aviazione francese per il
nascente conflitto nel Mali; evidenzia che una delle basi
interessate da questa disponibilità è il 37 stormo ubicato
presso la base aerea di Trapani-Birgi, già impegnata a sostegno
delle Forze Armate Internazionali per circa 12 mesi, durante la
guerra in Libia e che la base del 37 stormo si trova nelle
immediate vicinanze dello lo scalo civile V. Florio con il quale
condivide la pista di atterraggio e decollo e la torre di
controllo del traffico aereo.
Sul punto viene sottolineato che lo scalo civile V. Florio,
grazie ad un accordo commerciale con il vettore low-cost
Ryanair, ha registrato un incremento dei passeggeri in transito
sullo scalo trapanese, dai 300.00 del 2006 ai quasi 2 milioni
del 2010. Il grande afflusso di passeggeri ha dato una spinta
sensibile al comparto dell'industria turistica della provincia,
comportando un incremento, nel quadriennio 2006-2009, del 13,44%
di turisti italiani e del 53% di turisti stranieri, in
controtendenza al calo di turismo realizzato in tutto il resto
della Sicilia nello stesso periodo; a seguito delle operazioni
militari in Libia del 2011-2012, i voli civili sono stati
sospesi per circa un mese e, successivamente, quasi dimezzati
per un semestre. Tale riduzione ha comportato il parziale
spostamento di alcune tratte sull'aeroporto di Palermo Falcone e
Borsellino, con conseguente e notevole danno economico per
l'industria turistica della Provincia di Trapani in primo luogo,
ma anche della Provincia di Agrigento e di varie altre zone
della Sicilia. Considerato che in occasione delle predette
operazioni militari in Libia il Governo italiano ha
emanato il decreto-legge n.107 del 2011, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130, recante
altresì la 'Proroga delle missioni internazionali delle forze
armate e di polizia e disposizioni per l'attuazione delle
Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite', nel quale, all'articolo
4-bis, si prevede una dotazione di 10 milioni di euro dal fondo
di cui all'articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, da destinare 'all'adozione di misure di sostegno e di
rilancio dei settori dell'economia delle province interessate
da ingenti danni a seguito delle limitazioni imposte dalle
attività operative militari ex Risoluzione ONU n. 1973 che hanno
inciso sulla operatività degli scali aeroportuali civili'; che la
dotazione di 10 milioni di euro si è resa necessaria a
ristoro delle limitazioni operative e dei conseguenti ingenti
danni economici sociali e occupazionali causati dalla chiusura
dello scalo civile di Trapani, quale unico scalo civile
coinvolto nelle operazioni militari seguite alla partecipazione
dell'Italia alla missione umanitaria 'Odyssey Dawn (Alba
dell'Odissea)' e che tali trasferimenti non sono ancora stati
realizzati, l'interrogante rappresenta che la materia del turismo,
vigilanza alberghiera e tutela del paesaggio, conservazione delle
antichità e delle opere artistiche è tra quelle per le quali l'art.
14 dello Statuto della Regione siciliana riserva all'Assemblea
Regionale Siciliana potestà legislativa esclusiva; che l'articolo
17 dello Statuto prevede che l'Assemblea regionale può, al fine di
soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri
della Regione, emanare leggi, anche relative all'organizzazione dei
servizi, su tutte le altre materie che implicano servizi di
prevalente interesse regionale (art. 17, lettera i); che al
successivo art. 18, è previsto che l'Assemblea Regionale può
emettere voti, formulare progetti sulle materie di competenza
degli organi dello Stato che possano interessare la Regione, e
presentarli alle Assemblee legislative dello Stato; e che ai sensi
dell'art. 22, la Regione ha diritto di partecipare con un suo
rappresentante alla istituzione e regolamentazione dei servizi
nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi ed
aerei, che possano comunque interessare la Regione.
Alla luce delle predette considerazioni, l'interrogante chiede di
sapere se il Governo regionale abbia intenzione di sollecitare
presso il Parlamento nazionale il trasferimento dei fondi
previsti dal decreto legge n. 107 del 2011 all'art. 4 bis,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130,
in materia di 'Proroga delle missioni internazionali delle
forze armate e di polizia e disposizioni per l'attuazione delle
Risoluzioni 1970 (2011) e 1973(2011) adottate dal Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite'; ed ancora se il Governo
regionale abbia intenzione di tutelare, e con quale modalità
intenda farlo, l'economia turistica della Provincia di Trapani in
particolare, e più in generale dell'intera Regione siciliana,
dai danni economici derivanti dalle future operazioni militari,
che avranno di nuovo come baricentro lo scalo militare del 37
Stormo di Trapani Birgi, con conseguenti disagi all'aviazione
civile.
Con riferimento all'interrogazione in oggetto si manifesta sin
d'ora la disponibilità, sempre nell'ambito delle proprie
competenze, a creare un tavolo tecnico che contempli la presenza di
tutti gli attori, pubblici e privati del settore turistico, per
stabilire congiuntamente possibili interventi a sostegno
dell'attività turistica del territorio provinciale di Trapani.
Deve rappresentarsi, tuttavia, che le specifiche questioni
affrontate dall'interrogazione in oggetto sfuggono alla competenza
propria di questo ramo di Amministrazione e potranno essere
trattate dal Governo regionale nella sua collegialità, in seno al
quale saranno, comunque, evidenziate da parte mia le problematiche
esposte nella presente interrogazione e le possibili azioni volte
al perseguimento delle finalità di salvaguardia del settore
turistico del territorio interessato».
L'Assessore
(Michela Stancheris)
D'ASERO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive, all'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso
che in Sicilia, a seguito della manovra di bilancio approvata il
primo maggio 2013, gli oneri derivanti dalle concessioni demaniali
marittime sono notevolmente aumentati sfiorando, in alcuni casi, il
600%, aumento che si applica da subito e che ha valore retroattivo:
dal 1 gennaio 2013, conferma la maggiorazione del 4%, del 7% e del
10% relativamente alle aree a bassa, media e alta valenza
turistica;
rilevato che nella realtà siciliana circa il 90% delle superfici
delle concessioni demaniali rilasciate agli stabilimenti balneari è
di circa 10.000 mq ed il fatturato medio per azienda non supera gli
80/90.000 l'anno, trattandosi, nella maggior parte dei casi, di
aziende a gestione familiare che hanno acquisito una notevole
esperienza gestionale e che garantiscono, a prezzo dì sacrifici
personali, servizi di qualità e accoglienza, contribuendo a
migliorare e integrare l'offerta turistica siciliana;
considerato che:
un forte appello è stato lanciato dal presidente del SIB,
sindacato stabilimenti balneari, e dal Coordinatore regionaledi
Assobalneari-Confindustria, i quali concordano che se la Regione
procederà come da decreto, pretendendo un aumento dei canoni deman
iali del 600%, tutti i gestori di stabilimento balneare in Sicilia
'saranno costretti a chiudere i battenti';
il provvedimento, che si avventa su di un settore colpito da tempo
dalla crisi e che coinvolge lidi balneari, porti turistici,
attracchi di barche, ristoranti e alberghi e conseguentemente
migliaia e migliaia di addetti solo in Sicilia, è da rigettare in
toto ed a maggior ragione per la semplicistica giustificazione del
provvedimento, arrivata da parte del Governo, il quale ha affermato
che 'l'incremento tende ad adeguare i canoni al resto d'Italia',
non tenendo assolutamente conto della particolare situazione
locale, che costringe i gestori a proporre prezzi di gran lunga
inferiori a quelli praticati in altre regioni;
verificato comunque che a distanza di pochi giorni e su
sollecitazione anche di questo Gruppo parlamentare che, non ha
fatto mancare il suo sostegno alla categoria, producendo diversi
emendamenti contro la norma scritta e approvata in finanziaria dal
Governo e dalla sua maggioranza, oltre che la presentazione di atti
di sindacato ispettivo, finalmente il Governo, oggi, per voce di
ben tre dei suoi assessori, accorgendosi del macroscopico errore,
annuncia sulla stampa la marcia indietro sul provvedimento,
dichiarando di volerlo rimodulare in sede applicativa;
considerato ancora che un altro problema aperto, per Assobalneari,
è la 'spada di Damocle' della direttiva Bolkenstein che nel resto
d'Italia, attraverso una legge nazionale (art.34-duodecies della
legge 17 dicembre 2012 n. 221- conversione in legge con
modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n 179, recante
ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), è stata
rimandata prorogando le concessioni sino al 2020 e che, in Sicilia,
il Governo non vuole recepire con la conseguenza che, se tale
questione non verrà adeguatamente risolta, porterà la maggior parte
dei concessionari demaniali a perdere le attuali concessioni a
favore dei più economicamente attrezzati concorrenti europei;
accertato che sarebbe stato preferibile, prima di presentare e
votare questa norma affossatrice, sentire in anticipo le
organizzazioni di categoria;
per sapere se, alla luce dell'apprezzabile marcia indietro del
Governo, non si ritenga di affrontare complessivamente e con le
organizzazioni di categoria tutti gli aspetti legati a queste
attività ed in particolare:
lo snellimento dell'iter per il rilascio delle concessioni che
risulta lunghissimo e farraginoso;
l'applicazione di canoni economicamente sopportabili, tali da non
pregiudicare la stessa esistenza delle aziende e conseguentemente
il lavoro di migliaia di operatori che il settore ancora oggi
assorbe;
nell'applicare la nuova normativa, definire meglio le 'fasce a
valenza turistica' del territorio siciliano;
presentare un disegno di legge di recepimento dell'art.34-
duocecies della legge 17 dicembre 2012, n. 221- conversione in
legge con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), che
proroga al 2020 le concessioni». (849)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 849, Iniziative urgenti in
ordine alle concessioni demaniali marittime finalizzate a
scongiurare la chiusura dei lidi balneari , l'onorevole D'Asero ha
formulato, al Presidente della Regione, all'Assessore per le
Attività Produttive e all'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, taluni quesiti relativi al previsto aumento degli oneri
derivanti dalle concessioni demaniali marittime, fino a
raggiungere, in alcuni casi, il 600%, aumento che si
applicherebbe con effetti retroattivi.
Rilevato che nella realtà siciliana circa il 90% delle
superfici delle concessioni demaniali rilasciate agli stabilimenti
balneari è di circa 10.000 mq ed il fatturato medio per
azienda non supera gli 80/90.000 l'anno, trattandosi, nella
maggior parte dei casi, di aziende a gestione familiare
che hanno acquisito una notevole esperienza gestionale e che
garantiscono, con sacrifici personali, servizi di qualità e
accoglienza, contribuendo a migliorare e integrare l'offerta
turistica siciliana; considerato che un forte appello è stato
lanciato dal presidente del SIB, sindacato stabilimenti
balneari, e dal Coordinatore regionale di Assobalneari-
Confindustria, i quali concordano che se la Regione procederà
come da decreto, pretendendo un aumento dei canoni demaniali fino
al 600%, tutti i gestori di stabilimento balneare in Sicilia
'saranno costretti a chiudere i battenti'; considerato che il
provvedimento, secondo le argomentazioni del Governo, tende ad
adeguare i canoni al resto d'Italia', non tenendo assolutamente
conto della particolare situazione locale, che costringe i
gestori a proporre prezzi di gran lunga inferiori a quelli
praticati in altre regioni; verificato, comunque, che il Governo
ha manifestato l'intenzione di rimodularlo in sede applicativa;
considerato ancora che un altro problema aperto, per Assobalneari,
è la direttiva Bolkenstein il cui recepimento nel resto
d'Italia, attraverso una legge nazionale (art. 34-duodecies
della legge 17 dicembre 2012 n. 221- conversione in legge con
modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179), è
stato rimandato prorogando le concessioni sino al 2020, mentre, in
Sicilia, sembrerebbe non voler essere recepita con la conseguenza
che, se tale questione non dovesse essere adeguatamente risolta,
porterà la maggior parte dei concessionari demaniali a perdere
le attuali concessioni a favore dei più economicamente attrezzati
concorrenti europei; l'interrogante chiede di conoscere se non si
ritenga di affrontare complessivamente e con le organizzazioni di
categoria tutti gli aspetti, legati in particolare: allo
snellimento dell'iter per il rilascio delle concessioni che risulta
lunghissimo e farraginoso; all'applicazione di canoni
economicamente sopportabili, tali da non pregiudicare la stessa
esistenza delle aziende e conseguentemente il lavoro di migliaia di
operatori del settore; ad una migliore definizione delle 'fasce a
valenza turistica' del territorio siciliano; nonché se vi sia
l'intenzione di voler presentare un disegno di legge regionale
di recepimento dell'art.34-duocecies della legge 17 dicembre 2012,
n. 221- conversione in legge con modificazioni, del decreto-legge
18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per
la crescita del Paese), che proroga al 2020 le concessioni.
In ordine all'interrogazione parlamentare si rappresenta quanto
segue.
Com'è noto con Decreto del Presidente della Regione n. 509 del 3
aprile 2013, emanato su proposta dell'Assessore al Territorio e
Ambiente di concerto con l'Assessore all'Economia, è stato disposto
l'aumento del seicento per cento, rispetto alla corrispondente
misura dell'anno precedente, del canone base annuo relativo alle
concessioni demaniali marittime, specchi acquei e pertinenze
demaniali marittime.
L'aumento si applica subito e ha valore retroattivo: dal 1
gennaio 2013, ferma restando la maggiorazione del 4%, del 7% e del
10% relativamente alle aree a bassa, media e alta valenza
turistica .
Con D.A. Territorio e Ambiente n. 138/GAB del 25 giugno
(pubblicato sul sito) è stato previsto il rinnovo provvisorio
d'ufficio fino al 31 dicembre 2015 delle concessioni demaniali per
le quali è stato chiesto il rinnovo del titolo concessorio, con
applicazione del canone vigente all'epoca del rilascio, maggiorato
dell'indice ISTAT, salvo il conguaglio da effettuarsi
successivamente tenuto conto del DPRS n. 509 del 3 aprile 2013 e di
eventuali aumenti introdotti dall'Amministrazione regionale (art.
3).
Il DPRS n. 509 del 3 aprile 2013 è stato oggetto di una mozione
del Movimento 5 Stelle con la quale se ne chiedeva la revoca,
nonché dell'interpellanza n. 68 dell'onroevole Grasso Bernadette
(al Presidente della Regione e all'Assessore al Territorio).
Al fine di contemperare le esigenze dell'Amministrazione con le
proposte avanzate dai rappresentanti delle categorie interessate,
l'Assessore regionale al Territorio e all'Ambiente ha convocato
diversi incontri - alla presenza dell'Assessore regionale alle
Attività produttive, delll'Assessore regionale ai Beni culturali,
dell' Assessore regionale all'Economia, dell'Assessore regionale
alle Risorse agricole, nonché della sottoscritta e degli stessi
rappresentanti delle categorie interessate - nel corso dei quali si
è pervenuti ad una prima conclusione circa l'opportunità di
istituire quattro tavoli tecnici (lidi balneari, attività
industriali e produttive (acquacoltura), strutture turistico
alberghiere, porti-concessioni sportive) al fine di individuare le
diverse casistiche, in funzione della tipologia, della zona,
dell'utilizzo e di altri parametri per addivenire ad una
scalettatura della percentuale di aumento dei canoni con un tetto
massimo del 600%.
In ordine a tale rimodulazione l'intervento dell'Assessorato al
Turismo doveva tendere ad individuare le percentuali di aumento da
applicare alle strutture le cui attività rientrassero nelle
competenze proprie dell'Assessorato (es. stabilimenti balneari,
strutture alberghiere soggette al pagamento del canone, etc.).
Nel corso dei richiamati incontri si era già pervenuti alla
predisposizione di una bozza di griglia di rimodulazione dei canoni
differenziati in quattro fasce di interesse turistico , con
riferimento anche alle diverse categorie di attività legate al mare
e tenuto conto delle peculiarità di ciascuna attività oggetto di
concessione (es stabilimenti balneari, attività alberghiere,
attività produttive, porti).
Dopo ampio dibattito, tuttavia, i rappresentanti delle
associazioni, hanno manifestano, unanimemente, essere assolutamente
pregiudiziale per la continuità del tavolo, il ritiro del citato
D.A. 509 del 2013.
La Giunta regionale di Governo, con deliberazione n. 386 del 29
novembre 2013, ha condiviso la proposta di rimodulazione
dell'Assessore regionale al Territorio e all'Ambiente, secondo la
quale potrà prevedersi un incremento dei suddetti canoni fino al
seicento per cento rispetto alla corrispondente misura dell'anno
precedente, tenuto conto delle proposte griglie che possano
realizzare il più possibile il principio di equità fiscale .
Lo stesso Assessore regionale al Territorio e all'Ambiente, in
occasione dell'ultimo incontro svoltosi in data 11 dicembre 2013,
ha rappresentato le ulteriori iniziative avviate con specifico
riferimento alla proposizione di un disegno di legge volto alla
regolarizzazione delle concessioni demaniali ad uso privatistico
e/o agricolo, al rilevamento sistematico di tutte le condizioni di
irregolarità dei comuni costieri, nonché all'identificazione
sistematica del c.d. sommerso privato .
Da quanto sopradetto è evidente come la questione oggetto
dell'interrogazione rientri tra le competenze di questo Assessorato
prevalentemente per la parte relativa alla definizione delle fasce
a valenza turistica del territorio siciliano.
In proposito si precisa che con D.A. n. 4 del 7.2.2011 sono stati
riconosciuti i comuni del territorio siciliano compresi tra le
località a vocazione turistica. Il suddetto decreto assessoriale è
stato integrato con successivo D.A. n. 10 del 16.2.2011 e con D.A.
n. 14 del 3.3.2011; l'ultimo Decreto assessoriale relativo
all'individuazione delle località a valenza turistica è il D.A. n.
58 del 12.10.2011».
L'Assessore
(Michela Stancheris)
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive e all'Assessore per il turismo, lo sport e lo
spettacolo, premesso che dopo un lungo periodo di amministrazione
giudiziaria, i commissari straordinari del gruppo Valtur hanno
depositato al Ministero per lo sviluppo economico l'istanza per la
definizione della procedura di gara per la vendita di un gruppo di
sei villaggi;
rilevato che a Pollina insiste uno dei più importanti villaggi del
gruppo nel quale lavorano ben 120 dipendenti stagionali oltre
l'indotto che ne assorbe altrettanti, costituendo uno dei più
importanti motori di sviluppo turistico della zona, a cavallo delle
province tra Palermo e Messina;
considerato che tutte le regioni ove insistono i villaggi Valtur
si stanno già muovendo per fare pressing sul Ministero per lo
sviluppo economico che deve valutare le offerte sin ad oggi
pervenute e che vedono in lizza 2 concorrenti;
per sapere se non ritengano opportuno attivare ogni iniziativa
possibile per verificare lo stato delle operazioni di trasferimento
del Villaggio Valtur di Pollina ai nuovi acquirenti, con
particolare attenzione alla esigenza di tutelare tutti i dipendenti
del prestigioso villaggio e, conseguentemente, di quelli delle
aziende dell'indotto». (1079)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In ordine all'interrogazione parlamentare n. 1079
Notizie sulla salvaguardia dei livelli occupazionali del Gruppo
Valtur di Pollina (PA) , dell'onorevole Vinciullo, si rappresenta
quanto segue:
da informazioni assunte dalla Provincia regionale di Palermo, la
struttura turistico-ricettiva aperta al pubblico, oggetto
dell'interrogazione, è classificata da parte della stessa Provincia
regionale con determina dirigenziale n. 221 del 15 maggio 2012, per
il quinquennio 2012/2016, nella tipologia di villaggio albergo a
tre stelle con una capacità ricettiva di 347 camere e n. 769 posti
letto; Il rappresentante legale, per l'anno 2013, ha comunicato le
nuove tariffe e la nuova data di apertura stagionale dal 2 giugno
al 22 settembre 2013.
Per quanto riguarda i regimi di aiuti previsti dal PO FESR
2007/2013, si rende noto che gli stessi sono stati attuati con la
linea d'intervento 3.3.1.4., di competenza del Dipartimento delle
Attività Produttive della Regione siciliana; con la pubblicazione
del Decreto del Dirigente Generale n. 1423/4 del 02/07/2013 è stata
approvata la graduatoria delle imprese del settore turistico-
alberghiero ammesse alla agevolazioni a valere sulla linea
d'intervento 3.3.1.4 del PO FESR 2007/2013, che sostituisce quella
già approvata con DDG 264/4 del 14/02/2013.
Eventuali agevolazioni potrebbero essere previste nella
programmazione 2014/2020.
In ordine al richiesto impegno del Governo sulla verifica dello
stato delle operazioni di trasferimento del villaggio Valtur di
Pollina ai nuovi acquirenti, si ritiene utile l'istituzione di un
tavolo tecnico finalizzato all'approfondimento delle problematiche
connesse all'acquisizione del citato villaggio, che si è appreso
essere rimasto fuori dal perimetro rilevato dalla Orogroup S.p.A.,
società subentrata alla Valtur S.p.A.».
L'Assessore
(Michela
Stancheris)
D'ASERO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica,
all'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso
che con la deliberazione n. 01/c del 25 giugno 2013, il Commissario
Straordinario della Provincia regionale di Trapani deliberava di
approvare la proposta di deliberazione, dichiarandola
immediatamente esecutiva, per l'esercizio di recesso dai consorzi,
società consortili, enti ed associazioni non obbligatori ai quali
partecipa la Provincia regionale di Trapani nella qualità di socio;
considerato che con la delibera di cui in premessa, la Provincia
ha avviato il recesso da importantissimi istituti come il Consorzio
Universitario della Provincia di Trapani, la Fondazione Orestiadi,
tutti i distretti turistici, il Consorzio I.T.A. Istituto
Tecnologie Avanzate ecc., tutte istituzioni che hanno costituito e
ancora rappresentano un valore aggiunto per lo sviluppo della
società trapanese in tutti i suoi aspetti;
ritenuto che per avviare una simile ed epocale dismissione è
necessario riunire tutti gli Enti locali e la Regione per valutare
la destinazione di queste partecipazioni, alla luce del fatto che
non si possono dismettere le eccellenze del territorio;
per sapere se non ritengano opportuno attivare misure necessarie a
sospendere la esecutività della deliberazione consiliare adottata
dal Commissario Straordinario della Provincia regionale di Trapani
e contestualmente:
interpellare i Comuni e tutte le realtà territoriali al fine di
verificare l'interesse alla acquisizione delle partecipazioni della
Provincia di cui all'elenco inserito nella deliberazione n. 01/c
del 25 giugno 2013 e ove il processo di cui sopra non dovesse
essere conducente, analizzare ogni partecipazione e inserire a
carico del bilancio regionale quelle ritenute indispensabili per
uno sviluppo armonioso della società trapanese come il prestigioso
Consorzio Universitario di Trapani e quelle per le quali sono state
attivate misure di sostegno con finanziamento europeo;
avviare analogo percorso per tutte le Province regionali
siciliane». (1111)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1111 Notizie in merito
all'esercizio della facoltà di recesso dai consorzi, enti ed altre
società partecipate delle province regionali siciliane ,
l'onorevole D'Asero, ha formulato, al Presidente della Regione,
all'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo,
all'Assessore per i Beni Culturali, all'Assessore per l'Economia,
all'Assessore per la Famiglia, all'Assessore per le Autonomie
Locali, un quesito relativo l'esercizio di recesso dai consorzi,
società consortili e, enti ed associazioni non obbligatori ai quali
partecipa la Provincia di Trapani.
In particolare, l'interrogante segnala che la Provincia di Trapani
ha avviato il recesso da alcuni importantissimi istituti come il
Consorzio Universitario, la Fondazione Orestiadi, il Consorzio
I.T.A. Istituto Tecnologie Avanzate ecc., tutte istituzioni che
hanno costituito ed ancora rappresentano un valore aggiunto per lo
sviluppo della società trapanese in tutti i suoi aspetti.
L'Interrogante ritiene che per avviare una simile ed epocale
dismissione è necessario riunire tutti gli Enti Locali e la
Regione, pertanto, chiede se non si ritenga opportuno attivare
misure necessarie a sospendere la esecutività della deliberazione
consiliare adottata dal Commissario Straordinario della Provincia
Regionale di Trapani.
In ordine all'interrogazione parlamentare si rappresenta quanto
segue.
Dagli atti degli Uffici è emerso che la Provincia di Trapani è:
associata al Distretto Turistico Regionale Territoriale Sicilia
Occidentale che ha scelto di costituirsi in forma di fondazione
di partecipazione senza scopo di lucro con sede legale in Via
Mafalda di Savoia n.26, Trapani (c/o Confindustria),.
Al distretto turistico regionale tematico Vini e Sapori di
Sicilia , che ha scelto di costituirsi in forma di associazione
semplice senza scopo di lucro , con sede presso il comune di San
Vito Lo Capo (TP).
Tali aggregazioni sono inquadrabili come organismi di
partenariato pubblico/privato (nessuna delle quali, tuttavia, ha ad
oggi ottenuto il riconoscimento di persona giuridica di diritto
privato e quindi l'iscrizione nel Registro istituito presso la
Segreteria Generale della Presidenza della Regione Siciliana, né
nell'omologo, a valenza nazionale, presso la Prefettura) e sono
regolamentate dai rispettivi atti costitutivi, statuti, regolamenti
organizzativi, in materia di nuove adesioni o di recesso di soci.
Con specifico riferimento alla sopra descritta ipotesi di
recesso, si rappresenta che il Dipartimento Regionale del Turismo
può intervenire nei confronti dei Distretti con la revoca del
riconoscimento laddove si verifichino recessi da parte di soggetti
aderenti, tali da comportare il venir meno dei requisiti
dell'ambito territoriale. Tuttavia, un eventuale venir meno delle
province non incide sui parametri fissati ai fini del
riconoscimento e quindi del successivo mantenimento dei requisiti
(legati al numero dei comuni aderenti, capacità ricettiva, rapporto
tra popolazione residente ed esercizi commerciali), tutti
riconducibili ai comuni stessi».
L'Assessore
(Michela
Stancheris)
ASSENZA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso che:
l'Assessorato del turismo, dello sport e dello spettacolo, ha
avviato e concluso la redazione del Piano per la compartecipazione
economica a manifestazioni culturali e d'intrattenimento, valutate
di livello e d'interesse regionale;
considerato che sui 37 eventi cofinanziati e spalmati' su tutto il
territorio regionale, nessuno, stranamente, si svolgerà in
provincia di Ragusa, come se Ragusa, Modica, Scicli, Comiso,
Ispica, Chiaramonte Gulfi, ecc. non meritassero di essere
'attenzionati' dagli 'esperti' degli uffici e, conseguentemente,
dallo stesso Assessore regionale per il turismo, nonostante le sue
visite ragusane;
ritenuto che occorre fare chiarezza sull'accaduto;
per sapere:
quali criteri siano stati assegnati ed utilizzati da coloro che
hanno predisposto la pianificazione regionale per la
compartecipazione economica a manifestazioni culturali e
d'intrattenimento, valutate di livello e d'interesse regionale;
quali azioni si intendano intraprendere per soddisfare le
legittime aspettative di crescita dei cittadini della provincia di
Ragusa che attendono che anche la loro provincia venga coinvolta in
un circuito prezioso, che i finanziamenti legati ad importanti
manifestazioni innegabilmente portano;
se non ritengano opportuno sospendere la esecutività del Piano,
ricanalizzare le somme disponibili per esso verso manifestazioni
veramente significative e già avviate negli anni scorsi, che anche
in provincia di Ragusa, hanno avuto un effetto straordinariamente
trainante per l'economia». (1209)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 1209 Notizie sulla
pianificazione regionale per la compartecipazione economica a
manifestazioni culturali e di intrattenimento nella provincia di
Ragusa , l'onorevole Assenza ha formulato al Presidente della
Regione e all'Assessore regionale per il Turismo, lo sport e lo
spettacolo, alcune richieste inerenti la compartecipazione
economica della Regione a manifestazioni culturali e di
intrattenimento, evidenziando, in particolare, che nessun progetto
cofinanziato dalla Regione è in programma nella provincia di
Ragusa.
L'interrogante, in particolare, ha chiesto di conoscere:
i criteri adottati da coloro che hanno predisposto la
pianificazione regionale per la partecipazione economica a
manifestazioni culturali e di intrattenimento, valutate di livello
ed interesse regionale;
quali azioni si intendano intraprendere per soddisfare le
legittime aspettative di crescita dei cittadini della provincia di
Ragusa;
l'eventuale intenzione di sospendere l'esecutività del piano già
in vigore.
In merito ai criteri adottati si rappresenta quanto segue.
La legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, art. 39, 2 comma
autorizza l'Assessore regionale al Turismo, allo Sport e allo
Spettacolo a promuovere e realizzare direttamente, anche mediante
convenzioni con organismi privati, manifestazioni ed eventi.
Con la Circolare n. 29598 del 28 dicembre 2011, integrata e
prorogata dalle Circolari n. 12609 del 23 maggio 2013 e n. 14243
del 14 giugno 2013, questo Assessorato ha individuato le procedure
e modalità di presentazione delle istanze per il sostegno alle
spese di realizzazione delle manifestazioni turistiche promosse ai
sensi del comma 2 dell'art. 30 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2, e successive modifiche ed integrazioni .
La stessa Circolare n. 29598/2011 ha indicato due categorie di
manifestazioni oggetto di compartecipazione di questo Assessorato,
e precisamente gli eventi e manifestazioni direttamente promossi
e le manifestazioni organizzate da terzi (c.d. a regia) ; su
queste ultime, oggetto della presente interrogazione, cui si fa
riferimento al punto B della Circolare, sono stati individuati
dei criteri di selezione (punto B3), in base ai quali viene
assegnato un punteggio derivante da parametri espliciti e ben
evidenziati, e precisamente:
tipologia della manifestazione in relazione alla capacità di
attrazione e promozione del territorio: punti 30 (indicatori:
numero di spettatori in precedenti analoghe manifestazioni,
attrattività turistica del sito);
affidabilità e capacità tecnica del soggetto organizzatore: punti
20 (indicatori: comprovata esperienza, organizzazione e risorse
umane);
apprezzamento degli aspetti organizzativi e di bilancio: punti 30
(indicatori: chiarezza del progetto, coerenza finanziaria tra
bilancio e progetto, articolazione del piano promo-pubblicitario);
salvaguardia delle manifestazioni che hanno assunto un carattere
di continuità e tutela, al contempo, delle iniziative innovative se
di particolare originalità: punti 20 (indicatori: numeri di
edizioni realizzate, idea originale de di nuova ideazione).
L'istruttoria preliminare di tutte le istanze pervenute in
Assessorato è stata eseguita dagli uffici del Dipartimento del
Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, che hanno effettuato una
prima valutazione dell'ammissibilità delle richieste pervenute,
attraverso una verifica amministrativa della documentazione
trasmessa.
Le istanze ritenute ammissibili - per la completezza della
documentazione amministrativa - sono state valutate da una
Commissione appositamente costituita, ai sensi del 1 comma del
punto B3 della Circolare n. 29598/2011 sopra citata, dal Dirigente
Generale del Dipartimento del Turismo, dello Sport e dello
Spettacolo con nota n. 14118 dell'1 luglio 2013.
La Commissione, che ha operato autonomamente per la valutazione
dei progetti a regia, si è riunita il 9 luglio 2013 (prot. n.
16116), il 17 luglio 2013 (prot. n. 16640), il 23 luglio 2013
(prot. n. 17020) e il 29 luglio 2013 (prot. n. 17490), effettuando
una valutazione di merito e valutando positivamente tutte le
istanze che hanno raggiunto un punteggio compreso tra i 70 e 100
punti, assegnati in base ai criteri di cui al punto B3 della stessa
Circolare.
Solo le istanze alle quali la Commissione ha attribuito almeno 70
punti sono state ammesse a cofinanziamento da parte di questo
Assessorato, che ne ha differenziato l'entità del contributo in
base al punteggio ottenuto da ciascuna istanza; si sottolinea che
tutte le iniziative approvate hanno beneficiato di un contributo
relativamente modesto, compreso tra il 14,50% e il 20,71% della
quota di finanziamento (50% dell'importo progettuale) a carico
della Regione, a seconda del punteggio ottenuto in base ai criteri
previsti dalla Circolare.
Nessuna iniziativa per manifestazioni a regia presentata dagli
amministratori del territorio della provincia di Ragusa ha ottenuto
il punteggio minimo per l'attribuzione di una compartecipazione
economica di questo Assessorato.
In merito al secondo punto dell'interrogazione si comunica che
nella G.U.R.S. n. 4 del 24 gennaio 2014 è stata pubblicata la
Circolare n. 928 del 17 gennaio 2014 Procedure e modalità di
presentazione delle istanze per il sostegno alle spese di
realizzazione delle manifestazioni turistiche promosse ai sensi del
comma 2 dell'art. 39 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e
successive modifiche ed integrazioni , che ha espressamente
revocato tutte le precedenti Circolari in materia, ivi compresa la
Circolare n. 29598/2011, e ridisciplinato integralmente le modalità
di individuazione, selezione e finanziamento delle manifestazioni
ed eventi afferenti a questo Assessorato.
La Circolare n. 928/2014 indica esplicitamente - al punto 6 - i
criteri di valutazione ai quali far riferimento per il
cofinanziamento di manifestazioni ed eventi afferenti a questo
Assessorato, criteri che non si applicano alle iniziative di
importo ridotto (punto 10), i c.d. patrocini onerosi .
In merito al terzo punto della interrogazione parlamentare che si
riscontra si rimanda quanto diffusamente descritto al primo punto;
si ritiene, infatti, che la procedura posta in essere, esecutiva
delle indicazioni contenute nella Circolare n. 29598/2011 in merito
ai criteri adottati per la valutazione delle istanze ex l.r.
2/2002, art. 39, comma 2, sia sufficiente a evidenziare
l'inopportunità - e l'impossibilità - di sospensione del Piano
approvato, fermo restando l'intendimento di questo Assessorato di
porre in essere tutte le legittime azioni finalizzate al
perseguimento delle finalità di salvaguardia del settore turistico
del territorio ragusano».
L'Assessore
(Michela Stancheris)