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Resoconto d'Aula della Seduta n. 134 di giovedì 27 febbraio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli   Trizzino,   Arancio,
  Laccoto, Picciolo e Tamajo hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione del disegno di legge «Istituzione dei liberi consorzi
                               comunali
     e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-
            183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  col  seguito della discussione del disegno  di  legge
   Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
  542-543-546-613-638-662/A).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  loro assegnato.
   Ricordo che siamo all'articolo 5.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni, lei  potrà  intervenire  ai  sensi
  dell'art.  83  del Regolamento interno. Alla fine dei lavori  potrà
  porre la questione che so essere di una certa importanza ma materia
  non pertinente con quella in trattazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vorrei che non si aprisse un dibattito.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile  che  io
  insista  sul  fatto che da mesi andiamo dicendo che il Governo  sta
  operando  in maniera illegittima e illegale e, soprattutto,  al  di
  fuori della legge.
   Oggi c'è il supporto di un parere del CGA, che come tutti sappiamo
  è la Magistratura suprema in Sicilia.
   E  quel  parere dice, esattamente, che il Governo illegittimamente
  ha operato per la nomina dei commissari.
   Ma quel parere, signor Presidente, e andiamo al punto, perché sono
  certo  che lei e andiamo al punto, perché sono certo, è fin  troppo
  benevole,  perché  è  omissivo su un  punto  cruciale,  perché  nel
  momento in cui esamina gli effetti della legge 7, che come sappiamo
  aveva  una durata temporale sino al 31 dicembre 2013, e nel momento
  in  cui  dice  che  non sono termini perentori e che  i  commissari
  nominati  prima  possono  rimanere  in  carica,  proprio   per   le
  considerazioni che fa a proposito della legge 7, e cioè nel momento
  in  cui  statuisce che comunque il Governo entro il 15 aprile  deve
  mettere in condizione di poter votare, e i commissari eventualmente
  possono  rimanere  sino  al 30 di giugno,  omette  di  prendere  in
  considerazione  un  fatto cruciale, forse  per  dare  una  mano  al
  Governo,  ma  questo è il Parlamento che non può esimersi  dal  far
  notare  che contestualmente alla fine degli effetti della legge  7,
  il  Parlamento ha bocciato la proroga dei commissari, il  combinato
  disposto  tra ciò che dice questo parere del CGA con la  bocciatura
  della proroga dei commissari da parte del Parlamento è esplosivo  e
  dirimente,  nel senso che siamo assolutamente fuori  dal  perimetro
  della  legge. Non ci sono dubbi a questo punto, perché quel  parere
  non  prende  per nulla in considerazione la con testualità  che  il
  Parlamento  si  è  già  espresso sulla  richiesta  del  Governo  di
  prorogare  i  commissari  e  si  è  espresso  bocciandola,   quella
  richiesta,  quindi,  applicando la bocciatura  della  richiesta  di
  proroga  dei  commissari e, quindi, non ci può  essere  proroga  da
  questo  punto  di vista, con le considerazioni che  ha  espresso  a
  proposito della vigenza o meno degli effetti della legge 7, non  vi
  è  dubbio alcuno che a questo punto siamo assolutamente fuori dalla
  legalità.
   E  poi mi verrebbe di fare una considerazione: non vorrei che quel
  parere  venisse preso a pretesto dal Governo per bloccare la nomina
  di  Ingroia, che  sarebbe un fatto gravissimo, che sarebbe un fatto
  di  una  gravità inaudita, se quel parere dovesse essere utilizzato
  per  bloccare  la nomina di Ingoia, ed allora saremmo veramente  in
  presenza di qualcosa di grave, grave, grave.
   Allora,  signor Presidente, ritengo che - alla luce del fatto  che
  questa  Aula si è assolutamente già espressa contro la  proroga  in
  generale dei commissariamenti della provincia - noi a questo  punto
  dovremmo fermarci un minuto e fare il punto.
   Le  chiedo,  signor Presidente, di convocare una rapida Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, anche informale, assieme al
  Governo,  e  vedere insieme a tutte le forze politiche di  fare  il
  punto rispetto a questa novità che è intervenuta.
   Lei,  onorevole  Leanza,  Uomo del monte , è  inutile  che  ci  fa
  vedere  il suo diniego, non è lei che stabilirà e capisco bene  che
  lei  ha  voglia  di  correre, non ne capisco  i  motivi,  li  posso
  intuire,  però  anche  potendoli intuire non  credo  che  siano  di
  carattere generale.
   Pertanto,  signor  Presidente, le riconfermo la richiesta  di  una
  rapida di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,, anche
  informale, per fare il punto sulla situazione.

   CORDARO. Chiedo di parlare. Vorrei semplicemente un minuto

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, attenzione c'è una  richiesta,  è
  già  intervenuto  sull'ordine dei lavori  l'onorevole  Formica.  E'
  inutile aprire un dibattito.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. No,  perché forse ci raccordiamo, è inutile aprire  un
  dibattito.  Siccome  abbiamo appreso da notizie  stampa  di  questo
  parere  del  Consiglio  di Giustizia Amministrativa,  è  opportuno,
  infatti la richiesta di intervenire sull'ordine dei lavori che   mi
  semplifica  il  ragionamento, perché è giusto  che  l'Aula  sappia.
  Chiediamo  all'assessore  Valenti dei chiarimenti.  Ha  facoltà  di
  intervenire sulla questione perché ci sono diverse interpretazioni

   FIGUCCIA. Mancano dei  componenti della Commissione.

   PRESIDENTE. No, parte della I Commissione è presente

   FIGUCCIA. Manca il presidente.

   PRESIDENTE.   Come   no,   c'è   l'onorevole   Figuccia   che    è
  vicepresidente.  La  invito  a  prendere  posto  nel  banco   della
  Commissione.

   FIGUCCIA. Siamo soltanto in quattro.

   PRESIDENTE. Assessore Valenti ha facoltà di intervenire.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, credo sia opportuno fare chiarezza sui percorsi
  che via via si sono intrecciati in questi mesi.
   Il  parere che il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha  emesso
  su   nostra  richiesta,  conferma  pienamente  la  correttezza  del
  percorso che il Governo ha individuato, in quanto nelle more  della
  discussione,  del  dibattito in Aula del  disegno  di  legge  sulla
  riforma delle province, abbiamo lasciata aperta la possibilità,  in
  termini temporali, qualora l'Aula si determinasse in tal senso,  di
  poter,  eventualmente, indire i comizi elettorali;  tant'è  che  il
  parere riprende, in diversi passaggi, il fatto che correttamente  è
  stato valutato il termine a ritroso rispetto all'ultima data utile,
  che è quella del 15 giugno, in modo tale che l'eventuale decreto di
  indizione di comizi, 60 giorni prima, dovrebbe essere emesso il  16
  aprile. Lo stesso parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa,
  addirittura,  dice  che si potrebbe arrivare a 55  giorni  prima  e
  pertanto con una finestra maggiore.
      Il  Consiglio di Giustizia Amministrativa dice che  qualora  la
  legge  fosse,  comunque, approvata ancorché con i  comizi  indetti,
  avrebbe un'efficacia sopra la stessa indizione dei comizi.
   In  sintesi:  il  Consiglio di Giustizia  Amministrativa  ha  dato
  parere  assolutamente positivo rispetto alla temporalizzazione  che
  abbiamo  dato,  in modo tale da lasciare aperta alla determinazione
  dell'Aula la possibilità, eventualmente, di poter indire  i  comizi
  elettorali.
   Per quanto riguarda la nomina dei commissari, anche in questo caso
  il  parere  del Consiglio di Giustizia Amministrativa ha confermato
  che  qualora  i  commissari fossero stati  nominati  prima  del  31
  dicembre,  viene confermata la loro nomina per due  motivazioni,  o
  fino  all'insediamento  degli organi dei  liberi  consorzi,  se  il
  disegno  di legge si determinasse in tal senso, oppure per  coprire
  comunque il periodo di gestione dell'ente fino al completamento del
  turno elettorale.
   Il  Consiglio di Giustizia Amministrativa precisa, anche, che solo
  nel caso in cui gli stessi, per sopraggiunti motivi, non sono nelle
  condizioni  di continuare l'incarico allora, solo in quel  caso,  è
  possibile la sostituzione, cosa che è regolarmente avvenuta, poiché
  gli  unici casi di sostituzione sono ascritti o ad un trasferimento
  del  commissario di Trapani, in questo caso direttamente presso  un
  altro ufficio a Roma e sono sopraggiunte incompatibilità fra le due
  funzioni,  oppure  per motivazioni personali che  gli  altri  hanno
  manifestato.
   L'impianto   è,  quindi,  assolutamente  coerente   col   percorso
  individuato dal Governo e portato avanti.
   In  ultimo volevo ricordare che la norma proposta dal Governo, che
  non  ha  avuto  approvazione da parte di  quest'Aula,  erroneamente
  viene    interpretata,   continuamente,   come   la    norma    per
  l'autorizzazione dei commissari. L'oggetto del disegno di legge che
  avevamo  presentato era la proroga del termine del 31 dicembre  per
  l'approvazione della legge di riforma. Conseguentemente scattava la
  proroga del commissariamento, ma l'oggetto della norma non  era  la
  proroga  dei  commissari, era la proroga del termine utile  per  la
  legge  di  riforma.  Anche  in questo caso  lo  stesso  parere  del
  Consiglio di Giustizia Amministrativa dice esplicitamente  che,  in
  altri termini, non è seriamente immaginabile che la futura legge di
  riforma delle province regionali non possa più essere approvata sol
  perché è spirato il termine del 31 dicembre 2013.
   E,  quindi, fatto salvo il fatto che la norma può, appunto, essere
  approvata  anche dopo questo termine, viene fatto salvo  il  regime
  commissariale delle province, ancorché in atto prima  dello  stesso
  termine del 31 dicembre.
   Questo  mi sembra doveroso perché sui giornali ho visto un po'  di
  confusione  sul  tema  e, quindi, credo che sia  opportuno  che  il
  ragionamento ai fini proprio del dibattito in corso, sia scevro  da
  qualsiasi dubbio.

   FIGUCCIA. vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA,  vicepresidente  della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi,  in realtà purtroppo in questa fase, assessore,
  le dichiarazioni che seguono la lettura del parere del Consiglio di
  Giustizia  amministrativa, si confondono e  si  scontrano  rispetto
  alla  interpretazione che lei testé ne dava, con alcune indicazioni
  che  erano  state  fatte proprio in Aula, nelle  scorse  settimane,
  quando sembrava che, in effetti, ci potessero essere delle garanzie
  rispetto agli atti e rispetto alle nomine dei commissari dopo il 31
  dicembre.
   Mi  sembra,  invece,  di  capire che  il  Consiglio  di  Giustizia
  amministrativa,  e  lo si leggeva tra le righe  anche  rispetto  ad
  alcune dichiarazioni che lei faceva, adesso mette nuovamente questo
  in discussione.
   In  effetti  dare  questa interpretazione,  assessore,  mi  sembra
  rischioso  anche  in  funzione del fatto che  ci  sono  almeno  due
  province,  se  non  sbaglio, che sono Trapani e Siracusa,  rispetto
  alle  quali  si  rischia di avere dei Commissari che  sono  in  una
  posizione di illegittimità.
   Mi chiedo, quindi, se effettivamente non sia il caso di sospendere
  in  autotutela  e  contestualmente verificare la legittimità  degli
  atti, quanto meno con riferimento a quelle province. Poi, se è  del
  caso,  approfondire la questione complessiva su tutte  le  province
  perché vorremmo evitare di procedere con errori anche perché a quel
  punto potrebbe essere messo a rischio non solo la legittimità degli
  atti della Commissione ma anche quelli dell'Aula, visto che c'è  un
  sovrapporsi di interpretazioni spesso tra loro contraddittorie.
   Mi  chiedo  se non è il caso di sospendere, fare una riunione  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari e verificare se, in effetti,  la
  stessa Commissione possa tornare ad approfondire questi temi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, le avevo  dato  la  parola  nella
  qualità  di  componente della Commissione.  Lei   ha  espresso  una
  posizione,   forse,   non  di  tutta  la  Commissione,   riportando
  argomentazioni   che   aveva   espresso   in   quest'Aula,   questo
  ragionamento vale per il futuro.
       Penso  che  dopo  le  dichiarazioni  dell'assessore  si  possa
  proseguire nell'esame del disegno di legge.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  onorevole
  Presidente  della  Regione, intervengo per un minuto  perché  tempo
  addietro,  cercando  di  collaborare con la sua  Presidenza,  avevo
  posto  un  problema ed io le chiedo, rubandole un  minuto  del  mio
  tempo,  ma  che non è un problema per quanto riguarda le  province,
  glielo devo porre. Avevo chiesto un tavolo tecnico per il personale
  stabilizzato   e   per  tutto  il  personale   che   gira   attorno
  all'Assemblea. Non ho avuto più risposte da parte sua. Io  torno  a
  chiederlo perché è un problema, secondo me, importante.
   Presidente  Crocetta, le chiedo un'attenzione  particolare.  Colgo
  l'occasione del mio intervento sull'articolo 5 per chiedere notizie
  sul  CEFOP.  E' una situazione, come lei sicuramente  saprà,  molto
  difficile; giungono delle notizie che spaventano.
   Ho  presentato  una  interrogazione per avere queste  notizie,  ma
  volevo,  se  era  possibile, che in un suo prossimo intervento  lei
  possa  farci  sapere se questo personale o se su  questo  abuso  di
  spese  che  c'è  stato  con  l'attività  commissariale,  lei  abbia
  qualcosa  da  riferire  e  se ci può informare  anticipatamente  su
  questo argomento.
   Signor Presidente, spero di potere recuperare il tempo che non  ho
  utilizzato in un mio prossimo  intervento. Grazie.

   PRESIDENTE. No, onorevole Greco, non sarà possibile.

   GRECO  Giovanni.  Come no? Ma, signor Presidente,  lei  è  là  per
  cercare di tagliare il dibattito su una legge cos�� importante o per
  collaborare  con  i  colleghi deputati che  debbono  fare  il  loro
  lavoro? Ho approfittato di questo intervento perché lei non  dà  la
  parola  sull'ordine  dei  lavori. E allora deve  venirci  incontro.
  Onorevole  Ardizzone, se io lascio due minuti e mezzo, cercherò  di
  riprenderli  in un prossimo intervento.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  al  fine  di  prevenire   altri
  interventi  di  questo tipo, raccomando a tutti i  parlamentari  di
  attenersi  alla  materia  in discussione  così  si  da  fornire  la
  possibilità  al Governo, ove lo ritenga, e alla stessa  Commissione
  di  merito di potere intervenire nel merito delle questioni che  si
  stanno trattando.
   E'  chiaro che una volta che si dà la parola al deputato si dà per
  scontato  che  sono  stati  consumati  tutti  i  cinque  minuti   a
  disposizione per singolo intervento.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente   della  Regione,  volevo  preliminarmente   entrare   e
  riprendere quello che il vice capogruppo di Forza Italia, onorevole
  Figuccia,  ha  detto  rispetto al fatto  che  si  trattava  di  una
  riflessione  sulla  legittimità  dei  commissari  che  sono   stati
  nominati. Ma, poiché, la facoltà di nomina è del Governo, e non  di
  questa  Aula,  è  chiaro  che è una responsabilità  che  si  assume
  totalmente  il Governo e su cui noi, comunque, manifestiamo  grosse
  perplessità.
   Per  quanto riguarda l'articolo 5, nel frattempo, vorrei dire  che
  rispetto alla seduta scorsa il percorso legislativo è mutato  ed  è
  mutato perché nel momento in cui, all'articolo 4,  siamo tornati al
  testo  licenziato  dalla  Commissione io ritengo,  e  l'invito  che
  rivolgo  innanzitutto  per  evitare ulteriore  confusione,  che  il
  Governo ritiri l'emendamento di riscrittura.
   C'è un emendamento di riscrittura: il 4 GOV R, che va ritirato  da
  parte  del Governo; va ritirato perché prevede ai commi 1  e 2  che
  il  Presidente del libero consorzio sia eletto sia dai sindaci  che
  dai   consiglieri   comunali.  Atteso   che   noi   siamo   tornati
  all'emendamento all'articolo 4, così come licenziato,  che  prevede
  che  le  assemblee siano costituite soltanto dai sindaci dei comuni
  appartenenti  al detto consorzio, è chiaro che decade l'emendamento
  5govR.  A  questo punto, sarebbe opportuno che il Governo ritirasse
  questo emendamento di riscrittura.
   Mi   fermo   qui   riservandomi  di  intervenire  successivamente,
  chiedendo di potere recuperare  ancora due minuti e trenta  secondi
  durante il mio prossimo intervento, in quanto non utilizzati.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  se  fosse  così, sarebbe tecnicamente  impossibile  fare
  qualsiasi  legge.  Io  dico invece che decade automaticamente,  nel
  senso che viene cassato il riferimento ai consiglieri in quanto non
  farebbero   più   parte  dell'organismo  essendo  stato   approvato
  l'emendamento, ma non  l'articolo.
   L'emendamento  è  stato  presentato prima,  ovviamente,  qualsiasi
  provvedimento in corso d'opera è soggetto a rettifica e  quindi  si
  intende rettificato automaticamente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'articolo 4,   quello  che  alla
  fine  è stato approvato, riguarda la composizione dell'Assemblea  e
  ci  dice che l'Assemblea è composta solo dai sindaci; l'articolo  5
  riguarda   il   sistema   di   elezione  del   Presidente,   quindi
  sostanzialmente i due articoli sono compatibili. L'articolo  5gov.R
  parla solo di sindaci.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Si tratta  di  una  procedura
  allargata.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta sospesa, alle ore 17, 08, è ripresa alle ore 17.11)

   PRESIDENTE. La seduta riprende.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                    Presidente del libero consorzio

   1.  Il  Presidente del libero consorzio, di seguito Presidente,  è
  eletto  dall'Assemblea tra i propri componenti. A tal fine  ciascun
  sindaco  dispone  di  un  voto.  E' eletto  Presidente  del  libero
  consorzio  il sindaco che ottiene almeno il quaranta per cento  dei
  voti che rappresentino almeno la metà più uno della popolazione dei
  comuni del libero consorzio.

   2.  Qualora, dopo due votazioni, nessun sindaco abbia ottenuto  la
  maggioranza indicata al comma 1, si procede al ballottaggio  tra  i
  due  sindaci che, nella seconda votazione, abbiano ottenuto i  voti
  rappresentativi della maggiore popolazione. E' eletto Presidente il
  sindaco che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di
  voti, è proclamato eletto Presidente il sindaco che ottiene i  voti
  rappresentativi della maggiore popolazione.

   3.  Il  Presidente  rappresenta il  libero  consorzio,  convoca  e
  presiede l'Assemblea e la Giunta del libero consorzio.

   4.  Il Presidente nomina, tra i componenti della Giunta del libero
  consorzio, un Vicepresidente che lo sostituisce in caso di  assenza
  o impedimento.

   5.  In  caso  di  cessazione dalla carica di  sindaco  durante  il
  mandato di Presidente, si procede all'elezione del nuovo Presidente
  entro trenta giorni dalla data di cessazione. Fino all'elezione del
  nuovo   Presidente,  le  relative  funzioni  sono  esercitate   dal
  Vicepresidente.
     6.  In  caso di dimissioni, rimozione o cessazione per qualsiasi
  causa  dalla  carica di Presidente, si applica quanto previsto  dal
  comma 5.

   PRESIDENTE.  Pure lei onorevole Formica ritira il suo  emendamento
  che  prevede la soppressione del comma 4 inerente le spese e che  è
  in contraddizione con il comma 3?

   FORMICA. No, signor Presidente, lo mantengo.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, un po'di attenzione  per  favore
  così evitiamo di fare degli errori.
   L'onorevole   Falcone   ha  posto  una  questione   che   riguarda
  l'elettorato   passivo,  sostanzialmente,  ma  anche   l'elettorato
  attivo, nel senso che può essere eletto  Onorevole Falcone, lei  ha
  posto  una  questione in ordine all'assemblea che può  eleggere  il
  presidente.  Lei  dice,  per coerenza con quello  che  abbiamo  già
  votato   l'assemblea,  dovrebbe  essere  composta  -  parliamo   di
  elettorato  che  elegge  il presidente  -  solo  dai  sindaci.  C'è
  un'altra   teoria  altrettanto  legittima  che  dice   no'   perché
  sostanzialmente anche se l'elettorato passivo è rappresentato  solo
  dai  sindaci,  l'assemblea  elettiva  è  data  dai  sindaci  più  i
  consiglieri  comunali.  Ecco, di questo si tratta  sostanzialmente.
  Ora lo spiega meglio il Governo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, l'emendamento 5 Gov R, è un emendamento di mediazione che
  abbiamo presentato rispetto alle richieste del Centro destra

   FALCONE  concordato con il Nuovo Centro Destra

   CROCETTA   non  abbiamo detto che noi abbiamo  concordato  con  il
  Centro  destra,  ho  detto che per noi rappresenta  un  momento  di
  mediazione, e  lo abbiamo illustrato.

   PRESIDENTE   Un  po'  di attenzione, perché  dall'approvazione  di
  questo articolo dipenderà l'approvazione

   CROCETTA,  presidente della Regione.   Voi avete sempre  sostenuto
  che  bisognava  eleggere un presidente con un consenso  vasto.  Noi
  abbiamo  sempre  sostenuto  che  il presidente  dovesse  essere  un
  sindaco,  perché  per  la natura consortile dell'organismo  non  ha
  senso che venga etero-diretto da altri, quindi da un corpo estraneo
  alla  vita  dei  comuni.  Pensiamo  dunque  ad  un  consorzio   che
  sostanzialmente   doveva  essere  la  ripetizione   delle   vecchie
  province,  ma che ha nuove funzioni, per queste ragioni vi  abbiamo
  proposto  una modalità di elezione molto più allargata che  prevede
  unicamente  nell'assemblea straordinaria di elezione del presidente
  del consorzio, che è scelto fra i sindaci.
   Onorevole  Falcone,  io mi sto rivolgendo a lei,  dicevo:  prevede
  unicamente, nell'Assemblea straordinaria, la presenza  di  tutti  i
  sindaci  del  territorio,  di  tutti  i  consiglieri  comunali  del
  territorio  con  un  voto non ponderato, ma  semplice,  che  dà  la
  possibilità,  anche  ad  un sindaco di un piccolo  comune,  qualora
  abbia  un  consenso così basso, di potere diventare presidente  del
  consorzio, pur rimanendo capofila la città con maggiore  numero  di
  abitanti.
   Pertanto, è una occasione di allargamento della democrazia, è  una
  estensione ai piccoli comuni, ai sindaci anche dei piccoli  comuni,
  qualora abbiano questo consenso massimo, di poter accedere al ruolo
  di presidente.
   Non  c'entra  niente  quindi con gli organi che  ne  fanno  parte,
  questi   non  sono  indicati  qui  come  organi,  non  è   l'organo
  dell'assemblea  che  elegge  il presidente,  ma  questa  democrazia
  bassa,  allargata  e  diffusa, che è fatta da tutti  i  consiglieri
  comunali  del consorzio e da tutti i sindaci del consorzio.  A  mio
  giudizio,   quindi  non  c'è  alcuna  contraddizione  tecnica   con
  l'articolo 4, che già abbiamo approvato.

   PRESIDENTE.   Grazie,  Presidente  Crocetta,  e  ringrazio   anche
  l'onorevole  Falcone  il  quale ha  posto  la  questione  e  questo
  dibattito, alla fine, serve anche ad evidenziare e risolvere in via
  preventiva  eventuali problemi. C'è un chiarimento sulla  norma,  è
  tutto  affidato  agli  atti  e  quindi  si  può  andare  avanti.  E
  certamente questa diventa un'ottima base di discussione.
   Il  Presidente  della  Regione  ci  conferma  che  la  platea  per
  l'elezione è più ampia, né più, né meno.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rivolgo  al
  Presidente Crocetta. Per essere molto chiari, il mio intendimento è
  quello  di  condividere l'impostazione di un disegno di  legge  che
  abolisca  le  province e dia luogo ai liberi consorzi. C'è  qualche
  non  condivisione  su alcuni punti di quello  che  deve  essere  il
  libero  consorzio, però, su questo, si potrà discutere  allorquando
  parleremo dell'articolo 10 e così via.
   Credo,  però, che sia quanto mai ovvio che se il consesso  di  cui
  all'articolo 4 è stabilito soltanto dai sindaci, non possiamo  noi,
  in  una  elezione  importante  di secondo  grado,  improvvisamente,
  consentire ai consiglieri comunali che possono partecipare al voto.
  Perché  rischiamo,  se la norma viene impugnata, abbiamo  stabilito
  con l'articolo 4 che il consesso è fatto solo dai sindaci.
   Pertanto,  non  ritengo che chiunque passi vicino a  questo  luogo
  dove  si svolge l'assemblea, anche consigliere comunale che non  ha
  titolo  a  partecipare  al consesso perché  non  è  stato  previsto
  all'articolo  4,  possa  partecipare  con  voto  deliberativo.  Tra
  l'altro,  devo  dire,  che  la presenza  dei  consiglieri  comunali
  inficia  la  maggioranza di questa assemblea, perché i  consiglieri
  comunali sono di gran lunga in più rispetto ai sindaci.
    L'osservazione, pertanto, fatta dall'onorevole Falcone, credo sia
  quanto  mai pertinente e, se vogliamo noi determinare una  elezione
  corretta  sul  piano  tecnico, ed evitare  l'impugnativa,  dobbiamo
  redigere  una  norma che preveda chiarezza in ordine  all'organismo
  che  determina il consesso. Quindi questo mix che all'articolo 4  è
  previsto,   ed  è  previsto  all'articolo  5,  rischia  una   seria
  impugnativa.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  nonostante  la
  dotta disquisizione del Presidente Crocetta che, però, dal punto di
  vista giuridico-normativo, lascia il tempo che trova, l'articolo 5,
  secondo  il  testo  del sub-emendamento governativo,  stravolge  il
  testo  dell'articolo  4 così come è stato approvato  dall'Assemblea
  nel  corso della seduta principale. I componenti dell'Assemblea,  a
  norma  dell'articolo  4, secondo il testo approvato,  sono  solo  i
  sindaci del consorzio.
   Non  si  vede  come,  all'articolo  5,  si  possa  introdurre  una
  composizione più ampia o comunque diversa. Introdurremmo l'ennesima
  contraddizione  in  un testo che di per sé non  si  lascia  mancare
  nulla  e daremmo la stura, visto l'iter di questa norma che è stato
  di   per  sé  abbastanza  tortuoso  e  al  quale  modestamente   ho
  contribuito  a  correggere  ravvisando  degli  errori  grandissimi,
  purtroppo  non  siamo  riusciti a correggere l'errore  principe  di
  questa  norma,  che  è  quello di togliere la parola  ai  cittadini
  elettori  per  riservarlo  ai sindaci dei  componenti  l'Assemblea.
  Questo  comunque è un punto fermo, l'Assemblea è composta solo  dai
  sindaci, allora il Presidente, se rimane l'impostazione governativa
  e  l'impostazione data dall'Assemblea, deve essere eletto solo  dai
  componenti  dell'Assemblea. E siccome i  componenti  dell'Assemblea
  sono  solo i sindaci - delle due l'una: o abbiamo sbagliato  quando
  abbiamo  approvato l'art 4 o l'art 5 nella riscrittura del Governo,
  non   deve  essere  proprio  approvato  perché  introdurremmo   due
  Assemblee  di tipo diverso, in quanto la norma nella sua  struttura
  prevede solo un'Assemblea e l'Assemblea così come è stata approvata
  è   quella   composta   dai  sindaci.  Il  vulnus   l'abbiamo   già
  abbondantemente subito, togliendo la parola agli elettori. Però, io
  sono  fiducioso, perché ancora questo disegno di legge non  è  tale
  siamo  ancora in tempo per emendarlo e fino all'ultimo spero  nella
  resipiscenza di tanti colleghi.
   Riguardo  poi all'altra dotta disquisizione del signore  assessore
  sul  parere  del CGA, che dedica più pagine a spiegare  perché  può
  intervenire  in materia, che non poi a rispondere ai quesiti  -  ma
  questo  è  un altro discorso -, io ritengo che a seguito del  fatto
  che entro il 31 dicembre la proroga dei Commissari è stata bocciata
  dall'Aula,  tutti  e  9  i  Commissari successivamente  nominati  a
  gennaio sono illegittimi. E ciò apre un gravissimo pericolo per gli
  atti compiuti dagli assessori durante il corso degli ultimi mesi.
   Io  non credo che una lettura affrettata e poco consona al dettato
  normativo  e allo stesso parere che se letto attentamente  del  CGA
  porta  a  questa conseguenza può essere veramente foriera di  gravi
  danni  per  la legittimità degli atti compiuti. E quindi  anche  su
  questo,  io  ritengo  che  la soluzione  sia  quella  di  fare  dei
  funzionari  governativi  per portare al più  presto  alle  elezioni
  queste  benedette Province perché la via obbligata  sarà  poi  alla
  fine senz'altro questa.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor presidente, onorevoli colleghi,   vorrei
  partire  da  un punto positivo che oggi, finalmente, ho sentito  da
  questa  norma  di  cui non condivido molte cose. Il  fatto  che  un
  sindaco  di  un  piccolo  comune,  non  per  importanza,   ma   per
  dimensione, possa esprimere presso l'assemblea un voto che non  sia
  ponderato.  Questa è una cosa importante, forse all'assemblea  sarà
  passata  con leggerezza, senza un'attenta riflessione, ma questo  è
  un  punto  importante, secondo me. Il fatto  cioè  che  si  vada  a
  ridimensionare il voto ed anche l'immagine del sindaco  del  comune
  più  grande  che  esprime  la sua forza in seno  all'assemblea  del
  libero  consorzio.  Questo  è un fatto positivo,  per  cui,  signor
  assessore,  io rimango della mia convinzione ... Signor presidente,
  oggi  in  Aula Milazzo non è colpevole di niente, ma oggi l'Aula  è
  molto,  molto  rumorosa ed è difficile poter  svolgere  il  proprio
  intervento. Se deve essere così io rinuncio a parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei ha ragione. Onorevoli colleghi,
  un po' di silenzio

   MILAZZO Giuseppe.   Forse dovrebbe riprendere il presidente  della
  Regione che sta facendo campagna acquisti, in giro per l'Aula. Fate
  prendere posto al presidente della Regione e che segua il dibattito
  in serenità.
     Dicevo,  signor  presidente della Regione,  lei  che  in  questo
  momento  è  molto impegnato, giustamente, a fare campagna acquisti,
  calcisticamente parlando. Ho grande rispetto per tutti i  deputati,
  ma evidenziavo, forse, l'unico aspetto positivo di questa norma che
  è  il  fatto  che un sindaco, anche se di un piccolo  comune,  sarà
  protagonista presso l'assemblea del libero consorzio.
   Io  rimango  della mia convinzione, ed è il mio  sogno  vedere  il
  corpo  elettorale nella sua interezza potersi esprimere  attraverso
  l'individuazione del presidente. Purtuttavia, questo passaggio  non
  mi  inquieta,  anzi, lo guardo con favore, qualora fosse  approvato
  questo emendamento. Mi sembrava giusto evidenziarlo.
   Certamente,   signor  presidente,  siamo  tutti   in   attesa   di
  un'apertura all'Aula nella sua interezza, non a piccoli cespugli di
  quest'Aula,  perché  ci  facciamo tutti - e  glielo  dico  in  modo
  diretto  - una brutta figura. Lei, come sempre ha fatto, si rivolga
  all'Aula.  L'Aula agisca in assoluta coscienza. Perché una  cosa  è
  certa, un conto è che si voglia migliorare la legge, un conto è che
  non  si voglia fare niente. Sul non voler fare niente, io non  sono
  d'accordo.  Glielo  dico in modo chiaro. Io  voglio  approvare  una
  norma  perché,  ormai al punto in cui siamo,  non  può  passare  il
  principio  che si ritorni al nulla di fatto. Questo sarebbe  brutto
  per tutti.
   Un  appunto però vorrei farglielo, onorevole Presidente,  richiami
  anche  i  suoi assessori ad evitare commenti in giro per il Palazzo
  sulle  loro indennità, cosicchè si ritorni al dialogo ed al  lavoro
  serio. Perché i cittadini aspettano una norma.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.  Signor  presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  in
  questione,  ritengo  sia  un  emendamento  saggio  perché   da   la
  possibilità,  realmente, di creare le condizioni che il  Presidente
  del  consorzio  venga  eletto coinvolgendo i  sindaci  ed  anche  i
  consiglieri comunali.
   Signor  Presidente, per opportunità, io riterrei necessario  poter
  riscrivere  questo emendamento per inserire, oltre  alla  elezione,
  anche  la  sfiducia,  e  farei  in  modo,  viste  le  fibrillazioni
  dell'Aula,  che  ci  sia un unico emendamento per  il  primo  e  il
  secondo  comma,  in modo tale che vada votato insieme,  perché  noi
  rischiamo che si da un voto per l'elezione del Presidente, e poi si
  da un voto totalmente contrario per la sfiducia.
   Per rendere il testo, invece, organico, sarebbe opportuno riuscire
  a  riscrivere questo argomento con due commi, così che  l'Aula  non
  può determinare errori in questo senso.

   PRESIDENTE.  In  effetti, gli Uffici mi  evidenziano  che  c'è  un
  emendamento  da  parte  della Commissione per  rendere  compatibile
  l'emendamento  sostitutivo presentato dal  Governo,  anche  con  la
  questione della sfiducia.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Grasso. Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che questo
  disegno  di  legge prima di essere approvato necessita di  parecchi
  correttivi.
   Intanto,  con riferimento all'articolo 5, avendo l'Aula licenziato
  l'articolo  4,  che  prevede l'elezione delle assemblee  costituite
  solo dai sindaci, è evidente che i consiglieri comunali non possono
  assolutamente   votare,   né  ci  possono  essere   interpretazioni
  estensive, come si evince dall'articolo 4, già votato dall'ARS.
   Quindi,  non  può  essere  allargato  l'elettorato  quando  già  è
  escluso,  i consiglieri comunali non possono assolutamente,  a  mio
  avviso, votare.
   Io   pongo   un'altra   questione  che  è  legata   proprio   alla
  soppressione,  e qui è anche un principio di natura costituzionale,
  si è deciso che i consiglieri comunali non possono fare parte delle
  assemblee,  che le assemblee sono costituite solo dai  sindaci.  Vi
  siete  posti  un  problema di costituzionalità di questa  norma?  I
  sindaci  rappresentano  il proprio ente, rappresentano  il  proprio
  comune,   e   quindi  il  sindaco  può  votare  nella  qualità   di
  rappresentante del proprio ente, manca un punto di equilibrio che è
  quello   proprio   del   consigliere   comunale   che   rappresenta
  l'elettorato.
   Qui,  sostanzialmente, noi abbiamo eliminato dai  liberi  consorzi
  tutte  le  minoranze, cioè faranno parte dei liberi consorzi  delle
  assemblee  dei  liberi consorzi solo i sindaci,  per  cui  c'è  una
  discriminazione  di  un  parte  dell'elettorato,   e   una   palese
  violazione di legge, e io credo che se vogliamo proseguire dobbiamo
  anche  porre i rimedi affinché questa norma abbia anche profili  di
  costituzionalità.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  non   capisco
  esattamente  quale  sia  la ragione , ma  certo  stasera  l'Aula  è
  particolarmente  distratta  e frettolosa nell'affrontare  questioni
  che, invece, sono di assoluto rilievo.
   Io  non  mi  ingegnerò  più  di  affrontare  questioni  normative,
  giuridiche,  perché  il  disegno di  legge  che  stiamo  esaminando
  incrocia  questioni di carattere amministrativo,  gestionale,  così
  come  dimostra il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa,
  che   appartengono  alla  esclusiva  responsabilità   del   Governo
  Crocetta,  ed in relazione alla quale responsabilità il  Parlamento
  credo  faccia  bene,  in  tutti i suoi  settori,  a  lasciarla  per
  l'appunto di esclusiva pertinenza del Governo. Non c'è alcun dubbio
  che la nomina dei commissari che reggono le sorti delle province  è
  del  tutto illegittima, e le conseguenze della illegittimità  degli
  atti e della illegittimità del permanere
   Se  i  colleghi ed il Presidente della Regione consentono  che  io
  possa proseguire nel mio intervento, altrimenti, signor Presidente,
  se  ci sono discussioni particolarmente rilevanti da affrontare, le
  consiglierei di sospendere l'Assemblea per qualche minuti, così  da
  consentire  i  dialoghi di carattere privato  e  poi  riprendere  i
  lavori d'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Ioppolo sta  svolgendo
  il  suo  intervento pertinente con la materia, con parole misurate,
  ed  invita ad una riflessione l'Aula, perché serve a migliorare  le
  leggi, da qualunque parte provengano gli interventi.

   IOPPOLO.  Grazie  signor Presidente. Dicevo che  le  questioni  di
  carattere  amministrativo  sono  di  esclusiva  responsabilità  del
  Governo. Occupiamo per un istante invece della normazione.
   Sostanzialmente si ritiene da parte del Governo  -  anche  per  la
  esplicitazione  che  il  Presidente  oggi  ha  voluto  dare  -   la
  costituzione di una Assemblea a composizione variabile.  Nel  senso
  che  c'è  una  prima Assemblea che si occuperà della  elezione  del
  Presidente, ci sarà poi un'Assemblea che si occuperà di  deliberare
  ciò  che  rileva per il cosiddetto libero consorzio. Non so  se  ci
  rendiamo   conto   della  originalità,  della  estrosità   di   una
  costruzione di questo tipo, che viola, Presidente della Regione, un
  principio,  perché  scinde  il diritto di  elettorato  passivo  dal
  diritto  di  elettorato  attivo. Cioè ci  sarà  una  Assemblea  che
  servirà soltanto per l'elezione del Presidente del libero consorzio
  -  questa Assemblea cesserà poi le sue funzioni, nella composizione
  consiglieri  comunali  sindaci - e  lascerà  luogo  invece  ad  una
  Assemblea più ristretta.
   Questo  è  un  omaggio ulteriore al senso della  democrazia,  cari
  colleghi del Movimento Cinque Stelle, della consultazione popolare,
  della  base allargata per la consultazione popolare, e lascerà  poi
  la  capacità  di deliberare soltanto all'Assemblea dei sindaci.  E'
  come   se,  all'esordio  di  questa  legislatura,  noi  ci  fossimo
  presentati  in  novanta  per eleggere il  Presidente  della  nostra
  Assemblea   regionale  siciliana  e  poi,  per   il   resto   della
  legislatura, invece, ne fossero rimasti una trentina  per  fare  le
  leggi,   per   promulgare  ed  approvare  le  leggi.   E'   davvero
  cervellotico,    è    davvero    antidemocratico,     è     davvero
  incostituzionale,  e  siccome vedo che c'è una  sorte  di  consenso
  anche  tecnico  -  e  mi  sorprende molto  questo  atteggiamento  -
  proporrei di modificare la norma che prevede la enunciazione  e  la
  enumerazione degli organi, perché ci sarà un organismo  elettivo  e
  poi ci sarà un organismo, un'Assemblea invece deliberativa.
   Ma  tutto  questo,  ovviamente, nella  legge  non  c'è,  scorrendo
  velocemente non ho rinvenuto alcun emendamento che introduca questo
  principio.  Quindi  non  più  tre organismi,  uno  monocratico,  il
  Presidente, la Giunta e l'Assemblea, ma diventano automaticamente e
  surrettiziamente  quattro: il Presidente,  la  Giunta,  l'Assemblea
  elettiva  e  l'Assemblea  deliberante. I consiglieri  comunali  non
  potranno  mai votare per uno di se, dovranno votare necessariamente
  per  un  sindaco, perché soltanto il sindaco di uno dei comuni  che
  aderisce  al  libero  consorzio  può  diventare  il  presidente  di
  quest'ultimo.
   I  sindaci, quindi, sono avvantaggiati perché ognuno potrà  votare
  per sè; i consiglieri comunali invece non potranno votare per sé  o
  per un altro consigliere comunale.
   Se  questa  è  tecnica  normativa,  se  questo  è  buon  principio
  legislativo  io lo affido, signor Presidente, alla intelligenza  ed
  all'attenzione  di ogni componente di questa Assemblea,  perché  mi
  pare  davvero assurdo voler difendere il costrutto dell'articolo  5
  che,  sicuramente, quando era stato scritto, era stato scritto  per
  relazionarlo e armonizzarlo con l'articolo 4. Modificato l'articolo
  4  circa  la  composizione  dell'Assemblea,  conseguentemente  deve
  essere modificato anche l'articolo 5.
   Nell'emendamento  testè  distribuito, a firma  della  Commissione,
  circa  il voto di sfiducia, può soccorrere perché è la conferma  di
  una  costruzione  sbagliata. La mozione di  sfiducia  potrà  essere
  promossa  dai  3/5 dell'Assemblea, cioè soltanto  dai  sindaci,  ma
  dovrà  eventualmente essere votata dalla composizione  mista,  cioè
  dalla composizione congiunta di sindaci e consiglieri comunali.  Ma
  i  consiglieri  comunali come faranno a votare la sfiducia  se  non
  hanno  mai  partecipato ai lavori di un'Assemblea deliberativa?  Su
  quali  inadempienze del Presidente si potranno  mai  pronunciare  i
  consiglieri comunali che non fanno parte di un organismo  attivo  e
  permanente?
   Signor  Presidente,  affido  anche alla  sua  sensibilità  le  mie
  riflessioni  e  credo che possa promuovere un  attimo  di  verifica
  anche  sul piano tecnico, ma prima che sul piano tecnico, sul piano
  razionale e della opportunità politica.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rendo  conto
  che,  ormai, in questo nostro Paese parlare di elezioni  fa  venire
  l'orticaria. Tutti ci rendiamo conto che dal 2011 in poi è  invalsa
  una forma di nomina alla guida del Governo e quindi, figuriamoci, a
  cascata per gli altri enti di secondo livello, chiamiamolo  con  un
  eufemismo  di   secondo  livello ,  perché  l'orticaria  verso   le
  elezioni  è  propria  di  quei gruppi di  potere,  di  quei  gruppi
  finanziari  per i quali le elezioni democratiche sono  divenute  un
  inciampo,  e  allora  si sono immaginate delle forme  istituzionali
  novellate, che non prevedono più che si passi dal popolo.
   Abbiamo  avuto  prima il Governo Monti, che non  è  passato  dalle
  elezioni, poi abbiamo avuto il Governo Letta - la stessa storia - e
  ora siamo arrivati al Governo Renzi.
   Non  mi  meraviglio,  quindi, che con  questa  impostazione  delle
  Istituzioni e con questa visione della libertà democratica, che non
  viene  più  concessa ai cittadini, si sia immaginato  da  tempo  di
  cominciare  a  togliere  questi inciampi rappresentati  oggi  dalle
  province,  domani dalle Regioni - lo hanno già dichiarato  sia  dal
  Capo  dello Stato, che il Governatore incaricato, che i   Guru ,  i
  consiglieri del Governatore Renzi - che bisognerà rivedere  con  il
  Titolo V della Costituzione anche il potere, le funzioni che  hanno
  le  Regioni, perché le elezioni democratiche, obiettivamente,  sono
  un  inciampo.  Che  cosa è questo fatto che i  cittadini  hanno  la
  possibilità  di  scegliersi da chi essere governati,  eliminiamole.
  Facciamo le elezioni di secondo livello
   Per  tornare, ora, sul dibattito in corso sull'articolo 5, a parte
  le  considerazioni che ho fatto precedentemente sul parere del  CGA
  che,  a  mio  modo di vedere, inficia tutti i Commissari  che  sono
  stati  nominati  dal  primo  gennaio  in  poi,  per  il  fatto  che
  quest'Aula  ha  bocciato la proroga richiesta  dal  Governo  per  i
  Commissari stessi. Proroga della quale, nel parere, il CGA  non  ha
  tenuto  conto,  forse per stendere un velo pietoso, forse  per  non
  affossare definitivamente questo Governo.
   Ma  sullo  specifico dell'articolo 5, che il Governo sia sordo  ai
  rilievi che sono stati avanzati prima dall'onorevole Falcone e poi,
  via  via  negli  interventi che si sono susseguiti,  ed  in  ultimo
  dall'onorevole  Ioppolo, in maniera molto precisa e  professionale,
  oserei  dire, quindi se il Governo è sordo a questo, non può essere
  sordo altrettanto lei, signor Presidente dell'Assemblea, perché  la
  responsabilità  sulla  bontà  delle leggi  che  eescono  da  questo
  Parlamento non appartiene certamente al Governo. Le leggi non le fa
  il Governo, ma le fa il Parlamento.
   E'   chiaro,  quindi,  che  questo  articolo  5  che  noi   stiamo
  esaminando,  così  com'è presentato a tutt'oggi, non  tenendo  cioè
  conto   del  fatto  che  nel  frattempo  quest'Aula  è  intervenuta
  modificando l'articolo 4, è un atto di miopia assoluta da parte del
  Governo;  ma  il  non  volere intervenire per  porre  rimedio,  per
  apportare     le    modifiche    consequenziali    all'approvazione
  dell'articolo 4, da parte sua, signor Presidente, non va  bene.  Se
  noi non troviamo questo punto specifico, rischiamo di approvare una
  norma  che, certamente, sarà impugnata dal Commissario dello  Stato
  per   evidente  illogicità  ed  incostituzionalità.  Ha  detto   il
  Presidente  della  Regione che dobbiamo  allargare  la  platea,  ma
  allora  perché  non chiamiamo i rappresentanti delle  associazioni,
  perché  non chiamiamo a votare i sindacati, perché non chiamiamo  a
  votare i corpi sociali, i social network, i vari gruppi che ci sono
  sulla  Rete,  per evitare che se si affrontano le leggi  da  questo
  punto  di  vista  bisogna avere la conseguenzialità  necessaria  di
  essere  democratici e sfruttare tutte le associazioni presenti  sul
  mercato  e  le  innovazioni  tecnologiche.  Se  Grillo,  prima   di
  espellere  i  deputati come ha fatto, ha consultato  la  Rete,  noi
  vogliamo  eleggere  il Presidente delle nuove province,  dei  nuovi
  consorzi senza consultare la Rete? E che democrazia siamo?  E  dove
  siamo? Nella dittatura più oltranzista di qualche secolo fa?
   Signor  Presidente, lei ha la responsabilità della  corrispondenza
  delle leggi che approviamo rispetto ai regolamenti e rispetto  alla
  congruità ed alla corrispondenza tra un articolo e l'altro. Non  si
  può  approvare  un articolo, e nel successivo dire  esattamente  il
  contrario, e non tenere conto di quello che si è approvato,  perché
  siamo veramente al ridicolo

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia era già intervenuto in assenza  del
  presidente della Commissione. Comunque, ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio  per
  avermi dato la parola perché sono certo che condivide il fatto  che
  io  prima  sono venuto in soccorso ai lavori d'Aula,  su  richiesta
  della Presidenza, per una semplice ragione, perché non c'era ancora
  il  Presidente della Commissione che stavo sostituendo. Quindi solo
  per  atto  di cortesia e, peraltro, dovendo anche limitare  i  toni
  dell'intervento, rivestendo in quella fase un ruolo  di  Presidente
  di  Commissione e riappropriandomi adesso, finalmente, di quello di
  opposizione.
   Rimango vicepresidente del Gruppo parlamentare Forza Italia che ha
  deciso  di  fare una scelta precisa rispetto a questa  riforma.  Un
  scelta  precisa che parte dall'idea che sono state fatte una  serie
  di dichiarazioni contraddittorie.
   Ma  voglio  mettere  da  parte quello  che  è  stato  detto  prima
  dall'assessore  -  per  non ripetermi - e  voglio,  invece,  citare
  alcune  considerazioni che sono state fatte  dal  Presidente  della
  Regione  in  queste  ore, e che sono state  irrispettose  sì  della
  opposizione, senz'altro, ma soprattutto degli stessi componenti  di
  maggioranza.  Questo  è  stato  un atteggiamento  irrispettoso  nei
  confronti  dell'Aula e si è detto, addirittura,  si  è  utilizzato,
  l'appellativo di  utili idioti .
   Io  mi  chiedo cosa volesse il Presidente della Regione dire,  con
  riferimento a quello che sta accadendo in Assemblea. Mi chiedo  se,
  effettivamente,  fa  riferimento ai  franchi tiratori ,  ovvero  al
  fatto  che  ci  sono  troppi componenti della sua  maggioranza  che
  questa riforma non la vogliono.
   E,  allora, io chiederei al Presidente della Regione di  chiarirsi
  nella  sua  maggioranza rispetto a questi aspetti, non tirandoci  a
  tutti  i  costi dentro ad un atteggiamento che assolutamente  vuole
  non  essere ostruzionista, perché noi ostruzionismo non ne  abbiamo
  voluto  fare. Perché noi eravamo per una riforma vera, che  potesse
  effettivamente porre un sistema di garanzie che adesso, invece, non
  può trovare alcun riscontro.
   Ma  diamo  per  scontato - perché tanto così finirà -  che  questa
  riforma,  e  voi ve ne assumerete le responsabilità, possa  trovare
  luce  così  come  voi  la  pensate, assessore  e  Presidente  della
  Regione.
   Ma  anche  qualora l'articolo 7 dovesse adesso essere  recuperato,
  perché  sappiamo  bene  che l'intendimento  va  proprio  in  questa
  direzione,  quella  di recuperare l'articolo 7  e  fare,  pertanto,
  nuovamente  riferimento alle Città metropolitane, noi rischiamo  di
  rendere    operative    subito    le    Città    metropolitane    e
  contemporaneamente rimandare ad una riforma, che avverrà forse  tra
  sei mesi, sui liberi consorzi dei comuni. Nel frattempo i comuni di
  questi liberi consorzi dei comuni come si aggregheranno? Ci sarà un
  unico  libero  consorzio  -  io parlo ad  esempio  della  provincia
  regionale  di  Palermo  -  ci sarà un unico  libero  consorzio  dei
  comuni, o ce ne saranno due o forse tre visto che il tetto è di 180
  mila  abitanti? E, nel frattempo, come andremo a spacchettare  e  a
  dividere  le  strade  della provincia, le  scuole,  che  dovrebbero
  essere  beneficiare  da  parte del Governo nazionale  di  ulteriori
  finanziamenti e, soprattutto, come andremo a dividere tra i  liberi
  consorzi dei comuni i dipendenti delle province stesse?
   La   piazza   sta  incominciando  ad  avere  consapevolezza  e  ad
  attivarsi in questa direzione, e il rischio è che ci possano essere
  le procedure di mobilità per quei dipendenti delle province che non
  vedranno più rispettato il coefficiente tra numero di dipendenti  e
  numero  di  abitanti,  la  verità è che a  forte  rischio,  saranno
  soprattutto  i  dipendenti delle società  partecipate,  le  società
  partecipate   in  house,  ma  anche  tutte  quelle  altre   società
  partecipate della provincia. Ma evidentemente a questo Governo  ciò
  non  interessa  poiché  l'unico interesse  è  di  fare  riferimento
  all'operazione  che  salva forse tre aree  metropolitane  che  sono
  Catania,  Messina  e  Palermo, senza tenere  conto  di  quello  che
  accadrà  nei comuni limitrofi che diverranno tutti grandi periferie
  delle periferie.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  assessori,
  onorevoli    colleghi,    intervengo   in   discussione    generale
  sull'articolo  5,  perché  sento forte  il  bisogno  di  rivolgermi
  soprattutto  a lei, Presidente dell'Assemblea Regionale  Siciliana,
  onorevole  Ardizzone,  e  lo farò soprattutto  alla  fine  del  mio
  intervento.
   L'articolo  5, che riguarda l'elezione dei Presidenti  dei  liberi
  consorzi,  continua sulla scia di quanto, in maniera  assolutamente
  inadeguata  abbiamo  fatto  fino ad  ora,  a  portare  con  se,  le
  conseguenze  del pastrocchio che noi stiamo alimentando continuando
  ad andare avanti senza sapere in buona sostanza, dove arriveremo.
   Prima  di  entrare  brevemente  nel merito  dell'articolo  5,colgo
  l'occasione,  essendo  questo  il primo  intervento  di  oggi,  per
  ribadire come, il combinato disposto della bocciatura della proroga
  dei  commissari, in uno con la decisione del Consiglio di Giustizia
  Amministrativa,  finisce  in  buona sostanza  per  determinare  una
  condizione  abbastanza paradossale nella quale,  spero,  non  verrà
  travolta  tutta  questa attività che noi stiamo  compiendo,  ma  il
  dubbio è davvero grande, posto che in buona sostanza, anche  se  la
  decisione  del  CGA fa riferimento a commissari  nominati  dopo  il
  primo  gennaio  2014,  ci potremmo trovare  in  una  situazione  di
  sostanziale vacatio per quanto riguarda la gestione delle province,
  in riferimento ai loro commissari.
   E'  un  tema  giuridico importante, è un tema  che  avevamo  posto
  opponendoci allora alla proroga della proroga, e spiegando  che  la
  proroga  della  proroga non esisteva, come non  esiste  nel  nostro
  diritto a amministrativo.
   Il Governo, come spesso fa, ha deciso di sbattere ancora una volta
  e,  in  effetti, ha sbattuto, però, probabilmente in questa  marcia
  apicale verso il masochismo, anche questa la mettiamo nel conto.
   Ma  non possiamo certamente mettere nel conto, per chi ha a  cuore
  una  buona  legge  -  e  mi  riferisco  soprattutto  al  Presidente
  dell'Assemblea e anche al Presidente della I Commissione  -  quanto
  recita  l'articolo 5 in questa sua redazione, se collegato a quanto
  è accaduto qualche votazione fa: il Presidente del libero consorzio
  è eletto dai consiglieri comunali e dai sindaci dei comuni aderenti
  allo stesso.
   Scusate,  ma visto che i consiglieri comunali non fanno più  parte
  dei liberi consorzi, cosa succede adesso sull'articolo 5, lo chiedo
  a  lei,  signor  Presidente, perché lei  ha  la  responsabilità  di
  quest'Aula  e  di fronte a un Governo che naviga  a  vista,  ho  la
  necessità  di  capire  sotto il profilo  strettamente  giuridico  e
  normativo  se  noi  vogliamo continuare a  farci  del  male  oppure
  vogliamo,   viva  Dio' , recuperare il senso  di  quello  che  deve
  essere  la  logica  comune dell'uomo, prima che la  competenza  del
  giurista o del legislatore.
   Noi  abbiamo  eliminato la possibilità che i consiglieri  comunali
  compongano  i  liberi  consorzi dei comuni ma,  all'articolo  5,  i
  consiglieri  comunali  continuano ad  eleggere  il  presidente  del
  libero consorzio.
   Ho invitato poc'anzi i colleghi dell'opposizione a non intervenire
  più  perché temo che i nostri consigli possano aiutare il  Governo.
  Quello  che mi dispiace, onorevole Presidente, è che voi dei nostri
  consigli  ve  ne  infischiate  perché  se  solo  ascoltaste  quanto
  continuiamo a dirvi da questa platea, potreste avere la possibilità
  di  comprendere come la nostra opposizione responsabile continua  a
  dare  giudizi  nel merito in maniera consapevole e non  vuole  fare
  alcun tipo di strumentalizzazione.
   Quello  che  poi  fa  ancora più specie è  quanto  si  recita  nel
  subemendamento  5govR1.1,  cioè  che  il  presidente   del   libero
  consorzio può essere sfiduciato mediante mozione motivata approvata
  a  maggioranza  assoluta dei voti dai consiglieri  comunali  e  dai
  sindaci

   FORMICA. Si richiede solo il 5 per cento.

   FALCONE   ma quali consiglieri comunali, se i consiglieri comunali
  non  ci  sono più. Dopodiché, vorrei farvi riflettere su  un  altro
  dato.  Il  dato sul quale vi vorrei fare riflettere è un  altro  e,
  veramente,  a  questo punto, non so se venga  più,  con  una  frase
  impropria per un Parlamento, da piangere o da ridere.
   Poniamo  che  venga  eletto il presidente  del  libero  consorzio,
  eletto tra i sindaci di un comune che l'anno successivo va al voto.
  A  quel  punto,  quel  presidente decade.  Viene  eletto  un  altro
  presidente del libero consorzio, poniamo il caso, di un comune  che
  l'anno  successivo  va al voto. A quel punto  anche  il  presidente
  successivo decade.
   Noi  potremmo trovarci concretamente nella possibilità di eleggere
  ogni  anno  un nuovo presidente di un libero consorzio,  con  buona
  pace di quella che deve essere la possibilità per un qualsiasi ente
  di  darsi  un criterio di programmazione, di governo, di stabilità,
  di progetto.
   Spero  che  il Commissario dello Stato - certo, non  è  orario  di
  riposino  le  18 e 10 e neanche di thè, perché quello  è  alle  17,
  onorevole   Presidente,  soprattutto  se   si   è   di   tradizioni
  anglosassoni, ma, voglio dire che veramente non comprendiamo  verso
  dove stiamo andando.
   Allora,  ribadisco,  la nostra non è una opposizione  strumentale.
  Stiamo  rassegnando agli Uffici, al presidente della I Commissione,
  al Presidente dell'Assemblea, nel suo ruolo di responsabilità, e al
  presidente  della Regione, come capo del Governo, quelle  che  sono
  perplessità  oggettive.  Le  rassegniamo  a  voi.  Il  nostro  voto
  continua ad essere contrario.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Il suo intervento,  che  mi
  chiama direttamente in causa, merita giustamente una risposta.
   Per quanto riguarda la questione dell'elettorato attivo e passivo,
  mi  sembra  che  sia  più che evidente, non ci sono  problemi,  per
  carità  a  mio  avviso, di incostituzionalità o  di  inopportunità.
  Tutt'altro,  perché,  sappiamo che i  comuni  hanno  un  numero  di
  consiglieri  differente  in  base  alla  popolazione.  Quindi,   se
  l'elettorato attivo sostanzialmente è dato dai consiglieri comunali
  e  dai  sindaci, si ha quella media ponderata che si dovrebbe avere
  di  fatto perché il voto del sindaco di un piccolo comune  non  può
  equivalere a quello del sindaco di un comune di medie o  di  grandi
  dimensioni.
   La questione è l'elettorato passivo. E' chiaro che i candidati non
  possono  non essere i sindaci. Quindi da questo punto di  vista  il
  problema  è  risolvibile.  Convengo con lei  che,  sull'emendamento
  presentato dalla Commissione, che riguarda la mozione di  sfiducia,
  al  fine  di evitare contrapposizioni che potrebbero nascere  dalla
  gestione  di  un  consorzio,  corretto  il  fatto  di  avere  posto
  l'emendamento che riguarda la mozione di sfiducia, però,  di  porre
  un  limite  per  quante  volte si possa presentare  la  mozione  di
  sfiducia  nel  corso del mandato dei cinque anni, una  volta,  ecco
  questo  anche  con  un  subemendamento.  La  ringrazio  per   avere
  evidenziato questo problema.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, convengo con lei sul fatto che la procedura va normata,
  nel senso che abbiamo introdotto nel nostro ordinamento, ad esempio
  per  quanto riguarda la sfiducia ai sindaci, un sistema che prevede
  che  dopo  un  certo  numero  di tempo è  possibile  promuovere  la
  sfiducia  e,  comunque, entro un certo tempo, prima  che  scada  il
  mandato.
   Credo che sia opportuno, quindi, produrre un subemendamento,  come
  dire,  adottando la stessa procedura prevista per i  sindaci,  cioè
  che  può essere fatta non prima dei due anni dall'avvenuta elezione
  e, comunque, non nei sei mesi di scadenza.
   Il  punto è che mi pare evidente che - però ho sentito tante  cose
  qui  -  lo ricordava poco fa il Presidente della Regione, la scelta
  di  introdurre  questo sistema elettivo del presidente  del  libero
  consorzio non ha a che vedere nulla con l'articolo 4.
   L'articolo  4  era  un articolo che prevedeva un organismo  misto,
  cioè fatto da sindaci e consiglieri comunali. Con l'articolo 5  non
  stiamo  andando  a  disciplinare l'organismo ma  stiamo  andando  a
  stabilire l'elettorato che ha diritto di scegliere, nell'ambito del
  sistema di secondo livello, il presidente del libero consorzio, che
  la norma limita a tutti gli eletti, consiglieri comunali e sindaci,
  facenti  parte il libero consorzio. Cioè nulla ha a che vedere  con
  la vicenda dell'articolo 4, della platea, dell'organismo.
   Si pone un problema che è la questione della sfiducia. Ora non c'è
  dubbio  che  se noi non normassimo, ci troveremmo in una situazione
  per  cui il presidente, una volta eletto, non lo può più sfiduciare
  nessuno  e  diventeremmo  un sistema, diciamo,  un  poco  come   un
  cavallo imbizzarrito .
   Contemporaneamente,  non  possiamo adottare,  qualcuno  mi  diceva
   perché, ad esempio, il sindaco viene eletto dal popolo però lo può
  sfiduciare il consiglio comunale ?
   E'  vero,  ma  lì  esiste il principio del  simul  stabunt,  simul
  cadunt,cioè in cui i due organismi, - cadent , chiedo scusa, io non
  ho  studi  latini. Allora è evidente che la fattispecie di  cui  ci
  stiamo  occupando ci richiama alla modalità, cioè alla legittimità,
  del  soggetto  che ha eletto il presidente a poterlo rimuovere  che
  non  può  che  essere  lo stesso. Se non può decadere  l'assemblea,
  perché la stessa non è elettiva, è fatta per funzioni, cioè tu  fai
  parte  dell'assemblea perché sei sindaco, non è che se  l'assemblea
  sfiducia  il  presidente può decadere, perché  il  sindaco  c'è  in
  quanto  sindaco.  Ecco  perché  la  sfiducia  va  obbligatoriamente
  prevista esclusivamente alla platea che ha eletto il presidente.
   Ho voluto, spero, chiarire il senso di questa norma che ha voluto,
  in  qualche modo, raccogliere una istanza ed una preoccupazione che
  era   presente  nel  dibattito  politico,  ovvero,  fermo  restando
  l'elezione di secondo livello che abbiamo fissato con l'articolo 3,
  credo, o 2 non mi ricordo, qual è questa platea che sceglie?  Credo
  che  abbiamo fatto la scelta più saggia di prevedere la platea  più
  larga  possibile,  cioè la platea degli eletti  che  in  un  libero
  Consorzio,  facendo  una  media di 30  Comuni  che  vi  aderiscono,
  mediamente la platea che eleggerà un Presidente sarà non  inferiore
  a  500  persone che in qualche modo da una legittimità all'elezione
  del  libero Consorzio che, seppur non di primo livello e  quindi  a
  suffragio  universale,  rimane  un  Presidente  riconosciuto  dagli
  eletti  e dai rappresentanti del popolo di quel territorio.  Ognuno
  ha le sue posizioni politiche, però, il punto di funzionalità della
  norma mi sembra assolutamente acclarato.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  ho  la
  netta  sensazione, che non è soltanto mia, che lungo  il  percorso,
  per  ogni articolo che trattiamo, la pezza che cerchiamo di mettere
  allo  strappo  complessivo di questa stoffa  è  più  piccola  e  lo
  strappo  si  allarga  sempre  di più, ed  è  diventato  enorme.  Vi
  illustro  le  motivazioni.  Mi  rivolgo  al  presidente   della   I
  Commissione,  onorevole Cracolici, perché  ne  conosco  le  qualità
  politiche,  l'equilibrio  e come uomo di  partito  per  tanti  anni
  conosce  anche la storia e vorrei riportarlo ad una storia  che  va
  prima del 1992.
   Lei  ricorderà, onorevole Cracolici, che prima del 1992, quando  è
  stata fatta la legge sull'elezione diretta dei sindaci nei Consigli
  comunali,  i sindaci duravano 48 ore, una settimana, per un  motivo
  molto semplice, perché si innescavano quei meccanismi di equilibrio
  sottile su quelli che erano gli interessi di territorio o interessi
  personali. Da una notte all'altra, quindi, si eleggevano i sindaci.

           Assume la Presidenza il Vicepresidente Venturino

   ALONGI.  Faccio questa considerazione perché ho la sensazione  che
  con  questo  metodo, che è antidemocratico, che avviene  attraverso
  l'elezione  del  Presidente del libero Consorzio con  il  voto  dei
  consiglieri comunali, si innesca lo stesso identico meccanismo, con
  la  differenza  che  mentre in un singolo  Consiglio  comunale  gli
  equilibri  erano quelli di politica interna a un singolo  Consiglio
  di  5  mila  abitanti, qui inneschiamo paradossalmente la  reazione
  dell'antipolitica, spesso, e di ragionamenti un  po'  complessi  di
  territorialità molto più ampie.
   Mi  pongo una domanda. Assessore,  non so se questa legge si farà,
  come  si  concluderà,  quali saranno gli  emendamenti  che  saranno
  cassati dal Commissario dello Stato, quali saranno gli articoli che
  saranno  cassati.  Potrà  succedere  di  tutto  e  lei  questo   lo
  comprende.  Ho,  però, la sensazione sempre più  forte  che  questi
  Consorzi potrebbero diventare un comitato di interessi che va oltre
  il territorio.
   Mi  spiego  meglio.  Oggi, un Presidente di Provincia  eletto  dal
  popolo  in  una  non  sovrapposizione col sindaco  del  Comune  del
  Consiglio  comunale fa scelte di programmazione, cioè  politica  di
  secondo  livello; lì, la politica dello stesso livello del sindaco,
  cioè  deve  occuparsi  dello stesso suo Comune.  Mi  spiego  ancora
  meglio.  Un Presidente di un libero Consorzio che è sindaco  di  un
  Comune, tra la scelta programmatica di finanziare un'opera pubblica
  o progettare un'opera pubblica del suo Comune o del Comune vicino -
  non so se sono chiaro - secondo lei, quale scelta farà?
   È scontato: fa quella di campanile del suo Comune.
   Allora  attenzione, state scrivendo una norma  che  il  danno  che
  produrrà nel territorio sarà non quantificabile e incontrollabile e
  di  questo  forse non ce ne stiamo rendendo conto. Sono  seriamente
  preoccupato;  lo  sono  soprattutto per il   fatto  che  quando  la
  democrazia si riduce e si decide all'interno di mura strette  e  lì
  si possono incuneare altri elementi esterni.
   Attenzione ad una riscrittura di organismi che vengono scelti  non
  per interessi territoriali od interessi di comunità, ma che vengono
  scelti  per  interessi  che  probabilmente  non  rappresentano  gli
  interessi primi dei cittadini.
   Su questo sono seriamente preoccupato, assessore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor presidente, onorevoli colleghi,  cercherò di  fare
  un  intervento  in  sintonia con quello che  ho  sostenuto  l'altro
  giorno.  Siccome a me piace essere leale e franco, mi piace mettere
  nome e cognome alle cose ed ai problemi che si prospettano.
   Non  c'è  bisogno,  onorevole Alongi, come fanno  tanti  deputati,
  della  necessità  di disturbare il Commissario dello  Stato,  anzi,
  quest'Assemblea dovrebbe fare conto che il Commissario dello  Stato
  non c'è.
   Ogni  tanto  lo  ha fatto. Abbiamo finalmente approvato  la  legge
  sulla  ricerca scientifica e non è stata impugnata; vuol dire  che,
  quando si riflette sulle cose, si sanno scrivere le norme.
   Nella  scorsa  seduta ho detto che ero contrario al fatto  che  le
  assemblee  fossero  composte dai sindaci e dai  consiglieri  perché
  diventavano organi elefantiaci. Pensavo - e, alla fine,  l'Aula  mi
  ha  dato ragione - di avere colto nel segno. Vedo che ancora non ci
  siamo.
   Cercherò  di  ripetermi  e  di provare a  dipingere  concretamente
  quello che può succedere se facciamo passare questa norma.
   Non  vorrei  fare  indispettire  e  innervosire  nessuno.  Qua  il
  problema  è politico. O facciamo la riforma per contenere  i  costi
  della politica e facciamo la riforma perché i liberi consorzi siano
  soltanto  espressione  dei  sindaci, oppure  facciamo  una  riforma
  perché la politica deve trovare i suoi spazi.
   Per  cultura,  non voglio scavalcare i  grillini . Non  lo  voglio
  fare perché non ha senso. Quando si propone, però, che soltanto per
  una volta viene costituito un corpo elettorale che, in provincia di
  Trapani,  somma 456 membri - non venti, non trenta  ma  456  -  per
  eleggere  il  presidente del libero consorzio, a  malignare  si  fa
  peccato,  ma  spesso si azzecca, chiaramente, è uno spazio  che  la
  politica vuole trovare per dire che tutti hanno eletto, la politica
  ha eletto, il deputato chiama i suoi consiglieri ed elegge.
   Non  è così. Non è così. Delle due l'una: o vogliamo eleggere  per
  davvero  un  libero consorzio che si aggrega secondo  le  necessità
  delle autonomie locali oppure facciamo votare le persone.
   Perché  lo  dico  oggi? Perché è passato il principio  secondo  il
  quale   il  libero  consorzio  non  può  essere  eletto  dal  corpo
  elettorale.
   In buona sostanza, per essere chiari, tra 456 consiglieri comunali
  e  400  mila elettori, abitanti,  preferisco 400 mila abitanti  che
  possano esprimersi.
   I  consiglieri  comunali  non  ha senso  che  eleggano  il  libero
  consorzio  e  lo  chiedo con umiltà al Governo, perché  vorrei  che
  capisse   che   il  presidente  o  si  intesta  la  battaglia   del
  disarcionamento di un sistema che secondo i più non ha funzionato -
  non  sono d'accordo ma mi rimetto alla decisione del mio partito  e
  voto  per disciplina di partito con il Governo - oppure si  accetta
  il principio che la politica deve avere i suoi spazi.
   Sono  convinto  e non vorrei scavalcare i  grillini .  Non  è  mio
  costume  e  non  è  neanche la mia idea, ma  non  si  possono  fare
  commistioni che non servono alla causa.
   Il  coinvolgimento dei consiglieri serve soltanto per far dire  ai
  partiti,  a  chi  ha un peso sul territorio, che saranno  coinvolti
  nell'elezione del presidente.
   Non  sono d'accordo e, badate bene, io ho tanti amici consiglieri,
  sono  radicato nel territorio, sono abituato a fare le  liste  e  a
  coltivare  i  rapporti politici  con tutti i  consiglieri.  Ma  qua
  dobbiamo  decidere che strada dobbiamo prendere. Se  prendiamo  una
  strada  e subito cambiamo, non abbiamo fatto svolto bene il  nostro
  compito.
   Sono,  quindi,  per la conclusione che i sindaci che rappresentano
  le  autonomie locali nella interezza e non c'è un sindaco che  dice
  che  rappresenta  la  maggioranza e un sindaco  che  ha  perso  che
  rappresenta la minoranza, c'è il sindaco della città e  il  sindaco
  rappresenta  tutta la città, e se il sindaco rappresenta  tutta  la
  città,  e io vi dico questo perché io tanti consiglieri ma  non  ho
  sindaci,  non ci sarà un sindaco amico mio. Ci sarà un sindaco  che
  rappresenta  una  porzione  di  territorio   che  può,   con   quel
  territorio, concordare la linea da fare.
   Onorevole   Cracolici,   anche  perché   il   coinvolgimento   dei
  consiglieri,  mi  faccia  usare  un'espressione  siciliana  è    na
  pigliata  pi fissa , parliamo con i consiglieri e diciamo loro  che
  li convochiamo soltanto la prima volta e, poi, eventualmente, se  è
  il  caso  di sfiducia, quindi quando ci sarà qualche presidente  di
  libero consorzio che non aggrada più, ci sarà qualcuno che comincia
  a girare nei comuni per cercare i consiglieri per fare la sfiducia.
  Non  ci sono vie di mezzo; c'è la via maestra: o dentro o fuori,  o
  il corpo elettorale o i sindaci.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Rinaldi.  Ne  ha
  facoltà.

   RINALDI.  Signor  Presidente,  intervengo  sulla  questione  della
  fiducia  del  Presidente del consorzio. E' una delle criticità  che
  avevo  evidenziato  sia in Commissione sia in Aula  nel  mio  primo
  intervento,  dicendo che il testo era carente di questo  aspetto  e
  avevo presentato un emendamento nel testo base che è esattamente il
  5.11,  che prevedeva la sfiducia, cioè che si può essere sfiduciato
  con  il voto dei due terzi della conferenza assemblea degli eletti.
  Allora,  ho  inserito proprio assemblea o conferenza  per  evitare,
  come  sta  accadendo in questo momento, di non sapere da  chi  sarà
  formata  questa  assemblea, se dai sindaci , dai consiglieri  o  da
  entrambi.
   L'avevo  presentato pure nel gov.1, nella riscrittura, ma  non  lo
  trovo. Evidentemente, gli uffici non lo hanno trovato.
   Voglio,  però,  evidenziare  questo  e  voglio  evidenziare  anche
  l'altro   aspetto  che  riguarda  il  controllo  dell'operato   del
  Presidente  e  della giunta del consorzio perché  non  c'è  nessuna
  forma  di controllo sull'operato rispetto alle funzioni che vengono
  addebitate  all'intero  consiglio  formato  dalla  giunta   e   dal
  presidente.
   Ritorno  sul  punto  dell'approvazione dei  piani  regolatori  che
  riguardano  i  comuni che appartengono a questo  consorzio  libero,
  cioè   loro,  rispetto  alla  pianificazione  territoriale  possono
  approvare  i  piani regolatori, così come prevede l'attuale  legge,
  senza  che  ci sia un controllo  superiore come avviene  adesso  da
  parte   dell'assessorato  territorio  e  ambiente   della   Regione
  siciliana.
   Credo,   quindi,  che  questa  sia  una  lacuna  che  gli  Uffici,
  l'assessore  o  il  Governo devono, in qualche  modo,  prevedere  e
  rispetto  anche  alla sfiducia del Presidente  non  so  se  si  può
  spostare,  ma  credo  di  no,  questo  articolo,  il  5.11,   nella
  riscrittura  del Governo. Qualora non dovesse arrivare,  visto  che
  ancora  non  si sa se sarà composto dai consiglieri comunali  o  da
  entrambi, prevedere la conferenza degli eletti, così diventa ancora
  più chiaro.

   PRESIDENTE.  Quando  arriveremo  a  trattare  il  tema  -  c'è  un
  subemendamento a tal proposito,  in quel momento, valuteremo con il
  parere della Commissione quello che si dovrà fare.
   Si  passa alla votazione degli emendamenti soppressivi 5.9,  5.41,
  5.25, 5.42.
   Pongo   in   votazione  il  subemendamento  5.9,   relativo   alla
  soppressione  dell'articolo 5, quindi di tutti i soppressivi  5.41,
  5.25, 5.42, 5.3 e 5.19, di identico contenuto.
   Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

        Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 5.9

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto   del
  subemendamento 5.9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti    70
   Maggioranza     36
   Favorevoli    .. 30
   Contrari     .. 40

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti  5.3, 5.12, 5.2 (I parte), 5.1 (I  parte),  5.26,
  5.18   sono  inammissibili  perché  sono  preclusi  da  emendamenti
  bocciati precedentemente con riferimento all'articolo 3.
   Si passa al fascicolo giallo.
   Gli emendamenti 5govR.2, 5govR.9, sono soppressione di emendamenti
  sostitutivi  e  già  la  soppressione  l'abbiamo  votata.  Era   un
  principio già sancito e stabilito abbondantemente.

   FORMICA. Lo ha stabilito lei.

   PRESIDENTE. Non l'ho stabilito io; l'ha stabilito lei, perché  lei
  ha  fatto giurisprudenza, prassi in passato, vada a vedere  qualche
  precedente.
   Gli  emendamenti   5govR.3, 5govR.10, 5govR.8, 5govR.7,  5govR.12,
  5govR.4,  5govR.5,  5gov  R.11  (I  parte),  5  govR.13,  5govR.14,
  5govR.11 (II parte), 5govR.1 sono inammissibili, incoerente con  la
  modalità  di  elezione da parte di organo diverso  e  quindi  anche
  questo inammissibile.
   E'    stato   presentato   il   subemendamento   di   riscrittura,
  dell'onorevole  Cracolici, il 5govR.1 per renderlo coerente  e  c'è
  pure  il subemendamento, sulla base dell'intervento che aveva fatto
  l'onorevole Cordaro.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.31, è ripresa alle ore 18.39)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, la Commissione ha presentato un subemendamento
  che  sta  per  essere distribuito. Sostanzialmente, per  chiarezza,
  abbiamo  tre  votazioni. Prima il subemendamento che  disciplina  i
  tempi di eventuale mozione di sfiducia al presidente del consorzio.
  Successivamente il subemendamento al 5GOVR1.
   L'altro    che    riguarda    la   disciplina    della    sfiducia
  complessivamente,  e successivamente voteremo il 5 sostitutivo come
  eventualmente  emendato con l'approvazione o  meno  di  questi  sub
  emendamenti.
   Chiarisco,  tre votazioni. Onorevole Falcone, la sua attenzione  è
  gradita  per  vedere se abbiamo reso compatibile il  testo  con  le
  intenzioni  dell'Aula,  almeno  della  maggioranza  dell'Aula,  non
  maggioranza politica, onorevole Greco.
   Noi   se   siamo  arrivati  a  questo  subemendamento   è   grazie
  all'intervento che ha fatto l'onorevole Cordaro che ha detto  state
  attenti che si crea un vulnus nell'impianto della legge .
   Il  subemendamento 5GOVR1.1.1 è  sostanzialmente un aggiuntivo  al
  subemendamento 5GOVR1.1.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, ho rispetto per la sapienza di chi lo fa per  mestiere.
  Mi  è stato fatto rilevare che, giustamente, il  nè per più di  due
  volte'    costituisce  quasi  un  modo  di  volere  dire   non   vi
  permettete. E comunque non
   Bisogna levare il  né'. In ogni caso non più di due volte.

   PRESIDENTE.  Nell'ordine votiamo il 5GOVR1.1.1.  che è  aggiuntivo
  rispetto al 5GOVR1.1,  che riguarda la disciplina della mozione  di
  sfiducia.

   Il subemendamento 5GOR1.1.1 recita:  All'emendamento 5GOVR 1.1, al
  comma 1 aggiungere le seguenti parole: «La mozione di sfiducia  non
  può   essere  presentata  prima  di  due  anni  dall'elezione   del
  Presidente e in ogni caso per più di due volte a distanza di almeno
  un anno durante il medesimo mandato.»

   GRECO  GIOVANNI.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

    Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 5GOVR1.1.1.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5GOVR1.1.1.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota  a  favore  preme  il
  pulsante  verde;  chi vota contro preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            67
   Votanti             66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          43
   Contrari            23

                            (E'  approvato)

   PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 5GOVR.1.1

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
   VALENTI,   assessore  Autonomie locali e della funzione  pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  5GOVR.1.1.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'  approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al subemendamento 5GOVR,  sostitutivo  dei
  primi due commi così come emendato. Lo pongo in votazione.

   CIANCIO. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 5GOVR

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5GOVR.
   Chiarisco  il  significato del voto: chi vota  a  favore  preme  il
  pulsante  verde;  chi vota contro preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            68
   Votanti             68
   Maggioranza         39
   Favorevoli          43
   Contrari            29

                            (E'  approvato)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  con  le  votazioni   precedenti
  abbiamo  riscritto i due commi. Ed abbiamo aggiunto quelli relativi
  alla sfiducia. Si torna all'emendamento 5.44 a firma dell'onorevole
  Falcone:    Al   comma   4  dopo  la  parola    presiede'   cassare
   l'Assemblea'. E' al  comma 3 e non al comma 4.

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevole colleghi,  in  linea  e  in
  coerenza con quello che succede agli enti locali, il presidente del
  libero consorzio non può essere anche il presidente dell'assemblea,
  è chiaro che ci deve essere coerenza

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore.  E'  composta
  solo da sindaci.

   FALCONE   è  un'assemblea fatta di sindaci  che  avrà  al  proprio
  interno,   anche  perché  se  è  vero  che  avete   fatto   passare
  l'emendamento secondo cui il presidente votato da tutti i sindaci e
  i  consiglieri  comunali, l'assemblea che è fatta solo  da  sindaci
  deve  essere rappresentata da un sindaco e quindi da un  componente
  della medesima assemblea. E' una scelta che noi chiediamo che venga
  apprezzata, in maniera molto seria, coerente, con quelli  che  sono
  gli altri enti locali.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  per  dire
  che  questa  norma, nella tortuosità del percorso, è una  norma  di
  buon  senso.  Perché  avere  un  presidente  dell'assemblea  e   un
  presidente  del  libero  consorzio non sta  nella  ragione  di  una
  elezione  di secondo livello. E aggiungo anche che nel Testo  unico
  degli enti locali, fatta eccezione per la Sicilia, nei comuni sotto
  i  15  mila  abitanti da Reggio Calabria in sù il sindaco  è  anche
  presidente del consiglio comunale,  ed avere un sindaco  che  è  il
  presidente  del  libero consorzio,  e un sindaco che  è  presidente
  dell'assemblea,  crea  non  pochi problemi  perché  comunque  tutto
  dipenderà dall'articolo 10, sulle funzioni.
   Quindi  invito  il collega, che è un collega giurista  di  livello
  anche alto, di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Panepinto, il  suo  intervento  ha
  permesso di fare chiarezza.
   Onorevole Falcone, c'è un invito al ritiro. Forse è opportuno,  se
  non  aggraviamo ulteriormente il procedimento. Si tratta di mettere
  una doppia figura

   FALCONE. No, non lo ritiro. Sono convinto a sostenerlo.

   PRESIDENTE. Allora lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone lo ritira?

   FALCONE. Sì, lo ritiro.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, lei non può condurre i  lavori
  in questo modo. L'emendamento 5.44 lo faccio mio.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  Greco  fa  proprio
  l'emendamento. Si tratta di evitare commenti inutili. Il parere del
  Governo?

   VALENTI.   assessore  delle  autonomie  locali  e  della  funzione
  pubblica. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI. presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 5.44.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto.

   Presenti e votanti 62
   Maggioranza         32
   Favorevoli           26
   Contrari               36

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Allora,  gli  emendamenti  soppressivi   sono   tutti
  inammissibili,   si  passa   all'emendamento  5.39   dell'onorevole
  Formica.
   L'onorevole  Formica  propone che,  in caso  di  cessazione  dalla
  carica  di sindaco durante il mandato, si procede all'elezione  del
  nuovo  presidente  entro 30 giorni. L'onorevole  Formica  cerca  di
  emendare proponendo la sostituzione con 120 giorni, e con ulteriori
  emendamenti,   90  giorni,  60 giorni, 50  giorni,  45  giorni,  35
  giorni, 20 giorni.

   FORMICA.  Sono pronto a ritirarne qualcuno. Se me lo fa illustrare
  ne ritiro qualcuno.

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, le concedo la parola sole se lei fa
  un  intervento  non ostruzionistico, perché siamo  dinnanzi  ad  un
  fatto  tecnico,  è gradito. Così ritira tutti gli  altri  e  lascia
  solamente  un emendamento. Per dare un significato alla  votazione.
  Ha facoltà di illustrarlo.

   FORMICA.  Signor Presidente, siccome questa votazione  di  secondo
  livello  non  vi è a chi non appaia come il mercato  delle  vacche,
  perché si tratta di contrattazione, una volta che si è escluso  che
  il  cittadino possa liberamente scegliere da chi essere  governato,
  escludendo  questo, è ovvio che entriamo in un'altra logica  che  è
  quella della contrattazione.
   Ed,  allora, se dobbiamo entrare nella logica della contrattazione
  tra i vari sindaci, ed anche con l'introduzione che avete messo  in
  campo,  dei  consiglieri  comunali,  dobbiamo  essere  coerenti:  e
  diamoglielo il tempo di contrattare, magari ci sarà il sindaco  che
  dice   se  mi dai il contributo per l'associazione x, io ti  dò  il
  voto  per fare il presidente, se mi fai quella strada, se mi  metti
  un po' d'asfalto su quella strada, io ti dò il voto, altrimenti non
  te lo do'.
   Quindi,    è   un   emendamento   che   introduce   coerenza;   di
  contrattazione si tratta, di negazione della democrazia si  tratta,
  e  del  voto  popolare, allora, coerentemente, diamo  il  tempo  di
  contrattare, perché per andare a contrattare 150, 160 soggetti, per
  esempio,  in  provincia di Messina, il tempo ci vuole.  Non  è  che
  possiamo fare delle consultazioni precipitose, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Formica, lei dice che  trenta  giorni  sono
  insufficienti  e  dato  che ha fatto tutta una  serie  di  proposte
  addirittura anche 15 giorni, quindi un po' in contraddizione con lo
  spirito  del suo intervento, se magari ritiriamo tutti gli altri  e
  lasciamo una via di mezzo che sono i 60 giorni.

   CRACOLICI. Signor Presidente, sono 45 giorni.

   PRESIDENTE. Non cambia molto tra 45 e 60 giorni.

   PANEPINTO.  Signor  Presidente, va inserito il termine  del  Testo
  Unico.

   PRESIDENTE. Il Testo Unico lo stiamo disciplinando adesso, siccome
  si   sta   prevedendo  un  termine  massimo  è  possibile  che   la
  concertazione

   FORMICA  Io ho detto contrattazione.

   PRESIDENTE.   Contrattazione,  accordo,  è  normale  sentirsi  tra
  sindaci e deliberare e scegliere il proprio rappresentante,  quindi
  60 è il termine massimo e tutti gli altri li ritiriamo.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  assessori,
  onorevoli  colleghi, ad oggi non ho proferito  parola  e  non  sono
  intervenuto per nessun motivo, mi permetto solo di evidenziare e mi
  auguro  che  l'onorevole Cracolici nella sua qualità di  Presidente
  della  Commissione  Affari Istituzionali' e il Presidente  Crocetta
  possano  al  di  dà dell'attinenza del ragionamento  a  cui  voglio
  sempre  fare riferimento dell'elezione diretta mi vorrei agganciare
  perché  ci  sia  su  questo ragionamento un  momento  di  possibile
  inserimento  della  proposta che noi abbiamo fatto  e  che  non  ha
  trovato  ad  oggi  nessun  tipo di riscontro  circa  l'ipotesi  che
  sull'elezione diretta possa esserci anche una previsione in fase di
  seconda  applicazione  anche da parte degli  Statuti.  Il  senso  è
  quello  di  una  posizione  politica  dove  noi  abbiamo  ad   oggi
  rivendicato  almeno  per  il Presidente  del  libero  Consorzio  la
  possibilità dell'elezione diretta.
    Io ho sostenuto che dal confronto democratico sicuramente c'è una
  avversione da parte di chi ritiene che questa non possa essere  una
  proposta  accettata, allora, io dico che il principio  secondo  cui
  l'elezione  diretta  rappresenta  un  momento  anche  di  posizione
  politiche  che  noi come Nuovo Centro Destra, ma come  anche  altre
  forze politiche hanno sostenuto, da una parte e dall'altra, come un
  principio  in cui un'apertura possa significare che un ragionamento
  anche  se  successivo  su  questa delicata posizione  possa  sempre
  riprendersi  e  possa essere sempre portata avanti  con  quel  filo
  delicato di dialogo che io ritengo vada sempre mantenuto.

   PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, l'onorevole Formica ritira
  tutti  i  suoi  emendamenti. Votiamo per primo,  il  60,  se  viene
  approvato  decadono tutti gli altri. Nel caso in cui  io  pongo  in
  votazione  prima l'emendamento 5.37 nel caso in cui dovesse  essere
  approvato  per  un fatto di coordinamento, noi già  abbiamo  votato
  l'emendamento  che  riguardava la mozione  di  sfiducia  e  avevamo
  previsto  che  l'elezione  si  svolgevano  entro  30  giorni  dalla
  sfiducia,  è chiaro che per un fatto di coordinamento anche  questo
  eventualmente  diventa  60  con il coordinamento  formale  a  norma
  dell'articolo 117 del Regolamento interno.

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  5.37.   Il   parere   della
  Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione Pubblica.
  Favorevole.

   GRECO  Giovanni.  Chiedo che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  palese nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 5.37

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 5.37.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          59
   Contrari            29
   Astenuti

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   dichiaro  in  conseguenza   preclusi   gli
  emendamenti  che riguardano i termini di 30 giorni, 20  giorni,  15
  giorni, essendo stato approvato l'emendamento 5.37.
   Si  passa all'emendamento 5.46, a firma dell'onorevole Formica, il
  quale  prevede  che  nel caso in cui il presidente  dovesse  essere
  sfiduciato, comunque, decade per intervenute elezioni, invece,  che
  il  vicepresidente,  il  consorzio  sia  retto  da  un  commissario
  nominato dalla funzione pubblica.

   FORMICA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  presidente, se c'è una mozione di  sfiducia  che
  passa   è  una  mozione  di  sfiducia  della  dirigenza  perché   è
  inimmaginabile che il presidente sia ed operi in contrasto col  suo
  vicepresidente da lui stesso nominato. Di cosa parliamo? Quindi,  a
  garanzia  del  buon  funzionamento dell'ente. E'  questo  il  senso
  dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Si parla di questo periodo transitorio di  60  giorni,
  se  deve essere gestito dal vicepresidente o, eventualmente, da  un
  funzionario nominato dall'Assessorato.

                  Per richiamo al Regolamento interno

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Scusi, forse, Presidente, lei non se ne è accorto,
  andavano  bene  quelli che erano al di sotto dei  60  giorni,  sono
  preclusi  perché ne abbiamo approvato uno di 60. Quello  di  120  o
  quello di 90 perché li ha preclusi?

   PRESIDENTE. Perché sono preclusi da un'approvazione.

   GRECO  Giovanni  Ma se l'Assemblea vota quello di 150 giorni,  chi
  glielo  dice  che  non  può essere approvato. E' sovrana  o  non  è
  sovrana l'Aula?

   PRESIDENTE.  Sì,  è  talmente sovrana che  l'Assemblea  si  è  già
  espressa.  Se  si fosse espressa con una bocciatura saremmo  andati
  avanti

   GRECO  Giovanni.  E chi lo dice che non si può approvare?  Chi  lo
  dice? Può essere incoerente la votazione dell'assemblea.

   PRESIDENTE.  Lo  dice  il  Regolamento,  onorevole  Greco.  Non  è
  incoerente la votazione.

   GRECO Giovanni. Signor presidente, lei se lo ricorda l'emendamento
  del voto di genere? Se lo ricorda che sorpresa ha avuto?

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.46. Il  parere  del
  Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Tutti  gli  altri  emendamenti sono  tutti  preclusi,  o  comunque
  inammissibili perché si tratta di soppressione.
   Si passa alla votazione dell'articolo 5, così come modificato, con
  l'emendamento   sostitutivo,  aggiuntivo  e  con  gli   emendamenti
  approvati.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, volevo dire soltanto che sarebbe  forse
  il  caso di cogliere, mi rivolgo anche al Governo, la proposta  che
  ha  fatto  l'onorevole D'Asero e cioè quella  di  prevedere   delle
  forme di elezione diretta del Presidente lasciando agli statuti  la
  possibilità  di  prevederlo  o  meno.  E'  una  cosa  assolutamente
  compatibile  col  disegno di legge nazionale,  che  lo  prevede,  e
  potrebbe  essere  un buon viatico anche per il proseguimento  della
  legge.
   Peraltro, l'altro giorno, il Presidente della prima commissione lo
  aveva  anche  proposto, quindi, se il Governo, potesse accoglierlo,
  non  è  una forma di elezione diretta, però non si preclude che  lo
  statuto  lo possa prevedere, e, a mio avviso, sarebbe assolutamente
  utile.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Alloro,   purtroppo,   a   me   dispiace
  evidenziare, perché mi rendo conto del contenuto politico  del  suo
  intervento,  però a termine di regolamento  noi già ci  siamo  dati
  una  impostazione ed abbiamo votato e quest'Aula si è gi��  espresso
  con l'articolo 3.
   Non possiamo tornare indietro su una decisione già presa.

   D'ASERO. Potremmo aggiungere la dicitura   fatto salvo'

   PRESIDENTE.   Fatto salvo' no, perché se creiamo  dei  precedenti,
  diventano  precedenti pericolosi. Abbiamo parlato  di  elezione  di
  secondo   grado   generalizzata,  non   appartiene   neanche   alla
  discrezionalità del Governo.
   Onorevole  D'Asero, lei è deputato di esperienza.  All'articolo  3
  abbiamo  già  stabilito un sistema di elezione che è l'elezione  di
  secondo grado; lo spirito dell'intervento dell'onorevole Alloro era
  chiaro,  è  stato  posto  legittimamente,  però,  non  può  trovare
  ingresso in questa sessione.
   Pongo in votazione l'articolo 5, così come modificato.

            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 5

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

         (La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  5.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti          62
   Votanti             61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          38
   Contrari            23

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6.  Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                      Giunta del libero consorzio

   1.  La  Giunta del libero consorzio, di seguito Giunta, è composta
  dal  Presidente del libero consorzio e da un numero massimo di otto
  sindaci appartenenti all'Assemblea.

   2.  Il  numero dei componenti della Giunta, stabilito in  rapporto
  alla  popolazione  dei  comuni di ciascun libero  consorzio,  e  le
  modalità di costituzione della stessa sono disciplinate dalla legge
  istitutiva dei liberi consorzi di cui al comma 4 dell'articolo 2.

   3. La Giunta è l'organo esecutivo del libero consorzio».

   PRESIDENTE.  Così come abbiamo convenuto approvando l'articolo  6,
  il  prosieguo  della  discussione avverrà martedì  prossimo,  e  si
  continuerà con l'esame dell'articolo 7.
   Il  mio  è un invito - non essendoci motivi di grossa divisione  o
  contrapposizione  -  a  fare  presto  nell'approvazione  di  questo
  articolo 6.
   Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 6.5, 6.24, 6.12
  e 6.27, tutti soppressivi. Li pongo in votazione congiuntamente.
   Il parere del Governo?.

   CROCETTA, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento di riscrittura del Governo.

   Sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 19.17)

   Onorevoli   colleghi,   d'ufficio  è  cassata   la   parte   nella
  composizione  della  giunta che recita  nessun  genere  può  essere
  rappresentato per oltre i 2/3 , per l'ovvia ragione che è possibile
  che  ci  sia  una assemblea di sindaci composta da  tutte  donne  e
  quindi  non  è possibile garantire la rappresentanza di genere  per
  gli uomini. Quindi viene cassata d'ufficio.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, stiamo discutendo dell'articolo 6,  ed
  esattamente  siamo passati all'esame dell'emendamento  governativo,
  se  non  ho  capito male, perché poi in questi ultimi  momenti  c'è
  stata  un  po'  di  confusione  in  Aula.  Stiamo  parlando  quindi
  dell'emendamento governativo.
   Presidente, va bene che questo iter normativo è andato  un  po'  a
  gambe   all'aria  ed  un  Governo  serio  dopo  quattro  bocciature
  consecutive  sui  primi  quattro articoli avrebbe  pensato  bene  a
  ritirare

   PRESIDENTE. Un po' di attenzione per cortesia

   ASSENZA.  Dicevo, dopo le quattro bocciature intervenute nei primi
  quattro  articoli,  un  Governo serio  che  avrebbe  un  minimo  di
  coerenza  avrebbe  rinunciato  a far proseguire  l'Aula  in  questo
  sforzo immane di pervenire all'approvazione di un disegno di  legge
  che  comunque ormai è ampiamente stravolto. E sarà inattuabile  man
  mano  che  proseguiamo rischiando di aggiungere errori  ad  errori;
  quella  precedente  è veramente sublime, cioè   la  circostanza  di
  avere creato due assemblee diverse, però, c'è sempre di apprendere.
   Ora,  qui,  rischiamo di aggiungere veramente un'altra corbelleria
  che  non  ha  limite: cioè noi stiamo discutendo di un  emendamento
  governativo  dove  è  previsto che il numero dei  componenti  della
  Giunta   viene  disciplinato  dalla  legge  di  cui  al  comma   4,
  dell'articolo 2.
   Se  noi  leggiamo il comma 4, dell'articolo 2, così come  è  stato
  approvato  dall'Aula di questa fantomatica legge non ne  parla  più
  perché  è passato il nostro emendamento del referendum conservativo
  e  nonostante  questo  noi ci intestiamo  di  continuare  e  stiamo
  pervenendo ad un disegno di legge che non ha più ne capo ne coda.
   Mi  dispiace  che gli uffici non facciano rilevare  questi  errori
  grossolani

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza, non è così  perché  il  fascicolo
  degli emendamenti e dei sub emendamenti è stato predisposto

   ASSENZA. Allora lo dichiariamo inammissibile già in partenza.

   PRESIDENTE.  Ma  no  perché? E' in fase di  coordinamento  che  si
  prevedono  queste cose. Non c'entrano assolutamente gli uffici.  Il
  comportamento è corretto.

   ASSENZA.  Signor Presidente, ma come si dichiara inammissibile  il
  mio   emendamento,   a   questo  punto,   può   essere   dichiarato
  inammissibile anche quello del Governo  Perché stiamo discutendo un
  emendamento  che qualora approvato aggiungerà una incongruenza  non
  colmabile  in quanto si fa riferimento ad una legge che non  esiste
  più nel dettato approvato dall'Assemblea.
     Mi  perdoni,  lo  devo  rilevare io?  Chiederei  un  momento  di
  sospensione  perché discutere ancora di questo subemendamento  così
  come è scritto significa cercare di cavare un ragno dal buco quando
  ciò non è assolutamente possibile.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza,  le  ribadisco  che  gli   Uffici
  correttamente  non  fanno  alcun  rilievo  perché  quando  è  stato
  approvato l'articolo 4 sostanzialmente c'era un ordine di commi. E'
  chiaro   che  l'ordine  dei  commi  con  l'approvazione  dei   vari
  emendamenti  e  sub emendamenti cambia. In fase di coordinamento  è
  chiaro  che  il  rinvio  interno non sarà  fatto  più  al  comma  4
  dell'articolo 2, ma sarà fatto al comma 5.

   ASSENZA. Ma forse non ci siamo capiti quella legge non esiste più

   PRESIDENTE.  Come non esiste la legge?

   ASSENZA.  Il disegno di legge fa riferimento soltanto  alla  nuova
  eventuale determinazione dei territori del consorzio. Ma  di  legge
  che prevede quello statuto non se parla più.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sospendo  per  un  minuto   per
  verificare quanto dice l'onorevole Assenza.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.22, è ripresa alle ore 19.23)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza,  l'emendamento  2GovR  ,   stiamo
  parlando  dell'articolo 2, il comma 4 adesso è  diventato  comma  5
  dove  si  dice.  Decorso il termine di cui al comma 1,  il  Governo
  della regione presenta all'Assemblea regionale siciliana il disegno
  di  legge  che  individua i territori dei liberi consorzi  comunali
  prevedendo   le   eventuali   modifiche  territoriali   conseguenti
  all'applicazione del presente articolo .
   C'è  quindi una modifica da comma 4, che diventa comma 5 e si vede
  in  sede  di  coordinamento. La ringrazio,  comunque,  per  il  suo
  rilievo   che  è  opportuno;  quando  si  procederà  ai  sensi   al
  coordinamento  formale  a norma dell'articolo  117  si  faranno  le
  dovute modifiche.
   Torniamo all'articolo 6.

   FALCONE. Dove siamo arrivati?

   PRESIDENTE. Siamo all'articolo 6  Scusate, però così  non  si  può
  andare avanti; non è facile procedere in questo modo. Ognuno di voi
  giustamente pone dei problemi, mi rendo perfettamente conto.
   L'articolo  6, ribadisco per l'ennesima volta, che è l'emendamento
  sostitutivo del Governo, è cassata d'ufficio la parte che  riguarda
   Nella   composizione  della  Giunta  nessun  genere   può   essere
  rappresentato per oltre i 2/3  . Per ovvie ragioni
   Si passa all'emendamento 6Gov R1. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6Gov R4. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6Gov R2. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento 6Gov R5. Lo dichiaro inammissibile.
   Si passa all'emendamento dell'onorevole Fontana, che è ammissibile
  e   prevede   una   modifica  di  un  numero   di   assessori   che
  sostanzialmente  da 6 passa a8. Lo mantiene o lo ritira,  onorevole
  Fontana?

   FONTANA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 6  Gov  R.5.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Il subemendamento 6govR.6 (I parte) é superato.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, l'emendamento  6  Gov  R.2  è  stato
  dichiarato inammissibile?

   PRESIDENTE. L'emendamento 6 Gov R.2 è inammissibile.
   Si passa al subemendamento 6govR.6 (II parte) della Commissione.
   Onorevole Cracolici, lo vuole illustrare?

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore.  Atteso  che,
  poiché  la Giunta è composta dai sindaci, se decade il sindaco  dal
  proprio comune, deve essere sostituito anche come componente  della
  Giunta.  Quindi,  il presidente del consorzio assume  i  poteri  ed
  entro trenta giorni deve procedere alla sostituzione.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI,  assessore  per le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento  6govR.6  della
  Commissione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 6.GOV.R, nel testo  risultante.
  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ieri  pomeriggio
  nella  zona  industriale di Priolo Augusta-Melilli, si è verificato
  un incidente gravissimo che fortunatamente non ha avuto vittime.
   Non  è  la  prima  volta  che avviene un incidente  del  genere  e
  specificamente sull'impianto di idrogeno che - come tutti sanno - è
  un impianto altamente esplosivo e pericoloso.
   Ora, è da circa undici mesi che faccio viaggi, faccio la spola tra
  il  Dipartimento della protezione civile ed il dott. Falgares,  che
  regola i fondi comunitari, per cercare di risolvere questioni  come
  quelle  che  riguardano i due ponti: uno che è quello sulla  strada
  per  Siracusa,  ed uno ad Augusta, che sono a servizio  della  zona
  industriale e che servono per le emergenze come quella che  abbiamo
  vissuto ieri, e che non è la prima volta, e che purtroppo vede  dei
  ritardi notevoli dell'Amministrazione.
   Ora,  so  che  il  dott.  Falgares, così come  l'ing.  Foti,  sono
  disponibili anche a modificare la tabella di marcia che  hanno  già
  predisposto,  per  quanto  riguarda gli  interventi  di  protezione
  civile,  ma hanno bisogno dell'input del Governo. Non vedo  qui  il
  Presidente  Crocetta, ma spero che mi ascolti  perché  se  vogliamo
  parlare  di cose serie - non che le province non lo siano argomento
  notevole,  ci  mancherebbe -, ma io credo che la  sicurezza  ed  il
  lavoro,  così  come la sanità, sono gli argomenti che  non  possono
  essere sottaciuti o tenuti sotto gamba.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, lei saprà quello che è successo
  ieri, ne è a conoscenza. Io devo ringraziare l'ingegnere Foti,  che
  ha  monitorato il tema, le forze dell'ordine, i Vigili del Fuoco  e
  tutti  gli  altri,  ma i cittadini di Priolo,  Melilli,  Augusta  e
  Siracusa sono in una angoscia e in una ansia che non si comprende.
   Ho chiesto al Presidente della III Commissione di fare un incontro
  dentro  l'area  che  è  stata oggetto di  questo  grave  incidente.
  Andremo a fare un sopralluogo, una visita, per capire se è stato un
  errore  umano, se non sono state fatte le manutenzioni come bisogna
  fare  spesso, se l'impianto è un impianto obsoleto, se  la  LUKOIL,
  che  è  il nuovo proprietario dell'ISAB, ha intenzione di procedere
  alla  messa in sicurezza e a fare, quindi, gli interventi necessari
  per  l'ISAB  o  se, invece, l'ha acquistata solo per  annullare  le
  capacità  di  raffinazione e per togliere, quindi, dal  territorio,
  dal campo, dal mercato una concorrente.
   Siccome  il  momento è delicato, quell'azienda in  particolare  ha
  2.500  persone che ci lavorano fra diretto, indotto e  quant'altro,
  credo  che questa Assemblea, che già si trova in difficoltà per  le
  migliaia di disoccupati, che già è in difficoltà perché non  riesce
  a  trovare soluzioni, che non interviene sul Governo nazionale  per
  chiedere  l'applicazione dell'articolo 37 che può farci uscire  dal
  pantano  in   cui  ci  troviamo, credo che questo  Governo,  questa
  Assemblea, su questo argomento deve potere intervenire.
   Siccome  in  questo  momento  ci  sono  due  assessori,  a  questi
  assessori  che  rappresentano  il  Governo  chiedo  di  intervenire
  urgentemente sulla Protezione Civile e sul dottore Falgares, perché
  spostino alcune risorse così da intervenire immediatamente  per  il
  ripristino  del ponte di Siracusa e quello di Augusta che  sono  al
  servizio della zona industriale.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  ho
  appreso dagli organi di stampa e, soprattutto, da diverse decine di
  lavoratori dell'IPAB di Caltagirone che questa storica Casa di Cura
  per anziani giorno 7 dovrebbe chiudere.
   Come lei sa, assessore, ci sono tanti lavoratori che da più di  40
  mesi aspettano lo stipendio e mi hanno interpellato proprio per  il
  fatto   di  non  riuscire  ad  ottenerlo  durante  questo  periodo,
  nonostante  quello che, purtroppo, questo Governo non è riuscito  a
  mettere in campo né per questa IPAB né per le altre. Per cui  visto
  che  è  stata  posta questa scelta, che sicuramente è un  ulteriore
  sfregio alla mia città, che sta vedendo via via perdere tanti pezzi
  di  storia,  tanti  pezzi  di istituzione,  rivolgo  a  voi  questo
  appello, e cioè quantomeno di soddisfare le esigenze economiche  di
  queste  persone  che  da  più di 40 mesi,  non  solo  aspettano  lo
  stipendio, ma oltre al danno ne avrebbero una beffa.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sono grata
  all'onorevole Gianni di avere sollevato in questa Aula il problema.
  Devo  dire  che  ci stiamo lavorando un po' tutti i deputati  della
  provincia di Siracusa, perché questa vicenda sta diventando davvero
  pesante.  E' una vicenda che ormai attanaglia di ansia e  paure  la
  popolazione  della  zona  industriale del  petrolchimico,  del  più
  grande  petrolchimico  del  meridione, che  produce  un  PIL  molto
  significativo e che tuttavia è arrivato, oggi, ad una condizione di
  tale disagio per cui la gente vive una grande ansia e, nello stesso
  tempo, teme che da un momento all'altro questo imponente patrimonio
  industriale  che  confina con le mura di cinta  delle  città  possa
  sconvolgere la loro vita.
   Noi  abbiamo  come Regione, importanti responsabilità,  oneri  nei
  confronti  di  questo territorio che introduce  ricchezza,  che  dà
  lavoro  ad ampie fasce di popolazione e che, tuttavia, ha anche  il
  dovere  - il Governo regionale - di intervenire con tempestività  a
  lenire  le  preoccupazioni che si sono addensate ormai sulla  testa
  di: siracusani, priolesi, melillesi, augustanesi, floridiani.
   I  sindaci  ieri  si sono attivati per cercare di  comunicare,  di
  stare  in  contatto  con la zona industriale  e  la  popolazione  e
  fornire  elementi di serenità. La situazione, dopo  alcune  ore,  è
  andata  sotto  controllo,  ma  noi  vorremmo  anche  sapere   quali
  immissioni  vi sono state nell'aria, se vi sono stati elementi  che
  hanno  aggravato  ulteriormente i livelli  di  inquinamento  che  -
  nell'aria, nell'acqua, nel suolo - ci sono nel nostro territorio.
   Vorremmo  sapere  anche come gli assessorati competenti  intendano
  intervenire,  sapendo  che su questo il  Governo  regionale  ha  un
  ruolo,  e un ruolo fondamentale hanno il Ministero dell'Ambiente  e
  il Ministero dello Sviluppo Economico.
   Non  è  più  possibile sopportare che le aziende non  facciano  le
  manutenzioni che devono, ma non è neanche più possibile  sopportare
  che sui piani di risanamento e bonifiche, costantemente annunciati,
  che attendono da anni, le iniziative non seguano mai alle promesse,
  alle indicazioni, all'indirizzo governativo.
   Contando sulla sensibilità del Presidente della Regione, al  quale
  ho indirizzato, proprio in questo ore una lettera perché assuma una
  direzione  chiara di raccordo tra gli assessorati e con i Ministeri
  nazionali  competenti, credo che possiamo tirare  fuori  anche  una
  seria  di  indicazioni  di percorso finalmente  chiare,  finalmente
  trasparenti,  con  un  crono programma che  sia  condiviso  con  le
  popolazioni, per cominciare a dare risposte a zone industriali  che
  sono  ricchezza della nostra Regione e che, tuttavia, cominciano  a
  diventare, terrore per la nostra popolazione. Grazie.

   CIMINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   riprendo
  l'intervento  dell'onorevole  Gianni, perché  condivido  pienamente
  l'interesse  e  la necessità di attivare i fondi europei,  anche  e
  soprattutto, per le emergenze siciliane di protezione civile.
   Gli  interventi di protezione civile sono interventi non di  spesa
  corrente,  ma  interventi infrastrutturali, quindi è  bene  che  si
  possa  finalmente riuscire a lavorare con la celerità, e  l'urgenza
  dei  tempi  dell'emergenza  della protezione  civile  con  i  fondi
  europei,   e  nel  contesto  di  quell'intervento  -  che  riguarda
  sicuramente  la  provincia di Siracusa, - voglio  ribadire  come  è
  indispensabile  poter  mettere  all'ordine  del  giorno  la   legge
  sull'amianto, perché quella legge a cui la Commissione ha già  dato
  la  copertura  finanziaria, è indispensabile per  riuscire  a  dare
  serenità in quei territori dove si vive quella emergenza.
   Concludendo  questo mio intervento, voglio ribadire  la  necessità
  affinché  l'Assemblea Regionale Siciliana, con il  suo  Presidente,
  possa  scrivere  una  lettera ai deputati e ai senatori  eletti  in
  Sicilia,  per  fare in modo che finalmente anche  la  Camera  e  il
  Senato, possano trattare la riforma costituzionale della legge voto
  di riforma dell'articolo 36.
   Giorni  addietro  anche  il  Dipartimento  delle  finanze   e   la
  Ragioneria generale hanno provveduto a corredare la legge voto  con
  la  natura finanziaria del versamento che annualmente la Regione dà
  al  bilancio dello Stato come solidarietà dei siciliani rispetto al
  bilancio  dello  Stato di circa due miliardi  l'anno,  ritengo  che
  questo  con  il nuovo Governo nazionale possa essere un momento  di
  trattativa  e,  soprattutto, poter vedere se la Sicilia  a  Roma  è
  difesa da qualcuno ed è sostenuta, affinchè questa norma-truffa del
  nostro  Statuto  venga  cassata, e  le  risorse  delle  imposte  di
  produzione  del  nostro  territorio  possano  essere  versate   nel
  bilancio della Regione, e non nel bilancio dello Stato.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cimino. Come Lei ben sa le norme per
  la  tutela  della  salute  e  del territorio  da  rischi  derivanti
  dall'amianto è già all'ordine del giorno.

   CIMINO. Chiedevo il prelievo e la trattazione d'urgenza.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è una  giornata
  nera  per  la  Sicilia  dal  punto di  vista  ambientale.  Ieri  il
  bruttissimo evento nel triangolo industriale denominato   triangolo
  della  morte'  perché - inutile negarcelo -  anni  e  anni  di  una
  imprenditoria fatta di leggerezze, oggi ci fa pagare  i  risultati,
  perché da un punto di vista sanitario le persone che vivono in quel
  luogo ne riportano i danni. C'è poco da fare. Quest'altro incidente
  spero ci porti verso un cambio di rotta e un preciso indirizzo.
   Un'altra  brutta realtà di fronte a noi è quella  di  avere  visto
  oggi su tutte le pagine dei giornali, sui blog, la notizia che  nei
  prossimi mesi, precisamente il 14 aprile, ci sarà la prima  udienza
  sul  fatto  che  hanno  sversato, nascosto, occultato  sotto  terra
  tonnellate  e tonnellate di materiali definiti rifiuti  tossici  in
  forma  solida,  in forma liquida proprio nei terreni  dell'ESA,  un
  ente regionale per lo sviluppo agricolo.
   Abbiamo appreso che la provincia regionale di Catania ha deciso di
  costituirsi  parte civile, che il comune di Catania  ha  deciso  di
  costituirsi  parte  civile,  e  con  un  ordine  del   giorno   che
  simbolicamente  consegniamo - perché oggi la  discussione  non  era
  pertinente,  e  quindi non l'abbiamo potuto depositare  -  vogliamo
  chiedere  al  Presidente della Regione di costituirsi parte  civile
  nel processo pendente dinanzi al tribunale di Catania.
   Questo lo riteniamo un atto dovuto, il fatto che la Regione con il
  Presidente,  appunto, siano partecipi, presenti  durante  tutte  le
  udienze,  a  testimonianza  del fatto  che  non  vogliamo  più  che
  succedano  di queste cose. Sempre nella speranza che si scopra  che
  sia una montatura perché la notizia più tremenda è quella che se il
  processo ci consegnerà questa triste verità, dovremo fare  i  conti
  con  un inquinamento e un danno che pagheremo per parecchi decenni.
  Il  Presidente in questo momento si è allontanato dall'Aula, io gli
  consegnerò  questo documento e spero che ci sia da parte  di  tutta
  l'Assemblea  e  dei deputati l'incoraggiamento  a  questo  atto  di
  responsabilità.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, forse è opportuno che  si  chieda  di
  intervenire  in  Commissione con una risoluzione, in  sintonia  con
  quanto lei ha detto.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, avrei
  desiderato  che  rimanesse il Presidente Crocetta  in  Aula,  anche
  perché  stavamo affrontando un argomento molto serio che era  stato
  sollecitato  dall'onorevole Gianni, ma su cui poi sono  intervenuti
  tutti gli altri colleghi.
   Mi  dispiace che è andato via, però la raccomandazione  la  faccio
  all'assessore  agli  Enti locali, nonché a lei,  Presidente.  Tutti
  abbiamo  stigmatizzato, condannato, l'incidente di ieri.  Però  noi
  come  Assemblea  dobbiamo  chiederci due cose,  fondamentali:  sono
  state  le  ditte a non eseguire i lavori di messa in  sicurezza  di
  questi  impianti,  come fanno presupporre i  giornali,  come  fanno
  presupporre  tutta  una  serie  di  interventi  che  sono  accaduti
  stamattina  a  difesa dell'operato degli enti  locali,  oppure,  ed
  ancora  peggio, le imprese hanno fatto richiesta di poter  eseguire
  questi lavori e questi lavori non li hanno potuto realizzare perché
  gli  enti  locali o, comunque, gli enti della regione che avrebbero
  dovuto  dare  le  autorizzazioni, ad oggi, non  hanno  dato  questa
  autorizzazione?
   Perché,  veda, se la responsabilità è delle industrie è  giusto  e
  condivisibile  l'intervento che ha fatto poco fa l'onorevole  Foti,
  cioè nel senso che le industrie, che nel passato hanno sporcato  ed
  hanno  distrutto il nostro territorio, continuano a sporcare  ed  a
  distruggere il nostro territorio, sarebbe ancora più grave se oggi,
  tutti  quelli che attaccano le industrie, perché è successo  questo
  episodio  gravissimo, oggi non possono dimostrare di avere concesso
  alle  aziende le autorizzazioni che le aziende avevano chiesto  nei
  mesi precedenti in maniera tale da mettere in sicurezza l'industria
  e gli impianti.
   La  Commissione Attività produttive, ed io di questo sono grato al
  Presidente  Marziano  ed  al  Presidente  Gianni,  so  che  venerdì
  prossimo  sarà a Siracusa, saremo tutti a Siracusa per  cercare  di
  capire  e di chiarire cosa è successo. Nel frattempo, però, sarebbe
  interessante sapere se tutti gli uffici della Regione, a suo  tempo
  interessati dalla Sovrintendenza, se tutti nei tempi e nei  modi  e
  nelle   forme  previste  dalla  legge,  hanno  autorizzato   questa
  industria  ad  eseguire  i lavori di messa in  sicurezza  dei  lori
  impianti. Una cosa che né giornali, né qualche collega, ha messo in
  evidenza, né tanto meno i sindaci.
   Si  è  voluto  pensare  che  questo  episodio  riguardi,  in  modo
  particolare,  la  città  di Priolo: non  è  vero   Questo  episodio
  riguarda,  in  modo  particolare e quasi  esclusivo,  la  città  di
  Siracusa  perché tutti coloro i quali oggi hanno anche  ringraziato
  particolari  santi, perché hanno evitato il pericolo  di  incidenti
  maggiori,  forse  questo  sindaco ha sbagliato  santo,  non  doveva
  ringraziare  l'angelo custode, ma doveva ringraziare  santa  Lucia,
  dal momento che non si è trattato più di ISAB Nord ma si è trattato
  di  ISAB  Sud  e,  quando parliamo di ISAB  Sud,  parliamo  di  una
  struttura che è a meno di 2 chilometri dalla frazione di Belvedere,
  che è territorio di Siracusa, che è a qualche centinaia di metri di
  viale  Scala  greca,  che  anch'esso  territorio  della  città   di
  Siracusa.
   E  chiedevo  l'intervento del Presidente Crocetta - che  vedo  con
  piacere  è  rientrato  in  Aula  - per  sollecitarlo  su  una  cosa
  importante che ha accennato, poco fa, l'onorevole Gianni  ed  anche
  l'onorevole Cirone Di Marco.
   In  maniera  intelligente il Governo regionale, l'anno scorso,  ha
  approvato le vie di fuga. Fra queste vie di fuga, giustamente -  lo
  dico  anche  per chi nel passato ha raccontato qualche stupidaggine
  in giro - era stato fatto un elenco A ed un elenco B. Nell'elenco A
  c'erano le opere immediatamente finanziabili, nell'elenco B c'erano
  le  opere che si sperava potessero essere finanziate. Fra le  opere
  che si sperava potessero essere finanziate vi era la via di accesso
  alla città di Siracusa.
   La  via  di  accesso alla città di Siracusa, come lei  avrà  visto
  quando  è  venuto a Siracusa, è sbarrata, nel senso che il viadotto
  che  porta alla città è stato chiuso, perché inagibile, ed  al  suo
  posto  viene utilizzata la strada che veniva utilizzata  prima  del
  1951, quando nella mia città si entrava e si usciva con i carretti,
  oggi non si esce più con i carretti grazie a Dio.
   Ora  siccome  il  Dipartimento della Protezione Civile  la  scorsa
  settimana ha approvato finalmente il viadotto di Viale Scala Greca,
  che  è  inserito nell'allegato B, signor Presidente  le  chiederei,
  anche  a  nome  di tutti gli altri colleghi presenti  in  Aula,  di
  poter, con la dovuta celerità e come lei sa fare quando si impegna,
  spostare   il   finanziamento  del  viadotto  Viale   Scala   Greca
  dall'allegato  B  all'allegato  A, cioè  nelle  opere  finanziabili
  perchè  ieri  il  problema vero che abbiamo avuto non  è  stato  lo
  sfioccolamento  o la candela che ha mandato questo  bagliore  o  il
  boom che c'è stato nel momento in cui c'è stato l'incidente, lei so
  che  è  molto più bravo di me in questo argomento, il problema  s'è
  posto  quando  500  persone  hanno dovuto  lasciare  all'improvviso
  l'ISAB,  dovendo fare rientro solo nella città di Siracusa,  perché
  non  potevano  andare  verso Priolo, ad  un  certo  punto  si  sono
  imbottigliati  perché non sono riusciti ad entrare nella  città  di
  Siracusa.
   Si  è  tentato,  perché  da  qui ho seguito  tutto  essendo  stato
  assessore alla Protezione Civile, di convogliare il traffico  verso
  la  città  e  verso la frazione di Belvedere, e il  problema  si  è
  ulteriormente  complicato  perché  sono  uscite  persone  -  stiamo
  parlando  della  vita  e della morte di migliaia  di  persone  -  e
  siccome  sono uscite verso Belvedere,anche all'interno di Belvedere
  non siamo riusciti a smaltire il traffico.
   Quindi io le chiedo, a nome di tutti i colleghi, questa cortesia o
  comunque questo intervento del tutto eccezionale anche alla luce di
  quello  che  è  accaduto ieri, in modo che possiamo  immediatamente
  appaltare  i  lavori. Le ricordo che si tratta di  fondi  che  sono
  destinati  a perdersi se non impegnati e collaudate le opere  entro
  il  31  dicembre 2015 e quindi, essendo uno dei pochi progetti  già
  pronti   ,potremmo   dire  che  dobbiamo  al  Presidente   Crocetta
  l'ingresso della città di Siracusa.

   PRESIDENTE.  Ricordo che ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento
  si   interviene  a  chiusura  d'Aula  per  non  più  di  30  minuti
  complessivamente e ogni parlamentare può parlare per 5 minuti.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  pochissimi istanti per richiamare anche io l'argomento che è  stato
  segnalato  dall'onorevole Cappello. Con riferimento  alla  casa  di
  riposo Santa Maria di Gesù, un ex IPAB di Caltagirone.
   Io   non  so  con  quale  mandato  sia  stato  nominato  l'attuale
  Commissario straordinario, il quale ha inviato nei giorni scorsi la
  lettera che prima veniva opportunamente richiamata con la quale  ha
  deciso   di   chiudere  i  battenti,  la  saracinesca.  Era   stato
  preannunciato da parte del Presidente della Regione una inchiesta e
  questa  è  una  sorta  di abitudine, ma non è avvenuto.  Era  stato
  annunciato,  attraverso  incontri  organizzati  con  il   personale
  dipendente, quello a tempo indeterminato ed anche con i  lavoratori
  precari,  un salvataggio della struttura, e questo non è  avvenuto.
  Si  tratta  di  una  residenza per anziani,  l'unica  di  carattere
  pubblico  in  quella  città e in quel vasto territorio.  Io  voglio
  rivolgere  un forte richiamo al Governo in questo momento  presente
  in  Aula  solo nella persona dell'assessore Valenti, che  prego  di
  farsi  portavoce  nei  confronti  dell'assessore  competente,   del
  Presidente  della  Regione  che  non  è  in  Aula,  affinché  venga
  scongiurato assolutamente questo pericolo.
   La  beffa  e la straordinarietà della vicenda consiste  anche  nel
  fatto  che  proprio  nei  prossimi giorni  è  fissata,  innanzi  il
  Tribunale  di  Caltagirone, un'asta, una vendita di  beni  immobili
  assai cospicui nel numero, nella quantità e nella qualità della  ex
  IPAB  la cui vendita all'asta potrebbe persino ripianare il  debito
  che  io  non  so esattamente a quanto ammonti - non è  compito  mio
  saperlo  -,  e  quindi si potrebbe determinare nei prossimi  giorni
  l'assurda  vicenda  della chiusura di una  struttura  che  potrebbe
  persino  ripianare il proprio disavanzo di bilancio  attraverso  il
  ricavo  della  vendita  dei  numerosi  beni  immobili  di   cui   è
  proprietaria.
   La prego, pertanto, assessore Valenti, di farsi parte dirigente  e
  attiva  con  il  Presidente  e  la  sua  collega,  affinché   venga
  scongiurato questo pericolo.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, pochissimi minuti
  per  portare  a  conoscenza il Parlamento  del  fatto  che  abbiamo
  ritenuto  di convocare la Commissione Attività Produttive e,  molto
  probabilmente,  in seduta congiunta con la Commissione  ambiente  -
  come ha chiesto l'onorevole Trizzino - per venerdì prossimo, che  è
  la  prima data utile, visto che tra martedì e giovedì ci saranno le
  sedute  per l'approvazione del provvedimento sulle province,  nella
  sede   della   Prefettura  di  Siracusa,  convocando   le   aziende
  interessate,  in particolar modo i rappresentanti della  raffineria
  ISAB,  i  sindaci  della  zona industriale, perché  vogliamo  avere
  contezza  assoluta di quali siano stati gli interventi  manutentivi
  fatti in questi anni, di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma
  soprattutto  vogliamo avere contezza delle richieste  autorizzative
  che  sono  presenti negli uffici della Regione e dello  Stato,  del
  Ministero,   ove  vi  siano,  per  procedere  agli  interventi   di
  manutenzione   ordinaria  e  straordinaria,  agli   interventi   di
  risanamento delle raffinerie, altrimenti, non si riesce ad avere un
  quadro della situazione.
   Pensiamo,  inoltre - ed in questo abbiamo già contattato l'azienda
  -   di  recarci  nel  luogo  dell'esplosione,  per  farci  spiegare
  direttamente dai rappresentanti della raffineria, cosa è  successo,
  cosa  poteva  succedere  e  come  hanno  funzionato  i  servizi  di
  sicurezza.
   Voglio solo ricordare che, anche per quanto riguarda la protezione
  civile,  in questi giorni abbiamo fatto un intervento per  chiedere
  che,  nel momento in cui una importante arteria, la Strada  Statale
  124,  è  oggetto  di  un'importante azione di ampliamento,  il  che
  impedisce  una via di fuga verso la città, abbiamo chiesto  che  si
  acceleri  l'apertura degli svincoli sulla  mare e  monti ,  proprio
  per avere un'alternativa come via di fuga.
   Abbiamo  chiesto, inoltre, che si acceleri il percorso di cessione
  di  un locale dell'IRSAP al Comune di Priolo per farne la sede  dei
  Vigili  del  Fuoco  di  Priolo. Per  la  prima  volta  ci  sarà  un
  distaccamento  dei  Vigili  del Fuoco dello  Stato  nel  Comune  di
  Priolo.
   Una  serie  di  interventi programmati, dunque. Noi  pensiamo  che
  nella   riunione  in  Prefettura,  nella  sede  istituzionale   più
  importante  della Provincia, la presenza dei sindaci,  la  presenza
  dei  rappresentanti  delle  aziende,  ci  si  possa  mettere  nella
  condizione  di  avere  un quadro della situazione  attuale,  perché
  qualunque ipotesi di investimento deve passare dalla garanzia della
  sicurezza  dei lavoratori e delle popolazioni e della  salvaguardia
  della seduta dei cittadini.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  4
  marzo 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   Ii  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            10)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            11)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            12)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            13)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            14)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            15)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 19.59

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
  268-474-542-543-546-613-638-662/A   -    ISTITUZIONE   DEI   LIBERI
  CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.

     All'articolo 5

   Subemendamento 5.GOV.R.1.1.1

   All'emendamento  5.GOV.R.1.1 al comma  1  aggiungere  le  seguenti
  parole:

    La  mozione  di sfiducia non può essere presentata prima  di  due
  anni  dall'elezione del Presidente e in ogni caso per  più  di  due
  volte, a distanza di almeno un anno, durante il medesimo mandato. .

   Subemendamento 5.GOV.R.1.1

    All'emendamento 5.GOV.R sono aggiunti i seguenti commi:

    2bis.  Il  Presidente del libero consorzio può essere  sfiduciato
  mediante  mozione  motivata approvata, a maggioranza  assoluta  dei
  voti,   dai   consiglieri  comunali  e  dai  sindaci   dei   comuni
  appartenenti al libero consorzio.
   2ter.  La  mozione è presentata da almeno un quinto dei componenti
  dell'Assemblea  ed  è messa in discussione dopo almeno  tre  giorni
  dalla  sua presentazione. La mozione è posta in votazione ai  sensi
  del  comma  2  bis,  previa delibera dell'Assemblea  a  maggioranza
  assoluta  dei componenti. La votazione ha luogo entro dieci  giorni
  dalla deliberazione dell'Assemblea.
   2quater.  Nel  caso di approvazione della mozione di sfiducia,  si
  procede entro trenta giorni all'elezione del nuovo Presidente. Fino
  all'elezione,   le   relative   funzioni   sono   esercitate    dal
  Vicepresidente.'

   Emendamento 5.GOV.R (interamente sostitutivo dei primi due commi)

    I commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

   1.  Il  Presidente del Libero Consorzio è eletto  dai  Consiglieri
  Comunali  e  Sindaci dei Comuni aderenti allo stesso, a maggioranza
  assoluta dei voti, fra i Sindaci dei Comuni appartenenti al  Libero
  Consorzio.
    2. Nel caso in cui nessun sindaco ottenga la maggioranza indicata
  al  comma  1,  si  procede al ballottaggio tra i  due  sindaci  che
  abbiano ottenuto il maggior numero di voti. E' eletto Presidente il
  sindaco che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di
  voti,  è  proclamato eletto Presidente il sindaco più  anziano  per
  età.
   Emendamento 5.37

    Al  comma  5 la frase  trenta giorni' è sostituita con  la  frase
   sessanta giorni' .

   Emendamento 5.46

   Al  comma  5,  sostituire  la  frase  le  relative  funzioni  sono
  esercitate  dal  Vicepresidente  con   le  relative  funzioni  sono
  esercitate da un Commissario nominato dall'Assessore della Funzione
  pubblica e degli enti locali .

     All'articolo 6

   Subemendamento 6GOV.R.6 II parte

   Al  comma  2 aggiungere le seguenti parole  Il Presidente provvede
  alla  sostituzione  entro trenta giorni dalla data  di  cessazione.
  Fino  alla  nomina del nuovo componente della Giunta,  le  relative
  funzioni sono esercitate dal Presidente.

   Emendamento 6GOV.R (interamente sostitutivo dell'articolo 6)

   L'articolo è così sostituito:
    Art. 6 - Giunta del libero consorzio
   1.  La Giunta del Libero Consorzio è composta dal Presidente e  da
  un numero massimo di otto assessori, nominati dal Presidente fra  i
  componenti  dell'Assemblea  del Libero  Consorzio.  Il  numero  dei
  componenti della Giunta, stabilito in rapporto alla popolazione dei
  Comuni  di ciascun libero Consorzio, è disciplinato dalla legge  di
  cui al comma 4 dell' articolo 2.
   2.  La  cessazione  della carica ricoperta  presso  il  Comune  di
  appartenenza  comporta  la  decadenza dalla  carica  ricoperta  nel
  Libero Consorzio.
   3.La Giunta è l'organo esecutivo del libero Consorzio.

  ALLEGATO 2

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                   Rubrica «Istruzione e formazione»

   POGLIESE  -  ASSENZA - VINCIULLO. -«Al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,
  premesso che:

   il bando dell'Avviso 20/2011 è stato approvato con D.D.G. 3699 del
  12/08/2011 pubblicato sulla G.U.R.S. n. 36 del 26/08/2011;

   con D.D.G. n. 1346 del 27/04/2012, registrato alla Corte dei conti
  il  04/06/2012, sono state approvate le graduatorie e  gli  elenchi
  definitivi delle proposte progettuali;

   con  D.D.G.  2367  del 14/06/2012 e s.m.i. sono state  dettate  le
  direttive per dare avvio alla prima annualità;

   considerato che:

   all'art.  4  del  suddetto avviso 'Pacchetti Formativi,  Limiti  e
  riedizioni delle prestazioni delle proposte',

   al  capoverso  ciascun pacchetto formativo, così  come  approvato,
  potrà essere oggetto di riedizioni nelle successive annualità  2013
  e 2014' a condizione che:

   vi  sia la necessaria copertura finanziaria a valere sul PO FSE  e
  sul bilancio regionale per l'esercizio finanziario di riferimento;

   il  finanziamento relativo al pacchetto formativo, approvato nella
  precedente annualità, non sia stato oggetto di revoca;

   l'organismo formativo abbia dichiarato, al momento della proposta,
  la  propria  disponibilità a realizzare le successive edizioni  dei
  processi formativi, anche rimodulandole, utilizzando il modello  di
  dichiarazione di cui in fac-simile all'allegato 1;

   il continuo silenzio in merito al finanziamento della 2  annualità
  ha  generato  stato  di allarme tra gli enti  di  formazione  e  di
  conseguenza tra il personale, producendo licenziamenti e  preavvisi
  di  licenziamento  ai  sensi dell'art. 57 del contratto  collettivo
  nazionale formazione professionale, tenuto conto che ormai  mancano
  3  mesi alla scadenza della prima annualità, generando uno stato di
  terribile instabilità a migliaia di famiglie siciliane;

   per sapere:

   come  il  Governo della Regione abbia intenzione di far  fronte  a
  questa  emergenza  ed  in quali tempi si preveda  il  finanziamento
  della seconda annualità dell'avviso 20/2011;

   se  il Governo della Regione intenda adottare misure cautelari nei
  confronti dei dipendenti che ormai vivono nell'incertezza da più di
  2 anni, al fine di ridare loro dignità di lavoratori;

   se  il  Governo  della  Regione intenda  mantenere,  e  con  quali
  strumenti,  l'obiettivo generale dell'avviso 20/2011 e cioè  quello
  di  migliorare  la  qualità della formazione erogata,  innalzare  i
  tassi  di  partecipazione  al mercato  del  lavoro  di  donne,  dei
  giovani, di lavoratori in stato di disoccupazione, di persone prive
  di   saperi   e  professionalità  a  rischio  di  marginalizzazione
  lavorativa  e sociale, di contrastare e prevenire la disoccupazione
  di lunga durata e di rendere effettivo il diritto di ogni individuo
  in  età  lavorativa ad aggiornare le proprie competenze ed  abilità
  professionali». (418)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore la interrogazione n. 00418 a firma dell'onorevole
  Pogliese  con  la  quale  si chiede allo scrivente  Assessorato  di
  conoscere  come  il Governo della regione abbia intenzione  di  far
  fronte  all'emergenza tra gli enti di formazione ed in quali  tempi
  si  preveda il finanziamento della seconda annualità dell'Avviso n.
  20/2011;  se  il  Governo  della Regione  intenda  adottare  misure
  cautelari nei confronti dei dipendenti; se il Governo della Regione
  intenda  mantenere  e  con  quali strumenti,  l'obiettivo  generale
  dell'Avviso  20/2011 e cioè quello di migliorare la  qualità  della
  formazione erogata, innalzare i tassi di partecipazione al  mercato
  del  lavoro  di  donne,  dei giovani, di  lavoratori  in  stato  di
  disoccupazione,  di  persone prive di saperi  e  professionalità  a
  rischio di marginalizzazione lavorativa e sociale, di contrastare e
  prevenire  la disoccupazione di lunga durata e di rendere effettivo
  il  diritto  di  ogni individuo in età lavorativa ad aggiornare  le
  proprie competenze ed abilità professionali.
   In merito alla problematica proposta non può non evidenziarsi come
  nel  settore della formazione professionale questo Assessore  abbia
  attivato  un processo di riforma radicale e complessivo finalizzato
  sia   alla   moralizzazione  del  settore,  che  alla  sua   giusta
  collocazione tra l'istruzione e il mercato.
   Si  è  abbandonata,  infatti, la vecchia via della   formazione  -
  assistenza  dannosa e produttrice in questi anni esclusivamente  di
  corsi     ripetitivi,    disarticolati    e     non     programmati
  dall'Amministrazione: gestiti spesso senza le necessarie competenze
  e con un uso, purtroppo, distorto del denaro pubblico.
   In  tale  ottica, la programmazione delle attività  formative  per
  l'annualità  2013-2014  è  avvenuta  sulla  base  di  processi   di
  confronto   tra   Istituzioni  e  partenariato   socio   economico,
  nell'ambito  di  tavoli  tecnici appositamente  istituiti;  questi,
  integrati  dai  dati  statistici rilevati dai  sistemi  informativi
  (Censis ed Istat) e finalizzati ad una analisi specifica sia  delle
  figure  professionali che delle filiere produttive,  hanno  portato
  alla  selezione  di  quei profili oggetto di  maggiore  domanda  di
  lavoro in Sicilia.
   Pertanto,  i  nuovi percorsi formativi sono (per la  prima  volta)
  tutti  strutturati  in aderenza alle direttive comunitarie  e  alle
  norme  nazionali in modo da consentire l'acquisizione da parte  dei
  destinatari,  di  una  qualifica  professionale  corrispondente  al
  Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).
   Così,  per  le  attività  formative  relative  all'anno  2013-2014
  l'Amministrazione,  intendendo avvalersi della facoltà  di  rinnovo
  dei  corsi  di  formazione, secondo le previsioni e le prescrizioni
  dell'Avviso   n.  20/2011  (relativamente  agli  ambiti   formativi
  FORGIO,FAS  ed FP) ha previsto uno stanziamento di risorse  pari  a
  euro  227.500.000,00 con un risparmio netto di circa 60 milioni  di
  euro  rispetto  all'anno  precedente e  con  la  garanzia,  assunta
  formalmente  dagli  enti  (pena la revoca  del  finanziamento)  del
  mantenimento dei livelli occupazionali dell'anno precedente».

                                                        L'Assessore
                                                        (N. Scilabra)

   GERMANA'.   -«Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore   per
  l'istruzione  e la formazione professionale, premesso che  l'Avviso
  n.  20/2011,  approvato  con D.D.G. n.  3699  del  12  agosto  2011
  pubblicato  in GURS n. 36 del 26 agosto 2011, e poneva a  bando  un
  piano triennale della Formazione Professionale in Sicilia, e traeva
  le risorse economiche dall'Asse II del PO FSE dell'Agenda 2007-2013
  per un triennio, fino al 2014;

   considerato che:

   tanti  allievi  contano di frequentare un corso di formazione  per
  migliorare  la propria preparazione e la propria qualificazione,  e
  tanti  enti di formazione della Regione siciliana hanno partecipato
  al  bando triennale, aggiudicandosi il servizio e confidando  nella
  vincolatività della convenzione stipulata con la Regione siciliana;

   tanti  lavoratori  della  formazione  professionale  confidano  in
  questo  servizio per la salvaguardia del loro posto di  lavoro  per
  tre anni;

   rilevato che:

   il   capitolo  del  bilancio  regionale  n.  717914,  dedicato   a
  finanziare  il  predetto  impegno, appare senza  copertura  per  la
  seconda annualità, che decorrerà dall'8 giugno 2013;

   le   notizie  che  provengono  dal  Dipartimento  della   Pubblica
  Istruzione e della Formazione Professionale confermano la  mancanza
  di  volontà a dare copertura alla seconda annualità dell'Avviso  n.
  20/2011;

   accertato che a partire da giugno 2013, e per la prima volta nella
  storia della Regione siciliana dal 1976, si potrebbe non effettuare
  il  piano  regionale  dell'offerta formativa e che  ciò  offrirebbe
  facoltà agli enti di formazione di rivendicare, in sede giudiziaria
  gli  impegni  formali  non onorati dall'Amministrazione  regionale,
  alla  luce  del  fatto che il personale del settore,  tutto  quello
  assistito dalle garanzie occupazionali della legge regionale n.  24
  del  6 marzo 1976, della legge regionale n. 25 del 1 settembre 1993
  e  della  legge  regionale n. 23 del 23 dicembre  2002,  certamente
  rivendicherebbe anch'esso la continuità occupazionale nel  settore,
  e  l'eventuale interesse legittimo allo svolgimento di un  servizio
  di cui all'art. 17 dello Statuto siciliano;

   rilevato  altresì che è opportuno accertare se è  vero  che  siano
  scomparse le coperture economiche ed i fondi del PO FSE dal momento
  della  registrazione della spesa per il controllo della  regolarità
  contabile e della legittimità da parte della Corte dei Conti e  che
  disperdere  somme del PO FSE - Agenda 2007-2013 riduce la  capacità
  di  spesa  della Regione Siciliana per la prossima Agenda 2014-2020
  di ulteriori 600 milioni circa, con la conseguenza certa che minori
  trasferimenti  verranno assegnati alla Regione siciliana  da  parte
  dell'Unione Europea;

   non  si  ritiene  opportuno che questo servizio regionale  termini
  così miseramente per mancanza di programmazione;

   per  sapere  se  la notizia della mancanza di copertura  economica
  dell'Avviso  pubblico e del servizio conseguente, già assegnato  ai
  legittimi   vincitori   della  gara,  per  la   seconda   annualità
  dell'Avviso  n.  20/2011,  risulti  fondata  e  reale,  e   qualora
  l'informazione  fosse confermata, come il Governo Regionale  voglia
  intervenire per risolvere la questione che potrebbe generare danni,
  contenzioso e proteste dei cittadini siciliani». (528)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore la interrogazione n. 00528 a firma dell'onorevole
  Germanà  con  la  quale  si  chiede allo scrivente  Assessorato  di
  conoscere  se  la  notizia della mancanza  di  copertura  economica
  dell'Avviso  pubblico  e  servizio conseguente,  già  assegnato  ai
  legittimi   vincitori   della  gara,  per  la   seconda   annualità
  dell'Avviso  n.  20/2011  risulti  fondata  e  reale   e,   qualora
  l'informazione  fosse confermata, come il Governo regionale  voglia
  intervenire per risolvere la questione che potrebbe generare danni,
  contenzioso e proteste dei cittadini siciliani.
   In   merito   alla  problematica  proposta  occorre  puntualizzare
  preliminarmente che nel settore della Formazione professionale si è
  attivato  un processo di riforma radicale e complessivo finalizzato
  sia  alla  moralizzazione del settore, che alla giusta collocazione
  tra l'istruzione e il mercato.
     Si  è  abbandonata, infatti, la vecchia via della  formazione  -
  assistenza  dannosa e che ha prodotto in questi anni esclusivamente
  di    corsi    ripetitivi,   disarticolati   e   non    programmati
  dall'Amministrazione: gestiti spesso senza le necessarie competenze
  e con un uso, purtroppo, distorto del denaro pubblico.
   In  tale  ottica, la programmazione delle attività  formative  per
  l'annualità  2013-2014  è  avvenuta  sulla  base  di  processi   di
  confronto   tra   Istituzioni  e  partenariato   socio   economico,
  nell'ambito  di  tavoli  tecnici appositamente  istituiti;  questi,
  integrati  dai  dati  statistici rilevati dai  sistemi  informativi
  (Censis ed Istat) e finalizzati ad una analisi specifica sia  delle
  figure  professionali che delle filiere produttive,  hanno  portato
  alla selezione di quelle connotate da maggiore domanda di lavoro in
  Sicilia.
   Pertanto,  i  nuovi percorsi formativi sono (per la  prima  volta)
  tutti  strutturati  in aderenza alle direttive comunitarie  e  alle
  norme  nazionali in modo da consentire l'acquisizione da parte  dei
  destinatari,  di  una  qualifica  professionale  corrispondente  al
  Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).
   Così,  per  le  attività  formative  relative  all'anno  2013-2014
  l'Amministrazione,  intendendo avvalersi della facoltà  di  rinnovo
  dei  cori  di  formazione, secondo le previsioni e le  prescrizioni
  dell'Avviso   n.  20/2011  (relativamente  agli  ambiti   formativi
  FORGIO,FAS  ed FP) ha previsto uno stanziamento di risorse  pari  a
  euro  227.500.000,00 con un risparmio netto di circa 60 milioni  di
  euro  rispetto  all'anno  precedente e  con  la  garanzia,  assunta
  formalmente  dagli  enti  (pena la revoca  del  finanziamento)  del
  mantenimento dei livelli occupazionali dell'anno precedente».

                                                        L'Assessore
                                                        (N. Scilabra)

   LO  SCIUTO-GRECO  G-FIGUCCIA-LOMBARDO-DI  MAURO.  -«Al  Presidente
  della  Regione  e  all'Assessore per l'istruzione e  la  formazione
  professionale, premesso che:

   con  D.D.G. N. 3699 del 12 agosto 2011, a firma del Dott. Ludovico
  Albert, è stato approvato l'Avviso pubblico 'Percorsi formativi per
  il  rafforzamento dell'occupabilità e dell'adattabilità della forza
  lavoro siciliana per il triennio 2012-2014';

   con  lo  stesso  D.D.G.  si è ritenuto di realizzare  il  suddetto
  intervento  con Avviso pubblico e di assegnare allo  scopo  risorse
  finanziarie, disponibili fino al 2014, pari complessivamente a euro
  859.806.219,00  (euro 286.602.073 per ciascun  anno)  eventualmente
  integrabili  mediante  eventuali importi  specifici  aggiuntivi,  a
  valere   sull'asse  II  Occupabilità,  obiettivo  specifico   2   E
  (categoria  di  spesa 65), (Cap. 717307) del PO FSE  Sicilia  2007-
  2013';

   con  nota  prot.  n.  915 dell'11 agosto 2011, l'Area  II  'Affari
  coordinamento  per  le politiche di Coesione' ha rilasciato  parere
  positivo  sulla  complessiva coerenza dell'Avviso in  questione  in
  relazione agli obiettivi specifici e operativi;

   i  soggetti che hanno partecipato al bando hanno dovuto dichiarare
  la  disponibilità  a  realizzare successive edizioni  dei  percorsi
  formativi presentati anche per le annualità 2013-2014;

   considerato che:

   il  settore della formazione professionale versa in uno  stato  di
  crisi  gravissima che mette a repentaglio il posto  di  lavoro  dei
  circa 10.000 addetti con risvolti sociali e di allarme sociale  non
  prevedibili   in  un  contesto  generale  in  cui   il   tasso   di
  disoccupazione ha raggiunto percentuali preoccupanti;

   l'assessore  Nelli  Scilabra, presentando il  programma  politico-
  amministrativo alle organizzazioni sindacali lo scorso 9 aprile, ha
  dichiarato  che l'Avviso n. 20/2011 non ha copertura economica  per
  la seconda annualità 2013 e, pertanto, non potrà essere riproposto;

   l'ex  dirigente generale del Dipartimento regionale  del  settore,
  Ludovico  Albert,  ha  confermato, in  data  9  aprile  scorso,  in
  audizione   alla   Commissione  legislativa  Bilancio   e   Finanze
  dell'Assemblea regionale siciliana, la disponibilità delle  risorse
  per  finanziare la seconda annualità dell'Avviso 20/2011 e  che  le
  somme  si  troverebbero nel cosiddetto Piano straordinario  per  il
  lavoro in Sicilia (Piano Giovani);

   la  prima  annualità dell'Avviso 20/2011 terminerà alla  fine  del
  mese di giugno 2013, salvo improbabili proroghe;

   la  quasi totalità degli Enti gestori ha iniziato le procedure per
  il licenziamento del personale impegnato nelle attività formative e
  la  disdetta  dei  contratti  di  locazione  delle  sedi  corsuali,
  rischiando di innescare un meccanismo di non ritorno;

   ritenuto che:

   l'imminente chiusura della prima annualità dell'avviso 20/2011 non
  consente,  a  garanzia  dei  posti  di  lavoro  degli  addetti,  la
  programmazione  di  nuovi bandi né tantomeno  l'attuazione  di  una
  riforma complessiva del settore, pur necessaria;

   questo  clima  di  incertezza  sulle  soluzioni  da  intraprendere
  ingenera confusione, crea allarme sociale e disattende le legittime
  aspettative dei circa 10.000 operatori del settore;

   non  si  possa  più  frapporre tempo a decisioni  e  provvedimenti
  immediati   da   prendere   con  coraggio,   serietà   e   capacità
  amministrativa;

   per sapere se non ritengano di:

   rendere  edotti, in maniera chiara e definitiva, su quali siano  i
  motivi  che abbiano indotto il Governo regionale a non rifinanziare
  la  seconda  annualità dell'Avviso 20/2011, senza aver previsto,  a
  oggi, alcuna prospettiva alternativa;

   chiarire  con ampia facoltà di prova circa la disponibilità  delle
  risorse  per  finanziare la seconda annualità dell'Avviso  20/2011,
  affermata  dal  Dott.  Ludovico  Albert  e  smentita  dallo  stesso
  Assessore per l'istruzione e la formazione professionale;

   dichiarare,  in modo incontrovertibile, le intenzioni  di  codesta
  Amministrazione  regionale  per  le  soluzioni  dei  problemi   cha
  attanagliano la formazione professionale, intesa nel suo complesso,
  e circa i 10.000 operatori che meritano risposte immediate, serie e
  definitive». (677)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore la interrogazione n. 00677 a firma dell'onorevole
  Lo  Sciuto  con  la quale si chiede allo scrivente  Assessorato  di
  conoscere  in maniera chiara e definitiva quali siano i motivi  che
  abbiano  indotto il Governo regionale a non rifinanziare la seconda
  annualità  dell'Avviso n. 20/2011, senza avere previsto,  ad  oggi,
  alcuna prospettiva alternativa; chiarire con ampia facoltà di prova
  circa  la  disponibilità delle risorse per  finanziare  la  seconda
  annualità  dell'Avviso  n.  20/2011 affermata  dal  Dott.  Ludovico
  Albert  e  smentita  dallo stesso Assessore per l'istruzione  e  la
  formazione professionale; dichiarare, in modo incontrovertibile, le
  intenzioni di questa Amministrazione regionale per le soluzioni dei
  problemi  che attanagliano la formazione professionale, intesa  nel
  suo  complesso,  e  circa i 10.000 operatori che meritano  risposte
  immediate, serie e definitive.
   In  merito  alle  problematiche proposte, preliminarmente  occorre
  chiarire  che il prosieguo delle attività formative dell'Avviso  n.
  20/2011  è  stato assicurato con la sua riedizione per  l'annualità
  successiva,  il  2014,  con una riduzione del  10%  del  monte  ore
  programmato: facoltà prevista dallo stesso Avviso 20, in attuazione
  della  priorità  III  del  Piano straordinario  per  il  lavoro  in
  Sicilia: opportunità giovani  (c.d. Piano Giovani).
   Tale  atto  programmatico, approvato con deliberazione  di  Giunta
  regionale  n.  215 del 21 giugno 2012, è stato finanziato  con  452
  milioni  di euro ai sensi del Decreto n. 25 del 23 aprile 2013  del
  Ministero  dell'Economia  e delle Finanze,  avente  ad  oggetto  il
   Finanziamento a carico del fondo di rotazione di cui  alla  L.  n.
  183/1987  per l'attuazione degli interventi previsti nel  Piano  di
  Azione  e  Coesione ,  con  cui sono state  finanziate  le  risorse
  derivanti dalla quota di finanziamento statale a carico del  citato
  Fondo  di  rotazione ex lege n. 183/1987 per i Programmi  Operativi
  Regionali e nazionali che hanno aderito al PAC.
   Ciò  premesso,  non  può non evidenziarsi come nel  settore  della
  Formazione   professionale  questo  Assessore  abbia  attivato   un
  processo  di  riforma radicale e complessivo finalizzato  sia  alla
  moralizzazione  del settore, che alla sua giusta  collocazione  tra
  l'istruzione e il mercato.
     Si  è  abbandonata, infatti, la vecchia via della  formazione  -
  assistenza  dannosa e che ha prodotto in questi anni esclusivamente
  di    corsi    ripetitivi,   disarticolati   e   non    programmati
  dall'Amministrazione: gestiti spesso senza le necessarie competenze
  e con un uso, purtroppo, distorto del denaro pubblico.
   In  tale  ottica, la programmazione delle attività  formative  per
  l'annualità  2013-2014  è  avvenuta  sulla  base  di  processi   di
  confronto   tra   Istituzioni  e  partenariato   socio   economico,
  nell'ambito  di  tavoli  tecnici appositamente  istituiti;  questi,
  integrati  dai  dati  statistici rilevati dai  sistemi  informativi
  (Censis ed Istat) e finalizzati ad una analisi specifica sia  delle
  figure  professionali che delle filiere produttive,  hanno  portato
  alla  selezione  di  quei profili oggetto di  maggiore  domanda  di
  lavoro in Sicilia.
   L'idea  ispiratrice dell'azione dell'Assessorato, in  sostanza,  è
  stata   quella  di  far  ruotare  l'intero  settore  attorno   alla
  dialettica  permanente  tra  enti gestori  ed  operatori  economici
  (Confindustria,   Confcommercio,   Confartigianato,   per   citarne
  alcuni), essendo proprio questi ultimi i soggetti che orientano  il
  mercato  del  lavoro attraverso la richiesta delle  professionalità
  ritenute più necessarie.
   Con  apposite direttive si sono avviati i percorsi per l'annualità
  2013-2014 e sono state descritte le modalità e le condizioni per la
  presentazione delle proposte progettuali di  Percorsi formativi per
  il  rafforzamento dell'occupabilità e dell'adattabilità della forza
  lavoro siciliana .
   Sulla  base  delle suddette direttive, sono state  presentate  555
  istanze    progettuali,   oggi   tutte   istruite   dagli    uffici
  dell'amministrazione regionale: successivamente saranno  assunti  i
  relativi decreti di impegno e finanziamento.
   I nuovi percorsi formativi saranno strutturati tutti, per la prima
  volta,   in   modo  da  consentire  l'acquisizione  da  parte   dei
  destinatari,  di  una  qualifica  professionale  corrispondente  al
  Quadro   Europeo   delle  Qualifiche  (EQF):  in   ogni   caso   si
  raggiungeranno livelli di competenze e conoscenze tecniche di  base
  necessari  per rafforzare le opportunità di accesso al mercato  del
  lavoro.
   Così,  per  le  attività  formative  relative  all'anno  2013-2014
  l'Amministrazione,  intendendo avvalersi della facoltà  di  rinnovo
  dei  cori  di  formazione, secondo le previsioni e le  prescrizioni
  dell'Avviso   n.  20/2011  (relativamente  agli  ambiti   formativi
  FORGIO,FAS  ed FP) ha previsto uno stanziamento di risorse  pari  a
  euro  227.500.000,00 con un risparmio netto di circa 60 milioni  di
  euro  rispetto  all'anno  precedente e  con  la  garanzia,  assunta
  formalmente  dagli  enti  (pena la revoca  del  finanziamento)  del
  mantenimento dei livelli occupazionali dell'anno precedente.
   Infine, ad ulteriore garanzia dei lavoratori della formazione ed a
  tutela  ed  a  salvaguardia dei livelli occupazionali, per  effetto
  della  circolare  assessoriale n.  1  del  15  maggio  2013,  si  è
  proceduto   all'aggiornamento  dell'Albo  degli   operatori   della
  formazione:    si   è   reintrodotto,   infatti,    il    principio
  dell'obbligatorietà da parte di chi gestirà attività  formative  di
  utilizzare,  per  il  presente e per il futuro,  esclusivamente  il
  personale iscritto all'Albo, svincolando la sorte lavorativa  degli
  operatori da quella degli Enti di formazione».

                                                        L'Assessore
                                                        (N. Scilabra)

                 Rubrica «Turismo, Sport e Spettacolo»

   CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -  FOTI  -  LA
  ROCCA - MANGIACAVALLO- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO  -
  ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  il  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo e  all'Assessore  per  la
  famiglia e le politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   si  apprende dai mezzi di informazione che il Governo italiano  ha
  dato  disponibilità  delle  basi  aeree  dell'Aeronautica  Militare
  Italiana   a  sostegno  dell'aviazione  francese  per  il  nascente
  conflitto   nel  Mali.  Una  delle  basi  interessate   da   questa
  disponibilità  offerta dal Ministro della Difesa è  il  37   stormo
  ubicato presso la base aerea di Trapani-Birgi;

   già  durante la guerra in Libia la base aeronautica del 37  stormo
  di   Birgi  è  stata  impegnata  a  sostegno  delle  Forze   Armate
  Internazionali per circa 12 mesi;

   la base del 37  stormo si trova nelle immediate vicinanze dello lo
  scalo  civile  V.  Florio  con  il  quale  condivide  la  pista  di
  atterraggio e decollo e la torre di controllo del traffico aereo;

   è  ormai un dato consolidato che lo scalo civile V. Florio, grazie
  ad  un accordo commerciale con il vettore low-cost Ryanair, ha reso
  possibile  un  incremento dei passeggeri in  transito  sullo  scalo
  trapanese,  dai  300.00 del 2006 ai quasi 2 milioni  del  2010.  Il
  grande  afflusso  di  passeggeri ha dato una  spinta  sensibile  al
  comparto  dell'industria turistica della provincia, comportando  un
  incremento,  nel  quadriennio  2006-2009,  del  13,44%  di  turisti
  italiani e del 53% di turisti stranieri, in controtendenza al  calo
  di  turismo realizzato in tutto il resto della Sicilia nello stesso
  periodo;

   a seguito delle operazioni militari in Libia del 2011-2012, i voli
  civili  sono  stati  sospesi per circa un mese e,  successivamente,
  quasi  dimezzati per un semestre. Tale riduzione ha  comportato  il
  parziale  spostamento  di alcune tratte sull'aeroporto  di  Palermo
  Falcone  e  Borsellino, con conseguente e notevole danno  economico
  per  l'industria  turistica della Provincia  di  Trapani  in  primo
  luogo, ma anche della Provincia di Agrigento e di varie altre  zone
  della Sicilia;

   i  dati di transito passeggeri dello scalo civile, a seguito della
  chiusura del medesimo registrano una flessione, per l'anno 2011 del
  12,6%, corrispondenti a oltre 200.000 passeggeri in meno;

   considerato che:

   in  occasione  delle  predette operazioni  militari  in  Libia  il
  Governo  italiano  ha emanato il decreto-legge  n.  107  del  2011,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011,  n.  130,
  recante  altresì  la  'Proroga delle missioni internazionali  delle
  forze  armate  e  di polizia e disposizioni per l'attuazione  delle
  Risoluzioni  1970  (2011) e 1973 (2011) adottate dal  Consiglio  di
  Sicurezza  delle Nazioni Unite', nel quale, all'articolo 4-bis,  si
  prevede  una  dotazione  di 10 milioni di euro  dal  fondo  di  cui
  all'articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, da
  destinare  'all'adozione di misure di sostegno e  di  rilancio  dei
  settori dell'economia delle province interessate da ingenti danni a
  seguito delle limitazioni imposte dalle attività operative militari
  ex Risoluzione ONU n. 1973 che hanno inciso sulla operatività degli
  scali aeroportuali civili';

   la  dotazione di 10 milioni di euro si è resa necessaria a ristoro
  delle   limitazioni  operative  e  dei  conseguenti  ingenti  danni
  economici  sociali  e  occupazionali causati dalla  chiusura  dello
  scalo  civile di Trapani, quale unico scalo civile coinvolto  nelle
  operazioni  militari seguite alla partecipazione  dell'Italia  alla
  missione  umanitaria 'Odyssey Dawn (Alba dell'Odissea)' e che  tali
  trasferimenti non sono ancora stati realizzati;

   sulle  materie  elencate all'art. 14 dello Statuto  della  Regione
  siciliana l'Assemblea Regionale Siciliana ha legislazione esclusiva
  e,  tra  queste,  alla  lettera  n),  troviamo  turismo,  vigilanza
  alberghiera e tutela del paesaggio; conservazione delle antichità e
  delle opere artistiche;

   l'articolo 17 dello Statuto prevede che l'Assemblea Regionale può,
  al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi
  propri    della    Regione,   emanare   leggi,    anche    relative
  all'organizzazione  dei  servizi, su tutte  le  altre  materie  che
  implicano  servizi  di  prevalente interesse  regionale  (art.  17,
  lettera i);

   al  successivo  art. 18, è previsto che l'Assemblea Regionale  può
  emettere voti, formulare progetti sulle materie di competenza degli
  organi   dello  Stato  che  possano  interessare  la   Regione,   e
  presentarli alle Assemblee legislative dello Stato;

   all'art.  22,  la  Regione ha diritto di partecipare  con  un  suo
  rappresentante  alla  istituzione e  regolamentazione  dei  servizi
  nazionali  di  comunicazione e trasporti  terrestri,  marittimi  ed
  aerei, che possano comunque interessare la Regione:

   per sapere se:

   il  Governo  regionale abbia intenzione di sollecitare  presso  il
  Parlamento  nazionale  il  trasferimento  dei  fondi  previsti  dal
  decreto  legge  n.  107  del 2011 all'art. 4 bis,  convertito,  con
  modificazioni,  dalla legge 2 agosto 2011, n. 130,  in  materia  di
  'Proroga  delle  missioni internazionali delle forze  armate  e  di
  polizia  e  disposizioni  per l'attuazione delle  Risoluzioni  1970
  (2011)  e  1973  (2011) adottate dal Consiglio di  Sicurezza  delle
  Nazioni Unite';

   il  Governo  regionale abbia intenzione di tutelare, e  con  quale
  modalità  intenda  farlo, l'economia turistica della  Provincia  di
  Trapani  in  particolare,  e  più in generale  dell'intera  Regione
  siciliana,  dai  danni economici derivanti dalle future  operazioni
  militari,  che  avranno di nuovo come baricentro lo scalo  militare
  del   37    Stormo   di  Trapani  Birgi,  con  conseguenti   disagi
  all'aviazione civile». (191)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 191  Iniziative a sostegno  e
  rilancio  dei  settori dell'economia della provincia di Trapani   a
  seguito delle limitazioni imposte  dalle  attività  militari presso
  l'Aeroporto  di Trapani-Birgi , l'onorevole Troisi ha formulato  al
  Presidente della Regione, all'Assessore  per il Turismo, lo sport e
  lo spettacolo e all'Assessore per la Famiglia, le Politiche sociali
  e  il  Lavoro taluni quesiti relativi alle intenzioni  del  Governo
  regionale  in  materia di 'Proroga  delle  missioni  internazionali
  delle  forze  armate e di polizia e  disposizioni  per l'attuazione
  delle  Risoluzioni  1970   (2011)  e   1973   (2011)  adottate  dal
  Consiglio   di   Sicurezza  delle Nazioni Unite' in relazione  alle
  possibili  conseguenze sull'economia turistica della  Provincia  di
  Trapani   in  particolare, e più in generale  dell'intera   Regione
  siciliana,    dai   danni   economici   derivanti    dalle   future
  operazioni militari.
     L'interrogante  si  riferisce a notizie circa  la  disponibilità
  delle  basi  aeree dell'Aeronautica Militare Italiana  offerta  dal
  Governo  italiano  a  sostegno  dell'aviazione  francese  per    il
  nascente   conflitto  nel  Mali;  evidenzia  che  una   delle  basi
  interessate   da   questa disponibilità è il  37   stormo   ubicato
  presso   la base aerea di Trapani-Birgi,  già impegnata a  sostegno
  delle  Forze  Armate Internazionali per circa 12 mesi, durante   la
  guerra   in  Libia  e che la base del 37  stormo  si  trova   nelle
  immediate vicinanze dello lo scalo civile  V. Florio  con  il quale
  condivide  la  pista  di  atterraggio e decollo   e   la  torre  di
  controllo del traffico aereo.
   Sul  punto  viene sottolineato che lo  scalo  civile   V.  Florio,
  grazie  ad  un  accordo  commerciale  con   il   vettore   low-cost
  Ryanair,  ha  registrato  un incremento dei passeggeri in  transito
  sullo   scalo  trapanese, dai 300.00 del 2006 ai  quasi  2  milioni
  del  2010.  Il  grande afflusso di passeggeri  ha dato  una  spinta
  sensibile  al comparto dell'industria turistica  della   provincia,
  comportando un  incremento, nel quadriennio 2006-2009,  del  13,44%
  di    turisti  italiani  e  del  53%  di  turisti  stranieri,    in
  controtendenza al  calo  di  turismo  realizzato  in tutto il resto
  della  Sicilia  nello stesso periodo;  a seguito  delle  operazioni
  militari  in  Libia   del 2011-2012, i voli   civili   sono   stati
  sospesi   per circa un mese e,  successivamente,  quasi   dimezzati
  per  un  semestre.  Tale   riduzione  ha  comportato   il  parziale
  spostamento  di alcune tratte sull'aeroporto di Palermo  Falcone  e
  Borsellino,   con  conseguente   e  notevole  danno  economico  per
  l'industria  turistica  della Provincia di Trapani in primo  luogo,
  ma   anche  della  Provincia di Agrigento e di varie   altre   zone
  della   Sicilia.  Considerato  che  in  occasione  delle   predette
  operazioni   militari    in   Libia   il   Governo   italiano    ha
  emanato    il  decreto-legge  n.107  del  2011,   convertito,   con
  modificazioni,  dalla  legge 2 agosto   2011,   n.   130,   recante
  altresì  la  'Proroga  delle  missioni  internazionali delle  forze
  armate   e   di   polizia  e  disposizioni per  l'attuazione  delle
  Risoluzioni 1970  (2011) e  1973  (2011)  adottate  dal   Consiglio
  di  Sicurezza   delle   Nazioni   Unite',  nel  quale, all'articolo
  4-bis, si prevede una dotazione  di  10  milioni di euro dal  fondo
  di   cui  all'articolo 2, comma 616, della legge 24 dicembre  2007,
  n.  244,  da  destinare 'all'adozione di misure di sostegno  e   di
  rilancio  dei  settori  dell'economia  delle  province  interessate
  da   ingenti  danni  a   seguito   delle  limitazioni imposte dalle
  attività  operative militari ex Risoluzione ONU n. 1973  che  hanno
  inciso  sulla operatività degli scali aeroportuali civili'; che  la
  dotazione  di  10  milioni  di  euro  si   è   resa   necessaria  a
  ristoro  delle  limitazioni  operative  e dei  conseguenti  ingenti
  danni  economici sociali e occupazionali causati   dalla   chiusura
  dello   scalo  civile   di  Trapani,  quale    unico  scalo  civile
  coinvolto  nelle  operazioni  militari seguite alla  partecipazione
  dell'Italia  alla  missione   umanitaria  'Odyssey    Dawn    (Alba
  dell'Odissea)'  e  che  tali trasferimenti non  sono  ancora  stati
  realizzati, l'interrogante rappresenta che la materia del  turismo,
  vigilanza alberghiera e tutela del paesaggio, conservazione   delle
  antichità e delle opere artistiche è tra quelle per le quali l'art.
  14  dello  Statuto  della  Regione siciliana riserva  all'Assemblea
  Regionale  Siciliana potestà legislativa esclusiva; che  l'articolo
  17  dello Statuto prevede che l'Assemblea regionale può, al fine di
  soddisfare  alle  condizioni particolari ed agli  interessi  propri
  della Regione, emanare leggi, anche relative all'organizzazione dei
  servizi, su  tutte  le  altre materie  che  implicano  servizi   di
  prevalente  interesse  regionale  (art.  17,  lettera  i);  che  al
  successivo  art.  18,  è previsto che l'Assemblea   Regionale   può
  emettere   voti,  formulare  progetti sulle materie  di  competenza
  degli  organi dello Stato che possano interessare la   Regione,   e
  presentarli  alle Assemblee legislative dello Stato; e che ai sensi
  dell'art.  22, la Regione ha diritto di partecipare  con   un   suo
  rappresentante  alla  istituzione e regolamentazione   dei  servizi
  nazionali  di comunicazione e trasporti  terrestri,  marittimi   ed
  aerei, che possano comunque interessare la Regione.
   Alla luce delle predette considerazioni, l'interrogante chiede  di
  sapere  se il  Governo regionale abbia   intenzione di  sollecitare
  presso   il   Parlamento  nazionale  il   trasferimento  dei  fondi
  previsti  dal   decreto  legge  n. 107 del 2011   all'art.  4  bis,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011,  n.  130,
  in   materia  di  'Proroga  delle  missioni   internazionali  delle
  forze  armate e di polizia e  disposizioni  per l'attuazione  delle
  Risoluzioni 1970  (2011)  e  1973(2011) adottate dal  Consiglio  di
  Sicurezza   delle   Nazioni  Unite';  ed  ancora  se   il   Governo
  regionale  abbia intenzione di  tutelare,  e  con  quale   modalità
  intenda farlo, l'economia turistica della Provincia di  Trapani  in
  particolare,  e  più in generale  dell'intera  Regione   siciliana,
  dai   danni  economici  derivanti dalle future operazioni militari,
  che  avranno  di  nuovo come baricentro lo scalo militare  del  37
  Stormo   di  Trapani  Birgi, con conseguenti disagi   all'aviazione
  civile.
   Con  riferimento  all'interrogazione in oggetto si  manifesta  sin
  d'ora   la   disponibilità,   sempre  nell'ambito   delle   proprie
  competenze, a creare un tavolo tecnico che contempli la presenza di
  tutti  gli  attori, pubblici e privati del settore  turistico,  per
  stabilire   congiuntamente   possibili   interventi   a    sostegno
  dell'attività turistica del territorio provinciale di Trapani.
   Deve   rappresentarsi,  tuttavia,  che  le  specifiche   questioni
  affrontate  dall'interrogazione in oggetto sfuggono alla competenza
  propria  di  questo  ramo  di  Amministrazione  e  potranno  essere
  trattate dal Governo regionale nella sua collegialità, in  seno  al
  quale  saranno, comunque, evidenziate da parte mia le problematiche
  esposte  nella presente interrogazione e le possibili azioni  volte
  al   perseguimento  delle  finalità  di  salvaguardia  del  settore
  turistico del territorio interessato».

   L'Assessore
  (Michela Stancheris)

   D'ASERO.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  attività produttive, all'Assessore per il territorio e l'ambiente e
  all'Assessore  per  il turismo, lo sport e lo spettacolo,  premesso
  che  in  Sicilia, a seguito della manovra di bilancio approvata  il
  primo  maggio 2013, gli oneri derivanti dalle concessioni demaniali
  marittime sono notevolmente aumentati sfiorando, in alcuni casi, il
  600%, aumento che si applica da subito e che ha valore retroattivo:
  dal 1  gennaio 2013, conferma la maggiorazione del 4%, del 7% e del
  10%   relativamente  alle  aree  a  bassa,  media  e  alta  valenza
  turistica;

   rilevato  che nella realtà siciliana circa il 90% delle  superfici
  delle concessioni demaniali rilasciate agli stabilimenti balneari è
  di circa 10.000 mq ed il fatturato medio per azienda non supera gli
  80/90.000  l'anno, trattandosi, nella maggior parte  dei  casi,  di
  aziende  a  gestione  familiare che hanno  acquisito  una  notevole
  esperienza  gestionale e che garantiscono, a  prezzo  dì  sacrifici
  personali,  servizi  di  qualità  e  accoglienza,  contribuendo   a
  migliorare e integrare l'offerta turistica siciliana;

   considerato che:

   un  forte  appello  è  stato  lanciato  dal  presidente  del  SIB,
  sindacato  stabilimenti  balneari, e dal  Coordinatore  regionaledi
  Assobalneari-Confindustria, i quali concordano che  se  la  Regione
  procederà come da decreto, pretendendo un aumento dei canoni  deman
  iali  del 600%, tutti i gestori di stabilimento balneare in Sicilia
  'saranno costretti a chiudere i battenti';

   il provvedimento, che si avventa su di un settore colpito da tempo
  dalla  crisi  e  che  coinvolge  lidi  balneari,  porti  turistici,
  attracchi  di  barche,  ristoranti e  alberghi  e  conseguentemente
  migliaia  e migliaia di addetti solo in Sicilia, è da rigettare  in
  toto ed a maggior ragione per la semplicistica giustificazione  del
  provvedimento, arrivata da parte del Governo, il quale ha affermato
  che  'l'incremento tende ad adeguare i canoni al  resto  d'Italia',
  non   tenendo  assolutamente  conto  della  particolare  situazione
  locale,  che  costringe i gestori a proporre prezzi di  gran  lunga
  inferiori a quelli praticati in altre regioni;

   verificato  comunque  che  a  distanza  di  pochi  giorni   e   su
  sollecitazione  anche  di questo Gruppo parlamentare  che,  non  ha
  fatto  mancare  il suo sostegno alla categoria, producendo  diversi
  emendamenti contro la norma scritta e approvata in finanziaria  dal
  Governo e dalla sua maggioranza, oltre che la presentazione di atti
  di  sindacato ispettivo, finalmente il Governo, oggi, per  voce  di
  ben  tre  dei suoi assessori, accorgendosi del macroscopico errore,
  annuncia   sulla  stampa  la  marcia  indietro  sul  provvedimento,
  dichiarando di volerlo rimodulare in sede applicativa;

   considerato ancora che un altro problema aperto, per Assobalneari,
  è  la  'spada di Damocle' della direttiva Bolkenstein che nel resto
  d'Italia,  attraverso  una legge nazionale (art.34-duodecies  della
  legge   17   dicembre  2012  n.  221-  conversione  in  legge   con
  modificazioni,  del decreto-legge 18 ottobre 2012, n  179,  recante
  ulteriori  misure  urgenti  per la crescita  del  Paese),  è  stata
  rimandata prorogando le concessioni sino al 2020 e che, in Sicilia,
  il  Governo  non  vuole recepire con la conseguenza  che,  se  tale
  questione non verrà adeguatamente risolta, porterà la maggior parte
  dei  concessionari  demaniali a perdere le  attuali  concessioni  a
  favore dei più economicamente attrezzati concorrenti europei;

   accertato  che  sarebbe stato preferibile, prima di  presentare  e
  votare   questa   norma  affossatrice,  sentire  in   anticipo   le
  organizzazioni di categoria;

   per  sapere  se, alla luce dell'apprezzabile marcia  indietro  del
  Governo,  non si ritenga di affrontare complessivamente  e  con  le
  organizzazioni  di  categoria tutti gli  aspetti  legati  a  queste
  attività ed in particolare:

   lo  snellimento  dell'iter per il rilascio delle  concessioni  che
  risulta lunghissimo e farraginoso;

   l'applicazione di canoni economicamente  sopportabili, tali da non
  pregiudicare  la  stessa esistenza delle aziende e conseguentemente
  il  lavoro  di  migliaia di operatori che il  settore  ancora  oggi
  assorbe;

   nell'applicare  la nuova normativa, definire meglio  le  'fasce  a
  valenza turistica' del territorio siciliano;

   presentare   un  disegno  di  legge  di  recepimento  dell'art.34-
  duocecies  della  legge 17 dicembre 2012, n.  221-  conversione  in
  legge con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
  recante  ulteriori misure urgenti per la crescita del  Paese),  che
  proroga al 2020 le concessioni». (849)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con l'interrogazione n. 849,  Iniziative  urgenti  in
  ordine   alle   concessioni  demaniali  marittime   finalizzate   a
  scongiurare  la chiusura dei lidi balneari , l'onorevole D'Asero ha
  formulato,  al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le
  Attività Produttive e all'Assessore  per il turismo, lo sport e  lo
  spettacolo, taluni quesiti relativi al previsto aumento degli oneri
  derivanti   dalle   concessioni  demaniali    marittime,   fino   a
  raggiungere,   in   alcuni  casi,  il  600%,   aumento    che    si
  applicherebbe con effetti retroattivi.
   Rilevato   che  nella  realtà  siciliana  circa  il   90%    delle
  superfici  delle concessioni demaniali rilasciate agli stabilimenti
  balneari   è   di   circa  10.000 mq ed il  fatturato   medio   per
  azienda  non  supera  gli  80/90.000  l'anno,  trattandosi,   nella
  maggior   parte   dei   casi,  di  aziende  a  gestione   familiare
  che   hanno  acquisito  una notevole esperienza  gestionale  e  che
  garantiscono, con  sacrifici  personali,  servizi   di  qualità   e
  accoglienza,  contribuendo  a  migliorare  e  integrare   l'offerta
  turistica  siciliana;  considerato che un  forte  appello  è  stato
  lanciato   dal    presidente  del  SIB,   sindacato    stabilimenti
  balneari,   e   dal   Coordinatore   regionale   di   Assobalneari-
  Confindustria,  i  quali  concordano  che se la  Regione  procederà
  come  da decreto, pretendendo un aumento dei canoni demaniali  fino
  al  600%,  tutti   i  gestori di stabilimento balneare  in  Sicilia
  'saranno  costretti  a  chiudere i battenti';  considerato  che  il
  provvedimento,  secondo le argomentazioni  del  Governo,  tende  ad
  adeguare  i  canoni al resto  d'Italia', non tenendo  assolutamente
  conto   della   particolare situazione  locale,  che  costringe   i
  gestori   a  proporre prezzi di gran  lunga  inferiori   a   quelli
  praticati in altre regioni; verificato,  comunque,  che il  Governo
  ha  manifestato  l'intenzione di rimodularlo in  sede  applicativa;
  considerato ancora che un altro problema  aperto, per Assobalneari,
  è   la   direttiva   Bolkenstein il cui  recepimento   nel    resto
  d'Italia,  attraverso   una  legge  nazionale   (art.  34-duodecies
  della  legge  17 dicembre 2012 n. 221- conversione  in  legge   con
  modificazioni,  del decreto-legge 18 ottobre  2012,  n.  179),    è
  stato rimandato prorogando le concessioni sino al  2020, mentre, in
  Sicilia, sembrerebbe non voler essere  recepita  con la conseguenza
  che,  se tale  questione non  dovesse essere adeguatamente risolta,
  porterà  la maggior parte  dei  concessionari  demaniali  a perdere
  le  attuali concessioni a favore dei più economicamente  attrezzati
  concorrenti europei; l'interrogante chiede di conoscere se  non  si
  ritenga di affrontare complessivamente  e con le organizzazioni  di
  categoria   tutti   gli  aspetti,  legati  in   particolare:   allo
  snellimento dell'iter per il rilascio delle concessioni che risulta
  lunghissimo    e    farraginoso;   all'applicazione    di    canoni
  economicamente  sopportabili, tali da non pregiudicare  la   stessa
  esistenza delle aziende e conseguentemente il lavoro di migliaia di
  operatori del settore; ad una migliore definizione delle  'fasce  a
  valenza  turistica'  del territorio siciliano;  nonché  se  vi  sia
  l'intenzione di voler presentare  un  disegno  di  legge  regionale
  di recepimento dell'art.34-duocecies della legge 17 dicembre  2012,
  n.  221- conversione in legge con  modificazioni, del decreto-legge
  18   ottobre  2012,  n.  179,  recante ulteriori misure urgenti per
  la crescita del Paese), che proroga al 2020 le concessioni.
   In  ordine  all'interrogazione parlamentare si rappresenta  quanto
  segue.
   Com'è  noto con Decreto del Presidente della Regione n. 509 del  3
  aprile  2013,  emanato su proposta dell'Assessore al  Territorio  e
  Ambiente di concerto con l'Assessore all'Economia, è stato disposto
  l'aumento  del  seicento  per cento, rispetto  alla  corrispondente
  misura  dell'anno precedente, del canone base annuo  relativo  alle
  concessioni  demaniali  marittime,  specchi  acquei  e   pertinenze
  demaniali marittime.
   L'aumento  si  applica  subito e ha  valore  retroattivo:  dal  1
  gennaio 2013,  ferma restando la maggiorazione del 4%, del 7% e del
  10%   relativamente  alle  aree  a  bassa,  media  e  alta  valenza
  turistica .
   Con   D.A.   Territorio  e  Ambiente  n.  138/GAB  del  25  giugno
  (pubblicato  sul  sito)  è stato previsto  il  rinnovo  provvisorio
  d'ufficio fino al 31 dicembre 2015 delle concessioni demaniali  per
  le  quali  è  stato chiesto il rinnovo del titolo concessorio,  con
  applicazione del canone vigente all'epoca del rilascio,  maggiorato
  dell'indice    ISTAT,   salvo   il   conguaglio   da    effettuarsi
  successivamente tenuto conto del DPRS n. 509 del 3 aprile 2013 e di
  eventuali  aumenti introdotti dall'Amministrazione regionale  (art.
  3).
   Il   DPRS  n. 509 del 3 aprile 2013 è stato oggetto di una mozione
  del  Movimento  5  Stelle con la quale se ne  chiedeva  la  revoca,
  nonché  dell'interpellanza n. 68 dell'onroevole  Grasso  Bernadette
  (al Presidente della Regione e all'Assessore al Territorio).
   Al  fine di contemperare le esigenze dell'Amministrazione  con  le
  proposte  avanzate dai rappresentanti delle categorie  interessate,
  l'Assessore  regionale  al Territorio e all'Ambiente  ha  convocato
  diversi  incontri  -  alla presenza dell'Assessore  regionale  alle
  Attività  produttive, delll'Assessore regionale ai Beni  culturali,
  dell'  Assessore  regionale all'Economia, dell'Assessore  regionale
  alle  Risorse  agricole, nonché della sottoscritta e  degli  stessi
  rappresentanti delle categorie interessate - nel corso dei quali si
  è  pervenuti  ad  una  prima  conclusione  circa  l'opportunità  di
  istituire    quattro   tavoli  tecnici  (lidi  balneari,   attività
  industriali   e  produttive  (acquacoltura),  strutture   turistico
  alberghiere, porti-concessioni sportive) al fine di individuare  le
  diverse  casistiche,  in  funzione  della  tipologia,  della  zona,
  dell'utilizzo   e  di  altri  parametri  per  addivenire   ad   una
  scalettatura della percentuale di aumento dei canoni con  un  tetto
  massimo del 600%.
   In  ordine  a tale rimodulazione l'intervento dell'Assessorato  al
  Turismo doveva tendere ad individuare le percentuali di aumento  da
  applicare  alle  strutture  le  cui  attività  rientrassero   nelle
  competenze  proprie  dell'Assessorato (es.  stabilimenti  balneari,
  strutture alberghiere soggette al pagamento del canone, etc.).
   Nel  corso  dei  richiamati incontri si  era  già  pervenuti  alla
  predisposizione di una bozza di griglia di rimodulazione dei canoni
  differenziati  in  quattro  fasce  di   interesse  turistico ,  con
  riferimento anche alle diverse categorie di attività legate al mare
  e  tenuto  conto delle peculiarità di ciascuna attività oggetto  di
  concessione   (es  stabilimenti  balneari,  attività   alberghiere,
  attività produttive, porti).
   Dopo   ampio   dibattito,   tuttavia,   i   rappresentanti   delle
  associazioni, hanno manifestano, unanimemente, essere assolutamente
  pregiudiziale  per la continuità del tavolo, il ritiro  del  citato
  D.A. 509 del 2013.
   La  Giunta regionale di Governo, con deliberazione n. 386  del  29
  novembre   2013,   ha  condiviso  la  proposta   di   rimodulazione
  dell'Assessore regionale al Territorio e all'Ambiente,  secondo  la
  quale potrà prevedersi un incremento dei suddetti canoni  fino   al
  seicento  per  cento rispetto alla corrispondente misura  dell'anno
  precedente,  tenuto  conto  delle  proposte   griglie  che  possano
  realizzare il più possibile il principio di equità fiscale .
   Lo  stesso  Assessore regionale al Territorio e  all'Ambiente,  in
  occasione  dell'ultimo incontro svoltosi in data 11 dicembre  2013,
  ha  rappresentato  le  ulteriori iniziative avviate  con  specifico
  riferimento  alla  proposizione di un disegno di legge  volto  alla
  regolarizzazione  delle concessioni demaniali ad  uso  privatistico
  e/o agricolo, al rilevamento sistematico di tutte le condizioni  di
  irregolarità   dei   comuni  costieri,  nonché  all'identificazione
  sistematica del c.d.  sommerso privato .
   Da   quanto  sopradetto  è  evidente  come  la  questione  oggetto
  dell'interrogazione rientri tra le competenze di questo Assessorato
  prevalentemente per la parte relativa alla definizione delle  fasce
  a valenza turistica  del territorio siciliano.
   In  proposito si precisa che con D.A. n. 4 del 7.2.2011 sono stati
  riconosciuti  i  comuni del territorio siciliano  compresi  tra  le
  località a vocazione turistica. Il suddetto decreto assessoriale  è
  stato integrato con successivo D.A. n. 10 del 16.2.2011 e con  D.A.
  n.   14   del  3.3.2011;  l'ultimo  Decreto  assessoriale  relativo
  all'individuazione delle località a valenza turistica è il D.A.  n.
  58 del 12.10.2011».

                                                       L'Assessore
   (Michela Stancheris)

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  attività produttive e all'Assessore per il turismo, lo sport  e  lo
  spettacolo,  premesso che dopo un lungo periodo di  amministrazione
  giudiziaria,  i  commissari straordinari del  gruppo  Valtur  hanno
  depositato al Ministero per lo sviluppo economico l'istanza per  la
  definizione della procedura di gara per la vendita di un gruppo  di
  sei villaggi;

   rilevato che a Pollina insiste uno dei più importanti villaggi del
  gruppo  nel  quale  lavorano  ben 120 dipendenti  stagionali  oltre
  l'indotto  che  ne  assorbe altrettanti, costituendo  uno  dei  più
  importanti motori di sviluppo turistico della zona, a cavallo delle
  province tra Palermo e Messina;

   considerato  che tutte le regioni ove insistono i villaggi  Valtur
  si  stanno  già  muovendo per fare pressing sul  Ministero  per  lo
  sviluppo  economico  che  deve valutare  le  offerte  sin  ad  oggi
  pervenute e che vedono in lizza 2 concorrenti;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno attivare ogni  iniziativa
  possibile per verificare lo stato delle operazioni di trasferimento
  del   Villaggio   Valtur  di  Pollina  ai  nuovi  acquirenti,   con
  particolare attenzione alla esigenza di tutelare tutti i dipendenti
  del  prestigioso  villaggio e, conseguentemente,  di  quelli  delle
  aziende dell'indotto». (1079)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In ordine all'interrogazione parlamentare n.  1079
  Notizie  sulla  salvaguardia dei livelli occupazionali  del  Gruppo
  Valtur  di  Pollina (PA) , dell'onorevole Vinciullo, si rappresenta
  quanto segue:
   da  informazioni assunte dalla Provincia regionale di Palermo,  la
  struttura   turistico-ricettiva   aperta   al   pubblico,   oggetto
  dell'interrogazione, è classificata da parte della stessa Provincia
  regionale con determina dirigenziale n. 221 del 15 maggio 2012, per
  il  quinquennio 2012/2016, nella tipologia di villaggio  albergo  a
  tre  stelle con una capacità ricettiva di 347 camere e n. 769 posti
  letto; Il rappresentante legale, per l'anno 2013, ha comunicato  le
  nuove  tariffe e la nuova data di apertura stagionale dal 2  giugno
  al 22 settembre 2013.
   Per  quanto  riguarda  i  regimi di aiuti  previsti  dal  PO  FESR
  2007/2013, si rende noto che gli stessi sono stati attuati  con  la
  linea  d'intervento 3.3.1.4., di competenza del Dipartimento  delle
  Attività  Produttive della Regione siciliana; con la  pubblicazione
  del Decreto del Dirigente Generale n. 1423/4 del 02/07/2013 è stata
  approvata  la  graduatoria  delle imprese  del  settore  turistico-
  alberghiero   ammesse  alla  agevolazioni  a  valere  sulla   linea
  d'intervento 3.3.1.4 del PO FESR 2007/2013, che sostituisce  quella
  già approvata con DDG 264/4 del 14/02/2013.
   Eventuali   agevolazioni   potrebbero   essere   previste    nella
  programmazione 2014/2020.
   In  ordine  al richiesto impegno del Governo sulla verifica  dello
  stato  delle  operazioni di trasferimento del villaggio  Valtur  di
  Pollina ai nuovi acquirenti, si ritiene utile l'istituzione  di  un
  tavolo  tecnico finalizzato all'approfondimento delle problematiche
  connesse  all'acquisizione del citato villaggio, che si  è  appreso
  essere  rimasto fuori dal perimetro rilevato dalla Orogroup S.p.A.,
  società subentrata alla Valtur S.p.A.».

                                                          L'Assessore
                                                  (Michela
                                                  Stancheris)

   D'ASERO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i  beni
  culturali  e  l'identità siciliana, all'Assessore  per  l'economia,
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  all'Assessore  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  all'Assessore  per  il turismo, lo sport e lo spettacolo,  premesso
  che con la deliberazione n. 01/c del 25 giugno 2013, il Commissario
  Straordinario  della Provincia regionale di Trapani  deliberava  di
  approvare    la    proposta    di   deliberazione,    dichiarandola
  immediatamente esecutiva, per l'esercizio di recesso dai  consorzi,
  società  consortili, enti ed associazioni non obbligatori ai  quali
  partecipa la Provincia regionale di Trapani nella qualità di socio;

   considerato  che con la delibera di cui in premessa, la  Provincia
  ha avviato il recesso da importantissimi istituti come il Consorzio
  Universitario della Provincia di Trapani, la Fondazione  Orestiadi,
  tutti   i   distretti  turistici,  il  Consorzio  I.T.A.   Istituto
  Tecnologie Avanzate ecc., tutte istituzioni che hanno costituito  e
  ancora  rappresentano  un valore aggiunto  per  lo  sviluppo  della
  società trapanese in tutti i suoi aspetti;

   ritenuto  che  per  avviare una simile ed  epocale  dismissione  è
  necessario riunire tutti gli Enti locali e la Regione per  valutare
  la  destinazione di queste partecipazioni, alla luce del fatto  che
  non si possono dismettere le eccellenze del territorio;

   per sapere se non ritengano opportuno attivare misure necessarie a
  sospendere  la esecutività della deliberazione consiliare  adottata
  dal  Commissario Straordinario della Provincia regionale di Trapani
  e contestualmente:

   interpellare i Comuni e tutte le realtà territoriali  al  fine  di
  verificare l'interesse alla acquisizione delle partecipazioni della
  Provincia  di cui all'elenco inserito nella deliberazione  n.  01/c
  del  25  giugno  2013 e ove il processo di cui  sopra  non  dovesse
  essere  conducente,  analizzare ogni partecipazione  e  inserire  a
  carico  del  bilancio regionale quelle ritenute indispensabili  per
  uno  sviluppo armonioso della società trapanese come il prestigioso
  Consorzio Universitario di Trapani e quelle per le quali sono state
  attivate misure di sostegno con finanziamento europeo;

   avviare   analogo   percorso  per  tutte  le  Province   regionali
  siciliane». (1111)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con  l'interrogazione n. 1111   Notizie  in  merito
  all'esercizio della facoltà di recesso dai consorzi, enti ed  altre
  società    partecipate   delle   province   regionali   siciliane ,
  l'onorevole  D'Asero,  ha formulato, al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore    per  il  turismo,  lo  sport  e   lo   spettacolo,
  all'Assessore  per i Beni Culturali, all'Assessore per  l'Economia,
  all'Assessore  per  la  Famiglia, all'Assessore  per  le  Autonomie
  Locali,  un  quesito relativo l'esercizio di recesso dai  consorzi,
  società consortili e, enti ed associazioni non obbligatori ai quali
  partecipa la Provincia di Trapani.
   In particolare, l'interrogante segnala che la Provincia di Trapani
  ha  avviato il recesso da alcuni importantissimi istituti  come  il
  Consorzio  Universitario,  la Fondazione  Orestiadi,  il  Consorzio
  I.T.A.  Istituto  Tecnologie Avanzate ecc., tutte  istituzioni  che
  hanno costituito ed ancora rappresentano un valore aggiunto per  lo
  sviluppo della società trapanese in tutti i suoi aspetti.
   L'Interrogante  ritiene  che per avviare  una  simile  ed  epocale
  dismissione  è  necessario  riunire tutti  gli  Enti  Locali  e  la
  Regione,   pertanto,  chiede se non si ritenga  opportuno  attivare
  misure  necessarie a sospendere la esecutività della  deliberazione
  consiliare  adottata dal Commissario Straordinario della  Provincia
  Regionale di Trapani.
   In  ordine  all'interrogazione parlamentare si rappresenta  quanto
  segue.
   Dagli atti degli Uffici è emerso che la Provincia di Trapani è:
   associata  al Distretto Turistico Regionale Territoriale   Sicilia
  Occidentale   che ha scelto di costituirsi in forma di   fondazione
  di  partecipazione  senza scopo di lucro  con sede  legale  in  Via
  Mafalda di Savoia n.26, Trapani (c/o Confindustria),.
   Al  distretto  turistico regionale tematico    Vini  e  Sapori  di
  Sicilia ,  che  ha scelto di costituirsi in forma  di  associazione
  semplice  senza scopo di lucro , con sede presso il comune  di  San
  Vito Lo Capo (TP).
      Tali   aggregazioni  sono  inquadrabili   come   organismi   di
  partenariato pubblico/privato (nessuna delle quali, tuttavia, ha ad
  oggi  ottenuto  il riconoscimento di persona giuridica  di  diritto
  privato  e  quindi  l'iscrizione nel Registro istituito  presso  la
  Segreteria  Generale della Presidenza della Regione  Siciliana,  né
  nell'omologo,  a  valenza nazionale, presso la Prefettura)  e  sono
  regolamentate dai rispettivi atti costitutivi, statuti, regolamenti
  organizzativi, in materia di nuove adesioni o di recesso di soci.
     Con  specifico  riferimento  alla  sopra  descritta  ipotesi  di
  recesso,  si rappresenta che il Dipartimento Regionale del  Turismo
  può  intervenire  nei confronti dei Distretti  con  la  revoca  del
  riconoscimento laddove si verifichino recessi da parte di  soggetti
  aderenti,   tali  da  comportare  il  venir  meno   dei   requisiti
  dell'ambito territoriale. Tuttavia, un eventuale venir  meno  delle
  province   non   incide   sui  parametri  fissati   ai   fini   del
  riconoscimento e quindi del successivo mantenimento  dei  requisiti
  (legati al numero dei comuni aderenti, capacità ricettiva, rapporto
  tra   popolazione   residente  ed  esercizi   commerciali),   tutti
  riconducibili ai comuni stessi».

                                                      L'Assessore
                                                      (Michela
                                                    Stancheris)
   ASSENZA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  turismo, lo sport e lo spettacolo, premesso che:

   l'Assessorato  del  turismo, dello sport e  dello  spettacolo,  ha
  avviato  e concluso la redazione del Piano per la compartecipazione
  economica a manifestazioni culturali e d'intrattenimento,  valutate
  di livello e d'interesse regionale;

   considerato che sui 37 eventi cofinanziati e spalmati' su tutto il
  territorio   regionale,  nessuno,  stranamente,  si   svolgerà   in
  provincia  di  Ragusa,  come  se Ragusa,  Modica,  Scicli,  Comiso,
  Ispica,   Chiaramonte  Gulfi,  ecc.  non  meritassero   di   essere
  'attenzionati'  dagli  'esperti' degli uffici e,  conseguentemente,
  dallo stesso Assessore regionale per il turismo, nonostante le  sue
  visite ragusane;

   ritenuto che occorre fare chiarezza sull'accaduto;

   per sapere:

   quali  criteri siano stati assegnati ed utilizzati da  coloro  che
  hanno    predisposto   la   pianificazione   regionale    per    la
  compartecipazione   economica   a   manifestazioni   culturali    e
  d'intrattenimento, valutate di livello e d'interesse regionale;

   quali   azioni  si  intendano  intraprendere  per  soddisfare   le
  legittime aspettative di crescita dei cittadini della provincia  di
  Ragusa che attendono che anche la loro provincia venga coinvolta in
  un  circuito  prezioso, che i finanziamenti  legati  ad  importanti
  manifestazioni innegabilmente portano;

   se  non  ritengano opportuno sospendere la esecutività del  Piano,
  ricanalizzare  le  somme disponibili per esso verso  manifestazioni
  veramente significative e già avviate negli anni scorsi, che  anche
  in  provincia  di Ragusa, hanno avuto un effetto straordinariamente
  trainante per l'economia». (1209)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «Con  l'interrogazione  n.  1209   Notizie   sulla
  pianificazione  regionale  per  la  compartecipazione  economica  a
  manifestazioni  culturali e di intrattenimento nella  provincia  di
  Ragusa ,  l'onorevole  Assenza  ha formulato  al  Presidente  della
  Regione  e all'Assessore  regionale per il Turismo, lo sport  e  lo
  spettacolo,   alcune   richieste   inerenti  la   compartecipazione
  economica   della   Regione  a  manifestazioni   culturali   e   di
  intrattenimento, evidenziando, in particolare, che nessun  progetto
  cofinanziato  dalla  Regione  è  in programma  nella  provincia  di
  Ragusa.
   L'interrogante, in particolare, ha chiesto di conoscere:
   i   criteri   adottati   da  coloro  che  hanno   predisposto   la
  pianificazione   regionale  per  la  partecipazione   economica   a
  manifestazioni culturali e di intrattenimento, valutate di  livello
  ed interesse regionale;
   quali   azioni  si  intendano  intraprendere  per  soddisfare   le
  legittime aspettative di crescita dei cittadini della provincia  di
  Ragusa;
   l'eventuale intenzione di sospendere l'esecutività del  piano  già
  in vigore.
   In merito ai criteri adottati si rappresenta quanto segue.
   La  legge  regionale  26  marzo 2002, n. 2,  art.  39,  2   comma
  autorizza  l'Assessore  regionale al Turismo,  allo  Sport  e  allo
  Spettacolo  a promuovere e realizzare direttamente, anche  mediante
  convenzioni con organismi privati, manifestazioni ed eventi.
   Con  la  Circolare  n.  29598 del 28 dicembre  2011,  integrata  e
  prorogata  dalle Circolari n. 12609 del 23 maggio 2013 e  n.  14243
  del 14 giugno 2013, questo Assessorato ha individuato le  procedure
  e  modalità  di  presentazione delle istanze per il  sostegno  alle
  spese di realizzazione delle manifestazioni turistiche promosse  ai
  sensi del comma 2 dell'art. 30 della legge regionale 26 marzo 2002,
  n. 2, e successive modifiche ed integrazioni .
   La  stessa Circolare n. 29598/2011 ha indicato due  categorie   di
  manifestazioni oggetto di compartecipazione di questo  Assessorato,
  e  precisamente gli  eventi e manifestazioni direttamente promossi
  e  le   manifestazioni organizzate da terzi  (c.d.  a  regia) ;  su
  queste  ultime, oggetto della presente interrogazione,  cui  si  fa
  riferimento  al  punto  B  della Circolare, sono stati  individuati
  dei  criteri  di  selezione (punto B3),  in  base  ai  quali  viene
  assegnato  un  punteggio  derivante da parametri  espliciti  e  ben
  evidenziati, e precisamente:
   tipologia  della  manifestazione in  relazione  alla  capacità  di
  attrazione  e  promozione  del territorio:  punti  30  (indicatori:
  numero   di   spettatori  in  precedenti  analoghe  manifestazioni,
  attrattività turistica del sito);
   affidabilità e capacità tecnica del soggetto organizzatore:  punti
  20  (indicatori:  comprovata esperienza, organizzazione  e  risorse
  umane);
   apprezzamento degli aspetti organizzativi e di bilancio: punti  30
  (indicatori:  chiarezza  del  progetto,  coerenza  finanziaria  tra
  bilancio e progetto, articolazione del piano promo-pubblicitario);
   salvaguardia  delle manifestazioni che hanno assunto un  carattere
  di continuità e tutela, al contempo, delle iniziative innovative se
  di   particolare  originalità:  punti  20  (indicatori:  numeri  di
  edizioni realizzate, idea originale de di nuova ideazione).
   L'istruttoria  preliminare  di  tutte  le  istanze  pervenute   in
  Assessorato  è  stata  eseguita dagli uffici del  Dipartimento  del
  Turismo,  dello Sport e dello Spettacolo, che hanno effettuato  una
  prima  valutazione  dell'ammissibilità delle  richieste  pervenute,
  attraverso   una   verifica  amministrativa  della   documentazione
  trasmessa.
     Le  istanze  ritenute  ammissibili - per  la  completezza  della
  documentazione  amministrativa  -  sono  state  valutate   da   una
  Commissione  appositamente costituita, ai sensi del  1   comma  del
  punto  B3 della Circolare n. 29598/2011 sopra citata, dal Dirigente
  Generale  del  Dipartimento  del  Turismo,  dello  Sport  e   dello
  Spettacolo con nota n. 14118 dell'1 luglio 2013.
   La  Commissione, che ha operato autonomamente per  la  valutazione
  dei  progetti  a  regia, si è riunita il 9 luglio  2013  (prot.  n.
  16116),  il  17  luglio 2013 (prot. n. 16640), il  23  luglio  2013
  (prot.  n. 17020) e il 29 luglio 2013 (prot. n. 17490), effettuando
  una  valutazione  di   merito  e valutando positivamente  tutte  le
  istanze  che hanno raggiunto un punteggio compreso tra i 70  e  100
  punti, assegnati in base ai criteri di cui al punto B3 della stessa
  Circolare.
   Solo le istanze alle quali la Commissione ha attribuito almeno  70
  punti  sono  state  ammesse a cofinanziamento da  parte  di  questo
  Assessorato,  che  ne ha differenziato l'entità del  contributo  in
  base  al punteggio ottenuto da ciascuna istanza; si sottolinea  che
  tutte  le  iniziative approvate hanno beneficiato di un  contributo
  relativamente  modesto, compreso tra il 14,50% e  il  20,71%  della
  quota  di  finanziamento (50% dell'importo  progettuale)  a  carico
  della  Regione, a seconda del punteggio ottenuto in base ai criteri
  previsti dalla Circolare.
   Nessuna  iniziativa per manifestazioni  a regia  presentata  dagli
  amministratori del territorio della provincia di Ragusa ha ottenuto
  il  punteggio  minimo  per l'attribuzione di una  compartecipazione
  economica di questo Assessorato.
   In  merito  al  secondo punto dell'interrogazione si comunica  che
  nella  G.U.R.S.  n.  4  del 24 gennaio 2014 è stata  pubblicata  la
  Circolare  n.  928  del 17 gennaio 2014  Procedure  e  modalità  di
  presentazione  delle  istanze  per  il  sostegno  alle   spese   di
  realizzazione delle manifestazioni turistiche promosse ai sensi del
  comma  2 dell'art. 39 della legge regionale 26 marzo 2002, n.  2  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni ,  che  ha   espressamente
  revocato tutte le precedenti Circolari in materia, ivi compresa  la
  Circolare n. 29598/2011, e ridisciplinato integralmente le modalità
  di  individuazione, selezione e finanziamento delle  manifestazioni
  ed eventi afferenti a questo Assessorato.
   La  Circolare n. 928/2014 indica esplicitamente - al punto 6  -  i
  criteri   di   valutazione  ai  quali  far   riferimento   per   il
  cofinanziamento  di  manifestazioni ed eventi  afferenti  a  questo
  Assessorato,  criteri  che  non  si applicano  alle  iniziative  di
  importo ridotto (punto 10), i c.d.  patrocini  onerosi .
   In  merito al terzo punto della interrogazione parlamentare che si
  riscontra si rimanda quanto diffusamente descritto al primo  punto;
  si  ritiene,  infatti, che la procedura posta in essere,  esecutiva
  delle indicazioni contenute nella Circolare n. 29598/2011 in merito
  ai  criteri  adottati  per la valutazione  delle  istanze  ex  l.r.
  2/2002,   art.   39,  comma  2,  sia  sufficiente   a   evidenziare
  l'inopportunità  -  e  l'impossibilità - di sospensione  del  Piano
  approvato,  fermo restando l'intendimento di questo Assessorato  di
  porre   in   essere  tutte  le  legittime  azioni  finalizzate   al
  perseguimento delle finalità di salvaguardia del settore  turistico
  del territorio ragusano».

   L'Assessore
  (Michela Stancheris)