Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli D'Agostino e Digiacomo,
hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Turano è stato autorizzato a
recarsi in missione il 5 marzo 2014, per ragioni inerenti il suo
ufficio.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la salute:
N. 137 - Applicazione dell'art. 25, comma 8, della legge regionale
n. 19 del 2005, finalizzato all'attuazione del Programma regionale
unitario per l'autismo.
Firmatari:Zito Stefano; Palmeri Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina.
(Con nota prot. n. 7922 del 27 febbraio 2013, l'Assessore per la
famiglia ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota prot. n.
15039 del 21 marzo 2013, il Presidente della Regione ha delegato
l'Assessore per la salute)
.
N. 651 - Notizie in merito alla chiusura del punto nascite di
Petralia Sottana (PA) e interventi finalizzati a mantenerne
l'operatività a garanzia del diritto alla salute dei residenti del
comprensorio territoriale.
Firmatari:Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia;Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero;Venturino Antonio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano.
(Con nota prot. n. 28113 del 5 giugno 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 657 - Interventi urgenti per assicurare la riapertura del punto
nascita presso l'ospedale di Petralia Sottana (PA).
Firmatari:Cordaro Salvatore
(Con nota prot. n. 28277 del 6 giugno 2013, il Presidente della
Regione ha delegato l'Assessore per la salute).
N. 1052 - Interventi a tutela e salvaguardia dell'incolumità
pubblica nei luoghi di lavoro.
Firmatari:Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta in Commissione:
N. 1607 - Interventi finalizzati al ripristino del collegamento
stradale Gangi - San Mauro (PA).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Ferrandelli Fabrizio
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1606 - Chiarimenti in merito alla gestione ed alla
riorganizzazione dei Consorzi di bonifica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco;
Assenza Giorgio; Milazzo Giuseppe; Alongi Pietro
N. 1608 - Interventi urgenti in favore dei lavoratori degli
sportelli multifunzionali.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Picciolo Giuseppe; Greco Marcello; Tamajo Edmondo; Lo Giudice
Salvatore; Forzese Marco Lucio
N. 1609 - Misure urgenti in merito ai danni allo sviluppo
turistico, paesaggistico, ambientale che potrebbero derivare dalla
posa delle barriere antirumore, riguardanti il raddoppio
ferroviario Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1610 - Notizie circa le modalità di reclutamento delle figure
sanitarie professionali necessarie al Centro sanitario
permanente di Lampedusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Greco Giovanni; Lo Sciuto Giovanni
N. 1611 - Iniziative urgenti volte al ripristino della viabilità
della strada provinciale 1.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Figuccia Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Per un richiamo al Regolamento
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per un richiamo al
Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
richiamo al Regolamento è per porre il presente quesito
all'assessore, di trenta secondi, anzi meno: assessore Valenti,
avrei necessità che lei chiarisse all'Aula - lo chiedo nella mia
qualità di componente della I Commissione - quanto, effettivamente,
durerà il periodo di commissariamento nelle province e quando,
effettivamente, si concretizzeranno i liberi consorzi.
Era questo il quesito.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole Milazzo, il tempo
necessario per organizzare i liberi consorzi è fissato già negli
articoli che l'Aula ha approvato. Ci sono sei mesi di tempo
dall'approvazione della norma per permettere ai Comuni che vogliono
cambiare il consorzio in cui si trovano inseriti nel momento in cui
la legge viene pubblicata, quindi, ci sono sei mesi di tempo per
poter cambiare, per poter passare al consorzio vicino o costituirne
altri nuovi, purché il consorzio non abbia una popolazione
inferiore a 180 mila abitanti, insieme ad altri Comuni che si
staccano dagli altri consorzi.
Ci sono, quindi, sei mesi affinché i Comuni possano fare questa
operazione. Dopo i sei mesi, avremo il quadro definito della
situazione territoriale e si dovrà approvare una nuova legge per il
trasferimento delle funzioni. A quel punto, il consorzio diventerà
operativo. Di fatto, quindi, resteranno in carica fino al momento
in cui gli organi dei nuovi enti non saranno perfettamente
operativi.
Questa è la procedura prevista, nel caso in cui la legge venisse
approvata. Se, per caso, la legge non dovesse essere approvata e si
dovesse andare ad elezioni, allora, il termine ultimo, così come
chiarito anche dal parere del CGA, sarebbe la data ultima per poter
definire il turno elettorale.
Se si dovesse andare, per esempio, all'ultimo turno elettorale,
con il ballottaggio, si arriverebbe al 29 giugno, quindi, così come
richiamato dal CGA, fino al 30 giugno.
Siccome, questa norma - siamo fiduciosi - vedrà la fine e, quindi,
sarà approvata, fino all'insediamento ed al funzionamento degli
organi
MILAZZO Giuseppe possiamo andare ad una ulteriore proroga dei
commissari?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Non c'è bisogno di proroga. E' già previsto che vadano fino
all'insediamento degli organi.
liberi consorzi comunali e città metropolitane nn. 642 e altri/A
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge Istituzione dei
liberi consorzi comunali
e delle Città metropolitane (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-
183-219-226-268-
474-542-543-546-613-638-662/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge
Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
542-543-546-613-638-662/A).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Si passa all'articolo 8, ne do lettura.
«Art. 8.
Organi delle Città metropolitane
1. Sono organi delle Città metropolitane:
a) la Conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei comuni
compresi nella Città metropolitana;
b) il Sindaco metropolitano;
c) la Giunta metropolitana, eletta dalla Conferenza metropolitana.
2. Gli organi delle Città metropolitane sono eletti con sistema
indiretto di secondo grado e restano in carica cinque anni, fermo
restando che la cessazione dalla carica ricoperta nel comune di
appartenenza comporta la cessazione dalla carica ricoperta nella
Città metropolitana. Nel caso in cui la Città metropolitana
coincida con il comune di riferimento, il sindaco, il consiglio
comunale e la giunta comunale mantengono la denominazione di
Sindaco metropolitano, Consiglio metropolitano e Giunta
metropolitana e continuano ad esercitare le funzioni loro
attribuite.
3. Con legge regionale, da approvarsi entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, è disciplinato
l'ordinamento delle Città metropolitane».
Onorevoli colleghi, all'articolo 8, sono stati presentati degli
emendamenti soppressivi.
Pongo in votazione l'emendamento 8gov.R. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Il Governo ritira l'emendamento di riscrittura 8gov.R.
L'Assemblea ne prende atto.
Decadono, pertanto, tutti i subemendamenti e la riscrittura.
Si passa all'emendamento 8.5.
GUCCIARDI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.6 (I parte).
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 8.6.1
Aggiungere le parole dei presidenti di circoscrizione' .
Onorevole Assenza, le do una buona notizia: le comunico che gli
Uffici stanno distribuendo gli articoli già approvati nelle sedute
precedenti.
CRACOLICI. presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
intervenire per illustrare il subemendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il tema è il seguente: l'assemblea
della Città metropolitana, così come abbiamo previsto per i liberi
consorzi, costituita dai sindaci, nel caso della città
metropolitana: le tre città hanno eletti direttamente dai
cittadini, i Presidenti delle circoscrizioni, quindi hanno eguale
legittimità democratica perché eletti direttamente. Quindi, si
prevede che l'assemblea della Città metropolitana oltre ad avere i
sindaci abbia anche i Presidenti eletti direttamente dai cittadini
facente parte dell'organo metropolitano.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cracolici ha una strana idea della democrazia perché trasferisce in
via automatica: quello che è il voto popolare per l'elezione del
sindaco, secondo l'onorevole Cracolici, per via traslativa dovrebbe
operare direttamente per nominare, che in questo caso ho usato
volutamente il termine nominare', ma specificatamente proprio per
nominare il Presidente delle Città metropolitane.
Una cosa è l'elezione diretta del sindaco, altra è l'indicazione
del Presidente delle Città metropolitane. Avete escluso per i
liberi Consorzi, l'elezione diretta, su questo noi abbiamo fatto
una lunga battaglia allo Stato, tra virgolette, purtroppo
risultata non vincente; avete adottato questo sistema di elezione
di secondo grado, tralasciando i principi dettati dagli articoli 5
e 51 della nostra Costituzione che prevedono in caso di enti di
governo comunque l'elezione diretta e non questo sistema di
elezione indiretta sconosciuto ai sistemi elettorali previsti nel
nostro ordinamento. Ora trasferiamo questo peccato d'origine anche
per gli organi delle Città metropolitane.
Ritengo che, almeno per le città metropolitane, potremmo - ed in
questo senso penso che ci siano alcuni emendamenti che lo prevedono
- prevedere questa possibilità dell'elezione diretta. Anche in
questo caso ritengo, comunque, che si stia introducendo
un'ulteriore contraddizione, perchè noi abbiamo escluso, per quanto
riguarda l'Assemblea dei Liberi Consorzi, la partecipazione dei
consiglieri, surrettiziamente poi introdotta, ma solo per
l'elezione del Presidente dell'assemblea fondativa, in questo caso,
invece, così come previsto, sarà prevista la possibilità dei 45
consiglieri comunali eletti dai rispettivi Consigli.
Ci sarà un bel da fare per gli uffici applicando l'articolo 117,
ma se l'articolo 117, come mi è stato spiegato e come ho cercato di
leggere nel Regolamento interno dell'Assemblea Regionale Siciliana,
deve servire solo ad eliminare i refusi e gli aspetti marginali
formali, non potrà porre fine a quelli che sono, invece, delle vere
e proprie norme modificative e, quindi, sarà inapplicabile nel caso
in specie.
Si è già votato sugli emendamenti soppressivi, penso che sarebbe
il caso, però, di non andare veramente di fretta per gli altri
emendamenti.
So che il Governo ha fretta di ottenere questo successo mediatico
e, probabilmente, per il cambio di opinione di alcuni Gruppi
parlamentari di quest'Assemblea, riuscirà ad ottenerlo, magari sarà
un successo mediatico di breve momento se, come penso, il
Commissario dello Stato farà giustizia di questo disegno di legge
che, come già detto altre volte, non ha più né capo e né coda.
L'onorevole Cracolici ieri ha fatto un intervento che mi ha
stranito perché ha detto che si era sulla buona strada, che stavamo
approvando un disegno di legge che costituiva quasi l'unicum del
panorama italiano, dimenticando che il suo disegno di legge, quello
che mi pare era stato approvato e messo in discussione, in questo
disegno di legge finale non ha forse nemmeno le virgole rispettate.
Quello che, però, era inammissibile, a parere degli uffici di
quella Commissione, alla quale ho partecipato, purtroppo in
brevissime occasioni, ma mi sono reso conto come l'idea del
Presidente della Commissione era completamente divergente con
l'idea di questo disegno di legge del Governo, però ho capito che
poi onor di casacca impone a tutti di fare ammenda delle proprie
convinzioni e, quindi, mi compiaccio con l'onorevole Cracolici che,
invece, di dimettersi da Presidente della Commissione perché il suo
disegno di legge è stato completamente capovolto, ora applaude a
quel disegno di legge che in Commissione stessa aveva più volte
aspramente criticato fino ad una riunione in quest'Assemblea dove
era arrivato a strappare in faccia al Presidente i suoi
emendamenti. Ma, ognuno della sua coerenza, della propria vita a e
delle proprie azioni fa quello che crede.
Io, signor Presidente, a costo di sembrare ostinato, a costo di
sembrare l'ultimo giapponese nell'isola deserta continuerò a
difendere questo ruolo fino all'approvazione, mi auguro,
malauguratamente che non avvenga, di questo disegno di legge nel
suo complesso, scocciando anche gli Uffici, scocciando anche la
Presidenza, infastidendo il Governo, dando fastidio anche ai
consiglieri che, magari, vogliono tornare a casa il più presto
possibile, ma io complice di una legge di siffatta natura non vorrò
arrendermi fino all'ultimo momento.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la preoccupazione
che avevo sollevato ieri e mi rivolgo al Presidente della
Commissione, onorevole Cracolici, che in questo momento è
annebbiato ed offuscato dalla presenza dell'onorevole Panepinto.
Onorevole Panepinto, stavo parlando con l'onorevole Cracolici più
che altro per fargli una domanda. Ieri mi sono preoccupato ed ho
sollevato un problema di una organizzazione dei liberi Consorzi e
delle Città metropolitane, anzi delle aree metropolitane poi
diventate Città metropolitane, mi sono preoccupato di una politica
a due velocità: quella di un rischio che le aree metropolitane
abbiano una marcia in più per una serie di motivazioni che non sto
qua a spiegare ma che tutti quanti conosciamo e che i paesi
dell'entroterra vengono un poco emarginati.
Quando lei, onorevole Cracolici, presenta questo subemendamento,
giusto, legittimo, ci mancherebbe, però non fa il paio con quello
che è successo all'articolo 4.
Mi spiego meglio. All'articolo 4, quando si prevedeva la presenza
anche dei consiglieri dei consigli comunali dei liberi Consorzi,
con un emendamento votato tra l'altro a scrutinio segreto, i
consiglieri sono stati fatti fuori, non possono partecipare ai
liberi Consorzi, soltanto i sindaci.
Qui, in questo testo, all'articolo 8 partecipano i sindaci delle
aree metropolitane, i consiglieri..
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. E' stato
ritirato
ALONGI. Però, lei giustamente dice inseriamo i presidenti delle
circoscrizioni . Come vede, però, lei si è fatto la domanda, il
quesito di fare intervenire un segmento di persone elette dal
territorio, come sono eletti, mi permetto di dirle, i consiglieri
comunali
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Quelli sono
eletti direttamente.
ALONGI. Perché, mi scusi, onorevole Cracolici, i consiglieri
comunali vengono nominati? No Lei dice che vengono eletti
direttamente. Perché i consiglieri comunali da chi vengono eletti?
Dallo stesso organo? Lei mi deve dire una cosa diversa:
rappresentano una coalizione, più partiti, ma vengono eletti con il
voto democratico degli elettori.
Quindi, ritengo che noi continuiamo su una strada di un possibile
papocchio, dove viaggiamo a due velocità su quelle che sono le aree
metropolitane e su quelle che sono i liberi consorzi.
Non sono contrario al fatto che i presidenti delle circoscrizioni
possono partecipare, ci mancherebbe altro A me preoccupa, oggi,
che non partecipano i consiglieri comunali, quindi volevo
sottoporre quello che diceva il collega Assenza, cioè c'è una
disparità - dal mio punto di vista - della nuova organizzazione sia
delle città metropolitane che dei liberi Consorzi, questa era la
mia preoccupazione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho avuto
la sfortuna di ritardare qualche minuto entrando in Aula e mi sono
accorto come c'è stato un cambiamento di tendenza, lo voglio
chiedere all'Assessore, perché in questi pochi minuti l'Assemblea
penso che si sia accorta come abbiamo ulteriormente cambiato il
percorso che si era disegnato, immaginato e intrapreso.
Si era ipotizzato di definire, di fare una legge che definisse un
po' alcuni criteri, specificasse organi, specificasse un po' di
funzioni. In effetti, mi rendo conto arrivando qua in Aula che
stiamo facendo, stiamo ritornando un po' indietro al testo
originario licenziato dalla Commissione, ritirando il governo
l'emendamento 8 GOV R.
E questo proprio per ritornare nel vago, e così, magari, dare a
questa Assemblea il compito da qui a qualche tempo di poter
ritornare sulla materia, pensando e potendo dire oggi a Siracusa
che abbiamo superato, abbiamo abrogato le Province, che abbiamo
istituito le città metropolitane, salvo il fatto che da qui a 15
giorni, ad un mese, a due mesi, a tre mesi, la Sicilia non avrà un
bel niente, perché di fatto noi ci daremo appuntamento tra cinque
mesi, non fra un mese, io dico a luglio, ad esempio, noi
ritorneremo qua, prima di andare in vacanza, ma dico anche a
settembre, che la Sicilia si renderà conto che abbiamo fatto una
legge che fra la confusione e la piccola - non lo vorrei dire - la
piccola truffa, ma siamo nel piccolo inganno, cioè il nulla,
soltanto immagine.
Fatta questa premessa che era necessario delineare, ho letto
l'emendamento che ha fatto la Commissione e veramente ha ragione
l'onorevole Assenza quando dice che qua siamo nell'impazzimento,
siamo un passo avanti e due indietro, uno a destra ed uno a
sinistra, cioè stiamo camminando come il granchio Cioè da un lato
abbiamo pensato che i liberi Consorzi potessero avere una assemblea
in cui vi fossero soltanto i sindaci, qua invece diciamo che non
soltanto dobbiamo mettere anche i sindaci, siccome dobbiamo magari
accontentare, perché le leggi non le facciamo con i caratteri
generali, con i caratteri dei principi che riguardano una norma di
interesse collettivo ed astratto, no Lo dobbiamo fare perché
pensiamo di accontentare questo o qualche altro. E siccome il PD
magari ha degli amici presidenti di municipalità dobbiamo dire che
qua dobbiamo accontentare anche questi presidenti. Dobbiamo dare un
ruolo a questi presidenti. Dobbiamo dare una funzione, un peso
politico a questi presidenti
Ed allora, ecco perché ritorniamo indietro e diciamo che nella
conferenza metropolitana la composizione non è fatta soltanto dai
sindaci, ma dobbiamo mettere anche i presidenti delle municipalità.
Oggi, a pranzo, voglio dire al Presidente Ardizzone ho fatto una
battuta ad alcuni colleghi, ho detto: ci sarà il mio emendamento
aggiuntivo. Certo, avrà il vaglio insindacabile della Presidenza
sull'ammissione o meno secondo il quale il mio emendamento
immaginava che dovevamo mettere in questa Conferenza non soltanto i
Presidenti ma anche i delegati dei quartieri dei sindaci , cosa
bella: sarebbe auspicabile se noi, oltre a questo, mettessimo i
delegati dei quartieri dei sindaci.
FORMICA. Del mondo associativo.
FALCONE. Oltre che poi il mondo associativo. Chiaramente, io
assegnavo alla Presidenza dell'Assemblea poi il compito di
valutarlo sull'ammissibilità o meno.
Al di là della battuta, io credo che la Commissione dovrebbe
ritirare questo emendamento perché è un emendamento che crea
ulteriore confusione così come è confusa questa legge, così come è
una certezza che se prima era un papocchio ogni giorno che passa
navighiamo veramente in un mare in tempesta al buio Alla fine si
arriverà all'approdo, ma a quale approdo si arriverà? Si arriverà a
una norma che non risolverà un problema, che ingarbuglierà le cose
e lascerà tutti insoddisfatti soltanto per il gusto di poter dire:
Abbiamo fatto una norma e abbiamo abolito come prima Regione le
Province .
Questo non è un compito e non riguarda assolutamente la
sensibilità istituzionale di chi dovrebbe svolgere il proprio ruolo
con quell'impegno, ma soprattutto con quella volontà e
determinazione che sono gli interessi per i quali i deputati hanno
fatto un giuramento che erano quelli degli interessi della Sicilia.
Qua si stanno facendo altri interessi di basso cabotaggio per
accontentare questo o quell'altro, ma non sicuramente quelle che
sono le grandi emergenze.
E allora, concludo, dicendo che nel momento in cui la Regione
siciliana è in un mare di guai la Regione siciliana sconta
emergenze che diventano drammatiche, il Governo ci ha relegato qua
da un mese e mezzo per discutere sul nulla Noi diciamo di
concluderla subito questa legge, stasera e mettiamo mano alle
emergenze vere della Regione, non a queste buffonate Qua ci
troviamo dinnanzi a una buffonata
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io credo
che le opposizioni hanno finora condotto un'azione nel cercare di
dare quanto meno un contributo positivo e di dare un impulso anche
di legittimità a questa norma. Invece, oggi, con l'emendamento
presentato dalla Commissione che prevede che della assemblea delle
Città metropolitane facciano parte pure i Presidenti delle
circoscrizioni e dall'altro lato abbiamo che nei liberi Consorzi
invece l'assemblea è composta solo dai sindaci, noi non solo stiamo
disegnando una Sicilia a due, a tre velocità, da una parte le aree
metropolitane con i Comuni che ne fanno parte dall'altra parte i
Liberi Consorzi, ma in ogni caso stiamo creando anche un vulnus
nella democrazia.
Quindi, sicuramente dobbiamo cercare di riflettere e non è
assolutamente possibile che si possa consentire che dei liberi
Consorzi possano fare parte anche i presidenti delle
circoscrizioni, lasciando fuori invece i consiglieri comunali, ma
non solo una composizione diversa rispetto ai Liberi Consorzi.
Ma c'è di più e noi dobbiamo porci un problema che è serio. I
liberi Consorzi allo stato non sono riconosciuti a livello
nazionale; noi stiamo andando avanti, ma questo è un problema
serio, che riguarda poi il trasferimento delle risorse perché la
Ragioneria centrale dello Stato, nel momento in cui noi approviamo
una legge sui liberi Consorzi e non ci mettiamo in contatto con il
Ministero, eliminerà le risorse, perché i liberi Consorzi non sono
riconosciuti. Quindi, dobbiamo essere anche pratici, oltre che
legislatori.
Altro nodo è l'elezione del Presidente. Non è possibile, così come
previsto dall'articolo 7, che il Presidente della Città
metropolitana coincida con il sindaco capoluogo della città.
Perché? Perché noi stiamo designando un'area vasta che comprende la
città capoluogo, abbiamo delimitato i comuni che fanno parte della
Città metropolitana e dobbiamo dare la possibilità agli altri
comuni che restano fuori, ancorché essere marginalizzati, di fare
parte della Città metropolitana.
E allora, democrazia vuole che siano i liberi Consorzi, che siano
tutti i comuni che faranno parte della Città metropolitana a
stabilire chi sono gli organi che ne fanno parte, a riconoscere chi
è il Presidente della Città metropolitana. Perché noi immaginiamo
un Presidente della Città metropolitana che abbia la capacità di
pianificare, che abbia la capacità di programmare, che abbia la
capacità di capire quali sono i provvedimenti, anche
infrastrutturali: il piano dei trasporti, il piano viario.
Noi non possiamo immaginare di fare una legge, di andare avanti
con un disegno di legge senza immaginarci anche una modifica, un
disegno di quello che è la mappatura delle autonomie locali.
Rivendico con forza quella che è l'autonomia, quelle che sono le
municipalità. Qui , signori miei, c'è un disegno ben preciso: oggi
si sta distruggendo in Italia un principio sacrosanto, che è il
principio della democrazia. Tanto si passa da un Governo all'altro
e si nominano i Consigli. Il Presidente dell'ANCI è diventato
Presidente non perché è stato eletto dai sindaci, ma perché un
Consiglio di Presidenza lo ha nominato. Renzi è diventato premier
non perché c'è stata un'elezione, ma perché ha rottamato Letta ed è
subentrato.
Noi non possiamo Rivendico l'autonomia di questo Parlamento anche
nel momento in cui dovrà stabilire chi dovrà essere il Presidente
di una Città metropolitana. Il Presidente di una Città
metropolitana non può essere il sindaco capoluogo della città,
perché il sindaco capoluogo della città rappresenta il proprio
comune ed è stato eletto dai cittadini del proprio ente.
Quindi, su questo tema si deve aprire un'ampia riflessione, perché
- ripeto - i territori devono avere pari dignità, pari diritti e
devono essere rappresentati, perché qui si tratta di programmare e
pianificare l'intero assetto territoriale di una vasta area.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stamattina
leggendo i giornali mi sono stupito che presentavano questa
riforma, dopo l'approvazione di ieri dell'articolo 7, come il
frutto di un compromesso al ribasso (stavo mettendo le mani in
tasca; poi ho pensato che l'ha fatto Renzi e non l'ho fatto più.
Chiedo venia) come il compromesso al ribasso di un accordo fatto
tra il Gruppo 5 Stelle e il Nuovo Centrodestra.
Io, obiettivamente, non commento. Però, poi ho notato che
l'onorevole Presidente della Regione, onorevole Crocetta, che
notoriamente disdegna le dichiarazioni sulla stampa e notoriamente
rifugge da queste dichiarazioni, però in occasione della visita del
Premier Renzi a Siracusa non si è potuto trattenere e ha fatto una
dichiarazione - lui che di solito non ne fa mai -. E nella
dichiarazione che ha fatto a Siracusa, ovviamente, si è preso il
merito di questo compromesso e lo ha elevato come un maxi successo.
Quali grillini Ma che funzione hanno i grillino in questa legge
I grillino, notoriamente erano per mantenere le province e
Crocetta li ha controbattuti ed è riuscito a vincere. Ha vinto la
battaglia e grazie a lui, per merito suo, per la capacità
dimostrata nella sua azione di governo e di convincimento, ha
incassato la riforma delle Province.
Ora, ci potrebbe essere qualcuno che potrebbe dire a qualche
altro: Ben ti sta e ben vi sta . Ma siccome io non voglio
infierire e soprattutto rispetto la buonafede, e questo lo dico in
maniera seria, mi riferivo alla buonafede dei grillini che rispetto
sempre, che rispetto perché è un gruppo di giovani che si sono
avvicinati alla politica in questo momento difficile e che hanno la
loro coerenza, ma non posso ignorare che durante tutto l'iter di
questa legge in Commissione prima e in Aula poi, noi abbiamo
sostenuto, non che fosse sbagliata la loro posizione, ma abbiamo
sostenuto che fosse una battaglia persa a fronte di un governatore
che non riconosce niente e nessuno e che, addirittura, si appropria
di cose che lui non ha neppure pensato di portare avanti; perché
voglio ricordare a questa Assemblea che dall'inizio della proposta
della legge e tutto il cammino che ha contraddistinto questa legge,
il governatore ha detto di sì a tutto e al contrario di tutto, su
qualsiasi emendamento presentato anche se stravolgeva quello che si
era detto un minuto prima.
Nè posso dimenticare che in Commissione, mi fanno fede il
Presidente Cracolici che è persona onesta e coerente, l'Assessore e
gli altri colleghi, che durante i lavori a un certo punto il
Presidente Crocetta ha detto: Va bene, presento questo emendamento
e dinanzi all'opposizione lo ritiro purché andiamo in Aula,
qualsiasi cosa va bene e noi non possiamo andare dietro a chi ha
solo l'obiettivo del comunicato stampa infischiandosi dei danni che
produce, che provoca e che ha già provocato, perché se fossimo
un'Assemblea seria e responsabile, Presidente Ardizzone, noi oggi
alla luce di quello che sta avvenendo, con ciò che è stato
approvato, ci dovremmo fermare all'articolo 7 (chiederò poi cinque
minuti per una riunione di Gruppo).
Se fossimo responsabili, a fronte degli articoli già approvati di
questa legge e a fronte dei rinvii che in questa legge sono già
contenuti e ce ne sono a decine di rinvii ad una prossima legge,
quindi è già assodato, è già accertato che ci sarà l'altra legge
che si dovrà fare per cercare di mettere un filo logico che tenga
assieme ciò che è stato approvato, noi oggi ci dovremmo fermare,
rinviare i problemi che sono rimasti irrisolti sul tappeto e gli
interventi che ci sono stati; ne hanno elencati alcuni, ma ce ne
sono a bizzeffe di problemi sul tappeto, dalla eterogeneità delle
assemblee che compongono i vari Consorzi o aree metropolitane alla
modalità di elezione del Presidente dei Consorzi, alle difformità
che già emergono, onde evitare con il prosieguo dell'esame della
legge di creare ulteriori e gravi problemi, fermiamoci
Ha incassato il Presidente questa grande vittoria che ha riportato
la Sicilia a 30 anni fa Perché voglio ricordare che le aree
metropolitane che sono state istituite oltre 30 anni fa non sono
mai entrate in vigore.
Quindi, guardate che successo bestiale che abbiamo raggiunto:
siamo ritornati alle aree metropolitane di 30 anni fa, ed è un
passo in avanti verso la modernità A parte il fatto che, come
sottolineava anche l'onorevole Grasso, e come non mancheranno di
sottolineare altri interventi, vorrei capire chi dovrà, quale
Governo trasferirà i fondi alle province che, come dicitura, non ci
sono più, quando giustamente nelle legge di riforma a livello
nazionale si guardano bene e si sono guardati bene dall'eliminare
la parola provincia' dal testo.
Il testo parla di consorzi, di città metropolitane e di province.
Si son guardati bene però dall'eliminarle dal testo, perché fino a
quando non c'è la riforma del Titolo V della Costituzione non si
potrà eliminare la parola province' dal testo, altrimenti non la
si eliminebbe dal testo della legge, la si eliminerebbe dalle
scritture contabili del bilancio dello Stato. E chi li pagherà in
quel casoi dipendenti delle province? La Regione? Con i miracoli di
Crocetta? Chi li pagherà? Prima ancora di sapere che fine faranno,
dove andranno, dove verranno trasferiti, non li potremo pagare
Licenziamo anche quelli?
Allora, io dico, fermiamoci, operiamo una norma di rinvio per
tutto il resto. Fermiamoci ora non fare altri danni, tanto una
parte della legge l'abbiamo già fatta. Secondo me, sarebbe
sufficiente per non andare ad elezioni, visto che quello che
vogliono tutti: non andare ad elezioni.
Bene, Crocetta vuole continuare con i commissari. Lo può fare,
rispetto alle norme già approvate, ma non facciamo danni ulteriori,
tanto tra sei mesi è già deliberato dalla legge, si dovrà fare una
nuova legge, ed in quella sede sapremo come sarà andato a finire a
livello nazionale col disegno di legge sulle province e sui
consorzi di comuni. Avremo la certezza anche sulle modalità delle
elezioni e quindi saremo messi nelle condizioni di poter approvare
un testo di legge che non crei guasti.
Perché, onorevoli colleghi, non dobbiamo dimenticare il detto
latino Primum non nuocere'. Prima di ogni cosa non facciamo danni.
Perché è quello che qui stiamo facendo. Discutiamo da mesi, mentre
la gente veramente muore di fame, discutiamo da mesi, non abbiamo
una finanziaria, non paghiamo la gente e discutiamo ancora del
sesso degli angeli' per poter dire a Siracusa Io ho incassato
l'abolizione delle province'. Ma stiamo scherzando? Ma abbiate un
sussulto di dignità, un sussulto di dignità. Fermiamoci un minuto,
signor Presidente. Ed eviteremo altri danni.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, stavo per l'appunto leggendo il testo
che in questi giorni abbiamo approvato in Aula e costatavo che a
fronte di 19 disegni di legge presentati, stiamo qui da diversi
giorni nel tentativo di tirare fuori un disegno di legge che possa
essere rispondente a quello che sono le previsioni statutarie. E
credo che, dovendo tirare le somme, possiamo benissimo affermare
che, Presidente Cracolici, il testo del disegno di legge che noi
stiamo in corso di definizione prevede l'eliminazione della tabella
provincia che diventa libero consorzio, la possibilità che si
possano costituire consorzi fino a 180 mila abitanti, cosa che per
altro in un certo senso era prevista anche prima, in quanto nella
legge 9/86 era previsto che gli abitanti per un numero di 180 mila
potevano andare a costituire una nuova
CRACOLICI 220 mila.
DI MAURO Era 220 mila? Sì una riduzione, comunque, lasciamo
perdere. Il resto, c'è il trasferimento di una serie di competenze
dalle province, come è giusto che sia, in questa fase di
transizione ai liberi consorzi e l'unico fatto vero invece che
viene fuori da questo disegno di legge sono praticamente le
cosiddette aree metropolitane'. Inutile citare la confusione che
c'è in questo disegno di legge, che rischia per alcuni aspetti
l'impugnativa.
Dimenticavo poc'anzi di fare cenno a quelle che sono le
incongruenze fra l'assemblea del consorzio e colori i quali
partecipano al voto per il presidente del libero consorzio. Ma non
c'è ombra di dubbio che infilare nelle aree metropolitane - me lo
consentirà il Presidente della Regione e della Commissione - anche
coloro i quali si sono candidati per il governo di un territorio,
mi riferisco alle cosiddette aree che riguardano le circoscrizioni,
a svolgere un ruolo che riguarda l'interna area metropolitana, mi
sembra che sia, invece, un'attività che va al di là di quello che è
stato il mandato elettorale di questi signori.
Allora, volendo essere coerente con un principio che mi pare ormai
sancito in quest'Aula, che stiamo predisponendo un disegno di legge
che ha il carattere - ieri quando è stata approvata la prima legge
di eliminazione delle province, ed oggi - di iniziativa legislativa
che attende da Roma una decisione in ordine ai provvedimenti che il
Parlamento nazionale assumerà a proposito delle province, mi
riferisco alle competenze, alle funzioni e mi riferisco anche al
dramma che dovrà esserci che è quello del trasferimento delle
risorse dallo Stato ai famosi liberi consorzi.
In questo contesto, vorrei pregare il Presidente della Commissione
di ritirare questo emendamento, perché è un emendamento che non
risponde alla logica per cui si sono candidati i cittadini al
governo di una circoscrizione che adesso ce li andremmo a trovare
ad un governo che, invece, è molto più ampio, che è il governo
delle aree metropolitane. Per cui, così come è formulato il disegno
di legge, prevede il governo del signor sindaco, della giunta e dei
consiglieri comunali che si sono candidati per l'intero territorio.
Questa formulazione, che va al di là di quelli che sono i meriti
dei presidenti di circoscrizione, credo debba essere ritirato da
parte del Presidente della Commissione o, altrimenti, noi
chiederemo il voto segreto e su questo chiederemo il rispetto di
chi ha affrontato una campagna elettorale per tutto il territorio e
chi, invece, avendo governato una campagna elettorale in un
territorio molto limitato - mi rendo conto che Palermo è certamente
un territorio abbastanza vasto e le circoscrizioni possono avere
50, 100 mila abitanti -, ma non c'è ombra di dubbio che già al caos
di queste assemblee che si formeranno, a proposito delle città
metropolitane, aggiungiamo pure queste incongruenze che sono
rappresentate dalle circoscrizioni; verrebbe meno il carattere, il
significato che si vuole dare alle cosiddette aree metropolitane.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, presidente
Cracolici, lei mi perdonerà, ma mi devo rivolgere a lei, perché da
più parti arrivano considerazioni e credo ormai di poter
decodificare come unanimi.
Da più parti infatti c'è una richiesta rispetto all'imprecisione,
all'atteggiamento probabilmente equivoco verso il quale porta
questo emendamento e, quindi, personalmente, peraltro da
vicepresidente della Commissione, da componente della Commissione
devo chiederle che questo emendamento venisse ritirato dalla
Commissione, perché noi non possiamo consentire di dare uno spazio
di rappresentanza a dei territori diversi rispetto a quelli che
possono averne degli altri.
E da palermitano, signor Presidente, ed ovviamente essendo
disposto in tutte le sedi a difendere gli spazi di partecipazione e
di rappresentanza del mio territorio, non posso consentire, certo,
che ci siano dei soggetti che si sentano discriminati; non posso
consentire certo che alcune forze di maggioranza che oggi sol
perché hanno la fortuna, l'opportunità di avere funzioni di governo
in questa città possano per questo arrivare ad avere da questa
circostanza dei vantaggi rispetto ad altri.
E' stato detto da più voci evidentemente ed era stato anche
previsto uno spazio di partecipazione che avrebbe invece coinvolto
i consiglieri comunali, quei consiglieri comunali che sono presenti
certamente al Comune di Palermo, ma sono presenti anche al Comune
di Bagheria, al Comune di Cinisi, al Comune di Terrasini, al Comune
di Carini, al Comune di Marineo e che avrebbero senz'altro lo
stesso diritto di partecipare all'assemblea che noi ci stiamo
accingendo a costituire, e che adesso invece si vedono negata
questa opportunità perché noi dobbiamo privilegiare i presidenti di
circoscrizione
Con tutto il rispetto, da palermitano le dico, onorevole
Presidente, i presidenti di circoscrizione rappresentano dei
territori, lo fanno sicuramente lavorando in quei territori, ma
credo che se oggi a loro ci rivolgessimo, quei presidenti di
circoscrizione ci chiederebbero altre cose, ci chiederebbero di
attuare una norma sul decentramento, ci chiederebbero di fare in
modo che i servizi sociali nei territori potessero continuare e
riprendere, come si faceva anni fa quando c'erano i trasferimenti
dello Stato, che purtroppo oggi non ci sono più, ad erogare servizi
essenziali. E certamente non ci chiederebbero di far parte di
queste assemblee i cui contenuti sono assolutamente incerti,
sicuramente non ci chiederebbero di mettersi la spillina' sulla
giacca solo perché questa norma frettolosamente e frottolosamente'
deve essere approvata da questo Parlamento
E' vero, siamo nell'epoca di Renzi, è facile affidarsi a chi più
che essere eletto viene direttamente nominato nelle segreterie dei
partiti ed evidentemente nella segreteria del Partito del PD, ma
facciamo in modo che queste operazioni vengano confinate almeno a
livello nazionale, non portiamole a questi livelli, che sono quelli
del territorio fino ad arrivare ai consigli di quartiere Questo
onestamente mi sembra davvero troppo e soprattutto mi sembra
davvero troppo in questa fase in cui credo che le emergenze che la
città di Palermo ci urla siano ben altre.
Io non so quanti di noi, credo in tanti, si siano già accorti del
fatto che in piazza davanti il Palazzo dei Normanni, sede dell'ARS,
in questi giorni ci sono stati a protestare i dipendenti delle
province, i dipendenti delle partecipate. Rispetto a questi ultimi
abbiamo sicuramente dato delle rassicurazioni ieri, ma sulle
province anche lì c'è grande preoccupazione
Signor Presidente, concludo dicendo che questi temi saranno
oggetto della discussione dei prossimi articoli, ma io adesso in
questa sede e in questa fase ribadisco in maniera decisa che questo
emendamento da parte della Commissione I Affari istituzionali deve
essere ritirato.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, lei non è il Vicepresidente della
Commissione?
FORMICA. Perché non contribuisce al ritiro?
PRESIDENTE. Non è che con un appello può essere fatto, è un fatto
interno alla Commissione. Lei ha detto che è un emendamento della
Commissione che dovrebbe essere ritirato, se l'avesse detto prima
FIGUCCIA. Io intendo ribadire come componente della Commissione e
in qualità di Vicepresidente della Commissione che non condivido
questo emendamento.
PRESIDENTE. Lo raccordi con la maggioranza della sua Commissione.
FIGUCCIA. L'ho già fatto in seno alla Commissione, ma voglio
ribadirlo dai microfoni al mio Presidente Cracolici. Questo
emendamento lo dobbiamo ritirare. Ci dia cinque minuti, accolgo il
suo invito, signor Presidente, se lei potesse sospendere per cinque
minuti, noi facciamo una riunione.
PRESIDENTE. No, no, assolutamente, raccordate adesso in Aula.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Presidente Crocetta, la prego di incidere presso
il proponente dell'emendamento di ritirare questo emendamento, a
mio avviso, improponibile. E lo sa perché glielo dico? Presidente
Crocetta non è una minaccia, ma è una promessa: perché questo
emendamento trasformerà quest'Aula in un campo di battagli; perché
questo emendamento è un affronto cercando di mostrare solo la forza
dei numeri.
Signor Presidente, questo emendamento non ha niente di
istituzionale. Io la prego di farsi promotore del ritiro di questo
emendamento, che non ha nulla a che vedere con la riforma delle
province. E' un poltronificio' questa norma; così diventa un
poltronificio', presidente Crocetta, per il rispetto che io ho per
la sua persona - e lei sa quanto la rispetto.
Entriamo nel merito di questo emendamento. Io presumo che questo
emendamento sia esposto alla impugnativa da parte del Commissario
dello Stato. Ed ora entrerò nel merito. Non è ammissibile una
forzatura nelle equiparazioni fra le funzioni che svolge il
presidente della circoscrizione, con qualunque sindaco di qualunque
comune, qualunque sia la popolazione che esso rappresenti. Il
sindaco si presenta con un programma presso la sua comunità. Il
presidente della circoscrizione con che cosa si presenta? Qualcuno
dirà di qui a poco, ma il vecchio PDL presentò la norma per
l'elezione diretta Ma non è che il Vangelo la norma che presentò
il vecchio PDL, o che le norme che presentò il vecchio PDL non
sono perfettibili
Io ho avuto modo di dire, paradossalmente, lo sa che cosa è il
caso di Palermo, signor presidente? C'erano quindici consiglieri
per consiglio di circoscrizione. Hanno fatto l'elezione diretta,
non solo hanno aumentato di un componente. Noi andiamo verso la
spending review e gli scienziati , novanta deputati della scorsa
legislatura fecero l'elezione diretta ed aumentarono di un
componente per circoscrizione. Lei si immagina uno stipendio in
più, un rimborso in più a fine anno da parte del comune al datore
di lavoro. Consigli di circoscrizione ancora più impantanati. Si è
proceduto solo a cambiare il sistema elettivo, ma il presidente di
circoscrizione, in questo momento, signor presidente, amministra il
vuoto. Mandare dei presidenti di circoscrizione presso l'assemblea,
una cosa seria, io penso, presidente Crocetta, che lei voglia fare
una cosa seria. Non manda otto presidenti di circoscrizione a
delegittimare un sindaco che deve rappresentare cose serie e non il
condominio della circoscrizione
Presentate allora una norma ad hoc, per dare loro dei poteri e dei
trasferimenti diretti, togliendola ai comuni che si rifiutano di
dare le deleghe, le cosiddette delibere quadro, in tema di attività
sociali, di attività culturali, di attività sportive, del turismo.
Prendete e gli trasferite duecento mila euro a circoscrizione, gli
dite qual è la norma entro la quale si devono attenere, come
parametri, ed allora sì che è una cosa seria. Prendere, però, otto
presidenti di circoscrizione che amministrano il nulla. E' un non
senso, signor presidente.
Allora le dico. Lo state trasformando in un poltronificio'.
Rischia lei che, oggi ha, con orgoglio, manifestato che siamo
davanti ad una svolta Domani mattina uscirete massacrati con
questo emendamento, che è scandaloso e poco importa se lo ha
concordato con la Commissione. Questo si è sempre fatto, non
certamente - smentisco il presidente Cracolici - non entro nel
merito della forma, ma è la sostanza che mi interessa La sostanza
di questo emendamento è che è uno strafalcione, presidente
Cracolici, lei ne ha fatti pochi, ma registriamo che questo
emendamento è uno strafalcione.
Le riconosco e non dica, onorevole Cracolici e non metta le mani
avanti, non dica che noi proponemmo l'elezione diretta. Lei è un
autorevolissimo componente di questa e della precedente assemblea e
lei votò per quella norma. Lei non è esente da responsabilità.
Il sindaco rappresenta la cittadinanza, è responsabile del
programma e dell'attuazione del programma, nomina la Giunta,
partecipa alla Conferenza dei sindaci, è componente dell'Anci.
Leggiamo il Presidente di Circoscrizione che fa: preside i lavori
della circoscrizione. Punto. Ma veramente vogliamo equiparare un
Sindaco a un Presidente di circoscrizione? E ve lo dice una persona
che è stato presidente di circoscrizione
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, nello spirito di collaborazione e nello spirito di
raggiungere il massimo dell'adesione a questa legge, che noi
riteniamo fondamentale, chiedo alla Commissione di ritirare il
subemendamento, relativo ai Presidenti di Circoscrizione.
(Applausi)
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi adeguo alla richiesta del Governo, perché questo
subemendamento era stato da me, come relatore del disegno di legge,
presentato, poiché era nel testo presentato dal Governo. Pertanto
se il Governo mi chiede il ritiro, lo ritiro.
Devo dire però che ho trovato molto singolare, mi consenta questa
chiosa, che in quest'Aula, chi ha teorizzato a tal punto da
introdurre l'elezione diretta dei Presidenti di Circoscrizione, un
istituto assolutamente discutibile, visti i poteri relativi, che
hanno le circoscrizioni in Sicilia, ma proprio nella scorsa
legislatura, il PDL che ha fatto di questa una bella battaglia
politica, oggi cambi idea e consideri i presidenti di
circoscrizione meno del nulla
Ne prendo atto. Del resto, solo gli stupidi non cambiamo idea.
Però, loro cambiano troppo spesso idea.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, capigruppo di maggioranza, sono
seriamente preoccupato dall'andamento di questa seduta d'Aula ed
invito al senso di responsabilità che il Presidente dell'Assemblea
ha già dimostrato più volte e che oggi il Presidente della Regione
ha dimostrato nel suo esordio, chiedendo alla Commissione di
ritirare questo emendamento, li invito a continuare a stare attenti
rispetto ad alcune dinamiche d'Aula che cominciano a destarmi - e
lo dico con grande franchezza - sospetti.
Mi spiego. Il Presidente della Commissione, onorevole Cracolici,
dice che gli fa specie, considerato l'organo eletto
democraticamente, Consiglio di Circoscrizione e Presidente di
Circoscrizione, discutibile. Quindi, noi rendiamo discutibili degli
organi eletti democraticamente e ne prendiamo atto - e credo ne
prendano atto anche i Consiglieri e i Presidenti di Circoscrizione
- che qualcuno avrebbe cambiato idea circa l'impostazione,
dimenticando che l'articolo che stiamo votando (siamo all'articolo
8) viene dopo una serie di stravolgimenti che sono stati fatti di
questa legge, ad ogni articolo, dico tutto e il contrario di tutto.
Quindi, che qualcuno, anche se Presidente della Commissione, possa
essere in condizione di fare una collazione virtuale, per cui la
possibilità di introdurre il voto, anche da parte dei Presidenti di
Circoscrizione, determinerebbe un gap, un problema, una stortura,
rispetto all'obbrobrio che ci state sottoponendo è al limite del
risibile.
Ma detto questo, nel momento in cui non abbiamo i consiglieri
comunali perché non ci sono i consiglieri comunali, è una
forzatura, lo dico a quei colleghi che avevano proposto di
introdurre la possibilità anche ai consiglieri di circoscrizione.
E' chiaro che non possono essere secondo quel minimo di filosofia
- se ce n'è ancora una - che è rimasta di questa legge: né gli uni
e né gli altri. Ma non possono essere, a maggior ragione, i
presidenti di circoscrizione per le ragioni che sono state
esplicitate dai colleghi che mi hanno preceduto e per questo non ci
ritorno.
Però, voglio dire, che al di là del fatto che veramente mi fa
specie e cioè che tutte le volte che c'è la possibilità di ampliare
una platea democratica, mentre il presidente Crocetta è d'accordo,
il PD si pone contro Non capisco, ed è lì il mio sospetto. Per
quale ragione ci si ostina ancora ad inserire elementi di disturbo
come questo sub-emendamento rispetto ad un percorso che è già
complicato, quando l'opposizione dimostra di essere responsabile,
di avere accettato un percorso, ed ogni minuto, fior da fiore,
spunta una nuova novità che ci pone nelle condizioni di dire: ma è
possibile che il problema non siamo noi e siete voi? .
Perché, scusate: questo sub-emendamento da dove esce? Secondo
quale logica viene partorito se non quello di inserire un ulteriore
elemento di disturbo nel percorso già tormentato di questa legge?
E, allora, rispetto a queste cose, torno alla premessa e concludo,
invitando il Presidente della Regione per quanto riguarda la
gestione di questa sua, tra virgolette, maggioranza ed il
Presidente dell'assemblea a vigilare. Ci sono già pervenuti da
quella parte dell'Aula e cioè dalla maggioranza tanti regali Fate
in modo che quelli che abbiamo dovuto ingoiare bastino.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, assessore, poiché era intervenuto il
mio Capogruppo non volevo prendere parola, ma devo commentare
qualche titolo di giornale a seguito della visita del Presidente
del Consiglio, Renzi, in Sicilia.
Vede, onorevole Presidente della Regione, quando lei dà un
consiglio al Presidente del Consiglio Renzi di non servirsi dei
politici politicanti, lei lo consiglia Renzi, ma le devo dire che
non lo fa qui in questa Assemblea, perché lei si serve dei politici
politicanti Loro aspettano che noi approviamo questa legge per
passare all'incasso.
Sto prendendo parola solo per questo. Lei i consigli che dà agli
altri, in questo caso a Renzi, li deve applicare a lei stesso. E
lei in tante dichiarazioni mi ha fatto capire che è contro i
politici politicanti, ma proprio lei fa delle valutazioni su alcuni
funzionari che lei intende promuovere a dirigenti generali
sostenendo che lavorano e collaborano con lei, ma si è dimenticato
di dire che avevano collaborato anche cinque anni con Cirignotta
Ma come fa lei a valutare le persone? Lei, onorevole Presidente,
cerchi di guardarsi da questi - lei li chiama politicanti -, io li
chiamo lanzichenecchi. Cerchi di dare una valutazione e cerchiamo
di superare questo momento difficile per la Sicilia
E lo sa perché le dico che è difficile per la Sicilia? Perché i
segnali che arrivano da Roma non è che sono incoraggianti per lei e
tanto meno per noi e quindi La invito a prendere in considerazione
quelle dichiarazioni che io, come decano dell'Assemblea ho fatto:
cerchiamo di farci sentire e stacchiamo il cordone ombelicale con
Roma
Se noi tentenniamo ancora, ci leveranno lo Statuto speciale e
faranno in modo di commissariarci. Lei lo vede Orlando che segnali
dà Noi dobbiamo dare segnali di una politica vera e
rivoluzionaria, non lo diciamo a Renzi che ci aspettiamo cose
rivoluzionarie, facciamola noi. Qualcuno a lei lo ha votato perché
si aspettava politica rivoluzionaria, non se lo scordi, e questi
Lanzichenecchi che vengono perché vogliono l'assessorato li sbatte
fuori La maggioranza se la faccia qui dentro
FORMICA. Chi sono questi Lanzichenecchi?
GRECO GIOVANNI. Si dice il peccato e non il peccatore Anche lei,
onorevole Vinciullo, ora fa parte di una compagine politica che si
è venduta per delle poltrone, non se lo scordi Anche lei fa parte
di una corrente politica che si è staccata dal centro destra per
delle poltrone, quindi cerchi di parlare poco.
Per l'interesse che ho sul mio territorio, invito nuovamente a
fare una maggioranza qui dentro alla luce del sole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo in fase di discussione
dell'articolo 8.
Pongo in votazione la seconda parte dell'emendamento 8.6, della
Commissione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 8.41, 8.40 e 8.3 sono inammissibili.
Si passa all'emendamento 8.6 terza parte, a firma della
Commissione. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti presentati
all'articolo 8 sono inammissibili, ad eccezione dell'8.7, a firma
degli onorevoli Alongi, Germanà e Vinciullo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, nell'emendamento, forse è il caso di specificarlo, in
realtà noi non abbiamo previsto indennità addizionali per coloro
che svolgono la funzione, per cui in realtà esprimiamo parere
favorevole, perché lo spirito della legge è quello.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.7. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Adesione ad una Città metropolitana
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i comuni compresi nelle aree metropolitane individuate con
decreto del Presidente della Regione del 10 agosto 1995, con
deliberazione del consiglio comunale adottata a maggioranza
assoluta dei componenti, possono distaccarsi dal libero consorzio
comunale di appartenenza per aderire alla relativa Città
metropolitana.
2. La delibera del consiglio comunale è trasmessa all'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica per la
verifica della sussistenza dei requisiti di cui al presente
articolo. Accertata la sussistenza dei predetti requisiti,
l'Assessorato forma un elenco che è pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana e sul sito istituzionale.
3. Le modifiche ai territori dei liberi consorzi comunali e delle
Città metropolitane conseguenti all'applicazione del presente
articolo sono individuate e contenute nella legge di cui al comma 4
dell'articolo 2.
Comunico che abbiamo una serie di emendamenti soppressivi
all'articolo 9 e tre emendamenti di identico contenuto 9.7, 9.12 e
9.42 da votare.
Il 9.7 è a firma degli onorevoli Cordaro, Grasso, Clemente,
Lantieri e Cimino; il 9.12 è a firma degli onorevoli Picciolo,
Giudice, Tamajo, Greco M. e Forzese e il 9.42 è a firma degli
onorevoli Germanà, D'Asero, Alongi, Cascio Francesco, Fontana e
Vinciullo.
Poi abbiamo 2 subemendamenti da agganciare all'emendamento 9.7, il
9.7.1 e il 9.8, quindi, se noi approviamo il 9.7, una volta votati
i soppressivi, si può passare alla votazione dell'articolo 9 nel
suo complesso, perché tutto il resto decade.
Si passa alla votazione dell'emendamento 9.6, soppressivo
dell'articolo 9, e degli altri di identico contenuto, 9.19, 9.16,
9.41, 9.2 e 9.20.
FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti soppressivi
all'articolo 9.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti soppressivi all'articolo 9. Chi vota a favore preme il
pulsante verde; chi vota contro preme il pulsante rosso, chi si
astiene preme il pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 80
Maggioranza 41
Favorevoli 28
Contrari 52
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 9.7 di identico contenuto al 9.12 e al
9.42. Ci sono 2 subemendamenti presentati dalla Commissione.
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo ancora
una volta al Presidente della Regione. Il subemendamento 9.7.1 -
che la prego di leggere - è un ulteriore regalo della Commissione
che, a mio modo di vedere, complica l'iter; tanto più ove si
consideri che l'emendamento 9.7, era un emendamento a firma
dell'onorevole Grasso, Cordaro e altri.
Ma la cosa seria e grave di questo subemendamento è che, se noi
eleviamo la maggioranza assoluta a una maggioranza qualificata dei
due terzi, noi di fatto creiamo le condizioni per fare in modo che
tutto cambi perché nulla cambi. Perché andare a trovare all'interno
di un ente locale la maggioranza dei due terzi, quindi una
maggioranza così qualificata, che vuole con un accordo trasversale
per uscire da un libero consorzio, o da una Città metropolitana - o
una area, poi questo lo vedremo in sede di 117 - per entrare in
un'altra,? Signor Presidente, questa è una trappola.
Questo subemendamento significa fare in modo che tutto cambi
perché nulla cambi. E questo è ancora a firma della Commissione. A
lei le valutazioni
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, capisco che alcuni forse sono anche
un po' stanchi dell'esame di questo testo, ed io sono tra questi.
Noi abbiamo votato, qualche giorno fa, una procedura che permette
ad un comune o ad un libero consorzio, di aderire a un libero
consorzio confinante. Questa procedura l'abbiamo votata prevedendo
che le delibere dei Consigli comunali devono essere approvate con i
due terzi dei componenti. Questa è la procedura votata da
quest'Aula.
Adesso qui stiamo votando un'altra questione, in cui si incrociano
due sistemi. Il primo è la Città metropolitana. E stiamo dicendo
che chi fa parte della Città metropolitana, ai sensi del decreto
del 1995, ha la possibilità di decidere la fuoriuscita; questa
fuoriuscita, rispetto a un organo nuovo, prevede che puoi
fuoriuscire dalla Città metropolitana - chiaramente per aderire al
libero consorzio di riferimento territoriale - con la maggioranza
assoluta. Invece per aderire dal libero consorzio alla Città
metropolitana, al pari di quello che abbiamo previsto per i comuni
che vogliono aderire a un nuovo libero consorzio, si rende
necessaria una procedura similare, ovvero la delibera dei due
terzi.
Quindi, qui non c'è un artificio per far cambiare tutto perché
nulla cambi. Si tratta semplicemente dell'equiparazione di una
procedura prevista per i liberi consorzi, che si prevede anche per
i comuni che vogliono aderire dalla Città metropolitana a un libero
consorzio. Nulla di più, nulla di meno.
Non vorrei che ad ogni norma si guardasse, come dire, con la
logica del retroscena, per immaginare chissà quale mistero. Mi pare
una norma di assoluta equiparazione di procedura amministrativa.
CORDARO. Signor Presidente, noi contrari eravamo prima e contrari
siamo ora.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 9 anche in considerazione del subemendamento proposto
dalla Commissione.
L'intervento dell'onorevole Cracolici è stato illuminante, però
non tiene conto di quello che è intervenuto sino ad ora.
Signor Presidente, noi abbiamo approvato l'articolo 1, comma 1 che
dice con questa legge si è disciplinata l'istituzione di nuovi
liberi consorzi che, in sede di prima applicazione e fino
all'approvazione della legge di cui all'articolo 2, coincidono con
la provincia regionale di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna,
Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani.
Con questa norma noi diciamo che i liberi consorzi sono istituiti,
già oggi di questi liberi consorzi dopo l'approvazione della legge
fanno parte i comuni che appartenevano alle soppresse, o meglio
cambiate di nome, province regionali.
Ieri abbiamo approvato l'articolo 7, con il quale i comuni di
Palermo, Catania e Messina assumono la denominazione di città
metropolitane. In sede di prima applicazione, quindi dicitura
identica a quella dell'articolo 1, il territorio delle città
metropolitane coincide con quella delle aree metropolitane
individuate con decreto del Presidente della Regione del 10 agosto
1995 e dei rispettivi comuni.
Già ora noi abbiamo, a norme approvate fino all'articolo 7, 21
comuni della provincia di Palermo, 27 comuni della provincia di
Catania e 51 comuni della provincia di Messina che noi abbiamo
creato l'obbrobrio di avere contemporaneamente come membri delle
città metropolitane e componenti dei liberi consorzi delle
province.
Su questo io mi sono sforzato di dirlo a iosa, noi abbiamo creato
una contraddizione inammissibile che non potrà trovare spazio;
questa norma non potrà essere approvata già per questo.
Noi abbiamo svincolato sul tema di fondo quale è il rapporto tra i
comuni, i liberi consorzi dei comuni e le città metropolitane
perché, così come stiamo procedendo, sono due enti, o fai parte
dell'area metropolitana o fai parte del libero consorzio. Noi già
ora li stiamo facendo in parte, e non per una minima parte ma per
una o due, per circa più di 100 comuni e li stiamo facendo
appartenere a due enti diversi.
Ma andiamo avanti, perché voi vi siete convinti che questa legge
dobbiamo purtroppo portarla a termine, e dobbiamo per forza andare
a frantumarci sugli scogli. Bene, allora continuiamo con questo
naufragio
In questa norma abbiamo anche previsto le modalità per aderire a
questi nuovi liberi consorzi ed abbiamo previsto che, per aderire
ai nuovi liberi consorzi diversi, o per istituirne di nuovi, i
comuni devono affrontare un iter che fortunatamente abbiamo reso
particolarmente gravoso, e quindi non solo approvazione - ha
ragione l'onorevole Cracolici - consiglio comunale a due terzi, ma
addirittura referendum confermativo.
Adesso introduciamo, con questo articolo 9, un sistema diverso,
cioè con le semplici decisioni dei consigli comunali si può
decidere di uscire da queste città metropolitane. Ma per andare
dove? Nei liberi consorzi dove già vi fanno parte ai sensi
dell'articolo 1.
Vogliamo fare una legge che abbia un minimo di coerenza, oppure
veramente dobbiamo fare una legge perché dobbiamo consentire a
Giletti, Crocetta, prima c'era Cancellieri, adesso c'è Cappello
come rappresentante del Movimento delle Cinque lune, perché delle
Cinque stelle non hanno più nulla, perché evidentemente hanno
cambiato parere da un giorno all'altro su un momento fondante quale
era quello delle città metropolitane.
Signor Presidente, lei è garante di questa Assemblea ma è anche
garante che si faccia un percorso normativo corretto.
Ma ci rendiamo conto di che cosa stiamo andando ad approvare?
Fermiamoci e rimandiamo tutto in Commissione, cercando di fare
uscire un disegno di legge che abbia un minimo di coerenza e di
dignità normativa.
PRESIDENTE. Lei come sempre interviene in maniera opportuna,
questa sera però ha ribadito quanto già aveva detto ieri sera. Io
sono costretto, ma lo dico con piacere, a ritornare sull'argomento,
perché probabilmente non sono stato chiaro.
E' chiaro che c'è la necessità di un coordinamento tra la prima
parte che riguarda i liberi consorzi, che abbiamo già approvato, e
la seconda parte. Ieri stesso ho detto, e su questo mi aspetto
un'adesione da parte dell'Aula, che ai sensi del 117del Regolamento
interno, cercheremo di rendere omogeneo il testo di legge. E'
chiaro che l'emendamento all'articolo 117 dovrà essere approvato
dall'Aula.
Onorevole Falcone, leggo l'articolo 117 del Regolamento, che lei
conosce a memoria, ma lo leggo per quelli che non lo conoscono:
Sopra gli emendamenti già approvati che sembrino inconciliabili
con lo scopo dell'oggetto della deliberazioni o con alcune delle
sue disposizioni possono proporsi le necessarie rettifiche .
Pertanto la prossima settimana proporrò a quest'Aula, perché mi
auguro stasera di arrivare ad una definizione complessiva del
testo, la possibilità di fare questo confronto e martedì prossimo
procedere ad una approvazione degli emendamenti ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno per avere un testo
omogeneo.
Ringrazio l'onorevole Assenza perché è chiaro che su una materia
così delicata e complessa i problemi ci sono, ma siamo qua non per
aggravarli ma per risolverli e credo che il suo intervento sia
stato finalizzato proprio alla risoluzione dei problemi.
Si passa all'emendamento 9.7, degli onorevoli Cordaro ed altri, di
identico contenuto all'emendamento 9.12, degli onorevoli Picciolo
ed altri e all'emendamento 9.42, degli onorevoli Germanà ed altri.
Comunico che sono stati presentati dalla Commissione i
subemendamenti 9.7.1, già illustrato, e 9.8 I parte, che riguarda
la possibilità di entrare ed uscire dalle città metropolitane per
aderire o viceversa ai liberi consorzi a condizioni che si
garantisca la continuità territoriale.
Pongo in votazione il subemendamento 9.7.1. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 9.8 I parte. Il parere del
Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.7, degli onorevoli Cordaro ed
altri, così come subemendato.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.8 II parte. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
intervengo molto brevemente perché l'andamento della discussione su
tutto il disegno di legge dimostra come vi sia da una parte una
volontà proterva, irrazionale, irragionevole di andare avanti fino
alla redazione del comunicato stampa, cui faceva prima riferimento
l'onorevole Formica e, dall'altro lato, la volontà di una minoranza
parlamentare che ha fin qui ritenuto, talvolta forse compiendo
persino un fuori d'opera, di correggere gli strafalcioni più
evidenti e maggiori del disegno di legge.
La mia dichiarazione di voto, fortemente contraria
all'approvazione dell'articolo 9 così come emendato, deriva dal
fatto che questa legge non disegnerà assolutamente la libertà degli
enti locali di aderire o meno ad un consorzio, di aderire o meno
alla città metropolitana.
L'elevazione del limite della maggioranza qualificata fino a due
terzi, in costanza dell'approvazione della norma, per la quale
faranno parte della città metropolitana le città che sono state
individuate in base al decreto 10 agosto 1995, coarta la volontà di
città che nella mia provincia si chiamano Misterbianco, Acireale,
Paternò, città che hanno 45, 50, 55 mila abitanti e che non
potranno che far parte della città metropolitana, a prescindere
dalla volontà liberamente espressa da sindaci eletti direttamente
dal popolo e da consiglieri comunali eletti a suffragio universale
e diretto.
Questa alla fine apparirà e sarà una legge assolutamente
liberticida della volontà legittimamente costituita o costituibile
all'interno dei consigli comunali, e non soltanto. Dunque, un
obbrobrio giuridico. Ma è soprattutto l'imposizione di un
legislatore cervellotico e irrazionale che, anziché lasciare libere
le comunità di autodeterminarsi e di scegliersi i propri destini,
li impone per legge.
E' una responsabilità che attiene soltanto e solamente ed
esclusivamente al Governo Crocetta e alla maggioranza che vorrà
votare una norma così antidemocratica e liberticida.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 10, ne do lettura:
«Art. 10.
Funzioni dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane
1. Con la legge istitutiva di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono
individuate le funzioni di competenza dei liberi consorzi comunali
nonché le relative risorse finanziarie, materiali e umane.
2. Con la medesima legge di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono
trasferite alle Città metropolitane le funzioni, tra quelle
individuate ai sensi del comma 1, relative ai territori delle Città
metropolitane. La legge individua, altresì, le risorse finanziarie,
materiali e umane già di spettanza dei liberi consorzi da
trasferire alle Città metropolitane in corrispondenza delle
funzioni trasferite».
Onorevoli colleghi, il Governo ha dichiarato di ritirare gli
emendamenti di riscrittura, quindi decadono anche tutti i
subemendamenti. Pertanto si rinvia alla prossima legge
l'attribuzione delle funzioni.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, il
ritiro dell'emendamento di riscrittura del Governo all'articolo 10
fa decadere i sub emendamenti.
In particolare c'è un mio subemendamento, a firma anche di altri
colleghi, che chiedeva nell'architettura di questo testo il
riconoscimento, assessore, della figura del segretario generale del
consorzio dei liberi consorzi, ma per una ragione che semplifico in
maniera banale. Il libero consorzio dovrà applicare la disposizione
sull'anticorruzione e si ritroverà a non avere un vertice della
nuova amministrazione che farà capo ai liberi consorzi. Vero è che
qualcuno mi dirà che l'articolo 1 fa riferimento al testo unico e
quindi anche alle norme relative
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Cracolici, assessore Valenti...
PANEPINTO. Quindi assessore, gradirei, se è possibile e lei lo
riterrà opportuno, che nel ritiro, così come annunciato dal
Presidente Ardizzone, la riscrittura dell'articolo 10 - per
capirci, fascicolo giallo - possa essere esplicitato e restare agli
atti propedeutici al disegno di legge che la figura del segretario
generale del libero consorzio resta. Dico che creerebbe non pochi
problemi e che non può essere rinviato, perché è cosa ben diversa,
alla legge che dovrà approvare questo Parlamento in ordine al
personale. Trattasi, però, di una situazione assolutamente diversa
perché di fatto rischiamo di avere costruito, con fatica, un testo
che ha una sua valenza ma che verrebbe privato di un assetto
importante che è il vertice della struttura burocratica.
Per cui assessore, se lo riterrà opportuno e quando lo riterrà,
mi auguro in sede di approvazione dell'articolo 10, nella prima
formulazione e non nella riscrittura, di puntualizzare esattamente,
non tanto l'articolo 10, ma ciò che si riferisce all'articolo 1
quando si richiama il testo unico degli enti locali. Qualcuno lo
considererà una superfetazione questa mia richiesta o semplicemente
un modo per mettere nero su bianco, quasi a riconoscimento di un
banalissimo, ma che considero importante, subemendamento, ma credo
sia necessario perché comunque rischiamo di far nascere cieco un
libero consorzio che ha la sua importanza e oggi, anche con le
ultime votazioni, si sta costruendo una impalcatura seria e di
qualità.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché vorrei dei chiarimenti, assessore, per quanto riguarda
l'articolo 10.
Nella riscrittura del Governo si vanno ad individuare tutte quelle
che sono le nuove competenze dei liberi consorzi.
DI MAURO. E' ritirato.
LO SCIUTO. Va bene, grazie.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a costo di
apparire noioso e quello che vuole mettere le pulci , ma chi mi
conosce sa che sono, anzi, un tipo che cerca sempre di trovare le
soluzioni e di sorvolare, per quanto possibile, però a dispetto di
quanto dichiarato dall'onorevole Panepinto che ha avuto l'ardire di
affermare che, con queste ultime modifiche, stiamo facendo una
buona legge, nell'articolo 10, sono contenute altre due perle di
questo iter normativo.
Una è di carattere formale e - sono d'accordo con lei - potrebbe
essere corretta, come previsto dall'articolo 117 del Regolamento
interno, ma l'altra assolutamente no, perché con l'articolo 117 non
possiamo modificare o cambiare le decisione già adottate
dall'Assemblea o possiamo stravolgerle perché, signor Presidente,
la prima di carattere formale è abbastanza semplice perché facciamo
riferimento alla legge di cui al comma 4 dell'articolo 2 che non
prevede più questa legge, ma la legge è prevista dal successivo
comma 5 e, allora, capisco, questo è un errore formale, si può
correggere.
Il comma 5 dell'articolo 2
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Legga il
comma 5 dell'articolo 2.
ASSENZA. Facciamo riferimento al comma 4, articolo 2. Allora, al
comma 4 dell'articolo 2 non è prevista nessuna legge che è prevista
dal comma 5. Questo lo possiamo correggere, come previsto
dall'articolo 117.
Stiamo parlando dell'articolo 10 che prevede con la legge
istitutiva di cui al comma 4 dell'articolo 2 - lo sto leggendo
dalla bozza che mi hanno dato gli Uffici, quella corretta - la
delibera del consiglio comunale viene trasmessa all'assessorato
regionale delle deleghe locali e delle funzioni e della sussistenza
dei requisiti di cui al precedente articolo, accertata la
sussistenza dei predetti requisiti, l'assessore forma un elenco
delle delibere pervenute che vengono pubblicate nella gazzetta
ufficiale .
Quindi, nessuna legge, ma l'elenco. Questo non é il comma 4, ma il
comma 5.
Il comma 5 dice che decorso il termine di cui al comma 1, il
Governo della Regione presenta all'Assemblea regionale - capisco
che ai colleghi non interessa niente perché stiamo parlando di aria
fritta e affrontiamo temi di questa importanza con questa
superficialità , ma va bene lo stesso - il disegno di legge che
individua i territori dei liberi consorzi comunali.
Questa legge, così come l'abbiamo approvata all'articolo 2, è solo
per l'indicazione dei territori che sono emersi a seguito di quei
provvedimenti di scelta da parte dei singoli comuni. Non fa alcun
riferimento a questa legge. Allora di quale funzione parliamo?
Signor Presidente, rinnovo per l'ultima volta che, articolo per
articolo, introduciamo contraddizioni, incongruenze, veri e propri
errori madornali che impediranno qualsiasi operatività a questa
pseudo riforma che ci siamo intestati.
Signor Presidente della Commissione, richiami a sé questo
benedetto disegno di legge e facciamo qualcosa che possa avere i
piedi per camminare perché di questo non c'è assolutamente la
benché minima ombra in quello che stiamo man mano approvando.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, se è possibile, gradirei il suo
contributo di esperto - non è per piaggeria, tutt'altro - già da
domani con gli Uffici perché, se vi sono delle incongruenze e non
si sono comprese bene, probabilmente, è perché c'è un'Aula
distratta,.
Non escludo che queste incongruenze ci siano e, magari, se ce le
farà comprendere meglio, vedremo di porre rimedio.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito
dell'articolo 10, chiarito che il Governo ha ritirato la
riscrittura dello stesso articolo, quindi, rimane il testo
originariamente proposto che, appunto, è fatto di due commi.
Quindi è evidente come il Governo abbia fatto una scelta mediana e
soprattutto la scelta di rinvio, di ristabilire successivamente,
quali sono le funzioni da attribuire al Libero Consorzio dei
Comuni.
Mi sono fatto la seguente domanda: in questo periodo, cosiddetto
transitorio , tra presenza delle ex province regionali, che bene o
male, rimarranno in vita, rappresentate dai diversi commissari -
con il libero consorzio dei comuni, che dovrà necessariamente
formarsi - che cosa accadrà, appunto, per quanto riguarda alcune
funzioni che i commissari hanno in qualche modo dimesso, sulla base
di alcuni ragionamenti e decisioni assunte in maniera del tutto
autonoma?
Il Governo, forse non è a conoscenza e, invece, avrebbe dovuto,
impartire delle direttive uniformi a tutti i commissari per far
assumere un identico comportamento, un identico atteggiamento:
identici provvedimenti amministrativi in tutto il territorio
regionale.
Così - e l'assessore lo sa bene - non è.
Ci sono stati Commissari che hanno assunto provvedimenti di
recesso, per quanto riguarda società partecipate e associazioni e,
comunque, nell'ambito delle diverse partecipazioni, in seno alla
medesima provincia regionale; altri invece il medesimo recesso non
l'hanno, in qualche modo, esercitato.
Mi piace ricordare, a scanso di equivoci, che non possiamo non
evidenziare un'incongruenza dal punto di vista prettamente formale
e materiale, prendendo in considerazione qual è stato
l'atteggiamento del Commissario della Provincia regionale di
Agrigento che, non si è sognato minimante di formulare, recesso,
da parte e nei confronti del consorzio universitario, di cui la
provincia era socia.
Medesima cosa invece non l'abbiamo riscontrata nell'ambito della
Provincia regionale di Trapani, dove sostanzialmente il Commissario
ha formulato preciso recesso.
La domanda che pongo al Governo è: come intende disciplinare e
regolamentare questo periodo transitorio, tenuto conto che, a mio
avviso, un Commissario, proprio perché Commissario Straordinario,
non avrebbe dovuto assumere provvedimenti, cosiddetti
straordinari , ma semplicemente, gestire l'ordinario e trasferire,
poi, all'ente subentrante le eventuali funzioni che la legge
avrebbe dovuto individuare. Così non è stato e aggiungo a quanto
effettivamente vi sto dicendo che, da ultimo, il Commissario
straordinario della provincia di Trapani, addirittura ha formulato
recesso di una partecipata fuori Erice, che appartiene al 50 per
cento della provincia, società in bonus e non si riesce a capire
per quale motivo lo abbia fatto.
E, allora, Governo, che cosa accadrà nel momento in cui, poiché le
funzioni vengono ideate non ora ma, ben che vada, almeno fra sei
mesi, nell'ambito delle cosiddette partecipate , che non sono più
partecipate, sulla base delle decisioni di un Commissario che non
avrebbe potuto e dovuto assumere questi provvedimenti? Come intende
comportarsi il Governo nell'ambito di queste fattispecie che sono
fattispecie particolari?
Non posso non rimarcare, poi, un altro aspetto che mi sembra di
fondamentale importanza quando quest'Aula e soprattutto il Governo
ha evidenziato che, comunque, la riforma non avrebbe dovuto
determinare nessun disoccupato e nessun licenziamento ma, anzi,
avrebbe dovuto determinare sicuramente i livelli occupazionali così
come effettivamente sono in questo momento.
E, allora, cosa dire nel momento in cui la provincia regionale ha
dismesso le cosiddette partecipate e cosa ha determinato per
quanto riguarda gli aspetti prettamente occupazionali.
A questo punto, signor Presidente, le faccio una domanda. Ho
presentato un emendamento, appunto, al testo dell'articolo 10 che
prende il nome di 10.2. La domanda è: si tratta di un emendamento
che sarà dichiarato inammissibile?
Intendo precisarle il fatto che non parlo lì di funzioni, affatto,
ma do semplicemente un'indicazione - e, tra l'altro, neanche
precettiva - nei confronti del nuovo organismo, ma dico
semplicemente e solamente caro libero consorzio di comuni, guarda
che hai un'attività prioritaria che solitamente è delle partecipate
che, prima, erano di riferimento della provincia regionale e che se
tu vuoi, sulla base anche della convenienza politico-economica
occupazionale, non puoi non attenzionare senza alcun precetto e
senza alcun obbligo, com'è giusto che sia, tenuto conto che non è
mio intendimento, laddove in qualche modo viene a crearsi il libero
consorzio di comuni, caricarlo, anzi stracaricarlo di una serie di
partecipate inutili che hanno determinato, peraltro, poi, l'attuale
riforma .
Le faccio richiesta di conoscere e sapere che fine fa
l'emendamento, tenuto conto che almeno in parte da un indirizzo nei
confronti, ovviamente, del nuovo organismo affinchè si occupi del
problema e non lo tralasci.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, le posso dire che lei ha presentato
due emendamenti, di identico contenuto, sia all'articolo 9 sia
all'articolo 10. Gli Uffici hanno fatto un attento esame e, pur
essendo emendamenti che hanno il loro pregio, nel merito, c'è un
problema che riguarda la copertura finanziaria perché si parla
comunque di acquisizione di quote societarie. Per evitare
questioni, verranno trattate nella prossima legge, quella che
dovremo approvare, che dovrà stabilire le funzioni. Infatti, c'era
un invito al ritiro, confidando in lei.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
insistere e peraltro non intendo non essere collaborativo,
soprattutto con l'Aula, perché credo che sia di estrema importanza.
Mi permetto, però, di evidenziare come proprio l'emendamento in
questione si è posto il problema, dal punto di vista prettamente
finanziario, ed ha posto come condizione per la partecipazione
verificata la disponibilità di copertura economica, quindi mi
sembra molto strano, obiettivamente, che mi venga sollevata o
eccepita la questione di carattere finanziario, tenuto conto che
l'emendamento anzi l'affronta, la supera e, soprattutto, in qualche
modo, ne tiene benissimo conto.
Se però è un invito espresso da questa Presidenza al riguardo,
valutato e valutata ogni circostanza, purchè il Governo assuma un
impegno - a mio avviso, estremamente importante - ed invece il
Governo non l'ha ascoltato minimamente, perché ci sono dei problemi
abbastanza gravi e che sono stati qui sollevati e mi riferisco al
libero consorzio universitario - è inimmaginabile che 30 anni di
impegni vengano vanificati da una riforma che in parte è condivisa
e che determinerà sicuramente nocumenti; alcune partecipate - mi
riferisco in maniera particolare alla biblioteca Fardelliana, non è
accettabile che la riforma determini la chiusura di una biblioteca
che ha più di cento anni - e altre partecipate - mi riferisco al
Luglio musicale, che partecipava al libero consorzio dei comuni e
l'ex provincia regionale.
Se mi viene assicurato che il Governo, sostanzialmente, si occupa
di questo problema, piuttosto di non affrontarlo, così come
avvenuto in questo periodo dove quasi implorando sono stato
costretto ad andare dal Commissario straordinario per fargli capire
cosa stava combinando, sinceramente per me non è accettabile.
Quindi se il Governo si impegna ad attenzionare questa
problematica, unitamente ad altre problematiche che riguardano la
ex provincia regionale, quali i dipendenti, in maniera particolare
di Castelvetrano, e non posso non dimenticare anche questo aspetto,
ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Possiamo fare di più: si può presentare un ordine del
giorno di accompagnamento e tutta l'Aula impegnare il Governo a
dare seguito...
FAZIO. Se mi autorizza predispongo l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. E' nel suo potere presentarlo.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi corre l'obbligo segnalare a quest'Aula che, quando
la Commissione ha licenziato il testo, in particolare all'articolo
10, avevamo convenuto, la Commissione ed il Governo, che il Governo
in Aula avrebbe, dopo attenta valutazione, presentato un
emendamento per prevedere alcune funzioni iniziali ed altre che con
la legge di cui all'articolo 2, comma o 4 o 5 - poi vedremo qual è
- si andrà a fare, a stabilire alcune funzioni iniziali, sia per i
liberi consorzi sia per le Città metropolitane.
E questo per una ragione: perché è evidente che se istituiamo i
liberi consorzi ed anche le Città metropolitane, dobbiamo stabilire
la ragione per cui si mettono insieme, cioè io mi sposo con un
altro e lo faccio in nome di obiettivi condivisi. Se qui non
stabiliamo gli obiettivi, se qui stabiliamo gli obiettivi non
possiamo non definire le ragioni per cui costituiamo questi organi.
Lo dico subito perché il testo, onorevole Presidente, presenta
alcuni emendamenti, ancorché non siano del Governo, pertanto, si
può riparare all'incidente, lo considero tale, dell'annunciato
ritiro del Gov R 10, che ritengo un errore. In ogni caso, siccome
ci sono emendamenti depositati a firma di deputati, credo sia
opportuno, signor Presidente, che ci fermiamo qualche minuto per
stabilire nell'articolo 10 il livello di funzioni minimali ma
necessarie sia per i Liberi Consorzi sia per le Città
Metropolitane. Ci sono emendamenti a firma di molti deputati,
quindi, possiamo riprendere la partita, però, credo sia un errore,
signor Presidente, esitare l'articolo 10 con il testo che
sostanzialmente rinvia ad un'altra legge perché, ripeto, per creare
nuovi enti, dobbiamo stabilire le ragioni per cui si fanno,
altrimenti, è un'operazione di ingegneria istituzionale che nulla
ha a che vedere con i servizi che vogliamo costruire di area vasta,
perché una cosa deve essere chiara, cioè le funzioni che devono
essere individuate devono essere funzioni di area vasta. Pertanto,
valuti lei come procedere.
PRESIDENTE. C'è una richiesta proveniente dal Presidente della
Commissione di sospensione per 10 minuti.
FORMICA. Signor Presidente, quando l'ho chiesto io, non è stato
possibile.
PRESIDENTE. Si tratta di una richiesta legittima che fa il
presidente della Commissione perché poi sono agganciati tutta una
serie di emendamenti. L'onorevole Lo Sciuto stava intervenendo e ha
ritirato il proprio intervento sulla base del preannunciato ritiro
dell'emendamento del Governo.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
alle ore 19.45 e poi mi auguro che sia il presidente della
Commissione, onorevole Cracolici, a riferire l'esito di
quest'incontro, di questa sintesi, con i Presidenti dei Gruppi
parlamentari e con i deputati.
(La seduta, sospesa alle ore 19.27, è ripresa alle ore20.17)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito la Commissione a prendere posto e a riferire
sull'esito della riunione.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la Commissione si è
riunita anche con alcuni Presidenti dei gruppi parlamentari.
DI MAURO. Alcuni non sono stati invitati.
CRACOLICI. No, sono stati invitati.
CORDARO. Ci dica onorevoli Cracolici.
CRACOLICI. Onorevole Di Mauro, non spetta a me convocare la
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
Voglio ribadire un principio, che era quello per cui avevo chiesto
la sospensione, la Commissione quando ha licenziato il testo, in
particolare l'articolo 10, aveva chiesto al Governo di presentare
in Aula una ordinata modalità di definizione di alcune funzioni di
area vasta per le quali si dava vita al percorso costituente sia
dei Liberi Consorzi che delle Città Metropolitane, fermo restando
che con la legge istitutiva - che si farà nei 6 mesi successivi di
cui al famoso articolo 2 - non solo si trasferirà questa funzione,
ma potrà darne di nuove.
Questo per una ragione, perché le funzioni iniziali sono
fondamentali per giustificare le ragioni per le quali si istituisce
una Città Metropolitana, perché si sta insieme o perché si vuole
uscire e andare con un Libero Consorzio.
Per tali ragioni la Commissione, che aveva depositato un
emendamento, che era credo il 10.10, ha inteso subemendare questo
emendamento, introducendo due commi con i quali vengono individuate
alcune funzioni di area vasta , sia per i liberi consorzi, sia per
le Città metropolitane; fermo restando il comma successivo, che era
il comma 1, che diventa il comma 3; mentre il comma 2, che
diventava il comma 4, per quanto ci riguarda, si può - questo sì -
rinviare alla nuova legge istitutiva.
Quindi, il testo del nuovo emendamento 10.10 di riscrittura della
Commissione conterrà i primi due commi, individuando alcune
funzioni di area vasta per i liberi consorzi e per le Città
metropolitane, e il terzo comma rinvia alla successiva legge
istitutiva le ulteriori funzioni che saranno trasferite alle Città
metropolitane e ai liberi consorzi.
Spero che sia già depositato e lo firmo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Intanto
invito gli assistenti parlamentari a distribuire l'emendamento
sostitutivo dell'articolo 10, presentato dalla stessa Commissione;
è un emendamento sostitutivo a un emendamento della Commissione.
Confermo che il Governo ha ritirato l'emendamento sostitutivo, per
cui decadono tutti gli emendamenti presentati al sostitutivo.
CORDARO. Grazie signor Presidente, mi spiace che in Aula non sia
presente il Presidente della Regione perché così come preannunciato
non tanto profeticamente, ma direi molto realisticamente ci stiamo
ritrovando di fronte a quella realtà che avevamo paventato qualche
minuto fa.
La conseguenza di quanto dicevo è che siamo in presenza di un
ulteriore cadeau, di un ulteriore regalo del Presidente della I
Commissione e di coloro che vi hanno partecipato - poi chiarirà
anche il Presidente Formica a che titolo - perché ci ritroviamo di
fronte ad una ulteriore riscrittura di quello che è l'articolo 10,
a fronte di un percorso di buon senso, oltre che giuridicamente
valido, che voleva che l'aspetto riguardante le funzioni fosse
rinviato alla successiva legge, che pure dovremo necessariamente
approvare da qui a qualche mese.
Rispetto a questo, considerato che non conosciamo questo
emendamento, considerato che questo emendamento entra nel merito
delle funzioni come non facevano neanche gli articoli e i commi che
erano precedentemente previsti all'articolo 10, di fatto siamo di
fronte non ad una riscrittura, bensì ad una scrittura ex novo
perché se cominciamo a parlare ed entriamo nel merito delle
competenze, riapriamo i termini di discussione dell'intera legge
Mi fa specie - lo dico ai colleghi del Movimento Cinque Stelle -
che da quei banchi non venga neanche una parola rispetto ad un
percorso d'Aula e ad una gestione da parte della Prima Commissione,
nella quale vedo anche colleghi responsabili, che sta adottando un
percorso parlamentare assolutamente non ortodosso che non possiamo
condividere.
Considerato che non si vuole, neanche in questo caso, nonostante
le prevaricazioni alle quali ci state costringendo, opporre un
atteggiamento strumentale, le chiediamo, signor Presidente, qualora
lei non voglia dichiarare, così come deve essere richiesto da parte
nostra, la inammissibilità di un pezzo di carta volante che non ha
nessuna radice, che non ha nessuna origine, che non si sa da dove
viene, da chi è stato partorito, come arriva in quest'Aula in
questo momento della trattazione del disegno di legge.
Qualora lei non dovesse applicare il Regolamento, per ragioni che
in questo momento non comprendo, ma che potrebbe anche spiegarci,
le chiedo di rinviare a martedì perché l'Aula, a cominciare dalla
opposizione responsabile, abbia la possibilità di leggere questo
testo e di rendersi conto di quale sia l'ultimo regalo che il
Presidente Cracolici sta facendo all'Aula, ma credo al Presidente
Crocetta soprattutto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alloro. Ne ha
facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, l'articolo 10 era tra i punti
sensibili di questa legge perché, assieme all'articolo 7 e agli
articoli 1 e 2, erano i punti di snodo, perché evidentemente non ha
senso fare una legge istitutiva dei liberi consorzi se poi a questi
non si danno le funzioni e le funzioni che escono fuori da questa
riscrittura, seppure la scrittura originaria era un po' nel solco
di quelle che è stata lo spirito di questa legge, che è la legge 7,
che rinvia ad un'altra legge e questa che rinvia ad un'altra legge
tra sei mesi per definire le funzioni.
Penso che le funzioni vadano definite, vadano determinate e non
possono essere certamente queste che sono di esclusiva
pianificazione e programmazione, senza fare peraltro neanche
riferimento a quelle che sono le attuali competenze delle province.
Mi chiedo cosa dovrà fare tutto il personale delle province se si
dovrà occupare solo di queste cose? Non lo capisco. Qua non si
parla neanche di edilizia scolastica, non si parla neanche delle
competenze attuali delle province.
Avevo presentato un emendamento che seppure demandava alla legge
di cui al comma 4, dell'articolo 2, erano una serie di competenze
che venivano definite in capo alle province, seppure da definire
meglio, ma in questo modo credo che si stia approvando una legge
che non dà funzioni alle province e sono sempre più dell'idea che
si tratta esclusivamente di una legge slogan.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, stavo cercando di ritornare al testo
di legge così come è stato approvato.
Credo che questo emendamento lei non può che dichiararlo
inammissibile e non può che farlo per almeno una duplice ragione.
Primo, perché questo emendamento introduce un tema su cui il
Governo si era già espresso ritirando gli emendamenti già
presentati, cioè il Governo aveva detto di voler rinviare ad altra
legge l'espletamento, la precisazione, la specificazione delle
funzioni e su questo l'Aula si era già pronunciata, dopodiché il
Governo li ha ritirati .
PRESIDENTE. Per chiarezza. C'era un emendamento del Governo, il
quale ne ha preannunciato il ritiro.
Stavamo quasi per passare alla votazione ed è intervenuto
l'onorevole Assenza e successivamente l'onorevole Cracolici. Tenuto
conto che vi erano tutta una serie di emendamenti dei singoli
deputati, l'onorevole Cracolici ha ritenuto, e lo poteva fare come
Presidente di Commissione, di riunire la commissione e presentare
un emendamento sostitutivo.
Poi se c'è una questione di termini, questa è altra cosa, ma non
sulla inammissibilità perché il Governo aveva ritirato il suo
emendamento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per essere chiaro,
noi abbiamo un primo fascicolo di emendamenti al quale,
successivamente, sono stati presentati dal Governo emendamenti di
riscrittura dei singoli articoli.
Il Governo ha ritenuto stasera di ritirare gli emendamenti di
riscrittura agli articoli 8, 9 e 10, e questa è stata una scelta
chiara che il Governo ha voluto fare con l'apporto dell'Aula. E se
fosse solo questo, bene, ma qui c'è un altro problema, ed è il
terzo comma che si inserisce con questo emendamento, che recita Le
funzioni di area vasta di cui ai commi 1 e 2 sono trasferite
rispettivamente ai liberi consorzi ed alle città metropolitane con
le relative risorse .
Signor Presidente, così lei sta introducendo un ulteriore
principio, sta andando oltre, sta stravolgendo la norma, perché noi
avevamo votato all'articolo 2, comma 5, che entro sei mesi il
disegno di legge che presentava il Governo serviva soltanto per
modificare i territori a seguito di una adesione, di una volontà di
adesione dei comuni a questo o a quell'altro consorzio. Quindi, la
norma già aveva una sua finalità, era indirizzata ad una finalità.
E non solo.
Come terzo motivo, le dico che questo foglietto di carta fa
veramente pensare su tutto quell'impegno che la Commissione o il
Presidente della Commissione ha prodotto, pari al nulla, allo zero
tagliato. Perché nel momento in cui dice i liberi consorzi
comunali esercitano funzioni di area vasta e li specifica, stiamo
contraddicendo quello che abbiamo detto all'articolo 1 e
all'articolo 2 che le funzioni dei liberi consorzi corrispondono
con quelle delle province'. Nel più' c'è il meno', ma nel meno'
non c'è il più'. Nel momento in cui voi specificate queste
funzioni, abbiamo escluso tutte quelle funzioni cui ha fatto
riferimento giustamente l'onorevole Alloro.
Ed allora, Signor Presidente, o lei dice al presidente Cracolici
di resettare la sua mente ed i suoi studi oppure ci sta portando a
sbattere, perché questo questa è una norma che, quando lei ha detto
che dobbiamo intervenire ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno, io le dico che con l'articolo 117 possiamo intervenire per
rettificare ma non per stravolgere, non per introdurre norme nuove
su cui già l'Assemblea si è espressa. Attenzione, questo noi non lo
ammettiamo.
Allora, lei fino a questo momento è stato molto sobrio,
equilibrato, ed ha dimostrato il suo equilibrio; vorrei ricordare
quando all'una di notte sulla legge finanziaria, dinanzi al ritiro
del Governo di un emendamento, caddero tutti i subemendamenti e lei
disse in Conferenza dei Capigruppo di non poter introdurre un
precedente gravissimo, seppur in una legge assolutamente importante
quale la finanziaria.
L'onorevole Cracolici apre la bocca assieme a tutti gli altri e
dice che abbiamo fatto noi la prima legge d'Italia. Bene l'avete
fatta questa legge Noi siamo contrari e voi avete fatto la legge.
Ma la legge è quella che è stata votata e non possono essere leggi
riprese, rappezzate, ritoccate, ritornate, riscritte dieci volte in
ogni seduta d'Aula.
Signor Presidente, le chiediamo formalmente, come opposizione, che
lei faccia ritirare questo emendamento. Fra l'altro, caro
Presidente Ardizzone, aveva detto che nulla questio sul fatto che
ad altra legge rinviavamo la precisazione delle funzioni. Quindi,
siccome lo ha detto la Presidenza dell'Assemblea, l'ha detto il
Governo, l'ha detto il Presidente della Commissione, noi ci siamo
adeguati, non abbiamo detto niente, e non è che oggi ora cambiamo
perché ci rendiamo conto che c'è non uno strafalcione ma voragini
in questa norma, errori veramente chiarissimi che fanno
raccapricciare.
Signor Presidente, stiamo attenti; dichiari inammissibile questo
emendamento perché, ancorché provenga da una parte della
Commissione, non può essere accolto e non può essere accolto per i
tre motivi che le ho esplicitato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto l'emendamento come lo
avete appreso voi in questo momento, l'ho appreso io.
Onorevole Falcone, su una cosa deve stare tranquillo, che non
forzerò assolutamente il Regolamento e su questo massima
tranquillità e massima serenità.
Però gradirei, prima di continuare con il dibattito - ci sono
molti iscritti - che il Presidente della Commissione ci dia un
chiarimento. Siamo ad un passaggio fondamentale, stiamo scrivendo
una legge fondamentale ed io ci credo molto.
Gradirei che si spiegasse il significato di queste funzioni e
soprattutto perché diventa obiettivamente incomprensibile la
differenza di alcune funzioni attribuite alla città metropolitana,
rispetto ad altre funzioni non attribuite ai liberi consorzi.
Faccio un esempio: il punto b) del comma 1, recita:
Programmazione, sviluppo economico del territorio e si parla di
liberi consorzi; il punto b) del comma 2 recita: Programmazione,
sviluppo economico e sociale del territorio e si parla di città
metropolitane.
Se noi facciamo queste differenze un significato ci deve essere ed
io sono il primo a dire di fare attenzione nel merito sulle
funzioni perchè non possiamo assolutamente sbagliare.
MUSUMECI. Qualcuno ce le deve spiegare queste differenze.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome ci eravamo dati una
tabella di marcia, ed io non accetto forzature da un lato, ma non
mi faccio forzare neanche da parte delle opposizioni, per essere
chiari
Avevamo stabilito di concludere stasera la legge, per quanto
possibile, e rinviare a martedì per dare la possibilità agli uffici
di fare il coordinamento del testo ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, che non è una semplice rettifica di norme, ma
significa rendere omogenea la legge nella sua complessità.
MUSUMECI. Non alteriamo il significato, signor Presidente, perché
noi abbiamo qualche piccolo sospetto.
PRESIDENTE. Ma quale alterare il significato? Stia tranquillo,
onorevole Musumeci, che significato non se ne altera. Però su
alcune questioni occorre chiarezza, occorre che la Commissione
spieghi il perché di queste funzioni e non di altre. Che cosa
significa programmazione e sviluppo del territorio in uno sviluppo
sociale del territorio?
FALCONE. Lo spieghi alla Commissione e poi la Commissione lo
riferisca in Aula.
ASSENZA. Hanno solo copiato l'emendamento ritirato dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, se loro hanno cambiato o modificato
proceduralmente lo possono fare, qua stiamo entrando nel merito
delle questioni e stiamo parlando di funzioni da attribuire ai
liberi consorzi e alle città metropolitane e quindi diventa una
questione particolarmente complessa e delicata. Per cui se c'è un
po' di calma vediamo se possiamo andare avanti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che prima
si chiarisse un equivoco, perché è vero che questa legge è la legge
degli equivoci o la legge di carnevale o del post carnevale o della
carnevalate.
MUSUMECI. Delle ceneri
FORMICA. Delle ceneri ci cospargiamo il capo, ma anche qualcun
altro dovrebbe cospargersi il capo di cenere.
Allora cominciamo a chiarire alcuni equivoci. Questo emendamento
non può entrare in Aula per la semplice ragione che non è frutto né
di una Conferenza dei Capigruppo, perché casomai la doveva
convocare il Presidente dell'Assemblea, cosa che non ha fatto, né
della Commissione che non è stata mai riunita, né formalmente né
informalmente, perché non abbiamo partecipato ad alcuna
Commissione.
Questo emendamento è frutto del tentativo postumo che è stato
fatto nel rush finale per cercare di fare entrare dalla finestra
ciò che non si è riuscito a fare entrare dalla porta e di mettere
in difficoltà il Governo, il Presidente della Regione ma
soprattutto la Presidenza dell'Assemblea.
Ora, signor Presidente, a parte il fatto che lei con molta
magnanimità aveva concesso quindici minuti di sospensione e siamo
arrivati invece a quarantacinque minuti, e non è la prima volta, ma
non gliene voglio fare una colpa per questo, che poi si approfitti
della sua terzietà, che in questo caso guarda più al Governo
anziché al buon esito della norma, per cercare con la finzione e
con le falsità di fare entrare un emendamento il Aula, questo non
va bene.
Non c'è stata Conferenza dei Capigruppo, non c'è stata riunione
della Commissione, né formale né informale, per cui vorrei spiegato
com'è che questo emendamento arriva in Aula con la dicitura
Commissione e questo a nome del Regolamento da norma precisa.
Altrimenti, lei ha l'obbligo di rinviare l'Aula a martedì per
approfondire l'articolo 10 e vedere quale coerenza c'è con tutto
ciò che abbiamo approvato fino ad ora. Lo si faccia nei luoghi
deputati a farlo e cioè in Commissione ed evitiamo altri
strafalcioni, evitiamo di calpestare il Regolamento e di creare
precedenti, perché altrimenti accadrà nella finanziaria che
qualsiasi Presidente o componente della Commissione ritorni con i
foglietti firmati Commissione . Non è possibile Lei non lo può
permettere
Ormai si era su un percorso di chiusura del disegno di legge e non
è colpa del Parlamento né colpa sua ma qualcuno ha messo i bastoni
fra le ruote.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente l'Aula per una
brevissima Conferenza dei Capigruppo in Sala Rossa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.44, è ripresa alle ore 21.00)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci stata alcuna intesa
in Conferenza dei Capigruppo, la Presidenza si riserva
l'ammissibilità di questo emendamento presentato dalla Commissione
all'articolo 10.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 6 marzo
2014, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
10) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
11) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
12) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
13) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
14) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
15) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 21.01
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Salute»
ZITO - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -
FERRERI - FOTI - LA ROCCA -MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -
VENTURINO - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro all'Assessore per
la salute, premesso che:
sebbene al momento non esistano cure per l'autismo, la letteratura
internazionale testimonia che un intervento tempestivo
specifico individualizzato, permanente e pluridisciplinare, in
tutti gli ambiti di vita può determinare miglioramenti sostanziali,
una migliore qualità di vita e l'indipendenza nella vita adulta per
una percentuale significativa di persone con autismo;
al contrario, la mancanza di un percorso abilitativo adeguato,
così come un intervento inadeguato, basato su conoscenze errate
dell'autismo o su teorie e risultati non provati, portano a
conseguenze irreparabili per lo sviluppo della persona;
la qualità e la specificità dell'intervento e dei servizi non sono
fattori estranei o secondari nella lotta alla discriminazione delle
persone con autismo; negare, infatti, un intervento adeguato
significa, di fatto, privarle dell'opportunità di sviluppare le
proprie potenzialità, esponendole ad ulteriore discriminazione;
delegare la cura della persona con autismo alla famiglia non ne
promuove l'inclusione, al contrario, di fatto, estende l'esclusione
a tutto il nucleo familiare e condanna la persona con autismo ad un
costoso quanto inadeguato internamento, nel momento in cui resterà
priva dell'aiuto familiare;
considerato che la Regione siciliana nel 2005 ha emanato la legge
specifica n. 19, il cui art. 25, comma 8 così dispone: 'L'Assessore
regionale per la sanità è autorizzato ad emanare con decreto, entro
centottanta giorni dalla data di pubblicazione della presente
legge, un programma regionale unitario per l'autismo. Tale decreto
prevede che ogni azienda unità sanitaria locale della Regione
siciliana attivi un centro per l'autismo e i disturbi generalizzati
dello sviluppo. Il decreto prevede, altresì, che ogni azienda unità
sanitaria locale è comunque tenuta a destinare almeno lo 0,1 per
cento (0,1%) delle somme poste in entrata nel proprio bilancio
annuale alla rete integrata di servizi per l'autismo';
in attuazione della suddetta legge, la Regione, dopo più di un
anno, ha adottato, con decreto assessoriale del primo febbraio
2007, le 'Linee-guida di organizzazione della rete assistenziale
per persone affette da disturbo autistico', aventi lo scopo di
delineare percorsi diagnostici e riabilitativi che si uniformino a
principi e linee-guida largamente condivisi dalla comunità
scientifica nazionale ed internazionale (con riferimento alle linee
guida SINPIA), da proporre ed attuare nell0'ambito del territorio
regionale; nello stesso decreto si asserisce, una volta ancora, che
'ogni Azienda è, comunque, tenuta a destinare, almeno lo 0,1 per
cento delle somme poste in entrata nel proprio bilancio annuale,
alla rete integrata di servizi per l'autismo ;
nel 2010 è stato istituito un tavolo regionale per l'autismo e
l'Assessorato ha inviato una nota alle ASL in cui dispone di
destinare lo 0,1 per cento dei loro bilanci ad interventi a valenza
terapeutico-riabilitativa e/o socio-riabilitativa in favore dei
soggetti affetti da sindrome autistica;
sulla base dei dati attualmente disponibili, in Sicilia si
stimerebbero circa 5.000 persone con disturbi dello spettro
autistico;
visto che:
le famiglie, in modo sempre più forte, lamentano la mancata
applicazione dell'art. 25, comma 8, della legge regionale 19 del
2005, e ricorrono alle vie legali per tutelare i diritti negati ai
loro figli;
vi è una carenza di formazione delle varie figure professionali
con conseguente difformità e mancata condivisione di protocolli
diagnostici/terapeutici, una carenza di servizi territoriali
dedicati ed una mancanza di continuità della presa in carico;
i ritardi nell'individuazione precoce e difficoltà importanti
nella possibilità di attivazione di progetti riabilitativi
intensivi e precoci subito dopo la formulazione della diagnosi
pongono ormai inderogabile la realizzazione di una rete di servizi
rivolti alle persone con disturbi dello spettro autistico ed alle
loro famiglie, in tutte le fasi del ciclo di vita, allo scopo di
garantire: presa in carico globale da parte di una rete di servizi;
intervento in età precoce non appena sussista il forte sospetto di
autismo; programmi intensivi di almeno 25 ore/settimana; interventi
(ri)abilitativi permanenti come individualizzazione dei
programmi a partire dalla valutazione funzionale; orientamento ai
diritti e alla qualità di vita degli utenti, adeguamento alle
diverse esigenze nelle diverse età, funzionalità al conseguimento
del massimo grado possibile d'indipendenza e d'inclusione sociale;
per sapere se non ritengano opportuno:
chiarire i motivi che rendono ancora non attuato il D.A. 1
febbraio 2007, indicante il programma regionale unitario per
l'autismo, e, quindi, non applicato quanto disposto dall'art. 25
comma 8 della richiamata legge regionale19 del2005, ovvero, la
creazioni di qualificati servizi territoriali dedicati;
specificare in che modo e a che cosa sia stato destinato lo 0,1
per cento delle somme poste in entrata nel bilancio annuale di ogni
Azienda unità sanitaria locale, per legge finalizzato alla rete
integrata di servizi per l'autismo;
se non ritengano di dover effettuare una verifica in tutte le
Aziende sanitarie provinciali al fine di valutare lo stato di
attuazione della legge de qua e dare indicazioni ai Direttori
Generali delle Aziende sanitarie provinciali, operanti in Sicilia,
fissando dei termini, a brevissima scadenza, entro i quali deve
trovare attuazione quanto previsto dalla legge regionale 19 del
2005». (137)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta.- «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
con cui si chiedono notizie in merito all'applicazione dell'art.
25, comma 8, della legge regionale n. 19 del 2005 relativo
all'attuazione del programma unitario per l'autismo, si fornisce la
nota prot. 52563 del 24 giugno 2013 resa al Servizio 9 Tutela
delle fragilità del Dipartimento per la pianificazione strategica,
che relaziona sulle attività intraprese dalle Aziende Sanitarie
Provinciali».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
Nota prot. 52563 del 24 giugno 2013
«Con riferimento alla richiesta avanzata con nota prot. n. 12934
delF8/2/2013, relativa all'interrogazione in oggetto riguardante lo
stato di attuazione delle previsioni di cui all'art. 25, comma 8,
della L.R. n.19/05, sulla scorta delle informazioni acquisite
presso le ASP si rappresenta quanto segue.
ASP I - AGRIGENTO ( nota prot. n 27 I 54 dell'11/4/2013)
-Con nota della Direzione Aziendale nel 2011 è stata attivata
l'équipe multiprofessionale aziendale "dedicata" che
opera un giorno la settimana a livello sovradistrettuale. composta
da 2 dirigenti medici NPI, una logopedista e uno psicomotricista,
che ha attivato uno specifico flusso informativo e ha iniziato la
revisione dei casi già "censiti" alla data di ottobre 2012 pari a
148. I casi in terapia presso l'ASP sono stati 88: di cui 10 in
terapia presso le UU.00. di NPI, 72 soggetti in trattamento presso
centro accreditati e 8 soggetti sono seguiti presso il "Centro
Amici", associazione di genitori di Agrigento, con supervisione a
cura della locale U.O. NPI.
-Tutti i soggetti frequentano la scuola e per tutti sono stati
effettuati gli adempimenti di competenza dell'u.o. NPI necessari
per fruire del sostegno a scuola.
-In collaborazione con la segreteria della Federazione Italiana
Medici Pediatri sono stati sensibilizzati tutti i pediatri della
provincia di Agrigento ed è stato proposto un percorso di tipo Hub
and Spoke, per cui i pediatri di libera scelta somministrando lo
strumento di screening CHAT, inviano i casi dubbi all'U.O. NPI
distrettuale e confermato il sospetto, all'Equipe
multiprofessionale aziendale "dedicata"
-E' in corso di arrivo lo svolgimento per la selezione di 2
contratti a progetto per n. 1 psicologo e n. 1 neuropsicomotricista
esperti, per la durata di un anno da coinvolgere per il trattamento
intensivo. Per tale incarico sono stati impegnati circa 40.000 euro
del suddetto PON.
-L'équipe multiprofessionale aziendale "dedicata" è stata dotata
dei test psicodiagnostici da utilizzare con i bambini autistici,
come previsto dalla linee guida regionali.
-E' stata posta particolare attenzione alla formazione e in
raccordo con l'Oasi Maria SS. - IRCSS Troina è stato organizzato un
percorso formativo per "I disturbi dello spettro autistico"
suddiviso per periodi diversi e per specifici operatori.
-E' in corso l'informazione alle scuole relativa alla
formazione/informazione degli operatori scolastici per l'anno 2012-
13. Si è svolto un corso per i docenti delle scuole del distretto
di Sciacca in collaborazione con il CTRH.
L'ASP ha infine comunicato di non aver destinato la quota di
finanziamento secondo le finalità previste dalla L.R n 19/05 art.
25 comma 8.
Si segnala che questa Amministrazione ha già provveduto a
richiamare il Commissario Straordinario alla puntuale osservanza
del suddetto dettato normativo.
ASP 2 - CALTANISSETTA ( nota prot. n. 0007143 del 28/3/20 13)
L'Azienda, a seguito delle indicazioni contenute nelle linee guida
regionali, ha proceduto nel corso del 2012 alla redazione di un
Piano aziendale per l'autismo, discusso e condiviso con le
Associazioni operanti nel territorio.
Il Piano ha definito le azioni prioritarie e gli obiettivi di
assistenza da raggiungere nel territorio provinciale prevedendo
l'attivazione di una rete di servizi provinciali per la presa in
carico della persona con autismo sia sotto il profilo diagnostico
che riabilitativo. L'Azienda al fine di uniformarsi ai principi e
linee guida contenuti nella legge regionale n.19/05 ha avviato un
percorso di riqualificazione delle rete per l'autismo destinando
specifici finanziamenti secondo l'ammontare previsto dalla
normativa vigente
Le iniziative avviate dall'Aziende riguardano in particolare:
-l'attivazione di un Centro per la diagnosi precoce ed il
trattamento terapeutico-riabilitativo del paziente con disturbo
autistico da attivarsi all'interno del presidio di San Cataldo.
L'Azienda con bando di gara del 7/1/2013 ha avviato la procedura
per l'affidamento mediante cottimo fiduciario dei lavori di
manutenzione dei locali del 3 piano del P.O.di San Cataldo che
ospiteranno il Centro In data 13 febbraio si è già proceduto
all'aggiudicazione dei lavori con conseguente avvio dei previsti
interventi di manutenzione.
-L'attivazione di un Centro Diurno per lo svolgimento di attività
ludico-ricreative con lo scopo di favorire progetti di integrazione
e di acquisizione di autonomia per le persone affette da disturbo
autistico. La procedura di gara è in fase di affidamento ed entro
breve il Centro sarà pienamente attivo all'utenza
-Con bando di gara del dicembre 2012 è stata avviata procedura per
il reclutamento di figure professionali dedicate al Centro per la
diagnosi precoce: n. 1 psicologo, n. 2 assistenti sociali, n. 1
logopedista, n 1 terapista occupazionale, n. 2 terapista della
psicomotricità in età evolutiva, n. 1 istruttore di attività
espressive-maestro-d'arte. Le procedure sono tuttora in corso.
-L'Azienda ha attivato e realizzato nei mesi scorsi specifici
interventi di formazione rivolti alle figure professionali
maggiormente coinvolte pediatri di famiglia, assistenti sociali,
educatori, terapisti della riabilitazione, insegnanti e famiglie
Per gli operatori sanitari l'intervento formativo è stato
finalizzato all'acquisizione delle competenze necessarie
all'individuazione precoce del disturbo autistico, alla valutazione
diagnostica e presa in carico globale. Gli interventi formativi
sono stati realizzati anche mediante il supporto di operatori
dell'IRCCS "Oasi Maria SS. di Troina" che costituisce centro di
riferimento per il disturbo autistico.
-Con ordinanza n.31/reg del 16/02/2010, l'Azienda ha istituito un
tavolo tecnico provinciale composto da operatori dell'ASP e da
rappresentanti del volontariato, per la definizione e condivisione
degli interventi assistenziali, riabilitativi e formativi per la
diagnosi e presa in carico da realizzare nell'ambito provinciale,
secondo quanto previsto dalle linee guida regionali.
ASP 3 - CATANIA (nota prot. n. 5628 I/Gen del 13/5/2013)
Le attività avviate tenuto conto del D. A. 1/2/2007 e del progetto
obiettivo di PSN 2010 sono realizzate di concerto con l'U.O.C.
Territoriale di NP1 e l'U.O.C NPI ospedaliera, all'interno del DSM
della ASP di Catania. In particolare:
-E' stata individuata una équipe multiprofessionale dedicata, in
modo parziale e non esclusiva, con criteri prioritariamente
distrettuali composta da operatori già da tempo impegnati nell'area
specifica del trattamento di soggetti con sindrome autistica,
all'interno dello specifico gruppo della NP1 aziendale. L'équipe
opera in integrazione con i colleghi delle UU.00., anche non
afferenti all'équipe dedicata. E' attivo da diversi anni il
percorso di invio-segnalazione a cura dei pediatri di libera
scelta, che hanno usufruito di tre azioni formative relativamente
all'utilizzo della scala CHAT. Pane integrante della rete
assistenziale è l'U.O.C. di NPI ospedaliera di Acireale, al cui
interno è attivo, da diversi anni, il Centro per Disturbi dello
Spettro Artistico.
-Il gruppo ha adottato un protocollo diagnostico e di presa in
carico abilitativo già in uso da 5 anni, con carattere sperimentale
sul territorio di competenza, che vede adesso la possibilità di
applicazione capillare grazie alla costituzione del gruppo
dedicato. E' stata completata la dotazione strumentale dell'équipe
dedicata attraverso l'individuazione e l'acquisto dei test previsti
dalle Linee guida, con relativi momenti formativi.
-E' stato predisposto uno schema di cartella unica dedicata, che
prevede copia per la famiglia dell'utente, idoneo anche per
l'informatizzazione che permetterà agli operatori del network di
registrare ogni singolo interventi diagnostico e abilitativo.
-Sono stati acquistati 11 PC fissi e 3 PC portatili
-E' stato approvato ed attivato, come progetto della U O. Qualità
aziendale per il DSM, il Day Hospital terapeutico-abilitativo per
soggetti con disturbo dello spettro autistico.
- E' stata stipulata la convenzione con la Onlus Un futuro per
l'autismo e con sei fattorie sociali aderenti alla rete delle
fattorie sociali per la realizzazione del sub-progetto di P.O. di
PSN "Azione Autismo" definito "Nella fattoria ci sono anch'io" che
ha visto l'inserimento di sei giovani adulti con autismo ad alto
funzionamento presso altrettante fattori sociali, con tutor
specializzato. Il progetto partito nel settembre 2011, si è
concluso a fine maggio 2012 con il pieno e positivo inserimento dei
giovani.
-L'Azienda sta facendo espletare il collaudo di struttura già
destinata a RSA da destinare per l'attivazione del Centro per
intervento abilitativi precoce, Cenno Diurno e Comunità
residenziale (per adolescenti e adulti) avviando una gara su
mercato elettronico per arredi specifici, individuati per tale
finalità, con dotazione strumentale ad hoc. Si sta inoltre
procedendo ad integrare il personale addetto secondo gli standard
previsti dallo specifico decreto assessoriale utilizzando le somme
destinate (pari allo 0,1% del bilancio per un importo di circa
1.000 000 di euro), e messe anche nel bilancio aziendale dal 2011.
-E' stato indetto avviso pubblico per la selezione di n. 6
educatori-riabilitatori per il Centro di intervento abilitativo
precoce. La copertura economica sarà attinta dalla cifra in
bilancio.
-In ottemperanza di disposizione assessoriale concernente
l'applicazione delle linee guida regionali è stato attivato in
Piano di interazione programmata con l'Ufficio Scolastico
Provinciale di Catania, che ha sviluppato n 10 incontri, che hanno
visto sempre la partecipazione attiva programmata delle
associazioni dei familiari accreditate.
ASP 4 - ENNA (nota prot. U - 0010 I 41/C.S. del 29/4/20 l 3)
L'ASP di Enna, per mezzo del suo Servizio di N.P.I. comunica che:
-ha definito la rete di servizi dedicati e dei relativi referenti,
i tempi e gli orari di funzionamento, creando un team
multiprofessionale di secondo livello, sovradistrettuale con
competenze specifiche che opera, pan-time sui DSA;
-ha provveduto a definire le procedure operative e diagnostiche-
terapeutiche;
-ha sottoscritto un protocollo d'intesa DSM (NPI)-DIMI che prevede
l'utilizzo part-time di figure specialistiche per l'età evolutiva
del Dipartimento Materno Infantile in percorsi di diagnosi precoce
e trattamento intensivo dei bambini di età compresa tra 0-6 anni;
-ha organizzato corsi di formazione Aziendali con la collaborazione
di Formatori dell'Oasi di Troina, delle Organizzazioni Speciali e
della Fondazione TEDA di Torino per fornire agli operatori N.P.I.,
del DIMI, ai Pediatri, ai terapisti dei Centri di Riabilitazione
Convenzionati, ai docenti delle scuole ed agli educatori strumenti
valutativi, diagnostici e riabilitativi;
-in attesa di spazi più idonei, richiesti alla Direzione Aziendale,
ove allocare i centri previsti per la presa in carico di soggetti
con autismo, ha provveduto ad allocare il centro per la diagnosi e
la presa in carico precoce dei DSA presso il Poliambulatorio di
Enna in uso all'U.O. del Distretto di Enna;
-sono stati attivati percorsi di presa in carico diretta con piano
terapeutico fartnacologico ed abilitativi cognitivo-comportamentale
presso il Servizio di N.P.I.;
-oltre 30 minori con Disturbi dello Spettro Autistico di età
compresa tra i dodici mesi e i tredici anni sono inseriti ed
effettuano trattamenti riabilitativi plurisettimanali presso i
Centri di Riabilitazione Convenzionati con l' ASP. un altro gruppo
di minori sono abilitati presso l'Oasi M SS. di Troina;
-ad Enna "I CORRIERI DELL'OASI Società Cooperativa Sociale- ha
attivato, in rete con il Servizio di NPI, un centro, ove con
cadenza almeno trisettimanale viene effettuato per più ore al
giorno un training psicoeducativo per una ventina di minori e
giovani adulti con DSA di età compresa tra i 7 ed i 42 anni;
inoltre vengono effettuati trattamenti psicoeducativi domiciliari
con educatori e psicologi formati sui principali metodi abilitativi
per soggetti con Autismo inseriti;
-nel corso del 2012 otto soggetti adolescenti e giovani adulti con
DSA sono stati seguiti, in regime di seminterrato, presso i Centri
di Riabilitazione Convenzionati-CSR di Enna e Barrafranca.
ASP 5 - MESSINA (nota prot. n. 3995/CS del 3 aprile 2013)
Nell'ASP di Messina sono stati posti in essere vari percorsi
tendenti a costituire la rete prevista dalla legislazione. In
particolare, il 3 ottobre 2011, è stato avviato il progetto "Prima
Pietra" gestito in partnership con il CNR di Roma, con I'IRCCS
Fondazione Stella Maris di Pisa e con l'AOU Policlinico di Messina.
L'ASP di Messina ha aderito al progetto, preso atto dell'Accordo
quadro tra le parti, approvando formalmente il Progetto Prima
Pietra con delibera n. 1800 del 19/5/2011. Le linee progettuali
hanno indicato, quale obiettivo generale, l'erogazione dello
trattamento ESDM per i minori affetti da disturbi dello spettro
autistico (DSA) al fine di migliorare la qualità dell'assistenza,
nel rispetto del diritto di continuità di cura e applicando criteri
di efficienza ed efficacia.
-La ASP Messina, tramite l'U.O.C. Neuropsichiatria dell'Infanzia c
dell'Adolescenza, ha il ruolo di centro pilota per l'individuazione
dei pazienti, la formazione specifica per gli operatori, la
gestione dei protocolli operativi, l'analisi dei dati clinici e dei
risultati.
- Sempre nell'ambito della costituzione della rete per l'autismo si
è provveduto alla coprogettazione con le associazioni dei familiari
e alla realizzazione del Centro Diurno Cittadella della Speranza
di Nizza di Sicilia, avvenuta formalmente con deliberazione n.
162/CS del 31/1/2012.
-In tale centro sono assistiti quotidianamente 10 soggetti minori e
10 giovani adulti affetti dallo spettro autistico.
-Con un finanziamento di PSN (90.000 curo) è stato avviato il
progetto obiettivo "Creazione di una rete integrata per i disturbi
delle spettro autistico", progetto che oggi è in fase di
completamento. In prosecuzione temporale e logica, con i fondi
dello 0,1% del bilancio aziendale, nel gennaio 2013 ha preso il via
un ulteriore progetto "Diagnosi e trattamento intensivo precoce dei
disturbi dello spettro autistico in età prescolare (0-6 anni)"
-Ancora più recentemente, il 3 marzo 2013, sono iniziate le
attività del "Progetto ALERTAttenzione Condivisa valutata in uno
studio longitudinale nella popolazione ad alto rischio di autismo,
tramite eyetracking, risposta neurofisiologica e tecnologie
assistite"
-Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute cd è condotta
in partenership dalla ASP Messina-Dipartimento Interaziendale di
Neuropsichiatria dell'età evolutiva, dall'istituto di Fisiologia
Clinica del CNR di Pisa, dalla AOU G. Martino Policlinico di
Messina, dalla Regione Basilicata e dall'1RCCS Fondazione Stella
Maris con ruolo capofila per la gestione dei rapporti economici.
Tale progetto ha la durata di un anno e ha, quale obiettivo
generale, lo sviluppo di un sistema integrato di valutazione
dell'attenzione condivisa come strumento per la conferma del
rischio di autismo in bambini sottoposti a screening nelle Regioni
Toscana, Sicilia e Basilicata e in una popolazione a rischio in
quanto fratelli di bambini già con diagnosi di autismo.
-Infine è in fase di redazione la bozza di accordo relativa al
"Progetto NIDA-Network Italiano per il riconoscimento precoce dei
Disturbi dello spettro autistico ", finanziato dal Ministero della
Salute.
ASP 6 - PALERMO (nota prot. n. 688 dir./npia del 15/4/2013)
La presa in carico del minore con sindrome dello spettro
autistico, nell'ASP di Palermo, avviene dell'ambito delle attività
istituzionali della Neuropsichiatria dell'Infanzia e
dell'Adolescenza (NPIA) che con atto aziendale l'ha aggregata in
un'unica area dipartimentale del nuovo dipartimento di salute
mentale, dipendenze patologiche e neuropsichiatria dell'infanzia e
dell'adolescenza. Quest'area dipartimentale coincide con l'UOC di
NPIA che hanno adottato come modello operativo il modello hub &
spoke. Il nuovo corso è partito nel 2011 e ha investito tutti i
percorsi assistenziali della NPIA.
A seguito dello specifico P.O. di PSN 2010 "azione 12.2. -
Autismo" si è sperimentata "una rete secondo logica di hub spoke"
per la diagnosi precoce e l'impostazione di un progetto di presa in
carico globale del minore secondo le metodologie diagnostico
terapeutiche-riabilitative indicate dalle linee guida regionali Il
modello sperimentato diventato modello operativo aziendale
nell'ambito delle attività istituzionali.
Nel marzo 2011 è stato istituito l'ambulatorio dedicato di 2
livello "Diagnosi e trattamento intensivo precoce delle sindromi
artistiche - con funzione hub allocato al presidio "Aiuto Materno"
con fascia di età di riferimento da 0 a 6 anni. Il personale è
stato individuato tra quello che già negli anni precedenti aveva
maturato un'esperienza sull'autismo ed è stato assegnato in maniera
esclusiva.
Contemporaneamente all'interno delle UU.OO.SS. territoriali sono
stati individuati tre "team spoke per Patetismo". L'obiettivo è di
arrivare a 6 spoke, tanti quanti sono le UU.OO.SS. territoriali.
Negli spoke vi operano in maniera non esclusiva: 6 medici NP1, 3
psicologi, 3 pedagogisti, 1 assistente sociale e 6 terapisti della
neuro psicomotricità dell'età evolutiva.
Nell'aprile 2011 è stato definito il percorso diagnostico-
terapeutico-riabilitativo socio-riabilitativo adottato
dall'Azienda. L'hub si fa carico della definizione della diagnosi e
del trattamento intensivo precoce (da tre a 6 mesi). Gli spoke si
fanno carico del trattamento riabilitativo estensivo .
Nel 2011 è stato avviato il censimento che si è concluso nel
maggio 2012. Al 31/12/2011 l'ASP ha avuto in carico 606 minori con
disturbo pervasivo dello sviluppo (DPS). Il 72,1% dei minori con
DPS risiedono nel distretto 42 di Palermo. il restante 27,9%
risiede negli altri 9 distretti dell'ASP di Palermo.
Sono stati acquistati buona parte dei test psico-diagnostici
necessari per la definizione della diagnosi, in due trance, e sono
stati organizzati corsi di formazione sul loro utilizzo. Sono stati
portati avanti tre cicli formativi rivolti dai pediatri di libera
scelta a tutto il personale della NPIA (obbligatoriamente per
quanti operano negli spoke e nell'hub). Ad oggi come co.co.co, a
progetto e per un anno, sono stati reclutati 1 psicologo e 2
logopedisti per l'hub e 4 psicologi e 2 logopedisti per gli spoke
di Pal e Pa2. Sono stati avviati dei progetti di supporto e
sperimentazioni di attività che, alla scadenza, se ritenuti utili e
validi, potranno essere rinnovati e negli anni tradotti in attività
istituzionale.
In collaborazione con il Comune di Palermo è stato avviato un
progetto di integrazione sociale su fondi 328/00 Piano di zona DSS
42 Azione 31. "Trattamento socio-riabilitativo con interventi a
domicilio" rivolto a 20/40 autistici e alle loro famiglie con
durata di 18 mesi e scadenza il 28 aprile 2013.
Si è provveduto all'acquisto di 10 computer per mettere in rete le
UU.OO.SS., gli ambulatori dedicati e la direzione della NPIA.
L'ambulatorio dedicato di 2 livello "diagnosi e trattamento
intensivo precoce delle sindromi autistiche (0-6 anni)" ha la
funzione di centro "HUB" e ha avuto in carico 194 pazienti. I team
Spoke autismo sono stati attivati all'interno delle UU.OO.SS.
Con il 2013, accanto alla NPIA, viene investita nelle azioni a
favore di soggetti autistici la salute mentale adulti per dare
continuità alla risposta in età evolutiva.
ASP 7 - RAGUSA (nota prot. n. U-0006809 del 26/3/2013)
-Si è costituito, con delibera dell'aprile 2011, il gruppo di
lavoro multiprofessionale per la definizione della rete
assistenziale per le persone affette da disturbo dello spettro
autistico nella provincia di Ragusa. Tale gruppo ha avviato
un'indagine conoscitiva circa la prevalenza dei Soggetti con
autismo in tutto il territorio dell' ASP di Ragusa con il
coinvolgimento delle associazioni di famiglie, delle strutture
abilitative convenzionate ed i servizi dell'ASP, che a vario titolo
si occupano dei soggetti affetti da autismo. Si sono svolti
incontri con i Dirigenti Scolastici al fine di elaborare un format
di base per gli interventi formativi-informativi per le Scuole.
-Al fine di creare una rete integrata dei servizi e consentire una
diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico nei bambini 0-
3 anni è stato siglato un protocollo d'intesa tra i Pediatri di
Libera Scelta e P ASP, secondo il modello operativo 1-lub & Spoke.
-Nel dicembre scorso è stato dato il via per la realizzazione del
Centro per il trattamento intensivo precoce per minori 0-6 anni ed
il Centro Diurno per adolescenti. I locali individuati sono ubicati
al piano terra dell'ex-Ospedale G.B. Odierna a Ragusa. Sono
facilmente accessibili all'utenza, posti al centro della città e
con possibilità di fruire di un parco per le attività assistite con
gli animali e svolgimento di attività ludico-ricreative all'aria
aperta. Le spese relative alla gestione del Centro e al personale
che si occuperà dei trattamenti saranno coperte dallo 0,1% delle
somme poste in entrata nel bilancio annuale dell'ASP, che saranno
destinate alla rete integrata di servizi per l'autismo.
-Con delibera del dicembre 2012 è stata impegnata la somma del
progetto obiettivo regionale "Autismo" per l'acquisto, già
effettuato, del materiale completo per la psicodiagnosi, così da
dotare tutte e tre le equipe di NPI Distrettuali dell'ASP.
- In data 19/2/2013 è stata firmata una convenzione tra l'Oasi di
Troina e I'ASP di Ragusa per l'attivazione di un Satellite 1RCCS
OASI con 16 posti letto per la riabilitazione di pazienti con
disturbi dello spettro autistico o paralisi cerebrali infantili e
per la promozione di ogni possibile forma di collaborazione. Il
Centro sarà ubicato presso i locali dei piano terra del padiglione
H dell'Ospedale di Scicli, che sono già in fase di adeguamento.
-Sono stati realizzati e programmati vari eventi formativi rivolti
agli operatori che si occupano di soggetti affetti da disturbo
dello spettro autistico.
ASP 8 SIRACUSA (nota prot. n. 12619/PG del 1214/2013)
-Già nel 2004 con delibera dell'allora ASL 8, è stata disposta la
"Istituzione del gruppo di lavoro interdistrettuale per l'autismo
infantile".
-Alla luce della progettualità regionale intervenuta, con atto
deliberativo del 29/1/201, l'Azienda ha integrato il "gruppo di
lavoro sull'autismo" promuovendo la omogeneizzazione degli
interventi in ambito provinciale e con compiti di prevenzione, cura
e ricerca nell'ambito di detta patologia e dei disturbi pervasivi
di sviluppo.
-Ne è scaturito un progetto per la realizzazione di un "Centro
Diurno Autismo" destinato ai soggetti in età adolescenziale/post-
adolescenziale affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, che
nella prima fase progettuale sarà realizzato nell'ambito del Comune
di Siracusa ed in una fase successiva nella zona sud della
provincia, Il progetto sarà finanziato utilizzando i fondi dello 0,
l% del bilancio Aziendale.
-Questa iniziativa risulta in continuità con il precedente progetto
sperimentale istituito nell'ambito del Comune di Francoforte (atto
deliberativo del 21/6/2012: Attivazione del progetto sperimentale
per l'apertura di un Centro Diurno Autismo Distretto Socio-
Sanitario D49).
-L'ASP ha attivato due contratti a progetto di 20 ore settimanali
ciascuno al fine di potenziare della Neuropsichiatria Infantile,
con uno psicologo esperto ed un pedagogista da dedicare alla
tematica in oggetto, utilizzando anche in questo caso lo 0,1% dei
fondi disponibili del bilancio Aziendale.
-E' in via di pubblicazione un bando per l'assegnazione ad una
cooperativa provvista di titoli specifici per l'assistenza ai
bambini autistici nelle ore pomeridiane.
ASP 9 TRAPANI (nota prot. n. 27392 del 28 maggio 2013)
Dal mese di febbraio 2013 sono state assunti con contratto a tempo
determinato n. 2 Neuromotricisti dell'età evolutiva ed una
Psicologa per un anno.
E' stato attivato il Centro per la Diagnosi e Trattamento
intensivo Precoce dei soggetti con disturbo dello Spettro Autistico
(da 18 mesi a 3 anni)
Per tale attivazione sono stati acquistati test diagnostici,
arredi per il trattamento riabilitativo, strumentazione informatica
(p.c., attivazione rete internet, computer ad uso riabilitativo
destinati agli utenti).
Tanto si rassegna in ottemperanza a quanto richiesto».
Il Dirigente
Dr. Maurizio D'Arpa
SIRAGUSA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TRIZZINO - VENTURINO -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la salute, premesso:
il decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
integrazioni e modificazioni sul riordino della disciplina in
materia sanitaria;
il decreto n. 1986 del 30 settembre 2011,Riordino e realizzazione
della rete dei punti nascita, ove si evince la chiusura dei punti
che abbiano un numero annuo di parti inferiori a 500;
che fra i punti nascita di cui si paventa la chiusura sarebbe
compreso quello esistente all'interno del Presidio Ospedaliero di
Petralia Sottana (PA);
ritenuto che:
è di fondamentale importanza analizzare i dati di attività
dell'ultimo quinquennio al fine di valutare criticamente il
mantenimento dei punti nascita con un numero di parti inferiore a
500, definendo per ognuno il trend di attività e valutandone
contestualmente l'operato sia sull'appropriatezza delle prestazioni
sia sul ruolo di riferimento territoriale che assolvono i medesimi
Presìdi in loco;
il punto di riferimento ostetrico/ginecologico di livello
superiore più vicino sarebbe quello di Termini Imerese, ad una
distanza di circa 70 Km, e che il punto nascita di Petralia Sottana
copre con i propri servizi un comprensorio vasto, comprendente tra
gli altri i comuni di Petralia Soprana, Alimena, Blufi, Polizzi
Generosa, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Ganci e Bompietro e che
gli spostamenti nella zona, specialmente nei periodi invernali,
sono soggetti a gravi difficoltà derivanti dal clima, strade
ghiacciate o innevate, nebbia;
per sapere se non ritengano opportuno assumere ogni iniziativa
atta a modificare il Decreto Assessoriale del 2 dicembre 2011,
riconsiderando il Presidio ospedaliero di Petralia Sottana tra le
strutture con caratteristiche montane e/o disagiate e/o con
notevole distanza dalle strutture di riferimento
ostetrico/ginecologico di livello superiore più vicine. Tale atto,
perfettamente in linea con il Piano della salute 2011-2013 (PRS),
non penalizzerebbe un territorio disagiato quale questo in cui
presta i propri servizi sanitari il Presidio ospedaliero di
Petralia Sottana e garantirebbe il diritto alla salute alla
popolazione ivi residente». (651)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
la quale si chiedono notizie in merito alla chiusura del punta
nascite di Petralia Sottana (PA) ed interventi finalizzati a
mantenerne l'operatività a garanzia del diritto alla salute dei
residenti del comprensorio territoriale, si precisa quanto segue.
Con decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n.1 del 5
gennaio 2012, questo Assessorato ha emanato le direttive per il
"Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita".
La riorganizzazione della rete è scaturita dalla necessità di
promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
degli interventi assistenziali nel percorso nascite e di ridurre,
nel contempo, l'utilizzo del taglio cesareo.
Tale intento è stato formalizzato a livello nazionale con
l'accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 che ha previsto tutta
una serie di correttivi e di misure di politica sanitaria come, tra
gli altri, la razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti
nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno, prevedendo
l'abbinamento per pari complessità di attività delle UU.00.
ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche,
nonché l'attivazione, completamento e messa a regime del sistema di
trasporto assistito materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN).
Nell'ambito della riqualificazione della rete ospedaliera e
territoriale e in sintonia con gli orientamenti programmatori
nazionali e internazionali, la Regione siciliana, con il Piano
sanitario regionale 2011/2013, e specificatamente con quanto
previsto al punto 9.2.1 "Messa in sicurezza dei punti nascita e
miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato",
ha definito la rimodulazione della rete materno-infantile per
garantire adeguati standard di qualità relativamente
all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori di
efficacia, di efficienza e di appropriatezza ed economicità delle
prestazioni erogate, con particolare riferimento al numero dei
parti cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei bisogni di
salute dei cittadini.
A tal fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare le
UU.00 di ostetricia e ginecologia, pediatria, neonatologia e
terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
anche in relazione alla complessità dell'attività svolta e
all'organizzazione in rete dei servizi per patologia, volume e
complessità.
Il Piano ha altresì inteso valorizzarne ulteriormente il
collegamento funzionale con la rete regionale di emergenza e
potenziare il Servizio di trasporto per le emergenze neonatali
(STEN) e Servizio di trasporto assistito materno (STAM) su base
regionale.
Si è ritenuto, infine, di dover garantire la continuità
assistenziale intesa come omogeneità dell'assistenza erogata,
perseguendo modelli di continuità assistenziali che consentano la
distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza a rischio,
attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al fine di
una collaborazione funzionale tra i vari livelli istituzionali,
sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
le interdipendenze esistenti fra le strutture operative, il
distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e gli
altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
A tal fine, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita
i Direttori generali provvedono alla riorganizzazione del "percorso
nascita", per offrire alle mamme e ai neonati una migliore qualità
dell'assistenza e della presa in carico completa dal concepimento
fino al periodo immediatamente precedente al parto e, per questo,
dovranno produrre un proprio piano aziendale in cui siano definite
le strutture e le modalità attraverso cui il percorso nascita potrà
essere assicurato nel territorio anche sulla base delle
caratteristiche della popolazione di riferimento.
Per quanto attiene poi al tema specifico dell'assistenza presso le
zone disagiate si rimanda all'esito del procedimento di
rimodulazione della rete ospedaliero - territoriale, il cui iter è
in corso di definizione, che tiene conto di tale esigenza,
derivante da particolari condizioni orografiche e di viabilità.
Per l'identificazione di tali zone, rispondenti a precisi criteri,
sarà dirimente il previsto parere obbligatorio della VI Commissione
legislativa dell'ARS sull'intero atto di programmazione».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
CORDARO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
la chiusura dei punti nascita nei Presìdi ospedalieri regionali
determinata nella scorsa legislatura dall'azione di governo, in
aperto contrasto con le indicazioni pervenute dall'Assemblea
regionale siciliana, hanno di fatto costituito la soppressione di
servizi essenziali per i cittadini, determinando un ulteriore
allontanamento dei territori dalle prestazioni sanitarie
ospedaliere;
in particolare, la chiusura del punto nascita dell'ospedale di
Petralia Sottana, oltre al depotenziamento subìto dallo stesso
nosocomio per altre branche mediche, ha posto la popolazione
madonita in una situazione di assoluto confine dai servizi di
assistenza essenziale;
il riconoscimento di una peculiarità geografica che rientra tra le
ragioni in base alle quali altri ospedali hanno ottenute nelle
settimane scorse deroghe rispetto al piano redatto dall'Assessorato
alla salute, non può non prendere in considerazione l'intero
assetto territoriale regionale, lasciando soltanto alcuni territori
svantaggiati fuori da tale criterio;
il punto nascita di Petralia Sottana, che assisteva il territorio
madonita, risponde pienamente e forse più di altri territori alle
caratteristiche di zona montana, disagiata e con notevole distanza
dalle strutture di riferimento ostetrico-ginecologiche di livello
superiore più vicine;
considerato che:
in forza delle disposizioni contenute nel piano redatto
dall'Assessorato alla salute, il punto nascita di Petralia Sottana,
una realtà montana di mt 1100 e ad 1 ora strada da Termini Imerese,
non andava chiuso, in virtù delle peculiarità dei territori
montani, alla frammentazione territoriale e alle caratteristiche
orografiche e, seppur al di sotto dei 500 parti annui, risponde
perfettamente ai requisiti di deroga previsti;
la decisione di chiusura del punto nascita deriva esclusivamente
da un mero ed assurdo ragionamento di carattere economico ed ha
pregiudicato l'inviolabile diritto costituzionale alla salute che
deve essere garantito a tutti i cittadini;
nei giorni scorsi, la Giunta di governo, secondo notizie di
stampa, avrebbe deliberato la riattivazione punti nascita di
Lipari, Pantelleria, Mistretta, Bronte, Nicosia, Mussomeli e della
casa di cura Attardi di Santo Stefano di Quisquina e che, in alcuni
casi questi Presìdi, presentano un numero di parti annui inferiore
a 500;
la scelta adottata dal governo è pienamente condivisa
dall'interrogante poiché mira a ristabilire la piena legalità e
riconsegnare il diritto alla salute ai cittadini delle zone oggetto
del provvedimento, ma non si comprende come sia stato possibile non
includere anche il punto nascita di Petralia Sottana che, tra tutti
i nosocomi, è stato inoltre quello di maggior oggetto di
depotenziamento e che ad oggi è in uno stato di stallo per le
scelte assurde compiute dal precedente Assessore al ramo;
per sapere:
se non ritengano opportuno rivedere il provvedimento adottato
dalla Giunta di Governo, inserendo anche il punto nascita di
Petralia Sottana tra quelli da riattivare;
quali siano le ragioni per cui il territorio madonita rischi
ulteriormente di essere sempre più emarginato dall'assistenza
sanitaria;
se non reputino improcrastinabile avviare una concertazione con le
Amministrazioni comunali del territorio di Petralia e la
cittadinanza per assicurare al territorio l'assoluto rispetto dei
diritti sanciti dalla Costituzione». (657)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
la quale si chiedono notizie in merito alla chiusura del punto
nascite di Petralia Sottana (PA), si precisa quanto segue.
Con decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n.1 del 5
gennaio 2012, questo Assessorato ha emanato le direttive per il
"Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita".
La riorganizzazione della rete è scaturita dalla necessità di
promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
degli interventi assistenziali nel percorso nascite e di ridurre,
nel contempo, l'utilizzo del taglio cesareo.
Tale intento è stato formalizzato a livello nazionale con
l'accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 che ha previsto tutta
una serie di correttivi e di misure di politica sanitaria come, tra
gli altri, la razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti
nascita con numero di parti inferiore a 1000/aiuto, prevedendo
l'abbinamento per pari complessità di attività delle UU.00.
ostetrico-ginecologiche con quelle neonatologiche/pediatriche,
nonché l'attivazione, completamento e messa a regime del sistema di
trasporto assistito materno (STANI) e neonatale d'urgenza (STEN).
Nell'ambito della riqualificazione della rete ospedaliera e
territoriale e in sintonia con gli orientamenti programmatori
nazionali e internazionali, la Regione siciliana, con il Piano
sanitario regionale 2011/2013, e specificatamente con quanto
previsto al punto 9.2.1 "Messa in sicurezza dei punti nascita e
miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato",
ha definito la rimodulazione della rete materno-infantile per
garantire adeguati standard di qualità relativamente
all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori di
efficacia, di efficienza e di appropriatezza ed economicità delle
prestazioni erogate, con particolare riferimento al numero dei
parti cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei bisogni di
salute dei cittadini.
A tal fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare le
UU.00 di ostetricia e ginecologia, pediatria, neonatologia e
terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
anche in relazione alla complessità dell'attività svolta e
all'organizzazione in rete dei servizi per patologia, volume e
complessità.
Il Piano ha altresì inteso valorizzarne ulteriormente il
collegamento funzionale con la rete regionale di emergenza e
potenziare il Servizio di trasporto per le emergenze neonatali
(STEN) e Servizio di trasporto assistito materno (STAM) su base
regionale.
Si è ritenuto, infine, di dover garantire la continuità
assistenziale intesa come omogeneità dell'assistenza erogata,
perseguendo modelli di continuità assistenziali che consentano la
distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza a rischio,
attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al fine di
una collaborazione funzionale tra i vari livelli istituzionali,
sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
le interdipendenze esistenti fra le strutture operative, il
distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e gli
altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
A tal fine, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita
i Direttori generali provvedono alla riorganizzazione del "percorso
nascita", per offrire alle mamme e ai neonati una migliore qualità
dell'assistenza e della presa in carico completa dal concepimento
fino al periodo immediatamente precedente al parto e, per questo,
dovranno produrre un proprio piano aziendale in cui siano definite
le strutture e le modalità attraverso cui il percorso nascita potrà
essere assicurato nel territorio anche sulla base delle
caratteristiche della popolazione di riferimento.
Per quanto attiene poi al tema specifico dell'assistenza presso le
zone disagiate si rimanda all'esito del procedimento di
rimodulazione della rete ospedaliero - territoriale, il cui iter è
in corso di definizione, che tiene conto di tale esigenza,
derivante da particolari condizioni orografiche e di viabilità.
Per l'identificazione di tali zone, rispondenti a precisi criteri,
sarà dirimente il previsto parere obbligatorio della VI Commissione
legislativa dell'ARS sull'intero atto di programmazione».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
VINCIULLO-CIACCIO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per le attività produttive, all'Assessore per l'economia,
all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità e
all'Assessore per la salute, premesso che:
in data 6 febbraio 2013, in provincia di Agrigento, si è
verificato un tragico incidente che ha visto il decesso di un
operaio sul luogo di lavoro;
che tale drammatico evento ha portato alla ribalta la questione
della sicurezza nei luoghi di lavoro; rilevato che i luoghi di
lavoro devono possedere appunto i requisiti di sicurezza;
considerato che è a rischio la pubblica incolumità;
visto che i dati statistici indicano in aumento i casi di decesso
sui luoghi di lavoro, classificati e indicati quali 'morti
bianche';
per sapere se non ritengano opportuno intervenire nell'ambito
della salvaguardia sul lavoro con provvedimenti a tutela del
rispetto delle condizioni di sicurezza ed evitare pericoli alla
pubblica incolumità». (1052)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione segnata in oggetto,
con la quale sono stati chiesti interventi a tutela e salvaguardi
dell'incolumità nei luoghi di lavoro, si fornisce la relazione
prot. 14756 del 14 febbraio 2014 resa dal competente Servizio 3 del
Dipartimento per le attività sanitarie ed Osservatorio
epidemiologico».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
Nota prot. 14756 del 14 febbraio 2014
«In riferimento all'interrogazione parlamentare di cui in oggetto,
con riguardo all'infortunio mortale sul lavoro avvenuto lo scorso 6
febbraio 2013 in una cava di inerti di Villafranca Sicula, a
seguito di un improvviso smottamento di terra che ha travolto un
operaio che vi stava lavorando, sul quale chiede di essere
informato l'interrogante si rappresenta quanto segue.
Premesso quanto sopra, come è noto, dalle notizie dei giornali
della prima ora, l'accaduto è risultato straordinariamente
drammatico nella sua evoluzione dei fatti, per impossibilità di un
intervento di soccorso immediato nei confronti dell'operaio, Mario
Cardinale di Bivona, rimasto sepolto sotto la massa di detriti e
fango all'interno della cava dove lavorava, nonostante l'intervento
sul luogo della tragedia da parte di Carabinieri insieme a un
elicottero d'emergenza dei vigili del fuoco, a uomini del Corpo
forestale e ad alcune ambulanze del 118 dei vigili del fuoco e
mezzi del 118 giunti immediatamente sul luogo della tragedia.
A seguito dell'accaduto, questo Assessorato mediante il proprio
Servizio 3, ha provveduto ad acquisire informazioni dirette da
parte del Dipartimento di Prevenzione S.PRE.S.A.L. della A.S.P. di
Agrigento, che ha riferito tra l'altro di essere rimasto sul posto
fino al tardo pomeriggio del giorno dell'incidente, con proprio
personale a seguire le operazioni di recupero del lavoratore
infortunato.
Come è noto le operazioni di recupero del corpo comunque si sono
protratte ininterrottamente per diversi giorni, risultando
particolarmente difficoltose, a causa dei continui smottamenti di
terreno, che non hanno permesso la completa messa in sicurezza
della porzione di montagna dove si era verificata la frana, sebbene
siano state utilizzate sofisticate macchine da cantiere e pale
meccaniche, telecomandate a distanza da personale esperto,
lasciando sul posto il corpo dell'operaio, sepolto sotto la frana
per sette giorni.
Fermo restando la drammaticità dei fatti accaduti, e delle
indagini giudiziarie tuttora in corso da parte dell'autorità
giudiziaria, sull'esito delle quali non è dato sapere, prendendo
spunto da questo tragico incidente sul lavoro, si vuole affidare
all'interrogante qualche elemento di riflessione, con riguardo ai
dati statistici che indicano l'aumento dei casi di decesso sui
luoghi di lavoro, classificati e indicati quali morti bianche.
In merito, può essere utile per l'interrogante consultare il
documento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome
n. 31/030/CR7c/C7 sull'Attività delle regioni e delle province
autonome per la prevenzione nei luoghi di lavoro per l'anno 2011,
di recente pubblicazione.
Questo documento nella parte 3, relativamente al "CONTESTO", e con
riguardo a "Infortuni e malattie professionali ed a Infortuni sul
lavoro" riporta gli andamenti infortunistici nel periodo 2006-2010,
dai quali si nota, (vedi fig. 1), rispetto sia al totale delle
attività, sia ai comparti ritenuti a maggior rischio, come
agricoltura e costruzioni, un trend in diminuzione del numero di
infortuni.
Parallelamente, però allo stesso modo, evidenzia che in edilizia
ed in agricoltura non solo si è avuta una percentuale più alta di
casi gravi, e che questa percentuale è in aumento (vedi fig. 2).
Questo andamento contrastante, come rilevato nel suddetto
documento della Conferenza, suggerisce l'ipotesi che vi sia stata
una progressiva sottonotifica dei casi lievi; e che l'elevata
percentuale di casi gravi nei due comparti, agricoltura e
costruzioni, giustifica il rilievo dato nei piani di prevenzione
proprio a questi settori lavorativi, dove si concentra il maggior
numero di casi mortali (escludendo quelli in itinere, cioè nel
percorso casa-lavoro).
La riduzione degli infortuni è comunque un trend costante, che si
prolunga da almeno due decenni, anche se con fasi più o meno
accentuate. Esso può ritenersi riconducibile, da un lato, agli
effetti della prevenzione (variazioni delle norme, maggiore
attività di vigilanza, attività di promozione della sicurezza)
messa in atto dagli attori istituzionali, dall'altro, alle
modifiche della struttura produttiva che si possono riassumere in
due elementi fondamentali: la riduzione della quota numerica delle
aziende manifatturiere, che espongono ai rischi maggiori, l'aumento
delle attività del terziario e dei servizi, meno a rischio di
infortuni, e l'introduzione di nuovi macchinari e di procedure
automatizzate che hanno sostanzialmente ridotto il numero di
esposti e anche il rischio di infortuni.
Su questo trend, inoltre, rileva il documento, che certamente si è
inserita di recente la crisi economica iniziata nel 2008, a causa
della quale si è registrata anche una brusca riduzione del numero
di infortuni anche per altri fattori, non sempre facilmente
individuabili.
Molti di questi fattori, è presumibile, perderanno il loro effetto
quando ci sarà una ripresa economica che potrebbe portare dietro
un'inversione del trend infortunistico, fin qui registrato, anche
per l'immissione nel mondo del lavoro di lavoratori con minor
esperienza assunti al posto di quelli più esperti espulsi dal mondo
produttivo, che necessiterebbero una buona formazione sugli aspetti
che li coinvolgono sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Riguardo, infine, all'ultima questione posta dall'interrogante
sull'opportunità "di intervenire nell'ambito della salvaguardia sul
lavoro con provvedimenti a tutela del rispetto delle condizioni di
sicurezza ed evitare pericoli alla pubblica incolumità" la materia
riguardante "la pubblica incolumità" è troppo vasta e va molto
oltre la competenza specifica della "tutela della salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro" di competenza di questo Assessorato
della Salute, coinvolgendo ampie parti della società civile ed
ambiti di vari dicasteri dello Stato e della Regione.
Se però ci si ferma agli ambiti di competenza di questo
Assessorato, va detto che, sebbene resti ancora molto da fare in
merito, negli ultimi anni ci si è molto adoperati in linea con le
recenti normative comunitarie e nazionali che esercitano un proprio
ruolo anche in materia di tutela della salute e della sicurezza sul
lavoro, attribuendo alle Aziende Sanitarie Provinciali (AA.SS.PP.)
il compito di svolgere l'attività di vigilanza e le azioni di
supporto dirette ai lavoratori, alle imprese, alle organizzazioni
di rappresentanza e a tutti gli altri soggetti coinvolti a diverso
titolo .
Come è noto, infatti, la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.
3, ha ulteriormente ampliato il ruolo delle Regioni e Province
Autonome, trasferendo la competenza in materia di "tutela e
sicurezza del lavoro" nell'ambito della legislazione concorrente.
Il successivo decreto legislativo 81/08, riprendendo il dettato
costituzionale, ha costruito un sistema di rapporti molto stretti
tra Stato, Regioni e Province Autonome, in un contesto che oltre ad
avere una forte connotazione sanitaria, quale sistema di garanzia
della tutela della salute dei lavoratori, afferisce in maniera
rilevante ai temi più generali del welfare, inteso come qualità del
lavoro, qualità dei rapporti sociali e quindi qualità dei
territori.
In tal senso, sono stati raggiunti significativi e concreti
risultati in termini di pianificazione e realizzazione
dell'attività di prevenzione.
Nella nostra Regione come nelle altre Regioni e Province Autonome
italiane è stato istituito un Comitato Regionale di Coordinamento,
che ha costituito la necessaria cabina di regia interistituzionale
degli interventi, che ha corrisposto agli impegni dettati dalle
norme assunti con documenti di programmazione nazionali ed in
particolare con il Patto per la salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro (DPCM 17/12/2007) e con il Piano Nazionale della Prevenzione
2010-2012, formalizzato, nella nostra Regione con l'approvazione da
parte di questo Assessorato del D.A. 1174/10 del 29/04/2012 del
"Piano Regionale Straordinario per la Tutela della salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro", composto da tre piani regionali di
prevenzione: edilizia, agricoltura e emersione malattie
professionali, pubblicato nel sito di questo Assessorato e a cui si
rimanda per ogni ulteriore maggiore approfondimento.
Conseguentemente, si ritiene che quanto sopra rappresentato possa
risultare esauriente risposta all'ultimo periodo
dell'interrogazione in argomento, c che sebbene aggiornamenti
legislativi in merito risultano comunque auspicabili in quadro
lavorativo e sociale in continua mutazione come l'attuale, come
peraltro realizzato costantemente dal legislatore nazionale e
recepito da quello regionale.
Tanto si è fin qui rappresentato per consentire di rispondere
all'Assessore di cui alla interrogazione in oggetto, restando a
disposizione per ogni altro chiarimento in merito».
Il Dirigente del Servizio
Ing. Leonardo Ditta
IL DIRIGENTE GENERALE
(Avv. Ignazio Tozzo)
N.B.:
Per le tabelle vedi
www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
ttiallegati
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
268-474-542-543-546-613-638-662/A - ISTITUZIONE DEI LIBERI
CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.
All'articolo 8
Emendamento 8.6 (II parte):
Al comma 2 le parole sono eletti con sistema indiretto di
secondo grado sono sostituite dalle parole sono organi di
secondo livello e le parole e restano in carica cinque anni,
fermo restando che sono soppresse.
Emendamento 8.6 (III parte):
Il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. Con la legge di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono
disciplinate le modalità di elezione del Sindaco metropolitano e
della Giunta metropolitana nonché il numero dei componenti della
stessa, stabilito in rapporto alla popolazione dei comuni
compresi in ciascuna Città metropolitana. .
Emendamento 8.7:
Dopo il comma 3 inserire il seguente:
4. Il sindaco metropolitano, i componenti della conferenza
metropolitana, e della giunta metropolitana esercitano le
rispettive funzioni a titolo gratuito .
All'articolo 9
Subemendamento 9.7.1:
All'emendaemnto 9.7 al secondo periodo sostituire le parole a
maggioranza assoluta con le parole a maggioranza di due terzi .
Subemendamento 9.8 (I parte):
Al comma 1 aggiungere alla fine le parole , a condizione che
esista la continuità territoriale. .
Emendamento 9.7:
Il comma 1 è così sostituito:
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, i comuni compresi nelle aree metropolitane, con
deliberazione del consiglio comunale adottata a maggioranza
assoluta dei componenti, possono distaccarsi dalla città
metropolitana per aderire al libero consorzio di comuni di
appartenenza. I comuni compresi nel libero consorzio di comuni di
appartenenza con deliberazione del consiglio comunale adottata a
maggioranza assoluta dei componenti, possono distaccarsi dal
libero consorzio di comuni di appartenenza per aderire alla
relativa Città metropolitana .
Emendamento 9.8 (II parte):
Il comma 3 è sostituito dal seguente:
3. Il disegno di legge di cui al comma 4 dell'articolo 2
individua i territori delle Città metropolitane, prevedendo le
eventuali modifiche territoriali conseguenti all'adesione dei
comuni ai sensi del presente articolo. .