Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 136 di mercoledì 05 marzo 2014
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli D'Agostino  e  Digiacomo,
  hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Turano è stato autorizzato a
  recarsi in missione il 5 marzo 2014, per ragioni inerenti  il  suo
  ufficio.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per la salute:

   N. 137 - Applicazione dell'art. 25, comma 8, della legge regionale
  n.  19 del 2005, finalizzato all'attuazione del Programma regionale
  unitario per l'autismo.

   Firmatari:Zito       Stefano;   Palmeri   Valentina;    Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;   Ciancio
  Gianina;   Ferreri   Vanessa;  Foti  Angela;  La   Rocca   Claudia;
  Mangiacavallo          Matteo;   Siragusa    Salvatore;    Trizzino
  Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana Valentina.
   (Con  nota prot. n. 7922 del 27 febbraio 2013, l'Assessore per  la
  famiglia  ha eccepito la propria incompetenza. - Con nota prot.  n.
  15039  del  21 marzo 2013, il Presidente della Regione ha  delegato
  l'Assessore per la salute)
   .
   N.  651  -  Notizie in merito alla chiusura del punto  nascite  di
  Petralia   Sottana  (PA)  e  interventi  finalizzati  a  mantenerne
  l'operatività a garanzia del diritto alla salute dei residenti  del
  comprensorio territoriale.

   Firmatari:Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La  Rocca Claudia;Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;Venturino  Antonio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano.
   (Con  nota  prot. n. 28113 del 5 giugno 2013, il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N. 657 - Interventi urgenti per assicurare la riapertura del punto
  nascita presso l'ospedale di Petralia Sottana (PA).
   Firmatari:Cordaro Salvatore
   (Con  nota  prot. n. 28277 del 6 giugno 2013, il Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per la salute).

   N.  1052  -  Interventi  a  tutela e salvaguardia  dell'incolumità
  pubblica nei luoghi di lavoro.
   Firmatari:Vinciullo Vincenzo; Ciaccio Giorgio

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1607  -  Interventi finalizzati al ripristino del collegamento
  stradale Gangi - San Mauro (PA).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Ferrandelli Fabrizio

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   1606   -  Chiarimenti  in  merito  alla  gestione   ed   alla
  riorganizzazione dei Consorzi di bonifica in Sicilia.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Pogliese  Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo;  Falcone  Marco;
  Assenza Giorgio; Milazzo Giuseppe; Alongi Pietro

   N.  1608  -  Interventi  urgenti in favore  dei  lavoratori  degli
  sportelli multifunzionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Picciolo  Giuseppe;  Greco Marcello; Tamajo  Edmondo;  Lo  Giudice
  Salvatore; Forzese Marco Lucio

   N.  1609  -  Misure  urgenti  in merito  ai  danni  allo  sviluppo
  turistico, paesaggistico, ambientale che potrebbero derivare  dalla
  posa   delle   barriere   antirumore,  riguardanti   il   raddoppio
  ferroviario Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciaccio   Giorgio; Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Foti Angela;
  La   Rocca   Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri   Valentina;
  Tancredi   Sergio;   Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1610 - Notizie circa le modalità di reclutamento delle  figure
  sanitarie    professionali   necessarie    al    Centro   sanitario
  permanente di Lampedusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Greco Giovanni; Lo Sciuto Giovanni

   N.  1611  - Iniziative urgenti volte al ripristino della viabilità
  della strada provinciale 1.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Figuccia Vincenzo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                    Per un richiamo al Regolamento

   MILAZZO   Giuseppe.  Chiedo  di  parlare  per   un   richiamo   al
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il
  richiamo   al   Regolamento  è  per  porre  il   presente   quesito
  all'assessore,  di  trenta secondi, anzi meno:  assessore  Valenti,
  avrei  necessità che lei chiarisse all'Aula - lo chiedo  nella  mia
  qualità di componente della I Commissione - quanto, effettivamente,
  durerà  il  periodo  di commissariamento nelle province  e  quando,
  effettivamente, si concretizzeranno i liberi consorzi.
   Era questo il quesito.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, onorevole Milazzo, il  tempo
  necessario  per organizzare i liberi consorzi è fissato  già  negli
  articoli  che  l'Aula  ha  approvato. Ci sono  sei  mesi  di  tempo
  dall'approvazione della norma per permettere ai Comuni che vogliono
  cambiare il consorzio in cui si trovano inseriti nel momento in cui
  la  legge  viene pubblicata, quindi, ci sono sei mesi di tempo  per
  poter cambiare, per poter passare al consorzio vicino o costituirne
  altri   nuovi,  purché  il  consorzio  non  abbia  una  popolazione
  inferiore  a  180  mila abitanti, insieme ad altri  Comuni  che  si
  staccano dagli altri consorzi.
   Ci  sono,  quindi, sei mesi affinché i Comuni possano fare  questa
  operazione.  Dopo  i  sei  mesi, avremo il  quadro  definito  della
  situazione territoriale e si dovrà approvare una nuova legge per il
  trasferimento delle funzioni. A quel punto, il consorzio  diventerà
  operativo.  Di fatto, quindi, resteranno in carica fino al  momento
  in  cui  gli  organi  dei  nuovi  enti  non  saranno  perfettamente
  operativi.
   Questa  è la procedura prevista, nel caso in cui la legge  venisse
  approvata. Se, per caso, la legge non dovesse essere approvata e si
  dovesse  andare ad elezioni, allora, il termine ultimo,  così  come
  chiarito anche dal parere del CGA, sarebbe la data ultima per poter
  definire il turno elettorale.
   Se  si  dovesse andare, per esempio, all'ultimo turno  elettorale,
  con il ballottaggio, si arriverebbe al 29 giugno, quindi, così come
  richiamato dal CGA, fino al 30 giugno.
   Siccome, questa norma - siamo fiduciosi - vedrà la fine e, quindi,
  sarà  approvata,  fino all'insediamento ed al  funzionamento  degli
  organi

   MILAZZO  Giuseppe   possiamo andare ad una ulteriore  proroga  dei
  commissari?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Non  c'è  bisogno  di  proroga. E' già  previsto  che  vadano  fino
  all'insediamento degli organi.

   liberi consorzi comunali e città metropolitane nn. 642 e altri/A

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Seguito della discussione del disegno di legge  Istituzione dei
                       liberi consorzi comunali
   e delle Città metropolitane  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-
                           183-219-226-268-
                    474-542-543-546-613-638-662/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede  col  seguito della discussione del disegno  di  legge
   Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
  542-543-546-613-638-662/A).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.

   Si passa all'articolo 8, ne do lettura.

                               «Art. 8.

                   Organi delle Città metropolitane

   1. Sono organi delle Città metropolitane:

   a)  la  Conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei  comuni
  compresi nella Città metropolitana;

   b) il Sindaco metropolitano;

   c) la Giunta metropolitana, eletta dalla Conferenza metropolitana.

   2.  Gli  organi delle Città metropolitane sono eletti con  sistema
  indiretto  di secondo grado e restano in carica cinque anni,  fermo
  restando  che  la cessazione dalla carica ricoperta nel  comune  di
  appartenenza  comporta la cessazione dalla carica  ricoperta  nella
  Città  metropolitana.  Nel  caso  in  cui  la  Città  metropolitana
  coincida  con  il comune di riferimento, il sindaco,  il  consiglio
  comunale  e  la  giunta  comunale mantengono  la  denominazione  di
  Sindaco    metropolitano,   Consiglio   metropolitano   e    Giunta
  metropolitana   e  continuano  ad  esercitare  le   funzioni   loro
  attribuite.

   3. Con legge regionale, da approvarsi entro sei mesi dalla data di
  entrata   in   vigore   della  presente   legge,   è   disciplinato
  l'ordinamento delle Città metropolitane».

   Onorevoli  colleghi, all'articolo 8, sono stati  presentati  degli
  emendamenti soppressivi.
   Pongo in votazione l'emendamento 8gov.R. Il parere del Governo?

     VALENTI,  assessore  per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Contrario.
   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi   è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Il Governo ritira l'emendamento di riscrittura 8gov.R.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Decadono, pertanto, tutti i subemendamenti e la riscrittura.
   Si passa all'emendamento 8.5.

   GUCCIARDI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 8.6 (I parte).

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico   che   è   stato  presentato  il  subemendamento   8.6.1
   Aggiungere le parole  dei presidenti di circoscrizione' .
     Onorevole Assenza, le do una buona notizia: le comunico che  gli
  Uffici  stanno distribuendo gli articoli già approvati nelle sedute
  precedenti.

   CRACOLICI.  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  intervenire per illustrare il subemendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il tema è il seguente: l'assemblea
  della  Città metropolitana, così come abbiamo previsto per i liberi
  consorzi,   costituita   dai  sindaci,   nel   caso   della   città
  metropolitana:   le  tre  città  hanno  eletti   direttamente   dai
  cittadini,  i Presidenti delle circoscrizioni, quindi hanno  eguale
  legittimità  democratica  perché eletti  direttamente.  Quindi,  si
  prevede che l'assemblea della Città metropolitana oltre ad avere  i
  sindaci  abbia anche i Presidenti eletti direttamente dai cittadini
  facente parte dell'organo metropolitano.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'onorevole
  Cracolici ha una strana idea della democrazia perché trasferisce in
  via  automatica: quello che è il voto popolare per  l'elezione  del
  sindaco, secondo l'onorevole Cracolici, per via traslativa dovrebbe
  operare  direttamente  per nominare, che in questo  caso  ho  usato
  volutamente il termine  nominare', ma specificatamente proprio  per
  nominare il Presidente delle Città metropolitane.
   Una  cosa  è l'elezione diretta del sindaco, altra è l'indicazione
  del  Presidente  delle Città metropolitane.  Avete  escluso  per  i
  liberi  Consorzi, l'elezione diretta, su questo noi  abbiamo  fatto
  una   lunga   battaglia  allo  Stato,  tra  virgolette,   purtroppo
  risultata  non vincente; avete adottato questo sistema di  elezione
  di secondo grado, tralasciando i principi dettati dagli articoli  5
  e  51  della nostra Costituzione che prevedono in caso di  enti  di
  governo  comunque  l'elezione diretta   e  non  questo  sistema  di
  elezione  indiretta sconosciuto ai sistemi elettorali previsti  nel
  nostro ordinamento. Ora trasferiamo questo peccato d'origine  anche
  per gli organi delle Città metropolitane.
   Ritengo che, almeno per le città metropolitane, potremmo -  ed  in
  questo senso penso che ci siano alcuni emendamenti che lo prevedono
  -  prevedere  questa possibilità dell'elezione  diretta.  Anche  in
  questo   caso   ritengo,   comunque,  che  si   stia   introducendo
  un'ulteriore contraddizione, perchè noi abbiamo escluso, per quanto
  riguarda  l'Assemblea  dei Liberi Consorzi, la  partecipazione  dei
  consiglieri,   surrettiziamente  poi  introdotta,   ma   solo   per
  l'elezione del Presidente dell'assemblea fondativa, in questo caso,
  invece,  così  come previsto, sarà prevista la possibilità  dei  45
  consiglieri comunali eletti dai rispettivi Consigli.
   Ci  sarà un bel da fare per gli uffici applicando l'articolo  117,
  ma se l'articolo 117, come mi è stato spiegato e come ho cercato di
  leggere nel Regolamento interno dell'Assemblea Regionale Siciliana,
  deve  servire  solo  ad eliminare i refusi e gli aspetti  marginali
  formali, non potrà porre fine a quelli che sono, invece, delle vere
  e proprie norme modificative e, quindi, sarà inapplicabile nel caso
  in specie.
   Si  è  già votato sugli emendamenti soppressivi, penso che sarebbe
  il  caso,  però, di non andare veramente di fretta  per  gli  altri
  emendamenti.
   So  che il Governo ha fretta di ottenere questo successo mediatico
  e,  probabilmente,  per  il  cambio di opinione  di  alcuni  Gruppi
  parlamentari di quest'Assemblea, riuscirà ad ottenerlo, magari sarà
  un   successo  mediatico  di  breve  momento  se,  come  penso,  il
  Commissario dello Stato farà giustizia di questo disegno  di  legge
  che, come già detto altre volte, non ha più né capo e  né coda.
   L'onorevole  Cracolici  ieri ha fatto  un  intervento  che  mi  ha
  stranito perché ha detto che si era sulla buona strada, che stavamo
  approvando  un disegno di legge che costituiva quasi  l'unicum  del
  panorama italiano, dimenticando che il suo disegno di legge, quello
  che  mi  pare era stato approvato e messo in discussione, in questo
  disegno di legge finale non ha forse nemmeno le virgole rispettate.
  Quello  che,  però,  era inammissibile, a parere  degli  uffici  di
  quella  Commissione,  alla  quale  ho  partecipato,  purtroppo   in
  brevissime  occasioni,  ma  mi sono  reso  conto  come  l'idea  del
  Presidente  della  Commissione  era  completamente  divergente  con
  l'idea  di questo disegno di legge del Governo, però ho capito  che
  poi  onor  di casacca impone a tutti di fare ammenda delle  proprie
  convinzioni e, quindi, mi compiaccio con l'onorevole Cracolici che,
  invece, di dimettersi da Presidente della Commissione perché il suo
  disegno  di  legge è stato completamente capovolto, ora applaude  a
  quel  disegno  di legge che in Commissione stessa aveva  più  volte
  aspramente  criticato fino ad una riunione in quest'Assemblea  dove
  era   arrivato  a  strappare  in  faccia  al  Presidente   i   suoi
  emendamenti. Ma, ognuno della sua coerenza, della propria vita a  e
  delle proprie azioni fa quello che crede.
   Io,  signor Presidente, a costo di sembrare ostinato, a  costo  di
  sembrare  l'ultimo  giapponese  nell'isola  deserta  continuerò   a
  difendere   questo   ruolo   fino  all'approvazione,   mi   auguro,
  malauguratamente che non avvenga, di questo disegno  di  legge  nel
  suo  complesso,  scocciando anche gli Uffici, scocciando  anche  la
  Presidenza,  infastidendo  il  Governo,  dando  fastidio  anche  ai
  consiglieri  che,  magari, vogliono tornare a casa  il  più  presto
  possibile, ma io complice di una legge di siffatta natura non vorrò
  arrendermi fino all'ultimo momento.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la preoccupazione
  che   avevo  sollevato  ieri  e  mi  rivolgo  al  Presidente  della
  Commissione,   onorevole  Cracolici,  che  in  questo   momento   è
  annebbiato  ed  offuscato dalla presenza dell'onorevole  Panepinto.
  Onorevole  Panepinto, stavo parlando con l'onorevole Cracolici  più
  che  altro per fargli una domanda. Ieri mi sono preoccupato  ed  ho
  sollevato  un problema di una organizzazione dei liberi Consorzi  e
  delle  Città  metropolitane,  anzi  delle  aree  metropolitane  poi
  diventate Città metropolitane, mi sono preoccupato di una  politica
  a  due  velocità:  quella di un rischio che le  aree  metropolitane
  abbiano una marcia in più per una serie di motivazioni che non  sto
  qua  a  spiegare  ma  che tutti quanti conosciamo  e  che  i  paesi
  dell'entroterra vengono un poco emarginati.
   Quando  lei,  onorevole Cracolici, presenta questo subemendamento,
  giusto,  legittimo, ci mancherebbe, però non fa il paio con  quello
  che è successo all'articolo 4.
   Mi  spiego meglio. All'articolo 4, quando si prevedeva la presenza
  anche  dei  consiglieri dei consigli comunali dei liberi  Consorzi,
  con  un  emendamento  votato tra l'altro  a  scrutinio  segreto,  i
  consiglieri  sono  stati  fatti fuori, non possono  partecipare  ai
  liberi Consorzi, soltanto i sindaci.
   Qui,  in questo testo, all'articolo 8 partecipano i sindaci  delle
  aree metropolitane, i consiglieri..

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione  e  relatore.  E'  stato
  ritirato

   ALONGI.  Però, lei giustamente dice  inseriamo i presidenti  delle
  circoscrizioni .  Come vede, però, lei si è fatto  la  domanda,  il
  quesito  di  fare  intervenire un segmento di  persone  elette  dal
  territorio,  come sono eletti, mi permetto di dirle, i  consiglieri
  comunali

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore.  Quelli  sono
  eletti direttamente.

   ALONGI.  Perché,  mi  scusi, onorevole  Cracolici,  i  consiglieri
  comunali  vengono  nominati?  No   Lei  dice  che  vengono   eletti
  direttamente. Perché i consiglieri comunali da chi vengono  eletti?
  Dallo   stesso   organo?  Lei  mi  deve  dire  una  cosa   diversa:
  rappresentano una coalizione, più partiti, ma vengono eletti con il
  voto democratico degli elettori.
   Quindi,  ritengo che noi continuiamo su una strada di un possibile
  papocchio, dove viaggiamo a due velocità su quelle che sono le aree
  metropolitane e su quelle che sono i liberi consorzi.
   Non  sono contrario al fatto che i presidenti delle circoscrizioni
  possono  partecipare, ci mancherebbe altro  A me  preoccupa,  oggi,
  che   non   partecipano  i  consiglieri  comunali,  quindi   volevo
  sottoporre  quello  che  diceva il collega Assenza,  cioè  c'è  una
  disparità - dal mio punto di vista - della nuova organizzazione sia
  delle  città metropolitane che dei liberi Consorzi, questa  era  la
  mia preoccupazione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho  avuto
  la  sfortuna di ritardare qualche minuto entrando in Aula e mi sono
  accorto  come  c'è  stato  un cambiamento di  tendenza,  lo  voglio
  chiedere  all'Assessore, perché in questi pochi minuti  l'Assemblea
  penso  che  si sia accorta come abbiamo ulteriormente  cambiato  il
  percorso che si era disegnato, immaginato e intrapreso.
   Si  era ipotizzato di definire, di fare una legge che definisse un
  po'  alcuni criteri, specificasse organi, specificasse  un  po'  di
  funzioni.  In  effetti, mi rendo conto arrivando qua  in  Aula  che
  stiamo  facendo,  stiamo  ritornando  un  po'  indietro  al   testo
  originario  licenziato  dalla  Commissione,  ritirando  il  governo
  l'emendamento 8 GOV R.
   E  questo proprio per ritornare nel vago, e così, magari,  dare  a
  questa  Assemblea  il  compito da qui  a  qualche  tempo  di  poter
  ritornare  sulla materia, pensando e potendo dire oggi  a  Siracusa
  che  abbiamo  superato, abbiamo abrogato le Province,  che  abbiamo
  istituito le città metropolitane, salvo il fatto che da  qui  a  15
  giorni, ad un mese, a due mesi, a tre mesi, la Sicilia non avrà  un
  bel  niente, perché di fatto noi ci daremo appuntamento tra  cinque
  mesi,  non  fra  un  mese,  io  dico  a  luglio,  ad  esempio,  noi
  ritorneremo  qua,  prima  di andare in vacanza,  ma  dico  anche  a
  settembre,  che la Sicilia si renderà conto che abbiamo  fatto  una
  legge che fra la confusione e la piccola - non lo vorrei dire -  la
  piccola  truffa,  ma  siamo nel piccolo  inganno,  cioè  il  nulla,
  soltanto immagine.
   Fatta  questa  premessa  che era necessario  delineare,  ho  letto
  l'emendamento  che ha fatto la Commissione e veramente  ha  ragione
  l'onorevole  Assenza  quando dice che qua siamo  nell'impazzimento,
  siamo  un  passo  avanti e due indietro, uno  a  destra  ed  uno  a
  sinistra, cioè stiamo camminando come il granchio  Cioè da un  lato
  abbiamo pensato che i liberi Consorzi potessero avere una assemblea
  in  cui  vi fossero soltanto i sindaci, qua invece diciamo che  non
  soltanto dobbiamo mettere anche i sindaci, siccome dobbiamo  magari
  accontentare,  perché  le  leggi non le facciamo  con  i  caratteri
  generali, con i caratteri dei principi che riguardano una norma  di
  interesse  collettivo  ed  astratto, no  Lo  dobbiamo  fare  perché
  pensiamo  di accontentare questo o qualche altro. E siccome  il  PD
  magari ha degli amici presidenti di municipalità dobbiamo dire  che
  qua dobbiamo accontentare anche questi presidenti. Dobbiamo dare un
  ruolo  a  questi presidenti.  Dobbiamo dare una funzione,  un  peso
  politico a questi presidenti
   Ed  allora,  ecco perché ritorniamo indietro e diciamo  che  nella
  conferenza  metropolitana la composizione non è fatta soltanto  dai
  sindaci, ma dobbiamo mettere anche i presidenti delle municipalità.
   Oggi,  a pranzo, voglio dire al Presidente Ardizzone ho fatto  una
  battuta  ad  alcuni colleghi, ho detto:  ci sarà il mio emendamento
  aggiuntivo.  Certo, avrà il vaglio insindacabile  della  Presidenza
  sull'ammissione  o  meno  secondo  il  quale  il  mio   emendamento
  immaginava che dovevamo mettere in questa Conferenza non soltanto i
  Presidenti  ma  anche i delegati dei quartieri dei  sindaci ,  cosa
  bella:  sarebbe  auspicabile se noi, oltre a questo,  mettessimo  i
  delegati dei quartieri dei sindaci.

   FORMICA. Del mondo associativo.

   FALCONE.  Oltre  che  poi  il mondo associativo.  Chiaramente,  io
  assegnavo   alla  Presidenza  dell'Assemblea  poi  il  compito   di
  valutarlo sull'ammissibilità o meno.
   Al  di  là  della  battuta, io credo che la  Commissione  dovrebbe
  ritirare  questo  emendamento perché  è  un  emendamento  che  crea
  ulteriore confusione così come è confusa questa legge, così come  è
  una  certezza che se prima era un papocchio ogni giorno  che  passa
  navighiamo veramente in un mare in tempesta al buio  Alla  fine  si
  arriverà all'approdo, ma a quale approdo si arriverà? Si arriverà a
  una  norma che non risolverà un problema, che ingarbuglierà le cose
  e  lascerà tutti insoddisfatti soltanto per il gusto di poter dire:
   Abbiamo  fatto una norma e abbiamo abolito come prima  Regione  le
  Province .
     Questo  non  è  un  compito  e  non  riguarda  assolutamente  la
  sensibilità istituzionale di chi dovrebbe svolgere il proprio ruolo
  con   quell'impegno,   ma  soprattutto   con   quella   volontà   e
  determinazione che sono gli interessi per i quali i deputati  hanno
  fatto un giuramento che erano quelli degli interessi della Sicilia.
  Qua  si  stanno  facendo altri interessi di  basso  cabotaggio  per
  accontentare  questo o quell'altro, ma non sicuramente  quelle  che
  sono le grandi emergenze.
   E  allora,  concludo, dicendo che nel momento in  cui  la  Regione
  siciliana  è  in  un  mare  di  guai la  Regione  siciliana  sconta
  emergenze che diventano drammatiche, il Governo ci ha relegato  qua
  da  un  mese  e  mezzo  per discutere sul  nulla   Noi  diciamo  di
  concluderla  subito  questa legge, stasera  e  mettiamo  mano  alle
  emergenze  vere  della  Regione, non a  queste  buffonate   Qua  ci
  troviamo dinnanzi a una buffonata
   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io  credo
  che  le opposizioni hanno finora condotto un'azione nel cercare  di
  dare  quanto meno un contributo positivo e di dare un impulso anche
  di  legittimità  a  questa norma. Invece, oggi,  con  l'emendamento
  presentato dalla Commissione che prevede che della assemblea  delle
  Città   metropolitane  facciano  parte  pure  i  Presidenti   delle
  circoscrizioni  e dall'altro lato abbiamo che nei  liberi  Consorzi
  invece l'assemblea è composta solo dai sindaci, noi non solo stiamo
  disegnando una Sicilia a due, a tre velocità, da una parte le  aree
  metropolitane  con i Comuni che ne fanno parte dall'altra  parte  i
  Liberi  Consorzi, ma in ogni caso stiamo creando  anche  un  vulnus
  nella democrazia.
   Quindi,  sicuramente  dobbiamo  cercare  di  riflettere  e  non  è
  assolutamente  possibile  che si possa consentire  che  dei  liberi
  Consorzi   possano   fare   parte   anche   i   presidenti    delle
  circoscrizioni, lasciando fuori invece i consiglieri  comunali,  ma
  non solo una composizione diversa rispetto ai Liberi Consorzi.
   Ma  c'è  di  più e noi dobbiamo porci un problema che è  serio.  I
  liberi   Consorzi  allo  stato  non  sono  riconosciuti  a  livello
  nazionale;  noi  stiamo andando avanti, ma  questo  è  un  problema
  serio,  che riguarda poi il trasferimento delle risorse  perché  la
  Ragioneria  centrale dello Stato, nel momento in cui noi approviamo
  una legge sui liberi Consorzi e non ci mettiamo in contatto con  il
  Ministero, eliminerà le risorse, perché i liberi Consorzi non  sono
  riconosciuti.  Quindi,  dobbiamo essere anche  pratici,  oltre  che
  legislatori.
   Altro nodo è l'elezione del Presidente. Non è possibile, così come
  previsto   dall'articolo   7,  che  il   Presidente   della   Città
  metropolitana  coincida  con  il  sindaco  capoluogo  della  città.
  Perché? Perché noi stiamo designando un'area vasta che comprende la
  città  capoluogo, abbiamo delimitato i comuni che fanno parte della
  Città  metropolitana  e  dobbiamo dare la  possibilità  agli  altri
  comuni  che restano fuori, ancorché essere marginalizzati, di  fare
  parte della Città metropolitana.
  E  allora, democrazia vuole che siano i liberi Consorzi, che  siano
  tutti  i  comuni  che  faranno parte della  Città  metropolitana  a
  stabilire chi sono gli organi che ne fanno parte, a riconoscere chi
  è  il  Presidente della Città metropolitana. Perché noi immaginiamo
  un  Presidente della Città metropolitana che abbia la  capacità  di
  pianificare,  che abbia la capacità di programmare,  che  abbia  la
  capacità   di   capire   quali   sono   i   provvedimenti,    anche
  infrastrutturali: il piano dei trasporti, il piano viario.
   Noi  non  possiamo immaginare di fare una legge, di andare  avanti
  con  un  disegno di legge senza immaginarci anche una modifica,  un
  disegno  di  quello  che  è  la mappatura delle  autonomie  locali.
  Rivendico  con forza quella che è l'autonomia, quelle che  sono  le
  municipalità. Qui ,  signori miei, c'è un disegno ben preciso: oggi
  si  sta  distruggendo in Italia un principio sacrosanto, che  è  il
  principio  della democrazia. Tanto si passa da un Governo all'altro
  e  si  nominano  i  Consigli. Il Presidente dell'ANCI  è  diventato
  Presidente  non  perché è stato eletto dai sindaci,  ma  perché  un
  Consiglio  di Presidenza lo ha nominato. Renzi è diventato  premier
  non perché c'è stata un'elezione, ma perché ha rottamato Letta ed è
  subentrato.
   Noi non possiamo  Rivendico l'autonomia di questo Parlamento anche
  nel  momento in cui dovrà stabilire chi dovrà essere il  Presidente
  di   una   Città   metropolitana.  Il  Presidente  di   una   Città
  metropolitana  non  può  essere il sindaco capoluogo  della  città,
  perché  il  sindaco  capoluogo della città rappresenta  il  proprio
  comune ed è stato eletto dai cittadini del proprio ente.
   Quindi, su questo tema si deve aprire un'ampia riflessione, perché
  -  ripeto  - i territori devono avere pari dignità, pari diritti  e
  devono essere rappresentati, perché qui si tratta di programmare  e
  pianificare l'intero assetto territoriale di una vasta area.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   stamattina
  leggendo  i  giornali  mi  sono  stupito  che  presentavano  questa
  riforma,  dopo  l'approvazione di ieri  dell'articolo  7,  come  il
  frutto  di  un compromesso al ribasso (stavo mettendo  le  mani  in
  tasca;  poi  ho pensato che l'ha fatto Renzi e non l'ho fatto  più.
  Chiedo  venia)  come il compromesso al ribasso di un accordo  fatto
  tra il Gruppo 5 Stelle e il Nuovo Centrodestra.
   Io,   obiettivamente,  non  commento.  Però,  poi  ho  notato  che
  l'onorevole  Presidente  della  Regione,  onorevole  Crocetta,  che
  notoriamente  disdegna le dichiarazioni sulla stampa e notoriamente
  rifugge da queste dichiarazioni, però in occasione della visita del
  Premier Renzi a Siracusa non si è potuto trattenere e ha fatto  una
  dichiarazione  -  lui  che di solito non  ne  fa  mai -.   E  nella
  dichiarazione che ha fatto a Siracusa, ovviamente, si  è  preso  il
  merito di questo compromesso e lo ha elevato come un maxi successo.
   Quali  grillini  Ma che funzione hanno i grillino in questa legge
  I  grillino,  notoriamente   erano  per  mantenere  le  province  e
  Crocetta  li ha controbattuti ed è riuscito a vincere. Ha vinto  la
  battaglia  e  grazie  a  lui,  per  merito  suo,  per  la  capacità
  dimostrata  nella  sua  azione di governo e  di  convincimento,  ha
  incassato la riforma delle Province.
   Ora,  ci  potrebbe  essere qualcuno che potrebbe  dire  a  qualche
  altro:   Ben  ti  sta  e  ben vi sta  . Ma siccome  io  non  voglio
  infierire e soprattutto rispetto la buonafede, e questo lo dico  in
  maniera seria, mi riferivo alla buonafede dei grillini che rispetto
  sempre,  che  rispetto perché è un gruppo di giovani  che  si  sono
  avvicinati alla politica in questo momento difficile e che hanno la
  loro  coerenza, ma non posso ignorare che durante tutto  l'iter  di
  questa  legge  in  Commissione prima e in  Aula  poi,  noi  abbiamo
  sostenuto,  non che fosse sbagliata la loro posizione,  ma  abbiamo
  sostenuto  che fosse una battaglia persa a fronte di un governatore
  che non riconosce niente e nessuno e che, addirittura, si appropria
  di  cose  che lui non ha neppure pensato di portare avanti;  perché
  voglio  ricordare a questa Assemblea che dall'inizio della proposta
  della legge e tutto il cammino che ha contraddistinto questa legge,
  il  governatore ha detto di sì a tutto e al contrario di tutto,  su
  qualsiasi emendamento presentato anche se stravolgeva quello che si
  era detto un minuto prima.
   Nè  posso  dimenticare  che  in  Commissione,  mi  fanno  fede  il
  Presidente Cracolici che è persona onesta e coerente, l'Assessore e
  gli  altri  colleghi,  che durante i lavori a  un  certo  punto  il
  Presidente Crocetta ha detto:  Va bene, presento questo emendamento
  e  dinanzi  all'opposizione  lo  ritiro  purché  andiamo  in  Aula,
  qualsiasi cosa va bene   e noi non possiamo andare dietro a chi  ha
  solo l'obiettivo del comunicato stampa infischiandosi dei danni che
  produce,  che  provoca e che ha già provocato,  perché  se  fossimo
  un'Assemblea seria e responsabile, Presidente Ardizzone,  noi  oggi
  alla  luce  di  quello  che sta avvenendo,  con  ciò  che  è  stato
  approvato, ci dovremmo fermare all'articolo 7 (chiederò poi  cinque
  minuti per una riunione di Gruppo).
   Se  fossimo responsabili, a fronte degli articoli già approvati di
  questa  legge  e a fronte dei rinvii che in questa legge  sono  già
  contenuti  e  ce ne sono a decine di rinvii ad una prossima  legge,
  quindi  è  già assodato, è già accertato che ci sarà l'altra  legge
  che  si dovrà fare per cercare di mettere un filo logico che  tenga
  assieme  ciò  che è stato approvato, noi oggi ci dovremmo  fermare,
  rinviare i problemi che sono  rimasti irrisolti sul tappeto  e  gli
  interventi che ci sono stati; ne hanno elencati alcuni,  ma  ce  ne
  sono  a bizzeffe di problemi sul tappeto, dalla eterogeneità  delle
  assemblee che  compongono i vari Consorzi o aree metropolitane alla
  modalità  di elezione del Presidente dei Consorzi, alle  difformità
  che  già  emergono, onde evitare con il prosieguo dell'esame  della
  legge di creare ulteriori e gravi problemi, fermiamoci
   Ha incassato il Presidente questa grande vittoria che ha riportato
  la  Sicilia  a  30  anni fa  Perché voglio ricordare  che  le  aree
  metropolitane che sono state istituite oltre 30 anni  fa  non  sono
  mai entrate in vigore.
   Quindi,  guardate  che  successo bestiale che  abbiamo  raggiunto:
  siamo  ritornati alle aree metropolitane di 30 anni  fa,  ed  è  un
  passo  in  avanti  verso la modernità  A parte il fatto  che,  come
  sottolineava  anche l'onorevole Grasso, e come non  mancheranno  di
  sottolineare  altri  interventi, vorrei  capire  chi  dovrà,  quale
  Governo trasferirà i fondi alle province che, come dicitura, non ci
  sono  più,  quando  giustamente nelle legge di  riforma  a  livello
  nazionale  si  guardano bene e si sono guardati bene dall'eliminare
  la parola  provincia' dal testo.
   Il  testo parla di consorzi, di città metropolitane e di province.
  Si son guardati bene però dall'eliminarle dal testo, perché fino  a
  quando  non c'è la riforma del Titolo V della Costituzione  non  si
  potrà  eliminare la parola  province' dal testo, altrimenti non  la
  si  eliminebbe  dal  testo della legge, la  si  eliminerebbe  dalle
  scritture  contabili del bilancio dello Stato. E chi li pagherà  in
  quel casoi dipendenti delle province? La Regione? Con i miracoli di
  Crocetta? Chi li pagherà? Prima ancora di sapere che fine  faranno,
  dove  andranno,  dove verranno trasferiti, non li  potremo  pagare
  Licenziamo anche quelli?
     Allora,  io dico, fermiamoci, operiamo una norma di  rinvio  per
  tutto  il  resto. Fermiamoci ora  non fare altri danni,  tanto  una
  parte   della  legge  l'abbiamo  già  fatta.  Secondo  me,  sarebbe
  sufficiente  per  non  andare ad elezioni,  visto  che  quello  che
  vogliono tutti: non andare ad elezioni.
   Bene,  Crocetta vuole continuare con i commissari.  Lo  può  fare,
  rispetto alle norme già approvate, ma non facciamo danni ulteriori,
  tanto tra sei mesi è già deliberato dalla legge, si dovrà fare  una
  nuova legge, ed in quella sede sapremo come sarà andato a finire  a
  livello  nazionale  col  disegno di  legge  sulle  province  e  sui
  consorzi  di comuni. Avremo la certezza anche sulle modalità  delle
  elezioni  e quindi saremo messi nelle condizioni di poter approvare
  un testo di legge che non crei guasti.
   Perché,  onorevoli  colleghi, non dobbiamo  dimenticare  il  detto
  latino  Primum non nuocere'. Prima di ogni cosa non facciamo danni.
  Perché  è quello che qui stiamo facendo. Discutiamo da mesi, mentre
  la  gente veramente muore di fame, discutiamo da mesi, non  abbiamo
  una  finanziaria,  non  paghiamo la gente e discutiamo  ancora  del
   sesso  degli  angeli' per poter dire a Siracusa  Io  ho  incassato
  l'abolizione delle province'. Ma stiamo scherzando? Ma  abbiate  un
  sussulto di dignità, un sussulto di dignità. Fermiamoci un  minuto,
  signor Presidente. Ed eviteremo altri danni.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, stavo per l'appunto leggendo il testo
  che  in questi giorni abbiamo approvato in Aula e costatavo  che  a
  fronte  di  19 disegni di legge presentati, stiamo qui  da  diversi
  giorni nel tentativo di tirare fuori un disegno di legge che  possa
  essere  rispondente a quello che sono le previsioni  statutarie.  E
  credo  che,  dovendo tirare le somme, possiamo benissimo  affermare
  che,  Presidente Cracolici, il testo del disegno di legge  che  noi
  stiamo in corso di definizione prevede l'eliminazione della tabella
  provincia  che  diventa  libero consorzio, la  possibilità  che  si
  possano costituire consorzi fino a 180 mila abitanti, cosa che  per
  altro  in un certo senso era prevista anche prima, in quanto  nella
  legge  9/86 era previsto che gli abitanti per un numero di 180 mila
  potevano andare a costituire una nuova

   CRACOLICI  220 mila.

   DI  MAURO    Era  220  mila? Sì una riduzione, comunque,  lasciamo
  perdere.  Il resto, c'è il trasferimento di una serie di competenze
  dalle  province,  come  è  giusto  che  sia,  in  questa  fase   di
  transizione  ai  liberi consorzi e l'unico fatto  vero  invece  che
  viene  fuori  da  questo  disegno di  legge  sono  praticamente  le
  cosiddette   aree metropolitane'. Inutile citare la confusione  che
  c'è  in  questo  disegno di legge, che rischia per  alcuni  aspetti
  l'impugnativa.
   Dimenticavo  poc'anzi  di  fare  cenno  a  quelle  che   sono   le
  incongruenze  fra  l'assemblea  del  consorzio  e  colori  i  quali
  partecipano al voto per il presidente del libero consorzio. Ma  non
  c'è  ombra di dubbio che infilare nelle aree metropolitane - me  lo
  consentirà il Presidente della Regione e della Commissione -  anche
  coloro  i  quali si sono candidati per il governo di un territorio,
  mi riferisco alle cosiddette aree che riguardano le circoscrizioni,
  a  svolgere un ruolo che riguarda l'interna area metropolitana,  mi
  sembra che sia, invece, un'attività che va al di là di quello che è
  stato il mandato elettorale di questi signori.
   Allora, volendo essere coerente con un principio che mi pare ormai
  sancito in quest'Aula, che stiamo predisponendo un disegno di legge
  che  ha il carattere - ieri quando è stata approvata la prima legge
  di eliminazione delle province, ed oggi - di iniziativa legislativa
  che attende da Roma una decisione in ordine ai provvedimenti che il
  Parlamento  nazionale  assumerà  a  proposito  delle  province,  mi
  riferisco  alle competenze, alle funzioni e mi riferisco  anche  al
  dramma  che  dovrà  esserci che è quello  del  trasferimento  delle
  risorse dallo Stato ai famosi liberi consorzi.
   In questo contesto, vorrei pregare il Presidente della Commissione
  di  ritirare  questo emendamento, perché è un emendamento  che  non
  risponde  alla  logica  per cui si sono candidati  i  cittadini  al
  governo  di una circoscrizione che adesso ce li andremmo a  trovare
  ad  un  governo che, invece,  è molto più ampio, che è  il  governo
  delle aree metropolitane. Per cui, così come è formulato il disegno
  di legge, prevede il governo del signor sindaco, della giunta e dei
  consiglieri comunali che si sono candidati per l'intero territorio.
   Questa  formulazione, che va al di là di quelli che sono i  meriti
  dei  presidenti di circoscrizione, credo debba essere  ritirato  da
  parte   del   Presidente  della  Commissione  o,  altrimenti,   noi
  chiederemo  il voto segreto e su questo chiederemo il  rispetto  di
  chi ha affrontato una campagna elettorale per tutto il territorio e
  chi,  invece,  avendo  governato  una  campagna  elettorale  in  un
  territorio molto limitato - mi rendo conto che Palermo è certamente
  un  territorio  abbastanza vasto e le circoscrizioni possono  avere
  50, 100 mila abitanti -, ma non c'è ombra di dubbio che già al caos
  di  queste  assemblee  che si formeranno, a proposito  delle  città
  metropolitane,  aggiungiamo  pure  queste  incongruenze  che   sono
  rappresentate dalle circoscrizioni; verrebbe meno il carattere,  il
  significato che si vuole dare alle cosiddette aree metropolitane.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   presidente
  Cracolici, lei mi perdonerà, ma mi devo rivolgere a lei, perché  da
  più   parti  arrivano  considerazioni  e  credo  ormai   di   poter
  decodificare come unanimi.
   Da  più parti infatti c'è una richiesta rispetto all'imprecisione,
  all'atteggiamento  probabilmente  equivoco  verso  il  quale  porta
  questo   emendamento   e,   quindi,  personalmente,   peraltro   da
  vicepresidente  della Commissione, da componente della  Commissione
  devo  chiederle  che  questo  emendamento  venisse  ritirato  dalla
  Commissione, perché noi non possiamo consentire di dare uno  spazio
  di  rappresentanza a dei territori diversi rispetto  a  quelli  che
  possono averne degli altri.
   E   da  palermitano,  signor  Presidente,  ed  ovviamente  essendo
  disposto in tutte le sedi a difendere gli spazi di partecipazione e
  di  rappresentanza del mio territorio, non posso consentire, certo,
  che  ci  siano dei soggetti che si sentano discriminati; non  posso
  consentire  certo  che  alcune forze di maggioranza  che  oggi  sol
  perché hanno la fortuna, l'opportunità di avere funzioni di governo
  in  questa  città  possano per questo arrivare ad avere  da  questa
  circostanza dei vantaggi rispetto ad altri.
   E'  stato  detto  da  più voci evidentemente ed  era  stato  anche
  previsto  uno spazio di partecipazione che avrebbe invece coinvolto
  i consiglieri comunali, quei consiglieri comunali che sono presenti
  certamente al Comune di Palermo, ma sono presenti anche  al  Comune
  di Bagheria, al Comune di Cinisi, al Comune di Terrasini, al Comune
  di  Carini,  al  Comune  di Marineo e che avrebbero  senz'altro  lo
  stesso  diritto  di  partecipare all'assemblea che  noi  ci  stiamo
  accingendo  a  costituire, e che adesso  invece  si  vedono  negata
  questa opportunità perché noi dobbiamo privilegiare i presidenti di
  circoscrizione
   Con   tutto   il  rispetto,  da  palermitano  le  dico,  onorevole
  Presidente,  i  presidenti  di  circoscrizione  rappresentano   dei
  territori,  lo  fanno sicuramente lavorando in quei  territori,  ma
  credo  che  se  oggi  a loro ci rivolgessimo,  quei  presidenti  di
  circoscrizione  ci  chiederebbero altre cose, ci  chiederebbero  di
  attuare  una norma sul decentramento, ci chiederebbero di  fare  in
  modo  che  i  servizi sociali nei territori potessero continuare  e
  riprendere,  come si faceva anni fa quando c'erano i  trasferimenti
  dello Stato, che purtroppo oggi non ci sono più, ad erogare servizi
  essenziali.  E  certamente non ci chiederebbero  di  far  parte  di
  queste  assemblee  i  cui  contenuti  sono  assolutamente  incerti,
  sicuramente  non  ci chiederebbero di mettersi la  spillina'  sulla
  giacca solo perché questa norma frettolosamente e  frottolosamente'
  deve essere approvata da questo Parlamento
   E'  vero, siamo nell'epoca di Renzi, è facile affidarsi a chi  più
  che  essere eletto viene direttamente nominato nelle segreterie dei
  partiti  ed evidentemente nella segreteria del Partito del  PD,  ma
  facciamo  in modo che queste operazioni vengano confinate almeno  a
  livello nazionale, non portiamole a questi livelli, che sono quelli
  del  territorio  fino ad arrivare ai consigli di quartiere   Questo
  onestamente  mi  sembra  davvero troppo  e  soprattutto  mi  sembra
  davvero troppo in questa fase in cui credo che le emergenze che  la
  città di Palermo ci urla siano ben altre.
   Io  non so quanti di noi, credo in tanti, si siano già accorti del
  fatto che in piazza davanti il Palazzo dei Normanni, sede dell'ARS,
  in  questi  giorni  ci sono stati a protestare i  dipendenti  delle
  province, i dipendenti delle partecipate. Rispetto a questi  ultimi
  abbiamo  sicuramente  dato  delle  rassicurazioni  ieri,  ma  sulle
  province anche lì c'è grande preoccupazione
   Signor  Presidente,  concludo  dicendo  che  questi  temi  saranno
  oggetto  della discussione dei prossimi articoli, ma io  adesso  in
  questa sede e in questa fase ribadisco in maniera decisa che questo
  emendamento da parte della Commissione I Affari istituzionali  deve
  essere ritirato.

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, lei non è il Vicepresidente  della
  Commissione?

   FORMICA. Perché non contribuisce al ritiro?

   PRESIDENTE. Non è che con un appello può essere fatto, è un  fatto
  interno  alla Commissione. Lei ha detto che è un emendamento  della
  Commissione che dovrebbe essere ritirato, se l'avesse detto prima

   FIGUCCIA. Io intendo ribadire come componente della Commissione  e
  in  qualità  di Vicepresidente della Commissione che non  condivido
  questo emendamento.

   PRESIDENTE. Lo raccordi con la maggioranza della sua Commissione.

   FIGUCCIA.  L'ho  già  fatto in seno alla  Commissione,  ma  voglio
  ribadirlo  dai  microfoni  al  mio  Presidente  Cracolici.   Questo
  emendamento lo dobbiamo ritirare. Ci dia cinque minuti, accolgo  il
  suo invito, signor Presidente, se lei potesse sospendere per cinque
  minuti, noi facciamo una riunione.

   PRESIDENTE. No, no, assolutamente, raccordate adesso in Aula.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Presidente Crocetta, la prego di incidere presso
  il  proponente  dell'emendamento di ritirare questo emendamento,  a
  mio  avviso, improponibile. E lo sa perché glielo dico?  Presidente
  Crocetta  non  è  una  minaccia, ma è una promessa:  perché  questo
  emendamento trasformerà quest'Aula in un campo di battagli;  perché
  questo emendamento è un affronto cercando di mostrare solo la forza
  dei numeri.
   Signor   Presidente,  questo  emendamento   non   ha   niente   di
  istituzionale. Io la prego di farsi promotore del ritiro di  questo
  emendamento,  che  non ha nulla a che vedere con la  riforma  delle
  province.  E'  un   poltronificio' questa norma;  così  diventa  un
   poltronificio', presidente Crocetta, per il rispetto che io ho per
  la sua persona - e lei sa quanto la rispetto.
   Entriamo  nel merito di questo emendamento. Io presumo che  questo
  emendamento  sia esposto alla impugnativa da parte del  Commissario
  dello  Stato.  Ed  ora entrerò nel merito. Non  è  ammissibile  una
  forzatura  nelle  equiparazioni  fra  le  funzioni  che  svolge  il
  presidente della circoscrizione, con qualunque sindaco di qualunque
  comune,  qualunque  sia  la popolazione che  esso  rappresenti.  Il
  sindaco  si  presenta con un programma presso la sua  comunità.  Il
  presidente della circoscrizione con che cosa si presenta?  Qualcuno
  dirà  di  qui  a  poco,  ma il vecchio PDL presentò  la  norma  per
  l'elezione  diretta  Ma non è che il Vangelo la norma che  presentò
  il  vecchio  PDL, o  che le norme che presentò il vecchio  PDL  non
  sono perfettibili
   Io  ho  avuto modo di dire, paradossalmente, lo sa che cosa  è  il
  caso  di  Palermo, signor presidente?  C'erano quindici consiglieri
  per  consiglio  di circoscrizione. Hanno fatto l'elezione  diretta,
  non  solo  hanno aumentato di un componente. Noi andiamo  verso  la
  spending  review e gli  scienziati , novanta deputati della  scorsa
  legislatura  fecero  l'elezione  diretta  ed  aumentarono   di   un
  componente  per circoscrizione.  Lei si immagina uno  stipendio  in
  più,  un rimborso in più a fine anno da parte del comune al  datore
  di lavoro. Consigli di circoscrizione ancora più impantanati. Si  è
  proceduto solo a cambiare il sistema elettivo, ma il presidente  di
  circoscrizione, in questo momento, signor presidente, amministra il
  vuoto. Mandare dei presidenti di circoscrizione presso l'assemblea,
  una  cosa seria, io penso, presidente Crocetta, che lei voglia fare
  una  cosa  seria.  Non  manda otto presidenti di  circoscrizione  a
  delegittimare un sindaco che deve rappresentare cose serie e non il
  condominio della circoscrizione
   Presentate allora una norma ad hoc, per dare loro dei poteri e dei
  trasferimenti  diretti, togliendola ai comuni che si  rifiutano  di
  dare le deleghe, le cosiddette delibere quadro, in tema di attività
  sociali, di attività culturali, di attività sportive, del turismo.
   Prendete e gli trasferite duecento mila euro a circoscrizione, gli
  dite  qual  è  la  norma  entro la quale si devono  attenere,  come
  parametri, ed allora sì che è una cosa seria. Prendere, però,  otto
  presidenti di circoscrizione che amministrano il nulla. E'  un  non
  senso, signor presidente.
   Allora  le  dico.  Lo  state trasformando in  un   poltronificio'.
  Rischia  lei  che,  oggi  ha, con orgoglio, manifestato  che  siamo
  davanti  ad  una  svolta   Domani mattina uscirete  massacrati  con
  questo  emendamento,  che è scandaloso e  poco  importa  se  lo  ha
  concordato  con  la  Commissione. Questo si  è  sempre  fatto,  non
  certamente  -  smentisco il presidente Cracolici -  non  entro  nel
  merito  della forma, ma è la sostanza che mi interessa  La sostanza
  di   questo  emendamento  è  che  è  uno  strafalcione,  presidente
  Cracolici,  lei  ne  ha  fatti pochi,  ma  registriamo  che  questo
  emendamento è uno strafalcione.
   Le  riconosco e non dica, onorevole Cracolici e non metta le  mani
  avanti,  non dica che noi proponemmo l'elezione diretta. Lei  è  un
  autorevolissimo componente di questa e della precedente assemblea e
  lei votò per quella norma. Lei non è esente da responsabilità.
   Il   sindaco  rappresenta  la  cittadinanza,  è  responsabile  del
  programma  e  dell'attuazione  del  programma,  nomina  la  Giunta,
  partecipa alla Conferenza dei sindaci, è componente dell'Anci.
   Leggiamo il Presidente di Circoscrizione che fa:  preside i lavori
  della  circoscrizione. Punto. Ma veramente vogliamo  equiparare  un
  Sindaco a un Presidente di circoscrizione? E ve lo dice una persona
  che è stato presidente di circoscrizione

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  nello  spirito  di collaborazione  e  nello  spirito  di
  raggiungere  il  massimo  dell'adesione a  questa  legge,  che  noi
  riteniamo  fondamentale,  chiedo alla Commissione  di  ritirare  il
  subemendamento, relativo ai Presidenti di Circoscrizione.

                              (Applausi)

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  mi  adeguo alla richiesta del Governo,  perché  questo
  subemendamento era stato da me, come relatore del disegno di legge,
  presentato,  poiché era nel testo presentato dal Governo.  Pertanto
  se il Governo mi chiede il ritiro, lo ritiro.
   Devo  dire però che ho trovato molto singolare, mi consenta questa
  chiosa,  che  in  quest'Aula, chi ha  teorizzato  a  tal  punto  da
  introdurre l'elezione diretta dei Presidenti di Circoscrizione,  un
  istituto  assolutamente discutibile, visti i poteri  relativi,  che
  hanno  le  circoscrizioni  in  Sicilia,  ma  proprio  nella  scorsa
  legislatura,  il  PDL  che ha fatto di questa una  bella  battaglia
  politica,   oggi   cambi   idea  e  consideri   i   presidenti   di
  circoscrizione meno del nulla
   Ne  prendo  atto. Del resto, solo gli stupidi non  cambiamo  idea.
  Però, loro cambiano troppo spesso idea.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  assessori,  onorevoli  colleghi, capigruppo  di  maggioranza,  sono
  seriamente  preoccupato dall'andamento di questa seduta  d'Aula  ed
  invito  al senso di responsabilità che il Presidente dell'Assemblea
  ha  già dimostrato più volte e che oggi il Presidente della Regione
  ha  dimostrato  nel  suo  esordio, chiedendo  alla  Commissione  di
  ritirare questo emendamento, li invito a continuare a stare attenti
  rispetto ad alcune dinamiche d'Aula che cominciano a destarmi  -  e
  lo dico con grande franchezza - sospetti.
   Mi  spiego.  Il Presidente della Commissione, onorevole Cracolici,
  dice    che   gli   fa   specie,   considerato   l'organo    eletto
  democraticamente,  Consiglio  di  Circoscrizione  e  Presidente  di
  Circoscrizione, discutibile. Quindi, noi rendiamo discutibili degli
  organi  eletti democraticamente e ne prendiamo atto -  e  credo  ne
  prendano  atto anche i Consiglieri e i Presidenti di Circoscrizione
  -   che   qualcuno  avrebbe  cambiato  idea  circa  l'impostazione,
  dimenticando  che l'articolo che stiamo votando (siamo all'articolo
  8)  viene dopo una serie di stravolgimenti che sono stati fatti  di
  questa legge, ad ogni articolo, dico tutto e il contrario di tutto.
  Quindi, che qualcuno, anche se Presidente della Commissione,  possa
  essere  in condizione di fare una collazione virtuale, per  cui  la
  possibilità di introdurre il voto, anche da parte dei Presidenti di
  Circoscrizione, determinerebbe un gap, un problema,  una  stortura,
  rispetto  all'obbrobrio che ci state sottoponendo è al  limite  del
  risibile.
   Ma  detto  questo,  nel momento in cui non abbiamo  i  consiglieri
  comunali  perché  non  ci  sono  i  consiglieri  comunali,  è   una
  forzatura,  lo  dico  a  quei  colleghi  che  avevano  proposto  di
  introdurre la possibilità anche ai consiglieri di circoscrizione.
    E' chiaro che non possono essere secondo quel minimo di filosofia
  -  se ce n'è ancora una - che è rimasta di questa legge: né gli uni
  e  né  gli  altri.  Ma  non possono essere, a  maggior  ragione,  i
  presidenti  di  circoscrizione  per  le  ragioni  che  sono   state
  esplicitate dai colleghi che mi hanno preceduto e per questo non ci
  ritorno.
   Però,  voglio  dire, che al di là del fatto che  veramente  mi  fa
  specie e cioè che tutte le volte che c'è la possibilità di ampliare
  una  platea democratica, mentre il presidente Crocetta è d'accordo,
  il  PD  si  pone contro  Non capisco, ed è lì il mio sospetto.  Per
  quale  ragione ci si ostina ancora ad inserire elementi di disturbo
  come  questo  sub-emendamento rispetto ad un  percorso  che  è  già
  complicato,  quando l'opposizione dimostra di essere  responsabile,
  di  avere  accettato un percorso, ed ogni minuto,  fior  da  fiore,
  spunta una nuova novità che ci pone nelle condizioni di dire:  ma è
  possibile che il problema non siamo noi e siete voi? .
     Perché,  scusate: questo sub-emendamento da dove  esce?  Secondo
  quale logica viene partorito se non quello di inserire un ulteriore
  elemento  di disturbo nel percorso già tormentato di questa  legge?
  E,  allora, rispetto a queste cose, torno alla premessa e concludo,
  invitando  il  Presidente  della Regione  per  quanto  riguarda  la
  gestione  di  questa  sua,  tra  virgolette,  maggioranza   ed   il
  Presidente  dell'assemblea a vigilare. Ci  sono  già  pervenuti  da
  quella parte dell'Aula e cioè dalla maggioranza tanti regali   Fate
  in modo che quelli che abbiamo dovuto ingoiare bastino.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI.  Signor  Presidente, onorevole  Presidente  della
  Regione,  onorevoli colleghi, assessore, poiché era intervenuto  il
  mio  Capogruppo  non  volevo prendere parola,  ma  devo  commentare
  qualche  titolo  di giornale a seguito della visita del  Presidente
  del Consiglio, Renzi, in Sicilia.
   Vede,  onorevole  Presidente  della  Regione,  quando  lei  dà  un
  consiglio  al  Presidente del Consiglio Renzi di non  servirsi  dei
  politici  politicanti, lei lo consiglia Renzi, ma le devo dire  che
  non lo fa qui in questa Assemblea, perché lei si serve dei politici
  politicanti   Loro aspettano che noi approviamo  questa  legge  per
  passare all'incasso.
   Sto  prendendo parola solo per questo. Lei i consigli che dà  agli
  altri,  in  questo caso a Renzi, li deve applicare a lei stesso.  E
  lei  in  tante  dichiarazioni mi ha fatto capire  che  è  contro  i
  politici politicanti, ma proprio lei fa delle valutazioni su alcuni
  funzionari   che  lei  intende  promuovere  a  dirigenti   generali
  sostenendo  che lavorano e collaborano con lei, ma si è dimenticato
  di  dire  che avevano collaborato anche cinque anni con Cirignotta
  Ma  come  fa  lei a valutare le persone? Lei, onorevole Presidente,
  cerchi di guardarsi da questi - lei li chiama politicanti -, io  li
  chiamo  lanzichenecchi. Cerchi di dare una valutazione e  cerchiamo
  di superare questo momento difficile per la Sicilia
   E  lo  sa perché le dico che è difficile per la Sicilia? Perché  i
  segnali che arrivano da Roma non è che sono incoraggianti per lei e
  tanto  meno per noi e quindi La invito a prendere in considerazione
  quelle  dichiarazioni che io, come decano dell'Assemblea ho  fatto:
  cerchiamo  di farci sentire e stacchiamo il cordone ombelicale  con
  Roma
   Se  noi  tentenniamo  ancora, ci leveranno lo Statuto  speciale  e
  faranno  in modo di commissariarci. Lei lo vede Orlando che segnali
  dà    Noi   dobbiamo   dare  segnali  di  una   politica   vera   e
  rivoluzionaria,  non  lo  diciamo a Renzi che  ci  aspettiamo  cose
  rivoluzionarie, facciamola noi. Qualcuno a lei lo ha votato  perché
  si  aspettava politica rivoluzionaria, non se lo scordi,  e  questi
  Lanzichenecchi che vengono perché vogliono l'assessorato li  sbatte
  fuori  La maggioranza se la faccia qui dentro

   FORMICA. Chi sono questi Lanzichenecchi?

   GRECO GIOVANNI. Si dice il peccato e non il peccatore  Anche  lei,
  onorevole Vinciullo, ora fa parte di una compagine politica che  si
  è  venduta per delle poltrone, non se lo scordi  Anche lei fa parte
  di  una  corrente politica che si è staccata dal centro destra  per
  delle poltrone, quindi cerchi di parlare poco.
   Per  l'interesse  che ho sul mio territorio, invito  nuovamente  a
  fare una maggioranza qui dentro alla luce del sole.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, siamo  in  fase  di  discussione
  dell'articolo 8.
   Pongo  in  votazione la seconda parte dell'emendamento 8.6,  della
  Commissione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 8.41, 8.40 e 8.3 sono inammissibili.
   Si   passa   all'emendamento  8.6  terza  parte,  a  firma   della
  Commissione. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  tutti  gli  altri  emendamenti   presentati
  all'articolo 8 sono inammissibili, ad eccezione dell'8.7,  a  firma
  degli onorevoli Alongi, Germanà e Vinciullo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  nell'emendamento, forse è il caso  di  specificarlo,  in
  realtà  noi  non abbiamo previsto indennità addizionali per  coloro
  che  svolgono  la  funzione, per cui in  realtà  esprimiamo  parere
  favorevole, perché lo spirito della legge è quello.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.7. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 8,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                Art. 9.
                  Adesione ad una Città metropolitana

   1.  Entro  sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  i comuni compresi nelle aree metropolitane individuate  con
  decreto  del  Presidente  della Regione del  10  agosto  1995,  con
  deliberazione   del  consiglio  comunale  adottata  a   maggioranza
  assoluta  dei componenti, possono distaccarsi dal libero  consorzio
  comunale   di   appartenenza  per  aderire  alla   relativa   Città
  metropolitana.

   2.  La delibera del consiglio comunale è trasmessa all'Assessorato
  regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica  per  la
  verifica  della  sussistenza  dei  requisiti  di  cui  al  presente
  articolo.   Accertata   la  sussistenza  dei  predetti   requisiti,
  l'Assessorato  forma  un  elenco che è  pubblicato  sulla  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana e sul sito istituzionale.

   3.  Le modifiche ai territori dei liberi consorzi comunali e delle
  Città   metropolitane  conseguenti  all'applicazione  del  presente
  articolo sono individuate e contenute nella legge di cui al comma 4
  dell'articolo 2.

   Comunico   che  abbiamo  una  serie  di  emendamenti   soppressivi
  all'articolo 9 e tre emendamenti di identico contenuto 9.7, 9.12  e
  9.42 da votare.
   Il  9.7  è  a  firma  degli onorevoli Cordaro,  Grasso,  Clemente,
  Lantieri  e  Cimino;  il 9.12 è a firma degli  onorevoli  Picciolo,
  Giudice,  Tamajo,  Greco M. e Forzese e il 9.42  è  a  firma  degli
  onorevoli  Germanà,  D'Asero, Alongi, Cascio Francesco,  Fontana  e
  Vinciullo.
   Poi abbiamo 2 subemendamenti da agganciare all'emendamento 9.7, il
  9.7.1  e il 9.8, quindi, se noi approviamo il 9.7, una volta votati
  i  soppressivi, si può passare alla votazione dell'articolo  9  nel
  suo complesso, perché tutto il resto decade.
   Si   passa   alla  votazione  dell'emendamento  9.6,   soppressivo
  dell'articolo 9, e degli altri di identico contenuto,  9.19,  9.16,
  9.41, 9.2 e 9.20.

   FORMICA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

     Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti soppressivi
                            all'articolo 9.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indico  la  votazione  per  scrutinio  segreto  degli
  emendamenti soppressivi all'articolo 9. Chi vota a favore preme  il
  pulsante  verde; chi vota contro preme il pulsante  rosso,  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco. Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti     80
   Maggioranza      41
   Favorevoli       28
   Contrari        52

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 9.7 di identico contenuto al 9.12  e  al
  9.42. Ci sono 2 subemendamenti presentati dalla Commissione.

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo  ancora
  una  volta al Presidente della Regione. Il subemendamento  9.7.1  -
  che  la  prego di leggere - è un ulteriore regalo della Commissione
  che,  a  mio  modo  di vedere, complica l'iter; tanto  più  ove  si
  consideri  che  l'emendamento  9.7,  era  un  emendamento  a  firma
  dell'onorevole Grasso, Cordaro e altri.
   Ma  la  cosa seria e grave di questo subemendamento è che, se  noi
  eleviamo la maggioranza assoluta a una maggioranza qualificata  dei
  due  terzi, noi di fatto creiamo le condizioni per fare in modo che
  tutto cambi perché nulla cambi. Perché andare a trovare all'interno
  di  un  ente  locale  la  maggioranza dei  due  terzi,  quindi  una
  maggioranza  così qualificata, che vuole con un accordo trasversale
  per uscire da un libero consorzio, o da una Città metropolitana - o
  una  area,  poi questo lo vedremo in sede di 117 - per  entrare  in
  un'altra,? Signor Presidente, questa è una trappola.
   Questo  subemendamento  significa fare in  modo  che  tutto  cambi
  perché nulla cambi. E questo è ancora a firma della Commissione.  A
  lei le valutazioni

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, capisco che alcuni forse sono anche
  un po' stanchi dell'esame di questo testo, ed io sono tra questi.
   Noi  abbiamo votato, qualche giorno fa, una procedura che permette
  ad  un  comune  o ad un libero consorzio, di aderire  a  un  libero
  consorzio  confinante. Questa procedura l'abbiamo votata prevedendo
  che le delibere dei Consigli comunali devono essere approvate con i
  due  terzi  dei  componenti.  Questa  è  la  procedura  votata   da
  quest'Aula.
   Adesso qui stiamo votando un'altra questione, in cui si incrociano
  due  sistemi.  Il primo è la Città metropolitana. E stiamo  dicendo
  che  chi  fa parte della Città metropolitana, ai sensi del  decreto
  del  1995,  ha  la  possibilità di decidere la fuoriuscita;  questa
  fuoriuscita,  rispetto  a  un  organo  nuovo,  prevede   che   puoi
  fuoriuscire dalla Città metropolitana - chiaramente per aderire  al
  libero  consorzio di riferimento territoriale - con la  maggioranza
  assoluta.  Invece  per  aderire dal  libero  consorzio  alla  Città
  metropolitana, al pari di quello che abbiamo previsto per i  comuni
  che  vogliono  aderire  a  un  nuovo  libero  consorzio,  si  rende
  necessaria  una  procedura similare, ovvero  la  delibera  dei  due
  terzi.
   Quindi,  qui  non c'è un artificio per far cambiare  tutto  perché
  nulla  cambi.  Si  tratta semplicemente dell'equiparazione  di  una
  procedura prevista per i liberi consorzi, che si prevede anche  per
  i comuni che vogliono aderire dalla Città metropolitana a un libero
  consorzio. Nulla di più, nulla di meno.
   Non  vorrei  che  ad ogni norma si guardasse, come  dire,  con  la
  logica del retroscena, per immaginare chissà quale mistero. Mi pare
  una norma di assoluta equiparazione di procedura amministrativa.

   CORDARO.  Signor Presidente, noi contrari eravamo prima e contrari
  siamo ora.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'articolo 9 anche in considerazione del subemendamento proposto
  dalla Commissione.
   L'intervento  dell'onorevole Cracolici è stato  illuminante,  però
  non tiene conto di quello che è intervenuto sino ad ora.
   Signor Presidente, noi abbiamo approvato l'articolo 1, comma 1 che
  dice   con  questa legge si è disciplinata l'istituzione  di  nuovi
  liberi  consorzi  che,  in  sede  di  prima  applicazione  e   fino
  all'approvazione della legge di cui all'articolo 2, coincidono  con
  la  provincia regionale di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna,
  Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani.
   Con questa norma noi diciamo che i liberi consorzi sono istituiti,
  già  oggi di questi liberi consorzi dopo l'approvazione della legge
  fanno  parte  i comuni che appartenevano alle soppresse,  o  meglio
  cambiate di nome, province regionali.
   Ieri  abbiamo  approvato l'articolo 7, con il quale  i  comuni  di
  Palermo,  Catania  e  Messina assumono la  denominazione  di  città
  metropolitane.  In  sede  di  prima applicazione,  quindi  dicitura
  identica  a  quella  dell'articolo 1,  il  territorio  delle  città
  metropolitane   coincide  con  quella  delle   aree   metropolitane
  individuate con decreto del Presidente della Regione del 10  agosto
  1995 e dei rispettivi comuni.
   Già  ora  noi abbiamo, a norme approvate fino all'articolo  7,  21
  comuni  della  provincia di Palermo, 27 comuni della  provincia  di
  Catania  e  51  comuni della provincia di Messina che  noi  abbiamo
  creato  l'obbrobrio di avere contemporaneamente come  membri  delle
  città   metropolitane  e  componenti  dei  liberi  consorzi   delle
  province.
   Su  questo io mi sono sforzato di dirlo a iosa, noi abbiamo creato
  una  contraddizione  inammissibile che non  potrà  trovare  spazio;
  questa norma non potrà essere approvata già per questo.
   Noi abbiamo svincolato sul tema di fondo quale è il rapporto tra i
  comuni,  i  liberi  consorzi dei comuni e  le  città  metropolitane
  perché,  così come stiamo procedendo, sono due enti,  o  fai  parte
  dell'area metropolitana o fai parte del libero consorzio.  Noi  già
  ora  li stiamo facendo in parte, e non per una minima parte ma  per
  una  o  due,  per  circa  più di 100 comuni  e  li  stiamo  facendo
  appartenere a due enti diversi.
   Ma  andiamo avanti, perché voi vi siete convinti che questa  legge
  dobbiamo purtroppo portarla a termine, e dobbiamo per forza  andare
  a  frantumarci  sugli scogli. Bene, allora continuiamo  con  questo
  naufragio
   In  questa norma abbiamo anche previsto le modalità per aderire  a
  questi  nuovi liberi consorzi ed abbiamo previsto che, per  aderire
  ai  nuovi  liberi consorzi diversi, o per istituirne  di  nuovi,  i
  comuni  devono affrontare un iter che fortunatamente  abbiamo  reso
  particolarmente  gravoso,  e  quindi non  solo  approvazione  -  ha
  ragione l'onorevole Cracolici - consiglio comunale a due terzi,  ma
  addirittura referendum confermativo.
   Adesso  introduciamo, con questo articolo 9, un  sistema  diverso,
  cioè  con  le  semplici  decisioni dei  consigli  comunali  si  può
  decidere  di  uscire da queste città metropolitane. Ma  per  andare
  dove?  Nei  liberi  consorzi  dove già  vi  fanno  parte  ai  sensi
  dell'articolo 1.
   Vogliamo  fare  una legge che abbia un minimo di coerenza,  oppure
  veramente  dobbiamo  fare una legge perché  dobbiamo  consentire  a
  Giletti,  Crocetta,  prima c'era Cancellieri, adesso  c'è  Cappello
  come  rappresentante del Movimento delle Cinque lune, perché  delle
  Cinque  stelle  non  hanno  più nulla, perché  evidentemente  hanno
  cambiato parere da un giorno all'altro su un momento fondante quale
  era quello delle città metropolitane.
   Signor  Presidente, lei è garante di questa Assemblea ma  è  anche
  garante che si faccia un percorso normativo corretto.
   Ma  ci  rendiamo  conto di che cosa stiamo andando  ad  approvare?
  Fermiamoci  e  rimandiamo tutto in Commissione,  cercando  di  fare
  uscire  un  disegno di legge che abbia un minimo di coerenza  e  di
  dignità normativa.

   PRESIDENTE.  Lei  come  sempre interviene  in  maniera  opportuna,
  questa  sera però ha ribadito quanto già aveva detto ieri sera.  Io
  sono costretto, ma lo dico con piacere, a ritornare sull'argomento,
  perché probabilmente non sono stato chiaro.
   E'  chiaro che c'è la necessità di un coordinamento tra  la  prima
  parte che riguarda i liberi consorzi, che abbiamo già approvato,  e
  la  seconda  parte.  Ieri stesso ho detto, e su questo  mi  aspetto
  un'adesione da parte dell'Aula, che ai sensi del 117del Regolamento
  interno,  cercheremo  di rendere omogeneo il  testo  di  legge.  E'
  chiaro  che  l'emendamento all'articolo 117 dovrà essere  approvato
  dall'Aula.
   Onorevole Falcone, leggo l'articolo 117 del Regolamento,  che  lei
  conosce  a  memoria, ma lo leggo per quelli che non  lo  conoscono:
   Sopra  gli  emendamenti già approvati che sembrino  inconciliabili
  con  lo  scopo dell'oggetto della deliberazioni o con alcune  delle
  sue disposizioni possono proporsi le necessarie rettifiche .
   Pertanto  la prossima settimana proporrò a quest'Aula,  perché  mi
  auguro  stasera  di  arrivare  ad una definizione  complessiva  del
  testo,  la possibilità di fare questo confronto e martedì  prossimo
  procedere   ad   una  approvazione  degli  emendamenti   ai   sensi
  dell'articolo  117  del  Regolamento interno  per  avere  un  testo
  omogeneo.
   Ringrazio  l'onorevole Assenza perché è chiaro che su una  materia
  così delicata e complessa i problemi ci sono, ma siamo qua non  per
  aggravarli  ma  per  risolverli e credo che il suo  intervento  sia
  stato finalizzato proprio alla risoluzione dei problemi.
   Si passa all'emendamento 9.7, degli onorevoli Cordaro ed altri, di
  identico  contenuto all'emendamento 9.12, degli onorevoli  Picciolo
  ed altri e all'emendamento 9.42, degli onorevoli Germanà ed altri.
   Comunico   che   sono   stati  presentati  dalla   Commissione   i
  subemendamenti 9.7.1, già illustrato, e 9.8 I parte,  che  riguarda
  la  possibilità di entrare ed uscire dalle città metropolitane  per
  aderire  o  viceversa  ai  liberi  consorzi  a  condizioni  che  si
  garantisca la continuità territoriale.
   Pongo in votazione il subemendamento 9.7.1. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il subemendamento 9.8 I parte. Il parere  del
  Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 9.7, degli onorevoli Cordaro  ed
  altri, così come subemendato.
   Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 9.8 II parte. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  intervengo molto brevemente perché l'andamento della discussione su
  tutto  il  disegno di legge dimostra come vi sia da una  parte  una
  volontà proterva, irrazionale, irragionevole di andare avanti  fino
  alla  redazione del comunicato stampa, cui faceva prima riferimento
  l'onorevole Formica e, dall'altro lato, la volontà di una minoranza
  parlamentare  che  ha  fin qui ritenuto, talvolta  forse  compiendo
  persino  un  fuori  d'opera,  di correggere  gli  strafalcioni  più
  evidenti e maggiori del disegno di legge.
   La    mia    dichiarazione    di   voto,   fortemente    contraria
  all'approvazione  dell'articolo 9 così come  emendato,  deriva  dal
  fatto che questa legge non disegnerà assolutamente la libertà degli
  enti  locali di aderire o meno ad un consorzio, di aderire  o  meno
  alla città metropolitana.
   L'elevazione del limite della maggioranza qualificata fino  a  due
  terzi,  in  costanza dell'approvazione della norma,  per  la  quale
  faranno  parte  della città metropolitana le città che  sono  state
  individuate in base al decreto 10 agosto 1995, coarta la volontà di
  città  che  nella mia provincia si chiamano Misterbianco, Acireale,
  Paternò,  città  che  hanno 45, 50, 55  mila  abitanti  e  che  non
  potranno  che  far parte della città metropolitana,  a  prescindere
  dalla  volontà liberamente espressa da sindaci eletti  direttamente
  dal  popolo e da consiglieri comunali eletti a suffragio universale
  e diretto.
   Questa   alla   fine  apparirà  e  sarà  una  legge  assolutamente
  liberticida  della volontà legittimamente costituita o costituibile
  all'interno  dei  consigli  comunali, e non  soltanto.  Dunque,  un
  obbrobrio   giuridico.  Ma  è  soprattutto  l'imposizione   di   un
  legislatore cervellotico e irrazionale che, anziché lasciare libere
  le  comunità di autodeterminarsi e di scegliersi i propri  destini,
  li impone per legge.
   E'   una  responsabilità  che  attiene  soltanto  e  solamente  ed
  esclusivamente  al  Governo Crocetta e alla maggioranza  che  vorrà
  votare una norma così antidemocratica e liberticida.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 10, ne do lettura:

                               «Art. 10.
          Funzioni dei liberi consorzi comunali e delle Città
                             metropolitane

   1.  Con la legge istitutiva di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono
  individuate le funzioni di competenza dei liberi consorzi  comunali
  nonché le relative risorse finanziarie, materiali e umane.

   2.  Con  la medesima legge di cui al comma 4 dell'articolo 2  sono
  trasferite  alle  Città  metropolitane  le  funzioni,  tra   quelle
  individuate ai sensi del comma 1, relative ai territori delle Città
  metropolitane. La legge individua, altresì, le risorse finanziarie,
  materiali  e  umane  già  di  spettanza  dei  liberi  consorzi   da
  trasferire   alle  Città  metropolitane  in  corrispondenza   delle
  funzioni trasferite».

   Onorevoli  colleghi,  il  Governo ha dichiarato  di  ritirare  gli
  emendamenti   di  riscrittura,  quindi  decadono  anche   tutti   i
  subemendamenti.   Pertanto   si   rinvia   alla   prossima    legge
  l'attribuzione delle funzioni.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  il
  ritiro dell'emendamento di riscrittura del Governo all'articolo  10
  fa decadere i sub emendamenti.
   In  particolare c'è un mio subemendamento, a firma anche di  altri
  colleghi,  che  chiedeva  nell'architettura  di  questo  testo   il
  riconoscimento, assessore, della figura del segretario generale del
  consorzio dei liberi consorzi, ma per una ragione che semplifico in
  maniera banale. Il libero consorzio dovrà applicare la disposizione
  sull'anticorruzione  e si ritroverà a non avere  un  vertice  della
  nuova amministrazione che farà capo ai liberi consorzi. Vero è  che
  qualcuno mi dirà che l'articolo 1 fa riferimento al testo  unico  e
  quindi anche alle norme relative

   PRESIDENTE. Scusate, onorevole Cracolici, assessore Valenti...

   PANEPINTO. Quindi assessore,  gradirei, se è possibile  e  lei  lo
  riterrà  opportuno,  che  nel  ritiro,  così  come  annunciato  dal
  Presidente  Ardizzone,  la  riscrittura  dell'articolo  10  -   per
  capirci, fascicolo giallo - possa essere esplicitato e restare agli
  atti  propedeutici al disegno di legge che la figura del segretario
  generale  del libero consorzio resta. Dico che creerebbe non  pochi
  problemi  e che non può essere rinviato, perché è cosa ben diversa,
  alla  legge  che  dovrà approvare questo Parlamento  in  ordine  al
  personale. Trattasi, però, di una situazione assolutamente  diversa
  perché di fatto rischiamo di avere costruito, con fatica, un  testo
  che  ha  una  sua  valenza ma che verrebbe privato  di  un  assetto
  importante  che  è il vertice della struttura burocratica.
   Per  cui  assessore, se lo riterrà opportuno e quando lo  riterrà,
  mi  auguro  in sede di approvazione dell'articolo 10,  nella  prima
  formulazione e non nella riscrittura, di puntualizzare esattamente,
  non  tanto  l'articolo 10, ma ciò che si riferisce  all'articolo  1
  quando  si  richiama il testo unico degli enti locali. Qualcuno  lo
  considererà una superfetazione questa mia richiesta o semplicemente
  un  modo per mettere nero su bianco, quasi a riconoscimento  di  un
  banalissimo, ma che considero importante, subemendamento, ma  credo
  sia  necessario perché comunque rischiamo di far nascere  cieco  un
  libero  consorzio  che ha la sua importanza e oggi,  anche  con  le
  ultime  votazioni,  si sta costruendo una impalcatura  seria  e  di
  qualità.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché  vorrei  dei  chiarimenti, assessore,  per  quanto  riguarda
  l'articolo 10.
   Nella riscrittura del Governo si vanno ad individuare tutte quelle
  che sono le nuove competenze dei liberi consorzi.

   DI MAURO. E' ritirato.

   LO SCIUTO. Va bene, grazie.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  costo   di
  apparire  noioso e quello che vuole mettere le  pulci , ma  chi  mi
  conosce  sa che sono, anzi, un tipo che cerca sempre di trovare  le
  soluzioni e di sorvolare, per quanto possibile, però a dispetto  di
  quanto dichiarato dall'onorevole Panepinto che ha avuto l'ardire di
  affermare  che,  con  queste ultime modifiche, stiamo  facendo  una
  buona  legge, nell'articolo 10, sono contenute altre due  perle  di
  questo iter normativo.
   Una  è  di carattere formale e - sono d'accordo con lei - potrebbe
  essere  corretta, come previsto dall'articolo 117  del  Regolamento
  interno, ma l'altra assolutamente no, perché con l'articolo 117 non
  possiamo   modificare   o  cambiare  le  decisione   già   adottate
  dall'Assemblea  o possiamo stravolgerle perché, signor  Presidente,
  la prima di carattere formale è abbastanza semplice perché facciamo
  riferimento alla legge di cui al comma 4 dell'articolo  2  che  non
  prevede  più  questa legge, ma la legge è prevista  dal  successivo
  comma  5  e,  allora, capisco, questo è un errore formale,  si  può
  correggere.
   Il comma 5 dell'articolo 2

   CRACOLICI,   presidente della Commissione e relatore.    Legga  il
  comma 5 dell'articolo 2.

   ASSENZA.  Facciamo riferimento al comma 4, articolo 2. Allora,  al
  comma 4 dell'articolo 2 non è prevista nessuna legge che è prevista
  dal   comma  5.  Questo  lo  possiamo  correggere,  come   previsto
  dall'articolo 117.
   Stiamo  parlando  dell'articolo  10  che  prevede   con  la  legge
  istitutiva  di  cui al comma 4 dell'articolo 2  - lo  sto  leggendo
  dalla  bozza  che mi hanno dato gli Uffici, quella corretta  -   la
  delibera  del  consiglio  comunale viene trasmessa  all'assessorato
  regionale delle deleghe locali e delle funzioni e della sussistenza
  dei   requisiti  di  cui  al  precedente  articolo,  accertata   la
  sussistenza  dei  predetti requisiti, l'assessore forma  un  elenco
  delle  delibere  pervenute  che vengono pubblicate  nella  gazzetta
  ufficiale .
   Quindi, nessuna legge, ma l'elenco. Questo non é il comma 4, ma il
  comma 5.
   Il  comma  5  dice che decorso il termine di cui al  comma  1,  il
  Governo  della Regione presenta all'Assemblea regionale  -  capisco
  che ai colleghi non interessa niente perché stiamo parlando di aria
  fritta   e  affrontiamo  temi  di  questa  importanza  con   questa
  superficialità , ma va bene lo stesso -  il disegno  di  legge  che
  individua i territori dei liberi consorzi comunali.
   Questa legge, così come l'abbiamo approvata all'articolo 2, è solo
  per  l'indicazione dei territori che sono emersi a seguito di  quei
  provvedimenti di scelta da parte dei singoli comuni. Non  fa  alcun
  riferimento a questa legge. Allora di quale funzione parliamo?
   Signor  Presidente, rinnovo per l'ultima volta che,  articolo  per
  articolo, introduciamo contraddizioni, incongruenze, veri e  propri
  errori  madornali  che impediranno qualsiasi operatività  a  questa
  pseudo riforma che ci siamo intestati.
   Signor   Presidente  della  Commissione,  richiami  a  sé   questo
  benedetto  disegno di legge e facciamo qualcosa che possa  avere  i
  piedi  per  camminare  perché di questo non  c'è  assolutamente  la
  benché minima ombra in quello che stiamo man mano approvando.

   PRESIDENTE.  Onorevole Assenza, se è possibile,  gradirei  il  suo
  contributo di esperto - non è per piaggeria, tutt'altro -   già  da
  domani con gli Uffici perché, se vi sono delle incongruenze  e  non
  si   sono  comprese  bene,  probabilmente,  è  perché  c'è  un'Aula
  distratta,.
   Non  escludo che queste incongruenze ci siano e, magari, se ce  le
  farà comprendere meglio, vedremo di porre rimedio.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   a   proposito
  dell'articolo   10,  chiarito  che  il  Governo  ha   ritirato   la
  riscrittura  dello  stesso  articolo,  quindi,  rimane   il   testo
  originariamente proposto che, appunto, è fatto di due commi.
   Quindi è evidente come il Governo abbia fatto una scelta mediana e
  soprattutto  la  scelta di rinvio, di ristabilire  successivamente,
  quali  sono  le  funzioni  da attribuire al  Libero  Consorzio  dei
  Comuni.
   Mi  sono fatto la seguente domanda:  in questo periodo, cosiddetto
   transitorio , tra presenza delle ex province regionali, che bene o
  male,  rimarranno in vita, rappresentate dai diversi  commissari  -
  con  il  libero  consorzio  dei comuni, che  dovrà  necessariamente
  formarsi  -  che cosa accadrà, appunto, per quanto riguarda  alcune
  funzioni che i commissari hanno in qualche modo dimesso, sulla base
  di  alcuni  ragionamenti e decisioni assunte in maniera  del  tutto
  autonoma?
   Il  Governo,  forse non è a conoscenza e, invece, avrebbe  dovuto,
  impartire  delle  direttive uniformi a tutti i commissari  per  far
  assumere  un  identico  comportamento, un  identico  atteggiamento:
  identici   provvedimenti  amministrativi  in  tutto  il  territorio
  regionale.
   Così - e l'assessore lo sa bene - non è.
   Ci  sono  stati  Commissari   che hanno assunto  provvedimenti  di
  recesso, per quanto riguarda società partecipate e associazioni  e,
  comunque,  nell'ambito delle diverse partecipazioni, in  seno  alla
  medesima provincia regionale; altri invece il medesimo recesso  non
  l'hanno, in qualche modo, esercitato.
   Mi  piace  ricordare, a scanso di equivoci, che non  possiamo  non
  evidenziare un'incongruenza dal punto di vista prettamente  formale
  e   materiale,   prendendo   in   considerazione   qual   è   stato
  l'atteggiamento  del  Commissario  della  Provincia  regionale   di
  Agrigento  che, non si è sognato minimante di formulare,   recesso,
  da  parte  e nei confronti del consorzio universitario, di  cui  la
  provincia era socia.
   Medesima  cosa invece non l'abbiamo riscontrata nell'ambito  della
  Provincia regionale di Trapani, dove sostanzialmente il Commissario
  ha formulato preciso recesso.
   La  domanda  che  pongo al Governo è: come intende disciplinare  e
  regolamentare questo periodo transitorio, tenuto conto che,  a  mio
  avviso,  un  Commissario, proprio perché Commissario Straordinario,
  non    avrebbe    dovuto    assumere   provvedimenti,    cosiddetti
   straordinari , ma semplicemente, gestire l'ordinario e trasferire,
  poi,  all'ente  subentrante  le eventuali  funzioni  che  la  legge
  avrebbe  dovuto individuare. Così non è stato e aggiungo  a  quanto
  effettivamente  vi  sto  dicendo che,  da  ultimo,  il  Commissario
  straordinario della provincia di Trapani, addirittura ha  formulato
  recesso  di una partecipata fuori Erice, che appartiene al  50  per
  cento  della provincia, società in bonus e non si riesce  a  capire
  per quale motivo lo abbia fatto.
   E, allora, Governo, che cosa accadrà nel momento in cui, poiché le
  funzioni  vengono ideate non ora ma, ben che vada, almeno  fra  sei
  mesi, nell'ambito delle cosiddette  partecipate , che non sono  più
  partecipate, sulla base delle decisioni di un Commissario  che  non
  avrebbe potuto e dovuto assumere questi provvedimenti? Come intende
  comportarsi il Governo nell'ambito di queste fattispecie  che  sono
  fattispecie particolari?
   Non  posso  non rimarcare, poi, un altro aspetto che mi sembra  di
  fondamentale importanza quando quest'Aula e soprattutto il  Governo
  ha  evidenziato  che,  comunque,  la  riforma  non  avrebbe  dovuto
  determinare  nessun  disoccupato e nessun licenziamento  ma,  anzi,
  avrebbe dovuto determinare sicuramente i livelli occupazionali così
  come effettivamente sono in questo momento.
   E,  allora, cosa dire nel momento in cui la provincia regionale ha
  dismesso  le  cosiddette  partecipate  e cosa  ha  determinato  per
  quanto riguarda gli aspetti prettamente occupazionali.
   A  questo  punto,  signor Presidente, le faccio  una  domanda.  Ho
  presentato un emendamento, appunto, al testo dell'articolo  10  che
  prende  il  nome di 10.2. La domanda è: si tratta di un emendamento
  che sarà dichiarato inammissibile?
   Intendo precisarle il fatto che non parlo lì di funzioni, affatto,
  ma  do  semplicemente  un'indicazione -  e,  tra  l'altro,  neanche
  precettiva   -   nei  confronti  del  nuovo  organismo,   ma   dico
  semplicemente e solamente  caro libero consorzio di comuni,  guarda
  che hai un'attività prioritaria che solitamente è delle partecipate
  che, prima, erano di riferimento della provincia regionale e che se
  tu  vuoi,  sulla  base  anche della convenienza  politico-economica
  occupazionale,  non puoi non attenzionare senza  alcun  precetto  e
  senza  alcun obbligo, com'è giusto che sia, tenuto conto che non  è
  mio intendimento, laddove in qualche modo viene a crearsi il libero
  consorzio di comuni, caricarlo, anzi stracaricarlo di una serie  di
  partecipate inutili che hanno determinato, peraltro, poi, l'attuale
  riforma .
   Le   faccio   richiesta  di  conoscere  e  sapere  che   fine   fa
  l'emendamento, tenuto conto che almeno in parte da un indirizzo nei
  confronti,  ovviamente, del nuovo organismo affinchè si occupi  del
  problema e non lo tralasci.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fazio, le posso dire che lei ha  presentato
  due  emendamenti,  di identico contenuto, sia  all'articolo  9  sia
  all'articolo  10. Gli Uffici hanno fatto un attento  esame  e,  pur
  essendo  emendamenti che hanno il loro pregio, nel merito,  c'è  un
  problema  che  riguarda la copertura finanziaria  perché  si  parla
  comunque   di   acquisizione  di  quote  societarie.  Per   evitare
  questioni,  verranno  trattate nella  prossima  legge,  quella  che
  dovremo approvare, che dovrà stabilire le funzioni. Infatti,  c'era
  un invito al ritiro, confidando in lei.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   intendo
  insistere   e   peraltro  non  intendo  non  essere  collaborativo,
  soprattutto con l'Aula, perché credo che sia di estrema importanza.
  Mi  permetto,  però, di evidenziare come proprio  l'emendamento  in
  questione  si  è posto il problema, dal punto di vista  prettamente
  finanziario,  ed  ha  posto come condizione per  la  partecipazione
  verificata  la  disponibilità  di copertura  economica,  quindi  mi
  sembra  molto  strano,  obiettivamente, che mi  venga  sollevata  o
  eccepita  la questione di carattere finanziario, tenuto  conto  che
  l'emendamento anzi l'affronta, la supera e, soprattutto, in qualche
  modo, ne tiene benissimo conto.
   Se  però  è  un invito espresso da questa Presidenza al  riguardo,
  valutato  e valutata ogni circostanza, purchè il Governo assuma  un
  impegno  -  a  mio avviso, estremamente importante - ed  invece  il
  Governo non l'ha ascoltato minimamente, perché ci sono dei problemi
  abbastanza  gravi e che sono stati qui sollevati e mi riferisco  al
  libero  consorzio universitario - è inimmaginabile che 30  anni  di
  impegni  vengano vanificati da una riforma che in parte è condivisa
  e  che determinerà sicuramente nocumenti; alcune partecipate  -  mi
  riferisco in maniera particolare alla biblioteca Fardelliana, non è
  accettabile che la riforma determini la chiusura di una  biblioteca
  che  ha  più di cento anni - e altre partecipate - mi riferisco  al
  Luglio  musicale, che partecipava al libero consorzio dei comuni  e
  l'ex provincia regionale.
   Se  mi viene assicurato che il Governo, sostanzialmente, si occupa
  di  questo  problema,  piuttosto  di  non  affrontarlo,  così  come
  avvenuto  in  questo  periodo  dove  quasi  implorando  sono  stato
  costretto ad andare dal Commissario straordinario per fargli capire
  cosa stava combinando, sinceramente per me non è accettabile.
   Quindi   se   il   Governo  si  impegna  ad  attenzionare   questa
  problematica,  unitamente ad altre problematiche che riguardano  la
  ex  provincia regionale, quali i dipendenti, in maniera particolare
  di Castelvetrano, e non posso non dimenticare anche questo aspetto,
  ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE. Possiamo fare di più: si può presentare un ordine  del
  giorno  di  accompagnamento e tutta l'Aula impegnare il  Governo  a
  dare seguito...

   FAZIO. Se mi autorizza predispongo l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. E' nel suo potere presentarlo.
   CRACOLICI,  presidente  della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  mi corre l'obbligo segnalare a quest'Aula che,  quando
  la  Commissione ha licenziato il testo, in particolare all'articolo
  10, avevamo convenuto, la Commissione ed il Governo, che il Governo
  in   Aula   avrebbe,  dopo  attenta  valutazione,   presentato   un
  emendamento per prevedere alcune funzioni iniziali ed altre che con
  la legge di cui all'articolo 2, comma o 4 o 5 - poi vedremo qual  è
  -  si andrà a fare, a stabilire alcune funzioni iniziali, sia per i
  liberi consorzi sia per le Città metropolitane.
   E  questo  per una ragione: perché è evidente che se istituiamo  i
  liberi consorzi ed anche le Città metropolitane, dobbiamo stabilire
  la  ragione  per cui si mettono insieme, cioè io mi  sposo  con  un
  altro  e  lo  faccio  in nome di obiettivi condivisi.  Se  qui  non
  stabiliamo  gli  obiettivi,  se qui stabiliamo  gli  obiettivi  non
  possiamo non definire le ragioni per cui costituiamo questi organi.
   Lo  dico  subito  perché il testo, onorevole Presidente,  presenta
  alcuni  emendamenti, ancorché non siano del Governo,  pertanto,  si
  può  riparare  all'incidente,  lo considero  tale,  dell'annunciato
  ritiro  del Gov R 10, che ritengo un errore. In ogni caso,  siccome
  ci  sono  emendamenti  depositati a firma di  deputati,  credo  sia
  opportuno,  signor Presidente, che ci fermiamo qualche  minuto  per
  stabilire  nell'articolo  10 il livello  di  funzioni  minimali  ma
  necessarie   sia   per  i  Liberi  Consorzi  sia   per   le   Città
  Metropolitane.  Ci  sono  emendamenti a firma  di  molti  deputati,
  quindi,  possiamo riprendere la partita, però, credo sia un errore,
  signor   Presidente,  esitare  l'articolo  10  con  il  testo   che
  sostanzialmente rinvia ad un'altra legge perché, ripeto, per creare
  nuovi  enti,  dobbiamo  stabilire le  ragioni  per  cui  si  fanno,
  altrimenti, è un'operazione di ingegneria istituzionale  che  nulla
  ha a che vedere con i servizi che vogliamo costruire di area vasta,
  perché  una  cosa deve essere chiara, cioè le funzioni  che  devono
  essere  individuate devono essere funzioni di area vasta. Pertanto,
  valuti lei come procedere.

   PRESIDENTE.  C'è  una richiesta proveniente dal  Presidente  della
  Commissione di sospensione per 10 minuti.

   FORMICA.  Signor Presidente, quando l'ho chiesto io, non  è  stato
  possibile.

   PRESIDENTE.  Si  tratta  di  una richiesta  legittima  che  fa  il
  presidente della Commissione perché poi sono agganciati  tutta  una
  serie di emendamenti. L'onorevole Lo Sciuto stava intervenendo e ha
  ritirato il proprio intervento sulla base del preannunciato  ritiro
  dell'emendamento del Governo.
   Onorevoli  colleghi, sospendo la seduta avvertendo che  riprenderà
  alle  ore  19.45  e  poi  mi  auguro che sia  il  presidente  della
  Commissione,   onorevole   Cracolici,   a   riferire   l'esito   di
  quest'incontro,  di  questa sintesi, con i  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari e con i deputati.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.27, è ripresa alle ore20.17)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Invito la Commissione a prendere posto e  a  riferire
  sull'esito della riunione.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  la  Commissione  si  è
  riunita anche con alcuni Presidenti dei gruppi parlamentari.

   DI MAURO. Alcuni non sono stati invitati.

   CRACOLICI. No, sono stati invitati.

   CORDARO. Ci dica onorevoli Cracolici.

   CRACOLICI.  Onorevole  Di  Mauro, non spetta  a  me  convocare  la
  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
   Voglio ribadire un principio, che era quello per cui avevo chiesto
  la  sospensione, la Commissione quando ha licenziato il  testo,  in
  particolare  l'articolo 10, aveva chiesto al Governo di  presentare
  in  Aula una ordinata modalità di definizione di alcune funzioni di
   area vasta  per le quali si dava vita al percorso costituente  sia
  dei  Liberi Consorzi che delle Città Metropolitane, fermo  restando
  che con la legge istitutiva - che si farà nei 6 mesi successivi  di
  cui  al famoso articolo 2 - non solo si trasferirà questa funzione,
  ma potrà darne di nuove.
   Questo   per  una  ragione,  perché  le  funzioni  iniziali   sono
  fondamentali per giustificare le ragioni per le quali si istituisce
  una  Città Metropolitana, perché si sta insieme o perché  si  vuole
  uscire e andare con un Libero Consorzio.
   Per   tali  ragioni  la  Commissione,  che  aveva  depositato   un
  emendamento,  che era credo il 10.10, ha inteso subemendare  questo
  emendamento, introducendo due commi con i quali vengono individuate
  alcune funzioni di  area vasta , sia per i liberi consorzi, sia per
  le Città metropolitane; fermo restando il comma successivo, che era
  il  comma  1,  che  diventa il comma 3;  mentre  il  comma  2,  che
  diventava il comma 4, per quanto ci riguarda, si può - questo sì  -
  rinviare alla nuova legge istitutiva.
   Quindi, il testo del nuovo emendamento 10.10 di riscrittura  della
  Commissione  conterrà  i  primi  due  commi,  individuando   alcune
  funzioni  di   area vasta  per i liberi consorzi  e  per  le  Città
  metropolitane,  e  il  terzo  comma rinvia  alla  successiva  legge
  istitutiva le ulteriori funzioni che saranno trasferite alle  Città
  metropolitane e ai liberi consorzi.
   Spero che sia già depositato e lo firmo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cordaro.  Intanto
  invito  gli  assistenti  parlamentari a  distribuire  l'emendamento
  sostitutivo  dell'articolo 10, presentato dalla stessa Commissione;
  è un emendamento sostitutivo a un emendamento della Commissione.
   Confermo che il Governo ha ritirato l'emendamento sostitutivo, per
  cui decadono tutti gli emendamenti presentati al sostitutivo.

   CORDARO. Grazie signor Presidente, mi  spiace che in Aula non  sia
  presente il Presidente della Regione perché così come preannunciato
  non  tanto profeticamente, ma direi molto realisticamente ci stiamo
  ritrovando di fronte a quella realtà che avevamo paventato  qualche
  minuto fa.
   La  conseguenza  di quanto dicevo è che siamo in  presenza  di  un
  ulteriore  cadeau,  di un ulteriore regalo del Presidente  della  I
  Commissione  e  di coloro che vi hanno partecipato -  poi  chiarirà
  anche il Presidente Formica a che titolo - perché ci ritroviamo  di
  fronte ad una ulteriore riscrittura di quello che è l'articolo  10,
  a  fronte  di  un  percorso di buon senso, oltre che giuridicamente
  valido,  che  voleva che l'aspetto riguardante  le  funzioni  fosse
  rinviato  alla  successiva legge, che pure dovremo  necessariamente
  approvare da qui a qualche mese.
   Rispetto   a   questo,  considerato  che  non  conosciamo   questo
  emendamento,  considerato che questo emendamento entra  nel  merito
  delle funzioni come non facevano neanche gli articoli e i commi che
  erano  precedentemente previsti all'articolo 10, di fatto siamo  di
  fronte  non  ad  una  riscrittura, bensì ad una scrittura  ex  novo
  perché  se  cominciamo  a  parlare ed  entriamo  nel  merito  delle
  competenze,  riapriamo i termini di discussione dell'intera legge
   Mi  fa specie - lo dico ai colleghi del Movimento Cinque Stelle  -
  che  da  quei  banchi non venga neanche una parola rispetto  ad  un
  percorso d'Aula e ad una gestione da parte della Prima Commissione,
  nella quale vedo anche colleghi responsabili, che sta adottando  un
  percorso  parlamentare assolutamente non ortodosso che non possiamo
  condividere.
   Considerato che non si vuole,  neanche in questo caso,  nonostante
  le  prevaricazioni  alle  quali ci state costringendo,  opporre  un
  atteggiamento strumentale, le chiediamo, signor Presidente, qualora
  lei non voglia dichiarare, così come deve essere richiesto da parte
  nostra, la inammissibilità di un pezzo di carta volante che non  ha
  nessuna  radice, che non ha nessuna origine, che non si sa da  dove
  viene,  da  chi  è  stato partorito, come arriva in  quest'Aula  in
  questo momento della trattazione del disegno di legge.
   Qualora lei non dovesse applicare il Regolamento, per ragioni  che
  in  questo  momento non comprendo, ma che potrebbe anche spiegarci,
  le  chiedo di rinviare a martedì perché l'Aula, a cominciare  dalla
  opposizione  responsabile, abbia la possibilità di  leggere  questo
  testo  e  di  rendersi conto di quale sia l'ultimo  regalo  che  il
  Presidente  Cracolici sta facendo all'Aula, ma credo al  Presidente
  Crocetta soprattutto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alloro.  Ne  ha
  facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente,   l'articolo  10  era  tra  i   punti
  sensibili  di questa legge perché, assieme all'articolo  7  e  agli
  articoli 1 e 2, erano i punti di snodo, perché evidentemente non ha
  senso fare una legge istitutiva dei liberi consorzi se poi a questi
  non  si danno le funzioni e le  funzioni che escono fuori da questa
  riscrittura, seppure la scrittura originaria era un po'  nel  solco
  di quelle che è stata lo spirito di questa legge, che è la legge 7,
  che  rinvia ad un'altra legge e questa che rinvia ad un'altra legge
  tra sei mesi per definire le funzioni.
   Penso  che le funzioni vadano definite, vadano determinate  e  non
  possono   essere   certamente  queste   che   sono   di   esclusiva
  pianificazione  e  programmazione,  senza  fare  peraltro   neanche
  riferimento a quelle che sono le attuali competenze delle province.
   Mi  chiedo cosa dovrà fare tutto il personale delle province se si
  dovrà  occupare  solo di queste cose? Non lo capisco.  Qua  non  si
  parla  neanche  di edilizia scolastica, non si parla neanche  delle
  competenze attuali delle province.
   Avevo  presentato un emendamento che seppure demandava alla  legge
  di  cui  al comma 4, dell'articolo 2, erano una serie di competenze
  che  venivano definite in capo alle province, seppure  da  definire
  meglio,  ma  in questo modo credo che si stia approvando una  legge
  che  non dà funzioni alle province e sono sempre più dell'idea  che
  si tratta esclusivamente di  una legge slogan.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, stavo cercando di ritornare al  testo
  di legge così come è stato approvato.
   Credo   che   questo  emendamento  lei  non  può  che  dichiararlo
  inammissibile e  non può che farlo  per almeno una duplice ragione.
   Primo,  perché  questo emendamento introduce un  tema  su  cui  il
  Governo   si  era  già  espresso  ritirando  gli  emendamenti   già
  presentati, cioè il Governo aveva detto di voler rinviare ad  altra
  legge  l'espletamento,  la precisazione,  la  specificazione  delle
  funzioni  e  su questo l'Aula si era già pronunciata, dopodiché  il
  Governo li ha ritirati .

   PRESIDENTE.  Per chiarezza. C'era un emendamento del  Governo,  il
  quale  ne ha preannunciato il ritiro.
   Stavamo   quasi  per  passare  alla  votazione  ed  è  intervenuto
  l'onorevole Assenza e successivamente l'onorevole Cracolici. Tenuto
  conto  che  vi  erano  tutta una serie di emendamenti  dei  singoli
  deputati, l'onorevole Cracolici ha ritenuto, e lo poteva fare  come
  Presidente  di Commissione, di riunire la commissione e  presentare
  un emendamento sostitutivo.
   Poi  se c'è una questione di termini, questa è altra cosa, ma  non
  sulla  inammissibilità  perché il Governo  aveva  ritirato  il  suo
  emendamento.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per essere chiaro,
  noi   abbiamo   un  primo  fascicolo  di  emendamenti   al   quale,
  successivamente, sono stati presentati dal Governo  emendamenti  di
  riscrittura dei singoli articoli.
   Il  Governo  ha  ritenuto stasera di ritirare gli  emendamenti  di
  riscrittura  agli articoli 8, 9 e 10, e questa è stata  una  scelta
  chiara che il Governo ha voluto fare con l'apporto dell'Aula. E  se
  fosse  solo  questo, bene, ma qui c'è un altro problema,  ed  è  il
  terzo comma che si inserisce con questo emendamento, che recita  Le
  funzioni  di  area  vasta di cui ai commi 1  e  2  sono  trasferite
  rispettivamente ai liberi consorzi ed alle città metropolitane  con
  le relative risorse .
   Signor   Presidente,  così  lei  sta  introducendo  un   ulteriore
  principio, sta andando oltre, sta stravolgendo la norma, perché noi
  avevamo  votato  all'articolo 2, comma 5, che  entro  sei  mesi  il
  disegno  di  legge che presentava il Governo serviva  soltanto  per
  modificare i territori a seguito di una adesione, di una volontà di
  adesione dei comuni a questo o a quell'altro consorzio. Quindi,  la
  norma  già aveva una sua finalità, era indirizzata ad una finalità.
  E non solo.
   Come  terzo  motivo,  le  dico che questo foglietto  di  carta  fa
  veramente  pensare su tutto quell'impegno che la Commissione  o  il
  Presidente della Commissione ha prodotto, pari al nulla, allo  zero
  tagliato.  Perché  nel  momento in  cui  dice   i  liberi  consorzi
  comunali esercitano funzioni di area vasta  e li specifica,  stiamo
  contraddicendo   quello  che  abbiamo  detto   all'articolo   1   e
  all'articolo  2 che  le funzioni dei liberi consorzi  corrispondono
  con  quelle delle province'. Nel  più' c'è il  meno', ma nel  meno'
  non  c'è  il   più'.  Nel  momento in cui  voi  specificate  queste
  funzioni,  abbiamo  escluso  tutte quelle  funzioni  cui  ha  fatto
  riferimento giustamente l'onorevole Alloro.
   Ed  allora, Signor Presidente, o lei dice al presidente  Cracolici
  di resettare la sua mente ed i suoi studi oppure ci sta portando  a
  sbattere, perché questo questa è una norma che, quando lei ha detto
  che dobbiamo intervenire ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
  interno, io le dico che con l'articolo 117 possiamo intervenire per
  rettificare ma non per stravolgere, non per introdurre norme  nuove
  su cui già l'Assemblea si è espressa. Attenzione, questo noi non lo
  ammettiamo.
   Allora,   lei  fino  a  questo  momento  è  stato  molto   sobrio,
  equilibrato,  ed ha dimostrato il suo equilibrio; vorrei  ricordare
  quando  all'una di notte sulla legge finanziaria, dinanzi al ritiro
  del Governo di un emendamento, caddero tutti i subemendamenti e lei
  disse  in  Conferenza  dei Capigruppo di non  poter  introdurre  un
  precedente gravissimo, seppur in una legge assolutamente importante
  quale la finanziaria.
   L'onorevole  Cracolici apre la bocca assieme a tutti gli  altri  e
  dice  che  abbiamo fatto noi la prima legge d'Italia. Bene  l'avete
  fatta  questa legge  Noi siamo contrari e voi avete fatto la legge.
  Ma  la legge è quella che è stata votata e non possono essere leggi
  riprese, rappezzate, ritoccate, ritornate, riscritte dieci volte in
  ogni seduta d'Aula.
   Signor Presidente, le chiediamo formalmente, come opposizione, che
  lei   faccia   ritirare  questo  emendamento.  Fra  l'altro,   caro
  Presidente Ardizzone, aveva detto che nulla questio sul  fatto  che
  ad  altra legge rinviavamo la precisazione delle funzioni.  Quindi,
  siccome  lo  ha detto la Presidenza dell'Assemblea, l'ha  detto  il
  Governo,  l'ha detto il Presidente della Commissione, noi ci  siamo
  adeguati,  non abbiamo detto niente, e non è che oggi ora  cambiamo
  perché  ci rendiamo conto che c'è non uno strafalcione ma  voragini
  in   questa   norma,   errori  veramente  chiarissimi   che   fanno
  raccapricciare.
   Signor  Presidente, stiamo attenti; dichiari inammissibile  questo
  emendamento   perché,  ancorché  provenga  da   una   parte   della
  Commissione, non può essere accolto e non può essere accolto per  i
  tre motivi che le ho esplicitato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, intanto  l'emendamento  come  lo
  avete appreso voi in questo momento, l'ho appreso io.
   Onorevole  Falcone,  su una cosa deve stare  tranquillo,  che  non
  forzerò   assolutamente  il  Regolamento  e   su   questo   massima
  tranquillità e massima serenità.
   Però  gradirei,  prima di continuare con il dibattito  -  ci  sono
  molti  iscritti  - che il Presidente della Commissione  ci  dia  un
  chiarimento.  Siamo ad un passaggio fondamentale, stiamo  scrivendo
  una legge fondamentale ed io ci credo molto.
   Gradirei  che  si  spiegasse il significato di queste  funzioni  e
  soprattutto   perché  diventa  obiettivamente  incomprensibile   la
  differenza  di alcune funzioni attribuite alla città metropolitana,
  rispetto ad altre funzioni non attribuite ai liberi consorzi.
   Faccio   un   esempio:   il  punto  b)  del   comma   1,   recita:
   Programmazione, sviluppo economico del territorio  e si  parla  di
  liberi  consorzi;  il punto b) del comma 2 recita:  Programmazione,
  sviluppo  economico e sociale del territorio  e si parla  di  città
  metropolitane.
   Se noi facciamo queste differenze un significato ci deve essere ed
  io  sono  il  primo  a  dire di fare attenzione  nel  merito  sulle
  funzioni perchè non possiamo assolutamente sbagliare.

   MUSUMECI. Qualcuno ce le deve spiegare queste differenze.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  siccome  ci  eravamo  dati  una
  tabella di marcia, ed io non accetto forzature da un lato,  ma  non
  mi  faccio  forzare neanche da parte delle opposizioni, per  essere
  chiari
   Avevamo  stabilito  di  concludere stasera la  legge,  per  quanto
  possibile, e rinviare a martedì per dare la possibilità agli uffici
  di  fare il coordinamento del testo ai sensi dell'articolo 117  del
  Regolamento interno, che non è una semplice rettifica di norme,  ma
  significa rendere omogenea la legge nella sua complessità.

   MUSUMECI. Non alteriamo il significato, signor Presidente,  perché
  noi abbiamo qualche piccolo sospetto.

   PRESIDENTE.  Ma  quale alterare il significato?  Stia  tranquillo,
  onorevole  Musumeci,  che significato non se  ne  altera.  Però  su
  alcune  questioni  occorre chiarezza, occorre  che  la  Commissione
  spieghi  il  perché  di queste funzioni e non di  altre.  Che  cosa
  significa programmazione e sviluppo del territorio in uno  sviluppo
  sociale del territorio?

   FALCONE.  Lo  spieghi  alla Commissione e poi  la  Commissione  lo
  riferisca in Aula.

   ASSENZA. Hanno solo copiato l'emendamento ritirato dal Governo.

   PRESIDENTE. Onorevole Assenza, se loro hanno cambiato o modificato
  proceduralmente  lo  possono fare, qua stiamo entrando  nel  merito
  delle  questioni  e stiamo parlando di funzioni  da  attribuire  ai
  liberi  consorzi  e alle città metropolitane e quindi  diventa  una
  questione particolarmente complessa e delicata. Per cui se  c'è  un
  po' di calma vediamo se possiamo andare avanti.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che  prima
  si chiarisse un equivoco, perché è vero che questa legge è la legge
  degli equivoci o la legge di carnevale o del post carnevale o della
  carnevalate.

   MUSUMECI. Delle ceneri

   FORMICA.  Delle  ceneri ci cospargiamo il capo, ma  anche  qualcun
  altro dovrebbe cospargersi il capo di cenere.
   Allora  cominciamo a chiarire alcuni equivoci. Questo  emendamento
  non può entrare in Aula per la semplice ragione che non è frutto né
  di   una  Conferenza  dei  Capigruppo,  perché  casomai  la  doveva
  convocare  il Presidente dell'Assemblea, cosa che non ha fatto,  né
  della  Commissione che non è stata mai riunita, né  formalmente  né
  informalmente,   perché   non   abbiamo   partecipato   ad   alcuna
  Commissione.
   Questo  emendamento  è frutto del tentativo postumo  che  è  stato
  fatto  nel  rush finale per cercare di fare entrare dalla  finestra
  ciò  che  non si è riuscito a fare entrare dalla porta e di mettere
  in   difficoltà  il  Governo,  il  Presidente  della   Regione   ma
  soprattutto la Presidenza dell'Assemblea.
   Ora,  signor  Presidente,  a parte il  fatto  che  lei  con  molta
  magnanimità aveva concesso quindici minuti di sospensione  e  siamo
  arrivati invece a quarantacinque minuti, e non è la prima volta, ma
  non  gliene voglio fare una colpa per questo, che poi si approfitti
  della  sua  terzietà,  che in questo caso  guarda  più  al  Governo
  anziché  al  buon esito della norma, per cercare con la finzione  e
  con  le falsità di fare entrare un emendamento il Aula, questo  non
  va bene.
   Non  c'è  stata Conferenza dei Capigruppo, non c'è stata  riunione
  della Commissione, né formale né informale, per cui vorrei spiegato
  com'è  che  questo  emendamento arriva  in  Aula  con  la  dicitura
   Commissione   e  questo a nome del Regolamento da  norma  precisa.
  Altrimenti,  lei  ha  l'obbligo di rinviare l'Aula  a  martedì  per
  approfondire  l'articolo 10 e vedere quale coerenza c'è  con  tutto
  ciò  che  abbiamo  approvato fino ad ora. Lo si faccia  nei  luoghi
  deputati   a  farlo  e  cioè  in  Commissione  ed  evitiamo   altri
  strafalcioni,  evitiamo di calpestare il Regolamento  e  di  creare
  precedenti,   perché  altrimenti  accadrà  nella  finanziaria   che
  qualsiasi Presidente o componente della Commissione ritorni  con  i
  foglietti  firmati  Commissione . Non è possibile  Lei non  lo  può
  permettere
   Ormai si era su un percorso di chiusura del disegno di legge e non
  è  colpa del Parlamento né colpa sua ma qualcuno ha messo i bastoni
  fra le ruote.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente l'Aula per una
  brevissima Conferenza dei Capigruppo in Sala Rossa.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.44, è ripresa alle ore 21.00)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci stata alcuna  intesa
  in   Conferenza   dei   Capigruppo,  la   Presidenza   si   riserva
  l'ammissibilità di questo emendamento presentato dalla  Commissione
  all'articolo 10.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 6 marzo
  2014, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            10)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            11)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            12)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            13)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            14)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            15)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 21.01

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

  ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                           Rubrica «Salute»

   ZITO  -  PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO  -  CIANCIO  -
  FERRERI  -  FOTI - LA ROCCA -MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO  -
  VENTURINO - ZAFARANA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore
  per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro all'Assessore per
  la salute, premesso che:

   sebbene al momento non esistano cure per l'autismo, la letteratura
  internazionale   testimonia  che      un    intervento   tempestivo
  specifico  individualizzato,  permanente  e  pluridisciplinare,  in
  tutti gli ambiti di vita può determinare miglioramenti sostanziali,
  una migliore qualità di vita e l'indipendenza nella vita adulta per
  una percentuale significativa di persone con autismo;

   al  contrario,  la  mancanza di un percorso abilitativo  adeguato,
  così  come  un  intervento inadeguato, basato su conoscenze  errate
  dell'autismo  o  su  teorie  e risultati  non  provati,  portano  a
  conseguenze irreparabili per lo sviluppo della persona;

   la qualità e la specificità dell'intervento e dei servizi non sono
  fattori estranei o secondari nella lotta alla discriminazione delle
  persone  con  autismo;  negare,  infatti,  un  intervento  adeguato
  significa,  di  fatto, privarle dell'opportunità di  sviluppare  le
  proprie potenzialità, esponendole ad ulteriore discriminazione;

   delegare  la cura della persona con autismo alla famiglia  non  ne
  promuove l'inclusione, al contrario, di fatto, estende l'esclusione
  a tutto il nucleo familiare e condanna la persona con autismo ad un
  costoso  quanto inadeguato internamento, nel momento in cui resterà
  priva dell'aiuto familiare;

   considerato che la Regione siciliana nel 2005 ha emanato la  legge
  specifica n. 19, il cui art. 25, comma 8 così dispone: 'L'Assessore
  regionale per la sanità è autorizzato ad emanare con decreto, entro
  centottanta  giorni  dalla  data di  pubblicazione  della  presente
  legge,  un programma regionale unitario per l'autismo. Tale decreto
  prevede  che  ogni  azienda unità sanitaria  locale  della  Regione
  siciliana attivi un centro per l'autismo e i disturbi generalizzati
  dello sviluppo. Il decreto prevede, altresì, che ogni azienda unità
  sanitaria  locale è comunque tenuta a destinare almeno lo  0,1  per
  cento  (0,1%)  delle  somme poste in entrata nel  proprio  bilancio
  annuale alla rete integrata di servizi per l'autismo';

   in  attuazione della suddetta legge, la Regione, dopo  più  di  un
  anno,  ha  adottato,  con decreto assessoriale del  primo  febbraio
  2007,  le  'Linee-guida di organizzazione della rete  assistenziale
  per  persone  affette da disturbo autistico', aventi  lo  scopo  di
  delineare percorsi diagnostici e riabilitativi che si uniformino  a
  principi   e   linee-guida  largamente  condivisi  dalla   comunità
  scientifica nazionale ed internazionale (con riferimento alle linee
  guida  SINPIA), da proporre ed attuare nell0'ambito del  territorio
  regionale; nello stesso decreto si asserisce, una volta ancora, che
  'ogni  Azienda è, comunque, tenuta a destinare, almeno lo  0,1  per
  cento  delle  somme poste in entrata nel proprio bilancio  annuale,
  alla rete integrata di servizi per l'autismo ;

   nel  2010  è  stato istituito un tavolo regionale per l'autismo  e
  l'Assessorato  ha  inviato una nota alle  ASL  in  cui  dispone  di
  destinare lo 0,1 per cento dei loro bilanci ad interventi a valenza
  terapeutico-riabilitativa  e/o socio-riabilitativa  in  favore  dei
  soggetti affetti da sindrome autistica;

   sulla  base  dei  dati  attualmente  disponibili,  in  Sicilia  si
  stimerebbero  circa  5.000  persone  con  disturbi  dello   spettro
  autistico;

   visto che:

   le  famiglie,  in  modo  sempre più forte,  lamentano  la  mancata
  applicazione  dell'art. 25, comma 8, della legge regionale  19  del
  2005, e ricorrono alle vie legali per tutelare i diritti negati  ai
  loro figli;

   vi  è  una  carenza di formazione delle varie figure professionali
  con  conseguente  difformità e mancata condivisione  di  protocolli
  diagnostici/terapeutici,  una  carenza  di   servizi   territoriali
  dedicati ed una mancanza di continuità della presa in carico;

   i  ritardi  nell'individuazione precoce  e  difficoltà  importanti
  nella   possibilità   di  attivazione  di  progetti   riabilitativi
  intensivi  e  precoci  subito dopo la formulazione  della  diagnosi
  pongono  ormai inderogabile la realizzazione di una rete di servizi
  rivolti  alle persone con disturbi dello spettro autistico ed  alle
  loro  famiglie, in tutte le fasi del ciclo di vita, allo  scopo  di
  garantire: presa in carico globale da parte di una rete di servizi;
  intervento in età precoce non appena sussista il forte sospetto  di
  autismo; programmi intensivi di almeno 25 ore/settimana; interventi
  (ri)abilitativi     permanenti      come  individualizzazione   dei
  programmi  a partire dalla valutazione funzionale; orientamento  ai
  diritti  e  alla  qualità  di vita degli utenti,  adeguamento  alle
  diverse  esigenze nelle diverse età, funzionalità al  conseguimento
  del massimo grado possibile d'indipendenza e d'inclusione sociale;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   chiarire  i  motivi  che  rendono ancora non  attuato  il  D.A.  1
  febbraio  2007,  indicante  il  programma  regionale  unitario  per
  l'autismo,  e, quindi, non applicato quanto disposto  dall'art.  25
  comma  8  della  richiamata legge regionale19 del2005,  ovvero,  la
  creazioni di qualificati servizi territoriali dedicati;

   specificare  in che modo e a che cosa sia stato destinato  lo  0,1
  per cento delle somme poste in entrata nel bilancio annuale di ogni
  Azienda  unità  sanitaria locale, per legge finalizzato  alla  rete
  integrata di servizi per l'autismo;

   se  non  ritengano di dover effettuare una verifica  in  tutte  le
  Aziende  sanitarie  provinciali al fine di  valutare  lo  stato  di
  attuazione  della  legge  de qua e dare  indicazioni  ai  Direttori
  Generali  delle Aziende sanitarie provinciali, operanti in Sicilia,
  fissando  dei  termini, a brevissima scadenza, entro i  quali  deve
  trovare  attuazione quanto previsto dalla legge  regionale  19  del
  2005». (137)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.- «In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
  con  cui  si chiedono notizie in merito all'applicazione  dell'art.
  25,  comma  8,  della  legge regionale  n.  19  del  2005  relativo
  all'attuazione del programma unitario per l'autismo, si fornisce la
  nota  prot.  52563  del 24 giugno 2013 resa al Servizio  9   Tutela
  delle fragilità  del Dipartimento per la pianificazione strategica,
  che  relaziona  sulle attività intraprese dalle  Aziende  Sanitarie
  Provinciali».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   Nota prot. 52563 del 24 giugno 2013

   «Con  riferimento alla richiesta avanzata con nota prot. n.  12934
  delF8/2/2013, relativa all'interrogazione in oggetto riguardante lo
  stato  di attuazione delle previsioni di cui all'art. 25, comma  8,
  della  L.R.  n.19/05,  sulla  scorta delle  informazioni  acquisite
  presso le ASP si rappresenta quanto segue.

   ASP I - AGRIGENTO ( nota prot. n 27 I 54 dell'11/4/2013)
   -Con  nota  della  Direzione Aziendale nel 2011 è  stata  attivata
      l'équipe multiprofessionale             aziendale "dedicata" che
      opera un giorno la settimana a livello sovradistrettuale. composta
      da 2 dirigenti medici NPI, una logopedista e uno psicomotricista,
      che ha attivato uno specifico flusso informativo e ha iniziato la
      revisione dei casi già "censiti" alla data di ottobre 2012 pari a
      148.  I casi in terapia presso l'ASP sono stati 88: di cui 10 in
      terapia presso le UU.00. di NPI, 72 soggetti in trattamento presso
      centro  accreditati e 8 soggetti sono seguiti presso il "Centro
      Amici", associazione di genitori di Agrigento, con supervisione a
      cura della locale U.O. NPI.
  -Tutti i soggetti frequentano la scuola e per tutti sono stati
  effettuati gli adempimenti di competenza dell'u.o. NPI necessari
  per fruire del sostegno a scuola.
  -In collaborazione con la segreteria della Federazione Italiana
  Medici Pediatri sono stati sensibilizzati tutti i pediatri della
  provincia di Agrigento ed è stato proposto un percorso di tipo Hub
  and Spoke, per cui i pediatri di libera scelta somministrando lo
  strumento di screening CHAT, inviano i casi dubbi all'U.O. NPI
  distrettuale e confermato il sospetto, all'Equipe
  multiprofessionale aziendale "dedicata"
  -E' in corso di arrivo lo svolgimento per la selezione di 2
  contratti a progetto per n. 1 psicologo e n. 1 neuropsicomotricista
  esperti, per la durata di un anno da coinvolgere per il trattamento
  intensivo. Per tale incarico sono stati impegnati circa 40.000 euro
  del suddetto PON.
  -L'équipe multiprofessionale aziendale "dedicata" è stata dotata
  dei test psicodiagnostici da utilizzare con i bambini autistici,
  come previsto dalla linee guida regionali.
  -E' stata posta particolare attenzione alla formazione e in
  raccordo con l'Oasi Maria SS. - IRCSS Troina è stato organizzato un
  percorso formativo per "I disturbi dello spettro autistico"
  suddiviso per periodi diversi e per specifici operatori.
  -E' in corso l'informazione alle scuole relativa alla
  formazione/informazione degli operatori scolastici per l'anno 2012-
  13. Si è svolto un corso per i docenti delle scuole del distretto
  di Sciacca in collaborazione con il CTRH.
   L'ASP  ha  infine  comunicato di non aver destinato  la  quota  di
   finanziamento secondo le finalità previste dalla L.R n 19/05  art.
   25 comma 8.
   Si  segnala  che  questa  Amministrazione  ha  già  provveduto   a
   richiamare  il Commissario Straordinario alla puntuale  osservanza
   del suddetto dettato normativo.

   ASP 2 - CALTANISSETTA ( nota prot. n. 0007143 del 28/3/20 13)
   L'Azienda, a seguito delle indicazioni contenute nelle linee guida
  regionali,  ha  proceduto nel corso del 2012 alla redazione  di  un
  Piano  aziendale  per  l'autismo,  discusso  e  condiviso  con   le
  Associazioni operanti nel territorio.
   Il  Piano  ha  definito le azioni prioritarie e gli  obiettivi  di
  assistenza  da  raggiungere nel territorio  provinciale  prevedendo
  l'attivazione di una rete di servizi provinciali per  la  presa  in
  carico  della persona con autismo sia sotto il profilo  diagnostico
  che  riabilitativo. L'Azienda al fine di uniformarsi ai principi  e
  linee  guida contenuti nella legge regionale n.19/05 ha avviato  un
  percorso  di  riqualificazione delle rete per l'autismo  destinando
  specifici   finanziamenti   secondo  l'ammontare   previsto   dalla
  normativa vigente
   Le iniziative avviate dall'Aziende riguardano in particolare:
     -l'attivazione  di  un  Centro per la  diagnosi  precoce  ed  il
        trattamento terapeutico-riabilitativo del paziente con disturbo
        autistico da attivarsi all'interno del presidio di San Cataldo.
        L'Azienda con bando di gara del 7/1/2013 ha avviato la procedura
        per  l'affidamento mediante cottimo fiduciario dei lavori  di
        manutenzione dei locali del 3  piano del P.O.di San Cataldo che
        ospiteranno il Centro In data 13 febbraio si è già  proceduto
        all'aggiudicazione dei lavori con conseguente avvio dei previsti
        interventi di manutenzione.
  -L'attivazione di un Centro Diurno per lo svolgimento di attività
  ludico-ricreative con lo scopo di favorire progetti di integrazione
  e di acquisizione di autonomia per le persone affette da disturbo
  autistico. La procedura di gara è in fase di affidamento ed entro
  breve il Centro sarà pienamente attivo all'utenza
  -Con bando di gara del dicembre 2012 è stata avviata procedura per
  il reclutamento di figure professionali dedicate al Centro per la
  diagnosi precoce: n. 1 psicologo, n. 2 assistenti sociali, n. 1
  logopedista, n 1 terapista occupazionale, n. 2 terapista della
  psicomotricità in età evolutiva, n. 1 istruttore di attività
  espressive-maestro-d'arte. Le procedure sono tuttora in corso.
  -L'Azienda ha attivato e realizzato nei mesi scorsi specifici
  interventi di formazione rivolti alle figure professionali
  maggiormente coinvolte pediatri di famiglia, assistenti sociali,
  educatori, terapisti della riabilitazione, insegnanti e famiglie
  Per gli operatori sanitari l'intervento formativo è stato
  finalizzato all'acquisizione delle competenze necessarie
  all'individuazione precoce del disturbo autistico, alla valutazione
  diagnostica e presa in carico globale. Gli interventi formativi
  sono stati realizzati anche mediante il supporto di operatori
  dell'IRCCS "Oasi Maria SS. di Troina" che costituisce centro di
  riferimento per il disturbo autistico.
  -Con ordinanza n.31/reg del 16/02/2010, l'Azienda ha istituito un
  tavolo tecnico provinciale composto da operatori dell'ASP e da
  rappresentanti del volontariato, per la definizione e condivisione
  degli interventi assistenziali, riabilitativi e formativi per la
  diagnosi e presa in carico da realizzare nell'ambito provinciale,
  secondo quanto previsto dalle linee guida regionali.

   ASP 3 - CATANIA (nota prot. n. 5628 I/Gen del 13/5/2013)
   Le attività avviate tenuto conto del D. A. 1/2/2007 e del progetto
  obiettivo  di  PSN  2010 sono realizzate di concerto  con  l'U.O.C.
  Territoriale di NP1 e l'U.O.C NPI ospedaliera, all'interno del  DSM
  della ASP di Catania. In particolare:
     -E' stata individuata una équipe multiprofessionale dedicata, in
        modo  parziale  e non esclusiva, con criteri prioritariamente
        distrettuali composta da operatori già da tempo impegnati nell'area
        specifica del trattamento di soggetti con sindrome autistica,
        all'interno dello specifico gruppo della NP1 aziendale. L'équipe
        opera in integrazione con i colleghi delle UU.00., anche  non
        afferenti all'équipe dedicata. E' attivo da diversi  anni  il
        percorso di invio-segnalazione a cura dei pediatri di  libera
        scelta, che hanno usufruito di tre azioni formative relativamente
        all'utilizzo  della  scala CHAT. Pane integrante  della  rete
        assistenziale è l'U.O.C. di NPI ospedaliera di Acireale, al cui
        interno è attivo, da diversi anni, il Centro per Disturbi dello
        Spettro Artistico.
  -Il gruppo ha adottato un protocollo diagnostico e di presa in
  carico abilitativo già in uso da 5 anni, con carattere sperimentale
  sul territorio di competenza, che vede adesso la possibilità di
  applicazione capillare grazie alla costituzione del gruppo
  dedicato. E' stata completata la dotazione strumentale dell'équipe
  dedicata attraverso l'individuazione e l'acquisto dei test previsti
  dalle Linee guida, con relativi momenti formativi.
  -E' stato predisposto uno schema di cartella unica dedicata, che
  prevede copia per la famiglia dell'utente, idoneo anche per
  l'informatizzazione che permetterà agli operatori del network di
  registrare ogni singolo interventi diagnostico e abilitativo.
  -Sono stati acquistati 11 PC fissi e 3 PC portatili
  -E' stato approvato ed attivato, come progetto della U O. Qualità
  aziendale per il DSM, il Day Hospital terapeutico-abilitativo per
  soggetti con disturbo dello spettro autistico.
  - E' stata stipulata la convenzione con la Onlus  Un futuro per
  l'autismo  e con sei fattorie sociali aderenti alla rete delle
  fattorie sociali per la realizzazione del sub-progetto di P.O. di
  PSN "Azione Autismo" definito "Nella fattoria ci sono anch'io" che
  ha visto l'inserimento di sei giovani adulti con autismo ad alto
  funzionamento presso altrettante fattori sociali, con tutor
  specializzato. Il progetto partito nel settembre 2011, si è
  concluso a fine maggio 2012 con il pieno e positivo inserimento dei
  giovani.
  -L'Azienda sta facendo espletare il collaudo di struttura già
  destinata a RSA da destinare per l'attivazione del Centro per
  intervento abilitativi precoce, Cenno Diurno e Comunità
  residenziale (per adolescenti e adulti) avviando una gara su
  mercato elettronico per arredi specifici, individuati per tale
  finalità, con dotazione strumentale ad hoc. Si sta inoltre
  procedendo ad integrare il personale addetto secondo gli standard
  previsti dallo specifico decreto assessoriale utilizzando le somme
  destinate (pari allo 0,1% del bilancio per un importo di circa
  1.000 000 di euro), e messe anche nel bilancio aziendale dal 2011.
  -E' stato indetto avviso pubblico per la selezione di n. 6
  educatori-riabilitatori per il Centro di intervento abilitativo
  precoce. La copertura economica sarà attinta dalla cifra in
  bilancio.
  -In ottemperanza di disposizione assessoriale concernente
  l'applicazione delle linee guida regionali è stato attivato in
  Piano di interazione programmata con l'Ufficio Scolastico
  Provinciale di Catania, che ha sviluppato n 10 incontri, che hanno
  visto sempre la partecipazione attiva programmata delle
  associazioni dei familiari accreditate.

   ASP 4 - ENNA (nota prot. U - 0010 I 41/C.S. del 29/4/20 l 3)
   L'ASP di Enna, per mezzo del suo Servizio di N.P.I. comunica che:
     -ha definito la rete di servizi dedicati e dei relativi referenti,
        i  tempi  e  gli  orari  di funzionamento,  creando  un  team
        multiprofessionale di secondo livello, sovradistrettuale  con
        competenze specifiche che opera, pan-time sui DSA;
  -ha provveduto a definire le procedure operative e diagnostiche-
  terapeutiche;
  -ha sottoscritto un protocollo d'intesa DSM (NPI)-DIMI che prevede
  l'utilizzo part-time di figure specialistiche per l'età evolutiva
  del Dipartimento Materno Infantile in percorsi di diagnosi precoce
  e trattamento intensivo dei bambini di età compresa tra 0-6 anni;
  -ha organizzato corsi di formazione Aziendali con la collaborazione
  di Formatori dell'Oasi di Troina, delle Organizzazioni Speciali e
  della Fondazione TEDA di Torino per fornire agli operatori N.P.I.,
  del DIMI, ai Pediatri, ai terapisti dei Centri di Riabilitazione
  Convenzionati, ai docenti delle scuole ed agli educatori strumenti
  valutativi, diagnostici e riabilitativi;
  -in attesa di spazi più idonei, richiesti alla Direzione Aziendale,
  ove allocare i centri previsti per la presa in carico di soggetti
  con autismo, ha provveduto ad allocare il centro per la diagnosi e
  la presa in carico precoce dei DSA presso il Poliambulatorio di
  Enna in uso all'U.O. del Distretto di Enna;
  -sono stati attivati percorsi di presa in carico diretta con piano
  terapeutico fartnacologico ed abilitativi cognitivo-comportamentale
  presso il Servizio di N.P.I.;
  -oltre 30 minori con Disturbi dello Spettro Autistico di età
  compresa tra i dodici mesi e i tredici anni sono inseriti ed
  effettuano trattamenti riabilitativi plurisettimanali presso i
  Centri di Riabilitazione Convenzionati con l' ASP. un altro gruppo
  di minori sono abilitati presso l'Oasi M SS. di Troina;
  -ad Enna "I CORRIERI DELL'OASI Società Cooperativa Sociale- ha
  attivato, in rete con il Servizio di NPI, un centro, ove con
  cadenza almeno trisettimanale viene effettuato per più ore al
  giorno un training psicoeducativo per una ventina di minori e
  giovani adulti con DSA di età compresa tra i 7 ed i 42 anni;
  inoltre vengono effettuati trattamenti psicoeducativi domiciliari
  con educatori e psicologi formati sui principali metodi abilitativi
  per soggetti con Autismo inseriti;
  -nel corso del 2012 otto soggetti adolescenti e giovani adulti con
  DSA sono stati seguiti, in regime di seminterrato, presso i Centri
  di Riabilitazione Convenzionati-CSR di Enna e Barrafranca.

   ASP 5 - MESSINA (nota prot. n. 3995/CS del 3 aprile 2013)
   Nell'ASP  di  Messina  sono stati posti in  essere  vari  percorsi
  tendenti  a  costituire  la rete prevista  dalla  legislazione.  In
  particolare, il 3 ottobre 2011, è stato avviato il progetto  "Prima
  Pietra"  gestito  in partnership con il CNR di  Roma,  con  I'IRCCS
  Fondazione Stella Maris di Pisa e con l'AOU Policlinico di Messina.
  L'ASP  di  Messina ha aderito al progetto, preso atto  dell'Accordo
  quadro  tra  le  parti, approvando formalmente  il  Progetto  Prima
  Pietra  con  delibera n. 1800 del 19/5/2011. Le  linee  progettuali
  hanno   indicato,  quale  obiettivo  generale,  l'erogazione  dello
  trattamento  ESDM  per i minori affetti da disturbi  dello  spettro
  autistico  (DSA)  al fine di migliorare la qualità dell'assistenza,
  nel rispetto del diritto di continuità di cura e applicando criteri
  di efficienza ed efficacia.
     -La ASP Messina, tramite l'U.O.C. Neuropsichiatria dell'Infanzia c
        dell'Adolescenza, ha il ruolo di centro pilota per l'individuazione
        dei  pazienti, la formazione specifica per gli operatori,  la
        gestione dei protocolli operativi, l'analisi dei dati clinici e dei
        risultati.
  - Sempre nell'ambito della costituzione della rete per l'autismo si
  è provveduto alla coprogettazione con le associazioni dei familiari
  e alla realizzazione del  Centro Diurno Cittadella della Speranza
  di Nizza di Sicilia, avvenuta formalmente con deliberazione n.
  162/CS del 31/1/2012.
  -In tale centro sono assistiti quotidianamente 10 soggetti minori e
  10 giovani adulti affetti dallo spettro autistico.
  -Con un finanziamento di PSN (90.000 curo) è stato avviato il
  progetto obiettivo "Creazione di una rete integrata per i disturbi
  delle spettro autistico", progetto che oggi è in fase di
  completamento. In prosecuzione temporale e logica, con i fondi
  dello 0,1% del bilancio aziendale, nel gennaio 2013 ha preso il via
  un ulteriore progetto "Diagnosi e trattamento intensivo precoce dei
  disturbi dello spettro autistico in età prescolare (0-6 anni)"
  -Ancora più recentemente, il 3 marzo 2013, sono iniziate le
  attività del "Progetto ALERTAttenzione Condivisa valutata in uno
  studio longitudinale nella popolazione ad alto rischio di autismo,
  tramite eyetracking, risposta neurofisiologica e tecnologie
  assistite"
  -Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute cd è condotta
  in partenership dalla ASP Messina-Dipartimento Interaziendale di
  Neuropsichiatria dell'età evolutiva, dall'istituto di Fisiologia
  Clinica del CNR di Pisa, dalla AOU G. Martino Policlinico di
  Messina, dalla Regione Basilicata e dall'1RCCS Fondazione Stella
  Maris con ruolo capofila per la gestione dei rapporti economici.
  Tale progetto ha la durata di un anno e ha, quale obiettivo
  generale, lo sviluppo di un sistema integrato di valutazione
  dell'attenzione condivisa come strumento per la conferma del
  rischio di autismo in bambini sottoposti a screening nelle Regioni
  Toscana, Sicilia e Basilicata e in una popolazione a rischio in
  quanto fratelli di bambini già con diagnosi di autismo.
  -Infine è in fase di redazione la bozza di accordo relativa al
  "Progetto NIDA-Network Italiano per il riconoscimento precoce dei
  Disturbi dello spettro autistico ", finanziato dal Ministero della
  Salute.

   ASP 6 - PALERMO (nota prot. n. 688 dir./npia del 15/4/2013)
   La   presa  in  carico  del  minore  con  sindrome  dello  spettro
  autistico, nell'ASP di Palermo, avviene dell'ambito delle  attività
  istituzionali     della    Neuropsichiatria     dell'Infanzia     e
  dell'Adolescenza  (NPIA) che con atto aziendale l'ha  aggregata  in
  un'unica  area  dipartimentale  del nuovo  dipartimento  di  salute
  mentale, dipendenze patologiche e neuropsichiatria dell'infanzia  e
  dell'adolescenza. Quest'area dipartimentale coincide con  l'UOC  di
  NPIA  che  hanno adottato come modello operativo il modello  hub  &
  spoke.  Il  nuovo corso è partito nel 2011 e ha investito  tutti  i
  percorsi assistenziali della NPIA.
   A  seguito  dello  specifico P.O. di  PSN  2010  "azione  12.2.  -
  Autismo"  si è sperimentata "una rete secondo logica di hub  spoke"
  per la diagnosi precoce e l'impostazione di un progetto di presa in
  carico  globale  del  minore  secondo  le  metodologie  diagnostico
  terapeutiche-riabilitative indicate dalle linee guida regionali  Il
  modello   sperimentato   diventato  modello   operativo   aziendale
  nell'ambito delle attività istituzionali.
   Nel  marzo  2011  è stato istituito l'ambulatorio dedicato  di  2
  livello  "Diagnosi e trattamento intensivo precoce  delle  sindromi
  artistiche  - con funzione hub allocato al presidio "Aiuto Materno"
  con  fascia  di  età di riferimento da 0 a 6 anni. Il  personale  è
  stato  individuato tra quello che già negli anni  precedenti  aveva
  maturato un'esperienza sull'autismo ed è stato assegnato in maniera
  esclusiva.
   Contemporaneamente all'interno delle UU.OO.SS.  territoriali  sono
  stati individuati tre "team spoke per Patetismo". L'obiettivo è  di
  arrivare  a  6  spoke, tanti quanti sono le UU.OO.SS. territoriali.
  Negli  spoke vi operano in maniera non esclusiva: 6 medici  NP1,  3
  psicologi, 3 pedagogisti, 1 assistente sociale e 6 terapisti  della
  neuro psicomotricità dell'età evolutiva.
   Nell'aprile   2011  è  stato  definito  il  percorso  diagnostico-
  terapeutico-riabilitativo       socio-riabilitativo        adottato
  dall'Azienda. L'hub si fa carico della definizione della diagnosi e
  del  trattamento intensivo precoce (da tre a 6 mesi). Gli spoke  si
  fanno carico del trattamento riabilitativo estensivo .
   Nel  2011  è  stato avviato il censimento che si  è  concluso  nel
  maggio 2012. Al 31/12/2011 l'ASP ha avuto in carico 606 minori  con
  disturbo  pervasivo dello sviluppo (DPS). Il 72,1% dei  minori  con
  DPS  risiedono  nel  distretto 42 di  Palermo.  il  restante  27,9%
  risiede negli altri 9 distretti dell'ASP di Palermo.
   Sono  stati  acquistati  buona parte  dei  test  psico-diagnostici
  necessari per la definizione della diagnosi, in due trance, e  sono
  stati organizzati corsi di formazione sul loro utilizzo. Sono stati
  portati  avanti tre cicli formativi rivolti dai pediatri di  libera
  scelta  a  tutto  il  personale della NPIA  (obbligatoriamente  per
  quanti  operano negli spoke e nell'hub). Ad oggi come  co.co.co,  a
  progetto  e  per  un anno, sono stati reclutati  1  psicologo  e  2
  logopedisti per l'hub e 4 psicologi e 2 logopedisti per  gli  spoke
  di  Pal  e  Pa2.  Sono  stati avviati dei progetti  di  supporto  e
  sperimentazioni di attività che, alla scadenza, se ritenuti utili e
  validi, potranno essere rinnovati e negli anni tradotti in attività
  istituzionale.
   In  collaborazione  con il Comune di Palermo è  stato  avviato  un
  progetto di integrazione sociale su fondi 328/00 Piano di zona  DSS
  42  Azione  31. "Trattamento socio-riabilitativo con  interventi  a
  domicilio"  rivolto  a  20/40 autistici e alle  loro  famiglie  con
  durata di 18 mesi e scadenza il 28 aprile 2013.
   Si è provveduto all'acquisto di 10 computer per mettere in rete le
  UU.OO.SS., gli ambulatori dedicati e la direzione della NPIA.
   L'ambulatorio  dedicato  di 2  livello   "diagnosi  e  trattamento
  intensivo  precoce  delle sindromi autistiche  (0-6  anni)"  ha  la
  funzione di centro "HUB" e ha avuto in carico 194 pazienti. I  team
  Spoke autismo sono stati attivati all'interno delle UU.OO.SS.
   Con  il  2013, accanto alla NPIA, viene investita nelle  azioni  a
  favore  di  soggetti autistici la salute mentale  adulti  per  dare
  continuità alla risposta in età evolutiva.

   ASP 7 - RAGUSA (nota prot. n. U-0006809 del 26/3/2013)
     -Si  è  costituito, con delibera dell'aprile 2011, il gruppo  di
        lavoro  multiprofessionale  per  la  definizione  della  rete
        assistenziale per le persone affette da disturbo dello spettro
        autistico  nella provincia di Ragusa. Tale gruppo ha  avviato
        un'indagine conoscitiva circa la prevalenza dei Soggetti  con
        autismo  in  tutto il territorio dell' ASP di Ragusa  con  il
        coinvolgimento delle associazioni di famiglie, delle strutture
        abilitative convenzionate ed i servizi dell'ASP, che a vario titolo
        si  occupano dei soggetti affetti da autismo. Si sono  svolti
        incontri con i Dirigenti Scolastici al fine di elaborare un format
        di base per gli interventi formativi-informativi per le Scuole.
  -Al fine di creare una rete integrata dei servizi e consentire una
  diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico nei bambini 0-
  3 anni è stato siglato un protocollo d'intesa tra i Pediatri di
  Libera Scelta e P ASP, secondo il modello operativo 1-lub & Spoke.
  -Nel dicembre scorso è stato dato il via per la realizzazione del
  Centro per il trattamento intensivo precoce per minori 0-6 anni ed
  il Centro Diurno per adolescenti. I locali individuati sono ubicati
  al piano terra dell'ex-Ospedale G.B. Odierna a Ragusa. Sono
  facilmente accessibili all'utenza, posti al centro della città e
  con possibilità di fruire di un parco per le attività assistite con
  gli animali e svolgimento di attività ludico-ricreative all'aria
  aperta. Le spese relative alla gestione del Centro e al personale
  che si occuperà dei trattamenti saranno coperte dallo 0,1% delle
  somme poste in entrata nel bilancio annuale dell'ASP, che saranno
  destinate alla rete integrata di servizi per l'autismo.
  -Con delibera del dicembre 2012 è stata impegnata la somma del
  progetto obiettivo regionale "Autismo" per l'acquisto, già
  effettuato, del materiale completo per la psicodiagnosi, così da
  dotare tutte e tre le equipe di NPI Distrettuali dell'ASP.
  - In data 19/2/2013 è stata firmata una convenzione tra l'Oasi di
  Troina e I'ASP di Ragusa per l'attivazione di un Satellite 1RCCS
  OASI con 16 posti letto per la riabilitazione di pazienti con
  disturbi dello spettro autistico o paralisi cerebrali infantili e
  per la promozione di ogni possibile forma di collaborazione. Il
  Centro sarà ubicato presso i locali dei piano terra del padiglione
  H dell'Ospedale di Scicli, che sono già in fase di adeguamento.
  -Sono stati realizzati e programmati vari eventi formativi rivolti
  agli operatori che si occupano di soggetti affetti da disturbo
  dello spettro autistico.

   ASP 8 SIRACUSA (nota prot. n. 12619/PG del 1214/2013)
     -Già nel 2004 con delibera dell'allora ASL 8, è stata disposta la
        "Istituzione del gruppo di lavoro interdistrettuale per l'autismo
        infantile".
  -Alla luce della progettualità regionale intervenuta, con atto
  deliberativo del 29/1/201, l'Azienda ha integrato il "gruppo di
  lavoro sull'autismo" promuovendo la omogeneizzazione degli
  interventi in ambito provinciale e con compiti di prevenzione, cura
  e ricerca nell'ambito di detta patologia e dei disturbi pervasivi
  di sviluppo.
  -Ne è scaturito un progetto per la realizzazione di un "Centro
  Diurno Autismo" destinato ai soggetti in età adolescenziale/post-
  adolescenziale affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, che
  nella prima fase progettuale sarà realizzato nell'ambito del Comune
  di Siracusa ed in una fase successiva nella zona sud della
  provincia, Il progetto sarà finanziato utilizzando i fondi dello 0,
  l% del bilancio Aziendale.
  -Questa iniziativa risulta in continuità con il precedente progetto
  sperimentale istituito nell'ambito del Comune di Francoforte (atto
  deliberativo del 21/6/2012: Attivazione del progetto sperimentale
  per l'apertura di un Centro Diurno Autismo Distretto Socio-
  Sanitario D49).
  -L'ASP ha attivato due contratti a progetto di 20 ore settimanali
  ciascuno al fine di potenziare della Neuropsichiatria Infantile,
  con uno psicologo esperto ed un pedagogista da dedicare alla
  tematica in oggetto, utilizzando anche in questo caso lo 0,1% dei
  fondi disponibili del bilancio Aziendale.
  -E' in via di pubblicazione un bando per l'assegnazione ad una
  cooperativa provvista di titoli specifici per l'assistenza ai
  bambini autistici nelle ore pomeridiane.

   ASP 9 TRAPANI (nota prot. n. 27392 del 28 maggio 2013)
   Dal mese di febbraio 2013 sono state assunti con contratto a tempo
  determinato  n.  2  Neuromotricisti  dell'età  evolutiva   ed   una
  Psicologa per un anno.
   E'  stato  attivato  il  Centro  per  la  Diagnosi  e  Trattamento
  intensivo Precoce dei soggetti con disturbo dello Spettro Autistico
  (da 18 mesi a 3 anni)
   Per  tale  attivazione  sono  stati acquistati  test  diagnostici,
  arredi per il trattamento riabilitativo, strumentazione informatica
  (p.c.,  attivazione  rete internet, computer ad  uso  riabilitativo
  destinati agli utenti).
   Tanto si rassegna in ottemperanza a quanto richiesto».

   Il Dirigente

   Dr. Maurizio D'Arpa

   SIRAGUSA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TRIZZINO - VENTURINO  -
  ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  la salute, premesso:

   il  decreto  legislativo del 30 dicembre 1992, n. 502 e successive
  integrazioni  e  modificazioni  sul riordino  della  disciplina  in
  materia sanitaria;

   il  decreto n. 1986 del 30 settembre 2011,Riordino e realizzazione
  della  rete dei punti nascita, ove si evince la chiusura dei  punti
  che abbiano un numero annuo di parti inferiori a 500;

   che  fra  i  punti  nascita di cui si paventa la chiusura  sarebbe
  compreso  quello esistente all'interno del Presidio Ospedaliero  di
  Petralia Sottana (PA);

   ritenuto che:

   è  di  fondamentale  importanza  analizzare  i  dati  di  attività
  dell'ultimo  quinquennio  al  fine  di  valutare  criticamente   il
  mantenimento dei punti nascita con un numero di parti  inferiore  a
  500,  definendo  per  ognuno  il trend di  attività  e  valutandone
  contestualmente l'operato sia sull'appropriatezza delle prestazioni
  sia  sul ruolo di riferimento territoriale che assolvono i medesimi
  Presìdi in loco;

   il   punto   di  riferimento  ostetrico/ginecologico  di   livello
  superiore  più  vicino sarebbe quello di Termini  Imerese,  ad  una
  distanza di circa 70 Km, e che il punto nascita di Petralia Sottana
  copre con i propri servizi un comprensorio vasto, comprendente  tra
  gli  altri  i  comuni di Petralia Soprana, Alimena, Blufi,  Polizzi
  Generosa, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Ganci e Bompietro e che
  gli  spostamenti  nella zona, specialmente nei  periodi  invernali,
  sono  soggetti  a  gravi  difficoltà derivanti  dal  clima,  strade
  ghiacciate o innevate, nebbia;

   per  sapere  se  non ritengano opportuno assumere ogni  iniziativa
  atta  a  modificare il Decreto Assessoriale del  2  dicembre  2011,
  riconsiderando il Presidio ospedaliero di Petralia Sottana  tra  le
  strutture  con  caratteristiche  montane  e/o  disagiate  e/o   con
  notevole     distanza     dalle    strutture     di     riferimento
  ostetrico/ginecologico di livello superiore più vicine. Tale  atto,
  perfettamente  in linea con il Piano della salute 2011-2013  (PRS),
  non  penalizzerebbe  un territorio disagiato quale  questo  in  cui
  presta  i  propri  servizi  sanitari  il  Presidio  ospedaliero  di
  Petralia  Sottana  e  garantirebbe  il  diritto  alla  salute  alla
  popolazione ivi residente». (651)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
  la  quale  si  chiedono notizie in merito alla chiusura  del  punta
  nascite  di  Petralia  Sottana  (PA) ed  interventi  finalizzati  a
  mantenerne  l'operatività a garanzia del diritto  alla  salute  dei
  residenti del comprensorio territoriale, si precisa quanto segue.
   Con  decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n.1 del  5
  gennaio  2012,  questo Assessorato ha emanato le direttive  per  il
  "Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita".
   La  riorganizzazione  della rete è scaturita  dalla  necessità  di
  promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
  degli  interventi assistenziali nel percorso nascite e di  ridurre,
  nel contempo, l'utilizzo del taglio cesareo.
   Tale  intento  è  stato  formalizzato  a  livello  nazionale   con
  l'accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 che ha previsto  tutta
  una serie di correttivi e di misure di politica sanitaria come, tra
  gli  altri,  la razionalizzazione/riduzione progressiva  dei  punti
  nascita  con  numero  di  parti inferiore a  1000/anno,  prevedendo
  l'abbinamento  per  pari  complessità  di  attività  delle   UU.00.
  ostetrico-ginecologiche   con   quelle  neonatologiche/pediatriche,
  nonché l'attivazione, completamento e messa a regime del sistema di
  trasporto assistito materno (STAM) e neonatale d'urgenza (STEN).
   Nell'ambito  della  riqualificazione  della  rete  ospedaliera   e
  territoriale  e  in  sintonia  con gli  orientamenti  programmatori
  nazionali  e  internazionali, la Regione siciliana,  con  il  Piano
  sanitario  regionale  2011/2013,  e  specificatamente  con   quanto
  previsto  al  punto 9.2.1 "Messa in sicurezza dei punti  nascita  e
  miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato",
  ha  definito  la  rimodulazione della  rete  materno-infantile  per
  garantire    adeguati    standard    di    qualità    relativamente
  all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
   L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori  di
  efficacia,  di efficienza e di appropriatezza ed economicità  delle
  prestazioni  erogate,  con particolare riferimento  al  numero  dei
  parti  cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei  bisogni  di
  salute dei cittadini.
   A  tal  fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare  le
  UU.00  di  ostetricia  e  ginecologia,  pediatria,  neonatologia  e
  terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
  anche   in  relazione  alla  complessità  dell'attività  svolta   e
  all'organizzazione  in  rete dei servizi per  patologia,  volume  e
  complessità.
   Il   Piano   ha  altresì  inteso  valorizzarne  ulteriormente   il
  collegamento  funzionale  con  la rete  regionale  di  emergenza  e
  potenziare  il  Servizio  di trasporto per le  emergenze  neonatali
  (STEN)  e  Servizio di trasporto assistito materno (STAM)  su  base
  regionale.
   Si   è   ritenuto,  infine,  di  dover  garantire  la   continuità
  assistenziale  intesa  come  omogeneità  dell'assistenza   erogata,
  perseguendo  modelli di continuità assistenziali che consentano  la
  distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza  a  rischio,
  attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al  fine  di
  una  collaborazione  funzionale tra i vari  livelli  istituzionali,
  sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
  le   interdipendenze  esistenti  fra  le  strutture  operative,  il
  distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e  gli
  altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
   A  tal fine, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita
  i Direttori generali provvedono alla riorganizzazione del "percorso
  nascita", per offrire alle mamme e ai neonati una migliore  qualità
  dell'assistenza  e della presa in carico completa dal  concepimento
  fino  al  periodo immediatamente precedente al parto e, per questo,
  dovranno  produrre un proprio piano aziendale in cui siano definite
  le strutture e le modalità attraverso cui il percorso nascita potrà
  essere   assicurato   nel  territorio  anche   sulla   base   delle
  caratteristiche della popolazione di riferimento.
   Per quanto attiene poi al tema specifico dell'assistenza presso le
  zone   disagiate   si   rimanda  all'esito  del   procedimento   di
  rimodulazione della rete ospedaliero - territoriale, il cui iter  è
  in  corso  di  definizione,  che  tiene  conto  di  tale  esigenza,
  derivante da particolari condizioni orografiche e di viabilità.

   Per l'identificazione di tali zone, rispondenti a precisi criteri,
  sarà dirimente il previsto parere obbligatorio della VI Commissione
  legislativa dell'ARS sull'intero atto di programmazione».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   CORDARO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   la  chiusura  dei punti nascita nei Presìdi ospedalieri  regionali
  determinata  nella scorsa legislatura dall'azione  di  governo,  in
  aperto  contrasto  con  le   indicazioni  pervenute  dall'Assemblea
  regionale  siciliana, hanno di fatto costituito la soppressione  di
  servizi essenziali per i cittadini,  determinando     un  ulteriore
  allontanamento   dei   territori   dalle   prestazioni    sanitarie
  ospedaliere;

   in  particolare,  la chiusura del punto nascita  dell'ospedale  di
  Petralia  Sottana,  oltre al depotenziamento  subìto  dallo  stesso
  nosocomio  per  altre  branche mediche,  ha  posto  la  popolazione
  madonita  in  una  situazione di assoluto confine  dai  servizi  di
  assistenza essenziale;

   il riconoscimento di una peculiarità geografica che rientra tra le
  ragioni  in  base  alle quali altri ospedali hanno  ottenute  nelle
  settimane scorse deroghe rispetto al piano redatto dall'Assessorato
  alla  salute,  non  può  non  prendere in  considerazione  l'intero
  assetto territoriale regionale, lasciando soltanto alcuni territori
  svantaggiati fuori da tale criterio;

   il  punto nascita di Petralia Sottana, che assisteva il territorio
  madonita,  risponde pienamente e forse più di altri territori  alle
  caratteristiche di zona montana, disagiata e con notevole  distanza
  dalle  strutture di riferimento ostetrico-ginecologiche di  livello
  superiore più vicine;

   considerato che:

   in   forza   delle  disposizioni  contenute  nel   piano   redatto
  dall'Assessorato alla salute, il punto nascita di Petralia Sottana,
  una realtà montana di mt 1100 e ad 1 ora strada da Termini Imerese,
  non  andava  chiuso,  in  virtù  delle  peculiarità  dei  territori
  montani,  alla  frammentazione territoriale e alle  caratteristiche
  orografiche  e,  seppur al di sotto dei 500 parti  annui,  risponde
  perfettamente ai requisiti di deroga previsti;

   la  decisione  di chiusura del punto nascita deriva esclusivamente
  da  un  mero ed assurdo ragionamento di carattere economico  ed  ha
  pregiudicato l'inviolabile diritto costituzionale alla  salute  che
  deve essere garantito a tutti i cittadini;

   nei  giorni  scorsi,  la  Giunta di governo,  secondo  notizie  di
  stampa,  avrebbe  deliberato  la  riattivazione  punti  nascita  di
  Lipari, Pantelleria, Mistretta, Bronte, Nicosia, Mussomeli e  della
  casa di cura Attardi di Santo Stefano di Quisquina e che, in alcuni
  casi  questi Presìdi, presentano un numero di parti annui inferiore
  a 500;

   la   scelta   adottata   dal   governo  è   pienamente   condivisa
  dall'interrogante  poiché mira a ristabilire la  piena  legalità  e
  riconsegnare il diritto alla salute ai cittadini delle zone oggetto
  del provvedimento, ma non si comprende come sia stato possibile non
  includere anche il punto nascita di Petralia Sottana che, tra tutti
  i   nosocomi,  è  stato  inoltre  quello  di  maggior  oggetto   di
  depotenziamento  e  che ad oggi è in uno stato  di  stallo  per  le
  scelte assurde compiute dal precedente Assessore al ramo;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno rivedere il  provvedimento  adottato
  dalla  Giunta  di  Governo, inserendo anche  il  punto  nascita  di
  Petralia Sottana tra quelli da riattivare;

   quali  siano  le  ragioni  per cui il territorio  madonita  rischi
  ulteriormente  di  essere  sempre  più  emarginato  dall'assistenza
  sanitaria;

   se non reputino improcrastinabile avviare una concertazione con le
  Amministrazioni   comunali  del  territorio  di   Petralia   e   la
  cittadinanza  per assicurare al territorio l'assoluto rispetto  dei
  diritti sanciti dalla Costituzione». (657)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione citata in oggetto con
  la  quale  si  chiedono notizie in merito alla chiusura  del  punto
  nascite di Petralia Sottana (PA), si precisa quanto segue.
   Con  decreto 2 dicembre 2011, pubblicato nella G.U.R.S. n.1 del  5
  gennaio  2012,  questo Assessorato ha emanato le direttive  per  il
  "Riordino e razionalizzazione della rete dei punti nascita".
   La  riorganizzazione  della rete è scaturita  dalla  necessità  di
  promuovere e migliorare la qualità, la sicurezza e l'appropriatezza
  degli  interventi assistenziali nel percorso nascite e di  ridurre,
  nel contempo, l'utilizzo del taglio cesareo.
   Tale  intento  è  stato  formalizzato  a  livello  nazionale   con
  l'accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 che ha previsto  tutta
  una serie di correttivi e di misure di politica sanitaria come, tra
  gli  altri,  la razionalizzazione/riduzione progressiva  dei  punti
  nascita  con  numero  di  parti inferiore a 1000/aiuto,  prevedendo
  l'abbinamento  per  pari  complessità  di  attività  delle   UU.00.
  ostetrico-ginecologiche   con   quelle  neonatologiche/pediatriche,
  nonché l'attivazione, completamento e messa a regime del sistema di
  trasporto assistito materno (STANI) e neonatale d'urgenza (STEN).
   Nell'ambito  della  riqualificazione  della  rete  ospedaliera   e
  territoriale  e  in  sintonia  con gli  orientamenti  programmatori
  nazionali  e  internazionali, la Regione siciliana,  con  il  Piano
  sanitario  regionale  2011/2013,  e  specificatamente  con   quanto
  previsto  al  punto 9.2.1 "Messa in sicurezza dei punti  nascita  e
  miglioramento della qualità dell'assistenza al parto e al neonato",
  ha  definito  la  rimodulazione della  rete  materno-infantile  per
  garantire    adeguati    standard    di    qualità    relativamente
  all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza.
   L'obiettivo è di migliorare il livello dei LEA, gli indicatori  di
  efficacia,  di efficienza e di appropriatezza ed economicità  delle
  prestazioni  erogate,  con particolare riferimento  al  numero  dei
  parti  cesarei garantendo maggiore soddisfacimento dei  bisogni  di
  salute dei cittadini.
   A  tal  fine col Piano si è posto l'obiettivo di riorganizzare  le
  UU.00  di  ostetricia  e  ginecologia,  pediatria,  neonatologia  e
  terapia intensiva neonatale, organizzandone i livelli di assistenza
  anche   in  relazione  alla  complessità  dell'attività  svolta   e
  all'organizzazione  in  rete dei servizi per  patologia,  volume  e
  complessità.
   Il   Piano   ha  altresì  inteso  valorizzarne  ulteriormente   il
  collegamento  funzionale  con  la rete  regionale  di  emergenza  e
  potenziare  il  Servizio  di trasporto per le  emergenze  neonatali
  (STEN)  e  Servizio di trasporto assistito materno (STAM)  su  base
  regionale.
   Si   è   ritenuto,  infine,  di  dover  garantire  la   continuità
  assistenziale  intesa  come  omogeneità  dell'assistenza   erogata,
  perseguendo  modelli di continuità assistenziali che consentano  la
  distinzione tra la gravidanza fisiologica e gravidanza  a  rischio,
  attivando in tal senso un sistema fortemente integrato al  fine  di
  una  collaborazione  funzionale tra i vari  livelli  istituzionali,
  sinergizzando le attività territoriali e ospedaliere e valorizzando
  le   interdipendenze  esistenti  fra  le  strutture  operative,  il
  distretto territoriale e ospedaliero, i consultori familiari e  gli
  altri servizi attivi nell'ambito dell'area materno-infantile.
   A  tal fine, nelle aziende in cui sono disattivati i punti nascita
  i Direttori generali provvedono alla riorganizzazione del "percorso
  nascita", per offrire alle mamme e ai neonati una migliore  qualità
  dell'assistenza  e della presa in carico completa dal  concepimento
  fino  al  periodo immediatamente precedente al parto e, per questo,
  dovranno  produrre un proprio piano aziendale in cui siano definite
  le strutture e le modalità attraverso cui il percorso nascita potrà
  essere   assicurato   nel  territorio  anche   sulla   base   delle
  caratteristiche della popolazione di riferimento.
   Per quanto attiene poi al tema specifico dell'assistenza presso le
  zone   disagiate   si   rimanda  all'esito  del   procedimento   di
  rimodulazione della rete ospedaliero - territoriale, il cui iter  è
  in  corso  di  definizione,  che  tiene  conto  di  tale  esigenza,
  derivante da particolari condizioni orografiche e di viabilità.
   Per l'identificazione di tali zone, rispondenti a precisi criteri,
  sarà dirimente il previsto parere obbligatorio della VI Commissione
  legislativa dell'ARS sull'intero atto di programmazione».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   VINCIULLO-CIACCIO.  - «Al Presidente della Regione,  all'Assessore
  per   le   attività   produttive,  all'Assessore  per   l'economia,
  all'Assessore  per  l'energia e i servizi  di  pubblica  utilità  e
  all'Assessore per la salute, premesso che:

   in  data  6  febbraio  2013,  in  provincia  di  Agrigento,  si  è
  verificato  un  tragico incidente che ha visto  il  decesso  di  un
  operaio sul luogo di lavoro;

   che  tale  drammatico evento ha portato alla ribalta la  questione
  della  sicurezza  nei luoghi di lavoro; rilevato che  i  luoghi  di
  lavoro devono possedere appunto i requisiti di sicurezza;

   considerato che è a rischio la pubblica incolumità;

   visto  che i dati statistici indicano in aumento i casi di decesso
  sui   luoghi  di  lavoro,  classificati  e  indicati  quali  'morti
  bianche';

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno intervenire  nell'ambito
  della  salvaguardia  sul  lavoro con  provvedimenti  a  tutela  del
  rispetto  delle  condizioni di sicurezza ed evitare  pericoli  alla
  pubblica incolumità». (1052)

   Risposta.  - «In riscontro all'interrogazione segnata in  oggetto,
  con  la  quale sono stati chiesti interventi a tutela e salvaguardi
  dell'incolumità   nei  luoghi di lavoro, si fornisce  la  relazione
  prot. 14756 del 14 febbraio 2014 resa dal competente Servizio 3 del
  Dipartimento    per   le   attività   sanitarie   ed   Osservatorio
  epidemiologico».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

       Nota prot. 14756 del 14 febbraio 2014

   «In riferimento all'interrogazione parlamentare di cui in oggetto,
  con riguardo all'infortunio mortale sul lavoro avvenuto lo scorso 6
  febbraio  2013  in  una  cava di inerti di  Villafranca  Sicula,  a
  seguito  di  un improvviso smottamento di terra che ha travolto  un
  operaio  che  vi  stava  lavorando,  sul  quale  chiede  di  essere
  informato l'interrogante si rappresenta quanto segue.
   Premesso  quanto  sopra, come è noto, dalle notizie  dei  giornali
  della   prima   ora,   l'accaduto  è  risultato  straordinariamente
  drammatico nella sua evoluzione dei fatti, per impossibilità di  un
  intervento di soccorso immediato nei confronti dell'operaio,  Mario
  Cardinale  di Bivona, rimasto sepolto sotto la massa di  detriti  e
  fango all'interno della cava dove lavorava, nonostante l'intervento
  sul  luogo  della  tragedia da parte di Carabinieri  insieme  a  un
  elicottero  d'emergenza dei vigili del fuoco, a  uomini  del  Corpo
  forestale  e  ad alcune ambulanze del 118 dei vigili  del  fuoco  e
  mezzi del 118 giunti immediatamente sul luogo della tragedia.
   A  seguito  dell'accaduto, questo Assessorato mediante il  proprio
  Servizio  3,  ha  provveduto ad acquisire informazioni  dirette  da
  parte del Dipartimento di Prevenzione S.PRE.S.A.L. della A.S.P.  di
  Agrigento, che ha riferito tra l'altro di essere rimasto sul  posto
  fino  al  tardo pomeriggio del giorno dell'incidente,  con  proprio
  personale  a  seguire  le  operazioni di  recupero  del  lavoratore
  infortunato.
   Come  è noto le operazioni di recupero del corpo comunque si  sono
  protratte   ininterrottamente  per   diversi   giorni,   risultando
  particolarmente difficoltose, a causa dei continui  smottamenti  di
  terreno,  che  non  hanno permesso la completa messa  in  sicurezza
  della porzione di montagna dove si era verificata la frana, sebbene
  siano  state  utilizzate sofisticate macchine da  cantiere  e  pale
  meccaniche,   telecomandate  a  distanza  da   personale   esperto,
  lasciando sul posto il corpo dell'operaio, sepolto sotto  la  frana
  per sette giorni.
   Fermo  restando  la  drammaticità  dei  fatti  accaduti,  e  delle
  indagini  giudiziarie  tuttora  in  corso  da  parte  dell'autorità
  giudiziaria,  sull'esito delle quali non è dato  sapere,  prendendo
  spunto  da  questo tragico incidente sul lavoro, si vuole  affidare
  all'interrogante qualche elemento di riflessione, con  riguardo  ai
  dati  statistici  che indicano l'aumento dei casi  di  decesso  sui
  luoghi di lavoro, classificati e indicati quali morti bianche.
   In  merito,  può  essere  utile per l'interrogante  consultare  il
  documento della Conferenza delle Regioni e delle Province  Autonome
  n.  31/030/CR7c/C7  sull'Attività delle regioni  e  delle  province
  autonome  per la prevenzione nei luoghi di lavoro per l'anno  2011,
  di recente pubblicazione.
   Questo documento nella parte 3, relativamente al "CONTESTO", e con
  riguardo  a "Infortuni e malattie professionali ed a Infortuni  sul
  lavoro" riporta gli andamenti infortunistici nel periodo 2006-2010,
  dai  quali  si  nota, (vedi fig. 1), rispetto sia al  totale  delle
  attività,  sia  ai  comparti  ritenuti  a  maggior  rischio,   come
  agricoltura  e costruzioni, un trend in diminuzione del  numero  di
  infortuni.
   Parallelamente, però allo stesso modo, evidenzia che  in  edilizia
  ed  in agricoltura non solo si è avuta una percentuale più alta  di
  casi gravi, e che questa percentuale è in aumento (vedi fig. 2).
   Questo   andamento  contrastante,  come  rilevato   nel   suddetto
  documento  della Conferenza, suggerisce l'ipotesi che vi sia  stata
  una  progressiva  sottonotifica dei casi lievi;   e  che  l'elevata
  percentuale   di  casi  gravi  nei  due  comparti,  agricoltura   e
  costruzioni,  giustifica il rilievo dato nei piani  di  prevenzione
  proprio  a questi settori lavorativi, dove si concentra il  maggior
  numero  di  casi  mortali (escludendo quelli in itinere,  cioè  nel
  percorso casa-lavoro).
   La  riduzione degli infortuni è comunque un trend costante, che si
  prolunga  da  almeno  due decenni, anche se con  fasi  più  o  meno
  accentuate.  Esso  può ritenersi riconducibile, da  un  lato,  agli
  effetti   della  prevenzione  (variazioni  delle  norme,   maggiore
  attività  di  vigilanza,  attività di promozione  della  sicurezza)
  messa   in  atto  dagli  attori  istituzionali,  dall'altro,   alle
  modifiche  della struttura produttiva che si possono riassumere  in
  due  elementi fondamentali: la riduzione della quota numerica delle
  aziende manifatturiere, che espongono ai rischi maggiori, l'aumento
  delle  attività  del terziario e dei servizi,  meno  a  rischio  di
  infortuni,  e  l'introduzione di nuovi macchinari  e  di  procedure
  automatizzate  che  hanno  sostanzialmente  ridotto  il  numero  di
  esposti e anche il rischio di infortuni.
   Su questo trend, inoltre, rileva il documento, che certamente si è
  inserita di recente la crisi economica iniziata nel 2008,  a  causa
  della  quale si è registrata anche una brusca riduzione del  numero
  di  infortuni  anche  per  altri  fattori,  non  sempre  facilmente
  individuabili.
   Molti di questi fattori, è presumibile, perderanno il loro effetto
  quando  ci  sarà una ripresa economica che potrebbe portare  dietro
  un'inversione  del trend infortunistico, fin qui registrato,  anche
  per  l'immissione  nel  mondo del lavoro di  lavoratori  con  minor
  esperienza assunti al posto di quelli più esperti espulsi dal mondo
  produttivo, che necessiterebbero una buona formazione sugli aspetti
  che  li  coinvolgono sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
  Riguardo,  infine,  all'ultima  questione  posta  dall'interrogante
  sull'opportunità "di intervenire nell'ambito della salvaguardia sul
  lavoro con provvedimenti a tutela del rispetto delle condizioni  di
  sicurezza ed evitare pericoli alla pubblica incolumità" la  materia
  riguardante  "la  pubblica incolumità" è troppo vasta  e  va  molto
  oltre  la  competenza  specifica  della  "tutela  della  salute   e
  sicurezza nei luoghi di lavoro" di competenza di questo Assessorato
  della  Salute,  coinvolgendo ampie parti della  società  civile  ed
  ambiti di vari dicasteri dello Stato e della Regione.
   Se   però  ci  si  ferma  agli  ambiti  di  competenza  di  questo
  Assessorato, va detto che, sebbene resti ancora molto  da  fare  in
  merito, negli ultimi anni ci si è molto adoperati in linea  con  le
  recenti normative comunitarie e nazionali che esercitano un proprio
  ruolo anche in materia di tutela della salute e della sicurezza sul
  lavoro,  attribuendo alle Aziende Sanitarie Provinciali (AA.SS.PP.)
  il  compito  di  svolgere l'attività di vigilanza e  le  azioni  di
  supporto  dirette ai lavoratori, alle imprese, alle  organizzazioni
  di  rappresentanza e a tutti gli altri soggetti coinvolti a diverso
  titolo .
   Come è noto, infatti, la legge costituzionale 18 ottobre 2001,  n.
  3,  ha  ulteriormente ampliato il ruolo delle  Regioni  e  Province
  Autonome,  trasferendo  la  competenza  in  materia  di  "tutela  e
  sicurezza del lavoro" nell'ambito della legislazione concorrente.
   Il  successivo decreto legislativo 81/08, riprendendo  il  dettato
  costituzionale, ha costruito un sistema di rapporti  molto  stretti
  tra Stato, Regioni e Province Autonome, in un contesto che oltre ad
  avere  una forte connotazione sanitaria, quale sistema di  garanzia
  della  tutela  della  salute dei lavoratori, afferisce  in  maniera
  rilevante ai temi più generali del welfare, inteso come qualità del
  lavoro,   qualità  dei  rapporti  sociali  e  quindi  qualità   dei
  territori.
   In  tal  senso,  sono  stati  raggiunti significativi  e  concreti
  risultati    in   termini   di   pianificazione   e   realizzazione
  dell'attività di prevenzione.
   Nella  nostra Regione come nelle altre Regioni e Province Autonome
  italiane  è stato istituito un Comitato Regionale di Coordinamento,
  che  ha costituito la necessaria cabina di regia interistituzionale
  degli  interventi,  che ha corrisposto agli impegni  dettati  dalle
  norme  assunti  con  documenti di programmazione  nazionali  ed  in
  particolare  con il Patto per la salute e sicurezza nei  luoghi  di
  lavoro (DPCM 17/12/2007) e con il Piano Nazionale della Prevenzione
  2010-2012, formalizzato, nella nostra Regione con l'approvazione da
  parte  di  questo Assessorato del D.A. 1174/10 del  29/04/2012  del
  "Piano  Regionale  Straordinario  per  la  Tutela  della  salute  e
  sicurezza nei luoghi di lavoro", composto da tre piani regionali di
  prevenzione:    edilizia,   agricoltura   e   emersione    malattie
  professionali, pubblicato nel sito di questo Assessorato e a cui si
  rimanda per ogni ulteriore maggiore approfondimento.
   Conseguentemente, si ritiene che quanto sopra rappresentato  possa
  risultare      esauriente     risposta      all'ultimo      periodo
  dell'interrogazione  in  argomento,  c  che  sebbene  aggiornamenti
  legislativi  in  merito  risultano comunque auspicabili  in  quadro
  lavorativo  e  sociale in continua mutazione come  l'attuale,  come
  peraltro  realizzato  costantemente  dal  legislatore  nazionale  e
  recepito da quello regionale.
   Tanto  si  è  fin qui rappresentato per consentire  di  rispondere
  all'Assessore  di  cui alla interrogazione in oggetto,  restando  a
  disposizione per ogni altro chiarimento in merito».

   Il Dirigente del Servizio

   Ing. Leonardo Ditta

   IL DIRIGENTE GENERALE
          (Avv. Ignazio Tozzo)

   N.B.:
   Per                 le                tabelle                 vedi
  www.ars.sicilia.it/attidicontrollo/interrogazioni/rispostascritta/a
  ttiallegati

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
  268-474-542-543-546-613-638-662/A   -    ISTITUZIONE   DEI   LIBERI
  CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.

     All'articolo 8

   Emendamento 8.6 (II parte):

   Al  comma  2  le  parole   sono eletti con sistema  indiretto  di
   secondo  grado   sono  sostituite dalle parole   sono  organi  di
   secondo  livello  e le parole   e restano in carica cinque  anni,
   fermo restando che  sono soppresse.

   Emendamento 8.6 (III parte):

     Il comma 3 è sostituito dal seguente:

    3.  Con  la  legge  di  cui  al comma  4  dell'articolo  2  sono
   disciplinate le modalità di elezione del Sindaco metropolitano  e
   della  Giunta metropolitana nonché il numero dei componenti della
   stessa,  stabilito  in  rapporto  alla  popolazione  dei   comuni
   compresi in ciascuna Città metropolitana. .

   Emendamento 8.7:

   Dopo il comma 3 inserire il seguente:

    4.  Il  sindaco  metropolitano, i  componenti  della  conferenza
   metropolitana,  e  della  giunta  metropolitana   esercitano   le
   rispettive funzioni a titolo gratuito .

     All'articolo 9

   Subemendamento 9.7.1:

   All'emendaemnto  9.7 al secondo periodo sostituire  le  parole   a
  maggioranza assoluta  con le parole  a maggioranza di due terzi .

   Subemendamento 9.8 (I parte):

   Al  comma  1  aggiungere alla fine le parole  , a condizione  che
   esista la continuità territoriale. .

   Emendamento 9.7:

   Il comma 1 è così sostituito:

      1.  Entro  sei  mesi  dalla data di entrata  in  vigore  della
   presente  legge, i comuni compresi nelle aree metropolitane,  con
   deliberazione  del  consiglio  comunale  adottata  a  maggioranza
   assoluta   dei  componenti,  possono  distaccarsi   dalla   città
   metropolitana  per  aderire  al libero  consorzio  di  comuni  di
   appartenenza. I comuni compresi nel libero consorzio di comuni di
   appartenenza con deliberazione del consiglio comunale adottata  a
   maggioranza  assoluta  dei componenti,  possono  distaccarsi  dal
   libero  consorzio  di  comuni di appartenenza  per  aderire  alla
   relativa Città metropolitana .

   Emendamento 9.8 (II parte):

   Il comma 3 è sostituito dal seguente:

    3.  Il  disegno  di  legge  di cui al comma  4  dell'articolo  2
   individua  i  territori delle Città metropolitane, prevedendo  le
   eventuali  modifiche  territoriali conseguenti  all'adesione  dei
   comuni ai sensi del presente articolo. .