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Resoconto d'Aula della Seduta n. 137 di giovedì 06 marzo 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   FIGUCCIA,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anselmo, Cascio  Salvatore,
  Cimino,  Coltraro, D'Agostino, Digiacomo, Dina,  Grasso,  Leanza  e
  Vullo hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENE.   Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.   1613    -   Misure   urgenti   relative   allo    stato    di
  funzionamento,  in cui versa la Biblioteca Centrale  della  Regione
  siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi   Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N. 1614 - Notizie sulle criticità economico-finanziarie del Comune
  di Brolo (ME) nonché sul commissariamento dell'ente locale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  1615  -  Notizie relative ai fondi di cui al PO FERS 2007/2013
  destinati alla Biblioteca centrale della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:
   N.   1616   -  Notizie  sulla  presunta  carenza  di  funzionalità
  dell'ambulatorio  di  endocrinologia del presidio  ospedaliero  San
  Giovanni di Dio di Agrigento e sui disagi per l'utenza.
   - Assessore Salute
   Firmatari: Firetto Calogero; Turano Girolamo; D'Agostino Nicola.

   Avverto  che  la interrogazione testé annunziata sarà  inviata  al
  Governo e alla competente Commissione.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 1612 - Erogazione delle pensioni integrative agli ex dipendenti
  dei soppressi Consorzi ASI.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Falcone Marco.

   Avverto   che  l'interrogazione  testé  annunziata  sarà  iscritta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   Onorevoli colleghi, constatata l'assenza del Governo, sospendo  la
  seduta per venti minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 12.15, è ripresa alle ore 12.52)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è ripresa ed è  nuovamente  sospesa
  fino alle ore 13.30, constatata l'assenza del Governo.

            (Assume la Presidenza il presidente Ardizzone)

     (La seduta, sospesa alle ore 12.52, è ripresa alle ore 13.40)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che  hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Forzese, Greco Marcello e Picciolo.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Oddo è in  missione
  a Berlino dal 7 al 9 marzo 2014.

                       Comunicazioni del Governo

   PRESIDENTE. Comunico che l'assessore Stancheris ha comunicato  che
  nell'ambito  dei propri compiti istituzionali, dal 4  al  14  marzo
  2014, si recherà a Berlino ed a Miami per partecipare ad interventi
  di  carattere istituzionale, manifestazioni borsistiche da inserire
  nel piano di propaganda turistica 2014.

   'istituzione di liberi consorzi comunali e città metropolitane'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Seguito della discussione del disegno di legge  Istituzione dei
  liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane  numeri 642-31-
   132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
                                 662/A

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  col  seguito della discussione del disegno  di  legge
   Istituzione   dei   liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane  (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
  542-543-546-613-638-662/A), posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  l'esame  era stato sospeso  all'articolo  10  ed  al
  subemendamento della Commissione 10.10.1.
   Comunico   che   a  questo  emendamento  è  stato  presentato   un
  emendamento  di  riscrittura da parte del Governo,  10.10.1.1.  che
  stiamo distribuendo.

   FALCONE.  Chiedeva  l'onorevole Milazzo  se  dobbiamo  votare  per
  appello nominale

   PRESIDENTE.  Quando  si porrà il problema,  se  si  richiederà  la
  votazione  per appello nominale la faremo. Se ci sarà una richiesta
  e sarà supportata, perché no?

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ieri i
  toni  con  i  quali ci siamo lasciati a seguito della  discussione,
  devo  dire accesa, che si era definita nel corso dei lavori d'Aula,
  chiaramente, il clima non poteva che essere adeguato a quella serie
  di  incidenti,   a  quella  serie di  errori,  a  quella  serie  di
  ingiustificate retromarce costanti che erano state fatte.
   Oggi,   alle   11   in   punto  i  deputati,   sicuramente   tutti
  dell'opposizione  e  forse  meno quelli della  maggioranza,  perché
  l'Aula  la  vedo  da  questo punto di vista,  ahimè,  svuotata,  ci
  aspettavamo  questo emendamento di riscrittura ma, soprattutto,  ci
  aspettavamo di potere ritornare al testo base della Commissione.
   Adesso  riceviamo il subemendamento a firma del Governo  il  quale
  altro  non fa che smentire ulteriormente quelle considerazioni  già
  vacue  poste  in  essere  nella seduta di  ieri,  ma  lo  fa  se  è
  possibile,  addirittura, peggiorando quel testo, cioè lo  fa  senza
  definire le funzioni, chiamando questa Aula a fare una riforma  per
  la quale non si capisce perchè i comuni dovrebbero aderire a questi
  liberi consorzi dei comuni.
   Noi chiediamo ai comuni di fare riferimento ad una legge del 1995.
  Noi  chiediamo ai comuni, prendiamo quelli ad esempio  della  città
  metropolitana  di Palermo, quei 22 comuni, di aderire  forzatamente
  firmando   una  condanna  a  morte,  chiedendo  loro  di  assistere
  scientemente  ai funerali di quei territori che stanno svuotandosi,
  che diventeranno periferia delle periferie, e lo facciamo chiedendo
  loro di fare un salto nel buio con un generico comma 2 che dice:  i
  liberi  consorzi  e le città metropolitane esercitano  funzioni  di
  coordinamento,  pianificazione,  programmazione  e   controllo   in
  materia   territoriale,  ambientale,  di  trasporto,  di   sviluppo
  economico .
   Quindi, mentre ieri, ad esempio, si toccavano i temi del sociale e
  lo  si faceva impropriamente, indebitamente, creando confusione tra
  il   termine  pianificazione  e  programmazione  e  toccando   solo
  superficialmente  il tema della programmazione  relativamente  alle
  aree  metropolitane,  con riferimento appunto ai  servizi  sociali,
  oggi quelle competenze saltano completamente così come saltano  una
  serie  di altre competenze che venivano accennate e che adesso  non
  vengono riconsiderate. Rinviando a quando? A forse fra sei mesi
   Io  non  capisco  qual  è  il  senso  di  questo  emendamento  che
  onestamente ci lascia completamente sbigottiti.
   Io  non  credo che ci sia stata una forzatura ieri e  neanche  era
  questo il problema. La forzatura non è stata fatta sicuramente  dal
  Presidente  dell'Assemblea che ha posto in essere un  atteggiamento
  assolutamente  rispettoso  del  Regolamento  e  dell'andamento  dei
  lavori  d'Aula,  ma  la  forzatura,  ahimè,  è  stata  fatta  dalla
  Commissione   di  cui  sono  vicepresidente  perché  non   potevamo
  permettere  di  arrivare con un emendamento che,  in  effetti,  non
  faceva altro che stravolgere i lavori che avevamo fatto fino a quel
  momento.
   Per  cui, credo che il clima non si sia assolutamente rasserenato,
  credo  che  stiamo eliminando la possibilità data  ai  deputati  di
  esprimere  il  loro  punto di vista perché erano  stati  presentati
  degli  emendamenti  che,  a questo punto,  non  possono  avere  più
  rappresentanza  e  voce e, quindi, chiedo al  Governo  di  rivedere
  quanto  espresso  in  queste quattro righe che  sono  assolutamente
  vuote  e  non rappresentano altro che un ulteriore rinvio a  quello
  che  si  deve fare, evitando di impantanare i lavori d'Aula  perché
  questo non vorremmo fare.
   Abbiamo  detto che il clima era quello di occupazione dell'Aula  e
  mi  sa,  presidente Ardizzone e Governo, che non avete fatto  nulla
  per stemperare il clima.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo più volte
  manifestato  preoccupazione per questo disegno di legge soprattutto
  con riferimento a quelle che erano le funzioni e le competenze.
   Essendo  alle prime battute avevamo chiesto al Governo  quale  era
  l'orientamento  in ordine alle competenze ed alle  funzioni  e,  il
  Governo aveva risposto che era suo intendimento snellire quelle che
  erano  le  attribuzioni  di  funzioni perché  è  convincimento  del
  Governo,  questo  diciamocelo  francamente,  che  questo  benedetto
  libero  consorzio  che sorge deve essere in linea  con  quello  che
  sorgerà nel Governo nazionale.
   Abbiamo visto, più volte, o quantomeno sentito, dichiarazioni  del
  presidente  Renzi  che vuole eliminare le province  e,  quindi,  in
  questo senso, il Governo di questa Regione si è orientato.
   E  non  c'è  dubbio, però che dovendo dare luogo a delle  funzioni
  che,  comunque, questo libero consorzio dovrà ereditare rispetto  a
  quelle che erano le competenze delle province, si è con un articolo
  indicato  una sorta di continuazione, come è giusto che sia,  nella
  fase  intermedia   che  vede il passaggio  da  provincia  a  libero
  consorzio,  poi, con l'articolo 10 si era immaginato  di  dare  una
  serie  di  funzioni e, avevamo rilevato la contraddizione  che  era
  elencata in quei cinque punti, perché si parlava di urbanistica, di
  rifiuti  ed  andava,  certamente, in controtendenza  rispetto  alle
  norme che erano state fatte prima.
   Avevamo  rilevato,  anche,  il  tema  dell'acqua  per  cui  questo
  Parlamento,  attraverso  la  IV  Commissione,  si  era  più   volte
  adoperato perché fosse pronto un disegno di legge, che già è  stato
  ampiamente  esaminato  dopo  tre mesi  di  discussione  e,  quindi,
  diciamocelo con molta franchezza, avevamo manifestato queste nostre
  perplessità.
   La  soluzione che oggi si dà, mi permetto di dire, è una soluzione
  estetica.  Ed  è  una soluzione che viene data  allorquando  si  ha
  difficoltà  a  dovere pronunciare alcune cose e si indicano,  molto
  genericamente,  alcune funzioni, anche perché c'è la  necessità  di
  acquisire delle entrate.
   Ed  allora c'è un'indicazione di carattere generale. Ed  è  ovvio,
  fin  troppo, considerare questo disegno di legge, un'ulteriore fase
  intermedia, rispetto a quello che sarà l'approdo finale, per cui il
  nostro  giudizio resta sospeso su quelle che saranno le prospettive
  di  nuovi  liberi  consorzi perché, a nostro parere,  non  avendone
  ancora stabilito con certezza quali debbano essere le funzioni,  ci
  sembra  questo  un modo interlocutorio di affrontare una  questione
  importante.
   Prendiamo atto che il Governo ha accettato questa indicazione,  da
  chi  in  questo Parlamento ha cercato di svolgere un  ruolo,  tutto
  sommato,   propositivo e ritenendo che le province siano  ormai  un
  organismo  superato;  prendiamo atto di  questo  testo,  di  questo
  emendamento e daremo il nostro voto di astensione, nel tentativo di
  accelerare,  a  tutti i costi, questo lavoro,   questo  disegno  di
  legge,  per  potere uscire da questa confusione che,  ormai,  si  è
  ingenerata nell'ambito del dibattito parlamentare.

   ASSENZA. E iscritto a parlare l'onorevole Assenza.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente,  da buon  cristiano  sono  contrario
  all'eutanasia   però,   qui,   siamo  di   fronte   all'accanimento
  terapeutico ed anche questo, proprio, non è consentito.
   Questo   nuovo  emendamento,  sarà  l'undicesimo,  il  dodicesimo,
  prodotto dal Governo, che naviga nella confusione più assoluta,  ha
  un merito: quello di dare ragione al pericolo che abbiamo paventato
  sin   dall'inizio.   Con   questa  legge,   non   solo   scassiamo,
  definitivamente,  un ente che, bene o male, ha  funzionato,  tranne
  gli  eccessi della politica, o meglio della mala politica in alcune
  occasioni, ma scassiamo anche i comuni ed ora, ultima perla,  anche
  la  Regione. Perché? Perché questo emendamento rimanda ad una legge
  che  deve ridefinire tutto, anche le funzioni della Regione, il che
  è  il vero vulnus dell'attività siciliana, perché il pachiderma non
  funzionante è questo, altro che le province.
   Noi avevamo l'occasione di fare una legge seria che demandava, non
  le volevate chiamare province, li chiamavate e li definivate liberi
  consorzi, per decentrare alcuni aspetti normativi, regolamentari ed
  amministrativi che in questo ente Regione trovano la  loro  palude.
  Tutto s'impantana, tutto si blocca, nulla funziona.
   Signor    Presidente,   avevamo   presentato   un   subemendamento
  all'emendamento governativo, che era quello all'articolo 10  Gov  R
  3, in cui dicevamo che questi liberi consorzi continuano a svolgere
  le  funzioni  delle province, continuano ad utilizzare  le  risorse
  finanziarie umane; specifichiamolo una volta per tutte, umane,  già
  di  spettanza  delle  province regionali, si continua  ad  avvalere
  delle  sedi e degli uffici delle province regionali. Rimandiamo  ad
  una  legge che deve emanare l'Assemblea entro un anno per demandare
  a  questi liberi consorzi le ulteriori funzioni che dovranno essere
  decentrate dalle Regioni, non trasferite dai comuni a questi liberi
  consorzi.  E poi, onorevole Presidente della Regione - e approfitto
  che  una volta tanto, mi può ascoltare perché non mi ha dato questo
  onore  se  non in rarissime occasioni, perché quando mi  accingo  a
  venire  al  microfono  lei esce dall'Aula  ma  non  sarà  una  cosa
  personale,   perché  poi  dal  punto  di  vista  personale   mi   è
  simpaticissimo  e credo forse che la simpatia umana sia  reciproca,
  però dal punto di vista politico siamo agli antipodi -, cosa stiamo
  facendo?   In   pratica  non  stiamo  modificando  niente,   stiamo
  rimandando  ad  una  ulteriore legge e restiamo ancora  nell'errore
  definendola comma 4 all'articolo 2, quando almeno su quello abbiamo
  fatto  chiarezza  ed il comma 5, ma quella legge riguarda  solo  la
  sistemazione territoriale e non le funzioni.
   Preannuncio  che  a  questo subemendamento governativo  trasferirò
  l'emendamento che avevo previsto al primo, perché ritengo  che  sia
  l'unico in grado di non creare ulteriore  confusione. Trasferiamo a
  questi  liberi  consorzi,  in  questo  momento,  le  funzioni,   il
  personale, le risorse delle province, gli uffici, le sedi, rinviamo
  a  questa legge da emanare con calma e tranquillità, fatta come  si
  deve  e  non questo pasticcio velenoso, come l'ha definito  un  suo
  sostenitore,   presidente  Crocetta,  non   Giorgio   Assenza,   il
  Presidente del Consiglio comunale di Ragusa.
   Egli  che è stato un suo sostenitore nella campagna elettorale  ha
  fatto  un  appello  ai deputati di tutte le correnti  per  dire  di
  fermarsi,  ragionare, fermare questa che è una polpetta  avvelenata
  per  tutti  gli  enti  locali della nostra provincia,  specificando
  anche   lo  status  giuridico-economico  che  verrà  riservato   ai
  dipendenti  di  questi liberi consorzi che dovrà rispettare  quello
  attualmente in vigore, così da dare tranquillità ai dipendenti, non
  creare  ulteriore  confusione e rimandare ad una legge  istitutiva,
  che  dovrà  essere  il vero scopo di questa legge.  Decentrare  sul
  territorio  delle  funzioni che la Regione Sicilia,  purtroppo,  ha
  dimostrato  di  non  essere  in grado di assolvere.  Snelliremo  la
  macchina amministrativa, avvicineremo la politica al territorio, ci
  avviamo  per  una risoluzione vera dei problemi. Trasferirò  questo
  che  era  il subemendamento all'emendamento governativo,  a  questo
  emendamento presentato oggi dal Governo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo  Sciuto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   SCIUTO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  Assessore, volevo fare delle domande. Con l'articolo 10 si vanno  a
  ridefinire   le  nuove  funzioni  dei  consorzi.  Vorrei   chiedere
  all'Assessore ma tutte le altre competenze che avevano le  province
  che  sono  la gestione delle riserve, la salvaguardia e tutela  del
  territorio,  bonifica  del  territorio  di  appartenenza,   servizi
  sociali,   cioè  fornire  l'assistenza  alla  comunicazione   degli
  assistenti, ai ragazzi ipovedenti secondo la legge 104, i trasporti
  ai  disabili, l'edilizia scolastica, il funzionamento delle  scuole
  di  secondo grado -perché nell'articolo 1 che abbiamo approvato, al
  comma  6, il Governo ha detto:  nelle more dell'approvazione  della
  legge  di cui all'articolo 2, i liberi consorzi comunali continuano
  ad esercitare le proprie funzioni' -, nel momento in cui andiamo ad
  approvare  la  legge e, con l'articolo 10, andiamo a ridefinire  le
  funzioni,  tutto  ciò che ho detto rimane escluso?  Assessore,  può
  chiarire questo concetto? Grazie.

   VALENTI,   assessore   per  le  autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli deputati, bisogna leggere attentamente
  l'emendamento.  Non è con l'articolo 10 che vengono ridefinite,  ma
  si  fa rimando alla legge di cui al comma 4 dell'articolo 2, perché
  con  quella legge che faremo dopo che i territori si sono  definiti
  da  un punto di vista geografico e, quindi, ogni Comune avrà deciso
  se  restare o meno nel Consorzio dove oggi viene inserito, soltanto
  allora  e  con  la definizione anche dell'assetto geografico  delle
  città  metropolitane  sarà fatta la legge  con  la  quale  verranno
  ridefinite  le  funzioni.  Nel senso che alcune  funzioni  potranno
  essere  trasferite  ai liberi Consorzi, altre  ai  singoli  Comuni,
  altre  potranno tornare indietro alla Regione e altre  ancora  alle
  Città  metropolitane. Quindi, non le stiamo ridefinendo con  questo
  articolo  10 sostitutivo, ma sarà la legge che faremo tra sei  mesi
  dopo che il territorio si è assestato.
   Questo  per dire che saranno ridefinite allora; cioè per adesso  è
  chiaro  che  è  una  fase  transitoria. E'  soltanto  dopo  che  il
  territorio  si  sarà  assestato  che  sarà  fatta  la   legge   per
  riassegnare  le  funzioni,  comprese quelle  di  snellimento  della
  macchina  amministrativa di cui si parlava  prima.  Perché  con  la
  stessa  legge  potrà  essere  possibile trasferire  funzioni  della
  Regione  ai liberi Consorzi o alle Città metropolitane o ai singoli
  Comuni.

   VULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  volevo
  approfittare  dell'intervento dell'onorevole Lo Sciuto.  Assessore,
  qualche  settimana  fa, nell'avviare questo disegno  di  legge,  le
  avevo  espresso  alcune perplessità per quanto concerne  i  piccoli
  imprenditori  che  si occupano della raccolta  dei  rifiuti,  nella
  fattispecie, quei rifiuti che vanno nella raccolta differenziata  e
  parlavo  appositamente di coloro i quali raccolgono  la  carta,  il
  cartone,  il vetro, i rottamai in genere. Queste sono delle  micro-
  aziende  che  con una legge dello Stato per avere le autorizzazioni
  si  devono rivolgere alle Province. Quando noi parliamo di cambiare
  le funzioni, questa funzione che lo Stato ha dato direttamente alle
  Province,   cosa  succederà?  In  questo  settore  della   raccolta
  differenziata  dei rifiuti ci sono in Sicilia circa  1000  aziende.
  Magari  1000 aziende con 4-5 dipendenti ciascuno e parliamo di  5-6
  mila persone che lavorano in queste aziende.
   Non   solo   questo,   ma  queste  aziende,  con  l'autorizzazione
  semplificata  che  viene rilasciata dalla Provincia,  senza  quella
  burocrazia complicata del VIA-VAS, dalla prossima settimana  quando
  questa  legge  verrà  votata,  a  molti  cominciano  a  scadere  le
  autorizzazioni. Che cosa dovranno fare queste aziende?
   Assessore,  lei sicuramente conosce benissimo la burocrazia  della
  nostra  Regione.  Qualche  settimana fa,  forse  qualche  mese  fa,
  assieme  all'onorevole  Forzese abbiamo presentato  un  disegno  di
  legge che parlava della cenere vulcanica.
   Signor  Presidente,  lei  deve  sapere  che  in  un  Comune  della
  provincia di Catania - non dico il Comune perché non vorrei che  il
  sindaco   venisse  denunziato  -  che  ha  avuto,   purtroppo,   la
  disavventura che il vento tirava sopra quel Comune mentre c'era  un
  fatto  eruttivo,  in  questo Comune si sono raccolte  centinaia  di
  migliaia di tonnellate di cenere vulcanica. Questa cenere vulcanica
  è  stata  messa nel campo sportivo, per cui i ragazzi delle squadre
  di calcio non lo possono più utilizzare. Ma la cosa più grave è che
  il sindaco sta aspettando perché gli uffici dell'Assessore Marino -
  sicuramente un valente Assessore assieme al dottore Lupo  -  ancora
  oggi  di quell'emendamento che avevamo fatto, un ordine del giorno,
  un  disegno  di  legge  si  sono  dimenticati,  questi  uffici,  di
  chiedere  al  Ministero dell'Ambiente che la cenere vulcanica  sia,
  finalmente, una volta per tutte, non più classificata rifiuto,  noi
  risparmieremo  decine e decine di migliaia di euro  perché  lei  sa
  meglio  di me che quando, purtroppo, succede un fatto del genere  i
  comuni etnei si riempiono di cenere vulcanica e non solo creano  il
  disagio ma la cosa grave è che dobbiamo pagare anche alla discarica
  queste benedette ceneri vulcaniche
   Allora,  Presidente  Crocetta,  si  vuole,  per  favore,  attivare
  affinché il Ministero - non so che fine abbiano fatto queste  carte
  -  finalmente  decida che questa cenere vulcanica non  sia  più  un
  rifiuto?


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta una nota, in  data  5  marzo
  2014  e  protocollata n. 2870 del 6 marzo successivo, con la  quale
  l'onorevole Anselmo ha comunicato di aderire al Gruppo parlamentare
   Articolo 4 .
   Pertanto, a decorrere dal 5 marzo 2014, lo stesso deputato  cessa,
  contestualmente, di far parte del Gruppo parlamentare   UDC  Unione
  di Centro .
   L'Assemblea ne prende atto.

   'istituzione di liberi consorzi comunali e città metropolitane'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Riprende la discussione del disegno di legge nn. 642-31-132-133-
     149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione,  Assessore, questa mattina, anzi ieri sera, mi sono  preso
  la   briga,   dopo   che   il  Governo  aveva   presentato   questo
  subemendamento  -  l'ennesimo - 10.10  sulle  funzioni  dei  liberi
  Consorzi  e delle Città metropolitane, di andare a verificare,  già
  lo  conoscevo ma ho detto non vorrei essere diventato vecchio e  la
  mia    mente    mi   ha   fatto   cancellare   alcuni    importanti
  compiti,.Presidente Crocetta, la prego perché la  partita  è  molto
  delicata,  probabilmente  è  molto  più  delicata  di  quanto   noi
  pensiamo. Probabilmente, non vorrei trovarmi, fra qualche mese,  ad
  essere nella sua stanza occupata dai dipendenti delle Province che,
  fra qualche mese potrebbero rischiare di non prendere lo stipendio.
  Lo  dico  nell'interesse complessivo di tutti, perché poi sarà  una
  partita che diventerà pericolosa, ingestibile.
   Noi  stiamo  rinviando,  rinviando,  rinviando  ma  senza  mettere
  paletti certi su quello che può accadere.
   Primo aspetto, poi parleremo delle funzioni e delle competenze. Io
  sto presentando un emendamento, poi vedremo dove e come calarlo, ma
  deve  essere  chiaro,  netto e inequivocabile:  in  fase  di  prima
  attuazione,  agli istituendi liberi Consorzi e città  metropolitane
  sono  trasferite tutte le risorse finanziarie derivanti dai tributi
  provinciali ed i trasferimenti statali e regionali delle  soppresse
  Province regionali.
   Qualcuno  mi dice:  Ma già c'è, è tra le righe, è tra le  pieghe .
  No   Io  ritengo  che  vada scritto in maniera chiara,  in  maniera
  inequivocabile. Primo aspetto. I dipendenti delle  Province  e  dei
  Consorzi, uscita la legge da qui - che poi sarà approvato il quadro
  dentro  che riscriveremo in questi otto mesi, un anno,  un  anno  e
  mezzo  che passerà - devono avere serenità, devono sapere che  alla
  fine ci saranno risorse che garantiranno, per una scellerata scelta
  di  accelerazione  di una legge che, probabilmente,  poteva  essere
  fatta molto, molto meglio dovranno essere garantiti gli stipendi.
   Secondo aspetto, non meno importante. Già il testo di ieri, quando
  era stato presentato il subemendamento dove c'erano le funzioni  da
  attribuire  alle Province ed alle Città metropolitane era  lacunoso
  e,  mi permetto di dire, non conosceva e non prendeva corpo di  ciò
  che le Province o le ex Province avevano svolto fino ad oggi.
   E  pongo  una  serie di domande, in modo particolare all'Assessore
  per  le  Autonomie locali e la funzione pubblica. Non  parliamo  di
  formazione  professionale, non parliamo di tutela  ambientale,  non
  parliamo  di scuole, non parliamo di assistenza agli invalidi,  non
  parliamo di Protezione civile, non parliamo di nulla di quello  che
  il testo della vecchia legge aveva attribuito alle ex Province.
   Assessore  Valenti, io la prego, non sarà soltanto questo  il  mio
  intervento,  io  lo  dico  con  molta  schiettezza,  non   possiamo
  permetterci oggi di giocare sulla pelle di due importanti  elementi
  esterni a quest'Aula: i dipendenti e i cittadini.
   Perché  adesso noi vedremo questa manovra aggiuntiva di  bilancio,
  troveremo  altre risorse, bisogna trovare risorse certe affinché  i
  servizi  essenziali che una Provincia soltanto gestita oggi  da  un
  Commissario, che non può reggere la sua attività programmatica  per
  altri  dieci mesi, un Commissario va mandato in un Comune  piccolo,
  sciolto  per mafia, anzi tre Commissari ne mandano, non uno  e  lui
  gestisce  quell'attività  per diciotto mesi  di  emergenza.  Ma  mi
  spiegate com'è possibile lasciare un Commissario per 24 mesi in una
  provincia  che deve pianificare e programmare importanti interventi
  di  sviluppo del territorio? Se pensiamo veramente che questo è  un
  superuomo, un super manager, non è così
   Siccome  la  politica, checché se ne possa dire,  dialoga  con  il
  territorio,   io  sono  seriamente  preoccupato,  sono   seriamente
  preoccupato per quelle decine di finanziamenti che sono giunti alle
  Province  negli  anni  scorsi  e che non  stati  programmati,  sono
  preoccupato per la pianificazione dei quello che dovrebbe essere il
  bilancio  vecchio  e  quello  nuovo,  per  l'attuazione  del  fondo
  consuntivo,  per  l'utilizzo dei residui  attivi  e  passivi,  sono
  preoccupato per i debiti, sono preoccupato per i crediti.
   Vede,  signor  Presidente, stamattina quando mi sono  svegliato  e
  mentre  facevo la barba, io pensavo all'incontro di oggi, a  questo
  momento e pensavo a questa legge sulle Province come a quel bambino
  che  sta  nascendo e che decidiamo che nome dare a questo  bambino.
  Lei mi permetterà, lo voglio chiamare Rosario, oggi, per un motivo,
  perché  è  la patrona del mio comune,  Presidente della  Regione  e
  quindi  mi  piace ricordare questo, in questo senso.  Ma  a  questo
  bambino  dobbiamo pensare che educazione dobbiamo dare,  chi  dovrà
  allevarlo,  chi  dovrà  vestirlo,  chi  dovrà  lavarlo,  chi  dovrà
  accudirlo, chi dovrà accompagnarlo. Noi stiamo pensando a  dare  un
  nome  a  questo  bambino, ma non stiamo pensando a chi  poi  questo
  bambino  dovrà  farlo crescere  E questo bambino in questo  momento
  rappresenta il territorio e i dipendenti della provincia
   Forse,   può  sembrare  folle,  strano,  pleonastico,  come   dice
  qualcuno,  fuori luogo, inopportuno quello che sto dicendo,  ma  le
  posso   garantire  che  questo  che  le  dico  io  non  è  la   mia
  preoccupazione,  è  la  preoccupazione  di  decine  e   decine   di
  lavoratori e di cittadini che in queste ore non hanno fatto mancare
  il  loro supporto nel ridefinire che questa legge così com'è è poco
  chiara, mancanza di certezza del diritto e mancanza di serenità, io
  credo   che   dobbiamo   dare  questi  elementi   insindacabili   e
  fondamentali.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, debbo ricordare che ieri  è  stata
  distribuita la bozza provvisoria con tutti gli articoli fin  adesso
  approvati  e  siccome negli interventi si ribadisce il concetto  di
  dare serenità o meno, ma soprattutto di dare serenità al personale,
  all'articolo   1,   comma   7,  è  già  deliberato,   c'è   scritto
  espressamente:   I  liberi  Consorzi continuano  ad  utilizzare  le
  risorse  finanziarie  a proposito di tributi  già  attribuiti  alle
  Province,   materiale  umano già di spettanza delle  corrispondenti
  Province  regionali, i liberi Consorzi si avvalgono delle sedi  già
  in  uso  alle  corrispondenti Province regionali. Al personale  dei
  liberi  Consorzi  comunali  è confermato  lo  status  giuridico  ed
  economico già in godimento presso le Province regionali .
   Se  c'è un dato assodato, scontato e chiaro è proprio questo della
  continuità.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  vi  chiedo persino perdono se  insisterò  su  alcuni
  concetti.
   Noi  continuiamo a ragionare sempre di fatti che non  si  pongono,
  come  la  questione  del  personale che è definita  in  termini  di
  riconversione e di riorganizzazione, così come si fa con  qualsiasi
  ente che chiude. Su questo, mi pare, che è stato disciplinato anche
  dalla  legge  e,  quindi,  non  c'è una  vicenda  che  riguarda  il
  personale.  C'è,  invece,  l'innamoramento  perpetuato  e  continuo
  rispetto ad un ente inutile, perché il problema è questo: c'era una
  casta  intermedia legata, che fa parte del sistema  di  potere  che
  deve continuare ad avere degli sbocchi; ma il nostro compito non  è
  quello di mantenere 800 mila consiglieri comunali e provinciali, il
  nostro compito è quello di ridurre.
   Il   Presidente   Renzi   sta  ponendo   la   questione   relativa
  all'abolizione  del  Senato  della  Repubblica:  era  un  organismo
  democratico  o  antidemocratico?  I  senatori  erano   eletti   dai
  cittadini?  Allora, si abolisce la democrazia abolendo  il  Senato?
  Gli  altri  Parlamenti che non hanno il Senato rappresentano  stati
  antidemocratici? Gli altri Stati europei che non conoscono  le  tre
  articolazioni  delle  autonomie, così come la nostra  dove  abbiamo
  Regione, Provincia e Comune, sono tutti antidemocratici? O  c'è  lo
  Stato con le Province o c'è lo Stato con le Regioni. E le Province,
  laddove  sono presenti, hanno una dimensione uguale a quella  delle
  Regioni in Italia.
   Tutto  questo  terrorismo, che viene fatto in  buona  fede,  viene
  fatto  tenendo presente che le cose devono stare sempre  così  come
  sono  state.  Noi non dobbiamo assolutamente modificare  nulla,  la
  storia  ci  attraversa e cambia e modifica, però noi  non  possiamo
  modificare nulla.
   Non  ci  sono pericoli per il personale. Le risorse sono stabilite
  negli  articoli  già  precedentemente votati e approvati  per  cui,
  onorevole Alongi, l'emendamento non è assolutamente necessario .

   ALONGI. Sono presenti le garanzie e non le risorse.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Alongi, si guardi il
  testo  approvato  sino  ad  ora.  Al  comma  6  dell'articolo  1  è
  scritto: Nelle   more  dell'approvazione   della   legge   di   cui
  all'articolo 2, i liberi consorzi comunali continuano ad esercitare
  le  funzioni  già  attribuite  alle Province  regionali.  I  liberi
  consorzi di Palermo, Catania e Messina continuano ad esercitare  le
  funzioni  ( ) .  Poi  c'è scritto al comma  7   I  liberi  consorzi
  continuano ad utilizzare le risorse finanziarie, materiali ed umane
  già  di  spettanza  delle corrispettive Province regionali  ( ),  i
  liberi  Consorzi si avvalgono delle sedi in uso alle corrispondenti
  Province regionali ( ) .
   È  chiaro  che questa è una norma-quadro dove non è più necessario
  aggiungere   subemendamenti,  semmai  è  necessario  applicare   la
  procedura di cui all'articolo 117 del Regolamento interno  al  fine
  di  mettere insieme le varie norme, perché è chiaro che  nel  corso
  del  dibattito in Aula, durante l'approvazione degli articoli e dei
  subemendamenti si possono creare, come avviene normalmente in tutte
  le leggi, alcune cose che non corrispondono.
   Ma   se  noi  continuiamo  ad  insistere  nell'eccessivo  uso  dei
  subemendamenti,  dobbiamo applicare la procedura dell'articolo  117
  di riscrittura finale della norma? Per cui, evitiamo questo ricorso
  eccessivo  ai subemendamenti rispetto a cose che hanno  una  natura
  logica.
   Noi  dobbiamo rassegnarci, però, di toglierci dalla  testa  che  i
  liberi   Consorzi   dei  comuni  sono  la  fotocopia,   gemella   e
  continuatrice  nel  tempo,  delle  ex  Province.  Noi  li  vogliamo
  trasformare,   prevalentemente,   in   organismi   di    controllo,
  pianificazione,  programmazione  e  coordinamento,  non   organismi
  gestionali  veri  e  propri.  Poi, nelle  funzioni  successive  che
  stabiliremo  con l'altra legge si potrà valutare che  qualche  cosa
  più  specifica  possa  essere gestita,  ma  in  questo  momento  ci
  dobbiamo rassegnare. Poi, io replicherò a quello che dice lei se  è
  questo  il metodo, ma onestamente non credo che sia proprio  questo
  il metodo, onorevole Alongi

   ALONGI. Onorevole Presidente, stavo chiedendo una cosa.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Non credo che sia  questo  il
  metodo.
   Dopodiché,  penso  che  la questione qui è che  noi  non  possiamo
  caricare  di  debiti questi consorzi, di tutte le obbligazioni  che
  hanno  queste Province. Quindi, se noi gli trasferiamo  esattamente
  tutto  quello che hanno le Province, significa che questi  Consorzi
  nascono  già  pieni di debiti e non credo che questo  possa  essere
  logico.

   ASSENZA. Qualcuno deve pagare

   CROCETTA, presidente della Regione. Lo affronteremo con  la  nuova
  legge.  Può  darsi che qualche idea ce l'abbiamo, non si preoccupi
  Perché  in  genere si fa come fanno le compagnie private che  hanno
  bad company e quelle buone. Ed  allora, noi dobbiamo mettere i rami
  secchi da una parte e le cose buone dall'altra, in modo tale che la
  new  company  debba  essere  in attivo,  non  può  trascinarsi  gli
  indebitamenti,  i  bilanci  con residui attivi  indeterminati,  con
  residui passivi. Questo lo analizzeremo.
   Per   questo  io  insisto  che  non  c'è  alternativa,  e   questo
  probabilmente  nel 117 lo dovremo indicare con chiarezza,  non  c'è
  alternativa  ad una transizione commissariale che consenta  di  non
  creare  problemi al personale e alle partecipate  che  ci  sono,  a
  tutti gli enti che ci sono, ma ci consenta, in parallelo, di potere
  sperimentare  una nuova gestione del nuovo, della  new  company  e,
  invece,   cominciare  a  gestire  con  razionalità  e  in   termini
  liquidatori il passato. Questo è il concetto.
   Invece,  voi  volete trasferire. Perché c'è una sola Provincia  in
  attivo? C'è una sola Provincia che può dire che è in attivo? Se  io
  vi  presentassi  semplicemente il documento con cui ogni  Provincia
  comunica come è stata fatta l'assistenza nelle scuole dei portatori
  di  handicap, si ricaverebbero conclusioni che dire che hanno a che
  fare  con  la questione morale è dir poco. Perché abbiamo  Province
  dove per ogni persona si spende dieci e per un'altra se ne spendono
  mille,  con  costi  terrificanti  Allora, questo  deve  essere  una
  lavoro   che   non  può  essere  di  semplice  burocrazia,   è   di
  riorganizzazione del sistema.
   I  lavoratori non vanno penalizzati, ma il nuovo ente deve  essere
  in   bonis,   non  deve  avere  debiti  e  non  si  può  trascinare
  automaticamente le gestioni del passato. Va riorganizzato tutto  il
  sistema stando attenti alla questione sociale, ai lavoratori e alla
  dimensione sociale. Per esempio, se facciamo l'integrazione  socio-
  assistenziale, come dobbiamo fare, dei portatori di handicap se  ne
  occupano le ASP, non necessariamente tutto questo deve essere fatto
  dalle  Province. Chi l'ha detto? In base a quale logica? Che  hanno
  standard?
   Quindi, tutti i processi di riforma vanno accompagnati insieme.
   Noi  pensiamo invece, in un giorno, un ente che esiste da  un  bel
  po',  frutto dell'organizzazione sabauda dello Stato,  che  noi  lo
  dobbiamo, in una sola giornata, determinare e stabilire.
   Oggi,  con  una logica se permettete anche un po' troppo ambiziosa
  rispetto  ai  limiti che ha anche ogni essere umano, in  cui  senza
  avere sperimentato il nuovo modello di democrazia, il nuovo modello
  di  formazione,  i  problemi ci sono, come si  spaccheranno  queste
  Province?  Cosa  trasferiamo  alle  Città  metropolitane   e   alle
  Province? Perché almeno in tre Province si porrà il problema  delle
  attribuzioni diverse a città. Quali risorse trasferiamo alla  Città
  metropolitana e quali trasferiamo alla restante parte?  Lo dovremmo
  stabilire  adesso  senza  che  sappiamo  chi  aderisce  alle  Città
  metropolitane e chi aderisce alla Provincia? C'è un senso logico, è
  ovvio che c'è una transizione.
   Questa  transizione  vediamo di farla  funzionare  meglio  perché,
  magari, stabilito finalmente il percorso sappiamo tutti quello  che
  dobbiamo  fare,  perché  fino ad oggi non è stato  possibile  anche
  coordinare  l'attività dei Commissari proprio perché  non  sapevamo
  dove  finire, ma sbrighiamoci nell'approvazione di questa  legge  e
  senza metterci ulteriori complicazioni.

   BANDIERA. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BANDIERA.  Signor  Presidente, io,  a  scanso  di  equivoci,  devo
  precisare  che  ben  oltre  un  mese fa  ebbi  modo  di  dichiarare
  pubblicamente che non avrei votato questo disegno di  legge  perché
  lo ritenevo pericoloso per tutta una serie di fatti.
   Voglio  sottolineare il tema dei nominati della  politica  che  al
  tempo  si paventava che dovevano andare ad essere individuati  come
  componenti dell'Assemblea. Su questo tema, per fortuna,  l'Aula  ha
  posto rimedio individuando nei sindaci i soggetti componenti.
     In  una logica di improvvisazione istantanea che ha accompagnato
  il  percorso  di  questa legge si era pensato ai  Presidenti  delle
  municipalità.  Meno  male  che  poi  questo  emendamento  è   stato
  ritirato,  perché io ho notizie che gli amministratori di condomini
  con  più  di quattro unità  abitative stavano meditando di  entrare
  anche loro nell'Assemblee delle aree metropolitane.
   Presidente, la questione che mi ha sempre maggiormente preoccupato
  è  stata quella legata al fatto che noi - ha detto bene l'Assessore
  - vediamo fra sei mesi come si assesta il territorio, perché noi, a
  mio  avviso,  a  seguito di un sisma di carattere  legislativo  non
  stiamo  andando  ad abolire le Province, ma stiamo  promuovendo  la
  soppressione della Provincia di Siracusa, di Ragusa, di  Agrigento,
  di  Trapani,  di  Caltanissetta e di Enna,  perché,   Presidente  e
  Assessore  -  lasciatemelo dire con rammarico - il  Governo  non  è
  stato  affatto chiaro su ciò che accadrà ad oltre il 70  per  cento
  del territorio che non sarà inglobato in queste aree metropolitane.
   Proprio  per  questo motivo ho pensato di proporre un   pannicello
  caldo  perché questo può fare il deputato in questo contesto, che è
  quello  di proporre all'Assemblea un ordine del giorno che  impegna
  il  Governo,  ma  su  questo io gradirei una  replica,  impegna  il
  Governo a dire all'Assemblea oggi con assoluta elementi di certezza
  e  concretezza  con  quali  misure  economiche  intende  compensare
  l'enorme  divario che si genererà tra aree che saranno destinate  a
  beneficiare di finanziamenti e aree per le quali attraverso  questa
  legge   noi   rinunciamo  ad  una  corretta   governance   verranno
  abbandonate   ad    un  destino  di  marginalità   infrastrutturale
  economica e quindi sociale e occupazionale.
   Anche  questa mattina giovani della nostra Terra non  sono  potuti
  andare a scuola perché il trasporto pubblico in quelle aree,  visto
  i  guai  in cui versa l'Azienda siciliana trasporti, non è  passato
  dalla  fermata,  abbiamo  lasciato ragazzi  a  casa  oggi.  Pensate
  colleghi,  pensati  signori del Governo cosa accadrà  di  fronte  a
  cotanta smobilitazione.
   Quindi,  questo è un elemento di grande preoccupazione che  questa
  legge  -  ripeto  -  frettolosamente e con  grande  improvvisazione
  approntata  non si è riusciti a trovare elementi di serenità  e  di
  convincimento.
   Mi  lascia  stupito come in una notte si possa  cambiare  il  tema
  delle  funzioni.  Ieri sera l'aspetto sociale era prevalente,  oggi
  non  ci  sono più problemi di carattere sociale, oppure dopo questo
  terremoto, dopo l'assestamento vedremo che ne sarà delle  tematiche
  dei non udenti, dei non vedenti dei nostri territori.
   Più volte ho assistito con umile attenzione ma anche silenzioso al
  dibattito,  anche  perché la mia presenza in  questo  Parlamento  è
  recente - non ho il privilegio di far  parte della I Commissione  -
  ma ho approfondito ogni aspetto. Guardate che stiamo generando, dal
  punto  di  vista  della qualità legislativa, un prodotto  che,  con
  tutto  il  rispetto per questo nobile Parlamento,  definisco  molto
  scadente.   Temo  che  sarà  un  elemento  triste  di   valutazione
  dell'intero territorio nazionale, di questo Parlamento e di  questa
  Sicilia che arriverà, forse, per prima a partorire qualche  cosa  e
  che,  quindi,  sarà  attenzionato dagli altri territori,  ma   che,
  certamente, non sarà copiato da nessuna parte del nostro Paese.
   Non  siamo  in tempo per fermarci; forse è meglio approvarlo  oggi
  stesso,  perché, altrimenti, domani mattina, qualche altro elemento
  di  strana  improvvisazione  potrebbe  ulteriormente  incartare  il
  dibattito.
   Sono  seriamente preoccupato per ciò che potrà fare il Commissario
  dello  Stato  di  fronte  alle molteplici  incongruenze  di  questo
  disegno   di   legge.  Approvatevelo  nel  grande  rispetto   delle
  istituzioni e della democrazia. La maggioranza numerica, in  questi
  casi  si  dice,  abbia ragione; ci concentreremo  e  cercheremo  di
  limitare  i  danni quando, dopo il sisma e dopo l'assestamento,  si
  parlerà  di  funzioni  da assegnare a questi  territori,  a  quelli
  ricchi e a quelli privi della governance.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,   così
  come  sono  abituato a fare e così come ho fatto per questa  norma,
  entrerò nel merito dell'argomento che stiamo discutendo.
   Nello   specifico,  signor  Presidente,  vorrei  leggerle   questo
  emendamento:   con legge istitutiva di cui al comma 4 dell'articolo
  2,  sono  ridefinite le funzioni da trasferire ai liberi  consorzi,
  alle  città  metropolitane,  ai comuni, alla Regione  o  agli  enti
  regionali .

   CROCETTA, presidente della Regione. Le strade provinciali  chi  le
  deve gestire? Se la provincia si deve dividere in 3, 4...

   MILAZZO  Giuseppe.  Come  ha visto, non ho  pregiudizi,  onorevole
  Presidente; mi confronto sulle questioni concrete.
   Dopo  di  che però vorrei dire con assoluta serenità e  franchezza
  che è inutile che ritorniamo su argomenti che già abbiamo discusso;
  è  inutile  che  ora si sveglia qualcuno che ha  qualche  timore  o
  qualcuno gli ha suggerito di esprimere dei timori.
   Sono  cose che in questa norma abbiamo discusso e ridiscusso. Ieri
  sera,  in  Commissione, onorevole Presidente, come lei sa,  non  ho
  fatto  mistero e ho manifestato di non avere nessuna preoccupazione
  su questa norma.
   Ora  avete  fatto questo ulteriore emendamento. Il  fatto  che  la
  norma,  però,  nella  sua articolazione, stabilisca  che  i  liberi
  consorzi  o le aree metropolitane si occuperanno, comunque,  almeno
  delle  vecchie  competenze  che esercitavano  le  province  e  che,
  comunque,  ci sia un periodo entro cui il Governo  ma, secondo  me,
  anche  l'Assemblea, con le sue Commissioni, potranno effettivamente
  e concretamente vedere l'impatto della norma  ritengo che, a questo
  punto  delle  cose,  non  ci  dobbiamo più  incartare  ma  dobbiamo
  procedere all'approvazione della norma e, in questo periodo, vedere
  concretamente sul campo  l'impatto che la norma ha perchè ho sempre
  detto, in assoluta coerenza, che una norma va fatta.
   Certo,  capisco che non è una norma ma una riforma; è una cosa  un
  po'  più  complessa, più coraggiosa, con la quale  tutti  ci  siamo
  confrontati   con  non  poche  difficoltà  perché  è  una   riforma
  importante.  Le  province ci sono sempre state ma  adesso  dobbiamo
  guardare un'altra cosa - ci ha detto il Presidente della Regione  -
  e  a  questo  ci dobbiamo attenere, anche con scommessa,  onorevole
  Presidente.
   Quindi,   cosa  le  sto  dicendo  in  modo  assolutamente  sereno,
  onorevole Presidente? Accetto la sfida. Certamente, ci vorrà  anche
  l'umiltà,  in  questi  6,  7,  8  mesi,  di  prendere  atto   delle
  rettifiche.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  ricordare
  che, mentre in Sicilia parliamo, ormai da circa un mese, un mese  e
  mezzo,  di  questo  disegno  di  legge  che  abolisce  le  province
  siciliane,  la Commissione Bilancio, alla Camera, ha già deliberato
  per quanto riguarda l'abolizione, quindi, si accingeranno a portare
  questa  norma, il disegno di legge, la proposta in Aula per  essere
  approvata definitivamente.
   Tanti  i  partiti hanno fatto campagna elettorale.  Hanno  firmato
  accordi,  contratti con il popolo italiano, per quanto riguarda  la
  spending review, a cominciare dall'abolizione delle province.
   Ieri,  signor  Presidente,  è stato ritirato  un  emendamento  che
  riguardava  i  presidenti delle circoscrizioni,  che  prevedeva  di
  inserirli  nell'assemblea  delle aree metropolitane.  E'  stato  un
  errore ritirarlo.
   Onorevole  Cracolici, lei ha commesso un errore grave  perché,  se
  considerate  che un presidente della circoscrizione -  ad  esempio,
  nelle  città di Palermo e Catania, che conosco benissimo - è eletto
  dal  popolo,  da  100  mila  a 200 mila  abitanti,  quando  vediamo
  sicuramente, ed è giusto anche così, che un sindaco di un comune di
  1000  abitanti  farà  parte dell'assemblea mi  viene  veramente  da
  ridere.
   Siccome questo disegno di legge deve arrivare finalmente ad essere
  votato  definitivamente, ripartire, perché come per tutte le leggi,
  il  primo  anno,  dove a livello regionale tutti questi  dipendenti
  delle  province e le società partecipate di esse possono in  questo
  momento  vivere  un  momento di sbandamento, sicuramente,  dopo  le
  parole che ha detto il Governatore, ma anche le cose naturali, cioè
  non  è possibile pensare che in una istituzione venga cancellata  e
  ci  debba  essere,  possa nascere il problema  degli  stipendi  dei
  dipendenti che lavorano in un ente, che hanno vinto un concorso.
   Ma  se,  fino  ad oggi, abbiamo garantito migliaia e  migliaia  di
  precari,  vorrei capire come si fa a pensare una cosa  del  genere.
  Capisco che ci stiamo avvicinando alla campagna elettorale  per  le
   Europee   e  che qualcuno voglia raccogliere nei dipendenti  delle
  province  consensi per farsi la campagna elettorale  ma  mi  sembra
  veramente raccapricciante pensare una cosa del genere.
   Ma  pensate che i dipendenti delle province siano così stupidi  da
  pensare  che c'è un deputato che porta avanti con la bandiera   non
  vi  dimenticate  di pagare gli stipendi delle province ?  Ci  vuole
  coraggio.
   Faccio,  invece,  una domanda a questi signori:  dove  sono  i  36
  milioni  della  Provincia regionale di Palermo che potevano  essere
  spesi   benissimo  nella  viabilità  della  provincia  di  Palermo,
  veramente  da  Terzo  Mondo? Dove sono?  Cosa  hanno  fatto  questi
  amministratori?  Come si può pensare di arrivare all'assurdo  delle
  cose?
   Se  siamo  qua perché dobbiamo fare campagna elettorale o dobbiamo
  prenderci  in  giro stiamo qua, siamo qua da due mesi  per  portare
  avanti questo disegno di legge che, sicuramente, non è il top della
  proposta,   possibilmente  sarà,  perché  la  legge  lo   consente,
  nell'arco temporale, 6 mesi, un anno, anche con un altro disegno di
  legge,  con  un'altra  norma, si può benissimo  integrare,  si  può
  benissimo modificare.
   Non vedo, quindi, qual è la preoccupazione.
   La  preoccupazione, invece, è che il popolo siciliano si è accorto
  che  le  province  non  funzionavano, e se n'è  accorto  benissimo,
  perché  in  quei  corridoi  si  vantava  benissimo  delle  feste  e
  festicciole di ogni giorno, dove si spendevano soldi dalla  mattina
  alla  sera.  Ed  i  siciliani lo sanno.  Ecco  perché  non  c'è  un
  siciliano  che dice:  Perché state cancellando le province? .  Sono
  gli addetti ai lavori che vogliono cancellare, che non vogliono che
  si cancellino le province.
   Dobbiamo entrare in un mondo diverso, dove ognuno di noi  si  deve
  autoresponsabilizzare, perché i tempi sono cambiati  ed  ognuno  di
  noi,  considerato il fatto che siamo stati eletti dal popolo, deve,
  con serenità, con dignità e con coscienza, portare avanti qualsiasi
  disegno  di  legge  che  possa recuperare,  finalmente,  a  livello
  nazionale, dove finalmente il siciliano si impone dicendo:  Da oggi
  sono cambiate le regole. Da oggi ci sono politici, finalmente,  che
  hanno a cuore il cuore dei siciliani.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, sugli emendamenti ci  dice  qualche
  cosa?

   PRESIDENTE. Stiamo facendo una valutazione, onorevole Panepinto.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  soluzione  che  sarà  sottoposta fra qualche minuto  all'Aula,  per
  quanto  riguarda la definizione dell'articolo 10, cioè le funzioni,
  sia, esattamente, in linea con il percorso scelto rispetto a questa
  riforma.
   Riguardo  a  ciò che è stato detto, e che è rimbalzato  in  questi
  giorni  su quanto contenuto in ipotesi da questo disegno di  legge,
  mi  riservo di parlarne nelle dichiarazioni di voto. E credo che la
  correttezza del dibattito vorrebbe che, quando si porta all'esterno
  un   giudizio   su  atti  parlamentari  e  percorsi   parlamentari,
  volutamente  fuorviante,  non  si  faccia  un  buon  servizio  alla
  democrazia.
   Credo,  invece, che questa sia una buona riforma,  un  disegno  di
  legge che non è per nulla un pasticcio.
   E  credo,  altresì,  che sia il primo atto di coraggio  di  questo
  Parlamento,  rispetto  all'attuazione  di  uno  Statuto  che,   per
  istituire liberi consorzi, esattamente come avrebbero dovuto essere
  istituiti, ha aspettato qualcosa come 68 anni dal 1946. E,  quindi,
  essere  la  prima  Regione che istituisce le  Città  metropolitane;
  probabilmente,   questo  avrebbe  dovuto  essere.  Avrebbe   dovuto
  spingere i colleghi parlamentari, tutti i colleghi parlamentari,  a
  prescindere  dalle  posizioni  o dal  modo  in  cui  ognuno  poteva
  intendere la scrittura di questo testo, spingere ad esaltare questo
  Parlamento,  invece  che  evocare, costantemente,  ciò  che  questo
  Parlamento delegittima.
   In  questo Parlamento si parla troppo di un controllo. Dicevo  che
  non  è da molti anni che sono in questo Parlamento, ma, nella prima
  legislatura, per esempio - voglio dire non sono decenni, ecco -  e,
  quindi,  parlo  di  qualche anno fa, era persino  inopportuno,  sul
  piano dello stile, evocare in quest'Aula, che è la sede sacra della
  sovranità  del  popolo siciliano di cui ciascuno di noi  spesso  si
  riempie  la  bocca  quando  esprime  giudizi  politici  nelle  sedi
  istituzionali,  citare  ed  evocare  costantemente  la  figura   di
  controllo che è quella del Commissario dello Stato, di un  Prefetto
  della  Repubblica  che,  semplicemente per l'incapacità  di  questo
  Parlamento  di modificare e riformare lo Statuto, ai sensi  di  una
  riforma che sta per essere, ancora una volta, controriformata  -  e
  mi riferisco alla riforma di cui alla legge costituzionale n. 3 del
  2001,  cioè  la  riforma del titolo V della Costituzione  -  questo
  Parlamento, pur di non affrontare una riforma del proprio  Statuto,
  avrebbe  fatto rispettare la propria autonomia che l'avrebbe  messo
  al  passo  con  le  autonomie  delle  altre  Regioni  italiane,  ha
  preferito continuare a mantenere il controllo preventivo sui propri
  atti,  trasformando questo Parlamento in un organo legislativo  con
  una diminutio pericolosissima rispetto a quelle che sono le proprie
  prerogative.
   Inviterei  i  colleghi  a  fare in modo che  le  proprie  opinioni
  venissero  suffragate  da  maggioranze democraticamente  costituite
  all'interno di un Parlamento, piuttosto che rassegnarsi  a  pensare
  che  la  battaglia parlamentare possa continuare  fuori  da  questa
  sede,  nelle sedi politiche certamente sì, ma non certamente  nelle
  sedi   istituzionali,  evocando  interventi  che   mortificano   la
  sovranità  popolare  e, quindi, il Parlamento  che  esprime  quella
  sovranità.
   Adesso,  entro nel merito di questa riforma che è una riforma  che
  dovrà  mettere  un punto di inizio, non certamente un  punto  fermo
  rispetto a quelle che sono le problematiche delle autonomie  locali
  in  questa Regione. Far finta di nascondere il disastro finanziario
  che  è  stato  costruito negli ultimi vent'anni almeno  dagli  enti
  locali penso che sia irresponsabile.
   Allora, la riforma delle province, cioè l'attuazione dell'articolo
  15 dello Statuto e dell'articolo 114 della Costituzione, dovrebbe -
  questo  è il mio auspicio, la mia opinione che enuncio in punta  di
  piedi, com'è nel mio costume in questo Parlamento - essere il punto
  di  inizio  di  un  percorso riformatore da  costruire  e  scrivere
  insieme perché le regole si scrivono insieme e non possono esistere
  le regole di una maggioranza contrapposta a quelle di una minoranza
  o  di  una opposizione ma essere il punto di inizio, dicevo, di  un
  percorso  di  riforme  che dovrebbe portare il  nostro  sistema  di
  autonomie locali in una fase più avanzata, in una fase che non  sia
  quella della mera conservazione di un sistema che è in difficoltà.
   Per  risolvere le difficoltà non possiamo evocare disastri che  un
  Parlamento starebbe per concepire rispetto alle autonomie locali di
  questa  Regione perché sappiamo perfettamente che non è la  volontà
  di questo Parlamento.
   Abbiamo  scelto  di attuare l'articolo 15, signor  Presidente,  in
  piena  libertà, esattamente per quelle che sono le ispirazioni  del
  legislatore  statutario, cioè di lasciare per  sei  mesi  liberi  i
  comuni  di  potere  aderire  ad  un  altro  libero  consorzio,   di
  costituirne uno nuovo con dei parametri che la legge fissa e per le
  Città  metropolitane abbiamo scelto insieme, con il voto libero  di
  questo Parlamento, di consentire ai comuni che costituiscono l'area
  metropolitana  di cui al decreto del Presidente della  Regione  del
  1995,  di  poter  liberamente uscire da queste Città  metropolitane
  ovvero altri comuni, secondo i parametri previsti dalla legge.
   Quindi,  signor  Presidente, abbiamo scelto di dare  sei  mesi  di
  libertà  alle  autonomie  locali  di  questa  Regione  per   potere
  costruire  questo  nuovo sistema di autonomie  locali.  Siccome  il
  Parlamento deve tornare a legiferare necessariamente prendendo atto
  di  ciò  che  i comuni liberamente dovranno decidere nei  sei  mesi
  successivi   all'entrata  in  vigore  della   legge,    credo   sia
  assolutamente  non  opportuno immaginare  che  in  questa  sede  si
  potessero  definire,  concretamente, nel  dettaglio,  le  funzioni.
  Nessuna preoccupazione, quindi.
   Hanno  fatto bene alcuni colleghi ad evocare alcune preoccupazioni
  per  le riserve o per altro. E, infatti, in questo emendamento,  si
  parla  di problematiche ambientali che sarebbero da ascrivere  alla
  competenza  delle  Città metropolitane e dei  liberi  consorzi.  In
  questa  norma  programmatoria,  è contenuto  tutto  quanto  e  sarà
  definito con una successiva legge e attribuita alle competenze  dei
  comuni,  sapendo perfettamente, ognuno di noi, che c'è un  problema
  di trasferimento di risorse, anche di rapporti con lo Stato, che va
  definito e che non può essere definito in una legge che costituisce
  lo  start up per un percorso di riforme ascritto, ripeto ancora una
  volta,  alla libertà delle autonomie locali e dei comuni di  questa
  Regione  che  avranno appunto, ribadisco, sei  mesi  di  tempo  per
  scegliere il destino delle loro comunità.
   Per  cui esprimo un giudizio estremamente positivo a questa scelta
  che  ha  fatto il Parlamento di riempire di contenuti i nuovi  enti
  che   andiamo  a  istituire,  secondo  un  percorso  che  è   stato
  dettagliatamente fissato dalla legge e che, evidentemente,  porterà
  a  definire una riforma, signor Presidente, che, ribadisco,  è  una
  buona riforma. E male fanno i colleghi che, pur di abbandonarsi  ad
  un  atteggiamento  di  mera propaganda, continuano  a  definire  un
  pasticcio  quella  che  è  la  vera prima  riforma  in  materia  di
  autonomie locali.
   Signor  Presidente, non voglio disprezzare assolutamente il lavoro
  fatto  in  precedenza, ma da questa tribuna si  dovrebbe  ricordare
  anche  che  la più volte richiamata legge regionale n. 9 del  1986,
  che  ha  istituito le province regionali tuttora esistenti,  è  una
  norma che, dottrina autorevolissima e giurisprudenza amministrativa
  di   questa   legge,   mettono   in   dubbio   i   presupposti   di
  costituzionalità. Sappiamo perfettamente che in maniera fittizia  è
  stato applicato l'articolo 15, rimanendo in vita esattamente quelle
  province  che già la Corte costituzionale - lo faccio  pure  io,  è
  stata citata migliaia di volte in questa sede e lo faccio pure io -
  già  nel  1968,  riteneva  le province siciliane  come  un  momento
  straordinario  - così diceva la Corte - che dovevano  sopravvivere,
  utilizzava  questo  termine  la  Corte  costituzionale,  nel  1968,
   sopravvivere , fino a quando non veniva attuato l'articolo 15.  E,
  quindi,  la  legge regionale n. 9 del 1986, cioè di quasi  20  anni
  dopo,  è stata una legge che certamente non ha costruito una  buona
  governance delle autonomie locali.
   Quindi,  chiedo a questo Parlamento di mettere in campo  tutta  lo
  competenza e tutta la capacità e il senso delle istituzioni  che  è
  presente  per  portare  fino  in fondo  questo  disegno  di  legge.
  Certamente,  ciascuno nel rispetto di quelle che  sono  le  proprie
  idee e le proprie posizioni politiche e parlamentari.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  ha  fatto bene l'onorevole Gucciardi a richiamare la dignità  e  il
  lavoro  di  questo  Parlamento  e la  inopportunità,  talvolta,  di
  richiamare alle sue funzioni il controllo esterno demandato  ad  un
  organo dello Stato come, appunto, è il Commissario. Ha fatto  bene,
  però, il Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico
  ha dimenticato che, come in qualunque assemblea, anche nella nostra
  c'è  una  maggioranza e c'è una minoranza; c'è  il  Governo  e  c'è
  l'opposizione.   E  se  i  richiami  sono  stati   talvolta   anche
  ripetutamente,  assiduamente, fatti al Commissario  dello  Stato  è
  perché,  onorevole  Gucciardi, la qualità  normativa  che  è  stata
  proposta  dal  Governo e dalla maggioranza è stata  certamente  una
  pessima qualità normativa. E ne sia cartina di tornasole la vicenda
  che ha preceduto, accompagnato e seguito l'approvazione della legge
  di stabilità.
   Quindi,  attenzione  ai  richiami che, se  teoricamente  giusti  e
  corretti,   poi  nella  pratica  e  nella  concretezza  quotidiana,
  rappresentano  un  boomerang per chi quei richiami  ha  operato  ed
  effettuato.
   Signor  Presidente, ci voleva poco ieri sera dirimere la questione
  che  l'ha portata, giustamente, a sciogliere la seduta e a rinviare
  a stamattina i lavori.
   In  una fase convulsa nella quale, troppo spesso, la presidenza di
  quest'Assemblea  viene fatta oggetto delle tensioni  d'Aula,  delle
  tensioni tra i gruppi politici, ci voleva poco, assessore Valenti.
   Sarebbe  stato molto semplice da parte del Governo,  esprimere  un
  parere di dissenso rispetto all'emendamento 10.10.1, che era  stato
  presentato  dalla Commissione o dal Presidente della Commissione  e
  relatore  del  presente  disegno di legge. Che  il  Governo  fosse,
  infatti,  in  dissenso  rispetto  all'emendamento  che  era   stato
  presentato ieri, lo dimostra il subemendamento che viene presentato
  stamattina.   Sostanzialmente,  il   Governo,   rivolgendosi   alla
  Commissione, dice  l'emendamento che avevi presentato ieri sera non
  era  da noi gradito, dal Governo gradito, e noi ne presentiamo  uno
  apparentemente minimalista, stamattina, con il quale  dimentichiamo
  di  enumerare,  di  considerare  come  tassativamente  previste  le
  funzioni che i nuovi enti dovranno assumere in Sicilia .
     L'emendamento  del  Governo di oggi, il  10.10.1.1,  si  limita,
  perché  si aggancia a quello di ieri della Commissione e  dice  con
  semplicità:  I liberi consorzi e le città metropolitane  esercitano
  funzioni   di   coordinamento,  pianificazione,  programmazione   e
  controllo  in materia territoriale, ambientale, di trasporti  e  di
  sviluppo  economico  rinviando, come tutto questo disegno di  legge
  in realtà effettua e fa, alla legge di cui al comma 4, che poi è il
  comma  5,  secondo  la  riscrittura  finale  dell'articolo  2,   la
  definizione delle funzioni.
        Ma ora, Governo, assessore, le funzioni sono quelle di cui al
  comma 2 o sono quelle che saranno ridefinite secondo il comma 1?
      Se le funzioni sono quelle di cui al comma 1,  stiamo rinviando
  esattamente  come  la legge n. 7 del marzo ha  rinviato  a  questa,
  questa  rinvia a quella fra sei mesi, se poi non sarà fra sei  mesi
  sarà  fra  otto  o  fra un anno. Nel frattempo, le  province,  cari
  colleghi del Movimento Cinque Stelle ci sono, rimangono, continuano
  ad  esercitare  le  loro  funzioni  soltanto  che,  anziché  essere
  governate da enti democraticamente eletti, sono governate  da  nove
  commissari straordinari.
       Questa,  sia  chiaro,  è  l'operazione  che  stiamo  compiendo
  quest'oggi  con  l'approvazione dell'articolo  10,  come  riscritto
  dall'emendamento. Né valga a chiarire gli aspetti,  pur  complessi,
  l'intervento, il primo, il secondo intervento del Presidente  della
  Regione  che,  in  realtà, non semplifica il dibattito,  semmai  lo
  complica, semmai lo rende più tortuoso forse per un modo di essere,
  per  modo di fare, per maniera di esprimersi perché dice:   No,  ma
  guardate  noi  dobbiamo  semplificare e non  c'è  problema  per  il
  personale.
   Eccetto   che   il  problema  di  un  personale  che   era   stato
  professionalizzato nel tempo e negli anni per espletare determinate
  funzioni che adesso dobbiamo invece rifunzionalizzare. Ma non  male
  quanto  alle  risorse,  alle  risorse  finanziarie  perché  abbiamo
  scritto un articolo e la maggioranza ha approvato una norma, che  è
  quella  di  cui  al comma 7 dell'articolo 1, che fa  riferimento  a
  vicenda finanziaria, che non è nella potestà di questo Parlamento e
  di  questa  Assemblea, perché se noi possiamo autorizzare  i  nuovi
  enti  ad  utilizzare le sedi, il personale di cui le  province  già
  erano  titolari, certamente non possiamo scommettere che le risorse
  finanziarie, quelle trasferite dalla Stato con le addizionali siano
  e  rimangano  intatte,  perché i liberi consorzi,  la  Costituzione
  italiana, i tanto invocati articoli  114 ed il 116, in particolare,
  non   li  contempla,  e  lo   Stato  potrebbe  negare  invece  tali
  trasferimenti rispetto ad un ente.
   Vorrei  ricordare  inoltre  che  nel  1968  quando  interviene  la
  sentenza  della  Corte Costituzionale le province  in  Sicilia  non
  c'erano, c'erano le amministrazioni provinciali ed è stata  proprio
  la  legge  9  del  1986 a sistemare da questo  punto  di  vista  la
  vicenda,   a  renderla  sistematica  all'interno  dell'ordinamento,
  perché  è la legge 9 del 1986 che istituisce i liberi consorzi  pur
  definendoli, nomen iuris,,come   province regionali siciliane .
   La  verità  è  che noi stiamo rinviando alla prossima  legge,  nei
  prossimi  giorni  usciranno  fuori  comunicati  stampa,  quelli  di
  carattere  trionfalistico del Presidente della Regione, di  settori
  della  maggioranza,  quelli  probabilmente,  anzi  certamente,  più
  moderati e più realistici della minoranza e dell'opposizione  o  di
  certi  settori  della  minoranza e dell'opposizione.  Il  confronto
  d'Aula sarà rinviato alla prossima legge quando, assessore Valenti,
  esploderanno  le  contraddizioni di questa normativa  difficilmente
  applicabile e lei, assessore Valenti - mi consenta di dirglielo con
  estrema franchezza ed anche con estrema simpatia - non sta rendendo
  un  buon  servigio  né  a  lei, Assessore tecnico,  né  a  ai  suoi
  colleghi,  Assessori  tecnici  di questo  Governo.  Quando  infatti
  esploderanno   le   contraddizioni,  a   seguito   di   una   legge
  inapplicabile, ci sarà qualcuno che dirà  non ci vogliono  più  gli
  assessori  tecnici,  che conoscono poco il  territorio  e  che  non
  rappresentano politicamente il  Governo , ci vorrà non il rimpasto,
  ma  un  nuovo  Governo  politico per sedare le contraddizioni,  per
  sedare  le  proteste,  per fronteggiare le proteste  che  dai  vari
  settori  toccati da questa cattiva riforma saranno messi in  campo.
  Ed allora sì che ci vorranno gli assessori politici e gli assessori
  tecnici  probabilmente avranno già compiuto il loro  dovere  ed  il
  loro mestiere.

   FALCONE. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che  ci
  avviamo   alla   conclusione  di  questo   percorso   assolutamente
  travagliato e tortuoso e non a causa, come qualcuno magari vorrebbe
  far pensare, della minoranza e dell'opposizione.
   Il  percorso  di  riforma  di  questa  legge  sulle  province,  di
  superamento  delle province, è stato accidentato a  causa  di  vari
  pensieri, ripensamenti, ipotesi, progetti percorsi, visti, riveduti
  e  soprattutto modificati, emendati, corretti e stravolti da  parte
  del  Governo,  ma io direi, assessore Valenti, da  parte  di  pezzi
  della   maggioranza  che  hanno  indotto  il  Governo   in   alcune
   strettoie   da  cui poi per venirne fuori, c'è  stato  più  di  un
  problema.
   Questo  disegno  di legge che la maggioranza sta, sostanzialmente,
  andando  ad  approvare  perché  noi voteremo  contro,  chiaramente,
  perché  abbiamo  espresso  la  nostra  contrarietà  e  la  si   sta
  approvando anche grazie al sostegno - questo lo dobbiamo  segnalare
  -  dei  grillini  che  in  maniera compiuta e  compatta,  cambiando
  opinione  in corso d'opera contribuiranno all'approvazione  di  una
  legge,  che  non  è di riforma se non in peius, per  la  quale  noi
  abbiamo  espresso  un  giudizio  negativo  che  qui  vogliamo  oggi
  ribadire.
   Noi crediamo che ad oggi stiamo arrivando, e dobbiamo chiudere,  e
  lo facciamo nella logica di collaborazione istituzionale, ma non di
  adesione  e, ancorché meno di approvazione rispetto ad un  percorso
  che ci vede diametralmente opposti nel metodo e nel merito.
   Nel  metodo,  perché quando viene fatta una norma, un  disegno  di
  legge,  quello è; sull'impianto ci sono gli emendamenti,  al  quale
  possono  essere presentati alcuni subemendamenti, ma  un  impianto,
  signor  Presidente, non si può immaginare uno stravolgimento,  cosa
  che  è  avvenuta puntualmente  Non a caso, oggi siamo qui e  non  a
  caso il percorso è stato così accidentato.
   Nel  merito, assessore Valenti. Si era detto e vi eravate dati una
  impalcatura  che  è stata poi cambiata, modificata  e  rivista  più
  volte. Ed ecco perché noi oggi ci troviamo qui, lo abbiamo detto in
  separata  sede, l'ho esplicitato anche al presidente Crocetta,  che
  se vi foste attenuti al fascicolo bianco, cioè all'emendamento così
  come  presentato in Aula, senza la riscrittura - atteso che  lo  ha
  ritirato  la  Presidenza o lo ha ritirato il Governo, non  vogliamo
  entrare nel merito -, ma se si è tracciata la strada, noi su quella
  non avremmo fatto ostruzionismo.
   Devo  dire  un'altra  cosa. E la voglio  dire  al  capogruppo  del
  Partito  Democratico;  lo  ha  detto  in  maniera  molto  chiara  e
  altrettanto  leale  l'onorevole Ioppolo. Questo  Parlamento  non  è
  abituato  a  richiamare o ad invocare il controllo del  Commissario
  dello  Stato;  questo Parlamento, o meglio una minoranza  numerica,
  che  molte volte da questo podio, ma anche con gli emendamenti,  ha
  contribuito   a   sanare   e  correggere  macroscopici   errori   e
  macroscopici  strafalcioni,  tant'è  che  più  volte  è  stata   la
  maggioranza  di  Governo  e la Presidenza  dell'Assemblea  a  dover
  sospendere   e  a  ritirarsi  in  separata  sede  per  fronteggiare
  situazioni  emergenziali che, sicuramente, non erano state  da  noi
  create,  questa  opposizione ha più volte invocato  un  ricorso  ai
  principi di legittimità, di astrattezza, ai principi di generalità,
  che  sono  i caratteri che una norma deve avere; ma una norma  deve
  anche   avere   i   caratteri   del   richiamo   ai   principi   di
  costituzionalità.  Ed è chiaro che, qualora ciò non  avvenisse,  ci
  sono  le  preoccupazioni  che  giustamente  quale  parlamentare   -
  l'onorevole  Ioppolo  - che magari mastica un  po'  di  diritto  si
  permette di esplicitare. Lo ha fatto più volte l'onorevole Assenza,
  e  non  lo  ha fatto a casaccio, ma lo ha fatto nella funzione  del
  ruolo istituzionale che è chiamato a svolgere.
   Allora  noi,  lo  hanno  detto anche i  colleghi  del  mio  Gruppo
  parlamentare, siamo oggi assolutamente consapevoli  che  da  qui  a
  qualche giorno, o a qualche ora, regaleremo alla Sicilia una legge,
  excusatio non petita, non lo abbiamo detto noi, ma lo ha detto  lei
  onorevole  Gucciardi: un pasticcio. Qualcuno  dice  che  ci  stiamo
  bagnando  prima di piovere? Mah, saranno i posteri a giudicare,  ma
  saranno,  purtroppo, l'abbiamo ribadito più volte,  i  siciliani  a
  sopportarlo, perché quando si votò la legge 7 e si votò  una  legge
  perché dovevamo dire ai mass media che era stata fatta una cosa, là
  noi  denunciammo, evidenziammo le grandi e larghe lacune che quella
  norma aveva - così come poi è stato.
   Oggi,  poiché da qui a qualche giorno dobbiamo dire, lo  ha  detto
  qualcuno,  che  la  Sicilia è la prima regione a dover  abolire  le
  province,   state  tranquilli:  non  stiamo  abolendo  nulla,   non
  cambieremo  nemmeno la targa - come ha detto più volte  l'onorevole
  Di Mauro -, non sarà sostituita nemmeno la targa o la denominazione
   provincia  regionale  di Palermo, di Catania, di  Messina  e  così
  via.
   Purtroppo,   avremo   soltanto  una  sorta   di   prorogatio   dei
  commissariamenti, nulla di più, nulla di meno, perché sarebbe stato
  più onorevole per il Governo e per la maggioranza fare una norma di
  un  rigo e dire:  saranno prorogati i commissariamenti e non si  va
  al  voto , piuttosto che fare una norma che immagina di dire  tanto
  ma,  di  fatto, dice ancora meno, creando ulteriormente confusione,
  ansia,   preoccupazione   e  non  agli  addetti   ai   lavori,   la
  preoccupazione  è nella regione siciliana - stratificatamene  -  in
  tutti i settori.
   Ecco  perché noi non possiamo essere d'accordo e favorevoli.  Dopo
  di  che,  se  poi  ci  sono  dei profili di incostituzionalità,  di
  illegittimità,  bene,  questa sarà un'ulteriore   medaglietta'  che
  questa   maggioranza  metterà  al  petto,  rispetto  ad   un'azione
  legislativa   che,   secondo   noi,   è   assolutamente    carente,
  insufficiente  e  soprattutto in contrasto con gli interessi  della
  Sicilia.

   PANEPINTO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  Presidente  della  Regione,  io  intervengo  augurandomi   che   un
  emendamento  di  riscrittura presentato dal  Governo  possa  essere
  messo  in  distribuzione. Signor Presidente Ardizzone,  e  riguarda
  esattamente la figura apicale che non ha nulla a che vedere con  il
  personale.  Apro una parentesi: non ho alcun imbarazzo a  sostenere
  questo  emendamento anche nella mia qualità di segretario comunale.
  Io  mi  auguro, Signor Presidente, che l'emendamento venga accolto,
  perché,  vede, glielo dico con molto rispetto, il fatto  che  dalla
  verifica    dell'ammissibilità   si   passi   ad    una    verifica
  dell'opportunità, significa privare il parlamentare  della  facoltà
  di presentare emendamenti.
   Mi pare di capire che l'emendamento in questione sia assolutamente
  ammissibile,  che  sia esattamente conforme al decreto  legislativo
  267/2000,  perchè con le sue modifiche, qualora questo  nuovo  ente
  venisse  costituito, e condivido per intero l'intervento fatto  dal
  mio  capogruppo, verrebbe privato in questa fase di transizione del
  vertice, non soltanto, di un impiegato
   Inoltre,  vorrei aggiungere che stamattina mi sono  scontrato  con
  una  funzionaria dell'Assessorato della formazione, infastidita del
  fatto che, dopo dieci giorni, era stata costretta a consegnarmi dei
  documenti, nonostante io li avessi chiesto ai sensi della legge 10
     Ora,  signor Presidente, pongo a lei ed ai suoi uffici una  sola
  domanda:  se  tutto  rimane dentro l'alveo dell'ammissibilità,  per
  coerenza  ed armonizzazione con le norme va bene, ma, se fosse  una
  questione  di  opportunità, francamente  diventerebbe,  come  dire,
  libero  arbitrio  da  parte  di  una  presidenza  e  di  un   corpo
  burocratico  Ora, io le pongo una domanda, assessore Valenti:   Chi
  dovrà  sovrintendere ad un tema molto caro al Presidente  Crocetta,
  vale  a  dire all'applicazione delle norme sull'anticorruzione  che
  hanno  bisogno  di un responsabile?  Le pongo quest'altra  domanda:
   Chi dovrà occuparsi di dare applicazione a queste norme se non  il
  vertice  della  burocrazia  che ha  la  stessa  dignità  di  quella
  regionale,  che è quella dei nuovi liberi Consorzi  e  delle  città
  metropolitane ?
   Presidente, allora, siccome io ho visto girare il foglio, e  ormai
  da  peones e da novantesimo di questo Palazzo, mi sono, come  dire,
  abituato   alle   consuetudini,  se  oggi  lei   non   metterà   in
  distribuzione l'emendamento in questione, io ne prenderò atto e non
  dirò  con tutto il rispetto che devo alla sua autorevole persona  e
  all'Istituzione, però, in quel caso si consumerebbe  un  passaggio,
  che  è  quello  di  chi può decidere in maniera arbitraria  cosa  è
  ammissibile  e  cosa  non è ammissibile, ma soprattutto  potrà  far
  rientrare nel concetto di opportunità anche altro.
   E non mi pare che qualcuno ora debba qui richiamare il Commissario
  dello  Stato  visto che abbiamo, come dire, vissuto un'ecatombe  di
  norme  nella  finanziaria che nonostante fossero state  oggetto  di
  attenzione  dalle  stesse  persone,  oggi  vorrebbero  mettere   in
  discussione eventualmente l'opportunità di questo emendamento  Dopo
  di  che,  signor Presidente, qualunque sua decisione  per  me  sarà
  sacra e la rispetterò in silenzio.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, per il garbo con il quale lei  ha
  posto  il problema più volte mi mette in difficoltà, ma, purtroppo,
  debbo  ribadire, non per ragioni di opportunità, perché non so  chi
  abbia  parlato di opportunità, che, ai sensi dell'articolo 112  del
  nostro Regolamento, i termini per la presentazione di emendamenti e
  sub  emendamenti non si applicano alla presentazione di emendamenti
  da   parte   del   Governo  e  della  Commissione,  tendenti   alla
  rielaborazione degli articoli nonché degli emendamenti  e  dei  sub
  emendamenti  presentati,  perché  se  così  fosse  riapriremmo  una
  discussione.
   E'  chiaro  che  l'ultima  parola spetta  alla  Commissione  e  al
  Governo, però, per quanto riguarda la questione di merito  che  lei
  ha  posto  con evidenza ancora una volta che abbiamo già  approvato
  una  norma ed è il comma 3 dell'articolo 1,  declina che  Il libero
  consorzio  ha  podestà  statutaria  regolamentari  e  ad  esso   si
  applicano i principi previsti per l'ordinamento dei Comuni  che lei
  richiama  con particolare riguardo allo status degli amministratori
  e   all'ordinamento  finanziario  e  contabile,  al   personale   e
  all'organizzazione secondo le disposizioni che saranno definite con
  la legge di cui all'articolo 2.
   Quindi, in atto, sostanzialmente, non muta la questione in  ordine
  all'organizzazione  interna delle province o  comunque  dei  liberi
  Consorzi. E' un problema che chiaramente si porrà una volta che  si
  passerà alla fase conclusiva di determinazione dei liberi consorzi.
   Si passa all'esame dell'articolo 10.
   Dobbiamo porre in votazione gli emendamenti soppressivi : il  10.6
  - 10.17 - 10.15 - 10.20 - 10.21. Il parere del Governo?

   VALENTI  ,  assessore  per  le autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica,  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MALAFARINA. Contrario.

   PRESIDENTE.  Pongo  congiuntamente in  votazione  gli  emendamenti
  soppressivi.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                         (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 10.10.
   Comunico  che  è  stato presentato il sub emendamento  sostitutivo
  10.10.1  del  Governo,  il  quale  specifica  che  le  parole    da
  trasferire   devono  intendersi   da  attribuire ,  le  quali  sono
  funzioni da attribuire dai liberi Consorzi alle regioni, e ciò  per
  renderlo lessicalmente più appropriato.
     Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE . Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   MUSUMECI.  Chiedo  la  votazione  per  scrutinio  palese  nominale
  dell'emendamento 10.10.1.1.

         (La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  sono  stati   presentati   dei
  subemendamenti  che  ho  dichiarato  inammissibili  per  la  stessa
  ragione per la quale è stato dichiarato inammissibile l'emendamento
  presentato  dall'onorevole Panepinto, in  quanto  l'emendamento  di
  riscrittura  sostitutivo a firma del Governo  e  della  Commissione
  sono emendamenti di chiusura.

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 10.10.1.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 10.10.1.1
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          50
   Contrari            13
   Astenuti            3

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti relativi allo stesso sono preclusi o assorbiti.

   Si passa all'articolo 11.
   Ne do lettura:

                               «Art. 11.
                              Soppressione di enti

   1.  La  Regione  procede  alla razionalizzazione,  accorpamento  o
  soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati,
  che  esercitano funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle
  attribuite ai liberi consorzi comunali.

   2. Con la legge di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono soppressi o
  accorpati gli enti, le agenzie o gli organismi di cui al  comma  1.
  Con   la  medesima  legge  sono  individuate  le  relative  risorse
  finanziarie,  materiali e umane da trasferire  ai  liberi  consorzi
  comunali.

   3.  La  Regione non può istituire nuovi enti, agenzie o organismi,
  comunque denominati, per lo svolgimento di funzioni in tutto  o  in
  parte   coincidenti  con  quelle  attribuite  ai  liberi   consorzi
  comunali».

   Pongo  in  votazione,  solo per un fatto  procedimentale  solo  gli
  emendamenti     soppressivi     dell'emendamento    che     riguarda
  complessivamente i commi.

   Si  passa  agli  emendamenti  a firma  Vinciullo,  Greco  Giovanni,
  Formica, Joppolo.

   VINCIULLO. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato un emendamento  a  firma  della
  Commissione,  è  un  emendamento di  carattere  tecnico:  ai  liberi
  consorzi  ovunque  ricorrano, sono aggiunte le  parole   alle  città
  metropolitane».

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lo vuole spiegare brevemente?

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, si tratta di un emendamento tecnico, aggiunge le  parole
   ai liberi consorzi  alle parole  la città metropolitana .

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI,  assessore  per  le autonomie locali  e  per  la  funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CORDARO. Vorrei far rilevare che noi siamo contrari.

   PRESIDENTE.  E'  per  alzata e seduta,  quindi  siete  contrari  la
  minoranza è contraria, senza equivoci.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, non tutta la minoranza,  ma  soltanto
  gli esponenti del centro-destra.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
     Comunico  che sono stati presentati degli emendamenti aggiuntivi,
  8  e   10 che sono di identico contenuto a parte l'ultima parte,  il
  secondo comma, che forse è superato onorevole Cracolici

   CRACOLICI,  presidente della Commissione e relatore.  No,  dobbiamo
  mantenerlo perché il Presidente è eletto.

   PRESIDENTE.   Viene,   quindi,  mantenuto.   Pongo   in   votazione
  l'emendamento aggiuntivo A8.

   CRACOLICI,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'emendamento sposta  i  commissari
  fino  alla nuova legge, e comunque non oltre il 31 ottobre 2014.  Al
  secondo   comma,  la  stessa  legge  dovrà  definire  le   procedure
  elettorali per l'elezione del Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   VALENTI,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che sono preclusi gli emendamenti aggiuntivi A9 e A10.
   Si passa all'emendamento AGOVR. Il parere della Commissione?

   CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento A15 è precluso.

   Onorevoli colleghi, abbiamo concluso l'esame della legge.
   Così  come  convenuto ringrazio del mandato che  è  stato  dato  in
  Conferenza dei Capigruppo alla Presidenza dell'Assemblea di  tentare
  un  coordinamento  tra  i  vari articoli perché  è  chiaro,  non  lo
  nasconde  nessuno, che la materia è abbastanza complessa e  delicata
  sulla  base di tutti gli interventi e di quello che è emerso durante
  il dibattito.
   La  Conferenza  dei Capigruppo ha dato mandato a questa  Presidenza
  di  provvedere alla formulazione degli emendamenti a norma dell'art.
  117  del  Regolamento interno.  E' chiaro che i suddetti emendamenti
  saranno  sottoposti  all'approvazione  dell'Aula.  Ciò  è  più   che
  evidente  e  ragionevole. E' stata più volte richiamata  la  qualità
  delle  leggi,  e  se  tutti noi puntiamo alla qualità  delle  leggi,
  ciascuno di noi deve fare fino in fondo tale sforzo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prendiamo  atto
  della  sua  volontà.  Anche  noi avevamo  detto  in  Conferenza  dei
  Capigruppo che è giusto predisporre qualche emendamento a norma  del
  117.  Però  il  117,  vorrei ricordarlo, al primo  comma  guarda  al
  coordinamento  delle  norme, al secondo guarda alle  rettifiche.  Né
  coordinamento,  né  rettifiche significano  stravolgimento.  Quindi,
  chiedo che non si alteri il senso della legge e che sia sottoposta a
  votazione tale serie di modifiche.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, lei ancora, probabilmente,  non  mi
  conosce. L'Aula sarà libera di votare.

   FALCONE.  No,  noi  assegniamo alla sua autorevolezza  il  percorso
  d'Aula.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VENTURINO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VENTURINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  visto  che  c'è
  ancora  il  Governatore in Aula, la pregherei di ascoltarmi,  perché
  non  vorrei che dimenticassimo alcuni impegni che questa Aula  aveva
  assunto non più tardi di venti giorni fa.
   E'  chiaro che siamo stati coinvolti in questa lunga maratona,  che
  ci  ha portato finalmente ad una conclusione, staremo a vedere quale
  sarà  poi  il  testo definitivo. Il mio intervento era soltanto  per
  ricordarle  che  venti  giorni fa questa  Assemblea,  all'unanimità,
  aveva  votato un ordine del giorno che la impegnava ad assumere  una
  posizione chiara nei confronti del Governo per fare in modo  che  il
  decreto  del dicembre dell'anno scorso, circa l'articolo 37, venisse
  reso attuativo subito anziché aspettare il primo gennaio 2016.
   Se   lei  riuscisse  a  fare  un  intervento  del  genere  potremmo
  risolvere tantissimi problemi.
   Infatti,  alla luce anche di quanto letto poco fa sui  giornali  e
  cioè  che  la  manovra  bis,  che  sta  per  arrivare,  non  è  una
  grandissima  manovra  e  che  non  risolverà  sicuramente  i  tanti
  problemi  che  abbiamo, se lei si facesse carico di portare  avanti
  quello   che,   all'unanimità,  quest'Assemblea  ha   votato,   con
  quell'ordine  del  giorno, farebbe cosa ben  gradita  a  tantissimi
  siciliani  che  da  lei,  in  questo momento,  si  aspettano  delle
  soluzioni concrete circa la situazione economica in cui versiamo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, ovviamente, sottoscrivo quanto ha detto
  il  collega  Venturino  e volevo fare un suggerimento  al  Governo,
  abbiamo  avuto il piacere di avere il Presidente Renzi  a  Siracusa
  che proveniva da Tunisi e questo mi ha fatto ricordare un progetto-
  idea  che  abbiamo già, più volte, espresso  in Commissione  e  che
  abbiamo    suggerito   all'assessore   competente    Scilabra    ed
  all'assessore  per la famiglia, della quale in questo  momento  non
  ricordo il nome, all'assessore Bonafede, poiché è molto semplice  e
  lo  voglio  suggerire oggi, signor Presidente, perché il momento  è
  opportuno,  in  quanto  Renzi  diventerà  Presidente  del  semestre
  europeo  e,  tornando  da Tunisi, ha preso sicuramente  a  cuore  i
  problemi dell'intera Nazione e della Sicilia.
   Ogni  giorno abbiamo sbarchi per migliaia di immigrati nelle coste
  siracusane e ragusane; ogni giorno queste persone vengono ammassate
  in  questi  centri  di   raccolta  dei  quali  non  abbiamo  alcuna
  notizia, se non per il fatto che ci costano 30 euro al giorno,  gli
  adulti, e 78 euro, al giorno, i minori.
   Il suggerimento al Governo e, quindi, al Presidente Crocetta - che
  è  preso,  in  questo momento,  dall'euforia di questa  legge  che,
  certamente,   ci  ha  tolto   un  grande  peso  dallo  stomaco   e,
  finalmente, potrà farci dedicare ai problemi reali che sono  quelli
  dell'occupazione e  non è una critica perché l'ho votata, ma  vuole
  essere una sottolineatura - dicevo, il Governo ed il suo Presidente
  dovrebbero  avere l'accortezza di fare un ragionamento col  Governo
  nazionale  e  con l'Europa perché si possa fare in modo  che,  dopo
  avere bruciato 4 miliardi di euro in una formazione fasulla, che  è
  durata per tanti anni, finalmente, si possa fare la formazione.
   Da un lato, la formazione degli immigrati e, quindi, un intervento
  sull'urgenza  di  quelli che arrivano, e fare  un  accordo  con  la
  Comunità  europea  per  fornire, a tutti i  Paesi  dell'Europa,  le
  specializzazioni  o gli specialisti che occorrono  con  un  accordo
  europeo;  dall'altro, attraverso il Coppem, che è il consorzio  dei
  Paesi del Mediterraneo, creare le condizioni per poter fare, anche,
  per  questi  Paesi la formazione, cosicché queste  persone  formate
  possano ritornare nei loro Paesi per portare un aiuto a quelli  che
  rimangono.
   E'   un   progetto,  particolarmente,  delicato;  è  un   progetto
  importante, ma credo che, in questo momento, aiuterebbe non solo  i
  formatori  che  ci  sono, ma tutti gli altri formatori;  dall'altro
  aiuterebbe i Paesi europei ad avere quello che gli occorre evitando
  così   che   gli  immigrati  possano  diventare  manodopera   della
  manovalanza  malavitosa o persone che vivono  parassitariamente  ai
  semafori,  all'angolo delle strade, in cerca di  qualche  soldo  di
  elemosina.
    Quando un uomo ha fame non bisogna dargli il pesce, ma insegnarli
  a pescare.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente  della  Regione,  onorevoli  colleghi,
  signor  Presidente,  ho bisogno soltanto che  il  Presidente  della
  Regione, onorevole Crocetta, mi presti due minuti di attenzione.

   PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, prendete posto, perché la
  seduta  non è ancora terminata.

   TURANO.    Signor   Presidente   della   Regione,    mi    rivolgo
  prevalentemente a lei, perché ho motivo di essere molto preoccupato
  per  un  provvedimento che la Giunta potrebbe  trattare  da  qui  a
  qualche giorno.
   Quando  abbiamo approvato la scorsa legge finanziaria, l'assessore
  Bianchi  ha postato 642 milioni di euro che venivano dal  Contratto
  di  coesione  e  sviluppo, la sigla non  la  ricordo  bene,  e  che
  conteneva una serie di opere strategiche che erano state finanziate
  dal CIPE con la delibera di agosto del 2011.
   Tra  queste  opere  ve  ne è una riguardante il  territorio  della
  provincia di Trapani per un importo di 150 milioni di euro ed è  la
  bretella autostradale che collega Mazara del Vallo con Trapani.
   Successivamente, con sua delibera di Giunta del 28 ottobre, si  dà
  atto  che  il  progetto è definitivo e che l'ANAS pensa  di  potere
  cantierare l'opera entro il mese di maggio del 2014.
   Onorevole  Cracolici,  lo dico a chiare lettere e  chiedo  l'aiuto
  degli onorevoli Ruggirello, Milazzo, Palmeri, Gucciardi, di tutti i
  deputati  della  provincia di Trapani,   ho il  fondato  motivo  di
  ritenere   che  in  Giunta  possa  arrivare  un  provvedimento   di
  rimodulazione di queste somme  utilizzando le risorse che ho appena
  richiamato  per  altri  fini  e non  vorrei  che  qua  passasse  il
  messaggio  che  queste  risorse  vengono  impegnate  con  la  nuova
  programmazione comunitaria perché significa privare  un  territorio
  di una prospettiva.
   Sapere  che  il vecchio Presidente della Regione aveva finanziato,
  per  un  importo di 150 milioni di euro, la bretella  autostradale,
  sapere  che  l'ANAS ha il progetto cantierabile per 136 milioni  di
  euro e scoprire che questo provvedimento potrebbe essere cancellato
  significa dichiarare guerra alla provincia di Trapani.
   Le chiedo, per cortesia, di assumere un impegno formale con l'Aula
  e  con  me  che  sto  rappresentando  questo  problema,  che  nella
  trattazione  della  rimodulazione delle risorse  non  venga  levato
  l'importo che finanzia la bretella autostradale che collega  Mazara
  del  Vallo  con  Trapani, perché sapere che 300  mila  persone  per
  andare  da  Mazara del Vallo a Trapani - tempo di percorrenza,  per
  ora, 50 minuti circa - devono andare al confine della provincia  di
  Palermo  e  fare  200  chilometri per  raggiungere  una  città,  mi
  preoccupa   che  ad ore si possa consumare una cosa  che  considero
  gravissima.
   La  prego, signor Presidente, di assumere l'impegno con me  e  con
  tutta  l'Aula  che  l'opera   che le ho  appena  citato  non  verrà
  intaccata   e   verrà   certamente  finanziata   con   la   vecchia
  programmazione, non con la nuova.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 11
  marzo 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I   - Comunicazioni

   II   - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
               metropolitane.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
               474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
               commissariali provinciali.  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
               219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            4)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            5)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A)

               Relatore: on. Di Giacinto

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            7)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            8)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            9)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            10)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            11)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            12)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            13)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            14)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            15)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 15.39

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
  268-474-542-543-546-613-638-662/A   -    ISTITUZIONE   DEI   LIBERI
  CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.

     All'articolo 10

   Emendamento 10.10.1.1

   L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
    1. Con la legge istitutiva di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono
  ridefinite le funzioni da attribuire
     ai  liberi  consorzi, alle Città metropolitane, ai Comuni,  alla
  Regione o agli enti regionali.
   2.  I liberi consorzi e le città metropolitane esercitano funzioni
  di  coordinamento, pianificazione, programmazione  e  controllo  in
  materia  territoriale,  ambientale,  di  trasporti  e  di  sviluppo
  economico.

     All'articolo 11

   Emendamento 11.COMM

   All'articolo  11  dopo  le  parole  ai liberi  consorzi  comunali
  ovunque   ricorrano  sono  aggiunte  le  seguenti   e  alle   Città
  metropolitane .

     Emendamenti articoli aggiuntivi

   Emendamento A.8

   Dopo l'articolo 11 è aggiunto il seguente:
    Art.    Norme transitorie
   1.  Nelle more dell'approvazione della legge istitutiva di cui  al
  comma  4  dell'articolo 2, le funzioni dei liberi consorzi comunali
  di  cui al comma 3 dell'articolo 1 continuano ad essere esercitate,
  fino  all'insediamento degli organi dei predetti liberi consorzi  e
  delle  Città  metropolitane e, comunque, non oltre  il  31  ottobre
  2014,  da  commissari  straordinari  ai  sensi  dell'articolo   145
  dell'ordinamento  amministrativo degli enti  locali  nella  Regione
  siciliana (decreto legislativo presidenziale 29 ottobre 1955, n. 6)
  approvato  con  legge regionale 15 marzo 1963, n. 16  e  successive
  modifiche ed integrazioni.
    2. La legge istitutiva dei liberi consorzi comunali e delle Città
  metropolitane  di  cui al comma 4 dell'articolo  2  stabilisce  gli
  adempimenti  necessari  per  lo svolgimento  delle  elezioni  degli
  organi  dei  suddetti enti e per il loro insediamento, in  sede  di
  prima applicazione. .

   Emendamento A.GOV.R

   Aggiungere il seguente articolo:
   Art. - La Regione, d'intesa con la Città metropolitana di Messina,
  favorisce  la stipula di appositi accordi con lo Stato, la  Regione
  Calabria  e la Città metropolitana di Reggio Calabria, al  fine  di
  consentire  ai  cittadini  residenti  nell'Area  metropolitana   di
  Messina e nella Città metropolitana di Reggio Calabria di usufruire
  dei   servizi  secondo  criteri  di  prossimità.  Con  decreto  del
  Presidente  della  Regione,  adottato  su  proposta  dell'Assessore
  regionale  delle autonomie locali e della funzione  pubblica,  sono
  individuate le attività programmatorie e i servizi per i  quali  si
  applicano le disposizioni del presente comma.