Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
FIGUCCIA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anselmo, Cascio Salvatore,
Cimino, Coltraro, D'Agostino, Digiacomo, Dina, Grasso, Leanza e
Vullo hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1613 - Misure urgenti relative allo stato di
funzionamento, in cui versa la Biblioteca Centrale della Regione
siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 1614 - Notizie sulle criticità economico-finanziarie del Comune
di Brolo (ME) nonché sul commissariamento dell'ente locale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 1615 - Notizie relative ai fondi di cui al PO FERS 2007/2013
destinati alla Biblioteca centrale della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1616 - Notizie sulla presunta carenza di funzionalità
dell'ambulatorio di endocrinologia del presidio ospedaliero San
Giovanni di Dio di Agrigento e sui disagi per l'utenza.
- Assessore Salute
Firmatari: Firetto Calogero; Turano Girolamo; D'Agostino Nicola.
Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alla competente Commissione.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta scritta:
N. 1612 - Erogazione delle pensioni integrative agli ex dipendenti
dei soppressi Consorzi ASI.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Falcone Marco.
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà iscritta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Onorevoli colleghi, constatata l'assenza del Governo, sospendo la
seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.15, è ripresa alle ore 12.52)
Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa ed è nuovamente sospesa
fino alle ore 13.30, constatata l'assenza del Governo.
(Assume la Presidenza il presidente Ardizzone)
(La seduta, sospesa alle ore 12.52, è ripresa alle ore 13.40)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Forzese, Greco Marcello e Picciolo.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Oddo è in missione
a Berlino dal 7 al 9 marzo 2014.
Comunicazioni del Governo
PRESIDENTE. Comunico che l'assessore Stancheris ha comunicato che
nell'ambito dei propri compiti istituzionali, dal 4 al 14 marzo
2014, si recherà a Berlino ed a Miami per partecipare ad interventi
di carattere istituzionale, manifestazioni borsistiche da inserire
nel piano di propaganda turistica 2014.
'istituzione di liberi consorzi comunali e città metropolitane'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge Istituzione dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane numeri 642-31-
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge
Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
542-543-546-613-638-662/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ricordo che l'esame era stato sospeso all'articolo 10 ed al
subemendamento della Commissione 10.10.1.
Comunico che a questo emendamento è stato presentato un
emendamento di riscrittura da parte del Governo, 10.10.1.1. che
stiamo distribuendo.
FALCONE. Chiedeva l'onorevole Milazzo se dobbiamo votare per
appello nominale
PRESIDENTE. Quando si porrà il problema, se si richiederà la
votazione per appello nominale la faremo. Se ci sarà una richiesta
e sarà supportata, perché no?
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ieri i
toni con i quali ci siamo lasciati a seguito della discussione,
devo dire accesa, che si era definita nel corso dei lavori d'Aula,
chiaramente, il clima non poteva che essere adeguato a quella serie
di incidenti, a quella serie di errori, a quella serie di
ingiustificate retromarce costanti che erano state fatte.
Oggi, alle 11 in punto i deputati, sicuramente tutti
dell'opposizione e forse meno quelli della maggioranza, perché
l'Aula la vedo da questo punto di vista, ahimè, svuotata, ci
aspettavamo questo emendamento di riscrittura ma, soprattutto, ci
aspettavamo di potere ritornare al testo base della Commissione.
Adesso riceviamo il subemendamento a firma del Governo il quale
altro non fa che smentire ulteriormente quelle considerazioni già
vacue poste in essere nella seduta di ieri, ma lo fa se è
possibile, addirittura, peggiorando quel testo, cioè lo fa senza
definire le funzioni, chiamando questa Aula a fare una riforma per
la quale non si capisce perchè i comuni dovrebbero aderire a questi
liberi consorzi dei comuni.
Noi chiediamo ai comuni di fare riferimento ad una legge del 1995.
Noi chiediamo ai comuni, prendiamo quelli ad esempio della città
metropolitana di Palermo, quei 22 comuni, di aderire forzatamente
firmando una condanna a morte, chiedendo loro di assistere
scientemente ai funerali di quei territori che stanno svuotandosi,
che diventeranno periferia delle periferie, e lo facciamo chiedendo
loro di fare un salto nel buio con un generico comma 2 che dice: i
liberi consorzi e le città metropolitane esercitano funzioni di
coordinamento, pianificazione, programmazione e controllo in
materia territoriale, ambientale, di trasporto, di sviluppo
economico .
Quindi, mentre ieri, ad esempio, si toccavano i temi del sociale e
lo si faceva impropriamente, indebitamente, creando confusione tra
il termine pianificazione e programmazione e toccando solo
superficialmente il tema della programmazione relativamente alle
aree metropolitane, con riferimento appunto ai servizi sociali,
oggi quelle competenze saltano completamente così come saltano una
serie di altre competenze che venivano accennate e che adesso non
vengono riconsiderate. Rinviando a quando? A forse fra sei mesi
Io non capisco qual è il senso di questo emendamento che
onestamente ci lascia completamente sbigottiti.
Io non credo che ci sia stata una forzatura ieri e neanche era
questo il problema. La forzatura non è stata fatta sicuramente dal
Presidente dell'Assemblea che ha posto in essere un atteggiamento
assolutamente rispettoso del Regolamento e dell'andamento dei
lavori d'Aula, ma la forzatura, ahimè, è stata fatta dalla
Commissione di cui sono vicepresidente perché non potevamo
permettere di arrivare con un emendamento che, in effetti, non
faceva altro che stravolgere i lavori che avevamo fatto fino a quel
momento.
Per cui, credo che il clima non si sia assolutamente rasserenato,
credo che stiamo eliminando la possibilità data ai deputati di
esprimere il loro punto di vista perché erano stati presentati
degli emendamenti che, a questo punto, non possono avere più
rappresentanza e voce e, quindi, chiedo al Governo di rivedere
quanto espresso in queste quattro righe che sono assolutamente
vuote e non rappresentano altro che un ulteriore rinvio a quello
che si deve fare, evitando di impantanare i lavori d'Aula perché
questo non vorremmo fare.
Abbiamo detto che il clima era quello di occupazione dell'Aula e
mi sa, presidente Ardizzone e Governo, che non avete fatto nulla
per stemperare il clima.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo più volte
manifestato preoccupazione per questo disegno di legge soprattutto
con riferimento a quelle che erano le funzioni e le competenze.
Essendo alle prime battute avevamo chiesto al Governo quale era
l'orientamento in ordine alle competenze ed alle funzioni e, il
Governo aveva risposto che era suo intendimento snellire quelle che
erano le attribuzioni di funzioni perché è convincimento del
Governo, questo diciamocelo francamente, che questo benedetto
libero consorzio che sorge deve essere in linea con quello che
sorgerà nel Governo nazionale.
Abbiamo visto, più volte, o quantomeno sentito, dichiarazioni del
presidente Renzi che vuole eliminare le province e, quindi, in
questo senso, il Governo di questa Regione si è orientato.
E non c'è dubbio, però che dovendo dare luogo a delle funzioni
che, comunque, questo libero consorzio dovrà ereditare rispetto a
quelle che erano le competenze delle province, si è con un articolo
indicato una sorta di continuazione, come è giusto che sia, nella
fase intermedia che vede il passaggio da provincia a libero
consorzio, poi, con l'articolo 10 si era immaginato di dare una
serie di funzioni e, avevamo rilevato la contraddizione che era
elencata in quei cinque punti, perché si parlava di urbanistica, di
rifiuti ed andava, certamente, in controtendenza rispetto alle
norme che erano state fatte prima.
Avevamo rilevato, anche, il tema dell'acqua per cui questo
Parlamento, attraverso la IV Commissione, si era più volte
adoperato perché fosse pronto un disegno di legge, che già è stato
ampiamente esaminato dopo tre mesi di discussione e, quindi,
diciamocelo con molta franchezza, avevamo manifestato queste nostre
perplessità.
La soluzione che oggi si dà, mi permetto di dire, è una soluzione
estetica. Ed è una soluzione che viene data allorquando si ha
difficoltà a dovere pronunciare alcune cose e si indicano, molto
genericamente, alcune funzioni, anche perché c'è la necessità di
acquisire delle entrate.
Ed allora c'è un'indicazione di carattere generale. Ed è ovvio,
fin troppo, considerare questo disegno di legge, un'ulteriore fase
intermedia, rispetto a quello che sarà l'approdo finale, per cui il
nostro giudizio resta sospeso su quelle che saranno le prospettive
di nuovi liberi consorzi perché, a nostro parere, non avendone
ancora stabilito con certezza quali debbano essere le funzioni, ci
sembra questo un modo interlocutorio di affrontare una questione
importante.
Prendiamo atto che il Governo ha accettato questa indicazione, da
chi in questo Parlamento ha cercato di svolgere un ruolo, tutto
sommato, propositivo e ritenendo che le province siano ormai un
organismo superato; prendiamo atto di questo testo, di questo
emendamento e daremo il nostro voto di astensione, nel tentativo di
accelerare, a tutti i costi, questo lavoro, questo disegno di
legge, per potere uscire da questa confusione che, ormai, si è
ingenerata nell'ambito del dibattito parlamentare.
ASSENZA. E iscritto a parlare l'onorevole Assenza.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, da buon cristiano sono contrario
all'eutanasia però, qui, siamo di fronte all'accanimento
terapeutico ed anche questo, proprio, non è consentito.
Questo nuovo emendamento, sarà l'undicesimo, il dodicesimo,
prodotto dal Governo, che naviga nella confusione più assoluta, ha
un merito: quello di dare ragione al pericolo che abbiamo paventato
sin dall'inizio. Con questa legge, non solo scassiamo,
definitivamente, un ente che, bene o male, ha funzionato, tranne
gli eccessi della politica, o meglio della mala politica in alcune
occasioni, ma scassiamo anche i comuni ed ora, ultima perla, anche
la Regione. Perché? Perché questo emendamento rimanda ad una legge
che deve ridefinire tutto, anche le funzioni della Regione, il che
è il vero vulnus dell'attività siciliana, perché il pachiderma non
funzionante è questo, altro che le province.
Noi avevamo l'occasione di fare una legge seria che demandava, non
le volevate chiamare province, li chiamavate e li definivate liberi
consorzi, per decentrare alcuni aspetti normativi, regolamentari ed
amministrativi che in questo ente Regione trovano la loro palude.
Tutto s'impantana, tutto si blocca, nulla funziona.
Signor Presidente, avevamo presentato un subemendamento
all'emendamento governativo, che era quello all'articolo 10 Gov R
3, in cui dicevamo che questi liberi consorzi continuano a svolgere
le funzioni delle province, continuano ad utilizzare le risorse
finanziarie umane; specifichiamolo una volta per tutte, umane, già
di spettanza delle province regionali, si continua ad avvalere
delle sedi e degli uffici delle province regionali. Rimandiamo ad
una legge che deve emanare l'Assemblea entro un anno per demandare
a questi liberi consorzi le ulteriori funzioni che dovranno essere
decentrate dalle Regioni, non trasferite dai comuni a questi liberi
consorzi. E poi, onorevole Presidente della Regione - e approfitto
che una volta tanto, mi può ascoltare perché non mi ha dato questo
onore se non in rarissime occasioni, perché quando mi accingo a
venire al microfono lei esce dall'Aula ma non sarà una cosa
personale, perché poi dal punto di vista personale mi è
simpaticissimo e credo forse che la simpatia umana sia reciproca,
però dal punto di vista politico siamo agli antipodi -, cosa stiamo
facendo? In pratica non stiamo modificando niente, stiamo
rimandando ad una ulteriore legge e restiamo ancora nell'errore
definendola comma 4 all'articolo 2, quando almeno su quello abbiamo
fatto chiarezza ed il comma 5, ma quella legge riguarda solo la
sistemazione territoriale e non le funzioni.
Preannuncio che a questo subemendamento governativo trasferirò
l'emendamento che avevo previsto al primo, perché ritengo che sia
l'unico in grado di non creare ulteriore confusione. Trasferiamo a
questi liberi consorzi, in questo momento, le funzioni, il
personale, le risorse delle province, gli uffici, le sedi, rinviamo
a questa legge da emanare con calma e tranquillità, fatta come si
deve e non questo pasticcio velenoso, come l'ha definito un suo
sostenitore, presidente Crocetta, non Giorgio Assenza, il
Presidente del Consiglio comunale di Ragusa.
Egli che è stato un suo sostenitore nella campagna elettorale ha
fatto un appello ai deputati di tutte le correnti per dire di
fermarsi, ragionare, fermare questa che è una polpetta avvelenata
per tutti gli enti locali della nostra provincia, specificando
anche lo status giuridico-economico che verrà riservato ai
dipendenti di questi liberi consorzi che dovrà rispettare quello
attualmente in vigore, così da dare tranquillità ai dipendenti, non
creare ulteriore confusione e rimandare ad una legge istitutiva,
che dovrà essere il vero scopo di questa legge. Decentrare sul
territorio delle funzioni che la Regione Sicilia, purtroppo, ha
dimostrato di non essere in grado di assolvere. Snelliremo la
macchina amministrativa, avvicineremo la politica al territorio, ci
avviamo per una risoluzione vera dei problemi. Trasferirò questo
che era il subemendamento all'emendamento governativo, a questo
emendamento presentato oggi dal Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Sciuto. Ne ha
facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Assessore, volevo fare delle domande. Con l'articolo 10 si vanno a
ridefinire le nuove funzioni dei consorzi. Vorrei chiedere
all'Assessore ma tutte le altre competenze che avevano le province
che sono la gestione delle riserve, la salvaguardia e tutela del
territorio, bonifica del territorio di appartenenza, servizi
sociali, cioè fornire l'assistenza alla comunicazione degli
assistenti, ai ragazzi ipovedenti secondo la legge 104, i trasporti
ai disabili, l'edilizia scolastica, il funzionamento delle scuole
di secondo grado -perché nell'articolo 1 che abbiamo approvato, al
comma 6, il Governo ha detto: nelle more dell'approvazione della
legge di cui all'articolo 2, i liberi consorzi comunali continuano
ad esercitare le proprie funzioni' -, nel momento in cui andiamo ad
approvare la legge e, con l'articolo 10, andiamo a ridefinire le
funzioni, tutto ciò che ho detto rimane escluso? Assessore, può
chiarire questo concetto? Grazie.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli deputati, bisogna leggere attentamente
l'emendamento. Non è con l'articolo 10 che vengono ridefinite, ma
si fa rimando alla legge di cui al comma 4 dell'articolo 2, perché
con quella legge che faremo dopo che i territori si sono definiti
da un punto di vista geografico e, quindi, ogni Comune avrà deciso
se restare o meno nel Consorzio dove oggi viene inserito, soltanto
allora e con la definizione anche dell'assetto geografico delle
città metropolitane sarà fatta la legge con la quale verranno
ridefinite le funzioni. Nel senso che alcune funzioni potranno
essere trasferite ai liberi Consorzi, altre ai singoli Comuni,
altre potranno tornare indietro alla Regione e altre ancora alle
Città metropolitane. Quindi, non le stiamo ridefinendo con questo
articolo 10 sostitutivo, ma sarà la legge che faremo tra sei mesi
dopo che il territorio si è assestato.
Questo per dire che saranno ridefinite allora; cioè per adesso è
chiaro che è una fase transitoria. E' soltanto dopo che il
territorio si sarà assestato che sarà fatta la legge per
riassegnare le funzioni, comprese quelle di snellimento della
macchina amministrativa di cui si parlava prima. Perché con la
stessa legge potrà essere possibile trasferire funzioni della
Regione ai liberi Consorzi o alle Città metropolitane o ai singoli
Comuni.
VULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, volevo
approfittare dell'intervento dell'onorevole Lo Sciuto. Assessore,
qualche settimana fa, nell'avviare questo disegno di legge, le
avevo espresso alcune perplessità per quanto concerne i piccoli
imprenditori che si occupano della raccolta dei rifiuti, nella
fattispecie, quei rifiuti che vanno nella raccolta differenziata e
parlavo appositamente di coloro i quali raccolgono la carta, il
cartone, il vetro, i rottamai in genere. Queste sono delle micro-
aziende che con una legge dello Stato per avere le autorizzazioni
si devono rivolgere alle Province. Quando noi parliamo di cambiare
le funzioni, questa funzione che lo Stato ha dato direttamente alle
Province, cosa succederà? In questo settore della raccolta
differenziata dei rifiuti ci sono in Sicilia circa 1000 aziende.
Magari 1000 aziende con 4-5 dipendenti ciascuno e parliamo di 5-6
mila persone che lavorano in queste aziende.
Non solo questo, ma queste aziende, con l'autorizzazione
semplificata che viene rilasciata dalla Provincia, senza quella
burocrazia complicata del VIA-VAS, dalla prossima settimana quando
questa legge verrà votata, a molti cominciano a scadere le
autorizzazioni. Che cosa dovranno fare queste aziende?
Assessore, lei sicuramente conosce benissimo la burocrazia della
nostra Regione. Qualche settimana fa, forse qualche mese fa,
assieme all'onorevole Forzese abbiamo presentato un disegno di
legge che parlava della cenere vulcanica.
Signor Presidente, lei deve sapere che in un Comune della
provincia di Catania - non dico il Comune perché non vorrei che il
sindaco venisse denunziato - che ha avuto, purtroppo, la
disavventura che il vento tirava sopra quel Comune mentre c'era un
fatto eruttivo, in questo Comune si sono raccolte centinaia di
migliaia di tonnellate di cenere vulcanica. Questa cenere vulcanica
è stata messa nel campo sportivo, per cui i ragazzi delle squadre
di calcio non lo possono più utilizzare. Ma la cosa più grave è che
il sindaco sta aspettando perché gli uffici dell'Assessore Marino -
sicuramente un valente Assessore assieme al dottore Lupo - ancora
oggi di quell'emendamento che avevamo fatto, un ordine del giorno,
un disegno di legge si sono dimenticati, questi uffici, di
chiedere al Ministero dell'Ambiente che la cenere vulcanica sia,
finalmente, una volta per tutte, non più classificata rifiuto, noi
risparmieremo decine e decine di migliaia di euro perché lei sa
meglio di me che quando, purtroppo, succede un fatto del genere i
comuni etnei si riempiono di cenere vulcanica e non solo creano il
disagio ma la cosa grave è che dobbiamo pagare anche alla discarica
queste benedette ceneri vulcaniche
Allora, Presidente Crocetta, si vuole, per favore, attivare
affinché il Ministero - non so che fine abbiano fatto queste carte
- finalmente decida che questa cenere vulcanica non sia più un
rifiuto?
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta una nota, in data 5 marzo
2014 e protocollata n. 2870 del 6 marzo successivo, con la quale
l'onorevole Anselmo ha comunicato di aderire al Gruppo parlamentare
Articolo 4 .
Pertanto, a decorrere dal 5 marzo 2014, lo stesso deputato cessa,
contestualmente, di far parte del Gruppo parlamentare UDC Unione
di Centro .
L'Assemblea ne prende atto.
'istituzione di liberi consorzi comunali e città metropolitane'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 642-31-132-133-
149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessore, questa mattina, anzi ieri sera, mi sono preso
la briga, dopo che il Governo aveva presentato questo
subemendamento - l'ennesimo - 10.10 sulle funzioni dei liberi
Consorzi e delle Città metropolitane, di andare a verificare, già
lo conoscevo ma ho detto non vorrei essere diventato vecchio e la
mia mente mi ha fatto cancellare alcuni importanti
compiti,.Presidente Crocetta, la prego perché la partita è molto
delicata, probabilmente è molto più delicata di quanto noi
pensiamo. Probabilmente, non vorrei trovarmi, fra qualche mese, ad
essere nella sua stanza occupata dai dipendenti delle Province che,
fra qualche mese potrebbero rischiare di non prendere lo stipendio.
Lo dico nell'interesse complessivo di tutti, perché poi sarà una
partita che diventerà pericolosa, ingestibile.
Noi stiamo rinviando, rinviando, rinviando ma senza mettere
paletti certi su quello che può accadere.
Primo aspetto, poi parleremo delle funzioni e delle competenze. Io
sto presentando un emendamento, poi vedremo dove e come calarlo, ma
deve essere chiaro, netto e inequivocabile: in fase di prima
attuazione, agli istituendi liberi Consorzi e città metropolitane
sono trasferite tutte le risorse finanziarie derivanti dai tributi
provinciali ed i trasferimenti statali e regionali delle soppresse
Province regionali.
Qualcuno mi dice: Ma già c'è, è tra le righe, è tra le pieghe .
No Io ritengo che vada scritto in maniera chiara, in maniera
inequivocabile. Primo aspetto. I dipendenti delle Province e dei
Consorzi, uscita la legge da qui - che poi sarà approvato il quadro
dentro che riscriveremo in questi otto mesi, un anno, un anno e
mezzo che passerà - devono avere serenità, devono sapere che alla
fine ci saranno risorse che garantiranno, per una scellerata scelta
di accelerazione di una legge che, probabilmente, poteva essere
fatta molto, molto meglio dovranno essere garantiti gli stipendi.
Secondo aspetto, non meno importante. Già il testo di ieri, quando
era stato presentato il subemendamento dove c'erano le funzioni da
attribuire alle Province ed alle Città metropolitane era lacunoso
e, mi permetto di dire, non conosceva e non prendeva corpo di ciò
che le Province o le ex Province avevano svolto fino ad oggi.
E pongo una serie di domande, in modo particolare all'Assessore
per le Autonomie locali e la funzione pubblica. Non parliamo di
formazione professionale, non parliamo di tutela ambientale, non
parliamo di scuole, non parliamo di assistenza agli invalidi, non
parliamo di Protezione civile, non parliamo di nulla di quello che
il testo della vecchia legge aveva attribuito alle ex Province.
Assessore Valenti, io la prego, non sarà soltanto questo il mio
intervento, io lo dico con molta schiettezza, non possiamo
permetterci oggi di giocare sulla pelle di due importanti elementi
esterni a quest'Aula: i dipendenti e i cittadini.
Perché adesso noi vedremo questa manovra aggiuntiva di bilancio,
troveremo altre risorse, bisogna trovare risorse certe affinché i
servizi essenziali che una Provincia soltanto gestita oggi da un
Commissario, che non può reggere la sua attività programmatica per
altri dieci mesi, un Commissario va mandato in un Comune piccolo,
sciolto per mafia, anzi tre Commissari ne mandano, non uno e lui
gestisce quell'attività per diciotto mesi di emergenza. Ma mi
spiegate com'è possibile lasciare un Commissario per 24 mesi in una
provincia che deve pianificare e programmare importanti interventi
di sviluppo del territorio? Se pensiamo veramente che questo è un
superuomo, un super manager, non è così
Siccome la politica, checché se ne possa dire, dialoga con il
territorio, io sono seriamente preoccupato, sono seriamente
preoccupato per quelle decine di finanziamenti che sono giunti alle
Province negli anni scorsi e che non stati programmati, sono
preoccupato per la pianificazione dei quello che dovrebbe essere il
bilancio vecchio e quello nuovo, per l'attuazione del fondo
consuntivo, per l'utilizzo dei residui attivi e passivi, sono
preoccupato per i debiti, sono preoccupato per i crediti.
Vede, signor Presidente, stamattina quando mi sono svegliato e
mentre facevo la barba, io pensavo all'incontro di oggi, a questo
momento e pensavo a questa legge sulle Province come a quel bambino
che sta nascendo e che decidiamo che nome dare a questo bambino.
Lei mi permetterà, lo voglio chiamare Rosario, oggi, per un motivo,
perché è la patrona del mio comune, Presidente della Regione e
quindi mi piace ricordare questo, in questo senso. Ma a questo
bambino dobbiamo pensare che educazione dobbiamo dare, chi dovrà
allevarlo, chi dovrà vestirlo, chi dovrà lavarlo, chi dovrà
accudirlo, chi dovrà accompagnarlo. Noi stiamo pensando a dare un
nome a questo bambino, ma non stiamo pensando a chi poi questo
bambino dovrà farlo crescere E questo bambino in questo momento
rappresenta il territorio e i dipendenti della provincia
Forse, può sembrare folle, strano, pleonastico, come dice
qualcuno, fuori luogo, inopportuno quello che sto dicendo, ma le
posso garantire che questo che le dico io non è la mia
preoccupazione, è la preoccupazione di decine e decine di
lavoratori e di cittadini che in queste ore non hanno fatto mancare
il loro supporto nel ridefinire che questa legge così com'è è poco
chiara, mancanza di certezza del diritto e mancanza di serenità, io
credo che dobbiamo dare questi elementi insindacabili e
fondamentali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, debbo ricordare che ieri è stata
distribuita la bozza provvisoria con tutti gli articoli fin adesso
approvati e siccome negli interventi si ribadisce il concetto di
dare serenità o meno, ma soprattutto di dare serenità al personale,
all'articolo 1, comma 7, è già deliberato, c'è scritto
espressamente: I liberi Consorzi continuano ad utilizzare le
risorse finanziarie a proposito di tributi già attribuiti alle
Province, materiale umano già di spettanza delle corrispondenti
Province regionali, i liberi Consorzi si avvalgono delle sedi già
in uso alle corrispondenti Province regionali. Al personale dei
liberi Consorzi comunali è confermato lo status giuridico ed
economico già in godimento presso le Province regionali .
Se c'è un dato assodato, scontato e chiaro è proprio questo della
continuità.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io vi chiedo persino perdono se insisterò su alcuni
concetti.
Noi continuiamo a ragionare sempre di fatti che non si pongono,
come la questione del personale che è definita in termini di
riconversione e di riorganizzazione, così come si fa con qualsiasi
ente che chiude. Su questo, mi pare, che è stato disciplinato anche
dalla legge e, quindi, non c'è una vicenda che riguarda il
personale. C'è, invece, l'innamoramento perpetuato e continuo
rispetto ad un ente inutile, perché il problema è questo: c'era una
casta intermedia legata, che fa parte del sistema di potere che
deve continuare ad avere degli sbocchi; ma il nostro compito non è
quello di mantenere 800 mila consiglieri comunali e provinciali, il
nostro compito è quello di ridurre.
Il Presidente Renzi sta ponendo la questione relativa
all'abolizione del Senato della Repubblica: era un organismo
democratico o antidemocratico? I senatori erano eletti dai
cittadini? Allora, si abolisce la democrazia abolendo il Senato?
Gli altri Parlamenti che non hanno il Senato rappresentano stati
antidemocratici? Gli altri Stati europei che non conoscono le tre
articolazioni delle autonomie, così come la nostra dove abbiamo
Regione, Provincia e Comune, sono tutti antidemocratici? O c'è lo
Stato con le Province o c'è lo Stato con le Regioni. E le Province,
laddove sono presenti, hanno una dimensione uguale a quella delle
Regioni in Italia.
Tutto questo terrorismo, che viene fatto in buona fede, viene
fatto tenendo presente che le cose devono stare sempre così come
sono state. Noi non dobbiamo assolutamente modificare nulla, la
storia ci attraversa e cambia e modifica, però noi non possiamo
modificare nulla.
Non ci sono pericoli per il personale. Le risorse sono stabilite
negli articoli già precedentemente votati e approvati per cui,
onorevole Alongi, l'emendamento non è assolutamente necessario .
ALONGI. Sono presenti le garanzie e non le risorse.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevole Alongi, si guardi il
testo approvato sino ad ora. Al comma 6 dell'articolo 1 è
scritto: Nelle more dell'approvazione della legge di cui
all'articolo 2, i liberi consorzi comunali continuano ad esercitare
le funzioni già attribuite alle Province regionali. I liberi
consorzi di Palermo, Catania e Messina continuano ad esercitare le
funzioni ( ) . Poi c'è scritto al comma 7 I liberi consorzi
continuano ad utilizzare le risorse finanziarie, materiali ed umane
già di spettanza delle corrispettive Province regionali ( ), i
liberi Consorzi si avvalgono delle sedi in uso alle corrispondenti
Province regionali ( ) .
È chiaro che questa è una norma-quadro dove non è più necessario
aggiungere subemendamenti, semmai è necessario applicare la
procedura di cui all'articolo 117 del Regolamento interno al fine
di mettere insieme le varie norme, perché è chiaro che nel corso
del dibattito in Aula, durante l'approvazione degli articoli e dei
subemendamenti si possono creare, come avviene normalmente in tutte
le leggi, alcune cose che non corrispondono.
Ma se noi continuiamo ad insistere nell'eccessivo uso dei
subemendamenti, dobbiamo applicare la procedura dell'articolo 117
di riscrittura finale della norma? Per cui, evitiamo questo ricorso
eccessivo ai subemendamenti rispetto a cose che hanno una natura
logica.
Noi dobbiamo rassegnarci, però, di toglierci dalla testa che i
liberi Consorzi dei comuni sono la fotocopia, gemella e
continuatrice nel tempo, delle ex Province. Noi li vogliamo
trasformare, prevalentemente, in organismi di controllo,
pianificazione, programmazione e coordinamento, non organismi
gestionali veri e propri. Poi, nelle funzioni successive che
stabiliremo con l'altra legge si potrà valutare che qualche cosa
più specifica possa essere gestita, ma in questo momento ci
dobbiamo rassegnare. Poi, io replicherò a quello che dice lei se è
questo il metodo, ma onestamente non credo che sia proprio questo
il metodo, onorevole Alongi
ALONGI. Onorevole Presidente, stavo chiedendo una cosa.
CROCETTA, presidente della Regione. Non credo che sia questo il
metodo.
Dopodiché, penso che la questione qui è che noi non possiamo
caricare di debiti questi consorzi, di tutte le obbligazioni che
hanno queste Province. Quindi, se noi gli trasferiamo esattamente
tutto quello che hanno le Province, significa che questi Consorzi
nascono già pieni di debiti e non credo che questo possa essere
logico.
ASSENZA. Qualcuno deve pagare
CROCETTA, presidente della Regione. Lo affronteremo con la nuova
legge. Può darsi che qualche idea ce l'abbiamo, non si preoccupi
Perché in genere si fa come fanno le compagnie private che hanno
bad company e quelle buone. Ed allora, noi dobbiamo mettere i rami
secchi da una parte e le cose buone dall'altra, in modo tale che la
new company debba essere in attivo, non può trascinarsi gli
indebitamenti, i bilanci con residui attivi indeterminati, con
residui passivi. Questo lo analizzeremo.
Per questo io insisto che non c'è alternativa, e questo
probabilmente nel 117 lo dovremo indicare con chiarezza, non c'è
alternativa ad una transizione commissariale che consenta di non
creare problemi al personale e alle partecipate che ci sono, a
tutti gli enti che ci sono, ma ci consenta, in parallelo, di potere
sperimentare una nuova gestione del nuovo, della new company e,
invece, cominciare a gestire con razionalità e in termini
liquidatori il passato. Questo è il concetto.
Invece, voi volete trasferire. Perché c'è una sola Provincia in
attivo? C'è una sola Provincia che può dire che è in attivo? Se io
vi presentassi semplicemente il documento con cui ogni Provincia
comunica come è stata fatta l'assistenza nelle scuole dei portatori
di handicap, si ricaverebbero conclusioni che dire che hanno a che
fare con la questione morale è dir poco. Perché abbiamo Province
dove per ogni persona si spende dieci e per un'altra se ne spendono
mille, con costi terrificanti Allora, questo deve essere una
lavoro che non può essere di semplice burocrazia, è di
riorganizzazione del sistema.
I lavoratori non vanno penalizzati, ma il nuovo ente deve essere
in bonis, non deve avere debiti e non si può trascinare
automaticamente le gestioni del passato. Va riorganizzato tutto il
sistema stando attenti alla questione sociale, ai lavoratori e alla
dimensione sociale. Per esempio, se facciamo l'integrazione socio-
assistenziale, come dobbiamo fare, dei portatori di handicap se ne
occupano le ASP, non necessariamente tutto questo deve essere fatto
dalle Province. Chi l'ha detto? In base a quale logica? Che hanno
standard?
Quindi, tutti i processi di riforma vanno accompagnati insieme.
Noi pensiamo invece, in un giorno, un ente che esiste da un bel
po', frutto dell'organizzazione sabauda dello Stato, che noi lo
dobbiamo, in una sola giornata, determinare e stabilire.
Oggi, con una logica se permettete anche un po' troppo ambiziosa
rispetto ai limiti che ha anche ogni essere umano, in cui senza
avere sperimentato il nuovo modello di democrazia, il nuovo modello
di formazione, i problemi ci sono, come si spaccheranno queste
Province? Cosa trasferiamo alle Città metropolitane e alle
Province? Perché almeno in tre Province si porrà il problema delle
attribuzioni diverse a città. Quali risorse trasferiamo alla Città
metropolitana e quali trasferiamo alla restante parte? Lo dovremmo
stabilire adesso senza che sappiamo chi aderisce alle Città
metropolitane e chi aderisce alla Provincia? C'è un senso logico, è
ovvio che c'è una transizione.
Questa transizione vediamo di farla funzionare meglio perché,
magari, stabilito finalmente il percorso sappiamo tutti quello che
dobbiamo fare, perché fino ad oggi non è stato possibile anche
coordinare l'attività dei Commissari proprio perché non sapevamo
dove finire, ma sbrighiamoci nell'approvazione di questa legge e
senza metterci ulteriori complicazioni.
BANDIERA. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BANDIERA. Signor Presidente, io, a scanso di equivoci, devo
precisare che ben oltre un mese fa ebbi modo di dichiarare
pubblicamente che non avrei votato questo disegno di legge perché
lo ritenevo pericoloso per tutta una serie di fatti.
Voglio sottolineare il tema dei nominati della politica che al
tempo si paventava che dovevano andare ad essere individuati come
componenti dell'Assemblea. Su questo tema, per fortuna, l'Aula ha
posto rimedio individuando nei sindaci i soggetti componenti.
In una logica di improvvisazione istantanea che ha accompagnato
il percorso di questa legge si era pensato ai Presidenti delle
municipalità. Meno male che poi questo emendamento è stato
ritirato, perché io ho notizie che gli amministratori di condomini
con più di quattro unità abitative stavano meditando di entrare
anche loro nell'Assemblee delle aree metropolitane.
Presidente, la questione che mi ha sempre maggiormente preoccupato
è stata quella legata al fatto che noi - ha detto bene l'Assessore
- vediamo fra sei mesi come si assesta il territorio, perché noi, a
mio avviso, a seguito di un sisma di carattere legislativo non
stiamo andando ad abolire le Province, ma stiamo promuovendo la
soppressione della Provincia di Siracusa, di Ragusa, di Agrigento,
di Trapani, di Caltanissetta e di Enna, perché, Presidente e
Assessore - lasciatemelo dire con rammarico - il Governo non è
stato affatto chiaro su ciò che accadrà ad oltre il 70 per cento
del territorio che non sarà inglobato in queste aree metropolitane.
Proprio per questo motivo ho pensato di proporre un pannicello
caldo perché questo può fare il deputato in questo contesto, che è
quello di proporre all'Assemblea un ordine del giorno che impegna
il Governo, ma su questo io gradirei una replica, impegna il
Governo a dire all'Assemblea oggi con assoluta elementi di certezza
e concretezza con quali misure economiche intende compensare
l'enorme divario che si genererà tra aree che saranno destinate a
beneficiare di finanziamenti e aree per le quali attraverso questa
legge noi rinunciamo ad una corretta governance verranno
abbandonate ad un destino di marginalità infrastrutturale
economica e quindi sociale e occupazionale.
Anche questa mattina giovani della nostra Terra non sono potuti
andare a scuola perché il trasporto pubblico in quelle aree, visto
i guai in cui versa l'Azienda siciliana trasporti, non è passato
dalla fermata, abbiamo lasciato ragazzi a casa oggi. Pensate
colleghi, pensati signori del Governo cosa accadrà di fronte a
cotanta smobilitazione.
Quindi, questo è un elemento di grande preoccupazione che questa
legge - ripeto - frettolosamente e con grande improvvisazione
approntata non si è riusciti a trovare elementi di serenità e di
convincimento.
Mi lascia stupito come in una notte si possa cambiare il tema
delle funzioni. Ieri sera l'aspetto sociale era prevalente, oggi
non ci sono più problemi di carattere sociale, oppure dopo questo
terremoto, dopo l'assestamento vedremo che ne sarà delle tematiche
dei non udenti, dei non vedenti dei nostri territori.
Più volte ho assistito con umile attenzione ma anche silenzioso al
dibattito, anche perché la mia presenza in questo Parlamento è
recente - non ho il privilegio di far parte della I Commissione -
ma ho approfondito ogni aspetto. Guardate che stiamo generando, dal
punto di vista della qualità legislativa, un prodotto che, con
tutto il rispetto per questo nobile Parlamento, definisco molto
scadente. Temo che sarà un elemento triste di valutazione
dell'intero territorio nazionale, di questo Parlamento e di questa
Sicilia che arriverà, forse, per prima a partorire qualche cosa e
che, quindi, sarà attenzionato dagli altri territori, ma che,
certamente, non sarà copiato da nessuna parte del nostro Paese.
Non siamo in tempo per fermarci; forse è meglio approvarlo oggi
stesso, perché, altrimenti, domani mattina, qualche altro elemento
di strana improvvisazione potrebbe ulteriormente incartare il
dibattito.
Sono seriamente preoccupato per ciò che potrà fare il Commissario
dello Stato di fronte alle molteplici incongruenze di questo
disegno di legge. Approvatevelo nel grande rispetto delle
istituzioni e della democrazia. La maggioranza numerica, in questi
casi si dice, abbia ragione; ci concentreremo e cercheremo di
limitare i danni quando, dopo il sisma e dopo l'assestamento, si
parlerà di funzioni da assegnare a questi territori, a quelli
ricchi e a quelli privi della governance.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così
come sono abituato a fare e così come ho fatto per questa norma,
entrerò nel merito dell'argomento che stiamo discutendo.
Nello specifico, signor Presidente, vorrei leggerle questo
emendamento: con legge istitutiva di cui al comma 4 dell'articolo
2, sono ridefinite le funzioni da trasferire ai liberi consorzi,
alle città metropolitane, ai comuni, alla Regione o agli enti
regionali .
CROCETTA, presidente della Regione. Le strade provinciali chi le
deve gestire? Se la provincia si deve dividere in 3, 4...
MILAZZO Giuseppe. Come ha visto, non ho pregiudizi, onorevole
Presidente; mi confronto sulle questioni concrete.
Dopo di che però vorrei dire con assoluta serenità e franchezza
che è inutile che ritorniamo su argomenti che già abbiamo discusso;
è inutile che ora si sveglia qualcuno che ha qualche timore o
qualcuno gli ha suggerito di esprimere dei timori.
Sono cose che in questa norma abbiamo discusso e ridiscusso. Ieri
sera, in Commissione, onorevole Presidente, come lei sa, non ho
fatto mistero e ho manifestato di non avere nessuna preoccupazione
su questa norma.
Ora avete fatto questo ulteriore emendamento. Il fatto che la
norma, però, nella sua articolazione, stabilisca che i liberi
consorzi o le aree metropolitane si occuperanno, comunque, almeno
delle vecchie competenze che esercitavano le province e che,
comunque, ci sia un periodo entro cui il Governo ma, secondo me,
anche l'Assemblea, con le sue Commissioni, potranno effettivamente
e concretamente vedere l'impatto della norma ritengo che, a questo
punto delle cose, non ci dobbiamo più incartare ma dobbiamo
procedere all'approvazione della norma e, in questo periodo, vedere
concretamente sul campo l'impatto che la norma ha perchè ho sempre
detto, in assoluta coerenza, che una norma va fatta.
Certo, capisco che non è una norma ma una riforma; è una cosa un
po' più complessa, più coraggiosa, con la quale tutti ci siamo
confrontati con non poche difficoltà perché è una riforma
importante. Le province ci sono sempre state ma adesso dobbiamo
guardare un'altra cosa - ci ha detto il Presidente della Regione -
e a questo ci dobbiamo attenere, anche con scommessa, onorevole
Presidente.
Quindi, cosa le sto dicendo in modo assolutamente sereno,
onorevole Presidente? Accetto la sfida. Certamente, ci vorrà anche
l'umiltà, in questi 6, 7, 8 mesi, di prendere atto delle
rettifiche.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo ricordare
che, mentre in Sicilia parliamo, ormai da circa un mese, un mese e
mezzo, di questo disegno di legge che abolisce le province
siciliane, la Commissione Bilancio, alla Camera, ha già deliberato
per quanto riguarda l'abolizione, quindi, si accingeranno a portare
questa norma, il disegno di legge, la proposta in Aula per essere
approvata definitivamente.
Tanti i partiti hanno fatto campagna elettorale. Hanno firmato
accordi, contratti con il popolo italiano, per quanto riguarda la
spending review, a cominciare dall'abolizione delle province.
Ieri, signor Presidente, è stato ritirato un emendamento che
riguardava i presidenti delle circoscrizioni, che prevedeva di
inserirli nell'assemblea delle aree metropolitane. E' stato un
errore ritirarlo.
Onorevole Cracolici, lei ha commesso un errore grave perché, se
considerate che un presidente della circoscrizione - ad esempio,
nelle città di Palermo e Catania, che conosco benissimo - è eletto
dal popolo, da 100 mila a 200 mila abitanti, quando vediamo
sicuramente, ed è giusto anche così, che un sindaco di un comune di
1000 abitanti farà parte dell'assemblea mi viene veramente da
ridere.
Siccome questo disegno di legge deve arrivare finalmente ad essere
votato definitivamente, ripartire, perché come per tutte le leggi,
il primo anno, dove a livello regionale tutti questi dipendenti
delle province e le società partecipate di esse possono in questo
momento vivere un momento di sbandamento, sicuramente, dopo le
parole che ha detto il Governatore, ma anche le cose naturali, cioè
non è possibile pensare che in una istituzione venga cancellata e
ci debba essere, possa nascere il problema degli stipendi dei
dipendenti che lavorano in un ente, che hanno vinto un concorso.
Ma se, fino ad oggi, abbiamo garantito migliaia e migliaia di
precari, vorrei capire come si fa a pensare una cosa del genere.
Capisco che ci stiamo avvicinando alla campagna elettorale per le
Europee e che qualcuno voglia raccogliere nei dipendenti delle
province consensi per farsi la campagna elettorale ma mi sembra
veramente raccapricciante pensare una cosa del genere.
Ma pensate che i dipendenti delle province siano così stupidi da
pensare che c'è un deputato che porta avanti con la bandiera non
vi dimenticate di pagare gli stipendi delle province ? Ci vuole
coraggio.
Faccio, invece, una domanda a questi signori: dove sono i 36
milioni della Provincia regionale di Palermo che potevano essere
spesi benissimo nella viabilità della provincia di Palermo,
veramente da Terzo Mondo? Dove sono? Cosa hanno fatto questi
amministratori? Come si può pensare di arrivare all'assurdo delle
cose?
Se siamo qua perché dobbiamo fare campagna elettorale o dobbiamo
prenderci in giro stiamo qua, siamo qua da due mesi per portare
avanti questo disegno di legge che, sicuramente, non è il top della
proposta, possibilmente sarà, perché la legge lo consente,
nell'arco temporale, 6 mesi, un anno, anche con un altro disegno di
legge, con un'altra norma, si può benissimo integrare, si può
benissimo modificare.
Non vedo, quindi, qual è la preoccupazione.
La preoccupazione, invece, è che il popolo siciliano si è accorto
che le province non funzionavano, e se n'è accorto benissimo,
perché in quei corridoi si vantava benissimo delle feste e
festicciole di ogni giorno, dove si spendevano soldi dalla mattina
alla sera. Ed i siciliani lo sanno. Ecco perché non c'è un
siciliano che dice: Perché state cancellando le province? . Sono
gli addetti ai lavori che vogliono cancellare, che non vogliono che
si cancellino le province.
Dobbiamo entrare in un mondo diverso, dove ognuno di noi si deve
autoresponsabilizzare, perché i tempi sono cambiati ed ognuno di
noi, considerato il fatto che siamo stati eletti dal popolo, deve,
con serenità, con dignità e con coscienza, portare avanti qualsiasi
disegno di legge che possa recuperare, finalmente, a livello
nazionale, dove finalmente il siciliano si impone dicendo: Da oggi
sono cambiate le regole. Da oggi ci sono politici, finalmente, che
hanno a cuore il cuore dei siciliani.
PANEPINTO. Signor Presidente, sugli emendamenti ci dice qualche
cosa?
PRESIDENTE. Stiamo facendo una valutazione, onorevole Panepinto.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
soluzione che sarà sottoposta fra qualche minuto all'Aula, per
quanto riguarda la definizione dell'articolo 10, cioè le funzioni,
sia, esattamente, in linea con il percorso scelto rispetto a questa
riforma.
Riguardo a ciò che è stato detto, e che è rimbalzato in questi
giorni su quanto contenuto in ipotesi da questo disegno di legge,
mi riservo di parlarne nelle dichiarazioni di voto. E credo che la
correttezza del dibattito vorrebbe che, quando si porta all'esterno
un giudizio su atti parlamentari e percorsi parlamentari,
volutamente fuorviante, non si faccia un buon servizio alla
democrazia.
Credo, invece, che questa sia una buona riforma, un disegno di
legge che non è per nulla un pasticcio.
E credo, altresì, che sia il primo atto di coraggio di questo
Parlamento, rispetto all'attuazione di uno Statuto che, per
istituire liberi consorzi, esattamente come avrebbero dovuto essere
istituiti, ha aspettato qualcosa come 68 anni dal 1946. E, quindi,
essere la prima Regione che istituisce le Città metropolitane;
probabilmente, questo avrebbe dovuto essere. Avrebbe dovuto
spingere i colleghi parlamentari, tutti i colleghi parlamentari, a
prescindere dalle posizioni o dal modo in cui ognuno poteva
intendere la scrittura di questo testo, spingere ad esaltare questo
Parlamento, invece che evocare, costantemente, ciò che questo
Parlamento delegittima.
In questo Parlamento si parla troppo di un controllo. Dicevo che
non è da molti anni che sono in questo Parlamento, ma, nella prima
legislatura, per esempio - voglio dire non sono decenni, ecco - e,
quindi, parlo di qualche anno fa, era persino inopportuno, sul
piano dello stile, evocare in quest'Aula, che è la sede sacra della
sovranità del popolo siciliano di cui ciascuno di noi spesso si
riempie la bocca quando esprime giudizi politici nelle sedi
istituzionali, citare ed evocare costantemente la figura di
controllo che è quella del Commissario dello Stato, di un Prefetto
della Repubblica che, semplicemente per l'incapacità di questo
Parlamento di modificare e riformare lo Statuto, ai sensi di una
riforma che sta per essere, ancora una volta, controriformata - e
mi riferisco alla riforma di cui alla legge costituzionale n. 3 del
2001, cioè la riforma del titolo V della Costituzione - questo
Parlamento, pur di non affrontare una riforma del proprio Statuto,
avrebbe fatto rispettare la propria autonomia che l'avrebbe messo
al passo con le autonomie delle altre Regioni italiane, ha
preferito continuare a mantenere il controllo preventivo sui propri
atti, trasformando questo Parlamento in un organo legislativo con
una diminutio pericolosissima rispetto a quelle che sono le proprie
prerogative.
Inviterei i colleghi a fare in modo che le proprie opinioni
venissero suffragate da maggioranze democraticamente costituite
all'interno di un Parlamento, piuttosto che rassegnarsi a pensare
che la battaglia parlamentare possa continuare fuori da questa
sede, nelle sedi politiche certamente sì, ma non certamente nelle
sedi istituzionali, evocando interventi che mortificano la
sovranità popolare e, quindi, il Parlamento che esprime quella
sovranità.
Adesso, entro nel merito di questa riforma che è una riforma che
dovrà mettere un punto di inizio, non certamente un punto fermo
rispetto a quelle che sono le problematiche delle autonomie locali
in questa Regione. Far finta di nascondere il disastro finanziario
che è stato costruito negli ultimi vent'anni almeno dagli enti
locali penso che sia irresponsabile.
Allora, la riforma delle province, cioè l'attuazione dell'articolo
15 dello Statuto e dell'articolo 114 della Costituzione, dovrebbe -
questo è il mio auspicio, la mia opinione che enuncio in punta di
piedi, com'è nel mio costume in questo Parlamento - essere il punto
di inizio di un percorso riformatore da costruire e scrivere
insieme perché le regole si scrivono insieme e non possono esistere
le regole di una maggioranza contrapposta a quelle di una minoranza
o di una opposizione ma essere il punto di inizio, dicevo, di un
percorso di riforme che dovrebbe portare il nostro sistema di
autonomie locali in una fase più avanzata, in una fase che non sia
quella della mera conservazione di un sistema che è in difficoltà.
Per risolvere le difficoltà non possiamo evocare disastri che un
Parlamento starebbe per concepire rispetto alle autonomie locali di
questa Regione perché sappiamo perfettamente che non è la volontà
di questo Parlamento.
Abbiamo scelto di attuare l'articolo 15, signor Presidente, in
piena libertà, esattamente per quelle che sono le ispirazioni del
legislatore statutario, cioè di lasciare per sei mesi liberi i
comuni di potere aderire ad un altro libero consorzio, di
costituirne uno nuovo con dei parametri che la legge fissa e per le
Città metropolitane abbiamo scelto insieme, con il voto libero di
questo Parlamento, di consentire ai comuni che costituiscono l'area
metropolitana di cui al decreto del Presidente della Regione del
1995, di poter liberamente uscire da queste Città metropolitane
ovvero altri comuni, secondo i parametri previsti dalla legge.
Quindi, signor Presidente, abbiamo scelto di dare sei mesi di
libertà alle autonomie locali di questa Regione per potere
costruire questo nuovo sistema di autonomie locali. Siccome il
Parlamento deve tornare a legiferare necessariamente prendendo atto
di ciò che i comuni liberamente dovranno decidere nei sei mesi
successivi all'entrata in vigore della legge, credo sia
assolutamente non opportuno immaginare che in questa sede si
potessero definire, concretamente, nel dettaglio, le funzioni.
Nessuna preoccupazione, quindi.
Hanno fatto bene alcuni colleghi ad evocare alcune preoccupazioni
per le riserve o per altro. E, infatti, in questo emendamento, si
parla di problematiche ambientali che sarebbero da ascrivere alla
competenza delle Città metropolitane e dei liberi consorzi. In
questa norma programmatoria, è contenuto tutto quanto e sarà
definito con una successiva legge e attribuita alle competenze dei
comuni, sapendo perfettamente, ognuno di noi, che c'è un problema
di trasferimento di risorse, anche di rapporti con lo Stato, che va
definito e che non può essere definito in una legge che costituisce
lo start up per un percorso di riforme ascritto, ripeto ancora una
volta, alla libertà delle autonomie locali e dei comuni di questa
Regione che avranno appunto, ribadisco, sei mesi di tempo per
scegliere il destino delle loro comunità.
Per cui esprimo un giudizio estremamente positivo a questa scelta
che ha fatto il Parlamento di riempire di contenuti i nuovi enti
che andiamo a istituire, secondo un percorso che è stato
dettagliatamente fissato dalla legge e che, evidentemente, porterà
a definire una riforma, signor Presidente, che, ribadisco, è una
buona riforma. E male fanno i colleghi che, pur di abbandonarsi ad
un atteggiamento di mera propaganda, continuano a definire un
pasticcio quella che è la vera prima riforma in materia di
autonomie locali.
Signor Presidente, non voglio disprezzare assolutamente il lavoro
fatto in precedenza, ma da questa tribuna si dovrebbe ricordare
anche che la più volte richiamata legge regionale n. 9 del 1986,
che ha istituito le province regionali tuttora esistenti, è una
norma che, dottrina autorevolissima e giurisprudenza amministrativa
di questa legge, mettono in dubbio i presupposti di
costituzionalità. Sappiamo perfettamente che in maniera fittizia è
stato applicato l'articolo 15, rimanendo in vita esattamente quelle
province che già la Corte costituzionale - lo faccio pure io, è
stata citata migliaia di volte in questa sede e lo faccio pure io -
già nel 1968, riteneva le province siciliane come un momento
straordinario - così diceva la Corte - che dovevano sopravvivere,
utilizzava questo termine la Corte costituzionale, nel 1968,
sopravvivere , fino a quando non veniva attuato l'articolo 15. E,
quindi, la legge regionale n. 9 del 1986, cioè di quasi 20 anni
dopo, è stata una legge che certamente non ha costruito una buona
governance delle autonomie locali.
Quindi, chiedo a questo Parlamento di mettere in campo tutta lo
competenza e tutta la capacità e il senso delle istituzioni che è
presente per portare fino in fondo questo disegno di legge.
Certamente, ciascuno nel rispetto di quelle che sono le proprie
idee e le proprie posizioni politiche e parlamentari.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
ha fatto bene l'onorevole Gucciardi a richiamare la dignità e il
lavoro di questo Parlamento e la inopportunità, talvolta, di
richiamare alle sue funzioni il controllo esterno demandato ad un
organo dello Stato come, appunto, è il Commissario. Ha fatto bene,
però, il Presidente del Gruppo parlamentare del Partito Democratico
ha dimenticato che, come in qualunque assemblea, anche nella nostra
c'è una maggioranza e c'è una minoranza; c'è il Governo e c'è
l'opposizione. E se i richiami sono stati talvolta anche
ripetutamente, assiduamente, fatti al Commissario dello Stato è
perché, onorevole Gucciardi, la qualità normativa che è stata
proposta dal Governo e dalla maggioranza è stata certamente una
pessima qualità normativa. E ne sia cartina di tornasole la vicenda
che ha preceduto, accompagnato e seguito l'approvazione della legge
di stabilità.
Quindi, attenzione ai richiami che, se teoricamente giusti e
corretti, poi nella pratica e nella concretezza quotidiana,
rappresentano un boomerang per chi quei richiami ha operato ed
effettuato.
Signor Presidente, ci voleva poco ieri sera dirimere la questione
che l'ha portata, giustamente, a sciogliere la seduta e a rinviare
a stamattina i lavori.
In una fase convulsa nella quale, troppo spesso, la presidenza di
quest'Assemblea viene fatta oggetto delle tensioni d'Aula, delle
tensioni tra i gruppi politici, ci voleva poco, assessore Valenti.
Sarebbe stato molto semplice da parte del Governo, esprimere un
parere di dissenso rispetto all'emendamento 10.10.1, che era stato
presentato dalla Commissione o dal Presidente della Commissione e
relatore del presente disegno di legge. Che il Governo fosse,
infatti, in dissenso rispetto all'emendamento che era stato
presentato ieri, lo dimostra il subemendamento che viene presentato
stamattina. Sostanzialmente, il Governo, rivolgendosi alla
Commissione, dice l'emendamento che avevi presentato ieri sera non
era da noi gradito, dal Governo gradito, e noi ne presentiamo uno
apparentemente minimalista, stamattina, con il quale dimentichiamo
di enumerare, di considerare come tassativamente previste le
funzioni che i nuovi enti dovranno assumere in Sicilia .
L'emendamento del Governo di oggi, il 10.10.1.1, si limita,
perché si aggancia a quello di ieri della Commissione e dice con
semplicità: I liberi consorzi e le città metropolitane esercitano
funzioni di coordinamento, pianificazione, programmazione e
controllo in materia territoriale, ambientale, di trasporti e di
sviluppo economico rinviando, come tutto questo disegno di legge
in realtà effettua e fa, alla legge di cui al comma 4, che poi è il
comma 5, secondo la riscrittura finale dell'articolo 2, la
definizione delle funzioni.
Ma ora, Governo, assessore, le funzioni sono quelle di cui al
comma 2 o sono quelle che saranno ridefinite secondo il comma 1?
Se le funzioni sono quelle di cui al comma 1, stiamo rinviando
esattamente come la legge n. 7 del marzo ha rinviato a questa,
questa rinvia a quella fra sei mesi, se poi non sarà fra sei mesi
sarà fra otto o fra un anno. Nel frattempo, le province, cari
colleghi del Movimento Cinque Stelle ci sono, rimangono, continuano
ad esercitare le loro funzioni soltanto che, anziché essere
governate da enti democraticamente eletti, sono governate da nove
commissari straordinari.
Questa, sia chiaro, è l'operazione che stiamo compiendo
quest'oggi con l'approvazione dell'articolo 10, come riscritto
dall'emendamento. Né valga a chiarire gli aspetti, pur complessi,
l'intervento, il primo, il secondo intervento del Presidente della
Regione che, in realtà, non semplifica il dibattito, semmai lo
complica, semmai lo rende più tortuoso forse per un modo di essere,
per modo di fare, per maniera di esprimersi perché dice: No, ma
guardate noi dobbiamo semplificare e non c'è problema per il
personale.
Eccetto che il problema di un personale che era stato
professionalizzato nel tempo e negli anni per espletare determinate
funzioni che adesso dobbiamo invece rifunzionalizzare. Ma non male
quanto alle risorse, alle risorse finanziarie perché abbiamo
scritto un articolo e la maggioranza ha approvato una norma, che è
quella di cui al comma 7 dell'articolo 1, che fa riferimento a
vicenda finanziaria, che non è nella potestà di questo Parlamento e
di questa Assemblea, perché se noi possiamo autorizzare i nuovi
enti ad utilizzare le sedi, il personale di cui le province già
erano titolari, certamente non possiamo scommettere che le risorse
finanziarie, quelle trasferite dalla Stato con le addizionali siano
e rimangano intatte, perché i liberi consorzi, la Costituzione
italiana, i tanto invocati articoli 114 ed il 116, in particolare,
non li contempla, e lo Stato potrebbe negare invece tali
trasferimenti rispetto ad un ente.
Vorrei ricordare inoltre che nel 1968 quando interviene la
sentenza della Corte Costituzionale le province in Sicilia non
c'erano, c'erano le amministrazioni provinciali ed è stata proprio
la legge 9 del 1986 a sistemare da questo punto di vista la
vicenda, a renderla sistematica all'interno dell'ordinamento,
perché è la legge 9 del 1986 che istituisce i liberi consorzi pur
definendoli, nomen iuris,,come province regionali siciliane .
La verità è che noi stiamo rinviando alla prossima legge, nei
prossimi giorni usciranno fuori comunicati stampa, quelli di
carattere trionfalistico del Presidente della Regione, di settori
della maggioranza, quelli probabilmente, anzi certamente, più
moderati e più realistici della minoranza e dell'opposizione o di
certi settori della minoranza e dell'opposizione. Il confronto
d'Aula sarà rinviato alla prossima legge quando, assessore Valenti,
esploderanno le contraddizioni di questa normativa difficilmente
applicabile e lei, assessore Valenti - mi consenta di dirglielo con
estrema franchezza ed anche con estrema simpatia - non sta rendendo
un buon servigio né a lei, Assessore tecnico, né a ai suoi
colleghi, Assessori tecnici di questo Governo. Quando infatti
esploderanno le contraddizioni, a seguito di una legge
inapplicabile, ci sarà qualcuno che dirà non ci vogliono più gli
assessori tecnici, che conoscono poco il territorio e che non
rappresentano politicamente il Governo , ci vorrà non il rimpasto,
ma un nuovo Governo politico per sedare le contraddizioni, per
sedare le proteste, per fronteggiare le proteste che dai vari
settori toccati da questa cattiva riforma saranno messi in campo.
Ed allora sì che ci vorranno gli assessori politici e gli assessori
tecnici probabilmente avranno già compiuto il loro dovere ed il
loro mestiere.
FALCONE. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci
avviamo alla conclusione di questo percorso assolutamente
travagliato e tortuoso e non a causa, come qualcuno magari vorrebbe
far pensare, della minoranza e dell'opposizione.
Il percorso di riforma di questa legge sulle province, di
superamento delle province, è stato accidentato a causa di vari
pensieri, ripensamenti, ipotesi, progetti percorsi, visti, riveduti
e soprattutto modificati, emendati, corretti e stravolti da parte
del Governo, ma io direi, assessore Valenti, da parte di pezzi
della maggioranza che hanno indotto il Governo in alcune
strettoie da cui poi per venirne fuori, c'è stato più di un
problema.
Questo disegno di legge che la maggioranza sta, sostanzialmente,
andando ad approvare perché noi voteremo contro, chiaramente,
perché abbiamo espresso la nostra contrarietà e la si sta
approvando anche grazie al sostegno - questo lo dobbiamo segnalare
- dei grillini che in maniera compiuta e compatta, cambiando
opinione in corso d'opera contribuiranno all'approvazione di una
legge, che non è di riforma se non in peius, per la quale noi
abbiamo espresso un giudizio negativo che qui vogliamo oggi
ribadire.
Noi crediamo che ad oggi stiamo arrivando, e dobbiamo chiudere, e
lo facciamo nella logica di collaborazione istituzionale, ma non di
adesione e, ancorché meno di approvazione rispetto ad un percorso
che ci vede diametralmente opposti nel metodo e nel merito.
Nel metodo, perché quando viene fatta una norma, un disegno di
legge, quello è; sull'impianto ci sono gli emendamenti, al quale
possono essere presentati alcuni subemendamenti, ma un impianto,
signor Presidente, non si può immaginare uno stravolgimento, cosa
che è avvenuta puntualmente Non a caso, oggi siamo qui e non a
caso il percorso è stato così accidentato.
Nel merito, assessore Valenti. Si era detto e vi eravate dati una
impalcatura che è stata poi cambiata, modificata e rivista più
volte. Ed ecco perché noi oggi ci troviamo qui, lo abbiamo detto in
separata sede, l'ho esplicitato anche al presidente Crocetta, che
se vi foste attenuti al fascicolo bianco, cioè all'emendamento così
come presentato in Aula, senza la riscrittura - atteso che lo ha
ritirato la Presidenza o lo ha ritirato il Governo, non vogliamo
entrare nel merito -, ma se si è tracciata la strada, noi su quella
non avremmo fatto ostruzionismo.
Devo dire un'altra cosa. E la voglio dire al capogruppo del
Partito Democratico; lo ha detto in maniera molto chiara e
altrettanto leale l'onorevole Ioppolo. Questo Parlamento non è
abituato a richiamare o ad invocare il controllo del Commissario
dello Stato; questo Parlamento, o meglio una minoranza numerica,
che molte volte da questo podio, ma anche con gli emendamenti, ha
contribuito a sanare e correggere macroscopici errori e
macroscopici strafalcioni, tant'è che più volte è stata la
maggioranza di Governo e la Presidenza dell'Assemblea a dover
sospendere e a ritirarsi in separata sede per fronteggiare
situazioni emergenziali che, sicuramente, non erano state da noi
create, questa opposizione ha più volte invocato un ricorso ai
principi di legittimità, di astrattezza, ai principi di generalità,
che sono i caratteri che una norma deve avere; ma una norma deve
anche avere i caratteri del richiamo ai principi di
costituzionalità. Ed è chiaro che, qualora ciò non avvenisse, ci
sono le preoccupazioni che giustamente quale parlamentare -
l'onorevole Ioppolo - che magari mastica un po' di diritto si
permette di esplicitare. Lo ha fatto più volte l'onorevole Assenza,
e non lo ha fatto a casaccio, ma lo ha fatto nella funzione del
ruolo istituzionale che è chiamato a svolgere.
Allora noi, lo hanno detto anche i colleghi del mio Gruppo
parlamentare, siamo oggi assolutamente consapevoli che da qui a
qualche giorno, o a qualche ora, regaleremo alla Sicilia una legge,
excusatio non petita, non lo abbiamo detto noi, ma lo ha detto lei
onorevole Gucciardi: un pasticcio. Qualcuno dice che ci stiamo
bagnando prima di piovere? Mah, saranno i posteri a giudicare, ma
saranno, purtroppo, l'abbiamo ribadito più volte, i siciliani a
sopportarlo, perché quando si votò la legge 7 e si votò una legge
perché dovevamo dire ai mass media che era stata fatta una cosa, là
noi denunciammo, evidenziammo le grandi e larghe lacune che quella
norma aveva - così come poi è stato.
Oggi, poiché da qui a qualche giorno dobbiamo dire, lo ha detto
qualcuno, che la Sicilia è la prima regione a dover abolire le
province, state tranquilli: non stiamo abolendo nulla, non
cambieremo nemmeno la targa - come ha detto più volte l'onorevole
Di Mauro -, non sarà sostituita nemmeno la targa o la denominazione
provincia regionale di Palermo, di Catania, di Messina e così
via.
Purtroppo, avremo soltanto una sorta di prorogatio dei
commissariamenti, nulla di più, nulla di meno, perché sarebbe stato
più onorevole per il Governo e per la maggioranza fare una norma di
un rigo e dire: saranno prorogati i commissariamenti e non si va
al voto , piuttosto che fare una norma che immagina di dire tanto
ma, di fatto, dice ancora meno, creando ulteriormente confusione,
ansia, preoccupazione e non agli addetti ai lavori, la
preoccupazione è nella regione siciliana - stratificatamene - in
tutti i settori.
Ecco perché noi non possiamo essere d'accordo e favorevoli. Dopo
di che, se poi ci sono dei profili di incostituzionalità, di
illegittimità, bene, questa sarà un'ulteriore medaglietta' che
questa maggioranza metterà al petto, rispetto ad un'azione
legislativa che, secondo noi, è assolutamente carente,
insufficiente e soprattutto in contrasto con gli interessi della
Sicilia.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
Presidente della Regione, io intervengo augurandomi che un
emendamento di riscrittura presentato dal Governo possa essere
messo in distribuzione. Signor Presidente Ardizzone, e riguarda
esattamente la figura apicale che non ha nulla a che vedere con il
personale. Apro una parentesi: non ho alcun imbarazzo a sostenere
questo emendamento anche nella mia qualità di segretario comunale.
Io mi auguro, Signor Presidente, che l'emendamento venga accolto,
perché, vede, glielo dico con molto rispetto, il fatto che dalla
verifica dell'ammissibilità si passi ad una verifica
dell'opportunità, significa privare il parlamentare della facoltà
di presentare emendamenti.
Mi pare di capire che l'emendamento in questione sia assolutamente
ammissibile, che sia esattamente conforme al decreto legislativo
267/2000, perchè con le sue modifiche, qualora questo nuovo ente
venisse costituito, e condivido per intero l'intervento fatto dal
mio capogruppo, verrebbe privato in questa fase di transizione del
vertice, non soltanto, di un impiegato
Inoltre, vorrei aggiungere che stamattina mi sono scontrato con
una funzionaria dell'Assessorato della formazione, infastidita del
fatto che, dopo dieci giorni, era stata costretta a consegnarmi dei
documenti, nonostante io li avessi chiesto ai sensi della legge 10
Ora, signor Presidente, pongo a lei ed ai suoi uffici una sola
domanda: se tutto rimane dentro l'alveo dell'ammissibilità, per
coerenza ed armonizzazione con le norme va bene, ma, se fosse una
questione di opportunità, francamente diventerebbe, come dire,
libero arbitrio da parte di una presidenza e di un corpo
burocratico Ora, io le pongo una domanda, assessore Valenti: Chi
dovrà sovrintendere ad un tema molto caro al Presidente Crocetta,
vale a dire all'applicazione delle norme sull'anticorruzione che
hanno bisogno di un responsabile? Le pongo quest'altra domanda:
Chi dovrà occuparsi di dare applicazione a queste norme se non il
vertice della burocrazia che ha la stessa dignità di quella
regionale, che è quella dei nuovi liberi Consorzi e delle città
metropolitane ?
Presidente, allora, siccome io ho visto girare il foglio, e ormai
da peones e da novantesimo di questo Palazzo, mi sono, come dire,
abituato alle consuetudini, se oggi lei non metterà in
distribuzione l'emendamento in questione, io ne prenderò atto e non
dirò con tutto il rispetto che devo alla sua autorevole persona e
all'Istituzione, però, in quel caso si consumerebbe un passaggio,
che è quello di chi può decidere in maniera arbitraria cosa è
ammissibile e cosa non è ammissibile, ma soprattutto potrà far
rientrare nel concetto di opportunità anche altro.
E non mi pare che qualcuno ora debba qui richiamare il Commissario
dello Stato visto che abbiamo, come dire, vissuto un'ecatombe di
norme nella finanziaria che nonostante fossero state oggetto di
attenzione dalle stesse persone, oggi vorrebbero mettere in
discussione eventualmente l'opportunità di questo emendamento Dopo
di che, signor Presidente, qualunque sua decisione per me sarà
sacra e la rispetterò in silenzio.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, per il garbo con il quale lei ha
posto il problema più volte mi mette in difficoltà, ma, purtroppo,
debbo ribadire, non per ragioni di opportunità, perché non so chi
abbia parlato di opportunità, che, ai sensi dell'articolo 112 del
nostro Regolamento, i termini per la presentazione di emendamenti e
sub emendamenti non si applicano alla presentazione di emendamenti
da parte del Governo e della Commissione, tendenti alla
rielaborazione degli articoli nonché degli emendamenti e dei sub
emendamenti presentati, perché se così fosse riapriremmo una
discussione.
E' chiaro che l'ultima parola spetta alla Commissione e al
Governo, però, per quanto riguarda la questione di merito che lei
ha posto con evidenza ancora una volta che abbiamo già approvato
una norma ed è il comma 3 dell'articolo 1, declina che Il libero
consorzio ha podestà statutaria regolamentari e ad esso si
applicano i principi previsti per l'ordinamento dei Comuni che lei
richiama con particolare riguardo allo status degli amministratori
e all'ordinamento finanziario e contabile, al personale e
all'organizzazione secondo le disposizioni che saranno definite con
la legge di cui all'articolo 2.
Quindi, in atto, sostanzialmente, non muta la questione in ordine
all'organizzazione interna delle province o comunque dei liberi
Consorzi. E' un problema che chiaramente si porrà una volta che si
passerà alla fase conclusiva di determinazione dei liberi consorzi.
Si passa all'esame dell'articolo 10.
Dobbiamo porre in votazione gli emendamenti soppressivi : il 10.6
- 10.17 - 10.15 - 10.20 - 10.21. Il parere del Governo?
VALENTI , assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica, Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MALAFARINA. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
soppressivi. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 10.10.
Comunico che è stato presentato il sub emendamento sostitutivo
10.10.1 del Governo, il quale specifica che le parole da
trasferire devono intendersi da attribuire , le quali sono
funzioni da attribuire dai liberi Consorzi alle regioni, e ciò per
renderlo lessicalmente più appropriato.
Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE . Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MUSUMECI. Chiedo la votazione per scrutinio palese nominale
dell'emendamento 10.10.1.1.
(La richiesta è appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati dei
subemendamenti che ho dichiarato inammissibili per la stessa
ragione per la quale è stato dichiarato inammissibile l'emendamento
presentato dall'onorevole Panepinto, in quanto l'emendamento di
riscrittura sostitutivo a firma del Governo e della Commissione
sono emendamenti di chiusura.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 10.10.1.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 10.10.1.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 50
Contrari 13
Astenuti 3
(E' approvato)
Gli emendamenti relativi allo stesso sono preclusi o assorbiti.
Si passa all'articolo 11.
Ne do lettura:
«Art. 11.
Soppressione di enti
1. La Regione procede alla razionalizzazione, accorpamento o
soppressione degli enti, agenzie od organismi, comunque denominati,
che esercitano funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle
attribuite ai liberi consorzi comunali.
2. Con la legge di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono soppressi o
accorpati gli enti, le agenzie o gli organismi di cui al comma 1.
Con la medesima legge sono individuate le relative risorse
finanziarie, materiali e umane da trasferire ai liberi consorzi
comunali.
3. La Regione non può istituire nuovi enti, agenzie o organismi,
comunque denominati, per lo svolgimento di funzioni in tutto o in
parte coincidenti con quelle attribuite ai liberi consorzi
comunali».
Pongo in votazione, solo per un fatto procedimentale solo gli
emendamenti soppressivi dell'emendamento che riguarda
complessivamente i commi.
Si passa agli emendamenti a firma Vinciullo, Greco Giovanni,
Formica, Joppolo.
VINCIULLO. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato un emendamento a firma della
Commissione, è un emendamento di carattere tecnico: ai liberi
consorzi ovunque ricorrano, sono aggiunte le parole alle città
metropolitane».
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lo vuole spiegare brevemente?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, si tratta di un emendamento tecnico, aggiunge le parole
ai liberi consorzi alle parole la città metropolitana .
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e per la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CORDARO. Vorrei far rilevare che noi siamo contrari.
PRESIDENTE. E' per alzata e seduta, quindi siete contrari la
minoranza è contraria, senza equivoci.
MUSUMECI. Signor Presidente, non tutta la minoranza, ma soltanto
gli esponenti del centro-destra.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti aggiuntivi,
8 e 10 che sono di identico contenuto a parte l'ultima parte, il
secondo comma, che forse è superato onorevole Cracolici
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. No, dobbiamo
mantenerlo perché il Presidente è eletto.
PRESIDENTE. Viene, quindi, mantenuto. Pongo in votazione
l'emendamento aggiuntivo A8.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento sposta i commissari
fino alla nuova legge, e comunque non oltre il 31 ottobre 2014. Al
secondo comma, la stessa legge dovrà definire le procedure
elettorali per l'elezione del Presidente.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono preclusi gli emendamenti aggiuntivi A9 e A10.
Si passa all'emendamento AGOVR. Il parere della Commissione?
CRACOLICI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole rimanga seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A15 è precluso.
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso l'esame della legge.
Così come convenuto ringrazio del mandato che è stato dato in
Conferenza dei Capigruppo alla Presidenza dell'Assemblea di tentare
un coordinamento tra i vari articoli perché è chiaro, non lo
nasconde nessuno, che la materia è abbastanza complessa e delicata
sulla base di tutti gli interventi e di quello che è emerso durante
il dibattito.
La Conferenza dei Capigruppo ha dato mandato a questa Presidenza
di provvedere alla formulazione degli emendamenti a norma dell'art.
117 del Regolamento interno. E' chiaro che i suddetti emendamenti
saranno sottoposti all'approvazione dell'Aula. Ciò è più che
evidente e ragionevole. E' stata più volte richiamata la qualità
delle leggi, e se tutti noi puntiamo alla qualità delle leggi,
ciascuno di noi deve fare fino in fondo tale sforzo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendiamo atto
della sua volontà. Anche noi avevamo detto in Conferenza dei
Capigruppo che è giusto predisporre qualche emendamento a norma del
117. Però il 117, vorrei ricordarlo, al primo comma guarda al
coordinamento delle norme, al secondo guarda alle rettifiche. Né
coordinamento, né rettifiche significano stravolgimento. Quindi,
chiedo che non si alteri il senso della legge e che sia sottoposta a
votazione tale serie di modifiche.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei ancora, probabilmente, non mi
conosce. L'Aula sarà libera di votare.
FALCONE. No, noi assegniamo alla sua autorevolezza il percorso
d'Aula.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VENTURINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che c'è
ancora il Governatore in Aula, la pregherei di ascoltarmi, perché
non vorrei che dimenticassimo alcuni impegni che questa Aula aveva
assunto non più tardi di venti giorni fa.
E' chiaro che siamo stati coinvolti in questa lunga maratona, che
ci ha portato finalmente ad una conclusione, staremo a vedere quale
sarà poi il testo definitivo. Il mio intervento era soltanto per
ricordarle che venti giorni fa questa Assemblea, all'unanimità,
aveva votato un ordine del giorno che la impegnava ad assumere una
posizione chiara nei confronti del Governo per fare in modo che il
decreto del dicembre dell'anno scorso, circa l'articolo 37, venisse
reso attuativo subito anziché aspettare il primo gennaio 2016.
Se lei riuscisse a fare un intervento del genere potremmo
risolvere tantissimi problemi.
Infatti, alla luce anche di quanto letto poco fa sui giornali e
cioè che la manovra bis, che sta per arrivare, non è una
grandissima manovra e che non risolverà sicuramente i tanti
problemi che abbiamo, se lei si facesse carico di portare avanti
quello che, all'unanimità, quest'Assemblea ha votato, con
quell'ordine del giorno, farebbe cosa ben gradita a tantissimi
siciliani che da lei, in questo momento, si aspettano delle
soluzioni concrete circa la situazione economica in cui versiamo.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, ovviamente, sottoscrivo quanto ha detto
il collega Venturino e volevo fare un suggerimento al Governo,
abbiamo avuto il piacere di avere il Presidente Renzi a Siracusa
che proveniva da Tunisi e questo mi ha fatto ricordare un progetto-
idea che abbiamo già, più volte, espresso in Commissione e che
abbiamo suggerito all'assessore competente Scilabra ed
all'assessore per la famiglia, della quale in questo momento non
ricordo il nome, all'assessore Bonafede, poiché è molto semplice e
lo voglio suggerire oggi, signor Presidente, perché il momento è
opportuno, in quanto Renzi diventerà Presidente del semestre
europeo e, tornando da Tunisi, ha preso sicuramente a cuore i
problemi dell'intera Nazione e della Sicilia.
Ogni giorno abbiamo sbarchi per migliaia di immigrati nelle coste
siracusane e ragusane; ogni giorno queste persone vengono ammassate
in questi centri di raccolta dei quali non abbiamo alcuna
notizia, se non per il fatto che ci costano 30 euro al giorno, gli
adulti, e 78 euro, al giorno, i minori.
Il suggerimento al Governo e, quindi, al Presidente Crocetta - che
è preso, in questo momento, dall'euforia di questa legge che,
certamente, ci ha tolto un grande peso dallo stomaco e,
finalmente, potrà farci dedicare ai problemi reali che sono quelli
dell'occupazione e non è una critica perché l'ho votata, ma vuole
essere una sottolineatura - dicevo, il Governo ed il suo Presidente
dovrebbero avere l'accortezza di fare un ragionamento col Governo
nazionale e con l'Europa perché si possa fare in modo che, dopo
avere bruciato 4 miliardi di euro in una formazione fasulla, che è
durata per tanti anni, finalmente, si possa fare la formazione.
Da un lato, la formazione degli immigrati e, quindi, un intervento
sull'urgenza di quelli che arrivano, e fare un accordo con la
Comunità europea per fornire, a tutti i Paesi dell'Europa, le
specializzazioni o gli specialisti che occorrono con un accordo
europeo; dall'altro, attraverso il Coppem, che è il consorzio dei
Paesi del Mediterraneo, creare le condizioni per poter fare, anche,
per questi Paesi la formazione, cosicché queste persone formate
possano ritornare nei loro Paesi per portare un aiuto a quelli che
rimangono.
E' un progetto, particolarmente, delicato; è un progetto
importante, ma credo che, in questo momento, aiuterebbe non solo i
formatori che ci sono, ma tutti gli altri formatori; dall'altro
aiuterebbe i Paesi europei ad avere quello che gli occorre evitando
così che gli immigrati possano diventare manodopera della
manovalanza malavitosa o persone che vivono parassitariamente ai
semafori, all'angolo delle strade, in cerca di qualche soldo di
elemosina.
Quando un uomo ha fame non bisogna dargli il pesce, ma insegnarli
a pescare.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi,
signor Presidente, ho bisogno soltanto che il Presidente della
Regione, onorevole Crocetta, mi presti due minuti di attenzione.
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, prendete posto, perché la
seduta non è ancora terminata.
TURANO. Signor Presidente della Regione, mi rivolgo
prevalentemente a lei, perché ho motivo di essere molto preoccupato
per un provvedimento che la Giunta potrebbe trattare da qui a
qualche giorno.
Quando abbiamo approvato la scorsa legge finanziaria, l'assessore
Bianchi ha postato 642 milioni di euro che venivano dal Contratto
di coesione e sviluppo, la sigla non la ricordo bene, e che
conteneva una serie di opere strategiche che erano state finanziate
dal CIPE con la delibera di agosto del 2011.
Tra queste opere ve ne è una riguardante il territorio della
provincia di Trapani per un importo di 150 milioni di euro ed è la
bretella autostradale che collega Mazara del Vallo con Trapani.
Successivamente, con sua delibera di Giunta del 28 ottobre, si dà
atto che il progetto è definitivo e che l'ANAS pensa di potere
cantierare l'opera entro il mese di maggio del 2014.
Onorevole Cracolici, lo dico a chiare lettere e chiedo l'aiuto
degli onorevoli Ruggirello, Milazzo, Palmeri, Gucciardi, di tutti i
deputati della provincia di Trapani, ho il fondato motivo di
ritenere che in Giunta possa arrivare un provvedimento di
rimodulazione di queste somme utilizzando le risorse che ho appena
richiamato per altri fini e non vorrei che qua passasse il
messaggio che queste risorse vengono impegnate con la nuova
programmazione comunitaria perché significa privare un territorio
di una prospettiva.
Sapere che il vecchio Presidente della Regione aveva finanziato,
per un importo di 150 milioni di euro, la bretella autostradale,
sapere che l'ANAS ha il progetto cantierabile per 136 milioni di
euro e scoprire che questo provvedimento potrebbe essere cancellato
significa dichiarare guerra alla provincia di Trapani.
Le chiedo, per cortesia, di assumere un impegno formale con l'Aula
e con me che sto rappresentando questo problema, che nella
trattazione della rimodulazione delle risorse non venga levato
l'importo che finanzia la bretella autostradale che collega Mazara
del Vallo con Trapani, perché sapere che 300 mila persone per
andare da Mazara del Vallo a Trapani - tempo di percorrenza, per
ora, 50 minuti circa - devono andare al confine della provincia di
Palermo e fare 200 chilometri per raggiungere una città, mi
preoccupa che ad ore si possa consumare una cosa che considero
gravissima.
La prego, signor Presidente, di assumere l'impegno con me e con
tutta l'Aula che l'opera che le ho appena citato non verrà
intaccata e verrà certamente finanziata con la vecchia
programmazione, non con la nuova.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 11
marzo 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Istituzione dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-2
474-542-543-546-613-638-662/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Norme transitorie in materia di proroga delle gestioni
commissariali provinciali. (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-1
219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio 1/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
4) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
5) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A)
Relatore: on. Di Giacinto
6) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
7) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
8) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
9) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
10) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
11) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
12) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
13) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
14) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
15) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 15.39
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-
268-474-542-543-546-613-638-662/A - ISTITUZIONE DEI LIBERI
CONSORZI COMUNALI E DELLE CITTà METROPOLITANE.
All'articolo 10
Emendamento 10.10.1.1
L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
1. Con la legge istitutiva di cui al comma 4 dell'articolo 2 sono
ridefinite le funzioni da attribuire
ai liberi consorzi, alle Città metropolitane, ai Comuni, alla
Regione o agli enti regionali.
2. I liberi consorzi e le città metropolitane esercitano funzioni
di coordinamento, pianificazione, programmazione e controllo in
materia territoriale, ambientale, di trasporti e di sviluppo
economico.
All'articolo 11
Emendamento 11.COMM
All'articolo 11 dopo le parole ai liberi consorzi comunali
ovunque ricorrano sono aggiunte le seguenti e alle Città
metropolitane .
Emendamenti articoli aggiuntivi
Emendamento A.8
Dopo l'articolo 11 è aggiunto il seguente:
Art. Norme transitorie
1. Nelle more dell'approvazione della legge istitutiva di cui al
comma 4 dell'articolo 2, le funzioni dei liberi consorzi comunali
di cui al comma 3 dell'articolo 1 continuano ad essere esercitate,
fino all'insediamento degli organi dei predetti liberi consorzi e
delle Città metropolitane e, comunque, non oltre il 31 ottobre
2014, da commissari straordinari ai sensi dell'articolo 145
dell'ordinamento amministrativo degli enti locali nella Regione
siciliana (decreto legislativo presidenziale 29 ottobre 1955, n. 6)
approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. La legge istitutiva dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane di cui al comma 4 dell'articolo 2 stabilisce gli
adempimenti necessari per lo svolgimento delle elezioni degli
organi dei suddetti enti e per il loro insediamento, in sede di
prima applicazione. .
Emendamento A.GOV.R
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - La Regione, d'intesa con la Città metropolitana di Messina,
favorisce la stipula di appositi accordi con lo Stato, la Regione
Calabria e la Città metropolitana di Reggio Calabria, al fine di
consentire ai cittadini residenti nell'Area metropolitana di
Messina e nella Città metropolitana di Reggio Calabria di usufruire
dei servizi secondo criteri di prossimità. Con decreto del
Presidente della Regione, adottato su proposta dell'Assessore
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, sono
individuate le attività programmatorie e i servizi per i quali si
applicano le disposizioni del presente comma.