Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anselmo e Vullo hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
il Lavoro
N. 795 - Criticità sull'equilibrio di bilancio dell'IPAB 'Oasi
Cristo Re' di Acireale (CT).
Firmatari:Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano;
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 1493 - Notizie in merito al bando pubblico regionale di
concorso straordinario per titoli per l'assegnazione delle sedi
farmaceutiche in Sicilia.
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Riforma della legge istitutiva della Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia. (n. 709)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ferrandelli
in data 28 febbraio 2014.
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 luglio 2011,
n. 12. (n. 710)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cordaro,
Pogliese, Lantieri, Clemente, Grasso e Cimino in data 4 marzo 2014.
- Norme per la valorizzazione del patrimonio immobiliare dei
centri storici. (n. 711)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Alongi, Cascio Francesco Fontana, Germanà e Vinciullo in data 5
marzo 2014.
- Misure di solidarietà in favore dei familiari delle vittime di
incidenti mortali sul luogo di lavoro. (n. 712)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Maggio,
Milazzo, Gucciardi e Alloro in data 5 marzo 2014.
- Norme per la tutela e la difesa dei consumatori. (n. 713)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Forzese,
Picciolo, Tamajo, Lo Giudice e Greco M. in data 5 marzo 2014.
- Nuove norme per la costituzione delle aziende ospedaliere
universitarie. Modifiche all'articolo 14 della legge regionale n. 5
del 14 aprile 2009. (n. 714)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ioppolo,
Formica e Musumeci in data 7 marzo 2014.
- Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare. (n.
715)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Tancredi,
Cappello, Foti, Palmeri, Siragusa, Cancelleri, Ciancio,
Mangiacavallo, La Rocca Claudia, Zito, Zafarana,Trizzino, Ferreri e
Ciaccio in data 7 marzo 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante Norme
per l'istituzione di un fondo permanente di solidarietà del
Dipartimento di Protezione civile per gli eventi calamitosi del
vulcano Etna . (n. 702)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 marzo 2014.
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili.
(n. 704)
di iniziativa parlamentare, inviato il 3 marzo 2014.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Antonio Venturino, con nota
prot. n. 2504/SG.LEG.PG. del 27 febbraio 2014, ha chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 564 Sistema
bibliotecario regionale integrato .
'ineleggibilità e incompatibilità degli amministratori dei liberi
consorzi comunali e città metropolitane'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Ineleggibilità ed
incompatibilità degli amministratori dei liberi consorzi comunali e
delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-
226-268-474-542-543-546-613-638-662 Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge
«Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei liberi
consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-
153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662 Stralcio
II/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che si era già conclusa la discussione
generale unificata coi disegni di legge Istituzione dei liberi
consorzi comunali e delle Città metropolitane e Norme transitorie
in materia di proroga delle gestioni commissariali provinciali .
Pongo, pertanto, in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura degli articoli 1 e 2.
«Art. 1.
Ineleggibilità ed incompatibilità degli
amministratori
dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane
1. Al Presidente ed ai componenti della Giunta dei liberi consorzi
comunali nonché al Sindaco metropolitano ed ai componenti della
Giunta metropolitana si applicano le disposizioni in materia di
ineleggibilità ed incompatibilità previste per il presidente e gli
assessori delle province regionali dalla legge regionale 20 marzo
1951, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni».
«Art. 2.
Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 14
1. La presente legge è inserita nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana, distintamente dalle altre leggi, senza numero
d'ordine e senza formula di promulgazione, ai sensi e per gli
effetti dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14».
Onorevoli colleghi, avverto che, ai sensi dell'art. 123 del
Regolamento interno, poiché la proposta di legge è contenuta in un
solo articolo, non computando la formula di pubblicazione, e non
siano stati presentati emendamenti, si procederà soltanto alla
votazione finale, se ve ne sono le condizioni.
Altrimenti si procederà nella seduta successiva.
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
«Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili confiscati
alla criminalità organizzata» (579-607 IV stralcio-623/A)
'Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili confiscati
alla criminalità organizzata'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Si passa al seguito dell'esame del disegno di legge
«Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili confiscati
alla criminalità organizzata» (579-607 IV stralcio-623/A), posto al
numero 2).
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 126 del 6 febbraio
2014 il presidente della Commissione e relatore, onorevole
Trizzino, aveva svolto la relazione e che nella seduta n. 128 del
12 febbraio era stato fissato il termine per la presentazione degli
emendamenti.
Non essendo presente l'onorevole Trizzino, e neppure il Governo,
propongo di esaminare il disegno di legge successivamente.
MALAFARINA. Signor Presidente, per questo disegno di legge sono io
a sostituire l'onorevole Trizzino; quindi, se vogliamo, possiamo
discuterlo.
PRESIDENTE. Onorevole Malafarina, ci torniamo tra un momento
perché stiamo aspettando l'assessore per l'economia, appena viene
l'assessore ritorniamo su questo punto.
Per il momento la ringrazio, ma continuiamo e passiamo al terzo
disegno di legge iscritto all'ordine del giorno.
di pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione finanziaria
alla società Riscossione Sicilia'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Pogliese
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia di
pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione finanziaria
alla società Riscossione Sicilia» (500/A)
PRESIDENTE. Si passa all'esame del disegno di legge «Disposizioni
in materia di pagamenti della Pubblica Amministrazione.
Anticipazione finanziaria alla società Riscossione Sicilia» (n.
500/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Giacinto, vicepresidente
della Commissione e relatore.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore.
Onorevoli colleghi, con il decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 e
successive modifiche ed integrazioni, convertito dalla legge 6
giugno 2013, n. 64, il Governo nazionale ha predisposto
un'articolata sequenza procedurale volta al pagamento dei debiti
pregressi delle pubbliche amministrazioni, al fine di arginare la
situazione di sofferenza delle imprese creditrici.
A tale scopo, è previsto che le regioni possano accedere ad
anticipazioni di liquidità presso il Ministero dell'economia con
rimborsi a lungo termine (30 anni) e a tasso fisso.
Sono previste due diverse tipologie di anticipazioni per due
differenti finalità:
- pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili della Regione,
definiti dall'articolo 2 del decreto legge n. 35/2013, contratti
precedentemente alla data del 31 dicembre 2012;
- pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili del settore
sanitario, definiti all'articolo 3 del medesimo decreto, contratti
prima del 31 dicembre 2012.
Il comma 1 dell'articolo 1 del disegno di legge che si sottopone
all'esame dell'Aula autorizza la Regione ad accedere alle suddette
anticipazioni, le quali implicano l'esigenza di predisporre un
piano di ammortamento che, a decorrere dall'anno 2014, garantisca,
nell'arco di 30 anni, il rimborso del prestito comprensivo
dell'onere per interessi. Sulla scorta dei piani di ammortamento
che prevedono, prudenzialmente, il tasso fisso del 4,3% annuo, la
Regione dovrà iscrivere nel proprio bilancio, a partire dal 2014
oneri per il servizio del debito così determinati:
35.343 migliaia di euro per l'anno 2014;
62.296 migliaia di euro per l'anno 2015.
Per far fronte a tali oneri, la normativa statale richiede che sia
predisposta una copertura finanziaria specifica, certa e stabile
nel tempo, cui è subordinata la verifica delle condizioni di
equilibrio strutturale dei conti della Regione, condizione questa
per poter avere accesso all'anticipazione di liquidità. Si tratta
di una certificazione che non limita i suoi effetti solo alla
disposizione in esame, ma costituisce il presupposto d'ora in
avanti affinché la Regione possa avere accesso al mercato dei
capitali.
Per quanto detto, il comma 4 dell'articolo 1 prevede che agli
oneri da esso recati si faccia fronte con quota parte del gettito
derivante dalle maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta regionale
sulle attività produttive e dell'addizionale regionale all'IRPEF,
già disposte per la copertura dei disavanzi del settore sanitario.
Tale gettito risulta ormai superiore rispetto alle summenzionate
esigenze di copertura, per effetto dell'applicazione delle misure
di contenimento della spesa sanitaria indicate nel Piano di
rientro 2007-2009 , nel Programma operativo 2010-2012 e nel nuovo
Programma operativo di consolidamento 2013-2015 in corso di
approvazione da parte dei competenti Ministeri.
L'articolo 2, comma 5, del decreto legge 15 ottobre 2013, n. 120
che modifica l'articolo 2, comma 8, della legge 23 dicembre 2009,
n. 191, consente, infatti, a decorrere dal 2013, alle regioni che
presentano in ciascuno degli anni dell'ultimo triennio del Piano di
rientro un disavanzo sanitario di competenza del singolo esercizio
e prima delle coperture inferiore al gettito derivante dalla
massimizzazione delle aliquote dell'addizionale regionale all'IRPEF
e dell'IRAP la riduzione delle predette maggiorazioni ovvero la
destinazione del relativo gettito a finalità extrasanitarie, in
misura tale da garantire al finanziamento del Servizio sanitario
regionale un gettito pari al valore massimo annuo del disavanzo
sanitario registrato nel medesimo triennio.
Il paradigma sopradescritto si adatta alla Regione siciliana, che
deve garantire al Servizio sanitario regionale un gettito,
derivante dalle maggiorazioni in parola, pari a circa 105.000
migliaia di euro destinato alla copertura degli eventuali
disavanzi. L'intero gettito in questione è, invece, pari a 326.810
migliaia di euro per l'anno 2014 ed a 330.515 migliaia di euro per
l'anno 2015. Conseguentemente le risorse che si possono destinare a
finalità extrasanitarie sono sufficienti a garantire la copertura
degli oneri derivanti dall'articolo 1 del disegno di legge.
Le somme erogate ai sensi dell'articolo 2 del decreto legge n.
35/2013 saranno utilizzate, come richiesto prioritariamente e fino
alla misura dei 2/3, per il pagamento dei debiti di tesoreria nei
confronti degli enti locali e, per la parte restante, per il
pagamento dei debiti commerciali a carico della Regione.
La somma erogata ai sensi dell'articolo 3 del medesimo decreto
sarà utilizzata dalle aziende sanitarie per il pagamento dei debiti
commerciali.
L'articolo 2 del disegno di legge reca alcune disposizioni
riguardanti la società Riscossione Sicilia, che gestisce il
servizio pubblico di riscossione della Regione.
Occorre, a tal proposito, evidenziare che nel corso degli ultimi
anni il sistema di remunerazione dell'attività di riscossione è
stato profondamente modificato, prevedendo, ancorché in via
temporanea, un criterio di rimborso basato su quanto effettivamente
riscosso dalle singole società, secondo l'aggio determinato dalla
legge. La richiamata normativa prevedeva un periodo transitorio di
circa 4 anni entro i quali le società di riscossione avrebbero
dovuto avviare un percorso di efficientamento volto a ridurre i
costi fissi della riscossione. Il 2013 avrebbe dovuto essere l'anno
della verifica di tale percorso.
Diversamente da quanto previsto, tuttavia, le analisi svolte dal
Dipartimento delle politiche fiscali sui bilanci di Equitalia e di
Riscossione Sicilia hanno mostrato il persistere di un gap negativo
tra costi i fissi e gli incassi da aggio. Stante questa situazione,
il Ministero dell'economia e delle finanze, percepita la volontà
politica di non assecondare alcun aumento dell'aggio, ha preferito
non emanare il cosiddetto decreto legge costi fissi , onde evitare
ulteriori peggioramenti delle condizioni economiche e finanziarie
delle summenzionate società, rinviando la trattazione
dell'argomento ad un disegno di legge di riorganizzazione
complessiva della normativa sulla riscossione, che vedrà la luce a
partire dal 2014.
Con l'articolo 2 del disegno di legge in esame si vuole garantire
a Riscossione Sicilia, la cui attività è regolata dalla suddetta
normativa, una iniezione di liquidità coerente con il credito
vantato nei confronti della Regione siciliana, pari a circa 122
milioni di euro al 31 dicembre 2012. Nel dettaglio, l'articolo
prevede l'erogazione di 40.000 migliaia di euro sotto forma di
anticipazione finanziaria da parte della Regione. Il comma 2
definisce le modalità con cui la società dovrà restituire
l'anticipazione finanziaria fino a quando la stessa potrà essere
compensata con l'effettivo riconoscimento, da parte della Regione,
del debito fuori bilancio ad oggi maturato.
Il comma 3 si impone la destinazione del 75% delle somme
anticipate al soddisfacimento dei fornitori, in modo da ridurre,
nel breve periodo, il rischio di insolvenza della società. Il comma
4 si prevede che la restituzione del prestito possa essere
interrotta dal riconoscimento del debito e che la parte residua del
debito possa essere portata a compensazione delle somme ancora
dovute dalla Regione.
La copertura finanziaria degli oneri recati dall'anticipazione è
garantita dalle disponibilità del fondo previsto dall'articolo 5
della legge regionale 9 gennaio 2013, n. 1, a fronte delle quali,
alla data di entrata in vigore della presente legge, non risultino
obbligazioni giuridicamente perfezionate in favore dei soggetti
beneficiari.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
giunge in Aula - così com'era stato stabilito dalla Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari - questo disegno di legge che
riguarda le disposizioni in materia di pagamento della pubblica
Amministrazione, ma non giunge l'allegato che sempre abbiamo
chiesto in Commissione. Di queste somme che sono destinate al
pagamento di ASP, enti locali e, a quanto pare, anche una quota dei
debiti della Regione, quando io ho sostituito il presidente della
Commissione, onorevole Dina, e quindi ho operato in maniera tale
che il disegno di legge potesse essere approvato dalla Commissione,
lo abbiamo subordinato - e lo chiedo ai colleghi presenti in
Commissione - al fatto che il Governo avrebbe dovuto presentare un
dettagliato elenco non solo degli enti che avrebbero usufruito dei
benefici di questa legge, cosa che il Governo ha fatto solo ed
esclusivamente per quanto riguarda le ASP, ma avevamo chiesto,
proprio per mettere a tacere una campagna stampa che su tutti i
giornali continua a
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, mi scusi se la interrompo.
Siccome sta per arrivare l'assessore al ramo, le chiedo di
rinviare il suo intervento, altrimenti perdiamo solo del tempo.
VINCIULLO. Per carità, nel frattempo, siccome stiamo parlando di
enti locali e di enti che avrebbero dovuto usufruire di questi
contributi, senza uscire dall'ordine dei lavori, volevo sottoporre
all'assessore per gli enti locali qui presente il quesito
riguardante il commissario della Provincia regionale di Siracusa.
Risulterebbe che avreste già fatto la nomina, che la nomina sarebbe
stata già inviata alla Provincia, ma dopo otto giorni da questa
nomina ancora il commissario incaricato non si è presentato a
prendere possesso dell'incarico e poiché ricordo che era uno di
quelli che era stato sostituito senza avere mai presentato le
dimissioni, sarebbe a questo punto opportuno sapere, capire se:
primo, il commissario ha accettato; secondo, se il commissario si è
dimesso; terzo, nel caso in cui il commissario ha accettato, se
intende esercitare fino alla fine le funzioni.
Assessore, sarebbe importante che stasera lei desse una risposta
anche perché, da parte delle organizzazioni sindacali e di tutta la
provincia di Siracusa, c'è la richiesta di avere certezze su chi
sarà il futuro commissario della Provincia regionale di Siracusa,
perché un ente così importante, l'ente più importante dal punto di
vista pubblico della provincia di Siracusa, non può continuare a
rimanere senza avere la figura apicale e il rappresentante legale.
PRESIDENTE. Nel frattempo è arrivato l'assessore Bianchi.
Ha chiesto di parlare l'assessore per le autonomie locali Valenti.
Ne ha facoltà.
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevole Vinciullo, nel frattempo io ho
verificato e il decreto è stato regolarmente notificato, è arrivata
pure l'accettazione. Stiamo tentando di contattare il commissario
in maniera tale da capire cosa sta succedendo, forse un motivo
personale, per cui non si è ancora ripresentato in provincia; ma la
nomina, dal punto di vista amministrativo, è perfezionata.
Colgo l'occasione perché ieri mi era stato posto un quesito circa
il comune capofila del consorzio dei comuni, nel caso in cui nei
nuovi consorzi è specificato nella legge che sarà il comune con il
maggior numero di abitanti. Questo è un principio, chiaramente, che
vale anche per i consorzi che restano, per esempio, nelle aree dove
si crea la città metropolitana, il consorzio che si crea o i
consorzi che si volessero creare, vale sempre il principio del
comune con maggior numero di abitanti come comune capofila.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Visto che è arrivato l'assessore Bianchi faccia parlare
prima lui, poi interverrò io.
PRESIDENTE. No, ancora non deve parlare l'assessore. Se lei
rinuncia, faccio parlare l'onorevole Ciaccio che si è iscritto.
L'assessore parla sempre alla fine di tutti gli interventi come
replica agli interventi dei deputati. Per quanto riguarda la
relazione, sa benissimo che è stata appena letta dall'onorevole Di
Giacinto; quindi non cerchiamo di cambiare le procedure, onorevole
Falcone.
Prego, ha facoltà di parlare.
FALCONE. Signor Presidente, io la ringrazio, però intervengo
perché stasera ritenevamo di dover discutere di altro argomento,
devo dire la verità, e l'altro argomento che dovevamo discutere era
quello relativo a ineleggibilità ed incompatibilità, il secondo
stralcio del disegno di legge 642.
PRESIDENTE. Non è per bloccarla, onorevole Falcone. Lei, forse, è
arrivato un attimo in ritardo.
Noi abbiamo iniziato e stiamo seguendo esattamente l'ordine del
giorno, quindi probabilmente lei è arrivato in ritardo. Noi abbiamo
iniziato con il primo disegno di legge all'ordine del giorno, e
siccome, quando abbiamo iniziato, in Aula non c'era un numero
sufficiente per poter proseguire, abbiamo momentaneamente sospeso
questo punto e ci ritorneremo tra un attimo. Per cui se lei fosse
stato presente per tempo, avrebbe evitato questo intervento.
FALCONE. Signor Presidente, io credo che discutere stasera il
disegno di legge numero 500/A rischia di diventare un atto
intempestivo a causa della mancata trasmissione, così come ha detto
l'onorevole Vinciullo, dell'elenco dei crediti di cui la Regione
dovrebbe farsi carico.
Infatti, l'elenco delle aziende creditrici nei cui confronti la
Regione dovrebbe effettuare questi pagamenti non è ancora arrivato
e lo voglio dire al Governo, all'assessore Bianchi che, più volte,
ci ha garantito che tale elenco sarebbe stato inviato prima in
Commissione e poi al Parlamento, invece ciò non è avvenuto. Ma, se
vogliamo entrare un attimo nel merito, è chiaro che ci sono vari
elementi su cui dovremmo focalizzare la nostra attenzione.
Innanzitutto, qualche tempo fa, un autorevolissimo quotidiano
siciliano, anzi un autorevolissimo giornale nazionale aveva
bacchettato la Sicilia per la sua inadempienza nell'utilizzare
questi fondi, circa un miliardo di euro, nei confronti delle
aziende private che sono creditrici, come ho detto, della Regione,
delle Aziende sanitarie, dei Comuni.
Vorrei ricordare, stasera, che non a caso noi chiediamo, prima di
continuare, che il Governo trasmetta, e lo dico alla Presidenza, lo
dico all'assessore Bianchi, che magari è interessato a fare il
sottosegretario o a pensare ad altro, ma forse ultimamente sta
tralasciando di attenzionare bene gli interessi della Sicilia
(d'altronde lui non è siciliano, e magari può essere anche
ammissibile).
Però, è chiara una cosa: siccome questo è un provvedimento che
rischia di insistere sulla pelle dei siciliani, lo vorrei dire
chiaramente, questo intervento costerà per i prossimi trenta anni
oltre un miliardo di euro di interessi a carico dei siciliani per
cui, prima di discutere un simile atto, il Governo deve avere il
coraggio di portare l'elenco chiaro, dettagliato.
Noi vogliamo sapere a chi dobbiamo pagare questi debiti, se
pagarli alle aziende siciliane o se pagarli alle multinazionali per
un accordo politico che è andato male tra il Partito Democratico,
l'assessore Luca Bianchi e l'ex vice ministro Stefano Fassina. Noi
vogliamo sapere se c'è un accordo politico tra questo Governo
regionale, il Governo nazionale e quello che una volta era il
partito delle Botteghe Oscure, che oggi si è trasferito al
Nazareno. Dovete venirci a dire le cose.
Presidente Dina, anche lei ha richiamato più volte il Governo a
questo adempimento necessario.
Dopodiché vorremmo sapere perché la Sicilia deve pagare un tasso
di interesse del 4,60 per cento, atteso che altre Regioni hanno
pagato un tasso di interesse del 3,70 per cento.
Presidente, prima di incardinare questo testo, dobbiamo discutere
(proteste dell'onorevole Cracolici)
questa cosa se la studi, onorevole Cracolici. Poi, quando se la
studierà verrà qui a dire qualcosa, ma per il momento non è
preparato.
Non la sento, parli meglio, onorevole Cracolici, non comprendo
cosa dice.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, faccia completare l'intervento
all'onorevole Falcone.
FALCONE. Allora, Presidente, la prego oggi di congelare, di
paralizzare l'iter di questo disegno di legge perché fin quando non
ci porteranno questa documentazione, non si potrà andare avanti e,
poi, le dirò tutti i motivi per cui non si può andare avanti,
perché questo è un adempimento che è previsto dalla norma. Per cui,
Presidente, la invito a fermare tutto. Quando poi l'assessore verrà
qui preparato e non lascerà la Sicilia in brache di tela, perché è
una vergogna che non abbiano ancora presentato la manovra
finanziaria, a distanza di un mese e mezzo dall'impugnativa del
Commissario dello Stato. E siccome non la portano o perché non la
sanno portare o non riescono a formularla o perché non la possono
portare, allora è chiaro che qua, prima di discutere, dobbiamo
capire qual è l'impatto finanziario per le nostre casse, per i
nostri Comuni, per i cittadini e per i nostri figli nei prossimi
trent'anni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone. La ringrazio per il suo
intervento, come sempre accalorato, però lei sa benissimo che in
qualità di Presidente non posso congelare nulla.
Quello che, invece, lei può fare è presentare una richiesta di
sospensiva e io mi rimetto, chiaramente, a quello che è il parere
dell'Aula in base all'articolo 101 del Regolamento interno.
Lei potrà verificare quanto le ho appena detto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, proprio
collegandomi alla richiesta sollecitata dal collega Falcone che, in
qualità di capogruppo può presentare, ma in questo caso, essendo
lui un membro della Commissione Bilancio, io, insieme al collega
Vinciullo, in maniera corretta e formale vorremmo che l'intera
Commissione Bilancio chiedesse la sospensiva, sarebbe anche più
corretto. Ma, al di là di tutto, eventualmente il mio capogruppo la
presenterà in maniera formale. Questo, al contrario di come
inizialmente è stato detto, oltre le problematiche che ci sono non
vorremmo fare ostruzionismo.
La richiesta di rinvio in Commissione è per evitare nuovamente
figure come nell'ultima finanziaria, perché questo disegno di
legge, che è stato oggi incardinato, era la bozza iniziale; in
finanziaria era stato modificato, poi stralciato; ad oggi la
Commissione Bilancio ha esitato un altro disegno di legge che è la
parte di Riscossione Sicilia, che si dovrebbe ricollegare a questo.
Ma un disegno di legge non può diventare un emendamento. Le cose
vanno chiamate col loro nome.
Ora, per fare un lavoro in maniera organica, dovremmo sapere non
solo le aziende, ma soprattutto la copertura. Un mutuo di un
miliardo che tutti noi siciliani dovremmo restituire in trent'anni
non è possibile. Non è giusto bloccare le addizionali IRPEF e IRAP
per trent'anni.
Allora, ragioniamo in Commissione le eventuali, possibili
coperture, anche perché sicuramente, come sa benissimo l'assessore,
la legge a cui eventualmente ci riferiamo per fare l'anticipazione,
non prevede una norma legislativa tranne che l'assessore, ad oggi,
dichiari che questo Governo non ha credibilità e ha la necessità di
fare un intervento legislativo perché la norma non prevede
l'aspetto legislativo, prevede un atto amministrativo per chiedere
l'anticipazione.
Noi, in maniera responsabile, siamo d'accordo a dare supporto
perché siamo dell'idea che il lavoro vada pagato, ma non è
possibile dare questo tipo di copertura in una Regione dove, agli
occhi di tutti, a livello di sprechi siamo una delle più alte
d'Italia.
Inseriamo eventualmente una copertura finanziaria che vada in
direzione della riduzione degli sprechi. Questo potrà dare
credibilità al futuro disegno di legge e capiamo eventualmente come
accedere al disegno di legge che ci permette di fare questa
anticipazione.
Al presidente della Commissione Bilancio e alla Presidenza io
chiedo la sospensiva e di rimandare questo disegno di legge in
Commissione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sulla richiesta di sospensiva
ricordo che la stessa deve essere proposta da almeno otto deputati,
dal Governo o dalla Commissione.
BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sono costretto ad intervenire anche anticipatamente a
quanto avevo previsto, vista la qualità dell'intervento
dell'onorevole Falcone.
Onorevole Falcone, ovviamente, siamo in disaccordo
sull'interpretazione della norma, ma credo che lei abbia
travalicato anche nei toni quello stile che ci ha permesso di
lavorare in questi mesi in maniera costruttiva anche insieme.
Credo che il suo riferimento ad eventuali accordi, non ho capito
se si riferiva ad interessi finanziari miei o di qualcun altro, mi
sembrava di un tono e di un livello assolutamente inaccettabile in
quest'Aula. Dato che le ho riconosciuto in tutti questi mesi, e le
riconosco, un comportamento sempre di opposizione direi quasi
esemplare, tra virgolette, sia per la qualità dei suoi interventi
sia per la franchezza con cui ha manifestato anche eventuali
dissapori, credo che questa sia stata davvero una scivolata da
parte sua che intendevo in qualche misura stigmatizzare. Peraltro,
per quanto riguarda il merito della questione credo che sia ormai
un dibattito che si trascina da diversi mesi, in cui c'è una
ripetitività di interventi che fatico ad ascoltare per quante volte
già li ho ascoltati, e si basano sempre sulle solite cose.
Due punti intendo chiarire e concludo perché la mia proposta è di
andare avanti rapidamente.
Primo elemento: l'elenco delle imprese. L'elenco delle imprese è
stato depositato in Commissione Bilancio, per cui, onorevole
Ciaccio, non capisco quali siano le richieste aggiuntive.
Noi abbiamo depositato in Commissione Bilancio l'elenco delle
imprese che vantavano crediti certi ed esigibili al 31 dicembre
2012, e che era la documentazione che ci è stata richiesta dal
Ministero per l'Economia per poter accedere al finanziamento.
Aggiungo, peraltro, che quell'elenco nominativo serviva a
certificare il ritardo nei pagamenti. Non è detto che le imprese
che verranno pagate saranno necessariamente quelle, nel senso che
ci sarà probabilmente una lista di imprese che nel periodo
intercorrente tra il 31 dicembre 2012 ed oggi sono state saldate;
quindi, in quel caso, la procedura del pagamento dei debiti è
regolata dal codice civile e vi si procederà in ordine cronologico,
come è previsto o secondo le priorità stabilite dal codice civile.
Né io né voi possiamo in alcun modo, senza ledere la legge,
intervenire su quali imprese vengono pagate. La ratio del disegno
di legge pagamenti, dell'anticipazione finanziaria, è quella di
dare liquidità alle regioni - tutte le regioni italiane, tra cui
anche la Sicilia - che hanno accumulato nel tempo ritardo nei
pagamenti dei debiti della pubblica Amministrazione verso le
imprese.
E', quindi, un discorso che non c'entra minimamente col tema di
cui stiamo parlando.
Vi prego, onorevole Ciaccio, se uno è contrario è contrario, ma
sulla disponibilità della lista, l'abbiamo messa a disposizione; su
quali imprese vengono pagate, non è nella nostra discrezionalità,
ma esistono delle regole per le quali bisogna pagare le imprese, a
prescindere ad esempio da quale sia la localizzazione geografica,
in base a dei criteri sostanzialmente di anzianità del credito, a
meno che non ci siano altre prerogative su pagamenti per stipendi -
ma non è questo caso -, come richiamato dal codice civile. Quindi,
stiamo facendo una discussione assolutamente astratta.
Terzo punto: il mutuo si accende per avere l'anticipazione di
liquidità.
I debiti già ci sono; noi li paghiamo i debiti, non li facciamo.
Questo sia chiaro.
Noi estinguiamo una parte del debito, non è che creiamo nuovo
debito.
L'unico elemento è che dobbiamo restituire l'anticipazione
finanziaria che ci viene data.
Infine, sappiate che la non approvazione del disegno di legge sui
pagamenti avrà dei costi rilevantissimi per la Regione.
Chiunque si assuma la responsabilità di ostacolare o di impedire
di approvare questa anticipazione finanziaria farà sì che la
Regione, innanzitutto, pagherà degli interessi molto più alti sui
debiti che non riesce ad estinguere.
Secondo, come ho già illustrato in precedenza, ci sono - peraltro,
probabilmente già in discussione oggi al Consiglio dei ministri -
una serie di sanzioni per le regioni non che non accendano il
disegno di legge pagamenti, ma che hanno strutturalmente un ritardo
nei pagamenti dei debiti verso le imprese. Questa sanzione, che
sarà comminata da parte della Commissione europea allo Stato
italiano per effetto di questi ritardi, ci è stato già comunicato
dal Ministero per l'Economia che si rivarranno ovviamente sulle
regioni che hanno un ritardo nei pagamenti più elevato.
Se non approviamo il disegno di legge sui pagamenti, pagheremo di
più, ammazzeremo il sistema delle imprese regionali e daremo la
dimostrazione di una Regione che non vuole saldare i debiti che ha
col sistema delle imprese. Tutto ciò su motivazioni che abbiamo già
smentito più volte nel corso di questi mesi, ma che vengono
reiterate continuamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stata avanzata formalmente la
richiesta di sospensiva a firma degli onorevoli Figuccia, Formica,
Falcone, La Rocca, Ciaccio, Siragusa, Ciancio e Giuseppe Milazzo.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Formica, come lei sa, e faccio
appello alla sua lunghissima esperienza, una volta che arriva alla
Presidenza una richiesta di sospensiva non si può più procedere
nella discussione. Per cui, a questo punto, possono parlare due
deputati a favore e due contro.
Si sono iscritti a parlare gli onorevoli Figuccia e Formica a
favore della sospensiva, gli onorevoli Cracolici e Firetto contro
la sospensiva.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica a favore della
sospensiva.
FORMICA. Signor Presidente, sono ogni volta stupito nell'ascoltare
l'assessore Bianchi, che peraltro ritengo una persona preparata e
garbata, e siccome lo ritengo preparato e garbato e penso che non
gli faccia difetto neppure un minimo di intelligenza, che
riconosco, mi meraviglio ogni volta perché per tentare di dare una
giustificazione plausibile a questa operazione che si vuole mettere
in campo, omette ogni volta di dare le risposte che dovrebbe dare.
Vorrei fare velocemente un riepilogo della situazione.
Noi abbiamo accumulato, al 31 dicembre 2012, circa un miliardo di
euro di debiti, suddivisi tra 600 e rotti milioni per le ASP e la
rimanente quota di 300 e rotti milioni per i Comuni.
La prima cosa che è saltata subito agli occhi a tutti noi, in
merito a questa vicenda, è stata l'esosità di quanto costerà ai
siciliani il pagamento di questi debiti, perché per pagare il
miliardo di euro di debiti dobbiamo accendere un mutuo e per i
prossimi 30 anni pagheremo due miliardi, cioè pagheremo un altro
miliardo. Ci costerà, quindi, un miliardo. Da un miliardo andrà a
due miliardi.
La seconda cosa che ci ha colpito, Presidente, è che, per fare
fronte a questo miliardo di interessi in più che ci costerà, noi
dovremo mantenere al massimo possibile, per i prossimi 30 anni,
l'IRAP; mentre ora eravamo in grado, grazie ai sacrifici imposti ai
siciliani sulla sanità, di abbassare finalmente l'IRAP, la dovremo
lasciare al massimo per pagare questo miliardo in più.
Per i prossimi trent'anni, quindi, l'IRAP in Sicilia sarà al
massimo consentito dalla legge.
Non è che devo richiamare, signor Presidente, come l'IRAP sia una
delle tasse più odiose che ci siano ed è proprio quella tassa che
impedisce lo sviluppo dei territori e della Regione. E' la tassa
che tutti, dai sindacati agli imprenditori, hanno denunciato come
il macigno più grande sulla strada dello sviluppo economico, perché
con l'IRAP a quei livelli, ovviamente, nessuno investirà più.
E non deve sfuggire neppure che il primo provvedimento che ha
annunciato il premier Renzi - vedo che ride, Presidente - per
oggi, per ora, mentre discutiamo, è la diminuzione dell'IRAP o, se
ci arrivano, la sua abolizione, proprio per cercare di aiutare lo
sviluppo dell'economia italiana che quel macigno IRAP blocca. E
noi, una delle regioni più martoriate, una delle regioni che
conosce il maggiore sottosviluppo, dovremmo invece accettare di
avere per i prossimi trent'anni, un'eternità, l'IRAP al massimo
livello consentito. E chi investirà più qui? E di quelli che già ci
sono, chi rimarrà più? Ma non è finita, non è finita Perché ci
siamo presi la briga di controllare chi sono i creditori a cui
dovremmo dare questi soldi. E i creditori a cui dovremmo dare
questi soldi - ho controllato - soprattutto i 600 e più milioni
delle ASP, per l'80 per cento in tutte le nove province siciliane,
in tutte le ASP siciliane, sono Aventis, Roche e le grandi
multinazionali del farmaco.
Vorrei dire a lei, ai colleghi e ai siciliani, che queste aziende
hanno dei bilanci di gran lunga superiori, in alcuni casi,
all'intero bilancio dell'Italia.
Ora, che noi dobbiamo indebitarci, massacrarci per i prossimi
trent'anni per dare delle quisquilie a delle multinazionali che
hanno bilanci superiori all'intero bilancio d'Italia e, per fare
questo, dobbiamo indebitarci per i prossimi trent'anni e tagliare
le gambe allo sviluppo, mi pare che neppure un demente allo stato
puro possa portare avanti un'idea così bislacca .
I colleghi devono essere edotti perché non tutti si sono presi la
briga di controllare caso per caso; ebbene, neppure il più demente
dei politici o delle persone può pensare di sottoscrivere una
follia di questo genere. Ma dirò di più, Presidente.
Il dottore Sammartano, direttore dell'Assessorato della Salute, in
Commissione Bilancio, da me interpellato sulla natura di questo
deficit di pagamenti - se è stato un caso che è accaduto e che non
si potrà ripetere, legato a circostanze fortuite o meno, oppure se
dipende da altro - ebbene, il direttore Sammartano ha candidamente
ammesso che non si tratta di un caso sporadico che non si potrà
ripetere, ma che si tratta di un deficit strutturale di cassa, e
quindi continuo, che si ripeterà, mese dopo mese, anno dopo anno.
Il che vuol dire che siccome mancano strutturalmente due miliardi
di euro circa di cassa, ogni anno si ricreerà lo stesso buco. E
l'anno prossimo che facciamo?
Un altro mutuo? E, poi, l'anno prossimo un altro?
Allora fermiamoci, interloquiamo con il Governo nazionale.
A proposito del Consiglio dei Ministri, in aggiunta a quello che
ha detto l'assessore Bianchi, in Consiglio dei Ministri oggi si sta
discutendo non solo di eventuali sanzioni, che non ci saranno
perché non ci possono essere, ma si sta discutendo di questo
aspetto fondamentale, dell'assunzione di misure atte ad impedire
che si ricrei la stessa situazione e, quindi, eventualmente, ci
saranno dei trasferimenti aggiuntivi alle regioni per impedire che
ciò accada.
Allora ci dobbiamo fermare, aspettiamo ciò che accade a Roma,
andiamo a Roma a interloquire perché non possiamo permetterci né
l'IRAP al massimo, né tanto meno di ritornare qua, fra qualche
anno, a fare un altro mutuo che non possiamo fare. Fermiamoci.
Troviamo le coperture altrove.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare contro la sospensiva l'onorevole
Firetto. Ne ha facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, impegnerò
certamente meno tempo dell'onorevole Formica per dire una cosa
semplice: io ho l'idea che i debiti che vengono contratti vanno
onorati, perché dietro un debito c'è un servizio svolto, c'è una
fornitura svolta, c'è gente che ha lavorato; ci sarà anche il
profitto per l'imprenditore, ma c'è tutto un valore aggiunto fatto
di tante maestranze che svolgono quella prestazione. Quando giunge
il momento dell'incasso, poi, le sofferenze riguardano l'intero
sistema aziendale, non riguarda solo l'imprenditore che fa il
profitto.
Confesso di non conoscere l'elenco completo depositato presso la
Commissione Bilancio, ma mi interessa poco conoscerlo perché penso
che un debito vada onorato, indipendentemente da quale sia la sede
legale del fornitore o del prestatore del servizio.
L'idea che si può ingenerare una insolvibilità della Regione
siciliana non aiuta la prospettiva produttiva del nostro territorio
perché, se da un lato, facciamo danno a queste imprese che vantano
crediti nei confronti della Regione, l'idea che contrarre con la
Regione siciliana é contrarre con un soggetto che non onora i
propri debiti, è qualche cosa che noi dobbiamo assolutamente
evitare.
Ecco perché il mio intervento è contro la richiesta di sospensiva.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare a favore della sospensiva
l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci aspettavamo
che venissero affrontate questioni strategiche, problematiche, che
chiedono di essere affrontate da mesi, pensavamo che si entrasse
nel merito della finanziaria quanto più presto possibile.
Non ci attendevamo certo dal Governo un'altra norma truffa.
Dopo l'impugnativa del Commissario dello Stato, il Governo aveva
l'obbligo morale di affrontare la questione nei termini adeguati e
quest'obbligo, invece, non è stato rispettato; è stato, come
sempre, puntualmente disatteso.
Assessore, se lei può ascoltare l'intervento, credo sia una
questione che riguarda i siciliani che chiedono attenzione su
questo tema, e mi rivolgo anche al presidente Gucciardi, e il
rischio è che si metta un'ipoteca per i prossimi trent'anni e che
questa ipoteca passi attraverso quello che oggi possiamo definire
in termini di aumento di tasse per i siciliani, perché di questo si
parla in questa norma. D'altra parte, assessore, dopo il
provvedimento nazionale della tassa sulla casa del Governo Renzi,
dopo la norma truffa sull'IRAP, cos'altro potevamo aspettarci se
non una truffa anche a danno dei siciliani? Un miliardo circa di
debiti per risanare una serie di voci di spesa che ruotano attorno
agli enti locali, ai Comuni, alle ASP, che mette un'ipoteca certa
sulla testa non solo dei siciliani oggi, ma dei nostri figli e che
non trova ascolto rispetto a tante istanze che erano state poste.
Ma invece di togliere alle imprese questi soldi, perché non li
cercate nei meandri della burocrazia? Perché non li cercate tra le
assicurazioni multimiliardarie di quelle case farmaceutiche, di
quelle multinazionali che speculano con le banche sui siciliani,
sui poveri siciliani, sui siciliani onesti che provano a portare
avanti le loro attività, le attività delle piccole e medie imprese,
attività che ogni giorno chiudono perché gli imprenditori, ogni
giorno, ogni mese, sostengono delle spese certe?
Ogni volta che alzano quella saracinesca si trovano di fronte a
delle spese, e quel contatore gira. Ma noi non lo vogliamo
guardare, perché abbiamo da tutelare gli interessi dei capitali,
gli investimenti di quegli apparati che tutelano i poteri forti,
che nulla hanno a che fare con la piccola e media impresa
siciliana, che si annidano negli altrettanti poteri forti che, a
Roma, sovrastano gli interessi delle piccole imprese, di quegli
imprenditori che si tolgono la vita e che purtroppo rimangono al
buio rispetto alle indicazioni che da questo Governo potrebbero
partire, e che invece rimangono inascoltate.
Assessore, con questa norma stiamo bruciando il futuro dei nostri
figli, ci stiamo ipotecando per i prossimi trent'anni, e lo dicono
i numeri: per il 2014, all'articolo 3, 606 milioni di euro di
anticipazioni, con interessi di 18 milioni di euro; all'articolo 2,
140 milioni di euro, con 22 milioni di euro di interessi; per non
parlare poi per il 2014 di 33 milioni di euro, di 28 milioni di
euro circa per il 2044, quando si arriverà a 11 milioni.
Noi chiediamo una sospensiva su questo disegno di legge, lo
facciamo perché siamo certi che non può esserci malafede da parte
di questo Governo. Nessun Governo potrebbe avere malafede su un
provvedimento che va così a discapito delle imprese siciliane.
Pensiamo che più che la malafede ci sia stata la disattenzione,
evidentemente la disattenzione di chi probabilmente deve mettere le
carte a posto, di chi probabilmente su questa finanziaria non trova
la quadra e quindi, in maniera un po' avventata, propone questo
testo, rispetto al quale non c'è soluzione e rispetto al quale
chiediamo di integrare con documentazione allegata che faccia
quantomeno comprendere quali siano le vostre scelte rispetto alla
delegittimazione delle imprese.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare contro la sospensiva l'onorevole
Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se la sospensiva
avesse come obiettivo un reale approfondimento per consentire a
tutti i colleghi di farsi un'opinione sulla base dei dati di
conoscenza, sarebbe anche una cosa ragionevole.
Ma vorrei ricordare che questo provvedimento, di fatto, è sospeso
da diversi mesi, quindi io non so cosa potrebbe produrre
un'ulteriore sospensiva, se non tutto quello che già sappiamo.
Vorrei ricordare ai colleghi - alcuni dei quali pensano che ci
sono dei debiti che sono frutto di una cattiva gestione, perché ci
sarebbe stato qualcuno che ha fatto debiti senza prevedere come
pagarli - che stiamo parlando di debiti che sono prodotti da un
problema di cassa, non di competenza.
Quindi c'è da fare una prima distinzione, proprio per evitare che
si gridi al lupo pensando di buttare la polverina negli occhi,
dicendo che chissà per quale ragione ci sono questi debiti.
I debiti ci sono perché la Regione, nel tempo, e ogni anno è
sempre peggio, ha avuto un grave problema di cassa, aggravato tra
l'altro, negli anni, dalla iniziativa inaugurata dal Governo del
ministro dell'economia Tremonti, che ha operato con degli
accantonamenti alla fonte sulle tasse che pagano i siciliani. Se lo
Stato non avesse prodotto, ad esempio, il prelievo forzoso che fa
nel bilancio della Regione, che è di oltre un miliardo, noi non
avremmo bisogno di ricorrere ad un mutuo per ripianare la cassa e
pagare i debiti del passato.
I debiti sono un problema: noi abbiamo la competenza, ma non
abbiamo i soldi con cui pagare.
Si può giudicare l'impresa se è cattiva, se è buona; ma qualunque
impresa abbia svolto un servizio in nome e per conto di qualunque
amministrazione pubblica, va dal giudice, questi fa un decreto
ingiuntivo per cui, oltre a dover pagare il debito, si deve pagare
tutto quello che consegue al debito.
L'assessore ha spiegato gli effetti eventuali, drammatici per la
Regione, che ci sarebbero qualora decidessimo di fare un'altra
scelta. A questo aggiungo che è stato il Governo Monti a varare un
provvedimento, e poi il Governo Letta per sbloccare il salva-debiti
in tutto il territorio nazionale, perché il problema della Regione
siciliana ce l'hanno anche le altre regioni; per la verità lo ha
pure lo Stato che è combinato peggio della Regione, visto che non
riesce a pagare i suoi debiti.
Detto questo, il provvedimento era stato presentato in ossequio
alla legislazione nazionale - lo dico ai colleghi che, assieme a
me, sono stati in Commissione Bilancio - dal Governo Crocetta e
dall'assessore Bianchi con una manovra che prevedeva il pagamento
delle rate del mutuo, ma per aprire questo mutuo con la Cassa
depositi e prestiti, attraverso un'addizionale alle addizionali
che, in atto, vigono nella nostra Regione.
Il provvedimento che era stato predisposto dal Governo qualche
mese fa prevedeva un'ulteriore tassa addizionale all'addizionale
IRPEF. Prima che arrivasse l'onorevole Falcone, in Commissione
altri deputati, a partire da quelli del Partito Democratico, hanno
stoppato questo provvedimento perché non una tassa in più è
consentita per pagare, qualunque problema possa avere la Sicilia.
Noi abbiamo le tasse più alte d'Italia, e questo grazie a chi
prima ha determinato il disastro della sanità, e l'onorevole
Formica faceva parte di quei governi, per cui ora si vengono a fare
le lezioni .
FORMICA. Ci dica la verità, la tassa c'è
CRACOLICI. Avete disastrato la Sicilia, ma almeno state zitti.
Vergognatevi
FORMICA. L'hai distrutta tu
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la prego di lasciare completare
l'intervento all'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Il Governo regionale, sulla base di un'iniziativa del
Partito Democratico - e di questo ne sono orgoglioso - e pure il
Governo nazionale hanno cambiato il provvedimento, consentendo che
la copertura del mutuo che sarà necessario accendere con Cassa
depositi e prestiti venga pagata con la quota parte delle tasse che
in atto già pagano i siciliani. Quindi nessuna nuova tassa, nessuna
maggiorazione di tasse, ma dalle tasse che in atto vengono pagate
dai siciliani, - purtroppo, dico io -, una quota parte sarà
destinata alla copertura di questo mutuo.
Quindi, nessun polverina negli occhi, nessuna campagna demagogica.
Chiedere la sospensione è solo il tentativo di creare una
fibrillazione nel sistema economico e, aggiungo, determinando tra
l'altro una minore entrata alla Regione perché, paradossalmente,
pagando i debiti, l'IVA che le società che avranno avuto pagati i
debiti dovranno versare sarà riscossa dalla Regione e una parte di
quell'IVA sarà utile per fare la manovra che, fra qualche giorno,
il Parlamento sarà chiamato ad approvare per pagare gli stipendi a
quei dipendenti che in Sicilia ancora aspettano. Ecco perché la
demagogia non può diventare il Vangelo in questo Parlamento.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine di lavori.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in via del tutto eccezionale do la
parola all'onorevole Cordaro, il quale non parla né a favore né
contro, ma è giusto per fare un attimo chiarezza su un argomento
così importante che ha visto interventi anche piuttosto animati.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
chiedo, o meglio chiederò alla fine del mio intervento, alcuni dati
di chiarezza all'assessore per l'economia.
Devo dire con grande sofferenza che non tifo né per l'una né per
l'altra parte. Non credo, e mi dispiace, che autorevoli colleghi
come coloro che mi hanno preceduto non abbiano ancora compreso qual
è il momento che stiamo attraversando in Sicilia. Mi dispiace,
onorevole Cracolici, che lei cada nella trappola della provocazione
perché, se anche lei perde lucidità, la situazione diventa più
complicata di quello che già complicata lo è assai. Mi dispiace che
ci siano colleghi, anche della mia parte politica, che continuino a
parlare di politica che specula con le banche sui poveri siciliani,
perché non credo che questo faccia un favore a nessuno, perché
quando usciremo da qui e la gente ci verrà incontro, vi posso
garantire che non farà distinzione fra chi è stato al Governo e chi
è stato all'opposizione. L'unica distinzione che farà è tra chi
potrà sfamare i suoi figli e chi no.
Allora, senza demagogia, ma con grande sofferenza, io credo che
sia arrivato il momento di darci una regola di sobrietà. A nulla
vale continuare a dire che stiamo attraversando un momento
delicato, e dopo saliamo su questo scranno e ci trasformiamo da
dottor Jekyll in mister Hide senza capire più che chi fuori ci
ascolta non ne può più delle nostre chiacchiere, ma ha bisogno di
fatti.
Assessore Bianchi, l'onorevole Formica, collega prestigioso che
ascolto con attenzione, ci ha spiegato - mi aiuto con qualche
appunto perché quella economica non è materia mia, ma d'altro canto
è tutta materia mia, visto che è una legge che dovrò votare - che
il mutuo di un miliardo di euro determinerà un innalzamento
dell'IRAP al massimo per i prossimi trent'anni.
Io chiedo a me stesso, a lei e all'Aula, se noi non attiviamo
questo mutuo, come pagheremo le imprese che hanno crediti nei
confronti della Regione siciliana? Se noi non attiviamo questo
mutuo, le imprese che oggi vantano dei crediti attiveranno
ovviamente delle procedure esecutive, presenteranno dei decreti
ingiuntivi, molte di loro, forse tutte, rischieranno di fallire,
quindi la Sicilia continuerà ad avere un debito che crescerà come
crescono gli interessi in caso di procedure esecutive negli anni.
Però il debito ci sarà, le imprese falliranno e la Sicilia
continuerà a morire.
Seconda domanda: nell'elenco dei creditori che l'assessore Bianchi
dice, a differenza di quello che ho sentito, che è stato presentato
in Commissione Sanità, dice sempre il collega Formica che
PRESIDENTE. La richiamo all'ordine dei lavori.
CORDARO. vi sarebbe un elenco di importanti case farmaceutiche.
Chiedo a lei e all'Aula se queste case farmaceutiche erogano
servizi alla Sicilia, se hanno fornito farmaci alla Sicilia e se
hanno assunto personale siciliano.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, la prego di avviarsi alla
conclusione.
CORDARO. Signor Presidente, faccio l'esempio del credito che
vanta, credo, la società Traco nei confronti di Riscossione
Sicilia, una società che da tre o quattro anni non viene pagata
dalla Regione siciliana e che ha un credito di qualche decina di
milioni di euro e che continua a pagare, e questo me lo deve
confermare lei, i dipendenti siciliani che distribuiscono le
cartelle. Siccome la Traco è una multinazionale olandese, non la
paghiamo più dimenticando che questa Traco sta pagando.
Mi può chiarire i quesiti che le ho posto? Perché dal chiarimento
dei quesiti dipende la mia volontà di votare in un modo o in un
altro. Mi dispiace se ci sono colleghi nervosi che non ascoltano
gli interventi, ma quando parleranno loro io sarò molto più
educato.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Panepinto ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge numero 500/A
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, l'assessore Bianchi in qualche modo
aveva già risposto alle sue domande nel suo primo intervento, però
repetita iuvant, le concedo proprio qualche minuto e poi passiamo
al voto.
Ma, visto che ci sono osservazioni, mi attengo al Regolamento e
passiamo al voto.
Ricordo che la votazione si svolgerà per alzata e seduta. Chiedo
qui la presenza di un deputato segretario per favore, visto
l'andazzo dell'ultima votazione non vorrei ripetere lo stesso
balletto.
Cortesemente tutti seduti. Pongo in votazione la richiesta di
sospensiva.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, come è ovvio io non ho
aderito alla richiesta di sospensiva perché ritengo che ci si debba
confrontare sul punto, e pregherei l'assessore Bianchi di prestarmi
un po' di attenzione. Poco fa sentivo interventi in cui si parlava
del destino dei nostri figli, si condannava la Sicilia. Adesso che
stiamo parlando nel merito, non interessa più a nessuno.
Prendo atto che era solo un gioco politico da ambedue le parti, un
gioco a chi gridava di più e a chi faceva più audience, perché
adesso ho capito che del punto non gliene frega più niente a
nessuno.
Presidente, visti gli atteggiamenti in quest'Aula, le comunico che
aderisco al Gruppo Misto perché da quando faccio politica sono
stato eletto coi miei voti e non accetto ricatti o dictat da parte
di qualche deputaticchio che mi vuole condizionare in base alle
cose che non capisco e che non so perché non sono componente della
Commissione Bilancio, e non accetto lezioni da chi mi catapulta in
Aula un punto senza spiegarmi di cosa stiamo parlando.
Saranno bravi loro, ma io questo punto non sapevo nemmeno che
sarebbe stato trattato in Aula.
E lei, onorevole Falcone, che è componente della Commissione
Bilancio, avrebbe potuto fare un altro tipo di intervento,
chiedendo la sospensione di due ore per riunire il suo Gruppo e non
andare, invece, al muro contro muro.
Chiedo all'assessore - se usa la gentilezza nei confronti miei e
dei colleghi che non sono bravi come l'onorevole Falcone - se può,
in modo elementare, assolutamente elementare per me e per coloro
che ci stanno seguendo, spiegare perché oggi, come Assemblea
regionale, siamo chiamati a votare questo atto, perché io, in
verità, non ho votato la sospensiva, e lei, assessore, sa come la
penso, l'avverserò con tutte le mie forze quando lei tenterà di
fare qualcosa contro i siciliani, però devo essere cosciente che
lei lo sta facendo.
Quindi vorrei sapere in modo elementare cosa è scritto in queste
carte che lei sottopone all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei ha fatto una dichiarazione per
questa Presidenza molto importante, soprattutto per gli Uffici
amministrativi. Lei conferma di aderire al Gruppo Misto?
MILAZZO Giuseppe. Sì, onorevole Presidente.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, soltanto per prendere atto e per
ringraziare di questa benevolenza l'onorevole Milazzo, augurandogli
di stare bene al Gruppo Misto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
ringrazio personalmente i colleghi del Nuovo Centro Destra per
questa casa Vianello che ci hanno regalato proprio negli ultimi
trenta secondi. Chiaramente devo fare un appunto all'assessore per
questo disegno di legge.
Qui siamo davanti ad un disegno di legge che è stato chiamato, in
maniera molto intelligente e furba, lo sottolineo, salva imprese ,
come a dire che ce n'è bisogno ed è fondamentale per dare i soldi
alle imprese, siciliane e non, che devono in qualche modo, a
seguito di servizi forniti agli enti locali siciliani, ricevere il
giusto compenso. Questo è giusto e non ci piove. I soldi a queste
aziende è ovvio che l'Amministrazione pubblica, se ha dei debiti,
li deve saldare, li deve pagare.
Assessore, noi non siamo d'accordo sulle coperture di questo
disegno di legge perché lei viene da Roma - non so se l'hanno
mandata, a me non interessa - però lei rappresenta un assessorato
del Governo regionale siciliano. State ammazzando lo sviluppo
economico di questa terra perché mettete al massimo le addizionali
IRAP e IRPEF e togliete la possibilità alle aziende di investire.
E' questa la verità. Noi vi abbiamo fatto una proposta concreta,
di copertura di questo disegno di legge: prendeteli da lì i soldi,
dalle pensioni d'oro e dagli stipendi d'oro dell'Amministrazione
pubblica regionale e, conti alla mano, prendiamo 45 milioni di euro
ogni anno. Sono quelli lì i soldi che dovete prendere e non stiamo
certamente affamando nessuno.
Però, non ci risponda come ci ha risposto in Commissione dicendoci
che la Regione siciliana è poco credibile per fare questa
operazione, perché dopo quella operazione che volete invece fare
voi, per i prossimi trent'anni, non solo non saremo più credibili,
ma saremo anche dei morti di fame.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è peggior
sordo di chi non vuole sentire né ascoltare e neppure capire. Io
capisco che una maggioranza fatta da saltimbanco - diceva ieri
l'onorevole Falcone e io sono d'accordo con lui - fatta da
saltafossi, da gente che si lamenta nei corridoi del disastro di
questo Governo e, poi, di fatto, aspettando Godot, aspettando
qualche prebenda, è costretta a votare in contrasto con ciò che
pensa e con ciò di cui è intimamente convinta e anche in contrasto
con ciò che si aspetta l'elettorato che rappresenta.
Se, però, si deve venire qui a fare demagogia, come ha fatto
l'onorevole Cracolici, dicendo che si sono opposti all'aumento
delle tasse, voi avete aumentato le tasse perché l'IRAP già
dall'anno scorso sarebbe stata diminuita come nelle regioni del
Nord Italia.
Non la possiamo diminuire per i prossimi trent'anni perché
dobbiamo pagare questi debiti.
Nessuno ha detto che i debiti non si devono pagare. Chi l'ha
detto? Intanto ci sono due provvedimenti e due tipi di debiti: uno
per i comuni e uno per le ASP. L'intervento che ho fatto riguardava
le ASP, e sono 600 milioni su 900, e per le ASP quel provvedimento
con l'elenco che non hanno voluto distribuire, ma che mi sono
preso la briga di andare a controllare, uno per uno, in tutte e
nove le ASP, pure per conto dell'onorevole Di Mauro, e in tutte e
nove le aziende ospedaliere, lì ho scoperto che l'80 per cento di
quei 600 milioni di euro va alle multinazionali del farmaco.
Che qualcuno abbia avanzato in quest'Aula che rischiamo di fare
fallire la Roche piuttosto che Sanofi Aventis, dovremmo chiedere a
Guariniello, a quel giudice valente della Procura di Torino che sta
indagando peraltro sull'Aventis a proposito dei miliardi in più che
ha fatto pagare agli italiani con il farmaco oculistico Lucentis e
un altro concorrente, che costava molto meno, e che già l'Authority
sulla concorrenza ha condannato a pagare 180 milioni. Sì, ce n'è un
altro che costa molto meno e ha gli stessi effetti, e hanno fatto
un cartello, Aventis più Roche, per far sì che quello che costa il
10 per cento alle ASP italiane, e quindi agli italiani e ai
siciliani, non venisse commercializzato per poter vendere l'altro
che costa 800 euro a confezione.
Questa è Aventis più Roche, e Guariniello ha aperto un'inchiesta
pochi giorni fa proprio su Aventis e su Roche. Quindi dovremmo
chiedere a lui, a Guariniello, o meglio aspettare quanto prima le
risultanze di quella inchiesta della procura di Torino.
Quindi non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Noi, per interessi che nulla hanno a che vedere con le imprese
siciliane, perché siamo per pagare subito le imprese siciliane,
subito, andiamo in Commissione Bilancio, rideterminiamo,
rivalutiamo il pacchetto di questa misura, vediamo quali sono le
cifre che dobbiamo pagare immediatamente per le imprese siciliane e
non regaliamo le imprese a chi ha rubato e continua a rubare
all'Italia, facendo pagare il conto a Pantalone, cioè agli italiani
e in questo caso ai siciliani.
E' una vergogna ed io non parteciperò a questa vergogna, signor
Presidente, perché la schiena l'ho avuta, ce l'ho e l'avrò sempre
dritta. Se una cosa mi convince, la faccio, anche in contrasto con
chiunque, anche con il mio Gruppo; se una cosa non mi convince, non
la faccio.
E siccome su questa cosa ho studiato e ho visto qual è la
situazione e non c'entrano le imprese siciliane, prego la
maggioranza dei colleghi di andare in Commissione qualche giorno,
di riverificare la vicenda, di vedere quali sono gli strumenti
adatti, anche a copertura delle spese veramente obbligatorie, per
impedire di aumentare le tasse e ammazzare per sempre questa
Regione.
Ancora una volta lancio l'appello, lo faccio da presidente di
Gruppo parlamentare, di ritornare in Commissione..
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la ringrazio per il suo intervento.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, io vorrei però che l'assessore
Bianchi potesse ascoltare.
PRESIDENTE. Assessore Bianchi, la prego. Pregherei gli onorevoli
colleghi di allontanarsi perché ci sono diverse domande che vengono
poste direttamente all'assessore e, se continuiamo ad organizzare
piccoli gruppetti, non riusciamo ad andare avanti.
DI MAURO. Assessore, come lei ben comprenderà, qui c'è una
preoccupazione da parte dei parlamentari e la preoccupazione
consiste nell'avere compreso che il debito che questo disegno di
legge andrebbe a coprire è in parte legato alla sanità, circa 600
milioni, 360 milioni per il sistema degli enti locali e 40 milioni
dovrebbero essere anticipazioni per quanto riguarda il sistema
della riscossione. Che i debiti debbano pagarsi da parte della
pubblica Amministrazione è fuor di dubbio. E' anche vero, però, che
questo impegno di spesa andrebbe ad essere coperto con aumento al
massimo dell'IRAP e dell'IRPEF e quindi c'è una forte
preoccupazione per questo impegno di spesa straordinario che
andrebbe assunto dal sistema Sicilia per i prossimi trent'anni.
Allora io volevo farle due domande, assessore.
La prima è la seguente: se è vero che da parte del Governo
nazionale si stia mettendo mano ad una iniziativa legislativa per
pagare gli ulteriori debiti che lo Stato ha nei confronti dei
propri fornitori, ditte e altro, per cui si sta tentando di
accedere ad un sistema di finanziamento che consentirebbe una
riduzione del tasso di interessi.
La seconda domanda è di chiarire al Parlamento qual è il sistema
dei pagamenti perché, come bene ha detto l'onorevole Formica, in
Commissione Bilancio è indicato un elenco di fornitori, a
prescindere da coloro i quali siano residenti o non residenti,
senza tenere conto di un criterio che ci sembra molto opportuno da
tenere da parte del Governo, cioè la possibilità che possano essere
pagati i fornitori secondo un criterio, che è quello dell'anzianità
del debito, tralasciando se si tratta di imprese che siano
siciliane o meno. E' anche vero, onorevole Formica, che un
fornitore che fornisce una macchina per la risonanza magnetica è
difficile che possa essere appartenente al nostro territorio; sarà
certamente un'impresa internazionale che, possibilmente, non ha
nemmeno sede in Italia. Allora l'idea nostra è quella di cercare di
consentire a tutte le imprese, che in qualunque modo partecipano al
sistema del Servizio sanitario regionale o al sistema degli enti
locali, di poter accedere tutte a questa boccata d'ossigeno. Tenga
conto, assessore, che più imprese siciliane accedono a questo tipo
di fondo, più sarà il sistema delle entrate siciliane a goderne.
Da parte nostra, quindi, credo che ci sia un'esigenza di natura,
mi permetto di dire, oltre che economica anche politica, di fare in
modo che a beneficiare di questo mutuo, che andrà a valere sulle
tasche dei Siciliani, possa essere il sistema delle imprese
siciliane.
Questo glielo chiedo, assessore, perché se lei vorrà fornire
chiarimenti molto espliciti al Parlamento, credo che il Parlamento
per intero potrà esaminare tutta la questione in maniera diversa.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Alongi, poiché ho visto che tutti gli interventi
ruotano attorno sempre allo stesso tipo di domande nei confronti
dell'assessore, per evitare di iniziare una lunghissima
conversazione sempre sugli stessi temi, se non ci sono
osservazioni, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
Onorevole Cappello e onorevole Turano, siete già stati iscritti.
Se non c'è nessun altro deputato che chiede di parlare, dichiaro
chiuse le iscrizioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Alongi.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo porre con
molto garbo e con molta tranquillità - lo dico al collega
Cracolici, con molto garbo e con molta tranquillità - perché
ritengo che sia opportuno fare opposizione non rimanendo sempre
sulle proprie idee; le idee possono cambiare e la si può pensare
diversamente. Concordo con alcuni suoi passaggi e volevo dargliene
merito, perché mi sembra corretto, al di là delle nostre posizioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Milazzo, onorevole
Figuccia, non si può andare avanti così. Per cortesia, non riesco a
sentire quello che dice l'onorevole Alongi.
Vi pregherei veramente, perché stiamo sfiorando proprio il
ridicolo. Non posso interrompere, non riusciamo a sentire quello
che dice l'onorevole Alongi, ed è grave.
Onorevole Gucciardi, avrà modo di conferire con i Grillini più
tardi. La prego.
Onorevole Alongi, può continuare il suo intervento.
ALONGI. Mi permetto di fare una piccola osservazione per il
dibattito odierno ed uso un tono basso, pacato, perché in questo
momento mi metto nella testa di quei siciliani, non so se sono
tanti o sono pochi, che, attraverso il web e la televisione, stanno
ascoltando il nostro dibattito.
Assessore Bianchi, stiamo parlando, giustamente, di un mutuo da
accendere per potere pagare debiti della pubblica Amministrazione.
Si tratta di una cosa delicata, importante: parliamo di quasi un
miliardo, sono all'incirca 967 milioni di euro.
Faccio un calcolo approssimativo nell'interesse nostro e dei
siciliani e di chi, imprenditore, vanta un credito nei confronti
della Regione siciliana e, quindi, spera di essere pagato il prima
possibile.
E' come se una famiglia siciliana stesse accendendo un mutuo per
pagare debiti contratti per 500mila euro, stiamo parlando di
questo, dobbiamo capirlo; lo dico nell'interesse di chi ci ascolta,
perché chiaramente il dibattito di oggi non fa capire,
probabilmente, il senso drammatico di quello di cui stiamo parlando
oggi. Questa è la mia preoccupazione. Lo dico con grande
schiettezza.
A me, da deputato di questa Regione, non interessa né chi ha
fatto i debiti né chi li ha contratti; a me interessa mettere in
salvaguardia coloro che in questo mutuo vantano crediti importanti
nei confronti della Regione. A me interessa solo un aspetto, sia
che trattasi di aziende del nord che del centro o del sud, o anche
fuori dall'Italia, poiché qualunque azienda che abbia reso un
servizio, un prodotto e vanti un credito, ha alle spalle lavoratori
che devono essere pagati.
Per essere ancora più chiari: ci sono banche che la mattina
chiamano gli imprenditori perché vogliono essere pagati; ci sono
interessi che vanno avanti e, tra questi enti o imprese, c'è
qualcuno che, probabilmente, comincerà a fare una serie di
vertenze, di atti giudiziari e stragiudiziari e quindi si
accumuleranno interessi su interessi, more su more e chi più ne ha
più ne metta.
Quindi il danno diventa ancora più grande.
Solo una cosa volevo chiedere all'assessore per l'economia. A me
interessa comprendere: con questa cifra di quell'elenco lunghissimo
che non ho avuto modo di vedere, ma domani farò in modo di andarlo
a verificare, quante aziende rimangono fuori e per quali importi?
E' chiaro che se accendiamo un mutuo per 967 milioni di euro
circa, vuol dire che sicuramente siamo oltre quell'importo e mi
interessa comprendere quanto rimane fuori e capire anche per chi
resta fuori, la soluzione e la tempistica del pagamento. Perché non
è importante tanto sapere chi stiamo pagando oggi, perché sono
crediti vantati dal 2012, ma a me interessa comprendere quanto
rimane fuori ancora in cifre, in milioni di euro, e quante aziende
rimangono fuori.
Credo che questa sia una votazione che va al di là dei partiti e
delle scelte d'Aula di strategie, ma in questo momento non posso
che votare un atto del genere nell'interesse di chi vanta un
credito da parte della Regione siciliana. Grazie, assessore.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giovanni Greco ha chiesto
congedo per oggi e per le sedute che dovessero avere luogo nella
corrente settimana.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione del disegno di legge n. 500/A
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, preliminarmente vorrei ricordarle che
io e i miei tredici colleghi siamo deputati del Movimento Cinque
Stelle, non grillini. E' una questione di rispetto.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa. Grazie per avermelo ricordato.
CAPPELLO. Assessore, lei oggi aveva due modi per poter affrontare
la questione.
Visto che è un disegno di legge che deve approvare il Parlamento,
poteva scegliere perfettamente la linea della collaborazione,
perché è una legge che, ribadisco, dobbiamo votare noi.
Lei, invece, ha scelto la linea dello scontro, cercando di
attribuire a questo Parlamento le conseguenze di quel che
succederebbe laddove non si approvasse questo disegno di legge.
Io le ricordo che lei siede su quella sedia per prendere delle
decisioni e per assumersi delle responsabilità che non può e non
deve assolutamente scaricare su questo Parlamento.
Quello che le dico, in perfetta sintonia con gli interventi che mi
hanno preceduto, è che è necessario, perché questo è emerso dal
dibattito, che questo disegno di legge ritorni in Commissione per i
dovuti approfondimenti che i deputati tutti, che sono qui
intervenuti, hanno richiesto senza se e senza ma; dopodiché
ciascuno di noi si assumerà la propria responsabilità.
Infine, volevo dire a tutti i colleghi che nessuno si senta
escluso da responsabilità per come avete ridotto la Sicilia sino ad
oggi; siete tutti imputati e nessuno deve sentirsi assolto
CRACOLICI. Il tribunale sei tu.
CAPPELLO. Io non sono il giudice; il tribunale è il popolo
siciliano.
Non accusi l'altra parte di quello che siamo oggi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, la
discussione di oggi si è infiammata su un argomento per certi versi
molto delicato che obbliga, in un futuro non di breve termine, ad
un impegno economico significativo. Pur tuttavia, io sono dell'idea
che i debiti vanno pagati senza se e senza ma, diversamente quella
credibilità che ancora si ripone nelle istituzioni non verrebbe più
apprezzata. Pur tuttavia, ho la necessità di dire una cosa e la
voglio dire parlando con l'assessore Bianchi e sapendo che forse
neanche lui è il mio diretto interlocutore.
Lo faccio con lui perché è seduto nei banchi del Governo.
In questi mesi, in questi anni, nell'ultimo periodo, abbiamo visto
tutti le pagine dei giornali con titoli a caratteri cubitali della
virtuosità della Regione siciliana per il risparmio della spesa
sanitaria.
Mi chiedo, assessore, e lo vorrei dire ai colleghi sperando di
poter essere ascoltato, se questa virtuosità per il riallineamento
dei conti della sanità ha riguardato tutti i segmenti della sanità
stessa.
Lo dico con amarezza, perché mentre so bene che abbiamo chiesto ai
siciliani grandi sacrifici in termini di servizi e in termini della
qualità dei servizi che sono stati resi, sulla spesa farmaceutica
questo non è stato fatto e, secondo me, grida vendetta, assessore
Bianchi, grida vendetta il fatto che la Regione siciliana spende il
19,5 per cento delle risorse per la spesa farmaceutica, quando nel
resto dell'Italia si spende il 12 per cento.
Io vorrei che il Governo si impegnasse su questo punto:
riallineare i conti riequilibrandoli per la spesa sanitaria,
tagliando la qualità dei servizi e i servizi in buona parte del
territorio regionale e non impegnandosi a fondo per la spesa
farmaceutica, poi la dice lunga sul disservizio che dovremmo
causare con un mutuo trentennale. Vorrei che su questo l'assessore
desse delle risposte chiare.
Mi rendo conto che l'obiettivo non si raggiunge in un giorno, ma
sapere che sulla spesa farmaceutica se tagli ci sono stati non sono
stati sufficienti ad allineare la Regione con il resto d'Italia e
sapere che per coprire queste spese bisogna fare un mutuo
trentennale, onestamente mi lascia molto perplesso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, volevo semplicemente chiarire un paio di cose. Una fra
tutte, che ci sono dei parametri ben precisi stabiliti dal DL 35
che, fra l'altro, non prevede solo i debiti della pubblica
Amministrazione relativamente alle regioni, ma prevede pure il
pagamento dei debiti degli enti locali.
Fra l'altro, in un momento in cui il Governo nazionale parla di
liberare ulteriori 60 miliardi di euro per continuare a pagare i
debiti della pubblica amministrazione, qui in Sicilia c'è qualcuno
che si vuole opporre a pagare un miliardo di euro perché la
copertura finanziaria, secondo loro, non è quella che dovrebbe
essere.
Io credo che la copertura finanziaria, purtroppo, debba essere per
forza questa, perchè non possiamo trovare un miliardo di euro a
lungo termine per dare certezza di restituzione, visto che si
tratta di un prestito che restituiamo al Ministero del Tesoro, non
è un'altra cosa, è semplicemente un prestito; per cui dobbiamo per
forza di cose dare copertura finanziaria.
Chi dallo scranno racconta di fare il taglio dei funzionari, delle
pensioni d'oro e di quant'altro, chiaramente non sta facendo altro
che dire di non dare copertura finanziaria e di non portare a casa
questo provvedimento che libererà risorse per un miliardo di euro,
ma che libererà risorse per i pagamenti di ciò che è rimasto.
I funzionari della Regione, entro la data del 30 aprile 2013,
hanno comunicato alla piattaforma del Ministero dell'Economia e
delle Finanze i debiti che avevano alla data del 31 dicembre 2012;
debiti che erano certi, liquidi ed esigibili. Se quei debiti ad
oggi sono stati pagati, vuol dire che la Sicilia si ritroverà ad
avere oggi liquidità in più per poter pagare altri debiti, per
poter pagare coloro i quali in questo momento non può pagare a
cominciare dagli stipendi.
Allora, credo che questo disegno di legge, a prescindere se
impegna la Regione per trent'anni o i nostri figli per trent'anni,
purtroppo dobbiamo approvarlo per consentire alla Regione di pagare
i propri debiti. Così come previsto, fra l'altro, da una direttiva
della Unione europea, da qui a breve, se non pagheremo i nostri
debiti entro i 30 giorni, pagheremo ulteriori sanzioni. Quindi,
altro che non fare, altro che non pagare i debiti che dobbiamo
pagare in questo momento
Oltre a pagare questi debiti (perché prima o poi li pagheremo),
pagheremo anche tante altre sanzioni che ci imporrà l'Unione
europea.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore per l'economia. Ne
ha facoltà.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, credo che l'intervento dell'onorevole Di Giacinto abbia
già chiarito molti aspetti; ma ci tengo, anche riguardo alle
osservazioni degli onorevoli Cordaro, Milazzo e Alongi, a dare
alcune ulteriori indicazioni.
L'elenco dei debiti comunicato dal Ministero dell'Economia è stato
depositato in Commissione Bilancio, da questo punto di vista la
trasparenza dei dati è stata già massima.
Come vi dicevo, però, l'obiettivo dell'iniezione di liquidità di
un miliardo di euro per la Regione è autorizzato sulla base dello
stock di debito pregresso. Ma l'obiettivo non è pagare quelle
imprese, perché molte di quelle imprese saranno già state pagate
dal 31 dicembre ad oggi.
L'obiettivo di questo provvedimento di carattere nazionale,
fortemente voluto dalla Commissione europea, è ridurre il tempo
strutturale dei pagamenti dei fornitori della pubblica
amministrazione.
Noi facciamo un'operazione che non serve a coloro che hanno
crediti con le ASP prima del 2012, noi facciamo un'operazione che
ridurrà strutturalmente i tempi di pagamento della pubblica
Amministrazione rispetto ai fornitori. Per questo è un intervento
fortemente legato alle politiche di sviluppo, interessa fortemente
il sistema. E ciò perché lo Stato italiano e la Commissione europea
ci consentono questa operazione fuori patto con un tasso di
interesse ridotto, perché la nuova normativa europea avrà tempi di
pagamento molto più ristretti, e ciò vuol dire che le
amministrazioni dovranno pagare in sessanta giorni.
Se noi progressivamente non ci allineiamo su questi tempi di
pagamento della pubblica amministrazione, incorreremo continuamente
in infrazioni e i creditori avranno il diritto a fare i decreti
ingiuntivi con interessi di mora - altro che il 3,8 o 3,9 che
chiederemmo noi - ma dell'8 o del 9 per cento Per questo è un
intervento strutturale sulla liquidità della Regione.
Tutto il dibattito che stiamo facendo, alimentato demagogicamente,
su chi deve prendere i soldi e chi non deve prendere i soldi, non è
il tema chi deve prendere i soldi e chi non deve prendere i soldi,
la decisione di pagare è il momento in cui decidi di far fare una
cosa, e non dopo che hai commissionato un servizio o una fornitura
puoi dire lo pago o non lo pago , scelgo un'impresa siciliana
ovvero un'impresa nazionale
Adesso quelle imprese, probabilmente in larga parte, saranno
pagate.
Noi dobbiamo rispettare i tempi di pagamento più ristretti. Questa
straordinaria iniezione di liquidità, ad un costo decisamente più
basso di quello dei mercati, è una grande occasione, straordinaria
per le imprese, ed è un risparmio per la pubblica Amministrazione.
E' un forte risparmio strutturale della pubblica Amministrazione
avere questa iniezione di liquidità. Su questo, vi prego, non ne
fate una battaglia demagogica.
Ragioniamo nell'interesse reale dei siciliani e delle imprese
siciliane.
L'onorevole Cordaro poneva un punto decisivo: alla fine, l'IRAP ce
la teniamo al massimo per trent'anni. Non è così. Noi abbiamo fatto
una lunga trattativa, lo ricordava l'onorevole Cracolici, con Roma
per riuscire a non aumentare l'addizionale. Non abbiamo
l'addizionale più alta d'Italia adesso perché, ad esempio, il Lazio
(dove io sono contribuente) ha un'addizionale più alta di quella
siciliana, perché ha aumentato di un punto e mezzo oltre quello che
già aveva. Ora è circa due decimi superiori al nostro
FORMICA . perchè aveva un debito di tre miliardi di euro, di tre
volte superiore al nostro.
BIANCHI, assessore per l'economia. un punto e mezzo per fare il
DL pagamento.
Noi non è che ci terremmo, purtroppo dobbiamo fare questo mutuo e
costa, costa perché dobbiamo restituirlo. L'addizionale IRAP è
circa l'1,82 per cento.
Fortunatamente, per effetto del processo di risanamento della
sanità regionale cominciato dal precedente Governo e continuato dal
nuovo Governo, noi saremo in condizione nel 2016, probabilmente, io
ritengo quasi sicuramente, di ridurre l'addizionale IRAP per la
sanità.
Di questo 1,82 per cento l'incidenza del pagamento ai debiti sarà
circa il 20 per cento.
Ciò vuol dire che noi, purtroppo, ci dovremo sì impegnare ad
avere ancora una piccola addizionale IRPAP aggiuntiva che è stimata
intorno allo 0,36-0,37 per cento; ma se continuiamo nel percorso
virtuoso di risanamento della sanità, avremo nel 2016 non più 1,82
per cento di IRAP, ma lo 0,36 per cento di IRAP.
Capiamo quali sono le vere sfide per ridurre l'imposizione
fiscale in questa Regione.
Se noi, da un lato, miglioriamo il sistema dei pagamenti delle
imprese, i pagamenti della pubblica Amministrazione, favoriamo il
sistema delle imprese, creiamo occupazione e, dall'altro,
risparmiamo sulla pubblica amministrazione, l'effetto netto 2016
non sarà un aumento dell'addizionale, ma potrà essere una riduzione
di un punto e mezzo circa dell'addizionale IRAP.
Questo è il percorso di politica economica che vi indichiamo.
E continuo a ribadire: non accendere questa anticipazione
finanziaria, non è che dice va bene, qui risparmiamo lo 0,4 per
cento di IRAP , no, ne pagheremo il doppio perché pagheremo gli
interessi di mora, pagheremo i decreti ingiuntivi, e per di più
rischiamo di avere sanzioni dall'esterno, dal Governo nazionale e
quindi dalla Commissione europea
Per quanto riguarda poi la forma di pagamento, accolgo le proposte
del Movimento Cinque Stelle, ma non lo possiamo fare. Cioè, lo
dobbiamo fare, le riduzioni sulle pensioni troppo alte, sugli
sprechi della pubblica amministrazione, questo lo stiamo già
facendo: guardate i dati dei bilanci, guardate quanto abbiamo
risparmiato sulle spese correnti. Guardate questo Governo regionale
quanto ha risparmiato sulle spese correnti nel corso dei due anni.
Ma c'entra poco il pagamento di un mutuo trentennale che può
essere coperto esclusivamente, e molti deputati lo sanno molto
meglio di me, con nuove e maggiori entrate, perché sono l'unica
forma di copertura certa su un orizzonte temporale così ampio; e
l'unica nuova e maggiore entrata che noi siamo riusciti ad avere
non sarà l'addizionale, ma sarà semplicemente l'utilizzo di risorse
che prima andavano comunque nel bilancio regionale, vengono quindi
tolte dal bilancio regionale e ci si paga questa anticipazione. Non
c'è alcuna tassa in più, e questa è l'unica soluzione possibile.
Noi siamo disponibili, sia come Governo sia come strutture del
dipartimento, a mettere a disposizione tutte le informazioni
necessarie sul contratto stipulato col Ministero dell'Economia,
sulle imprese, su come verranno erogate le risorse, ma vi prego di
riflettere su un provvedimento che rappresenta un punto molto
importante del processo di risanamento finanziario.
Ultimo punto: questo provvedimento creerà un aumento del gettito
IVA per la Regione.
Abbiamo già predisposto una relazione tecnica che è coerente con
la relazione tecnica di carattere nazionale; ovviamente, una parte
del nuovo gettito dovrà essere destinato al pagamento dei debiti
pregressi, ma una parte può essere liberata per il bilancio
regionale.
E' tutto un meccanismo che porta vantaggio alle imprese, vantaggio
alle casse regionali e vantaggio alla credibilità del sistema
Sicilia.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Vibrate proteste in Aula)
FALCONE. Lei sta sbagliando
PRESIDENTE. Se vi accomodate, cortesemente, se urlate tutti non
sento. Se vi accomodate.
VINCIULLO. Ci sono stupidaggini.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, qui non ci sono stupidaggini, io
ho semplicemente posto in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
VINCIULLO. Avevo chiesto la parola e lei non me l'ha concessa
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non ho sentito la sua richiesta.
Se parlate tutti insieme e per giunta urlando non si riesce a
sentire nulla. Se vi sedete, forse si riesce a vedere anche quello
che fate. Siccome parlate e non si capisce quello che fate .
FORMICA. Prima voglio sapere il voto Ripetiamo, perché nessuno ha
sentito che si votava .
PRESIDENTE. C'è chi l'ha sentito e c'è chi non l'ha sentito.
Onorevole Vinciullo, se l'onorevole Formica riesce a parlare con
un volume di voce più alto di quello dell'amplificazione, io non
posso sentirla, quindi vi invito ad accomodarvi.
Intanto, il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato a lunedì 17 febbraio, alle ore 12.00, mentre il termine per
i subemendamenti è fissato per martedì 18 febbraio, alle ore 12.00.
Onorevole Formica, questo succede perché, più volte, nel corso di
questa seduta ho pregato i deputati di prendere posto e di fare
attenzione. Qui, purtroppo, succede che ognuno di voi si mette da
parte e parla, ci sono gruppi di parlamentari che parlano, e poi si
verifica che l'onorevole Vinciullo a cui non ho dato la parola si
arrabbia, io metto in votazione e qualcuno non sente, così non si
può andare avanti.
Io ho posto in votazione il passaggio all'esame degli articoli e
ho già dato il termine per gli emendamenti e subemendamenti.
Adesso, onorevole Vinciullo, le do la parola quale vicepresidente
della Commissione.
VINCIULLO. Signor Presidente, vorrei dire intanto che sostituisco
il presidente della Commissione Bilancio e poi le volevo ricordare
che, nell'approvazione di un disegno di legge, il Governo e la
Commissione operano in maniera paritetica e non c'è assolutamente
la prevalenza del Governo sulla Commissione, e viceversa. Pertanto,
avendo parlato finora solo il relatore, dopo l'intervento
dell'assessore le ho chiesto la parola per esprimere il
convincimento della Commissione, dato che i colleghi, in questo
momento, sono tutti lontani dai banchi della Commissione e
all'interno della Commissione vi è una maggioranza assoluta a che
il provvedimento venga rinviato in Commissione, per questo motivo
le chiedo, ancora prima di passare alla votazione - cosa che lei
non può fare senza avere acquisito il parere della Commissione -,
di concedere dieci minuti alla Commissione Bilancio per riunirsi in
maniera tale che possa dare il proprio parere.
(Reiterate vibrate proteste in Aula)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore 18.46)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, speravo che dopo la lunga maratona
sui liberi consorzi gli animi si sarebbero calmati e si potesse
riprendere a lavorare con più tranquillità, ma é evidente che così
non è. Pertanto, rinvio la seduta a martedì, 18 marzo 2014, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
confiscati alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralci
- 623/A) (Seguito)
Relatore: on. Trizzino
3) - Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
Sicilia. (n. 500/A) (Seguito)
Relatore: on. Di Giacinto
4) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
5) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A)
Relatore: on. Cascio S.
6) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
7) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
8) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
9) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
10) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
11) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
12) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
13) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 18.47
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Famiglia, Politiche sociali e Lavoro»
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO- FERRERI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per
la salute, premesso il grave stato di disagio economico in cui
versano i dipendenti della I.P.A.B 'Oasi Cristo Re' di Acireale
(CT), dovuto al forte ritardo dei trasferimenti economici necessari
sia al pagamento dei fornitori che al pagamento degli stipendi
degli operatori della struttura in oggetto con possibili ricadute
negative sulla qualità e sulla puntualità degli importantissimi
servizi socio-assistenziali che queste strutture offrono;
considerato che:
questo stato di cose è dovuto a mancati trasferimenti da parte
della Regione siciliana, a cascata, dai Comuni e dalle Aziende
Sanitarie territorialmente competenti;
con particolare riferimento alle rette sanitarie integrative, le
ASP territorialmente competenti disattendono sistematicamente la
disciplina sulla corresponsione della retta integrativa sanitaria,
per come prevista dall'art 59 della l.r. 33/96;
tralasciando l'aspetto, peraltro rilevante sia sul piano economico
che giuridico, secondo cui l'utente cosiddetto 'non convenzionato'
non è richiamato dalla disciplina prevista dall'art 59 per cui non
viene corrisposta, per le prestazioni socio-assistenziali di
rilievo sanitario rese in suo favore, alcuna retta integrativa
sanitaria, le II.PP.A.B possono richiedere detta integrazione solo
per gli utenti convenzionati con i Comuni, come disciplinato
dall'articolo 16 dello schema di convenzione-tipo approvato dalla
Regione. Innescando per questa via un rilevante contenzioso tra i
comuni dell'isola e le ASP;
tale contenzioso ha indotto i Comuni ad assumere, spesso,
l'iniziativa unilaterale di non pagare alle strutture residenziali
le rette sanitarie. In alcuni casi, gli stessi Comuni hanno
modificato arbitrariamente l'articolo 16 dello schema di
convenzione-tipo, trasferendo l'obbligo agli enti assistenziali di
richiedere direttamente il pagamento della quota sanitaria alle ASP
che, a loro volta, si sono ritenute legittimate, ex legge, ad
opporre il pagamento della quota sanitaria alle strutture. Tale
fenomeno ha innescato una spirale viziosa per superare la quale gli
enti gestori di ricovero sono stati costretti ad instaurare lunghi
contenziosi contro i Comuni;
tutto ciò comporta uno stato di sofferenza dei crediti, ad oggi
ammontanti ad oltre un 1.500.000 euro, derivanti dal previsto
corrispettivo per rette sanitarie connesse alle prestazioni
sanitarie e/o di rilievo sanitario, con notevoli ricadute dannose
sulle finanze delle strutture assistenziali;
per sapere se non ritengano opportuno, affinché le II.PP.A.B
siciliane ed in particolare l'IPAB 'Oasi Cristo Re', che svolge
prevalentemente la sua attività come Casa Protetta, accogliendo
soggetti non autosufficienti, predisporre, con carattere d'urgenza,
tutte le azioni amministrative e/o legislative necessarie al
superamento delle anzidette criticità, al fine di poter permettere
alle strutture il raggiungimento del pareggio di bilancio, peraltro
previsto dalla normativa vigente». (795)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In merito alla problematica rappresentata
nell'interrogazione di cui in oggetto, effettuata la necessaria
interlocuzione con gli uffici competenti del Dipartimento Famiglia,
si rappresenta quanto segue:
In via preliminare, giova precisare che "Oasi Cristo Re" di
Acireale (CT) a fronte di una pluridecennale attività di ricovero
svolta in favore di anziani autosufficienti e non del distretto di
riferimento al pari di numerose II.PP.A.B. ancora funzionanti in
ogni contesto dell'isola, presenta un disavanzo di amministrazione
che ne pregiudica il regolare svolgimento dei servizi.
Tale disavanzo accumulato nel corso di questi ultimi anni, appare
sempre più insanabile ove non intervengano provvedimenti
straordinari anche a carico del bilancio regionale, oggi purtroppo
di difficile attuazione, volti al risanamento in concorso con
iniziative di riconversione/riqualificazione dei servizi
all'interno della programmazione e gestione locale dei Piani di
Zona di concerto con i Comuni ed ASP dei distretti di riferimento
(Art. 19 L.328/00).
Gli inevitabili ritardi accumulati dall'I.P.A.B., nel pagamento
degli emolumenti spettanti al personale dipendente, nel versamento
dei contributi previdenziali ed assicurativi, oltre che nei
confronti dei fornitori, con costante esposizione all'azione legale
e protesta dei dipendenti, pregiudicano gli stessi livelli di
qualità dei servizi offerti, senza prospettive di imminente
soluzione, stante l'attuale insufficienza dei contributi erogati
per l'applicazione del C.C.N.L ex L.R. 71/82 con la disponibilità
di 3.144.000,00 (cap.183307) a fronte di un fabbisogno di 25
milioni di Euro e di 117.000,00 a copertura del disavanzo di
gestione L.R. 65/53 e fronte del fabbisogno di 32.000.000,00.
La difficoltà gestionale dell'I.P.A.B. nasce anche dalla
difficoltà/diniego opposto dai Comuni nell'assunzione e/o nel
rimborso delle rette di mantenimento e integrata dei soggetti
ospiti delle strutture perché bisognevoli di prestazioni di tutela
sociali.
In ordine a tale problematica, giova ricordare, che questo
Assessorato, in base alla L.r. 16 dicembre 2008, n. 19, recante
norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali, non ha
più la competenza ad effettuare interventi sostitutivi con la
nomina di commissari ad acta ai sensi dell'art. 24 L.R. 44/91, per
il recupero dei crediti vantati dall'I.P.A.B. nei confronti dei
Comuni inadempienti.
Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene indispensabile ed
urgente affrontare la problematica del risanamento e valorizzazione
delle II.PP.A.B. ancora funzionanti ed in possesso dei requisiti
finanziari, patrimoniali, umani, professionali, per la trasfor
mazione in Aziende pubbliche di servizio alla persona nel rispetto
delle direttive fissate dall'art.10 della Legge 328/00 e del
Decreto attuativo n. 207/201 (intervento legislativo già proposto
in Giunta regionale dallo scrivente con apposito Disegno di legge
di riforma delle II.P.A.B.).
Tuttavia, risulta indispensabile, intanto una inversione del trend
deficitario, avviando un circuito virtuoso con un piano di
risanamento.
A tal fine, per consentire alle II.PP.A.B., che per l'attualità
dei fini e l'utenza servita possono ancora collocarsi all'interno
della pianificazione locale dei servizi sociali, si ritiene
necessario fronteggiare l'attuale emergenza con interventi mirati,
volti prioritariamente all'indispensabile equilibrio finanziario e
gestionale ed al ripristino dei servizi e del loro livello
qualitativo, a beneficio delle fasce più deboli da esse assistiti.
Di seguito si trasmettono, per una cognizione dei dati, gli
importi relativi ai contributi erogati all'Ente, ai sensi della
L.R. 71/82 dal 2008 ad oggi:
2008 . 869.720,00
2009 . 717.742,32
2010 . 656.556,65
2011 . 616.227,93
2012 . 424.945,42
Per il 2013, a fronte di un costo del personale pari a
1.755.719,16, il contributo erogato, per l'ulteriore decurtazione
della disponibilità del capitolo di spesa 183307de1 bilancio
regionale, è stato di 385.626 16, pari al 21,96 % dell'importo
complessivo».
L'Assessore
Arch. Ester Bonafede
Rubrica «Salute»
MANGIACAVALLO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -
FERRERI - FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la salute, premesso che la legge 24 marzo 2012,
n. 27, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 24
gennaio 2012, n. 1, recante Disposizioni urgenti per la
concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività,
all'articolo 11 comprendeva misure per il potenziamento del
servizio di distribuzione farmaceutica, l'accesso alla titolarità
delle farmacie, modifica alla disciplina della somministrazione dei
farmaci e altre disposizioni in materia sanitaria;
considerato che la Regione siciliana ha provveduto a bandire un
concorso, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana (G.U.R.S.) - Serie Speciale Concorsi l'11/01/2013, per
l'assegnazione di un totale di 222 nuove sedi farmaceutiche ed
aveva stabilito il termine di presentazione della domanda il
12/02/2013;
per sapere notizie in merito all'esito di tale concorso e dei
motivi per i quali la Regione non abbia ancora provveduto a stilare
la graduatoria per l'assegnazione di dette sedi». (1493)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione parlamentare segnata
in oggetto con la quale sono state chieste notizie in merito al
bando pubblico regionale di concorso straordinario per titoli per
l'assegnazione delle sedi farmaceutiche in Sicilia, si fornisce la
relazione prot. 11608 del 6 febbraio 2014 resa dal Dipartimento per
la Pianificazione Strategica - Servizio 7 Farmaceutica».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)