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Resoconto d'Aula della Seduta n. 139 di mercoledì 12 marzo 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Anselmo  e  Vullo  hanno
  chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
  il Lavoro

   N.  795  -  Criticità sull'equilibrio di bilancio dell'IPAB  'Oasi
  Cristo Re' di Acireale (CT).
   Firmatari:Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano;

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  1493  -  Notizie  in  merito al bando  pubblico  regionale  di
  concorso  straordinario  per titoli per l'assegnazione  delle  sedi
  farmaceutiche in Sicilia.
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Riforma della legge istitutiva della Commissione parlamentare di
  inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia. (n. 709)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Ferrandelli
  in data 28 febbraio 2014.

   -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 luglio  2011,
  n. 12. (n. 710)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Cordaro,
  Pogliese, Lantieri, Clemente, Grasso e Cimino in data 4 marzo 2014.

   -  Norme  per  la  valorizzazione del patrimonio  immobiliare  dei
  centri storici. (n. 711)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  D'Asero,
  Alongi,  Cascio Francesco Fontana, Germanà e Vinciullo  in  data  5
  marzo 2014.

   -  Misure di solidarietà in favore dei familiari delle vittime  di
  incidenti mortali sul luogo di lavoro. (n. 712)
   di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Maggio,
  Milazzo, Gucciardi e Alloro in data 5 marzo 2014.

   - Norme per la tutela e la difesa dei consumatori. (n. 713)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Forzese,
  Picciolo, Tamajo, Lo Giudice e Greco M. in data 5 marzo 2014.

   -  Nuove  norme  per  la  costituzione delle  aziende  ospedaliere
  universitarie. Modifiche all'articolo 14 della legge regionale n. 5
  del 14 aprile 2009. (n. 714)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ioppolo,
  Formica e Musumeci in data 7 marzo 2014.

   -  Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare.  (n.
  715)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Tancredi,
  Cappello,    Foti,   Palmeri,   Siragusa,   Cancelleri,    Ciancio,
  Mangiacavallo, La Rocca Claudia, Zito, Zafarana,Trizzino, Ferreri e
  Ciaccio in data 7 marzo 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante  Norme
  per  l'istituzione  di  un  fondo  permanente  di  solidarietà  del
  Dipartimento  di  Protezione civile per gli eventi  calamitosi  del
  vulcano Etna . (n. 702)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 3 marzo 2014.

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   - Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili.
  (n. 704)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 3 marzo 2014.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Antonio Venturino,  con  nota
  prot.  n.  2504/SG.LEG.PG.  del 27 febbraio  2014,  ha  chiesto  di
  apporre  la  propria  firma al disegno di  legge  n.  564   Sistema
  bibliotecario regionale integrato .

   'ineleggibilità e incompatibilità degli amministratori dei liberi
   consorzi comunali e città metropolitane'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Seguito della discussione del disegno di legge «Ineleggibilità ed
  incompatibilità degli amministratori dei liberi consorzi comunali e
  delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-
          226-268-474-542-543-546-613-638-662 Stralcio II/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  col  seguito della discussione del disegno  di  legge
  «Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei  liberi
  consorzi comunali e delle Città metropolitane» (642-31-132-133-149-
  153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662    Stralcio
  II/A), posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli colleghi, ricordo che si era già conclusa la discussione
  generale  unificata  coi disegni di legge  Istituzione  dei  liberi
  consorzi comunali e delle Città metropolitane  e  Norme transitorie
  in materia di proroga delle gestioni commissariali provinciali .
   Pongo,  pertanto,  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura degli articoli 1 e 2.

                               «Art. 1.
                Ineleggibilità ed incompatibilità degli
                            amministratori
               dei liberi consorzi comunali e delle Città
                             metropolitane

   1. Al Presidente ed ai componenti della Giunta dei liberi consorzi
  comunali  nonché  al Sindaco metropolitano ed ai  componenti  della
  Giunta  metropolitana si applicano le disposizioni  in  materia  di
  ineleggibilità ed incompatibilità previste per il presidente e  gli
  assessori delle province regionali dalla legge regionale  20  marzo
  1951, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni».

                               «Art. 2.
  Pubblicazione ai sensi della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 14

   1.  La  presente  legge è inserita nella Gazzetta ufficiale  della
  Regione  siciliana, distintamente dalle altre leggi,  senza  numero
  d'ordine  e  senza formula  di promulgazione, ai sensi  e  per  gli
  effetti  dell'articolo 1 della legge regionale 23 ottobre 2001,  n.
  14».

   Onorevoli  colleghi,  avverto che,  ai  sensi  dell'art.  123  del
  Regolamento interno, poiché la proposta di legge è contenuta in  un
  solo  articolo, non computando la formula di pubblicazione,  e  non
  siano  stati  presentati  emendamenti, si procederà  soltanto  alla
  votazione finale, se ve ne sono le condizioni.
   Altrimenti si procederà nella seduta successiva.

       Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
  «Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili confiscati
   alla criminalità organizzata» (579-607 IV stralcio-623/A)

   'Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili  confiscati
  alla criminalità organizzata'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Si passa al seguito dell'esame del disegno  di  legge
  «Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili  confiscati
  alla criminalità organizzata» (579-607 IV stralcio-623/A), posto al
  numero 2).
   Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta n. 126 del 6 febbraio
  2014   il   presidente  della  Commissione  e  relatore,  onorevole
  Trizzino, aveva svolto la relazione e che nella seduta n.  128  del
  12 febbraio era stato fissato il termine per la presentazione degli
  emendamenti.
   Non  essendo presente l'onorevole Trizzino, e neppure il  Governo,
  propongo di esaminare il disegno di legge successivamente.

   MALAFARINA. Signor Presidente, per questo disegno di legge sono io
  a  sostituire  l'onorevole Trizzino; quindi, se vogliamo,  possiamo
  discuterlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Malafarina, ci  torniamo  tra  un  momento
  perché  stiamo aspettando l'assessore per l'economia, appena  viene
  l'assessore ritorniamo su questo punto.
   Per  il  momento la ringrazio, ma continuiamo e passiamo al  terzo
  disegno di legge iscritto all'ordine del giorno.

  di pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione finanziaria
  alla società Riscossione Sicilia'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Pogliese

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia di
  pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione finanziaria
               alla società Riscossione Sicilia» (500/A)

   PRESIDENTE.  Si passa all'esame del disegno di legge «Disposizioni
  in   materia   di   pagamenti   della   Pubblica   Amministrazione.
  Anticipazione  finanziaria alla società  Riscossione  Sicilia»  (n.
  500/A), posto al numero 3).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Di Giacinto,  vicepresidente
  della Commissione e relatore.

   DI   GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione   e   relatore.
  Onorevoli  colleghi, con il decreto legge 8 aprile 2013,  n.  35  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, convertito  dalla  legge  6
  giugno   2013,   n.  64,  il  Governo  nazionale   ha   predisposto
  un'articolata  sequenza procedurale volta al pagamento  dei  debiti
  pregressi  delle pubbliche amministrazioni, al fine di arginare  la
  situazione di sofferenza delle imprese creditrici.
   A  tale  scopo,  è  previsto che le regioni  possano  accedere  ad
  anticipazioni  di  liquidità presso il Ministero dell'economia  con
  rimborsi a lungo termine (30 anni) e a tasso fisso.
   Sono  previste  due  diverse tipologie di  anticipazioni  per  due
  differenti finalità:
   -  pagamento di debiti certi, liquidi ed esigibili della  Regione,
  definiti  dall'articolo 2 del decreto legge n.  35/2013,  contratti
  precedentemente alla data del  31 dicembre 2012;
   -  pagamento  di  debiti certi, liquidi ed esigibili  del  settore
  sanitario, definiti all'articolo 3 del medesimo decreto,  contratti
  prima del 31 dicembre 2012.
   Il  comma  1 dell'articolo 1 del disegno di legge che si sottopone
  all'esame dell'Aula autorizza la Regione ad accedere alle  suddette
  anticipazioni,  le  quali implicano l'esigenza  di  predisporre  un
  piano  di ammortamento che, a decorrere dall'anno 2014, garantisca,
  nell'arco   di  30  anni,  il  rimborso  del  prestito  comprensivo
  dell'onere  per  interessi. Sulla scorta dei piani di  ammortamento
  che  prevedono, prudenzialmente, il tasso fisso del 4,3% annuo,  la
  Regione  dovrà iscrivere nel proprio bilancio, a partire  dal  2014
  oneri per il servizio del debito così determinati:
   35.343 migliaia di euro per l'anno 2014;
   62.296 migliaia di euro per l'anno 2015.
   Per far fronte a tali oneri, la normativa statale richiede che sia
  predisposta  una copertura finanziaria specifica, certa  e  stabile
  nel  tempo,  cui  è  subordinata la verifica  delle  condizioni  di
  equilibrio  strutturale dei conti della Regione, condizione  questa
  per  poter avere accesso all'anticipazione di liquidità. Si  tratta
  di  una  certificazione  che non limita i suoi  effetti  solo  alla
  disposizione  in  esame,  ma costituisce il  presupposto  d'ora  in
  avanti  affinché  la  Regione possa avere accesso  al  mercato  dei
  capitali.
   Per  quanto  detto, il comma 4 dell'articolo 1  prevede  che  agli
  oneri  da esso recati si faccia fronte con quota parte del  gettito
  derivante  dalle maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta regionale
  sulle  attività produttive e dell'addizionale regionale  all'IRPEF,
  già  disposte per la copertura dei disavanzi del settore sanitario.
  Tale  gettito  risulta ormai superiore rispetto alle  summenzionate
  esigenze  di copertura, per effetto dell'applicazione delle  misure
  di  contenimento  della  spesa sanitaria  indicate  nel   Piano  di
  rientro 2007-2009 , nel  Programma operativo 2010-2012  e nel nuovo
   Programma  operativo  di consolidamento  2013-2015   in  corso  di
  approvazione da parte dei competenti Ministeri.
   L'articolo 2, comma 5, del decreto legge 15 ottobre 2013,  n.  120
  che  modifica l'articolo 2, comma 8, della legge 23 dicembre  2009,
  n.  191, consente, infatti, a decorrere dal 2013, alle regioni  che
  presentano in ciascuno degli anni dell'ultimo triennio del Piano di
  rientro  un disavanzo sanitario di competenza del singolo esercizio
  e  prima  delle  coperture  inferiore al  gettito  derivante  dalla
  massimizzazione delle aliquote dell'addizionale regionale all'IRPEF
  e  dell'IRAP  la riduzione delle predette maggiorazioni  ovvero  la
  destinazione  del  relativo gettito a finalità  extrasanitarie,  in
  misura  tale  da garantire al finanziamento del Servizio  sanitario
  regionale  un  gettito pari al valore massimo annuo  del  disavanzo
  sanitario registrato nel medesimo triennio.
   Il  paradigma sopradescritto si adatta alla Regione siciliana, che
  deve   garantire  al  Servizio  sanitario  regionale  un   gettito,
  derivante  dalle  maggiorazioni in parola,  pari  a  circa  105.000
  migliaia   di   euro  destinato  alla  copertura  degli   eventuali
  disavanzi. L'intero gettito in questione è, invece, pari a  326.810
  migliaia di euro per l'anno 2014 ed a 330.515 migliaia di euro  per
  l'anno 2015. Conseguentemente le risorse che si possono destinare a
  finalità  extrasanitarie sono sufficienti a garantire la  copertura
  degli oneri derivanti dall'articolo 1 del disegno di legge.
   Le  somme  erogate ai sensi dell'articolo 2 del decreto  legge  n.
  35/2013 saranno utilizzate, come richiesto prioritariamente e  fino
  alla  misura dei 2/3, per il pagamento dei debiti di tesoreria  nei
  confronti  degli  enti  locali e, per la  parte  restante,  per  il
  pagamento dei debiti commerciali a carico della Regione.
   La  somma  erogata  ai sensi dell'articolo 3 del medesimo  decreto
  sarà utilizzata dalle aziende sanitarie per il pagamento dei debiti
  commerciali.
   L'articolo  2  del  disegno  di  legge  reca  alcune  disposizioni
  riguardanti  la  società  Riscossione  Sicilia,  che  gestisce   il
  servizio pubblico di riscossione della Regione.
   Occorre,  a tal proposito, evidenziare che nel corso degli  ultimi
  anni  il  sistema di remunerazione dell'attività di  riscossione  è
  stato   profondamente  modificato,  prevedendo,  ancorché  in   via
  temporanea, un criterio di rimborso basato su quanto effettivamente
  riscosso  dalle singole società, secondo l'aggio determinato  dalla
  legge. La richiamata normativa prevedeva un periodo transitorio  di
  circa  4  anni  entro  i quali le società di riscossione  avrebbero
  dovuto  avviare un percorso di efficientamento volto  a  ridurre  i
  costi fissi della riscossione. Il 2013 avrebbe dovuto essere l'anno
  della verifica di tale percorso.
   Diversamente da quanto previsto, tuttavia, le analisi  svolte  dal
  Dipartimento delle politiche fiscali sui bilanci di Equitalia e  di
  Riscossione Sicilia hanno mostrato il persistere di un gap negativo
  tra costi i fissi e gli incassi da aggio. Stante questa situazione,
  il  Ministero dell'economia e delle finanze, percepita  la  volontà
  politica  di non assecondare alcun aumento dell'aggio, ha preferito
  non emanare il cosiddetto decreto legge  costi fissi , onde evitare
  ulteriori  peggioramenti delle condizioni economiche e  finanziarie
  delle    summenzionate    società,   rinviando    la    trattazione
  dell'argomento   ad   un  disegno  di  legge  di   riorganizzazione
  complessiva della normativa sulla riscossione, che vedrà la luce  a
  partire dal 2014.
   Con  l'articolo 2 del disegno di legge in esame si vuole garantire
  a  Riscossione  Sicilia, la cui attività è regolata dalla  suddetta
  normativa,  una  iniezione di liquidità  coerente  con  il  credito
  vantato  nei  confronti della Regione siciliana, pari a  circa  122
  milioni  di  euro  al  31 dicembre 2012. Nel dettaglio,  l'articolo
  prevede  l'erogazione di 40.000 migliaia di  euro  sotto  forma  di
  anticipazione  finanziaria  da parte  della  Regione.  Il  comma  2
  definisce   le  modalità  con  cui  la  società  dovrà   restituire
  l'anticipazione  finanziaria fino a quando la stessa  potrà  essere
  compensata con l'effettivo riconoscimento, da parte della  Regione,
  del debito fuori bilancio ad oggi maturato.
   Il  comma  3  si  impone  la  destinazione  del  75%  delle  somme
  anticipate  al soddisfacimento dei fornitori, in modo  da  ridurre,
  nel breve periodo, il rischio di insolvenza della società. Il comma
  4  si  prevede  che  la  restituzione  del  prestito  possa  essere
  interrotta dal riconoscimento del debito e che la parte residua del
  debito  possa  essere portata a compensazione  delle  somme  ancora
  dovute dalla Regione.
   La  copertura finanziaria degli oneri recati dall'anticipazione  è
  garantita  dalle  disponibilità del fondo previsto dall'articolo  5
  della  legge regionale 9 gennaio 2013, n. 1, a fronte delle  quali,
  alla  data di entrata in vigore della presente legge, non risultino
  obbligazioni  giuridicamente perfezionate in  favore  dei  soggetti
  beneficiari.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  giunge in Aula - così com'era stato stabilito dalla Conferenza  dei
  presidenti  dei Gruppi parlamentari - questo disegno di  legge  che
  riguarda  le  disposizioni in materia di pagamento  della  pubblica
  Amministrazione,  ma  non  giunge  l'allegato  che  sempre  abbiamo
  chiesto  in  Commissione. Di queste somme  che  sono  destinate  al
  pagamento di ASP, enti locali e, a quanto pare, anche una quota dei
  debiti  della Regione, quando io ho sostituito il presidente  della
  Commissione,  onorevole Dina, e quindi ho operato in  maniera  tale
  che il disegno di legge potesse essere approvato dalla Commissione,
  lo  abbiamo  subordinato  - e lo chiedo  ai  colleghi  presenti  in
  Commissione - al fatto che il Governo avrebbe dovuto presentare  un
  dettagliato elenco non solo degli enti che avrebbero usufruito  dei
  benefici  di  questa legge, cosa che il Governo ha  fatto  solo  ed
  esclusivamente  per  quanto riguarda le ASP,  ma  avevamo  chiesto,
  proprio  per mettere a tacere una campagna stampa che  su  tutti  i
  giornali continua a

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo,  mi  scusi  se  la  interrompo.
  Siccome  sta  per  arrivare l'assessore  al  ramo,   le  chiedo  di
  rinviare il suo intervento, altrimenti perdiamo solo del tempo.

   VINCIULLO.  Per carità, nel frattempo, siccome stiamo parlando  di
  enti  locali  e  di enti che avrebbero dovuto usufruire  di  questi
  contributi, senza uscire dall'ordine dei lavori, volevo  sottoporre
  all'assessore  per  gli  enti  locali  qui  presente   il   quesito
  riguardante  il commissario della Provincia regionale di  Siracusa.
  Risulterebbe che avreste già fatto la nomina, che la nomina sarebbe
  stata  già  inviata alla Provincia, ma dopo otto giorni  da  questa
  nomina  ancora  il  commissario incaricato non si  è  presentato  a
  prendere  possesso dell'incarico e poiché ricordo che  era  uno  di
  quelli  che  era  stato sostituito senza avere  mai  presentato  le
  dimissioni,  sarebbe a questo punto opportuno  sapere,  capire  se:
  primo, il commissario ha accettato; secondo, se il commissario si è
  dimesso;  terzo,  nel caso in cui il commissario ha  accettato,  se
  intende esercitare fino alla fine le funzioni.
   Assessore,  sarebbe importante che stasera lei desse una  risposta
  anche perché, da parte delle organizzazioni sindacali e di tutta la
  provincia  di Siracusa, c'è la richiesta di avere certezze  su  chi
  sarà  il  futuro commissario della Provincia regionale di Siracusa,
  perché un ente così importante, l'ente  più importante dal punto di
  vista  pubblico della provincia di Siracusa, non può  continuare  a
  rimanere senza avere la figura apicale e il rappresentante legale.

   PRESIDENTE. Nel frattempo è arrivato l'assessore Bianchi.
   Ha chiesto di parlare l'assessore per le autonomie locali Valenti.
  Ne ha facoltà.

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevole  Vinciullo,  nel  frattempo  io   ho
  verificato e il decreto è stato regolarmente notificato, è arrivata
  pure  l'accettazione. Stiamo tentando di contattare il  commissario
  in  maniera  tale  da capire cosa sta succedendo, forse  un  motivo
  personale, per cui non si è ancora ripresentato in provincia; ma la
  nomina, dal punto di vista amministrativo, è perfezionata.
   Colgo  l'occasione perché ieri mi era stato posto un quesito circa
  il  comune capofila del consorzio dei comuni, nel caso in  cui  nei
  nuovi consorzi è specificato nella legge che sarà il comune con  il
  maggior numero di abitanti. Questo è un principio, chiaramente, che
  vale anche per i consorzi che restano, per esempio, nelle aree dove
  si  crea  la  città metropolitana, il consorzio che  si  crea  o  i
  consorzi  che  si  volessero creare, vale sempre il  principio  del
  comune con maggior numero di abitanti come comune capofila.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Visto che è arrivato l'assessore Bianchi faccia  parlare
  prima lui, poi interverrò io.

   PRESIDENTE.  No,  ancora  non  deve parlare  l'assessore.  Se  lei
  rinuncia,  faccio parlare l'onorevole Ciaccio che  si  è  iscritto.
  L'assessore  parla  sempre alla fine di tutti gli  interventi  come
  replica  agli  interventi  dei deputati.  Per  quanto  riguarda  la
  relazione, sa benissimo che è stata appena letta dall'onorevole  Di
  Giacinto;  quindi non cerchiamo di cambiare le procedure, onorevole
  Falcone.
   Prego, ha facoltà di parlare.

   FALCONE.  Signor  Presidente,  io la  ringrazio,  però  intervengo
  perché  stasera  ritenevamo di dover discutere di altro  argomento,
  devo dire la verità, e l'altro argomento che dovevamo discutere era
  quello  relativo  a ineleggibilità ed incompatibilità,  il  secondo
  stralcio del disegno di legge 642.

   PRESIDENTE. Non è per bloccarla, onorevole Falcone. Lei, forse,  è
  arrivato un attimo in ritardo.
   Noi  abbiamo  iniziato e stiamo seguendo esattamente l'ordine  del
  giorno, quindi probabilmente lei è arrivato in ritardo. Noi abbiamo
  iniziato  con  il primo disegno di legge all'ordine del  giorno,  e
  siccome,  quando  abbiamo iniziato, in Aula  non  c'era  un  numero
  sufficiente  per poter proseguire, abbiamo momentaneamente  sospeso
  questo  punto e ci ritorneremo tra un attimo. Per cui se lei  fosse
  stato presente per tempo, avrebbe evitato questo intervento.

   FALCONE.  Signor  Presidente, io credo che  discutere  stasera  il
  disegno  di  legge  numero  500/A  rischia  di  diventare  un  atto
  intempestivo a causa della mancata trasmissione, così come ha detto
  l'onorevole  Vinciullo, dell'elenco dei crediti di cui  la  Regione
  dovrebbe farsi carico.
   Infatti,  l'elenco delle aziende creditrici nei cui  confronti  la
  Regione  dovrebbe effettuare questi pagamenti non è ancora arrivato
  e  lo voglio dire al Governo, all'assessore Bianchi che, più volte,
  ci  ha  garantito  che tale elenco sarebbe stato inviato  prima  in
  Commissione e poi al Parlamento, invece ciò non è avvenuto. Ma,  se
  vogliamo  entrare un attimo nel merito, è chiaro che ci  sono  vari
  elementi su cui dovremmo focalizzare la nostra attenzione.
   Innanzitutto,  qualche  tempo  fa, un  autorevolissimo  quotidiano
  siciliano,   anzi  un  autorevolissimo  giornale  nazionale   aveva
  bacchettato  la  Sicilia  per  la sua inadempienza  nell'utilizzare
  questi  fondi,  circa  un  miliardo di euro,  nei  confronti  delle
  aziende  private che sono creditrici, come ho detto, della Regione,
  delle Aziende sanitarie, dei Comuni.
   Vorrei ricordare, stasera, che non a caso noi chiediamo, prima  di
  continuare, che il Governo trasmetta, e lo dico alla Presidenza, lo
  dico  all'assessore  Bianchi, che magari è interessato  a  fare  il
  sottosegretario  o  a  pensare ad altro, ma forse  ultimamente  sta
  tralasciando  di  attenzionare bene  gli  interessi  della  Sicilia
  (d'altronde  lui  non  è  siciliano,  e  magari  può  essere  anche
  ammissibile).
   Però,  è  chiara  una cosa: siccome questo è un provvedimento  che
  rischia  di  insistere sulla pelle dei siciliani,  lo  vorrei  dire
  chiaramente, questo intervento costerà per i prossimi  trenta  anni
  oltre  un miliardo di euro di interessi a carico dei siciliani  per
  cui,  prima di discutere un simile atto, il Governo deve  avere  il
  coraggio di portare l'elenco chiaro, dettagliato.
   Noi  vogliamo  sapere  a  chi dobbiamo pagare  questi  debiti,  se
  pagarli alle aziende siciliane o se pagarli alle multinazionali per
  un  accordo  politico che è andato male tra il Partito Democratico,
  l'assessore Luca Bianchi e l'ex vice ministro Stefano Fassina.  Noi
  vogliamo  sapere  se  c'è un accordo politico  tra  questo  Governo
  regionale,  il  Governo nazionale e quello che  una  volta  era  il
  partito  delle  Botteghe  Oscure,  che  oggi  si  è  trasferito  al
  Nazareno. Dovete venirci a dire le cose.
   Presidente  Dina, anche lei ha richiamato più volte il  Governo  a
  questo adempimento necessario.
   Dopodiché vorremmo sapere perché la Sicilia deve pagare  un  tasso
  di  interesse  del 4,60 per cento, atteso che altre  Regioni  hanno
  pagato un tasso di interesse del 3,70 per cento.
   Presidente, prima di incardinare questo testo, dobbiamo discutere

                  (proteste dell'onorevole Cracolici)

    questa cosa se la studi, onorevole Cracolici. Poi, quando  se  la
  studierà  verrà  qui  a  dire qualcosa, ma per  il  momento  non  è
  preparato.
   Non  la  sento,  parli meglio, onorevole Cracolici, non  comprendo
  cosa dice.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, faccia completare  l'intervento
  all'onorevole Falcone.

   FALCONE.   Allora,  Presidente, la prego  oggi  di  congelare,  di
  paralizzare l'iter di questo disegno di legge perché fin quando non
  ci  porteranno questa documentazione, non si potrà andare avanti e,
  poi,  le  dirò  tutti  i motivi per cui non si può  andare  avanti,
  perché questo è un adempimento che è previsto dalla norma. Per cui,
  Presidente, la invito a fermare tutto. Quando poi l'assessore verrà
  qui preparato e non lascerà la Sicilia in brache di tela, perché  è
  una   vergogna  che  non  abbiano  ancora  presentato  la   manovra
  finanziaria,  a  distanza di un mese e mezzo  dall'impugnativa  del
  Commissario dello Stato. E siccome non la portano o perché  non  la
  sanno  portare o non riescono a formularla o perché non la  possono
  portare,  allora  è  chiaro che qua, prima di  discutere,  dobbiamo
  capire  qual  è l'impatto finanziario per le nostre  casse,  per  i
  nostri  Comuni, per i cittadini e per i nostri figli  nei  prossimi
  trent'anni.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Falcone. La ringrazio  per  il  suo
  intervento,  come sempre accalorato, però lei sa benissimo  che  in
  qualità di Presidente non posso congelare nulla.
   Quello  che,  invece, lei può fare è presentare una  richiesta  di
  sospensiva e io mi rimetto, chiaramente, a quello che è  il  parere
  dell'Aula in base all'articolo 101 del Regolamento interno.
   Lei potrà verificare quanto le ho appena detto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha facoltà.

   CIACCIO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, proprio
  collegandomi alla richiesta sollecitata dal collega Falcone che, in
  qualità  di  capogruppo può presentare, ma in questo caso,  essendo
  lui  un  membro della Commissione Bilancio, io, insieme al  collega
  Vinciullo,  in  maniera  corretta e formale vorremmo  che  l'intera
  Commissione  Bilancio chiedesse la sospensiva,  sarebbe  anche  più
  corretto. Ma, al di là di tutto, eventualmente il mio capogruppo la
  presenterà  in  maniera  formale.  Questo,  al  contrario  di  come
  inizialmente è stato detto, oltre le problematiche che ci sono  non
  vorremmo fare ostruzionismo.
   La  richiesta  di  rinvio in Commissione è per evitare  nuovamente
  figure  come  nell'ultima  finanziaria, perché  questo  disegno  di
  legge,  che  è  stato oggi incardinato, era la bozza  iniziale;  in
  finanziaria  era  stato  modificato, poi  stralciato;  ad  oggi  la
  Commissione Bilancio ha esitato un altro disegno di legge che è  la
  parte di Riscossione Sicilia, che si dovrebbe ricollegare a questo.
   Ma  un disegno di legge non può diventare un emendamento. Le  cose
  vanno chiamate col loro nome.
   Ora,  per fare un lavoro in maniera organica, dovremmo sapere  non
  solo  le  aziende,  ma soprattutto la copertura.  Un  mutuo  di  un
  miliardo  che tutti noi siciliani dovremmo restituire in trent'anni
  non  è possibile. Non è giusto bloccare le addizionali IRPEF e IRAP
  per trent'anni.
   Allora,   ragioniamo   in  Commissione  le  eventuali,   possibili
  coperture, anche perché sicuramente, come sa benissimo l'assessore,
  la legge a cui eventualmente ci riferiamo per fare l'anticipazione,
  non  prevede una norma legislativa tranne che l'assessore, ad oggi,
  dichiari che questo Governo non ha credibilità e ha la necessità di
  fare   un  intervento  legislativo  perché  la  norma  non  prevede
  l'aspetto legislativo, prevede un atto amministrativo per  chiedere
  l'anticipazione.
   Noi,  in  maniera  responsabile, siamo d'accordo a  dare  supporto
  perché  siamo  dell'idea  che  il lavoro  vada  pagato,  ma  non  è
  possibile  dare questo tipo di copertura in una Regione dove,  agli
  occhi  di  tutti,  a livello di sprechi siamo una  delle  più  alte
  d'Italia.
   Inseriamo  eventualmente  una copertura finanziaria  che  vada  in
  direzione   della  riduzione  degli  sprechi.  Questo  potrà   dare
  credibilità al futuro disegno di legge e capiamo eventualmente come
  accedere  al  disegno  di  legge che ci  permette  di  fare  questa
  anticipazione.
   Al  presidente  della Commissione Bilancio e  alla  Presidenza  io
  chiedo  la  sospensiva e di rimandare questo disegno  di  legge  in
  Commissione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sulla  richiesta  di  sospensiva
  ricordo che la stessa deve essere proposta da almeno otto deputati,
  dal Governo o dalla Commissione.

   BIANCHI, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  sono  costretto ad intervenire anche  anticipatamente  a
  quanto   avevo   previsto,   vista   la   qualità   dell'intervento
  dell'onorevole Falcone.
   Onorevole     Falcone,    ovviamente,    siamo    in    disaccordo
  sull'interpretazione  della  norma,  ma   credo   che   lei   abbia
  travalicato  anche  nei toni quello stile che  ci  ha  permesso  di
  lavorare in questi mesi in maniera costruttiva anche insieme.
   Credo  che il suo riferimento ad eventuali accordi, non ho  capito
  se  si riferiva ad interessi finanziari miei o di qualcun altro, mi
  sembrava di un tono e di un livello assolutamente inaccettabile  in
  quest'Aula. Dato che le ho riconosciuto in tutti questi mesi, e  le
  riconosco,  un  comportamento sempre  di  opposizione  direi  quasi
  esemplare,  tra virgolette, sia per la qualità dei suoi  interventi
  sia  per  la  franchezza  con  cui ha manifestato  anche  eventuali
  dissapori,  credo  che questa sia stata davvero  una  scivolata  da
  parte  sua che intendevo in qualche misura stigmatizzare. Peraltro,
  per  quanto riguarda il merito della questione credo che sia  ormai
  un  dibattito  che  si trascina da diversi mesi,  in  cui  c'è  una
  ripetitività di interventi che fatico ad ascoltare per quante volte
  già li ho ascoltati, e si basano sempre sulle solite cose.
   Due punti intendo chiarire e concludo perché la mia proposta è  di
  andare avanti rapidamente.
   Primo  elemento: l'elenco delle imprese. L'elenco delle imprese  è
  stato  depositato  in  Commissione  Bilancio,  per  cui,  onorevole
  Ciaccio, non capisco quali siano le richieste aggiuntive.
   Noi  abbiamo  depositato  in Commissione Bilancio  l'elenco  delle
  imprese  che  vantavano crediti certi ed esigibili al  31  dicembre
  2012,  e  che  era la documentazione che ci è stata  richiesta  dal
  Ministero  per  l'Economia  per poter  accedere  al  finanziamento.
  Aggiungo,   peraltro,   che  quell'elenco  nominativo   serviva   a
  certificare  il ritardo nei pagamenti. Non è detto che  le  imprese
  che  verranno pagate saranno necessariamente quelle, nel senso  che
  ci  sarà  probabilmente  una  lista  di  imprese  che  nel  periodo
  intercorrente  tra il 31 dicembre 2012 ed oggi sono state  saldate;
  quindi,  in  quel  caso, la procedura del pagamento  dei  debiti  è
  regolata dal codice civile e vi si procederà in ordine cronologico,
  come è previsto o secondo le priorità stabilite dal codice civile.
   Né  io  né  voi  possiamo in alcun modo, senza  ledere  la  legge,
  intervenire  su quali imprese vengono pagate. La ratio del  disegno
  di  legge  pagamenti, dell'anticipazione finanziaria, è  quella  di
  dare  liquidità alle regioni - tutte le regioni italiane,  tra  cui
  anche  la  Sicilia  - che hanno accumulato nel  tempo  ritardo  nei
  pagamenti  dei  debiti  della  pubblica  Amministrazione  verso  le
  imprese.
   E',  quindi, un discorso che non c'entra minimamente col  tema  di
  cui stiamo parlando.
   Vi  prego,  onorevole Ciaccio, se uno è contrario è contrario,  ma
  sulla disponibilità della lista, l'abbiamo messa a disposizione; su
  quali  imprese  vengono pagate, non è nella nostra discrezionalità,
  ma esistono delle regole per le quali bisogna pagare le imprese,  a
  prescindere  ad esempio da quale sia la localizzazione  geografica,
  in  base a dei criteri sostanzialmente di anzianità del credito,  a
  meno che non ci siano altre prerogative su pagamenti per stipendi -
  ma  non è questo caso -, come richiamato dal codice civile. Quindi,
  stiamo facendo una discussione assolutamente astratta.
   Terzo  punto:  il  mutuo si accende per avere  l'anticipazione  di
  liquidità.
   I  debiti  già ci sono; noi li paghiamo i debiti, non li facciamo.
  Questo sia chiaro.
   Noi  estinguiamo  una parte del debito, non è  che  creiamo  nuovo
  debito.
   L'unico   elemento  è  che  dobbiamo  restituire   l'anticipazione
  finanziaria che ci viene data.
   Infine, sappiate che la non approvazione del disegno di legge  sui
  pagamenti avrà dei costi rilevantissimi per la Regione.
   Chiunque  si assuma la responsabilità di ostacolare o di  impedire
  di  approvare  questa  anticipazione finanziaria  farà  sì  che  la
  Regione,  innanzitutto, pagherà degli interessi molto più alti  sui
  debiti che non riesce ad estinguere.
   Secondo, come ho già illustrato in precedenza, ci sono - peraltro,
  probabilmente già in discussione oggi al Consiglio dei  ministri  -
  una  serie  di  sanzioni per le regioni non che  non  accendano  il
  disegno di legge pagamenti, ma che hanno strutturalmente un ritardo
  nei  pagamenti  dei debiti verso le imprese. Questa  sanzione,  che
  sarà  comminata  da  parte  della Commissione  europea  allo  Stato
  italiano  per effetto di questi ritardi, ci è stato già  comunicato
  dal  Ministero  per l'Economia che si rivarranno  ovviamente  sulle
  regioni che hanno un ritardo nei pagamenti più elevato.
   Se  non approviamo il disegno di legge sui pagamenti, pagheremo di
  più,  ammazzeremo il sistema delle imprese regionali  e  daremo  la
  dimostrazione di una Regione che non vuole saldare i debiti che  ha
  col sistema delle imprese. Tutto ciò su motivazioni che abbiamo già
  smentito  più  volte  nel  corso di questi  mesi,  ma  che  vengono
  reiterate continuamente.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è stata avanzata  formalmente  la
  richiesta di sospensiva a firma degli onorevoli Figuccia,  Formica,
  Falcone, La Rocca, Ciaccio, Siragusa, Ciancio e Giuseppe Milazzo.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Un attimo, onorevole Formica, come lei sa,  e  faccio
  appello alla sua lunghissima esperienza, una volta che arriva  alla
  Presidenza  una  richiesta di sospensiva non si può  più  procedere
  nella  discussione.  Per cui, a questo punto, possono  parlare  due
  deputati a favore e due contro.
   Si  sono  iscritti a parlare gli onorevoli Figuccia  e  Formica  a
  favore  della sospensiva, gli onorevoli Cracolici e Firetto  contro
  la sospensiva.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Formica  a  favore   della
  sospensiva.

   FORMICA. Signor Presidente, sono ogni volta stupito nell'ascoltare
  l'assessore  Bianchi, che peraltro ritengo una persona preparata  e
  garbata, e siccome lo ritengo preparato e garbato e penso  che  non
  gli   faccia  difetto  neppure  un  minimo  di  intelligenza,   che
  riconosco, mi meraviglio ogni volta perché per tentare di dare  una
  giustificazione plausibile a questa operazione che si vuole mettere
  in campo, omette ogni volta di dare le risposte che dovrebbe dare.
   Vorrei fare velocemente un riepilogo della situazione.
   Noi abbiamo accumulato, al 31 dicembre 2012, circa un miliardo  di
  euro  di debiti, suddivisi tra 600 e rotti milioni per le ASP e  la
  rimanente quota di 300 e rotti milioni per i Comuni.
   La  prima  cosa  che è saltata subito agli occhi a tutti  noi,  in
  merito  a  questa vicenda, è stata l'esosità di quanto  costerà  ai
  siciliani  il  pagamento di questi debiti,  perché  per  pagare  il
  miliardo  di  euro di debiti dobbiamo accendere un mutuo  e  per  i
  prossimi  30 anni pagheremo due miliardi, cioè pagheremo  un  altro
  miliardo. Ci costerà, quindi, un miliardo. Da un miliardo  andrà  a
  due miliardi.
   La  seconda  cosa che ci ha colpito, Presidente, è che,  per  fare
  fronte  a  questo miliardo di interessi in più che ci costerà,  noi
  dovremo  mantenere  al massimo possibile, per i prossimi  30  anni,
  l'IRAP; mentre ora eravamo in grado, grazie ai sacrifici imposti ai
  siciliani sulla sanità, di abbassare finalmente l'IRAP, la  dovremo
  lasciare al massimo per pagare questo miliardo in più.
   Per  i  prossimi  trent'anni, quindi, l'IRAP in  Sicilia  sarà  al
  massimo consentito dalla legge.
   Non  è che devo richiamare, signor Presidente, come l'IRAP sia una
  delle  tasse più odiose che ci siano ed è proprio quella tassa  che
  impedisce  lo sviluppo dei territori e della Regione. E'  la  tassa
  che  tutti, dai sindacati agli imprenditori, hanno denunciato  come
  il macigno più grande sulla strada dello sviluppo economico, perché
  con l'IRAP a quei livelli, ovviamente, nessuno investirà più.
   E  non  deve  sfuggire neppure che il primo provvedimento  che  ha
  annunciato  il  premier Renzi - vedo che ride,   Presidente  -  per
  oggi, per ora, mentre discutiamo, è la diminuzione dell'IRAP o,  se
  ci  arrivano, la sua abolizione, proprio per cercare di aiutare  lo
  sviluppo  dell'economia italiana che quel macigno  IRAP  blocca.  E
  noi,  una  delle  regioni più martoriate,  una  delle  regioni  che
  conosce  il  maggiore sottosviluppo, dovremmo invece  accettare  di
  avere  per  i prossimi trent'anni, un'eternità, l'IRAP  al  massimo
  livello consentito. E chi investirà più qui? E di quelli che già ci
  sono,  chi  rimarrà più? Ma non è finita, non è finita   Perché  ci
  siamo  presi  la  briga di controllare chi sono i creditori  a  cui
  dovremmo  dare  questi soldi. E i creditori  a  cui  dovremmo  dare
  questi  soldi  - ho controllato - soprattutto i 600 e  più  milioni
  delle  ASP, per l'80 per cento in tutte le nove province siciliane,
  in  tutte  le  ASP  siciliane,  sono Aventis,  Roche  e  le  grandi
  multinazionali del farmaco.
   Vorrei  dire a lei, ai colleghi e ai siciliani, che queste aziende
  hanno  dei  bilanci  di  gran  lunga  superiori,  in  alcuni  casi,
  all'intero bilancio dell'Italia.
   Ora,  che  noi  dobbiamo indebitarci, massacrarci per  i  prossimi
  trent'anni  per  dare delle quisquilie a delle  multinazionali  che
  hanno  bilanci superiori all'intero bilancio d'Italia e,  per  fare
  questo,  dobbiamo indebitarci per i prossimi trent'anni e  tagliare
  le  gambe allo sviluppo, mi pare che neppure un demente allo  stato
  puro possa portare avanti un'idea così bislacca .
   I  colleghi devono essere edotti perché non tutti si sono presi la
  briga  di controllare caso per caso; ebbene, neppure il più demente
  dei  politici  o  delle  persone può pensare di  sottoscrivere  una
  follia di questo genere. Ma dirò di più, Presidente.
   Il dottore Sammartano, direttore dell'Assessorato della Salute, in
  Commissione  Bilancio, da me interpellato sulla  natura  di  questo
  deficit di pagamenti - se è stato un caso che è accaduto e che  non
  si  potrà ripetere, legato a circostanze fortuite o meno, oppure se
  dipende  da altro - ebbene, il direttore Sammartano ha candidamente
  ammesso  che  non si tratta di un caso sporadico che non  si  potrà
  ripetere,  ma che si tratta di un deficit strutturale di  cassa,  e
  quindi  continuo, che si ripeterà, mese dopo mese, anno dopo  anno.
  Il  che  vuol dire che siccome mancano strutturalmente due miliardi
  di  euro  circa di cassa, ogni anno si ricreerà lo stesso  buco.  E
  l'anno prossimo che facciamo?
   Un altro mutuo? E, poi, l'anno prossimo un altro?
   Allora fermiamoci, interloquiamo con il Governo nazionale.
   A  proposito del Consiglio dei Ministri, in aggiunta a quello  che
  ha detto l'assessore Bianchi, in Consiglio dei Ministri oggi si sta
  discutendo  non  solo di eventuali sanzioni,  che  non  ci  saranno
  perché  non  ci  possono  essere, ma si sta  discutendo  di  questo
  aspetto  fondamentale, dell'assunzione di misure atte  ad  impedire
  che  si  ricrei  la stessa situazione e, quindi, eventualmente,  ci
  saranno dei trasferimenti aggiuntivi alle regioni per impedire  che
  ciò accada.
   Allora  ci  dobbiamo fermare, aspettiamo ciò che  accade  a  Roma,
  andiamo  a  Roma a interloquire perché non possiamo permetterci  né
  l'IRAP  al  massimo, né tanto meno di ritornare  qua,  fra  qualche
  anno,  a  fare  un  altro mutuo che non possiamo fare.  Fermiamoci.
  Troviamo le coperture altrove.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare contro la sospensiva l'onorevole
  Firetto. Ne ha facoltà.

   FIRETTO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   impegnerò
  certamente  meno  tempo dell'onorevole Formica per  dire  una  cosa
  semplice:  io  ho  l'idea che i debiti che vengono contratti  vanno
  onorati,  perché dietro un debito c'è un servizio svolto,  c'è  una
  fornitura  svolta,  c'è gente che ha lavorato;  ci  sarà  anche  il
  profitto per l'imprenditore, ma c'è tutto un valore aggiunto  fatto
  di  tante maestranze che svolgono quella prestazione. Quando giunge
  il  momento  dell'incasso, poi, le sofferenze  riguardano  l'intero
  sistema  aziendale,  non  riguarda solo l'imprenditore  che  fa  il
  profitto.
   Confesso  di non conoscere l'elenco completo depositato presso  la
  Commissione Bilancio, ma mi interessa poco conoscerlo perché  penso
  che  un debito vada onorato, indipendentemente da quale sia la sede
  legale del fornitore o del prestatore del servizio.
   L'idea  che  si  può  ingenerare una insolvibilità  della  Regione
  siciliana non aiuta la prospettiva produttiva del nostro territorio
  perché,  se da un lato, facciamo danno a queste imprese che vantano
  crediti  nei confronti della Regione, l'idea che contrarre  con  la
  Regione  siciliana  é contrarre con un soggetto  che  non  onora  i
  propri  debiti,  è  qualche  cosa che  noi  dobbiamo  assolutamente
  evitare.
   Ecco perché il mio intervento è contro la richiesta di sospensiva.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare a  favore  della  sospensiva
  l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ci  aspettavamo
  che  venissero affrontate questioni strategiche, problematiche, che
  chiedono  di  essere affrontate da mesi, pensavamo che si  entrasse
  nel merito della finanziaria quanto più presto possibile.
   Non ci attendevamo certo dal Governo un'altra norma truffa.
   Dopo  l'impugnativa del Commissario dello Stato, il Governo  aveva
  l'obbligo morale di affrontare la questione nei termini adeguati  e
  quest'obbligo,  invece,  non  è stato  rispettato;  è  stato,  come
  sempre, puntualmente disatteso.
   Assessore,  se  lei  può  ascoltare l'intervento,  credo  sia  una
  questione  che  riguarda  i siciliani che  chiedono  attenzione  su
  questo  tema,  e  mi rivolgo anche al presidente  Gucciardi,  e  il
  rischio è che si metta un'ipoteca per i prossimi trent'anni  e  che
  questa  ipoteca passi attraverso quello che oggi possiamo  definire
  in termini di aumento di tasse per i siciliani, perché di questo si
  parla   in  questa  norma.  D'altra  parte,  assessore,   dopo   il
  provvedimento  nazionale della tassa sulla casa del Governo  Renzi,
  dopo  la  norma truffa sull'IRAP, cos'altro potevamo aspettarci  se
  non  una  truffa anche a danno dei siciliani? Un miliardo circa  di
  debiti  per risanare una serie di voci di spesa che ruotano attorno
  agli  enti locali, ai Comuni, alle ASP, che mette un'ipoteca  certa
  sulla testa non solo dei siciliani oggi, ma dei nostri figli e  che
  non trova ascolto rispetto a tante istanze che erano state poste.
   Ma  invece  di togliere alle imprese questi soldi, perché  non  li
  cercate nei meandri della burocrazia? Perché non li cercate tra  le
  assicurazioni  multimiliardarie di quelle  case  farmaceutiche,  di
  quelle  multinazionali che speculano con le banche  sui  siciliani,
  sui  poveri siciliani, sui siciliani onesti che provano  a  portare
  avanti le loro attività, le attività delle piccole e medie imprese,
  attività  che  ogni  giorno chiudono perché gli imprenditori,  ogni
  giorno, ogni mese, sostengono delle spese certe?
   Ogni  volta che alzano quella saracinesca si trovano di  fronte  a
  delle  spese,  e  quel  contatore gira.  Ma  noi  non  lo  vogliamo
  guardare,  perché abbiamo da tutelare gli interessi  dei  capitali,
  gli  investimenti di quegli apparati che tutelano i  poteri  forti,
  che  nulla  hanno  a  che  fare  con la  piccola  e  media  impresa
  siciliana,  che si annidano negli altrettanti poteri forti  che,  a
  Roma,  sovrastano  gli interessi delle piccole imprese,  di  quegli
  imprenditori  che si tolgono la vita e che purtroppo  rimangono  al
  buio  rispetto  alle  indicazioni che da questo Governo  potrebbero
  partire, e che invece rimangono inascoltate.
   Assessore, con questa norma stiamo bruciando il futuro dei  nostri
  figli,  ci stiamo ipotecando per i prossimi trent'anni, e lo dicono
  i  numeri:  per  il 2014, all'articolo 3, 606 milioni  di  euro  di
  anticipazioni, con interessi di 18 milioni di euro; all'articolo 2,
  140  milioni di euro, con 22 milioni di euro di interessi; per  non
  parlare  poi  per il 2014 di 33 milioni di euro, di 28  milioni  di
  euro circa per il 2044, quando si arriverà a 11 milioni.
   Noi  chiediamo  una  sospensiva su questo  disegno  di  legge,  lo
  facciamo  perché siamo certi che non può esserci malafede da  parte
  di  questo  Governo. Nessun Governo potrebbe avere malafede  su  un
  provvedimento che va così a discapito delle imprese siciliane.
   Pensiamo  che  più che la malafede ci sia stata la  disattenzione,
  evidentemente la disattenzione di chi probabilmente deve mettere le
  carte a posto, di chi probabilmente su questa finanziaria non trova
  la  quadra  e  quindi, in maniera un po' avventata, propone  questo
  testo,  rispetto  al quale non c'è soluzione e  rispetto  al  quale
  chiediamo  di  integrare  con documentazione  allegata  che  faccia
  quantomeno  comprendere quali siano le vostre scelte rispetto  alla
  delegittimazione delle imprese.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare contro la sospensiva l'onorevole
  Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se la sospensiva
  avesse  come  obiettivo un reale approfondimento per  consentire  a
  tutti  i  colleghi  di farsi un'opinione sulla  base  dei  dati  di
  conoscenza, sarebbe anche una cosa ragionevole.
   Ma  vorrei ricordare che questo provvedimento, di fatto, è sospeso
  da   diversi  mesi,  quindi  io  non  so  cosa  potrebbe   produrre
  un'ulteriore sospensiva, se non tutto quello che già sappiamo.
   Vorrei  ricordare ai colleghi - alcuni dei quali  pensano  che  ci
  sono dei debiti che sono frutto di una cattiva gestione, perché  ci
  sarebbe  stato  qualcuno che ha fatto debiti senza  prevedere  come
  pagarli  -  che stiamo parlando di debiti che sono prodotti  da  un
  problema di cassa, non di competenza.
   Quindi c'è da fare una prima distinzione, proprio per evitare  che
  si  gridi   al lupo  pensando di buttare la polverina negli  occhi,
  dicendo che chissà per quale ragione ci sono questi debiti.
   I  debiti  ci  sono perché la Regione, nel tempo, e  ogni  anno  è
  sempre  peggio, ha avuto un grave problema di cassa, aggravato  tra
  l'altro,  negli anni, dalla iniziativa inaugurata dal  Governo  del
  ministro   dell'economia  Tremonti,  che  ha  operato   con   degli
  accantonamenti alla fonte sulle tasse che pagano i siciliani. Se lo
  Stato  non avesse prodotto, ad esempio, il prelievo forzoso che  fa
  nel  bilancio  della Regione, che è di oltre un miliardo,  noi  non
  avremmo  bisogno di ricorrere ad un mutuo per ripianare la cassa  e
  pagare i debiti del passato.
   I  debiti  sono  un  problema: noi abbiamo la competenza,  ma  non
  abbiamo i soldi con cui pagare.
   Si  può giudicare l'impresa se è cattiva, se è buona; ma qualunque
  impresa  abbia svolto un servizio in nome e per conto di  qualunque
  amministrazione  pubblica, va dal giudice,  questi  fa  un  decreto
  ingiuntivo per cui, oltre a dover pagare il debito, si deve  pagare
  tutto quello che consegue al debito.
   L'assessore ha spiegato gli effetti eventuali, drammatici  per  la
  Regione,  che  ci  sarebbero qualora decidessimo di  fare  un'altra
  scelta. A questo aggiungo che è stato il Governo Monti a varare  un
  provvedimento, e poi il Governo Letta per sbloccare il salva-debiti
  in  tutto il territorio nazionale, perché il problema della Regione
  siciliana  ce l'hanno anche le altre regioni; per la verità  lo  ha
  pure  lo Stato che è combinato peggio della Regione, visto che  non
  riesce a pagare i suoi debiti.
   Detto  questo, il provvedimento era stato presentato  in  ossequio
  alla  legislazione nazionale - lo dico ai colleghi che,  assieme  a
  me,  sono  stati in Commissione Bilancio - dal Governo  Crocetta  e
  dall'assessore Bianchi con una manovra che prevedeva  il  pagamento
  delle  rate  del  mutuo, ma per aprire questo mutuo  con  la  Cassa
  depositi  e  prestiti, attraverso un'addizionale  alle  addizionali
  che, in atto, vigono nella nostra Regione.
   Il  provvedimento  che era stato predisposto dal  Governo  qualche
  mese  fa  prevedeva un'ulteriore tassa addizionale  all'addizionale
  IRPEF.  Prima  che  arrivasse l'onorevole Falcone,  in  Commissione
  altri  deputati, a partire da quelli del Partito Democratico, hanno
  stoppato  questo  provvedimento perché  non  una  tassa  in  più  è
  consentita per pagare, qualunque problema possa avere la Sicilia.
   Noi  abbiamo  le tasse più alte d'Italia, e questo  grazie  a  chi
  prima  ha  determinato  il  disastro della  sanità,  e  l'onorevole
  Formica faceva parte di quei governi, per cui ora si vengono a fare
  le lezioni  .

   FORMICA. Ci dica la verità, la tassa c'è

   CRACOLICI.  Avete  disastrato la Sicilia, ma almeno  state  zitti.
  Vergognatevi

   FORMICA. L'hai distrutta tu

   PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, la prego di  lasciare  completare
  l'intervento all'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Il Governo regionale, sulla base di un'iniziativa  del
  Partito  Democratico - e di questo ne sono orgoglioso - e  pure  il
  Governo nazionale hanno cambiato il provvedimento, consentendo  che
  la  copertura  del  mutuo che sarà necessario accendere  con  Cassa
  depositi e prestiti venga pagata con la quota parte delle tasse che
  in atto già pagano i siciliani. Quindi nessuna nuova tassa, nessuna
  maggiorazione  di tasse, ma dalle tasse che in atto vengono  pagate
  dai  siciliani,  -  purtroppo, dico io  -,  una  quota  parte  sarà
  destinata alla copertura di questo mutuo.
   Quindi, nessun polverina negli occhi, nessuna campagna demagogica.
   Chiedere  la  sospensione  è  solo  il  tentativo  di  creare  una
  fibrillazione  nel sistema economico e, aggiungo, determinando  tra
  l'altro  una  minore entrata alla Regione perché,  paradossalmente,
  pagando  i debiti, l'IVA che le società che avranno avuto pagati  i
  debiti dovranno versare sarà riscossa dalla Regione e una parte  di
  quell'IVA  sarà utile per fare la manovra che, fra qualche  giorno,
  il Parlamento sarà chiamato ad approvare per pagare gli stipendi  a
  quei  dipendenti che in Sicilia ancora aspettano.  Ecco  perché  la
  demagogia non può diventare il Vangelo in questo Parlamento.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine di lavori.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in via del tutto eccezionale do la
  parola  all'onorevole Cordaro, il quale non parla né  a  favore  né
  contro,  ma  è giusto per fare un attimo chiarezza su un  argomento
  così importante che ha visto interventi anche piuttosto animati.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  perché
  chiedo, o meglio chiederò alla fine del mio intervento, alcuni dati
  di chiarezza all'assessore per l'economia.
   Devo  dire con grande sofferenza che non tifo né per l'una né  per
  l'altra  parte.  Non credo, e mi dispiace, che autorevoli  colleghi
  come coloro che mi hanno preceduto non abbiano ancora compreso qual
  è  il  momento  che stiamo attraversando in Sicilia.  Mi  dispiace,
  onorevole Cracolici, che lei cada nella trappola della provocazione
  perché,  se  anche  lei perde lucidità, la situazione  diventa  più
  complicata di quello che già complicata lo è assai. Mi dispiace che
  ci siano colleghi, anche della mia parte politica, che continuino a
  parlare di politica che specula con le banche sui poveri siciliani,
  perché  non  credo  che questo faccia un favore a  nessuno,  perché
  quando  usciremo  da  qui e la gente ci verrà  incontro,  vi  posso
  garantire che non farà distinzione fra chi è stato al Governo e chi
  è  stato  all'opposizione. L'unica distinzione che farà è  tra  chi
  potrà sfamare i suoi figli e chi no.
   Allora,  senza demagogia, ma con grande sofferenza, io  credo  che
  sia  arrivato il momento di darci una regola di sobrietà.  A  nulla
  vale   continuare  a  dire  che  stiamo  attraversando  un  momento
  delicato,  e  dopo saliamo su questo scranno e ci  trasformiamo  da
  dottor  Jekyll  in mister Hide senza capire più che  chi  fuori  ci
  ascolta  non ne può più delle nostre chiacchiere, ma ha bisogno  di
  fatti.
   Assessore  Bianchi, l'onorevole Formica, collega  prestigioso  che
  ascolto  con  attenzione, ci ha spiegato -  mi  aiuto  con  qualche
  appunto perché quella economica non è materia mia, ma d'altro canto
  è  tutta materia mia, visto che è una legge che dovrò votare -  che
  il  mutuo  di  un  miliardo  di  euro determinerà  un  innalzamento
  dell'IRAP al massimo per i prossimi trent'anni.
   Io  chiedo  a  me stesso, a lei e all'Aula, se noi  non  attiviamo
  questo  mutuo,  come  pagheremo le imprese che  hanno  crediti  nei
  confronti  della  Regione siciliana? Se noi  non  attiviamo  questo
  mutuo,   le  imprese  che  oggi  vantano  dei  crediti  attiveranno
  ovviamente  delle  procedure esecutive, presenteranno  dei  decreti
  ingiuntivi,  molte di loro, forse tutte, rischieranno  di  fallire,
  quindi  la Sicilia continuerà ad avere un debito che crescerà  come
  crescono  gli interessi in caso di procedure esecutive negli  anni.
  Però  il  debito  ci  sarà,  le imprese  falliranno  e  la  Sicilia
  continuerà a morire.
   Seconda domanda: nell'elenco dei creditori che l'assessore Bianchi
  dice, a differenza di quello che ho sentito, che è stato presentato
  in Commissione Sanità, dice sempre il collega Formica che

   PRESIDENTE. La richiamo all'ordine dei lavori.

   CORDARO.   vi sarebbe un elenco di importanti case farmaceutiche.
   Chiedo  a  lei  e  all'Aula se queste case  farmaceutiche  erogano
  servizi  alla Sicilia, se hanno fornito farmaci alla Sicilia  e  se
  hanno assunto personale siciliano.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cordaro,  la  prego  di   avviarsi   alla
  conclusione.

   CORDARO.  Signor  Presidente, faccio  l'esempio  del  credito  che
  vanta,  credo,  la  società  Traco  nei  confronti  di  Riscossione
  Sicilia,  una  società che da tre o quattro anni non  viene  pagata
  dalla  Regione siciliana e che ha un credito di qualche  decina  di
  milioni  di  euro  e  che continua a pagare, e questo  me  lo  deve
  confermare  lei,  i  dipendenti  siciliani  che  distribuiscono  le
  cartelle.  Siccome la Traco è una multinazionale olandese,  non  la
  paghiamo più dimenticando che questa Traco sta pagando.
   Mi  può chiarire i quesiti che le ho posto? Perché dal chiarimento
  dei  quesiti dipende la mia volontà di votare in un modo  o  in  un
  altro.  Mi  dispiace se ci sono colleghi nervosi che non  ascoltano
  gli  interventi,  ma  quando parleranno  loro  io  sarò  molto  più
  educato.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Panepinto ha chiesto  congedo
  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Riprende la discussione del disegno di legge numero 500/A

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, l'assessore Bianchi in qualche modo
  aveva già risposto alle sue domande nel suo primo intervento,  però
  repetita  iuvant, le concedo proprio qualche minuto e poi  passiamo
  al voto.
   Ma,  visto  che ci sono osservazioni, mi attengo al Regolamento  e
  passiamo al voto.
   Ricordo  che la votazione si svolgerà per alzata e seduta.  Chiedo
  qui  la  presenza  di  un  deputato segretario  per  favore,  visto
  l'andazzo  dell'ultima  votazione non  vorrei  ripetere  lo  stesso
  balletto.
   Cortesemente  tutti  seduti. Pongo in votazione  la  richiesta  di
  sospensiva.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvata)

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, come  è  ovvio  io  non  ho
  aderito alla richiesta di sospensiva perché ritengo che ci si debba
  confrontare sul punto, e pregherei l'assessore Bianchi di prestarmi
  un  po' di attenzione. Poco fa sentivo interventi in cui si parlava
  del  destino dei nostri figli, si condannava la Sicilia. Adesso che
  stiamo parlando nel merito, non interessa più a nessuno.
   Prendo atto che era solo un gioco politico da ambedue le parti, un
  gioco  a  chi  gridava di più e a chi faceva più  audience,  perché
  adesso  ho  capito  che del punto non gliene  frega  più  niente  a
  nessuno.
   Presidente, visti gli atteggiamenti in quest'Aula, le comunico che
  aderisco  al  Gruppo  Misto perché da quando faccio  politica  sono
  stato  eletto coi miei voti e non accetto ricatti o dictat da parte
  di  qualche  deputaticchio che mi vuole condizionare in  base  alle
  cose  che non capisco e che non so perché non sono componente della
  Commissione Bilancio, e non accetto lezioni da chi mi catapulta  in
  Aula un punto senza spiegarmi di cosa stiamo parlando.
   Saranno  bravi  loro, ma io questo punto non  sapevo  nemmeno  che
  sarebbe stato trattato in Aula.
   E  lei,  onorevole  Falcone,  che è componente  della  Commissione
  Bilancio,   avrebbe  potuto  fare  un  altro  tipo  di  intervento,
  chiedendo la sospensione di due ore per riunire il suo Gruppo e non
  andare, invece, al muro contro muro.
   Chiedo  all'assessore - se usa la gentilezza nei confronti miei  e
  dei  colleghi che non sono bravi come l'onorevole Falcone - se può,
  in  modo  elementare, assolutamente elementare per me e per  coloro
  che  ci  stanno  seguendo,  spiegare perché  oggi,  come  Assemblea
  regionale,  siamo  chiamati a votare questo  atto,  perché  io,  in
  verità,  non ho votato la sospensiva, e lei, assessore, sa come  la
  penso,  l'avverserò con tutte le mie forze quando  lei  tenterà  di
  fare  qualcosa  contro i siciliani, però devo essere cosciente  che
  lei lo sta facendo.
   Quindi  vorrei sapere in modo elementare cosa è scritto in  queste
  carte che lei sottopone all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, lei ha fatto una dichiarazione  per
  questa  Presidenza  molto importante, soprattutto  per  gli  Uffici
  amministrativi. Lei conferma di aderire al Gruppo Misto?

   MILAZZO Giuseppe. Sì, onorevole Presidente.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente, soltanto per  prendere  atto  e  per
  ringraziare di questa benevolenza l'onorevole Milazzo, augurandogli
  di stare bene al Gruppo Misto.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   intanto
  ringrazio  personalmente  i colleghi del Nuovo  Centro  Destra  per
  questa   casa Vianello  che ci hanno regalato proprio negli  ultimi
  trenta secondi. Chiaramente devo fare un appunto all'assessore  per
  questo disegno di legge.
   Qui siamo davanti ad un disegno di legge che è stato chiamato,  in
  maniera molto intelligente e furba, lo sottolineo,  salva imprese ,
  come  a dire che ce n'è bisogno ed è fondamentale per dare i  soldi
  alle  imprese,  siciliane  e non, che devono  in  qualche  modo,  a
  seguito di servizi forniti agli enti locali siciliani, ricevere  il
  giusto  compenso. Questo è giusto e non ci piove. I soldi a  queste
  aziende  è ovvio che l'Amministrazione pubblica, se ha dei  debiti,
  li deve saldare, li deve pagare.
   Assessore,  noi  non  siamo d'accordo sulle  coperture  di  questo
  disegno  di  legge  perché lei viene da Roma - non  so  se  l'hanno
  mandata,  a  me non interessa - però lei rappresenta un assessorato
  del  Governo  regionale  siciliano. State  ammazzando  lo  sviluppo
  economico  di questa terra perché mettete al massimo le addizionali
  IRAP e IRPEF e togliete la possibilità alle aziende di investire.
   E'  questa  la verità. Noi vi abbiamo fatto una proposta concreta,
  di  copertura di questo disegno di legge: prendeteli da lì i soldi,
  dalle  pensioni  d'oro  e dagli stipendi d'oro dell'Amministrazione
  pubblica regionale e, conti alla mano, prendiamo 45 milioni di euro
  ogni  anno. Sono quelli lì i soldi che dovete prendere e non stiamo
  certamente affamando nessuno.
   Però, non ci risponda come ci ha risposto in Commissione dicendoci
  che   la  Regione  siciliana  è  poco  credibile  per  fare  questa
  operazione,  perché dopo quella operazione che volete  invece  fare
  voi,  per i prossimi trent'anni, non solo non saremo più credibili,
  ma saremo anche dei morti di fame.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  c'è  peggior
  sordo  di  chi non vuole sentire né ascoltare e neppure capire.  Io
  capisco  che  una maggioranza fatta da saltimbanco  -  diceva  ieri
  l'onorevole  Falcone  e  io  sono d'accordo  con  lui  -  fatta  da
  saltafossi,  da gente che si lamenta nei corridoi del  disastro  di
  questo  Governo  e,  poi,  di fatto, aspettando  Godot,  aspettando
  qualche  prebenda, è costretta a votare in contrasto  con  ciò  che
  pensa  e con ciò di cui è intimamente convinta e anche in contrasto
  con ciò che si aspetta l'elettorato che rappresenta.
   Se,  però,  si  deve venire qui a fare demagogia,  come  ha  fatto
  l'onorevole  Cracolici,  dicendo che si  sono  opposti  all'aumento
  delle  tasse,  voi  avete  aumentato le  tasse  perché  l'IRAP  già
  dall'anno  scorso  sarebbe stata diminuita come nelle  regioni  del
  Nord Italia.
   Non  la  possiamo  diminuire  per  i  prossimi  trent'anni  perché
  dobbiamo pagare questi debiti.
   Nessuno  ha  detto  che i debiti non si devono  pagare.  Chi  l'ha
  detto? Intanto ci sono due provvedimenti e due tipi di debiti:  uno
  per i comuni e uno per le ASP. L'intervento che ho fatto riguardava
  le  ASP, e sono 600 milioni su 900, e per le ASP quel provvedimento
  con  l'elenco  che non hanno voluto distribuire, ma  che   mi  sono
  preso  la  briga di andare a controllare, uno per uno, in  tutte  e
  nove  le ASP, pure per conto dell'onorevole Di Mauro, e in tutte  e
  nove  le aziende ospedaliere, lì ho scoperto che l'80 per cento  di
  quei 600 milioni di euro va alle multinazionali del farmaco.
   Che  qualcuno abbia avanzato in quest'Aula che rischiamo  di  fare
  fallire la Roche piuttosto che Sanofi Aventis, dovremmo chiedere  a
  Guariniello, a quel giudice valente della Procura di Torino che sta
  indagando peraltro sull'Aventis a proposito dei miliardi in più che
  ha fatto pagare agli italiani con il farmaco oculistico Lucentis  e
  un altro concorrente, che costava molto meno, e che già l'Authority
  sulla concorrenza ha condannato a pagare 180 milioni. Sì, ce n'è un
  altro  che costa molto meno e ha gli stessi effetti, e hanno  fatto
  un  cartello, Aventis più Roche, per far sì che quello che costa il
  10  per  cento  alle  ASP italiane, e quindi  agli  italiani  e  ai
  siciliani,  non venisse commercializzato per poter vendere  l'altro
  che costa 800 euro a confezione.
   Questa  è  Aventis più Roche, e Guariniello ha aperto un'inchiesta
  pochi  giorni  fa  proprio su Aventis e su Roche.  Quindi  dovremmo
  chiedere  a lui, a Guariniello, o meglio aspettare quanto prima  le
  risultanze di quella inchiesta della procura di Torino.
   Quindi non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.
   Noi,  per  interessi che nulla hanno a che vedere con  le  imprese
  siciliane,  perché  siamo per pagare subito le  imprese  siciliane,
  subito,    andiamo   in   Commissione   Bilancio,   rideterminiamo,
  rivalutiamo  il pacchetto di questa misura, vediamo quali  sono  le
  cifre che dobbiamo pagare immediatamente per le imprese siciliane e
  non  regaliamo  le  imprese a chi ha rubato  e  continua  a  rubare
  all'Italia, facendo pagare il conto a Pantalone, cioè agli italiani
  e in questo caso ai siciliani.
   E'  una  vergogna ed io non parteciperò a questa vergogna,  signor
  Presidente,  perché la schiena l'ho avuta, ce l'ho e l'avrò  sempre
  dritta. Se una cosa mi convince, la faccio, anche in contrasto  con
  chiunque, anche con il mio Gruppo; se una cosa non mi convince, non
  la faccio.
   E  siccome  su  questa  cosa ho studiato e  ho  visto  qual  è  la
  situazione  e  non  c'entrano  le  imprese  siciliane,   prego   la
  maggioranza  dei colleghi di andare in Commissione qualche  giorno,
  di  riverificare  la  vicenda, di vedere quali sono  gli  strumenti
  adatti,  anche a copertura delle spese veramente obbligatorie,  per
  impedire  di  aumentare  le  tasse e ammazzare  per  sempre  questa
  Regione.
   Ancora  una  volta  lancio l'appello, lo faccio da  presidente  di
  Gruppo parlamentare, di ritornare in Commissione..

   PRESIDENTE. Onorevole Formica, la ringrazio per il suo intervento.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, io  vorrei  però  che  l'assessore
  Bianchi potesse ascoltare.

   PRESIDENTE.  Assessore Bianchi, la prego. Pregherei gli  onorevoli
  colleghi di allontanarsi perché ci sono diverse domande che vengono
  poste  direttamente all'assessore e, se continuiamo ad  organizzare
  piccoli gruppetti, non riusciamo ad andare avanti.

   DI  MAURO.  Assessore,  come  lei ben  comprenderà,  qui  c'è  una
  preoccupazione  da  parte  dei  parlamentari  e  la  preoccupazione
  consiste  nell'avere compreso che il debito che questo  disegno  di
  legge  andrebbe a coprire è in parte legato alla sanità, circa  600
  milioni, 360 milioni per il sistema degli enti locali e 40  milioni
  dovrebbero  essere  anticipazioni per quanto  riguarda  il  sistema
  della  riscossione.  Che i debiti debbano pagarsi  da  parte  della
  pubblica Amministrazione è fuor di dubbio. E' anche vero, però, che
  questo  impegno di spesa andrebbe ad essere coperto con aumento  al
  massimo   dell'IRAP   e   dell'IRPEF  e  quindi   c'è   una   forte
  preoccupazione  per  questo  impegno  di  spesa  straordinario  che
  andrebbe assunto dal sistema Sicilia per i prossimi trent'anni.
   Allora io volevo farle due domande, assessore.
   La  prima  è  la  seguente: se è vero che  da  parte  del  Governo
  nazionale  si stia mettendo mano ad una iniziativa legislativa  per
  pagare  gli  ulteriori  debiti che lo Stato ha  nei  confronti  dei
  propri  fornitori,  ditte  e altro, per  cui  si  sta  tentando  di
  accedere  ad  un  sistema di finanziamento  che  consentirebbe  una
  riduzione del tasso di interessi.
   La  seconda domanda è di chiarire al Parlamento qual è il  sistema
  dei  pagamenti perché, come bene ha detto l'onorevole  Formica,  in
  Commissione   Bilancio  è  indicato  un  elenco  di  fornitori,   a
  prescindere  da  coloro i quali siano residenti  o  non  residenti,
  senza tenere conto di un criterio che ci sembra molto opportuno  da
  tenere da parte del Governo, cioè la possibilità che possano essere
  pagati i fornitori secondo un criterio, che è quello dell'anzianità
  del  debito,  tralasciando  se  si  tratta  di  imprese  che  siano
  siciliane  o  meno.  E'  anche  vero,  onorevole  Formica,  che  un
  fornitore  che fornisce una macchina per la risonanza  magnetica  è
  difficile che possa essere appartenente al nostro territorio;  sarà
  certamente  un'impresa  internazionale che, possibilmente,  non  ha
  nemmeno sede in Italia. Allora l'idea nostra è quella di cercare di
  consentire a tutte le imprese, che in qualunque modo partecipano al
  sistema  del Servizio sanitario regionale o al sistema  degli  enti
  locali, di poter accedere tutte a questa boccata d'ossigeno.  Tenga
  conto, assessore, che più imprese siciliane accedono a questo  tipo
  di fondo, più sarà il sistema delle entrate siciliane a goderne.
   Da  parte nostra, quindi, credo che ci sia un'esigenza di  natura,
  mi permetto di dire, oltre che economica anche politica, di fare in
  modo  che  a beneficiare di questo mutuo, che andrà a valere  sulle
  tasche  dei  Siciliani,  possa  essere  il  sistema  delle  imprese
  siciliane.
   Questo  glielo  chiedo, assessore, perché  se  lei  vorrà  fornire
  chiarimenti molto espliciti al Parlamento, credo che il  Parlamento
  per intero potrà esaminare tutta la questione in maniera diversa.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   dare   la   parola
  all'onorevole  Alongi,  poiché ho visto che  tutti  gli  interventi
  ruotano  attorno sempre allo stesso tipo di domande  nei  confronti
  dell'assessore,   per   evitare   di   iniziare   una   lunghissima
  conversazione   sempre  sugli  stessi  temi,   se   non   ci   sono
  osservazioni, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   Onorevole Cappello e onorevole Turano, siete già stati iscritti.
   Se  non  c'è nessun altro deputato che chiede di parlare, dichiaro
  chiuse le iscrizioni.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Alongi.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  porre  con
  molto  garbo  e  con  molta  tranquillità  -  lo  dico  al  collega
  Cracolici,  con  molto  garbo  e con molta  tranquillità  -  perché
  ritengo  che  sia  opportuno fare opposizione non rimanendo  sempre
  sulle  proprie idee; le idee possono cambiare e la si  può  pensare
  diversamente. Concordo con alcuni suoi passaggi e volevo  dargliene
  merito, perché mi sembra corretto, al di là delle nostre posizioni.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  onorevole  Milazzo,   onorevole
  Figuccia, non si può andare avanti così. Per cortesia, non riesco a
  sentire quello che dice l'onorevole Alongi.
   Vi   pregherei  veramente,  perché  stiamo  sfiorando  proprio  il
  ridicolo.  Non  posso interrompere, non riusciamo a sentire  quello
  che dice l'onorevole Alongi, ed è grave.
   Onorevole  Gucciardi, avrà modo di conferire con  i  Grillini  più
  tardi. La prego.
   Onorevole Alongi, può continuare il suo intervento.

   ALONGI.  Mi  permetto  di  fare una piccola  osservazione  per  il
  dibattito  odierno ed uso un tono basso, pacato, perché  in  questo
  momento  mi  metto nella testa di quei siciliani, non  so  se  sono
  tanti o sono pochi, che, attraverso il web e la televisione, stanno
  ascoltando il nostro dibattito.
   Assessore  Bianchi, stiamo parlando, giustamente, di un  mutuo  da
  accendere  per potere pagare debiti della pubblica Amministrazione.
  Si  tratta di una cosa delicata, importante: parliamo di  quasi  un
  miliardo, sono all'incirca 967 milioni di euro.
   Faccio  un  calcolo  approssimativo nell'interesse  nostro  e  dei
  siciliani  e  di chi, imprenditore, vanta un credito nei  confronti
  della  Regione siciliana e, quindi, spera di essere pagato il prima
  possibile.
   E'  come se una famiglia siciliana stesse accendendo un mutuo  per
  pagare  debiti  contratti  per 500mila  euro,  stiamo  parlando  di
  questo, dobbiamo capirlo; lo dico nell'interesse di chi ci ascolta,
  perché   chiaramente   il  dibattito  di  oggi   non   fa   capire,
  probabilmente, il senso drammatico di quello di cui stiamo parlando
  oggi.   Questa  è  la  mia  preoccupazione.  Lo  dico  con   grande
  schiettezza.
   A  me,  da  deputato di questa Regione,  non interessa né  chi  ha
  fatto  i  debiti né chi li ha contratti; a me interessa mettere  in
  salvaguardia coloro che in questo mutuo vantano crediti  importanti
  nei  confronti della Regione. A me interessa solo un  aspetto,  sia
  che  trattasi di aziende del nord che del centro o del sud, o anche
  fuori  dall'Italia,  poiché qualunque azienda  che  abbia  reso  un
  servizio, un prodotto e vanti un credito, ha alle spalle lavoratori
  che devono essere pagati.
   Per  essere  ancora  più  chiari: ci sono banche  che  la  mattina
  chiamano  gli imprenditori perché vogliono essere pagati;  ci  sono
  interessi  che  vanno  avanti e, tra questi  enti  o  imprese,  c'è
  qualcuno  che,  probabilmente,  comincerà  a  fare  una  serie   di
  vertenze,   di  atti  giudiziari  e  stragiudiziari  e  quindi   si
  accumuleranno interessi su interessi, more su more e chi più ne  ha
  più ne metta.
   Quindi il danno diventa ancora più grande.
   Solo  una cosa volevo chiedere all'assessore per l'economia. A  me
  interessa comprendere: con questa cifra di quell'elenco lunghissimo
  che  non ho avuto modo di vedere, ma domani farò in modo di andarlo
  a verificare, quante aziende rimangono fuori e per quali importi?
   E'  chiaro  che  se accendiamo un mutuo per 967  milioni  di  euro
  circa,  vuol  dire che sicuramente siamo oltre quell'importo  e  mi
  interessa  comprendere quanto rimane fuori e capire anche  per  chi
  resta fuori, la soluzione e la tempistica del pagamento. Perché non
  è  importante  tanto sapere chi stiamo pagando  oggi,  perché  sono
  crediti  vantati  dal  2012, ma a me interessa  comprendere  quanto
  rimane  fuori ancora in cifre, in milioni di euro, e quante aziende
  rimangono fuori.
   Credo  che questa sia una votazione che va al di là dei partiti  e
  delle  scelte d'Aula di strategie, ma in questo momento  non  posso
  che  votare  un  atto del genere nell'interesse  di  chi  vanta  un
  credito da parte della Regione siciliana. Grazie, assessore.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Giovanni  Greco  ha  chiesto
  congedo  per  oggi e per le sedute che dovessero avere luogo  nella
  corrente settimana.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


         Riprende la discussione del disegno di legge n. 500/A

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, preliminarmente vorrei ricordarle che
  io  e  i  miei tredici colleghi siamo deputati del Movimento Cinque
  Stelle, non grillini. E' una questione di rispetto.

   PRESIDENTE. Le chiedo scusa. Grazie per avermelo ricordato.

   CAPPELLO.  Assessore, lei oggi aveva due modi per poter affrontare
  la questione.
   Visto  che è un disegno di legge che deve approvare il Parlamento,
  poteva  scegliere  perfettamente  la  linea  della  collaborazione,
  perché è una legge che, ribadisco, dobbiamo votare noi.
   Lei,  invece,  ha  scelto  la  linea dello  scontro,  cercando  di
  attribuire  a  questo  Parlamento  le  conseguenze  di   quel   che
  succederebbe laddove non si approvasse questo disegno di legge.
   Io  le  ricordo  che lei siede su quella sedia per prendere  delle
  decisioni  e per assumersi delle responsabilità che non può  e  non
  deve assolutamente scaricare su questo Parlamento.
   Quello che le dico, in perfetta sintonia con gli interventi che mi
  hanno  preceduto, è che è necessario, perché questo  è  emerso  dal
  dibattito, che questo disegno di legge ritorni in Commissione per i
  dovuti   approfondimenti  che  i  deputati  tutti,  che  sono   qui
  intervenuti,  hanno  richiesto  senza  se  e  senza  ma;  dopodiché
  ciascuno di noi si assumerà la propria responsabilità.
   Infine,  volevo  dire  a tutti i colleghi  che  nessuno  si  senta
  escluso da responsabilità per come avete ridotto la Sicilia sino ad
  oggi; siete tutti imputati e nessuno deve sentirsi  assolto

   CRACOLICI. Il tribunale sei tu.

   CAPPELLO.  Io  non  sono  il giudice; il  tribunale  è  il  popolo
  siciliano.
   Non accusi l'altra parte di quello che siamo oggi.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   la
  discussione di oggi si è infiammata su un argomento per certi versi
  molto  delicato che obbliga, in un futuro non di breve termine,  ad
  un impegno economico significativo. Pur tuttavia, io sono dell'idea
  che  i debiti vanno pagati senza se e senza ma, diversamente quella
  credibilità che ancora si ripone nelle istituzioni non verrebbe più
  apprezzata.  Pur tuttavia, ho la necessità di dire una  cosa  e  la
  voglio  dire parlando con l'assessore Bianchi e sapendo  che  forse
  neanche lui è il mio diretto interlocutore.
   Lo faccio con lui perché è seduto nei banchi del Governo.
   In questi mesi, in questi anni, nell'ultimo periodo, abbiamo visto
  tutti  le pagine dei giornali con titoli a caratteri cubitali della
  virtuosità  della  Regione siciliana per il risparmio  della  spesa
  sanitaria.
   Mi  chiedo,  assessore, e lo vorrei dire ai colleghi  sperando  di
  poter  essere ascoltato, se questa virtuosità per il riallineamento
  dei  conti della sanità ha riguardato tutti i segmenti della sanità
  stessa.
   Lo dico con amarezza, perché mentre so bene che abbiamo chiesto ai
  siciliani grandi sacrifici in termini di servizi e in termini della
  qualità  dei  servizi che sono stati resi, sulla spesa farmaceutica
  questo  non è stato fatto e, secondo me, grida vendetta,  assessore
  Bianchi, grida vendetta il fatto che la Regione siciliana spende il
  19,5 per cento delle risorse per la spesa farmaceutica, quando  nel
  resto dell'Italia si spende il 12 per cento.
   Io   vorrei  che  il  Governo  si  impegnasse  su  questo   punto:
  riallineare  i  conti  riequilibrandoli  per  la  spesa  sanitaria,
  tagliando  la  qualità dei servizi e i servizi in buona  parte  del
  territorio  regionale  e non impegnandosi  a  fondo  per  la  spesa
  farmaceutica,  poi  la  dice  lunga sul  disservizio  che  dovremmo
  causare  con un mutuo trentennale. Vorrei che su questo l'assessore
  desse delle risposte chiare.
   Mi  rendo conto che l'obiettivo non si raggiunge in un giorno,  ma
  sapere che sulla spesa farmaceutica se tagli ci sono stati non sono
  stati  sufficienti ad allineare la Regione con il resto d'Italia  e
  sapere  che  per  coprire  queste  spese  bisogna  fare  un   mutuo
  trentennale, onestamente mi lascia molto perplesso.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, volevo semplicemente chiarire un paio di cose. Una  fra
  tutte,  che ci sono dei parametri ben precisi stabiliti dal  DL  35
  che,  fra  l'altro,  non  prevede  solo  i  debiti  della  pubblica
  Amministrazione  relativamente alle regioni,  ma  prevede  pure  il
  pagamento dei debiti degli enti locali.
   Fra  l'altro, in un momento in cui il Governo nazionale  parla  di
  liberare  ulteriori 60 miliardi di euro per continuare a  pagare  i
  debiti  della pubblica amministrazione, qui in Sicilia c'è qualcuno
  che  si  vuole  opporre  a pagare un miliardo  di  euro  perché  la
  copertura  finanziaria, secondo loro, non  è  quella  che  dovrebbe
  essere.
   Io credo che la copertura finanziaria, purtroppo, debba essere per
  forza  questa, perchè non possiamo trovare un miliardo  di  euro  a
  lungo  termine  per  dare certezza di restituzione,  visto  che  si
  tratta di un prestito che restituiamo al Ministero del Tesoro,  non
  è  un'altra cosa, è semplicemente un prestito; per cui dobbiamo per
  forza di cose dare copertura finanziaria.
   Chi dallo scranno racconta di fare il taglio dei funzionari, delle
  pensioni d'oro e di quant'altro, chiaramente non sta facendo  altro
  che  dire di non dare copertura finanziaria e di non portare a casa
  questo provvedimento che libererà risorse per un miliardo di  euro,
  ma che libererà risorse per i pagamenti di ciò che è rimasto.
   I  funzionari  della Regione, entro la data del  30  aprile  2013,
  hanno  comunicato  alla piattaforma del Ministero  dell'Economia  e
  delle  Finanze i debiti che avevano alla data del 31 dicembre 2012;
  debiti  che  erano certi, liquidi ed esigibili. Se quei  debiti  ad
  oggi  sono  stati pagati, vuol dire che la Sicilia si ritroverà  ad
  avere  oggi   liquidità in più per poter pagare altri  debiti,  per
  poter  pagare  coloro i quali in questo momento non  può  pagare  a
  cominciare dagli stipendi.
   Allora,  credo  che  questo disegno di  legge,  a  prescindere  se
  impegna  la Regione per trent'anni o i nostri figli per trent'anni,
  purtroppo dobbiamo approvarlo per consentire alla Regione di pagare
  i  propri debiti. Così come previsto, fra l'altro, da una direttiva
  della  Unione  europea, da qui a breve, se non pagheremo  i  nostri
  debiti  entro  i  30 giorni, pagheremo ulteriori sanzioni.  Quindi,
  altro  che  non  fare, altro che non pagare i debiti  che  dobbiamo
  pagare in questo momento
   Oltre  a  pagare questi debiti (perché prima o poi li  pagheremo),
  pagheremo  anche  tante  altre sanzioni  che  ci  imporrà  l'Unione
  europea.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'assessore per l'economia.  Ne
  ha facoltà.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  credo che l'intervento dell'onorevole Di Giacinto  abbia
  già  chiarito  molti  aspetti; ma ci  tengo,  anche  riguardo  alle
  osservazioni  degli onorevoli Cordaro, Milazzo  e  Alongi,  a  dare
  alcune ulteriori indicazioni.
   L'elenco dei debiti comunicato dal Ministero dell'Economia è stato
  depositato  in Commissione Bilancio, da questo punto  di  vista  la
  trasparenza dei dati è stata già massima.
   Come  vi dicevo, però, l'obiettivo dell'iniezione di liquidità  di
  un  miliardo di euro per la Regione è autorizzato sulla base  dello
  stock  di  debito  pregresso. Ma l'obiettivo non  è  pagare  quelle
  imprese,  perché molte di quelle imprese saranno già  state  pagate
  dal 31 dicembre ad oggi.
   L'obiettivo  di  questo  provvedimento  di  carattere   nazionale,
  fortemente  voluto dalla Commissione europea, è  ridurre  il  tempo
  strutturale   dei   pagamenti   dei   fornitori   della    pubblica
  amministrazione.
     Noi  facciamo  un'operazione che non serve a  coloro  che  hanno
  crediti  con le ASP prima del 2012, noi facciamo un'operazione  che
  ridurrà   strutturalmente  i  tempi  di  pagamento  della  pubblica
  Amministrazione rispetto ai fornitori. Per questo è  un  intervento
  fortemente  legato alle politiche di sviluppo, interessa fortemente
  il sistema. E ciò perché lo Stato italiano e la Commissione europea
  ci  consentono  questa  operazione fuori  patto  con  un  tasso  di
  interesse ridotto, perché la nuova normativa europea avrà tempi  di
  pagamento   molto   più  ristretti,  e  ciò  vuol   dire   che   le
  amministrazioni dovranno pagare in sessanta giorni.
   Se  noi  progressivamente non ci allineiamo  su  questi  tempi  di
  pagamento della pubblica amministrazione, incorreremo continuamente
  in  infrazioni  e i creditori avranno il diritto a fare  i  decreti
  ingiuntivi  con interessi di mora -  altro che il  3,8  o  3,9  che
  chiederemmo  noi  - ma dell'8 o del 9 per cento  Per  questo  è  un
  intervento strutturale sulla liquidità della Regione.
   Tutto il dibattito che stiamo facendo, alimentato demagogicamente,
  su chi deve prendere i soldi e chi non deve prendere i soldi, non è
  il  tema chi deve prendere i soldi e chi non deve prendere i soldi,
  la  decisione di pagare è il momento in cui decidi di far fare  una
  cosa,  e non dopo che hai commissionato un servizio o una fornitura
  puoi  dire   lo pago  o  non lo pago , scelgo un'impresa  siciliana
  ovvero un'impresa nazionale
   Adesso  quelle  imprese,  probabilmente in  larga  parte,  saranno
  pagate.
   Noi dobbiamo rispettare i tempi di pagamento più ristretti. Questa
  straordinaria  iniezione di liquidità, ad un costo decisamente  più
  basso  di quello dei mercati, è una grande occasione, straordinaria
  per le imprese, ed è un risparmio per la pubblica Amministrazione.
   E'  un  forte risparmio strutturale della pubblica Amministrazione
  avere  questa iniezione di liquidità. Su questo, vi prego,  non  ne
  fate una battaglia demagogica.
   Ragioniamo  nell'interesse  reale dei siciliani  e  delle  imprese
  siciliane.
   L'onorevole Cordaro poneva un punto decisivo: alla fine, l'IRAP ce
  la teniamo al massimo per trent'anni. Non è così. Noi abbiamo fatto
  una  lunga trattativa, lo ricordava l'onorevole Cracolici, con Roma
  per   riuscire   a   non  aumentare  l'addizionale.   Non   abbiamo
  l'addizionale più alta d'Italia adesso perché, ad esempio, il Lazio
  (dove  io  sono contribuente) ha un'addizionale più alta di  quella
  siciliana, perché ha aumentato di un punto e mezzo oltre quello che
  già aveva. Ora è circa due decimi superiori al nostro

   FORMICA . perchè aveva un debito di tre miliardi di euro,  di  tre
  volte superiore al nostro.

   BIANCHI, assessore per l'economia.   un punto e mezzo per fare  il
  DL pagamento.
   Noi non è che ci terremmo, purtroppo dobbiamo fare questo mutuo  e
  costa,  costa  perché  dobbiamo restituirlo. L'addizionale  IRAP  è
  circa l'1,82 per cento.
   Fortunatamente,  per  effetto del processo  di  risanamento  della
  sanità regionale cominciato dal precedente Governo e continuato dal
  nuovo Governo, noi saremo in condizione nel 2016, probabilmente, io
  ritengo  quasi sicuramente, di ridurre l'addizionale  IRAP  per  la
  sanità.
   Di  questo 1,82 per cento l'incidenza del pagamento ai debiti sarà
  circa il 20 per cento.
     Ciò  vuol  dire che noi, purtroppo, ci dovremo sì  impegnare  ad
  avere ancora una piccola addizionale IRPAP aggiuntiva che è stimata
  intorno  allo  0,36-0,37 per cento; ma se continuiamo nel  percorso
  virtuoso di risanamento della sanità, avremo nel 2016 non più  1,82
  per cento di IRAP, ma lo 0,36 per cento di IRAP.
     Capiamo  quali  sono  le  vere sfide per  ridurre  l'imposizione
  fiscale in questa Regione.
   Se  noi,  da  un lato, miglioriamo il sistema dei pagamenti  delle
  imprese,  i pagamenti della pubblica Amministrazione, favoriamo  il
  sistema   delle   imprese,  creiamo  occupazione   e,   dall'altro,
  risparmiamo  sulla pubblica amministrazione, l'effetto  netto  2016
  non sarà un aumento dell'addizionale, ma potrà essere una riduzione
  di un punto e mezzo circa dell'addizionale IRAP.
   Questo è il percorso di politica economica che vi indichiamo.
   E   continuo   a  ribadire:  non  accendere  questa  anticipazione
  finanziaria, non è che dice  va bene, qui risparmiamo  lo  0,4  per
  cento  di  IRAP , no, ne pagheremo il doppio perché  pagheremo  gli
  interessi  di mora, pagheremo i decreti ingiuntivi, e  per  di  più
  rischiamo  di avere sanzioni dall'esterno, dal Governo nazionale  e
  quindi dalla Commissione europea
   Per quanto riguarda poi la forma di pagamento, accolgo le proposte
  del  Movimento  Cinque Stelle, ma non lo possiamo  fare.  Cioè,  lo
  dobbiamo  fare,  le  riduzioni sulle pensioni  troppo  alte,  sugli
  sprechi  della  pubblica  amministrazione,  questo  lo  stiamo  già
  facendo:  guardate  i  dati dei bilanci,  guardate  quanto  abbiamo
  risparmiato sulle spese correnti. Guardate questo Governo regionale
  quanto ha risparmiato sulle spese correnti nel corso dei due anni.
   Ma  c'entra  poco  il  pagamento di un mutuo trentennale  che  può
  essere  coperto  esclusivamente, e molti deputati  lo  sanno  molto
  meglio  di  me, con nuove e maggiori entrate, perché  sono  l'unica
  forma  di  copertura certa su un orizzonte temporale così ampio;  e
  l'unica  nuova e maggiore entrata che noi siamo riusciti  ad  avere
  non sarà l'addizionale, ma sarà semplicemente l'utilizzo di risorse
  che  prima andavano comunque nel bilancio regionale, vengono quindi
  tolte dal bilancio regionale e ci si paga questa anticipazione. Non
  c'è alcuna tassa in più, e questa è l'unica soluzione possibile.
   Noi  siamo  disponibili, sia come Governo sia come  strutture  del
  dipartimento,  a  mettere  a  disposizione  tutte  le  informazioni
  necessarie  sul  contratto  stipulato col Ministero  dell'Economia,
  sulle imprese, su come verranno erogate le risorse, ma vi prego  di
  riflettere  su  un  provvedimento che rappresenta  un  punto  molto
  importante del processo di risanamento finanziario.
   Ultimo  punto: questo provvedimento creerà un aumento del  gettito
  IVA per la Regione.
   Abbiamo  già predisposto una relazione tecnica che è coerente  con
  la  relazione tecnica di carattere nazionale; ovviamente, una parte
  del  nuovo  gettito dovrà essere destinato al pagamento dei  debiti
  pregressi,  ma  una  parte  può essere  liberata  per  il  bilancio
  regionale.
   E' tutto un meccanismo che porta vantaggio alle imprese, vantaggio
  alle  casse  regionali  e  vantaggio alla credibilità  del  sistema
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  Dichiaro chiusa la discussione generale  e  pongo  in
  votazione  il passaggio all'esame degli articoli. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                      (Vibrate proteste in Aula)

   FALCONE. Lei sta sbagliando

   PRESIDENTE.  Se vi accomodate, cortesemente, se urlate  tutti  non
  sento. Se vi accomodate.

   VINCIULLO. Ci sono stupidaggini.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, qui non ci sono stupidaggini,  io
  ho  semplicemente posto in votazione il  passaggio all'esame  degli
  articoli.

   VINCIULLO. Avevo chiesto la parola e lei non me l'ha concessa

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non ho sentito la sua richiesta.
   Se  parlate  tutti insieme e per giunta urlando non  si  riesce  a
  sentire nulla. Se vi sedete, forse si riesce a vedere anche  quello
  che fate. Siccome parlate e non si capisce quello che fate  .

   FORMICA. Prima voglio sapere il voto  Ripetiamo, perché nessuno ha
  sentito che si votava .

   PRESIDENTE. C'è chi l'ha sentito e c'è chi non l'ha sentito.
   Onorevole  Vinciullo, se l'onorevole Formica riesce a parlare  con
  un  volume di voce più alto di quello dell'amplificazione,  io  non
  posso sentirla, quindi vi invito ad accomodarvi.
   Intanto,  il  termine  per la presentazione  degli  emendamenti  è
  fissato a lunedì 17 febbraio, alle ore 12.00, mentre il termine per
  i subemendamenti è fissato per martedì 18 febbraio, alle ore 12.00.
   Onorevole Formica, questo succede perché, più volte, nel corso  di
  questa  seduta ho pregato i deputati di prendere posto  e  di  fare
  attenzione. Qui, purtroppo, succede che ognuno di voi si  mette  da
  parte e parla, ci sono gruppi di parlamentari che parlano, e poi si
  verifica  che l'onorevole Vinciullo a cui non ho dato la parola  si
  arrabbia, io metto in votazione e qualcuno non sente, così  non  si
  può andare avanti.
   Io  ho posto in votazione il passaggio all'esame degli articoli  e
  ho già dato il termine per gli emendamenti e subemendamenti.
   Adesso,  onorevole Vinciullo, le do la parola quale vicepresidente
  della Commissione.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, vorrei dire intanto che sostituisco
  il  presidente della Commissione Bilancio e poi le volevo ricordare
  che,  nell'approvazione di un disegno di legge,  il  Governo  e  la
  Commissione  operano in maniera paritetica e non c'è  assolutamente
  la prevalenza del Governo sulla Commissione, e viceversa. Pertanto,
  avendo   parlato   finora  solo  il  relatore,  dopo   l'intervento
  dell'assessore   le  ho  chiesto  la  parola   per   esprimere   il
  convincimento  della  Commissione, dato che i colleghi,  in  questo
  momento,  sono  tutti  lontani  dai  banchi  della  Commissione   e
  all'interno della Commissione vi è una maggioranza assoluta  a  che
  il  provvedimento venga rinviato in Commissione, per questo  motivo
  le  chiedo, ancora prima di passare alla votazione - cosa  che  lei
  non  può fare senza avere acquisito il parere della Commissione  -,
  di concedere dieci minuti alla Commissione Bilancio per riunirsi in
  maniera tale che possa dare il proprio parere.

                 (Reiterate vibrate proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore 18.46)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, speravo che dopo la lunga maratona
  sui  liberi  consorzi gli animi si sarebbero calmati e  si  potesse
  riprendere a lavorare con più tranquillità, ma é evidente che  così
  non  è.  Pertanto, rinvio la seduta a martedì, 18 marzo 2014,  alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili
               confiscati alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralci
               - 623/A) (Seguito)

             Relatore: on. Trizzino

            3)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A) (Seguito)

               Relatore: on. Di Giacinto

            4)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            5)  -  Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi
               derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A)

               Relatore: on. Cascio S.

            6)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            7)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            8)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            9)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            10)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            11)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            12)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            13)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 18.47

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

  ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
            Rubrica «Famiglia, Politiche sociali e Lavoro»

   FOTI  -  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO- FERRERI  -  LA
  ROCCA  - MANGIACAVALLO - PALMERI -SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
  ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  la  famiglia, le politiche sociali e il lavoro e all'Assessore  per
  la  salute,  premesso il grave stato di disagio  economico  in  cui
  versano  i  dipendenti della I.P.A.B 'Oasi Cristo Re'  di  Acireale
  (CT), dovuto al forte ritardo dei trasferimenti economici necessari
  sia  al  pagamento  dei fornitori che al pagamento  degli  stipendi
  degli  operatori della struttura in oggetto con possibili  ricadute
  negative  sulla  qualità e sulla puntualità  degli  importantissimi
  servizi socio-assistenziali che queste strutture offrono;

   considerato che:

   questo  stato  di cose è dovuto a mancati trasferimenti  da  parte
  della  Regione  siciliana, a cascata, dai Comuni  e  dalle  Aziende
  Sanitarie territorialmente competenti;

   con  particolare riferimento alle rette sanitarie integrative,  le
  ASP  territorialmente competenti disattendono  sistematicamente  la
  disciplina  sulla corresponsione della retta integrativa sanitaria,
  per come prevista dall'art 59 della l.r. 33/96;

   tralasciando l'aspetto, peraltro rilevante sia sul piano economico
  che  giuridico, secondo cui l'utente cosiddetto 'non convenzionato'
  non  è richiamato dalla disciplina prevista dall'art 59 per cui non
  viene  corrisposta,  per  le  prestazioni  socio-assistenziali   di
  rilievo  sanitario  rese  in suo favore, alcuna  retta  integrativa
  sanitaria, le II.PP.A.B possono richiedere detta integrazione  solo
  per  gli  utenti  convenzionati con  i  Comuni,  come  disciplinato
  dall'articolo  16 dello schema di convenzione-tipo approvato  dalla
  Regione. Innescando per questa via un rilevante contenzioso  tra  i
  comuni dell'isola e le ASP;

   tale   contenzioso  ha  indotto  i  Comuni  ad  assumere,  spesso,
  l'iniziativa  unilaterale di non pagare alle strutture residenziali
  le  rette  sanitarie.  In  alcuni casi,  gli  stessi  Comuni  hanno
  modificato   arbitrariamente  l'articolo   16   dello   schema   di
  convenzione-tipo, trasferendo l'obbligo agli enti assistenziali  di
  richiedere direttamente il pagamento della quota sanitaria alle ASP
  che,  a  loro  volta, si sono ritenute legittimate,  ex  legge,  ad
  opporre  il  pagamento della quota sanitaria alle  strutture.  Tale
  fenomeno ha innescato una spirale viziosa per superare la quale gli
  enti  gestori di ricovero sono stati costretti ad instaurare lunghi
  contenziosi contro i Comuni;

   tutto  ciò comporta uno stato di sofferenza dei crediti,  ad  oggi
  ammontanti  ad  oltre  un  1.500.000 euro, derivanti  dal  previsto
  corrispettivo   per  rette  sanitarie  connesse  alle   prestazioni
  sanitarie  e/o di rilievo sanitario, con notevoli ricadute  dannose
  sulle finanze delle strutture assistenziali;

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno, affinché  le  II.PP.A.B
  siciliane  ed  in particolare l'IPAB 'Oasi Cristo Re',  che  svolge
  prevalentemente  la  sua attività come Casa  Protetta,  accogliendo
  soggetti non autosufficienti, predisporre, con carattere d'urgenza,
  tutte  le  azioni  amministrative  e/o  legislative  necessarie  al
  superamento delle anzidette criticità, al fine di poter  permettere
  alle strutture il raggiungimento del pareggio di bilancio, peraltro
  previsto dalla normativa vigente». (795)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «In   merito   alla   problematica   rappresentata
  nell'interrogazione  di  cui in oggetto, effettuata  la  necessaria
  interlocuzione con gli uffici competenti del Dipartimento Famiglia,
  si rappresenta quanto segue:
   In  via  preliminare,  giova precisare che  "Oasi  Cristo  Re"  di
  Acireale  (CT) a fronte di una pluridecennale attività di  ricovero
  svolta in favore di anziani autosufficienti e non del distretto  di
  riferimento  al  pari di numerose II.PP.A.B. ancora funzionanti  in
  ogni  contesto dell'isola, presenta un disavanzo di amministrazione
  che ne pregiudica il regolare svolgimento dei servizi.
   Tale  disavanzo accumulato nel corso di questi ultimi anni, appare
  sempre   più   insanabile   ove   non  intervengano   provvedimenti
  straordinari anche a carico del bilancio regionale, oggi  purtroppo
  di  difficile  attuazione,  volti al risanamento  in  concorso  con
  iniziative    di   riconversione/riqualificazione    dei    servizi
  all'interno  della programmazione e gestione locale  dei  Piani  di
  Zona  di  concerto con i Comuni ed ASP dei distretti di riferimento
  (Art. 19 L.328/00).
   Gli  inevitabili ritardi accumulati dall'I.P.A.B.,  nel  pagamento
  degli  emolumenti spettanti al personale dipendente, nel versamento
  dei   contributi  previdenziali  ed  assicurativi,  oltre  che  nei
  confronti dei fornitori, con costante esposizione all'azione legale
  e  protesta  dei  dipendenti, pregiudicano gli  stessi  livelli  di
  qualità   dei  servizi  offerti,  senza  prospettive  di  imminente
  soluzione,  stante  l'attuale insufficienza dei contributi  erogati
  per  l'applicazione del C.C.N.L ex L.R. 71/82 con la  disponibilità
  di     3.144.000,00 (cap.183307) a fronte di un  fabbisogno  di  25
  milioni  di  Euro  e di   117.000,00 a copertura del  disavanzo  di
  gestione L.R. 65/53 e fronte del fabbisogno di 32.000.000,00.
   La   difficoltà   gestionale  dell'I.P.A.B.  nasce   anche   dalla
  difficoltà/diniego  opposto  dai  Comuni  nell'assunzione  e/o  nel
  rimborso  delle  rette  di mantenimento e  integrata  dei  soggetti
  ospiti  delle strutture perché bisognevoli di prestazioni di tutela
  sociali.
   In  ordine  a  tale  problematica,  giova  ricordare,  che  questo
  Assessorato,  in base alla L.r. 16 dicembre 2008,  n.  19,  recante
  norme  per la riorganizzazione dei Dipartimenti regionali,  non  ha
  più  la  competenza  ad effettuare interventi  sostitutivi  con  la
  nomina di commissari ad acta ai sensi dell'art. 24 L.R. 44/91,  per
  il  recupero  dei crediti vantati dall'I.P.A.B. nei  confronti  dei
  Comuni inadempienti.
   Alla  luce  di quanto sopra esposto, si ritiene indispensabile  ed
  urgente affrontare la problematica del risanamento e valorizzazione
  delle  II.PP.A.B. ancora funzionanti ed in possesso  dei  requisiti
  finanziari,  patrimoniali,  umani, professionali,  per  la  trasfor
  mazione  in Aziende pubbliche di servizio alla persona nel rispetto
  delle  direttive  fissate  dall'art.10 della  Legge  328/00  e  del
  Decreto  attuativo n. 207/201 (intervento legislativo già  proposto
  in  Giunta regionale dallo scrivente con apposito Disegno di  legge
  di riforma delle II.P.A.B.).
   Tuttavia, risulta indispensabile, intanto una inversione del trend
  deficitario,  avviando  un  circuito  virtuoso  con  un  piano   di
  risanamento.
   A  tal  fine,  per consentire alle II.PP.A.B., che per l'attualità
  dei  fini  e l'utenza servita possono ancora collocarsi all'interno
  della   pianificazione  locale  dei  servizi  sociali,  si  ritiene
  necessario fronteggiare l'attuale emergenza con interventi  mirati,
  volti prioritariamente all'indispensabile equilibrio finanziario  e
  gestionale  ed  al  ripristino  dei  servizi  e  del  loro  livello
  qualitativo, a beneficio delle fasce più deboli da esse assistiti.
   Di  seguito  si  trasmettono, per una  cognizione  dei  dati,  gli
  importi  relativi ai contributi erogati all'Ente,  ai  sensi  della
  L.R. 71/82 dal 2008 ad oggi:

   2008               . 869.720,00
   2009               . 717.742,32
   2010             . 656.556,65
   2011             . 616.227,93
   2012             . 424.945,42
   Per  il  2013,  a  fronte  di  un  costo  del  personale  pari   a
  1.755.719,16,  il contributo erogato, per l'ulteriore  decurtazione
  della  disponibilità  del  capitolo  di  spesa  183307de1  bilancio
  regionale,  è  stato di   385.626 16, pari al 21,96 %  dell'importo
  complessivo».

   L'Assessore

                         Arch. Ester Bonafede

                           Rubrica «Salute»

   MANGIACAVALLO  -  CANCELLERI - CAPPELLO  -  CIACCIO  -  CIANCIO  -
  FERRERI  -  FOTI  -  LA  ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  TANCREDI  -  ZAFARANA  -  ZITO. - «Al Presidente  della  Regione  e
  all'Assessore per la salute, premesso che la legge 24  marzo  2012,
  n.  27,  di  conversione, con modificazioni, del decreto  legge  24
  gennaio   2012,   n.  1,  recante  Disposizioni  urgenti   per   la
  concorrenza,  lo sviluppo delle infrastrutture e la  competitività,
  all'articolo  11  comprendeva  misure  per  il  potenziamento   del
  servizio  di distribuzione farmaceutica, l'accesso alla  titolarità
  delle farmacie, modifica alla disciplina della somministrazione dei
  farmaci e altre disposizioni in materia sanitaria;

   considerato  che la Regione siciliana ha provveduto a  bandire  un
  concorso,   pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della   Regione
  siciliana  (G.U.R.S.) - Serie Speciale Concorsi  l'11/01/2013,  per
  l'assegnazione  di  un  totale di 222 nuove sedi  farmaceutiche  ed
  aveva  stabilito  il  termine  di presentazione  della  domanda  il
  12/02/2013;

   per  sapere  notizie in merito all'esito di tale  concorso  e  dei
  motivi per i quali la Regione non abbia ancora provveduto a stilare
  la graduatoria per l'assegnazione di dette sedi». (1493)

   Risposta.  -«In riscontro all'interrogazione parlamentare  segnata
  in  oggetto  con la quale sono state chieste notizie in  merito  al
  bando  pubblico regionale di concorso straordinario per titoli  per
  l'assegnazione delle sedi farmaceutiche in Sicilia, si fornisce  la
  relazione prot. 11608 del 6 febbraio 2014 resa dal Dipartimento per
  la Pianificazione Strategica - Servizio 7 Farmaceutica».

                                                        L'Assessore
                                                       Dr.ssa   Lucia
                                              Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)