Presidenza del vicepresidente Venturino
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Assenza e Maggio hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
il Lavoro
N. 238 - Iniziative a tutela dei livelli occupazionali degli
operatori degli sportelli multifunzionale in servizio presso i
centri per l'impiego.
Firmatari:Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina (Con nota prot. n. 15938/IN.16 del 26 marzo 2013 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia).
N. 457 - Provvedimenti finalizzati al pagamento delle rette
pregresse per il ricovero di minori disposto dall'Autorità
giudiziaria.
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot. n. 24971 del 20
maggio 2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
per la famiglia).
N. 948 - Iniziative in ordine agli sportelli multifunzionali
Firmatario: Falcone Marco
N. 1067 - Notizie sulla programmazione delle risorse di cui alla
L. n. 328 del 2000 e rifinanziamento dei piani di zona 2013/2015.
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1151 - Chiarimenti sullo stato dei pagamenti degli stipendi al
personale di cui all'Avviso 1/2010 e 2/2010 (sportelli
multifunzionali) dell'ente di formazione CEFOP.
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo Vincenzo (Con
nota prot. 5075/Gab del 6 novembre 2013 l'Assessore per
l'istruzione ha eccepito la propria incompetenza).
- da parte dell' Assessore per la salute
N. 1105 - Interventi urgenti per la lotta al fenomeno
dell'abbandono dei neonati e ripristino della 'Culla per la vita' a
Palermo.
Firmatario: Cordaro Salvatore
N. 1148 - Verifica di eventuali disservizi nella somministrazione
delle immunoglobuline per il trattamento della polineuropatia
cronica demielinizzante.
Firmatari:Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1213 - Notizie sul bando per gli aspiranti idonei alla nomina
di Direttore generale delle Aziende del Servizio sanitario
regionale.
Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino; Assenza Giorgio;
Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro
N. 1462 - Notizie in ordine all'applicazione presso il Presidio
ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta degli standard di qualità
previsti per la Sicilia.
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; Firetto Calogero; La Rocca
Ruvolo Margherita; Anselmo Alice; D'Agostino Nicola; Ragusa Orazio;
Sorbello Giuseppe; Turano Girolamo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Istituzione dell'ufficio speciale 'P.O.S.E.' - 'Progetto
Opportunità Sicilia in Europa' per l'acquisizione dei fondi
tematici (a Bando) dell'Unione europea (n. 720)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Asero,
Alongi, Cascio F., Fontana, Germanà e Vinciullo in data 18 marzo
2014.
- Norme per la trasparenza delle operazioni di scrutinio dei voti
alle elezioni regionali e amministrative (n. 721)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Formica e Ioppolo in data 19 marzo 2014.
- Introduzione di prodotti biologici e dell'opzione vegetariana e
vegana nella ristorazione collettiva pubblica (n. 722)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Ciancio, Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito,
Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino e Tancredi in
data 19 marzo 2014.
- Norme per le attività ricreative dell'infanzia attraverso il
sostegno e la regolamentazione di strutture preposte a tale fine
come le ludoteche (n. 723)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 19 marzo 2014.
- Norme in materia di pelli e pellicce di origine animale (n. 725)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Siragusa,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in
data 20 marzo 2014.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
invio
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
competenti Commissioni:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
2014 e alla legge Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie. (n.
724)
di iniziativa governativa, presentato il 19 marzo 2014, inviato il
21 marzo 2014.
parere I, III, IV, V e VI.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi per la riduzione del rischio clinico in ambito
ospedaliero. (n. 705)
di iniziativa parlamentare, inviato il 18 marzo 2014, parere I.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa 'Ambiente e
territorio' (IV), nella seduta n. 107 del 18 marzo 2014, ha
approvato la risoluzione 'I centri storici monumentali siciliani,
un patrimonio universale da salvaguardare immediatamente' (10/IV).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1660 - Chiarimenti in merito ai distretti produttivi.
- Presidente Regione
Firmatario: Ragusa Orazio
N. 1673 - Chiarimenti circa i criteri di valutazione del progetto
'Sicilian Factory' nell'ambito degli interventi volti
all'inclusione di soggetti svantaggiati.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1674 - Notizie in merito al paventato provvedimento di chiusura
al pubblico, nei giorni festivi, di musei, gallerie, scavi di
antichità e giardini monumentali della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 1675 - Chiarimenti circa le operazioni di attracco in Sicilia
delle navi contenenti l'arsenale chimico siriano.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Venturino Antonio
N. 1684 - Chiarimenti sulla decisione del Governo regionale di
dismettere il Parco ornitologico di Villa d'Orleans.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1685 - Interventi a favore dei giovani imprenditori agricoli e
a salvaguardia dell'agricoltura siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1686 - Interventi utili a potenziare e rilanciare il trasporto
ferroviario in Sicilia ed a migliorare la rete infrastrutturale
Siracusa - Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1687 - Interventi utili a contrastare l'obesità infantile in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1663 - Chiarimenti circa il bando di gara per la discarica di
Bellolampo a Palermo in deroga alla normativa comunitaria vigente.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1665 - Notizie sull'assoluta carenza di medici specialisti in
anestesia e rianimazione nella gran parte dei presidi ospedalieri
della provincia di Agrigento.
- Assessore Salute
Firmatari: Firetto Calogero; Anselmo Alice; Miccichè Gianluca
Antonello
N. 1669 - Chiarimenti circa i criteri di concessione
dell'autorizzazione all'emungimento alla società Terme di Geraci
Siculo (PA).
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1670 - Interventi per la revisione della programmazione
regionale del settore della pesca attraverso l'istituzione di un
ufficio territoriale a Licata (AG).
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1671 - Notizie riguardo i finanziamenti previsti dalla linea di
intervento 3.3.2.4 del P.O. F.E.S.R. 2007/2013 e l'avviso pubblico
per la selezione, con procedura valutativa e graduatoria, per la
realizzazione di piste ciclo-pedonali.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Trizzino Giampiero; Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Tancredi Sergio; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina;
Foti Angela.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1658 - Interventi per una rifunzionalizzazione e riconversione
della rete ospedaliera nella provincia di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Salute
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1659 - Notizie circa l'Ufficio ispettivo del Dipartimento
regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1661 - Notizie in merito alla gestione amministrativa della
Provincia regionale di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Gianni Giuseppe
N. 1662 - Interventi finalizzati a promuovere la salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro nonché la prosecuzione delle
attività di prevenzione e vigilanza.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1664 - Ripristino dei criteri di assegnazione delle risorse per
il miglioramento dell'efficienza dei servizi di polizia municipale
adottati nell'esercizio finanziario 2012.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario:Germanà Antonino Salvatore
N. 1666 - Chiarimenti sulla gestione del personale della Provincia
regionale di Siracusa e su paventati profili di responsabilità
contabile della dirigenza.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1667 - Provvedimenti urgenti in materia di trasporto di
materiale biologico nell'ASP di Siracusa.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1668 - Chiarimenti circa lo stato di attuazione delle
previsioni di cui ai D.lgs. n. 33 del 2013 e n. 39 del 2013
relativamente alle cause di inconferibilità e incompatibilità
afferenti al settore della dirigenza sanitaria.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1672 - Chiarimenti e interventi riguardo la manutenzione
della rete stradale siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1676 - Notizie sulle modalità di applicazione dell'art. 13 l.r.
n. 17 del 1990 sul fondo per il miglioramento della efficienza dei
servizi di polizia municipale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1677 - Chiarimenti sulla sospensione della fornitura di farmaci
'H' ai detenuti della Casa circondariale di Trapani, Castelvetrano
e Favignana (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Fazio Girolamo
N. 1678 - Notizie sui presunti risparmi ottenuti con la riforma e
il riordino della struttura dipartimentale dei beni culturali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1679 - Chiarimenti circa l'insufficiente stanziamento di fondi
per la riqualificazione del centro sociale e servizi consultivi del
nucleo industriale M. di Lentini - Centro fieristico e borsa merci
- nell'ambito delle risorse del P.O. F.E.S.R. 2007/2013 - Obiettivo
operativo 5.1.2.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1680 - Notizie sull'istituzione dei parchi archeologici
aretusei e sulla revoca della nomina del Soprintendente ai BB. CC.
AA. di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1681 - Chiarimenti sull'avviamento dei percorsi abilitanti
speciali (PAS) in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1682 - Chiarimenti sul provvedimento di chiusura al pubblico,
nei giorni festivi, dei siti archeologici, monumentali e musei
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1683 - Chiarimenti circa il mancato svolgimento dei corsi di
formazione e di aggiornamento professionale previsti dal programma
di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 165 - Revoca della richiesta ai lavoratori ASU di esibizione
del modello ISEE.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Panepinto Giovanni; Raia Concetta; Maggio Maria
Leonarda; Alloro Mario; Milazzo Antonella Maria.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 281 "Iniziative per scongiurare la realizzazione del parco
eolico off shore nel golfo di Gela (CL)", degli onorevoli Arancio
Giuseppe Concetto; Gucciardi Baldassare; Alloro Mario; Barbagallo
Anthony Emanuele; Cirone Maria in Di Marco; Cracolici Antonello;
Digiacomo Giuseppe; Ferrandelli Fabrizio; Laccoto Giuseppe; Lupo
Giuseppe; Maggio Maria Leonarda; Marziano Bruno; Milazzo Antonella
Maria; Panarello Filippo; Panepinto Giovanni; Raia Concetta;
Rinaldi Francesco; Vullo Gianfranco, presentata il 19 marzo 2014;
numero 282 "Iniziative per scongiurare la chiusura dell'ufficio
dell'Agenzia delle entrate di Lentini (SR)", degli onorevoli
Bandiera Edgardo; Falcone Marco; Assenza Giorgio; Pogliese
Salvatore Domenico; Figuccia Vincenzo, presentata il 20 marzo 2014;
numero 283 "Nomina di una Commissione parlamentare speciale
d'indagine e di studio sulla formazione professionale", degli
onorevoli Falcone Marco; Figuccia Vincenzo; Pogliese Salvatore
Domenico; Assenza Giorgio; Bandiera Edgardo; Savona Riccardo,
presentata il 21 marzo 2014;
numero 284 "Adozione del piano regionale dell'offerta formativa
per gli anni 2014 e 2015", degli onorevoli Zafarana Valentina;
Ciancio Gianina; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zito
Stefano; Ciaccio Giorgio; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Ferreri Vanessa; Palmeri
Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco, presentata il 24
marzo 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi
stancherò di ripetere questa cosa finché la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari non vorrà raccogliere il grido
di dolore che attraverso di me, ed altri deputati dopo di me,
cercheranno anche loro di sostenere questa causa - parliamo dei
lavoratori PIP -, in una nottata di follia, si è approvata una
norma che ha assunto principi di retroattività ed ha mandato a casa
dei lavoratori senza saperne niente.
Oggi voglio essere un poco più pesante, signor Presidente: questi
signori hanno una colpa e cioè che i PIP nelle altre otto province
non ci sono ed è diventato soltanto un problema di sette, otto
deputati.
Perché se fossero stati forestali, a cui va la mia solidarietà e
negli interventi e nei voti che io ho espresso in quest'Aula si è
visto, se fossero stati dipendenti di altre società, presenti in
tutta la Regione, ci sarebbe stata la solidarietà dell'Aula. Ed
invece cosa si è deciso? Di approvare una norma che stabilisce che
il loro diritto a mantenere questo sussidio, che abbiamo
trasformato noi in sussidio, perché ai tempi di Social Trinacria
era lavoro a tutti gli effetti, e quest'Aula ha trasformato un
lavoro permanente in un lavoro, diciamo, da sussidio. E non si
capisce perché.
Ed abbiamo trasformato una norma, che può avere anche principi di
una certa logica: tu vuoi accedere a questo tipo di mondo, di
sostegno, allora, devi avere determinati requisiti. Ma voi che
siete giuristi più del sottoscritto - e qui ci sono autorevoli
colleghi -, voi dovete mettere le persone nelle condizioni di
sapere cosa il legislatore vuole da questo signore No che in una
nottata, si dice: Sai, devi ritornare dodici mesi indietro, perché
il tuo reddito non è più conforme alla normativa in vigore E
costoro rispondono: Ma come? Per dieci anni mi è stato detto che
c'era un altro principio ed a quello io mi sono attenuto, ed oggi
me ne vado a casa perché nessuno mi ha difeso in Aula ? A questo si
aggiunga un'altra cosa, signor Presidente. Lo sa che è successo?
C'è un altro aspetto, quella stessa norma recitava che avrebbero
perso i requisiti coloro che si fossero macchiati di reati,
comportamenti tumultuosi. Ma tutto questo è verificabile, come?
Attraverso una sentenza, per cui sono condannati per aver scatenato
un tumulto, rotto una vetrata, attentato alla vita di qualcuno, c'è
una sentenza passata in giudicato, questa sentenza è efficace, per
cui naturalmente si applica alla normativa in vigore. Oggi, invece,
mi risulta che sono state licenziate persone soltanto perché
qualcuno ha detto che questi lavoratori hanno avuto un
comportamento non conforme ai requisiti della legge.
Adesso questi signori sono stati rappresentati dai loro legali che
hanno scritto ed hanno detto: Ma come? Il mio cliente è stato
assolto, il mio cliente è incensurato Sapete cosa hanno risposto,
signor Presidente? Faccia ricorso al Tar . Ci vogliono mille euro
per fare ricorso al Tar, quindi, da un lato, diciamo loro che ci
vuole il sussidio, signor presidente, io capisco che lei mi sta
facendo una gentile concessione e lo capisco, però le prometto che
dopo questa comunicazione me ne vado a casa Ho fatto 140
chilometri per venire qui, perché questa mattina c'è quest'altra
notizia, cioè che basta dire che quel lavoratore si è comportato
male per mandarlo a casa.
Cosa dico io, allora? Mettiamo queste persone nelle condizioni,
assessore, di lavorare in modo sereno. Come? Facciamo una circolare
esplicativa; fate come Governo una conferenza; chiamate il
presidente della Regione, gli Affari legali; rileggete la norma ed
applichiamola in modo corretto. Perché la piazza, poi, nessuno la
controlla più Poi capita che fra cento ingiustizie, magari ce ne
sono due o tre che, giustamente, vanno riprese ma applicare la
norma in quel modo e generalizzazione è un'altra cosa. E' stato
pure detto che la norma è giusta, in quanto c'è tra gli esclusi
anche la moglie di un consigliere comunale. Benissimo, chiediamo
allora al consigliere comunale di fare dimettere la moglie Così
tutti gli altri li riassumiamo. Si è fatta una norma per
giustiziare il licenziamento di alcune persone. E' una norma iniqua
e indegna.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, apprezzo il suo intervento ed
immagino che anche la natura dell'intervento dell'onorevole
Figuccia, al quale darò subito la parola, sarà dello stesso tenore.
Una cosa, però, mi preme sottolineare, onorevole Milazzo: qui non
è un problema che riguarda otto deputati, questo è un problema che
riguarda i siciliani e, quindi, riguarda questa Assemblea, in tutta
la sua interezza. Non ci sono distinzioni. E' un problema che
riguarda i nostri concittadini ed è un problema che questa
Assemblea deve affrontare.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
La prego di restare nei cinque minuti che le sono concessi.
Ovviamente, non è sull'ordine dei lavori, però capisco che la
protesta qui davanti vi ha suggerito interventi in questa
direzione.
FIGUCCIA. Signor presidente, la ringrazio ed è molto opportuno da
parte sua la precisazione legata al fatto che questo tema deve
coinvolgere tutto il Parlamento e non soltanto quei deputati che,
ad onor del vero, armati di buona volontà e che hanno avuto anche
l'intuizione di difendere questa causa, però è necessario ed utile,
come lei dice che questa argomentazione venga presa a riferimento
da tutto il Parlamento. Per questo, signor presidente, la
ringrazio.
Noi, da palermitani, questa vicenda non potevamo non ascoltarla,
anche perché, arrivando questa mattina in Assemblea, non potevamo
non vedere il presidio di un migliaio di persone. Mille persone che
si sono ritrovate, ad un tratto, nella condizione di essere
discriminate, non soltanto da questo Governo, ma da tutti i
dipartimenti che non hanno saputo trovare una soluzione certa.
Gente che, ad un tratto, si ritrova ad essere discriminata perché
il marito ha un lavoro, perché il padre ha un'invalidità civile al
cento per cento.
E' un provvedimento, onorevoli colleghi, che va a discriminare su
queste persone e che lede un diritto preciso. Non possiamo dire
alla gente che l'ascensore sociale deve essere bloccato. Non
possiamo dire alla gente che perché nasce in una condizione di
disagio e difficoltà, in quella condizione deve essere condannato a
vita.
Allora, perché un operatore PIP ha il marito che ha una situazione
lavorativa o ha un padre che percepisce una pensione, noi che
facciamo? Lo mandiamo a casa e ci disinteressiamo del fatto che
quella persona debba avere altre opportunità? C'è anche un'altra
questione che non è soltanto legata alla questione dell'ISEE che,
già di per sé, è un elemento di forte discriminazione. E' una
questione legata alle caratteristiche del personale impiegato in
questo bacino.
Vede, signor presidente, l'articolo 15 della legge del 23 novembre
2000, di quella finanziaria, prevedeva esattamente che il 30 per
cento di questo personale di questa categoria fosse un 30 per cento
di gente che apparteneva ad una determinata categoria che era
composta di ex detenuti, in condizioni di disagio e tutto il resto
e quella misura fu individuata come misura di reinserimento socio-
lavorativo.
Ora, a distanza di anni, non si può dire che quelle ragioni per le
quali tutti erano stati inseriti in quel bacino diventino le
ragioni ostative. Delle due, l'una: o, a suo tempo, non si creavano
le condizioni per inserirle nel bacino, oppure, oggi, non si può
dire che questa gente se ne deve andare a casa, perché ci sono
delle sentenze che hanno assolto la persona per non aver commesso
il fatto ed ora, in funzione del fatto che si va indietro nel tempo
e si recuperano quelle sentenze, si dice che la persona deve essere
espulsa perché non ha avuto una condotta morale Bisogna dare,
allora, la possibilità a tutti di recuperare.
Questa fu la ratio che ispirò la finanziaria del 2000 e secondo
questa logica noi abbiamo costituito questo bacino. Non possiamo
cancellare con un colpo di spugna quello che abbiamo fatto; siamo
tutti per il rispetto della legalità, per il rispetto delle regole
ed oggi chiediamo che il Governo, gli Assessorati ed i Dipartimenti
quelle regole rispettino.
Non è possibile immaginare che questa gente si ritrovi disoccupata
da un giorno all'altro e dobbiamo creare un meccanismo di garanzia
perché sotto ci sono mille persone, mille persone che si ritrovano
senza la possibilità di portare un pezzo di pane a casa. Nel 2000
abbiamo creato questo bacino e oggi lo dobbiamo, ovviamente,
garantire. Creiamo delle opportunità per un sistema che li immetta
in un circolo produttivo, creiamo le condizioni perché questa gente
faccia dei lavori che effettivamente siano utili alla società ma
non mandiamoli a casa. E' una responsabilità che non possiamo
assumerci.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DIPASQUALE. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori,
prima il mio collega Orazio Ragusa, eravamo seduti accanto,
facevamo riferimento all'intervento dei colleghi palermitani che
difendono la materia perché la sentono vicina.
Io mi permetto di dire che non solo non è così (non è rivolto al
suo intervento) in particolar modo non volevo neanche intervenire
all'intervento che lo ha preceduto e che faceva riferimento al
fatto che questo problema non arriva a soluzione, perché pochi sono
i palermitani che possono caricarsi di questa questione.
Non è così perché i fatti dimostrano cosa diversa, ma non solo,
perché intervengo? Perché proprio la provincia di Ragusa ha fatto
un sacrificio enorme per tutta questa vicenda.
Guardate che noi avevamo apposto risorse importanti per il famoso
Atos. Ora ve lo faccio ricordare io. Avevamo messo circa 104
milioni di euro per rimpinguare i danni subiti dalle aziende con
Atos. Lo sa come è finita? E' finita che proprio la provincia di
Ragusa ha fatto un sacrificio enorme perché quei soldi sono stati
utilizzati
MILAZZO Giuseppe. E' stata una scelta del Governo
DIPASQUALE. Quale scelta del Governo? Questa è stata una scelta di
tutti perché questo Governo è appoggiato da parlamentari, e lei
pensa che i parlamentari che appoggiano questo Governo, che sono
della provincia di Ragusa, siano stati contenti e felicissimi di
vedersi scippare 104 milioni di euro, o pensa che non ce ne siamo
accorti perché siamo cerebrolesi o disattenti? Sapevamo che era un
intervento serio, importante per risolvere un problema che era un
problema di tutti.
Pertanto, io intervengo dicendo al collega che non è così. Di
questa vicenda ce ne siamo fatti carico tutti, e di questa vicenda
proprio la lontana Ragusa - e non solo perché devo dire ad onor del
vero - l'Atos non riguarda solamente Ragusa, ma anche le Province
limitrofe.
Abbiamo fatto un sacrificio enorme e noi con grande difficoltà -
io, insieme ad Orazio Ragusa e Pippo Di Giacomo abbiamo difficoltà
a giustificarci ogni giorno nei confronti di quella parte di
attività produttive della nostra Provincia che si sono viste negare
e distogliere queste importanti risorse.
Poi un'altra riflessione che mi permetto di fare, e la faccio da
ex sindaco, e la faccio da sindaco che ha lasciato una città senza
un precario. Sono stato uno sciocco Io dovevo portarli tutti a
Palermo. Sono stato uno sciocco, a far sì che 250 precari venissero
stabilizzati in quel comune. Purtroppo, ho capito tardi come
funziona in Sicilia. Perché i Comuni prima creano le sacche di
precariato in generale
MILAZZO. Li ha fatti la Regione i precari, onorevole Dipasquale
DIPASQUALE. E poi devono essere definite dalla municipalità dei
Comuni Quindi, i colleghi si sono innervositi solamente perché io
mi sono permesso di dire, caro collega, che il sacrificio economico
lo abbiamo fatto tutti. Non è un problema solamente dei
palermitani, ma è un problema dell'Assemblea che li ha affrontati,
li ha risolti e che speriamo di continuare a risolvere.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la invito ad avviarsi alla
conclusione.
DIPASQUALE. Lei me lo deve dire dopo che i cinque minuti sono
scaduti Mi ha fatto perdere ora importanti secondi e non solo,
guardi che io starò attento così come fa l'onorevole Giovanni Greco
nei confronti del Presidente, per i successivi interventi quanto
tempo lei concederà, perché qui dobbiamo fare davvero una lotta
PRESIDENTE. Io le sto dando la parola su un argomento che non è
nemmeno all'ordine del giorno. Pertanto, è un atto di cortesia,
considerando il fatto che oggi c'è stata una manifestazione e si
tratta di un problema importante.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per fatto personale, signor
Presidente
PRESIDENTE. No, onorevole Figuccia, nessun fatto personale.
ARANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, signori assessori, io volevo lanciare
un grido di allarme per quanto riguarda i lavoratori dei cantieri
di servizio, perché praticamente c'è la necessità - così come
prevede la procedura - della ripartizione delle somme. L'assessore
al ramo ha già provveduto a firmare il decreto di ripartizione, ma
tutto si è bloccato perché il Fondo siciliano non è stato ancora
rendicontato, quindi di conseguenza non essendo stato fatto questo
passaggio, i Comuni non possono sapere le somme che ognuno ha a
disposizione. Questo se non dovesse essere fatto entro la fine di
questo mese, Presidente, potrebbe determinare problemi di ordine
pubblico. Avendo ricevuto le telefonate di diversi sindaci temo,
praticamente, che i Comuni, non avendo a disposizione le somme per
anticiparle, questa possa essere una situazione che potremo gestire
con notevole difficoltà.
Pregherei, quindi, l'assessore e il Presidente dell'Assemblea di
farsi carico di intervenire, per far sì che questa procedura si
porti a termine nel tempo dovuto.
Volevo ringraziare l'assessore perché tutte le volte che abbiamo
presentato perché questa è una problematica che riguarda soltanto
le province di Caltanissetta, di Enna e, in parte, anche di
Catania, l'assessore è stato sempre sollecito nel risolvere queste
problematiche.
Adesso il problema è l'Assessorato al bilancio: ci potrebbero
essere difficoltà perché l'assessore è dimissionario. Questo mio
grido di allarme, quindi, è rivolto sia all'assessore competente
sia al Presidente dell'Assemblea, per far sì che sollecitino questa
procedura. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Arancio, abbiamo qui in Aula l'assessore
Bonafede che credo possa darci qualche delucidazione in merito.
Prego assessore.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, è assolutamente vero
quello che ha detto l'onorevole Arancio. Abbiamo già completato
tutte le fasi che erano propedeutiche e che afferivano al bilancio
del fondo siciliano, affinché si potesse dare luogo all'erogazione
delle risorse destinate allo scopo, quindi, stiamo parlando dei
cantieri di servizio di lavoro.
Ovviamente, siccome, nel frattempo, è venuta meno la delega
all'assessore Bianchi, che come sappiamo si è dimesso, questo fatto
ha determinato un rallentamento nella firma da parte dello stesso
assessore, di questo strumento che, invece, ho già da tempo per
l'appunto firmato.
Per questa ragione, ho nel frattempo chiesto al Ragioniere
generale, quindi al Ragioniere Pisciotta, di dare luogo alla
individuazione di capitoli di bilancio all'interno dei quali
potremmo benissimo collocare le risorse del PAC destinate allo
scopo. In effetti, la procedura è completata; i Comuni hanno già
trasmesso tutti i progetti; hanno trasmesso tutte le delibere con
le graduatorie annesse e le risorse sono già state da tempo
incamerate dalla Regione siciliana.
Non c'è nessun motivo perché si rallenti il processo e soprattutto
perché non si dia risposta immediata alle tante esigenze che,
attraverso i cantieri di servizio, i Comuni potrebbero in qualche
modo già esaudire e che darebbero un sollievo al comparto di tutti
coloro che oggi sono disoccupati e, devo dire, potrebbero
attraverso i cantieri di servizio trovare un momentaneo sollievo
alla loro condizione di disoccupazione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Bonafede.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Currenti, Zafarana e
Ferreri hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, lei ha chiesto di intervenire per
fatto personale. Non ho trovato nessuna particolarità
nell'intervento dell'onorevole Dipasquale, però, non conoscendo la
sua soglia di suscettibilità, la prego di intervenire ma lo faccia
in maniera concisa.
FIGUCCIA. Grazie, signor Presidente.
Onorevole Dipasquale, mi permetterà di rispondere a quello che
lei ha detto, dicendole che la questione dei Pip non è una
questione che riguarda i deputati palermitani ma è una questione
che riguarda tutti i parlamentari.
Il mio intervento era volto proprio a sollecitare la massima
solidarietà attorno a questo tema, quindi, non credo ci fossero le
condizioni per cui da parte di una provincia o di un'altra si
dovesse tirare la coperta. Lo sappiamo tutti bene che la coperta è
stretta, ma quei soldi che sono andati ai Pip non erano certo né
miei né suoi. E non erano soldi che potevano andare ad una
provincia o ad un'altra, ma erano soldi che andavano a tutela di un
bacino.
Rispetto all'intervento dell'assessore Bonafede, mi consentirà un
riferimento brevissimo.
Assessore, a questa gente è stato detto di avvalersi di un
avvocato rispetto al ricorso al TAR. Per fare questo, ci vogliono
mille euro. Questa gente oggi non è nelle condizioni di poter
affrontare questa spesa. Questa gente la settimana scorsa è andata
a letto avendo la serenità di un posto di lavoro che è stato da
questo Governo definito in termini di sostegno al reddito; oggi
questa gente quel posto di lavoro non ce l'ha più.
Perché non pensare di istituire presso l'Assessorato - io so che
lei ha avuto posizioni di grande sensibilità in passato rispetto a
questi operatori - un ufficio che possa dare delle risposte certe
rispetto anche alle analisi di ciascuna fattispecie?
Certo, annuncio fin d'ora che presenteremo un emendamento per
eliminare quel vizio di forma che è stato introdotto con la soglia
dei 20 mila euro e per garantire che la copertura finanziaria sia
non soltanto fino al 31 dicembre, ma anche per i due anni
successivi.
Se l'Assessore, visto che è qui, può darci un riferimento in tal
senso.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo ai colleghi
di attenzionare il problema degli ex Pip, anche se è vero che è un
fatto palermitano, però i deputati palermitani non possono
sottrarsi a quel che può nascere domani, un problema che può
nascere nelle province della Sicilia.
Ecco, bisogna effettivamente conoscere la storia dei Pip. Gli ex
Pip sono stati costituiti con il piano di inserimento
professionale. Quindici anni fa questa categoria di lavoratori fu
scelta per andare contro, quindi, con Emergenza Palermo e in quel
momento - quindici anni fa ci furono dei fatti gravi accaduti in
città - si cercò di aiutare questo mondo rappresentato dagli ex
detenuti, ex alcolisti, ex drogati.
Diciamo che il Comune, insieme alla Regione siciliana, intervenne
per cercare di portare benefici a questa categoria di lavoratori.
Ecco, oggi dopo quindici anni non possiamo fermarci nel dare un
contributo per portare avanti le loro aspettative. Si aspettano di
essere aiutati in questo momento, con questa crisi che corre, senza
fermarsi, senza arrestarsi, non possono soddisfare i bisogni delle
loro famiglie. Questo è un momento particolare.
Così come sta intervenendo bene il Governo, il Presidente, sui
problemi riguardanti la formazione professionale, sull'aiuto ai
forestali, ai precari, ai lavoratori ASU, non possiamo fermarci.
Chiedo al Governo di inserirsi in un contesto di aiuti per cercare
di guardare bene, di vedere bene quella forma di reddito che si è
fermata ultimamente sui ventimila euro, per spostarla possibilmente
a trenta, per dare la possibilità a queste 70, 80 famiglie - perché
alla fine 30 mila euro non sono tanti - quindi, diamogli la
possibilità e, attraverso l'articolo 16 della variazione di
bilancio, si può procedere in tal senso, modificando la legge
approvata ultimamente per cercare di spostare questa fascia di
reddito e consentire a queste pochissime famiglie di reinserirsi
nel mondo del lavoro e aspettare con molta pazienza.
Tenendo presente che il precedente Governo aveva pensato di
inserirli nel mondo del lavoro, tanto è vero che con la legge
numero 407 li ha inseriti e per tre anni erano lavoratori. Ora, per
la Spending review, per i condizionamenti che ci arrivano dalla
Comunità europea, siamo stati costretti, Governo e Parlamento, a
ridimensionare le spese. Carissimo Assessore, Presidente di questa
Assemblea e colleghi, oggi intervenire così in malo modo contro
questi lavoratori, e non solo questi ma ce ne saranno altri non
possiamo sicuramente fermarci e mettere la pietra addosso a questa
gente senza neanche farla respirare. Non possiamo fare di tutta
l'erba un fascio. Attenzioniamo questa problematica che oggi si
chiama Emergenza Palermo , ex Pip a Palermo ma domani si può
trovare in qualsiasi altra città e bisogna con serenità, con
obbligo morale intervenire anche per quelle famiglie che si trovano
fuori dalla provincia di Palermo. Non è, quindi, un caso
palermitano ma un caso siciliano.
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, vorrei
affrontare questo tema e poi anche un altro vista la presenza
dell'assessore Valenti. Sono due i temi che vorrei affrontare oggi,
entrambi importanti. Per quanto riguarda i Pip, inviterei il
Governatore Crocetta a qualche dichiarazione in meno. Mi spiego
meglio. Conosco la sua integrità morale e politica e, quando, sulla
stampa, spara la cifra o lascia pensare che un ex Pip o molti Pip
hanno un reddito di cinquecentomila euro, la gente è convinta che
sono tutte quante persone che hanno redditi da centomila euro.
E' importante, quindi, perché questo è un momento drammatico dove
quando si lancia una pietra questa pietra non si ferma al bordo
dello stagno, questa pietra va dentro lo stagno e poi non li prendi
più i cerchi che si allargano nell'acqua. Il cerchio parte piccolo
e arriva molto largo. Siamo in un momento di grande drammaticità e
bisogna avere il senso alto della responsabilità e delle
istituzioni per non fare danni irreparabili.
Invito l'Aula e i colleghi a prestare attenzione a questo tema
perché va affrontato col bisturi in mano, va affrontato con norme
serie, con la lente di ingrandimento nell'interesse di tutti e
bisogna fare in modo che vengano tutelati e garantiti uomini e
donne, visto che per loro questi redditi sono importanti, perché
qualcuno di questi arriva a ventimila e cinquecento, a ventuno
mila.
Adesso faccio una osservazione: ma quando questo lavoratore Pip lo
mandiamo a casa quando aveva un reddito da ventuno mila euro, il
suo reddito familiare arriverà non più a venti mila euro ma a
tredici mila euro, quindi, sarà sotto soglia.
Credo sia importante che l'Aula, nell'interesse di quel
lavoratore, senza urlare, senza gridare, senza schierarsi né da una
parte né dall'altra, perchè non serve a nessuno, abbia la capacità
politica - perché questo deve fare la politica con la p maiuscola -
di affrontare un tema nell'interesse dei lavoratori che sono per la
maggior parte gente per bene. Aggiungo che molti di questi oggi
sono strumento importante in molti uffici, dove svolgono un lavoro
importante a sostegno dell'attività amministrativa.
Questo volevo dirlo con grande schiettezza. Credo che nelle
prossime settimane, senza utilizzarli, senza sfruttarli, senza
tenerli col cappio stretto al collo, né facciamo uno strumento di
battaglia che non serve a nessuno ma troviamo soluzioni utili a
fare emergere questa Sicilia e a farla stare con la schiena dritta.
Credo sia importante questa battaglia e lo dico in particolare
all'assessore Bonafede, che conosco e conosco anche i suoi valori e
ciò che essa fa - perché, insieme, la politica, nell'interesse di
questi lavoratori, deve trovare un percorso al di là di quei pochi
soggetti che avranno redditi di trecento, quattrocento mila euro ma
non tutti. Quindi occhio a certe dichiarazioni del Governatore che
possono fare danni.
Chiudo questa parentesi e ne apro un'altra altrettanto delicata.
Lo dico ai colleghi di Palermo. Purtroppo, ahimè, nei giorni scorsi
il sindaco del comune di Bagheria è stato sfiduciato dal Consiglio
comunale. Invito il Governo, ed io sono sicuro che non faremo
melina, perché se non entro il 31 marzo, se entro domani, nominato
il Commissario e, entro il 31 marzo, non viene fatto il decreto,
lei mi insegna e sa che a norma di legge voteremo un altro anno.
Non è possibile, non può accadere che la politica tranci la
democrazia in un comune importante come quello di Bagheria. Sono
sicuro - il mio è un auspicio e un invito, ma dico un invito dove
so di sfondare una porta aperta - ed ho già parlato con l'assessore
Valenti più volte al telefono e mi ha rassicurato in questo, ma lo
voglio lasciare come traccia di testimonianza ai microfoni e alla
registrazione, sono sicuro che Bagheria avrà la possibilità il 25
maggio di votare nella provincia di Palermo con gli altri 4 comuni
perché siamo ancora in tempo per votare e dare la democrazia e dare
un governo politico scelto dai cittadini ad un comune importante
come quello di Bagheria.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Giusto per fare chiarezza, abbiamo un po' capovolto
l'ordine, le spiego, onorevole Cordaro, mi è arrivata comunicazione
che sta per arrivare l'assessore Borsellino che come lei sa è
l'assessore con il quale discuteremo il disegno di legge
sull'amianto. Per cui, piuttosto che sospendere l'Aula, ho ritenuto
opportuno anticipare, andiamo avanti con la discussione anche
perché, ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno, sareste
stati poi in molti a parlare, quindi, abbiamo un po' invertito
l'ordine dei lavori.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco Giovanni.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
condivido in pieno l'intervento del collega Aloni, dove tutti noi,
tutti quelli che facciamo politica oggi, quando diciamo una frase
in un momento così pesante della società in cui viviamo, dobbiamo
stare attenti e, quando il Presidente Crocetta fa delle
affermazioni sui giornali, come ha fatto nei giorni passati,
credetemi, è difficile contenere l'ira della gente perché questi
due fatti che sono avvenuti nell'ultima settimana sono convinto
che, se non vengono affrontati con la dovuta serenità, con la
dovuta pacatezza e lei, assessore Bonafede, lo sa come la tempesto
di telefonate ogni giorno per sapere se, da parte del Governo, si
trovi quella soluzione affinché questo bacino dei lavoratori non
diventi un bacino palermitano, onorevole Di Pasquale, è un bacino
che rappresenta tutta la Sicilia.
E' stato fatto un progetto su Emergenza Palermo che era fatto da
ex tossicodipendenti, era fatto da ex detenuti, non era fatto da
categorie che venivano da famiglie ricchissime ma era un bacino che
dovevamo inserire di nuovo nella società.
E questo è rimasto. Se qualcuno ha fatto fortuna e ha sposato una
donna che ha un reddito di un milione di euro e ora nell'ISEE non
possiamo dire una cosa di questo genere fuori dove la gente non
capisce, dove chi fa politica deve andare a spiegare ad uno per uno
che quello non è il reddito dell'ex Pip ma è un reddito che arriva
dalla moglie perché si sono sposati.
E, allora, chiedo ai colleghi deputati che questo errore che è
stato fatto con molta leggerezza, quel famoso emendamento che
abbiamo votato - e dico che lo abbiamo votato anche se non l'ho
votato - però è stato un atto fatto dall'Assemblea, ce lo dobbiamo
caricare ma con la dovuta serenità, con il coinvolgimento di tutti
i deputati.
Poi, signor Presidente, non so se quando vi sedete lì dentro avete
tutta questa precisione nell'orario. Lei addirittura stasera ha
cercato di interrompere 3 o 4 colleghi miei a cui ancora non era
finito il tempo. Lei è così.
PRESIDENTE. Stavo soltanto avvisando che il tempo stava per
finire.
GRECO Giovanni. Deve cercando di non prendere i vizi del suo capo.
PRESIDENTE. Io capi non ne ho. Cerchiamo di non usare una
terminologia non appropriata.
GRECO Giovanni. Glielo dico così lei mi capisce. Dia, quindi, il
tempo ai colleghi di fare il proprio intervento anche perché questo
argomento si sta trattando stasera anche se non è all'ordine del
giorno; le faccio notare che c'è una manifestazione fuori perché ci
sono un sacco di persone che hanno perso il posto di lavoro.
PRESIDENTE. La prego di completare il suo intervento.
GRECO. Allora me lo faccia completare e non interrompa quando i
suoi colleghi svolgono gli interventi.
Rivolgo, pertanto, un invito ai colleghi a trovare una soluzione a
questi due problemi, perché l'altro problema che non ho menzionato
riguarda quella lettera che è arrivata a tutti i lavoratori Asu che
invitava entro 5 giorni a presentare l'Isee altrimenti sarebbero
stati cancellati dal bacino.
Ma scherziamo?
O non si affrontano questi problemi solo perché la vicenda non è
iscritta all'ordine del giorno. Ma mi faccia la cortesia, signor
Presidente. Certi regolamenti si saltano quando ci sono problemi
importanti e pesanti. Il regolamento non si guarda.
PRESIDENTE. Le ricordo che da più di un'ora stiamo parlando
proprio di questa vicenda perché questa Presidenza ha ritenuto
opportuno dare spazio, proprio perché era in corso, oggi è stata
una giornata di forte tensione al di fuori del Palazzo e quindi ho
ritenuto opportuno dare spazio a questi interventi.
Il suo intervento è stato, quindi, alquanto inopportuno.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente onorevoli colleghi, sinceramente,
non riesco certe volte a capire; forse sarò anch'io con i neuroni
un po' avariati.
Tempo addietro, in quest'Aula, il Presidente Crocetta ha fatto una
battaglia per garantire gli ex Pip, cosiddetti ex Pip, nel loro
trattamento economico.
Ricordo che, un anno fa ormai e anche più, c'era una piazza
agitata e qualcuno agitava quella piazza per dire che Crocetta
avrebbe voluto uccidere i Pip e lasciarli senza reddito.
Dopodichè tutto si concluse con un applauso perché erano stati
trovati i fondi per garantire questa categoria di lavoratori.
Dopodiché con questa finanziaria si è introdotto un principio: chi
supera i 20 mila euro di reddito non può essere inserito nei
programmi di inserimento professionale; una norma votata dal
Parlamento liberamente e consapevolmente, almeno spero. E oggi si
viene a dire da questo scranno che questa norma non è valida, ci
siamo sbagliati tutti quanti.
Se quella norma è sbagliata il Parlamento abbia il coraggio di
dire che era sbagliata, la riveda, applichi, faccia una proposta di
legge e applichi un'altra norma.
Ma non si può venire a dire, però, che non è il reddito Isee
quello importante.
Ricordo ad alcuni deputati, che probabilmente vogliono fare della
demagogia politica e guadagnare qualche voto, che il reddito Isee è
normalmente utilizzato per tutte le attività nella pubblica
amministrazione, per tutte le valutazioni.
Il reddito Isee è stato utilizzato per il pagamento delle tasse
universitarie; il reddito Isee è stato utilizzato per il pagamento
dei ticket sanitari. Non capisco perché il reddito Isee non possa
essere valutato ai fini della percezione di un sostegno al reddito.
Se poi qualcuno, come l'onorevole Greco, ritiene che chi ha la
moglie milionaria debba comunque percepire un sostegno al reddito,
lo dica agli elettori e lo dica a quelli che rimangono esclusi da
questa situazione, da questa possibilità. Lo dica alle migliaia di
disoccupati che non hanno possibilità di accedere a nessuna forma
di sostegno e che si ritrovano quello della moglie milionaria,
addirittura con i 350.000 euro di redditi accertati, che non è
giusto applicare il reddito Isee. Lo dica alle decine di migliaia
di persone che oggi sono esclusi da qualsiasi forma di sostegno
sociale. Lasciamo i privilegiati dove sono e continuiamo a fare
questa politica con la testa sotto la sabbia e la gente continuerà
ad applaudirci.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, dopodiché passiamo al primo punto
all'ordine del giorno.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo soltanto dire una cosa. Ho
sentito questo dibattito, ho annunciato e intendo depositarlo al
primo disegno di legge nel quale sarà possibile votare un ordine
del giorno, un ordine del giorno che al di là del dibattito se il
reddito è giusto o non è giusto, sbagliato, mi permetto però di
sottolineare un aspetto: è la prima volta che una norma si
interpreta con un effetto retroattivo. La legge che abbiamo
approvato sulla vicenda dei Pip fa riferimento al reddito prodotto
e dichiarato Isee nell'anno 2014. Mi risulta che le dichiarazioni
che sono state prese a riferimento sono del reddito 2012.
Ora dico: in forza di quale interpretazione - assessore, glielo
chiedo formalmente - avete adottato una procedura che prevede che
il reddito di riferimento sia quello del 2012 per il quale è stata
prodotta dichiarazione Isee nel 2013? La norma, l'articolo 34 che è
stato approvato nel gennaio 2014, quando introduce il reddito, non
parla la dichiarazione Isee è conseguente al reddito prodotto, il
reddito prodotto si intende dal momento in cui si approva la norma
in poi.
Ecco perché al di là delle disquisizioni se è giusto, sbagliato,
se è troppo, se è poco, quello lo vedremo se e quando saremo
chiamati a modificare la norma, ma intanto credo che ci sia un
problema interpretativo per il quale è stato fatto un provvedimento
di revoca del beneficio che a mio avviso è illegittimo, è
illegittimo e come tale credo che gli uffici debbano in autotutela
verificare in modo molto più approfondita la procedura adottata, al
fine di non creare inutili incidenti. Poi, infatti, è evidente che
ci sono casi scandalosi, ma in nome di singoli casi scandalosi non
dobbiamo negare il diritto, il diritto - ripeto - nel nostro
ordinamento è tale dal momento in cui si approva una legge, non ha
efficacia retroattiva, tranne che il legislatore non intendeva in
maniera chiara dire che dovevano riferirsi al reddito Isee 2012.
Se il legislatore l'avesse voluto dire, lo avrebbe scritto. Non
avendolo detto si riferisce al reddito prodotto nel corso del 2014.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Per fatto personale
GRECO Giovanni. Chiedo di intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, le chiedo scusa, ma quando un
mio collega mi accusa di porre un problema così pesante per
raccattare voti, voglio ricordare all'onorevole Malafarina che noi
due abbiamo un diverso curriculum.
Io provengo da un'elezione dove mi sono battuto casa per casa,
lei, invece, forse, parla in questi termini per due motivi: uno
perché era tranquillo, sereno nel listino e con 50 voti vuole
rappresentare la società siciliana.
Ma mi faccia il favore. Lei non conosce cos'è la società,
onorevole Malafarina, lei li attacca tutti e si porta prima in
camera di sicurezza e poi risolve il problema. Ma mi faccia la
cortesia di non dire queste stupidaggini
PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Bonafede, così come avevamo
preannunciato, per fare la quadra della discussione che è avvenuta
in Aula.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'occasione è utile
per discutere, nonostante non fosse all'ordine del giorno, questo
tema che riguarda sicuramente tutto il Parlamento in quanto non
dimentichiamo che sia l'anno scorso che quest'anno, sono state
assolutamente volute e quindi inserite nella finanziaria delle
norme destinate a questa categoria di lavoratori.
Mi preme però ricordare alcuni passaggi fondamentali che sono i
seguenti: è vero che i lavoratori che noi denominiamo PIP, con
questo acronimo, che sono stati generati credo diciassette anni fa,
in un momento in cui si cercava di fornire loro, categorie
particolarmente svantaggiate, un percorso di inserimento
professionale. E' vero che con il famoso articolo 52 sono state
oggetto, poiché l'articolo 52, quello sì, è stato interpretato
dando luogo ad una associazione, la Social Trinacria, che ha
assunto a tempo indeterminato i lavoratori, non dimenticandoci che
la Social Trinacria non disponeva di finanza propria ed in effetti
il carico della spesa è sempre stato in carico alla Regione.
Questo cosa vuol dire? Che quei famosi contratti a tempo
determinato di cui noi stiamo parlando si sarebbero comunque
conclusi, a meno che la Social Trinacria non dimostrava di potere
continuare la propria attività dando luogo a quei famosi programmi
di inserimento professionale, per cui loro sarebbero stati
naturalmente destinati a continuare l'attività. Si è concluso il
range temporale concesso dall'articolo 52, che prevedeva un
progetto di tre anni.
Cosa ha fatto questo Parlamento su proposta di questo Governo che
si è sempre reso responsabile e assolutamente sensibile riguardo
questi lavoratori? Ha voluto inserire un articolo che prevedesse la
possibilità di erogare agli stessi, attraverso le risorse del PAC
destinate comunque alle politiche a supporto del lavoro, in maniera
tale che questi lavoratori, che non avrebbero avuto più nessun
beneficio, perché si concludeva l'efficacia temporale, potevano
comunque continuare ad erogare attività socialmente utile.
Cosa è successo quest'anno? Noi nella nostra proposizione voluta
nella finanziaria avevamo inserito un percorso di tre anni, proprio
perché avremmo voluto che in questi tre anni previsti in
finanziaria, si attuasse questo benedetto processo di inserimento
professionale dando la possibilità - peraltro noi ce lo ricordiamo
- di inserire quei presupposti che dovrebbero, attraverso le
facilitazioni concesse alle aziende destinatarie di gare d'appalto,
processi che comunque dovrebbero poi condurre all'inserimento
definitivo di questi lavoratori. La parte relativa al 2015 e al
2016 è stata impugnata. E' rimasta soltanto la sostanza economica
destinata dal PAC perché quella, in effetti, è stata una scelta del
governo, sostenuta dall'Aula.
In corso d'opera è stato presentato un emendamento che non era
voluto dal governo, ma che l'Aula, nella sua democrazia, ha votato.
Il governo non ha fatto altro che mettere in esecuzione una norma.
Se la norma non è più quella alla quale questo parlamento voleva
dare luogo, è il parlamento il luogo opportuno perché l'assessore e
il dirigente che è la parte gestionale e che, quindi, si occupa di
mettere in pratica quello che la norma ha previsto, non fa altro
che applicarla.
Relativamente a quello che ha detto l'onorevole Cracolici , che
non vedo
IOPPOLO E' già in Europa
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. E dall'Europa, però, siccome mi ha fatto una domanda, mi
ascolterà.
Il progetto relativo alla finanziaria e, in particolare, alle
risorse destinate allo scopo, per questi lavoratori, si esaurisce
il 31 dicembre 2004, va da sé che non è pleonastico comprendere
che, quando si fa riferimento al reddito ISEE, non può che essere
riferito a quello precedente. Non c'è alternativa, perché,
altrimenti, l'anno prossimo Non è una interpretazione è
un'applicazione.
CRACOLICI. Il diritto, Assessore...
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Il progetto si conclude e questi lavoratori, mi scusi
onorevole Cracolici, perché noi di questo ci siamo preoccupati di
questo...
CRACOLICI. Vi siete preoccupati male
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro... e lo ripeto perché non lo volevamo in prima fase.
L'abbiamo applicato. Questi lavoratori dovevano possedere le
caratteristiche che determinavano la loro appartenenza al bacino
per cui, fra i requisiti composti c'era anche questo, aggiunto in
corso d'opera. A quale reddito ci dovremmo riferire, a quello del
2015, quando già il progetto si conclude?
CRACOLICI. Indubbiamente non a quello del 2012, però.
BONAFEDE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro Non è intendimento di questo governo - altrimenti diventa
un dialogo fra me e lei - che, anzi, ha destinato le risorse del
PAC con una scheda fatta proprio per i PIP.
Noi abbiamo destinato, nel PAC 3, una scheda progettuale, proprio
a loro. Quindi, nessuno, né il presidente né l'intero governo, ha
mai ritenuto di porre in essere strumenti per diminuire la portata
del bacino. Noi li vogliamo accompagnare, come ho detto in esordio,
all'inserimento professionale.
Vorrà l'Aula tenere conto di questo e, siccome, peraltro, giovedì
sono anche convocata in commissione, quello è il luogo
dell'approfondimento.
per la tutela della salute del territorio circa rischi amianto'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti
dall'amianto» (nn. 381-3-306-346/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede col seguito della discussione del disegno di legge nn.
381-3-306-346/A «Norme per la tutela della salute e del territorio
dai rischi derivanti dall'amianto», posto al numero 1).
Invito i componenti la VI Commissione, «Servizi sociali e
sanitari», a prendere posto nel relativo banco.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
1. La Regione, ai fini della salvaguardia della salute dei
cittadini dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto, in
attuazione degli obiettivi del Piano Nazionale Amianto 2013, del
Piano Sanitario Regionale ed in coerenza con le disposizioni della
Legge 28 marzo 1992, n. 257, del D.P.R. 8 agosto 1994 e del
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, adotta iniziative volte
alla costante prevenzione primaria e secondaria ed al risanamento
ambientale rispetto all'inquinamento da fibre di amianto».
MILAZZO Giuseppe... Si deve svolgere la relazione?
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la relazione è stata già letta.
Abbiamo anche votato il passaggio all'esame degli articoli, quindi
siamo già all'articolo 1.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli deputati, io devo
dire la verità, certamente, sotto certi aspetti è da elogiare una
norma che si occupa di coordinare tutta una serie di enti preposti
alla salvaguardia della salute pubblica.
La mia preoccupazione e lo faccio con spirito costruttivo. Il mio
intervento durerà pochi secondi ma vorrei chiarimenti da parte
dell'assessore. Chiedo se, a parere dell'assessore, viste le mie
perplessità, se questo organismo, invece, rischia di appesantire
ulteriormente una materia che già è di per sé lenta, nella sua
organizzazione e quando entra nel merito concreto della
trattazione, dell'individuazione e della gestione della questione
che riguarda l'amianto.
Nello specifico, già noi abbiamo l'ARPA, abbiamo i vari corpi come
la Polizia municipale, il Corpo forestale, i NAS che già si
occupano di queste cose, noi metteremmo a capo questo organismo
regionale, con personale nostro, se non mi sbaglio, che dovrebbe
coordinare e venire a capo di eventuali disservizi.
Io, così come uso fare, non ho preconcetti quando arriva una norma
qua in Aula, a parte quella sui PIP che, uscendo dallo scranno dove
io siedo, ho gridato al Presidente della Regione che ci sarebbero
state ripercussioni disastrose su una norma iniqua, che discrimina,
che assume criteri di retroattività e che l'Assemblea quando ne
parla, il Presidente non me ne voglia, sembra che facciamo una
cortesia ai deputati che ne parlano.
Signor Presidente, io ne ho parlato pure sette giorni fa e le
avevo chiesto se lei, presso l'Ufficio di Presidenza, poteva
segnalare il mio malessere, allora componente del gruppo misto, se
lei poteva farsi carico di sensibilizzare l'Ufficio di Presidenza
ed i capigruppo e all'inizio della seduta ho reiterato la
richiesta. Ora, al di là del dibattitino' che viene fatto, è
possibile convocare una seduta di Commissione affinché vengano
convocati gli assessori, il presidente per parlare di questa cosa?
Parentesi chiusa, ritorniamo alla norma
Una norma che ha ferito l'onorevole Dipasquale, ma quella sera, si
vada a vedere l'esito del voto, lei è stato fra quelli che ha
detto: sì, licenziamoli per un reddito complessivo familiare e non
per un reddito individuale . Quindi, se domani mattina qualcuno
esce da quel nucleo familiare perché si separa, perché se ne va,
per maltrattamenti, ad abitare in un'altra casa con due figli,
verrà a mangiare a casa sua ed a casa mia perché non avrà più
reddito.
Ritorniamo alla legge. Assessore le chiederei la cortesia di
tranquillizzarmi. Io sulla norma che riguarda il mutuo, sa che ho
una mia testa: le cose le devo capire prima di votare, ecco, in
assoluta coscienza e consapevolezza, quello che quella sera non si
è fatto. Solo perché il Presidente della Regione ha dato parere
favorevole ad un emendamento, tutti hanno detto: votiamolo tanto
che importanza ha .
Oggi li vediamo qua sotto e ogni deputato che entra dice: Non ti
preoccupare, sono dalla tua parte . A parole Però, una norma
interpretativa non arriva
Ho finito signor Presidente, siamo in discussione generale.
Si vuole mettere qua?
PRESIDENTE. No, no io non l'ho nemmeno interrotta, onorevole
Milazzo Però, attenzione, capisco che c'è la telecamera accesa,
capisco tutto, però, si sta parlando della legge sull'amianto e la
pregherei di rimanere sul tema. Adesso non esageriamo Onorevole
Milazzo, la prego di concludere.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, lei mi ha tolto 20 secondi.
PRESIDENTE. Va bene, le do 40 secondi purché rimanga
sull'argomento.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, lei non mi deve dare niente,
io finirò nell'ambito dei 15 secondi. La prego, siccome sono stato
sempre rispettoso della Presidenza, non si permetta più di dire che
ci sono le telecamere. Così come io non l'ho mai offesa che non ci
siano protagonismi reciproci.
Mi faccia svolgere il mio intervento ed è giusto fare un confronto
PRESIDENTE. Su questo argomento.
MILAZZO Giuseppe. Mi sto attenendo all'argomento, sono in
discussione generale sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Non mi era sembrato.
MILAZZO Giuseppe. Posso finire? Se vuole posso anche andarmi a
sedermi.
PRESIDENTE. Prego, continui.
MILAZZO Giuseppe. Volevo dire all'assessore che io vorrei
procedere a votare, a partire dall'articolo 1, con quella
consapevolezza che mi è necessaria e dovrebbe essere necessaria a
tutti i deputati, cosa che non hanno fatto in occasione
dell'articolo che riguarda i PIP e il Presidente non mi può vietare
di fare questo confronto in una discussione generale su un
articolo.
Assessore, desidererei avere da lei la certezza, insieme anche
all'onorevole Cracolici, che distrae il governo sui miei quesiti,
avere la garanzia da parte sua che questo ulteriore organismo
regionale, quindi, noi in base a quello che dite come politica del
governo dovremmo togliere gli organismi per snellire
l'amministrazione regionale, oggi ne vediamo spuntare uno. Però, se
lei mi rassicura e mi dice: Onorevole Milazzo, questo servirà a
coordinare, anzi, a snellire la trattazione dell'amianto io faccio
anche l'amministratore locale, sono consigliere comunale, sa quante
volte mi capita di vedere dei rifiuti di amianto recintati per
mesi, mesi e mesi?
La mia preoccupazione è quella, con l'organismo staranno ancora
più tempo, o il tempo si ridurrà? Ecco, allora mi convincerà,
perché il cittadino potrà rivolgersi al capo di questo organismo
che gli farà giustizia.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, le chiedo di poter intervenire,
lei sa, così come sanno i colleghi, che io sono intervenuto
pochissime volte durante i lavori di questa legislatura e credo di
doverlo fare soltanto quando le situazioni richiedono intervento.
Credo che su questa vicenda bisogna ancora una volta porre
chiarezza perché ognuno di noi deve essere
PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, ascolti, le darò la parola... A
questo punto basta Perché io vorrei portare avanti
FERRANDELLI. Presidente, io le sto chiedendo di fare chiarezza, è
assolutamente consono l'intervento e le dimostrerò come lo
continuerò durante la seduta dell'Aula Lei ha fatto parlare
chiunque Lei non usi altra forma di violenza
PRESIDENTE. Non alzi la parola
FERRANDELLI. Lei non usi altra forma di violenza Lei ha fatto
sproloquiare qualcuno per più dieci minuti e non può togliere la
parola ad un parlamentare
PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, lei non era in Aula
FERRANDELLI. Presidente, io ero qui in Aula e la invito a
controllare la presenza tramite i tesserini magnetici.
PRESIDENTE. Le spiego, se mi lascia spiegare Noi abbiamo
iniziato, non c'era l'assessore e giustamente, visto l'importanza
dell'argomento ho detto: facciamo al contrario, partiamo con queste
comunicazione, però, non appena arriva l'assessore Borsellino
cerchiamo di andare avanti con quello che è all'ordine del giorno.
Io le do la parola su questo perché capisco che è importante - ci
mancherebbe - però la pregherei in questo momento di procedere con
i lavori che riguardano la Commissione che si è insediata, e cioè
parlare della norma sull'amianto. Per cui , la prego di riattivare
di nuovo questa discussione.
FERRANDELLI. Io sono convinto che l'assessore Borsellino avrà
l'ulteriore pazienza di pazientare un altro minuto per fare una
parca comunicazione all'Aula, perché credo che su questo non
possiamo assolutamente permettere di fare una comunicazione ad una
tribuna politica, perché per quanto riguarda le sorti dei
lavoratori Social Trinacria - ce ne siamo fatti carico, e
continueremo a farcene carico - sono convinto e determino il fatto
che se a questi lavoratori, ad oggi, è consentito un reddito, lo è
stato fatto grazie all'intervento dell'azione di Governo, che
continuerà a prendersi carico di questi soggetti, soprattutto
garantendo a loro l'impiego all'interno dei meccanismi e
all'interno dei vari organismi. E, soprattutto, per comunicare
all'Aula - e concludo questa comunicazione - che anche noi abbiamo
presentato un ordine del giorno dove riteniamo che si debba
rivedere il criterio del reddito perché è chiaro che i criteri si
vedono soltanto quando si istituiscono i bacini. Non si possono
cambiare le regole tredici anni dopo e, quindi, per questo, ci
faremo parte attiva.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Dipasquale,
vorrei chiarire una cosa agli onorevoli colleghi.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
TAMAJO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Tamajo, noi adesso proseguiamo con il
disegno di legge sull'amianto, dopo di che, chiunque vorrà
intervenire - e capisco l'importanza degli interventi - lo farà non
appena abbiamo concluso questo disegno di legge.
A questo punto non intendo più dare la parola per un argomento che
non stiamo trattando. Finito l'argomento sull'amianto torneremo a
parlare, per carità, ci mancherebbe. Onorevole Tamajo, ha facoltà
di parlare.
TAMAJO. Signor Presidente, in merito alla vicenda di cui ha
parlato poc'anzi l'onorevole Ferrandelli, l'onorevole Figuccia e
l'onorevole Milazzo, io stamattina ho proposto all'onorevole
Marcello Greco, che è il Presidente della Commissione Lavoro, una
audizione in Commissione Lavoro, per cercare di trovare tutte le
soluzioni per far sì che i circa ottanta lavoratori che sono stati
esclusi per la questione del reddito ISEE, vengano reintegrati.
Quindi, Presidente, io intervengo sull'ordine dei lavori perché
secondo me un passaggio in Commissione Lavoro, prima di presentare
eventuali ordini del giorno o presentare chissà cos'altro è
necessario farlo in Commissione, nella Commissione competente, alla
presenza del direttore, della dottoressa Corsello, alla presenza
dei sindacati, per trovare una soluzione immediata a questo tipo di
problema.
Dopodiché oggi ho dato un'occhiata alla finanziaria - in maniera
del tutto superficiale e mi riprometto di approfondirla - e ho
constatato che non c'è nessun articolo che riguarda i PIP. Per cui
propongo ai miei colleghi, al collega Milazzo, al collega Figuccia
e all'Aula tutta, di inserire nell'ambito della finanziaria un
articolo che disciplini la questione PIP.
per la tutela della salute del territorio circa rischi amianto'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 381-
3-306-346/A
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare sull'articolo 1.
L'assessore Borsellino, aveva chiesto di intervenire. Ne ha
facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, signori
deputati, io vorrei dire che questa norma non solo è
indispensabile, ma colma un gap che ha visto la Regione Sicilia
sicuramente fanalino di coda nel contesto nazionale, su un tema
assolutamente preminente per quanto riguarda la tutela della salute
pubblica.
Il primato lo abbiamo ancora insieme con la Regione Calabria, per
la mancata adozione di un piano aggiornato: il primo e l'ultimo è
stato fatto nel 1995 per cui è assolutamente necessario metterci in
linea con le indicazioni nazionali volute dal Piano nazionale
amianto, perché si realizzi nella nostra regione un atto di
programmazione che preveda tutte le fasi: dalla mappatura allo
smaltimento, all'adozione di tutte le misure di prevenzione
necessarie e di sorveglianza epidemiologica.
L'onorevole Milazzo chiedeva, appunto, se la costituzione di un
ufficio non fosse un'architettura sovrabbondante e non in linea con
le esigenze di snellimento delle procedure.
In realtà io dico che, in questo caso, è esattamente l'opposto,
perché l'attività che non si è condotta a buon fine da parte della
Regione, in tema di adeguamento alla normativa comunitaria sulla
materia dell'amianto, ha visto questa regione confrontarsi con una
Commissione regionale che racchiudeva in sé tutte le competenze
necessarie dei vari rami di amministrazione, affinché si pervenisse
alla redazione del piano.
Come ha dimostrato la storia degli ultimi tre anni, l'aver agito
in via esclusivamente amministrativa non ha portato assolutamente i
benefici attesi. Anzi ha determinato, in seno alla Commissione
regionale, un conflitto di competenze che non ha portato
assolutamente alla stesura di un piano organico, né tantomeno a una
sinergia di azioni coordinate che potessero, in qualche modo,
pervenire a un obiettivo comune, in armonia con le attribuzioni dei
singoli assessorati e dei loro dipartimenti.
L'istituzione dell'ufficio regionale, peraltro, prevede la sua
implementazione attraverso risorse già presenti all'interno
dell'amministrazione regionale; quindi senza impegno di ulteriori
oneri sull'erario pubblico.
Ricordo che l'ufficio che si prevede di costituire, che è voluto
da questa norma, prevede proprio che compartecipino alla
composizione dello stesso nove dipendenti regionali scelti tra
coloro che hanno un'esperienza almeno triennale in tema di amianto
e che vengano recuperati attraverso i rami di amministrazione che
primariamente a vario titolo intervengono: ossia Assessorato
salute, Assessorato lavoro, Assessorato energia e servizi di
pubblica utilità e Assessorato territorio e ambiente.
L'ufficio avrà proprio il compito di coordinare le attività, non
solo di tali assessorati nell'ambito di quelli che sono i
rispettivi ruoli, ma anche dell'Agenzia regionale per l'ambiente e
delle stesse Aziende sanitarie per quanto attiene tutti gli
strumenti di sorveglianza epidemiologica.
Quindi, mi sento di poter tranquillizzare quest'Aula circa la
necessità, in questo caso, che si intervenga con una norma, anche
perché la stessa norma incide in meccanismi all'interno dei quali
non si sarebbe potuto incidere con azioni prettamente di tipo
amministrativo e mi riferisco, oltre alla strutturazione
dell'ufficio, anche alla necessità di dover attivare un meccanismo
sanzionatorio che intervenga laddove non si sia determinata la
condizione per l'utilizzo delle risorse comunitarie che all'uopo
sono state destinate.
A questo proposito vorrei dire che anche in passato si era tentata
l'istituzione di un ufficio speciale, con norma e poi in via
amministrativa, anche questa dell'ufficio speciale si è rivelata
un'azione poco efficace perché, come sapete, gli uffici speciali
hanno una durata limitata nel tempo, sono legati al Governo che li
ha istituiti e quindi, anche questo, ha determinato in passato, e
lo abbiamo visto, una caducità delle competenze dello stesso
ufficio speciale. In questo caso l'ufficio che si prevede di
costituire essendo organico all'interno dell'architettura
dell'amministrazione regionale diventa anche l'autorità di gestione
delle risorse del piano di azione e coesione che sono state
destinate allo scopo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Obiettivi
1. Costituiscono obiettivi della presente legge:
a) la tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro dai
rischi connessi con l'esposizione all'amianto mediante ogni mirata
ed efficace azione di prevenzione;
b) la mappatura, la bonifica ed il recupero di tutti i siti,
impianti, edifici e manufatti presenti nel territorio regionale in
cui sia rilevata la presenza di amianto;
c) il sostegno alle persone affette da malattie derivanti
dall'esposizione alle fibre di amianto;
d) la ricerca e la sperimentazione in materia di prevenzione,
diagnosi e cura di patologie asbesto correlate nonché in materia di
risanamento dei siti contaminati;
e) la promozione collettiva di iniziative, informative ed
educative, volte alla riduzione del rischio sanitario da amianto
per la popolazione;
f) la eliminazione di ogni fattore di rischio indotto dall'amianto
in tutto il territorio regionale».
.
E' stato presentato l'emendamento 2.1 a firma dell'onorevole
Falcone ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di accantonare
l'articolo e di trattarlo alla fine.
PRESIDENTE. L'articolo 3 è accantonato.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Iniziative della Regione
1. L' Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione
civile per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 2
promuove, coordina e realizza, entro i termini indicati, le
seguenti iniziative:
a) entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la
ridefinizione ed aggiornamento, secondo le direttive del Piano
Nazionale Amianto 2013 e le prescrizioni di cui all'articolo 10
della Legge 27 marzo 1992, n. 257 e successive modifiche ed
integrazioni, del "Piano di protezione dell'ambiente, di
decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della
difesa dai pericoli derivanti dall'amianto" approvato con Decreto
Presidenziale del 27 dicembre 1995. Il nuovo "Piano di protezione
dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica,
ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto" ha una
validità quinquennale ed è emanato con Decreto del Presidente della
Regione previo parere delle competenti Commissioni legislative
dell'Assemblea regionale;
b) entro 60 giorni dall'emanazione del nuovo "Piano di protezione
dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica,
ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto", la
definizione e notifica, delle linee guida per la redazione, in ogni
comune, del Piano Comunale Amianto" finalizzato alla concreta
attuazione territoriale di tutte le misure previste dalla vigente
normativa efficaci per prevenire o eliminare ogni rischio da
contaminazione da amianto. I comuni provvedono entro tre mesi
dalla comunicazione delle linee guida ad adottare il proprio Piano
Comunale Amianto e rendicontare annualmente all'Ufficio amianto
del Dipartimento regionale della protezione civile i risultati
conseguiti. La non osservanza dei termini perentori predetti
comporta una riduzione percentuale, nella misura stabilita
dall'Ufficio amianto delle risorse assegnate ai comuni in materia
di amianto;
c) entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, la redazione di un portale informativo inserito nel sito
WEB della Presidenza della Regione ed il cui contenuto deve essere
diffuso prioritariamente nelle scuole di ogni ordine e grado, negli
ospedali pubblici e privati, nei porti ed aeroporti, nelle caserme
ed in tutte le imprese pubbliche e private operanti nel territorio
regionale, in particolare per ciò che concerne le prescrizioni,
gli obblighi e le sanzioni previsti dalla normativa vigente in
materia, la pericolosità dell'amianto, le procedure di rimozione,
la prevenzione e tutela della salute nei luoghi di vita e di
lavoro;
d) entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, la definizione dei criteri di premialità agli enti e
soggetti pubblici e privati che adottano interventi utili alla
prevenzione, individuazione e risanamento di siti, impianti,
edifici e manufatti contenenti amianto;
e) la tempestiva comunicazione ai competenti Ministeri dei dati
annuali ai sensi dell'articolo 9 della legge 27 marzo 1992, n. 257
nonché la mappatura dei siti interessati dalla presenza, anche
naturale, di amianto ai sensi e con la copertura finanziaria
previsti dalla legge 23 marzo 2001, n. 93 e dal D.M. del 18 marzo
2003, n. 101;
f) il trattamento, aggregazione e classificazione dei dati
derivanti dall'attività di censimento dei siti contaminati secondo
le indicazioni del nuovo "Piano di protezione dell'ambiente, di
decontaminazione, di smaltimento e bonifica, ai fini della difesa
dai pericoli derivanti dall'amianto" di cui alla lettera a);
g) il monitoraggio, in collaborazione con le Aziende sanitarie
provinciali, dei siti pubblici o ad utilizzo pubblico con maggior
rischio sanitario per la popolazione;
h) il coinvolgimento di tutti i cittadini, anche in forma
associata, sulle problematiche relative alla presenza ed alla
contaminazione dell'amianto,
i) la promozione delle azioni di sostegno, economico, sanitario e
psicologico ai soggetti affetti da patologie asbesto correlate o
esposti alle fibre di amianto».
All'articolo 4 sono stati presentati una serie di emendamenti.
L'emendamento 4.5 a firma Falcone, Pogliese ed altri è assorbito
dall'articolo 12.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.7 a firma Trizzino ed altri che invito
a ritirare in quanto il parere vincolante della commissione
legislativa comporta un'attività sostanzialmente amministrativa da
parte della stessa Commissione.
TRIZZINO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.8 a firma Trizzino ed altri. Il parere
della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 4.2 è precluso dal 4.8, che abbiamo già approvato.
Si passa all'emendamento 4.6 a firma Trizzino ed altri. Il parere
della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.3 degli onorevoli Zito ed altri. Il
parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Signor Presidente, vorrei
raccordarmi con il Governo perché qualsiasi elemento che riduce i
tempi di attivazione, per la Commissione va bene purché non si vada
oltre il segno e non diventino tempi non attuabili. Se il Governo
ritiene che si possono sostituire i 180 giorni con i 60 giorni la
Commissione non ha nulla in contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, signori
deputati, il Governo è favorevole anche perché si tratta della
tempistica dettata per l'istituzione del portale, quindi penso che
sia assolutamente compatibile.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.1 degli onorevoli D'Asero ed altri.
Il 4.1 se è approvato costituisce un comma autonomo in
sostituzione della lettera d), perché sottrae la competenza
all'Ufficio e lo dà all'Assessorato.
FONTANA. Ci rimettiamo al Governo.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
Borsellino, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Intanto mi fanno notare gli uffici si aggiunge questo
comma.
L'emendamento 4.4, a firma dell'onorevole Zito e altri è
precluso.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ZITO. La tempistica è diversa Alla lettera c) abbiamo votato
l'emendamento che porta da 180 giorni a 60 giorni. Poi nella
lettera d) però rimarrebbe a 180 giorni, precludendo il 4.4.
PRESIDENTE. L'emendamento 4.4 rimane precluso.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
«Monitoraggio del rischio e delle patologie correlati all'amianto
1. Il Dipartimento "Attività sanitarie ed Osservatorio
epidemiologico" dell'Assessorato regionale della salute coordina,
su scala regionale, la raccolta trimestrale dei dati provinciali
dei soggetti esposti ed ex esposti all'amianto. Inoltre sulla base
dei dati del registro regionale dei mesoteliomi istituito con D.A.
24 giugno 1998 e potenziato con D.A. 24 novembre 2003 in
ottemperanza al D.P.C.M. 10 dicembre 2002, n. 308, redige un report
annuale, diffuso dal sito WEB dell'Assessorato, evidenziante
l'andamento del fenomeno patologico correlato con la contaminazione
da amianto in ogni ambito del territorio regionale.
2. Presso l'Ufficio amianto del Dipartimento regionale della
protezione civile è istituito il Registro pubblico degli edifici,
degli impianti, dei mezzi di trasporto e dei siti con presenza
certa o con conclamata contaminazione da amianto con obbligo di
indicare il tipo, la quantità ed il livello di conservazione
dell'amianto nonché il grado di rischio sanitario da dispersione
delle fibre e la priorità della relativa bonifica. In tale registro
confluiscono tutti i dati relativi, comunicati e censiti dal
Dipartimento acque e rifiuti dell'Assessorato dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità, dall'A.R.P.A., dalle Aziende sanitarie
provinciali e dagli enti locali, nonché il censimento dei centri di
stoccaggio/deposito dell'amianto.
3. Tutti i soggetti pubblici e privati proprietari di siti,
edifici, impianti, mezzi di trasporto, manufatti e materiali con
presenza di amianto sono obbligati, entro 120 giorni dalla data di
pubblicazione della presente legge, a darne comunicazione alla
A.R.P.A. territorialmente competente, indicando tutti i dati
relativi alla presenza di amianto.
4. Sono altresì obbligati alla comunicazione di cui al comma
precedente, entro gli stessi termini, tutti i soggetti
imprenditoriali che secondo la normativa vigente svolgono attività
di bonifica e smaltimento dell'amianto.
5. Nel caso in cui l'amianto sia in condizioni di deterioramento
tali da rappresentare grave rischio per la salute pubblica i
soggetti proprietari sono tenuti ad attuare, con urgenza, gli
interventi previsti dal D.M. 6 settembre 1994 e successive
modifiche ed integrazioni.
6. La violazione degli obblighi di cui ai commi 3, 4 e 5 determina
l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 15, comma 4,
della Legge 27 marzo 1992, n. 257.
7. Per agevolare il censimento dell'amianto ogni Comune può
inviare a famiglie ed imprese aventi sede legale nel proprio
territorio un apposito modulo da restituire, debitamente compilato,
entro 30 giorni, all'Ente locale il quale è tenuto a segnalare
all'A.R.P.A. territorialmente competente tutti i dati rilevati
circa la presenza di amianto nel proprio territorio. Il modulo
relativo deve essere conforme a quello standard vigente secondo la
normativa di settore e deve essere reso disponibile nel sito WEB
del Comune anche ai fini della comunicazione dei dati che famiglie
ed imprese potranno inviare on line all'indirizzo di posta
elettronica certificata dell'ente locale.
8. Per i medici che effettuano la diagnosi di patologie derivanti
dall'amianto è confermato l'obbligo di segnalazione al registro
regionale dei mesoteliomi maligni ai sensi dell'articolo 244 del
Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 nonché il referto
all'autorità giudiziaria.
9. Presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro è istituito il Registro dei lavoratori esposti
all'amianto, con l'obbligo di indicare in quali siti svolgono o
hanno svolto la loro attività lavorativa, con le mansioni e i
periodi di riferimento nonchè la insorgenza di eventuali patologie
asbesto correlate.
10. L'iscrizione al Registro dei lavoratori esposti all'amianto
costituisce il presupposto per il rilascio della certificazione di
esposizione, che è atto pubblico, utile per le diverse finalità
previste dall'ordinamento giuridico vigente.
11. Dall'attuazione del presente articolo non possono scaturire
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale».
PRESIDENTE. L'emendamento 5.2, primo firmatario onorevole
Falcone, è assorbito all'articolo 12. L'emendamento 5.1,
dell'onorevole D'Asero e altri, è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 5.3, dell'onorevole Falcone e altri.
BANDIERA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'art. 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Riunione regionale sull'amianto
1. Con cadenza annuale l'Ufficio amianto del Dipartimento
regionale della protezione civile di concerto con l'Assessore
regionale per il territorio ed ambiente, l'Assessore regionale per
la salute e l'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di
pubblica utilità indice una riunione regionale sull'amianto
vertente sulla verifica dello stato di attuazione della
legislazione in materia, sull'andamento epidemiologico delle
patologie asbesto correlate e sulla loro prevenzione, sul
censimento dei siti contaminati da amianto e sulla loro bonifica
nonché sui processi di smaltimento dei materiali contenenti amianto
e sulla informazione generalizzata circa i rischi sanitari
derivanti dall'amianto.
2. Copia della relazione finale della riunione regionale
sull'amianto è trasmessa alla sede regionale dall'I.N.A.I.L. ed
alle competenti Commissioni legislative dell'Assemblea regionale
che possono esprimere indirizzi programmatici per attivare
interventi del Governo volti a superare le criticità di settore
eventualmente rilevate. Dall'attuazione del presente articolo non
possono scaturire nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale.»
PRESIDENTE Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Al Governo potrebbe anche
star bene che ci sia una periodicità nella presentazione della
relazione che sia anticipata rispetto all'anno, quindi a sei mesi.
Favorevole.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.1, dell'onorevole Zito e
altri.
Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.3, della Commissione. Il
parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.2 dell'onorevole Trizzino e
altri.
TRIZZINO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per una
precisazione, stavo leggendo l'articolo 6: con cadenza annuale
l'Ufficio amianto e il Dipartimento regionale della protezione
civile, di concerto con l'assessore indice una riunione regionale
sull'amianto vertente sulla verifica etc . A questa riunione
regionale chi partecipa? Specificate meglio, perché a me pare che
così com'è formulata è vaga, non si capisce bene, il vertice
regionale con chi?
Perché se il vertice interessa gli enti che sono già deputati a
fare questo che bisogno di vertice c'è?
PRESIDENTE. Gli uffici e tutti i soggetti verranno coinvolti, a
vario titolo, andrebbe specificato, e infatti sono specificati in
un'altra parte del disegno di legge.
BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BORSELLINO, assessore per la salute. In effetti l'osservazione è
corretta perché quando si parla di riunione regionale ci si
riferisce all'Ufficio amianto del Dipartimento regionale di
protezione di cui al comma 1, quindi è più corretto richiamare la
stessa denominazione per evitare confusione.
PRESIDENTE. Intanto, lo pongo in votazione e successivamente col
117 nella riscrittura lo andiamo a precisare.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Signor Presidente, volevo
sottolineare che si può fare ricorso all'articolo 117, per il
subemendamento il 3.5, credo sia saltata la votazione.
PRESIDENTE. Abbiamo accantonato tutto l'articolo 3.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Quindi è stata accolta la
proposta di accantonamento.
PRESIDENTE. Si è stata accolta la sua richiesta di
accantonamento. Pongo in votazione l'articolo 6, così come
emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'
approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto
1. Le Aziende sanitarie provinciali nell'ambito dei programmi di
prevenzione e cura delle patologie asbesto correlate adottano
specifici interventi finalizzati al sostegno terapeutico e
psicologico dei soggetti colpiti da malattie correlate
all'esposizione all'amianto.
2. Con deliberazione della Giunta regionale, previo parere delle
competenti Commissioni legislative dell'Assemblea regionale, sono
stabilite le misure di sostegno economico a valere sul bilancio
della Regione, per l'esercizio finanziario 2013, per contribuire,
in relazione al reddito familiare valevole ai fini IRPEF, alle
spese per prestazioni sanitarie e socio-assistenziali
effettivamente sostenute da pazienti esposti ed ex esposti affetti
da patologie causate dall'amianto e residenti in Sicilia, nel
periodo compreso tra la data di presentazione della domanda per il
riconoscimento della malattia professionale e la data del suo
accoglimento.
3. Il contributo di cui al comma 2 è concesso a condizione che le
persone interessate risultino iscritte nel registro regionale dei
mesoteliomi o nel registro degli esposti di cui al comma 9
dell'articolo 5.
4. Con Decreto dell'Assessore regionale per la salute sono
stabilite le condizioni per la esenzione dalla compartecipazione al
costo delle prestazioni sanitarie in favore dei pazienti affetti da
patologie asbesto correlate.»
All'articolo 7 non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Centro di riferimento regionale
1. In ottemperanza alle finalità di cui al comma 3 dell'articolo 6
della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, nonché per eliminare la
mobilità passiva extraregionale in materia di accertamenti sanitari
per patologie asbesto correlate, è istituito presso l'Ospedale E.
Muscatello di Augusta il Centro di riferimento regionale per la
cura e la diagnosi, anche precoce, delle patologie derivanti
dall'amianto.
2. L'Azienda sanitaria provinciale di Siracusa è autorizzata a
dotare l'Ospedale E. Muscatello di tutto il supporto tecnologico
necessario ed a rimodularne la pianta organica al fine di
assicurare la piena e continua operatività del Centro di
riferimento regionale sia ai fini diagnostici che terapeutici».
L'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole Zito e altri è
inammissibile.
Si passa all'emendamento 8.3, a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per 30 secondi.
(La seduta, sospesa alle ore18.38, è ripresa alle ore 18.39)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Si passa all'emendamento 8.2, a
firma dell'onorevole Falcone e altri. E' mantenuto?
BANDIERA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Laboratori
I laboratori pubblici e privati che svolgono attività di analisi
sull'amianto devono essere in possesso dei requisiti previsti dalla
vigente normativa statale e comunitaria in materia, compresa la
disciplina del necessario accreditamento dall'ente certificatore
riconosciuto dallo Stato e devono adempiere agli specifici
programmi di controllo di qualità per le analisi di amianto
nell'aria ed in campioni massimi previsti dall'allegato 5 del D.M.
14 maggio 1996 "Normative e metodologie tecniche per gli interventi
di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l'amianto,
previsti dall'articolo 5, comma 1, lettera f) della Legge 27 marzo
1992, n. 257". Con apposito decreto dell'Assessore regionale per
il territorio e l'ambiente da emanarsi entro 90 giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge è definito il Tariffario
Regionale Amianto per le attività di competenza dei laboratori».
All'articolo 9 non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10
Interventi di bonifica
1. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità emana, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge, un bando per la concessione di contributi ai
comuni, singoli o associati, finalizzato alla rimozione, trasporto,
stoccaggio e conferimento all'impianto di trasformazione di cui
all'articolo 14 dei manufatti in amianto presenti nei siti, negli
impianti, negli edifici e nei mezzi, pubblici e privati. I comuni
provvedono in conseguenza secondo le direttive del proprio Piano
Comunale Amianto sotto la vigilanza dell'Ufficio amianto del
Dipartimento regionale della protezione civile.
2. Per i siti di interesse nazionale, ai fini della bonifica, si
applica l'articolo 36 bis della Legge 7 agosto 2012, n. 134 e
successive modifiche ed integrazioni».
Comunico che all'articolo 10 è stato presentato l'emendamento 10.5
a firma dell'onorevole Trizzino e altri. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Anche qui si tratta di
accorciare i tempi, noi siamo sostanzialmente favorevoli.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 10.1, a firma dell'onorevole
Cascio Salvatore e altri. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.2, a firma dell'onorevole Cascio
Salvatore e altri.
CASCIO SALVATORE. Dichiaro di ritirarlo
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 10.3, a firma dell'onorevole Falcone e altri, è
dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 10.4, a firma degli onorevoli Falcone,
Pogliese, Figuccia ed altri
POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Programmi di prevenzione e di informazione
1. L' Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione
civile in collaborazione con le Aziende sanitarie provinciali, con
le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università siciliane, con
i rappresentanti dei medici di medicina generale e con l'INAIL
predispone programmi pluriennali di efficace prevenzione dal
rischio amianto destinati agli ambienti di vita e di lavoro e
definisce, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il protocollo sanitario regionale standardizzato
per gli accertamenti sanitari in materia di amianto.
2. L'Assessorato regionale della salute emana, in base alle
risultanze del Dipartimento Attività sanitarie ed Osservatorio
epidemiologico, specifici programmi di intervento, sorveglianza
periodica e prevenzione destinati anche ai soggetti esposti o ex
esposti all'amianto o a particolari ambiti territoriali
caratterizzati da notevole presenza di amianto (Priolo,
Biancavilla, San Filippo del Mela, Milazzo, Gela).
3. L'Assessorato regionale della salute predispone un piano
biennale per la informazione della popolazione sulle patologie
asbesto correlate, sulla normativa vigente in materia di
inquinamento da amianto e sugli obblighi relativi. A tal fine sono
realizzati, a titolo gratuito, dall'Ufficio stampa della Presidenza
della Regione specifici programmi radiotelevisivi ed inserti
giornalistici da diffondere gratuitamente con quotidiani o
periodici stampati e diffusi in Sicilia.»
Si passa all' emendamento 11.1, a firma degli onorevoli D'Asero,
Fontana ed altri.
FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Così anche il
subemendamento 11.2.1 decade.
Si passa all'emendamento 11.1, a firma dell'onorevole D'Asero e
altri.
D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.2, a firma dell'onorevole D'Asero e
altri, che viene ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 11.6 e 11.7 a firma dell'onorevole
Falcone e altri.
BANDIERA. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.3, a firma dell'onorevole D'Asero e
altri, che viene ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 11.4, a firma dell'onorevole D'Asero e
altri, che viene ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Conseguentemente al ritiro decadono i rispettivi subemendamenti
11.1.1, 11.2.1, 11.3.1 e 11.4.1.
Si passa all'emendamento 11.5 a firma degli onorevoli D'Asero,
Fontana ed altri.
Onorevole Fontana lo mantiene?
FONTANA. Lo mantengo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risltante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Contributi delle associazioni
1. L'Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione
civile e gli assessorati regionali competenti in materia
valorizzano e riconoscono il ruolo collaborativo delle associazioni
di volontari contro l'amianto e delle associazioni di vittime
dell'amianto con personalità giuridica riconosciuta dallo Stato ed
iscritte nel Registro regionale delle organizzazioni non lucrative
di utilità sociale, che partecipano o promuovono, senza oneri
finanziari a carico della Regione, iniziative volte al
conseguimento di risultati utili ed efficaci nell'ambito della
tutela del territorio e della salute dal rischio amianto. Le stesse
associazioni possono contribuire, a titolo gratuito, alle attività
dei comuni, dell'A.R.P.A. e delle Aziende sanitarie provinciali in
materia di amianto».
All'articolo 12 no sono stati presentai emendamenti. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
Vigilanza
1. Ferme restando le competenze attribuite dalla vigente
legislazione statale, le funzioni di vigilanza e controllo sugli
adempimenti previsti dalla presente legge sono assicurate
dall'Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione
civile di concerto con l'A.R.P.A., le Aziende sanitarie provinciali
e la polizia municipale territorialmente competente».
Si passa all'emendamento 13.1 a firma dell'onorevole Ferreri e
altri. Si procederà alla votazione solo dei commi 3 e 4, perché il
comma 2 non è ammissibile in quanto non è individuato il soggetto
passivo della sanzione.»
ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, non sono individuati perchè sono tutti i
soggetti presenti nella legge, anche perché se non mettiamo le
sanzioni nessuno è tenuto a rispettare né tempi né piani né
quant'altro; quindi le sanzioni sono obbligatorie e potremmo
intervenire poi col ricorso all'articolo 117.
Se il comma 2 è dichiarato inammissibile non ci sarà alcuna
sanzione e, possibilmente, avremo soldi che torneranno indietro
perché nessuno riesce a spenderli.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, mi facevano notare gli uffici che,
alla lettera b), dell'articolo 4, si fa riferimento in ogni
comune, del Piano Comunale Amianto per cui gli uffici mi
chiedevano se possiamo accantonarlo e rivedere come riscrivere
questo passaggio.
Si accantona l'articolo 13, con l'emendamento 13.1 e il
subemendamento 13.1.1 della Commissione.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Impianto regionale di trasformazione dell'amianto
1. L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità, con decreto da emanare entro 90 giorni dall'entrata in
vigore della presente legge, determina i requisiti per autorizzare
la realizzazione, prioritariamente in una delle aree a rischio
ambientale del territorio regionale, di un impianto di
trasformazione dell'amianto in sostanza inerte da attivare a
servizio di tutti gli ambiti territoriali. L'impianto di
trasformazione dell'amianto è realizzato entro due anni dalla data
di entrata in vigore della presente legge con copertura finanziaria
derivante dai fondi comunitari a disposizione della Regione e/o con
finanza di progetto senza oneri finanziari per la pubblica
amministrazione ».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
14.1.
Il parere del Governo?
BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Clausola Valutativa
1. L'Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione
civile acquisite tutte le informazioni necessarie dagli Assessorati
regionali per la salute, per la famiglia, le politiche sociali ed
il lavoro, per il territorio ed l'ambiente, per l'energia ed i
servizi di pubblica utilità, e dai comuni, trasmette ogni due
anni, entro il 30 aprile, una relazione pubblica alle competenti
Commissioni Legislative dell'Assemblea regionale con la quale
chiarisce i costi sostenuti ed i risultati ottenuti in attuazione
della presente legge per ciò che concerne la prevenzione e tutela
della salute, la bonifica, smaltimento e trattamento dell'amianto
proveniente dai siti, impianti, edifici e mezzi, pubblici e
privati, il sostegno alla ricerca medica e scientifica ed ai
programmi di informazione e coinvolgimento delle comunità locali
interessate nonché le criticità emerse in attuazione della presente
legge.
2. Tutti i destinatari o beneficiari pubblici o privati degli
interventi di cui alla presente legge, sono tenuti a fornire tutte
le informazioni necessarie e ricognitive finalizzate alla relazione
di cui al comma precedente .»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Clausola finanziaria
1. Per le finalità di cui all'articolo 3 è autorizzata la spesa di
3 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2013 e di 19
migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2014 e 2015
cui si provvede mediante l'utilizzo di parte delle risorse versate
in entrata al bilancio della Regione e destinate al fondo per il
trattamento di posizione e di risultato del personale dirigenziale
ai sensi del combinato disposto del comma 4 dell'articolo 13 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e dell'articolo 4, comma 1,
della legge regionale 6 febbraio 2008, n. 2 e successive modifiche
ed integrazioni non utilizzate alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2. Per le finalità dell'articolo 7 è autorizzata a carico del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2013 la spesa di
200 migliaia di euro cui si provvede con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.2. - capitolo 215704, accantonamento 1001.
3. Per le finalità dell'articolo 10 è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2014 la spesa di 10.000 migliaia di euro cui si
provvede con le risorse della linea di intervento B5 del P.A.C.
Nuove Azioni Regionali.
4. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 11 è
autorizzata la spesa di 200 migliaia di euro per l'esercizio
finanziario 2013, di 400 migliaia di euro per ciascuno degli
esercizi finanziari 2014 e 2015 cui si provvede mediante l'utilizzo
di parte delle risorse allocate nell'U.P.B. 11.2.1.3.1. - capitolo
413302 del bilancio della Regione per il triennio 2013-2015.
5. Per le finalità di cui all'articolo 14 è autorizzata la spesa
di 10.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2014 cui si
provvede con le risorse della linea di intervento B5 del P.A.C.
Nuove Azioni Regionali».
Onorevoli colleghi, l'articolo 16 per il momento lo accantoniamo.
Ricordo che abbiamo accantonato così tre articoli: il 3, il 13 e
il 16. Ci fermiamo qui, in attesa del parere della Commissione
Bilancio, visto che si tratta di clausola finanziaria.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vinciullo ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, non intervengo sull'amianto, mi
riprometto di farlo domani sera, ma intervengo su una questione
abbastanza delicata, urgente ed emergente.
Come lei è a conoscenza, ormai ogni giorno migliaia di immigrati
sbarcano sulle coste della Sicilia. Avevo, in questi ultimi sei
mesi, chiesto in Commissione e in Aula all'assessore Bonafede di
individuare un percorso e un programma che potessero consentirci di
poter dare una risposta a questa emergenza. La legge nazionale
prevede che gli sbarchi, o comunque gli immigranti là dove sbarcano
sono di competenza del comune che li deve prendere in carico.
In questo momento migliaia di persone stanno sbarcando ad Augusta,
dove sono state utilizzate le poche strutture sportive per
accogliere le persone che, purtroppo, arrivano ogni giorno
scappando dalla guerra e dalla fame.
All'assessore Bonafede avevo proposto l'impegno che questo Governo
potesse assumere se condivide la mia idea - che è quella di
chiedere al Governo nazionale ed alla Commissione europea - di
individuare una risorsa complessiva che possa servire da un lato a
bloccare l'emergenza-urgenza, che è quella di prendere in carico
gli immigrati che sbarcano, e che anziché stare ad oziare o a stare
in giro o, comunque, chiusi in strutture come quelle che servono ai
comuni, ai giovani, agli sportivi, ai residenti in questa nostra
Sicilia, di poterli accogliere in strutture come le IPAB che
possono diventare strutture di accoglienza, di formazione, per
poterli formare ed inviare nei Paesi della Comunità europea, a
richiesta delle necessità che gli stessi Paesi hanno.
Mi spiego con un esempio: se l'Olanda ha bisogno di due o tremila
coltivatori di tulipani, ce li chiedono, noi li formiamo e li
mandiamo, se la Francia ha bisogno di cinquemila infermieri, noi li
formiamo e li mandiamo. Altrimenti, queste persone diventeranno
manovalanza per la mafia e per la delinquenza comune o, se non
diventano questo diventano parassiti agli angoli delle strade a
chiedere l'elemosina o a lavare i vetri ai semafori.
Dall'altro però noi non fermeremo questo tsunami se non avremo
fatto un accordo con i Paesi del Mediterraneo, come per esempio i
ventisei paesi che fanno parte del COPPEM. Facendo un'operazione
del genere noi possiamo fare un'operazione che va valutata,
completata, prese le persone, d'accordo con i Paesi, formate e
riportate. Dunque iniziare la formazione qui e riportarle nei loro
Paesi per evitare che ci sia questa invasione, non perché siamo
razzisti o perché non vogliamo accogliere, ma perché questo enorme
numero di persone se non trovano una possibilità di poter valutare
il prosieguo della loro vita, certamente, saranno qui a condividere
con noi il momento di debolezza che abbiamo.
Il COPPEM, come lei sa, è da parecchi anni un ente che serve a
mettere insieme ventisei Paesi del Mediterraneo. Attraverso questo
accordo che abbiamo, in cui la Presidenza del COPPEM è del
Presidente della Regione siciliana, noi possiamo fare due
operazioni, la prima è quella di evitare che ci sia ancora questo
sfruttamento di tante persone che devono scappare dai loro Paesi e
molto spesso a centinaia muoiono nel Mediterraneo, in secondo luogo
evitare che sia un'operazione di immigrazione non finalizzata e che
continuerà senza nessuna possibilità di soluzione per queste
persone.
Al Governo regionale, all'Assemblea regionale, io cosa chiedo? Che
il Governo si faccia carico di parlare con il Governo nazionale e
con la Commissione europea, perché è un problema che noi non
possiamo più procrastinare. Noi non possiamo assolvere da soli a
questa grande emergenza. La Commissione europea deve sapere che
queste persone comunque saranno in giro per l'Europa, o vengono
prese, strutturate, formate, canalizzate e impegnate in lavori in
tutta l'Europa o noi assisteremo ad una tragedia che sarà ogni
giorno sempre più pesante. Presenza, fame e manovalanza per la
delinquenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 26 marzo 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Norme per la tutela della salute e del territorio dai
rischi derivanti dall'amianto. (nn. 381-3-306-346/A) (Seguito)
Relatore: on. Cascio S.
2) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
5) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
6) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
7) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
8) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
9) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
10) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
11) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
III - Votazione finale del disegno di legge:
- Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili confiscati
alla criminalità organizzata. (nn. 579-607 IV stralcio - 623/A)
-
La seduta è tolta alle ore 18.54
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Famiglia, politiche sociali e lavoro»
ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO- FERRERI- FOTI-LA ROCCA -
MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TROSI-VENTURINO- ZAFARANA.
- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
come è noto, gli operatori degli Sportelli Multifunzionali sono
circa 1800 in tutta la Sicilia, ex formatori a tempo indeterminato
attraverso i corsi P.O.M. organizzati dal Ministero del lavoro e
dalla Regione siciliana;
gli stessi sono stati riqualificati per svolgere le attività di
Orientamento, Integrazione, Tutoraggio, Progettazione, Valutazione,
Amministrazione e Segreteria;
tali operatori sono figure che soprattutto operano all'interno dei
Centri per l'impiego e sottopongono alle azioni di orientamento i
disoccupati in genere, i cassintegrati, i lavoratori dei Cantieri
di Lavoro e gli studenti;
i suddetti operatori, attualmente in forza agli sportelli
multifunzionali, all'interno dei CPI, rendono un servizio in virtù
di una direttiva assessoriale di ben dodici anni fa;
col proprio lavoro hanno reso un servizio pubblico in aderenza con
quanto sancito dalla legge Biagi sulla rimodulazione dei Centri per
l'impiego, finanziati con apposito capitolo di spesa, dalla legge
24/76;
con apposito Bando e un progetto triennale sono ora passati al
Fondo Sociale Europeo, da cui emerge la mancanza di certezza di una
reale prospettiva futuribile ed il ripetuto, mancato, rispetto del
vigente CCNL, con buona pace delle forze sindacali;
considerato che:
oltre all'incertezza economica, ormai cronica, si aggiunge il
mancato rispetto di diritti fondamentali dei lavoratori a tempo
indeterminato;
in data 16/11/2012 il Dirigente del Servizio XVII CPI di Siracusa
con una nota indirizzata agli organismi titolari di Sportelli
Multifunzionali finanziati degli Avvisi 1 e 2, ha disposto, facendo
seguito alla nota n. 30287 del 03.10.2012 della Dirigente Dott.ssa
Corsello, l'invalidazione 'di tutti i protocolli d'intesa e/o
accordi, nonché la fuoriuscita, il 21/12/2012, dai Centri per
l'Impiego, dei suddetti organismi';
tale decisione è sicuramente opinabile e priva di specifica
motivazione visto che, in ottemperanza alle norme comunitarie in
materia di collocamento al lavoro in base al D.Lgs. 21 aprile 2000,
n. 181, ed il successivo D.Lgs. 19 dicembre 2002, n. 297, assegnano
ai Servizi per l'Impiego la presa in carico dei disoccupati o di
chi è in cerca di lavoro;
- le 'LINEE GUIDA OPERATIVE' prot. n. 19004 del 04/08/2011,
relative alle modalità di erogazione dei servizi previsti
dall'Avviso 1 del 09/02/2010 ai soggetti percettori di AA.SS. in
deroga, scaturite dalle linee di indirizzo previste dall'Intesa tra
Stato e Regioni 2011-2012, impongono la necessità di collegare le
attività svolte dagli Sportelli Multifunzionali, di cui all'Avviso
1, nell'ambito del più generale contesto dei servizi che la Regione
Siciliana si impegna ad erogare nei confronti dei percettori di
AA.SS. in deroga;
ritenuto che:
gli Sportelli Multifunzionali erogano misure di politica attiva di
carattere orientativo e formativo, che consentono ai lavoratori
percettori di fruire di strumenti volti al reimpiego, obbligatori
per ottenere il beneficio del sostegno al reddito;
dette linee guida evidenziano le responsabilità ed i compiti degli
Sportelli Multifunzionali, connessi con i percorsi di Politica
Attiva del Lavoro di cui all'Avviso 1/2010, che 'dovranno assolvere
ad un'utile azione di affiancamento e di sostegno ai Centri per
l'Impiego';
considerato ancora che:
gli sportelli multifunzionali sono entrati a pieno ritmo nel terzo
anno della fase progettuale di cui all'Avviso 1 e 2;
i progetti impongono categoricamente degli obiettivi che
consistono nell' orientamento di 900 utenti annui;
la fuoriuscita sconsiderata nonché il rientro degli operatori
presso le proprie sedi di appartenenza significherà la perdita
dell'utenza da parte degli S.M. e l'impossibilità di raggiungere
obiettivi concreti, con la conseguente perdita del finanziamento,
già difficile da ottenere a causa dell'atavica incapacità della
burocrazia di codesta Amministrazione Regionale;
per sapere:
quali progetti abbia codesto Governo sulla prospettiva futuribile
degli sportelli multifunzionali in Sicilia;
se non ritengano necessario operare una seria riforma che permetta
una continuità lavorativa ed economica degli operatori e,
soprattutto, che sia slegata da finanziamenti discontinui e
compatibile con i CCNL che prevedono per i lavoratori a tempo
indeterminato una serie di diritti e guarentigie (inoltre, il
finanziamento con il F.S.E. ha comportato lunghe attese per i
lavoratori che vantano fino a tredici mensilità di arretrati, con
gravissimo disagio economico e personale);
se non ritengano di dover stabilire una dotazione congrua per ogni
anno del fondo di garanzia per i lavoratori iscritti all'albo,
secondo la vigente normativa regionale 16 aprile 2003 n. 4 art.
132;
se non ritengano giusto applicare, anche in questo settore, la
mobilità di accompagnamento alla pensione volontaria incentivata,
per gli aventi diritto, snellendo così il numero degli operatori,
che potrebbero essere meglio utilizzati, stabilizzandoli
all'interno del Sistema Regionale, nel quale già di fatto,
efficacemente e professionalmente operano;
se non ritengano giusto provvedere alla stabilizzazione degli
operatori oggi in servizio presso gli sportelli multifunzionali
all'interno degli stessi CPI, in subordine, attendere il compimento
del periodo utile al raggiungimento degli obiettivi di cui agli
Avvisi 1 e 2, al fine di evitare contenziosi tra lavoratori e
Regione siciliana che potrebbero vedere quest'ultima soccombere;
se non ritengano giusto ed utile che il Governo convochi una
delegazione di questi lavoratori al fine di trovare una soluzione
definitiva al problema». (238)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
rappresenta che sull'argomento dedotto dall'onorevole interrogante
sono state richieste le informazioni al competente Dipartimento del
lavoro.
In via preliminare occorre rappresentare che l'Assessore per
l'istruzione e per la formazione professionale, con nota 1771/Gab
del 23/04/2013 ha comunicato la non competenza alla trattazione
dell'atto allo scrivente e al Direttore generale del Dipartimento
regionale del lavoro.
Appare opportuno rilevare innanzitutto che la problematica di cui
trattasi, è stata oggetto, dalla data di presentazione
dell'interrogazione ad oggi, di una complessa ed articolata
gestione che ha sortito la condivisa determinazione di non poter
pervenire ad alcuna forma di prosecuzione dell'attività connessa
agli Avvisi n. 1 e n. 2 del 2011 e al fine della necessità di non
interrompere un pubblico servizio, di avvalersi del CIAPI di
Priolo, per l'erogazione delle politiche attive del lavoro,
attraverso l'utilizzo temporaneo di risorse umane, in possesso dei
requisiti specifici connessi alla natura delle attività da
garantire.
Quanto sopra ha portato, a seguito di procedure di evidenza
pubblica, all'assunzione a tempo determinato, per un periodo di
mesi sei, di n. 1759 lavoratori provenienti dal bacino del settore
dei servizi formativi ed iscritti all'Albo degli operatori della
formazione (quindi assunti ante il 2008).
Ciò non ha comportato alcun pregiudizio sui singoli rapporti di
lavoro che detti lavoratori continuano a mantenere con i rispettivi
Enti, dai quali sono in atto collocati, per il periodo del
temporaneo utilizzo da parte del CIAPI, in posizione di aspettativa
senza stipendio.
Il prosieguo, alla scadenza del periodo di utilizzo dei sei mesi,
non può ad oggi essere oggetto di alcuna previsione, risultando
condizionato ad una serie di valutazioni di ordine finanziario,
politico e normativo, da parte di tutti gli organi preposti».
L'Assessore
Arch. Ester
Bonafede
FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:
la Regione, con la legge 9 maggio 1986, n. 22, promuove un sistema
di servizi socio-assistenziali al fine di assicurare ai cittadini
interventi adeguati ai propri bisogni o disagi;
con D.P.R. 4 giugno 1996, n. 158 sono stati approvati gli schemi
di convenzione-tipo per le gestioni da parte dei comuni della
Regione dei servizi socio-assistenziali previsti dalla legge
regionale 9 maggio 1986, n. 22;
con D.P.R. 25 ottobre 1999, sono stati approvati gli standard
strutturali delle residenze sanitarie assistenziali (RSA);
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali con Circolare 10 luglio 2008 n. 14 Qualità dei servizi:
convenzioni e rette di ricovero , richiamava l'attenzione dei
Sindaci dei Comuni della Sicilia sulle modalità di gestione dei
servizi e sui livelli qualitativi delle prestazioni rivolti a
soggetti bisognevoli di assistenza e cura, sulla base
dell'inviolabilità della tutela e del rispetto dei diritti della
persona in situazioni di disagio, povertà di menomazione fisica e
di emarginazione;
sempre l'Assessore, oltre a sollecitare il pagamento delle rette
di ricovero a favore degli enti creditori al fine di evitare la
responsabilità di danno erariale a carico degli amministratori
inadempienti, diffidava le amministrazioni comunali ad inserire nel
proprio bilancio di previsione risorse commisurate ai bisogni
rilevati nell'anno precedente per il pagamento delle rette o,
eventualmente, a prevederle nella fase di assestamento qualora
l'approvazione fosse già avvenuta;
ai sensi degli articoli 330, 333, 336, 433 del c.c., ove il
Tribunale per i Minorenni disponga l'inserimento del minore presso
una struttura residenziale, il Comune in cui i minori hanno la
residenza prima del ricovero è obbligato a provvedere
all'integrazione economica come sancito dall'art. 6 della legge n.
328/2000;
numerosi Comuni della Regione non corrispondono agli enti
accreditati le rette maturate per l'accoglienza dei minori con
tempi adeguati, arrivando a ritardi anche di oltre due anni;
considerato che:
il Comune di Carini (PA) in questo contesto non corrisponde le
rette agli enti che accolgono minori con decreto dell'Autorità
Giudiziaria Minorile dal novembre 2010;
il decreto legislativo n. 231/02 (pubblicato sulla G.U. 249 del
23/10/02) dando attuazione alla direttiva dell'Unione Europea
2000/35 rende fruttiferi i pagamenti effettuati in ritardo e che il
decreto legislativo 192/2012, dando attuazione alla direttiva
2011/7/UE stabilisce in 30 giorni dalla data di ricevimento della
fattura o della richiesta di pagamento il tempo massimo per il
pagamento;
molti enti attivano procedure giudiziarie e di decreto ingiuntivo
per recuperare le somme e che questo comporta un aggravio per la
pubblica amministrazione in quanto i costi vengono caricati di
spese legali ed interessi passivi;
ritenuto che:
l'accoglienza dei minori in strutture adeguate e qualificate è una
priorità che non può essere derogata;
sarebbe auspicabile verificare la qualità dei servizi corrisposti
in favore dei minori ospiti degli enti accreditati e il rispetto di
tutti i diritti previsti dalla Costituzione e dalla Convenzione sui
diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Convention on the Rigths
of the Child), approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite il 20 novembre 1989;
i sindaci sono tutori dei minori inseriti con provvedimento
dell'Autorità Giudiziaria Minorile e che il mancato pagamento
potrebbe anche configurare il reato di abbandono di minore e la non
esigibilità di tutti i diritti di cui il minore gode;
gli enti accreditati non sono in grado di sostenere i tempi lunghi
di pagamento dei Comuni siciliani, in quanto devono comunque
rispettare gli standard previsti e devono provvedere a tutte le
necessità dei minori;
non è spiegabile come il Comune di Carini non abbia liquidato le
rette dell'anno 2010, 2011 e 2012;
occorre attivare un monitoraggio sui tempi di pagamento di tutti i
Comuni siciliani;
per sapere:
quali provvedimenti si intendano adottare per attivare il
pagamento da parte del Comune di Carini delle rette per
l'accoglienza di minori per gli anni 2010, 2011 e 2012;
se non ritengano opportuno accertare il rispetto delle procedure
previste dalla sopracitata Circolare 10 luglio 2008 n. 14 da parte
del Comune di Carini e se siano stati inseriti i costi nella
previsione di bilancio in quanto spese dovute per legge;
quali misure concrete s'intendano porre in essere da parte degli
uffici dell'assessorato allo scopo di verificare la situazione dei
ritardati pagamenti in tutti i Comuni della Regione;
se non ritenga opportuno monitorare il rispetto dei diritti dei
minori inseriti nelle strutture residenziali della Regione». (457)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue: sull'argomento dedotto dall'onoreovole
interrogante sono state richieste le informazioni al competente
Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali, che ha
fornito i necessari elementi a supporto della presente
interrogazione.
In via preliminare, occorre precisare che i criteri e le modalità
di accesso al contributo per le spese di ricovero di minori, su
disposizione dell'Autorità Giudiziaria, sono individuati nella
Circolare n. 11/Autonomie locali del 30/12/2010, esplicativa del
disposto di cui alla l.r. 14 maggio 2009, n. 6, art. 9, comma 4, ed
alla l.r. 15 novembre 2010, n. 21, art. 5.
In particolare, il predetto comma 4 dell' art. 9 della l.r. 14
maggio 2009, n. 6, ha previsto, per il triennio 2009-2011, una
riserva sul fondo delle autonomie locali destinata al rimborso
dell' 80% delle spese sostenute e documentate dai Comuni, per il
ricovero di minori in apposite strutture, disposto dall'Autorità
giudiziaria, ai sensi dell'articolo 25 del regio decreto legge
20.07.1934, n. 1404.
L'art. 27 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11, ha introdotto
sostanziali modifiche alle precedenti disposizioni legislative
sopra richiamate, valide dall'esercizio finanziario 2010, ed in
particolare:
- la competenza, circa il rimborso dell'80% delle spese dei comuni
della Sicilia, per l'anno 2010, per il ricovero di minori disposto
dall'Autorità giudiziaria, è stata trasferita all'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro -
Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali (comma 1,
art. 27, legge citata), come riportato dalla circolare n. 4 - prot.
31906 - del 06 luglio 2010;
- occorre evidenziare che la Regione interviene finanziariamente
non più solo a fronte dell'avvenuto sostenimento della spesa da
parte dei Comuni, bensì sulla base delle "spese documentate da
provvedimento giurisdizionale e dall'attestazione di ingresso in un
istituto di accoglienza" (comma 2 dell'art.27 citato).
Al fine di ottenere il contributo per il pagamento delle rette per
minori, disposto dall' Autorità giudiziaria, i Comuni sono tenuti a
trasmettere apposita richiesta di finanziamento, corredata di un
prospetto contenente, tra l'altro, gli estremi dei provvedimenti di
ricovero, le strutture ove i minori erano inseriti, il periodo di
ricovero e la previsione di spesa per il relativo mino.
Il rimborso per le spese di ricovero minori, negli anni 2010-2012,
in base allo stanziamento disponibile è stato pari circa al 49%
rispetto all'80% previsto.
In merito ai specifici quesiti posti nell' atto ispettivo de quo,
relativi al pagamento delle rette di ricovero per minori sottoposti
a provvedimenti dell'Autorità giudiziaria, si fa presente che al
Comune di Carini sono state erogate per gli anni di seguito
indicati, le somme a fianco di ciascuno riportate:
-Anno 2010 E 158.592,84;
-Anno 2011 E. 140.503,99;
-Anno 2012 E. 107.788,07.
Con successive note, il predetto Comune di Carini ha trasmesso a
questa Amministrazione le note corredate del rendiconto relativo
alle somme erogate nei precitati anni 2010-2011-2012».
L'Assessore
(Arch. Ester Bonafede)
FALCONE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che con nota
3388/n del 24 giugno il Dirigente Generale dell'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, ha
ricordato che l'Avviso n.1/2010, in merito agli Sportelli
Multifunzionali, non ha previsto procedure di evidenza pubblica
attraverso le quali si sarebbero potuti selezionare gli organismi
da ospitare all'interno dei C.P.I. Centri per l'Impiego, per le
attività di orientamento, accoglienza etc. per garantire le quali
si è fatto ricorso al bando.
considerato che come si evince dalla nota in sede di Audit, la
competente Autorità ha rilevato che non potendo essere considerate
coerenti con l'utilizzo del F.S.E, le convenzioni stipulate in
virtù della legge regionale che consente l'utilizzo degli sportelli
per le attività di supporto dei Servizio Pubblico, e che avrebbero
dovute essere assegnate a seguito di bando pubblico, la presenza
degli stessi nelle sedi dei Centri per l'impiego può avere come
conseguenza la inammissibilità della spesa ed il definanziamento;
osservato che:
in ragione di ciò, gli Uffici Periferici sono stati chiamati ad
adottare le procedure per la fuoriuscita degli sportelli
multifunzionali dai centri per l'impiego;
nel comprendere gli immediati motivi per i quali si è proceduto ad
ordinare la fuoriuscita degli Sportelli Multifunzionali dai CPI ci
si chiede come si è mai potuto arrivare a questo risultato con la
conseguente creazione di uno stato di incertezza del quale
certamente non avevamo bisogno;
per sapere se non ritengano opportuno avviare ogni azione utile al
fine di evitare ogni possibile interruzione del significativo
servizio che gli sportelli multifunzionali hanno fino ad oggi
svolto e per dare conseguentemente certezza di continuità di lavoro
agli addetti». (948)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta che sull'argomento dedotto dall'onorevole interrogante
sono state richieste le informazioni al competente Dipartimento del
lavoro.
Fatta questa precisazione, che purtroppo ha inciso sui tempi della
risposta, si è proceduto ad acquisire, presso il citato
dipartimento, le notizie in merito alle 'Iniziative in ordine agli
sportelli multifunzionali'.
In via preliminare, occorre rappresentare che l'Assessore per
l'istruzione e per la formazione professionale, con nota 1771/Gab
del 23/04/2013, ha comunicato la non competenza alla trattazione
dell'atto, allo scrivente e al Direttore generale del Dipartimento
regionale del lavoro.
Appare opportuno rilevare innanzitutto che la problematica di cui
trattasi, è stata oggetto, dalla data di presentazione
dell'interrogazione ad oggi, di una complessa ed articolata
gestione che ha sortito la condivisa determinazione di non poter
pervenire ad alcuna forma di prosecuzione dell'attività connessa
agli Avvisi n. 1 e n. 2 del 2011 e al fine della necessità di non
interrompere un pubblico servizio, di avvalersi del CIAPI di
Priolo, per l'erogazione delle politiche attive del lavoro,
attraverso l'utilizzo temporaneo di risorse umane, in possesso dei
requisiti specifici connessi alla natura delle attività da
garantire.
Quanto sopra ha portato, a seguito di procedure di evidenza
pubblica, all'assunzione a tempo determinato, per un periodo di
mesi sei, di n. 1759 lavoratori provenienti dal bacino del settore
dei servizi formativi ed iscritti all'Albo degli operatori della
formazione (quindi assunti ante il 2008).
Ciò non ha comportato alcun pregiudizio sui singoli rapporti di
lavoro che detti lavoratori continuano a mantenere con i rispettivi
Enti, dai quali sono in atto collocati, per il periodo del
temporaneo utilizzo da parte del CIAPI, in posizione di aspettativa
senza stipendio.
Il prosieguo, alla scadenza del periodo di utilizzo dei sei mesi,
non può ad oggi essere oggetto di alcuna previsione, risultando
condizionato ad una serie di valutazioni di ordine finanziario,
politico e normativo, da parte di tutti gli organi preposti».
L'Assessore
Arch. Ester
Bonafede
VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:
il comprensorio del Corleonese, ha 'grave' difficoltà a garantire
la continuità dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali in
favore delle fasce deboli della popolazione;
sono note le difficoltà finanziarie che travagliano gli Enti
locali, costretti ad operare consistenti tagli alle spese per
interventi di natura assistenziale, con conseguenti riflessi
negativi sui servizi, in particolare l'assistenza domiciliare
integrata;
le risorse del FNPS e del Fondo per la non autosufficienza hanno
rappresentato in questi anni una boccata d'ossigeno per i Comuni e
per le famiglie che devono assistere i familiari e lo sarebbero
state pure le risorse della seconda annualità della premialità
previste dal D.P.R.S., 2 marzo 2009, n. 61, che invece la Regione
non ha più assegnato;
il Distretto socio-sanitario D40, di cui la Città di Corleone è
capofila, ha sempre dimostrato di lavorare bene, i servizi previsti
nella terza annualità del Piano di Zona 2010-2012 sono ormai in
fase di conclusione. Il 6 marzo 2012 esponenti del Distretto sono
stati persino invitati ad illustrare a Palazzo d'Orléans, dinanzi
al Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca,
l'esperienza di assistenza domiciliare integrata (ADI) attivata nel
Distretto socio-sanitario D40, considerato in Sicilia uno dei
distretti di eccellenza per la capacità di realizzazione del
sistema integrato delle politiche sociali e sanitarie;
a partire dal 2013, è fortemente a rischio la sostenibilità degli
interventi; ad oggi infatti vi è assoluta incertezza sulla
prosecuzione dei Piani di Zona, non avendo la Regione Siciliana
fornito alcuna indicazione sulla prossima programmazione e sulle
risorse da assegnare ai Distretti socio-sanitari, compromettendo
dieci anni di lavoro di costruzione della rete territoriale dei
servizi sociali;
considerata l'impossibilità per i Sindaci di fornire risposte
concrete ai cittadini con disabilità, agli anziani non
autosufficienti e a tutti quei soggetti che vivono una situazione
di disagio sociale;
valutato il momento di grande crisi economica, è più che mai
necessario fornire ai comuni degli strumenti adeguati attraverso i
quali attuare le politiche di protezione sociale;
preso atto del drastico ridimensionamento dei fondi statali di
carattere sociale, deciso con la manovra finanziaria 2011;
per sapere se esistano motivi ostativi per i quali la Regione
siciliana non abbia ancora provveduto a programmare le risorse FNPS
per gli anni 2013/2015, includendo anche le risorse premiali,
inizialmente previste dal Documento di programmazione del 2009 e
mai erogate e ad assegnarle pertanto ai Distretti siciliani».
(1067)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In merito alla problematica rappresentata
nell'interrogazione n. 1067 dell' onorevole Vinciullo Vincenzo, di
pari oggetto, che ha costituito oggetto di altri atti ispettivi, a
seguito di interlocuzione con i competenti uffici del Dipartimento
Famiglia, si rappresenta quanto segue.
In via preliminare, si fa presente che Delibera n. 329 del
30/09/2013 pubblicata sulla G.U.R.S. n.52 del 22/11/2013, sono
state approvate le Linee Guida per l' attuazione delle Politiche
Sociali e socio-sanitarie 2013-2015, che hanno l'obiettivo di con
solidare l'attuale sistema di welfare regionale e di accompagnare i
distretti socio-sanitari nel percorso di aggiornamento del Piano di
Zona, con la precisa finalità di migliorarne i risultati, tenuto
conto della incertezza che ha caratterizzato i trasferimenti
regionali del FNPS, "pesantemente" ridotti negli ultimi esercizi
finanziari. Con le Linee Guida si è voluto mettere a sistema tutte
le diverse azioni che direttamente o indirettamente interessano "il
sociale", ciò al fine di ottimizzare le risorse disponibili e di
evitare sovrapposizioni di interventi.
In ordine ai quesiti posti, appare opportuno al riguardo precisare
che a fronte di una precedente disponibilità per la programmazione
2010-2012 di 197.051.697,66 (esercizi finanziari 2007-2009 FNPS),
per il periodo di programmazione 2013-2015 (pur sommando 4 esercizi
finanziari 2010-2013), la Regione potrà disporre della somma di
80.304.754,32, sicuramente insufficiente rispetto alle politiche
sociali avviate sul territorio.
In questo quadro economico, si è ritenuto opportuno ricondurre
nell' ambito del nuovo ciclo di programmazione anche la somma del
FNPS destinata alla Sicilia per l'anno 2013, di 27.570.000,00,
soltanto recentemente individuata nel decreto di riparto del Mi
nistero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Decreto del
26/06/2013), ciò al fine di aumentare il budget da destinare alla
programmazione triennale dei distretti sociosanitari.
Come evidenziato nell' atto che si riscontra, l'attuale ciclo di
programmazione è contrassegnato da una congiuntura economico-
finanziaria assai negativa.
Preso atto delle criticità rilevate in ambito territoriale, il
nuovo documento di programmazione produce delle novità finalizzate
a migliorare la gestione ed accelerare la spesa anche attraverso la
penalizzazione di ambiti territoriali non efficienti.
Nello specifico, nelle nuove Linee di Programmazione dei Piani di
Zona si sottolinea la volontà, nel caso di mancato avvio delle
Azioni programmate, di avviare sul territorio, idonee iniziative di
supporto tecnico, non escludendo interventi sostitutivi come disci
plinati dalla normativa vigente, soprattutto per evitare in un
periodo di esigue risorse finanziarie, il "congelamento" di
assegnazioni non tempestivamente utilizzate.
In merito alle risorse sulla premialità previste nel precedente
Documento di programmazione 2009, le risorse destinate alle
premialità dei distretti, pari ad .6.531.374,25 è stata destinata
ai Comuni per il pagamento delle rette dovute alle Comunità
alloggio e case famiglia per disabili psichici, ciò al fine di
fronteggiare l' emergenza sociale dovuta al progressivo aumento dei
disabili mentali accolti dietro disposizioni dei IDSM, in strutture
residenziali e la riduzione del Fondo per le Autonomie Locali e del
capitolo regionale destinato a questo intervento».
L'Assessore
(Arch. Ester Bonafede)
POGLIESE - VINCIULLO. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro e
all'Assessore per l'istruzione e la formazione professionale,
premesso che:
i lavoratori degli sportelli multifunzionali - Avviso 1/2010 -
devono ancora percepire le mensilità dei mesi di marzo, aprile,
maggio, giugno 2013 nonché le mensilità di luglio e settembre 2012;
i lavoratori degli sportelli multifunzionali, partecipanti al
progetto Avviso 2/2010, devono ancora percepire i 9/12 di
tredicesima 2010, nonché le mensilità da giugno a settembre 2011,
da maggio 2012 a luglio 2013, e la tredicesima mensilità del 2012;
rilevato che:
al momento l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro e il Dirigente Generale del Dipartimento del lavoro, non
hanno ancora concordato ed istituito nessun tavolo tecnico inerente
al CEFOP, alla luce anche del fatto che i Commissari che stanno
gestendo per conto del Ministero l'amministrazione straordinaria,
hanno già messo in vendita l'ente;
il CEFOP ha una situazione debitoria di circa 800 mila euro e 700
lavoratori che non ricevono stipendi da molti mesi, pur prestando
regolarmente servizio;
per sapere:
la situazione relativa ai mandati emessi dall'Amministrazione
regionale al CEFOP in riferimento agli sportelli multifunzionali
(progetti avv. 1/2010 e avv. 2/2010);
quali iniziative il Governo della Regione intenda attivare
affinché l'ente CEFOP possa attenersi allo scrupoloso rispetto del
contratto collettivo nazionale di lavoro in materia di pagamenti al
personale». (1151)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue.
Sull'argomento dedotto dall'onorevole interrogante sono state
richieste. le informazioni al competente Dipartimento del lavoro.
In via preliminare occorre rappresentare che l'interrogazione de
quo, assegnata per la trattazione all'Assessore per l'istruzione e
per la formazione professionale, è stata da quest'ultimo trasmessa
con nota 5075/Gab del 06/11/2013 allo scrivente, in quanto veniva
rilevata la non competenza ìn materia.
Fatta questa precisazione, che purtroppo ha inciso sui tempi della
risposta, si è proceduto ad acquisire, presso il citato
dipartimento, le notizie in merito.
Appare opportuno rilevare innanzitutto che la problematica di cui
trattasi è stata oggetto, dalla data di presentazione
dell'interrogazione ad oggi, di una complessa ed articolata
gestione che ha sortito la condivisa determinazione di non poter
pervenire ad alcuna forma di prosecuzione dell'attività connessa
agli Avvisi n.1 e n.2 del 2011 e, al fine della necessità di non
interrompere un pubblico servizio, di avvalersi del CIAPI di
Priolo, per l'erogazione delle politiche attive del lavoro,
attraverso l'utilizzo temporaneo di risorse umane, in possesso dei
requisiti specifici connessi alla natura delle attività da
garantire.
Quanto sopra ha portato, a seguito di procedure di evidenza
pubblica, all'assunzione a tempo determinato, per un periodo di
mesi sei, di n.1759 lavoratori provenienti dal bacino del settore
dei servizi formativi ed iscritti all'Albo degli operatori della
formazione (quindi assunti ante il 2008).
Da ciò non è derivato alcun pregiudizio sui singoli rapporti di
lavoro che detti lavoratori continuano a mantenere con i rispettivi
Enti, dai quali sono in atto collocati, per il periodo del
temporaneo utilizzo da parte del CIAPI, in posizione di aspettativa
senza stipendio.
Si ritiene utile evidenziare che detto personale risulta in
possesso delle condizioni per poter partecipare alla selezione
pubblica indetta dal CIAPI di Priolo, in esecuzione delle
deliberazioni della Giunta regionale che hanno individuato il
CIAPI, quale Ente in house per l'attuazione dei servizi formativi
2013/2014, attraverso l'assunzione a tempo determinato di personale
da utilizzare, per lo svolgimento delle attività formative. Quanto
sopra riportato evidenzia le forme di tutela e di salvaguardia che
l'Amministrazione ha posto in essere per il settore, c di
conseguenza anche per il personale del CEFOP».
L'Assessore
(Arch. Ester Bonafede)
Rubrica «Salute»
CORDARO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
i casi di neonati ritrovati abbandonati e, spesso, ritrovati senza
vita tanto tornano all'onore delle cronache, costituendo solo la
punta dell'iceberg di un fenomeno drammatico di disperazione e di
solitudine;
una risposta efficace a questo dramma è stata offerta dalla Culla
per la vita, moderna riedizione delle Ruote degli esposti che, nei
secoli scorsi, hanno rappresentato una testimonianza della
mobilitazione della società in favore dei più deboli e una concreta
possibilità di vita per migliaia di bambini;
un recente servizio giornalistico fa il punto sui dati statistici
relativi al decremento delle nascite, evidenziando come nel 2012
siano nati in Italia 12 mila bambini in meno, un trend sempre
crescente e che riguarda la gran parte dei Paesi europei che, se
non flettono sui nuovi nati, si limitano a mantenere gli stessi
valori sulle nascite;
ritenuto che:
la Sicilia, travolta dalla crisi economica ed occupazionale, è tra
le Regioni d'Italia che maggiormente soffre la crisi del decremento
delle nascite, poiché il binomio tra disoccupazione e sfiducia nel
futuro induce le giovani coppie a ritardare o addirittura a
rinunciare alla possibilità di mettere al mondo figli;
occorre trovare rimedi efficaci per questo stato di sfiducia
crescente, restituendo la speranza nelle donne che pur trovandosi
in gravidanza possano pensare di portarla a termine affidando il
proprio figlio in mani esperte e accoglienti;
considerato che:
la Culla per la vita rappresenta una realtà concreta anche nella
città di Palermo, ed ha offerto uno spazio protetto a donne sole,
ragazze disagiate, giovani coppie in difficoltà, facendosi carico
di un neonato, il cui imprescindibile diritto alla vita non può
essere schiacciato dalle difficoltà economiche o dall'angoscia di
una madre consapevole di non poter fare fronte alle cure necessarie
per la sua crescita;
nel 2007, riconosciuta l'importanza nel territorio, la Culla per
la vita è stata inserita fra i servizi di emergenza sanitaria
dall'assessorato alla sanità, che ne ha affidato la
videosorveglianza costante agli operatori del 118;
sottolineato che:
nell'affrontare un tema come quello dei diritti umani, è
indispensabile che nella nostra Regione non si conduca una
battaglia su un doppio binario, nel maldestro tentativo di
diversificare l'importanza del rispetto della dignità umana,
prediligendo e tutelando una fascia di soggetti a discapito di
altri, in una sorta di discriminazione alla rovescia che non
persegue l'uguaglianza e pari dignità ma elegge e differenzia per
categorie i più svantaggiati;
il neonato nella gerarchia sociale dei diritti è colui il quale
necessita delle maggiori tutele, che ha diritto ad un'accoglienza e
a cure certe, perché il rispetto delle vita deve avere il primo
posto in una società che si propone come garante dei diritti dei
più svantaggiati e combatte contro le discriminazioni in senso
lato;
atteso che :
le Culle per la vita oltre ad accogliere bambini - in sicurezza
per il piccolo e nell'anonimato per la madre - si pongono al centro
del tessuto urbano come presenza profetica di una cultura
dell'accoglienza e del rispetto della vita che è la stessa, oggi
come ieri;
le Culle rappresentano non l'alternativa, ma il completamento
della normativa per il parto anonimo in ospedale (oltre 300 casi
l'anno) giacché non tutte le donne vogliono o possono recarsi in
ospedale a partorire,
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano assumere affinché venga
ripristinata con immediatezza la funzionalità della Culla per la
Vita di Palermo, il sistema di videosorveglianza, restituendo alla
Città uno strumento di accoglienza e di tutela per i più deboli;
se non ritengano che la restituzione alla comunità di un servizio
qual è quello della Culla della Vita non sia il segnale di una
chiara volontà di questo Governo di voler tutelare tutte le fasce
sociali più fragili, mettendo al primo posto la cura per la vita
umana nel suo momento di maggiore vulnerabilità che è quello della
nascita». (1105)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione segnata in oggetto,
con la quale sono stati chiesti interventi urgenti per la lotta al
fenomeno dell'abbandono dei neonati a ripristino della "Culla per
la Vita" di Palermo, si rappresenta quanto segue.
Sulla base delle verifiche effettuate presso il Servizio del
Dipartimento per la Pianificazione Strategica di questo
Assessorato, che ha la competenza in materia di emergenza urgenza,
non risultano formali atti e/o documentazioni (decreti, note
autorizzative, relazioni, etc.) riconducibili all'attivazione della
Culla per la Vita di via Noce a Palermo, e quindi utili ad una
ricostruzione amministrativa della cronistoria della vicenda, né
tantomeno erogazioni di risorse finanziarie a carico di capitoli di
spesa di competenza di questo Assessorato.
A seguito degli incontri tenutisi ad ottobre e novembre 2013 con
l'Associazione Movimento per la Vita e con il Direttore della
Centrale Operativa del SUES 118 di Palermo, su sollecitazione anche
del Sindaco di Palermo che pur essendo stato invitato non ha
partecipato, si è potuto apprendere che le interlocuzioni,
risalenti al periodo 2006 e fino al 2008, sono intercorse fra la
Segreteria dell'Assessore per la Salute pro tempore, il Direttore
pro tempore del 118 e l'Associazione Culla per la Vita ed a ciò non
ha fatto seguito, come già premesso, alcun atto amministrativo.
Anche l'attuale Direttore della C.O. 118 di Palermo ha confermato
di non aver rinvenuto alcun atto formale di attivazione del
collegamento della Culla con la propria Centrale.
Gli Uffici di questo Assessorato hanno inoltre effettuato una
verifica attraverso il sistema informativo SIC della Regione ed è
stato possibile rilevare che nel corso del tempo sono stati emessi
alcuni mandati di pagamento per attività dell'Associazione
Movimento per la Vita (quali tavole rotonde, opuscoli, contributi
per coperture assicurative dei volontari, etc.), emessi
dall'Assessorato Beni Culturali e Assessorato Presidenza.
Nel corso degli incontri è emerso peraltro che le suore del
Convento di San Vincenzo, presso cui è ubicata la Culla, anche in
ragione della loro avanzata età, non sono in condizioni di
provvedere alla custodia e sorveglianza e non hanno garantito nel
tempo il presidio costante.
Si è appreso inoltre che dalla data di attivazione della Culla per
la Vita ad oggi non è stato accolto nessun neonato abbandonato.
Per completezza, si precisa che presso l'ARNAS Civico di Palermo,
con risorse economiche nazionali, è stata attivata ad ottobre
scorso una Culla per la Vita che, data l'allocazione all'interno di
una struttura ospedaliera, consente l'immediato soccorso neonatale,
attivando immediatamente, con un sistema di allarme, l'U.O.C. di
Neonatologia.
Il Direttore della predetta Unità ha inoltre sottolineato la
garanzia dell'anonimato e la presenza di una segnaletica
multilingue che conduce fino alla Culla.
Conclusivamente si ritiene che la questione relativa al fenomeno
dell'abbandono neonatale debba essere affrontato sotto i molteplici
aspetti che lo caratterizzano (non solo sanitari), attivando i
necessari strumenti di prevenzione a livello locale - Servizi
sociali dei Comuni - al fine di dare un concreto aiuto alle donne
che si trovano a dovere affrontare le difficoltà di una gravidanza
non voluta».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
ZITO - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
- LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
TANCREDI - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:
a far data dal mese di marzo c.a., numerosi soggetti affetti da
CIDP (riconosciuta dal SSN quale malattia rara con Rif RF 0180), in
cura presso l'Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia -
Cervello, hanno riscontrato numerose difficoltà di accesso alla
terapia, prevista da protocolli internazionali e riconosciuta dal
SSN, consistente nella somministrazione di Immunoglobulina umana in
alte dosi in vena, periodicamente ed in regime di day-hospital;
pare si registrino ritardi nella somministrazione e sembrerebbe
che a partire dal mese di luglio, sussista il rifiuto da parte
della suddetta azienda ospedaliera di garantire la terapia per il
futuro, senza fornire una valida motivazione, nonostante una nota
di protesta inviata il 10.06.2013 da alcuni pazienti;
i malati di polineuropatia infiammatoria cronica demielinizzante,
attraverso la terapia, possono condurre una vita in condizioni di
relativa normalità. Diversamente, il ritardo nella somministrazione
di immunoglobuline determina una rapida perdita di funzionalità
degli arti superiori ed inferiori e la conseguente necessità di
ricorrere alla sedia a rotelle;
nonostante il diritto alla salute sia costituzionalmente
garantito, il trattamento delle malattie rare è affidato alle
singole Regioni che stabiliscono modalità, tempi e trattamenti
terapeutici propri con conseguente diversità nelle diverse zone del
territorio nazionale;
al fine di garantire uniformità di trattamento, la Bozza di Piano
Nazionale delle Malattie Rare 2013-2016 auspica iniziative
interregionali volte a definire protocolli e percorsi assistenziali
organizzati e garantiti per ogni tipo di bisogno assistenziale,
compresi il trattamento del sintomo, la riabilitazione e
l'inserimento sociale;
la Regione siciliana, a differenza della Lombardia e del Piemonte,
non ha ancora adottato un Piano Diagnostico Terapeutico ed
Assistenziale, che provveda a porre in essere tutte le misure
necessarie per garantire a tutti i pazienti di CIDP il diritto alla
salute;
considerato che:
con nota del 02-07-2013 prot. N 4140/dsa, a firma della dott.ssa
Martorana, con oggetto la Richiesta di autorizzazione Off-Label
all'impegno di immunoglobuline e.v. Restituzione documentazione si
legge:
'In riscontro alle diciannove note di pari oggetto prot. 25/13
Neuro del 24.6.2013, pervenute alla scrivente si rilevano le
seguenti irregolarità formali e sostanziali. Sotto il profilo
formale:tutte le istanze riportano lo stesso numero di protocollo
pur trattandosi di casi clinici diversi; numero cinque istanze non
risultano debitamente firmate dalla S.V. e pertanto si
restituiscono in toto.
Sotto il profilo sostanziale:
la documentazione presentata non è conforme al Decreto 2679 del
19.11.2009, che è stato trasmesso con apposita circolare prot. N.
3284 del 28.5.2013 e non rispetta i contenuti della legge 296/2006
Art. 1 comma 796 lettera z) che stabilisce: il ricorso, con
carattere diffuso e sistematico, a terapie farmacologiche a carico
del S.S.N., al di fuori delle indicazioni presenti in scheda
tecnica, non sia possibile, nelle strutture o trattamenti sanitari,
per la cura di patologie per le quali risultino autorizzati farmaci
recanti specifica indicazione al trattamento.
Si rammenta inoltre, che la prescrizione della Ig vena deve
avvenire esclusivamente a cura dei centri prescrittori di cui ai
Decreti o del 10 Agosto 2012 o del 28 Marzo 2013';
nella nota succitata si legge anche che:
'Non è superfluo sottolineare che eventuali irregolarità potranno
comportare ricadute di carattere erariale e penale. Infine si
rammenta che l'iter sopraddetto deve essere concluso in tempi brevi
nella considerazione che nessun ritardo o disservizio dovrà
verificarsi nei confronti dell'utente/paziente';
preso atto che con nota del 05/07/2013, prot. 36/13, il dott.
Cottone direttore f.f. del reparto di neurologia risponde che:
'In riscontro alla nota in oggetto con la presente si reiterano le
istanze di autorizzazione all'uso off label delle immunoglobuline
e. v. nei pazienti con CIDP in cura presso il centro di riferimento
regionale di Neuroimmunologia dell'A.O.O.R. Villa Sofia - Cervello,
debitamente protocollate e firmate, redatte in maniera conforme al
D.A. 2679 del 19.11.2009. Relativamente all'art. 1 comma 796
lettera z), menzionato, si fa rilevare che a tutt'oggi non
risultano autorizzati farmaci recanti specifica indicazione per la
patologia in questione e che l'apparente ricorso all'uso
sistematico a tale trattamento è legato alla concentrazione di
diversi casi nella stessa U.O. essendo il reparto di Neurologia già
riconosciuto di riferimento regionale per le malattie neurologiche
a patogenesi immunitaria con D.A. n. 283 del 14.3.2002
(riconfermato nel mese di ottobre 2003 e Dicembre 2012). Si prende
atto comunque delle indicazioni della SS.LL. fermo restando in
attesa di autorizzazione non si procederà all'uso Ig vena.';
per sapere:
quali siano i provvedimenti già adottati dalla Regione siciliana
per il trattamento della CIDP;
se la Regione siciliana intenda avviare un percorso volto
all'adozione di un Piano Diagnostico Terapeutico ed Assistenziale
per i malati di CIDP, al fine di impedire che nell'imminente futuro
i pazienti affetti dalla suddetta patologia vedano negato il loro
diritto alle cure, mediante il rifiuto opposto dagli ospedali che,
in mancanza di uno specifico provvedimento regionale,
stabilirebbero in modo del tutto discrezionale quali malattie rare
trattare nei propri Presidi;
quali provvedimenti l'assessore prenderà per evitare che nei
reparti autorizzati al trattamento della CIDP vi siano disservizi,
anche burocratici, ai pazienti in cura». (1148)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
con la quale è stato chiesto di verificare gli eventuali disservizi
nella somministrazione di immunoglobuline per il trattamento della
polineuropatia cronica demielinizzante in particolare presso l'A.O.
Villa Sofia - Cervello di Palermo, si rappresenta che la
problematica è stata efficacemente superata dalla Direzione
aziendale che ha autorizzato l'utilizzo delle specialità medicinali
"off label immunoglobuline e.v." nei pazienti con CIDP già in cura
presso il proprio Centro di riferimento regionale di neuro
immunologia.
Quanto sopra nelle more del provvedimento, in corso di
registrazione, con il quale l'AIFA, autorizzando il trattamento
della CIDP mediante la somministrazione di dette specialità
medicinali, supererà definitivamente le difficoltà di
approvvigionamento fino ad oggi verificatesi in campo nazionale».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
MICCICHE'- FIRETTO - LA ROCCA RUVOLO - ANSELMO - D'AGOSTINO -
RAGUSA . - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
con Decreto dell'Assessore regionale per la sanità del 24 ottobre
2006 è stata stipulata tra la Regione Sicilia, Assessorato
Regionale alla Sanità, e la Joint Commission International, società
nata negli USA nel 1951 al fine di migliorare la qualità
dell'assistenza sanitaria degli ospedali americani e di
implementare programmi di miglioramento a livello internazionale
istituendo la possibilità di un accreditamento delle strutture
sanitarie, una convenzione che ha previsto l'esecuzione di un
progetto mirato alla elaborazione degli standard di qualità da
applicare nelle strutture ospedaliere e nei servizi di emergenza
118 SEUS delle Regione stessa ed è stata introdotta tutta una serie
di obblighi conformi ai protocolli elaborati, allo scopo di
eliminare e ridurre i rischi clinici delle strutture ospedaliere;
con Decreto dell'Assessore regionale per la sanità dell'11 ottobre
2008 sono stati approvati i ventisette standard di qualità (sui 108
elementi misurabili del rischio clinico) che tutte le strutture
ospedaliere della Regione, compreso il servizio di emergenza 118
SEUS, devono applicare;
i ventisette standard di qualità della gestione rischio clinico
sono:
1.Ai pazienti con bisogni urgenti o immediati è data priorità di
valutazione e di trattamento;
2.La cartella di ogni paziente ricoverato in pronto soccorso
riporta l'ora di arrivo, le conclusioni al termine del trattamento
di pronto soccorso, le condizioni del paziente alle dimissioni e le
istruzioni di follow-up;
3.I servizi di trasporto medico sono conformi a leggi e
regolamenti e ai requisiti di autorizzazione;
4.I servizi di trasporto medico sono garantiti attraverso un
processo ben gestito che assicura la sicurezza e la qualità dei
servizi per i pazienti e per lo staff;
5.Le valutazioni mediche ed infermieristiche iniziali sono
completate entro le prime 24 ore dall'accettazione in ricovero
ordinario, oppure entro tempi più brevi come indicato dalle
condizioni del paziente o dalla politica ospedaliera;
6.Tutti i pazienti sono sottoposti a rivalutazione a intervalli
appropriati, al fine di determinare la loro risposta al trattamento
e per pianificare il trattamento continuo o le dimissioni;
7.L'autore, la data e l'ora di tutte le annotazioni riportate
nelle cartelle cliniche sono chiaramente identificabili;
8.Le procedure eseguite sono annotate nella cartella clinica;
9.I responsabili del governo e della guida dell'ospedale
partecipano alla pianificazione e al monitoraggio di programmi per
il miglioramento della qualità e per la sicurezza dei pazienti;
10.Il monitoraggio clinico include gli aspetti delle procedure
chirurgiche selezionati dai dirigenti dell'ospedale;
11.Il monitoraggio clinico include quegli aspetti dell'uso
dell'anestesia e della sedazione selezionati dai vertici;
12.L'organizzazione utilizza un processo definito per assicurare
che le conoscenze e le capacità di ciascun membro del personale
siano consistenti con i bisogni dei pazienti;
13.L'azienda ha un processo efficace per raccogliere, verificare e
valutare le credenziali (abilitazione, studi, tirocinio e pratica)
del personale medico autorizzato a fornire assistenza sanitaria
senza supervisione;
14.Gli operatori sanitari a diretto contatto con il paziente e
altri operatori identificati dall'organizzazione sono addestrati
nelle tecniche di rianimazione cardiopolmonare d'urgenza e sono in
grado di dimostrare una competenza adeguata al riguardo;
15.Politiche e procedure guidano l'assistenza urgenti;
16.Politiche e procedure guidano l'assistenza dei pazienti
mantenuti in vita con mezzi artificiali o in coma;
17.L'ingresso o il trasferimento alle unità di terapia intensiva o
ad altre unità specialistiche è determinato sulla base di criteri
prestabiliti;
18.Obiettivo internazionale per la sicurezza del paziente n. 1:
identificare correttamente il paziente. Requisito dell'obiettivo 1:
l'organizzazione elabora un metodo per migliorare l'accuratezza
dell'identificazione del paziente;
19.Obiettivo internazionale per la sicurezza del paziente n. 4:
garantire l'intervento chirurgico in paziente corretto, con
procedura corretta, in parte del corpo corretta. Requisito
dell'obiettivo 4: l'organizzazione elabora un metodo per garantire
l'intervento chirurgico in paziente corretto, con procedura
corretta, in parte del corpo corretta;
20.Il consenso informato è ottenuto prima dell'intervento
chirurgico, dell'anestesia, dell'utilizzo di sangue o emoderivati,
e prima di altri trattamenti e procedure ad alto rischio;
21.La valutazione medica iniziale è documentata prima
dell'anestesia, della sedazione o di un trattamento chirurgico;
22.Il trattamento anestesiologico/sedazione di ciascun paziente è
pianificato e documentato;
23.Le condizioni fisiologiche di ciascun paziente durante la
somministrazione dell'anestesia/sedazione sono monitorate su base
continua e registrate nella cartella clinica;
24.Le condizioni post-anestesia/sedazione di ciascun paziente sono
monitorate e documentate, e il paziente è dimesso dalla sala di
risveglio postoperatorio da un professionista qualificato o per
mezzo di criteri prestabiliti;
25.Il trattamento chirurgico di ciascun paziente è pianificato e
documentato, sulla base dei risultati della valutazione;
26.L'intervento chirurgico è documentato nella cartella clinica
del paziente;
27.Esiste una politica che regola il trasferimento appropriato del
paziente presso un'altra struttura, in modo da soddisfare il suo
bisogno di continuità assistenziale;
i quattordici standard di qualità del trasporto sanitario sicuro
sono:
1.I responsabili del governo dell'organizzazione sostengono e
promuovono le iniziative di gestione e miglioramento della qualità;
2.Un medico con i titoli di studio, la formazione e l'abilitazione
idonei provvede alla supervisione delle attività cliniche
dell'organizzazione di trasporto sanitario;
3.Il monitoraggio dei tempi di risposta include i tempi tra il
primo contatto e l'attivazione dell'equipaggio di soccorso; tra
l'attivazione dell'equipaggio di soccorso e l'uscita del mezzo; tra
l'uscita del mezzo e l'arrivo sulla scena dell'evento accanto al
paziente (nei casi di emergenza/urgenza); e tra la partenza dalla
scena dell'evento e l'arrivo a destinazione, in caso di trasporto
del paziente;
4.Il monitoraggio include i contatti e i problemi con le strutture
riceventi;
5.Il monitoraggio include l'assistenza ai pazienti pediatrici di
età inferiore ai 12 anni;
6.La capacità di ciascun operatore di adempiere alle
responsabilità definite nella propria job description è valutata
all'atto della nomina in ruolo e poi, a seguire, su base regolare
(con documentazione almeno annuale);
7.Gli operatori che forniscono assistenza sanitaria e altri
operatori individuati dall'organizzazione sono addestrati nelle
tecniche base o avanzate di rianimazione cardiopolmonare nelle
urgenze traumatiche e non traumatiche per pazienti adulti e
pediatrici, in funzione della propria job description;
8.Per ogni annotazione nella scheda del paziente è possibile
identificarne l'autore, la data di registrazione e, laddove
richiesto, l'ora;
9.L'organizzazione attiva conserva una registrazione delle
attività della centrale operativa per ciascuna richiesta di
servizio;
10.L'organizzazione dispone di un piano esauriente di risposta e
spiegamento dei mezzi, conformemente con la propria missione e le
proprie risorse;
11.Il piano prevede gli standard per i tempi di risposta e il
monitoraggio dei tempi di risposta effettivi;
12.Esiste la capacità di comunicare direttamente, in qualunque
momento, tra il chiamante e la centrale operativa e tra la centrale
operativa e l'equipaggio/il mezzo di soccorso;
13.Gli interventi effettuati sono scritti nella scheda del
paziente;
14.Politiche e procedure guidano l'assistenza ai pazienti in
emergenza-urgenza con bisogni critici;
con Decreto dell'Assessore regionale per la salute n. 2720 del
2.11.2010, è stata disposta la prosecuzione dell'originario
progetto mediante l'implementazione di un ulteriore programma
denominato 'Patients Safety Emergency Department', che ha previsto
il rafforzamento degli interventi delle aree del rischio clinico e
l'individuazione e l'adozione di nuovi 76 standard di qualità;
risulta necessario accertare se tali standard, strumenti
fondamentali per la valutazione dell'avvenuto raggiungimento degli
obiettivi di qualità, siano oggi previsti ed applicati presso il
Presidio ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta, punto di
riferimento per l'utenza dei servizi ospedalieri per un ambito
territoriale relativo all'intera fascia centro-occidentale
regionale;
per sapere se:
risultino applicati gli standard elaborati con i progetti sopra
menzionati presso il Presidio ospedaliero Sant'Elia di
Caltanissetta;
siano stati raggiunti, alla data odierna, gli obiettivi connessi
con l'applicazione dei protocolli adottati con i ripetuti
progetti». (1462)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione segnata in oggetto,
con la quale sono state chieste notizie circa l'applicazione presso
il Presidio ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta degli standard
di qualità previsti per la Sicilia, si fornisce la nota prot. 15344
del 17 febbraio 2014 resa dal Servizio 5 "Qualità, governo clinico
e sicurezza dei pazienti" del Dipartimento per le Attività
Sanitarie di questo Assessorato, con allegata relazione prot. 4319
del 14 febbraio 2014 dell'ASP di Caltanissetta, che evidenzia le
azioni intraprese e le attività svolte, ritenute dal citato
Servizio complessivamente positive».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
FONTANA-D'ASERO-ASSENZA-GERMANA'-ALONGI. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:
con avviso pubblicato sul sito istituzionale dell'Assessorato
regionale della salute, e alle successive comunicazioni per e-mail
dell'8 agosto 2013, sono stati convocati gli aspiranti idonei alla
nomina di Direttore Generale delle Aziende del SSR per lo
svolgimento dei test on-line presso il CEFPAS di Caltanissetta, nei
giorni 27 e 28 agosto 2013;
i convocati sono stati distinti in due elenchi, il primo
denominato 'aspiranti individuati in esito alla selezione
preliminare basata sull'analisi curriculare' ed il secondo
denominato 'aspiranti in possesso del requisito di adeguatezza';
accertato che siffatta distinzione deriva dal verbale datato 31
luglio 2013, prot. n. 0009691, e redatto dalla Commissione
istituita ai sensi del comma 3 dell'art. 3 bis del D.lgs n. 502/92
e s.m.i. e di cui al D.A. n. 2689/12 del 12 dicembre 2012,
costituita dal prof. Marco Frey, dal dr. Fulvio Moirano e dal dr.
Ernesto Morici;
considerato che:
le risultanze della Commissione appaiono motivate da valutazioni
effettuate attraverso l'utilizzo dei criteri di cui alla griglia di
attribuzione dei punteggi curriculari contenuti nel verbale della
stessa Commissione del 6 febbraio 2013;
tale griglia, postuma all'avviso pubblico di selezione del
12.12.2012 e non prevista come dovevasi nello stesso avviso, è
stata pubblicamente conclamata come illegittima, in primis, dal
Presidente della Regione, per come peraltro avallato dall'Ufficio
Legislativo e Legale, ritenuta non applicabile in una procedura
concorsuale per gli aspiranti alla nomina di Direttore Generale e,
comunque, allorquando forzatamente applicabile, in assoluto
contrasto con tutta la normativa concorsuale nazionale e regionale
di riferimento;
accertato che il Governo e l'Assessore per la salute, smentendosi
ancora una volta rispetto alle posizioni precedentemente assunte,
dichiarate e conclamate in tutte le sedi, compresa la VI
Commissione legislativa permanente di questa Assemblea, con
l'avviso in epigrafe, hanno finito con l'applicare l'illegittima
procedura;
ritenuto che il risultato conseguito per tale modus operandi è
quello di un autentico 'pasticcio' tra l'illegale ed il ridicolo,
anche alla luce del fatto che ad agosto, in sospetto periodo
feriale, vanno ad effettuarsi dei test on-line che definire
originali è a dir poco eufemistico; sussistono perplessità in
ordine alle procedure adottate, ma riservate agli adeguati',
costituente un'autentica prova di concorso per 60 posti (50 per
cento di 119, ci si interroga peraltro quale bando abbia previsto
tale percentuale e le prove d'esame), l'altra riservata ai
candidati con analisi curriculare, costituente, invece, una sorta
di prova fittizia, perchè già fanno parte di un elenco di 119
aspiranti già selezionati per i colloqui orali;
non appare chiaro a cosa serva allora tale prova se già l'effetto
(ammissione alla prova orale) sia stato conseguito (serve forse a
giustificare i compensi che dovranno erogarsi per il
particolarissimo lavoro svolto dalla Commissione? Serve a
giustificare la riammissione di un criterio prima bollato come
illegittimo e, conseguentemente, a rendere possibile l'ammissione
alla prova di alcuni soggetti, tra quelli dichiarati adeguati, che
giammai avrebbero potuto essere ammessi per assoluta carenza di
titoli?);
ritenuto infine che se così fosse, il tutto sembrerebbe violare
macroscopicamente l'avviso di selezione, con violazione del D.lgs.
n. 502/92 e s.m.i., del decreto Balduzzi, nonchè di tutte le norme
che regolano i pubblici concorsi. Tutto ciò sarebbe assolutamente
risibile, fino all'ilarità generale cui verrebbe ancora una volta
ad essere sottoposta la nostra Regione;
per sapere se non ritengano opportuno, alla luce delle
considerazioni su esposte:
ritirare immediatamente, in autotutela, l'avviso pubblicato sul
sito istituzionale dell'Assessorato regionale della salute e le
successive comunicazioni per e-mail dell'8 agosto 2013, attraverso
le quali sono stati convocati gli aspiranti idonei alla nomina di
direttore generale delle Aziende del SSR per lo svolgimento dei
test on-line presso il CEFPAS di Caltanissetta, nei giorni 27 e 28
agosto 2013;
riavviare conseguentemente un percorso più trasparente e meno
farraginoso, che non includa alcuna 'riserva indiana' e che
finalmente dia a tutti gli aspiranti le stesse opportunità di
partecipazione alla selezione». (1213)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione parlamentare in
oggetto specificata con la quale si chiedono notizie sul bando per
gli aspiranti idonei alla nomina di direttore generale delle
Aziende del Servizio sanitario regionale, si precisa quanto segue».
Come è noto, l'art. 3 bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992
n. 502 e successive modifiche ed integrazioni, da ultimo apportate
dall'art. 4 del decreto legge 13 settembre 2012 n. 158, convertito
con modificazioni dalla legge 8 novembre 2012 n. 189, stabilisce
che "la Regione provvede alla nomina dei direttori generali delle
aziende e degli enti del servizio sanitario regionale, attingendo
obbligatoriamente all'elenco regionale degli idonei, ovvero agli
analoghi elenchi delle altre regioni, costituiti previo avviso
pubblico e selezione effettuata, secondo modalità e criteri
individuati dalla regione, da parte di una commissione costituita
dalla regione medesima in prevalenza tra esperti indicati da
qualificate istituzioni scientifiche indipendenti, di cui uno
designato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali,
senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Gli
elenchi sono aggiornati almeno ogni due anni. Alla selezione si
accede con il possesso di laurea magistrale e di adeguata
esperienza dirigenziale, almeno quinquennale, nel campo delle
strutture sanitarie o settennale negli altri settori, con autonomia
gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane,
tecniche o finanziarie, nonché di eventuali ulteriori requisiti
stabiliti dalla regione. La regione assicura, anche mediante il
proprio sito internet, adeguata pubblicità e trasparenza ai bandi,
alla procedura di selezione, alle nomine ed ai curricula. Resta
ferma l'intesa con il rettore per la nomina del direttore generale
di aziende ospedaliero - universitarie".
In materia di procedure per la nomina dei Direttori generali della
Aziende Sanitarie era già intervenuto il legislatore regionale
disponendo, all'articolo 19, comma 1, della legge regionale 14
aprile 2009, n. 5 che i direttori generali delle Aziende di cui al
comma 1 dell'articolo 8 sono nominati per un periodo di tre anni,
rinnovabile nella stessa Azienda una sola volta per la stessa
durata. Ai fini della loro nomina, l'Assessore regionale per la
sanità opera fra gli aspiranti aventi titolo una analitica
ricognizione delle condizioni e dei requisiti richiamati dagli
articoli 3 e 3-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502
e successive modifiche ed integrazioni ed effettivamente posseduti,
da rendere accessibile attraverso pubblicazione sul sito web della
Regione. In particolare, è accertata la coerenza fra i requisiti
posseduti e le funzioni da svolgere anche in riferimento al
possesso del diploma di laurea, al possesso di qualificata
esperienza professionale di direzione tecnica ed amministrativa
svolta in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con le
modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture dirette
con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere
Con la deliberazione n. 471 del 4 dicembre 2012 la Giunta
regionale ha espresso la propria condivisione alla proposta
formulata dall'Assessore regionale per la Salute con nota prot. n.
87709, di pari data, per l'istituzione, ai sensi del succitato
comma 3 dell'art. 3 bis del decreto legislativo n. 502 del 30
dicembre 1992 e s.m.i. di un nuovo elenco ad aggiornamento biennale
degli aspiranti idonei alla nomina a direttore generale delle
aziende sanitarie provinciali, delle aziende ospedaliere ed
ospedaliere - universitarie della Regione Siciliana ed ha
apprezzato il relativo schema di avviso pubblico con gli acclusi
allegati.
Con la medesima deliberazione è stato conferito mandato
all'Assessore regionale per la Salute di procedere, con proprio
decreto, alla costituzione della commissione di cui al suddetto
comma 3 dell'art. 3 bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992
n. 502 e successive modificazioni ed integrazioni, composta da tre
componenti, di cui uno in rappresentanza dell'Amministrazione
regionale, uno designato dall'Agenzia nazionale per i servizi
sanitari regionali ed il terzo designato da un'istituzione
universitaria indipendente.
Con il D.A. n.02689/12 del 12/12/2012 (G.U.R.S. 21 dicembre 2012
n. 100) è stata avviata la procedura per la formazione del nuovo
elenco ad aggiornamento biennale degli aspiranti idonei alla nomina
a direttore generale delle aziende sanitarie della Regione ed è
stato approvato il relativo schema di avviso pubblico con gli
acclusi allegati.
In forza della normativa, in attuazione della quale è stato
adottato il predetto bando - e precisamente degli articoli 3 e 3
bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e ss. mm. e
ii. e dell'articolo 19, comma 1, della legge regionale 14 aprile
2009, n. 5 sopra richiamati - la nomina dei direttori generali
della aziende sanitarie si articola in due procedimenti distinti:
l'uno volto alla formazione di un elenco di soggetti idonei alla
nomina, l'altro finalizzato ad individuare tra i soggetti idonei
quelli ai quali conferire l'incarico di direttore generale.
Entrambi i suddetti procedimenti sono disciplinati dall'avviso
pubblico sopra citato.
Infatti, ai fini della formazione di un elenco di aspiranti idonei
alla nomina , l'avviso prevedeva che i candidati devono essere in
possesso dei seguenti requisiti:
a) diploma di laurea magistrale o diploma di laurea del precedente
ordinamento;
b) qualifica dirigenziale con relativa esperienza almeno
quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o settennale negli
altri settori, maturata nei dieci anni precedenti la data di
pubblicazione del presente avviso.
Per esperienza dirigenziale deve intendersi esclusivamente
l'effettiva attività di direzione con autonomia gestionale e
diretta responsabilità delle risorse, umane, tecniche o
finanziarie, svolta a seguito di formale conferimento di incarico,
con riguardo all'intera organizzazione dell'ente, dell'azienda,
della struttura od organismo ovvero ad una delle sue articolazioni,
comunque, contraddistinte, secondo i rispettivi ordinamenti, da
autonomia organizzativa e responsabilità verso l'esterno, con
esclusione in ogni caso degli incarichi di direzione di strutture
semplici e delle funzioni di mero studio, consulenza, ricerca,
ispezione e controllo.
Per le società la carica di presidente o componente del consiglio
di amministrazione con specifica delega, o amministratore unico o
amministratore delegato è riconosciuta equivalente al possesso
della qualifica dirigenziale, fermo restando la relativa esperienza
almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o
settennale negli altri settori, maturata nei dieci anni precedenti
la data di pubblicazione del presente avviso.
c) età non superiore a 67 anni alla data di pubblicazione
dell'avviso;
d) possesso del certificato, ove conseguito, di frequenza del
corso di formazione in materia di sanità pubblica e di
organizzazione e gestione sanitaria ai sensi dell'art. 3 bis comma
4 del decreto legislativo n. 502/92, ovvero impegno a produrre tale
certificazione entro 18 mesi dalla nomina.
Con D.A. n. 215/13 del 30 gennaio 2013, sopra citato, si è
proceduto, in esecuzione del mandato conferito dalla Giunta
regionale, alla costituzione della Commissione di cui comma 3
dell'art. 3 bis del D.Lgs. n. 502/1992 e s.m.i., per l'espletamento
dei compiti ad essa conferiti dall'avviso pubblico approvato con il
succitato decreto assessoriale n. 2689/12.
L'avviso prevedeva che, ai fini della nomina, l'Assessore
regionale per la Salute, ai sensi dell'art. 19 comma 1 della legge
regionale 14 aprile 2009 n. 5, accertasse mediante l'analisi
curriculare affidata alla suddetta Commissione di cui all'art 3 bis
comma 3 del D.Lgs. n. 502/1992 e s.m.i, la coerenza tra i requisiti
dichiarati e le funzioni da svolgere, anche con riferimento al
possesso del diploma di laurea e della qualificata esperienza
dirigenziale svolta nel rispetto dei limiti temporali e delle
modalità sopra riferite, nonché la corrispondenza tra le strutture
già dirette dagli aspiranti alla nomina e quelle da dirigere. Al
fine di consentire all'Assessore di acquisire ulteriori elementi di
valutazione dei soggetti selezionati in esito all'esame dei
curricula, l'avviso prevedeva, altresì, la loro sottoposizione ad
un colloquio, di cui la Commissione aveva il compito, previa
analisi dei curricula medesimi, di definirne modalità, contenuti
ed articolazioni.
La Commissione doveva, infine, sottoporre all'Assessore gli esiti
della procedura testé descritta, onde consentire a quest'ultimo la
proposta di nomina ai sensi dell'art. 33 comma 2 della predetta
l.r. n. 5/09, ferma restando l'intesa con i Rettori per la nomina
dei direttori generali delle aziende ospedaliere universitarie,
così come disciplinata dai vigenti protocolli stipulati tra la
Regione e le Università di Catania, Messina e Palermo.
Al termine della prima fase finalizzata alla formazione
dell'elenco, in esito ai lavori della Commissione, con il
summenzionato D.A. n. 955/13 e s.m.i., integrato dal successivo n.
1475/13 del 31 luglio 2013, è stato approvato l'elenco degli
aspiranti alla nomina a Direttore Generale delle Aziende sanitarie
provinciali, delle Aziende ospedaliere e delle Aziende ospedaliere
universitarie della Regione Siciliana.
Per la seconda fase relativa alla procedura di selezione degli
iscritti nell'elenco, la Commissione, in seno al verbale di
insediamento, n. 1 del 6 febbraio 2013, nel rispetto del quadro
normativo di cui sopra e nei termini previsti dall'avviso,
elaborava i criteri, le modalità e le articolazioni per la
procedura di selezione ed i colloqui diretti a supportare
l'Assessore, al fine di sottoporre a quest'ultimo una rosa di 51
aspiranti.
In particolare, la Commissione ha approfondito il requisito
dell'adeguata esperienza dirigenziale, così come delineato
dall'avviso, ed ha considerato tali le sottostanti esperienze:
Sanità Pubblica: funzioni di direttore di dipartimento, direttore
di presidio ospedaliero, direttore di distretto e direttore di
struttura complessa svolte per almeno cinque anni negli ultimi
dieci anni;
Sanità privata: funzioni di direttore di dipartimento, direttore
di presidio ospedaliero, direttore di struttura complessa o
funzione analoga svolte per almeno cinque anni negli ultimi dieci
anni. Tali esperienze sono state considerate utili ai fini
dell'ammissione, se il numero dei dipendenti della organizzazione
(ospedale, casa di cura, clinica privata ecc.) è superiore a 100;
Pubblica amministrazione, settore privato, misto, terzo settore:
attività nei ruoli di dirigente Generale o Direttore Generale o
figura equivalente in Enti o organizzazioni con dimensione
superiori a 100 dipendenti. In particolare si terrà conto dei
Presidenti e dei membri C.D.A. con delega operativa, dei CEO e
degli AD; inoltre si è tenuto conto dei direttori di divisione e
dei direttori di funzione.
La Commissione, in esecuzione di quanto previsto dall'avviso, ha
individuato quali criteri di valutazione, l'età anagrafica, il
numero di dipendenti dell'organizzazione, il ruolo, il numero
delle risorse umane gestite, le risorse finanziarie gestite, la
persistenza (continuità nella stessa azienda), la specializzazione
ed i correlati punteggi conseguibili da ciascun candidato
attraverso una graduazione articolata da un minimo ad un massimo,
ed ha precisato che nell'attribuzione dei punteggi per le
variabili 2, 3, 4 e 5 sarebbe stata presa in considerazione
l'attività prevalente svolta in termini temporali nell'ultimo
decennio.
Di seguito si riportano le sette variabili individuate dalla
Commissione per la valutazione del curriculum ed i punteggi
correlati per ciascuna di esse, come indicate testualmente nel
verbale del 6 febbraio 2013, con la precisazione che il criterio
inerente l'età è stato inserito, oltre che per tenere conto del
limite stabilito dall'avviso, per bilanciare i successivi criteri
in cui l'esperienza appare correlabile all'età.
1 ETA' ANAGRAFICA PUNTEGGIO
NOTA: calcolare alla data di pubblicazione dell'avviso
Fino a 45 anni 6
Da 45anni e 1 giorno a 55 anni 4
Tra i 55 anni e 1 giorno e i 64 anni 2
Da 65 anni e 1 giorno ai 67 anni 0
Il successivo criterio riferito al numero dei dipendenti è stato
tarato sulle dimensioni delle strutture sanitarie, in particolare
siciliane.
2 NUMERO DIPENDENTI ORGANIZZAZIONE PUNTEGGIO
Oltre i 3000 6
Da 1501 a 3000 4
Da 101 a 1500 2
Fino a 100 O
Il successivo criterio riferito al ruolo è stato distinto in tre
diverse tipologie di esperienza, da riferirsi, come evidenziato in
precedenza, ad almeno cinque/sette anni negli ultimi 10 anni. I
punteggi del punto 3 non sono quindi cumulabili.
3a RUOLO SANITA' PUBBLICA PUNTEGGIO
DIRETTORE GENERALE, COMMISSARIO, D.A., D.S. 6
DIRETTORE DI PRESIDIO SUPERIORE A 250 posti letto 4
DIRETTORE DI PRESIDIO Inf. a 250 posti letto, DIRETTORE 2
DISTRETTO, DIRETTORE DIPARTIMENTO
DIRETTORE STRUTTURA COMPLESSA 0,5
DIRETTORE STRUTTURA SEMPLICE 0
3b RUOLO - PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PUNTEGGIO
DIRIGENTE GENERALE, DIRETTORE GENERALE O FIGURA 6
ANALOGA in organizzazioni con più 500 dipendenti
complessivi
DIRIGENTE GENERALE, DIRETTORE GENERALE O FIGURA ANALOGA 3
in organizzazioni con più di 100 e meno di 500
dipendenti complessivi
3 c RUOLO- SANITA' PRIVATA/MISTO/TERZO SETTORE PUNTEGGIO
PRESIDENTE (con delega operativa); MEMBRO CDA (con 6
delega operativa);CEO; AD;DG
DIRETTORE DI DIVISIONE 4
DIRETTORE DI FUNZIONE (ES. DIREZIONE PERSONALE, 2
DIREZIONE COMUNICAZIONE); RESPONSABILE DI FUNZIONE
(ES. DI ORGANIZZAZIONE; DI SVILUPPO , DI PUBBLICITA'
PROMOZIONE, .)
DIRETTORE DI FUNZIONE COMPLESSA O FUNZIONE ANALOGA 0,5
Nel successivo criterio per risorse umane gestite si intendono
quelle "direttamente" gestite. Nell'analisi del CV va sempre fatto
l'incrocio tra il dato "numero dipendenti
dell'organizzazione"indicato e quello relativo alle risorse che il
candidato dichiara di gestire/aver gestito. Nei casi di ruoli di
vertice (AD, DG, CEO, ...) si assume che il numero di risorse
direttamente gestite sia coincidente con il numero di dipendenti
dell'intera organizzazione.
4 NUMERO RISORSE UMANE GESTITE PUNTEGGIO
Oltre 500 6
Da 500 A 151 4
Da 150 a 51 2
Fino a 50 0
Anche per il successivo criterio valgono le considerazioni fatte
sopra.
5 RISORSE FINANZIARIE GESTITE (Euro) PUNTEGGIO
Oltre i 50 milioni 6
Da 49,9 a 20 milioni 4
Da 19,9 milioni a 5 milioni 2
Fino a 5milioni 0
Il criterio della persistenza serve a rappresentare la relativa
continuità di presenza, accompagnata da una varietà delle
esperienze. Per questo motivo si premiano i profili che abbiano
avuto una relativa varietà/continuità.
6 PERSISTENZA (CONTINUITA' NELLA STESSA AZIENDA) PUNTEGGIO
Fino a 3 anni per singola esperienza 2
Tra i 3 anni e 1 giorno e i 5 anni per singola 4
esperienza
Sopra i 5 anni per singola esperienza 1
Nel successivo criterio si intendono riconoscere le
specializzazioni (master) su temi organizzativi e gestionali. Il
certificato di frequenza al corso di formazione in materia di
sanità pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria ai sensi
dell'art. 3 bis comma 4 del decreto legislativo n. 502/92 non viene
considerato ai fini dell'attribuzione punteggio.
7 SPECIALIZZAZIONE PUNTEGGIO
NOTA:
MASTER IN MANAGEMENT DI 2 LIVELLO 6
MASTER IN MANAGEMENT di 1 livello, MASTER SPECIALISTICI 4
in area organizzativa gestionale FULL TIME 1 LIVELLO
(ES. SU GOVERNO CLINICO,
organizzazione ospedaliera o territoriale e
specialità in medicina di area igiene e prevenzione
CORSI PER EXECUTIVE (general management, di durata 2
superiore a 70 ore)
Il citato verbale prevedeva l'ammissione al colloquio per quanti
avessero conseguito un punteggio minimo di 24 punti su 40 e, in
ogni caso, per i primi 100 classificati e la sottoposizione dei
candidati ammessi alla fase finale ad un questionario on line e a
successivo colloquio, di cui parimenti sono stati definiti
contenuti e modalità.
In particolare, si specifica che il questionario on line era
finalizzato ad acquisire un riepilogo delle prestazioni potenziali
del candidato nelle attitudini individuate come prioritarie per il
ruolo da ricoprire attraverso la combinazione di due criteri: media
questionario complessivo + media sul valore ottenuto dal
rispondente su alcune delle competenze ritenute prioritarie dalla
commissione (capacità di guida e di decisione, capacità di gestire
le persone, capacità di relazione, orientamento al cambiamento).
Per il colloquio il verbale prevedeva, dopo una breve libera
autopresentazione del candidato, la formulazione di domande volte
ad esplorare prevalentemente le aree relative agli aspetti critici
nella gestione di un'azienda sanitaria sotto il profilo
economico/finanziario, del personale e della valutazione della
performance.
Per la fase relativa al questionario ed al colloquio nel verbale
era previsto il punteggio massimo a disposizione della commissione
pari a 60.
Durante la fase istruttoria, l'Ufficio Legislativo e Legale,
all'uopo interpellato sulla seconda fase del procedimento relativa
al conferimento degli incarichi di direttore generale dopo che la
VI Commissione legislativa dell'ARS, nell'audizione del 9 aprile
2013, aveva sollevato alcuni elementi di vulnerabilità che, a suo
giudizio, avrebbe potuto inficiare la procedura, rendeva il parere
n. prot. 11470/73.2013.11 del 13 maggio 2013, secondo cui detto
conferimento è espressione del potere ampiamente discrezionale di
individuare tra i soggetti idonei quello a cui conferire l'incarico
mediante una scelta di tipo non concorsuale, priva di valutazioni
comparative .
Sulla scorta di tale assunto, secondo il predetto Ufficio, la
Commissione, quale organo ausiliario dell'organo politico, con
riferimento alla seconda procedura avrebbe dovuto dare solo un
supporto di conoscenza all'Assessore onde consentirgli una
ponderata proposta funzionale all'esercizio del potere di nomina
e, pertanto, essa aveva travalicato le funzioni assegnatale, con
ciò rendendo tale ultronea e non legittimata attività viziata da
invalidità.
La predetta consultazione si concludeva con il suggerimento di
intervenire sull'avviso in chiave e con finalità interpretativa,
limitatamente al paragrafo procedura di selezione degli iscritti
per evitare una sua esposizione a censura, a cui avrebbe dovuto
fare seguito il ritiro motivato degli atti della Commissione già
pubblicati che, secondo l'Ufficio, non trovavano alcuna base
sull'avviso. Veniva altresì suggerito di novellare il suddetto
paragrafo chiarendo che, fermo restando il carattere fiduciario
delle nomine, l'Assessore, per l'accertamento di cui all'art. 19
della l.r. n. 5/09, poteva avvalersi della suddetta Commissione
come organo tecnico per istruire "specifiche richieste ed entro
ambiti specifici preordinati, dietro espressa indicazione del tipo
di attività da porre in essere per conto dell'Organo unico
decidente".
Frattanto, la Commissione rendeva l'elenco dei soggetti idonei,
poi approvato con il succitato D.A. n. 955/13, costituito da n. 667
soggetti a fronte di circa 800 domande, e avuta conoscenza del
parere dell'Ufficio Legislativo e Legale rimetteva ogni ulteriore
attività alle valutazioni ed alla determinazione dell'Organo
politico in merito all'eventuale modifica dell'avviso.
Con nota n. 44802 del 23 maggio 2013 la scrivente rassegnava
quanto sopra all'attenzione della Giunta di Governo per ogni utile
determinazione inerente le modalità di prosecuzione delle procedure
in essere e le conseguenti indicazioni da formalizzare alla
Commissione.
Con la deliberazione n. 185 del 29 maggio 2013 la Giunta regionale
dava mandato all'Assessore per la salute di definire la procedura
di selezione dei candidati alla nomina a direttore generale delle
aziende del S.S.R., ammettendo al colloquio i soggetti idonei
inseriti nell'elenco, al fine di consentire la verifica prevista
dall'art. 19 comma 1 della l.r. n. 5/9 sul maggiore numero
possibile di soggetti.
A seguito di successive interlocuzioni con la Commissione,
nell'impossibilità di sottoporre a colloqui orali tutti gli
aspiranti in un procedura che non ha natura concorsuale,
l'Amministrazione si è determinata nella direzione di preservare il
segmento di procedura relativa alla selezione degli ammessi ai
colloqui su base curriculare (vedasi il verbale n. 6 del 2 e 3
maggio 2013). Al fine, tuttavia, di dare esecuzione al deliberato
della Giunta di Governo e svolgere la procedura di cui all'art. 19
comma 1 della l.r. n. 5/09 sul maggior numero possibili di
candidati, con nota assessoriale n. 60611 del 24 luglio 2013, si
invitava la Commissione ad aggregare al numero di selezionati su
base curriculare un altro numero di selezionandi dotati di
attitudini rilevanti in presenza di minore esperienza. La suddetta
nota, pertanto, sollecitava la Commissione a proseguire i lavori
secondo le modalità già stabilite, al fine di incrementare di non
oltre il 50% il numero dei soggetti ammissibili al colloquio, con
conseguente proporzionale aumento del numero dei selezionati.
La Commissione, pertanto, produceva la seguente documentazione:
un duplice elenco, con e senza punteggi, di 119 soggetti
individuati in esito alla selezione preliminare basata sull'analisi
curriculare, nel quale era compreso il ricorrente, da sottoporre al
colloquio, previa partecipazione al questionario on line
orientativo (cosiddetto OPQ); tale elenco è stato successivamente
ampliato fino a 140 unità, a seguito della presentazione da parte
di diversi candidati, la cui esperienza in una prima valutazione
era stata ritenuta non maggiormente coerente, di documentate
controdeduzioni che la Commissione esaminatrice ha reputato
meritevoli di accoglimento;
un elenco, con punteggio, di 573 soggetti, anch'esso
successivamente ampliato a seguito dell'accoglimento da parte della
Commissione delle controdeduzioni presentate da taluni candidati,
in possesso del requisito di adeguatezza, da sottoporre ad un test
on line di natura selettiva;
un elenco di 77 soggetti, la cui esperienza dirigenziale è stata
ritenuta non adeguata in quanto svolta prevalentemente in
organizzazioni con meno di 100 dipendenti.
In data 7 agosto 2013 venivano, pertanto, pubblicati sul sito web
dell'Assessorato e comunicati ai candidati la sede, i calendari e
le date dei test on line ed in data 27 e 28 agosto 2013 in
Caltanissetta, con il supporto del CEFPAS, la società incaricata
somministrava i due tipi di test agli aspiranti inclusi nel primo e
nel secondo elenco di cui sopra.
Subito dopo l'espletamento dei test, venivano avviati i colloqui
dei soggetti selezionati su base curriculare, mentre il 25
settembre 2013 si svolgeva una sessione di recupero dei test on
line per quanti avessero comunicato l'impossibilità a partecipare
per giusta causa alla precedente sessione o la cui posizione era
mutata (da non adeguato ad adeguato, da adeguato a curriculare) a
seguito dell'accoglimento della Commissione di controdeduzioni
presentate dai candidati.
Frattanto, con nota assessoriale n. 78292 del 15 ottobre 2013,
indirizzata alla Commissione, si specificava ulteriormente il
contenuto della precedente prot. n. 60611 del 24 luglio 2013, con
la precisazione che la percentuale ivi indicata, da applicare nel
limite massimo, onde consentire l'ammissione del maggior numero di
candidati ai colloqui, così come previsto dalla Giunta Regionale
con la deliberazione n. 185/13, era da intendere riferita al numero
effettivo di soggetti selezionati su base curriculare.
Poiché i soggetti individuati su base curriculare ammontavano a
140, la Commissione produceva successivamente un elenco contenente
i nominativi dei soggetti, la cui esperienza era stata ritenuta
adeguata, che avevano conseguito il migliore punteggio percentile
nella somministrazione del test on line fino al raggiungimento
della percentuale indicata dall'Assessore, pari al 50% del numero
dei candidati curriculari già ammessi al colloquio, per complessivi
70 unità.
A quest'ultimi 70 soggetti - gli ultimi tre dei quali hanno
conseguito l'identico punteggio di 45 percentile a dimostrazione
che non si tratta di una graduatoria - prima del colloquio, veniva
somministrato in data 22 novembre 2013, presso il CEFPAS di
Caltanissetta, il questionario non selettivo OPQ, a cui si erano
già sottoposti i candidati individuati su base curriculare.
Al termine dei colloqui, sia dei curriculari che dei soggetti
adeguati individuati con le modalità sopra descritte, la
Commissione ha sottoposto all'Assessore gli esiti della procedura,
rassegnando un elenco di 76 soggetti, di cui 51 tratti dai
curriculari e 25 scelti tra gli adeguati che hanno superato il
test, per consentire alla scrivente di formulare la proposta di
nomina ai sensi dell'art. 33 comma 2 della l.r. n. 5/09. Tale è lo
stato della procedura che, pertanto, non si è ancora conclusa.
I provvedimenti di nomina dei direttori generali si configurano
quindi quali atti di alta amministrazione, caratterizzati da ampia
discrezionalità amministrativa e costituiscono espressione al
massimo livello della potestà di indirizzo e di governo delle
Regioni nel settore sanitario.
In questo senso si è anche espressa la giurisprudenza
amministrativa, la quale ha statuito il principio che l'affidamento
delle funzioni di vertice delle Aziende sanitarie è fondato su un
rapporto fiduciario intuitu personae , all'esito di un
apprezzamento complessivo del candidato e senza alcuna valutazione
comparativa rispetto agli altri aspiranti; tale apprezzamento non
incontra vincoli specifici, salva ovviamente la sussistenza dei
requisiti prescritti e l'obbligo della motivazione della scelta
(per es. TAR Campania sez. V 9 ottobre 2003 n. 12850, Consiglio di
Stato sez. IV 1 settembre 1998 n. 1139 e 3 luglio 2000 n.3649,
Cass. SS.UU. 18 dicembre 2007 n. 26631, TAR Palermo, sezione I n.
6906/09).
Pertanto i nuovi direttori generali delle aziende sanitarie,
anche se scelti nell'ambito della rosa di nominativi segnalati
dalla Commissione all'Assessore per la salute a conclusione ed in
esito ad una procedura che non ha natura concorsuale, saranno
espressione del potere discrezionale dell'organo di governo e del
rapporto fiduciario che li lega alla Giunta».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 381-3-306-346/A - NORME PER LA TUTELA DELLA
SALUTE E DEL TERRITORIO DAI RISCHI DERIVANTI DALL'AMIANTO.
All'articolo 4
Emendamento 4.8:
Al comma 1, lettera b) le parole da e rendicontare sino a
risultati conseguiti sono sostituite dalle seguenti: che, entro
trenta giorni dall'adozione, è trasmesso all'Ufficio amianto del
Dipartimento regionale della protezione civile. I comuni, inoltre,
provvedono a rendicontare annualmente al suddetto Ufficio i
risultati conseguiti.
Emendamento 4.6:
Al comma 1, alla lettera b) dopo le parole in materia di amianto
aggiungere e comunque non inferiore al 40 per cento di quelle
spettanti .
Emendamento 4.3:
Al comma 1, lettera c) sostituire le parole entro 180 giorni con
entro 60 giorni .
Emendamento 4.1:
Al comma 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente:
d) entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto dell'assessore per l'energia ed i
servizi di pubblica utilità, sono definiti i criteri di premialità
per gli enti e i soggetti pubblici e privati che adottano
interventi utili alla prevenzione, individuazione e risanamento di
siti, impianti, edifici e manufatti contenenti amianto;
All'articolo 6
Emendamento 6.1:
Al comma 1 sostituire le parole con cadenza annuale con con
cadenza semestrale .
Emendamento 6.3:
Al comma 1 sostituire la parola indice con promuove la
realizzazione .
All'articolo 8
Emendamento 8.3:
Dopo la parola terapeutici aggiungere ad invarianza di oneri
per la medesima azienda sanitaria
All'articolo 10
Emendamento 10.5:
Al comma 1 le parole da entro 90 giorni a presente legge ,
sono sostituite dalle seguenti: entro 30 giorni dall'adozione del
piano regionale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) .
All'articolo 11
Emendamento 11.5:
Al comma 2, le parole: o a particolari ambiti territoriali
caratterizzati da notevole presenza di amianto (Priolo,
Biancavilla, San Filippo del Mela, Milazzo, Gela). sono sostituite
dalle seguenti: ed a particolari ambiti territoriali
caratterizzati da notevole presenza di amianto come Priolo,
Biancavilla, San Filippo del Mela, Milazzo, Gela.
All'articolo 14
Emendamento 14.1:
Al comma 1 sono apportate le seguenti modifiche:
Dopo la parola determina aggiungere in coerenza con la
normativa vigente in materia di smaltimento dei rifiuti speciali ;
Al secondo periodo sopprimere le parole da con copertura sino a
amministrazione .