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Resoconto d'Aula della Seduta n. 143 di martedì 25 marzo 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli  Assenza  e  Maggio  hanno
  chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
  il Lavoro

   N.  238  -  Iniziative  a tutela dei livelli  occupazionali  degli
  operatori  degli  sportelli multifunzionale in  servizio  presso  i
  centri per l'impiego.
   Firmatari:Zito   Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
  Valentina  (Con  nota prot. n. 15938/IN.16 del  26  marzo  2013  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la famiglia).

   N.  457  -  Provvedimenti  finalizzati al  pagamento  delle  rette
  pregresse   per  il  ricovero  di  minori   disposto  dall'Autorità
  giudiziaria.
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio (Con nota prot. n. 24971  del  20
  maggio  2013,  il Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  per la famiglia).
   N. 948 - Iniziative in ordine agli sportelli multifunzionali
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1067 - Notizie sulla programmazione delle risorse di cui  alla
  L. n. 328 del 2000 e rifinanziamento dei piani di zona 2013/2015.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1151 - Chiarimenti sullo stato dei pagamenti degli stipendi al
  personale   di   cui   all'Avviso  1/2010   e   2/2010   (sportelli
  multifunzionali) dell'ente di formazione CEFOP.
   Firmatari:  Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo  Vincenzo  (Con
  nota   prot.   5075/Gab  del  6  novembre  2013   l'Assessore   per
  l'istruzione ha eccepito la propria incompetenza).

   - da parte dell' Assessore per la salute

   N.   1105   -   Interventi  urgenti  per  la  lotta  al   fenomeno
  dell'abbandono dei neonati e ripristino della 'Culla per la vita' a
  Palermo.
   Firmatario: Cordaro Salvatore

   N.  1148 - Verifica di eventuali disservizi nella somministrazione
  delle  immunoglobuline  per  il  trattamento  della  polineuropatia
  cronica demielinizzante.
   Firmatari:Zito   Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1213 - Notizie sul bando per gli aspiranti idonei alla  nomina
  di   Direttore  generale  delle  Aziende  del  Servizio   sanitario
  regionale.
   Firmatari:  Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino;  Assenza  Giorgio;
  Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro

   N.  1462  - Notizie in ordine all'applicazione presso il  Presidio
  ospedaliero  Sant'Elia di Caltanissetta degli standard  di  qualità
  previsti per la Sicilia.
   Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; Firetto Calogero; La Rocca
  Ruvolo Margherita; Anselmo Alice; D'Agostino Nicola; Ragusa Orazio;
  Sorbello Giuseppe; Turano Girolamo

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -   Istituzione  dell'ufficio  speciale  'P.O.S.E.'  -   'Progetto
  Opportunità  Sicilia  in  Europa'  per  l'acquisizione  dei   fondi
  tematici (a Bando) dell'Unione europea  (n. 720)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  D'Asero,
  Alongi,  Cascio F., Fontana, Germanà e Vinciullo in data  18  marzo
  2014.

   -  Norme per la trasparenza delle operazioni di scrutinio dei voti
  alle elezioni regionali e amministrative (n. 721)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Formica e Ioppolo in data 19 marzo 2014.

   -  Introduzione di prodotti biologici e dell'opzione vegetariana e
  vegana nella ristorazione collettiva pubblica (n. 722)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Ciancio,   Cancelleri,  Cappello,  Mangiacavallo,  Ferreri,   Zito,
  Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Trizzino e Tancredi  in
  data 19 marzo 2014.

   -  Norme  per  le attività ricreative dell'infanzia attraverso  il
  sostegno  e la regolamentazione di strutture preposte a  tale  fine
  come le ludoteche (n. 723)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 19 marzo 2014.

   - Norme in materia di pelli e pellicce di origine animale (n. 725)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Siragusa,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Tancredi, Trizzino, Zafarana  e   Zito  in
  data 20 marzo 2014.

    Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
                                 invio
                      alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  competenti Commissioni:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   - Variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
  2014  e  alla  legge  Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie.  (n.
  724)
   di iniziativa governativa, presentato il 19 marzo 2014, inviato il
  21 marzo 2014.
   parere I, III, IV, V e VI.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Interventi  per  la  riduzione del rischio  clinico  in  ambito
  ospedaliero. (n. 705)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 18 marzo 2014, parere I.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico che la Commissione legislativa  'Ambiente  e
  territorio'  (IV),  nella  seduta n. 107  del  18  marzo  2014,  ha
  approvato  la risoluzione 'I centri storici monumentali  siciliani,
  un patrimonio universale da salvaguardare immediatamente' (10/IV).

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 1660 - Chiarimenti in merito ai distretti produttivi.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Ragusa Orazio

   N.  1673 - Chiarimenti circa i criteri di valutazione del progetto
  'Sicilian    Factory'    nell'ambito   degli    interventi    volti
  all'inclusione di soggetti svantaggiati.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 1674 - Notizie in merito al paventato provvedimento di chiusura
  al  pubblico,  nei  giorni festivi, di musei,  gallerie,  scavi  di
  antichità e giardini monumentali della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano

   N.  1675  - Chiarimenti circa le operazioni di attracco in Sicilia
  delle navi contenenti l'arsenale chimico siriano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Venturino Antonio

   N.  1684  -  Chiarimenti sulla decisione del Governo regionale  di
  dismettere il Parco ornitologico di Villa d'Orleans.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1685 - Interventi a favore dei giovani imprenditori agricoli  e
  a salvaguardia dell'agricoltura siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1686 - Interventi utili a potenziare e rilanciare il trasporto
  ferroviario  in  Sicilia ed a migliorare la  rete  infrastrutturale
  Siracusa - Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1687  - Interventi utili a contrastare l'obesità infantile  in
  Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1663 - Chiarimenti circa il bando di gara per la discarica  di
  Bellolampo a Palermo in deroga alla normativa comunitaria vigente.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  1665 - Notizie sull'assoluta carenza di medici specialisti  in
  anestesia  e  rianimazione nella gran parte dei presidi ospedalieri
  della provincia di Agrigento.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Firetto  Calogero; Anselmo  Alice;  Miccichè  Gianluca
  Antonello

   N.   1669   -   Chiarimenti   circa  i  criteri   di   concessione
  dell'autorizzazione all'emungimento alla società  Terme  di  Geraci
  Siculo (PA).
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  1670  -  Interventi  per  la  revisione  della  programmazione
  regionale  del settore della pesca attraverso l'istituzione  di  un
  ufficio territoriale a Licata (AG).
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N. 1671 - Notizie riguardo i finanziamenti previsti dalla linea di
  intervento 3.3.2.4 del P.O. F.E.S.R. 2007/2013 e l'avviso  pubblico
  per  la  selezione, con procedura valutativa e graduatoria, per  la
  realizzazione di piste ciclo-pedonali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Ciaccio Giorgio; La Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Tancredi Sergio;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Siragusa Salvatore;  Palmeri  Valentina;
  Foti Angela.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1658 - Interventi per una rifunzionalizzazione e riconversione
  della rete ospedaliera nella provincia di Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Salute
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1659   -  Notizie circa l'Ufficio ispettivo  del  Dipartimento
  regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1661  -  Notizie in merito alla gestione amministrativa  della
  Provincia regionale di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Gianni Giuseppe
   N.  1662  -  Interventi  finalizzati  a  promuovere  la  salute  e
  sicurezza  nei  luoghi  di  lavoro  nonché  la  prosecuzione  delle
  attività di prevenzione e vigilanza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1664 - Ripristino dei criteri di assegnazione delle risorse per
  il  miglioramento dell'efficienza dei servizi di polizia municipale
  adottati nell'esercizio finanziario 2012.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario:Germanà Antonino Salvatore

   N. 1666 - Chiarimenti sulla gestione del personale della Provincia
  regionale  di  Siracusa  e su paventati profili  di  responsabilità
  contabile della dirigenza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1667  -  Provvedimenti  urgenti in  materia  di  trasporto  di
  materiale biologico nell'ASP di Siracusa.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.   1668  -  Chiarimenti  circa  lo  stato  di  attuazione  delle
  previsioni  di  cui  ai D.lgs. n. 33 del 2013  e  n.  39  del  2013
  relativamente  alle  cause  di  inconferibilità  e  incompatibilità
  afferenti al settore  della  dirigenza sanitaria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1672   -  Chiarimenti e interventi riguardo   la  manutenzione
  della rete stradale siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello  Francesco;  Palmeri Valentina;  Ciaccio  Giorgio;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N. 1676 - Notizie sulle modalità di applicazione dell'art. 13 l.r.
  n.  17 del 1990 sul fondo per il miglioramento della efficienza dei
  servizi di polizia municipale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1677 - Chiarimenti sulla sospensione della fornitura di farmaci
  'H'  ai detenuti della Casa circondariale di Trapani, Castelvetrano
  e Favignana (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Fazio Girolamo

   N. 1678 - Notizie sui presunti risparmi ottenuti con la riforma  e
  il riordino della struttura dipartimentale dei beni culturali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1679 - Chiarimenti circa l'insufficiente stanziamento di fondi
  per la riqualificazione del centro sociale e servizi consultivi del
  nucleo industriale M. di Lentini - Centro fieristico e borsa  merci
  - nell'ambito delle risorse del P.O. F.E.S.R. 2007/2013 - Obiettivo
  operativo 5.1.2.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1680  -  Notizie  sull'istituzione  dei  parchi  archeologici
  aretusei e sulla revoca della nomina del Soprintendente ai BB.  CC.
  AA. di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1681  -  Chiarimenti sull'avviamento dei  percorsi  abilitanti
  speciali (PAS) in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1682  - Chiarimenti sul provvedimento di chiusura al pubblico,
  nei  giorni  festivi,  dei siti archeologici, monumentali  e  musei
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1683  - Chiarimenti circa il mancato svolgimento dei corsi  di
  formazione e di aggiornamento professionale previsti dal  programma
  di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  165  -  Revoca della richiesta ai lavoratori ASU di esibizione
  del modello ISEE.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:   Panepinto  Giovanni;  Raia  Concetta;  Maggio   Maria
  Leonarda; Alloro Mario; Milazzo Antonella Maria.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero 281 "Iniziative per scongiurare la realizzazione del  parco
  eolico  off shore nel golfo di Gela (CL)", degli onorevoli  Arancio
  Giuseppe  Concetto; Gucciardi Baldassare; Alloro Mario;  Barbagallo
  Anthony  Emanuele;  Cirone Maria in Di Marco; Cracolici  Antonello;
  Digiacomo  Giuseppe; Ferrandelli Fabrizio; Laccoto  Giuseppe;  Lupo
  Giuseppe;  Maggio Maria Leonarda; Marziano Bruno; Milazzo Antonella
  Maria;   Panarello  Filippo;  Panepinto  Giovanni;  Raia  Concetta;
  Rinaldi Francesco; Vullo Gianfranco, presentata il 19 marzo 2014;

   numero  282  "Iniziative per scongiurare la chiusura  dell'ufficio
  dell'Agenzia  delle  entrate  di  Lentini  (SR)",  degli  onorevoli
  Bandiera   Edgardo;   Falcone  Marco;  Assenza  Giorgio;   Pogliese
  Salvatore Domenico; Figuccia Vincenzo, presentata il 20 marzo 2014;

   numero  283  "Nomina  di  una  Commissione  parlamentare  speciale
  d'indagine  e  di  studio  sulla formazione  professionale",  degli
  onorevoli  Falcone  Marco;  Figuccia Vincenzo;  Pogliese  Salvatore
  Domenico;  Assenza  Giorgio;  Bandiera  Edgardo;  Savona  Riccardo,
  presentata il 21 marzo 2014;

   numero  284  "Adozione del piano regionale dell'offerta  formativa
  per  gli  anni  2014  e 2015", degli onorevoli Zafarana  Valentina;
  Ciancio  Gianina;  Trizzino Giampiero; Mangiacavallo  Matteo;  Zito
  Stefano;  Ciaccio  Giorgio;  Siragusa Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Foti Angela; Ferreri  Vanessa;  Palmeri
  Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco, presentata  il  24
  marzo 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  mi
  stancherò  di  ripetere  questa  cosa  finché  la  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari non vorrà raccogliere  il  grido
  di  dolore  che  attraverso di me, ed altri deputati  dopo  di  me,
  cercheranno  anche loro di sostenere questa causa  -  parliamo  dei
  lavoratori  PIP  -, in una nottata di follia, si  è  approvata  una
  norma che ha assunto principi di retroattività ed ha mandato a casa
  dei lavoratori senza saperne niente.
   Oggi  voglio essere un poco più pesante, signor Presidente: questi
  signori  hanno una colpa e cioè che i PIP nelle altre otto province
  non  ci  sono  ed è diventato soltanto un problema di  sette,  otto
  deputati.
   Perché  se fossero stati forestali, a cui va la mia solidarietà  e
  negli interventi e nei voti che io ho espresso in quest'Aula  si  è
  visto,  se  fossero stati dipendenti di altre società, presenti  in
  tutta  la  Regione, ci sarebbe stata la solidarietà  dell'Aula.  Ed
  invece cosa si è deciso? Di approvare una norma che stabilisce  che
  il   loro   diritto  a  mantenere  questo  sussidio,  che   abbiamo
  trasformato  noi  in sussidio, perché ai tempi di Social  Trinacria
  era  lavoro  a  tutti gli effetti, e quest'Aula ha  trasformato  un
  lavoro  permanente  in un lavoro, diciamo, da sussidio.  E  non  si
  capisce perché.
    Ed abbiamo trasformato una norma, che può avere anche principi di
  una  certa  logica:  tu vuoi accedere a questo tipo  di  mondo,  di
  sostegno,  allora,  devi avere determinati requisiti.  Ma  voi  che
  siete  giuristi  più  del sottoscritto - e qui ci  sono  autorevoli
  colleghi  -,  voi  dovete mettere le persone  nelle  condizioni  di
  sapere  cosa il legislatore vuole da questo signore  No che in  una
  nottata, si dice:  Sai, devi ritornare dodici mesi indietro, perché
  il  tuo  reddito non è più conforme alla normativa  in  vigore    E
  costoro  rispondono:  Ma come? Per dieci anni mi è stato detto  che
  c'era  un altro principio ed a quello io mi sono attenuto, ed  oggi
  me ne vado a casa perché nessuno mi ha difeso in Aula ? A questo si
  aggiunga  un'altra cosa, signor Presidente. Lo sa che  è  successo?
  C'è  un  altro aspetto, quella stessa norma recitava che  avrebbero
  perso  i  requisiti  coloro  che si  fossero  macchiati  di  reati,
  comportamenti  tumultuosi. Ma tutto questo  è  verificabile,  come?
  Attraverso una sentenza, per cui sono condannati per aver scatenato
  un tumulto, rotto una vetrata, attentato alla vita di qualcuno, c'è
  una  sentenza passata in giudicato, questa sentenza è efficace, per
  cui naturalmente si applica alla normativa in vigore. Oggi, invece,
  mi  risulta  che  sono  state licenziate  persone  soltanto  perché
  qualcuno   ha   detto  che  questi  lavoratori   hanno   avuto   un
  comportamento non conforme ai requisiti della legge.
   Adesso questi signori sono stati rappresentati dai loro legali che
  hanno  scritto  ed hanno detto:  Ma come? Il mio  cliente  è  stato
  assolto, il mio cliente è incensurato   Sapete cosa hanno risposto,
  signor Presidente?  Faccia ricorso al Tar . Ci vogliono mille  euro
  per  fare ricorso al Tar, quindi, da un lato, diciamo loro  che  ci
  vuole  il  sussidio, signor presidente, io capisco che lei  mi  sta
  facendo una gentile concessione e lo capisco, però le prometto  che
  dopo  questa  comunicazione  me  ne  vado  a  casa   Ho  fatto  140
  chilometri  per  venire qui, perché questa mattina c'è  quest'altra
  notizia,  cioè che basta dire che quel lavoratore si  è  comportato
  male per mandarlo a casa.
   Cosa  dico  io, allora? Mettiamo queste persone  nelle condizioni,
  assessore, di lavorare in modo sereno. Come? Facciamo una circolare
  esplicativa;  fate  come  Governo  una  conferenza;   chiamate   il
  presidente della Regione, gli Affari legali; rileggete la norma  ed
  applichiamola in modo corretto. Perché la piazza, poi,  nessuno  la
  controlla più  Poi capita che fra cento ingiustizie, magari  ce  ne
  sono  due  o  tre che, giustamente, vanno riprese ma  applicare  la
  norma  in  quel modo e generalizzazione è un'altra cosa.  E'  stato
  pure  detto  che la norma è giusta, in quanto c'è tra  gli  esclusi
  anche  la  moglie di un consigliere comunale. Benissimo,  chiediamo
  allora  al  consigliere comunale di fare dimettere la moglie   Così
  tutti  gli  altri  li  riassumiamo.  Si  è  fatta  una  norma   per
  giustiziare il licenziamento di alcune persone. E' una norma iniqua
  e indegna.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo, apprezzo  il  suo  intervento  ed
  immagino   che   anche  la  natura  dell'intervento  dell'onorevole
  Figuccia, al quale darò subito la parola, sarà dello stesso tenore.
   Una  cosa, però, mi preme sottolineare, onorevole Milazzo: qui non
  è  un problema che riguarda otto deputati, questo è un problema che
  riguarda i siciliani e, quindi, riguarda questa Assemblea, in tutta
  la  sua  interezza.  Non ci sono distinzioni. E'  un  problema  che
  riguarda  i  nostri  concittadini  ed  è  un  problema  che  questa
  Assemblea deve affrontare.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   La  prego  di  restare  nei cinque minuti che  le  sono  concessi.
  Ovviamente,  non  è  sull'ordine dei lavori, però  capisco  che  la
  protesta   qui  davanti  vi  ha  suggerito  interventi  in   questa
  direzione.

   FIGUCCIA. Signor presidente, la ringrazio ed è molto opportuno  da
  parte  sua  la  precisazione legata al fatto che questo  tema  deve
  coinvolgere  tutto il Parlamento e non soltanto quei deputati  che,
  ad  onor del vero, armati di buona volontà e che hanno avuto  anche
  l'intuizione di difendere questa causa, però è necessario ed utile,
  come  lei  dice che questa argomentazione venga presa a riferimento
  da   tutto  il  Parlamento.  Per  questo,  signor  presidente,   la
  ringrazio.
   Noi,  da  palermitani, questa vicenda non potevamo non ascoltarla,
  anche  perché, arrivando questa mattina in Assemblea, non  potevamo
  non vedere il presidio di un migliaio di persone. Mille persone che
  si  sono  ritrovate,  ad  un  tratto, nella  condizione  di  essere
  discriminate,  non  soltanto  da questo  Governo,  ma  da  tutti  i
  dipartimenti  che  non  hanno saputo trovare una  soluzione  certa.
  Gente  che, ad un tratto, si ritrova ad essere discriminata  perché
  il  marito ha un lavoro, perché il padre ha un'invalidità civile al
  cento per cento.
   E'  un provvedimento, onorevoli colleghi, che va a discriminare su
  queste  persone  e che lede un diritto preciso. Non  possiamo  dire
  alla  gente  che  l'ascensore sociale  deve  essere  bloccato.  Non
  possiamo  dire  alla gente che perché nasce in  una  condizione  di
  disagio e difficoltà, in quella condizione deve essere condannato a
  vita.
   Allora, perché un operatore PIP ha il marito che ha una situazione
  lavorativa  o  ha  un padre che percepisce una  pensione,  noi  che
  facciamo?  Lo  mandiamo a casa e ci disinteressiamo del  fatto  che
  quella  persona  debba avere altre opportunità? C'è anche  un'altra
  questione  che non è soltanto legata alla questione dell'ISEE  che,
  già  di  per  sé,  è un elemento di forte discriminazione.  E'  una
  questione  legata alle caratteristiche del personale  impiegato  in
  questo bacino.
   Vede, signor presidente, l'articolo 15 della legge del 23 novembre
  2000,  di quella finanziaria, prevedeva esattamente che il  30  per
  cento di questo personale di questa categoria fosse un 30 per cento
  di  gente  che  apparteneva ad una determinata  categoria  che  era
  composta di ex detenuti, in condizioni di disagio e tutto il  resto
  e  quella misura fu individuata come misura di reinserimento socio-
  lavorativo.
   Ora, a distanza di anni, non si può dire che quelle ragioni per le
  quali  tutti  erano  stati  inseriti in quel  bacino  diventino  le
  ragioni ostative. Delle due, l'una: o, a suo tempo, non si creavano
  le  condizioni per inserirle nel bacino, oppure, oggi, non  si  può
  dire  che  questa gente se ne deve andare a casa,  perché  ci  sono
  delle  sentenze che hanno assolto la persona per non aver  commesso
  il fatto ed ora, in funzione del fatto che si va indietro nel tempo
  e si recuperano quelle sentenze, si dice che la persona deve essere
  espulsa  perché  non  ha avuto una condotta morale   Bisogna  dare,
  allora, la possibilità a tutti di recuperare.
   Questa  fu  la ratio che ispirò la finanziaria del 2000 e  secondo
  questa  logica noi abbiamo costituito questo bacino.  Non  possiamo
  cancellare  con un colpo di spugna quello che abbiamo fatto;  siamo
  tutti  per il rispetto della legalità, per il rispetto delle regole
  ed oggi chiediamo che il Governo, gli Assessorati ed i Dipartimenti
  quelle regole rispettino.
   Non è possibile immaginare che questa gente si ritrovi disoccupata
  da  un giorno all'altro e dobbiamo creare un meccanismo di garanzia
  perché  sotto ci sono mille persone, mille persone che si ritrovano
  senza  la possibilità di portare un pezzo di pane a casa. Nel  2000
  abbiamo  creato  questo  bacino  e oggi  lo  dobbiamo,  ovviamente,
  garantire. Creiamo delle opportunità per un sistema che li  immetta
  in un circolo produttivo, creiamo le condizioni perché questa gente
  faccia  dei  lavori che effettivamente siano utili alla società  ma
  non  mandiamoli  a  casa. E' una responsabilità  che  non  possiamo
  assumerci.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   DIPASQUALE.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  prima  il  mio  collega  Orazio  Ragusa,  eravamo  seduti  accanto,
  facevamo  riferimento all'intervento dei colleghi  palermitani  che
  difendono la materia perché la sentono vicina.
   Io  mi permetto di dire che non solo non è così (non è rivolto  al
  suo  intervento) in particolar modo non volevo neanche  intervenire
  all'intervento  che  lo  ha preceduto e che faceva  riferimento  al
  fatto che questo problema non arriva a soluzione, perché pochi sono
  i palermitani che possono caricarsi di questa questione.
   Non  è  così perché i fatti dimostrano cosa diversa, ma non  solo,
  perché  intervengo? Perché proprio la provincia di Ragusa ha  fatto
  un sacrificio enorme per tutta questa vicenda.
    Guardate che noi avevamo apposto risorse importanti per il famoso
  Atos.  Ora  ve  lo  faccio ricordare io. Avevamo  messo  circa  104
  milioni  di  euro per rimpinguare i danni subiti dalle aziende  con
  Atos.  Lo  sa come è finita? E' finita che proprio la provincia  di
  Ragusa  ha fatto un sacrificio enorme perché quei soldi sono  stati
  utilizzati

   MILAZZO Giuseppe. E' stata una scelta del Governo

   DIPASQUALE. Quale scelta del Governo? Questa è stata una scelta di
  tutti  perché  questo Governo è appoggiato da parlamentari,  e  lei
  pensa  che i parlamentari che appoggiano questo Governo,  che  sono
  della  provincia di Ragusa, siano stati contenti e  felicissimi  di
  vedersi  scippare 104 milioni di euro, o pensa che non ce ne  siamo
  accorti perché siamo cerebrolesi o disattenti? Sapevamo che era  un
  intervento serio, importante per risolvere un problema che  era  un
  problema di tutti.
   Pertanto,  io  intervengo dicendo al collega che non  è  così.  Di
  questa  vicenda ce ne siamo fatti carico tutti, e di questa vicenda
  proprio la lontana Ragusa - e non solo perché devo dire ad onor del
  vero  -  l'Atos non riguarda solamente Ragusa, ma anche le Province
  limitrofe.
   Abbiamo  fatto un sacrificio enorme e noi con grande difficoltà  -
  io,  insieme ad Orazio Ragusa e Pippo Di Giacomo abbiamo difficoltà
  a  giustificarci  ogni  giorno nei confronti  di  quella  parte  di
  attività produttive della nostra Provincia che si sono viste negare
  e distogliere queste importanti risorse.
   Poi  un'altra riflessione che mi permetto di fare, e la faccio  da
  ex  sindaco, e la faccio da sindaco che ha lasciato una città senza
  un  precario.  Sono stato uno sciocco  Io dovevo portarli  tutti  a
  Palermo. Sono stato uno sciocco, a far sì che 250 precari venissero
  stabilizzati  in  quel  comune. Purtroppo,  ho  capito  tardi  come
  funziona  in  Sicilia. Perché i Comuni prima creano  le  sacche  di
  precariato in generale

   MILAZZO. Li ha fatti la Regione i precari, onorevole Dipasquale

   DIPASQUALE.   E poi devono essere definite dalla municipalità  dei
  Comuni Quindi, i colleghi si sono innervositi solamente  perché  io
  mi sono permesso di dire, caro collega, che il sacrificio economico
  lo   abbiamo   fatto  tutti.  Non  è  un  problema  solamente   dei
  palermitani, ma è un problema dell'Assemblea che li ha  affrontati,
  li ha risolti e che speriamo di continuare a risolvere.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Dipasquale, la  invito  ad  avviarsi  alla
  conclusione.

   DIPASQUALE.  Lei  me  lo deve dire dopo che i cinque  minuti  sono
  scaduti   Mi  ha fatto perdere ora importanti secondi e  non  solo,
  guardi che io starò attento così come fa l'onorevole Giovanni Greco
  nei  confronti  del Presidente, per i successivi interventi  quanto
  tempo lei concederà, perché qui dobbiamo fare davvero una lotta

   PRESIDENTE. Io le sto dando la parola su un argomento  che  non  è
  nemmeno  all'ordine del giorno. Pertanto, è un  atto  di  cortesia,
  considerando  il fatto che oggi c'è stata una manifestazione  e  si
  tratta di un problema importante.

   FIGUCCIA.   Chiedo   di  parlare  per  fatto   personale,   signor
  Presidente

   PRESIDENTE. No, onorevole Figuccia, nessun fatto personale.

   ARANCIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO.  Signor Presidente, signori assessori, io volevo lanciare
  un  grido  di allarme per quanto riguarda i lavoratori dei cantieri
  di  servizio,  perché  praticamente c'è la necessità  -  così  come
  prevede  la procedura - della ripartizione delle somme. L'assessore
  al  ramo ha già provveduto a firmare il decreto di ripartizione, ma
  tutto  si  è bloccato perché il Fondo siciliano non è stato  ancora
  rendicontato, quindi di conseguenza non essendo stato fatto  questo
  passaggio,  i Comuni non possono sapere le somme che  ognuno  ha  a
  disposizione. Questo se non dovesse essere fatto entro la  fine  di
  questo  mese, Presidente, potrebbe determinare problemi  di  ordine
  pubblico.  Avendo ricevuto le telefonate di diversi  sindaci  temo,
  praticamente, che i Comuni, non avendo a disposizione le somme  per
  anticiparle, questa possa essere una situazione che potremo gestire
  con notevole difficoltà.
   Pregherei,  quindi, l'assessore e il Presidente dell'Assemblea  di
  farsi  carico  di intervenire, per far sì che questa  procedura  si
  porti a termine nel tempo dovuto.
   Volevo  ringraziare l'assessore perché tutte le volte che  abbiamo
  presentato  perché questa è una problematica che riguarda  soltanto
  le  province  di  Caltanissetta, di Enna  e,  in  parte,  anche  di
  Catania, l'assessore è stato sempre sollecito nel risolvere  queste
  problematiche.
   Adesso  il  problema  è l'Assessorato al bilancio:  ci  potrebbero
  essere  difficoltà perché l'assessore è dimissionario.  Questo  mio
  grido  di  allarme, quindi, è rivolto sia all'assessore  competente
  sia al Presidente dell'Assemblea, per far sì che sollecitino questa
  procedura. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Arancio, abbiamo qui  in  Aula  l'assessore
  Bonafede  che  credo possa darci qualche delucidazione  in  merito.
  Prego assessore.
   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, è assolutamente vero
  quello  che  ha  detto l'onorevole Arancio. Abbiamo già  completato
  tutte  le fasi che erano propedeutiche e che afferivano al bilancio
  del  fondo siciliano, affinché si potesse dare luogo all'erogazione
  delle  risorse  destinate allo scopo, quindi, stiamo  parlando  dei
  cantieri di servizio di lavoro.
   Ovviamente,  siccome,  nel frattempo,  è  venuta  meno  la  delega
  all'assessore Bianchi, che come sappiamo si è dimesso, questo fatto
  ha  determinato un rallentamento nella firma da parte dello  stesso
  assessore,  di questo strumento che, invece,  ho già da  tempo  per
  l'appunto firmato.
   Per  questa  ragione,  ho  nel  frattempo  chiesto  al  Ragioniere
  generale,  quindi  al  Ragioniere Pisciotta,  di  dare  luogo  alla
  individuazione  di  capitoli  di  bilancio  all'interno  dei  quali
  potremmo  benissimo  collocare le risorse del  PAC  destinate  allo
  scopo.  In  effetti, la procedura è completata; i Comuni hanno  già
  trasmesso  tutti i progetti; hanno trasmesso tutte le delibere  con
  le  graduatorie  annesse  e le risorse  sono  già  state  da  tempo
  incamerate dalla Regione siciliana.
   Non c'è nessun motivo perché si rallenti il processo e soprattutto
  perché  non  si  dia  risposta immediata alle tante  esigenze  che,
  attraverso  i cantieri di servizio, i Comuni potrebbero in  qualche
  modo  già esaudire e che darebbero un sollievo al comparto di tutti
  coloro   che   oggi  sono  disoccupati  e,  devo  dire,  potrebbero
  attraverso  i  cantieri di servizio trovare un momentaneo  sollievo
  alla loro condizione di disoccupazione.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Bonafede.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli  onorevoli  Currenti,  Zafarana  e
  Ferreri hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, lei ha chiesto di intervenire  per
  fatto    personale.   Non   ho   trovato   nessuna    particolarità
  nell'intervento dell'onorevole Dipasquale, però, non conoscendo  la
  sua  soglia di suscettibilità, la prego di intervenire ma lo faccia
  in maniera concisa.

   FIGUCCIA. Grazie, signor Presidente.
   Onorevole  Dipasquale,  mi permetterà di rispondere a  quello  che
  lei  ha  detto,  dicendole  che la questione  dei  Pip  non  è  una
  questione  che  riguarda i deputati palermitani ma è una  questione
  che riguarda tutti i parlamentari.
   Il  mio  intervento  era  volto proprio a sollecitare  la  massima
  solidarietà attorno a questo tema, quindi, non credo ci fossero  le
  condizioni  per  cui da parte di una provincia  o  di  un'altra  si
  dovesse tirare la coperta. Lo sappiamo tutti bene che la coperta  è
  stretta,  ma quei soldi che sono andati ai Pip non erano  certo  né
  miei  né  suoi.  E  non  erano soldi che  potevano  andare  ad  una
  provincia o ad un'altra, ma erano soldi che andavano a tutela di un
  bacino.
   Rispetto all'intervento dell'assessore Bonafede, mi consentirà  un
  riferimento brevissimo.
   Assessore,  a  questa  gente è stato  detto  di  avvalersi  di  un
  avvocato  rispetto al ricorso al TAR. Per fare questo, ci  vogliono
  mille  euro.  Questa  gente oggi non è nelle  condizioni  di  poter
  affrontare questa spesa. Questa gente la settimana scorsa è  andata
  a  letto  avendo la serenità di un posto di lavoro che è  stato  da
  questo  Governo  definito in termini di sostegno al  reddito;  oggi
  questa gente quel posto di lavoro non ce l'ha più.
   Perché  non pensare di istituire presso l'Assessorato - io so  che
  lei ha avuto posizioni di grande sensibilità in passato rispetto  a
  questi  operatori - un ufficio che possa dare delle risposte  certe
  rispetto anche alle analisi di ciascuna fattispecie?
   Certo,  annuncio  fin d'ora che presenteremo  un  emendamento  per
  eliminare quel vizio di forma che è stato introdotto con la  soglia
  dei  20 mila euro e per garantire che la copertura finanziaria  sia
  non  soltanto  fino  al  31  dicembre, ma  anche  per  i  due  anni
  successivi.
   Se  l'Assessore, visto che è qui, può darci un riferimento in  tal
  senso.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   LENTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo ai colleghi
  di  attenzionare il problema degli ex Pip, anche se è vero che è un
  fatto   palermitano,  però  i  deputati  palermitani  non   possono
  sottrarsi  a  quel  che può nascere domani,  un  problema  che  può
  nascere nelle province della Sicilia.
   Ecco,  bisogna effettivamente conoscere la storia dei Pip. Gli  ex
  Pip   sono   stati   costituiti  con  il   piano   di   inserimento
  professionale. Quindici anni fa questa categoria di  lavoratori  fu
  scelta per andare contro, quindi, con  Emergenza Palermo  e in quel
  momento  -  quindici anni fa ci furono dei fatti gravi accaduti  in
  città  -  si cercò di aiutare questo mondo rappresentato  dagli  ex
  detenuti, ex alcolisti, ex drogati.
   Diciamo  che il Comune, insieme alla Regione siciliana, intervenne
  per cercare di portare benefici a questa categoria di lavoratori.
   Ecco,  oggi dopo quindici anni non possiamo fermarci nel  dare  un
  contributo per portare avanti le loro aspettative. Si aspettano  di
  essere aiutati in questo momento, con questa crisi che corre, senza
  fermarsi, senza arrestarsi, non possono soddisfare i bisogni  delle
  loro famiglie. Questo è un momento particolare.
   Così  come  sta  intervenendo bene il Governo, il Presidente,  sui
  problemi  riguardanti  la formazione professionale,  sull'aiuto  ai
  forestali,  ai  precari, ai lavoratori ASU, non possiamo  fermarci.
  Chiedo  al Governo di inserirsi in un contesto di aiuti per cercare
  di  guardare bene, di vedere bene quella forma di reddito che si  è
  fermata ultimamente sui ventimila euro, per spostarla possibilmente
  a trenta, per dare la possibilità a queste 70, 80 famiglie - perché
  alla  fine  30  mila  euro non sono tanti  -  quindi,  diamogli  la
  possibilità  e,  attraverso  l'articolo  16  della  variazione   di
  bilancio,  si  può  procedere in tal senso,  modificando  la  legge
  approvata  ultimamente  per cercare di spostare  questa  fascia  di
  reddito  e  consentire a queste pochissime famiglie di  reinserirsi
  nel mondo del lavoro e aspettare con molta pazienza.
   Tenendo  presente  che  il  precedente Governo  aveva  pensato  di
  inserirli  nel  mondo del lavoro, tanto è vero  che  con  la  legge
  numero 407 li ha inseriti e per tre anni erano lavoratori. Ora, per
  la  Spending  review, per i condizionamenti che ci  arrivano  dalla
  Comunità  europea, siamo stati costretti, Governo e  Parlamento,  a
  ridimensionare le spese. Carissimo Assessore, Presidente di  questa
  Assemblea  e  colleghi, oggi intervenire così in malo  modo  contro
  questi  lavoratori, e non solo questi ma ce ne saranno  altri   non
  possiamo sicuramente fermarci e mettere la pietra addosso a  questa
  gente  senza  neanche farla respirare. Non possiamo fare  di  tutta
  l'erba  un  fascio. Attenzioniamo questa problematica che  oggi  si
  chiama   Emergenza Palermo ,  ex Pip  a Palermo ma  domani  si  può
  trovare  in  qualsiasi  altra città e  bisogna  con  serenità,  con
  obbligo morale intervenire anche per quelle famiglie che si trovano
  fuori   dalla  provincia  di  Palermo.  Non  è,  quindi,  un   caso
  palermitano ma un caso siciliano.

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  vorrei
  affrontare  questo  tema  e poi anche un altro  vista  la  presenza
  dell'assessore Valenti. Sono due i temi che vorrei affrontare oggi,
  entrambi  importanti.  Per  quanto riguarda  i  Pip,  inviterei  il
  Governatore  Crocetta a qualche dichiarazione in  meno.  Mi  spiego
  meglio. Conosco la sua integrità morale e politica e, quando, sulla
  stampa,  spara la cifra o lascia pensare che un ex Pip o molti  Pip
  hanno  un reddito di cinquecentomila euro, la gente è convinta  che
  sono tutte quante persone che hanno redditi da centomila euro.
   E'  importante, quindi, perché questo è un momento drammatico dove
  quando  si  lancia una pietra questa pietra non si ferma  al  bordo
  dello stagno, questa pietra va dentro lo stagno e poi non li prendi
  più  i cerchi che si allargano nell'acqua. Il cerchio parte piccolo
  e  arriva molto largo. Siamo in un momento di grande drammaticità e
  bisogna   avere  il  senso  alto  della  responsabilità   e   delle
  istituzioni per non fare danni irreparabili.
   Invito  l'Aula  e i colleghi a prestare attenzione a  questo  tema
  perché  va affrontato col bisturi in mano, va affrontato con  norme
  serie,  con  la lente di ingrandimento nell'interesse  di  tutti  e
  bisogna  fare  in  modo che vengano tutelati e garantiti  uomini  e
  donne,  visto  che per loro questi redditi sono importanti,  perché
  qualcuno  di  questi  arriva a ventimila e cinquecento,  a  ventuno
  mila.
   Adesso faccio una osservazione: ma quando questo lavoratore Pip lo
  mandiamo  a casa quando aveva un reddito da ventuno mila  euro,  il
  suo  reddito  familiare arriverà non più a venti  mila  euro  ma  a
  tredici mila euro, quindi, sarà sotto soglia.
   Credo   sia   importante  che  l'Aula,  nell'interesse   di   quel
  lavoratore, senza urlare, senza gridare, senza schierarsi né da una
  parte  né dall'altra, perchè non serve a nessuno, abbia la capacità
  politica - perché questo deve fare la politica con la p maiuscola -
  di affrontare un tema nell'interesse dei lavoratori che sono per la
  maggior  parte  gente per bene. Aggiungo che molti di  questi  oggi
  sono  strumento importante in molti uffici, dove svolgono un lavoro
  importante a sostegno dell'attività amministrativa.
   Questo  volevo  dirlo  con  grande schiettezza.  Credo  che  nelle
  prossime  settimane,  senza utilizzarli,  senza  sfruttarli,  senza
  tenerli  col cappio stretto al collo, né facciamo uno strumento  di
  battaglia  che  non serve a nessuno ma troviamo soluzioni  utili  a
  fare emergere questa Sicilia e a farla stare con la schiena dritta.
   Credo  sia  importante questa battaglia e lo dico  in  particolare
  all'assessore Bonafede, che conosco e conosco anche i suoi valori e
  ciò  che essa fa - perché, insieme, la politica, nell'interesse  di
  questi lavoratori, deve trovare un percorso al di là di quei  pochi
  soggetti che avranno redditi di trecento, quattrocento mila euro ma
  non  tutti. Quindi occhio a certe dichiarazioni del Governatore che
  possono fare danni.
   Chiudo  questa parentesi e ne apro un'altra altrettanto  delicata.
  Lo dico ai colleghi di Palermo. Purtroppo, ahimè, nei giorni scorsi
  il  sindaco del comune di Bagheria è stato sfiduciato dal Consiglio
  comunale.  Invito  il  Governo, ed io sono sicuro  che  non  faremo
  melina,  perché se non entro il 31 marzo, se entro domani, nominato
  il  Commissario e, entro il 31 marzo, non viene fatto  il  decreto,
  lei mi insegna e sa che a norma di legge voteremo un altro anno.
   Non  è  possibile,  non  può accadere che la  politica  tranci  la
  democrazia  in  un comune importante come quello di Bagheria.  Sono
  sicuro - il mio è un auspicio e un  invito, ma dico un invito  dove
  so di sfondare una porta aperta - ed ho già parlato con l'assessore
  Valenti più volte al telefono e mi ha rassicurato in questo, ma  lo
  voglio  lasciare come traccia di testimonianza ai microfoni e  alla
  registrazione,  sono sicuro che Bagheria avrà la possibilità il  25
  maggio  di votare nella provincia di Palermo con gli altri 4 comuni
  perché siamo ancora in tempo per votare e dare la democrazia e dare
  un  governo  politico scelto dai  cittadini ad un comune importante
  come quello di Bagheria.
   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Giusto per fare chiarezza, abbiamo un  po'  capovolto
  l'ordine, le spiego, onorevole Cordaro, mi è arrivata comunicazione
  che  sta  per  arrivare l'assessore Borsellino che come  lei  sa  è
  l'assessore   con  il  quale  discuteremo  il  disegno   di   legge
  sull'amianto. Per cui, piuttosto che sospendere l'Aula, ho ritenuto
  opportuno  anticipare,  andiamo avanti  con  la  discussione  anche
  perché,  ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno, sareste
  stati  poi  in  molti a parlare, quindi, abbiamo un  po'  invertito
  l'ordine dei lavori.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Greco Giovanni.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
  condivido in pieno l'intervento del collega Aloni, dove tutti  noi,
  tutti  quelli che facciamo politica oggi, quando diciamo una  frase
  in  un  momento così pesante della società in cui viviamo, dobbiamo
  stare   attenti   e,  quando  il  Presidente  Crocetta   fa   delle
  affermazioni  sui  giornali,  come ha  fatto  nei  giorni  passati,
  credetemi,  è  difficile contenere l'ira della gente perché  questi
  due  fatti  che  sono avvenuti nell'ultima settimana sono  convinto
  che,  se  non  vengono affrontati con la dovuta  serenità,  con  la
  dovuta  pacatezza e lei, assessore Bonafede, lo sa come la tempesto
  di  telefonate ogni giorno per sapere se, da parte del Governo,  si
  trovi  quella  soluzione affinché questo bacino dei lavoratori  non
  diventi  un bacino palermitano, onorevole Di Pasquale, è un  bacino
  che rappresenta tutta la Sicilia.
   E' stato fatto un progetto su  Emergenza Palermo  che era fatto da
  ex  tossicodipendenti, era fatto da ex detenuti, non era  fatto  da
  categorie che venivano da famiglie ricchissime ma era un bacino che
  dovevamo inserire di nuovo nella società.
   E  questo è rimasto. Se qualcuno ha fatto fortuna e ha sposato una
  donna che ha un reddito di un milione di euro e ora nell'ISEE   non
  possiamo  dire una cosa di questo genere fuori dove  la  gente  non
  capisce, dove chi fa politica deve andare a spiegare ad uno per uno
  che  quello non è il reddito dell'ex Pip ma è un reddito che arriva
  dalla moglie perché si sono sposati.
   E,  allora,  chiedo ai colleghi deputati che questo errore  che  è
  stato  fatto  con  molta  leggerezza, quel famoso  emendamento  che
  abbiamo  votato - e dico che lo abbiamo votato anche  se  non  l'ho
  votato  - però è stato un atto fatto dall'Assemblea, ce lo dobbiamo
  caricare ma con la dovuta serenità, con il coinvolgimento di  tutti
  i deputati.
   Poi, signor Presidente, non so se quando vi sedete lì dentro avete
  tutta  questa  precisione nell'orario. Lei addirittura  stasera  ha
  cercato  di interrompere 3 o 4 colleghi miei a cui ancora  non  era
  finito il tempo. Lei è così.

   PRESIDENTE.  Stavo  soltanto avvisando  che  il  tempo  stava  per
  finire.

   GRECO Giovanni. Deve cercando di non prendere i vizi del suo capo.

   PRESIDENTE.  Io  capi  non  ne  ho. Cerchiamo  di  non  usare  una
  terminologia non appropriata.

   GRECO  Giovanni. Glielo dico così lei mi capisce. Dia, quindi,  il
  tempo ai colleghi di fare il proprio intervento anche perché questo
  argomento   si sta trattando stasera anche se non è all'ordine  del
  giorno; le faccio notare che c'è una manifestazione fuori perché ci
  sono un sacco di persone che hanno perso il posto di lavoro.

   PRESIDENTE. La prego di completare il suo intervento.

   GRECO.  Allora me lo faccia completare e non interrompa  quando  i
  suoi colleghi svolgono gli interventi.
   Rivolgo, pertanto, un invito ai colleghi a trovare una soluzione a
  questi  due problemi, perché l'altro problema che non ho menzionato
  riguarda quella lettera che è arrivata a tutti i lavoratori Asu che
  invitava  entro  5 giorni a presentare l'Isee altrimenti  sarebbero
  stati cancellati dal bacino.
   Ma scherziamo?
   O  non si affrontano questi problemi solo perché la vicenda non  è
  iscritta  all'ordine del giorno. Ma mi faccia la  cortesia,  signor
  Presidente.  Certi regolamenti si saltano quando ci  sono  problemi
  importanti e pesanti. Il regolamento non si guarda.

   PRESIDENTE.  Le  ricordo  che da più  di  un'ora  stiamo  parlando
  proprio  di  questa  vicenda perché questa Presidenza  ha  ritenuto
  opportuno  dare spazio, proprio perché era in corso, oggi  è  stata
  una giornata di forte tensione al di fuori del Palazzo e quindi  ho
  ritenuto opportuno dare spazio a questi interventi.
   Il suo intervento è stato, quindi, alquanto inopportuno.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente onorevoli colleghi,  sinceramente,
  non  riesco certe volte a capire; forse sarò anch'io con i  neuroni
  un po' avariati.
   Tempo addietro, in quest'Aula, il Presidente Crocetta ha fatto una
  battaglia  per  garantire gli ex Pip, cosiddetti ex Pip,  nel  loro
  trattamento economico.
   Ricordo  che,  un  anno  fa ormai e anche più,  c'era  una  piazza
  agitata  e  qualcuno agitava quella piazza per  dire  che  Crocetta
  avrebbe voluto uccidere i Pip e lasciarli senza reddito.
   Dopodichè  tutto si concluse con un  applauso perché  erano  stati
  trovati i fondi per garantire questa categoria di lavoratori.
   Dopodiché con questa finanziaria si è introdotto un principio: chi
  supera  i  20  mila  euro di reddito non può  essere  inserito  nei
  programmi  di  inserimento  professionale;  una  norma  votata  dal
  Parlamento liberamente e consapevolmente, almeno spero. E  oggi  si
  viene  a  dire da questo scranno che questa norma non è valida,  ci
  siamo sbagliati tutti quanti.
   Se  quella  norma è sbagliata il Parlamento abbia il  coraggio  di
  dire che era sbagliata, la riveda, applichi, faccia una proposta di
  legge e applichi un'altra norma.
   Ma  non  si  può  venire a dire, però, che non è il  reddito  Isee
  quello importante.
   Ricordo ad alcuni deputati, che probabilmente vogliono fare  della
  demagogia politica e guadagnare qualche voto, che il reddito Isee è
  normalmente  utilizzato  per  tutte  le  attività  nella   pubblica
  amministrazione, per tutte le valutazioni.
   Il  reddito  Isee è stato utilizzato per il pagamento delle  tasse
  universitarie; il reddito Isee è stato utilizzato per il  pagamento
  dei  ticket sanitari. Non capisco perché il reddito Isee non  possa
  essere valutato ai fini della percezione di un sostegno al reddito.
   Se  poi  qualcuno, come l'onorevole Greco, ritiene che chi  ha  la
  moglie  milionaria debba comunque percepire un sostegno al reddito,
  lo  dica agli elettori e lo dica a quelli che rimangono esclusi  da
  questa situazione, da questa possibilità. Lo dica alle migliaia  di
  disoccupati  che non hanno possibilità di accedere a nessuna  forma
  di  sostegno  e  che  si ritrovano quello della moglie  milionaria,
  addirittura  con  i 350.000 euro di redditi accertati,  che  non  è
  giusto  applicare il reddito Isee. Lo dica alle decine di  migliaia
  di  persone  che oggi sono esclusi da qualsiasi forma  di  sostegno
  sociale.  Lasciamo  i privilegiati dove sono e continuiamo  a  fare
  questa  politica con la testa sotto la sabbia e la gente continuerà
  ad applaudirci.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà, dopodiché passiamo  al  primo  punto
  all'ordine del giorno.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, volevo soltanto dire una  cosa.  Ho
  sentito  questo  dibattito, ho annunciato e intendo depositarlo  al
  primo  disegno di legge nel quale sarà possibile votare  un  ordine
  del  giorno, un ordine del giorno che al di là del dibattito se  il
  reddito  è  giusto o non è giusto, sbagliato, mi permetto  però  di
  sottolineare  un  aspetto:  è  la prima  volta  che  una  norma  si
  interpreta  con  un  effetto  retroattivo.  La  legge  che  abbiamo
  approvato sulla vicenda dei Pip fa riferimento al reddito  prodotto
  e  dichiarato  Isee nell'anno 2014. Mi risulta che le dichiarazioni
  che sono state prese a riferimento sono del reddito 2012.
   Ora  dico:  in forza di quale interpretazione - assessore,  glielo
  chiedo formalmente -  avete adottato una procedura che prevede  che
  il  reddito di riferimento sia quello del 2012 per il quale è stata
  prodotta dichiarazione Isee nel 2013? La norma, l'articolo 34 che è
  stato approvato nel gennaio 2014, quando introduce il reddito,  non
  parla  la dichiarazione Isee è conseguente al reddito prodotto,  il
  reddito prodotto si intende dal momento in cui si approva la  norma
  in poi.
   Ecco  perché al di là delle disquisizioni se è giusto,  sbagliato,
  se  è  troppo,  se  è poco, quello lo vedremo se  e  quando  saremo
  chiamati  a  modificare la norma, ma intanto credo che  ci  sia  un
  problema interpretativo per il quale è stato fatto un provvedimento
  di  revoca  del  beneficio  che  a  mio  avviso  è  illegittimo,  è
  illegittimo e come tale credo che gli uffici debbano in  autotutela
  verificare in modo molto più approfondita la procedura adottata, al
  fine di non creare inutili incidenti. Poi, infatti, è evidente  che
  ci  sono casi scandalosi, ma in nome di singoli casi scandalosi non
  dobbiamo  negare  il  diritto, il diritto -  ripeto  -  nel  nostro
  ordinamento è tale dal momento in cui si approva una legge, non  ha
  efficacia  retroattiva, tranne che il legislatore non intendeva  in
  maniera chiara dire che dovevano riferirsi al reddito Isee 2012.
   Se  il  legislatore l'avesse voluto dire, lo avrebbe scritto.  Non
  avendolo detto si riferisce al reddito prodotto nel corso del 2014.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                          Per fatto personale

   GRECO Giovanni. Chiedo di intervenire per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, le chiedo scusa, ma quando  un
  mio  collega  mi  accusa  di  porre un problema  così  pesante  per
  raccattare voti, voglio ricordare all'onorevole Malafarina che  noi
  due abbiamo un diverso curriculum.
   Io  provengo  da un'elezione dove mi sono battuto casa  per  casa,
  lei,  invece,  forse, parla in questi termini per due  motivi:  uno
  perché  era  tranquillo, sereno nel listino e  con  50  voti  vuole
  rappresentare la società siciliana.
   Ma  mi  faccia  il  favore.  Lei non  conosce  cos'è  la  società,
  onorevole  Malafarina, lei li attacca tutti e  si  porta  prima  in
  camera  di  sicurezza e poi risolve il problema. Ma  mi  faccia  la
  cortesia di non dire queste stupidaggini

   PRESIDENTE. Do la parola all'assessore Bonafede, così come avevamo
  preannunciato, per fare la quadra della discussione che è  avvenuta
  in Aula.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, l'occasione è  utile
  per  discutere, nonostante non fosse all'ordine del giorno,  questo
  tema  che  riguarda sicuramente tutto il Parlamento in  quanto  non
  dimentichiamo  che  sia  l'anno scorso che quest'anno,  sono  state
  assolutamente  volute  e  quindi inserite nella  finanziaria  delle
  norme destinate a questa categoria di lavoratori.
   Mi  preme però ricordare alcuni passaggi fondamentali che  sono  i
  seguenti:  è  vero  che i lavoratori che noi denominiamo  PIP,  con
  questo acronimo, che sono stati generati credo diciassette anni fa,
  in  un  momento  in  cui  si  cercava di  fornire  loro,  categorie
  particolarmente   svantaggiate,   un   percorso   di    inserimento
  professionale.  E' vero che con il famoso articolo  52  sono  state
  oggetto,  poiché  l'articolo 52, quello sì,  è  stato  interpretato
  dando  luogo  ad  una  associazione, la Social  Trinacria,  che  ha
  assunto a tempo indeterminato i lavoratori, non dimenticandoci  che
  la  Social Trinacria non disponeva di finanza propria ed in effetti
  il carico della spesa è sempre stato in carico alla Regione.
   Questo  cosa  vuol  dire?  Che  quei  famosi  contratti  a   tempo
  determinato  di  cui  noi  stiamo parlando  si  sarebbero  comunque
  conclusi,  a meno che la Social Trinacria non dimostrava di  potere
  continuare la propria attività dando luogo a quei famosi  programmi
  di   inserimento  professionale,  per  cui  loro  sarebbero   stati
  naturalmente  destinati a continuare l'attività. Si è  concluso  il
  range  temporale  concesso  dall'articolo  52,  che  prevedeva   un
  progetto di tre anni.
   Cosa ha fatto questo Parlamento su proposta di questo Governo  che
  si  è  sempre reso responsabile e assolutamente sensibile  riguardo
  questi lavoratori? Ha voluto inserire un articolo che prevedesse la
  possibilità di erogare agli stessi, attraverso le risorse  del  PAC
  destinate comunque alle politiche a supporto del lavoro, in maniera
  tale  che  questi  lavoratori, che non avrebbero avuto  più  nessun
  beneficio,  perché  si concludeva l'efficacia  temporale,  potevano
  comunque continuare ad erogare attività socialmente utile.
   Cosa  è  successo quest'anno? Noi nella nostra proposizione voluta
  nella finanziaria avevamo inserito un percorso di tre anni, proprio
  perché   avremmo  voluto  che  in  questi  tre  anni  previsti   in
  finanziaria,  si attuasse questo benedetto processo di  inserimento
  professionale dando la possibilità - peraltro noi ce lo  ricordiamo
  -  di  inserire  quei  presupposti che  dovrebbero,  attraverso  le
  facilitazioni concesse alle aziende destinatarie di gare d'appalto,
  processi  che  comunque  dovrebbero  poi  condurre  all'inserimento
  definitivo  di questi lavoratori. La parte relativa al  2015  e  al
  2016  è  stata impugnata. E' rimasta soltanto la sostanza economica
  destinata dal PAC perché quella, in effetti, è stata una scelta del
  governo, sostenuta dall'Aula.
   In  corso  d'opera è stato presentato un emendamento che  non  era
  voluto dal governo, ma che l'Aula, nella sua democrazia, ha votato.
   Il governo non ha fatto altro che mettere in esecuzione una norma.
  Se  la  norma non è più quella alla quale questo parlamento  voleva
  dare luogo, è il parlamento il luogo opportuno perché l'assessore e
  il  dirigente che è la parte gestionale e che, quindi, si occupa di
  mettere  in pratica quello che la norma ha previsto, non  fa  altro
  che applicarla.
   Relativamente  a quello che ha detto l'onorevole Cracolici  ,  che
  non vedo

   IOPPOLO  E' già in Europa

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.   E dall'Europa, però, siccome mi ha fatto una domanda,  mi
  ascolterà.
   Il  progetto  relativo  alla finanziaria e, in  particolare,  alle
  risorse  destinate allo scopo, per questi lavoratori, si  esaurisce
  il  31  dicembre  2004, va da sé che non è pleonastico  comprendere
  che,  quando si fa riferimento al reddito ISEE, non può che  essere
  riferito   a  quello  precedente.  Non  c'è  alternativa,   perché,
  altrimenti,   l'anno   prossimo   Non  è  una   interpretazione   è
  un'applicazione.

   CRACOLICI. Il diritto, Assessore...

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Il  progetto  si conclude e questi  lavoratori,  mi  scusi
  onorevole  Cracolici, perché noi di questo ci siamo preoccupati  di
  questo...

   CRACOLICI. Vi siete preoccupati male

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro...  e  lo  ripeto  perché non lo  volevamo  in  prima  fase.
  L'abbiamo  applicato.  Questi  lavoratori  dovevano  possedere   le
  caratteristiche  che determinavano la loro appartenenza  al  bacino
  per  cui, fra i requisiti composti c'era anche questo, aggiunto  in
  corso  d'opera. A quale reddito ci dovremmo riferire, a quello  del
  2015, quando già il progetto si conclude?

   CRACOLICI.   Indubbiamente non a quello del 2012, però.

   BONAFEDE,  assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro   Non è intendimento di questo governo - altrimenti  diventa
  un  dialogo  fra me e lei - che, anzi, ha destinato le risorse  del
  PAC con una scheda fatta proprio per i PIP.
   Noi  abbiamo destinato, nel PAC 3, una scheda progettuale, proprio
  a  loro. Quindi, nessuno, né il presidente né l'intero governo,  ha
  mai  ritenuto di porre in essere strumenti per diminuire la portata
  del bacino. Noi li vogliamo accompagnare, come ho detto in esordio,
  all'inserimento professionale.
   Vorrà  l'Aula tenere conto di questo e, siccome, peraltro, giovedì
  sono   anche   convocata  in  commissione,  quello   è   il   luogo
  dell'approfondimento.

   per la tutela della salute del territorio circa rischi amianto'

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
       tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti
                  dall'amianto» (nn. 381-3-306-346/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede col seguito della discussione del disegno di legge nn.
  381-3-306-346/A «Norme per la tutela della salute e del  territorio
  dai rischi derivanti dall'amianto», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti  la   VI  Commissione,  «Servizi  sociali  e
  sanitari», a prendere posto nel relativo banco.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.

   1.  La  Regione,  ai  fini  della salvaguardia  della  salute  dei
  cittadini  dai  rischi derivanti dall'esposizione  all'amianto,  in
  attuazione  degli obiettivi del Piano Nazionale Amianto  2013,  del
  Piano  Sanitario Regionale ed in coerenza con le disposizioni della
  Legge  28  marzo  1992,  n. 257,  del D.P.R. 8 agosto  1994  e  del
  Decreto Legislativo 9 aprile 2008,  n. 81, adotta iniziative  volte
  alla  costante prevenzione primaria e secondaria ed al  risanamento
  ambientale rispetto all'inquinamento da fibre di amianto».

   MILAZZO Giuseppe... Si deve svolgere la relazione?

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, la relazione è  stata  già  letta.
  Abbiamo anche votato il passaggio all'esame degli articoli,  quindi
  siamo già all'articolo 1.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Giuseppe Milazzo. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli deputati, io  devo
  dire  la verità, certamente, sotto certi aspetti è da elogiare  una
  norma  che si occupa di coordinare tutta una serie di enti preposti
  alla salvaguardia della salute pubblica.
   La  mia preoccupazione e lo faccio con spirito costruttivo. Il mio
  intervento  durerà  pochi secondi ma vorrei  chiarimenti  da  parte
  dell'assessore. Chiedo se, a parere dell'assessore,  viste  le  mie
  perplessità,  se questo organismo, invece, rischia  di  appesantire
  ulteriormente  una  materia che già è di per sé  lenta,  nella  sua
  organizzazione   e   quando  entra  nel   merito   concreto   della
  trattazione,  dell'individuazione e della gestione della  questione
  che riguarda l'amianto.
   Nello specifico, già noi abbiamo l'ARPA, abbiamo i vari corpi come
  la  Polizia  municipale,  il Corpo forestale,  i  NAS  che  già  si
  occupano  di  queste cose, noi metteremmo a capo  questo  organismo
  regionale,  con personale nostro, se non mi sbaglio,  che  dovrebbe
  coordinare e venire a capo di eventuali disservizi.
   Io, così come uso fare, non ho preconcetti quando arriva una norma
  qua in Aula, a parte quella sui PIP che, uscendo dallo scranno dove
  io  siedo,  ho gridato al Presidente della Regione che ci sarebbero
  state ripercussioni disastrose su una norma iniqua, che discrimina,
  che  assume  criteri di retroattività e che l'Assemblea  quando  ne
  parla,  il  Presidente non me ne voglia, sembra  che  facciamo  una
  cortesia ai deputati che ne parlano.
   Signor  Presidente, io ne ho parlato pure sette  giorni  fa  e  le
  avevo  chiesto  se  lei,  presso l'Ufficio  di  Presidenza,  poteva
  segnalare il mio malessere, allora componente del gruppo misto,  se
  lei  poteva  farsi carico di sensibilizzare l'Ufficio di Presidenza
  ed   i  capigruppo  e  all'inizio  della  seduta  ho  reiterato  la
  richiesta.  Ora,  al  di là del  dibattitino' che  viene  fatto,  è
  possibile  convocare  una  seduta di Commissione  affinché  vengano
  convocati gli assessori, il presidente per parlare di questa  cosa?
  Parentesi chiusa, ritorniamo alla norma
   Una norma che ha ferito l'onorevole Dipasquale, ma quella sera, si
  vada  a  vedere  l'esito del voto, lei è stato fra  quelli  che  ha
  detto:  sì, licenziamoli per un reddito complessivo familiare e non
  per  un  reddito  individuale . Quindi, se domani mattina  qualcuno
  esce  da quel nucleo familiare perché si separa, perché se  ne  va,
  per  maltrattamenti,  ad abitare in un'altra casa  con  due  figli,
  verrà  a  mangiare  a casa sua ed a casa mia perché  non  avrà  più
  reddito.
   Ritorniamo  alla  legge.  Assessore le chiederei  la  cortesia  di
  tranquillizzarmi. Io sulla norma che riguarda il mutuo, sa  che  ho
  una  mia  testa: le cose le devo capire prima di votare, ecco,   in
  assoluta coscienza e consapevolezza, quello che quella sera non  si
  è  fatto.  Solo perché il Presidente della Regione ha  dato  parere
  favorevole  ad un emendamento, tutti hanno detto:  votiamolo  tanto
  che importanza ha .
   Oggi li vediamo qua sotto e ogni deputato che entra dice:  Non  ti
  preoccupare,  sono  dalla  tua parte . A parole   Però,  una  norma
  interpretativa non arriva
   Ho finito signor Presidente, siamo in discussione generale.
   Si vuole mettere qua?

   PRESIDENTE.  No,  no   io  non l'ho nemmeno interrotta,  onorevole
  Milazzo   Però,  attenzione, capisco che c'è la telecamera  accesa,
  capisco tutto, però, si sta parlando della legge sull'amianto e  la
  pregherei  di  rimanere sul tema. Adesso non esageriamo   Onorevole
  Milazzo, la prego di concludere.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, lei mi ha tolto 20 secondi.

   PRESIDENTE.   Va   bene,   le  do  40   secondi   purché   rimanga
  sull'argomento.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, lei non mi deve dare niente,
  io  finirò nell'ambito dei 15 secondi. La prego, siccome sono stato
  sempre rispettoso della Presidenza, non si permetta più di dire che
  ci  sono le telecamere. Così come io non l'ho mai offesa che non ci
  siano protagonismi reciproci.
   Mi faccia svolgere il mio intervento ed è giusto fare un confronto

   PRESIDENTE. Su questo argomento.

   MILAZZO   Giuseppe.  Mi  sto  attenendo  all'argomento,  sono   in
  discussione generale sull'articolo 1.

   PRESIDENTE. Non mi era sembrato.

   MILAZZO  Giuseppe. Posso finire? Se vuole posso  anche  andarmi  a
  sedermi.

   PRESIDENTE. Prego, continui.

   MILAZZO   Giuseppe.  Volevo  dire  all'assessore  che  io   vorrei
  procedere   a  votare,  a  partire  dall'articolo  1,  con   quella
  consapevolezza che mi è necessaria e dovrebbe essere  necessaria  a
  tutti   i   deputati,  cosa  che  non  hanno  fatto  in   occasione
  dell'articolo che riguarda i PIP e il Presidente non mi può vietare
  di  fare  questo  confronto  in  una  discussione  generale  su  un
  articolo.
     Assessore,  desidererei avere da lei la certezza, insieme  anche
  all'onorevole  Cracolici, che distrae il governo sui miei  quesiti,
  avere  la  garanzia  da  parte sua che questo  ulteriore  organismo
  regionale, quindi, noi in base a quello che dite come politica  del
  governo    dovremmo   togliere   gli   organismi    per    snellire
  l'amministrazione regionale, oggi ne vediamo spuntare uno. Però, se
  lei  mi  rassicura e mi dice:  Onorevole Milazzo, questo servirà  a
  coordinare, anzi, a snellire la trattazione dell'amianto  io faccio
  anche l'amministratore locale, sono consigliere comunale, sa quante
  volte  mi  capita  di vedere dei rifiuti di amianto  recintati  per
  mesi, mesi e mesi?
   La  mia  preoccupazione è quella, con l'organismo staranno  ancora
  più  tempo,  o  il  tempo si ridurrà? Ecco, allora  mi  convincerà,
  perché  il  cittadino potrà rivolgersi al capo di questo  organismo
  che gli farà giustizia.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor Presidente, le chiedo di  poter  intervenire,
  lei  sa,  così  come  sanno  i colleghi, che  io  sono  intervenuto
  pochissime volte durante i lavori di questa legislatura e credo  di
  doverlo  fare soltanto quando le situazioni richiedono  intervento.
  Credo  che  su  questa  vicenda  bisogna  ancora  una  volta  porre
  chiarezza perché ognuno di noi deve essere

   PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, ascolti, le darò la parola... A
  questo punto basta  Perché io vorrei portare avanti

   FERRANDELLI. Presidente, io le sto chiedendo di fare chiarezza,  è
  assolutamente  consono  l'intervento  e  le  dimostrerò   come   lo
  continuerò  durante  la  seduta dell'Aula   Lei  ha  fatto  parlare
  chiunque  Lei non usi altra forma di violenza

   PRESIDENTE. Non alzi la parola

   FERRANDELLI.  Lei non usi altra forma di violenza   Lei  ha  fatto
  sproloquiare  qualcuno per più dieci minuti e non può  togliere  la
  parola ad un parlamentare

   PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, lei non era in Aula

   FERRANDELLI.  Presidente,  io ero  qui  in  Aula  e  la  invito  a
  controllare la presenza tramite i tesserini magnetici.

   PRESIDENTE.  Le  spiego,  se  mi  lascia  spiegare   Noi   abbiamo
  iniziato,  non c'era l'assessore e giustamente, visto  l'importanza
  dell'argomento ho detto: facciamo al contrario, partiamo con queste
  comunicazione,  però,  non  appena  arriva  l'assessore  Borsellino
  cerchiamo di andare avanti con quello che è all'ordine del giorno.
   Io  le do la parola su questo perché capisco che è importante - ci
  mancherebbe - però la pregherei in questo momento di procedere  con
  i  lavori che riguardano la Commissione che si è insediata, e  cioè
  parlare  della norma sull'amianto. Per cui , la prego di riattivare
  di nuovo questa discussione.

   FERRANDELLI.  Io  sono  convinto che l'assessore  Borsellino  avrà
  l'ulteriore  pazienza di pazientare un altro minuto  per  fare  una
  parca  comunicazione  all'Aula, perché  credo  che  su  questo  non
  possiamo assolutamente permettere di fare una comunicazione ad  una
  tribuna   politica,  perché  per  quanto  riguarda  le  sorti   dei
  lavoratori  Social  Trinacria  -  ce  ne  siamo  fatti  carico,   e
  continueremo a farcene carico - sono convinto e determino il  fatto
  che se a questi lavoratori, ad oggi, è consentito un reddito, lo  è
  stato  fatto  grazie  all'intervento dell'azione  di  Governo,  che
  continuerà  a  prendersi  carico di  questi  soggetti,  soprattutto
  garantendo   a   loro  l'impiego  all'interno  dei   meccanismi   e
  all'interno  dei  vari  organismi. E, soprattutto,  per  comunicare
  all'Aula - e concludo questa comunicazione - che anche noi  abbiamo
  presentato  un  ordine  del  giorno dove  riteniamo  che  si  debba
  rivedere  il criterio del reddito perché è chiaro che i criteri  si
  vedono  soltanto quando si istituiscono i bacini.  Non  si  possono
  cambiare  le  regole tredici anni dopo e, quindi,  per  questo,  ci
  faremo parte attiva.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la parola all'onorevole  Dipasquale,
  vorrei chiarire una cosa agli onorevoli colleghi.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   TAMAJO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Tamajo,  noi  adesso  proseguiamo  con  il
  disegno  di  legge  sull'amianto,  dopo  di  che,  chiunque   vorrà
  intervenire - e capisco l'importanza degli interventi - lo farà non
  appena abbiamo concluso questo disegno di legge.
   A questo punto non intendo più dare la parola per un argomento che
  non  stiamo trattando. Finito l'argomento sull'amianto torneremo  a
  parlare,  per carità, ci mancherebbe. Onorevole Tamajo, ha  facoltà
  di parlare.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, in merito  alla  vicenda  di  cui  ha
  parlato  poc'anzi l'onorevole Ferrandelli, l'onorevole  Figuccia  e
  l'onorevole   Milazzo,  io  stamattina  ho  proposto  all'onorevole
  Marcello  Greco, che è il Presidente della Commissione Lavoro,  una
  audizione  in Commissione Lavoro, per cercare di trovare  tutte  le
  soluzioni per far sì che i circa ottanta lavoratori che sono  stati
  esclusi per la questione del reddito ISEE, vengano reintegrati.
   Quindi,  Presidente, io intervengo sull'ordine dei  lavori  perché
  secondo  me un passaggio in Commissione Lavoro, prima di presentare
  eventuali  ordini  del  giorno  o  presentare  chissà  cos'altro  è
  necessario farlo in Commissione, nella Commissione competente, alla
  presenza  del  direttore, della dottoressa Corsello, alla  presenza
  dei sindacati, per trovare una soluzione immediata a questo tipo di
  problema.
   Dopodiché  oggi ho dato un'occhiata alla finanziaria - in  maniera
  del  tutto  superficiale e mi riprometto di approfondirla  -  e  ho
  constatato che non c'è nessun articolo che riguarda i PIP. Per  cui
  propongo  ai miei colleghi, al collega Milazzo, al collega Figuccia
  e  all'Aula  tutta,  di inserire nell'ambito della  finanziaria  un
  articolo che disciplini la questione PIP.

   per la tutela della salute del territorio circa rischi amianto'

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 381-
                              3-306-346/A

   PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare sull'articolo 1.
   L'assessore  Borsellino,  aveva  chiesto  di  intervenire.  Ne  ha
  facoltà.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. Signor  Presidente,  signori
  deputati,   io   vorrei  dire  che  questa   norma   non   solo   è
  indispensabile,  ma  colma un gap che ha visto la  Regione  Sicilia
  sicuramente  fanalino di coda nel contesto nazionale,  su  un  tema
  assolutamente preminente per quanto riguarda la tutela della salute
  pubblica.
   Il  primato lo abbiamo ancora insieme con la Regione Calabria, per
  la  mancata adozione di un piano aggiornato: il primo e l'ultimo  è
  stato fatto nel 1995 per cui è assolutamente necessario metterci in
  linea  con  le  indicazioni nazionali volute  dal  Piano  nazionale
  amianto,  perché  si  realizzi nella  nostra  regione  un  atto  di
  programmazione  che  preveda tutte le fasi:  dalla  mappatura  allo
  smaltimento,  all'adozione  di  tutte  le  misure  di   prevenzione
  necessarie e di sorveglianza epidemiologica.
   L'onorevole  Milazzo chiedeva, appunto, se la costituzione  di  un
  ufficio non fosse un'architettura sovrabbondante e non in linea con
  le esigenze di snellimento delle procedure.
   In  realtà  io dico che, in questo caso, è esattamente  l'opposto,
  perché l'attività che non si è condotta a buon fine da parte  della
  Regione,  in  tema di adeguamento alla normativa comunitaria  sulla
  materia dell'amianto, ha visto questa regione confrontarsi con  una
  Commissione  regionale che racchiudeva in sé  tutte  le  competenze
  necessarie dei vari rami di amministrazione, affinché si pervenisse
  alla redazione del piano.
   Come  ha dimostrato la storia degli ultimi tre anni, l'aver  agito
  in via esclusivamente amministrativa non ha portato assolutamente i
  benefici  attesi.  Anzi  ha determinato, in seno  alla  Commissione
  regionale,   un  conflitto  di  competenze  che  non   ha   portato
  assolutamente alla stesura di un piano organico, né tantomeno a una
  sinergia  di  azioni  coordinate che potessero,  in  qualche  modo,
  pervenire a un obiettivo comune, in armonia con le attribuzioni dei
  singoli assessorati e dei loro dipartimenti.
   L'istituzione  dell'ufficio regionale, peraltro,  prevede  la  sua
  implementazione   attraverso  risorse  già   presenti   all'interno
  dell'amministrazione regionale; quindi senza impegno  di  ulteriori
  oneri sull'erario pubblico.
   Ricordo  che l'ufficio che si prevede di costituire, che è  voluto
  da   questa   norma,   prevede  proprio  che  compartecipino   alla
  composizione  dello  stesso nove dipendenti  regionali  scelti  tra
  coloro  che hanno un'esperienza almeno triennale in tema di amianto
  e  che vengano recuperati attraverso i rami di amministrazione  che
  primariamente  a  vario  titolo  intervengono:  ossia   Assessorato
  salute,  Assessorato  lavoro,  Assessorato  energia  e  servizi  di
  pubblica utilità e Assessorato territorio e ambiente.
   L'ufficio  avrà proprio il compito di coordinare le attività,  non
  solo  di  tali  assessorati  nell'ambito  di  quelli  che  sono   i
  rispettivi ruoli, ma anche dell'Agenzia regionale per l'ambiente  e
  delle  stesse  Aziende  sanitarie  per  quanto  attiene  tutti  gli
  strumenti di sorveglianza epidemiologica.
   Quindi,  mi  sento  di poter tranquillizzare quest'Aula  circa  la
  necessità,  in questo caso, che si intervenga con una norma,  anche
  perché  la stessa norma incide in meccanismi all'interno dei  quali
  non  si  sarebbe  potuto incidere con azioni  prettamente  di  tipo
  amministrativo   e   mi   riferisco,  oltre   alla   strutturazione
  dell'ufficio, anche alla necessità di dover attivare un  meccanismo
  sanzionatorio  che  intervenga laddove non si  sia  determinata  la
  condizione  per l'utilizzo delle risorse comunitarie  che  all'uopo
  sono state destinate.
   A questo proposito vorrei dire che anche in passato si era tentata
  l'istituzione  di  un ufficio speciale, con  norma  e  poi  in  via
  amministrativa, anche questa dell'ufficio speciale  si  è  rivelata
  un'azione  poco  efficace perché, come sapete, gli uffici  speciali
  hanno una durata limitata nel tempo, sono legati al Governo che  li
  ha  istituiti e quindi, anche questo, ha determinato in passato,  e
  lo  abbiamo  visto,  una  caducità delle  competenze  dello  stesso
  ufficio  speciale.  In  questo caso l'ufficio  che  si  prevede  di
  costituire    essendo   organico   all'interno    dell'architettura
  dell'amministrazione regionale diventa anche l'autorità di gestione
  delle  risorse  del  piano  di azione e  coesione  che  sono  state
  destinate allo scopo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                               Obiettivi

   1. Costituiscono obiettivi della presente legge:

   a)  la  tutela  della salute nei luoghi di vita e  di  lavoro  dai
  rischi  connessi con l'esposizione all'amianto mediante ogni mirata
  ed efficace azione di prevenzione;

   b)  la  mappatura,  la bonifica ed il recupero di  tutti  i  siti,
  impianti, edifici e manufatti presenti nel territorio regionale  in
  cui sia rilevata la presenza di amianto;

   c)   il  sostegno  alle  persone  affette  da  malattie  derivanti
  dall'esposizione alle fibre di amianto;

   d)  la  ricerca  e  la sperimentazione in materia di  prevenzione,
  diagnosi e cura di patologie asbesto correlate nonché in materia di
  risanamento dei siti contaminati;

   e)   la  promozione  collettiva  di  iniziative,  informative   ed
  educative,  volte alla riduzione del rischio sanitario  da  amianto
  per la popolazione;

   f) la eliminazione di ogni fattore di rischio indotto dall'amianto
  in tutto il territorio regionale».
   .
   E'  stato  presentato  l'emendamento 2.1  a  firma  dell'onorevole
  Falcone ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 2, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3.

   DIGIACOMO,  presidente  della Commissione. Chiedo  di  accantonare
  l'articolo e di trattarlo alla fine.

   PRESIDENTE. L'articolo 3 è accantonato.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                       Iniziative della Regione

   1.  L' Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione
  civile  per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo  2
  promuove,  coordina  e  realizza,  entro  i  termini  indicati,  le
  seguenti iniziative:

   a) entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la
  ridefinizione  ed  aggiornamento, secondo le  direttive  del  Piano
  Nazionale  Amianto  2013 e le prescrizioni di cui  all'articolo  10
  della  Legge  27  marzo  1992,  n. 257 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,   del   "Piano   di  protezione   dell'ambiente,   di
  decontaminazione,  di  smaltimento e di  bonifica,  ai  fini  della
  difesa  dai pericoli derivanti dall'amianto" approvato con  Decreto
  Presidenziale  del 27 dicembre 1995. Il nuovo "Piano di  protezione
  dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e  di  bonifica,
  ai  fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto"  ha  una
  validità quinquennale ed è emanato con Decreto del Presidente della
  Regione  previo  parere  delle competenti  Commissioni  legislative
  dell'Assemblea regionale;

   b)  entro 60 giorni dall'emanazione del nuovo "Piano di protezione
  dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e  di  bonifica,
  ai  fini  della  difesa  dai pericoli derivanti  dall'amianto",  la
  definizione e notifica, delle linee guida per la redazione, in ogni
  comune,  del   Piano  Comunale Amianto" finalizzato  alla  concreta
  attuazione  territoriale di tutte le misure previste dalla  vigente
  normativa  efficaci  per  prevenire o  eliminare  ogni  rischio  da
  contaminazione  da  amianto. I  comuni provvedono  entro  tre  mesi
  dalla comunicazione delle linee guida ad adottare il proprio  Piano
  Comunale  Amianto   e rendicontare annualmente all'Ufficio  amianto
  del  Dipartimento  regionale della protezione  civile  i  risultati
  conseguiti.  La  non  osservanza  dei  termini  perentori  predetti
  comporta   una   riduzione  percentuale,  nella  misura   stabilita
  dall'Ufficio amianto delle risorse assegnate ai comuni  in  materia
  di amianto;

   c) entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,   la redazione di un portale informativo inserito  nel  sito
  WEB  della Presidenza della Regione ed il cui contenuto deve essere
  diffuso prioritariamente nelle scuole di ogni ordine e grado, negli
  ospedali pubblici e privati, nei porti ed aeroporti, nelle  caserme
  ed  in tutte le imprese pubbliche e private operanti nel territorio
  regionale,  in  particolare  per ciò che concerne le  prescrizioni,
  gli  obblighi  e  le sanzioni previsti dalla normativa  vigente  in
  materia,  la pericolosità dell'amianto, le procedure di  rimozione,
  la  prevenzione  e  tutela della salute nei luoghi  di  vita  e  di
  lavoro;

   d) entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  la  definizione  dei  criteri di  premialità  agli  enti  e
  soggetti  pubblici  e  privati che adottano interventi  utili  alla
  prevenzione,  individuazione  e  risanamento  di  siti,   impianti,
  edifici e manufatti contenenti amianto;

   e)  la  tempestiva comunicazione ai competenti Ministeri dei  dati
  annuali  ai sensi dell'articolo 9 della legge 27 marzo 1992, n. 257
  nonché  la  mappatura  dei siti interessati dalla  presenza,  anche
  naturale,  di  amianto  ai  sensi e con  la  copertura  finanziaria
  previsti  dalla legge 23 marzo 2001, n. 93 e dal D.M. del 18  marzo
  2003, n. 101;

   f)   il  trattamento,  aggregazione  e  classificazione  dei  dati
  derivanti dall'attività di censimento dei siti contaminati  secondo
  le  indicazioni  del nuovo "Piano di protezione  dell'ambiente,  di
  decontaminazione, di smaltimento e bonifica, ai fini  della  difesa
  dai pericoli derivanti dall'amianto" di cui alla lettera a);

   g)  il  monitoraggio, in collaborazione con le  Aziende  sanitarie
  provinciali, dei siti pubblici o ad utilizzo pubblico  con  maggior
  rischio sanitario per la popolazione;

   h)  il  coinvolgimento  di  tutti  i  cittadini,  anche  in  forma
  associata,  sulle  problematiche relative  alla  presenza  ed  alla
  contaminazione dell'amianto,

   i) la promozione delle azioni di sostegno, economico, sanitario  e
  psicologico  ai soggetti affetti da patologie asbesto  correlate  o
  esposti alle fibre di amianto».

   All'articolo 4 sono stati presentati una serie di emendamenti.
   L'emendamento 4.5 a firma Falcone, Pogliese ed altri  è  assorbito
  dall'articolo 12.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.7 a firma Trizzino ed altri che invito
  a  ritirare  in  quanto  il  parere  vincolante  della  commissione
  legislativa comporta un'attività sostanzialmente amministrativa  da
  parte della stessa Commissione.

   TRIZZINO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 4.8 a firma Trizzino ed altri. Il parere
  della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 4.2 è precluso dal 4.8, che abbiamo già approvato.
   Si  passa all'emendamento 4.6 a firma Trizzino ed altri. Il parere
  della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 4.3 degli onorevoli Zito ed  altri.  Il
  parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Signor Presidente, vorrei
  raccordarmi con il Governo perché qualsiasi elemento che  riduce  i
  tempi di attivazione, per la Commissione va bene purché non si vada
  oltre  il segno e non diventino tempi non attuabili. Se il  Governo
  ritiene  che si possono sostituire i 180 giorni con i 60 giorni  la
  Commissione non ha nulla in contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   BORSELLINO,  assessore per la salute. Signor  Presidente,  signori
  deputati,  il  Governo è favorevole anche perché  si  tratta  della
  tempistica dettata per l'istituzione del portale, quindi penso  che
  sia assolutamente compatibile.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere  favorevole  del  Governo   e   della
  Commissione, pongo in votazione l'emendamento 4.3. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.1 degli onorevoli D'Asero ed altri.
   Il   4.1   se  è  approvato  costituisce  un  comma  autonomo   in
  sostituzione  della  lettera  d),  perché  sottrae  la   competenza
  all'Ufficio e lo dà all'Assessorato.

   FONTANA. Ci rimettiamo al Governo.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   Borsellino, assessore  per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Intanto mi fanno notare gli uffici si aggiunge questo
  comma.
   L'emendamento 4.4, a firma dell'onorevole Zito e altri  è
  precluso.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ZITO.   La  tempistica è diversa  Alla lettera c)  abbiamo  votato
  l'emendamento  che  porta da 180 giorni  a  60  giorni.  Poi  nella
  lettera d) però rimarrebbe a 180 giorni, precludendo il 4.4.

   PRESIDENTE. L'emendamento 4.4 rimane precluso.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 4,  così come emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
   «Monitoraggio del rischio e delle patologie correlati all'amianto

   1.   Il   Dipartimento    "Attività  sanitarie   ed   Osservatorio
  epidemiologico"  dell'Assessorato regionale della salute  coordina,
  su  scala  regionale, la raccolta trimestrale dei dati  provinciali
  dei  soggetti esposti ed ex esposti all'amianto. Inoltre sulla base
  dei  dati del registro regionale dei mesoteliomi istituito con D.A.
  24   giugno  1998  e  potenziato  con  D.A.  24  novembre  2003  in
  ottemperanza al D.P.C.M. 10 dicembre 2002, n. 308, redige un report
  annuale,   diffuso  dal  sito  WEB  dell'Assessorato,  evidenziante
  l'andamento del fenomeno patologico correlato con la contaminazione
  da amianto in ogni ambito del territorio regionale.

   2.   Presso  l'Ufficio  amianto del Dipartimento  regionale  della
  protezione  civile è istituito il Registro pubblico degli  edifici,
  degli  impianti,  dei mezzi di trasporto e dei  siti  con  presenza
  certa  o  con conclamata contaminazione da amianto con  obbligo  di
  indicare  il  tipo,  la  quantità ed il  livello  di  conservazione
  dell'amianto  nonché il grado di rischio sanitario  da  dispersione
  delle fibre e la priorità della relativa bonifica. In tale registro
  confluiscono  tutti  i  dati relativi,  comunicati  e  censiti  dal
  Dipartimento  acque e rifiuti dell'Assessorato dell'energia  e  dei
  servizi di pubblica utilità, dall'A.R.P.A., dalle Aziende sanitarie
  provinciali e dagli enti locali, nonché il censimento dei centri di
  stoccaggio/deposito dell'amianto.

   3.  Tutti  i  soggetti  pubblici e privati  proprietari  di  siti,
  edifici, impianti,   mezzi di trasporto, manufatti e materiali  con
  presenza di amianto sono obbligati, entro 120 giorni dalla data  di
  pubblicazione  della  presente legge, a  darne  comunicazione  alla
  A.R.P.A.  territorialmente  competente,  indicando  tutti  i   dati
  relativi alla presenza di amianto.

   4.  Sono  altresì  obbligati alla comunicazione di  cui  al  comma
  precedente,   entro   gli   stessi  termini,   tutti   i   soggetti
  imprenditoriali che  secondo la normativa vigente svolgono attività
  di bonifica e smaltimento dell'amianto.
   5.  Nel  caso in cui l'amianto sia in condizioni di deterioramento
  tali  da  rappresentare  grave rischio per  la  salute  pubblica  i
  soggetti  proprietari  sono  tenuti ad attuare,  con  urgenza,  gli
  interventi   previsti  dal  D.M.  6  settembre  1994  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   6. La violazione degli obblighi di cui ai commi 3, 4 e 5 determina
  l'applicazione  delle  sanzioni di cui all'articolo  15,  comma  4,
  della Legge 27 marzo 1992,  n. 257.

   7.  Per  agevolare  il  censimento dell'amianto  ogni  Comune  può
  inviare  a  famiglie  ed  imprese aventi sede  legale  nel  proprio
  territorio un apposito modulo da restituire, debitamente compilato,
  entro  30  giorni,  all'Ente locale il quale è tenuto  a  segnalare
  all'A.R.P.A.  territorialmente competente  tutti  i  dati  rilevati
  circa  la  presenza  di amianto nel proprio territorio.  Il  modulo
  relativo deve essere conforme a quello standard vigente secondo  la
  normativa  di settore e deve essere reso disponibile nel  sito  WEB
  del  Comune anche ai fini della comunicazione dei dati che famiglie
  ed   imprese  potranno  inviare  on  line  all'indirizzo  di  posta
  elettronica certificata dell'ente locale.

   8.  Per i medici che effettuano la diagnosi di patologie derivanti
  dall'amianto  è  confermato l'obbligo di segnalazione  al  registro
  regionale  dei mesoteliomi maligni ai sensi dell'articolo  244  del
  Decreto  legislativo  9  aprile 2008,   n.  81  nonché  il  referto
  all'autorità giudiziaria.

   9.  Presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
  sociali e del lavoro è istituito il Registro dei lavoratori esposti
  all'amianto,  con l'obbligo di indicare in quali  siti  svolgono  o
  hanno  svolto  la  loro attività lavorativa, con le  mansioni  e  i
  periodi  di riferimento nonchè la insorgenza di eventuali patologie
  asbesto correlate.

   10.  L'iscrizione  al Registro dei lavoratori esposti  all'amianto
  costituisce il presupposto per il rilascio della certificazione  di
  esposizione,  che  è atto pubblico, utile per le  diverse  finalità
  previste dall'ordinamento giuridico vigente.

   11.  Dall'attuazione del presente articolo non  possono  scaturire
  nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale».

   PRESIDENTE.   L'emendamento  5.2,   primo   firmatario   onorevole
  Falcone,    è   assorbito  all'articolo  12.   L'emendamento   5.1,
  dell'onorevole D'Asero e altri,  è dichiarato inammissibile.
   Si passa all'emendamento 5.3, dell'onorevole Falcone e altri.

   BANDIERA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'art. 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
                    Riunione regionale sull'amianto

   1.   Con   cadenza  annuale  l'Ufficio  amianto  del  Dipartimento
  regionale  della  protezione  civile di  concerto  con  l'Assessore
  regionale per il territorio ed ambiente, l'Assessore regionale  per
  la  salute  e l'Assessore regionale per l'energia ed i  servizi  di
  pubblica   utilità  indice  una  riunione  regionale   sull'amianto
  vertente   sulla   verifica  dello  stato   di   attuazione   della
  legislazione   in  materia,  sull'andamento  epidemiologico   delle
  patologie   asbesto  correlate  e  sulla  loro   prevenzione,   sul
  censimento  dei siti contaminati da amianto e sulla  loro  bonifica
  nonché sui processi di smaltimento dei materiali contenenti amianto
  e   sulla   informazione  generalizzata  circa  i  rischi  sanitari
  derivanti dall'amianto.

   2.   Copia   della  relazione  finale  della  riunione   regionale
  sull'amianto  è  trasmessa alla sede regionale  dall'I.N.A.I.L.  ed
  alle  competenti  Commissioni legislative dell'Assemblea  regionale
  che   possono   esprimere  indirizzi  programmatici  per   attivare
  interventi  del  Governo volti a superare le criticità  di  settore
  eventualmente rilevate. Dall'attuazione del presente  articolo  non
  possono  scaturire  nuovi o maggiori oneri a  carico  del  bilancio
  regionale.»

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   BORSELLINO,  assessore  per la salute. Al Governo  potrebbe  anche
  star  bene  che  ci  sia una periodicità nella presentazione  della
  relazione che sia anticipata rispetto all'anno, quindi a sei  mesi.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 6.1, dell'onorevole  Zito  e
  altri.
   Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.3, della Commissione.  Il
  parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore  per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.2 dell'onorevole Trizzino e
  altri.

   TRIZZINO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  solo  per  una
  precisazione,  stavo  leggendo l'articolo 6:  con  cadenza  annuale
  l'Ufficio  amianto  e  il Dipartimento regionale  della  protezione
  civile,  di concerto con l'assessore indice una riunione  regionale
  sull'amianto  vertente  sulla verifica  etc  .  A  questa  riunione
  regionale chi partecipa? Specificate meglio, perché a me  pare  che
  così  com'è  formulata  è  vaga, non si capisce  bene,  il  vertice
  regionale con chi?

   Perché  se  il vertice interessa gli enti che sono già deputati  a
  fare questo che bisogno di vertice c'è?

   PRESIDENTE.  Gli uffici e tutti i soggetti verranno  coinvolti,  a
  vario  titolo, andrebbe specificato, e infatti sono specificati  in
  un'altra parte del disegno di legge.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. In effetti l'osservazione  è
  corretta  perché  quando  si  parla di  riunione  regionale  ci  si
  riferisce  all'Ufficio  amianto  del   Dipartimento  regionale   di
  protezione  di cui al comma 1, quindi è più corretto richiamare  la
  stessa denominazione per evitare confusione.

   PRESIDENTE. Intanto,  lo pongo in votazione e successivamente  col
  117 nella riscrittura lo andiamo a precisare.

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Signor Presidente, volevo
  sottolineare  che  si può fare  ricorso all'articolo  117,  per  il
  subemendamento il 3.5, credo sia saltata la votazione.

   PRESIDENTE. Abbiamo accantonato tutto l'articolo 3.

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Quindi è stata accolta la
  proposta di accantonamento.

   PRESIDENTE.   Si   è   stata  accolta   la   sua   richiesta    di
  accantonamento.  Pongo  in  votazione  l'articolo  6,   così   come
  emendato.  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                                                                  (E'
  approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
    Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto

   1.  Le Aziende sanitarie provinciali nell'ambito dei programmi  di
  prevenzione  e  cura  delle  patologie asbesto  correlate  adottano
  specifici   interventi  finalizzati  al  sostegno   terapeutico   e
  psicologico   dei   soggetti   colpiti   da   malattie    correlate
  all'esposizione all'amianto.

   2.  Con deliberazione della Giunta regionale, previo parere  delle
  competenti  Commissioni legislative dell'Assemblea regionale,  sono
  stabilite  le  misure di sostegno economico a valere  sul  bilancio
  della  Regione, per l'esercizio finanziario 2013, per  contribuire,
  in  relazione  al  reddito familiare valevole ai fini  IRPEF,  alle
  spese    per    prestazioni    sanitarie   e    socio-assistenziali
  effettivamente sostenute da pazienti esposti ed ex esposti  affetti
  da  patologie  causate  dall'amianto e residenti  in  Sicilia,  nel
  periodo compreso tra la data di presentazione della domanda per  il
  riconoscimento  della malattia professionale  e  la  data  del  suo
  accoglimento.
   3.  Il contributo di cui al comma 2 è concesso a condizione che le
  persone  interessate risultino iscritte nel registro regionale  dei
  mesoteliomi  o  nel  registro degli  esposti  di  cui  al  comma  9
  dell'articolo 5.

   4.  Con  Decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  salute  sono
  stabilite le condizioni per la esenzione dalla compartecipazione al
  costo delle prestazioni sanitarie in favore dei pazienti affetti da
  patologie asbesto correlate.»

   All'articolo 7 non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8.  Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                      Centro di riferimento regionale

   1. In ottemperanza alle finalità di cui al comma 3 dell'articolo 6
  della legge regionale 14 aprile 2009, n. 5, nonché per eliminare la
  mobilità passiva extraregionale in materia di accertamenti sanitari
  per  patologie asbesto correlate, è istituito presso l'Ospedale  E.
  Muscatello   di Augusta il Centro di riferimento regionale  per  la
  cura  e  la  diagnosi,  anche  precoce, delle  patologie  derivanti
  dall'amianto.

   2.  L'Azienda  sanitaria provinciale di Siracusa è  autorizzata  a
  dotare  l'Ospedale  E. Muscatello  di tutto il supporto tecnologico
  necessario  ed  a  rimodularne  la  pianta  organica  al  fine   di
  assicurare   la  piena  e  continua  operatività  del   Centro   di
  riferimento regionale sia ai fini diagnostici che terapeutici».

   L'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole Zito e  altri   è
  inammissibile.
   Si passa all'emendamento 8.3, a firma della Commissione. Il
  parere  del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo l'Aula per 30 secondi.

     (La seduta, sospesa alle ore18.38, è ripresa alle ore 18.39)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Si passa all'emendamento  8.2,  a
  firma dell'onorevole Falcone e altri. E' mantenuto?

   BANDIERA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                               Laboratori

   I  laboratori pubblici e privati che svolgono attività di  analisi
  sull'amianto devono essere in possesso dei requisiti previsti dalla
  vigente  normativa  statale e comunitaria in materia,  compresa  la
  disciplina  del  necessario accreditamento dall'ente  certificatore
  riconosciuto   dallo  Stato  e  devono  adempiere  agli   specifici
  programmi  di  controllo  di  qualità per  le  analisi  di  amianto
  nell'aria ed in campioni massimi previsti dall'allegato 5 del  D.M.
  14 maggio 1996 "Normative e metodologie tecniche per gli interventi
  di  bonifica,  ivi  compresi quelli per rendere innocuo  l'amianto,
  previsti dall'articolo 5, comma 1, lettera f) della Legge 27  marzo
  1992,   n. 257". Con apposito decreto dell'Assessore regionale  per
  il  territorio e l'ambiente da emanarsi entro 90 giorni dalla  data
  di entrata in vigore della presente legge è definito il  Tariffario
  Regionale Amianto  per le attività di competenza dei laboratori».

   All'articolo 9 non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10
                        Interventi di bonifica

   1.  L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi  di  pubblica
  utilità  emana,   entro  90  giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  un  bando  per la concessione  di  contributi  ai
  comuni, singoli o associati, finalizzato alla rimozione, trasporto,
  stoccaggio  e  conferimento all'impianto di trasformazione  di  cui
  all'articolo 14 dei manufatti in amianto presenti nei  siti,  negli
  impianti, negli edifici e nei mezzi, pubblici e privati.  I  comuni
  provvedono  in conseguenza secondo le direttive del proprio   Piano
  Comunale  Amianto   sotto  la vigilanza  dell'Ufficio  amianto  del
  Dipartimento regionale della protezione civile.

   2.  Per i siti di interesse nazionale, ai fini della bonifica,  si
  applica  l'articolo 36 bis della Legge 7 agosto  2012,   n.  134  e
  successive modifiche ed integrazioni».

   Comunico che all'articolo 10 è stato presentato l'emendamento 10.5
  a firma dell'onorevole Trizzino e altri. Il parere  del Governo?

   BORSELLINO,  assessore  per la salute.  Anche  qui  si  tratta  di
  accorciare i tempi, noi siamo sostanzialmente favorevoli.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 10.1, a firma dell'onorevole
  Cascio Salvatore e altri.  Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  10.2, a  firma  dell'onorevole  Cascio
  Salvatore e altri.

   CASCIO SALVATORE. Dichiaro di ritirarlo

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  10.3, a firma dell'onorevole Falcone  e  altri,   è
  dichiarato inammissibile.
   Si  passa  all'emendamento 10.4, a firma degli onorevoli  Falcone,
  Pogliese, Figuccia ed altri

   POGLIESE. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 10,  così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
              Programmi di prevenzione e di informazione

   1.  L' Ufficio amianto del Dipartimento regionale della protezione
  civile in collaborazione con le Aziende sanitarie provinciali,  con
  le  Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università siciliane, con
  i  rappresentanti  dei medici di medicina generale  e  con  l'INAIL
  predispone  programmi  pluriennali  di  efficace  prevenzione   dal
  rischio  amianto  destinati agli ambienti di vita  e  di  lavoro  e
  definisce,  entro 90 giorni dalla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge,  il protocollo sanitario regionale  standardizzato
  per gli accertamenti sanitari in materia di amianto.

   2.  L'Assessorato  regionale  della salute  emana,  in  base  alle
  risultanze  del  Dipartimento Attività  sanitarie  ed  Osservatorio
  epidemiologico,  specifici  programmi di  intervento,  sorveglianza
  periodica  e prevenzione destinati anche ai soggetti esposti  o  ex
  esposti   all'amianto   o   a   particolari   ambiti   territoriali
  caratterizzati   da   notevole   presenza   di   amianto   (Priolo,
  Biancavilla, San Filippo del Mela, Milazzo, Gela).

   3.  L'Assessorato  regionale  della  salute  predispone  un  piano
  biennale  per  la  informazione della popolazione  sulle  patologie
  asbesto   correlate,  sulla  normativa  vigente   in   materia   di
  inquinamento da amianto e sugli obblighi relativi. A tal fine  sono
  realizzati, a titolo gratuito, dall'Ufficio stampa della Presidenza
  della   Regione  specifici  programmi  radiotelevisivi  ed  inserti
  giornalistici   da  diffondere  gratuitamente  con   quotidiani   o
  periodici stampati e diffusi in Sicilia.»

   Si  passa  all' emendamento 11.1, a firma degli onorevoli D'Asero,
  Fontana ed altri.

   FONTANA. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne  prende   atto.   Così   anche    il
  subemendamento 11.2.1 decade.
   Si  passa  all'emendamento 11.1, a firma dell'onorevole D'Asero  e
  altri.

   D'ASERO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.2, a firma dell'onorevole D'Asero  e
  altri, che viene ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  agli  emendamenti  11.6  e 11.7 a firma  dell'onorevole
  Falcone e altri.

   BANDIERA. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.3, a firma dell'onorevole D'Asero  e
  altri, che viene ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 11.4, a firma dell'onorevole D'Asero  e
  altri, che viene ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Conseguentemente  al ritiro decadono i  rispettivi  subemendamenti
  11.1.1, 11.2.1, 11.3.1 e 11.4.1.
   Si  passa  all'emendamento 11.5 a firma degli  onorevoli  D'Asero,
  Fontana ed altri.
   Onorevole Fontana lo mantiene?

   FONTANA. Lo mantengo.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DIGIACOMO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risltante.
  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                        Contributi delle associazioni

   1.  L'Ufficio amianto del Dipartimento regionale della  protezione
  civile   e   gli  assessorati  regionali  competenti   in   materia
  valorizzano e riconoscono il ruolo collaborativo delle associazioni
  di  volontari  contro  l'amianto e delle  associazioni  di  vittime
  dell'amianto con personalità giuridica riconosciuta dallo Stato  ed
  iscritte  nel Registro regionale delle organizzazioni non lucrative
  di  utilità  sociale,  che  partecipano o promuovono,  senza  oneri
  finanziari   a   carico   della  Regione,   iniziative   volte   al
  conseguimento  di  risultati  utili ed efficaci  nell'ambito  della
  tutela del territorio e della salute dal rischio amianto. Le stesse
  associazioni possono contribuire, a titolo gratuito, alle  attività
  dei comuni, dell'A.R.P.A. e delle Aziende sanitarie provinciali  in
  materia di amianto».

   All'articolo 12 no sono stati presentai emendamenti. Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                               Vigilanza

   1.   Ferme   restando  le  competenze  attribuite  dalla   vigente
  legislazione  statale, le funzioni di vigilanza e  controllo  sugli
  adempimenti   previsti   dalla  presente  legge   sono   assicurate
  dall'Ufficio  amianto del Dipartimento regionale  della  protezione
  civile di concerto con l'A.R.P.A., le Aziende sanitarie provinciali
  e la polizia municipale territorialmente competente».

   Si  passa  all'emendamento 13.1 a firma dell'onorevole  Ferreri  e
  altri. Si procederà alla votazione solo dei commi 3 e 4,  perché il
  comma  2  non è ammissibile in quanto non è individuato il soggetto
  passivo della sanzione.»

   ZITO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, non sono individuati perchè sono tutti  i
  soggetti  presenti  nella legge, anche perché se  non  mettiamo  le
  sanzioni  nessuno  è  tenuto a rispettare  né  tempi  né  piani  né
  quant'altro;  quindi  le  sanzioni  sono  obbligatorie  e  potremmo
  intervenire poi col ricorso all'articolo  117.
   Se  il  comma  2  è dichiarato inammissibile non  ci  sarà  alcuna
  sanzione  e,  possibilmente, avremo soldi che  torneranno  indietro
  perché nessuno riesce a spenderli.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zito, mi facevano notare  gli  uffici  che,
  alla  lettera  b),  dell'articolo 4, si fa  riferimento    in  ogni
  comune,   del  Piano  Comunale Amianto    per  cui  gli  uffici  mi
  chiedevano  se  possiamo  accantonarlo e rivedere  come  riscrivere
  questo passaggio.
   Si   accantona  l'articolo  13,  con  l'emendamento  13.1   e   il
  subemendamento 13.1.1 della Commissione.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
           Impianto regionale di trasformazione dell'amianto

   1.  L'Assessore regionale per l'energia ed i servizi  di  pubblica
  utilità,  con  decreto da emanare entro 90 giorni  dall'entrata  in
  vigore  della presente legge, determina i requisiti per autorizzare
  la  realizzazione,  prioritariamente in una delle  aree  a  rischio
  ambientale   del   territorio  regionale,   di   un   impianto   di
  trasformazione  dell'amianto  in  sostanza  inerte  da  attivare  a
  servizio   di   tutti  gli  ambiti  territoriali.   L'impianto   di
  trasformazione dell'amianto è realizzato entro due anni dalla  data
  di entrata in vigore della presente legge con copertura finanziaria
  derivante dai fondi comunitari a disposizione della Regione e/o con
  finanza   di  progetto  senza  oneri  finanziari  per  la  pubblica
  amministrazione ».

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  14.1.
   Il parere del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo   14,   nel   testo
  risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
                             Clausola Valutativa

   1.  L'Ufficio amianto del Dipartimento regionale della  protezione
  civile acquisite tutte le informazioni necessarie dagli Assessorati
  regionali  per la salute, per la famiglia, le politiche sociali  ed
  il  lavoro,  per il  territorio ed l'ambiente, per l'energia  ed  i
  servizi  di  pubblica utilità,  e dai comuni,  trasmette  ogni  due
  anni,  entro  il 30 aprile, una relazione pubblica alle  competenti
  Commissioni  Legislative  dell'Assemblea  regionale  con  la  quale
  chiarisce  i costi sostenuti ed i risultati ottenuti in  attuazione
  della  presente legge per ciò che concerne la prevenzione e  tutela
  della  salute, la bonifica, smaltimento e trattamento  dell'amianto
  proveniente  dai  siti,  impianti,  edifici  e  mezzi,  pubblici  e
  privati,  il  sostegno  alla ricerca medica  e  scientifica  ed  ai
  programmi  di  informazione e coinvolgimento delle comunità  locali
  interessate nonché le criticità emerse in attuazione della presente
  legge.

   2.  Tutti  i  destinatari o beneficiari pubblici o  privati  degli
  interventi di cui alla presente legge, sono tenuti a fornire  tutte
  le informazioni necessarie e ricognitive finalizzate alla relazione
  di cui al comma precedente .»

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
                             Clausola finanziaria

   1. Per le finalità di cui all'articolo 3 è autorizzata la spesa di
  3  migliaia  di  euro  per l'esercizio finanziario  2013  e  di  19
  migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2014 e 2015
  cui  si provvede mediante l'utilizzo di parte delle risorse versate
  in  entrata al bilancio della Regione e destinate al fondo  per  il
  trattamento  di posizione e di risultato del personale dirigenziale
  ai  sensi del combinato disposto del comma 4 dell'articolo 13 della
  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10 e dell'articolo 4, comma  1,
  della  legge regionale 6 febbraio 2008, n. 2 e successive modifiche
  ed integrazioni non utilizzate alla data di entrata in vigore della
  presente legge.

   2.  Per  le  finalità dell'articolo 7 è autorizzata a  carico  del
  bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2013 la spesa di
  200  migliaia di euro cui si provvede con parte delle disponibilità
  dell'U.P.B. 4.2.1.5.2. - capitolo 215704, accantonamento 1001.

   3.  Per le finalità dell'articolo 10 è autorizzata per l'esercizio
  finanziario  2014  la  spesa di 10.000  migliaia  di  euro  cui  si
  provvede  con  le risorse della linea di intervento B5  del  P.A.C.
  Nuove Azioni Regionali.

   4.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  dell'articolo  11  è
  autorizzata  la  spesa  di  200 migliaia di  euro  per  l'esercizio
  finanziario  2013,  di  400 migliaia di  euro  per  ciascuno  degli
  esercizi finanziari 2014 e 2015 cui si provvede mediante l'utilizzo
  di  parte delle risorse allocate nell'U.P.B. 11.2.1.3.1. - capitolo
  413302 del bilancio della Regione per il triennio 2013-2015.

   5.   Per le finalità di cui all'articolo 14 è autorizzata la spesa
  di  10.000 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2014 cui si
  provvede  con  le risorse della linea di intervento B5  del  P.A.C.
  Nuove Azioni Regionali».

   Onorevoli colleghi, l'articolo 16  per il momento lo accantoniamo.
   Ricordo che  abbiamo accantonato così tre articoli: il 3, il 13  e
  il  16.  Ci  fermiamo qui, in attesa del  parere della  Commissione
  Bilancio, visto che si tratta di clausola finanziaria.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vinciullo ha chiesto  congedo
  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del Regolamento interno

   GIANNI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.   Signor  Presidente,  non  intervengo  sull'amianto,   mi
  riprometto  di  farlo domani sera, ma intervengo su  una  questione
  abbastanza delicata, urgente ed emergente.
   Come  lei  è a conoscenza, ormai ogni giorno migliaia di immigrati
  sbarcano  sulle  coste della Sicilia. Avevo, in questi  ultimi  sei
  mesi,  chiesto in Commissione e in Aula all'assessore  Bonafede  di
  individuare un percorso e un programma che potessero consentirci di
  poter  dare  una  risposta a questa emergenza. La  legge  nazionale
  prevede che gli sbarchi, o comunque gli immigranti là dove sbarcano
  sono di competenza del comune che li deve prendere in carico.
   In questo momento migliaia di persone stanno sbarcando ad Augusta,
  dove  sono  state  utilizzate  le  poche  strutture  sportive   per
  accogliere   le  persone  che,  purtroppo,  arrivano  ogni   giorno
  scappando dalla guerra e dalla fame.
   All'assessore Bonafede avevo proposto l'impegno che questo Governo
  potesse  assumere  se condivide  la mia idea -   che  è  quella  di
  chiedere  al  Governo nazionale ed alla Commissione europea  -   di
  individuare una risorsa complessiva che possa servire da un lato  a
  bloccare  l'emergenza-urgenza, che è quella di prendere  in  carico
  gli immigrati che sbarcano, e che anziché stare ad oziare o a stare
  in giro o, comunque, chiusi in strutture come quelle che servono ai
  comuni,  ai  giovani, agli sportivi, ai residenti in questa  nostra
  Sicilia,  di  poterli  accogliere in strutture  come  le  IPAB  che
  possono  diventare  strutture di accoglienza,  di  formazione,  per
  poterli  formare  ed  inviare nei Paesi della Comunità  europea,  a
  richiesta delle necessità che gli stessi Paesi hanno.
   Mi  spiego con un esempio: se l'Olanda ha bisogno di due o tremila
  coltivatori  di  tulipani, ce li chiedono, noi  li  formiamo  e  li
  mandiamo, se la Francia ha bisogno di cinquemila infermieri, noi li
  formiamo  e  li mandiamo. Altrimenti,  queste persone  diventeranno
  manovalanza  per  la mafia e per la delinquenza comune  o,  se  non
  diventano  questo diventano parassiti agli angoli  delle  strade  a
  chiedere l'elemosina o a lavare i vetri ai semafori.
   Dall'altro  però noi non fermeremo questo tsunami  se  non  avremo
  fatto  un accordo con i Paesi del Mediterraneo, come per esempio  i
  ventisei  paesi  che fanno parte del COPPEM. Facendo  un'operazione
  del  genere  noi  possiamo  fare  un'operazione  che  va  valutata,
  completata,  prese  le persone, d'accordo con i  Paesi,  formate  e
  riportate. Dunque iniziare la formazione qui e riportarle nei  loro
  Paesi  per  evitare che ci sia questa invasione, non  perché  siamo
  razzisti o perché non vogliamo accogliere, ma perché questo  enorme
  numero  di persone se non trovano una possibilità di poter valutare
  il prosieguo della loro vita, certamente, saranno qui a condividere
  con noi il momento di debolezza che abbiamo.
   Il  COPPEM,  come lei sa, è da parecchi anni un ente che  serve  a
  mettere insieme ventisei Paesi del Mediterraneo. Attraverso  questo
  accordo  che  abbiamo,  in  cui  la Presidenza  del  COPPEM  è  del
  Presidente   della  Regione  siciliana,  noi  possiamo   fare   due
  operazioni, la prima è quella di  evitare che ci sia ancora  questo
  sfruttamento di tante persone che devono scappare dai loro Paesi  e
  molto spesso a centinaia muoiono nel Mediterraneo, in secondo luogo
  evitare che sia un'operazione di immigrazione non finalizzata e che
  continuerà  senza  nessuna  possibilità  di  soluzione  per  queste
  persone.
   Al Governo regionale, all'Assemblea regionale, io cosa chiedo? Che
  il  Governo si faccia carico di parlare con il Governo nazionale  e
  con  la  Commissione  europea, perché è un  problema  che  noi  non
  possiamo  più procrastinare. Noi non possiamo assolvere da  soli  a
  questa  grande  emergenza. La Commissione europea deve  sapere  che
  queste  persone  comunque saranno in giro per l'Europa,  o  vengono
  prese,  strutturate, formate, canalizzate e impegnate in lavori  in
  tutta  l'Europa  o noi assisteremo ad una tragedia  che  sarà  ogni
  giorno  sempre  più  pesante. Presenza, fame e manovalanza  per  la
  delinquenza.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 26 marzo 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Norme per la tutela della salute e del territorio dai
               rischi derivanti dall'amianto.  (nn. 381-3-306-346/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cascio S.

            2)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            4)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            5)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            6)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            7)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            8)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            9)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            10)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            11)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

   III  - Votazione finale del disegno di legge:

         - Disposizioni per la riqualificazione dei beni immobili confiscati
             alla criminalità organizzata.  (nn. 579-607 IV stralcio - 623/A)

  -
                   La seduta è tolta alle ore 18.54

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni
             Rubrica «Famiglia, politiche sociali e lavoro»

   ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO- FERRERI- FOTI-LA ROCCA -
  MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TROSI-VENTURINO-  ZAFARANA.
  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   come  è  noto, gli operatori degli Sportelli Multifunzionali  sono
  circa  1800 in tutta la Sicilia, ex formatori a tempo indeterminato
  attraverso  i corsi P.O.M. organizzati dal Ministero del  lavoro  e
  dalla Regione siciliana;

   gli  stessi  sono stati riqualificati per svolgere le attività  di
  Orientamento, Integrazione, Tutoraggio, Progettazione, Valutazione,
  Amministrazione e Segreteria;

   tali operatori sono figure che soprattutto operano all'interno dei
  Centri  per l'impiego e sottopongono alle azioni di orientamento  i
  disoccupati  in genere, i cassintegrati, i lavoratori dei  Cantieri
  di Lavoro e gli studenti;

   i   suddetti  operatori,  attualmente  in  forza  agli   sportelli
  multifunzionali, all'interno dei CPI, rendono un servizio in  virtù
  di una direttiva assessoriale di ben dodici anni fa;

   col proprio lavoro hanno reso un servizio pubblico in aderenza con
  quanto sancito dalla legge Biagi sulla rimodulazione dei Centri per
  l'impiego,  finanziati con apposito capitolo di spesa, dalla  legge
  24/76;

   con  apposito  Bando e un progetto triennale sono ora  passati  al
  Fondo Sociale Europeo, da cui emerge la mancanza di certezza di una
  reale prospettiva futuribile ed il ripetuto, mancato, rispetto  del
  vigente CCNL, con buona pace delle forze sindacali;

   considerato che:

   oltre  all'incertezza  economica, ormai cronica,  si  aggiunge  il
  mancato  rispetto  di diritti fondamentali dei lavoratori  a  tempo
  indeterminato;

   in  data 16/11/2012 il Dirigente del Servizio XVII CPI di Siracusa
  con  una  nota  indirizzata agli organismi  titolari  di  Sportelli
  Multifunzionali finanziati degli Avvisi 1 e 2, ha disposto, facendo
  seguito  alla nota n. 30287 del 03.10.2012 della Dirigente Dott.ssa
  Corsello,  l'invalidazione  'di tutti  i  protocolli  d'intesa  e/o
  accordi,  nonché  la  fuoriuscita, il 21/12/2012,  dai  Centri  per
  l'Impiego, dei suddetti organismi';

   tale  decisione  è  sicuramente opinabile  e  priva  di  specifica
  motivazione  visto che, in ottemperanza alle norme  comunitarie  in
  materia di collocamento al lavoro in base al D.Lgs. 21 aprile 2000,
  n. 181, ed il successivo D.Lgs. 19 dicembre 2002, n. 297, assegnano
  ai  Servizi per l'Impiego la presa in carico dei disoccupati  o  di
  chi è in cerca di lavoro;

   -  le  'LINEE  GUIDA  OPERATIVE' prot. n.  19004  del  04/08/2011,
  relative   alle   modalità  di  erogazione  dei  servizi   previsti
  dall'Avviso  1 del 09/02/2010 ai soggetti percettori di  AA.SS.  in
  deroga, scaturite dalle linee di indirizzo previste dall'Intesa tra
  Stato  e Regioni 2011-2012, impongono la necessità di collegare  le
  attività  svolte dagli Sportelli Multifunzionali, di cui all'Avviso
  1, nell'ambito del più generale contesto dei servizi che la Regione
  Siciliana  si  impegna ad erogare nei confronti dei  percettori  di
  AA.SS. in deroga;

   ritenuto che:

   gli Sportelli Multifunzionali erogano misure di politica attiva di
  carattere  orientativo  e formativo, che consentono  ai  lavoratori
  percettori  di fruire di strumenti volti al reimpiego,  obbligatori
  per ottenere il beneficio del sostegno al reddito;

   dette linee guida evidenziano le responsabilità ed i compiti degli
  Sportelli  Multifunzionali, connessi con  i  percorsi  di  Politica
  Attiva del Lavoro di cui all'Avviso 1/2010, che 'dovranno assolvere
  ad  un'utile  azione di affiancamento e di sostegno ai  Centri  per
  l'Impiego';

   considerato ancora che:

   gli sportelli multifunzionali sono entrati a pieno ritmo nel terzo
  anno della fase progettuale di cui all'Avviso 1 e 2;

   i   progetti   impongono  categoricamente  degli   obiettivi   che
  consistono nell' orientamento di 900 utenti annui;

   la  fuoriuscita  sconsiderata nonché il  rientro  degli  operatori
  presso  le  proprie  sedi di appartenenza significherà  la  perdita
  dell'utenza  da  parte degli S.M. e l'impossibilità di  raggiungere
  obiettivi  concreti, con la conseguente perdita del  finanziamento,
  già  difficile  da  ottenere a causa dell'atavica incapacità  della
  burocrazia di codesta Amministrazione Regionale;

   per sapere:

   quali  progetti abbia codesto Governo sulla prospettiva futuribile
  degli sportelli multifunzionali in Sicilia;

   se non ritengano necessario operare una seria riforma che permetta
  una   continuità  lavorativa  ed  economica  degli   operatori   e,
  soprattutto,  che  sia  slegata  da  finanziamenti  discontinui   e
  compatibile  con  i  CCNL che prevedono per i  lavoratori  a  tempo
  indeterminato  una  serie  di diritti e  guarentigie  (inoltre,  il
  finanziamento  con  il F.S.E. ha comportato  lunghe  attese  per  i
  lavoratori  che vantano fino a tredici mensilità di arretrati,  con
  gravissimo disagio economico e personale);

   se non ritengano di dover stabilire una dotazione congrua per ogni
  anno  del  fondo  di  garanzia per i lavoratori iscritti  all'albo,
  secondo  la vigente normativa regionale 16 aprile 2003  n.  4  art.
  132;

   se  non  ritengano giusto applicare, anche in questo  settore,  la
  mobilità  di  accompagnamento alla pensione volontaria incentivata,
  per  gli  aventi diritto, snellendo così il numero degli operatori,
  che    potrebbero   essere   meglio   utilizzati,   stabilizzandoli
  all'interno  del  Sistema  Regionale,  nel  quale  già  di   fatto,
  efficacemente e professionalmente operano;
   se  non  ritengano  giusto provvedere alla  stabilizzazione  degli
  operatori  oggi  in  servizio presso gli sportelli  multifunzionali
  all'interno degli stessi CPI, in subordine, attendere il compimento
  del  periodo  utile al raggiungimento degli obiettivi di  cui  agli
  Avvisi  1  e  2,  al fine di evitare contenziosi tra  lavoratori  e
  Regione siciliana che potrebbero vedere quest'ultima soccombere;

   se  non  ritengano  giusto ed utile che il  Governo  convochi  una
  delegazione  di questi lavoratori al fine di trovare una  soluzione
  definitiva al problema». (238)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Con  riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  rappresenta  che sull'argomento dedotto dall'onorevole interrogante
  sono state richieste le informazioni al competente Dipartimento del
  lavoro.
   In  via  preliminare  occorre rappresentare  che  l'Assessore  per
  l'istruzione  e per la formazione professionale, con nota  1771/Gab
  del  23/04/2013  ha comunicato la non competenza  alla  trattazione
  dell'atto  allo scrivente e al Direttore generale del  Dipartimento
  regionale del lavoro.
   Appare opportuno rilevare innanzitutto che la problematica di  cui
  trattasi,   è   stata   oggetto,  dalla   data   di   presentazione
  dell'interrogazione  ad  oggi,  di  una  complessa  ed   articolata
  gestione  che ha sortito la condivisa determinazione di  non  poter
  pervenire  ad  alcuna forma di prosecuzione dell'attività  connessa
  agli  Avvisi n. 1 e n. 2 del 2011 e al fine della necessità di  non
  interrompere  un  pubblico  servizio, di  avvalersi  del  CIAPI  di
  Priolo,   per  l'erogazione  delle  politiche  attive  del  lavoro,
  attraverso l'utilizzo temporaneo di risorse umane, in possesso  dei
  requisiti   specifici  connessi  alla  natura  delle  attività   da
  garantire.
   Quanto  sopra  ha  portato,  a seguito di  procedure  di  evidenza
  pubblica,  all'assunzione a tempo determinato, per  un  periodo  di
  mesi  sei, di n. 1759 lavoratori provenienti dal bacino del settore
  dei  servizi  formativi ed iscritti all'Albo degli operatori  della
  formazione (quindi assunti ante il 2008).
   Ciò  non  ha comportato alcun pregiudizio sui singoli rapporti  di
  lavoro che detti lavoratori continuano a mantenere con i rispettivi
  Enti,  dai  quali  sono  in  atto collocati,  per  il  periodo  del
  temporaneo utilizzo da parte del CIAPI, in posizione di aspettativa
  senza stipendio.
   Il  prosieguo, alla scadenza del periodo di utilizzo dei sei mesi,
  non  può  ad  oggi essere oggetto di alcuna previsione,  risultando
  condizionato  ad  una  serie di valutazioni di ordine  finanziario,
  politico e normativo, da parte di tutti gli organi preposti».

                                                        L'Assessore
                                                        Arch.   Ester
                                              Bonafede

   FERRANDELLI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   la Regione, con la legge 9 maggio 1986, n. 22, promuove un sistema
  di  servizi socio-assistenziali al fine di assicurare ai  cittadini
  interventi adeguati ai propri bisogni o disagi;

   con  D.P.R. 4 giugno 1996, n. 158 sono stati approvati gli  schemi
  di  convenzione-tipo  per le gestioni da  parte  dei  comuni  della
  Regione  dei  servizi  socio-assistenziali  previsti  dalla   legge
  regionale 9 maggio 1986, n. 22;

   con  D.P.R.  25  ottobre 1999, sono stati approvati  gli  standard
  strutturali delle residenze sanitarie assistenziali (RSA);

   l'Assessore  per la famiglia, le politiche sociali e le  autonomie
  locali  con  Circolare  10 luglio 2008 n. 14 Qualità  dei  servizi:
  convenzioni  e  rette  di  ricovero , richiamava  l'attenzione  dei
  Sindaci  dei  Comuni della Sicilia sulle modalità di  gestione  dei
  servizi  e  sui  livelli  qualitativi delle prestazioni  rivolti  a
  soggetti   bisognevoli   di   assistenza   e   cura,   sulla   base
  dell'inviolabilità della tutela e del rispetto  dei  diritti  della
  persona  in situazioni di disagio, povertà di menomazione fisica  e
  di emarginazione;

   sempre  l'Assessore, oltre a sollecitare il pagamento delle  rette
  di  ricovero  a favore degli enti creditori al fine di  evitare  la
  responsabilità  di  danno  erariale a carico  degli  amministratori
  inadempienti, diffidava le amministrazioni comunali ad inserire nel
  proprio  bilancio  di  previsione risorse  commisurate  ai  bisogni
  rilevati  nell'anno  precedente per il  pagamento  delle  rette  o,
  eventualmente,  a  prevederle nella fase  di  assestamento  qualora
  l'approvazione fosse già avvenuta;

   ai  sensi  degli  articoli 330, 333, 336, 433  del  c.c.,  ove  il
  Tribunale per i Minorenni disponga l'inserimento del minore  presso
  una  struttura  residenziale, il Comune in cui i  minori  hanno  la
  residenza   prima   del   ricovero   è   obbligato   a   provvedere
  all'integrazione economica come sancito dall'art. 6 della legge  n.
  328/2000;

   numerosi   Comuni  della  Regione  non  corrispondono  agli   enti
  accreditati  le  rette maturate per l'accoglienza  dei  minori  con
  tempi adeguati, arrivando a ritardi anche di oltre due anni;

   considerato che:

   il  Comune  di  Carini (PA) in questo contesto non corrisponde  le
  rette  agli  enti  che  accolgono minori con decreto  dell'Autorità
  Giudiziaria Minorile dal novembre 2010;

   il  decreto legislativo n. 231/02 (pubblicato sulla G.U.  249  del
  23/10/02)  dando  attuazione  alla  direttiva  dell'Unione  Europea
  2000/35 rende fruttiferi i pagamenti effettuati in ritardo e che il
  decreto  legislativo  192/2012,  dando  attuazione  alla  direttiva
  2011/7/UE  stabilisce in 30 giorni dalla data di ricevimento  della
  fattura  o  della richiesta di pagamento il tempo  massimo  per  il
  pagamento;

   molti  enti attivano procedure giudiziarie e di decreto ingiuntivo
  per  recuperare le somme e che questo comporta un aggravio  per  la
  pubblica  amministrazione  in quanto i costi  vengono  caricati  di
  spese legali ed interessi passivi;

   ritenuto che:

   l'accoglienza dei minori in strutture adeguate e qualificate è una
  priorità che non può essere derogata;

   sarebbe  auspicabile verificare la qualità dei servizi corrisposti
  in favore dei minori ospiti degli enti accreditati e il rispetto di
  tutti i diritti previsti dalla Costituzione e dalla Convenzione sui
  diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (Convention on the  Rigths
  of  the  Child),  approvata dall'Assemblea Generale  delle  Nazioni
  Unite il 20 novembre 1989;

   i  sindaci  sono  tutori  dei  minori inseriti  con  provvedimento
  dell'Autorità  Giudiziaria  Minorile e  che  il  mancato  pagamento
  potrebbe anche configurare il reato di abbandono di minore e la non
  esigibilità di tutti i diritti di cui il minore gode;

   gli enti accreditati non sono in grado di sostenere i tempi lunghi
  di  pagamento  dei  Comuni  siciliani, in  quanto  devono  comunque
  rispettare  gli standard previsti e devono provvedere  a  tutte  le
  necessità dei minori;

   non  è spiegabile come il Comune di Carini non abbia liquidato  le
  rette dell'anno 2010, 2011 e 2012;

   occorre attivare un monitoraggio sui tempi di pagamento di tutti i
  Comuni siciliani;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  si  intendano  adottare  per  attivare   il
  pagamento   da  parte  del  Comune  di  Carini  delle   rette   per
  l'accoglienza di minori per gli anni 2010, 2011 e 2012;

   se  non  ritengano opportuno accertare il rispetto delle procedure
  previste dalla sopracitata Circolare 10 luglio 2008 n. 14 da  parte
  del  Comune  di  Carini  e se siano stati inseriti  i  costi  nella
  previsione di bilancio in quanto spese dovute per legge;

   quali  misure concrete s'intendano porre in essere da parte  degli
  uffici dell'assessorato allo scopo di verificare la situazione  dei
  ritardati pagamenti in tutti i Comuni della Regione;

   se  non  ritenga opportuno monitorare il rispetto dei diritti  dei
  minori inseriti nelle strutture residenziali della Regione».  (457)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta  quanto  segue: sull'argomento dedotto  dall'onoreovole
  interrogante  sono  state richieste le informazioni  al  competente
  Dipartimento  della  famiglia e delle  politiche  sociali,  che  ha
  fornito   i   necessari   elementi  a   supporto   della   presente
  interrogazione.
   In  via preliminare, occorre precisare che i criteri e le modalità
  di  accesso  al contributo per le spese di ricovero di  minori,  su
  disposizione  dell'Autorità  Giudiziaria,  sono  individuati  nella
  Circolare  n.  11/Autonomie locali del 30/12/2010, esplicativa  del
  disposto di cui alla l.r. 14 maggio 2009, n. 6, art. 9, comma 4, ed
  alla l.r. 15 novembre 2010, n. 21, art. 5.
   In  particolare, il predetto comma 4 dell' art. 9  della  l.r.  14
  maggio  2009,  n.  6, ha previsto, per il triennio  2009-2011,  una
  riserva  sul  fondo  delle autonomie locali destinata  al  rimborso
  dell'  80% delle spese sostenute e documentate dai Comuni,  per  il
  ricovero  di  minori in apposite strutture, disposto  dall'Autorità
  giudiziaria,  ai  sensi dell'articolo 25 del  regio  decreto  legge
  20.07.1934, n. 1404.
   L'art.  27  della  l.r.  12  maggio 2010,  n.  11,  ha  introdotto
  sostanziali  modifiche  alle  precedenti  disposizioni  legislative
  sopra  richiamate, valide dall'esercizio finanziario  2010,  ed  in
  particolare:
   - la competenza, circa il rimborso dell'80% delle spese dei comuni
  della  Sicilia, per l'anno 2010, per il ricovero di minori disposto
  dall'Autorità   giudiziaria,  è  stata  trasferita  all'Assessorato
  regionale  della famiglia, delle politiche sociali e del  lavoro  -
  Dipartimento  della famiglia e delle politiche  sociali  (comma  1,
  art. 27, legge citata), come riportato dalla circolare n. 4 - prot.
  31906 - del 06 luglio 2010;
   -  occorre  evidenziare che la Regione interviene finanziariamente
  non  più  solo a fronte dell'avvenuto sostenimento della  spesa  da
  parte  dei  Comuni,  bensì sulla base delle "spese  documentate  da
  provvedimento giurisdizionale e dall'attestazione di ingresso in un
  istituto di accoglienza" (comma 2 dell'art.27 citato).
   Al fine di ottenere il contributo per il pagamento delle rette per
  minori, disposto dall' Autorità giudiziaria, i Comuni sono tenuti a
  trasmettere  apposita richiesta di finanziamento, corredata  di  un
  prospetto contenente, tra l'altro, gli estremi dei provvedimenti di
  ricovero,  le strutture ove i minori erano inseriti, il periodo  di
  ricovero e la previsione di spesa per il relativo mino.
   Il rimborso per le spese di ricovero minori, negli anni 2010-2012,
  in  base  allo stanziamento disponibile è stato pari circa  al  49%
  rispetto all'80% previsto.
   In  merito ai specifici quesiti posti nell' atto ispettivo de quo,
  relativi al pagamento delle rette di ricovero per minori sottoposti
  a  provvedimenti dell'Autorità giudiziaria, si fa presente  che  al
  Comune  di  Carini  sono  state erogate per  gli  anni  di  seguito
  indicati, le somme a fianco di ciascuno riportate:
    -Anno 2010   E 158.592,84;
    -Anno 2011   E. 140.503,99;
    -Anno 2012   E. 107.788,07.
   Con  successive note, il predetto Comune di Carini ha trasmesso  a
  questa  Amministrazione le note corredate del  rendiconto  relativo
  alle somme erogate nei precitati anni 2010-2011-2012».

   L'Assessore

   (Arch. Ester Bonafede)

   FALCONE.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che  con  nota
  3388/n   del  24  giugno  il  Dirigente  Generale  dell'Assessorato
  regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro,  ha
  ricordato   che   l'Avviso  n.1/2010,  in  merito  agli   Sportelli
  Multifunzionali,  non  ha previsto procedure di  evidenza  pubblica
  attraverso  le quali si sarebbero potuti selezionare gli  organismi
  da  ospitare  all'interno dei C.P.I. Centri per l'Impiego,  per  le
  attività  di orientamento, accoglienza etc. per garantire le  quali
  si è fatto ricorso al bando.

   considerato  che come si evince dalla nota in sede  di  Audit,  la
  competente  Autorità ha rilevato che non potendo essere considerate
  coerenti  con  l'utilizzo  del F.S.E, le convenzioni  stipulate  in
  virtù della legge regionale che consente l'utilizzo degli sportelli
  per  le attività di supporto dei Servizio Pubblico, e che avrebbero
  dovute  essere assegnate a seguito di bando pubblico,  la  presenza
  degli  stessi  nelle sedi dei Centri per l'impiego può  avere  come
  conseguenza la inammissibilità della spesa ed il definanziamento;

   osservato che:

   in  ragione  di ciò, gli Uffici Periferici sono stati chiamati  ad
  adottare   le   procedure  per  la  fuoriuscita   degli   sportelli
  multifunzionali dai centri per l'impiego;

   nel comprendere gli immediati motivi per i quali si è proceduto ad
  ordinare la fuoriuscita degli Sportelli Multifunzionali dai CPI  ci
  si  chiede come si è mai potuto arrivare a questo risultato con  la
  conseguente  creazione  di  uno  stato  di  incertezza  del   quale
  certamente non avevamo bisogno;

   per sapere se non ritengano opportuno avviare ogni azione utile al
  fine  di  evitare  ogni  possibile interruzione  del  significativo
  servizio  che  gli  sportelli multifunzionali hanno  fino  ad  oggi
  svolto e per dare conseguentemente certezza di continuità di lavoro
  agli addetti». (948)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
   Risposta.  -«Con  riferimento  all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta  che sull'argomento dedotto dall'onorevole interrogante
  sono state richieste le informazioni al competente Dipartimento del
  lavoro.
   Fatta questa precisazione, che purtroppo ha inciso sui tempi della
  risposta,   si   è  proceduto  ad  acquisire,  presso   il   citato
  dipartimento, le notizie in merito alle 'Iniziative in ordine  agli
  sportelli multifunzionali'.
   In  via  preliminare,  occorre rappresentare che  l'Assessore  per
  l'istruzione  e per la formazione professionale, con nota  1771/Gab
  del  23/04/2013,  ha comunicato la non competenza alla  trattazione
  dell'atto,  allo scrivente e al Direttore generale del Dipartimento
  regionale del lavoro.
   Appare opportuno rilevare innanzitutto che la problematica di  cui
  trattasi,   è   stata   oggetto,  dalla   data   di   presentazione
  dell'interrogazione  ad  oggi,  di  una  complessa  ed   articolata
  gestione  che ha sortito la condivisa determinazione di  non  poter
  pervenire  ad  alcuna forma di prosecuzione dell'attività  connessa
  agli  Avvisi n. 1 e n. 2 del 2011 e al fine della necessità di  non
  interrompere  un  pubblico  servizio, di  avvalersi  del  CIAPI  di
  Priolo,   per  l'erogazione  delle  politiche  attive  del  lavoro,
  attraverso l'utilizzo temporaneo di risorse umane, in possesso  dei
  requisiti   specifici  connessi  alla  natura  delle  attività   da
  garantire.
   Quanto  sopra  ha  portato,  a seguito di  procedure  di  evidenza
  pubblica,  all'assunzione a tempo determinato, per  un  periodo  di
  mesi  sei, di n. 1759 lavoratori provenienti dal bacino del settore
  dei  servizi  formativi ed iscritti all'Albo degli operatori  della
  formazione (quindi assunti ante il 2008).
   Ciò  non  ha comportato alcun pregiudizio sui singoli rapporti  di
  lavoro che detti lavoratori continuano a mantenere con i rispettivi
  Enti,  dai  quali  sono  in  atto collocati,  per  il  periodo  del
  temporaneo utilizzo da parte del CIAPI, in posizione di aspettativa
  senza stipendio.
   Il  prosieguo, alla scadenza del periodo di utilizzo dei sei mesi,
  non  può  ad  oggi essere oggetto di alcuna previsione,  risultando
  condizionato  ad  una  serie di valutazioni di ordine  finanziario,
  politico e normativo, da parte di tutti gli organi preposti».

                                                        L'Assessore
                                                        Arch.   Ester
                                              Bonafede

   VINCIULLO.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   il  comprensorio del Corleonese, ha 'grave' difficoltà a garantire
  la  continuità dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali  in
  favore delle fasce deboli della popolazione;

   sono  note  le  difficoltà finanziarie che  travagliano  gli  Enti
  locali,  costretti  ad  operare consistenti tagli  alle  spese  per
  interventi  di  natura  assistenziale,  con  conseguenti   riflessi
  negativi  sui  servizi,  in  particolare  l'assistenza  domiciliare
  integrata;

   le  risorse del FNPS e del Fondo per la non autosufficienza  hanno
  rappresentato in questi anni una boccata d'ossigeno per i Comuni  e
  per  le  famiglie che devono assistere i familiari e  lo  sarebbero
  state  pure  le  risorse della seconda annualità  della  premialità
  previste  dal D.P.R.S., 2 marzo 2009, n. 61, che invece la  Regione
  non ha più assegnato;

   il  Distretto socio-sanitario D40, di cui la Città di  Corleone  è
  capofila, ha sempre dimostrato di lavorare bene, i servizi previsti
  nella  terza  annualità del Piano di Zona 2010-2012 sono  ormai  in
  fase  di conclusione. Il 6 marzo 2012 esponenti del Distretto  sono
  stati  persino invitati ad illustrare a Palazzo d'Orléans,  dinanzi
  al   Ministro   per   la  Coesione  territoriale  Fabrizio   Barca,
  l'esperienza di assistenza domiciliare integrata (ADI) attivata nel
  Distretto  socio-sanitario  D40, considerato  in  Sicilia  uno  dei
  distretti  di  eccellenza  per  la capacità  di  realizzazione  del
  sistema integrato delle politiche sociali e sanitarie;

   a  partire dal 2013, è fortemente a rischio la sostenibilità degli
  interventi;  ad  oggi  infatti  vi  è  assoluta  incertezza   sulla
  prosecuzione  dei  Piani di Zona, non avendo la  Regione  Siciliana
  fornito  alcuna indicazione sulla prossima programmazione  e  sulle
  risorse  da  assegnare ai Distretti socio-sanitari,  compromettendo
  dieci  anni  di  lavoro di costruzione della rete territoriale  dei
  servizi sociali;

   considerata  l'impossibilità  per i Sindaci  di  fornire  risposte
  concrete   ai   cittadini   con  disabilità,   agli   anziani   non
  autosufficienti e a tutti quei soggetti che vivono  una  situazione
  di disagio sociale;

   valutato  il  momento di grande crisi economica,  è  più  che  mai
  necessario fornire ai comuni degli strumenti adeguati attraverso  i
  quali attuare le politiche di protezione sociale;

   preso  atto  del drastico ridimensionamento dei fondi  statali  di
  carattere sociale, deciso con la manovra finanziaria 2011;

   per  sapere  se  esistano motivi ostativi per i quali  la  Regione
  siciliana non abbia ancora provveduto a programmare le risorse FNPS
  per  gli  anni  2013/2015, includendo anche  le  risorse  premiali,
  inizialmente previste dal Documento di programmazione  del  2009  e
  mai  erogate  e  ad  assegnarle pertanto ai  Distretti  siciliani».
  (1067)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «In   merito   alla   problematica   rappresentata
  nell'interrogazione n. 1067 dell' onorevole Vinciullo Vincenzo,  di
  pari oggetto, che ha costituito oggetto di altri atti ispettivi,  a
  seguito  di interlocuzione con i competenti uffici del Dipartimento
  Famiglia, si rappresenta quanto segue.
   In  via  preliminare,  si  fa presente che  Delibera  n.  329  del
  30/09/2013  pubblicata  sulla G.U.R.S. n.52  del  22/11/2013,  sono
  state  approvate  le Linee Guida per l' attuazione delle  Politiche
  Sociali e socio-sanitarie 2013-2015, che hanno l'obiettivo  di  con
  solidare l'attuale sistema di welfare regionale e di accompagnare i
  distretti socio-sanitari nel percorso di aggiornamento del Piano di
  Zona,  con  la precisa finalità di migliorarne i risultati,  tenuto
  conto  della  incertezza  che  ha  caratterizzato  i  trasferimenti
  regionali  del  FNPS, "pesantemente" ridotti negli ultimi  esercizi
  finanziari. Con le Linee Guida si è voluto mettere a sistema  tutte
  le diverse azioni che direttamente o indirettamente interessano "il
  sociale",  ciò al fine di ottimizzare le risorse disponibili  e  di
  evitare sovrapposizioni di interventi.
   In ordine ai quesiti posti, appare opportuno al riguardo precisare
  che  a fronte di una precedente disponibilità per la programmazione
  2010-2012 di   197.051.697,66 (esercizi finanziari 2007-2009 FNPS),
  per il periodo di programmazione 2013-2015 (pur sommando 4 esercizi
  finanziari 2010-2013), la Regione potrà disporre della somma  di
  80.304.754,32,  sicuramente insufficiente rispetto  alle  politiche
  sociali avviate sul territorio.
   In  questo  quadro  economico, si è ritenuto opportuno  ricondurre
  nell'  ambito del nuovo ciclo di programmazione anche la somma  del
  FNPS  destinata  alla Sicilia per l'anno 2013, di    27.570.000,00,
  soltanto  recentemente individuata nel decreto di  riparto  del  Mi
  nistero   del  Lavoro  e  delle  Politiche  Sociali  (Decreto   del
  26/06/2013),  ciò al fine di aumentare il budget da destinare  alla
  programmazione triennale dei distretti sociosanitari.
   Come  evidenziato nell' atto che si riscontra, l'attuale ciclo  di
  programmazione  è  contrassegnato  da  una  congiuntura  economico-
  finanziaria assai negativa.
   Preso  atto  delle  criticità rilevate in ambito territoriale,  il
  nuovo  documento di programmazione produce delle novità finalizzate
  a migliorare la gestione ed accelerare la spesa anche attraverso la
  penalizzazione di ambiti territoriali non efficienti.
    Nello specifico, nelle nuove Linee di Programmazione dei Piani di
  Zona  si  sottolinea  la volontà, nel caso di mancato  avvio  delle
  Azioni programmate, di avviare sul territorio, idonee iniziative di
  supporto tecnico, non escludendo interventi sostitutivi come  disci
  plinati  dalla  normativa vigente, soprattutto per  evitare  in  un
  periodo  di  esigue  risorse  finanziarie,  il  "congelamento"   di
  assegnazioni non tempestivamente utilizzate.
     In  merito alle risorse sulla premialità previste nel precedente
  Documento  di  programmazione  2009,  le  risorse  destinate   alle
  premialità dei distretti, pari ad  .6.531.374,25 è stata  destinata
  ai  Comuni  per  il  pagamento  delle rette  dovute  alle  Comunità
  alloggio  e  case famiglia per disabili psichici, ciò  al  fine  di
  fronteggiare l' emergenza sociale dovuta al progressivo aumento dei
  disabili mentali accolti dietro disposizioni dei IDSM, in strutture
  residenziali e la riduzione del Fondo per le Autonomie Locali e del
  capitolo regionale destinato a questo intervento».

   L'Assessore

   (Arch. Ester Bonafede)

   POGLIESE   -   VINCIULLO.   -   «Al  Presidente   della   Regione,
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il  lavoro  e
  all'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione  professionale,
  premesso che:

   i  lavoratori  degli sportelli multifunzionali - Avviso  1/2010  -
  devono  ancora  percepire le mensilità dei mesi di  marzo,  aprile,
  maggio, giugno 2013 nonché le mensilità di luglio e settembre 2012;

   i  lavoratori  degli  sportelli multifunzionali,  partecipanti  al
  progetto  Avviso  2/2010,  devono  ancora  percepire  i   9/12   di
  tredicesima  2010, nonché le mensilità da giugno a settembre  2011,
  da maggio 2012 a luglio 2013, e la tredicesima mensilità del 2012;

   rilevato che:

   al  momento l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
  lavoro  e  il  Dirigente Generale del Dipartimento del lavoro,  non
  hanno ancora concordato ed istituito nessun tavolo tecnico inerente
  al  CEFOP,  alla luce anche del fatto che i Commissari  che  stanno
  gestendo  per  conto del Ministero l'amministrazione straordinaria,
  hanno già messo in vendita l'ente;

   il  CEFOP ha una situazione debitoria di circa 800 mila euro e 700
  lavoratori  che non ricevono stipendi da molti mesi, pur  prestando
  regolarmente servizio;

   per sapere:

   la  situazione  relativa  ai  mandati emessi  dall'Amministrazione
  regionale  al  CEFOP in riferimento agli sportelli  multifunzionali
  (progetti avv. 1/2010 e avv. 2/2010);

   quali   iniziative  il  Governo  della  Regione  intenda  attivare
  affinché l'ente CEFOP possa attenersi allo scrupoloso rispetto  del
  contratto collettivo nazionale di lavoro in materia di pagamenti al
  personale». (1151)

        (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta quanto segue.
   Sull'argomento  dedotto  dall'onorevole  interrogante  sono  state
  richieste. le informazioni al competente Dipartimento del lavoro.
   In  via preliminare occorre rappresentare che l'interrogazione  de
  quo, assegnata per la trattazione all'Assessore per l'istruzione  e
  per  la formazione professionale, è stata da quest'ultimo trasmessa
  con  nota 5075/Gab del 06/11/2013 allo scrivente, in quanto  veniva
  rilevata la non competenza ìn materia.
   Fatta questa precisazione, che purtroppo ha inciso sui tempi della
  risposta,   si   è  proceduto  ad  acquisire,  presso   il   citato
  dipartimento, le notizie in merito.
   Appare opportuno rilevare innanzitutto che la problematica di  cui
  trattasi   è   stata   oggetto,   dalla   data   di   presentazione
  dell'interrogazione  ad  oggi,  di  una  complessa  ed   articolata
  gestione  che ha sortito la condivisa determinazione di  non  poter
  pervenire  ad  alcuna forma di prosecuzione dell'attività  connessa
  agli  Avvisi n.1 e n.2 del 2011 e, al fine della necessità  di  non
  interrompere  un  pubblico  servizio, di  avvalersi  del  CIAPI  di
  Priolo,   per  l'erogazione  delle  politiche  attive  del  lavoro,
  attraverso l'utilizzo temporaneo di risorse umane, in possesso  dei
  requisiti   specifici  connessi  alla  natura  delle  attività   da
  garantire.
   Quanto  sopra  ha  portato,  a seguito di  procedure  di  evidenza
  pubblica,  all'assunzione a tempo determinato, per  un  periodo  di
  mesi  sei, di n.1759 lavoratori provenienti dal bacino del  settore
  dei  servizi  formativi ed iscritti all'Albo degli operatori  della
  formazione (quindi assunti ante il 2008).
   Da  ciò  non è derivato alcun pregiudizio sui singoli rapporti  di
  lavoro che detti lavoratori continuano a mantenere con i rispettivi
  Enti,  dai  quali  sono  in  atto collocati,  per  il  periodo  del
  temporaneo utilizzo da parte del CIAPI, in posizione di aspettativa
  senza stipendio.
   Si  ritiene  utile  evidenziare che  detto  personale  risulta  in
  possesso  delle  condizioni  per poter partecipare  alla  selezione
  pubblica   indetta  dal  CIAPI  di  Priolo,  in  esecuzione   delle
  deliberazioni  della  Giunta regionale  che  hanno  individuato  il
  CIAPI,  quale Ente in house per l'attuazione dei servizi  formativi
  2013/2014, attraverso l'assunzione a tempo determinato di personale
  da  utilizzare, per lo svolgimento delle attività formative. Quanto
  sopra riportato evidenzia le forme di tutela e di salvaguardia  che
  l'Amministrazione  ha  posto  in  essere  per  il  settore,  c   di
  conseguenza anche per il personale del CEFOP».

   L'Assessore

   (Arch. Ester Bonafede)

                           Rubrica «Salute»

   CORDARO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   i casi di neonati ritrovati abbandonati e, spesso, ritrovati senza
  vita  tanto tornano all'onore delle cronache, costituendo  solo  la
  punta dell'iceberg di un fenomeno drammatico di disperazione  e  di
  solitudine;

   una  risposta efficace a questo dramma è stata offerta dalla Culla
  per  la vita, moderna riedizione delle Ruote degli esposti che, nei
  secoli   scorsi,   hanno  rappresentato  una  testimonianza   della
  mobilitazione della società in favore dei più deboli e una concreta
  possibilità di vita per migliaia di bambini;

   un  recente servizio giornalistico fa il punto sui dati statistici
  relativi  al decremento delle nascite, evidenziando come  nel  2012
  siano  nati  in  Italia 12 mila bambini in meno,  un  trend  sempre
  crescente  e che riguarda la gran parte dei Paesi europei  che,  se
  non  flettono  sui nuovi nati, si limitano a mantenere  gli  stessi
  valori sulle nascite;

   ritenuto che:

   la Sicilia, travolta dalla crisi economica ed occupazionale, è tra
  le Regioni d'Italia che maggiormente soffre la crisi del decremento
  delle nascite, poiché il binomio tra disoccupazione e sfiducia  nel
  futuro  induce  le  giovani  coppie a  ritardare  o  addirittura  a
  rinunciare alla possibilità di mettere al mondo figli;

   occorre  trovare  rimedi  efficaci per questo  stato  di  sfiducia
  crescente,  restituendo la speranza nelle donne che pur  trovandosi
  in  gravidanza possano pensare di portarla a termine  affidando  il
  proprio figlio in mani esperte e accoglienti;

   considerato che:

   la  Culla per la vita rappresenta una realtà concreta anche  nella
  città  di Palermo, ed ha offerto uno spazio protetto a donne  sole,
  ragazze  disagiate, giovani coppie in difficoltà, facendosi  carico
  di  un  neonato, il cui imprescindibile diritto alla vita  non  può
  essere  schiacciato dalle difficoltà economiche o dall'angoscia  di
  una madre consapevole di non poter fare fronte alle cure necessarie
  per la sua crescita;

   nel  2007, riconosciuta l'importanza nel territorio, la Culla  per
  la  vita  è  stata  inserita fra i servizi di  emergenza  sanitaria
  dall'assessorato   alla   sanità,   che   ne   ha    affidato    la
  videosorveglianza costante agli operatori del 118;

   sottolineato che:

   nell'affrontare  un  tema  come  quello  dei  diritti   umani,   è
  indispensabile  che  nella  nostra  Regione  non  si  conduca   una
  battaglia  su  un  doppio  binario,  nel  maldestro  tentativo   di
  diversificare  l'importanza  del  rispetto  della  dignità   umana,
  prediligendo  e  tutelando una fascia di soggetti  a  discapito  di
  altri,  in  una  sorta  di discriminazione alla  rovescia  che  non
  persegue  l'uguaglianza e pari dignità ma elegge e differenzia  per
  categorie i più svantaggiati;

   il  neonato nella gerarchia sociale dei diritti è colui  il  quale
  necessita delle maggiori tutele, che ha diritto ad un'accoglienza e
  a  cure  certe, perché il rispetto delle vita deve avere  il  primo
  posto  in  una società che si propone come garante dei diritti  dei
  più  svantaggiati  e  combatte contro le discriminazioni  in  senso
  lato;

   atteso che :

   le  Culle  per la vita oltre ad accogliere bambini - in  sicurezza
  per il piccolo e nell'anonimato per la madre - si pongono al centro
  del   tessuto  urbano  come  presenza  profetica  di  una   cultura
  dell'accoglienza e del rispetto della vita che è  la  stessa,  oggi
  come ieri;

   le  Culle  rappresentano non l'alternativa,  ma  il  completamento
  della  normativa per il parto anonimo in ospedale (oltre  300  casi
  l'anno)  giacché non tutte le donne vogliono o possono  recarsi  in
  ospedale a partorire,

   per sapere:

   quali  provvedimenti  urgenti intendano  assumere  affinché  venga
  ripristinata  con immediatezza la funzionalità della Culla  per  la
  Vita  di Palermo, il sistema di videosorveglianza, restituendo alla
  Città uno strumento di accoglienza e di tutela per i più deboli;

   se  non ritengano che la restituzione alla comunità di un servizio
  qual  è  quello  della Culla della Vita non sia il segnale  di  una
  chiara  volontà di questo Governo di voler tutelare tutte le  fasce
  sociali  più fragili, mettendo al primo posto la cura per  la  vita
  umana  nel suo momento di maggiore vulnerabilità che è quello della
  nascita». (1105)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«In riscontro all'interrogazione segnata  in  oggetto,
  con la quale sono stati chiesti interventi urgenti per la lotta  al
  fenomeno  dell'abbandono dei neonati a ripristino della "Culla  per
  la Vita" di Palermo, si rappresenta quanto segue.
   Sulla  base  delle  verifiche effettuate presso  il  Servizio  del
  Dipartimento   per   la   Pianificazione   Strategica   di   questo
  Assessorato, che ha la competenza in materia di emergenza  urgenza,
  non  risultano  formali  atti  e/o  documentazioni  (decreti,  note
  autorizzative, relazioni, etc.) riconducibili all'attivazione della
  Culla  per  la  Vita di via Noce a Palermo, e quindi utili  ad  una
  ricostruzione  amministrativa della cronistoria della  vicenda,  né
  tantomeno erogazioni di risorse finanziarie a carico di capitoli di
  spesa di competenza di questo Assessorato.
   A  seguito degli incontri tenutisi ad ottobre e novembre 2013  con
  l'Associazione  Movimento  per la Vita e  con  il  Direttore  della
  Centrale Operativa del SUES 118 di Palermo, su sollecitazione anche
  del  Sindaco  di  Palermo che pur essendo  stato  invitato  non  ha
  partecipato,   si   è  potuto  apprendere  che  le  interlocuzioni,
  risalenti  al periodo 2006 e fino al 2008, sono intercorse  fra  la
  Segreteria  dell'Assessore per la Salute pro tempore, il  Direttore
  pro tempore del 118 e l'Associazione Culla per la Vita ed a ciò non
  ha fatto seguito, come già premesso, alcun atto amministrativo.
   Anche  l'attuale Direttore della C.O. 118 di Palermo ha confermato
  di  non  aver  rinvenuto  alcun atto  formale  di  attivazione  del
  collegamento della Culla con la propria Centrale.
   Gli  Uffici  di  questo Assessorato hanno inoltre  effettuato  una
  verifica attraverso il sistema informativo SIC della Regione  ed  è
  stato  possibile rilevare che nel corso del tempo sono stati emessi
  alcuni   mandati   di   pagamento  per  attività  dell'Associazione
  Movimento  per la Vita (quali tavole rotonde, opuscoli,  contributi
  per   coperture   assicurative   dei   volontari,   etc.),   emessi
  dall'Assessorato Beni Culturali e Assessorato Presidenza.
   Nel  corso  degli  incontri è emerso peraltro  che  le  suore  del
  Convento  di San Vincenzo, presso cui è ubicata la Culla, anche  in
  ragione  della  loro  avanzata  età,  non  sono  in  condizioni  di
  provvedere  alla custodia e sorveglianza e non hanno garantito  nel
  tempo il presidio costante.
   Si è appreso inoltre che dalla data di attivazione della Culla per
  la Vita ad oggi non è stato accolto nessun neonato abbandonato.
   Per  completezza, si precisa che presso l'ARNAS Civico di Palermo,
  con  risorse  economiche  nazionali, è stata  attivata  ad  ottobre
  scorso una Culla per la Vita che, data l'allocazione all'interno di
  una struttura ospedaliera, consente l'immediato soccorso neonatale,
  attivando  immediatamente, con un sistema di allarme,  l'U.O.C.  di
  Neonatologia.
   Il  Direttore  della  predetta Unità ha  inoltre  sottolineato  la
  garanzia   dell'anonimato  e  la  presenza   di   una   segnaletica
  multilingue che conduce fino alla Culla.
   Conclusivamente si ritiene che la questione relativa  al  fenomeno
  dell'abbandono neonatale debba essere affrontato sotto i molteplici
  aspetti  che  lo  caratterizzano (non solo sanitari),  attivando  i
  necessari  strumenti  di  prevenzione a livello  locale  -  Servizi
  sociali  dei Comuni - al fine di dare un concreto aiuto alle  donne
  che  si trovano a dovere affrontare le difficoltà di una gravidanza
  non voluta».

                                                        L'Assessore
                                                       Dr.ssa   Lucia
                                              Borsellino

   ZITO  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI
  -  LA  ROCCA  -  MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA  -  TRIZZINO  -
  TANCREDI - ZAFARANA. - «All'Assessore per la salute, premesso che:

   a  far  data dal mese di marzo c.a., numerosi soggetti affetti  da
  CIDP (riconosciuta dal SSN quale malattia rara con Rif RF 0180), in
  cura  presso l'Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa  Sofia  -
  Cervello,  hanno  riscontrato numerose difficoltà di  accesso  alla
  terapia,  prevista da protocolli internazionali e riconosciuta  dal
  SSN, consistente nella somministrazione di Immunoglobulina umana in
  alte dosi in vena, periodicamente ed in regime di day-hospital;

   pare  si  registrino ritardi nella somministrazione e  sembrerebbe
  che  a  partire  dal mese di luglio, sussista il rifiuto  da  parte
  della  suddetta azienda ospedaliera di garantire la terapia per  il
  futuro,  senza fornire una valida motivazione, nonostante una  nota
  di protesta inviata il 10.06.2013 da alcuni pazienti;

   i  malati di polineuropatia infiammatoria cronica demielinizzante,
  attraverso  la terapia, possono condurre una vita in condizioni  di
  relativa normalità. Diversamente, il ritardo nella somministrazione
  di  immunoglobuline  determina una rapida perdita  di  funzionalità
  degli  arti  superiori ed inferiori e la conseguente  necessità  di
  ricorrere alla sedia a rotelle;

   nonostante    il   diritto  alla  salute  sia   costituzionalmente
  garantito,  il  trattamento delle malattie  rare  è  affidato  alle
  singole  Regioni  che  stabiliscono modalità, tempi  e  trattamenti
  terapeutici propri con conseguente diversità nelle diverse zone del
  territorio nazionale;

   al  fine di garantire uniformità di trattamento, la Bozza di Piano
  Nazionale   delle   Malattie  Rare  2013-2016  auspica   iniziative
  interregionali volte a definire protocolli e percorsi assistenziali
  organizzati  e  garantiti per ogni tipo di  bisogno  assistenziale,
  compresi   il   trattamento  del  sintomo,  la   riabilitazione   e
  l'inserimento sociale;

   la Regione siciliana, a differenza della Lombardia e del Piemonte,
  non  ha  ancora  adottato  un  Piano  Diagnostico  Terapeutico   ed
  Assistenziale,  che  provveda a porre in  essere  tutte  le  misure
  necessarie per garantire a tutti i pazienti di CIDP il diritto alla
  salute;

   considerato che:

   con  nota  del 02-07-2013 prot. N 4140/dsa, a firma della dott.ssa
  Martorana,  con  oggetto  la Richiesta di autorizzazione  Off-Label
  all'impegno di immunoglobuline e.v. Restituzione documentazione  si
  legge:
   'In  riscontro  alle diciannove note di pari oggetto  prot.  25/13
  Neuro  del  24.6.2013,  pervenute alla  scrivente  si  rilevano  le
  seguenti  irregolarità  formali  e sostanziali.  Sotto  il  profilo
  formale:tutte  le istanze riportano lo stesso numero di  protocollo
  pur  trattandosi di casi clinici diversi; numero cinque istanze non
  risultano   debitamente   firmate  dalla   S.V.   e   pertanto   si
  restituiscono in toto.

   Sotto il profilo sostanziale:
   la  documentazione presentata non è conforme al Decreto  2679  del
  19.11.2009, che è stato trasmesso con apposita circolare  prot.  N.
  3284  del 28.5.2013 e non rispetta i contenuti della legge 296/2006
  Art.  1  comma  796  lettera  z) che stabilisce:  il  ricorso,  con
  carattere diffuso e sistematico, a terapie farmacologiche a  carico
  del  S.S.N.,  al  di  fuori delle indicazioni  presenti  in  scheda
  tecnica, non sia possibile, nelle strutture o trattamenti sanitari,
  per la cura di patologie per le quali risultino autorizzati farmaci
  recanti specifica indicazione al trattamento.

   Si  rammenta  inoltre,  che la prescrizione  della  Ig  vena  deve
  avvenire  esclusivamente a cura dei centri prescrittori di  cui  ai
  Decreti o del 10 Agosto 2012 o del 28 Marzo 2013';

   nella nota succitata si legge anche che:

   'Non  è superfluo sottolineare che eventuali irregolarità potranno
  comportare  ricadute  di carattere erariale  e  penale.  Infine  si
  rammenta che l'iter sopraddetto deve essere concluso in tempi brevi
  nella   considerazione  che  nessun  ritardo  o  disservizio  dovrà
  verificarsi nei confronti dell'utente/paziente';

   preso  atto  che  con nota del 05/07/2013, prot. 36/13,  il  dott.
  Cottone direttore f.f. del reparto di neurologia risponde che:
   'In riscontro alla nota in oggetto con la presente si reiterano le
  istanze  di  autorizzazione all'uso off label delle immunoglobuline
  e. v. nei pazienti con CIDP in cura presso il centro di riferimento
  regionale di Neuroimmunologia dell'A.O.O.R. Villa Sofia - Cervello,
  debitamente protocollate e firmate, redatte in maniera conforme  al
  D.A.  2679  del  19.11.2009. Relativamente  all'art.  1  comma  796
  lettera  z),  menzionato,  si  fa  rilevare  che  a  tutt'oggi  non
  risultano autorizzati farmaci recanti specifica indicazione per  la
  patologia   in   questione  e  che  l'apparente   ricorso   all'uso
  sistematico  a  tale  trattamento è legato alla  concentrazione  di
  diversi casi nella stessa U.O. essendo il reparto di Neurologia già
  riconosciuto  di riferimento regionale per le malattie neurologiche
  a   patogenesi   immunitaria  con  D.A.  n.   283   del   14.3.2002
  (riconfermato nel mese di ottobre 2003 e Dicembre 2012). Si  prende
  atto  comunque  delle indicazioni della SS.LL.  fermo  restando  in
  attesa di autorizzazione non si procederà all'uso Ig vena.';

   per sapere:

   quali  siano i provvedimenti già adottati dalla Regione  siciliana
  per il trattamento della CIDP;

   se   la  Regione  siciliana  intenda  avviare  un  percorso  volto
  all'adozione  di un Piano Diagnostico Terapeutico ed  Assistenziale
  per i malati di CIDP, al fine di impedire che nell'imminente futuro
  i  pazienti affetti dalla suddetta patologia vedano negato il  loro
  diritto alle cure, mediante il rifiuto opposto dagli ospedali  che,
  in    mancanza   di   uno   specifico   provvedimento    regionale,
  stabilirebbero in modo del tutto discrezionale quali malattie  rare
  trattare nei propri Presidi;

   quali  provvedimenti  l'assessore prenderà  per  evitare  che  nei
  reparti  autorizzati al trattamento della CIDP vi siano disservizi,
  anche burocratici, ai pazienti in cura». (1148)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«In riscontro all'interrogazione specificata in oggetto
  con la quale è stato chiesto di verificare gli eventuali disservizi
  nella  somministrazione di immunoglobuline per il trattamento della
  polineuropatia cronica demielinizzante in particolare presso l'A.O.
  Villa   Sofia  -  Cervello  di  Palermo,  si  rappresenta  che   la
  problematica   è  stata  efficacemente  superata  dalla   Direzione
  aziendale che ha autorizzato l'utilizzo delle specialità medicinali
  "off  label immunoglobuline e.v." nei pazienti con CIDP già in cura
  presso  il  proprio  Centro  di  riferimento  regionale  di   neuro
  immunologia.
   Quanto   sopra  nelle  more  del  provvedimento,   in   corso   di
  registrazione,  con  il quale l'AIFA, autorizzando  il  trattamento
  della   CIDP  mediante  la  somministrazione  di  dette  specialità
  medicinali,    supererà   definitivamente    le    difficoltà    di
  approvvigionamento fino ad oggi verificatesi in campo nazionale».

                                                        L'Assessore
                                                       Dr.ssa   Lucia
                                              Borsellino

   MICCICHE'-  FIRETTO  - LA ROCCA RUVOLO - ANSELMO  -  D'AGOSTINO  -
  RAGUSA  .  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   con  Decreto dell'Assessore regionale per la sanità del 24 ottobre
  2006   è  stata  stipulata  tra  la  Regione  Sicilia,  Assessorato
  Regionale alla Sanità, e la Joint Commission International, società
  nata   negli  USA  nel  1951  al  fine  di  migliorare  la  qualità
  dell'assistenza   sanitaria   degli   ospedali   americani   e   di
  implementare  programmi  di miglioramento a livello  internazionale
  istituendo  la  possibilità  di un accreditamento  delle  strutture
  sanitarie,  una  convenzione  che ha previsto  l'esecuzione  di  un
  progetto  mirato  alla elaborazione degli standard  di  qualità  da
  applicare  nelle strutture ospedaliere e nei servizi  di  emergenza
  118 SEUS delle Regione stessa ed è stata introdotta tutta una serie
  di  obblighi  conformi  ai  protocolli  elaborati,  allo  scopo  di
  eliminare e ridurre i rischi clinici delle strutture ospedaliere;

   con Decreto dell'Assessore regionale per la sanità dell'11 ottobre
  2008 sono stati approvati i ventisette standard di qualità (sui 108
  elementi  misurabili del rischio clinico) che  tutte  le  strutture
  ospedaliere  della Regione, compreso il servizio di  emergenza  118
  SEUS, devono applicare;

   i  ventisette  standard di qualità della gestione rischio  clinico
  sono:

   1.Ai  pazienti con bisogni urgenti o immediati è data priorità  di
  valutazione e di trattamento;

   2.La  cartella  di  ogni paziente ricoverato  in  pronto  soccorso
  riporta  l'ora di arrivo, le conclusioni al termine del trattamento
  di pronto soccorso, le condizioni del paziente alle dimissioni e le
  istruzioni di follow-up;

   3.I   servizi  di  trasporto  medico  sono  conformi  a  leggi   e
  regolamenti e ai requisiti di autorizzazione;

   4.I  servizi  di  trasporto medico sono  garantiti  attraverso  un
  processo  ben  gestito che assicura la sicurezza e la  qualità  dei
  servizi per i pazienti e per lo staff;

   5.Le   valutazioni  mediche  ed  infermieristiche  iniziali   sono
  completate  entro  le  prime 24 ore dall'accettazione  in  ricovero
  ordinario,  oppure  entro  tempi  più  brevi  come  indicato  dalle
  condizioni del paziente o dalla politica ospedaliera;

   6.Tutti  i  pazienti sono sottoposti a rivalutazione a  intervalli
  appropriati, al fine di determinare la loro risposta al trattamento
  e per pianificare il trattamento continuo o le dimissioni;

   7.L'autore,  la  data  e  l'ora di tutte le annotazioni  riportate
  nelle cartelle cliniche sono chiaramente identificabili;

   8.Le procedure eseguite sono annotate nella cartella clinica;

   9.I   responsabili   del  governo  e  della  guida   dell'ospedale
  partecipano alla pianificazione e al monitoraggio di programmi  per
  il miglioramento della qualità e per la sicurezza dei pazienti;

   10.Il  monitoraggio  clinico include gli aspetti  delle  procedure
  chirurgiche selezionati dai dirigenti dell'ospedale;

   11.Il   monitoraggio  clinico  include  quegli  aspetti   dell'uso
  dell'anestesia e della sedazione selezionati dai vertici;

   12.L'organizzazione utilizza un processo definito  per  assicurare
  che  le  conoscenze e le capacità di ciascun membro  del  personale
  siano consistenti con i bisogni dei pazienti;

   13.L'azienda ha un processo efficace per raccogliere, verificare e
  valutare  le credenziali (abilitazione, studi, tirocinio e pratica)
  del  personale  medico  autorizzato a fornire assistenza  sanitaria
  senza supervisione;

   14.Gli  operatori sanitari a diretto contatto con  il  paziente  e
  altri  operatori  identificati dall'organizzazione sono  addestrati
  nelle tecniche di rianimazione cardiopolmonare d'urgenza e sono  in
  grado di dimostrare una competenza adeguata al riguardo;

   15.Politiche e procedure guidano l'assistenza urgenti;

   16.Politiche   e  procedure  guidano  l'assistenza  dei   pazienti
  mantenuti in vita con mezzi artificiali o in coma;

   17.L'ingresso o il trasferimento alle unità di terapia intensiva o
  ad  altre unità specialistiche è determinato sulla base di  criteri
  prestabiliti;

   18.Obiettivo  internazionale per la sicurezza del paziente  n.  1:
  identificare correttamente il paziente. Requisito dell'obiettivo 1:
  l'organizzazione  elabora  un metodo per  migliorare  l'accuratezza
  dell'identificazione del paziente;

   19.Obiettivo  internazionale per la sicurezza del paziente  n.  4:
  garantire   l'intervento  chirurgico  in  paziente  corretto,   con
  procedura   corretta,  in  parte  del  corpo  corretta.   Requisito
  dell'obiettivo 4: l'organizzazione elabora un metodo per  garantire
  l'intervento   chirurgico  in  paziente  corretto,  con   procedura
  corretta, in parte del corpo corretta;

   20.Il   consenso   informato  è  ottenuto  prima   dell'intervento
  chirurgico,  dell'anestesia, dell'utilizzo di sangue o emoderivati,
  e prima di altri trattamenti e procedure ad alto rischio;

   21.La    valutazione   medica   iniziale   è   documentata   prima
  dell'anestesia, della sedazione o di un trattamento chirurgico;

   22.Il trattamento anestesiologico/sedazione di ciascun paziente  è
  pianificato e documentato;

   23.Le  condizioni  fisiologiche di  ciascun  paziente  durante  la
  somministrazione dell'anestesia/sedazione sono monitorate  su  base
  continua e registrate nella cartella clinica;

   24.Le condizioni post-anestesia/sedazione di ciascun paziente sono
  monitorate  e  documentate, e il paziente è dimesso dalla  sala  di
  risveglio  postoperatorio da un professionista  qualificato  o  per
  mezzo di criteri prestabiliti;

   25.Il  trattamento chirurgico di ciascun paziente è pianificato  e
  documentato, sulla base dei risultati della valutazione;

   26.L'intervento  chirurgico è documentato nella  cartella  clinica
  del paziente;

   27.Esiste una politica che regola il trasferimento appropriato del
  paziente  presso un'altra struttura, in modo da soddisfare  il  suo
  bisogno di continuità assistenziale;

   i  quattordici standard di qualità del trasporto sanitario  sicuro
  sono:

   1.I  responsabili  del  governo dell'organizzazione  sostengono  e
  promuovono le iniziative di gestione e miglioramento della qualità;

   2.Un medico con i titoli di studio, la formazione e l'abilitazione
  idonei   provvede   alla  supervisione  delle   attività   cliniche
  dell'organizzazione di trasporto sanitario;

   3.Il  monitoraggio dei tempi di risposta include i  tempi  tra  il
  primo  contatto  e l'attivazione dell'equipaggio di  soccorso;  tra
  l'attivazione dell'equipaggio di soccorso e l'uscita del mezzo; tra
  l'uscita  del mezzo e l'arrivo sulla scena dell'evento  accanto  al
  paziente  (nei casi di emergenza/urgenza); e tra la partenza  dalla
  scena  dell'evento e l'arrivo a destinazione, in caso di  trasporto
  del paziente;

   4.Il monitoraggio include i contatti e i problemi con le strutture
  riceventi;

   5.Il  monitoraggio include l'assistenza ai pazienti pediatrici  di
  età inferiore ai 12 anni;

   6.La   capacità   di   ciascun   operatore   di   adempiere   alle
  responsabilità  definite nella propria job description  è  valutata
  all'atto  della nomina in ruolo e poi, a seguire, su base  regolare
  (con documentazione almeno annuale);

   7.Gli  operatori  che  forniscono  assistenza  sanitaria  e  altri
  operatori  individuati  dall'organizzazione sono  addestrati  nelle
  tecniche  base  o  avanzate di rianimazione  cardiopolmonare  nelle
  urgenze  traumatiche  e  non  traumatiche  per  pazienti  adulti  e
  pediatrici, in funzione della propria job description;

   8.Per  ogni  annotazione  nella scheda del  paziente  è  possibile
  identificarne  l'autore,  la  data  di  registrazione  e,   laddove
  richiesto, l'ora;

   9.L'organizzazione   attiva  conserva  una   registrazione   delle
  attività  della  centrale  operativa  per  ciascuna  richiesta   di
  servizio;

   10.L'organizzazione dispone di un piano esauriente di  risposta  e
  spiegamento dei mezzi, conformemente con la propria missione  e  le
  proprie risorse;

   11.Il  piano  prevede gli standard per i tempi di  risposta  e  il
  monitoraggio dei tempi di risposta effettivi;

   12.Esiste  la  capacità di comunicare direttamente,  in  qualunque
  momento, tra il chiamante e la centrale operativa e tra la centrale
  operativa e l'equipaggio/il mezzo di soccorso;

   13.Gli  interventi  effettuati  sono  scritti  nella  scheda   del
  paziente;

   14.Politiche  e  procedure  guidano l'assistenza  ai  pazienti  in
  emergenza-urgenza con bisogni critici;

   con  Decreto  dell'Assessore regionale per la salute n.  2720  del
  2.11.2010,   è   stata  disposta  la  prosecuzione  dell'originario
  progetto  mediante  l'implementazione  di  un  ulteriore  programma
  denominato 'Patients Safety Emergency Department', che ha  previsto
  il rafforzamento degli interventi delle aree del rischio clinico  e
  l'individuazione e l'adozione di nuovi 76 standard di qualità;

   risulta   necessario   accertare  se  tali   standard,   strumenti
  fondamentali per la valutazione dell'avvenuto raggiungimento  degli
  obiettivi  di qualità, siano oggi previsti ed applicati  presso  il
  Presidio   ospedaliero   Sant'Elia  di  Caltanissetta,   punto   di
  riferimento  per  l'utenza dei servizi ospedalieri  per  un  ambito
  territoriale    relativo   all'intera   fascia   centro-occidentale
  regionale;

   per sapere se:

   risultino  applicati gli standard elaborati con i  progetti  sopra
  menzionati   presso   il   Presidio   ospedaliero   Sant'Elia    di
  Caltanissetta;

   siano  stati raggiunti, alla data odierna, gli obiettivi  connessi
  con   l'applicazione  dei  protocolli  adottati  con   i   ripetuti
  progetti». (1462)

           (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  -«In riscontro all'interrogazione segnata  in  oggetto,
  con la quale sono state chieste notizie circa l'applicazione presso
  il  Presidio ospedaliero Sant'Elia di Caltanissetta degli  standard
  di qualità previsti per la Sicilia, si fornisce la nota prot. 15344
  del  17 febbraio 2014 resa dal Servizio 5 "Qualità, governo clinico
  e   sicurezza  dei  pazienti"  del  Dipartimento  per  le  Attività
  Sanitarie di questo Assessorato, con allegata relazione prot.  4319
  del  14  febbraio 2014 dell'ASP di Caltanissetta, che evidenzia  le
  azioni  intraprese  e  le  attività  svolte,  ritenute  dal  citato
  Servizio complessivamente positive».

                                                        L'Assessore
                                                       Dr.ssa   Lucia
                                              Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)
   FONTANA-D'ASERO-ASSENZA-GERMANA'-ALONGI. -  «Al  Presidente  della
  Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:

   con  avviso  pubblicato  sul  sito istituzionale  dell'Assessorato
  regionale della salute, e alle successive comunicazioni per  e-mail
  dell'8 agosto 2013, sono stati convocati gli aspiranti idonei  alla
  nomina  di  Direttore  Generale  delle  Aziende  del  SSR  per   lo
  svolgimento dei test on-line presso il CEFPAS di Caltanissetta, nei
  giorni 27 e 28 agosto 2013;

   i   convocati  sono  stati  distinti  in  due  elenchi,  il  primo
  denominato   'aspiranti  individuati  in   esito   alla   selezione
  preliminare   basata  sull'analisi  curriculare'  ed   il   secondo
  denominato 'aspiranti in possesso del requisito di adeguatezza';

   accertato  che siffatta distinzione deriva dal verbale  datato  31
  luglio   2013,  prot.  n.  0009691,  e  redatto  dalla  Commissione
  istituita ai sensi del comma 3 dell'art. 3 bis del D.lgs n.  502/92
  e  s.m.i.  e  di  cui  al  D.A. n. 2689/12 del  12  dicembre  2012,
  costituita dal prof. Marco Frey, dal dr. Fulvio Moirano e  dal  dr.
  Ernesto Morici;

   considerato che:

   le  risultanze della Commissione appaiono motivate da  valutazioni
  effettuate attraverso l'utilizzo dei criteri di cui alla griglia di
  attribuzione  dei punteggi curriculari contenuti nel verbale  della
  stessa Commissione del 6 febbraio 2013;

   tale  griglia,  postuma  all'avviso  pubblico  di  selezione   del
  12.12.2012  e  non  prevista come dovevasi nello stesso  avviso,  è
  stata  pubblicamente conclamata come illegittima,  in  primis,  dal
  Presidente  della Regione, per come peraltro avallato  dall'Ufficio
  Legislativo  e  Legale, ritenuta non applicabile in  una  procedura
  concorsuale per gli aspiranti alla nomina di Direttore Generale  e,
  comunque,   allorquando  forzatamente  applicabile,   in   assoluto
  contrasto  con tutta la normativa concorsuale nazionale e regionale
  di riferimento;

   accertato  che il Governo e l'Assessore per la salute, smentendosi
  ancora  una volta rispetto alle posizioni precedentemente  assunte,
  dichiarate  e  conclamate  in  tutte  le  sedi,  compresa   la   VI
  Commissione   legislativa  permanente  di  questa  Assemblea,   con
  l'avviso  in  epigrafe, hanno finito con l'applicare  l'illegittima
  procedura;

   ritenuto  che  il risultato conseguito per tale modus  operandi  è
  quello  di  un autentico 'pasticcio' tra l'illegale ed il ridicolo,
  anche  alla  luce  del  fatto che ad agosto,  in  sospetto  periodo
  feriale,  vanno  ad  effettuarsi  dei  test  on-line  che  definire
  originali  è  a  dir  poco eufemistico; sussistono  perplessità  in
  ordine  alle  procedure  adottate,  ma  riservate  agli  adeguati',
  costituente  un'autentica prova di concorso per 60  posti  (50  per
  cento  di  119, ci si interroga peraltro quale bando abbia previsto
  tale  percentuale  e  le  prove  d'esame),  l'altra  riservata   ai
  candidati  con analisi curriculare, costituente, invece, una  sorta
  di  prova  fittizia, perchè già fanno parte di  un  elenco  di  119
  aspiranti già selezionati per i colloqui orali;

   non  appare chiaro a cosa serva allora tale prova se già l'effetto
  (ammissione alla prova orale) sia stato conseguito (serve  forse  a
  giustificare   i   compensi   che   dovranno   erogarsi   per    il
  particolarissimo   lavoro  svolto  dalla   Commissione?   Serve   a
  giustificare  la  riammissione di un criterio  prima  bollato  come
  illegittimo  e, conseguentemente, a rendere possibile  l'ammissione
  alla prova di alcuni soggetti, tra quelli dichiarati adeguati,  che
  giammai  avrebbero  potuto essere ammessi per assoluta  carenza  di
  titoli?);

   ritenuto  infine  che se così fosse, il tutto sembrerebbe  violare
  macroscopicamente l'avviso di selezione, con violazione del  D.lgs.
  n.  502/92 e s.m.i., del decreto Balduzzi, nonchè di tutte le norme
  che  regolano  i pubblici concorsi. Tutto ciò sarebbe assolutamente
  risibile,  fino all'ilarità generale cui verrebbe ancora una  volta
  ad essere sottoposta la nostra Regione;

   per   sapere   se  non  ritengano  opportuno,  alla   luce   delle
  considerazioni su esposte:

   ritirare  immediatamente, in autotutela, l'avviso  pubblicato  sul
  sito  istituzionale dell'Assessorato regionale della  salute  e  le
  successive  comunicazioni per e-mail dell'8 agosto 2013, attraverso
  le  quali sono stati convocati gli aspiranti idonei alla nomina  di
  direttore  generale  delle Aziende del SSR per lo  svolgimento  dei
  test on-line presso il CEFPAS di Caltanissetta, nei giorni 27 e  28
  agosto 2013;

   riavviare  conseguentemente un percorso  più  trasparente  e  meno
  farraginoso,  che  non  includa  alcuna  'riserva  indiana'  e  che
  finalmente  dia  a  tutti gli aspiranti le  stesse  opportunità  di
  partecipazione alla selezione». (1213)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -«In  riscontro  all'interrogazione  parlamentare   in
  oggetto specificata con la quale si chiedono notizie sul bando  per
  gli  aspiranti  idonei  alla  nomina di  direttore  generale  delle
  Aziende del Servizio sanitario regionale, si precisa quanto segue».
   Come è noto, l'art. 3 bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992
  n.  502 e successive modifiche ed integrazioni, da ultimo apportate
  dall'art.  4 del decreto legge 13 settembre 2012 n. 158, convertito
  con  modificazioni dalla legge 8 novembre 2012 n.  189,  stabilisce
  che  "la Regione provvede alla nomina dei direttori generali  delle
  aziende  e  degli enti del servizio sanitario regionale, attingendo
  obbligatoriamente  all'elenco regionale degli idonei,  ovvero  agli
  analoghi  elenchi  delle  altre regioni, costituiti  previo  avviso
  pubblico  e  selezione  effettuata,  secondo  modalità  e   criteri
  individuati  dalla regione, da parte di una commissione  costituita
  dalla  regione  medesima  in prevalenza tra  esperti   indicati  da
  qualificate  istituzioni  scientifiche  indipendenti,  di  cui  uno
  designato  dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali,
  senza  nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.  Gli
  elenchi  sono  aggiornati almeno ogni due anni. Alla  selezione  si
  accede   con  il  possesso  di  laurea  magistrale  e  di  adeguata
  esperienza  dirigenziale,  almeno  quinquennale,  nel  campo  delle
  strutture sanitarie o settennale negli altri settori, con autonomia
  gestionale  e  con  diretta  responsabilità  delle  risorse  umane,
  tecniche  o  finanziarie, nonché di eventuali  ulteriori  requisiti
  stabiliti  dalla  regione. La regione assicura, anche  mediante  il
  proprio sito internet, adeguata pubblicità e trasparenza ai  bandi,
  alla  procedura  di selezione, alle nomine ed ai  curricula.  Resta
  ferma  l'intesa con il rettore per la nomina del direttore generale
  di aziende ospedaliero - universitarie".
   In materia di procedure per la nomina dei Direttori generali della
  Aziende  Sanitarie  era  già intervenuto il  legislatore  regionale
  disponendo,  all'articolo  19, comma 1, della  legge  regionale  14
  aprile 2009, n. 5 che  i direttori generali delle Aziende di cui al
  comma  1 dell'articolo 8 sono nominati per un periodo di tre  anni,
  rinnovabile  nella  stessa Azienda una sola  volta  per  la  stessa
  durata.  Ai  fini della loro nomina, l'Assessore regionale  per  la
  sanità   opera  fra  gli  aspiranti  aventi  titolo  una  analitica
  ricognizione  delle  condizioni e dei  requisiti  richiamati  dagli
  articoli 3 e 3-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502
  e successive modifiche ed integrazioni ed effettivamente posseduti,
  da  rendere accessibile attraverso pubblicazione sul sito web della
  Regione.  In  particolare, è accertata la coerenza fra i  requisiti
  posseduti  e  le  funzioni  da svolgere  anche  in  riferimento  al
  possesso   del  diploma  di  laurea,  al  possesso  di  qualificata
  esperienza  professionale  di direzione tecnica  ed  amministrativa
  svolta  in piena aderenza con i limiti temporali indicati e con  le
  modalità previste, la reale corrispondenza delle strutture  dirette
  con la tipologia richiesta per le strutture da dirigere
   Con  la  deliberazione  n.  471 del  4  dicembre  2012  la  Giunta
  regionale  ha  espresso  la  propria  condivisione  alla   proposta
  formulata dall'Assessore regionale per la Salute con nota prot.  n.
  87709,  di  pari  data, per l'istituzione, ai sensi  del  succitato
  comma  3  dell'art. 3 bis del decreto legislativo  n.  502  del  30
  dicembre 1992 e s.m.i. di un nuovo elenco ad aggiornamento biennale
  degli  aspiranti  idonei  alla nomina a  direttore  generale  delle
  aziende   sanitarie  provinciali,  delle  aziende  ospedaliere   ed
  ospedaliere   -  universitarie  della  Regione  Siciliana   ed   ha
  apprezzato  il relativo schema di avviso pubblico con  gli  acclusi
  allegati.
   Con   la   medesima   deliberazione  è  stato  conferito   mandato
  all'Assessore  regionale per la Salute di  procedere,  con  proprio
  decreto,  alla  costituzione della commissione di cui  al  suddetto
  comma  3 dell'art. 3 bis  del decreto legislativo 30 dicembre  1992
  n.  502 e successive modificazioni ed integrazioni, composta da tre
  componenti,  di  cui  uno  in  rappresentanza  dell'Amministrazione
  regionale,  uno  designato dall'Agenzia  nazionale  per  i  servizi
  sanitari   regionali  ed  il  terzo  designato  da   un'istituzione
  universitaria indipendente.
   Con  il D.A. n.02689/12 del 12/12/2012 (G.U.R.S. 21 dicembre  2012
  n.  100)  è stata avviata la procedura per la formazione del  nuovo
  elenco ad aggiornamento biennale degli aspiranti idonei alla nomina
  a  direttore  generale delle aziende sanitarie della Regione  ed  è
  stato  approvato  il  relativo schema di avviso  pubblico  con  gli
  acclusi allegati.
   In  forza  della  normativa, in attuazione  della  quale  è  stato
  adottato il predetto bando -  e precisamente degli articoli 3  e  3
  bis  del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e ss.  mm.  e
  ii.  e  dell'articolo 19, comma 1, della legge regionale 14  aprile
  2009,  n.  5  sopra  richiamati - la nomina dei direttori  generali
  della  aziende sanitarie si articola in due procedimenti  distinti:
  l'uno  volto  alla formazione di un elenco di soggetti idonei  alla
  nomina,  l'altro  finalizzato ad individuare tra i soggetti  idonei
  quelli ai quali conferire l'incarico di direttore generale.
   Entrambi  i  suddetti  procedimenti sono disciplinati  dall'avviso
  pubblico sopra citato.
   Infatti, ai fini della formazione di un elenco di aspiranti idonei
  alla nomina , l'avviso prevedeva  che i candidati devono essere  in
  possesso dei seguenti requisiti:
   a) diploma di laurea magistrale o diploma di laurea del precedente
  ordinamento;
   b)   qualifica   dirigenziale  con  relativa   esperienza   almeno
  quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o settennale negli
  altri  settori,  maturata  nei dieci anni  precedenti  la  data  di
  pubblicazione del presente avviso.
   Per   esperienza   dirigenziale  deve  intendersi   esclusivamente
  l'effettiva  attività  di  direzione  con  autonomia  gestionale  e
  diretta   responsabilità   delle   risorse,   umane,   tecniche   o
  finanziarie, svolta a seguito di formale conferimento di  incarico,
  con  riguardo  all'intera  organizzazione dell'ente,  dell'azienda,
  della struttura od organismo ovvero ad una delle sue articolazioni,
  comunque,  contraddistinte,  secondo i rispettivi  ordinamenti,  da
  autonomia  organizzativa  e  responsabilità  verso  l'esterno,  con
  esclusione  in ogni caso degli incarichi di direzione di  strutture
  semplici  e  delle  funzioni di mero studio,  consulenza,  ricerca,
  ispezione e controllo.
   Per  le società la carica di presidente o componente del consiglio
  di  amministrazione con specifica delega, o amministratore unico  o
  amministratore  delegato  è riconosciuta  equivalente  al  possesso
  della qualifica dirigenziale, fermo restando la relativa esperienza
  almeno   quinquennale  nel  campo  delle  strutture   sanitarie   o
  settennale  negli altri settori, maturata nei dieci anni precedenti
  la data di pubblicazione del presente avviso.
   c)  età  non  superiore  a  67  anni alla  data  di  pubblicazione
  dell'avviso;
   d)  possesso  del  certificato, ove conseguito, di  frequenza  del
  corso   di   formazione  in  materia  di  sanità  pubblica   e   di
  organizzazione e gestione sanitaria ai sensi dell'art. 3 bis  comma
  4 del decreto legislativo n. 502/92, ovvero impegno a produrre tale
  certificazione entro 18 mesi dalla nomina.
   Con  D.A.  n.  215/13  del 30 gennaio 2013,  sopra  citato,  si  è
  proceduto,  in  esecuzione  del  mandato  conferito  dalla   Giunta
  regionale,  alla costituzione della Commissione  di  cui   comma  3
  dell'art. 3 bis del D.Lgs. n. 502/1992 e s.m.i., per l'espletamento
  dei compiti ad essa conferiti dall'avviso pubblico approvato con il
  succitato decreto assessoriale n. 2689/12.
   L'avviso   prevedeva  che,  ai  fini  della  nomina,   l'Assessore
  regionale per la Salute, ai sensi dell'art. 19 comma 1 della  legge
  regionale  14  aprile  2009  n.  5, accertasse  mediante  l'analisi
  curriculare affidata alla suddetta Commissione di cui all'art 3 bis
  comma 3 del D.Lgs. n. 502/1992 e s.m.i, la coerenza tra i requisiti
  dichiarati  e  le  funzioni da svolgere, anche con  riferimento  al
  possesso  del  diploma  di  laurea e della  qualificata  esperienza
  dirigenziale  svolta  nel  rispetto dei limiti  temporali  e  delle
  modalità  sopra riferite, nonché la corrispondenza tra le strutture
  già  dirette dagli aspiranti alla nomina e quelle da dirigere.   Al
  fine di consentire all'Assessore di acquisire ulteriori elementi di
  valutazione  dei  soggetti  selezionati  in  esito  all'esame   dei
  curricula,  l'avviso prevedeva, altresì, la loro sottoposizione  ad
  un  colloquio,  di  cui  la Commissione aveva  il  compito,  previa
  analisi  dei curricula medesimi, di definirne  modalità,  contenuti
  ed  articolazioni.
   La  Commissione doveva, infine, sottoporre all'Assessore gli esiti
  della procedura testé descritta, onde consentire a quest'ultimo  la
  proposta  di  nomina ai sensi dell'art. 33 comma 2  della  predetta
  l.r.  n. 5/09, ferma restando l'intesa con i Rettori per la  nomina
  dei  direttori  generali  delle aziende ospedaliere  universitarie,
  così  come  disciplinata dai vigenti protocolli  stipulati  tra  la
  Regione e le Università di Catania, Messina e Palermo.
   Al   termine   della  prima  fase  finalizzata   alla   formazione
  dell'elenco,  in  esito  ai  lavori  della  Commissione,   con   il
  summenzionato D.A. n. 955/13 e s.m.i., integrato dal successivo  n.
  1475/13  del  31  luglio  2013, è stato  approvato  l'elenco  degli
  aspiranti  alla nomina a Direttore Generale delle Aziende sanitarie
  provinciali, delle Aziende ospedaliere e delle Aziende  ospedaliere
  universitarie della Regione Siciliana.
   Per  la  seconda  fase relativa alla procedura di selezione  degli
  iscritti  nell'elenco,  la  Commissione,  in  seno  al  verbale  di
  insediamento,  n. 1 del 6 febbraio 2013,  nel rispetto  del  quadro
  normativo   di  cui  sopra  e  nei  termini  previsti  dall'avviso,
  elaborava  i  criteri,  le  modalità  e  le  articolazioni  per  la
  procedura   di  selezione  ed  i  colloqui  diretti  a   supportare
  l'Assessore, al fine di sottoporre a quest'ultimo una  rosa  di  51
  aspiranti.
   In  particolare,  la  Commissione  ha  approfondito  il  requisito
  dell'adeguata   esperienza  dirigenziale,   così   come   delineato
  dall'avviso, ed ha  considerato tali le sottostanti esperienze:
   Sanità  Pubblica: funzioni di direttore di dipartimento, direttore
  di  presidio  ospedaliero, direttore di distretto  e  direttore  di
  struttura  complessa  svolte per almeno cinque  anni  negli  ultimi
  dieci anni;
   Sanità  privata: funzioni di direttore di dipartimento,  direttore
  di  presidio  ospedaliero,  direttore  di  struttura  complessa   o
  funzione  analoga svolte per almeno cinque anni negli ultimi  dieci
  anni.  Tali  esperienze  sono  state  considerate  utili  ai   fini
  dell'ammissione,  se il numero dei dipendenti della  organizzazione
  (ospedale, casa di cura, clinica privata ecc.) è superiore a 100;
   Pubblica  amministrazione, settore privato, misto, terzo  settore:
  attività  nei  ruoli di dirigente Generale o Direttore  Generale  o
  figura   equivalente  in  Enti  o  organizzazioni  con   dimensione
  superiori  a  100  dipendenti. In particolare si  terrà  conto  dei
  Presidenti  e  dei membri C.D.A. con delega operativa,  dei  CEO  e
  degli  AD;  inoltre si è tenuto conto dei direttori di divisione  e
  dei direttori di funzione.
   La  Commissione, in esecuzione di quanto previsto dall'avviso,  ha
  individuato  quali  criteri di valutazione,  l'età  anagrafica,  il
  numero  di  dipendenti dell'organizzazione,  il  ruolo,  il  numero
  delle  risorse  umane gestite, le risorse finanziarie  gestite,  la
  persistenza  (continuità nella stessa azienda), la specializzazione
  ed   i   correlati  punteggi  conseguibili  da  ciascun   candidato
  attraverso  una graduazione articolata da un minimo ad un  massimo,
  ed   ha  precisato  che  nell'attribuzione  dei  punteggi   per  le
  variabili  2,  3,  4  e  5  sarebbe stata presa  in  considerazione
  l'attività  prevalente  svolta  in  termini  temporali  nell'ultimo
  decennio.
   Di  seguito  si  riportano  le sette variabili  individuate  dalla
  Commissione  per  la  valutazione  del  curriculum  ed  i  punteggi
  correlati  per  ciascuna  di esse, come indicate  testualmente  nel
  verbale  del  6 febbraio 2013, con la precisazione che il  criterio
  inerente  l'età  è stato inserito, oltre che per tenere  conto  del
  limite  stabilito dall'avviso, per bilanciare i successivi  criteri
  in cui l'esperienza appare correlabile all'età.
                                       1  ETA' ANAGRAFICA  PUNTEGGIO
  NOTA: calcolare alla data di pubblicazione dell'avviso
  Fino a 45 anni                                               6
  Da 45anni e 1 giorno a 55 anni                               4
  Tra i 55 anni e 1 giorno e i 64 anni                         2
  Da 65 anni e 1 giorno ai 67 anni                             0

   Il  successivo criterio riferito al numero dei dipendenti è  stato
  tarato  sulle dimensioni delle strutture sanitarie, in  particolare
  siciliane.
                      2  NUMERO DIPENDENTI ORGANIZZAZIONE  PUNTEGGIO
  Oltre i 3000                                                 6
  Da 1501 a 3000                                               4
  Da 101 a 1500                                                2
  Fino a 100                                                   O

   Il  successivo criterio riferito al ruolo è stato distinto in  tre
  diverse tipologie di esperienza, da riferirsi, come evidenziato  in
  precedenza,  ad almeno cinque/sette anni negli ultimi  10  anni.  I
  punteggi del punto 3 non sono quindi cumulabili.

                             3a  RUOLO   SANITA' PUBBLICA   PUNTEGGIO
  DIRETTORE GENERALE, COMMISSARIO, D.A., D.S.                   6
  DIRETTORE DI PRESIDIO SUPERIORE A 250 posti letto             4
  DIRETTORE DI PRESIDIO Inf. a 250 posti letto, DIRETTORE       2
  DISTRETTO, DIRETTORE DIPARTIMENTO
  DIRETTORE STRUTTURA COMPLESSA                                0,5
  DIRETTORE STRUTTURA SEMPLICE                                  0

                      3b RUOLO - PUBBLICA AMMINISTRAZIONE   PUNTEGGIO
  DIRIGENTE GENERALE, DIRETTORE GENERALE O FIGURA               6
  ANALOGA in organizzazioni con più 500 dipendenti
  complessivi
  DIRIGENTE GENERALE, DIRETTORE GENERALE O FIGURA ANALOGA       3
  in organizzazioni con più di 100 e meno di 500
  dipendenti complessivi

           3 c RUOLO- SANITA' PRIVATA/MISTO/TERZO SETTORE  PUNTEGGIO
  PRESIDENTE (con delega operativa); MEMBRO CDA (con           6
  delega operativa);CEO; AD;DG
  DIRETTORE DI DIVISIONE                                       4
  DIRETTORE DI FUNZIONE (ES. DIREZIONE PERSONALE,              2
  DIREZIONE COMUNICAZIONE); RESPONSABILE DI  FUNZIONE
  (ES. DI ORGANIZZAZIONE; DI SVILUPPO , DI PUBBLICITA'
  PROMOZIONE,  .)
  DIRETTORE DI FUNZIONE COMPLESSA O FUNZIONE ANALOGA          0,5

   Nel  successivo  criterio per risorse umane gestite  si  intendono
  quelle "direttamente" gestite. Nell'analisi del CV va sempre  fatto
  l'incrocio       tra      il      dato      "numero      dipendenti
  dell'organizzazione"indicato e quello relativo alle risorse che  il
  candidato  dichiara di gestire/aver gestito. Nei casi di  ruoli  di
  vertice  (AD,  DG,  CEO, ...) si assume che il  numero  di  risorse
  direttamente  gestite sia coincidente con il numero  di  dipendenti
  dell'intera organizzazione.

                         4   NUMERO RISORSE UMANE GESTITE  PUNTEGGIO
  Oltre 500                                                    6
  Da 500 A 151                                                 4
  Da 150 a 51                                                  2
  Fino a 50                                                    0

   Anche  per il successivo criterio valgono le considerazioni  fatte
  sopra.

                   5   RISORSE FINANZIARIE GESTITE (Euro)  PUNTEGGIO
  Oltre i 50 milioni                                           6
  Da 49,9 a 20 milioni                                         4
  Da 19,9 milioni a 5 milioni                                  2
  Fino a 5milioni                                              0

   Il  criterio  della persistenza serve a rappresentare la  relativa
  continuità   di   presenza,  accompagnata  da  una  varietà   delle
  esperienze.  Per  questo motivo si premiano i profili  che  abbiano
  avuto una relativa varietà/continuità.

  6  PERSISTENZA (CONTINUITA' NELLA STESSA AZIENDA)        PUNTEGGIO
  Fino a 3 anni per singola esperienza                         2
  Tra i 3 anni e 1 giorno e i 5 anni per singola               4
  esperienza
  Sopra i 5 anni per singola esperienza                        1

   Nel    successivo    criterio   si   intendono   riconoscere    le
  specializzazioni  (master) su temi organizzativi e  gestionali.  Il
  certificato  di  frequenza  al corso di formazione  in  materia  di
  sanità  pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria ai  sensi
  dell'art. 3 bis comma 4 del decreto legislativo n. 502/92 non viene
  considerato ai fini dell'attribuzione punteggio.

                                   7      SPECIALIZZAZIONE  PUNTEGGIO
  NOTA:
  MASTER IN MANAGEMENT DI 2  LIVELLO                            6
  MASTER IN MANAGEMENT di 1 livello, MASTER SPECIALISTICI       4
  in area organizzativa gestionale FULL TIME 1  LIVELLO
  (ES. SU GOVERNO CLINICO,
  organizzazione ospedaliera o territoriale e
  specialità in medicina di area igiene e prevenzione
  CORSI PER EXECUTIVE (general management, di durata            2
  superiore a 70 ore)

   Il  citato verbale prevedeva  l'ammissione al colloquio per quanti
  avessero   conseguito un punteggio minimo di 24 punti su 40  e,  in
  ogni  caso,  per  i primi 100 classificati e la sottoposizione  dei
  candidati ammessi alla fase finale ad un questionario on line  e  a
  successivo   colloquio,  di  cui  parimenti  sono  stati   definiti
  contenuti e modalità.
   In  particolare,  si specifica che il questionario  on  line   era
  finalizzato ad acquisire un riepilogo delle prestazioni  potenziali
  del candidato nelle attitudini individuate come prioritarie per  il
  ruolo da ricoprire attraverso la combinazione di due criteri: media
  questionario   complessivo  +  media  sul   valore   ottenuto   dal
  rispondente su alcune  delle competenze ritenute prioritarie  dalla
  commissione (capacità di guida e di decisione, capacità di  gestire
  le persone, capacità di relazione, orientamento al cambiamento).
   Per  il  colloquio   il verbale prevedeva, dopo una  breve  libera
  autopresentazione del candidato, la formulazione di  domande  volte
  ad  esplorare prevalentemente le aree relative agli aspetti critici
  nella   gestione   di  un'azienda  sanitaria   sotto   il   profilo
  economico/finanziario,  del personale  e  della  valutazione  della
  performance.
   Per  la  fase relativa al questionario ed al colloquio nel verbale
  era  previsto il punteggio massimo a disposizione della commissione
  pari a 60.
   Durante  la  fase  istruttoria, l'Ufficio  Legislativo  e  Legale,
  all'uopo  interpellato sulla seconda fase del procedimento relativa
  al  conferimento degli incarichi di direttore generale dopo che  la
  VI   Commissione legislativa dell'ARS, nell'audizione del 9  aprile
  2013,  aveva sollevato alcuni elementi di vulnerabilità che, a  suo
  giudizio, avrebbe potuto inficiare la procedura, rendeva il  parere
  n.  prot.  11470/73.2013.11 del 13 maggio 2013, secondo  cui  detto
   conferimento è espressione del potere ampiamente discrezionale  di
  individuare tra i soggetti idonei quello a cui conferire l'incarico
  mediante  una scelta di tipo non concorsuale, priva di  valutazioni
  comparative .
   Sulla  scorta  di tale assunto, secondo il predetto  Ufficio,   la
  Commissione,  quale  organo  ausiliario dell'organo  politico,  con
  riferimento  alla seconda procedura  avrebbe dovuto dare  solo   un
  supporto   di   conoscenza  all'Assessore  onde  consentirgli   una
  ponderata  proposta funzionale all'esercizio del potere di  nomina
  e,  pertanto,  essa aveva travalicato le funzioni assegnatale,  con
  ciò rendendo tale   ultronea e non legittimata attività  viziata da
  invalidità.
   La  predetta  consultazione si concludeva con il  suggerimento  di
  intervenire  sull'avviso  in chiave e con finalità  interpretativa,
  limitatamente al paragrafo  procedura di selezione degli  iscritti
  per  evitare  una sua esposizione a censura, a cui  avrebbe  dovuto
  fare  seguito  il ritiro motivato degli atti della Commissione  già
  pubblicati  che,  secondo  l'Ufficio,  non  trovavano  alcuna  base
  sull'avviso.  Veniva  altresì suggerito di  novellare  il  suddetto
  paragrafo  chiarendo  che, fermo restando il  carattere  fiduciario
  delle  nomine, l'Assessore, per l'accertamento di cui  all'art.  19
  della  l.r.  n.  5/09, poteva avvalersi della suddetta  Commissione
  come  organo  tecnico per istruire "specifiche richieste  ed  entro
  ambiti specifici preordinati, dietro espressa indicazione del  tipo
  di  attività  da  porre  in  essere  per  conto  dell'Organo  unico
  decidente".
   Frattanto,  la  Commissione rendeva l'elenco dei soggetti  idonei,
  poi approvato con il succitato D.A. n. 955/13, costituito da n. 667
  soggetti  a  fronte  di circa 800 domande, e avuta  conoscenza  del
  parere  dell'Ufficio Legislativo e Legale rimetteva ogni  ulteriore
  attività  alle  valutazioni  ed  alla   determinazione  dell'Organo
  politico in merito all'eventuale modifica dell'avviso.
   Con  nota  n.  44802  del 23 maggio 2013 la  scrivente  rassegnava
  quanto sopra all'attenzione della Giunta di Governo per ogni  utile
  determinazione inerente le modalità di prosecuzione delle procedure
  in  essere  e  le  conseguenti  indicazioni  da  formalizzare  alla
  Commissione.
   Con la deliberazione n. 185 del 29 maggio 2013 la Giunta regionale
  dava  mandato all'Assessore per la salute di definire la  procedura
  di  selezione dei candidati alla nomina a direttore generale  delle
  aziende  del  S.S.R.,  ammettendo al colloquio  i  soggetti  idonei
  inseriti  nell'elenco, al fine di consentire la  verifica  prevista
  dall'art.  19  comma  1  della  l.r. n.  5/9  sul  maggiore  numero
  possibile di soggetti.
   A   seguito  di  successive  interlocuzioni  con  la  Commissione,
  nell'impossibilità  di  sottoporre  a  colloqui  orali  tutti   gli
  aspiranti   in   un  procedura  che  non  ha  natura   concorsuale,
  l'Amministrazione si è determinata nella direzione di preservare il
  segmento  di  procedura relativa alla selezione  degli  ammessi  ai
  colloqui  su base curriculare (vedasi il verbale n. 6  del  2  e  3
  maggio  2013). Al fine, tuttavia, di dare esecuzione al  deliberato
  della Giunta di Governo e svolgere la procedura di cui all'art.  19
  comma  1  della  l.r.  n.  5/09  sul maggior  numero  possibili  di
  candidati,  con nota assessoriale n. 60611 del 24 luglio  2013,  si
  invitava  la  Commissione ad aggregare al numero di selezionati  su
  base  curriculare  un  altro  numero  di  selezionandi  dotati   di
  attitudini rilevanti in presenza di minore esperienza. La  suddetta
  nota,  pertanto, sollecitava la Commissione a proseguire  i  lavori
  secondo le modalità già stabilite, al fine di incrementare  di  non
  oltre  il 50% il numero dei soggetti ammissibili al colloquio,  con
  conseguente proporzionale aumento del numero dei selezionati.
   La Commissione, pertanto, produceva la seguente documentazione:
   un   duplice  elenco,  con  e  senza  punteggi,  di  119  soggetti
  individuati in esito alla selezione preliminare basata sull'analisi
  curriculare, nel quale era compreso il ricorrente, da sottoporre al
  colloquio,   previa   partecipazione  al   questionario   on   line
  orientativo  (cosiddetto OPQ); tale elenco è stato  successivamente
  ampliato  fino a 140 unità, a seguito della presentazione da  parte
  di  diversi  candidati, la cui esperienza in una prima  valutazione
  era  stata  ritenuta  non  maggiormente  coerente,  di  documentate
  controdeduzioni  che  la  Commissione  esaminatrice   ha   reputato
  meritevoli di accoglimento;
   un   elenco,   con   punteggio,   di   573   soggetti,   anch'esso
  successivamente ampliato a seguito dell'accoglimento da parte della
  Commissione  delle controdeduzioni presentate da taluni  candidati,
  in  possesso del requisito di adeguatezza, da sottoporre ad un test
  on line di natura selettiva;
   un  elenco di 77 soggetti, la cui esperienza dirigenziale è  stata
  ritenuta   non   adeguata  in  quanto  svolta  prevalentemente   in
  organizzazioni con meno di 100 dipendenti.
   In  data 7 agosto 2013 venivano, pertanto, pubblicati sul sito web
  dell'Assessorato e comunicati  ai candidati la sede, i calendari  e
  le  date  dei  test  on  line ed in data 27 e  28  agosto  2013  in
  Caltanissetta,  con  il supporto del CEFPAS, la società  incaricata
  somministrava i due tipi di test agli aspiranti inclusi nel primo e
  nel secondo  elenco di cui sopra.
   Subito  dopo l'espletamento dei test, venivano avviati i  colloqui
  dei  soggetti  selezionati  su  base  curriculare,  mentre  il   25
  settembre  2013 si svolgeva una sessione di recupero  dei  test  on
  line  per  quanti avessero comunicato l'impossibilità a partecipare
  per  giusta  causa alla precedente sessione o la cui posizione  era
  mutata  (da non adeguato ad adeguato, da adeguato a curriculare)  a
  seguito  dell'accoglimento  della  Commissione  di  controdeduzioni
  presentate dai candidati.
   Frattanto,  con  nota assessoriale n. 78292 del 15  ottobre  2013,
  indirizzata  alla  Commissione,  si  specificava  ulteriormente  il
  contenuto  della precedente prot. n. 60611 del 24 luglio 2013,  con
  la  precisazione che la percentuale ivi indicata, da applicare  nel
  limite massimo, onde consentire l'ammissione del maggior numero  di
  candidati  ai  colloqui, così come previsto dalla Giunta  Regionale
  con la deliberazione n. 185/13, era da intendere riferita al numero
  effettivo di soggetti selezionati su base curriculare.
   Poiché  i  soggetti individuati su base curriculare ammontavano  a
  140,  la Commissione produceva successivamente un elenco contenente
  i  nominativi  dei soggetti, la cui esperienza era  stata  ritenuta
  adeguata,  che avevano conseguito il migliore punteggio  percentile
  nella  somministrazione  del test on line  fino  al  raggiungimento
  della  percentuale indicata dall'Assessore, pari al 50% del  numero
  dei candidati curriculari già ammessi al colloquio, per complessivi
  70 unità.
   A  quest'ultimi  70  soggetti - gli ultimi  tre  dei  quali  hanno
  conseguito  l'identico  punteggio di 45 percentile a  dimostrazione
  che non si tratta di una graduatoria -  prima del colloquio, veniva
  somministrato  in  data  22 novembre 2013,   presso  il  CEFPAS  di
  Caltanissetta, il questionario non selettivo OPQ, a  cui  si  erano
  già sottoposti i candidati individuati su base curriculare.
   Al  termine  dei  colloqui, sia dei curriculari che  dei  soggetti
  adeguati   individuati  con  le  modalità  sopra   descritte,    la
  Commissione ha sottoposto all'Assessore gli esiti della  procedura,
  rassegnando  un  elenco  di  76 soggetti,  di  cui  51  tratti  dai
  curriculari  e  25  scelti tra gli adeguati che hanno  superato  il
  test,  per  consentire alla scrivente di formulare la  proposta  di
  nomina ai sensi dell'art. 33 comma 2 della l.r. n. 5/09. Tale è  lo
  stato della procedura che, pertanto, non si è ancora conclusa.
   I  provvedimenti di nomina dei direttori generali  si  configurano
  quindi quali atti di alta amministrazione, caratterizzati da  ampia
  discrezionalità  amministrativa   e  costituiscono  espressione  al
  massimo  livello  della potestà di indirizzo  e  di  governo  delle
  Regioni nel settore sanitario.
   In   questo   senso   si  è  anche  espressa  la    giurisprudenza
  amministrativa, la quale ha statuito il principio che l'affidamento
  delle  funzioni di vertice delle Aziende sanitarie è fondato su  un
  rapporto   fiduciario    intuitu   personae ,   all'esito   di   un
  apprezzamento complessivo del candidato e senza alcuna  valutazione
  comparativa  rispetto agli altri aspiranti; tale apprezzamento  non
  incontra  vincoli  specifici, salva ovviamente la  sussistenza  dei
  requisiti  prescritti  e l'obbligo della motivazione  della  scelta
  (per es. TAR Campania sez. V 9 ottobre 2003 n. 12850, Consiglio  di
  Stato  sez.  IV  1 settembre 1998 n. 1139 e 3 luglio  2000  n.3649,
  Cass. SS.UU. 18 dicembre 2007 n. 26631, TAR Palermo, sezione  I  n.
  6906/09).
   Pertanto  i  nuovi  direttori  generali delle  aziende  sanitarie,
  anche  se  scelti  nell'ambito della rosa di  nominativi  segnalati
  dalla  Commissione all'Assessore per la salute a conclusione ed  in
  esito  ad  una  procedura  che non ha natura  concorsuale,  saranno
  espressione del potere discrezionale dell'organo di governo  e  del
  rapporto fiduciario che li lega alla Giunta».

                                                        L'Assessore
                                                       Dr.ssa   Lucia
                                              Borsellino

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   DISEGNO DI LEGGE NN. 381-3-306-346/A -  NORME PER LA TUTELA  DELLA
  SALUTE E DEL TERRITORIO DAI RISCHI DERIVANTI DALL'AMIANTO.

     All'articolo 4

   Emendamento 4.8:

   Al  comma  1,  lettera  b) le parole da  e  rendicontare   sino  a
   risultati conseguiti  sono sostituite dalle seguenti:  che,  entro
  trenta  giorni dall'adozione, è trasmesso all'Ufficio  amianto  del
  Dipartimento regionale della protezione civile. I comuni,  inoltre,
  provvedono  a  rendicontare  annualmente  al  suddetto  Ufficio   i
  risultati conseguiti.

   Emendamento 4.6:

   Al comma 1, alla lettera b) dopo le parole  in materia di amianto
  aggiungere   e  comunque non inferiore al 40 per  cento  di  quelle
  spettanti .

   Emendamento 4.3:

   Al comma 1, lettera c) sostituire le parole  entro 180 giorni  con
   entro 60 giorni .

   Emendamento 4.1:

   Al comma 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente:
    d)  entro  180  giorni  dalla data di  entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  con decreto dell'assessore  per  l'energia  ed  i
  servizi  di pubblica utilità, sono definiti i criteri di premialità
  per  gli  enti  e  i  soggetti  pubblici  e  privati  che  adottano
  interventi utili alla prevenzione, individuazione e risanamento  di
  siti, impianti, edifici e manufatti contenenti amianto;

     All'articolo 6

   Emendamento 6.1:

   Al  comma  1 sostituire le parole  con cadenza annuale   con   con
  cadenza semestrale .

   Emendamento 6.3:

   Al  comma  1  sostituire  la  parola   indice   con   promuove  la
  realizzazione .

     All'articolo 8

   Emendamento 8.3:

   Dopo  la  parola  terapeutici  aggiungere  ad invarianza di  oneri
  per la medesima azienda sanitaria

     All'articolo 10

   Emendamento 10.5:

   Al  comma  1  le parole da   entro 90 giorni  a  presente  legge ,
  sono sostituite dalle seguenti:  entro 30 giorni dall'adozione  del
  piano regionale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) .

     All'articolo 11

   Emendamento 11.5:

   Al  comma  2,  le  parole:   o a particolari  ambiti  territoriali
  caratterizzati   da   notevole   presenza   di   amianto   (Priolo,
  Biancavilla, San Filippo del Mela, Milazzo, Gela).  sono sostituite
  dalle    seguenti:    ed   a   particolari   ambiti    territoriali
  caratterizzati  da  notevole  presenza  di  amianto  come   Priolo,
  Biancavilla, San Filippo del Mela, Milazzo, Gela.

     All'articolo 14

   Emendamento 14.1:

   Al comma 1 sono apportate le seguenti modifiche:
   Dopo  la  parola   determina   aggiungere   in  coerenza  con   la
  normativa vigente in materia di smaltimento dei rifiuti speciali ;
   Al secondo periodo sopprimere le parole da  con copertura  sino  a
   amministrazione .