Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
comprensivo Parini di Catania
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo Parini di
Catania. Buonasera signor sindaco, buonasera a tutti i componenti
della giunta. Grazie per essere qui presenti.
E' sempre un piacere avere una bella ventata di freschezza
all'interno di Sala d'Ercole.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ciaccio, Grasso,
Cancelleri, Trizzino, Fazio e Currenti hanno chiesto congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive
N. 585 - Notizie in ordine al mancato sviluppo dell'Agro-
Alimentare nel Sud Nisseno ed al coinvolgimento della Regione,
mediante CAPE Regione siciliana SGR S.p.a., nell'investimento
Zappalà nella zona industriale di Butera (CL).
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
(Con nota prot. n. 27763/IN.16 del 4 giugno 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive).
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana
N. 1195 - Interventi finalizzati al riconoscimento della
professione di archeologo e alla tutela dell'archeologia
preventiva.
Firmatari:Foti Angela; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
N. 1497 - Chiarimenti circa il mancato intervento del Comune di
Castellammare del Golfo sulle limitazioni all'accesso alla
spiaggia dei Faraglioni di Scopello (TP).
Firmatari: Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
(Con nota prot. n. 210/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per il
turismo ha eccepito la propria incompetenza).
N. 1517 - Chiarimenti sulle limitazioni all'accesso alla spiaggia
dei Faraglioni di Scopello (TP).
Firmatari :Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
(Con nota prot. n. 209/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per il
turismo ha eccepito la propria incompetenza).
N. 1586 - Chiarimenti sulla chiusura tutti i lunedì del mese di
dicembre 2013 del Museo regionale della ceramica di Caltagirone
(CT).
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
- da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 1454 - Chiarimenti sul concorso a primario e sui fatti accaduti
presso il Reparto di Chirurgia plastica di Villa S. Sofia-Cervello.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1544 - Chiarimenti in merito alla distribuzione indiretta dei
farmaci Pht.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme per la tutela e la regolamentazione di attività sociali,
didattiche ed educative, presso strutture turistiche ricettive all'
aperto. (n. 726)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 26 marzo 2014.
- Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e
sicurezza del patrimonio edilizio esistente: istituzione del
fascicolo del fabbricato. (n. 727)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli La Rocca,
Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Cappello, Ferreri, Foti,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 28 marzo 2014.
- Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5. (n. 728)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Greco G., Di
Mauro, Fiorenza, Federico, Lo Sciuto e Lombardo in data 28 marzo
2014.
- Norme per il riordino della pianta organica dell'Amministrazione
regionale. (n. 729)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Anselmo,
Cascio Salvatore, Currenti, Leanza, Lentini, Nicotra, Ruggirello,
Sammartino e Sudano in data 28 marzo 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione dell'ufficio speciale P.O.S.E. - Progetto
Opportunità Sicilia in Europa per l'acquisizione dei fondi tematici
(a Bando) dell'Unione europea. (n. 720)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Introduzione di prodotti biologici e dell'opzione vegetariana e
vegana nella ristorazione collettiva pubblica. (n. 722)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere V, VI
e UE.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 luglio 2011,
n. 12. (n. 710)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni per l'emersione del lavoro non regolare. (n. 717)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere III.
- Norme per le attività ricreative dell'infanzia attraverso il
sostegno e la regolamentazione di strutture preposte a tale fine
come le ludoteche. (n. 723)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ferreri, Cancelleri, La
Rocca, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri,
Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito, con nota prot. n.
3383/SG.LEG.PG. del 19 marzo 2014, hanno chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 602 "Norme per favorire il
recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici".
Comunicazione di trasmissione di situazione trimestrale di cassa e
di tesoreria
della Regione alla data del 31 dicembre 2013,
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 19 marzo
2014, la previsione e la situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione alla data del 31 dicembre 2013, in
attuazione dell'art. 52, comma 5, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1718 - Chiarimenti sul mancato inizio dei lavori del primo e
secondo stralcio della terza fase del porto commerciale di Augusta
banchine containers.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1720 - Opportune iniziative tese alla risoluzione della
'vertenza Micron' e a garantire i processi di innovazione
tecnologica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Alloro Mario; Barbagallo Anthony Emanuele; Raia
Concetta
N. 1725 - Chiarimenti sul rischio di propaganda ingannevole da
parte delle compagnie aeree straniere operanti negli aeroporti
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1727 - Interventi utili a evitare la chiusura dell'ente di
formazione Movimento apostolico ciechi.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1728 - Provvedimenti in merito alle attività preliminari per
l'avvio di ammortizzatori sociali per il personale impegnato nel
Servizio 118.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario. Vinciullo Vincenzo
N. 1729 - Continuità dei servizi di assistenza ai soggetti con
disabilità sul territorio siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1741 - Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia del condono
edilizio anche nelle zone sottoposte a vincoli di inedificabilità
assoluta.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1743 - Potenziamento della rete elettrica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1744 - Iniziative per istituire una postazione di emergenza -
urgenza 118 nel comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1745 - Chiarimenti sulla mancata istituzione del Parco
archeologico degli Iblei, in provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1746 - Interventi per rilanciare l'export siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1747 - Notizie sul mancato inizio dei lavori dei lotti 6/7/8
della SR-Gela e sui provvedimenti per scongiurare la perdita del
finanziamento europeo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1749 - Iniziative per salvaguardare i livelli occupazionali
dei dipendenti del SEUS 118.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1750 - Notizie sulla mancata apertura della residenza sanitaria
assistita di Pachino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1751 - Notizie sul finanziamento per la realizzazione dell'hub
interportuale di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1713 - Chiarimenti in merito all'indirizzo che intende attuare
l'Assessorato Territorio e ambiente in relazione alla questione
interpretativa sulla legge n. 326 del 2003 in Sicilia, ovverosia
sull'avvio dei procedimenti di diniego delle sanatorie edilizie
presentate in base alla medesima normativa.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Cascio Francesco; Alongi Pietro; Cordaro Salvatore;
Clemente Roberto Saverio; Germanà Antonino Salvatore; Pogliese
Salvatore Domenico
Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1711 - Chiarimenti sullo stato di attuazione della legge
regionale 17 agosto 2010, n. 18, in relazione alla crisi del Comune
di Palermo nella gestione della sepoltura delle salme.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio
N. 1712 - Chiarimenti in merito al riparto delle somme destinate
ai cantieri di servizi.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio
N. 1714 - Chiarimenti riguardo i motivi che hanno indotto lo
spostamento dello sportello Agea dal comune di Mazara del Vallo al
comune di Alcamo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca
Claudia
N. 1715 - Iniziative presso il Governo nazionale al fine di
rimuovere il previsto obbligo di risarcimento in forma specifica
presso le sole carrozzerie convenzionate con le compagnie
assicurative.
- Presidente Regione
Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto
N. 1716 - Notizie sull'attività svolta dalla Sezione operativa
assistenza tecnica (SOAT) di Cianciana (AG).
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1717 - Iniziative finalizzate all'attivazione dei procedimenti
concorsuali per la funzionalità delle unità operative delle
professioni sanitarie.
- Assessore Salute
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1719 - Notizie sulla mancata assegnazione delle somme impegnate
sulla linea d'intervento del PO. F.E.S.R. 2007-2013 per la
prevenzione dei rischi naturali e protezione della natura.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;
Zito Stefano
N. 1721 - Interventi urgenti mirati a evitare la cosiddetta 'fuga
di cervelli' dalla Sicilia e a garantire i livelli occupazionali
dei lavoratori della Micron Semiconductor Italia srl del sito di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Cimino Michele; Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette
Felice
N. 1722 - Notizie sulla mancata adozione dei provvedimenti
conseguenziali alla deliberazione dell'Azienda sanitaria
provinciale di Catania, in merito all'approvazione di un nuovo
regolamento per prestazioni di mediazione culturale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1723 - Notizie sul mancato ripristino della procedura di gara
relativa al servizio di call center per la gestione delle
prenotazioni sanitarie territoriali ed ospedaliere per la provincia
di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1724 - Chiarimenti in merito al reparto di ginecologia e
ostetricia del p.o. SS. Salvatore di Paternò (CT) e sullo stato di
sicurezza delle strade statali 121/284 di frequente percorrenza per
l'accesso ai siti ospedalieri di Biancavilla e Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1730 - Chiarimenti sull'erogazione e gestione del servizio
idrico nella città di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1731 - Interventi per l'attuazione delle disposizioni previste
della direttiva comunitaria 97/67/CE, concernente regole comuni per
lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari, con
particolare riguardo al territorio di Siculiana (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1732 - Notizie sul trattamento delle armi chimiche siriane nel
Mediterraneo.
- Presidente Regione
Firmatari: D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco;
Fontana Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Milazzo Giuseppe;
Vinciullo Vincenzo
N. 1733 - Iniziative da assumere per scongiurare la chiusura di
Almaviva contact, società di gestione di call center a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Alongi Pietro
N. 1735 - Interventi urgenti mirati alla piena attuazione delle
previsioni contenute nell'ordinanza di protezione civile n.
3865/2010 in relazione alle avversità atmosferiche occorse nella
provincia di Messina nei giorni dall'11 al 17 febbraio 2010.
- Presidente Regione
Firmatario: Grasso Bernadette Felice
N. 1736 - Chiarimenti sulle modalità di partecipazione della
Sicilia all'evento 'Expo 2015'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 1737 - Ulteriori chiarimenti circa presunte infiltrazioni
mafiose nel servizio di trasporto infermi convenzionato con l'ASP 8
e nel servizio SEUS 118 di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Foti
Angela; La Rocca Claudia
N. 1738 - Chiarimenti sulla condotta dell'ASP di Siracusa in
merito all'assegnazione della V sede farmaceutica urbana del comune
di Floridia (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Foti
Angela; La Rocca Claudia
N. 1739 - Chiarimenti sulla vicenda della mancata istituzione
della ZFU di Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1742 - Notizie sull'asserita incompatibilità dell'incarico
rivestito dall'attuale Segretario generale del Comune di Alcamo
(TP).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1748 - Iniziative a tutela del limone 'femminello' di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 169 - Iniziative per il potenziamento della lotta alla mafia
nella Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio;
Mangiacavallo Matteo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, la interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 285 "Quantificazione dell'indennizzo dovuto dalla Regione
per la spesa sanitaria e conseguente retrocessione alla stessa del
gettito relativo alle accise sui prodotti petroliferi", degli
onorevoli Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca
Claudia, presentata il 25 marzo 2014;
numero 286 "Rimozione del Segretario generale della Presidenza
della Regione siciliana", degli onorevoli Ciaccio Giorgio;
Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; Palmeri Valentina;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata
il 26 marzo 2014;
numero 287 "Iniziative in favore delle strutture private
accreditate che erogano prestazioni di medicina di laboratorio",
degli onorevoli Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Cirone
Maria in Di Marco; Alloro Mario, presentata l'1 aprile 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- con e-mail pervenuta il 27 marzo 2014, l'on. D'Asero ha
ritirato l'interrogazione n. 1734, in quanto di identico contenuto
alla n. 1732, a sua firma;
- con e-mail pervenuta il 2 aprile 2014, l'on. Vinciullo ha
ritirato l'interrogazione n. 1726, in quanto di identico contenuto
alla n. 1718, a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesioni a Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta l'1 aprile 2014 e
protocollata al n. 3858/AulaPG del 2 aprile successivo, l'onorevole
Riccardo Savona ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
Forza Italia . Pertanto, a decorrere dall'1 aprile 2014, lo stesso
deputato cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
Misto .
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, do lettura della nota dell'onorevole Luisa
Lantieri, pervenuta l'1 aprile 2014 e protocollata al n.
3859/AulaPG del 2 aprile successivo.
Al Presidente ARS
Al Segretario Generale
Loro sedi
«La sottoscritta onorevole Luisa Annunziata Lantieri, con la
presente, rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Deputato
Segretario, comunicando altresì di aderire al Gruppo parlamentare
Articolo 4 , cessando contemporaneamente dal Gruppo Parlamentare
Grande Sud - PID Cantiere popolare verso Forza Italia .
Distinti saluti»
Palermo 1 aprile 2014
Pertanto, a decorrere dall'1 aprile 2014, l'onorevole Lantieri,
cessando di far parte del Gruppo parlamentare Grande Sud - PID
Cantiere popolare verso Forza Italia , decade automaticamente dalla
carica di deputato Segretario ai sensi dell'art. 4, comma 8, Reg.
int. ARS, in quanto il Gruppo parlamentare Articolo 4 , al quale
l'onorevole Lantieri ha aderito, risulta già rappresentato in seno
al Consiglio di Presidenza.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare Grande Sud - PID
Cantiere popolare verso Forza Italia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che per quanto concerne
il Gruppo parlamentare Grande Sud - PID Cantiere popolare verso
Forza Italia , la cui composizione numerica si è ridotta a 3
deputati, lo stesso rimane temporaneamente in vita, secondo la
prassi di questa Assemblea regionale e di quella vigente alla
Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza avrà
deliberato al riguardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del decreto di cessazione dalla carica di Assessore
regionale
per l'economia a seguito di dimissioni e di assunzione temporanea
delle funzioni
da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 66/Area 1 /S.G. del 27 marzo 2014 (qui
pervenuto in pari data e protocollato al n. 3771/AulaPG del 31
marzo successivo) di accettazione delle irrevocabili dimissioni del
dottor Luca Bianchi dalla carica di Assessore regionale per
l'economia e contestuale assunzione temporanea ad interim delle
relative funzioni da parte del Presidente della Regione.
LO GIUDICE, segretario:
«Regione Siciliana
Il Presidente
D.P. n. 66/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea Regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione Siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale 540/Area 1 del 12 novembre 2012,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 16
novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato costituito il
Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e successivi
distinti decreti presidenziali di nomina degli altri Assessori
regionali con preposizione ai singoli rami dell'Amministrazione
regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 586/Area 1 S.G. del 28 novembre
2012, pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012 - parte I - n. 52,
con il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato il
dott. Luca Bianchi Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale per l'Economia;
VISTA la lettera datata 25 marzo 2014 con la quale l'Assessore
regionale per l'Economia, dott. Luca Bianchi rassegna
irrevocabilmente le proprie dimissioni dall'incarico assessoriale
con preposizione al predetto ramo dell'Amministrazione, assicurando
il mantenimento dell'incarico sino all'accoglimento delle stesse;
RITENUTO nell'accogliere tali dimissioni che, al fine di garantire
continuità all'esercizio delle funzioni politico-amministrative del
predetto ramo dell'Amministrazione regionale siciliana, il
Presidente della Regione Siciliana assuma temporaneamente le
funzioni di Assessore regionale per l'Economia;
DECRETA
Art. 1.
Per quanto in premessa specificato il dott. Luca Bianchi, a
seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
dalla carica di Assessore regionale per l'Economia.
Art. 2.
Al fine di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni
politico-amministrative il Presidente della Regione assume
temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per l'Economia.
Art. 3.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
Palermo, 27 marzo 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché sono in corso riunioni
politiche, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.22, è ripresa alle ore 18.12 )
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea in ordine alle
iniziative della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti il
disegno di legge di riforma costituzionale
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea in ordine alle
iniziative della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti il
disegno di legge di riforma costituzionale
Onorevoli colleghi, questa ora di sospensione è stata necessaria,
come ben sapete, per perfezionare una risoluzione. In quasi tutti -
o almeno così mi risulta - i Consigli regionali d'Italia, si sta
discutendo - qualche Consiglio già ha votato - in ordine alla
proposta del Governo nazionale di riforma della Costituzione in
alcune parti che interessano anche le Regioni, soprattutto le
Regioni.
Sapete che è stato presentato un disegno di legge che è stato
perfezionato fino ad adesso; sembrerebbe che ci sia quindi
un'errata corrige in corso, che sia stata operata, ma che per noi,
Regione a statuto speciale, obiettivamente, è fondamentale.
Voglio credere certamente alla buona fede, comunque, prendiamo
atto che c'è stata una modifica all'articolo 33, comma 13, in
ordine all'applicazione delle disposizione contenute all'articolo 4
anche alle Regioni a statuto speciale, anzi, dico della non
applicazione alle Regioni a statuto speciale, a differenza di come
risultava in precedenza e almeno fino a ieri.
Ho il dovere di riferirvi, ma è già a conoscenza di gran parte di
voi, ho avuto modo di riferirlo in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, che ci sono state tantissime riunioni in sede
di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative d'Italia e
anche in sede di Conferenze tra i Presidenti delle Regioni
d'Italia. Ci sono stati una serie di incontri, anche tra i
rappresentanti delle due Conferenze - ad uno di questi incontri ho
partecipato anch'io - e si è pervenuti ad una sorta di documento
che è stato trasmesso, quindi, al Governo nazionale, al Ministro
Boschi e al Presidente del Consiglio, Renzi; una sorta di documento
di carattere generale di condivisione della necessità che si
proceda ad una riforma del Senato e che, comunque, si superi il
bicameralismo.
Questo documento di lavoro, che viene quindi sottoposto
all'attenzione di tutti i Consigli regionali e quindi
all'attenzione di questa Assemblea;vi è già stato distribuito,
quindi, può essere oggetto di un avvio di dibattito, di
discussione.
E' importante, così come si è convenuto in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari - e mi fa piacere che tutti i
Gruppi abbiano sottoscritto una risoluzione che si potrà votare,
spero, stasera e ritengo all'unanimità, considerato che tutti i
Gruppi l'hanno sottoscritta, in ordine alla necessità di mantenere
ferma la specialità del nostro Statuto.
Chiaramente, questo non può essere un capriccio, tutt'altro, ma è
un'esigenza di ordine costituzionale e non solo formale ben sapendo
che la specialità va esaltata non in termini di rivendicazione ma
in termini di maggiore responsabilità.
Ecco siamo chiamati a questo.
Mi permetto di leggere innanzitutto il documento di lavoro che
porta la firma di Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome, e di Eros Brega, coordinatore
della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle
Province autonome:
"Documento di lavoro
Proposte di riforma costituzionale
Le Regioni, valutata la bozza di disegno di legge costituzionale
proposta dal Governo, ritengono certamente positiva la scelta di
trattare in un unico contesto di riforma e in unico testo normativo
la trasformazione del Senato e la riscrittura del Titolo V.
In questo spirito, le Regioni intendono ribadire aspetti
essenziali per il sistema regionale di cui la Riforma deve tenere
conto, garantendo l'effettiva partecipazione dei territori alla
legislazione nazionale. Il presente documento rappresenta le linee
fondamentali che le Istituzioni regionali intendono fornire come
contributo al Governo sulla proposta di Riforma costituzionale. Si
riservano nella fase successiva di declinarle in proposte puntuali.
Sulla composizione del Senato:
Le Regioni concordano:
A. sull'opportunità di conservare il nome di Senato delle Regioni e
delle Autonomie;
B. sulla previsione di una partecipazione di diritto di
rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali: Presidenti
di Regione e Sindaci dei capoluoghi di Regione e di componenti
eletti dai Consigli regionali tra i propri componenti e dal
collegio di sindaci - nella prima stesura, non era prevista la
partecipazione dei consiglieri regionali e questa è stata una
indicazione forte che è pervenuta da parte della Conferenza dei
Presidenti delle Assemblee legislative - . I rappresentanti dei
Consigli Regionali saranno individuati ed eletti dai Consigli
secondo le procedure di Legge;
C. sull'opportunità che la ripartizione dei seggi sia parametrata
alla popolazione delle Regioni, garantendo per tutte le Regioni,
anche le più piccole, la componente eletta dai Consigli regionali
al proprio interno e dal Collegio di Sindaci - occorre un
chiarimento anche a questo proposito, rispetto ad una proposta che
praticamente dava iniziale un numero pari in tutte le Regioni, un
numero massimo di due rappresentanti per Regioni e non si teneva
conto della popolazione, pensate voi che il Molise che ha meno di
trecentomila abitanti era pari alla Lombardia o alla stessa Sicilia
o Sardegna - ;
D. sulla quota paritaria di eletti dai Consigli regionali e dal
Collegio dei sindaci;
E. sulla previsione che il mandato degli eletti sia agganciato alla
durata degli organi ai quali appartengono;
F. sulla non condivisione dell'integrazione del Senato con membri
nominati - sapete perfettamente che c'era stata una proposta
iniziale ma, per fortuna, è stata superata, che il Senato doveva
essere composto da 21 nominati direttamente dal Presidente della
Repubblica -. Il numero elevato di senatori per gli alti meriti
nel campo scientifico, artistico e sociale non solo è stridente con
la nuova conformazione del Senato, ma potrebbe alterare la
formazione delle maggioranze in seno alla Camera altra, anche in
considerazione della composizione numerica ridotta.
Sulle competenze del Senato:
Le Regioni ritengono indispensabile e condividono il superamento
del bicameralismo paritario. Tuttavia, al fine di rafforzare le
competenze del Senato, occorre consentire che eserciti concrete
funzioni di riequilibrio tra le competenze dello Stato e delle
Regioni, anche allo scopo di superare il conflitto costituzionale
che ha caratterizzato questi anni e che la stessa proposta del
Governo gli assegna.
Si dovrebbe prevedere:
A. la maggioranza assoluta della Camera per tutti i disegni di
legge, necessaria per superare il dissenso espresso dal Senato;
B. la previsione di una legge bicamerale avente ad oggetto la
definizione del contenuto specifico delle materie e delle funzioni,
sul modello di altri ordinamenti che praticano modelli
costituzionali federali, regionalizzati e/o autonomisti, definendo
tempi certi che garantiscono un iter celere del procedimento
legislativo (nei quali lo sforzo di identificazione delle sfere di
competenza propria dello Stato e delle Regioni è pervenuto ad un
notevole livello di specificazione);
Gradirei che si prestasse molta attenzione a questo aspetto. Noi
siamo passati da uno Stato regionale, qual è, per definizione, il
nostro Stato, che è uno Stato unitario ma uno Stato regionale, ad
uno Stato che doveva essere federale - in base alla riforma del
2001 - ma con tutto quello che sta succedendo e sta avvenendo sotto
gli occhi di tutti, si parla addirittura di un accentramento dei
poteri in capo allo Stato, facendo venire quindi meno le funzioni
in capo alle Regioni. Quindi questo rappresenta in ordine alle
funzioni uno dei punti cruciali della riforma sui quali bisogna
stare molto attenti.
C. l'introduzione di una Commissione bicamerale, da prevedere già
nella stessa Carta costituzionale, in sede redigente, che operi nel
"cuore" del procedimento legislativo, definendo tempi certi e
celeri;
D. l'ampliamento della competenza anche alle funzioni ispettive
(poteri di interpellanza e interrogazione).
Organizzazione del Senato:
Per le Regioni è indispensabile corrispondere agli obiettivi che
lo stesso Governo intende realizzare attribuendo al Senato il ruolo
di assemblea di rappresentanza dei territori e di raccordo tra
tutte le Istituzioni rappresentative. Una volta garantito che il
Senato si articolerà per gruppi di rappresentanza delle comunità
regionali, sarà il regolamento del Senato ad individuare gli
specifici casi di voto unitario e il bilanciamento degli equilibri
alla tipologia di decisioni per le quali sarà indispensabile
ricorrere a tale modalità di voto. Sarà necessario, inoltre,
modificare la proposta del Governo prevedendo la figura del
Presidente e demandando al regolamento la disciplina delle modalità
di elezione e la durata.
Sulla riforma del Titolo V:
Le Regioni, nella convinzione che un elenco di materie concorrente
sia necessario per un esercizio coordinato delle diverse competenze
legislative ritengono possibile accedere alla proposta del Governo
di superare la legislazione concorrente prevedendo, tuttavia, un
rafforzamento delle controgaranzie. Nel merito sarà indispensabile:
A. ridefinire le competenze esclusive statali del II comma
dell'articolo 117: in particolare con riguardo all'urbanistica,
all'ordinamento degli enti locali, al procedimento amministrativo e
alla protezione civile, nonché al coordinamento della finanza
pubblica, richiamando una competenza statale circoscritta alla
definizione di una disciplina generale;
B. prevedere una elencazione di massima della legislazione
residuale regionale che tra le altre richiami la competenza in
materia di finanza locale, di mercato e di politiche del lavoro, di
organizzazione dei servizi scolastici, di istruzione e formazione
professionale, di protezione civile, di governo del territorio e
urbanistica, di pianificazione del territorio, coordinamento della
finanza locale e competenza su enti intermedi e forme associative
dei comuni;
C. procedimentalizzare la c1ausola di salvaguardia con un voto
favorevole preventivo del Senato;
D. prevedere anche l'iniziativa della Regione per l'attribuzione
di materie o funzioni di competenza statale".
Nella prima fase era la Camera - quella che risulterà a seguito
della riforma - che, attraverso una forma di devoluzione soft, di
volta in volta, trasferiva le competenze alle Regioni.
"E. prevedere che nelle materie di cui alle lettere p) ed m) del
117, II comma, la potestà regolamentare è esercitata previa intesa
con il Senato".
Adesso, do lettura di una parte inserita per espressa volontà
delle Regioni a Statuto speciale:
"Con riferimento alle Regioni a statuto speciale e alle Province
autonome di Trento e Bolzano si condivide il rispetto di quanto
previsto negli statuti speciali. Più specificamente, è opportuno
che la riforma sia corredata di una clausola di salvaguardia della
specialità, che faccia espressamente salve le materie di competenza
primaria, concorrente ed integrativo-attuativa enumerate dagli
statuti speciali, estendendo alle autonomie speciali solo le norme
di maggior favore, come fu fatto con la riforma del titolo V del
2001.
Vasco Errani
Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome
Eros Brega
Coordinatore della Conferenza delle Assemblee legislative delle
Regioni e delle Province autonome".
Ho il dovere di riferirvi che la sensazione che ho ricavato da
questi incontri è che le Regioni a Statuto ordinario hanno tutta la
necessità e l'esigenza che venga mantenuta la specialità delle
cinque Regioni che già questa specialità l'hanno riconosciuta dalla
nostra Costituzione.
E' chiaro, infatti, che il fatto stesso che se venisse meno la
specialità per una di queste Regioni - per la Sicilia, per la
Sardegna, non ha importanza - a cascata verrebbe messo in
discussione lo stesso ordinamento delle Regioni a Statuto
ordinario.
Riferisco ancora che ho chiesto espressamente al Presidente del
Senato di incontrarlo con un'apposita delegazione per
rappresentargli l'esigenza di incardinare il disegno di legge che
quest'Aula all'unanimità ha votato e che riguarda la riforma
dell'articolo 36 del nostro Statuto, il secondo comma.
Aspetto ancora che il Presidente del Senato - ho avviato anche per
le vie diplomatiche la necessità di questo incontro - e sono
fiducioso che da siciliano il Presidente del Senato, l'onorevole
Piero Grasso, possa, nel più breve tempo possibile, dare riscontro
a questa nostra più che legittima richiesta.
Comunico, altresì, che su mia iniziativa incontreremo il
Presidente della Corte Costituzionale, chiaramente non per andare a
sindacare questioni già esitate, ma per evidenziare quello che è il
ruolo e quello che è stato il ruolo delle Regioni a Statuto
speciale nel corso di questi anni e, anzi, dobbiamo dare atto che,
nell'assenza, a volte, delle Istituzioni e della politica, proprio
se guardiamo a qualche sentenza della Corte Costituzionale - per
carità, non mi riferisco alla prima che ha visto sopprimere l'Alta
Corte nella Regione siciliana - ma in seguito, soprattutto in
materia tributaria, già la Corte Costituzionale in qualche modo è
intervenuta a difesa della specialità degli Statuti.
E' un incontro che terremo il 7 aprile con il professore Gaetano
Silvestri che andrà, ritengo, al di là della cordialità
dell'incontro e in cui si approfondiranno determinati temi che
riguardano proprio l'essenza stessa della specialità delle Regioni
che esistono in Italia e che, a mio avviso, hanno tutta la
necessità di resistere, nonostante questa ondata continua di
antipolitica che riguarda le Regioni stesse.
Ha chiesto di parlare sulla risoluzione che è stata predisposta,
anche per avviare il dibattito, l'onorevole Cimino.
A conclusione, mentre il deputato si appresta a prendere possesso
del podio per intervenire, comunico che il 14 aprile prossimo i
presidenti dei Gruppi parlamentari saranno a Roma, in delegazione
insieme ai presidenti dei Gruppi parlamentari dei Consigli
regionali del resto d'Italia, per un confronto serrato e, spero,
convinto in ordine a queste tematiche.
Perché dico i presidenti dei Gruppi parlamentari? Perché c'è stata
l'esigenza di avere una rappresentanza politica poiché non sono
questioni che appartengono solo ad una parte, ma che appartengono a
tutta l'Assemblea e, quindi, a tutti i Gruppi politici che di
quest'Assemblea fanno parte.
risoluzione comunicato dal Presidente inerente la specialità
delle Regioni in Italia
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunico che è stata depositata, con la firma di tutti i Gruppi,
una risoluzione che, penso, l'onorevole Michele Cimino voglia
illustrare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, più che spiegare la risoluzione voglio
ringraziarla per il lavoro che si sta facendo, a livello nazionale,
come Assemblee legislative con questo documento che è stato firmato
da tanti parlamentari regionali e che, sicuramente, avrà un voto
unanime.
Ma voglio intervenire perché, secondo me, questo dibattito in
corso sulla riforma del Titolo V della Costituzione, che vede messe
in discussione le Autonomie legislative del nostro Paese, le
Regioni a Statuto speciale, deve poter essere per la Sicilia non
soltanto un momento per rivendicare il ruolo del nostro Statuto, ma
soprattutto per fare una volta e per tutte un'operazione verità,
un'operazione di trasparenza.
Proprio oggi leggevo le considerazioni del professore Costa, noto
economista della nostra Regione, in alcune trasmissioni televisive
a livello nazionale che denigrano e non apprezzano il ruolo della
nostra Regione e della attività della nostra Assemblea, molte volte
facendo confusione sulle competenze della Regione siciliana
rispetto alle competenze delle regioni a statuto ordinario.
Considerato che il tema delle riforme costituzionali, delle
riforme delle Regioni sta diventando un tema attuale, dobbiamo
creare le condizioni perché si lanci un'operazione verità anche
sulla Sicilia.
Questo è un tema interessante, soprattutto quando in Veneto vi
sono delle manifestazioni e dei referendum per la secessione e qui
a Palermo si celebrano interessanti manifestazioni per
l'indipendenza siciliana e avere uno Statuto che, di fatto, è
ingessato, che a noi regala il Commissario dello Stato, ma non
l'Alta Corte, che non dà la possibilità al Presidente della Regione
di partecipare al Consiglio dei ministri, che - guarda caso -
impone alla Sicilia di versare le imposte di produzione nel
bilancio dello Stato e non nel bilancio della Regione.
Queste e tante altre cose devono portarci a dire che se questa
autonomia deve essere soltanto uno specchietto per le allodole,
allora è bene eliminarla, diventare una Regione a statuto ordinario
come le altre, tanto più che le altre regioni, di fatto, riescono
ad assumere e ad avere maggiori opportunità rispetto ad una Regione
che di autonomia speciale ormai ne ha ben poca.
Voglio anche sottolineare come, in un momento come questo, alla
Regione siciliana manchino diverse risorse e ciò perché non si
tiene conto dell'attualità di alcune normative.
Parlo, ad esempio, della web tax.
Il Governo nazionale, col Presidente della Commissione Bilancio,
ha sponsorizzato l'idea e il provvedimento della web tax e adesso
noi, con l'articolo 37 dello Statuto, non vogliamo che di fatto,
rispetto agli anni dello Statuto stesso, non venga a rendersi
pienamente operativo l'articolo 37, che non è altro che lo stesso
principio della web tax che si vuole portare avanti a livello
nazionale.
Le imprese che operano in Sicilia, ma non hanno sede legale in
Sicilia, devono poter pagare le imposte nel nostro territorio.
Non capisco perché quando si tratta di un problema concernente
l'economia nazionale, questo stesso viene seguito con interesse e
viene apprezzato; se un tema è stato, invece, attenzionato dai
Padri costituenti della nostra Regione e vuole da noi essere
valorizzato, viene considerato soltanto come becero
rivendicazionismo o richiesta di soldi.
La Sicilia non ha necessità di risorse aggiuntive, la Sicilia ha
necessità di avere apprezzate le proprio norme secondo le risorse
che le sono proprie e nel documento, che proprio oggi leggevo del
professore Costa, ho notato che questi calcoli sono molto seri e
che possono essere valorizzati anche dalla nostra attività.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, lei mi dà lo spunto per fare una
considerazione.
E' stato detto che il debito della Regione siciliana sia pari a
cinque miliardi di euro.
Questa dichiarazione, detta più volte alla TV nazionale, non
merita commento e questo la dice lunga su qual è il motivo
dell'attacco concentrico nei confronti delle Regioni.
Non dico altro, è una notizia assolutamente infondata, falsa,
priva di sostanza, e ringrazio il professore Costa, che non ho il
piacere di conoscere personalmente, il quale ha voluto evidenziare
la grande confusione che spesso si fa sui numeri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
integralmente l'intervento del collega, onorevole Michele Cimino,
il quale peraltro si è fatto promotore di una battaglia che questo
Parlamento ritengo, anzi sono certo, intende sostenere circa la
piena attuazione di quegli articoli dello Statuto siciliano,
appunto gli articoli 36, 37 e 38, che finiscono in una prospettiva
di chiarezza per essere fondamentali per il futuro della nostra
Regione, per il futuro della Istituzione, ma nello stesso tempo per
il futuro della gente di Sicilia.
Personalmente, sarò breve perché voglio focalizzare alcuni punti
assai veloci, tra questi il tema della tutela del principio di
specialità della Regione siciliana.
In un'aula che data 1147, in un Parlamento che è il Parlamento più
antico d'Europa e che rappresenta una storia, non significa, a mio
parere, cercare la tutela di uno sterile campanilismo, ma significa
spiegare, intanto, a chi ci ascolta che volere tutelare il
principio di specialità non vuole determinare la ricerca di un
vantaggio, la ricerca di privilegi, ma vuole, intanto, partire da
un dato storico, oggettivo: questo Parlamento e lo Statuto
siciliano è, a mio parere, è la forma più compiuta dello stesso
regionalismo ed, in quanto tale, già di per sé andrebbe tutelato.
Signor Presidente, colgo l'occasione - credo che siamo in tema -
per compiacermi con lei per la bella cerimonia di ieri per il
novantesimo compleanno del senatore Macaluso
Ieri, è stata un'occasione che ci ha ricordato cosa significhi
"principio di specialità", che cosa significhi confronto
democratico, che cosa significhi lo Statuto siciliano ed è stato
bello ascoltare un uomo, seppur comunista, certamente illuminato,
parlare per oltre 20 minuti del primo Presidente della Regione,
Giuseppe Alessi, del quale egli confessava essere stato acerrimo
nemico politico, seppur nel rispetto delle reciproche tesi.
Ebbene, rispetto a questi valori, i valori del confronto e della
democrazia che hanno fatto parlare alcuni presenti di Alessi e di
Macaluso come costruttori della democrazia in Italia, e ce ne
saranno stati certamente anche a destra, oltre che a sinistra e al
centro di quello che era il vecchio arco costituzionale, io voglio
dire che, certamente, prima di archiviare una battaglia che ha
visto i nostri padri costituenti imporsi sullo scenario nazionale
e, perché no, anche di una costituenda Unione europea, credo che
dovremmo avere tutti il buon senso, soprattutto chi a Roma fa
facile demagogia, di studiare meglio la storia e di guardare meglio
la prospettiva di questa Terra e di questa Isola.
Sono semplicemente convinto che sapendo che da parte nostra questa
riflessione va colta come spunto anche per fare chiarezza di alcuni
principi, di alcuni criteri e, perché no, di alcuni valori che si
sono annacquati nel tempo, ma avendo qualche dubbio sulla buona
fede di chi tanto semplicisticamente a Roma sta proponendo una
modifica costituzionale che, certamente, non è sentita nel Paese o,
meglio, che certamente non è sentita in questo modo, ecco sono
convinto che il dibattito vada approfondito e, per questo, ho
congiuntamente firmato la risoluzione che si affida pienamente al
Presidente dell'Assemblea regionale affinché, nei contesti
opportuni, voglia tutelare il principio di specialità attraverso
quello che lei, correttamente, ritengo abbia definito una clausola
di salvaguardia che il contesto che mette insieme, appunto i
Consigli regionali delle regioni d'Italia, ha voluto in maniera
precisa evidenziare.
E' il momento di parlare di competenze, è il momento di aprire un
dibattito serio e serrato con il Parlamento nazionale, è certamente
il momento di fare chiarezza sulle fonti e sulle prerogative.
Sono convinto che tutto questo potrà accadere, sono certo che da
parte nostra e da parte sua, signor Presidente che ci rappresenta,
tutto questo non mancherà e, per questo, il gruppo Grande Sud -
PID Cantiere popolare verso Forza Italia voterà congiuntamente la
risoluzione che lei ha sottoposto all'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividiamo
l'iniziativa assunta dal Capo del Governo per il superamento del
bicameralismo perfetto essendo, questo, un cavallo di battaglia
della destra politica italiana propugnato ormai da diversi decenni.
Con lo stesso spirito apprezziamo l'iniziativa ed il fermo
richiamo, con grande determinazione, del Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana al rispetto della clausola di salvaguardia
della specialità statutaria della nostra Regione, anche per questo
non ho esitato a firmare, in rappresentanza del Presidente del
gruppo parlamentare, onorevole Formica, il documento che lei, fra
poco, metterà al voto di questa Assemblea e, tuttavia, signor
Presidente mi consenta di evidenziare come questa nostra presa di
posizione non possa e non debba bastare a liquidare un tema che,
come giustamente lei ha ricordato, riconduce ad una strategia che
io definisco abile e cinica che è quella di operare un attacco
concentrico nei confronti del regionalismo in generale e delle
Regioni a statuto speciale in modo particolare, ma non serve, non
serve e non basta.
Non possiamo vivere di rendita pensando che il nostro, come
opportunamente ha richiamato l'onorevole Cordaro, è il più antico
Parlamento d'Europa, non possiamo vivere di rendita senza chiederci
che cosa serve per riaffermare il primato della specificità, che
cosa serve perché ci si renda conto che gli attacchi al
regionalismo, motivati alcuni ed immotivati altri, non debbono
essere subiti, ma debbono essere rintuzzati con la logica di
proposte serie e concrete, con una condotta diversa rispetto a
quella che, fin'ora, il Parlamento siciliano ha adottato.
Inutile nascondere una amara verità: l'autonomia siciliana è la
grande ammalata.
C'è uno stato patologico che si manifesta sotto diverse forme e
questo stato patologico ha consentito l'uso distorto dell'autonomia
siciliana ad alcune logiche politiche che vanno condannate senza
appello ed ha consentito, alle stesse logiche politiche, di
utilizzare l'autonomia come alibi, come comodo alibi per dar vita a
lunghe stagioni di clientelismo spregiudicato ed irriducibile.
Abbiamo il dovere, signor Presidente e colleghi deputati, di
avviare una seria stagione delle riforme, una stagione serena ed
intensa che ci consenta di capire che cosa va modificato dello
Statuto siciliano, dopo quasi 70 anni è lecito chiederselo sulle
norme concepite e volute dai padri costituzionalisti siciliani ed è
stato ricordato il presidente Alessi, è stato ricordato il
comunista Macaluso, verso il quale non posso che nutrire rispetto
pur nella diversità delle opinioni.
Come non ricordare lo spirito autonomistico di uomini di destra
come Dino Grammatico, come Vito Cusimano - il mio maestro - Pippo
Tricoli, solo per fare alcuni nomi.
Proprio per questa ragione, per questo retaggio solido, glorioso,
degno di rispetto, credo, signor Presidente, che dobbiamo aprire
seriamente questa stagione delle riforme, senza pregiudizi, senza
rancori, senza alcuna ingiustificata e ingiustificabile gelosia.
Abbiamo il dovere di chiederci quali ragioni obiettive oggi
determinano e suggeriscono l'opportunità di una revisione perché lo
Statuto non può essere più guardato con la venerazione e con la
sacralizzazione che finora è stata ostentata da alcuni Gruppi
politici.
A lei il compito, signor Presidente. Lei è un convinto
autonomista, lei si è abbeverato alla cultura autonomista della
scuola sturziana, lei ha tutte le carte in regola anche per la
qualità del ruolo che ricopre di intestarsi questo compito.
Credo che vada nominata una Commissione, credo che vada
interessata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
credo che l'Assemblea debba in questa legislatura aprire un grande
dibattito affinché l'attacco concentrico, cui lei faceva richiamo,
al regionalismo in generale e al regionalismo autonomistico in
particolare non possa essere soltanto oggetto e stimolo per un
richiamo alla responsabilità, come lei ha giustamente sottolineato,
ma deve anche consentirci di modificare quanto va modificato nella
nostra Carta Costituzionale regionale per fare della Sicilia il
riferimento non solo geografico, ma anche politico, come modello di
efficienza e di efficacia di tutto il bacino mediterraneo. E' una
sfida E' una grande sfida, ma proprio per queste ragioni ha il
dovere di lanciarla e noi deputati il dovere di raccoglierla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, oggi,
con il disegno di legge costituzionale, stiamo assistendo allibiti
ad un attacco a 360 gradi all'ordinamento democratico repubblicano
uscito dalla guerra e dalla Resistenza.
Si è già detto - e non ci compete ricordarlo adesso - come
l'abolizione del Senato si serva del pretesto del cosiddetto
risparmio dei costi della politica, in realtà irrisorio, quando in
realtà è preordinato ad affidare ad una minoranza, attraverso gli
yesman nominati' della Camera, di assentire disciplinati alle
leggi imposte da due o tre persone, su mandato di élite finanziarie
che oggi ci strangolano.
In questo quadro non potevano mancare, di passaggio, un disegno
neocentralista volto a spegnere tutte le forme di autonomia e di
democrazie decentrate, proprio perché meno controllabili dall'alto,
ed in particolare quelle speciali, più di altre viste come "fumo
negli occhi" e potenziale pericolo per il "Nuovo Ordine Mondiale",
di cui alcuni pupazzi' sono chiamati a farne le veci.
Non possiamo in questo momento tacere come questo attacco riguardi
soprattutto la Sicilia, già laboratorio privilegiato per le
politiche di austerity ed ora designata vittima sacrificale, quasi
che l'avere dato origine allo stesso concetto di Europa, insieme
alla Grecia, sia il più grave dei peccati originali.
L'Autonomia speciale di cui gode la Sicilia non si tocca Per
ragioni storiche, geografiche, economiche, politiche e sociali.
Essa è un diritto che i Siciliani non hanno avuto concesso da
alcuno, che si sono conquistati con le loro lotte, frutto di un
anelito plurisecolare all'autogoverno, e le cui disfunzioni -
semmai - dovrebbero ritorcersi contro una classe politica di
parassiti e subalterni ai poteri forti nazionali ed internazionali,
da sostituire, e non contro il Popolo siciliano che questi diritti
possiede per diritto politico quanto naturale.
Perché la Sicilia oggi gode di quest'autonomia, almeno sulla
carta?
La Sicilia fa certo parte dell'Italia, almeno da quando, 151 anni
or sono, i suoi leader politici hanno accettato di ammainare una
storia di Nazione propria, antica quanto la stessa civiltà europea
ed una storia di Stato proprio e di Parlamento proprio, che nessuna
Regione italiana poteva vantare, forte di circa 8 secoli di storia.
Il Governo legittimo siciliano di allora, per mezzo del Consiglio
straordinario di Stato, riconosciuto come statuale e legittimo dai
principali governi del mondo, pose come condizione dell'adesione
all'Italia un patto confederale tra lo Stato siciliano e quello
italiano sancito da un Parlamento siciliano liberamente eletto. La
monarchia italiana non volle tenerne conto, occupò il Paese e
rispose con un plebiscito-farsa, 4 stati di assedio, l'aperto
sostegno alla malavita, che non a caso, proprio da quel momento -
come giustamente disse Rocco Chinnici - diventò la "mafia" che
conosciamo, impossibile senza l'apporto attivo dello Stato
italiano, leggi discriminatorie e liberticide e, soprattutto, con
un ferreo colonialismo interno che ne impedì ogni forma di sviluppo
moderno e che toccò il culmine durante il fascismo, quando la
nostra Terra fu "umiliata" a rango di "Granaio dell'Impero".
Dopo la sconfitta dell'Italia nella II guerra mondiale, la Sicilia
stava per essere perduta, quasi conquistata ad una causa
indipendentista. Gli Alleati la riconsegnarono all'Italia, insieme
ad un progetto radicale di autogoverno, a patto implicito, quindi,
che l'Italia ne avrebbe tutelato le tradizioni secolari di
autogoverno. Una clausola del Trattato di pace di Parigi, poi
disattesa purtroppo, ne confermò lo status geopolitico speciale,
imponendone la smilitarizzazione.
L'Italia - come è noto - concesse subito le forme di
quell'Autonomia, ma a quasi 70 anni di distanza, si è ben guardata
dal rispettare quei patti, persistendo in un atteggiamento sleale e
continuando con la pratica del Colonialismo interno, ora mitigato
dalla pillola indorata dell'assistenzialismo, al quale fu snaturato
l'istituto autonomistico. La Sicilia ora esportatrice di voti, in
cambio di un'elemosina appena maggiore rispetto a quella del
Mezzogiorno continentale, e, peraltro, tratta dallo stesso gettito
tributario dei Siciliani.
Eppure, quell'Autonomia, nei primi 10 anni di vita, gli unici in
cui in qualche modo funzionò, tolse la Sicilia dal feudalesimo.
Portò l'asfalto e la luce nella maggior parte dei Comuni siciliani,
dotò la Sicilia di strade e di aeroporti, bene o male ci traghettò
finalmente nella modernità. Dal 1957, purtroppo, non a caso, dalla
soppressione manu militari dell'Alta Corte, si è innescato un lento
processo di svilimento e di decadimento delle istituzioni regionali
e dell'Autonomia che, forse, in questi ultimi anni, sta toccando il
fondo.
Si dirà: questo è il passato . Adesso dobbiamo guardare oltre.
Ma è anche il presente e il futuro che impongono le ragioni di una
Sicilia autonoma. Intanto, perché una comunità etnica e storica di
secoli con identità e istituzioni proprie non si cancella con un
disegno di legge costituzionale. Ancora oggi l'emigrato nel mondo
prima dice di essere siciliano' e poi di essere italiano'.
Ma poi vi è la condizione di Regione insulare, garantita anche dai
Trattati europei che richiede, già in quanto tale
un'amministrazione speciale.
Vi è la strutturale distanza dei più importanti centri di
decisione del Paese, che impone una difficile continuità
territoriale, e al contempo una dimensione, geografica e
demografica, pari a quella di una nazione media europea.
Vi è, poi, soprattutto, la condizione strutturale di
contrapposizione di interessi tra l'economia regionale siciliana e
quella nazionale. Finanche la diversa struttura economica di base:
paese di fonti di energia e di materie prime la Sicilia, vocata
anche ad una industria di trasformazione agro-alimentare e ad un
turismo che non hanno ancora sperimentato il loro decollo, mentre
l'Italia è sempre vista come una grande economia industriale, con
un turismo che è visto in termini competitivi nei confronti di
quello siciliano.
La Sicilia è, dunque, dotata di interessi propri, "quasi"
nazionali che possono essere conciliati con quelli nazionali solo
se esiste una sede in cui questi interessi possano essere, con
efficacia, governati.
Un'autonomia indifferenziata, in queste condizioni, si tradurrebbe
fatalmente (come si traduce, nei fatti, per la mancata attuazione
dello Statuto) in una estrema perifericità e marginalità.
Senza l'Autonomia i Siciliani saranno sempre cittadini di serie B.
Non saranno mai veramente italiani o veramente europei. Il
paradosso è proprio quello che il maggior centralismo, anziché
unire - come l'esperienza dimostra - finisce per dividere ancora di
più il nostro Paese, unitario solo sulla carta.
E la nostra Autonomia si basa su due pilastri, entrambi oggi
violati, ma entrambi vitali per la nostra società e per il nostro
futuro: l'Autonomia legislativa, con la quale siamo padroni del
nostro destino, e l'Autonomia finanziaria, con la quale una Regione
sfruttata come la nostra non dovrà finanziare debiti fatti da altri
per altri interessi.
Questi argini noi abbiamo il diritto e il dovere di difenderli
contro ogni attacco strumentale che parta da questo dissennato
neocentralismo coloniale. Ma cosa c'è dietro tutto ciò?
In realtà, combattendo la nostra Autonomia, lo Stato, che già
praticamente non ha più alcun trasferimento o servizio da tagliare
alla Sicilia, giacché questa pensa quasi a tutto da sé, vuole
mettere ancor più direttamente mano sulle nostre già magre risorse
tributarie, per riversarle nel calderone impagabile del debito
pubblico infinito.
La vera contesa è di carattere tributario e finanziario.
Vuole mettere a tacere ogni forma di iniziativa legislativa che
venga dal basso, in modo che la Trojka abbia a che fare solo con
camerieri di un livello, a Roma, senza che questi poi debbano
negoziare ogni cosa con livelli di democrazia più vicini al
territorio, come le Regioni e i Comuni.
Le Autonomie locali sono oggi un ostacolo per il processo di
svuotamento delle sovranità nazionali. Per questo devono essere
combattute e distrutte.
Nel disegno autoritario è "normale" che si svuotino le autonomie
regionali.
Nel disegno autoritario è "normale" che l'autonomia eccezionale,
quasi confederale, dell'antica Sicilia, sia la prima vittima
sacrificale.
Una ragione in più per difenderla. Non dimentichiamo che i nostri
padri, i nostri avi, nell'antichità, nel Vespro, in mille e mille
rivolte, nel 1812, nel 1848, nel Dopoguerra, diedero il loro sangue
per difendere il diritto all'Autogoverno dei Siciliani e per non
farsi derubare dal "conquistatore" di turno.
Noi non saremo da meno e impediremo con ogni mezzo questo colpo di
Stato strisciante.
E' per questo che abbiamo sottoscritto questo ordine del giorno e
qui lo voteremo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
possa essere considerata, per il nostro Parlamento regionale
siciliano, come un'occasione di serio confronto, un'occasione che
vede come da quello che era il potere conferito, dal punto di vista
costituzionale, con la possibilità di legiferare, quindi il potere
normativo, che vuole poi avere una refluenza, per capacità di
essere Statuto speciale, gestione autonoma o per lo meno la
capacità di dimostrare una autonomia attraverso l'impegno
legislativo e anche la sua articolazione nei vari aspetti, come
sicuramente le refluenze che si determinano, sotto il profilo
economico, istituzionale, amministrativo, burocratico un momento di
grande possibilità di crescita per la nostra Isola.
E' stato detto che forse lo Statuto speciale oggi merita un
momento di approfondimento; ci sono delle disfunzioni,
probabilmente delle problematiche che vanno affrontate,
approfondite, corrette, perché no, probabilmente qualche patologia.
Ritengo, per quello che deve essere lo spirito e l'impegno di una
classe dirigente, che nell'avere individuato o nell'individuare i
problemi, deve avere la capacità di migliorarne le condizioni, per
questo dicevo che oggi è arrivato il momento, attraverso questo
grande scossone che viene a determinarsi con la ipotesi malaugurata
che noi respingiamo decisamente di volere tout court tranciare,
tagliare, togliere questa possibilità o questa capacità di Statuto
speciale.
C'è una grande necessità. E' stato detto che le refluenze di
carattere economico, viste essenzialmente con l'articolo 36, 37 e
38 dello Statuto, che hanno visto una grande battaglia che in parte
ha dato qualche risultato, ma che ancora oggi è aperta in
quest'Aula, è da esempio una mozione sull'articolo 37, signor
Presidente, dove l'allora assessore Bianchi si era impegnato, dopo
un confronto con il Governo nazionale, a portare un risultato di
questo confronto, perché sicuramente il principio importante che di
fatto poi determina una grande ricaduta sotto il profilo economico,
per le aziende che operano in Sicilia, ma che hanno sede legale
fuori dalla Sicilia e che non pagano le imposte in Sicilia, diventa
per noi un grande momento di possibile risultato positivo.
Così come anche sul discorso relativo all'articolo 36.
Allora, io dico, se oggi c'è questa situazione di grave scontro
che vuole cancellare questa prerogativa che, con grande
determinazione, con grande senso, oltre che istituzionale, anche
democratico, ha rappresentato un impegno per la nostra Isola, e che
sicuramente porta oggi al nostro impegno di capire, alla luce delle
problematiche sorte, quale possa essere una proposta per
determinare un cambio di rotta, una proposta che possa migliorare
le condizioni che fino ad oggi non hanno consentito una reale
applicazione dello Statuto speciale, e, perché no, io dico, un
grande impegno che determini una possibilità di riscatto della
Sicilia, in un momento in cui è fortemente sentito il bisogno per
quelle che sono le problematiche che oggi nell'isola vengono da
tutti evidenziate e denunziate, allora io dico che noi abbiamo
avuto grandi personaggi, grandi cervelli in Sicilia, ma abbiamo
avuto forse anche grandi difficoltà a che queste capacità, cioè
coloro i quali potevano dare un contributo, determinassero
risultati positivi.
Probabilmente, oggi, è arrivato il momento perché la classe
dirigente, e quindi anche questo Parlamento, avvii una fase seria
oltre che di confronto, anche di proposta su quelle che sono le
iniziative che vanno negoziate e trattate col Governo nazionale, le
iniziative che vanno da noi formulate perché devono essere
caratterizzanti dell'impegno relativo allo Statuto speciale e
perché attraverso questo tipo di rinnovata capacità di proposta
possa innalzarsi un grande, e in maniera forte e determinante, un
inno all'impegno perché possa crescere la nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Onorevoli colleghi, non possiamo non sottolineare come
in una fase storica come questa in cui questo Parlamento si è più
volte, a più riprese, impegnato su questioni a tutela della
specificità dello Statuto, su questioni a tutela dell'applicazione
di alcuni articoli, come gli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto
speciale, certamente, non ci saremmo immaginati che invece il
Governo nazionale facesse una battaglia esattamente antitetica a
quel genere di proposte presentate dal Parlamento.
Un Governo nazionale che evidentemente propone un disegno di legge
di riforma costituzionale che cancella davvero le prerogative delle
Regioni a statuto speciale; un Governo nazionale, il Governo Renzi,
che all'articolo 33, esattamente al comma 13, senza alcun rispetto
per tanti anni di storia consumati sul sudore e sul sacrificio dei
siciliani, prevede che le disposizioni della legge costituzionale
si applichino anche alle Regioni a statuto speciale fino
all'adeguamento dei rispettivi statuti. Nessun rispetto, quindi, da
parte del Governo nazionale E d'altra parte, come potremmo
pretendere rispetto quando, ahimé, talvolta questo stesso Governo
regionale, malgrado le azioni poste in essere finalmente da questo
Parlamento attraverso l'indicazione e la giusta intuizione del
Presidente dell'Assemblea regionale e di tutti i gruppi
parlamentari, quando - dicevo - da parte di questo Governo
regionale invece si interloquisce con Roma senza alcuna
autorevolezza e, lasciatemi dire, davvero con l'atteggiamento di
chi a Roma va col cappello in mano?
Renzi, dopo l'abolizione del Ministero delle Questioni sociali,
dopo avere dimostrato nessuna sensibilità, nessuna attenzione al
Sud, finalmente mortifica non soltanto le Autonomie, ma quelle
Regioni a Statuto speciale del Sud che avrebbero potuto vantare
queste caratteristiche statutarie e quindi avrebbero potuto - come
è stato fatto in questi mesi in Parlamento - avviare delle
battaglie.
Da Roma dicono che il presidente Crocetta in qualche modo abbia
provato a portare avanti questa battaglia sull'articolo 37, ma ci
siamo resi conto del fatto che così assolutamente non era.
Evidentemente a questo punto non possiamo che registrare che
quella era una farsa e che quindi, da parte del Governo nazionale
ci si prende quasi beffa di noi.
Questo il Parlamento regionale, il Parlamento siciliano decide
oggi di non accettare, e per questo dà vita a questa risoluzione,
la quale parte da alcune considerazioni.
La prima: lo Statuto speciale che conferisce alla Regione la
titolarità dell'esercizio dei poteri, oltre che amministrativi,
anche e soprattutto legislativi; la seconda: è in corso l'esame di
un disegno di legge costituzionale recante disposizioni per il
superamento del bicameralismo paritario, che ovviamente non
possiamo che condividere in termini di riforma, così come non
possiamo che condividere gli aspetti legati alla riduzione del
numero dei parlamentari. Non possiamo, poi, non condividere il
contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni e la
revisione del Titolo V della Costituzione. Aspetti tutti
condivisibili questi, ma che davvero nulla hanno a che fare con la
questione dell'Autonomia che invece pensiamo vada difesa.
Pertanto, da qui un contributo alla risoluzione che determina che
sia per l'appunto necessaria una riforma che confermi la clausola
di salvaguardia della specialità già prevista dalla revisione del
Titolo V già nella fase del 2001, dando pertanto - e questa è la
richiesta che scaturisce dalla risoluzione presentata dal
Parlamento - mandato al Governo di promuovere ogni opportuna
iniziativa volta a salvaguardare la storica specialità della
Regione siciliana.
Certo, si potrebbe obiettare che tanti errori sono stati commessi
in questi anni, troppi è vero.
Però certamente non ci si può nascondere dietro a questo per
cancellare l'identità di un popolo che ha fatto a lungo delle
battaglie per affermare i principi sanciti dallo Statuto.
Pensiamo che Autonomia significhi capacità di pensare con la
propria testa; significhi possibilità di partecipare al processo
decisionale senza che il nostro futuro venga deciso altrove.
Pensiamo, infatti, che il primato della democrazia e della volontà
dei cittadini debba essere assolutamente affermato contro la
dittatura delle banche e dei poteri forti; pensiamo che si debba
affermare un principio di lotta a chi vede la nostra Isola come una
terra da saccheggiare, da occupare e dove porre in essere azioni
per trasferire le sue ricchezze in altre parti d'Italia.
Per queste ragioni noi pensiamo che questo disegno di legge porti
ad un appiattimento, ad una omologazione delle realtà che invece
devono preservare le loro specificità. Per questa ragione il Gruppo
parlamentare Forza Italia si oppone a questo genere di scelte e per
questa ragione decide con convinzione e determinazione di firmare
questa risoluzione che affonda le sue radici profonde nel pensiero
dei Padri costituzionalisti siciliani e che tutto il mio gruppo
condivide con particolare riferimento - lasciatemi fare qui una
nota personale - alla mia posizione di autonomista convinto, perché
autonomista sono stato, autonomista sono, autonomista rimango.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
nell'occasione dell'insediamento della XVI Legislatura ricordate
tutti che feci cenno al fatto che uno dei mali della nostra Sicilia
era quello della non applicazione completa dello Statuto? E
precisamente il riferimento era agli articoli 36, 37 e 38. Allora
ho cercato nel mio intervento di dare l'attenzione dovuta a questo
grave problema che noi ancora oggi viviamo. Ecco perché mi trova
d'accordo, per la felicità di quest'Assemblea, con il Presidente
che porta avanti tale iniziativa; mi trova d'accordo perché in un
tempo non sospetto feci questo appello all'Assemblea, in un momento
così importante e così prestigioso.
Però è chiaro che chi mi conosce sa che non faccio l'intervento
per dire delle cose ovvie.
Il mio intervento, infatti, vuole evidenziare come in questo
provvedimento che noi andiamo a contrastare con delle iniziative
nostre cercando di coinvolgere tutti i deputati nazionali, sia a
livello di senatori che a livello di deputati del Parlamento, da
dove partono i mali. E non vorrei che con un Governo di sinistra
questi mali si accentuassero, perché alla prima variazione del
Titolo V, signor Presidente, ne piangiamo tutte le conseguenze. Non
è che possiamo trascurare il fatto che nel 2001 ci è stato dato
questo regalo dalla Sinistra Non vorrei che stiano preparando un
altro regalo.
E ve lo devo dire con tutta la sincerità che voi mi riconoscete:
troverete delle barricate.
Non vorrei che quello che succede in Veneto succeda anche qui in
Sicilia.
Guardate che non dobbiamo trascurare questi movimenti che vi sono
in alcune regioni d'Italia.
E quindi cerchiamo, signor Presidente, bene fa a promuovere questa
iniziativa, bene fa il 14 aprile a fare questo convegno e spero che
questo convegno abbia quelle presenze che non siano quelle che
abbiamo stasera. La riunione dei capigruppo appena conclusasi
avrebbe dovuto incentivare la presenza dei colleghi stasera in
Aula O noi cominciamo a pensare diversamente, in modo da dare la
garanzia ai nostri figli per il futuro, o noi passeremo i nostri
guai.
Quindi io sarò accanto a qualunque iniziativa che porti avanti
l'autonomia che i nostri Padri hanno conquistato. Nessuno ce la
deve toccare E quindi, se lei convoca i capigruppo - e, come lei
sa, io non ne so niente - se ci sono iniziative verrò a mie spese a
Roma e in tutte le sedi dove occorre per difendere la nostra
Autonomia. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo del
Partito Democratico ha sottoscritto l'ordine del giorno con
convinzione partendo dal presupposto che il necessario disegno di
riordino costituzionale, che è in discussione al Parlamento
nazionale, può convivere con la opportunità di garantire le forme
di autonomie speciali che sono frutto della storia del nostro Paese
e che hanno, come nel caso nostro, rango costituzionale.
Dire questo non significa aderire alla retorica dell'Autonomia
che, secondo me, non serve a chi oggi rappresenta le nostre
Istituzioni, a chi oggi governa la Sicilia.
L'Autonomia è sicuramente stata nella storia della Sicilia una
conquista, ma ognuno di noi ha il dovere di ripercorrere gli anni
che ci separano dalla conquista dell'autonomia anche con spirito
critico, guardando alle potenzialità che non siamo riusciti a fare
emergere e dell'uso, spesso distorto, che se n'è fatto. Ma,
naturalmente, dire queste cose chiama in causa le responsabilità
degli uomini che hanno rappresentato le istituzioni, ma non mette
in discussione i principi e i valori che sono tutt'ora importanti e
validi.
Sostenere questa rivendicazione, dare mandato al Presidente
dell'Assemblea, che opportunamente si è fatto promotore di tutte le
iniziative che sappiamo e rappresenterà con il nostro mandato pieno
le esigenze delle nostre istituzioni e la tutela dell'Autonomia
speciale nei modi e nelle forme contenute nell'ordine del giorno,
per noi deve costituire un impegno a che non si ripercorrano gli
errori del passato e si interpreti l'Autonomia speciale nella sua
accezione originaria perché i Padri fondatori dell'Autonomia
considerarono questo uno strumento per superare il distacco dal
resto del Paese ed emancipare, nel senso dello sviluppo e
dell'uguaglianza, il nostro territorio e la condizione dei
siciliani. Oggi, naturalmente, le condizioni sono diverse rispetto
al 1947 ma, com'è noto, viviamo un momento parimenti difficile.
Ecco perché noi dobbiamo, votando questo ordine del giorno, dando
questo mandato al Presidente, difendendo le prerogative che
discendono dall'Autonomia speciale, impegnarci a fare in modo che
quella ispirazione viva nelle condizioni attuali nel senso di dare
una utilizzazione delle prerogative per metterle veramente al
servizio dello sviluppo della Sicilia, del miglioramento delle
condizioni di vita dei siciliani e per fare in modo che questa
nostra scelta sia condivisa dai nostri concittadini, dai siciliani
tutti e non venga percepita come uno strumento per tutelare il
Parlamento o il Governo della Regione siciliana.
Dobbiamo fare in modo che gli atti che compiamo, le scelte che
vogliamo far fare al Governo della Regione, siano coerenti con
questo obiettivo, superando gli errori del passato, aprendo una
nuova pagina della vita della Sicilia e facendo in modo che
l'Autonomia sia veramente a servizio dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedete, ciò che
è successo in questi giorni a Roma che, per la prima volta, ha
messo in serio rischio l'autonomia siciliana, alla fine può
diventare un fatto estremamente positivo per quest'Assemblea poiché
oramai eravamo abituati ad avere un potere legislativo in Sicilia a
cui non davamo la giusta importanza, non davamo il giusto peso, era
un fatto quasi di diritto divino acquisito che nessuno poteva
mettere in discussione.
Invece, se ci fate caso, negli ultimi decenni, il potere di
quest'Assemblea, il potere del Governo della Regione siciliana è
stato ampiamente messo in discussione da tutta una serie di
provvedimenti legislativi che i vari governi nazionali hanno preso,
senza che da questo Parlamento vi fosse la giusta reazione e vi
fosse la giusta presa di posizione, ad iniziare ad esempio
dall'abitudine che il Governo nazionale ormai aveva preso di non
convocare più il Presidente della Regione siciliana quando si
discutevano argomenti attinenti al Governo della Regione Sicilia.
Così come, ad esempio, non abbiamo mai voluto impugnare il
provvedimento, che alla fine ha portato alla soppressione dell'Alta
Corte di giustizia, che era un giudice terzo che si veniva a
frapporre fra le prerogative costituzionali dello Stato e le
prerogative costituzionali della Regione siciliana. Vedete, non ci
chiamiamo Regione Lombardia o Regione Veneto.
Noi ci chiamiamo Regione siciliana perché la nostra storia viene
da molto lontano.
Qualcuno poco fa ha parlato del 1130, qualcuno ha parlato ancora
una volta del fatto che siamo il primo Parlamento d'Europa e, di
conseguenza, il primo Parlamento al mondo, ruolo che soltanto una
città dell'Islanda ha e che può competere con la Sicilia. Poi, per
il resto, nessuno ha osato fino ad oggi mettere in discussione
queste prerogative, prerogative che, come qualcuno poca fa ha
ricordato, sono entrate in vigore nella Costituzione italiana e
sono entrate in vigore attraverso il Regio decreto luogotenenziale
del 15 maggio 1946, n. 455, che poi a sua volta è stato convertito
nella legge costituzionale n. 2, del 26 febbraio 1948.
Cosa prevedeva questo Statuto? Prevedeva tutta una serie di
competenze che facevano sì che venisse portata a compimento quella
che era un'ispirazione iniziata il 30 marzo 1282, allorquando vi fu
a Palermo la famosa Rivolta dei Vespri, con la quale i Siciliani
rivendicarono con orgoglio il fatto di essere una nazione diversa
rispetto al Regno di Napoli e di non volere assolutamente più
riconoscere gli Angioini come sovrani della terra di Sicilia e di
volere, in maniera chiara, netta, dimostrare la differenza che
c'era fra il Popolo siciliano, fra la Nazione siciliana - che
ricordo non essere inferiore a nessun'altra nazione d'Europa - e il
resto d'Italia.
Del resto lo stesso Dante, nel "De vulgari eloquentia", aveva
dovuto riconoscere, suo malgrado, che la prima forma in lingua
italiana di espressione letteraria tradotta dal volgare era
avvenuta proprio nella nostra terra.
Una lotta - dicevo - che aveva visto più volte il Popolo siciliano
ribellarsi, quindi non accettare di soggiacere a quelli che erano
stati i vari governi imposti alla Sicilia ed, in modo particolare,
di soggiacere alla vergogna della dominazione borbonica in Sicilia.
In questa Terra, nel 1812, era nata la prima Costituzione, la
costituzione che aveva anticipato di nove anni lo Statuto Albertino
e che era stata uno strumento del Popolo siciliano.
I baroni, comunque, la classe intellettuale del tempo avevano
messo in atto, per fronteggiare le tendenze murattiane, che anche
il nuovo re di Sicilia pensava di applicare alla Sicilia.
Una Costituzione sul modello inglese, una Costituzione che anche
la forma di quest'Assemblea - che non è a forma circolare come
quella del resto dei Paesi, ma rispecchia quello che era
l'orientamento del Parlamento inglese - sta a testimoniare come non
doveva essere un emiciclo per distinguere opposizione e
maggioranza, ma le leggi le facevano insieme i parlamenti che
venivano eletti. E poi, lo sapete, il Congresso di Vienna, la
Sicilia che perde la propria autonomia, ma che nel 1848 è la prima
regione in Italia ad avere non una costituzione ottriata, una
costituzione concessa, ma una costituzione espressione del popolo,
ed è stata proprio la Regione siciliana, è stata la Nazione
siciliana. Gli anni poi del dominio dei Savoia e sul finire del
secondo conflitto mondiale, prende nuovamente piede nella nostra
terra l'istanza di essere e di avere un'entità a parte rispetto al
resto del Paese.
Rinasce dunque il mito e si diffonde tra i giovani, tra gli
intellettuali, fra la buona borghesia siciliana, il concetto della
Regione siciliana, di una nazione che vuole rivendicare la propria
autonomia dalla capitale romana, che non aveva amministrato la
nostra terra come essa meritava.
E per questo sogno di una Sicilia libera ed indipendente, di una
regione che fosse veramente siciliana fino alla fine, morirono
numerosi giovani e, fra questi, il professore Canepa
dell'Università di Catania. Frutto di quella lotta che vide
numerosi morti, frutto di quella battaglia, fu lo Statuto della
Regione siciliana, uno statuto che i padri costituenti vollero che
venisse promulgato ancora prima della Costituzione e che ha dato a
questa terra, a questo popolo, una serie di diritti che gli
derivano dalla sua secolare storia e dalla sua secolare diversità
rispetto al resto del Paese.
E del resto, se ci fate caso, se leggiamo la Costituzione, la
stessa all'articolo 116 prevede che "Il Friuli Venezia Giulia, la
Sardegna, la Sicilia, il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta
dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia secondo i
rispettivi statuti adottati con legge costituzionale".
Non può quindi il Governo regionale, nazionale, pensare di
limitare o di annullare o di mortificare queste particolari
condizioni di autonomia che la Costituzione ci ha dato e che il
sangue dei nostri antenati hanno consolidato in tutti questi anni
E se ci fate caso, se avete la bontà stasera di leggere questo
articolo, andando avanti, esso recita che possono essere attribuite
ad altre regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della
regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei
principi di cui all'articolo 119, nuove possibilità e nuove materie
di autonomia.
Vedete, la Costituzione non prevede assolutamente la possibilità
per lo Stato di limitare quelle che sono state le autonomie che
sono state concesse, semmai prevede esattamente l'opposto: la
possibilità di riconoscere anche ad altre regioni quelle
particolari autonomie che sono state concesse alle regioni Sicilia,
Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle
d'Aosta.
E la legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei
componenti sulla base di una intesa tra lo Stato e la Regione
interessata. E allora, se occorre il coinvolgimento della regione
interessata per poter ampliare le prerogative a suo favore, è
chiaro che occorre ancora di più l'intesa con le regioni a Statuto
speciale affinché vengano limitati i poteri che la Costituzione ci
ha concesso.
Per questi motivi, signor Presidente, anch'io, insieme ad altri
colleghi, voteremo il provvedimento che lei ha portato in Aula
affinché si faccia interprete, insieme alle altre regioni a Statuto
speciale, di quelli che sono i diritti sanciti dalla Costituzione,
di quelli che sono i doveri che lo Stato ha nei confronti delle
regioni a Statuto speciale affinché nessuno, in questa Nazione,
pensi di mortificare i diritti acquisiti dopo tanti anni di lotta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non farò la
storia dello Statuto né degli articoli, ma mi soffermerò su alcune
cose intanto per ringraziarla perché stasera lei, Presidente, ci
regala la possibilità di ritornare ad un termine antico che è
orgoglio, un termine che abbiamo perso da qualche tempo. Lo abbiamo
perso nel 2001 quando abbiamo accettato stupidamente la modifica
dell'articolo 15; lo abbiamo perso quando non abbiamo avuto più
notizie, dell'articolo 38, che era quella sorta di compensazione
che avrebbe dovuto darci lo Stato in ordine a quello che prelevava
dalla Sicilia; lo abbiamo perso quando, nel tempo, i nostri
colleghi hanno avuto interessi diversi, anziché quelli di occuparsi
di questa autonomia.
Abbiamo perso l'orgoglio, l'autonomia, l'economia, le finanze e,
stasera, ne possiamo riparlare.
Signor Presidente, rispetto a quello che è accaduto, io devo dire
con estrema franchezza che mi è piaciuto il Presidente del Senato:
la democrazia ha un costo, la libertà ha un costo e non è azzerando
il Senato o mettendo lì alcuni amici che magari si prendono qualche
panino - visto che devono mangiare gratis - e devono rispettare
questo input di una demagogia che ci sta assalendo e sta
mortificando sempre più una classe politica che non riesce a
reagire.
Il Senato è un organo importante, potevano ridurlo, si potevano
mettere in moto meccanismi per i quali si dava una certa
impostazione per evitare che ci fosse questa paritaria che non
serviva a niente o che serviva a perdere tempo.
Sono d'accordo con il Presidente del Senato Grasso. Avrebbero
potuto eliminare quelle migliaia di aziende che costano un mare di
soldi e delle quali si parla da decenni, ma se ne parla senza
toglierle; magari un poco di amici, e amici degli amici, se ne
sarebbero tornati a casa contenti di evitare di contribuire a
sperperare il denaro pubblico.
Tutto questo non è accaduto. Continuiamo a viaggiare sull'onda
della demagogia e, lo devo dire con estrema franchezza, la
tristezza che mi assale quando penso alla legge sulle Province
regionali, nazionali così come il Senato, anziché cominciare a
togliere tutti quei rami secchi che sono queste agenzie, si è
cominciato da quello che colpiva di più l'immaginario collettivo,
anziché tagliare gli stipendi.
Quello che dice oggi il premier Renzi fa parte di alcuni dei miei
emendamenti presentati tre anni fa, come il taglio dello stipendio,
che il massimo dello stipendio doveva essere quello del Presidente
della Corte Costituzionale, il taglio delle pensioni, e sono
contento che lo abbia ripreso e spero che chi c'è dietro questi
giochetti la possa smettere.
Signor Presidente, gli articoli 36 e 37, che insieme all'articolo
38 sono l'asse portante dell'autonomia, sono mortificati da tanto
tempo; dell'articolo 38 non abbiamo più notizie da almeno 15 anni,
l'articolo 37 fa parte di una demagogia continua, mentre noi
continuiamo a pagare il 49,15% della concorrenza della spesa
sanitaria, come più volte ho avuto modo di ripetere qui, mentre
tutte le altre Regioni pagano poco e niente.
Le simmetrie sono degli elementi, sono dei termini rocamboleschi
che devono servire a non farci fare nulla, così come il decreto che
il Direttore Generale del Ministero dell'economia e delle finanze
ha emanato il 24 dicembre, in cui ci preannuncia che l'1 gennaio
del 2016 potremo forse attuare l'articolo 37, che risale a ben 60-
70 anni fa. Un'operazione non di ingegneria finanziaria, ma di
ingegneria di termini di parole vuote che servono solo a
mortificarci.
E' vergognoso come questi Governi che si sono succeduti non
abbiano tenuto conto del continuo prelievo che è oltre 37 miliardi
di euro l'anno in tutta la Sicilia, che coinvolge non soltanto le
sedi industriali che ci hanno inquinato, che hanno assassinato i
nostri lavoratori, il nostro ambiente, il nostro mare, le nostre
acque, quello che beviamo, facciamo ricorso ad un quadro che è
veramente incredibile. Da un lato ci prendono queste risorse,
dall'altro lato non ci danno quello che ci spetta attraverso la
presenza di banche che vengono qui, prelevano tutto quello che
possono prelevare e vanno via, insalutati ospiti, e quando
chiediamo un prestito non ce lo danno e portano i nostri
imprenditori al suicidio.
Le assicurazioni, la grande distribuzione, tutte operazioni che
vengono dal nord, dai nostri amici leghisti che hanno anche la
voglia di parlare senza ricordare quando hanno prelevato e quando è
servito loro il nostro sacrificio, negli ultimi settanta anni, per
consentire a contribuire allo sviluppo del Nord del nostro Paese, e
continua ad infierire.
Così come ora, signor Presidente Come ora, momento delicato, in
cui c'è uno tsunami di immigrati, e si prevede che nei prossimi
anni ci saranno almeno due milioni di persone che dall'Africa
verranno verso la Sicilia. Non so quanti se ne fermeranno, non c'è
la capacità di trovare un qualunque rimedio e nemmeno un contributo
economico, visto il costo che richiede mantenere queste persone che
stanno male a casa loro e tendono a trovare un Paese per vivere un
po' meglio.
Presidente, le chiedo, negli incontri che farà, di respingere con
fermezza la demagogia, il tentativo di completare l'affossamento di
questa nostra Terra. Mi verrebbe da dire: giù le mani dalla
Sicilia
So che noi abbiamo sbagliato come politica in questi
cinquant'anni, molto spesso e molte volte siamo stati superficiali,
siamo stati presuntuosi, supponenti arroganti, abbiamo anche
lavorato per mantenere il resto del Paese, abbiamo contribuito
all'economia dello Stato, ci siamo sorbiti la presenza di
petrolchimici pesanti - cosa che non è accaduta nel resto del Paese
- che ha distrutto le coste, l'ambiente e quant'altro, decimando
centinaia di famiglie. Abbiamo contribuito allo sviluppo
dell'Europa - e su questo tornerò a parlare nei prossimi giorni -
con i siti contaminati di interesse nazionale, che hanno dato una
forte risorsa al Paese.
Le chiedo, signor Presidente, di essere fermo e deciso nel
difendere quello che è nostro, nell'evitare di essere aggredito e
di subire prepotenze e arroganze come quelle che abbiamo subito in
questi anni. Non è né un atto di dolore, né un atto di ascarismo,
ma un tentativo che, con forza, le voglio trasferire. So che non ce
n'è bisogno, ma so pure che, purtroppo, troppe lobby, troppi
personaggi in cerca di autore tentano disperatamente di mettere le
mani in questa nostra disgraziata e martoriata Terra.
PRESIDENTE. Onorerò l'impegno che quest'Aula mi sta conferendo
all'unanimità, convintamente. Non è un impegno formale ma un
impegno sostanziale, e lo posso fare grazie al mandato dell'Aula.
L'ho fatto nelle sedi opportune perché già investito da tutti voi
con la mia elezione. Ma questo non bastava.
Di questo ordine del giorno mi sento gratificato come Presidente
dell'Assemblea, perché tutti ci guardano con rispetto e con
invidia.
Sono stato qualche giorno fa a Bruxelles e, in sede di Conferenza
dei Presidenti delle Assemblee legislative dell'Unione europea, il
Presidente del Consiglio regionale della Lombardia ha avuto modo di
precisare che, in effetti, l'unico Consiglio regionale che è
Parlamento è il Parlamento siciliano qui rappresentato, ebbe a
dire, dall'onorevole Giovanni Ardizzone.
Noi abbiamo il dovere di difendere la nostra autonomia non per un
principio di sacralità, come è stato detto in quest'Aula molto
bene, o di venerazione, né solo per un attaccamento ad una identità
storica. Lo dobbiamo fare per rispetto di tutti coloro che ci
hanno creduto fino in fondo.
Si richiamava all'intervento appassionato di ieri, di un giovane
che risponde al nome di Emanuele Macaluso. E ci ha ricordato anche
i momenti difficili ma esaltanti del governo Milazzo, qual è stato
il ruolo, in quel momento, di un altro grande che ha fatto
dell'autonomia un suo cavallo di battaglia, mettendo anche a
rischio la sua professione e la sua identità, e mi riferisco a Mimì
La Cavera, nel senso che c'è stata gente che si è contrapposta
anche ai poteri forti di quel momento, onorevole Gianni. Questa è
storia: e mi riferisco a Confindustria degli anni '50; noi parliamo
del momento in cui gli Agnelli, Montedison, cercavano di fare
investimenti nella nostra Terra.
Ecco, abbiamo questa consapevolezza in questo momento? Io credo di
sì.
E ce l'abbiamo con questo ordine del giorno.
Guardate, io l'ho detto all'inizio, e lo voglio ribadire se non
sono stato chiaro.
Noi, come per incanto, ci siamo ritrovati con una errata
corrige , perché quell'articolo 33 - lei sorride, onorevole
Musumeci - l'abbiamo voluto riportare. Stamattina c'è stato un
grande dibattito nel Friuli Venezia Giulia e, alla fine, ci siamo
ritrovati con questa correzione.
Ieri, mi avevano assicurato, dopo le mie dichiarazioni, che si era
trattato di un refuso.
Ribadisco, voglio credere nella buona fede, ma l'impegno che mi
viene dato, e lo farò immediatamente, è quello a mia volta di
sollecitare, e lo faremo fino in fondo, i nostri rappresentanti al
Parlamento nazionale. Questo diventa fondamentale, perché non può
essere una battaglia solo nostra. Noi faremo fino in fondo il
nostro compito.
Onorevole Gianni, lei ha richiamato gli articoli 36, 37 e 38 dello
Statuto.
Io sono per un'iniziativa forte: l'abolizione dell'articolo 38
dello Statuto, perché è una finzione, perché rispetto ai 97
miliardi di lire che ci venivano trasferiti per anno, nei primi
cinque anni, perché ogni volta venivano rinegoziati, dagli anni 50
in poi ci siamo ridotti ad un impegno di 20 milioni di euro l'anno.
Ho avuto modo di dire in interventi pubblici che sicuramente c'è
una carenza della nostra classe dirigente, c'è stata nel corso di
questi anni perché ci siamo cullati del trasferimento, sulla base
dell'articolo 38 dello Statuto, perché non avevamo bisogno di altri
fondi. E ci siamo dimenticati degli articoli 36 e 37, perché in
Sicilia arriva solo il gettito sulle imposte di consumo.
Ma di quale consumo parliamo? Il consumo previsto dalle norme di
attuazione dell'articolo 65, e sa di cosa parlo l'onorevole
Anselmo, con la quale siamo stati protagonisti di un incontro
presso l'università Kore di Enna, dove abbiamo evidenziato - e non
è una provocazione, né una battuta - che in Sicilia arriva il
gettito, pensate bene, del consumo del caffè e del cacao o del
consumo di banane fresche o di banane secche, perché tutto il resto
arriva allo Stato.
E viene la rabbia quando giornali a tiratura nazionale continuano
a dire che i dieci decimi del gettito viene incassato e rimane
nelle casse della Regione siciliana, sapendo che non è vero e
sapendo che è una falsità, perché non è vero che l'Iva rimane nelle
nostre casse, perché l'Iva, con la finanziaria, serve a compensare
il debito pubblico nazionale.
E ancora assistiamo da vittime a questi insulti, perché è un
insulto, non solo alla nostra intelligenza, ma è come se fossimo
indifferenti rispetto anche alle informazioni.
Ci trattano da ignoranti, e questo non è ammesso, non è più
possibile
E ribadisco un concetto, che ha fatto bene l'onorevole Cimino ad
evidenziare. Fino all'altro giorno, in qualche tv nazionale, è
stato evidenziato che la Sicilia è come la Grecia e che ha un
debito di cinquecento miliardi. E' semplicemente vergognoso andare
dietro a queste falsità Lo dico con la massima convinzione perché
sono supportato da studi ed è su questo che noi ci dovremo
confrontare.
Quindi vi ringrazio di questo mandato che mi viene dato, ma con la
stessa chiarezza voglio dire che noi, è stato detto in tutti gli
interventi, abbiamo le nostre responsabilità , ce le abbiamo fino
in fondo e ce le dobbiamo assumere. Non è che noi ci liberiamo la
coscienza dicendo queste cose, però dobbiamo differenziare la
responsabilità della classe dirigente rispetto alle potenzialità
che possono essere date dallo Statuto. E' arrivato il momento per
la sua piena attuazione e per la sua applicazione e lo può fare
questo Parlamento, non aspettando input da parte di nessun altro.
Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione speciale di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della Mafia in Sicilia ha
presentato, ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale 14
gennaio 1991, n. 4, la prima relazione annuale approvata dalla
Commissione nella seduta del 22 gennaio 2014.
Verrà data copia a tutti i parlamentari e mi raccorderò con
l'onorevole Musumeci, nella qualità di Presidente della Commissione
Antimafia, sull'opportunità, sentiti i capigruppo, di svolgere una
seduta dedicata proprio all'illustrazione di questa relazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione dell'ordine del giorno n. 254 Salvaguardia della
storica specialità dello Statuto della Regione siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione
dell'ordine del giorno n. 254 "Salvaguardia della storica
specialità dello Statuto della Regione siciliana", a firma degli
onorevoli Cordaro, Gianni, Cimino, Firetto, Musumeci, Francesco
Cascio, Figuccia, Di Giacinto, Cappello, D'Asero, Picciolo, Lupo,
Panarello, Cirone, Di Mauro, Lentini, Barbagallo, Venturino, Greco
Giovanni che, nella parte dispositiva dà mandato al Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana di promuovere, anche in raccordo
con il Presidente della Regione, ogni opportuna iniziativa volta a
far sì che il Parlamento nazionale si adoperi per salvaguardare la
storica specialità della Regione siciliana, nell'ambito
dell'ordinamento regionale differenziato, riconosciuto e garantito
dalla Costituzione; ad adoperarsi presso la deputazione siciliana
al Parlamento nazionale affinché, nell'interesse superiore
dell'Autonomia siciliana, venga prevista la clausola di
salvaguardia, del tipo di quella di cui all'articolo 10 della legge
costituzionale n. 3/2001, secondo la quale le modifiche
costituzionali in discussione trovano applicazione per le Regioni
speciali e per le Province autonome di Trento e di Bolzano
esclusivamente nel caso in cui esse stabiliscano forme di autonomia
più ampia.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Copia di questo ordine del giorno verrà trasmesso alla Conferenza
dei Presidenti delle Assemblee unitamente al resoconto della seduta
d'Aula nel quale sono contenuti gli interventi dei colleghi
deputati che hanno inteso esprimere la loro opinione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, desidero sottoporre due problemi che
riguardano la Provincia di Siracusa.
Il primo è che dal 15 febbraio di quest'anno, quindi da oltre un
mese e mezzo, la Provincia regionale di Siracusa è senza un
Commissario. E' l'unica Provincia siciliana che, a questa sera, a
qualche ora fa, non ha ancora un Commissario e ciò comporta delle
difficoltà gravissime nell'amministrazione dell'ente, non solo per
quanto riguarda la eventuale programmazione futura, ma per quanto
riguarda la gestione dell'ordinario.
Noi ci troviamo di fronte ai lavoratori che non possono percepire
gli stipendi, alle ditte che non possono essere pagate perché manca
il legale rappresentante dell'Ente.
Ho già presentato ben due interrogazioni parlamentari, ma,
nonostante ciò, il Governo continua ad essere oggettivamente
latitante, assolutamente assente su una vicenda così difficile,
così complessa che riguarda la vita della Provincia regionale di
Siracusa.
Il secondo problema, signor Presidente, mi rivolgo a lei e alla
sua sensibilità, è inerente ad un incontro che lei ha avuto con
undici Sindaci della Provincia di Siracusa qualche mese fa.
Gli undici Sindaci chiedevano l'approvazione di un disegno di
legge che desse la possibilità, nelle more dell'approvazione del
disegno di legge definitivo, per quanto riguarda il riordino del
sistema delle acque in Sicilia, di approvare un disegno di legge
che, per questi brevi giorni, io spero che non siano mesi, desse la
possibilità ai Sindaci di gestirsi il servizio idrico. E ciò lo
faceva perché vi era l'oggettiva difficoltà/ pericolo che la
curatela fallimentare della società decidesse di mettere in gara
una parte del servizio idrico e lo vincolasse anche nella gestione
del futuro.
La Commissione Territorio e ambiente ha esaminato il testo, non
c'è alcuna copertura di spesa evidente, e quindi, ancora una volta,
così come ho fatto 15 giorni fa con il Presidente pro tempore, le
chiedo di prelevare questo disegno di legge affinché venga
esaminato dall'Aula, anche perché quello che noi paventavamo è
accaduto: il 17 marzo la curatela fallimentare ha messo in affitto,
ancora non abbiamo capito come, questa società. Non solo, ma ha
vincolato la futura eventuale gara che si dovrà fare ad una
prelazione nei confronti di coloro i quali oggi si aggiudicheranno
questo servizio, con una cosa ancora più grave, che ha dato solo 10
giorni di tempo per presentarsi, per cui la gara in teoria è un
bando a livello europeo, ma in effetti così non è.
E noi rischiamo di rendere per sempre privata l'acqua in provincia
di Siracusa, dopo che la gestione precedente, assolutamente
fallimentare, ha dimostrato come i privati non sono assolutamente
nelle condizioni di gestire il servizio idrico integrato.
Per questo motivo, signor Presidente, l'appello alla sensibilità e
alla parola che lei ha dato quel giorno che siamo venuti nel suo
studio insieme ai Sindaci e ai deputati della Provincia di Siracusa
affinché, trattandosi fra l'altro di un disegno di legge di un
unico articolo, approvato all'unanimità da tutti i deputati
presenti in Commissione, lei possa metterlo all'ordine del giorno
già domani, in maniera tale che fermiamo questo tentativo che i
privati stanno facendo per accaparrarsi ancora una volta l'acqua in
provincia di Siracusa e di condizionare, per il resto degli anni,
il destino della mia terra, a prescindere dalla legge che da qui a
qualche mese andremo ad approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, in ordine alla prima questione da
lei posta, sarà mia cura trasmettere lo stralcio del suo intervento
perché, se come dice lei, e non c'è ragione di dubitarne, da oltre
un mese e mezzo la provincia di Siracusa è senza commissario, è
chiaro che non si riesce a garantire neanche l'ordinaria
amministrazione, e l'interlocutore diretto è il Governo.
Per quanto riguarda la seconda questione, sarà mia cura portare
alla prima Conferenza dei Capigruppo l'esigenza da lei espressa e,
se non ci sono difficoltà, nel rispetto delle procedure
regolamentari, si può approvare il disegno di legge nel più breve
tempo possibile, stante l'urgenza da lei stesso manifestata.
ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento,
e mi dispiace che non c'è nessuno componente del Governo, è un
allarme che lancio all'Assessore ai rifiuti.
C'è una vicenda particolarmente drammatica, che è quella che
riguarda non soltanto l'ex Coinres, Bagheria, Bolognetta e gli
altri Comuni, e poi spiegherò le motivazioni di questa mia
affermazione che vede in questo minuto un gruppo di lavoratori che
sono stati licenziati.
Però accadono fatti strani, e non vorremmo che si continuasse a
piangere morti nelle nostre strade, e mi riferisco ad un incidente
che è accaduto nei giorni scorsi, dove un lavoratore di una ditta
esterna, a seguito di un incidente nella galleria di Cefalù, ha
distrutto quattro vite complessivamente. Pongo questa questione per
un motivo semplice, perché vorremmo sapere quante ore questo
lavoratore aveva fatto quel giorno.
Il problema è molto semplice, Presidente, so che forse può
sembrare fuori luogo quello che sto dicendo, ma lo dico perché con
la pelle di alcuni lavoratori non ci si gioca.
Noi non possiamo gestire un servizio in maniera inopportuna,
inadeguata, cavalcando e utilizzando strumenti e aziende private
con i noli a caldo in modo particolare.
Io sollevo questo problema, e lo solleverò nei prossimi giorni
direttamente con l'assessore, perché credo che sia importante che
l'Assessore apra un'inchiesta complessiva sulla gestione dei
rifiuti affinché ci sia chiarezza su quello che è un servizio
adeguato ai cittadini sulla pelle di alcuni lavoratori. Questo non
lo possiamo consentire a nessuno.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Alongi per avere sollevato la questione Coinres. Dico
assieme a lui, perché lo avevo già detto in Commissione Lavoro
qualche tempo fa, che c'erano dei dipendenti che facevano tanto
straordinario in alcuni Comuni e io mi auguro che la morte di tutte
queste persone non riguarda questo personale che ha fatto tanto
straordinario. Ma chiedo assieme all'onorevole Alongi che questa
verifica possa essere fatta in quei Comuni dove sono stati
licenziati questi lavoratori, perché non erano necessari
all'attività del servizio, ma che di fatto poi hanno fatto fare ai
Comuni alcune cose quale tantissimo straordinario fuori dal
normale.
Io credo che su questa vicenda una soluzione vada trovata, so che
l'Assessorato all'Energia e in particolare il Dirigente generale
più volte ha parlato con i lavoratori Coinres, sono state fatte
anche delle note al dirigente del Coinres affinché imponesse ai
Comuni che, là dove prendano personale esterno, devono
obbligatoriamente prendere quel personale.
Con certezza so che i Sindaci questo non l'hanno fatto e, da ex
Sindaco, sono fra quelli che ha difeso questi lavoratori nelle
Assemblee dove mi dovevo assumere responsabilità nel votare. Ma non
tutti abbiamo fatto la stessa cosa, onorevole Alongi, lei sa perché
era presente con me nell'ultima Assemblea dove il Dirigente
generale ha deciso di licenziare, e sono stato fra quelli ad
assumermi la responsabilità per rivotare che questo personale
rimanesse, non perché doveva rimanere perché era indispensabile al
servizio, tanto è vero che adesso in quei Comuni nessuno fa più la
differenziata e questo chiaramente non nobilita quei territori che
tanto belli sono ma che tanto sporco in questo momento hanno in
mezzo alle strade.
Pertanto, sono d'accordo con lei che una soluzione va trovata. Se
lei vuole, possiamo sottoscrivere interrogazioni, mozioni assieme
perché quelle 180 persone che per sette anni hanno lavorato al
Coinres, non un giorno ma sette anni, non potevano e non possono
essere sbattute fuori da un direttore generale che, quasi da solo,
ha deciso che quel personale non era necessario al servizio di quel
territorio.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare lettura dell'ordine
del giorno della seduta successiva, ho il dovere di correggere me
stesso perché prima, parlando, nella foga, di una trasmissione, ho
fatto riferimento a 500 miliardi. In effetti, hanno detto una cifra
altrettanto grossa: 5 miliardi. Non vorrei essere ripreso da questa
stessa trasmissione.
Come ben sapete è stato rinviato, su votazione di questa Aula, in
Commissione Bilancio, il disegno di legge cosiddetto salva
imprese. Stanno per scadere, se già non sono scaduti, i 15 giorni.
Quindi, invito la Commissione ad accelerare l'esame altrimenti
ritornerà in Aula, così come era già stato esitato.
Do altresì comunicazione che domani si terrà un importante
incontro in Sala Gialla, organizzato dalla Conferenza dei
Presidenti delle Assemblee, alla presenza del Presidente della
Commissione Esteri del Senato, del Procuratore di Agrigento,
dottore Di Natale, di Monsignor Montenegro, di docenti universitari
dell'Università di Palermo. Chiuderà l'incontro il Ministro degli
Interni, onorevole Alfano, sull'importante questione
dell'immigrazione.
Non è un convengo - attenzione - ma un incontro di studio
nell'ambito della preparazione degli incontri del semestre europeo
che vedranno l'Italia come protagonista, in quanto avrà la
Presidenza. E' un invito che estendo a tutti i novanta
parlamentari.
Io domani sarò costretto - e lo farò volentieri - a prendere un
impegno a che l'Aula esiti un disegno di legge sull'immigrazione.
Ne sono stati già depositati tre, si è avviata una discussione
nella Commissione di competenza.
Mi auguro che possiamo essere consequenziali essendo noi una delle
Regioni che non si è dotata di una legge omogenea e organica che
riguarda questa materia. Quindi, l'appuntamento, a parte martedì
prossimo 8 aprile, è dato a tutti voi a domani per partecipare a
questo incontro scientifico, tecnico possiamo dire, in ordine alla
questione dell'immigrazione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 8 aprile 2014,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Proposte di modifica al regolamento delle pensioni dei
deputati (Doc. n. 146)
Relatore: il Presidente
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
3) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
4) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
5) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
6) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
7) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
8) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
9) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
10) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 20.04
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Attività produttive»
CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -FERRERI
- FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO -
ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
le attività produttive, premesso che:
la situazione sociale ed occupazionale della zona sud della
provincia di Caltanissetta, già caratterizzata da un notevole grado
di disagio ed arretratezza del tessuto produttivo ed
imprenditoriale, si è aggravata a seguito del progressivo
ridimensionamento dell'insediamento petrolchimico che fa capo al
gruppo Eni e costituisce la struttura portante della già esigua
base industriale locale;
in questa ottica, al termine degli anni '90, fu definita un'azione
mirata, da un lato, ad assicurare una soddisfacente soluzione degli
urgenti problemi occupazionali e, dall'altro, a predisporre le
condizioni per il riavvio di un permanente sviluppo, mediante un
programma di interventi fondato su tre linee: di sostegno al
mercato del lavoro; di rafforzamento del comparto infrastrutturale
di carattere civile, con la fornitura dei necessari servizi di
pubblica utilità; di avvio della reindustrializzazione dell'area
mediante la promozione e la realizzazione di nuove iniziative
imprenditoriali;
per la realizzazione di un ambiente economico favorevole alla
nascita di nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione di
nuova occupazione, fu attivato e sottoscritto, in data 27 maggio
1998, il contratto d'area di Gela (inerente l'ambito territoriale
di Gela, Butera, Mazzarino e Niscemi) da parte della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, del Comitato per il coordinamento delle
iniziative per l'occupazione, del Ministero del Tesoro del Bilancio
e della programmazione economica, del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, della Regione siciliana, della Provincia
Regionale di Caltanissetta, dei Comuni di Gela, Butera, Niscemi e
Mazzarino, della Prefettura di Caltanissetta, del Consorzio ASI di
Gela, dei Sindacati, della Confindustria, dell'Unione industriali
di Caltanissetta, dell'API di Caltanissetta, dell'Enisud S.p.A. e
di Gela Sviluppo S.c.p.a.;
al contratto d'area fecero seguito due protocolli aggiuntivi: il
primo, datato 30 marzo 1999, sottoscritto da 19 imprenditori di cui
2 appartenenti al settore turistico mentre i rimanenti al settore
industriale ed agro-industriale (tra produzione di carciofi in
vetro e in scatole); il secondo, invece, siglato il 19 luglio 2002,
e articolato in due diversi moduli;
sulla scorta delle fonti documentali a disposizione risulta che
tale contratto prevedeva la realizzazione di 27 iniziative
imprenditoriali (di cui 19 definite in sede di primo protocollo
aggiuntivo) ed investimenti per circa 125 miliardi di lire. Le
risorse pubbliche impiegate stimate ammontavano a 110,4 miliardi di
lire per un incremento occupazionale pari a circa 527 unità
lavorative;
il responsabile unico del contratto d'area di Gela venne
individuato nel Presidente della Provincia regionale di
Caltanissetta, dottor Filippo Collura, al quale è stato affidato il
compito di coordinare l'attività dei responsabili delle singole
attività ed interventi programmati, di assumere i provvedimenti
necessari ad impedire il verificarsi di ritardi nell'esecuzione di
tali attività ed interventi, di relazionare con cadenza semestrale
il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica circa l'avanzamento e l'attuazione del contratto d'area;
del contratto d'area facevano parte integrante il protocollo di
legalità, l'accordo fra le amministrazioni e l'accordo fra le parti
sociali, quest'ultimo per garantire condizioni contrattuali
flessibili al fine di assicurare e migliorare le opportunità di
sviluppo dell'economia e dell'intero apparato produttivo e di
realizzare un corretto sistema di relazioni sindacali;
nell'ambito del contratto d'area, ed in particolare del secondo
protocollo dello stesso, s'inserì, nel 2003, l'investimento
agroalimentare dei Fratelli Zappalà di Zafferana Etnea, la cui
iniziativa è stata localizzata nell'area PIP di Butera e, più
precisamente, in contrada Bugio;
il predetto investimento, caldeggiato dal Presidente della
provincia, nonché responsabile unico del contratto, e dall'allora
deputato regionale gelese dei DS, Lillo Speziale, prevedeva la
creazione di tre aziende: la Campi di Sicilia S.r.l., specializzata
nella trasformazione di ortaggi con un'occupazione prevista di 53
unità; la Caterservice sud S.r.l., produttrice di piatti pronti per
mense scolastiche, aziendali eccetera, con un'occupazione calcolata
pari a 67 unità; la Caterquik S.r.l., dedita alla produzione di
prodotti da forno biologici, con un'occupazione stimata pari a 104
unità;
le tre aziende in questione, nonostante siano stati realizzati gli
stabilimenti ed installati gli impianti di lavorazione, non sono
mai andate in produzione a pieno regime, in contrasto con quanto
contemplato dalle condizioni di progetto previste nelle delibere di
concessione dei contributi emesse dal gestore del contratto d'area;
l'impasse gestionale di ordine, tecnico e produttivo riscontrata
nella fase di avvio dell'attività, ha determinato delle difficoltà
di carattere economico e finanziario;
per fronteggiare la predetta situazione finanziaria, anche in
un'ottica di un rilancio generale dell'intero gruppo Zappalà, è
entrata a sostegno la CAPE Regione Siciliana SGR S.p.A., una
società di Gestione del Risparmio costituita il 19 Dicembre 2006 da
Simone Cimino & Associati Private Equity S.p.A (CAPE) con una quota
del 51% e dalla Regione siciliana con una quota pari al 49%;
detta società nasce in seguito alla emissione da parte della
Regione siciliana di un bando pubblico per la ricerca di un advisor
di un Fondo Chiuso di Investimento che investa nel capitale di
rischio di aziende operanti in Sicilia, e alla successiva nomina di
Cape quale advisor del Fondo e socio di maggioranza della Società
di gestione del fondo stesso;
nell'ambito della realizzazione del piano di rilancio generale e
sviluppo del Gruppo Zappalà, la CAPE Regione Siciliana SGR S.p.A.,
non ha conseguito i risultati previsti, poiché le tre società del
polo produttivo di Butera, sulle quali poggiava il suddetto piano
di sviluppo del Gruppo Zappalà, non hanno mai raggiunto i risultati
produttivi ed occupazionali programmati e previsti dal contratto
d'area;
detta circostanza emerge evidente sia dai contrasti sindacali
conseguenti al continuo ridimensionamento delle già esigue
maestranze assunte, rispetto ai dati indicati nel contratto d'area,
sia dalle molteplici e concatenate vicende societarie che hanno
caratterizzato le vita delle tre aziende in questione; a queste, si
è poi aggiunta la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., intervenuta
per rilanciare l'attività, rilevando in comodato nel febbraio 2010
la Caterservice Sud S.r.l., posta in liquidazione, e nell'ottobre
2010 la Campi di Sicilia S.r.l,. posta anch'essa in liquidazione;
nel dicembre 2011 anche la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., non
raggiungendo affatto l'obiettivo del rilancio, è stata posta in
liquidazione, e, nel febbraio 2012, ceduta in compravendita ad
un'altra società: la CAMPI SICILIANI S.r.l.;
a tutt'oggi il polo produttivo di Butera è del tutto inattivo
nonostante i ripetuti tentativi di garantire l'esercizio della
attività, anche in regime produttivo ed occupazionale ridotto
rispetto a quello previsto dal contratto d'area e nonostante la
diretta partecipazione finanziaria da parte della Regione siciliana
mediante la CAPE Regione siciliana SGR S.p.A.;
le turbolenti vicende del socio privato di quest'ultima, Simone
Cimino, hanno condotto alla liquidazione della quota di
partecipazione del predetto nella CAPE Regione Siciliana SGR
S.p.A.;
ciò si pone in netto contrasto con gli obiettivi che condussero
alla firma dello stesso contratto d'area ed alla realizzazione del
polo agroalimentare Zappalà, che avrebbe dovuto costituire una
grande occasione per valorizzare ed accrescere le produzioni
agricole dell'area e, conseguentemente, aumentare i livelli
occupazionali in una zona notoriamente caratterizzata da un
elevatissimo grado di disoccupazione e di precarietà;
per sapere:
quale sia ad oggi la situazione operativa della CAPE Regione
siciliana SGR S.p.A. in generale, e quale sia lo stato dei suoi
investimenti nelle singole partecipate;
quale sia nel dettaglio lo stato della partecipazione societaria,
sempre della CAPE Regione siciliana SGR S.p.A., in modo diretto o
mediato, all'interno del gruppo Zappalà;
quali siano state ad oggi e quali saranno nell'immediato futuro
gli effetti economici e finanziari per le casse della Regione
siciliana indotti dalle partecipazioni societarie della CAPE
Regione siciliana SGR S.p.A.;
quali siano le intenzioni del Governo regionale riguardo la
destinazione del polo produttivo di Butera, attualmente inoperoso,
in considerazione della rilevanza economica e sociale che esso
potrebbe esplicare per l'intera area sud del nisseno, una volta
messo effettivamente ed efficacemente in produzione». (585)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Nel rappresentare le scuse per il ritardo con cui si
riscontra l'interrogazione n. 585 dell'On.le Cancelleri Giovanni
Carlo, per cause non imputabili a questo Assessorato, si trasmette,
a cura del liquidatore della società Cape Regione Siciliana SGR
S.p.A., la relazione prot. n. 113/AMM/2013 del 23 settembre 2013
nonché la nota prot. n. 10564 del 26 febbraio 2014, del
Dipartimento Bilancio e Tesoro, Ragioneria generale, Servizio I -
Partecipazioni e Liquidazioni, utile a chiarire quanto richiesto
dall'interrogante».
L'Assessore
(Vancheri)
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»
FOTI - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA
- LA ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
l'archeologia preventiva serve a controllare che in un'area scelta
per realizzare opere di pubblica o privata utilità, non vi siano
resti importanti di ciò che il passato ha stratificato, per fortuna
ovunque nella nostra isola o più in generale nella nostra penisola;
da un reperto, un manufatto, un ambiente, un sito antico salvato,
infatti, può derivare una quantità notevole di conoscenza di cui la
ricerca si avvantaggerebbe per progredire, e la società potrebbe
avvantaggiarsi per far fruttare economicamente il proprio
patrimonio;
in Italia, la professione di archeologo è sviluppata in forma
autonoma senza che il legislatore l'abbia mai realmente
regolamentata, ad eccezione del settore dell'archeologia preventiva
(D.L. 63/2005, convertito nella legge 109/2005, e successivo
regolamento attuativo, D.M. 60/2009, entrambe le normative sono
state recepite dalla Regione siciliana);
mentre il 'bene culturale' è tutelato da un apposito apparato
legislativo molto accurato e di lunga tradizione, gli archeologi
non hanno normative che ne regolamentino gli ambiti di interesse,
le modalità lavorative e, cosa ben più grave, che ne definiscano
l'identità professionale;
tale assenza di riconoscimento e di regole si traduce in una
perdita di qualità, in una dispersione di competenze e spesso in
una negazione dei più fondamentali diritti dei lavoratori;
in Sicilia, vengono applicate tipologie di lavoro assai diverse:
spesso l'archeologo è assunto sotto la veste di operaio
specializzato direttamente dall'azienda appaltatrice, altre volte è
obbligato all'apertura di partita IVA, nonostante non si tratti di
vero lavoro autonomo (basti pensare che l'archeologo deve
necessariamente essere presente durante le ore di cantiere);
naturalmente, anche le tariffe sono estremamente varie: si passa
da compensi di 6 euro l'ora a compensi che superano i 300 euro
lordi al giorno: tale diversità di trattamento è il frutto di
arbitrarie logiche del mercato, e quasi sempre la retribuzione non
è rispondente né alla natura dell'incarico da svolgere né al
profilo professionale del lavoratore;
appare necessario, per uscire da questa condizione di instabilità
e di completa arbitrarietà della professione, l'intervento del
legislatore sul piano nazionale e regionale per il riconoscimento e
la regolamentazione della professione dell'archeologo;
considerato che:
l'art. 95 del codice dei contratti pubblici prevede che gli
interventi di archeologia preventiva per la realizzazione delle
opere pubbliche debbano essere eseguiti in sede di progettazione
preliminare, da soggetti in possesso di necessaria qualificazione
(diploma di laurea in Archeologia, specializzazione o dottorato);
nella totale mancanza di normativa, questa è, insieme al
successivo D.P.R., l'unica norma di legge che, seppure
limitatamente ai titoli e alle mansioni più elevate, definisce la
figura dell'archeologo;
la legislazione de qua è giunta in Italia con qualche decennio di
ritardo rispetto agli altri Paesi europei (Francia, Inghilterra ed
Olanda su tutti): la corretta applicazione di tale norma porterebbe
giovamento non solo al mondo degli archeologi professionisti, ma
anche alla comunità in generale, infatti, facendo lavorare, in fase
preliminare, l'archeologo a fianco dei progettisti (ingegneri,
architetti, ecc.), si annulla, sostanzialmente, la possibilità
che un ritrovamento archeologico possa rallentare, o addirittura
bloccare, l'esecuzione di piccoli o grandi lavori pubblici,
garantendo così tempi stretti ed assai precisi;
purtroppo, in Sicilia tale norma, per varie ragioni, tende ad
essere disattesa dalla stessa Pubblica Amministrazione;
l'Associazione Nazionale Archeologi ha già promosso, anche in
Sicilia, diversi incontri pubblici tra le diverse realtà coinvolte
(ANCE, Soprintendenza, archeologi professionisti, avvocati
amministrativisti, ecc.);
per sapere se:
non intendano intraprendere iniziative affinché si proceda alla
concreta applicazione dell'articolo 95 del codice dei contratti
pubblici, che garantirebbe evidenti vantaggi a tutta la comunità;
se ritengano opportuno attivarsi per il riconoscimento e la
regolamentazione della professione dell'archeologo;
l'Assessorato ai Beni Culturali preveda de facto, così come
scritto dalle ultime circolari dalla Direzione Generale alle
Antichità del MIBAC, all'abrogazione degli elenchi di
professionisti redatti, arbitrariamente, dalle Soprintendenze, in
quanto ritenuti strumenti inadatti alla corretta pubblicizzazione
degli archeologi professionisti presenti sul territorio;
non intendano provvedere, in sostituzione delle liste delle
Soprintendenze su base provinciale, alla creazione di una lista
unica indicativa e non vincolante, su base regionale, facilmente
accessibile da professionisti, Pubblica Amministrazione, enti
territoriali e ditte interessate». (1195)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Facendo seguito all'interrogazione in oggetto, si
trasmette la risposta richiesta.
Il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE , pubblicato sul
supplemento ordinario n. 1 alla GURS n. 7 del 17 febbraio 2012,
agli articoli 95 e 96 regola e definisce la procedura di verifica
preventiva dell'interesse archeologico : ciascuna Soprintendenza,
in sede di approvazione del progetto preliminare, può richiedere
alla Ditta esecutrice dei lavori il compimento di indagini
archeologiche, che deve essere espletato a cura di professionisti
il cui curriculum viene sottoposto alla Soprintendenza competente
per territorio, per la verifica del possesso dei titoli richiesti
dal sopracitato decreto.
Tali procedure costituiscono ormai prassi e nelle Soprintendenze
siciliane vengono regolarmente seguite, avvalendosi, fino a che
sono state in vigore, non di elenchi da esse redatti
arbitrariamente , bensì di un elenco di soggetti cui ricorrere per
l'affidamento dei servizi di cui sopra, approvato con D.D.G. n.
5085 del 28.01.2008 e aggiornato con D.D.G. 114/2012.
Successivamente, poiché, come è noto, la L.R. 12 luglio 20111, n.
12, pubblicata sul supplemento ordinario n. 1 alla GURS n. 30 del
14 luglio 2011, all'art. 12 ha istituito, presso l'Assessorato
regionale alle Infrastrutture l'Albo unico regionale dei
professionisti cui affidare i servizi di cui all'allegato II A
categorie 12 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.
e i., ivi compresa l'attività riguardante gli interventi de quo, è
venuta meno la validità di detti elenchi, per cui ne è cessato, da
parte del Dipartimento ai BB.CC. l'aggiornamento.
Per quanto riguarda il riconoscimento e la regolamentazione della
professione dell'archeologo, esse esulano ovviamente dalle
competenze di un Assessorato regionale, che pur tuttavia ha
manifestato in più occasioni l'adesione a tutte le iniziative
rivolte al Governo nazionale, portate avanti dalle Associazioni
degli Archeologi, quali ANA, CIA e altre, finalizzate appunto alla
richiesta di una regolamentazione di questa categoria di
professionisti. Si rileva a tal proposito la recente approvazione
dalla Camera dei deputati (15 gennaio 2014) di un disegno di legge
di modifica al Codice dei beni culturali (DLgs. 22 gennaio 2004, n.
42), in materia di professionisti dei beni culturali.
A ciò si aggiunga che si è recentemente costituito un tavolo
tecnico, di concerto con le Università siciliane (cui partecipa,
oltre a tecnici dell' Ufficio di Gabinetto e del Dipartimento ai
BB.CC., anche una rappresentanza dei Docenti delle discipline
archeologiche e storico-artistiche), finalizzato ad un
riconoscimento di competenze, ruoli e compiti che il mondo del
lavoro oggi può riconoscere ed affidare alla figura professionale
dell'archeologo, per meglio definire in funzione di ciò anche i
curricoli universitari.
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione rivolta, si resta a disposizione per ogni
chiarimento fosse ritenuto necessario.
Con osservanza».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
il territorio su cui sorge il borgo di Scopello è quello che a
tutti gli effetti può definirsi un paradiso naturale, dal suo
litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
la Riserva dello Zingaro, prima area naturale protetta della
Sicilia che si estende per 7 chilometri a Nord fino al comune di
San Vito Lo Capo, istituita nel 1981 con legge della Regione
siciliana, che ne ha affidato la gestione e la tutela all'Azienda
foreste demaniali;
l'antico borgo marinaro di Scopello è una delle mete più
apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito di quella
che, stando alle antiche carte geografiche, era la città di
Cetaria, così chiamata per l'eccezionale abbondanza di tonni nel
suo mare, così come dimostra l'antichissima tonnara risalente al
secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;
all'interno della Riserva naturale, nel tratto di mare antistante
la tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
in maniera determinante a rendere ancora più suggestivo il
paesaggio marino e, allo stesso tempo, attirano centinaia di
visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono come
meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
flora e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi nelle
acque circostanti;
gli stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data 22
febbraio 2013, della candidatura ufficiale, insieme alla Riserva
naturale dello Zingaro e delle terre dei Borboni, a diventare
patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;
i Faraglioni di Scopello, data la loro naturale scenografia,
all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
rinvenibile in altre località del mondo, hanno attirato numerosi
registi cinematografici, che hanno scelto lo specchio di mare
adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;
i famosi ed imponenti Faraglioni di Scopello sono però situati in
una zona in cui sussiste un vincolo di proprietà privata, per il
quale il sito è divenuto oggetto di sfruttamento economico: per i
visitatori infatti il passaggio è ostruito da una sbarra che ne
limita l'accesso e, quindi, se gli stessi volessero ammirarli da
vicino, possono farlo solo ed esclusivamente attraverso un esborso
di denaro ai proprietari privati dell'area;
considerato che:
tale denuncia è rinvenibile sui maggiori siti dedicati alle
informazioni turistiche e alle recensioni sulle vacanze appena
trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai soggetti
che volessero visitare le stesse destinazioni;
secondo quanto riportato, il passaggio alla zona adiacente ai
Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
costantemente da una guardia giurata, può essere oltrepassata
solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi a
un precedente esborso richiesto per la concessione oraria del
parcheggio antistante di circa un euro l'ora;
lo stesso limite di capienza, imposto ai visitatori dell'area,
viene di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
creando situazioni davvero inopportune per un' area naturale che
dovrebbe far godere i turisti che decidono di visitarla, e che
invece è oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
essere effettuate senza alcun tipo di controllo obiettivo e
organico;
tra le denuncie riportate dai turisti, infatti, si segnala
l'assenza di qualsivoglia servizio, se non una zona per i servizi
igienici non idonea a tale finalità, che rende del tutto
incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro danni, dal
momento che l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso alla
zona marina è il solo fatto che questo sito sia di proprietà di
privati;
rilevato che:
la tematica dello sfruttamento economico della tonnara di Scopello
è stata oggetto di una controversia amministrativa tra il Comune di
Castellammare del Golfo ed i proprietari della tonnara di Scopello,
la 'Comunione Tonnara Scopello & Guzzo';
il Comune di Castellammare del Golfo aveva dovuto adempiere, nella
compilazione del Piano regolatore nel 2005, all'obbligo sancito
dalla legge di individuare e censire gli accessi al mare;
nella specifica fattispecie riguardante la tonnara di Scopello, il
Comune ha indicato come accesso al mare quello esistente ed
utilizzato nel corso degli ultimi 50 anni;
i proprietari privati della tonnara si opposero al Piano
regolatore suddetto, rivendicando il diritto sull'accesso dapprima
in via gerarchica, ma ricevettero risposta negativa, fondata sulla
circostanza che quell'accesso era da sempre esistito.
Successivamente, sulla base dell'esito del ricorso gerarchico,
presentarono ricorso al TAR con le medesime motivazioni, ricorso
che stavolta fu accolto, a fronte di una carenza motivazionale del
Comune, come viene espressamente indicato dal TAR: il Comune, dal
canto suo, non ha mai resistito presentando le adeguate
motivazioni;
il Comune presentò appello al Consiglio di Giustizia
Amministrativa, ma lo stesso fu rigettato, in quanto la materia del
contendere verteva, a monte, su un atto amministrativo; sia il Tar
che il amministrativo; sia il TAR che il CGA, tra l'altro,
apostrofarono il fatto che il diritto di accesso acquisito e
rivendicato dalla collettività non andava fatto valere dinanzi a
loro, ossia in via amministrativa, ma andava sostenuto innanzi al
giudice ordinario, cosa che non é stata mai fatta;
il CGA riprendendo la sentenza di primo grado del TAR, che aveva
accolto il ricorso dei privati a fronte di una carenza di
motivazione del Comune, afferma, nella sentenza, che il Comune di
Castellammare del Golfo avrebbe dovuto adire il giudice ordinario
per far valere il diritto al passaggio esercitato per più di 50
anni, il Comune tuttavia ha preferito finora non adire la
competente autorità giudiziaria nonostante sarebbe ancora nella
possibilità di farlo.
visto che la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha
stabilito, il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà privata e
per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una
determinata spiaggia', rendendo ancora più incomprensibile il
fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
continuare a consentire la presenza di tali impedimenti meramente
speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
tratto di spiaggia adiacente ai Faraglioni di Scopello che
dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento di
una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;
per sapere se:
non intendano appurare le motivazioni per le quali il Comune di
Castellammare del Golfo non abbia finora intrapreso azioni innanzi
alla competente autorità giudiziaria per garantire alla
collettività la fruizione di un accesso al mare che era rimasto
libero per decine e decine di anni e su cui si poteva rivendicare
un diritto;
questo Governo intenda assumere provvedimenti affinché un sito di
tale importanza dal punto di vista turistico e dalla bellezza
paesaggistica così suggestiva, oggetto di candidatura a località
protetta dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità, non sia più
oggetto delle speculazioni di privati che ne limitano il passaggio
e l'accesso, senza offrire alcun tipo di servizio e per un mero
vantaggio economico, anche in considerazione della sentenza della
Corte di Cassazione che sancisce il diritto alla libertà di
passaggio ai tratti di spiaggia, che nel caso di località
turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe essere ancor più
garantito e tutelato». (1497)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
comunica che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta a vincolo
con D.A. n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza di uno
storico insediamento produttivo legato alla pesca e alla
conservazione del tonno il cui impianto originario può farsi
risalire ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico si
sviluppa in un ambito territoriale dai confini ben definiti
giudicato di grande interesse sia per le qualità architettoniche
che paesaggistiche, pertanto, da conservare e valorizzare nelle
forme compatibili con la tutela.
Ragione per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
privata, oggetto della presente interrogazione e che impedisce ai
visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
si ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile strumento
per la protezione e la salvaguardia da un uso improprio del
complesso della Tonnara.
Per quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
Assessorato; mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
realizzato, si informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
ha intimato ai proprietari dei terreni adiacenti la rimessa in
pristino dei luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del 31.07.2013 e
prot. n. 6233 del 27.08.2013).
A completamento di quanto relazionato si fa presente che ,
limitrofa al complesso della Tonnara, esiste un'altra scaletta
incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta sia stato
impedito l'accesso».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
ZAFARANA - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
l'antico borgo marinaro di Scopello è una delle mete più
apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito di quella
che, stando alle antiche carte geografiche, era la città di
Cetaria, così chiamata per l'eccezionale abbondanza di tonni nel
suo mare, così come dimostra l'antichissima tonnara risalente al
secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;
il territorio su cui sorge il borgo di Scopello è quello che a
tutti gli effetti può definirsi un paradiso naturale, dal suo
litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
la Riserva dello Zingaro, prima area naturale protetta della
Sicilia che si estende per 7 chilometri a Nord fino al comune di
San Vito Lo Capo, istituita nel 1981 con legge della Regione
siciliana, che ne ha affidato la gestione e la tutela all'Azienda
foreste demaniali;
all'interno della riserva naturale, nel tratto di mare antistante
la tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
in maniera determinante a rendere ancora più suggestivo il
paesaggio marino e, allo stesso tempo, attirano centinaia di
visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono come
meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
flora e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi nelle
acque circostanti;
gli stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data 22
febbraio 2013, della candidatura ufficiale, insieme alla Riserva
naturale dello Zingaro e delle terre dei Borboni, a diventare
patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;
i Faraglioni di Scopello, data la loro naturale scenografia,
all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
rinvenibile in altre località del mondo, hanno attirato numerosi
registi cinematografici, che hanno scelto lo specchio di mare
adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;
se tale utilizzo potesse risultare naturale destinazione per
temporanei passaggi di set cinematografici, secondo il giornale
consultabile online SiciliaInformazioni.com ;
l'attuale sfruttamento della caletta naturale in cui si ergono i
faraglioni di Scopello é diventata la sola possibile, dal momento
che essi sono situati in una zona in cui sussiste un vincolo di
proprietà privata e per la quale il sito è divenuto oggetto di
sfruttamento economico, dal momento che per i visitatori il
passaggio è ostruito da una sbarra che ne limita l'accesso,
divenuto possibile per i visitatori, che decidono di ammirarli da
vicino, solo attraverso un esborso di denaro;
considerato che:
tale denuncia è rinvenibile sui maggiori siti dedicati alle
informazioni turistiche e alle recensioni sulle vacanze appena
trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai soggetti
che volessero visitare le stesse destinazioni;
secondo quanto riportato, il passaggio alla zona adiacente ai
Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
costantemente da una guardia giurata, può essere oltrepassata
solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi a
un precedente esborso richiesto per la concessione oraria del
parcheggio antistante di circa un euro l'ora;
lo stesso limite di capienza, imposto ai visitatori dell'area,
viene di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
creando situazioni davvero inopportune per un' area naturale che
dovrebbe far godere i turisti che decidono di visitarla, e che
invece è oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
essere effettuate senza alcun tipo di controllo obiettivo e
organico;
tra le denunce riportate dai turisti, infatti, si segnala
l'assenza di qualsivoglia servizio, se non una zona per i servizi
igienici non idonea a tale finalità, che rende del tutto
incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro danni, dal
momento che l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso alla
zona marina è il solo fatto che questo sito sia di proprietà di
privati;
visto che la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha
stabilito, il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà privata e
per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una
determinata spiaggia', rendendo ancora più incomprensibile il
fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
continuare a consentire la presenza di tali impedimenti meramente
speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
tratto di spiaggia adiacente ai Faraglioni di Scopello che
dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento di
una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;
per sapere se codesto Governo intenda assumere provvedimenti
affinché un sito di tale importanza dal punto di vista turistico e
dalla bellezza paesaggistica così suggestiva, oggetto di
candidatura a località protetta dall'Unesco quale patrimonio
dell'umanità, non sia più oggetto delle speculazioni di privati che
ne limitano il passaggio e l'accesso, senza offrire alcun tipo di
servizio e per un mero vantaggio economico, anche in considerazione
della sentenza della Corte di Cassazione che sancisce il diritto
alla libertà di passaggio ai tratti di spiaggia, che nel caso di
località turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe essere
ancor più garantito e tutelato». (1517)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
comunica che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta a vincolo
con D.A. n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza di uno
storico insediamento produttivo legato alla pesca e alla
conservazione del tonno il cui impianto originario può farsi
risalire ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico si
sviluppa in un ambito territoriale dai confini ben definiti
giudicato di grande interesse sia per le qualità architettoniche
che paesaggistiche, pertanto, da conservare e valorizzare nelle
forme compatibili con la tutela.
Ragione per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
privata, oggetto della presente interrogazione e che impedisce ai
visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
si ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile strumento
per la protezione e la salvaguardia da un uso improprio del
complesso della Tonnara.
Per quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
Assessorato; mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
realizzato, si informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
ha intimato ai proprietari dei terreni adiacenti la rimessa in
pristino dei luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del 31.07.2013 e
prot. n. 6233 del 27.08.2013).
A completamento di quanto relazionato si fa presente che ,
limitrofa al complesso della Tonnara, esiste un'altra scaletta
incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta sia stato
impedito l'accesso».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
il Museo regionale della ceramica di Caltagirone è rimasto
inspiegabilmente chiuso giorno 25 novembre 2012;
si apprende dalla stampa che il predetto Museo rimarrà chiuso per
tutti i lunedì di dicembre;
il mese di dicembre registra una notevole affluenza turistica per
la città di Caltagirone;
tale chiusura, pertanto, impedirà ai turisti di visitare, nei
giorni sopra indicati, il Museo regionale della ceramica;
per sapere i motivi della suesposta chiusura e per chiedere di
disporre l'apertura, anche nei giorni di lunedì del mese di
dicembre, del Museo regionale della ceramica di Caltagirone».
(1586)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Facendo seguito all'interrogazione in oggetto, si
trasmette la risposta richiesta.
La chiusura del Museo della Ceramica il lunedì 25 novembre, così
come quella nel successivo mese di dicembre, lungi dall'essere
inspiegabile, rientra nella normale articolazione oraria delle
aperture e chiusure dei musei regionali, che viene regolarmente
comunicata all'utenza sul sito del Dipartimento regionale ai BB.CC.
e I.S.
Come nella maggior parte dei musei statali (non solo italiani, ma
anche europei), il giorno di chiusura settimanale viene fissato il
lunedì, per evitare la coincidenza con un altro giorno in cui il
flusso turistico è sicuramente maggiore: solitamente si programmano
le operazioni di pulizia straordinaria, manutenzioni, campagne
fotografiche, prelievi e movimentazione dei pezzi ai fini dello
studio o del restauro, in modo da concentrare tutte le attività che
per ragioni di sicurezza è opportuno si svolgano in assenza di
pubblico.
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione rivolta, si resta a disposizione per ogni
chiarimento fosse ritenuto necessario.
Con osservanza».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
Rubrica «Salute»
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO -
ZAFARANA - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI - FOTI -
TRIZZINO - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la salute, premesso che:
la spesa farmaceutica costituisce una delle maggiori componenti
della spesa sanitaria regionale;
i consumi farmaceutici in Sicilia sono più elevati rispetto alla
media nazionale italiana;
i farmaci più diffusi sono quelli relativi a patologie croniche,
quali il diabete, l'osteoporosi, l'ipercolesterolemia e altre
patologie che alimentano le prescrizioni in eccesso;
considerato che:
l'accordo fra la Regione siciliana ed i farmacisti privati
dell'isola ha previsto che la vendita dei farmaci inseriti nel
Prontuario Ospedale Territorio (Pht) venga effettuata non più
tramite le ASP ma attraverso le farmacie private, passando da una
distribuzione diretta ad una indiretta, con notevole aggravio dei
costi a carico del sistema sanitario regionale;
la distribuzione indiretta comporterà oneri di spesa per le casse
della Regione siciliana, derivanti dal compenso spettante ai
farmacisti per un ammontare pari a euro 4,50 (escluso Iva) per
confezione venduta, a fronte di 2,20 previsto con la distribuzione
diretta (costo che potrebbe ridursi a meno di un solo euro
semplicemente implementando la lista dei Pht recepiti a livello
regionale);
l'accordo graverà economicamente anche sugli assistiti che
dovranno corrispondere il costo del ticket che non era, invece,
previsto con la distribuzione diretta, per un importo pari a euro
3,50;
il 70% dei pazienti ha potuto, fino ad oggi, ritirare il farmaco
Pht direttamente nella stessa struttura in cui veniva prescritto e
in cui doveva necessariamente recarsi, appunto, per la prescrizione
e i controlli;
non si conoscono le modalità attraverso le quali la Regione
siciliana potrà effettuare il controllo dell'appropriatezza
prescrittiva;
non si è ancora chiarito a carico di chi saranno le spese per i
software di gestione e i costi di deposito dei farmaci;
rischiano oggi il licenziamento i 110 farmacisti ospedalieri,
parte integrante del sistema sanitario regionale che prestano la
propria opera, con contratti a termine, nelle farmacie ospedaliere
dell'isola con il compito di distribuire i farmaci Pht ai pazienti
affetti da malattie croniche;
visto che:
nel corso dell'audizione tenutasi in data 22 ottobre 2013
l'Assessore per la salute dichiarava che l'accordo per avviare la
distribuzione indiretta non prevede oneri aggiuntivi per il
bilancio della Regione, in quanto il servizio sarà reso dalle
farmacie, senza alcuna convenzione, in nome e per conto
dell'Assessorato, restando a carico dell'Amministrazione regionale
l'acquisto dei farmaci;
l'Assessore per la salute affermava che i farmacisti addetti al
servizio di distribuzione diretta non rischiano di perdere il posto
di lavoro, poiché è imminente avviare una sinergia ed una
integrazione tra gli operatori pubblici e quelli privati che
permetta il progressivo assorbimento dei soggetti all'interno delle
strutture pubbliche;
per sapere quali:
misure il Governo intenda adottare per contenere i costi derivanti
dalla distribuzione dei farmaci inseriti nel Prontuario Ospedale
Territorio (Pht) tramite le farmacie private;
provvedimenti il Governo intenda adottare per garantire un
efficiente sistema di distribuzione dei farmaci Pht a misura di
paziente». (1544)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione citata in oggetto, con
la quale sono stati chiesti chiarimenti in merito alla
distribuzione indiretta dei farmaci PHT, si fornisce la relazione
prot. 20984 del 10 marzo 2014 appositamente resa dal Servizio 7
"Farmaceutica" del Dipartimento per la pianificazione strategica di
questo Assessorato».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
comprensivo Parini di Catania
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto ai
docenti e agli studenti dell'Istituto comprensivo Parini di
Catania. Buonasera signor sindaco, buonasera a tutti i componenti
della giunta. Grazie per essere qui presenti.
E' sempre un piacere avere una bella ventata di freschezza
all'interno di Sala d'Ercole.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ciaccio, Grasso,
Cancelleri, Trizzino, Fazio e Currenti hanno chiesto congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive
N. 585 - Notizie in ordine al mancato sviluppo dell'Agro-
Alimentare nel Sud Nisseno ed al coinvolgimento della Regione,
mediante CAPE Regione siciliana SGR S.p.a., nell'investimento
Zappalà nella zona industriale di Butera (CL).
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Mangiacavallo Matteo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Venturino Antonio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
(Con nota prot. n. 27763/IN.16 del 4 giugno 2013, il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive).
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana
N. 1195 - Interventi finalizzati al riconoscimento della
professione di archeologo e alla tutela dell'archeologia
preventiva.
Firmatari:Foti Angela; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
N. 1497 - Chiarimenti circa il mancato intervento del Comune di
Castellammare del Golfo sulle limitazioni all'accesso alla
spiaggia dei Faraglioni di Scopello (TP).
Firmatari: Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
(Con nota prot. n. 210/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per il
turismo ha eccepito la propria incompetenza).
N. 1517 - Chiarimenti sulle limitazioni all'accesso alla spiaggia
dei Faraglioni di Scopello (TP).
Firmatari :Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
(Con nota prot. n. 209/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per il
turismo ha eccepito la propria incompetenza).
N. 1586 - Chiarimenti sulla chiusura tutti i lunedì del mese di
dicembre 2013 del Museo regionale della ceramica di Caltagirone
(CT).
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
- da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 1454 - Chiarimenti sul concorso a primario e sui fatti accaduti
presso il Reparto di Chirurgia plastica di Villa S. Sofia-Cervello.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1544 - Chiarimenti in merito alla distribuzione indiretta dei
farmaci Pht.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme per la tutela e la regolamentazione di attività sociali,
didattiche ed educative, presso strutture turistiche ricettive all'
aperto. (n. 726)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 26 marzo 2014.
- Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e
sicurezza del patrimonio edilizio esistente: istituzione del
fascicolo del fabbricato. (n. 727)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli La Rocca,
Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Cappello, Ferreri, Foti,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e
Zito in data 28 marzo 2014.
- Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5. (n. 728)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Greco G., Di
Mauro, Fiorenza, Federico, Lo Sciuto e Lombardo in data 28 marzo
2014.
- Norme per il riordino della pianta organica dell'Amministrazione
regionale. (n. 729)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Anselmo,
Cascio Salvatore, Currenti, Leanza, Lentini, Nicotra, Ruggirello,
Sammartino e Sudano in data 28 marzo 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione dell'ufficio speciale P.O.S.E. - Progetto
Opportunità Sicilia in Europa per l'acquisizione dei fondi tematici
(a Bando) dell'Unione europea. (n. 720)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Introduzione di prodotti biologici e dell'opzione vegetariana e
vegana nella ristorazione collettiva pubblica. (n. 722)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere V, VI
e UE.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 luglio 2011,
n. 12. (n. 710)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni per l'emersione del lavoro non regolare. (n. 717)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere III.
- Norme per le attività ricreative dell'infanzia attraverso il
sostegno e la regolamentazione di strutture preposte a tale fine
come le ludoteche. (n. 723)
di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Ferreri, Cancelleri, La
Rocca, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri,
Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito, con nota prot. n.
3383/SG.LEG.PG. del 19 marzo 2014, hanno chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 602 "Norme per favorire il
recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici".
Comunicazione di trasmissione di situazione trimestrale di cassa e
di tesoreria
della Regione alla data del 31 dicembre 2013,
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessorato regionale dell'economia,
dipartimento bilancio e tesoro, ha trasmesso, in data 19 marzo
2014, la previsione e la situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione alla data del 31 dicembre 2013, in
attuazione dell'art. 52, comma 5, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1718 - Chiarimenti sul mancato inizio dei lavori del primo e
secondo stralcio della terza fase del porto commerciale di Augusta
banchine containers.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1720 - Opportune iniziative tese alla risoluzione della
'vertenza Micron' e a garantire i processi di innovazione
tecnologica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Alloro Mario; Barbagallo Anthony Emanuele; Raia
Concetta
N. 1725 - Chiarimenti sul rischio di propaganda ingannevole da
parte delle compagnie aeree straniere operanti negli aeroporti
siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1727 - Interventi utili a evitare la chiusura dell'ente di
formazione Movimento apostolico ciechi.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1728 - Provvedimenti in merito alle attività preliminari per
l'avvio di ammortizzatori sociali per il personale impegnato nel
Servizio 118.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario. Vinciullo Vincenzo
N. 1729 - Continuità dei servizi di assistenza ai soggetti con
disabilità sul territorio siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1741 - Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia del condono
edilizio anche nelle zone sottoposte a vincoli di inedificabilità
assoluta.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1743 - Potenziamento della rete elettrica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1744 - Iniziative per istituire una postazione di emergenza -
urgenza 118 nel comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1745 - Chiarimenti sulla mancata istituzione del Parco
archeologico degli Iblei, in provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1746 - Interventi per rilanciare l'export siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1747 - Notizie sul mancato inizio dei lavori dei lotti 6/7/8
della SR-Gela e sui provvedimenti per scongiurare la perdita del
finanziamento europeo.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1749 - Iniziative per salvaguardare i livelli occupazionali
dei dipendenti del SEUS 118.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1750 - Notizie sulla mancata apertura della residenza sanitaria
assistita di Pachino (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1751 - Notizie sul finanziamento per la realizzazione dell'hub
interportuale di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1713 - Chiarimenti in merito all'indirizzo che intende attuare
l'Assessorato Territorio e ambiente in relazione alla questione
interpretativa sulla legge n. 326 del 2003 in Sicilia, ovverosia
sull'avvio dei procedimenti di diniego delle sanatorie edilizie
presentate in base alla medesima normativa.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Cascio Francesco; Alongi Pietro; Cordaro Salvatore;
Clemente Roberto Saverio; Germanà Antonino Salvatore; Pogliese
Salvatore Domenico
Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1711 - Chiarimenti sullo stato di attuazione della legge
regionale 17 agosto 2010, n. 18, in relazione alla crisi del Comune
di Palermo nella gestione della sepoltura delle salme.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio
N. 1712 - Chiarimenti in merito al riparto delle somme destinate
ai cantieri di servizi.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio
N. 1714 - Chiarimenti riguardo i motivi che hanno indotto lo
spostamento dello sportello Agea dal comune di Mazara del Vallo al
comune di Alcamo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca
Claudia
N. 1715 - Iniziative presso il Governo nazionale al fine di
rimuovere il previsto obbligo di risarcimento in forma specifica
presso le sole carrozzerie convenzionate con le compagnie
assicurative.
- Presidente Regione
Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto
N. 1716 - Notizie sull'attività svolta dalla Sezione operativa
assistenza tecnica (SOAT) di Cianciana (AG).
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Panepinto Giovanni
N. 1717 - Iniziative finalizzate all'attivazione dei procedimenti
concorsuali per la funzionalità delle unità operative delle
professioni sanitarie.
- Assessore Salute
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1719 - Notizie sulla mancata assegnazione delle somme impegnate
sulla linea d'intervento del PO. F.E.S.R. 2007-2013 per la
prevenzione dei rischi naturali e protezione della natura.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;
Zito Stefano
N. 1721 - Interventi urgenti mirati a evitare la cosiddetta 'fuga
di cervelli' dalla Sicilia e a garantire i livelli occupazionali
dei lavoratori della Micron Semiconductor Italia srl del sito di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Cimino Michele; Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette
Felice
N. 1722 - Notizie sulla mancata adozione dei provvedimenti
conseguenziali alla deliberazione dell'Azienda sanitaria
provinciale di Catania, in merito all'approvazione di un nuovo
regolamento per prestazioni di mediazione culturale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1723 - Notizie sul mancato ripristino della procedura di gara
relativa al servizio di call center per la gestione delle
prenotazioni sanitarie territoriali ed ospedaliere per la provincia
di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1724 - Chiarimenti in merito al reparto di ginecologia e
ostetricia del p.o. SS. Salvatore di Paternò (CT) e sullo stato di
sicurezza delle strade statali 121/284 di frequente percorrenza per
l'accesso ai siti ospedalieri di Biancavilla e Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1730 - Chiarimenti sull'erogazione e gestione del servizio
idrico nella città di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1731 - Interventi per l'attuazione delle disposizioni previste
della direttiva comunitaria 97/67/CE, concernente regole comuni per
lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari, con
particolare riguardo al territorio di Siculiana (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1732 - Notizie sul trattamento delle armi chimiche siriane nel
Mediterraneo.
- Presidente Regione
Firmatari: D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco;
Fontana Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Milazzo Giuseppe;
Vinciullo Vincenzo
N. 1733 - Iniziative da assumere per scongiurare la chiusura di
Almaviva contact, società di gestione di call center a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Alongi Pietro
N. 1735 - Interventi urgenti mirati alla piena attuazione delle
previsioni contenute nell'ordinanza di protezione civile n.
3865/2010 in relazione alle avversità atmosferiche occorse nella
provincia di Messina nei giorni dall'11 al 17 febbraio 2010.
- Presidente Regione
Firmatario: Grasso Bernadette Felice
N. 1736 - Chiarimenti sulle modalità di partecipazione della
Sicilia all'evento 'Expo 2015'.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 1737 - Ulteriori chiarimenti circa presunte infiltrazioni
mafiose nel servizio di trasporto infermi convenzionato con l'ASP 8
e nel servizio SEUS 118 di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Foti
Angela; La Rocca Claudia
N. 1738 - Chiarimenti sulla condotta dell'ASP di Siracusa in
merito all'assegnazione della V sede farmaceutica urbana del comune
di Floridia (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Foti
Angela; La Rocca Claudia
N. 1739 - Chiarimenti sulla vicenda della mancata istituzione
della ZFU di Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1742 - Notizie sull'asserita incompatibilità dell'incarico
rivestito dall'attuale Segretario generale del Comune di Alcamo
(TP).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1748 - Iniziative a tutela del limone 'femminello' di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Vinciullo Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 169 - Iniziative per il potenziamento della lotta alla mafia
nella Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano; Ciaccio Giorgio;
Mangiacavallo Matteo
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, la interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 285 "Quantificazione dell'indennizzo dovuto dalla Regione
per la spesa sanitaria e conseguente retrocessione alla stessa del
gettito relativo alle accise sui prodotti petroliferi", degli
onorevoli Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca
Claudia, presentata il 25 marzo 2014;
numero 286 "Rimozione del Segretario generale della Presidenza
della Regione siciliana", degli onorevoli Ciaccio Giorgio;
Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; Palmeri Valentina;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata
il 26 marzo 2014;
numero 287 "Iniziative in favore delle strutture private
accreditate che erogano prestazioni di medicina di laboratorio",
degli onorevoli Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Cirone
Maria in Di Marco; Alloro Mario, presentata l'1 aprile 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- con e-mail pervenuta il 27 marzo 2014, l'on. D'Asero ha
ritirato l'interrogazione n. 1734, in quanto di identico contenuto
alla n. 1732, a sua firma;
- con e-mail pervenuta il 2 aprile 2014, l'on. Vinciullo ha
ritirato l'interrogazione n. 1726, in quanto di identico contenuto
alla n. 1718, a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesioni a Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta l'1 aprile 2014 e
protocollata al n. 3858/AulaPG del 2 aprile successivo, l'onorevole
Riccardo Savona ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
Forza Italia . Pertanto, a decorrere dall'1 aprile 2014, lo stesso
deputato cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
Misto .
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, do lettura della nota dell'onorevole Luisa
Lantieri, pervenuta l'1 aprile 2014 e protocollata al n.
3859/AulaPG del 2 aprile successivo.
Al Presidente ARS
Al Segretario Generale
Loro sedi
«La sottoscritta onorevole Luisa Annunziata Lantieri, con la
presente, rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Deputato
Segretario, comunicando altresì di aderire al Gruppo parlamentare
Articolo 4 , cessando contemporaneamente dal Gruppo Parlamentare
Grande Sud - PID Cantiere popolare verso Forza Italia .
Distinti saluti»
Palermo 1 aprile 2014
Pertanto, a decorrere dall'1 aprile 2014, l'onorevole Lantieri,
cessando di far parte del Gruppo parlamentare Grande Sud - PID
Cantiere popolare verso Forza Italia , decade automaticamente dalla
carica di deputato Segretario ai sensi dell'art. 4, comma 8, Reg.
int. ARS, in quanto il Gruppo parlamentare Articolo 4 , al quale
l'onorevole Lantieri ha aderito, risulta già rappresentato in seno
al Consiglio di Presidenza.
Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare Grande Sud - PID
Cantiere popolare verso Forza Italia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che per quanto concerne
il Gruppo parlamentare Grande Sud - PID Cantiere popolare verso
Forza Italia , la cui composizione numerica si è ridotta a 3
deputati, lo stesso rimane temporaneamente in vita, secondo la
prassi di questa Assemblea regionale e di quella vigente alla
Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza avrà
deliberato al riguardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del decreto di cessazione dalla carica di Assessore
regionale
per l'economia a seguito di dimissioni e di assunzione temporanea
delle funzioni
da parte del Presidente della Regione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura del
decreto presidenziale n. 66/Area 1 /S.G. del 27 marzo 2014 (qui
pervenuto in pari data e protocollato al n. 3771/AulaPG del 31
marzo successivo) di accettazione delle irrevocabili dimissioni del
dottor Luca Bianchi dalla carica di Assessore regionale per
l'economia e contestuale assunzione temporanea ad interim delle
relative funzioni da parte del Presidente della Regione.
LO GIUDICE, segretario:
«Regione Siciliana
Il Presidente
D.P. n. 66/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea Regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione Siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale 540/Area 1 del 12 novembre 2012,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 16
novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato costituito il
Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e successivi
distinti decreti presidenziali di nomina degli altri Assessori
regionali con preposizione ai singoli rami dell'Amministrazione
regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 586/Area 1 S.G. del 28 novembre
2012, pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012 - parte I - n. 52,
con il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato il
dott. Luca Bianchi Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale per l'Economia;
VISTA la lettera datata 25 marzo 2014 con la quale l'Assessore
regionale per l'Economia, dott. Luca Bianchi rassegna
irrevocabilmente le proprie dimissioni dall'incarico assessoriale
con preposizione al predetto ramo dell'Amministrazione, assicurando
il mantenimento dell'incarico sino all'accoglimento delle stesse;
RITENUTO nell'accogliere tali dimissioni che, al fine di garantire
continuità all'esercizio delle funzioni politico-amministrative del
predetto ramo dell'Amministrazione regionale siciliana, il
Presidente della Regione Siciliana assuma temporaneamente le
funzioni di Assessore regionale per l'Economia;
DECRETA
Art. 1.
Per quanto in premessa specificato il dott. Luca Bianchi, a
seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
dalla carica di Assessore regionale per l'Economia.
Art. 2.
Al fine di assicurare continuità nell'esercizio delle funzioni
politico-amministrative il Presidente della Regione assume
temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per l'Economia.
Art. 3.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana.
Palermo, 27 marzo 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché sono in corso riunioni
politiche, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.22, è ripresa alle ore 18.12 )
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea in ordine alle
iniziative della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti il
disegno di legge di riforma costituzionale
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea in ordine alle
iniziative della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti il
disegno di legge di riforma costituzionale
Onorevoli colleghi, questa ora di sospensione è stata necessaria,
come ben sapete, per perfezionare una risoluzione. In quasi tutti -
o almeno così mi risulta - i Consigli regionali d'Italia, si sta
discutendo - qualche Consiglio già ha votato - in ordine alla
proposta del Governo nazionale di riforma della Costituzione in
alcune parti che interessano anche le Regioni, soprattutto le
Regioni.
Sapete che è stato presentato un disegno di legge che è stato
perfezionato fino ad adesso; sembrerebbe che ci sia quindi
un'errata corrige in corso, che sia stata operata, ma che per noi,
Regione a statuto speciale, obiettivamente, è fondamentale.
Voglio credere certamente alla buona fede, comunque, prendiamo
atto che c'è stata una modifica all'articolo 33, comma 13, in
ordine all'applicazione delle disposizione contenute all'articolo 4
anche alle Regioni a statuto speciale, anzi, dico della non
applicazione alle Regioni a statuto speciale, a differenza di come
risultava in precedenza e almeno fino a ieri.
Ho il dovere di riferirvi, ma è già a conoscenza di gran parte di
voi, ho avuto modo di riferirlo in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, che ci sono state tantissime riunioni in sede
di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative d'Italia e
anche in sede di Conferenze tra i Presidenti delle Regioni
d'Italia. Ci sono stati una serie di incontri, anche tra i
rappresentanti delle due Conferenze - ad uno di questi incontri ho
partecipato anch'io - e si è pervenuti ad una sorta di documento
che è stato trasmesso, quindi, al Governo nazionale, al Ministro
Boschi e al Presidente del Consiglio, Renzi; una sorta di documento
di carattere generale di condivisione della necessità che si
proceda ad una riforma del Senato e che, comunque, si superi il
bicameralismo.
Questo documento di lavoro, che viene quindi sottoposto
all'attenzione di tutti i Consigli regionali e quindi
all'attenzione di questa Assemblea;vi è già stato distribuito,
quindi, può essere oggetto di un avvio di dibattito, di
discussione.
E' importante, così come si è convenuto in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari - e mi fa piacere che tutti i
Gruppi abbiano sottoscritto una risoluzione che si potrà votare,
spero, stasera e ritengo all'unanimità, considerato che tutti i
Gruppi l'hanno sottoscritta, in ordine alla necessità di mantenere
ferma la specialità del nostro Statuto.
Chiaramente, questo non può essere un capriccio, tutt'altro, ma è
un'esigenza di ordine costituzionale e non solo formale ben sapendo
che la specialità va esaltata non in termini di rivendicazione ma
in termini di maggiore responsabilità.
Ecco siamo chiamati a questo.
Mi permetto di leggere innanzitutto il documento di lavoro che
porta la firma di Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle
Regioni e delle Province autonome, e di Eros Brega, coordinatore
della Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle
Province autonome:
"Documento di lavoro
Proposte di riforma costituzionale
Le Regioni, valutata la bozza di disegno di legge costituzionale
proposta dal Governo, ritengono certamente positiva la scelta di
trattare in un unico contesto di riforma e in unico testo normativo
la trasformazione del Senato e la riscrittura del Titolo V.
In questo spirito, le Regioni intendono ribadire aspetti
essenziali per il sistema regionale di cui la Riforma deve tenere
conto, garantendo l'effettiva partecipazione dei territori alla
legislazione nazionale. Il presente documento rappresenta le linee
fondamentali che le Istituzioni regionali intendono fornire come
contributo al Governo sulla proposta di Riforma costituzionale. Si
riservano nella fase successiva di declinarle in proposte puntuali.
Sulla composizione del Senato:
Le Regioni concordano:
A. sull'opportunità di conservare il nome di Senato delle Regioni e
delle Autonomie;
B. sulla previsione di una partecipazione di diritto di
rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali: Presidenti
di Regione e Sindaci dei capoluoghi di Regione e di componenti
eletti dai Consigli regionali tra i propri componenti e dal
collegio di sindaci - nella prima stesura, non era prevista la
partecipazione dei consiglieri regionali e questa è stata una
indicazione forte che è pervenuta da parte della Conferenza dei
Presidenti delle Assemblee legislative - . I rappresentanti dei
Consigli Regionali saranno individuati ed eletti dai Consigli
secondo le procedure di Legge;
C. sull'opportunità che la ripartizione dei seggi sia parametrata
alla popolazione delle Regioni, garantendo per tutte le Regioni,
anche le più piccole, la componente eletta dai Consigli regionali
al proprio interno e dal Collegio di Sindaci - occorre un
chiarimento anche a questo proposito, rispetto ad una proposta che
praticamente dava iniziale un numero pari in tutte le Regioni, un
numero massimo di due rappresentanti per Regioni e non si teneva
conto della popolazione, pensate voi che il Molise che ha meno di
trecentomila abitanti era pari alla Lombardia o alla stessa Sicilia
o Sardegna - ;
D. sulla quota paritaria di eletti dai Consigli regionali e dal
Collegio dei sindaci;
E. sulla previsione che il mandato degli eletti sia agganciato alla
durata degli organi ai quali appartengono;
F. sulla non condivisione dell'integrazione del Senato con membri
nominati - sapete perfettamente che c'era stata una proposta
iniziale ma, per fortuna, è stata superata, che il Senato doveva
essere composto da 21 nominati direttamente dal Presidente della
Repubblica -. Il numero elevato di senatori per gli alti meriti
nel campo scientifico, artistico e sociale non solo è stridente con
la nuova conformazione del Senato, ma potrebbe alterare la
formazione delle maggioranze in seno alla Camera altra, anche in
considerazione della composizione numerica ridotta.
Sulle competenze del Senato:
Le Regioni ritengono indispensabile e condividono il superamento
del bicameralismo paritario. Tuttavia, al fine di rafforzare le
competenze del Senato, occorre consentire che eserciti concrete
funzioni di riequilibrio tra le competenze dello Stato e delle
Regioni, anche allo scopo di superare il conflitto costituzionale
che ha caratterizzato questi anni e che la stessa proposta del
Governo gli assegna.
Si dovrebbe prevedere:
A. la maggioranza assoluta della Camera per tutti i disegni di
legge, necessaria per superare il dissenso espresso dal Senato;
B. la previsione di una legge bicamerale avente ad oggetto la
definizione del contenuto specifico delle materie e delle funzioni,
sul modello di altri ordinamenti che praticano modelli
costituzionali federali, regionalizzati e/o autonomisti, definendo
tempi certi che garantiscono un iter celere del procedimento
legislativo (nei quali lo sforzo di identificazione delle sfere di
competenza propria dello Stato e delle Regioni è pervenuto ad un
notevole livello di specificazione);
Gradirei che si prestasse molta attenzione a questo aspetto. Noi
siamo passati da uno Stato regionale, qual è, per definizione, il
nostro Stato, che è uno Stato unitario ma uno Stato regionale, ad
uno Stato che doveva essere federale - in base alla riforma del
2001 - ma con tutto quello che sta succedendo e sta avvenendo sotto
gli occhi di tutti, si parla addirittura di un accentramento dei
poteri in capo allo Stato, facendo venire quindi meno le funzioni
in capo alle Regioni. Quindi questo rappresenta in ordine alle
funzioni uno dei punti cruciali della riforma sui quali bisogna
stare molto attenti.
C. l'introduzione di una Commissione bicamerale, da prevedere già
nella stessa Carta costituzionale, in sede redigente, che operi nel
"cuore" del procedimento legislativo, definendo tempi certi e
celeri;
D. l'ampliamento della competenza anche alle funzioni ispettive
(poteri di interpellanza e interrogazione).
Organizzazione del Senato:
Per le Regioni è indispensabile corrispondere agli obiettivi che
lo stesso Governo intende realizzare attribuendo al Senato il ruolo
di assemblea di rappresentanza dei territori e di raccordo tra
tutte le Istituzioni rappresentative. Una volta garantito che il
Senato si articolerà per gruppi di rappresentanza delle comunità
regionali, sarà il regolamento del Senato ad individuare gli
specifici casi di voto unitario e il bilanciamento degli equilibri
alla tipologia di decisioni per le quali sarà indispensabile
ricorrere a tale modalità di voto. Sarà necessario, inoltre,
modificare la proposta del Governo prevedendo la figura del
Presidente e demandando al regolamento la disciplina delle modalità
di elezione e la durata.
Sulla riforma del Titolo V:
Le Regioni, nella convinzione che un elenco di materie concorrente
sia necessario per un esercizio coordinato delle diverse competenze
legislative ritengono possibile accedere alla proposta del Governo
di superare la legislazione concorrente prevedendo, tuttavia, un
rafforzamento delle controgaranzie. Nel merito sarà indispensabile:
A. ridefinire le competenze esclusive statali del II comma
dell'articolo 117: in particolare con riguardo all'urbanistica,
all'ordinamento degli enti locali, al procedimento amministrativo e
alla protezione civile, nonché al coordinamento della finanza
pubblica, richiamando una competenza statale circoscritta alla
definizione di una disciplina generale;
B. prevedere una elencazione di massima della legislazione
residuale regionale che tra le altre richiami la competenza in
materia di finanza locale, di mercato e di politiche del lavoro, di
organizzazione dei servizi scolastici, di istruzione e formazione
professionale, di protezione civile, di governo del territorio e
urbanistica, di pianificazione del territorio, coordinamento della
finanza locale e competenza su enti intermedi e forme associative
dei comuni;
C. procedimentalizzare la c1ausola di salvaguardia con un voto
favorevole preventivo del Senato;
D. prevedere anche l'iniziativa della Regione per l'attribuzione
di materie o funzioni di competenza statale".
Nella prima fase era la Camera - quella che risulterà a seguito
della riforma - che, attraverso una forma di devoluzione soft, di
volta in volta, trasferiva le competenze alle Regioni.
"E. prevedere che nelle materie di cui alle lettere p) ed m) del
117, II comma, la potestà regolamentare è esercitata previa intesa
con il Senato".
Adesso, do lettura di una parte inserita per espressa volontà
delle Regioni a Statuto speciale:
"Con riferimento alle Regioni a statuto speciale e alle Province
autonome di Trento e Bolzano si condivide il rispetto di quanto
previsto negli statuti speciali. Più specificamente, è opportuno
che la riforma sia corredata di una clausola di salvaguardia della
specialità, che faccia espressamente salve le materie di competenza
primaria, concorrente ed integrativo-attuativa enumerate dagli
statuti speciali, estendendo alle autonomie speciali solo le norme
di maggior favore, come fu fatto con la riforma del titolo V del
2001.
Vasco Errani
Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome
Eros Brega
Coordinatore della Conferenza delle Assemblee legislative delle
Regioni e delle Province autonome".
Ho il dovere di riferirvi che la sensazione che ho ricavato da
questi incontri è che le Regioni a Statuto ordinario hanno tutta la
necessità e l'esigenza che venga mantenuta la specialità delle
cinque Regioni che già questa specialità l'hanno riconosciuta dalla
nostra Costituzione.
E' chiaro, infatti, che il fatto stesso che se venisse meno la
specialità per una di queste Regioni - per la Sicilia, per la
Sardegna, non ha importanza - a cascata verrebbe messo in
discussione lo stesso ordinamento delle Regioni a Statuto
ordinario.
Riferisco ancora che ho chiesto espressamente al Presidente del
Senato di incontrarlo con un'apposita delegazione per
rappresentargli l'esigenza di incardinare il disegno di legge che
quest'Aula all'unanimità ha votato e che riguarda la riforma
dell'articolo 36 del nostro Statuto, il secondo comma.
Aspetto ancora che il Presidente del Senato - ho avviato anche per
le vie diplomatiche la necessità di questo incontro - e sono
fiducioso che da siciliano il Presidente del Senato, l'onorevole
Piero Grasso, possa, nel più breve tempo possibile, dare riscontro
a questa nostra più che legittima richiesta.
Comunico, altresì, che su mia iniziativa incontreremo il
Presidente della Corte Costituzionale, chiaramente non per andare a
sindacare questioni già esitate, ma per evidenziare quello che è il
ruolo e quello che è stato il ruolo delle Regioni a Statuto
speciale nel corso di questi anni e, anzi, dobbiamo dare atto che,
nell'assenza, a volte, delle Istituzioni e della politica, proprio
se guardiamo a qualche sentenza della Corte Costituzionale - per
carità, non mi riferisco alla prima che ha visto sopprimere l'Alta
Corte nella Regione siciliana - ma in seguito, soprattutto in
materia tributaria, già la Corte Costituzionale in qualche modo è
intervenuta a difesa della specialità degli Statuti.
E' un incontro che terremo il 7 aprile con il professore Gaetano
Silvestri che andrà, ritengo, al di là della cordialità
dell'incontro e in cui si approfondiranno determinati temi che
riguardano proprio l'essenza stessa della specialità delle Regioni
che esistono in Italia e che, a mio avviso, hanno tutta la
necessità di resistere, nonostante questa ondata continua di
antipolitica che riguarda le Regioni stesse.
Ha chiesto di parlare sulla risoluzione che è stata predisposta,
anche per avviare il dibattito, l'onorevole Cimino.
A conclusione, mentre il deputato si appresta a prendere possesso
del podio per intervenire, comunico che il 14 aprile prossimo i
presidenti dei Gruppi parlamentari saranno a Roma, in delegazione
insieme ai presidenti dei Gruppi parlamentari dei Consigli
regionali del resto d'Italia, per un confronto serrato e, spero,
convinto in ordine a queste tematiche.
Perché dico i presidenti dei Gruppi parlamentari? Perché c'è stata
l'esigenza di avere una rappresentanza politica poiché non sono
questioni che appartengono solo ad una parte, ma che appartengono a
tutta l'Assemblea e, quindi, a tutti i Gruppi politici che di
quest'Assemblea fanno parte.
risoluzione comunicato dal Presidente inerente la specialità
delle Regioni in Italia
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunico che è stata depositata, con la firma di tutti i Gruppi,
una risoluzione che, penso, l'onorevole Michele Cimino voglia
illustrare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, più che spiegare la risoluzione voglio
ringraziarla per il lavoro che si sta facendo, a livello nazionale,
come Assemblee legislative con questo documento che è stato firmato
da tanti parlamentari regionali e che, sicuramente, avrà un voto
unanime.
Ma voglio intervenire perché, secondo me, questo dibattito in
corso sulla riforma del Titolo V della Costituzione, che vede messe
in discussione le Autonomie legislative del nostro Paese, le
Regioni a Statuto speciale, deve poter essere per la Sicilia non
soltanto un momento per rivendicare il ruolo del nostro Statuto, ma
soprattutto per fare una volta e per tutte un'operazione verità,
un'operazione di trasparenza.
Proprio oggi leggevo le considerazioni del professore Costa, noto
economista della nostra Regione, in alcune trasmissioni televisive
a livello nazionale che denigrano e non apprezzano il ruolo della
nostra Regione e della attività della nostra Assemblea, molte volte
facendo confusione sulle competenze della Regione siciliana
rispetto alle competenze delle regioni a statuto ordinario.
Considerato che il tema delle riforme costituzionali, delle
riforme delle Regioni sta diventando un tema attuale, dobbiamo
creare le condizioni perché si lanci un'operazione verità anche
sulla Sicilia.
Questo è un tema interessante, soprattutto quando in Veneto vi
sono delle manifestazioni e dei referendum per la secessione e qui
a Palermo si celebrano interessanti manifestazioni per
l'indipendenza siciliana e avere uno Statuto che, di fatto, è
ingessato, che a noi regala il Commissario dello Stato, ma non
l'Alta Corte, che non dà la possibilità al Presidente della Regione
di partecipare al Consiglio dei ministri, che - guarda caso -
impone alla Sicilia di versare le imposte di produzione nel
bilancio dello Stato e non nel bilancio della Regione.
Queste e tante altre cose devono portarci a dire che se questa
autonomia deve essere soltanto uno specchietto per le allodole,
allora è bene eliminarla, diventare una Regione a statuto ordinario
come le altre, tanto più che le altre regioni, di fatto, riescono
ad assumere e ad avere maggiori opportunità rispetto ad una Regione
che di autonomia speciale ormai ne ha ben poca.
Voglio anche sottolineare come, in un momento come questo, alla
Regione siciliana manchino diverse risorse e ciò perché non si
tiene conto dell'attualità di alcune normative.
Parlo, ad esempio, della web tax.
Il Governo nazionale, col Presidente della Commissione Bilancio,
ha sponsorizzato l'idea e il provvedimento della web tax e adesso
noi, con l'articolo 37 dello Statuto, non vogliamo che di fatto,
rispetto agli anni dello Statuto stesso, non venga a rendersi
pienamente operativo l'articolo 37, che non è altro che lo stesso
principio della web tax che si vuole portare avanti a livello
nazionale.
Le imprese che operano in Sicilia, ma non hanno sede legale in
Sicilia, devono poter pagare le imposte nel nostro territorio.
Non capisco perché quando si tratta di un problema concernente
l'economia nazionale, questo stesso viene seguito con interesse e
viene apprezzato; se un tema è stato, invece, attenzionato dai
Padri costituenti della nostra Regione e vuole da noi essere
valorizzato, viene considerato soltanto come becero
rivendicazionismo o richiesta di soldi.
La Sicilia non ha necessità di risorse aggiuntive, la Sicilia ha
necessità di avere apprezzate le proprio norme secondo le risorse
che le sono proprie e nel documento, che proprio oggi leggevo del
professore Costa, ho notato che questi calcoli sono molto seri e
che possono essere valorizzati anche dalla nostra attività.
PRESIDENTE. Onorevole Cimino, lei mi dà lo spunto per fare una
considerazione.
E' stato detto che il debito della Regione siciliana sia pari a
cinque miliardi di euro.
Questa dichiarazione, detta più volte alla TV nazionale, non
merita commento e questo la dice lunga su qual è il motivo
dell'attacco concentrico nei confronti delle Regioni.
Non dico altro, è una notizia assolutamente infondata, falsa,
priva di sostanza, e ringrazio il professore Costa, che non ho il
piacere di conoscere personalmente, il quale ha voluto evidenziare
la grande confusione che spesso si fa sui numeri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
integralmente l'intervento del collega, onorevole Michele Cimino,
il quale peraltro si è fatto promotore di una battaglia che questo
Parlamento ritengo, anzi sono certo, intende sostenere circa la
piena attuazione di quegli articoli dello Statuto siciliano,
appunto gli articoli 36, 37 e 38, che finiscono in una prospettiva
di chiarezza per essere fondamentali per il futuro della nostra
Regione, per il futuro della Istituzione, ma nello stesso tempo per
il futuro della gente di Sicilia.
Personalmente, sarò breve perché voglio focalizzare alcuni punti
assai veloci, tra questi il tema della tutela del principio di
specialità della Regione siciliana.
In un'aula che data 1147, in un Parlamento che è il Parlamento più
antico d'Europa e che rappresenta una storia, non significa, a mio
parere, cercare la tutela di uno sterile campanilismo, ma significa
spiegare, intanto, a chi ci ascolta che volere tutelare il
principio di specialità non vuole determinare la ricerca di un
vantaggio, la ricerca di privilegi, ma vuole, intanto, partire da
un dato storico, oggettivo: questo Parlamento e lo Statuto
siciliano è, a mio parere, è la forma più compiuta dello stesso
regionalismo ed, in quanto tale, già di per sé andrebbe tutelato.
Signor Presidente, colgo l'occasione - credo che siamo in tema -
per compiacermi con lei per la bella cerimonia di ieri per il
novantesimo compleanno del senatore Macaluso
Ieri, è stata un'occasione che ci ha ricordato cosa significhi
"principio di specialità", che cosa significhi confronto
democratico, che cosa significhi lo Statuto siciliano ed è stato
bello ascoltare un uomo, seppur comunista, certamente illuminato,
parlare per oltre 20 minuti del primo Presidente della Regione,
Giuseppe Alessi, del quale egli confessava essere stato acerrimo
nemico politico, seppur nel rispetto delle reciproche tesi.
Ebbene, rispetto a questi valori, i valori del confronto e della
democrazia che hanno fatto parlare alcuni presenti di Alessi e di
Macaluso come costruttori della democrazia in Italia, e ce ne
saranno stati certamente anche a destra, oltre che a sinistra e al
centro di quello che era il vecchio arco costituzionale, io voglio
dire che, certamente, prima di archiviare una battaglia che ha
visto i nostri padri costituenti imporsi sullo scenario nazionale
e, perché no, anche di una costituenda Unione europea, credo che
dovremmo avere tutti il buon senso, soprattutto chi a Roma fa
facile demagogia, di studiare meglio la storia e di guardare meglio
la prospettiva di questa Terra e di questa Isola.
Sono semplicemente convinto che sapendo che da parte nostra questa
riflessione va colta come spunto anche per fare chiarezza di alcuni
principi, di alcuni criteri e, perché no, di alcuni valori che si
sono annacquati nel tempo, ma avendo qualche dubbio sulla buona
fede di chi tanto semplicisticamente a Roma sta proponendo una
modifica costituzionale che, certamente, non è sentita nel Paese o,
meglio, che certamente non è sentita in questo modo, ecco sono
convinto che il dibattito vada approfondito e, per questo, ho
congiuntamente firmato la risoluzione che si affida pienamente al
Presidente dell'Assemblea regionale affinché, nei contesti
opportuni, voglia tutelare il principio di specialità attraverso
quello che lei, correttamente, ritengo abbia definito una clausola
di salvaguardia che il contesto che mette insieme, appunto i
Consigli regionali delle regioni d'Italia, ha voluto in maniera
precisa evidenziare.
E' il momento di parlare di competenze, è il momento di aprire un
dibattito serio e serrato con il Parlamento nazionale, è certamente
il momento di fare chiarezza sulle fonti e sulle prerogative.
Sono convinto che tutto questo potrà accadere, sono certo che da
parte nostra e da parte sua, signor Presidente che ci rappresenta,
tutto questo non mancherà e, per questo, il gruppo Grande Sud -
PID Cantiere popolare verso Forza Italia voterà congiuntamente la
risoluzione che lei ha sottoposto all'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condividiamo
l'iniziativa assunta dal Capo del Governo per il superamento del
bicameralismo perfetto essendo, questo, un cavallo di battaglia
della destra politica italiana propugnato ormai da diversi decenni.
Con lo stesso spirito apprezziamo l'iniziativa ed il fermo
richiamo, con grande determinazione, del Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana al rispetto della clausola di salvaguardia
della specialità statutaria della nostra Regione, anche per questo
non ho esitato a firmare, in rappresentanza del Presidente del
gruppo parlamentare, onorevole Formica, il documento che lei, fra
poco, metterà al voto di questa Assemblea e, tuttavia, signor
Presidente mi consenta di evidenziare come questa nostra presa di
posizione non possa e non debba bastare a liquidare un tema che,
come giustamente lei ha ricordato, riconduce ad una strategia che
io definisco abile e cinica che è quella di operare un attacco
concentrico nei confronti del regionalismo in generale e delle
Regioni a statuto speciale in modo particolare, ma non serve, non
serve e non basta.
Non possiamo vivere di rendita pensando che il nostro, come
opportunamente ha richiamato l'onorevole Cordaro, è il più antico
Parlamento d'Europa, non possiamo vivere di rendita senza chiederci
che cosa serve per riaffermare il primato della specificità, che
cosa serve perché ci si renda conto che gli attacchi al
regionalismo, motivati alcuni ed immotivati altri, non debbono
essere subiti, ma debbono essere rintuzzati con la logica di
proposte serie e concrete, con una condotta diversa rispetto a
quella che, fin'ora, il Parlamento siciliano ha adottato.
Inutile nascondere una amara verità: l'autonomia siciliana è la
grande ammalata.
C'è uno stato patologico che si manifesta sotto diverse forme e
questo stato patologico ha consentito l'uso distorto dell'autonomia
siciliana ad alcune logiche politiche che vanno condannate senza
appello ed ha consentito, alle stesse logiche politiche, di
utilizzare l'autonomia come alibi, come comodo alibi per dar vita a
lunghe stagioni di clientelismo spregiudicato ed irriducibile.
Abbiamo il dovere, signor Presidente e colleghi deputati, di
avviare una seria stagione delle riforme, una stagione serena ed
intensa che ci consenta di capire che cosa va modificato dello
Statuto siciliano, dopo quasi 70 anni è lecito chiederselo sulle
norme concepite e volute dai padri costituzionalisti siciliani ed è
stato ricordato il presidente Alessi, è stato ricordato il
comunista Macaluso, verso il quale non posso che nutrire rispetto
pur nella diversità delle opinioni.
Come non ricordare lo spirito autonomistico di uomini di destra
come Dino Grammatico, come Vito Cusimano - il mio maestro - Pippo
Tricoli, solo per fare alcuni nomi.
Proprio per questa ragione, per questo retaggio solido, glorioso,
degno di rispetto, credo, signor Presidente, che dobbiamo aprire
seriamente questa stagione delle riforme, senza pregiudizi, senza
rancori, senza alcuna ingiustificata e ingiustificabile gelosia.
Abbiamo il dovere di chiederci quali ragioni obiettive oggi
determinano e suggeriscono l'opportunità di una revisione perché lo
Statuto non può essere più guardato con la venerazione e con la
sacralizzazione che finora è stata ostentata da alcuni Gruppi
politici.
A lei il compito, signor Presidente. Lei è un convinto
autonomista, lei si è abbeverato alla cultura autonomista della
scuola sturziana, lei ha tutte le carte in regola anche per la
qualità del ruolo che ricopre di intestarsi questo compito.
Credo che vada nominata una Commissione, credo che vada
interessata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
credo che l'Assemblea debba in questa legislatura aprire un grande
dibattito affinché l'attacco concentrico, cui lei faceva richiamo,
al regionalismo in generale e al regionalismo autonomistico in
particolare non possa essere soltanto oggetto e stimolo per un
richiamo alla responsabilità, come lei ha giustamente sottolineato,
ma deve anche consentirci di modificare quanto va modificato nella
nostra Carta Costituzionale regionale per fare della Sicilia il
riferimento non solo geografico, ma anche politico, come modello di
efficienza e di efficacia di tutto il bacino mediterraneo. E' una
sfida E' una grande sfida, ma proprio per queste ragioni ha il
dovere di lanciarla e noi deputati il dovere di raccoglierla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, oggi,
con il disegno di legge costituzionale, stiamo assistendo allibiti
ad un attacco a 360 gradi all'ordinamento democratico repubblicano
uscito dalla guerra e dalla Resistenza.
Si è già detto - e non ci compete ricordarlo adesso - come
l'abolizione del Senato si serva del pretesto del cosiddetto
risparmio dei costi della politica, in realtà irrisorio, quando in
realtà è preordinato ad affidare ad una minoranza, attraverso gli
yesman nominati' della Camera, di assentire disciplinati alle
leggi imposte da due o tre persone, su mandato di élite finanziarie
che oggi ci strangolano.
In questo quadro non potevano mancare, di passaggio, un disegno
neocentralista volto a spegnere tutte le forme di autonomia e di
democrazie decentrate, proprio perché meno controllabili dall'alto,
ed in particolare quelle speciali, più di altre viste come "fumo
negli occhi" e potenziale pericolo per il "Nuovo Ordine Mondiale",
di cui alcuni pupazzi' sono chiamati a farne le veci.
Non possiamo in questo momento tacere come questo attacco riguardi
soprattutto la Sicilia, già laboratorio privilegiato per le
politiche di austerity ed ora designata vittima sacrificale, quasi
che l'avere dato origine allo stesso concetto di Europa, insieme
alla Grecia, sia il più grave dei peccati originali.
L'Autonomia speciale di cui gode la Sicilia non si tocca Per
ragioni storiche, geografiche, economiche, politiche e sociali.
Essa è un diritto che i Siciliani non hanno avuto concesso da
alcuno, che si sono conquistati con le loro lotte, frutto di un
anelito plurisecolare all'autogoverno, e le cui disfunzioni -
semmai - dovrebbero ritorcersi contro una classe politica di
parassiti e subalterni ai poteri forti nazionali ed internazionali,
da sostituire, e non contro il Popolo siciliano che questi diritti
possiede per diritto politico quanto naturale.
Perché la Sicilia oggi gode di quest'autonomia, almeno sulla
carta?
La Sicilia fa certo parte dell'Italia, almeno da quando, 151 anni
or sono, i suoi leader politici hanno accettato di ammainare una
storia di Nazione propria, antica quanto la stessa civiltà europea
ed una storia di Stato proprio e di Parlamento proprio, che nessuna
Regione italiana poteva vantare, forte di circa 8 secoli di storia.
Il Governo legittimo siciliano di allora, per mezzo del Consiglio
straordinario di Stato, riconosciuto come statuale e legittimo dai
principali governi del mondo, pose come condizione dell'adesione
all'Italia un patto confederale tra lo Stato siciliano e quello
italiano sancito da un Parlamento siciliano liberamente eletto. La
monarchia italiana non volle tenerne conto, occupò il Paese e
rispose con un plebiscito-farsa, 4 stati di assedio, l'aperto
sostegno alla malavita, che non a caso, proprio da quel momento -
come giustamente disse Rocco Chinnici - diventò la "mafia" che
conosciamo, impossibile senza l'apporto attivo dello Stato
italiano, leggi discriminatorie e liberticide e, soprattutto, con
un ferreo colonialismo interno che ne impedì ogni forma di sviluppo
moderno e che toccò il culmine durante il fascismo, quando la
nostra Terra fu "umiliata" a rango di "Granaio dell'Impero".
Dopo la sconfitta dell'Italia nella II guerra mondiale, la Sicilia
stava per essere perduta, quasi conquistata ad una causa
indipendentista. Gli Alleati la riconsegnarono all'Italia, insieme
ad un progetto radicale di autogoverno, a patto implicito, quindi,
che l'Italia ne avrebbe tutelato le tradizioni secolari di
autogoverno. Una clausola del Trattato di pace di Parigi, poi
disattesa purtroppo, ne confermò lo status geopolitico speciale,
imponendone la smilitarizzazione.
L'Italia - come è noto - concesse subito le forme di
quell'Autonomia, ma a quasi 70 anni di distanza, si è ben guardata
dal rispettare quei patti, persistendo in un atteggiamento sleale e
continuando con la pratica del Colonialismo interno, ora mitigato
dalla pillola indorata dell'assistenzialismo, al quale fu snaturato
l'istituto autonomistico. La Sicilia ora esportatrice di voti, in
cambio di un'elemosina appena maggiore rispetto a quella del
Mezzogiorno continentale, e, peraltro, tratta dallo stesso gettito
tributario dei Siciliani.
Eppure, quell'Autonomia, nei primi 10 anni di vita, gli unici in
cui in qualche modo funzionò, tolse la Sicilia dal feudalesimo.
Portò l'asfalto e la luce nella maggior parte dei Comuni siciliani,
dotò la Sicilia di strade e di aeroporti, bene o male ci traghettò
finalmente nella modernità. Dal 1957, purtroppo, non a caso, dalla
soppressione manu militari dell'Alta Corte, si è innescato un lento
processo di svilimento e di decadimento delle istituzioni regionali
e dell'Autonomia che, forse, in questi ultimi anni, sta toccando il
fondo.
Si dirà: questo è il passato . Adesso dobbiamo guardare oltre.
Ma è anche il presente e il futuro che impongono le ragioni di una
Sicilia autonoma. Intanto, perché una comunità etnica e storica di
secoli con identità e istituzioni proprie non si cancella con un
disegno di legge costituzionale. Ancora oggi l'emigrato nel mondo
prima dice di essere siciliano' e poi di essere italiano'.
Ma poi vi è la condizione di Regione insulare, garantita anche dai
Trattati europei che richiede, già in quanto tale
un'amministrazione speciale.
Vi è la strutturale distanza dei più importanti centri di
decisione del Paese, che impone una difficile continuità
territoriale, e al contempo una dimensione, geografica e
demografica, pari a quella di una nazione media europea.
Vi è, poi, soprattutto, la condizione strutturale di
contrapposizione di interessi tra l'economia regionale siciliana e
quella nazionale. Finanche la diversa struttura economica di base:
paese di fonti di energia e di materie prime la Sicilia, vocata
anche ad una industria di trasformazione agro-alimentare e ad un
turismo che non hanno ancora sperimentato il loro decollo, mentre
l'Italia è sempre vista come una grande economia industriale, con
un turismo che è visto in termini competitivi nei confronti di
quello siciliano.
La Sicilia è, dunque, dotata di interessi propri, "quasi"
nazionali che possono essere conciliati con quelli nazionali solo
se esiste una sede in cui questi interessi possano essere, con
efficacia, governati.
Un'autonomia indifferenziata, in queste condizioni, si tradurrebbe
fatalmente (come si traduce, nei fatti, per la mancata attuazione
dello Statuto) in una estrema perifericità e marginalità.
Senza l'Autonomia i Siciliani saranno sempre cittadini di serie B.
Non saranno mai veramente italiani o veramente europei. Il
paradosso è proprio quello che il maggior centralismo, anziché
unire - come l'esperienza dimostra - finisce per dividere ancora di
più il nostro Paese, unitario solo sulla carta.
E la nostra Autonomia si basa su due pilastri, entrambi oggi
violati, ma entrambi vitali per la nostra società e per il nostro
futuro: l'Autonomia legislativa, con la quale siamo padroni del
nostro destino, e l'Autonomia finanziaria, con la quale una Regione
sfruttata come la nostra non dovrà finanziare debiti fatti da altri
per altri interessi.
Questi argini noi abbiamo il diritto e il dovere di difenderli
contro ogni attacco strumentale che parta da questo dissennato
neocentralismo coloniale. Ma cosa c'è dietro tutto ciò?
In realtà, combattendo la nostra Autonomia, lo Stato, che già
praticamente non ha più alcun trasferimento o servizio da tagliare
alla Sicilia, giacché questa pensa quasi a tutto da sé, vuole
mettere ancor più direttamente mano sulle nostre già magre risorse
tributarie, per riversarle nel calderone impagabile del debito
pubblico infinito.
La vera contesa è di carattere tributario e finanziario.
Vuole mettere a tacere ogni forma di iniziativa legislativa che
venga dal basso, in modo che la Trojka abbia a che fare solo con
camerieri di un livello, a Roma, senza che questi poi debbano
negoziare ogni cosa con livelli di democrazia più vicini al
territorio, come le Regioni e i Comuni.
Le Autonomie locali sono oggi un ostacolo per il processo di
svuotamento delle sovranità nazionali. Per questo devono essere
combattute e distrutte.
Nel disegno autoritario è "normale" che si svuotino le autonomie
regionali.
Nel disegno autoritario è "normale" che l'autonomia eccezionale,
quasi confederale, dell'antica Sicilia, sia la prima vittima
sacrificale.
Una ragione in più per difenderla. Non dimentichiamo che i nostri
padri, i nostri avi, nell'antichità, nel Vespro, in mille e mille
rivolte, nel 1812, nel 1848, nel Dopoguerra, diedero il loro sangue
per difendere il diritto all'Autogoverno dei Siciliani e per non
farsi derubare dal "conquistatore" di turno.
Noi non saremo da meno e impediremo con ogni mezzo questo colpo di
Stato strisciante.
E' per questo che abbiamo sottoscritto questo ordine del giorno e
qui lo voteremo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
possa essere considerata, per il nostro Parlamento regionale
siciliano, come un'occasione di serio confronto, un'occasione che
vede come da quello che era il potere conferito, dal punto di vista
costituzionale, con la possibilità di legiferare, quindi il potere
normativo, che vuole poi avere una refluenza, per capacità di
essere Statuto speciale, gestione autonoma o per lo meno la
capacità di dimostrare una autonomia attraverso l'impegno
legislativo e anche la sua articolazione nei vari aspetti, come
sicuramente le refluenze che si determinano, sotto il profilo
economico, istituzionale, amministrativo, burocratico un momento di
grande possibilità di crescita per la nostra Isola.
E' stato detto che forse lo Statuto speciale oggi merita un
momento di approfondimento; ci sono delle disfunzioni,
probabilmente delle problematiche che vanno affrontate,
approfondite, corrette, perché no, probabilmente qualche patologia.
Ritengo, per quello che deve essere lo spirito e l'impegno di una
classe dirigente, che nell'avere individuato o nell'individuare i
problemi, deve avere la capacità di migliorarne le condizioni, per
questo dicevo che oggi è arrivato il momento, attraverso questo
grande scossone che viene a determinarsi con la ipotesi malaugurata
che noi respingiamo decisamente di volere tout court tranciare,
tagliare, togliere questa possibilità o questa capacità di Statuto
speciale.
C'è una grande necessità. E' stato detto che le refluenze di
carattere economico, viste essenzialmente con l'articolo 36, 37 e
38 dello Statuto, che hanno visto una grande battaglia che in parte
ha dato qualche risultato, ma che ancora oggi è aperta in
quest'Aula, è da esempio una mozione sull'articolo 37, signor
Presidente, dove l'allora assessore Bianchi si era impegnato, dopo
un confronto con il Governo nazionale, a portare un risultato di
questo confronto, perché sicuramente il principio importante che di
fatto poi determina una grande ricaduta sotto il profilo economico,
per le aziende che operano in Sicilia, ma che hanno sede legale
fuori dalla Sicilia e che non pagano le imposte in Sicilia, diventa
per noi un grande momento di possibile risultato positivo.
Così come anche sul discorso relativo all'articolo 36.
Allora, io dico, se oggi c'è questa situazione di grave scontro
che vuole cancellare questa prerogativa che, con grande
determinazione, con grande senso, oltre che istituzionale, anche
democratico, ha rappresentato un impegno per la nostra Isola, e che
sicuramente porta oggi al nostro impegno di capire, alla luce delle
problematiche sorte, quale possa essere una proposta per
determinare un cambio di rotta, una proposta che possa migliorare
le condizioni che fino ad oggi non hanno consentito una reale
applicazione dello Statuto speciale, e, perché no, io dico, un
grande impegno che determini una possibilità di riscatto della
Sicilia, in un momento in cui è fortemente sentito il bisogno per
quelle che sono le problematiche che oggi nell'isola vengono da
tutti evidenziate e denunziate, allora io dico che noi abbiamo
avuto grandi personaggi, grandi cervelli in Sicilia, ma abbiamo
avuto forse anche grandi difficoltà a che queste capacità, cioè
coloro i quali potevano dare un contributo, determinassero
risultati positivi.
Probabilmente, oggi, è arrivato il momento perché la classe
dirigente, e quindi anche questo Parlamento, avvii una fase seria
oltre che di confronto, anche di proposta su quelle che sono le
iniziative che vanno negoziate e trattate col Governo nazionale, le
iniziative che vanno da noi formulate perché devono essere
caratterizzanti dell'impegno relativo allo Statuto speciale e
perché attraverso questo tipo di rinnovata capacità di proposta
possa innalzarsi un grande, e in maniera forte e determinante, un
inno all'impegno perché possa crescere la nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Onorevoli colleghi, non possiamo non sottolineare come
in una fase storica come questa in cui questo Parlamento si è più
volte, a più riprese, impegnato su questioni a tutela della
specificità dello Statuto, su questioni a tutela dell'applicazione
di alcuni articoli, come gli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto
speciale, certamente, non ci saremmo immaginati che invece il
Governo nazionale facesse una battaglia esattamente antitetica a
quel genere di proposte presentate dal Parlamento.
Un Governo nazionale che evidentemente propone un disegno di legge
di riforma costituzionale che cancella davvero le prerogative delle
Regioni a statuto speciale; un Governo nazionale, il Governo Renzi,
che all'articolo 33, esattamente al comma 13, senza alcun rispetto
per tanti anni di storia consumati sul sudore e sul sacrificio dei
siciliani, prevede che le disposizioni della legge costituzionale
si applichino anche alle Regioni a statuto speciale fino
all'adeguamento dei rispettivi statuti. Nessun rispetto, quindi, da
parte del Governo nazionale E d'altra parte, come potremmo
pretendere rispetto quando, ahimé, talvolta questo stesso Governo
regionale, malgrado le azioni poste in essere finalmente da questo
Parlamento attraverso l'indicazione e la giusta intuizione del
Presidente dell'Assemblea regionale e di tutti i gruppi
parlamentari, quando - dicevo - da parte di questo Governo
regionale invece si interloquisce con Roma senza alcuna
autorevolezza e, lasciatemi dire, davvero con l'atteggiamento di
chi a Roma va col cappello in mano?
Renzi, dopo l'abolizione del Ministero delle Questioni sociali,
dopo avere dimostrato nessuna sensibilità, nessuna attenzione al
Sud, finalmente mortifica non soltanto le Autonomie, ma quelle
Regioni a Statuto speciale del Sud che avrebbero potuto vantare
queste caratteristiche statutarie e quindi avrebbero potuto - come
è stato fatto in questi mesi in Parlamento - avviare delle
battaglie.
Da Roma dicono che il presidente Crocetta in qualche modo abbia
provato a portare avanti questa battaglia sull'articolo 37, ma ci
siamo resi conto del fatto che così assolutamente non era.
Evidentemente a questo punto non possiamo che registrare che
quella era una farsa e che quindi, da parte del Governo nazionale
ci si prende quasi beffa di noi.
Questo il Parlamento regionale, il Parlamento siciliano decide
oggi di non accettare, e per questo dà vita a questa risoluzione,
la quale parte da alcune considerazioni.
La prima: lo Statuto speciale che conferisce alla Regione la
titolarità dell'esercizio dei poteri, oltre che amministrativi,
anche e soprattutto legislativi; la seconda: è in corso l'esame di
un disegno di legge costituzionale recante disposizioni per il
superamento del bicameralismo paritario, che ovviamente non
possiamo che condividere in termini di riforma, così come non
possiamo che condividere gli aspetti legati alla riduzione del
numero dei parlamentari. Non possiamo, poi, non condividere il
contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni e la
revisione del Titolo V della Costituzione. Aspetti tutti
condivisibili questi, ma che davvero nulla hanno a che fare con la
questione dell'Autonomia che invece pensiamo vada difesa.
Pertanto, da qui un contributo alla risoluzione che determina che
sia per l'appunto necessaria una riforma che confermi la clausola
di salvaguardia della specialità già prevista dalla revisione del
Titolo V già nella fase del 2001, dando pertanto - e questa è la
richiesta che scaturisce dalla risoluzione presentata dal
Parlamento - mandato al Governo di promuovere ogni opportuna
iniziativa volta a salvaguardare la storica specialità della
Regione siciliana.
Certo, si potrebbe obiettare che tanti errori sono stati commessi
in questi anni, troppi è vero.
Però certamente non ci si può nascondere dietro a questo per
cancellare l'identità di un popolo che ha fatto a lungo delle
battaglie per affermare i principi sanciti dallo Statuto.
Pensiamo che Autonomia significhi capacità di pensare con la
propria testa; significhi possibilità di partecipare al processo
decisionale senza che il nostro futuro venga deciso altrove.
Pensiamo, infatti, che il primato della democrazia e della volontà
dei cittadini debba essere assolutamente affermato contro la
dittatura delle banche e dei poteri forti; pensiamo che si debba
affermare un principio di lotta a chi vede la nostra Isola come una
terra da saccheggiare, da occupare e dove porre in essere azioni
per trasferire le sue ricchezze in altre parti d'Italia.
Per queste ragioni noi pensiamo che questo disegno di legge porti
ad un appiattimento, ad una omologazione delle realtà che invece
devono preservare le loro specificità. Per questa ragione il Gruppo
parlamentare Forza Italia si oppone a questo genere di scelte e per
questa ragione decide con convinzione e determinazione di firmare
questa risoluzione che affonda le sue radici profonde nel pensiero
dei Padri costituzionalisti siciliani e che tutto il mio gruppo
condivide con particolare riferimento - lasciatemi fare qui una
nota personale - alla mia posizione di autonomista convinto, perché
autonomista sono stato, autonomista sono, autonomista rimango.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
nell'occasione dell'insediamento della XVI Legislatura ricordate
tutti che feci cenno al fatto che uno dei mali della nostra Sicilia
era quello della non applicazione completa dello Statuto? E
precisamente il riferimento era agli articoli 36, 37 e 38. Allora
ho cercato nel mio intervento di dare l'attenzione dovuta a questo
grave problema che noi ancora oggi viviamo. Ecco perché mi trova
d'accordo, per la felicità di quest'Assemblea, con il Presidente
che porta avanti tale iniziativa; mi trova d'accordo perché in un
tempo non sospetto feci questo appello all'Assemblea, in un momento
così importante e così prestigioso.
Però è chiaro che chi mi conosce sa che non faccio l'intervento
per dire delle cose ovvie.
Il mio intervento, infatti, vuole evidenziare come in questo
provvedimento che noi andiamo a contrastare con delle iniziative
nostre cercando di coinvolgere tutti i deputati nazionali, sia a
livello di senatori che a livello di deputati del Parlamento, da
dove partono i mali. E non vorrei che con un Governo di sinistra
questi mali si accentuassero, perché alla prima variazione del
Titolo V, signor Presidente, ne piangiamo tutte le conseguenze. Non
è che possiamo trascurare il fatto che nel 2001 ci è stato dato
questo regalo dalla Sinistra Non vorrei che stiano preparando un
altro regalo.
E ve lo devo dire con tutta la sincerità che voi mi riconoscete:
troverete delle barricate.
Non vorrei che quello che succede in Veneto succeda anche qui in
Sicilia.
Guardate che non dobbiamo trascurare questi movimenti che vi sono
in alcune regioni d'Italia.
E quindi cerchiamo, signor Presidente, bene fa a promuovere questa
iniziativa, bene fa il 14 aprile a fare questo convegno e spero che
questo convegno abbia quelle presenze che non siano quelle che
abbiamo stasera. La riunione dei capigruppo appena conclusasi
avrebbe dovuto incentivare la presenza dei colleghi stasera in
Aula O noi cominciamo a pensare diversamente, in modo da dare la
garanzia ai nostri figli per il futuro, o noi passeremo i nostri
guai.
Quindi io sarò accanto a qualunque iniziativa che porti avanti
l'autonomia che i nostri Padri hanno conquistato. Nessuno ce la
deve toccare E quindi, se lei convoca i capigruppo - e, come lei
sa, io non ne so niente - se ci sono iniziative verrò a mie spese a
Roma e in tutte le sedi dove occorre per difendere la nostra
Autonomia. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo del
Partito Democratico ha sottoscritto l'ordine del giorno con
convinzione partendo dal presupposto che il necessario disegno di
riordino costituzionale, che è in discussione al Parlamento
nazionale, può convivere con la opportunità di garantire le forme
di autonomie speciali che sono frutto della storia del nostro Paese
e che hanno, come nel caso nostro, rango costituzionale.
Dire questo non significa aderire alla retorica dell'Autonomia
che, secondo me, non serve a chi oggi rappresenta le nostre
Istituzioni, a chi oggi governa la Sicilia.
L'Autonomia è sicuramente stata nella storia della Sicilia una
conquista, ma ognuno di noi ha il dovere di ripercorrere gli anni
che ci separano dalla conquista dell'autonomia anche con spirito
critico, guardando alle potenzialità che non siamo riusciti a fare
emergere e dell'uso, spesso distorto, che se n'è fatto. Ma,
naturalmente, dire queste cose chiama in causa le responsabilità
degli uomini che hanno rappresentato le istituzioni, ma non mette
in discussione i principi e i valori che sono tutt'ora importanti e
validi.
Sostenere questa rivendicazione, dare mandato al Presidente
dell'Assemblea, che opportunamente si è fatto promotore di tutte le
iniziative che sappiamo e rappresenterà con il nostro mandato pieno
le esigenze delle nostre istituzioni e la tutela dell'Autonomia
speciale nei modi e nelle forme contenute nell'ordine del giorno,
per noi deve costituire un impegno a che non si ripercorrano gli
errori del passato e si interpreti l'Autonomia speciale nella sua
accezione originaria perché i Padri fondatori dell'Autonomia
considerarono questo uno strumento per superare il distacco dal
resto del Paese ed emancipare, nel senso dello sviluppo e
dell'uguaglianza, il nostro territorio e la condizione dei
siciliani. Oggi, naturalmente, le condizioni sono diverse rispetto
al 1947 ma, com'è noto, viviamo un momento parimenti difficile.
Ecco perché noi dobbiamo, votando questo ordine del giorno, dando
questo mandato al Presidente, difendendo le prerogative che
discendono dall'Autonomia speciale, impegnarci a fare in modo che
quella ispirazione viva nelle condizioni attuali nel senso di dare
una utilizzazione delle prerogative per metterle veramente al
servizio dello sviluppo della Sicilia, del miglioramento delle
condizioni di vita dei siciliani e per fare in modo che questa
nostra scelta sia condivisa dai nostri concittadini, dai siciliani
tutti e non venga percepita come uno strumento per tutelare il
Parlamento o il Governo della Regione siciliana.
Dobbiamo fare in modo che gli atti che compiamo, le scelte che
vogliamo far fare al Governo della Regione, siano coerenti con
questo obiettivo, superando gli errori del passato, aprendo una
nuova pagina della vita della Sicilia e facendo in modo che
l'Autonomia sia veramente a servizio dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedete, ciò che
è successo in questi giorni a Roma che, per la prima volta, ha
messo in serio rischio l'autonomia siciliana, alla fine può
diventare un fatto estremamente positivo per quest'Assemblea poiché
oramai eravamo abituati ad avere un potere legislativo in Sicilia a
cui non davamo la giusta importanza, non davamo il giusto peso, era
un fatto quasi di diritto divino acquisito che nessuno poteva
mettere in discussione.
Invece, se ci fate caso, negli ultimi decenni, il potere di
quest'Assemblea, il potere del Governo della Regione siciliana è
stato ampiamente messo in discussione da tutta una serie di
provvedimenti legislativi che i vari governi nazionali hanno preso,
senza che da questo Parlamento vi fosse la giusta reazione e vi
fosse la giusta presa di posizione, ad iniziare ad esempio
dall'abitudine che il Governo nazionale ormai aveva preso di non
convocare più il Presidente della Regione siciliana quando si
discutevano argomenti attinenti al Governo della Regione Sicilia.
Così come, ad esempio, non abbiamo mai voluto impugnare il
provvedimento, che alla fine ha portato alla soppressione dell'Alta
Corte di giustizia, che era un giudice terzo che si veniva a
frapporre fra le prerogative costituzionali dello Stato e le
prerogative costituzionali della Regione siciliana. Vedete, non ci
chiamiamo Regione Lombardia o Regione Veneto.
Noi ci chiamiamo Regione siciliana perché la nostra storia viene
da molto lontano.
Qualcuno poco fa ha parlato del 1130, qualcuno ha parlato ancora
una volta del fatto che siamo il primo Parlamento d'Europa e, di
conseguenza, il primo Parlamento al mondo, ruolo che soltanto una
città dell'Islanda ha e che può competere con la Sicilia. Poi, per
il resto, nessuno ha osato fino ad oggi mettere in discussione
queste prerogative, prerogative che, come qualcuno poca fa ha
ricordato, sono entrate in vigore nella Costituzione italiana e
sono entrate in vigore attraverso il Regio decreto luogotenenziale
del 15 maggio 1946, n. 455, che poi a sua volta è stato convertito
nella legge costituzionale n. 2, del 26 febbraio 1948.
Cosa prevedeva questo Statuto? Prevedeva tutta una serie di
competenze che facevano sì che venisse portata a compimento quella
che era un'ispirazione iniziata il 30 marzo 1282, allorquando vi fu
a Palermo la famosa Rivolta dei Vespri, con la quale i Siciliani
rivendicarono con orgoglio il fatto di essere una nazione diversa
rispetto al Regno di Napoli e di non volere assolutamente più
riconoscere gli Angioini come sovrani della terra di Sicilia e di
volere, in maniera chiara, netta, dimostrare la differenza che
c'era fra il Popolo siciliano, fra la Nazione siciliana - che
ricordo non essere inferiore a nessun'altra nazione d'Europa - e il
resto d'Italia.
Del resto lo stesso Dante, nel "De vulgari eloquentia", aveva
dovuto riconoscere, suo malgrado, che la prima forma in lingua
italiana di espressione letteraria tradotta dal volgare era
avvenuta proprio nella nostra terra.
Una lotta - dicevo - che aveva visto più volte il Popolo siciliano
ribellarsi, quindi non accettare di soggiacere a quelli che erano
stati i vari governi imposti alla Sicilia ed, in modo particolare,
di soggiacere alla vergogna della dominazione borbonica in Sicilia.
In questa Terra, nel 1812, era nata la prima Costituzione, la
costituzione che aveva anticipato di nove anni lo Statuto Albertino
e che era stata uno strumento del Popolo siciliano.
I baroni, comunque, la classe intellettuale del tempo avevano
messo in atto, per fronteggiare le tendenze murattiane, che anche
il nuovo re di Sicilia pensava di applicare alla Sicilia.
Una Costituzione sul modello inglese, una Costituzione che anche
la forma di quest'Assemblea - che non è a forma circolare come
quella del resto dei Paesi, ma rispecchia quello che era
l'orientamento del Parlamento inglese - sta a testimoniare come non
doveva essere un emiciclo per distinguere opposizione e
maggioranza, ma le leggi le facevano insieme i parlamenti che
venivano eletti. E poi, lo sapete, il Congresso di Vienna, la
Sicilia che perde la propria autonomia, ma che nel 1848 è la prima
regione in Italia ad avere non una costituzione ottriata, una
costituzione concessa, ma una costituzione espressione del popolo,
ed è stata proprio la Regione siciliana, è stata la Nazione
siciliana. Gli anni poi del dominio dei Savoia e sul finire del
secondo conflitto mondiale, prende nuovamente piede nella nostra
terra l'istanza di essere e di avere un'entità a parte rispetto al
resto del Paese.
Rinasce dunque il mito e si diffonde tra i giovani, tra gli
intellettuali, fra la buona borghesia siciliana, il concetto della
Regione siciliana, di una nazione che vuole rivendicare la propria
autonomia dalla capitale romana, che non aveva amministrato la
nostra terra come essa meritava.
E per questo sogno di una Sicilia libera ed indipendente, di una
regione che fosse veramente siciliana fino alla fine, morirono
numerosi giovani e, fra questi, il professore Canepa
dell'Università di Catania. Frutto di quella lotta che vide
numerosi morti, frutto di quella battaglia, fu lo Statuto della
Regione siciliana, uno statuto che i padri costituenti vollero che
venisse promulgato ancora prima della Costituzione e che ha dato a
questa terra, a questo popolo, una serie di diritti che gli
derivano dalla sua secolare storia e dalla sua secolare diversità
rispetto al resto del Paese.
E del resto, se ci fate caso, se leggiamo la Costituzione, la
stessa all'articolo 116 prevede che "Il Friuli Venezia Giulia, la
Sardegna, la Sicilia, il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta
dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia secondo i
rispettivi statuti adottati con legge costituzionale".
Non può quindi il Governo regionale, nazionale, pensare di
limitare o di annullare o di mortificare queste particolari
condizioni di autonomia che la Costituzione ci ha dato e che il
sangue dei nostri antenati hanno consolidato in tutti questi anni
E se ci fate caso, se avete la bontà stasera di leggere questo
articolo, andando avanti, esso recita che possono essere attribuite
ad altre regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della
regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei
principi di cui all'articolo 119, nuove possibilità e nuove materie
di autonomia.
Vedete, la Costituzione non prevede assolutamente la possibilità
per lo Stato di limitare quelle che sono state le autonomie che
sono state concesse, semmai prevede esattamente l'opposto: la
possibilità di riconoscere anche ad altre regioni quelle
particolari autonomie che sono state concesse alle regioni Sicilia,
Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle
d'Aosta.
E la legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei
componenti sulla base di una intesa tra lo Stato e la Regione
interessata. E allora, se occorre il coinvolgimento della regione
interessata per poter ampliare le prerogative a suo favore, è
chiaro che occorre ancora di più l'intesa con le regioni a Statuto
speciale affinché vengano limitati i poteri che la Costituzione ci
ha concesso.
Per questi motivi, signor Presidente, anch'io, insieme ad altri
colleghi, voteremo il provvedimento che lei ha portato in Aula
affinché si faccia interprete, insieme alle altre regioni a Statuto
speciale, di quelli che sono i diritti sanciti dalla Costituzione,
di quelli che sono i doveri che lo Stato ha nei confronti delle
regioni a Statuto speciale affinché nessuno, in questa Nazione,
pensi di mortificare i diritti acquisiti dopo tanti anni di lotta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non farò la
storia dello Statuto né degli articoli, ma mi soffermerò su alcune
cose intanto per ringraziarla perché stasera lei, Presidente, ci
regala la possibilità di ritornare ad un termine antico che è
orgoglio, un termine che abbiamo perso da qualche tempo. Lo abbiamo
perso nel 2001 quando abbiamo accettato stupidamente la modifica
dell'articolo 15; lo abbiamo perso quando non abbiamo avuto più
notizie, dell'articolo 38, che era quella sorta di compensazione
che avrebbe dovuto darci lo Stato in ordine a quello che prelevava
dalla Sicilia; lo abbiamo perso quando, nel tempo, i nostri
colleghi hanno avuto interessi diversi, anziché quelli di occuparsi
di questa autonomia.
Abbiamo perso l'orgoglio, l'autonomia, l'economia, le finanze e,
stasera, ne possiamo riparlare.
Signor Presidente, rispetto a quello che è accaduto, io devo dire
con estrema franchezza che mi è piaciuto il Presidente del Senato:
la democrazia ha un costo, la libertà ha un costo e non è azzerando
il Senato o mettendo lì alcuni amici che magari si prendono qualche
panino - visto che devono mangiare gratis - e devono rispettare
questo input di una demagogia che ci sta assalendo e sta
mortificando sempre più una classe politica che non riesce a
reagire.
Il Senato è un organo importante, potevano ridurlo, si potevano
mettere in moto meccanismi per i quali si dava una certa
impostazione per evitare che ci fosse questa paritaria che non
serviva a niente o che serviva a perdere tempo.
Sono d'accordo con il Presidente del Senato Grasso. Avrebbero
potuto eliminare quelle migliaia di aziende che costano un mare di
soldi e delle quali si parla da decenni, ma se ne parla senza
toglierle; magari un poco di amici, e amici degli amici, se ne
sarebbero tornati a casa contenti di evitare di contribuire a
sperperare il denaro pubblico.
Tutto questo non è accaduto. Continuiamo a viaggiare sull'onda
della demagogia e, lo devo dire con estrema franchezza, la
tristezza che mi assale quando penso alla legge sulle Province
regionali, nazionali così come il Senato, anziché cominciare a
togliere tutti quei rami secchi che sono queste agenzie, si è
cominciato da quello che colpiva di più l'immaginario collettivo,
anziché tagliare gli stipendi.
Quello che dice oggi il premier Renzi fa parte di alcuni dei miei
emendamenti presentati tre anni fa, come il taglio dello stipendio,
che il massimo dello stipendio doveva essere quello del Presidente
della Corte Costituzionale, il taglio delle pensioni, e sono
contento che lo abbia ripreso e spero che chi c'è dietro questi
giochetti la possa smettere.
Signor Presidente, gli articoli 36 e 37, che insieme all'articolo
38 sono l'asse portante dell'autonomia, sono mortificati da tanto
tempo; dell'articolo 38 non abbiamo più notizie da almeno 15 anni,
l'articolo 37 fa parte di una demagogia continua, mentre noi
continuiamo a pagare il 49,15% della concorrenza della spesa
sanitaria, come più volte ho avuto modo di ripetere qui, mentre
tutte le altre Regioni pagano poco e niente.
Le simmetrie sono degli elementi, sono dei termini rocamboleschi
che devono servire a non farci fare nulla, così come il decreto che
il Direttore Generale del Ministero dell'economia e delle finanze
ha emanato il 24 dicembre, in cui ci preannuncia che l'1 gennaio
del 2016 potremo forse attuare l'articolo 37, che risale a ben 60-
70 anni fa. Un'operazione non di ingegneria finanziaria, ma di
ingegneria di termini di parole vuote che servono solo a
mortificarci.
E' vergognoso come questi Governi che si sono succeduti non
abbiano tenuto conto del continuo prelievo che è oltre 37 miliardi
di euro l'anno in tutta la Sicilia, che coinvolge non soltanto le
sedi industriali che ci hanno inquinato, che hanno assassinato i
nostri lavoratori, il nostro ambiente, il nostro mare, le nostre
acque, quello che beviamo, facciamo ricorso ad un quadro che è
veramente incredibile. Da un lato ci prendono queste risorse,
dall'altro lato non ci danno quello che ci spetta attraverso la
presenza di banche che vengono qui, prelevano tutto quello che
possono prelevare e vanno via, insalutati ospiti, e quando
chiediamo un prestito non ce lo danno e portano i nostri
imprenditori al suicidio.
Le assicurazioni, la grande distribuzione, tutte operazioni che
vengono dal nord, dai nostri amici leghisti che hanno anche la
voglia di parlare senza ricordare quando hanno prelevato e quando è
servito loro il nostro sacrificio, negli ultimi settanta anni, per
consentire a contribuire allo sviluppo del Nord del nostro Paese, e
continua ad infierire.
Così come ora, signor Presidente Come ora, momento delicato, in
cui c'è uno tsunami di immigrati, e si prevede che nei prossimi
anni ci saranno almeno due milioni di persone che dall'Africa
verranno verso la Sicilia. Non so quanti se ne fermeranno, non c'è
la capacità di trovare un qualunque rimedio e nemmeno un contributo
economico, visto il costo che richiede mantenere queste persone che
stanno male a casa loro e tendono a trovare un Paese per vivere un
po' meglio.
Presidente, le chiedo, negli incontri che farà, di respingere con
fermezza la demagogia, il tentativo di completare l'affossamento di
questa nostra Terra. Mi verrebbe da dire: giù le mani dalla
Sicilia
So che noi abbiamo sbagliato come politica in questi
cinquant'anni, molto spesso e molte volte siamo stati superficiali,
siamo stati presuntuosi, supponenti arroganti, abbiamo anche
lavorato per mantenere il resto del Paese, abbiamo contribuito
all'economia dello Stato, ci siamo sorbiti la presenza di
petrolchimici pesanti - cosa che non è accaduta nel resto del Paese
- che ha distrutto le coste, l'ambiente e quant'altro, decimando
centinaia di famiglie. Abbiamo contribuito allo sviluppo
dell'Europa - e su questo tornerò a parlare nei prossimi giorni -
con i siti contaminati di interesse nazionale, che hanno dato una
forte risorsa al Paese.
Le chiedo, signor Presidente, di essere fermo e deciso nel
difendere quello che è nostro, nell'evitare di essere aggredito e
di subire prepotenze e arroganze come quelle che abbiamo subito in
questi anni. Non è né un atto di dolore, né un atto di ascarismo,
ma un tentativo che, con forza, le voglio trasferire. So che non ce
n'è bisogno, ma so pure che, purtroppo, troppe lobby, troppi
personaggi in cerca di autore tentano disperatamente di mettere le
mani in questa nostra disgraziata e martoriata Terra.
PRESIDENTE. Onorerò l'impegno che quest'Aula mi sta conferendo
all'unanimità, convintamente. Non è un impegno formale ma un
impegno sostanziale, e lo posso fare grazie al mandato dell'Aula.
L'ho fatto nelle sedi opportune perché già investito da tutti voi
con la mia elezione. Ma questo non bastava.
Di questo ordine del giorno mi sento gratificato come Presidente
dell'Assemblea, perché tutti ci guardano con rispetto e con
invidia.
Sono stato qualche giorno fa a Bruxelles e, in sede di Conferenza
dei Presidenti delle Assemblee legislative dell'Unione europea, il
Presidente del Consiglio regionale della Lombardia ha avuto modo di
precisare che, in effetti, l'unico Consiglio regionale che è
Parlamento è il Parlamento siciliano qui rappresentato, ebbe a
dire, dall'onorevole Giovanni Ardizzone.
Noi abbiamo il dovere di difendere la nostra autonomia non per un
principio di sacralità, come è stato detto in quest'Aula molto
bene, o di venerazione, né solo per un attaccamento ad una identità
storica. Lo dobbiamo fare per rispetto di tutti coloro che ci
hanno creduto fino in fondo.
Si richiamava all'intervento appassionato di ieri, di un giovane
che risponde al nome di Emanuele Macaluso. E ci ha ricordato anche
i momenti difficili ma esaltanti del governo Milazzo, qual è stato
il ruolo, in quel momento, di un altro grande che ha fatto
dell'autonomia un suo cavallo di battaglia, mettendo anche a
rischio la sua professione e la sua identità, e mi riferisco a Mimì
La Cavera, nel senso che c'è stata gente che si è contrapposta
anche ai poteri forti di quel momento, onorevole Gianni. Questa è
storia: e mi riferisco a Confindustria degli anni '50; noi parliamo
del momento in cui gli Agnelli, Montedison, cercavano di fare
investimenti nella nostra Terra.
Ecco, abbiamo questa consapevolezza in questo momento? Io credo di
sì.
E ce l'abbiamo con questo ordine del giorno.
Guardate, io l'ho detto all'inizio, e lo voglio ribadire se non
sono stato chiaro.
Noi, come per incanto, ci siamo ritrovati con una errata
corrige , perché quell'articolo 33 - lei sorride, onorevole
Musumeci - l'abbiamo voluto riportare. Stamattina c'è stato un
grande dibattito nel Friuli Venezia Giulia e, alla fine, ci siamo
ritrovati con questa correzione.
Ieri, mi avevano assicurato, dopo le mie dichiarazioni, che si era
trattato di un refuso.
Ribadisco, voglio credere nella buona fede, ma l'impegno che mi
viene dato, e lo farò immediatamente, è quello a mia volta di
sollecitare, e lo faremo fino in fondo, i nostri rappresentanti al
Parlamento nazionale. Questo diventa fondamentale, perché non può
essere una battaglia solo nostra. Noi faremo fino in fondo il
nostro compito.
Onorevole Gianni, lei ha richiamato gli articoli 36, 37 e 38 dello
Statuto.
Io sono per un'iniziativa forte: l'abolizione dell'articolo 38
dello Statuto, perché è una finzione, perché rispetto ai 97
miliardi di lire che ci venivano trasferiti per anno, nei primi
cinque anni, perché ogni volta venivano rinegoziati, dagli anni 50
in poi ci siamo ridotti ad un impegno di 20 milioni di euro l'anno.
Ho avuto modo di dire in interventi pubblici che sicuramente c'è
una carenza della nostra classe dirigente, c'è stata nel corso di
questi anni perché ci siamo cullati del trasferimento, sulla base
dell'articolo 38 dello Statuto, perché non avevamo bisogno di altri
fondi. E ci siamo dimenticati degli articoli 36 e 37, perché in
Sicilia arriva solo il gettito sulle imposte di consumo.
Ma di quale consumo parliamo? Il consumo previsto dalle norme di
attuazione dell'articolo 65, e sa di cosa parlo l'onorevole
Anselmo, con la quale siamo stati protagonisti di un incontro
presso l'università Kore di Enna, dove abbiamo evidenziato - e non
è una provocazione, né una battuta - che in Sicilia arriva il
gettito, pensate bene, del consumo del caffè e del cacao o del
consumo di banane fresche o di banane secche, perché tutto il resto
arriva allo Stato.
E viene la rabbia quando giornali a tiratura nazionale continuano
a dire che i dieci decimi del gettito viene incassato e rimane
nelle casse della Regione siciliana, sapendo che non è vero e
sapendo che è una falsità, perché non è vero che l'Iva rimane nelle
nostre casse, perché l'Iva, con la finanziaria, serve a compensare
il debito pubblico nazionale.
E ancora assistiamo da vittime a questi insulti, perché è un
insulto, non solo alla nostra intelligenza, ma è come se fossimo
indifferenti rispetto anche alle informazioni.
Ci trattano da ignoranti, e questo non è ammesso, non è più
possibile
E ribadisco un concetto, che ha fatto bene l'onorevole Cimino ad
evidenziare. Fino all'altro giorno, in qualche tv nazionale, è
stato evidenziato che la Sicilia è come la Grecia e che ha un
debito di cinquecento miliardi. E' semplicemente vergognoso andare
dietro a queste falsità Lo dico con la massima convinzione perché
sono supportato da studi ed è su questo che noi ci dovremo
confrontare.
Quindi vi ringrazio di questo mandato che mi viene dato, ma con la
stessa chiarezza voglio dire che noi, è stato detto in tutti gli
interventi, abbiamo le nostre responsabilità , ce le abbiamo fino
in fondo e ce le dobbiamo assumere. Non è che noi ci liberiamo la
coscienza dicendo queste cose, però dobbiamo differenziare la
responsabilità della classe dirigente rispetto alle potenzialità
che possono essere date dallo Statuto. E' arrivato il momento per
la sua piena attuazione e per la sua applicazione e lo può fare
questo Parlamento, non aspettando input da parte di nessun altro.
Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione speciale di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della Mafia in Sicilia ha
presentato, ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale 14
gennaio 1991, n. 4, la prima relazione annuale approvata dalla
Commissione nella seduta del 22 gennaio 2014.
Verrà data copia a tutti i parlamentari e mi raccorderò con
l'onorevole Musumeci, nella qualità di Presidente della Commissione
Antimafia, sull'opportunità, sentiti i capigruppo, di svolgere una
seduta dedicata proprio all'illustrazione di questa relazione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione dell'ordine del giorno n. 254 Salvaguardia della
storica specialità dello Statuto della Regione siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione
dell'ordine del giorno n. 254 "Salvaguardia della storica
specialità dello Statuto della Regione siciliana", a firma degli
onorevoli Cordaro, Gianni, Cimino, Firetto, Musumeci, Francesco
Cascio, Figuccia, Di Giacinto, Cappello, D'Asero, Picciolo, Lupo,
Panarello, Cirone, Di Mauro, Lentini, Barbagallo, Venturino, Greco
Giovanni che, nella parte dispositiva dà mandato al Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana di promuovere, anche in raccordo
con il Presidente della Regione, ogni opportuna iniziativa volta a
far sì che il Parlamento nazionale si adoperi per salvaguardare la
storica specialità della Regione siciliana, nell'ambito
dell'ordinamento regionale differenziato, riconosciuto e garantito
dalla Costituzione; ad adoperarsi presso la deputazione siciliana
al Parlamento nazionale affinché, nell'interesse superiore
dell'Autonomia siciliana, venga prevista la clausola di
salvaguardia, del tipo di quella di cui all'articolo 10 della legge
costituzionale n. 3/2001, secondo la quale le modifiche
costituzionali in discussione trovano applicazione per le Regioni
speciali e per le Province autonome di Trento e di Bolzano
esclusivamente nel caso in cui esse stabiliscano forme di autonomia
più ampia.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Copia di questo ordine del giorno verrà trasmesso alla Conferenza
dei Presidenti delle Assemblee unitamente al resoconto della seduta
d'Aula nel quale sono contenuti gli interventi dei colleghi
deputati che hanno inteso esprimere la loro opinione.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, desidero sottoporre due problemi che
riguardano la Provincia di Siracusa.
Il primo è che dal 15 febbraio di quest'anno, quindi da oltre un
mese e mezzo, la Provincia regionale di Siracusa è senza un
Commissario. E' l'unica Provincia siciliana che, a questa sera, a
qualche ora fa, non ha ancora un Commissario e ciò comporta delle
difficoltà gravissime nell'amministrazione dell'ente, non solo per
quanto riguarda la eventuale programmazione futura, ma per quanto
riguarda la gestione dell'ordinario.
Noi ci troviamo di fronte ai lavoratori che non possono percepire
gli stipendi, alle ditte che non possono essere pagate perché manca
il legale rappresentante dell'Ente.
Ho già presentato ben due interrogazioni parlamentari, ma,
nonostante ciò, il Governo continua ad essere oggettivamente
latitante, assolutamente assente su una vicenda così difficile,
così complessa che riguarda la vita della Provincia regionale di
Siracusa.
Il secondo problema, signor Presidente, mi rivolgo a lei e alla
sua sensibilità, è inerente ad un incontro che lei ha avuto con
undici Sindaci della Provincia di Siracusa qualche mese fa.
Gli undici Sindaci chiedevano l'approvazione di un disegno di
legge che desse la possibilità, nelle more dell'approvazione del
disegno di legge definitivo, per quanto riguarda il riordino del
sistema delle acque in Sicilia, di approvare un disegno di legge
che, per questi brevi giorni, io spero che non siano mesi, desse la
possibilità ai Sindaci di gestirsi il servizio idrico. E ciò lo
faceva perché vi era l'oggettiva difficoltà/ pericolo che la
curatela fallimentare della società decidesse di mettere in gara
una parte del servizio idrico e lo vincolasse anche nella gestione
del futuro.
La Commissione Territorio e ambiente ha esaminato il testo, non
c'è alcuna copertura di spesa evidente, e quindi, ancora una volta,
così come ho fatto 15 giorni fa con il Presidente pro tempore, le
chiedo di prelevare questo disegno di legge affinché venga
esaminato dall'Aula, anche perché quello che noi paventavamo è
accaduto: il 17 marzo la curatela fallimentare ha messo in affitto,
ancora non abbiamo capito come, questa società. Non solo, ma ha
vincolato la futura eventuale gara che si dovrà fare ad una
prelazione nei confronti di coloro i quali oggi si aggiudicheranno
questo servizio, con una cosa ancora più grave, che ha dato solo 10
giorni di tempo per presentarsi, per cui la gara in teoria è un
bando a livello europeo, ma in effetti così non è.
E noi rischiamo di rendere per sempre privata l'acqua in provincia
di Siracusa, dopo che la gestione precedente, assolutamente
fallimentare, ha dimostrato come i privati non sono assolutamente
nelle condizioni di gestire il servizio idrico integrato.
Per questo motivo, signor Presidente, l'appello alla sensibilità e
alla parola che lei ha dato quel giorno che siamo venuti nel suo
studio insieme ai Sindaci e ai deputati della Provincia di Siracusa
affinché, trattandosi fra l'altro di un disegno di legge di un
unico articolo, approvato all'unanimità da tutti i deputati
presenti in Commissione, lei possa metterlo all'ordine del giorno
già domani, in maniera tale che fermiamo questo tentativo che i
privati stanno facendo per accaparrarsi ancora una volta l'acqua in
provincia di Siracusa e di condizionare, per il resto degli anni,
il destino della mia terra, a prescindere dalla legge che da qui a
qualche mese andremo ad approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, in ordine alla prima questione da
lei posta, sarà mia cura trasmettere lo stralcio del suo intervento
perché, se come dice lei, e non c'è ragione di dubitarne, da oltre
un mese e mezzo la provincia di Siracusa è senza commissario, è
chiaro che non si riesce a garantire neanche l'ordinaria
amministrazione, e l'interlocutore diretto è il Governo.
Per quanto riguarda la seconda questione, sarà mia cura portare
alla prima Conferenza dei Capigruppo l'esigenza da lei espressa e,
se non ci sono difficoltà, nel rispetto delle procedure
regolamentari, si può approvare il disegno di legge nel più breve
tempo possibile, stante l'urgenza da lei stesso manifestata.
ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento,
e mi dispiace che non c'è nessuno componente del Governo, è un
allarme che lancio all'Assessore ai rifiuti.
C'è una vicenda particolarmente drammatica, che è quella che
riguarda non soltanto l'ex Coinres, Bagheria, Bolognetta e gli
altri Comuni, e poi spiegherò le motivazioni di questa mia
affermazione che vede in questo minuto un gruppo di lavoratori che
sono stati licenziati.
Però accadono fatti strani, e non vorremmo che si continuasse a
piangere morti nelle nostre strade, e mi riferisco ad un incidente
che è accaduto nei giorni scorsi, dove un lavoratore di una ditta
esterna, a seguito di un incidente nella galleria di Cefalù, ha
distrutto quattro vite complessivamente. Pongo questa questione per
un motivo semplice, perché vorremmo sapere quante ore questo
lavoratore aveva fatto quel giorno.
Il problema è molto semplice, Presidente, so che forse può
sembrare fuori luogo quello che sto dicendo, ma lo dico perché con
la pelle di alcuni lavoratori non ci si gioca.
Noi non possiamo gestire un servizio in maniera inopportuna,
inadeguata, cavalcando e utilizzando strumenti e aziende private
con i noli a caldo in modo particolare.
Io sollevo questo problema, e lo solleverò nei prossimi giorni
direttamente con l'assessore, perché credo che sia importante che
l'Assessore apra un'inchiesta complessiva sulla gestione dei
rifiuti affinché ci sia chiarezza su quello che è un servizio
adeguato ai cittadini sulla pelle di alcuni lavoratori. Questo non
lo possiamo consentire a nessuno.
DI GIACINTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Alongi per avere sollevato la questione Coinres. Dico
assieme a lui, perché lo avevo già detto in Commissione Lavoro
qualche tempo fa, che c'erano dei dipendenti che facevano tanto
straordinario in alcuni Comuni e io mi auguro che la morte di tutte
queste persone non riguarda questo personale che ha fatto tanto
straordinario. Ma chiedo assieme all'onorevole Alongi che questa
verifica possa essere fatta in quei Comuni dove sono stati
licenziati questi lavoratori, perché non erano necessari
all'attività del servizio, ma che di fatto poi hanno fatto fare ai
Comuni alcune cose quale tantissimo straordinario fuori dal
normale.
Io credo che su questa vicenda una soluzione vada trovata, so che
l'Assessorato all'Energia e in particolare il Dirigente generale
più volte ha parlato con i lavoratori Coinres, sono state fatte
anche delle note al dirigente del Coinres affinché imponesse ai
Comuni che, là dove prendano personale esterno, devono
obbligatoriamente prendere quel personale.
Con certezza so che i Sindaci questo non l'hanno fatto e, da ex
Sindaco, sono fra quelli che ha difeso questi lavoratori nelle
Assemblee dove mi dovevo assumere responsabilità nel votare. Ma non
tutti abbiamo fatto la stessa cosa, onorevole Alongi, lei sa perché
era presente con me nell'ultima Assemblea dove il Dirigente
generale ha deciso di licenziare, e sono stato fra quelli ad
assumermi la responsabilità per rivotare che questo personale
rimanesse, non perché doveva rimanere perché era indispensabile al
servizio, tanto è vero che adesso in quei Comuni nessuno fa più la
differenziata e questo chiaramente non nobilita quei territori che
tanto belli sono ma che tanto sporco in questo momento hanno in
mezzo alle strade.
Pertanto, sono d'accordo con lei che una soluzione va trovata. Se
lei vuole, possiamo sottoscrivere interrogazioni, mozioni assieme
perché quelle 180 persone che per sette anni hanno lavorato al
Coinres, non un giorno ma sette anni, non potevano e non possono
essere sbattute fuori da un direttore generale che, quasi da solo,
ha deciso che quel personale non era necessario al servizio di quel
territorio.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare lettura dell'ordine
del giorno della seduta successiva, ho il dovere di correggere me
stesso perché prima, parlando, nella foga, di una trasmissione, ho
fatto riferimento a 500 miliardi. In effetti, hanno detto una cifra
altrettanto grossa: 5 miliardi. Non vorrei essere ripreso da questa
stessa trasmissione.
Come ben sapete è stato rinviato, su votazione di questa Aula, in
Commissione Bilancio, il disegno di legge cosiddetto salva
imprese. Stanno per scadere, se già non sono scaduti, i 15 giorni.
Quindi, invito la Commissione ad accelerare l'esame altrimenti
ritornerà in Aula, così come era già stato esitato.
Do altresì comunicazione che domani si terrà un importante
incontro in Sala Gialla, organizzato dalla Conferenza dei
Presidenti delle Assemblee, alla presenza del Presidente della
Commissione Esteri del Senato, del Procuratore di Agrigento,
dottore Di Natale, di Monsignor Montenegro, di docenti universitari
dell'Università di Palermo. Chiuderà l'incontro il Ministro degli
Interni, onorevole Alfano, sull'importante questione
dell'immigrazione.
Non è un convengo - attenzione - ma un incontro di studio
nell'ambito della preparazione degli incontri del semestre europeo
che vedranno l'Italia come protagonista, in quanto avrà la
Presidenza. E' un invito che estendo a tutti i novanta
parlamentari.
Io domani sarò costretto - e lo farò volentieri - a prendere un
impegno a che l'Aula esiti un disegno di legge sull'immigrazione.
Ne sono stati già depositati tre, si è avviata una discussione
nella Commissione di competenza.
Mi auguro che possiamo essere consequenziali essendo noi una delle
Regioni che non si è dotata di una legge omogenea e organica che
riguarda questa materia. Quindi, l'appuntamento, a parte martedì
prossimo 8 aprile, è dato a tutti voi a domani per partecipare a
questo incontro scientifico, tecnico possiamo dire, in ordine alla
questione dell'immigrazione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 8 aprile 2014,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Proposte di modifica al regolamento delle pensioni dei
deputati (Doc. n. 146)
Relatore: il Presidente
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
3) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
4) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
5) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
6) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
7) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
8) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
9) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
10) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 20.04
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Attività produttive»
CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -FERRERI
- FOTI - LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO -
ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
le attività produttive, premesso che:
la situazione sociale ed occupazionale della zona sud della
provincia di Caltanissetta, già caratterizzata da un notevole grado
di disagio ed arretratezza del tessuto produttivo ed
imprenditoriale, si è aggravata a seguito del progressivo
ridimensionamento dell'insediamento petrolchimico che fa capo al
gruppo Eni e costituisce la struttura portante della già esigua
base industriale locale;
in questa ottica, al termine degli anni '90, fu definita un'azione
mirata, da un lato, ad assicurare una soddisfacente soluzione degli
urgenti problemi occupazionali e, dall'altro, a predisporre le
condizioni per il riavvio di un permanente sviluppo, mediante un
programma di interventi fondato su tre linee: di sostegno al
mercato del lavoro; di rafforzamento del comparto infrastrutturale
di carattere civile, con la fornitura dei necessari servizi di
pubblica utilità; di avvio della reindustrializzazione dell'area
mediante la promozione e la realizzazione di nuove iniziative
imprenditoriali;
per la realizzazione di un ambiente economico favorevole alla
nascita di nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione di
nuova occupazione, fu attivato e sottoscritto, in data 27 maggio
1998, il contratto d'area di Gela (inerente l'ambito territoriale
di Gela, Butera, Mazzarino e Niscemi) da parte della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, del Comitato per il coordinamento delle
iniziative per l'occupazione, del Ministero del Tesoro del Bilancio
e della programmazione economica, del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale, della Regione siciliana, della Provincia
Regionale di Caltanissetta, dei Comuni di Gela, Butera, Niscemi e
Mazzarino, della Prefettura di Caltanissetta, del Consorzio ASI di
Gela, dei Sindacati, della Confindustria, dell'Unione industriali
di Caltanissetta, dell'API di Caltanissetta, dell'Enisud S.p.A. e
di Gela Sviluppo S.c.p.a.;
al contratto d'area fecero seguito due protocolli aggiuntivi: il
primo, datato 30 marzo 1999, sottoscritto da 19 imprenditori di cui
2 appartenenti al settore turistico mentre i rimanenti al settore
industriale ed agro-industriale (tra produzione di carciofi in
vetro e in scatole); il secondo, invece, siglato il 19 luglio 2002,
e articolato in due diversi moduli;
sulla scorta delle fonti documentali a disposizione risulta che
tale contratto prevedeva la realizzazione di 27 iniziative
imprenditoriali (di cui 19 definite in sede di primo protocollo
aggiuntivo) ed investimenti per circa 125 miliardi di lire. Le
risorse pubbliche impiegate stimate ammontavano a 110,4 miliardi di
lire per un incremento occupazionale pari a circa 527 unità
lavorative;
il responsabile unico del contratto d'area di Gela venne
individuato nel Presidente della Provincia regionale di
Caltanissetta, dottor Filippo Collura, al quale è stato affidato il
compito di coordinare l'attività dei responsabili delle singole
attività ed interventi programmati, di assumere i provvedimenti
necessari ad impedire il verificarsi di ritardi nell'esecuzione di
tali attività ed interventi, di relazionare con cadenza semestrale
il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica circa l'avanzamento e l'attuazione del contratto d'area;
del contratto d'area facevano parte integrante il protocollo di
legalità, l'accordo fra le amministrazioni e l'accordo fra le parti
sociali, quest'ultimo per garantire condizioni contrattuali
flessibili al fine di assicurare e migliorare le opportunità di
sviluppo dell'economia e dell'intero apparato produttivo e di
realizzare un corretto sistema di relazioni sindacali;
nell'ambito del contratto d'area, ed in particolare del secondo
protocollo dello stesso, s'inserì, nel 2003, l'investimento
agroalimentare dei Fratelli Zappalà di Zafferana Etnea, la cui
iniziativa è stata localizzata nell'area PIP di Butera e, più
precisamente, in contrada Bugio;
il predetto investimento, caldeggiato dal Presidente della
provincia, nonché responsabile unico del contratto, e dall'allora
deputato regionale gelese dei DS, Lillo Speziale, prevedeva la
creazione di tre aziende: la Campi di Sicilia S.r.l., specializzata
nella trasformazione di ortaggi con un'occupazione prevista di 53
unità; la Caterservice sud S.r.l., produttrice di piatti pronti per
mense scolastiche, aziendali eccetera, con un'occupazione calcolata
pari a 67 unità; la Caterquik S.r.l., dedita alla produzione di
prodotti da forno biologici, con un'occupazione stimata pari a 104
unità;
le tre aziende in questione, nonostante siano stati realizzati gli
stabilimenti ed installati gli impianti di lavorazione, non sono
mai andate in produzione a pieno regime, in contrasto con quanto
contemplato dalle condizioni di progetto previste nelle delibere di
concessione dei contributi emesse dal gestore del contratto d'area;
l'impasse gestionale di ordine, tecnico e produttivo riscontrata
nella fase di avvio dell'attività, ha determinato delle difficoltà
di carattere economico e finanziario;
per fronteggiare la predetta situazione finanziaria, anche in
un'ottica di un rilancio generale dell'intero gruppo Zappalà, è
entrata a sostegno la CAPE Regione Siciliana SGR S.p.A., una
società di Gestione del Risparmio costituita il 19 Dicembre 2006 da
Simone Cimino & Associati Private Equity S.p.A (CAPE) con una quota
del 51% e dalla Regione siciliana con una quota pari al 49%;
detta società nasce in seguito alla emissione da parte della
Regione siciliana di un bando pubblico per la ricerca di un advisor
di un Fondo Chiuso di Investimento che investa nel capitale di
rischio di aziende operanti in Sicilia, e alla successiva nomina di
Cape quale advisor del Fondo e socio di maggioranza della Società
di gestione del fondo stesso;
nell'ambito della realizzazione del piano di rilancio generale e
sviluppo del Gruppo Zappalà, la CAPE Regione Siciliana SGR S.p.A.,
non ha conseguito i risultati previsti, poiché le tre società del
polo produttivo di Butera, sulle quali poggiava il suddetto piano
di sviluppo del Gruppo Zappalà, non hanno mai raggiunto i risultati
produttivi ed occupazionali programmati e previsti dal contratto
d'area;
detta circostanza emerge evidente sia dai contrasti sindacali
conseguenti al continuo ridimensionamento delle già esigue
maestranze assunte, rispetto ai dati indicati nel contratto d'area,
sia dalle molteplici e concatenate vicende societarie che hanno
caratterizzato le vita delle tre aziende in questione; a queste, si
è poi aggiunta la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., intervenuta
per rilanciare l'attività, rilevando in comodato nel febbraio 2010
la Caterservice Sud S.r.l., posta in liquidazione, e nell'ottobre
2010 la Campi di Sicilia S.r.l,. posta anch'essa in liquidazione;
nel dicembre 2011 anche la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., non
raggiungendo affatto l'obiettivo del rilancio, è stata posta in
liquidazione, e, nel febbraio 2012, ceduta in compravendita ad
un'altra società: la CAMPI SICILIANI S.r.l.;
a tutt'oggi il polo produttivo di Butera è del tutto inattivo
nonostante i ripetuti tentativi di garantire l'esercizio della
attività, anche in regime produttivo ed occupazionale ridotto
rispetto a quello previsto dal contratto d'area e nonostante la
diretta partecipazione finanziaria da parte della Regione siciliana
mediante la CAPE Regione siciliana SGR S.p.A.;
le turbolenti vicende del socio privato di quest'ultima, Simone
Cimino, hanno condotto alla liquidazione della quota di
partecipazione del predetto nella CAPE Regione Siciliana SGR
S.p.A.;
ciò si pone in netto contrasto con gli obiettivi che condussero
alla firma dello stesso contratto d'area ed alla realizzazione del
polo agroalimentare Zappalà, che avrebbe dovuto costituire una
grande occasione per valorizzare ed accrescere le produzioni
agricole dell'area e, conseguentemente, aumentare i livelli
occupazionali in una zona notoriamente caratterizzata da un
elevatissimo grado di disoccupazione e di precarietà;
per sapere:
quale sia ad oggi la situazione operativa della CAPE Regione
siciliana SGR S.p.A. in generale, e quale sia lo stato dei suoi
investimenti nelle singole partecipate;
quale sia nel dettaglio lo stato della partecipazione societaria,
sempre della CAPE Regione siciliana SGR S.p.A., in modo diretto o
mediato, all'interno del gruppo Zappalà;
quali siano state ad oggi e quali saranno nell'immediato futuro
gli effetti economici e finanziari per le casse della Regione
siciliana indotti dalle partecipazioni societarie della CAPE
Regione siciliana SGR S.p.A.;
quali siano le intenzioni del Governo regionale riguardo la
destinazione del polo produttivo di Butera, attualmente inoperoso,
in considerazione della rilevanza economica e sociale che esso
potrebbe esplicare per l'intera area sud del nisseno, una volta
messo effettivamente ed efficacemente in produzione». (585)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Nel rappresentare le scuse per il ritardo con cui si
riscontra l'interrogazione n. 585 dell'On.le Cancelleri Giovanni
Carlo, per cause non imputabili a questo Assessorato, si trasmette,
a cura del liquidatore della società Cape Regione Siciliana SGR
S.p.A., la relazione prot. n. 113/AMM/2013 del 23 settembre 2013
nonché la nota prot. n. 10564 del 26 febbraio 2014, del
Dipartimento Bilancio e Tesoro, Ragioneria generale, Servizio I -
Partecipazioni e Liquidazioni, utile a chiarire quanto richiesto
dall'interrogante».
L'Assessore
(Vancheri)
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»
FOTI - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA
- LA ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
l'archeologia preventiva serve a controllare che in un'area scelta
per realizzare opere di pubblica o privata utilità, non vi siano
resti importanti di ciò che il passato ha stratificato, per fortuna
ovunque nella nostra isola o più in generale nella nostra penisola;
da un reperto, un manufatto, un ambiente, un sito antico salvato,
infatti, può derivare una quantità notevole di conoscenza di cui la
ricerca si avvantaggerebbe per progredire, e la società potrebbe
avvantaggiarsi per far fruttare economicamente il proprio
patrimonio;
in Italia, la professione di archeologo è sviluppata in forma
autonoma senza che il legislatore l'abbia mai realmente
regolamentata, ad eccezione del settore dell'archeologia preventiva
(D.L. 63/2005, convertito nella legge 109/2005, e successivo
regolamento attuativo, D.M. 60/2009, entrambe le normative sono
state recepite dalla Regione siciliana);
mentre il 'bene culturale' è tutelato da un apposito apparato
legislativo molto accurato e di lunga tradizione, gli archeologi
non hanno normative che ne regolamentino gli ambiti di interesse,
le modalità lavorative e, cosa ben più grave, che ne definiscano
l'identità professionale;
tale assenza di riconoscimento e di regole si traduce in una
perdita di qualità, in una dispersione di competenze e spesso in
una negazione dei più fondamentali diritti dei lavoratori;
in Sicilia, vengono applicate tipologie di lavoro assai diverse:
spesso l'archeologo è assunto sotto la veste di operaio
specializzato direttamente dall'azienda appaltatrice, altre volte è
obbligato all'apertura di partita IVA, nonostante non si tratti di
vero lavoro autonomo (basti pensare che l'archeologo deve
necessariamente essere presente durante le ore di cantiere);
naturalmente, anche le tariffe sono estremamente varie: si passa
da compensi di 6 euro l'ora a compensi che superano i 300 euro
lordi al giorno: tale diversità di trattamento è il frutto di
arbitrarie logiche del mercato, e quasi sempre la retribuzione non
è rispondente né alla natura dell'incarico da svolgere né al
profilo professionale del lavoratore;
appare necessario, per uscire da questa condizione di instabilità
e di completa arbitrarietà della professione, l'intervento del
legislatore sul piano nazionale e regionale per il riconoscimento e
la regolamentazione della professione dell'archeologo;
considerato che:
l'art. 95 del codice dei contratti pubblici prevede che gli
interventi di archeologia preventiva per la realizzazione delle
opere pubbliche debbano essere eseguiti in sede di progettazione
preliminare, da soggetti in possesso di necessaria qualificazione
(diploma di laurea in Archeologia, specializzazione o dottorato);
nella totale mancanza di normativa, questa è, insieme al
successivo D.P.R., l'unica norma di legge che, seppure
limitatamente ai titoli e alle mansioni più elevate, definisce la
figura dell'archeologo;
la legislazione de qua è giunta in Italia con qualche decennio di
ritardo rispetto agli altri Paesi europei (Francia, Inghilterra ed
Olanda su tutti): la corretta applicazione di tale norma porterebbe
giovamento non solo al mondo degli archeologi professionisti, ma
anche alla comunità in generale, infatti, facendo lavorare, in fase
preliminare, l'archeologo a fianco dei progettisti (ingegneri,
architetti, ecc.), si annulla, sostanzialmente, la possibilità
che un ritrovamento archeologico possa rallentare, o addirittura
bloccare, l'esecuzione di piccoli o grandi lavori pubblici,
garantendo così tempi stretti ed assai precisi;
purtroppo, in Sicilia tale norma, per varie ragioni, tende ad
essere disattesa dalla stessa Pubblica Amministrazione;
l'Associazione Nazionale Archeologi ha già promosso, anche in
Sicilia, diversi incontri pubblici tra le diverse realtà coinvolte
(ANCE, Soprintendenza, archeologi professionisti, avvocati
amministrativisti, ecc.);
per sapere se:
non intendano intraprendere iniziative affinché si proceda alla
concreta applicazione dell'articolo 95 del codice dei contratti
pubblici, che garantirebbe evidenti vantaggi a tutta la comunità;
se ritengano opportuno attivarsi per il riconoscimento e la
regolamentazione della professione dell'archeologo;
l'Assessorato ai Beni Culturali preveda de facto, così come
scritto dalle ultime circolari dalla Direzione Generale alle
Antichità del MIBAC, all'abrogazione degli elenchi di
professionisti redatti, arbitrariamente, dalle Soprintendenze, in
quanto ritenuti strumenti inadatti alla corretta pubblicizzazione
degli archeologi professionisti presenti sul territorio;
non intendano provvedere, in sostituzione delle liste delle
Soprintendenze su base provinciale, alla creazione di una lista
unica indicativa e non vincolante, su base regionale, facilmente
accessibile da professionisti, Pubblica Amministrazione, enti
territoriali e ditte interessate». (1195)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Facendo seguito all'interrogazione in oggetto, si
trasmette la risposta richiesta.
Il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE , pubblicato sul
supplemento ordinario n. 1 alla GURS n. 7 del 17 febbraio 2012,
agli articoli 95 e 96 regola e definisce la procedura di verifica
preventiva dell'interesse archeologico : ciascuna Soprintendenza,
in sede di approvazione del progetto preliminare, può richiedere
alla Ditta esecutrice dei lavori il compimento di indagini
archeologiche, che deve essere espletato a cura di professionisti
il cui curriculum viene sottoposto alla Soprintendenza competente
per territorio, per la verifica del possesso dei titoli richiesti
dal sopracitato decreto.
Tali procedure costituiscono ormai prassi e nelle Soprintendenze
siciliane vengono regolarmente seguite, avvalendosi, fino a che
sono state in vigore, non di elenchi da esse redatti
arbitrariamente , bensì di un elenco di soggetti cui ricorrere per
l'affidamento dei servizi di cui sopra, approvato con D.D.G. n.
5085 del 28.01.2008 e aggiornato con D.D.G. 114/2012.
Successivamente, poiché, come è noto, la L.R. 12 luglio 20111, n.
12, pubblicata sul supplemento ordinario n. 1 alla GURS n. 30 del
14 luglio 2011, all'art. 12 ha istituito, presso l'Assessorato
regionale alle Infrastrutture l'Albo unico regionale dei
professionisti cui affidare i servizi di cui all'allegato II A
categorie 12 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e s.m.
e i., ivi compresa l'attività riguardante gli interventi de quo, è
venuta meno la validità di detti elenchi, per cui ne è cessato, da
parte del Dipartimento ai BB.CC. l'aggiornamento.
Per quanto riguarda il riconoscimento e la regolamentazione della
professione dell'archeologo, esse esulano ovviamente dalle
competenze di un Assessorato regionale, che pur tuttavia ha
manifestato in più occasioni l'adesione a tutte le iniziative
rivolte al Governo nazionale, portate avanti dalle Associazioni
degli Archeologi, quali ANA, CIA e altre, finalizzate appunto alla
richiesta di una regolamentazione di questa categoria di
professionisti. Si rileva a tal proposito la recente approvazione
dalla Camera dei deputati (15 gennaio 2014) di un disegno di legge
di modifica al Codice dei beni culturali (DLgs. 22 gennaio 2004, n.
42), in materia di professionisti dei beni culturali.
A ciò si aggiunga che si è recentemente costituito un tavolo
tecnico, di concerto con le Università siciliane (cui partecipa,
oltre a tecnici dell' Ufficio di Gabinetto e del Dipartimento ai
BB.CC., anche una rappresentanza dei Docenti delle discipline
archeologiche e storico-artistiche), finalizzato ad un
riconoscimento di competenze, ruoli e compiti che il mondo del
lavoro oggi può riconoscere ed affidare alla figura professionale
dell'archeologo, per meglio definire in funzione di ciò anche i
curricoli universitari.
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione rivolta, si resta a disposizione per ogni
chiarimento fosse ritenuto necessario.
Con osservanza».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
il territorio su cui sorge il borgo di Scopello è quello che a
tutti gli effetti può definirsi un paradiso naturale, dal suo
litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
la Riserva dello Zingaro, prima area naturale protetta della
Sicilia che si estende per 7 chilometri a Nord fino al comune di
San Vito Lo Capo, istituita nel 1981 con legge della Regione
siciliana, che ne ha affidato la gestione e la tutela all'Azienda
foreste demaniali;
l'antico borgo marinaro di Scopello è una delle mete più
apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito di quella
che, stando alle antiche carte geografiche, era la città di
Cetaria, così chiamata per l'eccezionale abbondanza di tonni nel
suo mare, così come dimostra l'antichissima tonnara risalente al
secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;
all'interno della Riserva naturale, nel tratto di mare antistante
la tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
in maniera determinante a rendere ancora più suggestivo il
paesaggio marino e, allo stesso tempo, attirano centinaia di
visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono come
meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
flora e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi nelle
acque circostanti;
gli stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data 22
febbraio 2013, della candidatura ufficiale, insieme alla Riserva
naturale dello Zingaro e delle terre dei Borboni, a diventare
patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;
i Faraglioni di Scopello, data la loro naturale scenografia,
all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
rinvenibile in altre località del mondo, hanno attirato numerosi
registi cinematografici, che hanno scelto lo specchio di mare
adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;
i famosi ed imponenti Faraglioni di Scopello sono però situati in
una zona in cui sussiste un vincolo di proprietà privata, per il
quale il sito è divenuto oggetto di sfruttamento economico: per i
visitatori infatti il passaggio è ostruito da una sbarra che ne
limita l'accesso e, quindi, se gli stessi volessero ammirarli da
vicino, possono farlo solo ed esclusivamente attraverso un esborso
di denaro ai proprietari privati dell'area;
considerato che:
tale denuncia è rinvenibile sui maggiori siti dedicati alle
informazioni turistiche e alle recensioni sulle vacanze appena
trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai soggetti
che volessero visitare le stesse destinazioni;
secondo quanto riportato, il passaggio alla zona adiacente ai
Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
costantemente da una guardia giurata, può essere oltrepassata
solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi a
un precedente esborso richiesto per la concessione oraria del
parcheggio antistante di circa un euro l'ora;
lo stesso limite di capienza, imposto ai visitatori dell'area,
viene di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
creando situazioni davvero inopportune per un' area naturale che
dovrebbe far godere i turisti che decidono di visitarla, e che
invece è oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
essere effettuate senza alcun tipo di controllo obiettivo e
organico;
tra le denuncie riportate dai turisti, infatti, si segnala
l'assenza di qualsivoglia servizio, se non una zona per i servizi
igienici non idonea a tale finalità, che rende del tutto
incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro danni, dal
momento che l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso alla
zona marina è il solo fatto che questo sito sia di proprietà di
privati;
rilevato che:
la tematica dello sfruttamento economico della tonnara di Scopello
è stata oggetto di una controversia amministrativa tra il Comune di
Castellammare del Golfo ed i proprietari della tonnara di Scopello,
la 'Comunione Tonnara Scopello & Guzzo';
il Comune di Castellammare del Golfo aveva dovuto adempiere, nella
compilazione del Piano regolatore nel 2005, all'obbligo sancito
dalla legge di individuare e censire gli accessi al mare;
nella specifica fattispecie riguardante la tonnara di Scopello, il
Comune ha indicato come accesso al mare quello esistente ed
utilizzato nel corso degli ultimi 50 anni;
i proprietari privati della tonnara si opposero al Piano
regolatore suddetto, rivendicando il diritto sull'accesso dapprima
in via gerarchica, ma ricevettero risposta negativa, fondata sulla
circostanza che quell'accesso era da sempre esistito.
Successivamente, sulla base dell'esito del ricorso gerarchico,
presentarono ricorso al TAR con le medesime motivazioni, ricorso
che stavolta fu accolto, a fronte di una carenza motivazionale del
Comune, come viene espressamente indicato dal TAR: il Comune, dal
canto suo, non ha mai resistito presentando le adeguate
motivazioni;
il Comune presentò appello al Consiglio di Giustizia
Amministrativa, ma lo stesso fu rigettato, in quanto la materia del
contendere verteva, a monte, su un atto amministrativo; sia il Tar
che il amministrativo; sia il TAR che il CGA, tra l'altro,
apostrofarono il fatto che il diritto di accesso acquisito e
rivendicato dalla collettività non andava fatto valere dinanzi a
loro, ossia in via amministrativa, ma andava sostenuto innanzi al
giudice ordinario, cosa che non é stata mai fatta;
il CGA riprendendo la sentenza di primo grado del TAR, che aveva
accolto il ricorso dei privati a fronte di una carenza di
motivazione del Comune, afferma, nella sentenza, che il Comune di
Castellammare del Golfo avrebbe dovuto adire il giudice ordinario
per far valere il diritto al passaggio esercitato per più di 50
anni, il Comune tuttavia ha preferito finora non adire la
competente autorità giudiziaria nonostante sarebbe ancora nella
possibilità di farlo.
visto che la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha
stabilito, il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà privata e
per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una
determinata spiaggia', rendendo ancora più incomprensibile il
fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
continuare a consentire la presenza di tali impedimenti meramente
speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
tratto di spiaggia adiacente ai Faraglioni di Scopello che
dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento di
una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;
per sapere se:
non intendano appurare le motivazioni per le quali il Comune di
Castellammare del Golfo non abbia finora intrapreso azioni innanzi
alla competente autorità giudiziaria per garantire alla
collettività la fruizione di un accesso al mare che era rimasto
libero per decine e decine di anni e su cui si poteva rivendicare
un diritto;
questo Governo intenda assumere provvedimenti affinché un sito di
tale importanza dal punto di vista turistico e dalla bellezza
paesaggistica così suggestiva, oggetto di candidatura a località
protetta dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità, non sia più
oggetto delle speculazioni di privati che ne limitano il passaggio
e l'accesso, senza offrire alcun tipo di servizio e per un mero
vantaggio economico, anche in considerazione della sentenza della
Corte di Cassazione che sancisce il diritto alla libertà di
passaggio ai tratti di spiaggia, che nel caso di località
turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe essere ancor più
garantito e tutelato». (1497)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
comunica che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta a vincolo
con D.A. n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza di uno
storico insediamento produttivo legato alla pesca e alla
conservazione del tonno il cui impianto originario può farsi
risalire ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico si
sviluppa in un ambito territoriale dai confini ben definiti
giudicato di grande interesse sia per le qualità architettoniche
che paesaggistiche, pertanto, da conservare e valorizzare nelle
forme compatibili con la tutela.
Ragione per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
privata, oggetto della presente interrogazione e che impedisce ai
visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
si ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile strumento
per la protezione e la salvaguardia da un uso improprio del
complesso della Tonnara.
Per quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
Assessorato; mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
realizzato, si informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
ha intimato ai proprietari dei terreni adiacenti la rimessa in
pristino dei luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del 31.07.2013 e
prot. n. 6233 del 27.08.2013).
A completamento di quanto relazionato si fa presente che ,
limitrofa al complesso della Tonnara, esiste un'altra scaletta
incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta sia stato
impedito l'accesso».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
ZAFARANA - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
turismo, lo sport e lo spettacolo e all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana, premesso che:
l'antico borgo marinaro di Scopello è una delle mete più
apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito di quella
che, stando alle antiche carte geografiche, era la città di
Cetaria, così chiamata per l'eccezionale abbondanza di tonni nel
suo mare, così come dimostra l'antichissima tonnara risalente al
secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;
il territorio su cui sorge il borgo di Scopello è quello che a
tutti gli effetti può definirsi un paradiso naturale, dal suo
litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
la Riserva dello Zingaro, prima area naturale protetta della
Sicilia che si estende per 7 chilometri a Nord fino al comune di
San Vito Lo Capo, istituita nel 1981 con legge della Regione
siciliana, che ne ha affidato la gestione e la tutela all'Azienda
foreste demaniali;
all'interno della riserva naturale, nel tratto di mare antistante
la tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
in maniera determinante a rendere ancora più suggestivo il
paesaggio marino e, allo stesso tempo, attirano centinaia di
visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono come
meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
flora e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi nelle
acque circostanti;
gli stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data 22
febbraio 2013, della candidatura ufficiale, insieme alla Riserva
naturale dello Zingaro e delle terre dei Borboni, a diventare
patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;
i Faraglioni di Scopello, data la loro naturale scenografia,
all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
rinvenibile in altre località del mondo, hanno attirato numerosi
registi cinematografici, che hanno scelto lo specchio di mare
adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;
se tale utilizzo potesse risultare naturale destinazione per
temporanei passaggi di set cinematografici, secondo il giornale
consultabile online SiciliaInformazioni.com ;
l'attuale sfruttamento della caletta naturale in cui si ergono i
faraglioni di Scopello é diventata la sola possibile, dal momento
che essi sono situati in una zona in cui sussiste un vincolo di
proprietà privata e per la quale il sito è divenuto oggetto di
sfruttamento economico, dal momento che per i visitatori il
passaggio è ostruito da una sbarra che ne limita l'accesso,
divenuto possibile per i visitatori, che decidono di ammirarli da
vicino, solo attraverso un esborso di denaro;
considerato che:
tale denuncia è rinvenibile sui maggiori siti dedicati alle
informazioni turistiche e alle recensioni sulle vacanze appena
trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai soggetti
che volessero visitare le stesse destinazioni;
secondo quanto riportato, il passaggio alla zona adiacente ai
Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
costantemente da una guardia giurata, può essere oltrepassata
solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi a
un precedente esborso richiesto per la concessione oraria del
parcheggio antistante di circa un euro l'ora;
lo stesso limite di capienza, imposto ai visitatori dell'area,
viene di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
creando situazioni davvero inopportune per un' area naturale che
dovrebbe far godere i turisti che decidono di visitarla, e che
invece è oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
essere effettuate senza alcun tipo di controllo obiettivo e
organico;
tra le denunce riportate dai turisti, infatti, si segnala
l'assenza di qualsivoglia servizio, se non una zona per i servizi
igienici non idonea a tale finalità, che rende del tutto
incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro danni, dal
momento che l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso alla
zona marina è il solo fatto che questo sito sia di proprietà di
privati;
visto che la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha
stabilito, il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà privata e
per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una
determinata spiaggia', rendendo ancora più incomprensibile il
fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
continuare a consentire la presenza di tali impedimenti meramente
speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
tratto di spiaggia adiacente ai Faraglioni di Scopello che
dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento di
una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;
per sapere se codesto Governo intenda assumere provvedimenti
affinché un sito di tale importanza dal punto di vista turistico e
dalla bellezza paesaggistica così suggestiva, oggetto di
candidatura a località protetta dall'Unesco quale patrimonio
dell'umanità, non sia più oggetto delle speculazioni di privati che
ne limitano il passaggio e l'accesso, senza offrire alcun tipo di
servizio e per un mero vantaggio economico, anche in considerazione
della sentenza della Corte di Cassazione che sancisce il diritto
alla libertà di passaggio ai tratti di spiaggia, che nel caso di
località turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe essere
ancor più garantito e tutelato». (1517)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si
comunica che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta a vincolo
con D.A. n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza di uno
storico insediamento produttivo legato alla pesca e alla
conservazione del tonno il cui impianto originario può farsi
risalire ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico si
sviluppa in un ambito territoriale dai confini ben definiti
giudicato di grande interesse sia per le qualità architettoniche
che paesaggistiche, pertanto, da conservare e valorizzare nelle
forme compatibili con la tutela.
Ragione per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
privata, oggetto della presente interrogazione e che impedisce ai
visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
si ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile strumento
per la protezione e la salvaguardia da un uso improprio del
complesso della Tonnara.
Per quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
Assessorato; mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
realizzato, si informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
ha intimato ai proprietari dei terreni adiacenti la rimessa in
pristino dei luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del 31.07.2013 e
prot. n. 6233 del 27.08.2013).
A completamento di quanto relazionato si fa presente che ,
limitrofa al complesso della Tonnara, esiste un'altra scaletta
incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta sia stato
impedito l'accesso».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO -
ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
il Museo regionale della ceramica di Caltagirone è rimasto
inspiegabilmente chiuso giorno 25 novembre 2012;
si apprende dalla stampa che il predetto Museo rimarrà chiuso per
tutti i lunedì di dicembre;
il mese di dicembre registra una notevole affluenza turistica per
la città di Caltagirone;
tale chiusura, pertanto, impedirà ai turisti di visitare, nei
giorni sopra indicati, il Museo regionale della ceramica;
per sapere i motivi della suesposta chiusura e per chiedere di
disporre l'apertura, anche nei giorni di lunedì del mese di
dicembre, del Museo regionale della ceramica di Caltagirone».
(1586)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Facendo seguito all'interrogazione in oggetto, si
trasmette la risposta richiesta.
La chiusura del Museo della Ceramica il lunedì 25 novembre, così
come quella nel successivo mese di dicembre, lungi dall'essere
inspiegabile, rientra nella normale articolazione oraria delle
aperture e chiusure dei musei regionali, che viene regolarmente
comunicata all'utenza sul sito del Dipartimento regionale ai BB.CC.
e I.S.
Come nella maggior parte dei musei statali (non solo italiani, ma
anche europei), il giorno di chiusura settimanale viene fissato il
lunedì, per evitare la coincidenza con un altro giorno in cui il
flusso turistico è sicuramente maggiore: solitamente si programmano
le operazioni di pulizia straordinaria, manutenzioni, campagne
fotografiche, prelievi e movimentazione dei pezzi ai fini dello
studio o del restauro, in modo da concentrare tutte le attività che
per ragioni di sicurezza è opportuno si svolgano in assenza di
pubblico.
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione rivolta, si resta a disposizione per ogni
chiarimento fosse ritenuto necessario.
Con osservanza».
L'Assessore
Mariarita
Sgarlata
Rubrica «Salute»
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO -
ZAFARANA - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI - FOTI -
TRIZZINO - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la salute, premesso che:
la spesa farmaceutica costituisce una delle maggiori componenti
della spesa sanitaria regionale;
i consumi farmaceutici in Sicilia sono più elevati rispetto alla
media nazionale italiana;
i farmaci più diffusi sono quelli relativi a patologie croniche,
quali il diabete, l'osteoporosi, l'ipercolesterolemia e altre
patologie che alimentano le prescrizioni in eccesso;
considerato che:
l'accordo fra la Regione siciliana ed i farmacisti privati
dell'isola ha previsto che la vendita dei farmaci inseriti nel
Prontuario Ospedale Territorio (Pht) venga effettuata non più
tramite le ASP ma attraverso le farmacie private, passando da una
distribuzione diretta ad una indiretta, con notevole aggravio dei
costi a carico del sistema sanitario regionale;
la distribuzione indiretta comporterà oneri di spesa per le casse
della Regione siciliana, derivanti dal compenso spettante ai
farmacisti per un ammontare pari a euro 4,50 (escluso Iva) per
confezione venduta, a fronte di 2,20 previsto con la distribuzione
diretta (costo che potrebbe ridursi a meno di un solo euro
semplicemente implementando la lista dei Pht recepiti a livello
regionale);
l'accordo graverà economicamente anche sugli assistiti che
dovranno corrispondere il costo del ticket che non era, invece,
previsto con la distribuzione diretta, per un importo pari a euro
3,50;
il 70% dei pazienti ha potuto, fino ad oggi, ritirare il farmaco
Pht direttamente nella stessa struttura in cui veniva prescritto e
in cui doveva necessariamente recarsi, appunto, per la prescrizione
e i controlli;
non si conoscono le modalità attraverso le quali la Regione
siciliana potrà effettuare il controllo dell'appropriatezza
prescrittiva;
non si è ancora chiarito a carico di chi saranno le spese per i
software di gestione e i costi di deposito dei farmaci;
rischiano oggi il licenziamento i 110 farmacisti ospedalieri,
parte integrante del sistema sanitario regionale che prestano la
propria opera, con contratti a termine, nelle farmacie ospedaliere
dell'isola con il compito di distribuire i farmaci Pht ai pazienti
affetti da malattie croniche;
visto che:
nel corso dell'audizione tenutasi in data 22 ottobre 2013
l'Assessore per la salute dichiarava che l'accordo per avviare la
distribuzione indiretta non prevede oneri aggiuntivi per il
bilancio della Regione, in quanto il servizio sarà reso dalle
farmacie, senza alcuna convenzione, in nome e per conto
dell'Assessorato, restando a carico dell'Amministrazione regionale
l'acquisto dei farmaci;
l'Assessore per la salute affermava che i farmacisti addetti al
servizio di distribuzione diretta non rischiano di perdere il posto
di lavoro, poiché è imminente avviare una sinergia ed una
integrazione tra gli operatori pubblici e quelli privati che
permetta il progressivo assorbimento dei soggetti all'interno delle
strutture pubbliche;
per sapere quali:
misure il Governo intenda adottare per contenere i costi derivanti
dalla distribuzione dei farmaci inseriti nel Prontuario Ospedale
Territorio (Pht) tramite le farmacie private;
provvedimenti il Governo intenda adottare per garantire un
efficiente sistema di distribuzione dei farmaci Pht a misura di
paziente». (1544)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«In riscontro all'interrogazione citata in oggetto, con
la quale sono stati chiesti chiarimenti in merito alla
distribuzione indiretta dei farmaci PHT, si fornisce la relazione
prot. 20984 del 10 marzo 2014 appositamente resa dal Servizio 7
"Farmaceutica" del Dipartimento per la pianificazione strategica di
questo Assessorato».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia
Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)