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Resoconto d'Aula della Seduta n. 145 di mercoledì 02 aprile 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
                     comprensivo Parini di Catania

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto  ai
  docenti  e  agli  studenti  dell'Istituto  comprensivo  Parini   di
  Catania.  Buonasera signor sindaco, buonasera a tutti i  componenti
  della giunta. Grazie per essere qui presenti.
   E'  sempre  un  piacere  avere  una bella  ventata  di  freschezza
  all'interno di Sala d'Ercole.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico   che   gli  onorevoli   Ciaccio,   Grasso,
  Cancelleri,  Trizzino, Fazio e Currenti hanno chiesto  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive

   N.  585   -  Notizie  in  ordine  al mancato  sviluppo  dell'Agro-
  Alimentare  nel  Sud  Nisseno ed al coinvolgimento  della  Regione,
  mediante  CAPE  Regione  siciliana  SGR  S.p.a.,  nell'investimento
  Zappalà nella zona industriale di Butera (CL).
   Firmatari:   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano
   (Con  nota  prot. n. 27763/IN.16 del 4 giugno 2013, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive).

   -  da  parte  dell'Assessore  per i Beni  Culturali  e  l'Identità
  Siciliana

   N.   1195   -  Interventi  finalizzati  al  riconoscimento   della
  professione   di   archeologo   e  alla   tutela   dell'archeologia
  preventiva.
   Firmatari:Foti  Angela;  Palmeri  Valentina;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;   La   Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.  1497  - Chiarimenti circa il mancato intervento del Comune  di
  Castellammare   del  Golfo  sulle   limitazioni  all'accesso   alla
  spiaggia dei Faraglioni di Scopello (TP).
   Firmatari:   Palmeri  Valentina;  Zafarana  Valentina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   (Con nota prot. n. 210/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per  il
  turismo  ha  eccepito  la  propria incompetenza).

   N.  1517 - Chiarimenti sulle limitazioni all'accesso alla spiaggia
  dei Faraglioni di Scopello (TP).
   Firmatari   :Zafarana  Valentina;  Palmeri  Valentina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   (Con nota prot. n. 209/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per  il
  turismo ha  eccepito  la  propria incompetenza).

   N.  1586  - Chiarimenti sulla chiusura tutti i lunedì del mese  di
  dicembre  2013  del Museo regionale della ceramica  di  Caltagirone
  (CT).
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   - da parte dell'Assessore per la Salute:

   N. 1454 - Chiarimenti sul concorso a primario e sui fatti accaduti
  presso il Reparto di Chirurgia plastica di Villa S. Sofia-Cervello.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1544 - Chiarimenti in merito alla distribuzione indiretta  dei
  farmaci Pht.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della presente seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  per la tutela e la regolamentazione di attività sociali,
  didattiche ed educative, presso strutture turistiche ricettive all'
  aperto. (n. 726)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 26 marzo 2014.

   -  Disposizioni urgenti in materia di prevenzione  del  rischio  e
  sicurezza  del  patrimonio  edilizio  esistente:  istituzione   del
  fascicolo del fabbricato. (n. 727)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  La  Rocca,
  Cancelleri,    Ciaccio,   Ciancio,   Cappello,    Ferreri,    Foti,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 28 marzo 2014.

   - Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n. 5. (n. 728)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Greco G., Di
  Mauro,  Fiorenza, Federico, Lo Sciuto e Lombardo in data  28  marzo
  2014.

   - Norme per il riordino della pianta organica dell'Amministrazione
  regionale. (n. 729)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Anselmo,
  Cascio  Salvatore, Currenti, Leanza, Lentini, Nicotra,  Ruggirello,
  Sammartino e Sudano in data 28 marzo 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Istituzione   dell'ufficio  speciale   P.O.S.E.   -   Progetto
  Opportunità Sicilia in Europa per l'acquisizione dei fondi tematici
  (a Bando) dell'Unione europea. (n. 720)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Introduzione di prodotti biologici e dell'opzione vegetariana e
  vegana nella ristorazione collettiva pubblica. (n. 722)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere V, VI
  e UE.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 luglio  2011,
  n. 12. (n. 710)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Disposizioni per l'emersione del lavoro non regolare. (n. 717)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere III.

   -  Norme  per  le attività ricreative dell'infanzia attraverso  il
  sostegno  e la regolamentazione di strutture preposte a  tale  fine
  come le ludoteche. (n. 723)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Ferreri,  Cancelleri,  La
  Rocca,  Cappello,  Ciaccio, Ciancio, Foti, Mangiacavallo,  Palmeri,
  Siragusa,  Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito, con nota  prot.  n.
  3383/SG.LEG.PG.  del  19 marzo 2014, hanno chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al disegno di legge n. 602 "Norme per  favorire  il
  recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici".

  Comunicazione di trasmissione di situazione trimestrale di cassa e
                             di tesoreria
             della Regione alla data del 31 dicembre 2013,

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento  bilancio e tesoro, ha trasmesso,  in  data  19  marzo
  2014,  la  previsione e la situazione trimestrale  di  cassa  e  di
  tesoreria  della  Regione  alla  data  del  31  dicembre  2013,  in
  attuazione  dell'art. 52, comma 5, della legge regionale  3  maggio
  2001, n. 6.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1718  - Chiarimenti sul mancato inizio dei lavori del primo  e
  secondo  stralcio della terza fase del porto commerciale di Augusta
  banchine containers.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1720  -  Opportune  iniziative  tese  alla  risoluzione  della
  'vertenza   Micron'  e  a  garantire  i  processi  di   innovazione
  tecnologica in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Alloro  Mario;  Barbagallo  Anthony  Emanuele;   Raia
  Concetta

   N. 1725 - Chiarimenti  sul  rischio  di  propaganda ingannevole da
  parte  delle  compagnie  aeree straniere operanti  negli  aeroporti
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1727  -  Interventi utili a evitare la chiusura  dell'ente  di
  formazione Movimento apostolico ciechi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1728  - Provvedimenti in merito alle attività preliminari  per
  l'avvio  di  ammortizzatori sociali per il personale impegnato  nel
  Servizio 118.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario. Vinciullo Vincenzo

   N.  1729  -  Continuità dei servizi di assistenza ai soggetti  con
  disabilità sul territorio siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1741  -  Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia del  condono
  edilizio  anche  nelle zone sottoposte a vincoli di inedificabilità
  assoluta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1743 - Potenziamento della rete elettrica in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1744 - Iniziative per istituire una postazione di emergenza  -
  urgenza 118 nel comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1745  -  Chiarimenti  sulla  mancata  istituzione  del  Parco
  archeologico degli Iblei, in provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1746 - Interventi per rilanciare l'export siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1747  - Notizie sul mancato inizio dei lavori dei lotti  6/7/8
  della  SR-Gela e sui provvedimenti per scongiurare la  perdita  del
  finanziamento europeo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1749  -  Iniziative per salvaguardare i  livelli occupazionali
  dei dipendenti del SEUS 118.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1750 - Notizie sulla mancata apertura della residenza sanitaria
  assistita di Pachino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1751 - Notizie sul finanziamento per la realizzazione dell'hub
  interportuale di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1713 - Chiarimenti in merito all'indirizzo che intende attuare
  l'Assessorato  Territorio  e ambiente in relazione  alla  questione
  interpretativa  sulla legge n. 326 del 2003 in  Sicilia,  ovverosia
  sull'avvio  dei  procedimenti di diniego delle  sanatorie  edilizie
  presentate in base alla medesima normativa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Cascio  Francesco; Alongi Pietro;  Cordaro  Salvatore;
  Clemente  Roberto  Saverio;  Germanà Antonino  Salvatore;  Pogliese
  Salvatore Domenico

   Avverto  che  la interrogazione testé annunziata sarà  inviata  al
  Governo e alle competenti Commissioni.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1711  -  Chiarimenti  sullo stato di  attuazione  della  legge
  regionale 17 agosto 2010, n. 18, in relazione alla crisi del Comune
  di Palermo nella gestione della sepoltura delle salme.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio

   N.  1712  - Chiarimenti in merito al riparto delle somme destinate
  ai cantieri di servizi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio

   N.  1714  -  Chiarimenti riguardo i motivi che  hanno  indotto  lo
  spostamento dello sportello Agea dal comune di Mazara del Vallo  al
  comune di Alcamo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello  Francesco;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana  Valentina;
  Ciaccio  Giorgio;  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La  Rocca
  Claudia

   N.  1715  -  Iniziative  presso il Governo nazionale  al  fine  di
  rimuovere  il  previsto obbligo di risarcimento in forma  specifica
  presso   le   sole  carrozzerie  convenzionate  con  le   compagnie
  assicurative.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto

   N.  1716  -  Notizie sull'attività svolta dalla Sezione  operativa
  assistenza tecnica (SOAT) di Cianciana (AG).
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  1717 - Iniziative finalizzate all'attivazione dei procedimenti
  concorsuali  per  la  funzionalità  delle  unità  operative   delle
  professioni sanitarie.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 1719 - Notizie sulla mancata assegnazione delle somme impegnate
  sulla  linea  d'intervento  del  PO.  F.E.S.R.  2007-2013  per   la
  prevenzione dei rischi naturali e protezione della natura.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;
  Zito Stefano

   N.  1721 - Interventi urgenti mirati a evitare la cosiddetta 'fuga
  di  cervelli'  dalla Sicilia e a garantire i livelli  occupazionali
  dei  lavoratori della Micron Semiconductor Italia srl del  sito  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Cimino  Michele; Cordaro Salvatore; Grasso  Bernadette
  Felice

   N.  1722  -  Notizie  sulla  mancata  adozione  dei  provvedimenti
  conseguenziali    alla    deliberazione   dell'Azienda    sanitaria
  provinciale  di  Catania, in merito all'approvazione  di  un  nuovo
  regolamento per prestazioni di mediazione culturale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1723 - Notizie sul mancato ripristino della procedura di  gara
  relativa  al  servizio  di  call  center  per  la  gestione   delle
  prenotazioni sanitarie territoriali ed ospedaliere per la provincia
  di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1724  -  Chiarimenti  in merito al reparto  di  ginecologia  e
  ostetricia del p.o. SS. Salvatore di Paternò (CT) e sullo stato  di
  sicurezza delle strade statali 121/284 di frequente percorrenza per
  l'accesso ai siti ospedalieri di Biancavilla e Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1730  -  Chiarimenti sull'erogazione e gestione  del  servizio
  idrico nella città di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1731 - Interventi per l'attuazione delle disposizioni previste
  della direttiva comunitaria 97/67/CE, concernente regole comuni per
  lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari, con
  particolare riguardo al territorio di Siculiana (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1732 - Notizie sul trattamento delle armi chimiche siriane nel
  Mediterraneo.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  D'Asero  Antonino; Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;
  Fontana  Vincenzo;  Germanà Antonino Salvatore;  Milazzo  Giuseppe;
  Vinciullo Vincenzo

   N.  1733  - Iniziative da assumere per scongiurare la chiusura  di
  Almaviva contact, società di gestione di call center a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Alongi Pietro

   N.  1735  - Interventi urgenti mirati alla piena attuazione  delle
  previsioni  contenute  nell'ordinanza  di  protezione   civile   n.
  3865/2010  in  relazione alle avversità atmosferiche occorse  nella
  provincia di Messina nei giorni dall'11 al 17 febbraio 2010.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Grasso Bernadette Felice

   N.  1736  -  Chiarimenti  sulle modalità di  partecipazione  della
  Sicilia all'evento 'Expo 2015'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  1737   -   Ulteriori chiarimenti circa presunte  infiltrazioni
  mafiose nel servizio di trasporto infermi convenzionato con l'ASP 8
  e nel servizio SEUS 118 di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia

   N.  1738  -  Chiarimenti sulla condotta dell'ASP  di  Siracusa  in
  merito all'assegnazione della V sede farmaceutica urbana del comune
  di Floridia (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia

   N.  1739  -  Chiarimenti sulla vicenda della  mancata  istituzione
  della ZFU di Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1742   - Notizie  sull'asserita  incompatibilità dell'incarico
  rivestito  dall'attuale Segretario generale del  Comune  di  Alcamo
  (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi   Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N. 1748 - Iniziative a tutela del limone 'femminello' di Siracusa.
   - Presidente Regione
   -  Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  169  - Iniziative per il potenziamento della lotta alla  mafia
  nella Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Palmeri
  Valentina;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Foti
  Angela;   La   Rocca   Claudia;  Zito  Stefano;  Ciaccio   Giorgio;
  Mangiacavallo Matteo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, la interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  285 "Quantificazione dell'indennizzo dovuto dalla  Regione
  per  la spesa sanitaria e conseguente retrocessione alla stessa del
  gettito  relativo  alle  accise  sui prodotti  petroliferi",  degli
  onorevoli  Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina;  Cappello  Francesco;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana  Valentina;
  Ciaccio  Giorgio;  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La  Rocca
  Claudia, presentata il 25 marzo 2014;

   numero  286  "Rimozione del Segretario generale  della  Presidenza
  della   Regione   siciliana",  degli  onorevoli  Ciaccio   Giorgio;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; Palmeri  Valentina;
  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;   Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa   Salvatore;   Trizzino
  Giampiero;  Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata
  il 26 marzo 2014;

   numero   287   "Iniziative  in  favore  delle  strutture   private
  accreditate  che erogano prestazioni di  medicina  di laboratorio",
  degli  onorevoli Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Cirone
  Maria in Di Marco; Alloro Mario, presentata l'1 aprile 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  con  e-mail  pervenuta  il 27 marzo  2014,  l'on.  D'Asero   ha
  ritirato  l'interrogazione n. 1734, in quanto di identico contenuto
  alla n. 1732, a sua firma;

   -  con  e-mail  pervenuta il 2 aprile 2014,  l'on.  Vinciullo   ha
  ritirato  l'interrogazione n. 1726, in quanto di identico contenuto
  alla n. 1718, a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesioni a Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta  l'1  aprile  2014  e
  protocollata al n. 3858/AulaPG del 2 aprile successivo, l'onorevole
  Riccardo  Savona  ha  dichiarato di aderire al Gruppo  parlamentare
   Forza Italia . Pertanto, a decorrere dall'1 aprile 2014, lo stesso
  deputato cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
   Misto .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  do lettura della nota  dell'onorevole  Luisa
  Lantieri,  pervenuta   l'1    aprile  2014  e  protocollata  al  n.
  3859/AulaPG del 2 aprile successivo.

                                                    Al Presidente ARS
                                               Al Segretario Generale
                                                            Loro sedi

   «La  sottoscritta  onorevole  Luisa Annunziata  Lantieri,  con  la
  presente,  rassegna le proprie dimissioni dalla carica di  Deputato
  Segretario,  comunicando altresì di aderire al Gruppo  parlamentare
   Articolo  4 , cessando contemporaneamente dal Gruppo  Parlamentare
   Grande Sud - PID  Cantiere popolare verso Forza Italia .

                                                     Distinti saluti»

                                               Palermo 1  aprile 2014

   Pertanto,  a  decorrere dall'1 aprile 2014, l'onorevole  Lantieri,
  cessando  di far parte del Gruppo parlamentare  Grande  Sud  -  PID
  Cantiere popolare verso Forza Italia , decade automaticamente dalla
  carica  di deputato Segretario ai sensi dell'art. 4, comma 8,  Reg.
  int.  ARS, in quanto il Gruppo parlamentare  Articolo 4 , al  quale
  l'onorevole Lantieri ha aderito, risulta già rappresentato in  seno
  al Consiglio di Presidenza.

    Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare  Grande Sud - PID
                 Cantiere popolare verso Forza Italia

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che per quanto  concerne
  il  Gruppo parlamentare  Grande Sud - PID  Cantiere popolare  verso
  Forza  Italia ,  la cui composizione numerica  si  è  ridotta  a  3
  deputati,  lo  stesso rimane temporaneamente in  vita,  secondo  la
  prassi  di  questa  Assemblea regionale e di  quella  vigente  alla
  Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza  avrà
  deliberato al riguardo.

   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunicazione del decreto di cessazione dalla carica di Assessore
                               regionale
   per l'economia a seguito di dimissioni e di assunzione temporanea
                            delle funzioni
                 da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  decreto  presidenziale n. 66/Area 1 /S.G. del 27  marzo  2014  (qui
  pervenuto  in  pari  data e protocollato al n. 3771/AulaPG  del  31
  marzo successivo) di accettazione delle irrevocabili dimissioni del
  dottor  Luca  Bianchi  dalla  carica  di  Assessore  regionale  per
  l'economia  e  contestuale assunzione temporanea ad  interim  delle
  relative funzioni da parte del Presidente della Regione.

   LO GIUDICE, segretario:
                          «Regione Siciliana
                             Il Presidente

   D.P. n. 66/Area 1 /S.G.

   VISTO lo Statuto della Regione siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  Regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la  propria nota prot. 49516 del 12 novembre  2012  con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  Siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO  il decreto presidenziale 540/Area 1  del 12 novembre  2012,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del  16
  novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato costituito il
  Governo  della  Regione  siciliana - XVI legislatura  e  successivi
  distinti  decreti  presidenziali di nomina  degli  altri  Assessori
  regionali  con  preposizione ai singoli  rami  dell'Amministrazione
  regionale;
   VISTO  in  particolare, il D.P. n. 586/Area 1 S.G. del 28 novembre
  2012, pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012 - parte I - n.  52,
  con  il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato  il
  dott.   Luca   Bianchi   Assessore   regionale   con   preposizione
  all'Assessorato regionale per l'Economia;

   VISTA  la  lettera  datata 25 marzo 2014 con la quale  l'Assessore
  regionale    per   l'Economia,   dott.   Luca   Bianchi    rassegna
  irrevocabilmente  le proprie dimissioni dall'incarico  assessoriale
  con preposizione al predetto ramo dell'Amministrazione, assicurando
  il mantenimento dell'incarico sino all'accoglimento delle stesse;

   RITENUTO nell'accogliere tali dimissioni che, al fine di garantire
  continuità all'esercizio delle funzioni politico-amministrative del
  predetto   ramo   dell'Amministrazione  regionale   siciliana,   il
  Presidente  della  Regione  Siciliana  assuma  temporaneamente   le
  funzioni di Assessore regionale per l'Economia;

                                DECRETA

                                Art. 1.

   Per  quanto  in  premessa specificato il  dott.  Luca  Bianchi,  a
  seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
  dalla carica di Assessore regionale per l'Economia.

                                Art. 2.

   Al  fine  di  assicurare continuità nell'esercizio delle  funzioni
  politico-amministrative   il  Presidente   della   Regione   assume
  temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per l'Economia.

                                Art. 3.

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione Siciliana.

   Palermo, 27 marzo 2014

                                                        IL PRESIDENTE
                                                    Rosario Crocetta»

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, poiché sono  in  corso  riunioni
  politiche,  sospendo la seduta avvertendo che riprenderà  alle  ore
  18.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.22, è ripresa alle ore 18.12 )

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

      Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea in ordine alle
      iniziative della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
  legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti il
              disegno di legge di riforma costituzionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni   del  Presidente  dell'Assemblea  in   ordine   alle
  iniziative   della  Conferenza  dei  Presidenti   delle   Assemblee
  legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti  il
  disegno di legge di riforma costituzionale
   Onorevoli  colleghi, questa ora di sospensione è stata necessaria,
  come ben sapete, per perfezionare una risoluzione. In quasi tutti -
  o  almeno così mi risulta - i Consigli regionali d'Italia,  si  sta
  discutendo  -  qualche Consiglio già ha votato  -  in  ordine  alla
  proposta  del  Governo nazionale di riforma della  Costituzione  in
  alcune  parti  che  interessano anche le  Regioni,  soprattutto  le
  Regioni.
   Sapete  che  è stato presentato un disegno di legge  che  è  stato
  perfezionato  fino  ad  adesso;  sembrerebbe  che  ci  sia   quindi
  un'errata corrige in corso, che sia stata operata, ma che per  noi,
  Regione a statuto speciale, obiettivamente, è fondamentale.
   Voglio  credere  certamente alla buona fede,  comunque,  prendiamo
  atto  che  c'è  stata una modifica all'articolo 33,  comma  13,  in
  ordine all'applicazione delle disposizione contenute all'articolo 4
  anche  alle  Regioni  a  statuto speciale,  anzi,  dico  della  non
  applicazione alle Regioni a statuto speciale, a differenza di  come
  risultava in precedenza e almeno fino a ieri.
   Ho  il dovere di riferirvi, ma è già a conoscenza di gran parte di
  voi,  ho  avuto modo di riferirlo in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, che ci sono state tantissime riunioni in  sede
  di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative d'Italia e
  anche  in  sede  di  Conferenze  tra  i  Presidenti  delle  Regioni
  d'Italia.  Ci  sono  stati  una serie  di  incontri,  anche  tra  i
  rappresentanti delle due Conferenze - ad uno di questi incontri  ho
  partecipato  anch'io - e si è pervenuti ad una sorta  di  documento
  che  è  stato trasmesso, quindi, al Governo nazionale, al  Ministro
  Boschi e al Presidente del Consiglio, Renzi; una sorta di documento
  di  carattere  generale  di condivisione  della  necessità  che  si
  proceda  ad  una riforma del Senato e che, comunque, si  superi  il
  bicameralismo.
   Questo   documento   di  lavoro,  che  viene   quindi   sottoposto
  all'attenzione   di   tutti   i   Consigli   regionali   e   quindi
  all'attenzione  di  questa Assemblea;vi è  già  stato  distribuito,
  quindi,   può   essere  oggetto  di  un  avvio  di  dibattito,   di
  discussione.
   E'  importante,  così  come  si  è  convenuto  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari - e mi fa piacere che  tutti  i
  Gruppi  abbiano sottoscritto una risoluzione che si  potrà  votare,
  spero,  stasera e ritengo all'unanimità, considerato  che  tutti  i
  Gruppi  l'hanno sottoscritta, in ordine alla necessità di mantenere
  ferma la specialità del nostro Statuto.
   Chiaramente, questo non può essere un capriccio, tutt'altro, ma  è
  un'esigenza di ordine costituzionale e non solo formale ben sapendo
  che  la specialità va esaltata non in termini di rivendicazione  ma
  in termini di maggiore responsabilità.
   Ecco siamo chiamati a questo.
   Mi  permetto  di leggere innanzitutto il documento di  lavoro  che
  porta  la firma di Vasco Errani,  Presidente della Conferenza delle
  Regioni  e  delle Province autonome, e di Eros Brega,  coordinatore
  della  Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle
  Province autonome:

                         "Documento di lavoro
                  Proposte di riforma costituzionale

   Le  Regioni,  valutata la bozza di disegno di legge costituzionale
  proposta  dal Governo, ritengono certamente positiva la  scelta  di
  trattare in un unico contesto di riforma e in unico testo normativo
  la trasformazione del Senato e la riscrittura del Titolo V.
   In   questo   spirito,  le  Regioni  intendono  ribadire   aspetti
  essenziali  per il sistema regionale di cui la Riforma deve  tenere
  conto,  garantendo  l'effettiva partecipazione dei  territori  alla
  legislazione nazionale. Il presente documento rappresenta le  linee
  fondamentali  che le Istituzioni regionali intendono  fornire  come
  contributo al Governo sulla proposta di Riforma costituzionale.  Si
  riservano nella fase successiva di declinarle in proposte puntuali.

   Sulla composizione del Senato:
   Le Regioni concordano:
   A. sull'opportunità di conservare il nome di Senato delle Regioni e
      delle Autonomie;
  B. sulla previsione di una partecipazione di diritto di
  rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali: Presidenti
  di Regione e Sindaci dei capoluoghi di Regione e di componenti
  eletti dai Consigli regionali tra i propri componenti e dal
  collegio di sindaci  - nella prima stesura, non era prevista la
  partecipazione dei consiglieri regionali e questa è stata una
  indicazione forte che è pervenuta da parte della Conferenza dei
  Presidenti delle Assemblee legislative - .  I rappresentanti dei
  Consigli Regionali saranno individuati ed eletti dai Consigli
  secondo le procedure di Legge;
  C. sull'opportunità che la ripartizione dei seggi sia parametrata
  alla popolazione delle Regioni, garantendo per tutte le Regioni,
  anche le più piccole, la componente eletta dai Consigli regionali
  al proprio interno e dal Collegio di Sindaci  - occorre un
  chiarimento anche a questo proposito, rispetto ad una proposta che
  praticamente dava iniziale un numero pari in tutte le Regioni, un
  numero massimo di due rappresentanti per Regioni e non si teneva
  conto della popolazione, pensate voi che il Molise che ha meno di
  trecentomila abitanti era pari alla Lombardia o alla stessa Sicilia
  o Sardegna - ;
  D. sulla quota paritaria di eletti dai Consigli regionali e dal
  Collegio dei sindaci;
  E. sulla previsione che il mandato degli eletti sia agganciato alla
  durata degli organi ai quali appartengono;
  F. sulla non condivisione dell'integrazione del Senato con membri
  nominati  - sapete perfettamente che c'era stata una proposta
  iniziale ma, per fortuna, è stata superata, che il Senato doveva
  essere composto da 21 nominati direttamente dal Presidente della
  Repubblica -.  Il numero elevato di senatori per gli alti meriti
  nel campo scientifico, artistico e sociale non solo è stridente con
  la nuova conformazione del Senato, ma potrebbe alterare la
  formazione delle maggioranze in seno alla Camera altra, anche in
  considerazione della composizione numerica ridotta.

   Sulle competenze del Senato:
   Le  Regioni  ritengono indispensabile e condividono il superamento
  del  bicameralismo paritario. Tuttavia, al fine  di  rafforzare  le
  competenze  del  Senato, occorre consentire che  eserciti  concrete
  funzioni  di  riequilibrio tra le competenze dello  Stato  e  delle
  Regioni,  anche  allo scopo di superare il conflitto costituzionale
  che  ha  caratterizzato questi anni e che la  stessa  proposta  del
  Governo gli assegna.
   Si dovrebbe prevedere:
   A. la  maggioranza assoluta della Camera per tutti  i  disegni  di
       legge, necessaria per superare il dissenso espresso dal Senato;
   B.   la  previsione di una legge bicamerale avente ad  oggetto  la
  definizione del contenuto specifico delle materie e delle funzioni,
  sul   modello   di   altri   ordinamenti  che   praticano   modelli
  costituzionali federali, regionalizzati e/o autonomisti,  definendo
  tempi  certi  che  garantiscono  un iter  celere  del  procedimento
  legislativo (nei quali lo sforzo di identificazione delle sfere  di
  competenza  propria dello Stato e delle Regioni è pervenuto  ad  un
  notevole livello di specificazione);

   Gradirei  che si prestasse molta attenzione a questo aspetto.  Noi
  siamo  passati da uno Stato regionale, qual è, per definizione,  il
  nostro  Stato, che è uno Stato unitario ma uno Stato regionale,  ad
  uno  Stato  che doveva essere federale - in base alla  riforma  del
  2001 - ma con tutto quello che sta succedendo e sta avvenendo sotto
  gli  occhi  di tutti, si parla addirittura di un accentramento  dei
  poteri  in capo allo Stato, facendo venire quindi meno le  funzioni
  in  capo  alle  Regioni. Quindi questo rappresenta in  ordine  alle
  funzioni  uno  dei punti cruciali della riforma sui  quali  bisogna
  stare molto attenti.
   C.  l'introduzione di una Commissione bicamerale, da prevedere già
  nella stessa Carta costituzionale, in sede redigente, che operi nel
  "cuore"  del  procedimento legislativo,  definendo  tempi  certi  e
  celeri;
   D.  l'ampliamento  della competenza anche alle funzioni  ispettive
  (poteri di interpellanza e interrogazione).

   Organizzazione del Senato:
   Per  le Regioni è indispensabile corrispondere agli obiettivi  che
  lo stesso Governo intende realizzare attribuendo al Senato il ruolo
  di  assemblea  di  rappresentanza dei territori e di  raccordo  tra
  tutte  le Istituzioni rappresentative. Una volta garantito  che  il
  Senato  si  articolerà per gruppi di rappresentanza delle  comunità
  regionali,  sarà  il  regolamento del  Senato  ad  individuare  gli
  specifici  casi di voto unitario e il bilanciamento degli equilibri
  alla  tipologia  di  decisioni  per le  quali  sarà  indispensabile
  ricorrere  a  tale  modalità  di voto.  Sarà  necessario,  inoltre,
  modificare  la  proposta  del  Governo  prevedendo  la  figura  del
  Presidente e demandando al regolamento la disciplina delle modalità
  di elezione e la durata.

   Sulla riforma del Titolo V:
   Le Regioni, nella convinzione che un elenco di materie concorrente
  sia necessario per un esercizio coordinato delle diverse competenze
  legislative ritengono possibile accedere alla proposta del  Governo
  di  superare  la legislazione concorrente prevedendo, tuttavia,  un
  rafforzamento delle controgaranzie. Nel merito sarà indispensabile:
   A.  ridefinire  le  competenze  esclusive  statali  del  II  comma
  dell'articolo  117:  in  particolare con riguardo  all'urbanistica,
  all'ordinamento degli enti locali, al procedimento amministrativo e
  alla  protezione  civile,  nonché al  coordinamento  della  finanza
  pubblica,  richiamando  una  competenza statale  circoscritta  alla
  definizione di una disciplina generale;
   B.   prevedere  una  elencazione  di  massima  della  legislazione
  residuale  regionale  che tra le altre richiami  la  competenza  in
  materia di finanza locale, di mercato e di politiche del lavoro, di
  organizzazione dei servizi scolastici, di istruzione  e  formazione
  professionale,  di protezione civile, di governo del  territorio  e
  urbanistica, di pianificazione del territorio, coordinamento  della
  finanza  locale e competenza su enti intermedi e forme  associative
  dei comuni;
   C.  procedimentalizzare la c1ausola di salvaguardia  con  un  voto
  favorevole preventivo del Senato;
   D.  prevedere  anche l'iniziativa della Regione per l'attribuzione
  di materie o funzioni di competenza statale".

   Nella  prima fase era la Camera - quella che risulterà  a  seguito
  della  riforma - che, attraverso una forma di devoluzione soft,  di
  volta in volta, trasferiva le competenze alle Regioni.

   "E.  prevedere che nelle materie di cui alle lettere p) ed m)  del
  117,  II comma, la potestà regolamentare è esercitata previa intesa
  con il Senato".

   Adesso,  do  lettura  di una parte inserita per  espressa  volontà
  delle Regioni a Statuto speciale:
   "Con  riferimento alle Regioni a statuto speciale e alle  Province
  autonome  di  Trento e Bolzano si condivide il rispetto  di  quanto
  previsto  negli statuti speciali. Più specificamente,  è  opportuno
  che  la riforma sia corredata di una clausola di salvaguardia della
  specialità, che faccia espressamente salve le materie di competenza
  primaria,  concorrente  ed  integrativo-attuativa  enumerate  dagli
  statuti speciali, estendendo alle autonomie speciali solo le  norme
  di  maggior favore, come fu fatto con la riforma del titolo  V  del
  2001.

   Vasco Errani
   Presidente  della  Conferenza  delle  Regioni  e  delle   Province
  autonome

   Eros Brega
   Coordinatore  della Conferenza delle Assemblee  legislative  delle
  Regioni e delle Province autonome".

   Ho  il  dovere di riferirvi che la sensazione che ho  ricavato  da
  questi incontri è che le Regioni a Statuto ordinario hanno tutta la
  necessità  e  l'esigenza che venga mantenuta  la  specialità  delle
  cinque Regioni che già questa specialità l'hanno riconosciuta dalla
  nostra Costituzione.
   E'  chiaro,  infatti, che il fatto stesso che se venisse  meno  la
  specialità  per  una  di queste Regioni - per la  Sicilia,  per  la
  Sardegna,  non  ha  importanza  -  a  cascata  verrebbe  messo   in
  discussione   lo  stesso  ordinamento  delle  Regioni   a   Statuto
  ordinario.
   Riferisco  ancora che ho chiesto espressamente al  Presidente  del
  Senato    di   incontrarlo   con   un'apposita   delegazione    per
  rappresentargli l'esigenza di incardinare il disegno di  legge  che
  quest'Aula  all'unanimità  ha votato  e  che  riguarda  la  riforma
  dell'articolo 36 del nostro Statuto, il secondo comma.
   Aspetto ancora che il Presidente del Senato - ho avviato anche per
  le  vie  diplomatiche  la necessità di questo  incontro  -  e  sono
  fiducioso  che  da siciliano il Presidente del Senato,  l'onorevole
  Piero  Grasso, possa, nel più breve tempo possibile, dare riscontro
  a questa nostra più che legittima richiesta.
   Comunico,   altresì,  che  su  mia  iniziativa   incontreremo   il
  Presidente della Corte Costituzionale, chiaramente non per andare a
  sindacare questioni già esitate, ma per evidenziare quello che è il
  ruolo  e  quello  che  è  stato il ruolo delle  Regioni  a  Statuto
  speciale nel corso di questi anni e, anzi, dobbiamo dare atto  che,
  nell'assenza, a volte, delle Istituzioni e della politica,  proprio
  se  guardiamo a qualche sentenza della Corte Costituzionale  -  per
  carità, non mi riferisco alla prima che ha visto sopprimere  l'Alta
  Corte  nella  Regione  siciliana - ma in  seguito,  soprattutto  in
  materia tributaria, già la Corte Costituzionale in qualche  modo  è
  intervenuta a difesa della specialità degli Statuti.
   E'  un  incontro che terremo il 7 aprile con il professore Gaetano
  Silvestri   che   andrà,  ritengo,  al  di  là   della   cordialità
  dell'incontro  e  in  cui si approfondiranno determinati  temi  che
  riguardano proprio l'essenza stessa della specialità delle  Regioni
  che  esistono  in  Italia  e  che, a mio  avviso,  hanno  tutta  la
  necessità  di  resistere,  nonostante  questa  ondata  continua  di
  antipolitica che riguarda le Regioni stesse.
   Ha  chiesto  di parlare sulla risoluzione che è stata predisposta,
  anche per avviare il dibattito, l'onorevole Cimino.
   A  conclusione, mentre il deputato si appresta a prendere possesso
  del  podio  per intervenire, comunico che il 14 aprile  prossimo  i
  presidenti  dei Gruppi parlamentari saranno a Roma, in  delegazione
  insieme   ai  presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  dei   Consigli
  regionali  del resto d'Italia, per un confronto serrato  e,  spero,
  convinto in ordine a queste tematiche.
   Perché dico i presidenti dei Gruppi parlamentari? Perché c'è stata
  l'esigenza  di  avere una rappresentanza politica poiché  non  sono
  questioni che appartengono solo ad una parte, ma che appartengono a
  tutta  l'Assemblea  e,  quindi, a tutti i Gruppi  politici  che  di
  quest'Assemblea fanno parte.

   risoluzione comunicato dal Presidente inerente la specialità
   delle Regioni in Italia

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Comunico  che è stata depositata, con la firma di tutti i  Gruppi,
  una  risoluzione  che,  penso,  l'onorevole Michele  Cimino  voglia
  illustrare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, più che spiegare la risoluzione  voglio
  ringraziarla per il lavoro che si sta facendo, a livello nazionale,
  come Assemblee legislative con questo documento che è stato firmato
  da  tanti parlamentari regionali e che, sicuramente, avrà  un  voto
  unanime.
   Ma  voglio  intervenire perché, secondo me,  questo  dibattito  in
  corso sulla riforma del Titolo V della Costituzione, che vede messe
  in  discussione  le  Autonomie legislative  del  nostro  Paese,  le
  Regioni  a  Statuto speciale, deve poter essere per la Sicilia  non
  soltanto un momento per rivendicare il ruolo del nostro Statuto, ma
  soprattutto  per  fare una volta e per tutte un'operazione  verità,
  un'operazione di trasparenza.
   Proprio oggi leggevo le considerazioni del professore Costa,  noto
  economista  della nostra Regione, in alcune trasmissioni televisive
  a  livello nazionale che denigrano e non apprezzano il ruolo  della
  nostra Regione e della attività della nostra Assemblea, molte volte
  facendo   confusione  sulle  competenze  della  Regione   siciliana
  rispetto alle competenze delle regioni a statuto ordinario.
   Considerato  che  il  tema  delle  riforme  costituzionali,  delle
  riforme  delle  Regioni  sta diventando un tema  attuale,  dobbiamo
  creare  le  condizioni perché si lanci un'operazione  verità  anche
  sulla Sicilia.
   Questo  è  un tema interessante, soprattutto quando in  Veneto  vi
  sono delle manifestazioni e dei referendum per la secessione e  qui
  a    Palermo   si   celebrano   interessanti   manifestazioni   per
  l'indipendenza  siciliana  e avere uno Statuto  che,  di  fatto,  è
  ingessato,  che  a noi regala il Commissario dello  Stato,  ma  non
  l'Alta Corte, che non dà la possibilità al Presidente della Regione
  di  partecipare  al Consiglio dei ministri, che  -  guarda  caso  -
  impone  alla  Sicilia  di  versare le  imposte  di  produzione  nel
  bilancio dello Stato e non nel bilancio della Regione.
   Queste  e  tante altre cose devono portarci a dire che  se  questa
  autonomia  deve  essere soltanto uno specchietto per  le  allodole,
  allora è bene eliminarla, diventare una Regione a statuto ordinario
  come  le  altre, tanto più che le altre regioni, di fatto, riescono
  ad assumere e ad avere maggiori opportunità rispetto ad una Regione
  che di autonomia speciale ormai ne ha ben poca.
   Voglio  anche  sottolineare come, in un momento come questo,  alla
  Regione  siciliana  manchino diverse risorse e ciò  perché  non  si
  tiene conto dell'attualità di alcune normative.
   Parlo, ad esempio, della web tax.
   Il  Governo nazionale, col Presidente della Commissione  Bilancio,
  ha  sponsorizzato l'idea e il provvedimento della web tax e  adesso
  noi,  con  l'articolo 37 dello Statuto, non vogliamo che di  fatto,
  rispetto  agli  anni  dello Statuto stesso, non  venga  a  rendersi
  pienamente operativo l'articolo 37, che non è altro che  lo  stesso
  principio  della  web  tax che si vuole portare  avanti  a  livello
  nazionale.
   Le  imprese  che operano in Sicilia, ma non hanno sede  legale  in
  Sicilia, devono poter pagare le imposte nel nostro territorio.
   Non  capisco  perché  quando si tratta di un problema  concernente
  l'economia  nazionale, questo stesso viene seguito con interesse  e
  viene  apprezzato;  se  un tema è stato, invece,  attenzionato  dai
  Padri  costituenti  della nostra Regione  e  vuole  da  noi  essere
  valorizzato,    viene    considerato    soltanto    come     becero
  rivendicazionismo o richiesta di soldi.
   La  Sicilia non ha necessità di risorse aggiuntive, la Sicilia  ha
  necessità  di avere apprezzate le proprio norme secondo le  risorse
  che  le sono proprie e nel documento, che proprio oggi leggevo  del
  professore  Costa, ho notato che questi calcoli sono molto  seri  e
  che possono essere valorizzati anche dalla nostra attività.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, lei mi dà lo spunto  per  fare  una
  considerazione.
   E'  stato detto che il debito della Regione siciliana sia  pari  a
  cinque miliardi di euro.
   Questa  dichiarazione,  detta più volte  alla  TV  nazionale,  non
  merita  commento  e  questo  la dice lunga  su  qual  è  il  motivo
  dell'attacco concentrico nei confronti delle Regioni.
   Non  dico  altro,  è  una notizia assolutamente infondata,  falsa,
  priva  di sostanza, e ringrazio il professore Costa, che non ho  il
  piacere  di conoscere personalmente, il quale ha voluto evidenziare
  la grande confusione che spesso si fa sui numeri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   condivido
  integralmente  l'intervento del collega, onorevole Michele  Cimino,
  il  quale peraltro si è fatto promotore di una battaglia che questo
  Parlamento  ritengo, anzi sono certo, intende  sostenere  circa  la
  piena  attuazione  di  quegli  articoli  dello  Statuto  siciliano,
  appunto  gli articoli 36, 37 e 38, che finiscono in una prospettiva
  di  chiarezza  per essere fondamentali per il futuro  della  nostra
  Regione, per il futuro della Istituzione, ma nello stesso tempo per
  il futuro della gente di Sicilia.
   Personalmente, sarò breve perché voglio focalizzare  alcuni  punti
  assai  veloci,  tra questi il tema della tutela  del  principio  di
  specialità della Regione siciliana.
   In un'aula che data 1147, in un Parlamento che è il Parlamento più
  antico d'Europa e che rappresenta una storia, non significa, a  mio
  parere, cercare la tutela di uno sterile campanilismo, ma significa
  spiegare,  intanto,  a  chi  ci  ascolta  che  volere  tutelare  il
  principio  di  specialità non vuole determinare la  ricerca  di  un
  vantaggio,  la ricerca di privilegi, ma vuole, intanto, partire  da
  un   dato  storico,  oggettivo:  questo  Parlamento  e  lo  Statuto
  siciliano  è,  a mio parere, è la forma più compiuta  dello  stesso
  regionalismo ed, in quanto tale, già di per sé andrebbe tutelato.
   Signor  Presidente, colgo l'occasione - credo che siamo in tema  -
  per  compiacermi  con  lei  per  la  bella cerimonia di ieri per il
  novantesimo compleanno del senatore Macaluso
   Ieri,  è  stata  un'occasione che ci ha ricordato cosa  significhi
  "principio   di   specialità",  che   cosa   significhi   confronto
  democratico, che cosa significhi lo Statuto siciliano ed   è  stato
  bello  ascoltare un uomo, seppur comunista, certamente  illuminato,
  parlare  per  oltre 20 minuti del primo Presidente  della  Regione,
  Giuseppe  Alessi, del quale egli confessava essere  stato  acerrimo
  nemico politico, seppur nel rispetto delle reciproche tesi.
   Ebbene,  rispetto a questi valori, i valori del confronto e  della
  democrazia che hanno fatto parlare alcuni presenti di Alessi  e  di
  Macaluso  come  costruttori della democrazia in  Italia,  e  ce  ne
  saranno stati certamente anche a destra, oltre che a sinistra e  al
  centro  di quello che era il vecchio arco costituzionale, io voglio
  dire  che,  certamente, prima di archiviare una  battaglia  che  ha
  visto  i  nostri padri costituenti imporsi sullo scenario nazionale
  e,  perché  no, anche di una costituenda Unione europea, credo  che
  dovremmo  avere  tutti il buon senso, soprattutto  chi  a  Roma  fa
  facile demagogia, di studiare meglio la storia e di guardare meglio
  la prospettiva di questa Terra e di questa Isola.
   Sono semplicemente convinto che sapendo che da parte nostra questa
  riflessione va colta come spunto anche per fare chiarezza di alcuni
  principi, di alcuni criteri e, perché no, di alcuni valori  che  si
  sono  annacquati  nel tempo, ma avendo qualche dubbio  sulla  buona
  fede  di  chi  tanto semplicisticamente a Roma sta  proponendo  una
  modifica costituzionale che, certamente, non è sentita nel Paese o,
  meglio,  che  certamente non è sentita in questo  modo,  ecco  sono
  convinto  che  il  dibattito vada approfondito e,  per  questo,  ho
  congiuntamente firmato la risoluzione che si affida  pienamente  al
  Presidente   dell'Assemblea  regionale   affinché,   nei   contesti
  opportuni,  voglia  tutelare il principio di specialità  attraverso
  quello  che lei, correttamente, ritengo abbia definito una clausola
  di  salvaguardia  che  il  contesto che mette  insieme,  appunto  i
  Consigli  regionali delle regioni d'Italia, ha  voluto  in  maniera
  precisa evidenziare.
   E'  il momento di parlare di competenze, è il momento di aprire un
  dibattito serio e serrato con il Parlamento nazionale, è certamente
  il momento di fare chiarezza sulle fonti e sulle prerogative.
   Sono  convinto che tutto questo potrà accadere, sono certo che  da
  parte  nostra e da parte sua, signor Presidente che ci rappresenta,
  tutto  questo non mancherà  e, per questo, il gruppo Grande  Sud  -
  PID  Cantiere popolare verso Forza Italia voterà congiuntamente  la
  risoluzione che lei ha sottoposto all'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condividiamo
  l'iniziativa  assunta dal Capo del Governo per il  superamento  del
  bicameralismo  perfetto essendo, questo, un  cavallo  di  battaglia
  della destra politica italiana propugnato ormai da diversi decenni.
   Con  lo  stesso  spirito  apprezziamo  l'iniziativa  ed  il  fermo
  richiamo,  con grande determinazione, del Presidente dell'Assemblea
  regionale  siciliana  al  rispetto della clausola  di  salvaguardia
  della  specialità statutaria della nostra Regione, anche per questo
  non  ho  esitato  a firmare, in rappresentanza del  Presidente  del
  gruppo  parlamentare, onorevole Formica, il documento che lei,  fra
  poco,  metterà  al  voto di questa Assemblea  e,  tuttavia,  signor
  Presidente mi consenta di evidenziare come questa nostra  presa  di
  posizione  non possa e non debba bastare a liquidare un  tema  che,
  come  giustamente lei ha ricordato, riconduce ad una strategia  che
  io  definisco  abile  e cinica che è quella di operare  un  attacco
  concentrico  nei  confronti del regionalismo in  generale  e  delle
  Regioni a statuto speciale in  modo particolare, ma  non serve, non
  serve e non basta.
   Non  possiamo  vivere  di rendita pensando  che  il  nostro,  come
  opportunamente ha richiamato l'onorevole Cordaro, è il  più  antico
  Parlamento d'Europa, non possiamo vivere di rendita senza chiederci
  che  cosa  serve per riaffermare il primato della specificità,  che
  cosa   serve  perché  ci  si  renda  conto  che  gli  attacchi   al
  regionalismo,  motivati  alcuni ed immotivati  altri,  non  debbono
  essere  subiti,  ma  debbono essere rintuzzati  con  la  logica  di
  proposte  serie  e  concrete, con una condotta diversa  rispetto  a
  quella che, fin'ora, il Parlamento siciliano ha adottato.
   Inutile  nascondere una amara verità: l'autonomia siciliana  è  la
  grande ammalata.
   C'è  uno  stato patologico che si manifesta sotto diverse forme  e
  questo stato patologico ha consentito l'uso distorto dell'autonomia
  siciliana  ad  alcune logiche politiche che vanno condannate  senza
  appello  ed  ha  consentito,  alle  stesse  logiche  politiche,  di
  utilizzare l'autonomia come alibi, come comodo alibi per dar vita a
  lunghe stagioni di clientelismo spregiudicato ed irriducibile.
   Abbiamo  il  dovere,  signor Presidente e  colleghi  deputati,  di
  avviare  una seria stagione delle riforme, una stagione  serena  ed
  intensa  che  ci  consenta di capire che cosa va  modificato  dello
  Statuto  siciliano, dopo quasi 70 anni è lecito  chiederselo  sulle
  norme concepite e volute dai padri costituzionalisti siciliani ed è
  stato  ricordato  il  presidente  Alessi,  è  stato  ricordato   il
  comunista  Macaluso, verso il quale non posso che nutrire  rispetto
  pur nella diversità delle opinioni.
   Come  non  ricordare lo spirito autonomistico di uomini di  destra
  come  Dino Grammatico, come Vito Cusimano - il mio maestro -  Pippo
  Tricoli, solo per fare alcuni nomi.
   Proprio  per questa ragione, per questo retaggio solido, glorioso,
  degno  di  rispetto, credo, signor Presidente, che dobbiamo  aprire
  seriamente  questa stagione delle riforme, senza pregiudizi,  senza
  rancori, senza alcuna ingiustificata e ingiustificabile gelosia.
   Abbiamo  il  dovere  di  chiederci quali  ragioni  obiettive  oggi
  determinano e suggeriscono l'opportunità di una revisione perché lo
  Statuto  non può essere più guardato con la venerazione  e  con  la
  sacralizzazione  che  finora  è stata ostentata  da  alcuni  Gruppi
  politici.
   A   lei   il   compito,  signor  Presidente.  Lei  è  un  convinto
  autonomista,  lei  si è abbeverato alla cultura  autonomista  della
  scuola  sturziana,  lei ha tutte le carte in regola  anche  per  la
  qualità del ruolo che ricopre di intestarsi questo compito.
   Credo   che  vada  nominata  una  Commissione,  credo   che   vada
  interessata  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,
  credo  che l'Assemblea debba in questa legislatura aprire un grande
  dibattito  affinché l'attacco concentrico, cui lei faceva richiamo,
  al  regionalismo  in  generale e al regionalismo  autonomistico  in
  particolare  non  possa essere soltanto oggetto e  stimolo  per  un
  richiamo alla responsabilità, come lei ha giustamente sottolineato,
  ma  deve anche consentirci di modificare quanto va modificato nella
  nostra  Carta  Costituzionale regionale per fare della  Sicilia  il
  riferimento non solo geografico, ma anche politico, come modello di
  efficienza e di efficacia di tutto il bacino mediterraneo.  E'  una
  sfida   E'  una grande sfida, ma proprio per queste ragioni  ha  il
  dovere di lanciarla e noi deputati il dovere di raccoglierla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  oggi,
  con  il disegno di legge costituzionale, stiamo assistendo allibiti
  ad un attacco a 360 gradi all'ordinamento democratico  repubblicano
  uscito dalla guerra e dalla Resistenza.
   Si  è  già  detto  -  e non ci compete ricordarlo  adesso  -  come
  l'abolizione  del  Senato  si  serva del  pretesto  del  cosiddetto
  risparmio dei costi della politica, in realtà irrisorio, quando  in
  realtà è preordinato ad affidare ad una minoranza, attraverso   gli
  yesman   nominati'  della  Camera, di assentire  disciplinati  alle
  leggi imposte da due o tre persone, su mandato di élite finanziarie
  che oggi ci strangolano.
   In  questo  quadro non potevano mancare, di passaggio, un  disegno
  neocentralista  volto a spegnere tutte le forme di autonomia  e  di
  democrazie decentrate, proprio perché meno controllabili dall'alto,
  ed  in  particolare quelle speciali, più di altre viste come  "fumo
  negli  occhi" e potenziale pericolo per il "Nuovo Ordine Mondiale",
  di cui alcuni  pupazzi' sono chiamati a farne le veci.
   Non possiamo in questo momento tacere come questo attacco riguardi
  soprattutto  la  Sicilia,  già  laboratorio  privilegiato  per   le
  politiche di austerity ed ora designata vittima sacrificale,  quasi
  che  l'avere  dato origine allo stesso concetto di Europa,  insieme
  alla Grecia, sia il più grave dei peccati originali.
   L'Autonomia  speciale di cui gode la Sicilia  non  si  tocca   Per
  ragioni  storiche,  geografiche, economiche, politiche  e  sociali.
  Essa  è  un  diritto  che i Siciliani non hanno avuto  concesso  da
  alcuno,  che  si sono conquistati con le loro lotte, frutto  di  un
  anelito  plurisecolare  all'autogoverno, e  le  cui  disfunzioni  -
  semmai  -  dovrebbero  ritorcersi contro  una  classe  politica  di
  parassiti e subalterni ai poteri forti nazionali ed internazionali,
  da  sostituire, e non contro il Popolo siciliano che questi diritti
  possiede per diritto politico quanto naturale.
   Perché  la  Sicilia  oggi  gode di quest'autonomia,  almeno  sulla
  carta?
   La  Sicilia fa certo parte dell'Italia, almeno da quando, 151 anni
  or  sono,  i suoi leader politici hanno accettato di ammainare  una
  storia  di Nazione propria, antica quanto la stessa civiltà europea
  ed una storia di Stato proprio e di Parlamento proprio, che nessuna
  Regione italiana poteva vantare, forte di circa 8 secoli di storia.
   Il  Governo legittimo siciliano di allora, per mezzo del Consiglio
  straordinario di Stato, riconosciuto come statuale e legittimo  dai
  principali  governi  del mondo, pose come condizione  dell'adesione
  all'Italia  un  patto confederale tra lo Stato siciliano  e  quello
  italiano sancito da un Parlamento siciliano liberamente eletto.  La
  monarchia  italiana  non volle tenerne conto,  occupò  il  Paese  e
  rispose  con  un  plebiscito-farsa, 4 stati  di  assedio,  l'aperto
  sostegno alla malavita,  che non a caso, proprio da quel momento  -
  come  giustamente  disse Rocco Chinnici - diventò  la  "mafia"  che
  conosciamo,   impossibile  senza  l'apporto  attivo   dello   Stato
  italiano,  leggi discriminatorie e liberticide e, soprattutto,  con
  un ferreo colonialismo interno che ne impedì ogni forma di sviluppo
  moderno  e  che  toccò  il culmine durante il fascismo,  quando  la
  nostra Terra fu "umiliata" a rango di "Granaio dell'Impero".
   Dopo la sconfitta dell'Italia nella II guerra mondiale, la Sicilia
  stava   per   essere  perduta,  quasi  conquistata  ad  una   causa
  indipendentista. Gli Alleati la riconsegnarono all'Italia,  insieme
  ad  un progetto radicale di autogoverno, a patto implicito, quindi,
  che  l'Italia  ne  avrebbe  tutelato  le  tradizioni  secolari   di
  autogoverno.  Una  clausola del Trattato di  pace  di  Parigi,  poi
  disattesa  purtroppo,  ne confermò lo status geopolitico  speciale,
  imponendone la smilitarizzazione.
   L'Italia   -  come  è  noto  -  concesse  subito   le  forme    di
  quell'Autonomia, ma a quasi 70 anni di distanza, si è ben  guardata
  dal rispettare quei patti, persistendo in un atteggiamento sleale e
  continuando  con la pratica del Colonialismo interno, ora  mitigato
  dalla pillola indorata dell'assistenzialismo, al quale fu snaturato
  l'istituto autonomistico. La Sicilia ora esportatrice di  voti,  in
  cambio  di  un'elemosina  appena maggiore  rispetto  a  quella  del
  Mezzogiorno continentale, e, peraltro, tratta dallo stesso  gettito
  tributario dei Siciliani.
   Eppure,  quell'Autonomia, nei primi 10 anni di vita, gli unici  in
  cui  in  qualche  modo funzionò, tolse la Sicilia dal  feudalesimo.
  Portò l'asfalto e la luce nella maggior parte dei Comuni siciliani,
  dotò  la Sicilia di strade e di aeroporti, bene o male ci traghettò
  finalmente nella modernità. Dal 1957, purtroppo, non a caso,  dalla
  soppressione manu militari dell'Alta Corte, si è innescato un lento
  processo di svilimento e di decadimento delle istituzioni regionali
  e dell'Autonomia che, forse, in questi ultimi anni, sta toccando il
  fondo.
   Si  dirà:  questo è il passato  . Adesso dobbiamo guardare  oltre.
  Ma  è anche il presente e il futuro che impongono le ragioni di una
  Sicilia autonoma. Intanto, perché una comunità etnica e storica  di
  secoli  con identità e istituzioni proprie non si cancella  con  un
  disegno di legge costituzionale. Ancora oggi  l'emigrato nel  mondo
  prima dice di essere  siciliano' e poi di essere  italiano'.
   Ma poi vi è la condizione di Regione insulare, garantita anche dai
  Trattati    europei   che   richiede,   già    in    quanto    tale
  un'amministrazione speciale.
   Vi  è  la  strutturale  distanza  dei  più  importanti  centri  di
  decisione   del   Paese,   che  impone  una  difficile   continuità
  territoriale,   e   al  contempo  una  dimensione,   geografica   e
  demografica, pari a quella di una nazione media  europea.
   Vi   è,   poi,   soprattutto,   la   condizione   strutturale   di
  contrapposizione di interessi tra l'economia regionale siciliana  e
  quella nazionale. Finanche la diversa struttura economica di  base:
  paese  di  fonti  di energia e di materie prime la Sicilia,  vocata
  anche  ad una industria di trasformazione agro-alimentare e  ad  un
  turismo  che non hanno ancora sperimentato il loro decollo,  mentre
  l'Italia  è sempre vista come una grande economia industriale,  con
  un  turismo  che  è visto in termini competitivi nei  confronti  di
  quello siciliano.
   La   Sicilia  è,  dunque,  dotata  di  interessi  propri,  "quasi"
  nazionali  che possono essere conciliati con quelli nazionali  solo
  se  esiste  una  sede in cui questi interessi possano  essere,  con
  efficacia, governati.
   Un'autonomia indifferenziata, in queste condizioni, si tradurrebbe
  fatalmente  (come si traduce, nei fatti, per la mancata  attuazione
  dello Statuto) in una estrema perifericità e marginalità.
   Senza l'Autonomia i Siciliani saranno sempre cittadini di serie B.
  Non  saranno  mai  veramente  italiani  o  veramente  europei.   Il
  paradosso  è  proprio  quello che il maggior  centralismo,  anziché
  unire - come l'esperienza dimostra - finisce per dividere ancora di
  più il nostro Paese, unitario solo sulla carta.
   E  la  nostra  Autonomia  si basa su due pilastri,  entrambi  oggi
  violati,  ma entrambi vitali per la nostra società e per il  nostro
  futuro:  l'Autonomia legislativa, con la quale  siamo  padroni  del
  nostro destino, e l'Autonomia finanziaria, con la quale una Regione
  sfruttata come la nostra non dovrà finanziare debiti fatti da altri
  per altri interessi.
   Questi  argini  noi abbiamo il diritto e il dovere  di  difenderli
  contro  ogni  attacco  strumentale che parta da  questo  dissennato
  neocentralismo coloniale. Ma cosa c'è dietro tutto ciò?
   In  realtà,  combattendo la nostra Autonomia, lo  Stato,  che  già
  praticamente non ha più alcun trasferimento o servizio da  tagliare
  alla  Sicilia,  giacché questa pensa quasi a  tutto  da  sé,  vuole
  mettere  ancor più direttamente mano sulle nostre già magre risorse
  tributarie,  per  riversarle nel calderone  impagabile  del  debito
  pubblico infinito.
   La vera contesa è di carattere tributario e finanziario.
   Vuole  mettere  a tacere ogni forma di iniziativa legislativa  che
  venga  dal basso, in modo che la Trojka abbia a che fare  solo  con
  camerieri  di  un  livello, a Roma, senza che  questi  poi  debbano
  negoziare  ogni  cosa  con  livelli di  democrazia  più  vicini  al
  territorio, come le Regioni e i Comuni.
   Le  Autonomie  locali sono oggi un ostacolo  per  il  processo  di
  svuotamento  delle  sovranità nazionali. Per questo  devono  essere
  combattute e distrutte.
   Nel  disegno autoritario è "normale" che si svuotino le  autonomie
  regionali.
   Nel  disegno  autoritario è "normale" che l'autonomia eccezionale,
  quasi  confederale,  dell'antica  Sicilia,  sia  la  prima  vittima
  sacrificale.
   Una  ragione in più per difenderla. Non dimentichiamo che i nostri
  padri,  i nostri avi, nell'antichità, nel Vespro, in mille e  mille
  rivolte, nel 1812, nel 1848, nel Dopoguerra, diedero il loro sangue
  per  difendere il diritto all'Autogoverno dei Siciliani e  per  non
  farsi derubare dal "conquistatore" di turno.
   Noi non saremo da meno e impediremo con ogni mezzo questo colpo di
  Stato strisciante.
   E' per questo che abbiamo sottoscritto questo ordine del giorno  e
  qui lo voteremo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
  possa  essere  considerata,  per  il  nostro  Parlamento  regionale
  siciliano,  come un'occasione di serio confronto, un'occasione  che
  vede come da quello che era il potere conferito, dal punto di vista
  costituzionale, con la possibilità di legiferare, quindi il  potere
  normativo,  che  vuole  poi avere una refluenza,  per  capacità  di
  essere  Statuto  speciale,  gestione autonoma  o  per  lo  meno  la
  capacità   di   dimostrare  una  autonomia   attraverso   l'impegno
  legislativo  e  anche la sua articolazione nei vari  aspetti,  come
  sicuramente  le  refluenze  che si determinano,  sotto  il  profilo
  economico, istituzionale, amministrativo, burocratico un momento di
  grande possibilità di crescita per la nostra Isola.
   E'  stato  detto  che  forse lo Statuto speciale  oggi  merita  un
  momento    di   approfondimento;   ci   sono   delle   disfunzioni,
  probabilmente    delle   problematiche   che   vanno    affrontate,
  approfondite, corrette, perché no, probabilmente qualche patologia.
   Ritengo, per quello che deve essere lo spirito e l'impegno di  una
  classe  dirigente, che nell'avere individuato o nell'individuare  i
  problemi, deve avere la capacità di migliorarne le condizioni,  per
  questo  dicevo  che  oggi è arrivato il momento, attraverso  questo
  grande scossone che viene a determinarsi con la ipotesi malaugurata
  che  noi  respingiamo decisamente di volere tout  court  tranciare,
  tagliare, togliere questa possibilità o questa capacità di  Statuto
  speciale.
   C'è  una  grande  necessità. E' stato detto che  le  refluenze  di
  carattere economico, viste essenzialmente con l'articolo 36,  37  e
  38 dello Statuto, che hanno visto una grande battaglia che in parte
  ha  dato  qualche  risultato,  ma  che  ancora  oggi  è  aperta  in
  quest'Aula,  è  da  esempio  una mozione sull'articolo  37,  signor
  Presidente, dove l'allora assessore Bianchi si era impegnato,  dopo
  un  confronto  con il Governo nazionale, a portare un risultato  di
  questo confronto, perché sicuramente il principio importante che di
  fatto poi determina una grande ricaduta sotto il profilo economico,
  per  le  aziende che operano in Sicilia, ma che hanno  sede  legale
  fuori dalla Sicilia e che non pagano le imposte in Sicilia, diventa
  per noi un grande momento di possibile risultato positivo.
   Così come anche sul discorso relativo all'articolo 36.
   Allora,  io  dico, se oggi c'è questa situazione di grave  scontro
  che   vuole   cancellare  questa  prerogativa   che,   con   grande
  determinazione,  con  grande senso, oltre che istituzionale,  anche
  democratico, ha rappresentato un impegno per la nostra Isola, e che
  sicuramente porta oggi al nostro impegno di capire, alla luce delle
  problematiche   sorte,  quale  possa  essere   una   proposta   per
  determinare  un cambio di rotta, una proposta che possa  migliorare
  le  condizioni  che  fino ad oggi non hanno  consentito  una  reale
  applicazione  dello Statuto speciale, e, perché  no,  io  dico,  un
  grande  impegno  che determini una possibilità  di  riscatto  della
  Sicilia,  in un momento in cui è fortemente sentito il bisogno  per
  quelle  che  sono le problematiche che oggi nell'isola  vengono  da
  tutti  evidenziate  e denunziate, allora io dico  che  noi  abbiamo
  avuto  grandi  personaggi, grandi cervelli in Sicilia,  ma  abbiamo
  avuto  forse  anche grandi difficoltà a che queste  capacità,  cioè
  coloro   i   quali  potevano  dare  un  contributo,  determinassero
  risultati positivi.
   Probabilmente,  oggi,  è  arrivato il  momento  perché  la  classe
  dirigente,  e quindi anche questo Parlamento, avvii una fase  seria
  oltre  che  di confronto, anche di proposta su quelle che  sono  le
  iniziative che vanno negoziate e trattate col Governo nazionale, le
  iniziative  che  vanno  da  noi  formulate  perché  devono   essere
  caratterizzanti  dell'impegno  relativo  allo  Statuto  speciale  e
  perché  attraverso  questo tipo di rinnovata capacità  di  proposta
  possa  innalzarsi un grande, e in maniera forte e determinante,  un
  inno all'impegno perché possa crescere la nostra Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Onorevoli colleghi, non possiamo non sottolineare  come
  in  una fase storica come questa in cui questo Parlamento si è  più
  volte,  a  più  riprese,  impegnato su  questioni  a  tutela  della
  specificità  dello Statuto, su questioni a tutela dell'applicazione
  di  alcuni  articoli, come gli articoli  36, 37 e 38 dello  Statuto
  speciale,  certamente,  non ci saremmo  immaginati  che  invece  il
  Governo  nazionale facesse una battaglia esattamente  antitetica  a
  quel genere di proposte presentate dal Parlamento.
   Un Governo nazionale che evidentemente propone un disegno di legge
  di riforma costituzionale che cancella davvero le prerogative delle
  Regioni a statuto speciale; un Governo nazionale, il Governo Renzi,
  che  all'articolo 33, esattamente al comma 13, senza alcun rispetto
  per  tanti anni di storia consumati sul sudore e sul sacrificio dei
  siciliani,  prevede che le disposizioni della legge  costituzionale
  si   applichino   anche  alle  Regioni  a  statuto  speciale   fino
  all'adeguamento dei rispettivi statuti. Nessun rispetto, quindi, da
  parte  del  Governo  nazionale   E  d'altra  parte,  come  potremmo
  pretendere  rispetto quando, ahimé, talvolta questo stesso  Governo
  regionale, malgrado le azioni poste in essere finalmente da  questo
  Parlamento  attraverso  l'indicazione e la  giusta  intuizione  del
  Presidente   dell'Assemblea  regionale  e   di   tutti   i   gruppi
  parlamentari,  quando  -  dicevo  -  da  parte  di  questo  Governo
  regionale   invece   si  interloquisce  con   Roma   senza   alcuna
  autorevolezza  e,  lasciatemi dire, davvero con l'atteggiamento  di
  chi a Roma va col cappello in mano?
   Renzi,  dopo  l'abolizione del Ministero delle Questioni  sociali,
  dopo  avere  dimostrato nessuna sensibilità, nessuna attenzione  al
  Sud,  finalmente  mortifica non soltanto le  Autonomie,  ma  quelle
  Regioni   a  Statuto speciale del Sud che avrebbero potuto  vantare
  queste caratteristiche statutarie e quindi avrebbero potuto -  come
  è  stato  fatto  in  questi  mesi in  Parlamento  -  avviare  delle
  battaglie.
   Da  Roma  dicono che il presidente Crocetta in qualche modo  abbia
  provato a portare avanti questa battaglia sull'articolo 37,  ma  ci
  siamo resi conto del fatto che così assolutamente non era.
   Evidentemente  a  questo  punto non possiamo  che  registrare  che
  quella  era una farsa e che quindi, da parte del Governo  nazionale
  ci si prende quasi beffa di noi.
   Questo  il  Parlamento regionale, il Parlamento  siciliano  decide
  oggi  di  non accettare, e per questo dà vita a questa risoluzione,
  la quale parte da alcune considerazioni.
   La  prima:  lo  Statuto speciale che conferisce  alla  Regione  la
  titolarità  dell'esercizio  dei poteri, oltre  che  amministrativi,
  anche e soprattutto legislativi; la seconda: è in corso l'esame  di
  un  disegno  di  legge costituzionale recante disposizioni  per  il
  superamento   del  bicameralismo  paritario,  che  ovviamente   non
  possiamo  che  condividere in termini di  riforma,  così  come  non
  possiamo  che  condividere gli aspetti legati  alla  riduzione  del
  numero  dei  parlamentari. Non possiamo, poi,  non  condividere  il
  contenimento  dei  costi di funzionamento delle  istituzioni  e  la
  revisione   del   Titolo  V  della  Costituzione.   Aspetti   tutti
  condivisibili questi, ma che davvero nulla hanno a che fare con  la
  questione dell'Autonomia che invece pensiamo vada difesa.
   Pertanto,  da qui un contributo alla risoluzione che determina che
  sia  per  l'appunto necessaria una riforma che confermi la clausola
  di  salvaguardia della specialità già prevista dalla revisione  del
  Titolo  V già nella fase del 2001, dando pertanto - e questa  è  la
  richiesta   che   scaturisce  dalla  risoluzione   presentata   dal
  Parlamento  -  mandato  al  Governo di  promuovere  ogni  opportuna
  iniziativa  volta  a  salvaguardare  la  storica  specialità  della
  Regione siciliana.
   Certo,  si potrebbe obiettare che tanti errori sono stati commessi
  in questi anni, troppi è vero.
   Però  certamente  non  ci si può nascondere dietro  a  questo  per
  cancellare  l'identità di un popolo che  ha  fatto  a  lungo  delle
  battaglie per affermare i principi sanciti dallo Statuto.
   Pensiamo  che  Autonomia significhi capacità  di  pensare  con  la
  propria  testa; significhi possibilità di partecipare  al  processo
  decisionale  senza  che  il  nostro futuro  venga  deciso  altrove.
  Pensiamo, infatti, che il primato della democrazia e della  volontà
  dei  cittadini  debba  essere  assolutamente  affermato  contro  la
  dittatura  delle banche e dei poteri forti; pensiamo che  si  debba
  affermare un principio di lotta a chi vede la nostra Isola come una
  terra  da  saccheggiare, da occupare e dove porre in essere  azioni
  per trasferire le sue ricchezze in altre parti d'Italia.
   Per  queste ragioni noi pensiamo che questo disegno di legge porti
  ad  un  appiattimento, ad una omologazione delle realtà che  invece
  devono preservare le loro specificità. Per questa ragione il Gruppo
  parlamentare Forza Italia si oppone a questo genere di scelte e per
  questa  ragione decide con convinzione e determinazione di  firmare
  questa  risoluzione che affonda le sue radici profonde nel pensiero
  dei  Padri  costituzionalisti siciliani e che tutto il  mio  gruppo
  condivide  con particolare riferimento - lasciatemi  fare  qui  una
  nota personale - alla mia posizione di autonomista convinto, perché
  autonomista sono stato, autonomista sono, autonomista rimango.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO    Giovanni.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  nell'occasione  dell'insediamento della XVI  Legislatura  ricordate
  tutti che feci cenno al fatto che uno dei mali della nostra Sicilia
  era   quello  della  non  applicazione completa  dello  Statuto?  E
  precisamente il riferimento era agli articoli 36, 37 e  38.  Allora
  ho  cercato nel mio intervento di dare l'attenzione dovuta a questo
  grave  problema che noi ancora oggi viviamo. Ecco perché  mi  trova
  d'accordo,  per la felicità di quest'Assemblea, con  il  Presidente
  che  porta avanti tale iniziativa; mi trova d'accordo perché in  un
  tempo non sospetto feci questo appello all'Assemblea, in un momento
  così importante e così prestigioso.
   Però  è  chiaro che chi mi conosce sa che non faccio  l'intervento
  per dire delle cose ovvie.
   Il  mio  intervento,  infatti, vuole evidenziare  come  in  questo
  provvedimento  che noi andiamo a contrastare con  delle  iniziative
  nostre cercando di coinvolgere tutti i deputati nazionali,  sia   a
  livello  di  senatori che a livello di deputati del Parlamento,  da
  dove  partono i mali. E non vorrei che con un Governo  di  sinistra
  questi  mali  si  accentuassero, perché alla prima  variazione  del
  Titolo V, signor Presidente, ne piangiamo tutte le conseguenze. Non
  è  che  possiamo trascurare il fatto che nel 2001 ci è  stato  dato
  questo  regalo dalla Sinistra  Non vorrei che stiano preparando  un
  altro regalo.
   E  ve  lo devo dire con tutta la sincerità che voi mi riconoscete:
  troverete delle barricate.
   Non  vorrei che quello che succede in Veneto succeda anche qui  in
  Sicilia.
   Guardate che non dobbiamo trascurare questi movimenti che vi  sono
  in alcune regioni d'Italia.
   E quindi cerchiamo, signor Presidente, bene fa a promuovere questa
  iniziativa, bene fa il 14 aprile a fare questo convegno e spero che
  questo  convegno  abbia quelle presenze che non  siano  quelle  che
  abbiamo  stasera.  La  riunione  dei capigruppo  appena  conclusasi
  avrebbe  dovuto  incentivare la presenza dei  colleghi  stasera  in
  Aula   O noi cominciamo a pensare diversamente, in modo da dare  la
  garanzia  ai nostri figli per il futuro, o noi passeremo  i  nostri
  guai.
   Quindi  io  sarò accanto a qualunque iniziativa che  porti  avanti
  l'autonomia  che i nostri Padri hanno conquistato.  Nessuno  ce  la
  deve  toccare  E quindi, se lei convoca i capigruppo - e, come  lei
  sa, io non ne so niente - se ci sono iniziative verrò a mie spese a
  Roma  e  in  tutte  le  sedi dove occorre per difendere  la  nostra
  Autonomia. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Gruppo  del
  Partito  Democratico  ha  sottoscritto  l'ordine  del  giorno   con
  convinzione partendo dal presupposto che il necessario  disegno  di
  riordino   costituzionale,  che  è  in  discussione  al  Parlamento
  nazionale, può convivere con la opportunità di garantire  le  forme
  di autonomie speciali che sono frutto della storia del nostro Paese
  e che hanno, come nel caso nostro, rango costituzionale.
   Dire  questo  non  significa aderire alla retorica  dell'Autonomia
  che,  secondo  me,  non  serve  a chi oggi  rappresenta  le  nostre
  Istituzioni, a chi oggi governa la Sicilia.
   L'Autonomia  è  sicuramente stata nella storia della  Sicilia  una
  conquista, ma ognuno di noi ha il dovere di ripercorrere  gli  anni
  che  ci  separano dalla conquista dell'autonomia anche con  spirito
  critico, guardando alle potenzialità che non siamo riusciti a  fare
  emergere  e  dell'uso,  spesso distorto,  che  se  n'è  fatto.  Ma,
  naturalmente,  dire queste cose chiama in causa  le  responsabilità
  degli  uomini che hanno rappresentato le istituzioni, ma non  mette
  in discussione i principi e i valori che sono tutt'ora importanti e
  validi.
   Sostenere   questa  rivendicazione,  dare  mandato  al  Presidente
  dell'Assemblea, che opportunamente si è fatto promotore di tutte le
  iniziative che sappiamo e rappresenterà con il nostro mandato pieno
  le  esigenze  delle  nostre istituzioni e la tutela  dell'Autonomia
  speciale  nei modi e nelle forme contenute nell'ordine del  giorno,
  per  noi  deve costituire un impegno a che non si ripercorrano  gli
  errori  del passato e si interpreti l'Autonomia speciale nella  sua
  accezione   originaria  perché  i  Padri  fondatori  dell'Autonomia
  considerarono  questo uno strumento per superare  il  distacco  dal
  resto  del  Paese  ed  emancipare,  nel  senso  dello  sviluppo   e
  dell'uguaglianza,  il  nostro  territorio  e  la   condizione   dei
  siciliani. Oggi, naturalmente, le condizioni sono diverse  rispetto
  al  1947  ma,  com'è noto, viviamo un momento parimenti  difficile.
  Ecco  perché noi dobbiamo, votando questo ordine del giorno,  dando
  questo  mandato  al  Presidente,  difendendo  le  prerogative   che
  discendono dall'Autonomia speciale, impegnarci a fare in  modo  che
  quella ispirazione viva nelle condizioni attuali nel senso di  dare
  una  utilizzazione  delle  prerogative per  metterle  veramente  al
  servizio  dello  sviluppo  della Sicilia, del  miglioramento  delle
  condizioni  di  vita dei siciliani e per fare in  modo  che  questa
  nostra  scelta sia condivisa dai nostri concittadini, dai siciliani
  tutti  e  non  venga percepita come uno strumento per  tutelare  il
  Parlamento o il Governo della Regione siciliana.
   Dobbiamo  fare  in modo che gli atti che compiamo, le  scelte  che
  vogliamo  far  fare  al Governo della Regione, siano  coerenti  con
  questo  obiettivo,  superando gli errori del passato,  aprendo  una
  nuova  pagina  della  vita della Sicilia  e  facendo  in  modo  che
  l'Autonomia sia veramente a servizio dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedete, ciò  che
  è  successo  in  questi giorni a Roma che, per la prima  volta,  ha
  messo  in  serio  rischio  l'autonomia  siciliana,  alla  fine  può
  diventare un fatto estremamente positivo per quest'Assemblea poiché
  oramai eravamo abituati ad avere un potere legislativo in Sicilia a
  cui non davamo la giusta importanza, non davamo il giusto peso, era
  un  fatto  quasi  di  diritto divino acquisito che  nessuno  poteva
  mettere in discussione.
   Invece,  se  ci  fate  caso, negli ultimi decenni,  il  potere  di
  quest'Assemblea,  il potere del Governo della Regione  siciliana  è
  stato  ampiamente  messo  in discussione  da  tutta  una  serie  di
  provvedimenti legislativi che i vari governi nazionali hanno preso,
  senza  che  da questo Parlamento vi fosse la giusta reazione  e  vi
  fosse  la  giusta  presa  di  posizione,  ad  iniziare  ad  esempio
  dall'abitudine che il Governo nazionale ormai aveva  preso  di  non
  convocare  più  il  Presidente della Regione  siciliana  quando  si
  discutevano argomenti attinenti al Governo della Regione Sicilia.
   Così  come,  ad  esempio,  non abbiamo  mai  voluto  impugnare  il
  provvedimento, che alla fine ha portato alla soppressione dell'Alta
  Corte  di  giustizia,  che era un giudice terzo  che  si  veniva  a
  frapporre  fra  le  prerogative costituzionali  dello  Stato  e  le
  prerogative costituzionali della Regione siciliana. Vedete, non  ci
  chiamiamo Regione Lombardia o Regione Veneto.
   Noi  ci chiamiamo Regione siciliana perché la nostra storia  viene
  da molto lontano.
   Qualcuno  poco fa ha parlato del 1130, qualcuno ha parlato  ancora
  una  volta del fatto che siamo il primo Parlamento d'Europa  e,  di
  conseguenza,  il primo Parlamento al mondo, ruolo che soltanto  una
  città dell'Islanda ha e che può competere con la Sicilia. Poi,  per
  il  resto,  nessuno  ha osato fino ad oggi mettere  in  discussione
  queste  prerogative,  prerogative che, come  qualcuno  poca  fa  ha
  ricordato,  sono  entrate in vigore nella Costituzione  italiana  e
  sono  entrate in vigore attraverso il Regio decreto luogotenenziale
  del  15 maggio 1946, n. 455, che poi a sua volta è stato convertito
  nella legge costituzionale n. 2, del  26 febbraio 1948.
   Cosa  prevedeva  questo  Statuto? Prevedeva  tutta  una  serie  di
  competenze che facevano sì che venisse portata a compimento  quella
  che era un'ispirazione iniziata il 30 marzo 1282, allorquando vi fu
  a  Palermo  la famosa Rivolta dei Vespri, con la quale i  Siciliani
  rivendicarono  con orgoglio il fatto di essere una nazione  diversa
  rispetto  al  Regno  di  Napoli e di non volere  assolutamente  più
  riconoscere gli Angioini come sovrani della terra di Sicilia  e  di
  volere,  in  maniera chiara, netta, dimostrare  la  differenza  che
  c'era  fra  il  Popolo siciliano, fra la Nazione  siciliana  -  che
  ricordo non essere inferiore a nessun'altra nazione d'Europa - e il
  resto d'Italia.
   Del  resto  lo  stesso Dante, nel "De vulgari  eloquentia",  aveva
  dovuto  riconoscere,  suo malgrado, che la prima  forma  in  lingua
  italiana  di  espressione  letteraria  tradotta  dal  volgare   era
  avvenuta proprio nella nostra terra.
   Una lotta - dicevo - che aveva visto più volte il Popolo siciliano
  ribellarsi, quindi non accettare di soggiacere a quelli  che  erano
  stati  i vari governi imposti alla Sicilia ed, in modo particolare,
  di soggiacere alla vergogna della dominazione borbonica in Sicilia.
   In  questa  Terra,  nel 1812, era nata la prima  Costituzione,  la
  costituzione che aveva anticipato di nove anni lo Statuto Albertino
  e che era stata uno strumento del Popolo siciliano.
   I  baroni,  comunque, la classe intellettuale  del  tempo  avevano
  messo  in atto, per fronteggiare le tendenze murattiane, che  anche
  il nuovo re di Sicilia pensava di applicare alla Sicilia.
   Una  Costituzione sul modello inglese, una Costituzione che  anche
  la  forma  di  quest'Assemblea - che non è a forma  circolare  come
  quella   del  resto  dei  Paesi,  ma  rispecchia  quello  che   era
  l'orientamento del Parlamento inglese - sta a testimoniare come non
  doveva   essere   un   emiciclo  per  distinguere   opposizione   e
  maggioranza,  ma  le  leggi le facevano insieme  i  parlamenti  che
  venivano  eletti.  E  poi, lo sapete, il Congresso  di  Vienna,  la
  Sicilia che perde la propria autonomia, ma che nel 1848 è la  prima
  regione  in  Italia  ad  avere non una costituzione  ottriata,  una
  costituzione concessa, ma una costituzione espressione del  popolo,
  ed  è  stata  proprio  la Regione siciliana,  è  stata  la  Nazione
  siciliana.  Gli  anni poi del dominio dei Savoia e sul  finire  del
  secondo  conflitto mondiale, prende nuovamente piede  nella  nostra
  terra l'istanza di essere e di avere un'entità a parte rispetto  al
  resto del Paese.
   Rinasce  dunque  il  mito e si diffonde tra  i  giovani,  tra  gli
  intellettuali, fra la buona borghesia siciliana, il concetto  della
  Regione  siciliana, di una nazione che vuole rivendicare la propria
  autonomia  dalla  capitale romana, che non  aveva  amministrato  la
  nostra terra come essa meritava.
   E  per questo sogno di una Sicilia libera ed indipendente, di  una
  regione  che  fosse  veramente siciliana fino alla  fine,  morirono
  numerosi   giovani   e,   fra   questi,   il   professore    Canepa
  dell'Università  di  Catania.  Frutto  di  quella  lotta  che  vide
  numerosi  morti,  frutto di quella battaglia, fu lo  Statuto  della
  Regione siciliana, uno statuto che i padri costituenti vollero  che
  venisse promulgato ancora prima della Costituzione e che ha dato  a
  questa  terra,  a  questo  popolo, una serie  di  diritti  che  gli
  derivano  dalla sua secolare storia e dalla sua secolare  diversità
  rispetto al resto del Paese.
   E  del  resto,  se  ci fate caso, se leggiamo la Costituzione,  la
  stessa  all'articolo 116 prevede che "Il Friuli Venezia Giulia,  la
  Sardegna,  la  Sicilia, il Trentino Alto Adige e la  Valle  d'Aosta
  dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia secondo i
  rispettivi statuti adottati con legge costituzionale".
   Non  può  quindi  il  Governo  regionale,  nazionale,  pensare  di
  limitare  o  di  annullare  o  di  mortificare  queste  particolari
  condizioni  di autonomia che la Costituzione ci ha dato  e  che  il
  sangue dei nostri antenati hanno consolidato in tutti questi anni
     E  se  ci fate caso, se avete la bontà stasera di leggere questo
  articolo, andando avanti, esso recita che possono essere attribuite
  ad  altre  regioni,  con  legge dello Stato,  su  iniziativa  della
  regione  interessata,  sentiti gli enti locali,  nel  rispetto  dei
  principi di cui all'articolo 119, nuove possibilità e nuove materie
  di autonomia.
   Vedete,  la  Costituzione non prevede assolutamente la possibilità
  per  lo  Stato  di limitare quelle che sono state le autonomie  che
  sono  state  concesse,  semmai prevede  esattamente  l'opposto:  la
  possibilità   di   riconoscere  anche  ad  altre   regioni   quelle
  particolari autonomie che sono state concesse alle regioni Sicilia,
  Sardegna,  Friuli  Venezia  Giulia, Trentino  Alto  Adige  e  Valle
  d'Aosta.
   E  la  legge  è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta  dei
  componenti  sulla  base di una intesa tra lo  Stato  e  la  Regione
  interessata.  E allora, se occorre il coinvolgimento della  regione
  interessata  per  poter ampliare le prerogative  a  suo  favore,  è
  chiaro  che occorre ancora di più l'intesa con le regioni a Statuto
  speciale affinché vengano limitati i poteri che la Costituzione  ci
  ha concesso.
   Per  questi motivi, signor Presidente, anch'io, insieme  ad  altri
  colleghi,  voteremo  il provvedimento che lei ha  portato  in  Aula
  affinché si faccia interprete, insieme alle altre regioni a Statuto
  speciale,  di quelli che sono i diritti sanciti dalla Costituzione,
  di  quelli  che  sono i doveri che lo Stato ha nei confronti  delle
  regioni  a  Statuto speciale affinché nessuno, in  questa  Nazione,
  pensi di mortificare i diritti acquisiti dopo tanti anni di lotta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  non  farò  la
  storia  dello Statuto né degli articoli, ma mi soffermerò su alcune
  cose  intanto  per ringraziarla perché stasera lei, Presidente,  ci
  regala  la  possibilità di ritornare ad un  termine  antico  che  è
  orgoglio, un termine che abbiamo perso da qualche tempo. Lo abbiamo
  perso  nel  2001 quando abbiamo accettato stupidamente la  modifica
  dell'articolo  15;  lo abbiamo perso quando non abbiamo  avuto  più
  notizie,  dell'articolo 38, che era quella sorta  di  compensazione
  che  avrebbe dovuto darci lo Stato in ordine a quello che prelevava
  dalla  Sicilia;  lo  abbiamo  perso quando,  nel  tempo,  i  nostri
  colleghi hanno avuto interessi diversi, anziché quelli di occuparsi
  di questa autonomia.
   Abbiamo  perso l'orgoglio, l'autonomia, l'economia, le finanze  e,
  stasera, ne possiamo riparlare.
   Signor Presidente, rispetto a quello che è accaduto, io devo  dire
  con  estrema franchezza che mi è piaciuto il Presidente del Senato:
  la democrazia ha un costo, la libertà ha un costo e non è azzerando
  il Senato o mettendo lì alcuni amici che magari si prendono qualche
  panino  -  visto  che devono mangiare gratis - e devono  rispettare
  questo  input  di  una  demagogia  che  ci  sta  assalendo  e   sta
  mortificando  sempre  più  una classe politica  che  non  riesce  a
  reagire.
   Il  Senato  è un organo importante, potevano ridurlo, si  potevano
  mettere  in  moto  meccanismi  per  i  quali  si  dava  una   certa
  impostazione  per  evitare che ci fosse questa  paritaria  che  non
  serviva a niente o che serviva a perdere tempo.
   Sono  d'accordo  con  il Presidente del Senato  Grasso.  Avrebbero
  potuto eliminare quelle migliaia di aziende che costano un mare  di
  soldi  e  delle  quali si parla da decenni, ma se  ne  parla  senza
  toglierle;  magari  un poco di amici, e amici degli  amici,  se  ne
  sarebbero  tornati  a  casa contenti di evitare  di  contribuire  a
  sperperare il denaro pubblico.
   Tutto  questo  non  è accaduto. Continuiamo a viaggiare  sull'onda
  della  demagogia  e,  lo  devo  dire  con  estrema  franchezza,  la
  tristezza  che  mi  assale quando penso alla legge  sulle  Province
  regionali,  nazionali  così come il Senato,  anziché  cominciare  a
  togliere  tutti  quei  rami secchi che sono queste  agenzie,  si  è
  cominciato  da quello che colpiva di più l'immaginario  collettivo,
  anziché tagliare gli stipendi.
   Quello che dice oggi il premier Renzi fa parte di alcuni dei  miei
  emendamenti presentati tre anni fa, come il taglio dello stipendio,
  che  il massimo dello stipendio doveva essere quello del Presidente
  della  Corte  Costituzionale,  il taglio  delle  pensioni,  e  sono
  contento  che  lo abbia ripreso e spero che chi c'è  dietro  questi
  giochetti la possa smettere.
   Signor  Presidente, gli articoli 36 e 37, che insieme all'articolo
  38  sono l'asse portante dell'autonomia, sono mortificati da  tanto
  tempo; dell'articolo 38 non abbiamo più notizie da almeno 15  anni,
  l'articolo  37  fa  parte  di una demagogia  continua,  mentre  noi
  continuiamo  a  pagare  il  49,15% della  concorrenza  della  spesa
  sanitaria,  come  più volte ho avuto modo di ripetere  qui,  mentre
  tutte le altre Regioni pagano poco e niente.
   Le  simmetrie  sono degli elementi, sono dei termini rocamboleschi
  che devono servire a non farci fare nulla, così come il decreto che
  il  Direttore Generale del Ministero dell'economia e delle  finanze
  ha  emanato il 24 dicembre, in cui ci preannuncia che  l'1  gennaio
  del  2016 potremo forse attuare l'articolo 37, che risale a ben 60-
  70  anni  fa.  Un'operazione non di ingegneria finanziaria,  ma  di
  ingegneria  di  termini  di  parole  vuote  che  servono   solo   a
  mortificarci.
   E'  vergognoso  come  questi Governi che  si  sono  succeduti  non
  abbiano  tenuto conto del continuo prelievo che è oltre 37 miliardi
  di  euro l'anno in tutta la Sicilia, che coinvolge non soltanto  le
  sedi  industriali che ci hanno inquinato, che hanno  assassinato  i
  nostri  lavoratori, il nostro ambiente, il nostro mare,  le  nostre
  acque,  quello  che beviamo, facciamo ricorso ad un  quadro  che  è
  veramente  incredibile.  Da  un lato ci  prendono  queste  risorse,
  dall'altro  lato  non ci danno quello che ci spetta  attraverso  la
  presenza  di  banche che vengono qui, prelevano  tutto  quello  che
  possono  prelevare  e  vanno  via,  insalutati  ospiti,  e   quando
  chiediamo  un  prestito  non  ce  lo  danno  e  portano  i   nostri
  imprenditori al suicidio.
   Le  assicurazioni, la grande distribuzione, tutte  operazioni  che
  vengono  dal  nord, dai nostri amici leghisti che  hanno  anche  la
  voglia di parlare senza ricordare quando hanno prelevato e quando è
  servito loro il nostro sacrificio, negli ultimi settanta anni,  per
  consentire a contribuire allo sviluppo del Nord del nostro Paese, e
  continua ad infierire.
   Così  come ora, signor Presidente  Come ora, momento delicato,  in
  cui  c'è  uno  tsunami di immigrati, e si prevede che nei  prossimi
  anni  ci  saranno  almeno  due milioni di persone  che  dall'Africa
  verranno verso la Sicilia. Non so quanti se ne fermeranno, non  c'è
  la capacità di trovare un qualunque rimedio e nemmeno un contributo
  economico, visto il costo che richiede mantenere queste persone che
  stanno male a casa loro e tendono a trovare un Paese per vivere  un
  po' meglio.
   Presidente, le chiedo, negli incontri che farà, di respingere  con
  fermezza la demagogia, il tentativo di completare l'affossamento di
  questa  nostra  Terra.  Mi  verrebbe da dire:  giù  le  mani  dalla
  Sicilia
   So   che   noi   abbiamo   sbagliato  come  politica   in   questi
  cinquant'anni, molto spesso e molte volte siamo stati superficiali,
  siamo   stati  presuntuosi,  supponenti  arroganti,  abbiamo  anche
  lavorato  per  mantenere  il resto del Paese,  abbiamo  contribuito
  all'economia  dello  Stato,  ci  siamo  sorbiti  la   presenza   di
  petrolchimici pesanti - cosa che non è accaduta nel resto del Paese
  -  che  ha  distrutto le coste, l'ambiente e quant'altro, decimando
  centinaia   di   famiglie.   Abbiamo  contribuito   allo   sviluppo
  dell'Europa - e su questo tornerò a parlare nei prossimi  giorni  -
  con  i siti contaminati di interesse nazionale, che hanno dato  una
  forte risorsa al Paese.
   Le  chiedo,  signor  Presidente, di  essere  fermo  e  deciso  nel
  difendere  quello che è nostro, nell'evitare di essere aggredito  e
  di  subire prepotenze e arroganze come quelle che abbiamo subito in
  questi  anni. Non è né un atto di dolore, né un atto di  ascarismo,
  ma un tentativo che, con forza, le voglio trasferire. So che non ce
  n'è  bisogno,  ma  so  pure che, purtroppo,  troppe  lobby,  troppi
  personaggi in cerca di autore tentano disperatamente di mettere  le
  mani in questa nostra disgraziata e martoriata Terra.

   PRESIDENTE.  Onorerò l'impegno che quest'Aula  mi  sta  conferendo
  all'unanimità,  convintamente. Non  è  un  impegno  formale  ma  un
  impegno  sostanziale, e lo posso fare grazie al mandato  dell'Aula.
  L'ho  fatto nelle sedi opportune perché già investito da tutti  voi
  con la mia elezione. Ma questo non bastava.
   Di  questo  ordine del giorno mi sento gratificato come Presidente
  dell'Assemblea,  perché  tutti  ci  guardano  con  rispetto  e  con
  invidia.
   Sono  stato qualche giorno fa a Bruxelles e, in sede di Conferenza
  dei Presidenti delle Assemblee legislative dell'Unione europea,  il
  Presidente del Consiglio regionale della Lombardia ha avuto modo di
  precisare  che,  in  effetti, l'unico  Consiglio  regionale  che  è
  Parlamento  è  il  Parlamento siciliano qui rappresentato,  ebbe  a
  dire, dall'onorevole Giovanni Ardizzone.
   Noi abbiamo il dovere di difendere la nostra autonomia non per  un
  principio  di  sacralità, come è stato detto  in  quest'Aula  molto
  bene, o di venerazione, né solo per un attaccamento ad una identità
  storica.  Lo  dobbiamo fare  per rispetto di tutti  coloro  che  ci
  hanno creduto fino in fondo.
   Si  richiamava all'intervento appassionato di ieri, di un  giovane
  che  risponde al nome di Emanuele Macaluso. E ci ha ricordato anche
  i  momenti difficili ma esaltanti del governo Milazzo, qual è stato
  il  ruolo,  in  quel  momento, di un  altro  grande  che  ha  fatto
  dell'autonomia  un  suo  cavallo di  battaglia,  mettendo  anche  a
  rischio la sua professione e la sua identità, e mi riferisco a Mimì
  La  Cavera,  nel  senso che c'è stata gente che si  è  contrapposta
  anche  ai poteri forti di quel momento, onorevole Gianni. Questa  è
  storia: e mi riferisco a Confindustria degli anni '50; noi parliamo
  del  momento  in  cui gli Agnelli, Montedison,  cercavano  di  fare
  investimenti nella nostra Terra.
   Ecco, abbiamo questa consapevolezza in questo momento? Io credo di
  sì.
   E ce l'abbiamo con questo ordine del giorno.
   Guardate,  io l'ho detto all'inizio, e lo voglio ribadire  se  non
  sono stato chiaro.
   Noi,  come  per  incanto,  ci  siamo  ritrovati  con  una   errata
  corrige ,   perché  quell'articolo  33  -  lei  sorride,  onorevole
  Musumeci  -  l'abbiamo voluto riportare. Stamattina  c'è  stato  un
  grande  dibattito nel Friuli Venezia Giulia e, alla fine, ci  siamo
  ritrovati con questa correzione.
   Ieri, mi avevano assicurato, dopo le mie dichiarazioni, che si era
  trattato di un refuso.
   Ribadisco,  voglio credere nella buona fede, ma l'impegno  che  mi
  viene  dato,  e  lo farò immediatamente, è quello a  mia  volta  di
  sollecitare, e lo faremo fino in fondo, i nostri rappresentanti  al
  Parlamento nazionale. Questo diventa fondamentale, perché  non  può
  essere  una  battaglia solo nostra. Noi faremo  fino  in  fondo  il
  nostro compito.
   Onorevole Gianni, lei ha richiamato gli articoli 36, 37 e 38 dello
  Statuto.
   Io  sono  per  un'iniziativa forte: l'abolizione dell'articolo  38
  dello  Statuto,  perché  è  una finzione,  perché  rispetto  ai  97
  miliardi  di  lire che ci venivano trasferiti per anno,  nei  primi
  cinque anni, perché ogni volta venivano rinegoziati, dagli anni  50
  in poi ci siamo ridotti ad un impegno di 20 milioni di euro l'anno.
   Ho  avuto modo di dire in interventi pubblici che sicuramente  c'è
  una  carenza della nostra classe dirigente, c'è stata nel corso  di
  questi  anni perché ci siamo cullati del trasferimento, sulla  base
  dell'articolo 38 dello Statuto, perché non avevamo bisogno di altri
  fondi.  E  ci siamo dimenticati degli articoli 36 e 37,  perché  in
  Sicilia arriva solo il gettito sulle imposte di consumo.
   Ma  di quale consumo parliamo? Il consumo previsto dalle norme  di
  attuazione  dell'articolo  65,  e  sa  di  cosa  parlo  l'onorevole
  Anselmo,  con  la  quale siamo stati protagonisti  di  un  incontro
  presso l'università Kore di Enna, dove abbiamo evidenziato - e  non
  è  una  provocazione,  né una battuta - che in  Sicilia  arriva  il
  gettito,  pensate bene, del consumo del caffè e  del  cacao  o  del
  consumo di banane fresche o di banane secche, perché tutto il resto
  arriva allo Stato.
   E  viene la rabbia quando giornali a tiratura nazionale continuano
  a  dire  che  i dieci decimi del gettito viene incassato  e  rimane
  nelle  casse  della Regione siciliana, sapendo che  non  è  vero  e
  sapendo che è una falsità, perché non è vero che l'Iva rimane nelle
  nostre  casse, perché l'Iva, con la finanziaria, serve a compensare
  il debito pubblico nazionale.
   E  ancora  assistiamo  da vittime a questi insulti,  perché  è  un
  insulto,  non solo alla nostra intelligenza, ma è come  se  fossimo
  indifferenti rispetto anche alle informazioni.
   Ci  trattano  da  ignoranti, e questo non è  ammesso,  non  è  più
  possibile
   E  ribadisco un concetto, che ha fatto bene l'onorevole Cimino  ad
  evidenziare.  Fino  all'altro giorno, in qualche  tv  nazionale,  è
  stato  evidenziato  che la Sicilia è come la Grecia  e  che  ha  un
  debito  di cinquecento miliardi. E' semplicemente vergognoso andare
  dietro  a queste falsità  Lo dico con la massima convinzione perché
  sono  supportato  da  studi  ed è su  questo  che  noi  ci  dovremo
  confrontare.
   Quindi vi ringrazio di questo mandato che mi viene dato, ma con la
  stessa  chiarezza voglio dire che noi, è stato detto in  tutti  gli
  interventi,  abbiamo le nostre responsabilità , ce le abbiamo  fino
  in  fondo e ce le dobbiamo assumere. Non è che noi ci liberiamo  la
  coscienza  dicendo  queste  cose, però  dobbiamo  differenziare  la
  responsabilità  della classe dirigente rispetto  alle  potenzialità
  che  possono essere date dallo Statuto. E' arrivato il momento  per
  la  sua  piena attuazione e per la sua applicazione e lo  può  fare
  questo Parlamento, non aspettando input da parte di nessun altro.

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  la  Commissione  speciale  di
  inchiesta  e  vigilanza  sul fenomeno della  Mafia  in  Sicilia  ha
  presentato,  ai  sensi  dell'articolo 7 della  legge  regionale  14
  gennaio  1991,  n.  4, la prima relazione annuale  approvata  dalla
  Commissione nella seduta del 22 gennaio 2014.
   Verrà  data  copia  a  tutti i parlamentari e  mi  raccorderò  con
  l'onorevole Musumeci, nella qualità di Presidente della Commissione
  Antimafia, sull'opportunità, sentiti i capigruppo, di svolgere  una
  seduta dedicata proprio all'illustrazione di questa relazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Votazione dell'ordine del giorno n. 254  Salvaguardia della
       storica specialità dello Statuto della Regione siciliana

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  si   passa   alla   votazione
  dell'ordine   del  giorno  n.  254  "Salvaguardia   della   storica
  specialità  dello Statuto della Regione siciliana", a  firma  degli
  onorevoli  Cordaro,  Gianni, Cimino, Firetto,  Musumeci,  Francesco
  Cascio,  Figuccia, Di Giacinto, Cappello, D'Asero, Picciolo,  Lupo,
  Panarello, Cirone, Di Mauro, Lentini, Barbagallo, Venturino,  Greco
  Giovanni  che,  nella  parte dispositiva dà mandato  al  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana di promuovere, anche in raccordo
  con il Presidente della Regione, ogni opportuna iniziativa volta  a
  far sì che il Parlamento nazionale si adoperi per salvaguardare  la
  storica    specialità   della   Regione   siciliana,    nell'ambito
  dell'ordinamento regionale differenziato, riconosciuto e  garantito
  dalla  Costituzione; ad adoperarsi presso la deputazione  siciliana
  al   Parlamento   nazionale   affinché,  nell'interesse   superiore
  dell'Autonomia   siciliana,   venga   prevista   la   clausola   di
  salvaguardia, del tipo di quella di cui all'articolo 10 della legge
  costituzionale   n.   3/2001,  secondo  la   quale   le   modifiche
  costituzionali in discussione trovano applicazione per  le  Regioni
  speciali  e  per  le  Province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
  esclusivamente nel caso in cui esse stabiliscano forme di autonomia
  più ampia.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Copia  di questo ordine del giorno verrà trasmesso alla Conferenza
  dei Presidenti delle Assemblee unitamente al resoconto della seduta
  d'Aula  nel  quale  sono  contenuti  gli  interventi  dei  colleghi
  deputati che hanno inteso esprimere la loro opinione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, desidero sottoporre due problemi che
  riguardano la Provincia di Siracusa.
   Il  primo è che dal 15 febbraio di quest'anno, quindi da oltre  un
  mese  e  mezzo,  la  Provincia regionale di  Siracusa  è  senza  un
  Commissario. E' l'unica Provincia siciliana che, a questa  sera,  a
  qualche  ora fa, non ha ancora un Commissario e ciò comporta  delle
  difficoltà gravissime nell'amministrazione dell'ente, non solo  per
  quanto  riguarda la eventuale programmazione futura, ma per  quanto
  riguarda la gestione dell'ordinario.
   Noi  ci troviamo di fronte ai lavoratori che non possono percepire
  gli stipendi, alle ditte che non possono essere pagate perché manca
  il legale rappresentante dell'Ente.
   Ho   già  presentato  ben  due  interrogazioni  parlamentari,  ma,
  nonostante  ciò,  il  Governo  continua  ad  essere  oggettivamente
  latitante,  assolutamente assente su una  vicenda  così  difficile,
  così  complessa che riguarda la vita della Provincia  regionale  di
  Siracusa.
   Il  secondo problema, signor Presidente, mi rivolgo a lei  e  alla
  sua  sensibilità, è inerente ad un incontro che lei  ha  avuto  con
  undici Sindaci della Provincia di Siracusa qualche mese fa.
   Gli  undici  Sindaci chiedevano l'approvazione di  un  disegno  di
  legge  che  desse la possibilità, nelle more dell'approvazione  del
  disegno  di  legge definitivo, per quanto riguarda il riordino  del
  sistema  delle acque in Sicilia, di approvare un disegno  di  legge
  che, per questi brevi giorni, io spero che non siano mesi, desse la
  possibilità  ai Sindaci di gestirsi il servizio idrico.  E  ciò  lo
  faceva  perché  vi  era  l'oggettiva difficoltà/  pericolo  che  la
  curatela  fallimentare della società decidesse di mettere  in  gara
  una  parte del servizio idrico e lo vincolasse anche nella gestione
  del futuro.
   La  Commissione Territorio e ambiente ha esaminato il  testo,  non
  c'è alcuna copertura di spesa evidente, e quindi, ancora una volta,
  così  come ho fatto 15 giorni fa con il Presidente pro tempore,  le
  chiedo  di  prelevare  questo  disegno  di  legge  affinché   venga
  esaminato  dall'Aula,  anche perché quello che  noi  paventavamo  è
  accaduto: il 17 marzo la curatela fallimentare ha messo in affitto,
  ancora  non  abbiamo capito come, questa società. Non solo,  ma  ha
  vincolato  la  futura  eventuale gara che  si  dovrà  fare  ad  una
  prelazione  nei confronti di coloro i quali oggi si aggiudicheranno
  questo servizio, con una cosa ancora più grave, che ha dato solo 10
  giorni  di  tempo per presentarsi, per cui la gara in teoria  è  un
  bando a livello europeo, ma in effetti così non è.
   E noi rischiamo di rendere per sempre privata l'acqua in provincia
  di   Siracusa,  dopo  che  la  gestione  precedente,  assolutamente
  fallimentare,  ha dimostrato come i privati non sono  assolutamente
  nelle condizioni di gestire il servizio idrico integrato.
   Per questo motivo, signor Presidente, l'appello alla sensibilità e
  alla  parola che lei ha dato quel giorno che siamo venuti  nel  suo
  studio insieme ai Sindaci e ai deputati della Provincia di Siracusa
  affinché,  trattandosi fra l'altro di un disegno  di  legge  di  un
  unico   articolo,  approvato  all'unanimità  da  tutti  i  deputati
  presenti  in Commissione, lei possa metterlo all'ordine del  giorno
  già  domani,  in maniera tale che fermiamo questo tentativo  che  i
  privati stanno facendo per accaparrarsi ancora una volta l'acqua in
  provincia  di Siracusa e di condizionare, per il resto degli  anni,
  il destino della mia terra, a prescindere dalla legge che da qui  a
  qualche mese andremo ad approvare.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, in ordine alla prima questione da
  lei posta, sarà mia cura trasmettere lo stralcio del suo intervento
  perché, se come dice lei, e non c'è ragione di dubitarne, da  oltre
  un  mese  e  mezzo la provincia di Siracusa è senza commissario,  è
  chiaro   che   non  si  riesce  a  garantire  neanche   l'ordinaria
  amministrazione, e l'interlocutore diretto è il Governo.
   Per  quanto  riguarda la seconda questione, sarà mia cura  portare
  alla prima Conferenza dei Capigruppo l'esigenza da lei espressa  e,
  se   non   ci   sono  difficoltà,  nel  rispetto  delle   procedure
  regolamentari, si può approvare il disegno di legge nel  più  breve
  tempo possibile, stante l'urgenza da lei stesso manifestata.

   ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento,
  e  mi  dispiace  che non c'è nessuno componente del Governo,  è  un
  allarme che lancio all'Assessore ai rifiuti.
   C'è  una  vicenda  particolarmente drammatica, che  è  quella  che
  riguarda  non  soltanto l'ex Coinres, Bagheria,  Bolognetta  e  gli
  altri  Comuni,  e  poi  spiegherò  le  motivazioni  di  questa  mia
  affermazione che vede in questo minuto un gruppo di lavoratori  che
  sono stati licenziati.
   Però  accadono  fatti strani, e non vorremmo che si continuasse  a
  piangere  morti nelle nostre strade, e mi riferisco ad un incidente
  che  è  accaduto nei giorni scorsi, dove un lavoratore di una ditta
  esterna,  a  seguito di un incidente nella galleria di  Cefalù,  ha
  distrutto quattro vite complessivamente. Pongo questa questione per
  un  motivo  semplice,  perché vorremmo  sapere  quante  ore  questo
  lavoratore aveva fatto quel giorno.
   Il  problema  è  molto  semplice, Presidente,  so  che  forse  può
  sembrare fuori luogo quello che sto dicendo, ma lo dico perché  con
  la pelle di alcuni lavoratori non ci si gioca.
   Noi  non  possiamo  gestire un servizio  in  maniera  inopportuna,
  inadeguata,  cavalcando e utilizzando strumenti e  aziende  private
  con i noli a caldo in modo particolare.
   Io  sollevo  questo problema, e lo solleverò nei  prossimi  giorni
  direttamente  con l'assessore, perché credo che sia importante  che
  l'Assessore  apra  un'inchiesta  complessiva  sulla  gestione   dei
  rifiuti  affinché  ci sia chiarezza su quello  che  è  un  servizio
  adeguato ai cittadini sulla pelle di alcuni lavoratori. Questo  non
  lo possiamo consentire a nessuno.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ringrazio
  l'onorevole  Alongi per avere sollevato la questione Coinres.  Dico
  assieme  a  lui,  perché lo avevo già detto in  Commissione  Lavoro
  qualche  tempo  fa, che c'erano dei dipendenti che  facevano  tanto
  straordinario in alcuni Comuni e io mi auguro che la morte di tutte
  queste  persone  non riguarda questo personale che ha  fatto  tanto
  straordinario.  Ma chiedo assieme all'onorevole Alongi  che  questa
  verifica  possa  essere  fatta  in  quei  Comuni  dove  sono  stati
  licenziati   questi   lavoratori,  perché   non   erano   necessari
  all'attività del servizio, ma che di fatto poi hanno fatto fare  ai
  Comuni  alcune  cose  quale  tantissimo  straordinario  fuori   dal
  normale.
   Io  credo che su questa vicenda una soluzione vada trovata, so che
  l'Assessorato  all'Energia e in particolare il  Dirigente  generale
  più  volte  ha parlato con i lavoratori Coinres, sono  state  fatte
  anche  delle  note al dirigente del Coinres affinché  imponesse  ai
  Comuni   che,   là   dove   prendano  personale   esterno,   devono
  obbligatoriamente prendere quel personale.
   Con  certezza so che i Sindaci questo non l'hanno fatto e,  da  ex
  Sindaco,  sono  fra  quelli che ha difeso questi  lavoratori  nelle
  Assemblee dove mi dovevo assumere responsabilità nel votare. Ma non
  tutti abbiamo fatto la stessa cosa, onorevole Alongi, lei sa perché
  era  presente  con  me  nell'ultima  Assemblea  dove  il  Dirigente
  generale  ha  deciso  di licenziare, e sono  stato  fra  quelli  ad
  assumermi  la  responsabilità  per rivotare  che  questo  personale
  rimanesse, non perché doveva rimanere perché era indispensabile  al
  servizio, tanto è vero che adesso in quei Comuni nessuno fa più  la
  differenziata e questo chiaramente non nobilita quei territori  che
  tanto  belli  sono ma che tanto sporco in questo momento  hanno  in
  mezzo alle strade.
   Pertanto, sono d'accordo con lei che una soluzione va trovata.  Se
  lei  vuole, possiamo sottoscrivere interrogazioni, mozioni  assieme
  perché  quelle  180  persone che per sette anni hanno  lavorato  al
  Coinres,  non un giorno ma sette anni, non potevano e  non  possono
  essere sbattute fuori da un direttore generale che, quasi da  solo,
  ha deciso che quel personale non era necessario al servizio di quel
  territorio.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di dare lettura dell'ordine
  del  giorno della seduta successiva, ho il dovere di correggere  me
  stesso perché prima, parlando, nella foga, di una trasmissione,  ho
  fatto riferimento a 500 miliardi. In effetti, hanno detto una cifra
  altrettanto grossa: 5 miliardi. Non vorrei essere ripreso da questa
  stessa trasmissione.
   Come ben sapete è stato rinviato, su votazione di questa Aula,  in
  Commissione  Bilancio,  il  disegno  di  legge  cosiddetto    salva
  imprese.  Stanno per scadere, se già non sono scaduti, i 15 giorni.
  Quindi,  invito  la  Commissione ad accelerare  l'esame  altrimenti
  ritornerà in Aula, così come era già stato esitato.
   Do  altresì  comunicazione  che  domani  si  terrà  un  importante
  incontro   in   Sala  Gialla,  organizzato  dalla  Conferenza   dei
  Presidenti  delle  Assemblee, alla presenza  del  Presidente  della
  Commissione  Esteri  del  Senato,  del  Procuratore  di  Agrigento,
  dottore Di Natale, di Monsignor Montenegro, di docenti universitari
  dell'Università di Palermo. Chiuderà l'incontro il  Ministro  degli
  Interni,     onorevole     Alfano,    sull'importante     questione
  dell'immigrazione.
   Non  è  un  convengo  -  attenzione - ma  un  incontro  di  studio
  nell'ambito della preparazione degli incontri del semestre  europeo
  che  vedranno  l'Italia  come  protagonista,  in  quanto  avrà   la
  Presidenza.   E'   un  invito  che  estendo  a  tutti   i   novanta
  parlamentari.
   Io  domani  sarò costretto - e lo farò volentieri - a prendere  un
  impegno  a  che l'Aula esiti un disegno di legge sull'immigrazione.
  Ne  sono  stati  già depositati tre, si è avviata  una  discussione
  nella Commissione di competenza.
   Mi auguro che possiamo essere consequenziali essendo noi una delle
  Regioni  che  non si è dotata di una legge omogenea e organica  che
  riguarda  questa materia. Quindi, l'appuntamento, a  parte  martedì
  prossimo  8  aprile, è dato a tutti voi a domani per partecipare  a
  questo incontro scientifico, tecnico possiamo dire, in ordine  alla
  questione dell'immigrazione.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 8 aprile 2014,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  - Comunicazioni

   II   -  Proposte  di  modifica al regolamento delle  pensioni  dei
  deputati (Doc. n. 146)

               Relatore: il Presidente

   III - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            3)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            4)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            5)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            6)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            7)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            8)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            9)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            10)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 20.04

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                     Rubrica «Attività produttive»

   CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -FERRERI
  -  FOTI  -  LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO  -
  ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  le attività produttive, premesso che:

   la  situazione  sociale  ed occupazionale  della  zona  sud  della
  provincia di Caltanissetta, già caratterizzata da un notevole grado
  di    disagio   ed   arretratezza   del   tessuto   produttivo   ed
  imprenditoriale,   si  è  aggravata  a  seguito   del   progressivo
  ridimensionamento dell'insediamento petrolchimico che  fa  capo  al
  gruppo  Eni  e costituisce la struttura portante della  già  esigua
  base industriale locale;

   in questa ottica, al termine degli anni '90, fu definita un'azione
  mirata, da un lato, ad assicurare una soddisfacente soluzione degli
  urgenti  problemi  occupazionali e, dall'altro,  a  predisporre  le
  condizioni  per il riavvio di un permanente sviluppo,  mediante  un
  programma  di  interventi  fondato su tre  linee:  di  sostegno  al
  mercato  del lavoro; di rafforzamento del comparto infrastrutturale
  di  carattere  civile,  con la fornitura dei necessari  servizi  di
  pubblica  utilità;  di avvio della reindustrializzazione  dell'area
  mediante  la  promozione  e la realizzazione  di  nuove  iniziative
  imprenditoriali;

   per  la  realizzazione  di un ambiente economico  favorevole  alla
  nascita  di  nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione  di
  nuova  occupazione, fu attivato e sottoscritto, in data  27  maggio
  1998,  il  contratto d'area di Gela (inerente l'ambito territoriale
  di Gela, Butera, Mazzarino e Niscemi) da parte della Presidenza del
  Consiglio  dei  Ministri, del Comitato per il  coordinamento  delle
  iniziative per l'occupazione, del Ministero del Tesoro del Bilancio
  e  della programmazione economica, del Ministero del lavoro e della
  previdenza  sociale,  della  Regione  siciliana,  della   Provincia
  Regionale  di Caltanissetta, dei Comuni di Gela, Butera, Niscemi  e
  Mazzarino, della Prefettura di Caltanissetta, del Consorzio ASI  di
  Gela,  dei  Sindacati, della Confindustria, dell'Unione industriali
  di  Caltanissetta, dell'API di Caltanissetta, dell'Enisud S.p.A.  e
  di Gela Sviluppo S.c.p.a.;

   al  contratto d'area fecero seguito due protocolli aggiuntivi:  il
  primo, datato 30 marzo 1999, sottoscritto da 19 imprenditori di cui
  2  appartenenti al settore turistico mentre i rimanenti al  settore
  industriale  ed  agro-industriale (tra produzione  di  carciofi  in
  vetro e in scatole); il secondo, invece, siglato il 19 luglio 2002,
  e articolato in due diversi moduli;

   sulla  scorta delle fonti documentali a disposizione  risulta  che
  tale   contratto  prevedeva  la  realizzazione  di  27   iniziative
  imprenditoriali  (di  cui 19 definite in sede di  primo  protocollo
  aggiuntivo)  ed  investimenti per circa 125 miliardi  di  lire.  Le
  risorse pubbliche impiegate stimate ammontavano a 110,4 miliardi di
  lire  per  un  incremento  occupazionale pari  a  circa  527  unità
  lavorative;

   il   responsabile  unico  del  contratto  d'area  di  Gela   venne
  individuato   nel   Presidente   della   Provincia   regionale   di
  Caltanissetta, dottor Filippo Collura, al quale è stato affidato il
  compito  di  coordinare l'attività dei responsabili  delle  singole
  attività  ed  interventi programmati, di assumere  i  provvedimenti
  necessari ad impedire il verificarsi di ritardi nell'esecuzione  di
  tali  attività ed interventi, di relazionare con cadenza semestrale
  il  Ministero  del  tesoro,  del bilancio  e  della  programmazione
  economica circa l'avanzamento e l'attuazione del contratto d'area;
   del  contratto  d'area facevano parte integrante il protocollo  di
  legalità, l'accordo fra le amministrazioni e l'accordo fra le parti
  sociali,   quest'ultimo   per  garantire  condizioni   contrattuali
  flessibili  al  fine di assicurare e migliorare le  opportunità  di
  sviluppo  dell'economia  e  dell'intero apparato  produttivo  e  di
  realizzare un corretto sistema di relazioni sindacali;

   nell'ambito  del contratto d'area, ed in particolare  del  secondo
  protocollo   dello  stesso,  s'inserì,  nel  2003,   l'investimento
  agroalimentare  dei  Fratelli Zappalà di Zafferana  Etnea,  la  cui
  iniziativa  è  stata localizzata nell'area PIP  di  Butera  e,  più
  precisamente, in contrada Bugio;

   il   predetto  investimento,  caldeggiato  dal  Presidente   della
  provincia,  nonché responsabile unico del contratto, e  dall'allora
  deputato  regionale  gelese dei DS, Lillo  Speziale,  prevedeva  la
  creazione di tre aziende: la Campi di Sicilia S.r.l., specializzata
  nella  trasformazione di ortaggi con un'occupazione prevista di  53
  unità; la Caterservice sud S.r.l., produttrice di piatti pronti per
  mense scolastiche, aziendali eccetera, con un'occupazione calcolata
  pari  a  67  unità; la Caterquik S.r.l., dedita alla produzione  di
  prodotti da forno biologici, con un'occupazione stimata pari a  104
  unità;

   le tre aziende in questione, nonostante siano stati realizzati gli
  stabilimenti  ed installati gli impianti di lavorazione,  non  sono
  mai  andate  in produzione a pieno regime, in contrasto con  quanto
  contemplato dalle condizioni di progetto previste nelle delibere di
  concessione dei contributi emesse dal gestore del contratto d'area;

   l'impasse  gestionale di ordine, tecnico e produttivo  riscontrata
  nella  fase di avvio dell'attività, ha determinato delle difficoltà
  di carattere economico e finanziario;

   per  fronteggiare  la  predetta situazione finanziaria,  anche  in
  un'ottica  di  un rilancio generale dell'intero gruppo  Zappalà,  è
  entrata  a  sostegno  la  CAPE Regione Siciliana  SGR  S.p.A.,  una
  società di Gestione del Risparmio costituita il 19 Dicembre 2006 da
  Simone Cimino & Associati Private Equity S.p.A (CAPE) con una quota
  del 51% e dalla Regione siciliana con una quota pari al 49%;

   detta  società  nasce  in seguito alla emissione  da  parte  della
  Regione siciliana di un bando pubblico per la ricerca di un advisor
  di  un  Fondo  Chiuso di Investimento che investa nel  capitale  di
  rischio di aziende operanti in Sicilia, e alla successiva nomina di
  Cape  quale advisor del Fondo e socio di maggioranza della  Società
  di gestione del fondo stesso;

   nell'ambito della realizzazione del piano di rilancio  generale  e
  sviluppo del Gruppo Zappalà, la CAPE Regione Siciliana SGR  S.p.A.,
  non  ha conseguito i risultati previsti, poiché le tre società  del
  polo  produttivo di Butera, sulle quali poggiava il suddetto  piano
  di sviluppo del Gruppo Zappalà, non hanno mai raggiunto i risultati
  produttivi  ed  occupazionali programmati e previsti dal  contratto
  d'area;

   detta  circostanza  emerge evidente sia  dai  contrasti  sindacali
  conseguenti   al  continuo  ridimensionamento  delle   già   esigue
  maestranze assunte, rispetto ai dati indicati nel contratto d'area,
  sia  dalle  molteplici e concatenate vicende societarie  che  hanno
  caratterizzato le vita delle tre aziende in questione; a queste, si
  è  poi  aggiunta la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., intervenuta
  per  rilanciare l'attività, rilevando in comodato nel febbraio 2010
  la  Caterservice Sud S.r.l., posta in liquidazione, e  nell'ottobre
  2010 la Campi di Sicilia S.r.l,. posta anch'essa in liquidazione;

   nel dicembre 2011 anche la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., non
  raggiungendo  affatto l'obiettivo del rilancio, è  stata  posta  in
  liquidazione,  e,  nel febbraio 2012, ceduta  in  compravendita  ad
  un'altra società: la CAMPI SICILIANI S.r.l.;

   a  tutt'oggi  il  polo produttivo di Butera è del  tutto  inattivo
  nonostante  i  ripetuti  tentativi di garantire  l'esercizio  della
  attività,  anche  in  regime produttivo  ed  occupazionale  ridotto
  rispetto  a  quello previsto dal contratto d'area e  nonostante  la
  diretta partecipazione finanziaria da parte della Regione siciliana
  mediante la CAPE Regione siciliana SGR S.p.A.;

   le  turbolenti  vicende del socio privato di quest'ultima,  Simone
  Cimino,   hanno   condotto  alla  liquidazione   della   quota   di
  partecipazione  del  predetto  nella  CAPE  Regione  Siciliana  SGR
  S.p.A.;

   ciò  si  pone in netto contrasto con gli obiettivi che  condussero
  alla firma dello stesso contratto d'area ed alla realizzazione  del
  polo  agroalimentare  Zappalà, che avrebbe  dovuto  costituire  una
  grande  occasione  per  valorizzare  ed  accrescere  le  produzioni
  agricole   dell'area  e,  conseguentemente,  aumentare  i   livelli
  occupazionali  in  una  zona  notoriamente  caratterizzata  da   un
  elevatissimo grado di disoccupazione e di precarietà;

   per sapere:

   quale  sia  ad  oggi  la situazione operativa della  CAPE  Regione
  siciliana  SGR  S.p.A. in generale, e quale sia lo stato  dei  suoi
  investimenti nelle singole partecipate;

   quale  sia nel dettaglio lo stato della partecipazione societaria,
  sempre  della CAPE Regione siciliana SGR S.p.A., in modo diretto  o
  mediato, all'interno del gruppo Zappalà;

   quali  siano  state ad oggi e quali saranno nell'immediato  futuro
  gli  effetti  economici  e finanziari per le  casse  della  Regione
  siciliana  indotti  dalle  partecipazioni  societarie  della   CAPE
  Regione siciliana SGR S.p.A.;

   quali  siano  le  intenzioni  del Governo  regionale  riguardo  la
  destinazione del polo produttivo di Butera, attualmente  inoperoso,
  in  considerazione  della rilevanza economica e  sociale  che  esso
  potrebbe  esplicare  per l'intera area sud del nisseno,  una  volta
  messo effettivamente ed efficacemente in produzione». (585)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«Nel rappresentare le scuse per il ritardo con  cui  si
  riscontra  l'interrogazione n. 585 dell'On.le  Cancelleri  Giovanni
  Carlo, per cause non imputabili a questo Assessorato, si trasmette,
  a  cura  del  liquidatore della società Cape Regione Siciliana  SGR
  S.p.A.,  la  relazione prot. n. 113/AMM/2013 del 23 settembre  2013
  nonché   la  nota  prot.  n.  10564  del  26  febbraio  2014,   del
  Dipartimento Bilancio e Tesoro, Ragioneria generale, Servizio  I  -
  Partecipazioni  e  Liquidazioni, utile a chiarire quanto  richiesto
  dall'interrogante».

                                                        L'Assessore

                                                   (Vancheri)

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)
             Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»

   FOTI  -  PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -  CIACCIO  -
  CIANCIO  - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA
  - LA ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   l'archeologia preventiva serve a controllare che in un'area scelta
  per  realizzare opere di pubblica o privata utilità, non  vi  siano
  resti importanti di ciò che il passato ha stratificato, per fortuna
  ovunque nella nostra isola o più in generale nella nostra penisola;

   da  un reperto, un manufatto, un ambiente, un sito antico salvato,
  infatti, può derivare una quantità notevole di conoscenza di cui la
  ricerca  si  avvantaggerebbe per progredire, e la società  potrebbe
  avvantaggiarsi   per   far  fruttare  economicamente   il   proprio
  patrimonio;

   in  Italia,  la  professione di archeologo è sviluppata  in  forma
  autonoma   senza   che   il  legislatore  l'abbia   mai   realmente
  regolamentata, ad eccezione del settore dell'archeologia preventiva
  (D.L.  63/2005,  convertito  nella  legge  109/2005,  e  successivo
  regolamento  attuativo, D.M. 60/2009, entrambe  le  normative  sono
  state recepite dalla Regione siciliana);

   mentre  il  'bene  culturale' è tutelato da un  apposito  apparato
  legislativo  molto accurato e di lunga tradizione,  gli  archeologi
  non  hanno  normative che ne regolamentino gli ambiti di interesse,
  le  modalità  lavorative e, cosa ben più grave, che ne  definiscano
  l'identità professionale;

   tale  assenza  di  riconoscimento e di regole si  traduce  in  una
  perdita  di qualità, in una dispersione di competenze e  spesso  in
  una negazione dei più fondamentali diritti dei lavoratori;

   in  Sicilia, vengono applicate tipologie di lavoro assai  diverse:
  spesso   l'archeologo  è  assunto  sotto  la   veste   di   operaio
  specializzato direttamente dall'azienda appaltatrice, altre volte è
  obbligato all'apertura di partita IVA, nonostante non si tratti  di
  vero   lavoro   autonomo  (basti  pensare  che  l'archeologo   deve
  necessariamente essere presente durante le ore di cantiere);

   naturalmente, anche le tariffe sono estremamente varie:  si  passa
  da  compensi  di 6 euro l'ora a compensi che superano  i  300  euro
  lordi  al  giorno: tale diversità di trattamento  è  il  frutto  di
  arbitrarie logiche del mercato, e quasi sempre la retribuzione  non
  è  rispondente  né  alla natura dell'incarico  da  svolgere  né  al
  profilo professionale del lavoratore;

   appare  necessario, per uscire da questa condizione di instabilità
  e  di  completa  arbitrarietà della professione,  l'intervento  del
  legislatore sul piano nazionale e regionale per il riconoscimento e
  la      regolamentazione della professione dell'archeologo;

   considerato che:

   l'art.  95  del  codice  dei contratti pubblici  prevede  che  gli
  interventi  di  archeologia preventiva per la  realizzazione  delle
  opere  pubbliche  debbano essere eseguiti in sede di  progettazione
  preliminare,  da soggetti in possesso di necessaria  qualificazione
  (diploma di laurea in Archeologia, specializzazione o dottorato);

   nella   totale  mancanza  di  normativa,  questa  è,  insieme   al
  successivo   D.P.R.,   l'unica  norma   di   legge   che,   seppure
  limitatamente ai titoli e alle mansioni più elevate,  definisce  la
  figura dell'archeologo;

   la  legislazione de qua è giunta in Italia con qualche decennio di
  ritardo rispetto agli altri Paesi europei (Francia, Inghilterra  ed
  Olanda su tutti): la corretta applicazione di tale norma porterebbe
  giovamento  non  solo al mondo degli archeologi professionisti,  ma
  anche alla comunità in generale, infatti, facendo lavorare, in fase
  preliminare,  l'archeologo  a  fianco dei  progettisti  (ingegneri,
  architetti,   ecc.),  si annulla, sostanzialmente,  la  possibilità
  che  un  ritrovamento archeologico possa rallentare, o  addirittura
  bloccare,   l'esecuzione  di  piccoli  o  grandi  lavori  pubblici,
  garantendo così tempi stretti ed assai precisi;

   purtroppo,  in  Sicilia tale norma, per varie  ragioni,  tende  ad
  essere disattesa dalla stessa Pubblica Amministrazione;

   l'Associazione  Nazionale Archeologi ha  già  promosso,  anche  in
  Sicilia,  diversi incontri pubblici tra le diverse realtà coinvolte
  (ANCE,    Soprintendenza,   archeologi   professionisti,   avvocati
  amministrativisti, ecc.);

   per sapere se:

   non  intendano intraprendere iniziative affinché si  proceda  alla
  concreta  applicazione dell'articolo 95 del  codice  dei  contratti
  pubblici, che garantirebbe evidenti vantaggi a tutta la comunità;

   se  ritengano  opportuno  attivarsi per  il  riconoscimento  e  la
  regolamentazione della professione dell'archeologo;

   l'Assessorato  ai  Beni  Culturali preveda  de  facto,  così  come
  scritto  dalle  ultime  circolari  dalla  Direzione  Generale  alle
  Antichità    del   MIBAC,   all'abrogazione   degli   elenchi    di
  professionisti  redatti, arbitrariamente, dalle Soprintendenze,  in
  quanto  ritenuti  strumenti inadatti alla corretta pubblicizzazione
  degli archeologi professionisti presenti sul territorio;

   non  intendano  provvedere,  in  sostituzione  delle  liste  delle
  Soprintendenze  su base provinciale, alla creazione  di  una  lista
  unica  indicativa  e non vincolante, su base regionale,  facilmente
  accessibile  da  professionisti,  Pubblica  Amministrazione,   enti
  territoriali e ditte interessate». (1195)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Facendo  seguito all'interrogazione  in  oggetto,  si
  trasmette la risposta richiesta.
   Il  decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163   Codice  dei
  contratti  pubblici  relativi  a lavori,  servizi  e  forniture  in
  attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE , pubblicato sul
  supplemento  ordinario n. 1 alla GURS n. 7 del  17  febbraio  2012,
  agli  articoli 95 e 96 regola e definisce  la procedura di verifica
  preventiva  dell'interesse archeologico : ciascuna  Soprintendenza,
  in  sede  di  approvazione del progetto preliminare, può richiedere
  alla   Ditta  esecutrice  dei  lavori  il  compimento  di  indagini
  archeologiche,  che deve essere espletato a cura di  professionisti
  il  cui  curriculum viene sottoposto alla Soprintendenza competente
  per  territorio, per la verifica del possesso dei titoli  richiesti
  dal sopracitato decreto.
   Tali  procedure  costituiscono ormai prassi e nelle Soprintendenze
  siciliane  vengono regolarmente seguite, avvalendosi,  fino  a  che
  sono   state   in   vigore,  non  di  elenchi  da   esse    redatti
  arbitrariamente , bensì di un elenco di soggetti cui ricorrere  per
  l'affidamento  dei servizi di cui sopra, approvato  con  D.D.G.  n.
  5085 del 28.01.2008 e aggiornato con D.D.G. 114/2012.
   Successivamente, poiché, come è noto, la L.R. 12 luglio 20111,  n.
  12,  pubblicata sul supplemento ordinario n. 1 alla GURS n. 30  del
  14  luglio  2011,  all'art. 12 ha istituito,  presso  l'Assessorato
  regionale   alle   Infrastrutture  l'Albo   unico   regionale   dei
  professionisti  cui  affidare i servizi di cui  all'allegato  II  A
  categorie 12 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e  s.m.
  e  i., ivi compresa l'attività riguardante gli interventi de quo, è
  venuta meno la validità di detti elenchi, per cui ne è cessato,  da
  parte del Dipartimento ai BB.CC. l'aggiornamento.
   Per  quanto riguarda il riconoscimento e la regolamentazione della
  professione   dell'archeologo,  esse   esulano   ovviamente   dalle
  competenze  di  un  Assessorato  regionale,  che  pur  tuttavia  ha
  manifestato  in  più  occasioni l'adesione a  tutte  le  iniziative
  rivolte  al  Governo  nazionale, portate avanti dalle  Associazioni
  degli Archeologi, quali ANA, CIA e altre, finalizzate appunto  alla
  richiesta   di   una  regolamentazione  di  questa   categoria   di
  professionisti.  Si rileva a tal proposito la recente  approvazione
  dalla  Camera dei deputati (15 gennaio 2014) di un disegno di legge
  di modifica al Codice dei beni culturali (DLgs. 22 gennaio 2004, n.
  42), in materia di professionisti dei beni culturali.
   A  ciò  si  aggiunga  che si è recentemente costituito  un  tavolo
  tecnico,  di  concerto con le Università siciliane (cui  partecipa,
  oltre  a  tecnici dell' Ufficio di Gabinetto e del Dipartimento  ai
  BB.CC.,  anche  una  rappresentanza dei  Docenti  delle  discipline
  archeologiche    e   storico-artistiche),   finalizzato    ad    un
  riconoscimento  di competenze, ruoli e compiti  che  il  mondo  del
  lavoro  oggi  può riconoscere ed affidare alla figura professionale
  dell'archeologo, per meglio definire in funzione  di  ciò  anche  i
  curricoli universitari.
   Con  l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
  dell'interrogazione  rivolta,  si resta  a  disposizione  per  ogni
  chiarimento fosse ritenuto necessario.
   Con osservanza».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

   PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO  -
  CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
  ROCCA  - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo e all'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   il  territorio su cui sorge il borgo di Scopello è  quello  che  a
  tutti  gli  effetti  può definirsi un paradiso  naturale,  dal  suo
  litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
  la  Riserva  dello  Zingaro,  prima area  naturale  protetta  della
  Sicilia  che si estende per 7 chilometri a Nord fino al  comune  di
  San  Vito  Lo  Capo,  istituita nel 1981 con  legge  della  Regione
  siciliana,  che ne ha affidato la gestione e la tutela  all'Azienda
  foreste demaniali;

   l'antico  borgo  marinaro  di  Scopello  è  una  delle  mete   più
  apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito  di  quella
  che,  stando  alle  antiche  carte geografiche,  era  la  città  di
  Cetaria,  così chiamata per l'eccezionale abbondanza di  tonni  nel
  suo  mare,  così come dimostra l'antichissima tonnara risalente  al
  secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;

   all'interno della Riserva naturale, nel tratto di mare  antistante
  la  tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
  in   maniera  determinante  a  rendere  ancora  più  suggestivo  il
  paesaggio  marino  e,  allo  stesso tempo,  attirano  centinaia  di
  visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono  come
  meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
  flora  e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi  nelle
  acque circostanti;

   gli  stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data  22
  febbraio  2013, della candidatura ufficiale, insieme  alla  Riserva
  naturale  dello  Zingaro  e delle terre dei  Borboni,  a  diventare
  patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;

   i  Faraglioni  di  Scopello,  data la loro  naturale  scenografia,
  all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
  rinvenibile  in  altre località del mondo, hanno attirato  numerosi
  registi  cinematografici,  che hanno scelto  lo  specchio  di  mare
  adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;

   i  famosi ed imponenti Faraglioni di Scopello sono però situati in
  una  zona in cui sussiste un vincolo di proprietà privata,  per  il
  quale  il sito è divenuto oggetto di sfruttamento economico: per  i
  visitatori  infatti il passaggio è ostruito da una  sbarra  che  ne
  limita  l'accesso e, quindi, se gli stessi volessero  ammirarli  da
  vicino,  possono farlo solo ed esclusivamente attraverso un esborso
  di denaro ai proprietari privati dell'area;

   considerato che:

   tale  denuncia  è  rinvenibile  sui maggiori  siti  dedicati  alle
  informazioni  turistiche  e alle recensioni  sulle  vacanze  appena
  trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai  soggetti
  che volessero visitare le stesse destinazioni;

   secondo  quanto  riportato, il passaggio alla  zona  adiacente  ai
  Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
  costantemente  da  una  guardia giurata,  può  essere  oltrepassata
  solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi  a
  un  precedente  esborso  richiesto per la  concessione  oraria  del
  parcheggio antistante di circa un euro l'ora;

   lo  stesso  limite  di capienza, imposto ai visitatori  dell'area,
  viene  di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
  creando  situazioni davvero inopportune per un' area  naturale  che
  dovrebbe  far  godere i turisti che decidono di  visitarla,  e  che
  invece  è  oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
  essere  effettuate  senza  alcun  tipo  di  controllo  obiettivo  e
  organico;

   tra  le  denuncie  riportate  dai  turisti,  infatti,  si  segnala
  l'assenza  di qualsivoglia servizio, se non una zona per i  servizi
  igienici   non  idonea  a  tale  finalità,  che  rende  del   tutto
  incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro  danni,  dal
  momento  che  l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso  alla
  zona  marina  è il solo fatto che questo sito sia di  proprietà  di
  privati;

   rilevato che:

   la tematica dello sfruttamento economico della tonnara di Scopello
  è stata oggetto di una controversia amministrativa tra il Comune di
  Castellammare del Golfo ed i proprietari della tonnara di Scopello,
  la 'Comunione Tonnara Scopello & Guzzo';

   il Comune di Castellammare del Golfo aveva dovuto adempiere, nella
  compilazione  del  Piano regolatore nel 2005,  all'obbligo  sancito
  dalla legge di individuare e censire gli accessi al mare;

   nella specifica fattispecie riguardante la tonnara di Scopello, il
  Comune  ha  indicato  come  accesso al  mare  quello  esistente  ed
  utilizzato nel corso degli ultimi 50 anni;

   i   proprietari  privati  della  tonnara  si  opposero  al   Piano
  regolatore suddetto, rivendicando il diritto sull'accesso  dapprima
  in  via gerarchica, ma ricevettero risposta negativa, fondata sulla
  circostanza    che   quell'accesso   era   da   sempre    esistito.
  Successivamente,  sulla  base dell'esito  del  ricorso  gerarchico,
  presentarono  ricorso  al TAR con le medesime motivazioni,  ricorso
  che  stavolta fu accolto, a fronte di una carenza motivazionale del
  Comune,  come viene espressamente indicato dal TAR: il Comune,  dal
  canto   suo,   non  ha  mai  resistito  presentando   le   adeguate
  motivazioni;

   il   Comune   presentò   appello   al   Consiglio   di   Giustizia
  Amministrativa, ma lo stesso fu rigettato, in quanto la materia del
  contendere verteva, a monte, su un atto amministrativo; sia il  Tar
  che  il  amministrativo; sia  il TAR  che  il  CGA,   tra  l'altro,
  apostrofarono  il  fatto  che il diritto  di  accesso  acquisito  e
  rivendicato  dalla collettività non andava fatto valere  dinanzi  a
  loro,  ossia in via amministrativa, ma andava sostenuto innanzi  al
  giudice ordinario, cosa che non é stata mai fatta;

   il  CGA riprendendo la sentenza di primo grado del TAR, che  aveva
  accolto  il  ricorso  dei  privati  a  fronte  di  una  carenza  di
  motivazione del Comune, afferma, nella sentenza, che il  Comune  di
  Castellammare  del Golfo avrebbe dovuto adire il giudice  ordinario
  per  far  valere il diritto al passaggio esercitato per più  di  50
  anni,  il  Comune  tuttavia  ha  preferito  finora  non  adire   la
  competente  autorità  giudiziaria nonostante sarebbe  ancora  nella
  possibilità di farlo.

   visto  che  la  terza sezione penale della Corte di Cassazione  ha
  stabilito,  il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà  privata  e
  per  nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
  se   la  proprietà  stessa  è  l'unica  via  per  raggiungere   una
  determinata  spiaggia',  rendendo   ancora più  incomprensibile  il
  fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
  continuare  a consentire la presenza di tali impedimenti  meramente
  speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
  tratto  di  spiaggia  adiacente  ai  Faraglioni  di  Scopello   che
  dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
  una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento  di
  una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
  di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;

   per sapere se:

   non  intendano appurare le motivazioni per le quali il  Comune  di
  Castellammare del Golfo non abbia finora intrapreso azioni  innanzi
  alla   competente   autorità   giudiziaria   per   garantire   alla
  collettività  la  fruizione di un accesso al mare che  era  rimasto
  libero  per  decine e decine di anni e su cui si poteva rivendicare
  un diritto;

   questo Governo intenda assumere provvedimenti affinché un sito  di
  tale  importanza  dal  punto di vista turistico  e  dalla  bellezza
  paesaggistica  così suggestiva, oggetto di candidatura  a  località
  protetta  dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità,  non  sia  più
  oggetto  delle speculazioni di privati che ne limitano il passaggio
  e  l'accesso, senza offrire alcun tipo di servizio e  per  un  mero
  vantaggio  economico, anche in considerazione della sentenza  della
  Corte  di  Cassazione  che  sancisce il  diritto  alla  libertà  di
  passaggio  ai  tratti  di  spiaggia,  che  nel  caso  di   località
  turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe essere ancor più
  garantito e tutelato». (1497)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Con  riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  comunica  che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta  a  vincolo
  con  D.A.  n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza  di  uno
  storico   insediamento  produttivo  legato  alla   pesca   e   alla
  conservazione  del  tonno  il  cui impianto  originario  può  farsi
  risalire  ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico  si
  sviluppa   in  un  ambito  territoriale dai  confini  ben  definiti
  giudicato  di  grande interesse sia per le qualità  architettoniche
  che  paesaggistiche,  pertanto, da conservare e  valorizzare  nelle
  forme compatibili con la tutela.
   Ragione  per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
  privata,  oggetto della presente interrogazione e che impedisce  ai
  visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
  si  ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
  per  i  Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile  strumento
  per  la  protezione  e  la salvaguardia da  un  uso  improprio  del
  complesso della Tonnara.
   Per  quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
  antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
  Assessorato;  mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
  realizzato,  si  informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
  ha  intimato  ai proprietari dei terreni adiacenti  la  rimessa  in
  pristino  dei  luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del  31.07.2013  e
  prot. n. 6233 del 27.08.2013).
   A  completamento  di  quanto relazionato  si  fa  presente  che  ,
  limitrofa  al  complesso  della Tonnara, esiste  un'altra  scaletta
  incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta  sia  stato
  impedito l'accesso».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

   ZAFARANA - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO  -
  CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
  ROCCA  - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo e all'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   l'antico  borgo  marinaro  di  Scopello  è  una  delle  mete   più
  apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito  di  quella
  che,  stando  alle  antiche  carte geografiche,  era  la  città  di
  Cetaria,  così chiamata per l'eccezionale abbondanza di  tonni  nel
  suo  mare,  così come dimostra l'antichissima tonnara risalente  al
  secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;

   il  territorio su cui sorge il borgo di Scopello è  quello  che  a
  tutti  gli  effetti  può definirsi un paradiso  naturale,  dal  suo
  litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
  la  Riserva  dello  Zingaro,  prima area  naturale  protetta  della
  Sicilia  che si estende per 7 chilometri a Nord fino al  comune  di
  San  Vito  Lo  Capo,  istituita nel 1981 con  legge  della  Regione
  siciliana,  che ne ha affidato la gestione e la tutela  all'Azienda
  foreste demaniali;

   all'interno della riserva naturale, nel tratto di mare  antistante
  la  tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
  in   maniera  determinante  a  rendere  ancora  più  suggestivo  il
  paesaggio  marino  e,  allo  stesso tempo,  attirano  centinaia  di
  visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono  come
  meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
  flora  e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi  nelle
  acque circostanti;

   gli  stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data  22
  febbraio  2013, della candidatura ufficiale, insieme  alla  Riserva
  naturale  dello  Zingaro  e delle terre dei  Borboni,  a  diventare
  patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;
   i  Faraglioni  di  Scopello,  data la loro  naturale  scenografia,
  all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
  rinvenibile  in  altre località del mondo, hanno attirato  numerosi
  registi  cinematografici,  che hanno scelto  lo  specchio  di  mare
  adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;

   se  tale  utilizzo  potesse  risultare naturale  destinazione  per
  temporanei  passaggi  di set cinematografici, secondo  il  giornale
  consultabile online SiciliaInformazioni.com ;

   l'attuale sfruttamento della caletta naturale in cui si  ergono  i
  faraglioni  di Scopello é diventata la sola possibile, dal  momento
  che  essi  sono situati in una zona in cui sussiste un  vincolo  di
  proprietà  privata  e  per la quale il sito è divenuto  oggetto  di
  sfruttamento  economico,  dal  momento  che  per  i  visitatori  il
  passaggio  è  ostruito  da  una sbarra  che  ne  limita  l'accesso,
  divenuto  possibile per i visitatori, che decidono di ammirarli  da
  vicino, solo attraverso un esborso di denaro;

   considerato che:

   tale  denuncia  è  rinvenibile  sui maggiori  siti  dedicati  alle
  informazioni  turistiche  e alle recensioni  sulle  vacanze  appena
  trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai  soggetti
  che volessero visitare le stesse destinazioni;

   secondo  quanto  riportato, il passaggio alla  zona  adiacente  ai
  Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
  costantemente  da  una  guardia giurata,  può  essere  oltrepassata
  solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi  a
  un  precedente  esborso  richiesto per la  concessione  oraria  del
  parcheggio antistante di circa un euro l'ora;

   lo  stesso  limite  di capienza, imposto ai visitatori  dell'area,
  viene  di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
  creando  situazioni davvero inopportune per un' area  naturale  che
  dovrebbe  far  godere i turisti che decidono di  visitarla,  e  che
  invece  è  oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
  essere  effettuate  senza  alcun  tipo  di  controllo  obiettivo  e
  organico;

   tra   le  denunce  riportate  dai  turisti,  infatti,  si  segnala
  l'assenza  di qualsivoglia servizio, se non una zona per i  servizi
  igienici   non  idonea  a  tale  finalità,  che  rende  del   tutto
  incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro  danni,  dal
  momento  che  l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso  alla
  zona  marina  è il solo fatto che questo sito sia di  proprietà  di
  privati;

   visto  che  la  terza sezione penale della Corte di Cassazione  ha
  stabilito,  il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà  privata  e
  per  nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
  se   la  proprietà  stessa  è  l'unica  via  per  raggiungere   una
  determinata    spiaggia', rendendo ancora  più  incomprensibile  il
  fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
  continuare  a consentire la presenza di tali impedimenti  meramente
  speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
  tratto  di  spiaggia  adiacente  ai  Faraglioni  di  Scopello   che
  dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
  una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento  di
  una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
  di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;

   per  sapere  se  codesto  Governo intenda  assumere  provvedimenti
  affinché un sito di tale importanza dal punto di vista turistico  e
  dalla   bellezza   paesaggistica  così   suggestiva,   oggetto   di
  candidatura  a  località  protetta  dall'Unesco  quale   patrimonio
  dell'umanità, non sia più oggetto delle speculazioni di privati che
  ne  limitano il passaggio e l'accesso, senza offrire alcun tipo  di
  servizio e per un mero vantaggio economico, anche in considerazione
  della  sentenza della Corte di Cassazione che sancisce  il  diritto
  alla  libertà di passaggio ai tratti di spiaggia, che nel  caso  di
  località turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe  essere
  ancor più garantito e tutelato». (1517)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Con  riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  comunica  che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta  a  vincolo
  con  D.A.  n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza  di  uno
  storico   insediamento  produttivo  legato  alla   pesca   e   alla
  conservazione  del  tonno  il  cui impianto  originario  può  farsi
  risalire  ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico  si
  sviluppa   in  un  ambito  territoriale dai  confini  ben  definiti
  giudicato  di  grande interesse sia per le qualità  architettoniche
  che  paesaggistiche,  pertanto, da conservare e  valorizzare  nelle
  forme compatibili con la tutela.
   Ragione  per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
  privata,  oggetto della presente interrogazione e che impedisce  ai
  visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
  si  ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
  per  i  Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile  strumento
  per  la  protezione  e  la salvaguardia da  un  uso  improprio  del
  complesso della Tonnara.
   Per  quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
  antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
  Assessorato;  mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
  realizzato,  si  informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
  ha  intimato  ai proprietari dei terreni adiacenti  la  rimessa  in
  pristino  dei  luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del  31.07.2013  e
  prot. n. 6233 del 27.08.2013).
   A  completamento  di  quanto relazionato  si  fa  presente  che  ,
  limitrofa  al  complesso  della Tonnara, esiste  un'altra  scaletta
  incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta  sia  stato
  impedito l'accesso».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

   CAPPELLO  - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI  -  LA
  ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO  -
  ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   il  Museo  regionale  della  ceramica  di  Caltagirone  è  rimasto
  inspiegabilmente chiuso giorno 25 novembre 2012;

   si  apprende dalla stampa che il predetto Museo rimarrà chiuso per
  tutti i lunedì di dicembre;

   il  mese di dicembre registra una notevole affluenza turistica per
  la città di Caltagirone;

   tale  chiusura,  pertanto, impedirà ai turisti  di  visitare,  nei
  giorni sopra indicati, il Museo regionale della ceramica;

   per  sapere  i motivi della suesposta chiusura e per  chiedere  di
  disporre  l'apertura,  anche  nei giorni  di  lunedì  del  mese  di
  dicembre,  del  Museo  regionale della  ceramica  di  Caltagirone».
  (1586)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Facendo  seguito all'interrogazione  in  oggetto,  si
  trasmette la risposta richiesta.
   La  chiusura del Museo della Ceramica il lunedì 25 novembre,  così
  come  quella  nel  successivo mese di dicembre,  lungi  dall'essere
  inspiegabile,  rientra  nella normale  articolazione  oraria  delle
  aperture  e  chiusure dei musei regionali, che  viene  regolarmente
  comunicata all'utenza sul sito del Dipartimento regionale ai BB.CC.
  e I.S.
   Come nella maggior parte dei musei statali (non solo italiani,  ma
  anche europei), il giorno di chiusura settimanale viene fissato  il
  lunedì,  per evitare la coincidenza con un altro giorno in  cui  il
  flusso turistico è sicuramente maggiore: solitamente si programmano
  le  operazioni  di  pulizia straordinaria,  manutenzioni,  campagne
  fotografiche,  prelievi e movimentazione dei pezzi  ai  fini  dello
  studio o del restauro, in modo da concentrare tutte le attività che
  per  ragioni  di sicurezza è opportuno si svolgano  in  assenza  di
  pubblico.
   Con  l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
  dell'interrogazione  rivolta,  si resta  a  disposizione  per  ogni
  chiarimento fosse ritenuto necessario.
   Con osservanza».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

                           Rubrica «Salute»

   LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO  -
  ZAFARANA  - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI -  FOTI  -
  TRIZZINO - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  la salute, premesso che:

   la  spesa  farmaceutica costituisce una delle maggiori  componenti
  della spesa sanitaria regionale;

   i  consumi farmaceutici in Sicilia sono più elevati rispetto  alla
  media nazionale italiana;

   i  farmaci  più diffusi sono quelli relativi a patologie croniche,
  quali  il  diabete,  l'osteoporosi,  l'ipercolesterolemia  e  altre
  patologie che alimentano le prescrizioni in eccesso;

   considerato che:

   l'accordo  fra  la  Regione  siciliana  ed  i  farmacisti  privati
  dell'isola  ha  previsto che la vendita dei  farmaci  inseriti  nel
  Prontuario  Ospedale  Territorio (Pht)  venga  effettuata  non  più
  tramite le ASP ma attraverso le farmacie private, passando  da  una
  distribuzione diretta ad una indiretta, con notevole  aggravio  dei
  costi a carico del sistema sanitario regionale;

   la  distribuzione indiretta comporterà oneri di spesa per le casse
  della  Regione  siciliana,  derivanti  dal  compenso  spettante  ai
  farmacisti  per  un  ammontare pari a euro 4,50 (escluso  Iva)  per
  confezione  venduta, a fronte di 2,20 previsto con la distribuzione
  diretta  (costo  che  potrebbe ridursi  a  meno  di  un  solo  euro
  semplicemente  implementando la lista dei Pht  recepiti  a  livello
  regionale);

   l'accordo   graverà  economicamente  anche  sugli  assistiti   che
  dovranno  corrispondere il costo del ticket che  non  era,  invece,
  previsto con la distribuzione diretta, per un importo pari  a  euro
  3,50;

   il  70%  dei pazienti ha potuto, fino ad oggi, ritirare il farmaco
  Pht direttamente nella stessa struttura in cui veniva prescritto  e
  in cui doveva necessariamente recarsi, appunto, per la prescrizione
  e i controlli;

   non  si  conoscono  le  modalità attraverso le  quali  la  Regione
  siciliana   potrà   effettuare  il  controllo   dell'appropriatezza
  prescrittiva;

   non  si è ancora chiarito a carico di chi saranno le spese  per  i
  software di gestione e i costi di deposito dei farmaci;

   rischiano  oggi  il  licenziamento i 110  farmacisti  ospedalieri,
  parte  integrante del sistema sanitario regionale che  prestano  la
  propria  opera, con contratti a termine, nelle farmacie ospedaliere
  dell'isola con il compito di distribuire i farmaci Pht ai  pazienti
  affetti da malattie croniche;

   visto che:

   nel   corso  dell'audizione  tenutasi  in  data  22  ottobre  2013
  l'Assessore per la salute dichiarava che l'accordo per  avviare  la
  distribuzione  indiretta  non  prevede  oneri  aggiuntivi  per   il
  bilancio  della  Regione,  in quanto il servizio  sarà  reso  dalle
  farmacie,   senza  alcuna  convenzione,  in  nome   e   per   conto
  dell'Assessorato, restando a carico dell'Amministrazione  regionale
  l'acquisto dei farmaci;

   l'Assessore  per la salute affermava che i farmacisti  addetti  al
  servizio di distribuzione diretta non rischiano di perdere il posto
  di   lavoro,  poiché  è  imminente  avviare  una  sinergia  ed  una
  integrazione  tra  gli  operatori pubblici  e  quelli  privati  che
  permetta il progressivo assorbimento dei soggetti all'interno delle
  strutture pubbliche;

   per sapere quali:

   misure il Governo intenda adottare per contenere i costi derivanti
  dalla  distribuzione  dei farmaci inseriti nel Prontuario  Ospedale
  Territorio (Pht) tramite le farmacie private;

   provvedimenti  il  Governo  intenda  adottare  per  garantire   un
  efficiente  sistema di distribuzione dei farmaci Pht  a  misura  di
  paziente». (1544)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«In riscontro all'interrogazione citata in oggetto, con
  la   quale   sono   stati  chiesti  chiarimenti  in   merito   alla
  distribuzione indiretta dei farmaci PHT, si fornisce  la  relazione
  prot.  20984  del 10 marzo 2014 appositamente resa dal  Servizio  7
  "Farmaceutica" del Dipartimento per la pianificazione strategica di
  questo Assessorato».
                                                        L'Assessore
                                               Dr.ssa           Lucia
  Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'Istituto
                     comprensivo Parini di Catania

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, rivolgo un indirizzo di saluto  ai
  docenti  e  agli  studenti  dell'Istituto  comprensivo  Parini   di
  Catania.  Buonasera signor sindaco, buonasera a tutti i  componenti
  della giunta. Grazie per essere qui presenti.
   E'  sempre  un  piacere  avere  una bella  ventata  di  freschezza
  all'interno di Sala d'Ercole.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico   che   gli  onorevoli   Ciaccio,   Grasso,
  Cancelleri,  Trizzino, Fazio e Currenti hanno chiesto  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive

   N.  585   -  Notizie  in  ordine  al mancato  sviluppo  dell'Agro-
  Alimentare  nel  Sud  Nisseno ed al coinvolgimento  della  Regione,
  mediante  CAPE  Regione  siciliana  SGR  S.p.a.,  nell'investimento
  Zappalà nella zona industriale di Butera (CL).
   Firmatari:   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Mangiacavallo   Matteo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;   Trizzino   Giampiero;  Venturino   Antonio;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano
   (Con  nota  prot. n. 27763/IN.16 del 4 giugno 2013, il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive).

   -  da  parte  dell'Assessore  per i Beni  Culturali  e  l'Identità
  Siciliana

   N.   1195   -  Interventi  finalizzati  al  riconoscimento   della
  professione   di   archeologo   e  alla   tutela   dell'archeologia
  preventiva.
   Firmatari:Foti  Angela;  Palmeri  Valentina;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;   La   Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.  1497  - Chiarimenti circa il mancato intervento del Comune  di
  Castellammare   del  Golfo  sulle   limitazioni  all'accesso   alla
  spiaggia dei Faraglioni di Scopello (TP).
   Firmatari:   Palmeri  Valentina;  Zafarana  Valentina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   (Con nota prot. n. 210/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per  il
  turismo  ha  eccepito  la  propria incompetenza).

   N.  1517 - Chiarimenti sulle limitazioni all'accesso alla spiaggia
  dei Faraglioni di Scopello (TP).
   Firmatari   :Zafarana  Valentina;  Palmeri  Valentina;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano
   (Con nota prot. n. 209/Gab del 3 febbraio 2014 l'Assessore per  il
  turismo ha  eccepito  la  propria incompetenza).

   N.  1586  - Chiarimenti sulla chiusura tutti i lunedì del mese  di
  dicembre  2013  del Museo regionale della ceramica  di  Caltagirone
  (CT).
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   - da parte dell'Assessore per la Salute:

   N. 1454 - Chiarimenti sul concorso a primario e sui fatti accaduti
  presso il Reparto di Chirurgia plastica di Villa S. Sofia-Cervello.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1544 - Chiarimenti in merito alla distribuzione indiretta  dei
  farmaci Pht.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della presente seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  per la tutela e la regolamentazione di attività sociali,
  didattiche ed educative, presso strutture turistiche ricettive all'
  aperto. (n. 726)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 26 marzo 2014.

   -  Disposizioni urgenti in materia di prevenzione  del  rischio  e
  sicurezza  del  patrimonio  edilizio  esistente:  istituzione   del
  fascicolo del fabbricato. (n. 727)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  La  Rocca,
  Cancelleri,    Ciaccio,   Ciancio,   Cappello,    Ferreri,    Foti,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino,  Zafarana  e
  Zito in data 28 marzo 2014.

   - Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n. 5. (n. 728)
   di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Greco G., Di
  Mauro,  Fiorenza, Federico, Lo Sciuto e Lombardo in data  28  marzo
  2014.

   - Norme per il riordino della pianta organica dell'Amministrazione
  regionale. (n. 729)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Anselmo,
  Cascio  Salvatore, Currenti, Leanza, Lentini, Nicotra,  Ruggirello,
  Sammartino e Sudano in data 28 marzo 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati  alle  competenti
  Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Istituzione   dell'ufficio  speciale   P.O.S.E.   -   Progetto
  Opportunità Sicilia in Europa per l'acquisizione dei fondi tematici
  (a Bando) dell'Unione europea. (n. 720)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Introduzione di prodotti biologici e dell'opzione vegetariana e
  vegana nella ristorazione collettiva pubblica. (n. 722)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere V, VI
  e UE.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 12 luglio  2011,
  n. 12. (n. 710)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Disposizioni per l'emersione del lavoro non regolare. (n. 717)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014, parere III.

   -  Norme  per  le attività ricreative dell'infanzia attraverso  il
  sostegno  e la regolamentazione di strutture preposte a  tale  fine
  come le ludoteche. (n. 723)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 26 marzo 2014.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Ferreri,  Cancelleri,  La
  Rocca,  Cappello,  Ciaccio, Ciancio, Foti, Mangiacavallo,  Palmeri,
  Siragusa,  Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito, con nota  prot.  n.
  3383/SG.LEG.PG.  del  19 marzo 2014, hanno chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al disegno di legge n. 602 "Norme per  favorire  il
  recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici".

  Comunicazione di trasmissione di situazione trimestrale di cassa e
                             di tesoreria
             della Regione alla data del 31 dicembre 2013,

   PRESIDENTE.  Comunico  che l'Assessorato regionale  dell'economia,
  dipartimento  bilancio e tesoro, ha trasmesso,  in  data  19  marzo
  2014,  la  previsione e la situazione trimestrale  di  cassa  e  di
  tesoreria  della  Regione  alla  data  del  31  dicembre  2013,  in
  attuazione  dell'art. 52, comma 5, della legge regionale  3  maggio
  2001, n. 6.

   Comunico,  altresì, che copia della sopracitata  documentazione  è
  stata trasmessa alla II Commissione parlamentare.
                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1718  - Chiarimenti sul mancato inizio dei lavori del primo  e
  secondo  stralcio della terza fase del porto commerciale di Augusta
  banchine containers.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1720  -  Opportune  iniziative  tese  alla  risoluzione  della
  'vertenza   Micron'  e  a  garantire  i  processi  di   innovazione
  tecnologica in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Alloro  Mario;  Barbagallo  Anthony  Emanuele;   Raia
  Concetta

   N. 1725 - Chiarimenti  sul  rischio  di  propaganda ingannevole da
  parte  delle  compagnie  aeree straniere operanti  negli  aeroporti
  siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1727  -  Interventi utili a evitare la chiusura  dell'ente  di
  formazione Movimento apostolico ciechi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1728  - Provvedimenti in merito alle attività preliminari  per
  l'avvio  di  ammortizzatori sociali per il personale impegnato  nel
  Servizio 118.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario. Vinciullo Vincenzo

   N.  1729  -  Continuità dei servizi di assistenza ai soggetti  con
  disabilità sul territorio siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1741  -  Chiarimenti sull'applicazione in Sicilia del  condono
  edilizio  anche  nelle zone sottoposte a vincoli di inedificabilità
  assoluta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1743 - Potenziamento della rete elettrica in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1744 - Iniziative per istituire una postazione di emergenza  -
  urgenza 118 nel comune di Portopalo di Capo Passero (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1745  -  Chiarimenti  sulla  mancata  istituzione  del  Parco
  archeologico degli Iblei, in provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1746 - Interventi per rilanciare l'export siciliano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1747  - Notizie sul mancato inizio dei lavori dei lotti  6/7/8
  della  SR-Gela e sui provvedimenti per scongiurare la  perdita  del
  finanziamento europeo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1749  -  Iniziative per salvaguardare i  livelli occupazionali
  dei dipendenti del SEUS 118.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1750 - Notizie sulla mancata apertura della residenza sanitaria
  assistita di Pachino (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1751 - Notizie sul finanziamento per la realizzazione dell'hub
  interportuale di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1713 - Chiarimenti in merito all'indirizzo che intende attuare
  l'Assessorato  Territorio  e ambiente in relazione  alla  questione
  interpretativa  sulla legge n. 326 del 2003 in  Sicilia,  ovverosia
  sull'avvio  dei  procedimenti di diniego delle  sanatorie  edilizie
  presentate in base alla medesima normativa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Cascio  Francesco; Alongi Pietro;  Cordaro  Salvatore;
  Clemente  Roberto  Saverio;  Germanà Antonino  Salvatore;  Pogliese
  Salvatore Domenico

   Avverto  che  la interrogazione testé annunziata sarà  inviata  al
  Governo e alle competenti Commissioni.
   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1711  -  Chiarimenti  sullo stato di  attuazione  della  legge
  regionale 17 agosto 2010, n. 18, in relazione alla crisi del Comune
  di Palermo nella gestione della sepoltura delle salme.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio

   N.  1712  - Chiarimenti in merito al riparto delle somme destinate
  ai cantieri di servizi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Siragusa Salvatore; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio

   N.  1714  -  Chiarimenti riguardo i motivi che  hanno  indotto  lo
  spostamento dello sportello Agea dal comune di Mazara del Vallo  al
  comune di Alcamo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello  Francesco;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana  Valentina;
  Ciaccio  Giorgio;  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La  Rocca
  Claudia

   N.  1715  -  Iniziative  presso il Governo nazionale  al  fine  di
  rimuovere  il  previsto obbligo di risarcimento in forma  specifica
  presso   le   sole  carrozzerie  convenzionate  con  le   compagnie
  assicurative.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto

   N.  1716  -  Notizie sull'attività svolta dalla Sezione  operativa
  assistenza tecnica (SOAT) di Cianciana (AG).
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatario: Panepinto Giovanni

   N.  1717 - Iniziative finalizzate all'attivazione dei procedimenti
  concorsuali  per  la  funzionalità  delle  unità  operative   delle
  professioni sanitarie.
   - Assessore Salute
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 1719 - Notizie sulla mancata assegnazione delle somme impegnate
  sulla  linea  d'intervento  del  PO.  F.E.S.R.  2007-2013  per   la
  prevenzione dei rischi naturali e protezione della natura.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;
  Zito Stefano

   N.  1721 - Interventi urgenti mirati a evitare la cosiddetta 'fuga
  di  cervelli'  dalla Sicilia e a garantire i livelli  occupazionali
  dei  lavoratori della Micron Semiconductor Italia srl del  sito  di
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Cimino  Michele; Cordaro Salvatore; Grasso  Bernadette
  Felice

   N.  1722  -  Notizie  sulla  mancata  adozione  dei  provvedimenti
  conseguenziali    alla    deliberazione   dell'Azienda    sanitaria
  provinciale  di  Catania, in merito all'approvazione  di  un  nuovo
  regolamento per prestazioni di mediazione culturale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1723 - Notizie sul mancato ripristino della procedura di  gara
  relativa  al  servizio  di  call  center  per  la  gestione   delle
  prenotazioni sanitarie territoriali ed ospedaliere per la provincia
  di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1724  -  Chiarimenti  in merito al reparto  di  ginecologia  e
  ostetricia del p.o. SS. Salvatore di Paternò (CT) e sullo stato  di
  sicurezza delle strade statali 121/284 di frequente percorrenza per
  l'accesso ai siti ospedalieri di Biancavilla e Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1730  -  Chiarimenti sull'erogazione e gestione  del  servizio
  idrico nella città di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1731 - Interventi per l'attuazione delle disposizioni previste
  della direttiva comunitaria 97/67/CE, concernente regole comuni per
  lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari, con
  particolare riguardo al territorio di Siculiana (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatari:    Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1732 - Notizie sul trattamento delle armi chimiche siriane nel
  Mediterraneo.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  D'Asero  Antonino; Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;
  Fontana  Vincenzo;  Germanà Antonino Salvatore;  Milazzo  Giuseppe;
  Vinciullo Vincenzo

   N.  1733  - Iniziative da assumere per scongiurare la chiusura  di
  Almaviva contact, società di gestione di call center a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Alongi Pietro

   N.  1735  - Interventi urgenti mirati alla piena attuazione  delle
  previsioni  contenute  nell'ordinanza  di  protezione   civile   n.
  3865/2010  in  relazione alle avversità atmosferiche occorse  nella
  provincia di Messina nei giorni dall'11 al 17 febbraio 2010.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Grasso Bernadette Felice

   N.  1736  -  Chiarimenti  sulle modalità di  partecipazione  della
  Sicilia all'evento 'Expo 2015'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  1737   -   Ulteriori chiarimenti circa presunte  infiltrazioni
  mafiose nel servizio di trasporto infermi convenzionato con l'ASP 8
  e nel servizio SEUS 118 di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia

   N.  1738  -  Chiarimenti sulla condotta dell'ASP  di  Siracusa  in
  merito all'assegnazione della V sede farmaceutica urbana del comune
  di Floridia (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia

   N.  1739  -  Chiarimenti sulla vicenda della  mancata  istituzione
  della ZFU di Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1742   - Notizie  sull'asserita  incompatibilità dell'incarico
  rivestito  dall'attuale Segretario generale del  Comune  di  Alcamo
  (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi   Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N. 1748 - Iniziative a tutela del limone 'femminello' di Siracusa.
   - Presidente Regione
   -  Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  169  - Iniziative per il potenziamento della lotta alla  mafia
  nella Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Palmeri
  Valentina;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Foti
  Angela;   La   Rocca   Claudia;  Zito  Stefano;  Ciaccio   Giorgio;
  Mangiacavallo Matteo

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, la interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  285 "Quantificazione dell'indennizzo dovuto dalla  Regione
  per  la spesa sanitaria e conseguente retrocessione alla stessa del
  gettito  relativo  alle  accise  sui prodotti  petroliferi",  degli
  onorevoli  Tancredi  Sergio; Ciancio Gianina;  Cappello  Francesco;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana  Valentina;
  Ciaccio  Giorgio;  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La  Rocca
  Claudia, presentata il 25 marzo 2014;

   numero  286  "Rimozione del Segretario generale  della  Presidenza
  della   Regione   siciliana",  degli  onorevoli  Ciaccio   Giorgio;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Zafarana Valentina; Palmeri  Valentina;
  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;   Mangiacavallo  Matteo;  Siragusa   Salvatore;   Trizzino
  Giampiero;  Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito Stefano, presentata
  il 26 marzo 2014;

   numero   287   "Iniziative  in  favore  delle  strutture   private
  accreditate  che erogano prestazioni di  medicina  di laboratorio",
  degli  onorevoli Barbagallo Anthony Emanuele; Lupo Giuseppe; Cirone
  Maria in Di Marco; Alloro Mario, presentata l'1 aprile 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  con  e-mail  pervenuta  il 27 marzo  2014,  l'on.  D'Asero   ha
  ritirato  l'interrogazione n. 1734, in quanto di identico contenuto
  alla n. 1732, a sua firma;

   -  con  e-mail  pervenuta il 2 aprile 2014,  l'on.  Vinciullo   ha
  ritirato  l'interrogazione n. 1726, in quanto di identico contenuto
  alla n. 1718, a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesioni a Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta  l'1  aprile  2014  e
  protocollata al n. 3858/AulaPG del 2 aprile successivo, l'onorevole
  Riccardo  Savona  ha  dichiarato di aderire al Gruppo  parlamentare
   Forza Italia . Pertanto, a decorrere dall'1 aprile 2014, lo stesso
  deputato cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
   Misto .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  do lettura della nota  dell'onorevole  Luisa
  Lantieri,  pervenuta   l'1    aprile  2014  e  protocollata  al  n.
  3859/AulaPG del 2 aprile successivo.

                                                    Al Presidente ARS
                                               Al Segretario Generale
                                                            Loro sedi

   «La  sottoscritta  onorevole  Luisa Annunziata  Lantieri,  con  la
  presente,  rassegna le proprie dimissioni dalla carica di  Deputato
  Segretario,  comunicando altresì di aderire al Gruppo  parlamentare
   Articolo  4 , cessando contemporaneamente dal Gruppo  Parlamentare
   Grande Sud - PID  Cantiere popolare verso Forza Italia .

                                                     Distinti saluti»

                                               Palermo 1  aprile 2014

   Pertanto,  a  decorrere dall'1 aprile 2014, l'onorevole  Lantieri,
  cessando  di far parte del Gruppo parlamentare  Grande  Sud  -  PID
  Cantiere popolare verso Forza Italia , decade automaticamente dalla
  carica  di deputato Segretario ai sensi dell'art. 4, comma 8,  Reg.
  int.  ARS, in quanto il Gruppo parlamentare  Articolo 4 , al  quale
  l'onorevole Lantieri ha aderito, risulta già rappresentato in  seno
  al Consiglio di Presidenza.

    Comunicazione relativa al Gruppo parlamentare  Grande Sud - PID
                 Cantiere popolare verso Forza Italia

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che per quanto  concerne
  il  Gruppo parlamentare  Grande Sud - PID  Cantiere popolare  verso
  Forza  Italia ,  la cui composizione numerica  si  è  ridotta  a  3
  deputati,  lo  stesso rimane temporaneamente in  vita,  secondo  la
  prassi  di  questa  Assemblea regionale e di  quella  vigente  alla
  Camera dei Deputati, fino a quando il Consiglio di Presidenza  avrà
  deliberato al riguardo.

   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunicazione del decreto di cessazione dalla carica di Assessore
                               regionale
   per l'economia a seguito di dimissioni e di assunzione temporanea
                            delle funzioni
                 da parte del Presidente della Regione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  del
  decreto  presidenziale n. 66/Area 1 /S.G. del 27  marzo  2014  (qui
  pervenuto  in  pari  data e protocollato al n. 3771/AulaPG  del  31
  marzo successivo) di accettazione delle irrevocabili dimissioni del
  dottor  Luca  Bianchi  dalla  carica  di  Assessore  regionale  per
  l'economia  e  contestuale assunzione temporanea ad  interim  delle
  relative funzioni da parte del Presidente della Regione.

   LO GIUDICE, segretario:
                          «Regione Siciliana
                             Il Presidente

   D.P. n. 66/Area 1 /S.G.

   VISTO lo Statuto della Regione siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  Regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la  propria nota prot. 49516 del 12 novembre  2012  con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  Siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO  il decreto presidenziale 540/Area 1  del 12 novembre  2012,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del  16
  novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato costituito il
  Governo  della  Regione  siciliana - XVI legislatura  e  successivi
  distinti  decreti  presidenziali di nomina  degli  altri  Assessori
  regionali  con  preposizione ai singoli  rami  dell'Amministrazione
  regionale;
   VISTO  in  particolare, il D.P. n. 586/Area 1 S.G. del 28 novembre
  2012, pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012 - parte I - n.  52,
  con  il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato  il
  dott.   Luca   Bianchi   Assessore   regionale   con   preposizione
  all'Assessorato regionale per l'Economia;

   VISTA  la  lettera  datata 25 marzo 2014 con la quale  l'Assessore
  regionale    per   l'Economia,   dott.   Luca   Bianchi    rassegna
  irrevocabilmente  le proprie dimissioni dall'incarico  assessoriale
  con preposizione al predetto ramo dell'Amministrazione, assicurando
  il mantenimento dell'incarico sino all'accoglimento delle stesse;

   RITENUTO nell'accogliere tali dimissioni che, al fine di garantire
  continuità all'esercizio delle funzioni politico-amministrative del
  predetto   ramo   dell'Amministrazione  regionale   siciliana,   il
  Presidente  della  Regione  Siciliana  assuma  temporaneamente   le
  funzioni di Assessore regionale per l'Economia;

                                DECRETA

                                Art. 1.

   Per  quanto  in  premessa specificato il  dott.  Luca  Bianchi,  a
  seguito delle dimissioni di cui sopra - che vengono accolte - cessa
  dalla carica di Assessore regionale per l'Economia.

                                Art. 2.

   Al  fine  di  assicurare continuità nell'esercizio delle  funzioni
  politico-amministrative   il  Presidente   della   Regione   assume
  temporaneamente le funzioni di Assessore regionale per l'Economia.

                                Art. 3.

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione Siciliana.

   Palermo, 27 marzo 2014

                                                        IL PRESIDENTE
                                                    Rosario Crocetta»

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, poiché sono  in  corso  riunioni
  politiche,  sospendo la seduta avvertendo che riprenderà  alle  ore
  18.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.22, è ripresa alle ore 18.12 )

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

      Comunicazioni del Presidente dell'Assemblea in ordine alle
      iniziative della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee
  legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti il
              disegno di legge di riforma costituzionale

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni   del  Presidente  dell'Assemblea  in   ordine   alle
  iniziative   della  Conferenza  dei  Presidenti   delle   Assemblee
  legislative delle Regioni e delle Province autonome concernenti  il
  disegno di legge di riforma costituzionale
   Onorevoli  colleghi, questa ora di sospensione è stata necessaria,
  come ben sapete, per perfezionare una risoluzione. In quasi tutti -
  o  almeno così mi risulta - i Consigli regionali d'Italia,  si  sta
  discutendo  -  qualche Consiglio già ha votato  -  in  ordine  alla
  proposta  del  Governo nazionale di riforma della  Costituzione  in
  alcune  parti  che  interessano anche le  Regioni,  soprattutto  le
  Regioni.
   Sapete  che  è stato presentato un disegno di legge  che  è  stato
  perfezionato  fino  ad  adesso;  sembrerebbe  che  ci  sia   quindi
  un'errata corrige in corso, che sia stata operata, ma che per  noi,
  Regione a statuto speciale, obiettivamente, è fondamentale.
   Voglio  credere  certamente alla buona fede,  comunque,  prendiamo
  atto  che  c'è  stata una modifica all'articolo 33,  comma  13,  in
  ordine all'applicazione delle disposizione contenute all'articolo 4
  anche  alle  Regioni  a  statuto speciale,  anzi,  dico  della  non
  applicazione alle Regioni a statuto speciale, a differenza di  come
  risultava in precedenza e almeno fino a ieri.
   Ho  il dovere di riferirvi, ma è già a conoscenza di gran parte di
  voi,  ho  avuto modo di riferirlo in Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, che ci sono state tantissime riunioni in  sede
  di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative d'Italia e
  anche  in  sede  di  Conferenze  tra  i  Presidenti  delle  Regioni
  d'Italia.  Ci  sono  stati  una serie  di  incontri,  anche  tra  i
  rappresentanti delle due Conferenze - ad uno di questi incontri  ho
  partecipato  anch'io - e si è pervenuti ad una sorta  di  documento
  che  è  stato trasmesso, quindi, al Governo nazionale, al  Ministro
  Boschi e al Presidente del Consiglio, Renzi; una sorta di documento
  di  carattere  generale  di condivisione  della  necessità  che  si
  proceda  ad  una riforma del Senato e che, comunque, si  superi  il
  bicameralismo.
   Questo   documento   di  lavoro,  che  viene   quindi   sottoposto
  all'attenzione   di   tutti   i   Consigli   regionali   e   quindi
  all'attenzione  di  questa Assemblea;vi è  già  stato  distribuito,
  quindi,   può   essere  oggetto  di  un  avvio  di  dibattito,   di
  discussione.
   E'  importante,  così  come  si  è  convenuto  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari - e mi fa piacere che  tutti  i
  Gruppi  abbiano sottoscritto una risoluzione che si  potrà  votare,
  spero,  stasera e ritengo all'unanimità, considerato  che  tutti  i
  Gruppi  l'hanno sottoscritta, in ordine alla necessità di mantenere
  ferma la specialità del nostro Statuto.
   Chiaramente, questo non può essere un capriccio, tutt'altro, ma  è
  un'esigenza di ordine costituzionale e non solo formale ben sapendo
  che  la specialità va esaltata non in termini di rivendicazione  ma
  in termini di maggiore responsabilità.
   Ecco siamo chiamati a questo.
   Mi  permetto  di leggere innanzitutto il documento di  lavoro  che
  porta  la firma di Vasco Errani,  Presidente della Conferenza delle
  Regioni  e  delle Province autonome, e di Eros Brega,  coordinatore
  della  Conferenza delle Assemblee legislative delle Regioni e delle
  Province autonome:

                         "Documento di lavoro
                  Proposte di riforma costituzionale

   Le  Regioni,  valutata la bozza di disegno di legge costituzionale
  proposta  dal Governo, ritengono certamente positiva la  scelta  di
  trattare in un unico contesto di riforma e in unico testo normativo
  la trasformazione del Senato e la riscrittura del Titolo V.
   In   questo   spirito,  le  Regioni  intendono  ribadire   aspetti
  essenziali  per il sistema regionale di cui la Riforma deve  tenere
  conto,  garantendo  l'effettiva partecipazione dei  territori  alla
  legislazione nazionale. Il presente documento rappresenta le  linee
  fondamentali  che le Istituzioni regionali intendono  fornire  come
  contributo al Governo sulla proposta di Riforma costituzionale.  Si
  riservano nella fase successiva di declinarle in proposte puntuali.

   Sulla composizione del Senato:
   Le Regioni concordano:
   A. sull'opportunità di conservare il nome di Senato delle Regioni e
      delle Autonomie;
  B. sulla previsione di una partecipazione di diritto di
  rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali: Presidenti
  di Regione e Sindaci dei capoluoghi di Regione e di componenti
  eletti dai Consigli regionali tra i propri componenti e dal
  collegio di sindaci  - nella prima stesura, non era prevista la
  partecipazione dei consiglieri regionali e questa è stata una
  indicazione forte che è pervenuta da parte della Conferenza dei
  Presidenti delle Assemblee legislative - .  I rappresentanti dei
  Consigli Regionali saranno individuati ed eletti dai Consigli
  secondo le procedure di Legge;
  C. sull'opportunità che la ripartizione dei seggi sia parametrata
  alla popolazione delle Regioni, garantendo per tutte le Regioni,
  anche le più piccole, la componente eletta dai Consigli regionali
  al proprio interno e dal Collegio di Sindaci  - occorre un
  chiarimento anche a questo proposito, rispetto ad una proposta che
  praticamente dava iniziale un numero pari in tutte le Regioni, un
  numero massimo di due rappresentanti per Regioni e non si teneva
  conto della popolazione, pensate voi che il Molise che ha meno di
  trecentomila abitanti era pari alla Lombardia o alla stessa Sicilia
  o Sardegna - ;
  D. sulla quota paritaria di eletti dai Consigli regionali e dal
  Collegio dei sindaci;
  E. sulla previsione che il mandato degli eletti sia agganciato alla
  durata degli organi ai quali appartengono;
  F. sulla non condivisione dell'integrazione del Senato con membri
  nominati  - sapete perfettamente che c'era stata una proposta
  iniziale ma, per fortuna, è stata superata, che il Senato doveva
  essere composto da 21 nominati direttamente dal Presidente della
  Repubblica -.  Il numero elevato di senatori per gli alti meriti
  nel campo scientifico, artistico e sociale non solo è stridente con
  la nuova conformazione del Senato, ma potrebbe alterare la
  formazione delle maggioranze in seno alla Camera altra, anche in
  considerazione della composizione numerica ridotta.

   Sulle competenze del Senato:
   Le  Regioni  ritengono indispensabile e condividono il superamento
  del  bicameralismo paritario. Tuttavia, al fine  di  rafforzare  le
  competenze  del  Senato, occorre consentire che  eserciti  concrete
  funzioni  di  riequilibrio tra le competenze dello  Stato  e  delle
  Regioni,  anche  allo scopo di superare il conflitto costituzionale
  che  ha  caratterizzato questi anni e che la  stessa  proposta  del
  Governo gli assegna.
   Si dovrebbe prevedere:
   A. la  maggioranza assoluta della Camera per tutti  i  disegni  di
       legge, necessaria per superare il dissenso espresso dal Senato;
   B.   la  previsione di una legge bicamerale avente ad  oggetto  la
  definizione del contenuto specifico delle materie e delle funzioni,
  sul   modello   di   altri   ordinamenti  che   praticano   modelli
  costituzionali federali, regionalizzati e/o autonomisti,  definendo
  tempi  certi  che  garantiscono  un iter  celere  del  procedimento
  legislativo (nei quali lo sforzo di identificazione delle sfere  di
  competenza  propria dello Stato e delle Regioni è pervenuto  ad  un
  notevole livello di specificazione);

   Gradirei  che si prestasse molta attenzione a questo aspetto.  Noi
  siamo  passati da uno Stato regionale, qual è, per definizione,  il
  nostro  Stato, che è uno Stato unitario ma uno Stato regionale,  ad
  uno  Stato  che doveva essere federale - in base alla  riforma  del
  2001 - ma con tutto quello che sta succedendo e sta avvenendo sotto
  gli  occhi  di tutti, si parla addirittura di un accentramento  dei
  poteri  in capo allo Stato, facendo venire quindi meno le  funzioni
  in  capo  alle  Regioni. Quindi questo rappresenta in  ordine  alle
  funzioni  uno  dei punti cruciali della riforma sui  quali  bisogna
  stare molto attenti.
   C.  l'introduzione di una Commissione bicamerale, da prevedere già
  nella stessa Carta costituzionale, in sede redigente, che operi nel
  "cuore"  del  procedimento legislativo,  definendo  tempi  certi  e
  celeri;
   D.  l'ampliamento  della competenza anche alle funzioni  ispettive
  (poteri di interpellanza e interrogazione).

   Organizzazione del Senato:
   Per  le Regioni è indispensabile corrispondere agli obiettivi  che
  lo stesso Governo intende realizzare attribuendo al Senato il ruolo
  di  assemblea  di  rappresentanza dei territori e di  raccordo  tra
  tutte  le Istituzioni rappresentative. Una volta garantito  che  il
  Senato  si  articolerà per gruppi di rappresentanza delle  comunità
  regionali,  sarà  il  regolamento del  Senato  ad  individuare  gli
  specifici  casi di voto unitario e il bilanciamento degli equilibri
  alla  tipologia  di  decisioni  per le  quali  sarà  indispensabile
  ricorrere  a  tale  modalità  di voto.  Sarà  necessario,  inoltre,
  modificare  la  proposta  del  Governo  prevedendo  la  figura  del
  Presidente e demandando al regolamento la disciplina delle modalità
  di elezione e la durata.

   Sulla riforma del Titolo V:
   Le Regioni, nella convinzione che un elenco di materie concorrente
  sia necessario per un esercizio coordinato delle diverse competenze
  legislative ritengono possibile accedere alla proposta del  Governo
  di  superare  la legislazione concorrente prevedendo, tuttavia,  un
  rafforzamento delle controgaranzie. Nel merito sarà indispensabile:
   A.  ridefinire  le  competenze  esclusive  statali  del  II  comma
  dell'articolo  117:  in  particolare con riguardo  all'urbanistica,
  all'ordinamento degli enti locali, al procedimento amministrativo e
  alla  protezione  civile,  nonché al  coordinamento  della  finanza
  pubblica,  richiamando  una  competenza statale  circoscritta  alla
  definizione di una disciplina generale;
   B.   prevedere  una  elencazione  di  massima  della  legislazione
  residuale  regionale  che tra le altre richiami  la  competenza  in
  materia di finanza locale, di mercato e di politiche del lavoro, di
  organizzazione dei servizi scolastici, di istruzione  e  formazione
  professionale,  di protezione civile, di governo del  territorio  e
  urbanistica, di pianificazione del territorio, coordinamento  della
  finanza  locale e competenza su enti intermedi e forme  associative
  dei comuni;
   C.  procedimentalizzare la c1ausola di salvaguardia  con  un  voto
  favorevole preventivo del Senato;
   D.  prevedere  anche l'iniziativa della Regione per l'attribuzione
  di materie o funzioni di competenza statale".

   Nella  prima fase era la Camera - quella che risulterà  a  seguito
  della  riforma - che, attraverso una forma di devoluzione soft,  di
  volta in volta, trasferiva le competenze alle Regioni.

   "E.  prevedere che nelle materie di cui alle lettere p) ed m)  del
  117,  II comma, la potestà regolamentare è esercitata previa intesa
  con il Senato".

   Adesso,  do  lettura  di una parte inserita per  espressa  volontà
  delle Regioni a Statuto speciale:
   "Con  riferimento alle Regioni a statuto speciale e alle  Province
  autonome  di  Trento e Bolzano si condivide il rispetto  di  quanto
  previsto  negli statuti speciali. Più specificamente,  è  opportuno
  che  la riforma sia corredata di una clausola di salvaguardia della
  specialità, che faccia espressamente salve le materie di competenza
  primaria,  concorrente  ed  integrativo-attuativa  enumerate  dagli
  statuti speciali, estendendo alle autonomie speciali solo le  norme
  di  maggior favore, come fu fatto con la riforma del titolo  V  del
  2001.

   Vasco Errani
   Presidente  della  Conferenza  delle  Regioni  e  delle   Province
  autonome

   Eros Brega
   Coordinatore  della Conferenza delle Assemblee  legislative  delle
  Regioni e delle Province autonome".

   Ho  il  dovere di riferirvi che la sensazione che ho  ricavato  da
  questi incontri è che le Regioni a Statuto ordinario hanno tutta la
  necessità  e  l'esigenza che venga mantenuta  la  specialità  delle
  cinque Regioni che già questa specialità l'hanno riconosciuta dalla
  nostra Costituzione.
   E'  chiaro,  infatti, che il fatto stesso che se venisse  meno  la
  specialità  per  una  di queste Regioni - per la  Sicilia,  per  la
  Sardegna,  non  ha  importanza  -  a  cascata  verrebbe  messo   in
  discussione   lo  stesso  ordinamento  delle  Regioni   a   Statuto
  ordinario.
   Riferisco  ancora che ho chiesto espressamente al  Presidente  del
  Senato    di   incontrarlo   con   un'apposita   delegazione    per
  rappresentargli l'esigenza di incardinare il disegno di  legge  che
  quest'Aula  all'unanimità  ha votato  e  che  riguarda  la  riforma
  dell'articolo 36 del nostro Statuto, il secondo comma.
   Aspetto ancora che il Presidente del Senato - ho avviato anche per
  le  vie  diplomatiche  la necessità di questo  incontro  -  e  sono
  fiducioso  che  da siciliano il Presidente del Senato,  l'onorevole
  Piero  Grasso, possa, nel più breve tempo possibile, dare riscontro
  a questa nostra più che legittima richiesta.
   Comunico,   altresì,  che  su  mia  iniziativa   incontreremo   il
  Presidente della Corte Costituzionale, chiaramente non per andare a
  sindacare questioni già esitate, ma per evidenziare quello che è il
  ruolo  e  quello  che  è  stato il ruolo delle  Regioni  a  Statuto
  speciale nel corso di questi anni e, anzi, dobbiamo dare atto  che,
  nell'assenza, a volte, delle Istituzioni e della politica,  proprio
  se  guardiamo a qualche sentenza della Corte Costituzionale  -  per
  carità, non mi riferisco alla prima che ha visto sopprimere  l'Alta
  Corte  nella  Regione  siciliana - ma in  seguito,  soprattutto  in
  materia tributaria, già la Corte Costituzionale in qualche  modo  è
  intervenuta a difesa della specialità degli Statuti.
   E'  un  incontro che terremo il 7 aprile con il professore Gaetano
  Silvestri   che   andrà,  ritengo,  al  di  là   della   cordialità
  dell'incontro  e  in  cui si approfondiranno determinati  temi  che
  riguardano proprio l'essenza stessa della specialità delle  Regioni
  che  esistono  in  Italia  e  che, a mio  avviso,  hanno  tutta  la
  necessità  di  resistere,  nonostante  questa  ondata  continua  di
  antipolitica che riguarda le Regioni stesse.
   Ha  chiesto  di parlare sulla risoluzione che è stata predisposta,
  anche per avviare il dibattito, l'onorevole Cimino.
   A  conclusione, mentre il deputato si appresta a prendere possesso
  del  podio  per intervenire, comunico che il 14 aprile  prossimo  i
  presidenti  dei Gruppi parlamentari saranno a Roma, in  delegazione
  insieme   ai  presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  dei   Consigli
  regionali  del resto d'Italia, per un confronto serrato  e,  spero,
  convinto in ordine a queste tematiche.
   Perché dico i presidenti dei Gruppi parlamentari? Perché c'è stata
  l'esigenza  di  avere una rappresentanza politica poiché  non  sono
  questioni che appartengono solo ad una parte, ma che appartengono a
  tutta  l'Assemblea  e,  quindi, a tutti i Gruppi  politici  che  di
  quest'Assemblea fanno parte.

   risoluzione comunicato dal Presidente inerente la specialità
   delle Regioni in Italia

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Comunico  che è stata depositata, con la firma di tutti i  Gruppi,
  una  risoluzione  che,  penso,  l'onorevole Michele  Cimino  voglia
  illustrare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha facoltà.

   CIMINO. Signor Presidente, più che spiegare la risoluzione  voglio
  ringraziarla per il lavoro che si sta facendo, a livello nazionale,
  come Assemblee legislative con questo documento che è stato firmato
  da  tanti parlamentari regionali e che, sicuramente, avrà  un  voto
  unanime.
   Ma  voglio  intervenire perché, secondo me,  questo  dibattito  in
  corso sulla riforma del Titolo V della Costituzione, che vede messe
  in  discussione  le  Autonomie legislative  del  nostro  Paese,  le
  Regioni  a  Statuto speciale, deve poter essere per la Sicilia  non
  soltanto un momento per rivendicare il ruolo del nostro Statuto, ma
  soprattutto  per  fare una volta e per tutte un'operazione  verità,
  un'operazione di trasparenza.
   Proprio oggi leggevo le considerazioni del professore Costa,  noto
  economista  della nostra Regione, in alcune trasmissioni televisive
  a  livello nazionale che denigrano e non apprezzano il ruolo  della
  nostra Regione e della attività della nostra Assemblea, molte volte
  facendo   confusione  sulle  competenze  della  Regione   siciliana
  rispetto alle competenze delle regioni a statuto ordinario.
   Considerato  che  il  tema  delle  riforme  costituzionali,  delle
  riforme  delle  Regioni  sta diventando un tema  attuale,  dobbiamo
  creare  le  condizioni perché si lanci un'operazione  verità  anche
  sulla Sicilia.
   Questo  è  un tema interessante, soprattutto quando in  Veneto  vi
  sono delle manifestazioni e dei referendum per la secessione e  qui
  a    Palermo   si   celebrano   interessanti   manifestazioni   per
  l'indipendenza  siciliana  e avere uno Statuto  che,  di  fatto,  è
  ingessato,  che  a noi regala il Commissario dello  Stato,  ma  non
  l'Alta Corte, che non dà la possibilità al Presidente della Regione
  di  partecipare  al Consiglio dei ministri, che  -  guarda  caso  -
  impone  alla  Sicilia  di  versare le  imposte  di  produzione  nel
  bilancio dello Stato e non nel bilancio della Regione.
   Queste  e  tante altre cose devono portarci a dire che  se  questa
  autonomia  deve  essere soltanto uno specchietto per  le  allodole,
  allora è bene eliminarla, diventare una Regione a statuto ordinario
  come  le  altre, tanto più che le altre regioni, di fatto, riescono
  ad assumere e ad avere maggiori opportunità rispetto ad una Regione
  che di autonomia speciale ormai ne ha ben poca.
   Voglio  anche  sottolineare come, in un momento come questo,  alla
  Regione  siciliana  manchino diverse risorse e ciò  perché  non  si
  tiene conto dell'attualità di alcune normative.
   Parlo, ad esempio, della web tax.
   Il  Governo nazionale, col Presidente della Commissione  Bilancio,
  ha  sponsorizzato l'idea e il provvedimento della web tax e  adesso
  noi,  con  l'articolo 37 dello Statuto, non vogliamo che di  fatto,
  rispetto  agli  anni  dello Statuto stesso, non  venga  a  rendersi
  pienamente operativo l'articolo 37, che non è altro che  lo  stesso
  principio  della  web  tax che si vuole portare  avanti  a  livello
  nazionale.
   Le  imprese  che operano in Sicilia, ma non hanno sede  legale  in
  Sicilia, devono poter pagare le imposte nel nostro territorio.
   Non  capisco  perché  quando si tratta di un problema  concernente
  l'economia  nazionale, questo stesso viene seguito con interesse  e
  viene  apprezzato;  se  un tema è stato, invece,  attenzionato  dai
  Padri  costituenti  della nostra Regione  e  vuole  da  noi  essere
  valorizzato,    viene    considerato    soltanto    come     becero
  rivendicazionismo o richiesta di soldi.
   La  Sicilia non ha necessità di risorse aggiuntive, la Sicilia  ha
  necessità  di avere apprezzate le proprio norme secondo le  risorse
  che  le sono proprie e nel documento, che proprio oggi leggevo  del
  professore  Costa, ho notato che questi calcoli sono molto  seri  e
  che possono essere valorizzati anche dalla nostra attività.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cimino, lei mi dà lo spunto  per  fare  una
  considerazione.
   E'  stato detto che il debito della Regione siciliana sia  pari  a
  cinque miliardi di euro.
   Questa  dichiarazione,  detta più volte  alla  TV  nazionale,  non
  merita  commento  e  questo  la dice lunga  su  qual  è  il  motivo
  dell'attacco concentrico nei confronti delle Regioni.
   Non  dico  altro,  è  una notizia assolutamente infondata,  falsa,
  priva  di sostanza, e ringrazio il professore Costa, che non ho  il
  piacere  di conoscere personalmente, il quale ha voluto evidenziare
  la grande confusione che spesso si fa sui numeri.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   condivido
  integralmente  l'intervento del collega, onorevole Michele  Cimino,
  il  quale peraltro si è fatto promotore di una battaglia che questo
  Parlamento  ritengo, anzi sono certo, intende  sostenere  circa  la
  piena  attuazione  di  quegli  articoli  dello  Statuto  siciliano,
  appunto  gli articoli 36, 37 e 38, che finiscono in una prospettiva
  di  chiarezza  per essere fondamentali per il futuro  della  nostra
  Regione, per il futuro della Istituzione, ma nello stesso tempo per
  il futuro della gente di Sicilia.
   Personalmente, sarò breve perché voglio focalizzare  alcuni  punti
  assai  veloci,  tra questi il tema della tutela  del  principio  di
  specialità della Regione siciliana.
   In un'aula che data 1147, in un Parlamento che è il Parlamento più
  antico d'Europa e che rappresenta una storia, non significa, a  mio
  parere, cercare la tutela di uno sterile campanilismo, ma significa
  spiegare,  intanto,  a  chi  ci  ascolta  che  volere  tutelare  il
  principio  di  specialità non vuole determinare la  ricerca  di  un
  vantaggio,  la ricerca di privilegi, ma vuole, intanto, partire  da
  un   dato  storico,  oggettivo:  questo  Parlamento  e  lo  Statuto
  siciliano  è,  a mio parere, è la forma più compiuta  dello  stesso
  regionalismo ed, in quanto tale, già di per sé andrebbe tutelato.
   Signor  Presidente, colgo l'occasione - credo che siamo in tema  -
  per  compiacermi  con  lei  per  la  bella cerimonia di ieri per il
  novantesimo compleanno del senatore Macaluso
   Ieri,  è  stata  un'occasione che ci ha ricordato cosa  significhi
  "principio   di   specialità",  che   cosa   significhi   confronto
  democratico, che cosa significhi lo Statuto siciliano ed   è  stato
  bello  ascoltare un uomo, seppur comunista, certamente  illuminato,
  parlare  per  oltre 20 minuti del primo Presidente  della  Regione,
  Giuseppe  Alessi, del quale egli confessava essere  stato  acerrimo
  nemico politico, seppur nel rispetto delle reciproche tesi.
   Ebbene,  rispetto a questi valori, i valori del confronto e  della
  democrazia che hanno fatto parlare alcuni presenti di Alessi  e  di
  Macaluso  come  costruttori della democrazia in  Italia,  e  ce  ne
  saranno stati certamente anche a destra, oltre che a sinistra e  al
  centro  di quello che era il vecchio arco costituzionale, io voglio
  dire  che,  certamente, prima di archiviare una  battaglia  che  ha
  visto  i  nostri padri costituenti imporsi sullo scenario nazionale
  e,  perché  no, anche di una costituenda Unione europea, credo  che
  dovremmo  avere  tutti il buon senso, soprattutto  chi  a  Roma  fa
  facile demagogia, di studiare meglio la storia e di guardare meglio
  la prospettiva di questa Terra e di questa Isola.
   Sono semplicemente convinto che sapendo che da parte nostra questa
  riflessione va colta come spunto anche per fare chiarezza di alcuni
  principi, di alcuni criteri e, perché no, di alcuni valori  che  si
  sono  annacquati  nel tempo, ma avendo qualche dubbio  sulla  buona
  fede  di  chi  tanto semplicisticamente a Roma sta  proponendo  una
  modifica costituzionale che, certamente, non è sentita nel Paese o,
  meglio,  che  certamente non è sentita in questo  modo,  ecco  sono
  convinto  che  il  dibattito vada approfondito e,  per  questo,  ho
  congiuntamente firmato la risoluzione che si affida  pienamente  al
  Presidente   dell'Assemblea  regionale   affinché,   nei   contesti
  opportuni,  voglia  tutelare il principio di specialità  attraverso
  quello  che lei, correttamente, ritengo abbia definito una clausola
  di  salvaguardia  che  il  contesto che mette  insieme,  appunto  i
  Consigli  regionali delle regioni d'Italia, ha  voluto  in  maniera
  precisa evidenziare.
   E'  il momento di parlare di competenze, è il momento di aprire un
  dibattito serio e serrato con il Parlamento nazionale, è certamente
  il momento di fare chiarezza sulle fonti e sulle prerogative.
   Sono  convinto che tutto questo potrà accadere, sono certo che  da
  parte  nostra e da parte sua, signor Presidente che ci rappresenta,
  tutto  questo non mancherà  e, per questo, il gruppo Grande  Sud  -
  PID  Cantiere popolare verso Forza Italia voterà congiuntamente  la
  risoluzione che lei ha sottoposto all'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condividiamo
  l'iniziativa  assunta dal Capo del Governo per il  superamento  del
  bicameralismo  perfetto essendo, questo, un  cavallo  di  battaglia
  della destra politica italiana propugnato ormai da diversi decenni.
   Con  lo  stesso  spirito  apprezziamo  l'iniziativa  ed  il  fermo
  richiamo,  con grande determinazione, del Presidente dell'Assemblea
  regionale  siciliana  al  rispetto della clausola  di  salvaguardia
  della  specialità statutaria della nostra Regione, anche per questo
  non  ho  esitato  a firmare, in rappresentanza del  Presidente  del
  gruppo  parlamentare, onorevole Formica, il documento che lei,  fra
  poco,  metterà  al  voto di questa Assemblea  e,  tuttavia,  signor
  Presidente mi consenta di evidenziare come questa nostra  presa  di
  posizione  non possa e non debba bastare a liquidare un  tema  che,
  come  giustamente lei ha ricordato, riconduce ad una strategia  che
  io  definisco  abile  e cinica che è quella di operare  un  attacco
  concentrico  nei  confronti del regionalismo in  generale  e  delle
  Regioni a statuto speciale in  modo particolare, ma  non serve, non
  serve e non basta.
   Non  possiamo  vivere  di rendita pensando  che  il  nostro,  come
  opportunamente ha richiamato l'onorevole Cordaro, è il  più  antico
  Parlamento d'Europa, non possiamo vivere di rendita senza chiederci
  che  cosa  serve per riaffermare il primato della specificità,  che
  cosa   serve  perché  ci  si  renda  conto  che  gli  attacchi   al
  regionalismo,  motivati  alcuni ed immotivati  altri,  non  debbono
  essere  subiti,  ma  debbono essere rintuzzati  con  la  logica  di
  proposte  serie  e  concrete, con una condotta diversa  rispetto  a
  quella che, fin'ora, il Parlamento siciliano ha adottato.
   Inutile  nascondere una amara verità: l'autonomia siciliana  è  la
  grande ammalata.
   C'è  uno  stato patologico che si manifesta sotto diverse forme  e
  questo stato patologico ha consentito l'uso distorto dell'autonomia
  siciliana  ad  alcune logiche politiche che vanno condannate  senza
  appello  ed  ha  consentito,  alle  stesse  logiche  politiche,  di
  utilizzare l'autonomia come alibi, come comodo alibi per dar vita a
  lunghe stagioni di clientelismo spregiudicato ed irriducibile.
   Abbiamo  il  dovere,  signor Presidente e  colleghi  deputati,  di
  avviare  una seria stagione delle riforme, una stagione  serena  ed
  intensa  che  ci  consenta di capire che cosa va  modificato  dello
  Statuto  siciliano, dopo quasi 70 anni è lecito  chiederselo  sulle
  norme concepite e volute dai padri costituzionalisti siciliani ed è
  stato  ricordato  il  presidente  Alessi,  è  stato  ricordato   il
  comunista  Macaluso, verso il quale non posso che nutrire  rispetto
  pur nella diversità delle opinioni.
   Come  non  ricordare lo spirito autonomistico di uomini di  destra
  come  Dino Grammatico, come Vito Cusimano - il mio maestro -  Pippo
  Tricoli, solo per fare alcuni nomi.
   Proprio  per questa ragione, per questo retaggio solido, glorioso,
  degno  di  rispetto, credo, signor Presidente, che dobbiamo  aprire
  seriamente  questa stagione delle riforme, senza pregiudizi,  senza
  rancori, senza alcuna ingiustificata e ingiustificabile gelosia.
   Abbiamo  il  dovere  di  chiederci quali  ragioni  obiettive  oggi
  determinano e suggeriscono l'opportunità di una revisione perché lo
  Statuto  non può essere più guardato con la venerazione  e  con  la
  sacralizzazione  che  finora  è stata ostentata  da  alcuni  Gruppi
  politici.
   A   lei   il   compito,  signor  Presidente.  Lei  è  un  convinto
  autonomista,  lei  si è abbeverato alla cultura  autonomista  della
  scuola  sturziana,  lei ha tutte le carte in regola  anche  per  la
  qualità del ruolo che ricopre di intestarsi questo compito.
   Credo   che  vada  nominata  una  Commissione,  credo   che   vada
  interessata  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,
  credo  che l'Assemblea debba in questa legislatura aprire un grande
  dibattito  affinché l'attacco concentrico, cui lei faceva richiamo,
  al  regionalismo  in  generale e al regionalismo  autonomistico  in
  particolare  non  possa essere soltanto oggetto e  stimolo  per  un
  richiamo alla responsabilità, come lei ha giustamente sottolineato,
  ma  deve anche consentirci di modificare quanto va modificato nella
  nostra  Carta  Costituzionale regionale per fare della  Sicilia  il
  riferimento non solo geografico, ma anche politico, come modello di
  efficienza e di efficacia di tutto il bacino mediterraneo.  E'  una
  sfida   E'  una grande sfida, ma proprio per queste ragioni  ha  il
  dovere di lanciarla e noi deputati il dovere di raccoglierla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,  oggi,
  con  il disegno di legge costituzionale, stiamo assistendo allibiti
  ad un attacco a 360 gradi all'ordinamento democratico  repubblicano
  uscito dalla guerra e dalla Resistenza.
   Si  è  già  detto  -  e non ci compete ricordarlo  adesso  -  come
  l'abolizione  del  Senato  si  serva del  pretesto  del  cosiddetto
  risparmio dei costi della politica, in realtà irrisorio, quando  in
  realtà è preordinato ad affidare ad una minoranza, attraverso   gli
  yesman   nominati'  della  Camera, di assentire  disciplinati  alle
  leggi imposte da due o tre persone, su mandato di élite finanziarie
  che oggi ci strangolano.
   In  questo  quadro non potevano mancare, di passaggio, un  disegno
  neocentralista  volto a spegnere tutte le forme di autonomia  e  di
  democrazie decentrate, proprio perché meno controllabili dall'alto,
  ed  in  particolare quelle speciali, più di altre viste come  "fumo
  negli  occhi" e potenziale pericolo per il "Nuovo Ordine Mondiale",
  di cui alcuni  pupazzi' sono chiamati a farne le veci.
   Non possiamo in questo momento tacere come questo attacco riguardi
  soprattutto  la  Sicilia,  già  laboratorio  privilegiato  per   le
  politiche di austerity ed ora designata vittima sacrificale,  quasi
  che  l'avere  dato origine allo stesso concetto di Europa,  insieme
  alla Grecia, sia il più grave dei peccati originali.
   L'Autonomia  speciale di cui gode la Sicilia  non  si  tocca   Per
  ragioni  storiche,  geografiche, economiche, politiche  e  sociali.
  Essa  è  un  diritto  che i Siciliani non hanno avuto  concesso  da
  alcuno,  che  si sono conquistati con le loro lotte, frutto  di  un
  anelito  plurisecolare  all'autogoverno, e  le  cui  disfunzioni  -
  semmai  -  dovrebbero  ritorcersi contro  una  classe  politica  di
  parassiti e subalterni ai poteri forti nazionali ed internazionali,
  da  sostituire, e non contro il Popolo siciliano che questi diritti
  possiede per diritto politico quanto naturale.
   Perché  la  Sicilia  oggi  gode di quest'autonomia,  almeno  sulla
  carta?
   La  Sicilia fa certo parte dell'Italia, almeno da quando, 151 anni
  or  sono,  i suoi leader politici hanno accettato di ammainare  una
  storia  di Nazione propria, antica quanto la stessa civiltà europea
  ed una storia di Stato proprio e di Parlamento proprio, che nessuna
  Regione italiana poteva vantare, forte di circa 8 secoli di storia.
   Il  Governo legittimo siciliano di allora, per mezzo del Consiglio
  straordinario di Stato, riconosciuto come statuale e legittimo  dai
  principali  governi  del mondo, pose come condizione  dell'adesione
  all'Italia  un  patto confederale tra lo Stato siciliano  e  quello
  italiano sancito da un Parlamento siciliano liberamente eletto.  La
  monarchia  italiana  non volle tenerne conto,  occupò  il  Paese  e
  rispose  con  un  plebiscito-farsa, 4 stati  di  assedio,  l'aperto
  sostegno alla malavita,  che non a caso, proprio da quel momento  -
  come  giustamente  disse Rocco Chinnici - diventò  la  "mafia"  che
  conosciamo,   impossibile  senza  l'apporto  attivo   dello   Stato
  italiano,  leggi discriminatorie e liberticide e, soprattutto,  con
  un ferreo colonialismo interno che ne impedì ogni forma di sviluppo
  moderno  e  che  toccò  il culmine durante il fascismo,  quando  la
  nostra Terra fu "umiliata" a rango di "Granaio dell'Impero".
   Dopo la sconfitta dell'Italia nella II guerra mondiale, la Sicilia
  stava   per   essere  perduta,  quasi  conquistata  ad  una   causa
  indipendentista. Gli Alleati la riconsegnarono all'Italia,  insieme
  ad  un progetto radicale di autogoverno, a patto implicito, quindi,
  che  l'Italia  ne  avrebbe  tutelato  le  tradizioni  secolari   di
  autogoverno.  Una  clausola del Trattato di  pace  di  Parigi,  poi
  disattesa  purtroppo,  ne confermò lo status geopolitico  speciale,
  imponendone la smilitarizzazione.
   L'Italia   -  come  è  noto  -  concesse  subito   le  forme    di
  quell'Autonomia, ma a quasi 70 anni di distanza, si è ben  guardata
  dal rispettare quei patti, persistendo in un atteggiamento sleale e
  continuando  con la pratica del Colonialismo interno, ora  mitigato
  dalla pillola indorata dell'assistenzialismo, al quale fu snaturato
  l'istituto autonomistico. La Sicilia ora esportatrice di  voti,  in
  cambio  di  un'elemosina  appena maggiore  rispetto  a  quella  del
  Mezzogiorno continentale, e, peraltro, tratta dallo stesso  gettito
  tributario dei Siciliani.
   Eppure,  quell'Autonomia, nei primi 10 anni di vita, gli unici  in
  cui  in  qualche  modo funzionò, tolse la Sicilia dal  feudalesimo.
  Portò l'asfalto e la luce nella maggior parte dei Comuni siciliani,
  dotò  la Sicilia di strade e di aeroporti, bene o male ci traghettò
  finalmente nella modernità. Dal 1957, purtroppo, non a caso,  dalla
  soppressione manu militari dell'Alta Corte, si è innescato un lento
  processo di svilimento e di decadimento delle istituzioni regionali
  e dell'Autonomia che, forse, in questi ultimi anni, sta toccando il
  fondo.
   Si  dirà:  questo è il passato  . Adesso dobbiamo guardare  oltre.
  Ma  è anche il presente e il futuro che impongono le ragioni di una
  Sicilia autonoma. Intanto, perché una comunità etnica e storica  di
  secoli  con identità e istituzioni proprie non si cancella  con  un
  disegno di legge costituzionale. Ancora oggi  l'emigrato nel  mondo
  prima dice di essere  siciliano' e poi di essere  italiano'.
   Ma poi vi è la condizione di Regione insulare, garantita anche dai
  Trattati    europei   che   richiede,   già    in    quanto    tale
  un'amministrazione speciale.
   Vi  è  la  strutturale  distanza  dei  più  importanti  centri  di
  decisione   del   Paese,   che  impone  una  difficile   continuità
  territoriale,   e   al  contempo  una  dimensione,   geografica   e
  demografica, pari a quella di una nazione media  europea.
   Vi   è,   poi,   soprattutto,   la   condizione   strutturale   di
  contrapposizione di interessi tra l'economia regionale siciliana  e
  quella nazionale. Finanche la diversa struttura economica di  base:
  paese  di  fonti  di energia e di materie prime la Sicilia,  vocata
  anche  ad una industria di trasformazione agro-alimentare e  ad  un
  turismo  che non hanno ancora sperimentato il loro decollo,  mentre
  l'Italia  è sempre vista come una grande economia industriale,  con
  un  turismo  che  è visto in termini competitivi nei  confronti  di
  quello siciliano.
   La   Sicilia  è,  dunque,  dotata  di  interessi  propri,  "quasi"
  nazionali  che possono essere conciliati con quelli nazionali  solo
  se  esiste  una  sede in cui questi interessi possano  essere,  con
  efficacia, governati.
   Un'autonomia indifferenziata, in queste condizioni, si tradurrebbe
  fatalmente  (come si traduce, nei fatti, per la mancata  attuazione
  dello Statuto) in una estrema perifericità e marginalità.
   Senza l'Autonomia i Siciliani saranno sempre cittadini di serie B.
  Non  saranno  mai  veramente  italiani  o  veramente  europei.   Il
  paradosso  è  proprio  quello che il maggior  centralismo,  anziché
  unire - come l'esperienza dimostra - finisce per dividere ancora di
  più il nostro Paese, unitario solo sulla carta.
   E  la  nostra  Autonomia  si basa su due pilastri,  entrambi  oggi
  violati,  ma entrambi vitali per la nostra società e per il  nostro
  futuro:  l'Autonomia legislativa, con la quale  siamo  padroni  del
  nostro destino, e l'Autonomia finanziaria, con la quale una Regione
  sfruttata come la nostra non dovrà finanziare debiti fatti da altri
  per altri interessi.
   Questi  argini  noi abbiamo il diritto e il dovere  di  difenderli
  contro  ogni  attacco  strumentale che parta da  questo  dissennato
  neocentralismo coloniale. Ma cosa c'è dietro tutto ciò?
   In  realtà,  combattendo la nostra Autonomia, lo  Stato,  che  già
  praticamente non ha più alcun trasferimento o servizio da  tagliare
  alla  Sicilia,  giacché questa pensa quasi a  tutto  da  sé,  vuole
  mettere  ancor più direttamente mano sulle nostre già magre risorse
  tributarie,  per  riversarle nel calderone  impagabile  del  debito
  pubblico infinito.
   La vera contesa è di carattere tributario e finanziario.
   Vuole  mettere  a tacere ogni forma di iniziativa legislativa  che
  venga  dal basso, in modo che la Trojka abbia a che fare  solo  con
  camerieri  di  un  livello, a Roma, senza che  questi  poi  debbano
  negoziare  ogni  cosa  con  livelli di  democrazia  più  vicini  al
  territorio, come le Regioni e i Comuni.
   Le  Autonomie  locali sono oggi un ostacolo  per  il  processo  di
  svuotamento  delle  sovranità nazionali. Per questo  devono  essere
  combattute e distrutte.
   Nel  disegno autoritario è "normale" che si svuotino le  autonomie
  regionali.
   Nel  disegno  autoritario è "normale" che l'autonomia eccezionale,
  quasi  confederale,  dell'antica  Sicilia,  sia  la  prima  vittima
  sacrificale.
   Una  ragione in più per difenderla. Non dimentichiamo che i nostri
  padri,  i nostri avi, nell'antichità, nel Vespro, in mille e  mille
  rivolte, nel 1812, nel 1848, nel Dopoguerra, diedero il loro sangue
  per  difendere il diritto all'Autogoverno dei Siciliani e  per  non
  farsi derubare dal "conquistatore" di turno.
   Noi non saremo da meno e impediremo con ogni mezzo questo colpo di
  Stato strisciante.
   E' per questo che abbiamo sottoscritto questo ordine del giorno  e
  qui lo voteremo.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Rinuncio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
  possa  essere  considerata,  per  il  nostro  Parlamento  regionale
  siciliano,  come un'occasione di serio confronto, un'occasione  che
  vede come da quello che era il potere conferito, dal punto di vista
  costituzionale, con la possibilità di legiferare, quindi il  potere
  normativo,  che  vuole  poi avere una refluenza,  per  capacità  di
  essere  Statuto  speciale,  gestione autonoma  o  per  lo  meno  la
  capacità   di   dimostrare  una  autonomia   attraverso   l'impegno
  legislativo  e  anche la sua articolazione nei vari  aspetti,  come
  sicuramente  le  refluenze  che si determinano,  sotto  il  profilo
  economico, istituzionale, amministrativo, burocratico un momento di
  grande possibilità di crescita per la nostra Isola.
   E'  stato  detto  che  forse lo Statuto speciale  oggi  merita  un
  momento    di   approfondimento;   ci   sono   delle   disfunzioni,
  probabilmente    delle   problematiche   che   vanno    affrontate,
  approfondite, corrette, perché no, probabilmente qualche patologia.
   Ritengo, per quello che deve essere lo spirito e l'impegno di  una
  classe  dirigente, che nell'avere individuato o nell'individuare  i
  problemi, deve avere la capacità di migliorarne le condizioni,  per
  questo  dicevo  che  oggi è arrivato il momento, attraverso  questo
  grande scossone che viene a determinarsi con la ipotesi malaugurata
  che  noi  respingiamo decisamente di volere tout  court  tranciare,
  tagliare, togliere questa possibilità o questa capacità di  Statuto
  speciale.
   C'è  una  grande  necessità. E' stato detto che  le  refluenze  di
  carattere economico, viste essenzialmente con l'articolo 36,  37  e
  38 dello Statuto, che hanno visto una grande battaglia che in parte
  ha  dato  qualche  risultato,  ma  che  ancora  oggi  è  aperta  in
  quest'Aula,  è  da  esempio  una mozione sull'articolo  37,  signor
  Presidente, dove l'allora assessore Bianchi si era impegnato,  dopo
  un  confronto  con il Governo nazionale, a portare un risultato  di
  questo confronto, perché sicuramente il principio importante che di
  fatto poi determina una grande ricaduta sotto il profilo economico,
  per  le  aziende che operano in Sicilia, ma che hanno  sede  legale
  fuori dalla Sicilia e che non pagano le imposte in Sicilia, diventa
  per noi un grande momento di possibile risultato positivo.
   Così come anche sul discorso relativo all'articolo 36.
   Allora,  io  dico, se oggi c'è questa situazione di grave  scontro
  che   vuole   cancellare  questa  prerogativa   che,   con   grande
  determinazione,  con  grande senso, oltre che istituzionale,  anche
  democratico, ha rappresentato un impegno per la nostra Isola, e che
  sicuramente porta oggi al nostro impegno di capire, alla luce delle
  problematiche   sorte,  quale  possa  essere   una   proposta   per
  determinare  un cambio di rotta, una proposta che possa  migliorare
  le  condizioni  che  fino ad oggi non hanno  consentito  una  reale
  applicazione  dello Statuto speciale, e, perché  no,  io  dico,  un
  grande  impegno  che determini una possibilità  di  riscatto  della
  Sicilia,  in un momento in cui è fortemente sentito il bisogno  per
  quelle  che  sono le problematiche che oggi nell'isola  vengono  da
  tutti  evidenziate  e denunziate, allora io dico  che  noi  abbiamo
  avuto  grandi  personaggi, grandi cervelli in Sicilia,  ma  abbiamo
  avuto  forse  anche grandi difficoltà a che queste  capacità,  cioè
  coloro   i   quali  potevano  dare  un  contributo,  determinassero
  risultati positivi.
   Probabilmente,  oggi,  è  arrivato il  momento  perché  la  classe
  dirigente,  e quindi anche questo Parlamento, avvii una fase  seria
  oltre  che  di confronto, anche di proposta su quelle che  sono  le
  iniziative che vanno negoziate e trattate col Governo nazionale, le
  iniziative  che  vanno  da  noi  formulate  perché  devono   essere
  caratterizzanti  dell'impegno  relativo  allo  Statuto  speciale  e
  perché  attraverso  questo tipo di rinnovata capacità  di  proposta
  possa  innalzarsi un grande, e in maniera forte e determinante,  un
  inno all'impegno perché possa crescere la nostra Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Onorevoli colleghi, non possiamo non sottolineare  come
  in  una fase storica come questa in cui questo Parlamento si è  più
  volte,  a  più  riprese,  impegnato su  questioni  a  tutela  della
  specificità  dello Statuto, su questioni a tutela dell'applicazione
  di  alcuni  articoli, come gli articoli  36, 37 e 38 dello  Statuto
  speciale,  certamente,  non ci saremmo  immaginati  che  invece  il
  Governo  nazionale facesse una battaglia esattamente  antitetica  a
  quel genere di proposte presentate dal Parlamento.
   Un Governo nazionale che evidentemente propone un disegno di legge
  di riforma costituzionale che cancella davvero le prerogative delle
  Regioni a statuto speciale; un Governo nazionale, il Governo Renzi,
  che  all'articolo 33, esattamente al comma 13, senza alcun rispetto
  per  tanti anni di storia consumati sul sudore e sul sacrificio dei
  siciliani,  prevede che le disposizioni della legge  costituzionale
  si   applichino   anche  alle  Regioni  a  statuto  speciale   fino
  all'adeguamento dei rispettivi statuti. Nessun rispetto, quindi, da
  parte  del  Governo  nazionale   E  d'altra  parte,  come  potremmo
  pretendere  rispetto quando, ahimé, talvolta questo stesso  Governo
  regionale, malgrado le azioni poste in essere finalmente da  questo
  Parlamento  attraverso  l'indicazione e la  giusta  intuizione  del
  Presidente   dell'Assemblea  regionale  e   di   tutti   i   gruppi
  parlamentari,  quando  -  dicevo  -  da  parte  di  questo  Governo
  regionale   invece   si  interloquisce  con   Roma   senza   alcuna
  autorevolezza  e,  lasciatemi dire, davvero con l'atteggiamento  di
  chi a Roma va col cappello in mano?
   Renzi,  dopo  l'abolizione del Ministero delle Questioni  sociali,
  dopo  avere  dimostrato nessuna sensibilità, nessuna attenzione  al
  Sud,  finalmente  mortifica non soltanto le  Autonomie,  ma  quelle
  Regioni   a  Statuto speciale del Sud che avrebbero potuto  vantare
  queste caratteristiche statutarie e quindi avrebbero potuto -  come
  è  stato  fatto  in  questi  mesi in  Parlamento  -  avviare  delle
  battaglie.
   Da  Roma  dicono che il presidente Crocetta in qualche modo  abbia
  provato a portare avanti questa battaglia sull'articolo 37,  ma  ci
  siamo resi conto del fatto che così assolutamente non era.
   Evidentemente  a  questo  punto non possiamo  che  registrare  che
  quella  era una farsa e che quindi, da parte del Governo  nazionale
  ci si prende quasi beffa di noi.
   Questo  il  Parlamento regionale, il Parlamento  siciliano  decide
  oggi  di  non accettare, e per questo dà vita a questa risoluzione,
  la quale parte da alcune considerazioni.
   La  prima:  lo  Statuto speciale che conferisce  alla  Regione  la
  titolarità  dell'esercizio  dei poteri, oltre  che  amministrativi,
  anche e soprattutto legislativi; la seconda: è in corso l'esame  di
  un  disegno  di  legge costituzionale recante disposizioni  per  il
  superamento   del  bicameralismo  paritario,  che  ovviamente   non
  possiamo  che  condividere in termini di  riforma,  così  come  non
  possiamo  che  condividere gli aspetti legati  alla  riduzione  del
  numero  dei  parlamentari. Non possiamo, poi,  non  condividere  il
  contenimento  dei  costi di funzionamento delle  istituzioni  e  la
  revisione   del   Titolo  V  della  Costituzione.   Aspetti   tutti
  condivisibili questi, ma che davvero nulla hanno a che fare con  la
  questione dell'Autonomia che invece pensiamo vada difesa.
   Pertanto,  da qui un contributo alla risoluzione che determina che
  sia  per  l'appunto necessaria una riforma che confermi la clausola
  di  salvaguardia della specialità già prevista dalla revisione  del
  Titolo  V già nella fase del 2001, dando pertanto - e questa  è  la
  richiesta   che   scaturisce  dalla  risoluzione   presentata   dal
  Parlamento  -  mandato  al  Governo di  promuovere  ogni  opportuna
  iniziativa  volta  a  salvaguardare  la  storica  specialità  della
  Regione siciliana.
   Certo,  si potrebbe obiettare che tanti errori sono stati commessi
  in questi anni, troppi è vero.
   Però  certamente  non  ci si può nascondere dietro  a  questo  per
  cancellare  l'identità di un popolo che  ha  fatto  a  lungo  delle
  battaglie per affermare i principi sanciti dallo Statuto.
   Pensiamo  che  Autonomia significhi capacità  di  pensare  con  la
  propria  testa; significhi possibilità di partecipare  al  processo
  decisionale  senza  che  il  nostro futuro  venga  deciso  altrove.
  Pensiamo, infatti, che il primato della democrazia e della  volontà
  dei  cittadini  debba  essere  assolutamente  affermato  contro  la
  dittatura  delle banche e dei poteri forti; pensiamo che  si  debba
  affermare un principio di lotta a chi vede la nostra Isola come una
  terra  da  saccheggiare, da occupare e dove porre in essere  azioni
  per trasferire le sue ricchezze in altre parti d'Italia.
   Per  queste ragioni noi pensiamo che questo disegno di legge porti
  ad  un  appiattimento, ad una omologazione delle realtà che  invece
  devono preservare le loro specificità. Per questa ragione il Gruppo
  parlamentare Forza Italia si oppone a questo genere di scelte e per
  questa  ragione decide con convinzione e determinazione di  firmare
  questa  risoluzione che affonda le sue radici profonde nel pensiero
  dei  Padri  costituzionalisti siciliani e che tutto il  mio  gruppo
  condivide  con particolare riferimento - lasciatemi  fare  qui  una
  nota personale - alla mia posizione di autonomista convinto, perché
  autonomista sono stato, autonomista sono, autonomista rimango.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Giovanni Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO    Giovanni.   Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  nell'occasione  dell'insediamento della XVI  Legislatura  ricordate
  tutti che feci cenno al fatto che uno dei mali della nostra Sicilia
  era   quello  della  non  applicazione completa  dello  Statuto?  E
  precisamente il riferimento era agli articoli 36, 37 e  38.  Allora
  ho  cercato nel mio intervento di dare l'attenzione dovuta a questo
  grave  problema che noi ancora oggi viviamo. Ecco perché  mi  trova
  d'accordo,  per la felicità di quest'Assemblea, con  il  Presidente
  che  porta avanti tale iniziativa; mi trova d'accordo perché in  un
  tempo non sospetto feci questo appello all'Assemblea, in un momento
  così importante e così prestigioso.
   Però  è  chiaro che chi mi conosce sa che non faccio  l'intervento
  per dire delle cose ovvie.
   Il  mio  intervento,  infatti, vuole evidenziare  come  in  questo
  provvedimento  che noi andiamo a contrastare con  delle  iniziative
  nostre cercando di coinvolgere tutti i deputati nazionali,  sia   a
  livello  di  senatori che a livello di deputati del Parlamento,  da
  dove  partono i mali. E non vorrei che con un Governo  di  sinistra
  questi  mali  si  accentuassero, perché alla prima  variazione  del
  Titolo V, signor Presidente, ne piangiamo tutte le conseguenze. Non
  è  che  possiamo trascurare il fatto che nel 2001 ci è  stato  dato
  questo  regalo dalla Sinistra  Non vorrei che stiano preparando  un
  altro regalo.
   E  ve  lo devo dire con tutta la sincerità che voi mi riconoscete:
  troverete delle barricate.
   Non  vorrei che quello che succede in Veneto succeda anche qui  in
  Sicilia.
   Guardate che non dobbiamo trascurare questi movimenti che vi  sono
  in alcune regioni d'Italia.
   E quindi cerchiamo, signor Presidente, bene fa a promuovere questa
  iniziativa, bene fa il 14 aprile a fare questo convegno e spero che
  questo  convegno  abbia quelle presenze che non  siano  quelle  che
  abbiamo  stasera.  La  riunione  dei capigruppo  appena  conclusasi
  avrebbe  dovuto  incentivare la presenza dei  colleghi  stasera  in
  Aula   O noi cominciamo a pensare diversamente, in modo da dare  la
  garanzia  ai nostri figli per il futuro, o noi passeremo  i  nostri
  guai.
   Quindi  io  sarò accanto a qualunque iniziativa che  porti  avanti
  l'autonomia  che i nostri Padri hanno conquistato.  Nessuno  ce  la
  deve  toccare  E quindi, se lei convoca i capigruppo - e, come  lei
  sa, io non ne so niente - se ci sono iniziative verrò a mie spese a
  Roma  e  in  tutte  le  sedi dove occorre per difendere  la  nostra
  Autonomia. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Gruppo  del
  Partito  Democratico  ha  sottoscritto  l'ordine  del  giorno   con
  convinzione partendo dal presupposto che il necessario  disegno  di
  riordino   costituzionale,  che  è  in  discussione  al  Parlamento
  nazionale, può convivere con la opportunità di garantire  le  forme
  di autonomie speciali che sono frutto della storia del nostro Paese
  e che hanno, come nel caso nostro, rango costituzionale.
   Dire  questo  non  significa aderire alla retorica  dell'Autonomia
  che,  secondo  me,  non  serve  a chi oggi  rappresenta  le  nostre
  Istituzioni, a chi oggi governa la Sicilia.
   L'Autonomia  è  sicuramente stata nella storia della  Sicilia  una
  conquista, ma ognuno di noi ha il dovere di ripercorrere  gli  anni
  che  ci  separano dalla conquista dell'autonomia anche con  spirito
  critico, guardando alle potenzialità che non siamo riusciti a  fare
  emergere  e  dell'uso,  spesso distorto,  che  se  n'è  fatto.  Ma,
  naturalmente,  dire queste cose chiama in causa  le  responsabilità
  degli  uomini che hanno rappresentato le istituzioni, ma non  mette
  in discussione i principi e i valori che sono tutt'ora importanti e
  validi.
   Sostenere   questa  rivendicazione,  dare  mandato  al  Presidente
  dell'Assemblea, che opportunamente si è fatto promotore di tutte le
  iniziative che sappiamo e rappresenterà con il nostro mandato pieno
  le  esigenze  delle  nostre istituzioni e la tutela  dell'Autonomia
  speciale  nei modi e nelle forme contenute nell'ordine del  giorno,
  per  noi  deve costituire un impegno a che non si ripercorrano  gli
  errori  del passato e si interpreti l'Autonomia speciale nella  sua
  accezione   originaria  perché  i  Padri  fondatori  dell'Autonomia
  considerarono  questo uno strumento per superare  il  distacco  dal
  resto  del  Paese  ed  emancipare,  nel  senso  dello  sviluppo   e
  dell'uguaglianza,  il  nostro  territorio  e  la   condizione   dei
  siciliani. Oggi, naturalmente, le condizioni sono diverse  rispetto
  al  1947  ma,  com'è noto, viviamo un momento parimenti  difficile.
  Ecco  perché noi dobbiamo, votando questo ordine del giorno,  dando
  questo  mandato  al  Presidente,  difendendo  le  prerogative   che
  discendono dall'Autonomia speciale, impegnarci a fare in  modo  che
  quella ispirazione viva nelle condizioni attuali nel senso di  dare
  una  utilizzazione  delle  prerogative per  metterle  veramente  al
  servizio  dello  sviluppo  della Sicilia, del  miglioramento  delle
  condizioni  di  vita dei siciliani e per fare in  modo  che  questa
  nostra  scelta sia condivisa dai nostri concittadini, dai siciliani
  tutti  e  non  venga percepita come uno strumento per  tutelare  il
  Parlamento o il Governo della Regione siciliana.
   Dobbiamo  fare  in modo che gli atti che compiamo, le  scelte  che
  vogliamo  far  fare  al Governo della Regione, siano  coerenti  con
  questo  obiettivo,  superando gli errori del passato,  aprendo  una
  nuova  pagina  della  vita della Sicilia  e  facendo  in  modo  che
  l'Autonomia sia veramente a servizio dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedete, ciò  che
  è  successo  in  questi giorni a Roma che, per la prima  volta,  ha
  messo  in  serio  rischio  l'autonomia  siciliana,  alla  fine  può
  diventare un fatto estremamente positivo per quest'Assemblea poiché
  oramai eravamo abituati ad avere un potere legislativo in Sicilia a
  cui non davamo la giusta importanza, non davamo il giusto peso, era
  un  fatto  quasi  di  diritto divino acquisito che  nessuno  poteva
  mettere in discussione.
   Invece,  se  ci  fate  caso, negli ultimi decenni,  il  potere  di
  quest'Assemblea,  il potere del Governo della Regione  siciliana  è
  stato  ampiamente  messo  in discussione  da  tutta  una  serie  di
  provvedimenti legislativi che i vari governi nazionali hanno preso,
  senza  che  da questo Parlamento vi fosse la giusta reazione  e  vi
  fosse  la  giusta  presa  di  posizione,  ad  iniziare  ad  esempio
  dall'abitudine che il Governo nazionale ormai aveva  preso  di  non
  convocare  più  il  Presidente della Regione  siciliana  quando  si
  discutevano argomenti attinenti al Governo della Regione Sicilia.
   Così  come,  ad  esempio,  non abbiamo  mai  voluto  impugnare  il
  provvedimento, che alla fine ha portato alla soppressione dell'Alta
  Corte  di  giustizia,  che era un giudice terzo  che  si  veniva  a
  frapporre  fra  le  prerogative costituzionali  dello  Stato  e  le
  prerogative costituzionali della Regione siciliana. Vedete, non  ci
  chiamiamo Regione Lombardia o Regione Veneto.
   Noi  ci chiamiamo Regione siciliana perché la nostra storia  viene
  da molto lontano.
   Qualcuno  poco fa ha parlato del 1130, qualcuno ha parlato  ancora
  una  volta del fatto che siamo il primo Parlamento d'Europa  e,  di
  conseguenza,  il primo Parlamento al mondo, ruolo che soltanto  una
  città dell'Islanda ha e che può competere con la Sicilia. Poi,  per
  il  resto,  nessuno  ha osato fino ad oggi mettere  in  discussione
  queste  prerogative,  prerogative che, come  qualcuno  poca  fa  ha
  ricordato,  sono  entrate in vigore nella Costituzione  italiana  e
  sono  entrate in vigore attraverso il Regio decreto luogotenenziale
  del  15 maggio 1946, n. 455, che poi a sua volta è stato convertito
  nella legge costituzionale n. 2, del  26 febbraio 1948.
   Cosa  prevedeva  questo  Statuto? Prevedeva  tutta  una  serie  di
  competenze che facevano sì che venisse portata a compimento  quella
  che era un'ispirazione iniziata il 30 marzo 1282, allorquando vi fu
  a  Palermo  la famosa Rivolta dei Vespri, con la quale i  Siciliani
  rivendicarono  con orgoglio il fatto di essere una nazione  diversa
  rispetto  al  Regno  di  Napoli e di non volere  assolutamente  più
  riconoscere gli Angioini come sovrani della terra di Sicilia  e  di
  volere,  in  maniera chiara, netta, dimostrare  la  differenza  che
  c'era  fra  il  Popolo siciliano, fra la Nazione  siciliana  -  che
  ricordo non essere inferiore a nessun'altra nazione d'Europa - e il
  resto d'Italia.
   Del  resto  lo  stesso Dante, nel "De vulgari  eloquentia",  aveva
  dovuto  riconoscere,  suo malgrado, che la prima  forma  in  lingua
  italiana  di  espressione  letteraria  tradotta  dal  volgare   era
  avvenuta proprio nella nostra terra.
   Una lotta - dicevo - che aveva visto più volte il Popolo siciliano
  ribellarsi, quindi non accettare di soggiacere a quelli  che  erano
  stati  i vari governi imposti alla Sicilia ed, in modo particolare,
  di soggiacere alla vergogna della dominazione borbonica in Sicilia.
   In  questa  Terra,  nel 1812, era nata la prima  Costituzione,  la
  costituzione che aveva anticipato di nove anni lo Statuto Albertino
  e che era stata uno strumento del Popolo siciliano.
   I  baroni,  comunque, la classe intellettuale  del  tempo  avevano
  messo  in atto, per fronteggiare le tendenze murattiane, che  anche
  il nuovo re di Sicilia pensava di applicare alla Sicilia.
   Una  Costituzione sul modello inglese, una Costituzione che  anche
  la  forma  di  quest'Assemblea - che non è a forma  circolare  come
  quella   del  resto  dei  Paesi,  ma  rispecchia  quello  che   era
  l'orientamento del Parlamento inglese - sta a testimoniare come non
  doveva   essere   un   emiciclo  per  distinguere   opposizione   e
  maggioranza,  ma  le  leggi le facevano insieme  i  parlamenti  che
  venivano  eletti.  E  poi, lo sapete, il Congresso  di  Vienna,  la
  Sicilia che perde la propria autonomia, ma che nel 1848 è la  prima
  regione  in  Italia  ad  avere non una costituzione  ottriata,  una
  costituzione concessa, ma una costituzione espressione del  popolo,
  ed  è  stata  proprio  la Regione siciliana,  è  stata  la  Nazione
  siciliana.  Gli  anni poi del dominio dei Savoia e sul  finire  del
  secondo  conflitto mondiale, prende nuovamente piede  nella  nostra
  terra l'istanza di essere e di avere un'entità a parte rispetto  al
  resto del Paese.
   Rinasce  dunque  il  mito e si diffonde tra  i  giovani,  tra  gli
  intellettuali, fra la buona borghesia siciliana, il concetto  della
  Regione  siciliana, di una nazione che vuole rivendicare la propria
  autonomia  dalla  capitale romana, che non  aveva  amministrato  la
  nostra terra come essa meritava.
   E  per questo sogno di una Sicilia libera ed indipendente, di  una
  regione  che  fosse  veramente siciliana fino alla  fine,  morirono
  numerosi   giovani   e,   fra   questi,   il   professore    Canepa
  dell'Università  di  Catania.  Frutto  di  quella  lotta  che  vide
  numerosi  morti,  frutto di quella battaglia, fu lo  Statuto  della
  Regione siciliana, uno statuto che i padri costituenti vollero  che
  venisse promulgato ancora prima della Costituzione e che ha dato  a
  questa  terra,  a  questo  popolo, una serie  di  diritti  che  gli
  derivano  dalla sua secolare storia e dalla sua secolare  diversità
  rispetto al resto del Paese.
   E  del  resto,  se  ci fate caso, se leggiamo la Costituzione,  la
  stessa  all'articolo 116 prevede che "Il Friuli Venezia Giulia,  la
  Sardegna,  la  Sicilia, il Trentino Alto Adige e la  Valle  d'Aosta
  dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia secondo i
  rispettivi statuti adottati con legge costituzionale".
   Non  può  quindi  il  Governo  regionale,  nazionale,  pensare  di
  limitare  o  di  annullare  o  di  mortificare  queste  particolari
  condizioni  di autonomia che la Costituzione ci ha dato  e  che  il
  sangue dei nostri antenati hanno consolidato in tutti questi anni
     E  se  ci fate caso, se avete la bontà stasera di leggere questo
  articolo, andando avanti, esso recita che possono essere attribuite
  ad  altre  regioni,  con  legge dello Stato,  su  iniziativa  della
  regione  interessata,  sentiti gli enti locali,  nel  rispetto  dei
  principi di cui all'articolo 119, nuove possibilità e nuove materie
  di autonomia.
   Vedete,  la  Costituzione non prevede assolutamente la possibilità
  per  lo  Stato  di limitare quelle che sono state le autonomie  che
  sono  state  concesse,  semmai prevede  esattamente  l'opposto:  la
  possibilità   di   riconoscere  anche  ad  altre   regioni   quelle
  particolari autonomie che sono state concesse alle regioni Sicilia,
  Sardegna,  Friuli  Venezia  Giulia, Trentino  Alto  Adige  e  Valle
  d'Aosta.
   E  la  legge  è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta  dei
  componenti  sulla  base di una intesa tra lo  Stato  e  la  Regione
  interessata.  E allora, se occorre il coinvolgimento della  regione
  interessata  per  poter ampliare le prerogative  a  suo  favore,  è
  chiaro  che occorre ancora di più l'intesa con le regioni a Statuto
  speciale affinché vengano limitati i poteri che la Costituzione  ci
  ha concesso.
   Per  questi motivi, signor Presidente, anch'io, insieme  ad  altri
  colleghi,  voteremo  il provvedimento che lei ha  portato  in  Aula
  affinché si faccia interprete, insieme alle altre regioni a Statuto
  speciale,  di quelli che sono i diritti sanciti dalla Costituzione,
  di  quelli  che  sono i doveri che lo Stato ha nei confronti  delle
  regioni  a  Statuto speciale affinché nessuno, in  questa  Nazione,
  pensi di mortificare i diritti acquisiti dopo tanti anni di lotta.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  non  farò  la
  storia  dello Statuto né degli articoli, ma mi soffermerò su alcune
  cose  intanto  per ringraziarla perché stasera lei, Presidente,  ci
  regala  la  possibilità di ritornare ad un  termine  antico  che  è
  orgoglio, un termine che abbiamo perso da qualche tempo. Lo abbiamo
  perso  nel  2001 quando abbiamo accettato stupidamente la  modifica
  dell'articolo  15;  lo abbiamo perso quando non abbiamo  avuto  più
  notizie,  dell'articolo 38, che era quella sorta  di  compensazione
  che  avrebbe dovuto darci lo Stato in ordine a quello che prelevava
  dalla  Sicilia;  lo  abbiamo  perso quando,  nel  tempo,  i  nostri
  colleghi hanno avuto interessi diversi, anziché quelli di occuparsi
  di questa autonomia.
   Abbiamo  perso l'orgoglio, l'autonomia, l'economia, le finanze  e,
  stasera, ne possiamo riparlare.
   Signor Presidente, rispetto a quello che è accaduto, io devo  dire
  con  estrema franchezza che mi è piaciuto il Presidente del Senato:
  la democrazia ha un costo, la libertà ha un costo e non è azzerando
  il Senato o mettendo lì alcuni amici che magari si prendono qualche
  panino  -  visto  che devono mangiare gratis - e devono  rispettare
  questo  input  di  una  demagogia  che  ci  sta  assalendo  e   sta
  mortificando  sempre  più  una classe politica  che  non  riesce  a
  reagire.
   Il  Senato  è un organo importante, potevano ridurlo, si  potevano
  mettere  in  moto  meccanismi  per  i  quali  si  dava  una   certa
  impostazione  per  evitare che ci fosse questa  paritaria  che  non
  serviva a niente o che serviva a perdere tempo.
   Sono  d'accordo  con  il Presidente del Senato  Grasso.  Avrebbero
  potuto eliminare quelle migliaia di aziende che costano un mare  di
  soldi  e  delle  quali si parla da decenni, ma se  ne  parla  senza
  toglierle;  magari  un poco di amici, e amici degli  amici,  se  ne
  sarebbero  tornati  a  casa contenti di evitare  di  contribuire  a
  sperperare il denaro pubblico.
   Tutto  questo  non  è accaduto. Continuiamo a viaggiare  sull'onda
  della  demagogia  e,  lo  devo  dire  con  estrema  franchezza,  la
  tristezza  che  mi  assale quando penso alla legge  sulle  Province
  regionali,  nazionali  così come il Senato,  anziché  cominciare  a
  togliere  tutti  quei  rami secchi che sono queste  agenzie,  si  è
  cominciato  da quello che colpiva di più l'immaginario  collettivo,
  anziché tagliare gli stipendi.
   Quello che dice oggi il premier Renzi fa parte di alcuni dei  miei
  emendamenti presentati tre anni fa, come il taglio dello stipendio,
  che  il massimo dello stipendio doveva essere quello del Presidente
  della  Corte  Costituzionale,  il taglio  delle  pensioni,  e  sono
  contento  che  lo abbia ripreso e spero che chi c'è  dietro  questi
  giochetti la possa smettere.
   Signor  Presidente, gli articoli 36 e 37, che insieme all'articolo
  38  sono l'asse portante dell'autonomia, sono mortificati da  tanto
  tempo; dell'articolo 38 non abbiamo più notizie da almeno 15  anni,
  l'articolo  37  fa  parte  di una demagogia  continua,  mentre  noi
  continuiamo  a  pagare  il  49,15% della  concorrenza  della  spesa
  sanitaria,  come  più volte ho avuto modo di ripetere  qui,  mentre
  tutte le altre Regioni pagano poco e niente.
   Le  simmetrie  sono degli elementi, sono dei termini rocamboleschi
  che devono servire a non farci fare nulla, così come il decreto che
  il  Direttore Generale del Ministero dell'economia e delle  finanze
  ha  emanato il 24 dicembre, in cui ci preannuncia che  l'1  gennaio
  del  2016 potremo forse attuare l'articolo 37, che risale a ben 60-
  70  anni  fa.  Un'operazione non di ingegneria finanziaria,  ma  di
  ingegneria  di  termini  di  parole  vuote  che  servono   solo   a
  mortificarci.
   E'  vergognoso  come  questi Governi che  si  sono  succeduti  non
  abbiano  tenuto conto del continuo prelievo che è oltre 37 miliardi
  di  euro l'anno in tutta la Sicilia, che coinvolge non soltanto  le
  sedi  industriali che ci hanno inquinato, che hanno  assassinato  i
  nostri  lavoratori, il nostro ambiente, il nostro mare,  le  nostre
  acque,  quello  che beviamo, facciamo ricorso ad un  quadro  che  è
  veramente  incredibile.  Da  un lato ci  prendono  queste  risorse,
  dall'altro  lato  non ci danno quello che ci spetta  attraverso  la
  presenza  di  banche che vengono qui, prelevano  tutto  quello  che
  possono  prelevare  e  vanno  via,  insalutati  ospiti,  e   quando
  chiediamo  un  prestito  non  ce  lo  danno  e  portano  i   nostri
  imprenditori al suicidio.
   Le  assicurazioni, la grande distribuzione, tutte  operazioni  che
  vengono  dal  nord, dai nostri amici leghisti che  hanno  anche  la
  voglia di parlare senza ricordare quando hanno prelevato e quando è
  servito loro il nostro sacrificio, negli ultimi settanta anni,  per
  consentire a contribuire allo sviluppo del Nord del nostro Paese, e
  continua ad infierire.
   Così  come ora, signor Presidente  Come ora, momento delicato,  in
  cui  c'è  uno  tsunami di immigrati, e si prevede che nei  prossimi
  anni  ci  saranno  almeno  due milioni di persone  che  dall'Africa
  verranno verso la Sicilia. Non so quanti se ne fermeranno, non  c'è
  la capacità di trovare un qualunque rimedio e nemmeno un contributo
  economico, visto il costo che richiede mantenere queste persone che
  stanno male a casa loro e tendono a trovare un Paese per vivere  un
  po' meglio.
   Presidente, le chiedo, negli incontri che farà, di respingere  con
  fermezza la demagogia, il tentativo di completare l'affossamento di
  questa  nostra  Terra.  Mi  verrebbe da dire:  giù  le  mani  dalla
  Sicilia
   So   che   noi   abbiamo   sbagliato  come  politica   in   questi
  cinquant'anni, molto spesso e molte volte siamo stati superficiali,
  siamo   stati  presuntuosi,  supponenti  arroganti,  abbiamo  anche
  lavorato  per  mantenere  il resto del Paese,  abbiamo  contribuito
  all'economia  dello  Stato,  ci  siamo  sorbiti  la   presenza   di
  petrolchimici pesanti - cosa che non è accaduta nel resto del Paese
  -  che  ha  distrutto le coste, l'ambiente e quant'altro, decimando
  centinaia   di   famiglie.   Abbiamo  contribuito   allo   sviluppo
  dell'Europa - e su questo tornerò a parlare nei prossimi  giorni  -
  con  i siti contaminati di interesse nazionale, che hanno dato  una
  forte risorsa al Paese.
   Le  chiedo,  signor  Presidente, di  essere  fermo  e  deciso  nel
  difendere  quello che è nostro, nell'evitare di essere aggredito  e
  di  subire prepotenze e arroganze come quelle che abbiamo subito in
  questi  anni. Non è né un atto di dolore, né un atto di  ascarismo,
  ma un tentativo che, con forza, le voglio trasferire. So che non ce
  n'è  bisogno,  ma  so  pure che, purtroppo,  troppe  lobby,  troppi
  personaggi in cerca di autore tentano disperatamente di mettere  le
  mani in questa nostra disgraziata e martoriata Terra.

   PRESIDENTE.  Onorerò l'impegno che quest'Aula  mi  sta  conferendo
  all'unanimità,  convintamente. Non  è  un  impegno  formale  ma  un
  impegno  sostanziale, e lo posso fare grazie al mandato  dell'Aula.
  L'ho  fatto nelle sedi opportune perché già investito da tutti  voi
  con la mia elezione. Ma questo non bastava.
   Di  questo  ordine del giorno mi sento gratificato come Presidente
  dell'Assemblea,  perché  tutti  ci  guardano  con  rispetto  e  con
  invidia.
   Sono  stato qualche giorno fa a Bruxelles e, in sede di Conferenza
  dei Presidenti delle Assemblee legislative dell'Unione europea,  il
  Presidente del Consiglio regionale della Lombardia ha avuto modo di
  precisare  che,  in  effetti, l'unico  Consiglio  regionale  che  è
  Parlamento  è  il  Parlamento siciliano qui rappresentato,  ebbe  a
  dire, dall'onorevole Giovanni Ardizzone.
   Noi abbiamo il dovere di difendere la nostra autonomia non per  un
  principio  di  sacralità, come è stato detto  in  quest'Aula  molto
  bene, o di venerazione, né solo per un attaccamento ad una identità
  storica.  Lo  dobbiamo fare  per rispetto di tutti  coloro  che  ci
  hanno creduto fino in fondo.
   Si  richiamava all'intervento appassionato di ieri, di un  giovane
  che  risponde al nome di Emanuele Macaluso. E ci ha ricordato anche
  i  momenti difficili ma esaltanti del governo Milazzo, qual è stato
  il  ruolo,  in  quel  momento, di un  altro  grande  che  ha  fatto
  dell'autonomia  un  suo  cavallo di  battaglia,  mettendo  anche  a
  rischio la sua professione e la sua identità, e mi riferisco a Mimì
  La  Cavera,  nel  senso che c'è stata gente che si  è  contrapposta
  anche  ai poteri forti di quel momento, onorevole Gianni. Questa  è
  storia: e mi riferisco a Confindustria degli anni '50; noi parliamo
  del  momento  in  cui gli Agnelli, Montedison,  cercavano  di  fare
  investimenti nella nostra Terra.
   Ecco, abbiamo questa consapevolezza in questo momento? Io credo di
  sì.
   E ce l'abbiamo con questo ordine del giorno.
   Guardate,  io l'ho detto all'inizio, e lo voglio ribadire  se  non
  sono stato chiaro.
   Noi,  come  per  incanto,  ci  siamo  ritrovati  con  una   errata
  corrige ,   perché  quell'articolo  33  -  lei  sorride,  onorevole
  Musumeci  -  l'abbiamo voluto riportare. Stamattina  c'è  stato  un
  grande  dibattito nel Friuli Venezia Giulia e, alla fine, ci  siamo
  ritrovati con questa correzione.
   Ieri, mi avevano assicurato, dopo le mie dichiarazioni, che si era
  trattato di un refuso.
   Ribadisco,  voglio credere nella buona fede, ma l'impegno  che  mi
  viene  dato,  e  lo farò immediatamente, è quello a  mia  volta  di
  sollecitare, e lo faremo fino in fondo, i nostri rappresentanti  al
  Parlamento nazionale. Questo diventa fondamentale, perché  non  può
  essere  una  battaglia solo nostra. Noi faremo  fino  in  fondo  il
  nostro compito.
   Onorevole Gianni, lei ha richiamato gli articoli 36, 37 e 38 dello
  Statuto.
   Io  sono  per  un'iniziativa forte: l'abolizione dell'articolo  38
  dello  Statuto,  perché  è  una finzione,  perché  rispetto  ai  97
  miliardi  di  lire che ci venivano trasferiti per anno,  nei  primi
  cinque anni, perché ogni volta venivano rinegoziati, dagli anni  50
  in poi ci siamo ridotti ad un impegno di 20 milioni di euro l'anno.
   Ho  avuto modo di dire in interventi pubblici che sicuramente  c'è
  una  carenza della nostra classe dirigente, c'è stata nel corso  di
  questi  anni perché ci siamo cullati del trasferimento, sulla  base
  dell'articolo 38 dello Statuto, perché non avevamo bisogno di altri
  fondi.  E  ci siamo dimenticati degli articoli 36 e 37,  perché  in
  Sicilia arriva solo il gettito sulle imposte di consumo.
   Ma  di quale consumo parliamo? Il consumo previsto dalle norme  di
  attuazione  dell'articolo  65,  e  sa  di  cosa  parlo  l'onorevole
  Anselmo,  con  la  quale siamo stati protagonisti  di  un  incontro
  presso l'università Kore di Enna, dove abbiamo evidenziato - e  non
  è  una  provocazione,  né una battuta - che in  Sicilia  arriva  il
  gettito,  pensate bene, del consumo del caffè e  del  cacao  o  del
  consumo di banane fresche o di banane secche, perché tutto il resto
  arriva allo Stato.
   E  viene la rabbia quando giornali a tiratura nazionale continuano
  a  dire  che  i dieci decimi del gettito viene incassato  e  rimane
  nelle  casse  della Regione siciliana, sapendo che  non  è  vero  e
  sapendo che è una falsità, perché non è vero che l'Iva rimane nelle
  nostre  casse, perché l'Iva, con la finanziaria, serve a compensare
  il debito pubblico nazionale.
   E  ancora  assistiamo  da vittime a questi insulti,  perché  è  un
  insulto,  non solo alla nostra intelligenza, ma è come  se  fossimo
  indifferenti rispetto anche alle informazioni.
   Ci  trattano  da  ignoranti, e questo non è  ammesso,  non  è  più
  possibile
   E  ribadisco un concetto, che ha fatto bene l'onorevole Cimino  ad
  evidenziare.  Fino  all'altro giorno, in qualche  tv  nazionale,  è
  stato  evidenziato  che la Sicilia è come la Grecia  e  che  ha  un
  debito  di cinquecento miliardi. E' semplicemente vergognoso andare
  dietro  a queste falsità  Lo dico con la massima convinzione perché
  sono  supportato  da  studi  ed è su  questo  che  noi  ci  dovremo
  confrontare.
   Quindi vi ringrazio di questo mandato che mi viene dato, ma con la
  stessa  chiarezza voglio dire che noi, è stato detto in  tutti  gli
  interventi,  abbiamo le nostre responsabilità , ce le abbiamo  fino
  in  fondo e ce le dobbiamo assumere. Non è che noi ci liberiamo  la
  coscienza  dicendo  queste  cose, però  dobbiamo  differenziare  la
  responsabilità  della classe dirigente rispetto  alle  potenzialità
  che  possono essere date dallo Statuto. E' arrivato il momento  per
  la  sua  piena attuazione e per la sua applicazione e lo  può  fare
  questo Parlamento, non aspettando input da parte di nessun altro.

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  la  Commissione  speciale  di
  inchiesta  e  vigilanza  sul fenomeno della  Mafia  in  Sicilia  ha
  presentato,  ai  sensi  dell'articolo 7 della  legge  regionale  14
  gennaio  1991,  n.  4, la prima relazione annuale  approvata  dalla
  Commissione nella seduta del 22 gennaio 2014.
   Verrà  data  copia  a  tutti i parlamentari e  mi  raccorderò  con
  l'onorevole Musumeci, nella qualità di Presidente della Commissione
  Antimafia, sull'opportunità, sentiti i capigruppo, di svolgere  una
  seduta dedicata proprio all'illustrazione di questa relazione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Tamajo è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Votazione dell'ordine del giorno n. 254  Salvaguardia della
       storica specialità dello Statuto della Regione siciliana

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  si   passa   alla   votazione
  dell'ordine   del  giorno  n.  254  "Salvaguardia   della   storica
  specialità  dello Statuto della Regione siciliana", a  firma  degli
  onorevoli  Cordaro,  Gianni, Cimino, Firetto,  Musumeci,  Francesco
  Cascio,  Figuccia, Di Giacinto, Cappello, D'Asero, Picciolo,  Lupo,
  Panarello, Cirone, Di Mauro, Lentini, Barbagallo, Venturino,  Greco
  Giovanni  che,  nella  parte dispositiva dà mandato  al  Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana di promuovere, anche in raccordo
  con il Presidente della Regione, ogni opportuna iniziativa volta  a
  far sì che il Parlamento nazionale si adoperi per salvaguardare  la
  storica    specialità   della   Regione   siciliana,    nell'ambito
  dell'ordinamento regionale differenziato, riconosciuto e  garantito
  dalla  Costituzione; ad adoperarsi presso la deputazione  siciliana
  al   Parlamento   nazionale   affinché,  nell'interesse   superiore
  dell'Autonomia   siciliana,   venga   prevista   la   clausola   di
  salvaguardia, del tipo di quella di cui all'articolo 10 della legge
  costituzionale   n.   3/2001,  secondo  la   quale   le   modifiche
  costituzionali in discussione trovano applicazione per  le  Regioni
  speciali  e  per  le  Province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
  esclusivamente nel caso in cui esse stabiliscano forme di autonomia
  più ampia.

   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Copia  di questo ordine del giorno verrà trasmesso alla Conferenza
  dei Presidenti delle Assemblee unitamente al resoconto della seduta
  d'Aula  nel  quale  sono  contenuti  gli  interventi  dei  colleghi
  deputati che hanno inteso esprimere la loro opinione.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, desidero sottoporre due problemi che
  riguardano la Provincia di Siracusa.
   Il  primo è che dal 15 febbraio di quest'anno, quindi da oltre  un
  mese  e  mezzo,  la  Provincia regionale di  Siracusa  è  senza  un
  Commissario. E' l'unica Provincia siciliana che, a questa  sera,  a
  qualche  ora fa, non ha ancora un Commissario e ciò comporta  delle
  difficoltà gravissime nell'amministrazione dell'ente, non solo  per
  quanto  riguarda la eventuale programmazione futura, ma per  quanto
  riguarda la gestione dell'ordinario.
   Noi  ci troviamo di fronte ai lavoratori che non possono percepire
  gli stipendi, alle ditte che non possono essere pagate perché manca
  il legale rappresentante dell'Ente.
   Ho   già  presentato  ben  due  interrogazioni  parlamentari,  ma,
  nonostante  ciò,  il  Governo  continua  ad  essere  oggettivamente
  latitante,  assolutamente assente su una  vicenda  così  difficile,
  così  complessa che riguarda la vita della Provincia  regionale  di
  Siracusa.
   Il  secondo problema, signor Presidente, mi rivolgo a lei  e  alla
  sua  sensibilità, è inerente ad un incontro che lei  ha  avuto  con
  undici Sindaci della Provincia di Siracusa qualche mese fa.
   Gli  undici  Sindaci chiedevano l'approvazione di  un  disegno  di
  legge  che  desse la possibilità, nelle more dell'approvazione  del
  disegno  di  legge definitivo, per quanto riguarda il riordino  del
  sistema  delle acque in Sicilia, di approvare un disegno  di  legge
  che, per questi brevi giorni, io spero che non siano mesi, desse la
  possibilità  ai Sindaci di gestirsi il servizio idrico.  E  ciò  lo
  faceva  perché  vi  era  l'oggettiva difficoltà/  pericolo  che  la
  curatela  fallimentare della società decidesse di mettere  in  gara
  una  parte del servizio idrico e lo vincolasse anche nella gestione
  del futuro.
   La  Commissione Territorio e ambiente ha esaminato il  testo,  non
  c'è alcuna copertura di spesa evidente, e quindi, ancora una volta,
  così  come ho fatto 15 giorni fa con il Presidente pro tempore,  le
  chiedo  di  prelevare  questo  disegno  di  legge  affinché   venga
  esaminato  dall'Aula,  anche perché quello che  noi  paventavamo  è
  accaduto: il 17 marzo la curatela fallimentare ha messo in affitto,
  ancora  non  abbiamo capito come, questa società. Non solo,  ma  ha
  vincolato  la  futura  eventuale gara che  si  dovrà  fare  ad  una
  prelazione  nei confronti di coloro i quali oggi si aggiudicheranno
  questo servizio, con una cosa ancora più grave, che ha dato solo 10
  giorni  di  tempo per presentarsi, per cui la gara in teoria  è  un
  bando a livello europeo, ma in effetti così non è.
   E noi rischiamo di rendere per sempre privata l'acqua in provincia
  di   Siracusa,  dopo  che  la  gestione  precedente,  assolutamente
  fallimentare,  ha dimostrato come i privati non sono  assolutamente
  nelle condizioni di gestire il servizio idrico integrato.
   Per questo motivo, signor Presidente, l'appello alla sensibilità e
  alla  parola che lei ha dato quel giorno che siamo venuti  nel  suo
  studio insieme ai Sindaci e ai deputati della Provincia di Siracusa
  affinché,  trattandosi fra l'altro di un disegno  di  legge  di  un
  unico   articolo,  approvato  all'unanimità  da  tutti  i  deputati
  presenti  in Commissione, lei possa metterlo all'ordine del  giorno
  già  domani,  in maniera tale che fermiamo questo tentativo  che  i
  privati stanno facendo per accaparrarsi ancora una volta l'acqua in
  provincia  di Siracusa e di condizionare, per il resto degli  anni,
  il destino della mia terra, a prescindere dalla legge che da qui  a
  qualche mese andremo ad approvare.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, in ordine alla prima questione da
  lei posta, sarà mia cura trasmettere lo stralcio del suo intervento
  perché, se come dice lei, e non c'è ragione di dubitarne, da  oltre
  un  mese  e  mezzo la provincia di Siracusa è senza commissario,  è
  chiaro   che   non  si  riesce  a  garantire  neanche   l'ordinaria
  amministrazione, e l'interlocutore diretto è il Governo.
   Per  quanto  riguarda la seconda questione, sarà mia cura  portare
  alla prima Conferenza dei Capigruppo l'esigenza da lei espressa  e,
  se   non   ci   sono  difficoltà,  nel  rispetto  delle   procedure
  regolamentari, si può approvare il disegno di legge nel  più  breve
  tempo possibile, stante l'urgenza da lei stesso manifestata.

   ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento,
  e  mi  dispiace  che non c'è nessuno componente del Governo,  è  un
  allarme che lancio all'Assessore ai rifiuti.
   C'è  una  vicenda  particolarmente drammatica, che  è  quella  che
  riguarda  non  soltanto l'ex Coinres, Bagheria,  Bolognetta  e  gli
  altri  Comuni,  e  poi  spiegherò  le  motivazioni  di  questa  mia
  affermazione che vede in questo minuto un gruppo di lavoratori  che
  sono stati licenziati.
   Però  accadono  fatti strani, e non vorremmo che si continuasse  a
  piangere  morti nelle nostre strade, e mi riferisco ad un incidente
  che  è  accaduto nei giorni scorsi, dove un lavoratore di una ditta
  esterna,  a  seguito di un incidente nella galleria di  Cefalù,  ha
  distrutto quattro vite complessivamente. Pongo questa questione per
  un  motivo  semplice,  perché vorremmo  sapere  quante  ore  questo
  lavoratore aveva fatto quel giorno.
   Il  problema  è  molto  semplice, Presidente,  so  che  forse  può
  sembrare fuori luogo quello che sto dicendo, ma lo dico perché  con
  la pelle di alcuni lavoratori non ci si gioca.
   Noi  non  possiamo  gestire un servizio  in  maniera  inopportuna,
  inadeguata,  cavalcando e utilizzando strumenti e  aziende  private
  con i noli a caldo in modo particolare.
   Io  sollevo  questo problema, e lo solleverò nei  prossimi  giorni
  direttamente  con l'assessore, perché credo che sia importante  che
  l'Assessore  apra  un'inchiesta  complessiva  sulla  gestione   dei
  rifiuti  affinché  ci sia chiarezza su quello  che  è  un  servizio
  adeguato ai cittadini sulla pelle di alcuni lavoratori. Questo  non
  lo possiamo consentire a nessuno.

   DI GIACINTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ringrazio
  l'onorevole  Alongi per avere sollevato la questione Coinres.  Dico
  assieme  a  lui,  perché lo avevo già detto in  Commissione  Lavoro
  qualche  tempo  fa, che c'erano dei dipendenti che  facevano  tanto
  straordinario in alcuni Comuni e io mi auguro che la morte di tutte
  queste  persone  non riguarda questo personale che ha  fatto  tanto
  straordinario.  Ma chiedo assieme all'onorevole Alongi  che  questa
  verifica  possa  essere  fatta  in  quei  Comuni  dove  sono  stati
  licenziati   questi   lavoratori,  perché   non   erano   necessari
  all'attività del servizio, ma che di fatto poi hanno fatto fare  ai
  Comuni  alcune  cose  quale  tantissimo  straordinario  fuori   dal
  normale.
   Io  credo che su questa vicenda una soluzione vada trovata, so che
  l'Assessorato  all'Energia e in particolare il  Dirigente  generale
  più  volte  ha parlato con i lavoratori Coinres, sono  state  fatte
  anche  delle  note al dirigente del Coinres affinché  imponesse  ai
  Comuni   che,   là   dove   prendano  personale   esterno,   devono
  obbligatoriamente prendere quel personale.
   Con  certezza so che i Sindaci questo non l'hanno fatto e,  da  ex
  Sindaco,  sono  fra  quelli che ha difeso questi  lavoratori  nelle
  Assemblee dove mi dovevo assumere responsabilità nel votare. Ma non
  tutti abbiamo fatto la stessa cosa, onorevole Alongi, lei sa perché
  era  presente  con  me  nell'ultima  Assemblea  dove  il  Dirigente
  generale  ha  deciso  di licenziare, e sono  stato  fra  quelli  ad
  assumermi  la  responsabilità  per rivotare  che  questo  personale
  rimanesse, non perché doveva rimanere perché era indispensabile  al
  servizio, tanto è vero che adesso in quei Comuni nessuno fa più  la
  differenziata e questo chiaramente non nobilita quei territori  che
  tanto  belli  sono ma che tanto sporco in questo momento  hanno  in
  mezzo alle strade.
   Pertanto, sono d'accordo con lei che una soluzione va trovata.  Se
  lei  vuole, possiamo sottoscrivere interrogazioni, mozioni  assieme
  perché  quelle  180  persone che per sette anni hanno  lavorato  al
  Coinres,  non un giorno ma sette anni, non potevano e  non  possono
  essere sbattute fuori da un direttore generale che, quasi da  solo,
  ha deciso che quel personale non era necessario al servizio di quel
  territorio.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di dare lettura dell'ordine
  del  giorno della seduta successiva, ho il dovere di correggere  me
  stesso perché prima, parlando, nella foga, di una trasmissione,  ho
  fatto riferimento a 500 miliardi. In effetti, hanno detto una cifra
  altrettanto grossa: 5 miliardi. Non vorrei essere ripreso da questa
  stessa trasmissione.
   Come ben sapete è stato rinviato, su votazione di questa Aula,  in
  Commissione  Bilancio,  il  disegno  di  legge  cosiddetto    salva
  imprese.  Stanno per scadere, se già non sono scaduti, i 15 giorni.
  Quindi,  invito  la  Commissione ad accelerare  l'esame  altrimenti
  ritornerà in Aula, così come era già stato esitato.
   Do  altresì  comunicazione  che  domani  si  terrà  un  importante
  incontro   in   Sala  Gialla,  organizzato  dalla  Conferenza   dei
  Presidenti  delle  Assemblee, alla presenza  del  Presidente  della
  Commissione  Esteri  del  Senato,  del  Procuratore  di  Agrigento,
  dottore Di Natale, di Monsignor Montenegro, di docenti universitari
  dell'Università di Palermo. Chiuderà l'incontro il  Ministro  degli
  Interni,     onorevole     Alfano,    sull'importante     questione
  dell'immigrazione.
   Non  è  un  convengo  -  attenzione - ma  un  incontro  di  studio
  nell'ambito della preparazione degli incontri del semestre  europeo
  che  vedranno  l'Italia  come  protagonista,  in  quanto  avrà   la
  Presidenza.   E'   un  invito  che  estendo  a  tutti   i   novanta
  parlamentari.
   Io  domani  sarò costretto - e lo farò volentieri - a prendere  un
  impegno  a  che l'Aula esiti un disegno di legge sull'immigrazione.
  Ne  sono  stati  già depositati tre, si è avviata  una  discussione
  nella Commissione di competenza.
   Mi auguro che possiamo essere consequenziali essendo noi una delle
  Regioni  che  non si è dotata di una legge omogenea e organica  che
  riguarda  questa materia. Quindi, l'appuntamento, a  parte  martedì
  prossimo  8  aprile, è dato a tutti voi a domani per partecipare  a
  questo incontro scientifico, tecnico possiamo dire, in ordine  alla
  questione dell'immigrazione.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 8 aprile 2014,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  - Comunicazioni

   II   -  Proposte  di  modifica al regolamento delle  pensioni  dei
  deputati (Doc. n. 146)

               Relatore: il Presidente

   III - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            3)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            4)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            5)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            6)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            7)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            8)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            9)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            10)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 20.04

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                     Rubrica «Attività produttive»

   CANCELLERI - MANGIACAVALLO - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO -FERRERI
  -  FOTI  -  LA ROCCA - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - VENTURINO  -
  ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  le attività produttive, premesso che:

   la  situazione  sociale  ed occupazionale  della  zona  sud  della
  provincia di Caltanissetta, già caratterizzata da un notevole grado
  di    disagio   ed   arretratezza   del   tessuto   produttivo   ed
  imprenditoriale,   si  è  aggravata  a  seguito   del   progressivo
  ridimensionamento dell'insediamento petrolchimico che  fa  capo  al
  gruppo  Eni  e costituisce la struttura portante della  già  esigua
  base industriale locale;

   in questa ottica, al termine degli anni '90, fu definita un'azione
  mirata, da un lato, ad assicurare una soddisfacente soluzione degli
  urgenti  problemi  occupazionali e, dall'altro,  a  predisporre  le
  condizioni  per il riavvio di un permanente sviluppo,  mediante  un
  programma  di  interventi  fondato su tre  linee:  di  sostegno  al
  mercato  del lavoro; di rafforzamento del comparto infrastrutturale
  di  carattere  civile,  con la fornitura dei necessari  servizi  di
  pubblica  utilità;  di avvio della reindustrializzazione  dell'area
  mediante  la  promozione  e la realizzazione  di  nuove  iniziative
  imprenditoriali;

   per  la  realizzazione  di un ambiente economico  favorevole  alla
  nascita  di  nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione  di
  nuova  occupazione, fu attivato e sottoscritto, in data  27  maggio
  1998,  il  contratto d'area di Gela (inerente l'ambito territoriale
  di Gela, Butera, Mazzarino e Niscemi) da parte della Presidenza del
  Consiglio  dei  Ministri, del Comitato per il  coordinamento  delle
  iniziative per l'occupazione, del Ministero del Tesoro del Bilancio
  e  della programmazione economica, del Ministero del lavoro e della
  previdenza  sociale,  della  Regione  siciliana,  della   Provincia
  Regionale  di Caltanissetta, dei Comuni di Gela, Butera, Niscemi  e
  Mazzarino, della Prefettura di Caltanissetta, del Consorzio ASI  di
  Gela,  dei  Sindacati, della Confindustria, dell'Unione industriali
  di  Caltanissetta, dell'API di Caltanissetta, dell'Enisud S.p.A.  e
  di Gela Sviluppo S.c.p.a.;

   al  contratto d'area fecero seguito due protocolli aggiuntivi:  il
  primo, datato 30 marzo 1999, sottoscritto da 19 imprenditori di cui
  2  appartenenti al settore turistico mentre i rimanenti al  settore
  industriale  ed  agro-industriale (tra produzione  di  carciofi  in
  vetro e in scatole); il secondo, invece, siglato il 19 luglio 2002,
  e articolato in due diversi moduli;

   sulla  scorta delle fonti documentali a disposizione  risulta  che
  tale   contratto  prevedeva  la  realizzazione  di  27   iniziative
  imprenditoriali  (di  cui 19 definite in sede di  primo  protocollo
  aggiuntivo)  ed  investimenti per circa 125 miliardi  di  lire.  Le
  risorse pubbliche impiegate stimate ammontavano a 110,4 miliardi di
  lire  per  un  incremento  occupazionale pari  a  circa  527  unità
  lavorative;

   il   responsabile  unico  del  contratto  d'area  di  Gela   venne
  individuato   nel   Presidente   della   Provincia   regionale   di
  Caltanissetta, dottor Filippo Collura, al quale è stato affidato il
  compito  di  coordinare l'attività dei responsabili  delle  singole
  attività  ed  interventi programmati, di assumere  i  provvedimenti
  necessari ad impedire il verificarsi di ritardi nell'esecuzione  di
  tali  attività ed interventi, di relazionare con cadenza semestrale
  il  Ministero  del  tesoro,  del bilancio  e  della  programmazione
  economica circa l'avanzamento e l'attuazione del contratto d'area;
   del  contratto  d'area facevano parte integrante il protocollo  di
  legalità, l'accordo fra le amministrazioni e l'accordo fra le parti
  sociali,   quest'ultimo   per  garantire  condizioni   contrattuali
  flessibili  al  fine di assicurare e migliorare le  opportunità  di
  sviluppo  dell'economia  e  dell'intero apparato  produttivo  e  di
  realizzare un corretto sistema di relazioni sindacali;

   nell'ambito  del contratto d'area, ed in particolare  del  secondo
  protocollo   dello  stesso,  s'inserì,  nel  2003,   l'investimento
  agroalimentare  dei  Fratelli Zappalà di Zafferana  Etnea,  la  cui
  iniziativa  è  stata localizzata nell'area PIP  di  Butera  e,  più
  precisamente, in contrada Bugio;

   il   predetto  investimento,  caldeggiato  dal  Presidente   della
  provincia,  nonché responsabile unico del contratto, e  dall'allora
  deputato  regionale  gelese dei DS, Lillo  Speziale,  prevedeva  la
  creazione di tre aziende: la Campi di Sicilia S.r.l., specializzata
  nella  trasformazione di ortaggi con un'occupazione prevista di  53
  unità; la Caterservice sud S.r.l., produttrice di piatti pronti per
  mense scolastiche, aziendali eccetera, con un'occupazione calcolata
  pari  a  67  unità; la Caterquik S.r.l., dedita alla produzione  di
  prodotti da forno biologici, con un'occupazione stimata pari a  104
  unità;

   le tre aziende in questione, nonostante siano stati realizzati gli
  stabilimenti  ed installati gli impianti di lavorazione,  non  sono
  mai  andate  in produzione a pieno regime, in contrasto con  quanto
  contemplato dalle condizioni di progetto previste nelle delibere di
  concessione dei contributi emesse dal gestore del contratto d'area;

   l'impasse  gestionale di ordine, tecnico e produttivo  riscontrata
  nella  fase di avvio dell'attività, ha determinato delle difficoltà
  di carattere economico e finanziario;

   per  fronteggiare  la  predetta situazione finanziaria,  anche  in
  un'ottica  di  un rilancio generale dell'intero gruppo  Zappalà,  è
  entrata  a  sostegno  la  CAPE Regione Siciliana  SGR  S.p.A.,  una
  società di Gestione del Risparmio costituita il 19 Dicembre 2006 da
  Simone Cimino & Associati Private Equity S.p.A (CAPE) con una quota
  del 51% e dalla Regione siciliana con una quota pari al 49%;

   detta  società  nasce  in seguito alla emissione  da  parte  della
  Regione siciliana di un bando pubblico per la ricerca di un advisor
  di  un  Fondo  Chiuso di Investimento che investa nel  capitale  di
  rischio di aziende operanti in Sicilia, e alla successiva nomina di
  Cape  quale advisor del Fondo e socio di maggioranza della  Società
  di gestione del fondo stesso;

   nell'ambito della realizzazione del piano di rilancio  generale  e
  sviluppo del Gruppo Zappalà, la CAPE Regione Siciliana SGR  S.p.A.,
  non  ha conseguito i risultati previsti, poiché le tre società  del
  polo  produttivo di Butera, sulle quali poggiava il suddetto  piano
  di sviluppo del Gruppo Zappalà, non hanno mai raggiunto i risultati
  produttivi  ed  occupazionali programmati e previsti dal  contratto
  d'area;

   detta  circostanza  emerge evidente sia  dai  contrasti  sindacali
  conseguenti   al  continuo  ridimensionamento  delle   già   esigue
  maestranze assunte, rispetto ai dati indicati nel contratto d'area,
  sia  dalle  molteplici e concatenate vicende societarie  che  hanno
  caratterizzato le vita delle tre aziende in questione; a queste, si
  è  poi  aggiunta la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., intervenuta
  per  rilanciare l'attività, rilevando in comodato nel febbraio 2010
  la  Caterservice Sud S.r.l., posta in liquidazione, e  nell'ottobre
  2010 la Campi di Sicilia S.r.l,. posta anch'essa in liquidazione;

   nel dicembre 2011 anche la SICILIAN FOOD INTERNATIONAL S.r.l., non
  raggiungendo  affatto l'obiettivo del rilancio, è  stata  posta  in
  liquidazione,  e,  nel febbraio 2012, ceduta  in  compravendita  ad
  un'altra società: la CAMPI SICILIANI S.r.l.;

   a  tutt'oggi  il  polo produttivo di Butera è del  tutto  inattivo
  nonostante  i  ripetuti  tentativi di garantire  l'esercizio  della
  attività,  anche  in  regime produttivo  ed  occupazionale  ridotto
  rispetto  a  quello previsto dal contratto d'area e  nonostante  la
  diretta partecipazione finanziaria da parte della Regione siciliana
  mediante la CAPE Regione siciliana SGR S.p.A.;

   le  turbolenti  vicende del socio privato di quest'ultima,  Simone
  Cimino,   hanno   condotto  alla  liquidazione   della   quota   di
  partecipazione  del  predetto  nella  CAPE  Regione  Siciliana  SGR
  S.p.A.;

   ciò  si  pone in netto contrasto con gli obiettivi che  condussero
  alla firma dello stesso contratto d'area ed alla realizzazione  del
  polo  agroalimentare  Zappalà, che avrebbe  dovuto  costituire  una
  grande  occasione  per  valorizzare  ed  accrescere  le  produzioni
  agricole   dell'area  e,  conseguentemente,  aumentare  i   livelli
  occupazionali  in  una  zona  notoriamente  caratterizzata  da   un
  elevatissimo grado di disoccupazione e di precarietà;

   per sapere:

   quale  sia  ad  oggi  la situazione operativa della  CAPE  Regione
  siciliana  SGR  S.p.A. in generale, e quale sia lo stato  dei  suoi
  investimenti nelle singole partecipate;

   quale  sia nel dettaglio lo stato della partecipazione societaria,
  sempre  della CAPE Regione siciliana SGR S.p.A., in modo diretto  o
  mediato, all'interno del gruppo Zappalà;

   quali  siano  state ad oggi e quali saranno nell'immediato  futuro
  gli  effetti  economici  e finanziari per le  casse  della  Regione
  siciliana  indotti  dalle  partecipazioni  societarie  della   CAPE
  Regione siciliana SGR S.p.A.;

   quali  siano  le  intenzioni  del Governo  regionale  riguardo  la
  destinazione del polo produttivo di Butera, attualmente  inoperoso,
  in  considerazione  della rilevanza economica e  sociale  che  esso
  potrebbe  esplicare  per l'intera area sud del nisseno,  una  volta
  messo effettivamente ed efficacemente in produzione». (585)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«Nel rappresentare le scuse per il ritardo con  cui  si
  riscontra  l'interrogazione n. 585 dell'On.le  Cancelleri  Giovanni
  Carlo, per cause non imputabili a questo Assessorato, si trasmette,
  a  cura  del  liquidatore della società Cape Regione Siciliana  SGR
  S.p.A.,  la  relazione prot. n. 113/AMM/2013 del 23 settembre  2013
  nonché   la  nota  prot.  n.  10564  del  26  febbraio  2014,   del
  Dipartimento Bilancio e Tesoro, Ragioneria generale, Servizio  I  -
  Partecipazioni  e  Liquidazioni, utile a chiarire quanto  richiesto
  dall'interrogante».

                                                        L'Assessore

                                                   (Vancheri)

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)
             Rubrica «Beni culturali e identità siciliana»

   FOTI  -  PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -  CIACCIO  -
  CIANCIO  - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA
  - LA ROCCA - ZITO.-«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   l'archeologia preventiva serve a controllare che in un'area scelta
  per  realizzare opere di pubblica o privata utilità, non  vi  siano
  resti importanti di ciò che il passato ha stratificato, per fortuna
  ovunque nella nostra isola o più in generale nella nostra penisola;

   da  un reperto, un manufatto, un ambiente, un sito antico salvato,
  infatti, può derivare una quantità notevole di conoscenza di cui la
  ricerca  si  avvantaggerebbe per progredire, e la società  potrebbe
  avvantaggiarsi   per   far  fruttare  economicamente   il   proprio
  patrimonio;

   in  Italia,  la  professione di archeologo è sviluppata  in  forma
  autonoma   senza   che   il  legislatore  l'abbia   mai   realmente
  regolamentata, ad eccezione del settore dell'archeologia preventiva
  (D.L.  63/2005,  convertito  nella  legge  109/2005,  e  successivo
  regolamento  attuativo, D.M. 60/2009, entrambe  le  normative  sono
  state recepite dalla Regione siciliana);

   mentre  il  'bene  culturale' è tutelato da un  apposito  apparato
  legislativo  molto accurato e di lunga tradizione,  gli  archeologi
  non  hanno  normative che ne regolamentino gli ambiti di interesse,
  le  modalità  lavorative e, cosa ben più grave, che ne  definiscano
  l'identità professionale;

   tale  assenza  di  riconoscimento e di regole si  traduce  in  una
  perdita  di qualità, in una dispersione di competenze e  spesso  in
  una negazione dei più fondamentali diritti dei lavoratori;

   in  Sicilia, vengono applicate tipologie di lavoro assai  diverse:
  spesso   l'archeologo  è  assunto  sotto  la   veste   di   operaio
  specializzato direttamente dall'azienda appaltatrice, altre volte è
  obbligato all'apertura di partita IVA, nonostante non si tratti  di
  vero   lavoro   autonomo  (basti  pensare  che  l'archeologo   deve
  necessariamente essere presente durante le ore di cantiere);

   naturalmente, anche le tariffe sono estremamente varie:  si  passa
  da  compensi  di 6 euro l'ora a compensi che superano  i  300  euro
  lordi  al  giorno: tale diversità di trattamento  è  il  frutto  di
  arbitrarie logiche del mercato, e quasi sempre la retribuzione  non
  è  rispondente  né  alla natura dell'incarico  da  svolgere  né  al
  profilo professionale del lavoratore;

   appare  necessario, per uscire da questa condizione di instabilità
  e  di  completa  arbitrarietà della professione,  l'intervento  del
  legislatore sul piano nazionale e regionale per il riconoscimento e
  la      regolamentazione della professione dell'archeologo;

   considerato che:

   l'art.  95  del  codice  dei contratti pubblici  prevede  che  gli
  interventi  di  archeologia preventiva per la  realizzazione  delle
  opere  pubbliche  debbano essere eseguiti in sede di  progettazione
  preliminare,  da soggetti in possesso di necessaria  qualificazione
  (diploma di laurea in Archeologia, specializzazione o dottorato);

   nella   totale  mancanza  di  normativa,  questa  è,  insieme   al
  successivo   D.P.R.,   l'unica  norma   di   legge   che,   seppure
  limitatamente ai titoli e alle mansioni più elevate,  definisce  la
  figura dell'archeologo;

   la  legislazione de qua è giunta in Italia con qualche decennio di
  ritardo rispetto agli altri Paesi europei (Francia, Inghilterra  ed
  Olanda su tutti): la corretta applicazione di tale norma porterebbe
  giovamento  non  solo al mondo degli archeologi professionisti,  ma
  anche alla comunità in generale, infatti, facendo lavorare, in fase
  preliminare,  l'archeologo  a  fianco dei  progettisti  (ingegneri,
  architetti,   ecc.),  si annulla, sostanzialmente,  la  possibilità
  che  un  ritrovamento archeologico possa rallentare, o  addirittura
  bloccare,   l'esecuzione  di  piccoli  o  grandi  lavori  pubblici,
  garantendo così tempi stretti ed assai precisi;

   purtroppo,  in  Sicilia tale norma, per varie  ragioni,  tende  ad
  essere disattesa dalla stessa Pubblica Amministrazione;

   l'Associazione  Nazionale Archeologi ha  già  promosso,  anche  in
  Sicilia,  diversi incontri pubblici tra le diverse realtà coinvolte
  (ANCE,    Soprintendenza,   archeologi   professionisti,   avvocati
  amministrativisti, ecc.);

   per sapere se:

   non  intendano intraprendere iniziative affinché si  proceda  alla
  concreta  applicazione dell'articolo 95 del  codice  dei  contratti
  pubblici, che garantirebbe evidenti vantaggi a tutta la comunità;

   se  ritengano  opportuno  attivarsi per  il  riconoscimento  e  la
  regolamentazione della professione dell'archeologo;

   l'Assessorato  ai  Beni  Culturali preveda  de  facto,  così  come
  scritto  dalle  ultime  circolari  dalla  Direzione  Generale  alle
  Antichità    del   MIBAC,   all'abrogazione   degli   elenchi    di
  professionisti  redatti, arbitrariamente, dalle Soprintendenze,  in
  quanto  ritenuti  strumenti inadatti alla corretta pubblicizzazione
  degli archeologi professionisti presenti sul territorio;

   non  intendano  provvedere,  in  sostituzione  delle  liste  delle
  Soprintendenze  su base provinciale, alla creazione  di  una  lista
  unica  indicativa  e non vincolante, su base regionale,  facilmente
  accessibile  da  professionisti,  Pubblica  Amministrazione,   enti
  territoriali e ditte interessate». (1195)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Facendo  seguito all'interrogazione  in  oggetto,  si
  trasmette la risposta richiesta.
   Il  decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163   Codice  dei
  contratti  pubblici  relativi  a lavori,  servizi  e  forniture  in
  attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE , pubblicato sul
  supplemento  ordinario n. 1 alla GURS n. 7 del  17  febbraio  2012,
  agli  articoli 95 e 96 regola e definisce  la procedura di verifica
  preventiva  dell'interesse archeologico : ciascuna  Soprintendenza,
  in  sede  di  approvazione del progetto preliminare, può richiedere
  alla   Ditta  esecutrice  dei  lavori  il  compimento  di  indagini
  archeologiche,  che deve essere espletato a cura di  professionisti
  il  cui  curriculum viene sottoposto alla Soprintendenza competente
  per  territorio, per la verifica del possesso dei titoli  richiesti
  dal sopracitato decreto.
   Tali  procedure  costituiscono ormai prassi e nelle Soprintendenze
  siciliane  vengono regolarmente seguite, avvalendosi,  fino  a  che
  sono   state   in   vigore,  non  di  elenchi  da   esse    redatti
  arbitrariamente , bensì di un elenco di soggetti cui ricorrere  per
  l'affidamento  dei servizi di cui sopra, approvato  con  D.D.G.  n.
  5085 del 28.01.2008 e aggiornato con D.D.G. 114/2012.
   Successivamente, poiché, come è noto, la L.R. 12 luglio 20111,  n.
  12,  pubblicata sul supplemento ordinario n. 1 alla GURS n. 30  del
  14  luglio  2011,  all'art. 12 ha istituito,  presso  l'Assessorato
  regionale   alle   Infrastrutture  l'Albo   unico   regionale   dei
  professionisti  cui  affidare i servizi di cui  all'allegato  II  A
  categorie 12 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e  s.m.
  e  i., ivi compresa l'attività riguardante gli interventi de quo, è
  venuta meno la validità di detti elenchi, per cui ne è cessato,  da
  parte del Dipartimento ai BB.CC. l'aggiornamento.
   Per  quanto riguarda il riconoscimento e la regolamentazione della
  professione   dell'archeologo,  esse   esulano   ovviamente   dalle
  competenze  di  un  Assessorato  regionale,  che  pur  tuttavia  ha
  manifestato  in  più  occasioni l'adesione a  tutte  le  iniziative
  rivolte  al  Governo  nazionale, portate avanti dalle  Associazioni
  degli Archeologi, quali ANA, CIA e altre, finalizzate appunto  alla
  richiesta   di   una  regolamentazione  di  questa   categoria   di
  professionisti.  Si rileva a tal proposito la recente  approvazione
  dalla  Camera dei deputati (15 gennaio 2014) di un disegno di legge
  di modifica al Codice dei beni culturali (DLgs. 22 gennaio 2004, n.
  42), in materia di professionisti dei beni culturali.
   A  ciò  si  aggiunga  che si è recentemente costituito  un  tavolo
  tecnico,  di  concerto con le Università siciliane (cui  partecipa,
  oltre  a  tecnici dell' Ufficio di Gabinetto e del Dipartimento  ai
  BB.CC.,  anche  una  rappresentanza dei  Docenti  delle  discipline
  archeologiche    e   storico-artistiche),   finalizzato    ad    un
  riconoscimento  di competenze, ruoli e compiti  che  il  mondo  del
  lavoro  oggi  può riconoscere ed affidare alla figura professionale
  dell'archeologo, per meglio definire in funzione  di  ciò  anche  i
  curricoli universitari.
   Con  l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
  dell'interrogazione  rivolta,  si resta  a  disposizione  per  ogni
  chiarimento fosse ritenuto necessario.
   Con osservanza».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

   PALMERI - ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO  -
  CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
  ROCCA  - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo e all'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   il  territorio su cui sorge il borgo di Scopello è  quello  che  a
  tutti  gli  effetti  può definirsi un paradiso  naturale,  dal  suo
  litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
  la  Riserva  dello  Zingaro,  prima area  naturale  protetta  della
  Sicilia  che si estende per 7 chilometri a Nord fino al  comune  di
  San  Vito  Lo  Capo,  istituita nel 1981 con  legge  della  Regione
  siciliana,  che ne ha affidato la gestione e la tutela  all'Azienda
  foreste demaniali;

   l'antico  borgo  marinaro  di  Scopello  è  una  delle  mete   più
  apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito  di  quella
  che,  stando  alle  antiche  carte geografiche,  era  la  città  di
  Cetaria,  così chiamata per l'eccezionale abbondanza di  tonni  nel
  suo  mare,  così come dimostra l'antichissima tonnara risalente  al
  secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;

   all'interno della Riserva naturale, nel tratto di mare  antistante
  la  tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
  in   maniera  determinante  a  rendere  ancora  più  suggestivo  il
  paesaggio  marino  e,  allo  stesso tempo,  attirano  centinaia  di
  visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono  come
  meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
  flora  e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi  nelle
  acque circostanti;

   gli  stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data  22
  febbraio  2013, della candidatura ufficiale, insieme  alla  Riserva
  naturale  dello  Zingaro  e delle terre dei  Borboni,  a  diventare
  patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;

   i  Faraglioni  di  Scopello,  data la loro  naturale  scenografia,
  all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
  rinvenibile  in  altre località del mondo, hanno attirato  numerosi
  registi  cinematografici,  che hanno scelto  lo  specchio  di  mare
  adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;

   i  famosi ed imponenti Faraglioni di Scopello sono però situati in
  una  zona in cui sussiste un vincolo di proprietà privata,  per  il
  quale  il sito è divenuto oggetto di sfruttamento economico: per  i
  visitatori  infatti il passaggio è ostruito da una  sbarra  che  ne
  limita  l'accesso e, quindi, se gli stessi volessero  ammirarli  da
  vicino,  possono farlo solo ed esclusivamente attraverso un esborso
  di denaro ai proprietari privati dell'area;

   considerato che:

   tale  denuncia  è  rinvenibile  sui maggiori  siti  dedicati  alle
  informazioni  turistiche  e alle recensioni  sulle  vacanze  appena
  trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai  soggetti
  che volessero visitare le stesse destinazioni;

   secondo  quanto  riportato, il passaggio alla  zona  adiacente  ai
  Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
  costantemente  da  una  guardia giurata,  può  essere  oltrepassata
  solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi  a
  un  precedente  esborso  richiesto per la  concessione  oraria  del
  parcheggio antistante di circa un euro l'ora;

   lo  stesso  limite  di capienza, imposto ai visitatori  dell'area,
  viene  di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
  creando  situazioni davvero inopportune per un' area  naturale  che
  dovrebbe  far  godere i turisti che decidono di  visitarla,  e  che
  invece  è  oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
  essere  effettuate  senza  alcun  tipo  di  controllo  obiettivo  e
  organico;

   tra  le  denuncie  riportate  dai  turisti,  infatti,  si  segnala
  l'assenza  di qualsivoglia servizio, se non una zona per i  servizi
  igienici   non  idonea  a  tale  finalità,  che  rende  del   tutto
  incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro  danni,  dal
  momento  che  l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso  alla
  zona  marina  è il solo fatto che questo sito sia di  proprietà  di
  privati;

   rilevato che:

   la tematica dello sfruttamento economico della tonnara di Scopello
  è stata oggetto di una controversia amministrativa tra il Comune di
  Castellammare del Golfo ed i proprietari della tonnara di Scopello,
  la 'Comunione Tonnara Scopello & Guzzo';

   il Comune di Castellammare del Golfo aveva dovuto adempiere, nella
  compilazione  del  Piano regolatore nel 2005,  all'obbligo  sancito
  dalla legge di individuare e censire gli accessi al mare;

   nella specifica fattispecie riguardante la tonnara di Scopello, il
  Comune  ha  indicato  come  accesso al  mare  quello  esistente  ed
  utilizzato nel corso degli ultimi 50 anni;

   i   proprietari  privati  della  tonnara  si  opposero  al   Piano
  regolatore suddetto, rivendicando il diritto sull'accesso  dapprima
  in  via gerarchica, ma ricevettero risposta negativa, fondata sulla
  circostanza    che   quell'accesso   era   da   sempre    esistito.
  Successivamente,  sulla  base dell'esito  del  ricorso  gerarchico,
  presentarono  ricorso  al TAR con le medesime motivazioni,  ricorso
  che  stavolta fu accolto, a fronte di una carenza motivazionale del
  Comune,  come viene espressamente indicato dal TAR: il Comune,  dal
  canto   suo,   non  ha  mai  resistito  presentando   le   adeguate
  motivazioni;

   il   Comune   presentò   appello   al   Consiglio   di   Giustizia
  Amministrativa, ma lo stesso fu rigettato, in quanto la materia del
  contendere verteva, a monte, su un atto amministrativo; sia il  Tar
  che  il  amministrativo; sia  il TAR  che  il  CGA,   tra  l'altro,
  apostrofarono  il  fatto  che il diritto  di  accesso  acquisito  e
  rivendicato  dalla collettività non andava fatto valere  dinanzi  a
  loro,  ossia in via amministrativa, ma andava sostenuto innanzi  al
  giudice ordinario, cosa che non é stata mai fatta;

   il  CGA riprendendo la sentenza di primo grado del TAR, che  aveva
  accolto  il  ricorso  dei  privati  a  fronte  di  una  carenza  di
  motivazione del Comune, afferma, nella sentenza, che il  Comune  di
  Castellammare  del Golfo avrebbe dovuto adire il giudice  ordinario
  per  far  valere il diritto al passaggio esercitato per più  di  50
  anni,  il  Comune  tuttavia  ha  preferito  finora  non  adire   la
  competente  autorità  giudiziaria nonostante sarebbe  ancora  nella
  possibilità di farlo.

   visto  che  la  terza sezione penale della Corte di Cassazione  ha
  stabilito,  il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà  privata  e
  per  nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
  se   la  proprietà  stessa  è  l'unica  via  per  raggiungere   una
  determinata  spiaggia',  rendendo   ancora più  incomprensibile  il
  fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
  continuare  a consentire la presenza di tali impedimenti  meramente
  speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
  tratto  di  spiaggia  adiacente  ai  Faraglioni  di  Scopello   che
  dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
  una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento  di
  una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
  di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;

   per sapere se:

   non  intendano appurare le motivazioni per le quali il  Comune  di
  Castellammare del Golfo non abbia finora intrapreso azioni  innanzi
  alla   competente   autorità   giudiziaria   per   garantire   alla
  collettività  la  fruizione di un accesso al mare che  era  rimasto
  libero  per  decine e decine di anni e su cui si poteva rivendicare
  un diritto;

   questo Governo intenda assumere provvedimenti affinché un sito  di
  tale  importanza  dal  punto di vista turistico  e  dalla  bellezza
  paesaggistica  così suggestiva, oggetto di candidatura  a  località
  protetta  dall'Unesco quale patrimonio dell'umanità,  non  sia  più
  oggetto  delle speculazioni di privati che ne limitano il passaggio
  e  l'accesso, senza offrire alcun tipo di servizio e  per  un  mero
  vantaggio  economico, anche in considerazione della sentenza  della
  Corte  di  Cassazione  che  sancisce il  diritto  alla  libertà  di
  passaggio  ai  tratti  di  spiaggia,  che  nel  caso  di   località
  turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe essere ancor più
  garantito e tutelato». (1497)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Con  riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  comunica  che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta  a  vincolo
  con  D.A.  n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza  di  uno
  storico   insediamento  produttivo  legato  alla   pesca   e   alla
  conservazione  del  tonno  il  cui impianto  originario  può  farsi
  risalire  ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico  si
  sviluppa   in  un  ambito  territoriale dai  confini  ben  definiti
  giudicato  di  grande interesse sia per le qualità  architettoniche
  che  paesaggistiche,  pertanto, da conservare e  valorizzare  nelle
  forme compatibili con la tutela.
   Ragione  per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
  privata,  oggetto della presente interrogazione e che impedisce  ai
  visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
  si  ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
  per  i  Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile  strumento
  per  la  protezione  e  la salvaguardia da  un  uso  improprio  del
  complesso della Tonnara.
   Per  quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
  antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
  Assessorato;  mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
  realizzato,  si  informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
  ha  intimato  ai proprietari dei terreni adiacenti  la  rimessa  in
  pristino  dei  luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del  31.07.2013  e
  prot. n. 6233 del 27.08.2013).
   A  completamento  di  quanto relazionato  si  fa  presente  che  ,
  limitrofa  al  complesso  della Tonnara, esiste  un'altra  scaletta
  incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta  sia  stato
  impedito l'accesso».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

   ZAFARANA - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO  -
  CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
  ROCCA  - ZITO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  turismo,  lo  sport  e  lo spettacolo e all'Assessore  per  i  beni
  culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   l'antico  borgo  marinaro  di  Scopello  è  una  delle  mete   più
  apprezzate e frequentate della Sicilia e sorge sul sito  di  quella
  che,  stando  alle  antiche  carte geografiche,  era  la  città  di
  Cetaria,  così chiamata per l'eccezionale abbondanza di  tonni  nel
  suo  mare,  così come dimostra l'antichissima tonnara risalente  al
  secolo XII che è stata in funzione fino ad alcuni decenni fa;

   il  territorio su cui sorge il borgo di Scopello è  quello  che  a
  tutti  gli  effetti  può definirsi un paradiso  naturale,  dal  suo
  litorale roccioso e dalle sue acque cristalline, inoltre, ha inizio
  la  Riserva  dello  Zingaro,  prima area  naturale  protetta  della
  Sicilia  che si estende per 7 chilometri a Nord fino al  comune  di
  San  Vito  Lo  Capo,  istituita nel 1981 con  legge  della  Regione
  siciliana,  che ne ha affidato la gestione e la tutela  all'Azienda
  foreste demaniali;

   all'interno della riserva naturale, nel tratto di mare  antistante
  la  tonnara, si ergono i Faraglioni di Scopello, che contribuiscono
  in   maniera  determinante  a  rendere  ancora  più  suggestivo  il
  paesaggio  marino  e,  allo  stesso tempo,  attirano  centinaia  di
  visitatori che si soffermano ad ammirarli, ovvero li scelgono  come
  meta di immersioni subacquee, data la loro bellezza e la varietà di
  flora  e fauna marina che è possibile ammirare, immergendosi  nelle
  acque circostanti;

   gli  stessi Faraglioni di Scopello sono stati oggetto, in data  22
  febbraio  2013, della candidatura ufficiale, insieme  alla  Riserva
  naturale  dello  Zingaro  e delle terre dei  Borboni,  a  diventare
  patrimonio dell'umanità, attraverso la protezione dell'Unesco;
   i  Faraglioni  di  Scopello,  data la loro  naturale  scenografia,
  all'interno di un sito così suggestivo e sicuramente non facilmente
  rinvenibile  in  altre località del mondo, hanno attirato  numerosi
  registi  cinematografici,  che hanno scelto  lo  specchio  di  mare
  adiacente ai Faraglioni per girare i propri film;

   se  tale  utilizzo  potesse  risultare naturale  destinazione  per
  temporanei  passaggi  di set cinematografici, secondo  il  giornale
  consultabile online SiciliaInformazioni.com ;

   l'attuale sfruttamento della caletta naturale in cui si  ergono  i
  faraglioni  di Scopello é diventata la sola possibile, dal  momento
  che  essi  sono situati in una zona in cui sussiste un  vincolo  di
  proprietà  privata  e  per la quale il sito è divenuto  oggetto  di
  sfruttamento  economico,  dal  momento  che  per  i  visitatori  il
  passaggio  è  ostruito  da  una sbarra  che  ne  limita  l'accesso,
  divenuto  possibile per i visitatori, che decidono di ammirarli  da
  vicino, solo attraverso un esborso di denaro;

   considerato che:

   tale  denuncia  è  rinvenibile  sui maggiori  siti  dedicati  alle
  informazioni  turistiche  e alle recensioni  sulle  vacanze  appena
  trascorse che gli stessi turisti offrono gratuitamente ai  soggetti
  che volessero visitare le stesse destinazioni;

   secondo  quanto  riportato, il passaggio alla  zona  adiacente  ai
  Faraglioni è impedito dalla presenza di una sbarra che, controllata
  costantemente  da  una  guardia giurata,  può  essere  oltrepassata
  solamente dopo un esborso di circa tre euro che vanno a sommarsi  a
  un  precedente  esborso  richiesto per la  concessione  oraria  del
  parcheggio antistante di circa un euro l'ora;

   lo  stesso  limite  di capienza, imposto ai visitatori  dell'area,
  viene  di volta in volta applicato in maniera del tutto arbitraria,
  creando  situazioni davvero inopportune per un' area  naturale  che
  dovrebbe  far  godere i turisti che decidono di  visitarla,  e  che
  invece  è  oggetto attualmente di speculazioni private che sembrano
  essere  effettuate  senza  alcun  tipo  di  controllo  obiettivo  e
  organico;

   tra   le  denunce  riportate  dai  turisti,  infatti,  si  segnala
  l'assenza  di qualsivoglia servizio, se non una zona per i  servizi
  igienici   non  idonea  a  tale  finalità,  che  rende  del   tutto
  incomprensibile un tale sfruttamento economico ai loro  danni,  dal
  momento  che  l'unico motivo per il quale si chiede l'accesso  alla
  zona  marina  è il solo fatto che questo sito sia di  proprietà  di
  privati;

   visto  che  la  terza sezione penale della Corte di Cassazione  ha
  stabilito,  il 16 febbraio 2001, che 'Nessuna proprietà  privata  e
  per  nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività
  se   la  proprietà  stessa  è  l'unica  via  per  raggiungere   una
  determinata    spiaggia', rendendo ancora  più  incomprensibile  il
  fatto che una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale possa
  continuare  a consentire la presenza di tali impedimenti  meramente
  speculativi, tali da non consentire ai turisti il libero accesso al
  tratto  di  spiaggia  adiacente  ai  Faraglioni  di  Scopello   che
  dovrebbero, invece, diventare patrimonio dell'umanità piuttosto che
  una spiaggia alla quale accedere se non attraverso il pagamento  di
  una somma di denaro a soggetti privati e nell'assenza, tra l'altro,
  di qualsivoglia servizio che possa giustificarne l'esborso;

   per  sapere  se  codesto  Governo intenda  assumere  provvedimenti
  affinché un sito di tale importanza dal punto di vista turistico  e
  dalla   bellezza   paesaggistica  così   suggestiva,   oggetto   di
  candidatura  a  località  protetta  dall'Unesco  quale   patrimonio
  dell'umanità, non sia più oggetto delle speculazioni di privati che
  ne  limitano il passaggio e l'accesso, senza offrire alcun tipo  di
  servizio e per un mero vantaggio economico, anche in considerazione
  della  sentenza della Corte di Cassazione che sancisce  il  diritto
  alla  libertà di passaggio ai tratti di spiaggia, che nel  caso  di
  località turistiche quali i Faraglioni di Scopello dovrebbe  essere
  ancor più garantito e tutelato». (1517)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Con  riferimento all'interrogazione  in  oggetto,  si
  comunica  che la Tonnara di Scopello è stata sottoposta  a  vincolo
  con  D.A.  n. 2850 del 13.11.1984, in quanto testimonianza  di  uno
  storico   insediamento  produttivo  legato  alla   pesca   e   alla
  conservazione  del  tonno  il  cui impianto  originario  può  farsi
  risalire  ad epoca romana. Inoltre, il complesso architettonico  si
  sviluppa   in  un  ambito  territoriale dai  confini  ben  definiti
  giudicato  di  grande interesse sia per le qualità  architettoniche
  che  paesaggistiche,  pertanto, da conservare e  valorizzare  nelle
  forme compatibili con la tutela.
   Ragione  per la quale la sbarra posta all'ingresso della stradella
  privata,  oggetto della presente interrogazione e che impedisce  ai
  visitatori l'accesso veicolare al piazzale antistante il complesso,
  si  ritiene, in linea con l'operato della competente Soprintendenza
  per  i  Beni Culturali e Ambientali di Trapani, un utile  strumento
  per  la  protezione  e  la salvaguardia da  un  uso  improprio  del
  complesso della Tonnara.
   Per  quanto attiene al pagamento del ticket per l'accesso all'area
  antistante il complesso, la questione non è di competenza di questo
  Assessorato;  mentre per quanto riguarda il parcheggio abusivamente
  realizzato,  si  informa l'on.le interrogante che la Soprintendenza
  ha  intimato  ai proprietari dei terreni adiacenti  la  rimessa  in
  pristino  dei  luoghi (vedasi note prot. n. 5846 del  31.07.2013  e
  prot. n. 6233 del 27.08.2013).
   A  completamento  di  quanto relazionato  si  fa  presente  che  ,
  limitrofa  al  complesso  della Tonnara, esiste  un'altra  scaletta
  incastonata tra i due faraglioni alla quale non risulta  sia  stato
  impedito l'accesso».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

   CAPPELLO  - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI  -  LA
  ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO  -
  ZAFARANA - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  i beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   il  Museo  regionale  della  ceramica  di  Caltagirone  è  rimasto
  inspiegabilmente chiuso giorno 25 novembre 2012;

   si  apprende dalla stampa che il predetto Museo rimarrà chiuso per
  tutti i lunedì di dicembre;

   il  mese di dicembre registra una notevole affluenza turistica per
  la città di Caltagirone;

   tale  chiusura,  pertanto, impedirà ai turisti  di  visitare,  nei
  giorni sopra indicati, il Museo regionale della ceramica;

   per  sapere  i motivi della suesposta chiusura e per  chiedere  di
  disporre  l'apertura,  anche  nei giorni  di  lunedì  del  mese  di
  dicembre,  del  Museo  regionale della  ceramica  di  Caltagirone».
  (1586)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Facendo  seguito all'interrogazione  in  oggetto,  si
  trasmette la risposta richiesta.
   La  chiusura del Museo della Ceramica il lunedì 25 novembre,  così
  come  quella  nel  successivo mese di dicembre,  lungi  dall'essere
  inspiegabile,  rientra  nella normale  articolazione  oraria  delle
  aperture  e  chiusure dei musei regionali, che  viene  regolarmente
  comunicata all'utenza sul sito del Dipartimento regionale ai BB.CC.
  e I.S.
   Come nella maggior parte dei musei statali (non solo italiani,  ma
  anche europei), il giorno di chiusura settimanale viene fissato  il
  lunedì,  per evitare la coincidenza con un altro giorno in  cui  il
  flusso turistico è sicuramente maggiore: solitamente si programmano
  le  operazioni  di  pulizia straordinaria,  manutenzioni,  campagne
  fotografiche,  prelievi e movimentazione dei pezzi  ai  fini  dello
  studio o del restauro, in modo da concentrare tutte le attività che
  per  ragioni  di sicurezza è opportuno si svolgano  in  assenza  di
  pubblico.
   Con  l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
  dell'interrogazione  rivolta,  si resta  a  disposizione  per  ogni
  chiarimento fosse ritenuto necessario.
   Con osservanza».

                                                        L'Assessore
                                                            Mariarita
  Sgarlata

                           Rubrica «Salute»

   LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO  -
  ZAFARANA  - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI -  FOTI  -
  TRIZZINO - ZITO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  la salute, premesso che:

   la  spesa  farmaceutica costituisce una delle maggiori  componenti
  della spesa sanitaria regionale;

   i  consumi farmaceutici in Sicilia sono più elevati rispetto  alla
  media nazionale italiana;

   i  farmaci  più diffusi sono quelli relativi a patologie croniche,
  quali  il  diabete,  l'osteoporosi,  l'ipercolesterolemia  e  altre
  patologie che alimentano le prescrizioni in eccesso;

   considerato che:

   l'accordo  fra  la  Regione  siciliana  ed  i  farmacisti  privati
  dell'isola  ha  previsto che la vendita dei  farmaci  inseriti  nel
  Prontuario  Ospedale  Territorio (Pht)  venga  effettuata  non  più
  tramite le ASP ma attraverso le farmacie private, passando  da  una
  distribuzione diretta ad una indiretta, con notevole  aggravio  dei
  costi a carico del sistema sanitario regionale;

   la  distribuzione indiretta comporterà oneri di spesa per le casse
  della  Regione  siciliana,  derivanti  dal  compenso  spettante  ai
  farmacisti  per  un  ammontare pari a euro 4,50 (escluso  Iva)  per
  confezione  venduta, a fronte di 2,20 previsto con la distribuzione
  diretta  (costo  che  potrebbe ridursi  a  meno  di  un  solo  euro
  semplicemente  implementando la lista dei Pht  recepiti  a  livello
  regionale);

   l'accordo   graverà  economicamente  anche  sugli  assistiti   che
  dovranno  corrispondere il costo del ticket che  non  era,  invece,
  previsto con la distribuzione diretta, per un importo pari  a  euro
  3,50;

   il  70%  dei pazienti ha potuto, fino ad oggi, ritirare il farmaco
  Pht direttamente nella stessa struttura in cui veniva prescritto  e
  in cui doveva necessariamente recarsi, appunto, per la prescrizione
  e i controlli;

   non  si  conoscono  le  modalità attraverso le  quali  la  Regione
  siciliana   potrà   effettuare  il  controllo   dell'appropriatezza
  prescrittiva;

   non  si è ancora chiarito a carico di chi saranno le spese  per  i
  software di gestione e i costi di deposito dei farmaci;

   rischiano  oggi  il  licenziamento i 110  farmacisti  ospedalieri,
  parte  integrante del sistema sanitario regionale che  prestano  la
  propria  opera, con contratti a termine, nelle farmacie ospedaliere
  dell'isola con il compito di distribuire i farmaci Pht ai  pazienti
  affetti da malattie croniche;

   visto che:

   nel   corso  dell'audizione  tenutasi  in  data  22  ottobre  2013
  l'Assessore per la salute dichiarava che l'accordo per  avviare  la
  distribuzione  indiretta  non  prevede  oneri  aggiuntivi  per   il
  bilancio  della  Regione,  in quanto il servizio  sarà  reso  dalle
  farmacie,   senza  alcuna  convenzione,  in  nome   e   per   conto
  dell'Assessorato, restando a carico dell'Amministrazione  regionale
  l'acquisto dei farmaci;

   l'Assessore  per la salute affermava che i farmacisti  addetti  al
  servizio di distribuzione diretta non rischiano di perdere il posto
  di   lavoro,  poiché  è  imminente  avviare  una  sinergia  ed  una
  integrazione  tra  gli  operatori pubblici  e  quelli  privati  che
  permetta il progressivo assorbimento dei soggetti all'interno delle
  strutture pubbliche;

   per sapere quali:

   misure il Governo intenda adottare per contenere i costi derivanti
  dalla  distribuzione  dei farmaci inseriti nel Prontuario  Ospedale
  Territorio (Pht) tramite le farmacie private;

   provvedimenti  il  Governo  intenda  adottare  per  garantire   un
  efficiente  sistema di distribuzione dei farmaci Pht  a  misura  di
  paziente». (1544)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. -«In riscontro all'interrogazione citata in oggetto, con
  la   quale   sono   stati  chiesti  chiarimenti  in   merito   alla
  distribuzione indiretta dei farmaci PHT, si fornisce  la  relazione
  prot.  20984  del 10 marzo 2014 appositamente resa dal  Servizio  7
  "Farmaceutica" del Dipartimento per la pianificazione strategica di
  questo Assessorato».
                                                        L'Assessore
                                               Dr.ssa           Lucia
  Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)