Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Forzese, Foti e Lo Sciuto
hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive
N. 1733 - Iniziative da assumere per scongiurare la chiusura di
Almaviva contact, società di gestione di call center a Palermo.
Firmatario: Alongi Pietro;
- da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
il Lavoro
N. 1119 - Notizie in merito alla prosecuzione dell'attività
lavorativa degli ASU della Cooperativa 'Normanna' presso l'Azienda
Foreste demaniali e l'Ispettorato Ripartimentale Foreste di
Messina.
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Ciaccio Giorgio; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Ferreri
Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco
- da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione
professionale
N. 1353 - Interventi urgenti per l'erogazione delle somme inerenti
al buono scuola 2013.
Firmatari: Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice; Clemente
Roberto Saverio; Lantieri Annunziata Luisa; Cimino Michele
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1807 - Chiarimenti sul mancato coinvolgimento, da parte della
Regione siciliana, della Fondazione INDA alla Borsa internazionale
del turismo di Milano.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del progetto
'Sicilian Factory' nell'ambito delle misure per l'inclusione
sociale di soggetti svantaggiati.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Alongi Pietro
N. 1814 - Chiarimenti circa la mancata approvazione del Piano di
utilizzo del demanio marittimo del Comune di Balestrate (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 1822 - Chiarimenti sulla mancata nomina dei commissari
straordinari nelle Province regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1823 - Notizie urgenti in merito all'attività di verifica sulla
presenza della legionellosi presso i presìdi ospedalieri e
poliambulatori di competenza dell'ASP 6.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Greco Giovanni
N. 1824 - Chiarimenti in merito alle voci di spesa sostenute dal
CEFOP in amministrazione giudiziaria.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Greco Giovanni
N. 1825 - Chiarimenti in merito alle azioni sul territorio
regionale in materia di controlli e monitoraggio in via
continuativa di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli
pesanti con particolare riferimento al comprensorio industriale
della 'Valle del Mela' (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero
N. 1829 - Notizie circa il Piano regionale di gestione dei rifiuti
di cui al decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare del l'11 luglio 2012.
- Presidente Regione
Firmatario: Alloro Mario
N. 1831 - Chiarimenti circa la mancata attivazione di percorsi
speciali abilitanti per l'insegnamento in Sicilia e iniziative
finalizzate a promuoverne l'istituzione nell'offerta formativa
universitaria.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Sammartino Luca; Cascio Salvatore; Currenti Carmelo;
Leanza Nicola; Lentini Salvatore; Nicotra Raffaele Giuseppe;
Ruggirello Paolo; Sudano Valeria
N. 1834 - Interventi in favore del settore della pesca in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1836 - Iniziative per promuovere il ricorso a una corretta
alimentazione nella popolazione siciliana ed evitare l'insorgere di
malattie cardiovascolari.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1837 - Interventi utili a impedire la chiusura della raffineria
di Gela salvaguardando il territorio.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1838 - Interventi utili a sollecitare il Governo nazionale ad
assicurare ulteriori assunzioni di docenti di sostegno nelle scuole
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1839 - Interventi utili a potenziare la somministrazione delle
cure innovative contro l'epatite C in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1840 - Interventi finalizzati alla riqualificazione strutturale
del lungomare Rossini-Granatello di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1841 - Notizie in merito all'avvio dei lavori di integrazione,
adeguamento e modifica delle dotazioni e degli impianti
propedeutici all'apertura del nuovo museo regionale di Messina
'Maria Accascina'.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
Zito Stefano.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1852 - Notizie sulla discarica abusiva sita alle pendici di
Monte Pellegrino, nell'area conosciuta come 'Borgata dei
pescatori', nel quartiere Arenella di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1801 - Modifica della normativa vigente nelle gare d'appalto
centralizzate nel settore sanitario in favore delle piccole e medie
imprese.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 1802 - Misure di vigilanza e controllo sulla sanità catanese
atte a contrastare l'uso improprio delle risorse.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Salute
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano
N. 1803 - Iniziative per l'inclusione di un farmaco per la cura
della sterilità nel prontuario terapeutico ospedaliero della
Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino
N. 1804 - Notizie sullo stato del trattamento vaccinale
obbligatorio in Sicilia in relazione all'utilizzo esclusivo di
formule esavalenti.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1805 - Notizie sui criteri di riparto delle somme da destinare
ai distretti socio-sanitari della Regione per i piani di zona 2013-
2015.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Figuccia Vincenzo
N. 1806 - Chiarimenti riguardanti i lavoratori appartenenti al
bacino Pip - Emergenza Palermo a seguito degli interventi di cui
all'art. 34 della legge regionale n. 5 del 2014.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Figuccia Vincenzo
N. 1808 - Chiarimenti sulla chiusura del Centro per il trattamento
dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) il 'Cerchio d'Oro'
di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello
N. 1810 - Chiarimenti sul rispetto da parte della SAIS Trasporti
S.p.A degli standard qualitativi di cui al contratto di
affidamento provvisorio dei servizi di trasporto pubblico
locale su gomma.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1811 - Chiarimenti sulla procedura per il rilascio
dell'autorizzazione integrata ambientale alla Italcementi di Isola
delle femmine (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1812 - Chiarimenti sui mutui agevolati relativi alla
realizzazione di interventi di recupero degli edifici situati nei
centri storici.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 1813 - Notizie in merito ai criteri adottati per la
distribuzione in Sicilia dei farmaci inseriti nel prontuario della
distribuzione diretta (PHT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cordaro Salvatore; Clemente Roberto Saverio; Grasso
Bernadette Felice; Lantieri Annunziata Luisa
N. 1815 - Chiarimenti circa il progetto di localizzazione di
un'area di espansione urbana in variante allo strumento urbanistico
vigente nel comune di Paternò (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1816 - Interventi finalizzati alla nomina di un subcommissario
da affiancare al Commissario straordinario nell'accertamento delle
presunte irregolarità nella gestione economico-finanziaria del
Comune di Brolo (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 1817 - Notizie sulle garanzie occupazionali dei lavoratori
dell'ATO ME 2 S.p.A.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 1818 - Chiarimenti sulle procedure concorsuali per l'apertura
di nuove farmacie in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Zito Stefano; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina
N. 1819 - Iniziative finalizzate all'adesione di tutte le
biblioteche siciliane al sistema bibliotecario nazionale (SBN).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Foti
Angela; La Rocca Claudia
N. 1820 - Chiarimenti in merito all'affidamento triennale del
servizio cure domiciliari nell'ambito territoriale dell'ASP di
Siracusa al Consorzio SISIFO - Consorzio di cooperative sociali,
società cooperativa a responsabilità limitata.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1821 - Accertamento dell'incompatibilità nell'esercizio
dell'attività professionale in materia di edilizia privata e
pubblica da parte dell'Assessore all'urbanistica e lavori pubblici
del Comune di Palazzolo Acreide (SR).
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1826 - Chiarimenti in merito alla gestione amministrativa del
G.A.L. Etna, con particolare riguardo al conferimento di incarichi
esterni.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico
N. 1827 - Chiarimenti in merito alla tempistica per l'impiego
delle risorse previste dal P.O. FESR 2007-2013 relative ai
distretti produttivi dell'agroalimentare.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Falcone Marco; Assenza
Giorgio; Milazzo Giuseppe; Figuccia Vincenzo
N. 1828 - Iniziative urgenti per il risanamento del territorio
regionale e la prevenzione del rischio idrogeologico.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Falcone Marco; Assenza
Giorgio; Milazzo Giuseppe
N. 1830 - Misure a sostegno del turismo nautico.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1832 - Chiarimenti sul mancato affidamento del Canale Galermi
alle competenze del Consorzio di bonifica di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1833 - Chiarimenti sulla mancata riduzione del vincolo di
destinazione per le aziende beneficiarie di contributi pubblici.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1843 - Chiarimenti in merito alla gestione dei tratti
autostradali di competenza del Consorzio per le autostrade
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino
Giampiero; Zito Stefano
N. 1844 - Incremento della dotazione finanziaria ai comuni per il
sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione nel territorio
regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore Domenico
N. 1845 - Iniziative urgenti in merito al dilagante fenomeno
dell'abusivismo nei litorali della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Falcone Marco; Assenza
Giorgio; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe
N. 1846 - Interventi in favore della riserva naturale integrata
del 'Complesso Immacolatelle e Micio Conti'.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1847 - Chiarimenti circa la tempistica nella pubblicità sul
sito istituzionale del Dipartimento della postazione dirigenziale
vacante del relativo Servizio 3 - Servizi turistici regionali e
distretti turistici.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1848 - Notizie in ordine al mancato avvio del piano di sviluppo
della banda larga, ultralarga e del progetto RAN come previsto
dall'accordo di programma sottoscritto con il Ministero dello
sviluppo economico in data 1 marzo 2013.
- Presidente Regione
Firmatari: D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio Francesco;
Fontana Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Vinciullo Vincenzo
N. 1849 - Iniziative urgenti in merito al contrasto della
disoccupazione giovanile in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Falcone Marco; Assenza
Giorgio; Bandiera Edgardo ; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe
N. 1850 - Chiarimenti riguardo l'applicazione della legge di
stabilità regionale del 2014 segnatamente alla
riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale e della
prevenzione degli incendi.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Tancredi Sergio; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
Foti Angela; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Zito Stefano; La
Rocca Claudia
N. 1851 - Chiarimenti in merito alle problematiche tra l'azienda
'Compagnia delle Isole' e gli operatori marittimi locali e
salvaguardia dei livelli occupazionali del comparto.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Tancredi Sergio; Cappello Francesco; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina; Ciaccio
Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
Foti Angela; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Zito Stefano; La
Rocca Claudia.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente mozione:
numero 289 'Istituzione dell'albo delle cooperative sociali',
degli onorevoli Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina; Zito Stefano, presentata il 10 aprile 2014.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che:
con e-mail pervenuta il 9 aprile 2014, l'on. Ferrandelli ha
ritirato l'interrogazione n. 1477, in quanto di identico contenuto
alla n. 1814, a sua firma;
con e-mail pervenuta il 10 aprile 2014, l'on. Vinciullo ha
ritirato l'interrogazione n. 1835, in quanto di identico contenuto
alla n. 194, a sua firma.
con e-mail pervenuta il 15 aprile 2014, l'on. Zafarana ha ritirato
l'interrogazione n. 1842, in quanto di identico contenuto alla n.
1825, a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che, con nota pervenuta a questa Presidenza il
9 aprile 2014 e protocollata al n. 4235/AulaPG dell'11 aprile
successivo, l'on. D'Asero ha comunicato che si è costituito, in
data 8 aprile 2014, il Gruppo parlamentare Nuovo Centro Destra',
composto, oltre che dallo stesso on. D'Asero, anche dagli on.li
Alongi, Cascio Francesco, Fontana, Germanà e Vinciullo.
Pertanto, a decorrere dal 9 aprile 2014, i suddetti deputati, a
seguito dell'adesione al neocostituito Gruppo parlamentare, cessano
contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare di provenienza
Popolo della Libertà-Verso il PPE'.
Informo altresì che, con ulteriore nota pervenuta a questa
Presidenza il 9 aprile 2014 e protocollata al n. 4236/AulaPG
dell'11 aprile successivo, l'on. D'Asero ha comunicato di essere
stato eletto Presidente del Gruppo parlamentare Nuovo Centro
Destra'.
Conseguentemente, poiché il Gruppo parlamentare Popolo della
Libertà-Verso il PPE' è rimasto privo di componenti, essendo
costoro transitati tutti nel neocostituito Gruppo parlamentare
Nuovo Centro Destra', il Gruppo PDL-Verso il PPE' è dichiarato
estinto.
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, infine, il Gruppo parlamentare Nuovo Centro Destra' a
procedere alla nomina del Vice Presidente e del Segretario ai sensi
degli artt. da 25 a 25 quater Reg. int. ARS.
Comunicazione di decreti presidenziali di nomina di assessori
regionali
PRESIDENTE. Invito il Deputato segretario a dare lettura dei
seguenti decreti presidenziali:
n. 101/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
con nota protocollata al n. 4302/Aulapg del 15 aprile successivo)
di revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica con relativa preposizione;
n. 99/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
con nota protocollata al n. 4303/Aulapg del 15 aprile successivo)
di revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per le
attività produttive con relativa preposizione;
n. 98/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
con nota protocollata al n. 4304/Aulapg del 15 aprile successivo)
di revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per la
salute con relativa preposizione;
n. 103/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
con nota protocollata al n. 4305/Aulapg del 15 aprile successivo)
di nomina dell'Assessore regionale per l'economia con relativa
preposizione e contestuale cessazione dell'assunzione temporanea ad
interim delle relative funzioni da parte del Presidente della
Regione;
n. 106/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
con nota protocollata al n. 4306/Aulapg del 15 aprile successivo)
di revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per
l'energia e i servizi di pubblica utilità con relativa
preposizione, nonché di attribuzione in capo al Presidente della
Regione dell'attività di coordinamento e di espletamento delle
linee di indirizzo nel settore dell'efficienza energetica e della
promozione della sostenibilità energetica-ambientale nei comuni
siciliani attraverso il Patto dei Sindaci;
n. 100/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
2014 con nota protocollata al n. 4338/Aulapg di pari data) di
revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per
l'istruzione e la formazione professionale con relativa
preposizione;
n. 104/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
2014 con nota protocollata al n. 4339/Aulapg di pari data) di
revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea con
relativa preposizione;
n. 108/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
2014 con nota protocollata al n. 4340/Aulapg di pari data) di
revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per il
turismo, lo sport e lo spettacolo con relativa preposizione;
n. 105/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
2014 con nota protocollata al n. 4341/Aulapg di pari data) di
revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro con relativa
preposizione, nonchè di delega alla trattazione degli affari
ricompresi nella competenza del Dipartimento regionale della
Protezione Civile;
n. 102/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
2014 con nota protocollata al n. 4342/Aulapg di pari data) di
revoca e contestuale nomina dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità con relativa preposizione;
n. 123/Area 1 /S.G. del 16 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
con nota protocollata al n. 4403/Aulapg) di revoca e contestuale
nomina dell'Assessore regionale per i beni culturali e l'identità
siciliana con relativa preposizione;
n. 122/Area 1 /S.G. del 16 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
con nota protocollata al n. 4404/Aulapg) di revoca e contestuale
nomina dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente con
relativa preposizione.
FAZIO, segretario f.f.: (legge) (Vedi ALLEGATO 2)
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, allargata alla partecipazione dei Presidenti
delle Commissioni legislative permanenti e della Commissione
permanente Unione Europea, riunitasi il 15 aprile 2014, sotto la
presidenza del Presidente dell'Assemblea, on. Ardizzone, presente
il Vicepresidente dell'ARS, on. Pogliese, e con la partecipazione
del Presidente della Regione, ha approvato all'unanimità il
seguente programma-calendario dei lavori parlamentari:
AULA
L'Aula terrà seduta:
mercoledì 16 aprile 2014, con l'ordine del giorno già fissato.
Per quanto concerne le comunicazioni del Presidente della Regione
sul nuovo assetto della Giunta regionale di Governo, il tempo
complessivo assegnato a ciascun Gruppo parlamentare è di cinque
minuti più due minuti per ogni deputato facente parte del Gruppo
medesimo;
giovedì 17 aprile 2014 (mattina), per l'eventuale avvio della
discussione del DDL n. 500/A Disposizioni in materia di pagamenti
alla pubblica amministrazione , qualora la Commissione Bilancio -
cui il citato DDL era stato rinviato ai sensi dell'art. 121 quater
Reg. int. ARS - ne abbia concluso l'ulteriore esame;
mercoledì 23 e giovedì 24 aprile 2014, per l'avvio o l'eventuale
seguito della discussione del DDL 500/A, fino alla relativa
votazione finale;
martedì 29 aprile 2014, per l'eventuale avvio della discussione
del DDL n. 724 Variazioni al bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2014 e alla legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di
stabilità regionale.' Disposizioni varie. , ove esitato dalla II
Commissione legislativa permanente;
mercoledì 30 aprile 2014 (pomeriggio), per la discussione di
mozioni in materia di formazione professionale, nonché della
mozione n. 178 (CAS) e della mozione n. 277 (minori stranieri non
accompagnati);
da martedì 6 a giovedì 8 maggio 2014, per l'avvio o l'eventuale
seguito della discussione del DDL n. 724, fino a conclusione dei
relativi lavori;
martedì 20 maggio 2014, per la votazione dell'ordine del giorno di
promulgazione parziale nell'eventualità di impugnativa da parte del
Commissario dello Stato del citato DDL n. 724.
E' stata, infine, evidenziata l'opportunità - una volta esaurito
l'iter parlamentare dei DDL nn. 500/A e 724 - di iscrivere
all'ordine del giorno dell'Assemblea i seguenti DDL:
nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A Modifiche della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei deputati
dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della Regione ;
n. 653-469/A Semplificazioni in materia edilizia. Procedure per
il rilascio delle certificazioni di abitabilità e agibilità ;
n. 693/A Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico
integrato .
COMMISSIONI
La Commissione Bilancio si pronuncerà sul DDL n. 500/A, sì da
consentirne la reiscrizione all'ordine del giorno dell'Assemblea
per giovedì 17 o, al massimo, per mercoledì 23 aprile 2014.
Le Commissioni di merito concluderanno l'esame del DDL n. 724,
sulle parti di rispettiva competenza, ai fini dell'espressione dei
prescritti pareri alla Commissione Bilancio entro 10 giorni
decorrenti dal 16 aprile 2014.
La Commissione Bilancio concluderà l'esame del DDL n. 724 onde
consentirne l'iscrizione all'ordine del giorno dell'Assemblea per
lunedì 29 aprile o, al massimo, per martedì 6 maggio 2014.
Una volta esitati i disegni di legge sopra menzionati, le
Commissioni di merito daranno quindi priorità all'esame del DDL n.
720 Istituzione dell'ufficio speciale P.O.S.E. - 'Progetto
Opportunità Sicilia in Europa' per l'acquisizione dei fondi
tematici (a Bando) dell'Unione europea .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Ordine del giorno 255
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al
Presidente della Regione, dobbiamo compiere la formalità relativa
all'approvazione dell'ordine del giorno n. 255, così come
concordato ieri e sottoscritto da tutti i Capigruppo - ritengo -,
in ordine all'autorizzazione al Presidente della Regione a
promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la deliberazione
legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 144 del 26 marzo 2014 Norme per la tutela della salute e
del territorio dai rischi derivanti dall'amianto .
Si è, peraltro, convenuto ieri in Conferenza dei capigruppo che i
due articoli che sono stati impugnati verranno ripresentati in
Commissione ed in Aula per essere riapprovati ed eventualmente
resistere, nel caso di una ulteriore opposizione da parte del
Commissario dello Stato, dinnanzi alla Corte Costituzionale.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 255 che autorizza la
promulgazione del disegno di legge sull'amianto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
della Giunta regionale
Presidenza del Presidente Ardizzone
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine al nuovo
assetto della Giunta regionale di governo
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine al nuovo
assetto della Giunta regionale di governo.
Onorevoli colleghi, prima di dare la parola al Presidente della
Regione in ordine al nuovo assetto della giunta regionale di
Governo, comunico che ogni Gruppo ha a disposizione un certo numero
di minuti in relazione alla consistenza numerica del Gruppo stesso:
al Partito Democratico sono assegnati 43 minuti, al Movimento
Cinque Stelle 33 minuti, ad Articolo quattro 25 minuti, all'Unione
di Centro 21 minuti, al Nuovo Centro Destra 17 minuti, al Partito
dei siciliani MPA 17 minuti, a Forza Italia 17 minuti, a
Democratici riformisti per la Sicilia 15 minuti, a Il Megafono
Lista Crocetta 15 minuti, Grande Sud - PID Cantiere popolare 11
minuti, Lista Musumeci 11 minuti, Gruppo Misto 15 minuti, per un
totale di 240 minuti pari a 4 ore.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi parlamentari, presentare un Governo non significa
illustrare semplicemente dei nomi, perché in qualche modo dentro i
nomi ci sono le loro storie, dentro quei nomi c'è la storia, anche
di vicende politiche, che si sono susseguite, che si susseguono,
alcune delle quali definite, altre che - io credo - si definiranno
rapidamente.
L'esigenza del rimpasto, della ricomposizione degli assetti di
Giunta era stata manifestata - com'è noto - dai partiti politici.
Debbo dire non era neppure nata come crisi dell'Aula, considerato
che si era appena esitato un testo di legge, persino a maggioranza
schiacciante, che riguardava l'istituzione dei liberi consorzi di
comuni e delle città metropolitane.
E' nata come esigenza dei partiti. Con loro ho discusso, abbiamo
discusso; nasce, quindi, da quel confronto, da quella discussione.
E' chiaro che poi i partiti sono organismi complessi, però questo
attiene alla loro autonomia, alle loro scelte ed è giusto che una
serie di vicende che riguardano specificamente i partiti non
coinvolgano il Presidente della Regione che in quest'Aula incontra
i Gruppi parlamentari, persino i singoli deputati, i Gruppi
parlamentari di maggioranza e di opposizione, Gruppi con i quali,
ovviamente con modalità diverse, intende avere relazioni, rapporti,
perchè tutti quanti lavoriamo per il bene comune, tenendo presente
che la questione principale che abbiamo è quella proprio di dare le
risposte urgenti che merita la società siciliana nella particolare
congiuntura economica e sociale, che si trascina e ci viene persino
dal passato.
Vicepresidente della Regione e assessore alla funzione pubblica è
Patrizia Valenti, assessore uscente. Mi è sembrato opportuno
riconfermarla in quella delega che già aveva perché ritengo che non
si debba assolutamente interrompere il lavoro fatto a proposito
delle province, perché è essenziale e centrale, e mi sembrava
assurdo partire da capo. La nomina formale di vicepresidente non è
stata predisposta per un'assenza per malattia del Segretario
generale, ma la predisporremo subito dopo la settimana santa.
Assessore per la famiglia e il lavoro, con delega anche alla
Protezione civile, che era una delega che avevo io, che ho ceduto
all'assessore che, essendo anche un legale, si potrà occupare
sicuramente molto più attentamente di quanto non faccia io delle
procedure delle questioni che sono legate ovviamente, che sono
spesso procedure di emergenza che richiedono particolare
attenzione, è l'avvocato Giuseppe Bruno di Palermo. Ha svolto come
legale un'attività profondamente legata al diritto di famiglia e
alla tutela delle persone, per cui ritengo che la delega conferita
sia persino pertinente con la sua professione.
Giusy Furnari è l'assessore delegato ai beni culturali, è di
Messina, è docente di storia della filosofia all'università di
Messina, ma è stata anche docente alla Scuola superiore di
bioetica, all'Università gregoriana di S. Tommaso a Messina, membro
dell'associazione di ingegneria genetica ed altro.
Sicuramente il profilo ne fa un buon assessore alla cultura e,
sicuramente, potrà portare avanti la politica di rilancio della
cultura siciliana e dei beni culturali.
Domenico Torrisi, di Catania, è un imprenditore nel campo del
turismo, un imprenditore persino di successo, penso che alle
infrastrutture potrà portare l'esperienza del mondo del lavoro,
delle imprese, per attivare proprio tutte quelle opere che sono
necessarie, ma anche fare nuove politiche, penso alla casa, al
recupero dei centri storici, alle case popolari che dovranno farsi
anche recuperando i centri storici cadenti, e tutte una serie di
cose che abbiamo già discusso con l'assessore che sono
importantissime anche per dare delle risposte alla crisi sociale.
Il dottore commercialista Roberto Agnello, è assessore
all'economia, ha una esperienza specifica anche di gestione di
controllo di bilanci, fra l'altro ha lavorato al Ministero della
salute nel Dipartimento di programmazione per la definizione dei
percorsi attuativi della certificabilità delle aziende sanitarie.
Quindi una persona che viene dal campo e che conosce la macchina
amministrativa.
Michela Stancheris, ex assessore al turismo, riconfermato in
carica, giovane assessore ha realizzato dei grandi contatti con il
mondo della cultura siciliana, ma anche con il mondo
dell'imprenditoria, per la valorizzazione dei progetti turistici di
grande importanza e viene riconfermata per continuare a portare
avanti questo gran lavoro.
Maria Rita Sgarlata dai beni culturali passa al territorio e
ambiente, e qui c'è una grande motivazione. Noi abbiamo, a volte,
ambiente, beni culturali, piani paesistici, piani ambientali che
parlano lingue diverse. Delegare al territorio e ambiente un
assessore che viene da quella esperienza può consentirci di
preparare quei progetti di riforma che vanno a unificare tutti
questi piani, in modo tale da evitare anche inutili pastoie
burocratiche che impediscono a volte ai cittadini di capirci
persino qualcosa rispetto ai vincoli che debbono rispettare.
L'avvocato Ezechia Paolo Reale, siracusano, è assessore
all'agricoltura, è una persona che si è occupata di questo settore
spesso nel corso della sua vita professionale, è una persona di
grande qualità, io sono convinto che contribuirà al rilancio del
settore agro alimentare in Sicilia.
Assessore all'energia è il dottore Salvatore Calleri, laurea in
giurisprudenza, è stato per diversi anni assistente e collaboratore
del giudice Antonino Caponnetto, è stato consulente alla sicurezza
del Presidente della Regione Toscana, è membro del Consiglio
direttivo della Fondazione Sandro Pertini ; è socio fondatore ed
attuale Presidente della Fondazione Caponetto ; ha realizzato
diversi rapporti sulla criminalità organizzata con particolare
attenzione anche a quello dei rifiuti in Liguria, Toscana, Emilia
Romagna, Umbria, Repubblica di San Marino; è membro del Tavolo
della legalità al Ministero della pubblica istruzione, eccetera,
eccetera. E tante altre cose che ne fanno uno degli uomini più
impegnati in Italia nella battaglia contro le mafie e contro
l'illegalità.
Io voglio ringraziare l'avvocato Calleri perché probabilmente è a
Firenze, è catanese di origine, ancora la sua famiglia vive a
Catania, ha zii, cugini in Sicilia, e quindi conosce molto bene
l'ambiente siciliano non solo per avervi operato con la Fondazione,
ma anche per una diretta conoscenza, in quanto questi anni non l'ha
mai abbandonata.
Alle attività produttive è riconfermata Linda Vancheri della quale
il Presidente esprime un giudizio estremamente positivo.
Alla Formazione e all'Istruzione Nelli Scilabra: anche su di lei
un grande giudizio per le battaglie di risparmio, di riduzione
della spesa e di moralizzazione della stessa senza fare macelleria
sociale'.
Alla Salute, Lucia Borsellino.
Le tre Assessore sono attualmente a Roma impegnate nella
Conferenza Stato - Regione alla quale sarei dovuto andare io, ma
sapete bene che questo non era possibile. Spero che riescano a
raggiungerci prima che si concluda il dibattito.
Adesso vorrei soffermarmi su alcune questioni.
Guardate, era il settembre del 2012, il giorno stesso in cui si
presentavano le liste, ed io ho fatto registrare a Tusa il mio
programma, che ho titolato il Sindaco dei siciliani . E proprio
mentre presentavo quel programma in una cornice reale di che cosa
sia veramente la Sicilia, bruciavano in quel momento i boschi di
Tusa, i boschi delle Madonie, i boschi dei Nebrodi, con incendi
sparsi tutti allo stesso momento, e che hanno causato danni
terribili. Non era il primo anno ed era l'ennesimo anno e
l'ennesimo rito di ogni estate.
Nel 2013 in Sicilia non c'è stato alcun incendio nei boschi.
Potrebbe essere questo piccolissimo particolare persino il segno
del cambiamento che si è operato? In termini di dialogo e di
responsabilizzazione dei lavoratori? In termini di vigilanza del
territorio? E persino il segno di una Sicilia che può cambiare? E
perché non era avvenuto prima? Questo lo lascio alle vostre
considerazioni, alle parole che, a volte, non si ha il coraggio di
dire per non riconoscere poi il lavoro fatto dagli altri. Eppure, i
segni nella vita politica e sociale sono importanti: eravamo la
Regione degli incendi nei boschi, nel 2013, non abbiamo avuto
neanche un incendio.
Abbiamo avuto però tanti scontri nella politica, anche nella
questione, per esempio, dei PIP. Nel corso dell'approvazione della
finanziaria del 2013 avevamo i PIP assembrati, ed alcuni hanno
gettato pure le molotov. E non c'è bisogno che neghi nessuno perché
abbiamo i rapporti di Polizia che possono dimostrare questo. Non
qui, ma al mio Palazzo. Quest'anno i PIP hanno accettato norme -
anche quella proposta dai grillini sul reddito -, quella proposta
del Governo sul fatto che se reiteravano i reati, costoro uscivano
dalle misure di sostegno al reddito; e la maggior parte dei PIP
condivide un progetto in cui ai poveri veri si danno i soldi e,
invece, a coloro che ne approfittano bisogna buttarli fuori dal
bacino, perché se noi vogliamo trovare le risorse necessarie per
aiutare i veri poveri dobbiamo tagliare gli ingiusti privilegi
Sono schemi essenziali che vengono percepiti come normali dai
siciliani tutti, ma, a volte, incompresi laddove noi dobbiamo
inseguire singole richieste: il vicino di casa che ci deve porre il
suo problema, che è uscito dal bacino nonostante avesse 100 mila
euro di reddito familiare - e noi magari ci immedesimiamo dentro
questa tragedia
Nel lavoro del Governo si guarda alla politica, si guarda
all'architettura generale della società. E a questo proposito,
Antonio Gramsci diceva in Novello principe , che è un soggetto
collettivo non personale, chi è l'architetto di una nuova
società . Quindi non il sondaggista, non colui che raccoglie le
varie spinte che vengono dalle corporazioni, dalle esigenze
individuali, ma colui che rinuncia a questo per produrre e
trasformare una società che magari in alcuni tratti all'inizio non
ti capisce, però, quando tu vai avanti ti comincia a capire sempre
di più perché capisce che lavori per il bene comune
L'anno scorso il giudizio di parifica della Corte dei Conti
rispetto al bilancio 2012 è stato dato semplicemente perché questa
Giunta, questo Governo e questo Parlamento hanno cominciato a
ricostituire il Fondo per i rischi attivi depauperato dagli
esercizi finanziari 2012 e 2011, rispettivamente con 2 miliardi di
disavanzo nel 2011 e con un miliardo di disavanzo nel 2012. Ci
siamo trascinati 3 miliardi di euro di buco di bilancio e 3
miliardi di cassa sono usciti perché avevamo assunto degli
indebitamenti in più rispetto alle risorse reali. Eppure, in questa
contraddizione così tremenda che poneva la Sicilia di fronte ad un
crac certo ed al commissariamento certo, noi siamo riusciti a
conquistare la fiducia delle agenzie di rating, abbiamo tagliato 1
miliardo e mezzo di spesa corrente non necessaria senza licenziare
nessuno e senza fare macelleria sociale'; e abbiamo tagliato
ulteriori 900 mila euro, arrivando a 2 miliardi e 400 milioni di
risparmio, più la costituzione di un Fondo di circa 3 milioni di
euro, di 2 milioni e 700 mila euro, che sono pesati nei bilanci
regionali
Chiunque sarebbe crollato di fronte a questo sacrificio e chiunque
sarebbe stato spazzato via coram populi di fronteai sacrifici duri
che abbiamo deliberato insieme e che hanno determinato una
riduzione della spesa.
E anche quest'anno la finanziaria si è approvata senza una sola
rivolta sociale, per la prima volta dopo tanti anni Sono
considerazioni da poco, oppure i siciliani sono molto più
intelligenti di quanto non li si voglia pensare? Oppure qualcuno
pensa che basta colpire e che la gente non è in grado di
comprendere?
Noi vogliamo stabilizzare i precari, come abbiamo fatto con la
legge che abbiamo approvato. Ed io voglio ringraziare l'intero
Parlamento per averlo fatto. Non era necessario arrivare a
riduzioni di ulteriore spesa; hanno capito tutti benissimo, però
questo merito, per esempio, che i precari dovevano essere spazzati
tutti via e invece li abbiamo salvati, ce lo siano presi questo
onere; sembra che non abbiamo fatto nulla, invece abbiamo fatto una
cosa storica: abbiamo dato a questa gente un percorso di dignità,
una maniera per potere diventare lavoratore, per non perdere il
lavoro in una situazione economica drammatica. E lo abbiamo fatto
tutti insieme, con responsabilità, altri avrebbero mollato in
questa situazione, invece, abbiamo cominciato ad aiutare i poveri,
a ridurre le spese, ad eliminare gli sprechi, a mandare via chi non
ha diritto e a garantire chi quel diritto lo merita.
Blocchi agli sprechi e al malaffare. Cento milioni di euro nella
sanità. A fine anno ne abbiamo consentiti 130, per effetto, non di
tagli ai servizi, ma di controllo della spesa. E quest'anno dovrà
essere almeno il doppio.
Ottantacinque milioni di euro risparmiati alla Formazione deviata,
con gli scandali che si sono manifestati e con un Governo che è
uscito indenne dagli scandali, non solo indenne ma protagonista
insieme alla magistratura per la lotta contro la corruzione; 85
milioni risparmiati che hanno consentito il lancio del Piano
giovani, che potrà permettere la realizzazione di borse di studio
per gli stessi; l'inserimento lavorativo, la formazione nelle
imprese.
Quarantacinque milioni annui di risparmio nell'assicurazione sulla
sanità. Noi stimiamo a 10 milioni di euro l'anno la spesa, così
com'è avvenuta negli ultimi 10 anni, che è stata di 8 milioni di
euro l'anno, ed invece era stata fatta per tre anni una gara di 160
milioni di euro che abbiamo bloccato, risparmiando nella sanità - e
già questo semplice dato ci dà la certezza del risparmio ulteriore
che avremmo quest'anno -, 45 milioni di euro l'anno per i prossimi
30 anni, che sono una cifra incredibile utile per abbassare
l'IRPEF, abbassare le tasse, che potrà servire a riqualificare la
spesa sanitaria, a renderla più vicina ai cittadini. Oltre ai 230
milioni di spesa dei farmaci e i 90 milioni di spesa dei servizi,
perchè tanto costano mediamente, rispetto alla media nazionale, gli
sprechi nella sanità, per i servizi e i farmaci.
Capite bene che risparmiando sulla sanità, sulla formazione, sulla
corruzione, sulla delinquenza, la mafia, su una parte del sistema
politico complice, arriviamo a risparmiare un miliardo di euro. E
non è poco Avessimo realizzato solo questo varrebbe bene una
legislatura Soltanto con le poche cose che ho già detto, laddove
altri governi non giravano neanche alla larga su queste questioni,
sapendo quali poteri si mettevano contro
Ed il sistema Giacchetto, ed i 90 milioni di euro
dell'informazione? Certo che io ho problemi nella comunicazione.
Venticinque giornalisti in meno, 90 milioni in meno di euro
rispetto al sistema della comunicazione. Il Presidente della
Regione nel suo Capitolo ha 2 milioni e mezzo di euro. Ma lo capite
che ne spendevamo cento milioni di euro e che questi soldi servono
per la comunicazione istituzionale sulla base di una legge del
Parlamento che serve per tutti gli assessorati? E io divento
l'obiettivo di attacchi soltanto perché unifico la spesa, la rendo
leggibile, non occulta. E si dice ancora che il Presidente della
Regione ha 2 milioni e mezzo di euro per la stampa? Spese di
rappresentanza riservate I miei predecessori negli ultimi anni
hanno speso per queste voci dai 2 ai 4 milioni di euro
Nel 2013, questo Presidente sciupone in tutto l'anno ha speso 53
mila euro per le spese di rappresentanza, ricevendo pure una
delegazione di cento persone membri del Parlamento cinese. Questo
Presidente sciupone che spende meno per le spese di rappresentanza
del sindaco di Valguarnera. Quanto costa Crocetta, quanto Obama,
no? No. Quanto fa risparmiare Crocetta no? E gli 8 milioni di euro
del salario accessorio che abbiamo ridotto ai dirigenti? Quanto
diventano? E i milioni che abbiamo ridotto dei consulenti delle
partecipate e dei dirigenti delle partecipate? E le nomine che
hanno riguardato quasi tutti interni senza costi aggiuntivi? Quanti
milioni, li quantificheremo
Quando si dice che questo Governo non ha fatto nulla. Io vi dico:
la legge sulla incompatibilità del presidente, dei deputati ed
assessori: fu impugnato un solo articolo. Allora, la legge
impugnata, quella del socio. Noi siamo stati l'unica Regione che si
è autodeterminata nelle nostre incompatibilità. Abbiamo avuto
coraggio, ricordate il dibattito parlamentare? E questa è una
garanzia democratica.
Abbiamo avviato risparmi nel campo dell'agricoltura.
Abbiamo abolito la famigerata tabella H e la spesa sui contributi
è passata da 60 milioni di euro 15 milioni, per quest'anno.
Insufficienti? Vi dico che non può essere meno di 21 milioni,
studiato al centesimo di euro.
I Pip sarebbero costati 60 milioni di euro per il 2014, oggi
costano meno di 20 milioni. Cominciate a contarli quanti sono i
risparmi veri Altro che chiacchiere.
Abbiamo abolito insieme a voi 23 partecipate inutili con la
finanziaria di quest'anno, quella famigerata finanziaria impugnata
dal Commissario dello Stato, ed è passata. In quella sempre
famigerata finanziaria impugnata dal Commissario dello Stato per
cui dovremmo andarcene tutti a casa eccetera, abbiamo fatto una
riforma per cui i consorzi da 11 sono diventati 2. Erano trent'anni
che ci si tentava Lo abbiamo fatto in una serata grazie alla
collaborazione di tutti noi, senza distinzione tra maggioranza ed
opposizione.
Allora funziona il dialogo Se c'è il dialogo si possono
migliorare le leggi, se c'è il confronto si possono migliorare le
leggi. Ma le abbiamo fatte queste cose.
Ho citato prima la legge sul precariato, la doppia preferenza di
genere. A Roma non riescono a farla. In Sicilia l'abbiamo fatta.
L'abolizione delle province, l'istituzione delle città
metropolitane le abbiamo fatte prima di tutti e quella nazionale si
sta facendo sul modello di quella siciliana. Vi ricordate la famosa
polemica facciamo come a Roma? E invece è avvenuto il contrario.
Facciamo come a Palermo Abbiamo introdotto un modello, con i
limiti che ha quella legge, perché io non sono convinto che sia la
migliore, io sono molto più liberal sulle scelte. Non accetto le
imposizioni burocratiche, sono persino figlio della libertà. Forse
andava maggiormente favorita l'autodeterminazione dei comuni, ma
non è escluso che sulla base delle esperienze che si farà in questi
mesi, nel nuovo testo, insieme, potremo elaborare proposte
migliorative. La legge born in Sicily.
Abbiamo già trasmesso all'ARS il disegno di legge sul pagamento di
850 milioni di euro. Le variazioni di bilancio per consentire
immediamente il pagamento di stipendi, teatri, consorzi agricoli.
Ma non è che si tratta solo di pagare i lavoratori. Guardate che se
non lavorano i trattoristi nei consorzi di bonifica l'acqua non si
può dare ai contadini e i contadini sono costretti ad acquistarla
dai privati, con la differenza che nei consorzi la pagano a 2,80
centesimi e dai privati l'acquistano a 28 euro mandando in crisi
tutto il settore agricolo.
Se noi non facciamo le variazioni di bilancio le ASI falliscono e
chiudono i depuratori industriali delle ASI, determinando la
chiusura di centinaia di aziende in Sicilia, a Palermo, a Termini
Imerese, a Gela, a Siracusa, a Priolo e via dicendo. Quindi, si
tratta di capire dove andiamo tutti quanti.
Il disegno di legge sulla semplificazione della pubblica
amministrazione trasmesso ad agosto, dove si prevede il principio
di responsabilità,.il principio di responsabilità del funzionario
dirigente che deve sempre dare il parere perché altrimenti è
responsabile legalmente e civilmente del parere che non rende, si
applica quindi automaticamente il silenzio-assenso, rimanendone
responsabile. E così vedrete che i pareri li daranno tutti e si
avviare la semplificazione.
Abbiamo presentato il Testo Unico per le attività produttive per
facilitare il lavoro delle imprese.
Abbiamo pronto il disegno di legge sullo sviluppo che presenteremo
la prossima settimana collaborando già col nuovo assessore per
l'economia, il quale taglierà gli enti inutili e soprattutto
introdurrà misure per il credito alle imprese.
Abbiamo presentato il disegno di legge per il piano strategico del
turismo, la legge sullo sport, la legge sui testimoni di giustizia,
la creazione del fondo unico delle imprese e via dicendo.
Eravamo la penultima regione europea per la rendicontazione
europea. Al 28 dicembre del 2013 la Sicilia rendicontava il 18,52
per cento; siamo diventati la regione italiana più virtuosa
realizzando il massimo di rendicontazione europea nel 2014, col
41,7 per cento. Dati ufficiali di Bruxelles.
E che vale questo? Questo semplice cambiamento di tendenza
potrebbe persino giustificare i miei cinque anni di governo?
Laddove negli ultimi dieci anni noi eravamo sempre gli ultimi? A
voi sembra molto facile fare funzionare una macchina' che non ha
mai funzionato? E dove a volte ci troviamo di fronte a delle caste
incontrollabili? A volte più rispondenti alle logiche del singolo
deputato che non alle logiche complessive delle indicazioni del
Parlamento e del Governo. Ci troviamo di fronte ai protetti che non
bisogna toccare mai. E' stato frutto di decisioni e di attenzioni
dure e siamo andati avanti.
Beni culturali. Da 10 milioni di euro incassati nel 2012, a 40
milioni di euro incassati negli ingressi ai musei, nel 2013. Cosa è
accaduto? Forse sono aumentati i turisti? Io vi dico, per mia
esperienza, che è accaduta una cosa semplice e cioè che prima si
rubavano i soldi dei biglietti ed adesso non li rubano più, perché
li controlliamo e perché qualcuno è stato denunciato da noi, ed a
Catania è stato pure arrestato. Ciò ha permesso un meccanismo
positivo sul tutto.
Sull'agricoltura abbiamo fatto la legge regionale sulla banca
della terra, sull'agricoltura sociale e la campagna.
Alle attività produttive abbiamo finanziato 200 milioni di euro
per strutture alberghiere.
Alle infrastrutture 1 miliardo di euro per lavori che sono in gara
e che stanno iniziando. Un miliardo Quaranta milioni sempre alle
attività produttive per le imprese di qualità.
Centottanta milioni per lo sblocco del tratto di Termini Imerese,
già attivo. Da quanto se ne parlava Centottanta milioni di euro
nostri per finanziare diciotto zone franco urbane e simbolicamente
abbiamo voluto anche inserire Lampedusa.
Nel comparto della Famiglia e del Lavoro abbiamo già finanziato 90
milioni di euro per le scuole materne in molte città della Sicilia.
Abbiamo coperto tutta la CIG del 2013: La cassa integrazione. Ed
abbiamo anche soccorso Palermo, nella tragedia della GESIP. Quindi,
quando il sindaco di Palermo dice che hanno recuperato somme dal
bilancio, ci sono dentro anche i nostri 40 milioni di euro dati
dalla Regione siciliana per i lavoratori della GESIP , proprio quei
soldi che hanno salvato il bilancio del comune di Palermo.
Come abbiamo dato risorse per il Fondo di rotazione a Messina; poi
se lo utilizzano o non lo utilizzano o non lo sanno utilizzare, noi
lo abbiamo reso disponibile ed abbiamo fatto il nostro dovere.
Abbiamo dato 50 milioni di euro per i cantieri di servizio, per i
piccoli lavori. Anche lì misure insufficienti, ma tutto è
insufficiente Ci sono cose che bastano Oppure vogliamo dire che
qualsiasi cosa è una misura il bene e il male sono due processi
infiniti Sono interventi di urgenza quelli che abbiamo fatto, che
hanno permesso, magari, ad un piccolo comune di assumere venti,
trenta persone che bussavano alla loro porta e non avevano nulla da
mangiare. Non è il lavoro definitivo. Non è la soluzione, ma noi
dobbiamo pensare anche ai poveri. Esattamente quelle misure che
sono state tagliate nella finanziaria impugnata dal Commissario
dello Stato, per colpa del passato
Abbiamo finanziato ancora 90 milioni di euro a progetti per i beni
culturali. Si dice che fanno questi beni culturali, chiacchere?
No, abbiamo finanziato progetti di manutenzione e ristrutturazione
per 90 milioni di euro, in tutta la Sicilia.
Abbiamo finanziato ai Comuni 50 milioni di euro per le
riqualificazioni urbane.
Abbiamo bonificato le discariche di Bellolampo e, attraverso il
Commissariamento dello Stato, abbiamo ottenuto per l'emergenza
rifiuti e già avviato le procedure di gara per quattro discariche
pubbliche, per non dipendere dai rifiuti dei privati. Abbiamo
permesso già a cento comuni di potere gestire in proprio i rifiuti
perché ce l'hanno chiesto, grazie alla legge che abbiamo applicato
- ancora parziale - l'anno scorso, sull'emendamento specifico
presentato da me. Quella legge.
Abbiamo avviato il disegno di legge sull'acqua, concludiamola
l'acqua pubblica, concludiamola. Abbiamo avviato il Patto dei
sindaci con 280 comuni che hanno aderito. Adesso gestirò
direttamente io questa partita, perché per me è una scommessa.
Abbiamo fatto l'accordo con la rete ferroviaria italiana per dieci
miliardi di euro per l'alta velocità in Sicilia, quella
ecosostenibile. Dieci miliardi di euro in un decennio, quindi,
significa una media di un miliardo di euro l'anno di investimenti.
Chiuso. Se ne parlava da anni. All'Assessorato Territorio e
Ambiente sono state evase tremila pratiche bloccate da tre anni di
VIA/VAS.
Abbiamo finanziato i progetti per duecentocinquanta milioni di
euro per l'edilizia scolastica, il famoso Piano Renzi sulla
scuola. L'abbiamo già realizzato in Sicilia. Duecentocinquanta
milioni di progetti di scuole finanziati.
E queste non sono le promesse del futuro; sono cose fatte.
Abbiamo avviato contratti di sviluppo del settore del turismo per
ottanta milioni di euro, sbloccato il concorso per le guide
turistiche; riorganizzato la governance dei teatri pubblici; siamo
capofila nel casto mediterraneo dell'Expo 2015, capofila dell'Expo
2015.
Qualcosa, quindi, l'abbiamo fatta anche lì, o no?
E poi via via potrei parlare di tutte le questioni che riguardano
i terreni sottratti alla mafia e tutte le altre vicende, ma non
voglio dilungarmi. Bene, abbiamo degli obiettivi adesso.
Riassumo l'obiettivo di questo Governo: risparmiare, riqualificare
la spesa per creare lavoro e sviluppo. Può essere uno slogan? Ma il
piano sulla formazione l'abbiamo fatto perché abbiamo ridotto le
spese inutili della formazione; il piano giovani l'abbiamo fatto
così.
Se faremo la prevenzione a Priolo e a Milazzo sui rischi
industriali è perché risparmiamo sugli sprechi della sanità, diamo
altri servizi e creiamo altro lavoro. Allora, riqualificazione e
risanamento dei bilanci vanno insieme. Estendere le mitture
sociali, avviare piani lavoro straordinario, rifare insieme la
nuova Programmazione europea, raggiungere gli obiettivi 2014/2015
di rendicontazione e avviare il nuovo percorso. Tracciare le linee
della nuova Programmazione europea, che non deve essere più quella
delle grandi opere inutili che non si fanno mai, ma anche quella di
andare a gestire le riqualificazioni urbane, le periferie
degradate. Quante volte diciamo Zen, Brancaccio, quartieri a
rischio, però se non facciamo niente in quei quartieri, non
rispondiamo con la misura dei Pip che aspettano il mafioso in
carcere. Rispondiamo creando lavoro. Brancaccio è zona franco-
urbana. Il comune di Palermo avvii questo progetto di zona modello
franco-urbana e faccia creare i piccoli lavori ai giovani, alle
cooperative, come stanno facendo gli altri comuni siciliani.
Palermo ha due zone franco-urbane, entrambe in ritardo. Quella del
Porto e quella di Brancaccio. Allora si intervenga lì. Non dobbiamo
pensare ad una città assistita o a città assistite; dobbiamo
pensare al modello delle zone franco-urbane, al modello del credito
alle imprese, al modello della solidarietà ai poveri, attraverso
strumenti innovativi che vanno incardinati, probabilmente, nella
misura del salario garantito, nella misura in cui risparmiamo
perché le risorse non le avremo mai.
Perché dovremmo dare ad un Asu, con un reddito familiare di 200
mila euro, 600 euro di contributi? In nome di che cosa portiamo
avanti da anni questa follia che ha devastato il bilancio della
Regione? In nome di che cosa? In nome delle leggi? Le leggi si
cambiano.
Ed il legislatore, come dicevo prima, è l'architetto di una
società giusta in cui si aiutano coloro che hanno bisogno e si crea
lavoro attraverso le risorse che vengono sottratte allo spreco ed
ai furti.
Entro quest'anno, assessore per l'economia, di quelle tre
partecipate, neanche il nome deve esistere. Non deve esistere
nemmeno il nome perché di finte liquidazioni in passato ne abbiamo
fatte.
Allora, dobbiamo cominciare a tracciare insieme un obiettivo vero:
che ruolo avranno i beni culturali, che ruolo abbiamo in una
centralità mediterranea, che ruolo ha lo sprint , lo sportello di
internazionalizzazione, come utilizziamo le risorse Expo, come
facciamo quadrare il risanamento del bilancio.
Mi rivolgo a quest'Aula, sgombro di ogni giudizio, pregiudizio e
di ogni odio perché sono, semplicemente, incapace di coltivare
questo sentimento. Penso che l'odio degrada e annienta chi lo
pratica, non chi lo subisce. E a chi mi schiaffeggia cristianamente
porgo l'altra guancia.
Però, come Presidente della Regione, ho un altro ruolo, quello di
governare. Bertolt Brecht, in un verso che mi piace molto - ne dice
molti altri che non mi piacciono, per esempio, quello tu hai due
occhi il partito ne ha cento , segui il partito , eccetera
eccetera, che facevano parte di una visione marxista e leninista di
Brecht che io non avevo - perché più vicino a come la penso io a
noi che amammo la giustizia non fu concesso di essere buoni .
Vi dico che cristianamente, a volte, quando sono duro vado dal mio
confessore; d'altra parte, i primi cristiani confessavano i loro
peccati in pubblico ed io sono uno di quelli che i peccati in
pubblico li ha sempre confessati e non ha fatto mistero di niente,
persino della propria vita privata, quindi, ho questo rapporto
leale con tutti e capisco che, a volte, posso sbagliare o ho
sbagliato, che posso essere stato duro dove non avrei dovuto
esserlo. Ed il mio confessore mi dice - ne ho diversi, quindi, è
inutile che li utilizzate come spie, è inutile che mettete le
microspie, c'è stato qualcuno in questa Regione che si è dilettato
con questo mezzo, ma noi guardiamo sempre avanti - questo è il tuo
ruolo, devi rispettare la legge, è questo quello che devi fare.
Ed io, a volte, vedo un contrasto tra etica personale e legge. Non
è un tema.
Dal punto di vista etico personale, uno che ha emesso uno
scontrino in più in una fatturazione e non se ne accorge perché, se
fanno tutti come faccio io che nemmeno guardo quanto guadagno - mi
può capitare qualsiasi cosa, persino che mi possono fregare tutti i
soldi dal conto corrente ed io lo scopro soltanto il giorno in cui
ho bisogno di prelevare e non posso - però dal punto di vista della
legge ti trovi in una situazione in cui formalmente hai sbagliato,
mentre noi sappiamo che dal punto di vista della coscienza sociale
quello non viene individuato come un crimine.
Ci dibattiamo tutti su questo, ma ho il dovere di governare. A me
è stata data da voi e dal popolo siciliano la delega al Governo.
Quindi, il dialogo politico infinito, ma io devo anche governare
Mi auguro che nei prossimi mesi e sin da oggi parta un dialogo
nuovo, che in parte già c'è stato. Alcune leggi sono state
approvate per l'unità del centrosinistra, della maggioranza, per la
caparbietà; altre per il centrodestra, che ha sostenuto leggi
specifiche; altre per i grillino , che hanno avuto anche il merito
di alcune iniziative.
Questo è il modo di continuare perché, se a un Presidente non
viene consegnata una maggioranza parlamentare, è inutile che da un
anno e mezzo mi continuate a ripetere che non ho maggioranza
parlamentare e di governo. Perché era venuta fuori dalle elezioni?
Vi chiedo: se fosse stato eletto Giancarlo Cancelleri o Nello
Musumeci avrebbe avuto una maggioranza parlamentare? No, perché
ormai siamo in un sistema tripolare e questo potrà essere sempre
più una scommessa.
Guardate che a turno si può essere vittime di questi meccanismi di
veti incrociati. A turno. Domani vincono i grillino , allora
siamo tutti contro i grillino ? E come si fanno le leggi? Vince il
polo del centrodestra, tutti contro il centrodestra. Come si fanno
le leggi?
Dobbiamo separare il tema della governabilità e delle riforme
importanti.
Quindi, mi rivolgo a voi con la testa e con il cuore. Con la testa
di chi dice che è giusto che da posizioni diverse si possa fare un
patto per le riforme in Sicilia, che preveda percorsi precisi - e
qui non li voglio tracciare - perché voglio costruire insieme alla
nuova Giunta le priorità, perché gli assessori devono avere un
ruolo. Abbiamo tracciato idee che già da stasera possono
preannunciare quali sono le cose più importanti e insieme ai Gruppi
parlamentari. Ma che diano un senso della svolta. Usciamo
definitivamente dalla crisi. Facciamo piani straordinari per il
lavoro, che aiutino le imprese, che taglino gli sprechi e i
privilegi, che valorizzino la meritocrazia. La Sicilia del merito e
delle competenze e non che i nostri giovani migliori debbano
scappare via. Facciamolo questo sforzo. E i meriti e le competenze
non corrispondono necessariamente a coloro che sono più vicini alla
nostra area politica.
Guardate che qualche volta ce n'è qualcuno più bravo che sta anche
nell'area politica dell'altro e che non deve essere penalizzato su
manager, consigli di amministrazione.
Non possiamo creare la cultura dell'occupazione della spartizione
che ha caratterizzato anni e anni di governo. Ma è quello che ha
portato alla distruzione della Sicilia.
Allora su questo si possono persino stabilire regole - ma ne sarei
felice, ne sarei felice - come abbiamo cercato di fare nella
sanità, in gran parte. Poi c'è un margine di discrezionalità alla
fine rimasto. Però fino in fondo siamo andati a valutazioni che
erano le più vicine possibili ad una valutazione secca. Così è
avvenuto
Questa è una conquista per questa Regione? Sì. La possiamo fare
sulle nomine, sulle cose, costruire persino una legge su tutto
questo. Vorrei fare meno uso possibile della discrezionalità,
perché la discrezionalità da un potere eccessivo a chi governa,
anche delle responsabilità eccessive, perché ti assumi anche la
responsabilità di chi nomini tu; può essere segnalato da qualcuno
però alla fine sei tu che nomini ed è il Presidente della Regione
o l'assessore che domani dovranno essere chiamati a rispondere di
chi fra l'altro è nominato, non chi l'ha segnalato.
Quindi anche i partiti devono rivedere la propria cultura che non
può essere quella di occupazione delle istituzioni. I partiti hanno
un ruolo diverso, grande, che è quello di produrre la cerniera fra
cittadini e Parlamento, fra Parlamento e Governo, senza mai
sbilanciarsi eccessivamente da una parte e dall'altra perché se lo
fanno in un senso o nell'altro fanno saltare il sistema.
E questo un po' è avvenuto negli ultimi tempi, anche nella
discussione del rimpasto.
Presidente della Regione domani può essere Cimino, Cancellieri,
perché no, può essere Gucciardi, può essere il mio amico Totò
Cordaro, il mio amico Formica, Bernadette Grasso, però, dobbiamo
capire che chiunque c'è si troverà sempre di fronte a questi
problemi.
Non ho il problema di essere riconfermato fra cinque anni. Ho
accettato con sacrificio immenso perché oggi il candidato
assessore, una delle proposte era Fiumefreddo come assessore, ha
detto vivo questa settimana come la mia settimana di passione .
Solo che io questa settimana di passione la vivo dal 6 novembre
del 2012.
Onorevole Panepinto, io pure avrei diritto dopo l'anno e mezzo di
passione, almeno il giorno di Pasqua non dico assai e ce
l'avrebbero anche i siciliani.
Oggi vi chiedo, col cuore aperto, abbiamo recepito le proposte di
tutti i Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione sul
disegno di legge relativo ai pagamenti, sulle variazioni di
bilancio e sul disegno di legge relativo allo sviluppo. Un atto di
responsabilità per la Sicilia, ed è questa la prima intesa
istituzionale; poi vediamo le altre cose. Facciamo passare le
europee e poi ragioniamo in modo diverso, tutti quanti.
Poniamo queste esigenze salva Sicilia, sono salva Sicilia perché
alcune salvano le imprese, altre salvano le aziende, altre salvano
gli enti, altre salvano i lavoratori, i precari e i disabili e le
persone bisognose.
Altre cose rimettono in moto meccanismi di sviluppo per il
credito.
Su queste tre cose, su cui tutti siamo d'accordo, che sono
fondamentali, mettendo quelle condizioni e proponendo quelle
condizioni di rettifica che voi ritenete giuste, possiamo
rapidamente approvare in una settimana e diciamo a questi
lavoratori che non possono essere pagati Buona Pasqua siciliani
e che sia una Pasqua di pace e di resurrezione.
Non sono venuto per fare l'ennesima guerra. Sono venuto in pace,
sono venuto per chiedere alla mia maggioranza di fare la
maggioranza, all'opposizione di fare l'opposizione, ma di dire ad
entrambi che si lavora in modo comune per la responsabilità.
Ci sono questioni irrisolte nella maggioranza ed io sono pronto
anche stasera stesso o domani mattina a risolverle. L'ho detto
senza forzature e con questa semplicità, però, vorrei che le
incomprensioni interne dei partiti non si scaricassero sui di me,
che a volte sono passaggi politici necessari che rispetto ma io
sono qui. Sono il Presidente della Regione, quindi, in qualche
modo, quando dico bene, non coinvolgetemi troppo nelle storie dei
partiti , non è che lo dico perché ignori i partiti o perché sono
anti-partito, ma perché voglio che i partiti contribuiscano con il
proprio ruolo, con il compito che gli attribuisce la Costituzione,
al ruolo alla politica. Vorrei, però, che anche le mie prerogative
venissero rispettate, perché anche queste sono previste dalle leggi
costituzionali e dalle leggi ordinarie.
Con questo spirito di apertura a tutti ed a ognuno, con questo
spirito, nel quadro sembra che ci siamo detti, di legalità, di
sviluppo, di lotta alla corruzione, di valorizzazione dei meriti,
di emergenze che dobbiamo affrontare, vi chiedo sinceramente di
collaborare con questi nuovi assessori e con quelli che già c'erano
prima, sapendo che ognuno di loro - già ne abbiamo parlato - è già
disponibile al confronto ed è pronto persino ad aprirsi ad un
nuovo, in alcuni casi a un rinnovato dialogo, in altri, laddove non
c'è stato, a un nuovo dialogo, perché così credo si debba fare la
politica se si ama la Sicilia.
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE, E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO, Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, cittadini, sarò piuttosto breve
anche perché oggi avremmo potuto anche non essere in Aula, come ha
fatto una parte dell'opposizione, però, abbiamo scelto di essere
presenti per ascoltare, per ascoltare i suoi nuovi buoni propositi
e soprattutto perché noi non siamo né maggioranza né opposizione e
pertanto pensiamo con la nostra testa e agiamo sempre
nell'interesse dei siciliani.
Onorevole Presidente, ho sentito 60 minuti di parole, di annunci,
di cose che lei sa, perché lei sa che quello che ha dichiarato non
è vero, non esiste; la Sicilia che ha descritto è un progetto che
non è mai partito ed è un progetto che non è mai partito di certo
non per nostra responsabilità. Probabilmente, i boschi non bruciano
da un anno, ma bruciano i siciliani, bruciano i disoccupati,
bruciano le persone che non hanno alcuna prospettiva e speranza,
bruciano tutte quelle persone che ogni giorno ci troviamo sotto
l'ARS, davanti ai Comuni, ad attendere che qualcosa cambi e molti
di quelli che non sono sotto l'ARS - e che sono la maggioranza -
sono quelli che si sono rassegnati e che non vedono l'ora di
tornare al voto, perché è questo, secondo il Movimento Cinque
Stelle, il desiderio dei siciliani.
Lei, onorevole Presidente, in quindici mesi, è passato
dall'annunciata rivoluzione alla restaurazione. E questa è la
restaurazione. Sono le facce dei suoi neo Assessori, di un manuale
Circelli, come dite voi in gergo politico. Avete accontentato i
partiti di Governo ed avete scontentato i partiti della maggioranza
che mugugnano e che sono lacerati, perché lei una maggioranza come
onestamente ha già riferito non ce l'ha e se oggi si votasse la
sfiducia, posto che l'istituto della sfiducia non esiste, lei oggi
verrebbe sfiduciato da persone che non l'hanno mai sostenuta e che
non hanno mai creduto in questo progetto perché è un progetto
fallimentare.
Onorevole Presidente, a causa di questo stallo che ormai perdura
da tre settimane - questo Governo e la sua maggioranza hanno
bloccato i lavori dell'Aula per tre settimane - abbiamo la
Commissione Bilancio ferma ed è lì che dovremmo tornare subito,
immediatamente dopo questa inutile ennesima discussione.
Lei ha detto di aver fatto un grosso sacrificio per i siciliani.
Bene, onorevole Presidente, se vuole, questo sacrificio, come dire,
glielo possiamo evitare. Siamo pronti per andare alle urne e le
chiediamo un atto di responsabilità e di maturità, perché in questo
modo la Sicilia non la cambiamo e più andiamo avanti e più danni
questo Governo causerà e di più danni dovrà assumersi la
responsabilità.
Onorevole Presidente, i cantieri di servizio non sono mai
partiti; ci sono le graduatorie e ci sono decine e decine di
persone che attendono di essere integrati; seppure questa misura
l'abbiamo sempre definita come clientelare, nella realtà nulla è
cambiato e se fossero veri questi due miliardi e mezzo di risparmi
non ci sarebbe bisogno di contrarre un altro miliardo ancora nei
confronti dello Stato.
Non siamo da Giletti e qui i suoi annunci non ci incantano, come
non ci hanno mai incantato. Non abbiamo mai fatto patti con lei,
non ne facciamo e non ne faremo.
Per noi bisogna tornare alle urne, senza se e senza ma, dopo avere
esitato questa finanziaria e avere pagato gli stipendi ai
siciliani.
Noi, pertanto, da questo momento abbandoniamo l'Aula e ci rechiamo
in Commissione, dove attendiamo gli altri componenti, per esitare
immediatamente e se avete i numeri ve lo approvate ma se non avete
i numeri ve lo bocceremo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, penso che alla Sicilia serva tutto
tranne elezioni. Di elezioni i cittadini sono stanchi e lo dimostra
anche il fatto che non vogliono andare a votare.
Abbiamo ereditato una Sicilia che tutti conosciamo in quale
condizioni si trovava e oggi abbiamo un Presidente che è riuscito a
rompere con il passato e che sta cercando di fare la sua parte e
noi stiamo cercando di fare di tutto, in modo da farlo stancare e
magari dimettersi, non capendo - io non ho capito ancora qual è il
disegno - come se qualcuno avesse già la fortuna di prestabilire un
risultato; come se qualcuno avesse già il risultato in tasca non
comprendendo che è l'unico Presidente che può rompere con una
tradizione di presidenti che hanno visto il concorso esterno di
stampo mafioso, che hanno visto imputazioni gravi. Questo è l'unico
Presidente che intanto può rompere questa tradizione oltre a tutta
una serie di cose fatte quotidianamente.
Chi vi parla è stato un sindaco che si è dimesso dalla città per
sostenere questo progetto e che lei sa benissimo, signor
Presidente, poteva presentarsi nel tavolo della maggioranza a
chiedere pagamento di prezzi e conti che tutti noi conosciamo.
Sostengo un progetto vero e sostengo un progetto che sta vedendo
la Sicilia cambiare.
A me dispiace moltissimo che alcuni assessori non ci siano più. Mi
dispiace moltissimo che l'assessore Bianchi sia andato via; mi
dispiace moltissimo che l'assessore Bartolotta e l'assessore
Cartabellotta non ci siano. A loro va un ringraziamento di cuore
per tutto quello che hanno fatto.
Bartolotta lo ringrazio da ragusano perché finalmente ha creato le
condizioni per fare entrare l'autostrada in provincia di Ragusa, il
tratto fino a Modica. Lo ringrazio per l'apertura dell'aeroporto di
Comiso e ovviamente dal nuovo assessore, che saluto e che
ringrazio, ci aspettiamo il completamento della Ragusa-Catania,
l'inizio del lavori della Siracusa-Gela, tratto sino a Modica, il
finanziamento degli altri cantieri della Siracusa-Gela sino ad
arrivare a Gela.
Vi siamo vicini ma abbiamo bisogno di risposte concrete, così come
ci aspettiamo da parte dell'assessore per l'agricoltura, che
saluto, un impegno forte per una cosa che ha votato l'Aula: la
modifica del trattato, dell'accordo Euromediterraneo, all'articolo
7, unica soluzione, a nostro avviso, per non fare morire
l'agricoltura e la zootecnia siciliana.
Al nuovo assessore per l'economia gli auguri di buon lavoro.
Il fatto che manchino gli assessori che sono andati via non vuol
dire non avere fiducia in voi, anzi piena fiducia e siamo sicuri
che anche voi farete la vostra parte, però, non possiamo
dimenticare, ovviamente, coloro che hanno lavorato e hanno
lavorato bene, così come l'Assessore Sgarlata che si trova a
cambiare ruolo e assessorato, ma da ragusano non posso non
ringraziare, essendomi visto finanziato, con i soldi ex POIn,
importanti interventi.
Questi sono fatti concreti, che si toccano con mano, non sono
chiacchiere e a me piace parlare di fatti.
Quando vedo funzionare l'aeroporto di Comiso, cari amici, cari
colleghi, non si parla di aria fritta, è un fatto concreto; i
lavori che inizieranno sulla Siracusa-Gela sono fatti concreti.
E' ovvio che dobbiamo andare, che serve fare altre cose e su
questo l'impegno deve essere e sarà massimo sia da parte del
Presidente che degli Assessori.
Faccio un augurio di buon lavoro anche agli altri assessori che
rimangano confermati, in bocca al lupo, tanto hanno fatto, tanto si
può fare di più.
Mi dispiace una cosa del Presidente, voi tutti sapete l'affetto
che io nutro nei suoi confronti, ma dispiace che non ha neanche una
volta menzionato la sua maggiorana, se sono state fatte alcune
cose per la Sicilia, come i Cantieri di lavoro, i Cantieri di
servizio, ma tante altre cose, è grazie a uomini della sua
maggioranza ed anche a uomini non della sua maggioranza che sono
intervenuti votando, sostenendo l'attività del Governo.
Quindi, mi permetto di ricordare al Presidente Crocetta, che
ringraziamo sempre per tutto quello che fa, che ci sono anche
deputati che lavorano senza pretendere nulla e senza chiedere e che
hanno permesso anche di portare avanti quanto lui sta facendo, buon
lavoro a tutti e benvenuti per coloro che sono nuovi a questa
esperienza in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cimino. Ne ha
facoltà.
CIMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
è con interesse che questa sera voglio intervenire ribadendo come
molte volte questa Assemblea riesce a farsi del male, a non
evidenziare quelle iniziative importanti che nel corso di questi
mesi sono portate avanti e hanno dato già risposte ai cittadini.
Il Presidente della Regione poc'anzi ne ha enunciato alcune, ma
io voglio ribadire come ad esempio la stessa legge per bonificare
il nostro territorio dall'amianto, voluta fortemente dall'onorevole
Gianni, è una legge importante che assume oggi una grande
attualità visto il caso, qui a Palermo, della chiusura del Parco
Cassarà perché nel terreno si è evidenziata la presenza di fibre di
amianto.
Questa è una legge che da poco è stata approvata, così come la
legge voto sull'articolo 36 che anche il Presidente dell'Assemblea,
in tutti i tavoli a livello nazionale, sta cercando di
sponsorizzare.
Sono convinto che ormai è passato il periodo del noviziato, il
Presidente della Regione ha dato alla Sicilia un Governo
autorevole, con delle competenze specifiche nei settori al ramo che
ha individuato, con dei tecnici e non con tecnici che di fatto poi
sono pseudo politici.
Sono convinto e certo che alcune tematica saranno trattate con più
attenzione e con il giusto coinvolgimento delle associazioni di
categoria e delle rappresentanze sindacali, con la volontà di
creare quelle condizioni di concertazione indispensabili per il
nostro territorio.
Mi rivolgo, in particolare, all'assessore al bilancio, affinché
possa creare le condizioni di un nuovo e vero tavolo di
concertazione e non solo di rivendicazione con Roma.
Non possiamo chiedere con il cappello in mano , ma nella
consapevolezza che alla Sicilia spettano delle risorse che fin da
troppo tempo sono state congelate nei cassetti di Roma. Questa
Regione è una Regione ricca, che ha grandi potenzialità e deve
potere far valere i propri diritti e le proprie prerogative.
Proprio giorni addietro il Presidente della Regione della
Lombardia dichiarava agli organi di stampa che avrebbe tanto voluto
avere lo Statuto della Regione siciliana e, giustamente, il
Presidente Ardizzone ha fatto notare come questo nostro Statuto in
tante parti ancora non è attuato perché le imprese che operano in
Sicilia dovrebbero pagare le tasse, le imposte in questa nostra
Regione e questo non avviene, probabilmente anche per colpa nostra,
per dimenticanza dei parlamentari nazionali che non vogliono far
cassare quella parte dell'articolo 36 dello Statuto che impone alla
Sicilia di versare le imposte riscosse in questo territorio nel
bilancio dello Stato.
Penso che parte una fase nuova, una fase che deve dare maggiore
attenzione al territorio. Sono certo che la Regione, per dare
credibilità nei confronti degli investitori, possa riuscire ad
assolvere ai propri obblighi contrattuali ed economici rispetto
alle imprese che hanno investito in questo nostro Territorio e si
possa varare urgentemente anche la Finanziaria bis, con attenzione
particolare la mondo delle attività produttive, al mondo
dell'agricoltura ed a tutte quelle categorie che in Sicilia stanno
a guardare con attenzione il nostro operato ed il nostro impegno.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha
facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, assessori, intervengo dopo avere ascoltato per
circa un'ora il Presidente Crocetta che aveva esordito dicendo che
non si sarebbe dilungato, evidentemente lascio giudicare agli altri
se lo ha fatto o meno, ma quello che importa non è tanto il tempo
che ha occupato, ma quello che egli ha detto. Ad un certo punto mi
è sembrato di leggere un libro dei sogni in Sicilia va tutto
bene .
Mi è venuto in mente, lo voglio lasciare agli atti, il messaggio
della signora Melina che mi ha scritto stamattina e lo voglio
leggere al Presidente della Regione: Volevo chiedere se era
possibile un'informazione. Come si fa che mio fratello ha fatto la
domanda per il cantiere, gli dicono che è rientrato, tutto a posto.
Dopo va mia cognata a chiedere e gli dicono che gli iscritti sono
tanti e lui non rientra. Ora mi dica lei come si fa a non rientrare
un ragazzo di ventisette anni, sposato, senza lavoro, senza lavoro
lui e lei, con un reddito zero ed un bambino di sette mesi a non
rientrare in graduatoria. Non capisco veramente, mi dia una
spiegazione.
Ebbene questa è la Sicilia vera, signor Presidente Ardizzone,
assessori, Presidente della Regione, non è la Sicilia che ci ha
raccontato il Presidente Crocetta soprattutto quando egli
dimentica, e gli do il beneficio della nuova fede, che durante la
presidenza Cuffaro la Sicilia ebbe la premialità per la spesa dei
fondi europei - questa non è storia di parte è storia oggettiva -
così come egli dimentica che in Sicilia capita, in queste settimane
ed in questi mesi, che c'è chi ha ben gestito, così come ha
affermato il presidente Crocetta poco fa, la gestione dei rifiuti,
facendo partire ben cento comuni con la possibilità di gestirli
direttamente e come tutta risposta è stato sollevato, mi riferisco
all'assessore Marino.
D'altronde in Sicilia capita che ci si attardi per tanti mesi
sulla doppia preferenza di genere, che ci si attardi tanti mesi
sull'abolizione delle province e sulla costituzione e istituzione
dei nuovi consorzi di comuni, succede anche che mentre in Aula si
discute il salva-imprese, cioè quel disegno di legge che deve
portare respiro e speranza di una ripartenza, la maggioranza o
presunta tale sia a Palazzo d'Orléans col Presidente della Regione
per discutere di rimpasto e, quindi, un disegno di legge essenziale
e strategico per la Sicilia torni in Commissione.
Succede anche che ci sono due PD e due UDC, cioè i due partiti che
hanno eletto il Presidente della Regione, succede in Sicilia e
succede solo qui, che siano divisi in due, mezzo in maggioranza e
mezzo all'opposizione, mezzo PD di qua e mezzo PD di là, mezza UDC
dentro e mezza UDC fuori.
Succede che tutto questo fa parte non della storia, fa parte della
cronaca, quella cronaca che ovviamente non conosce il mio
affettuoso collega onorevole Di Pasquale che, vedete, quando
interviene mi pare più un giovane di Rifondazione Comunista che
ancora crede e non sa che tutti siamo nati comunisti e moriremo
democristiani, piuttosto che essere un giovane che dormiva a casa
del mio amico Innocenzo Leontini e si è abbeverato ed è cresciuto
alla scuola di Forza Italia.
Ecco, questi sono i misteri di queste settimane in Sicilia. Nulla
di personale, però prendiamo atto di tutto questo e prendiamo atto
soprattutto del fatto che nonostante questa giostra l'opposizione
di centro destra resta, non so ancora se per poco, non so ancora
per quanto, sapendo che il Presidente non è Catilina e che io tanto
meno sono Cicerone, mi verrebbe da dire quousque tandem, Presidente
Crocetta, abutere patientia siculorum, quousque tandem, Presidente
Crocetta, abutere patientia siculorum?
In realtà noi vogliamo pensare che sia opportuno, e lo facciamo
con ulteriore senso di responsabilità, il senso di responsabilità
di un centro destra responsabile, tutto e la mia proposta è quella
di offrire al Presidente della Regione una tregua istituzionale di
un mese ed è l'ultima possibilità; porti in Aula, esiti prima in
Commissione, la falsa partenza di stamattina in Commissione
Bilancio, assessore, è drammatica dopo le belle chiacchiere di ieri
altrimenti continuano a restare tali, portate in Aula ed esitiamo
il disegno di legge Salva imprese e la Finanziaria bis.
Evitiamo che i forestali scendano in strada, diamo da mangiare a
chi ancora non lo può fare, se ciò non dovesse accadere o se dopo
questi due disegni di legge non dovessimo trovare una quadra
rispetto alla quale tutta l'Aula condivida il percorso perché il
progetto di centro sinistra è nato morto, perché non ha mai avuto
una maggioranza d'Aula, chiedo al Presidente Crocetta di
dimetterci, se ciò non dovesse essere ci dimetta.
Voi vi chiederete perché non mi dimetto io, vi rispondo che se
dovessi dimettermi io, chi subentra potrebbe non pensarla come me;
se dovesse andare male questo percorso ci dimetta perché se si
dimette lui dimostra amore per la Sicilia, se non saremo stati
capaci di cambiare questo percorso, e permettere a tutti di
tornare, di fronte al popolo e alle proprie responsabilità.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltàa.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il
partito UDC ha iniziato questo percorso insieme al presidente
Crocetta, condividendone il programma, condividendo le scelte
politiche, oggi qui io parlo a nome per conto del mezzo UDC, e ci
sta tutto questa precisazione, non c'è bisogno che scendiamo nei
particolari, per coerenza dico che ho condiviso le scelte del
presidente Crocetta ed andiamo avanti in questo modo.
Ho ascoltato con grande attenzione quello che diceva il presidente
Crocetta, tante cose sono state fatte, altre cose devono essere
ancora fatte.
Un dato è certo quando diceva che in Sicilia ci sono meno incendi
boschivi, assessore al bilancio mi ascolti, per favore, e guardi
che i lavoratori forestali devono prendere ancora lo stipendio dei
mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo e non è possibile che
questi lavoratori rimangano senza il loro stipendio. E'
un'indecenza Per cui la prego di mettersi subito al lavoro e dare
risposta a questa gente.
Abbiamo abolito le province ed abbiamo fatto una cosa importante,
abbiamo quasi anticipato il Governo nazionale.
Crocetta parla di un patto per le riforme ed io penso che il
patto per le riforme sia già stato scritto nel programma che
abbiamo tutti condiviso, quando ci siamo presentati agli elettori,
un modo comune per condividere le responsabilità e ad oggi il
gruppo e la maggioranza di questa Aula ha dimostrato che vuole
condividere le responsabilità, seguendo il Presidente in tutte le
sue scelte.
Ne condivido anche la modestia e l'umiltà quando il Presidente
dice che è pronto a rivedere l'equilibrio del suo Governo, questo
vuol dire disponibilità, vuol dire che vuole veramente fare sul
serio e cose importanti con l'Aula, ma c'è da dire anche un'altra
cosa importante.
Fuori da questo Palazzo, la gente è disorientata, non ha capito
esattamente quello che è accaduto in questi quindici giorni di
grande confusione, di informazioni strane.
La cosa importante è che c'è povertà fuori da questo Palazzo e che
questa Amministrazione si è impegnata a non fare macelleria
sociale. E' questo che io chiedo al nuovo Governo regionale e cioè
di guardare ai più deboli perché ce n'è tanto bisogno, di mettere
in cantiere tutto quello che si può fare.
Noi abbiamo questo assessore alle infrastrutture e la prego di
portare avanti il lavoro sulle infrastrutture poiché queste sono
un momento di occupazione e lavoro.
L'assessorato alla famiglia ha un ruolo importante, avvocato.
Devono partire i cantieri di servizio, i cantieri di lavoro.
Non saranno grandi risposte, ma saranno risposte che daranno
ossigeno a quelle famiglie che oggi chiedono un momento di
occupazione.
Certo, è con amarezza che apprendo che in giunta non possono
entrare i deputati.
Se questo serve, se i deputati non devono andare in Giunta, se
questo sacrificio serve a portare avanti la mia Terra, la nostra
Terra, siamo disposti anche a non andare in Giunta, purché la
nostra Terra vada avanti, alla ricerca dello sviluppo e della
crescita.
Dobbiamo dimostrare all'Italia che c'è un senso rinnovato delle
istituzioni, dei valori.
Vogliamo cacciare via i fantasmi del passato e dare al nostro
Popolo un momento di grande sviluppo, di grande crescita.
Assessori, io vi chiedo, quando andate nelle province, di
coinvolgere i deputati perché se qualcuno pensa di fare
ragionamenti solitari, avrà amare sorprese.
Io vengo da un'esperienza triste perché è venuta nella mia
provincia l'assessore Borsellino a presentare ufficialmente un
manager e sappiate che nessuno di noi è stato chiamato ed avvisato.
Questo non depone bene e lo dico al Presidente Crocetta perché non
serviamo solo a dire e a votare e a spingere avanti questo Governo
regionale, mettendoci il nostro impegno.
Questo nuovo Governo deve rappresentare la svolta ufficiale,
perché è trascorso più di un anno e mezzo e da questo momento
inizia veramente la rincorsa per intraprendere nuove responsabilità
con passione, con amore, con speranza e se volete con un sogno che
veda la nostra Terra andare sempre più avanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori neo
Assessori un saluto e un augurio di un buon lavoro. Volevo pensare
al tempo che è trascorso che, essendo fra le altre cose un deputato
di seconda legislatura e un impiegato regionale da trent'anni,
conosco bene i meandri dell'amministrazione regionale e, quindi,
non posso dare atto al governatore Crocetta per il recupero di un
miliardo, cosa che non è stata mai detta, cosa che non è stata mai
fatta. Recuperare, in questo disastro che vive la Regione
siciliana, un miliardo è poco, ma sicuramente non ci fermeremo.
E' stato dato mandato ora ai nuovi Assessori per affrontare le
problematiche che ci sono in questa Regione siciliana, che sono
tantissime, dove la gente si aspetta che immediatamente il Governo
si metta al lavoro e che porti i risultati nel territorio.
Volevo rispondere alla signora Melina, cui faceva riferimento
l'onorevole Cordaro, che purtroppo il comune di Palermo su duecento
possibili progetti che poteva presentare, in occasione dei
cinquanta milioni messi a disposizione per i cantieri di servizio,
sono stati impegnati solo undici progetti e riguardano solo il
settore ville e giardini.
Quindi, mi dispiace per la signora Melina, ma il comune di Palermo
ha partecipato a soli undici progetti su duecento possibili
progetti.
Il problema della signora Melina è un problema che dovremmo avere
tutti a cuore, è un problema che dobbiamo affrontare immediatamente
e questo Governo deve essere capace con l'aiuto dell'Aula, perché
ogni tanto occorre responsabilizzarci per cercare di fare lavoro
bipartisan affinché questa Sicilia possa vedere finalmente lustro.
I problemi da affrontare sono tantissimi, ma sicuramente le
riforme sono il peso più importante che questa Sicilia si porta
avanti, che va dai lavoratori forestali, dai lavoratori precari
ormai da vent'anni e dalla formazione professionale che finalmente
ha raggiunto un obiettivo che è quello di mettere fuori tutti
coloro che hanno rubato e tutti coloro che hanno approfittato della
gente, anche nei consensi elettorali e abbiamo dato finalmente un
segnale positivo e dovremmo adesso impegnarci tutti insieme
affinché questa riforma possa mettere serenità in questo mondo.
Per quanto riguarda i lavoratori PIP, che sono stati presi in giro
per tanti anni dal precedente governatore, oggi questo personale
deve essere utilizzato bene perché possono offrire a questa città
un lavoro dignitoso e dare dimostrazione che c'è tanta gente che
vuole lavorare e vuole lavorare bene per il futuro di questa
Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, stiamo vivendo una fase politica
particolarmente tormentata, stiamo vivendo l'ennesima legislatura
tormentata.
Se non fossi cattolico e, certamente, distante da superstizioni e
credenze oserei dire, quasi, che su questo Palazzo si sia abbattuta
negli anni una sorta di maledizione, una maledizione sul
Parlamento dei siciliani e sui siciliani, invece colleghi, Governo,
signor Presidente, sappiamo che così non è.
Io credo che potremmo tornare mille volte al voto e nulla
cambierebbe e nulla cambierà se non dovesse cambiare, onorevole Di
Mauro, l'approccio culturale e direi persino l'approccio interiore
di ciascuno di noi rispetto alla nostra nobilissima funzione che
abbiamo l'onore e l'onere di svolgere in questa sede e, persino,
rispetto al sentire che finora abbiamo avuto, in questi anni, della
stessa autonomia statutaria e della nostra inviolabile specialità.
Onorevoli colleghi penso che occorra, invece, oggi più che mai,
illuminare la nostra funzione parlamentare di una nuova
consapevolezza, una consapevolezza che prevalga sulla mediocrità
delle tattiche, sui pericoli gravissimi dell'ipocrisia, della
difesa spesso vacua di un popolo che troppo spesso qui evochiamo,
il popolo siciliano, ma che troppo spesso nei fatti rimane ed è
rimasto fuori dal cuore e dalla mente di questo Parlamento.
Non sto provando affatto a glissare il tema del confronto politico
provando a volare più alto possibile, non sto provando a sfuggire
al confronto, a volte aspro, che in queste settimane ed in questi
giorni si è sviluppato, anche nel mio partito.
Non sto provando ad aggirare il confronto politico che, se
mantenuto nei limiti fisiologici, rimane certamente essenziale,
sale della democrazia e non sto provando ad uscire fuori dal
contesto, non sto provando affatto ad uscire dal contesto, a
svicolare a sfuggire, sto provando semplicemente ad assumermi,
tutta intera, una responsabilità grande.
Sto provando a ricontestualizzare la polemica politica, il
confronto - il confronto politico e parlamentare -,
ricontestualizzarli in un momento della storia del popolo siciliano
che è fatto, e lo ricordava poco fa il collega Cordaro, di grande,
grandissima sofferenza.
Sto provando, per usare una immagine plastica della mia amica e
collega, onorevole Cirone Di Marco, a dare il mio, il nostro
contributo affinché la nostra azione politica e parlamentare non
soltanto appaia, ma si anche utile al popolo siciliano.
Quindi, altro che sfuggire al tema delle responsabilità, al
contrario, desidero mettere prima di tutto la Sicilia e i
siciliani, assumendo, insieme al Presidente della Regione, al
Governo, alla maggioranza ed all'opposizione - che, nel rispetto
dei reciproci ruoli, debbono contribuire a superare questo periodo
drammatico della storia della Sicilia - la responsabilità di
governare la Sicilia, di dare alla Sicilia buone leggi e buone
riforme a partire da quelle che sono in corso in questi minuti
nelle Commissioni parlamentari, assessore Agnello.
Il disegno di legge cosiddetto del pagamento dei crediti alle
imprese , prima verrà esitato da quest'Aula e meglio sarà per la
Sicilia, per i siciliani, per il sistema produttivo, per
l'applicazione e l'attuazione del principio di legalità, perché i
debiti contratti vanno pagati soprattutto dalla pubblica
amministrazione, che è la prima depositaria del principio di
legalità. La manovra correttiva, insieme alla maggioranza e
certamente col contributo importante dell'opposizione, deve essere
esitata per dare quelle risposte di cui si parlava a migliaia e
migliaia di famiglie siciliane che aspettano da troppo tempo, pur
nella consapevolezza che nel mio partito e nel mio Gruppo ci sono
sensibilità importanti che vivono un disagio che buon senso e
ragionevolezza stanno affrontando in queste ore e continueranno ad
affrontare per portare tempestivamente a soluzione con gesti
concreti e concludenti.
Presidente Crocetta, lei ha il dovere e il diritto di governare la
Regione ed io chiedo che lo faccia, che continui a farlo con tutta
la dedizione di cui è capace, ma anche con tutta l'attenzione che
meritano coloro che hanno un dubbio o che persino possano
dissentire.
Mi rivolgo ancora al Presidente della Regione chiedendogli di
continuare, come più volte ha fatto in questi giorni ed in queste
settimane con grande chiarezza, a dialogare con il Parlamento,
continuare a cercare un sereno dialogo con le forze politiche e con
il suo partito, continuare a lavorare per la Sicilia ed i
siciliani, continuare a cercare soluzioni per rasserenare il clima
e per trovare le giuste soluzioni ai problemi dei nostri cittadini.
Presidente Crocetta, continui nella sua azione di dialogo e di
disponibilità rispettoso, come sempre ha fatto, del Parlamento dei
siciliani.
E concludo - come spesso mi piace fare - con un rigo e mezzo di
poesia di un grandissimo poeta indiano che conoscerete senz'altro,
Tagore, che dice semplicemente: E nella sera la voce di mia madre
dava un senso alle stelle .
Ed allora, ci si chiede come la voce di una persona, pur di una
madre, possa dare voce al sublime delle stelle, cioè alla grandezza
straordinaria di uno degli elementi che compongono l'universo. Io
dico che noi dovremmo prendere spunto dalla grandezza del poeta e
dire che la voce del popolo siciliano deve dare senso alla
grandezza e alla sacralità di questo luogo, del luogo sacro della
sovranità popolare, che la voce del popolo siciliano dia davvero
senso al parlamento dei siciliani.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel lungo periodo
di crisi che stiamo vivendo, abbiamo visto sempre più aggravare il
contesto, non solo politico, ma anche amministrativo e della realtà
socio economica siciliana, e questo ci porta a dire che un danno
piuttosto pesante si è procurato alla nostra realtà.
Noi abbiamo, con senso di responsabilità, fatto si che ci fosse
una risposta a questa grave realtà determinatasi. Ahimè, dopo tanto
tempo vediamo, stasera, anche con una realtà piuttosto complessa,
nascere una nuova Giunta a cui auguriamo sicuramente buon lavoro,
ma a cui chiediamo anche di capire quale è lo stato reale della
nostra Sicilia e le problematiche che investono i singoli comparti
della realtà siciliana.
Io dico in premessa che sicuramente ognuno dei nuovi assessori
vorrà spendersi, ne conosco alcuni a cui sicuramente per
esperienza, per senso di realtà sin qui rappresentata, possono dare
un reale contributo, dal collega al bilancio, all'assessore Bruno,
la riconferma dell'assessore Valenti, tutta gente che non ho il
piacere di conoscere, ma andrò sicuramente a salutarli dopo.
Sicuramente c'è bisogno di vedere come riprendere un percorso che
ha visto in questi ultimi giorni grande confusione, grande
disorientamento, grande preoccupazione per chi ha il senso delle
istituzioni.
E in questa direzione, noi oggi come Gruppo del Nuovo Centro
Destra in Aula non abbiamo la presenza dell'onorevole Nino Germanà,
e voglio proprio stigmatizzare questo momento, per dire che è
assente, come fatto simbolico, e si è voluto incatenare nel comune
di Brolo, proprio comune di origine, perché vuole evidenziare una
grave situazione determinatasi ai danni della democrazia, della
legalità e della chiarezza. Vuole capire perché un comune sciolto
non ha avuto in maniera chiara notizie dei reali problemi che hanno
portato allo scioglimento.
Allora io chiedo al Governo che in questa direzione ci sia un
primo esempio di chiarezza, di legalità e di impegno, e chiedo
quindi di intervenire e dare risposte in tal senso.
Invito, contestualmente - dopo questo appello al Governo - il
collega Nino Germanà a sospendere la sua protesta, dopo aver
testimoniato la nostra solidarietà, a sospendere questo atto
dimostrativo perché sicuramente i cittadini avranno capito, ma
anche la comunità politica e il anche il Governo sapranno farsi
interprete, problema sua quale, assessori e vice presidente
attendiamo una risposta.
Io dico che, oltretutto, c'è bisogno anche di proseguire sulla
strada della concreta legalità, che al di la dei clamori,- al di la
degli annunci che non bastano, perché dopo gli annunci ci vogliono
i fatti, che al di la delle denunzie che sono necessarie, ma ci
vogliono dopo le proposte, che al di la di questo modo di operare
che ha portato ad oggi a determinare alcune risposte parziali, ma
che non hanno sicuramente influito nelle scelte che la Sicilia
aspetta. Sicuramente i problemi sul tappeto sono rimasti, sempre
più pesanti e sempre più critici, perché il problema sulla
formazione, è vero che disancora un sistema, ma ancora non si è
determinato dopo tante richieste anche da parte delle forze
politiche di una linea di intervento su quello che deve essere la
realtà del settore.
Per quanto riguarda i precari è rimasta ancora in piedi una
risposta che anche la Ragioneria generale dello Stato ci chiede,
vogliamo capire, per garantire la presenza di questi soggetti che
comunque rappresentato oggi una realtà, e per essere visti come una
risorsa e non come un problema, dobbiamo capire quale è il rapporto
tra i costi e i servizi che essi producono.
Abbiamo il problema ancora aperto che merita un'immediata risposta
degli enti e delle partecipate, dove ancora esiste una concreta
emorragia che noi abbiamo tutti il dovere di vedere come bloccare.
Esiste poi una necessità, caro Assessore per l'economia, mi auguro,
di capire quale devono essere i programmi, quale dev'essere la
nostra stella polare, quale deve essere il nostro orientamento sui
singoli comparti, sui singoli temi, sulla singola realtà, politica
del lavoro, che abbiano una specifica determinazione e un
collegamento nel ramo dell'amministrazione del lavoro, Assessore al
lavoro, raccordato con quella che è la programmazione generale.
Abbiamo bisogno di politiche per l'agricoltura, abbiamo bisogno di
politiche per il turismo, caro Assessore Torrisi, dove forse dalle
infrastrutture possiamo meglio, come dire, influire, perché non è
possibile che su questa realtà, dove sicuramente la politica potrà
stendere un atto di indirizzo da assistere a una concreta,
purtroppo negativa latitanza, così come anche c'è un problema di
politica del credito - e mi rivolgo sempre all'assessore per
l'economia -, e poi io dico che le imprese, le piccole e medie
imprese e tutto il comparto dell'artigianato e del commercio
aspettano, al di là dei testi unici che possono rappresentare
momenti di grande novità, aspettano una reale risposta.
E poi c'è il tema di tutti i problemi che assieme rappresentano
materia esplosiva che è la burocrazia, il vero momento drammatico
che la Regione, come la realtà pubblica la pubblica amministrazione
vede come momento di negatività. E allora tante volte ho avuto modo
anche di chiedere all'Assessore Valenti di invitarla a dare una
risposta sulla legge 5 del 2011, la cosiddetta legge per la
riforma della burocrazia , ma sono trascorsi appena tre anni e
ancora noi non abbiamo visto una risposta.
Allora io dico che in questa direzione c'è il grande senso di
responsabilità, però caro Assessore al Bilancio, non è stato
positivo come suo primo atto l'assenza in commissione Bilancio
stamattina, dopo che la Conferenza dei Capigruppo e tutte le forze
politiche avevano dato tanta disponibilità e tanto senso di
servizio per procedere, perché domani questo disegno di legge sul
pagamento alle imprese fosse trattato in Aula, e invece oggi
abbiamo registrato l'assenza del Governo.
Allora noi come atto importante, ma anche simbolico, intendiamo
dimostrare ancora una volta senso di responsabilità dicendo che
abbandoniamo l'Aula per aspettare il Governo in Commissione
Bilancio, così da poter proseguire con senso di impegno ad oltranza
a definire questo percorso.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
rassicurare il Presidente della Regione sul fatto che il mio
partito o parte di esso, non sceglierà l'Aventino. E' una cultura
politica disastrosa che ha consegnato una tragedia a questo Paese,
e mai ripeteremmo una esperienza di quel tipo.
Io parlo in quest'Aula non in dissenso, perché ho apprezzato anche
il ragionamento che qui ha fatto il Capogruppo del mio partito, lo
sforzo che ha fatto a tenere insieme un Gruppo e un partito che in
queste settimane si è diviso in maniera pubblica, ha offerto una
lettura della soluzione da dare a quel nuovo patto che il
Presidente della Regione aveva auspicato all'indomani
dell'approvazione della legge di riforma sulle province. Un nuovo
patto che doveva dare vita a un Governo nuovo, capace di
interpretare ed essere adeguato alla fase politica e sociale che
sta davanti a noi.
Una fase politica e sociale assai complessa, prima di tutto per le
ragioni che la crisi finanziaria, nel bilancio e nella condizione
economica complessiva di questa Regione, ci consegna una condizione
di grave difficoltà e di inedite contraddizioni alle quali la
politica nel passato non era abituata. Sempre più si pone il tema,
con urgenza, che la parola risanamento finanziario è oggi
condizione essenziale per garantire certezze e diritti ad una
società, ed a pezzi di società, che altrimenti non hanno più nulla
essendo la nostra Regione, come è noto, una società a forte
dipendenza del sistema pubblico regionale.
Ecco perché il tema del risanamento, della lotta agli sprechi,
della lotta alla corruzione, della legalità è una frontiera di
rilancio economico per chi ha meno diritti.
Ma per fare questo occorre avere un Governo, non solo che ha
voglia di fare, ma che è in grado di costruire un consenso e
promuovere un consenso nella società e chiamare tutta la Sicilia,
la Sicilia migliore, che vuole liberarsi da un passato che l'ha
umiliata, piegata, che spesso l'ha fatta rassegnare, a questa sfida
ambiziosa di cambiamento.
Ed era questo il senso per cui, assieme al Presidente della
Regione, avevamo condiviso la necessità di aprire una nuova fase,
non per cambiare qualche assessore ma per cambiare il modello
politico con il quale affrontare i problemi di questa Regione. Ed,
invece, è prevalsa un'idea semplicemente sostitutiva di togliere
qualcuno per metterci qualche altro.
Lo voglio dire perché io non penso che in Sicilia, anche se
scegliessimo o trovassimo, utilizzo una metafora calcistica, dodici
Maradona assieme ad un fuoriclasse, che è il Presidente della
Regione, di per sé questo sarebbe sufficiente a dare in qualche
modo una scossa a questa Regione.
Sono convinto che oltre ai Maradona, tanto più se riusciamo a
trovare i Maradona, servono squadre larghe, squadre che sono fatte
dalla politica e squadre che sono in grado di coinvolgere e
promuovere le forze sociali, le forze vive della società siciliana:
le forze sindacali, le forze di rappresentanza del mondo
dell'impresa e del lavoro, le forze della cultura.
Ed, invece, l'idea che si è trasmessa in queste settimane, per la
verità anche in questi mesi, anche nel corso di quelle azioni che
qui il Presidente - dico giustamente - ha rivendicato nei risultati
del suo Governo, ma sempre più lo sforzo in qualche modo è stato
chiuso in una percezione, in una idea che il Presidente della
Regione ha dato di sé, è soprattutto di un cerchio magico che
attorno al Presidente della Regione si è rivelato, giorno dopo
giorno, più un cerchio tragico non capace di interpretare, di dare
e di avere la visione necessaria alla complessità di questa
Regione.
Ecco perché, malgrado tutte quelle cose che qui ha raccontato il
Presidente Crocetta, alcune delle quali vere, è indubbio uno sforzo
senza precedenti nella battaglia contro la corruzione, quella che
lui definisce la 2manciugghia" e certamente questo è un tratto
distintivo dell'esperienza del Governo Crocetta.
Ma malgrado tutto ciò, permane e cresce nella società siciliana un
disagio ed in certi casi un dissenso verso le aspirazioni, e
soprattutto verso le aspettative che la rivoluzione di Crocetta
teneva dentro di se. Ecco allora l'esigenza di una svolta, di una
svolta nella quale chiamare a quel nuovo patto la società
siciliana, coinvolgendo innanzitutto i partiti, chiamandoli come
tali e non nascondendosi dentro le logiche correntizie dei singoli
partiti per promuovere divisioni e lacerazioni che ci consegnano
una situazione paradossale.
Oggi nasce il secondo Governo Crocetta. Quando è nato il primo,
senza una maggioranza parlamentare, aveva e doveva avere
l'ambizione di allargare quella maggioranza che un anno e tre mesi
fa era uscita dal voto. Eppure, il Governo che si presenta oggi ha
una base parlamentare ridotta rispetto a quello di un anno e tre
mesi fa. Se questo non è un elemento da cui far discernere una
riflessione, mi chiedo, ma questo nuovo patto con chi si dovrebbe
fare? Con un generico appello all'unità di salvare la Sicilia, ad
un patto di salvezza regionale?
Io credo che la politica ha bisogno di processi, di percorsi, e
non perché io sia avulso e lontano dall'idea anche di allargamento
di inclusione a forze nuove, in grado di condividere le sfide che
stanno dinanzi a noi, ma tutto questo lo si fa avendo chiaro
l'obiettivo, dando il senso di marcia, riuscendoci a fidare l'uno
dell'altro, ed il grave rischio che stiamo correndo è che in questo
momento la politica perda la fiducia, non solo dei cittadini, ma
anche tra i politici, nel rapporto tra le forze politiche, dentro
le forze politiche, e se questo dovesse prevalere io temo che altro
che nuovo patto, ci aspetta una fase di grande logorio e di
inevitabile fallimento.
Io credo che il Governo della Regione, il Presidente della Regione
abbia il dovere di essere più rigoroso nell'analisi, di essere più
rigoroso e costante anche nelle soluzioni da offrire alla Sicilia,
e l'abbiamo visto in questi giorni. L'idea è come è nato questo
nuovo Governo, è nato sull'onda di un generico appello fatto da
forze sociali che improvvisamente hanno chiesto di fare in fretta
perché c'era la casa che bruciava ed in nome di quella fretta, in
un pomeriggio, è nato un Governo o almeno è stato annunciato un
Governo. Ci sono voluti poi otto giorni per assettare le deleghe e
siamo arrivati al decimo o undicesimo giorno di quell'annuncio per
scoprire che una parte degli assessori, uno di essi almeno, non ne
fa più parte.
Io non voglio esprimere giudizio sulle persone, oltretutto su
persone che non conosco, però questo dimostra che in nome di una
fretta presunta, l'approssimazione costituisce spesso il modo con
il quale si pensa di aggirare o di mettere di fronte al fatto
compiuto gli altri. Questo metodo è un metodo che non porta da
nessuna parte, anche perché ci sono dei nodi e delle questioni
sulle quali non possiamo aggirarci attorno, sono questioni che
tornano, il Presidente ha citato alcune cose, alcuni fatti, alcuni
temi che sono significativi per la vita di questa Regione.
Qualche giorno fa si è dimesso un assessore, o è stato rimosso un
assessore, facendo una conferenza stampa, dicendo cose alcune
frutto dell'inevitabile risentimento, dell'inevitabile rabbia di
chi, in qualche modo, ha sentito venire meno quella fiducia e quel
rapporto che si era consolidato nel tempo, ma ponendo alcune
questioni, rispetto alle quali non possiamo fare finta che non se
ne parli.
Voglio sapere con certezza se il tema dei termovalorizzatori, che
ha costituito la ragione del fondamento di una maggioranza diversa
e alternativa rispetto a quella del passato, costituisce un nuovo,
un'occasione per giochi e giochini bizantini. Non posso non vedere
con grande preoccupazione, e non ascrivo ad un fatto di burocrazia,
che non ha compreso le cose di cui stiamo parlando, il fatto che
fra qualche settimana, presso il Tribunale di Milano, la Regione,
che è chiamata ad un processo per la vicenda dei
termovalorizzatori, veda un pezzo di Regione costituirsi contro la
Regione.
Possiamo pensare che tutto questo è frutto di qualcuno che non
aveva capito che stiamo giocando su un affare che riguarda
centinaia e centinaia di milioni di euro, sui quali graverà forse
il futuro della nostra Regione. E, addirittura, scopriamo che
l'avvocato che era stato chiamato a costituirsi contro la Regione
veniva nominato nel Governo della Regione.
E' solo un incidente? E' solo il frutto di un caso? Ed allora,
ecco perché abbiamo bisogno di un allargamento, di una politica che
si allarga, non un cerchio tragico che riduce a pochi, a inutili
pochi e buoni a nulla che stanno portando a rischio di un disastro
la Regione. E le questioni aperte sulle vicende dell'eolico,
dell'energia? Vedo il nuovo assessore che non c'è Lo attende un
duro lavoro. Anche lì non vorrei che ci facessimo fare gli impianti
dai TAR, in maniera tale che, alla fine, dovremo prendere atto
delle scelte all'amministrazione regionale.
Non ho dubbi sulla generosità, sull'onestà, sul disinteresse di
Rosario Crocetta su queste questioni, ma io temo che un'idea di
Governo che si riduce ad uno dove gli assessori sono soltanto degli
organi serventi e non un organo politico che condivide le
responsabilità, che se li assume nella funzione di rappresentanza
di cui ognuno di loro è parte ed interprete, temo che l'idea di un
Governo ridotto a pochi o ad uno sia un rischio grave che sta
correndo la nostra Regione.
E allora, Presidente, noi poniamo la questione, e dico noi e non
una corrente del PD, perché mi rifiuto di rappresentare questo
dibattito e spesso il Presidente della Regione lo fa, non capisco
se in buona fede o perché pensa che non c'è alternativa al modello
dei partiti fatti per correnti, anche in queste ore.
Il Presidente della Regione continua a dire: c'è una parte del
mio partito che ha dei problemi, c'è un disagio. Io sono pronto,
anche stasera, anche domani. Datemi un nome. Ditemi chi volete ,
non comprendendo che la questione non è il nome. Personalmente non
sono interessato a dare nessun nome.
Credo che i partiti, la maggioranza o quella che si è costituita
anche in questo Parlamento, debba condividere un progetto, e poi ci
sono i nomi, perché altrimenti un qualunque nome si darà è qualcuno
che farà l'assessore, magari farà contento qualche deputato perché
nominerà in qualche ufficio di gabinetto qualche amico piuttosto
che ad altri, ma non avremo affrontato il nodo politico che sta
dinanzi a noi.
Noi abbiamo ancora tre anni e mezzo, che saranno durissimi a
partire dai prossimi giorni, quando qui saremo chiamati a gestire
una crisi economico-finanziaria dove, parliamoci chiaro, o c'è un
rapporto nuovo con lo Stato centrale, autorevole, non un rapporto
tra chi si deve giustificare e qualcuno che ti deve interrogare? O
si costituiscono le condizioni perché lo Stato riconosca diritti
costituzionali che sono in capo alla nostra Regione, a partire
dalle modalità con le quali si esercita il prelievo alla fonte da
parte dello Stato che ci obbliga poi a fare un mutuo per recuperare
la cassa.
Pertanto, onorevoli colleghi, o noi affrontiamo questi nodi o,
assessore Agnello, anche se lei fosse il premio Nobel per
l'economia, le assicuro che non ci sarebbe possibilità alcuna di
affrontare i problemi che stanno dinanzi a noi. Io le auguro il
successo, perché il suo successo può essere il successo di questa
Regione, ma - ripeto - il tema non è il successo di una persona, il
tema è il successo di una politica, di una autorevole
rappresentanza politica.
E' velleitario tutto questo? E' antico? E' una concezione che
appartiene all'Ottocento, al Novecento? Oggi siamo in un secolo
nuovo e, quindi, come dovremmo affrontare tali questioni? Per
relazioni amicali? Per qualche buon consiglio? Qualche pacca sulle
spalle? Come dobbiamo affrontare il problema di 5 milioni di
persone che, stando così le cose, noi non saremo più in grado di
garantire quello che è stato garantito nel passato? Non possiamo
partecipare a questa agonia dove ognuno di noi, ogni giorno, è
chiamato a rispondere di cose di cui spesso non è a conoscenza, non
ha contezza, e che sono figlie di una tragedia che ci consegna il
passato e che rischi di doverne rispondere tu senza essere in alcun
modo colpevole Tutto ciò per quello che si è determinato, per
un'idea su cui si è costituita questa Regione, cioè la spesa
pubblica spa
Noi - per anni - abbiamo approvato i bilanci e guardavamo solo la
parte delle spese. I deputati in questo Parlamento, per anni,
neanche guardavano le entrate, perché le entrate erano un fatto
dei tecnici', la politica si occupava solo delle spese e su come
spendere e dove spendere.
Oggi, il problema che abbiamo è che dobbiamo guardare alle spese
tagliandole e alle entrate aumentandole. E lì che è chiamata la
nuova classe dirigente: a misurarsi sulle sfide e sulle ambizioni
da far condividere all'opinione pubblica.
Io penso che il Governo, pur nel rispetto delle persone, alcune
sono persone che conosco da molti anni, amici, ma pur nel rispetto
delle persone, io penso che ancora non ci siamo, ma non per le
persone, non ci siamo per il profilo politico con cui nasce questo
Governo; per le lacerazioni, per quello che sta consegnando questa
esperienza di nascita rispetto alle esigenze che, a mio avviso, può
darsi che ci sbagliamo, può darsi che questa valutazione sia
esagerata, può darsi che stiamo commettendo un errore, può darsi,
anzi, spero che sia così, temo - purtroppo - che non è così e non
sarà così.
Ecco perché avevamo bisogno di maggiore coesione. Altro che
frammentazione, altro che divisione, altro che questa condizione
paradossale in cui devo intervenire in quest'Aula non sapendo più
quale parte interpretare, essendomi speso per consentire a un uomo
del centro-sinistra di essere il Presidente della Regione e di
vivere oggi una contraddizione tra sentirmi parte del centro-
sinistra e distante da alcuni obiettivi che vengono perseguiti da
parte del Governo
Come li affrontiamo questi nodi? Con le correnti? Dammi un nome?
Mettici un amico tuo? Scegliamo l'amico più simpatico? Io penso che
questa strada vada fermata. Me lo auguro per il Presidente
Crocetta, ma, consentitemi di dire, me lo auguro soprattutto per la
mia Sicilia, per la mia terra che deve potere avere un Governo di
cui i siciliani possano essere orgogliosi.
Poi potremo commettere errori, potremo non fare tutto quello che
avremmo voluto fare, ma deve essere chiaro il senso che ce la
stiamo mettendo tutta e non ci stiamo consegnando alla storia per
veleni, cattiverie, vendette, rappresaglie, ma per una classe
dirigente che si pone all'altezza di tali sfide.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei non la smette
mai di fare scherzetti, presidente Ardizzone. Anche questa volta,
caro Presidente, lei mi ha messo in una condizione, facendomi
parlare dopo il presidente Cracolici, di quasi ovvietà, oserei dire
inutilità dell'intervento che io potrei fare. Io, in quanto
opposizione, io, in quanto alternativa, io, in quanto
rappresentante di quella parte politica che critica fortemente la
nascita e l'operato di questo Governo Crocetta, del primo, del
secondo e del secondo e mezzo, potremmo dire.
Vede, signor Presidente, onorevoli colleghi, noi avevamo deciso di
non entrare in Aula, ma non per uno spirito di spocchia, né tanto
meno per dimostrare chissà che cosa, perché non c'è nulla da
dimostrare in quanto, da un anno e più mesi a questa parte, ci
pensa il Governatore con i suoi annunci, con le sue non
realizzazioni, con le sue contraddizioni, con il suo Governo, a
dimostrare tutto ciò che noi non riusciremmo a dimostrare mai,
nonostante mille discorsi, mille interventi e mille proposte. Io
rimango veramente allibito da quello che è avvenuto negli ultimi
due mesi, signor Presidente: cioè di fronte ad una situazione che
definirei drammatica, anziché essere al cospetto di un governo, di
un presidente che magari si mettesse a lavorare anche la notte per
cercare di preparare ed inseguire l'Aula con i propri documenti,
con le proprie leggi che, magari andasse a Roma, non da Giletti, ma
dal Governo nazionale, dal Presidente del Consiglio e dai vari
Ministri, per cercare di difendere ciò che, quotidianamente, ormai
da troppi anni, ci viene rapinato, nell'indifferenza più totale.
Il Governo attuale non è un Governo che dà risposte alla Sicilia,
ma è un Governo che deve fare annunci e che deve combattere la
manciugghia , come dice, della mafia. Combattendo la mafia, ogni
tanto c'è qualche inciampo, io, a parte la citazione dell'onorevole
Cracolici, non ho sentito nessuna parola di difesa per Marino, per
il PM antimafia Marino, cacciato a calci nel sedere da questo
Governo.Perché Marino è stato cacciato? Forse perché, da subito, ha
cominciato a non vederci chiaro nei rapporti di manciugghia vera
che ci sono con la Confindustria? Forse perché Marino ha detto che
ci sono imprenditori che hanno ruolo di rappresentanti in
Confindustria, in quella Confindustria che osa sfidare l'ARS, ma
che non si è mai presentata alle elezioni per essere eletta? In
quella Confindustria che, magari, con qualcuno dei suoi
rappresentanti ha autorizzato una spesa gratis di duecentocinquanta
milioni di euro per i prossimi anni? Forse Marino è stato cacciato
per questo? Perché attaccò quella Confindustria? Che attacca il
Governo e attacca l'Assemblea, ma che da due legislature è
stabilmente nel Governo di questa Regione con un Assessore
costantemente, e forse con più di qualche Assessore? Forse è
questo? Dovrebbe dare risposta l'amato Governatore Crocetta, che sa
districarsi nelle sue dichiarazioni immaginifiche, salottando da
un salotto all'altro, ma che finora non ha dato una se pur minima
risposta in qualsiasi settore si voglia esaminare, portando allo
sbando preciso questa terra e non preoccupandosi neppure di
immaginare, di disegnare, di provare a prevedere quali
provvedimenti mettere in campo per dare una seppur minima risposta
a quell'onda lunga che ci sta travolgendo tutti.
Egli continua a parlare di immaginifiche soluzioni alle quali non
segue nulla e non vi è cittadino siciliano che non abbia preso
coscienza e consapevolezza della assoluta insufficienza, incapacità
di questo Governatore ad assumere quel ruolo. E lui ha ben donde
di dire, ed ha ragione, che non ha vinto le elezioni. Le elezioni
le abbiamo purtroppo perse noi, gliele abbiamo regalate noi con le
divisioni e purtroppo ognuno ha potuto toccare con mano cosa
provocano le divisioni.
Io mi auguro con tutto il cuore che ciò non avvenga più e che si
faccia tesoro degli errori commessi, perché a causa di quegli
errori siamo passati ai saltimbanco ; a causa di quegli errori
siamo passati alla incapacità da parte di soggetti che dovrebbero
assumere un ruolo politico forte, serio, autorevole, capace di
affrontare i problemi e, invece, siamo in presenza di soggetti che
tutto possono fare, che tutto vogliono fare, che tutto sono in
grado di fare tranne che governare uno Stato, com'è appunto la
Sicilia. Perché questa terra è uno Stato. Noi stiamo parlando di
una Regione che può essere paragonata, come numero di abitanti,
come importanza, alla Svizzera, ad Israele, all'Olanda, cioè stiamo
parlando di uno Stato che è stato abbandonato a se stesso e che
rischia di trascinare anche i deputati, gli incolpevoli
dell'opposizione che stanno facendo una battaglia dura denunciando
le vergogne di questa assenza totale di governo, e che rischiano di
far passare nell'opinione pubblica la convinzione di essere stati
tutti complici di un Governo che non c'è Basti pensare al disegno
di legge pagamenti. Da luglio del 2013, Presidente Ardizzone, è
stato portato in Parlamento con urgenza, con immediatezza si
diceva, il provvedimento di sblocco del pagamento alle imprese e
poi invece da luglio ad ora non si è fatto nulla, anzi, di fronte
alle argomentate eccezioni che l'opposizione ha posto, e non solo
l'opposizione, di fronte alle incongruità di questo provvedimento
non si è data nessuna risposta e, addirittura, nonostante le
opposizioni abbiano affermato ieri in Conferenza dei Capigruppo che
erano disponibili ad affrontare con urgenza in Commissione bilancio
questo provvedimento, ebbene, stamattina, il Governo per ben
quattro volte non si è presentato in Commissione Bilancio Siamo di
fronte a questo, Presidente Ardizzone: siamo di fronte al nulla. E
di fronte al nulla non si può combattere Uno può combattere col
diavolo, dicono i siciliani, può avere a che fare anche col
diavolo, col diavolo ci si combatte, ma non si può combattere col
nulla. Il nulla è un qualcosa che inghiotte tutto e tutti; il nulla
è un qualcosa con cui non ti puoi confrontare, con cui non puoi
discutere, con cui non puoi parlare, con cui non puoi proporre, al
quale non puoi dare il contributo che vorresti dare; il nulla è la
cosa peggiore che poteva capitare a questa terra; il nulla è ciò
che stiamo vivendo da un anno e quattro mesi a questa parte
nonostante gli sforzi dell'opposizione, nonostante le proposte
dell'opposizione, nonostante i tentativi dell'opposizione
Siamo in presenza di un Governo che non è li per governare, ma per
avere l'occasione di fare qualche comunicato stampa o, almeno, un
giornaliero comunicato stampa - e concludo, signor Presidente -; ma
con i comunicati stampa si sta ammazzando questa terra; con i
comunicati stampa si stanno creando le condizioni per la fuga di
massa dei nostri giovani dalla Sicilia; con i comunicati stampa c'è
tanta gente che rasenta, non il raggiungimento della fine del mese,
ma la fame e che seriamente sta pensando di andare via.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori
vecchi e nuovi ai quali do il benvenuto, io ho un'impressione in
quest'Aula, l'impressione che si stia assistendo ad un dibattito
surreale, perché non ho capito il motivo di questo rimpasto, non ho
capito le ragioni di questa crisi e - se devo essere sincero -, non
ne capisco neanche le soluzioni.
Come Gruppo parlamentare, che fin dal momento in cui si è
costituita questa Assemblea è rimasto sempre compatto ed unito in
quanto ha sposato e ritiene di sostenere sempre con estrema lealtà
il Presidente Crocetta perché ne condivide il progetto politico che
sta alla base della sua elezione, non siamo intervenuti in nessuna
fase di questa crisi. Non siamo intervenuti perché condividiamo
l'idea che debbano essere distinte le responsabilità di governo
dalle responsabilità della politica. Le responsabilità di governo,
la scelta degli assessori e la realizzazione del programma e del
progetto del Governo è di esclusiva responsabilità del Presidente
della Regione.
La politica deve, sicuramente, contribuire e fare da cerniera fra
le istanze della gente e la soluzione dei problemi della gente. Si
deve fare portavoce di quelle emergenze sociali e politiche che
sono diffuse in un territorio devastato da anni di mala politica -
perché di questo si tratta -, che ha lasciato in eredità un buco di
bilancio di 3 miliardi di euro, che si sta cercando di risanare,
lentamente e con molti sacrifici, con difficoltà, fra l'altro,
perdendo pure del tempo prezioso perché da oltre un mese siamo
avviluppati ed avvitati in questa eterna discussione senza che si
riesca a trovare una soluzione.
Oggi forse una svolta. Speriamo che finalmente si finisca con
l'esercizio dialettico che apprezzo, ma arrampicarsi sugli specchi
serve a poco perché è un tentativo che riesce alle mosche e non
agli esseri umani. Non ci si può soltanto arrampicare sugli specchi
e cercare di giustificare una crisi aperta da una volontà politica
incomprensibile, aperta da una volontà politica che ha contestato
le scelte del Presidente Crocetta e l'azione del Governo quando, di
fronte a quelle scelte e a quella volontà, non si è opposto e non
si è presentato nessun altro progetto. In realtà, è mancato il
dialogo fra i partiti politici, forse questi ultimi non sono
riusciti a porgersi nei confronti del Presidente Crocetta nei modi
e nei termini giusti.
La forza e la necessità di soddisfare alcune istanze di cui il
Presidente Crocetta comunque è sempre stato molto, molto attento ed
alle quali ha cercato di dare, e cercherà e darà delle risposte.
Noi abbiamo perso solo ed esclusivamente del tempo. Abbiamo tempo
prezioso per dare delle risposte a questa società che necessita
veramente di un interveneto rapido e radicale.
E questo è l'invito che io rivolgo ai nuovi assessori: state
attenti a quelle che sono le emergenze sociali di questa terra,
alle emergenze economiche per le quali occorrono risposte rapide,
veloci, tempestive e che abbiamo il riconoscimento da parte della
società. Auguro, quindi, a tutti loro buon lavoro, do il benvenuto
e spero che questo progetto, questo programma di governo possa
consolidarsi in atti definiti, in obiettivi raggiunti per i quali
si possa dire a questa società, alla gente che cosa vogliamo fare,
in che tempi lo vogliamo fare e con che cosa li vogliamo
realizzare. Auguri di buon lavoro e benvenuti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
parlare dopo il collega Malafarina è una cosa come quando andavamo
militari. Vi ricordate? Ci davano il latte col bromuro. Quindi,
tutte le intenzioni vengono ben riposte, egli indica di stare
tranquilli perché per lui non è successo niente, non c'è niente di
cui si debba discutere. Veramente complimenti, complimenti,
onorevole Malafarina. Ogni giorno che passa diventerò più amico suo
perché lei ha una maniera di fare sintesi veramente lodevole. E
glielo dico col cuore, perché, viceversa, se le dovessi fare
qualche rimprovero magari lei potrebbe anche offendersi, quindi il
mio dire proviene esclusivamente dal mio animo.
Signor Presidente, non so come iniziare questo mio intervento, al
di là della battuta fatta al collega. Perché - vedete - essendo
stato qui da due ore ed il nostro Presidente della Regione, come
me, sta qui da due ore fumando una sigaretta nella sala antistante
l'Aula, ma quale soluzione per i siciliani stiamo cercando? Ma
quale collaborazione vuole da questa opposizione? Qual è il suo
progetto? Lo venga a riferire Deve essere umile, deve ascoltare
tutto quello che scaturisce dal nostro dibattito. Invece, egli
continua a fumare attorniato da quattro lanzichenecchi, che
sicuramente gli chiederanno qualche cosa e lui continuerà a dire
che sarà fatto tutto, ma oramai lo conosciamo, non concede mai
niente a nessuno. Ed invito l'opposizione che se avrà il coraggio,
dopo l'ulteriore mese che ha dato il nostro collega Cordaro, di
andare tutti a casa, perché non c'è più speranza. Prima ce ne
andiamo a casa, prima faremo un servizio utile ai siciliani poiché
non arriveremo mai a risolvere alcuno dei gravi problemi che
attanagliano la Sicilia.
Vede, un altro collega sosteneva che oggi c'è mezzo PD, ma che si
è presentato col Capogruppo dell'altro mezzo PD. In altri tempi,
onorevole Gucciardi, il PD non si presentava diviso a metà; intanto
si dimetteva il capogruppo. Ai miei tempi, quando c'era la
politica, quando la politica era alta, non oggi che si passa da una
corrente all'altra per mantenere la carica, l'altro mezzo UDC, il
cui presidente appartiene all'altro mezzo, che vuole la caduta di
Crocetta mentre i quattro che fanno parte e sono fuori dalla Giunta
vorrebbero continuare questa esperienza. Colleghi UDC che volete
continuare l'esperienza, noi continueremo l'esperienza per dare la
possibilità ad un esercito di lanzichenecchi che non risolvono i
problemi, o vogliamo risolvere i problemi e dire al Presidente
Crocetta che tutti quelli che si sono accodati e che fanno finta di
sostenerlo sono là perché gli hanno dato un assessore? Un assessore
che fino all'altro ieri era di centro-destra ed ora è passato al
centro-sinistra? Queste commedie ancora non lo avete capito che
faranno diventare il partito più forte e la maggioranza assoluta la
prenderanno i cosiddetti grillini' che, guardate, non ci sono in
Aula, ci trattano con superficialità, loro sono pronti al voto,
siamo noi che siamo attaccati alla poltrona, per primo io Allora,
se io trovo 45 colleghi, pronti come me sono disposto a firmare ed
andarmene a casa E questo sarà l'esempio da dare alla nostra
Sicilia, perché vogliamo un ricambio e subito della conduzione e
della risoluzione dei problemi dei siciliani.
Signor Presidente, mi ero appuntato un problema che voglio
riprendere, perché prima pensavo che si facesse per astio, ora
invece qui non c'è l'astio c'è l'interesse - ne ho parlato pure con
lei Presidente -, in quanto firmatario di un disegno di legge che
riguarda i PIP, perchè io voglio fare diventare il problema dei PIP
un problema della Regione siciliana, non un problema della
provincia di Palermo. Mi si diceva che il problema dei PIP è sorto
durante il Governo dell'onorevole Raffaele Lombardo. Non è vero. Io
ho portato una bella fotografia scattata durante un convegno nel
quale era presente anche il mio collega Ferrandelli e il Presidente
Crocetta. In quella manifestazione, il Presidente Crocetta chiedeva
ad un rappresentante dei PIP: ma quanto prendete di stipendio? E la
risposta è stata: 700 euro. Di rimando la risposta del Presidente
è stata: così poco, ma dite vero In quell'occasione, la presenza
dei PIP era di circa 400 persone, vi erano le elezioni politiche
per il rinnovo del Senato. Questo oggi è reato, è considerato voto
di scambio.
MUSUMECI. Anche ieri lo era.
GRECO Giovanni Io mi riferisco all'oggi, perché le leggi italiane
si stanno evolvendo e fra i reati stanno mettendo pure queste cose.
Vede, noi abbiamo preso in giro questi lavoratori perché
all'origine costoro erano titolari di un rapporto di lavoro e
costituiti in associazione, noi li abbiamo convinti, come politica,
a dimettersi perché così avrebbero usufruito della disoccupazione e
così pensavamo di risolvere il problema alla fonte. Ebbene,
Presidente, con un marchingegno di un emendamento presentato nella
passata finanziaria, noi abbiamo messo un tetto - mi sta bene per
il tetto - ma se il tetto si fosse messo all'atto della formazione
di questi bacini, non è onesto giocare a gamba tesa, almeno io, da
provetto giocatore, so che è considerata una punizione da
espulsione entrare a gamba tesa Ed è ancora così.
Cosa voglio dire quindi? Cerchiamo con questo mese di proroga,
almeno da parte mia, che diamo al Governo Crocetta, a questo
rimpasto che, credetemi, già dalla loro presenza si vede che sarà
un fallimento totale, cioè, su 12 assessori, ne abbiamo 5 che
vogliono lavorare; mi auguro che l'assessore per l'economia non sia
un professorone come quello passato.
Vi ricordate quel professore? Signor Presidente, ricorda quando
voleva dare - il precedente assessore per l'economia - lezione a
noi deputati?
Mi auguro che questo assessore dia risposte ai problemi e gliene
metto subito uno sul tavolo così se lo comincia a studiare. Lei
deve sapere, assessore Agnello, non c'è l'assessore Agnello? E.
allora, abbiamo perso tutto, signor Presidente, abbiamo perso
tutto. Chiedo scusa ma non lo conosco. Dice che è una persona
dell'onorevole Lupo. L'ha consigliata male; la doveva fare venire
al dibattito.
Chiedo scusa sia al Presidente sia al Presidente del mio Gruppo
parlamentare. Vorrei chiudere con un appello agli assessori
presenti. Mi auguro che voi non farete - do lettura subito così mi
sbrigo - queste comunicazioni e non dico i nomi degli assessori
per correttezza perché sono assenti: Con la presente si chiede il
rinvio a data da destinarsi per la quinta Commissione in quanto
l'Assessore insieme al capo di Gabinetto saranno fuori Palermo per
impegni istituzionali .
Questo lo 'abbiamo fatto da un anno, signor Presidente; questo
serve anche a lei per sollecitare la presenza del Governo nelle
Commissioni, dove si vede se un Governo lavora o meno, dove porta
progetti. E questo è un assessore.
Secondo voi l'altro assessore cosa dice?
Con riferimento alle riunioni della quinta commissione convocata
in data sedici si rappresenta che lo scrivente non potrà essere
presente a causa di impegni istituzionali .
La smettano, cerchino di lavorare, quanto meno di lasciare delle
cose positive per risolvere i problemi della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO, Signor Presidente, agli Assessori buon lavoro. Credo che
non manchi il lavoro.
Ho ascoltato con molta attenzione l'intervento del Presidente
della Regione e devo essere sincero mi ha lasciato stupito e di
stucco, per un semplice motivo, perché sembra che ad un anno e
mezzo quasi dal suo insediamento abbia risolto tutti i problemi
della Sicilia avendoli affrontati e superati.
Ha snocciolato iniziative che hanno determinato a suo parere
effetti positivi nell'ambito del territorio, tali da determinare
sicuramente la diminuzione della disoccupazione e soprattutto una
situazione economica in capo ai siciliani più florida di un anno e
mezzo fa.
Credo che la realtà sia ben diversa e la realtà la toccano con
mano i siciliani, nel momento in cui affrontano, giorno dopo
giorno, le difficoltà che sono sulle loro teste e che non riescono
in qualche modo a superare.
Credo, ed è questo che, in qualche modo, dispiace ancora di più,
che ci sia questo distacco enorme tra la politica e le esigenze del
territorio e le esigenze dei siciliani. Come si fa a dire che
l'Assessorato territorio e ambiente, quando si è insediato il
Presidente Crocetta, ha trovato una situazione allucinante, avendo
esitato tremila pratiche, quando, appena stamattina, il Comune di
Palermo non è in grado di rilasciare le autorizzazioni per
l'apertura delle spiagge e dei lidi in dipendenza delle allucinanti
iniziative dello stesso assessorato?
Come si fa a dire che il Comune di Palermo, nel 2011, ha trasmesso
la valutazione di incidenza all'assessorato territorio e ambiente
senza avere avuto risposta né nel 2012, né nel 2013, né nel 2014?
Come si fa a dire ciò quando basta andare negli assessorati per
rendersi conto che non funziona niente?
Come si fa a dire che le cose sono migliorate da un anno e mezzo
ad oggi?
Credo che, con molta più modestia, forse, doveva farsi cenno ad
una serie di difficoltà, sicuramente anche sotto l'aspetto
prettamente economico, che così come è stato affermato da chi mi ha
preceduto con gli interventi, e mi riferisco all'onorevole
Cracolici, dovranno essere affrontate con un Governo autorevole di
gran lunga diverso rispetto a quello che effettivamente abbiamo
toccato con mano e abbiamo visto nel passato e oggi.
Non voglio entrare nel merito delle vicende del PD. Non è mio
costume e non è mia abitudine. Ma non posso stare zitto e non dire
all'onorevole Cracolici che ha fatto questo intervento sulla base
di una posizione critica nei confronti del Governo.
Mi è venuta subito in mente una domanda: onorevole Cracolici, lei
avrebbe fatto mai questo discorso se non avesse avuto un contratto
o se non fosse stato accontentato nell'ambito delle richieste che
il suo partito o la sua corrente ha formulato nei confronti del
Presidente?.
Non credo. Avrebbe come gli altri sostenuto formalmente e nella
sostanza questo Governo.
Ma non entro nelle beghe dei partiti, non mi interessa. Mi
interessa vedere in qualche modo come si evolve l'attività del
Governo e vi assicuro che c'è una paralisi del tutto
ingiustificata.
Come si può dire che da un mese il Governo è andato avanti quando
c'è stata una paralisi impressionante, quando le Commissioni non
hanno funzionato, quando l'Assemblea è stata settimanalmente
rinviata per mancanza della presenza del Governo?
E' nei verbali. Come si può camuffare questa realtà?
Come si può dire una cosa diversa da quella che effettivamente è
stata?
E' stata chiamata al senso di responsabilità l'opposizione.
Penso che l'opposizione il senso di responsabilità l'abbia
dimostrato da un anno e mezzo. Se è vero, come è vero, infatti, che
alcune leggi sono state approvate, è grazie anche al contributo
dell'opposizione e alla presenza in Aula, ivi compresi, anche i
grillini .
Quindi, il senso di responsabilità non solo è stato dimostrato nei
fatti ma continuerà ad essere dimostrato nell'interesse dei
siciliani. Ed è quello che l'opposizione intende fare: osservare le
iniziative e condividerle laddove sono nell'interesse dei siciliani
stessi.
Condivido la proposta dell'onorevole Cordaro. Credo che il
Presidente Crocetta non si possa più permettere il lusso di
commettere errori così come ne ha commessi nel passato. Deve
risolverli al suo interno e con i partiti che lo hanno sostenuto e
che lo sostengono.
Il resto, che proponga in Aula iniziative nell'interesse dei
cittadini. L'opposizione ha il senso di responsabilità. L'ha
dimostrato e continuerà a dimostrarlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere
qualche minuto in più, magari in prestito dal Gruppo Misto,
considerato che l'onorevole Giovanni Greco è andato un po' al di là
di quello che era preventivato.
Signor Presidente, intervengo perché credo che i colleghi che mi
hanno preceduto, a fronte
PRESIDENTE. I termini sono questi. Li ho negati ad altri
parlamentari. Lo abbiamo deciso in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
DI MAURO. Credo di dovere intervenire intanto per chiarire perché
non siamo entrati in Aula. Credo sia doveroso perché rispetto ad un
Governo che nasce dopo quindici mesi dal famoso 5 dicembre del
2012, data di insediamento del Governo post-elezioni, è anche
normale potere assistere ad una mutazione di un Governo. Noi non
abbiamo partecipato alle comunicazioni del Presidente per due
ragioni: la prima la spiego subito, perché eravamo convinti di
assistere alla solita litania del Presidente che anche in maniera
disordinata enunciava una serie di attività che il suo Governo
avevo compiuto e sento il dovere rispetto a questo non solo di
dissentire ma di far presente ai nuovi assessori che, in realtà, il
Governo precedente ha messo in campo non solo cose limitate ma non
ha affrontato seriamente i problemi che riguardano la situazione
finanziaria. Le cose che ha fatto il Governo si possono racchiudere
in due finanziarie, la prima che non ha affrontato alcune questioni
perché aveva la giustificazione di provenire da un insediamento
molto recente e la seconda, sappiamo tutti come si è conclusa, e
poi due leggi che portano la firma del Governo che sono quelle che
riguardano il voto di genere, il disegno che non c'entra niente con
lo sviluppo e la situazione economica e finanziaria di questo Paese
e di questa Regione, meglio ancora, e l'altro disegno di legge
riguarda la riforma delle province che tutt'altro è che una
soluzione del problema perchè ci costringerà nuovamente a venire in
Aula.
Allora, in questo quadro così limitato e così poco consono della
situazione drammatica della Regione, credo che debba aggiungere la
seconda ragione per cui noi non siamo entrati, perché ci saremmo
certamente aspettati che rispetto alle tante volte annunziate dal
Presidente della Regione, il cosiddetto Patto per le riforme , ci
saremmo attesi che oggi qui il Presidente della Regione sciorinasse
e trasmettesse al Parlamento e a tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari una serie di disegni di legge concreti con cui vengono
affrontati i tanti temi che sono giacenti sul tavolo della
questione siciliana e che invece non c'è alcun accenno concreto
perché il Patto delle riforme non può che essere affrontato insieme
al Parlamento, attraverso una serie di disegni di legge concreti
che spingono ciascuno di noi al confronto.
L'intervento dell'onorevole Cracolici in questo senso è stato
abbastanza eloquente: c'è una parte di questo Parlamento, della
maggioranza meglio ancora, che non condivide quello che è stato
fatto ma soprattutto non condivide l'improvvisazione con cui si
sono affrontate le questioni in questi quindi mesi e, siccome credo
che la questione più urgente e necessaria sia quella di natura
finanziaria, voglio rivolgere un appello all'assessore. Assessore
per l'economia, nello scorso Governo, abbiamo assistito nella prima
parte ad uno sforzo dell'assessore Bianchi, prima collegato con
Fassino che poi si è dimesso e con l'allora segretario nazionale
del PD che purtroppo fu colpito da ictus, in una prima fase di
interlocuzione con il Governo romano, a proposito dei tre miliardi
di euro che la Regione deve in concorso all'equilibrio di finanza
dello Stato, ad una serie di iniziative che non hanno trovato per
nulla riscontro in sede di Governo nazionale perché, al di là delle
dichiarazioni che sono state sempre fatte dal Presidente della
Regione di incontri ora con Renzi ora con Delrio, credo che
Presidente, Assessore, debba tralasciare qualsiasi, me lo consenta,
interlocuzione con il Presidente della Regione e organizzarsi
perché qui si rischia non solo il fallimento politico - e questo è
ormai agli atti - ma si rischia anche il fallimento economico e
finanziario di questa Regione.
Non abbiamo ottenuto alcunché fino ad oggi da parte dello Stato a
proposito della questione dei residui attivi e ci troviamo in una
condizione di natura politica e di natura finanziaria, ripeto,
molto grave. A tutto questo si aggiunge anche, mi permetta di dire,
l'attesa totale di indirizzo politico in termini di fondi
comunitari, in termini di certezza, di quello che è la
certificazione di un miliardo di euro che dovremo da qui a fine
anno riscontrare per raggiungere un obiettivo di equilibrio dei
rapporti con la Comunità europea.
Credo che lei avrà un grande lavoro da fare e non credo di essere
aprioristicamente contrario se il Governo intenderà mettere in
campo iniziative positive. Purtroppo non credo che il Presidente
della Regione abbia le idee chiare. Mi appello a lei perché possa
mettere in campo un'azione concreta, perché si possa tutti quanti
trovarci nelle condizioni di avere la possibilità di salvare la
Sicilia, perché oggi la questione principale non è se qualcuno
della maggioranza non partecipa al Governo, se qualcuno della
maggiorana ha opinioni diverse. Qui, la questione principale è
quella di mettere in campo una serie di disegni di legge, di
iniziative che possono mettere in condizione la Sicilia di evitare
il default. Le ricordo che rispetto alla fine della scorsa
legislatura, quando avevamo una posizione difficile, oggi,
appesantiamo il bilancio della Regione siciliana con i tre miliardi
che la Regione deve concorrere allo Stato attraverso la famosa
Legge Monti ed il miliardo di euro che dovremo a breve deliberare
in quest'Aula rispetto alla legge salva-imprese.
Questo è il quadro che attende la Sicilia nei prossimi mesi - a
lei spetta questo compito - e che credo potrà trovare la
responsabilità del Parlamento affinché la Sicilia non naufraghi.
Accanto a questo certamente andranno fatti il disegno per lo
sviluppo ed altre questioni. Poco ci interessa di quello che è in
grado di fare la maggioranza. A noi credo che come parlamentari
spetti il dovere di dare risposte alla Sicilia ed ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è, qualcuno
ha detto, surreale. Credo che sia un dibattito inutile. Verrebbe da
prendere in prestito una frase di Renzi: il Parlamento chi? . ma
di quale Parlamento stiamo parlando? Adduciamo al Presidente
Crocetta di essere insufficiente, di un'azione politico-
amministrativa che non è all'altezza, come se Crocetta fosse qui
seduto da quindici anni. E, certamente, non sarò io a difendere il
Presidente Crocetta; non ha bisogno di me.
Al collega, onorevole Di Mauro, vorrei ricordare che usciamo da
un'avventura durata cinque anni in cui il Presidente Lombardo ha
distrutto l'economia regionale e la stessa Regione.
Sono contrario - l'ho detto più volte - al programma tecnico,
senza nulla togliere ai tecnici, anzi. Stasera, all'assessore,
avvocato Reale, auguro buon lavoro. So che è molto capace e serio,
quindi, insieme ad altri che conosco di questo Governo sicuramente
farà bene. Ma il problema non è farà bene o male; il problema è un
problema politico. Il Governo tecnico non risponde a nessuno se non
al suo Presidente.
Ci sarebbe bisogno di un Governo politico. Per fare questo,
onorevole Cracolici, lei che è Presidente della I Commissione, si
faccia carico di modificare la legge elettorale. Una legge
elettorale ormai vecchia che impedisce di fatto da più Governi a
questa parte, dal secondo Governo Cuffaro, a quello Lombardo, di
mettere da parte la politica ed i politici.
Viene facile oggi, momento in cui siamo tutti additati come
elemento di disturbo dell'economia, dello sviluppo e di
quant'altro, momento in cui la decomposizione politica generale, la
scomposizione dei partiti, l'insufficienza economica, la
disoccupazione, la mancanza di fondi, perché in tutti questi anni,
nessuno, a partire dai Governi precedenti, si è messo in testa di
potere chiedere al Governo nazionale l'applicazione dell'articolo
36 e dell'articolo 37 dello Statuto.
E' una battaglia che portiamo avanti da tempo ma che cade nel
vuoto perché gli interessi sono tanti e troppi ed è difficile,
assessore Agnello, potere fare quadrare i conti quando non ci sono
le risorse.
Lei è un agnello sacrificale - visto che siamo quasi a Pasqua è il
suo momento - e glielo dico ben chiaro. Il tema qui è che o c'è un
Governo forte, capace ed autorevole per aprire il confronto con
questo Governo nazionale, perché finalmente siano applicati gli
articoli 36 e 37 che da soli ci possono consentire di uscire dalla
crisi economica ed occupazionale che sta, ormai, asfissiando questo
Paese, questa Regione. Abbiamo bisogno di rivedere le impostazioni
complessive. So che è difficile perché in questo momento la
politica per chi ha il potere di condizionamento dei giornali,
delle televisioni, di tutte quelle persone che possono influenzare
i mass-media in un momento in cui c'è la difficoltà economica e
occupazionale viene facile indicare il colpevole. E chi meglio del
politico?
Oggi non siamo colpevoli perché siamo in una Aula in cui c'è il
deserto, perché è un incontro, un confronto inutile, non c'è
nemmeno da votare la fiducia, come diceva il collega Cracolici
qualche giorno fa, semmai la sfiducia. Ma nemmeno quella. La
sfiducia può esserci soltanto se il Presidente prende atto che non
si può governare, che il Governo nazionale è a tarallucci e vino ,
che ci sono solo promesse e non ci sono le conseguenze delle
promesse.
Se almeno potessimo fare un confronto serrato col Governo
nazionale e chiedere che si applichi fin da adesso l'attuazione
dell'articolo 37 anziché aspettare il 2016 con le famose simmetrie
che servono solo a perdere tempo e a farci perdere altri giorni,
ore, risorse e tutto quello che ci manca e che ci può essere di
supporto.
L'unica cosa che può fare il Presidente Crocetta qual è? Quella di
dire agli assessori attenzione, ci sono funzionari e dirigenti,
come, per esempio, il dottore D'Arpa, che da quindici anni è seduto
in quel posto, che si permette il lusso di fare perdere tempo a chi
vuole investire in Sicilia, e questo lo può fare.
Ma ci sono ospedali che stanno crollando; c'è gente che vuole
investire e non lo faccio fare perché qui comando io e questa è
casa mia.
E questa è una operazione che può fare, nell'ambito della
trasparenza, della legalità e di quant'altro. Ma se vuole cambiare
qualcosa ha bisogno della politica. Senza nulla togliere ai tecnici
che, a norma della legge numero 10, possono essere chiamati come
consulenti, come esperti e come altro. Ma la responsabilità è di
chi si è presentato all'opinione pubblica e ha detto delle cose che
magari possono sembrare accordi elettorali e che deve mantenere. Io
non posso mantenerli se non faccio l'assessore; io o chi di noi.
La responsabilità oggi è tutta del Presidente Crocetta, che ha
voluto prendersi, dopo appena dieci anni di politica usata per
liquefare le risorse sbagliando molto spesso. Si è trovato con un
problema che è quello che gli hanno lasciato o quello che gli
abbiamo lasciato; si è trovato senza risorse; si è trovato con la
gente che odia i politici e la politica.
Ho concluso il mio intervento qualche giorno fa dicendo che
purtroppo triste è quel paese in cui non c'è la politica, perché
dove non c'è la politica non c'è la democrazia e se non c'è la
democrazia non c'è libertà.
Ora, noi siamo commissariati. Siamo commissariati per la sanità
quando paghiamo il 49 per cento del concorso della spesa sanitaria,
unica Regione d'Italia. Dobbiamo rientrare ed è il motivo per cui
il Commissario dello Stato, non so se giustamente o meno, ha
impugnato un articolo di una legge sull'amianto a cui faceva
riferimento qualche collega. Amianto che fino a ieri è stato
oggetto di attenzione qui a Palermo, dove duemila bambini andavano
a giocare in un parco pubblico di Palermo e si è scoperto che era
pieno di amianto, di fibre di amianto, bambini che possono essere
anche stati colpiti dall'amianto.
Dico solo al Presidente Crocetta, al quale in questo anno ho dato
una mano comunque, forte di quella responsabilità cui facevano
riferimento l'onorevole Cordaro e qualche altro collega, perché il
momento è difficile, perché la Regione è in difficoltà, perché c'è
un mare di disoccupazione, perché mentre noi oggi qui stiamo
perdendo tempo a parlarci addosso ci sono migliaia di persone che
stanno morendo di fame e ci sono migliaia di immigrati che stanno
portando malattie di ogni ordine e grado, dall'ebola a, spero di
no, alla tubercolosi, alla lue, all'AIDS.
L'unica cosa che il Governo nazionale non ha fatto, in questo
tempo, anziché fare una proposta per potere formare, senza volere
essere qui razzista o meno.
Questa operazione che sarà micidiale nelle prossime settimane, nei
prossimi mesi, che può portare fino a due milioni di immigrati nei
prossimi dieci anni, si preoccupa di sapere quante persone deve
impegnare tra le forze dell'ordine, quanto costa l'incrociatore che
va a prendere ogni mattina gli immigrati a mare.
Anziché dire cosa facciamo? Anziché fare l'accordo con la Comunità
europea, per poter fare in modo che ci possa essere una formazione
a richiesta, per quelli che arrivano, da spedire in tutta Europa e
di andare a fare un blocco, formandoli nei loro Paesi.
Spero che il presidente Crocetta possa cogliere qualche elemento
da quello che ho detto per dare una mano ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto. Ne ha
facoltà.
Onorevole Di Giacinto, lei ha tre minuti e 40 secondi a
disposizione. Non rimproveri, pure lei, questa Presidenza.
DI GIACINTO. L'ho concordato ieri, in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari. Non potrei lamentarmi.
Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, come Gruppo
parlamentare Il Megafono Lista Crocetta , mi corre l'obbligo di
rivolgere un sentito ringraziamento agli assessori uscenti per il
lavoro svolto fino a questo momento.
Li ringrazio, soprattutto, perché hanno svolto il loro mandato
nella fase iniziale del Governo, dove il primo impulso è stato
quello di stravolgere il sistema, a volte subendo anche duri
attacchi da quella politica vecchia che trova difficile accettare
la rivoluzione del nostro Presidente Crocetta.
Voglio cogliere, inoltre, l'occasione per precisare che Il
Megafono Lista Crocetta non ha mai chiesto, ad oggi, nessun
rimpasto di governo, nella convinzione che la fiducia riposta
nell'azione rinnovatrice di Crocetta passi inevitabilmente per la
scelta dei suoi collaboratori di giunta, da noi sempre condivisa e
supportata in questa prima fase, certamente difficile, ma ciò non
di meno, necessaria, nella convinzione che la rivoluzione siciliana
deve porsi al di sopra di vecchie logiche partitiche che
antepongono le logiche spartitorie alla ragion di governo.
Troppo spesso ho sentito affiancare la nomina di un nome, al posto
di un altro, ai numeri dei voti in Aula, come se l'approvazione di
buone norme fosse unicamente interesse del Presidente Crocetta e
non della Sicilia intera.
Mi si consenta, contestualmente, di rivolgere un appello politico
al Partito Democratico. Ho avuto modo di ascoltare, prima, il
Presidente del Gruppo parlamentare PD, onorevole Gucciardi, poi
l'onorevole Cracolici. Ho apprezzato, principalmente, l'intervento
dell'onorevole Cracolici.
Altro che Aventino, stasera, si aspettavano qui dal Partito
Democratico; ci si aspettava altro stasera e, fortunatamente,
grazie a Dio, questo non è successo.
Ritengo e riteniamo e questo lo dico con forza al Partito
Democratico che un Partito Democratico forte e unito rafforzi la
forza di governo, nel nostro Governatore Crocetta.
La Sicilia ha certamente bisogno di un partito riformista e
democratico che, oggi, riceve dagli italiani un importante mandato
politico, sia a livello regionale quanto nazionale e che deve,
necessariamente, essere la base solida e stabile sulla quale il
nostro Presidente deve poggiare la sua azione rinnovatrice.
Mi rivolgo, inoltre, a tutte le forze politiche presenti in Aula,
di questo Parlamento affinché, siano essere di maggioranza o di
opposizione, possano instaurare col nuovo Governo un serio dialogo
basato sul confronto serio e responsabile che abbia come oggetto
quelle riforme di cui la Sicilia ed i siciliani hanno tanto
bisogno. Un dialogo che trovi la forza ed il metodo di tirarsi
fuori dall'agone politico soprattutto in vista delle prossime
elezioni per il rinnovamento del Parlamento europeo.
Concludo rivolgendo un fortissimo augurio di buon lavoro a tutti i
nuovi Assessori della Giunta neonata, ricordando loro che non sono
chiamati a ricoprire un compito semplice, in un momento storico in
cui la contingenza economica negativa rende necessaria tutta la
capacità e la competenza di un tecnico, senza per questo
dimenticare la lungimiranza politica che ad un Assessore regionale
è inevitabilmente richiesta.
Rinnovo gli auguri agli Assessori riconfermati, affinché la loro
riconferma sia l'occasione per un ulteriore rilancio dell'azione
amministrativa.
Il gruppo Megafono, così come ha sempre fatto in questo scorcio di
legislatura, è e rimane al fianco e a sostegno senza se e senza ma
del Presidente Crocetta e della Giunta di Governo nella sua
interezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, avrei
voluto fare un altro intervento, trovarmi in un'altra situazione,
perché nel momento in cui si è aperta questa crisi pensavamo tutti
che questa crisi potesse portare maggiore armonia, che sarebbe
stato un momento di confronto su un progetto, su un programma di
riverifica delle cose che il Presidente Crocetta aveva presentato e
che tutti quanti avevamo votato nel suo progetto e nel suo
programma elettorale, invece, lungo il percorso queste buone
intenzioni si sono un po' perse, forse un po' per colpa di tutti.
Oggi faccio mia una parte di responsabilità, però ritengo che
forse abbiamo perso una grande occasione di dare un Governo più
forte, con una maggioranza più forte e di ribadire le ragioni del
consenso che avevamo dato e che abbiamo dato al Presidente Crocetta
su un progetto, che lui prima orgogliosamente ha richiamato, che è
il nostro progetto, quello che abbiamo votato e che è un progetto
che, entro i limiti del possibile, può essere migliorato.
Penso che il Presidente non si tiri indietro su questo, se può
essere migliorato in alcuni punti, se può essere rafforzato
rispetto alla crisi che c'è in questo momento, se, ancora una
volta, è possibile dare un maggiore apporto, da parte di tutti,
rispetto un programma che fa uscire la Sicilia dalla crisi, sono
convinto che il Presidente Crocetta non può che accogliere questo.
Purtroppo questa crisi ha diviso, ha diviso i partiti, ha diviso
le persone, storie di amicizie importanti forse si sono in qualche
modo rotte ed io mi auguro con tutto il cuore - e faccio un appello
al Presidente della Regione - di ritrovare le ragioni dell'unità,
di ritrovare le ragioni della coesione, di ritrovare le ragioni di
un amore profondo nei confronti della Sicilia in cui ognuno fa un
piccolo passo indietro per far fare un grande passo avanti alla
nostra Terra.
Gli orgogli, se volete le prese di posizione, i retropensieri, i
processi alle intenzioni mettiamo tutto da parte, oggi c'è una
Sicilia che soffre e che ha fame, ci sono tantissime famiglie che
sono in difficoltà e non possono minimamente pensare ai riti della
politica e per fare questo ci vuole un grande atto di
pacificazione tra questo Parlamento e questo Presidente, un grande
atto di pacificazione.
Per fare questo c'è bisogno che la politica prenda il sopravvento
e cominci a pensare che siamo qua per servire le persone, per
servire i nostri concittadini, per migliorare la qualità della vita
dei siciliani. Abbiamo bisogno di questo.
Per fare questo, Presidente Crocetta, abbiamo bisogno che ci sia
il massimo rispetto per questa Assemblea, così come questa
Assemblea deve dare il massimo rispetto a questo Presidente.
Per fare questo c'è bisogno che il Presidente della Regione
rispetti i partiti in modo tale che i partiti rispettino il
Presidente della Regione.
C'è bisogno di un confronto franco, sereno e forte con questa
Assemblea, senza se e senza ma rispetto ad un progetto complessivo,
però in questo confronto sereno e franco alla fine deve uscire una
proposta importante per la nostra Terra.
Sono convinto che ci sono le condizioni, Presidente Crocetta, c'è
da valorizzare il rapporto con le parti sociali, a me non piace
quando le parti sociali si fanno sentire soltanto quando criticano
o l'Assemblea o il Governo.
Vi sono una serie di categorie e di persone, che passano il tempo,
oggi sono col Governo e domani sono contro l'Assemblea, un giorno
sono con l'Assemblea e un altro giorno sono così; non sono migliori
della politica o dei politici, anche loro hanno le loro
responsabilità, anche loro devono fare la loro parte.
Presidente della Regione, possiamo fare in modo che anche loro
facciano la loro parte sedendoci attorno ad un tavolo, chiedendogli
aiuto, mettendoli in condizione di fare delle proposte
nell'interesse collettivo; facciamole uscire fuori le proposte.
Soltanto con una grande opera non di concertazione, ma di
condivisione, anche su progetti diversi o posizioni diverse -
perché c'è chi governa e chi fa opposizione, c'è chi governa e chi
cura l'aspetto legislativo, c'è chi governa e chi garantisce la
propria associazione -, ma tutti insieme abbiamo un obbligo che è
quello di dare certezze a questa Terra.
Presidente della Regione, utilizzi le parti sociali come un grande
valore aggiunto, dialoghi con le parti sociali, dialoghiamoci; lei
lo sa fare il dialogo e lo sa fare perché ama questa Terra, perché
è attaccato a questa Terra, perché sa perfettamente che se lei
riesce, riesce questa Terra, abbiamo fatto uscire dalla crisi
migliaia e migliaia di persone.
Presidente ti chiedo una cosa: torna a fare Crocetta. Torna in
mezzo alla gente ed esci da quel Palazzo, ti prego esci da quel
Palazzo in cui ci hanno perso tutti gli altri, tutti quelli che
sono stati Presidenti della Regione si sono chiusi in quel palazzo.
Vai negli ospedali, mettiti una parrucca e vai nei pronto soccorsi
e capirai cosa è l'emergenza, capirai come la gente soffre dalla
mattina alla sera. Parla con i medici e non con i direttori
generali, vai a parlare con la gente ricoverata in codice rosso e
vi sosta per nove ore.
Ti prego, Presidente, vai nelle scuole a vedere cosa succede sia
dal punto di vista dell'edilizia scolastica che dal punto di vista
della garanzia che dobbiamo dare ai nostri figli per una istruzione
migliore; vai nelle campagne, nelle nostre campagne.
Presidente, ti prego, vai tra la gente. Tu lo hai sempre fatto e
questo ti ha reso non solo popolare, ma ti ha fatto capire le reali
esigenze delle persone; ascolta le loro esigenze, valuta i loro
bisogni, guarda, spera e cerca di guardare anche ai loro sogni, ma,
ti prego, torna tra la gente e non ti fare ingabbiare nei giochi di
palazzo che non ti servono.
C'è l'esigenza forte che tu torni in mezzo alla gente e per fare
questo, ovviamente, c'è bisogno della massima coesione; io faccio
un appello e lo faccio con tutto il cuore, ho sentito, poco fa,
alcuni interventi sofferti, importanti e pieni di passione e a
questi colleghi dico di cercare di tornare a fare il nostro dovere
tutti insieme, cerchiamo di ritrovare le cose che ci uniscono, e
sono tantissime.
Abbiamo fatto un Governo in cui moderati e riformisti hanno
dimostrato che si poteva vincere, oggi insieme dobbiamo dimostrare
che si può governare e si può fare il buon governo e ci sono tutte
le condizioni, perché poi - io ho sentito molti i colleghi
dell'opposizione - questo Governo ha fatto tante cose: basti
pensare al risparmio di 1 miliardo e 400 milioni di euro nel 2012,
basti pensare all'operazione dei 400 milioni di risparmio del 2013,
soldi contro saldi; basta pensare ad una lotta senza fine agli
sprechi e, se volete, anche al malaffare. Tutto questo ha una sua
valenza.
C'è stata anche la legge sulla doppia preferenza di genere, la
legge sulle incompatibilità, sono state istituite le Città
metropolitane ed i liberi consorzi, è stata fatta la legge
sull'amianto, sono state fatte tantissime cose, avevamo fatto anche
una Finanziaria senza ricorrere all'esercizio provvisorio, un altro
punto molto importante.
Voglio dire: stiamo attenti, non buttiamo l'acqua sporca con tutto
il bambino. Lo dico anche ai tanti colleghi che oggi non sono
soddisfatti di alcune cose. C'è stato un grande lavoro e di questo
vanno dati atto e merito a questo Governo. Vanno dati atto e merito
a questo Parlamento e vanno dati atto e merito alla maggioranza e -
se mi consentite - in molti casi anche e soprattutto alla
minoranza.
Penso che c'è bisogno di fare alcune cose importanti. Purtroppo
spessissimo ci ritroviamo a parlare di altro, dovremmo parlare
delle soluzioni, di queste soluzioni ho sempre parlato col
Presidente della Regione, gli ho consegnato anche una bozza, penso
ad un grande piano sull'occupazione della Sicilia, un piano
sull'occupazione è fondamentale, un piano alla lotta
sull'esclusione sociale, sono punti essenziali per fare ritornare
la nostra Terra a respirare, a diventare protagonista come tutte le
altre. Abbiamo la legge sul diritto allo studio, abbiamo la legge
sull'immigrazione.
Presidente Ardizzone, noi possiamo fare tantissime cose, parliamo
di immigrati quando muoiono, parliamo di immigrati quando riempiono
i nostri centri d'accoglienza, ma questa Sicilia è tra le poche
regioni che non ha una legge sull'immigrazione.
Il Presidente Ardizzone ha dato una accelerazione, mi auguro che
nei prossimi giorni si possa finalmente arrivare alla legge quadro
sull'immigrazione perché è assurdo che la Sicilia, che è il punto
di riferimento del Mediterraneo, per quanto riguarda l'immigrazione
non debba avere una legge quadro e mi sembra assurdo che il fronte
sia a Varsavia e non a Catania e non a Lampedusa e non ad Agrigento
e non a Siracusa.
Parliamo di queste cose, di problemi veri, temi veri, temi
importanti. Abbiamo bisogno di parlare di questo.
Abbiamo bisogno di una legge vera, di una legge quadro
sull'integrazione socio-sanitaria, non c'è, siamo fermi al 2001, la
legge 328 ha finito il proprio raggio d'azione non è più attuale,
c'è bisogno di fare una legge riguardo a questo e abbiamo
presentato un disegno di legge anche in questo settore.
Penso alle IPAB, Presidente. Pensi se gli immigrati oggi al posto
di andare in tutti i posti nei Palasport, nei posti più
incredibili, perché non mandarli nelle IPAB, risolveremmo il
problema economico delle IPAB e finalmente queste persone sarebbero
tratte da persone umane, sarebbero trattate da personale
qualificato, finalmente potremmo dare loro anche una forte
integrazione e un forte inserimento sociale, com'è giusto che
meritino.
Il Mediterraneo, Presidente, lo abbiamo dimenticato per molti
versi, ma noi siamo l'unica porta dell'Europa nel Mediterraneo e se
l'Europa vuole dialogare può farlo solo tramite la Sicilia per
quanto riguardo le politiche comunitarie e questo ruolo del
Mediterraneo dobbiamo prenderlo nel mondo della cultura,
dell'agricoltura, dell'economia, della conoscenza,
dell'innovazione.
Possiamo farcela, però il Mediterraneo deve diventare centrale e
il fatto che nei prossimi mesi la Sicilia sarà protagonista per
quanto riguarda l'Expo, per quanto riguarda l'agricoltura dei paesi
dell'Europa, durante il semestre italiano europeo, è un fatto
assolutamente importante e sono assolutamente felice di questo però
facciamolo diventare una grande risorsa.
Il Presidente ha detto una cosa vera: da quando c'è questo Governo
con i fondi europei abbiano fatto grandissimi passi avanti, però
abbiamo ancora un rischio di lasciare al disimpegno automatico se
non continuiamo con la metodicità che ha utilizzato in questo
periodo questo Governo, rischiamo di perdere di qualche centinaia
di migliaia di euro, di milioni di euro entro il 2015.
Quindi, non abbassiamo l'attenzione, riflettori puntati,
accendiamo tutto quello che è possibile perché quei soldi servono
ai siciliani, alla Sicilia e ai siciliani.
Inoltre vi è il grande tema del 2014-2020, là ci vogliono le
scelte strategiche, in questi giorni c'è il tavolo sul partenariato
mi auguro che il 2014-2020 venga ipotizzato, venga programmato come
la più grande occasione di sviluppo che può avere questa Terra,
perché potere spendere una decina di miliardi in sette anni è una
grande occasione che nessuna altra regione d'Italia ha,
nessun'altra regione.
Quindi, dipende solo da noi e dipende da questo Governo perché in
quel caso non si potrà parlare del vecchio governo.
Infine, una cortesia, lo chiedo ai colleghi parlamentari, basta
parlare dei Presidenti del passato, lasciamoli un po' in pace,
lasciamoli una volta per tutta in pace, sarà la storia a decidere
quello che questi Presidenti hanno fatto, come l'hanno fatto, sono
convinto che la storia sarà giusta e onesta come sempre è stata la
storia.
Quindi, non parliamo più dei Presidenti del passato, parliamo del
presente e, soprattutto, parliamo del futuro di questa Terra,
perché il futuro di questa Terra è un futuro che interessa tutti
noi.
Ultima battuta, Presidente, io volevo ringraziare in modo
particolare i parlamentari di articolo 4, eravamo 10 e siamo
rimasti 10, lo siamo stati in tutte le occasioni, durante il
governo Crocetta saremo 10 anche nel momento in cui oggi
garantiremo il nostro sostegno incondizionato senza se e senza
ma, chiedendo però un impegno forte, se possibile di più,
certamente di più, è un impegno collegiale.
GRECO Giovanni. Torniamo all'agricoltura
LEANZA. Su questo sono assolutamente d'accordo, la differenza è
che tu continui soltanto a parlare contro, però le nostre due
storie sono queste, sono due cose diverse, noi siamo qua a testa
alta facendo il nostro dovere serenamente, purtroppo a te resta
soltanto la voglia di fare la battuta, ognuno si accontenta, chi si
accontenta gode.
Quindi in questo senso, caro Presidente, noi confermiamo il nostro
impegno, però auspichiamo, con tutto il cuore, una grande azione
di pacificazione politica, mettiamo al centro i problemi della
Sicilia, prima di tutto la Sicilia e i siciliani. In quel momento
avremo fatto tutti la cosa giusta.
In bocca al lupo ai nuovi assessori e, se mi consentite, un grande
plauso a molti assessori che non oggi qua, del passato governo che
hanno dato un grosso contributo in termini di impegno, di faccia,
di capacità, hanno fatto la loro parte e come le persone che fanno
la loro parte meritano un giusto riconoscimento.
A molti di voi che non conosco e a quelli che conosco un in bocca
al lupo di cuore nell'interesse della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Firetto. Ne ha
facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, è trascorso un anno e mezzo circa
dall'inizio di questa legislatura e abbiamo avviamo insieme un
percorso nel quale tutti abbiamo fortemente creduto, io certamente
mi iscrivo al centrosinistra, ma è una storia che è sempre stata di
centro, e che ha riconosciuto in questa voglia di scommessa, in
questa esperienza la necessità di una forte discontinuità con il
passato.
Piaccia o no il passato aveva bisogno di forte discontinuità e
questo percorso di discontinuità, come ho avuto modo di affermare a
più riprese nelle varie fasi di questa legislatura, nelle volte che
mi è stato dato di intervenire su questioni aperte, anche in
occasione dell'ultimo tentativo di sfiducia al Presidente
dell'Assemblea, questa condizione di discontinuità è stata
interpretata da una carica volenterosa del Presidente Crocetta e ci
ha trovato accanto a lui in momenti particolari, in momenti
difficili di questo anno e mezzo quando anche la piazza urlava.
Dare oggi l'idea che la piazza non ha mai urlato in questo anno e
mezzo è un'immagine sostanzialmente deviata della storia che
abbiamo vissuto e l'abbiamo avuto queste piazze affollate e
gridanti proprio perché c'è stata la necessità di rompere con
alcune pratiche del passato perché, come è stato detto, sono state,
in alcuni ambiti dell'amministrazione regionale, scoperchiate delle
pentole, talvolta male odoranti e però questo percorso attivo del
Presidente di questa Regione ha subìto e ha avuto anche momenti di
attardamento in alcune fasi.
Sono tra quelli che ritiene e che ha ritenuto che la carica
rivoluzionaria, i rivolgimenti debbono essere sviluppati fino in
fondo e sempre e senza tentennamento alcuno, perché nel momento in
cui si ha qualche tentennamento, in fattispecie particolari, si
rischia poi di non essere credibili fuori.
Si è giunti al tagliando di questa esperienza di Governo, un
tagliando che nasceva e trovava la sua genesi in alcune condizioni
di limiti che noi rilevammo e tra questi il PD e tra questi i
movimenti che partirono come movimenti minori, ma che
obiettivamente poi sono cresciuti nella vicenda parlamentare e che
a buon diritto hanno in parte puntellato e allargato una
maggioranza che necessitava di un allargamento.
Tutti insieme mi pare, pur con sfumature qualche volta differenti,
ci siamo detti che era necessario aprire una fase che fosse nuova,
una fase in cui si elevasse il tasso politico di un Governo e si
prendesse il toro per le corna, il toro di una condizione economica
e finanziaria della Sicilia che è quella che tutti quanti noi oggi
abbiamo rappresentato nei nostri interventi e una condizione
finanziaria che nonostante il fortissimo sforzo di risanamento,
come alcuni risparmi che giusto oggi sono stati enunciati, rimane
ancora la grave questione con la quale noi ci dobbiamo confrontare.
C'è, assessore Agnello, un rapporto probabilmente uno a tre nella
condizione di cassa di questa Regione ed è una condizione con la
quale noi tutti quanti abbiamo la necessita e il dovere di
scommetterci accanto a lei, accanto a questo Governo e lo dobbiamo
fare avendo chiaro però il percorso che abbiamo davanti e lo
dobbiamo fare tentando di restare nel senso di una esperienza
parlamentare e di Governo rispetto ai tanti forti venti che in
questo momento vengono agitati di commissariamento della Regione.
Un brandito rischio che evidentemente non sarebbe solo la fine di
una esperienza di Governo, ma segnerebbe certamente un baratro dal
quale difficilmente la Sicilia si risolleverebbe.
Abbiamo davanti questioni importanti che non ho sentito citare
nell'intervento del Presidente, abbiamo più volte ribadito,
assessore Stancheris, la necessità di un piano strategico per il
turismo che ad oggi non c'è.
Il Presidente Crocetta dice nel suo intervento c'è un testo di
legge portato in Assemblea, vedremo, ci confronteremo, ma un piano
strategico per il turismo va ben oltre un disegno di legge e su
quello dobbiamo confrontarci per il futuro di tante aziende
siciliane che sempre più sono costrette a chiudere per sei mesi per
evitare che nei sei mesi in cui non sono chiusi debbano rimetterci
per i sei mesi che hanno guadagnato. E' la condizione di tante
imprese del settore siciliano.
Abbiamo la necessità di mettere in campo un nuovo piano energetico
regionale perché quello che abbiamo, anche se non molto risalente
nel tempo, è già preistoria e dobbiamo evitare, ha ragione
l'onorevole Cracolici, che questo piano energetico regionale venga
disegnato dai Tribunali amministrativi regionali.
Erano queste ed altre le condizioni che hanno fatto in modo che si
ritenesse utile un colpo di reni e aprire una fase nuova del
Governo della Sicilia e a me pare che l'esito finale al quale noi
siamo arrivati è un esito finale che ha bisogno certamente di
essere colmato perché la lacuna è profonda.
Ha bisogno di essere colmato perché alla fine siamo giunti sin qui
con un Governo al quale faccio i migliori auguri perché i temi che
ha davanti sono di una difficoltà assoluta. Tremano i polsi, le
vene ai polsi a chiunque si accinge a sviluppare un ragionamento e
ad approcciarsi ad una esperienza di Governo di questo tenore e,
però, mentre dico questo dico anche che questo Governo nasce -
ahimé - senza quella adeguata legittimazione politica che invece
era la precondizione che aveva determinato la genesi della sua
stessa nascita.
Il Presidente Crocetta dice di essere figlio della libertà e mi
auguro che egli sia figlio della libertà e sia anche figlio di uno
sforzo unitivo in una stagione come questa - credo che ne abbiamo
bisogno, la Sicilia ne ha bisogno -, ci confronteremo e lo dico
con una condizione, in questo momento, anche di travaglio mio
personale emotivo essendomi scommesso fino in fondo in questa
esperienza e vivendo anche la condizione dell'essere Presidente di
una forza politica che esce da questo rimpasto, da questa nuova
esperienza di nuova genesi di Governo, esce in una condizione a
doppio esito che mi auguro si possa colmare in tempi
ragionevolmente brevi perché questo risulti utile a sviluppare con
il Governo, se tutti ne avremo la voglia, una fase diversa, una
fase che richiede maggiore coralità di impegno e, soprattutto, da
parte di tutti noi maggiore onestà intellettuale.
Evitiamo il rischio di sciorinare traguardi raggiunti evitando che
accada come al sindaco di un mio Paese il quale a tre anni da
quella che era stata la sua elezione disse di avere raggiunto tutti
gli obiettivi del suo programma e la verità era altra e che
probabilmente lui aveva visto molta televisione e si era visto
altri film.
Facciamo in modo di non costruirci film, abbiamo davanti a noi
una stagione dura e difficile. Raccomanderei di svolgere questo
sforzo unitario, lo raccomando al Presidente della Regione, al
quale sommessamente e in amicizia chiederei da parlamentare di
questo emiciclo di essere più presente nel dibattito parlamentare
evitando che noi piccoli parlamentari di questi banchi ascoltiamo e
poi non abbiamo l'opportunità di farci ascoltare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
della Regione, assessori, ho la possibilità di parlare per ultimo e
mi riallaccio subito all'intervento del Presidente del mio Gruppo,
onorevole Firetto, del quale mi sento di condividere molte delle
cose che ha detto riguardo agli sforzi, alla necessità che ci sia
una fase due di questo Governo che vada ben oltre le cose già fatte
e che possa, anzi, approdare ad una concretezza che ci metta nelle
condizioni di avere anche un maggiore riscontro da parte del popolo
siciliano rispetto a tante scelte coraggiose ed importanti già
fatte in questo anno e mezzo e ad altre che noi ci auguriamo
arrivino.
Non mi sento di eludere neanche il tema della maggiore
condivisione e della sofferenza con la quale si arriva sempre a
formare qualunque Governo, signor Presidente, che ovviamente poi ci
mette davanti anche a situazioni che, dal punto di vista umano,
personale dispiacciono e creano anche motivi che devono essere
superati con la forza e l'intelligenza che la prassi politica,
l'intelligenza politica di ognuno di noi deve mette a disposizione,
ed in questo ha detto bene l'onorevole Leanza.
Però vede, signor Presidente, noi siamo oggi davanti a uno
scenario che non credo che sia uno scenario ordinario, non credo
che gli interessi della nostra Regione siano interessi che vanno
possibilmente relegati nella semplice e ordinaria amministrazione.
Per cui, davanti ad un quadro ordinario e sereno, giustamente,
devono prevalere ordinarie e serene, e credo che siamo anche fuori
da quello che si può definire un quadro ed una situazione legata
alla straordinaria amministrazione.
Credo che da qualche anno, e sicuramente in questo anno e mezzo di
presidenza Crocetta, noi siamo andati ben oltre la straordinaria
amministrazione, siamo davanti ad una situazione incredibile di
sfascio del sistema, ad una situazione incredibile di precarietà
della nostra economia, siamo in una situazione incredibile dove
anche l'equilibrio sociale è messo a repentaglio, siamo davanti ad
una situazione delicatissima dove basta poco perché tutta questa
benzina che è stata sparsa sul terreno, molto spessa alimentata
anche da piccole cose che non dovrebbero entrarci all'interno di
giochi così pesanti, rischia di far divampare un incendio che poi
diventa incontrollabile.
Allora, cosa dire al Presidente Crocetta, lui è riuscito a tenere
tutto dentro in questo anno e mezzo, lo ha fatto con le sue
capacità, con il suo stile, con il suo modo di essere ed è riuscito
a tenere tutto dentro con grande difficoltà ed anche il Parlamento
ha fatto la sua parte. Credo, signor Presidente, che l'abbia fatto
in alcuni momenti anche in maniera decisiva, e noi dobbiamo anche
distinguere la differenza, visto che sono andato in un tema che è
prettamente politico da quelle che sono le decisioni dei gruppi
politici, le decisioni dei partiti, perché l'uno e l'altro sono la
stessa cosa, l'uno e l'altro debbono essere la stessa cosa e non
credo che davanti ad un quadro così difficile il Presidente della
Regione, che deve rilanciare l'azione governativa, potesse
semplicemente colloquiare con i semplici deputati, sebbene riuniti
in gruppi.
Aveva la necessità di dialogare con i partiti, prima ancora che
con i gruppi, e trovare una sintesi che gli desse la possibilità di
andare oltre la straordinaria, anzi la super straordinaria
amministrazione. Credo che l'abbia fatto e l'abbia fatto bene, e
davanti a problemi di enorme gravità il Presidente ha richiesto,
anzi ha preteso e ricevuto coperture politiche autorevoli, anche ai
massimi livelli. Questo deve essere il quadro che dobbiamo
obiettivamente riconoscere, entro il quale, ognuno di noi con la
propria funzione, sta giocando una partita decisiva a favore della
soluzione degli interessi della Sicilia, ovviamente a sostegno di
un'azione governata, perché o si è a sostegno o non si è a sostegno
e non si può stare con due gambe da un lato o dall'altro.
C'è il tema delle riforme e quello è un tema che il Presidente ha
detto chiaramente anche oggi va preteso ad una discussione e ad un
dibattito che coinvolga tutti i deputati, tutti i gruppi e tutti i
partiti, ma quello è un altro livello, anche se ci rendiamo conto
che le riforme oggi sono molto importanti.
Certamente nessuno è contento per le divisioni, e neppure per gli
equivoci che si possono realizzare, ma qui c'è uno scatto di
orgoglio, ci deve essere uno scarto anche rispetto alla normalità
di qualità politica che dobbiamo produrre singolarmente e credo che
non sia una questione di poltrone, di essere contenti se ottengo
una poltrona o non la ottengo, ma piuttosto di condivisione degli
obiettivi e del modo in cui questi obiettivi si raggiungono, perché
poi alla fine mai si potrà raggiungere la perfezione della quadra
del cerchio, che di fatto non esiste.
Noi, signor Presidente, in questo anno e mezzo abbiamo
riconquistato credibilità in Italia, e vorrei ricordare un
assessore per tutti, l'assessore Bianchi che ci ha dato dignità e
ci ha permesso di riacquistare con l'azione del suo Governo una
credibilità che avevamo perduto anche sulla strada della legalità;
lei non ha fatto macelleria sociale e certo si è trovato davanti
problemi enormi legati alla formazione, all'agricoltura, ai
forestali, ai precari ed un costo politico bisognava pagarlo e lei
l'ha pagato.
La cosa che tutti dobbiamo riconoscere e che lei questo costo
politico se lo è messo da solo sulle sue spalle, e troppo spesso i
nostri territori hanno fatto finta che il problema non fosse
nostro, di questo tutti dobbiamo prenderci una piccola parte di
responsabilità.
Noi non dobbiamo puntare a cambiare lei, ma dobbiamo capire come
aiutarla e come sostenerla in questa fase due ..
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io vorrei raccontare una favola che ho cominciato ad
elaborare man mano che ascoltavo gli interventi di questa sera. Mi
dispiace, sinceramente, che non c'è l'onorevole Roberto Di Mauro, a
cui questa favola è particolarmente dedicata, anzi gliela dedico
formalmente, così riscontriamo quel momento con un racconto
rispetto alle vicende che si sono succedute in Aula.
C'era una volta, fino al 6 novembre del 2012 un'isola felice. In
quest'Isola bellissima nel 2011 si erano spesi 2 miliardi in più di
quelli che avevamo incassati ed eravamo tutti felici e contenti.
Nel 2012 se ne sono spesi ancora un altro miliardo in più e nessuno
si lamentava. Non si lamentava la maggioranza, non si lamentavano
le opposizioni. Era tutto bello in quell'isola. L'Isola delle
meraviglie, l'Isola in cui l'eolico era proibito, ma si continuava
regolarmente a realizzarlo con le conferenze di servizi, perché mai
nessuno ha voluto metterci seriamente le mani. Naturalmente Matteo
Messina Denaro era molto contento, perché l'affare dell'eolico è
l'affare di Matteo Messina Denaro.
Poi c'erano i forestali, che costavano 380 milioni di euro,
naturalmente con il mutuo, ogni anno, 400 milioni di euro e tutti
erano contenti. Erano contenti i sindacati, erano contenti i
partiti di opposizione. Poi c'erano 3.200 PIP, e di certo vi
allarmereste se pubblicassimo le statistiche reali dei PIP, ma lo
faremo a suo tempo, perché non vogliamo molto disturbare i partiti.
Tempo al tempo. Questo è un momento delicato, c'è da ricomporre le
maggioranze, c'è da tranquillizzare le opposizioni. Naturalmente
queste persone con il sussidio si sono potuti assumere a tempo
indeterminato. Poi, naturalmente, nessuno sapeva che c'era una
specie di sindacato di comodo che serviva a pagare i familiari dei
poveri detenuti, quelli che avevano fatto le estorsioni, che
c'erano dentro quei PIP i capi di Brancaccio, di Porta Nuova, tutta
la mafia palermitana si è strutturata lo stipendio. Naturalmente,
poi, ci sono i poveri disgraziati che non c'entravano nulla, che
non c'entrano nulla, che sono solo lì per lavorare e che devono
subire perfino la denigrazione di tutto questo.
Poi c'era la sanità, dove si cominciava a risparmiare. L'unica
riforma illuminatissima fatta dal Governo fu quella che
centralizzò tutte le gare della Regione mandando tutti i soldi
fuori dalla Sicilia e gettando sul lastrico - visto che la sanità è
la maggior parte del bilancio regionale - l'economia regionale. Poi
non si spendevano i soldi, la penultima regione d'Europa, ora siamo
la prima d'Italia, perché dobbiamo fare meglio della Lombardia?
Quella era un'isola felice dove non c'era bisogno dei Fondi
europei, perché con i Fondi europei poi dovevamo destinare la quota
di cofinanziamento regionale. Ma perché destinarla a quelle spese
dove si debbono fare le gare, si debbono fare le evidenze
pubbliche, certificare le somme? Meglio destinarli alle attività
regionali, dove si possono fare gli affidamenti diretti, le
trattative negoziate, le proroghe, e poi naturalmente si poteva
anche fare una gara di 160 milioni, o di 75 milioni di pannoloni.
Non c'era in questo sistema, naturalmente, quest'Isola
meravigliosa, bella, felice, la più incantevole del mondo e la più
tranquilla del mondo; si continuava imperterriti nella gestione
degli ATO Rifiuti, e poi li abbiamo trasformati in Srl, mentre i
comuni continuavano a non pagare perché deresponsabilizzati nella
gestione così paga la Regione.
La Regione sovvenzionava col Fondo di rotazione i Comuni per
pagarli, ma poi non riscuoteva questi soldi, ed i poveri Comuni
potevano anche fare a meno di riscuotere la tassa sui rifiuti. E
perché bisogna fare pagare la tassa sui rifiuti a questi poveri
cittadini, che non vanno assolutamente tassati da questi comuni che
vanno in dissesto?
Naturalmente ne conoscevo uno in provincia di Caltanissetta, a
Gela, i cui rifiuti costavano 300 euro l'anno a questo piccolo
comune ed invece di consulenze pagavano 350 mila euro l'anno. Le
consulenze venivano regolarmente pagate da questo piccolissimo
comune virtuoso e pure di sinistra, però i rifiuti non venivano
pagati mai. Non è un mondo meraviglioso questo? Perché turbare
questo equilibrio? Poi c'era questo Governo che voleva abolire le
province e non lo fece mai, voleva abolire i consorzi e non lo fece
mai, che in quattro anni certificò il 18 per cento di spesa
europea, significa meno 4,5 per cento per anno.
Poi è arrivato un governo di quelli cattivi, che ha messo i
dirigenti sotto riga e gli ha detto: se non raggiungi gli obiettivi
vieni licenziato. Un Governo tremendo, un tiranno, che ha fatto
certificare in un anno il 41,7 per cento. Questi poveri dirigenti
massacrati, questi dirigenti che debbono ruotare, questo personale
che naturalmente può arrivare a versarsi direttamente sui conti
correnti le fatture che debbono essere pagate alle aziende, agli
enti, alle associazioni. Poveri disgraziati, poveri cristi Poi si
insaccavano i biglietti dei musei, poi c'era l'altro, Mercadante,
che doveva dare 40 milioni alla Regione, e naturalmente nessuno
riscuoteva.
Ma perché fare questi guai? Abbiamo 40 dipendenti, poi che ci
vanno di mezzo, un milione per dipendente. Noi dovevamo pagare un
milione per dipendente, perché altrimenti qualche deputato si
arrabbia perché perdono il posto quei 40 dipendenti. Quello era un
mondo bellissimo, dove tutti lavoravano. Di quanto è aumentata la
disoccupazione in Sicilia? E' aumentata in modo esponenziale,
direttamente in Italia? Anche in Europa non vi erano disoccupati,
no? Fino al 6 novembre non c'era disoccupati in Sicilia. Le
imprese, tutte ora, sono fallite, mica c'erano imprese in
fallimento.
Naturalmente, non c'era un solo bando di gara in tutta la Regione
siciliana. Quel meraviglioso sistema della trasparenza concepì una
cosa bellissima: Eureka Gare centralizzate che dovevano fare
trasparenza perché noi avevamo tutti i dati.
L'antimafia delle chiacchiere che non ha mai visto un atto, una
delibera e non ha preso una cartaccia per strada. Quella che piace
tanto, quella che fa i bambini con le bandierine, eccetera.
Questa è bellissima. Tutti ci ricordiamo di Falcone e Borsellino,
naturalmente, e poi magari capita come a Partanna, dove al funerale
di Rita Adria ci va il sindaco che Rita Adria accusava di mafia, a
festeggiare e che Don Ciotti si rifiuta di celebrare la messa, se
non se andava quel sindaco.
Questa è la Sicilia meravigliosa, dove tutto è bello, tutto è
meraviglioso e nessuno ha responsabilità.
La tabella H, sessanta milioni, che male c'è? Tutti contenti, le
associazioni, magari le associazioni di un deputato che è assente
questa sera, ma che in Aula viene spesso. Aveva due associazioni
che finanziava con circa 500 mila euro l'anno che avevano la sedia
nel suo studio.
Naturalmente, era una isola felice, felicissima. Ma che vuole,
questo Presidente, che ci vuole togliere il consenso? Questo ci fa
straperdere a tutti. Così, questa favola che io facevo straperdere
a tutti, l'abbiamo verificata nel corso di questi mesi.
Ero al declino per le elezioni comunali, ero al declino per le
elezioni nazionali, risultato che il mio partito si è beccato il 70
per cento dei sindaci della Sicilia. Naturalmente, siccome le
elezioni dovranno avvenire, la profezia della sciagura prossima
ventura, che dovrà essere annunciata, come veniva annunciata prima.
Questa vicenda mi è capitata durante il periodo che ero sindaco a
Gela.
Io non ero l'uomo che aveva mandato in gara 300 milioni di euro di
appalti e lasciati 30 milioni di euro di avanzo di amministrazione,
unica, forse, città siciliana, fra le poche, che hanno presentato
un avanzo di gestione. Ero quello che faceva l'antimafia delle
chiacchiere e che se ne andava in televisione per pubblicità, ero
quello che faceva l'antimafia per fare carriera.
Infatti, ho fatto una carriera meravigliosa, dove da undici anni,
vivo chiuso e non mi posso nemmeno affacciare, ma questo non ha
importanza Giustamente si vedono le belle macchine blindate, le
scorte, status symbol, no?
Siccome sono un essere felice, in questa condizione, non ve la
voglio fare pesare, perché non mi piace fare la vittima. Non è un
ruolo che mi appartiene anche perché ho sempre sostenuto che la
mafia mi deve denunciare per mobbing e quando ce l'ha con me fa
pure bene ad avercela con me.
Sento l'onorevole Di Mauro che dice: quali sono questi programmi,
questi annunci? , ma io nella mia relazione ho parlato di tutti i
fatti che sono stati realizzati e voi continuate a parlare di
annunci, non volete vedere lo stato delle cose Ora, c'è chi lo fa
in modo interessato o chi veramente non capisce, io non lo so che
linguaggio devo usare per farmi capire, in che lingua debba
parlare.
Si può negare che noi abbiamo superato i limiti di spesa europea
fissati? Si può negare che abbiamo realizzato le riforme che
abbiamo realizzato? Si può negare che abbiamo tagliato, non come
dice l'onorevole Leanza un miliardo e quattrocentomila, perché un
miliardo e quattrocentomila sono solo i tagli strutturali, ma
abbiamo tagliato duemiliardi e settecento mila euro e non c'è
nessuna regione italiana che lo ha fatto, e non c'è stato un
Governo più veloce negli ultimi anni che potrebbe essere ancora più
veloce. Passiamoci un po' tutti la mano sulla coscienza: si può
discutere venti giorni per dieci variazioni di bilancio? Venti
giorni Si può discutere due mesi sulla legge sulle province
Dicono: ma si può massacrare la democrazia? No, quella è la fine
della democrazia. La fine della democrazia è la discussione
infinita, articolo per articolo, emendamento per emendamento,
quando tutti intervengono, quella è la fine della democrazia,
perché la democrazia diventa parola inutile, che non trasforma, che
non produce: Sono contrario a questa legge sulle incompatibilità ,
bene ci vogliono trenta secondi per dirlo, non c'è bisogno che poi
si dica la stessa cosa per tutta la serata Siete un Governo di
assassini, di criminali, di sciuponi , naturalmente in questa Isola
felice, parliamoci chiaro, ho parlato prima ma lo voglio ribadire:
quattro milioni di euro di spese riservate e di spese di
rappresentanza che sono? Ve lo dico io, posso dirlo? C'è la festa
paesana nel mio paese, che fai Presidente la finanzi coi soldi
della presidenza? Ebbene me lo pongo come problema. Tutti erano
contenti, ma è una spesa legittima per quei fondi? Spese di
rappresentanza rispetto a che? Spese riservate? Spese riservate se
c'è un alluvione, se c'è un emergenza, come per esempio il crollo
di una palazzina.
L'unica volta che ho fatto spese di emergenza è stato quando sono
crollate le case di Palermo, per dare una sistemazione che il
comune non riusciva a dare a quegli sfollati: sedici famiglie. Era
bello quel mondo? Ma quel mondo bellissimo e quello che ci
impedisce oggi di fare le scelte qualificate sulla spesa pubblica,
ci impedisce di fare il salario garantito per i disoccupati, ci
impedisce di fare una seria formazione.
Poi c'era il CIAPI. Per mettere quattro locandine nelle scuole e
nei pub, hanno speso venticinque milioni di euro. Naturalmente
tutti erano contenti e nessuno se ne accorgeva. Poi c'erano novanta
milioni nel sistema delle informazioni. Tutti felici. Agenzia di
informazione, chi poteva essere scontento?
Naturalmente, quando poi c'è un Presidente della Regione che tutto
questo lo salta, le inimicizie se le trova. Ma in questo anno e
mezzo ed anche stasera io non mi sono accorto di avere uno scontro
coi partiti.
Il mio partito è il primo partito che ha posto la questione
dell'esigenza dell'elezione diretta dei Presidenti delle regioni,
che ha introdotto un metodo nuovo, degli assessori che vengono
scelti dai Presidenti e del dialogo, dell'autonomia reciproca. Io
non me ne sono accorto.
Non è con i partiti che ho lo scontro; ho aperto ben altre
partite, alcune note altre ignote, comprese le cliniche non
accreditate direttamente in mano alla mafia, e si tratta di
parecchie centinaia e centinaia di milioni di euro che vengono
pagati dalla Regione da anni, e nessuno se ne accorgeva. Per carità
perché accorgersi che Matteo Messina Denaro controlla, magari, 18
cliniche. Che c'è di male? E' un'isola meravigliosa, Matteo Messina
Denaro mischino deve campare, povero latitante fa una vita
dolorosissima: perché bisogna provocargli ancora guai.
Circa i termovalorizzatori, ho avuto un solo dissenso, onorevole
Formica, con l'assessore Marino quando - onorevole Cracolici mi
piacerebbe che anche lei ascoltasse - l'avvocato nostro ha proposto
una transazione per la Falk ed il sottoscritto è saltato dalla
sedia dicendo che noi transazioni sui termovalorizzatori non ne
facciamo Primo punto di dissenso. Se l'ASI si è costituita contro
la Regione, o l'ASI ritira quella costituzione o vi sono tutti gli
estremi per l'incompatibilità del commissario.
Io non faccio sconti a nessuno, non ho amici per la pelle; grazie
a Dio non ho amici, sono un uomo solo e lo ripetete continuamente,
mia madre diceva sulità, santità , consigli politici, amicizie per
tutti ma nessuno sgarra.
Perché se ne è andato l'assessore Marino? Se poi l'onorevole
Formica lo vuole candidare, per carità fate pure voi. Questa
piccola cosa dei termovalorizzatori non la voglio esasperare più di
tanto, anche se non è poi proprio piccolissima.
Per quanto riguarda il patto dei sindaci, per me già dovrebbero
essere iniziati gli impianti dei comuni, dopo che ho portato ai 180
comuni, ma un solo impianto non è partito, perché il direttore
generale scelto dall'assessore Marino ha deciso tutte le
burocrazie: io gli avevo detto di fargli un prestito ed invece lui
ha voluto dare i contributi europei, immaginate le difficoltà;
invece un semplice prestito avrebbe risolto la questione in tre
mesi, con il bando pubblicato in agosto, si è perso un anno di
tempo.
Per i rifiuti, ho dovuto penare sette camicie per fare mettere la
norma sulla gestione da parte dei comuni della raccolta dei rifiuti
solidi urbani. E per le discariche, io sostengo la tesi che il
piccolo comune potrebbe avere anche un proprio ciclo autonomo dei
rifiuti, con un piano preciso che venga approvato dall'Assessorato.
Ma si dice no Non possiamo assistere alla moltiplicazione delle
discariche, e che mettiamo discariche in tutto il territorio? Solo
che questa cosa non è solo ambientalista, è il modello campano dei
rifiuti, quello che vieta le discariche pubbliche, la gestione dei
comuni e favorisce i rifiuti della camorra. Mi rifiuto di pensare
che l'assessore Marino avesse avuto in testa questo.
Per esempio è irregolare la discarica di Catanzaro. La Regione sta
facendo quello che deve fare, ma su Mazarò Sant'Andrea qualcuno ha
sentito mai parlare di mafia sulla discarica di Mazarò di
Sant'Andrea?
E sull'Oikos, qualcuno ha sentito mai parlare di possibili
infiltrazioni mafiose?
E perché favorire la discarica di Lentini rispetto ad altre,?
Perché forse lì c'è un sindaco amico?
Questioni riconducibili ad un fatto che io faccio la battaglia per
i rifiuti zero, per la differenziata e che voglio almeno una
discarica pubblica per ogni provincia.
Le quattro discariche pubbliche che si sono realizzate, voglio
ricordare che ero io il commissario dei rifiuti non l'assessore
Marino; era il direttore Lupo incaricato da me, potevo incaricare
un altro direttore. Eppure - siccome Crocetta è amico di
Confindustria - naturalmente nel momento in cui attacca Catanzaro,
la tesi politica che un mio assessore avrebbe dovuto smentire
perché sa i fatti, perché noi abbiamo fatto perfino una delibera di
Giunta su questo indirizzo, avrebbe dovuto semplicemente dire:
d'intesa col Presidente stiamo portando avanti questa . . Non l'ha
mai detto
Eolico. Era da un anno e quattro mesi che dicevo: l'eolico si
risolve in una settimana . Basta fare la mappatura attuale, dove
sono le zone dell'eolico, siccome noi abbiamo superato i limiti -
perché è così, siccome è un affare di Matteo Messina Denaro che non
è secondario - che facciamo? Facciamo la mappatura di tutte le cose
e diciamo che l'eolico si è esaurito nelle zone dove ci sono gli
impianti, il resto è destinato ad altre energie alternative.
Bene, mi hanno presentato un piano, che è una presa per i
fondelli, che fa la mappatura ma non stabilisce le zone riservate
alle varie fasce di energia.
Naturalmente, c'è il ribaltamento di competenza, una volta che c'è
la conferenza che dobbiamo fare? Non la facciamo? Una volta che ci
sono i pareri? Allora sono stati autorizzati venti impianti eolici
durante la gestione dell'assessore Marino.
Atti dovuti, atti dovuti che non si sarebbero fatti se si fosse
fatto il piano che non è stato presentato, atti dovuti che non si
sarebbero fatti.
Acqua. Scontri in Commissione, l'onorevole Panepinto, il PD che mi
attaccava: non vuole l'acqua pubblica .
Io voglio l'acqua pubblica, voglio l'acqua pubblica. Il Parlamento
potrebbe votare anche contro, ma il mio Assessore deve portare
questa proposta. Poi voi la potete ribaltare perché io con questo
programma mi sono presentato alle elezioni. Quindi, l'Assessore
che dice: fino a quando ci sono io qua decido io ; mi dispiace
decide all'interno del Governo, se no si presenta alle elezioni
come Presidente e formula un programma.
Così spero che sia definitivamente chiusa la questione Marino che,
per me, rimane una questione politica.
La questione Fiumefreddo. Fiumefreddo è stata una proposta di DR,
annunciato e mai nominato. Quindi, non si è dimesso perché non è
mai stato nominato. Potete andare a vedere il protocollo della
Regione; mentre tutte le altre deleghe sono state repertoriate
lunedì e martedì scorsi, Fiumefreddo non è mai stato protocollato
e repertoriato.
E' chiaro che Fiumefreddo era incompatibile come avvocato. Però,
scusate, se uno è avvocato e qualcuno gli dà un incarico che fa
rinuncia all'incarico? Qua stiamo parlando di una causa persino
civile.
Certo, per me diventa discutibile, però onestamente io sono troppo
giustizialista. Una volta mandai un mio Assessore semplicemente
perché difendeva in un processo il figlio della propria cameriera
che era stato arrestato per estorsione. Diceva: Ma io l'ho visto
crescere questo ragazzo ; solo che noi eravamo una Giunta che si
costituiva parte civile nei processi per estorsione e quindi
incompatibile.
Però non ho detto che quell'avvocato non esercitava il suo diritto
persino un dovere costituzionale di garantire ogni cittadino alla
difesa, io lo ritenevo incompatibile con il mio Governo. Una cosa
un po' diversa. Inopportuno politicamente, ma non sicuramente
reato.
Allora, riconduciamo le questioni a come veramente sono: dissensi
sul programma. Antonello, noi il programma lo abbiamo presentato
agli elettori e se lo andiamo a rivedere io quel programma ho
portato avanti in questi mesi . Dobbiamo aggiornarlo Dobbiamo
rivederlo? E chi ha mai detto di no Abbiamo discusso due mesi col
Partito, con i Partiti e se non abbiamo discusso il programma,
allora qual è stata la questione su cui discutere
Se noi per due mesi ci siamo uniti in questo tavolo infinito della
trattativa sul Governo e non abbiamo parlato di programmi, allora
di che cosa abbiamo parlato? Siccome tu dicevi che noi dovevamo
rivedere tutta la questione
CRACOLICI. Ha parlato di un nuovo in nuovo patto
Presidenza del Presidente Ardizzone
CROCETTA, Presidente della Regione, Un patto, un patto Se per
due mesi questi partiti sono riuniti, e parlano due tre volte la
settimana per due mesi, di che cosa hanno parlato allora? Vorrei
capire Hanno parlato o no di questo patto O hanno parlato di
incarichi: due, tre, uno e mezzo, fai la volata, riuniamo il
tavolo, poi lo riuniamo ancora Ad un certo punto in una
discussione che non è un atto di nervosismo è un atto persino
salvifico, in una discussione si chiude Perché quando voi dite
l'Assemblea è stato paralizzata, paralizzata da che? Il Governo è
stato funzionante fino all'ultimo momento, e lo ribadisco, è stata
la politica paralizzata non il Governo perfino i manager abbiamo
nominato, mentre c'era la crisi per intenderci, chiedendo un atto
difficile a degli Assessori che sapevano che se ne dovevano andare
all'indomani, che hanno fatto con coerenza e libertà sapendo che
facevano una scelta corretta.
Abbiamo indovinato? Abbiamo sbagliato? Certo, qualche cosa sempre
si sbaglia, ma ditemi in un'azione qualsiasi dove non ci sia un
margine di errore, una sola
Io che facevo l'informatico, secondo le statistiche della IBM in
ogni programma, in ogni software c'era, e stiamo parlando di
specialisti di livello internazionale, c'è da uno a due istruzioni
errate. E perché questo accade? Perché quando si fanno le
simulazioni di prova, non si può immaginare tutto il percorso, non
si possono immaginare tutte le variabili e quindi c'è un giorno
quella variabile, quel percorso che crea una situazione e questo è
nel campo medico: un chirurgo fa un'operazione, c'è sempre, anche
se ha studiato una vita, una combinazione di fattori che
normalmente è impossibile trovare.
Bene Noi ci troviamo una serie di co-fattori, con un sistema
mafioso che si vuole riprodurre, che è attaccato fortemente e che
contrasta fortemente l'azione di questo Governo, con un sistema del
passato che vuole cercare di autoperpetuarsi e con radicalità
riconducibili al centrosinistra, e anche all'esterno del
centrosinistra, che chiedono ben altro, chiedono di più
I NO MUOS chiedono che io blocchi il MUOS. Voi sapete benissimo
che io non posso bloccare il MUOS perché non è una decisione di
competenza del Governo. Bene Quel mondo di NO MUOS che farà C'è
chi si rende conto che io non potevo fare altro e chi mi odierà
Ma perché il governo della cosa pubblica, naturalmente l'onorevole
Cracolici potrà non essere odiato, perché potrà dire - non lo farà
per quanto conosco la sua coerenza, ma è un esempio - potrà dire ai
NO MUOS : du' curnutu di Crocetta . Però, io debbo governare, e
nel governare ci sono le cose popolari e quelle impopolari.
Se a questi Pip noi davamo altri cento anni e gli raddoppiavamo lo
stipendio e li riconfermavamo a vita io non so manco se sarebbero
stati riconoscenti nei nostri confronti Tanto siccome li ha
guidati la mafia dicono: iddi ni ficiru dari i cosi . Invece,
probabilmente i Pip veri capiscono che noi abbiamo ragione, perché
il Pip povero non sopporta che lui debba essere messo in
discussione perché c'è quello ricco e che venga paragonato a chi
viene fermato con il passamontagna e le pistole mentre sta cercando
di fare un omicidio o una rapina. Sapete quanti casi abbiamo ancora
di questi? Tanti
Che fare? Progetto di recupero per gli ex detenuti. Ma se questi
reiterano i reati noi dobbiamo finanziare le bande aggregate alla
mafia di Palermo? Cioè alimentare la struttura mafiosa di Palermo,
la base sociale della mafia di Palermo? Oppure dobbiamo separare
questi?
E diventano temi Che dobbiamo fare con tutti quelli che sono
stati assunti illegittimamente? Il divieto e la legge. Dobbiamo
mantenerli perché è consenso e farci condannare dalla Corte dei
conti, come è successo ad alcuni di voi per aiutare i lavoratori?
Oppure avere un procedimento penale per abuso? Cosa dobbiamo fare?
O applicare le leggi?
Allora il tema, la composizione politica avviene su questo
Sapendo che i partiti hanno funzioni diverse, perché devono
costruire un consenso più largo, e talvolta possono avere posizioni
diverse dal Governo perché guardano a una progettualità che è
futura, che è costruttiva, che costruisce percorsi che vanno al di
là, che vogliono contrastare anche leggi nazionali inaccettabili
che pongono vincoli alla Sicilia
Ma noi non possiamo non rispettare le leggi che fa il Governo I
partiti si Possono dire: Il Governo nazionale cambi le leggi , e
hanno gli strumenti per poterlo fare.
E allora, è su questo che noi creiamo una sintonia nuova, sapendo
che alcune cose debbono essere inevitabili se vogliamo risanarla.
Guardate, io non voglio lasciare al mio successore una Sicilia che
dovrà essere peggio di prima. Io ho già un bilancio in polis, avere
messo a posto alcune cose, avere ridotto l'Irpef, avere
incominciato a creare gli strumenti di credito per l'impresa; avere
infrastrutturato la Sicilia; avere risanato le città.
Ma perché io dovevo perdere due mesi di tempo nelle discussioni
politiche e se non le faccio sono arrogante? Pensate che questi
mesi non sono stati un tempo prezioso? Io mi sono sentito inutile
Ho sentito l'inutilità di un treno che è partito e che, invece,
deve rallentare la sua corsa.
Improvvisazione. Ci vuole un bel coraggio E' immediatezza, non
improvvisazione, perché, naturalmente, qui, per non esserci
improvvisazione si fa il tavolo dei partiti, poi si fa il tavolo
dei capigruppo, poi i capigruppo non bastano perché i singoli
deputati non sanno niente. Guardate che questi non sono compatibili
con i miei tempi. Non sono compatibili con i miei tempi
Questo è come volere spegnere qualcosa, un fuoco che hanno detto
sulfureo nell'assemblea del mio partito. Un grande fuoco. Io
soffro nell'immobilismo Sarò soreliano ma, per me, l'azione è
l'unica cosa che cambia il mondo. Con una visione Ma la visione è
il programma L'abbiamo depositato. E siamo dentro quei binari. Lo
vogliamo aggiornare? Facciamolo
Ci riteniamo non soddisfatti sulla composizione del Governo?
Nessuno ha posto questo problema. Io avevo posto solo un problema:
chiudere rapidamente. Ma non può avviarsi a conclusione una lezione
cominciata il 15 febbraio e conclusasi il 15 aprile? Non un
dissenso programmatico, non una discussione, né una scelta, l'unico
che ha indicato criteri sono stato io, una scelta di criteri, come
fare. Mi sono sentito dire, continuamente: Convochiamo la
direzione e ti daremo i nomi . Ma io sono o no componente di questo
partito? Se non lo sono buttatemi fuori, fate come avete fatto
con Lombardo che l'avete appoggiato dall'esterno. Ad uno esterno
non si può chiedere altro.
Però, sinceramente, io, di fronte a Dio e di fronte agli uomini,
non sono responsabile di alcuna rottura. Non l'ho cercata, non la
voglio e non sono responsabile né di rappresaglie, né di veti. Ho
proposto una candidatura, non in alternativa, ma in integrazione,
perché io non la conosco la politica dell'odio e dei contrasti.
Ho proposto, così come tutti hanno diritto in un partito a
manifestare le proprie linee, credo che anch'io ce l'abbia, senza
per questo essere criminalizzato. A meno che questo partito non è
diventato un partito dittatoriale.
Spero di avere, ora, chiuso questa vicenda, vi parlo col cuore.
Noi dobbiamo lavorare tutti quanti per la Sicilia. Io non considero
illegittimo che qualcuno faccia una battaglia politica contro di
me. E' normale: simpatie, antipatie, a volte anche, persino, fatti
inconsci derivati da impressioni, da sentiti dire .
Io sono quello che appaio. Se c'è una cosa chiara è questa
Col mio segretario di partito ho questa difficoltà, che lui non
crede che io quello che dico lo faccio veramente e, quindi, abbiamo
degli equivoci. Gli sembra che faccio trattative, bluffo. No Ci
capiremo prima o poi, quando lui capirà che se dico una cosa la
dico veramente. Stasera farò la Giunta: la faccio per davvero Lui
non è che deve pensare che non la faccio. Mi deve dire, bene o mi
sottovaluta. Io annuncio sempre, pubblicamente. Prima lo faccio
privatamente. Normalmente, un altro avrebbe detto: Un momento,
discutiamo e parliamo . No Tanto, la fa Questo è quello che
ha riferito persino ad altri.
Questo metodo non, a volte non ci si capisce, si è a contatto
presto, però, questa cosa non la possono pagare i Siciliani. I
nostri problemi interni non li possono pagare i Siciliani. I nostri
problemi fra partiti non li possono pagare i Siciliani. I problemi
delle smarcature delle opposizioni non li possono pagare i
Siciliani.
Guardate, non sono convinto, come qualcuno di voi pensa, di essere
così impopolare. Penso di essere molto inviso ed odiato, ma sono
disponibile ad andare con ognuno di voi, ogni giorno in una città
diversa, per vedere cosa pensa direttamente la gente e verificate.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è giunta nota dal Presidente della
II Commissione che, poiché per ragioni varie, non stiamo qua a dire
quali, oggi non si è potuto dare il voto finale o comunque
rientrare nel merito del disegno di legge salva imprese , però si
sono aggiornati a subito dopo i lavori di quest'Aula, unitamente al
neo assessore per l'Economia e così come d'intesa, nell'augurio che
stasera comunque possa essere esitato il disegno di legge, la
seduta sarà rinviata a domani alle ore 10.00 per inserire e
incardinare, ai sensi dell'articolo 121 quater, così come ci siamo
determinati in Conferenza dei capigruppo in base al potere che
conferisce al sottoscritto il Regolamento, il disegno di legge
Salva imprese . Chiaramente, tutti noi auspichiamo che si possa
completare al più presto. Ciò che raccomando è la puntualità domani
alle ore 10.00, così da incardinare il disegno di legge Salva
imprese , nella speranza che stasera comunque la Commissione lo
possa esitare.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 17
aprile 2014, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Proposte di modifica al Regolamento delle pensioni dei
deputati (Doc. n. 146)
Relatore: il Presidente
III - Reiscrizione, ai sensi dell'articolo 121 quater, comma 4,
del Regolamento interno, del disegno di legge:
- Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossione
Sicilia. (n. 500/A) (Seguito)
Relatore: on. Di Giacinto
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
3) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
4) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
5) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
6) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
7) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
8) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
9) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
10) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 21.22
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
Presidenza del Presidente Ardizzone
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Attività produttive»
ALONGI. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per le
attività produttive, all'Assessore per l'economia, all'Assessore
per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, all'Assessore
per le autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che:
con il perdurare della crisi economica che attanaglia il nostro
Paese e la Sicilia molte aziende per abbattere i costi sono
emigrate o stanno per spostarsi in Paesi dove la manodopera è più
conveniente, in particolare nel settore dei call center, molti dei
quali migrano verso la Romania. E' la triste conferma che il vento
della delocalizzazione soffia forte e sta cambiando la mappa
dell'industria italiana, un fenomeno che ormai colpisce anche le
piccole aziende;
uno studio della Cgia di Mestre, dell'anno scorso, ha fornito dati
significativi: le società che hanno spostato la produzione
all'estero per risparmiare stipendi e tasse, lasciando a casa i
lavoratori italiani sono aumentate dal 2000 al 2013 del 65%.
Purtroppo le imposte, la burocrazia, il costo del lavoro, il
deficit logistico-infrastrutturale, l'inefficienza della pubblica
amministrazione, la mancanza di credito e i costi dell'energia
rappresentano ostacoli spesso insuperabili che hanno indotto molti
imprenditori a trasferirsi in Paesi dove il clima sociale nei
confronti dell'azienda è più favorevole;
considerato che:
in questo stato di crisi, la società 'Almaviva contact', che
gestisce call center, ha inviato a Palermo una lettera ai
dipendenti nella quale si dichiara di aver iniziato il
trasferimento della sede legale a Palermo dove vi è il maggior
numero di dipendenti e nella quale si specifica altresì di non aver
intenzione di chiudere la sede di Palermo e di chiedere 'ulteriori
sacrifici' ai lavoratori, dichiarando comunque perdite molto alte
nel capoluogo - circa mezzo milione di euro al mese - ed invitando
a causa di ciò al confronto sia i sindacati che le istituzioni
locali;
nonostante le assicurazioni della società, oggi a Palermo si è
organizzato un corteo di protesta dei lavoratori, alcuni dei quali
hanno iniziato lo sciopero della fame a causa dello stallo in cui
si trova la vertenza per la sede unica di Almaviva Contact a
Palermo che deve essere superato subito, per fare chiarezza sul
futuro dei 4.500 lavoratori: il nodo è la sede unica dove
trasferire i lavoratori palermitani;
per sapere se non ritengano opportuno avviare una urgente
interlocuzione con l'azienda Almaviva e le parti sociali per
affrontare la situazione attuale con l'impegno del Governo, al fine
di abbattere i costi di produzione, operazione che permetterebbe
alla società di stare sul mercato mantenendo le sede in Sicilia, di
trovare tra gli immobili di sua proprietà o ad essa assegnati tra
quelli confiscati alla mafia, una possibile soluzione ove allocare
la società stessa e tutto il personale attualmente distribuito in
due stabili con contratti di affitto in scadenza evitando, con una
soluzione a costo zero, il ripetersi di un'altra vicenda FIAT».
(1733)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «La società Almaviva Contact opera sul territorio
regionale siciliano, nel settore, con un livello occupazionale
superiore a 6.000 unità, di cui circa l'80% con contratti a tempo
determinato.
Questo Assessorato regionale segue da tempo, con la dovuta
attenzione, l'evoluzione delle problematiche relative alla società
Almaviva Contact, con la quale ha spesso interloquito per
ottimizzare la logistica dei siti palermitani che per motivazione
d'ordine economico, ma soprattutto logistico, non sono più idonei
alla funzionalità dell'azienda, la quale sta verificando ulteriori
ipotesi di allocazione dei propri uffici. .
In questi ultimi mesi il tema della logistica palermitana ha perso
però la sua centralità, poiché la Società ha comunicato di aver
registrato un'allarmante flessione dell'andamento dei ricavi dei 2
siti palermitani che, a dire della Società, negli ultimi anni
avrebbe superato il 33% sulle attività svolte dai dipendenti.
Analogo calo si sarebbe avuto sulle attività outbound svolte con
lavoratori con contratto di collaborazione a progetto. La Società
ha fatto altresì presente che alla drastica riduzione del fatturato
si sarebbe unita una consistente caduta dei margini. Detta crisi è
stata affrontata parzialmente ricorrendo agli ammortizzatori
sociali attivati (solidarietà).
Per questo motivo con lettera del 19 novembre 2013 Almaviva
Contact ha chiesto alla Regione siciliana ed al Comune di Palermo
l'avvio di un tavolo istituzionale rappresentando il rischio della
tenuta occupazionale dei siti cittadini derivante dalla richiamata
tendenza alla riduzione del fatturato (il rischio sulla sola città
di Palermo riguarda 3500 dipendenti a tempo indeterminato e 1000
lavoratori a progetto)
In sede di confronto tenuto il 12 febbraio 2014, presso la
Prefettura di Palermo, l'Azienda ha esplicitato le intervenute
difficoltà di tenuta occupazionale legate non solo all'annosa
"questione logistica" connessa alla precarietà dei siti che
ospitano le attività lavorative svolte dalla stessa nella città di
Palermo, ma anche al significativo calo dei volumi delle commesse
provenienti principalmente da primarie aziende di livello
nazionale, al dumping tra le aziende concorrenti, alla evidente
convenienza di ipotesi di delocalizzazione delle attività,
effettuata tra l'altro senza osservare le disposizioni recentemente
emanate in materia dal Garante della Privacy; difficoltà tutte che
l'azienda, fino ad oggi, ha cercato di contrastare anche con il
ricorso agli ammortizzatori sociali, ma che, secondo la tesi
sostenuta in quella sede dall'Amministratore Delegato della stessa,
non sarebbero più sufficienti ad arginare le perdite e ad assorbire
gli esuberi.
Aggiungasi poi l'elevato costo fiscale incidente sul settore, il
differente costo degli ammortizzatori sociali tra le aziende che vi
fanno ricorso e gli elementi di concorrenza sleale che le 00.SS.
assumono essere generati da una diffusa illegalità e dal dumping
salariale, tutti elementi che non consentirebbero ad Almaviva
Contact la possibilità di sviluppare una politica industriale che
permetta alla stessa di mantenere il radicamento sul territorio
siciliano.
Per tutti questi motivi, su conforme sollecitazione delle
rappresentanze dei lavoratori, questo Assessorato regionale con
nota prot. n. 939 del 28/02/2014, rinnovata in data 08/04/2014,
prot. n. 1563, ha chiesto l'apertura di apposito tavolo di
confronto presso Ministero dello Sviluppo economico al fine di
approfondire le suddette problematiche con particolare riguardo
agli aspetti che attengono alla legalità ed alla regolamentazione
dei servizi nel settore delle telecomunicazioni ed individuare
soluzioni da condividere anche con le parti sociali, per mettere la
Società nelle condizioni di proseguire la propria attività sul
territorio siciliano, attraverso un piano industriale che
garantisca occupazione e stabilità, lasciando al confronto di
livello territoriale le questioni relative alla soluzione delle
necessità logistiche tra le possibili alternative in corso di
valutazione.
E' evidente l'interesse delle Istituzioni locali acchè Almaviva
Contact sia messa nelle condizioni di proseguire la propria
attività sul territorio siciliano e che sullo stesso possa
investire e rilanciare l'azienda attraverso un piano industriale
che garantisca occupazione e stabilità».
L'Assessore
Linda Vancheri
Rubrica «Famiglia, Politiche sociali e del lavoro»
ZAFARANA- CANCELLERI- TRIZZINO- MANGIACAVALLO -ZITO- CIACCIO-
SIRAGUSA- TANCREDI- CIANCIO- FOTI- FERRERI- PALMERI- LA ROCCA-
CAPPELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:
i lavoratori della Società Cooperativa 'Normanna' sono attualmente
65 e sono stati avviati al lavoro mediante il progetto LPU n.
8770/97, approvato dalla CRI ai sensi del D.Lgs. 7 agosto 1997 n.
280, e rifinanziato ai sensi della legge regionale n. 24 del
26.11.2000 e s.m.i.;
la collaborazione tra Enti regionali e lavoratori della Società
Cooperativa 'Normanna' risale all'anno 2000;
detta collaborazione ha avuto inizio in seguito
all'autorizzazione, da parte della Direzione Foreste
all'Ispettorato Ripartimentale, ad avvalersi - rilevata la cronica
carenza di personale che ha sempre contraddistinto
l'Amministrazione forestale della Provincia di Messina - del
supporto tecnico del personale della Cooperativa de qua;
nel medesimo anno, invero, venivano istituiti, in attuazione della
l.r. n. 10 del 15 febbraio 2000, il Dipartimento regionale delle
Foreste ed il Dipartimento Azienda regionale Foreste demaniali con
conseguente istituzione della sede periferica di Messina
dell'Ispettorato ripartimentale delle Foreste e gli Uffici
provinciali delle Aziende Foreste demaniali nei quali, di comune
accordo tra i due uffici, oltre al personale di ruolo, veniva
ripartito anche il personale messo a disposizione dalla Cooperativa
in oggetto;
i lavoratori della Cooperativa 'Normanna', rilevata la carenza
strutturale del personale di ruolo presente negli uffici suddetti,
hanno continuato a prestare la loro opera ininterrottamente fino
al 31 dicembre 2010, attraverso la stipula di convenzioni annuali;
il decennale periodo di utilizzazione ha garantito agli stessi una
sempre più crescente professionalità nello svolgimento delle
rispettive mansioni permettendo, inoltre, il raggiungimento degli
obbiettivi istituzionali da parte della Azienda Foreste demaniali e
dell'Ispettorato ripartimentale di Messina;
nota del 13.12.2010, prot. n. 18077, il Dirigente generale delle
Aziende Foreste demaniali stabiliva che, sulla scorta della
circolare n. 5/2010/AG legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,
artt. 74 e 75, non sarebbe stata siglata alcuna ulteriore
convenzione tra l'Azienda Foreste demaniali e la Cooperativa
'Normanna' e che conseguentemente avrebbero continuato a prestare
la loro collaborazione lavorativa, in forza del dettato dell'art.
74 della sopra citata norma, esclusivamente quei lavoratori che
avevano maturato almeno 45 giorni lavorativi all'interno dell'ente
utilizzatore, previa formale istanza da avanzare al Centro per
l'impiego di appartenenza;
l'Ufficio de quo, verificati i requisiti di tutti i lavoratori, ha
individuato quale soggetto utilizzatore, l'Azienda regionale
Foreste demaniali e l'Ispettorato ripartimentale delle Foreste di
Messina;
con D.A. n. 492 del 31 maggio 2011 veniva annullata la circolare
n. 5/2010/AG e conseguentemente il Centro per l'impiego di Messina
assegnava nuovamente i lavoratori alla Cooperativa 'Normanna';
rilevato che il provvedimento de quo ha ontologicamente escluso la
possibilità per i lavoratori della Cooperativa 'Normanna',
utilizzati per oltre un decennio presso l'Azienda Foreste demaniali
e l'Ispettorato ripartimentale Foreste di Messina, di poter
proseguire la loro proficua e consolidata attività lavorativa
nell'ambito dei suddetti Uffici;
per sapere se risulti nelle intenzioni del Governo della Regione,
e nello specifico dell'Assessorato della famiglia, delle politiche
sociali e del lavoro, procedere alla riapertura dei termini
previsti dalla legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17, art. 74 e
75, e quindi della circolare assessoriale del 17 gennaio 2005, n.
52, ovvero attivare la procedure per il passaggio in mobilità ai
sensi del Decreto legislativo 81/2000, sì da garantire
l'opportunità ai lavoratori della Cooperativa 'Normanna' di
continuare a prestare la loro consolidata attività lavorativa
presso l'Azienda Foreste demaniali e l'Ispettorato ripartimentale
Foreste di Messina e soprattutto di non vanificare la decennale
esperienza e la professionalità acquisita dagli stessi, colmando
contestualmente la carenza strutturale di organico che a tutt'oggi
permane nei suddetti uffici». (1119)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta quanto segue: sull'argomento dedotto dall'onorevole
interrogante sono state richieste le informazioni al competente
Dipartimento del lavoro, il quale ha fornito i necessari elementi
per consentire la presente risposta.
Preliminarmente, si significa che l'articolo 74 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, recante: "Procedure per la
individuazione del soggetto utilizzatore nelle attività socialmente
utili", dispone che, per la individuazione del soggetto
utilizzatore nelle attività socialmente utili, questo Assessorato
deve provvedere, attraverso i propri uffici periferici, ad
accertare l'ente presso cui il lavoratore ha prestato la propria
attività per almeno 45 giorni alla data di entrata in vigore della
legge (31 dicembre 2004).
Il successivo articolo 75 della predetta legge regionale recante:
"Prosecuzione attività socialmente utili" introduce particolari
disposizioni volte ad assicurare la prosecuzione nell'utilizzazione
in attività socialmente utili di lavoratori destinatari del regime
transitorio, per i quali gli enti utilizzatori privati non
provvedono ad adottare il programma di fuoruscita.
In tal caso l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro promuove iniziative volte
all'utilizzazione degli stessi lavoratori presso enti legittimati,
diversi dall'Amministrazione regionale, su richiesta dei soggetti
interessati.
Con circolare assessoriale 17 gennaio 2005, n. 52 - pubblicata
nella G.U.R.S., Parte I, 4 febbraio 2005 n. 5 - sono state emanate
le direttive applicative delle disposizioni recate dalla legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, articoli 74 e 75 -
Individuazione del soggetto utilizzatore nelle attività socialmente
utili - Prosecuzione nell'utilizzazione in attività socialmente
utili.
Nella considerazione che non tutti i soggetti rientranti nella
previsione di cui all'articolo 74 e all'articolo 75 della legge
regionale n. 17/2004 hanno potuto presentare l'istanza all'Ufficio
provinciale del lavoro competente, nei termini indicati nella
citata circolare n. 52/2005 (entro e non oltre 15 giorni dalla
pubblicazione sulla G.U.R.S. della circolare), con la circolare
assessoriale 29 novembre 2010, n. 5 - pubblicata nella G.U.R.S.,
Parte I, 10 dicembre 2010, n. 54 -, fermo restando la dimostrazione
del presupposto richiesto dalla norma entro il 31 dicembre 2004, si
è provveduto alla riapertura dei termini per la presentazione delle
istanze, fissando tale termine alla data del 31 dicembre 2010.
Ciò posto con decreto assessoriale 31 maggio 2011. n. 492/Serv.V -
pubblicato nella G.U.R.S. - Parte I - 24 giugno 2011, n. 27, in
attuazione delle direttive impartite dal Presidente della Regione
siciliana con la nota prot. n. 2847 del 24/03/2011, è stata
annullata in autotutela la sopracitata circolare n. 5/2010 per le
seguenti ragioni.
Innanzitutto, l'articolo 74 della legge regionale 28 dicembre
2004, n.17, è norma di unica applicazione, in quanto
inscindibilmente collegata al quadro normativo esistente al momento
della sua emanazione e rispondente ad un'esigenza di sostanziale
"sanatoria" a fini perequativi, in deroga alle norme generali in
materia di mobilità, delle utilizzazioni di fatto, presso soggetti
diversi dal soggetto utilizzatore a cui erano stati assegnati
formalmente i lavoratori.
Pertanto, alla luce del predetto carattere, natura e portata,
dell'articolo 74 della 1.r. n. 17/2004, la stessa esaurisce la sua
operatività ed efficacia in un'unica applicazione e cioè quella
effettuata secondo le disposizioni di cui alla circolare
assessoriale 17 gennaio 2005, n.52.
Occorre, peraltro, rilevare che le modalità procedimentali
individuate con la predetta circolare assessoriale n.52/2005, sono
state tali da consentire a tutti i soggetti interessati, in
possesso del requisito richiesto dalla norma (avere prestato la
propria attività per almeno 45 giorni alla data del 31 dicembre
2004 presso un soggetto diverso dal proprio ente utilizzatore) di
presentare nel termine ivi previsto (entro 15 giorni dalla
pubblicazione nella citata G.U.R.S.) l'istanza finalizzata ad
ottenere la "sanatoria' della propria posizione in capo al soggetto
utilizzatore di fatto.
La circolare n. 5/2010, oggetto del provvedimento di ritiro, ha
inteso avere carattere eccezionale poiché riservata ai soggetti
che, pur rientrando nelle previsioni di cui agli articoli 74 e 75
della legge regionale 28 dicembre 2004, n.17, non avessero "potuto
presentare l'istanza all'Ufficio provinciale del lavoro nei termini
indicati nella circolare n.52/2005", perciò riaprendo,
limitatamente a tali casi e soggetti, i termini per la
presentazione dell'istanza.
Considerato, pertanto, che agli atti dell'Ufficio non risultavano
segnalazioni di casi di impossibilità oggettiva a presentare
l'istanza nel termine di cui alla circolare n. 52/2005 da parte dei
soggetti indicati agli articoli 74 e 75 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, e considerato, altresì, che la circolare
n.5/2010, già per i principi di interpretazione legislativa, non
poteva trovare applicazione in coerenza al quadro legislativo
dettato dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e dalla sopravvenuta
legge regionale 29 dicembre 2010, n. 24, ed anche ai divieti
vigenti che non consentono ad oggi la definizione di un programma
di fuoriuscita dal bacino e l'attivazione delle relative misure,
l'Amministrazione ha ritenuto di procedere all'annullamento in
autotutela della predetta circolare, nel rispetto dei principi di
economicità e di non aggravamento delle procedure».
L'Assessore
Arch. Ester Bonafede
Rubrica «Istruzione e Formazione professionale»
CORDARO - GRASSO - CLEMENTE - LANTIERI - CIMINO. - «Al Presidente
della Regione, all'Assessore regionale per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
la testata regionale della RAI, nell'ambito della trasmissione
Buongiorno Sicilia andata in onda il 25 settembre 2013 ha
realizzato un ampio servizio sullo stato di crisi in cui versano le
famiglie e i librai a causa della mancata erogazione del contributo
annuo destinato a concorrere alle spese di frequenza degli studenti
siciliani;
in particolare, nel servizio giornalistico, veniva evidenziata
l'assoluta mancanza di notizie certe rispetto all'erogazione del
buono scuola, sia con riferimento all'annualità corrente che alle
somme pregresse spettanti ai librai;
genitori in affanno denunciavano la perdita di quest'ultimo
strumento, per quanto insufficiente, di sostegno e supporto alle
famiglie oberate dall'acquisto dei libri necessari ad ogni inizio
di anno scolastico;
evidenziato che i librai intervistati hanno denunciato
anticipazioni per decine di migliaia di euro, mai rimborsate dalla
Regione, secondo quel meccanismo perverso che vede le Istituzioni
in netto ritardo rispetto al soddisfacimento dei bisogni della
comunità,
sottolineato che a fronte di un appostamento nel capitolo del
bilancio regionale 373719 del 2012, pari a cinque milioni e
seicentomila euro, il medesimo capitolo è riportato sul bilancio
2013 per 'memoria', con stanziamento pari a zero euro;
il Governo della Regione, sin dalla data del suo insediamento non
ha proceduto ad avviare la necessaria programmazione degli
interventi, che andavano predisposti per tempo, con accelerazione
dei ritmi di lavoro, proprio nei mesi a ridosso dell'inizio
dell'anno scolastico, per scongiurare i ritardi e le
approssimazioni di cui siamo oggi spettatori increduli;
assistiamo alla negazione sistematica di ogni diritto per le fasce
più deboli della società, a causa di una netta incapacità del
Governo di programmare gli atti necessari ad affrontare la gestione
ordinaria dell'amministrazione pubblica;
per sapere:
se non ritengano di dover intervenire nell'immediato per colmare
questa grave lacuna e restituire agli studenti siciliani di ogni
ordine e grado il diritto allo studio, ad oggi dalla Regione negato
per la parte relativa al contributo del buono scuola;
quali stanziamenti stiano prevedendo, al fine di garantire il
sostegno alle famiglie del buono scuola e il rimborso ai librai -
che abbiano anticipato le somme - degli importi relativi ai costi
delle pubblicazione editoriali». (1353)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore la interrogazione n. 01353 a firma dell'onorevole
Cordaro, con la quale si chiede allo scrivente Assessorato di
conoscere se non ritenga di dover intervenire nell'immediato per
colmare la grave lacuna relativa alla negazione del contributo del
buono scuola; quali stanziamenti stia prevedendo al fine di
garantire il sostegno alle famiglie del buono scuola ed il rimborso
ai librai che abbiano anticipato le somme degli importi relativi ai
costi delle pubblicazioni editoriali.
In merito alla problematica sottoposta, occorre preliminarmente
specificare la distinzione tra il cosiddetto "buono scuola" e le
"cedole librarie".
L'art. 3 della L.R. n. 14/2002 prevede un contributo annuo
denominato "buono scuola" e destinato a concorrere alle spese di
frequenza (o tasse e contributi) disposte dalle scuole
dell'infanzia, di base e secondarie, statali e paritarie,
effettivamente sostenute per ciascun figlio durante l'anno
scolastico: da tale erogazione sono escluse le spese per i libri di
testo.
L'art. 1 della L. n. 719/1964 prevede, invece, che i libri di
testo siano forniti gratuitamente agli alunni delle scuole
elementari, sia statali che autorizzate a rilasciare titoli di
studio riconosciuti dallo Stato.
Per quanto riguarda l'erogazione del buono scuola, occorre
rappresentare che, relativamente all'anno 2008-2009, con nota prot.
n. 33915 del 27.05.2013, è stata chiesta dal Dipartimento
dell'Istruzione e della Formazione professionale la reiscrizione in
bilancio per l'esercizio finanziario 2013 sul capitolo 373719 della
somma di 5.205.635,66, finalizzata al pagamento di un primo
gruppo di beneficiari ammessi al contributo.
Con D.D.G. n. 90081/2013 l'Assessorato dell'Economia ha disposto
la variazione in bilancio sul citato capitolo e con D.D.G. n. 3984
del 16.09.2013, pubblicato sul sito del Dipartimento
dell'Istruzione e della Formazione professionale, sono stati
concessi contributi ad un primo gruppo di n. 5688 beneficiari.
Attualmente sono in corso di predisposizione tutti gli atti
propedeutici alla concessione del richiesto contributo ad un
secondo gruppo di beneficiari.
In ordine, invece, all'erogazione del buono scuola relativo
all'anno 2009-2010, il capitolo 373719 (contributo annuo per
l'erogazione del buono scuola) per l'anno 2014, non risulta
operativo a causa dell'impugnativa del Commissario dello Stato.
Per quanto concerne, invece, la fornitura gratuita dei libri di
testo si precisa quanto segue.
Relativamente all'anno scolastico 2013-2014, a causa del
trasferimento del Dipartimento Istruzione e Formazione
professionale presso altra sede, l'iter di indizione della gara (e
la successiva consegna delle cedole librarie agli Uffici Scolastici
Provinciali) ha subito un ritardo.
Con D.D.G. n. 5502 del 26 novembre 2013 il Dipartimento competente
ha provveduto a ripartire ed impegnare le somme stanziate in
bilancio pari ad 8.057.584,08.
In data 5.12.2013 sono stati emessi gli ordini di accreditamento a
favore dei funzionari delegati degli USP della Regione.
A causa dell'approssimarsi della chiusura dell'esercizio
finanziario 2013 e del termine fissato dalla Circolare del Bilancio
n. 18 del 12.11.2013 per l'emissione dei pagamenti da parte dei
funzionari delegati (17.12.2013), è risultato impossibile pagare la
totalità delle fatture presentate dalle librerie. Pertanto, nel
mese di gennaio 2014 sono state trasmesse le richieste di
riaccredito delle somme non pagate.
In atto si sta procedendo alla riemissione degli ordini di
accreditamento relativi alle somme non ancora erogate da parte
degli USP.
Premesso quanto sopra, questo Assessore è ben consapevole dei
ritardi nell'erogazione dei contributi e delle conseguenti
difficoltà subite, sia dalle famiglie beneficiarie che dai librai;
purtroppo tali lentezze, in massima parte frutto degli elefantiaci
passaggi burocratici da rispettare e di cui la pubblica
amministrazione è succube, sono state ereditate da passate
amministrazioni.
Questo Assessore, d'altronde, al fine di sostenere il diritto allo
studio di cui i contributi oggi trattati rappresentano una concreta
estrinsecazione, ha confermato, nonostante le grosse difficoltà
economiche in cui versa la Regione siciliana, i trasferimenti
dell'anno precedente a favore delle Scuole dell'Infanzia, Primaria
e Secondaria di Primo e Secondo Grado (Borse di Studio a favore
delle famiglie economicamente disagiate anno scolastico 2009/10,
2010/11, 2011/12 - Fornitura libri di testo scuole secondarie di I
e II grado anno scolastico 2011/2012, 2012/2013- libri di testo per
la scuola primaria cedole librarie anno scolastico 2013/14 ), degli
studenti delle scuole dell'infanzia, di base e secondarie di I e il
grado statali e paritarie (Contributo annuo per l'erogazione del
buono scuola anno scolastico 2008/2009)».
L'Assessore
Nelli Scilabra
ALLEGATO 2
D.P. n. 98/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura nel
cui contesto la Dott.ssa Lucia Borsellino è stata nominata
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
della salute e successivi distinti decreti presidenziali di nomina
degli altri Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
RITENUTO di dover revocare il D.P. n. 540/Area 1 /S.G. del 12
novembre 2012, esclusivamente nella parte in cui è attribuito
l'incarico di Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale della salute, provvedendo, con il presente decreto, a
nuova nomina della dott.ssa Lucia Borsellino quale Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale della salute;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito alla
dott.ssa Lucia Borsellino di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale della salute di cui al D.P. n.
540Area1 /S.G. del 12 novembre 2012, è revocato.
Art. 2
1. Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
dott.ssa Lucia Borsellino, nata a Palermo il 26 settembre 1969, è
nominata Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale della salute.
2. L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale a
nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 99/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 602/Area 1 /S.G. del 29 novembre
2012, pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012 - Parte I - n. 52,
con il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato la
dott.ssa Linda Calogera Vancheri, Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale delle attività produttive;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e relativa
preposizione di cui al richiamato D.P. n. 602/Area 1 /S.G. del 29
novembre 2012, sopra specificato, provvedendo, con il presente
decreto, a nuova nomina della dott.ssa Linda Calogera Vancheri
quale Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale delle attività produttive;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito alla
dott.ssa Linda Calogera Vancheri di Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale delle attività produttive di
cui al D.P. n. 602/Area1 /S.G. del 29 novembre 2012, è revocato.
Art. 2
1. Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
dott.ssa Linda Calogera Vancheri, nata a San Cataldo (CL) il
18.6.1977, è nominata Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale delle attività produttive.
2. L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale a
nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 100/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 570/Area 1 /S.G. del 23 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 7 dicembre 2012 - Parte I - n. 52, con il quale il Presidente
della Regione siciliana ha nominato la sig.ra Nella Scilabra,
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e relativa
preposizione di cui al richiamato D.P. n. 570/Area 1 /S.G. del 23
novembre 2012, sopra specificato, provvedendo, con il presente
decreto, a nuova nomina della sig.ra Nella Scilabra quale Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito alla
sig.ra Nella Scilabra di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione
professionale di cui al D.P. n. 570/Area1 /S.G. del 23 novembre
2012, è revocato.
Art. 2
1. Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
sig.ra Nella Scilabra, nata a Ribera (AG) l'11.6.1983, è nominata
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
dell'istruzione e della formazione professionale.
2. L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale a
nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 101/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 576/Area 1 /S.G. del 23 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 7 dicembre 2012 - Parte I - n. 52, con il quale il Presidente
della Regione siciliana ha nominato la dott.ssa Patrizia Valenti,
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
delle autonomie locali e della funzione pubblica;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e relativa
preposizione di cui al richiamato D.P. n. 576/Area 1 /S.G. del 23
novembre 2012, sopra specificato, provvedendo, con il presente
decreto, a nuova nomina della dott.ssa Patrizia Valenti quale
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
delle autonomie locali e della funzione pubblica;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito alla
dott.ssa Patrizia Valenti di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione
pubblica di cui al D.P. n. 576/Area1 /S.G. del 23 novembre 2012, è
revocato.
Art. 2
1. Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
dott.ssa Patrizia Valenti, nata a Floridia (SR) il 15.1.1959, è
nominata Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica.
2. L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale a
nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 102/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 578/Area 1 /S.G. del 23 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 7 dicembre 2012 - Parte I - n. 52, con il quale il Presidente
della Regione siciliana ha nominato il dott. Antonino Bartolotta,
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
delle infrastrutture e della mobilità;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e relativa
preposizione di cui al richiamato D.P. n. 578/Area 1 /S.G. del 23
novembre 2012, sopra specificato, nominando con il presente decreto
il dott. Domenico Torrisi, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al dott.
Antonino Bartolotta di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità di
cui al D.P. n. 578/Area1 /S.G. del 23 novembre 2012, è revocato.
Art. 2
Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, cessa
l'assunzione temporanea da parte il dott. Domenico Torrisi, nato a
Catania il 18.11.1971 è nominato Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della
mobilità.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 103/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 66/Area 1 /S.G. del 27 marzo
2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 4 aprile 2014 - Parte I - n. 14, con il quale il Presidente
della Regione siciliana ha assunto temporaneamente le funzioni di
Assessore regionale per l'economia;
RITENUTO di dover nominare il dott. Roberto Agnello, Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale dell'economia,
con contestuale cessazione dell'assunzione temporanea da parte del
Presidente della Regione delle funzioni di Assessore regionale per
l'economia di cui al sopra richiamato D.P. 66/Area 1 /S.G. del 27
marzo 2014;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato il dott. Roberto Agnello, nato
a Palermo l'8 maggio 1970, è nominato Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale dell'economia.
Art. 2
Contestualmente alla nomina di cui al superiore articolo 1, cessa
l'assunzione temporanea da parte del Presidente della Regione delle
funzioni di Assessore regionale per l'economia di cui al D.P. n.
66/Area 1 /S.G. del 27 marzo 2014.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 104/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 574/Area 1 /S.G. del 23 novembre
2012, pubblicato nel supplemento ordinario n. 1 alla GURS parte I
n. 52 del 7 dicembre 2012 con il quale il Presidente della Regione
siciliana ha nominato il dott. Dario Cartabellotta, Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale delle risorse
agricole e alimentari;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, ed in particolare
l'articolo 34 riguardante la riorganizzazione dell'Assessorato
regionale delle risorse agricole e alimentari che viene
ridenominato in Assessorato regionale dell'agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediterranea;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e la relativa
preposizione, di cui al richiamato D.P. n. 574/Area 1 /S.G. del 23
novembre 2012, sopra richiamato, nominando con il presente decreto
l'avv. Ezechia Reale, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e
della pesca mediterranea;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al dott.
Dario Cartabellotta di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari di
cui al D.P. n. 574/Area 1 /S.G. del 23 novembre 2012, è revocato.
Art. 2
Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, l'avv.
Ezechia Reale, nato a Siracusa il 13.10.1960, è nominato Assessore
regionale con preposizione all'Assessorato regionale
dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 105/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito all'arch.
Esterina Bonafede di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
del lavoro di cui al D.P. n. 577/Area 1 /S.G. del 23 novembre 2012,
è revocato.
Art. 2
Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo l'avv.
Giuseppe Bruno nato a Palermo il 23 settembre 1967 è nominato
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale
della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro; allo stesso è
delegata, altresì, la trattazione degli affari ricompresi nella
competenza del Dipartimento regionale della Protezione Civile,
individuati per blocchi di materia, equivalenti a quelli esercitati
dalle strutture intermedie di tale Dipartimento nel rispetto
dell'assetto stabilito con D.P.Reg. n. 6/2013.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 106/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 556/Area 1 /S.G. del 21 novembre
2012, pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012, parte I - n. 52
con il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato il
dott. Nicolò Marino, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e la relativa
preposizione, di cui al richiamato D.P. n. 556/Area 1 /S.G. del 21
novembre 2012, sopra richiamato, nominando con il presente decreto
il dott. Salvatore Calleri, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità, rimanendo in capo al Presidente della Regione l'attività
di coordinamento e l'espletamento delle linee di indirizzo nel
settore dell'efficienza energetica - ambientale nei Comuni
Siciliani attraverso il Patto dei Sindaci;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al dott.
Nicolò Marino di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità di cui al D.P. n. 556/Area 1 /S.G. del 21 novembre 2012, è
revocato.
Art. 2
Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, il
dott. Salvatore Calleri, nato a Catania l'1 ottobre 1966 è
nominato Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità.
Art. 3
Al Presidente della Regione l'attività di coordinamento e
l'espletamento delle linee di indirizzo nel settore dell'efficienza
energetica e della promozione della sostenibilità energetica-
ambientale nei Comuni Siciliani attraverso il Patto dei Sindaci.
Art. 4
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 108/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 75/Area 1 /S.G. del 3 aprile
2013, pubblicato nella GURS del 12 aprile 2013 parte I - n. 18 con
il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato la
dott.ssa Michela Stancheris, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e relativa
preposizione di cui al richiamato D.P. n. 75/Area 1 /S.G. del 3
aprile 2013, sopra specificato, provvedendo, con il presente
decreto, a nuova nomina della dott.ssa Michela Stancheris quale
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale del
turismo, dello sport e dello spettacolo;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito alla
dott.ssa Michela Stancheris di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo di cui al D.P. n. 75/Area 1 /S.G. del 3 aprile 2013, è
revocato.
Art. 2
1. Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
dott.ssa Michela Stancheris, nata a Alzano Lombardo (BG) il
16.10.1981 è nominata Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo.
2. L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale a
nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 14 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 122/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 573/Area 1 /S.G. del 23 novembre
2012, pubblicato nel Supplemento ordinario alla GURS del 7 dicembre
2012 parte I - n. 52 con il quale il Presidente della Regione
siciliana ha nominato la sig.ra Maria Lo Bello, Assessore regionale
con preposizione all'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e relativa
preposizione di cui al richiamato D.P. n. 573/Area 1 /S.G. del 23
novembre 2012, sopra specificato, nominando con il presente decreto
la dott.ssa Mariarita Sgarlata, Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito alla
sig.ra Maria Lo Bello di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente di cui al
D.P. n. 573/Area 1 /S.G. del 23 novembre 2012, è revocato.
Art. 2
Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
dott.ssa Mariarita Sgarlata, nata a Siracusa il 27 gennaio 1962 è
nominata Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 16 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»
D.P. n. 123/Area 1 /S.G.
«IL PRESIDENTE
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 contemplato nella Sezione II
dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma 1,
lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
prevedere l'elezione a suffragio universale e diretto del
Presidente della Regione, gli attribuisce il potere di nominare e
revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale, tra cui un Vicepresidente che lo
sostituisce in caso di assenza o di impedimento;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione siciliana;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea regionale
siciliana per la sedicesima legislatura;
VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea regionale
siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTA la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con la
quale, a seguito della proclamazione alla carica di Presidente
della Regione siciliana, resa nota dalla Corte di Appello di
Palermo con nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre 2012, sono
state assunte le relative funzioni;
VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
del 16 novembre 2012 - Parte I - n. 49, con il quale è stato
costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura e
successivi distinti decreti presidenziali di nomina degli altri
Assessori regionali con preposizione ai singoli rami
dell'Amministrazione regionale;
VISTO in particolare, il D.P. n. 74/Area 1 /S.G. del 3 aprile
2013, pubblicato nella GURS del 12 aprile 2013 parte I - n. 18 con
il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato la
dott.ssa Mariarita Sgarlata, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana;
RITENUTO di dover revocare la superiore nomina e relativa
preposizione di cui al richiamato D.P. n. 74/Area 1 /S.G. del 3
aprile 2013, sopra specificato, nominando con il presente decreto
la prof.ssa Pina Furnari, Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana;
DECRETA
Art. 1
Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito alla
dott.ssa Mariarita Sgarlata di Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana di cui al D.P. n. 74/Area 1 /S.G. del 3 aprile 2013, è
revocato.
Art. 2
1. Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
prof.ssa Pina Furnari, nata a Tripi (ME) il 10.09.1947 è nominata
Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale dei
beni culturali e dell'identità siciliana.
Art. 3
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
Palermo, 16 aprile 2014
IL PRESIDENTE
Rosario Crocetta»