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Resoconto d'Aula della Seduta n. 147 di mercoledì 16 aprile 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Forzese, Foti e  Lo  Sciuto
  hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive

   N.  1733  - Iniziative da assumere per scongiurare la chiusura  di
  Almaviva contact, società di gestione di call center a Palermo.
   Firmatario: Alongi Pietro;

   -  da parte dell'Assessore per la Famiglia, le Politiche Sociali e
  il Lavoro

   N.  1119  -  Notizie  in  merito alla  prosecuzione  dell'attività
  lavorativa degli ASU della Cooperativa 'Normanna' presso  l'Azienda
  Foreste   demaniali  e  l'Ispettorato  Ripartimentale  Foreste   di
  Messina.

   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Trizzino
  Giampiero;   Mangiacavallo   Matteo;  Ciaccio   Giorgio;   Siragusa
  Salvatore;  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Foti Angela;  Ferreri
  Vanessa; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia; Cappello Francesco

   -  da  parte  dell'Assessore  per  l'Istruzione  e  la  Formazione
  professionale

   N. 1353 - Interventi urgenti per l'erogazione delle somme inerenti
  al buono scuola 2013.
   Firmatari:  Cordaro Salvatore; Grasso Bernadette Felice;  Clemente
  Roberto Saverio; Lantieri Annunziata Luisa; Cimino Michele
   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1807 - Chiarimenti sul mancato coinvolgimento, da parte  della
  Regione  siciliana, della Fondazione INDA alla Borsa internazionale
  del turismo di Milano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1809 - Iniziative finalizzate a una rivalutazione del progetto
  'Sicilian   Factory'  nell'ambito  delle  misure  per  l'inclusione
  sociale di soggetti svantaggiati.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Alongi Pietro

   N.  1814 - Chiarimenti circa la mancata approvazione del Piano  di
  utilizzo del demanio marittimo del Comune di Balestrate (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.   1822  -  Chiarimenti  sulla  mancata  nomina  dei  commissari
  straordinari nelle Province regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1823 - Notizie urgenti in merito all'attività di verifica sulla
  presenza   della  legionellosi  presso  i  presìdi  ospedalieri   e
  poliambulatori di competenza dell'ASP 6.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.  1824 - Chiarimenti in merito alle voci di spesa sostenute  dal
  CEFOP in amministrazione giudiziaria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Greco Giovanni

   N.  1825  -  Chiarimenti  in  merito alle  azioni  sul  territorio
  regionale   in   materia  di  controlli  e  monitoraggio   in   via
  continuativa di idrocarburi policiclici aromatici (IPA)  e  metalli
  pesanti  con  particolare  riferimento al comprensorio  industriale
  della 'Valle del Mela' (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero

   N. 1829 - Notizie circa il Piano regionale di gestione dei rifiuti
  di  cui  al decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela  del
  territorio e del mare del l'11 luglio 2012.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Alloro Mario
   N.  1831  -  Chiarimenti circa la mancata attivazione di  percorsi
  speciali  abilitanti  per l'insegnamento in  Sicilia  e  iniziative
  finalizzate   a  promuoverne  l'istituzione nell'offerta  formativa
  universitaria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:  Sammartino Luca; Cascio Salvatore;  Currenti  Carmelo;
  Leanza   Nicola;  Lentini  Salvatore;  Nicotra  Raffaele  Giuseppe;
  Ruggirello Paolo; Sudano Valeria

   N. 1834 - Interventi in favore del settore della pesca in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1836  -  Iniziative per promuovere il ricorso a  una  corretta
  alimentazione nella popolazione siciliana ed evitare l'insorgere di
  malattie cardiovascolari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1837 - Interventi utili a impedire la chiusura della raffineria
  di Gela salvaguardando il territorio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1838 - Interventi utili a sollecitare il Governo nazionale  ad
  assicurare ulteriori assunzioni di docenti di sostegno nelle scuole
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1839 - Interventi utili a potenziare la somministrazione delle
  cure innovative contro l'epatite C in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1840 - Interventi finalizzati alla riqualificazione strutturale
  del lungomare Rossini-Granatello di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1841 - Notizie in merito all'avvio dei lavori di integrazione,
  adeguamento   e   modifica  delle  dotazioni   e   degli   impianti
  propedeutici  all'apertura  del nuovo museo  regionale  di  Messina
  'Maria Accascina'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero;
  Zito Stefano.

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1852  -  Notizie sulla discarica abusiva sita alle pendici  di
  Monte   Pellegrino,   nell'area  conosciuta   come   'Borgata   dei
  pescatori', nel quartiere Arenella di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;     Tancredi  Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore;  Foti Angela; Palmeri Valentina; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   Avverto  che  la interrogazione testé annunziata sarà  inviata  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1801  -  Modifica della normativa vigente nelle gare d'appalto
  centralizzate nel settore sanitario in favore delle piccole e medie
  imprese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  1802  - Misure di vigilanza e controllo sulla sanità  catanese
  atte a contrastare l'uso improprio delle risorse.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio      Giorgio;   Ferreri   Vanessa;   La   Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina;
  Palmeri  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi  Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano

   N.  1803  - Iniziative per l'inclusione di un farmaco per la  cura
  della   sterilità  nel  prontuario  terapeutico  ospedaliero  della
  Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino

   N.   1804   -   Notizie  sullo  stato  del  trattamento  vaccinale
  obbligatorio  in  Sicilia  in relazione all'utilizzo  esclusivo  di
  formule esavalenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1805 - Notizie sui criteri di riparto delle somme da destinare
  ai distretti socio-sanitari della Regione per i piani di zona 2013-
  2015.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Figuccia Vincenzo

   N.  1806 - Chiarimenti  riguardanti  i  lavoratori appartenenti al
  bacino  Pip - Emergenza Palermo a seguito degli interventi  di  cui
  all'art. 34 della legge regionale n. 5 del 2014.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari: Figuccia Vincenzo

   N. 1808 - Chiarimenti sulla chiusura del Centro per il trattamento
  dei  disturbi del comportamento alimentare (DCA) il 'Cerchio d'Oro'
  di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello

   N.  1810  - Chiarimenti sul rispetto da parte della SAIS Trasporti
  S.p.A   degli   standard  qualitativi  di  cui  al  contratto    di
  affidamento   provvisorio   dei   servizi   di  trasporto  pubblico
  locale su gomma.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità

   Firmatari:  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti  Angela;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.   1811   -   Chiarimenti  sulla  procedura  per   il   rilascio
  dell'autorizzazione integrata ambientale alla Italcementi di  Isola
  delle femmine (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.   1812   -  Chiarimenti  sui  mutui  agevolati  relativi   alla
  realizzazione di interventi di recupero degli edifici  situati  nei
  centri storici.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;     Tancredi  Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N.   1813  -  Notizie  in  merito  ai  criteri  adottati  per   la
  distribuzione in Sicilia dei farmaci inseriti nel prontuario  della
  distribuzione diretta (PHT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cordaro Salvatore;  Clemente  Roberto  Saverio;  Grasso
  Bernadette Felice; Lantieri Annunziata Luisa

   N.  1815  -  Chiarimenti circa il progetto  di  localizzazione  di
  un'area di espansione urbana in variante allo strumento urbanistico
  vigente nel comune di Paternò (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1816 - Interventi finalizzati alla nomina di un subcommissario
  da  affiancare al Commissario straordinario nell'accertamento delle
  presunte  irregolarità  nella  gestione  economico-finanziaria  del
  Comune di Brolo (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  1817  -  Notizie sulle garanzie occupazionali  dei  lavoratori
  dell'ATO ME 2 S.p.A.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  1818  - Chiarimenti sulle procedure concorsuali per l'apertura
  di nuove farmacie in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Zito Stefano; Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina

   N.   1819  -  Iniziative  finalizzate  all'adesione  di  tutte  le
  biblioteche siciliane al sistema bibliotecario nazionale (SBN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo Matteo; Trizzino  Giampiero;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia

   N.  1820  -  Chiarimenti in merito all'affidamento  triennale  del
  servizio  cure  domiciliari nell'ambito  territoriale  dell'ASP  di
  Siracusa  al  Consorzio SISIFO - Consorzio di cooperative  sociali,
  società cooperativa a responsabilità limitata.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.   1821   -   Accertamento  dell'incompatibilità  nell'esercizio
  dell'attività  professionale  in  materia  di  edilizia  privata  e
  pubblica  da parte dell'Assessore all'urbanistica e lavori pubblici
  del Comune di Palazzolo Acreide (SR).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1826 - Chiarimenti in merito alla gestione amministrativa  del
  G.A.L.  Etna, con particolare riguardo al conferimento di incarichi
  esterni.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Pogliese Salvatore Domenico

   N.  1827  -  Chiarimenti in merito alla tempistica  per  l'impiego
  delle  risorse  previste  dal  P.O.  FESR  2007-2013  relative   ai
  distretti produttivi dell'agroalimentare.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore Domenico; Falcone  Marco;  Assenza
  Giorgio; Milazzo Giuseppe; Figuccia Vincenzo

   N.  1828  -  Iniziative urgenti per il risanamento del  territorio
  regionale  e  la  prevenzione  del  rischio idrogeologico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore Domenico; Falcone  Marco;  Assenza
  Giorgio; Milazzo Giuseppe

   N. 1830 - Misure a sostegno del turismo nautico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatari:  La  Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;   Ciancio   Gianina;   Ferreri   Vanessa;   Foti   Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1832  - Chiarimenti sul mancato affidamento del Canale Galermi
  alle competenze del Consorzio di bonifica di Siracusa.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1833  -  Chiarimenti sulla mancata riduzione  del  vincolo  di
  destinazione per le aziende beneficiarie di contributi pubblici.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.   1843  -  Chiarimenti  in  merito  alla  gestione  dei  tratti
  autostradali   di  competenza  del  Consorzio  per  le   autostrade
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;       Ciaccio   Giorgio;   Ciancio   Gianina;    Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  La  Rocca Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri  Valentina; Siragusa Salvatore; Tancredi  Sergio;  Trizzino
  Giampiero; Zito Stefano

   N.  1844 - Incremento della dotazione finanziaria ai comuni per il
  sostegno  all'accesso alle abitazioni in locazione  nel  territorio
  regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Falcone Marco; Pogliese Salvatore Domenico

   N.  1845  -  Iniziative  urgenti in merito al  dilagante  fenomeno
  dell'abusivismo nei litorali della Regione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore Domenico; Falcone  Marco;  Assenza
  Giorgio; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe

   N.  1846  -  Interventi in favore della riserva naturale integrata
  del 'Complesso Immacolatelle e Micio Conti'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1847  -  Chiarimenti circa la tempistica nella pubblicità  sul
  sito  istituzionale del Dipartimento della postazione  dirigenziale
  vacante  del  relativo Servizio 3 - Servizi turistici  regionali  e
  distretti turistici.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N. 1848 - Notizie in ordine al mancato avvio del piano di sviluppo
  della  banda  larga, ultralarga e del progetto  RAN  come  previsto
  dall'accordo  di  programma sottoscritto  con  il  Ministero  dello
  sviluppo economico in data 1  marzo 2013.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  D'Asero  Antonino; Alongi  Pietro;  Cascio  Francesco;
  Fontana Vincenzo; Germanà Antonino Salvatore; Vinciullo Vincenzo

   N.  1849  -  Iniziative  urgenti  in  merito  al  contrasto  della
  disoccupazione giovanile in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore Domenico; Falcone  Marco;  Assenza
  Giorgio; Bandiera Edgardo ; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe

   N.  1850  -  Chiarimenti riguardo l'applicazione  della  legge  di
  stabilità     regionale     del     2014     segnatamente      alla
  riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale e  della
  prevenzione degli incendi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:   Tancredi   Sergio;  Cappello  Francesco;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
  Foti Angela; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Zito Stefano;  La
  Rocca Claudia

   N.  1851  - Chiarimenti in merito alle problematiche tra l'azienda
  'Compagnia  delle  Isole'  e  gli  operatori  marittimi  locali   e
  salvaguardia  dei  livelli  occupazionali  del comparto.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:   Tancredi   Sergio;  Cappello  Francesco;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Palmeri  Valentina; Zafarana  Valentina;  Ciaccio
  Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa Salvatore;
  Foti Angela; Trizzino Giampiero; Ciancio Gianina; Zito Stefano;  La
  Rocca Claudia.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente mozione:

   numero  289  'Istituzione  dell'albo delle  cooperative  sociali',
  degli   onorevoli  Foti   Angela;   Cancelleri   Giovanni    Carlo;
  Cappello  Francesco; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;   Ferreri
  Vanessa; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina; Zito Stefano, presentata il 10 aprile 2014.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

               Comunicazione di ritiro di interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che:
   con  e-mail  pervenuta  il  9 aprile 2014,  l'on.  Ferrandelli  ha
  ritirato  l'interrogazione n. 1477, in quanto di identico contenuto
  alla n. 1814, a sua firma;
   con  e-mail  pervenuta  il  10 aprile  2014,  l'on.  Vinciullo  ha
  ritirato  l'interrogazione n. 1835, in quanto di identico contenuto
  alla n. 194, a sua firma.
   con e-mail pervenuta il 15 aprile 2014, l'on. Zafarana ha ritirato
  l'interrogazione n. 1842, in quanto di identico contenuto  alla  n.
  1825, a sua firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Informo che, con nota pervenuta a questa Presidenza il
  9  aprile  2014  e  protocollata al n. 4235/AulaPG  dell'11  aprile
  successivo,  l'on. D'Asero ha comunicato che si  è  costituito,  in
  data  8  aprile 2014, il Gruppo parlamentare  Nuovo Centro Destra',
  composto,  oltre  che dallo stesso on. D'Asero, anche  dagli  on.li
  Alongi, Cascio Francesco, Fontana, Germanà e Vinciullo.
   Pertanto,  a  decorrere dal 9 aprile 2014, i suddetti deputati,  a
  seguito dell'adesione al neocostituito Gruppo parlamentare, cessano
  contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare di provenienza
   Popolo della Libertà-Verso il PPE'.
   Informo  altresì  che,  con  ulteriore  nota  pervenuta  a  questa
  Presidenza  il  9  aprile  2014 e protocollata  al  n.  4236/AulaPG
  dell'11  aprile successivo, l'on. D'Asero ha comunicato  di  essere
  stato  eletto  Presidente  del Gruppo  parlamentare   Nuovo  Centro
  Destra'.
   Conseguentemente,  poiché  il Gruppo  parlamentare   Popolo  della
  Libertà-Verso  il  PPE'  è  rimasto privo  di  componenti,  essendo
  costoro  transitati  tutti  nel neocostituito  Gruppo  parlamentare
   Nuovo  Centro Destra', il Gruppo  PDL-Verso il PPE'  è  dichiarato
  estinto.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito,  infine,  il Gruppo parlamentare  Nuovo Centro  Destra'  a
  procedere alla nomina del Vice Presidente e del Segretario ai sensi
  degli artt. da 25 a 25 quater Reg. int. ARS.

     Comunicazione di decreti presidenziali di nomina di assessori
                               regionali

   PRESIDENTE.  Invito  il Deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  seguenti  decreti presidenziali:
   n. 101/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
  con  nota  protocollata al n. 4302/Aulapg del 15 aprile successivo)
  di  revoca  e  contestuale nomina dell'Assessore regionale  per  le
  autonomie locali e la funzione pubblica con relativa preposizione;
   n.  99/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
  con  nota  protocollata al n. 4303/Aulapg del 15 aprile successivo)
  di  revoca  e  contestuale nomina dell'Assessore regionale  per  le
  attività produttive con relativa preposizione;
   n.  98/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
  con  nota  protocollata al n. 4304/Aulapg del 15 aprile successivo)
  di  revoca  e  contestuale nomina dell'Assessore regionale  per  la
  salute con relativa preposizione;
   n. 103/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
  con  nota  protocollata al n. 4305/Aulapg del 15 aprile successivo)
  di   nomina  dell'Assessore regionale per l'economia  con  relativa
  preposizione e contestuale cessazione dell'assunzione temporanea ad
  interim  delle  relative  funzioni da parte  del  Presidente  della
  Regione;
   n. 106/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
  con  nota  protocollata al n. 4306/Aulapg del 15 aprile successivo)
  di   revoca  e  contestuale  nomina  dell'Assessore  regionale  per
  l'energia   e   i   servizi  di  pubblica  utilità   con   relativa
  preposizione,  nonché di attribuzione in capo al  Presidente  della
  Regione  dell'attività  di coordinamento e  di  espletamento  delle
  linee  di indirizzo nel settore dell'efficienza energetica e  della
  promozione  della  sostenibilità energetica-ambientale  nei  comuni
  siciliani attraverso il Patto dei Sindaci;
   n. 100/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
  2014  con  nota  protocollata al n. 4338/Aulapg di  pari  data)  di
  revoca   e   contestuale   nomina  dell'Assessore   regionale   per
  l'istruzione   e   la   formazione   professionale   con   relativa
  preposizione;
   n. 104/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
  2014  con  nota  protocollata al n. 4339/Aulapg di  pari  data)  di
  revoca   e   contestuale   nomina  dell'Assessore   regionale   per
  l'agricoltura,  lo  sviluppo rurale e  la  pesca  mediterranea  con
  relativa preposizione;
   n. 108/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
  2014  con  nota  protocollata al n. 4340/Aulapg di  pari  data)  di
  revoca  e  contestuale  nomina  dell'Assessore  regionale  per   il
  turismo, lo sport e lo spettacolo con relativa preposizione;
   n. 105/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
  2014  con  nota  protocollata al n. 4341/Aulapg di  pari  data)  di
  revoca  e  contestuale  nomina  dell'Assessore  regionale  per   la
  famiglia,   le   politiche  sociali  e  il  lavoro   con   relativa
  preposizione,  nonchè  di  delega  alla  trattazione  degli  affari
  ricompresi  nella  competenza  del  Dipartimento  regionale   della
  Protezione Civile;
   n. 102/Area 1 /S.G. del 14 aprile 2014 (qui pervenuto il 15 aprile
  2014  con  nota  protocollata al n. 4342/Aulapg di  pari  data)  di
  revoca  e  contestuale  nomina  dell'Assessore  regionale  per   le
  infrastrutture e la mobilità con relativa preposizione;
   n. 123/Area 1 /S.G. del 16 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
  con  nota  protocollata al n. 4403/Aulapg) di revoca e  contestuale
  nomina  dell'Assessore regionale per i beni culturali e  l'identità
  siciliana con relativa preposizione;
   n. 122/Area 1 /S.G. del 16 aprile 2014 (qui pervenuto in pari data
  con  nota  protocollata al n. 4404/Aulapg) di revoca e  contestuale
  nomina dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente  con
  relativa preposizione.

    FAZIO, segretario f.f.: (legge)  (Vedi ALLEGATO 2)

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


         Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, allargata alla partecipazione dei  Presidenti
  delle   Commissioni  legislative  permanenti  e  della  Commissione
  permanente  Unione Europea, riunitasi il 15 aprile 2014,  sotto  la
  presidenza  del Presidente dell'Assemblea, on. Ardizzone,  presente
  il  Vicepresidente dell'ARS, on. Pogliese, e con la  partecipazione
  del  Presidente  della  Regione,  ha  approvato  all'unanimità   il
  seguente programma-calendario dei lavori parlamentari:

   AULA

   L'Aula terrà seduta:
   mercoledì 16 aprile 2014, con l'ordine del giorno già fissato.
    Per quanto concerne le comunicazioni del Presidente della Regione
  sul  nuovo  assetto  della Giunta regionale di  Governo,  il  tempo
  complessivo  assegnato a ciascun Gruppo parlamentare  è  di  cinque
  minuti  più  due minuti per ogni deputato facente parte del  Gruppo
  medesimo;
   giovedì  17  aprile  2014 (mattina), per l'eventuale  avvio  della
  discussione del DDL n. 500/A  Disposizioni in materia di  pagamenti
  alla pubblica amministrazione , qualora la Commissione  Bilancio  -
  cui  il citato DDL era stato rinviato ai sensi dell'art. 121 quater
  Reg. int. ARS -  ne abbia concluso l'ulteriore esame;
   mercoledì  23 e giovedì 24 aprile 2014, per l'avvio o  l'eventuale
  seguito  della  discussione  del  DDL  500/A,  fino  alla  relativa
  votazione finale;
   martedì  29  aprile 2014, per l'eventuale avvio della  discussione
  del  DDL  n.  724   Variazioni  al  bilancio  di    previsione  per
  l'esercizio    finanziario   2014   e   alla   legge   Disposizioni
  programmatiche  e   correttive   per   l'anno   2014.    Legge   di
  stabilità  regionale.' Disposizioni varie. , ove esitato  dalla  II
  Commissione legislativa permanente;
   mercoledì  30  aprile  2014 (pomeriggio), per  la  discussione  di
  mozioni  in  materia  di  formazione  professionale,  nonché  della
  mozione  n. 178 (CAS) e della mozione n. 277 (minori stranieri  non
  accompagnati);
   da  martedì  6 a giovedì 8 maggio 2014, per l'avvio o  l'eventuale
  seguito  della  discussione del DDL n. 724, fino a conclusione  dei
  relativi lavori;
   martedì 20 maggio 2014, per la votazione dell'ordine del giorno di
  promulgazione parziale nell'eventualità di impugnativa da parte del
  Commissario dello Stato del citato DDL n. 724.

   E' stata, infine, evidenziata l'opportunità   - una volta esaurito
  l'iter  parlamentare   dei DDL nn. 500/A  e  724  -   di  iscrivere
  all'ordine del giorno dell'Assemblea i seguenti DDL:

   nn.   428-186-194-210-234-411-421-436/A   Modifiche  della   legge
  regionale 20 marzo 1951, n. 29 in materia di elezione dei  deputati
  dell'Assemblea regionale siciliana e del Presidente della Regione ;
   n.  653-469/A  Semplificazioni in materia edilizia. Procedure  per
  il rilascio delle certificazioni di abitabilità e agibilità ;
   n.  693/A   Disposizioni  urgenti in materia  di  servizio  idrico
  integrato .

   COMMISSIONI

     La Commissione  Bilancio  si pronuncerà sul DDL n. 500/A, sì  da
  consentirne  la  reiscrizione all'ordine del giorno  dell'Assemblea
  per giovedì 17 o, al massimo, per mercoledì 23 aprile 2014.
   Le  Commissioni di merito concluderanno l'esame del  DDL  n.  724,
  sulle parti di rispettiva competenza, ai fini dell'espressione  dei
  prescritti  pareri  alla  Commissione  Bilancio   entro  10  giorni
  decorrenti  dal 16 aprile 2014.
   La  Commissione  Bilancio  concluderà l'esame del DDL n. 724  onde
  consentirne  l'iscrizione all'ordine del giorno dell'Assemblea  per
  lunedì 29 aprile o, al massimo, per martedì 6 maggio 2014.
     Una  volta  esitati  i  disegni di legge  sopra  menzionati,  le
  Commissioni di merito daranno quindi  priorità all'esame del DDL n.
  720    Istituzione  dell'ufficio  speciale  P.O.S.E.  -   'Progetto
  Opportunità  Sicilia  in  Europa'  per  l'acquisizione  dei   fondi
  tematici (a Bando) dell'Unione europea .

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                         Ordine del giorno 255

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la  parola  al
  Presidente  della Regione, dobbiamo compiere la formalità  relativa
  all'approvazione  dell'ordine  del  giorno  n.   255,   così   come
  concordato  ieri e sottoscritto da tutti i Capigruppo - ritengo  -,
  in   ordine  all'autorizzazione  al  Presidente  della  Regione   a
  promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la deliberazione
  legislativa  approvata  dall'Assemblea  regionale  siciliana  nella
  seduta n. 144 del 26 marzo 2014  Norme per la tutela della salute e
  del territorio dai rischi derivanti dall'amianto .
   Si è, peraltro, convenuto ieri in Conferenza dei capigruppo che  i
  due  articoli  che  sono stati impugnati verranno  ripresentati  in
  Commissione  ed  in  Aula per essere riapprovati  ed  eventualmente
  resistere,  nel  caso  di una ulteriore opposizione  da  parte  del
  Commissario dello Stato, dinnanzi alla Corte Costituzionale.
   Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 255 che autorizza la
  promulgazione del disegno di legge sull'amianto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   della Giunta regionale

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Comunicazioni del Presidente della Regione in ordine al nuovo
               assetto della Giunta regionale di governo

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni  del  Presidente della Regione  in  ordine  al  nuovo
  assetto della Giunta regionale di governo.
   Onorevoli  colleghi, prima di dare la parola al  Presidente  della
  Regione  in  ordine  al  nuovo assetto della  giunta  regionale  di
  Governo, comunico che ogni Gruppo ha a disposizione un certo numero
  di minuti in relazione alla consistenza numerica del Gruppo stesso:
  al  Partito  Democratico  sono assegnati 43  minuti,  al  Movimento
  Cinque  Stelle 33 minuti, ad Articolo quattro 25 minuti, all'Unione
  di  Centro 21 minuti, al Nuovo Centro Destra 17 minuti, al  Partito
  dei  siciliani  MPA  17  minuti,  a  Forza  Italia  17  minuti,   a
  Democratici  riformisti per la Sicilia 15  minuti,  a  Il  Megafono
  Lista  Crocetta  15 minuti, Grande Sud - PID Cantiere  popolare  11
  minuti,  Lista Musumeci 11 minuti, Gruppo Misto 15 minuti,  per  un
  totale di 240 minuti pari a 4 ore.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi   parlamentari,  presentare  un  Governo   non   significa
  illustrare semplicemente dei nomi, perché in qualche modo dentro  i
  nomi  ci sono le loro storie, dentro quei nomi c'è la storia, anche
  di  vicende  politiche, che si sono susseguite, che si  susseguono,
  alcune  delle quali definite, altre che - io credo - si definiranno
  rapidamente.
   L'esigenza  del  rimpasto, della ricomposizione degli  assetti  di
  Giunta  era stata manifestata - com'è noto - dai partiti  politici.
  Debbo  dire  non era neppure nata come crisi dell'Aula, considerato
  che  si era appena esitato un testo di legge, persino a maggioranza
  schiacciante, che riguardava l'istituzione dei liberi  consorzi  di
  comuni e delle città metropolitane.
   E'  nata  come esigenza dei partiti. Con loro ho discusso, abbiamo
  discusso;  nasce, quindi, da quel confronto, da quella discussione.
  E'  chiaro che poi i partiti sono organismi complessi, però  questo
  attiene  alla loro autonomia, alle loro scelte ed è giusto che  una
  serie  di  vicende  che  riguardano specificamente  i  partiti  non
  coinvolgano il Presidente della Regione che in quest'Aula  incontra
  i  Gruppi  parlamentari,  persino  i  singoli  deputati,  i  Gruppi
  parlamentari di maggioranza e di opposizione, Gruppi con  i  quali,
  ovviamente con modalità diverse, intende avere relazioni, rapporti,
  perchè  tutti quanti lavoriamo per il bene comune, tenendo presente
  che la questione principale che abbiamo è quella proprio di dare le
  risposte  urgenti che merita la società siciliana nella particolare
  congiuntura economica e sociale, che si trascina e ci viene persino
  dal passato.
   Vicepresidente della Regione e assessore alla funzione pubblica  è
  Patrizia  Valenti,  assessore  uscente.  Mi  è  sembrato  opportuno
  riconfermarla in quella delega che già aveva perché ritengo che non
  si  debba  assolutamente interrompere il lavoro fatto  a  proposito
  delle  province,  perché  è essenziale e centrale,  e  mi  sembrava
  assurdo partire da capo. La nomina formale di vicepresidente non  è
  stata  predisposta  per  un'assenza  per  malattia  del  Segretario
  generale, ma la predisporremo subito dopo la settimana santa.
   Assessore  per  la  famiglia e il lavoro, con  delega  anche  alla
  Protezione civile, che era una delega che avevo io, che  ho  ceduto
  all'assessore  che,  essendo anche un  legale,  si  potrà  occupare
  sicuramente  molto più attentamente di quanto non faccia  io  delle
  procedure  delle  questioni che sono legate  ovviamente,  che  sono
  spesso   procedure   di   emergenza  che   richiedono   particolare
  attenzione, è l'avvocato Giuseppe Bruno di Palermo. Ha svolto  come
  legale  un'attività profondamente legata al diritto di  famiglia  e
  alla  tutela delle persone, per cui ritengo che la delega conferita
  sia persino pertinente con la sua professione.
   Giusy  Furnari  è  l'assessore delegato ai beni  culturali,  è  di
  Messina,  è  docente  di storia della filosofia  all'università  di
  Messina,  ma  è  stata  anche  docente  alla  Scuola  superiore  di
  bioetica, all'Università gregoriana di S. Tommaso a Messina, membro
  dell'associazione di ingegneria genetica ed altro.
   Sicuramente  il  profilo ne fa un buon assessore alla  cultura  e,
  sicuramente,  potrà portare avanti la politica  di  rilancio  della
  cultura siciliana e dei beni culturali.
   Domenico  Torrisi,  di Catania, è un imprenditore  nel  campo  del
  turismo,  un  imprenditore  persino di  successo,  penso  che  alle
  infrastrutture  potrà portare l'esperienza del  mondo  del  lavoro,
  delle  imprese,  per attivare proprio tutte quelle opere  che  sono
  necessarie,  ma  anche fare nuove politiche, penso  alla  casa,  al
  recupero dei centri storici, alle case popolari che dovranno  farsi
  anche  recuperando i centri storici cadenti, e tutte una  serie  di
  cose   che   abbiamo   già  discusso  con  l'assessore   che   sono
  importantissime anche per dare delle risposte alla crisi sociale.
   Il   dottore   commercialista   Roberto   Agnello,   è   assessore
  all'economia,  ha  una esperienza specifica anche  di  gestione  di
  controllo  di  bilanci, fra l'altro ha lavorato al Ministero  della
  salute  nel  Dipartimento di programmazione per la definizione  dei
  percorsi  attuativi della certificabilità delle aziende  sanitarie.
  Quindi  una  persona che viene dal campo e che conosce la  macchina
  amministrativa.
   Michela  Stancheris,  ex  assessore al  turismo,  riconfermato  in
  carica, giovane assessore ha realizzato dei grandi contatti con  il
  mondo   della   cultura   siciliana,  ma   anche   con   il   mondo
  dell'imprenditoria, per la valorizzazione dei progetti turistici di
  grande  importanza  e viene riconfermata per continuare  a  portare
  avanti questo gran lavoro.
   Maria  Rita  Sgarlata  dai beni culturali passa  al  territorio  e
  ambiente, e qui c'è una grande motivazione. Noi abbiamo,  a  volte,
  ambiente,  beni  culturali, piani paesistici, piani ambientali  che
  parlano  lingue  diverse.  Delegare al  territorio  e  ambiente  un
  assessore  che  viene  da  quella  esperienza  può  consentirci  di
  preparare  quei  progetti di riforma che vanno  a  unificare  tutti
  questi  piani,  in  modo  tale  da evitare  anche  inutili  pastoie
  burocratiche  che  impediscono  a volte  ai  cittadini  di  capirci
  persino qualcosa rispetto ai vincoli che debbono rispettare.
   L'avvocato   Ezechia   Paolo  Reale,   siracusano,   è   assessore
  all'agricoltura, è una persona che si è occupata di questo  settore
  spesso  nel  corso della sua vita professionale, è una  persona  di
  grande  qualità, io sono convinto che contribuirà al  rilancio  del
  settore agro alimentare in Sicilia.
   Assessore  all'energia è il dottore Salvatore Calleri,  laurea  in
  giurisprudenza, è stato per diversi anni assistente e collaboratore
  del  giudice Antonino Caponnetto, è stato consulente alla sicurezza
  del  Presidente  della  Regione Toscana,  è  membro  del  Consiglio
  direttivo  della  Fondazione Sandro Pertini ; è socio fondatore  ed
  attuale  Presidente  della   Fondazione Caponetto ;  ha  realizzato
  diversi  rapporti  sulla  criminalità organizzata  con  particolare
  attenzione  anche a quello dei rifiuti in Liguria, Toscana,  Emilia
  Romagna,  Umbria,  Repubblica di San Marino; è membro  del   Tavolo
  della  legalità  al Ministero della pubblica istruzione,  eccetera,
  eccetera.  E  tante altre cose che ne fanno uno  degli  uomini  più
  impegnati  in  Italia  nella battaglia contro  le  mafie  e  contro
  l'illegalità.
    Io voglio ringraziare l'avvocato Calleri perché probabilmente è a
  Firenze,  è  catanese  di origine, ancora la sua  famiglia  vive  a
  Catania,  ha  zii, cugini in Sicilia, e quindi conosce  molto  bene
  l'ambiente siciliano non solo per avervi operato con la Fondazione,
  ma anche per una diretta conoscenza, in quanto questi anni non l'ha
  mai abbandonata.
   Alle attività produttive è riconfermata Linda Vancheri della quale
  il Presidente esprime un giudizio estremamente positivo.
   Alla  Formazione e all'Istruzione Nelli Scilabra: anche su di  lei
  un  grande  giudizio  per le battaglie di risparmio,  di  riduzione
  della spesa e di moralizzazione della stessa senza fare  macelleria
  sociale'.
   Alla Salute, Lucia Borsellino.
     Le  tre  Assessore  sono  attualmente  a  Roma  impegnate  nella
  Conferenza  Stato - Regione alla quale sarei dovuto andare  io,  ma
  sapete  bene  che questo non era possibile. Spero  che  riescano  a
  raggiungerci prima che si concluda il dibattito.
   Adesso vorrei soffermarmi su alcune questioni.
   Guardate,  era il settembre del 2012, il giorno stesso in  cui  si
  presentavano  le liste, ed io ho fatto registrare  a  Tusa  il  mio
  programma,  che ho titolato il  Sindaco dei siciliani .  E  proprio
  mentre  presentavo quel programma in una cornice reale di che  cosa
  sia  veramente la Sicilia, bruciavano in quel momento i  boschi  di
  Tusa,  i  boschi delle Madonie, i boschi dei Nebrodi,  con  incendi
  sparsi  tutti  allo  stesso  momento, e  che  hanno  causato  danni
  terribili.  Non  era  il  primo  anno  ed  era  l'ennesimo  anno  e
  l'ennesimo rito di ogni estate.
   Nel  2013  in  Sicilia  non c'è stato alcun incendio  nei  boschi.
  Potrebbe  essere questo piccolissimo particolare persino  il  segno
  del  cambiamento  che  si è operato? In termini  di  dialogo  e  di
  responsabilizzazione dei lavoratori? In termini  di  vigilanza  del
  territorio? E persino il segno di una Sicilia che può cambiare?   E
  perché  non  era  avvenuto  prima? Questo  lo  lascio  alle  vostre
  considerazioni, alle parole che, a volte, non si ha il coraggio  di
  dire per non riconoscere poi il lavoro fatto dagli altri. Eppure, i
  segni  nella  vita politica e sociale sono importanti:  eravamo  la
  Regione  degli  incendi  nei boschi, nel 2013,  non  abbiamo  avuto
  neanche un incendio.
   Abbiamo  avuto  però  tanti scontri nella  politica,  anche  nella
  questione, per esempio, dei PIP. Nel corso dell'approvazione  della
  finanziaria  del  2013 avevamo i PIP assembrati,  ed  alcuni  hanno
  gettato pure le molotov. E non c'è bisogno che neghi nessuno perché
  abbiamo  i  rapporti di Polizia che possono dimostrare questo.  Non
  qui,  ma  al mio Palazzo. Quest'anno i PIP hanno accettato norme  -
  anche  quella proposta dai grillini sul reddito -, quella  proposta
  del  Governo sul fatto che se reiteravano i reati, costoro uscivano
  dalle  misure  di sostegno al reddito; e la maggior parte  dei  PIP
  condivide  un progetto in cui ai poveri veri si danno  i  soldi  e,
  invece,  a  coloro che ne approfittano bisogna buttarli  fuori  dal
  bacino,  perché  se noi vogliamo trovare le risorse necessarie  per
  aiutare i veri poveri dobbiamo tagliare gli ingiusti privilegi
   Sono  schemi  essenziali che vengono percepiti  come  normali  dai
  siciliani  tutti,  ma,  a volte, incompresi  laddove  noi  dobbiamo
  inseguire singole richieste: il vicino di casa che ci deve porre il
  suo  problema, che è uscito dal bacino nonostante avesse  100  mila
  euro  di  reddito familiare - e noi magari ci immedesimiamo  dentro
  questa tragedia
   Nel  lavoro  del  Governo  si  guarda  alla  politica,  si  guarda
  all'architettura  generale della società. E   a  questo  proposito,
  Antonio  Gramsci diceva in  Novello principe , che  è  un  soggetto
  collettivo  non  personale,  chi   è  l'architetto  di  una   nuova
  società .  Quindi  non il sondaggista, non colui che  raccoglie  le
  varie   spinte  che  vengono  dalle  corporazioni,  dalle  esigenze
  individuali,  ma  colui  che  rinuncia  a  questo  per  produrre  e
  trasformare una società che magari in alcuni tratti all'inizio  non
  ti  capisce, però, quando tu vai avanti ti comincia a capire sempre
  di più perché capisce che lavori per il bene comune
   L'anno  scorso  il  giudizio di parifica  della  Corte  dei  Conti
  rispetto al bilancio 2012 è stato dato semplicemente perché  questa
  Giunta,  questo  Governo  e questo Parlamento  hanno  cominciato  a
  ricostituire  il  Fondo  per  i  rischi  attivi  depauperato  dagli
  esercizi finanziari 2012 e 2011, rispettivamente con 2 miliardi  di
  disavanzo  nel  2011 e con un miliardo di disavanzo  nel  2012.  Ci
  siamo  trascinati  3  miliardi di euro di  buco  di  bilancio  e  3
  miliardi  di  cassa  sono  usciti  perché  avevamo  assunto   degli
  indebitamenti in più rispetto alle risorse reali. Eppure, in questa
  contraddizione così tremenda che poneva la Sicilia di fronte ad  un
  crac  certo  ed  al  commissariamento certo, noi siamo  riusciti  a
  conquistare la fiducia delle agenzie di rating, abbiamo tagliato  1
  miliardo  e mezzo di spesa corrente non necessaria senza licenziare
  nessuno  e  senza  fare  macelleria sociale';  e  abbiamo  tagliato
  ulteriori  900 mila euro, arrivando a 2 miliardi e 400  milioni  di
  risparmio,  più la costituzione di un Fondo di  circa 3 milioni  di
  euro,  di  2  milioni e 700 mila euro, che sono pesati nei  bilanci
  regionali
   Chiunque sarebbe crollato di fronte a questo sacrificio e chiunque
  sarebbe stato spazzato via coram populi di fronteai sacrifici  duri
  che   abbiamo  deliberato  insieme  e  che  hanno  determinato  una
  riduzione della spesa.
   E  anche  quest'anno la finanziaria si è approvata senza una  sola
  rivolta  sociale,  per  la  prima  volta  dopo  tanti  anni    Sono
  considerazioni  da  poco,  oppure  i  siciliani  sono   molto   più
  intelligenti  di  quanto non li si voglia pensare? Oppure  qualcuno
  pensa  che  basta  colpire  e  che la  gente  non  è  in  grado  di
  comprendere?
   Noi  vogliamo  stabilizzare i precari, come abbiamo fatto  con  la
  legge  che  abbiamo  approvato. Ed io voglio  ringraziare  l'intero
  Parlamento  per  averlo  fatto.  Non  era  necessario  arrivare   a
  riduzioni  di  ulteriore spesa; hanno capito tutti benissimo,  però
  questo  merito, per esempio, che i precari dovevano essere spazzati
  tutti  via  e  invece li abbiamo salvati, ce lo siano presi  questo
  onere; sembra che non abbiamo fatto nulla, invece abbiamo fatto una
  cosa  storica: abbiamo dato a questa gente un percorso di  dignità,
  una  maniera  per potere diventare lavoratore, per non  perdere  il
  lavoro  in una situazione economica drammatica. E lo abbiamo  fatto
  tutti  insieme,  con  responsabilità, altri  avrebbero  mollato  in
  questa  situazione, invece, abbiamo cominciato ad aiutare i poveri,
  a ridurre le spese, ad eliminare gli sprechi, a mandare via chi non
  ha diritto e a garantire chi quel diritto lo merita.
   Blocchi  agli sprechi e al malaffare. Cento milioni di euro  nella
  sanità. A fine anno ne abbiamo consentiti  130, per effetto, non di
  tagli  ai servizi, ma di controllo della spesa. E quest'anno  dovrà
  essere almeno il doppio.
   Ottantacinque milioni di euro risparmiati alla Formazione deviata,
  con  gli  scandali che si sono manifestati e con un Governo  che  è
  uscito  indenne  dagli scandali, non solo indenne  ma  protagonista
  insieme  alla  magistratura per la lotta contro la  corruzione;  85
  milioni  risparmiati  che  hanno consentito  il  lancio  del  Piano
  giovani,  che potrà permettere la realizzazione di borse di  studio
  per  gli  stessi;  l'inserimento lavorativo,  la  formazione  nelle
  imprese.
   Quarantacinque milioni annui di risparmio nell'assicurazione sulla
  sanità.  Noi  stimiamo a 10 milioni di euro l'anno la  spesa,  così
  com'è  avvenuta negli ultimi 10 anni, che è stata di 8  milioni  di
  euro l'anno, ed invece era stata fatta per tre anni una gara di 160
  milioni di euro che abbiamo bloccato, risparmiando nella sanità - e
  già  questo semplice dato ci dà la certezza del risparmio ulteriore
  che  avremmo quest'anno -, 45 milioni di euro l'anno per i prossimi
  30  anni,  che  sono  una  cifra incredibile  utile  per  abbassare
  l'IRPEF,  abbassare le tasse, che potrà servire a riqualificare  la
  spesa  sanitaria, a renderla più vicina ai cittadini. Oltre ai  230
  milioni  di spesa dei farmaci e i 90 milioni di spesa dei  servizi,
  perchè tanto costano mediamente, rispetto alla media nazionale, gli
  sprechi nella sanità, per i servizi e i farmaci.
   Capite bene che risparmiando sulla sanità, sulla formazione, sulla
  corruzione,  sulla delinquenza, la mafia, su una parte del  sistema
  politico complice, arriviamo a risparmiare un miliardo di euro.   E
  non  è  poco   Avessimo realizzato solo questo  varrebbe  bene  una
  legislatura   Soltanto con le poche cose che ho già detto,  laddove
  altri  governi non giravano neanche alla larga su queste questioni,
  sapendo quali poteri si mettevano contro
   Ed   il   sistema   Giacchetto,  ed   i   90   milioni   di   euro
  dell'informazione?  Certo che io ho problemi  nella  comunicazione.
  Venticinque  giornalisti  in  meno, 90  milioni  in  meno  di  euro
  rispetto  al  sistema  della  comunicazione.  Il  Presidente  della
  Regione nel suo Capitolo ha 2 milioni e mezzo di euro. Ma lo capite
  che  ne spendevamo cento milioni di euro e che questi soldi servono
  per  la  comunicazione istituzionale sulla base di  una  legge  del
  Parlamento  che  serve  per  tutti gli assessorati?  E  io  divento
  l'obiettivo di attacchi soltanto perché unifico la spesa, la  rendo
  leggibile,  non  occulta. E si dice ancora che il Presidente  della
  Regione  ha  2  milioni e mezzo di euro per  la  stampa?  Spese  di
  rappresentanza  riservate  I miei predecessori  negli  ultimi  anni
  hanno speso per queste voci dai 2 ai 4 milioni di euro
   Nel  2013, questo Presidente sciupone in tutto l'anno ha speso  53
  mila  euro  per  le  spese di rappresentanza,  ricevendo  pure  una
  delegazione  di cento persone membri del Parlamento cinese.  Questo
  Presidente  sciupone che spende meno per le spese di rappresentanza
  del  sindaco  di Valguarnera. Quanto costa Crocetta, quanto  Obama,
  no?  No. Quanto fa risparmiare Crocetta no? E gli 8 milioni di euro
  del  salario  accessorio che abbiamo ridotto ai  dirigenti?  Quanto
  diventano?  E  i  milioni che abbiamo ridotto dei consulenti  delle
  partecipate  e  dei dirigenti delle partecipate? E  le  nomine  che
  hanno riguardato quasi tutti interni senza costi aggiuntivi? Quanti
  milioni, li quantificheremo
   Quando si dice che questo Governo non ha fatto nulla. Io vi  dico:
  la  legge  sulla  incompatibilità del presidente, dei  deputati  ed
  assessori:  fu  impugnato  un  solo  articolo.  Allora,  la   legge
  impugnata, quella del socio. Noi siamo stati l'unica Regione che si
  è  autodeterminata  nelle  nostre  incompatibilità.  Abbiamo  avuto
  coraggio,  ricordate  il dibattito parlamentare?  E  questa  è  una
  garanzia democratica.
   Abbiamo avviato risparmi nel campo dell'agricoltura.
   Abbiamo  abolito la famigerata tabella H e la spesa sui contributi
  è  passata  da  60  milioni  di euro 15  milioni,  per  quest'anno.
  Insufficienti?  Vi  dico che non può essere  meno  di  21  milioni,
  studiato al centesimo di euro.
   I  Pip  sarebbero  costati 60 milioni di euro per  il  2014,  oggi
  costano  meno  di 20 milioni. Cominciate a contarli quanti  sono  i
  risparmi veri  Altro che chiacchiere.
   Abbiamo  abolito  insieme  a  voi 23 partecipate  inutili  con  la
  finanziaria di quest'anno, quella famigerata finanziaria  impugnata
  dal  Commissario  dello  Stato, ed  è  passata.  In  quella  sempre
  famigerata  finanziaria impugnata dal Commissario dello  Stato  per
  cui  dovremmo  andarcene tutti a casa eccetera, abbiamo  fatto  una
  riforma per cui i consorzi da 11 sono diventati 2. Erano trent'anni
  che  ci  si  tentava   Lo abbiamo fatto in una serata  grazie  alla
  collaborazione  di tutti noi, senza distinzione tra maggioranza  ed
  opposizione.
   Allora  funziona  il  dialogo    Se  c'è  il  dialogo  si  possono
  migliorare  le leggi, se c'è il confronto si possono migliorare  le
  leggi. Ma le abbiamo fatte queste cose.
   Ho  citato prima la legge sul precariato, la doppia preferenza  di
  genere. A Roma non riescono a farla. In Sicilia l'abbiamo fatta.
   L'abolizione   delle   province,   l'istituzione    delle    città
  metropolitane le abbiamo fatte prima di tutti e quella nazionale si
  sta facendo sul modello di quella siciliana. Vi ricordate la famosa
  polemica  facciamo come a Roma? E invece è avvenuto  il  contrario.
  Facciamo  come  a  Palermo  Abbiamo introdotto un  modello,  con  i
  limiti che ha quella legge,  perché io non sono convinto che sia la
  migliore,  io sono molto più liberal sulle scelte. Non  accetto  le
  imposizioni burocratiche, sono persino figlio della libertà.  Forse
  andava  maggiormente favorita l'autodeterminazione dei  comuni,  ma
  non è escluso che sulla base delle esperienze che si farà in questi
  mesi,   nel  nuovo  testo,  insieme,  potremo  elaborare   proposte
  migliorative. La legge born in Sicily.
   Abbiamo già trasmesso all'ARS il disegno di legge sul pagamento di
  850  milioni  di  euro.  Le variazioni di bilancio  per  consentire
  immediamente  il pagamento di stipendi, teatri, consorzi  agricoli.
  Ma non è che si tratta solo di pagare i lavoratori. Guardate che se
  non lavorano i trattoristi nei consorzi di bonifica l'acqua non  si
  può  dare  ai contadini e i contadini sono costretti ad acquistarla
  dai  privati, con la differenza che nei consorzi la pagano  a  2,80
  centesimi  e dai privati l'acquistano a 28 euro mandando  in  crisi
  tutto il settore agricolo.
    Se noi non facciamo le variazioni di bilancio le ASI falliscono e
  chiudono  i  depuratori  industriali  delle  ASI,  determinando  la
  chiusura  di centinaia di aziende in Sicilia, a Palermo, a  Termini
  Imerese,  a  Gela, a Siracusa, a Priolo e via dicendo.  Quindi,  si
  tratta di capire dove andiamo tutti quanti.
   Il   disegno   di  legge  sulla  semplificazione  della   pubblica
  amministrazione trasmesso ad agosto, dove si prevede  il  principio
  di  responsabilità,.il principio di responsabilità del  funzionario
  dirigente   che  deve  sempre dare il parere  perché  altrimenti  è
  responsabile legalmente e civilmente del parere che non  rende,  si
  applica  quindi  automaticamente il  silenzio-assenso,  rimanendone
  responsabile.  E così vedrete che i pareri li daranno  tutti  e  si
  avviare la semplificazione.
   Abbiamo  presentato il Testo Unico per le attività produttive  per
  facilitare il lavoro delle imprese.
   Abbiamo pronto il disegno di legge sullo sviluppo che presenteremo
  la  prossima  settimana collaborando già col  nuovo  assessore  per
  l'economia,  il  quale  taglierà gli  enti  inutili  e  soprattutto
  introdurrà misure per il credito alle imprese.
   Abbiamo presentato il disegno di legge per il piano strategico del
  turismo, la legge sullo sport, la legge sui testimoni di giustizia,
  la creazione del fondo unico delle imprese e via dicendo.
   Eravamo  la  penultima  regione  europea  per  la  rendicontazione
  europea.  Al 28 dicembre del 2013 la Sicilia rendicontava il  18,52
  per  cento;  siamo  diventati  la  regione  italiana  più  virtuosa
  realizzando  il massimo di rendicontazione europea  nel  2014,  col
  41,7 per cento. Dati ufficiali di Bruxelles.
   E  che  vale  questo?  Questo  semplice  cambiamento  di  tendenza
  potrebbe  persino  giustificare i  miei  cinque  anni  di  governo?
  Laddove  negli ultimi dieci anni noi eravamo sempre gli  ultimi?  A
  voi  sembra molto facile fare funzionare una  macchina' che non  ha
  mai  funzionato? E dove a volte ci troviamo di fronte a delle caste
  incontrollabili? A volte più rispondenti alle logiche  del  singolo
  deputato  che  non alle logiche complessive delle  indicazioni  del
  Parlamento e del Governo. Ci troviamo di fronte ai protetti che non
  bisogna  toccare mai. E' stato frutto di decisioni e di  attenzioni
  dure e siamo andati avanti.
   Beni  culturali. Da 10 milioni di euro incassati nel  2012,  a  40
  milioni di euro incassati negli ingressi ai musei, nel 2013. Cosa è
  accaduto?  Forse  sono aumentati i turisti? Io  vi  dico,  per  mia
  esperienza,  che è accaduta una cosa semplice e cioè che  prima  si
  rubavano i soldi dei biglietti ed adesso non li rubano più,  perché
  li  controlliamo e perché qualcuno è stato denunciato da noi, ed  a
  Catania  è  stato  pure  arrestato. Ciò ha permesso  un  meccanismo
  positivo sul tutto.
   Sull'agricoltura  abbiamo  fatto la legge  regionale  sulla  banca
  della terra, sull'agricoltura sociale e la campagna.
   Alle  attività produttive abbiamo finanziato 200 milioni  di  euro
  per strutture alberghiere.
   Alle infrastrutture 1 miliardo di euro per lavori che sono in gara
  e  che stanno iniziando. Un miliardo  Quaranta milioni sempre  alle
  attività produttive per le imprese di qualità.
   Centottanta milioni per lo sblocco del tratto di Termini  Imerese,
  già  attivo. Da quanto se ne parlava  Centottanta milioni  di  euro
  nostri  per finanziare diciotto zone franco urbane e simbolicamente
  abbiamo voluto anche inserire Lampedusa.
   Nel comparto della Famiglia e del Lavoro abbiamo già finanziato 90
  milioni di euro per le scuole materne in molte città della Sicilia.
   Abbiamo  coperto tutta la CIG del 2013: La cassa integrazione.  Ed
  abbiamo anche soccorso Palermo, nella tragedia della GESIP. Quindi,
  quando  il  sindaco di Palermo dice che hanno recuperato somme  dal
  bilancio,  ci  sono dentro anche i nostri 40 milioni di  euro  dati
  dalla Regione siciliana per i lavoratori della GESIP , proprio quei
  soldi che hanno salvato il bilancio del comune di Palermo.
   Come abbiamo dato risorse per il Fondo di rotazione a Messina; poi
  se lo utilizzano o non lo utilizzano o non lo sanno utilizzare, noi
  lo abbiamo reso disponibile ed abbiamo fatto il nostro dovere.
   Abbiamo dato 50 milioni di euro per i cantieri di servizio, per  i
  piccoli   lavori.  Anche  lì  misure  insufficienti,  ma  tutto   è
  insufficiente  Ci sono cose che bastano  Oppure vogliamo  dire  che
  qualsiasi  cosa è una misura  il bene e il male sono  due  processi
  infiniti  Sono interventi di urgenza quelli che abbiamo fatto,  che
  hanno  permesso,  magari, ad un piccolo comune di  assumere  venti,
  trenta persone che bussavano alla loro porta e non avevano nulla da
  mangiare.  Non è il lavoro definitivo. Non è la soluzione,  ma  noi
  dobbiamo  pensare  anche ai poveri. Esattamente quelle  misure  che
  sono  state  tagliate nella finanziaria impugnata  dal  Commissario
  dello Stato, per colpa del passato
   Abbiamo finanziato ancora 90 milioni di euro a progetti per i beni
  culturali.  Si dice  che fanno questi beni culturali,  chiacchere?
  No,  abbiamo finanziato progetti di manutenzione e ristrutturazione
  per 90 milioni di euro, in tutta la Sicilia.
   Abbiamo   finanziato  ai  Comuni  50  milioni  di  euro   per   le
  riqualificazioni urbane.
   Abbiamo  bonificato le discariche di Bellolampo e,  attraverso  il
  Commissariamento  dello  Stato, abbiamo  ottenuto  per  l'emergenza
  rifiuti  e  già avviato le procedure di gara per quattro discariche
  pubbliche,  per  non  dipendere dai rifiuti  dei  privati.  Abbiamo
  permesso già a cento comuni di potere gestire in proprio i  rifiuti
  perché  ce l'hanno chiesto, grazie alla legge che abbiamo applicato
  -  ancora  parziale  -  l'anno  scorso, sull'emendamento  specifico
  presentato da me. Quella legge.
   Abbiamo  avviato  il  disegno di legge  sull'acqua,  concludiamola
  l'acqua  pubblica,  concludiamola. Abbiamo avviato  il   Patto  dei
  sindaci   con   280  comuni  che  hanno  aderito.  Adesso   gestirò
  direttamente  io  questa partita, perché per me  è  una  scommessa.
  Abbiamo fatto l'accordo con la rete ferroviaria italiana per  dieci
  miliardi   di   euro  per  l'alta  velocità  in   Sicilia,   quella
  ecosostenibile.  Dieci  miliardi di euro in  un  decennio,  quindi,
  significa  una media di un miliardo di euro l'anno di investimenti.
  Chiuso.  Se  ne  parlava  da  anni.  All'Assessorato  Territorio  e
  Ambiente sono state evase tremila pratiche bloccate da tre anni  di
  VIA/VAS.
   Abbiamo  finanziato  i progetti per duecentocinquanta  milioni  di
  euro  per  l'edilizia  scolastica, il famoso   Piano  Renzi   sulla
  scuola.  L'abbiamo  già  realizzato in  Sicilia.  Duecentocinquanta
  milioni di progetti di scuole finanziati.
   E queste non sono le promesse del futuro; sono cose fatte.
   Abbiamo avviato contratti di sviluppo del settore del turismo  per
  ottanta  milioni  di  euro,  sbloccato il  concorso  per  le  guide
  turistiche; riorganizzato la governance dei teatri pubblici;  siamo
  capofila  nel casto mediterraneo dell'Expo 2015, capofila dell'Expo
  2015.
   Qualcosa, quindi, l'abbiamo fatta anche lì, o no?
   E  poi via via potrei parlare di tutte le questioni che riguardano
  i  terreni  sottratti alla mafia e tutte le altre vicende,  ma  non
  voglio dilungarmi. Bene, abbiamo degli obiettivi adesso.
   Riassumo l'obiettivo di questo Governo: risparmiare, riqualificare
  la spesa per creare lavoro e sviluppo. Può essere uno slogan? Ma il
  piano  sulla formazione l'abbiamo fatto perché abbiamo  ridotto  le
  spese  inutili  della formazione; il piano giovani l'abbiamo  fatto
  così.
   Se  faremo  la  prevenzione  a  Priolo  e  a  Milazzo  sui  rischi
  industriali è perché risparmiamo sugli sprechi della sanità,  diamo
  altri  servizi  e creiamo altro lavoro. Allora, riqualificazione  e
  risanamento  dei  bilanci  vanno  insieme.  Estendere  le   mitture
  sociali,  avviare  piani lavoro straordinario,  rifare  insieme  la
  nuova  Programmazione europea, raggiungere gli obiettivi  2014/2015
  di  rendicontazione e avviare il nuovo percorso. Tracciare le linee
  della  nuova Programmazione europea, che non deve essere più quella
  delle grandi opere inutili che non si fanno mai, ma anche quella di
  andare   a   gestire  le  riqualificazioni  urbane,  le   periferie
  degradate.  Quante  volte  diciamo  Zen,  Brancaccio,  quartieri  a
  rischio,  però  se  non  facciamo niente  in  quei  quartieri,  non
  rispondiamo  con  la  misura dei Pip che aspettano  il  mafioso  in
  carcere.  Rispondiamo  creando lavoro. Brancaccio  è  zona  franco-
  urbana.  Il comune di Palermo avvii questo progetto di zona modello
  franco-urbana  e  faccia creare i piccoli lavori ai  giovani,  alle
  cooperative, come stanno facendo gli altri comuni siciliani.
   Palermo ha due zone franco-urbane, entrambe in ritardo. Quella del
  Porto e quella di Brancaccio. Allora si intervenga lì. Non dobbiamo
  pensare  ad  una  città  assistita o a  città  assistite;  dobbiamo
  pensare al modello delle zone franco-urbane, al modello del credito
  alle  imprese,  al modello della solidarietà ai poveri,  attraverso
  strumenti  innovativi  che vanno incardinati, probabilmente,  nella
  misura  del  salario  garantito, nella misura  in  cui  risparmiamo
  perché le risorse non le avremo mai.
   Perché  dovremmo dare ad un Asu, con un reddito familiare  di  200
  mila  euro,  600 euro di contributi? In nome di che  cosa  portiamo
  avanti  da  anni  questa follia che ha devastato il bilancio  della
  Regione?  In  nome di che cosa? In nome delle leggi?  Le  leggi  si
  cambiano.
   Ed  il  legislatore,  come dicevo prima,  è  l'architetto  di  una
  società giusta in cui si aiutano coloro che hanno bisogno e si crea
  lavoro  attraverso le risorse che vengono sottratte allo spreco  ed
  ai furti.
   Entro   quest'anno,  assessore  per  l'economia,  di  quelle   tre
  partecipate,  neanche  il  nome deve esistere.  Non  deve  esistere
  nemmeno  il nome perché di finte liquidazioni in passato ne abbiamo
  fatte.
   Allora, dobbiamo cominciare a tracciare insieme un obiettivo vero:
  che  ruolo  avranno  i  beni culturali, che ruolo  abbiamo  in  una
  centralità mediterranea, che ruolo ha lo  sprint , lo sportello  di
  internazionalizzazione,  come utilizziamo  le  risorse  Expo,  come
  facciamo quadrare il risanamento del bilancio.
   Mi  rivolgo a quest'Aula, sgombro di ogni giudizio, pregiudizio  e
  di  ogni  odio  perché sono, semplicemente, incapace  di  coltivare
  questo  sentimento.  Penso che l'odio degrada  e  annienta  chi  lo
  pratica, non chi lo subisce. E a chi mi schiaffeggia cristianamente
  porgo l'altra guancia.
   Però, come Presidente della Regione, ho un altro ruolo, quello  di
  governare. Bertolt Brecht, in un verso che mi piace molto - ne dice
  molti  altri che non mi piacciono, per esempio, quello  tu hai  due
  occhi  il  partito  ne  ha  cento ,  segui  il  partito ,  eccetera
  eccetera, che facevano parte di una visione marxista e leninista di
  Brecht che io non avevo - perché più vicino a come la penso  io   a
  noi che amammo la giustizia non fu concesso di essere buoni .
   Vi dico che cristianamente, a volte, quando sono duro vado dal mio
  confessore;  d'altra parte, i primi cristiani confessavano  i  loro
  peccati  in  pubblico ed io sono uno di quelli  che  i  peccati  in
  pubblico li ha sempre confessati e non ha fatto mistero di  niente,
  persino  della  propria vita privata,  quindi, ho  questo  rapporto
  leale  con  tutti  e  capisco che, a volte, posso  sbagliare  o  ho
  sbagliato,  che  posso  essere stato duro  dove  non  avrei  dovuto
  esserlo.  Ed il mio confessore mi dice - ne ho diversi,  quindi,  è
  inutile  che  li  utilizzate come spie, è inutile  che  mettete  le
  microspie, c'è stato qualcuno in questa Regione che si è  dilettato
  con  questo mezzo, ma noi guardiamo sempre avanti - questo è il tuo
  ruolo, devi rispettare la legge, è questo quello che devi fare.
   Ed io, a volte, vedo un contrasto tra etica personale e legge. Non
  è un tema.
   Dal  punto  di  vista  etico personale,  uno  che  ha  emesso  uno
  scontrino in più in una fatturazione e non se ne accorge perché, se
  fanno tutti come faccio io che nemmeno guardo quanto guadagno -  mi
  può capitare qualsiasi cosa, persino che mi possono fregare tutti i
  soldi dal conto corrente ed io lo scopro soltanto il giorno in  cui
  ho bisogno di prelevare e non posso - però dal punto di vista della
  legge  ti trovi in una situazione in cui formalmente hai sbagliato,
  mentre  noi sappiamo che dal punto di vista della coscienza sociale
  quello non viene individuato come un crimine.
   Ci  dibattiamo tutti su questo, ma ho il dovere di governare. A me
  è  stata  data da voi e dal popolo siciliano la delega al  Governo.
  Quindi, il dialogo politico infinito, ma io devo anche governare
   Mi  auguro  che nei prossimi mesi e sin da oggi parta  un  dialogo
  nuovo,  che  in  parte  già  c'è stato.  Alcune  leggi  sono  state
  approvate per l'unità del centrosinistra, della maggioranza, per la
  caparbietà;  altre  per  il centrodestra, che  ha  sostenuto  leggi
  specifiche; altre per i  grillino , che hanno avuto anche il merito
  di alcune iniziative.
   Questo  è  il  modo di continuare perché, se a un  Presidente  non
  viene consegnata una maggioranza parlamentare, è inutile che da  un
  anno  e  mezzo  mi  continuate a ripetere che  non  ho  maggioranza
  parlamentare e di governo. Perché era venuta fuori dalle elezioni?
   Vi  chiedo:  se  fosse stato eletto Giancarlo Cancelleri  o  Nello
  Musumeci  avrebbe  avuto una maggioranza parlamentare?  No,  perché
  ormai  siamo  in un sistema tripolare e questo potrà essere  sempre
  più una scommessa.
   Guardate che a turno si può essere vittime di questi meccanismi di
  veti  incrociati.  A  turno.  Domani vincono i   grillino ,  allora
  siamo tutti contro i  grillino ? E come si fanno le leggi? Vince il
  polo  del centrodestra, tutti contro il centrodestra. Come si fanno
  le leggi?
   Dobbiamo  separare  il tema della governabilità  e  delle  riforme
  importanti.
   Quindi, mi rivolgo a voi con la testa e con il cuore. Con la testa
  di  chi dice che è giusto che da posizioni diverse si possa fare un
  patto per le riforme in Sicilia, che preveda percorsi precisi  -  e
  qui  non li voglio tracciare - perché voglio costruire insieme alla
  nuova  Giunta  le  priorità, perché gli assessori devono  avere  un
  ruolo.   Abbiamo   tracciato  idee  che  già  da  stasera   possono
  preannunciare quali sono le cose più importanti e insieme ai Gruppi
  parlamentari.   Ma  che  diano  un  senso  della  svolta.   Usciamo
  definitivamente  dalla crisi. Facciamo piani  straordinari  per  il
  lavoro,  che  aiutino  le  imprese, che taglino  gli  sprechi  e  i
  privilegi, che valorizzino la meritocrazia. La Sicilia del merito e
  delle  competenze  e  non  che i nostri  giovani  migliori  debbano
  scappare  via. Facciamolo questo sforzo. E i meriti e le competenze
  non corrispondono necessariamente a coloro che sono più vicini alla
  nostra area politica.
   Guardate che qualche volta ce n'è qualcuno più bravo che sta anche
  nell'area politica dell'altro e che non deve essere penalizzato  su
  manager, consigli di amministrazione.
   Non  possiamo creare la cultura dell'occupazione della spartizione
  che  ha  caratterizzato anni e anni di governo. Ma è quello che  ha
  portato alla distruzione della Sicilia.
   Allora su questo si possono persino stabilire regole - ma ne sarei
  felice,  ne  sarei  felice - come abbiamo  cercato  di  fare  nella
  sanità,  in gran parte. Poi c'è un margine di discrezionalità  alla
  fine  rimasto.  Però fino in fondo siamo andati a  valutazioni  che
  erano  le  più  vicine possibili ad una valutazione secca.  Così  è
  avvenuto
   Questa  è  una conquista per questa Regione? Sì. La possiamo  fare
  sulle  nomine,  sulle cose, costruire persino una  legge  su  tutto
  questo.  Vorrei  fare  meno  uso possibile  della  discrezionalità,
  perché  la  discrezionalità da un potere eccessivo a  chi  governa,
  anche  delle  responsabilità eccessive, perché ti assumi  anche  la
  responsabilità di chi  nomini tu; può essere segnalato da  qualcuno
  però   alla fine sei tu che nomini ed è il Presidente della Regione
  o  l'assessore che domani dovranno essere chiamati a rispondere  di
  chi fra l'altro è nominato, non chi l'ha segnalato.
   Quindi anche i partiti devono rivedere la propria cultura che  non
  può essere quella di occupazione delle istituzioni. I partiti hanno
  un  ruolo diverso, grande, che è quello di produrre la cerniera fra
  cittadini  e  Parlamento,  fra  Parlamento  e  Governo,  senza  mai
  sbilanciarsi eccessivamente da una parte e dall'altra perché se  lo
  fanno in un senso o nell'altro fanno saltare il sistema.
   E  questo  un  po'  è  avvenuto negli ultimi  tempi,  anche  nella
  discussione del rimpasto.
   Presidente  della  Regione domani può essere Cimino,  Cancellieri,
  perché  no,  può  essere Gucciardi, può essere il  mio  amico  Totò
  Cordaro,  il  mio amico Formica, Bernadette Grasso, però,  dobbiamo
  capire  che  chiunque  c'è si troverà sempre  di  fronte  a  questi
  problemi.
   Non  ho  il  problema di essere riconfermato fra cinque  anni.  Ho
  accettato   con  sacrificio  immenso  perché  oggi   il   candidato
  assessore,  una delle proposte era Fiumefreddo come  assessore,  ha
  detto  vivo questa settimana come la mia settimana di passione .
   Solo  che  io questa settimana di passione la vivo dal 6  novembre
  del 2012.
   Onorevole Panepinto, io pure avrei diritto dopo l'anno e mezzo  di
  passione,  almeno  il  giorno  di  Pasqua   non  dico  assai  e  ce
  l'avrebbero anche i siciliani.
   Oggi vi chiedo, col cuore aperto, abbiamo recepito le proposte  di
  tutti  i  Gruppi  parlamentari di maggioranza e di opposizione  sul
  disegno  di  legge  relativo  ai  pagamenti,  sulle  variazioni  di
  bilancio e sul disegno di legge relativo allo sviluppo. Un atto  di
  responsabilità  per  la  Sicilia,  ed  è  questa  la  prima  intesa
  istituzionale;  poi  vediamo le altre  cose.  Facciamo  passare  le
  europee e poi ragioniamo in modo diverso, tutti quanti.
   Poniamo  queste esigenze salva Sicilia, sono salva Sicilia  perché
  alcune  salvano le imprese, altre salvano le aziende, altre salvano
  gli  enti, altre salvano i lavoratori, i precari e i disabili e  le
  persone bisognose.
   Altre  cose  rimettono  in  moto meccanismi  di  sviluppo  per  il
  credito.
   Su  queste  tre  cose,  su  cui tutti siamo  d'accordo,  che  sono
  fondamentali,  mettendo  quelle  condizioni  e  proponendo   quelle
  condizioni   di   rettifica  che  voi  ritenete  giuste,   possiamo
  rapidamente  approvare  in  una  settimana  e  diciamo   a   questi
  lavoratori  che non possono essere pagati   Buona Pasqua siciliani
  e che sia una Pasqua di pace e di resurrezione.
   Non  sono venuto per fare l'ennesima guerra. Sono venuto in  pace,
  sono   venuto  per  chiedere  alla  mia  maggioranza  di  fare   la
  maggioranza, all'opposizione di fare l'opposizione, ma di  dire  ad
  entrambi che si lavora in modo comune per la responsabilità.
   Ci  sono  questioni irrisolte nella maggioranza ed io sono  pronto
  anche  stasera  stesso  o domani mattina a risolverle.  L'ho  detto
  senza  forzature  e  con questa semplicità,  però,  vorrei  che  le
  incomprensioni interne dei partiti non si scaricassero sui  di  me,
  che  a  volte sono passaggi politici necessari che rispetto  ma  io
  sono  qui.  Sono  il Presidente della Regione, quindi,  in  qualche
  modo, quando dico  bene, non coinvolgetemi troppo nelle storie  dei
  partiti , non è che lo dico perché  ignori i partiti o perché  sono
  anti-partito,  ma perché voglio che i partiti contribuiscano con il
  proprio  ruolo, con il compito che gli attribuisce la Costituzione,
  al  ruolo alla politica. Vorrei, però, che anche le mie prerogative
  venissero rispettate, perché anche queste sono previste dalle leggi
  costituzionali e dalle leggi ordinarie.
   Con  questo  spirito di apertura a tutti ed a ognuno,  con  questo
  spirito,  nel  quadro sembra che ci siamo detti,  di  legalità,  di
  sviluppo,  di lotta alla corruzione, di valorizzazione dei  meriti,
  di  emergenze  che dobbiamo affrontare, vi chiedo  sinceramente  di
  collaborare con questi nuovi assessori e con quelli che già c'erano
  prima, sapendo che ognuno di loro - già ne abbiamo parlato - è  già
  disponibile  al  confronto ed è pronto persino  ad  aprirsi  ad  un
  nuovo, in alcuni casi a un rinnovato dialogo, in altri, laddove non
  c'è  stato, a un nuovo dialogo, perché così credo si debba fare  la
  politica se si ama la Sicilia.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE,  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO,  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessori,  onorevoli  colleghi, cittadini,  sarò  piuttosto  breve
  anche perché oggi avremmo potuto anche non essere in Aula, come  ha
  fatto  una  parte dell'opposizione, però, abbiamo scelto di  essere
  presenti  per ascoltare, per ascoltare i suoi nuovi buoni propositi
  e  soprattutto perché noi non siamo né maggioranza né opposizione e
  pertanto   pensiamo   con   la  nostra  testa   e   agiamo   sempre
  nell'interesse dei siciliani.
   Onorevole Presidente, ho sentito 60 minuti di parole, di  annunci,
  di cose che lei sa,  perché lei sa che quello che ha dichiarato non
  è  vero, non esiste; la Sicilia che ha descritto è un progetto  che
  non  è mai partito ed  è un progetto che non è mai partito di certo
  non per nostra responsabilità. Probabilmente, i boschi non bruciano
  da  un  anno,  ma  bruciano  i siciliani, bruciano  i  disoccupati,
  bruciano  le  persone che non hanno alcuna prospettiva e  speranza,
  bruciano  tutte  quelle persone che ogni giorno ci  troviamo  sotto
  l'ARS,  davanti ai Comuni, ad attendere che qualcosa cambi e  molti
  di  quelli  che non sono sotto l'ARS - e che sono la maggioranza  -
  sono  quelli  che  si  sono rassegnati e che non  vedono  l'ora  di
  tornare  al  voto,  perché è questo, secondo  il  Movimento  Cinque
  Stelle, il desiderio dei siciliani.
   Lei,   onorevole   Presidente,  in  quindici   mesi,   è   passato
  dall'annunciata  rivoluzione alla restaurazione.  E  questa   è  la
  restaurazione. Sono le facce dei suoi neo Assessori, di un  manuale
  Circelli,  come  dite voi in gergo politico. Avete  accontentato  i
  partiti di Governo ed avete scontentato i partiti della maggioranza
  che  mugugnano e che sono lacerati, perché lei una maggioranza come
  onestamente  ha già riferito non ce l'ha e se oggi  si  votasse  la
  sfiducia, posto che l'istituto della sfiducia non esiste,  lei oggi
  verrebbe sfiduciato da persone che non l'hanno mai sostenuta e  che
  non  hanno  mai  creduto in questo progetto perché  è  un  progetto
  fallimentare.
   Onorevole  Presidente, a causa di questo stallo che ormai  perdura
  da  tre  settimane  -  questo Governo e la  sua  maggioranza  hanno
  bloccato  i  lavori  dell'Aula  per  tre  settimane  -  abbiamo  la
  Commissione  Bilancio  ferma ed è lì che dovremmo  tornare  subito,
  immediatamente dopo questa inutile ennesima discussione.
   Lei  ha  detto di aver fatto un grosso sacrificio per i siciliani.
  Bene, onorevole Presidente, se vuole, questo sacrificio, come dire,
  glielo  possiamo evitare. Siamo pronti per andare alle  urne  e  le
  chiediamo un atto di responsabilità e di maturità, perché in questo
  modo  la  Sicilia non la cambiamo e più andiamo avanti e più  danni
  questo   Governo  causerà  e  di  più  danni  dovrà  assumersi   la
  responsabilità.
     Onorevole  Presidente,  i  cantieri di  servizio  non  sono  mai
  partiti;  ci  sono  le graduatorie e ci sono  decine  e  decine  di
  persone  che  attendono di essere integrati; seppure questa  misura
  l'abbiamo  sempre definita come clientelare, nella realtà  nulla  è
  cambiato  e se fossero veri questi due miliardi e mezzo di risparmi
  non  ci  sarebbe bisogno di contrarre un altro miliardo ancora  nei
  confronti dello Stato.
   Non  siamo da Giletti e qui i suoi annunci non ci incantano,  come
  non  ci  hanno mai incantato. Non abbiamo mai fatto patti con  lei,
  non ne facciamo e non ne faremo.
   Per noi bisogna tornare alle urne, senza se e senza ma, dopo avere
  esitato   questa  finanziaria  e  avere  pagato  gli  stipendi   ai
  siciliani.
   Noi, pertanto, da questo momento abbandoniamo l'Aula e ci rechiamo
  in  Commissione, dove attendiamo gli altri componenti, per  esitare
  immediatamente e se avete i numeri ve lo approvate ma se non  avete
  i numeri ve lo bocceremo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  assessori,  onorevoli colleghi, penso che alla Sicilia serva  tutto
  tranne elezioni. Di elezioni i cittadini sono stanchi e lo dimostra
  anche il fatto che non vogliono andare a votare.
   Abbiamo  ereditato  una  Sicilia che  tutti  conosciamo  in  quale
  condizioni si trovava e oggi abbiamo un Presidente che è riuscito a
  rompere  con il passato e che sta cercando di fare la sua  parte  e
  noi  stiamo cercando di fare di tutto, in modo da farlo stancare  e
  magari dimettersi, non capendo - io non ho capito ancora qual è  il
  disegno - come se qualcuno avesse già la fortuna di prestabilire un
  risultato;  come se qualcuno avesse già il risultato in  tasca  non
  comprendendo  che  è  l'unico Presidente che può  rompere  con  una
  tradizione  di  presidenti che hanno visto il concorso  esterno  di
  stampo mafioso, che hanno visto imputazioni gravi. Questo è l'unico
  Presidente che intanto può rompere questa tradizione oltre a  tutta
  una serie di cose fatte quotidianamente.
   Chi  vi parla è stato un sindaco che si è dimesso dalla città  per
  sostenere   questo   progetto  e  che  lei  sa  benissimo,   signor
  Presidente,  poteva  presentarsi nel  tavolo  della  maggioranza  a
  chiedere pagamento di prezzi e conti che tutti noi conosciamo.
   Sostengo  un progetto vero e sostengo un progetto che sta  vedendo
  la Sicilia cambiare.
   A me dispiace moltissimo che alcuni assessori non ci siano più. Mi
  dispiace  moltissimo che l'assessore Bianchi  sia  andato  via;  mi
  dispiace   moltissimo  che  l'assessore  Bartolotta  e  l'assessore
  Cartabellotta  non ci siano. A loro va un ringraziamento  di  cuore
  per tutto quello che hanno fatto.
   Bartolotta lo ringrazio da ragusano perché finalmente ha creato le
  condizioni per fare entrare l'autostrada in provincia di Ragusa, il
  tratto fino a Modica. Lo ringrazio per l'apertura dell'aeroporto di
  Comiso  e  ovviamente  dal  nuovo  assessore,  che  saluto  e   che
  ringrazio,  ci  aspettiamo il completamento  della  Ragusa-Catania,
  l'inizio  del lavori della Siracusa-Gela, tratto sino a Modica,  il
  finanziamento  degli  altri cantieri della  Siracusa-Gela  sino  ad
  arrivare a Gela.
   Vi siamo vicini ma abbiamo bisogno di risposte concrete, così come
  ci  aspettiamo  da  parte  dell'assessore  per  l'agricoltura,  che
  saluto,  un  impegno forte per una cosa che ha  votato  l'Aula:  la
  modifica  del trattato, dell'accordo Euromediterraneo, all'articolo
  7,   unica  soluzione,  a  nostro  avviso,  per  non  fare   morire
  l'agricoltura e la zootecnia siciliana.
   Al nuovo assessore per l'economia gli auguri di buon lavoro.
   Il  fatto che manchino gli assessori che sono andati via non  vuol
  dire  non  avere fiducia in voi, anzi piena fiducia e siamo  sicuri
  che   anche  voi  farete  la  vostra  parte,  però,  non   possiamo
  dimenticare,    ovviamente,  coloro che  hanno  lavorato   e  hanno
  lavorato  bene,  così  come l'Assessore Sgarlata  che  si  trova  a
  cambiare  ruolo  e  assessorato,  ma  da  ragusano  non  posso  non
  ringraziare,  essendomi visto finanziato, con  i   soldi  ex  POIn,
  importanti interventi.
   Questi  sono  fatti concreti, che si toccano con  mano,  non  sono
  chiacchiere e  a me piace parlare di fatti.
   Quando  vedo  funzionare l'aeroporto di Comiso, cari  amici,  cari
  colleghi,  non  si  parla di aria fritta, è un  fatto  concreto;  i
  lavori che inizieranno sulla Siracusa-Gela sono fatti concreti.
   E'   ovvio  che dobbiamo andare, che serve fare altre cose   e  su
  questo  l'impegno  deve  essere e sarà massimo  sia  da  parte  del
  Presidente che degli Assessori.
   Faccio  un  augurio di buon lavoro anche agli altri assessori  che
  rimangano confermati, in bocca al lupo, tanto hanno fatto, tanto si
  può fare di più.
   Mi  dispiace  una cosa del Presidente, voi tutti sapete  l'affetto
  che io nutro nei suoi confronti, ma dispiace che non ha neanche una
  volta  menzionato la sua maggiorana, se  sono state  fatte   alcune
  cose  per  la  Sicilia, come i Cantieri di lavoro,  i  Cantieri  di
  servizio,  ma  tante  altre  cose, è  grazie  a  uomini  della  sua
  maggioranza  ed anche a uomini non della sua maggioranza  che  sono
  intervenuti votando, sostenendo l'attività del Governo.
   Quindi,  mi  permetto  di  ricordare al Presidente  Crocetta,  che
  ringraziamo  sempre  per tutto quello che fa,  che  ci  sono  anche
  deputati che lavorano senza pretendere nulla e senza chiedere e che
  hanno permesso anche di portare avanti quanto lui sta facendo, buon
  lavoro  a  tutti  e benvenuti per coloro che sono  nuovi  a  questa
  esperienza in Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Cimino.  Ne  ha
  facoltà.

   CIMINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  è  con interesse che questa sera voglio intervenire ribadendo  come
  molte  volte  questa  Assemblea  riesce a farsi  del  male,  a  non
  evidenziare  quelle iniziative importanti che nel corso  di  questi
  mesi sono portate avanti e hanno dato già risposte ai cittadini.
   Il  Presidente della Regione poc'anzi ne ha enunciato alcune,   ma
  io  voglio  ribadire come ad esempio la stessa legge per bonificare
  il nostro territorio dall'amianto, voluta fortemente dall'onorevole
  Gianni,  è  una  legge  importante  che  assume   oggi  una  grande
  attualità visto il caso,  qui a Palermo, della chiusura del   Parco
  Cassarà perché nel terreno si è evidenziata la presenza di fibre di
  amianto.
   Questa  è  una legge che da poco è stata approvata, così  come  la
  legge voto sull'articolo 36 che anche il Presidente dell'Assemblea,
  in   tutti   i   tavoli  a  livello  nazionale,  sta  cercando   di
  sponsorizzare.
   Sono  convinto  che ormai è passato il periodo del  noviziato,  il
  Presidente   della  Regione  ha  dato  alla  Sicilia   un   Governo
  autorevole, con delle competenze specifiche nei settori al ramo che
  ha individuato, con dei tecnici e non con tecnici che di fatto  poi
  sono pseudo politici.
   Sono convinto e certo che alcune tematica saranno trattate con più
  attenzione   e  con il giusto coinvolgimento delle associazioni  di
  categoria  e  delle  rappresentanze sindacali, con  la  volontà  di
  creare  quelle  condizioni di concertazione indispensabili  per  il
  nostro territorio.
   Mi  rivolgo,  in particolare, all'assessore al bilancio,  affinché
  possa   creare  le  condizioni  di  un  nuovo  e  vero  tavolo   di
  concertazione e non solo di rivendicazione con Roma.
   Non  possiamo  chiedere   con  il  cappello  in  mano ,  ma  nella
  consapevolezza che alla Sicilia spettano delle risorse che  fin  da
  troppo  tempo  sono state congelate nei cassetti  di  Roma.  Questa
  Regione  è  una  Regione ricca, che ha grandi potenzialità  e  deve
  potere far valere i propri diritti e le proprie prerogative.
   Proprio   giorni  addietro  il  Presidente  della  Regione   della
  Lombardia dichiarava agli organi di stampa che avrebbe tanto voluto
  avere  lo  Statuto  della  Regione  siciliana  e,  giustamente,  il
  Presidente Ardizzone ha fatto notare come questo nostro Statuto  in
  tante  parti ancora non è attuato perché le imprese che operano  in
  Sicilia  dovrebbero pagare le tasse, le imposte  in  questa  nostra
  Regione e questo non avviene, probabilmente anche per colpa nostra,
  per  dimenticanza dei parlamentari nazionali che non  vogliono  far
  cassare quella parte dell'articolo 36 dello Statuto che impone alla
  Sicilia  di  versare le imposte riscosse in questo  territorio  nel
  bilancio dello Stato.
   Penso  che  parte una fase nuova, una fase che deve dare  maggiore
  attenzione  al  territorio. Sono certo che  la  Regione,  per  dare
  credibilità  nei  confronti degli investitori,  possa  riuscire  ad
  assolvere  ai  propri obblighi contrattuali ed economici   rispetto
  alle  imprese che hanno investito in questo nostro Territorio e  si
  possa  varare urgentemente anche la Finanziaria bis, con attenzione
  particolare   la   mondo  delle  attività  produttive,   al   mondo
  dell'agricoltura ed a tutte quelle categorie che in Sicilia  stanno
  a  guardare con attenzione il nostro operato ed il nostro  impegno.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cordaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CORDARO.  Signor  Presidente,  signor  Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, assessori, intervengo dopo avere ascoltato  per
  circa un'ora il Presidente Crocetta che aveva esordito dicendo  che
  non si sarebbe dilungato, evidentemente lascio giudicare agli altri
  se  lo  ha fatto o meno, ma quello che importa non è tanto il tempo
  che ha occupato, ma quello che egli ha detto. Ad un certo punto  mi
  è  sembrato  di  leggere un libro dei sogni  in  Sicilia  va  tutto
  bene .
   Mi   è venuto in mente, lo voglio lasciare agli atti, il messaggio
  della  signora  Melina  che mi ha scritto stamattina  e  lo  voglio
  leggere  al  Presidente  della Regione:   Volevo  chiedere  se  era
  possibile un'informazione. Come si fa che mio fratello ha fatto  la
  domanda per il cantiere, gli dicono che è rientrato, tutto a posto.
  Dopo  va mia cognata a chiedere e gli dicono che gli iscritti  sono
  tanti e lui non rientra. Ora mi dica lei come si fa a non rientrare
  un  ragazzo di ventisette anni, sposato, senza lavoro, senza lavoro
  lui  e  lei, con un reddito zero ed un bambino di sette mesi a  non
  rientrare  in  graduatoria.  Non  capisco  veramente,  mi  dia  una
  spiegazione.
   Ebbene  questa  è  la  Sicilia vera, signor Presidente  Ardizzone,
  assessori,  Presidente della Regione, non è la Sicilia  che  ci  ha
  raccontato   il   Presidente  Crocetta  soprattutto   quando   egli
  dimentica,  e gli do il beneficio della nuova fede, che durante  la
  presidenza Cuffaro la Sicilia ebbe la premialità per la  spesa  dei
  fondi  europei - questa non è storia di parte è storia oggettiva  -
  così come egli dimentica che in Sicilia capita, in queste settimane
  ed  in  questi  mesi,  che c'è chi ha ben  gestito,  così  come  ha
  affermato il presidente Crocetta poco fa, la gestione dei  rifiuti,
  facendo  partire  ben cento comuni con la possibilità  di  gestirli
  direttamente e come tutta risposta è stato sollevato, mi  riferisco
  all'assessore Marino.
   D'altronde  in  Sicilia capita che ci si attardi  per  tanti  mesi
  sulla  doppia  preferenza di genere, che ci si attardi  tanti  mesi
  sull'abolizione delle province e sulla costituzione  e  istituzione
  dei  nuovi consorzi di comuni, succede anche che mentre in Aula  si
  discute  il  salva-imprese, cioè quel disegno  di  legge  che  deve
  portare  respiro  e speranza di una ripartenza,  la  maggioranza  o
  presunta tale sia a Palazzo d'Orléans col Presidente della  Regione
  per discutere di rimpasto e, quindi, un disegno di legge essenziale
  e strategico per la Sicilia torni in Commissione.
   Succede anche che ci sono due PD e due UDC, cioè i due partiti che
  hanno  eletto  il Presidente della Regione, succede  in  Sicilia  e
  succede  solo qui, che siano divisi in due, mezzo in maggioranza  e
  mezzo all'opposizione, mezzo PD di qua e mezzo PD di là, mezza  UDC
  dentro e mezza UDC fuori.
   Succede che tutto questo fa parte non della storia, fa parte della
  cronaca,  quella  cronaca  che  ovviamente  non  conosce   il   mio
  affettuoso  collega  onorevole  Di  Pasquale  che,  vedete,  quando
  interviene  mi  pare più un giovane di Rifondazione  Comunista  che
  ancora  crede  e non sa che tutti siamo nati comunisti  e  moriremo
  democristiani, piuttosto che essere un giovane che dormiva  a  casa
  del  mio  amico Innocenzo Leontini e si è abbeverato ed è cresciuto
  alla scuola di Forza Italia.
   Ecco,  questi sono i misteri di queste settimane in Sicilia. Nulla
  di  personale, però prendiamo atto di tutto questo e prendiamo atto
  soprattutto  del fatto che nonostante questa giostra  l'opposizione
  di  centro  destra resta, non so ancora se per poco, non so  ancora
  per quanto, sapendo che il Presidente non è Catilina e che io tanto
  meno sono Cicerone, mi verrebbe da dire quousque tandem, Presidente
  Crocetta,  abutere patientia siculorum, quousque tandem, Presidente
  Crocetta, abutere patientia siculorum?
   In  realtà  noi vogliamo pensare che sia opportuno, e lo  facciamo
  con  ulteriore  senso di responsabilità, il senso di responsabilità
  di  un centro destra responsabile, tutto e la mia proposta è quella
  di  offrire al Presidente della Regione una tregua istituzionale di
  un  mese ed è  l'ultima possibilità; porti in Aula, esiti prima  in
  Commissione,  la  falsa  partenza  di  stamattina  in   Commissione
  Bilancio, assessore, è drammatica dopo le belle chiacchiere di ieri
  altrimenti  continuano a restare tali, portate in Aula ed  esitiamo
  il disegno di legge Salva imprese e la Finanziaria bis.
   Evitiamo  che i forestali scendano in strada, diamo da mangiare  a
  chi  ancora non lo può fare, se ciò non dovesse accadere o se  dopo
  questi  due  disegni  di  legge non dovessimo  trovare  una  quadra
  rispetto  alla quale tutta l'Aula condivida il percorso  perché  il
  progetto  di centro sinistra è nato morto, perché non ha mai  avuto
  una   maggioranza   d'Aula,  chiedo  al  Presidente   Crocetta   di
  dimetterci, se ciò non dovesse essere ci dimetta.
   Voi  vi  chiederete perché non mi dimetto io, vi rispondo  che  se
  dovessi dimettermi io, chi subentra potrebbe non pensarla come  me;
  se   dovesse  andare male questo percorso ci dimetta perché  se  si
  dimette  lui  dimostra amore per la Sicilia, se  non  saremo  stati
  capaci  di  cambiare  questo percorso,  e  permettere  a  tutti  di
  tornare, di fronte al popolo e alle proprie responsabilità.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltàa.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  il
  partito  UDC  ha  iniziato questo percorso  insieme  al  presidente
  Crocetta,  condividendone  il  programma,  condividendo  le  scelte
  politiche, oggi qui io parlo a nome per conto del mezzo UDC,  e  ci
  sta  tutto questa precisazione,  non c'è bisogno che scendiamo  nei
  particolari,  per  coerenza dico che ho  condiviso  le  scelte  del
  presidente Crocetta ed andiamo avanti in questo modo.
   Ho ascoltato con grande attenzione quello che diceva il presidente
  Crocetta,  tante  cose sono state fatte, altre cose  devono  essere
  ancora fatte.
   Un  dato è certo quando diceva che in Sicilia ci sono meno incendi
  boschivi,  assessore al bilancio mi ascolti, per favore,  e  guardi
  che  i lavoratori forestali devono prendere ancora lo stipendio dei
  mesi  di dicembre, gennaio, febbraio e marzo e non è possibile  che
  questi   lavoratori   rimangano  senza  il   loro   stipendio.   E'
  un'indecenza  Per cui la prego di mettersi subito al lavoro e  dare
  risposta a questa gente.
   Abbiamo  abolito le province ed abbiamo fatto una cosa importante,
  abbiamo quasi anticipato il Governo nazionale.
   Crocetta  parla  di un patto per le riforme ed io   penso  che  il
  patto  per  le  riforme  sia già stato scritto  nel  programma  che
  abbiamo  tutti condiviso, quando ci siamo presentati agli elettori,
  un   modo  comune per condividere le responsabilità e  ad  oggi  il
  gruppo  e  la  maggioranza di questa Aula ha dimostrato  che  vuole
  condividere le responsabilità, seguendo il Presidente in  tutte  le
  sue scelte.
   Ne  condivido  anche la modestia e l'umiltà quando  il  Presidente
  dice  che è  pronto a rivedere l'equilibrio del suo Governo, questo
  vuol  dire  disponibilità, vuol dire che vuole veramente  fare  sul
  serio  e  cose importanti con l'Aula, ma c'è da dire anche un'altra
  cosa importante.
   Fuori  da  questo Palazzo, la gente è disorientata, non ha  capito
  esattamente  quello  che è accaduto in questi  quindici  giorni  di
  grande confusione, di informazioni strane.
   La cosa importante è che c'è povertà fuori da questo Palazzo e che
  questa  Amministrazione  si  è  impegnata  a  non  fare  macelleria
  sociale. E' questo che io chiedo al nuovo Governo regionale e  cioè
  di  guardare ai più deboli perché ce n'è tanto bisogno, di  mettere
  in cantiere tutto quello che si può fare.
   Noi  abbiamo  questo assessore alle infrastrutture e la  prego  di
  portare  avanti il lavoro sulle infrastrutture poiché  queste  sono
  un momento di occupazione e lavoro.
   L'assessorato  alla  famiglia  ha un ruolo  importante,  avvocato.
  Devono partire i cantieri di servizio, i cantieri di lavoro.
   Non  saranno  grandi  risposte, ma saranno  risposte  che  daranno
  ossigeno  a  quelle  famiglie  che  oggi  chiedono  un  momento  di
  occupazione.
   Certo,  è  con  amarezza che apprendo che in  giunta  non  possono
  entrare i deputati.
   Se  questo  serve, se i deputati non devono andare in  Giunta,  se
  questo  sacrificio serve a portare avanti la mia Terra,  la  nostra
  Terra,  siamo  disposti anche a non andare  in  Giunta,  purché  la
  nostra  Terra  vada  avanti, alla ricerca dello  sviluppo  e  della
  crescita.
   Dobbiamo  dimostrare all'Italia che c'è un senso  rinnovato  delle
  istituzioni, dei valori.
   Vogliamo  cacciare via i fantasmi del passato  e  dare  al  nostro
  Popolo un momento di grande sviluppo, di grande crescita.
   Assessori,  io  vi  chiedo,  quando  andate  nelle  province,   di
  coinvolgere   i   deputati  perché  se  qualcuno  pensa   di   fare
  ragionamenti solitari, avrà amare sorprese.
   Io  vengo  da  un'esperienza  triste perché  è  venuta  nella  mia
  provincia  l'assessore  Borsellino a  presentare  ufficialmente  un
  manager e sappiate che nessuno di noi è stato chiamato ed avvisato.
   Questo non depone bene e lo dico al Presidente Crocetta perché non
  serviamo solo a dire e a votare e a spingere avanti questo  Governo
  regionale, mettendoci il nostro impegno.
   Questo  nuovo  Governo  deve rappresentare  la  svolta  ufficiale,
  perché  è  trascorso  più di un anno e mezzo e  da  questo  momento
  inizia veramente la rincorsa per intraprendere nuove responsabilità
  con  passione, con amore, con speranza e se volete con un sogno che
  veda la nostra Terra andare sempre più avanti.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  signori   neo
  Assessori un saluto e un augurio di un buon lavoro. Volevo  pensare
  al tempo che è trascorso che, essendo fra le altre cose un deputato
  di  seconda  legislatura  e un impiegato regionale  da  trent'anni,
  conosco  bene i meandri dell'amministrazione regionale  e,  quindi,
  non  posso dare atto al governatore Crocetta per il recupero di  un
  miliardo, cosa che non è stata mai detta, cosa che non è stata  mai
  fatta.   Recuperare,  in  questo  disastro  che  vive  la   Regione
  siciliana, un miliardo è poco, ma sicuramente non ci fermeremo.
   E'  stato  dato mandato ora ai nuovi Assessori  per affrontare  le
  problematiche  che  ci sono in questa Regione siciliana,  che  sono
  tantissime, dove la gente si aspetta che immediatamente il  Governo
  si metta al lavoro e che porti i risultati nel territorio.
   Volevo  rispondere  alla  signora Melina, cui  faceva  riferimento
  l'onorevole Cordaro, che purtroppo il comune di Palermo su duecento
  possibili   progetti  che  poteva  presentare,  in  occasione   dei
  cinquanta  milioni messi a disposizione per i cantieri di servizio,
  sono  stati  impegnati solo undici progetti e  riguardano  solo  il
  settore ville e giardini.
   Quindi, mi dispiace per la signora Melina, ma il comune di Palermo
  ha  partecipato  a  soli  undici  progetti  su  duecento  possibili
  progetti.
   Il  problema della signora Melina è un problema che dovremmo avere
  tutti a cuore, è un problema che dobbiamo affrontare immediatamente
  e  questo Governo deve essere capace con l'aiuto dell'Aula,  perché
  ogni  tanto  occorre responsabilizzarci per cercare di fare  lavoro
  bipartisan affinché questa Sicilia possa vedere finalmente lustro.
   I  problemi  da  affrontare  sono tantissimi,  ma  sicuramente  le
  riforme  sono  il peso più importante che questa Sicilia  si  porta
  avanti,  che  va  dai lavoratori forestali, dai lavoratori  precari
  ormai  da vent'anni e dalla formazione professionale che finalmente
  ha   raggiunto  un  obiettivo che è quello di mettere  fuori  tutti
  coloro che hanno rubato e tutti coloro che hanno approfittato della
  gente,  anche nei consensi elettorali e abbiamo dato finalmente  un
  segnale   positivo  e  dovremmo  adesso  impegnarci  tutti  insieme
  affinché questa riforma possa mettere serenità in questo mondo.
   Per quanto riguarda i lavoratori PIP, che sono stati presi in giro
  per  tanti  anni dal precedente governatore, oggi questo  personale
  deve  essere utilizzato bene perché possono offrire a questa  città
  un  lavoro  dignitoso e dare dimostrazione che c'è tanta gente  che
  vuole  lavorare  e  vuole lavorare bene  per il  futuro  di  questa
  Isola.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
  onorevoli    colleghi,   stiamo   vivendo   una    fase    politica
  particolarmente  tormentata, stiamo vivendo l'ennesima  legislatura
  tormentata.
   Se non fossi cattolico e, certamente, distante da superstizioni  e
  credenze oserei dire, quasi, che su questo Palazzo si sia abbattuta
  negli   anni  una  sorta  di  maledizione,  una   maledizione   sul
  Parlamento dei siciliani e sui siciliani, invece colleghi, Governo,
  signor Presidente, sappiamo che così non è.
   Io  credo  che  potremmo  tornare mille  volte  al  voto  e  nulla
  cambierebbe e nulla cambierà se non dovesse cambiare, onorevole  Di
  Mauro,  l'approccio culturale e direi persino l'approccio interiore
  di  ciascuno  di noi rispetto alla nostra nobilissima funzione  che
  abbiamo  l'onore e l'onere di svolgere in questa sede  e,  persino,
  rispetto al sentire che finora abbiamo avuto, in questi anni, della
  stessa autonomia statutaria e della nostra inviolabile specialità.
   Onorevoli  colleghi penso che occorra, invece, oggi più  che  mai,
  illuminare   la   nostra  funzione  parlamentare   di   una   nuova
  consapevolezza,  una consapevolezza che prevalga  sulla  mediocrità
  delle  tattiche,  sui  pericoli  gravissimi  dell'ipocrisia,  della
  difesa  spesso vacua di un popolo che troppo spesso qui  evochiamo,
  il  popolo  siciliano, ma che troppo spesso nei fatti rimane  ed  è
  rimasto fuori dal cuore e dalla mente di questo Parlamento.
   Non sto provando affatto a glissare il tema del confronto politico
  provando  a volare più alto possibile, non sto provando a  sfuggire
  al  confronto, a volte aspro, che in queste settimane ed in  questi
  giorni si è sviluppato, anche nel mio partito.
   Non  sto  provando  ad  aggirare il  confronto  politico  che,  se
  mantenuto  nei  limiti  fisiologici, rimane certamente  essenziale,
  sale  della  democrazia  e non sto provando  ad  uscire  fuori  dal
  contesto,  non  sto  provando affatto ad  uscire  dal  contesto,  a
  svicolare  a  sfuggire, sto  provando semplicemente  ad  assumermi,
  tutta intera, una responsabilità grande.
   Sto  provando  a  ricontestualizzare  la  polemica  politica,   il
  confronto    -   il   confronto   politico   e   parlamentare    -,
  ricontestualizzarli in un momento della storia del popolo siciliano
  che  è fatto, e lo ricordava poco fa il collega Cordaro, di grande,
  grandissima sofferenza.
   Sto  provando, per usare una immagine plastica della mia  amica  e
  collega,  onorevole  Cirone Di Marco, a  dare  il  mio,  il  nostro
  contributo  affinché la nostra azione politica e  parlamentare  non
  soltanto appaia, ma si anche utile al popolo siciliano.
   Quindi,  altro  che  sfuggire  al tema  delle  responsabilità,  al
  contrario,  desidero  mettere  prima  di  tutto  la  Sicilia  e   i
  siciliani,  assumendo,  insieme al  Presidente  della  Regione,  al
  Governo,  alla maggioranza ed all'opposizione - che,  nel  rispetto
  dei  reciproci ruoli, debbono contribuire a superare questo periodo
  drammatico  della  storia  della Sicilia  -  la  responsabilità  di
  governare  la  Sicilia, di dare alla Sicilia buone  leggi  e  buone
  riforme  a  partire da quelle che sono in corso  in  questi  minuti
  nelle Commissioni parlamentari, assessore Agnello.
   Il  disegno  di legge cosiddetto del  pagamento dei  crediti  alle
  imprese ,  prima verrà esitato da quest'Aula e meglio sarà  per  la
  Sicilia,   per   i  siciliani,  per  il  sistema  produttivo,   per
  l'applicazione e l'attuazione del principio di legalità,  perché  i
  debiti   contratti   vanno   pagati  soprattutto   dalla   pubblica
  amministrazione,  che  è  la  prima depositaria  del  principio  di
  legalità.  La  manovra  correttiva,  insieme  alla  maggioranza   e
  certamente col contributo importante dell'opposizione, deve  essere
  esitata  per  dare quelle risposte di cui si parlava a  migliaia  e
  migliaia  di famiglie siciliane che aspettano da troppo tempo,  pur
  nella  consapevolezza che nel mio partito e nel mio Gruppo ci  sono
  sensibilità  importanti  che vivono un disagio  che  buon  senso  e
  ragionevolezza stanno affrontando in queste ore e continueranno  ad
  affrontare  per  portare  tempestivamente  a  soluzione  con  gesti
  concreti e concludenti.
   Presidente Crocetta, lei ha il dovere e il diritto di governare la
  Regione ed io chiedo che lo faccia, che continui a farlo con  tutta
  la  dedizione di cui è capace, ma anche con tutta l'attenzione  che
  meritano  coloro  che  hanno  un  dubbio  o  che  persino   possano
  dissentire.
   Mi  rivolgo  ancora  al Presidente della Regione  chiedendogli  di
  continuare, come più volte ha fatto in questi giorni ed  in  queste
  settimane  con  grande chiarezza, a dialogare  con  il  Parlamento,
  continuare a cercare un sereno dialogo con le forze politiche e con
  il  suo  partito,  continuare  a  lavorare  per  la  Sicilia  ed  i
  siciliani, continuare a cercare soluzioni per rasserenare il  clima
  e per trovare le giuste soluzioni ai problemi dei nostri cittadini.
   Presidente  Crocetta, continui nella sua azione di  dialogo  e  di
  disponibilità rispettoso, come sempre ha fatto, del Parlamento  dei
  siciliani.
   E  concludo - come spesso mi piace fare - con un rigo e  mezzo  di
  poesia  di un grandissimo poeta indiano che conoscerete senz'altro,
  Tagore, che dice semplicemente:  E nella sera la voce di mia  madre
  dava un senso alle stelle .
   Ed  allora, ci si chiede come la voce di una persona, pur  di  una
  madre, possa dare voce al sublime delle stelle, cioè alla grandezza
  straordinaria  di uno degli elementi che compongono l'universo.  Io
  dico  che noi dovremmo prendere spunto dalla grandezza del poeta  e
  dire  che  la  voce  del  popolo siciliano  deve  dare  senso  alla
  grandezza  e alla sacralità di questo luogo, del luogo sacro  della
  sovranità  popolare, che la voce del popolo siciliano  dia  davvero
  senso al parlamento dei siciliani.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel lungo  periodo
  di  crisi che stiamo vivendo, abbiamo visto sempre più aggravare il
  contesto, non solo politico, ma anche amministrativo e della realtà
  socio  economica siciliana, e questo ci porta a dire che  un  danno
  piuttosto pesante si è procurato alla nostra realtà.
   Noi  abbiamo, con senso di responsabilità, fatto si che  ci  fosse
  una risposta a questa grave realtà determinatasi. Ahimè, dopo tanto
  tempo  vediamo, stasera, anche con una realtà piuttosto  complessa,
  nascere  una nuova Giunta a cui auguriamo sicuramente buon  lavoro,
  ma  a  cui  chiediamo anche di capire quale è lo stato reale  della
  nostra  Sicilia e le problematiche che investono i singoli comparti
  della realtà siciliana.
   Io  dico  in  premessa che sicuramente ognuno dei nuovi  assessori
  vorrà   spendersi,  ne  conosco  alcuni  a  cui   sicuramente   per
  esperienza, per senso di realtà sin qui rappresentata, possono dare
  un  reale contributo, dal collega al bilancio, all'assessore Bruno,
  la  riconferma dell'assessore Valenti, tutta gente che  non  ho  il
  piacere  di  conoscere,  ma  andrò sicuramente  a  salutarli  dopo.
  Sicuramente  c'è bisogno di vedere come riprendere un percorso  che
  ha   visto  in  questi  ultimi  giorni  grande  confusione,  grande
  disorientamento, grande preoccupazione per chi ha  il  senso  delle
  istituzioni.
   E  in  questa  direzione, noi oggi come Gruppo  del  Nuovo  Centro
  Destra in Aula non abbiamo la presenza dell'onorevole Nino Germanà,
  e  voglio  proprio stigmatizzare questo momento,  per  dire  che  è
  assente, come fatto simbolico, e si è voluto incatenare nel  comune
  di  Brolo, proprio comune di origine, perché vuole evidenziare  una
  grave  situazione  determinatasi ai danni della  democrazia,  della
  legalità  e della chiarezza. Vuole capire perché un comune  sciolto
  non ha avuto in maniera chiara notizie dei reali problemi che hanno
  portato allo scioglimento.
   Allora  io  chiedo al Governo che in questa direzione  ci  sia  un
  primo  esempio  di  chiarezza, di legalità e di impegno,  e  chiedo
  quindi di intervenire e dare risposte in tal senso.
   Invito,  contestualmente - dopo questo appello  al  Governo  -  il
  collega  Nino  Germanà  a  sospendere la sua  protesta,  dopo  aver
  testimoniato  la  nostra  solidarietà,  a  sospendere  questo  atto
  dimostrativo  perché  sicuramente i cittadini  avranno  capito,  ma
  anche  la  comunità politica e il anche il Governo  sapranno  farsi
  interprete,  problema  sua  quale,  assessori  e  vice   presidente
  attendiamo una risposta.
   Io  dico  che,  oltretutto, c'è bisogno anche di proseguire  sulla
  strada della concreta legalità, che al di la dei clamori,- al di la
  degli  annunci che non bastano, perché dopo gli annunci ci vogliono
  i  fatti,  che al di la delle denunzie che sono necessarie,  ma  ci
  vogliono  dopo le proposte, che al di la di questo modo di  operare
  che  ha portato ad oggi a determinare alcune risposte parziali,  ma
  che  non  hanno  sicuramente influito nelle scelte che  la  Sicilia
  aspetta.  Sicuramente i problemi sul tappeto sono  rimasti,  sempre
  più  pesanti  e  sempre  più  critici,  perché  il  problema  sulla
  formazione,  è vero che disancora un sistema, ma ancora  non  si  è
  determinato  dopo  tante  richieste  anche  da  parte  delle  forze
  politiche  di una linea di intervento su quello che deve essere  la
  realtà del settore.
   Per  quanto  riguarda  i precari è rimasta  ancora  in  piedi  una
  risposta  che anche la Ragioneria generale dello Stato  ci  chiede,
  vogliamo  capire, per garantire la presenza di questi soggetti  che
  comunque rappresentato oggi una realtà, e per essere visti come una
  risorsa e non come un problema, dobbiamo capire quale è il rapporto
  tra i costi e i servizi che essi producono.
   Abbiamo il problema ancora aperto che merita un'immediata risposta
  degli  enti  e  delle partecipate, dove ancora esiste una  concreta
  emorragia  che noi abbiamo tutti il dovere di vedere come bloccare.
  Esiste poi una necessità, caro Assessore per l'economia, mi auguro,
  di  capire  quale  devono essere i programmi, quale  dev'essere  la
  nostra stella polare, quale deve essere il nostro orientamento  sui
  singoli  comparti, sui singoli temi, sulla singola realtà, politica
  del   lavoro,  che  abbiano  una  specifica  determinazione  e   un
  collegamento nel ramo dell'amministrazione del lavoro, Assessore al
  lavoro, raccordato con quella che è la programmazione generale.
   Abbiamo bisogno di politiche per l'agricoltura, abbiamo bisogno di
  politiche per il turismo, caro Assessore Torrisi, dove forse  dalle
  infrastrutture possiamo meglio, come dire, influire, perché  non  è
  possibile che su questa realtà, dove sicuramente la politica  potrà
  stendere  un  atto  di  indirizzo  da  assistere  a  una  concreta,
  purtroppo  negativa latitanza, così come anche c'è un  problema  di
  politica  del  credito  -  e  mi rivolgo sempre  all'assessore  per
  l'economia  -,  e  poi io dico che le imprese, le piccole  e  medie
  imprese  e  tutto  il  comparto dell'artigianato  e  del  commercio
  aspettano,  al  di  là  dei testi unici che  possono  rappresentare
  momenti di grande novità, aspettano una reale risposta.
   E  poi  c'è  il tema di tutti i problemi che assieme rappresentano
  materia  esplosiva che è la burocrazia, il vero momento  drammatico
  che la Regione, come la realtà pubblica la pubblica amministrazione
  vede come momento di negatività. E allora tante volte ho avuto modo
  anche  di  chiedere all'Assessore Valenti di invitarla a  dare  una
  risposta  sulla  legge  5  del 2011, la cosiddetta   legge  per  la
  riforma  della  burocrazia , ma sono trascorsi appena  tre  anni  e
  ancora noi non abbiamo visto una risposta.
   Allora  io  dico  che in questa direzione c'è il grande  senso  di
  responsabilità,  però  caro Assessore  al  Bilancio,  non  è  stato
  positivo  come  suo  primo atto l'assenza in  commissione  Bilancio
  stamattina, dopo che la Conferenza dei Capigruppo e tutte le  forze
  politiche  avevano  dato  tanta  disponibilità  e  tanto  senso  di
  servizio  per procedere, perché domani questo disegno di legge  sul
  pagamento  alle  imprese  fosse trattato in  Aula,  e  invece  oggi
  abbiamo registrato l'assenza del Governo.
   Allora  noi  come atto importante, ma anche simbolico,  intendiamo
  dimostrare  ancora  una volta senso di responsabilità  dicendo  che
  abbandoniamo  l'Aula  per  aspettare  il  Governo  in   Commissione
  Bilancio, così da poter proseguire con senso di impegno ad oltranza
  a definire questo percorso.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   voglio
  rassicurare  il  Presidente della Regione  sul  fatto  che  il  mio
  partito  o parte di esso, non sceglierà l'Aventino. E' una  cultura
  politica disastrosa che ha consegnato una tragedia a questo  Paese,
  e mai ripeteremmo una esperienza di quel tipo.
   Io parlo in quest'Aula non in dissenso, perché ho apprezzato anche
  il  ragionamento che qui ha fatto il Capogruppo del mio partito, lo
  sforzo che ha fatto a tenere insieme un Gruppo e un partito che  in
  queste  settimane si è diviso in maniera pubblica, ha  offerto  una
  lettura  della  soluzione  da  dare  a  quel  nuovo  patto  che  il
  Presidente    della    Regione   aveva    auspicato    all'indomani
  dell'approvazione della legge di riforma sulle province.  Un  nuovo
  patto  che  doveva  dare  vita  a  un  Governo  nuovo,  capace   di
  interpretare  ed essere adeguato alla fase politica e  sociale  che
  sta davanti a noi.
   Una fase politica e sociale assai complessa, prima di tutto per le
  ragioni  che la crisi finanziaria, nel bilancio e nella  condizione
  economica complessiva di questa Regione, ci consegna una condizione
  di  grave  difficoltà  e di inedite contraddizioni  alle  quali  la
  politica nel passato non era abituata. Sempre più si pone il  tema,
  con   urgenza,  che  la  parola  risanamento  finanziario  è   oggi
  condizione  essenziale  per garantire certezze  e  diritti  ad  una
  società, ed a pezzi di società, che altrimenti non hanno più  nulla
  essendo  la  nostra  Regione, come è  noto,  una  società  a  forte
  dipendenza del sistema pubblico regionale.
   Ecco  perché  il tema del risanamento, della lotta  agli  sprechi,
  della  lotta  alla  corruzione, della legalità è una  frontiera  di
  rilancio economico per chi ha meno diritti.
   Ma  per  fare  questo occorre avere un Governo, non  solo  che  ha
  voglia  di  fare,  ma  che è in grado di costruire  un  consenso  e
  promuovere  un consenso nella società e chiamare tutta la  Sicilia,
  la  Sicilia  migliore, che vuole liberarsi da un passato  che  l'ha
  umiliata, piegata, che spesso l'ha fatta rassegnare, a questa sfida
  ambiziosa di cambiamento.
   Ed  era  questo  il  senso per cui, assieme  al  Presidente  della
  Regione,  avevamo condiviso la necessità di aprire una nuova  fase,
  non  per  cambiare  qualche assessore ma per  cambiare  il  modello
  politico con il quale affrontare i problemi di questa Regione.  Ed,
  invece,  è  prevalsa un'idea semplicemente sostitutiva di  togliere
  qualcuno per metterci qualche altro.
   Lo  voglio  dire  perché io non penso che  in  Sicilia,  anche  se
  scegliessimo o trovassimo, utilizzo una metafora calcistica, dodici
  Maradona  assieme  ad  un fuoriclasse, che è  il  Presidente  della
  Regione,  di  per sé questo sarebbe sufficiente a dare  in  qualche
  modo una scossa a questa Regione.
   Sono  convinto  che oltre ai Maradona, tanto più  se  riusciamo  a
  trovare i Maradona, servono squadre larghe, squadre che sono  fatte
  dalla  politica  e  squadre  che sono in  grado  di  coinvolgere  e
  promuovere le forze sociali, le forze vive della società siciliana:
  le   forze   sindacali,  le  forze  di  rappresentanza  del   mondo
  dell'impresa e del lavoro, le forze della cultura.
   Ed, invece, l'idea che si è trasmessa in queste settimane, per  la
  verità  anche in questi mesi, anche nel corso di quelle azioni  che
  qui il Presidente - dico giustamente - ha rivendicato nei risultati
  del  suo  Governo, ma sempre più lo sforzo in qualche modo è  stato
  chiuso  in  una  percezione, in una idea che  il  Presidente  della
  Regione  ha  dato  di  sé, è soprattutto di un cerchio  magico  che
  attorno  al  Presidente  della Regione si è rivelato,  giorno  dopo
  giorno, più un cerchio tragico non capace di interpretare, di  dare
  e  di  avere  la  visione  necessaria alla  complessità  di  questa
  Regione.
   Ecco  perché, malgrado tutte quelle cose che qui ha raccontato  il
  Presidente Crocetta, alcune delle quali vere, è indubbio uno sforzo
  senza  precedenti nella battaglia contro la corruzione, quella  che
  lui  definisce  la 2manciugghia" e certamente questo  è  un  tratto
  distintivo dell'esperienza del Governo Crocetta.
   Ma malgrado tutto ciò, permane e cresce nella società siciliana un
  disagio  ed  in  certi  casi un dissenso verso  le  aspirazioni,  e
  soprattutto  verso  le aspettative che la rivoluzione  di  Crocetta
  teneva  dentro di se. Ecco allora l'esigenza di una svolta, di  una
  svolta   nella  quale  chiamare  a  quel  nuovo  patto  la  società
  siciliana,  coinvolgendo innanzitutto i partiti,  chiamandoli  come
  tali  e non nascondendosi dentro le logiche correntizie dei singoli
  partiti  per  promuovere divisioni e lacerazioni che ci  consegnano
  una situazione paradossale.
   Oggi  nasce il secondo Governo Crocetta. Quando è nato  il  primo,
  senza   una   maggioranza  parlamentare,  aveva  e   doveva   avere
  l'ambizione di allargare quella maggioranza che un anno e tre  mesi
  fa  era uscita dal voto. Eppure, il Governo che si presenta oggi ha
  una  base parlamentare ridotta rispetto a quello di un anno  e  tre
  mesi  fa.  Se  questo non è un elemento da cui far  discernere  una
  riflessione, mi chiedo, ma questo nuovo patto con chi  si  dovrebbe
  fare?  Con un generico appello all'unità di salvare la Sicilia,  ad
  un patto di salvezza regionale?
   Io  credo  che la politica ha bisogno di processi, di percorsi,  e
  non  perché io sia avulso e lontano dall'idea anche di allargamento
  di  inclusione a forze nuove, in grado di condividere le sfide  che
  stanno  dinanzi  a  noi, ma tutto questo lo  si  fa  avendo  chiaro
  l'obiettivo,  dando il senso di marcia, riuscendoci a fidare  l'uno
  dell'altro, ed il grave rischio che stiamo correndo è che in questo
  momento  la  politica perda la fiducia, non solo dei cittadini,  ma
  anche  tra i politici, nel rapporto tra le forze politiche,  dentro
  le forze politiche, e se questo dovesse prevalere io temo che altro
  che  nuovo  patto,  ci  aspetta una fase di  grande  logorio  e  di
  inevitabile fallimento.
   Io credo che il Governo della Regione, il Presidente della Regione
  abbia il dovere di essere più rigoroso nell'analisi, di essere  più
  rigoroso  e costante anche nelle soluzioni da offrire alla Sicilia,
  e  l'abbiamo  visto in questi giorni. L'idea è come è  nato  questo
  nuovo  Governo,  è nato sull'onda di un generico appello  fatto  da
  forze  sociali che improvvisamente hanno chiesto di fare in  fretta
  perché c'era  la casa che bruciava  ed in nome di quella fretta, in
  un  pomeriggio,  è nato un Governo o almeno è stato  annunciato  un
  Governo. Ci sono voluti poi otto giorni per assettare le deleghe  e
  siamo arrivati al decimo o undicesimo giorno di quell'annuncio  per
  scoprire che una parte degli assessori, uno di essi almeno, non  ne
  fa più parte.
   Io  non  voglio  esprimere giudizio sulle persone,  oltretutto  su
  persone  che non conosco, però questo dimostra che in nome  di  una
  fretta  presunta, l'approssimazione costituisce spesso il modo  con
  il  quale  si  pensa di aggirare o di mettere di  fronte  al  fatto
  compiuto  gli  altri. Questo metodo è un metodo che  non  porta  da
  nessuna  parte,  anche perché ci sono dei nodi  e  delle  questioni
  sulle  quali  non  possiamo aggirarci attorno, sono  questioni  che
  tornano, il Presidente ha citato alcune cose, alcuni fatti,  alcuni
  temi che sono significativi per la vita di questa Regione.
   Qualche giorno fa si è dimesso un assessore, o è stato rimosso  un
  assessore,  facendo  una  conferenza stampa,  dicendo  cose  alcune
  frutto  dell'inevitabile risentimento, dell'inevitabile  rabbia  di
  chi,  in qualche modo, ha sentito venire meno quella fiducia e quel
  rapporto  che  si  era  consolidato nel tempo,  ma  ponendo  alcune
  questioni, rispetto alle quali non possiamo fare finta che  non  se
  ne parli.
   Voglio sapere con certezza se il tema dei termovalorizzatori,  che
  ha  costituito la ragione del fondamento di una maggioranza diversa
  e  alternativa rispetto a quella del passato, costituisce un nuovo,
  un'occasione per giochi e giochini bizantini. Non posso non  vedere
  con grande preoccupazione, e non ascrivo ad un fatto di burocrazia,
  che  non  ha compreso le cose di cui stiamo parlando, il fatto  che
  fra  qualche settimana, presso il Tribunale di Milano, la  Regione,
  che    è   chiamata   ad   un   processo   per   la   vicenda   dei
  termovalorizzatori, veda un pezzo di Regione costituirsi contro  la
  Regione.
   Possiamo  pensare  che tutto questo è frutto di qualcuno  che  non
  aveva  capito  che  stiamo  giocando  su  un  affare  che  riguarda
  centinaia  e centinaia di milioni di euro, sui quali graverà  forse
  il  futuro  della  nostra  Regione. E, addirittura,  scopriamo  che
  l'avvocato  che era stato chiamato a costituirsi contro la  Regione
  veniva nominato nel Governo della Regione.
   E'  solo  un  incidente? E' solo il frutto di un caso? Ed  allora,
  ecco perché abbiamo bisogno di un allargamento, di una politica che
  si  allarga, non un cerchio tragico che riduce a pochi,  a  inutili
  pochi  e buoni a nulla che stanno portando a rischio di un disastro
  la  Regione.  E  le  questioni  aperte sulle  vicende  dell'eolico,
  dell'energia?  Vedo il nuovo assessore che non c'è  Lo  attende  un
  duro lavoro. Anche lì non vorrei che ci facessimo fare gli impianti
  dai  TAR,  in  maniera tale che, alla fine, dovremo  prendere  atto
  delle scelte all'amministrazione regionale.
   Non  ho  dubbi sulla generosità, sull'onestà, sul disinteresse  di
  Rosario  Crocetta su queste questioni, ma io temo  che  un'idea  di
  Governo che si riduce ad uno dove gli assessori sono soltanto degli
  organi  serventi  e  non  un  organo  politico  che  condivide   le
  responsabilità,  che se li assume nella funzione di  rappresentanza
  di  cui ognuno di loro è parte ed interprete, temo che l'idea di un
  Governo  ridotto  a  pochi o ad uno sia un rischio  grave  che  sta
  correndo la nostra Regione.
   E  allora, Presidente, noi poniamo la questione, e dico noi e  non
  una  corrente  del  PD,  perché mi rifiuto di rappresentare  questo
  dibattito  e spesso il Presidente della Regione lo fa, non  capisco
  se  in buona fede o perché pensa che non c'è alternativa al modello
  dei partiti fatti per correnti, anche in queste ore.
   Il  Presidente della Regione continua a dire:  c'è una  parte  del
  mio  partito  che ha dei problemi, c'è un disagio. Io sono  pronto,
  anche  stasera, anche domani. Datemi un nome. Ditemi  chi  volete ,
  non  comprendendo che la questione non è il nome. Personalmente non
  sono interessato a dare nessun nome.
   Credo  che  i partiti, la maggioranza o quella che si è costituita
  anche in questo Parlamento, debba condividere un progetto, e poi ci
  sono i nomi, perché altrimenti un qualunque nome si darà è qualcuno
  che  farà l'assessore, magari farà contento qualche deputato perché
  nominerà  in  qualche ufficio di gabinetto qualche amico  piuttosto
  che  ad  altri, ma non avremo affrontato il nodo politico  che  sta
  dinanzi a noi.
   Noi  abbiamo  ancora  tre anni e mezzo, che  saranno  durissimi  a
  partire  dai prossimi giorni, quando qui saremo chiamati a  gestire
  una  crisi economico-finanziaria dove, parliamoci chiaro, o c'è  un
  rapporto  nuovo con lo Stato centrale, autorevole, non un  rapporto
  tra chi si deve giustificare e qualcuno che ti deve interrogare?  O
  si  costituiscono  le condizioni perché lo Stato riconosca  diritti
  costituzionali  che  sono in capo alla nostra  Regione,  a  partire
  dalle  modalità con le quali si esercita il prelievo alla fonte  da
  parte dello Stato che ci obbliga poi a fare un mutuo per recuperare
  la cassa.
   Pertanto,  onorevoli colleghi, o noi affrontiamo  questi  nodi  o,
  assessore  Agnello,  anche  se  lei  fosse  il  premio  Nobel   per
  l'economia,  le assicuro che non ci sarebbe possibilità  alcuna  di
  affrontare  i  problemi che stanno dinanzi a noi. Io le  auguro  il
  successo,  perché il suo successo può essere il successo di  questa
  Regione, ma - ripeto - il tema non è il successo di una persona, il
  tema   è   il   successo  di  una  politica,  di   una   autorevole
  rappresentanza politica.
   E'  velleitario  tutto questo? E' antico? E'  una  concezione  che
  appartiene  all'Ottocento, al Novecento? Oggi siamo  in  un  secolo
  nuovo  e,  quindi,  come dovremmo affrontare  tali  questioni?  Per
  relazioni amicali? Per qualche buon consiglio? Qualche pacca  sulle
  spalle?  Come  dobbiamo  affrontare il problema  di  5  milioni  di
  persone  che, stando così le cose, noi non saremo più in  grado  di
  garantire  quello che è stato garantito nel passato?  Non  possiamo
  partecipare  a  questa agonia dove ognuno di noi,  ogni  giorno,  è
  chiamato a rispondere di cose di cui spesso non è a conoscenza, non
  ha  contezza, e che sono figlie di una tragedia che ci consegna  il
  passato e che rischi di doverne rispondere tu senza essere in alcun
  modo  colpevole   Tutto ciò  per quello che si è  determinato,  per
  un'idea  su  cui  si  è costituita questa Regione,  cioè  la  spesa
  pubblica spa
   Noi - per anni - abbiamo approvato i bilanci e guardavamo solo  la
  parte  delle  spese.  I  deputati in questo Parlamento,  per  anni,
  neanche   guardavano le entrate, perché le entrate erano  un  fatto
  dei   tecnici', la politica si occupava solo delle spese e su  come
  spendere e dove spendere.
   Oggi,  il problema che abbiamo è che dobbiamo guardare alle  spese
  tagliandole  e  alle entrate aumentandole. E lì che è  chiamata  la
  nuova  classe dirigente: a misurarsi sulle sfide e sulle  ambizioni
  da far condividere all'opinione pubblica.
   Io  penso  che il Governo, pur nel rispetto delle persone,  alcune
  sono  persone che conosco da molti anni, amici, ma pur nel rispetto
  delle  persone, io penso che ancora non ci siamo,  ma  non  per  le
  persone, non ci siamo per il profilo politico con cui nasce  questo
  Governo; per le lacerazioni, per quello che sta consegnando  questa
  esperienza di nascita rispetto alle esigenze che, a mio avviso, può
  darsi  che  ci  sbagliamo,  può darsi che  questa  valutazione  sia
  esagerata,  può darsi che stiamo commettendo un errore, può  darsi,
  anzi,  spero che sia così, temo - purtroppo - che non è così e  non
  sarà così.
   Ecco  perché  avevamo  bisogno  di maggiore  coesione.  Altro  che
  frammentazione,  altro che divisione, altro che  questa  condizione
  paradossale  in cui devo intervenire in quest'Aula non sapendo  più
  quale parte interpretare, essendomi speso per consentire a un  uomo
  del  centro-sinistra di essere il Presidente  della  Regione  e  di
  vivere  oggi  una  contraddizione tra sentirmi  parte  del  centro-
  sinistra  e distante da alcuni obiettivi che vengono perseguiti  da
  parte del Governo
     Come li affrontiamo questi nodi? Con le correnti? Dammi un nome?
  Mettici un amico tuo? Scegliamo l'amico più simpatico? Io penso che
  questa  strada  vada  fermata.  Me  lo  auguro  per  il  Presidente
  Crocetta, ma, consentitemi di dire, me lo auguro soprattutto per la
  mia  Sicilia, per la mia terra che deve potere avere un Governo  di
  cui i siciliani possano essere orgogliosi.
     Poi potremo commettere errori, potremo non fare tutto quello che
  avremmo  voluto  fare, ma deve essere chiaro il  senso  che  ce  la
  stiamo  mettendo tutta e non ci stiamo consegnando alla storia  per
  veleni,  cattiverie,  vendette, rappresaglie,  ma  per  una  classe
  dirigente che si pone all'altezza di tali sfide.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei non la  smette
  mai  di fare scherzetti,  presidente Ardizzone. Anche questa volta,
  caro  Presidente,  lei  mi  ha messo in una  condizione,  facendomi
  parlare dopo il presidente Cracolici, di quasi ovvietà, oserei dire
  inutilità  dell'intervento  che  io  potrei  fare.  Io,  in  quanto
  opposizione,   io,   in   quanto   alternativa,   io,   in   quanto
  rappresentante di quella parte politica che critica  fortemente  la
  nascita  e  l'operato di questo Governo Crocetta,  del  primo,  del
  secondo e del secondo e mezzo, potremmo dire.
   Vede, signor Presidente, onorevoli colleghi, noi avevamo deciso di
  non  entrare in Aula, ma non per uno spirito di spocchia, né  tanto
  meno  per  dimostrare  chissà che cosa, perché  non  c'è  nulla  da
  dimostrare  in  quanto, da un anno e più mesi a  questa  parte,  ci
  pensa   il  Governatore  con  i  suoi  annunci,  con  le  sue   non
  realizzazioni,  con le sue contraddizioni, con il  suo  Governo,  a
  dimostrare  tutto  ciò che noi non riusciremmo  a  dimostrare  mai,
  nonostante  mille discorsi, mille interventi e mille  proposte.  Io
  rimango  veramente allibito da quello che è avvenuto  negli  ultimi
  due  mesi, signor Presidente: cioè di fronte ad una situazione  che
  definirei drammatica, anziché essere al cospetto di un governo,  di
  un  presidente che magari si mettesse a lavorare anche la notte per
  cercare  di  preparare ed inseguire l'Aula con i propri  documenti,
  con le proprie leggi che, magari andasse a Roma, non da Giletti, ma
  dal  Governo  nazionale, dal Presidente del Consiglio  e  dai  vari
  Ministri, per cercare di difendere ciò che, quotidianamente,  ormai
  da troppi anni, ci viene rapinato, nell'indifferenza più totale.
   Il  Governo attuale non è un Governo che dà risposte alla Sicilia,
  ma  è  un  Governo che deve fare annunci e che deve  combattere  la
   manciugghia , come dice, della mafia. Combattendo la  mafia,  ogni
  tanto c'è qualche inciampo, io, a parte la citazione dell'onorevole
  Cracolici, non ho sentito nessuna parola di difesa per Marino,  per
  il  PM  antimafia  Marino, cacciato a calci nel  sedere  da  questo
  Governo.Perché Marino è stato cacciato? Forse perché, da subito, ha
  cominciato a non vederci chiaro nei rapporti di  manciugghia   vera
  che  ci sono con la Confindustria? Forse perché Marino ha detto che
  ci   sono  imprenditori  che  hanno  ruolo  di  rappresentanti   in
  Confindustria,  in quella Confindustria che osa sfidare  l'ARS,  ma
  che  non  si  è mai presentata alle elezioni per essere eletta?  In
  quella   Confindustria   che,  magari,  con   qualcuno   dei   suoi
  rappresentanti ha autorizzato una spesa gratis di duecentocinquanta
  milioni  di euro per i prossimi anni? Forse Marino è stato cacciato
  per  questo?  Perché attaccò quella Confindustria? Che  attacca  il
  Governo  e  attacca  l'Assemblea,  ma  che  da  due  legislature  è
  stabilmente  nel  Governo  di  questa  Regione  con  un   Assessore
  costantemente,  e  forse  con  più di qualche  Assessore?  Forse  è
  questo? Dovrebbe dare risposta l'amato Governatore Crocetta, che sa
  districarsi nelle sue dichiarazioni immaginifiche,  salottando   da
  un  salotto all'altro, ma che finora non ha dato una se pur  minima
  risposta  in  qualsiasi settore si voglia esaminare, portando  allo
  sbando  preciso  questa  terra  e  non  preoccupandosi  neppure  di
  immaginare,   di   disegnare,   di  provare   a   prevedere   quali
  provvedimenti mettere in campo per dare una seppur minima  risposta
  a quell'onda lunga che ci sta travolgendo tutti.
   Egli continua a parlare di immaginifiche soluzioni alle quali  non
  segue  nulla  e  non vi è cittadino siciliano che non  abbia  preso
  coscienza e consapevolezza della assoluta insufficienza, incapacità
  di  questo Governatore ad assumere quel ruolo.  E lui ha ben  donde
  di  dire,  ed ha ragione, che non ha vinto le elezioni. Le elezioni
  le  abbiamo purtroppo perse noi, gliele abbiamo regalate noi con le
  divisioni  e  purtroppo  ognuno ha potuto  toccare  con  mano  cosa
  provocano le divisioni.
   Io  mi auguro con tutto il cuore che ciò non avvenga più e che  si
  faccia  tesoro  degli errori commessi, perché  a  causa  di  quegli
  errori  siamo  passati ai  saltimbanco ; a causa di  quegli  errori
  siamo  passati alla incapacità da parte di soggetti che  dovrebbero
  assumere  un  ruolo  politico forte, serio, autorevole,  capace  di
  affrontare i problemi e, invece, siamo in presenza di soggetti  che
  tutto  possono  fare, che tutto vogliono fare, che  tutto  sono  in
  grado  di  fare  tranne che governare uno Stato, com'è  appunto  la
  Sicilia.  Perché questa terra è uno Stato. Noi stiamo  parlando  di
  una  Regione  che può essere paragonata, come numero  di  abitanti,
  come importanza, alla Svizzera, ad Israele, all'Olanda, cioè stiamo
  parlando  di  uno Stato che è stato abbandonato a se stesso  e  che
  rischia   di   trascinare   anche  i  deputati,   gli   incolpevoli
  dell'opposizione che stanno facendo una battaglia dura  denunciando
  le vergogne di questa assenza totale di governo, e che rischiano di
  far  passare nell'opinione pubblica la convinzione di essere  stati
  tutti  complici di un Governo che non c'è  Basti pensare al disegno
  di  legge  pagamenti. Da luglio del 2013, Presidente  Ardizzone,  è
  stato  portato  in  Parlamento  con urgenza,  con  immediatezza  si
  diceva,  il provvedimento di sblocco del pagamento alle  imprese  e
  poi  invece da luglio ad ora non si è fatto nulla, anzi, di  fronte
  alle  argomentate eccezioni che l'opposizione ha posto, e non  solo
  l'opposizione,  di fronte alle incongruità di questo  provvedimento
  non  si  è  data  nessuna  risposta e, addirittura,  nonostante  le
  opposizioni abbiano affermato ieri in Conferenza dei Capigruppo che
  erano disponibili ad affrontare con urgenza in Commissione bilancio
  questo  provvedimento,  ebbene,  stamattina,  il  Governo  per  ben
  quattro volte non si è presentato in Commissione Bilancio  Siamo di
  fronte a questo, Presidente Ardizzone: siamo di fronte al nulla.  E
  di  fronte  al nulla non si può combattere  Uno può combattere  col
  diavolo,  dicono  i  siciliani, può avere  a  che  fare  anche  col
  diavolo,  col diavolo ci si combatte, ma non si può combattere  col
  nulla. Il nulla è un qualcosa che inghiotte tutto e tutti; il nulla
  è  un  qualcosa con cui non ti puoi confrontare, con cui  non  puoi
  discutere, con cui non puoi parlare, con cui non puoi proporre,  al
  quale non puoi dare il contributo che vorresti dare; il nulla è  la
  cosa  peggiore che poteva capitare a questa terra; il nulla  è  ciò
  che  stiamo  vivendo  da  un anno e quattro  mesi  a  questa  parte
  nonostante  gli  sforzi  dell'opposizione, nonostante  le  proposte
  dell'opposizione, nonostante i tentativi dell'opposizione
   Siamo in presenza di un Governo che non è li per governare, ma per
  avere  l'occasione di fare qualche comunicato stampa o, almeno,  un
  giornaliero comunicato stampa - e concludo, signor Presidente -; ma
  con  i  comunicati  stampa si sta ammazzando questa  terra;  con  i
  comunicati  stampa si stanno creando le condizioni per la  fuga  di
  massa dei nostri giovani dalla Sicilia; con i comunicati stampa c'è
  tanta gente che rasenta, non il raggiungimento della fine del mese,
  ma la fame e che seriamente sta pensando di andare via.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori
  vecchi  e  nuovi ai quali do il benvenuto, io ho un'impressione  in
  quest'Aula,  l'impressione che si stia assistendo ad  un  dibattito
  surreale, perché non ho capito il motivo di questo rimpasto, non ho
  capito le ragioni di questa crisi e - se devo essere sincero -, non
  ne capisco neanche le soluzioni.
   Come  Gruppo  parlamentare,  che fin  dal  momento  in  cui  si  è
  costituita questa Assemblea è rimasto sempre compatto ed  unito  in
  quanto  ha sposato e ritiene di sostenere sempre con estrema lealtà
  il Presidente Crocetta perché ne condivide il progetto politico che
  sta  alla base della sua elezione, non siamo intervenuti in nessuna
  fase  di  questa  crisi. Non siamo intervenuti perché  condividiamo
  l'idea  che  debbano essere distinte le responsabilità  di  governo
  dalle  responsabilità della politica. Le responsabilità di governo,
  la  scelta degli assessori e la realizzazione del programma  e  del
  progetto  del Governo è di esclusiva responsabilità del  Presidente
  della Regione.
   La  politica deve, sicuramente, contribuire e fare da cerniera fra
  le  istanze della gente e la soluzione dei problemi della gente. Si
  deve  fare  portavoce di quelle emergenze sociali e  politiche  che
  sono diffuse in un territorio devastato da anni di mala politica  -
  perché di questo si tratta -, che ha lasciato in eredità un buco di
  bilancio  di  3 miliardi di euro, che si sta cercando di  risanare,
  lentamente  e  con  molti sacrifici, con difficoltà,  fra  l'altro,
  perdendo  pure  del tempo prezioso perché da oltre  un  mese  siamo
  avviluppati ed avvitati in questa eterna discussione senza  che  si
  riesca a trovare una soluzione.
   Oggi  forse  una  svolta. Speriamo che finalmente si  finisca  con
  l'esercizio dialettico che apprezzo, ma arrampicarsi sugli  specchi
  serve  a  poco perché è un tentativo che riesce alle mosche  e  non
  agli esseri umani. Non ci si può soltanto arrampicare sugli specchi
  e  cercare di giustificare una crisi aperta da una volontà politica
  incomprensibile, aperta da una volontà politica che  ha  contestato
  le scelte del Presidente Crocetta e l'azione del Governo quando, di
  fronte a quelle scelte e a quella volontà, non si è opposto  e  non
  si  è  presentato nessun altro progetto. In realtà,  è  mancato  il
  dialogo  fra  i  partiti  politici, forse questi  ultimi  non  sono
  riusciti a porgersi nei confronti del Presidente Crocetta nei  modi
  e nei termini giusti.
   La  forza  e la necessità di soddisfare alcune istanze di  cui  il
  Presidente Crocetta comunque è sempre stato molto, molto attento ed
  alle quali ha cercato di dare, e cercherà e darà delle risposte.
   Noi  abbiamo perso solo ed esclusivamente del tempo. Abbiamo tempo
  prezioso  per  dare delle risposte a questa società  che  necessita
  veramente di un interveneto rapido e radicale.
   E  questo  è  l'invito  che io rivolgo ai nuovi  assessori:  state
  attenti  a  quelle che sono le emergenze sociali di  questa  terra,
  alle  emergenze economiche per le quali occorrono risposte  rapide,
  veloci,  tempestive e che abbiamo il riconoscimento da parte  della
  società.  Auguro, quindi, a tutti loro buon lavoro, do il benvenuto
  e  spero  che  questo progetto, questo programma di  governo  possa
  consolidarsi in atti definiti, in obiettivi  raggiunti per i  quali
  si  possa dire a questa società, alla gente che cosa vogliamo fare,
  in  che  tempi   lo  vogliamo  fare e  con  che  cosa  li  vogliamo
  realizzare. Auguri di buon lavoro e benvenuti.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
  parlare  dopo il collega Malafarina è una cosa come quando andavamo
  militari.  Vi  ricordate? Ci davano il  latte col bromuro.  Quindi,
  tutte  le  intenzioni  vengono ben riposte, egli  indica  di  stare
  tranquilli perché per lui non è successo niente, non c'è niente  di
  cui   si   debba  discutere.  Veramente  complimenti,  complimenti,
  onorevole Malafarina. Ogni giorno che passa diventerò più amico suo
  perché  lei  ha una maniera di fare sintesi veramente  lodevole.  E
  glielo  dico  col  cuore, perché, viceversa,  se  le  dovessi  fare
  qualche rimprovero magari lei potrebbe anche offendersi, quindi  il
  mio dire proviene  esclusivamente dal mio animo.
   Signor Presidente, non so come iniziare questo mio intervento,  al
  di  là  della battuta fatta al collega. Perché - vedete  -  essendo
  stato  qui  da due ore ed il nostro Presidente della Regione,  come
  me,  sta qui da due ore fumando una sigaretta nella sala antistante
  l'Aula,  ma  quale  soluzione per i siciliani stiamo  cercando?  Ma
  quale  collaborazione vuole da questa opposizione? Qual  è  il  suo
  progetto?  Lo  venga a riferire  Deve essere umile, deve  ascoltare
  tutto  quello  che  scaturisce dal nostro dibattito.  Invece,  egli
  continua  a  fumare  attorniato  da  quattro  lanzichenecchi,   che
  sicuramente  gli chiederanno qualche cosa e lui continuerà  a  dire
  che  sarà  fatto  tutto, ma oramai lo conosciamo, non  concede  mai
  niente  a nessuno. Ed invito l'opposizione che se avrà il coraggio,
  dopo  l'ulteriore  mese che ha dato il nostro collega  Cordaro,  di
  andare  tutti  a  casa, perché non c'è più speranza.  Prima  ce  ne
  andiamo a casa, prima faremo un servizio utile ai siciliani  poiché
  non  arriveremo  mai  a  risolvere alcuno dei  gravi  problemi  che
  attanagliano la Sicilia.
   Vede, un altro collega sosteneva che oggi c'è mezzo PD, ma che  si
  è  presentato  col Capogruppo dell'altro mezzo PD. In altri  tempi,
  onorevole Gucciardi, il PD non si presentava diviso a metà; intanto
  si  dimetteva  il  capogruppo.  Ai  miei  tempi,  quando  c'era  la
  politica, quando la politica era alta, non oggi che si passa da una
  corrente all'altra per mantenere la carica, l'altro mezzo  UDC,  il
  cui  presidente appartiene all'altro mezzo, che vuole la caduta  di
  Crocetta mentre i quattro che fanno parte e sono fuori dalla Giunta
  vorrebbero  continuare questa  esperienza. Colleghi UDC che  volete
  continuare l'esperienza, noi continueremo l'esperienza per dare  la
  possibilità  ad un esercito di lanzichenecchi che non  risolvono  i
  problemi,  o  vogliamo risolvere i problemi e  dire  al  Presidente
  Crocetta che tutti quelli che si sono accodati e che fanno finta di
  sostenerlo sono là perché gli hanno dato un assessore? Un assessore
  che  fino  all'altro ieri era di centro-destra ed ora è passato  al
  centro-sinistra?  Queste commedie ancora non lo  avete  capito  che
  faranno diventare il partito più forte e la maggioranza assoluta la
  prenderanno i cosiddetti  grillini' che, guardate, non ci  sono  in
  Aula,  ci  trattano con superficialità, loro sono pronti  al  voto,
  siamo  noi che siamo attaccati alla poltrona, per primo io  Allora,
  se  io trovo 45 colleghi, pronti come me sono disposto a firmare ed
  andarmene  a  casa   E questo sarà l'esempio da  dare  alla  nostra
  Sicilia,  perché vogliamo un ricambio e subito della  conduzione  e
  della risoluzione dei problemi dei siciliani.
   Signor  Presidente,  mi  ero  appuntato  un  problema  che  voglio
  riprendere,  perché  prima pensavo che si facesse  per  astio,  ora
  invece qui non c'è l'astio c'è l'interesse - ne ho parlato pure con
  lei  Presidente -, in quanto firmatario di un disegno di legge  che
  riguarda i PIP, perchè io voglio fare diventare il problema dei PIP
  un   problema  della  Regione  siciliana,  non  un  problema  della
  provincia di Palermo. Mi si diceva che il problema dei PIP è  sorto
  durante il Governo dell'onorevole Raffaele Lombardo. Non è vero. Io
  ho  portato  una bella fotografia scattata durante un convegno  nel
  quale era presente anche il mio collega Ferrandelli e il Presidente
  Crocetta. In quella manifestazione, il Presidente Crocetta chiedeva
  ad un rappresentante dei PIP: ma quanto prendete di stipendio? E la
  risposta  è stata: 700 euro.  Di rimando la risposta del Presidente
  è  stata:  così poco, ma dite vero  In quell'occasione, la presenza
  dei  PIP  era di circa 400 persone, vi erano le elezioni  politiche
  per  il rinnovo del Senato. Questo oggi è reato, è considerato voto
  di scambio.

   MUSUMECI. Anche ieri lo era.

   GRECO Giovanni  Io mi riferisco all'oggi, perché le leggi italiane
  si stanno evolvendo e fra i reati stanno mettendo pure queste cose.
   Vede,   noi  abbiamo  preso  in  giro  questi  lavoratori   perché
  all'origine  costoro  erano titolari  di un rapporto  di  lavoro  e
  costituiti in associazione, noi li abbiamo convinti, come politica,
  a dimettersi perché così avrebbero usufruito della disoccupazione e
  così  pensavamo  di  risolvere  il  problema  alla  fonte.  Ebbene,
  Presidente, con un marchingegno di un emendamento presentato  nella
  passata  finanziaria, noi abbiamo messo un tetto - mi sta bene  per
  il tetto - ma se il tetto si fosse messo  all'atto della formazione
  di  questi bacini, non è onesto giocare a gamba tesa, almeno io, da
  provetto  giocatore,  so  che  è  considerata   una  punizione   da
  espulsione entrare a gamba tesa  Ed è ancora così.
   Cosa  voglio  dire quindi? Cerchiamo con questo mese  di  proroga,
  almeno  da  parte  mia,  che diamo al Governo  Crocetta,  a  questo
  rimpasto  che, credetemi, già dalla loro presenza si vede che  sarà
  un  fallimento  totale, cioè, su 12 assessori,  ne  abbiamo  5  che
  vogliono lavorare; mi auguro che l'assessore per l'economia non sia
  un professorone come quello passato.
   Vi  ricordate  quel professore? Signor Presidente, ricorda  quando
  voleva  dare - il precedente assessore per l'economia -  lezione  a
  noi deputati?
   Mi  auguro che questo assessore dia risposte ai problemi e  gliene
  metto  subito  uno sul tavolo così se lo comincia a  studiare.  Lei
  deve  sapere,  assessore Agnello, non c'è l'assessore  Agnello?  E.
  allora,  abbiamo  perso  tutto, signor  Presidente,  abbiamo  perso
  tutto.  Chiedo  scusa ma non lo conosco. Dice  che  è  una  persona
  dell'onorevole Lupo. L'ha consigliata male; la doveva  fare  venire
  al dibattito.
   Chiedo  scusa sia al Presidente sia al Presidente del  mio  Gruppo
  parlamentare.  Vorrei  chiudere  con  un  appello  agli   assessori
  presenti. Mi auguro che voi non farete - do lettura subito così  mi
  sbrigo  -  queste comunicazioni e  non dico i nomi degli  assessori
  per correttezza perché sono assenti:  Con la presente si chiede  il
  rinvio  a  data da destinarsi per la quinta Commissione  in  quanto
  l'Assessore insieme al capo di Gabinetto saranno fuori Palermo  per
  impegni istituzionali .
   Questo  lo  'abbiamo  fatto da un anno, signor Presidente;  questo
  serve  anche  a  lei per sollecitare la presenza del Governo  nelle
  Commissioni, dove si vede se un Governo lavora o meno,  dove  porta
  progetti. E questo è un assessore.
   Secondo voi l'altro assessore cosa dice?
    Con  riferimento alle riunioni della quinta commissione convocata
  in  data  sedici si rappresenta che lo scrivente non  potrà  essere
  presente a causa di impegni istituzionali .
   La  smettano, cerchino di lavorare, quanto meno di lasciare  delle
  cose positive per risolvere i problemi della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO,  Signor Presidente, agli Assessori buon lavoro.  Credo  che
  non manchi il lavoro.
     Ho  ascoltato  con molta attenzione l'intervento del  Presidente
  della  Regione e devo essere sincero mi ha lasciato  stupito  e  di
  stucco,  per  un semplice motivo, perché sembra che ad  un  anno  e
  mezzo  quasi  dal suo insediamento abbia risolto tutti  i  problemi
  della Sicilia avendoli affrontati e superati.
   Ha  snocciolato  iniziative che hanno  determinato  a  suo  parere
  effetti  positivi nell'ambito del territorio, tali  da  determinare
  sicuramente  la diminuzione della disoccupazione e soprattutto  una
  situazione economica in capo ai siciliani più florida di un anno  e
  mezzo fa.
   Credo  che  la realtà sia ben diversa e la realtà la  toccano  con
  mano  i  siciliani,  nel  momento in cui  affrontano,  giorno  dopo
  giorno,  le difficoltà che sono sulle loro teste e che non riescono
  in qualche modo a superare.
   Credo,  ed è questo che, in qualche modo, dispiace ancora di  più,
  che ci sia questo distacco enorme tra la politica e le esigenze del
  territorio  e  le esigenze dei siciliani. Come si  fa  a  dire  che
  l'Assessorato  territorio  e ambiente, quando  si  è  insediato  il
  Presidente Crocetta, ha trovato una situazione allucinante,  avendo
  esitato  tremila pratiche, quando, appena stamattina, il Comune  di
  Palermo  non  è  in  grado  di  rilasciare  le  autorizzazioni  per
  l'apertura delle spiagge e dei lidi in dipendenza delle allucinanti
  iniziative dello stesso assessorato?
   Come si fa a dire che il Comune di Palermo, nel 2011, ha trasmesso
  la  valutazione di incidenza all'assessorato territorio e  ambiente
  senza avere avuto risposta né nel 2012, né nel 2013, né nel 2014?
   Come  si  fa a dire ciò quando basta andare negli assessorati  per
  rendersi conto che non funziona niente?
   Come  si fa a dire che le cose sono migliorate da un anno e  mezzo
  ad oggi?
   Credo  che, con molta più modestia, forse, doveva farsi  cenno  ad
  una   serie   di  difficoltà,  sicuramente  anche  sotto  l'aspetto
  prettamente economico, che così come è stato affermato da chi mi ha
  preceduto   con   gli  interventi,  e  mi  riferisco  all'onorevole
  Cracolici,  dovranno essere affrontate con un Governo autorevole di
  gran  lunga  diverso  rispetto a quello che effettivamente  abbiamo
  toccato con mano e abbiamo visto nel passato e oggi.
   Non  voglio  entrare nel merito delle vicende del PD.  Non  è  mio
  costume e non è mia abitudine. Ma non posso stare zitto e non  dire
  all'onorevole Cracolici che ha fatto questo intervento  sulla  base
  di una posizione critica nei confronti del Governo.
   Mi  è venuta subito in mente una domanda: onorevole Cracolici, lei
  avrebbe  fatto mai questo discorso se non avesse avuto un contratto
  o  se non fosse stato accontentato nell'ambito delle richieste  che
  il  suo  partito o  la sua corrente ha formulato nei confronti  del
  Presidente?.
   Non  credo. Avrebbe come gli altri sostenuto formalmente  e  nella
  sostanza questo Governo.
   Ma  non  entro  nelle  beghe dei partiti,  non  mi  interessa.  Mi
  interessa  vedere  in  qualche modo come si evolve  l'attività  del
  Governo   e   vi   assicuro  che  c'è  una   paralisi   del   tutto
  ingiustificata.
   Come  si può dire che da un mese il Governo è andato avanti quando
  c'è  stata  una paralisi impressionante, quando le Commissioni  non
  hanno   funzionato,  quando  l'Assemblea  è  stata  settimanalmente
  rinviata per mancanza della presenza del Governo?
   E' nei verbali. Come si può camuffare questa realtà?
   Come  si può dire una cosa diversa da quella che effettivamente  è
  stata?
   E' stata chiamata al senso di responsabilità l'opposizione.
   Penso   che  l'opposizione  il  senso  di  responsabilità  l'abbia
  dimostrato da un anno e mezzo. Se è vero, come è vero, infatti, che
  alcune  leggi  sono state approvate, è grazie anche  al  contributo
  dell'opposizione  e alla presenza in Aula, ivi  compresi,  anche  i
   grillini .
   Quindi, il senso di responsabilità non solo è stato dimostrato nei
  fatti  ma  continuerà  ad  essere  dimostrato  nell'interesse   dei
  siciliani. Ed è quello che l'opposizione intende fare: osservare le
  iniziative e condividerle laddove sono nell'interesse dei siciliani
  stessi.
   Condivido  la  proposta  dell'onorevole  Cordaro.  Credo  che   il
  Presidente  Crocetta  non  si  possa più  permettere  il  lusso  di
  commettere  errori  così  come ne ha  commessi  nel  passato.  Deve
  risolverli al suo interno e con i partiti che lo hanno sostenuto  e
  che lo sostengono.
   Il  resto,  che  proponga  in Aula iniziative  nell'interesse  dei
  cittadini.  L'opposizione  ha  il  senso  di  responsabilità.  L'ha
  dimostrato e continuerà a dimostrarlo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  chiedere
  qualche  minuto  in  più,  magari in  prestito  dal  Gruppo  Misto,
  considerato che l'onorevole Giovanni Greco è andato un po' al di là
  di quello che era preventivato.
   Signor  Presidente, intervengo perché credo che i colleghi che  mi
  hanno preceduto, a fronte

   PRESIDENTE.  I  termini  sono  questi.  Li  ho  negati  ad   altri
  parlamentari.  Lo abbiamo deciso in Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.

   DI  MAURO. Credo di dovere intervenire intanto per chiarire perché
  non siamo entrati in Aula. Credo sia doveroso perché rispetto ad un
  Governo  che  nasce dopo quindici mesi dal famoso  5  dicembre  del
  2012,  data  di  insediamento del Governo  post-elezioni,  è  anche
  normale  potere assistere ad una mutazione di un Governo.  Noi  non
  abbiamo  partecipato  alle comunicazioni  del  Presidente  per  due
  ragioni:  la  prima  la spiego subito, perché eravamo  convinti  di
  assistere  alla solita litania del Presidente che anche in  maniera
  disordinata  enunciava una serie di attività  che  il  suo  Governo
  avevo  compiuto  e sento il dovere rispetto a questo  non  solo  di
  dissentire ma di far presente ai nuovi assessori che, in realtà, il
  Governo precedente ha messo in campo non solo cose limitate ma  non
  ha  affrontato  seriamente i problemi che riguardano la  situazione
  finanziaria. Le cose che ha fatto il Governo si possono racchiudere
  in due finanziarie, la prima che non ha affrontato alcune questioni
  perché  aveva  la  giustificazione di provenire da un  insediamento
  molto  recente e la seconda, sappiamo tutti come si è  conclusa,  e
  poi  due leggi che portano la firma del Governo che sono quelle che
  riguardano il voto di genere, il disegno che non c'entra niente con
  lo sviluppo e la situazione economica e finanziaria di questo Paese
  e  di  questa  Regione, meglio ancora, e l'altro disegno  di  legge
  riguarda  la  riforma  delle province  che  tutt'altro  è  che  una
  soluzione del problema perchè ci costringerà nuovamente a venire in
  Aula.
   Allora,  in questo quadro così limitato e così poco consono  della
  situazione drammatica della Regione, credo che debba aggiungere  la
  seconda  ragione per cui noi non siamo entrati, perché  ci  saremmo
  certamente  aspettati che rispetto alle tante volte annunziate  dal
  Presidente della Regione, il cosiddetto  Patto per le riforme ,  ci
  saremmo attesi che oggi qui il Presidente della Regione sciorinasse
  e  trasmettesse  al  Parlamento e a tutti i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari una serie di disegni di legge concreti con cui vengono
  affrontati  i  tanti  temi  che  sono  giacenti  sul  tavolo  della
  questione  siciliana  e che invece non c'è alcun  accenno  concreto
  perché il Patto delle riforme non può che essere affrontato insieme
  al  Parlamento,  attraverso una serie di disegni di legge  concreti
  che spingono ciascuno di noi al confronto.
   L'intervento  dell'onorevole Cracolici in  questo  senso  è  stato
  abbastanza  eloquente:  c'è una parte di questo  Parlamento,  della
  maggioranza  meglio ancora, che non condivide quello  che  è  stato
  fatto  ma  soprattutto non condivide l'improvvisazione con  cui  si
  sono affrontate le questioni in questi quindi mesi e, siccome credo
  che  la  questione  più urgente e necessaria sia quella  di  natura
  finanziaria,  voglio rivolgere un appello all'assessore.  Assessore
  per l'economia, nello scorso Governo, abbiamo assistito nella prima
  parte  ad  uno  sforzo dell'assessore Bianchi, prima collegato  con
  Fassino  che  poi si è dimesso e con l'allora segretario  nazionale
  del  PD  che  purtroppo fu colpito da ictus, in una prima  fase  di
  interlocuzione con il Governo romano, a proposito dei tre  miliardi
  di  euro  che la Regione deve in concorso all'equilibrio di finanza
  dello  Stato, ad una serie di iniziative che non hanno trovato  per
  nulla riscontro in sede di Governo nazionale perché, al di là delle
  dichiarazioni  che  sono state sempre fatte  dal  Presidente  della
  Regione  di  incontri  ora  con Renzi ora  con  Delrio,  credo  che
  Presidente, Assessore, debba tralasciare qualsiasi, me lo consenta,
  interlocuzione  con  il  Presidente della  Regione  e  organizzarsi
  perché qui si rischia non solo il fallimento politico - e questo  è
  ormai  agli  atti - ma si rischia anche il fallimento  economico  e
  finanziario di questa Regione.
   Non abbiamo ottenuto alcunché fino ad oggi da parte dello Stato  a
  proposito della questione dei residui attivi e ci troviamo  in  una
  condizione  di  natura  politica e di natura  finanziaria,  ripeto,
  molto grave. A tutto questo si aggiunge anche, mi permetta di dire,
  l'attesa   totale  di  indirizzo  politico  in  termini  di   fondi
  comunitari,   in  termini  di  certezza,  di  quello   che   è   la
  certificazione di un miliardo di euro che dovremo  da  qui  a  fine
  anno  riscontrare  per raggiungere un obiettivo di  equilibrio  dei
  rapporti con la Comunità europea.
   Credo  che lei avrà un grande lavoro da fare e non credo di essere
  aprioristicamente  contrario  se il Governo  intenderà  mettere  in
  campo  iniziative positive. Purtroppo non credo che  il  Presidente
  della  Regione abbia le idee chiare. Mi appello a lei perché  possa
  mettere  in campo un'azione concreta, perché si possa tutti  quanti
  trovarci  nelle condizioni di avere la possibilità  di  salvare  la
  Sicilia,  perché  oggi la questione principale non  è  se  qualcuno
  della  maggioranza  non  partecipa al Governo,  se  qualcuno  della
  maggiorana  ha  opinioni  diverse. Qui, la questione  principale  è
  quella  di  mettere  in  campo una serie di disegni  di  legge,  di
  iniziative che possono mettere in condizione la Sicilia di  evitare
  il  default.  Le  ricordo  che  rispetto  alla  fine  della  scorsa
  legislatura,   quando  avevamo  una  posizione   difficile,   oggi,
  appesantiamo il bilancio della Regione siciliana con i tre miliardi
  che  la  Regione  deve concorrere allo Stato attraverso  la  famosa
   Legge Monti  ed il miliardo di euro che dovremo a breve deliberare
  in quest'Aula rispetto alla legge salva-imprese.
     Questo è il quadro che attende la Sicilia nei prossimi mesi -  a
  lei  spetta  questo  compito  -  e  che  credo  potrà  trovare   la
  responsabilità  del Parlamento affinché la Sicilia  non  naufraghi.
  Accanto  a  questo  certamente andranno fatti  il  disegno  per  lo
  sviluppo ed altre questioni. Poco ci interessa di quello che  è  in
  grado  di  fare  la maggioranza. A noi credo che come  parlamentari
  spetti il dovere di dare risposte alla Sicilia ed ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo è,  qualcuno
  ha detto, surreale. Credo che sia un dibattito inutile. Verrebbe da
  prendere  in prestito una frase di Renzi:  il Parlamento chi? .  ma
  di  quale  Parlamento  stiamo  parlando?  Adduciamo  al  Presidente
  Crocetta   di   essere   insufficiente,  di   un'azione   politico-
  amministrativa  che non è all'altezza, come se Crocetta  fosse  qui
  seduto da quindici anni. E, certamente, non sarò io a difendere  il
  Presidente Crocetta; non ha bisogno di me.
   Al  collega, onorevole Di Mauro, vorrei ricordare che  usciamo  da
  un'avventura  durata cinque anni in cui il Presidente  Lombardo  ha
  distrutto l'economia regionale e la stessa Regione.
   Sono  contrario  -  l'ho detto più volte - al  programma  tecnico,
  senza  nulla  togliere  ai  tecnici, anzi. Stasera,  all'assessore,
  avvocato Reale, auguro buon lavoro. So che è molto capace e  serio,
  quindi,  insieme ad altri che conosco di questo Governo sicuramente
  farà bene. Ma il problema non è farà bene o male; il problema è  un
  problema politico. Il Governo tecnico non risponde a nessuno se non
  al suo Presidente.
   Ci  sarebbe  bisogno  di  un Governo politico.  Per  fare  questo,
  onorevole  Cracolici, lei che è Presidente della I Commissione,  si
  faccia  carico  di  modificare  la  legge  elettorale.  Una   legge
  elettorale  ormai vecchia che impedisce di fatto da più  Governi  a
  questa  parte, dal secondo Governo Cuffaro, a quello  Lombardo,  di
  mettere da parte la politica ed i politici.
   Viene  facile  oggi,  momento in cui  siamo  tutti  additati  come
  elemento   di   disturbo  dell'economia,  dello   sviluppo   e   di
  quant'altro, momento in cui la decomposizione politica generale, la
  scomposizione   dei   partiti,   l'insufficienza   economica,    la
  disoccupazione, la mancanza di fondi, perché in tutti questi  anni,
  nessuno,  a partire dai Governi precedenti, si è messo in testa  di
  potere  chiedere al Governo nazionale l'applicazione  dell'articolo
  36 e dell'articolo 37 dello Statuto.
   E'  una  battaglia che portiamo avanti da tempo ma  che  cade  nel
  vuoto  perché  gli interessi sono tanti e troppi  ed  è  difficile,
  assessore Agnello, potere fare quadrare i conti quando non ci  sono
  le risorse.
   Lei è un agnello sacrificale - visto che siamo quasi a Pasqua è il
  suo momento - e glielo dico ben chiaro. Il tema qui è che o c'è  un
  Governo  forte,  capace ed autorevole per aprire il  confronto  con
  questo  Governo  nazionale, perché finalmente siano  applicati  gli
  articoli 36 e 37 che da soli ci possono consentire di uscire  dalla
  crisi economica ed occupazionale che sta, ormai, asfissiando questo
  Paese,  questa Regione. Abbiamo bisogno di rivedere le impostazioni
  complessive.  So  che  è  difficile perché  in  questo  momento  la
  politica  per  chi  ha il potere di condizionamento  dei  giornali,
  delle  televisioni, di tutte quelle persone che possono influenzare
  i  mass-media  in un momento in cui c'è la difficoltà  economica  e
  occupazionale viene facile indicare il colpevole. E chi meglio  del
  politico?
   Oggi  non siamo colpevoli perché siamo in una Aula in cui  c'è  il
  deserto,  perché  è  un  incontro, un confronto  inutile,  non  c'è
  nemmeno  da  votare  la fiducia, come diceva il  collega  Cracolici
  qualche  giorno  fa,  semmai la sfiducia.  Ma  nemmeno  quella.  La
  sfiducia può esserci soltanto se il Presidente prende atto che  non
  si può governare, che il Governo nazionale è  a tarallucci e vino ,
  che  ci  sono  solo  promesse e non ci sono  le  conseguenze  delle
  promesse.
   Se   almeno  potessimo  fare  un  confronto  serrato  col  Governo
  nazionale  e  chiedere che si applichi fin da  adesso  l'attuazione
  dell'articolo 37 anziché aspettare il 2016 con le famose  simmetrie
  che  servono  solo a perdere tempo e a farci perdere altri  giorni,
  ore,  risorse  e tutto quello che ci manca e che ci può  essere  di
  supporto.
   L'unica cosa che può fare il Presidente Crocetta qual è? Quella di
  dire  agli  assessori  attenzione, ci sono funzionari e  dirigenti,
  come, per esempio, il dottore D'Arpa, che da quindici anni è seduto
  in quel posto, che si permette il lusso di fare perdere tempo a chi
  vuole investire in Sicilia, e questo lo può fare.
   Ma  ci  sono  ospedali che stanno crollando; c'è gente  che  vuole
  investire  e non lo faccio fare perché qui comando io  e  questa  è
  casa mia.
   E  questa  è  una  operazione  che  può  fare,  nell'ambito  della
  trasparenza, della legalità e di quant'altro. Ma se vuole  cambiare
  qualcosa ha bisogno della politica. Senza nulla togliere ai tecnici
  che,  a  norma della legge numero 10, possono essere chiamati  come
  consulenti,  come esperti e come altro. Ma la responsabilità  è  di
  chi si è presentato all'opinione pubblica e ha detto delle cose che
  magari possono sembrare accordi elettorali e che deve mantenere. Io
  non posso mantenerli se non faccio l'assessore; io o chi di noi.
   La  responsabilità oggi è tutta del Presidente  Crocetta,  che  ha
  voluto  prendersi,  dopo appena dieci anni di  politica  usata  per
  liquefare le risorse sbagliando molto spesso. Si è trovato  con  un
  problema  che  è  quello che gli hanno lasciato o  quello  che  gli
  abbiamo lasciato; si è trovato senza risorse; si è trovato  con  la
  gente che odia i politici e la politica.
   Ho  concluso  il  mio  intervento qualche giorno  fa  dicendo  che
  purtroppo  triste  è quel paese in cui non c'è la politica,  perché
  dove  non  c'è la politica non c'è la democrazia e se  non  c'è  la
  democrazia non c'è libertà.
   Ora,  noi  siamo commissariati. Siamo commissariati per la  sanità
  quando paghiamo il 49 per cento del concorso della spesa sanitaria,
  unica  Regione d'Italia. Dobbiamo rientrare ed è il motivo per  cui
  il  Commissario  dello  Stato, non so se  giustamente  o  meno,  ha
  impugnato  un  articolo  di  una legge sull'amianto  a  cui  faceva
  riferimento  qualche  collega. Amianto che  fino  a  ieri  è  stato
  oggetto  di attenzione qui a Palermo, dove duemila bambini andavano
  a  giocare in un parco pubblico di Palermo e si è scoperto che  era
  pieno  di amianto, di fibre di amianto, bambini che possono  essere
  anche stati colpiti dall'amianto.
   Dico  solo al Presidente Crocetta, al quale in questo anno ho dato
  una  mano  comunque,  forte di quella responsabilità  cui  facevano
  riferimento l'onorevole Cordaro e qualche altro collega, perché  il
  momento è difficile, perché la Regione è in difficoltà, perché  c'è
  un  mare  di  disoccupazione, perché mentre  noi  oggi  qui  stiamo
  perdendo  tempo a parlarci addosso ci sono migliaia di persone  che
  stanno  morendo di fame e ci sono migliaia di immigrati che  stanno
  portando  malattie di ogni ordine e grado, dall'ebola a,  spero  di
  no, alla tubercolosi, alla lue, all'AIDS.
   L'unica  cosa  che  il Governo nazionale non ha fatto,  in  questo
  tempo,  anziché fare una proposta per potere formare, senza  volere
  essere qui razzista o meno.
   Questa operazione che sarà micidiale nelle prossime settimane, nei
  prossimi mesi, che può portare fino a due milioni di immigrati  nei
  prossimi  dieci  anni, si preoccupa di sapere quante  persone  deve
  impegnare tra le forze dell'ordine, quanto costa l'incrociatore che
  va a prendere ogni mattina gli immigrati a mare.
   Anziché dire cosa facciamo? Anziché fare l'accordo con la Comunità
  europea,  per poter fare in modo che ci possa essere una formazione
  a  richiesta, per quelli che arrivano, da spedire in tutta Europa e
  di andare a fare un blocco, formandoli nei loro Paesi.
   Spero  che il presidente Crocetta possa cogliere qualche  elemento
  da quello che ho detto per dare una mano ai siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Giacinto.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevole  Di  Giacinto,  lei  ha  tre  minuti  e  40  secondi   a
  disposizione. Non rimproveri, pure lei, questa Presidenza.

   DI  GIACINTO.  L'ho concordato ieri, in Conferenza dei  Presidenti
  dei Gruppi parlamentari. Non potrei lamentarmi.
   Signor  Presidente,  assessori, onorevoli  colleghi,  come  Gruppo
  parlamentare   Il Megafono Lista Crocetta , mi corre  l'obbligo  di
  rivolgere un sentito ringraziamento agli assessori uscenti  per  il
  lavoro svolto fino a questo momento.
   Li  ringrazio,  soprattutto, perché hanno svolto il  loro  mandato
  nella  fase  iniziale del Governo, dove il primo  impulso  è  stato
  quello  di  stravolgere  il  sistema, a volte  subendo  anche  duri
  attacchi  da quella politica vecchia che trova difficile  accettare
  la rivoluzione del nostro Presidente Crocetta.
   Voglio  cogliere,  inoltre,  l'occasione  per  precisare  che   Il
  Megafono  Lista  Crocetta   non ha mai  chiesto,  ad  oggi,  nessun
  rimpasto  di  governo,  nella convinzione che  la  fiducia  riposta
  nell'azione rinnovatrice di Crocetta passi inevitabilmente  per  la
  scelta dei suoi collaboratori di giunta, da noi sempre condivisa  e
  supportata in questa prima fase, certamente difficile, ma  ciò  non
  di meno, necessaria, nella convinzione che la rivoluzione siciliana
  deve   porsi  al  di  sopra  di  vecchie  logiche  partitiche   che
  antepongono le logiche spartitorie alla ragion di governo.
   Troppo spesso ho sentito affiancare la nomina di un nome, al posto
  di  un altro, ai numeri dei voti in Aula, come se l'approvazione di
  buone  norme fosse unicamente interesse del Presidente  Crocetta  e
  non della Sicilia intera.
   Mi  si consenta, contestualmente, di rivolgere un appello politico
  al  Partito  Democratico.  Ho avuto modo di  ascoltare,  prima,  il
  Presidente  del  Gruppo parlamentare PD, onorevole  Gucciardi,  poi
  l'onorevole  Cracolici. Ho apprezzato, principalmente, l'intervento
  dell'onorevole Cracolici.
   Altro  che  Aventino,  stasera, si  aspettavano  qui  dal  Partito
  Democratico;  ci  si  aspettava altro  stasera  e,  fortunatamente,
  grazie a Dio, questo non è successo.
   Ritengo  e  riteniamo  e  questo lo  dico  con  forza  al  Partito
  Democratico  che un Partito Democratico forte e unito  rafforzi  la
  forza di governo, nel nostro Governatore Crocetta.
   La  Sicilia  ha  certamente bisogno di  un  partito  riformista  e
  democratico che, oggi, riceve dagli italiani un importante  mandato
  politico,  sia  a livello regionale quanto nazionale  e  che  deve,
  necessariamente,  essere la base solida e stabile  sulla  quale  il
  nostro Presidente deve poggiare la sua azione rinnovatrice.
   Mi  rivolgo, inoltre, a tutte le forze politiche presenti in Aula,
  di  questo  Parlamento affinché, siano essere di maggioranza  o  di
  opposizione, possano instaurare col nuovo Governo un serio  dialogo
  basato  sul  confronto serio e responsabile che abbia come  oggetto
  quelle  riforme  di  cui  la Sicilia ed  i  siciliani  hanno  tanto
  bisogno.  Un  dialogo che trovi la forza ed il  metodo  di  tirarsi
  fuori  dall'agone  politico soprattutto  in  vista  delle  prossime
  elezioni per il rinnovamento del Parlamento europeo.
   Concludo rivolgendo un fortissimo augurio di buon lavoro a tutti i
  nuovi Assessori della Giunta neonata, ricordando loro che non  sono
  chiamati a ricoprire un compito semplice, in un momento storico  in
  cui  la  contingenza economica negativa rende necessaria  tutta  la
  capacità   e  la  competenza  di  un  tecnico,  senza  per   questo
  dimenticare la lungimiranza politica che ad un Assessore  regionale
  è inevitabilmente richiesta.
   Rinnovo  gli auguri agli Assessori riconfermati, affinché la  loro
  riconferma  sia  l'occasione per un ulteriore rilancio  dell'azione
  amministrativa.
   Il gruppo Megafono, così come ha sempre fatto in questo scorcio di
  legislatura, è e rimane al fianco e a sostegno senza se e senza  ma
  del  Presidente  Crocetta  e  della Giunta  di  Governo  nella  sua
  interezza.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Leanza.  Ne  ha
  facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  avrei
  voluto  fare  un altro intervento, trovarmi in un'altra situazione,
  perché nel momento in cui si è aperta questa crisi pensavamo  tutti
  che  questa  crisi  potesse portare maggiore armonia,  che  sarebbe
  stato  un  momento di confronto su un progetto, su un programma  di
  riverifica delle cose che il Presidente Crocetta aveva presentato e
  che  tutti  quanti  avevamo  votato nel  suo  progetto  e  nel  suo
  programma  elettorale,  invece,  lungo  il  percorso  queste  buone
  intenzioni si sono un po' perse, forse un po' per colpa di tutti.
   Oggi  faccio  mia  una parte di responsabilità, però  ritengo  che
  forse  abbiamo  perso una grande occasione di dare un  Governo  più
  forte,  con una maggioranza più forte e di ribadire le ragioni  del
  consenso che avevamo dato e che abbiamo dato al Presidente Crocetta
  su un progetto, che lui prima orgogliosamente ha richiamato, che  è
  il  nostro progetto, quello che abbiamo votato e che è un  progetto
  che, entro i limiti del possibile, può essere migliorato.
   Penso  che  il Presidente non si tiri indietro su questo,  se  può
  essere  migliorato  in  alcuni  punti,  se  può  essere  rafforzato
  rispetto  alla  crisi  che c'è in questo momento,  se,  ancora  una
  volta,  è  possibile dare un maggiore apporto, da parte  di  tutti,
  rispetto  un  programma che fa uscire la Sicilia dalla crisi,  sono
  convinto che il Presidente Crocetta non può che accogliere questo.
   Purtroppo questa crisi ha diviso, ha  diviso i partiti, ha  diviso
  le  persone, storie di amicizie importanti forse si sono in qualche
  modo rotte ed io mi auguro con tutto il cuore - e faccio un appello
  al  Presidente della Regione - di ritrovare le ragioni  dell'unità,
  di  ritrovare le ragioni della coesione, di ritrovare le ragioni di
  un  amore profondo nei confronti della Sicilia in cui ognuno fa  un
  piccolo  passo  indietro per far fare un grande passo  avanti  alla
  nostra Terra.
   Gli  orgogli, se volete le prese di posizione, i retropensieri,  i
  processi  alle  intenzioni mettiamo tutto da parte,  oggi  c'è  una
  Sicilia  che soffre e che ha fame, ci sono tantissime famiglie  che
  sono  in difficoltà e non possono minimamente pensare ai riti della
  politica   e   per  fare  questo  ci  vuole  un  grande   atto   di
  pacificazione tra questo Parlamento e questo Presidente, un  grande
  atto di pacificazione.
   Per  fare questo c'è bisogno che la politica prenda il sopravvento
  e  cominci  a  pensare che siamo qua per servire  le  persone,  per
  servire i nostri concittadini, per migliorare la qualità della vita
  dei siciliani. Abbiamo bisogno di questo.
   Per  fare questo, Presidente Crocetta, abbiamo bisogno che ci  sia
  il   massimo  rispetto  per  questa  Assemblea,  così  come  questa
  Assemblea deve dare il massimo rispetto a questo Presidente.
   Per  fare  questo  c'è  bisogno che il  Presidente  della  Regione
  rispetti  i  partiti  in  modo tale che  i  partiti  rispettino  il
  Presidente della Regione.
   C'è  bisogno  di  un confronto franco, sereno e forte  con  questa
  Assemblea, senza se e senza ma rispetto ad un progetto complessivo,
  però in questo confronto sereno e franco alla fine deve uscire  una
  proposta importante per la nostra Terra.
   Sono convinto che ci sono le condizioni, Presidente Crocetta,  c'è
  da  valorizzare il rapporto con le parti sociali, a  me  non  piace
  quando  le parti sociali si fanno sentire soltanto quando criticano
  o l'Assemblea o il Governo.
   Vi sono una serie di categorie e di persone, che passano il tempo,
  oggi  sono col Governo e domani sono contro l'Assemblea, un  giorno
  sono con l'Assemblea e un altro giorno sono così; non sono migliori
  della   politica  o  dei  politici,  anche  loro  hanno   le   loro
  responsabilità, anche loro devono fare la loro parte.
   Presidente  della Regione, possiamo fare in modo  che  anche  loro
  facciano la loro parte sedendoci attorno ad un tavolo, chiedendogli
  aiuto,   mettendoli   in   condizione  di   fare   delle   proposte
  nell'interesse collettivo; facciamole uscire fuori le proposte.
   Soltanto  con  una  grande  opera  non  di  concertazione,  ma  di
  condivisione,  anche  su progetti diversi  o  posizioni  diverse  -
  perché c'è chi governa e chi fa opposizione, c'è chi governa e  chi
  cura  l'aspetto  legislativo, c'è chi governa e chi  garantisce  la
  propria associazione -, ma tutti insieme abbiamo un obbligo  che  è
  quello di dare certezze a questa Terra.
   Presidente della Regione, utilizzi le parti sociali come un grande
  valore aggiunto, dialoghi con le parti sociali, dialoghiamoci;  lei
  lo  sa fare il dialogo e lo sa fare perché ama questa Terra, perché
  è  attaccato  a questa Terra, perché sa perfettamente  che  se  lei
  riesce,  riesce  questa  Terra, abbiamo fatto  uscire  dalla  crisi
  migliaia e migliaia di persone.
   Presidente  ti  chiedo una cosa: torna a fare Crocetta.  Torna  in
  mezzo  alla  gente ed esci da quel Palazzo, ti prego esci  da  quel
  Palazzo  in  cui ci hanno perso tutti gli altri, tutti  quelli  che
  sono stati Presidenti della Regione si sono chiusi in quel palazzo.
   Vai negli ospedali, mettiti una parrucca e vai nei pronto soccorsi
  e  capirai  cosa è l'emergenza, capirai come la gente soffre  dalla
  mattina  alla  sera.  Parla con i medici  e  non  con  i  direttori
  generali, vai a parlare con la gente ricoverata in codice  rosso  e
  vi sosta per nove ore.
   Ti  prego, Presidente, vai nelle scuole a vedere cosa succede  sia
  dal  punto di vista dell'edilizia scolastica che dal punto di vista
  della garanzia che dobbiamo dare ai nostri figli per una istruzione
  migliore; vai nelle campagne, nelle nostre campagne.
   Presidente, ti prego, vai tra la gente. Tu lo hai sempre  fatto  e
  questo ti ha reso non solo popolare, ma ti ha fatto capire le reali
  esigenze  delle persone; ascolta le loro esigenze,  valuta  i  loro
  bisogni, guarda, spera e cerca di guardare anche ai loro sogni, ma,
  ti prego, torna tra la gente e non ti fare ingabbiare nei giochi di
  palazzo che non ti servono.
   C'è  l'esigenza forte che tu torni in mezzo alla gente e per  fare
  questo,  ovviamente, c'è bisogno della massima coesione; io  faccio
  un  appello  e lo faccio con tutto il cuore, ho sentito,  poco  fa,
  alcuni  interventi sofferti, importanti e pieni  di  passione  e  a
  questi  colleghi dico di cercare di tornare a fare il nostro dovere
  tutti  insieme, cerchiamo di ritrovare le cose che ci  uniscono,  e
  sono tantissime.
   Abbiamo  fatto  un  Governo  in cui moderati  e  riformisti  hanno
  dimostrato  che si poteva vincere, oggi insieme dobbiamo dimostrare
  che  si può governare e si può fare il buon governo e ci sono tutte
  le  condizioni,  perché  poi  -  io ho  sentito  molti  i  colleghi
  dell'opposizione  -  questo  Governo ha  fatto  tante  cose:  basti
  pensare al risparmio di 1 miliardo e 400 milioni di euro nel  2012,
  basti pensare all'operazione dei 400 milioni di risparmio del 2013,
  soldi  contro  saldi; basta pensare ad una lotta  senza  fine  agli
  sprechi  e, se volete, anche al malaffare. Tutto questo ha una  sua
  valenza.
   C'è  stata  anche la legge sulla doppia preferenza di  genere,  la
  legge   sulle  incompatibilità,  sono  state  istituite  le   Città
  metropolitane  ed  i  liberi  consorzi,  è  stata  fatta  la  legge
  sull'amianto, sono state fatte tantissime cose, avevamo fatto anche
  una Finanziaria senza ricorrere all'esercizio provvisorio, un altro
  punto molto importante.
   Voglio dire: stiamo attenti, non buttiamo l'acqua sporca con tutto
  il  bambino.  Lo  dico anche ai tanti colleghi che  oggi  non  sono
  soddisfatti di alcune cose. C'è stato un grande lavoro e di  questo
  vanno dati atto e merito a questo Governo. Vanno dati atto e merito
  a questo Parlamento e vanno dati atto e merito alla maggioranza e -
  se  mi  consentite  -  in  molti  casi  anche  e  soprattutto  alla
  minoranza.
   Penso  che  c'è bisogno di fare alcune cose importanti.  Purtroppo
  spessissimo  ci  ritroviamo a parlare di  altro,  dovremmo  parlare
  delle  soluzioni,  di  queste  soluzioni  ho  sempre  parlato   col
  Presidente della Regione, gli ho consegnato anche una bozza,  penso
  ad  un  grande  piano  sull'occupazione  della  Sicilia,  un  piano
  sull'occupazione    è   fondamentale,   un   piano    alla    lotta
  sull'esclusione sociale, sono punti essenziali per  fare  ritornare
  la nostra Terra a respirare, a diventare protagonista come tutte le
  altre.  Abbiamo la legge sul diritto allo studio, abbiamo la  legge
  sull'immigrazione.
   Presidente Ardizzone, noi possiamo fare tantissime cose,  parliamo
  di immigrati quando muoiono, parliamo di immigrati quando riempiono
  i  nostri  centri d'accoglienza, ma questa Sicilia è tra  le  poche
  regioni che non ha una legge sull'immigrazione.
   Il  Presidente Ardizzone ha dato una accelerazione, mi auguro  che
  nei  prossimi giorni si possa finalmente arrivare alla legge quadro
  sull'immigrazione perché è assurdo che la Sicilia, che è  il  punto
  di riferimento del Mediterraneo, per quanto riguarda l'immigrazione
  non  debba avere una legge quadro e mi sembra assurdo che il fronte
  sia a Varsavia e non a Catania e non a Lampedusa e non ad Agrigento
  e non a Siracusa.
   Parliamo  di  queste  cose, di problemi  veri,   temi  veri,  temi
  importanti. Abbiamo bisogno di parlare di questo.
   Abbiamo   bisogno  di  una  legge  vera,  di  una   legge   quadro
  sull'integrazione socio-sanitaria, non c'è, siamo fermi al 2001, la
  legge  328 ha finito il proprio  raggio d'azione non è più attuale,
  c'è  bisogno  di  fare  una  legge  riguardo  a  questo  e  abbiamo
  presentato un disegno di legge anche in questo settore.
   Penso  alle IPAB, Presidente. Pensi se gli immigrati oggi al posto
  di   andare  in  tutti  i  posti  nei  Palasport,  nei  posti   più
  incredibili,  perché  non  mandarli  nelle  IPAB,  risolveremmo  il
  problema economico delle IPAB e finalmente queste persone sarebbero
  tratte   da   persone  umane,  sarebbero  trattate   da   personale
  qualificato,  finalmente  potremmo  dare  loro  anche   una   forte
  integrazione  e  un  forte inserimento sociale,  com'è  giusto  che
  meritino.
   Il  Mediterraneo, Presidente, lo abbiamo dimenticato   per   molti
  versi, ma noi siamo l'unica porta dell'Europa nel Mediterraneo e se
  l'Europa  vuole  dialogare può farlo solo tramite  la  Sicilia  per
  quanto  riguardo  le  politiche  comunitarie  e  questo  ruolo  del
  Mediterraneo   dobbiamo   prenderlo  nel   mondo   della   cultura,
  dell'agricoltura,       dell'economia,      della       conoscenza,
  dell'innovazione.
   Possiamo  farcela, però il Mediterraneo deve diventare centrale  e
  il  fatto  che  nei prossimi mesi la Sicilia sarà protagonista  per
  quanto riguarda l'Expo, per quanto riguarda l'agricoltura dei paesi
  dell'Europa,  durante  il semestre italiano  europeo,  è  un  fatto
  assolutamente importante e sono assolutamente felice di questo però
  facciamolo diventare una grande risorsa.
   Il Presidente ha detto una cosa vera: da quando c'è questo Governo
  con  i  fondi europei abbiano fatto grandissimi passi avanti,  però
  abbiamo  ancora un rischio di lasciare al disimpegno automatico  se
  non  continuiamo  con  la metodicità che ha  utilizzato  in  questo
  periodo  questo Governo, rischiamo di perdere di qualche  centinaia
  di migliaia di euro, di milioni di euro entro il 2015.
   Quindi,   non   abbassiamo   l'attenzione,   riflettori   puntati,
  accendiamo  tutto quello che è possibile perché quei soldi  servono
  ai siciliani, alla Sicilia e ai siciliani.
   Inoltre  vi  è  il grande tema del 2014-2020, là  ci  vogliono  le
  scelte strategiche, in questi giorni c'è il tavolo sul partenariato
  mi auguro che il 2014-2020 venga ipotizzato, venga programmato come
  la  più  grande  occasione di sviluppo che può avere questa  Terra,
  perché potere spendere una decina di miliardi in sette anni  è  una
  grande   occasione   che   nessuna  altra  regione   d'Italia   ha,
  nessun'altra regione.
   Quindi, dipende solo da noi e dipende da questo Governo  perché in
  quel caso non si potrà parlare del vecchio governo.
   Infine,   una cortesia, lo chiedo ai colleghi parlamentari,  basta
  parlare  dei  Presidenti del passato, lasciamoli un  po'  in  pace,
  lasciamoli  una volta per tutta in pace, sarà la storia a  decidere
  quello che questi Presidenti hanno fatto, come l'hanno fatto,  sono
  convinto che la storia sarà giusta e onesta  come sempre è stata la
  storia.
   Quindi, non parliamo più dei Presidenti del passato, parliamo  del
  presente  e,  soprattutto, parliamo del  futuro  di  questa  Terra,
  perché  il  futuro di questa Terra è un futuro che interessa  tutti
  noi.
   Ultima   battuta,  Presidente,  io  volevo  ringraziare  in   modo
  particolare  i  parlamentari di articolo  4,  eravamo  10  e  siamo
  rimasti  10,  lo  siamo  stati in tutte le  occasioni,  durante  il
  governo   Crocetta  saremo  10  anche  nel  momento  in  cui   oggi
  garantiremo  il nostro sostegno incondizionato  senza  se  e  senza
  ma,    chiedendo  però  un  impegno forte,  se  possibile  di  più,
  certamente di più, è un impegno collegiale.

   GRECO Giovanni. Torniamo all'agricoltura

   LEANZA. Su questo sono assolutamente d'accordo,  la differenza   è
  che  tu  continui  soltanto a parlare contro, però  le  nostre  due
  storie  sono queste, sono due cose diverse, noi siamo qua  a  testa
  alta  facendo il nostro dovere serenamente, purtroppo  a  te  resta
  soltanto la voglia di fare la battuta, ognuno si accontenta, chi si
  accontenta gode.
   Quindi in questo senso, caro Presidente, noi confermiamo il nostro
  impegno,  però auspichiamo, con tutto il cuore,  una grande  azione
  di  pacificazione  politica, mettiamo al centro  i  problemi  della
  Sicilia, prima di tutto la Sicilia  e i siciliani. In quel  momento
  avremo fatto tutti la cosa giusta.
   In bocca al lupo ai nuovi assessori e, se mi consentite, un grande
  plauso a molti assessori che non oggi qua, del passato governo  che
  hanno  dato un grosso contributo in termini di impegno, di  faccia,
  di  capacità, hanno fatto la loro parte e come le persone che fanno
  la loro parte meritano un giusto riconoscimento.
   A  molti di voi che non conosco e a quelli che conosco un in bocca
  al lupo di cuore nell'interesse della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Firetto.  Ne  ha
  facoltà.

   FIRETTO.  Signor Presidente,  è trascorso un anno  e  mezzo  circa
  dall'inizio  di  questa legislatura e abbiamo  avviamo  insieme  un
  percorso  nel quale tutti abbiamo fortemente creduto, io certamente
  mi iscrivo al centrosinistra, ma è una storia che è sempre stata di
  centro,  e  che ha riconosciuto  in questa voglia di scommessa,  in
  questa  esperienza la necessità di una forte discontinuità  con  il
  passato.
   Piaccia  o  no  il passato aveva bisogno di forte discontinuità  e
  questo percorso di discontinuità, come ho avuto modo di affermare a
  più riprese nelle varie fasi di questa legislatura, nelle volte che
  mi  è  stato  dato  di intervenire su questioni aperte,  anche   in
  occasione   dell'ultimo   tentativo  di  sfiducia   al   Presidente
  dell'Assemblea,   questa  condizione  di  discontinuità   è   stata
  interpretata da una carica volenterosa del Presidente Crocetta e ci
  ha  trovato  accanto  a  lui  in momenti  particolari,  in  momenti
  difficili di questo anno e mezzo quando anche la piazza urlava.
   Dare oggi l'idea che la piazza non ha mai urlato in questo anno  e
  mezzo  è  un'immagine  sostanzialmente  deviata  della  storia  che
  abbiamo  vissuto  e  l'abbiamo  avuto  queste  piazze  affollate  e
  gridanti  proprio  perché  c'è stata la necessità  di  rompere  con
  alcune pratiche del passato perché, come è stato detto, sono state,
  in alcuni ambiti dell'amministrazione regionale, scoperchiate delle
  pentole,  talvolta male odoranti e però questo percorso attivo  del
  Presidente di questa Regione ha subìto e ha avuto anche momenti  di
  attardamento in alcune fasi.
   Sono  tra  quelli  che  ritiene e che ha ritenuto  che  la  carica
  rivoluzionaria,  i rivolgimenti debbono essere sviluppati  fino  in
  fondo e sempre e senza tentennamento alcuno, perché nel momento  in
  cui  si  ha  qualche tentennamento, in fattispecie particolari,  si
  rischia poi di non essere credibili fuori.
   Si  è  giunti  al  tagliando di questa esperienza di  Governo,  un
  tagliando  che nasceva e trovava la sua genesi in alcune condizioni
  di  limiti  che  noi rilevammo e tra questi il PD e  tra  questi  i
  movimenti   che   partirono   come   movimenti   minori,   ma   che
  obiettivamente poi sono cresciuti nella vicenda parlamentare e  che
  a   buon  diritto  hanno  in  parte  puntellato  e  allargato   una
  maggioranza che necessitava di un allargamento.
   Tutti insieme mi pare, pur con sfumature qualche volta differenti,
  ci  siamo detti che era necessario aprire una fase che fosse nuova,
  una  fase in cui si elevasse il tasso politico di un Governo  e  si
  prendesse il toro per le corna, il toro di una condizione economica
  e  finanziaria della Sicilia che è quella che tutti quanti noi oggi
  abbiamo  rappresentato  nei  nostri  interventi  e  una  condizione
  finanziaria  che   nonostante il fortissimo sforzo di  risanamento,
  come  alcuni risparmi che giusto oggi sono stati enunciati,  rimane
  ancora la grave questione con la quale noi ci dobbiamo confrontare.
   C'è,  assessore Agnello, un rapporto probabilmente uno a tre nella
  condizione  di cassa di questa Regione ed è una condizione  con  la
  quale  noi  tutti  quanti   abbiamo la necessita  e  il  dovere  di
  scommetterci accanto a lei, accanto a questo Governo e lo  dobbiamo
  fare  avendo  chiaro  però il percorso che  abbiamo  davanti  e  lo
  dobbiamo  fare  tentando  di restare nel senso  di  una  esperienza
  parlamentare  e  di Governo rispetto ai tanti forti  venti  che  in
  questo momento vengono agitati di commissariamento della Regione.
   Un  brandito rischio che evidentemente non sarebbe solo la fine di
  una  esperienza di Governo, ma segnerebbe certamente un baratro dal
  quale difficilmente la Sicilia si risolleverebbe.
   Abbiamo  davanti questioni importanti che non  ho  sentito  citare
  nell'intervento   del  Presidente,  abbiamo  più  volte   ribadito,
  assessore  Stancheris, la necessità di un piano strategico  per  il
  turismo che ad oggi non c'è.
   Il  Presidente Crocetta dice nel suo intervento c'è  un  testo  di
  legge  portato in Assemblea, vedremo, ci confronteremo, ma un piano
  strategico  per il turismo va ben oltre un disegno di  legge  e  su
  quello  dobbiamo  confrontarci  per  il  futuro  di  tante  aziende
  siciliane che sempre più sono costrette a chiudere per sei mesi per
  evitare che nei sei mesi in cui non sono chiusi debbano  rimetterci
  per  i  sei  mesi che hanno guadagnato. E' la condizione  di  tante
  imprese del settore siciliano.
   Abbiamo la necessità di mettere in campo un nuovo piano energetico
  regionale  perché quello che abbiamo, anche se non molto  risalente
  nel  tempo,  è  già  preistoria  e  dobbiamo  evitare,  ha  ragione
  l'onorevole Cracolici, che questo piano energetico regionale  venga
  disegnato dai Tribunali amministrativi regionali.
   Erano queste ed altre le condizioni che hanno fatto in modo che si
  ritenesse  utile  un  colpo di reni e aprire  una  fase  nuova  del
  Governo  della Sicilia e a me pare che l'esito finale al quale  noi
  siamo  arrivati  è  un  esito finale che ha bisogno  certamente  di
  essere colmato perché la lacuna è profonda.
   Ha bisogno di essere colmato perché alla fine siamo giunti sin qui
  con un  Governo al quale faccio i migliori auguri perché i temi che
  ha  davanti  sono di una difficoltà assoluta. Tremano i  polsi,  le
  vene ai polsi a chiunque si accinge a sviluppare un ragionamento  e
  ad  approcciarsi ad una esperienza di Governo di questo  tenore  e,
  però,  mentre  dico questo dico anche che questo  Governo  nasce  -
  ahimé  -  senza quella adeguata legittimazione politica che  invece
  era  la  precondizione che aveva determinato la  genesi  della  sua
  stessa nascita.
   Il  Presidente Crocetta dice di essere figlio  della libertà e  mi
  auguro che egli sia figlio della libertà e sia anche figlio di  uno
  sforzo  unitivo in una stagione come questa - credo che ne  abbiamo
  bisogno,   la Sicilia ne ha bisogno -, ci confronteremo e  lo  dico
  con  una  condizione,  in questo momento, anche  di  travaglio  mio
  personale  emotivo  essendomi scommesso fino  in  fondo  in  questa
  esperienza e vivendo anche la condizione dell'essere Presidente  di
  una  forza  politica che esce da questo rimpasto, da  questa  nuova
  esperienza  di  nuova genesi di Governo, esce in una  condizione  a
  doppio   esito   che   mi  auguro  si  possa   colmare   in   tempi
  ragionevolmente brevi perché questo risulti utile a sviluppare  con
  il  Governo,  se tutti ne avremo la voglia, una fase  diversa,  una
  fase  che richiede maggiore coralità di impegno e, soprattutto,  da
  parte di tutti noi maggiore onestà intellettuale.
   Evitiamo il rischio di sciorinare traguardi raggiunti evitando che
  accada  come  al sindaco di un mio Paese il quale  a  tre  anni  da
  quella che era stata la sua elezione disse di avere raggiunto tutti
  gli  obiettivi  del  suo  programma e la verità  era  altra  e  che
  probabilmente  lui aveva visto molta televisione  e  si  era  visto
  altri film.
   Facciamo  in modo di non costruirci  film, abbiamo davanti  a  noi
  una  stagione  dura e difficile. Raccomanderei di  svolgere  questo
  sforzo  unitario,  lo raccomando al Presidente  della  Regione,  al
  quale  sommessamente  e in amicizia chiederei  da  parlamentare  di
  questo  emiciclo di essere più presente nel dibattito  parlamentare
  evitando che noi piccoli parlamentari di questi banchi ascoltiamo e
  poi non abbiamo l'opportunità di farci ascoltare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Presidente
  della Regione, assessori, ho la possibilità di parlare per ultimo e
  mi  riallaccio subito all'intervento del Presidente del mio Gruppo,
  onorevole  Firetto, del quale mi sento di condividere  molte  delle
  cose  che ha detto riguardo agli sforzi, alla necessità che ci  sia
  una fase due di questo Governo che vada ben oltre le cose già fatte
  e  che possa, anzi, approdare ad una concretezza che ci metta nelle
  condizioni di avere anche un maggiore riscontro da parte del popolo
  siciliano  rispetto  a tante scelte coraggiose  ed  importanti  già
  fatte  in  questo  anno  e mezzo e ad altre che  noi  ci  auguriamo
  arrivino.
   Non   mi   sento  di  eludere  neanche  il  tema  della   maggiore
  condivisione  e  della sofferenza con la quale si arriva  sempre  a
  formare qualunque Governo, signor Presidente, che ovviamente poi ci
  mette  davanti  anche a situazioni che, dal punto di  vista  umano,
  personale  dispiacciono  e creano anche motivi  che  devono  essere
  superati  con  la  forza e l'intelligenza che la  prassi  politica,
  l'intelligenza politica di ognuno di noi deve mette a disposizione,
  ed in questo ha detto bene l'onorevole Leanza.
   Però  vede,  signor  Presidente, noi  siamo  oggi  davanti  a  uno
  scenario  che non credo che sia uno scenario ordinario,  non  credo
  che  gli  interessi della nostra Regione siano interessi che  vanno
  possibilmente  relegati nella semplice e ordinaria amministrazione.
  Per  cui,  davanti  ad  un quadro ordinario e sereno,  giustamente,
  devono prevalere ordinarie e serene, e credo che siamo anche  fuori
  da  quello  che si può definire un quadro ed una situazione  legata
  alla straordinaria amministrazione.
   Credo che da qualche anno, e sicuramente in questo anno e mezzo di
  presidenza  Crocetta, noi siamo andati ben oltre  la  straordinaria
  amministrazione,  siamo  davanti ad una situazione  incredibile  di
  sfascio  del  sistema, ad una situazione incredibile di  precarietà
  della  nostra  economia, siamo in una situazione  incredibile  dove
  anche l'equilibrio sociale è messo a repentaglio, siamo davanti  ad
  una  situazione delicatissima dove basta poco perché  tutta  questa
  benzina  che  è  stata sparsa sul terreno, molto spessa  alimentata
  anche  da  piccole cose che non dovrebbero entrarci all'interno  di
  giochi  così pesanti, rischia di far divampare un incendio che  poi
  diventa incontrollabile.
   Allora, cosa dire al Presidente Crocetta, lui è riuscito a  tenere
  tutto  dentro  in  questo anno e mezzo, lo  ha  fatto  con  le  sue
  capacità, con il suo stile, con il suo modo di essere ed è riuscito
  a  tenere tutto dentro con grande difficoltà ed anche il Parlamento
  ha  fatto la sua parte. Credo, signor Presidente, che l'abbia fatto
  in  alcuni momenti anche in maniera decisiva, e noi dobbiamo  anche
  distinguere la differenza, visto che sono andato in un tema  che  è
  prettamente  politico  da quelle che sono le decisioni  dei  gruppi
  politici, le decisioni dei partiti, perché l'uno e l'altro sono  la
  stessa  cosa, l'uno e l'altro debbono essere la stessa cosa  e  non
  credo  che davanti ad un quadro così difficile il Presidente  della
  Regione,   che   deve  rilanciare  l'azione  governativa,   potesse
  semplicemente colloquiare con i semplici deputati, sebbene  riuniti
  in gruppi.
   Aveva  la  necessità di dialogare con i partiti, prima ancora  che
  con i gruppi, e trovare una sintesi che gli desse la possibilità di
  andare   oltre   la  straordinaria,  anzi  la  super  straordinaria
  amministrazione. Credo che l'abbia fatto e l'abbia  fatto  bene,  e
  davanti  a  problemi di enorme gravità il Presidente ha  richiesto,
  anzi ha preteso e ricevuto coperture politiche autorevoli, anche ai
  massimi   livelli.  Questo  deve  essere  il  quadro  che  dobbiamo
  obiettivamente riconoscere, entro il quale, ognuno di  noi  con  la
  propria funzione, sta giocando una partita decisiva a favore  della
  soluzione  degli interessi della Sicilia, ovviamente a sostegno  di
  un'azione governata, perché o si è a sostegno o non si è a sostegno
  e non si può stare con due gambe da un lato o dall'altro.
   C'è il tema delle riforme e quello è un tema che il Presidente  ha
  detto chiaramente anche oggi va preteso ad una discussione e ad  un
  dibattito che coinvolga tutti i deputati, tutti i gruppi e tutti  i
  partiti,  ma quello è un altro livello, anche se ci rendiamo  conto
  che le riforme oggi sono molto importanti.
   Certamente nessuno è contento per le divisioni, e neppure per  gli
  equivoci  che  si  possono realizzare, ma qui  c'è  uno  scatto  di
  orgoglio,  ci deve essere uno scarto anche rispetto alla  normalità
  di qualità politica che dobbiamo produrre singolarmente e credo che
  non  sia  una questione di poltrone, di essere contenti se  ottengo
  una  poltrona o non la ottengo, ma piuttosto di condivisione  degli
  obiettivi e del modo in cui questi obiettivi si raggiungono, perché
  poi  alla fine mai si potrà raggiungere la perfezione della  quadra
  del cerchio, che di fatto non esiste.
   Noi,   signor   Presidente,  in  questo  anno  e   mezzo   abbiamo
  riconquistato  credibilità  in  Italia,  e  vorrei   ricordare   un
  assessore  per tutti, l'assessore Bianchi che ci ha dato dignità  e
  ci  ha  permesso di riacquistare con l'azione del suo  Governo  una
  credibilità che avevamo perduto anche sulla strada della  legalità;
  lei  non  ha fatto macelleria sociale e certo si è trovato  davanti
  problemi   enormi  legati  alla  formazione,  all'agricoltura,   ai
  forestali, ai precari ed un costo politico bisognava pagarlo e  lei
  l'ha pagato.
   La  cosa  che  tutti dobbiamo riconoscere e che lei  questo  costo
  politico se lo è messo da solo sulle sue spalle, e troppo spesso  i
  nostri  territori  hanno  fatto finta che  il  problema  non  fosse
  nostro,  di  questo tutti dobbiamo prenderci una piccola  parte  di
  responsabilità.
   Noi  non dobbiamo puntare a cambiare lei, ma dobbiamo capire  come
  aiutarla e come sostenerla in questa fase due ..

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  vorrei raccontare una favola che  ho  cominciato  ad
  elaborare man mano che ascoltavo gli interventi di questa sera.  Mi
  dispiace, sinceramente, che non c'è l'onorevole Roberto Di Mauro, a
  cui  questa  favola è particolarmente dedicata, anzi gliela  dedico
  formalmente,  così  riscontriamo  quel  momento  con  un   racconto
  rispetto alle vicende che si sono succedute in Aula.
   C'era  una volta, fino al 6 novembre del 2012 un'isola felice.  In
  quest'Isola bellissima nel 2011 si erano spesi 2 miliardi in più di
  quelli  che  avevamo incassati ed eravamo tutti felici e  contenti.
  Nel 2012 se ne sono spesi ancora un altro miliardo in più e nessuno
  si  lamentava. Non si lamentava la maggioranza, non si  lamentavano
  le  opposizioni.  Era  tutto  bello in quell'isola.  L'Isola  delle
  meraviglie, l'Isola in cui l'eolico era proibito, ma si  continuava
  regolarmente a realizzarlo con le conferenze di servizi, perché mai
  nessuno ha voluto metterci seriamente le mani. Naturalmente  Matteo
  Messina  Denaro era molto contento, perché l'affare  dell'eolico  è
  l'affare di Matteo Messina Denaro.
   Poi  c'erano  i  forestali, che costavano  380  milioni  di  euro,
  naturalmente con il mutuo, ogni anno, 400 milioni di euro  e  tutti
  erano  contenti.  Erano  contenti i  sindacati,  erano  contenti  i
  partiti  di  opposizione. Poi c'erano 3.200  PIP,  e  di  certo  vi
  allarmereste se pubblicassimo le statistiche reali dei PIP,  ma  lo
  faremo a suo tempo, perché non vogliamo molto disturbare i partiti.
  Tempo al tempo. Questo è un momento delicato, c'è da ricomporre  le
  maggioranze,  c'è  da tranquillizzare le opposizioni.  Naturalmente
  queste  persone  con il sussidio si sono potuti  assumere  a  tempo
  indeterminato.  Poi,  naturalmente, nessuno sapeva  che  c'era  una
  specie di sindacato di comodo che serviva a pagare i familiari  dei
  poveri  detenuti,  quelli  che avevano  fatto  le  estorsioni,  che
  c'erano dentro quei PIP i capi di Brancaccio, di Porta Nuova, tutta
  la  mafia  palermitana si è strutturata lo stipendio. Naturalmente,
  poi,  ci  sono i poveri disgraziati che non c'entravano nulla,  che
  non  c'entrano nulla, che sono solo lì per lavorare  e  che  devono
  subire perfino la denigrazione di tutto questo.
   Poi  c'era  la  sanità, dove si cominciava a risparmiare.  L'unica
  riforma    illuminatissima   fatta  dal  Governo  fu   quella   che
  centralizzò  tutte  le gare della Regione mandando  tutti  i  soldi
  fuori dalla Sicilia e gettando sul lastrico - visto che la sanità è
  la maggior parte del bilancio regionale - l'economia regionale. Poi
  non si spendevano i soldi, la penultima regione d'Europa, ora siamo
  la  prima  d'Italia, perché dobbiamo fare meglio  della  Lombardia?
  Quella  era  un'isola  felice  dove non  c'era  bisogno  dei  Fondi
  europei, perché con i Fondi europei poi dovevamo destinare la quota
  di  cofinanziamento regionale. Ma perché destinarla a quelle  spese
  dove  si  debbono  fare  le  gare,  si  debbono  fare  le  evidenze
  pubbliche,  certificare le somme? Meglio destinarli  alle  attività
  regionali,  dove  si  possono  fare  gli  affidamenti  diretti,  le
  trattative  negoziate,  le proroghe, e poi naturalmente  si  poteva
  anche fare una gara di 160 milioni, o di 75 milioni di pannoloni.
   Non   c'era   in   questo   sistema,   naturalmente,   quest'Isola
  meravigliosa, bella, felice, la più incantevole del mondo e la  più
  tranquilla  del  mondo; si continuava imperterriti  nella  gestione
  degli  ATO Rifiuti, e poi li abbiamo trasformati in Srl,  mentre  i
  comuni  continuavano a non pagare perché deresponsabilizzati  nella
  gestione così paga la Regione.
   La  Regione  sovvenzionava col Fondo di  rotazione  i  Comuni  per
  pagarli,  ma  poi non riscuoteva questi soldi, ed i  poveri  Comuni
  potevano  anche fare a meno di riscuotere la tassa sui  rifiuti.  E
  perché  bisogna  fare pagare la tassa sui rifiuti a  questi  poveri
  cittadini, che non vanno assolutamente tassati da questi comuni che
  vanno in dissesto?
   Naturalmente  ne  conoscevo uno in provincia di  Caltanissetta,  a
  Gela,  i  cui  rifiuti costavano 300 euro l'anno a  questo  piccolo
  comune  ed  invece di consulenze pagavano 350 mila euro l'anno.  Le
  consulenze  venivano  regolarmente pagate  da  questo  piccolissimo
  comune  virtuoso  e pure di sinistra, però i rifiuti  non  venivano
  pagati  mai.  Non  è un mondo meraviglioso questo?  Perché  turbare
  questo  equilibrio? Poi c'era questo Governo che voleva abolire  le
  province e non lo fece mai, voleva abolire i consorzi e non lo fece
  mai,  che  in  quattro  anni certificò il 18  per  cento  di  spesa
  europea, significa meno 4,5 per cento per anno.
   Poi  è  arrivato  un governo di quelli cattivi,  che  ha  messo  i
  dirigenti sotto riga e gli ha detto: se non raggiungi gli obiettivi
  vieni  licenziato. Un Governo tremendo, un tiranno,  che  ha  fatto
  certificare  in un anno il 41,7 per cento. Questi poveri  dirigenti
  massacrati, questi dirigenti che debbono ruotare, questo  personale
  che  naturalmente  può arrivare a versarsi direttamente  sui  conti
  correnti  le  fatture che debbono essere pagate alle aziende,  agli
  enti, alle associazioni. Poveri disgraziati, poveri cristi  Poi  si
  insaccavano  i biglietti dei musei, poi c'era l'altro,  Mercadante,
  che  doveva  dare  40 milioni alla Regione, e naturalmente  nessuno
  riscuoteva.
   Ma  perché  fare questi guai? Abbiamo 40 dipendenti,  poi  che  ci
  vanno  di mezzo, un milione per dipendente. Noi dovevamo pagare  un
  milione  per  dipendente,  perché altrimenti  qualche  deputato  si
  arrabbia perché perdono il posto quei 40 dipendenti. Quello era  un
  mondo  bellissimo, dove tutti lavoravano. Di quanto è aumentata  la
  disoccupazione  in  Sicilia?  E' aumentata  in  modo  esponenziale,
  direttamente  in Italia? Anche in Europa non vi erano  disoccupati,
  no?  Fino  al  6  novembre  non c'era disoccupati  in  Sicilia.  Le
  imprese,   tutte  ora,  sono  fallite,  mica  c'erano  imprese   in
  fallimento.
   Naturalmente, non c'era un solo bando di gara in tutta la  Regione
  siciliana. Quel meraviglioso sistema della trasparenza concepì  una
  cosa  bellissima:  Eureka   Gare centralizzate  che  dovevano  fare
  trasparenza perché noi avevamo tutti i dati.
   L'antimafia  delle chiacchiere che non ha mai visto un  atto,  una
  delibera e non ha preso una cartaccia per strada. Quella che  piace
  tanto, quella che fa i bambini con le bandierine, eccetera.
   Questa  è bellissima. Tutti ci ricordiamo di Falcone e Borsellino,
  naturalmente, e poi magari capita come a Partanna, dove al funerale
  di Rita Adria ci va il sindaco che Rita Adria accusava di mafia,  a
  festeggiare e che Don Ciotti si rifiuta di celebrare la  messa,  se
  non se andava quel sindaco.
   Questa  è  la  Sicilia meravigliosa, dove tutto è bello,  tutto  è
  meraviglioso e nessuno ha responsabilità.
   La  tabella H, sessanta milioni, che male c'è? Tutti contenti,  le
  associazioni, magari le associazioni di un deputato che  è  assente
  questa  sera,  ma che in Aula viene spesso. Aveva due  associazioni
  che  finanziava con circa 500 mila euro l'anno che avevano la sedia
  nel suo studio.
   Naturalmente,  era una isola felice, felicissima.  Ma  che  vuole,
  questo Presidente, che ci vuole togliere il consenso? Questo ci  fa
  straperdere  a tutti. Così, questa favola che io facevo straperdere
  a tutti, l'abbiamo verificata nel corso di questi mesi.
   Ero  al  declino per le elezioni comunali, ero al declino  per  le
  elezioni nazionali, risultato che il mio partito si è beccato il 70
  per  cento  dei  sindaci  della Sicilia. Naturalmente,  siccome  le
  elezioni  dovranno  avvenire, la profezia della  sciagura  prossima
  ventura, che dovrà essere annunciata, come veniva annunciata prima.
  Questa  vicenda mi è capitata durante il periodo che ero sindaco  a
  Gela.
   Io non ero l'uomo che aveva mandato in gara 300 milioni di euro di
  appalti e lasciati 30 milioni di euro di avanzo di amministrazione,
  unica,  forse, città siciliana, fra le poche, che hanno  presentato
  un  avanzo  di  gestione. Ero quello che faceva  l'antimafia  delle
  chiacchiere  e che se ne andava in televisione per pubblicità,  ero
  quello che faceva l'antimafia per fare carriera.
   Infatti, ho fatto una carriera meravigliosa, dove da undici  anni,
  vivo  chiuso  e non mi posso nemmeno affacciare, ma questo  non  ha
  importanza   Giustamente si vedono le belle macchine  blindate,  le
  scorte, status symbol, no?
   Siccome  sono un essere felice, in questa condizione,  non  ve  la
  voglio fare pesare, perché non mi piace fare la vittima. Non  è  un
  ruolo  che  mi appartiene anche perché ho sempre sostenuto  che  la
  mafia  mi  deve denunciare per mobbing e quando ce l'ha con  me  fa
  pure bene ad avercela con me.
   Sento l'onorevole Di Mauro che dice:  quali sono questi programmi,
  questi  annunci? , ma io nella mia relazione ho parlato di tutti  i
  fatti  che  sono  stati realizzati e voi continuate  a  parlare  di
  annunci, non volete vedere lo stato delle cose  Ora, c'è chi lo  fa
  in  modo interessato o chi veramente non capisce, io non lo so  che
  linguaggio  devo  usare  per  farmi capire,  in  che  lingua  debba
  parlare.
   Si  può  negare che noi abbiamo superato i limiti di spesa europea
  fissati?  Si  può  negare  che abbiamo realizzato  le  riforme  che
  abbiamo  realizzato? Si può negare che abbiamo tagliato,  non  come
  dice  l'onorevole Leanza un miliardo e quattrocentomila, perché  un
  miliardo  e  quattrocentomila sono solo  i  tagli  strutturali,  ma
  abbiamo  tagliato  duemiliardi e settecento mila  euro  e  non  c'è
  nessuna  regione  italiana che lo ha fatto,  e  non  c'è  stato  un
  Governo più veloce negli ultimi anni che potrebbe essere ancora più
  veloce.  Passiamoci un po' tutti la mano sulla  coscienza:  si  può
  discutere  venti  giorni per dieci variazioni  di  bilancio?  Venti
  giorni   Si  può  discutere due mesi sulla  legge  sulle  province
  Dicono:  ma si può massacrare la democrazia? No, quella è  la  fine
  della  democrazia.  La  fine  della  democrazia  è  la  discussione
  infinita,  articolo  per  articolo,  emendamento  per  emendamento,
  quando  tutti  intervengono, quella è  la  fine  della  democrazia,
  perché la democrazia diventa parola inutile, che non trasforma, che
  non produce:  Sono contrario a questa legge sulle incompatibilità ,
  bene ci vogliono trenta secondi per dirlo, non c'è bisogno che  poi
  si  dica  la stessa cosa per tutta la serata   Siete un Governo  di
  assassini, di criminali, di sciuponi , naturalmente in questa Isola
  felice,  parliamoci chiaro, ho parlato prima ma lo voglio ribadire:
  quattro  milioni  di  euro  di  spese  riservate  e  di  spese   di
  rappresentanza che sono? Ve lo dico io, posso dirlo?  C'è la  festa
  paesana  nel  mio  paese, che fai Presidente la finanzi  coi  soldi
  della  presidenza?  Ebbene me lo pongo come problema.  Tutti  erano
  contenti,  ma  è  una  spesa legittima per  quei  fondi?  Spese  di
  rappresentanza rispetto a che? Spese riservate? Spese riservate  se
  c'è  un  alluvione, se c'è un emergenza, come per esempio il crollo
  di una palazzina.
   L'unica volta che ho fatto spese di emergenza è stato quando  sono
  crollate  le  case  di  Palermo, per dare una sistemazione  che  il
  comune non riusciva a dare a quegli sfollati: sedici famiglie.  Era
  bello  quel  mondo?  Ma  quel  mondo bellissimo  e  quello  che  ci
  impedisce  oggi di fare le scelte qualificate sulla spesa pubblica,
  ci  impedisce  di  fare il salario garantito per i disoccupati,  ci
  impedisce di fare una seria formazione.
   Poi  c'era il CIAPI. Per mettere quattro locandine nelle scuole  e
  nei  pub,  hanno  speso venticinque milioni di  euro.  Naturalmente
  tutti erano contenti e nessuno se ne accorgeva. Poi c'erano novanta
  milioni  nel sistema delle informazioni. Tutti felici.  Agenzia  di
  informazione, chi poteva essere scontento?
   Naturalmente, quando poi c'è un Presidente della Regione che tutto
  questo  lo  salta, le inimicizie se le trova. Ma in questo  anno  e
  mezzo  ed anche stasera io non mi sono accorto di avere uno scontro
  coi partiti.
   Il  mio  partito  è  il primo partito che ha  posto  la  questione
  dell'esigenza  dell'elezione diretta dei Presidenti delle  regioni,
  che  ha  introdotto  un metodo nuovo, degli assessori  che  vengono
  scelti  dai Presidenti e del dialogo, dell'autonomia reciproca.  Io
  non me ne sono accorto.
   Non  è  con  i  partiti  che ho lo scontro; ho  aperto  ben  altre
  partite,  alcune  note  altre  ignote,  comprese  le  cliniche  non
  accreditate  direttamente  in mano  alla  mafia,  e  si  tratta  di
  parecchie  centinaia  e centinaia di milioni di  euro  che  vengono
  pagati dalla Regione da anni, e nessuno se ne accorgeva. Per carità
  perché  accorgersi che Matteo Messina Denaro controlla, magari,  18
  cliniche. Che c'è di male? E' un'isola meravigliosa, Matteo Messina
  Denaro   mischino   deve  campare, povero  latitante  fa  una  vita
  dolorosissima: perché bisogna provocargli ancora guai.
   Circa  i  termovalorizzatori, ho avuto un solo dissenso, onorevole
  Formica,  con  l'assessore Marino quando - onorevole  Cracolici  mi
  piacerebbe che anche lei ascoltasse - l'avvocato nostro ha proposto
  una  transazione  per la Falk ed il sottoscritto  è  saltato  dalla
  sedia  dicendo  che noi transazioni sui termovalorizzatori  non  ne
  facciamo  Primo punto di dissenso. Se l'ASI si è costituita  contro
  la  Regione, o l'ASI ritira quella costituzione o vi sono tutti gli
  estremi per l'incompatibilità del commissario.
   Io  non faccio sconti a nessuno, non ho amici per la pelle; grazie
  a  Dio non ho amici, sono un uomo solo e lo ripetete continuamente,
  mia madre diceva  sulità, santità , consigli politici, amicizie per
  tutti ma nessuno sgarra.
   Perché  se  ne  è  andato l'assessore Marino? Se  poi  l'onorevole
  Formica  lo  vuole  candidare, per carità  fate  pure  voi.  Questa
  piccola cosa dei termovalorizzatori non la voglio esasperare più di
  tanto, anche se non è poi proprio piccolissima.
   Per  quanto  riguarda il patto dei sindaci, per me già  dovrebbero
  essere iniziati gli impianti dei comuni, dopo che ho portato ai 180
  comuni,  ma  un  solo impianto non è partito, perché  il  direttore
  generale   scelto   dall'assessore  Marino  ha  deciso   tutte   le
  burocrazie: io gli avevo detto di fargli un prestito ed invece  lui
  ha  voluto  dare  i contributi europei, immaginate  le  difficoltà;
  invece  un  semplice prestito avrebbe risolto la questione  in  tre
  mesi,  con  il bando pubblicato in agosto, si è perso  un  anno  di
  tempo.
   Per i rifiuti, ho dovuto penare sette camicie per fare mettere  la
  norma sulla gestione da parte dei comuni della raccolta dei rifiuti
  solidi  urbani.  E per le discariche, io sostengo la  tesi  che  il
  piccolo  comune potrebbe avere anche un proprio ciclo autonomo  dei
  rifiuti, con un piano preciso che venga approvato dall'Assessorato.
  Ma  si  dice no  Non possiamo assistere alla moltiplicazione  delle
  discariche, e che mettiamo discariche in tutto il territorio?  Solo
  che  questa cosa non è solo ambientalista, è il modello campano dei
  rifiuti, quello che vieta le discariche pubbliche, la gestione  dei
  comuni  e favorisce i rifiuti della camorra. Mi rifiuto di  pensare
  che l'assessore Marino avesse avuto in testa questo.
   Per esempio è irregolare la discarica di Catanzaro. La Regione sta
  facendo quello che deve fare, ma su Mazarò Sant'Andrea qualcuno  ha
  sentito  mai  parlare  di  mafia  sulla  discarica  di  Mazarò   di
  Sant'Andrea?
   E  sull'Oikos,  qualcuno  ha  sentito  mai  parlare  di  possibili
  infiltrazioni mafiose?
   E  perché  favorire  la discarica di Lentini rispetto  ad  altre,?
  Perché forse lì c'è un sindaco amico?
   Questioni riconducibili ad un fatto che io faccio la battaglia per
  i  rifiuti  zero,  per  la differenziata e che  voglio  almeno  una
  discarica pubblica per ogni provincia.
   Le  quattro  discariche pubbliche che si sono  realizzate,  voglio
  ricordare  che  ero io il commissario dei rifiuti  non  l'assessore
  Marino;  era il direttore Lupo incaricato da me, potevo  incaricare
  un   altro  direttore.  Eppure  -  siccome  Crocetta  è  amico   di
  Confindustria - naturalmente nel momento in cui attacca  Catanzaro,
  la  tesi  politica  che  un mio assessore avrebbe  dovuto  smentire
  perché sa i fatti, perché noi abbiamo fatto perfino una delibera di
  Giunta  su  questo  indirizzo, avrebbe dovuto  semplicemente  dire:
   d'intesa col Presidente stiamo portando avanti questa . . Non l'ha
  mai detto
   Eolico.  Era  da un anno e quattro mesi che dicevo:   l'eolico  si
  risolve  in  una settimana . Basta fare la mappatura attuale,  dove
  sono  le zone dell'eolico, siccome noi abbiamo superato i limiti  -
  perché è così, siccome è un affare di Matteo Messina Denaro che non
  è secondario - che facciamo? Facciamo la mappatura di tutte le cose
  e  diciamo che l'eolico si è esaurito nelle zone dove ci  sono  gli
  impianti, il resto è destinato ad altre energie alternative.
   Bene,  mi  hanno  presentato un piano,  che  è  una  presa  per  i
  fondelli,  che fa la mappatura ma non stabilisce le zone  riservate
  alle varie fasce di energia.
   Naturalmente, c'è il ribaltamento di competenza, una volta che c'è
  la  conferenza che dobbiamo fare? Non la facciamo? Una volta che ci
  sono  i pareri? Allora sono stati autorizzati venti impianti eolici
  durante la gestione dell'assessore Marino.
   Atti  dovuti, atti dovuti che non si sarebbero fatti se  si  fosse
  fatto  il piano che non è stato presentato, atti dovuti che non  si
  sarebbero fatti.
   Acqua. Scontri in Commissione, l'onorevole Panepinto, il PD che mi
  attaccava:  non vuole l'acqua pubblica .
   Io voglio l'acqua pubblica, voglio l'acqua pubblica. Il Parlamento
  potrebbe  votare  anche  contro, ma il mio Assessore  deve  portare
  questa  proposta. Poi voi la potete ribaltare perché io con  questo
  programma  mi  sono presentato alle elezioni. Quindi,   l'Assessore
  che  dice:   fino a quando ci sono io qua decido io  ; mi  dispiace
  decide  all'interno  del Governo, se no si presenta  alle  elezioni
  come Presidente e formula un programma.
   Così spero che sia definitivamente chiusa la questione Marino che,
  per me, rimane una questione politica.
   La  questione Fiumefreddo. Fiumefreddo è stata una proposta di DR,
  annunciato  e mai nominato. Quindi, non si è dimesso perché  non  è
  mai  stato  nominato.  Potete andare a vedere il  protocollo  della
  Regione;  mentre  tutte  le altre deleghe sono  state  repertoriate
  lunedì  e martedì scorsi,  Fiumefreddo non è mai stato protocollato
  e repertoriato.
   E'  chiaro che Fiumefreddo era incompatibile come avvocato.  Però,
  scusate,  se  uno è avvocato e qualcuno gli dà un incarico  che  fa
  rinuncia  all'incarico? Qua stiamo parlando di  una  causa  persino
  civile.
   Certo, per me diventa discutibile, però onestamente io sono troppo
  giustizialista.  Una  volta mandai un mio  Assessore  semplicemente
  perché  difendeva in un processo il figlio della propria  cameriera
  che  era stato arrestato per estorsione. Diceva:  Ma io l'ho  visto
  crescere questo ragazzo  ; solo  che noi eravamo una Giunta che  si
  costituiva  parte  civile  nei processi  per  estorsione  e  quindi
  incompatibile.
   Però non ho detto che quell'avvocato non esercitava il suo diritto
  persino  un dovere costituzionale di garantire ogni cittadino  alla
  difesa,  io lo ritenevo incompatibile con il mio Governo. Una  cosa
  un  po'  diversa.  Inopportuno politicamente,  ma  non  sicuramente
  reato.
   Allora,  riconduciamo le questioni a come veramente sono: dissensi
  sul  programma. Antonello,  noi il programma lo abbiamo  presentato
  agli  elettori  e  se lo andiamo a rivedere io  quel  programma  ho
  portato  avanti  in  questi mesi . Dobbiamo  aggiornarlo   Dobbiamo
  rivederlo? E chi ha mai detto di no  Abbiamo discusso due mesi  col
  Partito,  con  i  Partiti e se non abbiamo discusso  il  programma,
  allora qual è stata la questione su cui discutere
   Se noi per due mesi ci siamo uniti in questo tavolo infinito della
  trattativa  sul Governo e non abbiamo parlato di programmi,  allora
  di  che  cosa abbiamo parlato?  Siccome tu dicevi che noi  dovevamo
  rivedere tutta la questione

   CRACOLICI. Ha parlato di un nuovo in nuovo patto


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   CROCETTA,  Presidente della Regione,  Un patto, un patto   Se  per
  due  mesi  questi partiti sono riuniti, e parlano due tre volte  la
  settimana  per  due mesi, di che cosa hanno parlato allora?  Vorrei
  capire   Hanno  parlato o no di questo patto  O  hanno  parlato  di
  incarichi:  due,  tre,  uno e mezzo, fai  la  volata,  riuniamo  il
  tavolo,  poi  lo  riuniamo  ancora   Ad  un  certo  punto  in   una
  discussione  che  non è un atto di nervosismo  è  un  atto  persino
  salvifico,  in  una discussione si chiude  Perché quando  voi  dite
  l'Assemblea è stato paralizzata, paralizzata da che? Il  Governo  è
  stato  funzionante fino all'ultimo momento, e lo ribadisco, è stata
  la  politica  paralizzata non il Governo perfino i manager  abbiamo
  nominato, mentre c'era la crisi per intenderci, chiedendo  un  atto
  difficile a degli Assessori che sapevano che se ne dovevano  andare
  all'indomani,  che hanno fatto con coerenza e libertà  sapendo  che
  facevano una scelta corretta.
   Abbiamo indovinato? Abbiamo sbagliato? Certo, qualche cosa  sempre
  si  sbaglia, ma ditemi in un'azione qualsiasi dove non  ci  sia  un
  margine di errore, una sola
     Io che facevo l'informatico, secondo le statistiche della IBM in
  ogni  programma,  in  ogni software c'era,  e  stiamo  parlando  di
  specialisti di livello internazionale, c'è da uno a due  istruzioni
  errate.  E  perché  questo  accade?  Perché  quando  si  fanno   le
  simulazioni di prova, non si può immaginare tutto il percorso,  non
  si  possono  immaginare tutte le variabili e quindi c'è  un  giorno
  quella variabile, quel percorso che crea una situazione e questo  è
  nel  campo medico: un chirurgo fa  un'operazione, c'è sempre, anche
  se   ha  studiato  una  vita,  una  combinazione  di  fattori   che
  normalmente è impossibile trovare.
   Bene   Noi  ci  troviamo una serie di co-fattori, con  un  sistema
  mafioso che si vuole riprodurre, che è attaccato fortemente  e  che
  contrasta fortemente l'azione di questo Governo, con un sistema del
  passato  che  vuole  cercare di autoperpetuarsi  e  con  radicalità
  riconducibili   al   centrosinistra,  e   anche   all'esterno   del
  centrosinistra, che chiedono ben altro, chiedono di più
   I   NO MUOS  chiedono che io blocchi il MUOS. Voi sapete benissimo
  che  io  non  posso bloccare il MUOS perché non è una decisione  di
  competenza del Governo. Bene  Quel mondo di  NO MUOS  che farà  C'è
  chi si rende conto che io non potevo fare altro e chi mi odierà
   Ma perché il governo della cosa pubblica, naturalmente l'onorevole
  Cracolici potrà non essere odiato, perché potrà dire - non lo  farà
  per quanto conosco la sua coerenza, ma è un esempio - potrà dire ai
   NO MUOS :   du' curnutu di Crocetta  . Però, io debbo governare, e
  nel governare ci sono le cose popolari e quelle impopolari.
   Se a questi Pip noi davamo altri cento anni e gli raddoppiavamo lo
  stipendio  e li riconfermavamo a vita io non so manco se  sarebbero
  stati  riconoscenti  nei  nostri confronti   Tanto  siccome  li  ha
  guidati  la  mafia dicono:  iddi ni ficiru dari i  cosi  .  Invece,
  probabilmente i Pip veri capiscono che noi abbiamo ragione,  perché
  il   Pip  povero  non  sopporta  che  lui  debba  essere  messo  in
  discussione  perché c'è quello ricco e che venga paragonato  a  chi
  viene fermato con il passamontagna e le pistole mentre sta cercando
  di fare un omicidio o una rapina. Sapete quanti casi abbiamo ancora
  di questi? Tanti
   Che  fare? Progetto di recupero per gli ex detenuti. Ma se  questi
  reiterano  i reati noi dobbiamo finanziare le bande aggregate  alla
  mafia  di Palermo? Cioè alimentare la struttura mafiosa di Palermo,
  la  base  sociale della mafia di Palermo? Oppure dobbiamo  separare
  questi?
   E  diventano  temi  Che dobbiamo fare con tutti  quelli  che  sono
  stati  assunti  illegittimamente? Il divieto e la  legge.  Dobbiamo
  mantenerli  perché è consenso e farci condannare  dalla  Corte  dei
  conti,  come  è successo ad alcuni di voi per aiutare i lavoratori?
  Oppure avere un procedimento penale per abuso? Cosa dobbiamo  fare?
  O applicare le leggi?
   Allora  il  tema,  la  composizione politica  avviene  su  questo
  Sapendo  che  i  partiti  hanno  funzioni  diverse,  perché  devono
  costruire un consenso più largo, e talvolta possono avere posizioni
  diverse  dal  Governo  perché guardano a una  progettualità  che  è
  futura, che è costruttiva, che costruisce percorsi che vanno al  di
  là,  che  vogliono contrastare anche leggi nazionali  inaccettabili
  che pongono vincoli alla Sicilia
   Ma  noi non possiamo non rispettare le leggi che fa il Governo   I
  partiti si  Possono dire:  Il Governo nazionale cambi le leggi  , e
  hanno gli strumenti per poterlo fare.
   E  allora, è su questo che noi creiamo una sintonia nuova, sapendo
  che alcune cose debbono essere inevitabili se vogliamo risanarla.
   Guardate, io non voglio lasciare al mio successore una Sicilia che
  dovrà essere peggio di prima. Io ho già un bilancio in polis, avere
  messo   a   posto   alcune  cose,  avere  ridotto  l'Irpef,   avere
  incominciato a creare gli strumenti di credito per l'impresa; avere
  infrastrutturato la Sicilia; avere risanato le città.
   Ma  perché  io dovevo perdere due mesi di tempo nelle  discussioni
  politiche  e  se non le faccio sono arrogante? Pensate  che  questi
  mesi  non sono stati un tempo prezioso? Io mi sono sentito inutile
  Ho  sentito  l'inutilità di un treno che è partito e  che,  invece,
  deve rallentare la sua corsa.
   Improvvisazione.  Ci vuole un bel coraggio  E'  immediatezza,  non
  improvvisazione,  perché,  naturalmente,  qui,   per  non   esserci
  improvvisazione si fa il tavolo dei partiti, poi si  fa  il  tavolo
  dei  capigruppo,  poi  i capigruppo non bastano  perché  i  singoli
  deputati non sanno niente. Guardate che questi non sono compatibili
  con i miei tempi. Non sono compatibili con i miei tempi
   Questo è come volere spegnere qualcosa,  un fuoco che hanno  detto
   sulfureo   nell'assemblea del mio partito.  Un  grande  fuoco.  Io
  soffro  nell'immobilismo  Sarò  soreliano  ma, per me,  l'azione  è
  l'unica cosa che cambia il mondo. Con una visione  Ma la visione  è
  il  programma  L'abbiamo depositato. E siamo dentro quei binari. Lo
  vogliamo aggiornare? Facciamolo
   Ci  riteniamo  non  soddisfatti sulla  composizione  del  Governo?
  Nessuno  ha posto questo problema. Io avevo posto solo un problema:
  chiudere rapidamente. Ma non può avviarsi a conclusione una lezione
  cominciata  il  15  febbraio e conclusasi  il  15  aprile?  Non  un
  dissenso programmatico, non una discussione, né una scelta, l'unico
  che  ha indicato criteri sono stato io, una scelta di criteri, come
  fare.   Mi  sono  sentito  dire,  continuamente:   Convochiamo   la
  direzione e ti daremo i nomi . Ma io sono o no componente di questo
  partito?   Se  non lo sono buttatemi fuori,  fate come avete  fatto
  con  Lombardo che l'avete appoggiato dall'esterno. Ad  uno  esterno
  non si può chiedere altro.
   Però,  sinceramente, io, di fronte a Dio e di fronte agli  uomini,
  non  sono responsabile di alcuna rottura. Non l'ho cercata, non  la
  voglio  e non sono responsabile né di rappresaglie, né di veti.  Ho
  proposto  una  candidatura, non in alternativa, ma in integrazione,
  perché io non la conosco la politica dell'odio e dei contrasti.
   Ho  proposto,  così  come  tutti hanno diritto  in  un  partito  a
  manifestare  le proprie linee, credo che anch'io ce l'abbia,  senza
  per  questo essere criminalizzato. A meno che questo partito non  è
  diventato un partito dittatoriale.
   Spero  di  avere, ora, chiuso questa vicenda, vi parlo col  cuore.
  Noi dobbiamo lavorare tutti quanti per la Sicilia. Io non considero
  illegittimo  che qualcuno faccia una battaglia politica  contro  di
  me.  E' normale: simpatie, antipatie, a volte anche, persino, fatti
  inconsci derivati da impressioni, da  sentiti dire .
   Io sono quello che appaio. Se c'è una cosa chiara è questa
   Col  mio  segretario di partito ho questa difficoltà, che lui  non
  crede che io quello che dico lo faccio veramente e, quindi, abbiamo
  degli  equivoci. Gli sembra che faccio trattative, bluffo.  No   Ci
  capiremo  prima o poi, quando lui capirà che se dico  una  cosa  la
  dico veramente. Stasera farò la Giunta: la faccio per davvero   Lui
  non  è che deve pensare che non la faccio. Mi deve dire, bene o  mi
  sottovaluta.  Io annuncio sempre,  pubblicamente. Prima  lo  faccio
  privatamente.  Normalmente, un altro avrebbe  detto:   Un  momento,
  discutiamo  e parliamo .   No  Tanto, la fa    Questo è quello  che
  ha riferito persino ad altri.
   Questo  metodo  non, a volte non ci si capisce, si  è  a  contatto
  presto,  però,  questa cosa non la possono pagare  i  Siciliani.  I
  nostri problemi interni non li possono pagare i Siciliani. I nostri
  problemi  fra partiti non li possono pagare i Siciliani. I problemi
  delle  smarcature  delle  opposizioni  non  li  possono  pagare   i
  Siciliani.
   Guardate, non sono convinto, come qualcuno di voi pensa, di essere
  così  impopolare. Penso di essere molto inviso ed odiato,  ma  sono
  disponibile ad andare con ognuno di voi, ogni giorno in  una  città
  diversa, per vedere cosa pensa direttamente la gente e verificate.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è giunta nota dal Presidente della
  II Commissione che, poiché per ragioni varie, non stiamo qua a dire
  quali,  oggi  non  si  è  potuto dare il  voto  finale  o  comunque
  rientrare nel merito del disegno di legge  salva imprese , però  si
  sono aggiornati a subito dopo i lavori di quest'Aula, unitamente al
  neo assessore per l'Economia e così come d'intesa, nell'augurio che
  stasera  comunque  possa essere esitato il  disegno  di  legge,  la
  seduta  sarà  rinviata  a  domani alle ore  10.00  per  inserire  e
  incardinare, ai sensi dell'articolo 121 quater, così come ci  siamo
  determinati  in  Conferenza dei capigruppo in base  al  potere  che
  conferisce  al  sottoscritto il Regolamento,  il disegno  di  legge
    Salva  imprese . Chiaramente, tutti noi auspichiamo che si  possa
  completare al più presto. Ciò che raccomando è la puntualità domani
  alle  ore  10.00,  così da incardinare il disegno di  legge   Salva
  imprese ,  nella  speranza che stasera comunque la  Commissione  lo
  possa esitare.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  17
  aprile 2014, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  -   Proposte  di  modifica al Regolamento delle  pensioni  dei
  deputati (Doc. n. 146)

               Relatore: il Presidente

   III  -  Reiscrizione, ai sensi dell'articolo 121 quater, comma  4,
  del Regolamento interno, del disegno di legge:

         - Disposizioni  in  materia  di pagamenti  della  Pubblica
             Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossione
             Sicilia.  (n. 500/A) (Seguito)

               Relatore: on. Di Giacinto

   IV  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            3)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            4)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            5)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            6)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            7)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            8)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            9)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            10)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 21.22

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni

                     Rubrica «Attività produttive»

   ALONGI.  -  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  le
  attività  produttive,  all'Assessore per l'economia,  all'Assessore
  per  la  famiglia, le politiche sociali e il lavoro,  all'Assessore
  per le autonomie locali e la funzione pubblica, premesso che:

   con  il  perdurare della crisi economica che attanaglia il  nostro
  Paese  e  la  Sicilia  molte aziende per  abbattere  i  costi  sono
  emigrate o stanno per spostarsi in Paesi dove la manodopera  è  più
  conveniente, in particolare nel settore dei call center, molti  dei
  quali  migrano verso la Romania. E' la triste conferma che il vento
  della  delocalizzazione  soffia forte  e  sta  cambiando  la  mappa
  dell'industria  italiana, un fenomeno che ormai colpisce  anche  le
  piccole aziende;

   uno studio della Cgia di Mestre, dell'anno scorso, ha fornito dati
  significativi:  le  società  che  hanno  spostato   la   produzione
  all'estero  per risparmiare stipendi e tasse, lasciando  a  casa  i
  lavoratori  italiani  sono aumentate dal  2000  al  2013  del  65%.
  Purtroppo le imposte, la burocrazia, il costo       del lavoro,  il
  deficit  logistico-infrastrutturale, l'inefficienza della  pubblica
  amministrazione,  la  mancanza di credito e  i  costi  dell'energia
  rappresentano ostacoli spesso insuperabili che hanno indotto  molti
  imprenditori  a  trasferirsi in Paesi dove  il  clima  sociale  nei
  confronti dell'azienda è più favorevole;

   considerato che:

   in  questo  stato  di  crisi, la società 'Almaviva  contact',  che
  gestisce  call  center,  ha  inviato  a  Palermo  una  lettera   ai
  dipendenti   nella   quale  si  dichiara  di   aver   iniziato   il
  trasferimento  della sede legale a Palermo dove  vi  è  il  maggior
  numero di dipendenti e nella quale si specifica altresì di non aver
  intenzione  di chiudere la sede di Palermo e di chiedere 'ulteriori
  sacrifici'  ai lavoratori, dichiarando comunque perdite molto  alte
  nel  capoluogo - circa mezzo milione di euro al mese - ed invitando
  a  causa  di  ciò  al confronto sia i sindacati che le  istituzioni
  locali;

   nonostante  le assicurazioni della società, oggi a  Palermo  si  è
  organizzato un corteo di protesta dei lavoratori, alcuni dei  quali
  hanno  iniziato lo sciopero della fame a causa dello stallo in  cui
  si  trova  la  vertenza  per la sede unica di  Almaviva  Contact  a
  Palermo  che  deve essere superato subito, per fare  chiarezza  sul
  futuro  dei  4.500  lavoratori:  il  nodo  è  la  sede  unica  dove
  trasferire i lavoratori palermitani;

   per   sapere  se  non  ritengano  opportuno  avviare  una  urgente
  interlocuzione  con  l'azienda Almaviva  e  le  parti  sociali  per
  affrontare la situazione attuale con l'impegno del Governo, al fine
  di  abbattere  i costi di produzione, operazione che  permetterebbe
  alla società di stare sul mercato mantenendo le sede in Sicilia, di
  trovare  tra gli immobili di sua proprietà o ad essa assegnati  tra
  quelli  confiscati alla mafia, una possibile soluzione ove allocare
  la  società stessa e tutto il personale attualmente distribuito  in
  due  stabili con contratti di affitto in scadenza evitando, con una
  soluzione  a  costo zero, il ripetersi di un'altra  vicenda  FIAT».
  (1733)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «La  società Almaviva Contact opera  sul  territorio
  regionale  siciliano,  nel  settore, con un  livello  occupazionale
  superiore a 6.000 unità, di cui circa l'80% con contratti  a  tempo
  determinato.
   Questo  Assessorato  regionale  segue  da  tempo,  con  la  dovuta
  attenzione, l'evoluzione delle problematiche relative alla  società
  Almaviva   Contact,  con  la  quale  ha  spesso  interloquito   per
  ottimizzare  la logistica dei siti palermitani che per  motivazione
  d'ordine  economico, ma soprattutto logistico, non sono più  idonei
  alla  funzionalità dell'azienda, la quale sta verificando ulteriori
  ipotesi di allocazione dei propri uffici. .
   In questi ultimi mesi il tema della logistica palermitana ha perso
  però  la  sua centralità, poiché la Società ha comunicato  di  aver
  registrato un'allarmante flessione dell'andamento dei ricavi dei  2
  siti  palermitani  che,  a dire della Società,  negli  ultimi  anni
  avrebbe  superato  il  33% sulle attività  svolte  dai  dipendenti.
  Analogo  calo si sarebbe avuto sulle attività outbound  svolte  con
  lavoratori  con contratto di collaborazione a progetto. La  Società
  ha fatto altresì presente che alla drastica riduzione del fatturato
  si sarebbe unita una consistente caduta dei margini. Detta crisi  è
  stata   affrontata  parzialmente  ricorrendo  agli   ammortizzatori
  sociali attivati (solidarietà).
   Per  questo  motivo  con  lettera del 19  novembre  2013  Almaviva
  Contact  ha chiesto alla Regione siciliana ed al Comune di  Palermo
  l'avvio di un tavolo istituzionale rappresentando il rischio  della
  tenuta  occupazionale dei siti cittadini derivante dalla richiamata
  tendenza alla riduzione del fatturato (il rischio sulla sola  città
  di  Palermo riguarda 3500 dipendenti a tempo indeterminato  e  1000
  lavoratori a progetto)
   In  sede  di  confronto  tenuto il 12  febbraio  2014,  presso  la
  Prefettura  di  Palermo,  l'Azienda ha esplicitato  le  intervenute
  difficoltà  di  tenuta  occupazionale legate  non  solo  all'annosa
  "questione  logistica"  connessa  alla  precarietà  dei  siti   che
  ospitano le attività lavorative svolte dalla stessa nella città  di
  Palermo,  ma anche al significativo calo dei volumi delle  commesse
  provenienti   principalmente  da  primarie   aziende   di   livello
  nazionale,  al  dumping tra le aziende concorrenti,  alla  evidente
  convenienza   di   ipotesi  di  delocalizzazione  delle   attività,
  effettuata tra l'altro senza osservare le disposizioni recentemente
  emanate in materia dal Garante della Privacy; difficoltà tutte  che
  l'azienda,  fino ad oggi, ha cercato di contrastare  anche  con  il
  ricorso  agli  ammortizzatori sociali,  ma  che,  secondo  la  tesi
  sostenuta in quella sede dall'Amministratore Delegato della stessa,
  non sarebbero più sufficienti ad arginare le perdite e ad assorbire
  gli esuberi.
   Aggiungasi  poi l'elevato costo fiscale incidente sul settore,  il
  differente costo degli ammortizzatori sociali tra le aziende che vi
  fanno  ricorso e gli elementi di concorrenza sleale che  le  00.SS.
  assumono  essere generati da una diffusa illegalità e  dal  dumping
  salariale,  tutti  elementi  che non  consentirebbero  ad  Almaviva
  Contact  la possibilità di sviluppare una politica industriale  che
  permetta  alla  stessa di mantenere il radicamento  sul  territorio
  siciliano.
   Per   tutti  questi  motivi,  su  conforme  sollecitazione   delle
  rappresentanze  dei  lavoratori, questo Assessorato  regionale  con
  nota  prot.  n.  939 del 28/02/2014, rinnovata in data  08/04/2014,
  prot.  n.  1563,  ha  chiesto  l'apertura  di  apposito  tavolo  di
  confronto  presso  Ministero dello Sviluppo economico  al  fine  di
  approfondire  le  suddette problematiche con  particolare  riguardo
  agli  aspetti  che attengono alla legalità ed alla regolamentazione
  dei  servizi  nel  settore delle telecomunicazioni  ed  individuare
  soluzioni da condividere anche con le parti sociali, per mettere la
  Società  nelle  condizioni di proseguire la  propria  attività  sul
  territorio   siciliano,   attraverso  un  piano   industriale   che
  garantisca  occupazione  e  stabilità, lasciando  al  confronto  di
  livello  territoriale  le questioni relative alla  soluzione  delle
  necessità  logistiche  tra le possibili  alternative  in  corso  di
  valutazione.
   E'  evidente  l'interesse delle Istituzioni locali acchè  Almaviva
  Contact  sia  messa  nelle  condizioni  di  proseguire  la  propria
  attività  sul  territorio  siciliano  e  che  sullo  stesso   possa
  investire  e  rilanciare l'azienda attraverso un piano  industriale
  che garantisca occupazione e stabilità».

   L'Assessore

   Linda Vancheri

          Rubrica «Famiglia, Politiche sociali e del lavoro»

   ZAFARANA-  CANCELLERI- TRIZZINO-  MANGIACAVALLO  -ZITO-   CIACCIO-
  SIRAGUSA-  TANCREDI-  CIANCIO- FOTI- FERRERI-  PALMERI-  LA  ROCCA-
  CAPPELLO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   i lavoratori della Società Cooperativa 'Normanna' sono attualmente
  65  e  sono  stati  avviati al lavoro mediante il progetto  LPU  n.
  8770/97, approvato dalla CRI ai sensi del D.Lgs. 7 agosto  1997  n.
  280,  e  rifinanziato  ai sensi della legge  regionale  n.  24  del
  26.11.2000 e s.m.i.;

   la  collaborazione tra Enti regionali e lavoratori  della  Società
  Cooperativa 'Normanna' risale all'anno 2000;

   detta     collaborazione    ha    avuto    inizio    in    seguito
  all'autorizzazione,    da    parte    della    Direzione    Foreste
  all'Ispettorato Ripartimentale, ad avvalersi - rilevata la  cronica
  carenza    di    personale    che   ha    sempre    contraddistinto
  l'Amministrazione  forestale  della  Provincia  di  Messina  -  del
  supporto tecnico del personale della Cooperativa de qua;

   nel medesimo anno, invero, venivano istituiti, in attuazione della
  l.r.  n.  10 del 15 febbraio 2000, il Dipartimento regionale  delle
  Foreste ed il Dipartimento Azienda regionale Foreste demaniali  con
  conseguente   istituzione   della  sede   periferica   di   Messina
  dell'Ispettorato  ripartimentale  delle  Foreste   e   gli   Uffici
  provinciali  delle Aziende Foreste demaniali nei quali,  di  comune
  accordo  tra  i  due uffici, oltre al personale  di  ruolo,  veniva
  ripartito anche il personale messo a disposizione dalla Cooperativa
  in oggetto;

   i  lavoratori  della Cooperativa 'Normanna', rilevata  la  carenza
  strutturale del personale di ruolo presente negli uffici  suddetti,
  hanno  continuato  a prestare la loro opera ininterrottamente  fino
  al 31 dicembre 2010, attraverso la stipula di convenzioni annuali;

   il decennale periodo di utilizzazione ha garantito agli stessi una
  sempre  più  crescente  professionalità  nello  svolgimento   delle
  rispettive  mansioni permettendo, inoltre, il raggiungimento  degli
  obbiettivi istituzionali da parte della Azienda Foreste demaniali e
  dell'Ispettorato ripartimentale di Messina;

   nota  del 13.12.2010, prot. n. 18077, il Dirigente generale  delle
  Aziende  Foreste  demaniali  stabiliva  che,  sulla  scorta   della
  circolare  n.  5/2010/AG legge regionale 28 dicembre 2004,  n.  17,
  artt.   74  e  75,  non  sarebbe  stata  siglata  alcuna  ulteriore
  convenzione  tra  l'Azienda  Foreste  demaniali  e  la  Cooperativa
  'Normanna'  e che conseguentemente avrebbero continuato a  prestare
  la  loro  collaborazione lavorativa, in forza del dettato dell'art.
  74  della  sopra  citata norma, esclusivamente quei lavoratori  che
  avevano  maturato almeno 45 giorni lavorativi all'interno dell'ente
  utilizzatore,  previa  formale istanza da avanzare  al  Centro  per
  l'impiego di appartenenza;

   l'Ufficio de quo, verificati i requisiti di tutti i lavoratori, ha
  individuato   quale  soggetto  utilizzatore,  l'Azienda   regionale
  Foreste  demaniali e l'Ispettorato ripartimentale delle Foreste  di
  Messina;

   con  D.A.  n. 492 del 31 maggio 2011 veniva annullata la circolare
  n.  5/2010/AG e conseguentemente il Centro per l'impiego di Messina
  assegnava nuovamente i lavoratori alla Cooperativa 'Normanna';

   rilevato che il provvedimento de quo ha ontologicamente escluso la
  possibilità   per   i  lavoratori  della  Cooperativa   'Normanna',
  utilizzati per oltre un decennio presso l'Azienda Foreste demaniali
  e   l'Ispettorato  ripartimentale  Foreste  di  Messina,  di  poter
  proseguire  la  loro  proficua  e consolidata  attività  lavorativa
  nell'ambito dei suddetti Uffici;

   per  sapere se risulti nelle intenzioni del Governo della Regione,
  e  nello specifico dell'Assessorato della famiglia, delle politiche
  sociali  e  del  lavoro,  procedere  alla  riapertura  dei  termini
  previsti  dalla legge regionale 28 dicembre 2004 n. 17, art.  74  e
  75,  e quindi della circolare assessoriale del 17 gennaio 2005,  n.
  52,  ovvero  attivare la procedure per il passaggio in mobilità  ai
  sensi   del   Decreto   legislativo  81/2000,   sì   da   garantire
  l'opportunità   ai  lavoratori  della  Cooperativa  'Normanna'   di
  continuare  a  prestare  la  loro consolidata  attività  lavorativa
  presso  l'Azienda Foreste demaniali e l'Ispettorato  ripartimentale
  Foreste  di  Messina e soprattutto di non vanificare  la  decennale
  esperienza  e  la professionalità acquisita dagli stessi,  colmando
  contestualmente la carenza strutturale di organico che a  tutt'oggi
  permane nei suddetti uffici». (1119)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  in  oggetto  si
  rappresenta  quanto  segue: sull'argomento  dedotto  dall'onorevole
  interrogante  sono  state richieste le informazioni  al  competente
  Dipartimento  del lavoro, il quale ha fornito i necessari  elementi
  per consentire la presente risposta.
   Preliminarmente,  si  significa  che  l'articolo  74  della  legge
  regionale  28  dicembre  2004, n. 17, recante:  "Procedure  per  la
  individuazione del soggetto utilizzatore nelle attività socialmente
  utili",   dispone   che,   per  la  individuazione   del   soggetto
  utilizzatore  nelle attività socialmente utili, questo  Assessorato
  deve   provvedere,  attraverso  i  propri  uffici  periferici,   ad
  accertare  l'ente presso cui il lavoratore ha prestato  la  propria
  attività per almeno 45 giorni alla data di entrata in vigore  della
  legge (31 dicembre 2004).
   Il  successivo articolo 75 della predetta legge regionale recante:
  "Prosecuzione  attività  socialmente utili"  introduce  particolari
  disposizioni volte ad assicurare la prosecuzione nell'utilizzazione
  in  attività socialmente utili di lavoratori destinatari del regime
  transitorio,  per  i  quali  gli  enti  utilizzatori  privati   non
  provvedono ad adottare il programma di fuoruscita.
   In   tal  caso  l'Assessorato  regionale  della  famiglia,   delle
  politiche   sociali   e  del  lavoro  promuove   iniziative   volte
  all'utilizzazione degli stessi lavoratori presso enti  legittimati,
  diversi  dall'Amministrazione regionale, su richiesta dei  soggetti
  interessati.
   Con  circolare  assessoriale 17 gennaio 2005, n. 52  -  pubblicata
  nella  G.U.R.S., Parte I, 4 febbraio 2005 n. 5 - sono state emanate
  le  direttive  applicative delle disposizioni  recate  dalla  legge
  regionale   28  dicembre  2004,  n.  17,  articoli  74   e   75   -
  Individuazione del soggetto utilizzatore nelle attività socialmente
  utili  -  Prosecuzione  nell'utilizzazione in attività  socialmente
  utili.
   Nella  considerazione  che non tutti i soggetti  rientranti  nella
  previsione  di  cui all'articolo 74 e all'articolo 75  della  legge
  regionale  n. 17/2004 hanno potuto presentare l'istanza all'Ufficio
  provinciale  del  lavoro  competente, nei  termini  indicati  nella
  citata  circolare  n. 52/2005 (entro e non oltre  15  giorni  dalla
  pubblicazione  sulla G.U.R.S. della circolare),  con  la  circolare
  assessoriale  29  novembre 2010, n. 5 - pubblicata nella  G.U.R.S.,
  Parte I, 10 dicembre 2010, n. 54 -, fermo restando la dimostrazione
  del presupposto richiesto dalla norma entro il 31 dicembre 2004, si
  è provveduto alla riapertura dei termini per la presentazione delle
  istanze, fissando tale termine alla data del 31 dicembre 2010.
   Ciò posto con decreto assessoriale 31 maggio 2011. n. 492/Serv.V -
  pubblicato  nella G.U.R.S. - Parte I - 24 giugno 2011,  n.  27,  in
  attuazione  delle direttive impartite dal Presidente della  Regione
  siciliana  con  la  nota  prot. n. 2847  del  24/03/2011,  è  stata
  annullata in autotutela la sopracitata circolare n. 5/2010  per  le
  seguenti ragioni.
   Innanzitutto,  l'articolo  74 della legge  regionale  28  dicembre
  2004,   n.17,   è   norma   di   unica  applicazione,   in   quanto
  inscindibilmente collegata al quadro normativo esistente al momento
  della  sua  emanazione e rispondente ad un'esigenza di  sostanziale
  "sanatoria"  a fini perequativi, in deroga alle norme  generali  in
  materia  di mobilità, delle utilizzazioni di fatto, presso soggetti
  diversi  dal  soggetto  utilizzatore a cui  erano  stati  assegnati
  formalmente i lavoratori.
   Pertanto,  alla  luce del predetto carattere,  natura  e  portata,
  dell'articolo 74 della 1.r. n. 17/2004, la stessa esaurisce la  sua
  operatività  ed efficacia in un'unica applicazione  e  cioè  quella
  effettuata   secondo   le  disposizioni  di  cui   alla   circolare
  assessoriale 17 gennaio 2005, n.52.
   Occorre,   peraltro,  rilevare  che  le  modalità   procedimentali
  individuate con la predetta circolare assessoriale n.52/2005,  sono
  state  tali  da  consentire  a  tutti i  soggetti  interessati,  in
  possesso  del  requisito richiesto dalla norma (avere  prestato  la
  propria  attività per almeno 45 giorni alla data  del  31  dicembre
  2004  presso un soggetto diverso dal proprio ente utilizzatore)  di
  presentare  nel  termine  ivi  previsto  (entro  15  giorni   dalla
  pubblicazione  nella  citata  G.U.R.S.)  l'istanza  finalizzata  ad
  ottenere la "sanatoria' della propria posizione in capo al soggetto
  utilizzatore di fatto.
   La  circolare n. 5/2010, oggetto del provvedimento di  ritiro,  ha
  inteso  avere  carattere eccezionale poiché riservata  ai  soggetti
  che,  pur rientrando nelle previsioni di cui agli articoli 74 e  75
  della  legge regionale 28 dicembre 2004, n.17, non avessero "potuto
  presentare l'istanza all'Ufficio provinciale del lavoro nei termini
  indicati    nella    circolare   n.52/2005",   perciò    riaprendo,
  limitatamente   a  tali  casi  e  soggetti,  i   termini   per   la
  presentazione dell'istanza.
   Considerato, pertanto, che agli atti dell'Ufficio non  risultavano
  segnalazioni  di  casi  di  impossibilità  oggettiva  a  presentare
  l'istanza nel termine di cui alla circolare n. 52/2005 da parte dei
  soggetti  indicati agli articoli 74 e 75 della legge  regionale  28
  dicembre  2004,  n. 17, e considerato, altresì,  che  la  circolare
  n.5/2010,  già  per i principi di interpretazione legislativa,  non
  poteva  trovare  applicazione  in coerenza  al  quadro  legislativo
  dettato  dalla  legge 30 luglio 2010, n. 122, e dalla  sopravvenuta
  legge  regionale  29  dicembre 2010, n. 24,  ed  anche  ai  divieti
  vigenti  che non consentono ad oggi la definizione di un  programma
  di  fuoriuscita  dal bacino e l'attivazione delle relative  misure,
  l'Amministrazione  ha  ritenuto  di procedere  all'annullamento  in
  autotutela  della predetta circolare, nel rispetto dei principi  di
  economicità e di non aggravamento delle procedure».

   L'Assessore

   Arch. Ester Bonafede

            Rubrica «Istruzione e Formazione professionale»

   CORDARO  - GRASSO - CLEMENTE - LANTIERI - CIMINO. - «Al Presidente
  della  Regione,  all'Assessore  regionale  per  l'istruzione  e  la
  formazione professionale, premesso che:

   la  testata  regionale della RAI, nell'ambito  della  trasmissione
  Buongiorno  Sicilia  andata  in  onda  il  25  settembre  2013   ha
  realizzato un ampio servizio sullo stato di crisi in cui versano le
  famiglie e i librai a causa della mancata erogazione del contributo
  annuo destinato a concorrere alle spese di frequenza degli studenti
  siciliani;

   in  particolare,  nel servizio giornalistico,  veniva  evidenziata
  l'assoluta  mancanza di notizie certe rispetto  all'erogazione  del
  buono  scuola, sia con riferimento all'annualità corrente che  alle
  somme pregresse spettanti ai librai;

   genitori  in  affanno  denunciavano  la  perdita  di  quest'ultimo
  strumento,  per quanto insufficiente, di sostegno e  supporto  alle
  famiglie  oberate dall'acquisto dei libri necessari ad ogni  inizio
  di anno scolastico;

   evidenziato   che   i   librai   intervistati   hanno   denunciato
  anticipazioni per decine di migliaia di euro, mai rimborsate  dalla
  Regione,  secondo quel meccanismo perverso che vede le  Istituzioni
  in  netto  ritardo  rispetto al soddisfacimento dei  bisogni  della
  comunità,

   sottolineato  che  a fronte di un appostamento  nel  capitolo  del
  bilancio  regionale  373719  del 2012,  pari  a  cinque  milioni  e
  seicentomila  euro, il medesimo capitolo è riportato  sul  bilancio
  2013 per 'memoria', con stanziamento pari a zero euro;

   il  Governo della Regione, sin dalla data del suo insediamento non
  ha   proceduto  ad  avviare  la  necessaria  programmazione   degli
  interventi,  che andavano predisposti per tempo, con  accelerazione
  dei  ritmi  di  lavoro,  proprio nei  mesi  a  ridosso  dell'inizio
  dell'anno   scolastico,   per   scongiurare   i   ritardi   e    le
  approssimazioni di cui siamo oggi spettatori increduli;

   assistiamo alla negazione sistematica di ogni diritto per le fasce
  più  deboli  della  società, a causa di una  netta  incapacità  del
  Governo di programmare gli atti necessari ad affrontare la gestione
  ordinaria dell'amministrazione pubblica;

   per sapere:

   se  non  ritengano di dover intervenire nell'immediato per colmare
  questa  grave lacuna e restituire agli studenti siciliani  di  ogni
  ordine e grado il diritto allo studio, ad oggi dalla Regione negato
  per la parte relativa al contributo del buono scuola;

   quali  stanziamenti  stiano prevedendo, al fine  di  garantire  il
  sostegno  alle famiglie del buono scuola e il rimborso ai librai  -
  che  abbiano anticipato le somme - degli importi relativi ai  costi
  delle pubblicazione editoriali». (1353)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore la interrogazione n. 01353 a firma dell'onorevole
  Cordaro,  con  la  quale  si chiede allo scrivente  Assessorato  di
  conoscere  se  non ritenga di dover intervenire nell'immediato  per
  colmare la grave lacuna relativa alla negazione del contributo  del
  buono  scuola;  quali  stanziamenti  stia  prevedendo  al  fine  di
  garantire il sostegno alle famiglie del buono scuola ed il rimborso
  ai librai che abbiano anticipato le somme degli importi relativi ai
  costi delle pubblicazioni editoriali.
   In  merito  alla  problematica sottoposta, occorre preliminarmente
  specificare  la distinzione tra il cosiddetto "buono scuola"  e  le
  "cedole librarie".
   L'art.  3  della  L.R.  n.  14/2002 prevede  un  contributo  annuo
  denominato  "buono scuola" e destinato a concorrere alle  spese  di
  frequenza   (o   tasse   e   contributi)  disposte   dalle   scuole
  dell'infanzia,   di  base  e  secondarie,  statali   e   paritarie,
  effettivamente   sostenute  per  ciascun  figlio   durante   l'anno
  scolastico: da tale erogazione sono escluse le spese per i libri di
  testo.
   L'art.  1  della L. n. 719/1964 prevede, invece, che  i  libri  di
  testo   siano  forniti  gratuitamente  agli  alunni  delle   scuole
  elementari,  sia  statali che autorizzate a  rilasciare  titoli  di
  studio riconosciuti dallo Stato.
   Per   quanto  riguarda  l'erogazione  del  buono  scuola,  occorre
  rappresentare che, relativamente all'anno 2008-2009, con nota prot.
  n.   33915   del  27.05.2013,  è  stata  chiesta  dal  Dipartimento
  dell'Istruzione e della Formazione professionale la reiscrizione in
  bilancio per l'esercizio finanziario 2013 sul capitolo 373719 della
  somma  di     5.205.635,66, finalizzata al pagamento  di  un  primo
  gruppo di beneficiari ammessi al contributo.
   Con  D.D.G. n. 90081/2013 l'Assessorato dell'Economia ha  disposto
  la  variazione in bilancio sul citato capitolo e con D.D.G. n. 3984
  del    16.09.2013,    pubblicato   sul   sito   del    Dipartimento
  dell'Istruzione  e  della  Formazione  professionale,  sono   stati
  concessi contributi ad un primo gruppo di n. 5688 beneficiari.
   Attualmente  sono  in  corso  di predisposizione  tutti  gli  atti
  propedeutici  alla  concessione  del  richiesto  contributo  ad  un
  secondo gruppo di beneficiari.
   In  ordine,  invece,  all'erogazione  del  buono  scuola  relativo
  all'anno  2009-2010,  il  capitolo  373719  (contributo  annuo  per
  l'erogazione  del  buono  scuola)  per  l'anno  2014,  non  risulta
  operativo a causa dell'impugnativa del Commissario dello Stato.
   Per  quanto concerne, invece, la fornitura gratuita dei  libri  di
  testo si precisa quanto segue.
   Relativamente   all'anno  scolastico  2013-2014,   a   causa   del
  trasferimento    del   Dipartimento   Istruzione    e    Formazione
  professionale presso altra sede, l'iter di indizione della gara  (e
  la successiva consegna delle cedole librarie agli Uffici Scolastici
  Provinciali) ha subito un ritardo.
   Con D.D.G. n. 5502 del 26 novembre 2013 il Dipartimento competente
  ha  provveduto  a  ripartire ed impegnare  le  somme  stanziate  in
  bilancio pari ad   8.057.584,08.
   In data 5.12.2013 sono stati emessi gli ordini di accreditamento a
  favore dei funzionari delegati degli USP della Regione.
   A   causa   dell'approssimarsi   della   chiusura   dell'esercizio
  finanziario 2013 e del termine fissato dalla Circolare del Bilancio
  n.  18  del  12.11.2013 per l'emissione dei pagamenti da parte  dei
  funzionari delegati (17.12.2013), è risultato impossibile pagare la
  totalità  delle  fatture presentate dalle librerie.  Pertanto,  nel
  mese  di  gennaio  2014  sono  state  trasmesse  le  richieste   di
  riaccredito delle somme non pagate.
   In  atto  si  sta  procedendo  alla riemissione  degli  ordini  di
  accreditamento  relativi  alle somme non ancora  erogate  da  parte
  degli USP.
   Premesso  quanto  sopra, questo Assessore è  ben  consapevole  dei
  ritardi   nell'erogazione  dei  contributi  e   delle   conseguenti
  difficoltà subite, sia dalle famiglie beneficiarie che dai  librai;
  purtroppo  tali lentezze, in massima parte frutto degli elefantiaci
  passaggi   burocratici  da  rispettare  e  di   cui   la   pubblica
  amministrazione  è  succube,  sono  state  ereditate   da   passate
  amministrazioni.
   Questo Assessore, d'altronde, al fine di sostenere il diritto allo
  studio di cui i contributi oggi trattati rappresentano una concreta
  estrinsecazione,  ha  confermato, nonostante le  grosse  difficoltà
  economiche  in  cui  versa  la Regione siciliana,  i  trasferimenti
  dell'anno precedente a favore delle Scuole dell'Infanzia,  Primaria
  e  Secondaria  di Primo e Secondo Grado (Borse di Studio  a  favore
  delle  famiglie  economicamente disagiate anno scolastico  2009/10,
  2010/11, 2011/12 - Fornitura libri di testo scuole secondarie di  I
  e II grado anno scolastico 2011/2012, 2012/2013- libri di testo per
  la scuola primaria cedole librarie anno scolastico 2013/14 ), degli
  studenti delle scuole dell'infanzia, di base e secondarie di I e il
  grado  statali  e paritarie (Contributo annuo per l'erogazione  del
  buono scuola anno scolastico 2008/2009)».

  L'Assessore

   Nelli Scilabra
   ALLEGATO 2

   D.P. n. 98/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura nel
  cui   contesto  la  Dott.ssa  Lucia  Borsellino  è  stata  nominata
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  della  salute e successivi distinti decreti presidenziali di nomina
  degli  altri  Assessori regionali con preposizione ai singoli  rami
  dell'Amministrazione regionale;

   RITENUTO  di  dover revocare il D.P. n. 540/Area  1 /S.G.  del  12
  novembre  2012,  esclusivamente nella parte  in  cui  è  attribuito
  l'incarico  di Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
  regionale  della  salute, provvedendo, con il presente  decreto,  a
  nuova  nomina  della  dott.ssa  Lucia  Borsellino  quale  Assessore
  regionale con preposizione all'Assessorato regionale della salute;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'incarico  attribuito  alla
  dott.ssa  Lucia Borsellino di Assessore regionale con  preposizione
  all'Assessorato  regionale  della  salute  di  cui   al   D.P.   n.
  540Area1 /S.G. del 12 novembre 2012, è revocato.

                                Art. 2

   1.  Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
  dott.ssa Lucia Borsellino, nata a Palermo il 26 settembre  1969,  è
  nominata   Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato
  regionale della salute.
   2.  L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale  a
  nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 99/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in particolare, il D.P. n. 602/Area 1 /S.G. del 29 novembre
  2012, pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012 - Parte I - n.  52,
  con  il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato  la
  dott.ssa   Linda   Calogera  Vancheri,  Assessore   regionale   con
  preposizione all'Assessorato regionale delle attività produttive;

   RITENUTO   di  dover  revocare  la  superiore  nomina  e  relativa
  preposizione di cui al richiamato D.P. n. 602/Area 1 /S.G.  del  29
  novembre  2012,  sopra specificato, provvedendo,  con  il  presente
  decreto,  a  nuova  nomina della dott.ssa Linda  Calogera  Vancheri
  quale   Assessore   regionale   con  preposizione   all'Assessorato
  regionale delle attività produttive;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'incarico  attribuito  alla
  dott.ssa  Linda  Calogera  Vancheri  di  Assessore  regionale   con
  preposizione all'Assessorato regionale delle attività produttive di
  cui al D.P. n. 602/Area1 /S.G. del 29 novembre 2012, è revocato.

                                Art. 2

   1.  Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
  dott.ssa  Linda  Calogera Vancheri, nata  a  San  Cataldo  (CL)  il
  18.6.1977,   è   nominata  Assessore  regionale  con   preposizione
  all'Assessorato regionale delle attività produttive.
   2.  L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale  a
  nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 100/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in particolare, il D.P. n. 570/Area 1 /S.G. del 23 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  7  dicembre 2012 - Parte I - n. 52, con il quale il Presidente
  della  Regione  siciliana  ha nominato la  sig.ra  Nella  Scilabra,
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale;

   RITENUTO   di  dover  revocare  la  superiore  nomina  e  relativa
  preposizione di cui al richiamato D.P. n. 570/Area 1 /S.G.  del  23
  novembre  2012,  sopra specificato, provvedendo,  con  il  presente
  decreto, a nuova nomina della sig.ra Nella Scilabra quale Assessore
  regionale     con     preposizione    all'Assessorato     regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'incarico  attribuito  alla
  sig.ra  Nella  Scilabra  di  Assessore regionale  con  preposizione
  all'Assessorato   regionale  dell'istruzione  e  della   formazione
  professionale   di cui al D.P. n. 570/Area1 /S.G. del  23  novembre
  2012, è revocato.
                                Art. 2

   1.  Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
  sig.ra  Nella Scilabra, nata a Ribera (AG) l'11.6.1983, è  nominata
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  dell'istruzione e della formazione professionale.
   2.  L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale  a
  nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 101/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in particolare, il D.P. n. 576/Area 1 /S.G. del 23 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  7  dicembre 2012 - Parte I - n. 52, con il quale il Presidente
  della  Regione siciliana ha nominato la dott.ssa Patrizia  Valenti,
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  delle autonomie locali e della funzione pubblica;

   RITENUTO   di  dover  revocare  la  superiore  nomina  e  relativa
  preposizione di cui al richiamato D.P. n. 576/Area 1 /S.G.  del  23
  novembre  2012,  sopra specificato, provvedendo,  con  il  presente
  decreto,  a  nuova  nomina della dott.ssa  Patrizia  Valenti  quale
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  delle autonomie locali e della funzione pubblica;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'incarico  attribuito  alla
  dott.ssa  Patrizia Valenti di Assessore regionale con  preposizione
  all'Assessorato regionale delle autonomie locali e  della  funzione
  pubblica  di cui al D.P. n. 576/Area1 /S.G. del 23 novembre 2012, è
  revocato.

                                Art. 2

   1.  Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
  dott.ssa  Patrizia Valenti, nata a Floridia (SR)  il  15.1.1959,  è
  nominata   Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato
  regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica.
   2.  L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale  a
  nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 102/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in particolare, il D.P. n. 578/Area 1 /S.G. del 23 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  7  dicembre 2012 - Parte I - n. 52, con il quale il Presidente
  della  Regione siciliana ha nominato il dott. Antonino  Bartolotta,
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  delle infrastrutture e della mobilità;

   RITENUTO   di  dover  revocare  la  superiore  nomina  e  relativa
  preposizione di cui al richiamato D.P. n. 578/Area 1 /S.G.  del  23
  novembre 2012, sopra specificato, nominando con il presente decreto
  il  dott.  Domenico Torrisi, Assessore regionale  con  preposizione
  all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al dott.
  Antonino   Bartolotta  di  Assessore  regionale  con   preposizione
  all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della mobilità  di
  cui al D.P. n. 578/Area1 /S.G. del 23 novembre 2012, è revocato.

                                Art. 2

   Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1,  cessa
  l'assunzione temporanea da parte il dott. Domenico Torrisi, nato  a
  Catania   il   18.11.1971  è  nominato  Assessore   regionale   con
  preposizione all'Assessorato regionale delle infrastrutture e della
  mobilità.
                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 103/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in  particolare, il D.P. n. 66/Area 1 /S.G.  del  27  marzo
  2014,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  4  aprile  2014 - Parte I - n. 14, con il quale il  Presidente
  della  Regione siciliana ha assunto temporaneamente le funzioni  di
  Assessore regionale per l'economia;

   RITENUTO  di  dover  nominare il dott. Roberto Agnello,  Assessore
  regionale con preposizione all'Assessorato regionale dell'economia,
  con  contestuale cessazione dell'assunzione temporanea da parte del
  Presidente della Regione delle funzioni di Assessore regionale  per
  l'economia di cui al sopra richiamato D.P. 66/Area 1 /S.G.  del  27
  marzo 2014;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto in premessa specificato il dott. Roberto Agnello, nato
  a  Palermo  l'8  maggio  1970, è nominato Assessore  regionale  con
  preposizione all'Assessorato regionale dell'economia.

                                Art. 2

   Contestualmente alla nomina di cui al superiore articolo 1,  cessa
  l'assunzione temporanea da parte del Presidente della Regione delle
  funzioni  di Assessore regionale per l'economia di cui al  D.P.  n.
  66/Area 1 /S.G. del 27 marzo 2014.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 104/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in particolare, il D.P. n. 574/Area 1 /S.G. del 23 novembre
  2012,  pubblicato nel supplemento ordinario n. 1 alla GURS parte  I
  n.  52 del 7 dicembre 2012 con il quale il Presidente della Regione
  siciliana  ha  nominato  il  dott. Dario  Cartabellotta,  Assessore
  regionale con preposizione all'Assessorato regionale delle  risorse
  agricole e alimentari;

   VISTA  la  legge regionale 15 maggio 2013, n. 9, ed in particolare
  l'articolo  34  riguardante  la  riorganizzazione  dell'Assessorato
  regionale   delle   risorse  agricole  e   alimentari   che   viene
  ridenominato  in  Assessorato  regionale  dell'agricoltura,   dello
  sviluppo rurale e della pesca mediterranea;

   RITENUTO  di  dover  revocare la superiore nomina  e  la  relativa
  preposizione, di cui al richiamato D.P. n. 574/Area 1 /S.G. del  23
  novembre 2012, sopra richiamato, nominando con il presente  decreto
  l'avv.   Ezechia   Reale,  Assessore  regionale  con   preposizione
  all'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e
  della pesca mediterranea;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al dott.
  Dario   Cartabellotta  di  Assessore  regionale  con   preposizione
  all'Assessorato  regionale delle risorse agricole e  alimentari  di
  cui al D.P. n. 574/Area 1 /S.G. del 23 novembre 2012, è revocato.

                                Art. 2

   Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, l'avv.
  Ezechia  Reale, nato a Siracusa il 13.10.1960, è nominato Assessore
  regionale     con     preposizione    all'Assessorato     regionale
  dell'agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 105/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per quanto in premessa specificato l'incarico attribuito all'arch.
  Esterina   Bonafede   di  Assessore  regionale   con   preposizione
  all'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
  del lavoro di cui al D.P. n. 577/Area 1 /S.G. del 23 novembre 2012,
  è revocato.

                                Art. 2

   Contestualmente  alla revoca di cui al superiore  articolo  l'avv.
  Giuseppe  Bruno  nato  a Palermo il 23 settembre  1967  è  nominato
  Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato  regionale
  della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro; allo stesso è
  delegata,  altresì,  la trattazione degli affari  ricompresi  nella
  competenza  del  Dipartimento regionale  della  Protezione  Civile,
  individuati per blocchi di materia, equivalenti a quelli esercitati
  dalle  strutture  intermedie  di  tale  Dipartimento  nel  rispetto
  dell'assetto stabilito con D.P.Reg. n. 6/2013.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 106/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in particolare, il D.P. n. 556/Area 1 /S.G. del 21 novembre
  2012,  pubblicato nella GURS del 7 dicembre 2012, parte I -  n.  52
  con  il quale il Presidente della Regione siciliana ha nominato  il
  dott.   Nicolò   Marino,  Assessore  regionale   con   preposizione
  all'Assessorato  regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità;

   RITENUTO  di  dover  revocare la superiore nomina  e  la  relativa
  preposizione, di cui al richiamato D.P. n. 556/Area 1 /S.G. del  21
  novembre 2012, sopra richiamato, nominando con il presente  decreto
  il  dott.  Salvatore Calleri, Assessore regionale con  preposizione
  all'Assessorato  regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità,  rimanendo in capo al Presidente della Regione  l'attività
  di  coordinamento  e l'espletamento delle linee  di  indirizzo  nel
  settore   dell'efficienza  energetica  -  ambientale   nei   Comuni
  Siciliani attraverso il Patto dei Sindaci;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto in premessa specificato l'incarico attribuito al dott.
  Nicolò    Marino   di   Assessore   regionale   con    preposizione
  all'Assessorato  regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità di cui al D.P. n. 556/Area 1 /S.G. del 21 novembre 2012,  è
  revocato.

                                Art. 2

   Contestualmente  alla revoca di cui al superiore  articolo  1,  il
  dott.  Salvatore  Calleri, nato a Catania   l'1    ottobre  1966  è
  nominato   Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato
  regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità.

                                Art. 3

   Al   Presidente  della  Regione  l'attività  di  coordinamento   e
  l'espletamento delle linee di indirizzo nel settore dell'efficienza
  energetica  e  della  promozione  della  sostenibilità  energetica-
  ambientale nei Comuni Siciliani attraverso il Patto dei Sindaci.

                                Art. 4

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014
                                                IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 108/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in  particolare, il D.P. n. 75/Area 1 /S.G.  del  3  aprile
  2013, pubblicato nella GURS del 12 aprile 2013 parte I - n. 18  con
  il  quale  il  Presidente della Regione siciliana  ha  nominato  la
  dott.ssa  Michela Stancheris, Assessore regionale con  preposizione
  all'Assessorato  regionale  del  turismo,  dello  sport   e   dello
  spettacolo;

   RITENUTO   di  dover  revocare  la  superiore  nomina  e  relativa
  preposizione  di cui al richiamato D.P. n. 75/Area  1 /S.G.  del  3
  aprile  2013,  sopra  specificato,  provvedendo,  con  il  presente
  decreto,  a  nuova  nomina della dott.ssa Michela Stancheris  quale
  Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale  del
  turismo, dello sport e dello spettacolo;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'incarico  attribuito  alla
  dott.ssa Michela Stancheris di Assessore regionale con preposizione
  all'Assessorato  regionale  del  turismo,  dello  sport   e   dello
  spettacolo di cui al D.P. n. 75/Area 1 /S.G. del 3 aprile  2013,  è
  revocato.

                                Art. 2

   1.  Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
  dott.ssa  Michela  Stancheris,  nata  a  Alzano  Lombardo  (BG)  il
  16.10.1981   è   nominata  Assessore  regionale  con   preposizione
  all'Assessorato  regionale  del  turismo,  dello  sport   e   dello
  spettacolo.
   2.  L'incarico di cui al comma 1 del presente articolo equivale  a
  nuova nomina assessoriale e relativa preposizione.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 14 aprile 2014

   IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»

   D.P. n. 122/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in particolare, il D.P. n. 573/Area 1 /S.G. del 23 novembre
  2012, pubblicato nel Supplemento ordinario alla GURS del 7 dicembre
  2012  parte  I  -  n. 52 con il quale il Presidente  della  Regione
  siciliana ha nominato la sig.ra Maria Lo Bello, Assessore regionale
  con   preposizione  all'Assessorato  regionale  del  territorio   e
  dell'ambiente;

   RITENUTO   di  dover  revocare  la  superiore  nomina  e  relativa
  preposizione di cui al richiamato D.P. n. 573/Area 1 /S.G.  del  23
  novembre 2012, sopra specificato, nominando con il presente decreto
  la   dott.ssa   Mariarita   Sgarlata,   Assessore   regionale   con
  preposizione    all'Assessorato   regionale   del   territorio    e
  dell'ambiente;

                                DECRETA

                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'incarico  attribuito  alla
  sig.ra  Maria  Lo  Bello  di Assessore regionale  con  preposizione
  all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente di cui  al
  D.P. n. 573/Area 1 /S.G. del 23 novembre 2012, è revocato.

                                Art. 2

   Contestualmente  alla revoca di cui al superiore  articolo  1,  la
  dott.ssa Mariarita Sgarlata, nata a Siracusa il 27 gennaio  1962  è
  nominata   Assessore  regionale  con  preposizione  all'Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 16 aprile 2014

   IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»
   D.P. n. 123/Area 1 /S.G.
                            «IL PRESIDENTE

   VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 contemplato nella  Sezione  II
  dello Statuto regionale, come sostituito dall'articolo 1, comma  1,
  lett. f) della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, che, nel
  prevedere   l'elezione  a  suffragio  universale  e   diretto   del
  Presidente  della Regione, gli attribuisce il potere di nominare  e
  revocare    gli    Assessori   da   preporre   ai   singoli    rami
  dell'Amministrazione  regionale, tra cui un Vicepresidente  che  lo
  sostituisce in caso di assenza o di impedimento;

   VISTA  la  legge  regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  legge  regionale 15 maggio 2000,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  legge  regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione siciliana;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 398/Serv. 4-S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  regionale
  siciliana per la sedicesima legislatura;

   VISTO il decreto presidenziale 10 agosto 2012, n. 399/Serv. 4-S.G.
  concernente  la  ripartizione  dei seggi  dell'Assemblea  regionale
  siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTA  la propria nota prot. n. 49516 del 12 novembre 2012 con  la
  quale,  a  seguito  della proclamazione alla carica  di  Presidente
  della  Regione  siciliana,  resa nota dalla  Corte  di  Appello  di
  Palermo  con  nota prot. n. 35/El.Reg. del 10 novembre  2012,  sono
  state assunte le relative funzioni;

   VISTO il decreto presidenziale n. 540/Area 1 /S.G. del 12 novembre
  2012,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione  Siciliana
  del  16  novembre  2012 - Parte I - n. 49, con  il  quale  è  stato
  costituito  il Governo della Regione siciliana - XVI legislatura  e
  successivi  distinti decreti presidenziali di  nomina  degli  altri
  Assessori    regionali   con   preposizione   ai    singoli    rami
  dell'Amministrazione regionale;

   VISTO  in  particolare, il D.P. n. 74/Area 1 /S.G.  del  3  aprile
  2013, pubblicato nella GURS del 12 aprile 2013 parte I - n. 18  con
  il  quale  il  Presidente della Regione siciliana  ha  nominato  la
  dott.ssa  Mariarita Sgarlata, Assessore regionale con  preposizione
  all'Assessorato  regionale  dei  beni  culturali  e   dell'identità
  siciliana;

   RITENUTO   di  dover  revocare  la  superiore  nomina  e  relativa
  preposizione  di cui al richiamato D.P. n. 74/Area  1 /S.G.  del  3
  aprile  2013, sopra specificato, nominando con il presente  decreto
  la  prof.ssa  Pina  Furnari, Assessore regionale  con  preposizione
  all'Assessorato  regionale  dei  beni  culturali  e   dell'identità
  siciliana;

                                DECRETA
                                Art. 1

   Per  quanto  in  premessa specificato l'incarico  attribuito  alla
  dott.ssa Mariarita Sgarlata di Assessore regionale con preposizione
  all'Assessorato  regionale  dei  beni  culturali  e   dell'identità
  siciliana  di cui al D.P. n. 74/Area 1 /S.G. del 3 aprile  2013,  è
  revocato.

                                Art. 2

   1.  Contestualmente alla revoca di cui al superiore articolo 1, la
  prof.ssa  Pina Furnari, nata a Tripi (ME) il 10.09.1947 è  nominata
  Assessore regionale con preposizione all'Assessorato regionale  dei
  beni culturali e dell'identità siciliana.

                                Art. 3

   Il  presente  decreto  sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   Palermo, 16 aprile 2014

   IL PRESIDENTE
                                                Rosario Crocetta»