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Resoconto d'Aula della Seduta n. 148 di giovedì 17 aprile 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Digiacomo,  Raia  e  Vullo
  hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, per quanto riguarda il II   punto  all'ordine
  del giorno:  Proposte di modifica al Regolamento delle pensioni dei
  deputati   (Doc.  n.  146),  si tratta di  un  atto  quasi  dovuto,
  consequenziale,  ma lo affronteremo, comunque, la  prossima  seduta
  soltanto per evitare fumus, null'altro.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Seguito della Discussione del disegno di legge: Reiscrizione, ai
   sensi dell'articolo 121 quater, comma 4, del Regolamento interno,
   del disegno di legge «Disposizioni in materia di pagamenti della
   Pubblica Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società
                     Riscossione Sicilia» (500/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa, pertanto, al terzo punto
  dell'ordine  del giorno: Seguito della discussione del  disegno  di
  legge:  Reiscrizione, ai sensi dell'articolo 121 quater,  comma  4,
  del  Regolamento  interno, del disegno di  legge  «Disposizioni  in
  materia  di pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione
  finanziaria alla società Riscossione Sicilia» (500/A).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  il vicepresidente  della  Commissione  e
  relatore onorevole Di Giacinto, per svolgere la relazione

   DI  GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, mi rimetto al testo del disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE. Può riepilogare quello che è successo in Commissione?

   DI  GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, è stato apprezzato un emendamento che è stato trasmesso
  agli  Uffici  della  Presidenza in nome e per  conto  di  tutta  la
  Commissione,  per cui noi ci rimettiamo a questo  testo  così  come
  ieri sera trasmesso dalla Commissione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Giacinto.
   Onorevoli  colleghi, considerato che è stato presentato,  soltanto
  all'articolo 1, se non erro, un emendamento rispetto  al  quale  ci
  sarebbe   una   intesa,  formalmente  diamo  i   termini   per   la
  presentazione   solo   di  subemendamenti  a   questo   emendamento
  presentato  ieri  e che verrà trasmesso a tutti i deputati  via  e-
  mail.  Il termine per la presentazione è fissato entro le ore 12.00
  di  martedì prossimo.
   Si  ritornerà  in Aula proprio con il disegno di legge   n.  500/A
   Disposizioni    in   materia   di   pagamenti    della    Pubblica
  Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossione
  Sicilia.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che  la
  Commissione  apprezza quello che lei, questa  mattina, sta  facendo
  per  quanto riguarda il disegno di legge n. 500/A i cui lavori sono
  stati conclusi ieri sera velocemente dalla Commissione, dato che il
  Governo, finalmente, si è presentato.
   Desideravo   chiederle  se  era  possibile,   anche   sottoponendo
  all'attenzione dei colleghi, prelevare il disegno di legge n.   693
  e porlo all'ordine del giorno per martedì prossimo.

   PRESIDENTE. Può spiegare i motivi onorevole Vinciullo?

   VINCIULLO. Certo signor Presidente. I motivi sono chiari: come lei
  sa,   la  società  Sai8  S.p.A.   che gestiva  il  servizio  idrico
  integrato in provincia di Siracusa è fallita.
   A  seguito del fallimento di questa società i comuni, che  a   suo
  tempo  avevano  consegnato  gli impianti,  si  sono  trovati  nella
  difficoltà  di  poter  gestire il servizio idrico  integrato;   per
  questo motivo il giudice ha nominato una curatela fallimentare.
   La  curatela  fallimentare  ritiene di  non  potere  continuare  a
  gestire  il  servizio in prima persona e, pertanto, ha indetto  una
  gara  che  è  stata  vinta,  correttamente,  da  una  società,   di
  conseguenza  mentre  questo Parlamento sta  approvando,  nel  senso
  voluto dai cittadini, cioè attraverso referendum popolare, di fa sì
  che  la gestione dell'acqua possa ritornare ad essere pubblica,  in
  provincia di Siracusa si sta operando in maniera opposta a ciò  che
  è  stato  determinato attraverso referendum,   e  ciò  che  ha  già
  deliberato  la Commissione  Territorio e ambiente', il cui  disegno
  di  legge organico giace in Commissione  Bilancio' in attesa che il
  Governo ci dia il via per poterlo esitare per l'Aula.
   Tra  l'altro abbiamo la necessità e l'urgenza di approvare  questa
  legge  dato  che   giorno 9 maggio 2014  scadono i termini  che  la
  curatela  fallimentare  ha  fissato per  continuare  a  gestire  il
  servizio.
   Come  lei  sicuramente  ricorderà i  sindaci  della  provincia  di
  Siracusa  sono venuti sia in Commissione  Territorio  e  ambiente',
  quanto  in  Commissione  Bilancio, quanto da  lei  per  sollecitare
  l'approvazione  di  questo disegno di legge, in quanto  gli  stessi
  comuni  e  i sindaci, che sono i proprietari delle strutture  della
  rete  idrica,  sollecitano la possibilità, per  i  pochi  mesi  che
  corrono  da  qui all'approvazione definitiva del disegno  di  legge
  organico,  di poter gestire il servizio, anche perché non  sappiamo
  come  faremo a regolare i rapporti con una società che ha vinto  un
  appalto  che dovrebbe durare un anno, nella migliore delle  ipotesi
  scadrà nel maggio 2015 e pertanto  ci troveremmo con una legge  che
  prevede la ripubblicizzazione dell'acqua e con  una società che  si
  ha vinto la gestione.

   MARZIANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per associarmi totalmente alla richiesta del collega Vinciullo. Non
  sono  firmatario per puro caso del disegno di legge che l'onorevole
  Vinciullo  ha  condiviso  con  la  collega  Cirone  Di  Marco,   ma
  avvertiamo  la  preoccupazione  che  la  mancata  approvazione  del
  disegno   di   legge  tampone,  chiamiamolo  così,  e   i   ritardi
  nell'approvazione   del   disegno  di   legge   generale,   possono
  determinare  la  situazione  paradossale  che  al  fallimento   del
  soggetto privato non si sostituisce adesso la gestione pubblica  ma
  una  nuova gestione privata che, peraltro, non è passata da  alcuna
  gara,  da alcun provvedimento di natura pubblica. Quindi mi associo
  totalmente  e spero che si possa portare al più presto in  Aula  il
  provvedimento  tampone'.

   PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Vinciullo e l'onorevole Marziano
  per l'adesione.
   In effetti la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si
  è  già determinata e questo disegno di legge era stato inserito tra
  quei  disegni di legge che andavano trattati a seguire le questioni
  di  carattere  finanziario, quindi ci eravamo dati delle  scadenze.
  Però se non ci sono osservazioni contrarie, l'Aula ne prende atto e
  pertanto lo inseriamo nell'ordine del giorno della prossima  seduta
  e  sarà  trattato  prioritariamente insieme agli altri  disegni  di
  legge.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Ai sensi dell'articolo 83,  comma 2,  del Regolamento interno

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,   del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, cittadini,
  finalmente oggi si doveva, diciamo così, tornare a lavorare,  anche
  se  come  possiamo vedere che l'Aula è sempre vuota e  il  Governo,
  almeno  ha  due esponenti,  e fino a cinque minuti fa  non  c'erano
  neanche quelli.
   Finalmente  si  torna a lavorare e dopo una lunga  trattativa  che
  qualcuno  potrebbe  definire Casta/lobby, una trattativa  che  come
  primo  gesto ha fatto fuori quello che, forse, uno di quelli che  è
  stato  toccato  per  primo  è stato l'Assessore  Marino  che  aveva
  cominciato ad accendere i riflettori su quello che erano i  rifiuti
  e in Commissione  Antimafia' ne abbiamo parlato spesso e volentieri
  e  quello che era l'acqua e l'acqua pubblica, e poi i risultati  si
  vedono  possibilmente come Sai8, società che è fallita, e  Siracusa
  si  trovava  con  una  bella occasione di ritornare  alla  gestione
  pubblica dell'acqua, ma non ci siamo riusciti.
   Ma  c'è  un'altra  trattativa che si  è  consumata  o,  forse,  si
  continua ancora a consumare, qualche decennio fa ed è la trattativa
  Stato   -  mafia.  Come  sapete  tutto  nasce  nel  2008   con   le
  dichiarazioni  di  Ciancimino  che  portano  all'attenzione  questo
  argomento,  e nel 2009 comincia a consegnare il famoso  papello'  e
  poi, successivamente, il  contropapello'.
   Il 28 maggio 2013 inizia il processo sulla trattativa Stato-mafia,
  trattativa  che è a cura del Pm Di Matteo. Ma qual è  la  cosa  più
  bella?  Che  in  data  3 dicembre, in occasione  dell'incontro  del
  Comitato  nazionale per l'ordine e la sicurezza tenutosi a Palermo,
  veniva  deciso di innalzare il livello di protezione dei magistrati
  delle procure di Palermo, Caltanissetta e Trapani.
   Quindi,  si innalza perché arrivano minacce di morte, estremamente
  serie,  per quanto riguarda Di Matteo, ma tutto cade in un silenzio
  assordante.  Poi  ci  sono le scorte civiche  di  Roma,  le  scorte
  civiche   di   Firenze,  di  Palermo  e  di  Genova  che   chiedono
  costantemente ai prefetti, al Ministro dell'Interno, di  dotare  la
  macchina,  o  comunque  sia, la scorta del  PM   Di  Matteo  di  un
  dispositivo denominato  Bomb Jammer.
   Cosa  succede?  Che  viene presentata, anche,  una  interrogazione
  parlamentare  al Ministero dell' Interno e il Ministro  risponde  -
  era  il  16  dicembre 2013 - che  ogni mezzo a disposizione   dello
  Stato  deve essere utilizzato per proteggere i magistrati. Riguardo
  al  mezzo  elettronico  cui  faceva riferimento  l'onorevole  Sarti
  l'abbiamo già reso disponibile salvo un'accurata verifica  tecnica.
  Essendo  dotato di una forte potenza elettromagnetica può  produrre
  effetti  collaterali  molto significativi alla  salute  e,  quindi,
  assolutamente da studiare. Secondo le informazioni in mio  possesso
  in  un ristrettissimo lasso di tempo saremo in grado di fornire una
  risposta, certamente, nei prossimi giorni .
   Benissimo, sono passati quattro mesi e ancora il PM Di Matteo  non
  ha quel dispositivo. Vorrei ricordare che questo strumento è già in
  dotazione  al  Presidente  del  Consiglio  e  al  Presidente  della
  Repubblica  e ad altri importanti vertici. Quindi, se per  la  loro
  salute  va bene non capisco perché non vada bene per quella del  PM
  Di Matteo.
   Purtroppo,  io  penso  che si stia ripercorrendo  una  strada  già
  percorsa nel '92 quando la richiesta di sgombero delle macchine  di
  Via D'Amelio, pare, che sia rimasta in un cassetto della Prefettura
  di  Palermo  questo perché  noi siamo abituati,  in  Sicilia  e  in
  Italia, ad intervenire sempre dopo il danno.
   All'inizio del mio intervento parlavo di Ciancimino -  mi riferivo
  al  figlio di Ciancimino, lui pare che non sia un mafioso, il padre
  sì,   ma lui no -  ha cominciato appunto a depositare, a fare nomi,
  è  lui il teste chiave per quanto riguarda la trattativa, ma chissà
  perché  non  gli viene data alcuna  protezione. Anzi,  guardate  le
  date,   il  27  maggio  2013  c'è  l'apertura  del  processo  della
  trattativa Stato-mafia, il 29 maggio Ciancimino viene arrestato per
  frode fiscale però per un'inchiesta iniziata nel 2010.
   Salvatore  Borsellino, quindi non io, Stefano  Zito,   che  non  è
  nessuno,  dice:    per  Massimo  Ciancimino  c'è  un  giustizia  ad
  orologeria che lascia pensare .
   Ed  io  credo  che  questo sia un momento particolare  e,  ripeto,
  secondo  me  la  trattativa tra Stato e mafia  non  si  è  fermata.
  Possono  essere parole pesanti ma vediamo che queste  persone  sono
  totalmente  sole.  A  tal  proposito  invito  il  Presidente  della
  Commissione Antimafia, quanto prima, ad invitare Ciancimino per  le
  questioni  relative alla sua protezione ma soprattutto ad  invitare
  il  PM  Di  Matteo  o  il capo della scorta per  relazionare  sulla
  sicurezza di questi magistrati.
   Perché  la  trattativa, e ritorno all'argomento  mafia ,  potrebbe
  essere  ancora   viva ?  Non  so  quanti  di  voi  hanno  visto  la
  trasmissione televisiva  Presa Diretta  su  Matteo Messina Denaro.
   Ad  un  certo punto c'è un intervento della dottoressa Principato,
  che si è occupata della  caccia  a questo latitante, e parla di una
  amalgama tra mafia e massoneria. Sempre in questo servizio si  vede
  come  e  perché, possibilmente, non si riesce ad acciuffare  questo
  mafiosetto  che ad un certo punto viene definito come tra  i  dieci
  latitanti  più  ricchi del mondo. Ovviamente,  essendo  tra  i  più
  ricchi  del  mondo,  vuol  dire  che  venendo  a  mancare  lui   si
  sgretolerebbe  un sistema economico-affaristico che c'è  dietro  di
  lui.  Invito la Commissione Antimafia a farsi carico di sentire  al
  più  presto la dottoressa Principato per vedere cosa possiamo  fare
  noi  per  loro  e  dovremmo spingere, e questo lo  sta  facendo  in
  maniera ottima il Presidente della Commissione, onorevole Musumeci,
  tutte  le  iniziative  per far sì che la mafia  non  vinca,  perché
  quando  abbiamo  terreni,  abbiamo beni o  quando  abbiamo  aziende
  sequestrate alla mafia e li lasciamo lì, in totale abbondano o  nel
  fallimento,  sta vincendo la mafia  E se non facciamo nulla  o  non
  siamo  promotori di nulla stiamo anche noi alimentando, in  qualche
  modo, il fenomeno mafioso.
   Con  il  Presidente Musumeci ci siamo recati  ad Augusta e abbiamo
  visto  che  succedono  cose  che, a mio parere,  sono  anomale.  Il
  consiglio comunale di Augusta è stata sciolto per mafia.
   Ci  sono dei bandi europei e  la Commissione prefettizia chiede di
  sistemare  alcuni progetti in modo da avere un attimo  di  ossigeno
  per   poter   utilizzare  questi  fondi  per  servizi  sociali   ma
  stranamente gli vengono revocati.
   Signor Presidente, questa è una cosa grave  Secondo me abbiamo già
  perso  abbastanza tempo con questi giochetti delle  poltrone  e  la
  serietà  di  quest'Aula si deve fare sentire con forza  mettendo  a
  disposizione  di  chi lotta veramente la mafia  tutto  il  supporto
  possibile.
   Spero  che  questo  appello sia ascoltato  perché  c'è  gente  che
  rischia grosso e  rischia la vita

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli
  colleghi,    non    è   delle   considerazioni,    meritevoli    di
  approfondimento,  fatte  adesso  dal  collega  Zito  che   desidero
  occuparmi.  Sono  questioni che affronteremo nella sede  opportuna,
  che  è  la  Commissione  Antimafia'. Invece mi permetto  di  rubare
  all'Aula  pochi minuti per lanciare un allarme che mi auguro  possa
  rivelarsi  privo  di  fondamento. Si  tratta  della  vicenda  degli
  sbarchi degli immigrati, che è sotto gli occhi di tutti, ed che  ha
  assunto  in  queste  ultime  settimane  dimensioni  inimmaginabili.
  Secondo  le  fonti governative nelle prossime settimane  il  flusso
  dovrebbe  essere  ancora  più sostenuto. Per  l'esperienza  che  ho
  maturato, anche alla guida della Commissione  Antimafia', in questi
  undici mesi, posso dirle che non soltanto le strutture pubbliche  e
  private  nell'Isola appaiono assolutamente inadeguate a far  fronte
  ad  un  fenomeno così vasto ed articolato e complesso, ma c'è anche
  il  serio  pericolo che possa presto nascere, con  l'attenzione  di
  ambienti malavitosi e mafiosi,  l'industria dell'immigrato'.  Ed  è
  un serio pericolo perché si è capito che è diventato un business  e
  si  è  compreso  come  di fronte alla inerzia  del  privato  o  del
  volontariato, inerzia in termini di quantità non certo di  qualità,
  di passione e di impegno, altri soggetti possano occupare gli spazi
  inesorabilmente lasciati vuoti.
   Il  secondo  fenomeno  che  mi allarma,  legato  al  dramma  della
  immigrazione  sulle  coste siciliane, è  quello  di  una  possibile
  epidemia, sul cui rischio il Ministero della salute, in verità,  in
  maniera  un   po' troppo superficiale, vorrei dire sbrigativa,   ha
  già  rassicurato,  nei  giorni scorsi, non esservi  alcun  pericolo
  incombente e però, poiché nessuna profilassi viene praticata  sulle
  migliaia e migliaia di persone che sbarcano sulle nostre coste, ora
  anche  nel  siracusano e non soltanto nel tradizionale  approdo  di
  Lampedusa,  io  credo  sia opportuno richiamare  il  Governo  della
  Regione  all'assunzione  di  una  responsabilità  che  ritengo  sia
  prioritaria,  perché  il  diritto  alla  salute  di  tutti,   degli
  immigrati dei siciliani e degli indigeni sia un diritto fisiologico
  prima che costituzionale.
   Colgo,  quindi,  l'occasione della presenza di due  rappresentanti
  del  Governo  per  invitare  il  Governo  nella  sua  generalità  e
  l'assessorato competente in maniera specifica ad adoperarsi  perché
  nello spazio di qualche giorno possa essere convocato un Tavolo  di
  emergenza  con i rappresentanti del Ministero della salute,  con  i
  rappresentanti  dei  nove prefetti, delle  autorità  sanitarie  del
  luogo,  delle forze comunque preposte ad avere una funzione  ed  un
  compito  di fronte al fenomeno dell'immigrazione per verificare  se
  davvero  tutte  le misure siano state predisposte  affinché  questo
  drammatico  fenomeno della immigrazione non assuma  aspetti  ancora
  più gravi ed inevitabilmente destinati a diventare incontrollabili.
   In questo senso io chiedo al Governo di fornire, se lo ritiene, in
  questa  stessa  sede, delle rassicurazioni perché temo  che  questo
  problema  diventi  vittima di un gioco a scarica barile  nel  senso
  che,  essendo un problema di competenza del Ministero,  il  Governo
  regionale può pilatescamente lavarsene le mani,  e visto che  siamo
  nella  settimana  santa  il richiamo a Pilato  mi  sembra  più  che
  opportuno.
   Vi   prego  signori  Assessori  di  adoperarvi  in  questo  senso,
  altrimenti inviterò il Presidente dell'Assemblea, che non può e non
  deve sopperire alla mancanza di iniziativa del Governo, ma chiamato
  per  presiedere il massimo organo istituzionale della Regione,  ove
  mai  il Governo non dovesse assumere alcuna iniziativa la pregherei
  Presidente di contattare lei stesso il Ministero perché a Palermo o
  in  qualunque altro posto dell'Isola, nello spazio di pochi  giorni
  possano  essere  adottate tutte le misure  necessarie  affinché  la
  gente possa essere restituita alla propria serenità.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Currenti, Anselmo,  Laccoto
  e Turano hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,   ricordo   che   è   possibile   presentare
  subemendamenti all'emendamento presentato in Commissione al disegno
  di  legge che oggi abbiamo incardinato  Disposizioni in materia  di
  pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione finanziaria
  alla società Riscossione Sicilia.  (n. 500/A).
   Il  termine per la presentazione dei subemendamenti è fissato  per
  martedì 22 aprile 2014, alle ore 12.00.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a mercoledì  23  aprile
  2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II   -  Proposte  di  modifica al Regolamento delle  pensioni  dei
  deputati (Doc. n. 146)

               Relatore: il Presidente

   III  - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
               Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossio
               Sicilia.  (n. 500/A) (Seguito)

             Relatore: on. Di Giacinto

            2)  -   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            4)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            5)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            6)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            7)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            8)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            9)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            10)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            11)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

            12)  -    Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico
               integrato . (n. 693/A)

               Relatore: on. Cirone

                   La seduta è tolta alle ore 10.32

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli