Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
GRASSO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Beni Culturali e l'Identità
Siciliana
N. 1187 - Notizie riguardo l'affitto a privati dell'area
archeologica di Segesta (TP).
Firmatari:Zafarana Valentina; Palmeri Valentina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
- da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione
N. 1163 - Interventi urgenti atti a garantire la regolare
erogazione del buono scuola.
Firmatario: Cimino Michele
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 1245 - Chiarimenti circa la nomina del direttore generale
dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
Firmatari: D'Asero Antonino; Fontana Vincenzo; Alongi Pietro;
Assenza Giorgio; Cascio Francesco; Falcone Marco; Germanà Antonino
Salvatore; Milazzo Giuseppe; Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo
Vincenzo
N. 1334 - Notizie in merito alla grave situazione di stallo in cui
versa il controllo degli atti in seno all'Istituto zooprofilattico
sperimentale della Sicilia.
Firmatario: Savona Riccardo
N. 1371 - Chiarimenti sulla modalità di nomina del Direttore
generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia
'A. Mirri' di Palermo.
Firmatari:Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1601 - Chiarimenti sulle procedure adottate per la
realizzazione di una Residenza per l'esecuzione delle misure di
sicurezza sanitaria (REMS) all'interno dell'area della riserva
naturale orientata di Santo Pietro, frazione di Caltagirone (CT).
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 1860 - Notizie in merito alle somme trasferite alla CIEM
s.c.p.a.
- Assessore Economia
Firmatario: Malafarina Antonio.
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà iscritta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1854 - Verifica del programma Abitare Sociale Sicilia (ASSI)
con particolare riferimento ai requisiti tecnico-economici della
società di gestione aggiudicataria.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Raia Concetta.
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1853 - Chiarimenti circa il mancato svolgimento delle elezioni
per il rinnovo del Consiglio comunale della Camera di commercio di
Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Assenza Giorgio
N. 1855 - Motivi della mancata ratifica, da parte della Regione,
del Consiglio di amministrazione dell' Ente autonomo regionale
Teatro di Messina 'Vittorio Emanuele'.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 1856 - Notizie in merito alla conclusione delle attività di cui
all'Avviso pubblico 'Percorsi formativi per il rafforzamento
dell'occupabilità e all'adattabilità della forza lavoro siciliana,
periodo 2012-2014'.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Falcone Marco
N. 1857 - Notizie sulla frana del costone roccioso avvenuta il 4
marzo 2014 nel centro di Agrigento e iniziative finalizzate
all'accertamento dello stato di calamità.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Fontana Vincenzo
N. 1858 - Chiarimenti in ordine alla formazione della graduatoria
di operatori socio-sanitari (OSS) presso l'Asp 7 di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ferreri Vanessa; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
N. 1859 - Chiarimenti sulla legittimità delle procedure adottate
in materia di edilizia sociale convenzionata per la realizzazione
in Sicilia del 'Piano Casa '.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello
N. 1861 - Chiarimenti in merito alla riorganizzazione
dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, sviluppo rurale e
pesca mediterranea.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1862 - Chiarimenti sulla situazione dei trasporti pubblici
gratuiti per gli alunni della scuola dell'obbligo in ordine al
meccanismo della compartecipazione e dei rimborsi alle famiglie con
particolare riferimento ai comuni della provincia di Siracusa.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 172 - Notizie in merito all'attivazione dei nuovi indirizzi di
studio in Sicilia per l'anno scolastico 2014/15.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 173 - Ristrutturazione ed adeguamento impiantistico
dell'immobile denominato ex Palazzo delle Finanze, sito a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 174 - Notizie in merito ai costi dei PAS (percorsi abilitanti
speciali) che i docenti privi di abilitazione si accingono a
frequentare, ed ai costi formulati dalle Università siciliane, dai
Conservatori e dalle Accademie delle belle arti.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 290 "Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori ambientali
sull'aumento della percentuale di malati di leucemia e tumori nel
territorio di Siracusa e nomina di una Commissione parlamentare
speciale di indagine e di studio in argomento", degli onorevoli
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;
La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
presentata il 16 aprile 2014;
numero 291 "Iniziative per la delocalizzazione dell'impianto
Maxcom a salvaguardia della salute della popolazione del Comune di
Augusta (SR)", degli onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Tancredi Sergio, presentata il 16 aprile 2014;
numero 292 "Riqualificazione e messa a norma dell'ex Palazzo delle
Finanze di Palermo", degli onorevoli La Rocca Claudia; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa;
Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina; Foti
Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano, presentata il 17 aprile
2014;
N. 293 "Misure urgenti relative al trasferimento dei 96 beni
immobili dallo Stato alla Regione siciliana", degli onorevoli La
Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano, presentata il 17 aprile 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
(doc. n. 146)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Proposte di modifica al regolamento delle pensioni dei deputati
(Doc. n. 146).
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Proposte di modifica al regolamento delle pensioni dei deputati
(Doc. n. 146).
Il documento tratta di modifiche al regolamento delle pensioni dei
deputati, ed è composto da due articoli. Il primo riguarda un
adeguamento del regolamento delle pensioni a quanto già disposto
dall'articolo 11 della legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1, che
così recita: Ai deputati regionali continua ad applicarsi il
trattamento previdenziale vigente basato L'Assemblea regionale
siciliana, secondo le disposizioni del Regolamento interno
disciplina i casi di esclusione, sospensione dell'erogazione dei
vitalizi nel rispetto dei principi contenuti nell'articolo 2, comma
1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174 .
E', quindi, un adeguamento ai principi del decreto Monti.
Con il secondo articolo che è stato introdotto, si tende a
superare possibili rigidità interpretative che nel caso in cui la
cessazione del mandato parlamentare fosse avvenuto in un periodo
antecedente alla fine della XV legislatura, che potrebbero
precludere l'esercizio del diritto. La norma chiarisce, infatti
che, in quest'ultimo caso, la domanda di completamento del
quinquennio contributivo possa essere presentata entro tre mesi
dalla fine della legislatura.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale e pongo in votazione il passaggio all'esame
del Documento numero 146.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla proposta di modifica tendente ad aggiungere
all'articolo 6, il comma 7.
Ne do lettura:
"Ai sensi dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale 4
gennaio 2014 n. 1 l'assegno vitalizio o la pensione sono sospesi in
caso di condanna definitiva per delitti contro la Pubblica
Amministrazione che comportino interdizione dai pubblici uffici ai
sensi degli articoli 28 e 29 del codice penale, come stabilito
dall'articolo 2, comma 1, lettera n) del decreto legge 10 ottobre
2012 n. 174, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre
2013, n. 213, fatti salvi gli effetti della riabilitazione."
In pratica, si tratta, ribadisco, dell'adeguamento del Regolamento
alla normativa del decreto Monti, già esitato da quest'Aula.
Pongo in votazione la modifica proposta. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla proposta di modifica alla "I Norma transitoria in
materia di completamento del quinquennio per la XV legislatura ,
tendente ad aggiungere al comma 1, dopo le parole sistema
contributivo", il seguente periodo:
"Nel caso in cui la cessazione del mandato parlamentare avviene
prima della fine della legislatura, la domanda di completamento del
quinquennio, di cui all'articolo 4, comma 3, del Regolamento di
Previdenza per i Deputati, vigente al 31 dicembre 2011, deve essere
presentata entro tre mesi dalla fine della legislatura."
Pongo in votazione la modifica proposta. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'intero Documento numero 146, nel testo
risultante dalle modifiche approvate.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Maggio ha chiesto congedo per
il 23 e 24 aprile 2014.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori.
VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi attengo alla
sua sensibilità e alle note capacità che ha di discernere le cose
importanti dalle cose importantissime.
Anche a nome degli onorevoli Cirone e Zito, desideravo chiederle
di prelevare il disegno di legge n. 693 Disposizioni urgenti in
materie di servizio idrico integrato e, nelle more che venga il
Governo, di incardinarlo. E' una richiesta che proviene dalla
nostra Provincia.
Anche l'onorevole Gianni che è arrivato in questo momento si
associa alla mia richiesta, altrimenti l'8 maggio la curatela
fallimentare sarà costretta a consegnare gli impianti idrici di
dieci comuni della provincia di Siracusa ad una società privata.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, per essere chiari, se l'Aula è
d'accordo - e non credo che ci siano motivi in contrario - noi
possiamo prelevare, in via eccezionale, questo disegno di legge per
incardinarlo immediatamente e dare termine per la presentazione
degli emendamenti, così da ripartire immediatamente con il disegno
di legge salva imprese, anche perché è arrivato il Governo.
Pertanto, propongo il prelievo del disegno di legge numero 693/A
"Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico integrato".
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Discussione del disegno di legge «Disposizioni
urgenti in materia di servizio idrico integrato»
(693/A)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Si passa pertanto alla discussione del disegno di
legge "Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico
integrato" (693/A) posto al numero 12).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cirone per svolgere la
relazione.
CIRONE, relatore. Mi rimetto al testo della relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Comunico che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per domani alle ore 12.00.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa alle ore 16.22)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zafarana ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia
di pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione
finanziaria alla società Riscossione Sicilia» (n. 500/A)
(Seguito)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge "Disposizioni in materia di pagamenti della Pubblica
Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossione
Sicilia" (n. 500/A) posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati diversi
subemendamenti all'emendamento. Sono dichiarati ammissibili solo
quelli contenuti nel testo giallo. Il primo, l'1.1.6 a firma
Vinciullo, D'Asero, Fontana, Germanà, Alongi e Cascio, il secondo a
firma del Governo. Peraltro, siccome gli Uffici hanno rilevato una
incongruenza fra due commi all'interno dello stesso articolo 1, già
d'intesa con il Governo, si sta procedendo ad una omogeneità tra il
comma 4 e il comma 7.
Per quanto riguarda gli emendamenti inammissibili, comunque, gli
Uffici sono successivamente a disposizione anche per dare, ma in
separata sede, l'eventuale spiegazione della loro inammissibilità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
preliminarmente - e chiedo un attimo di attenzione all'Aula ed in
particolar modo al presidente della Commissione Bilancio - far
notare che questa riscrittura contiene due questioni, anzi tre per
la verità, ma due - mi permetto di dire - sono abbastanza
preminenti.
La prima: sulla base di una relazione tecnica che viene fatta
dagli Uffici prevedendo un possibile gettito dell'imposta sul
valore aggiunto, relativamente al pagamento dei crediti, dal saldo
dei crediti a seguito la contrazione del mutuo, gli Uffici hanno
attestato una potenziale entrata di 85 milioni circa di euro di
entrate.
Il Governo, nella riscrittura, propone un utilizzo di 40 milioni
di euro di questo potenziale gettito, per erogare un contributo o
un'anticipazione finanziaria alla Riscossione Sicilia SpA.
Mi chiedo però una cosa, perché sulla base di una relazione di 85
milioni, utilizziamo 40 milioni, e non 30, non 50, non 60, non 20?
Cioè, quale è il parametro dell'iscrizione in entrata del bilancio,
di una posta, di una sopravvenienza di entrata connessa al
pagamento dei crediti vantati?
Credo che sia più corretto prevedere una iscrizione, così come fa
lo Stato del resto, fermo restando l'accantonamento, laddove questa
potenziale entrata potrà essere utilizzabile solo nel caso in cui
si realizzi effettivamente.
Ma così scritta, Assessore, noi rischiamo di avere una sorta di
bilancio - diciamo - con alcune entrate dichiarate, altre
speranzose, ma sostanzialmente con un elemento di incertezza.
Ripeto, tanto più che questa manovra la fa così lo Stato, che
iscrive nel proprio bilancio di entrata, addirittura dà copertura a
Leggi dello Stato attraverso il gettito di Iva connesso al
pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione.
Seconda questione, sempre relativa ai 40 milioni, per quanto
riguarda Riscossione Sicilia. Vorrei fosse chiaro che io sono
assolutamente d'accordo a consentire la messa in sicurezza delle
attività di Riscossione Sicilia, anche se, capisco che l'Assessore
è appena arrivato, noi stiamo prendendo dei soldi e li stiamo
immettendo in una voragine finanziaria che, o c'è un piano di
risanamento credibile, o sono soldi che noi mettiamo li ma non è
che avranno efficacia di risanamento del sistema di riscossione,
però questa è un'altra questione.
Il punto è un altro, noi stiamo prevedendo che la dove non si
dovesse determinare l'entrata, sempre relativa a quei 40 milioni di
euro, noi stiamo scrivendo nel nostro bilancio che questi 40
milioni di euro saranno dedotti, sarà utilizzata la copertura che
avevamo dati ai comuni, agli enti locali, e quindi la cosiddetta
terza rata in capo agli enti locali, potrebbe essere messa in
discussione.
Io penso che questo, dal punto di vista politico, non è una scelta
che fa dormire sonni tranquilli ai sindaci ed alle amministrazioni
che devono fare i bilanci di previsione, perché noi stiamo dicendo
ai comuni: hai X , però sappi che puoi avere X meno . Io forse
suggerirei un'altra possibile copertura rispetto alla eventualità
che non si dovessero determinare le entrate rispetto a quelle dei
comuni.
L'ultima questione è la seguente: stiamo scrivendo una norma che
scrive - figuratevi se non sono d'accordo a fare in modo che si
possa prevedere una riduzione delle aliquote fiscali in capo ai
siciliani - una norma fiscale, poiché può determinare delle
aspettative molto variabili, una norma fiscale che introduce minori
oneri fiscali o si fa, e ha efficacia, ma se scrive che si farà è
una norma che non solo non ha alcuna efficacia ma che rischia di
essere perfino un elemento di rigidità del sistema del bilancio e
del sistema contabile.
Suggerirei, pertanto, visto che il Governo sta affinando la
tecnica, l'aspetto delle scelte da fare in futuro, intanto, di
rinviarle nell'apposito strumento finanziario che è la variazione
di bilancio motivo per il quale gli eventuali futuri gettiti di
entrate e di uscita devono stare nella sede naturale, che è la
legge finanziaria o la legge di variazione, all'ordine del giorno
per la prossima settimana.
In ogni caso, eviterei di scrivere ora quanto faremo domani. Se
dobbiamo scrivere una norma, stabiliamo cosa facciamo ora. Quanto
faremo domani, lo vedremo domani, quando avremo chiari davvero
tutti i conti.
La notizia di queste ore, infatti, che il gettito previsto, a
seguito del decreto determinerà un minor gettito fiscale di
riscossione da parte della Regione, di cui ancora non conosciamo
esattamente l'importo e non conosciamo se questo importo è
compensato da parte dello Stato, dire oggi che domani ridurremo le
tasse quando, oggi, forse, dobbiamo, come andremo a fare, dare
copertura ad una minore entrata che si determina certamente a
seguito di quel decreto, starei un po' più prudente, un po' più
cauto.
Le prime due, quindi, credo siano questioni un po' dirimenti.
Spero che l'assessore potrà darmi gli elementi per superare i miei
dubbi. In particolare, il tema dei 40 milioni e non degli 85 e
l'utilizzo dei 40 milioni a copertura dei 40 milioni della terza
trimestrale dei comuni a compensare le eventuali minori entrate
dovute al gettito IVA.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché vorrei capire come stiamo
procedendo. Mi spiego meglio. Durante il termine previsto per la
presentazione degli emendamenti, ho richiesto agli Uffici dove
potevamo presentare dei subemendamenti. Mi è stato detto - e in
questo mi ricollego anche a quanto detto dal collega Cracolici che
parla di riscossione - che l'articolo 2 del disegno di legge che
stiamo trattando era stato stralciato dall'Ufficio di Presidenza
nella seduta n. 140 - se non ricordo male - e, per questo motivo, i
subemendamenti che avevo presentato non andavano bene perché
tecnicamente non esisteva l'articolo 2 che l'Ufficio di Presidenza
aveva stralciato.
Ho fatto notare che, all'articolo 1, anche la riscrittura che è
ripassata in Commissione, al comma 6, faceva riferimento
all'articolo 2.
Mi è stato detto, sempre dagli Uffici, che l'interpretazione è che
se passa la riscrittura della Commissione si ripesca l'articolo 2
che tratta dei 40 milioni che vanno a riscossione. Nella migliore
delle ipotesi, quindi, per presentare tutti gli emendamenti, poi si
vede.
Ora, visto che alcuni emendamenti questo mi è stato riferito e,
nell'eventualità che non sia così, già chiedo di prendere
provvedimenti perché lede eventualmente la mia possibilità di
presentare gli emendamenti e di verificare coi verbali precedenti
se per caso l'Ufficio di Presidenza ha stralciato in Aula
l'articolo 2.
Siccome mi ritrovo tre fascicoli dove l'unico emendamento è
questo, volevo capire, effettivamente, come stiamo procedendo,
perché ad oggi, non essendoci tutti gli emendamenti che ha
presentato il mio Gruppo, ovviamente, non siamo favorevoli a
priori; capire, quindi, come stiamo procedendo e qual è il testo
base, perché al comma 1 che abbiamo trattato in Commissione e che,
poi, senza apporre modifiche, abbiamo rimandato in Aula, abbiamo
presentato gli emendamenti correttamente a questo, quindi, vorrei e
chiudo, chiedere all'Ufficio di Presidenza non spiegazione anche
sull'inammissibilità degli emendamenti in separata sede, se
possibile, avere una relazione da presentare alla Commissione
Bilancio sul perché sono stati dichiarati inammissibili
subemendamenti all'emendamento della Commissione, quindi, capire
dove stiamo andando.
PRESIDENTE. Onorevole Ciaccio, le dico subito che è vero quello
che lei dice; nessuno può mettere in dubbio che l'Ufficio di
Presidenza aveva stralciato l'articolo 2 ma è pur vero - e non
sfugge a lei, in quanto componente della II Commissione - che il
Governo l'ha presentato come emendamento aggiuntivo. Di questo si
tratta. E' nel fascicolo sostanzialmente.
Per quanto riguarda tutte le altre questioni, riguardo
l'ammissibilità o meno, in materia molto complessa, io ad
adiuvandum, avevo detto, perchè mi rendo conto che sono stati
presentati una decina di subemendamenti proprio dal Movimento
Cinque Stelle, non era pretestuoso, pregiudizievole,
l'atteggiamento da parte dell'Ufficio di Presidenza, ma, proprio
per questo, avevo detto eventualmente che per le spiegazioni
sull'incostituzionalità o meno, in via eccezionale, si ci poteva
rivolgere agli Uffici in separata sede. Sono, comunque, dichiarati
inammissibili.
Mi vorrei riallacciare, però, all'intervento effettuato
dall'onorevole Cracolici: questa è una materia molto delicata e
tutti noi siamo convinti e consapevoli, almeno è così da più parti,
che deve essere un disegno di legge approvato il prima possibile e,
quindi, entro stasera, ci auguriamo tutti, quindi, noi tutti
dobbiamo evitare incongruenze in questa materia. Nonostante il
Governo ci abbia riflettuto, nonostante la Commissione abbia in
maniera approfondita esaminato il disegno di legge, infatti,
risultano ancora delle parti non omogenee tra di loro, quindi,
tutti gli interventi che si fanno, a mio avviso, compreso anche
quello dell'onorevole Ciaccio, sono ad adiuvandum.
Detto ciò, nelle more che arrivi - non parlerei più di emendamenti
- diciamo una ristruttura complessiva, anche se limitata, al comma
4 e al comma 7, ma anche la questione sollevata dall'onorevole
Cracolici, perché comunque quello che si dice è tutto verbalizzato
e, una volta approvato il disegno di legge, non possiamo rischiare
ulteriormente che il Commissario dello Stato rappresenti ulteriori
difficoltà, quindi, sospenderei, assessore, se lei è d'accordo,
brevemente per non oltre un quarto d'ora nelle more che il
Ragioniere generale, d'intesa chiaramente con la sua persona, ci
faccia pervenire questa riscrittura complessiva e passare
celermente alla distribuzione e all'approvazione.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, fra
gli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili, ce n'è uno
che riguarda i crediti che le piccole e medie imprese vantano nei
confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
Chiedevamo con questo subemendamento di aggiungere una pratica di
compensazione rispetto ai debiti che le stesse aziende hanno nei
confronti di Riscossione Sicilia e che queste cartelle esattoriali
venissero bloccate nel momento in cui ci trovavamo di fronte a
delle aziende che vantano dei crediti nei confronti della Pubblica
Amministrazione.
Adesso, mi sento dire da questa Presidenza che l'emendamento è
inammissibile perché, probabilmente, ravvisa dei profili di
incostituzionalità. Vorrei ricordare che questo emendamento, al
netto delle parole 'Riscossione Sicilia', che sono state
chiaramente quelle che hanno sostituito la parola 'Equitalia', è
già legge dello Stato.
Non comprendo, quindi, come un emendamento che è legge dello
Stato, in Sicilia, possa, invece, ravvisare profili di
incostituzionalità. A meno che, oggi, non sentiamo con questa
discussione che la Sicilia non è Italia, mi sembra veramente una
cosa che ha dell'assurdo.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
dal momento che in Aula c'è il Presidente Crocetta e non mi
attarderò sulla questione del provvedimento che stiamo trattando,
perché Forza Italia si è già espressa in Commissione. Noi abbiamo
consentito che il provvedimento arrivasse in Aula, ora sta al
Governo portarlo a compimento; quindi per il momento non parlerò su
questo provvedimento.
Però vorrei sottoporre al Presidente Crocetta e all'assessore
Agnello un problema che riguarda gli enti locali: la liquidità
degli enti locali.
In genere, a marzo, viene già data la prima tranche della prima
trimestralità. Siamo arrivati quasi a maggio e ancora non abbiamo
erogato nemmeno la prima tranche.
Gli enti locali, cioè i Comuni, stanno soffrendo una fortissima
crisi di liquidità, mettendo a repentaglio anche il pagamento degli
stipendi: molti Comuni ormai non pagano lo stipendio ai propri
dipendenti da oltre due mesi, al di là delle forniture.
Chiedevo, quindi - ove fosse possibile - di voler accelerare, di
voler verificare con la Ragioneria generale e procedere, di
concerto con il Dipartimento autonomie locali, previ i decreti di
assegnazione, all'erogazione di detti mandati e, quindi, alla
possibilità di pagare la prima tranche ai Comuni della Sicilia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone.
Presidente Crocetta, potrà intervenire successivamente, dal
momento che avevamo organizzato il dibattito per accelerare i
lavori.
Allora, così come deciso, sospendiamo per un quarto d'ora.
Il Governo ha fatto pervenire i due emendamenti che verranno
distribuiti.
La seduta è sospesa e riprenderà tra un quarto d'ora, ovvero alle
ore 17.00, sperando di approvare il disegno di legge il prima
possibile.
(La seduta, sospesa alle ore16.42, è ripresa alle ore 17.01)
Presidenza del Vicepresidente Venturino
La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Forzese e Bandiera hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito dell'esame del disegno di legge n. 500/A
PRESIDENTE. Si riprende l'esame del disegno di legge n. 500/A.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione
1. La Regione è autorizzata ad accedere alle anticipazioni di
liquidità previste dall'articolo 2 del decreto legge 8 aprile 2013,
n. 35 e successive modifiche ed integrazioni, convertito dalla
legge 6 giugno 2013, n. 64, sino all'importo di 140.273 migliaia di
euro per l'anno 2013 e sino all'importo di 206.859 migliaia di euro
per l'anno 2014 e dall'articolo 3 del medesimo decreto legge. A
rimborso delle anticipazioni di liquidità di cui al presente comma
si provvede mediante un piano di ammortamento trentennale.
2. Nell'anno finanziario 2014 gli oneri per il rimborso delle
anticipazioni di cui al comma 1 sono quantificati in 22.687
migliaia di euro quale quota interessi ed in 12.656 migliaia di
euro quale quota in conto capitale, così come specificati nella
tabella sottostante:
RIFERIMENTO ANTICIPAZION INTERESSI CAPITALE
NORMATIVO I
Art. 3
D.L. 35/2013 606.097.000,0 18.423.000, 10.277.000
0 00 ,00
Art. 2
D.L. 35/2013 140.273.323,0 4.264.000,0 2.379.000,
0 0 00
22.687.000, 12.656.000
00 ,00
3. Nell'anno finanziario 2015 gli oneri per il rimborso delle
anticipazioni di cui al comma 1 sono quantificati in 45.588
migliaia di euro quale quota interessi ed in 16.708 migliaia di
euro quale quota in conto capitale, così come specificati nella
tabella sottostante:
RIFERIMENTO ANTICIPAZION INTERESSI CAPITALE
NORMATIVO I
Art. 3
D.L. 35/2013 606.097.000,0 25.621.000 10.719.000
0 ,00 ,00
Art. 2
D.L. 35/2013 140.273.000,0 5.930.000, 2.481.000,
0 00 00
Art. 2
D.L. 35/2013 206.859.000,0 14.037.000 3.508.000,
0 ,00 00
45.588.000 16.708.000
,00 ,00
4. Per il triennio 2014-2016, fermo restando quanto stabilito
dall'articolo 2, comma 80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
modificato dall'articolo 2, comma 6, del decreto legge 15 ottobre
2013, n. 120, quota parte del gettito derivante dalle maggiorazioni
dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività produttive
(IRAP) e dell'addizionale regionale dell'imposta sul reddito delle
persone fisiche (IRPEF) disposte dall'articolo 1, comma 1, della
legge regionale 2 maggio 2007, n. 12, è destinato prioritariamente
alla copertura degli oneri finanziari di cui alle anticipazioni di
liquidità previste dagli articoli 2 e 3 del decreto legge 8 aprile
2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. Tali
gettiti sono stimati in 326.810 migliaia di euro per l'anno 2014 ed
in 330.515 migliaia di euro per l'anno 2015. In relazione ai piani
di ammortamento dei prestiti sottoscritti con il Ministero
dell'economia e delle finanze ai sensi degli articoli 2 e 3 del
richiamato decreto legge n. 35/2013, il Ragioniere generale della
Regione, con proprio decreto, è autorizzato ad effettuare la
puntuale imputazione degli oneri alla quota capitale ed alla quota
interessi.
5. A decorrere dall'esercizio finanziario 2017, i maggiori gettiti
di cui alle imposte richiamate al comma 4 sono destinati
prioritariamente alla copertura degli oneri finanziari derivanti
dalle anticipazioni di liquidità previste dagli articoli 2 e 3 del
decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno
2013, n. 64, fermo restando che l'eventuale riduzione delle
aliquote deve garantire la copertura finanziaria degli oneri
derivanti dai prestiti contratti ai sensi degli articoli 2 e 3 del
succitato decreto legge n. 35/2013.
6. In applicazione del presente articolo, sono introdotte nel
bilancio della Regione le variazioni di cui alle annesse tabelle
A e B .»
PRESIDENTE. Si passa all'esame del fascicolo blu.
Comunico che all'articolo 1 che è stato presentato dagli onorevoli
Giovanni Greco, Lo Sciuto, Lombardo e Federico l'emendamento 1.2,
soppressivo dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. L'onorevole Ciaccio aveva presentato identico
emendamento, perché non si trova?
PRESIDENTE. Gli Uffici mi dicono che l'emendamento dell'onorevole
Ciaccio era soppressivo della riscrittura, mentre questo è
soppressivo dell'articolo.
Sono, quindi, due cose diverse. Comunque, grazie onorevole
Vinciullo, per averlo segnalato.
Si passa all'emendamento soppressivo 1.2, a firma dell'onorevole
Greco Giovanni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giovanni Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
presentare un emendamento soppressivo è chiaro ed evidente che per
me si tratta di un disegno di legge da non approvare, intanto
perché noi diamo in eredità ai giovani di pagare questo debito loro
per trent'anni, non noi; inoltre, non vedo l'utilità di questo
disegno di legge poiché si dice che serve per liberare circa 40
milioni di euro per poterli utilizzare nella cosiddetta Finanziaria
bis.
Sono convinto che andando a fare un esame più circostanziato di
tutti gli articoli della Finanziaria che ha presentato il Governo,
penso che questi 40 milioni - così come abbiamo trovato tagli per
oltre centinaia e centinaia di milioni - potremmo risparmiarli
cominciando dalla Presidenza, della quale si onora di fare parte.
Dai documenti che ho in possesso si evince quello che spendete
voi della Presidenza, vi dovete un po' vergognare, perché noi
stiamo per approvare un atto con il quale si chiedono sacrifici ai
siciliani e poi si vede cosa finanzia la Presidenza, glielo leggo,
e guarda caso sono tutte delle provincia di Messina, Trapani e
Catania, ossia Presidente e Vicepresidenti - se sono vostre queste
progettualità - leggo quelli più costosi.
Attribuiamo 4.000 euro per festeggiare S. Francesco di Paola a
Messina; nella città di Milazzo ad una manifestazione tutta
internazionale diamo 5.000 euro; all'Arcidiocesi di Palermo - visto
che è poveretta - diamo 1.500 euro per la processione del Venerdì
Santo; alla manifestazione Un goal per la solidarietà 2.500 euro;
10.000 euro al Congresso nazionale della Società italiana di
otorinolaringoiatria che, normalmente, questi soldi li dà una casa
farmaceutica - ma no 10.000 - però noi gliene diamo altri 10.000
euro e poi andiamo ad approvare delle norme di legge per mettere a
carico dei siciliani un mutuo così gravoso da pagare in circa 30
anni.
Pertanto, dichiaro il mio voto contrario e chiedo il voto segreto
su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole La Rocca. Ne ha
facoltà.
LA ROCCA Claudia. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
relativamente a questa anticipazione di liquidità - se proprio non
vogliamo chiamarlo mutuo - al decreto legge n. 35, all'articolo 2,
si fa riferimento nello specifico leggo testualmente: "Alla
presentazione di un piano di pagamento e dei debiti certi liquidi
ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012, ovvero dei debiti per
i quali sia stata emessa fattura o richieste equivalente di
pagamento entro il predetto termine".
Il Governo, però, nella relazione tecnica al disegno di legge n.
500, che discutiamo oggi, precisa che i debiti da pagare potranno
essere diversi rispetti a quelli identificati per avere accesso
all'anticipazione di liquidità, dando priorità ai debiti più
antichi e potranno inoltre essere pagati debiti fuori bilancio,
ovviamente nessuno mette in discussione il fatto che sia giusto
pagare i debiti, ma pare assodato che il motivo che spinge
all'accesso a questo mutuo è prevalentemente la necessità di
liquidità per le casse regionali rispetto a quanto previsto dal
citato decreto legge n. 35.
Preso atto di questo, però, riteniamo sia legittimo porsi delle
domande e, soprattutto, avere delle risposte adeguate da parte del
Governo, che non vedo presente in Aula.
Ad esempio, il Governo, in particolare, per i debiti della sanità,
quindi, con le grosse aziende, ha provveduto a fare degli accordi
transattivi ovvero a provare a rinegoziare questo debito con le
grandi aziende oppure non ci ha neppure provato, perché noi non
abbiamo avuto nessuna risposta da parte dell'ex assessore Bianchi.
Altro elemento importante, ci risulta che la Regione abbia un
problema non indifferente di erosione, quindi, mancate entrate
relative al gettito Irpef, ovvero affluiscono nelle casse regionali
solo il 61,44 per cento; questo significa che la Regione, facendo
dei calcoli, perde circa 3 miliardi di euro, dato che si evince
dalla stessa relazione tecnica del Governo alle variazioni di
bilancio.
Alla luce di questo, quindi, ci chiediamo come il Governo abbia la
fretta di incorrere in questo nuovo mutuo di un miliardo, ma non
sembra avere avuto la stessa fretta nel portare avanti con forza
questo annoso argomento a Roma, cosa che chiediamo oggi presentando
in questa sede stessa un apposito ordine del giorno.
Con l'occasione volevo invitare il Presidente della Commissione
Bilancio, onorevole Dina, a far partire realmente le tre
sottocommissioni, delle quali una dovrebbe parlare proprio del
tema delle entrate tributarie che riteniamo essere un argomento
prioritario per la Regione siciliana.
Infine, giusto per essere un po' lungimiranti, perché la politica
dovrebbe essere questo, dovrebbe essere lungimirante, chiediamo al
Governo quali misure intenda portare avanti per evitare il futuro
indebitamento oppure, fra altri due o tre anni, ci ritroveremo a
chiedere un altro mutuo di un altro miliardo da fare pagare ai
nipoti dei nostri nipoti, visto che questo durerà trent'anni.
Giusto per l'occasione, si potrebbe partire semplicemente
dall'applicazione dell'articolo 14, della legge 11/2010, "Misure
relative alla trasparenza dei conti pubblici", in particolare con
il comma 1 si chiede - leggo sempre testualmente - che entro il
mese di febbraio di ogni anno il Governo presenti all'Assemblea una
relazione dettagliata della situazione economico-finanziaria
relativa all'anno precedente degli istituti, delle aziende, delle
agenzie, dei consorzi, degli organismi ed enti regionali sottoposti
a tutela della Regione o che, comunque, usufruiscono dei
trasferimenti da parte della stessa , cosa che attualmente non è
applicata.
Al comma 7, in particolare, si stabilisce il decadimento
dell'incarico nei confronti dei dirigenti che adottino
provvedimenti privi di copertura e che nel triennio successivo non
possa loro essere conferito altro incarico in posizione analoga o
superiore. Anche in questo caso presenteremo oggi stesso un ordine
del giorno per fare questa richiesta al Governo, nella speranza che
quest'Aula, un po' distratta, e il Governo, altrettanto distratto,
possano accogliere.
Per tutti questi motivi appoggiamo l'emendamento presentato
dall'onorevole Greco. Grazie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
assessori, in quanto componente della Commissione Bilancio avrei
voluto contrastare quanto dichiarato spesso dal Presidente della
Regione non sono nel suo ultimo intervento, ma ogni qualvolta apre
bocca, perché forse il Presidente non sa che quando lui divaga,
spara numeri, l'intera Commissione, a partire dagli assessorati e
dirigenti, si mettono a ridere. Questo per me è un grande problema
anche perché ne vale dell'immagine di tutta la Regione.
Questo lo dico come premessa per informare il Presidente della
considerazione che non solo gli assessori, ma anche i suoi
dirigenti e la sua squadra, quanto meno quella precedente, non
posso parlare di quella attuale, hanno dello stesso Presidente.
Voglio andare oltre, non voglio parlare delle fantasie, del mondo
immaginario e dei numeri che il Presidente ogni volta, non solo in
quest'Aula, in questo Parlamento, parla di fanta-numeri, ma,
entrando nel merito dell'ammazza Sicilia, che noi stiamo
trattando, voglio citare lo scrittore Clemens il quale disse:
prima raccogli i fatti, così in seguito potrai distorcerli come ti
pare
Ecco quello che fa il Presidente, distorce i fatti tanto nessuno
si permetterà mai di smentirlo in maniera seria, forse perché
troppo occupati a mantenere le poltrone, o a litigare per avere
qualche assessorato, e questo il Presidente lo sa, ne fa il suo
vanto e la sua forza.
Comunque, questo provvedimento legislativo, come ricordato in
parte dalla collega La Rocca e dall'ex Assessore e anche
recentemente dal nuovo Assessore al bilancio, serve a sostenere in
maniera credibile - ha utilizzato questo termine - la copertura
finanziaria dell'anticipazione o come giustamente è stato definito
del mutuo, perché chiediamo delle somme, anticipiamo delle somme
nostre, le ridiamo in 30 anni con interessi.
Lei sostiene che questo indebitamento sulle spalle dei siciliani
ha come funzione principale quella di immettere liquidità nel
sistema, che ha un problema di cassa, e nel contempo di salvare o
pagare le imprese, questo è falso, niente di più falso e il
Presidente lo sa benissimo, ma come sempre distorce la realtà.
Vorrei fare in primis a me stesso un pò un excursus di questo
provvedimento legislativo. A luglio del 2013 propone lo stesso
identico provvedimento che viene bloccato ancora prima di arrivare
in Aula,perché aumentava le tasse e, quindi, la fantomatica
maggioranza gli ha detto di fermarsi.
Quindi, prova a distorcere nuovamente la realtà per farlo apparire
diverso, puntando l'attenzione sulle imprese che vanno pagate e lo
ripresenta a dicembre del 2013, dicendo che non aumenta le tasse,
le congela per trent'anni - anche questo, comunque, falso - era lo
stesso identico provvedimento di luglio, con qualche ritocchino sui
numeri, pure errati anche quelli, ma ripeto, sui numeri il
Presidente non è un mago, ma sappiamo che i numeri appunto non
sono il suo forte e, quindi, ritenta nuovamente.
In ogni modo, per cercare di farlo approvare chiede aiuto alla
personalità multipla e schizofrenica della sua maggioranza e grazie
al nostro intervento a dicembre non passa.
Oggi siamo ad aprile e ci ripresenta lo stesso identico
provvedimento, con la farsa che lo rimandiamo in Commissione, lui
lo riscrive, questo giochetto oramai lo vediamo da quasi un anno
per far decadere gli emendamenti e ogni volta - come è stato
citato precedentemente dal sottoscritto - l'articolo 2, che era
stato soppresso, con la riscrittura rinasce.
In questo anno pur di pensare al rilancio di questa Terra si è
concentrato in accordi di poltrone e poltroncine pur di ottenere
dei suoi personali risultati, soprattutto di non andare a casa; noi
ci abbiamo provato con una mozione e ci proviamo costantemente.
Abbiamo proposto quest'anno di riformare in maniera strutturale la
Regione, per dare liquidità e saldare le fatture arretrate, saldare
quindi tutti i debiti, non quelli che questo provvedimento cita
prioritariamente e certificati ante 31 dicembre 2012.
Abbiamo proposto, come ha accennato la collega La Rocca, la
transazione del debito, però l'Assessore Valenti, che è stato pure
promosso a Vice Presidente della Regione, ha rifiutato con
deliberazione numero 343 del 9 ottobre 2013 la transazione da parte
di Telecom ed Enel, che loro stessi chiedevano, pur di avere quelle
somme, di venire incontro alla Regione e di abbassare il debito che
noi avevamo; però questo è stato rifiutato, con la scusa che il
servizio Enel o Telecom poteva essere interrotto, ma loro stessi lo
avevano proposto, quindi lo ritengo assurdo.
In questo, forse, le transazioni se vengono fatte in questo modo
non sono state prese in considerazione per questo motivo, però su
questo stiamo provvedendo a dare l'emendamento alla Corte dei
Conti.
Bypasso il contesto delle auto blu, dei risparmi che si possono
attuare e che non si sono fatti; la sospensione di tre anni dei
comandati e consulenti, che non si vuole fare; ammodernamento della
Pubblica Amministrazione, il F.A.M.P., che non si vuole fare;
dirigenti esterni, l'ultima il Segretario Generale condannato dalla
Corte dei Conti per lui è una semplice multa; pensioni d'oro come
molti quotidiani hanno riportato; una Giunta tecnica; settore
sanitario porterebbe un risparmio di 200 milioni solo ora se ne
stanno rendendo conto; il rapporto dirigenti-dipendenti; anche la
riduzione dell'Assemblea e questo io le faccio un appello signor
Presidente, perché corre voce e vorrei che la Presidenza stessa
smentisca, per quanto riguarda la busta paga del Segretario
Generale, per vedere se effettivamente la busta paga corrisponde
con quanto scritto, mi dicono di no, e se è stato rispettato il
taglio del 20% che era previsto; o riduzioni del vetusto sistema
Icaro, oramai bypassato che ci costa diversi soldi, quindi, se può
rendere noto queste spese quanto valgono.
Quello che volevo sottolineare non era tanto quello che abbiamo
proposto a questo Governo, che costantemente è stato messo da
parte, ma volevo che questo Governo si facesse portavoce di un
principio fondamentale che chi ha sbagliato paghi; se ha sbagliato
la Regione per il mancato trasferimento, che paghino i dirigenti
dell'amministrazione e non che firmino qualsiasi cosa
La stessa cosa se c'è una mala gestio, per qualsiasi cosa - ripeto
- chi ha sbagliato in questa Regione deve pagare perché non è
giusto indebitare per trent'anni i siciliani a pagare le colpe
degli altri.
Per questo motivo sosteniamo l'emendamento di soppressione che è
stato ripresentato dalla Commissione e ci auguriamo che tutti i
colleghi lo sostengano.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dipasquale ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 500/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.2 a firma dell'onorevole
Giovanni Greco.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giovanni Greco ha chiesto che
la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Invito a procedere alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Cancelleri, Cappello, Ciancio,
Formica, G. Greco, Ioppolo, G. Milazzo, Palmeri, Siragusa, Tancredi
e Trizzino, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota a favore
dell'emendamento, quindi alla soppressione dell'articolo 1, prema
il pulsante verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si
astiene prema il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 50
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 21
Contrari 28
(Non è approvato)
Si passa alla riscrittura dell'articolo 1 da parte della
Commissione, emendamento 1.1. Comm (fascicolo giallo).
Si procede all'esame dei subemendamenti all'emendamento 1.1 Comm.
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
- dagli onorevoli Vinciullo, D'Asero, Fontana, Germanà, Alongi e
F. Cascio: 1.1.6 Comm;
- dal Governo: 1.1.7 Comm, 1.1.8 Comm e 1.1.9 Comm.
Comunico che sono stati presentati i subemendamenti 1.1.8.Comm e
1.1.9.Comm, a firma del Governo.
AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AGNELLO, assessore per l'economia. Signor Presidente, solo per
precisare che si tratta di emendamenti tecnici, finalizzati a
chiarire la norma.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi
era stato annunciato, per quanto riguarda la riscrittura dei commi
4 e 7, per i quali occorreva fare un coordinamento, che il
Presidente dell'Assemblea aveva dichiarato una incongruenza tra i
commi 4 e 7, dopodiché leggo l'emendamento presentato del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, li stiamo distribuendo, lei ha
preso la parola subito, lei stava parlando perché ha soltanto
ricevuto il subemendamento l'1.1.8, ma ce n'è anche un altro, il
subemendamento 1.1.9 che dovrebbe avere in mezzo al fascicolo.
Sospendo la seduta per 30 secondi.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.26, è ripresa alle ore 17.27)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo la seduta, comunico
che sono in distribuzione i subemendamenti 1.1.8 Comm e 1.1.9
Comm.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, avevo
posto delle riflessioni, degli interrogativi e non mi pare che gli
emendamenti presentati dal Governo risolvano il problema che avevo
posto, può darsi che il problema che pongo sia irrilevante, mi pare
però che così non è.
Intanto, scriviamo in una norma che ci impegniamo a ridurre le
tasse ed è una bella dichiarazione di intenti. Vorrei ricordare,
però, che in materia tributaria, i tributi sono una materia assai
delicata perché costituiscono certezza di presente e di futuro e
suggerisco al Governo di fare una norma snella senza barocchismi.
Noi stiamo utilizzando le aliquote in atto vigenti sulle
maggiorazioni IRPEF e IRAP, all'interno di quelle aliquote
provvediamo a dare copertura al mutuo, questo è l'intento della
norma, lo dico perché si creano legittime aspettative da parte dei
contribuenti per i quali si possono aprire contenziosi, meno si
dice in materia tributaria, meglio è.
Inoltre, da questo punto di vista il quesito che ponevo era di
asciugare la norma, non di introdurre principi che magari per
ragioni pseudopolitiche, ma che fanno a cazzotti con il diritto
commerciale e con il diritto tributario L'altra questione vedo che
con quest'emendamento in realtà si stabilisce o IRPEF, o IRAP, uno
dei due è il tavolo di negoziazione.
Però, anche lì: è obbligatorio - mi rivolgo anche agli Uffici -
prescrivere una norma che stabilisce nel caso in cui, avendo noi
scritto scusate, delle due l'una: o l'entrata che stiamo scrivendo
in bilancio non esiste Ma se scriviamo in bilancio l'entrata di 40
milioni di euro e io ho posto la questione perché 40 e non 85,
così come la relazione tecnica ci dice? Mi si dice in via
prudenziale . Va bene Ma se scriviamo 40 milioni, mi spiegate
perché dobbiamo scrivere che nel caso in cui non si determinano le
entrate faremo fronte con la terza trimestrale dei Comuni?
Se non si determinano le entrate ci sarà un buco di bilancio. Non
si può dire: però faccio fronte con una legittima aspettativa dei
Comuni, che stanno facendo i bilanci di previsione, ai quali
diciamo ti daremo tanto, però non è detto.
Quindi siccome scriviamo in bilancio 40 milioni di entrate, se è
scritto in bilancio è entrata Non ci dobbiamo giustificare se poi
non entrano vediamo che succede Se poi non entrano sarà, o nel
corso dell'anno, o in sede di chiusura dell'esercizio, compensata
con le forme tipiche del bilancio della rendicontazione.
Infine - e quello che pongo è un tema delicato, che riguarda gli
effetti sull'articolo 2 - premetto che sono d'accordo che bisogna
salvare Riscossione Sicilia. Ma la domanda è: siamo sicuri che
l'istituto dell'anticipazione finanziaria è lo strumento migliore
per fare questa operazione? Perché dico questo? Perché stiamo
buttando 400.000 euro Li stiamo buttando: 400.000 euro come oneri
degli interessi al tesoriere Cioè noi stiamo prevedendo che dei 40
milioni che anticipiamo a Riscossione Sicilia, 400.000 euro sono
gli interessi che stiamo andando a coprire con il fondo globale per
le nuove iniziative legislative. Siamo sicuri che è l'anticipazione
la strada con la quale noi salviamo Riscossione Sicilia, e non,
come io penso potrebbe essere realizzata, con una
ricapitalizzazione di Riscossione Sicilia? Ricapitalizzazione
attraverso la quale fare fronte alle passività della gestione di
Riscossione Sicilia stessa. Io mi chiedo: ma perché dobbiamo
buttare 400.000 euro di interessi? Solo per l'operazione di
un'anticipazione che tra l'altro non sappiamo se sarà restituita,
diciamocelo con grande onestà Ma certamente il dato è che 400.000
euro è certo che li spenderemo. Forse avremo 40 milioni di euro
indietro, ma i 400.000 euro li avremo buttati Siamo sicuri che
questa è la strada che dobbiamo intraprendere? Ecco perché io ho
posto le questioni all'inizio. Ripeto: le entrate: stiamo scrivendo
in bilancio 40 milioni di euro, quindi non capisco perché dobbiamo
scrivere che faremo fronte con la terza trimestrale.
La questione che ho posto prima, relativamente alla
manovra insomma, pongo dei temi Io non ho fatto nessun
emendamento, sia chiaro eh Perché questa è una norma così tecnica
dove non c'è il gioco dell'emendamento d'aula, ma vorrei suggerire:
primo, di essere asciutti; più asciutti si è più è credibile la
norma, perché altrimenti rischia di essere una norma manifesto'
anche di complicata gestione dal punto di vista procedurale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici.
AGNELLO, assessore per l'economia. Per quanto riguarda la clausola
di salvaguardia è prevista dalla legge 196 del 2009 e lo fa anche
il Governo per cui eravamo tenuti a farlo. Per quanto riguarda gli
85 milioni ho già spiegato che è un atteggiamento prudenziale nei
confronti del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1.8, al quale sono
annesse delle tabelle
CRACOLICI. Signor Presidente, posso presentare dei sub-emendamenti
al testo del Governo? Vorrei sapere come devo affrontare il tema
che ho posto. Ho chiesto al Governo di rispondermi.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, per quanto riguarda il problema
che lei aveva posto nel fascicolo giallo vi è l'emendamento 1.1.6
che ripristina gli 85 milioni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non vorrei che al punto in cui
siamo dobbiamo fare la gattina frettolosa che fa i gattini ciechi.
Pongo nuovamente la domanda. Noi, con l'emendamento che scrive il
Governo, stiamo scrivendo in Entrata del bilancio della Regione 40
milioni di euro provenienti da questa attività di sopravvenienza
attiva dell'IVA che pagheranno le aziende.
Se questa entrata si determina perché la iscriviamo in bilancio,
non c'è alcuna ragione per dire che i 40 milioni che stiamo
anticipando a Riscossione Sicilia, qualora non entreranno, ma noi
li stiamo iscrivendo, state mettendo a rischio l'approvazione
della norma perché qualora non entreranno questi soldi, ma noi
stiamo iscrivendo che entreranno, utilizzeremo la rata dei comuni,
la terza trimestrale.
Delle due l'una. O stiamo iscrivendo una entrata fasulla o lo
stiamo dicendo noi, o stiamo dicendo che c'è una entrata e quella
entrata la erogheremo a favore di una anticipazione di Riscossione
Sicilia. Spero di essere stato chiaro nel porre la prima
questione.
Seconda questione: se noi concediamo questi 40 milioni di euro a
'Riscossione Sicilia', essendo questa una società per azioni al 99
per cento partecipata dalla Regione è sicuro che la strada
dell'anticipazione è una strada efficace nei termini che oltre ai
40 milioni noi stiamo mettendo 400 mila euro del bilancio della
Regione con cui dovremo pagare l'onere finanziario al tesoriere.
Siamo sicuri di non fare un danno all'amministrazione perché stiamo
regalando 400 mila euro alla gestione di tesoreria. Secondo me, se
fosse valutato che, visto che l'abbiamo fatto in altri momenti, noi
Riscossione Sicilia l'abbiamo ricapitalizzata, attraverso la
ricapitalizzazione abbiamo fatto fronte agli oneri della gestione
di Riscossione stessa.
Poi la storia della prudenza - non prudenza.
Prendo atto che in via prudenziale iscriviamo 40 milioni, ma se li
iscriviamo non possiamo avere dubbi sull'efficacia delle entrate
perché siamo noi a mettere a rischio.
Come posso affrontare questo tema, con un emendamento, un sub-
emendamento, posso fare un sorteggio?
AGNELLO, assessore per l'economia. Mi spiego meglio. Il motivo per
cui noi mettiamo questa clausola di eventuale restituzione dipende
dalla legge. Siamo tenuti a farlo perché è previsto dalla legge 190
del 2009.
Quindi il motivo è questo. Non è una questione discrezionale, ma
essendo le maggiori entrate legate ad un gettito IVA presunto,
perché è un immissione dovuta alla maggiore immissione di denaro
nel circuito, la norma prevede questa clausola che noi abbiamo
scritto. Quindi è una clausola dovuta per legge. Non abbiamo nessun
timore ma lo dovevamo fare. Questo sul primo aspetto.
Secondo punto: riscossione Sicilia è una società che necessità di
liquidità. Riscossione Sicilia ha bisogno di liquidità immediata. I
due aspetti sono svincolati, il maggior gettito IVA serve a pagare
eventuali crediti che il Governo analizzerà e quindi ha un aspetto
di carattere economico. L'articolo 2, della presente norma, fa
fronte invece ad un altro aspetto che è di natura di liquidità. Voi
sapete meglio di me che le aziende esistono se esiste la liquidità,
senza liquidità l'azienda non può esistere. Arriva un momento in
cui il Governo deve far fronte a questi aspetti perché si tratta di
società di capitali che evidentemente devono rispondere ad un
Codice civile e ad una norma, senza la quale non possono esistere,
quindi è un atto di legittimo intervento che ha un costo, ma che è
doveroso, perché diversamente la società si troverebbe in una
impossibilità di andare avanti, diciamo che avrebbe bisogno di
denaro. Ecco questi sono i due elementi di risposta.
PRESIDENTE. Grazie, assessore. Onorevole Cracolici volevo
rassicurarla. Lei ha uno strumento per potere esprimere la sua
posizione che è quello del voto. Quindi voterà alla fine in base
alle sue valutazioni.
CRACOLICI. Grazie del suggerimento, Presidente.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.1.8. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 1.1.6 a firma degli onorevoli Vinciullo
e D'Asero.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, io non solo non lo ritiro, ma
intendo riaffermare la validità dell'emendamento. E lo voglio fare
in maniera dettagliata, anche perché non comprendo il motivo per il
quale stiamo già rinunciando a priori a quarantacinque milioni di
euro.
L'articolo 3 del decreto legge 325/2013 dà la possibilità di
contrarre un mutuo per 606.097 milioni. L'articolo 2, sempre dello
stesso decreto legge, 340.873 milioni. L'articolo 2, sempre del
medesimo decreto legge, per 206.859 milioni. La somma, che è
l'intera somma che stiamo andando a contrarre come mutuo, è pari a
953.229 milioni.
Cosa abbiamo detto in tutti questi mesi, in tutti questi giorni in
Commissione? Che si ritiene che almeno il 60% delle società che
percepiranno le somme da parte o delle ASP o dei comuni o della
Regione hanno sede in Sicilia. Di conseguenza, di questi 953
milioni di euro almeno 571.937 milioni rimarranno in Sicilia. Su
questa somma, che rimarrà in Sicilia, va applicata l'aliquota.
Ebbene, lo Stato ha calcolato che l'aliquota media che verrà
utilizzata e che potrà essere utilizzata si aggira intorno al 15%.
Pertanto, assessore, se oltre lo Stretto di Messina l'aliquota è il
15%, perché sotto lo Stretto di Messina noi dovremmo rinunciare a
priori a 45 milioni di euro?
Allora, proprio per la necessità torno a ribadire di allineare la
stima che ha fatto lo Stato alla Regione Sicilia e le chiedo e
chiedo all'Assemblea tutta di usare gli stessi parametri che sono
stati utilizzati a livello nazionale. E vorrei, se è il caso,
invitare l'assessore a fermarsi per confrontarsi con il Ministero
con cui io ho parlato e che ritiene essere congrua la stima del 15%
per arrivare a una conclusione: quant'è il 15% di 571.937.400 mila
euro, esattamente 85.790,610 mila euro.
Bene A livello prudenziale io ho tolto ulteriori 290 milioni di
euro e alla fine la somma che viene fuori è 85 milioni e 500 mila.
Di questi il Governo 40 milioni li ha già impegnati ed è passata la
proposta anche in Commissione Bilancio, ne rimangono ulteriori 45
milioni di euro.
In un momento in cui sembra che il Governo nazionale stia
tagliando ulteriormente le risorse destinate alla Sicilia, in un
momento in cui abbiamo difficoltà a pagare i forestali, a pagare
gli enti che operano effettivamente nel settore dei diversamente
abili, penso ai ciechi ed ai sordi, io avevo preparato questo
emendamento attraverso il quale questi 45 milioni e mezzo di euro
vengono destinati al pagamento dei forestali, dal momento, come è
noto a tutti, abbiamo gravissime difficoltà anche ad iniziare la
nuova attività ed è chiaro che la nuova attività non la possiamo
iniziare a luglio quando i boschi cominceranno a bruciare e in
subordine di destinare una parte per la salvaguardia
dell'equilibrio di bilancio e che significa che li possiamo
utilizzare anche per altri fini. Però il fine principale di questa
ulteriore somma era 45 milioni di euro.
Io, vede Assessore, io dico, con certezza, non solo che i conti da
me presentati sono corretti, ma quella certezza di essermi
confrontato a livello nazionale con il Ministero di riferimento che
sembra concordare con i dati da me forniti. Non capisco quindi il
motivo per il quale a priori dovremmo rinunciare a 45 milioni di
euro. Del resto, se prudenziale, e si fonda solo su ragionamento, è
quello di 40 milioni di euro, credo che anche è prudenziale sia
quella di 85 milioni e mezzo di euro dal momento che abbiamo,
comunque, sfornato una cifra di circa 300 mila euro che dovrebbe
comunque compensare il minore introito da parte dell'IVA.
Capisco che questo ragionamento l'avrebbe dovuto fare i deputati
della maggioranza e non un deputato dell'opposizione, ma io in
questo momento sono il deputato della Sicilia e quindi mi sento in
dovere di segnalare al Governo, di segnalare al Governo questa
possibilità di ulteriori introiti che potrebbero consentire anche
di chiudere facilmente il bilancio della Regione e di destinare,
fin da adesso, una parte importante di queste somme, almeno per
fare partire coloro i quali dovendo compiere 150 giorni se non
partono immediatamente non saranno nemmeno nelle condizioni di
potere svolgere il minimo garantito per legge, nonché la invitavo
a riflette sul fatto che da qui a qualche giorno partiranno gli
incendi e i boschi che abbiamo costruito e realizzato con tante
risorse verranno sperperate per sempre. Grazie.
GRECO Giovanni. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.1.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Assenza, Ferreri, Fontana, Formica, G.
Greco, Ioppolo, Lombardo, Musumeci, Tancredi e Trizzino, indìco la
votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1.6.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Si tratta di accantonamenti del fondo globale. Poi
bisogna fare la legge per poterli utilizzare.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 62
Votanti . 59
Maggioranza 30
Favorevoli 25
Contrari 34
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento del Governo 1.1.9. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.1.7, contenuto
nel fascicolo giallo, è assorbito dall'emendamento appena votato.
Si passa alla riscrittura dell'articolo. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole, a maggioranza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la riscrittura dell'articolo nel
testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo, contenuto nel fascicolo
bianco, sul tema della riscossione.
Comunico che allo stesso sono stati presentati due sub-
emendamenti di cui uno è inammissibile.
Si passa all'emendamento A1.1, a firma dell'onorevole Falcone ed
altri.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione e relatore. Contrario, a
maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, scusate, ho commesso un errore. Le modalità di
votazione, onorevoli colleghi voi sapete meglio di me, vanno con il
parere del Governo. Vi sto chiedendo di prendere atto di un errore
umano che ho commesso, può capitare ..
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi appello al nostro Regolamento,
quando si verificano irregolarità il Presidente, apprezzate le
circostanze, può annullare la votazione e disporre che si ripeta.
Siccome ho commesso io questa irregolarità, lo pongo nuovamente in
votazione.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario, a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.1, cioè la
riscrittura così come modificato.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, lei deve farci la cortesia, noi
non è che stasera stiamo approvando qualcosa che fa sorridere, è
una legge rigorosa E lo sa qual è l'aspetto che ci mortifica di
più? Il fatto di vedere che due deputati danno ordini alla
Commissione e all'Assessore: parere favorevole, parere contrario.
Vuole, per cortesia, fare in modo che tutti i deputati si vadano a
sedere al loro posto e facciano il loro dovere come è giusto che
sia? E' possibile mai che abbiamo due vigili urbani?
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la ringrazio per questo
GRECO Giovanni Lei ha sbagliato proprio perché quel deputato le
dice sì, no. Io non voglio fare il nome dei due deputati perché è
mortificante.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, io la ringrazio per avere ricordato a
quest'Aula che forse ogni tanto sarebbe meglio stare tutti seduti.
Io faccio ammenda, ho commesso un errore, guardando le carte mi
sono distratto, tutto qui.
Pongo in votazione l'emendamento A1, così come modificato con
tutte le tabelle annesse.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, Assenza, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio,
Clemente, Fazio, Ferreri, Foti, G. Greco, Ioppolo, La Rocca,
Mangiacavallo, Musumeci, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino e
Zito, indìco la votazione per scrutinio nominale dell'emendamento
A1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 33
Contrari 22
Astenuti 2
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cordaro ha dichiarato che
avrebbe votato favorevolmente ma che, per un malfunzionamento del
sistema elettronico di votazione, il mio voto non risulta
registrato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 256 "Misure volte ad impedire in futuro ulteriori ritardi nel
sistema dei pagamenti, nonché l'applicazione dell'art. 14 della
l.r. 11/2010", dell'onorevole La Rocca e di tutti i deputati del
Movimento Cinque Stelle;
- n. 257, degli onorevoli Falcone, Savona, Federico, Figuccia,
Assenza e Pogliese.
Si passa all'ordine del giorno n. 256. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato presentato
- o sta per arrivare - un ordine del giorno riguardante le borse di
studio 2011/2013 e i debiti pregressi alle Università. Dal Gruppo
mi dicono che è stato depositato, vorrei, pertanto, chiedere un
minuto di verifica perché insieme all'onorevole Grasso, Clemente ed
altri, avevamo chiesto di farlo inserire nel corpo della legge. Ci
avevano convinto le ragioni del Governo circa la difficoltà che una
misura di questo tipo, anche se per una cifra parziale, il totale
di 18 milioni di euro, sarebbe stata in una prima trance di 8
milioni di euro, che questo avrebbe potuto creare dei problemi in
sede di validazione della norma, e quindi abbiamo convenuto - il
collega Clemente insieme a noi, in Commissione bilancio - di
presentare un ordine del giorno che sarebbe stato fatto proprio dal
Governo nella prima occasione in cui si tornava a discutere di
legge finanziaria.
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, conosciamo già il contenuto, e ne abbiamo discusso in
Commissione, quindi, sostanzialmente, c'e una condivisione
generalizzata su questa proposta. Il Governo ha già recepito,
tant'è che nelle variazioni di bilancio intende proporre ed
emendare in Commissione questa vostra richiesta. Consideriamola, al
di là dell'atto formale, approvata a recepita, e fra l'altro è
registrata la dichiarazione del Governo, così come la sua
posizione, onorevole Cordaro.
CORDARO. Signor Presidente, preso atto dell'impegno del Governo,
se lei lo ritiene possiamo andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato presentato dall'onorevole
Falcone, Savona, Figuccia, Assenza, ed altri l'ordine del giorno
numero 257, che vi leggo brevemente.
In considerazione del proliferare di notizie riguardanti bandi,
concorsi, selezioni in essere presso diversi Assessorati della
Regione Siciliana; considerato che le predette notizie potrebbero
viziare il sereno andamento della campagna elettorale per le
elezioni amministrative ed europee del prossimo 25 maggio; al fine
di restituire serenità al corpo elettorale; impegna il Governo
della Regione ad impedire ad ogni ramo dell'Amministrazione la
diffusione di notizie circa la selezione di personale, e/o la
proposizione di bandi, che prevedano ogni qualsivoglia genere di
assunzioni, fino al completo svolgimento delle elezioni
amministrative ed europee del 25 maggio .
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente. onorevoli colleghi, approfitto
dell'occasione circa l'argomento trattato, e mi rivolgo al
Presidente Crocetta. Con la Giunta nuova mi è corsa voce che c'è
qualche Assessore, che con dei bandi già scaduti, ha riaperto i
termini. Presidente, secondo me dovrebbe fare una circolare in tal
senso perché, una cosa del genere - qualora si dovesse verificare -
non le fa certo onore.
Se è vero che è successo questo, , e lei da le istruzioni
necessarie affinché questi bandi non vengano riaperti, noi facciamo
tutti con serenità la campagna elettorale.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, onorevole Greco, la ringrazio per avere posto la
questione. Io considero già metodologicamente errata qualsiasi
riapertura dei termini, in ogni caso, a meno che non ci sia un
vizio formale che porti all'annullamento del bando, che è un'altra
cosa diversa. Questo lo prevede la legge, ma l'apertura dei termini
è un'attività pericolosa e persino sospetta, figurarsi in campagna
elettorale. Quindi, le assicuro che per quello che mi riguarda
questo non accadrà, e se qualcuno dovesse aprire a ipotesi del
genere, o addirittura avere comportamenti di questo tipo e mi
dovesse sfuggire, me lo faccia sapere che agiremo con la necessaria
fermezza. Grazie.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il senso è che
la politica deve riappropriarsi di quella autorevolezza ed anche di
quel senso di responsabilità che, al di là delle parole, deve
essere dimostrato con i fatti, io ritengo che si debba escludere -
e facciamo per questo un appello al Governo ed al Governatore, che
sicuramente risponderà in maniera adeguata - in previsione delle
elezioni europee, ogni attività tendente a creare momenti di
strumentalizzazione. Devono essere evitati tentativi spregiudicati
di approccio al consenso, di azioni che non sono sicuramente
positive per quello che deve essere il senso dell'azione politica,
volta ad affrontare i problemi in maniera concreta e rispondente
alle reali necessità che questa Sicilia ha.
Io ritengo che debba esserci un'unanime consenso verso un'azione
che deve tenere ferma ogni iniziativa tendente ad essere
strumentalizzata.
PRESIDENTE. Gli onorevoli D'Asero e Grasso dichiarano di apporre
la firma all'ordine del giorno numero 257, come pure tutti i
deputati presenti in Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 257. Il parere del
Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, presidente Crocetta - che non è in
Aula - onorevoli colleghi, quello a cui stiamo assistendo oggi è il
funerale del futuro della Sicilia e dei siciliani; è il presidente
Crocetta che dirige la banda musicale che suona l'accompagnamento
funebre.
Cosa ci dirà oggi in questa passerella inutile e squallida sul
palcoscenico di questo Parlamento? Come ingannerà per l'ennesima
volta l'opinione pubblica, facendole credere che esista una
parvenza di stabilità di questo Governo regionale, che va tutto
bene
Avrei cinque minuti, ma forse sono anche troppi, perché già troppe
volte ci siamo alzati, in questa Aula, abbiamo chiesto la stessa
cosa, la stessa identica cosa. Staccare la spina ad un Governo che
si trascina stancamente da mesi senza concludere nulla, potete fare
tutte le plastiche facciali che volete, nominare nuovi assessori,
cambiare il posto dei dirigenti, rimescolare, shakerare,
rimpastare, ma la sostanza non cambia, non cambia proprio nulla.
Dire addio ad un Governo che, pur di non tirare le cuoia,
preferisce far morire di inedia una intera Regione.
Cosa ci racconterà oggi, il Presidente che non è in Aula? Ci dirà
che questo mutuo di un miliardo, che volete contrarre, è sulle
spalle dei cittadini e delle imprese? Ce lo racconterà che per
pagare le rate di questo mutuo avete previsto il congelamento delle
addizionali Irpef e Irap al massimo consentito per i prossimi
trent'anni? Ce lo racconterà che per i prossimi trent'anni i
lavoratori dipendenti saranno vessati da questa misura che colpisce
le loro buste paga, i cedolini dei pensionati regionali? Ce lo
racconterà che per i prossimi trent'anni le imprese siciliane
pagheranno le tasse sul lavoro dipendente più alte d'Italia?
E anche Confindustria e Confcommercio hanno bocciato questa
misura, hanno detto che non saremo più credibili, non saremo più
appetibili. Chi verrà ad investire nella nostra Terra per creare
lavoro se li accogliamo con questa folle misura? Cosa ci racconterà
oggi sull'inesistente maggioranza, con le forze che lo sostengono
che stanno contemporaneamente sia in maggioranza che in
opposizione? Cosa ci racconterà sul cammino che riguarda il
rilancio della nostra Terra, sullo sviluppo economico per il quale
chiediamo da mesi interventi seri e mirati ma nulla, cosa ci
racconterà? Sarà l'ennesima passerella per snocciolare la sua
agenda elettorale?
Fermiamoci un attimo allora e riflettiamo.
Chi è che è andato a Roma dai premier di turno a farsi nominare
gli assessori al bilancio della nostra Regione? Il presidente
Crocetta Chi afferma di volere ridurre i costi della politica e
poi intasca lauti stipendi, rimborsi elettorali per le elezioni sia
regionali che nazionali? Voi Chi è che, invece, rispetto al
risultato del referendum non percepisce 42 milioni di euro di
rimborsi nazionali e il milione 170 mila euro di rimborsi regionali
della Sicilia? Noi E chi è che ha messo da parte oltre un milione
di euro per fare un fondo per le piccole e medie imprese siciliane,
per aiutarle in un momento di grave crisi come questa? Sempre noi
del Movimento Chi blocca il fondo e non lo vuole fare partire Il
Governo
Presidente, ci siamo stancati e glielo dico oggi, nell'Aula di
questo Parlamento, il fondo parte lo stesso anche senza di voi,
parte anche senza il Governo di questa Regione e questo sarà
l'ennesima schiaffo in pieno volto alla sua totale inefficienza di
risolvere i problemi reali dei cittadini.
Voi siete la vera antipolitica Questo pseudo Governo è vivo
grazie al sostegno di un'armata Bracalone reclutata qua e là, in
giro per l'Aula di questo Parlamento, alla meno peggio, messa
insieme con le lusinghe a seconda delle necessità e delle
convenienze.
L' azionista di maggioranza rimane sempre il Partito democratico,
che oggi sta un po' alla maggioranza e un po' all'opposizione, un
partito davvero poliedrico, lo potremmo definire, insieme ai soci
dell'UDC anche loro con le idee un po' confuse in fatto di
maggioranza e di opposizione, ma soprattutto con un grande apporto
neanche tanto celato dei gruppi di centrodestra che oggi hanno
votato questo provvedimento, lo abbiamo visto il voto palese.
E poi una moltitudine di gruppetti politici, lì alla mercè del
Presidente, sempre pronti a sostenerlo e nati in laboratorio da
alcune menti occulte. Più che Gruppi parlamentari a questo punto,
permettetemi, sembrano dei caselli autostradali, ogni tanto passa
una comitiva di quattro deputati in arrivo dai partiti, poi ne
riparte un altro in direzione diversa, e ne arriva infine una terza
fresca di giornata, figlia delle ultime fuoriuscite, tutto pur di
salvare a qualsiasi costo questo importantissimo sodalizio dalla
dubbia identità E' un magnifico esempio di coerenza
Mi creda, Presidente Crocetta, che non vedo ancora in Aula, se non
fosse così dolorosa la situazione che stiamo vivendo, io proverei
pena per lei. Sono passate poco più di 15 mesi dalla sua elezione
ma la Sicilia è nello stesso fosso in cui l'aveva trovata, anzi
forse stiamo ancora peggio.
Mi chiedo se l'assuefazione dei programmi Tv che sembra aver
narcotizzato una larga fetta del popolo italiano, non sia da lei
riproposta in questo Parlamento pur di distrarci tutti
trascinandoci in un grande reality show, in cui nulla di ciò che
appare corrisponde alla realtà.
Aveva chiesto la fiducia, che chiaramente in questo Parlamento non
esiste, però oggi voglio fare così una provocazione, ammettiamo
che, invece, ci sia questo istituto anche all'interno di questo
Parlamento. La parola fiducia in italiano vuol dire sentimento di
attesa ottimistica verso qualcosa o qualcuno , fondato su segni o
argomenti certi o molto probabili sul sentimento di attesa ,
nulla da eccepire. La nostra Regione è eternamente in attesa delle
riforme strutturali promesse da questo Governo, non c'è dubbio.
Quanto all'ottimismo, lasciamo parlare i fatti concreti e non le
chiacchiere. Ovviamente, quindi sotto il profilo economico, i dati
oggettivi del lavoro prodotto da questo Governo non solo sono
negativi, ma sono sconcertanti.
La contrazione delle spese delle famiglie, disegnate nello
scenario che emerge dalle rilevazioni dell'Osservatorio Nazionale
Federconsumatori relativamente ai consumi indicano che dopo la
caduta del meno 4,7% negativo del 2012 e quella negativa del meno
3,4% del 2013, nel 2014 si prospetta un'ulteriore frenata del meno
1,1%. Nell'ultimo triennio così la contrazione dei consumi delle
famiglie toccherà quota meno 9,2%.
Secondo l'analisi diffusa sull'economia siciliana del novembre
2013 dalla Banca d'Italia, la flessione dei livelli occupazionali
ha coinvolto tutti i settori produttivi; è proseguita la
contrazione per gli addetti all'edilizia, dell'industria (meno 8,7
e 8,5%), e si è accentuata quella degli occupati nel terziario
(meno 2,8 %).
Come nello scorso anno l'occupazione si è ridotta in modo marcato
tra i giovani fra i 15 e i 34 anni: ci sono meno 46.000 unità. In
conseguenza di tali dinamiche, il tasso di occupazione per la
popolazione tra i 15 e i 64 anni è sceso di 1,7 punti percentuali.
Il tasso di disoccupazione è salito al 21,1%, 1,7 punti percentuali
rispetto al primo semestre del 2012, ma non sono incoraggianti i
dati rispetto alle altre parti della Nazione; la media nazionale è
del 12,4 % e quella del Mezzogiorno è del 19,9 %. noi siamo oltre.
Relativamente ai dati concernenti al prodotto interno lordo,
secondo il rapporto dello SVIMEZ, a livello regionale la Sicilia è
l'ultima dell'area del 2012, e ha segnato la flessione più
contenuta del Paese. Noi siamo a meno 4,3%, mentre i dati di altre
Regioni, come la Lombardia e il Lazio, segnano soltanto meno 1,7 %.
Quindi ci chiede ancora, a fronte di tutti questi dati, fiducia?
Fiducia per questi 15 mesi di Governo? Fiducia, ancora, illimitata
e dovremmo parlare di questa parola? Completamente disattesa.
Allora le chiedo semplicemente, invece, come Movimento Cinque
Stelle, come deputato di questo Parlamento, che il nostro Movimento
le concede invece un minuto, e spero che se lo prenderà, e dovrebbe
essere un minuto di vergogna per tutto quello che non siamo
riusciti a fare e per tutto quello che non ha fatto
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la norma
che questo Parlamento, dopo averla valutata e approvata nelle sue
articolazioni, si appresta a votare, sicuramente ha un preciso
iter.
Noi abbiamo in tante occasioni detto che i debiti verso i
creditori devono essere pagati. Abbiamo sempre detto anche che c'è
bisogno di dare una reale possibilità di respiro a una realtà socio-
economica difficile e, soprattutto, alle aziende che soffrono. Ma
ancor più abbiamo detto che affinché ciò possa avvenire deve
esserci anche una attenzione sul percorso fin qui seguito.
Abbiamo fatto presente che il tasso di interesse relativo
all'accensione del mutuo, che veniva prima fissato in una soglia
del 4,48%, come soglia massima, era a nostro avviso una soglia
eccessiva. Ed allora, aver recepito questa indicazione, che ha
portato sostanzialmente la soglia massima al 2,5% - atteso che il
tasso di riferimento è quello legato alla giornata della
negoziazione e, quindi, probabilmente sarà inferiore, il 2,10 -
2,14% - questo è un primo elemento positivo. E non è cosa di poco
conto, perché dall'analisi concreta dei numeri noi abbiamo visto
che su questo ragionamento c'è una reale riduzione degli interessi,
che possono sicuramente passare da 45.588.000 euro a 27.170.000
euro. Quindi questo è per noi un dato significativo.
C'è però un secondo elemento: la soglia o l'addizionale IRAP e
IRPEF che, sostanzialmente, chiedevamo venisse ridotta a decorrere
dal 2015. E questo in Commissione era stato anche valutato
positivamente. Però abbiamo sempre detto, come Nuovo Centrodestra,
che su questa operazione c'era bisogno pure di definire un momento
specifico su riduzione di costi e modo di liberare risorse, perché
poi è il momento che determina anche la certezza dal punto di vista
finanziario, quindi dal punto di vista dei numeri. E su questo - a
mio avviso - c'è stata probabilmente una leggerezza. Se ora,
sostanzialmente, differiamo il termine, e anziché al 2015 lo
portiamo al 2017, tutto cambia, perché non era questo il senso
della nostra richiesta.
Però il problema della riduzione dei costi per liberare risorse,
voleva creare una condizione che consentisse, invece, il dato certo
sul risparmio, e quindi sulla parte che poteva essere a
compensazione della riduzione delle aliquote IRPEF ed IRAP.
E poi un terzo elemento su cui noi abbiamo sempre dibattuto - e
per questo il disegno di legge numero 500 va avanti e indietro,
caro assessore, da circa sei mesi - perché, nella sostanza, alcuni
elementi di incongruenza, che oggi, in parte, vengono risolti
positivamente, hanno determinato forti perplessità da parte di
tutti. Ma non solo per un problema di maggioranza e opposizione, ma
per un problema reale di costo, e quindi di peso, che i cittadini
siciliani devono subire, atteso che ci vincoliamo per un periodo
consistente di anni attraverso l'accensione del mutuo.
Allora il problema aperto, che oggi ancora la Sicilia ha, e per il
quale in sei mesi sicuramente - caro Governatore e caro Assessore -
si poteva fare un passo avanti, è quello del negoziato con lo
Stato, per definire gli accordi che consentano la possibilità di
recuperare quelle risorse finanziarie che rappresentano un credito
per la Regione siciliana. E su questo, assessore per l'economia,
andrebbe aperto un ragionamento che ci riserviamo di fare in altro
momento, che riguarda la mozione ancora aperta sull'articolo 37, a
cui il suo predecessore si era impegnato a rispondere, quindi
investiremo lei, assessore, di questa possibilità di risposta, ma
anche una opportunità perché riprenda un ragionamento con lo Stato
su questi aspetti.
E poi noi abbiamo i contenziosi che sono ancora aperti con lo
Stato per le regolazioni contabili, abbiamo il problema legato
all'andamento delle entrate 2014, e quindi una serie di fattori
centrali. Questi fattori avrebbe dovuto determinare un momento di
regolarizzazione, quindi di rinegoziazione delle risorse che anche
lo Stato deve dare alla Sicilia, e che in questa occasione potevano
essere utilizzate per alleggerire il peso di questo mutuo. Questi,
a mio avviso, sono degli elementi che ci consentono di fare una
valutazione sulla quale esprimiamo una riserva, quindi il contesto
della legge l'abbiamo favorito - e la nostra presenza in
Commissione bilancio è stata in senso positivo portata avanti - ma
chiaramente non possiamo non evidenziare questi aspetti e queste
discrasie che, probabilmente, non hanno reso la norma al meglio
così come doveva essere e quindi, pertanto, il Nuovo Centro Destra
si asterrà dal voto su questa norma.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voto
favorevolmente questa norma, e voto favorevolmente sapendo che
questa norma arriva oggi dopo un iter complesso e travagliato.
Vorrei ricordare che nel mese di luglio il testo che era entrato
in quest'Aula, approvato dalla Giunta di Governo, per la verità non
in quest'Aula, il testo che era entrato in Commissione, depositato
dalla Giunta di Governo, prevedeva una copertura della
autorizzazione al mutuo attraverso una ulteriore maggiorazione
delle aliquote addizionali che scaturivano da un provvedimento del
Governo nazionale.
La politica - e consentitemi di dire il Partito Democratico - ha,
con forza, prima impedito che questo testo andasse avanti in
Commissione, consideravamo quella una provocazione, nella Regione
col più alto tasso di tasse, Irpef, Irap, in capo alle persone
fisiche e alle imprese, una ulteriore addizionale costituiva una
beffa in nome di un pagamento di quanto dovuto alle imprese per le
difficoltà di liquidità che ha il sistema Regione.
Io voglio però ribadire un punto, che noi stiamo ballando sul
Titanic, nel senso che nelle stesse ore in cui noi faremo il mutuo
per consentire di dare liquidità al nostro sistema - perché in
questo ha ragione l'onorevole La Rocca, questo provvedimento ha
innanzitutto una necessaria efficacia di liquidità - il Governo
nazionale in questi anni, con atto unilaterale ci sottrae dalle
entrate che la Regione, riscuotendo dai contribuenti siciliani,
oltre un miliardo di euro. Quindi, da un lato si trattiene un
miliardo di euro dalle nostre entrate, dall'altro lato ci autorizza
ad un mutuo che pagheremo noi di un miliardo di euro circa per
pagare i debiti della pubblica amministrazione. Siamo alla
schizofrenia della contabilità pubblica
In ogni caso non possono pagare le imprese, e certamente non
potevano pagare i cittadini con l'aumento delle tasse. Abbiamo
determinato una modifica del provvedimento legislativo, oggi la
copertura è data dalla quota parte che nelle attuali situazioni di
maggiorazioni previste dalle addizionali consentirà di dare
copertura ai circa 40 - 50 milioni di euro, che è la rata di mutuo
che sarà pagata nei prossimi anni. E' evidente, tuttavia, che
l'auspicio di tutti è che quella odiosa addizionale, figlia di una
stagione nefasta , che è quella che è costata assai cara ai
siciliani, cioè il disavanzo del sistema sanitario, che hanno
pagato i siciliani con l'addizionale IRAP e IRPEF, venga cancellata
alla fine della scadenza del 2010.
Questo è un auspicio sul quale credo tutti dovremmo lavorare, però
io voto a favore, malgrado - lo ripeto - in questo testo, per
ragioni di una politica che quando si sente un po' in agitazione
pensa di fare legge di letteratura, più che leggi di provvedimenti
giuridici, perché scrivere oggi che nel 2017 ridurremo le tasse è
come scrivere che fra sei mesi pioverà, cioè nessuno può fare in
una legge previsioni del tempo. E' chiaro, quindi, che queste norme
rispondono più ad una logica della politica-politichetta e non
del provvedimento legislativo.
In ogni caso, voto a favore, proprio consapevole del fatto che,
oggi, comunque, questo provvedimento da ossigeno alle imprese e
alla nostra economia, con un costo alto per la Regione, ma il costo
alto della Regione deve essere risolto, in parte, con un nuovo
rapporto autorevole con lo Stato. Non è più consentito, infatti,
trattare la Sicilia e l'autonomia siciliana come un impaccio di
questo Paese e non del rispetto dei vincoli che lo Statuto e la
Costituzione obbliga qualunque legislatore, compreso anche quello
nazionale.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
chiaramente, si giunge a questo provvedimento, sicuramente, dopo un
iter molto travagliato.
L'assessore Agnello era un mero commercialista ma si interessava
di economia e finanza pubblica e vedeva dall'esterno come il
travaglio di questo Parlamento e dei partiti in questo Parlamento
attenzionava un iter abbastanza complesso.
Ha detto bene l'onorevole Cracolici. Il Governo aveva proposto
all'inizio un provvedimento che sarebbe gravato interamente sui
cittadini siciliani con una maggiorazione ulteriore delle
addizionali IRPEF a carico dei siciliani.
Ci siamo opposti a questo provvedimento già nel luglio scorso e ci
siamo posti non in maniera pregiudizievole ma abbiamo detto: è
giusto, siamo attenti al pagamento di chi ha una spettanza, di chi
vanta un credito nei confronti delle aziende ospedaliere, delle
aziende sanitarie, della pubblica amministrazione regionale e
locale, ma attenzione, che questo sacrificio non insista sui
siciliani .
In un rapporto, devo dire quasi di forza, che c'è stato tra
maggioranza e opposizione, alla fine, questo provvedimento si è
impantanato, per cui un attimino tutti, tutte le parti politiche
hanno chiesto al Parlamento nazionale di potere intervenire e di
potere legiferare consentendo che si potesse pagare il mutuo per
debiti della sanità, e non solo, utilizzando i risparmi del Piano
di rientro. E così è stato.
Ad ottobre scorso, è stata varata una legge, la numero 120 del
2013, con la quale è stato consentito, al comma 2, articolo 80
della stessa norma, che la Regione potesse pagare, potesse
intervenire pagando i debiti anche utilizzando parte dell'aliquota,
il cosiddetto extragettito delle addizionali.
Ebbene, anche qui, a questo punto, un tira e molla c'è stato. Un
tira e molla soprattutto non tanto da parte dell'opposizione che ha
chiesto determinate cose che ora diremo, quando per i dissidi
all'interno di una maggioranza litigiosa che metteva sull'altare
dei crediti adempiente e il rimpasto di Governo e il rimpasto nelle
direzioni generali delle stesse aziende sanitarie e ospedaliere.
Era un gioco di potere, era un gioco di ripartizione, dall'altro
lato un'opposizione che ha tenuto la bara dritta e ha detto
Governo, noi siamo pronti a darti il disco verde a due condizioni:
la prima condizione prevede che dobbiamo abbattere il tasso di
interesse che non può essere al 4,7 o addirittura al 5%. Il tasso
di interesse così come era stato utilizzato dal Ministero
dell'Economia ma anche dalla Cassa depositi e prestiti per prestiti
analoghi nei confronti degli enti locali, si aggirava intorno al
2,8% e il 3,5%, con punte del 3,7%. Bene, a febbraio, quando questo
provvedimento è arrivato in Aula e il suo predecessore, caro
assessore Agnello, ci disse che non poteva essere toccato quel
tasso, personalmente, da questo pulpito, ho dimostrato una
circolare del Ministero dell'Economia che fissava il tasso al
2,14%, per cui abbiamo avuto, oggi, diciamo così, approvato un
tasso che ci pone in una posizione di salvaguardia, di garanzia,
perché quando andremo a contrarre il mutuo e, quindi, a contrarre
questo rapporto negoziale con il Ministero, potremo avere un
ulteriore risparmio.
Abbiamo fatto risparmiare alle casse della Regione oltre 13
milioni di euro annui. Queste cose le dobbiamo dire. Ha fatto bene
il Presidente D'Asero a ribadirle.
Così come, altra cosa, ho ascoltato l'onorevole Cracolici, ma noi
non abbiamo fatto alcunché se non prevedere con una norma meramente
programmatoria che dai risparmi, dal minore fabbisogno del Piano di
rientro che fra giugno e luglio sarà verificato dal tavolo tecnico
ministeriale, per tale importo, dovremo abbassare le addizionali
IRPEF e IRAP. E qual è questo stravolgimento della finanza locale?
Nessuna cosa. E' chiaro che se non ci sarà alcun tipo di riduzione
non abbasseremo le aliquote; se ci sarà una riduzione, quel minore
fabbisogno per un tale importo, andrà a ridurre le aliquote ai
cittadini siciliani e anche alle aziende siciliane. E' giusto che
se da un lato dobbiamo riconoscere il pagamento dei debiti,
dall'altro lato dobbiamo anche salvaguardare tutto il sacrificio.
Forza Italia, però, rimane sicuramente perplessa rispetto ad un
provvedimento che non risolve i problemi della Sicilia, ma
soprattutto rispetto a un provvedimento che non risolve i problemi
strutturali di questa nostra Regione Sicilia.
Ha ragione chi dice dovremmo rinegoziare in parte il bilancio
nazionale. Farebbe bene il Presidente Crocetta ad andare da Renzi e
a chiedere con forza la rinegoziazione del concorso alla finanza
pubblica nazionale perché è assurdo pensare che da un lato la
Regione siciliana versa allo Stato le imposte di produzione, mi
riferisco alle famose raffinerie, oltre 40 miliardi annui, e
dall'altro lato - cosa fa la Regione siciliana? - versa in concorso
alla finanza pubblica un altro miliardo e 53 milioni. Con quale
norma, da 120, vorrei ricordare a questo Parlamento, che proprio il
Partito Democratico ha imposto, onorevole Cracolici, a questa
Regione Sicilia il pagamento di altri 146 milioni di euro da dare
allo Stato.
Quale grande risultato, quindi, quello del Partito Democratico se
non imporre alla Sicilia un ulteriore balzello di 146 milioni di
euro per il 2014.
Concludo, quindi, dicendo che grazie a Forza Italia ed
all'opposizione intera, l'altra sera, abbiamo potuto varare,
abbiamo potuto licenziare questo provvedimento in Commissione;
diversamente, a causa dei dissidi del Partito Democratico, quel
provvedimento non usciva dalla Commissione. Lo dobbiamo dire ma,
assessore Agnello - e questa è una linea di credito che vogliamo
aprire a lei, attenzione - poiché Forza Italia ritiene che il
momento è particolarmente difficile, pur non condividendo questo
provvedimento - e, per questa ragione, ci asterremo dal voto finale
- abbiamo consentito che quel provvedimento arrivasse, oggi, in
Aula, sebbene ci fossero i mugugni del Partito Democratico.
Riteniamo, quindi - ed è una linea di credito che stiamo aprendo -
di astenerci al contempo e vogliamo vedere - e lo diciamo a questo
Governo - richiamando questo Governo alle proprie responsabilità,
vogliamo capire e comprendere quali saranno i risultati positivi
che questo Governo riuscirà a fare nei confronti di questa Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono diversi iscritti a parlare
per cui vi prego di contenere il vostro intervento nei cinque
minuti, se è possibile.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, se il
provvedimento non fosse così grave, credo che a quello e per quello
a cui stiamo assistendo, dovremmo farci una grande risata. Una
maggioranza che fa l'opposizione; l'opposizione che fa la
maggioranza. Abbiamo questo nuovo matrimonio fra il Nuovo
Centrodestra, Forza Italia ed il Governo.
Il Presidente della Regione, onorevole Crocetta, insomma, era
preoccupato inizialmente della possibilità di non avere una
maggioranza ma, accanto ai partiti di Governo, adesso, abbiamo
l'opposizione, visto che l'onorevole Falcone ha sempre accusato noi
del Movimento Cinque Stelle di essere sostanzialmente una stampella
di questo Governo; l'onorevole Grasso non manca mai, nelle
occasioni pubbliche, di accusare di consociativismo il Movimento
Cinque Stelle.
E, in effetti, non è così. A parte dai tabulati della Lista
Musumeci, infatti, il resto dell'opposizione mi pare abbastanza
allineato ed in sintonia sul resto, come ha affermato l'onorevole
Falcone, proprio in Commissione Bilancio, questo novello matrimonio
è stato sancito appena una settimana fa.
Allora, questo provvedimento, a me ricorda esattamente quegli
amici che, avendo uno stipendio, inseguendo la tecnologia,
cominciano ad avvalersi delle finanziarie. Dopodiché, poiché la
famiglia non è in grado di sostenere il pagamento di queste piccole
rate - che cosa fanno? - si rivolgono ad un'altra finanziaria per
estinguere i micro debiti.
Solo che qua giochiamo con la pelle, da un lato, delle famiglie e,
dall'altro, delle imprese perché alle imprese restituiamo dei
soldi, però, chiediamo altri soldi per estinguere questo debito e,
sempre per i soldi che dobbiamo alle imprese, chiediamo alle
famiglie altri soldi per pagare i debiti che le imprese hanno
contratto.
Siamo stati a Roma a discutere dello Statuto speciale. Anch'io ero
presente in delegazione. Beh, questo debito rappresenta la
mortificazione dello Statuto speciale, quindi, abbiamo fatto una
passerella. Siamo andati lì, abbiamo fatto un bell'intervento; l'ho
fatto pure io. Alla fine, questo Governo rinuncia a contrattare con
lo Stato; accetta acriticamente questo miliardo di euro; non
accerta le responsabilità delle pubbliche amministrazioni che hanno
contratto questi debiti.
Tutto, quindi, va bene; l'importane è che la Regione abbia un
minimo di liquidità; l'importante è che gli amici degli amici
abbiano questi soldi che chiedono e pretendono; l'importante è che
tutti siano accontentati. Poi, alla fine, ovviamente, faremo la
campagna elettorale per le Europee, andremo a dire in giro
praticamente che le imprese sono state pagate che abbiamo salvato
la Sicilia ma nulla ovviamente è cambiato e sarà cambiato.
Riteniamo assolutamente ingiusta l'esclusione dei subemendamenti
dei colleghi del Movimento Cinque Stelle e del Gruppo del quale
faccio parte, ingiusto che siano stati dichiarati inammissibili,
che siano stati totalmente esclusi.
Il caso più eclatante è quello che citava l'onorevole Cancelleri.
E' assurdo che una norma dello Stato italiano che prevede una
compensazione fra debiti e crediti di cittadini ed imprese e la
pubblica amministrazione o, oggi, Riscossione Sicilia, venga
dichiarata inammissibile se applicata in Sicilia.
Questa norma, quindi, può essere applicata nel resto dell'Italia,
mentre in Sicilia non trova applicazione tranne per i debiti che le
imprese hanno nei confronti delle Regioni a seguito e solo di
questo mutuo.
La verità, signor Presidente, è una sola, cioè che questo
Parlamento ci consegna una situazione che è uguale anche al
Parlamento di Roma. C'è un blocco della politica siciliana e romana
che riguarda tutte le forze politiche di maggioranza e di
opposizione e sono tutti uniti per un unico motivo: sconfiggere il
consenso elettorale del Movimento Cinque Stelle.
Ecco perché vanno tutti d'amore e d'accordo; ecco perché questo
Governo non è destinato a cadere nel breve termine. Il loro scopo
non è quello di salvare la Sicilia ma è quello di sconfiggere il
Movimento.
Allora, dico ai siciliani di non fidarsi né di questa finta
opposizione, né di questa travagliata e lacerata maggioranza. E,
come dice il nostro mentore Beppe Grillo: In alto i cuori, perché
vinciamo noi .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, oggi, si sta approvando il muto e non chiamiamolo mutuo
ma un'anticipazione di liquidità.
Voglio fare una riflessione - non voglio farmi tirare dalle
polemiche del collega Cappello, sono coerente con me stessa - e
vorrei ricordare agli amici del Movimento Cinque Stelle che hanno
votato due finanziarie, che hanno consentito a questa maggioranza e
a questo Governo di fare approvare una legge che è quella
dell'abolizione delle province che la dice tutta e ancora dovremo
assistere ad un ulteriore sfascio che è quello dei territori.
Per quanto riguarda, invece, il mutuo, è vero: questa
anticipazione di liquidità era arrivata all'ARS proposta dal
Governo in maniera più forte, in maniera ancora peggiore rispetto a
questa e, grazie agli emendamenti presentati dal Gruppo di Forza
Italia, che hanno ridotto gli interessi dal 4,70 al 2,70 e anche a
questa promessa, che poi è solo una promessa, di abbassare l'IRAP
nel 2015, sicuramente oggi è più lieve.
Però, questo Governo deve porsi delle domande nei confronti dei
siciliani, non nei confronti di questo Parlamento.
Oggi, questo mutuo non sarebbe dovuto arrivare in quest'Aula
perché il Governo avrebbe dovuto programmare, riprogrammare le
entrate, perché il Governo avrebbe dovuto andare a Roma e trattare
con lo Stato e rivendicare l'applicazione degli articoli 36 e 37.
Questo è quello che il Governo avrebbe dovuto fare e, invece,
ancora una volta, dobbiamo ricorrere ad anticipi e dobbiamo cercare
liquidità per pagare le imprese.
Non è questo il metodo. La Sicilia da sola non ce la può fare più
e allora se questo e anche qui, oggi, ma pagheremo perché
taglieremo gli sprechi, non c'è un elenco perché ancora non
sappiamo quali sprechi dobbiamo tagliare, perché se gli enti locali
devono tagliare gli sprechi forse i servizi sono diventati degli
sprechi, perché non c'è più nulla da tagliare.
E la mia preoccupazione, oggi, è ancora maggiore perché il Governo
centrale ha stabilito, ahimè, ancora con questa politica demagogica
di questo Centrosinistra e di questo Renzi, che si è seduto lì,
senza che nessuno lo votasse e che, ogni giorno, se ne va in
televisione a vendere, come se vendesse non so quali prodotti e a
dire che in Sicilia che in Italia arriveranno 80 euro nelle buste
paghe ma senza dire dov'è la copertura.
Ebbene, 70 milioni di euro la Sicilia, le Regioni dove li
troveranno? Perché fra un anno ce li chiederanno. Allora, mi chiedo
se dobbiamo tagliare gli sprechi per pagare il mutuo, fra un anno
che cosa dobbiamo tagliare per restituire 70 milioni di euro allo
Stato che prima o poi ce li chiederà?
Oggi, avrei voluto sentire il Presidente della Regione, il Governo
e l'assessore per l'economia dire noi abbiamo aperto un tavolo
permanente a Roma per rivendicare quel miliardo di euro e per
rivendicare quelle entrate che sono nostre e, invece, ahimé,
dobbiamo andare a Roma - i Presidenti dei Gruppi parlamentari - per
difendere l'autonomia e per rivendicare lo Statuto, 60 anni di
storia della Sicilia, perchè c'è qualcuno a Roma che pensa di
centralizzare tutto.
Allora, questa è la riflessione e questa è la mia preoccupazione.
La preoccupazione di consegnare la Sicilia ai nostri figli, non
quella Sicilia che tutti pensiamo e che tutti pensavamo e che io
stessa pensavo, quando mi sono candidata alle elezioni regionali,
perché da questo scranno avrei potuto dare un contributo; oggi,
invece, no.
E' solo un'amara delusione ma questo Governo deve mettersi in
testa che deve portare prima della finanziaria bis l'elenco delle
cose che deve fare e degli sprechi, quali sprechi deve tagliare,
non in maniera generica, ma un elenco preciso di enti, di
consulenti, dico, senza poi andare a ledere i diritti acquisiti,
perché se si continua così, si andranno a tagliare gli stipendi dei
dipendenti regionali che hanno vinto un concorso; non credo ci sia
altro da tagliare, tranne il sottobosco della politica o il rinnovo
di incarichi milionari che ancora si continuano a dare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
intanto, una nota al Movimento Cinque Stelle: Presidente Cappello,
onestamente, da lei non me lo sarei aspettato questo atteggiamento
di grande strumentalizzazione. Voi che avete votato tutti i
provvedimenti del Governo, ma non ce la menate con questa storia.
Siete stati la vera stampella di questo Governo dalla prima ora e,
adesso, ci venite a fare accuse di consociativismo? Ma è chiaro che
voi questa operazione, stasera, la fate per attirare i media
attorno alla vostra piccola azione, vilente azione, non fatta di
provvedimenti seri.
Stasera, ci venite a raccontare storie che coinvolgono Forza
Italia, quel partito che, insieme a tanti partiti seri di questa
opposizione, ha avuto dei toni chiari rispetto ad alcuni
provvedimenti dove voi stessi, invece, siete stati lì con un
atteggiamento di chi voleva a tutti i costi cercare il consenso. Il
consenso becero che, adesso, in occasione delle Europee, tirate
così fuori, a distanza di trenta giorni dal voto.
Onorevole Cappello, quindi, mi dispiace ma davvero questa caduta
di stile da parte sua come Presidente del Gruppo che dice di
rappresentare non ce l'aspettavamo.
E' vero: noi, rispetto a questo provvedimento, abbiamo deciso di
avere un tono probabilmente moderato, abbiamo deciso di avere dei
toni pacati, ma questo è il frutto di un gesto di responsabilità
nei confronti di tutte quelle persone che, chiaramente, aspettavano
quest'azione da parte dell'Aula.
E'un provvedimento che va chiaramente incontro alle esigenze delle
imprese che hanno dei crediti nei confronti della Regione
siciliana; è un provvedimento che, grazie alla nostra azione
costruttiva e non, certamente, grazie a questo atteggiamento
strumentale del Movimento Cinque Stelle, a tutti i costi alla
ricerca del consenso, è un provvedimento che, grazie a noi, a Forza
Italia e alle opposizioni responsabili, trova finalmente luce.
Trova finalmente luce - e le aziende lo aspettavano - grazie ad
un'azione che consente di ridurre il tasso portandolo dal 4,48 al
2,50. Certamente, rimangono una serie di richieste che avevamo
fatto e che non hanno avuto risposta; grazie alla nostra azione,
grazie ai nostri provvedimenti - lo ha detto prima il collega - si
sono risparmiati qualcosa come 12 milioni di euro e certamente
questo è quello che portiamo a casa in favore delle aziende.
Certo, diciamo che era un provvedimento migliorabile; certo
diciamo che assolutamente qualcosa di più ci saremmo aspettati
rispetto alle piccole e medie imprese, tutte quelle aziende che
hanno sede in Sicilia e che, purtroppo, non trovano alcun consenso,
non trovano alcun rientro da questo genere di provvedimento che,
peraltro, arriva in una fase in cui i tagli del Governo nazionale
portano alla sanità qualcosa come 300 milioni di euro in meno.
E, allora, di fronte ad un Governo nazionale che ha
l'atteggiamento di chi vuole dare senza avere la certezza di avere
in tasca quello che vuole donare, come nel caso degli 80 euro che
vengono promessi, che, peraltro, vengono promessi a favore di quei
soggetti che hanno uno stipendio di 1.500 euro, a tutti gli altri
cittadini che a quello stipendio non arrivano, cosa offre questo
Governo?
Nulla ma offre 80 euro, senza che ci sia la copertura finanziaria.
Lo stesso atteggiamento che, invece sì, questa volta, contro il
Governo, questo stesso Governo regionale, spesso, si è trovato a
porre in essere; lo stesso atteggiamento che questo Governo
regionale ha, in maniera assolutamente irresponsabile, nei
confronti, ad esempio, dei comuni, rispetto ai quali ci saremmo
aspettati almeno la prima tranche di pagamento che generalmente
arriva a marzo e che questa volta ancora non arriva ai comuni.
Per questo sì, invece, siamo preoccupati e per questo si, insieme
a tutti gli altri aspetti che riguardano questo disegno di legge,
noi, e lo dico ancora al Movimento Cinque Stelle, decidiamo di
avere un atteggiamento responsabile. Certo, non ce la sentiamo, no,
perché consociativi noi non lo siamo mai stati, di votare questo
provvedimento.
Questo è un provvedimento le cui responsabilità, per la mancata
opportunità di migliorarlo come era possibile fare, sono tutti
ascrivibili a questo Governo regionale, per cui ci limitiamo,
signor Presidente, la ringrazio, ad astenerci.
Assessore, questo è un atto, come dire, di fiducia; un atto
responsabile rispetto al nuovo insediamento del Governo ma,
ovviamente, più di questo non chiedeteci perché più di questo non
possiamo fare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni,
dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare, perché ho un alto numero
di iscritti a parlare.
No, si è già iscritto, onorevole Gianni e anche l'onorevole
Malafarina era già stato inserito tra gli scritti. Allora, vediamo
un po' gli ultimi che si iscrivono. Onorevole Assenza, allora,
l'ultimo, dopo l'onorevole Assenza, è l'onorevole Foti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, appena
qualche settimana fa, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, mi sono fatto promotore, con senso di responsabilità,
di un'anticipazione della trattazione di questo disegno di legge.
Non si tratta di volere a tutti i costi una primogenitura, ma si
tratta di essere conseguenziali rispetto alle cose che si dicono,
quando se ne è convinti, senza buttarla in politica, perché il tema
che oggi trattiamo non si può banalmente buttare in politica.
Appena qualche giorno fa, nel corso del dibattito che è seguito
alla presentazione del Governo Crocetta bis, ho avuto modo di
esporre la mia considerazione per l'operato del Governo, quindi,
non mi attarderò e non ritornerò su quegli argomenti, così come non
ritornerò sulle argomentazioni tecniche brillantemente esposte dai
colleghi Falcone e D'Asero, circa l'iter di questo disegno di
legge, il significato che questo disegno di legge avrebbe potuto
avere e non ha avuto fino in fondo.
Nel corso di quel dibattito, appena una settimana fa, abbiamo
offerto, come Gruppo parlamentare che ho l'onore di presiedere, una
tregua istituzionale a questo Governo, spesso incapace, certamente
in grave difficoltà.
Una tregua istituzionale finalizzata all'approvazione di due
provvedimenti che riteniamo assolutamente strategici nell'interesse
della Sicilia: il primo è quello che oggi è in trattazione; il
secondo è la Finanziaria Bis.
Questo nostro atteggiamento di trasparenza e di esclusivo
interesse per i cittadini siciliani non può certo essere confuso
per qualcosa che non è; non può essere certamente per intelligenza
col nemico; non può esserlo in maniera strumentale quando da parte
dei colleghi del Movimento 5 Stelle si utilizzano termini che sono
necessariamente destinati a loro perché io non ho votato col
Governo l'abolizione delle province; non ho votato col Governo
l'abolizione della tabella H) salvo poi incontrare le associazioni
di disperati per trovare un rimedio peggiore del male; perché io,
soprattutto, non ho votato due finanziarie che hanno colpito e
affondato definitivamente quel poco che restava della Sicilia.
Dire che il Movimento Cinque Stelle in Sicilia è consociativo non
è dire qualcosa in più rispetto a quella che è la cruda realtà;
oggi il Movimento Cinque Stelle in Aula ci spiega che noi saremmo
inciucisti'.
Noi impieghiamo poco tempo a comprendere che si tratta di una
tattica elettorale, siamo nel bel mezzo di una campagna elettorale,
c'è la necessità di distinguersi, ma i siciliani non sono stupidi,
capiscono, leggono e sanno e, quindi, è chiaro il Movimento Cinque
Stelle, più tatticamente direi che strategicamente, oggi ci viene
a presentare una realtà che obiettivamente non è e non lo è tanto
da averci indotto, prima, in Commissione e, poi, in Aula a
mantenere questo atteggiamento di responsabilità e se questa legge
potrà essere esitata oggi non è soltanto per il dibattito serrato
ed onesto che è stato svolto in Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari, ma è soprattutto per l'atteggiamento di
responsabilità che è stato tenuto dai nostri rappresentanti in
Commissione Bilancio e, soprattutto, oggi, in Aula in sede di esame
della legge e di votazione.
D'altronde, vorrei dire sommessamente alla collega La Rocca, che
so che studia le carte, immaginare di rinegoziare un debito
presentandosi a mani vuote dal creditore avrebbe il sapore quasi
dello sfottò'.
Se Riscossione Sicilia ha un debito di parecchie decine di euro
e non paga da anni la multinazionale Traco, che però in questi
anni, nonostante non becchi un quattrino, continua a pagare lo
stipendio di settecento siciliani che si occupano della
distribuzione delle cartelle esattoriali, ecco, diamogli la
possibilità - e oggi questa possibilità gli verrà data - di
presentarsi dicendo tu avanzi dieci, adesso ti do uno, sediamoci e
rinegoziamo . Quindi, adesso sì credo che questo sarà possibile.
Per concludere, crediamo che la fine di questa vicenda debba
vedere - e questo è il contributo che proveremo a dare - una
Regione virtuosa, che sappia cancellare l'addizionale Irpef ed
Irap, non ci basta l'impegno del Governo al 2017.
Sappiamo che ci sono delle strettoie, ci sono dei ragionamenti
stringenti da parte di chi deve valutare e convalidare le nostre
leggi però, rispetto a questo, credo di potere dire, senza
infingimenti, che abbiamo dimostrato che quello che avevamo offerto
- e, cioè, la nostra tregua istituzionale per questi due
provvedimenti - è stato dimostrato.
Il provvedimento non ci convince fino in fondo, il mutuo è
certamente un male doloroso, ma probabilmente necessario e per
tutte queste ragioni il Gruppo parlamentare che ho l'onore di
presiedere si asterrà.
PRESIDNTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, e mi
dispiace non poter dire signori Presidenti, visto l'assenza in Aula
da molto tempo in questa seduta del Presidente della Regione, mi
permetta, all'esordio di questo mio intervento e spero vorrà
concedermi qualche istante oltre il limite, di ricordare un
collega, un collega che, molti in questa Aula, abbiamo conosciuto e
avuto come collega deputato nella XII e nella XIII legislatura,
l'onorevole, amico, Guido Virzì.
(applausi in Aula)
IOPPOLO. Dicevo, un collega, un deputato di grande cultura che dai
banchi della Destra, di una Destra che alcuni di noi si ostinano
ancora a considerare indispensabile per l'Italia e per la Sicilia,
col suo acume, con la sua prontezza, con la sua perseveranza, con
la sua solerzia ha certamente onorato quest'Aula per 2 legislature.
E' stato un esempio, un esempio di siciliano, un esempio di
italiano e la folla che stamattina è accorsa alle sue esequie lo
dimostrano senza alcun dubbio.
Nel merito, signor Presidente, credo che nonostante i
miglioramenti, nonostante gli emendamenti, nonostante l'impegno che
alcuni settori anche alcuni settori parlamentari del centrodestra
hanno prestato a questo tormentato e lungo disegno di legge,
cosiddetto salva imprese che in realtà è, invece, soltanto un
ulteriore indebitamento della Regione siciliana, non può
convincere, non convince noi del gruppo Lista Musumeci, l'onorevole
Formica, l'onorevole Musumeci e il sottoscritto che, invece,
voteremo contro e voteremo decisamente e convintamente contro.
Credo che il Governo abbia equivocato sulle disposizione normative
contenute nel Decreto Legge 53 e della legge 64 del 2013 che non ha
assolutamente posto come obbligo per le Regioni di indebitarsi per
pagare i debiti della Pubblica Amministrazione, ma ne ha soltanto
posto la facoltà, ha cioè fatto chiedere alle Regioni e alle
Pubbliche Amministrazioni, se fosse giusto o meno, se fosse
corretto o meno, se fosse legittimo o meno, di ricorrere ad un
ulteriore indebitamento per pagare debiti, perché questi denari -
lo devono sapere i siciliani, fuori da quest'Aula - non serviranno
certamente per incrementare gli investimenti, cioè per creare
economia, cioè per realizzare volano economico, benessere per i
siciliani, serviranno soltanto per pagare debiti e, voglio dire con
estrema chiarezza, che la regola fondamentale è pagarli i debiti,
ma nessuna norma ci dice come devono essere pagati i debiti.
Non mi interessa nemmeno sapere quali sono le imprese o i soggetti
creditori, i debiti vanno pagati: "pacta sunt serranda", dicevano
i latini in altri tempi, ma in questo anno e mezzo di Governo, il
Presidente Crocetta e le sue Giunte, che si ripetono e si rinnovano
continuamente, non hanno annunciato di avere realizzato economie?
Non hanno annunciato di avere tagliato sprechi? Non ha annunciato,
il Presidente Crocetta e le sue Giunte, di avere colpito il
malaffare della Sicilia? E dove sono i risultati di questa attività
e di questa operazione di rinnovamento e di risanamento? Cosa ha
prodotto questa attività di risanamento? Non ha prodotto un
centesimo, è il caso di dire, se dobbiamo ricorrere ancora una
volta a indebitare la Regione Siciliana per 30 anni e fra 30 anni
continueranno a pagare i siciliani I giovani siciliani, le nuove
generazioni, le più fresche generazioni Un fallimento I giovani
Siciliani, ancora fra trent'anni, continueranno a pagare il
fallimento di una politica di Governo che non ha la rotta sicura,
che non vede al di là e che non può che ricorrere a questo
provvedimento per avere un po' di ossigeno, esattamente come fanno
le imprese, come fanno le aziende decotte.
Quando un'impresa o un'azienda è in grave difficoltà, un buon
commercialista consiglia di non indebitarsi ulteriormente, perché
non è una buona regola economica e finanziaria quella di
indebitarsi per pagare debiti e noi siamo dentro il fallimento,
signor Presidente dell'Assemblea, quello finanziario forse avverrà,
nonostante le rassicurazioni che il Presidente Crocetta si affretta
ad esternare: "la situazione è sotto controllo. Nessun pericolo.
Nessun pericolo di commissariamento, per carità Nessun pericolo di
crack".
In realtà è sotto gli occhi di tutti il fallimento finanziario
della Regione siciliana, come è sotto gli occhi di tutti - a
maggior ragione - il fallimento politico di un Governo, ed è stato
detto stasera ed è stato detto con maggiore forza e con maggiore
vigoria persino da alcuni settori del centrosinistra e da alcuni
settori del Partito Democratico, che hanno mosso rilievi di ordine
tecnico, di ordine finanziario, di ordine strutturale, ai quali il
Governo non ha, fino a questo momento, né saputo né potuto né
voluto rispondere.
Per queste ragioni il mio voto e quello del mio gruppo non potrà
che essere convintamente contrario.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ioppolo e grazie anche per il
doveroso omaggio che ha comunicato qui in Assemblea.
E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, cittadini,
siamo qui per parlare di un qualcosa già annunciato, di una morte
annunciata per molti e, soprattutto, per le tasche dei cittadini
siciliani.
Noi siamo qui e abbiamo, avete contratto questo debito che
dovranno pagare, purtroppo, anche i miei figli con questo mutuo per
i prossimi trent'anni.
Il carissimo Presidente della Regione e i carissimi colleghi in
quest'Aula, attaccati fortemente alla sedia, dall'estate scorsa
hanno tenuto banco per avere dei posti in assessorato o mettere gli
amici nei posti degli Assessorati o come direttori generali o
quant'altro ed il Presidente, ultimamente, è uscito con quelle
dichiarazioni che finalmente si può partire con le riforme, ma
con le riforme potevamo partire anche prima, eravamo disponibili a
votare qualunque riforma seria in questo Parlamento ed erano voti
gratis, a noi non interessa il compromesso morale, quello che
invece ha cercato il Presidente della Regione.
Andiamo a questa legge ormai salva-imprese , queste piccolissime
imprese di cui stiamo parlando, intanto dobbiamo considerare che
606 milioni di debiti sono per la sanità e dobbiamo considerare
che, negli anni passati, era stato contratto già un mutuo proprio
per i debiti della sanità e, quindi, in maniera ciclica, siamo di
nuovi qui a parlare dei debiti della sanità.
Andiamo a vedere quali sono queste piccolissime imprese che hanno
debiti con le nostre aziende e se andiamo a vedere quali sono le
prime venti che hanno crediti da esigere troviamo, possibilmente,
la Novartis, la Johnson & Johnson, la Roche, famosissime e
piccolissime imprese della Regione siciliana, chi non li conosce
A Caltanissetta troviamo la Bartex, sempre la Novartis. Possiamo
andare, ad esempio, all'ASP di Catania dove troviamo sempre la
Novartis, la Pfaizer, la Johnson & Johnson, la Bayer. All'ASP di
Enna, la Roche, la Baxter, la Philips, e via dicendo.
Queste piccolissime imprese avevano proprio bisogno di ossigeno
perché giustamente queste piccolissime imprese siciliane erano lì
che stavano per fallire e dovevamo dargli una mano perché
altrimenti avrebbero messo a rischio un intero comparto, ma sapete
una cosa?
La maggior parte di queste sono aziende farmaceutiche, ma noi
sappiamo che la spesa farmaceutica in Sicilia è una tra le più alte
d'Italia, anche perché forse c'è una spesa anomala, anche perché
forse si parla di furti di ricettari, di iper prescrizioni e
quant'altro, ma che riforme ha portato questo Governo in materia?
Niente. Assolutamente niente.
In più, all'assessorato alla salute, presieduto dalla Borsellino,
alla quale abbiamo chiesto informazioni sui furti di ricettari per
quanto riguarda i medicinali, c'è una nota del 19 novembre del 2013
dove si dice che "nel rispetto della normativa vigente, si comunica
che codeste aziende hanno l'obbligo di trasmettere tempestivamente
a questo servizio e per i successivi adempimenti di competenza ogni
segnalazione da parte di medici o uffici relativi allo smarrimento
e/o furti di timbri e ricettari". Nello stesso tempo, una settimana
dopo, sempre lo stesso assessorato mi risponde dicendomi che non
risultano pervenute denunce relative a furti e smarrimenti di
ricettari. Benissimo.
Mi chiedo, quindi, se il Presidente vuole mettere le mani nel
marcio e quando deve metterle queste mani nel marcio
Altra cosa. Con l'assessore Valenti succede che c'era la Telecom,
anche qui questa piccolissima impresa, e l'altra piccolissima
impresa che era l'Enel, che dicono "guardate ci dovete determinati
soldi, vi faccio anche uno sconto, vi faccio pagare meno, almeno
datemeli questi".
L'assessore Valenti risponde che "le proposte di transazione da
parte di Telecom ed Enel prevedono, a fronte di pagamenti compresi
per il rispettivo importo, un risparmio di 50 mila euro per
Telecom e 300 mila euro per Enel. L'ipotesi transattiva
comprenderebbe però un inevitabile allungamento dei tempi in quanto
la transazione deve necessariamente seguire un iter più complesso",
e quindi noi potevamo risparmiare questi soldi e non l'abbiamo
fatto; potevamo fare le transazioni per quanto riguarda queste
piccolissime imprese che riguardano le big farm delle aziende
farmaceutiche, ma non l'abbiamo fatto.
Noi, insieme ai colleghi, stiamo valutando, in maniera seria, di
presentare un esposto alla Corte dei Conti anche per danno
erariale, ma la cosa più bella è che questi manager, che hanno
contratto questi debiti nella Pubblica Amministrazione, non sono
solo direttori generali, ma anche direttori amministrativi e
sanitari, possibilmente noi li promuoviamo e quando si valutano gli
obiettivi dei manager, questi per esempio sono degli obiettivi dei
manager, anche se dicono il falso, nessuno verifica.
Ad esempio, se guardate il punto 2 è tutto verde e sapete di cosa
parla il punto 2? Dell'abbattimento delle liste d'attesa. A voi
risulta? A me no Terzo rigo tutto verde. L'attivazione dei PTA A
voi risulta? A me no E tante altre cose. Nessuno va a controllare
quello che fanno i direttori generali.
Pertanto, quando ci diamo appuntamento, tra due anni per un nuovo
mutuo? Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa
norma non è un atto dovuto, è qualcosa di più perché fa bene un
mio collega ad elencare le aziende, piccole e grandi che esse
siano, ma vorrei ricordare a lui e ad altri che dietro ogni azienda
c'è chi lavora, ci sono delle famiglie che hanno bisogno di essere
aiutate e sostenute in questo momento particolare. Ci si può
differenziare, si può essere magnanimi, si può essere buoni, ma una
cosa è certa, però, apprezzo molto chi non condivide questa norma e
dice io non la voto , non condivido invece chi si astiene
Bisogna avere il senso della responsabilità e il coraggio delle
azioni politiche che si portano avanti. Il mio gruppo vota
favorevolmente a questa norma, perché siamo convinti che c'è
bisogno di uno scossone. C'è bisogno che questo Governo si rimetta
in cammino aiutando e sostenendo le imprese che oggi ne hanno
bisogno e finiamola con la falsa retorica, con la demagogia.
C'è chi tira in ballo nomi altisonanti, c'è chi tira in ballo le
campagne elettorali. Forse è ora anche di finirla perché la gente è
a casa che ci ascolta e ci vede e sicuramente non è molto contenta
del nostro atteggiamento perché non ha capito forse granché di
questa serata.
Una cosa è certa: o si è d'accordo o non si è d'accordo. Noi siamo
d'accordo a portare avanti questa maggioranza e questa attività di
Governo e lo sosterremo, anche pur comprendendo le difficoltà che
ci sono all'interno dei partiti, perché io sfido chiunque a trovare
un partito dove non ci sia confronto, a volte forte e a volte
aspro, ma dal quale alla fine vengono fuori le migliori idee e le
migliori idee sono quelle che accompagnano questo Governo per fare
uscire questa Sicilia da questo guado, perché la Sicilia non merita
di stare in questa condizione e in questa posizione
Assessore Agnello c'è gente che deve prendere lo stipendio Io la
prego, lo richiedo ufficialmente a lei per la seconda volta, la
CoRFiLaC (Consorzio Ricerca Filiera Lattiero Casearia) di Ragusa è
da otto mesi senza stipendio I forestali quattro mesi senza
stipendio Tantissima gente aspetta una sua risposta e sarebbe bene
che lei, uscendo da quest'Aula stasera, in qualità di Assessore per
l'economia, facesse una nota di chiarimento dicendo prenderete lo
stipendio il mese ics, il giorno che sarà perché questa storia
non si può più sopportare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, credo che
la legge, così come oggi si presenta all'approvazione
dell'Assemblea Regionale Siciliana, è una legge davvero utile,
positiva per il mondo dell'impresa, per il mondo del lavoro, per il
mondo produttivo della nostra Sicilia.
Tante imprese siciliane potranno finalmente ottenere il pagamento
dei debiti che hanno verso la Pubblica Amministrazione, dei crediti
che vantano nei confronti della stessa e credo sia anche positivo
che imprese del nord, imprese che hanno fama internazionale,
possano riscuotere dalla Pubblica Amministrazione siciliana quanto
avanzano da troppo tempo, perché ne vale anche della credibilità
della Pubblica Amministrazione della nostra Regione nei confronti
di multinazionali, di imprese che devono sapere con chiarezza che
possono venire a lavorare e ad investire in Sicilia e che
certamente avranno quanto loro spetta, quanto loro si deve.
Una legge credo davvero migliorata rispetto al disegno di legge
originario, per varie ragioni qui sono state ricordate, da alcuni
onorevoli colleghi che sono intervenuti prima di me, ed io voglio
veramente ricordare che la versione originaria del disegno di legge
prevedeva l'aumento dell'addizionale IRPEF e l'aumento dell'IRAP.
Noi siamo dovuti intervenire, come Partito Democratico, nei
confronti del Ministero dell'economia, nello scorso mese di luglio,
insieme al Presidente della Regione, con una specifica riunione che
si tenne, presso il Ministero di Sviluppo Economico, per ottenere
una modifica della normativa nazionale che potesse consentire la
previsione di accedere all'anticipazione senza l'obbligo di
aumentare ulteriormente l'addizionale IRPEF e IRAP, ma di potere
utilizzare i risparmi della sanità per compensare e, quindi,
accedere all'anticipazione senza un ulteriore aggravamento del
carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese.
Un risultato che credo sia stato assolutamente positivo ed il
disegno di legge, così come oggi si presenta all'approvazione
dell'Assemblea, è anche una norma programmatica, certamente
programmatica, ma comunque una norma impegnativa che impegna
l'intera Assemblea, impegna il Governo, di una riduzione in
prospettiva sia dell'addizionale IRPEF che dell'IRAP e, quindi, una
riduzione della pressione fiscale, sia per i redditi da lavoro che
per i redditi di impresa.
Mi sembra che questo sia indubbiamente un segnale positivo che si
lancia al mondo dell'impresa in un momento di crisi davvero
particolarmente grave come ben sappiamo per la nostra Regione.
Alcuni risultati sono stati ottenuti, perché non dirlo, anche
grazie a un confronto costruttivo che si è sviluppato in
Commissione Bilancio, che si è sviluppato in Aula, anche grazie al
contributo delle forze parlamentari di opposizione e mi riferisco
in particolare al risultato raggiunto della riduzione del tasso con
cui si accederà all'anticipazione, che comporterà una riduzione di
spesa significativa per la Regione, per il mutuo trentennale che si
accenderà e questo credo che sia un atto di responsabilità che io
riconosco a tutte le forze parlamentari che hanno espresso le loro
osservazioni, hanno avanzato le loro proposte in Commissione, in
Aula, anche da parte dei colleghi del Movimento Cinque Stelle sono
arrivate proposte che sono state valutate con attenzione da parte
del Governo, senza pregiudiziali, ma avendo come unico obiettivo
quello di migliorare il testo per approvare una legge che potesse
davvero essere estremamente utile per il mondo dell'impresa, per il
mondo produttivo, per il mondo del lavoro.
Io apprezzo, quindi, anche la dichiarazione di astensione di molte
forze di opposizione in questo Parlamento perché credo che sia
utile in questo momento assumersi qualche responsabilità in più per
fare fronte alla grave crisi economica, finanziaria e sociale che
la nostra Regione sta attraversando nel dichiarare, ovviamente, il
convinto voto favorevole a questo disegno di legge, mi sorprendo
anche del fatto che, da parte del Movimento Cinque Stelle, parrebbe
esserci l'orientamento, già espresso da molti parlamentari, non so
se saranno tutti, di votare contro questo disegno di legge.
Francamente mi sembra anche una contraddizione; sappiamo che per
il Movimento Cinque Stelle il tema del credito all'impresa è un
tema caratterizzante.
Voi avete fatto del tema del fondo per il credito alla
microimpresa un argomento forte del dibattito parlamentare dei mesi
scorsi, abbiamo anche approvato una legge specifica con il concorso
favorevole di tutte le forze parlamentari, devolvete una parte
dell'indennità parlamentare proprio al finanziamento di questo
fondo per il microcredito, quindi, consentitemi di esprimere anche
la mia perplessità nel ravvisare una profonda contraddizione
rispetto al fatto che poi votate contro una legge così importante
che può dare un sostegno economico e creditizio davvero
fondamentale per il mondo dell'impresa che in questo momento ne ha
davvero bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
semplicemente per ribadire da parte del Gruppo parlamentare
Articolo 4 l'assoluta volontà di votare questa legge.
Già circa un anno fa avevamo presentato una mozione per impegnare
il Governo a pagare i debiti della Pubblica Amministrazione.
Siamo assolutamente convinti che, pur tra mille sacrifici, è un
atto dovuto, è un atto importante e che va sostenuto e va spiegato
ai cittadini.
Personalmente, ho visto l'elenco e in qualche modo toccava il
cuore vedere tantissime aziende del nord, vedere tantissime fatture
che si pagano, ed è giusto che sia così, a tantissime aziende del
nord. Ecco mi piacerebbe che il Governo rimettesse o ripensasse in
maniera seria al modo di fare le gare, ovviamente nella massima
trasparenza, nella massima legalità, cercando di capire in che modo
può essere tutelato, anche in un mondo globale, il tessuto
imprenditoriale siciliano.
Ci piacerebbe vedere tantissime aziende, non soltanto le grande
aziende sanitarie, ma anche le grandi aziende delle pulizie, vedere
cioè la Sicilia in qualche modo in alcuni versi monopolizzata dalle
aziende del Nord, francamente non era un bel vedere, però,
certamente, questi debiti vanno pagati, vanno pagati perchè la
pubblica amministrazione ha avuto fatte delle prestazioni e,
quindi, siamo assolutamente convinti che questo debba avvenire e
questa legge in qualche modo risolve questo problema.
C'è, poi, però un secondo passaggio, lo dico all'assessore per
l'economia, dott. Agnello, è importante che i trenta, sessanta
giorni che ci impone l'Unione Europea da oggi in poi non dobbiamo
più fare, non dobbiamo più accumulare debiti. Dobbiamo fare in
maniera tale che quando una qualsiasi impresa esercita il proprio
dovere ed in qualche modo produce azioni per la pubblica
amministrazione, è giusto che entro tempi ragionevolmente veloci,
così come ci chiede l'Europa, venga pagata.
Penso, quindi, che questo sia un atto di giustizia, penso che
ancora una volta la Sicilia si sia dimostrata al passo con i tempi,
penso che pur fra mille difficoltà è una legge che bisogna
approvare ed il Gruppo parlamentare Articolo 4', come al solito,
con nove deputati presenti, darà ovviamente il proprio contributo e
voterà la legge con convinzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non ho
raccolto le provocazioni mentre arrivavo in Aula. Lei lo sa a che
titolo parlo, sono un deputato di quest'Assemblea, purtroppo,
sfortunato, perché quando parlo è sempre assente il Presidente
della Regione, al quale vorrei rivolgermi per condividere con lui
una strategia condivisa, Ed, in verità, oggi avevo deciso di non
intervenire. Mi ha convinto ad intervenire la presenza assidua e
costante dell'assessore per l'economia, dottor Agnello e
dell'assessore per le infrastrutture, dott. Torrisi, che,
purtroppo, non vedo più, spero possa entrare in Aula.
Perché, assessore Agnello, dico questo? Lo dico perché - e la
ringrazio per l'attenzione non capitava spesso assessore da parte
dei suoi colleghi di avere attenzione - quando uno come me,
rappresentante di una forza politica che vota convintamente a
sostegno di questa legge, seppur con le differenze che vanno
rimarcate, dicevo benvenuto all'assessore Torrisi perché ho il
piacere di parlare con entrambi. Voglio cogliere l'occasione per
parlare di questa legge per dire due cose.
D'ASERO. E' rientrato l'assessore Torrisi.
TURANO. Lo so, l'ho visto e lo aspetto, l'Assessore per le
infrastrutture, perché spero possa fare il suo lavoro. Se qualcuno
pensa, onorevole D'Asero, di mettere un po' di sale sulla ferita,
si sbaglia, non colgo le provocazioni, non parlo di lei e delle sue
giuste risposte.
Dicevo, assessore Agnello, che noi votiamo questa legge perché ci
piace essere ed apparire seri ed i debiti si pagano. Cambia poco
come sono stati fatti e a favore di chi sono, ma certamente quando
si assume un impegno, lo si deve onorare.
Con la stessa fermezza chiedo al nuovo Governo se intende onorare
gli impegni che ha assunto in quest'Aula solennemente nel corso
dell'approvazione della finanziaria dell'anno scorso e nel corso
dell'approvazione dell'ultima finanziaria.
E sa perché mi rivolgo all'assessore per le infrastrutture ed
all'assessore per l'economia? Perché pochi giorni prima delle
dimissioni, l'assessore Bianchi, il suo predecessore, non sapendo
come rispettare i vincoli normativi della legge regionale n. 5 del
2014 che all'articolo 4 impongono al Governo di trovare risorse per
640 milioni di euro, ha inoltrato una nota al Ministero dello
Sviluppo economico ed al CIPE per rimodulare la relativa delibera
chiedendo di intervenire per fare cassa e tagliando un milione di
euro.
Sulla Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2014 - io ieri ho avuto la
fortuna di bazzicare a Roma, ho avuto un incontro con alcuni
colleghi e mi sono procurato alcune notizie - vengono appostate le
risorse con una riduzione di 513 milioni di euro, che sono le
risorse che il Governo aveva comunicato al CIPE nella rimodulazione
di alcuni progetti strategici. E tra queste risorse vi sono alcune
opere strategiche che riguardano l'intero territorio siciliano. Ed
ecco perché, mi rivolgo all'Assessore per le infrastrutture, per
esempio, si potrebbero finanziare alcune autostrade.
Oggi io non vorrei arrivare al paradosso che l'Assemblea regionale
si impegna a trovare un miliardo di euro facendo debiti per i
prossimi trent'anni e non trova la soluzione per recuperare quei
641 milioni di euro che servono per fare quadrare la copertura sul
FSE, che è il Fondo di Sviluppo Economico.
Io sto svolgendo un ragionamento importante da cui deriva il
rapporto fiduciario che abbiamo costruito con il Governo. Il
Presidente della Regione più volte ha assunto l'impegno che avrebbe
rispettato e avrebbe trovato le coperture finanziarie per appaltare
queste opere.
Io non vorrei che con il nuovo Governo questo fosse dimenticato,
perché l'assessore per le infrastrutture - e io non ho preconcetti
nei confronti di nessuno - e l'assessore per l'economia devono
sapere che trovano una sponda corretta da parte mia se trovano le
coperture finanziarie per poter realizzare queste opere strategiche
o viceversa troveranno un nemico convinto.
CRACOLICI. Onorevole Turano, sarebbe meglio dire avversario.
TURANO. Onorevole Cracolici, chi pensa di togliere, faccio un
esempio: alla provincia di Trapani un finanziamento strategico che
non l'ente provincia ma il territorio ha ottenuto per 136 milioni
di euro diventa nemico di quel territorio. Ed io lo dico a chiare
lettere.
E allora vorrei che con la stessa solerzia con cui in Commissione
bilancio ha trovato il modo per far approvare questa legge e dare
risposta agli imprenditori che la meritano, vorrei che l'Assessore
per l'economia e l'Assessore per le infrastrutture si impegnassero
formalmente a trovare la soluzione, perché se da qui a poco vedo
che al CIPE viene comunicato che non si trovano le risorse, i 641
milioni di euro che servono per finanziare le opere, deve sapere il
Governo che non può trovare un alleato in Mimmo Turano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha
facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, mi associo allo sgomento dell'onorevole Turano per la
perdurante assenza del Presidente Crocetta ai lavori d'Aula.
Purtroppo, ormai, questa Assemblea parlamentare vi è abituata e
quindi non possiamo che andare avanti evitando di parlare con il
maggiore rappresentante delle istituzioni siciliane e lo facciamo
intervenendo oggi su una norma che certamente nei suoi principi non
può che trovarmi d'accordo, sappiamo quanto oggi sia importante
questa iniezione di liquidità; sappiamo quanto molte imprese
richiedono quanto dovuto da parte della Regione, ma certo non
possiamo dimenticare, assessore Agnello, l'iter che ha seguito
questa norma che è un po' paradigmatico dell'esperienza di questo
Governo, un iter che ha visto diverse fasi.
Le ricordo brevemente. Una prima fase che vedeva delle voci che
si rincorrevano in merito ad alcuni grossi gruppi industriali e non
solo che imponevano questa norma ai 5 milioni di siciliani. Poi
ricordiamo il periodo del mistero dove la lista dei creditori non
si riusciva a trovare. Poi ricordiamo ancora il momento della
follia elevata a sistema legislativo.
Chi era presente tra i miei colleghi la sera dell'approvazione
della finanziaria, la notte, ricorderà le urla scomposte dell'uomo
assente che voleva che la norma del miliardo di euro si approvasse
come se fosse una norma o un emendamento insignificante. Poi
l'epilogo tragico. Vedete, il 18 marzo di quest'anno quando
purtroppo ho visto per l'ultima volta l'assessore Bianchi, era qui,
parlava agitatamente al telefono, poi non l'ho più visto perché a
causa di quel rinvio in Commissione si è dimesso.
E poi infine tralasciamo le falsità dette dal Presidente assente
sulla famosa lettera del ministro Saccomanni che imponeva il mutuo.
Cosa non vera, ma chiedeva se la Regione era ancora intenzionata,
compreso l'intervento dell'autorevole quotidiano La Repubblica'
che ci ricorda e ci ha svelato un retroscena gravissimo dove la
Regione siciliana è stata impiccata' a questa norma dietro il
fatto che doveva necessariamente approvarla per evitare che il
mutuo da 300 milioni, l'altro mutuo già approvato nel 2012, potesse
essere acceso, come se noi non avessimo più autonomia di decidere
se accendere i mutui o no.
Ecco, allora che questo iter ci sconvolge, Presidente, signori
Assessori, così come ci sconvolge la politica approssimativa ed
improvvisata di questo Governo sulle tematiche finanziarie ed
economiche di una Regione che è sull'orlo del baratro. Sì, e
l'abbiamo detto più volte, non solo per le vicende che riguardano
il D.L. 95 del 2012 che i deputati della vecchia legislatura
ricorderanno meglio di me, quando lo Stato impose a questa Regione
un prelievo onerosissimo di 600 milioni prima e di 900 milioni dopo
che era insostenibile.
All'epoca qualcuno provò a dirlo e i soliti ascari siciliani che
oggi ballano questa danza macabra attorno al presidente Crocetta
urlarono al default. Sono gli stessi ascari che oggi decidono
governo e sottogoverno di questa Regione. Ci ricordiamo da cosa
proviene il rischio default di questa Regione? Da una imposizione
del Governo nazionale che ha voluto la morte di questa Regione.
E vorrei un assessore Agnello che finalmente andasse a Roma a
dirlo in modo chiaro che questa è una Regione che nel 2008 aveva 20
miliardi di spesa corrente, e che nel 2012 ne aveva 15 miliardi e
che, quindi, è arrivata a ridurle di un quarto.
Che vada orgoglioso a dire che con la legge 5 del 2009 si è
rimesso il sistema sanitario in linea con le migliori regioni e le
più efficienti nazionali.
Vorrei un assessore Agnello e un Governo regionale che andassero a
Roma a dire che la Commissione paritetica colpevolmente nominata in
ritardo dal presidente Crocetta è utile e serve a dirimere i nodi
dello Statuto della Regione.
Vorrei un assessore Agnello e un Governo regionale che andassero a
Roma a dire che quando si approvano le riforme costituzionali per
eliminare il bicameralismo perfetto, e per sbaglio, per un refuso
legislativo, si scrive che la Specialità della Regione siciliana è
cancellata con un colpo di penna, lo dicessero a voce alta.
Così come vorrei che l'assessore Agnello e il presidente Crocetta,
che purtroppo non è presente in Aula - e ho concluso -, quando un
Presidente del Consiglio, nella persona di Renzi va in tv e nel
corso della trasmissione Porta a porta' dice che già le coperture
ci sono per i famosi 80 euro e poi si inventa l'ennesima truffa a
danno dei siciliani che dovranno pagare il 10 per cento della quota
addebitata alle regioni in base al numero degli abitanti, quindi 5
milioni su 50 milioni, 60 milioni di italiani, come se un cittadino
siciliano avesse lo stesso reddito di un cittadino lombardo,
ebbene, io vorrei un Governo e un assessore che andassero a Roma a
dire che questa terra se lo vuole ce la può fare e non ha bisogno
di imposizioni, ma soltanto di autonomia politica e di capacità
amministrativa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i siciliani che in
questo momento seguono e hanno seguito il dibattito, Presidente
Cracolici, io mi prendo solo due minuti, e così recuperiamo tre
minuti. Credo che i siciliani che stanno seguendo il dibattito, che
non sono avvezzi alla politica, siano convinti che questa sera,
approvando questo mutuo da un miliardo, noi metteremo una pezza ai
nostri debiti.
Però, voglio dare un dato che la dice lunga su quello che, invece,
c'è fuori come debiti. E siccome l'Assessore Agnello ha più volte
citato, Assessore Agnello, io sono convinto che lei tra qualche
mese sarà meno sorridente di oggi, ma non lo dico perché voglio che
lei sia meno sorridente, io spero e mi auguro che lei possa essere
sorridente ancora meglio, ma le voglio dare un dato che
probabilmente lei conosce, e sono sicuro che lo conosce, non può
disconoscerlo, perché più volte ha parlato di Serit. Abbiamo detto
in quest'Aula che con l'approvazione di questo miliardo di euro gli
diamo una boccata di ossigeno, gli arrivano 40 milioni di euro.
Sapete quali debiti paga Serit con i 40 milioni di euro? Riesce a
pagare i debiti al 31 dicembre 2012, credo che questo lei lo
sappia, non so se è informato di questo. Cioè significa che i
debiti del 2013, e parte del 2014 ancora in corso, sono fuori da
quel pagamento, da questo pagamento con i 40 milioni di euro.
Con questo cosa voglio dirle Assessore con molta schiettezza? E in
questo momento, mi passano per la mente, alcune questioni
drammatiche che affronteremo successivamente, come i consorzi
bonifica, che non partono, degli agricoltori che non potranno
utilizzare l'acqua per irrigare i campi nei mesi di maggio, giugno,
luglio, agosto Succederà questo, e noi purtroppo avremo grande
difficoltà a risolvere tali problemi in questa direzione.
Ma la mia preoccupazione è un'altra caro Assessore Agnello e caro
Presidente Crocetta. Anche se lei non è presente in Aula glielo
voglio ratificare e notificare con grande correttezza
istituzionale, questo Governo dal mio punto di vista ha un obbligo
oggi morale, perché il Governo è retto da una sua maggioranza,
mezza maggioranza, e deve sedersi urgentemente perché questo che
noi stiamo approvando oggi, mette ripeto una piccola pezza, e
facciamo debiti per i prossimi decenni. Ma credo sia importante che
abbiate la forza, il coraggio, la capacità e la volontà politica di
tagliare gli enormi sprechi, le sacche di sperpero di denaro
pubblico dove è possibile recuperare tante risorse. E qui ci sono
tanti sprechi, e voi lo sapete, uno in particolare la sanità, e non
soltanto la sanità, è giunto il momento di avere il coraggio di
tagliare quei rami secchi, il che è importante.
Noi siamo qui oggi ad accendere un mutuo, perché abbiamo scoperto
l'acqua calda, ma poi alla fine da domani la macchina continuerà a
bruciare e a razziare nelle sacche del bilancio, o quel po' di
bilancio che è rimasto alla Regione Sicilia. Io credo che non
abbiamo fatto un buon servizio ai siciliani, quindi, credo sia
importante essere onesti con i siciliani. Io credo che oggi noi
stiamo commettendo anche un grave errore, la disonestà
intellettuale nei confronti del popolo siciliano.
Un Governo che si rispetti a qualunque livello deve avere il
coraggio di alzarsi una mattina e dire come siamo messi, dove
stiamo andando a sbattere. Che metta un freno, quello a pedale,
ovvero anche quello a mano se serve, ma che ci si fermi un attimo
tutti quanti, e con un pizzico, mi permetto di dire di senso della
responsabilità uello a mano se serve quello
politica, che non è inciucio
Spesso il senso della responsabilità politica viene chiamato da
qualcuno inciucio. L'inciucio è un'altra cosa. L'inciucio è quando
il deputato di opposizione si presenta col piattino in mano dal
governatore Crocetta per chiedere un sottogoverno o qualche altra
cosa, in cambio dell'appoggio. Questo è l'inciucio. Quando, invece,
un pezzo di opposizione, responsabilmente, vuole sostenere una
Sicilia che sta sprofondando, quella è un'altra storia.
Io mi iscrivo a questo pezzo di storia, che è quella che voglio
sostenere, un'azione politica che dia speranza ai nostri figli, che
dia speranza ai nostri ammalati e che dia al segmento dei deboli,
ma che abbiate il coraggio, presidente Crocetta, glielo ribadisco
in sua assenza, un sussulto di responsabilità. Si alzi una mattina,
prenda una grande gomma e oltre a quello della lotta alla mafia, e
le siamo a fianco, abbia il coraggio per tutte le altre battaglie
importanti, abbia il coraggio di tagliare i rami secchi, profondi
che succhiamo il sangue dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intanto do
il benvenuto ai nuovi Assessori che ancora non conosco. Avevo
chiesto di parlare una mezz'oretta fa, manca - mi devo stupire di
definirlo così - la mia musa ispiratrice, l'onorevole Figuccia, che
con il suo intervento ha dato dimostrazione di come in Sicilia con
gli sprechi, anche gli sprechi di parole, si vada sempre
abbandonanti.
L'onorevole Figuccia ha lanciato delle accuse precise al Movimento
5 Stelle dicendo che non me lo ricordo più, ma basta che si vada a
guardare le votazioni oppure il programma capirà che con coerenza
noi rispondiamo solo e unicamente al programma.
Vi vorrei ricordare che Forza Italia, il partito di cui lui fa
parte aveva nel suo programma l'abolizione delle province, durante
la campagna elettorale, ma poi si è ben guardato dall'appoggiare la
norma. Io da quel momento ad ora ho riflettuto, accettando di
sentire quelle parole da chi fa parte di un partito che ha segnato
nell'ultimo ventennio il declino morale, economico, culturale
dell'Italia nonché della Sicilia anche se questo primato lo ha
dovuto condividere anche altri soggetti politici blasonati con cui
spesso hanno una profonda sintonia. Così qualche tempo fa il capo
del PD e il capo del partito dell'onorevole Figuccia avevano la
profonda sintonia. Profonda sintonia quando ci sono da fare delle
modifiche strategiche forse anche al 416 e, quindi, vanno d'accordo
quando c'è d'andare d'accordo.
Comunque, andiamo avanti perché oramai trovo inutile andare a
recriminare.
Ho sentito l'onorevole Lupo che parlava di una fattiva
collaborazione in Commissione bilancio su questo disegno di legge.
Non faccio parte di questa Commissione, ma devo dire che la
collaborazione non è che è stata così semplice, perché se sono
venuti fuori degli argomenti è stato per la caparbietà dei miei
colleghi, che hanno insistito veramente, lottando per avere la
lista di chi doveva ricevere i soldi, sapere di preciso quanto,
perché c'era il mistero, non si sapeva quanti soldi ci volevano,
non si sapeva se questi debiti erano stati contrattati o
ricontrattati, e non è giusto che non ci sia il tempo di
ricontrattare, non ci sono i modi di ricontrattare quando a pagare
sono i cittadini, perché si tratta di questo.
Come ha detto l'onorevole Zito, nella piccola occasione in cui
Enel e Telecom volevano contrattare un debito, l'assessore Valenti
ha detto di no, che era troppo complicato. E chissà quante altre
volte poteva succedere. Siamo generosi, dobbiamo pagare le imprese.
Peccato che a pagare sono le imprese e le famiglie. E siccome io
dalla mia cultura semplice, so benissimo che il risparmio è il
mezzo guadagno, forse è tutto guadagno.
Chiedo agli assessori - e mi rivolgo al difficile compito che
avrà l'assessore Agnello, io mi auguro di vederlo sempre di più
sorridere, di potere avere delle soddisfazioni, di potere lavorare
bene, anche se gli verrà un po' difficile perché qui di mosche ce
ne sono tante e le si attaccheranno addosso. Io però la voglio
incoraggiare nel suo lavoro, perché sarà molto difficile, tuttavia,
se ci mette veramente il cuore ce la può fare, anche perché nel
merito dei provvedimenti troverà il nostro appoggio, nonostante
qualcuno dica che noi siamo qui a fare non so che cosa e a perdere
tempo.
Io vorrei invece dire che siamo degli interlocutori affidabili
quando crediamo nel merito dei provvedimenti. E lo abbiamo sempre
dimostrato, senza mai tradire gli elettori e senza mai tradire il
mandato per cui siamo venuti qui.
Vorrei dire all'onorevole Lupo - e lo ringrazio per avere
ricordato che noi devolviamo parte della nostra indennità al Fondo
per il microcredito - ma gli ricordiamo anche che nonostante il
contentino che ci hanno dato la scorsa Finanziaria, di farci
istituire il Fondo e poi a settembre 2013 prima della mozione ci
hanno detto sì per l'approvazione, che va al CGA, voglio ricordare
che è ancora tutto fermo e che, quindi, ci stiamo attrezzando per
sbrigarcela noi. Perché chi fa da sé fa per tre. E noi speriamo di
fare anche per quattro.
Voteremo dunque contro in maniera coerente, abbiamo dato tutti gli
spunti per trovare altri soldi, per indicare dove risparmiare. E
vorrei aggiungere che le azioni di responsabilità nei riguardi di
chi, ad esempio, nelle partecipate ha creato dei buchi di milioni
di euro, è una groviera di buchi, ho inoltrato anche delle
interrogazioni. Spero di poterla incontrare presto per sottoporle e
darle un aiuto anche a seguire un attimino dei lavori che avevamo
iniziato con l'altro Assessore perché purtroppo di azioni di
responsabilità qui in Regione non se ne parla mai, si fanno i danni
e poi a pagare sono i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
cercherò di resistere alla tentazione di rispondere all'onorevole
Foti per non farmi distrarmi dal tenore dell'argomento, risponderà
poi a suo tempo l'onorevole Figuccia; sulla coerenza, comunque, non
credo che il Movimento Cinque Stelle possa dare lezioni a
chicchessia avendo approfittato dell'appoggio delle forze
governative per occupare quanto c'era da occupare all'inizio della
legislatura compresa la sedia dove lei sta comodamente seduto in
questo momento, oppure a una Presidenza di una Commissione e
quant'altro, per la verità ruolo ricoperto quanto meno quest'ultimo
in maniera più che dignitosa.
Allora, caro Presidente, parto proprio, me lo consenta, io sono
profondamente rispettoso delle Istituzioni, del ruolo istituzionale
e delle figure che ricoprono questi ruoli. Però, debbo
stigmatizzare con forza la sua decisione assunta in quest'Aula, che
è di una gravità inaudita perché lei ha sovvertito con la sua
decisione un voto liberamente e coerentemente espresso dall'Aula,
di approvazione di un emendamento proposto dal mio Gruppo politico.
Lei ha stravolto il Regolamento imponendo la ripetizione di un voto
violando in tal maniera qualsiasi norma di correttezza e di
rispetto della volontà parlamentare. Lei ne dovrebbe trarre le
dovute conseguenze e non cercare di scusarsi che "errare è umano",
io dico "perseverare è diabolico", continuare cioè a sedere e ad
occupare quel posto di Vicepresidente, che non glielo ha imposto
alcuna volontà divina. Detto questo, caro Presidente, mi permetta
di preannunciare il mio voto contrario a questa norma in parziale
dissenso con la volontà espressa dal mio Gruppo, di astenersi.
E mi permetterò di giustificare brevemente questo mio voto
contrario, pur apprezzando l'opera, più che meritoria, svolta
dall'onorevole Falcone e dagli altri rappresentanti del centro
destra all'interno della Commissione bilancio. Perché è solo grazie
alla loro preparazione, alla loro assiduità ai lavori, al loro
intuito, alla loro capacità di rendere presentabile un disegno di
legge che altrimenti presentabile non era, che si è riusciti a
salvaguardare comunque la forma di questa norma.
Però, caro Presidente, nonostante questo e nonostante le
correzioni indubbiamente apportate - e non certo per volontà
inciucista - dai rappresentanti del centro destra, io non mi sento
di votare una norma che viene propagandata come salva-imprese ,
come una norma salvifica per l'economia siciliana, come una norma
salvifica per le imprese che attendono questa boccata di ossigeno,
perché noi stiamo contrabbandando quella che non è altro che
un'operazione che nei Comuni si definisce comunemente di
anticipazione di cassa, come una megaoperazione strutturale.
Ma la cosa grave è che i Comuni restituiscono l'anticipazione di
cassa a fine anno, magari ricorrendo ad un'altra anticipazione; noi
quest'anticipazione di cassa - perché di questo si tratta - la
restituiamo in trent'anni, ipotecando il futuro dei nostri figli e
dei Siciliani di domani. E questo non può andare assolutamente
bene.
Il tasso di interesse è stato, fortunatamente, ridotto, grazie a
questi interventi del centro destra. C'è - questo sì - un impegno,
una manifestazione di buoni propositi, una manifestazione di buona
volontà di cominciare a ridurre le imposte che gravano sui
siciliani - e sarebbe finalmente ora - ma non c'è nessuna manovra
che consenta di assicurare che i debiti che oggi stiamo pagando
solo parzialmente perché questo deve essere detto
Noi stiamo pagando alcuni debiti e neppure quei debiti
certificati, perché l'assessore Bianchi in quest'Aula è stato
chiarissimo: quei debiti servivano solo a titolo esemplificativo,
ma non significa assolutamente imporre una graduatoria dei
pagamenti, significa che noi riusciremo a pagare alcuni debiti
lasciandone fuori molti altri, che nelle more si sono creati.
Trasferiremo qualcosa agli enti locali, trasferiremo qualcosa alla
Serit, ma non avremo risolto nessuno dei problemi essenziali che
vive la nostra Regione.
Allora noi stiamo trasformando quella che è un'operazione di mero
recupero di liquidità temporanea, in una megamanovra strutturale,
che invece di strutturale ha solo l'imposizione di una situazione
debitoria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
Governo, io non ho capito se parliamo di un mutuo per comprare le
noccioline o se parliamo di contrarre un mutuo per pagare imprese
che hanno erogato servizi e beni a questa Regione.
Da qualunque parte d'Italia vengano, sono piccole e medie imprese,
hanno dato delle medicine - la Roche, la Philips e tante altre -
che certamente non sono debiti contratti in quest'anno. Io capisco
che il Presidente si chiama Crocetta, ma non credo che possa
portare sulle spalle tutte le croci
Credo che sia importante ritornare ad un intervento fatto un anno
fa. Il mio primo intervento fatto in quest'Aula si riferiva al
patto di stabilità, al fiscal compact e al pareggio di bilancio.
Sono degli argomenti che, se non c'è un Governo forte e autorevole
che può confrontarsi col Governo nazionale, ci farà ritrovare ogni
giorno a parlare di mutui che fanno parte dei debiti contratti
negli ultimi anni, cinque, dieci, quindici anni, senza che in
alternativa parliamo di come poter fare fronte a questi mutui con
entrate certe.
Non mi fermerò a parlare della Serit, che potrebbe anche essere
gestita in modo diverso, non mi fermerò a pensare che forse, se
magari potessimo attuare anche in Sicilia quello che è stato fatto
in Italia, cioè fare 120 rate bimestrali per poter far pagare
quanti devono dare alla Serit, che sappiamo ha un credito di 220
milioni di euro e un debito di 60 milioni di euro. Io non so come
viene gestita, ma so per certo che il Presidente del Consiglio
Renzi, che fino a stamattina ha sottolineato la necessità di
toglierci 180-200 milioni di euro, farebbe bene a porre
l'attenzione sull'articolo 36 e 37.
Mentre prima io mi sono soffermato per parecchio tempo, quasi un
anno, sull'amianto, da 25 anni mi soffermo sull'articolo 36 e 37. E
mi soffermo perché è opportuno che il Governo regionale possa
aprire un confronto e una sfida col Governo nazionale. Ci stiamo
trovando di fronte ad una emergenza della quale stiamo
sottovalutando la portata, l'emergenza degli immigrati che stiamo
affrontando da soli, che costa un mare di soldi al Governo
nazionale, ma anche al Governo regionale. Questi soldi da dove
vengono presi?
Noi dobbiamo parlare con la Comunità Europea perché questo fiscal
compact - che sicuramente il collega Leanza sa bene -, parliamo di
golden rule, dovrebbe essere il momento del confronto con la
Comunità Europea che da un lato ci chiede di rispettare questo
fiscal compact, dall'altro non ci da la possibilità di affrontare
l'emergenza che diventa ogni giorno più grave, non solo per la
massa enorme di persone che stanno venendo qua e che stanno
invadendo la Sicilia, da Augusta a Lampedusa, con tutto quello che
comporta, senza che ci possa essere un controllo certo sulla
sanità, dall'altro ci chiede di non sforare il patto di stabilità.
Io non so se queste somme che noi diamo a chi ha il credito con
noi potranno essere spese o meno, io chiedo all'assessore per
l'economia, non solo di andare a guardare i debiti - e questo è
facile - ma di aprire un confronto col Governo nazionale perché
almeno ci riconosca una parte di quelle risorse che, ormai da più
di cinquant'anni, prendono dalla nostra Regione. Cioè
quell'articolo 37 e quell'articolo 36 che abbiamo approvato qui
all'unanimità, perché anche l'IVA possa essere riportata nelle
casse della Regione. Perché altrimenti di questi mutui ne dovremo
fare tanti, perché non possiamo bloccare l'economia della Regione.
Se non paghiamo le piccole e medie imprese siciliane e nazionali,
nessuno ci farà credito, nessuno parteciperà, e non avremo beni
importanti come le medicine e altre cose. Qualcuno parlava di
spiegarlo ai cittadini, dobbiamo pagare i debiti entro trenta
giorni. Vorrei sapere come. Come facciamo a superare il patto di
stabilità, come facciamo a fare in modo che anche questa Sicilia
possa entrare finalmente nel calendario del Governo nazionale?
Io voterò - così come voterà anche il Gruppo dei moderati per la
Sicilia - si a questo disegno di legge perché siamo convinti non di
fare una cortesia al Presidente Crocetta e al Governo, ma di fare
una cortesia a tutti i siciliani che hanno crediti nei confronti di
questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina. Ne ha
facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che oggi
finalmente questo Parlamento e il Governo stiano ristabilendo un
principio su cui la pubblica amministrazione è sempre
intransigente: i debiti si pagano.
Una pubblica amministrazione che nei confronti dei cittadini è
assolutamente intransigente, che, addirittura, arriva al
pignoramento della prima casa anche per debiti che non possono
essere pagati per situazioni di indigenza, è una pubblica
amministrazione, uno Stato, che applica due metri differenti: uno
intransigente nei confronti dei cittadini, e l'altro estremamente
elastico, possibilista e da valutarsi caso per caso quando c'è in
ballo lo Stato che accende - anzi in questo caso la Regione - i
debiti, e poi non li onora.
Ritengo che è un operazione di giustizia. Un operazione di
giustizia perché una Regione deve essere intransigente con se
stessa e rispettare quelli che sono i principi giuridici, e
soprattutto morali, per i quali i cittadini inadempienti vengono
massacrati, e una Regione inadempiente, invece, trova la propria
giustificazione.
Non può, cari colleghi, accettarsi il principio per il quale la
Regione accende i debiti e poi non li onora. Accanto a questo
sacrosanto principio giuridico - ma ribadisco soprattutto etico -
dovremmo anche andarci a chiedere perché ci sono dei debiti accesi
dalla Regione che non sono stati onorati. Che cosa è successo? Chi
li ha accesi e per quale motivo? Avevano le coperture finanziarie
questi debiti? Erano inseriti in bilancio? Ci sono delle
responsabilità? Sono queste le domande che mi faccio. Perché oggi
un Governo Crocetta è costretto a rincorrere debiti precedenti di
cui è chiamato a rispondere suo malgrado? Se alcune cose ce le
dobbiamo dire, allora diciamocele Le responsabilità passate
purtroppo ricadono su questo Governo che sta facendo veramente i
salti mortali per fare quadrare i conti e per assumere un
atteggiamento di coerenza e di serietà nei confronti del mondo, non
solo produttivo, ma soprattutto dei cittadini.
Non dimentichiamo che questi soldi vanno a finire alle imprese,
che questi soldi vanno a finire ai lavoratori, che sono debiti per
i quali si sarebbero avviate delle pretese giudiziarie con enormi
aggravi di costi e sequestri, e aggravi di costi sociali perché un
giudizio davanti ad un tribunale qualsiasi, costa alla società,
mentre per converso con l'accensione di questo mutuo - siamo
l'ultima Regione d'Italia ad accenderlo, perché era diffuso anche
su altre - adempiamo ad un obbligo giuridico e morale ed andiamo
anche a risparmiare.
I vari distinguo se era opportuno, se non era opportuno, se si
poteva risparmiare, se si poteva fare in modo diverso, non credo
siano pertinenti. Quello che è importante è che finalmente si
stabiliscono i principi su cui anche la Regione siciliana deve
avere assolutamente chiarezza e determinazione. E soprattutto,
Presidente, signor Assessore, io mi auguro che nei futuri bilanci
gli sforamenti di spesa abbiano dei responsabili, e che i
responsabili siano chiamati davanti la Corte dei Conti per
rispondere del proprio operato, perché siamo stanchi, tutti quanti,
molto stanchi di una finanza pubblica molto allegra che magari
eroga, pretende e chiede consulenze non giustificate e poi non paga
i debiti.
Chiedo di verificare la responsabilità di quei pubblici
amministratori, chiunque essi siano, che hanno consentito lo
sforamento di bilancio, in modo tale che anche la Regione abbia
finalmente una sua serietà giuridica, politica, professionale ed
amministrativa.
Per questo Il Megafono vota convintamente al sostegno della norma,
e per questo vorremmo che il Governo possa accelerare i tempi anche
della prossima finanziaria, per la quale auspichiamo una rapida
conclusione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo. Ne ha
facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho preso la
parola perché più volte durante questo lungo rosario di interventi
è stato dato come un dato consolidato che con i risparmi della
sanità in Sicilia si possono pagare cose diverse rispetto alla
stessa sanità.
Signor Assessore, io le consiglierei di essere molto prudente su
questa cosa, perché le ricordo che una intera manovra finanziaria è
stata bocciata da parte del Commissario dello Stato per due
ragioni: prima i presunti risparmi in sanità sono risparmi presunti
e non certi; secondo anche se si tratta di bene e servizi, le cose
sono due o si reinvestono in sanità - per esempio potenziando le
RSA, acquistando tecnologie, rafforzando gli organici laddove sono
carenti - o altrimenti si incorre nel rischio reale di avere la
norma bocciata. E noi rischieremo una seconda bocciatura
Ora, signor Assessore, io le vorrei dare un elemento di
riflessione. Lei deve sapere - anzi saprà senz'altro, perché mi
risultano i suoi trascorsi di tecnico, di importante professionista
per una società di revisione - che noi siamo stati obbligati ad un
piano di rientro triennale che praticamente ha innalzato la nostra
quota di compartecipazione da 42 al 49 per cento. Lei sa che questa
norma è stata impugnata alla Corte Costituzionale, lei sa che
durante questi anni noi abbiamo dovuto operare un dolorosissimo
piano di rientro che oggi ci pone come l'unica Regione italiana ad
avere avuto un avanzo di 25 milioni di euro, senza dovere ricorrere
al ripianamento o al conguaglio in capo alle tasse nostre, che sono
tra le più alte d'Italia.
Questo cosa vuole dire? Che noi teniamo al massimo le aliquote che
facciamo pagare alle imprese, ma in realtà il fondo sanitario non
ha bisogno di questo recupero, di questo conguaglio e tutto quanto
noi facciamo pagare perché stiamo in piano di rientro, viene
riassorbito per pagare altre cose rispetto al cofinanziamento del
fondo sanitario regionale. E questa è una battaglia che si potrebbe
fare, perché la Sicilia di fatto non è più in piano di rientro, e
da Regione 'canaglia' si è trasformata in Regione virtuosa. Voi
l'autorevolezza per chiedere al Governo nazionale che venga
reimpostato l'indice di compartecipazione dal 49 al 42 per cento ce
l'avete o no? Questo è il quesito politico Non pensare
fantasiosamente di risparmiare dai beni e servizi 200 milioni e di
pagare i precari. Per carità è giusto pagare i precari, com'è
giusto pagare i debiti pregressi.
Avrà il mio voto in questo provvedimento, ma se fate un errore di
quel genere compite un errore grammaticale grave Sarà bocciato, e
faremo la figura dei perecottari, assessore, a meno che - ma questo
lo deve dire ai siciliani - lei non intenda il definanziamento del
fondo cioè dire: guardate io non ho bisogno degli otto miliardi di
euro, me ne bastano sette. I cinquecento che dovevo mettere non li
metto più. . Se la sente, assessore? Vorrei una risposta, e non mi
mandate in Commissione queste porcherie perché saranno strappate
Non so se mi sono espresso chiaramente per un doppio ordine di
ragioni, perché diciamo che la finanza creativa, immaginifica,
certamente ha una sua importanza, ma noi quando siamo legislatori
dobbiamo stare attenti a non compiere errori che potrebbero
rivelarsi molto gravi.
Quindi, signor assessore, se per caso qualcuno l'avesse convinta
in queste ore che basta risparmiare in sanità per fare passare una
norma da 400 milioni di euro, le vorrei affettuosamente
raccomandare di non dormire sonni tranquilli, perché quella è una
strada che non porterà da nessuna parte.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, oggi
devo innanzitutto prendere atto con soddisfazione di una grande
prova di maturità, un'altra grande prova di maturità dell'intero
Parlamento.
Non importa chi esprimerà un voto a favore e chi un voto contro,
ma credo che con grande onestà intellettuale si sia svolto un
dibattito su un provvedimento importante che questa sera vedrà la
luce e che darà un contributo molto, molto importante, per
invertire un trend recessivo pericoloso che già da oltre due anni
investe la nostra Regione. Un grazie davvero, quindi, a chi si è
espresso, anche un voto di astensione questa sera in questo
Parlamento, e un segnale a chi voterà contro questo disegno di
legge, tenuto conto che non siamo stati eletti e non siamo in
quest'Aula per farci i dispetti, ma siamo in quest'Aula per provare
a lavorare con tutte le nostre forze e con grande onestà
intellettuale per i siciliani, per affrontare questo momento così
difficile e complicato.
Condivido ciò che è stato detto dai colleghi prima di me, hanno
riassunto l'onorevole Cracolici e l'onorevole Lupo quanto il mio
partito ha fatto per addivenire insieme al contributo che altre
forze politiche hanno dato, anche di recente, ad un provvedimento
che sia il più possibile adeguato alle esigenze della Sicilia, e
condivido la necessità di attivare, di rendere permanente un
tavolo, un rapporto con il Governo nazionale, perché soltanto
attraverso questo canale noi saremo in condizione, nelle prossime
settimane, nei prossime mesi, di affrontare i problemi gravissimi
che affliggono questa Regione, ai limiti dei problemi, di tensioni
sociali davvero insopportabili. E, del resto, anche questo, come
dicevamo, è un provvedimento che nasce da una collaborazione tra i
livelli regionali ed il livello nazionale, di un provvedimento che
ha richiesto persino la modifica di una norma nazionale da parte,
appunto, del Parlamento dello Stato, che può consentire di
affrontare un tema così importante come quello di introdurre
liquidità nel sistema economico e finanziario della Regione
siciliana, e che possa consentire davvero, come dicevo in altre
occasioni, un principio di legalità, che è quello che gli impegni
si onorano e i debiti della pubblica amministrazione vanno pagati,
affinché ci sia davvero un'inversione di tendenza in questa spirale
recessiva che rischia di uccidere la nostra Regione.
E con queste motivazioni, e con la soddisfazione dopo mesi e mesi,
assessore Agnello, presidente Crocetta, di sofferenza, su questo
provvedimento, che finalmente stasera vedrà la luce come legge per
una prospettiva diversa, di grande responsabilità.
Ecco, stasera davvero in questo Parlamento, piuttosto che la
logica delle appartenenze, è prevalsa l'etica della responsabilità.
Con questo annunzio, ringraziando tutti i deputati, mi sia
consentito, del mio Gruppo per il senso di responsabilit�� estremo
che ancora una volta hanno dimostrato, annunzio il voto favorevole
al disegno di legge in discussione del Gruppo del Partito
Democratico.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dall'onorevole Dina, ai sensi dell'articolo 117 del regolamento
interno, l'emendamento 117.1.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, colgo l'occasione che è presente in
Aula il Presidente Crocetta, per dire che poco fa è stato approvato
un ordine del giorno votato dall'intera Aula all'unanimità, col
parere favorevole del Presidente Crocetta, che invita e impone il
divieto di pubblicare notizie relative a bandi, a comunicazioni, a
concorsi, a selezioni di qualunque tipo. Questo è stato approvato
all'unanimità, Presidente, con il suo parere favorevole.
Dallo staff dell'Assessore per la formazione professionale è stato
risposto picche, nel senso che è stato detto che se ne
fregherebbero di questo ordine del giorno.
Se così sarà, Assessore, le preannuncio la presentazione di una
mozione di sfiducia alla sua persona, quindi qui io voglio
richiamare, in un rapporto di collaborazione e correttezza
istituzionale, che il Presidente Crocetta faccia rispettare questa
Assemblea soprattutto dallo staff dell'Assessore Scilabra, perché
se così non sarà noi dovremo comportarci di conseguenza.
Presidente Ardizzone, sentivo di dire queste cose e anche lei
faccia rispettare l'indicazione.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei ne ha approfittato, pensavo che
intervenisse sull'articolo 117.
Pongo in votazione l'emendamento 117.1. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, prima della votazione finale, comunico che
sono stati presentati tre ordini del giorno.
Il primo è il numero 258, a firma dell'onorevole Panepinto ed
altri con il quale si impegna il Governo della Regione e
l'Assessore per i beni culturali A sospendere l'efficacia del
decreto assessoriale n. 7 del 29 luglio 2013, contenente un piano
paesaggistico degli ambiti 2, 3, 5, 6 10, 11 e 15 ricadenti nella
provincia di Agrigento e procedere, ai sensi dell'articolo 144 del
decreto legislativo n. 42 del 2004, all'emanazione di un piano
concertato con i portatori di interessi diffusi e condiviso con la
realtà territoriale .
Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, andrebbe
recepito verificando tutte le condizioni tecniche di legge, perché
noi abbiamo la necessità di armonizzare i vari piani che non
possono essere in contraddizione è anche uno dei compiti che
attualmente è all'assessorato del territorio e ambiente; però, la
questione la vogliamo tecnicamente e attentamente valutare perché
ci sono anche delle responsabilità dell'amministrazione rispetto a
divieti, eccetera, che possono essere o meno compatibili con la
legge. Quindi, c'è tutta la volontà del Governo di affrontare la
questione però valutandone gli effetti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 258. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 259 "Misure
urgenti relative alle anomalie contabili che hanno ridotto le
entrate regionali", a firma dell'onorevole La Rocca e tutti i
componenti del M5S.
Onorevole Gianni e onorevole Cimino, la questione più volte è
stata evidenziata dall'articolo 36 e 37, sopratutto sulla questione
Irpef.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è chiaro che tutto ciò che l'Assemblea propone ha un
valore per il Governo, quindi non vorrei essere equivocato rispetto
alle questioni di prima. E' chiaro che è interesse anche della
Regione avviare queste questioni che, fra l'altro, abbiamo già
avviato. Per cui, ritengo che sia utile accogliere questo atto di
indirizzo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 259. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GRECO GIOVANNI. Dichiaro di voler apporre la firma all'ordine del
giorno n. 259.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 260
"Programmazione di interventi nell'ambito del nuovo complemento di
programmazione delle misure comunitarie", a firma dell'onorevole
Ragusa. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
TURANO. Dichiaro di voler apporre la mia firma all'ordine del
giorno n. 260..
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 260. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Proteste da parte dell'onorevole Zito perché non viene preso in
considerazione un ordine del giorno sulla sanità a sua firma)
PRESIDENTE. Onorevole Zito, gli ordini del giorno ammissibili li
dichiara questa Presidenza, e ci sono una serie di ordini del
giorno che riguardano materia della sanità, che verranno trattati
successivamente.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni
in materia di pagamenti della Pubblica Amministrazione.
Anticipazione finanziaria
alla società Riscossione Sicilia. (n. 500/A)»
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge "Disposizioni in materia di pagamenti della
Pubblica Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società
Riscossione Sicilia" (n. 500/A)».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 42
Contrari 16
Astenuti 10
(L'Assemblea approva)
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, soltanto per ringraziarvi. Il Governo non considera
questo voto né un voto a favore del Governo né un voto contro il
Governo, lo considera semplicemente un voto che salva la Sicilia da
un disastro annunciato e possibile e permette di mettere in bonis
il bilancio della Regione. Grazie a tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di rinviare la seduta a
martedì 29 aprile 2014, alle ore 16.00, ho il dovere di
comunicarvi che poc'anzi abbiamo inaugurato una delle più
importanti mostre che si siano tenute in Sicilia che riguarda lo
scrigno di Palermo.
Sono esposti gli argenti, gli avori, i tessuti e le pergamene
della Cappella Palatina. La mostra è già stata inaugurata alla ore
18.00. Invito tutti voi a visitarla, a fare promozione. Credo che
sarà una mostra della quale si parlerà e penso bene in tutta
Italia. Si tratta di tesori nascosti che vengono esposti, abbiamo
le pergamene di Federico II, tanto per intenderci, che vengono
esposte.
Ricordo che abbiamo incardinato proprio stasera il disegno di
legge disposizioni urgenti in materia di servizio idrico integrato,
e abbiamo dato termine fino a domani alle ore 12.00 per la
presentazione di eventuali emendamenti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29 aprile
2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione unificata delle mozioni in materia di formazione
professionale:
N. 16 - Interventi a garanzia del personale in esubero
del comparto della formazione professionale.
(16 gennaio 2013)
LENTINI-ODDO-SAMMARTINO-MICCICHE'-RAGUSA
N. 33 - Notizie sulla determinazione della Commissione
europea sul Fers con particolare riferimento ai
fondi impegnati per la formazione professionale.
(31 gennaio 2013)
ASSENZA - FALCONE - GERMANA' - POGLIESE
N. 247 - Pagamento delle retribuzioni pregresse agli
operatori della formazione professionale.
(10 dicembre 2013)
ANSELMO - D'AGOSTINO - FIRETTO -
MICCICHÉ
N. 252 - Urgente approvazione ed alla pubblicazione
dell'albo degli operatori della formazione
professionale.
(12 dicembre 2013)
CIANCIO - CAPPELLO - CANCELLERI -
CIACCIO - FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO -PALMERI -
SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO -
ZAFARANA - ZITO
N. 272 - Destinazione delle somme di cui al Fondo di
garanzia previsto dall'art. 132, comma 1, della l.r.
n. 4 del 2003 al pagamento delle retribuzioni del
personale della formazione collocato in mobilità a
zero ore.
(19 febbraio 2014)
CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI -
SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO
N. 283 - Nomina di una Commissione parlamentare speciale
d'indagine e di studio sulla formazione
professionale.
(21 marzo 2014)
FALCONE - FIGUCCIA - POGLIESE -
ASSENZA - BANDIERA - SAVONA
N. 284 - Adozione del piano regionale dell'offerta
formativa per gli anni 2014 e 2015.
(24 marzo 2014)
ZAFARANA - CIANCIO - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CANCELLERI - FOTI -
FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
III - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
IV - Discussione della mozione:
N. 277 - Interventi di sostegno per l'assistenza ai minori
stranieri non accompagnati.
(7 marzo 2014)
CIRONE - GUCCIARDI - LUPO - ALLORO - RAIA -
MILAZZO A.
V - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico
integrato . (n. 693/A) (Seguito)
Relatore: on. Cirone
2) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane. (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
5) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
6) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
7) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
8) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
9) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
10) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
11) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 20.39
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»
ZAFARANA - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
ROCCA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:
dagli organi di stampa si è appreso, qualche giorno fa, la notizia
secondo la quale il Tempio Segesta è stato 'affittato' da alcuni
facoltosi statunitensi (tra i quali voci non confermate hanno
indicato anche un membro dello staff del Presidente Barack Obama)
per due cene ultra esclusive organizzate da una agenzia israeliana
leader nel settore;
nella prima delle due occasioni, lo scorso 20 giugno, i commensali
hanno voluto cenare a lume di candela, cosicché gli addetti,
lautamente remunerati per gli straordinari, fortunatamente a carico
dell'agenzia e quindi degli invitati, hanno provveduto ad escludere
l'illuminazione cui gli abitanti delle zone limitrofe al Parco
Archeologico di Calatafimi e Segesta erano abituati;
gli stessi abitanti, preoccupati dall'anomalia, avevano
ingenuamente segnalato agli uffici competenti che il Tempio non
fosse illuminato;
nella seconda occasione (il 2 luglio scorso), invece, il più
nutrito ma sempre esclusivo gruppetto di commensali, ha preferito
una variopinta illuminazione, dal fucsia al rosso, dal verde al
giallo, così per una sera, il Tempio di Segesta ha indossato i
panni di Arlecchino per soddisfare le esigenze cromatiche dei suoi
'affittuari'; quanto alla richiesta di sparare fuochi d'artificio,
pure richiesti dai commensali, la direzione del Parco non ha
ritenuto di concedere l'autorizzazione;
il tutto si è svolto in condizioni di grande riservatezza, a
tutela dell'anonimato e del prestigio delle personalità coinvolte,
per quanto gli astanti fossero atterrati in elicottero sul piazzale
dell'ex ferrovia di Calatafimi Segesta (cosa di certo non passata
inosservata);
il Sindaco di Calatafimi Segesta, sollecitato in merito, ha
affermato di aver saputo per caso dell'accaduto ed ha laconicamente
dichiarato che sebbene manchino i soldi per salvare la stagione
estiva del Teatro, gli ambienti del Tempio vengano affittati per
cene;
il prezzo pagato, è giusto riportarlo per completezza di
informazione, è di 5000; ben poca cosa, ci permettiamo di dire,
vista la bellezza del contesto, se una valutazione economica è
ammissibile in una vicenda del genere;
tale denaro, peraltro, è finito nelle casse della Regione, ma non
sarà direttamente destinato alla manutenzione del Parco
Archeologico, che detto per inciso ne avrebbe anche bisogno;
è già stata redatta in merito una lettera al Presidente della
Regione, aperta alla sottoscrizione di chi si senta offeso dall'uso
distorto e ignorante che ci si è permesso realizzare a danno del
Tempio di Segesta;
il direttore del Parco di Segesta, Sergio Aguglia, ha dichiarato
che è tutto lecito e che già in altre occasioni il Tempio è stato
affittato per eventi privati, richiamando l'art. 106 del Codice dei
Beni Culturali;
considerato che:
l'art. 106, comma 2 bis, del Codice dei Beni Culturali recita:
'Per i beni diversi da quelli indicati al comma 2 (vale a dire i
beni che non siano in consegna al Ministero, a proposito dei quali
è il Ministero stesso a determinare canone e provvedimento
autorizzativo ndr.), la concessione in uso è subordinata
all'autorizzazione del Ministero, rilasciata a condizione che il
conferimento garantisca la conservazione e la fruizione pubblica
del bene e sia assicurata la compatibilità della destinazione d'uso
con il carattere storico-artistico del bene medesimo. Con
l'autorizzazione possono essere dettate prescrizioni per la
migliore conservazione del bene';
l'affitto per una cena esclusiva ad un gruppo di turisti facoltosi
non è e non può essere in alcun modo considerato un uso compatibile
con la destinazione d'uso e con il carattere storico-artistico del
bene in questione;
un episodio del genere, a quanto pare nemmeno unico, offende
gravemente il decoro e l'importanza di un sito archeologico di
grande rilievo, riducendolo a spettatore inerte, mortificato dagli
eccentrici capricci di ricchi e senza alcun rispetto per l'Arte e
la Storia;
per sapere se:
non intendano avviare una indagine per stabilire chi abbia la
responsabilità, sia a livello ministeriale che di direzione
dell'area, di stabilire l'uso che del Tempio i privati possano
fare, stabilendo se tale uso rientri o meno nella previsione di cui
all'art. 106 del Codice dei Beni Culturali;
non ritengano opportuno prendere provvedimenti ove emergano
irregolarità ed anomalie;
non intendano porre fine immediatamente a tale pratica davvero
intollerabile e si restituisca decoro all'area archeologica di
Segesta». (1187)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Facendo seguito all'interrogazione in oggetto e sulla
base della documentazione agli atti del Dipartimento dei BB.CC., si
trasmette la risposta richiesta.
La concessione d'uso dei Beni Culturali è soggetta in Sicilia ad
autorizzazione dell'Assessorato dei Beni culturali, che la rilascia
a titolo oneroso.
Con l'atto di indirizzo prot.n. 2940 del 3 settembre 2013 si sono
delineati gli elementi di valutazione che, coerentemente con i
dettati del Codice dei Beni culturali e della vigente normativa,
sono da ritenersi condizione necessaria per l'accoglimento delle
istanze.
Si può affermare che nel caso in esame, insieme agli obblighi
d'ordine contabile, tutte le prescrizioni di legge sono state
rispettate, in relazione alla tutela della conservazione, alla
compatibilità e al rispetto della valenza storico culturale del
sito.
La Shavit Production inoltrava al Parco di Segesta formale
richiesta per la realizzazione di due eventi da svolgersi nella
spianata antistante il Tempio dorico: il primo programmato per il
20 giugno 2013 e destinato ad un numero ristretto di persone,
prevedeva un concerto per arpa; il secondo, programmato per il 2
luglio 2013 e destinato ad un più nutrito numero di partecipanti,
prevedeva un concerto di musiche barocche per violino solo e voci
liriche, seguito da buffet.
La direzione del Parco di Segesta avviava gli opportuni
accertamenti e riscontrava che gli eventi camera, cui seguiva un
buffet nella spianata di fronte al tempio; verificava che l'orario
programmato per la realizzazione di entrambi gli eventi non
ostacolasse la pubblica fruizione del sito e, per garantire la
conservazione dei beni in custodia, imponeva specifiche
prescrizioni per finalità di sicurezza.
Conseguentemente redigeva apposita convenzione tra le parti, che
veniva autorizzata dal Dipartimento dei beni culturali ai sensi
degli artt. 106 e segg. del D. lgs 42/04 e ss.mm.ii. che prevedono
la possibilità di un "uso individuale dei beni culturali".
La validità della concessione d'uso veniva subordinata al
versamento anticipato, da parte degli organizzatori, della cifra
massima prevista per l'uso di un bene architettonico, degli oneri
concessori, della fideiussione, dell'assicurazione e dei compensi
per lavoro straordinario al personale di custodia secondo le
previsioni di legge.
Riguardo allo spegnimento volontario dell'illuminazione del tempio
nel primo evento, o alla policromia del secondo, si è trattato di
una iniziativa estemporanea degli organizzatori, ritenuta non
dannosa e quindi tollerata dal personale di custodia.
Sulla identità degli ospiti e sul mezzo di trasporto utilizzato
per raggiungere il sito, va da sé che all'uso dei beni culturali
sono ammessi tutti i cittadini, senza alcun tipo di
discriminazione, mentre viene ovviamente esercitato un controllo
sui mezzi, specie se pesanti, che attraverseranno l'area
archeologica, ponendo attente prescrizioni: nel caso in questione
l'elicottero non è atterrato all'interno dell'area archeologica.
Ancora, le tariffe delle concessioni d'uso sono regolamentate da
precisa normativa e sulla base di essa è stato fissato l'importo
dovuto, mentre il Dipartimento, a mente del D.Lgs n. 42/2004 e
ss.mm.ii., ha formalmente diffidato coloro che hanno utilizzato
materiale pubblicitario non autorizzato riportante immagini del
Tempio di Segesta.
Si ritiene infine che gli eventi in esame alimentino il principio
che il patrimonio culturale, quale fondamentale risorsa per la
nostra regione, debba essere tutelato e valorizzato per i valori
profondi di cui è portatore, ma anche per il processo produttivo
che è in grado di promuovere, con alte potenzialità di ritorno di
immagine di altissima qualità della Sicilia all'estero, nel
rispetto delle garanzie della pubblica fruizione del bene
culturale.
Con l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
dell'interrogazione rivolta, si resta a disposizione per ogni
chiarimento fosse ritenuto necessario.
Con osservanza».
L'Assessore
Mariarita Sgarlata
Rubrica «Istruzione e formazione professionale»
CIMINO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
con la legge regionale 3 ottobre 2002, n. 14 'Norme per
l'erogazione del buono scuola ed interventi per l'attuazione del
diritto allo studio nelle scuole dell'infanzia, elementari e
secondarie' la Regione siciliana ha inteso riconoscere e garantisce
la libertà della famiglia nell'educazione dei figli e il diritto
allo studio per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e
grado, nel quadro dei principi sanciti dagli articoli 2, 30, 31 e
33 della Costituzione;
il legislatore ha inteso garantire su tutto il territorio
regionale il diritto allo studio e promuove ogni condizione
affinché tale diritto possa essere esercitato da tutti i cittadini
a prescindere dal sesso, dal credo religioso, dalle opinioni
politiche, dalla razza e dalle condizioni socio-economiche;
gli interventi previsti dalla legge regionale 14/2002, sono
destinati alle famiglie, agli studenti e agli altri soggetti che
esercitano la potestà parentale per figli a carico che frequentino
scuole dell'infanzia, di base e secondarie;
per dare piena attuazione ai principi ed alle finalità che hanno
ispirato la legge, l'articolo 3 della stessa prevede l'istituzione
del buono scuola quale contributo annuo da erogarsi in favore dei
soggetti individuati all'articolo 2 della legge in oggetto;
considerato che:
le misure a sostegno del diritto allo studio sono entrate in
vigore a partire dall'anno scolastico 2002/2003: le stesse sono
coordinate con decreto del Presidente della Regione, adottato su
proposta dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
professionale;
in atto, da notizie informalmente assunte, pare si stiano
concludendo i pagamenti del buono scuola relativo all'anno
scolastico 2008/2009 e sono in fase di avvio le procedure per
erogare il buono scuola relativo all'anno scolastico 2009/2010;
considerato altresì che alcuni Enti e scuole, in particolare
quelle paritarie e non statali, lamentano il mancato trasferimento
relativo ai fini del suddetto buono scuola segnatamente all'anno
scolastico 2008/2009;
ritenuto che il valore del contributo economico al diritto allo
studio rappresentato dal buono scuola, ha senso solo se
contestualizzato nell'ambito di una erogazione per l'anno
scolastico in corso, in quanto permetterebbe, soprattutto alle
famiglie meno abbienti, di affrontare e sostenere i costi legati
all'acquisto di libri e quant'altro necessario nel corso dell'anno
scolastico di riferimento;
per sapere quali provvedimenti urgenti il Governo intenda porre in
essere per garantire la regolare erogazione del buono scuola,
recuperando possibilmente gli anni di ritardo accumulati». (1163)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. -«Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore la interrogazione n. 01163 a firma dell'onorevole
Cimino con la quale si chiede allo scrivente Assessorato di
conoscere quali provvedimenti urgenti il Governo intenda porre in
essere per garantire la regolare erogazione del buono scuola,
recuperando gli anni di ritardo accumulati.
In merito alla problematica sottoposta, occorre premettere che
questo Assessore è ben consapevole dei ritardi nell'erogazione dei
contributi e delle conseguenti difficoltà subite dalle famiglie
beneficiarie.
D'altronde, il mancato accantonamento delle relative somme negli
anni passati, unitamente agli elefantiaci passaggi burocratici da
rispettare e di cui la Pubblica Amministrazione è succube, sono
purtroppo circostanze ereditate da passate amministrazioni.
Nonostante ciò, questo Assessore, al fine di sostenere il diritto
allo studio, di cui i contributi oggi trattati rappresentano una
concreta estrinsecazione, ha confermato, malgrado le grosse
difficoltà economiche in cui versa la Regione siciliana, i
trasferimenti dell'anno precedente a favore delle Scuole
dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo e Secondo Grado
(Borse di studio a favore delle famiglie economicamente disagiate
anno scolastico 2009/10, 2010/11, 2011/12 - Fornitura libri di
testo scuole secondarie di I e II grado anno scolastico 2011/12,
2012/13 - libri di testo per la scuola primaria cedole librarie
anno scolastico 2013/14), degli studenti delle scuole
dell'infanzia, di base e secondarie di I e II grado statali e
paritarie (Contributo annuo per l'erogazione del Buono Scuola anno
scolastico 2008/09).
Ciò premesso, per quanto riguarda l'erogazione del buono scuola
relativamente all'anno 2008-2009, con nota prot. n. 33915 del
27.05.2013 è stata chiesta dal Dipartimento dell'Istruzione e della
Formazione professionale la reiscrizione in bilancio per
l'esercizio finanziario 2013 sul capitolo 373719 della somma di
euro 5.205.635,66, finalizzata al pagamento di un primo gruppo di
beneficiari ammessi al contributo.
Con D.D.G. n. 90081/2013 l'Assessorato dell'Economia ha disposto
la variazione in bilancio sul citato capitolo e con D.D.G. n. 3984
del 16.09.2013, pubblicato sul sito del Dipartimento
dell'Istruzione e della Formazione professionale sono stati
concessi contributi ad un primo gruppo di n. 5688 beneficiari.
Attualmente sono in corso di predisposizione tutti gli atti
propedeutici alla concessione del richiesto contributo ad un
secondo gruppo di beneficiari.
In ordine, invece, all'erogazione del buono scuola relativo
all'anno 2009-2010, il capitolo 373719 (contributo annuo per
l'erogazione del buono scuola) per l'anno 2014, non risulta
operativo a causa dell'impugnativa del Commissario dello Stato».
L'Assessore
Nelli Scilabra
Rubrica «Salute»
D'ASERO - FONTANA- ALONGI- ASSENZA- CASCIO FRANCESCO- FALCONE-
GERMANA'-MILAZZO- POGLIESE- VINCIULLO. -«Al Presidente della
Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:
la Giunta di Governo, il 28 agosto 2013, su proposta
dell'Assessore per la salute, ha adottato la deliberazione di
nomina del Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Sicilia A. Mirri, nella persona del dott.
Vincenzo Di Marco Lo Presti, dipendente dello stesso Istituto;
il Ministro della Salute, con la nota prot. nr. 5068 -P del 24
giugno 2013, ha riaffermato che per la riorganizzazione dagli enti
vigilati del Ministero della Salute a norma dell'art. 2 della legge
4 novembre 2010 n. 183: per la nomina dei nuovi organi degli
istituti zooprofilattici sperimentali occorre preventivamente
procedere all'adozione delle leggi regionali di adeguamento,
secondo quanto prescritto dall'art. 10 del medesimo decreto
legislativo e che l'art. 15 prevede che gli organi stessi sono
prorogati sino all'insediamento dei nuovi organi;
l'Assessore per la salute ha dimenticato che, ricevuta la
superiore raccomandazione, con nota prot. n. A.I.3/55219 del
5/7/2013, ha richiesto al Ministro della Salute di volere
effettuare ogni utile approfondimento, se del caso anche tramite
consultazioni legali, ai fini di una rivisitazione della posizione
assunta e si resta in attesa di cortese riscontro, onde potere
fornire indicazioni definitive all'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale della Sicilia che ne ha fatto richiesta con nota n.
17474 del 27 giugno 2013;
ritenuto che:
oltre a tutta la confusa e pasticciata procedura posta in essere e
non ancora definita della selezione per la nomina dei medesimi
direttori generali, pare che sia diventata un'abitudine di questo
Governo e dell'Assessore per la salute violare le norme di legge
che regolano e presiedono i procedimenti di nomina delle direzioni
generali del S.S.R.;
in palese violazione dell'art. 15 del decreto legislativo
28.06.2012, n. 106, si è proceduto illegittimamente alla nomina;
affermato che tale modus operandi, oltre che illegittimo è
manifestamente illogico per contraddittorietà con analoghi
provvedimenti della stessa Amministrazione regionale ed è anche
assolutamente incomprensibile dato che le selezioni di nomina non
si sono ancora concluse, in particolare:
non esisteva alcuna urgenza per siffatta nomina tale che non fosse
possibile aspettare la richiesta risposta ministeriale;
la stessa nomina non era così indifferibile da dimenticare il
proprio decreto n. 2689/12, pubblicato sulla GURI, IV serie
speciale, n. 100 del 21.12.2012 e sulla GURS, serie concorsi, n. 1
dell'11.01.2013, così trascurando il fatto che nello stesso decreto
e nell'avviso di selezione relativo è testualmente scritto:
l'elenco (quello che risulterà dalla selezione) sarà utilizzato
anche per la nomina del direttore generale dell'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia;
assunto che se dovesse rispondere al vero la motivazione in fatto
del provvedimento, secondo la quale il dott. Vincenzo Di Marco Lo
Presti è stato proposto quale direttore generale, in quanto il più
titolato tra i dirigenti veterinari dipendenti dell'Istituto',
allora, non solo detta motivazione rischia di appalesarsi come
falsa, ma soprattutto è in contrasto con l'operato della
Commissione istituita ai sensi del comma 3 dell'art. 3 bis del
D.Lgs. 502/1992 e s.m.i. e di cui al D.A. n. 2689/12, nelle persone
del prof. Marco Frey, del dr. Fulvio Moirano e del dr. Ernesto
Morici. Commissione deputata alla valutazione ed alla formazione
dell'elenco degli idonei alla nomina di Direttore Generale delle
Aziende del Servizio Sanitario Regionale, compreso l'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia e che infatti, non ha
compreso il dott. Vincenzo Di Marco Lo Presti nell'elenco dei 119
selezionati per titoli curriculari, comprendendo, invece, in detto
elenco il dott. Santo Caracappa, Direttore del Dipartimento Sanità
Territoriale Interprovinciale Palermo - Messina e Caltanissetta
dell'IZS Sicilia;
considerato conseguentemente che alla luce delle valutazioni della
Commissione, il 'titolo' più importante - se non l'esclusivo -
posseduto dal nominato dott. Di Marco Lo Presti non può che essere
quello dell'appartenenza politica, ed in particolare quello del
noto legame con un illustre senatore siciliano;
per sapere se non ritengano opportuno alla luce delle
evidentissime irregolarità nella procedura adottata per la nomina
del Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale
della Sicilia, assunte in palese contrasto con le valutazioni della
Commissione istituita ai sensi del comma 3, dell'art. 3 bis del
D.Lgs. 502/1992 e s.m.i. e di cui al D.A. n. 2689/12, di ritirare
la nomina effettuata il 28 agosto scorso e procedere
conseguentemente in maniera lineare attuando tutte le procedure
previste dalla normativa vigenti evitando un danno erariale ed
anche di immagine alla Sicilia ancora vista come regione nella
quale ragioni dell'appartenenza e del legame politico possono
consentire a questo Governo di eludere norme di legge cogenti oltre
che l'adozione di provvedimenti amministrativi illegittimi anche
sotto il profilo dell'eccesso di potere». (1245)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1245
con la quale si chiedono chiarimenti circa la nomina del direttore
generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia,
nel premettere che la Giunta regionale di Governo non ha adottato
al riguardo alcun provvedimento di nomina, si rappresenta che le
questioni sollevate con il citato atto ispettivo sono superate alla
luce dell'approfondimento richiesto al Ministero della Salute e da
quest'ultimo fornito con la nota n. 4597 del 6 settembre 2013, con
la quale è stata richiamata l'applicabilità agli organi attualmente
in carica dell'Istituto dell'art. 15 comma 1 del decreto
legislativo 28 giugno 2012 n. 106, recante disposizioni sulla
riorganizzazione degli enti vigilati del Ministero della Salute a
norma dell'art. 2 della legge 4 novembre 2010 n. 183, ivi compresi
gli Istituti zooprofilattici sperimentali.
Detta norma recita che gli organi degli Istituti in carica alla
data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo (7
agosto 2012) sono prorogati fino all'insediamento dei nuovi organi.
Il Ministero ha chiarito che la disciplina di organizzazione e di
funzionamento degli Istituti afferisce alla tutela della salute,
materia oggetto di potestà legislativa concorrente tra lo Stato e
le Regioni ai sensi dell'art. 117 Cost., con il conseguente
corollario che lo Stato è legittimato a porre in essere i principi
fondamentali, come tali vincolanti per le Regioni e le province
autonome.
Pertanto, il procedimento per la costituzione dei nuovi organi,
ancorché scaduti, così come previsti e disciplinati dalla
sopravvenuta normativa di riorganizzazione, può essere attivato
soltanto a seguito dell'emanazione della legge regionale di cui
all'art. 10 del citato D.Lgs. n. 106/12.
In questi termini si è espresso, con nota n. 71568 del 30 agosto
2013, anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze, all'uopo
interpellato a seguito della costituzione, con D.A. n. 1163/13
dell'11 giugno 2013, del Collegio straordinario dei revisori dei
conti dell'IZS in luogo di quello ordinario scaduto.
Il Ministero della Salute ha, altresì, chiarito che fino
all'adozione dello Statuto e dei regolamenti di cui all'art. 12 del
D.Lgs. n. 106/12 - da assumere entro 90 giorni dall'entrata in
vigore delle leggi regionali dia adeguamento - resta in vigore la
disciplina dettata dal decreto legislativo n. 270/1993, anche nelle
parti incompatibili con la nuova normativa.
Per l'effetto, il suddetto Dicastero ha affermato che resta
preclusa la possibilità di procedere alla nomina dei nuovi organi
dell'Istituto ai sensi del D.Lgs. n. 116/12, antecedentemente
all'adozione degli atti sopra indicati.
Conseguentemente, con il decreto assessoriale n. 1819/13 del 3
ottobre 2013 si è proceduto a ritirare il D.A. n. 1163/13 di nomina
del Collegio straordinario dei revisori dei conti dell'Istituto,
adottato antecedentemente alle indicazioni fornite dai citati
Ministeri con le note sopra richiamate.
Al fine di dare attuazione ai principi recati dal D.Lgs. n.
106/12, il Governo regionale ha apprezzato, su proposta
dell'Assessore per la salute, il disegno di legge n. 537/13, oggi
riunito al disegno di legge n. 567/13, all'esame della VI
Commissione legislativa dell'ARS».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
SAVONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che in data 22 maggio 2013 è scaduto il termine di
durata del Collegio dei revisori dei conti dell'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, costituito con la
deliberazione n. 340 del 1 aprile 2008 del Direttore Generale
dell'Istituto;
considerato che dalla data del 7 agosto 2012 è in vigore il
Decreto Legislativo n. 106 del 28 giugno 2012 di riorganizzazione
degli enti vigilati dal Ministero della Salute;
considerato che in data 11 giugno 2013, con D.A. n. 1163/13
l'Assessore per la Salute ha costituito un Collegio straordinario
dei revisori dei conti dell'IZS Sicilia ai sensi del comma 2
dell'art. 19 della legge n. 123/2011, chiedendo al Ministero
dell'Economia e delle Finanze e al Ministero della Salute pareri
circa la legittimità dello stesso;
visto che in data 30 agosto 2013 il Ministero dell'Economia e
delle Finanze, con nota a firma del Ragioniere Generale dello
Stato, ha espresso avviso contrario alla costituzione del Collegio
straordinario, di cui al citato provvedimento assessoriale n. 1163,
richiamando l'applicazione del decreto legislativo 28 giugno 2012,
n. 106, riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero della
Salute e nello specifico che: 'ai sensi dell'art. 15 - primo comma
- del D.lgs. 106/2012 secondo cui gli organi degli istituti in
carica alla data di entrata in vigore del presente decreto (7
agosto 2012) sono prorogati fino all'insediamento dei nuovi
ritenendo, pertanto, che il Collegio dei revisori dei conti,
nominato, per un quinquennio, con la deliberazione del DG
dell'istituto in parola n. 340 del 1 aprile 2008, è prorogato,
ancorchè già scaduto, ope legis sino all'insediamento del nuovo
organo di controllo';
rilevato che in data 06/09/2013 anche il Ministero della Salute,
con nota a firma del Capo del Dipartimento della Sanità Pubblica,
ha espresso parere contrario alla costituzione del Collegio
straordinario dei revisori dei conti aggiungendo tra l'altro che:
'con riferimento alla posizione degli organi istituzionali
dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, si
confermano la valutazioni espresse da questo Ministero con nota
prot. 5068 del 24/06 u.s. ed, in particolare, si richiama
l'attenzione sull'applicabilità, agli organi attualmente in carica,
del disposto di cui all'art. 15, comma 1, del decreto legislativo
n. 106/12, che ne prevede la proroga fino all'insediamento dei
nuovi organi (...) resta, pertanto, preclusa la possibilità di
procedere alla nomina dei nuovi organi dell'Istituto ai sensi del
decreto legislativo n. 106/12 (...)';
per sapere se:
siano al corrente della grave situazione di stallo in cui versa il
controllo degli atti in seno all'IZS Sicilia;
non ritengano improcrastinabile la revoca del D.A. n. 1163/13
dell'11 giugno 2013 con il quale è stato costituito il Collegio
straordinario dei revisori dei conti dell'IZS Sicilia, al fine di
permettere al precedente Collegio, legittimamente in carica ai
sensi del disposto del D. Lgs n. 106/12, di svolgere le proprie
funzioni nel rispetto della normativa vigente». (1334)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1334
con la quale si chiedono notizie in merito al controllo degli atti
dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia, si
rappresenta che le questioni sollevate con il citato atto ispettivo
sono superate alla luce dell'approfondimento richiesto al Ministero
della Salute e da quest'ultimo fornito con la nota n. 4597 del 6
settembre 2013, con la quale è stata richiamata l'applicabilità
agli organi attualmente in carica dell'Istituto dell'art. 15 comma
1 del decreto legislativo 28 giugno 2012 n. 106, recante
disposizioni sulla riorganizzazione degli enti vigilati del
Ministero della Salute a norma dell'art. 2 della legge 4 novembre
2010 n. 183, ivi compresi gli Istituti zooprofilattici
sperimentali.
Detta norma recita che gli organi degli Istituti in carica alla
data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo (7
agosto 2012) sono prorogati fino all'insediamento dei nuovi organi.
Il Ministero ha chiarito che la disciplina di organizzazione e di
funzionamento degli Istituti afferisce alla tutela della salute,
materia oggetto di potestà legislativa concorrente tra lo Stato e
le Regioni ai sensi dell'art. 117 Cost., con il conseguente
corollario che lo Stato è legittimato a porre in essere i principi
fondamentali, come tali vincolanti per le Regioni e le province
autonome.
Pertanto, il procedimento per la costituzione dei nuovi organi,
ancorché scaduti, così come previsti e disciplinati dalla
sopravvenuta normativa di riorganizzazione, può essere attivato
soltanto a seguito dell'emanazione della legge regionale di cui
all'art. 10 del citato D.Lgs. n. 106/12.
In questi termini si è espresso, con nota n. 71568 del 30 agosto
2013, anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze, all'uopo
interpellato a seguito della costituzione, con D.A. n. 1163/13
dell'Il giugno 2013, del Collegio Straordinario dei Revisori dei
Conti dell'IZS in luogo di quello ordinario scaduto.
Il Ministero della Salute ha, altresì, chiarito che fino
all'adozione dello Statuto e dei regolamenti di cui all'art. 12 del
D.Lgs. n. 106/12 - da assumere entro 90 giorni dall'entrata in
vigore delle leggi regionali dia adeguamento - resta in vigore la
disciplina dettata dal decreto legislativo n. 270/1993, anche nelle
parti incompatibili con la nuova normativa.
Per l'effetto, il suddetto Dicastero ha affermato che resta
preclusa la possibilità di procedere alla nomina dei nuovi organi
dell'Istituto ai sensi del D.Lgs. n. 116/12, antecedentemente
all'adozione degli atti sopra indicati.
Conseguentemente, con il decreto assessoriale n. 1819/13 del 3
ottobre 2013 si è proceduto a ritirare il D.A. n. 1163/13 di nomina
del Collegio straordinario dei Revisori dei Conti dell'Istituto,
adottato antecedentemente alle indicazioni fornite dai citati
Ministeri con le note sopra richiamate.
Al fine di dare attuazione ai principi recati dal D.Lgs. n.
106/12, il Governo regionale ha apprezzato, su proposta
dell'Assessore per la salute, il DDL n. 537/13, oggi riunito al DDL
n. 567/13, all'esame della VI Commissione legislativa dell'ARS».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO- FERRERI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI -SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione Sicilia e
all'Assessore per la salute, premesso che:
in data 28 agosto 2013, in pieno periodo estivo e con una insolita
urgenza, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore per la
salute Lucia Borsellino, ha provveduto a nominare nella carica di
Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
Sicilia A. Mirri, il dott. Vincenzo Di Marco Lo Presti;
tale nomina è del tutto illegittima poiché, ai sensi dell'art. 10
del D. Lgs del 28.06.2012, n. 106, la Regione per procedere alla
nomina dei nuovi organi degli Istituti Zooprofilattici avrebbe
prima dovuto provvedere a disciplinare modalità gestionali,
organizzative e di funzionamento degli Istituti in adeguamento al
dettato normativo nazionale;
considerato che:
l'art. 15 del medesimo Decreto Legislativo dispone che gli Organi
attualmente in carica vengono prorogati fino ad insediamento
definitivo dei nuovi Organi, e dunque non era esistente alcun
motivo di urgenza a giustificazione della nomina di cui sopra;
lo stesso Assessore per la Salute, con Decreto n. 2689/12
pubblicato in GURS, serie concorsi dell'11 gennaio 2013, ha bandito
l'avviso pubblico per la nomina dei direttori generali delle
Aziende Sanitarie regionali (non ancora conclusosi) indicando
espressamente che tale elenco sarebbe stato utilizzato anche ai
fini della nomina del Direttore Generale dell'Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia;
per sapere:
quali siano stati i motivi e le ragioni che hanno spinto l'attuale
Giunta regionale di Governo e per essa l'Assessore per la salute,
Lucia Borsellino, a procedere con tanta urgenza alla nomina del
Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
Sicilia A. Mirri, ponendosi in netto contrasto con il dettato
normativo nazionale e con quanto disposto dal medesimo Assessore in
seno all'indizione del bando di formazione dell'elenco dei
Direttori Generali delle Asp siciliane (procedura ancora in corso);
se il Governo regionale intenda ancora procedere nella triste
prassi, ormai caratterizzante codesto Esecutivo, di effettuare
nomine dirigenziali in palese spregio delle più elementari regole
di legittimità e trasparenza, principi di cui tanto si è fregiato a
parole, o se intenda piuttosto ricondurre finalmente la propria
azione nei binari della legalità e coerenza con i provvedimenti
della stessa Amministrazione». (1371)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n. 1371
con la quale si chiedono chiarimenti circa la nomina del direttore
generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia,
nel premettere che la Giunta Regionale di Governo non ha adottato
al riguardo alcun provvedimento di nomina, si rappresenta che le
questioni sollevate con il citato atto ispettivo sono superate alla
luce dell'approfondimento richiesto al Ministero della Salute e da
quest'ultimo fornito con la nota n. 4597 del 6 settembre 2013, con
la quale è stata richiamata l'applicabilità agli organi attualmente
in carica dell'Istituto dell'art. 15 comma 1 del decreto
legislativo 28 giugno 2012 n. 106, recante disposizioni sulla
riorganizzazione degli enti vigilati del Ministero della Salute a
norma dell'art. 2 della legge 4 novembre 2010 n. 183, ivi compresi
gli Istituti zooprofilattici sperimentali.
Detta norma recita che gli organi degli Istituti in carica alla
data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo (7
agosto 2012) sono prorogati fino all'insediamento dei nuovi organi.
Il Ministero ha chiarito che la disciplina di organizzazione e di
funzionamento degli Istituti afferisce alla tutela della salute,
materia oggetto di potestà legislativa concorrente tra lo Stato e
le Regioni ai sensi dell'art. 117 Cost., con il conseguente
corollario che lo Stato è legittimato a porre in essere i principi
fondamentali, come tali vincolanti per le Regioni e le province
autonome.
Pertanto, il procedimento per la costituzione dei nuovi organi,
ancorché scaduti, così come previsti e disciplinati dalla
sopravvenuta normativa di riorganizzazione, può essere attivato
soltanto a seguito dell'emanazione della legge regionale di cui
all'art. 10 del citato D.Lgs. n. 106/12.
In questi termini si è espresso, con nota n. 71568 del 30 agosto
2013, anche il Ministero dell'Economia e delle Finanze, all'uopo
interpellato a seguito della costituzione, con D.A. n. 1163/13
dell'11 giugno 2013, del Collegio Straordinario dei Revisori dei
Conti dell'IZS in luogo di quello ordinario scaduto.
Il Ministero della Salute ha, altresì, chiarito che fino
all'adozione dello Statuto e dei regolamenti di cui all'art. 12 del
D.Lgs. n. 106/12 - da assumere entro 90 giorni dall'entrata in
vigore delle leggi regionali dia adeguamento - resta in vigore la
disciplina dettata dal decreto legislativo n. 270/1993, anche nelle
parti incompatibili con la nuova normativa.
Per l'effetto, il suddetto Dicastero ha affermato che resta
preclusa la possibilità di procedere alla nomina dei nuovi organi
dell'Istituto ai sensi del D.Lgs. n. 116/12, antecedentemente
all'adozione degli atti sopra indicati.
Conseguentemente, con il decreto assessoriale n. 1819/13 del 3
ottobre 2013 si è proceduto a ritirare il D.A. n. 1163/13 di nomina
del Collegio straordinario dei Revisori dei Conti dell'Istituto,
adottato antecedentemente alle indicazioni fornite dai citati
Ministeri con le note sopra richiamate.
Al fine di dare attuazione ai principi recati dal D. Lgs. n.
106/12, il Governo regionale ha apprezzato, su proposta
dell'Assessore per la salute, il DDL n. 537/13, oggi riunito al DDL
n. 567/13, all'esame della VI Commissione legislativa dell'ARS».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
IOPPOLO - MUSUMECI - FORMICA. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la salute e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con precedente interrogazione parlamentare n. 713 del 26 aprile
2013 venivano richieste al Governo della Regione notizie attinenti
alla dichiarata volontà di sopprimere l'attuale polo di
riabilitazione del nosocomio sito, in Santo Pietro (frazione di
Caltagirone), per destinarne la struttura ospitante all'attività di
cura e ricovero dei malati affetti da patologie psichiatriche,
provenienti dai sopprimendi ospedali psichiatrici giudiziari (OPG);
in riscontro alla richiamata interrogazione, l'Assessore per la
salute, nell'assicurare circa l'intenzione del Governo regionale di
non volere dismettere, né tanto meno depotenziare, l'attività di
riabilitazione a Caltagirone, anticipandone il prossimo
trasferimento presso il Presidio Ospedaliero 'Gravina' di
Caltagirone, confermava che il plesso ubicato in Santo Pietro
sarebbe stato destinato alla realizzazione dell'Ospedale
Psichiatrico Giudiziario secondo la strutturazione assunta a
seguito della riforma;
si aggiungeva che la realizzazione dell'O.P.G., finanziato dalla
Regione siciliana, non avrebbe avuto l'effetto di 'minimamente
deturpare l'oasi naturalistica del Bosco di Santo Pietro' e che,
anzi, avrebbe rappresentato 'un'ulteriore opportunità di
ampliamento dell'offerta sanitaria nel settore della psichiatria e
la creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro aggiuntivi';
rilevato che:
in data 18 settembre 2013 l'Assessore per la salute firmava il
decreto con cui veniva approvato il Piano Programmatico degli
interventi per la realizzazione delle strutture REMS (residenze per
l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria - ex OPG);
il suddetto decreto prevede la rimodulazione e l'adeguamento
funzionale a REMS delle strutture del Presidio ospedaliero di Santo
Pietro, stanziando, a tal fine, la somma di 8,4 milioni;
considerato che:
la struttura in questione è collocata all'interno della Riserva
Naturale Orientata di Santo Pietro la cui area è inserita nel Piano
regionale dei parchi e delle riserve;
la realizzazione della REMS all'interno della frazione di Santo
Pietro provoca forte preoccupazione ai cittadini ivi residenti, ai
proprietari di immobili e fondi agricoli in gran parte variamente
coltivati e ai frequentatori abituali dell'ameno e salubre luogo;
per le ragioni appena cennate, e per tutte quelle connesse e
consequenziali, è stato recentemente costituito un nutrito
'Comitato pro Santo Pietro' avente, tra gli altri, obiettivi e
finalità di garanzia e tutela degli elementari profili di sicurezza
che, da più parti, vengono ritenuti messi in pericolo dalla
attivazione della REMS la quale, pure, rischierebbe di
compromettere gravemente e irreparabilmente la vocazione turistica,
ambientale, naturalistica ed agricola della zona nonché lo sviluppo
delle collegate attività imprenditoriali;
per sapere se:
il Governo della Regione non ritenga necessario sospendere
l'esecutività del sopra citato decreto assessoriale, avviando nel
contempo un doveroso e proficuo confronto con i cittadini
residenti, proprietari di immobili e aziende agricole,
frequentatori del luogo, rappresentati e non dal menzionato
'Comitato pro Santo Pietro' che ha già avviato una petizione
popolare sul tema, in considerazione dei giustificati e
condivisibili timori dagli stessi espressi in ordine al fatto che
la realizzazione in Santo Pietro della Residenza per l'esecuzione
delle misure di sicurezza sanitaria (REMS), possa gravemente
compromettere la vocazione turistica, naturalistica ed agricola
nonché lo sviluppo delle connesse attività imprenditoriali del
luogo;
il citato decreto dell'Assessore per la salute, con cui viene
approvato il piano programmatico degli interventi per la
realizzazione delle strutture REMS, sia stato concordato con
l'Assessore per il territorio e l'ambiente, competente in ordine
alla Riserva Naturale Orientata di Santo Pietro e se, quindi, la
scelta operata rivesta carattere di positiva collegialità del
Governo della Regione ovvero sia essa espressione di scelta
monocratica, al di fuori di qualsivoglia raccordo
interassessoriale che, invece, dovrebbe dar vita a una c.d. 'cabina
di regia', utile ad assicurare coerenza dei provvedimenti
amministrativi adottati, in relazione alle diverse competenze dei
rami dell'Amministrazione regionale e ad evitare la possibile
adozione di atti contraddittori;
il Governo della Regione non ritenga indispensabile prevedere
misure e interventi compensativi, in favore della frazione Santo
Pietro di Caltagirone, al fine di favorirne il rilancio e lo
sviluppo del luogo in ogni settore sociale ed economico connaturato
alle sue caratteristiche geografiche e naturalistiche;
infine, sia stata coinvolta o, quanto meno, avvisata della scelta
compiuta l'amministrazione comunale di Caltagirone ovvero essa
abbia, in qualche maniera, espresso e comunicato formalmente il
proprio indirizzo sulla delicata questione». (1601)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare avente
per oggetto "Chiarimenti sulle procedure adottate per al
realizzazione di una residenza per l'esecuzione delle misure di
sicurezza sanitaria (REMS) all'interno dell'area della riserva
naturale orientata di Santo Pietro, frazione di Caltagirone (CT)"
si fornisce, per la parte di competenza dello scrivente
Assessorato, la relazione prot. 28614 del 3 aprile 2014, resa dal
competente Servizio 9 del Dipartimento per la pianificazione
strategica?».
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 500/A DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PAGAMENTI
DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. ANTICIPAZIONE FINANZIARIA ALLA
SOCIETA' RISCOSSIONE SICILIA.
All'articolo 1
Subemendamento 1.1.8 COMM (presentato all'emendamento 1.1
COMM, sostitutivo dell'articolo 1) :
All'articolo 1, comma 4, dopo le parole sulle addizionali
IRPEF ed IRAP aggiungere le seguenti parole da effettuare con
le modalità di cui all'articolo 1, comma 3, della legge
regionale 2 maggio 2007, n.12 .
(v. altresì le tabelle accluse in calce al presente documento
in formato.pdf)
Subemendamento 1.1.9 COMM (presentato all'emendamento 1.1
COMM, sostitutivo dell'articolo 1) :
Al comma 7 sopprimere le parole da o delle somme derivanti
sino a certificato dagli stessi tavoli
Emendamento 1.1 COMM
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Art. 1. Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione
1. Per l'anno 2014, la Regione è autorizzata ad accedere alle
anticipazioni di liquidità previste dall'articolo 2 del decreto
legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito con modificazioni dalla legge
6 giugno 2013, n. 64, sino all'importo di 347.132 migliaia di euro
e dall'articolo 3, del medesimo decreto legge, sino all'importo di
606.097 migliaia di euro. Al rimborso delle anticipazioni di
liquidità di cui al presente comma si provvede mediante un piano di
ammortamento trentennale.
2. Nell'esercizio finanziario 2015 gli oneri per il rimborso delle
anticipazioni di cui al comma 1 sono quantificati in 25.738
migliaia di euro quale quota interessi ed in 21.030 migliaia di
euro quale quota in conto capitale, così come specificati nella
tabella sottostante:
RIFERIMENT ANTICIPAZI INTERESSI CAPITALE
O NORMATIVO ONI
Art. 2
D.L. 347.132.000, 9.373.000,00 7.659.000,0
35/2013 00 0
Art. 3
D.L. 606.097.000, 16.365.000,0 13.371.000,
35/2013 00 0 00
25.738.000,0 21.030.000,
0 00
3. Nell'esercizio finanziario 2016 gli oneri per il rimborso delle
anticipazioni di cui al comma 1 sono quantificati in 25.170
migliaia di euro quale quota interessi ed in 21.598 migliaia di
euro quale quota in conto capitale, così come specificati nella
tabella sottostante:
RIFERIMENT ANTICIPAZI INTERESSI CAPITALE
O NORMATIVO ONI
Art. 2
D.L. 347.132.000, 9.166.000,00 7.865.000,0
35/2013 00 0
Art. 3
D.L. 606.097.000, 16.004.000,0 13.733.000,
35/2013 00 0 00
25.170.000,0 21.598.000,
0 00
4. Per il biennio 2015-2016, fermo restando quanto stabilito
dall'articolo 2, comma 80 della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
come modificato dall'articolo 2, comma 6 del decreto legge 15
ottobre 2013, n. 120, convertito con modificazioni dalla legge 13
dicembre 2013, n. 137, quota parte del gettito derivante dalle
maggiorazioni dell'aliquota dell'imposta regionale sulle attività
produttive (IRAP) e dell'addizionale regionale dell'imposta sul
reddito delle persone fisiche (IRPEF) disposta dall'articolo 1,
comma 1, della legge regionale 2 maggio 2007, n. 12, è destinato
prioritariamente alla copertura degli oneri finanziari di cui alle
anticipazioni di liquidità previste dagli articoli 2 e 3 del
decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno
2013, n. 64. Il minore disavanzo rispetto alla previsione di cui al
piano di rientro, certificato dal tavolo tecnico di cui agli
articoli 9 e 12 dell'Intesa del 23 marzo 2005 sancita dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano, comporta, per pari importo,
la riduzione dell'aliquota sulle addizionali IRPEF e IRAP. Il
gettito complessivo delle addizionali IRPEF ed IRAP è stimato, per
ciascuno degli anni 2015 e 2016, in 330.515 migliaia di euro. In
relazione ai piani di ammortamento dei prestiti sottoscritti con il
Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi degli articoli 2
e 3 del suddetto decreto legge n. 35/2013, il Ragioniere generale
della Regione, con proprio decreto, è autorizzato ad effettuare
l'imputazione degli oneri alla quota capitale ed alla quota
interessi.
5. A decorrere dall'esercizio finanziario 2017, i maggiori gettiti
di cui alle imposte richiamate al comma 4 sono destinati
prioritariamente alla copertura degli oneri finanziari derivanti
dalle anticipazioni di liquidità previste dagli articoli 2 e 3 del
suddetto decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con
modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, fermo restando che
l'eventuale riduzione delle aliquote deve garantire la copertura
finanziaria degli oneri derivanti dai prestiti contratti ai sensi
degli articoli 2 e 3 del suddetto decreto legge n. 35/2013.
6. Le maggiori entrate per imposta sul valore aggiunto di
spettanza della Regione, derivanti dalle disposizioni recate dal
comma 1 del presente articolo, quantificate, per l'anno 2014, in
40.000 migliaia di euro sono destinate per pari importo alle
finalità di cui al comma 2 dell'articolo 2 della presente legge.
7. Il dipartimento delle finanze e del credito dell'Assessorato
regionale dell'economia effettua il monitoraggio sulle entrate di
cui al comma 6 del presente articolo. Qualora da tale monitoraggio
emerga un andamento che non consenta il raggiungimento degli
obiettivi di maggior gettito indicati nel suddetto comma,
l'Assessore regionale per l'economia, con proprio decreto da
emanare entro il mese di novembre 2014, procede ad assicurare il
conseguimento dei predetti obiettivi attraverso la destinazione
della terza trimestralità di cui all'articolo 6 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, o delle somme derivanti dalla
differenza tra l'importo previsto dai tavoli tecnici ministeriali
di verifica degli adempimenti di cui al Programma operativo di
consolidamento e sviluppo 2013-2015 , quale copertura delle perdite
del sistema sanitario regionale e quello effettivamente certificato
dagli stessi tavoli.
8. In applicazione del presente articolo, sono introdotte nel
bilancio della Regione le variazioni di cui alle annesse tabelle
SA e B .
Emendamento articolo aggiuntivo
Emendamento A1:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 2 - Anticipazione finanziaria a Riscossione Sicilia S.p.A. -
1. Nelle more dell'attuazione della riforma del sistema di
remunerazione dell'attività di riscossione, ai sensi dell'art.17
del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.112, al fine di garantire
il servizio pubblico di riscossione nel territorio della Regione
siciliana, l'Assessorato regionale dell'economia - Dipartimento
delle Finanze e del credito - è autorizzato a trasferire, a titolo
di anticipazione finanziaria, a Riscossione Sicilia S.p.A.,
l'importo massimo di 40.000 migliaia di euro, da rimborsare entro
il 31 dicembre 2014.
2. In caso di riconoscimento da parte della Regione nel corso del
2014 del credito vantato da Riscossione Sicilia S.p.A. nei
confronti della medesima, ai sensi del summenzionato articolo 17
del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.112, Riscossione Sicilia
può compensare, in tutto o in parte, il debito di cui al comma
precedente in misura equivalente agli eventuali crediti
riconosciuti in bilancio da parte della Regione.
3. Le somme di cui al presente articolo sono destinate, per almeno
il 75 per cento, dalla Riscossione Sicilia S.p.A., alla riduzione
del debito verso i fornitori maturato alla data del 31 dicembre
2012.
4. Alla copertura degli oneri derivanti dal presente articolo,
pari a 400 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2014, si
provvede mediante riduzione di pari importo di parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001- del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2014.
Emendamento presentato ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno
Emendamento 117.1:
All'emendamento 1.1 COMM è soppresso il comma 8.
Dopo l'articolo 2 è inserito il seguente: Art. 2 Bis - Tabelle -
1. In applicazione della presente legge sono introdotte nel
bilancio della Regione le variazioni di cui alle allegate tabelle
A e B .
TABELLA
A
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL TRIENNIO 2014-2016
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
(IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
AMMINISTRA 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
ZIONE
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 03 - ENTRATE PER ACCENSIONI DI PRESTITI
CAPITO DENOMINAZIONE VARIAZI VARIAZI VARIAZI
LI ONI ONI ONI E
2014 2015 2016
AGGREGATO: 8 - ENTRATE PER
ACCENSIONE DI PRESTITI
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 4 - 953.229 0 0
FINANZIAMENTI A BREVE
N.I. ANTITIPAZIONE DI LIQUIDITA' DI CUI 347.132 0 0
ALL'ART. 2 DEL D.L. N. 35/2013
N.I. ANTITIPAZIONE DI LIQUIDITA' DI CUI 606.097 0 0
ALL'ART. 3 DEL D.L. N. 35/2013
TOTALE VARIAZIONI ENTRATA - AMMINISTRAZIONE 953.229 0 0
4 - RUBRICA 2 - TITOLO 3
TOTALE GENERALE ENTRATA 953.229 0 0
*: V = Fondi vincolati
TABELL
A B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL TRIENNIO 2014-2016
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
(IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
AMMINISTRA 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
ZIONE
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 01 - SPESE CORRENTI
CAPITO DENOMINAZIONE VARIAZI VARIAZI VARIAZI
LI ONI ONI ONI
2014 2015 2016
AGGREGATO ECONOMICO: 4 - SPESE PER
ONERI DEL DEBITO PUBBLICO REGIONALE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 1 - 0 25.738 25.170
INTERESSI ED ONERI ACCESSORI
N.I. QUOTA INTERESSI PER IRIMBORSO 0 9.373 9.166
PRESTITI CONTRATTI PER IL RICORSO AD
ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA'
(DECORRENZA 2015) - ART. 2 D.L.
35/2013.
N.I. QUOTA INTERESSI PER RIMBORSO PRESTITI 0 16.365 16.004
CONTRATTI PER IL RICORSO AD
ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA'
(DECORRENZA 2015) - ART. 3 D.L.
35/2013.
TOTALE VARIAZIONI SPESA 0 25.738 25.170
AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2 - TITOLO
1
*: V = Fondi vincolati
TABELL
A B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL TRIENNIO 2014-2016
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
(IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
AMMINISTRA 04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
ZIONE
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
TITOLO 03 - SPESE PER RIMBORSI DI PRESTITI
CAPITO DENOMINAZIONE VARIAZI VARIAZI VARIAZI
LI ONI ONI ONI
2014 2015 2016
AGGREGATO ECONOMICO: 9 - SPESE PER IL
RIMBORSO DI PRESTITI
UNITA' PREVISIONALE DI BASE:1 - 953.229 21.030 21.598
RIMBORSO DI PRESTITI
N.I. QUOTA CAPITALE PER RIMBORSO PRESTITI 0 7.659 7.865
CONTRATTI PER IL RICORSO AD
ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA'
(DECORRENZA 2015) - ART. 2 D.L.
35/2013.
N.I. QUOTA CAPITALE PER RIMBORSO PRESTITI 0 13.371 13.733
CONTRATTI PER IL RICORSO AD
ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA'
(DECORRENZA 2015) - ART. 3 D.L.
35/2013.
N.I. FONDO ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA' DI 0 0
CUI ALL'ART. 2 DEL D.L. 35/2013 347.132
N.I. FONDO ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA' DI 0 0
CUI ALL'ART. 3 DEL D.L. 35/2013 606.097
TOTALE VARIAZIONI SPESA 953.229 21.030 21.598
AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2 - TITOLO
3
*: V = Fondi vincolati
TABELL
A B
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO 2014-2016
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
(IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
AMMINISTRA 11 - ASSESSORATO REGIONALE DELLA SALUTE
ZIONE
RUBRICA 02 - DIPARTIMENTO REGIONALE DELLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA
TITOLO 01 - SPESE CORRENTI
CAPITO DENOMINAZIONE VARIAZI VARIAZI VARIAZI
LI ONI ONI ONI
2014 2015 2016
AGGREGATO ECONOMICO: 3 - SPESE PER
INTERVENTI DI PARTE CORRENTE
UNITA' PREVISIONALE DI BASE: 99 - 0 -46.768 -46.768
INTERVENTI DIVERSI
413333 RIPIANO DEI DISAVANZI DELLE AZIENDE 0 -46.768 -46.768
SANITARIE ED OSPEDALIERE
TOTALE VARIAZIONI AMMINISTRAZIONE 11 0 -46.768 -46.768
- RUBRICA 2 - TITOLO 1
TOTALE GENERALE SPESA 953.229 0 0
*: V = Fondi vincolati