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Resoconto d'Aula della Seduta n. 149 di mercoledì 23 aprile 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   GRASSO,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per i Beni  Culturali  e  l'Identità
  Siciliana

   N.   1187   -  Notizie  riguardo  l'affitto  a  privati  dell'area
  archeologica di Segesta (TP).
   Firmatari:Zafarana   Valentina;  Palmeri   Valentina;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   - da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione

   N.  1163  -  Interventi  urgenti  atti  a  garantire  la  regolare
  erogazione del buono scuola.
   Firmatario: Cimino Michele

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  1245  -  Chiarimenti  circa la nomina del  direttore  generale
  dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
   Firmatari:  D'Asero  Antonino; Fontana  Vincenzo;  Alongi  Pietro;
  Assenza  Giorgio; Cascio Francesco; Falcone Marco; Germanà Antonino
  Salvatore; Milazzo Giuseppe; Pogliese Salvatore Domenico; Vinciullo
  Vincenzo

   N. 1334 - Notizie in merito alla grave situazione di stallo in cui
  versa  il controllo degli atti in seno all'Istituto zooprofilattico
  sperimentale della Sicilia.
   Firmatario: Savona Riccardo

   N.  1371  -  Chiarimenti sulla modalità di  nomina  del  Direttore
  generale  dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della  Sicilia
  'A. Mirri' di Palermo.
   Firmatari:Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.   1601   -   Chiarimenti  sulle  procedure  adottate   per   la
  realizzazione  di una Residenza per l'esecuzione  delle  misure  di
  sicurezza  sanitaria  (REMS) all'interno  dell'area  della  riserva
  naturale orientata di Santo Pietro, frazione di Caltagirone (CT).
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N.  1860  -  Notizie  in  merito alle somme trasferite  alla  CIEM
  s.c.p.a.
   - Assessore Economia
   Firmatario: Malafarina Antonio.

   Avverto   che  l'interrogazione  testé  annunziata  sarà  iscritta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1854  - Verifica del programma Abitare Sociale Sicilia  (ASSI)
  con  particolare  riferimento ai requisiti tecnico-economici  della
  società di gestione aggiudicataria.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Raia Concetta.

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1853 - Chiarimenti circa il mancato svolgimento delle elezioni
  per il rinnovo del Consiglio comunale della Camera di commercio  di
  Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Assenza Giorgio

   N.  1855  - Motivi della mancata ratifica, da parte della Regione,
  del  Consiglio  di  amministrazione dell' Ente  autonomo  regionale
  Teatro di Messina 'Vittorio Emanuele'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N. 1856 - Notizie in merito alla conclusione delle attività di cui
  all'Avviso   pubblico  'Percorsi  formativi  per  il  rafforzamento
  dell'occupabilità e all'adattabilità della forza lavoro  siciliana,
  periodo 2012-2014'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Falcone Marco

   N.  1857 - Notizie sulla frana del costone roccioso avvenuta il  4
  marzo  2014  nel  centro  di  Agrigento  e  iniziative  finalizzate
  all'accertamento dello stato di calamità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Fontana Vincenzo

   N.  1858 - Chiarimenti in ordine alla formazione della graduatoria
  di operatori socio-sanitari (OSS) presso l'Asp 7 di Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Ferreri   Vanessa;  Trizzino  Giampiero;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;  Mangiacavallo
  Matteo;  Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti  Angela;  La
  Rocca  Claudia; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio

   N.  1859  - Chiarimenti sulla legittimità delle procedure adottate
  in  materia  di edilizia sociale convenzionata per la realizzazione
  in Sicilia del 'Piano Casa '.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello

   N.   1861   -   Chiarimenti   in  merito   alla   riorganizzazione
  dell'Assessorato  regionale  dell'agricoltura,  sviluppo  rurale  e
  pesca mediterranea.
   - Presidente Regione
   -  Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  1862  -  Chiarimenti sulla situazione dei  trasporti  pubblici
  gratuiti  per  gli alunni della scuola dell'obbligo  in  ordine  al
  meccanismo della compartecipazione e dei rimborsi alle famiglie con
  particolare riferimento ai comuni della provincia di Siracusa.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  172 - Notizie in merito all'attivazione dei nuovi indirizzi di
  studio in Sicilia per l'anno scolastico 2014/15.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano

   N.   173   -   Ristrutturazione   ed   adeguamento   impiantistico
  dell'immobile denominato ex Palazzo delle Finanze, sito a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N.  174  - Notizie in merito ai costi dei PAS (percorsi abilitanti
  speciali)  che  i  docenti  privi di abilitazione  si  accingono  a
  frequentare, ed ai costi formulati dalle Università siciliane,  dai
  Conservatori e dalle Accademie delle belle arti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  290  "Chiarimenti circa l'incidenza dei fattori ambientali
  sull'aumento della percentuale di malati di leucemia e  tumori  nel
  territorio  di  Siracusa  e nomina di una Commissione  parlamentare
  speciale  di  indagine e di studio in argomento",  degli  onorevoli
  Zito   Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciaccio   Giorgio; Ciancio  Gianina; Ferreri Vanessa; Foti  Angela;
  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina,
  presentata il 16 aprile 2014;

   numero  291  "Iniziative  per  la  delocalizzazione  dell'impianto
  Maxcom a salvaguardia della salute della popolazione del Comune  di
  Augusta  (SR)",  degli onorevoli Zito Stefano; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana Valentina; Tancredi Sergio, presentata il 16 aprile 2014;

   numero 292 "Riqualificazione e messa a norma dell'ex Palazzo delle
  Finanze  di  Palermo", degli onorevoli La Rocca Claudia; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana Valentina;  Ferreri  Vanessa;
  Mangiacavallo  Matteo; Siragusa Salvatore; Palmeri Valentina;  Foti
  Angela;  Trizzino Giampiero; Zito Stefano, presentata il 17  aprile
  2014;

   N.  293  "Misure  urgenti relative al trasferimento  dei  96  beni
  immobili  dallo Stato alla Regione siciliana", degli  onorevoli  La
  Rocca  Claudia;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Tancredi    Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano, presentata il 17 aprile 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   (doc. n. 146)

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Proposte di modifica al regolamento delle pensioni dei deputati
                            (Doc. n. 146).

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Proposte  di  modifica al regolamento delle pensioni  dei  deputati
  (Doc. n. 146).
   Il documento tratta di modifiche al regolamento delle pensioni dei
  deputati,  ed  è  composto da due articoli. Il  primo  riguarda  un
  adeguamento  del regolamento delle pensioni a quanto  già  disposto
  dall'articolo 11 della legge regionale 4 gennaio 2014,  n.  1,  che
  così  recita:   Ai  deputati regionali continua  ad  applicarsi  il
  trattamento  previdenziale  vigente basato   L'Assemblea  regionale
  siciliana,   secondo   le  disposizioni  del  Regolamento   interno
  disciplina  i  casi di esclusione, sospensione dell'erogazione  dei
  vitalizi nel rispetto dei principi contenuti nell'articolo 2, comma
  1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174 .
   E', quindi, un adeguamento ai principi del decreto Monti.
   Con  il  secondo  articolo  che è stato  introdotto,  si  tende  a
  superare possibili rigidità interpretative che nel caso in  cui  la
  cessazione  del mandato parlamentare fosse avvenuto in  un  periodo
  antecedente   alla  fine  della  XV  legislatura,  che   potrebbero
  precludere  l'esercizio  del diritto. La norma  chiarisce,  infatti
  che,  in  quest'ultimo  caso,  la  domanda  di  completamento   del
  quinquennio  contributivo possa essere presentata  entro  tre  mesi
  dalla fine della legislatura.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione  generale e pongo in votazione il  passaggio  all'esame
  del Documento numero 146.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  alla  proposta  di  modifica  tendente  ad  aggiungere
  all'articolo 6, il comma 7.
   Ne do lettura:

   "Ai  sensi  dell'articolo  11, comma 2, della  legge  regionale  4
  gennaio 2014 n. 1 l'assegno vitalizio o la pensione sono sospesi in
  caso   di  condanna  definitiva  per  delitti  contro  la  Pubblica
  Amministrazione che comportino interdizione dai pubblici uffici  ai
  sensi  degli  articoli  28 e 29 del codice penale,  come  stabilito
  dall'articolo 2, comma 1, lettera n) del decreto legge  10  ottobre
  2012  n.  174, convertito con modificazioni dalla legge 7  dicembre
  2013, n. 213, fatti salvi gli effetti della riabilitazione."

   In pratica, si tratta, ribadisco, dell'adeguamento del Regolamento
  alla normativa del decreto Monti, già esitato da quest'Aula.
   Pongo  in  votazione la modifica proposta. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla proposta di modifica alla "I Norma transitoria  in
  materia  di  completamento del quinquennio per la XV  legislatura ,
  tendente  ad  aggiungere  al  comma  1,  dopo  le  parole   sistema
  contributivo", il seguente periodo:

   "Nel  caso  in cui la cessazione del mandato parlamentare  avviene
  prima della fine della legislatura, la domanda di completamento del
  quinquennio,  di  cui all'articolo 4, comma 3, del  Regolamento  di
  Previdenza per i Deputati, vigente al 31 dicembre 2011, deve essere
  presentata entro tre mesi dalla fine della legislatura."

   Pongo  in  votazione la modifica proposta. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  l'intero Documento  numero  146,  nel  testo
  risultante dalle modifiche approvate.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Maggio ha chiesto congedo per
  il 23 e 24 aprile 2014.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi attengo  alla
  sua  sensibilità e alle note capacità che ha di discernere le  cose
  importanti dalle cose importantissime.
   Anche  a  nome degli onorevoli Cirone e Zito, desideravo chiederle
  di  prelevare il disegno di legge n. 693  Disposizioni  urgenti  in
  materie  di servizio idrico integrato  e, nelle more che  venga  il
  Governo,  di  incardinarlo.  E' una richiesta  che  proviene  dalla
  nostra Provincia.
   Anche  l'onorevole  Gianni che è arrivato  in  questo  momento  si
  associa  alla  mia  richiesta, altrimenti l'8  maggio  la  curatela
  fallimentare  sarà  costretta a consegnare gli impianti  idrici  di
  dieci comuni della provincia di Siracusa ad una società privata.

   PRESIDENTE.  Onorevole Vinciullo, per essere chiari, se  l'Aula  è
  d'accordo  -  e  non credo che ci siano motivi in contrario  -  noi
  possiamo prelevare, in via eccezionale, questo disegno di legge per
  incardinarlo  immediatamente e dare termine  per  la  presentazione
  degli  emendamenti, così da ripartire immediatamente con il disegno
  di legge salva imprese, anche perché è arrivato il Governo.
   Pertanto,  propongo il prelievo del disegno di legge numero  693/A
  "Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico integrato".
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
            Discussione del disegno di legge «Disposizioni
           urgenti in materia di servizio idrico integrato»
                                (693/A)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Si  passa pertanto alla discussione  del  disegno  di
  legge   "Disposizioni  urgenti  in  materia  di   servizio   idrico
  integrato" (693/A) posto al numero 12).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cirone  per  svolgere   la
  relazione.

   CIRONE, relatore. Mi rimetto al testo della relazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale.
   Comunico  che il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per domani alle ore 12.00.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa alle ore 16.22)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Zafarana ha chiesto  congedo
  per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Discussione del disegno di legge «Disposizioni in materia
      di pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anticipazione
       finanziaria alla società Riscossione Sicilia» (n. 500/A)
                               (Seguito)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge   "Disposizioni  in  materia  di  pagamenti  della   Pubblica
  Amministrazione. Anticipazione finanziaria alla società Riscossione
  Sicilia" (n. 500/A) posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  II  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Onorevoli  colleghi,  comunico che sono stati  presentati  diversi
  subemendamenti  all'emendamento. Sono dichiarati  ammissibili  solo
  quelli  contenuti  nel  testo giallo. Il  primo,  l'1.1.6  a  firma
  Vinciullo, D'Asero, Fontana, Germanà, Alongi e Cascio, il secondo a
  firma del Governo. Peraltro, siccome gli Uffici hanno rilevato  una
  incongruenza fra due commi all'interno dello stesso articolo 1, già
  d'intesa con il Governo, si sta procedendo ad una omogeneità tra il
  comma 4 e il comma 7.
   Per  quanto riguarda gli emendamenti inammissibili, comunque,  gli
  Uffici  sono successivamente a disposizione anche per dare,  ma  in
  separata sede, l'eventuale spiegazione della loro inammissibilità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  preliminarmente - e chiedo un attimo di attenzione all'Aula  ed  in
  particolar  modo  al presidente della Commissione  Bilancio  -  far
  notare che questa riscrittura contiene due questioni, anzi tre  per
  la  verità,  ma  due  -  mi  permetto di  dire  -  sono  abbastanza
  preminenti.
   La  prima:  sulla  base di una relazione tecnica che  viene  fatta
  dagli  Uffici  prevedendo  un possibile  gettito  dell'imposta  sul
  valore aggiunto, relativamente al pagamento dei crediti, dal  saldo
  dei  crediti  a seguito la contrazione del mutuo, gli Uffici  hanno
  attestato  una potenziale entrata di 85 milioni circa  di  euro  di
  entrate.
   Il  Governo, nella riscrittura, propone un utilizzo di 40  milioni
  di  euro di questo potenziale gettito, per erogare un contributo  o
  un'anticipazione finanziaria alla Riscossione Sicilia SpA.
   Mi  chiedo però una cosa, perché sulla base di una relazione di 85
  milioni, utilizziamo 40 milioni, e non 30, non 50, non 60, non  20?
  Cioè, quale è il parametro dell'iscrizione in entrata del bilancio,
  di  una  posta,  di  una  sopravvenienza  di  entrata  connessa  al
  pagamento dei crediti vantati?
   Credo che sia più corretto prevedere una iscrizione, così come  fa
  lo Stato del resto, fermo restando l'accantonamento, laddove questa
  potenziale entrata potrà essere utilizzabile solo nel caso  in  cui
  si realizzi effettivamente.
   Ma  così  scritta, Assessore, noi rischiamo di avere una sorta  di
  bilancio   -  diciamo  -  con  alcune  entrate  dichiarate,   altre
  speranzose,  ma  sostanzialmente con  un  elemento  di  incertezza.
  Ripeto,  tanto  più  che questa manovra la fa così  lo  Stato,  che
  iscrive nel proprio bilancio di entrata, addirittura dà copertura a
  Leggi  dello  Stato  attraverso  il  gettito  di  Iva  connesso  al
  pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione.
   Seconda  questione,  sempre relativa ai  40  milioni,  per  quanto
  riguarda  Riscossione  Sicilia. Vorrei fosse  chiaro  che  io  sono
  assolutamente  d'accordo a consentire la messa in  sicurezza  delle
  attività  di Riscossione Sicilia, anche se, capisco che l'Assessore
  è  appena  arrivato, noi stiamo prendendo dei  soldi  e  li  stiamo
  immettendo  in  una voragine finanziaria che, o  c'è  un  piano  di
  risanamento credibile, o sono soldi che noi mettiamo li  ma  non  è
  che  avranno  efficacia di risanamento del sistema di  riscossione,
  però questa è un'altra questione.
   Il  punto  è  un altro, noi stiamo prevedendo che la dove  non  si
  dovesse determinare l'entrata, sempre relativa a quei 40 milioni di
  euro,  noi  stiamo  scrivendo nel nostro  bilancio  che  questi  40
  milioni  di euro saranno dedotti, sarà utilizzata la copertura  che
  avevamo  dati  ai comuni, agli enti locali, e quindi la  cosiddetta
  terza  rata  in  capo agli enti locali, potrebbe  essere  messa  in
  discussione.
   Io penso che questo, dal punto di vista politico, non è una scelta
  che  fa dormire sonni tranquilli ai sindaci ed alle amministrazioni
  che  devono fare i bilanci di previsione, perché noi stiamo dicendo
  ai  comuni: hai  X , però sappi che puoi avere  X meno .  Io  forse
  suggerirei  un'altra possibile copertura rispetto alla  eventualità
  che  non si dovessero determinare le entrate rispetto a quelle  dei
  comuni.
   L'ultima  questione è la seguente: stiamo scrivendo una norma  che
  scrive  -  figuratevi se non sono d'accordo a fare in modo  che  si
  possa  prevedere una riduzione delle aliquote fiscali  in  capo  ai
  siciliani  -  una  norma  fiscale,  poiché  può  determinare  delle
  aspettative molto variabili, una norma fiscale che introduce minori
  oneri  fiscali o si fa, e ha efficacia, ma se scrive che si farà  è
  una  norma  che non solo non ha alcuna efficacia ma che rischia  di
  essere  perfino un elemento di rigidità del sistema del bilancio  e
  del sistema contabile.
   Suggerirei,  pertanto,  visto  che il  Governo  sta  affinando  la
  tecnica,  l'aspetto  delle scelte da fare in  futuro,  intanto,  di
  rinviarle  nell'apposito strumento finanziario che è la  variazione
  di  bilancio  motivo per il quale gli eventuali futuri  gettiti  di
  entrate  e  di uscita devono stare nella sede naturale,  che  è  la
  legge  finanziaria o la legge di variazione, all'ordine del  giorno
  per la prossima settimana.
   In  ogni  caso, eviterei di scrivere ora quanto faremo domani.  Se
  dobbiamo  scrivere una norma, stabiliamo cosa facciamo ora.  Quanto
  faremo  domani,  lo  vedremo domani, quando avremo  chiari  davvero
  tutti i conti.
   La  notizia  di  queste ore, infatti, che il gettito  previsto,  a
  seguito  del  decreto  determinerà  un  minor  gettito  fiscale  di
  riscossione  da  parte della Regione, di cui ancora non  conosciamo
  esattamente  l'importo  e  non  conosciamo  se  questo  importo   è
  compensato da parte dello Stato, dire oggi che domani ridurremo  le
  tasse  quando,  oggi, forse, dobbiamo, come andremo  a  fare,  dare
  copertura  ad  una  minore entrata che si  determina  certamente  a
  seguito  di  quel decreto, starei un po' più prudente, un  po'  più
  cauto.
   Le  prime  due,  quindi, credo siano questioni un  po'  dirimenti.
  Spero che l'assessore potrà darmi gli elementi per superare i  miei
  dubbi.  In  particolare, il tema dei 40 milioni e non  degli  85  e
  l'utilizzo  dei 40 milioni a copertura dei 40 milioni  della  terza
  trimestrale  dei  comuni a compensare le eventuali  minori  entrate
  dovute al gettito IVA.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  sull'ordine   dei    lavori  perché  vorrei  capire   come   stiamo
  procedendo.  Mi spiego meglio. Durante il termine previsto  per  la
  presentazione  degli  emendamenti, ho richiesto  agli  Uffici  dove
  potevamo  presentare dei subemendamenti. Mi è stato detto  -  e  in
  questo mi ricollego anche a quanto detto dal collega Cracolici  che
  parla  di  riscossione - che l'articolo 2 del disegno di legge  che
  stiamo  trattando era stato stralciato dall'Ufficio  di  Presidenza
  nella seduta n. 140 - se non ricordo male - e, per questo motivo, i
  subemendamenti  che  avevo  presentato  non  andavano  bene  perché
  tecnicamente non esisteva l'articolo 2 che l'Ufficio di  Presidenza
  aveva stralciato.
   Ho  fatto notare che, all'articolo 1, anche la riscrittura  che  è
  ripassata   in   Commissione,  al  comma  6,   faceva   riferimento
  all'articolo 2.
   Mi è stato detto, sempre dagli Uffici, che l'interpretazione è che
  se  passa la riscrittura della Commissione si ripesca l'articolo  2
  che  tratta dei 40 milioni che vanno a riscossione. Nella  migliore
  delle ipotesi, quindi, per presentare tutti gli emendamenti, poi si
  vede.
   Ora, visto che alcuni emendamenti   questo mi è stato riferito  e,
  nell'eventualità  che  non  sia  così,  già  chiedo   di   prendere
  provvedimenti  perché  lede eventualmente  la  mia  possibilità  di
  presentare  gli emendamenti e di verificare coi verbali  precedenti
  se   per  caso  l'Ufficio  di  Presidenza  ha  stralciato  in  Aula
  l'articolo 2.
   Siccome  mi  ritrovo  tre  fascicoli dove  l'unico  emendamento  è
  questo,  volevo  capire,  effettivamente, come  stiamo  procedendo,
  perché  ad  oggi,  non  essendoci  tutti  gli  emendamenti  che  ha
  presentato  il  mio  Gruppo, ovviamente,  non  siamo  favorevoli  a
  priori;  capire, quindi, come stiamo procedendo e qual è  il  testo
  base, perché al comma 1 che abbiamo trattato in Commissione e  che,
  poi,  senza  apporre modifiche, abbiamo rimandato in Aula,  abbiamo
  presentato gli emendamenti correttamente a questo, quindi, vorrei e
  chiudo,  chiedere  all'Ufficio di Presidenza non spiegazione  anche
  sull'inammissibilità  degli  emendamenti  in  separata   sede,   se
  possibile,  avere  una  relazione da  presentare  alla  Commissione
  Bilancio   sul   perché   sono   stati   dichiarati   inammissibili
  subemendamenti  all'emendamento della Commissione,  quindi,  capire
  dove stiamo andando.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciaccio, le dico subito che è  vero  quello
  che  lei  dice;  nessuno  può mettere in dubbio  che  l'Ufficio  di
  Presidenza  aveva stralciato l'articolo 2 ma è pur  vero  -  e  non
  sfugge  a lei, in quanto componente della II Commissione -  che  il
  Governo  l'ha presentato come emendamento aggiuntivo. Di questo  si
  tratta. E' nel fascicolo sostanzialmente.
   Per   quanto   riguarda   tutte  le  altre   questioni,   riguardo
  l'ammissibilità  o  meno,  in  materia  molto  complessa,   io   ad
  adiuvandum,  avevo  detto, perchè mi rendo  conto  che  sono  stati
  presentati  una  decina  di subemendamenti  proprio  dal  Movimento
  Cinque    Stelle,    non    era    pretestuoso,    pregiudizievole,
  l'atteggiamento  da parte dell'Ufficio di Presidenza,  ma,  proprio
  per  questo,  avevo  detto eventualmente  che  per  le  spiegazioni
  sull'incostituzionalità o meno, in via eccezionale,  si  ci  poteva
  rivolgere  agli Uffici in separata sede. Sono, comunque, dichiarati
  inammissibili.
   Mi    vorrei   riallacciare,   però,   all'intervento   effettuato
  dall'onorevole  Cracolici: questa è una materia  molto  delicata  e
  tutti noi siamo convinti e consapevoli, almeno è così da più parti,
  che deve essere un disegno di legge approvato il prima possibile e,
  quindi,  entro  stasera,  ci auguriamo  tutti,  quindi,  noi  tutti
  dobbiamo  evitare  incongruenze in questa  materia.  Nonostante  il
  Governo  ci  abbia riflettuto, nonostante la Commissione  abbia  in
  maniera  approfondita  esaminato  il  disegno  di  legge,  infatti,
  risultano  ancora  delle parti non omogenee tra  di  loro,  quindi,
  tutti  gli  interventi che si fanno, a mio avviso,  compreso  anche
  quello dell'onorevole Ciaccio, sono ad adiuvandum.
   Detto ciò, nelle more che arrivi - non parlerei più di emendamenti
  -  diciamo una ristruttura complessiva, anche se limitata, al comma
  4  e  al  comma  7, ma anche la questione sollevata  dall'onorevole
  Cracolici,  perché comunque quello che si dice è tutto verbalizzato
  e,  una volta approvato il disegno di legge, non possiamo rischiare
  ulteriormente che il Commissario dello Stato rappresenti  ulteriori
  difficoltà,  quindi, sospenderei, assessore, se  lei  è  d'accordo,
  brevemente  per  non  oltre  un quarto  d'ora  nelle  more  che  il
  Ragioniere  generale, d'intesa chiaramente con la sua  persona,  ci
  faccia   pervenire  questa  riscrittura  complessiva    e   passare
  celermente alla distribuzione e all'approvazione.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  fra
  gli emendamenti che sono stati dichiarati inammissibili, ce n'è uno
  che  riguarda i crediti che le piccole e medie imprese vantano  nei
  confronti delle Pubbliche Amministrazioni.
   Chiedevamo con questo subemendamento di aggiungere una pratica  di
  compensazione  rispetto ai debiti che le stesse aziende  hanno  nei
  confronti  di Riscossione Sicilia e che queste cartelle esattoriali
  venissero  bloccate  nel momento in cui ci trovavamo  di  fronte  a
  delle  aziende che vantano dei crediti nei confronti della Pubblica
  Amministrazione.
   Adesso,  mi  sento dire da questa Presidenza che  l'emendamento  è
  inammissibile  perché,  probabilmente,  ravvisa  dei   profili   di
  incostituzionalità.  Vorrei ricordare che  questo  emendamento,  al
  netto   delle   parole  'Riscossione  Sicilia',  che   sono   state
  chiaramente  quelle che hanno sostituito la parola  'Equitalia',  è
  già legge dello Stato.
   Non  comprendo,  quindi, come un emendamento  che  è  legge  dello
  Stato,   in   Sicilia,   possa,  invece,   ravvisare   profili   di
  incostituzionalità.  A  meno che, oggi,  non  sentiamo  con  questa
  discussione  che la Sicilia non è Italia, mi sembra  veramente  una
  cosa che ha dell'assurdo.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l'occasione
  dal  momento  che  in  Aula c'è il Presidente  Crocetta  e  non  mi
  attarderò  sulla questione del provvedimento che stiamo  trattando,
  perché  Forza Italia si è già espressa in Commissione. Noi  abbiamo
  consentito  che  il provvedimento arrivasse in  Aula,  ora  sta  al
  Governo portarlo a compimento; quindi per il momento non parlerò su
  questo provvedimento.
   Però  vorrei  sottoporre  al Presidente Crocetta  e  all'assessore
  Agnello  un  problema  che riguarda gli enti locali:  la  liquidità
  degli enti locali.
   In  genere,  a marzo, viene già data la prima tranche della  prima
  trimestralità. Siamo arrivati quasi a maggio e ancora  non  abbiamo
  erogato nemmeno la prima tranche.
   Gli  enti  locali, cioè i Comuni, stanno soffrendo una  fortissima
  crisi di liquidità, mettendo a repentaglio anche il pagamento degli
  stipendi:  molti  Comuni ormai non pagano lo  stipendio  ai  propri
  dipendenti da oltre due mesi, al di là delle forniture.
   Chiedevo,  quindi - ove fosse possibile - di voler accelerare,  di
  voler  verificare  con  la  Ragioneria  generale  e  procedere,  di
  concerto  con il Dipartimento autonomie locali, previ i decreti  di
  assegnazione,  all'erogazione  di detti  mandati  e,  quindi,  alla
  possibilità di pagare la prima tranche ai Comuni della Sicilia.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone.
   Presidente   Crocetta,  potrà  intervenire  successivamente,   dal
  momento  che  avevamo  organizzato il dibattito  per  accelerare  i
  lavori.
   Allora, così come deciso, sospendiamo per un quarto d'ora.
   Il  Governo  ha  fatto  pervenire i due emendamenti  che  verranno
  distribuiti.
   La  seduta è sospesa e riprenderà tra un quarto d'ora, ovvero alle
  ore  17.00,  sperando di approvare il disegno  di  legge  il  prima
  possibile.

     (La seduta, sospesa alle ore16.42, è ripresa alle ore 17.01)

                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Forzese  e  Bandiera  hanno
  chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


           Seguito dell'esame del disegno di legge n. 500/A

   PRESIDENTE. Si riprende l'esame del disegno di legge n. 500/A.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
          Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione

   1.  La  Regione  è  autorizzata ad accedere alle anticipazioni  di
  liquidità previste dall'articolo 2 del decreto legge 8 aprile 2013,
  n.  35  e  successive modifiche ed integrazioni,  convertito  dalla
  legge 6 giugno 2013, n. 64, sino all'importo di 140.273 migliaia di
  euro per l'anno 2013 e sino all'importo di 206.859 migliaia di euro
  per  l'anno  2014 e dall'articolo 3 del medesimo decreto  legge.  A
  rimborso delle anticipazioni di liquidità di cui al presente  comma
  si provvede mediante un piano di ammortamento trentennale.

   2.  Nell'anno  finanziario 2014 gli oneri per  il  rimborso  delle
  anticipazioni  di  cui  al  comma 1  sono  quantificati  in  22.687
  migliaia  di  euro quale quota interessi ed in 12.656  migliaia  di
  euro  quale  quota  in conto capitale, così come specificati  nella
  tabella sottostante:

        RIFERIMENTO  ANTICIPAZION   INTERESSI    CAPITALE
      NORMATIVO     I
           Art.   3
      D.L. 35/2013  606.097.000,0  18.423.000, 10.277.000
                    0              00          ,00
           Art.   2
      D.L. 35/2013  140.273.323,0  4.264.000,0 2.379.000,
                    0              0           00

                                   22.687.000, 12.656.000
                                   00          ,00

   3.  Nell'anno  finanziario 2015 gli oneri per  il  rimborso  delle
  anticipazioni  di  cui  al  comma 1  sono  quantificati  in  45.588
  migliaia  di  euro quale quota interessi ed in 16.708  migliaia  di
  euro  quale  quota  in conto capitale, così come specificati  nella
  tabella sottostante:

        RIFERIMENTO  ANTICIPAZION   INTERESSI   CAPITALE
      NORMATIVO     I
           Art.   3
      D.L. 35/2013  606.097.000,0  25.621.000  10.719.000
                    0              ,00         ,00
           Art.   2
      D.L. 35/2013  140.273.000,0  5.930.000,  2.481.000,
                    0              00          00
           Art.   2
      D.L. 35/2013  206.859.000,0  14.037.000  3.508.000,
                    0              ,00         00

                                   45.588.000  16.708.000
                                   ,00         ,00

   4.  Per  il  triennio 2014-2016, fermo restando  quanto  stabilito
  dall'articolo  2, comma 80, della legge 23 dicembre 2009,  n.  191,
  modificato  dall'articolo 2, comma 6, del decreto legge 15  ottobre
  2013, n. 120, quota parte del gettito derivante dalle maggiorazioni
  dell'aliquota  dell'imposta  regionale  sulle  attività  produttive
  (IRAP) e dell'addizionale regionale dell'imposta sul reddito  delle
  persone  fisiche (IRPEF) disposte dall'articolo 1, comma  1,  della
  legge  regionale 2 maggio 2007, n. 12, è destinato prioritariamente
  alla copertura degli oneri finanziari di cui alle anticipazioni  di
  liquidità previste dagli articoli 2 e 3 del decreto legge 8  aprile
  2013,  n.  35, convertito dalla legge 6 giugno 2013,  n.  64.  Tali
  gettiti sono stimati in 326.810 migliaia di euro per l'anno 2014 ed
  in  330.515 migliaia di euro per l'anno 2015. In relazione ai piani
  di   ammortamento  dei  prestiti  sottoscritti  con  il   Ministero
  dell'economia e delle finanze ai sensi degli articoli  2  e  3  del
  richiamato  decreto legge n. 35/2013, il Ragioniere generale  della
  Regione,  con  proprio  decreto, è  autorizzato  ad  effettuare  la
  puntuale imputazione degli oneri alla quota capitale ed alla  quota
  interessi.

   5. A decorrere dall'esercizio finanziario 2017, i maggiori gettiti
  di   cui   alle  imposte  richiamate  al  comma  4  sono  destinati
  prioritariamente  alla copertura degli oneri  finanziari  derivanti
  dalle anticipazioni di liquidità previste dagli articoli 2 e 3  del
  decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno
  2013,  n.  64,  fermo  restando  che  l'eventuale  riduzione  delle
  aliquote  deve  garantire  la  copertura  finanziaria  degli  oneri
  derivanti dai prestiti contratti ai sensi degli articoli 2 e 3  del
  succitato decreto legge n. 35/2013.

   6.  In  applicazione  del presente articolo, sono  introdotte  nel
  bilancio  della  Regione le variazioni di cui alle annesse  tabelle
   A  e  B .»

   PRESIDENTE. Si passa all'esame del fascicolo blu.
   Comunico che all'articolo 1 che è stato presentato dagli onorevoli
  Giovanni  Greco, Lo Sciuto, Lombardo e Federico l'emendamento  1.2,
  soppressivo dell'articolo.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.   L'onorevole   Ciaccio   aveva   presentato   identico
  emendamento, perché non si trova?

   PRESIDENTE.  Gli Uffici mi dicono che l'emendamento dell'onorevole
  Ciaccio   era  soppressivo  della  riscrittura,  mentre  questo   è
  soppressivo dell'articolo.
   Sono,   quindi,  due  cose  diverse.  Comunque,  grazie  onorevole
  Vinciullo, per averlo segnalato.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo 1.2, a firma dell'onorevole
  Greco Giovanni.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giovanni  Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO   Giovanni.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   per
  presentare un emendamento soppressivo è chiaro ed evidente che  per
  me  si  tratta  di  un  disegno di legge da non approvare,  intanto
  perché noi diamo in eredità ai giovani di pagare questo debito loro
  per  trent'anni,  non  noi; inoltre, non vedo l'utilità  di  questo
  disegno  di  legge poiché si dice che serve per liberare  circa  40
  milioni di euro per poterli utilizzare nella cosiddetta Finanziaria
  bis.
   Sono  convinto  che andando a fare un esame più circostanziato  di
  tutti  gli articoli della Finanziaria che ha presentato il Governo,
  penso  che questi 40 milioni - così come abbiamo trovato tagli  per
  oltre  centinaia  e  centinaia di milioni -  potremmo  risparmiarli
  cominciando  dalla Presidenza, della quale si onora di fare parte.
   Dai  documenti  che ho in possesso si evince quello  che  spendete
  voi  della  Presidenza,  vi dovete un po'  vergognare,  perché  noi
  stiamo per approvare un atto con il quale si chiedono  sacrifici ai
  siciliani e poi si vede  cosa finanzia la Presidenza, glielo leggo,
  e   guarda  caso sono tutte delle provincia di Messina,  Trapani  e
  Catania, ossia  Presidente e Vicepresidenti - se sono vostre queste
  progettualità - leggo quelli più costosi.
   Attribuiamo  4.000 euro per festeggiare S. Francesco  di  Paola  a
  Messina;  nella  città  di  Milazzo  ad  una  manifestazione  tutta
  internazionale diamo 5.000 euro; all'Arcidiocesi di Palermo - visto
  che  è  poveretta - diamo 1.500 euro per la processione del Venerdì
  Santo; alla manifestazione  Un goal per la solidarietà  2.500 euro;
  10.000  euro  al  Congresso  nazionale della  Società  italiana  di
  otorinolaringoiatria che, normalmente, questi soldi li dà una  casa
  farmaceutica  - ma no 10.000 - però noi gliene diamo  altri  10.000
  euro e poi andiamo ad approvare delle norme di legge per mettere  a
  carico  dei siciliani un mutuo così gravoso da pagare in  circa  30
  anni.
   Pertanto, dichiaro il mio voto contrario e chiedo il voto  segreto
  su questo emendamento.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole La  Rocca.  Ne  ha
  facoltà.

   LA   ROCCA   Claudia.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  relativamente a questa anticipazione di liquidità - se proprio  non
  vogliamo chiamarlo mutuo - al decreto legge n. 35, all'articolo  2,
  si   fa  riferimento  nello  specifico  leggo  testualmente:  "Alla
  presentazione  di un piano di pagamento e dei debiti certi  liquidi
  ed  esigibili alla data del 31 dicembre 2012, ovvero dei debiti per
  i  quali  sia  stata  emessa  fattura o  richieste  equivalente  di
  pagamento entro il predetto termine".
   Il  Governo, però, nella relazione tecnica al disegno di legge  n.
  500,  che  discutiamo oggi, precisa che i debiti da pagare potranno
  essere  diversi  rispetti a quelli identificati per  avere  accesso
  all'anticipazione  di  liquidità,  dando  priorità  ai  debiti  più
  antichi  e  potranno inoltre essere pagati debiti  fuori  bilancio,
  ovviamente  nessuno mette in discussione il fatto  che  sia  giusto
  pagare  i  debiti,  ma  pare  assodato che  il  motivo  che  spinge
  all'accesso  a  questo  mutuo  è prevalentemente  la  necessità  di
  liquidità  per  le casse regionali rispetto a quanto  previsto  dal
  citato decreto legge n. 35.
   Preso  atto  di questo, però, riteniamo sia legittimo porsi  delle
  domande e, soprattutto, avere delle risposte adeguate da  parte del
  Governo, che non vedo presente in Aula.
   Ad esempio, il Governo, in particolare, per i debiti della sanità,
  quindi,  con le grosse aziende, ha provveduto a fare degli  accordi
  transattivi  ovvero a provare a rinegoziare questo  debito  con  le
  grandi  aziende  oppure non ci ha neppure provato, perché  noi  non
  abbiamo avuto nessuna risposta da parte dell'ex assessore Bianchi.
   Altro  elemento  importante, ci risulta che la  Regione  abbia  un
  problema  non  indifferente di erosione,  quindi,  mancate  entrate
  relative al gettito Irpef, ovvero affluiscono nelle casse regionali
  solo  il  61,44 per cento; questo significa che la Regione, facendo
  dei  calcoli,  perde circa 3 miliardi di euro, dato che  si  evince
  dalla  stessa  relazione  tecnica del Governo  alle  variazioni  di
  bilancio.
   Alla luce di questo, quindi, ci chiediamo come il Governo abbia la
  fretta  di incorrere in questo nuovo mutuo di un miliardo,  ma  non
  sembra  avere avuto la stessa fretta nel portare avanti  con  forza
  questo annoso argomento a Roma, cosa che chiediamo oggi presentando
  in questa sede stessa un apposito ordine del giorno.
   Con  l'occasione  volevo invitare il Presidente della  Commissione
  Bilancio,   onorevole  Dina,  a  far  partire  realmente   le   tre
  sottocommissioni,  delle quali  una dovrebbe  parlare  proprio  del
  tema  delle  entrate tributarie che riteniamo essere  un  argomento
  prioritario per la Regione siciliana.
   Infine,  giusto per essere un po' lungimiranti, perché la politica
  dovrebbe essere questo, dovrebbe essere lungimirante, chiediamo  al
  Governo  quali misure intenda portare avanti per evitare il  futuro
  indebitamento  oppure, fra altri due o tre anni, ci  ritroveremo  a
  chiedere  un  altro mutuo di un altro miliardo da  fare  pagare  ai
  nipoti dei nostri nipoti, visto che questo durerà trent'anni.
   Giusto   per   l'occasione,  si  potrebbe  partire   semplicemente
  dall'applicazione  dell'articolo 14, della legge  11/2010,  "Misure
  relative  alla trasparenza dei conti pubblici", in particolare  con
  il   comma 1 si chiede - leggo sempre testualmente -  che entro  il
  mese di febbraio di ogni anno il Governo presenti all'Assemblea una
  relazione   dettagliata   della  situazione   economico-finanziaria
  relativa  all'anno precedente degli istituti, delle aziende,  delle
  agenzie, dei consorzi, degli organismi ed enti regionali sottoposti
  a   tutela   della  Regione  o  che,  comunque,  usufruiscono   dei
  trasferimenti  da parte della stessa , cosa che attualmente  non  è
  applicata.
   Al   comma   7,  in  particolare,  si  stabilisce  il  decadimento
  dell'incarico   nei   confronti   dei   dirigenti   che    adottino
  provvedimenti privi di copertura e che nel triennio successivo  non
  possa  loro essere conferito altro incarico in posizione analoga  o
  superiore. Anche in questo caso presenteremo oggi stesso un  ordine
  del giorno per fare questa richiesta al Governo, nella speranza che
  quest'Aula, un po' distratta, e il Governo, altrettanto  distratto,
  possano accogliere.
   Per   tutti  questi  motivi  appoggiamo  l'emendamento  presentato
  dall'onorevole Greco. Grazie.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevoli
  assessori,  in quanto componente  della Commissione Bilancio  avrei
  voluto  contrastare quanto dichiarato spesso dal  Presidente  della
  Regione non sono nel suo ultimo intervento, ma ogni qualvolta  apre
  bocca,  perché  forse il Presidente non sa che quando  lui  divaga,
  spara  numeri, l'intera Commissione, a partire dagli assessorati  e
  dirigenti, si mettono a ridere. Questo per me è un grande  problema
  anche perché ne vale dell'immagine di tutta la Regione.
   Questo  lo  dico  come premessa per informare il Presidente  della
  considerazione  che  non  solo  gli  assessori,  ma  anche  i  suoi
  dirigenti  e  la  sua squadra, quanto meno quella  precedente,  non
  posso parlare di quella attuale, hanno dello stesso Presidente.
   Voglio andare oltre,  non voglio parlare delle fantasie, del mondo
  immaginario e dei numeri che il Presidente ogni volta, non solo  in
  quest'Aula,  in  questo  Parlamento, parla  di  fanta-numeri,   ma,
  entrando   nel  merito   dell'ammazza  Sicilia,  che   noi   stiamo
  trattando,  voglio  citare lo scrittore  Clemens  il  quale  disse:
   prima raccogli i fatti, così in seguito potrai distorcerli come ti
  pare
   Ecco  quello che fa il Presidente,  distorce i fatti tanto nessuno
  si  permetterà  mai  di smentirlo in maniera  seria,  forse  perché
  troppo  occupati  a mantenere le poltrone, o a litigare  per  avere
  qualche  assessorato, e questo il Presidente lo sa, ne  fa  il  suo
  vanto e la sua forza.
   Comunque,  questo  provvedimento legislativo,  come  ricordato  in
  parte   dalla  collega  La  Rocca  e  dall'ex  Assessore  e   anche
  recentemente dal nuovo Assessore al bilancio, serve a sostenere  in
  maniera  credibile - ha utilizzato questo termine  -  la  copertura
  finanziaria dell'anticipazione o come giustamente è stato  definito
  del  mutuo,  perché chiediamo delle somme, anticipiamo delle  somme
  nostre, le ridiamo in 30 anni con interessi.
   Lei  sostiene che questo indebitamento sulle spalle dei  siciliani
  ha  come  funzione  principale quella di  immettere  liquidità  nel
  sistema,  che ha un problema di cassa, e nel contempo di salvare  o
  pagare  le  imprese,  questo è falso, niente  di  più  falso  e  il
  Presidente lo sa benissimo, ma come sempre distorce la realtà.
   Vorrei  fare  in  primis a me stesso un pò un excursus  di  questo
  provvedimento  legislativo. A luglio del  2013  propone  lo  stesso
  identico  provvedimento che viene bloccato ancora prima di arrivare
  in  Aula,perché  aumentava  le  tasse  e,  quindi,  la  fantomatica
  maggioranza gli ha detto di fermarsi.
   Quindi, prova a distorcere nuovamente la realtà per farlo apparire
  diverso, puntando l'attenzione sulle imprese che vanno pagate e  lo
  ripresenta a dicembre del 2013, dicendo che non aumenta  le  tasse,
  le  congela per trent'anni - anche questo, comunque, falso - era lo
  stesso identico provvedimento di luglio, con qualche ritocchino sui
  numeri,  pure  errati  anche  quelli,  ma  ripeto,  sui  numeri  il
  Presidente  non  è un mago, ma  sappiamo che i numeri  appunto  non
  sono il suo forte e, quindi, ritenta nuovamente.
   In  ogni  modo, per cercare di farlo approvare chiede  aiuto  alla
  personalità multipla e schizofrenica della sua maggioranza e grazie
  al nostro intervento a dicembre non passa.
   Oggi   siamo  ad  aprile  e  ci  ripresenta  lo  stesso   identico
  provvedimento,  con la farsa che lo rimandiamo in Commissione,  lui
  lo  riscrive, questo giochetto oramai lo vediamo da quasi  un  anno
  per  far  decadere gli emendamenti e ogni volta  -   come  è  stato
  citato  precedentemente dal sottoscritto -  l'articolo 2,  che  era
  stato soppresso, con la riscrittura rinasce.
   In  questo  anno pur di pensare al rilancio di questa Terra  si  è
  concentrato  in accordi di poltrone e poltroncine pur  di  ottenere
  dei suoi personali risultati, soprattutto di non andare a casa; noi
  ci abbiamo provato con una mozione e ci proviamo costantemente.
   Abbiamo proposto quest'anno di riformare in maniera strutturale la
  Regione, per dare liquidità e saldare le fatture arretrate, saldare
  quindi  tutti  i  debiti, non quelli che questo provvedimento  cita
  prioritariamente e certificati ante 31 dicembre 2012.
   Abbiamo  proposto,  come  ha accennato la  collega  La  Rocca,  la
  transazione del debito, però l'Assessore Valenti, che è stato  pure
  promosso  a  Vice  Presidente  della  Regione,  ha  rifiutato   con
  deliberazione numero 343 del 9 ottobre 2013 la transazione da parte
  di Telecom ed Enel, che loro stessi chiedevano, pur di avere quelle
  somme, di venire incontro alla Regione e di abbassare il debito che
  noi  avevamo;  però questo è stato rifiutato, con la scusa  che  il
  servizio Enel o Telecom poteva essere interrotto, ma loro stessi lo
  avevano  proposto, quindi lo ritengo  assurdo.
   In  questo, forse, le transazioni se vengono fatte in questo  modo
  non  sono state prese in considerazione per questo motivo, però  su
  questo  stiamo  provvedendo  a dare l'emendamento  alla  Corte  dei
  Conti.
   Bypasso  il  contesto delle auto blu, dei risparmi che si  possono
  attuare  e  che non si sono fatti; la sospensione di tre  anni  dei
  comandati e consulenti, che non si vuole fare; ammodernamento della
  Pubblica  Amministrazione, il F.A.M.P.,  che  non  si  vuole  fare;
  dirigenti esterni, l'ultima il Segretario Generale condannato dalla
  Corte  dei Conti per lui è una semplice multa; pensioni d'oro  come
  molti  quotidiani  hanno  riportato; una  Giunta  tecnica;  settore
  sanitario  porterebbe un risparmio di 200 milioni solo  ora  se  ne
  stanno  rendendo conto; il rapporto dirigenti-dipendenti; anche  la
  riduzione  dell'Assemblea e questo io le faccio un  appello  signor
  Presidente,  perché  corre voce e vorrei che la  Presidenza  stessa
  smentisca,  per  quanto  riguarda  la  busta  paga  del  Segretario
  Generale,  per  vedere se effettivamente la busta paga  corrisponde
  con  quanto  scritto, mi dicono di no, e se è stato  rispettato  il
  taglio  del  20% che era previsto; o riduzioni del vetusto  sistema
  Icaro, oramai bypassato che ci costa diversi soldi, quindi, se  può
  rendere noto queste spese quanto valgono.
   Quello  che  volevo sottolineare non era tanto quello che  abbiamo
  proposto  a  questo Governo, che costantemente  è  stato  messo  da
  parte,  ma  volevo che questo Governo si facesse  portavoce  di  un
  principio  fondamentale che chi ha sbagliato paghi; se ha sbagliato
  la  Regione  per il mancato trasferimento, che paghino i  dirigenti
  dell'amministrazione e non che firmino qualsiasi cosa
   La stessa cosa se c'è una mala gestio, per qualsiasi cosa - ripeto
  -  chi  ha  sbagliato in questa Regione deve pagare  perché  non  è
  giusto  indebitare  per trent'anni i siciliani a  pagare  le  colpe
  degli altri.
   Per  questo motivo sosteniamo l'emendamento di soppressione che  è
  stato  ripresentato dalla Commissione e ci auguriamo  che  tutti  i
  colleghi lo sostengano.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Dipasquale ha chiesto congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 500/A

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 1.2 a firma  dell'onorevole
  Giovanni Greco.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giovanni Greco ha chiesto che
  la votazione avvenga per scrutinio segreto.
   Invito a procedere alla verifica dei richiedenti.

          Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   dagli   onorevoli  Cancelleri,  Cappello,   Ciancio,
  Formica, G. Greco, Ioppolo, G. Milazzo, Palmeri, Siragusa, Tancredi
  e   Trizzino,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.2.
   Chiarisco   il   significato  del  voto:   chi   vota   a   favore
  dell'emendamento, quindi alla soppressione dell'articolo  1,  prema
  il  pulsante  verde; chi vota no prema il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene prema il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti         . 50
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          21
   Contrari            28

                           (Non è approvato)

   Si   passa  alla  riscrittura  dell'articolo  1  da  parte   della
  Commissione, emendamento 1.1. Comm (fascicolo giallo).
   Si procede all'esame dei subemendamenti all'emendamento 1.1 Comm.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:

   -  dagli onorevoli Vinciullo, D'Asero, Fontana, Germanà, Alongi  e
  F. Cascio: 1.1.6 Comm;
   - dal Governo: 1.1.7 Comm, 1.1.8 Comm e 1.1.9 Comm.

   Comunico  che sono stati presentati i subemendamenti 1.1.8.Comm  e
  1.1.9.Comm, a firma del Governo.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AGNELLO,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  solo  per
  precisare  che  si  tratta di  emendamenti tecnici,  finalizzati  a
  chiarire la norma.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  mi
  era  stato annunciato, per quanto riguarda la riscrittura dei commi
  4  e  7,  per  i  quali  occorreva fare un  coordinamento,  che  il
  Presidente dell'Assemblea aveva dichiarato una incongruenza  tra  i
  commi 4 e 7, dopodiché leggo l'emendamento presentato del Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, li stiamo distribuendo,  lei  ha
  preso  la  parola  subito, lei stava parlando  perché  ha  soltanto
  ricevuto  il subemendamento  l'1.1.8, ma ce n'è anche un altro,  il
  subemendamento   1.1.9 che dovrebbe avere in  mezzo  al  fascicolo.
  Sospendo la seduta per 30 secondi.

   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.26, è ripresa alle ore 17.27)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, riprendiamo la  seduta,  comunico
  che  sono  in  distribuzione  i subemendamenti 1.1.8 Comm  e  1.1.9
  Comm.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, avevo
  posto delle riflessioni, degli interrogativi e non mi pare che  gli
  emendamenti presentati dal  Governo risolvano il problema che avevo
  posto, può darsi che il problema che pongo sia irrilevante, mi pare
  però che così non è.
   Intanto,  scriviamo in una norma che ci impegniamo  a  ridurre  le
  tasse  ed  è  una bella dichiarazione di intenti. Vorrei ricordare,
  però,  che in materia tributaria, i tributi sono una materia  assai
  delicata  perché costituiscono certezza di presente e di  futuro  e
  suggerisco al Governo di fare una norma snella senza barocchismi.
   Noi   stiamo  utilizzando  le  aliquote  in  atto  vigenti   sulle
  maggiorazioni   IRPEF  e  IRAP,  all'interno  di  quelle   aliquote
  provvediamo  a  dare copertura al mutuo, questo è  l'intento  della
  norma, lo dico perché si creano legittime aspettative da parte  dei
  contribuenti  per  i quali si possono aprire contenziosi,  meno  si
  dice in materia tributaria, meglio è.
   Inoltre,   da questo punto di vista il quesito che ponevo  era  di
  asciugare  la  norma,  non di introdurre principi  che  magari  per
  ragioni  pseudopolitiche, ma che fanno a cazzotti  con  il  diritto
  commerciale e con il diritto tributario  L'altra questione vedo che
  con  quest'emendamento in realtà si stabilisce o IRPEF, o IRAP, uno
  dei due è il tavolo di negoziazione.
   Però,  anche lì: è obbligatorio - mi rivolgo anche agli  Uffici  -
  prescrivere  una norma che stabilisce nel caso in cui,  avendo  noi
  scritto scusate, delle due l'una: o l'entrata che stiamo  scrivendo
  in bilancio non esiste  Ma se scriviamo in bilancio l'entrata di 40
  milioni  di euro   e io ho posto la questione perché 40 e  non  85,
  così  come  la  relazione  tecnica ci dice?  Mi  si  dice   in  via
  prudenziale .  Va  bene Ma se scriviamo  40  milioni,  mi  spiegate
  perché dobbiamo scrivere che nel caso in cui non si determinano  le
  entrate faremo fronte con la terza trimestrale dei Comuni?
   Se  non si determinano le entrate ci sarà un buco di bilancio. Non
  si  può dire: però faccio fronte con una legittima aspettativa  dei
  Comuni,  che  stanno  facendo i bilanci  di  previsione,  ai  quali
  diciamo ti daremo tanto, però non è detto.
   Quindi siccome scriviamo in bilancio 40 milioni di entrate,  se  è
  scritto in bilancio è entrata  Non ci dobbiamo giustificare se  poi
  non  entrano  vediamo che succede  Se poi non entrano sarà,  o  nel
  corso  dell'anno, o in sede di chiusura dell'esercizio,  compensata
  con le forme tipiche del bilancio della rendicontazione.
   Infine  - e quello che pongo è un tema delicato, che riguarda  gli
  effetti  sull'articolo 2 - premetto che sono d'accordo che  bisogna
  salvare  Riscossione  Sicilia. Ma la domanda è:  siamo  sicuri  che
  l'istituto  dell'anticipazione finanziaria è lo strumento  migliore
  per  fare  questa  operazione? Perché dico  questo?  Perché  stiamo
  buttando 400.000 euro  Li stiamo buttando: 400.000 euro come  oneri
  degli interessi al tesoriere  Cioè noi stiamo prevedendo che dei 40
  milioni  che anticipiamo a Riscossione Sicilia, 400.000  euro  sono
  gli interessi che stiamo andando a coprire con il fondo globale per
  le nuove iniziative legislative. Siamo sicuri che è l'anticipazione
  la  strada  con la quale noi salviamo Riscossione Sicilia,  e  non,
  come    io    penso   potrebbe   essere   realizzata,    con    una
  ricapitalizzazione   di  Riscossione  Sicilia?   Ricapitalizzazione
  attraverso  la quale fare fronte alle passività della  gestione  di
  Riscossione  Sicilia  stessa.  Io mi  chiedo:  ma  perché  dobbiamo
  buttare  400.000  euro  di  interessi?  Solo  per  l'operazione  di
  un'anticipazione  che tra l'altro non sappiamo se sarà  restituita,
  diciamocelo con grande onestà  Ma certamente il dato è che  400.000
  euro  è  certo che li spenderemo. Forse avremo 40 milioni  di  euro
  indietro,  ma  i 400.000 euro li avremo buttati  Siamo  sicuri  che
  questa  è la strada che dobbiamo intraprendere? Ecco perché  io  ho
  posto le questioni all'inizio. Ripeto: le entrate: stiamo scrivendo
  in  bilancio 40 milioni di euro, quindi non capisco perché dobbiamo
  scrivere che faremo fronte con la terza trimestrale.
   La    questione   che   ho   posto   prima,   relativamente   alla
  manovra insomma,   pongo  dei  temi   Io  non   ho   fatto   nessun
  emendamento, sia chiaro eh  Perché questa è una norma così  tecnica
  dove non c'è il gioco dell'emendamento d'aula, ma vorrei suggerire:
  primo,  di  essere asciutti; più asciutti si è più è  credibile  la
  norma,  perché  altrimenti rischia di essere una  norma  manifesto'
  anche di complicata gestione dal punto di vista procedurale.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Per quanto riguarda la clausola
  di  salvaguardia è prevista dalla legge 196 del 2009 e lo fa  anche
  il  Governo per cui eravamo tenuti a farlo. Per quanto riguarda gli
  85  milioni ho già spiegato che è un atteggiamento prudenziale  nei
  confronti del Governo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1.8, al quale  sono
  annesse delle tabelle

   CRACOLICI. Signor Presidente, posso presentare dei sub-emendamenti
  al  testo del Governo? Vorrei sapere come devo affrontare  il  tema
  che ho posto. Ho chiesto al Governo di rispondermi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, per quanto riguarda il  problema
  che  lei aveva posto nel fascicolo giallo vi è l'emendamento  1.1.6
  che ripristina gli 85 milioni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, non  vorrei che  al  punto  in  cui
  siamo dobbiamo fare la gattina frettolosa che fa i gattini ciechi.
   Pongo nuovamente la domanda. Noi, con l'emendamento che scrive  il
  Governo, stiamo scrivendo in Entrata del bilancio della Regione  40
  milioni  di  euro provenienti da questa attività di  sopravvenienza
  attiva dell'IVA che pagheranno le aziende.
   Se  questa  entrata si determina perché la iscriviamo in bilancio,
  non  c'è  alcuna  ragione  per dire che i  40  milioni  che  stiamo
  anticipando a Riscossione Sicilia, qualora non entreranno,  ma  noi
  li  stiamo  iscrivendo,   state mettendo a  rischio  l'approvazione
  della  norma  perché qualora non entreranno questi  soldi,  ma  noi
  stiamo  iscrivendo che entreranno, utilizzeremo la rata dei comuni,
  la terza trimestrale.
   Delle  due  l'una. O stiamo iscrivendo una entrata  fasulla  o  lo
  stiamo  dicendo noi, o stiamo dicendo che c'è una entrata e  quella
  entrata  la erogheremo a favore di una anticipazione di Riscossione
  Sicilia.  Spero  di  essere  stato  chiaro  nel  porre  la    prima
  questione.
   Seconda questione: se noi concediamo questi 40 milioni di  euro  a
  'Riscossione Sicilia', essendo questa una società per azioni al  99
  per  cento  partecipata  dalla  Regione  è  sicuro  che  la  strada
  dell'anticipazione è una strada efficace nei termini che  oltre  ai
  40  milioni  noi  stiamo mettendo 400 mila euro del bilancio  della
  Regione  con  cui dovremo pagare l'onere finanziario al  tesoriere.
  Siamo sicuri di non fare un danno all'amministrazione perché stiamo
  regalando 400 mila euro alla gestione di tesoreria. Secondo me,  se
  fosse valutato che, visto che l'abbiamo fatto in altri momenti, noi
  Riscossione  Sicilia  l'abbiamo  ricapitalizzata,   attraverso   la
  ricapitalizzazione abbiamo fatto fronte agli oneri  della  gestione
  di Riscossione stessa.
   Poi la storia della prudenza - non prudenza.
   Prendo atto che in via prudenziale iscriviamo 40 milioni, ma se li
  iscriviamo  non possiamo avere dubbi sull'efficacia  delle  entrate
  perché siamo noi a mettere a rischio.
   Come  posso  affrontare questo tema, con un emendamento,  un  sub-
  emendamento, posso fare un sorteggio?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Mi spiego meglio. Il motivo per
  cui  noi mettiamo questa clausola di eventuale restituzione dipende
  dalla legge. Siamo tenuti a farlo perché è previsto dalla legge 190
  del 2009.
     Quindi il motivo è questo. Non è una questione discrezionale, ma
  essendo  le  maggiori  entrate legate ad un gettito  IVA  presunto,
  perché  è  un immissione dovuta alla maggiore immissione di  denaro
  nel  circuito,  la norma prevede questa clausola  che  noi  abbiamo
  scritto. Quindi è una clausola dovuta per legge. Non abbiamo nessun
  timore ma lo dovevamo fare. Questo sul primo aspetto.
    Secondo punto: riscossione Sicilia è una società che necessità di
  liquidità. Riscossione Sicilia ha bisogno di liquidità immediata. I
  due  aspetti sono svincolati, il maggior gettito IVA serve a pagare
  eventuali crediti che il Governo analizzerà e quindi ha un  aspetto
  di  carattere  economico. L'articolo 2, della  presente  norma,  fa
  fronte invece ad un altro aspetto che è di natura di liquidità. Voi
  sapete meglio di me che le aziende esistono se esiste la liquidità,
  senza  liquidità l'azienda non può esistere. Arriva un  momento  in
  cui il Governo deve far fronte a questi aspetti perché si tratta di
  società  di  capitali  che evidentemente devono  rispondere  ad  un
  Codice  civile e ad una norma, senza la quale non possono esistere,
  quindi è un atto di legittimo intervento che ha un costo, ma che  è
  doveroso,  perché  diversamente la società  si  troverebbe  in  una
  impossibilità  di  andare avanti, diciamo che  avrebbe  bisogno  di
  denaro. Ecco questi sono i due elementi di risposta.

   PRESIDENTE.   Grazie,   assessore.  Onorevole   Cracolici   volevo
  rassicurarla.  Lei  ha uno strumento per potere  esprimere  la  sua
  posizione  che è quello del voto. Quindi voterà alla fine  in  base
  alle sue valutazioni.

   CRACOLICI. Grazie del suggerimento, Presidente.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.1.8. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 1.1.6 a firma degli onorevoli Vinciullo
  e D'Asero.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, io non  solo  non  lo  ritiro,  ma
  intendo riaffermare la validità dell'emendamento. E lo voglio  fare
  in maniera dettagliata, anche perché non comprendo il motivo per il
  quale  stiamo già rinunciando a priori a quarantacinque milioni  di
  euro.
  L'articolo  3  del  decreto legge 325/2013  dà  la  possibilità  di
  contrarre un mutuo per 606.097 milioni. L'articolo 2, sempre  dello
  stesso  decreto legge, 340.873 milioni. L'articolo  2,  sempre  del
  medesimo  decreto  legge,  per 206.859 milioni.  La  somma,  che  è
  l'intera somma che stiamo andando a contrarre come mutuo, è pari  a
  953.229 milioni.
   Cosa abbiamo detto in tutti questi mesi, in tutti questi giorni in
  Commissione?  Che  si ritiene che almeno il 60% delle  società  che
  percepiranno  le somme da parte o delle ASP o dei  comuni  o  della
  Regione  hanno  sede  in  Sicilia. Di conseguenza,  di  questi  953
  milioni  di  euro almeno 571.937 milioni rimarranno in Sicilia.  Su
  questa  somma,  che  rimarrà in Sicilia, va  applicata  l'aliquota.
  Ebbene,  lo  Stato  ha  calcolato che l'aliquota  media  che  verrà
  utilizzata e che potrà essere utilizzata si aggira intorno al  15%.
  Pertanto, assessore, se oltre lo Stretto di Messina l'aliquota è il
  15%,  perché sotto lo Stretto di Messina noi dovremmo rinunciare  a
  priori a 45 milioni di euro?
    Allora, proprio per la necessità torno a ribadire di allineare la
  stima  che  ha fatto lo Stato alla Regione Sicilia e  le  chiedo  e
  chiedo  all'Assemblea tutta di usare gli stessi parametri che  sono
  stati  utilizzati a livello nazionale.  E vorrei,  se  è  il  caso,
  invitare  l'assessore a fermarsi per confrontarsi con il  Ministero
  con cui io ho parlato e che ritiene essere congrua la stima del 15%
  per  arrivare a una conclusione: quant'è il 15% di 571.937.400 mila
  euro, esattamente 85.790,610 mila euro.
   Bene   A livello prudenziale io ho tolto ulteriori 290 milioni  di
  euro  e alla fine la somma che viene fuori è 85 milioni e 500 mila.
  Di questi il Governo 40 milioni li ha già impegnati ed è passata la
  proposta  anche in Commissione Bilancio, ne rimangono ulteriori  45
  milioni di euro.
     In  un   momento  in cui sembra che il  Governo  nazionale  stia
  tagliando  ulteriormente le risorse destinate alla Sicilia,  in  un
  momento  in cui abbiamo difficoltà a pagare i forestali,  a  pagare
  gli  enti  che  operano effettivamente nel settore dei diversamente
  abili,  penso  ai  ciechi  ed ai sordi, io avevo  preparato  questo
  emendamento attraverso il quale questi 45 milioni e mezzo  di  euro
  vengono destinati al pagamento dei forestali, dal momento,  come  è
  noto  a  tutti, abbiamo gravissime difficoltà anche ad iniziare  la
  nuova  attività ed è chiaro che la nuova attività non  la  possiamo
  iniziare  a  luglio quando i boschi cominceranno a  bruciare  e  in
  subordine    di   destinare   una   parte   per   la   salvaguardia
  dell'equilibrio  di  bilancio  e  che  significa  che  li  possiamo
  utilizzare anche per altri fini. Però il fine principale di  questa
  ulteriore somma era 45 milioni di euro.
   Io, vede Assessore, io dico, con certezza, non solo che i conti da
  me   presentati  sono  corretti,  ma  quella  certezza  di  essermi
  confrontato a livello nazionale con il Ministero di riferimento che
  sembra  concordare con i dati da me forniti. Non capisco quindi  il
  motivo  per il quale  a priori dovremmo rinunciare a 45 milioni  di
  euro. Del resto, se prudenziale, e si fonda solo su ragionamento, è
  quello  di  40  milioni di euro, credo che anche è prudenziale  sia
  quella  di  85  milioni  e mezzo di euro dal momento  che  abbiamo,
  comunque,  sfornato una cifra di circa 300 mila euro  che  dovrebbe
  comunque compensare il minore introito da parte dell'IVA.
   Capisco  che questo ragionamento l'avrebbe dovuto fare i  deputati
  della  maggioranza  e non un deputato dell'opposizione,  ma  io  in
  questo momento sono il deputato della Sicilia e quindi mi sento  in
  dovere  di  segnalare al Governo, di segnalare  al  Governo  questa
  possibilità  di ulteriori introiti che potrebbero consentire  anche
  di  chiudere  facilmente il bilancio della Regione e di  destinare,
  fin  da  adesso, una parte importante di queste somme,  almeno  per
  fare  partire  coloro i quali dovendo compiere 150  giorni  se  non
  partono  immediatamente  non saranno nemmeno  nelle  condizioni  di
  potere  svolgere  il minimo garantito per legge, nonché la invitavo
  a  riflette  sul  fatto che da qui a qualche giorno partiranno  gli
  incendi  e  i boschi che abbiamo costruito e realizzato  con  tante
  risorse verranno sperperate per sempre. Grazie.

   GRECO  Giovanni.   Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  segreto.

       Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 1.1.6

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento, dagli onorevoli Assenza, Ferreri, Fontana, Formica, G.
  Greco, Ioppolo, Lombardo, Musumeci, Tancredi e Trizzino, indìco  la
  votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1.6.

   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Si  tratta di accantonamenti del fondo  globale.  Poi
  bisogna fare la legge per poterli utilizzare.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            62
   Votanti         .  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          25
   Contrari            34

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento del Governo 1.1.9. Il  parere
  della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, l'emendamento  1.1.7,  contenuto
  nel fascicolo giallo, è assorbito dall'emendamento appena votato.
   Si passa alla riscrittura dell'articolo. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole, a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione la riscrittura  dell'articolo  nel
  testo risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  aggiuntivo,  contenuto  nel  fascicolo
  bianco, sul tema della riscossione.
   Comunico   che   allo  stesso  sono  stati  presentati  due   sub-
  emendamenti di cui uno è inammissibile.
   Si  passa all'emendamento  A1.1, a firma dell'onorevole Falcone ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Contrario,   a
  maggioranza.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, scusate, ho commesso un errore. Le modalità  di
  votazione, onorevoli colleghi voi sapete meglio di me, vanno con  il
  parere  del Governo. Vi sto chiedendo di prendere atto di un  errore
  umano che ho commesso, può capitare ..

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, mi appello al nostro Regolamento,
  quando  si  verificano  irregolarità il Presidente,  apprezzate  le
  circostanze, può annullare la votazione e disporre che si ripeta.
   Siccome ho commesso io questa irregolarità, lo pongo nuovamente in
  votazione.

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario, a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  A.1,   cioè   la
  riscrittura così come modificato.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni. Signor Presidente, lei deve farci la cortesia, noi
  non  è  che stasera stiamo approvando qualcosa che fa sorridere,  è
  una  legge  rigorosa  E lo sa qual è l'aspetto che ci mortifica  di
  più?  Il  fatto  di  vedere  che due  deputati  danno  ordini  alla
  Commissione  e all'Assessore: parere favorevole, parere  contrario.
  Vuole, per cortesia, fare in modo che tutti i deputati si vadano  a
  sedere  al  loro posto e facciano il loro dovere come è giusto  che
  sia? E' possibile mai che abbiamo due vigili urbani?

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, la ringrazio per questo

   GRECO  Giovanni  Lei ha sbagliato proprio perché quel deputato  le
  dice  sì, no. Io non voglio fare il nome dei due deputati perché  è
  mortificante.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, io la ringrazio per avere ricordato a
  quest'Aula che forse ogni tanto sarebbe meglio stare tutti  seduti.
  Io  faccio  ammenda, ho commesso un errore, guardando le  carte  mi
  sono distratto, tutto qui.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento A1, così come  modificato  con
  tutte le tabelle annesse.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento A1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   Assenza,  Cancelleri,  Cappello,  Ciaccio,   Ciancio,
  Clemente,  Fazio,  Ferreri,  Foti,  G.  Greco,  Ioppolo,  La  Rocca,
  Mangiacavallo,  Musumeci, Palmeri, Siragusa,  Tancredi,  Trizzino  e
  Zito,  indìco  la  votazione per scrutinio nominale dell'emendamento
  A1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          33
   Contrari            22
   Astenuti            2

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cordaro  ha  dichiarato  che
  avrebbe  votato favorevolmente ma che, per un malfunzionamento  del
  sistema   elettronico  di  votazione,  il  mio  voto  non   risulta
  registrato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Comunico che sono stati presentati i seguenti  ordini
  del giorno:

   - n. 256 "Misure volte ad impedire in futuro ulteriori ritardi nel
  sistema  dei  pagamenti, nonché l'applicazione dell'art.  14  della
  l.r.  11/2010", dell'onorevole La Rocca e di tutti i  deputati  del
  Movimento Cinque Stelle;

   -  n.  257,  degli onorevoli Falcone, Savona, Federico,  Figuccia,
  Assenza e Pogliese.

   Si passa all'ordine del giorno n. 256. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato presentato
  - o sta per arrivare - un ordine del giorno riguardante le borse di
  studio  2011/2013 e i debiti pregressi alle Università. Dal  Gruppo
  mi  dicono  che è stato depositato, vorrei, pertanto,  chiedere  un
  minuto di verifica perché insieme all'onorevole Grasso, Clemente ed
  altri, avevamo chiesto di farlo inserire nel corpo della legge.  Ci
  avevano convinto le ragioni del Governo circa la difficoltà che una
  misura  di questo tipo, anche se per una cifra parziale, il  totale
  di  18  milioni  di euro, sarebbe stata in una prima  trance  di  8
  milioni  di euro, che questo avrebbe potuto creare dei problemi  in
  sede  di validazione della norma, e quindi abbiamo convenuto  -  il
  collega  Clemente  insieme  a noi, in  Commissione  bilancio  -  di
  presentare un ordine del giorno che sarebbe stato fatto proprio dal
  Governo  nella  prima occasione in cui si tornava  a  discutere  di
  legge finanziaria.

   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  conosciamo già il contenuto, e ne  abbiamo  discusso  in
  Commissione,   quindi,   sostanzialmente,  c'e   una   condivisione
  generalizzata  su  questa  proposta. Il Governo  ha  già  recepito,
  tant'è  che  nelle  variazioni  di  bilancio  intende  proporre  ed
  emendare in Commissione questa vostra richiesta. Consideriamola, al
  di  là  dell'atto formale, approvata a recepita, e  fra  l'altro  è
  registrata  la  dichiarazione  del  Governo,  così  come   la   sua
  posizione, onorevole Cordaro.

   CORDARO.  Signor Presidente, preso atto dell'impegno del  Governo,
  se lei lo ritiene possiamo andare avanti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è stato presentato dall'onorevole
  Falcone,  Savona, Figuccia, Assenza, ed altri l'ordine  del  giorno
  numero 257, che vi leggo brevemente.
    In  considerazione del proliferare di notizie riguardanti  bandi,
  concorsi,  selezioni  in  essere presso diversi  Assessorati  della
  Regione  Siciliana; considerato che le predette notizie  potrebbero
  viziare  il  sereno  andamento della  campagna  elettorale  per  le
  elezioni amministrative ed europee del prossimo 25 maggio; al  fine
  di  restituire  serenità al corpo elettorale;  impegna  il  Governo
  della  Regione  ad  impedire ad ogni ramo  dell'Amministrazione  la
  diffusione  di  notizie circa la selezione  di  personale,  e/o  la
  proposizione  di bandi, che prevedano ogni qualsivoglia  genere  di
  assunzioni,   fino   al   completo   svolgimento   delle   elezioni
  amministrative ed europee del 25 maggio .

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente. onorevoli colleghi, approfitto
  dell'occasione  circa  l'argomento  trattato,  e  mi   rivolgo   al
  Presidente  Crocetta. Con la Giunta nuova mi è corsa voce  che  c'è
  qualche  Assessore, che con dei bandi già scaduti,  ha  riaperto  i
  termini. Presidente, secondo me dovrebbe fare una circolare in  tal
  senso perché, una cosa del genere - qualora si dovesse verificare -
  non le fa certo onore.
   Se  è  vero  che  è  successo questo, , e  lei  da  le  istruzioni
  necessarie affinché questi bandi non vengano riaperti, noi facciamo
  tutti con serenità la campagna elettorale.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  onorevole  Greco,  la  ringrazio  per  avere  posto   la
  questione.  Io  considero  già metodologicamente  errata  qualsiasi
  riapertura  dei termini, in ogni caso, a meno che  non  ci  sia  un
  vizio  formale che porti all'annullamento del bando, che è un'altra
  cosa diversa. Questo lo prevede la legge, ma l'apertura dei termini
  è  un'attività pericolosa e persino sospetta, figurarsi in campagna
  elettorale.  Quindi,  le assicuro che per quello  che  mi  riguarda
  questo  non  accadrà, e se qualcuno dovesse aprire  a  ipotesi  del
  genere,  o  addirittura avere comportamenti di  questo  tipo  e  mi
  dovesse sfuggire, me lo faccia sapere che agiremo con la necessaria
  fermezza. Grazie.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il senso è  che
  la politica deve riappropriarsi di quella autorevolezza ed anche di
  quel  senso  di  responsabilità che, al di là  delle  parole,  deve
  essere dimostrato con i fatti, io ritengo che si debba escludere  -
  e  facciamo per questo un appello al Governo ed al Governatore, che
  sicuramente  risponderà in maniera adeguata - in  previsione  delle
  elezioni  europee,  ogni  attività tendente  a  creare  momenti  di
  strumentalizzazione. Devono essere evitati tentativi  spregiudicati
  di  approccio  al  consenso, di azioni  che  non  sono  sicuramente
  positive  per quello che deve essere il senso dell'azione politica,
  volta  ad  affrontare i problemi in maniera concreta e  rispondente
  alle reali necessità che questa Sicilia ha.
   Io  ritengo che debba esserci un'unanime consenso verso  un'azione
  che   deve   tenere  ferma  ogni  iniziativa  tendente  ad   essere
  strumentalizzata.

   PRESIDENTE. Gli onorevoli D'Asero e Grasso dichiarano  di  apporre
  la  firma  all'ordine  del giorno numero 257,  come  pure  tutti  i
  deputati presenti in Aula.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 257. Il parere  del
  Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, presidente Crocetta - che non è  in
  Aula - onorevoli colleghi, quello a cui stiamo assistendo oggi è il
  funerale  del futuro della Sicilia e dei siciliani; è il presidente
  Crocetta  che  dirige la banda musicale che suona l'accompagnamento
  funebre.
   Cosa  ci  dirà  oggi in questa passerella inutile e squallida  sul
  palcoscenico  di questo Parlamento? Come ingannerà  per  l'ennesima
  volta  l'opinione  pubblica,  facendole  credere  che  esista   una
  parvenza  di stabilità di questo Governo regionale, che   va  tutto
  bene
   Avrei cinque minuti, ma forse sono anche troppi, perché già troppe
  volte  ci  siamo alzati, in questa Aula, abbiamo chiesto la  stessa
  cosa, la stessa identica cosa. Staccare la spina ad un Governo  che
  si trascina stancamente da mesi senza concludere nulla, potete fare
  tutte  le  plastiche facciali che volete, nominare nuovi assessori,
  cambiare   il   posto   dei   dirigenti,  rimescolare,   shakerare,
  rimpastare,  ma  la sostanza non cambia, non cambia proprio  nulla.
  Dire  addio  ad  un  Governo  che, pur  di  non  tirare  le  cuoia,
  preferisce far morire di inedia una intera Regione.
   Cosa  ci racconterà oggi, il Presidente che non è in Aula? Ci dirà
  che  questo  mutuo  di un miliardo, che volete contrarre,  è  sulle
  spalle  dei  cittadini e delle imprese? Ce lo  racconterà  che  per
  pagare le rate di questo mutuo avete previsto il congelamento delle
  addizionali  Irpef  e  Irap al massimo consentito  per  i  prossimi
  trent'anni?  Ce  lo  racconterà che per  i  prossimi  trent'anni  i
  lavoratori dipendenti saranno vessati da questa misura che colpisce
  le  loro  buste  paga, i cedolini dei pensionati regionali?  Ce  lo
  racconterà  che  per  i  prossimi trent'anni le  imprese  siciliane
  pagheranno le tasse sul lavoro dipendente più alte d'Italia?
   E  anche  Confindustria  e  Confcommercio  hanno  bocciato  questa
  misura,  hanno detto che non saremo più credibili, non  saremo  più
  appetibili.  Chi verrà ad investire nella nostra Terra  per  creare
  lavoro se li accogliamo con questa folle misura? Cosa ci racconterà
  oggi  sull'inesistente maggioranza, con le forze che lo  sostengono
  che   stanno   contemporaneamente  sia  in   maggioranza   che   in
  opposizione?  Cosa  ci  racconterà  sul  cammino  che  riguarda  il
  rilancio della nostra Terra, sullo sviluppo economico per il  quale
  chiediamo  da  mesi  interventi seri e mirati  ma  nulla,  cosa  ci
  racconterà?  Sarà  l'ennesima passerella  per  snocciolare  la  sua
  agenda elettorale?
   Fermiamoci un attimo allora e riflettiamo.
   Chi  è  che è andato a Roma dai premier di turno a farsi  nominare
  gli  assessori  al  bilancio della nostra  Regione?  Il  presidente
  Crocetta   Chi afferma di volere ridurre i costi della  politica  e
  poi intasca lauti stipendi, rimborsi elettorali per le elezioni sia
  regionali  che  nazionali?  Voi  Chi è  che,  invece,  rispetto  al
  risultato  del  referendum non percepisce 42  milioni  di  euro  di
  rimborsi nazionali e il milione 170 mila euro di rimborsi regionali
  della  Sicilia? Noi  E chi è che ha messo da parte oltre un milione
  di euro per fare un fondo per le piccole e medie imprese siciliane,
  per  aiutarle in un momento di grave crisi come questa? Sempre  noi
  del Movimento  Chi blocca il fondo e non lo vuole fare partire   Il
  Governo
   Presidente,  ci  siamo stancati e glielo dico oggi,  nell'Aula  di
  questo  Parlamento, il fondo parte lo stesso anche  senza  di  voi,
  parte  anche  senza  il  Governo di questa Regione  e  questo  sarà
  l'ennesima schiaffo in pieno volto alla sua totale inefficienza  di
  risolvere i problemi reali dei cittadini.
   Voi  siete  la  vera antipolitica  Questo pseudo  Governo  è  vivo
  grazie  al sostegno di un'armata Bracalone reclutata qua e  là,  in
  giro  per  l'Aula  di  questo Parlamento, alla meno  peggio,  messa
  insieme  con  le  lusinghe  a  seconda  delle  necessità  e   delle
  convenienze.
   L' azionista  di maggioranza rimane sempre il Partito democratico,
  che  oggi sta un po' alla maggioranza e un po' all'opposizione,  un
  partito  davvero poliedrico, lo potremmo definire, insieme ai  soci
  dell'UDC  anche  loro  con  le idee un  po'  confuse  in  fatto  di
  maggioranza e di opposizione, ma soprattutto con un grande  apporto
  neanche  tanto  celato dei gruppi di centrodestra  che  oggi  hanno
  votato questo provvedimento, lo abbiamo visto il voto palese.
   E  poi  una  moltitudine di gruppetti politici, lì alla mercè  del
  Presidente,  sempre pronti a sostenerlo e nati  in  laboratorio  da
  alcune  menti occulte. Più che Gruppi parlamentari a questo  punto,
  permettetemi, sembrano dei caselli autostradali, ogni  tanto  passa
  una  comitiva  di  quattro deputati in arrivo dai partiti,  poi  ne
  riparte un altro in direzione diversa, e ne arriva infine una terza
  fresca  di giornata, figlia delle ultime fuoriuscite, tutto pur  di
  salvare  a  qualsiasi costo questo importantissimo sodalizio  dalla
  dubbia identità  E' un magnifico esempio di coerenza
   Mi creda, Presidente Crocetta, che non vedo ancora in Aula, se non
  fosse  così dolorosa la situazione che stiamo vivendo, io  proverei
  pena  per  lei. Sono passate poco più di 15 mesi dalla sua elezione
  ma  la  Sicilia  è nello stesso fosso in cui l'aveva trovata,  anzi
  forse stiamo ancora peggio.
   Mi  chiedo  se  l'assuefazione dei programmi Tv  che  sembra  aver
  narcotizzato una larga fetta del popolo italiano, non  sia  da  lei
  riproposta   in   questo   Parlamento  pur   di   distrarci   tutti
  trascinandoci in un grande reality show, in cui nulla  di  ciò  che
  appare corrisponde alla realtà.
   Aveva chiesto la fiducia, che chiaramente in questo Parlamento non
  esiste,  però  oggi  voglio fare così una provocazione,  ammettiamo
  che,  invece,  ci sia questo istituto anche all'interno  di  questo
  Parlamento. La parola  fiducia in italiano vuol dire  sentimento di
  attesa ottimistica verso qualcosa o qualcuno , fondato su  segni  o
  argomenti  certi  o molto probabili   sul  sentimento  di  attesa ,
  nulla  da eccepire. La nostra Regione è eternamente in attesa delle
  riforme strutturali promesse da questo Governo, non c'è dubbio.
   Quanto  all'ottimismo, lasciamo parlare i fatti concreti e non  le
  chiacchiere. Ovviamente, quindi sotto il profilo economico, i  dati
  oggettivi  del  lavoro  prodotto da questo Governo  non  solo  sono
  negativi, ma sono sconcertanti.
   La   contrazione  delle  spese  delle  famiglie,  disegnate  nello
  scenario  che emerge dalle rilevazioni dell'Osservatorio  Nazionale
  Federconsumatori  relativamente ai consumi  indicano  che  dopo  la
  caduta  del meno 4,7% negativo del 2012 e quella negativa del  meno
  3,4%  del 2013, nel 2014 si prospetta un'ulteriore frenata del meno
  1,1%.  Nell'ultimo triennio così la contrazione dei  consumi  delle
  famiglie toccherà quota meno 9,2%.
   Secondo  l'analisi  diffusa sull'economia siciliana  del  novembre
  2013  dalla  Banca d'Italia, la flessione dei livelli occupazionali
  ha   coinvolto   tutti  i  settori  produttivi;  è  proseguita   la
  contrazione per gli addetti all'edilizia, dell'industria (meno  8,7
  e  8,5%),  e  si  è accentuata quella degli occupati nel  terziario
  (meno 2,8 %).
   Come  nello scorso anno l'occupazione si è ridotta in modo marcato
  tra  i giovani fra i 15 e i 34 anni: ci sono meno 46.000 unità.  In
  conseguenza  di  tali  dinamiche, il tasso di  occupazione  per  la
  popolazione  tra i 15 e i 64 anni è sceso di 1,7 punti percentuali.
  Il tasso di disoccupazione è salito al 21,1%, 1,7 punti percentuali
  rispetto  al  primo semestre del 2012, ma non sono incoraggianti  i
  dati rispetto alle altre parti della Nazione; la media nazionale  è
  del 12,4 % e quella del Mezzogiorno è del 19,9 %. noi siamo oltre.
   Relativamente  ai  dati  concernenti al  prodotto  interno  lordo,
  secondo il rapporto dello SVIMEZ, a livello regionale la Sicilia  è
  l'ultima  dell'area  del  2012,  e  ha  segnato  la  flessione  più
  contenuta del Paese. Noi siamo a meno 4,3%, mentre i dati di  altre
  Regioni, come la Lombardia e il Lazio, segnano soltanto meno 1,7 %.
   Quindi  ci chiede ancora, a fronte di tutti questi dati,  fiducia?
  Fiducia  per questi 15 mesi di Governo? Fiducia, ancora, illimitata
  e  dovremmo  parlare  di  questa parola?  Completamente  disattesa.
  Allora  le  chiedo  semplicemente, invece,  come  Movimento  Cinque
  Stelle, come deputato di questo Parlamento, che il nostro Movimento
  le concede invece un minuto, e spero che se lo prenderà, e dovrebbe
  essere  un  minuto  di  vergogna per tutto  quello  che  non  siamo
  riusciti a fare e per tutto quello che non ha fatto

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la  norma
  che  questo Parlamento, dopo averla valutata e approvata nelle  sue
  articolazioni,  si  appresta a votare, sicuramente  ha  un  preciso
  iter.
   Noi  abbiamo  in  tante  occasioni detto  che  i  debiti  verso  i
  creditori devono essere pagati. Abbiamo sempre detto anche che  c'è
  bisogno di dare una reale possibilità di respiro a una realtà socio-
  economica  difficile e, soprattutto, alle aziende che soffrono.  Ma
  ancor  più  abbiamo  detto  che affinché ciò  possa  avvenire  deve
  esserci anche una attenzione sul percorso fin qui seguito.
   Abbiamo   fatto  presente  che  il  tasso  di  interesse  relativo
  all'accensione del mutuo, che veniva prima fissato  in  una  soglia
  del  4,48%,  come  soglia massima, era a nostro avviso  una  soglia
  eccessiva.  Ed  allora, aver recepito questa  indicazione,  che  ha
  portato sostanzialmente la soglia massima al 2,5% - atteso  che  il
  tasso   di   riferimento  è  quello  legato  alla  giornata   della
  negoziazione  e, quindi, probabilmente sarà inferiore,  il  2,10  -
  2,14%  - questo è un primo elemento positivo. E non è cosa di  poco
  conto,  perché  dall'analisi concreta dei numeri noi abbiamo  visto
  che su questo ragionamento c'è una reale riduzione degli interessi,
  che  possono  sicuramente passare da 45.588.000 euro  a  27.170.000
  euro. Quindi questo è per noi un dato significativo.
   C'è  però  un secondo elemento: la soglia o l'addizionale  IRAP  e
  IRPEF  che, sostanzialmente, chiedevamo venisse ridotta a decorrere
  dal  2015.  E  questo  in  Commissione  era  stato  anche  valutato
  positivamente. Però abbiamo sempre detto, come Nuovo  Centrodestra,
  che  su questa operazione c'era bisogno pure di definire un momento
  specifico su riduzione di costi e modo di liberare risorse,  perché
  poi è il momento che determina anche la certezza dal punto di vista
  finanziario, quindi dal punto di vista dei numeri. E su questo -  a
  mio  avviso  -  c'è  stata probabilmente una  leggerezza.  Se  ora,
  sostanzialmente,  differiamo  il termine,  e  anziché  al  2015  lo
  portiamo  al  2017, tutto cambia, perché non era  questo  il  senso
  della nostra richiesta.
   Però  il  problema della riduzione dei costi per liberare risorse,
  voleva creare una condizione che consentisse, invece, il dato certo
  sul   risparmio,  e  quindi  sulla  parte  che  poteva   essere   a
  compensazione della riduzione delle aliquote IRPEF ed IRAP.
   E  poi un terzo elemento su cui noi abbiamo sempre dibattuto  -  e
  per  questo  il disegno di legge numero 500 va avanti  e  indietro,
  caro  assessore, da circa sei mesi - perché, nella sostanza, alcuni
  elementi  di  incongruenza,  che oggi, in  parte,  vengono  risolti
  positivamente,  hanno  determinato forti perplessità  da  parte  di
  tutti. Ma non solo per un problema di maggioranza e opposizione, ma
  per  un  problema reale di costo, e quindi di peso, che i cittadini
  siciliani  devono subire, atteso che ci vincoliamo per  un  periodo
  consistente di anni attraverso l'accensione del mutuo.
   Allora il problema aperto, che oggi ancora la Sicilia ha, e per il
  quale in sei mesi sicuramente - caro Governatore e caro Assessore -
  si  poteva  fare  un passo avanti, è quello del  negoziato  con  lo
  Stato,  per  definire gli accordi che consentano la possibilità  di
  recuperare quelle risorse finanziarie che rappresentano un  credito
  per  la  Regione siciliana. E su questo, assessore per  l'economia,
  andrebbe aperto un ragionamento che ci riserviamo di fare in  altro
  momento, che riguarda la mozione ancora aperta sull'articolo 37,  a
  cui  il  suo  predecessore si era impegnato  a  rispondere,  quindi
  investiremo  lei, assessore, di questa possibilità di risposta,  ma
  anche  una opportunità perché riprenda un ragionamento con lo Stato
  su questi aspetti.
   E  poi  noi  abbiamo i contenziosi che sono ancora aperti  con  lo
  Stato  per  le  regolazioni contabili, abbiamo il  problema  legato
  all'andamento  delle entrate 2014, e quindi una  serie  di  fattori
  centrali.  Questi fattori avrebbe dovuto determinare un momento  di
  regolarizzazione, quindi di rinegoziazione delle risorse che  anche
  lo Stato deve dare alla Sicilia, e che in questa occasione potevano
  essere  utilizzate per alleggerire il peso di questo mutuo. Questi,
  a  mio  avviso, sono degli elementi che ci consentono di  fare  una
  valutazione sulla quale esprimiamo una riserva, quindi il  contesto
  della   legge  l'abbiamo  favorito  -  e  la  nostra  presenza   in
  Commissione bilancio è stata in senso positivo portata avanti -  ma
  chiaramente  non possiamo non evidenziare questi aspetti  e  queste
  discrasie  che,  probabilmente, non hanno reso la norma  al  meglio
  così  come doveva essere e quindi, pertanto, il Nuovo Centro Destra
  si asterrà dal voto su questa norma.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   voto
  favorevolmente  questa  norma, e voto  favorevolmente  sapendo  che
  questa norma arriva oggi dopo un iter complesso e travagliato.
   Vorrei  ricordare che nel mese di luglio il testo che era  entrato
  in quest'Aula, approvato dalla Giunta di Governo, per la verità non
  in  quest'Aula, il testo che era entrato in Commissione, depositato
  dalla   Giunta   di   Governo,  prevedeva   una   copertura   della
  autorizzazione  al  mutuo  attraverso una  ulteriore  maggiorazione
  delle aliquote addizionali che scaturivano da un provvedimento  del
  Governo nazionale.
   La  politica - e consentitemi di dire il Partito Democratico - ha,
  con  forza,  prima  impedito che questo  testo  andasse  avanti  in
  Commissione,  consideravamo quella una provocazione, nella  Regione
  col  più  alto  tasso di tasse, Irpef, Irap, in capo  alle  persone
  fisiche  e  alle imprese, una ulteriore addizionale costituiva  una
  beffa in nome di un pagamento di quanto dovuto alle imprese per  le
  difficoltà di liquidità che ha il sistema Regione.
   Io  voglio  però  ribadire un punto, che noi stiamo  ballando  sul
  Titanic, nel senso che nelle stesse ore in cui noi faremo il  mutuo
  per  consentire  di dare liquidità al nostro sistema  -  perché  in
  questo  ha  ragione l'onorevole La Rocca, questo  provvedimento  ha
  innanzitutto  una necessaria efficacia di liquidità  -  il  Governo
  nazionale  in  questi anni, con atto unilaterale ci  sottrae  dalle
  entrate  che  la  Regione, riscuotendo dai contribuenti  siciliani,
  oltre  un  miliardo  di euro. Quindi, da un lato  si  trattiene  un
  miliardo di euro dalle nostre entrate, dall'altro lato ci autorizza
  ad  un  mutuo  che pagheremo noi di un miliardo di euro  circa  per
  pagare   i  debiti  della  pubblica  amministrazione.  Siamo   alla
  schizofrenia della contabilità pubblica
   In  ogni  caso  non  possono pagare le imprese, e  certamente  non
  potevano  pagare  i  cittadini con l'aumento delle  tasse.  Abbiamo
  determinato  una  modifica del provvedimento legislativo,  oggi  la
  copertura è data dalla quota parte che nelle attuali situazioni  di
  maggiorazioni  previste  dalle  addizionali  consentirà   di   dare
  copertura ai circa 40 - 50 milioni di euro, che è la rata di  mutuo
  che  sarà  pagata  nei  prossimi anni. E' evidente,  tuttavia,  che
  l'auspicio di tutti è che quella odiosa addizionale, figlia di  una
   stagione  nefasta ,  che  è quella che è  costata  assai  cara  ai
  siciliani,  cioè  il  disavanzo del sistema  sanitario,  che  hanno
  pagato i siciliani con l'addizionale IRAP e IRPEF, venga cancellata
  alla fine della scadenza del 2010.
   Questo è un auspicio sul quale credo tutti dovremmo lavorare, però
  io  voto  a  favore,  malgrado - lo ripeto - in questo  testo,  per
  ragioni  di  una politica che quando si sente un po' in  agitazione
  pensa  di fare legge di letteratura, più che leggi di provvedimenti
  giuridici, perché scrivere oggi che nel 2017 ridurremo le  tasse  è
  come  scrivere che fra sei mesi pioverà, cioè nessuno può  fare  in
  una legge previsioni del tempo. E' chiaro, quindi, che queste norme
  rispondono  più ad una logica della  politica-politichetta   e  non
  del provvedimento legislativo.
   In  ogni  caso, voto a favore, proprio consapevole del fatto  che,
  oggi,  comunque, questo provvedimento da ossigeno  alle  imprese  e
  alla nostra economia, con un costo alto per la Regione, ma il costo
  alto  della  Regione deve essere risolto, in parte,  con  un  nuovo
  rapporto  autorevole  con lo Stato. Non è più consentito,  infatti,
  trattare  la  Sicilia e l'autonomia siciliana come un  impaccio  di
  questo  Paese  e non del rispetto dei vincoli che lo Statuto  e  la
  Costituzione  obbliga qualunque legislatore, compreso anche  quello
  nazionale.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  chiaramente, si giunge a questo provvedimento, sicuramente, dopo un
  iter molto travagliato.
   L'assessore  Agnello era un mero commercialista ma si  interessava
  di  economia  e  finanza  pubblica e vedeva  dall'esterno  come  il
  travaglio  di questo Parlamento e dei partiti in questo  Parlamento
  attenzionava un iter abbastanza complesso.
   Ha  detto  bene  l'onorevole Cracolici. Il Governo aveva  proposto
  all'inizio  un  provvedimento che sarebbe gravato  interamente  sui
  cittadini   siciliani   con  una  maggiorazione   ulteriore   delle
  addizionali IRPEF a carico dei siciliani.
   Ci siamo opposti a questo provvedimento già nel luglio scorso e ci
  siamo  posti  non in maniera pregiudizievole ma abbiamo  detto:   è
  giusto, siamo attenti al pagamento di chi ha una spettanza, di  chi
  vanta  un  credito  nei confronti delle aziende ospedaliere,  delle
  aziende  sanitarie,  della  pubblica  amministrazione  regionale  e
  locale,  ma  attenzione,  che  questo sacrificio  non  insista  sui
  siciliani .
   In  un  rapporto,  devo dire quasi di forza,  che  c'è  stato  tra
  maggioranza  e  opposizione, alla fine, questo provvedimento  si  è
  impantanato,  per cui un attimino tutti, tutte le  parti  politiche
  hanno  chiesto al Parlamento nazionale di potere intervenire  e  di
  potere  legiferare consentendo che si potesse pagare il  mutuo  per
  debiti  della sanità, e non solo, utilizzando i risparmi del  Piano
  di rientro. E così è stato.
   Ad  ottobre  scorso, è stata varata una legge, la numero  120  del
  2013,  con  la  quale è stato consentito, al comma 2,  articolo  80
  della   stessa  norma,  che  la  Regione  potesse  pagare,  potesse
  intervenire pagando i debiti anche utilizzando parte dell'aliquota,
  il cosiddetto  extragettito  delle addizionali.
   Ebbene,  anche qui, a questo punto, un tira e molla c'è stato.  Un
  tira e molla soprattutto non tanto da parte dell'opposizione che ha
  chiesto  determinate  cose che ora diremo,  quando  per  i  dissidi
  all'interno  di  una maggioranza litigiosa che metteva  sull'altare
  dei crediti adempiente e il rimpasto di Governo e il rimpasto nelle
  direzioni  generali delle stesse aziende sanitarie  e  ospedaliere.
  Era  un  gioco di potere, era un gioco di ripartizione,  dall'altro
  lato  un'opposizione  che  ha tenuto la  bara  dritta  e  ha  detto
   Governo, noi siamo pronti a darti il disco verde a due condizioni:
  la  prima  condizione prevede che dobbiamo abbattere  il  tasso  di
  interesse che non può essere al 4,7 o addirittura al 5%.  Il  tasso
  di   interesse  così  come  era  stato  utilizzato  dal   Ministero
  dell'Economia ma anche dalla Cassa depositi e prestiti per prestiti
  analoghi  nei confronti degli enti locali, si aggirava  intorno  al
  2,8% e il 3,5%, con punte del 3,7%. Bene, a febbraio, quando questo
  provvedimento  è  arrivato  in  Aula e il  suo  predecessore,  caro
  assessore  Agnello,  ci disse  che non poteva essere  toccato  quel
  tasso,   personalmente,  da  questo  pulpito,  ho  dimostrato   una
  circolare  del  Ministero dell'Economia che  fissava  il  tasso  al
  2,14%,  per  cui  abbiamo avuto, oggi, diciamo così,  approvato  un
  tasso  che  ci pone in una posizione di salvaguardia, di  garanzia,
  perché  quando andremo a contrarre il mutuo e, quindi, a  contrarre
  questo  rapporto  negoziale  con il Ministero,   potremo  avere  un
  ulteriore risparmio.
   Abbiamo  fatto  risparmiare  alle casse  della  Regione  oltre  13
  milioni di euro annui. Queste cose le dobbiamo dire. Ha fatto  bene
  il Presidente D'Asero  a ribadirle.
   Così come, altra cosa, ho ascoltato l'onorevole Cracolici, ma  noi
  non abbiamo fatto alcunché se non prevedere con una norma meramente
  programmatoria che dai risparmi, dal minore fabbisogno del Piano di
  rientro  che fra giugno e luglio sarà verificato dal tavolo tecnico
  ministeriale,  per tale importo, dovremo abbassare  le  addizionali
  IRPEF e IRAP. E  qual è questo stravolgimento della finanza locale?
   Nessuna cosa. E' chiaro che se non ci sarà alcun tipo di riduzione
  non  abbasseremo le aliquote; se ci sarà una riduzione, quel minore
  fabbisogno  per  un tale importo, andrà a ridurre  le  aliquote  ai
  cittadini  siciliani e anche alle aziende siciliane. E' giusto  che
  se  da  un  lato  dobbiamo  riconoscere il  pagamento  dei  debiti,
  dall'altro lato dobbiamo anche salvaguardare tutto il sacrificio.
   Forza  Italia, però, rimane sicuramente perplessa rispetto  ad  un
  provvedimento  che  non  risolve  i  problemi  della  Sicilia,   ma
  soprattutto rispetto a un provvedimento che non risolve i  problemi
  strutturali di questa nostra Regione Sicilia.
   Ha  ragione  chi  dice dovremmo rinegoziare in parte  il  bilancio
  nazionale. Farebbe bene il Presidente Crocetta ad andare da Renzi e
  a  chiedere  con forza la rinegoziazione del concorso alla  finanza
  pubblica  nazionale perché è assurdo pensare  che  da  un  lato  la
  Regione  siciliana  versa allo Stato le imposte di  produzione,  mi
  riferisco  alle  famose  raffinerie, oltre  40  miliardi  annui,  e
  dall'altro lato - cosa fa la Regione siciliana? - versa in concorso
  alla  finanza  pubblica un altro miliardo e 53 milioni.  Con  quale
  norma, da 120, vorrei ricordare a questo Parlamento, che proprio il
  Partito  Democratico  ha  imposto, onorevole  Cracolici,  a  questa
  Regione  Sicilia il pagamento di altri 146 milioni di euro da  dare
  allo Stato.
   Quale grande risultato, quindi, quello del Partito Democratico  se
  non  imporre alla Sicilia un ulteriore balzello di 146  milioni  di
  euro per il 2014.
   Concludo,   quindi,  dicendo  che  grazie  a   Forza   Italia   ed
  all'opposizione  intera,  l'altra  sera,  abbiamo  potuto   varare,
  abbiamo  potuto  licenziare  questo provvedimento  in  Commissione;
  diversamente,  a  causa dei dissidi del Partito  Democratico,  quel
  provvedimento  non usciva dalla Commissione. Lo dobbiamo  dire  ma,
  assessore  Agnello - e questa è una linea di credito  che  vogliamo
  aprire  a  lei,  attenzione - poiché Forza Italia  ritiene  che  il
  momento  è  particolarmente difficile, pur non condividendo  questo
  provvedimento - e, per questa ragione, ci asterremo dal voto finale
  -  abbiamo  consentito che quel provvedimento arrivasse,  oggi,  in
  Aula, sebbene ci fossero i mugugni del Partito Democratico.
   Riteniamo, quindi - ed è una linea di credito che stiamo aprendo -
  di  astenerci al contempo e vogliamo vedere - e lo diciamo a questo
  Governo  -  richiamando questo Governo alle proprie responsabilità,
  vogliamo  capire  e comprendere quali saranno i risultati  positivi
  che questo Governo riuscirà a fare nei confronti di questa Sicilia.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono diversi iscritti a parlare
  per  cui  vi  prego  di contenere il vostro intervento  nei  cinque
  minuti, se è possibile.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, se  il
  provvedimento non fosse così grave, credo che a quello e per quello
  a  cui  stiamo  assistendo, dovremmo farci una grande  risata.  Una
  maggioranza  che  fa  l'opposizione;  l'opposizione   che   fa   la
  maggioranza.   Abbiamo  questo  nuovo  matrimonio  fra   il   Nuovo
  Centrodestra, Forza Italia ed il Governo.
   Il  Presidente  della  Regione, onorevole Crocetta,  insomma,  era
  preoccupato  inizialmente  della  possibilità  di  non  avere   una
  maggioranza  ma,  accanto  ai partiti di Governo,  adesso,  abbiamo
  l'opposizione, visto che l'onorevole Falcone ha sempre accusato noi
  del Movimento Cinque Stelle di essere sostanzialmente una stampella
  di   questo  Governo;  l'onorevole  Grasso  non  manca  mai,  nelle
  occasioni  pubbliche, di accusare di consociativismo  il  Movimento
  Cinque Stelle.
   E,  in  effetti,  non  è  così. A parte dai tabulati  della  Lista
  Musumeci,  infatti,  il resto dell'opposizione mi  pare  abbastanza
  allineato  ed in sintonia sul resto, come ha affermato  l'onorevole
  Falcone, proprio in Commissione Bilancio, questo novello matrimonio
  è stato sancito appena una settimana fa.
   Allora,  questo  provvedimento, a me  ricorda  esattamente  quegli
  amici   che,   avendo  uno  stipendio,  inseguendo  la  tecnologia,
  cominciano  ad  avvalersi delle finanziarie. Dopodiché,  poiché  la
  famiglia non è in grado di sostenere il pagamento di queste piccole
  rate -  che cosa fanno? - si rivolgono ad un'altra finanziaria  per
  estinguere i micro debiti.
   Solo che qua giochiamo con la pelle, da un lato, delle famiglie e,
  dall'altro,  delle  imprese  perché alle  imprese  restituiamo  dei
  soldi, però, chiediamo altri soldi per estinguere questo debito  e,
  sempre  per  i  soldi  che  dobbiamo alle imprese,  chiediamo  alle
  famiglie  altri  soldi  per pagare i debiti che  le  imprese  hanno
  contratto.
   Siamo stati a Roma a discutere dello Statuto speciale. Anch'io ero
  presente   in  delegazione.  Beh,  questo  debito  rappresenta   la
  mortificazione  dello Statuto speciale, quindi, abbiamo  fatto  una
  passerella. Siamo andati lì, abbiamo fatto un bell'intervento; l'ho
  fatto pure io. Alla fine, questo Governo rinuncia a contrattare con
  lo  Stato;  accetta  acriticamente questo  miliardo  di  euro;  non
  accerta le responsabilità delle pubbliche amministrazioni che hanno
  contratto questi debiti.
   Tutto,  quindi,  va bene; l'importane è che la  Regione  abbia  un
  minimo  di  liquidità;  l'importante è che gli  amici  degli  amici
  abbiano questi soldi che chiedono e pretendono; l'importante è  che
  tutti  siano  accontentati. Poi, alla fine, ovviamente,  faremo  la
  campagna  elettorale  per  le  Europee,  andremo  a  dire  in  giro
  praticamente che le imprese sono state pagate  che abbiamo  salvato
  la Sicilia ma nulla ovviamente è cambiato e sarà cambiato.
   Riteniamo  assolutamente ingiusta l'esclusione dei  subemendamenti
  dei  colleghi  del Movimento Cinque Stelle e del Gruppo  del  quale
  faccio  parte,  ingiusto che siano stati dichiarati  inammissibili,
  che siano stati totalmente esclusi.
   Il  caso più eclatante è quello che citava l'onorevole Cancelleri.
  E'  assurdo  che  una norma dello Stato italiano  che  prevede  una
  compensazione  fra debiti e crediti di cittadini ed  imprese  e  la
  pubblica  amministrazione  o,  oggi,  Riscossione  Sicilia,   venga
  dichiarata inammissibile se applicata in Sicilia.
   Questa  norma, quindi, può essere applicata nel resto dell'Italia,
  mentre in Sicilia non trova applicazione tranne per i debiti che le
  imprese  hanno  nei confronti delle Regioni  a seguito  e  solo  di
  questo mutuo.
   La  verità,  signor  Presidente,  è  una  sola,  cioè  che  questo
  Parlamento  ci  consegna  una situazione  che  è  uguale  anche  al
  Parlamento di Roma. C'è un blocco della politica siciliana e romana
  che  riguarda  tutte  le  forze  politiche  di  maggioranza   e  di
  opposizione e sono tutti uniti per un unico motivo: sconfiggere  il
  consenso elettorale del Movimento Cinque Stelle.
   Ecco  perché  vanno tutti d'amore e d'accordo; ecco perché  questo
  Governo  non è destinato a cadere nel breve termine. Il loro  scopo
  non  è  quello di salvare la Sicilia ma è quello di sconfiggere  il
  Movimento.
   Allora,  dico  ai  siciliani di non fidarsi  né  di  questa  finta
  opposizione,  né  di questa travagliata e lacerata maggioranza.  E,
  come  dice il nostro mentore Beppe Grillo:  In alto i cuori, perché
  vinciamo noi .

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  onorevoli
  colleghi,  oggi, si sta approvando il muto e non chiamiamolo  mutuo
  ma un'anticipazione di liquidità.
   Voglio  fare  una  riflessione - non  voglio  farmi  tirare  dalle
  polemiche  del collega Cappello, sono coerente con me  stessa  -  e
  vorrei  ricordare agli amici del Movimento Cinque Stelle che  hanno
  votato due finanziarie, che hanno consentito a questa maggioranza e
  a  questo  Governo  di  fare  approvare  una  legge  che  è  quella
  dell'abolizione delle province che la dice tutta e  ancora  dovremo
  assistere ad un ulteriore sfascio che è quello dei territori.
   Per   quanto   riguarda,  invece,  il  mutuo,   è   vero:   questa
  anticipazione  di  liquidità  era arrivata  all'ARS   proposta  dal
  Governo in maniera più forte, in maniera ancora peggiore rispetto a
  questa  e, grazie agli emendamenti presentati dal Gruppo  di  Forza
  Italia, che hanno ridotto gli interessi dal 4,70 al 2,70 e anche  a
  questa  promessa, che poi è solo una promessa, di abbassare  l'IRAP
  nel 2015, sicuramente oggi è più lieve.
   Però,  questo  Governo deve porsi delle domande nei confronti  dei
  siciliani, non nei confronti di questo Parlamento.
   Oggi,  questo  mutuo  non  sarebbe dovuto arrivare  in  quest'Aula
  perché  il  Governo  avrebbe dovuto programmare,  riprogrammare  le
  entrate,  perché il Governo avrebbe dovuto andare a Roma e trattare
  con lo Stato e rivendicare l'applicazione degli articoli 36 e 37.
   Questo  è  quello  che il Governo avrebbe dovuto fare  e,  invece,
  ancora una volta, dobbiamo ricorrere ad anticipi e dobbiamo cercare
  liquidità per pagare le imprese.
   Non  è questo il metodo. La Sicilia da sola non ce la può fare più
  e  allora  se  questo   e  anche qui,  oggi,  ma  pagheremo  perché
  taglieremo  gli  sprechi,  non  c'è un  elenco  perché  ancora  non
  sappiamo quali sprechi dobbiamo tagliare, perché se gli enti locali
  devono  tagliare  gli sprechi forse i servizi sono diventati  degli
  sprechi, perché non c'è più nulla da tagliare.
   E la mia preoccupazione, oggi, è ancora maggiore perché il Governo
  centrale ha stabilito, ahimè, ancora con questa politica demagogica
  di  questo  Centrosinistra e di questo Renzi, che si è  seduto  lì,
  senza  che  nessuno  lo votasse e che, ogni giorno,  se  ne  va  in
  televisione a vendere, come se vendesse non so quali prodotti  e  a
  dire  che in Sicilia che in Italia arriveranno 80 euro nelle  buste
  paghe ma senza dire dov'è la copertura.
   Ebbene,  70  milioni  di  euro  la Sicilia,  le  Regioni  dove  li
  troveranno? Perché fra un anno ce li chiederanno. Allora, mi chiedo
  se  dobbiamo tagliare gli sprechi per pagare il mutuo, fra un  anno
  che  cosa dobbiamo tagliare  per restituire 70 milioni di euro allo
  Stato che prima o poi ce li chiederà?
   Oggi, avrei voluto sentire il Presidente della Regione, il Governo
  e  l'assessore  per l'economia dire  noi abbiamo aperto  un  tavolo
  permanente  a  Roma per rivendicare quel miliardo  di  euro  e  per
  rivendicare  quelle  entrate che sono  nostre   e,  invece,  ahimé,
  dobbiamo andare a Roma - i Presidenti dei Gruppi parlamentari - per
  difendere  l'autonomia e per rivendicare lo  Statuto,  60  anni  di
  storia  della  Sicilia, perchè c'è qualcuno a  Roma  che  pensa  di
  centralizzare tutto.
   Allora,  questa è la riflessione e questa è la mia preoccupazione.
  La  preoccupazione  di consegnare la Sicilia ai nostri  figli,  non
  quella  Sicilia che tutti pensiamo e che tutti pensavamo e  che  io
  stessa  pensavo, quando mi sono candidata alle elezioni  regionali,
  perché  da  questo  scranno avrei potuto dare un contributo;  oggi,
  invece, no.
   E'  solo  un'amara  delusione ma questo Governo deve  mettersi  in
  testa  che deve portare prima della finanziaria bis l'elenco  delle
  cose  che  deve fare e degli sprechi, quali sprechi deve  tagliare,
  non  in  maniera  generica,  ma  un  elenco  preciso  di  enti,  di
  consulenti,  dico,  senza poi andare a ledere i diritti  acquisiti,
  perché se si continua così, si andranno a tagliare gli stipendi dei
  dipendenti regionali che hanno vinto un concorso; non credo ci  sia
  altro da tagliare, tranne il sottobosco della politica o il rinnovo
  di incarichi milionari che ancora si continuano a dare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  intanto,  una nota al Movimento Cinque Stelle: Presidente Cappello,
  onestamente,  da lei non me lo sarei aspettato questo atteggiamento
  di  grande  strumentalizzazione.  Voi  che  avete  votato  tutti  i
  provvedimenti  del Governo, ma non ce la menate con questa  storia.
  Siete stati la vera stampella di questo Governo dalla prima ora  e,
  adesso, ci venite a fare accuse di consociativismo? Ma è chiaro che
  voi  questa  operazione,  stasera, la fate  per  attirare  i  media
  attorno  alla vostra piccola azione, vilente azione, non  fatta  di
  provvedimenti seri.
   Stasera,  ci  venite  a  raccontare storie che  coinvolgono  Forza
  Italia,  quel partito che, insieme a tanti partiti seri  di  questa
  opposizione,   ha  avuto  dei  toni  chiari  rispetto   ad   alcuni
  provvedimenti   dove  voi stessi, invece, siete  stati  lì  con  un
  atteggiamento di chi voleva a tutti i costi cercare il consenso. Il
  consenso  becero  che, adesso, in occasione delle  Europee,  tirate
  così fuori, a distanza di trenta giorni dal voto.
   Onorevole  Cappello, quindi, mi dispiace ma davvero questa  caduta
  di  stile  da  parte  sua come Presidente del Gruppo  che  dice  di
  rappresentare non ce l'aspettavamo.
   E'  vero: noi, rispetto a questo provvedimento, abbiamo deciso  di
  avere  un tono probabilmente moderato, abbiamo deciso di avere  dei
  toni  pacati,  ma questo è il frutto di un gesto di  responsabilità
  nei confronti di tutte quelle persone che, chiaramente, aspettavano
  quest'azione da parte dell'Aula.
   E'un provvedimento che va chiaramente incontro alle esigenze delle
  imprese   che  hanno  dei  crediti  nei  confronti  della   Regione
  siciliana;  è  un  provvedimento che,  grazie  alla  nostra  azione
  costruttiva  e  non,  certamente,  grazie  a  questo  atteggiamento
  strumentale  del  Movimento Cinque Stelle, a  tutti  i  costi  alla
  ricerca del consenso, è un provvedimento che, grazie a noi, a Forza
  Italia e alle opposizioni responsabili, trova finalmente luce.
   Trova  finalmente luce - e le aziende lo aspettavano -  grazie  ad
  un'azione che consente di ridurre il tasso portandolo dal  4,48  al
  2,50.  Certamente,  rimangono una serie di  richieste  che  avevamo
  fatto  e  che non hanno avuto risposta; grazie alla nostra  azione,
  grazie ai nostri provvedimenti - lo ha detto prima il collega -  si
  sono  risparmiati  qualcosa come 12  milioni di euro  e  certamente
  questo è quello che portiamo a casa in favore delle aziende.
   Certo,  diciamo  che  era  un  provvedimento  migliorabile;  certo
  diciamo  che  assolutamente qualcosa di più  ci  saremmo  aspettati
  rispetto  alle  piccole e medie imprese, tutte quelle  aziende  che
  hanno sede in Sicilia e che, purtroppo, non trovano alcun consenso,
  non  trovano  alcun rientro da questo genere di provvedimento  che,
  peraltro,  arriva in una fase in cui i tagli del Governo  nazionale
  portano alla sanità qualcosa come 300 milioni di euro in meno.
   E,   allora,   di   fronte  ad  un  Governo   nazionale   che   ha
  l'atteggiamento di chi vuole dare senza avere la certezza di  avere
  in  tasca quello che vuole donare, come nel caso degli 80 euro  che
  vengono promessi, che, peraltro, vengono promessi a favore di  quei
  soggetti  che hanno uno stipendio di 1.500 euro, a tutti gli  altri
  cittadini  che a quello stipendio non arrivano, cosa  offre  questo
  Governo?
   Nulla ma offre 80 euro, senza che ci sia la copertura finanziaria.
  Lo  stesso  atteggiamento che, invece sì, questa volta,  contro  il
  Governo,  questo stesso Governo regionale, spesso, si è  trovato  a
  porre  in  essere;  lo  stesso  atteggiamento  che  questo  Governo
  regionale   ha,   in  maniera  assolutamente  irresponsabile,   nei
  confronti,  ad  esempio, dei comuni, rispetto ai quali  ci  saremmo
  aspettati  almeno  la prima tranche di pagamento  che  generalmente
  arriva a marzo e che questa volta ancora non arriva ai comuni.
   Per  questo sì, invece, siamo preoccupati e per questo si, insieme
  a  tutti gli altri aspetti che riguardano questo disegno di  legge,
  noi,  e  lo  dico ancora al Movimento Cinque Stelle,  decidiamo  di
  avere un atteggiamento responsabile. Certo, non ce la sentiamo, no,
  perché  consociativi noi non lo siamo mai stati, di  votare  questo
  provvedimento.
   Questo  è un provvedimento le cui responsabilità,  per la  mancata
  opportunità  di  migliorarlo come era possibile  fare,  sono  tutti
  ascrivibili  a  questo  Governo regionale, per  cui  ci  limitiamo,
  signor Presidente, la ringrazio, ad astenerci.
   Assessore,  questo  è  un atto, come dire,  di  fiducia;  un  atto
  responsabile  rispetto  al  nuovo  insediamento  del  Governo   ma,
  ovviamente, più di questo non chiedeteci perché più di  questo  non
  possiamo fare.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  non  sorgono  osservazioni,
  dichiaro  chiuse le iscrizioni a parlare, perché ho un alto  numero
  di iscritti a parlare.
   No,  si  è  già  iscritto, onorevole Gianni  e  anche  l'onorevole
  Malafarina era già stato inserito tra gli scritti. Allora,  vediamo
  un  po'  gli  ultimi che si iscrivono. Onorevole  Assenza,  allora,
  l'ultimo, dopo l'onorevole Assenza, è l'onorevole Foti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  appena
  qualche  settimana  fa,  in Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, mi sono fatto promotore, con senso di responsabilità,
  di un'anticipazione della trattazione di questo disegno di legge.
   Non  si tratta di volere a tutti i costi una primogenitura, ma  si
  tratta  di essere conseguenziali rispetto alle cose che si  dicono,
  quando se ne è convinti, senza buttarla in politica, perché il tema
  che oggi trattiamo non si può banalmente buttare in politica.
   Appena  qualche giorno fa, nel corso del dibattito che  è  seguito
  alla  presentazione  del Governo Crocetta bis,  ho  avuto  modo  di
  esporre  la  mia considerazione per l'operato del Governo,  quindi,
  non mi attarderò e non ritornerò su quegli argomenti, così come non
  ritornerò sulle argomentazioni tecniche brillantemente esposte  dai
  colleghi  Falcone  e  D'Asero, circa l'iter di  questo  disegno  di
  legge,  il  significato che questo disegno di legge avrebbe  potuto
  avere e non ha avuto fino in fondo.
   Nel  corso  di  quel dibattito, appena una settimana  fa,  abbiamo
  offerto, come Gruppo parlamentare che ho l'onore di presiedere, una
  tregua  istituzionale a questo Governo, spesso incapace, certamente
  in grave difficoltà.
   Una  tregua  istituzionale  finalizzata  all'approvazione  di  due
  provvedimenti che riteniamo assolutamente strategici nell'interesse
  della  Sicilia:  il  primo è quello che oggi è in  trattazione;  il
  secondo è la Finanziaria Bis.
   Questo   nostro  atteggiamento  di  trasparenza  e  di   esclusivo
  interesse  per  i cittadini siciliani non può certo essere  confuso
  per  qualcosa che non è; non può essere certamente per intelligenza
  col nemico; non può esserlo in  maniera strumentale quando da parte
  dei  colleghi del Movimento 5 Stelle si utilizzano termini che sono
  necessariamente  destinati  a loro perché  io  non  ho  votato  col
  Governo  l'abolizione  delle province; non ho  votato  col  Governo
  l'abolizione  della tabella H) salvo poi incontrare le associazioni
  di  disperati per trovare un rimedio peggiore del male;  perché io,
  soprattutto,  non  ho votato due finanziarie che  hanno  colpito  e
  affondato definitivamente quel poco che restava della Sicilia.
   Dire che il Movimento Cinque Stelle in Sicilia è consociativo  non
  è  dire  qualcosa in più rispetto a quella che è la  cruda  realtà;
  oggi  il  Movimento Cinque Stelle in Aula ci spiega che noi saremmo
   inciucisti'.
   Noi  impieghiamo  poco tempo a comprendere che si  tratta  di  una
  tattica elettorale, siamo nel bel mezzo di una campagna elettorale,
  c'è  la necessità di distinguersi, ma i siciliani non sono stupidi,
  capiscono, leggono e sanno e, quindi, è chiaro il  Movimento Cinque
  Stelle,  più tatticamente direi che strategicamente, oggi ci  viene
  a  presentare una realtà che obiettivamente non è e non lo è  tanto
  da  averci  indotto,  prima,  in Commissione  e,  poi,  in  Aula  a
  mantenere questo atteggiamento di responsabilità e se questa  legge
  potrà  essere esitata oggi non è soltanto per il dibattito  serrato
  ed  onesto  che  è  stato svolto in Conferenza dei  Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari,   ma  è soprattutto  per  l'atteggiamento  di
  responsabilità  che  è  stato tenuto dai nostri  rappresentanti  in
  Commissione Bilancio e, soprattutto, oggi, in Aula in sede di esame
  della legge e di votazione.
   D'altronde, vorrei dire sommessamente alla collega La  Rocca,  che
  so  che  studia  le  carte,  immaginare di  rinegoziare  un  debito
  presentandosi  a mani vuote dal creditore avrebbe il  sapore  quasi
  dello  sfottò'.
   Se   Riscossione Sicilia  ha un debito di parecchie decine di euro
  e  non  paga  da anni la multinazionale Traco, che però  in  questi
  anni,  nonostante  non becchi un quattrino, continua  a  pagare  lo
  stipendio   di   settecento  siciliani  che   si   occupano   della
  distribuzione  delle  cartelle  esattoriali,  ecco,   diamogli   la
  possibilità  -  e  oggi questa possibilità  gli  verrà  data  -  di
  presentarsi dicendo  tu avanzi dieci, adesso ti do uno, sediamoci e
  rinegoziamo . Quindi, adesso sì credo che questo sarà possibile.
   Per  concludere,  crediamo che la fine  di  questa  vicenda  debba
  vedere  -  e  questo è il contributo che proveremo a  dare   -  una
  Regione  virtuosa,  che  sappia cancellare l'addizionale  Irpef  ed
  Irap, non ci basta l'impegno del Governo al 2017.
   Sappiamo  che  ci  sono delle strettoie, ci sono dei  ragionamenti
  stringenti  da parte di chi deve valutare e convalidare  le  nostre
  leggi  però,  rispetto  a  questo,  credo  di  potere  dire,  senza
  infingimenti, che abbiamo dimostrato che quello che avevamo offerto
  -   e,  cioè,  la  nostra  tregua  istituzionale  per  questi   due
  provvedimenti - è stato dimostrato.
   Il  provvedimento  non  ci convince fino  in  fondo,  il  mutuo  è
  certamente  un   male doloroso, ma probabilmente necessario  e  per
  tutte  queste  ragioni il Gruppo parlamentare  che  ho  l'onore  di
  presiedere si asterrà.

   PRESIDNTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,   e  mi
  dispiace non poter dire signori Presidenti, visto l'assenza in Aula
  da  molto  tempo in questa seduta del Presidente della Regione,  mi
  permetta,  all'esordio  di  questo mio  intervento  e  spero  vorrà
  concedermi  qualche  istante  oltre  il  limite,  di  ricordare  un
  collega, un collega che, molti in questa Aula, abbiamo conosciuto e
  avuto  come  collega deputato nella XII e nella  XIII  legislatura,
  l'onorevole, amico, Guido Virzì.
                          (applausi in Aula)

   IOPPOLO. Dicevo, un collega, un deputato di grande cultura che dai
  banchi  della Destra, di una Destra che alcuni di noi  si  ostinano
  ancora  a considerare indispensabile per l'Italia e per la Sicilia,
  col  suo acume, con la sua prontezza, con la sua perseveranza,  con
  la sua solerzia ha certamente onorato quest'Aula per 2 legislature.
  E'  stato  un  esempio,  un  esempio di siciliano,  un  esempio  di
  italiano  e  la folla che stamattina è accorsa alle sue esequie  lo
  dimostrano senza alcun dubbio.
   Nel   merito,   signor   Presidente,  credo   che   nonostante   i
  miglioramenti, nonostante gli emendamenti, nonostante l'impegno che
  alcuni  settori anche alcuni settori parlamentari del  centrodestra
  hanno  prestato  a  questo  tormentato e lungo  disegno  di  legge,
  cosiddetto   salva  imprese  che in realtà è, invece,  soltanto  un
  ulteriore   indebitamento   della  Regione   siciliana,   non   può
  convincere, non convince noi del gruppo Lista Musumeci, l'onorevole
  Formica,  l'onorevole  Musumeci  e  il  sottoscritto  che,  invece,
  voteremo contro e voteremo decisamente e convintamente contro.
   Credo che il Governo abbia equivocato sulle disposizione normative
  contenute nel Decreto Legge 53 e della legge 64 del 2013 che non ha
  assolutamente posto come obbligo per le Regioni di indebitarsi  per
  pagare  i  debiti della Pubblica Amministrazione, ma ne ha soltanto
  posto  la  facoltà,  ha cioè fatto chiedere  alle  Regioni  e  alle
  Pubbliche  Amministrazioni,  se  fosse  giusto  o  meno,  se  fosse
  corretto  o  meno, se fosse legittimo o meno, di  ricorrere  ad  un
  ulteriore indebitamento per pagare debiti, perché questi  denari  -
  lo  devono sapere i siciliani, fuori da quest'Aula - non serviranno
  certamente  per  incrementare  gli investimenti,  cioè  per  creare
  economia,  cioè  per realizzare volano economico, benessere  per  i
  siciliani, serviranno soltanto per pagare debiti e, voglio dire con
  estrema  chiarezza, che la regola fondamentale è pagarli i  debiti,
  ma nessuna norma ci dice come devono essere pagati i debiti.
   Non mi interessa nemmeno sapere quali sono le imprese o i soggetti
  creditori,  i debiti vanno pagati: "pacta sunt serranda",  dicevano
  i  latini in altri tempi, ma in questo anno e mezzo di Governo,  il
  Presidente Crocetta e le sue Giunte, che si ripetono e si rinnovano
  continuamente,  non hanno annunciato di avere realizzato  economie?
  Non  hanno annunciato di avere tagliato sprechi? Non ha annunciato,
  il  Presidente  Crocetta  e  le sue Giunte,  di  avere  colpito  il
  malaffare della Sicilia? E dove sono i risultati di questa attività
  e  di  questa operazione di rinnovamento e di risanamento? Cosa  ha
  prodotto  questa  attività  di  risanamento?  Non  ha  prodotto  un
  centesimo,  è  il  caso di dire, se dobbiamo ricorrere  ancora  una
  volta  a indebitare la Regione Siciliana per 30 anni e fra 30  anni
  continueranno a pagare i siciliani  I giovani siciliani,  le  nuove
  generazioni, le più fresche generazioni  Un fallimento   I  giovani
  Siciliani,  ancora  fra  trent'anni,  continueranno  a  pagare   il
  fallimento  di una politica di Governo che non ha la rotta  sicura,
  che  non  vede  al  di  là  e che non può che  ricorrere  a  questo
  provvedimento per avere un po' di ossigeno, esattamente come  fanno
  le imprese, come fanno le aziende decotte.
   Quando  un'impresa  o  un'azienda è in grave difficoltà,  un  buon
  commercialista  consiglia di non indebitarsi ulteriormente,  perché
  non   è  una  buona  regola  economica  e  finanziaria  quella   di
  indebitarsi  per  pagare debiti e noi siamo dentro  il  fallimento,
  signor Presidente dell'Assemblea, quello finanziario forse avverrà,
  nonostante le rassicurazioni che il Presidente Crocetta si affretta
  ad  esternare:  "la situazione è sotto controllo. Nessun  pericolo.
  Nessun pericolo di commissariamento, per carità  Nessun pericolo di
  crack".
   In  realtà  è  sotto gli occhi di tutti il fallimento  finanziario
  della  Regione  siciliana, come è sotto gli  occhi  di  tutti  -  a
  maggior ragione - il fallimento politico di un Governo, ed  è stato
  detto  stasera ed  è stato detto con maggiore forza e con  maggiore
  vigoria  persino da alcuni settori del centrosinistra e  da  alcuni
  settori del Partito Democratico, che hanno mosso rilievi di  ordine
  tecnico, di ordine finanziario, di ordine strutturale, ai quali  il
  Governo  non  ha,  fino a questo momento, né saputo  né  potuto  né
  voluto rispondere.
   Per  queste ragioni il mio voto e quello del mio gruppo non  potrà
  che essere convintamente contrario.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Ioppolo  e  grazie  anche  per  il
  doveroso omaggio che ha comunicato qui in Assemblea.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, cittadini,
  siamo  qui per parlare di un qualcosa già annunciato, di una  morte
  annunciata  per molti e, soprattutto, per le tasche  dei  cittadini
  siciliani.
   Noi  siamo  qui  e  abbiamo,  avete contratto  questo  debito  che
  dovranno pagare, purtroppo, anche i miei figli con questo mutuo per
  i prossimi trent'anni.
   Il  carissimo Presidente della Regione e i carissimi  colleghi  in
  quest'Aula,  attaccati  fortemente alla sedia,  dall'estate  scorsa
  hanno tenuto banco per avere dei posti in assessorato o mettere gli
  amici  nei  posti  degli Assessorati o come  direttori  generali  o
  quant'altro  ed  il  Presidente, ultimamente, è uscito  con  quelle
  dichiarazioni  che  finalmente si può partire con  le  riforme,  ma
  con le riforme potevamo partire anche prima,  eravamo disponibili a
  votare qualunque riforma seria in questo Parlamento ed  erano  voti
  gratis,  a  noi  non  interessa il compromesso morale,  quello  che
  invece ha cercato il Presidente della Regione.
   Andiamo  a questa legge ormai  salva-imprese , queste piccolissime
  imprese  di  cui stiamo parlando, intanto dobbiamo considerare  che
  606  milioni  di debiti sono per la sanità e  dobbiamo  considerare
  che,  negli anni passati, era stato contratto già un mutuo  proprio
  per  i debiti della sanità e, quindi, in maniera ciclica, siamo  di
  nuovi qui a parlare dei debiti della sanità.
   Andiamo a vedere quali sono queste piccolissime imprese che  hanno
  debiti  con le nostre aziende e  se andiamo a vedere quali sono  le
  prime  venti  che hanno crediti da esigere troviamo, possibilmente,
  la  Novartis,  la  Johnson  &  Johnson,  la  Roche,  famosissime  e
  piccolissime imprese della Regione siciliana, chi non li conosce
   A  Caltanissetta troviamo la Bartex, sempre la Novartis.  Possiamo
  andare,  ad  esempio, all'ASP di Catania dove  troviamo  sempre  la
  Novartis,  la Pfaizer, la Johnson & Johnson, la Bayer.  All'ASP  di
  Enna, la Roche, la Baxter, la Philips, e via dicendo.
   Queste  piccolissime imprese avevano proprio bisogno  di  ossigeno
  perché  giustamente queste piccolissime imprese siciliane erano  lì
  che   stavano  per  fallire  e  dovevamo  dargli  una  mano  perché
  altrimenti avrebbero messo a rischio un intero comparto, ma  sapete
  una cosa?
   La  maggior  parte  di queste sono aziende farmaceutiche,  ma  noi
  sappiamo che la spesa farmaceutica in Sicilia è una tra le più alte
  d'Italia,  anche perché forse c'è una spesa anomala,  anche  perché
  forse  si  parla  di  furti di ricettari, di  iper  prescrizioni  e
  quant'altro, ma  che riforme ha portato questo Governo in  materia?
  Niente. Assolutamente niente.
   In  più, all'assessorato alla salute, presieduto dalla Borsellino,
  alla quale abbiamo chiesto  informazioni sui furti di ricettari per
  quanto riguarda i medicinali, c'è una nota del 19 novembre del 2013
  dove si dice che "nel rispetto della normativa vigente, si comunica
  che  codeste aziende hanno l'obbligo di trasmettere tempestivamente
  a questo servizio e per i successivi adempimenti di competenza ogni
  segnalazione da parte di medici o uffici relativi allo  smarrimento
  e/o furti di timbri e ricettari". Nello stesso tempo, una settimana
  dopo,  sempre lo stesso assessorato mi risponde  dicendomi che  non
  risultano  pervenute  denunce relative a  furti  e  smarrimenti  di
  ricettari. Benissimo.
   Mi  chiedo,  quindi, se il Presidente vuole mettere  le  mani  nel
  marcio e  quando deve metterle queste mani nel marcio
   Altra  cosa. Con l'assessore Valenti succede che c'era la Telecom,
  anche  qui  questa  piccolissima impresa,  e  l'altra  piccolissima
  impresa  che era l'Enel, che dicono "guardate ci dovete determinati
  soldi,  vi  faccio anche uno sconto, vi faccio pagare meno,  almeno
  datemeli questi".
   L'assessore  Valenti risponde che "le proposte di  transazione  da
  parte  di Telecom ed Enel prevedono, a fronte di pagamenti compresi
  per  il  rispettivo  importo,  un risparmio di  50  mila  euro  per
  Telecom   e   300   mila  euro  per  Enel.  L'ipotesi   transattiva
  comprenderebbe però un inevitabile allungamento dei tempi in quanto
  la transazione deve necessariamente seguire un iter più complesso",
  e  quindi  noi  potevamo risparmiare questi soldi e  non  l'abbiamo
  fatto;  potevamo  fare  le transazioni per quanto  riguarda  queste
  piccolissime  imprese  che riguardano le  big  farm  delle  aziende
  farmaceutiche, ma non l'abbiamo fatto.
   Noi,  insieme ai colleghi, stiamo valutando, in maniera seria,  di
  presentare  un  esposto  alla  Corte  dei  Conti  anche  per  danno
  erariale,  ma  la  cosa più bella è che questi manager,  che  hanno
  contratto  questi debiti nella Pubblica Amministrazione,  non  sono
  solo  direttori  generali,  ma  anche  direttori  amministrativi  e
  sanitari, possibilmente noi li promuoviamo e quando si valutano gli
  obiettivi dei manager, questi per esempio sono degli obiettivi  dei
  manager, anche se dicono il falso, nessuno verifica.
   Ad  esempio, se guardate il punto 2 è tutto verde e sapete di cosa
  parla  il  punto 2? Dell'abbattimento delle liste d'attesa.  A  voi
  risulta? A me no  Terzo rigo tutto verde. L'attivazione dei PTA   A
  voi  risulta? A me no  E tante altre cose. Nessuno va a controllare
  quello che fanno i direttori generali.
   Pertanto, quando ci diamo appuntamento, tra due anni per un  nuovo
  mutuo? Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che  questa
  norma  non è un atto dovuto, è  qualcosa di più perché fa  bene  un
  mio  collega  ad  elencare le aziende, piccole e  grandi  che  esse
  siano, ma vorrei ricordare a lui e ad altri che dietro ogni azienda
  c'è  chi lavora, ci sono delle famiglie che hanno bisogno di essere
  aiutate  e  sostenute  in  questo momento particolare.  Ci  si  può
  differenziare, si può essere magnanimi, si può essere buoni, ma una
  cosa è certa, però, apprezzo molto chi non condivide questa norma e
  dice  io non la voto , non condivido invece chi si astiene
   Bisogna  avere  il senso della responsabilità e il coraggio  delle
  azioni  politiche  che  si  portano  avanti.  Il  mio  gruppo  vota
  favorevolmente  a  questa  norma, perché  siamo  convinti  che  c'è
  bisogno  di uno scossone. C'è bisogno che questo Governo si rimetta
  in  cammino  aiutando e sostenendo le imprese  che  oggi  ne  hanno
  bisogno e finiamola con la falsa retorica, con la demagogia.
   C'è  chi tira in ballo nomi altisonanti, c'è chi tira in ballo  le
  campagne elettorali. Forse è ora anche di finirla perché la gente è
  a  casa che ci ascolta e ci vede e sicuramente non è molto contenta
  del  nostro  atteggiamento perché non ha capito  forse  granché  di
  questa serata.
   Una cosa è certa: o si è d'accordo o non si è d'accordo. Noi siamo
  d'accordo a portare avanti questa maggioranza e questa attività  di
  Governo  e lo sosterremo, anche pur comprendendo le difficoltà  che
  ci sono all'interno dei partiti, perché io sfido chiunque a trovare
  un  partito  dove  non ci sia confronto, a volte forte  e  a  volte
  aspro, ma dal quale alla fine vengono fuori le migliori idee  e  le
  migliori idee sono quelle che accompagnano questo Governo per  fare
  uscire questa Sicilia da questo guado, perché la Sicilia non merita
  di stare in questa condizione e in questa posizione
   Assessore Agnello c'è gente che deve prendere lo stipendio  Io  la
  prego,  lo  richiedo ufficialmente a lei per la seconda  volta,  la
  CoRFiLaC (Consorzio Ricerca Filiera Lattiero Casearia) di Ragusa  è
  da  otto  mesi  senza  stipendio  I forestali  quattro  mesi  senza
  stipendio  Tantissima gente aspetta una sua risposta e sarebbe bene
  che lei, uscendo da quest'Aula stasera, in qualità di Assessore per
  l'economia, facesse una nota di chiarimento dicendo  prenderete  lo
  stipendio  il  mese ics,  il giorno che sarà  perché questa  storia
  non si può più sopportare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, credo  che
  la   legge,   così   come   oggi   si   presenta   all'approvazione
  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana, è una  legge  davvero  utile,
  positiva per il mondo dell'impresa, per il mondo del lavoro, per il
  mondo produttivo della nostra Sicilia.
   Tante  imprese siciliane potranno finalmente ottenere il pagamento
  dei debiti che hanno verso la Pubblica Amministrazione, dei crediti
  che  vantano nei confronti della stessa e credo sia anche  positivo
  che  imprese  del  nord,  imprese che  hanno  fama  internazionale,
  possano riscuotere dalla Pubblica  Amministrazione siciliana quanto
  avanzano  da  troppo tempo, perché ne vale anche della  credibilità
  della  Pubblica Amministrazione della nostra Regione nei  confronti
  di  multinazionali, di imprese che devono sapere con chiarezza  che
  possono  venire  a  lavorare  e  ad  investire  in  Sicilia  e  che
  certamente avranno quanto loro spetta, quanto loro si deve.
   Una  legge credo davvero migliorata rispetto al disegno  di  legge
  originario, per varie ragioni qui sono state ricordate,  da  alcuni
  onorevoli  colleghi che sono intervenuti prima di me, ed io  voglio
  veramente ricordare che la versione originaria del disegno di legge
  prevedeva l'aumento dell'addizionale IRPEF e l'aumento dell'IRAP.
   Noi  siamo  dovuti  intervenire,  come  Partito  Democratico,  nei
  confronti del Ministero dell'economia, nello scorso mese di luglio,
  insieme al Presidente della Regione, con una specifica riunione che
  si  tenne, presso il Ministero di Sviluppo Economico, per  ottenere
  una  modifica  della normativa nazionale che potesse consentire  la
  previsione   di  accedere  all'anticipazione  senza  l'obbligo   di
  aumentare  ulteriormente l'addizionale IRPEF e IRAP, ma  di  potere
  utilizzare  i  risparmi  della sanità  per  compensare  e,  quindi,
  accedere  all'anticipazione  senza un  ulteriore  aggravamento  del
  carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese.
   Un  risultato  che credo sia stato assolutamente  positivo  ed  il
  disegno  di  legge,  così  come oggi si  presenta  all'approvazione
  dell'Assemblea,   è  anche  una  norma  programmatica,   certamente
  programmatica,  ma  comunque  una  norma  impegnativa  che  impegna
  l'intera  Assemblea,  impegna  il  Governo,  di  una  riduzione  in
  prospettiva sia dell'addizionale IRPEF che dell'IRAP e, quindi, una
  riduzione della pressione fiscale, sia per i redditi da lavoro  che
  per i redditi di impresa.
   Mi  sembra che questo sia indubbiamente un segnale positivo che si
  lancia  al  mondo  dell'impresa  in un  momento  di  crisi  davvero
  particolarmente grave come ben sappiamo per la nostra Regione.
   Alcuni  risultati  sono stati ottenuti, perché  non  dirlo,  anche
  grazie   a  un  confronto  costruttivo  che  si  è  sviluppato   in
  Commissione Bilancio, che si è sviluppato in Aula, anche grazie  al
  contributo  delle forze parlamentari di opposizione e mi  riferisco
  in particolare al risultato raggiunto della riduzione del tasso con
  cui si accederà all'anticipazione, che comporterà una riduzione  di
  spesa significativa per la Regione, per il mutuo trentennale che si
  accenderà e questo credo che sia un atto di responsabilità  che  io
  riconosco a tutte le forze parlamentari che hanno espresso le  loro
  osservazioni,  hanno avanzato le loro proposte in  Commissione,  in
  Aula, anche da parte dei colleghi del Movimento Cinque Stelle  sono
  arrivate  proposte che sono state valutate con attenzione da  parte
  del  Governo,  senza pregiudiziali, ma avendo come unico  obiettivo
  quello  di migliorare il testo per approvare una legge che  potesse
  davvero essere estremamente utile per il mondo dell'impresa, per il
  mondo produttivo, per il mondo del lavoro.
   Io apprezzo, quindi, anche la dichiarazione di astensione di molte
  forze  di  opposizione in questo Parlamento perché  credo  che  sia
  utile in questo momento assumersi qualche responsabilità in più per
  fare  fronte alla grave crisi economica, finanziaria e sociale  che
  la  nostra Regione sta attraversando nel dichiarare, ovviamente, il
  convinto  voto favorevole a questo disegno di legge,  mi  sorprendo
  anche del fatto che, da parte del Movimento Cinque Stelle, parrebbe
  esserci l'orientamento, già espresso da molti parlamentari, non  so
  se saranno tutti, di votare contro questo disegno di legge.
   Francamente mi sembra anche una contraddizione; sappiamo  che  per
  il  Movimento  Cinque Stelle il tema del credito all'impresa  è  un
  tema caratterizzante.
     Voi  avete  fatto  del  tema  del  fondo  per  il  credito  alla
  microimpresa un argomento forte del dibattito parlamentare dei mesi
  scorsi, abbiamo anche approvato una legge specifica con il concorso
  favorevole  di  tutte  le forze parlamentari, devolvete  una  parte
  dell'indennità  parlamentare proprio  al  finanziamento  di  questo
  fondo  per il microcredito, quindi, consentitemi di esprimere anche
  la  mia  perplessità  nel  ravvisare  una  profonda  contraddizione
  rispetto  al fatto che poi votate contro una legge così  importante
  che   può   dare   un  sostegno  economico  e  creditizio   davvero
  fondamentale per il mondo dell'impresa che in questo momento ne  ha
  davvero bisogno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Leanza.  Ne  ha
  facoltà.

   LEANZA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intervengo
  semplicemente  per  ribadire  da  parte  del  Gruppo   parlamentare
   Articolo 4  l'assoluta volontà di votare questa legge.
   Già  circa un anno fa avevamo presentato una mozione per impegnare
  il Governo a pagare i debiti della Pubblica Amministrazione.
     Siamo assolutamente convinti che, pur tra mille sacrifici, è  un
  atto  dovuto, è un atto importante e che va sostenuto e va spiegato
  ai cittadini.
   Personalmente,  ho  visto l'elenco e in qualche  modo  toccava  il
  cuore vedere tantissime aziende del nord, vedere tantissime fatture
  che  si pagano, ed è giusto che sia così, a tantissime aziende  del
  nord. Ecco mi piacerebbe che il Governo rimettesse o ripensasse  in
  maniera  seria  al modo di fare le gare, ovviamente  nella  massima
  trasparenza, nella massima legalità, cercando di capire in che modo
  può  essere  tutelato,  anche  in  un  mondo  globale,  il  tessuto
  imprenditoriale siciliano.
   Ci  piacerebbe vedere tantissime aziende, non soltanto  le  grande
  aziende sanitarie, ma anche le grandi aziende delle pulizie, vedere
  cioè la Sicilia in qualche modo in alcuni versi monopolizzata dalle
  aziende  del  Nord,  francamente  non  era  un  bel  vedere,  però,
  certamente,  questi  debiti vanno pagati, vanno  pagati  perchè  la
  pubblica  amministrazione  ha  avuto  fatte  delle  prestazioni  e,
  quindi,  siamo assolutamente convinti che questo debba  avvenire  e
  questa legge in qualche modo risolve questo problema.
   C'è,  poi,  però  un secondo passaggio, lo dico all'assessore  per
  l'economia,  dott.  Agnello, è importante che  i  trenta,  sessanta
  giorni  che ci impone l'Unione Europea da oggi in poi non  dobbiamo
  più  fare,  non  dobbiamo più accumulare debiti. Dobbiamo  fare  in
  maniera  tale che quando una qualsiasi impresa esercita il  proprio
  dovere   ed  in  qualche  modo  produce  azioni  per  la   pubblica
  amministrazione,  è giusto che entro tempi ragionevolmente  veloci,
  così come ci chiede l'Europa, venga pagata.
   Penso,  quindi,  che  questo sia un atto di giustizia,  penso  che
  ancora una volta la Sicilia si sia dimostrata al passo con i tempi,
  penso  che  pur  fra  mille  difficoltà è  una  legge  che  bisogna
  approvare  ed il Gruppo parlamentare  Articolo 4', come al  solito,
  con nove deputati presenti, darà ovviamente il proprio contributo e
  voterà la legge con convinzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  non  ho
  raccolto le provocazioni mentre arrivavo in Aula. Lei lo sa  a  che
  titolo  parlo,  sono  un  deputato di  quest'Assemblea,  purtroppo,
  sfortunato,  perché  quando parlo è sempre  assente  il  Presidente
  della  Regione, al quale vorrei rivolgermi per condividere con  lui
  una  strategia condivisa, Ed, in verità, oggi avevo deciso  di  non
  intervenire.  Mi ha convinto ad intervenire la presenza  assidua  e
  costante   dell'assessore   per  l'economia,   dottor   Agnello   e
  dell'assessore   per  le  infrastrutture,  dott.   Torrisi,    che,
  purtroppo, non vedo più, spero possa entrare in Aula.
   Perché,  assessore Agnello, dico questo? Lo dico  perché  -  e  la
  ringrazio per l'attenzione non capitava spesso assessore  da  parte
  dei  suoi  colleghi  di  avere attenzione -  quando  uno  come  me,
  rappresentante  di  una  forza politica che  vota  convintamente  a
  sostegno  di  questa  legge, seppur con  le  differenze  che  vanno
  rimarcate,  dicevo  benvenuto all'assessore Torrisi  perché  ho  il
  piacere  di parlare con entrambi.  Voglio cogliere l'occasione  per
  parlare di questa legge per dire due cose.

   D'ASERO. E' rientrato l'assessore Torrisi.

   TURANO.  Lo  so,  l'ho  visto  e lo aspetto,  l'Assessore  per  le
  infrastrutture, perché spero possa fare il suo lavoro. Se  qualcuno
  pensa,  onorevole D'Asero, di mettere un po' di sale sulla  ferita,
  si sbaglia, non colgo le provocazioni, non parlo di lei e delle sue
  giuste risposte.
   Dicevo, assessore Agnello, che noi votiamo questa legge perché  ci
  piace  essere ed apparire seri ed i debiti si pagano.  Cambia  poco
  come  sono stati fatti e a favore di chi sono, ma certamente quando
  si assume un impegno, lo si deve onorare.
   Con  la stessa fermezza chiedo al nuovo Governo se intende onorare
  gli  impegni  che ha assunto in quest'Aula solennemente  nel  corso
  dell'approvazione della finanziaria dell'anno scorso  e  nel  corso
  dell'approvazione dell'ultima finanziaria.
   E  sa  perché  mi  rivolgo all'assessore per le infrastrutture  ed
  all'assessore  per  l'economia? Perché  pochi  giorni  prima  delle
  dimissioni,  l'assessore Bianchi, il suo predecessore, non  sapendo
  come rispettare i vincoli normativi della legge regionale n. 5  del
  2014 che all'articolo 4 impongono al Governo di trovare risorse per
  640  milioni  di  euro, ha inoltrato una nota  al  Ministero  dello
  Sviluppo  economico ed al CIPE per rimodulare la relativa  delibera
  chiedendo  di intervenire per fare cassa e tagliando un milione  di
  euro.
   Sulla Gazzetta Ufficiale  del 15 aprile 2014 - io ieri ho avuto la
  fortuna  di  bazzicare  a  Roma, ho avuto un  incontro  con  alcuni
  colleghi e mi sono procurato alcune notizie - vengono appostate  le
  risorse  con  una  riduzione di 513 milioni di euro,  che  sono  le
  risorse che il Governo aveva comunicato al CIPE nella rimodulazione
  di  alcuni progetti strategici. E tra queste risorse vi sono alcune
  opere strategiche che riguardano l'intero territorio siciliano.  Ed
  ecco  perché,  mi rivolgo all'Assessore per le infrastrutture,  per
  esempio,  si potrebbero finanziare alcune autostrade.
   Oggi io non vorrei arrivare al paradosso che l'Assemblea regionale
  si  impegna  a  trovare un miliardo di euro facendo  debiti  per  i
  prossimi  trent'anni e non trova la soluzione per  recuperare  quei
  641  milioni di euro che servono per fare quadrare la copertura sul
  FSE, che è il Fondo di Sviluppo Economico.
   Io  sto  svolgendo  un ragionamento importante da  cui  deriva  il
  rapporto  fiduciario  che abbiamo costruito  con  il  Governo.   Il
  Presidente della Regione più volte ha assunto l'impegno che avrebbe
  rispettato e avrebbe trovato le coperture finanziarie per appaltare
  queste opere.
   Io  non  vorrei che con il nuovo Governo questo fosse dimenticato,
  perché  l'assessore per le infrastrutture - e io non ho preconcetti
  nei  confronti  di nessuno -   e l'assessore per l'economia  devono
  sapere  che trovano una sponda corretta da parte mia se trovano  le
  coperture finanziarie per poter realizzare queste opere strategiche
  o viceversa troveranno un nemico convinto.

   CRACOLICI. Onorevole Turano, sarebbe meglio dire avversario.

   TURANO.  Onorevole  Cracolici, chi pensa di  togliere,  faccio  un
  esempio: alla provincia di Trapani un finanziamento strategico  che
  non  l'ente provincia ma il territorio ha ottenuto per 136  milioni
  di  euro diventa nemico di quel territorio. Ed io lo dico a  chiare
  lettere.
   E  allora vorrei che con la stessa solerzia con cui in Commissione
  bilancio ha trovato il modo per far approvare questa legge  e  dare
  risposta  agli imprenditori che la meritano, vorrei che l'Assessore
  per  l'economia e l'Assessore per le infrastrutture si impegnassero
  formalmente  a trovare la soluzione, perché se da qui a  poco  vedo
  che  al CIPE viene comunicato che non si trovano le risorse, i  641
  milioni di euro che servono per finanziare le opere, deve sapere il
  Governo che non può trovare un alleato in Mimmo Turano.
   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Lombardo.  Ne  ha
  facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,  signori   assessori,   onorevoli
  colleghi,  mi  associo allo sgomento dell'onorevole Turano  per  la
  perdurante assenza del Presidente Crocetta ai lavori d'Aula.
   Purtroppo,  ormai, questa Assemblea parlamentare vi è  abituata  e
  quindi  non possiamo che andare avanti evitando di parlare  con  il
  maggiore  rappresentante delle istituzioni siciliane e lo  facciamo
  intervenendo oggi su una norma che certamente nei suoi principi non
  può  che  trovarmi d'accordo, sappiamo quanto oggi  sia  importante
  questa  iniezione  di  liquidità;  sappiamo  quanto  molte  imprese
  richiedono  quanto  dovuto da parte della  Regione,  ma  certo  non
  possiamo  dimenticare,  assessore Agnello, l'iter  che  ha  seguito
  questa  norma che è un po' paradigmatico dell'esperienza di  questo
  Governo, un iter che ha visto diverse fasi.
     Le  ricordo brevemente. Una prima fase che vedeva delle voci che
  si rincorrevano in merito ad alcuni grossi gruppi industriali e non
  solo  che  imponevano questa norma ai 5 milioni di  siciliani.  Poi
  ricordiamo  il periodo del mistero dove la lista dei creditori  non
  si  riusciva  a  trovare. Poi ricordiamo ancora  il  momento  della
  follia elevata a sistema legislativo.
   Chi  era  presente  tra i miei colleghi la sera  dell'approvazione
  della  finanziaria, la notte, ricorderà le urla scomposte dell'uomo
  assente  che voleva che la norma del miliardo di euro si approvasse
  come  se  fosse  una  norma  o un emendamento  insignificante.  Poi
  l'epilogo  tragico.  Vedete,  il  18  marzo  di  quest'anno  quando
  purtroppo ho visto per l'ultima volta l'assessore Bianchi, era qui,
  parlava  agitatamente al telefono, poi non l'ho più visto perché  a
  causa di quel rinvio in Commissione si è dimesso.
   E  poi  infine tralasciamo le falsità dette dal Presidente assente
  sulla famosa lettera del ministro Saccomanni che imponeva il mutuo.
  Cosa  non  vera, ma chiedeva se la Regione era ancora intenzionata,
  compreso  l'intervento dell'autorevole quotidiano   La  Repubblica'
  che  ci  ricorda e ci ha svelato un retroscena gravissimo  dove  la
  Regione  siciliana  è stata  impiccata' a questa  norma  dietro  il
  fatto  che  doveva necessariamente approvarla per  evitare  che  il
  mutuo da 300 milioni, l'altro mutuo già approvato nel 2012, potesse
  essere  acceso, come se noi non avessimo più autonomia di  decidere
  se accendere i mutui o no.
   Ecco,  allora  che  questo iter ci sconvolge, Presidente,  signori
  Assessori,  così  come ci sconvolge la politica  approssimativa  ed
  improvvisata  di  questo  Governo sulle  tematiche  finanziarie  ed
  economiche  di  una  Regione che è sull'orlo  del  baratro.  Sì,  e
  l'abbiamo  detto più volte, non solo per le vicende che  riguardano
  il  D.L.   95  del  2012  che i deputati della vecchia  legislatura
  ricorderanno meglio di me, quando lo Stato impose a questa  Regione
  un prelievo onerosissimo di 600 milioni prima e di 900 milioni dopo
  che era insostenibile.
   All'epoca  qualcuno provò a dirlo e i soliti ascari siciliani  che
  oggi  ballano  questa danza macabra attorno al presidente  Crocetta
  urlarono  al  default.  Sono gli stessi ascari  che  oggi  decidono
  governo  e  sottogoverno di questa Regione. Ci ricordiamo  da  cosa
  proviene  il  rischio default di questa Regione? Da una imposizione
  del Governo nazionale che ha voluto la morte di questa Regione.
   E  vorrei  un assessore Agnello che finalmente andasse  a  Roma  a
  dirlo in modo chiaro che questa è una Regione che nel 2008 aveva 20
  miliardi  di spesa corrente, e che nel 2012 ne aveva 15 miliardi  e
  che, quindi, è arrivata a ridurle di un quarto.
   Che  vada  orgoglioso a dire che con la legge  5  del  2009  si  è
  rimesso il sistema sanitario in linea con le migliori regioni e  le
  più efficienti nazionali.
   Vorrei un assessore Agnello e un Governo regionale che andassero a
  Roma a dire che la Commissione paritetica colpevolmente nominata in
  ritardo dal presidente Crocetta è utile e serve a dirimere  i  nodi
  dello Statuto della Regione.
   Vorrei un assessore Agnello e un Governo regionale che andassero a
  Roma  a dire che quando si approvano le riforme costituzionali  per
  eliminare  il bicameralismo perfetto, e per sbaglio, per un  refuso
  legislativo, si scrive che la Specialità della Regione siciliana  è
  cancellata con un colpo di penna, lo dicessero  a voce alta.
   Così come vorrei che l'assessore Agnello e il presidente Crocetta,
  che  purtroppo non è presente in Aula - e ho concluso -, quando  un
  Presidente  del Consiglio, nella persona di Renzi va in  tv  e  nel
  corso  della trasmissione  Porta a porta' dice che già le coperture
  ci  sono per i famosi 80 euro e poi si inventa l'ennesima truffa  a
  danno dei siciliani che dovranno pagare il 10 per cento della quota
  addebitata alle regioni in base al numero degli abitanti, quindi  5
  milioni su 50 milioni, 60 milioni di italiani, come se un cittadino
  siciliano  avesse  lo  stesso reddito  di  un  cittadino  lombardo,
  ebbene, io vorrei un Governo e un assessore che andassero a Roma  a
  dire  che questa terra se lo vuole ce la può fare e non ha  bisogno
  di  imposizioni, ma soltanto di autonomia politica  e  di  capacità
  amministrativa.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i siciliani che  in
  questo  momento  seguono e hanno seguito il  dibattito,  Presidente
  Cracolici,  io  mi prendo solo due minuti, e così  recuperiamo  tre
  minuti. Credo che i siciliani che stanno seguendo il dibattito, che
  non  sono  avvezzi alla politica, siano convinti che  questa  sera,
  approvando questo mutuo da un miliardo, noi metteremo una pezza  ai
  nostri debiti.
   Però, voglio dare un dato che la dice lunga su quello che, invece,
  c'è  fuori come debiti. E siccome l'Assessore Agnello ha più  volte
  citato,  Assessore Agnello, io sono convinto che  lei  tra  qualche
  mese sarà meno sorridente di oggi, ma non lo dico perché voglio che
  lei  sia meno sorridente, io spero e mi auguro che lei possa essere
  sorridente   ancora  meglio,  ma  le  voglio  dare  un   dato   che
  probabilmente  lei conosce, e sono sicuro che lo conosce,  non  può
  disconoscerlo, perché più volte ha parlato di Serit. Abbiamo  detto
  in quest'Aula che con l'approvazione di questo miliardo di euro gli
  diamo  una  boccata di ossigeno, gli arrivano 40 milioni  di  euro.
  Sapete  quali debiti paga Serit con i 40 milioni di euro? Riesce  a
  pagare  i  debiti  al 31 dicembre 2012, credo  che  questo  lei  lo
  sappia,  non  so  se è informato di questo. Cioè  significa  che  i
  debiti  del 2013, e parte del 2014 ancora in corso, sono  fuori  da
  quel pagamento, da questo pagamento con i 40 milioni di euro.
   Con questo cosa voglio dirle Assessore con molta schiettezza? E in
  questo   momento,  mi  passano  per  la  mente,  alcune   questioni
  drammatiche  che  affronteremo  successivamente,  come  i  consorzi
  bonifica,  che  non  partono, degli agricoltori  che  non  potranno
  utilizzare l'acqua per irrigare i campi nei mesi di maggio, giugno,
  luglio,  agosto   Succederà questo, e noi purtroppo  avremo  grande
  difficoltà a risolvere tali problemi in questa direzione.
   Ma  la mia preoccupazione è un'altra caro Assessore Agnello e caro
  Presidente  Crocetta. Anche se lei non è presente  in  Aula  glielo
  voglio    ratificare   e   notificare   con   grande    correttezza
  istituzionale, questo Governo dal mio punto di vista ha un  obbligo
  oggi  morale,  perché  il Governo è retto da una  sua  maggioranza,
  mezza  maggioranza, e deve sedersi urgentemente perché  questo  che
  noi  stiamo  approvando oggi, mette ripeto  una  piccola  pezza,  e
  facciamo debiti per i prossimi decenni. Ma credo sia importante che
  abbiate la forza, il coraggio, la capacità e la volontà politica di
  tagliare  gli  enormi  sprechi, le sacche  di  sperpero  di  denaro
  pubblico dove è possibile recuperare tante risorse. E qui  ci  sono
  tanti sprechi, e voi lo sapete, uno in particolare la sanità, e non
  soltanto  la  sanità, è giunto il momento di avere il  coraggio  di
  tagliare quei rami secchi, il che è importante.
   Noi  siamo qui oggi ad accendere un mutuo, perché abbiamo scoperto
  l'acqua calda, ma poi alla fine da domani la macchina continuerà  a
  bruciare  e  a razziare nelle sacche del bilancio, o  quel  po'  di
  bilancio  che  è  rimasto alla Regione Sicilia. Io  credo  che  non
  abbiamo  fatto  un  buon servizio ai siciliani, quindi,  credo  sia
  importante  essere onesti con i siciliani.  Io credo che  oggi  noi
  stiamo   commettendo   anche   un  grave   errore,   la   disonestà
  intellettuale nei confronti del popolo siciliano.
   Un  Governo  che  si rispetti a qualunque livello  deve  avere  il
  coraggio  di  alzarsi  una mattina e dire come  siamo  messi,  dove
  stiamo  andando  a sbattere. Che metta un freno, quello  a  pedale,
  ovvero  anche quello a mano se serve, ma che ci si fermi un  attimo
  tutti  quanti, e con un pizzico, mi permetto di dire di senso della
  responsabilità uello a mano se serve quello
   politica, che non è inciucio
   Spesso  il  senso della responsabilità politica viene chiamato  da
  qualcuno inciucio. L'inciucio è un'altra cosa. L'inciucio è  quando
  il  deputato  di opposizione si presenta col piattino in  mano  dal
  governatore  Crocetta per chiedere un sottogoverno o qualche  altra
  cosa, in cambio dell'appoggio. Questo è l'inciucio. Quando, invece,
  un  pezzo  di  opposizione, responsabilmente, vuole  sostenere  una
  Sicilia che sta sprofondando, quella è un'altra storia.
     Io  mi iscrivo a questo pezzo di storia, che è quella che voglio
  sostenere, un'azione politica che dia speranza ai nostri figli, che
  dia  speranza ai nostri ammalati e che dia al segmento dei  deboli,
  ma  che  abbiate il coraggio, presidente Crocetta, glielo ribadisco
  in sua assenza, un sussulto di responsabilità. Si alzi una mattina,
  prenda una grande gomma e oltre a quello della lotta alla mafia,  e
  le  siamo  a fianco, abbia il coraggio per tutte le altre battaglie
  importanti,  abbia il coraggio di tagliare i rami secchi,  profondi
  che succhiamo il sangue dei siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intanto do
  il  benvenuto  ai  nuovi Assessori  che ancora non  conosco.  Avevo
  chiesto  di parlare una mezz'oretta fa, manca - mi devo stupire  di
  definirlo così - la mia musa ispiratrice, l'onorevole Figuccia, che
  con  il suo intervento ha dato dimostrazione di come in Sicilia con
  gli   sprechi,  anche  gli  sprechi  di  parole,  si  vada   sempre
  abbandonanti.
   L'onorevole Figuccia ha lanciato delle accuse precise al Movimento
  5 Stelle dicendo che  non me lo ricordo più, ma basta che si vada a
  guardare  le votazioni oppure il programma capirà che con  coerenza
  noi rispondiamo solo e unicamente al programma.
   Vi  vorrei  ricordare che Forza Italia, il partito di cui  lui  fa
  parte  aveva nel suo programma l'abolizione delle province, durante
  la campagna elettorale, ma poi si è ben guardato dall'appoggiare la
  norma.  Io  da  quel  momento ad ora ho riflettuto,  accettando  di
  sentire  quelle parole da chi fa parte di un partito che ha segnato
  nell'ultimo  ventennio  il  declino  morale,  economico,  culturale
  dell'Italia  nonché  della Sicilia anche se questo  primato  lo  ha
  dovuto condividere anche altri soggetti politici blasonati con  cui
  spesso  hanno una profonda sintonia. Così qualche tempo fa il  capo
  del  PD   e il capo del partito dell'onorevole Figuccia avevano  la
  profonda  sintonia. Profonda sintonia quando ci sono da fare  delle
  modifiche strategiche forse anche al 416 e, quindi, vanno d'accordo
  quando c'è d'andare d'accordo.
   Comunque,  andiamo  avanti perché oramai trovo  inutile  andare  a
  recriminare.
   Ho   sentito   l'onorevole  Lupo  che  parlava  di   una   fattiva
  collaborazione in Commissione bilancio su questo disegno di  legge.
  Non  faccio  parte  di  questa Commissione, ma  devo  dire  che  la
  collaborazione  non  è che è stata così semplice,  perché  se  sono
  venuti  fuori  degli argomenti è stato per la caparbietà  dei  miei
  colleghi,  che  hanno insistito veramente, lottando  per  avere  la
  lista  di  chi  doveva ricevere i soldi, sapere di preciso  quanto,
  perché  c'era  il mistero, non si sapeva quanti soldi ci  volevano,
  non   si  sapeva  se  questi  debiti  erano  stati  contrattati   o
  ricontrattati,  e  non  è  giusto  che  non  ci  sia  il  tempo  di
  ricontrattare, non ci sono i  modi di ricontrattare quando a pagare
  sono i cittadini, perché si tratta di questo.
     Come  ha detto l'onorevole Zito, nella piccola occasione in  cui
  Enel  e Telecom volevano contrattare un debito, l'assessore Valenti
  ha  detto  di no, che era troppo complicato. E chissà quante  altre
  volte poteva succedere. Siamo generosi, dobbiamo pagare le imprese.
  Peccato  che a pagare sono le imprese e le famiglie. E  siccome  io
  dalla  mia  cultura semplice, so benissimo che il  risparmio  è  il
  mezzo guadagno, forse è tutto guadagno.
   Chiedo  agli  assessori  - e mi rivolgo al difficile  compito  che
  avrà  l'assessore Agnello, io mi auguro di vederlo  sempre  di  più
  sorridere, di potere avere delle soddisfazioni, di potere  lavorare
  bene,  anche se gli verrà un po' difficile perché qui di mosche  ce
  ne  sono  tante  e le si attaccheranno addosso. Io però  la  voglio
  incoraggiare nel suo lavoro, perché sarà molto difficile, tuttavia,
  se  ci  mette veramente il cuore ce la può fare, anche  perché  nel
  merito  dei  provvedimenti troverà il nostro  appoggio,  nonostante
  qualcuno dica che noi siamo qui a fare non so che cosa  e a perdere
  tempo.
   Io  vorrei  invece  dire che siamo degli interlocutori  affidabili
  quando  crediamo nel merito dei provvedimenti. E lo abbiamo  sempre
  dimostrato, senza mai tradire gli elettori e senza mai  tradire  il
  mandato per cui siamo venuti qui.
   Vorrei  dire  all'onorevole  Lupo  -  e  lo  ringrazio  per  avere
  ricordato che noi devolviamo parte della nostra indennità al  Fondo
  per  il  microcredito  - ma gli ricordiamo anche che nonostante  il
  contentino  che  ci  hanno  dato la scorsa  Finanziaria,  di  farci
  istituire  il Fondo e poi a settembre 2013 prima della  mozione  ci
  hanno  detto sì per l'approvazione, che va al CGA, voglio ricordare
  che  è ancora tutto fermo e che, quindi, ci stiamo attrezzando  per
  sbrigarcela noi. Perché chi fa da sé fa per tre. E noi speriamo  di
  fare anche per quattro.
   Voteremo dunque contro in maniera coerente, abbiamo dato tutti gli
  spunti  per  trovare altri soldi, per indicare dove risparmiare.  E
  vorrei  aggiungere che le azioni di responsabilità nei riguardi  di
  chi,  ad  esempio, nelle partecipate ha creato dei buchi di milioni
  di  euro,  è  una  groviera  di buchi,  ho  inoltrato  anche  delle
  interrogazioni. Spero di poterla incontrare presto per sottoporle e
  darle  un aiuto anche a seguire un attimino dei lavori che  avevamo
  iniziato  con  l'altro  Assessore perché  purtroppo  di  azioni  di
  responsabilità qui in Regione non se ne parla mai, si fanno i danni
  e poi a pagare sono i siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  cercherò  di  resistere alla tentazione di rispondere all'onorevole
  Foti  per non farmi distrarmi dal tenore dell'argomento, risponderà
  poi a suo tempo l'onorevole Figuccia; sulla coerenza, comunque, non
  credo  che  il  Movimento  Cinque  Stelle  possa  dare  lezioni   a
  chicchessia   avendo   approfittato   dell'appoggio   delle   forze
  governative per occupare quanto c'era da occupare all'inizio  della
  legislatura  compresa la sedia dove lei sta comodamente  seduto  in
  questo  momento,  oppure  a una Presidenza  di  una  Commissione  e
  quant'altro, per la verità ruolo ricoperto quanto meno quest'ultimo
  in maniera più che dignitosa.
     Allora, caro Presidente, parto proprio, me lo consenta, io  sono
  profondamente rispettoso delle Istituzioni, del ruolo istituzionale
  e   delle   figure   che  ricoprono  questi  ruoli.   Però,   debbo
  stigmatizzare con forza la sua decisione assunta in quest'Aula, che
  è  di  una  gravità inaudita perché lei ha sovvertito  con  la  sua
  decisione  un voto liberamente e coerentemente espresso  dall'Aula,
  di approvazione di un emendamento proposto dal mio Gruppo politico.
  Lei ha stravolto il Regolamento imponendo la ripetizione di un voto
  violando  in  tal  maniera  qualsiasi norma  di  correttezza  e  di
  rispetto  della  volontà parlamentare. Lei ne  dovrebbe  trarre  le
  dovute  conseguenze e non cercare di scusarsi che "errare è umano",
  io  dico "perseverare è diabolico", continuare cioè a sedere  e  ad
  occupare  quel posto di Vicepresidente, che non glielo  ha  imposto
  alcuna  volontà divina. Detto questo, caro Presidente, mi  permetta
  di  preannunciare il mio voto contrario a questa norma in  parziale
  dissenso con la volontà espressa dal mio Gruppo, di astenersi.
   E  mi  permetterò  di  giustificare  brevemente  questo  mio  voto
  contrario,  pur  apprezzando l'opera,  più  che  meritoria,  svolta
  dall'onorevole  Falcone  e  dagli altri rappresentanti  del  centro
  destra all'interno della Commissione bilancio. Perché è solo grazie
  alla  loro  preparazione, alla loro assiduità ai  lavori,  al  loro
  intuito,  alla loro capacità di rendere presentabile un disegno  di
  legge  che  altrimenti presentabile non era, che si  è  riusciti  a
  salvaguardare comunque la forma di questa norma.
   Però,   caro   Presidente,  nonostante  questo  e  nonostante   le
  correzioni  indubbiamente  apportate -  e  non  certo  per  volontà
  inciucista - dai rappresentanti del centro destra, io non mi  sento
  di  votare  una  norma che viene propagandata come  salva-imprese ,
  come  una norma salvifica per l'economia siciliana, come una  norma
  salvifica  per le imprese che attendono questa boccata di ossigeno,
  perché  noi  stiamo  contrabbandando quella che  non  è  altro  che
  un'operazione   che   nei  Comuni  si  definisce   comunemente   di
  anticipazione di cassa, come una megaoperazione strutturale.
   Ma  la cosa grave è che i Comuni restituiscono l'anticipazione  di
  cassa a fine anno, magari ricorrendo ad un'altra anticipazione; noi
  quest'anticipazione  di cassa - perché di questo  si  tratta  -  la
  restituiamo in trent'anni, ipotecando il futuro dei nostri figli  e
  dei  Siciliani  di  domani. E questo non può  andare  assolutamente
  bene.
   Il  tasso di interesse è stato, fortunatamente, ridotto, grazie  a
  questi  interventi del centro destra. C'è - questo sì - un impegno,
  una  manifestazione di buoni propositi, una manifestazione di buona
  volontà  di  cominciare  a  ridurre  le  imposte  che  gravano  sui
  siciliani  - e sarebbe finalmente ora - ma non c'è nessuna  manovra
  che  consenta  di assicurare che i debiti che oggi  stiamo  pagando
  solo parzialmente  perché questo deve essere detto
   Noi   stiamo   pagando  alcuni  debiti  e  neppure   quei   debiti
  certificati,  perché  l'assessore Bianchi  in  quest'Aula  è  stato
  chiarissimo:  quei debiti servivano solo a titolo  esemplificativo,
  ma   non  significa  assolutamente  imporre  una  graduatoria   dei
  pagamenti,  significa  che noi riusciremo a  pagare  alcuni  debiti
  lasciandone  fuori  molti altri, che nelle  more  si  sono  creati.
  Trasferiremo qualcosa agli enti locali, trasferiremo qualcosa  alla
  Serit,  ma  non avremo risolto nessuno dei problemi essenziali  che
  vive la nostra Regione.
   Allora noi stiamo trasformando quella che è un'operazione di  mero
  recupero  di  liquidità temporanea, in una megamanovra strutturale,
  che  invece  di strutturale ha solo l'imposizione di una situazione
  debitoria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  Governo,  io non ho capito se parliamo di un mutuo per comprare  le
  noccioline  o se parliamo di contrarre un mutuo per pagare  imprese
  che hanno erogato servizi e beni a questa Regione.
   Da qualunque parte d'Italia vengano, sono piccole e medie imprese,
  hanno  dato delle medicine - la Roche, la Philips e tante  altre  -
  che  certamente non sono debiti contratti in quest'anno. Io capisco
  che  il  Presidente  si chiama Crocetta, ma  non  credo  che  possa
  portare sulle spalle tutte le croci
   Credo che sia importante ritornare ad un intervento fatto un  anno
  fa.  Il  mio  primo intervento fatto in quest'Aula si  riferiva  al
  patto  di  stabilità, al fiscal compact e al pareggio di  bilancio.
  Sono  degli argomenti che, se non c'è un Governo forte e autorevole
  che  può confrontarsi col Governo nazionale, ci farà ritrovare ogni
  giorno  a  parlare  di mutui che fanno parte dei  debiti  contratti
  negli  ultimi  anni,  cinque, dieci, quindici anni,  senza  che  in
  alternativa parliamo di come poter fare fronte a questi  mutui  con
  entrate certe.
   Non  mi  fermerò a parlare della Serit, che potrebbe anche  essere
  gestita  in  modo diverso, non mi fermerò a pensare che  forse,  se
  magari potessimo attuare anche in Sicilia quello che è stato  fatto
  in  Italia,  cioè  fare 120 rate bimestrali per  poter  far  pagare
  quanti  devono dare alla Serit, che sappiamo ha un credito  di  220
  milioni  di euro e un debito di 60 milioni di euro. Io non so  come
  viene  gestita,  ma  so per certo che il Presidente  del  Consiglio
  Renzi,  che  fino  a  stamattina ha sottolineato  la  necessità  di
  toglierci   180-200  milioni  di  euro,  farebbe   bene   a   porre
  l'attenzione sull'articolo 36 e 37.
   Mentre  prima io mi sono soffermato per parecchio tempo, quasi  un
  anno, sull'amianto, da 25 anni mi soffermo sull'articolo 36 e 37. E
  mi  soffermo  perché  è  opportuno che il Governo  regionale  possa
  aprire  un  confronto e una sfida col Governo nazionale. Ci  stiamo
  trovando   di   fronte   ad  una  emergenza  della   quale   stiamo
  sottovalutando la portata, l'emergenza degli immigrati  che  stiamo
  affrontando  da  soli,  che  costa un  mare  di  soldi  al  Governo
  nazionale,  ma  anche al Governo regionale. Questi  soldi  da  dove
  vengono presi?
   Noi  dobbiamo parlare con la Comunità Europea perché questo fiscal
  compact - che sicuramente il collega Leanza sa bene -, parliamo  di
  golden  rule,  dovrebbe  essere il momento  del  confronto  con  la
  Comunità  Europea  che  da un lato ci chiede di  rispettare  questo
  fiscal  compact, dall'altro non ci da la possibilità di  affrontare
  l'emergenza  che  diventa ogni giorno più grave, non  solo  per  la
  massa  enorme  di  persone  che stanno venendo  qua  e  che  stanno
  invadendo la Sicilia, da Augusta a Lampedusa, con tutto quello  che
  comporta,  senza  che  ci  possa essere un  controllo  certo  sulla
  sanità, dall'altro ci chiede di non sforare il patto di stabilità.
   Io  non  so se queste somme che noi diamo a chi ha il credito  con
  noi  potranno  essere  spese o meno, io  chiedo  all'assessore  per
  l'economia,  non solo di andare a guardare i debiti -  e  questo  è
  facile  -  ma  di aprire un confronto col Governo nazionale  perché
  almeno  ci riconosca una parte di quelle risorse che, ormai da  più
  di    cinquant'anni,   prendono   dalla   nostra   Regione.    Cioè
  quell'articolo  37  e quell'articolo 36 che abbiamo  approvato  qui
  all'unanimità,  perché  anche l'IVA possa  essere  riportata  nelle
  casse  della Regione. Perché altrimenti di questi mutui ne  dovremo
  fare tanti, perché non possiamo bloccare l'economia della Regione.
   Se  non paghiamo le piccole e medie imprese siciliane e nazionali,
  nessuno  ci  farà credito, nessuno parteciperà, e non  avremo  beni
  importanti  come  le  medicine e altre cose.  Qualcuno  parlava  di
  spiegarlo  ai  cittadini, dobbiamo pagare  i  debiti  entro  trenta
  giorni.  Vorrei sapere come. Come facciamo a superare il  patto  di
  stabilità,  come facciamo a fare in modo che anche  questa  Sicilia
  possa entrare finalmente nel calendario del Governo nazionale?
   Io  voterò - così come voterà anche il Gruppo dei moderati per  la
  Sicilia - si a questo disegno di legge perché siamo convinti non di
  fare  una cortesia al Presidente Crocetta e al Governo, ma di  fare
  una cortesia a tutti i siciliani che hanno crediti nei confronti di
  questa Regione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  oggi
  finalmente  questo Parlamento e il Governo stiano  ristabilendo  un
  principio   su   cui   la   pubblica   amministrazione   è   sempre
  intransigente: i debiti si pagano.
   Una  pubblica  amministrazione che nei confronti dei  cittadini  è
  assolutamente   intransigente,   che,   addirittura,   arriva    al
  pignoramento  della  prima casa anche per debiti  che  non  possono
  essere   pagati  per  situazioni  di  indigenza,  è  una   pubblica
  amministrazione, uno Stato, che applica due metri  differenti:  uno
  intransigente  nei confronti dei cittadini, e l'altro  estremamente
  elastico, possibilista e da valutarsi caso per caso quando  c'è  in
  ballo  lo  Stato che accende - anzi in questo caso la Regione  -  i
  debiti, e poi non li onora.
   Ritengo  che  è  un  operazione  di giustizia.  Un  operazione  di
  giustizia  perché  una  Regione deve essere  intransigente  con  se
  stessa  e  rispettare  quelli  che sono  i  principi  giuridici,  e
  soprattutto  morali,  per i quali i cittadini inadempienti  vengono
  massacrati,  e una Regione inadempiente, invece, trova  la  propria
  giustificazione.
   Non  può,  cari colleghi, accettarsi il principio per il quale  la
  Regione  accende  i  debiti e poi non li onora.  Accanto  a  questo
  sacrosanto principio giuridico - ma ribadisco soprattutto  etico  -
  dovremmo anche andarci a chiedere perché ci sono dei debiti  accesi
  dalla Regione che non sono stati onorati. Che cosa è successo?  Chi
  li  ha  accesi e per quale motivo? Avevano le coperture finanziarie
  questi   debiti?  Erano  inseriti  in  bilancio?  Ci   sono   delle
  responsabilità? Sono queste le domande che mi faccio.  Perché  oggi
  un  Governo Crocetta è costretto a rincorrere debiti precedenti  di
  cui  è  chiamato a rispondere suo malgrado? Se alcune  cose  ce  le
  dobbiamo  dire,  allora  diciamocele   Le  responsabilità   passate
  purtroppo  ricadono su questo Governo che sta facendo  veramente  i
  salti  mortali  per  fare  quadrare  i  conti  e  per  assumere  un
  atteggiamento di coerenza e di serietà nei confronti del mondo, non
  solo produttivo, ma soprattutto dei cittadini.
   Non  dimentichiamo che questi soldi vanno a finire  alle  imprese,
  che  questi soldi vanno a finire ai lavoratori, che sono debiti per
  i  quali si sarebbero avviate delle pretese giudiziarie con  enormi
  aggravi di costi e sequestri, e aggravi di costi sociali perché  un
  giudizio  davanti  ad un tribunale qualsiasi, costa  alla  società,
  mentre  per  converso  con l'accensione di  questo  mutuo  -  siamo
  l'ultima  Regione d'Italia ad accenderlo, perché era diffuso  anche
  su  altre  - adempiamo ad un obbligo giuridico e morale ed  andiamo
  anche a risparmiare.
   I  vari  distinguo se era opportuno, se non era opportuno,  se  si
  poteva  risparmiare, se si poteva fare in modo diverso,  non  credo
  siano  pertinenti.  Quello che è importante  è  che  finalmente  si
  stabiliscono  i  principi su cui anche la  Regione  siciliana  deve
  avere  assolutamente  chiarezza  e determinazione.  E  soprattutto,
  Presidente,  signor Assessore, io mi auguro che nei futuri  bilanci
  gli  sforamenti  di  spesa  abbiano  dei  responsabili,  e  che   i
  responsabili  siano  chiamati  davanti  la  Corte  dei  Conti   per
  rispondere del proprio operato, perché siamo stanchi, tutti quanti,
  molto  stanchi  di  una finanza pubblica molto allegra  che  magari
  eroga, pretende e chiede consulenze non giustificate e poi non paga
  i debiti.
   Chiedo   di   verificare  la  responsabilità  di   quei   pubblici
  amministratori,  chiunque  essi  siano,  che  hanno  consentito  lo
  sforamento  di  bilancio, in modo tale che anche la  Regione  abbia
  finalmente  una  sua serietà giuridica, politica, professionale  ed
  amministrativa.
   Per questo Il Megafono vota convintamente al sostegno della norma,
  e per questo vorremmo che il Governo possa accelerare i tempi anche
  della  prossima  finanziaria, per la quale auspichiamo  una  rapida
  conclusione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Digiacomo.  Ne  ha
  facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  preso  la
  parola  perché più volte durante questo lungo rosario di interventi
  è  stato  dato  come un dato consolidato che con i  risparmi  della
  sanità  in  Sicilia  si possono pagare cose diverse  rispetto  alla
  stessa sanità.
   Signor  Assessore, io le consiglierei di essere molto prudente  su
  questa cosa, perché le ricordo che una intera manovra finanziaria è
  stata  bocciata  da  parte  del Commissario  dello  Stato  per  due
  ragioni: prima i presunti risparmi in sanità sono risparmi presunti
  e  non certi; secondo anche se si tratta di bene e servizi, le cose
  sono  due  o si reinvestono in sanità - per esempio potenziando  le
  RSA,  acquistando tecnologie, rafforzando gli organici laddove sono
  carenti  -  o altrimenti si incorre nel rischio reale di  avere  la
  norma bocciata. E noi rischieremo una seconda bocciatura
   Ora,   signor  Assessore,  io  le  vorrei  dare  un  elemento   di
  riflessione.  Lei  deve sapere - anzi saprà senz'altro,  perché  mi
  risultano i suoi trascorsi di tecnico, di importante professionista
  per una società di revisione - che noi siamo stati obbligati ad  un
  piano  di rientro triennale che praticamente ha innalzato la nostra
  quota di compartecipazione da 42 al 49 per cento. Lei sa che questa
  norma  è  stata  impugnata alla Corte Costituzionale,  lei  sa  che
  durante  questi  anni noi abbiamo dovuto operare  un  dolorosissimo
  piano di rientro che oggi ci pone come l'unica Regione italiana  ad
  avere avuto un avanzo di 25 milioni di euro, senza dovere ricorrere
  al ripianamento o al conguaglio in capo alle tasse nostre, che sono
  tra le più alte d'Italia.
   Questo cosa vuole dire? Che noi teniamo al massimo le aliquote che
  facciamo  pagare alle imprese, ma in realtà il fondo sanitario  non
  ha  bisogno di questo recupero, di questo conguaglio e tutto quanto
  noi  facciamo  pagare  perché stiamo in  piano  di  rientro,  viene
  riassorbito  per pagare altre cose rispetto al cofinanziamento  del
  fondo sanitario regionale. E questa è una battaglia che si potrebbe
  fare,  perché la Sicilia di fatto non è più in piano di rientro,  e
  da  Regione  'canaglia' si è trasformata in Regione  virtuosa.  Voi
  l'autorevolezza  per  chiedere  al  Governo  nazionale  che   venga
  reimpostato l'indice di compartecipazione dal 49 al 42 per cento ce
  l'avete   o   no?  Questo  è  il  quesito  politico   Non   pensare
  fantasiosamente di risparmiare dai beni e servizi 200 milioni e  di
  pagare  i  precari.  Per carità è giusto pagare  i  precari,  com'è
  giusto pagare i debiti pregressi.
   Avrà il mio voto in questo provvedimento, ma se fate un errore  di
  quel genere compite un errore grammaticale grave  Sarà bocciato,  e
  faremo la figura dei perecottari, assessore, a meno che - ma questo
  lo  deve dire ai siciliani - lei non intenda il definanziamento del
  fondo cioè dire:  guardate io non ho bisogno degli otto miliardi di
  euro, me ne bastano sette. I cinquecento che dovevo mettere non  li
  metto più. . Se la sente, assessore? Vorrei una risposta, e non  mi
  mandate  in  Commissione queste porcherie perché saranno strappate
  Non  so  se  mi sono espresso chiaramente per un doppio  ordine  di
  ragioni,  perché  diciamo  che la finanza  creativa,  immaginifica,
  certamente  ha una sua importanza, ma noi quando siamo  legislatori
  dobbiamo  stare  attenti  a  non  compiere  errori  che  potrebbero
  rivelarsi molto gravi.
   Quindi,  signor assessore, se per caso qualcuno l'avesse  convinta
  in  queste ore che basta risparmiare in sanità per fare passare una
  norma   da   400   milioni  di  euro,  le  vorrei   affettuosamente
  raccomandare di non dormire sonni tranquilli, perché quella  è  una
  strada che non porterà da nessuna parte.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  oggi
  devo  innanzitutto prendere atto con soddisfazione  di  una  grande
  prova  di  maturità, un'altra grande prova di maturità  dell'intero
  Parlamento.
   Non  importa chi esprimerà un voto a favore e chi un voto  contro,
  ma  credo  che  con grande onestà intellettuale si  sia  svolto  un
  dibattito su un provvedimento importante che questa sera  vedrà  la
  luce  e  che  darà  un  contributo  molto,  molto  importante,  per
  invertire un trend recessivo pericoloso che già da oltre  due  anni
  investe  la nostra Regione. Un grazie davvero, quindi, a chi  si  è
  espresso,  anche  un  voto  di astensione  questa  sera  in  questo
  Parlamento,  e  un  segnale a chi voterà contro questo  disegno  di
  legge,  tenuto  conto che non siamo stati eletti  e  non  siamo  in
  quest'Aula per farci i dispetti, ma siamo in quest'Aula per provare
  a   lavorare  con  tutte  le  nostre  forze  e  con  grande  onestà
  intellettuale per i siciliani, per affrontare questo  momento  così
  difficile e complicato.
   Condivido  ciò che è stato detto dai colleghi prima di  me,  hanno
  riassunto  l'onorevole Cracolici e l'onorevole Lupo quanto  il  mio
  partito  ha  fatto per addivenire insieme al contributo  che  altre
  forze  politiche hanno dato, anche di recente, ad un  provvedimento
  che  sia  il più possibile adeguato alle esigenze della Sicilia,  e
  condivido  la  necessità  di attivare,  di  rendere  permanente  un
  tavolo,  un  rapporto  con  il Governo nazionale,  perché  soltanto
  attraverso  questo canale noi saremo in condizione, nelle  prossime
  settimane,  nei prossime mesi, di affrontare i problemi  gravissimi
  che  affliggono questa Regione, ai limiti dei problemi, di tensioni
  sociali  davvero insopportabili. E, del resto, anche  questo,  come
  dicevamo, è un provvedimento che nasce da una collaborazione tra  i
  livelli regionali ed il livello nazionale, di un provvedimento  che
  ha  richiesto persino la modifica di una norma nazionale da  parte,
  appunto,  del  Parlamento  dello  Stato,  che  può  consentire   di
  affrontare  un  tema  così  importante come  quello  di  introdurre
  liquidità  nel  sistema  economico  e  finanziario  della   Regione
  siciliana,  e  che possa consentire davvero, come dicevo  in  altre
  occasioni,  un principio di legalità, che è quello che gli  impegni
  si  onorano e i debiti della pubblica amministrazione vanno pagati,
  affinché ci sia davvero un'inversione di tendenza in questa spirale
  recessiva che rischia di uccidere la nostra Regione.
   E con queste motivazioni, e con la soddisfazione dopo mesi e mesi,
  assessore  Agnello, presidente Crocetta, di sofferenza,  su  questo
  provvedimento, che finalmente stasera vedrà la luce come legge  per
  una prospettiva diversa, di grande responsabilità.
   Ecco,  stasera  davvero  in questo Parlamento,  piuttosto  che  la
  logica delle appartenenze, è prevalsa l'etica della responsabilità.
   Con  questo  annunzio,  ringraziando  tutti  i  deputati,  mi  sia
  consentito,  del mio Gruppo per il senso di responsabilit��  estremo
  che  ancora una volta hanno dimostrato, annunzio il voto favorevole
  al   disegno  di  legge  in  discussione  del  Gruppo  del  Partito
  Democratico.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che è  stato  presentato
  dall'onorevole  Dina, ai sensi dell'articolo  117  del  regolamento
  interno, l'emendamento 117.1.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, colgo l'occasione che è  presente  in
  Aula il Presidente Crocetta, per dire che poco fa è stato approvato
  un  ordine  del  giorno votato dall'intera Aula all'unanimità,  col
  parere  favorevole del Presidente Crocetta, che invita e impone  il
  divieto di pubblicare notizie relative a bandi, a comunicazioni,  a
  concorsi,  a selezioni di qualunque tipo. Questo è stato  approvato
  all'unanimità, Presidente, con il suo parere favorevole.
   Dallo staff dell'Assessore per la formazione professionale è stato
  risposto   picche,  nel  senso  che  è  stato  detto  che   se   ne
  fregherebbero di questo ordine del giorno.
   Se  così sarà, Assessore, le preannuncio la presentazione  di  una
  mozione  di  sfiducia  alla  sua  persona,  quindi  qui  io  voglio
  richiamare,   in  un  rapporto  di  collaborazione  e   correttezza
  istituzionale, che il Presidente Crocetta faccia rispettare  questa
  Assemblea  soprattutto dallo staff dell'Assessore Scilabra,  perché
  se così non sarà noi  dovremo comportarci di conseguenza.
   Presidente  Ardizzone, sentivo di dire queste  cose  e  anche  lei
  faccia rispettare l'indicazione.

   PRESIDENTE. Onorevole Falcone, lei ne ha approfittato, pensavo che
  intervenisse sull'articolo 117.
   Pongo in votazione l'emendamento 117.1. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  prima della votazione finale,  comunico  che
  sono stati presentati tre ordini del giorno.
   Il  primo  è  il numero 258, a firma dell'onorevole  Panepinto  ed
  altri  con  il  quale  si  impegna  il  Governo  della  Regione   e
  l'Assessore  per  i  beni culturali  A sospendere  l'efficacia  del
  decreto  assessoriale n. 7 del 29 luglio 2013, contenente un  piano
  paesaggistico degli ambiti 2, 3, 5, 6 10, 11 e 15  ricadenti  nella
  provincia di Agrigento e procedere, ai sensi dell'articolo 144  del
  decreto  legislativo  n. 42 del 2004, all'emanazione  di  un  piano
  concertato con i portatori di interessi diffusi e condiviso con  la
  realtà territoriale .

   Il parere del Governo?

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Signor Presidente,  andrebbe
  recepito verificando tutte le condizioni tecniche di legge,  perché
  noi  abbiamo  la  necessità di armonizzare i  vari  piani  che  non
  possono  essere  in  contraddizione è anche  uno  dei  compiti  che
  attualmente è all'assessorato del territorio e ambiente;  però,  la
  questione  la vogliamo tecnicamente e attentamente valutare  perché
  ci sono anche delle responsabilità dell'amministrazione rispetto  a
  divieti,  eccetera,  che possono essere o meno compatibili  con  la
  legge.  Quindi, c'è tutta la volontà del Governo di  affrontare  la
  questione però valutandone gli effetti.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 258.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 259 "Misure
  urgenti  relative  alle anomalie contabili  che  hanno  ridotto  le
  entrate  regionali", a firma dell'onorevole  La  Rocca  e  tutti  i
  componenti del M5S.
   Onorevole  Gianni  e onorevole Cimino, la questione  più  volte  è
  stata evidenziata dall'articolo 36 e 37, sopratutto sulla questione
  Irpef.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  è  chiaro che tutto ciò che l'Assemblea  propone  ha  un
  valore per il Governo, quindi non vorrei essere equivocato rispetto
  alle  questioni  di  prima. E' chiaro che è interesse  anche  della
  Regione  avviare  queste questioni che, fra  l'altro,  abbiamo  già
  avviato. Per cui, ritengo che sia utile accogliere questo  atto  di
  indirizzo.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 259.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   GRECO GIOVANNI. Dichiaro di voler apporre la firma all'ordine  del
  giorno n. 259.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato l'ordine  del  giorno  n.  260
  "Programmazione di interventi nell'ambito del nuovo complemento  di
  programmazione  delle  misure comunitarie", a firma  dell'onorevole
  Ragusa. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   TURANO.  Dichiaro  di  voler apporre la mia firma  all'ordine  del
  giorno n. 260..

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 260. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   (Proteste da parte dell'onorevole Zito perché non viene preso in
     considerazione un ordine del giorno sulla sanità a sua firma)

   PRESIDENTE.  Onorevole Zito, gli ordini del giorno ammissibili  li
  dichiara  questa  Presidenza, e ci sono una  serie  di  ordini  del
  giorno  che riguardano materia della sanità, che verranno  trattati
  successivamente.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                             «Disposizioni
        in materia di pagamenti della Pubblica Amministrazione.
                       Anticipazione finanziaria
            alla società Riscossione Sicilia.  (n. 500/A)»

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge "Disposizioni in materia di pagamenti  della
  Pubblica  Amministrazione. Anticipazione  finanziaria  alla  società
  Riscossione Sicilia" (n. 500/A)».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  68
   Maggioranza         35
   Favorevoli          42
   Contrari            16
   Astenuti            10

                         (L'Assemblea approva)

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  soltanto  per  ringraziarvi. Il  Governo  non  considera
  questo  voto né un voto a favore del Governo né un voto  contro  il
  Governo, lo considera semplicemente un voto che salva la Sicilia da
  un  disastro annunciato e possibile e permette di mettere in  bonis
  il bilancio della Regione. Grazie a tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, prima di  rinviare  la  seduta  a
  martedì  29  aprile  2014,   alle  ore  16.00,  ho  il  dovere   di
  comunicarvi   che  poc'anzi  abbiamo  inaugurato  una   delle   più
  importanti  mostre che si siano tenute in Sicilia che  riguarda  lo
  scrigno di Palermo.
   Sono  esposti  gli argenti, gli avori, i tessuti  e  le  pergamene
  della Cappella Palatina. La mostra è già stata inaugurata alla  ore
  18.00.  Invito tutti voi a visitarla, a fare promozione. Credo  che
  sarà  una  mostra  della quale si parlerà e  penso  bene  in  tutta
  Italia.  Si tratta di tesori nascosti che vengono esposti,  abbiamo
  le  pergamene  di  Federico II, tanto per intenderci,  che  vengono
  esposte.
   Ricordo  che  abbiamo incardinato proprio stasera  il  disegno  di
  legge disposizioni urgenti in materia di servizio idrico integrato,
  e  abbiamo  dato  termine  fino a domani  alle  ore  12.00  per  la
  presentazione di eventuali emendamenti.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  29  aprile
  2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione unificata delle mozioni in materia di formazione
  professionale:

         N. 16  -    Interventi a garanzia del personale in esubero
              del comparto della formazione professionale.

         (16 gennaio 2013)

                          LENTINI-ODDO-SAMMARTINO-MICCICHE'-RAGUSA

         N. 33  -   Notizie  sulla determinazione della Commissione
              europea  sul  Fers  con  particolare  riferimento  ai
              fondi impegnati per la formazione professionale.

         (31 gennaio 2013)

                            ASSENZA - FALCONE - GERMANA' - POGLIESE

         N. 247  -   Pagamento  delle retribuzioni  pregresse  agli
              operatori della formazione professionale.

         (10 dicembre 2013)

                                   ANSELMO - D'AGOSTINO - FIRETTO -
                                                           MICCICHÉ

         N. 252   -  Urgente  approvazione  ed  alla  pubblicazione
              dell'albo    degli    operatori   della    formazione
              professionale.

         (12 dicembre 2013)

                              CIANCIO -  CAPPELLO  -  CANCELLERI  -
                            CIACCIO -           FERRERI - FOTI - LA
                                   ROCCA - MANGIACAVALLO -PALMERI -
                                   SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO -
                                                    ZAFARANA - ZITO

         N. 272  -  Destinazione delle somme di  cui  al  Fondo  di
              garanzia previsto dall'art. 132, comma 1, della  l.r.
              n.  4  del 2003 al pagamento delle retribuzioni   del
              personale   della formazione collocato in mobilità  a
              zero ore.

         (19 febbraio 2014)
                              CAPPELLO -  CANCELLERI  -  CIACCIO  -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                              MANGIACAVALLO -  PALMERI - TANCREDI -
                              SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO

         N. 283  -  Nomina di una Commissione parlamentare speciale
              d'indagine    e    di    studio   sulla    formazione
              professionale.

         (21 marzo 2014)

                               FALCONE  -  FIGUCCIA  -  POGLIESE  -
                            ASSENZA   -           BANDIERA - SAVONA

         N. 284   -   Adozione  del  piano  regionale  dell'offerta
              formativa per gli anni 2014 e 2015.

         (24 marzo 2014)

                     ZAFARANA    -    CIANCIO    -    TRIZZINO    -
                     MANGIACAVALLO  -           ZITO  -  CIACCIO  -
                     SIRAGUSA  - TANCREDI - CANCELLERI   -  FOTI  -
                     FERRERI - PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

   III - Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

   IV - Discussione della mozione:

         N. 277 - Interventi di sostegno per l'assistenza ai minori
              stranieri non accompagnati.

         (7 marzo 2014)

              CIRONE  -  GUCCIARDI -  LUPO  -  ALLORO  -   RAIA   -
          MILAZZO A.

   V  -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -   Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico
               integrato . (n. 693/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cirone

            2)  -   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane.  (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            4)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            5)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            6)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            7)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            8)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            9)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            10)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            11)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 20.39

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni
             Rubrica «Beni culturali e Identità siciliana»

   ZAFARANA - PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO  -
  CIANCIO - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI - LA
  ROCCA - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i
  beni culturali e l'identità siciliana, premesso che:

   dagli organi di stampa si è appreso, qualche giorno fa, la notizia
  secondo  la quale il Tempio Segesta è stato 'affittato'  da  alcuni
  facoltosi  statunitensi  (tra i quali  voci  non  confermate  hanno
  indicato  anche un membro dello staff del Presidente Barack  Obama)
  per  due cene ultra esclusive organizzate da una agenzia israeliana
  leader nel settore;

   nella prima delle due occasioni, lo scorso 20 giugno, i commensali
  hanno  voluto  cenare  a  lume di candela,  cosicché  gli  addetti,
  lautamente remunerati per gli straordinari, fortunatamente a carico
  dell'agenzia e quindi degli invitati, hanno provveduto ad escludere
  l'illuminazione  cui  gli abitanti delle zone  limitrofe  al  Parco
  Archeologico di Calatafimi e Segesta erano abituati;

   gli    stessi   abitanti,   preoccupati   dall'anomalia,   avevano
  ingenuamente  segnalato agli uffici competenti che  il  Tempio  non
  fosse illuminato;

   nella  seconda  occasione  (il 2 luglio scorso),  invece,  il  più
  nutrito  ma sempre esclusivo gruppetto di commensali, ha  preferito
  una  variopinta illuminazione, dal fucsia al rosso,  dal  verde  al
  giallo,  così  per una sera, il Tempio di Segesta  ha  indossato  i
  panni di Arlecchino per soddisfare le esigenze cromatiche dei  suoi
  'affittuari'; quanto alla richiesta di sparare fuochi  d'artificio,
  pure  richiesti  dai  commensali, la direzione  del  Parco  non  ha
  ritenuto di concedere l'autorizzazione;

   il  tutto  si  è  svolto in condizioni di grande  riservatezza,  a
  tutela  dell'anonimato e del prestigio delle personalità coinvolte,
  per quanto gli astanti fossero atterrati in elicottero sul piazzale
  dell'ex  ferrovia di Calatafimi Segesta (cosa di certo non  passata
  inosservata);

   il  Sindaco  di  Calatafimi  Segesta, sollecitato  in  merito,  ha
  affermato di aver saputo per caso dell'accaduto ed ha laconicamente
  dichiarato  che  sebbene manchino i soldi per salvare  la  stagione
  estiva  del  Teatro, gli ambienti del Tempio vengano affittati  per
  cene;

   il   prezzo  pagato,  è  giusto  riportarlo  per  completezza   di
  informazione,  è  di 5000; ben poca cosa, ci permettiamo  di  dire,
  vista  la  bellezza  del contesto, se una valutazione  economica  è
  ammissibile in una vicenda del genere;

   tale denaro, peraltro, è finito nelle casse della Regione, ma  non
  sarà   direttamente   destinato   alla   manutenzione   del   Parco
  Archeologico, che detto per inciso ne avrebbe anche bisogno;

   è  già  stata  redatta in merito una lettera al  Presidente  della
  Regione, aperta alla sottoscrizione di chi si senta offeso dall'uso
  distorto  e ignorante che ci si è permesso realizzare a  danno  del
  Tempio di Segesta;

   il  direttore del Parco di Segesta, Sergio Aguglia, ha  dichiarato
  che  è  tutto lecito e che già in altre occasioni il Tempio è stato
  affittato per eventi privati, richiamando l'art. 106 del Codice dei
  Beni Culturali;

   considerato che:

   l'art.  106,  comma  2 bis, del Codice dei Beni Culturali  recita:
  'Per  i  beni diversi da quelli indicati al comma 2 (vale a dire  i
  beni  che non siano in consegna al Ministero, a proposito dei quali
  è   il  Ministero  stesso  a  determinare  canone  e  provvedimento
  autorizzativo   ndr.),  la  concessione  in   uso   è   subordinata
  all'autorizzazione del Ministero, rilasciata a  condizione  che  il
  conferimento  garantisca la conservazione e la  fruizione  pubblica
  del bene e sia assicurata la compatibilità della destinazione d'uso
  con   il   carattere  storico-artistico  del  bene  medesimo.   Con
  l'autorizzazione  possono  essere  dettate  prescrizioni   per   la
  migliore conservazione del bene';

   l'affitto per una cena esclusiva ad un gruppo di turisti facoltosi
  non è e non può essere in alcun modo considerato un uso compatibile
  con  la destinazione d'uso e con il carattere storico-artistico del
  bene in questione;

   un  episodio  del  genere, a quanto pare  nemmeno  unico,  offende
  gravemente  il  decoro  e l'importanza di un sito  archeologico  di
  grande rilievo, riducendolo a spettatore inerte, mortificato  dagli
  eccentrici capricci di ricchi e senza alcun rispetto per  l'Arte  e
  la Storia;

   per sapere se:

   non  intendano  avviare una indagine per stabilire  chi  abbia  la
  responsabilità,  sia  a  livello  ministeriale  che  di   direzione
  dell'area,  di  stabilire l'uso che del Tempio  i  privati  possano
  fare, stabilendo se tale uso rientri o meno nella previsione di cui
  all'art. 106 del Codice dei Beni Culturali;

   non   ritengano  opportuno  prendere  provvedimenti  ove  emergano
  irregolarità ed anomalie;

   non  intendano  porre fine immediatamente a tale  pratica  davvero
  intollerabile  e  si  restituisca decoro all'area  archeologica  di
  Segesta». (1187)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Facendo seguito all'interrogazione in oggetto e sulla
  base della documentazione agli atti del Dipartimento dei BB.CC., si
  trasmette la risposta richiesta.
   La  concessione d'uso dei Beni Culturali è soggetta in Sicilia  ad
  autorizzazione dell'Assessorato dei Beni culturali, che la rilascia
  a titolo oneroso.
   Con  l'atto di indirizzo prot.n. 2940 del 3 settembre 2013 si sono
  delineati  gli  elementi di valutazione che,  coerentemente  con  i
  dettati  del  Codice dei Beni culturali e della vigente  normativa,
  sono  da  ritenersi condizione necessaria per l'accoglimento  delle
  istanze.
   Si  può  affermare  che nel caso in esame, insieme  agli  obblighi
  d'ordine  contabile,  tutte le prescrizioni  di  legge  sono  state
  rispettate,  in  relazione  alla tutela della  conservazione,  alla
  compatibilità  e  al rispetto della valenza storico  culturale  del
  sito.
   La  Shavit  Production  inoltrava  al  Parco  di  Segesta  formale
  richiesta  per  la realizzazione di due eventi da  svolgersi  nella
  spianata antistante il Tempio dorico: il primo programmato  per  il
  20  giugno  2013  e  destinato ad un numero ristretto  di  persone,
  prevedeva un concerto per arpa; il secondo, programmato  per  il  2
  luglio  2013  e destinato ad un più nutrito numero di partecipanti,
  prevedeva un concerto di musiche barocche per violino solo  e  voci
  liriche, seguito da buffet.
   La   direzione   del  Parco  di  Segesta  avviava  gli   opportuni
  accertamenti  e riscontrava che gli eventi camera, cui  seguiva  un
  buffet  nella spianata di fronte al tempio; verificava che l'orario
  programmato  per  la  realizzazione  di  entrambi  gli  eventi  non
  ostacolasse  la  pubblica fruizione del sito e,  per  garantire  la
  conservazione   dei   beni   in   custodia,   imponeva   specifiche
  prescrizioni per finalità di sicurezza.
   Conseguentemente redigeva apposita convenzione tra le  parti,  che
  veniva  autorizzata  dal Dipartimento dei beni culturali  ai  sensi
  degli  artt. 106 e segg. del D. lgs 42/04 e ss.mm.ii. che prevedono
  la possibilità di un "uso individuale dei beni culturali".
   La   validità  della  concessione  d'uso  veniva  subordinata   al
  versamento  anticipato, da parte degli organizzatori,  della  cifra
  massima  prevista per l'uso di un bene architettonico, degli  oneri
  concessori,  della fideiussione, dell'assicurazione e dei  compensi
  per  lavoro  straordinario  al personale  di  custodia  secondo  le
  previsioni di legge.
   Riguardo allo spegnimento volontario dell'illuminazione del tempio
  nel  primo evento, o alla policromia del secondo, si è trattato  di
  una  iniziativa  estemporanea  degli  organizzatori,  ritenuta  non
  dannosa e quindi tollerata dal personale di custodia.
   Sulla  identità  degli ospiti e sul mezzo di trasporto  utilizzato
  per  raggiungere il sito, va da sé che all'uso dei  beni  culturali
  sono   ammessi   tutti   i   cittadini,   senza   alcun   tipo   di
  discriminazione,  mentre viene ovviamente esercitato  un  controllo
  sui   mezzi,   specie   se  pesanti,  che  attraverseranno   l'area
  archeologica, ponendo attente prescrizioni: nel caso  in  questione
  l'elicottero non è atterrato all'interno dell'area archeologica.
   Ancora,  le tariffe delle concessioni d'uso sono regolamentate  da
  precisa  normativa  e sulla base di essa è stato fissato  l'importo
  dovuto,  mentre  il Dipartimento, a mente del D.Lgs  n.  42/2004  e
  ss.mm.ii.,  ha  formalmente diffidato coloro che  hanno  utilizzato
  materiale  pubblicitario  non autorizzato riportante  immagini  del
  Tempio di Segesta.
   Si  ritiene infine che gli eventi in esame alimentino il principio
  che  il  patrimonio culturale, quale fondamentale  risorsa  per  la
  nostra  regione, debba essere tutelato e valorizzato per  i  valori
  profondi  di  cui è portatore, ma anche per il processo  produttivo
  che  è in grado di promuovere, con alte potenzialità di ritorno  di
  immagine  di  altissima  qualità  della  Sicilia  all'estero,   nel
  rispetto   delle  garanzie  della  pubblica  fruizione   del   bene
  culturale.
   Con  l'auspicio di avere esaurientemente precisato il tema oggetto
  dell'interrogazione  rivolta,  si resta  a  disposizione  per  ogni
  chiarimento fosse ritenuto necessario.
   Con osservanza».

   L'Assessore

   Mariarita Sgarlata

            Rubrica «Istruzione e formazione professionale»

   CIMINO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   con   la  legge  regionale  3  ottobre  2002,  n.  14  'Norme  per
  l'erogazione  del  buono scuola ed interventi per l'attuazione  del
  diritto  allo  studio  nelle  scuole  dell'infanzia,  elementari  e
  secondarie' la Regione siciliana ha inteso riconoscere e garantisce
  la  libertà  della famiglia nell'educazione dei figli e il  diritto
  allo  studio per tutti gli studenti delle scuole di ogni  ordine  e
  grado, nel quadro dei principi sanciti dagli articoli 2, 30,  31  e
  33 della Costituzione;

   il   legislatore  ha  inteso  garantire  su  tutto  il  territorio
  regionale  il  diritto  allo  studio  e  promuove  ogni  condizione
  affinché  tale diritto possa essere esercitato da tutti i cittadini
  a  prescindere  dal  sesso,  dal credo  religioso,  dalle  opinioni
  politiche, dalla razza e dalle condizioni socio-economiche;

   gli  interventi  previsti  dalla  legge  regionale  14/2002,  sono
  destinati  alle famiglie, agli studenti e agli altri  soggetti  che
  esercitano  la potestà parentale per figli a carico che frequentino
  scuole dell'infanzia, di base e secondarie;

   per  dare piena attuazione ai principi ed alle finalità che  hanno
  ispirato  la legge, l'articolo 3 della stessa prevede l'istituzione
  del  buono scuola quale contributo annuo da erogarsi in favore  dei
  soggetti individuati all'articolo 2 della legge in oggetto;

   considerato che:

   le  misure  a  sostegno del diritto allo studio  sono  entrate  in
  vigore  a  partire dall'anno scolastico 2002/2003: le  stesse  sono
  coordinate  con decreto del Presidente della Regione,  adottato  su
  proposta  dell'Assessore regionale per l'istruzione e la formazione
  professionale;

   in   atto,  da  notizie  informalmente  assunte,  pare  si  stiano
  concludendo   i  pagamenti  del  buono  scuola  relativo   all'anno
  scolastico  2008/2009  e  sono in fase di avvio  le  procedure  per
  erogare il buono scuola relativo all'anno scolastico 2009/2010;

   considerato  altresì  che  alcuni Enti e  scuole,  in  particolare
  quelle  paritarie e non statali, lamentano il mancato trasferimento
  relativo  ai  fini del suddetto buono scuola segnatamente  all'anno
  scolastico 2008/2009;

   ritenuto  che  il valore del contributo economico al diritto  allo
  studio   rappresentato  dal  buono  scuola,  ha   senso   solo   se
  contestualizzato   nell'ambito  di  una   erogazione   per   l'anno
  scolastico  in  corso,  in quanto permetterebbe,  soprattutto  alle
  famiglie  meno abbienti, di affrontare e sostenere i  costi  legati
  all'acquisto di libri e quant'altro necessario nel corso  dell'anno
  scolastico di riferimento;

   per sapere quali provvedimenti urgenti il Governo intenda porre in
  essere  per  garantire  la regolare erogazione  del  buono  scuola,
  recuperando possibilmente gli anni di ritardo accumulati». (1163)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -«Perviene  agli  Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo  Assessore la interrogazione n. 01163 a firma dell'onorevole
  Cimino  con  la  quale  si  chiede allo  scrivente  Assessorato  di
  conoscere quali provvedimenti urgenti il Governo intenda  porre  in
  essere  per  garantire  la regolare erogazione  del  buono  scuola,
  recuperando gli anni di ritardo accumulati.
   In  merito  alla  problematica sottoposta, occorre premettere  che
  questo Assessore è ben consapevole dei ritardi nell'erogazione  dei
  contributi  e  delle conseguenti difficoltà subite  dalle  famiglie
  beneficiarie.
   D'altronde,  il mancato accantonamento delle relative somme  negli
  anni  passati, unitamente agli elefantiaci passaggi burocratici  da
  rispettare  e  di cui la Pubblica Amministrazione è  succube,  sono
  purtroppo circostanze ereditate da passate amministrazioni.
   Nonostante ciò, questo Assessore, al fine di sostenere il  diritto
  allo  studio,  di cui i contributi oggi trattati rappresentano  una
  concreta   estrinsecazione,  ha  confermato,  malgrado  le   grosse
  difficoltà  economiche  in  cui  versa  la  Regione  siciliana,   i
  trasferimenti   dell'anno  precedente   a   favore   delle   Scuole
  dell'Infanzia,  Primaria  e Secondaria di  Primo  e  Secondo  Grado
  (Borse  di  studio a favore delle famiglie economicamente disagiate
  anno  scolastico  2009/10, 2010/11, 2011/12 -  Fornitura  libri  di
  testo  scuole  secondarie di I e II grado anno scolastico  2011/12,
  2012/13  -  libri  di testo per la scuola primaria cedole  librarie
  anno    scolastico   2013/14),   degli   studenti   delle    scuole
  dell'infanzia,  di  base e secondarie di I e  II  grado  statali  e
  paritarie (Contributo annuo per l'erogazione del Buono Scuola  anno
  scolastico 2008/09).
   Ciò  premesso, per quanto riguarda l'erogazione del  buono  scuola
  relativamente  all'anno  2008-2009, con nota  prot.  n.  33915  del
  27.05.2013 è stata chiesta dal Dipartimento dell'Istruzione e della
  Formazione   professionale   la  reiscrizione   in   bilancio   per
  l'esercizio  finanziario 2013 sul capitolo 373719  della  somma  di
  euro  5.205.635,66, finalizzata al pagamento di un primo gruppo  di
  beneficiari ammessi al contributo.
   Con  D.D.G. n. 90081/2013 l'Assessorato dell'Economia ha  disposto
  la  variazione in bilancio sul citato capitolo e con D.D.G. n. 3984
  del    16.09.2013,    pubblicato   sul   sito   del    Dipartimento
  dell'Istruzione  e  della  Formazione  professionale   sono   stati
  concessi contributi ad un primo gruppo di n. 5688 beneficiari.
   Attualmente  sono  in  corso  di predisposizione  tutti  gli  atti
  propedeutici  alla  concessione  del  richiesto  contributo  ad  un
  secondo gruppo di beneficiari.
   In  ordine,  invece,  all'erogazione  del  buono  scuola  relativo
  all'anno  2009-2010,  il  capitolo  373719  (contributo  annuo  per
  l'erogazione  del  buono  scuola)  per  l'anno  2014,  non  risulta
  operativo a causa dell'impugnativa del Commissario dello Stato».

                              L'Assessore

                            Nelli Scilabra

                           Rubrica «Salute»

   D'ASERO  -  FONTANA- ALONGI- ASSENZA- CASCIO FRANCESCO-   FALCONE-
  GERMANA'-MILAZZO-  POGLIESE-  VINCIULLO.  -«Al   Presidente   della
  Regione e all'Assessore per la salute, premesso che:

   la   Giunta   di   Governo,  il  28  agosto  2013,   su   proposta
  dell'Assessore  per  la  salute, ha adottato  la  deliberazione  di
  nomina   del   Direttore  Generale  dell'Istituto   Zooprofilattico
  Sperimentale  della  Sicilia  A. Mirri,  nella  persona  del  dott.
  Vincenzo Di Marco Lo Presti, dipendente dello stesso Istituto;

   il  Ministro della Salute, con la nota prot. nr. 5068  -P  del  24
  giugno 2013, ha riaffermato che per la riorganizzazione dagli  enti
  vigilati del Ministero della Salute a norma dell'art. 2 della legge
  4  novembre  2010  n.  183: per la nomina dei  nuovi  organi  degli
  istituti   zooprofilattici  sperimentali  occorre   preventivamente
  procedere   all'adozione  delle  leggi  regionali  di  adeguamento,
  secondo   quanto  prescritto  dall'art.  10  del  medesimo  decreto
  legislativo  e  che  l'art. 15 prevede che gli organi  stessi  sono
  prorogati sino all'insediamento dei nuovi organi;

   l'Assessore  per  la  salute  ha  dimenticato  che,  ricevuta   la
  superiore  raccomandazione,  con  nota  prot.  n.  A.I.3/55219  del
  5/7/2013,   ha  richiesto  al  Ministro  della  Salute  di   volere
  effettuare  ogni utile approfondimento, se del caso  anche  tramite
  consultazioni legali, ai fini di una rivisitazione della  posizione
  assunta  e  si  resta in attesa di cortese riscontro,  onde  potere
  fornire   indicazioni   definitive   all'Istituto   Zooprofilattico
  Sperimentale della Sicilia che ne ha fatto richiesta  con  nota  n.
  17474 del 27 giugno 2013;

   ritenuto che:

   oltre a tutta la confusa e pasticciata procedura posta in essere e
  non  ancora  definita  della selezione per la nomina  dei  medesimi
  direttori  generali, pare che sia diventata un'abitudine di  questo
  Governo  e dell'Assessore per la salute violare le norme  di  legge
  che  regolano e presiedono i procedimenti di nomina delle direzioni
  generali del S.S.R.;

   in   palese   violazione  dell'art.  15  del  decreto  legislativo
  28.06.2012, n. 106, si è proceduto illegittimamente alla nomina;

   affermato  che  tale  modus  operandi,  oltre  che  illegittimo  è
  manifestamente   illogico   per  contraddittorietà   con   analoghi
  provvedimenti  della stessa Amministrazione regionale  ed  è  anche
  assolutamente incomprensibile dato che le selezioni di  nomina  non
  si sono ancora concluse, in particolare:

   non esisteva alcuna urgenza per siffatta nomina tale che non fosse
  possibile aspettare la richiesta risposta ministeriale;

   la  stessa  nomina  non era così indifferibile da  dimenticare  il
  proprio  decreto  n.  2689/12,  pubblicato  sulla  GURI,  IV  serie
  speciale, n. 100 del 21.12.2012 e sulla GURS, serie concorsi, n.  1
  dell'11.01.2013, così trascurando il fatto che nello stesso decreto
  e   nell'avviso  di  selezione  relativo  è  testualmente  scritto:
  l'elenco  (quello  che risulterà dalla selezione)  sarà  utilizzato
  anche   per   la   nomina  del  direttore  generale   dell'Istituto
  Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia;

   assunto che se dovesse rispondere al vero la motivazione in  fatto
  del  provvedimento, secondo la quale il dott. Vincenzo Di Marco  Lo
  Presti è stato proposto quale direttore generale, in quanto il  più
  titolato  tra  i  dirigenti  veterinari dipendenti  dell'Istituto',
  allora,  non  solo  detta motivazione rischia di  appalesarsi  come
  falsa,   ma   soprattutto  è  in  contrasto  con  l'operato   della
  Commissione  istituita ai sensi del comma 3  dell'art.  3  bis  del
  D.Lgs. 502/1992 e s.m.i. e di cui al D.A. n. 2689/12, nelle persone
  del  prof.  Marco  Frey, del dr. Fulvio Moirano e del  dr.  Ernesto
  Morici.  Commissione deputata alla valutazione ed  alla  formazione
  dell'elenco  degli idonei alla nomina di Direttore  Generale  delle
  Aziende  del  Servizio  Sanitario  Regionale,  compreso  l'Istituto
  Zooprofilattico  Sperimentale della Sicilia e che infatti,  non  ha
  compreso il dott. Vincenzo Di Marco Lo Presti nell'elenco  dei  119
  selezionati per titoli curriculari, comprendendo, invece, in  detto
  elenco  il dott. Santo Caracappa, Direttore del Dipartimento Sanità
  Territoriale  Interprovinciale Palermo -  Messina  e  Caltanissetta
  dell'IZS Sicilia;

   considerato conseguentemente che alla luce delle valutazioni della
  Commissione,  il  'titolo' più importante - se  non  l'esclusivo  -
  posseduto dal nominato dott. Di Marco Lo Presti non può che  essere
  quello  dell'appartenenza politica, ed in  particolare  quello  del
  noto legame con un illustre senatore siciliano;

   per   sapere   se   non  ritengano  opportuno  alla   luce   delle
  evidentissime irregolarità nella procedura adottata per  la  nomina
  del  Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico  Sperimentale
  della Sicilia, assunte in palese contrasto con le valutazioni della
  Commissione  istituita ai sensi del comma 3, dell'art.  3  bis  del
  D.Lgs.  502/1992 e s.m.i. e di cui al D.A. n. 2689/12, di  ritirare
  la   nomina   effettuata   il   28  agosto   scorso   e   procedere
  conseguentemente  in maniera lineare attuando  tutte  le  procedure
  previste  dalla  normativa vigenti evitando un  danno  erariale  ed
  anche  di  immagine  alla Sicilia ancora vista come  regione  nella
  quale  ragioni  dell'appartenenza e  del  legame  politico  possono
  consentire a questo Governo di eludere norme di legge cogenti oltre
  che  l'adozione  di provvedimenti amministrativi illegittimi  anche
  sotto il profilo dell'eccesso di potere». (1245)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n.  1245
  con  la quale si chiedono chiarimenti circa la nomina del direttore
  generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia,
  nel  premettere che la Giunta regionale di Governo non ha  adottato
  al  riguardo alcun provvedimento di nomina, si rappresenta  che  le
  questioni sollevate con il citato atto ispettivo sono superate alla
  luce dell'approfondimento richiesto al Ministero della Salute e  da
  quest'ultimo fornito con la nota n. 4597 del 6 settembre 2013,  con
  la quale è stata richiamata l'applicabilità agli organi attualmente
  in   carica   dell'Istituto  dell'art.  15  comma  1  del   decreto
  legislativo  28  giugno  2012  n. 106, recante  disposizioni  sulla
  riorganizzazione degli enti vigilati del Ministero della  Salute  a
  norma  dell'art. 2 della legge 4 novembre 2010 n. 183, ivi compresi
  gli Istituti zooprofilattici sperimentali.
   Detta  norma  recita che gli organi degli Istituti in carica  alla
  data  di  entrata  in  vigore del medesimo decreto  legislativo  (7
  agosto 2012) sono prorogati fino all'insediamento dei nuovi organi.
   Il  Ministero ha chiarito che la disciplina di organizzazione e di
  funzionamento  degli Istituti afferisce alla tutela  della  salute,
  materia  oggetto di potestà legislativa concorrente tra lo Stato  e
  le  Regioni  ai  sensi  dell'art. 117  Cost.,  con  il  conseguente
  corollario che lo Stato è legittimato a porre in essere i  principi
  fondamentali,  come tali vincolanti per le Regioni  e  le  province
  autonome.
   Pertanto,  il  procedimento per la costituzione dei nuovi  organi,
  ancorché   scaduti,   così  come  previsti  e  disciplinati   dalla
  sopravvenuta  normativa di riorganizzazione,  può  essere  attivato
  soltanto  a  seguito dell'emanazione della legge regionale  di  cui
  all'art. 10 del citato D.Lgs. n. 106/12.
   In  questi termini si è espresso, con nota n. 71568 del 30  agosto
  2013,  anche  il Ministero dell'Economia e delle Finanze,  all'uopo
  interpellato  a  seguito della costituzione, con  D.A.  n.  1163/13
  dell'11  giugno 2013, del Collegio straordinario dei  revisori  dei
  conti dell'IZS in luogo di quello ordinario scaduto.
   Il   Ministero  della  Salute  ha,  altresì,  chiarito  che   fino
  all'adozione dello Statuto e dei regolamenti di cui all'art. 12 del
  D.Lgs.  n.  106/12  - da assumere entro 90 giorni  dall'entrata  in
  vigore  delle leggi regionali dia adeguamento - resta in vigore  la
  disciplina dettata dal decreto legislativo n. 270/1993, anche nelle
  parti incompatibili con la nuova normativa.
   Per  l'effetto,  il  suddetto Dicastero  ha  affermato  che  resta
  preclusa  la possibilità di procedere alla nomina dei nuovi  organi
  dell'Istituto  ai  sensi  del  D.Lgs. n.  116/12,  antecedentemente
  all'adozione degli atti sopra indicati.
   Conseguentemente, con il decreto assessoriale  n.  1819/13  del  3
  ottobre 2013 si è proceduto a ritirare il D.A. n. 1163/13 di nomina
  del  Collegio  straordinario dei revisori dei conti  dell'Istituto,
  adottato  antecedentemente  alle  indicazioni  fornite  dai  citati
  Ministeri con le note sopra richiamate.
   Al  fine  di  dare  attuazione ai principi recati  dal  D.Lgs.  n.
  106/12,   il   Governo   regionale  ha  apprezzato,   su   proposta
  dell'Assessore per la salute, il disegno di legge n.  537/13,  oggi
  riunito  al  disegno  di  legge  n.  567/13,  all'esame  della   VI
  Commissione legislativa dell'ARS».

                              L'Assessore

                        Dr.ssa Lucia Borsellino

   SAVONA.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che in data 22 maggio 2013 è scaduto il termine di
  durata   del   Collegio   dei  revisori  dei  conti   dell'Istituto
  Zooprofilattico  Sperimentale  della  Sicilia,  costituito  con  la
  deliberazione  n.  340  del 1  aprile 2008 del  Direttore  Generale
  dell'Istituto;

   considerato  che  dalla data del 7 agosto  2012  è  in  vigore  il
  Decreto  Legislativo n. 106 del 28 giugno 2012 di  riorganizzazione
  degli enti vigilati dal Ministero della Salute;

   considerato  che  in  data 11 giugno 2013,  con  D.A.  n.  1163/13
  l'Assessore  per la Salute ha costituito un Collegio  straordinario
  dei  revisori  dei  conti dell'IZS Sicilia ai  sensi  del  comma  2
  dell'art.  19  della  legge  n. 123/2011,  chiedendo  al  Ministero
  dell'Economia  e delle Finanze e al Ministero della  Salute  pareri
  circa la legittimità dello stesso;

   visto  che  in  data 30 agosto 2013 il Ministero  dell'Economia  e
  delle  Finanze,  con  nota  a firma del Ragioniere  Generale  dello
  Stato,  ha espresso avviso contrario alla costituzione del Collegio
  straordinario, di cui al citato provvedimento assessoriale n. 1163,
  richiamando l'applicazione del decreto legislativo 28 giugno  2012,
  n.  106,  riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero  della
  Salute e nello specifico che: 'ai sensi dell'art. 15 - primo  comma
  -  del  D.lgs.  106/2012 secondo cui gli organi degli  istituti  in
  carica  alla  data  di  entrata in vigore del presente  decreto  (7
  agosto  2012)  sono  prorogati  fino  all'insediamento  dei   nuovi
  ritenendo,  pertanto,  che  il Collegio  dei  revisori  dei  conti,
  nominato,  per  un  quinquennio,  con  la  deliberazione   del   DG
  dell'istituto  in  parola n. 340 del 1  aprile 2008,  è  prorogato,
  ancorchè  già  scaduto, ope legis sino all'insediamento  del  nuovo
  organo di controllo';

   rilevato  che in data 06/09/2013 anche il Ministero della  Salute,
  con  nota  a firma del Capo del Dipartimento della Sanità Pubblica,
  ha   espresso  parere  contrario  alla  costituzione  del  Collegio
  straordinario dei revisori dei conti aggiungendo tra  l'altro  che:
  'con   riferimento   alla  posizione  degli  organi   istituzionali
  dell'Istituto  Zooprofilattico  Sperimentale  della   Sicilia,   si
  confermano  la  valutazioni espresse da questo Ministero  con  nota
  prot.   5068  del  24/06  u.s.  ed,  in  particolare,  si  richiama
  l'attenzione sull'applicabilità, agli organi attualmente in carica,
  del  disposto di cui all'art. 15, comma 1, del decreto  legislativo
  n.  106/12,  che  ne  prevede la proroga fino all'insediamento  dei
  nuovi  organi  (...) resta, pertanto, preclusa  la  possibilità  di
  procedere  alla nomina dei nuovi organi dell'Istituto ai sensi  del
  decreto legislativo n. 106/12 (...)';

   per sapere se:

   siano al corrente della grave situazione di stallo in cui versa il
  controllo degli atti in seno all'IZS Sicilia;

   non  ritengano  improcrastinabile la revoca del  D.A.  n.  1163/13
  dell'11  giugno  2013 con il quale è stato costituito  il  Collegio
  straordinario dei revisori dei conti dell'IZS Sicilia, al  fine  di
  permettere  al  precedente Collegio, legittimamente  in  carica  ai
  sensi  del  disposto del D. Lgs n. 106/12, di svolgere  le  proprie
  funzioni nel rispetto della normativa vigente». (1334)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con  urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n.  1334
  con  la quale si chiedono notizie in merito al controllo degli atti
  dell'Istituto  Zooprofilattico  Sperimentale  per  la  Sicilia,  si
  rappresenta che le questioni sollevate con il citato atto ispettivo
  sono superate alla luce dell'approfondimento richiesto al Ministero
  della  Salute e da quest'ultimo fornito con la nota n. 4597  del  6
  settembre  2013,  con  la quale è stata richiamata  l'applicabilità
  agli  organi attualmente in carica dell'Istituto dell'art. 15 comma
  1   del   decreto  legislativo  28  giugno  2012  n.  106,  recante
  disposizioni   sulla  riorganizzazione  degli  enti  vigilati   del
  Ministero  della Salute a norma dell'art. 2 della legge 4  novembre
  2010   n.   183,   ivi   compresi  gli   Istituti   zooprofilattici
  sperimentali.
   Detta  norma  recita che gli organi degli Istituti in carica  alla
  data  di  entrata  in  vigore del medesimo decreto  legislativo  (7
  agosto 2012) sono prorogati fino all'insediamento dei nuovi organi.
   Il  Ministero ha chiarito che la disciplina di organizzazione e di
  funzionamento  degli Istituti afferisce alla tutela  della  salute,
  materia  oggetto di potestà legislativa concorrente tra lo Stato  e
  le  Regioni  ai  sensi  dell'art. 117  Cost.,  con  il  conseguente
  corollario che lo Stato è legittimato a porre in essere i  principi
  fondamentali,  come tali vincolanti per le Regioni  e  le  province
  autonome.
   Pertanto,  il  procedimento per la costituzione dei nuovi  organi,
  ancorché   scaduti,   così  come  previsti  e  disciplinati   dalla
  sopravvenuta  normativa di riorganizzazione,  può  essere  attivato
  soltanto  a  seguito dell'emanazione della legge regionale  di  cui
  all'art. 10 del citato D.Lgs. n. 106/12.
   In  questi termini si è espresso, con nota n. 71568 del 30  agosto
  2013,  anche  il Ministero dell'Economia e delle Finanze,  all'uopo
  interpellato  a  seguito della costituzione, con  D.A.  n.  1163/13
  dell'Il  giugno 2013, del Collegio Straordinario dei  Revisori  dei
  Conti dell'IZS in luogo di quello ordinario scaduto.
   Il   Ministero  della  Salute  ha,  altresì,  chiarito  che   fino
  all'adozione dello Statuto e dei regolamenti di cui all'art. 12 del
  D.Lgs.  n.  106/12  - da assumere entro 90 giorni  dall'entrata  in
  vigore  delle leggi regionali dia adeguamento - resta in vigore  la
  disciplina dettata dal decreto legislativo n. 270/1993, anche nelle
  parti incompatibili con la nuova normativa.
   Per  l'effetto,  il  suddetto Dicastero  ha  affermato  che  resta
  preclusa  la possibilità di procedere alla nomina dei nuovi  organi
  dell'Istituto  ai  sensi  del  D.Lgs. n.  116/12,  antecedentemente
  all'adozione degli atti sopra indicati.
   Conseguentemente, con il decreto assessoriale  n.  1819/13  del  3
  ottobre 2013 si è proceduto a ritirare il D.A. n. 1163/13 di nomina
  del  Collegio  straordinario dei Revisori dei Conti  dell'Istituto,
  adottato  antecedentemente  alle  indicazioni  fornite  dai  citati
  Ministeri con le note sopra richiamate.
   Al  fine  di  dare  attuazione ai principi recati  dal  D.Lgs.  n.
  106/12,   il   Governo   regionale  ha  apprezzato,   su   proposta
  dell'Assessore per la salute, il DDL n. 537/13, oggi riunito al DDL
  n. 567/13, all'esame della VI Commissione legislativa dell'ARS».

                                                        L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   FOTI  -  CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO- FERRERI  -  LA
  ROCCA  - MANGIACAVALLO - PALMERI -SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
  ZAFARANA  -  ZITO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  Sicilia   e
  all'Assessore per la salute, premesso che:

   in data 28 agosto 2013, in pieno periodo estivo e con una insolita
  urgenza,  la  Giunta regionale, su proposta dell'Assessore  per  la
  salute  Lucia Borsellino, ha provveduto a nominare nella carica  di
  Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
  Sicilia A. Mirri, il dott. Vincenzo Di Marco Lo Presti;

   tale nomina è del tutto illegittima poiché, ai sensi dell'art.  10
  del  D.  Lgs del 28.06.2012, n. 106, la Regione per procedere  alla
  nomina  dei  nuovi  organi  degli Istituti Zooprofilattici  avrebbe
  prima   dovuto  provvedere  a  disciplinare  modalità   gestionali,
  organizzative  e di funzionamento degli Istituti in adeguamento  al
  dettato normativo nazionale;

   considerato che:

   l'art.  15 del medesimo Decreto Legislativo dispone che gli Organi
  attualmente  in  carica  vengono  prorogati  fino  ad  insediamento
  definitivo  dei  nuovi  Organi, e dunque non  era  esistente  alcun
  motivo di urgenza a giustificazione della nomina di cui sopra;
   lo  stesso  Assessore  per  la  Salute,  con  Decreto  n.  2689/12
  pubblicato in GURS, serie concorsi dell'11 gennaio 2013, ha bandito
  l'avviso  pubblico  per  la  nomina dei  direttori  generali  delle
  Aziende  Sanitarie  regionali  (non  ancora  conclusosi)  indicando
  espressamente  che  tale elenco sarebbe stato utilizzato  anche  ai
  fini    della   nomina   del   Direttore   Generale   dell'Istituto
  Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia;

   per sapere:

   quali siano stati i motivi e le ragioni che hanno spinto l'attuale
  Giunta  regionale di Governo e per essa l'Assessore per la  salute,
  Lucia  Borsellino, a procedere con tanta urgenza  alla  nomina  del
  Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della
  Sicilia  A.  Mirri,  ponendosi in netto contrasto  con  il  dettato
  normativo nazionale e con quanto disposto dal medesimo Assessore in
  seno   all'indizione  del  bando  di  formazione  dell'elenco   dei
  Direttori Generali delle Asp siciliane (procedura ancora in corso);

   se  il  Governo  regionale intenda ancora procedere  nella  triste
  prassi,  ormai  caratterizzante codesto  Esecutivo,  di  effettuare
  nomine  dirigenziali in palese spregio delle più elementari  regole
  di legittimità e trasparenza, principi di cui tanto si è fregiato a
  parole,  o  se intenda piuttosto ricondurre finalmente  la  propria
  azione  nei  binari della legalità e coerenza con  i  provvedimenti
  della stessa Amministrazione». (1371)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare n.  1371
  con  la quale si chiedono chiarimenti circa la nomina del direttore
  generale dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia,
  nel  premettere che la Giunta Regionale di Governo non ha  adottato
  al  riguardo alcun provvedimento di nomina, si rappresenta  che  le
  questioni sollevate con il citato atto ispettivo sono superate alla
  luce dell'approfondimento richiesto al Ministero della Salute e  da
  quest'ultimo fornito con la nota n. 4597 del 6 settembre 2013,  con
  la quale è stata richiamata l'applicabilità agli organi attualmente
  in   carica   dell'Istituto  dell'art.  15  comma  1  del   decreto
  legislativo  28  giugno  2012  n. 106, recante  disposizioni  sulla
  riorganizzazione degli enti vigilati del Ministero della  Salute  a
  norma  dell'art. 2 della legge 4 novembre 2010 n. 183, ivi compresi
  gli Istituti zooprofilattici sperimentali.
   Detta  norma  recita che gli organi degli Istituti in carica  alla
  data  di  entrata  in  vigore del medesimo decreto  legislativo  (7
  agosto 2012) sono prorogati fino all'insediamento dei nuovi organi.
   Il  Ministero ha chiarito che la disciplina di organizzazione e di
  funzionamento  degli Istituti afferisce alla tutela  della  salute,
  materia  oggetto di potestà legislativa concorrente tra lo Stato  e
  le  Regioni  ai  sensi  dell'art. 117  Cost.,  con  il  conseguente
  corollario che lo Stato è legittimato a porre in essere i  principi
  fondamentali,  come tali vincolanti per le Regioni  e  le  province
  autonome.
   Pertanto,  il  procedimento per la costituzione dei nuovi  organi,
  ancorché   scaduti,   così  come  previsti  e  disciplinati   dalla
  sopravvenuta  normativa di riorganizzazione,  può  essere  attivato
  soltanto  a  seguito dell'emanazione della legge regionale  di  cui
  all'art. 10 del citato D.Lgs. n. 106/12.
   In  questi termini si è espresso, con nota n. 71568 del 30  agosto
  2013,  anche  il Ministero dell'Economia e delle Finanze,  all'uopo
  interpellato  a  seguito della costituzione, con  D.A.  n.  1163/13
  dell'11  giugno 2013, del Collegio Straordinario dei  Revisori  dei
  Conti dell'IZS in luogo di quello ordinario scaduto.
   Il   Ministero  della  Salute  ha,   altresì,  chiarito  che  fino
  all'adozione dello Statuto e dei regolamenti di cui all'art. 12 del
  D.Lgs.  n.  106/12  - da assumere entro 90 giorni  dall'entrata  in
  vigore delle leggi regionali dia adeguamento -  resta in vigore  la
  disciplina dettata dal decreto legislativo n. 270/1993, anche nelle
  parti incompatibili con la nuova normativa.
   Per  l'effetto,  il  suddetto Dicastero  ha  affermato  che  resta
  preclusa  la possibilità di procedere alla nomina dei nuovi  organi
  dell'Istituto  ai  sensi  del  D.Lgs. n.  116/12,  antecedentemente
  all'adozione degli atti sopra indicati.
   Conseguentemente,  con il decreto assessoriale n.  1819/13  del  3
  ottobre 2013 si è proceduto a ritirare il D.A. n. 1163/13 di nomina
  del  Collegio  straordinario dei Revisori dei Conti  dell'Istituto,
  adottato  antecedentemente  alle  indicazioni  fornite  dai  citati
  Ministeri con le note sopra richiamate.
   Al  fine  di  dare attuazione ai principi recati dal  D.  Lgs.  n.
  106/12,   il   Governo   regionale  ha  apprezzato,   su   proposta
  dell'Assessore per la salute, il DDL n. 537/13, oggi riunito al DDL
  n. 567/13, all'esame della VI Commissione legislativa dell'ARS».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   IOPPOLO  -  MUSUMECI  - FORMICA. - «Al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore  per la salute e all'Assessore per  il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   con  precedente interrogazione parlamentare n. 713 del  26  aprile
  2013  venivano richieste al Governo della Regione notizie attinenti
  alla   dichiarata   volontà  di  sopprimere   l'attuale   polo   di
  riabilitazione  del  nosocomio sito, in Santo Pietro  (frazione  di
  Caltagirone), per destinarne la struttura ospitante all'attività di
  cura  e  ricovero  dei  malati affetti da patologie  psichiatriche,
  provenienti dai sopprimendi ospedali psichiatrici giudiziari (OPG);

   in  riscontro alla richiamata interrogazione, l'Assessore  per  la
  salute, nell'assicurare circa l'intenzione del Governo regionale di
  non  volere  dismettere, né tanto meno depotenziare, l'attività  di
  riabilitazione   a   Caltagirone,   anticipandone    il    prossimo
  trasferimento   presso   il  Presidio  Ospedaliero   'Gravina'   di
  Caltagirone,  confermava  che il plesso  ubicato  in  Santo  Pietro
  sarebbe   stato   destinato   alla   realizzazione    dell'Ospedale
  Psichiatrico  Giudiziario  secondo  la  strutturazione  assunta   a
  seguito della riforma;

   si  aggiungeva che la realizzazione dell'O.P.G., finanziato  dalla
  Regione  siciliana,  non  avrebbe avuto l'effetto  di  'minimamente
  deturpare  l'oasi naturalistica del Bosco di Santo Pietro'  e  che,
  anzi,   avrebbe   rappresentato   'un'ulteriore   opportunità    di
  ampliamento dell'offerta sanitaria nel settore della psichiatria  e
  la creazione di nuovi e qualificati posti di lavoro aggiuntivi';

   rilevato che:

   in  data  18  settembre 2013 l'Assessore per la salute firmava  il
  decreto  con  cui  veniva  approvato il Piano  Programmatico  degli
  interventi per la realizzazione delle strutture REMS (residenze per
  l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria - ex OPG);

   il  suddetto  decreto  prevede  la rimodulazione  e  l'adeguamento
  funzionale a REMS delle strutture del Presidio ospedaliero di Santo
  Pietro, stanziando, a tal fine, la somma di 8,4 milioni;

   considerato che:

   la  struttura  in questione è collocata all'interno della  Riserva
  Naturale Orientata di Santo Pietro la cui area è inserita nel Piano
  regionale dei parchi e delle riserve;

   la  realizzazione della REMS all'interno della frazione  di  Santo
  Pietro provoca forte preoccupazione ai cittadini ivi residenti,  ai
  proprietari  di immobili e fondi agricoli in gran parte  variamente
  coltivati e ai frequentatori abituali dell'ameno e salubre luogo;

   per  le  ragioni  appena cennate, e per tutte  quelle  connesse  e
  consequenziali,   è  stato  recentemente  costituito   un   nutrito
  'Comitato  pro  Santo Pietro' avente, tra gli  altri,  obiettivi  e
  finalità di garanzia e tutela degli elementari profili di sicurezza
  che,  da  più  parti,  vengono ritenuti  messi  in  pericolo  dalla
  attivazione   della   REMS   la  quale,   pure,   rischierebbe   di
  compromettere gravemente e irreparabilmente la vocazione turistica,
  ambientale, naturalistica ed agricola della zona nonché lo sviluppo
  delle collegate attività imprenditoriali;

   per sapere se:

   il   Governo  della  Regione  non  ritenga  necessario  sospendere
  l'esecutività del sopra citato decreto assessoriale,  avviando  nel
  contempo   un  doveroso  e  proficuo  confronto  con  i   cittadini
  residenti,   proprietari   di   immobili   e   aziende    agricole,
  frequentatori  del  luogo,  rappresentati  e  non  dal   menzionato
  'Comitato  pro  Santo  Pietro' che ha  già  avviato  una  petizione
  popolare   sul   tema,   in  considerazione  dei   giustificati   e
  condivisibili timori dagli stessi espressi in ordine al  fatto  che
  la  realizzazione in Santo Pietro della Residenza per  l'esecuzione
  delle  misure  di  sicurezza  sanitaria  (REMS),  possa  gravemente
  compromettere  la  vocazione turistica, naturalistica  ed  agricola
  nonché  lo  sviluppo  delle connesse attività  imprenditoriali  del
  luogo;

   il  citato  decreto dell'Assessore per la salute,  con  cui  viene
  approvato   il   piano  programmatico  degli  interventi   per   la
  realizzazione  delle  strutture  REMS,  sia  stato  concordato  con
  l'Assessore  per il territorio e l'ambiente, competente  in  ordine
  alla  Riserva Naturale Orientata di Santo Pietro e se,  quindi,  la
  scelta  operata  rivesta  carattere di  positiva  collegialità  del
  Governo  della  Regione  ovvero  sia  essa  espressione  di  scelta
  monocratica,    al    di    fuori    di   qualsivoglia     raccordo
  interassessoriale che, invece, dovrebbe dar vita a una c.d. 'cabina
  di   regia',   utile  ad  assicurare  coerenza  dei   provvedimenti
  amministrativi  adottati, in relazione alle diverse competenze  dei
  rami  dell'Amministrazione  regionale e  ad  evitare  la  possibile
  adozione di atti contraddittori;

   il  Governo  della  Regione  non ritenga indispensabile  prevedere
  misure  e  interventi compensativi, in favore della frazione  Santo
  Pietro  di  Caltagirone,  al fine di favorirne  il  rilancio  e  lo
  sviluppo del luogo in ogni settore sociale ed economico connaturato
  alle sue caratteristiche geografiche e naturalistiche;

   infine, sia stata coinvolta o, quanto meno, avvisata della  scelta
  compiuta  l'amministrazione  comunale di  Caltagirone  ovvero  essa
  abbia,  in  qualche maniera, espresso e comunicato  formalmente  il
  proprio indirizzo sulla delicata questione». (1601)

   Risposta.  - «In riscontro all'interrogazione parlamentare  avente
  per   oggetto   "Chiarimenti  sulle  procedure  adottate   per   al
  realizzazione  di una residenza per l'esecuzione  delle  misure  di
  sicurezza  sanitaria  (REMS) all'interno  dell'area  della  riserva
  naturale  orientata di Santo Pietro, frazione di Caltagirone  (CT)"
  si   fornisce,   per  la  parte  di  competenza   dello   scrivente
  Assessorato, la relazione prot. 28614 del 3 aprile 2014,  resa  dal
  competente  Servizio  9  del  Dipartimento  per  la  pianificazione
  strategica?».

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

         ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE N. 500/A  DISPOSIZIONI IN MATERIA DI  PAGAMENTI
  DELLA  PUBBLICA  AMMINISTRAZIONE.  ANTICIPAZIONE  FINANZIARIA  ALLA
  SOCIETA' RISCOSSIONE SICILIA.

     All'articolo 1

   Subemendamento  1.1.8  COMM  (presentato  all'emendamento  1.1
  COMM, sostitutivo dell'articolo 1) :

      All'articolo 1, comma 4, dopo le parole  sulle  addizionali
  IRPEF ed IRAP  aggiungere le seguenti parole  da effettuare con
  le  modalità  di  cui  all'articolo 1,  comma  3,  della  legge
  regionale 2 maggio 2007, n.12 .
   (v.  altresì le tabelle accluse in calce al presente documento
  in formato.pdf)

   Subemendamento  1.1.9  COMM  (presentato  all'emendamento  1.1
  COMM, sostitutivo dell'articolo 1) :

   Al  comma  7 sopprimere le parole da  o delle somme derivanti
  sino a  certificato dagli stessi tavoli

   Emendamento 1.1 COMM

   L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
    Art. 1. Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione
   1.  Per  l'anno  2014, la Regione è autorizzata ad  accedere  alle
  anticipazioni  di liquidità previste dall'articolo  2  del  decreto
  legge 8 aprile 2013, n. 35 convertito con modificazioni dalla legge
  6  giugno 2013, n. 64, sino all'importo di 347.132 migliaia di euro
  e  dall'articolo 3, del medesimo decreto legge, sino all'importo di
  606.097  migliaia  di  euro.  Al rimborso  delle  anticipazioni  di
  liquidità di cui al presente comma si provvede mediante un piano di
  ammortamento trentennale.
   2. Nell'esercizio finanziario 2015 gli oneri per il rimborso delle
  anticipazioni  di  cui  al  comma 1  sono  quantificati  in  25.738
  migliaia  di  euro quale quota interessi ed in 21.030  migliaia  di
  euro  quale  quota  in conto capitale, così come specificati  nella
  tabella sottostante:
       RIFERIMENT   ANTICIPAZI    INTERESSI     CAPITALE
      O NORMATIVO      ONI
           Art.  2
      D.L.         347.132.000,  9.373.000,00  7.659.000,0
      35/2013                00                          0
           Art.  3
      D.L.         606.097.000,  16.365.000,0  13.371.000,
      35/2013                00             0           00

                                 25.738.000,0  21.030.000,
                                            0           00

   3. Nell'esercizio finanziario 2016 gli oneri per il rimborso delle
  anticipazioni  di  cui  al  comma 1  sono  quantificati  in  25.170
  migliaia  di  euro quale quota interessi ed in 21.598  migliaia  di
  euro  quale  quota  in conto capitale, così come specificati  nella
  tabella sottostante:

       RIFERIMENT   ANTICIPAZI   INTERESSI     CAPITALE
      O NORMATIVO      ONI
           Art.  2
      D.L.         347.132.000, 9.166.000,00  7.865.000,0
      35/2013                00                         0
           Art.  3
      D.L.         606.097.000, 16.004.000,0  13.733.000,
      35/2013                00            0           00

                                25.170.000,0  21.598.000,
                                           0           00
   4.  Per  il  biennio  2015-2016, fermo restando  quanto  stabilito
  dall'articolo  2, comma 80 della legge 23 dicembre  2009,  n.  191,
  come  modificato  dall'articolo 2, comma 6  del  decreto  legge  15
  ottobre  2013, n. 120, convertito con modificazioni dalla legge  13
  dicembre  2013,  n.  137, quota parte del gettito  derivante  dalle
  maggiorazioni  dell'aliquota dell'imposta regionale sulle  attività
  produttive  (IRAP)  e dell'addizionale regionale  dell'imposta  sul
  reddito  delle  persone fisiche (IRPEF) disposta  dall'articolo  1,
  comma  1,  della legge regionale 2 maggio 2007, n. 12, è  destinato
  prioritariamente alla copertura degli oneri finanziari di cui  alle
  anticipazioni  di  liquidità previste dagli  articoli  2  e  3  del
  decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno
  2013, n. 64. Il minore disavanzo rispetto alla previsione di cui al
  piano  di  rientro,  certificato dal tavolo  tecnico  di  cui  agli
  articoli  9  e  12  dell'Intesa del 23  marzo  2005  sancita  dalla
  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e  le
  Province  autonome di Trento e Bolzano, comporta, per pari importo,
  la  riduzione  dell'aliquota sulle addizionali  IRPEF  e  IRAP.  Il
  gettito complessivo delle addizionali IRPEF ed IRAP è stimato,  per
  ciascuno  degli anni 2015 e 2016, in 330.515 migliaia di  euro.  In
  relazione ai piani di ammortamento dei prestiti sottoscritti con il
  Ministero dell'economia e delle finanze, ai sensi degli articoli  2
  e  3  del suddetto decreto legge n. 35/2013, il Ragioniere generale
  della  Regione,  con proprio decreto, è autorizzato  ad  effettuare
  l'imputazione  degli  oneri  alla  quota  capitale  ed  alla  quota
  interessi.
   5. A decorrere dall'esercizio finanziario 2017, i maggiori gettiti
  di   cui   alle  imposte  richiamate  al  comma  4  sono  destinati
  prioritariamente  alla copertura degli oneri  finanziari  derivanti
  dalle anticipazioni di liquidità previste dagli articoli 2 e 3  del
  suddetto  decreto  legge  8  aprile 2013,  n.  35,  convertito  con
  modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, fermo restando  che
  l'eventuale  riduzione delle aliquote deve garantire  la  copertura
  finanziaria degli oneri derivanti dai prestiti contratti  ai  sensi
  degli articoli 2 e 3 del suddetto decreto legge n. 35/2013.
   6.  Le  maggiori  entrate  per  imposta  sul  valore  aggiunto  di
  spettanza  della Regione, derivanti dalle disposizioni  recate  dal
  comma  1  del presente articolo, quantificate, per l'anno 2014,  in
  40.000  migliaia  di  euro sono destinate  per  pari  importo  alle
  finalità di cui al comma 2 dell'articolo 2 della presente legge.
   7.  Il  dipartimento delle finanze e del credito  dell'Assessorato
  regionale  dell'economia effettua il monitoraggio sulle entrate  di
  cui  al comma 6 del presente articolo. Qualora da tale monitoraggio
  emerga  un  andamento  che  non consenta  il  raggiungimento  degli
  obiettivi   di   maggior  gettito  indicati  nel  suddetto   comma,
  l'Assessore  regionale  per  l'economia,  con  proprio  decreto  da
  emanare  entro  il mese di novembre 2014, procede ad assicurare  il
  conseguimento  dei  predetti obiettivi attraverso  la  destinazione
  della  terza  trimestralità  di  cui  all'articolo  6  della  legge
  regionale  28  gennaio  2014, n. 5, o delle somme  derivanti  dalla
  differenza  tra l'importo previsto dai tavoli tecnici  ministeriali
  di  verifica  degli adempimenti di cui al  Programma  operativo  di
  consolidamento e sviluppo 2013-2015 , quale copertura delle perdite
  del sistema sanitario regionale e quello effettivamente certificato
  dagli stessi tavoli.
   8.  In  applicazione  del presente articolo, sono  introdotte  nel
  bilancio  della  Regione le variazioni di cui alle annesse  tabelle
  SA  e  B .

          Emendamento articolo aggiuntivo

  Emendamento A1:
  Aggiungere il seguente articolo:

    Art. 2 - Anticipazione finanziaria a Riscossione Sicilia S.p.A. -
  1.   Nelle  more  dell'attuazione  della  riforma  del  sistema  di
  remunerazione  dell'attività di riscossione, ai  sensi  dell'art.17
  del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.112, al fine di garantire
  il  servizio  pubblico di riscossione nel territorio della  Regione
  siciliana,  l'Assessorato  regionale dell'economia  -  Dipartimento
  delle Finanze e del credito -  è autorizzato a trasferire, a titolo
  di   anticipazione  finanziaria,  a  Riscossione  Sicilia   S.p.A.,
  l'importo  massimo di 40.000 migliaia di euro, da rimborsare  entro
  il 31 dicembre 2014.
   2.  In caso di riconoscimento da parte della Regione nel corso del
  2014  del  credito  vantato  da  Riscossione  Sicilia  S.p.A.   nei
  confronti  della medesima, ai sensi del summenzionato  articolo  17
  del  decreto legislativo 13 aprile 1999, n.112, Riscossione Sicilia
  può  compensare,  in tutto o in parte, il debito di  cui  al  comma
  precedente   in   misura   equivalente   agli   eventuali   crediti
  riconosciuti in bilancio da parte della Regione.
   3. Le somme di cui al presente articolo sono destinate, per almeno
  il  75  per cento, dalla Riscossione Sicilia S.p.A., alla riduzione
  del  debito  verso i fornitori maturato alla data del  31  dicembre
  2012.
   4.  Alla  copertura  degli oneri derivanti dal presente  articolo,
  pari  a  400 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2014,  si
  provvede  mediante  riduzione  di  pari  importo  di  parte   delle
  disponibilità   dell'U.P.B.   4.2.1.5.2   -   capitolo   215704   -
  accantonamento  1001-  del bilancio della Regione  per  l'esercizio
  finanziario 2014.

     Emendamento presentato ai sensi dell'articolo 117 del
      Regolamento interno

   Emendamento 117.1:
   All'emendamento 1.1 COMM è soppresso il comma 8.

   Dopo l'articolo 2 è inserito il seguente:  Art. 2 Bis - Tabelle  -
  1.  In  applicazione  della  presente  legge  sono  introdotte  nel
  bilancio  della Regione le variazioni di cui alle allegate  tabelle
   A  e  B .

  TABELLA
     A

        VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE  PER IL TRIENNIO 2014-2016

                        STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA

                            (IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
   AMMINISTRA   04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
  ZIONE
   RUBRICA      02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO       03 - ENTRATE PER ACCENSIONI DI PRESTITI

   CAPITO              DENOMINAZIONE               VARIAZI  VARIAZI   VARIAZI
     LI                                              ONI      ONI       ONI    E
                                                    2014      2015     2016

            AGGREGATO:    8   -    ENTRATE    PER
           ACCENSIONE DI PRESTITI
            UNITA'  PREVISIONALE  DI  BASE:  4  -   953.229        0         0
           FINANZIAMENTI A BREVE

    N.I.    ANTITIPAZIONE  DI LIQUIDITA'  DI  CUI   347.132        0         0
           ALL'ART. 2 DEL D.L. N. 35/2013

    N.I.    ANTITIPAZIONE  DI LIQUIDITA'  DI  CUI   606.097        0         0
           ALL'ART. 3 DEL D.L. N. 35/2013

      TOTALE VARIAZIONI ENTRATA - AMMINISTRAZIONE   953.229        0         0
                         4 - RUBRICA 2 - TITOLO 3
                          TOTALE GENERALE ENTRATA   953.229        0         0
  *: V = Fondi vincolati

   TABELL
    A B

            VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE  PER IL TRIENNIO 2014-2016

                         STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

                             (IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
   AMMINISTRA   04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
  ZIONE
   RUBRICA      02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO       01 - SPESE CORRENTI

   CAPITO               DENOMINAZIONE               VARIAZI   VARIAZI  VARIAZI
     LI                                               ONI       ONI      ONI
                                                     2014      2015     2016

            AGGREGATO  ECONOMICO: 4  -  SPESE  PER
           ONERI DEL DEBITO PUBBLICO REGIONALE

            UNITA'  PREVISIONALE  DI  BASE:  1   -         0   25.738    25.170
           INTERESSI ED ONERI ACCESSORI

    N.I.    QUOTA    INTERESSI    PER    IRIMBORSO         0    9.373     9.166
           PRESTITI  CONTRATTI PER IL  RICORSO  AD
           ANTICIPAZIONI       DI       LIQUIDITA'
           (DECORRENZA   2015)  -  ART.   2   D.L.
           35/2013.

    N.I.    QUOTA  INTERESSI PER RIMBORSO PRESTITI         0   16.365    16.004
           CONTRATTI    PER    IL    RICORSO    AD
           ANTICIPAZIONI       DI       LIQUIDITA'
           (DECORRENZA   2015)  -  ART.   3   D.L.
           35/2013.

                           TOTALE VARIAZIONI SPESA         0   25.738    25.170
            AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2 - TITOLO
                                                 1

   *: V = Fondi vincolati

   TABELL
    A B

         VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE  PER IL TRIENNIO 2014-2016

                         STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

                             (IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
   AMMINISTRA   04 - ASSESSORATO REGIONALE ECONOMIA
  ZIONE
   RUBRICA      02 - DIPARTIMENTO REGIONALE BILANCIO E TESORO
   TITOLO       03 - SPESE PER RIMBORSI DI PRESTITI

   CAPITO               DENOMINAZIONE               VARIAZI   VARIAZI   VARIAZI
     LI                                               ONI       ONI       ONI
                                                     2014      2015      2016

            AGGREGATO ECONOMICO: 9 - SPESE PER  IL
           RIMBORSO DI PRESTITI

            UNITA'   PREVISIONALE  DI   BASE:1   -   953.229    21.030    21.598
           RIMBORSO DI PRESTITI

    N.I.    QUOTA  CAPITALE PER RIMBORSO  PRESTITI         0     7.659     7.865
           CONTRATTI    PER    IL    RICORSO    AD
           ANTICIPAZIONI       DI       LIQUIDITA'
           (DECORRENZA   2015)  -  ART.   2   D.L.
           35/2013.

    N.I.    QUOTA  CAPITALE PER RIMBORSO  PRESTITI         0    13.371    13.733
           CONTRATTI    PER    IL    RICORSO    AD
           ANTICIPAZIONI       DI       LIQUIDITA'
           (DECORRENZA   2015)  -  ART.   3   D.L.
           35/2013.

    N.I.    FONDO  ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA'  DI                   0         0
           CUI ALL'ART. 2 DEL D.L. 35/2013         347.132

    N.I.    FONDO  ANTICIPAZIONI DI LIQUIDITA'  DI                   0         0
           CUI ALL'ART. 3 DEL D.L. 35/2013         606.097

                           TOTALE VARIAZIONI SPESA   953.229    21.030    21.598
            AMMINISTRAZIONE 4 - RUBRICA 2 - TITOLO
                                                 3

   *: V = Fondi vincolati

   TABELL
    A B

     VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE  PER L'ANNO FINANZIARIO 2014-2016

                        STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA

                            (IMPORTI IN MIGLIAIA DI EURO)
   AMMINISTRA   11 - ASSESSORATO REGIONALE DELLA SALUTE
  ZIONE
   RUBRICA      02 - DIPARTIMENTO REGIONALE DELLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA
   TITOLO       01 - SPESE CORRENTI

   CAPITO              DENOMINAZIONE              VARIAZI   VARIAZI   VARIAZI
     LI                                             ONI       ONI       ONI
                                                   2014      2015      2016

            AGGREGATO  ECONOMICO: 3 - SPESE  PER
           INTERVENTI DI PARTE CORRENTE

            UNITA'  PREVISIONALE DI BASE:  99  -         0   -46.768   -46.768
           INTERVENTI DIVERSI

   413333   RIPIANO  DEI DISAVANZI DELLE  AZIENDE        0   -46.768   -46.768
           SANITARIE ED OSPEDALIERE

            TOTALE VARIAZIONI AMMINISTRAZIONE 11         0   -46.768   -46.768
                          - RUBRICA 2 - TITOLO 1
                           TOTALE GENERALE SPESA   953.229         0         0
   *: V = Fondi vincolati