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Resoconto d'Aula della Seduta n. 15 di giovedì 17 gennaio 2013
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   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


   CIANCIO,  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

       PRESIDENTE.  Ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento  interno,  do il preavviso di trenta  minuti  al  fine
  delle  eventuali  votazioni mediante procedimento elettronico  che
  dovessero avere luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Coltraro,  Fazio,  Gianni,
  Grasso, Malafarina, Panarello, Picciolo, Sudano sono in congedo per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

        (All'onorevole  Ciancio subentra quale deputato  Segretario
      l'onorevole Lantieri)

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   -  Norme  per  il  contenimento dei prezzi  dei  generi  di  prima
  necessità. Paniere alimentare. (n. 142)
   di  parlamentare  presentato dall'onorevole  Rinaldi  in  data  16
  gennaio 2013.

   -  Riconoscimento  e sostegno all'Associazione  italiana  sclerosi
  multipla. (n. 143)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 16 gennaio 2013.

   -   Norme  per  una  nuova  politica  abitativa  di  rigenerazione
  urbanistica ed ambientale del territorio. (n. 144)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 16 gennaio 2013.

   - Norme a favore dell'imprenditoria siciliana. (n. 145)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Cordaro,
  Gianni,  Cascio  Salvatore, Clemente e Sudano in  data  16  gennaio
  2013.

   -  Modifiche di norme in materia di elezioni degli organi comunali
  e  provinciali. Norme in materia di segretari comunali e consulenze
  negli enti locali. (n. 146)
   di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Gianni,
  Cordaro,  Cascio  Salvatore, Clemente e Sudano in data  16  gennaio
  2013.

   -  Norme  per la promozione della cittadinanza attiva nel  Governo
  della cosa pubblica. (n. 147)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Cordaro,
  Gianni,  Cascio  Salvatore, Clemente e Sudano in  data  16  gennaio
  2013.

   -  Norme  per  lo  scioglimento e il trasferimento delle  funzioni
  delle IPAB ai comuni. (n. 148)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 16 gennaio 2013.

   -  Riordino e contenimento della spesa dei Comuni e delle Province
  regionali. (n. 149)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Fontana  in
  data 16 gennaio 2013.

   -  Istituzione della Consulta regionale per i problemi della terza
  età. (n. 150)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 16 gennaio 2013.

   -  Attività di formazione-lavoro estive per gli studenti siciliani
  dai 14 ai 17 anni. (n. 151)
   di  iniziativa  parlamentare presentato dall'onorevole  Ragusa  in
  data 17 gennaio 2013.

   - Norme in materia di organizzazione turistica regionale. (n. 152)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Cordaro  in
  data 17 gennaio 2013.

   - Regime transitorio per il nuovo assetto delle province. (n. 153)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
  17 gennaio 2013.

   -  Interventi per la valorizzazione del quartiere di Santa  Lucia,
  del Foro siracusano e del Borgo di S. Antonio a Siracusa. (n. 154)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano  in
  data 17 gennaio 2013.

   -  Disposizioni  per  la  tutela  sanitaria  della  popolazione  e
  dell'ambiente  dalle  esposizioni a campi elettrici,  magnetici  ed
  elettromagnetici. (n. 155)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 17 gennaio 2013.

   -   Regolamentazione   del  servizio  dei   presidi   farmaceutici
  d'emergenza. (n. 156)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Rinaldi  in
  data 17 gennaio 2013.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato alla Commissione:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Norme  contro  la discriminazione determinata dall'orientamento
  sessuale o dell'identità di genere. (n. 141)
   di  iniziativa  parlamentare, inviato il 16 gennaio  2013,  parere
  III, V e VI.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 133 - Interventi urgenti per la sospensione delle trivellazioni
  nella Valle del Belice.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Caputo  Salvino; Pogliese Salvatore Domenico;  Falcone
  Marco; Vinciullo Vincenzo

   N.  135 - Provvedimenti urgenti per le isole minori finalizzati ad
  un  efficiente trasporto di farmaci e alimenti per la comunità  dei
  residenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Salute
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Germanà Antonino Salvatore; Fontana Vincenzo
   N.  136  -  Notizie sulla mancata conversione dei  locali  dell'ex
  ospedale  Regina Margherita di Messina per la realizzazione  di  un
  polo culturale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 131 - Interventi atti a garantire una più rigorosa applicazione
  del quadro normativo anti-inquinamento, con particolare riferimento
  al 'rischio amianto' nel territorio della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;
  Foti  Angela;  La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi  Sergio;
  Venturino Antonio; Zito Stefano

   N.  132  -  Iniziative  a  favore delle piccole  e  medie  imprese
  turistiche siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   Firmatari:   Trizzino  Giampiero;  La  Rocca  Claudia;  Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ferreri  Vanessa;   Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo   Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Siragusa Salvatore;  Troisi  Sergio;  Zafarana
  Valentina; Venturino Antonio; Zito Stefano

   N.  134  -  Interventi urgenti a favore dei lavoratori  licenziati
  della Cefop per il mantenimento della Cassa integrazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Caputo  Salvino; Pogliese Salvatore Domenico;  Falcone
  Marco; Vinciullo Vincenzo

   N. 137 - Applicazione dell'art. 25, comma 8, della legge regionale
  n.  19 del 2005, finalizzato all'attuazione del Programma regionale
  unitario per l'autismo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano; Palmeri Valentina; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela; La  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo;   Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi  Sergio;
  Venturino Antonio; Zafarana Valentina

   N.  138  -  Chiarimenti urgenti in merito alla  sospensione  della
  stagione  venatoria e sulla mancata emanazione del Piano  Regionale
  Faunistico Venatorio 2011/2016.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari:  Germanà  Antonino Salvatore; Caputo  Salvino;  Assenza
  Giorgio; Fontana Vincenzo

   N.  139  - Notizie in merito alla revoca dell'Avviso 18 del  Fondo
  Sociale Europeo - Asse II occupabilità.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ragusa è in congedo per  oggi
  per motivi istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


         Svolgimento di interrogazioni della rubrica  Salute

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  all'ordine   del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica  Salute .
   Si  passa  all'interrogazione  numero  1  «Notizie  in  merito  al
  trasferimento del centro vaccinazioni attualmente operativo  presso
  l'ospedale   Cervello   di   Palermo»,   a   firma   dell'onorevole
  Ferrandelli.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore  per  la salute, viste le insistenti  indiscrezioni
  che  inducono  a ritenere plausibile l'imminente trasferimento  del
  Centro   delle  Vaccinazioni  ad  oggi  ospitato  presso  i  locali
  dell'ospedale V. Cervello;

   premesso  che  il  centro  costituisce ad  oggi  l'unico  presidio
  sanitario  specializzato in vaccinazioni che insiste sul territorio
  della  5   e 6  circoscrizione (Malaspina, Cep, Cruillas,  Noce)  e
  considerata l'importanza che rappresenta per i cittadini  residenti
  in questa area vasta della città;

   ritenuto  che  i  presidi territoriali andrebbero potenziati  allo
  scopo  di fornire ai cittadini un servizio sanitario adeguato  agli
  standard minimi sanitari, così come espressamente sancito dall'art.
  32 della Costituzione;

   per sapere:

   se  risponda  al vero la notizia dell'imminente trasferimento  del
  Centro  delle  Vaccinazioni,  ad  oggi  ospitato  presso  i  locali
  dell'ospedale  V.  Cervello e, se così  fosse,  quando  e  dove  si
  intenda  trasferire  il  presidio  per  le  vaccinazioni  e   quali
  motivazioni indurrebbero a tale scelta;

   quali  opportune iniziative si intendano intraprendere al fine  di
  eliminare  le criticità sopra evidenziate e garantire ai  cittadini
  una migliore tutela del diritto alla salute. (1)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore per  la  salute,  dottoressa
  Borsellino, per fornire la risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   in   merito  all'interrogazione  posta   dall'onorevole
  Ferrandelli   relativamente  al  trasferimento  del  Centro   delle
  vaccinazioni   presso   il   presidio  ospedaliero   Cervello,   le
  informazioni   che  do  in  questa  sede  sono  le   seguenti:   il
  trasferimento  è  avvenuto  per ragioni  dettate  dalla  necessaria
  ristrutturazione dei locali che ospitavano il Centro  Vaccinazioni,
  per  cui si è reso necessario rendere disponibili i locali  per  le
  attività  ambulatoriali a seguito dell'assorbimento delle  attività
  prima espletate presso il presidio ospedaliero Casa del Sole.
   Nelle  more  di  questo  trasferimento,  il  presidio  ospedaliero
  Cervello  ha  provveduto, con l'Azienda sanitaria  provinciale,  in
  particolare  con  il  Servizio  sanità  pubblica  epidemiologia   e
  medicina  preventiva,  e  insieme  anche  all'Unità  operativa   di
  prevenzione  della stessa ASP, a dare tutte le informazioni  dovute
  alla  cittadinanza  affinché  le  prestazioni  vaccinali  venissero
  eseguite  presso  i  centri  di  vaccinazione  che  fanno  capo   a
  Pallavicino, e anche a quelli limitrofi che fanno capo ai quartieri
  Arenella, Libertà e Borgo Nuovo.
   In  questo  momento  le due aziende, l'Azienda  ospedaliera  Villa
  Sofia  -  Cervello,  insieme con l'azienda  sanitaria  provinciale,
  stanno accelerando le procedure delle attività sanitarie presso  il
  presidio ospedaliero Casa del Sole, che dovrà ospitare il centro di
  vaccinazioni dell'ASP, in quanto è previsto per questo presidio una
  riqualificazione funzionale al servizio del territorio.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Ferrandelli  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   FERRANDELLI. Mi dichiaro soddisfatto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.   Signor  Presidente,  ho  chiesto  la  parola  solo   per
  comunicare che intendo apporre la mia firma al disegno di legge  n.
  149, presentato dall'onorevole Fontana sul riordino delle province.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


  Seguito dello svolgimento di interrogazioni della rubrica  Salute

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  numero  5  «Piani   di
  controllo ed eradicazione della brucellosi», a firma dell'onorevole
  Caputo.
   Ne do lettura:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  risorse
  agricole e alimentari e all'Assessore per la salute, premesso che:

   in  questi  ultimi  anni  a  seguito  dei  piani  straordinari  di
  eradicazione  e  controllo  in materia di  tubercolosi,  brucellosi
  bovina  e  bufalina,  brucellosi  ovi-caprina,  leucosi,  è   stato
  previsto  l'obbligo  da parte dei medici veterinari  delle  ASP  di
  sottoporre  a sequestro l'azienda in ipotesi di presenza  di  'capo
  infetto  o  sospetto' e di effettuare controlli nei  trenta  giorni
  successivi mediante prelievi di sangue;

   le  patologie causano disagi economici alle aziende in  quanto  si
  diffondono con molta facilità compromettendo la salute dei 'capi di
  bestiame' presenti in azienda;

   considerato  che  la  situazione crea un pericolo  per  la  salute
  pubblica  e  che  pertanto  devono essere  garantite  le  forme  di
  controllo dalle ASP competenti;

   ritenuto che:

   le  aziende  colpite da tale situazione necessitano di  interventi
  economici  a  titolo  di  indennità di  abbattimento  di  bovini  e
  bufalini infetti da tubercolosi, brucellosi e leucosi;

   il  Governo  nazionale ha previsto (DM 14 novembre  2006  e  DM  4
  dicembre  2008)  misure straordinarie di polizia veterinaria  e  la
  determinazione  di  un'indennità per  l'abbattimento  del  bestiame
  affetto dalle predette tipologie;

   ritenuto altresì che tale situazione determina una condizione  per
  la dichiarazione dello stato di calamità naturale;

   per sapere:

   se  in  Sicilia  si siano registrati casi di brucellosi  bovina  e
  bufalina,  brucellosi ovi-caprina, leucosi segnalati dalle  ASP  di
  competenza;

   quali  interventi  e misure anche straordinarie il  Governo  della
  Regione  abbia individuato per la tutela della salute dei cittadini
  in ipotesi di brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina,
  leucosi;

   quali  interventi di natura economico e/o finanziaria  il  Governo
  della  Regione abbia adottato per sostenere le aziende in crisi  in
  caso di accertamento di malattia diagnosticata in azienda;

   se  il  Governo  della Regione intenda avviare  le  procedure  per
  dichiarare   lo   stato   di  calamità  naturale   dell'agricoltura
  relativamente al settore legato al comparto della zootecnia. (5)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Borsellino  per  fornire  la
  risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  come  è a tutti noto la brucellosi, insieme  alle  altre
  zoonosi  che interessano la popolazione bovina ed ovicaprina,  sono
  tra  i  principali  obiettivi della Comunità  Europea.  Chiaramente
  sulla  base  di tali obiettivi la stessa Comunità eroga  dei  fondi
  specifici a tutti gli Stati membri.
   In particolare, l'obiettivo è quello di eradicare queste patologie
  non  trasmissibili  per  quanto riguarda  la  brucellosi,  sino  ad
  ottenere la caratterizzazione di  aziende ufficialmente indenni .
   Stante  le  difficoltà che alcune Regioni italiane  ancora  hanno,
  soprattutto nel sud Italia, nella eradicazione completa  di  queste
  malattie,  che  interessano  la  popolazione  animale,  il  decreto
  Balduzzi,  come  è  noto,  prevede addirittura  la  possibilità  di
  commissariamenti  nell'ambito di quelle  che  sono  definite  nello
  stesso  decreto   emergenze sanitarie . Occorre tuttavia  precisare
  che  la  Sicilia, dal 2008 ad oggi, ha attivato un piano strategico
  per  la  eradicazione della brucellosi bovina e ovicaprina e  della
  leucosi,  attuando  una  serie di azioni mirate  per  eradicare  la
  malattia, affinché si riducessero gli indici di prevalenza di  tale
  patologia nelle nostre aziende.
   I  dati  dal 2008 al 2012, serie storica, mostrano proprio  questo
  miglioramento.
   La  Sicilia, infatti, nel 2008 era l'unica Regione in  Italia  che
  ancora  faceva  registrare  una  prevalenza  dell'infezione   nelle
  aziende ovicaprine pari, addirittura, al 12 per cento con un numero
  di  aziende  ufficialmente indenni pari  all'80  per  cento  circa,
  mentre  le altre regioni d'Italia mostravano, in particolare quelle
  del sud, livelli di infezione al di sotto del 3 per cento. Anche la
  brucellosi  bovina  nel 2008 era caratterizzata da  una  prevalenza
  dell'infezione  pari al 6,12 per cento, con un  numero  di  aziende
  ufficialmente indenni pari all'88 per cento circa.
   Per  quanto riguarda la prima richiesta dell'interrogante,  ovvero
  gli  esiti  cui  si è pervenuti attraverso il Piano  strategico  di
  eradicazione,  possiamo  assolutamente affermare  che  nel  2012  è
  nettamente ridotta la prevalenza di aziende infette che  si  aggira
  intorno  al 5-6 per cento, dal 12 per cento registrato nel 2008,  e
  così anche la prevalenza dei capi infetti che dal 4,7 per cento del
  2008 si è ridotta al 2,18 per cento nel 2012.
   Per  quanto riguarda la brucellosi bovina, allo stesso  modo,  nel
  2008 si registrava un indice del 6,12 per cento di aziende infette,
  ridotto  al  2,78 per cento nel 2012. Allo stesso modo, per  quanto
  riguarda i capi infetti, l'indice si è ridotto dall'1,37 per  cento
  del 2008 allo 0,40 del 2012.
   Naturalmente  l'azione  della  Regione  e,  quindi,  dei   servizi
  veterinari  delle  Aziende,  non si ferma  qui  ma  continua  nella
  direzione  dei controlli ripetuti sulle aziende fino a  raggiungere
  la  certificazione  di  ufficialmente indenni,  che  è  l'obiettivo
  comunitario e, quindi, della Regione.
   Relativamente alla seconda richiesta dell'interrogante, allo scopo
  di  eradicare completamente la brucellosi sul nostro territorio, ci
  si  è  avvalsi  anche della collaborazione del Centro nazionale  di
  referenza   delle   brucellosi   e  dell'Istituto   zooprofilattico
  sperimentale  della Sicilia, perché coadiuvassero i nostri  servizi
  veterinari   nella   intensificazione   delle   azioni   volte   al
  raggiungimento di questo obiettivo.
   In particolare, in tutti questi anni, e lo si farà anche nell'anno
  in  corso  ma  anche  nei  prossimi,  verranno  affidati  obiettivi
  strategici  ai  direttori  generali  delle  aziende,  affinché   si
  prosegua  lungo  questo  percorso  dal  momento  che,  come  dicevo
  inizialmente,  si  tratta  di  un  obiettivo  comunitario  la   cui
  inosservanza potrebbe dar luogo ad un commissariamento.
   Per   quanto   concerne,  invece,  la  problematica  legata   agli
  indennizzi, la previsione normativa che dà luogo all'erogazione  di
  indennizzi   agli  allevatori  aventi  diritto,  è  una  previsione
  normativa  che discende dal D.P.R. del 1954 e, poi, susseguita  dai
  decreti  ministeriali  del  1992  e  del  1994,  che  prevedono  la
  corresponsione  di  80,00  euro per ogni caprino  infetto  e  circa
  350,00 euro per ogni bovino infetto.
   Fino  ad  oggi  la Regione ha riconosciuto tali finanziamenti  che
  sono  stati addirittura integrati con la legge regionale  5  giugno
  1989,  n.  12, che aveva previsto anche l'erogazione di  indennizzi
  aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle norme nazionali.
   Questi  indennizzi  aggiuntivi sono stati  erogati  per  un  certo
  periodo, fino al 2001, fino a quando c'era la copertura finanziaria
  di questa norma. Le leggi di rifinanziamento sono state sottoposte,
  poi,  a  procedure  di  controllo  comunitario  e,  nel  2002,   la
  Commissione ha concluso il procedimento dichiarando compatibili con
  il Trattato CEE soltanto le misure di aiuto in relazione ai casi di
  abbattimento degli animali  infetti riferiti agli anni 1993-1997.
   Con  l'entrata,  quindi,  in vigore delle   norme  comunitarie,  a
  valere  dall'anno  2006,  sono state escluse  forme  di  indennizzo
  aggiuntivo  regionale  che  non fossero quelle  riconducibili  alla
  normativa nazionale.
   Relativamente  alla  brucellosi ovicaprina, l'indennizzo,  pari  a
  80,00  euro a capo, nella fattispecie, è notevolmente superiore  al
  reale valore di mercato del singolo capo.
   Per  questo  motivo, si ritiene che già gli indennizzi previsti  a
  livello   nazionale   siano  abbastanza  remunerativi   del   danno
  conseguente  all'abbattimento  del capo  per  infezioni.  Tuttavia,
  questo non dovrebbe indurre a comportamenti opportunistici; quindi,
  è cura del ramo di amministrazione che rappresento e, quindi, delle
  sue  articolazioni, attraverso i servizi veterinari delle  Aziende,
  procedere  lungo questo percorso virtuoso affinché si consenta,  da
  un lato, il mantenimento in buona salute dei capi e, dall'altro, ad
  evitare che si debbano erogare indennizzi, con esborso di risorse.
   Per  quanto  riguarda,  invece, la leucosi  bovina  enzootica,  si
  specifica  intanto  che  non  si tratta di  malattia  trasmissibile
  all'uomo  e che, nell'anno 2008, nessuna delle province  di  questa
  Regione   aveva   ancora  acquisito  la  qualifica  di   territorio
  ufficialmente  indenne. Tuttavia, l'intensa  azione  di  controllo,
  anche  su questa fattispecie, nell'intero territorio ha dato  luogo
  al  conseguimento  della  certificazione di  azienda  ufficialmente
  indenne   in tutte le province della Regione, tranne in  quella  di
  Messina, nella quale è cura di questo Governo, ma, già anche  negli
  ultimi  anni,   individuare  degli interventi  mirati  che  possano
  consentire,   anche  in  questa  provincia,  di   ottenere   questo
  risultato.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Caputo   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto, sento
  il  dovere di fare gli auguri all'assessore Borsellino per  il  suo
  lavoro e, quindi, ritengo che gli auguri, oltre che formali,  siano
  sentiti. La prego di accettarli con questi sentimenti.
   Sono  in  gran  parte  soddisfatto per la risposta  dell'assessore
  Borsellino e, quindi, del Governo di questa Regione. Però, chiedevo
  una  maggiore incisività nella parte che riguardava la  possibilità
  di dichiarare lo stato di calamità naturale nei comprensori, perché
  i danni sono stati veramente notevoli.
   Nell'eventuale  impegno,  il Governo  che  dichiara  lo  stato  di
  calamità  potrebbe attivare una serie di procedure per  dare  altro
  tipo  di ristoro economico perché, mi consenta, essendo io uno che,
  per   motivi  della  sua  attività  parlamentare,  gira  molto   il
  territorio, gli indennizzi previsti per legge non sono  stati  tali
  da ristorare gli agricoltori e gli allevatori dai danni subiti.
   Vero  è,  e  questo  ci  fa molto piacere,  che  con  l'azione  di
  prevenzione  portata avanti dagli uffici sanitari si è  ridotto,  e
  questo  mi da motivo di soddisfazione e di tranquillità. Dal  punto
  di  vista  del  ristoro, però, la pregherei di  voler  valutare  la
  possibilità  della  dichiarazione  di  stato  di  calamità   perché
  consentirebbe di attivare procedure di risarcimento sicuramente più
  consistenti  e  sarebbe un chiaro messaggio  di  speranza  a  tutti
  quegli allevatori che hanno avuto danni consistenti.

   PRESIDENTE. Il Governo intende replicare?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, mi riservo
  di approfondire questo aspetto anche col mio collega per le risorse
  agricole,  con  il  quale  dobbiamo affrontare  chiaramente  questa
  problematica che, comunque, non dovrebbe fare venir meno  la  forte
  azione di prevenzione che costituisce la risoluzione principale  al
  problema delle zoonosi in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  48  «Rispetto  della
  legislazione   regionale   nelle  procedure   da   adottare   nella
  formulazione  dell'elenco regionale degli  idonei  alla  nomina  di
  direttore generale delle aziende del Servizio sanitario regionale»,
  a firma dell'onorevole Vinciullo.

   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che sarebbe in fase di predisposizione, a quanto pare,  da
  parte  del  Governo regionale, un avviso pubblico per la formazione
  dell'elenco  degli  idonei alla nomina a Direttore  Generale  delle
  Aziende  del Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto  di  quanto
  stabilito dall'art. 4 della legge n. 189/12;

   preso  atto  che il succitato decreto non opera immediatamente  in
  Sicilia  in  quanto  la nostra Regione ha, in  materia,  competenza
  concorrente con lo Stato italiano;

   tenuto conto che:

   nello  specifico,  la lettera a) del comma 1  della  citata  norma
  stabilisce che alla selezione si accede con il possesso  di  laurea
  magistrale   e   di   adeguata  esperienza   dirigenziale,   almeno
  quinquennale,  nel  campo delle strutture  sanitarie  o  settennale
  negli  altri  settori,  con  autonomia  gestionale  e  con  diretta
  responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziari;

   il medesimo articolo 4 stabilisce altresì le procedure da adottare
  per  la  verifica  dei curricula presentati, nonché  i  criteri  da
  utilizzare  per  la  comparazione  tra  i  curricula  e  la  figura
  professionale da ricercare;

   visto che:

   a  quanto sembra, per l'ammissione al suddetto elenco, sono  stati
  introdotti   criteri,  requisiti  e  condizioni  non  previsti   né
  dall'art. 19 della l.r. 5 del 2009, né dalla normativa nazionale di
  riferimento;

   l'applicazione  in  Sicilia  di detta  norma  non  può  di  contro
  avvenire  senza il corretto iter parlamentare che prevede, comunque
  e sempre, il recepimento, da parte dell'Assemblea regionale, di una
  norma nazionale in un settore ove l'autonomia regionale presuppone,
  almeno, il coinvolgimento della Regione;

   nel  contempo,  eventuali modifiche ai criteri di  partecipazione,
  pur  in  presenza della previsione normativa di eventuali ulteriori
  requisiti  stabiliti  dalla  Regione, trattandosi  di  integrazione
  della  normativa  nazionale,  non  possono  che  essere  introdotti
  attraverso   apposita   legge  regionale,  secondo   la   procedura
  assembleare  prevista  dallo  Statuto  regionale  e  non   mediante
  provvedimento della Giunta di Governo;

   per  sapere se siano a conoscenza dell'iter legislativo da seguire
  nel  recepimento di una legge nazionale quando questa  riguarda  un
  settore  dove  la  Regione siciliana ha competenza concorrente  con
  quella dello Stato italiano». (48)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. Riguardo alla interrogazione
  dell'onorevole  Vinciullo,  tendente a  conoscere  lo  stato  delle
  procedure relativamente alla nomina dei nuovi direttori generali e,
  in particolare, la conformità di tali procedure rispetto al dettato
  della normativa nazionale, posso affermare che il procedimento  che
  ha  dato  luogo  alla pubblicazione dell'avviso per  la  formazione
  dell'elenco cui si attinge, poi, per la nomina dei nuovi  direttori
  generali  è  una procedura prevista dall'articolo 4, comma  1,  del
  decreto legge del 13 settembre 2012, convertito dalla legge 189 del
  2012, che prevede l'adozione degli elenchi cui attingere, poi,  per
  la  nomina  dei direttori generali sulla base dei criteri  previsti
  dalla normativa nazionale e come da decreto legislativo 502, cui  è
  possibile integrare altri criteri individuati dalla Regione.
   Trattandosi  di  una  materia  la  cui  competenza  legislativa  è
  concorrente,  questo  non  necessita, proprio  per  la  fattispecie
  considerata,  un recepimento della norma nazionale  attraverso  una
  legge  regionale, ancorché il legislatore rimette alla Regione  non
  solo   la   pubblicazione  e,  quindi,  la  formazione  dell'avviso
  pubblico,  ma anche l'eventuale introduzione di ulteriori  criteri,
  con  ciò  intendendo che trattasi di procedure espletabili  in  via
  amministrativa  sulla base della prassi consolidata  nella  Regione
  anche  con  riferimento alla formazione dei precedenti elenchi  che
  prevedono   l'adozione  di  una  delibera  da  parte  del   Governo
  regionale, cui poi l'assessore al ramo dà esecuzione.
   In ambito regionale, infatti, per i ben noti principi che regolano
  i  rapporti  tra  la  legislazione statale e  quella  regionale,  è
  proprio  nelle  materie di competenza legislativa  esclusiva  della
  Regione  che  la normativa statale trova applicazione,  solo  se  e
  finché  la materia o i singoli profili della materia lo richiedono,
  non siano stati normati dal legislatore regionale.
   In  questa  fattispecie,  come dicevo in premessa,  la  materia  è
  concorrente  e,  quindi, seguendo la prassi che  si  è  determinata
  anche  nel 2008, si è proceduto, attraverso la sottoposizione dello
  schema  di avviso pubblico alla Giunta regionale di Governo  cui  è
  seguita,  poi, l'adozione della delibera pubblicata sulla  Gazzetta
  Ufficiale   del  21  dicembre,  che  prevede  30  giorni   per   la
  proposizione  delle istanze, i cui termini scadono il  prossimo  21
  gennaio.
   Ponendosi, quindi, dubbi circa l'applicabilità in ambito regionale
  della  specifica  disciplina, si evidenzia  che  l'istituzione  del
  nuovo  elenco ad aggiornamento biennale degli aspiranti alla nomina
  di  direttore  generale del Servizio Sanitario Regionale  è  stato,
  quindi,  adottato con la deliberazione 471 del 4 dicembre,  con  la
  quale si è sostanzialmente condivisa la proposta della scrivente in
  seno  alla  Giunta  regionale di governo,  cui  è  seguita  poi  la
  pubblicazione dell'avviso cui dicevo in premessa.
   Come esplicitato nella documentazione istruttoria, a corredo della
  delibera  e  sulla base del quadro normativo di riferimento,  si  è
  fatto  leva  sui criteri previsti dal decreto legislativo  502,  in
  particolare articoli 3 e 3 bis, nonché dagli articoli 19 e 33 della
  legge  regionale  5  del  2009 di riforma  del  servizio  sanitario
  regionale.
   In  particolare,  per  quanto concerne  gli  ulteriori  criteri  e
  requisiti non previsti nell'articolo 19 della menzionata  legge  5,
  si  rileva  che l'articolo 19, comma 1, della stessa legge  dispone
  che,  ai  fini  della  nomina dei direttori regionali,  l'Assessore
  regionale  per  la  sanità  opera tra gli aspiranti  aventi  titolo
  un'analitica   ricognizione  delle  condizioni  e   dei   requisiti
  richiamati  dallo stesso articolo 3 e 3 bis del Decreto Legislativo
  502  e  successive modifiche. Segue la stessa disposizione  dicendo
  che l'Assessore accerta la coerenza tra i requisiti posseduti e  le
  funzioni  da svolgere anche e, quindi, non solo con riferimento  al
  possesso   del  diploma  di  laurea,  al  possesso  di  qualificata
  esperienza   professionale  di  direzione   tecnico-amministrativa,
  secondo  i limiti temporali indicati, e accerta, altresì, la  reale
  corrispondenza  delle  strutture che  sono  state  dirette  con  la
  tipologia richiesta rispetto alle strutture da dirigere.
   Questa  previsione contenuta nell'articolo 19 della legge 5  opera
  un  rinvio  dinamico alle previsioni degli articoli 3 e 3  bis  del
  decreto  legislativo 502. Conseguentemente, ai  sensi  della  nuova
  previsione  contenuta nel decreto, noto come  decreto  Balduzzi  e,
  fermo  restando i requisiti minimali della laurea e dell'esperienza
  prevista dal legislatore nazionale, la Regione provvede alla nomina
  di competenza della Regione, su proposta dell'assessore, attingendo
  obbligatoriamente  ad  un  elenco  regionale  di   idonei,   ovvero
  attingendo ad analoghi elenchi di altre Regioni.
   E'  fuor  di  dubbio che, anziché attingere ad  elenchi  di  altre
  Regioni,  nulla  vietava  in quel momento  alla  Regione  di  poter
  procedere  ad  adottare pedissequamente, rispetto  alle  previsioni
  contenute  nel  decreto Balduzzi, la nuova procedura  voluta  dalla
  norma;  facoltà  di cui si è voluto avvalere questo  Governo  dando
  luogo all'avviso pubblico testè menzionato.
   Non  si  è  ritenuto,  pertanto, di dovere seguire  la  previsione
  contenuta  nella norma nazionale circa la possibilità di  ricorrere
  ad  elenchi  di altre Regioni, nella misura in cui eravamo  in  una
  gestione commissariale e, quindi, eravamo nelle condizioni di poter
  adottare  la  nuova  procedura prevista dalla  stessa  legislazione
  nazionale.
   Si  rassegna,  infine, che anche il precedente  elenco  regionale,
  come accennavo, è stato emanato con delibera della Giunta regionale
  di  Governo, la n. 352 del 23 dicembre 2008, nella quale pure erano
  previste  procedure,  modalità  e  criteri  per  la  selezione  dei
  soggetti  da  nominare non riscontrabili nelle  norme  nazionali  e
  regionali,  ma adottati proprio con lo strumento della decretazione
  assessoriale.
   Si rassegna infine, che più volte il nuovo comma 3 bis del decreto
  legislativo  502,  così  come sostituito  dal  decreto  legge  158,
  cosiddetto   decreto Balduzzi , richiama più volte  con  lo  stesso
  termine la Regione sia per la nomina, sia per la selezione, sia per
  la  tipologia  di procedura da garantire circa la pubblicità  degli
  atti che tale selezione deve garantire.
   La stessa norma, come sapete, prevede anche la costituzione di una
  commissione  che provveda alla selezione dei candidati  sulla  base
  della sussistenza dei requisiti richiesti dal bando e prevede anche
  la   possibilità,  quindi,  di  poter  espletare  una   valutazione
  comparativa dei curricula ai fini della formazione di un elenco  al
  quale, poi, si dovrà attingere per la scelta dei nominandi.
   Si  ritiene, quindi, di avere correttamente operato in  conformità
  della   norma  nazionale  e  dal  combinato  disposto  della  norma
  nazionale con quanto previsto dalla legislazione regionale in  tema
  di   riordino   del   servizio  sanitario,  fatto   sempre   salvo,
  chiaramente,  ogni  eventuale  intervento  dell'organo  legislativo
  della Regione siciliana.

             Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di intervenire l'onorevole  Vinciullo  per
  dichiararsi soddisfatto  o meno della risposta dell'assessore.

   VINCIULLO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  intanto,  diamo  il benvenuto  e  facciamo  gli  auguri
  all'assessore  Borsellino,  di  cui  conosciamo  il  valore  e   la
  preparazione  che ha messo in campo anche in questo intervento  con
  il quale mi ha preceduto.
   Mi  fa  piacere  e  sono soddisfatto che il suo comportamento  sia
  totalmente  differente rispetto a quello del suo  predecessore,  il
  quale  brillava  per assenza totale e per non avere mai  rispettato
  questo Parlamento.
   Ricordo   che  di  una  novantina  di  interrogazioni  che   avevo
  presentato, avrà risposto a 6 o 7.
   Invece,  devo salutare con piacere il fatto che lei immediatamente
  sia  venuta  in Parlamento e abbia risposto alle interrogazioni  di
  tutti i deputati; un fatto importante a cui non eravamo abituati  e
  che, quindi, salutiamo con grande soddisfazione.
   Sul  contenuto  invece, della sua risposta, credo  di  non  essere
  interamente  soddisfatto per un motivo: io  ritengo  che  le  leggi
  nazionali, in questo caso lei ha brillantemente parlato del decreto
  Balduzzi,  non  si  applicano immediatamente  in  Sicilia.  Se  ciò
  avvenisse,  infatti, verrebbe meno il principio, secondo  il  quale
  questo Parlamento ha potere concorrente con il Parlamento nazionale
  su alcuni argomenti, e fra questi argomenti rientra la sanità.
       Per cui, per me l'applicazione sic et simpliciter di una legge
  nazionale  nella  Regione  Sicilia  diventa  una  violazione  dello
  Statuto e una violazione delle prerogative che  i Padri Costituenti
  diedero  alla Sicilia, riconobbero al popolo siciliano e  per  esse
  riconobbero a questo Parlamento.
   Di  conseguenza, io ritenevo che il decreto Balduzzi non  trovasse
  assolutamente  applicazione  in  Sicilia,  ma  che  dovesse  essere
  recepito  dal nostro Parlamento, dovesse diventare legge regionale;
  dopo  di  che l'assessore competente al ramo poteva benissimo  dare
  vita  a  queste circolari con le quali venivano riaperti i  termini
  per poter fare parte dell'elenco dei direttori generali delle ASP.
   Del  resto, un deputato di opposizione, quale io sono, non pensava
  assolutamente  di  poter  intervenire sulla  nomina  dei  direttori
  generali,  in  quanto  ciò rientra fra le prerogative  riconosciute
  dallo  Statuto  al  Governo  e,  per  esso,  all'Assessore  e,   di
  conseguenza, anche se le maglie fossero state da questo  Parlamento
  volutamente  scelte  in maniera più ampia, poi spettava  sempre  al
  Governo regionale scegliere, in un rapporto fiduciario con il nuovo
  direttore generale, chi nominare nelle varie ASP. E, comunque,  una
  cosa volevo inserire in questo decreto legge.
   In   I   Commissione,   noi   stiamo   predisponendo,   anche   su
  sollecitazione  del  Governo di cui lei fa  parte,  in  particolare
  dell'assessore Valenti, un nuovo provvedimento per quanto  riguarda
  la   presenza   della  cosiddetta  quota  rosa  all'interno   delle
  amministrazioni pubbliche, cioè delle Giunte provinciali, regionali
  e così via.
   Era  intendimento  mio  e, credo, della  maggior  parte  dei  miei
  colleghi,  che,  nel  recepimento del decreto  Balduzzi,  potessimo
  prevedere  anche noi la presenza di una quota rosa all'interno  dei
  direttori  generali delle ASP siciliane, perché non si  capisce  il
  motivo   per  il  quale  le  donne  debbano  continuare  ad  essere
  emarginate nell'amministrazione delle ASP siciliane.
   Come  lei sa sicuramente molto meglio di me, ci troviamo di fronte
  a direttori sanitari donne, qualche direttore amministrativo donna,
  ma  poi  i direttori generali sono tutti uomini, come se in  questa
  Isola,  in  questa Terra, non vi fossero delle donne  in  grado  di
  svolgere  in  prima  persona  questo ruolo  importante  e,  invece,
  dovessero   necessariamente  essere  in  una  posizione   inferiore
  rispetto agli uomini, un passo indietro rispetto agli altri.
   Il   recepimento  del  decreto  Balduzzi,  credo  che  era   stato
  immaginato  da  alcuni  colleghi, in modo  particolare  ne  avevamo
  ampiamente  parlato  con  la  collega  Marika  Cirone   Di   Marco,
  prevedendo appunto la possibilità che vi fosse una quota  riservata
  alle  donne, per cui il Governo regionale poteva liberamente,  come
  suo  potere, scegliere chi voleva, chi aveva i requisiti, così come
  lei  ha brillantemente esposto, però tenendo presente che se faceva
  dieci  nomine,  tre  dovevano essere riservate alle  donne  proprio
  perché  non può essere che continuiamo in questa Isola a  riservare
  una posizione di secondo piano all'altra metà di questa Terra.
   Pertanto il mio giudizio è negativo, non perché lei non sia  stata
  brillante  nell'esporre  il contenuto e l'idea  che  ha  avuto  nel
  recepimento del decreto Balduzzi, ma è negativo perché ritengo  che
  il Governo regionale non potesse assolutamente applicare il decreto
  Balduzzi  in Sicilia, perché la Sicilia ha una autonomia statutaria
  che in questo modo questo Governo ha infranto e ha mortificato.
   Noi  volevamo recepire il decreto Balduzzi; lo volevamo  adeguare;
  lo  volevamo  modificare; volevamo dimostrare che  questa  Terra  è
  anche  originale,  nel momento in cui si dà  delle  leggi  che  non
  necessariamente  devono ripercorrere in maniera  pedissequa  quelle
  nazionali.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 56 «Notizie  in  merito
  alla paventata riduzione di posti letto, in relazione alla legge n.
  135  del 2012, nell'azienda sanitaria provinciale di Enna», a firma
  dell'onorevole Alloro. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   la  legge  135 del 2012 (spending review) stabilisce che  i  posti
  letto  complessivi debbano essere 3.7 per 1000 abitanti, di  cui  3
  per  1000  abitanti  per  acuti e lo  0.7  per  1000  abitanti  per
  lungodegenza e riabilitazione;

   l'Assessorato  della  salute  della  Regione,  con  tre  circolari
  (80813/84514/86857) aventi tutte per oggetto  'D.L.  158  del  2012
  convertito  con  modificazioni dalla legge  189  del  2012  recante
  Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese  mediante
  un  più alto livello di tutela della salute', ha tenuto a precisare
  che  le  Aziende 'non possono procedere alla copertura di eventuali
  posti  vacanti  o carenze di organico, prima del completamento  dei
  procedimenti  di  riallocazione del personale  eccedente'.  Ciò  fa
  intendere che è ineludibile la riduzione di posti letto per  acuti,
  con  conseguente  riduzione degli organici dei presidi  ospedalieri
  pubblici;

   il D.A. 1150 del 2009 assegna alla ASP di Enna 545 posti letto per
  acuti,  corrispondenti ai 3 posti letto x 1000  Abitanti  (abitanti
  provincia  di  Enna + Capizzi:178.000) per cui la riduzione  è  già
  avvenuta, nei fatti, nel 2009;

   mancano  totalmente  124 posti letto pubblici per  lungodegenza  e
  riabilitazione (178.000x0.7 per mille);

   i    352   posti   letto   per   lungodegenza   e   riabilitazione
  (corrispondenti ai posti dell'OASI di Troina), per ammissione dello
  stesso  decreto, sono del privato 'IRCCS OASI DI TROINA', in  forza
  della   delibera  della  Giunta  regionale  siciliana  370  dell'11
  novembre 2004, con la quale è stata rideterminata la dotazione  dei
  posti  letto  dell'Istituto  Oasi Maria  SS.  di  Troina,  è  stata
  sottoscritta  apposita convenzione tra la Regione e  l'Istituto  in
  data  8  febbraio 2002, successivamente oggetto di proroghe di  cui
  l'ultima   in  data  27  aprile  2006  ed  approvata  con   decreto
  dell'Assessore alla Sanità n. 7967 del 26 maggio 2006. Nel contesto
  di  tale convenzione sono stati riconosciuti 88 posti letto per  le
  funzioni  di  diagnosi  e cura e 264 posti letto  per  le  funzioni
  riabilitative  e  sono  da imputare ai posti letto  complessivi  in
  dotazione  alla  Regione  Sicilia e  non  all'ASP  (vedi  Piano  di
  contenimento e di riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale
  2007/2009 a pagina 119);

   la  legge 5 del 2009 all'art. 5, comma 9, lett. b), riconosce alla
  provincia di Enna, con il finanziamento di progetti finalizzati, la
  peculiarità  dei territori montani, la sproporzione tra popolazione
  residente (2 %) ed estensione territoriale (10%);

   la  provincia di Enna non gode di budget per privato convenzionato
  in  quanto inesistente (vedi GURS 31 agosto 2012 pagina 28),  e  in
  parte   supplito  dalla  rete  pubblica  ospedaliera  (dalla  spesa
  regionale  per la convenzione con la spedalità privata, si  calcola
  che  questa  Provincia ha fatto risparmiare alla  Regione  Sicilia,
  calcolando un finanziamento di 92 pro capite, 16.376.000 nel 2012);

   per   quanto riguarda la specialistica ambulatoriale, la quota  di
  spesa  pro capite in Sicilia è di euro 63,89, mentre per  l'ASP  di
  Enna  è  di 37,34 (vedi GURS 8 agosto 2012, pagina 52), essendo  le
  prestazioni per gran parte garantite dagli ospedali dell'ASP;

   riaffermato  che  l'ASP di Enna si trova già nelle  condizioni  di
  posti  letto  per  acuti di cui alla legge  135  del  12,  per  cui
  qualsiasi riduzione di posti letto e di strutture penalizzerebbe il
  diritto alla salute di una popolazione priva di spedalità privata e
  con una sanità territoriale del tutto assente (PTA e PTE inaugurati
  e mai attivati) e metterebbe a dura prova la coesione sociale di un
  territorio già fortemente penalizzato;

   per sapere:

   con quali progetti e finanziamenti intendano riempire di contenuti
  l'art.  5  della  legge  5  del 2009 inerente  la  specificità  del
  territorio di Enna;

   come  intendano  riequilibrare  il  mancato  introito  finanziario
  provinciale pro capite, costruito grazie alle strutture  pubbliche,
  sul  privato convenzionato e sulla specialistica ambulatoriale, non
  dimenticando  che per la Provincia di Enna la sanità è  sicuramente
  l'industria con più addetti (personale complessivo 2227 unità);

   se  non  ritengano opportuno procedere all'apertura dei 124  posti
  letto  di  lungodegenza  e  riabilitazione,  considerato  che   già
  esistono le funzioni e le strutture adeguate». (56)

   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   BORSELLINO  assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevole
  interrogante, come è a tutti noto, la legge di riforma del servizio
  sanitario  regionale,  nel sancire i princìpi  per  l'accesso  alle
  prestazioni   erogate   nell'ambito  dei  livelli   essenziali   di
  assistenza,  sottopone  il  sistema  di  erogazione  delle   stesse
  prestazioni da parte delle Aziende del servizio sanitario regionale
  e  delle  strutture  private convenzionate ai vincoli  quantitativi
  circa il volume e la tipologia delle prestazioni in relazione  alle
  risorse  disponibili,  nonché all'attuazione  della  programmazione
  sanitaria regionale sulla base dei fabbisogni rilevati.
   Già  nello stesso anno in cui la legge di riforma ha preso  piede,
  in  modo  progressivo  si è proceduto al riequilibrio  dell'offerta
  sanitaria nel settore della specialistica ambulatoriale, ambito che
  viene richiamato e posto in evidenza dall'interrogante, a fronte di
  una  variabilità  registrata  tra le province  sia  in  termini  di
  densità di erogatori ma anche di numero di prestazioni pro capite.
   Con  riferimento  alla  provincia di Enna,  guardando  alla  serie
  storica  2009-2012, relativamente all'aggregato della specialistica
  ambulatoriale,  lo stesso aggregato, per la provincia  di  Enna,  è
  stato   incrementato  progressivamente  del  15  per  cento  circa,
  passando da 4 milioni e cinquantaseimila euro del 2009 ai 4 milioni
  settecentocinquantasette del 2012.
   E' intendimento di questa Regione proseguire lungo questo processo
  di  riequilibrio,  volto a ridurre il gap tra le province,  tenendo
  conto  dell'equilibrio complessivo del sistema sanitario  regionale
  nel  suo complesso e di tutte le norme che, nel frattempo, si  sono
  introdotte  fino al decreto legge n. 95, meglio noto come   spendig
  review ,  che prevede una riduzione degli aggregati di spesa  nella
  misura  dello  0,5  per cento, riduzione questa  che,  chiaramente,
  interessa la spesa nel suo complesso.
   Anche   con   riferimento  al  numero  di  ore  di   specialistica
  ambulatoriale interna, il dato pro capite della provincia  di  Enna
  al 2012 risulta superiore di altre province.
   Si  tratta di dati che sono contenuti nell'ambito della relazione,
  in riscontro alla interrogazione di cui trattiamo che ha come fonte
  i flussi informativi del sistema informativo regionale.
   La  recente  sottoscrizione  del contratto  con  la  specialistica
  ambulatoriale ha, peraltro, assegnato un incremento del  numero  di
  ore   proprio  per  riequilibrare  gli  sbilanciamenti  degli  anni
  pregressi.
   Le  ore sono state assegnate non sullo storico, quindi non è stato
  il criterio della storicità ad avere informato questa procedura, ma
  sulla base della popolazione residente.
   In particolare, per la provincia di Enna, sono state assegnate 900
  ore, il che equivale ad un incremento rispetto allo scorso anno  di
  un  1,6  punti percentuali. Il nuovo contratto con la specialistica
  ambulatoriale, peraltro, ha previsto nella Regione siciliana  anche
  l'introduzione del  tempario , che definisce i tempi  standard  per
  l'effettuazione  delle  prestazioni, il  che  consentirà  anche  di
  controllare   meglio   l'efficienza   dell'attività   specialistica
  ambulatoriale  e,  nel  caso  proprio  della  provincia  di   Enna,
  trattandosi  di un'unica Azienda Sanitaria Provinciale,  consentirà
  meglio   di  attuare  anche  quel  piano  di  specialistica   unica
  provinciale  che  prevede una integrazione tra gli specialisti  del
  territorio  e  quelli attualmente operanti nei presidi ospedalieri,
  così  come  vuole  anche  la  riforma introdotta   dal  legislatore
  nazionale.
   Il  numero  di  ore di specialistica più elevato ad  Enna  rientra
  proprio  nell'alveo  delle  previsioni  contenute  nell'articolo  5
  della  legge  regionale  5 del 2009 che, nel  definire  i  contesti
  territoriali  dei  due  bacini, orientale e occidentale,  prevedeva
  proprio  per  le  province di Enna e Messina,  interventi  volti  a
  riequilibrare  proprio quelle ragioni di squilibrio  dettate  anche
  dalla  particolare collocazione orografica di alcuni territori  più
  disagiati di altri e più frammentati.
   Per   quanto  riguarda  l'attivazione  dei  servizi  territoriali,
  l'interrogante  evidenzia il ritardo nell'attivazione  dei  presidi
  territoriali   di   assistenza.   In   particolare,   ricordo   che
  nell'Azienda  di   Enna  era  prevista  l'attivazione  dei  presìdi
  territoriali di assistenza nei distretti di Enna, Leonforte, Piazza
  Armerina  e  Nicosia,  che  risultano  essere  stati  attivati.  Ma
  sappiamo  certamente  che l'attività di tali presidi  necessita  di
  essere   implementata   e  monitorata.  Per  questa  ragione,   fin
  dall'inizio  del  mio mandato, avendo ben chiara la  consapevolezza
  che  il  punto cardine della riforma risiede nel potenziamento  dei
  servizi  territoriali, ho dato mandato ai miei Uffici  affinché  si
  attui una mirata azione di controllo di tutti i presìdi terapeutici
  assistenziali  che risultano attivati nel territorio  affinché   si
  verifichi, attraverso delle visite in loco, quali sono le effettive
  funzioni  attivate  e se è stato rispettato lo standard  minimo  di
  funzioni  che era stato previsto nelle linee guida attuative  delle
  previsioni contenute nella legge di riforma.
   E' mia cura, quindi, attivare questa forte azione di monitoraggio,
  che  ha  preso avvio in questi giorni e che è tesa a verificare  lo
  stato  di  attuazione dei presìdi territoriali di  assistenza,  non
  soltanto  nella  provincia  di Enna,  ma  in  tutto  il  territorio
  regionale.
   Nel  caso della provincia di cui trattiamo, posso informarvi anche
  della circostanza che sono stati attivati punti di primo intervento
  pediatrici  nei  quattro  distretti,  la  cui  attivazione  recente
  chiaramente  necessita  anch'essa  di  una  implementazione   delle
  attività,  che  andremo a monitorare attraverso i flussi  specifici
  che  sono  stati  attivati allo scopo di  verificare  lo  stato  di
  efficienza e di efficacia di questi servizi.
   In   particolare,  l'interrogante  pone  anche  l'evidenza   sulla
  necessità  di  dover implementare in provincia  i  posti  letto  di
  riabilitazione   lungodegenza,   cosiddetti    post   acuzie ,   in
  considerazione  del  fatto che l'istituto  di  ricovero  e  cura  a
  carattere  scientifico  che insiste nella  stessa  provincia  è  un
  Istituto  a valenza sovraregionale, per cui si poneva la  questione
  sul  fatto  che  i  posti  letto  di riabilitazione  lungo  degenza
  garantiti dall'Istituto di Ricovero e Cura, meglio noto come   Oasi
  di  Troina ,  avendo  valenza regionale non possono  ascriversi  al
  fabbisogno della sola provincia.
   Proprio perché c'è una consapevolezza di questo aspetto e, quindi,
  della necessità di dover implementare i posti letto post acuzie  in
  provincia di Enna, che sono stati incrementati gli ottantotto posti
  previsti  dalla  programmazione regionale  che  risale  al  decreto
  assessoriale n. 1150 del 2009 e con recente provvedimento del  2012
  è  stato  previsto  un  incremento di 44  posti  di  riabilitazione
  lungodegenza  nella provincia di Enna, che era  parte  della  quota
  prevista  anche per altre province dove gli stessi non erano  stati
  attivati,  proprio  nella consapevolezza che la provincia  di  Enna
  bisognava di una quota superiore.
   A  questo punto, quel numero previsto di posti  letto post  acuzie
  di  124 indicati dall'interrogante, in effetti, è stato soddisfatto
  perché  con  questo  ultimo provvedimento la quota  complessiva  di
  posti  letto  ascritti alla provincia di Enna  è  di  128,  quindi,
  sostanzialmente,  il  fabbisogno si ritiene,  in  valore  di  posti
  letto, assolutamente soddisfatto.
   Sarà cura, chiaramente, dei miei uffici monitorare questo percorso
  affinché     si    abbia    ritorno    dell'effettiva    efficienza
  dell'attivazione di questi posti, anche attraverso  un  progressivo
  spostamento della appropriatezza verso setting assistenziali, anche
  alternativi   al   ricovero,  quando   i   livelli   di   intensità
  assistenziale lo richiedano.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


    Indirizzo di saluto all'onorevole Fausto Bertinotti e alla sua
                               consorte

   PRESIDENTE. Porgo il saluto ad un ospite di eccezione che vedo tra
  il pubblico, l'onorevole Fausto Bertinotti e la sua signora.
   Mi  fa piacere salutarlo nella mia qualità di Presidente di questo
  Parlamento  perché l'onorevole Bertinotti è stato, nella conduzione
  dei  lavori di Presidente della Camera dei Deputati, un esempio  di
  assoluta  terzietà, di onestà intellettuale e di grande correttezza
  politica.

                              (Applausi)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


  Seguito dello svolgimento di interrogazioni della rubrica  Salute

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Alloro   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   ALLORO.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli  colleghi,  il
  motivo per cui ho presentato questa interpellanza riguarda lo stato
  della  sanità in provincia di Enna. La provincia di Enna ha  pagato
  un  costo  carissimo  a quella che è stata la riorganizzazione  dei
  servizi sanitari: sono stati chiusi due ospedali; sono stati chiusi
  due punti nascita, i PTA, che erano stati fatti non sono partiti.
   La  preoccupazione  che  sorge adesso,  e  nasce  nel  territorio,
  riguarda  una  circolare che l'assessore  ha inviato con  la  quale
  vengono bloccati i concorsi per la copertura dei posti vacanti,  in
  attesa  del  completamento  delle procedure  di  riallocazione  del
  personale.
   Questo  ha preoccupato il territorio perché è chiaro che si  dovrà
  procedere ad un taglio dei posti.
   Ora,   il   ragionamento   che  noi   facciamo   è   quello   che,
  sostanzialmente,  la  provincia di Enna  ha  già  dato,  perché  il
  decreto  assessoriale n. 1150 ha previsto 545 posti  per  acuti  e,
  quindi,  esattamente  in  linea con quella  che  è  la  legge  135.
  Mancavano,  così  come lei ha detto assessore, i  posti  letto  per
  riabilitazione  e lungo degenza ed io apprezzo che  il  Governo  ha
  previsto  i  128  posti  e, da questo punto di  vista,  mi  ritengo
  assolutamente soddisfatto.
   Non  mi ritengo soddisfatto per la parte relativa al finanziamento
  dei progetti finalizzati.
   Sostanzialmente, sul territorio non abbiamo notizia di quali siano
  questi  progetti finalizzati che l'assessorato ha posto in  essere;
  progetti  finalizzati  che, come lei bene  ha  detto,  servono  per
  ricompensare le zone montane e riguardano la provincia  di  Enna  e
  parte della provincia di Messina.
   Pertanto,  le  chiediamo un'attenzione particolare sul  territorio
  della  provincia di Enna, un territorio che ha pagato sino  ad  ora
  più  degli  altri territori proprio per i motivi da lei  esposti  e
  cioè  per il fatto che i posti di riabilitazione e lungodegenza,  a
  suo  tempo dall'assessore Russo erano stati computati sull'Oasi  di
  Troina,  i cui posti sono, invece, da ascrivere a quello che  è  il
  piano  regionale.  Per concludere, le rinnovo la mia  richiesta  di
  un'attenzione  particolare alla provincia  di  Enna  e  mi  ritengo
  parzialmente soddisfatto.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE. Signor Presidente, chiedo di potere apporre la mia firma
  sull'interrogazione n. 138.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

      Rinvio della discussione della mozione n. 3   Applicazione
   dell'art. 6, comma 1, lettera  h', della legge regionale n. 5 del
  2009, relativo al potenziamento al distacco del P.O. di Augusta da
                        quello di Lentini (SR)


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione della mozione n. 3  «Applicazione dell'art. 6, comma 1,
  lettera   h',  della  legge regionale n. 5 del  2009,  relativo  al
  potenziamento  e  al  distacco del P.O. di  Augusta  da  quello  di
  Lentini (SR)».
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   RILEVATO  che in relazione al piano sanitario 1377 del  2010,  che
  prevede una nuova rimodulazione e riassetto del piano sanitario dei
  presidi  ospedalieri delle varie province siciliane, l'ospedale  di
  Augusta  (SR)  è  stato  incorporato  al  presidio  ospedaliero  di
  Lentini;

   CONSIDERATO  che all'interno del territorio di Augusta  vi  è:  la
  presenza   dell'arsenale  militare  in  fase   di   ampliamento   e
  conseguente  transito di navi; la casa circondariale di  Brucoli  e
  del   terzo   porto  commerciale  europeo,  con  annesso   traffico
  permanente di operatori marittimi delle navi in sosta, compresa  la
  nuova  tratta  Augusta-Salerno della Tirrenia; la  presenza  di  un
  deposito  costiero  di  carburanti ubicato all'interno  del  centro
  abitato;

   VISTO che:

   all'interno del territorio ove è ubicato il P.O. di Augusta,  sono
  presenti  17  impianti  a rischio incidente  rilevante  ed  uno  in
  costruzione,  creando  così il più grande  agglomerato  di  aziende
  petrolchimiche d'Europa;

   il  bacino  d'utenza che comprende la popolazione  dei  comuni  di
  Augusta, Melilli, Villasmundo, Priolo Gargallo, Sortino, oltreché i
  dipendenti difesa e portuali;

   vi  sarebbe  un  aumento  considerevole di  sterilità  maschile  e
  femminile  oltre ad una mortalità derivata da tumore superiore  del
  10% alla media del territorio siciliano, con picchi di oltre il 20%
  riferito al solo tumore ai polmoni,

                   impegna il Governo della Regione
                 e per esso l'Assessore per la salute

   ad attivarsi per:

   scorporare  immediatamente il presidio ospedaliero di  Augusta  da
  quello di Lentini;

   ripristinare il numero dei posti letto spettanti per acuti (almeno
  120 posti letto);

   ripristinare  immediatamente il punto nascita e l'unità  operativa
  complessa di pediatria;

   la  creazione di un punto di eccellenza oncologico da allocare nel
  padiglione    antisismico   (padiglione   ancora   in    fase    di
  completamento),   cosi  come  previsto  e  attuato   nei   presidio
  ospedaliero di Gela e Milazzo».

   L'assessore   aveva   chiesto   di  parlare   perché   manifestava
  un'esigenza di un eventuale rinvio della trattazione. Ha facoltà di
  parlare.

   BORSELLINO,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,   la
  richiesta  di rinvio della trattazione nasce dalla circostanza  che
  questa  è  una problematica che merita una particolare  attenzione,
  per cui dovendosi inquadrare all'interno di un contesto organico di
  programmazione  che  attiene  alla  rete  ospedaliera  territoriale
  dell'intera Regione, é quello l'ambito più opportuno di trattazione
  della problematica, per la quale chiedo un rinvio della trattazione
  in  modo tale da poter esperire tutti i passaggi istruttori che poi
  porteranno ad assumere delle determinazioni su questo profilo.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Zito,   primo
  firmatario della mozione.

   ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, cittadini,
  la  situazione  di  Augusta è abbastanza  grave  poiché  l'ospedale
  presidio  di  Augusta  si  trova in una zona  industriale  ad  alto
  rischio  di  incidente  rilevante,  quindi,  emotivamente   è   una
  situazione particolare.
   Proprio  oggi,  in  VI  commissione, in sede  di  discussione  del
  D.P.E.F.,  Documento  di  programmazione economica  e  finanziaria,
  abbiamo  fatto inserire, tramite emendamenti, alcuni punti, secondo
  me,  fondamentali nella scelta della distribuzione territoriale dei
  presidi,  dei    P.T.A.  e  quant'altro,   per  cercare   di   fare
  riferimento  sempre a quelle che sono le condizioni geografiche  e,
  soprattutto, le criticità del territorio.
   C'è  stato anche un emendamento dell'onorevole Cascio, che abbiamo
  sottoscritto,  che  intendeva dare  peso  ancor  di  più  a  quanto
  stabilito dal comma 3, dell'articolo 6 della legge regionale  n.  5
  del 2009.
   Capisco,   ovviamente,  che  siamo  andati  in  tempi  stretti   e
  l'assessore sicuramente avrà bisogno di altro tempo, noi  chiediamo
  di  non  avere  tempi biblici per la discussione di questa  mozione
  perché l'argomento è veramente molto delicato, tocca un ospedale  -
  ripeto  -  e  un'area, quella di Priolo-Melilli ed Augusta,  che  è
  sempre definita il  triangolo della morte  e  chiediamo di trattare
  la mozione quanto prima.
   Noi  abbiamo  anche presentato, per avere un impegno concreto  del
  Governo,  un ordine del giorno per quanto riguarda due aspetti:  la
  sospensione degli effetti del D.P.A. n.1377 del 24 maggio 2010,  in
  riferimento all'ospedale di Augusta, onde evitare che vi siano,  in
  questo  momento, altri trasferimenti di ambulatori, reparti,  unità
  semplice o complessa verso altri presidi ospedalieri.
   Allo  stesso tempo chiediamo al Governo di impegnarsi,  tramite  i
  Commissari,  di  far  trasferire al più  presto  l'acceleratore  di
  brillantezza  che  si  trova nell'ospedale di Lentini,  perché  nel
  presidio  ospedaliero  di  Augusta  è  presente   un  duodenoscopio
  regalato  dalla   Esso   all'ospedale  di  Augusta,  ma   non   può
  funzionare  perché l'acceleratore di brillantezza  è  a  20  Km  di
  distanza all'ospedale di Lentini.
   Quindi,  chiediamo l'impegno del Governo quanto meno ad accelerare
  questo spostamento e a darci una dato quanto più prossima. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Zito. Per chiarezza, anche  per  un
  fatto  regolamentare  e procedurale, indipendentemente  dall'ordine
  del giorno, perché sia l'ordine del giorno che la mozione sono atti
  di indirizzo politico che si equivalgono.
   L'assessore  ha  dichiarato la disponibilità già prima,  chiedendo
  giustamente  un  rinvio per un approfondimento. Non  credo  ci  sia
  bisogno assolutamente di un ordine del giorno in tal senso,  perché
  il  Governo non era pronto per la trattazione, quindi bisogna anche
  rendere  l'Aula pronta alla trattazione, non possiamo assolutamente
  improvvisare.
   Credo  che da parte sua  ci sia la richiesta di un impegno formale
  da parte del Governo a trattare nel più breve tempo possibile.

   ZITO. E' una sollecitazione.

   PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo ha chiesto di parlare, vi è  una
  mozione  all'ordine del giorno e c'è una richiesta di rinviarla  ad
  altra  data,  se introduciamo la questione dell'ordine del  giorno,
  riapriamo  il  dibattito su questo argomento  e  non  è  possibile,
  questo è il dato fondamentale.

   Pertanto,  se  l'assessore è d'accordo a rinviare la  trattazione,
  così come mi sembra di aver capito.

   ZITO. Non tratta l'argomento della mozione.

   PRESIDENTE.  Non si possono  introdurre così all'improvviso  nuovi
  argomenti   Mi scusi c'è Allora ringraziamo l'assessore Borsellino,
  anche  perché  ha  inaugurato la stagione delle interrogazioni  con
  assoluta  puntualità e correttezza nei rapporti con quest'Aula.  Ha
  avuto il plauso da diversi interroganti e di questo gliene va  dato
  atto.
   Si   passa   alla  discussione  della  mozione  n.  6   Interventi
  finalizzati  al  ritiro del progetto relativo alla costruzione  del
  Ponte sullo Stretto . Primo firmatario l'onorevole Ferrandelli..
   Assessore, ha facoltà di rispondere.

     BORSELLINO, assessore per la salute. Si, sono d'accordo.

   PRESIDENTE.   Onorevole Vinciullo, non è oggetto  dell'ordine  del
  giorno,  può  intervenire  alla fine  della  discussione  ai  sensi
  dell'articolo 83 del Regolamento.
   Ringraziamo l'assessore Borsellino, anche perché ha inaugurato  la
  stagione delle interrogazioni con assoluta puntualità e correttezza
  nei  rapporti  con  quest'Aula.  Ha  avuto  il  plauso  da  diversi
  interroganti e di questo gliene va dato atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


   Discussione della mozione n. 6  Interventi finalizzati al ritiro
    del progetto relativo alla costruzione del Ponte sullo Stretto

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della mozione n. 6  Interventi finalizzati  al  ritiro
  del progetto relativo alla costruzione del Ponte sullo Stretto .
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  dibattito  che si è sviluppato attorno alla realizzazione  del
  Ponte  sullo Stretto di Messina poteva costituire un'occasione  per
  ridisegnare,  con l'aiuto di esperti, di studiosi, di membri  della
  società  civile,  modelli di sviluppo compatibili con  le  esigenze
  territoriali e più rispondenti alle sfide del momento e alle  reali
  necessità del territorio;

   viceversa,  l'analisi  di  un gruppo di  ricerca  costituitosi  in
  Italia  nel  1998, coordinato da Alberto Ziparo, ha evidenziato  la
  carenza  metodologica della VIA fornita dalla SSM (Società  Stretto
  di  Messina s.p.a) riguardo alla mancata definizione dei  parametri
  di reversibilità/irreversibilità dell'impalcato;

   l'equipe di ricerca ha evidenziato i rischi derivanti dalla  forte
  sismicità  dell'area, rilevando la numerosa sequenza di scosse  che
  continua  a manifestarsi nelle zone epicentrali e nei suoi dintorni
  immediati,  per  mesi,  per anni, come ben sintetizzano  i  grafici
  dell'Istituto di Geofisica;
   gli  standard decisi dalla CEA per le macrostrutture prevedono  il
  NO WAY se vi è un rischio atteso superiore a 5,5 Richter;

   CONSIDERATO che:

   la  cantierizzazione  di rilevanti tratti  di  costa  e  le  opere
  previste comporterebbero l'alterazione di habitat marini unici  nel
  Mediterraneo e ben noti agli studiosi di biologia marina;

   le  acque  dello  Stretto sono attraversate  da  varie  specie  di
  cetacei,  da tonni e dal pesce spada, che qui ha il suo  centro  di
  riproduzione, in quanto le correnti generate dall'incontro del Mare
  Jonio   e   del   Tirreno  determinano  una  situazione   unica   e
  delicatissima;

   il  tratto  di costa tra le località di Punta Pezzo e  Cannitello,
  interessato  dal  progetto di cantierizzazione e costruzione  della
  torre  del  ponte,  è definito un autentico 'paradiso  di  biologia
  marina'  per  la presenza di una fauna unica che giunge  qui  dalle
  profondità dello Jonio e dal largo Basso Tirreno;

   RILEVATO che:

   agli effetti sull'ecosistema si aggiungono gli aspetti riguardanti
  la  politica dei trasporti e l'analisi circa i costi e  i  benefici
  dell'opera,  basti  pensare  alla carente  rete  di  trasporti  che
  richiederebbe un programma dettagliato di manutenzione ordinaria  e
  straordinaria e di forte potenziamento;

   le iniziali stime hanno, per anni, propagandato occupazione per 40
  mila  addetti  che  sarebbero stati impiegati  nella  realizzazione
  dell'opera;  tale numero, tuttavia, si è notevolmente ridotto  a  5
  mila, di cui solo 2 mila reclutati tra la manodopera locale,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in essere tutte le iniziative volte alla revoca  in  via
  definitiva  del  progetto  per  la realizzazione  del  ponte  sullo
  Stretto di Messina ed alla contestuale destinazione delle somme  ad
  infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che  siano
  volano per lo sviluppo e la sostenibilità del nostro territorio.»

   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Ferrandelli, primo  firmatario
  della mozione.

   FERRANDELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto
  di   illustrare   innanzitutto   la   mozione,   di   leggerla    e
  successivamente passare alla trattazione.
   L'Assemblea regionale siciliana, premesso che:
   il  dibattito  che si è sviluppato attorno alla realizzazione  del
  Ponte  sullo Stretto di Messina poteva costituire un'occasione  per
  ridisegnare,  con l'aiuto di esperti, di studiosi, di membri  della
  società  civile,  modelli di sviluppo compatibili con  le  esigenze
  territoriali e più rispondenti alle sfide del momento e alle  reali
  necessità del territorio;
   viceversa,  l'analisi  di  un gruppo di  ricerca  costituitosi  in
  Italia  nel  1998, coordinato da Alberto Ziparo, ha evidenziato  la
  carenza  metodologica della VIA fornita dalla SSM (Società  Stretto
  di  Messina s.p.a) riguardo alla mancata definizione dei  parametri
  di reversibilità/irreversibilità dell'impalcato;
   premesso che l'equipe di ricerca ha evidenziato i rischi derivanti
  dalla forte sismicità dell'area, rilevando la numerosa sequenza  di
  scosse  che  continua a manifestarsi nelle zone epicentrali  e  nei
  suoi  dintorni immediati, per mesi, per anni, come ben sintetizzano
  i grafici dell'Istituto di Geofisica;
   che  gli standard decisi dalla CEA per le macrostrutture prevedono
  il NO WAY se vi è un rischio atteso superiore a 5,5 Richter;
   considerato che la cantierizzazione di rilevanti tratti di costa e
  le  opere previste comporterebbero l'alterazione di habitat  marini
  unici nel Mediterraneo e ben noti agli studiosi di biologia marina;
   considerato che le acque dello Stretto sono attraversate da  varie
  specie  di cetacei, da tonni e dal pesce spada, che qui ha  il  suo
  centro   di   riproduzione,   in  quanto   le   correnti   generate
  dall'incontro  del  Mare  Jonio  e  del  Tirreno  determinano   una
  situazione unica e delicatissima;
   considerato che il tratto di costa tra le località di Punta  Pezzo
  e  Cannitello,  interessato  dal  progetto  di  cantierizzazione  e
  costruzione  della  torre  del  ponte,  è  definito  un   autentico
  'paradiso  di biologia marina' per la presenza di una  fauna  unica
  che  giunge  qui  dalle profondità dello Jonio e  dal  largo  Basso
  Tirreno;
   rilevato  che  agli  effetti  sull'ecosistema  si  aggiungono  gli
  aspetti  riguardanti la politica dei trasporti e l'analisi circa  i
  costi  e i benefici dell'opera, basti pensare alla carente rete  di
  trasporti   che   richiederebbe   un   programma   dettagliato   di
  manutenzione ordinaria e straordinaria e di forte potenziamento;
   rilevato  che  le  iniziali stime hanno,  per  anni,  propagandato
  occupazione per 40 mila addetti che sarebbero stati impiegati nella
  realizzazione dell'opera; tale numero, tuttavia, si è  notevolmente
  ridotto  a  5 mila, di cui solo 2 mila reclutati tra la  manodopera
  locale, impegna il Governo della Regione a porre in essere tutte le
  iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per  la
  realizzazione   del  ponte  sullo  Stretto  di  Messina   ed   alla
  contestuale   destinazione  delle  somme  ad   infrastrutture   che
  valorizzino  il  territorio siciliano e che  siano  volano  per  lo
  sviluppo e la sostenibilità del nostro territorio.
   Credo   che qui, signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo  non
  soltanto a trattare la mozione sul Ponte sullo Stretto, su un'opera
  pubblica, secondo me siamo qui ad interrogarci su quale modello  di
  sviluppo la Sicilia deve seguire, perché la vicenda del Ponte sulla
  Stretto  è  la  vicenda che riguarda la centralità che  la  Sicilia
  vuole avere all'interno del Mediterraneo ed anche la centralità che
  la Sicilia vuole avere all'interno del panorama internazionale.
   Personalmente, ho una forte sensibilità ambientalista, non  tutti,
  chiaramente, credo che possano avere tale sensibilità, per cui  non
  sono  spinti soltanto da questa motivazione a ritenere  che  questa
  opera non possa essere utile per l'ecosistema.
   Bene,  alla  sensibilità ambientalista sicuramente  si  aggiungono
  però delle condizioni di carattere generale sulle quali è bene  che
  questo Parlamento e che anche il Governo regionale rifletta.
   E'  vero che ormai esiste un'analisi dei costi e dei benefici  che
  prevede    che   si   rientrerebbe   del   cinquanta   per    cento
  dell'investimento  dell'opera, tramite  il  progetto  di  finanzia,
  almeno del cinquanta per cento nei prossimi cento anni.
   Questo  la  dice  lunga  sul fatto che noi  non  siamo  in  grado,
  nonostante  le  propagande che continuiamo a sentire sui  giornali,
  sui   telegiornali,  ad  ogni  campagna  elettorale,   di   trovare
  investitori che possano credere sull'opera.
   Ed  è il motivo per il quale neanche il Governo italiano, da solo,
  è   nelle   condizioni   di  poter  trovare   le   somme   per   la
  cantierizzazione  dell'opera e  tralascio qui le  motivazioni,  che
  credo  anche più forti e rilevanti, che sono quelle circa il  piano
  esecutivo.
   Noi  abbiamo tenuto per più di trenta anni una Società, che  è  la
  Messina ponte sullo Stretto S.p.A., che è servita soltanto  a  dare
  posti  di  lavoro come sotto governo a sotto bosco della  politica,
  che  ha  mandato nel corso di trenta, trentacinque anni in pensione
  persino  persone perché trenta, trentacinque anni sono  tanti,  per
  darci  soltanto  un  progetto di massima e non  avere  un  progetto
  esecutivo dell'opera.
   Questo è l'affare che è stato fatto sulle spalle degli italiani e,
  nonostante  questo, vediamo che non esiste un progetto esecutivo  e
  che  si  rientrerebbe  del  50  per  cento   dell'investimento  nei
  prossimi  100 anni, tenendo conto che, dal momento in cui  è  stato
  commissionato  il progetto esecutivo, si prevedeva un  traffico  di
  macchine  nello  Stretto che, chiaramente, non è  più  il  traffico
  attuale.
   Quindi, queste cifre, sono vere se noi consideriamo vero il  fatto
  che  interamente  il traffico automobilistico che oggi  utilizza  i
  traghetti  venga assorbito dal casello. Casello che  avrebbe  cifre
  proibitive: circa 150,00 euro di pedaggio per il casello, per cui è
  verosimile  pensare  che,  in caso di attraversamento  stabile  del
  ponte,  molti automobilisti continueranno ad utilizzare  il  comodo
  traghetto   per  cui  si  paga  poche  decine  di   euro   con   un
  attraversamento di circa 20 minuti.
   E non è vero neanche la condizione del risparmio temporale, perché
  il  risparmio temporale è inesistente, perché dobbiamo  considerare
  non  l'attraversamento  dei 3 chilometri, dobbiamo  considerare  il
  sistema  complesso  di  37 chilometri di rampe  che  si  dovrebbero
  realizzare  fra la sponda messinese e la sponda di Reggio  Calabria
  che  creano,  almeno,  andando a 100 chilometri  orari,  almeno  37
  minuti  di  attraversamento per salire ai 70 metri di  campate  nei
  quali si troverebbe questo ponte.
   Ponte  a 70 metri di campate e, credo, che 70 metri di altezza  ci
  dicono,  chiaramente, secondo l'Istituto di geofisica  e  di  altri
  esperti, che per almeno 180 giorni l'anno il ponte dovrebbe  essere
  chiuso  a  causa  dei  forti   venti e  delle  forti  correnti  che
  attraversano  lo  stretto. La terra di Scilla e Cariddi,  la  terra
  delle correnti.
   Quindi,   si  è  parlato  in  Italia di  un'opera  che  costerebbe
  l'occhio della testa, di cui si rientrerebbe nell'investimento  del
  50  per  cento in 100 anni e, comunque, sarebbe chiuso  180  giorni
  l'anno,   significa   che,   per  i   restanti   200   giorni,   si
  utilizzerebbero i traghetti dello stretto, e potremmo continuare  a
  lungo circa i motivi di insostenibilità: 70 metri non è neanche più
  l'altezza  delle grandi navi cargo  portacontainer che attraversano
  il Mediterraneo.
   Ormai  l'Europa,  il mondo, ha scoperto il trasporto  delle  merci
  tramite  i  carghi  portacontainer e ci sono carghi  portacontainer
  che portano le merci dall'Asia e arrivano, ad esempio, al porto  di
  Gioia Tauro, ma arrivano all'interno della sponda italiana che sono
  di  altezza  superiore agli 80 metri del ponte e  cosa   farebbero?
  Dovrebbero  circumnavigare l'isola, la Sicilia, e ritornare  poi  a
  Gioia  Tauro  ed andare a Genova, o possibilmente, in  maniera  più
  verosimile,   preferirebbero  altre  tratte  per   uscire   e   per
  commercializzare le proprie merci.
   E,  poi, quale modello di sviluppo, di trasporto, la Sicilia  deve
  inseguire?   Un   modello   che   ancora   riguarda   la    dorsale
  automobilistica - il traffico sullo stretto si è ridotto del 30 per
  cento  - quindi quelle stime non sono neanche più reali.
   Ormai i turisti arrivano con gli aerei, arrivano all'aeroporto  di
  Catania,  arrivano all'aeroporto di Birgi, all'aeroporto  di  Punta
  Raisi,  speriamo  presto anche all'aeroporto di Comiso,  ed  allora
  quale   turista  utilizza  la  Salerno-Reggio  Calabria   per   poi
  attraversare la Messina-Palermo per recarsi in Isola, è chiaro  che
  non  risponde  neanche più alle esigenze della mobilità  turistica,
  non  risponde  neanche più a quell'asse che si  doveva  creare  con
  Berlino che, ormai, è stato bypassato da altre circolari.
   Ed,  in  più, passiamo anche al nostro commercio. Ormai le  nostre
  merci viaggiano attraverso le autostrade del mare, i nostri tir per
  motivazioni  economiche - i tir dovrebbero stare fermi  per  alcune
  ore la notte - viaggiano ormai tramite le navi e, quindi, le nostre
  merci  arrivano con le navi o con le vie aeree ed io credo  che  la
  Sicilia  dovrebbe  pensare a come essere  competitiva  rispetto  al
  mondo  ed al paesaggio internazionale, per esempio, pensando ad  un
  rilancio  diverso  dell'aeroporto di  Comiso  per  gli  agricoltori
  dell'agro-frutta, ad esempio, del vicino ragusano e siracusano.
   Chi  dobbiamo  sconfiggere noi sulle piazze commerciali?  Dobbiamo
  sconfiggere gli israeliani che piazzano prima dei nostri produttori
  agricoli le proprie primizie, perché li fanno girare con gli  aerei
  e  arrivano  prima sulle piazze nazionali ed  europee,  allora  noi
  dovremmo  pensare ad un potenziamento diverso dei  nostri  traffici
  commerciali.
   A  chi  interessa riuscire a risparmiare pochi minuti  -  e,  poi,
  abbiamo  detto  che non è neanche così - di traffico sullo  stretto
  quando ormai le distanze si sono dilatate.
   Riteniamo utile porre fine a questo eterno dibattito, un dibattito
  che  non  ha  mai portato nulla di buono se non mortificazione  dei
  territori  e vane promesse e cominciare a passare allo scioglimento
  di   questa  società  che  è  stata  una  società   mangiasoldi  ed
  utilizzare le somme di cui anche la Sicilia ha messo a disposizione
  della  società -  la Sicilia ha messo circa cento milioni  di  euro
  nella S.p.A. in una S.p.A improduttiva - ed utilizzare queste somme
  per  realizzare  le vere infrastrutture dell'Isola;  infrastrutture
  che  diventano nevralgiche e, soprattutto, che devono  guardare  al
  rilancio della nostra portualità.
   Noi  abbiamo avuto, negli anni, finanziamenti anche comunitari per
  rivedere il porto di Catania Riposto, il porto di Augusta, il porto
  di  Gioia Tauro, il porto di Milazzo, di Termini Imerese e dovremmo
  rilanciare  le tratte di una portualità diffusa, che  non  inquina,
  non  appesantisce di traffico le nostre arterie autostradali di tir
  e che è più rispondente alle sfide del momento.
   Queste  sono alcune delle motivazioni, oltre a quelle legate  alla
  irrealizzabilità dell'opera, noi siamo lì realizzeremmo un ponte su
  una faglia.
   Oggi  proprio oggi, Assessore, si è rilevato nella zona  - conosco
  la  sua  sensibilità  sul  tema anche  perché  lei  viene  da  quel
  territorio  bellissimo che è il territorio messinese; pensare  alla
  mortificazione dei laghetti di Ganzirri, di Capo Peloro, di  quella
  zona  bellissima  che  vedrebbe  dei  piloni  al  posto  di  questo
  paesaggio  naturalistico  -  un'altra scossa sismica  di attenzione
  nella  zona  con  forte dissesto idrogeologico e  questo   dovrebbe
  dirla lunga circa il rischio che la stessa opera comporterebbe.
   Pertanto,  invito l'Assemblea a ragionare sul fatto  non  soltanto
  dell'utilità dell'opera, non soltanto la sensibilità ambientale, ci
  sono  flussi  migratori degli uccelli che attraversano nei  periodi
  migratori  l'Africa  per arrivare in Italia  che  si  andrebbero  a
  schiantare contro la barriera della campata del ponte e,  in  tutto
  questo,  nella  valutazione di impatto ambientale  non  è  previsto
  nulla, anzi in maniera beffarda viene scritto che si potrà fare  un
  osservatorio  per  gli  uccelli  e  quelli  che  si  riusciranno  a
  recuperare   nelle  acque  verranno  accudite   in   una   stazione
  marittima.
   Credo  che  noi  dovremmo  avere rispetto del  nostro  ecosistema,
  rispetto  ai nostri territori, abbiamo la grande responsabilità  di
  interpretare le istanze dei territori e di consegnare veramente  un
  territorio migliore alle future generazioni.
   Credo  che  sia  questo il compito della politica: raccogliere  le
  istanze  del territorio, dei movimenti, delle istituzioni  e  farne
  testamento per le future generazioni.
   Quindi,   invito  l'Assemblea  ad avere  un  atteggiamento,  anche
  questa  volta, come abbiamo dimostrato nel caso del MUOS, di grande
  dignità,  di  grande  responsabilità e  di  non  considerarla  aria
  fritta,  come è stata sentita ieri, non è una discussione  di  aria
  fritta  e,  comunque,  è  bene  che  la  politica  siciliana   dica
  chiaramente al Paese come la pensa sulla realizzazione di opere che
  investono il proprio territorio e non altri territori.
   Inoltre,  dobbiamo rivendicare la centralità del  nostro  ruolo  e
  dobbiamo   dire  chiaramente  come  la  pensiamo  senza  accettare,
  continuamente e supinamente, modelli che vengono imposti  in  altri
  luoghi sui nostri territori.
   C'è  un  grandissimo  movimento che si è  costituito  negli  anni:
   Movimento No al Ponte , che racchiude sigle, sindacati, categorie,
  associazione  editoriali,  mondi  produttivi  che  rivendicano   il
  rispetto  del territorio.
   E'  chiaro che la Regione Sicilia dica chiaramente come la  pensa,
  poi  sarà  compito dei giuristi vedere se abbiamo o meno competenze
  in  materia,  intanto dobbiamo dire come la pensiamo su determinati
  argomenti senza nasconderci dietro il gioco delle competenze.
   I  siciliani devono sapere che cosa pensano i loro parlamentari su
  questioni  così strategiche e così importanti e siccome  io  sogno,
  così  come la sognano tanti in quest'Aula, una Sicilia che non  sia
  terra di conquista, ma una Sicilia che sia terra  di opportunità  e
  di  speranze e queste opportunità passano dall'utilizzo  di  quelle
  somme  per  le realizzazioni di vere infrastrutture, di  veri  assi
  viari, di veri assi ferroviari  interni.
   Noi parliamo di collegare due regioni quando abbiamo la Salerno  -
  Reggio  Calabria  che è un colabrodo ed il sistema  viario  interno
  della  Sicilia  che  è  a  dir  poco  fatiscente;  parliamo  di  un
  attraversamento stabile che dovrebbe prevedere persino  il  binario
  ferroviario  e abbiamo in Sicilia i binari unici, senza  il  doppio
  binario,  e  abbiamo 700 chilometri di rete ferroviaria  ancora  da
  elettrificare, cioè significa che per 700 chilometri di tratta  noi
  continuiamo ad andare a gasolio.
   Ritengo  che  questa Assemblea debba continuare  a  dimostrare  la
  serietà che la contraddistingue e ad aprire una vera vertenza anche
  col  Governo nazionale per dire che questa società va estinta e che
  vanno  utilizzate  immediatamente queste somme  per  realizzare  le
  opere  utili alla crescita e allo sviluppo della Sicilia e,  questo
  non  è  uno  slogan, si parla di penali che verrebbero attuate;  le
  penali   vanno  applicate a coloro che in 35 anni  non  sono  stati
  nelle  condizioni di consegnarci un progetto esecutivo e che  hanno
  rubato  i  soldi degli italiani e dei siciliani in  questi  anni  e
  qualora   ci  fossero anche penali, meglio perdere che straperdere,
  ma cominciare a essere finalmente reversibili in questo processo  e
  a  fare azioni che abbiano senso, che abbiano senso per noi  e  per
  la collettività, grazie.

   POGLIESE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   POGLIESE.  Signor Presidente, Assessore, colleghi, io ho ascoltato
  con  grande  attenzione l'intervento dell'onorevole Ferrandelli  in
  merito  ad  una  mozione  che  tratta  un  argomento  assolutamente
  strategico  per la nostra Regione e per la nostra Nazione  nel  suo
  complesso,  sulla  cui  opportunità di inserimento  all'interno  di
  questo  ordine  del  giorno  nutro  anch'io,  come  ha  detto  ieri
  l'onorevole  Cordaro,  qualche perplessità,  seppure  è  stata  una
  valutazione politica esternata durante la conferenza dei Presidenti
  dei  gruppi  parlamentari   e, quindi, era assolutamente  opportuno
  l'inserimento successivo.
   Personalmente,    non  mi sottraggo a questo  dibattito  innescato
  dalla presentazione di questa mozione e, stavolta, contrariamente a
  quello  che  è accaduto durante la presentazione, sempre  da  parte
  dell'onorevole Ferrandelli, della mozione sul Muos di  Niscemi,  mi
  trovo  in  difformità assoluta rispetto a quanto è stato esternato,
  con una coerenza ideologica che lo contraddistingue, di cui bisogna
  dargliene   atto,  ma,  per  svariate  motivazioni,   cercherò   di
  rassegnare  la contrarietà a questa mozione perché, il Ponte  sullo
  Stretto  rappresenta  un'opera di fondamentale  importanza  per  la
  nostra Regione, per svariati ordini di motivi.
   Innanzitutto,  per  l'enorme miglioramento che determinerebbe  sul
  sistema  dei  trasporti nel suo complesso, siciliano e meridionale,
  sia  in  riferimento  a  quello su rotaia, sia  in  riferimento  al
  trasporto su gomma.
   E'  l'anello  mancante  del  corridoio Elsinki-Palermo,  giudicato
  prioritario non dall'onorevole Pogliese, o l'onorevole  Musumeci  o
  da   altri   colleghi   qui  presenti,  ma  giudicato   prioritario
  dall'Unione  Europea, permetterebbe di accorciare le  distanze  che
  separano la nostra Regione dall'Italia, e le risorse necessarie per
  la  sua  costruzione sono principalmente private se è vero  come  è
  vero  che  il  60 per cento delle risorse provengono da investitori
  privati  attraverso  il sistema del Project financing,  il  40  per
  cento  da  risorse  pubbliche,  con  una  fetta  considerevole   di
  finanziamenti   europei  che  altrimenti  andrebbero  assolutamente
  perduti.
   Si   determinerebbe   anche  un  grande   impatto   occupazionale,
  personalmente   ho  dati diversi rispetto a  quelli  esternati  dal
  collega  Ferrandelli,  che individuano in  13  mila  le  unità  che
  verrebbero  occupate annualmente nei sei anni di  lavoro  necessari
  per la costruzione del ponte.
   Dal  punto  di  vista  turistico, ci sarebbero benefici  oggettivi
  nella  riduzione dei tempi di trasporto per raggiungere  la  nostra
  Isola  e, al tempo stesso, si determinerebbe un effetto domino  nel
  miglioramento della rete infrastrutturale nel suo complesso con  un
  rilancio considerevole dell'uso delle ferrovie.
   Contribuirebbe, altresì, al rilancio della nostra economia  perché
  si  ridurrebbero di due ore i tempi necessari, per quanto  riguarda
  il  trasporto  su  ferrovia delle merci, di  un'ora  nel  caso  del
  trasporto  di  merci  su gomma, con un risparmio  considerevole  di
  costi,  di  tempo  e  anche con benefici oggettivi  in  riferimento
  all'inquinamento atmosferico.
   Risparmi  ancora  più considerevoli se andiamo ad  immaginare,  in
  termini  di  inquinamento atmosferico, quello che si  registrerebbe
  dalla  riduzione  quasi totale dell'attraversamento  dei  traghetti
  all'interno di quel tratto del nostro mare. Ma sarebbe, altresì, il
  ponte  sullo  Stretto,  una  splendida opera  infrastrutturale,  un
  monumento  tecnologico che di per sè determinerebbe certamente  una
  grande   attrattiva  turistica  e  darebbe  prestigio  alla  nostra
  regione, alla nostra nazione.
   Per  non  parlare poi delle penali, delle enormi  penali  che  noi
  saremmo  costretti a pagare se si dovesse interrompere  l'iter  già
  tracciato:  500 milioni di euro  che dovremmo pagare  al  consorzio
  Eurolink  che  si è aggiudicato l'appalto di 3,9 miliardi  di  euro
  qualche  anno fa; per non parlare poi dei costi aggiuntivi  per  le
  spese  già  effettuate di progettazione; per non  parlare  poi  dei
  costi  di  smobilitazione del cantiere le prestazioni già eseguite.
  Il   Presidente  dell'ANAS,  Ciucci,  qualche  mese   fa,   durante
  un'audizione al Senato, ha quantificato queste spese aggiuntive  in
  350  milioni, ovvero, siamo in presenza, se si dovesse interrompere
  questo  iter,  della  perdita di circa  un  miliardo  di  euro  per
  un'opera mai realizzata.
   Credo  che  sia  davvero  paradossale  immaginare  un  dietrofront
  radicale  su questo tema dopo quarant'anni, da quando  nel  1971  è
  stata  costituita la Società Stretto di Messina S.p.A., e con tutto
  rispetto per il collega Ferrandelli e dell'alterazione dell'habitat
  marino,  con  tutto  il rispetto dei tonni, del  pesce  spada,  dei
  cetacei,  io  credo  che  noi, oggi,  ci  giochiamo  una  fetta  di
  credibilità internazionale, ma ci giochiamo soprattutto una partita
  fondamentale  per  lo sviluppo della nostra Terra  e  non  possiamo
  permetterci di perderla.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  regolarità
  con  cui  le  mozioni sul ponte sullo Stretto arrivano  in  Aula  è
  paragonabile alle febbri  malariche. Lei sa che ci sono  le  febbri
  terzane,  quartane.  Regolarmente, alla vigilia  di  ogni  campagna
  elettorale  arriva  una  discussione sul ponte  sullo  Stretto  che
  prende  il profilo della base della pizza. La base della pizza,  un
  po'  come la soia per il cous cous per altre popolazioni, è la base
  su  cui  si  costruiscono ragionamenti di  ordine  e  di  carattere
  diversi.
   Questa  cantafavola  ha  attraversato  e  riattraversato  la  vita
  politica  siciliana,  traendone  spunto  per  campagne  elettorali,
  sottoscrizione  di  programmi, eccetera  e  francamente  prende  il
  profilo  di  una  battaglia  ideologica  di  assoluta  retroguardia
  perché,  nel  frattempo, sono accaduti in Sicilia, in Italia  e  in
  Europa fatti irreversibili che giustificano questa riesumazione,  a
  mio  parere,  di  un cadavere infrastrutturale solo  alla  luce  di
  ragionamenti   come  bene  ha  fatto  il  collega  Ferrandelli   ad
  incardinare  che non possono essere di retroguardia  ideologica  ma
  che  ci  devono fare rileggere su di un fatto ben preciso: l'Europa
  unita  si  è  fatta e la Sicilia vi partecipa grazie ad Internet  e
  grazie  ai voli low cost, non grazie ad un sistema infrastrutturale
  che, anziché avanzare, regredisce, regredisce paurosamente
   Io  la  inviterei, signor Assessore, a prendere spunto  da  questo
  ragionamento,    brillantemente    incardinato    nella     mozione
  dell'onorevole Ferrandelli, per fare una riflessione  sul  rilancio
  infrastrutturale in Sicilia, dove non è accaduto  nulla,  dove  non
  sta  accadendo nulla, dove noi confidiamo nell'azione  del  Governo
  per  sbloccare  tutta  una serie di opere,  che,  quelle  sì,  sono
  fondamentali  a  un  difficile progetto di  rilancio  dell'economia
  siciliana.
   Fino  a  quando  partono solo dalla zona di  mia  provenienza,  la
  provincia  di  Ragusa, ma credo che testimonianze analoghe  possano
  essere portate anche da altri colleghi rappresentati in quest'Aula,
  solo  dalla  nostra  provincia, quotidianamente, partono  ottocento
  bilici al giorno con prodotti d'eccellenza ad alto valore aggiunto.
  Si  tratta di centinaia di milioni di euro di merce che ogni giorno
  parte soltanto da quella zona.
   Signor  Assessore,  secondo  lei, è possibile  un  rilancio  della
  Sicilia,  della  nostra terra, con una situazione  infrastrutturale
  come quella che noi rappresentiamo? E' idealmente e ideologicamente
  corretto  che  noi possiamo immaginare un recupero  e  un  rilancio
  della performance economica e commerciale della nostra terra in una
  situazione  data?  E'  possibile,  che  l'attenzione  della  nostra
  politica,  debba  concentrarsi su un progetto irrealizzabile,  come
  quello   del   ponte   sullo   Stretto,  vera   cantafavola   della
  infrastrutturalità siciliana, e noi non riusciamo a dare  un  colpo
  significativo,   non  riusciamo  a  rilanciare   un   progetto   di
  infrastrutturazione realistico?
   Ecco,  questo  è  il  punto, a mio parere, lo  spunto  che  questa
  mozione  presentata, che avrà il mio appoggio,il mio voto,  il  mio
  sostegno, deve realisticamente indurci ad approfondire.
   Veda, fin quando lo Stato italiano riuscirà a imporre alla Regione
  Sicilia  il  fermo  sostanziale dell'aeroporto  di  Comiso,  perché
  difformemente a tutti gli altri aeroporti italiani Comiso  si  deve
  pagare i controllori di volo, e noi non riusciamo a levare alto  il
  grido   di  protesta,  per  questa  sperequazione  di  trattamento,
  rispetto a quello che è destinato ad essere uno dei laboratori  più
  interessanti nel sistema dell'aviazione civile e commerciale  degli
  ultimi  vent'anni,  fino a quel momento, i ragionamenti  sul  ponte
  sullo Stretto saranno ragionamenti volutamente dilatori rispetto  a
  una situazione complessiva che è una situazione drammatica.
   Noi   ci   aspettiamo  un  colpo  importante  da  questo  Governo,
  Assessore:  ora o mai più  Ora o mai più anche perché  se  perdiamo
  quest'ultimo  treno  noi  non avremo alcuna  possibilità  reale  di
  riscatto e succederà quello che è successo a me che percorro questa
  strada  che da Ragusa porta a Palermo da circa 35 anni.  In  questi
  ultimi  35 anni la situazione non solo non è migliorata,  ma  si  è
  ulteriormente degradata.. Questo è il punto di  ragionamento a  mio
  parere e questo è il punto di domanda.,

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
  io  non  intendo  entrare  nel  merito  della  mozione,  ma  vorrei
  limitarmi soltanto ad una considerazione di carattere contestuale.
   Se  noi  stasera  pensiamo di affrontare un tema  così  complesso,
  così  articolato, così importante con un'Aula così semivuota,  così
  distratta,  davvero  -  come dice il collega  Digiacomo  -  noi  ci
  limitiamo  soltanto  a  rinnovare un  rito  che  non  fa  onore  al
  prestigio   della Istituzione e non rende merito alla  complessità,
  alla importanza e alla rilevanza del tema.
   Senza  conoscere   quali  sono gli orientamenti  del  Governo,  io
  avrei suggerito, già all'apertura di questo dibattito, prima ancora
  che il collega Ferrandelli illustrasse la mozione, l'opportunità di
  un rinvio, non per eludere il tema - è noto ed arcinoto che io sono
  congiuntamente  favorevole al Ponte sullo Stretto, l'ho  difeso  in
  sede  di  Parlamento Europeo, l'ho difeso in tutte  le  Istituzioni
  pubbliche  e  private  -  ma   ritengo  che  questo  tema   impegna
  innanzitutto il Parlamento e poi il Governo regionale e meriterebbe
  un  contesto  diverso  da  quello quasi  sbrigativo,  superficiale,
  approssimativo,  rituale,  abituale, che  stasera  si  presenta  al
  giudizio sereno di ciascuno di noi.
   Qui  nessuno  è scienziato e ognuno di noi matura una  convinzione
  sulla  scorta  di elementi acquisiti, di dati forniti da  relazioni
  tecniche,  da istituti altamente specializzati. C'è chi difende  la
  insularità dell'Isola che verrebbe violata dalla realizzazione  del
  Ponte   chi,   invece,  vede  il  Ponte  come  uno   strumento   di
  accelerazione dello sviluppo socio-economico dell'Isola stessa.
   Signor Presidente, per l'Unione Europea il ponte sullo Stretto   è
  il  completamento della rete transnazionale viaria  e  ferroviaria;
  tutto  il resto sono opinioni di parte. Questa tesi, sostenuta  dal
  Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea, è stata avallata da
  Governi nazionali e regionali di centrodestra e di centrosinistra.
   E' un tema al quale non ci si può avvicinare con uno stato d'animo
  improntato a  spirito ideologico perché sul ponte sullo Stretto  si
  trovano  convergenze a favore nel centrodestra e nel centrosinistra
  e   convergenze   di   disapprovazione  nel  centrodestra   e   nel
  centrosinistra.
   Io  non  difendo  alcuna  ragione  che  concorre  a  favore  della
  realizzazione del Ponte, ma chiedo a lei, signor Presidente, chiedo
  all'Aula e chiedo al collega proponente, di esaminare l'opportunità
  di rinviare  un voto su questo documento - credo che l'Aula non sia
  neanche  nella  sua maggioranza, nel suo plenum  -  proprio  perché
  attraverso un lavoro serio, prima in Commissione e poi in  Aula,  e
  in  un  preventivo  confronto con il Governo, si possa  rendere  la
  dignità  che  merita al documento presentato dal Gruppo  del  PD  e
  offrire  alla  valutazione  dei  siciliani  un  giudizio  che   sia
  meditato, che sia frutto di riflessione, se serve anche un giudizio
  sofferto  e non, invece, un approccio assolutamente marginale  come
  se  noi  stessimo  occupandoci dell'ultimo marciapiede  dell'ultima
  arteria del più piccolo e recondito comune di questa Sicilia.
   Parliamo  di  un'opera  che, nel bene e nel  male,  ha  diviso  le
  coscienze,  la politica, le sensibilità culturali di  questa  Isola
  per  oltre mezzo secolo e per  questa ragione la mozione  io  credo
  che  meriti  un  contesto diverso da quello che stasera  quest'Aula
  offre.

   GRECO Marcello. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ha  detto
  bene  l'onorevole Musumeci, questa è un'opera che sia i governi  di
  centrodestra che di centrosinistra hanno posto in essere, da  oltre
  25-30 anni si parla di questa opera.
   La  mozione  posta in essere dai firmatari del Partito Democratico
  che  parlano  e  discutono della fauna, dei pesci,  degli  uccelli,
  eccetera, sicuramente può avere un certo significato, anche  se  in
  effetti,   signor  Presidente,  le  problematiche  sono   tante   e
  tantissime;  parliamo di un'opera che va a creare, fin dall'inizio,
  la totale distruzione e in parte lo sconquasso del territorio della
  città  di  Messina,  già territorio altamente  in  difficoltà,  già
  territorio altamente degradato.
   Basti  pensare - io ho fatto parte della Commissione  ponte  della
  città di Messina istituita da circa 15 anni nel Consiglio comunale,
  ho  esaminato  il progetto e basti pensare che l'unica  strada  che
  porta al centro cittadino dei villaggi della riviera nord, che è la
  strada  panoramica, stranamente, onorevoli colleghi,  ristrutturata
  da poco dalla Regione a fior di migliaia di euro, quella strada che
  -  ripeto - è l'unico tratto che poi porta al centro cittadino e il
  tratto  veloce,  su  quella  strada verranno  20  cantieri  per  la
  realizzazione  del  ponte, oltre le campate che servono  per  poter
  collocare i cavi che devono trattenere il ponte.
   Quella  strada  verrà totalmente distrutta e voi immaginate  venti
  cantieri su quel sito  Già per raggiungere la città al centro città
  dai  quei  villaggi  ci impiega un'ora la mattina,  immaginate  con
  l'apertura  di  questi  cantieri  Significherebbe   l'impossibilità
  quasi  totale dei cittadini di quella zona di raggiungere il centro
  cittadino. E' come dire, onorevoli colleghi, che, sì, realizziamole
  queste  infrastrutture  megagalattiche,  ma  le  realizzeremo   nel
  deserto di una città che certamente non ci sarà più nel momento  in
  cui fra cinquant'anni questa opera sarà ultimata.
   Ed  allora,  è chiaro che questa grande opera deve essere  fermata
  nell'interesse  dei  cittadini  messinesi  che  hanno  bisogno   di
  realizzare la città non il ponte, perché calare dall'alto  un'opera
  del  genere  significherebbe domani non trovare  la  città,  perché
  effettivamente  la  città  non c'è più. Abbiamo  visto  quello  che
  abbiamo fatto per quanto riguarda il decreto  salva Comuni . Questa
  città  ha  bisogno  di altro in questo momento,  ha  bisogno  delle
  infrastrutture  che  mancano,  ha bisogno  della  salvaguardia  del
  territorio  di Giampilieri gravemente colpito con i  morti  che  ci
  sono stati.
   Beh, pensiamoci a queste cose  Ha bisogno ancora, dopo oltre cento
  anni   e   passa,  lo  sbaraccamento  di  quelle  zone   cosiddette
  terremotate,  delle baracche per i terremotati.  Ha  bisogno  della
  salvaguardia dei posti di lavoro che se ne sono andati.
   Mi  rivolgo all'Amministratore delegato dello Stretto di  Messina,
  Ciucci: bene, abbiamo realizzato questa bellissima S.p.A.,  ma  per
  fare  che cosa? Per poterci preparare alla realizzazione del ponte
  Sì,  è vero, ha detto l'onorevole Musumeci che questa opera è stata
  stabilita,  è  stata  posta  in  essere  come  l'ultima  opera   di
  prosecuzione  dell'Europa che collegasse, appunto, la  Sicilia.  Ma
  qui  il  rischio  che si corre è proprio quello di evitare  che  si
  possa realizzare, per far sì che quella città, quei territori,  già
  altamente   distrutti   e  bistrattati,  non  subiscano   ulteriori
  pregiudizi.
   Mi  si dice:  Ma c'è la ricchezza economica della salvaguardia  di
  posti di lavori, la creazione di nuovi posti di lavoro  . No,  cari
  colleghi  A differenza della Calabria che ha già posto in essere  i
  corsi  di  perfezionamento  per  i lavoratori  che  dovrebbero,  un
  domani,  lavorare in questa infrastruttura, in questa realizzazione
  del  ponte, la Sicilia è ancora indietro, non ha nemmeno bandito  i
  corsi di formazione di questi operai.
   Ed  allora, cari colleghi, io sono favorevole certamente a  questa
  mozione.  E'  vero,  questa mozione e questo tema  avrebbero  avuto
  bisogno  di  un'Aula piena, di una rappresentanza parlamentare  più
  ampia,  perché il ponte sullo Stretto merita questo, ma soprattutto
  meritano questo quei territori che già subiscono un dramma sociale,
  un dramma che, certamente, non potrà essere risolto con l'opera che
  si andrà a realizzare.
   Sono  convinto che, poi, alla fine, non si realizzerà mai,  se  ne
  parlerà  sempre, ma quest'opera non sarà, mai e poi mai,  posta  in
  essere.
   Bisogna  tenere conto del valore e delle indicazioni dei cittadini
  e di quei territori.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor   Presidente,  signori   assessori,   onorevoli
  colleghi,  mi associo e ci associamo, come Movimento  5  Stelle,  a
  questa iniziativa politica proposta dall'onorevole Ferrandelli e da
  altri cofirmatari.
   Mi  corre  l'obbligo di rilevare, alla luce dei più recenti  fatti
  che  hanno interessato la questione ponte sullo Stretto di Messina,
  quanto questo progetto, nella varietà delle versioni, attraverso le
  quali  è  stato  presentato da opposti schieramenti  politici,  nel
  corso  del breve periodo, si caratterizza oggi, ancor più  che  nel
  recente passato, come un obiettivo la cui antieconomicità,  la  cui
  irrealizzabilità  tecnica ed il cui altissimo  impatto  ambientale,
  siano  motivi  validi  a  sospingere  ed  impegnare  l'azione   del
  Presidente  e  del Governo, attraverso la messa  in  atto  di  ogni
  facoltà  in  suo  possesso,  alla  revoca  del  progetto  ed   alla
  contestuale  estinzione  della società  Stretto  di  Messina ,  per
  quanto in suo potere, come sancito dall'articolo 21 dello Statuto.
   Dal  momento  che riteniamo che, solo  attraverso  una  conoscenza
  approfondita  e  supportata da dati scientifici inequivocabili,  si
  possa  analizzare la realtà attuale in cui ci troviamo  ad  operare
  nella  direzione del sommo bene possibile per il nostro  territorio
  ed  è  per questo, ed unicamente per questo, che siamo qui e per  i
  cittadini   siciliani,   anche   analizzando   i   gravi   sviluppi
  dell'economia mondiale che obbligano all'azione politica, quindi, a
  destinare il denaro pubblico ad opere infrastrutturali, di recupero
  edilizio,  in  chiave  antisismica,  di  messa  in  sicurezza   del
  territorio,   attraverso   opere  di   prevenzione   del   dissesto
  idrogeologico  -  e  mi soffermo sulla specifica definizione  della
  qualità di queste opere, in modo che siano chiaramente evidenti  le
  necessità del nostro territorio, così anche come saggiamente  detto
  poc'anzi dall'onorevole Greco - siano realmente necessarie, quindi,
  al nostro territorio, queste strutture, queste infrastrutture.
   Non  possiamo, pertanto, non soffermarci su alcuni  dati,  che  io
  intendo  aggiungere  -  non  perché la  trattazione  dell'onorevole
  Ferrandelli  sia  stata  inadatta,  assolutamente,  anzi  è   stata
  esaustiva  -  ma a completamento di un ragionamento che  deve,  per
  ovvie ragioni, avere completezza.
   La  progettazione definitiva non risponde in maniera soddisfacente
  alle  35  prescrizioni e raccomandazioni imposte dal  CIPE  ed,  in
  particolare,  la revisione del modello adottato per  la  previsione
  dei  flussi  di traffico non ha modificato le stime, che  rimangono
  attestate   sui  valori  degli  scenari  intermedi   del   progetto
  preliminare.
   Nel  passaggio dalla progettazione preliminare a quella definitiva
  il  costo del ponte è cresciuto in una percentuale ben superiore al
  15 per cento, passando da 4,4 a 8,5 miliardi di euro. Ciò significa
  che,  da  un'analisi costi-benefici del progetto, risulterebbe  una
  perdita  sociale - ciò che noi non desideriamo - e  dunque  la  non
  fattibilità dell'opera.
   Tra  le  principali prescrizioni del CIPE vi era la  necessità  di
  procedere a costanti aggiornamenti degli studi geo-sismo-tettonici;
  e  contrariamente a ciò - e quindi a quanto prescritto dal  CIPE  -
  finora  nessun approfondimento della geo-sismo-tettonica del  suolo
  sottomarino è stato realizzato nel progetto definitivo.
   Il  ponte  è progettato per resistere a un sisma di magnitudo  7.1
  Richter, ma recentissimi studi condotti dall'Università di Roma  La
  Sapienza  e  dal  CNR  hanno rilevato l'esistenza  di  una  faglia,
  precedentemente non conosciuta, capace di generare un terremoto  di
  magnitudo  minima pari a 6.5 e di magnitudo massima  potenzialmente
  superiore al livello 7.1. Sono studi del 2012 di Doglioni et al.
   L'introduzione di nuove clausole che avvantaggiano  il  contraente
  privato  e  danneggiano  la parte pubblica  mostrano  un'attitudine
  evidente  della  scarsa  affidabilità,  in  relazione  alla  tutela
  dell'interesse pubblico.
   Atteso   infine   che,  l'attuale  rappresentanza  della   Regione
  siciliana  nel Consiglio di amministrazione della società   Stretto
  di  Messina  è stata nominata da un precedente Governo regionale  e
  non  ne può attualmente rappresentare, per ovvie ragioni, la  linea
  politica,  più  volte  indicata  in termini  di  un  incondizionato
  appoggio   al  progetto  infrastrutturale  redatto  dal  Contraente
  Generale, per le ragioni suddette si rileva come questo progetto  -
  e  mi  ripeto,  purtroppo,  ma  per ragioni  di  incisività  -  sia
  antieconomico,  irrealizzabile  dal  punto  di  vista  tecnico,  ad
  altissimo impatto ambientale.
   Con quanto detto, inoltre, desidero dare giustamente voce anche  a
  coloro  che  in questo momento sembrano - come dire -  lontani  dal
  nostro orizzonte e cioè i vari comitati di cittadini messinesi, che
  durante  questi  anni,  con ripetute occasioni,  hanno  manifestato
  pacificamente  il  loro  dissenso,  mostrando  di  condividere   le
  motivazioni  delle  associazioni che da anni  lottano  contro  tale
  scellerato progetto.

   CAPUTO. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO.  Signor Presidente, io non so se la non nutrita, anche  se
  qualificata, presenza dei colleghi in Aula sia dettata da impegni -
  come  dire - ormai elettorali o sia dettata dalla inopportunità  di
  trattare  in Aula un provvedimento di questa natura. E non  è  vero
  che   la   politica  non  può  porsi  problemi  diversi  da  quelli
  sostanziali  e,  quindi, a fronte di un problema  che  esiste,  non
  valutare  se  esso  sia di competenza o non di  competenza,  o  per
  meglio dire se esuli dalla competenza del Parlamento siciliano.
   Noi non stiamo parlando di realizzare una scuola in uno dei comuni
  della  Sicilia. Noi stiamo valutando quegli effetti che chiaramente
  può  avere,  io non vedo nulla di stravolgente. Non è che  se,  per
  caso,  il  Parlamento dovesse votare questa mozione domani  mattina
  cadrebbe  il  ponte  sullo Stretto. Diventa un fatto  squisitamente
  politico.
   Io mi pongo un problema, signor Presidente. Lo pongo a lei, che so
  essere  - perché la conosco personalmente - uno stretto osservatore
  della  procedura  parlamentare: io mi chiedo  se  può  essere  resa
  ammissibile  una  mozione  di questo tipo,  cioè  se  noi  possiamo
  determinare, con il nostro voto, una incidenza su una tematica  che
  è  sottratta  alla  competenza, anche  legislativa,  della  Regione
  siciliana.
   Quindi,  impegnare  il  Parlamento su un tema  così  delicato  che
  attiene  a  rapporti con altre Regioni, a rapporti con  il  Governo
  nazionale, a rapporti con la Comunità Europea, io credo che non sia
  un elemento di opportunità in questo Parlamento.
   Io  conosco  l'onorevole Ferrandelli,  lo conosco  da  consigliere
  comunale,  lo conosco per il suo impegno sociale.  E'  una  persona
  per  bene  e  anche simpatica.  Ed è per questo che non  mi  sfiora
  nemmeno  il  pensiero  che  questa  mozione,  inserita  nei  lavori
  dell'Aula,  sia  stata  fatta per evitare un  diverso  mezzo  e  un
  diverso  strumento  di  trasporto che  colleghi  la  Sicilia  e  la
  Calabria.
   Voglio solo pensare che stiamo affrontando un tema importante, che
  attiene alla salvaguardia dell'ambiente e a esigenze strutturali  o
  infrastrutturali  della  nostra Regione.  Però,  andare  a  dire  a
  sostegno  di una mozione che non c'è bisogno di un ponte  perché  i
  turisti  arrivano  lo stesso e arrivano in aereo, questo  significa
  negare  tutto  quello  che oggi invece - e  il  giorno  che  avremo
  l'assessore Battiato in Aula, sicuramente assisteremo a  un  grande
  miracolo,  innanzitutto, e poi assisteremo  a  una  grande  lezione
  sulla importanza e la consistenza dei flussi turistici in Sicilia -
  andare  a  dire che il ponte non serve per il collegamento  con  la
  Sicilia  significa  negare  Perché quello che oggi  impedisce  alla
  Sicilia  di  avere  un  grande rilancio turistico,  considerata  la
  posizione  geografica della nostra Regione, è proprio  l'isolamento
  turistico causato dagli altissimi costi di collegamento.
   In  Sicilia,   una  famiglia di quattro  persone  che  arriva  con
  l'aereo, deve pagare il doppio di quanto costa un soggiorno  in  un
  lussuoso albergo della Tunisia o di Malta.
   E  allora  proprio  la  presenza di  un  sistema  di  collegamento
  infrastrutturale   come   il  ponte  sullo   Stretto,   certamente,
  consentirebbe non soltanto un miglioramento dei collegamenti  anche
  su  gomma  per  quanto  riguarda  l'agricoltura,  la  zootecnia,  i
  trasporti  e  tutto quello che ne deriva - in un mondo  in  cui  la
  globalizzazione  oggi  è legata a sistemi  di  trasporto  veloci  e
  sicuramente  di  maggiore  risparmio  -  il  ponte  sullo   Stretto
  eviterebbe  il  trasporto  sui  traghetti,  oggi  unico  mezzo   di
  collegamento.
   Signor  Presidente, noi siamo ancora all'età della preistoria,  se
  pensiamo  che il sistema di collegamento con gli attuali traghetti,
  e  quindi  via  mare, sia un sistema idoneo alle  esigenze  e  alle
  richieste dei turisti e di chi viene in Sicilia. Siamo lontanissimi
  dallo standard anche igienico-sanitario in alcuni traghetti, quindi
  il ponte sullo Stretto sarebbe un'alternativa.
   E  poi,  chiunque  vuole  provare l'emozione  di  attraversare  la
  Sicilia a bordo dei traghetti lo può fare. E' un po' come quando si
  prende  la  gondola sul Canal Grande a Venezia.  Chi  vuole  vivere
  l'esperienza e la temerarietà di un passaggio sui traghetti lo  può
  fare,  ma  non possiamo dire che il ponte sullo Stretto non  serve,
  perché la gente arriva in Sicilia in altro modo.
   Io  credo  che oggi, in un momento in cui si è creato un corridoio
  di  trasporto  veloce che consente di arrivare dalla Germania  sino
  all'altro   capo  del  mondo  e  dell'Europa,  dove   ormai   viene
  rivoluzionato  anche  culturalmente il  sistema  dei  traghetti  in
  Sicilia, andare a stabilire, caro amico e collega Ferrandelli,  che
  siccome  dal  quel mare passano i cetacei, con il ponte  andremo  a
  compromettere l'equilibrio della flora marina, appare eccessivo.
   Questo  è un Parlamento, non siamo qui a un'assemblea del National
  Geographic, noi siamo un Parlamento che deve stabilire e deve  dare
  direttive ad approvare le leggi su temi importanti  per la Sicilia.
   Ritento abbia ragione il Presidente Musumeci quando dice che non è
  questa  l'Aula,  certamente non per la sede istituzionale,  ma  non
  sono queste le presenze che possano determinare il prolungamento di
  una discussione ed arrivare al voto.
   Io  credo  che  segni strategici, come questi, non possano  essere
  lasciati,  come  dire,  all'attenzione di un  gruppo  politico,  ma
  devono  essere  determinati  in sedi di  confronto  col  Parlamento
  nazionale,  con  le  Commissioni  europee,  con  tutte  le   realtà
  internazionali che stanno investendo sul ponte sullo stretto.
   Signor  Presidente, faccio mia e sostengo la richiesta  di  rinvio
  della  discussione e la pregiudiziale del presidente  Musumeci,  in
  caso  contrario  le  anticipo, ed anticipo all'Aula,  il  mio  voto
  contrario.  Perché  non  c'è  dubbio che  oggi  chi  giustifica  la
  necessità  di  non  realizzare un'opera  così  importante,  che  ha
  richiesto  studi  e  progettazione di ogni livello  (professionale,
  culturale, tecnico e strategico) non può essere limitato  al  fatto
  che se facciamo il ponte qualche cetaceo non passerà più sotto quel
  mare,  perché questo garantirebbe la sopravvivenza di altri sistemi
  di trasporto oggi esistenti in Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

   ODDO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, credo  che
  qualunque  parlamentare sogni, nel suo curriculum di  attività,  di
  poter  partecipare  alla  scrittura di una  pagina  storica,  quale
  sarebbe quella relativa alla realizzazione di una grandissima opera
  pubblica, quale sarebbe il ponte sullo stretto.
   Purtroppo,  come dice l'onorevole Musumeci, su questo aspetto  che
  condivido,  il semplice scenario offerto da quest'Aula parlamentare
  questa sera dice più di tante parole su quanto siamo lontani  dalla
  realizzazione  dell'opera.  Anche  le  forze  politiche,   i   loro
  rappresentanti  -  questo  è stato un cavallo  di  battaglia  della
  destra  berlusconiana  degli  anni  dell'epopea  dei  governi   del
  Cavaliere in questo paese: la realizzazione del ponte sullo stretto
  -  ma  anche, ripeto, la difesa d'ufficio stanca che è stata  fatta
  stasera  dai colleghi del centrodestra testimonia, anche in  questo
  caso, oltre lo scenario offerto dalle assenze in Aula, quanto  poco
  si creda nella possibilità concreta di realizzare quest'opera.
   Un'altra  leggenda metropolitana su questo argomento è quella  che
  vi  sarebbero  i famosi investitori stranieri pronti,  da  anni,  a
  portare  le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione  di
  un'opera  di  queste  dimensioni, ma di questi  famosi  investitori
  stranieri,  che dovrebbero portare queste ingenti risorse,  non  ne
  vediamo.
   Ogni  tanto arrivano sultani nel nostro territorio, fanno incontri
  con  autorità  siciliane, ma non mi risulta  che  abbiano  mostrato
  concreto  interesse  rispetto  alla realizzazione  di  un'opera  di
  questo tipo.
   Io capisco che la politica si nutre anche di sogni, di speranze, e
  questo  del ponte sullo stretto è stata per tanti anni una speranza
  per  il popolo siciliano, una speranza non soltanto di unificazione
  infrastrutturale  con  il continente, ma anche  la  possibilità  di
  ridurre,  attraverso il ponte, il gap che da tanti anni  ci  separa
  dal Nord del paese.
   Io  credo che questa legislatura ha aperto una stagione nuova, una
  stagione nella quale dobbiamo mostrare sobrietà, e questa Assemblea
  la  sta dimostrando con la politica dei tagli che abbiamo messo  in
  campo, il Consiglio di Presidenza e le altre cose che attengono  al
  Palazzo,  ma  la  sobrietà  la dobbiamo  dimostrare  anche  con  il
  realismo rispetto alle cose che sono di fronte a noi.
   In questa stagione politica questa sobrietà ci richiede di restare
  con  i  piedi  molto  per  terra,  ci  richiede  di  stabilire  con
  attenzione  quali sono le priorità che noi possiamo realisticamente
  mettere in campo.
   Io credo che in una Regione nella quale per raggiungere Trapani da
  Messina  occorrono sei ore in treno, le priorità siano  ben  altre,
  ancora  oggi  raggiungere parti di questa nostra splendida  Regione
  sono  quasi  viaggi della speranza attraverso spettacoli bellissimi
  offerti   dalla   natura,   ma   lunari   dal   punto   di    vista
  infrastrutturale, sono queste le cose che noi dobbiamo fare.
   Ieri ho incontrato l'Assessore per le infrastrutture sul tema  del
  collegamento con le Isole.
   Noi  in  questo  momento non siamo in condizioni, in  Sicilia,  di
  assicurare un collegamento costante con le Isole minori anche  solo
  per   quanto  riguarda  l'approvvigionamento  di  beni   di   prima
  necessità, non siamo assolutamente in grado di fare questo, e  ieri
  l'Assessore  e  il  Direttore  generale  ci  hanno  detto  che   se
  immediatamente  non provvediamo ad una variazione di  bilancio  noi
  non  siamo  nelle  condizioni  di  garantire  questo  servizio   di
  collegamento, che in questo momento è interrotto.
   Se  oggi non possiamo portare l'ossigeno, la benzina o altro nelle
  Isole  minori,  figuriamoci  se possiamo  prendere  seriamente   in
  considerazione l'ipotesi di realizzare un opera ciclopica di queste
  dimensioni.
   Questo  senso di responsabilità, questa sera, porta me e il Gruppo
  parlamentare che mi onoro di rappresentare, a pronunciare  un  voto
  favorevole sulla mozione presentata dal Partito Democratico, e  dal
  collega Ferrandelli quale primo firmatario. Non perché questo  atto
  di  per sé determina il blocco dei lavori che non sono mai iniziati
  -  e  che, sostanzialmente, mai inizieranno - ma perché ritengo sia
  un  atto  politico  che, nei confronti del popolo siciliano,  possa
  rappresentare eloquentemente la consapevolezza nostra rispetto allo
  stato dell'arte in Sicilia.
   Quindi votare un atto che non esprime soltanto un auspicio ma che,
  invece,  riporta saldamente con i piedi per terra questa  Assemblea
  regionale  siciliana, credo che possa essere letto  domani  mattina
  dai siciliani che ne avranno notizia dai giornali come quello di un
  Parlamento  che  ha preso assoluta consapevolezza in  questo  primo
  atto  politico, semplicemente politico, importante dello  stato  in
  cui versa questa Regione e di quelle che sono le priorità di questa
  Regione.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO.   Signor   Presidente,  signori   assessori,   onorevoli
  colleghi,  quella  sul ponte sullo Stretto è  una  mozione  che  ci
  riconduce a diverse riflessioni.
   Mi  associo a tutti i colleghi che hanno sottolineato come sia  un
  po'    mortificante    oggi   l'assenza   di   molti   parlamentari
  rappresentanti  del popolo siciliano in merito ad una  scelta  così
  importante.
     Allo stesso modo questo non può sottrarmi e sottrarre il dialogo
  a  questa  Assemblea,  a questo Parlamento,  su  una  tematica  che
  risulta essere fondamentale e di grande interesse strategico.
   Non  voglio qui soffermarmi sulle caratteristiche tecniche e sugli
  effetti   che   potrebbe  avere  il  ponte  dal  punto   di   vista
  ingegneristico o ambientale, sono conoscenze che purtroppo  non  mi
  appartengono, e quindi sulle quali non voglio avventurarmi.
   Penso che il compito di un Parlamento e di una classe politica che
  vuole incidere sulla storia, e che ne vuole comprendere appieno  le
  ragioni  e  che vuole essere ricordata come protagonista dell'avvio
  di  un  momento di sviluppo, debba rendersi conto di ciò che accade
  attorno   a   noi  perché,  una  delle  caratteristiche   migliori,
  purtroppo,  del  nostro  popolo è quella  di  considerare  in  modo
  esasperato ed eccessivo esclusivamente quello che accade nel nostro
  prossimo  vicinato,  non rendendoci conto  che  da  quarant'anni  a
  questa parte qualcosa è cambiato; non rendendoci conto, ad esempio,
  che  la  Cina  e  l'India sono i mercati di più  grande  espansione
  mondiale,  non rendendoci conto, forse, che l'economia  mondiale  è
  cambiata, che il Brasile, l'India, la Cina, la Russia, sia aprono a
  essere  fra  qualche decennio, loro sì, i proprietari  del  mercato
  globale  e oggi hanno una grande esigenza, e sarà quella di domani,
  quella  di  smistare  e  organizzare le proprie  merci  nel  mondo,
  occidentale  soprattutto, e all'interno  del  mercato  europeo  che
  lotta  in modo ansimante per mantenere i propri livelli di consumo.
  E  allora,  ci rendiamo conto degli interventi di allargamento  del
  Canale  di Suez, sappiamo del programma cosiddetto Red Banana,  che
  riguarda l'allargamento del Canale di Suez, e perché accade questo?
  Perché  oggi  le  merci  cinesi e indiane  penetrano  in  Europa  e
  arrivano  con  le loro navi container all'interno del  Mediterraneo
  per essere smistati in Europa.
   Ora,  Cina  e  India  si  pongono una  domanda  e  la  pongono  ai
  governanti di questo Mediterraneo stanco e privo di idee,  chiedono
  di accogliere queste merci e di cambiare le storie del Mediterraneo
  e, allora, ci rendiamo conto dell'acquisto aggressivo del porto del
  Pireo  da  parte  dei  cinesi, e capiamo che vogliono  inserire  lì
  queste  merci,  ci rendiamo conto del potenziamento  dei  porti  di
  Valencia  e  della  zona Sud della Spagna, porteranno  lì  le  loro
  merci, ma non ci rendiamo conto in una politica miope dove, come  i
  capponi   dei  promessi  sposi  che  si  azzuffano  tra  di   loro,
  inconsapevoli del fatto che verranno a breve, tra poco,  bolliti  e
  divorati, che la Sicilia ha l'unica grande occasione per tornare al
  centro del mondo, che è la seguente cari colleghi, quella di vedere
  il  porto di Augusta come il porto più vicino rispetto al Canale di
  Suez. E allora, la scelta che fanno i cinesi, l'interessamento  che
  c'è  stato  e  che viene quotidianamente espresso da diversi  fondi
  sovrani,  è  semplicemente  questa:  vogliamo  venire  in  Sicilia,
  vogliamo  portare  miliardi  di tonnellate  di  merci  in  Sicilia,
  smistarle lì e portarle per mezzo dell'alta capacità ferroviaria in
  tutta Europa. La Sicilia ha la più grande occasione non per fare il
  progettino  da  30  milioni di euro, la strada importantissima  che
  collega i comuni da 5 mila abitanti, di rientrare con prepotenza al
  centro dell'Europa e, la politica siciliana si divide sul fatto che
  gli uccelli o i delfini non passino più sotto il ponte.
   Io  mi  rendo  conto che le beghe elettorali e la  demagogia  oggi
  impera;  però,  vedete,  questa scelta è fondamentale,  il  nodo  è
  questo, con le navi container, cinque giorni per arrivare in Europa
  con  l'alta capacità ferroviaria, un giorno per arrivare nel  cuore
  dell'Europa  e  parlo del corridoio Palermo-Berlino  a  cui  faceva
  riferimento  l'onorevole  Pogliese,  parlo  del  grande   tracciato
  ferroviario   della   Scandinavia,   Reno,   Rodano,   Mediterraneo
  occidentale,  parlo  di questa grande visione  che  deve  avere  la
  Sicilia,   che   non  può  limitarsi  più  a  gestire   l'ordinaria
  amministrazione,  ma  che  deve avere il coraggio  di  guardare  ai
  prossimi decenni; per questo, è fondamentale il ponte sullo stretto
  di  Messina,  non perché il pilone è troppo alto o è troppo  basso,
  queste  mi  sembrano, obiettivamente, cose che passano  in  secondo
  piano.
   E,  vedete, tutte le nostre opere strategiche realizzate anche  da
  questa  Regione  in  questi anni troverebbero  un  significato,  mi
  riferisco tanto per pensare alla mia provincia alla stupenda  opera
  che è il mercato agro-alimentare siciliano. Immaginiamo un porto di
  Augusta  funzionante, immaginiamo migliaia  di  merci  e  anche  di
  prodotti agro-alimentari che potrebbero essere smistati all'interno
  di  quel  mercato  e che lo renderebbero realmente  funzionale.  E,
  allora,   ci   rendiamo  conto  che,  e  lo  possiamo   fare   qui,
  naturalmente, all'interno del Palazzo dei Normanni,  che  ha  visto
  tanti  governanti  dalle origini, dal periodo normanno,  essere  al
  centro  del Mediterraneo, che la centralità economica e commerciale
  è fondamentale.
   Oggi  si decide questo, se è possibile naturalmente, limitatamente
  al  potere che ha la Regione in merito al progetto, e ha ragione il
  collega Ferrandelli circa l'importanza che deve avere l'espressione
  e  la  volontà del popolo che oggi noi rappresentiamo, che è quella
  di dichiararsi favorevoli o contrari. E io sono favorevole, lo sono
  in  modo  viscerale,  e  lo  sono  anche  perché  non  è  aleatoria
  assolutamente la costruzione del ponte sullo Stretto, non lo è  per
  il  fatto  che il contratto è stato siglato  nel 2006 e  non  lo  è
  ringraziando l'intervento, la retromarcia del Governo Monti che  il
  10 ottobre del 2012 aveva previsto la  liquidazione delle penali  e
  poi,  miracolosamente - sono i miracoli che accadono nella politica
  governata dai banchieri - si proroga di due anni il progetto  Ponte
  sullo  Stretto ,  sono  quei miracoli che accadono quando  l'Europa
  della finanza governa i futuri delle persone.
   Ma  è  un  miracolo che noi accettiamo perché è utile, e  sappiamo
  dell'interessamento di alcuni fondi sovrani cinesi  che  vorrebbero
  realizzare  l'opera che costa poco meno di 4 miliardi, che  darebbe
  lavoro   a  migliaia  di  persone,  che  consentirebbe  un  indotto
  eccezionale, che darebbe, finalmente, la possibilità e la  capacità
  di  dire  che  la Sicilia guarda oltre, che ha la grande  forza  di
  immaginare  un  sogno e di realizzarlo, e che poi ha quella  grande
  capacità   che  soltanto  i  popoli in  espansione,  i  popoli  che
  guardano al futuro possono avere, così come Plinio il Vecchio parlò
  di un ponte realizzato con barche per mezzo del quale sullo Stretto
  vennero fatti passare 140 elefanti.
   Se  loro avessero avuto le conoscenze ingegneristiche che oggi noi
  abbiamo, l'avrebbero fatto subito il ponte sullo Stretto, così come
  hanno  realizzato, in tante parti d'Europa  opere  eccezionali  che
  oggi noi ammiriamo,  con grosse difficoltà ingegneristiche.
   Anche  all'epoca  i  romani si chiedevano se  il  Colosseo  poteva
  reggere   E oggi è lì dopo duemila anni a testimoniare l'importanza
  di  quel  popolo   Così  come anche a Venezia circolavano  delfini,
  nelle  lagune  attorno ci saranno stati degli stupendi  scoiattoli,
  degli  animali  e delle specie interessanti, però hanno  deciso  lo
  stesso di costruire lo splendore che oggi è Venezia. Così come  nel
  Palazzo  dei Normanni, che era il punto più alto di Palermo,  forse
  brucavano capre e altri ovini, ma per fortuna qualcuno ha deciso di
  costruire   questo  stupendo  Palazzo  in  cui  siamo  chiamati   a
  legiferare.
   Ecco  perché dichiaro con grande passione e con grande convinzione
  il mio voto favorevole al ponte sullo Stretto, e quindi il mio voto
  contrario alla mozione in discussione.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  signor
  assessore,  noi  come  Gruppo  UDC siamo  favorevoli  alla  mozione
  dell'onorevole  Ferrandelli, però volevo fare delle considerazioni.
  Tutte  le  motivazioni  che  sono state date  mi  sembrano  ottime,
  eccezionali,  l'onorevole  Ferrandelli  ha  disquisito  in  maniera
  perfetta  e  corretta,  e devo dire anche l'onorevole  Musumeci  ha
  portato avanti le sue giuste motivazioni.
   Io vorrei fare qualche riflessione come figlia di questa Terra, di
  questa Isola.
   Qualcuno  diceva cosa serve prima del ponte: credo  che  ci  siano
  nella  nostra Isola delle priorità per quanto riguarda la viabilità
  interna,  per  andare  da  Messina ad Agrigento  bisogna  non  solo
  impiegarci cinque ore, ma bisogna cambiare tre treni.
   Per quanto riguarda, poi, il turismo voglio dire questo al collega
  che  mi  ha  preceduta: chi arriva nella nostra Isola  e  la  vuole
  visitare,  tranne  i quattro siti storici e archeologici,  dopo  si
  deve  fermare, perché non può raggiungere l'interno a  causa  della
  tremenda  viabilità, soprattutto per i pullman.  Sfido  chiunque  a
  vistare zone come Burgio o Cianciana per vedere cosa ci vuole.
   Io vado una volta l'anno in Tanzania per un progetto sanitario che
  portiamo avanti, e vi posso dire che la viabilità interna di quella
  nazione è migliore della nostra.
   E  poi  qualcuno ha sollevato il problema dei collegamenti con  le
  isole. Ma sapete cosa significa raggiungere Linosa e Lampedusa? Gli
  abitanti  di  Linosa per arrivare a Lampedusa, devono venire  nella
  terra  ferma che è la Sicilia, e partire la sera prima.  Allora  io
  credo  che  tutto questo va considerato, non solo in un momento  in
  cui  bisogna  mirare al risparmio, ma in un momento in cui  bisogna
  promuovere  questa  Terra con le risorse interne,  ancor  prima  di
  pensare  a  quello  che sarà lo sviluppo di un ponte  che  ci  deve
  collegare con il continente.
   Cose  non  vere  sono state dette, e tutti siamo a conoscenza  dei
  voli low cost che con venticinque o trenta euro, ci portano da Roma
  a  Palermo, da Roma a Catania, da Roma a Trapani, però voglio  dire
  anche,   visto  che  il  discorso  dell'impatto  ambientale  sembra
  disturbare, che i pesci ci sono o non ci sono, che gli  uccelli  si
  sono ridotti, ecco, questo modo di fare ironia non lo condivido.
   Voglio  dire a quest'Aula che forse non sa, visto che parliamo  di
  questo,  che  i nostri compaesani, abitanti di Linosa, non  possono
  sottoporsi  durante l'inverno ad una radiografia, lo  possono  fare
  solo  durante l'estate, quando funziona un apparecchio per fare  le
  radiografie  alle  tartarughe. Quindi se  dovessimo  mettere  sullo
  stesso  piano,  diciamo  che a Linosa un  uomo  vale  meno  di  una
  tartaruga  ,  perché può fare la radiografia solo ed esclusivamente
  durante  l'estate,  e  mi dispiace che l'assessore  Borsellino  sia
  andato via.
   E  poi  anche  l'indotto del lavoro è una stupidaggine  perché  di
  fatto,  come  sempre succede, le maestranze del posto  non  vengono
  tenute  in  considerazione, né per queste opere grandiose,  né  per
  opere  inferiori, perché le maestranze vengono da fuori,  i  grandi
  ingegneri,  i  grandi architetti, e dico anche la manovalanza,  per
  cui  ancora una volta la nostra Terra rimane in ginocchio, economia
  zero,  per  portare e fare forse lavorare aziende o  multinazionali
  che  tutto hanno tranne che l'interesse della nostra Isola. Ecco  i
  motivi che ci inducono ad essere favorevoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Venturino.  Ne  ha
  facoltà.

   VENTURINO.  Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  cittadini.  Io  questa  sera venendo qui in quest'Aula,  su  questo
  punto  pensavo di non dover intervenire perché avevo pensato, forse
  in  maniera molto naif, che quest'Aula, così come sul MUOS  si  era
  espressa  in un certo modo, anche su questo punto avesse  avuto  lo
  stesso  atteggiamento, invece sono rimasto un  po'  sorpreso  dalle
  diverse  motivazioni  che  ho  sentito,  soprattutto  da  onorevoli
  colleghi qui alla mia destra.
   Sentendo  vari  interventi, mi è venuto in  mente  uno  scrittore,
  Ennio  Flaiano, che in un suo racconto diceva: ogni sera due  amici
  parlavano di come andare sulla Luna, di come atterrare, che missili
  usare,  quale tipo di propellente ecc. però ognuno dei due tornando
  a  casa  andava  a  sbattere la testa contro una  lampada  che  nel
  frattempo non era riuscito a cambiare. Mi è venuta questa in mente,
  per  non  parafrasarne  un'altra di  frase  che  dopo  l'intervento
  accalorato,  molto urlato, viscerale, diceva l'onorevole  Lombardo,
  sempre riferendomi a Flaiano, a volte non è la lettera che dobbiamo
  leggere, ma il postino che dobbiamo intendere o interpretare.
   Detto questo, vorrei concludere il mio intervento dicendo  ma come
  si fa, ancora oggi, a parlare di un Ponte sullo Stretto? .
   Il  problema, infatti, caro assessore, non è poi tanto il Ponte ma
  tutta  quella gente che arriverà dal Canale  a Messina. Arrivano  a
  Messina milioni di visitatori tutti lì fermi perché, poverini,  non
  sapranno come spostarsi. Poi, rimarranno lì a Messina e si porrà un
  problema  serio,  cioè  come faremo ad ospitare questi  milioni  di
  persone e tac, si fermano perché non c'è un treno per spostarsi  in
  maniera veloce per andare, per esempio, a Piazza Armerina - da dove
  provengo - dove ancora oggi per andare a visitare la Villa Romana i
  turisti devono fare dei giri assurdi. Devono scendere, salire.
   E' da sette anni, credo; è da quando sono tornato dall'Inghilterra
  che  c'è  un  pezzettino  di strada , la Messina  P4,  di  cui  lei
  sicuramente  è  a conoscenza, che è ferma lì da secoli.  I  turisti
  arrivano  e poiché non possono entrare dentro un tunnel di  nemmeno
  700  metri  -  chi va a Piazza Armerina sa di cosa sto parlando  -,
  devono fare un giro incredibile.
   Per  andare  a Nicosia o per andare a Calascibetta,  parlo  di  un
  territorio  montuoso,  quello dell'ennese,  dove  spostarsi  è  una
  avventura.  Andare  a Sciacca, andare a Trapani  dal  mio  paese  è
  qualcosa  di  incredibile;  ancora  ci  sono  i  treni  a   vapore,
  probabilmente.
   E   qui  stiamo  parlando  di  un'opera  che  cambierà  l'economia
  siciliana. Ma quale economia? Noi andremo per tantissimi anni -  si
  parla di cinquanta anni - per realizzare un progetto. Per cinquanta
  anni, quella parte della Sicilia sarà devastata, inutilizzata,  non
  servirà  a nessuno. Forse, a qualcuno sì ma non alla maggior  parte
  delle persone che vivono lì e, oggi, non vorrebbero vedere questo.
   Poco  fa, qualcuno, giustamente, avanzava qualche perplessità  nei
  confronti dell'intervento dell'onorevole Ferrandelli facendo notare
  che,  probabilmente, nel portare avanti il discorso con i traghetti
  ci saranno forse chissà quali discussioni, quali situazioni.
   Allora,   basterebbe   attivare   un   trasporto   pubblico,    un
  attraversamento pubblico dello Stretto ed evitare,  qualora  ce  ne
  fossero, dei monopoli. Non è necessario, oggi, investire una  cifra
  così imponente per un disastro ambientale così imponente.
   L'onorevole   Caputo  diceva   qualche  cetaceo .  A   me   questa
  espressione,  onorevole, mi consenta, è sembrata  anche  arrogante.
  Non si può, oggi,  in un momento in cui il mondo è tutto rivolto  a
  salvare  un pianeta devastato dall'impatto ambientale che hanno  le
  infrastrutture  che  costruiamo, senza tener conto  di  quello  che
  succede  nel  nostro territorio e parlare  di qualche  cetaceo,  di
  qualche  delfino , aggiungeva molto più dettagliatamente, mi  scusi
  l'intervento   da   National  Geographic.   Mi   sembra   piuttosto
  inopportuno.
   Oggi,  bisognerebbe, veramente, tener conto del danno che  abbiamo
  perpetrato  nei  confronti del nostro pianeta. In Sicilia,  abbiamo
  una  economia  che  può ripartire  rivalutando quello  che  già  la
  Sicilia  ha.  Che  è  agricoltura; che è  soprattutto  turismo.  Si
  parlava  in  Commissione e l'onorevole Musumeci diceva   il  nostro
  dovrebbe  essere  un  territorio vocato al turismo .  Non  è  certo
  attraverso  il  Ponte  sullo Stretto che  non  possiamo  rilanciare
  questo  turismo,  ma  è  valorizzando  quello  che  abbiamo  già  e
  valorizzando  la  viabilità   interna che  vede  i  nostri  turisti
  arrivare  a Palermo, spostarsi a Catania,  perché quella è  l'unica
  tratta, caro onorevole, che riescono a fare con una certa facilità,
  e non vanno a visitare tutto il resto della Sicilia.
   Invito, quindi, il Governo a prendere in considerazione, prima  di
  tutto,   risanare,  che  risanare  non  è  mai  esistito.  Attivare
  seriamente  una viabilità interna che dia finalmente ai turisti  la
  possibilità  di  fruire del nostro territorio in maniera  completa,
  totale e, dopo, chissà, fra cent'anni, se i nostri figli, ai  quali
  non  lascerei  questo  debito, se i nostri figli  lo  vorranno,  se
  allora  lo riterranno opportuno, sulla base di  condizioni nuove  e
  diverse, allora sì, forse, loro valuteranno se sarà il caso o  meno
  di  costruire qualcosa che già soltanto all'idea mi fa  pensare  ad
  una cosa devastante. Anche a livello di immagine.
   Concludo,  quindi, il mio intervento dicendo che noi del Movimento
  5 Stelle, senza dubbio, siamo contro il Ponte sullo Stretto e siamo
  a  favore  di  qualsiasi  mozione che da qui  in  avanti  verrà  in
  quest'Aula  per  bloccare  qualsiasi  iniziativa  che  preveda   la
  costruzione di un atto di scempiaggine nei confronti di un ambiente
  che andrebbe salvaguardato da tutti noi.

   PRESIDENTE.  Non ci sono altri iscritti a parlare. Cari  colleghi,
  apprezzate  le  circostanze  -  e mi  riferisco  alla  proprio  non
  numerosa presenza in Aula - rinvio la seduta a martedì prossimo.

   VENTURINO. Signor Presidente, ci sono 50 e passa cartellini.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, nel momento in  cui  si  passa  a
  votare, in mancanza di numero legale, dovremmo rinviare di un'ora e
  poi  alla  seduta successiva. Siccome stasera non si  è  tenuto  un
  dibattito  di  esercizio di retorica, dove ognuno  ha  detto  tante
  belle   cose  ma  si  è  tenuto  un  dibattito  serio,  devo   dire
  all'onorevole   Caputo  che  la  mozione  era  ammissibile   ed   è
  ammissibile  anche  alla  luce  di  alcune  considerazioni;  faccio
  riferimento,  ad esempio, ad uno degli emendamenti  presentati  dal
  Movimento  Cinque Stelle quando si chiede l'intervento del  Governo
  per esercitare il potere che viene conferito dall'articolo 21 dello
  Statuto.  Mi riferisco alla possibilità di partecipare all'attività
  del  Governo  nazionale. La mozione, quindi, è più che ammissibile,
  anche  in  considerazione del fatto, come ricordava l'onorevole  Di
  Giacomo,  che  ciclicamente  si torna  a  parlare  di  Ponte  sullo
  Stretto.
   Non  me ne vogliano i colleghi che si sono ribellati: stasera,  se
  si andasse al voto, non si risolverebbe assolutamente niente perché
  cadrebbe il numero legale.
   Allora,  rinvio  la seduta a martedì alle ore 16,  riprendendo  il
  discorso  con  le  dichiarazioni  del  Governo  e,  a  seguire,  le
  dichiarazioni  di  voto  così  ogni Gruppo  ha  la  possibilità  di
  esprimere,  così come peraltro già alcuni hanno fatto  liberamente,
  proprio perché la mozione è ammissibile, proprio perché l'argomento
  è abbastanza impegnativo e non può essere una minoranza a decidere,
  anche  perché  non si deciderebbe assolutamente un bel  niente  per
  mancanza del numero legale.
   Così resta stabilito.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZITO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento
  interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo alla mozione
  che  ho  presentato, chiedo a lei e alla Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari che sia discussa e calendarizzata  al  più
  presto possibile, entro e non oltre il 14 febbraio.

   PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace  che
  l'assessore Borsellino sia andata via, anche perché l'argomento che
  dovevamo trattare riguardava l'Assessorato Salute.
   Intervengo quasi per fatto personale perché, come tutti i colleghi
  ricorderanno,  l'articolo 6 della legge 5 del 2009, che  riguardava
  le   strutture   sanitarie   in  centri  ad   alta   concentrazione
  industriale, portò la mia firma e fui io che lo difesi in Aula  dal
  tentativo  che vi era stato, da parte dell'allora Assessore  e  del
  Governo, di evitare l'approvazione di questo mio emendamento.
   Volevo ricordare a quest'Assemblea e, quindi, anche all'assessore,
  quali  erano le motivazioni per le quali venne approvato l'articolo
  6,  nella parte che riguardava gli ospedali ricadenti nella zona di
  Milazzo, nella zona di Gela e nella zona di Augusta.
   Eravamo  di  fronte a dei dati, e siamo ancora di  fronte  a  quei
  dati,  che  vedono  una concentrazione di morti,  di  aborti  e  di
  nascite, purtroppo, di bambini e bambine diversamente abili  al  di
  sopra della media nazionale e al di sopra della media europea.
   Per  questo  motivo, avevamo deciso di concentrare in  queste  tre
  zone l'intervento da parte dell'assessorato, in maniera tale che  i
  tre  ospedali  ricadenti  in  questa zona  venissero  ulteriormente
  potenziati,  a  prescindere dalla riforma e dal  taglio  dei  posti
  letti.
   Oggi,  invece,  ci troviamo di fronte ad una realtà assolutamente,
  diversa.
   Mentre a Gela, mi si dice che questa legge e questo articolo hanno
  trovato  applicazione, mi si dice pure che, moderatamente, è  stata
  utilizzata, per quanto riguarda l'ospedale di Milazzo.
   Per  quanto  riguarda l'ospedale di Augusta,  invece,  ciò  non  è
  avvenuto. Non solo non è avvenuto, ma per uno strano e cervellotico
  ragionamento,  messo  in atto volutamente sia dall'assessore  Russo
  sia  dai  vertici  dell'ASP,  si  è  voluto  mettere  in  contrasto
  l'ospedale  di  Lentini con l'ospedale di Augusta, come  se  i  due
  ospedali  avessero funzioni e finalità identiche  e  non  avessero,
  invece,  le  due  strutture  ospedaliere  delle  finalità  diverse,
  dovendosi quello di Lentini occupare dell'iter naturale per  quanto
  riguarda  la  struttura ospedaliera e quello  di  Augusta,  invece,
  essere  potenziato  con macchine e  strumenti di  alta  precisione,
  proprio  perché bisognava intervenire ancor prima che accadesse  il
  fatto, ancor prima che la donna abortisse, ancor prima che nascesse
  un bambino malformato, ancor prima che vi fosse un numero così alto
  di  persone malate di malattie, purtroppo, che quasi sempre portano
  al decesso.
   Una  per tutte, vorrei ricordare una cosa vergognosa, su cui,  fra
  le  altre cose, la Procura non ha voluto aprire un fascicolo  e  su
  una  cosa ancora più vergognosa, su cui la Procura della Corte  dei
  Conti ha deciso volutamente di chiudere vergognosamente gli occhi e
  di  dire, addirittura, che quello che era stato fatto dall'ospedale
  di  Augusta  e  dall'ASP  di  Augusta era  un  fatto  lecito,  cioè
  l'acquisto  di una camera iperbarica. L'acquisto di questa  camera,
  che  è rimasta sempre chiusa e non è mai stata utilizzata. E' stata
  volutamente nascosta e, quando se ne è scoperta l'esistenza,  si  è
  detto  che  non  occorreva metterla in funzione  perché  era  stata
  acquistata senza che ve ne fosse un effettivo bisogno.
   Ecco,  di  tutte queste cose, vogliamo rendere conto all'assessore
  Borsellino  che,  fra  le altre cose, essendo  stata  il  dirigente
  generale dell'assessorato fino a qualche mese fa, conosce le  linee
  di  indirizzo  della  sanità e deve, spero, entro  il  14  febbraio
  prossimo,  così  come  abbiamo  detto,  intervenire  in  Aula   per
  discutere, affrontare l'argomento, anche perché non ci troviamo  di
  fronte ad una clinica privata.
   Capisco  che ad Augusta c'è una clinica privata che ha  210  posti
  letto,  mentre  l'ospedale di Augusta ne ha soltanto  85.  Capisco,
  quindi, come si sono mossi i precedenti Governi, fino ad adesso.
   Ancora  una  volta,  però, come abbiamo fatto insistentemente  per
  quattro anni, siamo qui a difendere la sanità pubblica e siamo  qui
  a difendere i cittadini di tutte le province.
   Siamo  qui, però,  a difendere un territorio che è stato devastato
  dalle industrie.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   trovo
  ragionevole  la  proposta della Presidenza di  aggiornamento  della
  seduta  e  della  votazione da effettuare  nella  prossima  seduta,
  martedì, perché si riparte, esattamente, da dove ci siamo lasciati.
   Trovo  insensibile  l'assenza  di colleghi  in  Aula.  Questa  sua
  proposta,  però,  signor Presidente, consentirà a tutti  di  essere
  presenti  qui  in Aula e di non potersi sottrarre al voto  ed  alle
  proprie responsabilità, perché noi vogliamo proprio che i Siciliani
  conoscano  i  nomi,  i  cognomi  ed  i  volti  di  coloro  che   si
  schiereranno a favore dell'immobilismo della Sicilia  e  di  coloro
  che,  invece, vorranno utilizzare le somme per creare delle  opere,
  che  sono  già previste dal piano regionale dei  trasporti  ,   per
  creare lo sviluppo della Sicilia.
   Per  quanto riguarda, pertanto, il Gruppo del Partito Democratico,
  siamo  contenti che tutta l'Assemblea potrà avere l'opportunità  di
  esprimersi nella quasi totalità dei suoi componenti.

   CAPUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPUTO. Signor Presidente, volevo approfittare della chiusura  dei
  lavori  per  dirle e per ricordarle, anche se so che  lei  è  molto
  attento su questi temi, che, ad ogni inizio di legislatura, è stata
  istituita la Commissione parlamentare antimafia.
   Le  ho fatto pervenire giorni fa una mia lettera ma credo che  sia
  stato  presentato  anche un ordine del giorno.  So  che  non  è  un
  obbligo  istituire questa Commissione speciale ma negli anni  si  è
  sempre fatto.
   Credo  che  in  un  momento come questo, in  cui  vediamo  che  il
  Presidente  della  nostra  Regione,  ma  anche  altri  imprenditori
  vengono  minacciati  di  morte  per la  loro  attività  politica  o
  imprenditoriale, in cui aumenta in maniera consistente -  e  se  mi
  consente preoccupante - il numero delle amministrazioni, sia per le
  Giunte  sia  per  i Consigli comunali sciolti per  il  pericolo  di
  infiltrazioni   mafiose   o   per   l'accertata   consistenza    di
  infiltrazioni mafiose.
   Apprendiamo  ogni  giorno  che vi sono  dipendenti  regionali  che
  svolgono funzioni diverse da quello che fanno o addirittura abbiamo
  appreso  che  funzionari regionali intascavano  su  conti  correnti
  soldi pubblici. Fra l'altro, il Presidente della nostra Regione  ha
  più  volte,  in  maniera pubblica e autorevole per  la  carica  che
  rappresenta,  detto che, all'interno della Regione e degli  uffici,
  vi sono infiltrazioni mafiose.
   Credo che in questo momento, in Sicilia, non sia più rinviabile la
  previsione di ricostituire la Commissione parlamentare speciale che
  si occupi della mafia, ma anche di quella delicatissima e opportuna
  funzione di controllo sull'operato della pubblica amministrazione e
  tutti  sappiamo  quanto  bisogno c'è di una Commissione  che,  devo
  dire, ha lavorato.
   E  chi  è stato parlamentare, come me e come lei, sa che due leggi
  importanti  sono  state valutate in Commissione  antimafia  e  sono
  state approvate all'unanimità da questo Parlamento, come quelle per
  il  sostegno alle vittime dell'usura, come quella sul riordino  dei
  beni confiscati e come quella sul riconoscimento anche dello status
  di  vittima  di  mafia,  anche per chi era considerata  vittima  di
  terrorismo mafioso.
   Signor  Presidente,  le chiedo, quindi, di  valutare  con  i  suoi
  uffici  e con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  la  ricomposizione della Commissione parlamentare antimafia, perché
  credo  sia  oggi  necessaria e sia importante; rappresenterebbe  un
  forte segnale per la Sicilia. Grazie.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, mi accodo chiaramente alle  parole
  del  collega Ferrandelli quando denuncia l'assenza in Aula.  Volevo
  porre  la questione della presenza proprio di questa sera  e  spero
  che  vengano poste le giuste precauzioni affinché quello che  viene
  descritto  nell'articolo 1, comma 1, della legge 44 del 1965,  cioè
  che  l'indennità  e  la  diaria vengono  decise  dal  Consiglio  di
  Presidenza  in  misura pari alla legge nazionale, che  l'erogazione
  della  diaria  avvenga con l'effettiva presenza  delle  persone  in
  Aula,  andando  a porre in essere anche una condizione  in  termini
  percentuali della presenza alla totale durata della seduta.
   Con il sistema della duplicazione del tesserino si dà, infatti, la
  possibilità all'onorevole e al deputato, di essere presente in Aula
  per una porzione minima del tempo.
   E  poi chiaramente si viene a verificare quello che invece stasera
  è successo: 56 tesserini 27 persone presenti.
   Ora credo che nell'ottica di una spending review, come più volte è
  stato  annunciato, anche questa cosa dovrebbe essere  attenzionata,
  non  tanto  per il costo in sé della diaria che viene a non  essere
  più  erogata  visto  questo meccanismo,  ma  quanto  anche  per  un
  discorso di rispetto nei confronti di chi propone una mozione,  nei
  confronti  soprattutto  di  chi  rimane  in  Aula  aspettando   gli
  interventi di tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto riguarda la  questione
  della Commissione Antimafia richiesta più volte, ora dall'onorevole
  Caputo   formalmente,  in  quest'Aula,  da  parte  del   Presidente
  dell'Assemblea  non  c'è  alcun  dubbio  che  vanno  accelerate  le
  procedure  per  l'istituzione della Commissione  Antimafia  per  le
  ovvie  ragioni  che sono state testé evidenziate, quindi,  mi  farò
  carico di avviare le procedure perché si possa formalizzare al  più
  presto  l'istituzione della Commissione Antimafia e  l'insediamento
  della stessa.
   Per quanto riguarda le considerazioni dell'onorevole Cancelleri, è
  chiaro  che  in  Consiglio  di Presidenza  si  valuterà  nella  sua
  interezza  quali  saranno  i provvedimenti  necessari  affinché  si
  possano decurtare dall'indennità in relazione alle presenze,  anche
  se, obiettivamente, una procedura c'è già in atto.
   Converrà  con  me  anche sulla necessità di avere dovuto  rinviare
  stasera  la seduta perché trattandosi di un argomento di una  certa
  importanza  era  necessario e giusto che ogni parlamentare  e  ogni
  gruppo si assumesse le responsabilità di fronte alla nostra Isola.
   Raccomando  la  presenza dell'assessore Bartolotta  perché,  nella
  seduta  di  martedì, si inizierà proprio con la discussione   della
  mozione.
   A   proposito  del  DPEF,  da  parte  di  diversi  Presidenti   di
  Commissione  sono arrivate legittime segnalazioni  in  ordine  alla
  brevità dei tempi e sulla propria non assidua presenza di tutti gli
  assessori, della gran parte ma non di tutti.
   Siamo  ad inizio legislatura e sarà cura mia raccomandare a  tutti
  gli assessori di essere presenti in Commissione, perché è giusto  e
  doveroso che sia così.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  22  gennaio
  2013, alle ore 16,00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino

   Presidenza del presidente Ardizzone


       I   - Comunicazioni
  II   - Seguito della discussione della mozione:

         N. 6   -  Interventi  finalizzati al ritiro  del  progetto
              relativo alla costruzione del ponte sullo Stretto  di
              Messina.

         (29 dicembre 2012)

                                 FERRANDELLI - GUCCIARDI - ALLORO -

                      CIRONE DI MARCO - MAGGIO - MARZIANO - MILAZZO

       III   -  Discussione  del  Documento di programmazione economico-
        finanziaria per gli anni 2013-2017

               Relatore: on. Dina

                   La seduta è tolta alle ore 19.23

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli