Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
CIANCIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, do il preavviso di trenta minuti al fine
delle eventuali votazioni mediante procedimento elettronico che
dovessero avere luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Coltraro, Fazio, Gianni,
Grasso, Malafarina, Panarello, Picciolo, Sudano sono in congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
(All'onorevole Ciancio subentra quale deputato Segretario
l'onorevole Lantieri)
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme per il contenimento dei prezzi dei generi di prima
necessità. Paniere alimentare. (n. 142)
di parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in data 16
gennaio 2013.
- Riconoscimento e sostegno all'Associazione italiana sclerosi
multipla. (n. 143)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 16 gennaio 2013.
- Norme per una nuova politica abitativa di rigenerazione
urbanistica ed ambientale del territorio. (n. 144)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 16 gennaio 2013.
- Norme a favore dell'imprenditoria siciliana. (n. 145)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cordaro,
Gianni, Cascio Salvatore, Clemente e Sudano in data 16 gennaio
2013.
- Modifiche di norme in materia di elezioni degli organi comunali
e provinciali. Norme in materia di segretari comunali e consulenze
negli enti locali. (n. 146)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Gianni,
Cordaro, Cascio Salvatore, Clemente e Sudano in data 16 gennaio
2013.
- Norme per la promozione della cittadinanza attiva nel Governo
della cosa pubblica. (n. 147)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cordaro,
Gianni, Cascio Salvatore, Clemente e Sudano in data 16 gennaio
2013.
- Norme per lo scioglimento e il trasferimento delle funzioni
delle IPAB ai comuni. (n. 148)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 16 gennaio 2013.
- Riordino e contenimento della spesa dei Comuni e delle Province
regionali. (n. 149)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Fontana in
data 16 gennaio 2013.
- Istituzione della Consulta regionale per i problemi della terza
età. (n. 150)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 16 gennaio 2013.
- Attività di formazione-lavoro estive per gli studenti siciliani
dai 14 ai 17 anni. (n. 151)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Ragusa in
data 17 gennaio 2013.
- Norme in materia di organizzazione turistica regionale. (n. 152)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cordaro in
data 17 gennaio 2013.
- Regime transitorio per il nuovo assetto delle province. (n. 153)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Scoma in data
17 gennaio 2013.
- Interventi per la valorizzazione del quartiere di Santa Lucia,
del Foro siracusano e del Borgo di S. Antonio a Siracusa. (n. 154)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Marziano in
data 17 gennaio 2013.
- Disposizioni per la tutela sanitaria della popolazione e
dell'ambiente dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici. (n. 155)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 17 gennaio 2013.
- Regolamentazione del servizio dei presidi farmaceutici
d'emergenza. (n. 156)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Rinaldi in
data 17 gennaio 2013.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla Commissione:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme contro la discriminazione determinata dall'orientamento
sessuale o dell'identità di genere. (n. 141)
di iniziativa parlamentare, inviato il 16 gennaio 2013, parere
III, V e VI.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 133 - Interventi urgenti per la sospensione delle trivellazioni
nella Valle del Belice.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore Domenico; Falcone
Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 135 - Provvedimenti urgenti per le isole minori finalizzati ad
un efficiente trasporto di farmaci e alimenti per la comunità dei
residenti.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Salute
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Germanà Antonino Salvatore; Fontana Vincenzo
N. 136 - Notizie sulla mancata conversione dei locali dell'ex
ospedale Regina Margherita di Messina per la realizzazione di un
polo culturale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 131 - Interventi atti a garantire una più rigorosa applicazione
del quadro normativo anti-inquinamento, con particolare riferimento
al 'rischio amianto' nel territorio della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;
Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;
Venturino Antonio; Zito Stefano
N. 132 - Iniziative a favore delle piccole e medie imprese
turistiche siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
Firmatari: Trizzino Giampiero; La Rocca Claudia; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ferreri Vanessa; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Troisi Sergio; Zafarana
Valentina; Venturino Antonio; Zito Stefano
N. 134 - Interventi urgenti a favore dei lavoratori licenziati
della Cefop per il mantenimento della Cassa integrazione.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Firmatari: Caputo Salvino; Pogliese Salvatore Domenico; Falcone
Marco; Vinciullo Vincenzo
N. 137 - Applicazione dell'art. 25, comma 8, della legge regionale
n. 19 del 2005, finalizzato all'attuazione del Programma regionale
unitario per l'autismo.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;
Venturino Antonio; Zafarana Valentina
N. 138 - Chiarimenti urgenti in merito alla sospensione della
stagione venatoria e sulla mancata emanazione del Piano Regionale
Faunistico Venatorio 2011/2016.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Germanà Antonino Salvatore; Caputo Salvino; Assenza
Giorgio; Fontana Vincenzo
N. 139 - Notizie in merito alla revoca dell'Avviso 18 del Fondo
Sociale Europeo - Asse II occupabilità.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Gianni Giuseppe
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Ragusa è in congedo per oggi
per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
Svolgimento di interrogazioni della rubrica Salute
PRESIDENTE Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica Salute .
Si passa all'interrogazione numero 1 «Notizie in merito al
trasferimento del centro vaccinazioni attualmente operativo presso
l'ospedale Cervello di Palermo», a firma dell'onorevole
Ferrandelli.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la salute, viste le insistenti indiscrezioni
che inducono a ritenere plausibile l'imminente trasferimento del
Centro delle Vaccinazioni ad oggi ospitato presso i locali
dell'ospedale V. Cervello;
premesso che il centro costituisce ad oggi l'unico presidio
sanitario specializzato in vaccinazioni che insiste sul territorio
della 5 e 6 circoscrizione (Malaspina, Cep, Cruillas, Noce) e
considerata l'importanza che rappresenta per i cittadini residenti
in questa area vasta della città;
ritenuto che i presidi territoriali andrebbero potenziati allo
scopo di fornire ai cittadini un servizio sanitario adeguato agli
standard minimi sanitari, così come espressamente sancito dall'art.
32 della Costituzione;
per sapere:
se risponda al vero la notizia dell'imminente trasferimento del
Centro delle Vaccinazioni, ad oggi ospitato presso i locali
dell'ospedale V. Cervello e, se così fosse, quando e dove si
intenda trasferire il presidio per le vaccinazioni e quali
motivazioni indurrebbero a tale scelta;
quali opportune iniziative si intendano intraprendere al fine di
eliminare le criticità sopra evidenziate e garantire ai cittadini
una migliore tutela del diritto alla salute. (1)
Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute, dottoressa
Borsellino, per fornire la risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, in merito all'interrogazione posta dall'onorevole
Ferrandelli relativamente al trasferimento del Centro delle
vaccinazioni presso il presidio ospedaliero Cervello, le
informazioni che do in questa sede sono le seguenti: il
trasferimento è avvenuto per ragioni dettate dalla necessaria
ristrutturazione dei locali che ospitavano il Centro Vaccinazioni,
per cui si è reso necessario rendere disponibili i locali per le
attività ambulatoriali a seguito dell'assorbimento delle attività
prima espletate presso il presidio ospedaliero Casa del Sole.
Nelle more di questo trasferimento, il presidio ospedaliero
Cervello ha provveduto, con l'Azienda sanitaria provinciale, in
particolare con il Servizio sanità pubblica epidemiologia e
medicina preventiva, e insieme anche all'Unità operativa di
prevenzione della stessa ASP, a dare tutte le informazioni dovute
alla cittadinanza affinché le prestazioni vaccinali venissero
eseguite presso i centri di vaccinazione che fanno capo a
Pallavicino, e anche a quelli limitrofi che fanno capo ai quartieri
Arenella, Libertà e Borgo Nuovo.
In questo momento le due aziende, l'Azienda ospedaliera Villa
Sofia - Cervello, insieme con l'azienda sanitaria provinciale,
stanno accelerando le procedure delle attività sanitarie presso il
presidio ospedaliero Casa del Sole, che dovrà ospitare il centro di
vaccinazioni dell'ASP, in quanto è previsto per questo presidio una
riqualificazione funzionale al servizio del territorio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferrandelli per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
FERRANDELLI. Mi dichiaro soddisfatto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, ho chiesto la parola solo per
comunicare che intendo apporre la mia firma al disegno di legge n.
149, presentato dall'onorevole Fontana sul riordino delle province.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
Seguito dello svolgimento di interrogazioni della rubrica Salute
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 5 «Piani di
controllo ed eradicazione della brucellosi», a firma dell'onorevole
Caputo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le risorse
agricole e alimentari e all'Assessore per la salute, premesso che:
in questi ultimi anni a seguito dei piani straordinari di
eradicazione e controllo in materia di tubercolosi, brucellosi
bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucosi, è stato
previsto l'obbligo da parte dei medici veterinari delle ASP di
sottoporre a sequestro l'azienda in ipotesi di presenza di 'capo
infetto o sospetto' e di effettuare controlli nei trenta giorni
successivi mediante prelievi di sangue;
le patologie causano disagi economici alle aziende in quanto si
diffondono con molta facilità compromettendo la salute dei 'capi di
bestiame' presenti in azienda;
considerato che la situazione crea un pericolo per la salute
pubblica e che pertanto devono essere garantite le forme di
controllo dalle ASP competenti;
ritenuto che:
le aziende colpite da tale situazione necessitano di interventi
economici a titolo di indennità di abbattimento di bovini e
bufalini infetti da tubercolosi, brucellosi e leucosi;
il Governo nazionale ha previsto (DM 14 novembre 2006 e DM 4
dicembre 2008) misure straordinarie di polizia veterinaria e la
determinazione di un'indennità per l'abbattimento del bestiame
affetto dalle predette tipologie;
ritenuto altresì che tale situazione determina una condizione per
la dichiarazione dello stato di calamità naturale;
per sapere:
se in Sicilia si siano registrati casi di brucellosi bovina e
bufalina, brucellosi ovi-caprina, leucosi segnalati dalle ASP di
competenza;
quali interventi e misure anche straordinarie il Governo della
Regione abbia individuato per la tutela della salute dei cittadini
in ipotesi di brucellosi bovina e bufalina, brucellosi ovi-caprina,
leucosi;
quali interventi di natura economico e/o finanziaria il Governo
della Regione abbia adottato per sostenere le aziende in crisi in
caso di accertamento di malattia diagnosticata in azienda;
se il Governo della Regione intenda avviare le procedure per
dichiarare lo stato di calamità naturale dell'agricoltura
relativamente al settore legato al comparto della zootecnia. (5)
Ha facoltà di parlare l'assessore Borsellino per fornire la
risposta.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, come è a tutti noto la brucellosi, insieme alle altre
zoonosi che interessano la popolazione bovina ed ovicaprina, sono
tra i principali obiettivi della Comunità Europea. Chiaramente
sulla base di tali obiettivi la stessa Comunità eroga dei fondi
specifici a tutti gli Stati membri.
In particolare, l'obiettivo è quello di eradicare queste patologie
non trasmissibili per quanto riguarda la brucellosi, sino ad
ottenere la caratterizzazione di aziende ufficialmente indenni .
Stante le difficoltà che alcune Regioni italiane ancora hanno,
soprattutto nel sud Italia, nella eradicazione completa di queste
malattie, che interessano la popolazione animale, il decreto
Balduzzi, come è noto, prevede addirittura la possibilità di
commissariamenti nell'ambito di quelle che sono definite nello
stesso decreto emergenze sanitarie . Occorre tuttavia precisare
che la Sicilia, dal 2008 ad oggi, ha attivato un piano strategico
per la eradicazione della brucellosi bovina e ovicaprina e della
leucosi, attuando una serie di azioni mirate per eradicare la
malattia, affinché si riducessero gli indici di prevalenza di tale
patologia nelle nostre aziende.
I dati dal 2008 al 2012, serie storica, mostrano proprio questo
miglioramento.
La Sicilia, infatti, nel 2008 era l'unica Regione in Italia che
ancora faceva registrare una prevalenza dell'infezione nelle
aziende ovicaprine pari, addirittura, al 12 per cento con un numero
di aziende ufficialmente indenni pari all'80 per cento circa,
mentre le altre regioni d'Italia mostravano, in particolare quelle
del sud, livelli di infezione al di sotto del 3 per cento. Anche la
brucellosi bovina nel 2008 era caratterizzata da una prevalenza
dell'infezione pari al 6,12 per cento, con un numero di aziende
ufficialmente indenni pari all'88 per cento circa.
Per quanto riguarda la prima richiesta dell'interrogante, ovvero
gli esiti cui si è pervenuti attraverso il Piano strategico di
eradicazione, possiamo assolutamente affermare che nel 2012 è
nettamente ridotta la prevalenza di aziende infette che si aggira
intorno al 5-6 per cento, dal 12 per cento registrato nel 2008, e
così anche la prevalenza dei capi infetti che dal 4,7 per cento del
2008 si è ridotta al 2,18 per cento nel 2012.
Per quanto riguarda la brucellosi bovina, allo stesso modo, nel
2008 si registrava un indice del 6,12 per cento di aziende infette,
ridotto al 2,78 per cento nel 2012. Allo stesso modo, per quanto
riguarda i capi infetti, l'indice si è ridotto dall'1,37 per cento
del 2008 allo 0,40 del 2012.
Naturalmente l'azione della Regione e, quindi, dei servizi
veterinari delle Aziende, non si ferma qui ma continua nella
direzione dei controlli ripetuti sulle aziende fino a raggiungere
la certificazione di ufficialmente indenni, che è l'obiettivo
comunitario e, quindi, della Regione.
Relativamente alla seconda richiesta dell'interrogante, allo scopo
di eradicare completamente la brucellosi sul nostro territorio, ci
si è avvalsi anche della collaborazione del Centro nazionale di
referenza delle brucellosi e dell'Istituto zooprofilattico
sperimentale della Sicilia, perché coadiuvassero i nostri servizi
veterinari nella intensificazione delle azioni volte al
raggiungimento di questo obiettivo.
In particolare, in tutti questi anni, e lo si farà anche nell'anno
in corso ma anche nei prossimi, verranno affidati obiettivi
strategici ai direttori generali delle aziende, affinché si
prosegua lungo questo percorso dal momento che, come dicevo
inizialmente, si tratta di un obiettivo comunitario la cui
inosservanza potrebbe dar luogo ad un commissariamento.
Per quanto concerne, invece, la problematica legata agli
indennizzi, la previsione normativa che dà luogo all'erogazione di
indennizzi agli allevatori aventi diritto, è una previsione
normativa che discende dal D.P.R. del 1954 e, poi, susseguita dai
decreti ministeriali del 1992 e del 1994, che prevedono la
corresponsione di 80,00 euro per ogni caprino infetto e circa
350,00 euro per ogni bovino infetto.
Fino ad oggi la Regione ha riconosciuto tali finanziamenti che
sono stati addirittura integrati con la legge regionale 5 giugno
1989, n. 12, che aveva previsto anche l'erogazione di indennizzi
aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle norme nazionali.
Questi indennizzi aggiuntivi sono stati erogati per un certo
periodo, fino al 2001, fino a quando c'era la copertura finanziaria
di questa norma. Le leggi di rifinanziamento sono state sottoposte,
poi, a procedure di controllo comunitario e, nel 2002, la
Commissione ha concluso il procedimento dichiarando compatibili con
il Trattato CEE soltanto le misure di aiuto in relazione ai casi di
abbattimento degli animali infetti riferiti agli anni 1993-1997.
Con l'entrata, quindi, in vigore delle norme comunitarie, a
valere dall'anno 2006, sono state escluse forme di indennizzo
aggiuntivo regionale che non fossero quelle riconducibili alla
normativa nazionale.
Relativamente alla brucellosi ovicaprina, l'indennizzo, pari a
80,00 euro a capo, nella fattispecie, è notevolmente superiore al
reale valore di mercato del singolo capo.
Per questo motivo, si ritiene che già gli indennizzi previsti a
livello nazionale siano abbastanza remunerativi del danno
conseguente all'abbattimento del capo per infezioni. Tuttavia,
questo non dovrebbe indurre a comportamenti opportunistici; quindi,
è cura del ramo di amministrazione che rappresento e, quindi, delle
sue articolazioni, attraverso i servizi veterinari delle Aziende,
procedere lungo questo percorso virtuoso affinché si consenta, da
un lato, il mantenimento in buona salute dei capi e, dall'altro, ad
evitare che si debbano erogare indennizzi, con esborso di risorse.
Per quanto riguarda, invece, la leucosi bovina enzootica, si
specifica intanto che non si tratta di malattia trasmissibile
all'uomo e che, nell'anno 2008, nessuna delle province di questa
Regione aveva ancora acquisito la qualifica di territorio
ufficialmente indenne. Tuttavia, l'intensa azione di controllo,
anche su questa fattispecie, nell'intero territorio ha dato luogo
al conseguimento della certificazione di azienda ufficialmente
indenne in tutte le province della Regione, tranne in quella di
Messina, nella quale è cura di questo Governo, ma, già anche negli
ultimi anni, individuare degli interventi mirati che possano
consentire, anche in questa provincia, di ottenere questo
risultato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Caputo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto, sento
il dovere di fare gli auguri all'assessore Borsellino per il suo
lavoro e, quindi, ritengo che gli auguri, oltre che formali, siano
sentiti. La prego di accettarli con questi sentimenti.
Sono in gran parte soddisfatto per la risposta dell'assessore
Borsellino e, quindi, del Governo di questa Regione. Però, chiedevo
una maggiore incisività nella parte che riguardava la possibilità
di dichiarare lo stato di calamità naturale nei comprensori, perché
i danni sono stati veramente notevoli.
Nell'eventuale impegno, il Governo che dichiara lo stato di
calamità potrebbe attivare una serie di procedure per dare altro
tipo di ristoro economico perché, mi consenta, essendo io uno che,
per motivi della sua attività parlamentare, gira molto il
territorio, gli indennizzi previsti per legge non sono stati tali
da ristorare gli agricoltori e gli allevatori dai danni subiti.
Vero è, e questo ci fa molto piacere, che con l'azione di
prevenzione portata avanti dagli uffici sanitari si è ridotto, e
questo mi da motivo di soddisfazione e di tranquillità. Dal punto
di vista del ristoro, però, la pregherei di voler valutare la
possibilità della dichiarazione di stato di calamità perché
consentirebbe di attivare procedure di risarcimento sicuramente più
consistenti e sarebbe un chiaro messaggio di speranza a tutti
quegli allevatori che hanno avuto danni consistenti.
PRESIDENTE. Il Governo intende replicare?
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, mi riservo
di approfondire questo aspetto anche col mio collega per le risorse
agricole, con il quale dobbiamo affrontare chiaramente questa
problematica che, comunque, non dovrebbe fare venir meno la forte
azione di prevenzione che costituisce la risoluzione principale al
problema delle zoonosi in Sicilia.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 48 «Rispetto della
legislazione regionale nelle procedure da adottare nella
formulazione dell'elenco regionale degli idonei alla nomina di
direttore generale delle aziende del Servizio sanitario regionale»,
a firma dell'onorevole Vinciullo.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che sarebbe in fase di predisposizione, a quanto pare, da
parte del Governo regionale, un avviso pubblico per la formazione
dell'elenco degli idonei alla nomina a Direttore Generale delle
Aziende del Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto di quanto
stabilito dall'art. 4 della legge n. 189/12;
preso atto che il succitato decreto non opera immediatamente in
Sicilia in quanto la nostra Regione ha, in materia, competenza
concorrente con lo Stato italiano;
tenuto conto che:
nello specifico, la lettera a) del comma 1 della citata norma
stabilisce che alla selezione si accede con il possesso di laurea
magistrale e di adeguata esperienza dirigenziale, almeno
quinquennale, nel campo delle strutture sanitarie o settennale
negli altri settori, con autonomia gestionale e con diretta
responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziari;
il medesimo articolo 4 stabilisce altresì le procedure da adottare
per la verifica dei curricula presentati, nonché i criteri da
utilizzare per la comparazione tra i curricula e la figura
professionale da ricercare;
visto che:
a quanto sembra, per l'ammissione al suddetto elenco, sono stati
introdotti criteri, requisiti e condizioni non previsti né
dall'art. 19 della l.r. 5 del 2009, né dalla normativa nazionale di
riferimento;
l'applicazione in Sicilia di detta norma non può di contro
avvenire senza il corretto iter parlamentare che prevede, comunque
e sempre, il recepimento, da parte dell'Assemblea regionale, di una
norma nazionale in un settore ove l'autonomia regionale presuppone,
almeno, il coinvolgimento della Regione;
nel contempo, eventuali modifiche ai criteri di partecipazione,
pur in presenza della previsione normativa di eventuali ulteriori
requisiti stabiliti dalla Regione, trattandosi di integrazione
della normativa nazionale, non possono che essere introdotti
attraverso apposita legge regionale, secondo la procedura
assembleare prevista dallo Statuto regionale e non mediante
provvedimento della Giunta di Governo;
per sapere se siano a conoscenza dell'iter legislativo da seguire
nel recepimento di una legge nazionale quando questa riguarda un
settore dove la Regione siciliana ha competenza concorrente con
quella dello Stato italiano». (48)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per rispondere
all'interrogazione.
BORSELLINO, assessore per la salute. Riguardo alla interrogazione
dell'onorevole Vinciullo, tendente a conoscere lo stato delle
procedure relativamente alla nomina dei nuovi direttori generali e,
in particolare, la conformità di tali procedure rispetto al dettato
della normativa nazionale, posso affermare che il procedimento che
ha dato luogo alla pubblicazione dell'avviso per la formazione
dell'elenco cui si attinge, poi, per la nomina dei nuovi direttori
generali è una procedura prevista dall'articolo 4, comma 1, del
decreto legge del 13 settembre 2012, convertito dalla legge 189 del
2012, che prevede l'adozione degli elenchi cui attingere, poi, per
la nomina dei direttori generali sulla base dei criteri previsti
dalla normativa nazionale e come da decreto legislativo 502, cui è
possibile integrare altri criteri individuati dalla Regione.
Trattandosi di una materia la cui competenza legislativa è
concorrente, questo non necessita, proprio per la fattispecie
considerata, un recepimento della norma nazionale attraverso una
legge regionale, ancorché il legislatore rimette alla Regione non
solo la pubblicazione e, quindi, la formazione dell'avviso
pubblico, ma anche l'eventuale introduzione di ulteriori criteri,
con ciò intendendo che trattasi di procedure espletabili in via
amministrativa sulla base della prassi consolidata nella Regione
anche con riferimento alla formazione dei precedenti elenchi che
prevedono l'adozione di una delibera da parte del Governo
regionale, cui poi l'assessore al ramo dà esecuzione.
In ambito regionale, infatti, per i ben noti principi che regolano
i rapporti tra la legislazione statale e quella regionale, è
proprio nelle materie di competenza legislativa esclusiva della
Regione che la normativa statale trova applicazione, solo se e
finché la materia o i singoli profili della materia lo richiedono,
non siano stati normati dal legislatore regionale.
In questa fattispecie, come dicevo in premessa, la materia è
concorrente e, quindi, seguendo la prassi che si è determinata
anche nel 2008, si è proceduto, attraverso la sottoposizione dello
schema di avviso pubblico alla Giunta regionale di Governo cui è
seguita, poi, l'adozione della delibera pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale del 21 dicembre, che prevede 30 giorni per la
proposizione delle istanze, i cui termini scadono il prossimo 21
gennaio.
Ponendosi, quindi, dubbi circa l'applicabilità in ambito regionale
della specifica disciplina, si evidenzia che l'istituzione del
nuovo elenco ad aggiornamento biennale degli aspiranti alla nomina
di direttore generale del Servizio Sanitario Regionale è stato,
quindi, adottato con la deliberazione 471 del 4 dicembre, con la
quale si è sostanzialmente condivisa la proposta della scrivente in
seno alla Giunta regionale di governo, cui è seguita poi la
pubblicazione dell'avviso cui dicevo in premessa.
Come esplicitato nella documentazione istruttoria, a corredo della
delibera e sulla base del quadro normativo di riferimento, si è
fatto leva sui criteri previsti dal decreto legislativo 502, in
particolare articoli 3 e 3 bis, nonché dagli articoli 19 e 33 della
legge regionale 5 del 2009 di riforma del servizio sanitario
regionale.
In particolare, per quanto concerne gli ulteriori criteri e
requisiti non previsti nell'articolo 19 della menzionata legge 5,
si rileva che l'articolo 19, comma 1, della stessa legge dispone
che, ai fini della nomina dei direttori regionali, l'Assessore
regionale per la sanità opera tra gli aspiranti aventi titolo
un'analitica ricognizione delle condizioni e dei requisiti
richiamati dallo stesso articolo 3 e 3 bis del Decreto Legislativo
502 e successive modifiche. Segue la stessa disposizione dicendo
che l'Assessore accerta la coerenza tra i requisiti posseduti e le
funzioni da svolgere anche e, quindi, non solo con riferimento al
possesso del diploma di laurea, al possesso di qualificata
esperienza professionale di direzione tecnico-amministrativa,
secondo i limiti temporali indicati, e accerta, altresì, la reale
corrispondenza delle strutture che sono state dirette con la
tipologia richiesta rispetto alle strutture da dirigere.
Questa previsione contenuta nell'articolo 19 della legge 5 opera
un rinvio dinamico alle previsioni degli articoli 3 e 3 bis del
decreto legislativo 502. Conseguentemente, ai sensi della nuova
previsione contenuta nel decreto, noto come decreto Balduzzi e,
fermo restando i requisiti minimali della laurea e dell'esperienza
prevista dal legislatore nazionale, la Regione provvede alla nomina
di competenza della Regione, su proposta dell'assessore, attingendo
obbligatoriamente ad un elenco regionale di idonei, ovvero
attingendo ad analoghi elenchi di altre Regioni.
E' fuor di dubbio che, anziché attingere ad elenchi di altre
Regioni, nulla vietava in quel momento alla Regione di poter
procedere ad adottare pedissequamente, rispetto alle previsioni
contenute nel decreto Balduzzi, la nuova procedura voluta dalla
norma; facoltà di cui si è voluto avvalere questo Governo dando
luogo all'avviso pubblico testè menzionato.
Non si è ritenuto, pertanto, di dovere seguire la previsione
contenuta nella norma nazionale circa la possibilità di ricorrere
ad elenchi di altre Regioni, nella misura in cui eravamo in una
gestione commissariale e, quindi, eravamo nelle condizioni di poter
adottare la nuova procedura prevista dalla stessa legislazione
nazionale.
Si rassegna, infine, che anche il precedente elenco regionale,
come accennavo, è stato emanato con delibera della Giunta regionale
di Governo, la n. 352 del 23 dicembre 2008, nella quale pure erano
previste procedure, modalità e criteri per la selezione dei
soggetti da nominare non riscontrabili nelle norme nazionali e
regionali, ma adottati proprio con lo strumento della decretazione
assessoriale.
Si rassegna infine, che più volte il nuovo comma 3 bis del decreto
legislativo 502, così come sostituito dal decreto legge 158,
cosiddetto decreto Balduzzi , richiama più volte con lo stesso
termine la Regione sia per la nomina, sia per la selezione, sia per
la tipologia di procedura da garantire circa la pubblicità degli
atti che tale selezione deve garantire.
La stessa norma, come sapete, prevede anche la costituzione di una
commissione che provveda alla selezione dei candidati sulla base
della sussistenza dei requisiti richiesti dal bando e prevede anche
la possibilità, quindi, di poter espletare una valutazione
comparativa dei curricula ai fini della formazione di un elenco al
quale, poi, si dovrà attingere per la scelta dei nominandi.
Si ritiene, quindi, di avere correttamente operato in conformità
della norma nazionale e dal combinato disposto della norma
nazionale con quanto previsto dalla legislazione regionale in tema
di riordino del servizio sanitario, fatto sempre salvo,
chiaramente, ogni eventuale intervento dell'organo legislativo
della Regione siciliana.
Assume la Presidenza il Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Vinciullo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, intanto, diamo il benvenuto e facciamo gli auguri
all'assessore Borsellino, di cui conosciamo il valore e la
preparazione che ha messo in campo anche in questo intervento con
il quale mi ha preceduto.
Mi fa piacere e sono soddisfatto che il suo comportamento sia
totalmente differente rispetto a quello del suo predecessore, il
quale brillava per assenza totale e per non avere mai rispettato
questo Parlamento.
Ricordo che di una novantina di interrogazioni che avevo
presentato, avrà risposto a 6 o 7.
Invece, devo salutare con piacere il fatto che lei immediatamente
sia venuta in Parlamento e abbia risposto alle interrogazioni di
tutti i deputati; un fatto importante a cui non eravamo abituati e
che, quindi, salutiamo con grande soddisfazione.
Sul contenuto invece, della sua risposta, credo di non essere
interamente soddisfatto per un motivo: io ritengo che le leggi
nazionali, in questo caso lei ha brillantemente parlato del decreto
Balduzzi, non si applicano immediatamente in Sicilia. Se ciò
avvenisse, infatti, verrebbe meno il principio, secondo il quale
questo Parlamento ha potere concorrente con il Parlamento nazionale
su alcuni argomenti, e fra questi argomenti rientra la sanità.
Per cui, per me l'applicazione sic et simpliciter di una legge
nazionale nella Regione Sicilia diventa una violazione dello
Statuto e una violazione delle prerogative che i Padri Costituenti
diedero alla Sicilia, riconobbero al popolo siciliano e per esse
riconobbero a questo Parlamento.
Di conseguenza, io ritenevo che il decreto Balduzzi non trovasse
assolutamente applicazione in Sicilia, ma che dovesse essere
recepito dal nostro Parlamento, dovesse diventare legge regionale;
dopo di che l'assessore competente al ramo poteva benissimo dare
vita a queste circolari con le quali venivano riaperti i termini
per poter fare parte dell'elenco dei direttori generali delle ASP.
Del resto, un deputato di opposizione, quale io sono, non pensava
assolutamente di poter intervenire sulla nomina dei direttori
generali, in quanto ciò rientra fra le prerogative riconosciute
dallo Statuto al Governo e, per esso, all'Assessore e, di
conseguenza, anche se le maglie fossero state da questo Parlamento
volutamente scelte in maniera più ampia, poi spettava sempre al
Governo regionale scegliere, in un rapporto fiduciario con il nuovo
direttore generale, chi nominare nelle varie ASP. E, comunque, una
cosa volevo inserire in questo decreto legge.
In I Commissione, noi stiamo predisponendo, anche su
sollecitazione del Governo di cui lei fa parte, in particolare
dell'assessore Valenti, un nuovo provvedimento per quanto riguarda
la presenza della cosiddetta quota rosa all'interno delle
amministrazioni pubbliche, cioè delle Giunte provinciali, regionali
e così via.
Era intendimento mio e, credo, della maggior parte dei miei
colleghi, che, nel recepimento del decreto Balduzzi, potessimo
prevedere anche noi la presenza di una quota rosa all'interno dei
direttori generali delle ASP siciliane, perché non si capisce il
motivo per il quale le donne debbano continuare ad essere
emarginate nell'amministrazione delle ASP siciliane.
Come lei sa sicuramente molto meglio di me, ci troviamo di fronte
a direttori sanitari donne, qualche direttore amministrativo donna,
ma poi i direttori generali sono tutti uomini, come se in questa
Isola, in questa Terra, non vi fossero delle donne in grado di
svolgere in prima persona questo ruolo importante e, invece,
dovessero necessariamente essere in una posizione inferiore
rispetto agli uomini, un passo indietro rispetto agli altri.
Il recepimento del decreto Balduzzi, credo che era stato
immaginato da alcuni colleghi, in modo particolare ne avevamo
ampiamente parlato con la collega Marika Cirone Di Marco,
prevedendo appunto la possibilità che vi fosse una quota riservata
alle donne, per cui il Governo regionale poteva liberamente, come
suo potere, scegliere chi voleva, chi aveva i requisiti, così come
lei ha brillantemente esposto, però tenendo presente che se faceva
dieci nomine, tre dovevano essere riservate alle donne proprio
perché non può essere che continuiamo in questa Isola a riservare
una posizione di secondo piano all'altra metà di questa Terra.
Pertanto il mio giudizio è negativo, non perché lei non sia stata
brillante nell'esporre il contenuto e l'idea che ha avuto nel
recepimento del decreto Balduzzi, ma è negativo perché ritengo che
il Governo regionale non potesse assolutamente applicare il decreto
Balduzzi in Sicilia, perché la Sicilia ha una autonomia statutaria
che in questo modo questo Governo ha infranto e ha mortificato.
Noi volevamo recepire il decreto Balduzzi; lo volevamo adeguare;
lo volevamo modificare; volevamo dimostrare che questa Terra è
anche originale, nel momento in cui si dà delle leggi che non
necessariamente devono ripercorrere in maniera pedissequa quelle
nazionali.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 56 «Notizie in merito
alla paventata riduzione di posti letto, in relazione alla legge n.
135 del 2012, nell'azienda sanitaria provinciale di Enna», a firma
dell'onorevole Alloro. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
la legge 135 del 2012 (spending review) stabilisce che i posti
letto complessivi debbano essere 3.7 per 1000 abitanti, di cui 3
per 1000 abitanti per acuti e lo 0.7 per 1000 abitanti per
lungodegenza e riabilitazione;
l'Assessorato della salute della Regione, con tre circolari
(80813/84514/86857) aventi tutte per oggetto 'D.L. 158 del 2012
convertito con modificazioni dalla legge 189 del 2012 recante
Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante
un più alto livello di tutela della salute', ha tenuto a precisare
che le Aziende 'non possono procedere alla copertura di eventuali
posti vacanti o carenze di organico, prima del completamento dei
procedimenti di riallocazione del personale eccedente'. Ciò fa
intendere che è ineludibile la riduzione di posti letto per acuti,
con conseguente riduzione degli organici dei presidi ospedalieri
pubblici;
il D.A. 1150 del 2009 assegna alla ASP di Enna 545 posti letto per
acuti, corrispondenti ai 3 posti letto x 1000 Abitanti (abitanti
provincia di Enna + Capizzi:178.000) per cui la riduzione è già
avvenuta, nei fatti, nel 2009;
mancano totalmente 124 posti letto pubblici per lungodegenza e
riabilitazione (178.000x0.7 per mille);
i 352 posti letto per lungodegenza e riabilitazione
(corrispondenti ai posti dell'OASI di Troina), per ammissione dello
stesso decreto, sono del privato 'IRCCS OASI DI TROINA', in forza
della delibera della Giunta regionale siciliana 370 dell'11
novembre 2004, con la quale è stata rideterminata la dotazione dei
posti letto dell'Istituto Oasi Maria SS. di Troina, è stata
sottoscritta apposita convenzione tra la Regione e l'Istituto in
data 8 febbraio 2002, successivamente oggetto di proroghe di cui
l'ultima in data 27 aprile 2006 ed approvata con decreto
dell'Assessore alla Sanità n. 7967 del 26 maggio 2006. Nel contesto
di tale convenzione sono stati riconosciuti 88 posti letto per le
funzioni di diagnosi e cura e 264 posti letto per le funzioni
riabilitative e sono da imputare ai posti letto complessivi in
dotazione alla Regione Sicilia e non all'ASP (vedi Piano di
contenimento e di riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale
2007/2009 a pagina 119);
la legge 5 del 2009 all'art. 5, comma 9, lett. b), riconosce alla
provincia di Enna, con il finanziamento di progetti finalizzati, la
peculiarità dei territori montani, la sproporzione tra popolazione
residente (2 %) ed estensione territoriale (10%);
la provincia di Enna non gode di budget per privato convenzionato
in quanto inesistente (vedi GURS 31 agosto 2012 pagina 28), e in
parte supplito dalla rete pubblica ospedaliera (dalla spesa
regionale per la convenzione con la spedalità privata, si calcola
che questa Provincia ha fatto risparmiare alla Regione Sicilia,
calcolando un finanziamento di 92 pro capite, 16.376.000 nel 2012);
per quanto riguarda la specialistica ambulatoriale, la quota di
spesa pro capite in Sicilia è di euro 63,89, mentre per l'ASP di
Enna è di 37,34 (vedi GURS 8 agosto 2012, pagina 52), essendo le
prestazioni per gran parte garantite dagli ospedali dell'ASP;
riaffermato che l'ASP di Enna si trova già nelle condizioni di
posti letto per acuti di cui alla legge 135 del 12, per cui
qualsiasi riduzione di posti letto e di strutture penalizzerebbe il
diritto alla salute di una popolazione priva di spedalità privata e
con una sanità territoriale del tutto assente (PTA e PTE inaugurati
e mai attivati) e metterebbe a dura prova la coesione sociale di un
territorio già fortemente penalizzato;
per sapere:
con quali progetti e finanziamenti intendano riempire di contenuti
l'art. 5 della legge 5 del 2009 inerente la specificità del
territorio di Enna;
come intendano riequilibrare il mancato introito finanziario
provinciale pro capite, costruito grazie alle strutture pubbliche,
sul privato convenzionato e sulla specialistica ambulatoriale, non
dimenticando che per la Provincia di Enna la sanità è sicuramente
l'industria con più addetti (personale complessivo 2227 unità);
se non ritengano opportuno procedere all'apertura dei 124 posti
letto di lungodegenza e riabilitazione, considerato che già
esistono le funzioni e le strutture adeguate». (56)
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
BORSELLINO assessore per la salute. Signor Presidente, onorevole
interrogante, come è a tutti noto, la legge di riforma del servizio
sanitario regionale, nel sancire i princìpi per l'accesso alle
prestazioni erogate nell'ambito dei livelli essenziali di
assistenza, sottopone il sistema di erogazione delle stesse
prestazioni da parte delle Aziende del servizio sanitario regionale
e delle strutture private convenzionate ai vincoli quantitativi
circa il volume e la tipologia delle prestazioni in relazione alle
risorse disponibili, nonché all'attuazione della programmazione
sanitaria regionale sulla base dei fabbisogni rilevati.
Già nello stesso anno in cui la legge di riforma ha preso piede,
in modo progressivo si è proceduto al riequilibrio dell'offerta
sanitaria nel settore della specialistica ambulatoriale, ambito che
viene richiamato e posto in evidenza dall'interrogante, a fronte di
una variabilità registrata tra le province sia in termini di
densità di erogatori ma anche di numero di prestazioni pro capite.
Con riferimento alla provincia di Enna, guardando alla serie
storica 2009-2012, relativamente all'aggregato della specialistica
ambulatoriale, lo stesso aggregato, per la provincia di Enna, è
stato incrementato progressivamente del 15 per cento circa,
passando da 4 milioni e cinquantaseimila euro del 2009 ai 4 milioni
settecentocinquantasette del 2012.
E' intendimento di questa Regione proseguire lungo questo processo
di riequilibrio, volto a ridurre il gap tra le province, tenendo
conto dell'equilibrio complessivo del sistema sanitario regionale
nel suo complesso e di tutte le norme che, nel frattempo, si sono
introdotte fino al decreto legge n. 95, meglio noto come spendig
review , che prevede una riduzione degli aggregati di spesa nella
misura dello 0,5 per cento, riduzione questa che, chiaramente,
interessa la spesa nel suo complesso.
Anche con riferimento al numero di ore di specialistica
ambulatoriale interna, il dato pro capite della provincia di Enna
al 2012 risulta superiore di altre province.
Si tratta di dati che sono contenuti nell'ambito della relazione,
in riscontro alla interrogazione di cui trattiamo che ha come fonte
i flussi informativi del sistema informativo regionale.
La recente sottoscrizione del contratto con la specialistica
ambulatoriale ha, peraltro, assegnato un incremento del numero di
ore proprio per riequilibrare gli sbilanciamenti degli anni
pregressi.
Le ore sono state assegnate non sullo storico, quindi non è stato
il criterio della storicità ad avere informato questa procedura, ma
sulla base della popolazione residente.
In particolare, per la provincia di Enna, sono state assegnate 900
ore, il che equivale ad un incremento rispetto allo scorso anno di
un 1,6 punti percentuali. Il nuovo contratto con la specialistica
ambulatoriale, peraltro, ha previsto nella Regione siciliana anche
l'introduzione del tempario , che definisce i tempi standard per
l'effettuazione delle prestazioni, il che consentirà anche di
controllare meglio l'efficienza dell'attività specialistica
ambulatoriale e, nel caso proprio della provincia di Enna,
trattandosi di un'unica Azienda Sanitaria Provinciale, consentirà
meglio di attuare anche quel piano di specialistica unica
provinciale che prevede una integrazione tra gli specialisti del
territorio e quelli attualmente operanti nei presidi ospedalieri,
così come vuole anche la riforma introdotta dal legislatore
nazionale.
Il numero di ore di specialistica più elevato ad Enna rientra
proprio nell'alveo delle previsioni contenute nell'articolo 5
della legge regionale 5 del 2009 che, nel definire i contesti
territoriali dei due bacini, orientale e occidentale, prevedeva
proprio per le province di Enna e Messina, interventi volti a
riequilibrare proprio quelle ragioni di squilibrio dettate anche
dalla particolare collocazione orografica di alcuni territori più
disagiati di altri e più frammentati.
Per quanto riguarda l'attivazione dei servizi territoriali,
l'interrogante evidenzia il ritardo nell'attivazione dei presidi
territoriali di assistenza. In particolare, ricordo che
nell'Azienda di Enna era prevista l'attivazione dei presìdi
territoriali di assistenza nei distretti di Enna, Leonforte, Piazza
Armerina e Nicosia, che risultano essere stati attivati. Ma
sappiamo certamente che l'attività di tali presidi necessita di
essere implementata e monitorata. Per questa ragione, fin
dall'inizio del mio mandato, avendo ben chiara la consapevolezza
che il punto cardine della riforma risiede nel potenziamento dei
servizi territoriali, ho dato mandato ai miei Uffici affinché si
attui una mirata azione di controllo di tutti i presìdi terapeutici
assistenziali che risultano attivati nel territorio affinché si
verifichi, attraverso delle visite in loco, quali sono le effettive
funzioni attivate e se è stato rispettato lo standard minimo di
funzioni che era stato previsto nelle linee guida attuative delle
previsioni contenute nella legge di riforma.
E' mia cura, quindi, attivare questa forte azione di monitoraggio,
che ha preso avvio in questi giorni e che è tesa a verificare lo
stato di attuazione dei presìdi territoriali di assistenza, non
soltanto nella provincia di Enna, ma in tutto il territorio
regionale.
Nel caso della provincia di cui trattiamo, posso informarvi anche
della circostanza che sono stati attivati punti di primo intervento
pediatrici nei quattro distretti, la cui attivazione recente
chiaramente necessita anch'essa di una implementazione delle
attività, che andremo a monitorare attraverso i flussi specifici
che sono stati attivati allo scopo di verificare lo stato di
efficienza e di efficacia di questi servizi.
In particolare, l'interrogante pone anche l'evidenza sulla
necessità di dover implementare in provincia i posti letto di
riabilitazione lungodegenza, cosiddetti post acuzie , in
considerazione del fatto che l'istituto di ricovero e cura a
carattere scientifico che insiste nella stessa provincia è un
Istituto a valenza sovraregionale, per cui si poneva la questione
sul fatto che i posti letto di riabilitazione lungo degenza
garantiti dall'Istituto di Ricovero e Cura, meglio noto come Oasi
di Troina , avendo valenza regionale non possono ascriversi al
fabbisogno della sola provincia.
Proprio perché c'è una consapevolezza di questo aspetto e, quindi,
della necessità di dover implementare i posti letto post acuzie in
provincia di Enna, che sono stati incrementati gli ottantotto posti
previsti dalla programmazione regionale che risale al decreto
assessoriale n. 1150 del 2009 e con recente provvedimento del 2012
è stato previsto un incremento di 44 posti di riabilitazione
lungodegenza nella provincia di Enna, che era parte della quota
prevista anche per altre province dove gli stessi non erano stati
attivati, proprio nella consapevolezza che la provincia di Enna
bisognava di una quota superiore.
A questo punto, quel numero previsto di posti letto post acuzie
di 124 indicati dall'interrogante, in effetti, è stato soddisfatto
perché con questo ultimo provvedimento la quota complessiva di
posti letto ascritti alla provincia di Enna è di 128, quindi,
sostanzialmente, il fabbisogno si ritiene, in valore di posti
letto, assolutamente soddisfatto.
Sarà cura, chiaramente, dei miei uffici monitorare questo percorso
affinché si abbia ritorno dell'effettiva efficienza
dell'attivazione di questi posti, anche attraverso un progressivo
spostamento della appropriatezza verso setting assistenziali, anche
alternativi al ricovero, quando i livelli di intensità
assistenziale lo richiedano.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
Indirizzo di saluto all'onorevole Fausto Bertinotti e alla sua
consorte
PRESIDENTE. Porgo il saluto ad un ospite di eccezione che vedo tra
il pubblico, l'onorevole Fausto Bertinotti e la sua signora.
Mi fa piacere salutarlo nella mia qualità di Presidente di questo
Parlamento perché l'onorevole Bertinotti è stato, nella conduzione
dei lavori di Presidente della Camera dei Deputati, un esempio di
assoluta terzietà, di onestà intellettuale e di grande correttezza
politica.
(Applausi)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
Seguito dello svolgimento di interrogazioni della rubrica Salute
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Alloro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'assessore.
ALLORO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, il
motivo per cui ho presentato questa interpellanza riguarda lo stato
della sanità in provincia di Enna. La provincia di Enna ha pagato
un costo carissimo a quella che è stata la riorganizzazione dei
servizi sanitari: sono stati chiusi due ospedali; sono stati chiusi
due punti nascita, i PTA, che erano stati fatti non sono partiti.
La preoccupazione che sorge adesso, e nasce nel territorio,
riguarda una circolare che l'assessore ha inviato con la quale
vengono bloccati i concorsi per la copertura dei posti vacanti, in
attesa del completamento delle procedure di riallocazione del
personale.
Questo ha preoccupato il territorio perché è chiaro che si dovrà
procedere ad un taglio dei posti.
Ora, il ragionamento che noi facciamo è quello che,
sostanzialmente, la provincia di Enna ha già dato, perché il
decreto assessoriale n. 1150 ha previsto 545 posti per acuti e,
quindi, esattamente in linea con quella che è la legge 135.
Mancavano, così come lei ha detto assessore, i posti letto per
riabilitazione e lungo degenza ed io apprezzo che il Governo ha
previsto i 128 posti e, da questo punto di vista, mi ritengo
assolutamente soddisfatto.
Non mi ritengo soddisfatto per la parte relativa al finanziamento
dei progetti finalizzati.
Sostanzialmente, sul territorio non abbiamo notizia di quali siano
questi progetti finalizzati che l'assessorato ha posto in essere;
progetti finalizzati che, come lei bene ha detto, servono per
ricompensare le zone montane e riguardano la provincia di Enna e
parte della provincia di Messina.
Pertanto, le chiediamo un'attenzione particolare sul territorio
della provincia di Enna, un territorio che ha pagato sino ad ora
più degli altri territori proprio per i motivi da lei esposti e
cioè per il fatto che i posti di riabilitazione e lungodegenza, a
suo tempo dall'assessore Russo erano stati computati sull'Oasi di
Troina, i cui posti sono, invece, da ascrivere a quello che è il
piano regionale. Per concludere, le rinnovo la mia richiesta di
un'attenzione particolare alla provincia di Enna e mi ritengo
parzialmente soddisfatto.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, chiedo di potere apporre la mia firma
sull'interrogazione n. 138.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio della discussione della mozione n. 3 Applicazione
dell'art. 6, comma 1, lettera h', della legge regionale n. 5 del
2009, relativo al potenziamento al distacco del P.O. di Augusta da
quello di Lentini (SR)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 3 «Applicazione dell'art. 6, comma 1,
lettera h', della legge regionale n. 5 del 2009, relativo al
potenziamento e al distacco del P.O. di Augusta da quello di
Lentini (SR)».
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
RILEVATO che in relazione al piano sanitario 1377 del 2010, che
prevede una nuova rimodulazione e riassetto del piano sanitario dei
presidi ospedalieri delle varie province siciliane, l'ospedale di
Augusta (SR) è stato incorporato al presidio ospedaliero di
Lentini;
CONSIDERATO che all'interno del territorio di Augusta vi è: la
presenza dell'arsenale militare in fase di ampliamento e
conseguente transito di navi; la casa circondariale di Brucoli e
del terzo porto commerciale europeo, con annesso traffico
permanente di operatori marittimi delle navi in sosta, compresa la
nuova tratta Augusta-Salerno della Tirrenia; la presenza di un
deposito costiero di carburanti ubicato all'interno del centro
abitato;
VISTO che:
all'interno del territorio ove è ubicato il P.O. di Augusta, sono
presenti 17 impianti a rischio incidente rilevante ed uno in
costruzione, creando così il più grande agglomerato di aziende
petrolchimiche d'Europa;
il bacino d'utenza che comprende la popolazione dei comuni di
Augusta, Melilli, Villasmundo, Priolo Gargallo, Sortino, oltreché i
dipendenti difesa e portuali;
vi sarebbe un aumento considerevole di sterilità maschile e
femminile oltre ad una mortalità derivata da tumore superiore del
10% alla media del territorio siciliano, con picchi di oltre il 20%
riferito al solo tumore ai polmoni,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per la salute
ad attivarsi per:
scorporare immediatamente il presidio ospedaliero di Augusta da
quello di Lentini;
ripristinare il numero dei posti letto spettanti per acuti (almeno
120 posti letto);
ripristinare immediatamente il punto nascita e l'unità operativa
complessa di pediatria;
la creazione di un punto di eccellenza oncologico da allocare nel
padiglione antisismico (padiglione ancora in fase di
completamento), cosi come previsto e attuato nei presidio
ospedaliero di Gela e Milazzo».
L'assessore aveva chiesto di parlare perché manifestava
un'esigenza di un eventuale rinvio della trattazione. Ha facoltà di
parlare.
BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente, la
richiesta di rinvio della trattazione nasce dalla circostanza che
questa è una problematica che merita una particolare attenzione,
per cui dovendosi inquadrare all'interno di un contesto organico di
programmazione che attiene alla rete ospedaliera territoriale
dell'intera Regione, é quello l'ambito più opportuno di trattazione
della problematica, per la quale chiedo un rinvio della trattazione
in modo tale da poter esperire tutti i passaggi istruttori che poi
porteranno ad assumere delle determinazioni su questo profilo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zito, primo
firmatario della mozione.
ZITO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, cittadini,
la situazione di Augusta è abbastanza grave poiché l'ospedale
presidio di Augusta si trova in una zona industriale ad alto
rischio di incidente rilevante, quindi, emotivamente è una
situazione particolare.
Proprio oggi, in VI commissione, in sede di discussione del
D.P.E.F., Documento di programmazione economica e finanziaria,
abbiamo fatto inserire, tramite emendamenti, alcuni punti, secondo
me, fondamentali nella scelta della distribuzione territoriale dei
presidi, dei P.T.A. e quant'altro, per cercare di fare
riferimento sempre a quelle che sono le condizioni geografiche e,
soprattutto, le criticità del territorio.
C'è stato anche un emendamento dell'onorevole Cascio, che abbiamo
sottoscritto, che intendeva dare peso ancor di più a quanto
stabilito dal comma 3, dell'articolo 6 della legge regionale n. 5
del 2009.
Capisco, ovviamente, che siamo andati in tempi stretti e
l'assessore sicuramente avrà bisogno di altro tempo, noi chiediamo
di non avere tempi biblici per la discussione di questa mozione
perché l'argomento è veramente molto delicato, tocca un ospedale -
ripeto - e un'area, quella di Priolo-Melilli ed Augusta, che è
sempre definita il triangolo della morte e chiediamo di trattare
la mozione quanto prima.
Noi abbiamo anche presentato, per avere un impegno concreto del
Governo, un ordine del giorno per quanto riguarda due aspetti: la
sospensione degli effetti del D.P.A. n.1377 del 24 maggio 2010, in
riferimento all'ospedale di Augusta, onde evitare che vi siano, in
questo momento, altri trasferimenti di ambulatori, reparti, unità
semplice o complessa verso altri presidi ospedalieri.
Allo stesso tempo chiediamo al Governo di impegnarsi, tramite i
Commissari, di far trasferire al più presto l'acceleratore di
brillantezza che si trova nell'ospedale di Lentini, perché nel
presidio ospedaliero di Augusta è presente un duodenoscopio
regalato dalla Esso all'ospedale di Augusta, ma non può
funzionare perché l'acceleratore di brillantezza è a 20 Km di
distanza all'ospedale di Lentini.
Quindi, chiediamo l'impegno del Governo quanto meno ad accelerare
questo spostamento e a darci una dato quanto più prossima. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zito. Per chiarezza, anche per un
fatto regolamentare e procedurale, indipendentemente dall'ordine
del giorno, perché sia l'ordine del giorno che la mozione sono atti
di indirizzo politico che si equivalgono.
L'assessore ha dichiarato la disponibilità già prima, chiedendo
giustamente un rinvio per un approfondimento. Non credo ci sia
bisogno assolutamente di un ordine del giorno in tal senso, perché
il Governo non era pronto per la trattazione, quindi bisogna anche
rendere l'Aula pronta alla trattazione, non possiamo assolutamente
improvvisare.
Credo che da parte sua ci sia la richiesta di un impegno formale
da parte del Governo a trattare nel più breve tempo possibile.
ZITO. E' una sollecitazione.
PRESIDENTE. L'onorevole Vinciullo ha chiesto di parlare, vi è una
mozione all'ordine del giorno e c'è una richiesta di rinviarla ad
altra data, se introduciamo la questione dell'ordine del giorno,
riapriamo il dibattito su questo argomento e non è possibile,
questo è il dato fondamentale.
Pertanto, se l'assessore è d'accordo a rinviare la trattazione,
così come mi sembra di aver capito.
ZITO. Non tratta l'argomento della mozione.
PRESIDENTE. Non si possono introdurre così all'improvviso nuovi
argomenti Mi scusi c'è Allora ringraziamo l'assessore Borsellino,
anche perché ha inaugurato la stagione delle interrogazioni con
assoluta puntualità e correttezza nei rapporti con quest'Aula. Ha
avuto il plauso da diversi interroganti e di questo gliene va dato
atto.
Si passa alla discussione della mozione n. 6 Interventi
finalizzati al ritiro del progetto relativo alla costruzione del
Ponte sullo Stretto . Primo firmatario l'onorevole Ferrandelli..
Assessore, ha facoltà di rispondere.
BORSELLINO, assessore per la salute. Si, sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non è oggetto dell'ordine del
giorno, può intervenire alla fine della discussione ai sensi
dell'articolo 83 del Regolamento.
Ringraziamo l'assessore Borsellino, anche perché ha inaugurato la
stagione delle interrogazioni con assoluta puntualità e correttezza
nei rapporti con quest'Aula. Ha avuto il plauso da diversi
interroganti e di questo gliene va dato atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
Discussione della mozione n. 6 Interventi finalizzati al ritiro
del progetto relativo alla costruzione del Ponte sullo Stretto
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 6 Interventi finalizzati al ritiro
del progetto relativo alla costruzione del Ponte sullo Stretto .
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il dibattito che si è sviluppato attorno alla realizzazione del
Ponte sullo Stretto di Messina poteva costituire un'occasione per
ridisegnare, con l'aiuto di esperti, di studiosi, di membri della
società civile, modelli di sviluppo compatibili con le esigenze
territoriali e più rispondenti alle sfide del momento e alle reali
necessità del territorio;
viceversa, l'analisi di un gruppo di ricerca costituitosi in
Italia nel 1998, coordinato da Alberto Ziparo, ha evidenziato la
carenza metodologica della VIA fornita dalla SSM (Società Stretto
di Messina s.p.a) riguardo alla mancata definizione dei parametri
di reversibilità/irreversibilità dell'impalcato;
l'equipe di ricerca ha evidenziato i rischi derivanti dalla forte
sismicità dell'area, rilevando la numerosa sequenza di scosse che
continua a manifestarsi nelle zone epicentrali e nei suoi dintorni
immediati, per mesi, per anni, come ben sintetizzano i grafici
dell'Istituto di Geofisica;
gli standard decisi dalla CEA per le macrostrutture prevedono il
NO WAY se vi è un rischio atteso superiore a 5,5 Richter;
CONSIDERATO che:
la cantierizzazione di rilevanti tratti di costa e le opere
previste comporterebbero l'alterazione di habitat marini unici nel
Mediterraneo e ben noti agli studiosi di biologia marina;
le acque dello Stretto sono attraversate da varie specie di
cetacei, da tonni e dal pesce spada, che qui ha il suo centro di
riproduzione, in quanto le correnti generate dall'incontro del Mare
Jonio e del Tirreno determinano una situazione unica e
delicatissima;
il tratto di costa tra le località di Punta Pezzo e Cannitello,
interessato dal progetto di cantierizzazione e costruzione della
torre del ponte, è definito un autentico 'paradiso di biologia
marina' per la presenza di una fauna unica che giunge qui dalle
profondità dello Jonio e dal largo Basso Tirreno;
RILEVATO che:
agli effetti sull'ecosistema si aggiungono gli aspetti riguardanti
la politica dei trasporti e l'analisi circa i costi e i benefici
dell'opera, basti pensare alla carente rete di trasporti che
richiederebbe un programma dettagliato di manutenzione ordinaria e
straordinaria e di forte potenziamento;
le iniziali stime hanno, per anni, propagandato occupazione per 40
mila addetti che sarebbero stati impiegati nella realizzazione
dell'opera; tale numero, tuttavia, si è notevolmente ridotto a 5
mila, di cui solo 2 mila reclutati tra la manodopera locale,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere tutte le iniziative volte alla revoca in via
definitiva del progetto per la realizzazione del ponte sullo
Stretto di Messina ed alla contestuale destinazione delle somme ad
infrastrutture che valorizzino il territorio siciliano e che siano
volano per lo sviluppo e la sostenibilità del nostro territorio.»
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferrandelli, primo firmatario
della mozione.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto
di illustrare innanzitutto la mozione, di leggerla e
successivamente passare alla trattazione.
L'Assemblea regionale siciliana, premesso che:
il dibattito che si è sviluppato attorno alla realizzazione del
Ponte sullo Stretto di Messina poteva costituire un'occasione per
ridisegnare, con l'aiuto di esperti, di studiosi, di membri della
società civile, modelli di sviluppo compatibili con le esigenze
territoriali e più rispondenti alle sfide del momento e alle reali
necessità del territorio;
viceversa, l'analisi di un gruppo di ricerca costituitosi in
Italia nel 1998, coordinato da Alberto Ziparo, ha evidenziato la
carenza metodologica della VIA fornita dalla SSM (Società Stretto
di Messina s.p.a) riguardo alla mancata definizione dei parametri
di reversibilità/irreversibilità dell'impalcato;
premesso che l'equipe di ricerca ha evidenziato i rischi derivanti
dalla forte sismicità dell'area, rilevando la numerosa sequenza di
scosse che continua a manifestarsi nelle zone epicentrali e nei
suoi dintorni immediati, per mesi, per anni, come ben sintetizzano
i grafici dell'Istituto di Geofisica;
che gli standard decisi dalla CEA per le macrostrutture prevedono
il NO WAY se vi è un rischio atteso superiore a 5,5 Richter;
considerato che la cantierizzazione di rilevanti tratti di costa e
le opere previste comporterebbero l'alterazione di habitat marini
unici nel Mediterraneo e ben noti agli studiosi di biologia marina;
considerato che le acque dello Stretto sono attraversate da varie
specie di cetacei, da tonni e dal pesce spada, che qui ha il suo
centro di riproduzione, in quanto le correnti generate
dall'incontro del Mare Jonio e del Tirreno determinano una
situazione unica e delicatissima;
considerato che il tratto di costa tra le località di Punta Pezzo
e Cannitello, interessato dal progetto di cantierizzazione e
costruzione della torre del ponte, è definito un autentico
'paradiso di biologia marina' per la presenza di una fauna unica
che giunge qui dalle profondità dello Jonio e dal largo Basso
Tirreno;
rilevato che agli effetti sull'ecosistema si aggiungono gli
aspetti riguardanti la politica dei trasporti e l'analisi circa i
costi e i benefici dell'opera, basti pensare alla carente rete di
trasporti che richiederebbe un programma dettagliato di
manutenzione ordinaria e straordinaria e di forte potenziamento;
rilevato che le iniziali stime hanno, per anni, propagandato
occupazione per 40 mila addetti che sarebbero stati impiegati nella
realizzazione dell'opera; tale numero, tuttavia, si è notevolmente
ridotto a 5 mila, di cui solo 2 mila reclutati tra la manodopera
locale, impegna il Governo della Regione a porre in essere tutte le
iniziative volte alla revoca in via definitiva del progetto per la
realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina ed alla
contestuale destinazione delle somme ad infrastrutture che
valorizzino il territorio siciliano e che siano volano per lo
sviluppo e la sostenibilità del nostro territorio.
Credo che qui, signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo non
soltanto a trattare la mozione sul Ponte sullo Stretto, su un'opera
pubblica, secondo me siamo qui ad interrogarci su quale modello di
sviluppo la Sicilia deve seguire, perché la vicenda del Ponte sulla
Stretto è la vicenda che riguarda la centralità che la Sicilia
vuole avere all'interno del Mediterraneo ed anche la centralità che
la Sicilia vuole avere all'interno del panorama internazionale.
Personalmente, ho una forte sensibilità ambientalista, non tutti,
chiaramente, credo che possano avere tale sensibilità, per cui non
sono spinti soltanto da questa motivazione a ritenere che questa
opera non possa essere utile per l'ecosistema.
Bene, alla sensibilità ambientalista sicuramente si aggiungono
però delle condizioni di carattere generale sulle quali è bene che
questo Parlamento e che anche il Governo regionale rifletta.
E' vero che ormai esiste un'analisi dei costi e dei benefici che
prevede che si rientrerebbe del cinquanta per cento
dell'investimento dell'opera, tramite il progetto di finanzia,
almeno del cinquanta per cento nei prossimi cento anni.
Questo la dice lunga sul fatto che noi non siamo in grado,
nonostante le propagande che continuiamo a sentire sui giornali,
sui telegiornali, ad ogni campagna elettorale, di trovare
investitori che possano credere sull'opera.
Ed è il motivo per il quale neanche il Governo italiano, da solo,
è nelle condizioni di poter trovare le somme per la
cantierizzazione dell'opera e tralascio qui le motivazioni, che
credo anche più forti e rilevanti, che sono quelle circa il piano
esecutivo.
Noi abbiamo tenuto per più di trenta anni una Società, che è la
Messina ponte sullo Stretto S.p.A., che è servita soltanto a dare
posti di lavoro come sotto governo a sotto bosco della politica,
che ha mandato nel corso di trenta, trentacinque anni in pensione
persino persone perché trenta, trentacinque anni sono tanti, per
darci soltanto un progetto di massima e non avere un progetto
esecutivo dell'opera.
Questo è l'affare che è stato fatto sulle spalle degli italiani e,
nonostante questo, vediamo che non esiste un progetto esecutivo e
che si rientrerebbe del 50 per cento dell'investimento nei
prossimi 100 anni, tenendo conto che, dal momento in cui è stato
commissionato il progetto esecutivo, si prevedeva un traffico di
macchine nello Stretto che, chiaramente, non è più il traffico
attuale.
Quindi, queste cifre, sono vere se noi consideriamo vero il fatto
che interamente il traffico automobilistico che oggi utilizza i
traghetti venga assorbito dal casello. Casello che avrebbe cifre
proibitive: circa 150,00 euro di pedaggio per il casello, per cui è
verosimile pensare che, in caso di attraversamento stabile del
ponte, molti automobilisti continueranno ad utilizzare il comodo
traghetto per cui si paga poche decine di euro con un
attraversamento di circa 20 minuti.
E non è vero neanche la condizione del risparmio temporale, perché
il risparmio temporale è inesistente, perché dobbiamo considerare
non l'attraversamento dei 3 chilometri, dobbiamo considerare il
sistema complesso di 37 chilometri di rampe che si dovrebbero
realizzare fra la sponda messinese e la sponda di Reggio Calabria
che creano, almeno, andando a 100 chilometri orari, almeno 37
minuti di attraversamento per salire ai 70 metri di campate nei
quali si troverebbe questo ponte.
Ponte a 70 metri di campate e, credo, che 70 metri di altezza ci
dicono, chiaramente, secondo l'Istituto di geofisica e di altri
esperti, che per almeno 180 giorni l'anno il ponte dovrebbe essere
chiuso a causa dei forti venti e delle forti correnti che
attraversano lo stretto. La terra di Scilla e Cariddi, la terra
delle correnti.
Quindi, si è parlato in Italia di un'opera che costerebbe
l'occhio della testa, di cui si rientrerebbe nell'investimento del
50 per cento in 100 anni e, comunque, sarebbe chiuso 180 giorni
l'anno, significa che, per i restanti 200 giorni, si
utilizzerebbero i traghetti dello stretto, e potremmo continuare a
lungo circa i motivi di insostenibilità: 70 metri non è neanche più
l'altezza delle grandi navi cargo portacontainer che attraversano
il Mediterraneo.
Ormai l'Europa, il mondo, ha scoperto il trasporto delle merci
tramite i carghi portacontainer e ci sono carghi portacontainer
che portano le merci dall'Asia e arrivano, ad esempio, al porto di
Gioia Tauro, ma arrivano all'interno della sponda italiana che sono
di altezza superiore agli 80 metri del ponte e cosa farebbero?
Dovrebbero circumnavigare l'isola, la Sicilia, e ritornare poi a
Gioia Tauro ed andare a Genova, o possibilmente, in maniera più
verosimile, preferirebbero altre tratte per uscire e per
commercializzare le proprie merci.
E, poi, quale modello di sviluppo, di trasporto, la Sicilia deve
inseguire? Un modello che ancora riguarda la dorsale
automobilistica - il traffico sullo stretto si è ridotto del 30 per
cento - quindi quelle stime non sono neanche più reali.
Ormai i turisti arrivano con gli aerei, arrivano all'aeroporto di
Catania, arrivano all'aeroporto di Birgi, all'aeroporto di Punta
Raisi, speriamo presto anche all'aeroporto di Comiso, ed allora
quale turista utilizza la Salerno-Reggio Calabria per poi
attraversare la Messina-Palermo per recarsi in Isola, è chiaro che
non risponde neanche più alle esigenze della mobilità turistica,
non risponde neanche più a quell'asse che si doveva creare con
Berlino che, ormai, è stato bypassato da altre circolari.
Ed, in più, passiamo anche al nostro commercio. Ormai le nostre
merci viaggiano attraverso le autostrade del mare, i nostri tir per
motivazioni economiche - i tir dovrebbero stare fermi per alcune
ore la notte - viaggiano ormai tramite le navi e, quindi, le nostre
merci arrivano con le navi o con le vie aeree ed io credo che la
Sicilia dovrebbe pensare a come essere competitiva rispetto al
mondo ed al paesaggio internazionale, per esempio, pensando ad un
rilancio diverso dell'aeroporto di Comiso per gli agricoltori
dell'agro-frutta, ad esempio, del vicino ragusano e siracusano.
Chi dobbiamo sconfiggere noi sulle piazze commerciali? Dobbiamo
sconfiggere gli israeliani che piazzano prima dei nostri produttori
agricoli le proprie primizie, perché li fanno girare con gli aerei
e arrivano prima sulle piazze nazionali ed europee, allora noi
dovremmo pensare ad un potenziamento diverso dei nostri traffici
commerciali.
A chi interessa riuscire a risparmiare pochi minuti - e, poi,
abbiamo detto che non è neanche così - di traffico sullo stretto
quando ormai le distanze si sono dilatate.
Riteniamo utile porre fine a questo eterno dibattito, un dibattito
che non ha mai portato nulla di buono se non mortificazione dei
territori e vane promesse e cominciare a passare allo scioglimento
di questa società che è stata una società mangiasoldi ed
utilizzare le somme di cui anche la Sicilia ha messo a disposizione
della società - la Sicilia ha messo circa cento milioni di euro
nella S.p.A. in una S.p.A improduttiva - ed utilizzare queste somme
per realizzare le vere infrastrutture dell'Isola; infrastrutture
che diventano nevralgiche e, soprattutto, che devono guardare al
rilancio della nostra portualità.
Noi abbiamo avuto, negli anni, finanziamenti anche comunitari per
rivedere il porto di Catania Riposto, il porto di Augusta, il porto
di Gioia Tauro, il porto di Milazzo, di Termini Imerese e dovremmo
rilanciare le tratte di una portualità diffusa, che non inquina,
non appesantisce di traffico le nostre arterie autostradali di tir
e che è più rispondente alle sfide del momento.
Queste sono alcune delle motivazioni, oltre a quelle legate alla
irrealizzabilità dell'opera, noi siamo lì realizzeremmo un ponte su
una faglia.
Oggi proprio oggi, Assessore, si è rilevato nella zona - conosco
la sua sensibilità sul tema anche perché lei viene da quel
territorio bellissimo che è il territorio messinese; pensare alla
mortificazione dei laghetti di Ganzirri, di Capo Peloro, di quella
zona bellissima che vedrebbe dei piloni al posto di questo
paesaggio naturalistico - un'altra scossa sismica di attenzione
nella zona con forte dissesto idrogeologico e questo dovrebbe
dirla lunga circa il rischio che la stessa opera comporterebbe.
Pertanto, invito l'Assemblea a ragionare sul fatto non soltanto
dell'utilità dell'opera, non soltanto la sensibilità ambientale, ci
sono flussi migratori degli uccelli che attraversano nei periodi
migratori l'Africa per arrivare in Italia che si andrebbero a
schiantare contro la barriera della campata del ponte e, in tutto
questo, nella valutazione di impatto ambientale non è previsto
nulla, anzi in maniera beffarda viene scritto che si potrà fare un
osservatorio per gli uccelli e quelli che si riusciranno a
recuperare nelle acque verranno accudite in una stazione
marittima.
Credo che noi dovremmo avere rispetto del nostro ecosistema,
rispetto ai nostri territori, abbiamo la grande responsabilità di
interpretare le istanze dei territori e di consegnare veramente un
territorio migliore alle future generazioni.
Credo che sia questo il compito della politica: raccogliere le
istanze del territorio, dei movimenti, delle istituzioni e farne
testamento per le future generazioni.
Quindi, invito l'Assemblea ad avere un atteggiamento, anche
questa volta, come abbiamo dimostrato nel caso del MUOS, di grande
dignità, di grande responsabilità e di non considerarla aria
fritta, come è stata sentita ieri, non è una discussione di aria
fritta e, comunque, è bene che la politica siciliana dica
chiaramente al Paese come la pensa sulla realizzazione di opere che
investono il proprio territorio e non altri territori.
Inoltre, dobbiamo rivendicare la centralità del nostro ruolo e
dobbiamo dire chiaramente come la pensiamo senza accettare,
continuamente e supinamente, modelli che vengono imposti in altri
luoghi sui nostri territori.
C'è un grandissimo movimento che si è costituito negli anni:
Movimento No al Ponte , che racchiude sigle, sindacati, categorie,
associazione editoriali, mondi produttivi che rivendicano il
rispetto del territorio.
E' chiaro che la Regione Sicilia dica chiaramente come la pensa,
poi sarà compito dei giuristi vedere se abbiamo o meno competenze
in materia, intanto dobbiamo dire come la pensiamo su determinati
argomenti senza nasconderci dietro il gioco delle competenze.
I siciliani devono sapere che cosa pensano i loro parlamentari su
questioni così strategiche e così importanti e siccome io sogno,
così come la sognano tanti in quest'Aula, una Sicilia che non sia
terra di conquista, ma una Sicilia che sia terra di opportunità e
di speranze e queste opportunità passano dall'utilizzo di quelle
somme per le realizzazioni di vere infrastrutture, di veri assi
viari, di veri assi ferroviari interni.
Noi parliamo di collegare due regioni quando abbiamo la Salerno -
Reggio Calabria che è un colabrodo ed il sistema viario interno
della Sicilia che è a dir poco fatiscente; parliamo di un
attraversamento stabile che dovrebbe prevedere persino il binario
ferroviario e abbiamo in Sicilia i binari unici, senza il doppio
binario, e abbiamo 700 chilometri di rete ferroviaria ancora da
elettrificare, cioè significa che per 700 chilometri di tratta noi
continuiamo ad andare a gasolio.
Ritengo che questa Assemblea debba continuare a dimostrare la
serietà che la contraddistingue e ad aprire una vera vertenza anche
col Governo nazionale per dire che questa società va estinta e che
vanno utilizzate immediatamente queste somme per realizzare le
opere utili alla crescita e allo sviluppo della Sicilia e, questo
non è uno slogan, si parla di penali che verrebbero attuate; le
penali vanno applicate a coloro che in 35 anni non sono stati
nelle condizioni di consegnarci un progetto esecutivo e che hanno
rubato i soldi degli italiani e dei siciliani in questi anni e
qualora ci fossero anche penali, meglio perdere che straperdere,
ma cominciare a essere finalmente reversibili in questo processo e
a fare azioni che abbiano senso, che abbiano senso per noi e per
la collettività, grazie.
POGLIESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POGLIESE. Signor Presidente, Assessore, colleghi, io ho ascoltato
con grande attenzione l'intervento dell'onorevole Ferrandelli in
merito ad una mozione che tratta un argomento assolutamente
strategico per la nostra Regione e per la nostra Nazione nel suo
complesso, sulla cui opportunità di inserimento all'interno di
questo ordine del giorno nutro anch'io, come ha detto ieri
l'onorevole Cordaro, qualche perplessità, seppure è stata una
valutazione politica esternata durante la conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari e, quindi, era assolutamente opportuno
l'inserimento successivo.
Personalmente, non mi sottraggo a questo dibattito innescato
dalla presentazione di questa mozione e, stavolta, contrariamente a
quello che è accaduto durante la presentazione, sempre da parte
dell'onorevole Ferrandelli, della mozione sul Muos di Niscemi, mi
trovo in difformità assoluta rispetto a quanto è stato esternato,
con una coerenza ideologica che lo contraddistingue, di cui bisogna
dargliene atto, ma, per svariate motivazioni, cercherò di
rassegnare la contrarietà a questa mozione perché, il Ponte sullo
Stretto rappresenta un'opera di fondamentale importanza per la
nostra Regione, per svariati ordini di motivi.
Innanzitutto, per l'enorme miglioramento che determinerebbe sul
sistema dei trasporti nel suo complesso, siciliano e meridionale,
sia in riferimento a quello su rotaia, sia in riferimento al
trasporto su gomma.
E' l'anello mancante del corridoio Elsinki-Palermo, giudicato
prioritario non dall'onorevole Pogliese, o l'onorevole Musumeci o
da altri colleghi qui presenti, ma giudicato prioritario
dall'Unione Europea, permetterebbe di accorciare le distanze che
separano la nostra Regione dall'Italia, e le risorse necessarie per
la sua costruzione sono principalmente private se è vero come è
vero che il 60 per cento delle risorse provengono da investitori
privati attraverso il sistema del Project financing, il 40 per
cento da risorse pubbliche, con una fetta considerevole di
finanziamenti europei che altrimenti andrebbero assolutamente
perduti.
Si determinerebbe anche un grande impatto occupazionale,
personalmente ho dati diversi rispetto a quelli esternati dal
collega Ferrandelli, che individuano in 13 mila le unità che
verrebbero occupate annualmente nei sei anni di lavoro necessari
per la costruzione del ponte.
Dal punto di vista turistico, ci sarebbero benefici oggettivi
nella riduzione dei tempi di trasporto per raggiungere la nostra
Isola e, al tempo stesso, si determinerebbe un effetto domino nel
miglioramento della rete infrastrutturale nel suo complesso con un
rilancio considerevole dell'uso delle ferrovie.
Contribuirebbe, altresì, al rilancio della nostra economia perché
si ridurrebbero di due ore i tempi necessari, per quanto riguarda
il trasporto su ferrovia delle merci, di un'ora nel caso del
trasporto di merci su gomma, con un risparmio considerevole di
costi, di tempo e anche con benefici oggettivi in riferimento
all'inquinamento atmosferico.
Risparmi ancora più considerevoli se andiamo ad immaginare, in
termini di inquinamento atmosferico, quello che si registrerebbe
dalla riduzione quasi totale dell'attraversamento dei traghetti
all'interno di quel tratto del nostro mare. Ma sarebbe, altresì, il
ponte sullo Stretto, una splendida opera infrastrutturale, un
monumento tecnologico che di per sè determinerebbe certamente una
grande attrattiva turistica e darebbe prestigio alla nostra
regione, alla nostra nazione.
Per non parlare poi delle penali, delle enormi penali che noi
saremmo costretti a pagare se si dovesse interrompere l'iter già
tracciato: 500 milioni di euro che dovremmo pagare al consorzio
Eurolink che si è aggiudicato l'appalto di 3,9 miliardi di euro
qualche anno fa; per non parlare poi dei costi aggiuntivi per le
spese già effettuate di progettazione; per non parlare poi dei
costi di smobilitazione del cantiere le prestazioni già eseguite.
Il Presidente dell'ANAS, Ciucci, qualche mese fa, durante
un'audizione al Senato, ha quantificato queste spese aggiuntive in
350 milioni, ovvero, siamo in presenza, se si dovesse interrompere
questo iter, della perdita di circa un miliardo di euro per
un'opera mai realizzata.
Credo che sia davvero paradossale immaginare un dietrofront
radicale su questo tema dopo quarant'anni, da quando nel 1971 è
stata costituita la Società Stretto di Messina S.p.A., e con tutto
rispetto per il collega Ferrandelli e dell'alterazione dell'habitat
marino, con tutto il rispetto dei tonni, del pesce spada, dei
cetacei, io credo che noi, oggi, ci giochiamo una fetta di
credibilità internazionale, ma ci giochiamo soprattutto una partita
fondamentale per lo sviluppo della nostra Terra e non possiamo
permetterci di perderla.
DIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIGIACOMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la regolarità
con cui le mozioni sul ponte sullo Stretto arrivano in Aula è
paragonabile alle febbri malariche. Lei sa che ci sono le febbri
terzane, quartane. Regolarmente, alla vigilia di ogni campagna
elettorale arriva una discussione sul ponte sullo Stretto che
prende il profilo della base della pizza. La base della pizza, un
po' come la soia per il cous cous per altre popolazioni, è la base
su cui si costruiscono ragionamenti di ordine e di carattere
diversi.
Questa cantafavola ha attraversato e riattraversato la vita
politica siciliana, traendone spunto per campagne elettorali,
sottoscrizione di programmi, eccetera e francamente prende il
profilo di una battaglia ideologica di assoluta retroguardia
perché, nel frattempo, sono accaduti in Sicilia, in Italia e in
Europa fatti irreversibili che giustificano questa riesumazione, a
mio parere, di un cadavere infrastrutturale solo alla luce di
ragionamenti come bene ha fatto il collega Ferrandelli ad
incardinare che non possono essere di retroguardia ideologica ma
che ci devono fare rileggere su di un fatto ben preciso: l'Europa
unita si è fatta e la Sicilia vi partecipa grazie ad Internet e
grazie ai voli low cost, non grazie ad un sistema infrastrutturale
che, anziché avanzare, regredisce, regredisce paurosamente
Io la inviterei, signor Assessore, a prendere spunto da questo
ragionamento, brillantemente incardinato nella mozione
dell'onorevole Ferrandelli, per fare una riflessione sul rilancio
infrastrutturale in Sicilia, dove non è accaduto nulla, dove non
sta accadendo nulla, dove noi confidiamo nell'azione del Governo
per sbloccare tutta una serie di opere, che, quelle sì, sono
fondamentali a un difficile progetto di rilancio dell'economia
siciliana.
Fino a quando partono solo dalla zona di mia provenienza, la
provincia di Ragusa, ma credo che testimonianze analoghe possano
essere portate anche da altri colleghi rappresentati in quest'Aula,
solo dalla nostra provincia, quotidianamente, partono ottocento
bilici al giorno con prodotti d'eccellenza ad alto valore aggiunto.
Si tratta di centinaia di milioni di euro di merce che ogni giorno
parte soltanto da quella zona.
Signor Assessore, secondo lei, è possibile un rilancio della
Sicilia, della nostra terra, con una situazione infrastrutturale
come quella che noi rappresentiamo? E' idealmente e ideologicamente
corretto che noi possiamo immaginare un recupero e un rilancio
della performance economica e commerciale della nostra terra in una
situazione data? E' possibile, che l'attenzione della nostra
politica, debba concentrarsi su un progetto irrealizzabile, come
quello del ponte sullo Stretto, vera cantafavola della
infrastrutturalità siciliana, e noi non riusciamo a dare un colpo
significativo, non riusciamo a rilanciare un progetto di
infrastrutturazione realistico?
Ecco, questo è il punto, a mio parere, lo spunto che questa
mozione presentata, che avrà il mio appoggio,il mio voto, il mio
sostegno, deve realisticamente indurci ad approfondire.
Veda, fin quando lo Stato italiano riuscirà a imporre alla Regione
Sicilia il fermo sostanziale dell'aeroporto di Comiso, perché
difformemente a tutti gli altri aeroporti italiani Comiso si deve
pagare i controllori di volo, e noi non riusciamo a levare alto il
grido di protesta, per questa sperequazione di trattamento,
rispetto a quello che è destinato ad essere uno dei laboratori più
interessanti nel sistema dell'aviazione civile e commerciale degli
ultimi vent'anni, fino a quel momento, i ragionamenti sul ponte
sullo Stretto saranno ragionamenti volutamente dilatori rispetto a
una situazione complessiva che è una situazione drammatica.
Noi ci aspettiamo un colpo importante da questo Governo,
Assessore: ora o mai più Ora o mai più anche perché se perdiamo
quest'ultimo treno noi non avremo alcuna possibilità reale di
riscatto e succederà quello che è successo a me che percorro questa
strada che da Ragusa porta a Palermo da circa 35 anni. In questi
ultimi 35 anni la situazione non solo non è migliorata, ma si è
ulteriormente degradata.. Questo è il punto di ragionamento a mio
parere e questo è il punto di domanda.,
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi,
io non intendo entrare nel merito della mozione, ma vorrei
limitarmi soltanto ad una considerazione di carattere contestuale.
Se noi stasera pensiamo di affrontare un tema così complesso,
così articolato, così importante con un'Aula così semivuota, così
distratta, davvero - come dice il collega Digiacomo - noi ci
limitiamo soltanto a rinnovare un rito che non fa onore al
prestigio della Istituzione e non rende merito alla complessità,
alla importanza e alla rilevanza del tema.
Senza conoscere quali sono gli orientamenti del Governo, io
avrei suggerito, già all'apertura di questo dibattito, prima ancora
che il collega Ferrandelli illustrasse la mozione, l'opportunità di
un rinvio, non per eludere il tema - è noto ed arcinoto che io sono
congiuntamente favorevole al Ponte sullo Stretto, l'ho difeso in
sede di Parlamento Europeo, l'ho difeso in tutte le Istituzioni
pubbliche e private - ma ritengo che questo tema impegna
innanzitutto il Parlamento e poi il Governo regionale e meriterebbe
un contesto diverso da quello quasi sbrigativo, superficiale,
approssimativo, rituale, abituale, che stasera si presenta al
giudizio sereno di ciascuno di noi.
Qui nessuno è scienziato e ognuno di noi matura una convinzione
sulla scorta di elementi acquisiti, di dati forniti da relazioni
tecniche, da istituti altamente specializzati. C'è chi difende la
insularità dell'Isola che verrebbe violata dalla realizzazione del
Ponte chi, invece, vede il Ponte come uno strumento di
accelerazione dello sviluppo socio-economico dell'Isola stessa.
Signor Presidente, per l'Unione Europea il ponte sullo Stretto è
il completamento della rete transnazionale viaria e ferroviaria;
tutto il resto sono opinioni di parte. Questa tesi, sostenuta dal
Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea, è stata avallata da
Governi nazionali e regionali di centrodestra e di centrosinistra.
E' un tema al quale non ci si può avvicinare con uno stato d'animo
improntato a spirito ideologico perché sul ponte sullo Stretto si
trovano convergenze a favore nel centrodestra e nel centrosinistra
e convergenze di disapprovazione nel centrodestra e nel
centrosinistra.
Io non difendo alcuna ragione che concorre a favore della
realizzazione del Ponte, ma chiedo a lei, signor Presidente, chiedo
all'Aula e chiedo al collega proponente, di esaminare l'opportunità
di rinviare un voto su questo documento - credo che l'Aula non sia
neanche nella sua maggioranza, nel suo plenum - proprio perché
attraverso un lavoro serio, prima in Commissione e poi in Aula, e
in un preventivo confronto con il Governo, si possa rendere la
dignità che merita al documento presentato dal Gruppo del PD e
offrire alla valutazione dei siciliani un giudizio che sia
meditato, che sia frutto di riflessione, se serve anche un giudizio
sofferto e non, invece, un approccio assolutamente marginale come
se noi stessimo occupandoci dell'ultimo marciapiede dell'ultima
arteria del più piccolo e recondito comune di questa Sicilia.
Parliamo di un'opera che, nel bene e nel male, ha diviso le
coscienze, la politica, le sensibilità culturali di questa Isola
per oltre mezzo secolo e per questa ragione la mozione io credo
che meriti un contesto diverso da quello che stasera quest'Aula
offre.
GRECO Marcello. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha detto
bene l'onorevole Musumeci, questa è un'opera che sia i governi di
centrodestra che di centrosinistra hanno posto in essere, da oltre
25-30 anni si parla di questa opera.
La mozione posta in essere dai firmatari del Partito Democratico
che parlano e discutono della fauna, dei pesci, degli uccelli,
eccetera, sicuramente può avere un certo significato, anche se in
effetti, signor Presidente, le problematiche sono tante e
tantissime; parliamo di un'opera che va a creare, fin dall'inizio,
la totale distruzione e in parte lo sconquasso del territorio della
città di Messina, già territorio altamente in difficoltà, già
territorio altamente degradato.
Basti pensare - io ho fatto parte della Commissione ponte della
città di Messina istituita da circa 15 anni nel Consiglio comunale,
ho esaminato il progetto e basti pensare che l'unica strada che
porta al centro cittadino dei villaggi della riviera nord, che è la
strada panoramica, stranamente, onorevoli colleghi, ristrutturata
da poco dalla Regione a fior di migliaia di euro, quella strada che
- ripeto - è l'unico tratto che poi porta al centro cittadino e il
tratto veloce, su quella strada verranno 20 cantieri per la
realizzazione del ponte, oltre le campate che servono per poter
collocare i cavi che devono trattenere il ponte.
Quella strada verrà totalmente distrutta e voi immaginate venti
cantieri su quel sito Già per raggiungere la città al centro città
dai quei villaggi ci impiega un'ora la mattina, immaginate con
l'apertura di questi cantieri Significherebbe l'impossibilità
quasi totale dei cittadini di quella zona di raggiungere il centro
cittadino. E' come dire, onorevoli colleghi, che, sì, realizziamole
queste infrastrutture megagalattiche, ma le realizzeremo nel
deserto di una città che certamente non ci sarà più nel momento in
cui fra cinquant'anni questa opera sarà ultimata.
Ed allora, è chiaro che questa grande opera deve essere fermata
nell'interesse dei cittadini messinesi che hanno bisogno di
realizzare la città non il ponte, perché calare dall'alto un'opera
del genere significherebbe domani non trovare la città, perché
effettivamente la città non c'è più. Abbiamo visto quello che
abbiamo fatto per quanto riguarda il decreto salva Comuni . Questa
città ha bisogno di altro in questo momento, ha bisogno delle
infrastrutture che mancano, ha bisogno della salvaguardia del
territorio di Giampilieri gravemente colpito con i morti che ci
sono stati.
Beh, pensiamoci a queste cose Ha bisogno ancora, dopo oltre cento
anni e passa, lo sbaraccamento di quelle zone cosiddette
terremotate, delle baracche per i terremotati. Ha bisogno della
salvaguardia dei posti di lavoro che se ne sono andati.
Mi rivolgo all'Amministratore delegato dello Stretto di Messina,
Ciucci: bene, abbiamo realizzato questa bellissima S.p.A., ma per
fare che cosa? Per poterci preparare alla realizzazione del ponte
Sì, è vero, ha detto l'onorevole Musumeci che questa opera è stata
stabilita, è stata posta in essere come l'ultima opera di
prosecuzione dell'Europa che collegasse, appunto, la Sicilia. Ma
qui il rischio che si corre è proprio quello di evitare che si
possa realizzare, per far sì che quella città, quei territori, già
altamente distrutti e bistrattati, non subiscano ulteriori
pregiudizi.
Mi si dice: Ma c'è la ricchezza economica della salvaguardia di
posti di lavori, la creazione di nuovi posti di lavoro . No, cari
colleghi A differenza della Calabria che ha già posto in essere i
corsi di perfezionamento per i lavoratori che dovrebbero, un
domani, lavorare in questa infrastruttura, in questa realizzazione
del ponte, la Sicilia è ancora indietro, non ha nemmeno bandito i
corsi di formazione di questi operai.
Ed allora, cari colleghi, io sono favorevole certamente a questa
mozione. E' vero, questa mozione e questo tema avrebbero avuto
bisogno di un'Aula piena, di una rappresentanza parlamentare più
ampia, perché il ponte sullo Stretto merita questo, ma soprattutto
meritano questo quei territori che già subiscono un dramma sociale,
un dramma che, certamente, non potrà essere risolto con l'opera che
si andrà a realizzare.
Sono convinto che, poi, alla fine, non si realizzerà mai, se ne
parlerà sempre, ma quest'opera non sarà, mai e poi mai, posta in
essere.
Bisogna tenere conto del valore e delle indicazioni dei cittadini
e di quei territori.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, mi associo e ci associamo, come Movimento 5 Stelle, a
questa iniziativa politica proposta dall'onorevole Ferrandelli e da
altri cofirmatari.
Mi corre l'obbligo di rilevare, alla luce dei più recenti fatti
che hanno interessato la questione ponte sullo Stretto di Messina,
quanto questo progetto, nella varietà delle versioni, attraverso le
quali è stato presentato da opposti schieramenti politici, nel
corso del breve periodo, si caratterizza oggi, ancor più che nel
recente passato, come un obiettivo la cui antieconomicità, la cui
irrealizzabilità tecnica ed il cui altissimo impatto ambientale,
siano motivi validi a sospingere ed impegnare l'azione del
Presidente e del Governo, attraverso la messa in atto di ogni
facoltà in suo possesso, alla revoca del progetto ed alla
contestuale estinzione della società Stretto di Messina , per
quanto in suo potere, come sancito dall'articolo 21 dello Statuto.
Dal momento che riteniamo che, solo attraverso una conoscenza
approfondita e supportata da dati scientifici inequivocabili, si
possa analizzare la realtà attuale in cui ci troviamo ad operare
nella direzione del sommo bene possibile per il nostro territorio
ed è per questo, ed unicamente per questo, che siamo qui e per i
cittadini siciliani, anche analizzando i gravi sviluppi
dell'economia mondiale che obbligano all'azione politica, quindi, a
destinare il denaro pubblico ad opere infrastrutturali, di recupero
edilizio, in chiave antisismica, di messa in sicurezza del
territorio, attraverso opere di prevenzione del dissesto
idrogeologico - e mi soffermo sulla specifica definizione della
qualità di queste opere, in modo che siano chiaramente evidenti le
necessità del nostro territorio, così anche come saggiamente detto
poc'anzi dall'onorevole Greco - siano realmente necessarie, quindi,
al nostro territorio, queste strutture, queste infrastrutture.
Non possiamo, pertanto, non soffermarci su alcuni dati, che io
intendo aggiungere - non perché la trattazione dell'onorevole
Ferrandelli sia stata inadatta, assolutamente, anzi è stata
esaustiva - ma a completamento di un ragionamento che deve, per
ovvie ragioni, avere completezza.
La progettazione definitiva non risponde in maniera soddisfacente
alle 35 prescrizioni e raccomandazioni imposte dal CIPE ed, in
particolare, la revisione del modello adottato per la previsione
dei flussi di traffico non ha modificato le stime, che rimangono
attestate sui valori degli scenari intermedi del progetto
preliminare.
Nel passaggio dalla progettazione preliminare a quella definitiva
il costo del ponte è cresciuto in una percentuale ben superiore al
15 per cento, passando da 4,4 a 8,5 miliardi di euro. Ciò significa
che, da un'analisi costi-benefici del progetto, risulterebbe una
perdita sociale - ciò che noi non desideriamo - e dunque la non
fattibilità dell'opera.
Tra le principali prescrizioni del CIPE vi era la necessità di
procedere a costanti aggiornamenti degli studi geo-sismo-tettonici;
e contrariamente a ciò - e quindi a quanto prescritto dal CIPE -
finora nessun approfondimento della geo-sismo-tettonica del suolo
sottomarino è stato realizzato nel progetto definitivo.
Il ponte è progettato per resistere a un sisma di magnitudo 7.1
Richter, ma recentissimi studi condotti dall'Università di Roma La
Sapienza e dal CNR hanno rilevato l'esistenza di una faglia,
precedentemente non conosciuta, capace di generare un terremoto di
magnitudo minima pari a 6.5 e di magnitudo massima potenzialmente
superiore al livello 7.1. Sono studi del 2012 di Doglioni et al.
L'introduzione di nuove clausole che avvantaggiano il contraente
privato e danneggiano la parte pubblica mostrano un'attitudine
evidente della scarsa affidabilità, in relazione alla tutela
dell'interesse pubblico.
Atteso infine che, l'attuale rappresentanza della Regione
siciliana nel Consiglio di amministrazione della società Stretto
di Messina è stata nominata da un precedente Governo regionale e
non ne può attualmente rappresentare, per ovvie ragioni, la linea
politica, più volte indicata in termini di un incondizionato
appoggio al progetto infrastrutturale redatto dal Contraente
Generale, per le ragioni suddette si rileva come questo progetto -
e mi ripeto, purtroppo, ma per ragioni di incisività - sia
antieconomico, irrealizzabile dal punto di vista tecnico, ad
altissimo impatto ambientale.
Con quanto detto, inoltre, desidero dare giustamente voce anche a
coloro che in questo momento sembrano - come dire - lontani dal
nostro orizzonte e cioè i vari comitati di cittadini messinesi, che
durante questi anni, con ripetute occasioni, hanno manifestato
pacificamente il loro dissenso, mostrando di condividere le
motivazioni delle associazioni che da anni lottano contro tale
scellerato progetto.
CAPUTO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, io non so se la non nutrita, anche se
qualificata, presenza dei colleghi in Aula sia dettata da impegni -
come dire - ormai elettorali o sia dettata dalla inopportunità di
trattare in Aula un provvedimento di questa natura. E non è vero
che la politica non può porsi problemi diversi da quelli
sostanziali e, quindi, a fronte di un problema che esiste, non
valutare se esso sia di competenza o non di competenza, o per
meglio dire se esuli dalla competenza del Parlamento siciliano.
Noi non stiamo parlando di realizzare una scuola in uno dei comuni
della Sicilia. Noi stiamo valutando quegli effetti che chiaramente
può avere, io non vedo nulla di stravolgente. Non è che se, per
caso, il Parlamento dovesse votare questa mozione domani mattina
cadrebbe il ponte sullo Stretto. Diventa un fatto squisitamente
politico.
Io mi pongo un problema, signor Presidente. Lo pongo a lei, che so
essere - perché la conosco personalmente - uno stretto osservatore
della procedura parlamentare: io mi chiedo se può essere resa
ammissibile una mozione di questo tipo, cioè se noi possiamo
determinare, con il nostro voto, una incidenza su una tematica che
è sottratta alla competenza, anche legislativa, della Regione
siciliana.
Quindi, impegnare il Parlamento su un tema così delicato che
attiene a rapporti con altre Regioni, a rapporti con il Governo
nazionale, a rapporti con la Comunità Europea, io credo che non sia
un elemento di opportunità in questo Parlamento.
Io conosco l'onorevole Ferrandelli, lo conosco da consigliere
comunale, lo conosco per il suo impegno sociale. E' una persona
per bene e anche simpatica. Ed è per questo che non mi sfiora
nemmeno il pensiero che questa mozione, inserita nei lavori
dell'Aula, sia stata fatta per evitare un diverso mezzo e un
diverso strumento di trasporto che colleghi la Sicilia e la
Calabria.
Voglio solo pensare che stiamo affrontando un tema importante, che
attiene alla salvaguardia dell'ambiente e a esigenze strutturali o
infrastrutturali della nostra Regione. Però, andare a dire a
sostegno di una mozione che non c'è bisogno di un ponte perché i
turisti arrivano lo stesso e arrivano in aereo, questo significa
negare tutto quello che oggi invece - e il giorno che avremo
l'assessore Battiato in Aula, sicuramente assisteremo a un grande
miracolo, innanzitutto, e poi assisteremo a una grande lezione
sulla importanza e la consistenza dei flussi turistici in Sicilia -
andare a dire che il ponte non serve per il collegamento con la
Sicilia significa negare Perché quello che oggi impedisce alla
Sicilia di avere un grande rilancio turistico, considerata la
posizione geografica della nostra Regione, è proprio l'isolamento
turistico causato dagli altissimi costi di collegamento.
In Sicilia, una famiglia di quattro persone che arriva con
l'aereo, deve pagare il doppio di quanto costa un soggiorno in un
lussuoso albergo della Tunisia o di Malta.
E allora proprio la presenza di un sistema di collegamento
infrastrutturale come il ponte sullo Stretto, certamente,
consentirebbe non soltanto un miglioramento dei collegamenti anche
su gomma per quanto riguarda l'agricoltura, la zootecnia, i
trasporti e tutto quello che ne deriva - in un mondo in cui la
globalizzazione oggi è legata a sistemi di trasporto veloci e
sicuramente di maggiore risparmio - il ponte sullo Stretto
eviterebbe il trasporto sui traghetti, oggi unico mezzo di
collegamento.
Signor Presidente, noi siamo ancora all'età della preistoria, se
pensiamo che il sistema di collegamento con gli attuali traghetti,
e quindi via mare, sia un sistema idoneo alle esigenze e alle
richieste dei turisti e di chi viene in Sicilia. Siamo lontanissimi
dallo standard anche igienico-sanitario in alcuni traghetti, quindi
il ponte sullo Stretto sarebbe un'alternativa.
E poi, chiunque vuole provare l'emozione di attraversare la
Sicilia a bordo dei traghetti lo può fare. E' un po' come quando si
prende la gondola sul Canal Grande a Venezia. Chi vuole vivere
l'esperienza e la temerarietà di un passaggio sui traghetti lo può
fare, ma non possiamo dire che il ponte sullo Stretto non serve,
perché la gente arriva in Sicilia in altro modo.
Io credo che oggi, in un momento in cui si è creato un corridoio
di trasporto veloce che consente di arrivare dalla Germania sino
all'altro capo del mondo e dell'Europa, dove ormai viene
rivoluzionato anche culturalmente il sistema dei traghetti in
Sicilia, andare a stabilire, caro amico e collega Ferrandelli, che
siccome dal quel mare passano i cetacei, con il ponte andremo a
compromettere l'equilibrio della flora marina, appare eccessivo.
Questo è un Parlamento, non siamo qui a un'assemblea del National
Geographic, noi siamo un Parlamento che deve stabilire e deve dare
direttive ad approvare le leggi su temi importanti per la Sicilia.
Ritento abbia ragione il Presidente Musumeci quando dice che non è
questa l'Aula, certamente non per la sede istituzionale, ma non
sono queste le presenze che possano determinare il prolungamento di
una discussione ed arrivare al voto.
Io credo che segni strategici, come questi, non possano essere
lasciati, come dire, all'attenzione di un gruppo politico, ma
devono essere determinati in sedi di confronto col Parlamento
nazionale, con le Commissioni europee, con tutte le realtà
internazionali che stanno investendo sul ponte sullo stretto.
Signor Presidente, faccio mia e sostengo la richiesta di rinvio
della discussione e la pregiudiziale del presidente Musumeci, in
caso contrario le anticipo, ed anticipo all'Aula, il mio voto
contrario. Perché non c'è dubbio che oggi chi giustifica la
necessità di non realizzare un'opera così importante, che ha
richiesto studi e progettazione di ogni livello (professionale,
culturale, tecnico e strategico) non può essere limitato al fatto
che se facciamo il ponte qualche cetaceo non passerà più sotto quel
mare, perché questo garantirebbe la sopravvivenza di altri sistemi
di trasporto oggi esistenti in Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, credo che
qualunque parlamentare sogni, nel suo curriculum di attività, di
poter partecipare alla scrittura di una pagina storica, quale
sarebbe quella relativa alla realizzazione di una grandissima opera
pubblica, quale sarebbe il ponte sullo stretto.
Purtroppo, come dice l'onorevole Musumeci, su questo aspetto che
condivido, il semplice scenario offerto da quest'Aula parlamentare
questa sera dice più di tante parole su quanto siamo lontani dalla
realizzazione dell'opera. Anche le forze politiche, i loro
rappresentanti - questo è stato un cavallo di battaglia della
destra berlusconiana degli anni dell'epopea dei governi del
Cavaliere in questo paese: la realizzazione del ponte sullo stretto
- ma anche, ripeto, la difesa d'ufficio stanca che è stata fatta
stasera dai colleghi del centrodestra testimonia, anche in questo
caso, oltre lo scenario offerto dalle assenze in Aula, quanto poco
si creda nella possibilità concreta di realizzare quest'opera.
Un'altra leggenda metropolitana su questo argomento è quella che
vi sarebbero i famosi investitori stranieri pronti, da anni, a
portare le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione di
un'opera di queste dimensioni, ma di questi famosi investitori
stranieri, che dovrebbero portare queste ingenti risorse, non ne
vediamo.
Ogni tanto arrivano sultani nel nostro territorio, fanno incontri
con autorità siciliane, ma non mi risulta che abbiano mostrato
concreto interesse rispetto alla realizzazione di un'opera di
questo tipo.
Io capisco che la politica si nutre anche di sogni, di speranze, e
questo del ponte sullo stretto è stata per tanti anni una speranza
per il popolo siciliano, una speranza non soltanto di unificazione
infrastrutturale con il continente, ma anche la possibilità di
ridurre, attraverso il ponte, il gap che da tanti anni ci separa
dal Nord del paese.
Io credo che questa legislatura ha aperto una stagione nuova, una
stagione nella quale dobbiamo mostrare sobrietà, e questa Assemblea
la sta dimostrando con la politica dei tagli che abbiamo messo in
campo, il Consiglio di Presidenza e le altre cose che attengono al
Palazzo, ma la sobrietà la dobbiamo dimostrare anche con il
realismo rispetto alle cose che sono di fronte a noi.
In questa stagione politica questa sobrietà ci richiede di restare
con i piedi molto per terra, ci richiede di stabilire con
attenzione quali sono le priorità che noi possiamo realisticamente
mettere in campo.
Io credo che in una Regione nella quale per raggiungere Trapani da
Messina occorrono sei ore in treno, le priorità siano ben altre,
ancora oggi raggiungere parti di questa nostra splendida Regione
sono quasi viaggi della speranza attraverso spettacoli bellissimi
offerti dalla natura, ma lunari dal punto di vista
infrastrutturale, sono queste le cose che noi dobbiamo fare.
Ieri ho incontrato l'Assessore per le infrastrutture sul tema del
collegamento con le Isole.
Noi in questo momento non siamo in condizioni, in Sicilia, di
assicurare un collegamento costante con le Isole minori anche solo
per quanto riguarda l'approvvigionamento di beni di prima
necessità, non siamo assolutamente in grado di fare questo, e ieri
l'Assessore e il Direttore generale ci hanno detto che se
immediatamente non provvediamo ad una variazione di bilancio noi
non siamo nelle condizioni di garantire questo servizio di
collegamento, che in questo momento è interrotto.
Se oggi non possiamo portare l'ossigeno, la benzina o altro nelle
Isole minori, figuriamoci se possiamo prendere seriamente in
considerazione l'ipotesi di realizzare un opera ciclopica di queste
dimensioni.
Questo senso di responsabilità, questa sera, porta me e il Gruppo
parlamentare che mi onoro di rappresentare, a pronunciare un voto
favorevole sulla mozione presentata dal Partito Democratico, e dal
collega Ferrandelli quale primo firmatario. Non perché questo atto
di per sé determina il blocco dei lavori che non sono mai iniziati
- e che, sostanzialmente, mai inizieranno - ma perché ritengo sia
un atto politico che, nei confronti del popolo siciliano, possa
rappresentare eloquentemente la consapevolezza nostra rispetto allo
stato dell'arte in Sicilia.
Quindi votare un atto che non esprime soltanto un auspicio ma che,
invece, riporta saldamente con i piedi per terra questa Assemblea
regionale siciliana, credo che possa essere letto domani mattina
dai siciliani che ne avranno notizia dai giornali come quello di un
Parlamento che ha preso assoluta consapevolezza in questo primo
atto politico, semplicemente politico, importante dello stato in
cui versa questa Regione e di quelle che sono le priorità di questa
Regione.
LOMBARDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, quella sul ponte sullo Stretto è una mozione che ci
riconduce a diverse riflessioni.
Mi associo a tutti i colleghi che hanno sottolineato come sia un
po' mortificante oggi l'assenza di molti parlamentari
rappresentanti del popolo siciliano in merito ad una scelta così
importante.
Allo stesso modo questo non può sottrarmi e sottrarre il dialogo
a questa Assemblea, a questo Parlamento, su una tematica che
risulta essere fondamentale e di grande interesse strategico.
Non voglio qui soffermarmi sulle caratteristiche tecniche e sugli
effetti che potrebbe avere il ponte dal punto di vista
ingegneristico o ambientale, sono conoscenze che purtroppo non mi
appartengono, e quindi sulle quali non voglio avventurarmi.
Penso che il compito di un Parlamento e di una classe politica che
vuole incidere sulla storia, e che ne vuole comprendere appieno le
ragioni e che vuole essere ricordata come protagonista dell'avvio
di un momento di sviluppo, debba rendersi conto di ciò che accade
attorno a noi perché, una delle caratteristiche migliori,
purtroppo, del nostro popolo è quella di considerare in modo
esasperato ed eccessivo esclusivamente quello che accade nel nostro
prossimo vicinato, non rendendoci conto che da quarant'anni a
questa parte qualcosa è cambiato; non rendendoci conto, ad esempio,
che la Cina e l'India sono i mercati di più grande espansione
mondiale, non rendendoci conto, forse, che l'economia mondiale è
cambiata, che il Brasile, l'India, la Cina, la Russia, sia aprono a
essere fra qualche decennio, loro sì, i proprietari del mercato
globale e oggi hanno una grande esigenza, e sarà quella di domani,
quella di smistare e organizzare le proprie merci nel mondo,
occidentale soprattutto, e all'interno del mercato europeo che
lotta in modo ansimante per mantenere i propri livelli di consumo.
E allora, ci rendiamo conto degli interventi di allargamento del
Canale di Suez, sappiamo del programma cosiddetto Red Banana, che
riguarda l'allargamento del Canale di Suez, e perché accade questo?
Perché oggi le merci cinesi e indiane penetrano in Europa e
arrivano con le loro navi container all'interno del Mediterraneo
per essere smistati in Europa.
Ora, Cina e India si pongono una domanda e la pongono ai
governanti di questo Mediterraneo stanco e privo di idee, chiedono
di accogliere queste merci e di cambiare le storie del Mediterraneo
e, allora, ci rendiamo conto dell'acquisto aggressivo del porto del
Pireo da parte dei cinesi, e capiamo che vogliono inserire lì
queste merci, ci rendiamo conto del potenziamento dei porti di
Valencia e della zona Sud della Spagna, porteranno lì le loro
merci, ma non ci rendiamo conto in una politica miope dove, come i
capponi dei promessi sposi che si azzuffano tra di loro,
inconsapevoli del fatto che verranno a breve, tra poco, bolliti e
divorati, che la Sicilia ha l'unica grande occasione per tornare al
centro del mondo, che è la seguente cari colleghi, quella di vedere
il porto di Augusta come il porto più vicino rispetto al Canale di
Suez. E allora, la scelta che fanno i cinesi, l'interessamento che
c'è stato e che viene quotidianamente espresso da diversi fondi
sovrani, è semplicemente questa: vogliamo venire in Sicilia,
vogliamo portare miliardi di tonnellate di merci in Sicilia,
smistarle lì e portarle per mezzo dell'alta capacità ferroviaria in
tutta Europa. La Sicilia ha la più grande occasione non per fare il
progettino da 30 milioni di euro, la strada importantissima che
collega i comuni da 5 mila abitanti, di rientrare con prepotenza al
centro dell'Europa e, la politica siciliana si divide sul fatto che
gli uccelli o i delfini non passino più sotto il ponte.
Io mi rendo conto che le beghe elettorali e la demagogia oggi
impera; però, vedete, questa scelta è fondamentale, il nodo è
questo, con le navi container, cinque giorni per arrivare in Europa
con l'alta capacità ferroviaria, un giorno per arrivare nel cuore
dell'Europa e parlo del corridoio Palermo-Berlino a cui faceva
riferimento l'onorevole Pogliese, parlo del grande tracciato
ferroviario della Scandinavia, Reno, Rodano, Mediterraneo
occidentale, parlo di questa grande visione che deve avere la
Sicilia, che non può limitarsi più a gestire l'ordinaria
amministrazione, ma che deve avere il coraggio di guardare ai
prossimi decenni; per questo, è fondamentale il ponte sullo stretto
di Messina, non perché il pilone è troppo alto o è troppo basso,
queste mi sembrano, obiettivamente, cose che passano in secondo
piano.
E, vedete, tutte le nostre opere strategiche realizzate anche da
questa Regione in questi anni troverebbero un significato, mi
riferisco tanto per pensare alla mia provincia alla stupenda opera
che è il mercato agro-alimentare siciliano. Immaginiamo un porto di
Augusta funzionante, immaginiamo migliaia di merci e anche di
prodotti agro-alimentari che potrebbero essere smistati all'interno
di quel mercato e che lo renderebbero realmente funzionale. E,
allora, ci rendiamo conto che, e lo possiamo fare qui,
naturalmente, all'interno del Palazzo dei Normanni, che ha visto
tanti governanti dalle origini, dal periodo normanno, essere al
centro del Mediterraneo, che la centralità economica e commerciale
è fondamentale.
Oggi si decide questo, se è possibile naturalmente, limitatamente
al potere che ha la Regione in merito al progetto, e ha ragione il
collega Ferrandelli circa l'importanza che deve avere l'espressione
e la volontà del popolo che oggi noi rappresentiamo, che è quella
di dichiararsi favorevoli o contrari. E io sono favorevole, lo sono
in modo viscerale, e lo sono anche perché non è aleatoria
assolutamente la costruzione del ponte sullo Stretto, non lo è per
il fatto che il contratto è stato siglato nel 2006 e non lo è
ringraziando l'intervento, la retromarcia del Governo Monti che il
10 ottobre del 2012 aveva previsto la liquidazione delle penali e
poi, miracolosamente - sono i miracoli che accadono nella politica
governata dai banchieri - si proroga di due anni il progetto Ponte
sullo Stretto , sono quei miracoli che accadono quando l'Europa
della finanza governa i futuri delle persone.
Ma è un miracolo che noi accettiamo perché è utile, e sappiamo
dell'interessamento di alcuni fondi sovrani cinesi che vorrebbero
realizzare l'opera che costa poco meno di 4 miliardi, che darebbe
lavoro a migliaia di persone, che consentirebbe un indotto
eccezionale, che darebbe, finalmente, la possibilità e la capacità
di dire che la Sicilia guarda oltre, che ha la grande forza di
immaginare un sogno e di realizzarlo, e che poi ha quella grande
capacità che soltanto i popoli in espansione, i popoli che
guardano al futuro possono avere, così come Plinio il Vecchio parlò
di un ponte realizzato con barche per mezzo del quale sullo Stretto
vennero fatti passare 140 elefanti.
Se loro avessero avuto le conoscenze ingegneristiche che oggi noi
abbiamo, l'avrebbero fatto subito il ponte sullo Stretto, così come
hanno realizzato, in tante parti d'Europa opere eccezionali che
oggi noi ammiriamo, con grosse difficoltà ingegneristiche.
Anche all'epoca i romani si chiedevano se il Colosseo poteva
reggere E oggi è lì dopo duemila anni a testimoniare l'importanza
di quel popolo Così come anche a Venezia circolavano delfini,
nelle lagune attorno ci saranno stati degli stupendi scoiattoli,
degli animali e delle specie interessanti, però hanno deciso lo
stesso di costruire lo splendore che oggi è Venezia. Così come nel
Palazzo dei Normanni, che era il punto più alto di Palermo, forse
brucavano capre e altri ovini, ma per fortuna qualcuno ha deciso di
costruire questo stupendo Palazzo in cui siamo chiamati a
legiferare.
Ecco perché dichiaro con grande passione e con grande convinzione
il mio voto favorevole al ponte sullo Stretto, e quindi il mio voto
contrario alla mozione in discussione.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, noi come Gruppo UDC siamo favorevoli alla mozione
dell'onorevole Ferrandelli, però volevo fare delle considerazioni.
Tutte le motivazioni che sono state date mi sembrano ottime,
eccezionali, l'onorevole Ferrandelli ha disquisito in maniera
perfetta e corretta, e devo dire anche l'onorevole Musumeci ha
portato avanti le sue giuste motivazioni.
Io vorrei fare qualche riflessione come figlia di questa Terra, di
questa Isola.
Qualcuno diceva cosa serve prima del ponte: credo che ci siano
nella nostra Isola delle priorità per quanto riguarda la viabilità
interna, per andare da Messina ad Agrigento bisogna non solo
impiegarci cinque ore, ma bisogna cambiare tre treni.
Per quanto riguarda, poi, il turismo voglio dire questo al collega
che mi ha preceduta: chi arriva nella nostra Isola e la vuole
visitare, tranne i quattro siti storici e archeologici, dopo si
deve fermare, perché non può raggiungere l'interno a causa della
tremenda viabilità, soprattutto per i pullman. Sfido chiunque a
vistare zone come Burgio o Cianciana per vedere cosa ci vuole.
Io vado una volta l'anno in Tanzania per un progetto sanitario che
portiamo avanti, e vi posso dire che la viabilità interna di quella
nazione è migliore della nostra.
E poi qualcuno ha sollevato il problema dei collegamenti con le
isole. Ma sapete cosa significa raggiungere Linosa e Lampedusa? Gli
abitanti di Linosa per arrivare a Lampedusa, devono venire nella
terra ferma che è la Sicilia, e partire la sera prima. Allora io
credo che tutto questo va considerato, non solo in un momento in
cui bisogna mirare al risparmio, ma in un momento in cui bisogna
promuovere questa Terra con le risorse interne, ancor prima di
pensare a quello che sarà lo sviluppo di un ponte che ci deve
collegare con il continente.
Cose non vere sono state dette, e tutti siamo a conoscenza dei
voli low cost che con venticinque o trenta euro, ci portano da Roma
a Palermo, da Roma a Catania, da Roma a Trapani, però voglio dire
anche, visto che il discorso dell'impatto ambientale sembra
disturbare, che i pesci ci sono o non ci sono, che gli uccelli si
sono ridotti, ecco, questo modo di fare ironia non lo condivido.
Voglio dire a quest'Aula che forse non sa, visto che parliamo di
questo, che i nostri compaesani, abitanti di Linosa, non possono
sottoporsi durante l'inverno ad una radiografia, lo possono fare
solo durante l'estate, quando funziona un apparecchio per fare le
radiografie alle tartarughe. Quindi se dovessimo mettere sullo
stesso piano, diciamo che a Linosa un uomo vale meno di una
tartaruga , perché può fare la radiografia solo ed esclusivamente
durante l'estate, e mi dispiace che l'assessore Borsellino sia
andato via.
E poi anche l'indotto del lavoro è una stupidaggine perché di
fatto, come sempre succede, le maestranze del posto non vengono
tenute in considerazione, né per queste opere grandiose, né per
opere inferiori, perché le maestranze vengono da fuori, i grandi
ingegneri, i grandi architetti, e dico anche la manovalanza, per
cui ancora una volta la nostra Terra rimane in ginocchio, economia
zero, per portare e fare forse lavorare aziende o multinazionali
che tutto hanno tranne che l'interesse della nostra Isola. Ecco i
motivi che ci inducono ad essere favorevoli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Venturino. Ne ha
facoltà.
VENTURINO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
cittadini. Io questa sera venendo qui in quest'Aula, su questo
punto pensavo di non dover intervenire perché avevo pensato, forse
in maniera molto naif, che quest'Aula, così come sul MUOS si era
espressa in un certo modo, anche su questo punto avesse avuto lo
stesso atteggiamento, invece sono rimasto un po' sorpreso dalle
diverse motivazioni che ho sentito, soprattutto da onorevoli
colleghi qui alla mia destra.
Sentendo vari interventi, mi è venuto in mente uno scrittore,
Ennio Flaiano, che in un suo racconto diceva: ogni sera due amici
parlavano di come andare sulla Luna, di come atterrare, che missili
usare, quale tipo di propellente ecc. però ognuno dei due tornando
a casa andava a sbattere la testa contro una lampada che nel
frattempo non era riuscito a cambiare. Mi è venuta questa in mente,
per non parafrasarne un'altra di frase che dopo l'intervento
accalorato, molto urlato, viscerale, diceva l'onorevole Lombardo,
sempre riferendomi a Flaiano, a volte non è la lettera che dobbiamo
leggere, ma il postino che dobbiamo intendere o interpretare.
Detto questo, vorrei concludere il mio intervento dicendo ma come
si fa, ancora oggi, a parlare di un Ponte sullo Stretto? .
Il problema, infatti, caro assessore, non è poi tanto il Ponte ma
tutta quella gente che arriverà dal Canale a Messina. Arrivano a
Messina milioni di visitatori tutti lì fermi perché, poverini, non
sapranno come spostarsi. Poi, rimarranno lì a Messina e si porrà un
problema serio, cioè come faremo ad ospitare questi milioni di
persone e tac, si fermano perché non c'è un treno per spostarsi in
maniera veloce per andare, per esempio, a Piazza Armerina - da dove
provengo - dove ancora oggi per andare a visitare la Villa Romana i
turisti devono fare dei giri assurdi. Devono scendere, salire.
E' da sette anni, credo; è da quando sono tornato dall'Inghilterra
che c'è un pezzettino di strada , la Messina P4, di cui lei
sicuramente è a conoscenza, che è ferma lì da secoli. I turisti
arrivano e poiché non possono entrare dentro un tunnel di nemmeno
700 metri - chi va a Piazza Armerina sa di cosa sto parlando -,
devono fare un giro incredibile.
Per andare a Nicosia o per andare a Calascibetta, parlo di un
territorio montuoso, quello dell'ennese, dove spostarsi è una
avventura. Andare a Sciacca, andare a Trapani dal mio paese è
qualcosa di incredibile; ancora ci sono i treni a vapore,
probabilmente.
E qui stiamo parlando di un'opera che cambierà l'economia
siciliana. Ma quale economia? Noi andremo per tantissimi anni - si
parla di cinquanta anni - per realizzare un progetto. Per cinquanta
anni, quella parte della Sicilia sarà devastata, inutilizzata, non
servirà a nessuno. Forse, a qualcuno sì ma non alla maggior parte
delle persone che vivono lì e, oggi, non vorrebbero vedere questo.
Poco fa, qualcuno, giustamente, avanzava qualche perplessità nei
confronti dell'intervento dell'onorevole Ferrandelli facendo notare
che, probabilmente, nel portare avanti il discorso con i traghetti
ci saranno forse chissà quali discussioni, quali situazioni.
Allora, basterebbe attivare un trasporto pubblico, un
attraversamento pubblico dello Stretto ed evitare, qualora ce ne
fossero, dei monopoli. Non è necessario, oggi, investire una cifra
così imponente per un disastro ambientale così imponente.
L'onorevole Caputo diceva qualche cetaceo . A me questa
espressione, onorevole, mi consenta, è sembrata anche arrogante.
Non si può, oggi, in un momento in cui il mondo è tutto rivolto a
salvare un pianeta devastato dall'impatto ambientale che hanno le
infrastrutture che costruiamo, senza tener conto di quello che
succede nel nostro territorio e parlare di qualche cetaceo, di
qualche delfino , aggiungeva molto più dettagliatamente, mi scusi
l'intervento da National Geographic. Mi sembra piuttosto
inopportuno.
Oggi, bisognerebbe, veramente, tener conto del danno che abbiamo
perpetrato nei confronti del nostro pianeta. In Sicilia, abbiamo
una economia che può ripartire rivalutando quello che già la
Sicilia ha. Che è agricoltura; che è soprattutto turismo. Si
parlava in Commissione e l'onorevole Musumeci diceva il nostro
dovrebbe essere un territorio vocato al turismo . Non è certo
attraverso il Ponte sullo Stretto che non possiamo rilanciare
questo turismo, ma è valorizzando quello che abbiamo già e
valorizzando la viabilità interna che vede i nostri turisti
arrivare a Palermo, spostarsi a Catania, perché quella è l'unica
tratta, caro onorevole, che riescono a fare con una certa facilità,
e non vanno a visitare tutto il resto della Sicilia.
Invito, quindi, il Governo a prendere in considerazione, prima di
tutto, risanare, che risanare non è mai esistito. Attivare
seriamente una viabilità interna che dia finalmente ai turisti la
possibilità di fruire del nostro territorio in maniera completa,
totale e, dopo, chissà, fra cent'anni, se i nostri figli, ai quali
non lascerei questo debito, se i nostri figli lo vorranno, se
allora lo riterranno opportuno, sulla base di condizioni nuove e
diverse, allora sì, forse, loro valuteranno se sarà il caso o meno
di costruire qualcosa che già soltanto all'idea mi fa pensare ad
una cosa devastante. Anche a livello di immagine.
Concludo, quindi, il mio intervento dicendo che noi del Movimento
5 Stelle, senza dubbio, siamo contro il Ponte sullo Stretto e siamo
a favore di qualsiasi mozione che da qui in avanti verrà in
quest'Aula per bloccare qualsiasi iniziativa che preveda la
costruzione di un atto di scempiaggine nei confronti di un ambiente
che andrebbe salvaguardato da tutti noi.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Cari colleghi,
apprezzate le circostanze - e mi riferisco alla proprio non
numerosa presenza in Aula - rinvio la seduta a martedì prossimo.
VENTURINO. Signor Presidente, ci sono 50 e passa cartellini.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nel momento in cui si passa a
votare, in mancanza di numero legale, dovremmo rinviare di un'ora e
poi alla seduta successiva. Siccome stasera non si è tenuto un
dibattito di esercizio di retorica, dove ognuno ha detto tante
belle cose ma si è tenuto un dibattito serio, devo dire
all'onorevole Caputo che la mozione era ammissibile ed è
ammissibile anche alla luce di alcune considerazioni; faccio
riferimento, ad esempio, ad uno degli emendamenti presentati dal
Movimento Cinque Stelle quando si chiede l'intervento del Governo
per esercitare il potere che viene conferito dall'articolo 21 dello
Statuto. Mi riferisco alla possibilità di partecipare all'attività
del Governo nazionale. La mozione, quindi, è più che ammissibile,
anche in considerazione del fatto, come ricordava l'onorevole Di
Giacomo, che ciclicamente si torna a parlare di Ponte sullo
Stretto.
Non me ne vogliano i colleghi che si sono ribellati: stasera, se
si andasse al voto, non si risolverebbe assolutamente niente perché
cadrebbe il numero legale.
Allora, rinvio la seduta a martedì alle ore 16, riprendendo il
discorso con le dichiarazioni del Governo e, a seguire, le
dichiarazioni di voto così ogni Gruppo ha la possibilità di
esprimere, così come peraltro già alcuni hanno fatto liberamente,
proprio perché la mozione è ammissibile, proprio perché l'argomento
è abbastanza impegnativo e non può essere una minoranza a decidere,
anche perché non si deciderebbe assolutamente un bel niente per
mancanza del numero legale.
Così resta stabilito.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZITO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento
interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo alla mozione
che ho presentato, chiedo a lei e alla Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che sia discussa e calendarizzata al più
presto possibile, entro e non oltre il 14 febbraio.
PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace che
l'assessore Borsellino sia andata via, anche perché l'argomento che
dovevamo trattare riguardava l'Assessorato Salute.
Intervengo quasi per fatto personale perché, come tutti i colleghi
ricorderanno, l'articolo 6 della legge 5 del 2009, che riguardava
le strutture sanitarie in centri ad alta concentrazione
industriale, portò la mia firma e fui io che lo difesi in Aula dal
tentativo che vi era stato, da parte dell'allora Assessore e del
Governo, di evitare l'approvazione di questo mio emendamento.
Volevo ricordare a quest'Assemblea e, quindi, anche all'assessore,
quali erano le motivazioni per le quali venne approvato l'articolo
6, nella parte che riguardava gli ospedali ricadenti nella zona di
Milazzo, nella zona di Gela e nella zona di Augusta.
Eravamo di fronte a dei dati, e siamo ancora di fronte a quei
dati, che vedono una concentrazione di morti, di aborti e di
nascite, purtroppo, di bambini e bambine diversamente abili al di
sopra della media nazionale e al di sopra della media europea.
Per questo motivo, avevamo deciso di concentrare in queste tre
zone l'intervento da parte dell'assessorato, in maniera tale che i
tre ospedali ricadenti in questa zona venissero ulteriormente
potenziati, a prescindere dalla riforma e dal taglio dei posti
letti.
Oggi, invece, ci troviamo di fronte ad una realtà assolutamente,
diversa.
Mentre a Gela, mi si dice che questa legge e questo articolo hanno
trovato applicazione, mi si dice pure che, moderatamente, è stata
utilizzata, per quanto riguarda l'ospedale di Milazzo.
Per quanto riguarda l'ospedale di Augusta, invece, ciò non è
avvenuto. Non solo non è avvenuto, ma per uno strano e cervellotico
ragionamento, messo in atto volutamente sia dall'assessore Russo
sia dai vertici dell'ASP, si è voluto mettere in contrasto
l'ospedale di Lentini con l'ospedale di Augusta, come se i due
ospedali avessero funzioni e finalità identiche e non avessero,
invece, le due strutture ospedaliere delle finalità diverse,
dovendosi quello di Lentini occupare dell'iter naturale per quanto
riguarda la struttura ospedaliera e quello di Augusta, invece,
essere potenziato con macchine e strumenti di alta precisione,
proprio perché bisognava intervenire ancor prima che accadesse il
fatto, ancor prima che la donna abortisse, ancor prima che nascesse
un bambino malformato, ancor prima che vi fosse un numero così alto
di persone malate di malattie, purtroppo, che quasi sempre portano
al decesso.
Una per tutte, vorrei ricordare una cosa vergognosa, su cui, fra
le altre cose, la Procura non ha voluto aprire un fascicolo e su
una cosa ancora più vergognosa, su cui la Procura della Corte dei
Conti ha deciso volutamente di chiudere vergognosamente gli occhi e
di dire, addirittura, che quello che era stato fatto dall'ospedale
di Augusta e dall'ASP di Augusta era un fatto lecito, cioè
l'acquisto di una camera iperbarica. L'acquisto di questa camera,
che è rimasta sempre chiusa e non è mai stata utilizzata. E' stata
volutamente nascosta e, quando se ne è scoperta l'esistenza, si è
detto che non occorreva metterla in funzione perché era stata
acquistata senza che ve ne fosse un effettivo bisogno.
Ecco, di tutte queste cose, vogliamo rendere conto all'assessore
Borsellino che, fra le altre cose, essendo stata il dirigente
generale dell'assessorato fino a qualche mese fa, conosce le linee
di indirizzo della sanità e deve, spero, entro il 14 febbraio
prossimo, così come abbiamo detto, intervenire in Aula per
discutere, affrontare l'argomento, anche perché non ci troviamo di
fronte ad una clinica privata.
Capisco che ad Augusta c'è una clinica privata che ha 210 posti
letto, mentre l'ospedale di Augusta ne ha soltanto 85. Capisco,
quindi, come si sono mossi i precedenti Governi, fino ad adesso.
Ancora una volta, però, come abbiamo fatto insistentemente per
quattro anni, siamo qui a difendere la sanità pubblica e siamo qui
a difendere i cittadini di tutte le province.
Siamo qui, però, a difendere un territorio che è stato devastato
dalle industrie.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, trovo
ragionevole la proposta della Presidenza di aggiornamento della
seduta e della votazione da effettuare nella prossima seduta,
martedì, perché si riparte, esattamente, da dove ci siamo lasciati.
Trovo insensibile l'assenza di colleghi in Aula. Questa sua
proposta, però, signor Presidente, consentirà a tutti di essere
presenti qui in Aula e di non potersi sottrarre al voto ed alle
proprie responsabilità, perché noi vogliamo proprio che i Siciliani
conoscano i nomi, i cognomi ed i volti di coloro che si
schiereranno a favore dell'immobilismo della Sicilia e di coloro
che, invece, vorranno utilizzare le somme per creare delle opere,
che sono già previste dal piano regionale dei trasporti , per
creare lo sviluppo della Sicilia.
Per quanto riguarda, pertanto, il Gruppo del Partito Democratico,
siamo contenti che tutta l'Assemblea potrà avere l'opportunità di
esprimersi nella quasi totalità dei suoi componenti.
CAPUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, volevo approfittare della chiusura dei
lavori per dirle e per ricordarle, anche se so che lei è molto
attento su questi temi, che, ad ogni inizio di legislatura, è stata
istituita la Commissione parlamentare antimafia.
Le ho fatto pervenire giorni fa una mia lettera ma credo che sia
stato presentato anche un ordine del giorno. So che non è un
obbligo istituire questa Commissione speciale ma negli anni si è
sempre fatto.
Credo che in un momento come questo, in cui vediamo che il
Presidente della nostra Regione, ma anche altri imprenditori
vengono minacciati di morte per la loro attività politica o
imprenditoriale, in cui aumenta in maniera consistente - e se mi
consente preoccupante - il numero delle amministrazioni, sia per le
Giunte sia per i Consigli comunali sciolti per il pericolo di
infiltrazioni mafiose o per l'accertata consistenza di
infiltrazioni mafiose.
Apprendiamo ogni giorno che vi sono dipendenti regionali che
svolgono funzioni diverse da quello che fanno o addirittura abbiamo
appreso che funzionari regionali intascavano su conti correnti
soldi pubblici. Fra l'altro, il Presidente della nostra Regione ha
più volte, in maniera pubblica e autorevole per la carica che
rappresenta, detto che, all'interno della Regione e degli uffici,
vi sono infiltrazioni mafiose.
Credo che in questo momento, in Sicilia, non sia più rinviabile la
previsione di ricostituire la Commissione parlamentare speciale che
si occupi della mafia, ma anche di quella delicatissima e opportuna
funzione di controllo sull'operato della pubblica amministrazione e
tutti sappiamo quanto bisogno c'è di una Commissione che, devo
dire, ha lavorato.
E chi è stato parlamentare, come me e come lei, sa che due leggi
importanti sono state valutate in Commissione antimafia e sono
state approvate all'unanimità da questo Parlamento, come quelle per
il sostegno alle vittime dell'usura, come quella sul riordino dei
beni confiscati e come quella sul riconoscimento anche dello status
di vittima di mafia, anche per chi era considerata vittima di
terrorismo mafioso.
Signor Presidente, le chiedo, quindi, di valutare con i suoi
uffici e con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
la ricomposizione della Commissione parlamentare antimafia, perché
credo sia oggi necessaria e sia importante; rappresenterebbe un
forte segnale per la Sicilia. Grazie.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, mi accodo chiaramente alle parole
del collega Ferrandelli quando denuncia l'assenza in Aula. Volevo
porre la questione della presenza proprio di questa sera e spero
che vengano poste le giuste precauzioni affinché quello che viene
descritto nell'articolo 1, comma 1, della legge 44 del 1965, cioè
che l'indennità e la diaria vengono decise dal Consiglio di
Presidenza in misura pari alla legge nazionale, che l'erogazione
della diaria avvenga con l'effettiva presenza delle persone in
Aula, andando a porre in essere anche una condizione in termini
percentuali della presenza alla totale durata della seduta.
Con il sistema della duplicazione del tesserino si dà, infatti, la
possibilità all'onorevole e al deputato, di essere presente in Aula
per una porzione minima del tempo.
E poi chiaramente si viene a verificare quello che invece stasera
è successo: 56 tesserini 27 persone presenti.
Ora credo che nell'ottica di una spending review, come più volte è
stato annunciato, anche questa cosa dovrebbe essere attenzionata,
non tanto per il costo in sé della diaria che viene a non essere
più erogata visto questo meccanismo, ma quanto anche per un
discorso di rispetto nei confronti di chi propone una mozione, nei
confronti soprattutto di chi rimane in Aula aspettando gli
interventi di tutti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda la questione
della Commissione Antimafia richiesta più volte, ora dall'onorevole
Caputo formalmente, in quest'Aula, da parte del Presidente
dell'Assemblea non c'è alcun dubbio che vanno accelerate le
procedure per l'istituzione della Commissione Antimafia per le
ovvie ragioni che sono state testé evidenziate, quindi, mi farò
carico di avviare le procedure perché si possa formalizzare al più
presto l'istituzione della Commissione Antimafia e l'insediamento
della stessa.
Per quanto riguarda le considerazioni dell'onorevole Cancelleri, è
chiaro che in Consiglio di Presidenza si valuterà nella sua
interezza quali saranno i provvedimenti necessari affinché si
possano decurtare dall'indennità in relazione alle presenze, anche
se, obiettivamente, una procedura c'è già in atto.
Converrà con me anche sulla necessità di avere dovuto rinviare
stasera la seduta perché trattandosi di un argomento di una certa
importanza era necessario e giusto che ogni parlamentare e ogni
gruppo si assumesse le responsabilità di fronte alla nostra Isola.
Raccomando la presenza dell'assessore Bartolotta perché, nella
seduta di martedì, si inizierà proprio con la discussione della
mozione.
A proposito del DPEF, da parte di diversi Presidenti di
Commissione sono arrivate legittime segnalazioni in ordine alla
brevità dei tempi e sulla propria non assidua presenza di tutti gli
assessori, della gran parte ma non di tutti.
Siamo ad inizio legislatura e sarà cura mia raccomandare a tutti
gli assessori di essere presenti in Commissione, perché è giusto e
doveroso che sia così.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 22 gennaio
2013, alle ore 16,00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione della mozione:
N. 6 - Interventi finalizzati al ritiro del progetto
relativo alla costruzione del ponte sullo Stretto di
Messina.
(29 dicembre 2012)
FERRANDELLI - GUCCIARDI - ALLORO -
CIRONE DI MARCO - MAGGIO - MARZIANO - MILAZZO
III - Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2013-2017
Relatore: on. Dina
La seduta è tolta alle ore 19.23
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli