Presidenza del vicepresidente Venturino
LO GIUDICE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Micciché, Vullo, Tamajo,
Cappello, Panepinto, Milazzo Giuseppe, Siragusa, Tancredi, Laccoto,
Ciaccio, Trizzino e Palmeri hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta a interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la risposta scritta
alla seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive
N. 1739 - Chiarimenti sulla vicenda della mancata istituzione
della ZFU di Partinico (PA).
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Norme a sostegno della vita indipendente. (n. 735)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in data 10
aprile 2014.
- Norme in materia del bacino unico dei lavoratori appartenenti al
regime transitorio dei lavori socialmente utili finanziati con
oneri a carico del bilancio della Regione. (n. 741)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Venturino,
Cimino e Gianni in data 18 aprile 2014.
- Norme in materia di ruolo unico dei lavoratori titolari di
contratti a tempo determinato finanziati con oneri a carico del
bilancio della Regione. (n. 742)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Venturino,
Cimino e Gianni in data 18 aprile 2014.
- Disposizioni in materia di prevenzione e tutela della salute
sessuale e della fertilità maschile. (n. 743)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
Picciolo, Tamajo, Forzese, Greco M., Gianni, Cimino e Venturino in
data 23 aprile 2014.
- Disposizioni in materia di smaltimento e trattamento dei residui
vegetali derivanti da lavorazione agricola e/o forestale. (n. 744)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
data 23 aprile 2014.
- Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale della
Prima Guerra Mondiale ed interventi per la promozione delle
celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto. (n. 745)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
data 23 aprile 2014.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati alle
Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Applicazione dell'art. 34 comma 1, della Legge regionale n. 25
del 24/11/2011 alle Aziende agrituristiche sottoposte a vincolo di
destinazione decennale. (n. 738)
di iniziativa parlamentare, presentato il 15 aprile 2014 e inviato
il 23 aprile 2013.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disposizioni per la tutela delle donne affette
dall'endometriosi. (n. 736)
di iniziativa parlamentare, presentato il 10 aprile 2014 e inviato
il 15 aprile 2013.
- Gestione degli impianti di trattamento dell'aria nelle strutture
sanitarie e socio-sanitarie per la prevenzione della diffusione
delle malattie infettive per via aerea. (n. 737)
di iniziativa parlamentare, presentato il 10 aprile 2014 e inviato
il 23 aprile 2013.
- Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto.
(n. 739)
di iniziativa parlamentare, presentato il 16 aprile 2014 e inviato
il 23 aprile 2013.
- Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti dalle norme
in materia di tutela dai rischi correlati all'amianto. (n. 740)
di iniziativa parlamentare, presentato il 16 aprile 2014 e inviato
il 23 aprile 2013.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per il riordino della pianta organica dell'Amministrazione
regionale. (n. 729)
di iniziativa parlamentare, inviato il 23 aprile 2014.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Promozione del turismo culturale legato ai luoghi di culto della
religione cristiana. (n. 731)
di iniziativa parlamentare, inviato il 15 aprile 2014, parere V.
- Disposizioni volte ad incentivare la razionalizzazione del
patrimonio edilizio esistente, la rigenerazione delle aree urbane
degradate, nonché di tutela e valorizzazione dei centri storici.
Modifiche alla legge regionale 23 marzo 2010, n. 6. (n. 732)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014, parere V.
- Norme per la prevenzione della incidenza di tumori derivanti da
inquinanti industriali. (n. 734)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014, parere VI.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare. (n.
719)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014, parere III.
- Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
n. 5. (n. 728)
di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
alla Commissione 'Affari Istituzionali' (I):
- Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico P. Giaccone di
Palermo. Designazione direttore generale. (n. 28/I).
pervenuto in data 23 aprile 2014 e inviato in data 23 aprile 2014.
- Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Vittorio Emanuele
di Catania. Designazione direttore generale. (n. 29/I).
pervenuto in data 23 aprile 2014 e inviato in data 23 aprile 2014.
- Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico G. Martino di
Messina. Designazione direttore generale. (n. 30/I).
pervenuto in data 23 aprile 2014 e inviato in data 23 aprile 2014.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1866 - Chiarimenti sulla soppressione del primo Istituto
comprensivo 'Sacro Cuore' di Rosolini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1867 - Notizie sull'assegnazione degli alunni nell'ambito
degli Istituti comprensivi di Rosolini(SR).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1872 - Notizie sul mancato intervento a tutela dell'opera
muraria del 'Rivellino Quintana' di Augusta (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1873 - Interventi utili a prevenire i rischi
idrogeologici e sismici in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1877 - Iniziative finalizzate a garantire il trasporto gratuito
agli alunni delle scuole dell'obbligo e medie superiori, con
particolare riferimento alle problematiche in cui versano le
famiglie del Comune di Alia (PA).
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Lupo Giuseppe
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1863 - Interventi per la risoluzione delle criticità connesse
al sistema tariffario delle prestazioni erogate dai laboratori di
analisi nel territorio siciliano.
- Assessore Salute
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1871 - Iniziative finalizzate a favorire la realizzazione
delle aree attrezzate per le attività artigianali da parte
del Consorzio polifunzionale artigianato locale (COPAL) di Carini
(PA).
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Lupo Giuseppe.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1864 - Chiarimenti circa l'azione di bonifica del sito di
interesse nazionale di Priolo Gargallo (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 1865 - Notizie sulla mancata indizione della gara d'appalto per
i lavori di consolidamento e restauro del 'Museo del Mediterraneo e
Moderno nel Castello Svevo di Augusta - I stralcio funzionale'.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1868 - Chiarimenti circa la realizzazione di una centrale
solare termodinamica in località Carcitella nel territorio di
Mazara del Vallo (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Fazio Girolamo
N. 1869 - Notizie sulla struttura sanitaria 'Villa Santa Teresa'
di Bagheria (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Alongi Pietro
N. 1870 - Notizie relative all'introduzione di una
regolamentazione delle principali attività produttive in Sicilia al
fine di arginare il fenomeno dell'abusivismo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatario: Figuccia Vincenzo
N. 1874 - Notizie in merito al ruolo del direttore artistico nei
teatri stabili della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Forzese Marco Lucio
N. 1875 - Notizie sulle indagini avviate in Sicilia in ordine a
presunte frodi nei teatri locali.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Forzese Marco Lucio
N. 1876 - Notizie sui nuovi indirizzi strategico-gestionali del
Consorzio Autostrade Siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Forzese Marco Lucio
N. 1878 - Chiarimenti in merito agli aiuti alle imprese concessi
dalla Regione, ai sensi della l.r. n. 27 del 1991, quali interventi
a favore dell'occupazione.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Falcone Marco; Assenza
Giorgio; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe
N. 1879 - Iniziative urgenti per contrastare lo stato di povertà
delle famiglie siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Falcone Marco; Assenza
Giorgio
N. 1880 - Iniziative urgenti per il contrasto dell'evasione
fiscale in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Falcone Marco; Assenza
Giorgio; Bandiera Edgardo ; Milazzo Giuseppe; Figuccia Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 175 - Chiarimenti circa il passaggio di competenze in materia
di autorizzazioni (AIA) degli impianti connessi alla gestione
integrata dei rifiuti dal Dipartimento
dell'ambiente al Dipartimento dell'acqua e dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana
Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 294 "Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia", degli onorevoli Gianni
Giuseppe; Venturino Antonio; Cimino Michele; Marziano Bruno; Ragusa
Orazio; Cirone Maria in Di Marco, presentata il 23 aprile 2014;
numero 295 "Iniziative in ordine al piano paesaggistico
provinciale di Agrigento", degli onorevoli Fontana Vincenzo;
Germanà Antonino Salvatore; Alongi Pietro; Vinciullo Vincenzo,
presentata il 24 aprile 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Commemorazione dell'onorevole Vito Cusimano
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, domenica scorsa, all'età di 87
anni è mancato il senatore Vito Cusimano, deputato di
quest'Assemblea per venti anni, dal 1971 al 1991, nella VII, VIII,
IX e X legislatura. Legislature che lo hanno visto firmatario di
numerosi disegni di legge e vivace presenza nel dibattito
parlamentare.
Vito Cusimano è nato a Regalbuto, in provincia di Enna, il 12
maggio 1927, catanese di adozione, in questa città, inizia la sua
carriera politica nel 1952 da consigliere comunale. E' stato uno
dei maggiori esponenti della destra regionale e nazionale,
combattivo sindacalista al punto da rivestire la carica di
segretario regionale del sindacato bancari. Figura storica in
Sicilia ed in Italia della destra, milita nel Movimento sociale
italiano di Almirante e, poi, approda nelle file di Alleanza
nazionale e Destra nazionale. Conclude l'esperienza in Assemblea; è
stato eletto senatore della Repubblica nella XII e nella XIII
legislatura. Anche in Senato ha fatto sentire forte la sua voce sia
in Aula che nelle Commissioni di merito e negli organismi
internazionali di cui faceva parte. Ha ricoperto la carica di
componente della delegazione italiana presso l'Assemblea del
Consiglio d'Europa.
Al senatore Cusimano o, meglio, ai familiari del senatore Cusimano
così come ai familiari dell'onorevole Guido Virzì, che è stato
ricordato la settimana scorsa in un intervento dell'onorevole
Ioppolo, ed a quanti lo hanno apprezzato va il cordoglio mio
personale e quello dell'Assemblea.
Invito, pertanto, l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio.
(Si osserva un minuto di silenzio)
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, come
il Presidente dell'Assemblea ha appena ricordato, nella settimana
trascorsa, la comunità umana e politica della Destra siciliana ha
perso due suoi autorevoli rappresentati: Guido Virzì e Vito
Cusimano; due parlamentari che con il loro impegno appassionato ed
infaticabile onorarono questa Assemblea regionale seppur in epoche
ed in contesti diversi.
Dopo aver esordito nel clandestinismo dell'immediato dopoguerra,
proveniente da una ventennale attività di sindacalista e di
consigliere al Comune di Catania, Vito Cusimano entrò in quest'Aula
con le elezioni del fatidico 13 giugno 1971 che diedero al
Movimento Sociale Italiano ben 15 deputati. Di quella nutrita
pattuglia egli fu, dapprima, vicepresidente e nelle successive
legislature presidente del gruppo, fino al 1991. Stimato ed
apprezzato per l'equilibrio ed il senso di responsabilità che
animava la sua condotta.
Nessuno in questa Aula meglio di Vito Cusimano sapeva dare una
lettura politica al bilancio della Regione. Ne fu per anni relatore
di minoranza, puntuale, documentato, intransigente, propositivo. E
mise, poi, questa profonda conoscenza e lunga esperienza a
disposizione del Senato della Repubblica dove, come lei ha
ricordato, signor Presidente, approdò nel 1994 rimanendovi fino al
2001, anno in cui si ritirò dalla politica attiva.
Guido Virzì fu deputato regionale di Alleanza Nazionale dal 1996
al 2006, dando prova nelle Commissioni ed in Aula della sua non
comune preparazione culturale. Caustico e dissacrante nelle sue
impietose requisitorie contro la malapolitica.
Nel suo impegno parlamentare Virzì portava la passione e
l'incontenibile entusiasmo della sua lunga militanza giovanile,
vissuta sempre con coraggio e con fede convinta. Avrebbe meritato
ben altri ruoli in questa Regione se non avesse subito il fuoco
amico', destino inesorabile al quale sono condannati gli spiriti
liberi di tutti i partiti.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo mio breve e commosso
ricordo dei colleghi Cusimano e Virzì non potrà mai compensare il
debito di gratitudine - mi si consenta la citazione personale - che
porto nei loro confronti. Cusimano mi fu maestro, nella vita e
nella politica; egli mi insegnò ad apprezzare l'altra faccia
dell'impegno istituzionale, fatta di studio, di ricerca, di metodo,
di programmazione, che non concedevano spazio alla improvvisazione
ed alla approssimazione.
Guido Virzì, della mia stessa generazione, condivise con me
assieme all'onorevole Ioppolo, al compianto avvocato Giustino
Blandi, ed a numerosi altri, un'esaltante stagione di battaglie
interne al nostro partito per ottenerne la regionalizzazione,
insofferenti come eravamo al centralismo romano. Il loro esempio di
politici e di parlamentari onesti, coerenti e concreti è per me
ulteriore motivo di stimolo per essere degno di poter continuare a
sedere in questi stessi banchi che li videro protagonisti, animati
solo dal desiderio di servire i legittimi interessi della Sicilia e
dei siciliani.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione unificata delle mozioni in materia di formazione
professionale
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni in materia di formazione
professionale:
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
la Formazione Professionale è una delle competenze regionali di
maggiore rilievo, anche strategico, e la sua importanza per
l'economia e lo sviluppo anche in ragione della dimensione
occupazionale e dell'esigenza di assicurare una rete che offra quei
contenuti formativi necessari alla competitività del sistema
economico;
negli ultimi anni, anche in ragione di una situazione pregressa
segnata da scelte errate e delle difficoltà determinatesi nel
passaggio dal vecchio sistema finanziato con risorse regionali al
nuovo a totale carico di risorse extraregionali (FSE), l'intero
comparto ha vissuto e vive una situazione estremamente critica;
alcuni enti del settore, anche in ragioni di specifiche
problematiche pregresse, hanno vissuto un vero e proprio 'impasse'
che ha condotto al blocco delle attività, in un caso (Cefop) al
commissariamento ed alla ristrutturazione aziendale, le cui
conseguenze si sono scaricate sul personale;
in particolare, dopo una lunga e complessa fase, si è pervenuti
alla determinazione di pesanti esuberi quantificati in ben 347
unità per l'ente Cefop, 172 per l'Anfe ed altri presso altri enti:
centinaia di persone, dopo anni di servizio nel settore, e loro
famiglie si trovano espulsi dal sistema senza alcuna prospettiva di
reddito e di occupazione;
CONSIDERATO che:
l'ordinamento tutt'ora vigente del settore, imperniato sulla legge
regionale n. 24/1976, ha previsto e tutt'ora prevede meccanismi di
garanzia per il personale della Formazione (che trovano riscontro
in diversi provvedimenti, da ultima la legge regionale n. 10/2011)
finalizzati ad assicurare il reddito e la ricollocazione dei
lavoratori, nell'ottica di un sistema integrato della formazione;
la vicenda sopra richiamata degli oltre 500 lavoratori assume
contorni grotteschi e paradossali: a fronte delle dichiarate e
reiterate intenzioni espresse dagli Assessori pro tempore di
assicurare la piena garanzia occupazionale per tutti gli operatori
e nonostante la nuova fase formativa, seppur tardivamente, sia
stata finalmente avviata, nessun intervento concreto è stato
attivato per evitare che, al termine del lungo periodo di Cassa
Integrazione (peraltro nel caso del Cefop prevista con scadenza al
31/12/2013), si pervenisse ai licenziamenti;
la cessazione dei lavoratori determina, oltre al grave danno a
carico degli stessi e delle loro famiglie, la pratica dispersione
di un patrimonio di professionalità utili ad un rilancio del
sistema formativo;
RILEVATO ancora che:
già dal 2008 si è proceduto ad un blocco delle nuove immissioni di
personale nel comparto e che recentemente si è proceduto finalmente
ad aggiornare l'albo degli operatori della Formazione, realizzando
così una compiuta fotografia della situazione del personale
titolare di garanzie;
l'attuale ordinamento prevede a tutt'oggi diversi strumenti a
garanzia del personale iscritto al richiamato albo, che può
accedere alle prestazioni del fondo di garanzia istituito
dall'articolo 132 della L.R. n. 4/2003 (novellato dalla L.R. n.
10/2011) in vista di una ricollocazione nell'ambito dello stesso
sistema;
RITENUTO che:
appaia profondamente ed inaccettabilmente iniquo che le
conseguenze di situazioni di cattiva gestione pregresse si
scarichino sul personale;
risulti quanto mai urgente ed opportuno attivare, immediatamente,
tutti gli strumenti già previsti dal vigente ordinamento a garanzia
dei lavoratori licenziati;
risulti altresì urgente ed opportuno individuare, nell'ambito dei
provvedimenti relativi alla nuova programmazione formativa FSE,
introdurre delle previsioni a garanzia del personale e che
assicurino il pieno riassorbimento degli eventuali esuberi,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a procedere ad un'immediata ricognizione della situazione degli
enti che hanno proceduto ai licenziamenti, delle procedure seguite
e della posizione del personale cessato;
a prevedere l'immediata attivazione degli strumenti di cui alla
L.R. 10/2011 (Fondo di Garanzia) al fine di assicurare una
continuità di reddito e la possibilità di attivare percorsi di
riqualificazione dei lavoratori licenziati in vista di un loro
reinserimento produttivo nel sistema formativo;
ad attivarsi fin d'ora perché nella nuova programmazione formativa
e nei conseguenti atti di selezione delle attività vengano
introdotte idonee e vincolanti previsioni a garanzia dell'intero
personale del comparto, assicurando la
ricollocazione dei lavoratori fra i vari enti in funzione
dell'accesso alle risorse;
ad assumere ogni utile iniziativa per assicurare la continuità del
reddito dei lavoratori licenziati del comparto della Formazione ed
agevolare la ricollocazione produttiva degli stessi all'interno
dello stesso settore, evitando così pesanti ricadute sociali e la
dispersione di professionalità utili in vista del rilancio del
sistema». (16)
LENTINI-ODDO-SAMMARTINO-MICCICHE'-RAGUSA
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che il Governo regionale nelle sue dichiarazione
programmatiche svolte in Aula aveva dichiarato con enfasi come uno
dei suoi primi successi fosse la riprogrammazione del Fesr;
CONSIDERATO che:
da notizie di stampa di ieri si legge che la Commissione europea
ha fortemente criticato le finalità verso cui erano destinati i
Fondi, interrompendo l'erogazione di circa 4,4 miliardi del Fesr
all'interno del quale era previsto anche un finanziamento da 257
milioni di euro destinato alla Formazione. La UE, in questo caso,
ha stigmatizzato l'inesistenza di alcune certificazioni per corsi
organizzati tra il 2002 e il 2006;
la Regione ha già anticipato con proprie risorse agli enti di
formazione le somme di cui sopra e che il blocco della UE
comporterà la necessità di prevedere nel prossimo bilancio
ulteriori poste finanziarie utili a coprire quella che si presenta
come un ulteriore voragine per i conti regionali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ECONOMIA
e
L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
considerato che l'unica strada percorribile oggi appare quella di
avviare un negoziato con la Commissione competente dell'Unione
Europea, a riferire con urgenza al Parlamento regionale sulla reale
portata dell'ammanco che si è verificato nelle casse della Regione
a seguito della mancata attenta verifica da parte
dell'amministrazione regionale delle certificazione dei corsi e sui
conseguenti provvedimenti a carico di ha procurato cotanto danno».
(33)
CAPUTO-ASSENZA-FALCONE
GERMANA'-POGLIESE-SCOMA
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
alla data odierna non risultano ancora effettuati i conteggi
relativi alle retribuzioni pregresse dei
lavoratori della formazione professionale, nonostante gli impegni
assunti dal Governo regionale, a causa dell'esiguo numero di
dipendenti assegnati a tale attività;
non è dato conoscere se i DDG siano stati o possano essere
caricati sul SIC;
non risulta attivata la piattaforma informatica (Faròs) necessaria
per l'erogazione del saldo relativo al 20% della I annualità
dell'Avviso 20/2011;
tali pagamenti riguardano un numero rilevante di lavoratori della
formazione professionale e si riferiscono a tutti i settori: Avviso
20, Servizi Formativi, sportelli, OIF;
non è ammissibile, a ridosso della fine dell'anno e del carico di
impegni economici che tale scadenza determina per le famiglie degli
operatori, già provati dai ritardi e dalle problematiche connesse
con l'intero settore della formazione, nonché della chiusura
dell'esercizio finanziario, che il Governo regionale non attivi
procedure per la sollecita definizione delle procedure di
liquidazione delle retribuzioni;
si sta negando a migliaia di utenti la possibilità, a causa
dell'inspiegabile ritardo nell'emanazione dei DDG e
conseguentemente dell'avvio della corsualità 2013/2014, di poter
svolgere le 36 settimane (periodo medio di durata di un intervento
formativo), contraendo la durata in 22/24 settimane, visto che le
attività dovranno terminare entro il 31 luglio 2014;
RILEVATO che:
l'effettuazione dei conteggi per la liquidazione delle
retribuzioni è un mero problema di organizzazione e gestione di
risorse umane, o per meglio di dire di capacità di rispondere ai
legittimi bisogni con efficienza ed efficacia, caratteristiche che
dovrebbero connotare tutta l'attività della Regione;
la scelta di non costituire un team di risorse umane e strumentali
cui assegnare la definizione dei conteggi delle somme dovute ai
lavoratori della formazione costituisce un grave inadempimento di
natura organizzativa e gestionale e vanifica le aspettative di
tante famiglie che temono di vedere compromessa anche la
possibilità di percepire il loro legittimo corrispettivo prima del
Natale;
CONSIDERATO che il Governo della Regione ha l'obbligo giuridico e
morale di attivarsi per garantire che l'attività di pagamento delle
retribuzioni degli operatori debba avvenire nel più breve tempo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso L' ASSESSORE PER L'ECONOMIA
e L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
a porre in essere immediatamente ogni possibile iniziativa per
garantire in tempi strettissimi a tutti gli operatori della
formazione professionale di tutti i settori di intervento la
liquidazione delle loro legittime retribuzioni ed a scongiurare il
rischio che le loro famiglie arrivino alla fine dell'anno senza che
tale diritto si sia realizzato». (247)
ANSELMO - D'AGOSTINO - FIRETTO - MICCICHÉ
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
la legge regionale n. 24 del 1976 (art. 14) ha istituito, presso
l'Assessorato regionale del lavoro e della cooperazione, l'Albo
regionale del personale docente dei corsi di formazione
professionale;
con decreto assessoriale del 14 ottobre 1987 n. 943/87/13,
pubblicato in GURS n. 30 del 24 ottobre 1987, è stato pubblicato
l''Albo dei operatori della formazione professionale in servizio
presso gli enti convenzionati alla data del 31 marzo 1986';
con decreto assessoriale dell'8 febbraio 1997 pubblicato in GURS
n. 60 del 24 dicembre 1997 è stato aggiornato l'albo di cui al
precedente punto in relazione al personale in servizio fino alla
data del 30 settembre 1995;
con decreto assessoriale del 16 ottobre 1997 pubblicato in GURS n.
61 dell'8 novembre 1997 è stato istituito l'albo del personale in
servizio a tempo indeterminato docente e non docente dei corsi di
formazione e sono stati contestualmente stabiliti i relativi
criteri per l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta dell'albo
nonché il possesso di specifici requisiti professionali necessari
per l'iscrizione allo stesso;
con decreto assessoriale 5074 del 22 dicembre 2010, in ossequio a
quanto stabilito dalla deliberazione di Giunta n. 350 del 4 ottobre
2010 (che prevede - in conformità all'accordo programmatico sulla
formazione professionale del 29 settembre 2009 concernente le
'Linee guida per l'implementazione dell'offerta formativa' -
l'istituzione di un albo nel quale confluiranno tutti i dipendenti
degli enti di formazione impegnati nelle tre filiere del PROF,
dell'OIF e dei Servizi formativi), è stato istituito l''Elenco
regionale ad esaurimento degli operatori della formazione
professionale', comprendente tutto il personale formatore e tecnico
amministrativo; elenco che non costituisce un nuovo albo bensì un
'Elenco ad esaurimento' utilizzato esclusivamente per le finalità
premiali previste dal c.d. Avviso 20, i cui effetti cesseranno, con
efficacia ex nunc, a partire dalla pubblicazione in GURS dell'albo
aggiornato;
CONSIDERATO che:
con circolare n. 1 del 15 maggio 2013 l'Assessorato ha ritenuto
necessario 'reintrodurre uno strumento previsto dalla legge a
garanzia degli operatori della formazione professionale e della
salvaguardia dei livelli occupazionali' finalizzato a garantire la
certezza giuridica ed il sistematico aggiornamento dell'ultimo albo
degli operatori della formazione professionale di cui al
sopracitato decreto assessoriale dell'8 febbraio 1997;
a tal fine con la medesima circolare n. 1 (con oggetto: 'atto di
indirizzo applicativo per l'aggiornamento dell'Albo degli operatori
della formazione professionale siciliana') l'Assessorato ha
invitato gli operatori della formazione professionale, assunti con
contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008, a
comunicare, nel termine perentorio di 20 giorni decorrenti dalla
data di pubblicazione in GURS della circolare de qua e per il
tramite dell'ente gestore di appartenenza, i propri dati anagrafici
e quelli relativi alla propria posizione lavorativa con
autocertificazione redatta ai sensi del DPR 445/2000;
con decreto assessoriale n. 38/GAB dell'11 ottobre 2013 'Decreto
istitutivo dell'Albo regionale del personale docente e non docente
dei corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il 31
dicembre 2008', all'articolo 3 viene stabilito che: 'L'approvazione
definitiva dell'albo e la relativa pubblicazione in GURS sono
subordinate al completamento delle procedure di verifica delle
veridicità dei dati autodichiarati ai fini dell'inserimento
nell'Albo medesimo, che dovranno concludersi entro 30 gg della
pubblicazione ai sensi dell'articolo 7 primo periodo...';
l'approvazione definitiva dell'albo e la conseguente
pubblicazione, pertanto, doveva avvenire entro e non oltre 30 gg
dalla data di pubblicazione, nel sito web istituzionale
dell'Assessorato dell'istruzione e della formazione professionale,
del decreto assessoriale n. 38/GAB dell'11 ottobre 2013, previa
verifica della veridicità delle dichiarazioni assunte;
RILEVATO che nonostante sia abbondantemente trascorso il termine
previsto dall'art. 3 del decreto de quo (30 gg dalla pubblicazione
nel sito istituzionale), alla data odierna non risulta posta in
essere né la definitiva approvazione dell'Albo né, tanto meno, la
conseguente pubblicazione in GURS,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a provvedere, in ottemperanza a quanto stabilito all'articolo 4
del decreto assessoriale n. 38/GAB dell'11 ottobre 2013, alla
definitiva approvazione dell'albo degli operatori della formazione
professionale nonché, preventivamente, a procedere al controllo
della veridicità delle dichiarazioni rese dagli operatori della
formazione ai sensi del DPR n. 445 del 2000 ed acquisite
dall'Assessorato ai sensi della circolare n. 1 del 15 maggio 2013».
(252)
CIANCIO - CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI
- SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che l'art. 132, comma 1, della l.r. n. 4 del 2003 prevede
l'istituzione di un Fondo di garanzia 'del personale dipendente del
settore della formazione professionale iscritto all'albo previsto
dall'articolo 14 della l.r. 6 marzo 1976, n. 24, già posto in
mobilità e quello risultante in esubero rispetto alla
programmazione del piano regionale dell'offerta formativa
finalizzato ad una politica di sostegno al reddito', un istituto
che consente al lavoratore rimasto totalmente privo di incarico
posto in 'mobilità a zero ore', di mantenere la retribuzione
globale di fatto come recita l'art. 26 ccnl 1994/1997 - mobilità,
in attesa di essere ricollocato ai sensi dell'art. 2 bis l.r. n.
25/93;
CONSIDERATO che:
le risorse appostate al capitolo di bilancio 318110 debbono essere
destinate esclusivamente in favore degli operatori rimasti senza
incarico posti in mobilità;
le stesse, di importo pari a 5 ml. di euro per l'anno 2013, sono
state illegittimamente utilizzate per coprire il 7% della CIGD agli
operatori posti in cassa integrazione, istituto questo che non può
applicarsi agli operatori della formazione professionale operanti
nella Regione siciliana;
il CCNL 2011/2013 all.12 seconda parte comma 1 recepisce l'art. 26
del CCNL 1994/97, e quest'ultimo è menzionato nella l.r. n. 25/93,
art. 2 bis, che recita 'l'Assessore regionale per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
autorizzato ad attuare per il personale di cui al comma 1
(personale iscritto all'Albo previsto dall'art.14 l.r. n.24/76 con
rapporto di lavoro a tempo indeterminato), rimasto totalmente privo
di incarico, i processi di mobilità previsti dal CCNL degli
operatori della formazione professionale',
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
in esecuzione dell'art. 132, comma 1, della l.r. n. 4/2003, a
destinare le somme previste nel Fondo di garanzia al pagamento
delle retribuzioni del personale dipendente del settore della
formazione collocato in mobilità a zero ore». (272)
CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- ZAFARANA - ZITO
«L'Assemblea Regionale siciliana
al fine di conoscere e valutare le eventuali inefficienze e
sprechi in materia di formazione professionale e garantire la
trasparenza delle procedure poste in essere, come previsto dalla
legge regionale n. 24 del 1976, recante 'Addestramento
professionale dei lavoratori',
INVITA
IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
a nominare, ai sensi degli artt. 29 e 29 ter del Regolamento
interno dell'A.R.S., per la durata di mesi tre, una Commissione
d'indagine e di studio al fine di consentire all'Assemblea
regionale di acquisire gli elementi necessari di conoscenza delle
attività poste in essere dal dipartimento regionale Istruzione e
formazione professionale in materia di formazione professionale, in
relazione a quanto previsto dalla legge regionale n. 24 del 1976,
dai dispositivi di programmazione e amministrativi relativi
all'istruzione e formazione professionale, dagli Avvisi 19 e 20 del
2011 e dal cosiddetto 'Piano Giovani'; e dal Dipartimento regionale
Lavoro, impiego, orientamento, servizi e attività formative, a
valere sugli Avvisi 1 e 2 del 2010. La Commissione dovrà assumere
tutti gli elementi utili a verificare l'efficacia, l'efficienza e
il buon andamento dell'azione amministrativa, con particolare
riferimento:
1) alla continuità nell'erogazione del servizio pubblico;
2) alla garanzia di cui all'art. 2 della legge regionale n. 25 del
1993 e s.m.i.;
3) all'ammontare ed alla legittimità delle compensazioni operate a
valere sui progetti comunitari affidati nell'ambito dell'Avviso 20
del 2011, per il recupero di precedenti integrazioni;
4) all'entità delle risorse impegnate in riferimento ai programmi
comunitari e ai fondi trasferiti dallo Stato;
5) alla valutazione di eventuali inefficienze e sprechi, a partire
dalla ricognizione sulle modalità di finanziamento degli enti,
accertando anche la regolarità dei rapporti contrattuali in essere,
a partire dal periodo che va dal 2008 al 2013, del personale
docente, tecnico e amministrativo, con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato e determinato». (283)
FALCONE - FIGUCCIA - POGLIESE - ASSENZA -
BANDIERA - SAVONA
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
la formazione professionale, materia di rango costituzionale e
statutaria, in Sicilia risulta disciplinata esclusivamente dalla
L.R. n. 24/1976 e s.m.i., nonché, per quanto attiene ai principi
guida della detta competenza regionale normativa in materia, dalla
legge quadro n. 845/1978 e che, per effetto del riassetto
organizzativo degli uffici dell'Amministrazione regionale di cui
alla l.r. n. 19/2008, la competenza in materia di formazione
professionale è transitata dall'Assessorato regionale Lavoro
all'Assessorato regionale Istruzione e formazione professionale;
la l.r. n. 24/76 e s.m.i. detta apposite inderogabili prescrizioni
per lo svolgimento in regime di convenzione dell'attività di
formazione professionale - espletata per il tramite degli enti
strumentali di cui all'art. 4 - ai fini del conseguimento di valido
attestato di qualifica professionale utile all'avviamento al lavoro
e valido anche ai sensi del D.A. 3/2/92 e della l.r. n. 12/91 in
favore dei giovani disoccupati, soggetti svantaggiati - disabili,
minori in obbligo formativo, soggetti fuoriusciti dal sistema
lavorativo anche in relazione all'età non più giovane ed al
contestuale innalzamento della soglia pensionistica per il loro
reinserimento nel tessuto produttivo dell'Isola;
VISTO che, in ossequio agli articoli 3, 4, 9, 33, 35 e 38 della
Costituzione, la Regione siciliana è obbligata a rendere tale
servizio;
RITENUTO che:
il tenore letterale dell'art. 5, comma 1, della l.r. n. 24/76, che
impone all'Assessore competente l'obbligo di emanare annualmente il
piano dell'offerta formativa, e quello dell'art. 34 della l.r. n.
15/2004, che fissa al 30 novembre di ogni anno il termine per
l'emanazione, escludono la sussistenza di qualsivoglia margine di
discrezionalità entro il quale la Regione possa determinarsi se far
luogo o meno all'emanazione del predetto piano;
il secondo comma dell'art. 5 della l.r. n. 24/76, in aggiunta al
piano annuale imposto normativamente dal comma 1 del richiamato
art. 5, riconosce in capo alla Regione la facoltà di approvazione
anche di piani pluriennali finanziati con fondi comunitari e
formulati secondo le procedure previste per l'erogazione dei fondi
comunitari;
CONSIDERATO che:
la reiterata elusione e violazione della l.r. n. 24/76 e, per
essa, la mancata approvazione del piano annuale dell'offerta
formativa negli anni 2012 e 2013, ha comportato l'omessa erogazione
del servizio di formazione professionale in danno dei beneficiari-
utenti non rientranti nelle categorie tipizzate nell'avviso
pubblico n. 20/2011 e nel D.D.G. n. 5021/2013, e ha comportato, per
le ragioni anzidette, l'infruttuosa esplicazione delle attività
programmate nei predetti provvedimenti, stante la verosimile
mancata validità del titolo conseguito e/o da conseguire ai fini
dell'acquisizione della qualifica professionale e della sua
valutazione ai sensi del D.A. n. 3/2/1992 e della L.R. n. 12/91;
la reiterata elusione e violazione della l. r. n. 24/76 e la
mancata approvazione del piano annuale dell'offerta formativa negli
anni 2012 e 2013 ha determinato, a danno degli operatori tutti -
iscritti all'albo istituito ai sensi dell'art. 14 della l.r. n.
24/76 - la lesione di tutte le posizioni giuridiche tutelate dalla
L.R. n. 24/76 e s.m.i. e, non ultima, la garanzia legale della
continuità lavorativa e retributiva contemplata nell'art. 2 della
l.r. n. 25/93, con conseguenti multipli licenziamenti e/o
collocazione in cassa integrazione in deroga consumati in danno
della categoria;
tutto ciò premesso e considerato, stante la tipizzazione della
formazione professionale in quanto servizio pubblico soggetto
alla regola della doverosità e della obbligatorietà che impone
all'amministrazione l'obbligo giuridico di provvedere,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
alla predisposizione immediata di tutti gli adempimenti
propedeutici all'adozione del PROF per il 2014 e 2015,
obbligatoriamente prescritti dalla normativa legislativa e
regolamentare, e alla conseguente emanazione del piano dell'offerta
formativa 2014 e 2015 ai sensi dell'art. 5 della l.r. n. 24 del
1976 e s.m.i., previo parere obbligatorio della Commissione
regionale per l'impiego». (284)
ZAFARANA - CIANCIO - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO -
SIRAGUSA - TANCREDI - CANCELLERI - FOTI - FERRERI - PALMERI - LA
ROCCA - CAPPELLO
ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 33.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riporto al
testo della mozione che ritengo sia abbastanza chiaro. La
problematica attenzionata al Governo, in effetti, risale a periodi
di programmazione che nulla hanno a che vedere con l'attuale
Governo in carica, però le conseguenze negative di quella cattiva
programmazione, purtroppo, le stiamo pagando in questo momento.
Quindi, la mozione impegnava il Governo e, in questo senso,
auspicheremmo un intervento chiarificatore da parte dell'Assessore
presente in Aula, che ringrazio per essere intervenuto, per vedere
come potere ovviare a questo ennesimo colpo inferto, per la verità,
in gran parte per colpa anche nostra, di alcune allegre gestioni,
in questo caso passate, sulla formazione, per cui l'Unione europea
ha evidenziato la non validità di alcune certificazioni, per corsi
organizzati negli anni 2002-2006.
Siccome si tratta di corsi per i quali già la Regione ha
affrontato, o almeno così pare, l'esborso delle relative somme a
carico del proprio bilancio, ne comporta un ulteriore venir meno di
un'entrata cospicua nel bilancio regionale, per cui volevamo sapere
dall'Assessore per l'economia, che oggi non vedo in Aula, e
dall'Assessore per la formazione, come intenda questo Governo
attuale ovviare a questa problematica e se non consideri
necessario l'avvio di un serio confronto, di un serio negoziato con
la Commissione competente dell'Unione europea per cercare di
limitare al massimo i danni.
LENTINI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 16.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questa
mozione presentata già un po' di mesi fa chiedeva al Governo di
attenzionare il personale della formazione professionale che negli
ultimi anni vive questo problema annoso che riguarda l'intera
formazione perché i tanti lavoratori che fanno parte di enti sono
stati licenziati.
Sono a conoscenza che, in questo momento, il Governo si sta
impegnando affinché con progetti innovativi, con personale da
riqualificare, ed ecco questa mozione voleva chiarire, vuole
chiarire la situazione di questi operatori che si trovano in grosse
difficoltà, tanti che non percepiscono stipendi, per tanti mesi. E,
quindi, desideravo che l'Assessore chiarisse in questo momento lo
status quo della formazione professionale tenendo presente che, con
legge regionale numero 10 del 2011, abbiamo inserito nel contesto
legislativo del Fondo unico dove attingere e dove dare speranza
reddituale ai dipendenti.
Auspico che questa mozione possa dare questo indirizzo chiaro ai
tanti lavoratori che ad oggi non credono nelle istituzioni ed hanno
problemi perché nessuno li chiarisce.
Poi, mi riservo di dibattere successivamente, signor Presidente.
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 252.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, questo Governo ha fatto della lotta alla corruzione,
soprattutto nel campo della formazione professionale, un cavallo di
battaglia.
Il Presidente della Regione che, oggi, purtroppo, non è in Aula
si è vantato spesso di aver avviato e di aver scoperto il vaso di
Pandora perché grazie ai suoi interventi sono scaturite indagini ed
inchieste.
Vorrei ricordare semplicemente al Governo, ma in questa sede c'è
l'Assessore al ramo, che molte delle inchieste che sono partite, in
realtà, nascono da denunce anche di cittadini, da sindacati
autonomi fatte in passato. Ovviamente, sono sicura che anche il
Governo avrà depositato determinate documentazioni, però diciamo
che quello che è uscito finora non è proprio farina del sacco del
presidente Crocetta.
Non solo il Presidente si scaglia contro questo sistema, contro la
corruzione, si vanta di queste inchieste che, finalmente, sono
uscite fuori, non solo questo, dall'altro lato si assiste ad un
grandissimo paradosso. Perché il presidente Crocetta ancora tiene
la Monterosso come segretario generale della Regione?
Questa è una domanda che abbiamo posto diverse volte, abbiamo
presentato anche una mozione per impegnare il Governo a rimuovere
la Monterosso, che ricordiamo, è condannata dalla Corte dei Conti
per danno erariale per la vicenda degli extrabudget che per chi non
lo sapesse dei cittadini, perché sono sicura che i colleghi lo
sanno benissimo, erano finanziamenti dati in più agli enti di
formazione senza giusta causa, almeno secondo quello che dice la
Corte dei Conti.
Noi, questa rivoluzione, nel campo della formazione non la vediamo
(la rivoluzione del presidente Crocetta), vediamo solo una gran
confusione.
La confusione è data dalla continua violazione di disposizioni di
legge vigenti, mi permetta Assessore, ma questo è rivolto sia a lei
che al Presidente della Regione, a volte anche da una nota di
presunzione. A cominciare dal fatto che la legge vigente, ovvero la
legge numero 24 del 1976, prevede che gli operatori della
formazione professionale che non possono più lavorare negli enti di
origine debbano essere posti in mobilità.
Quindi, le liste di mobilità che debbono essere approvate dagli
Uffici provinciali del Lavoro sono un sistema fondamentale per
garantire un buon funzionamento del sistema; questa cosa non è
avvenuta, anzi molto spesso si ricorre alla Cassa integrazione in
deroga, che non è un istituto previsto dal contratto collettivo
nazionale del lavoro, per gli operatori della formazione
professionale. Ovviamente, questo avviene per mancanza di
controlli.
A proposito di mancanza di controlli, possiamo inventarci tutte le
riforme, tutti gli avvisi speciali che vogliamo, ma se questi
controlli non ci sono - e voi lo sapete benissimo - perché nelle
amministrazioni passate sono mancati, evidentemente - è inutile
fare qualsiasi tipo di intervento.
A tal proposito riporto la dichiarazione della dottoressa Corsello
in V Commissione del 13 marzo che diceva: ricordato come a suo
tempo venne stabilito che gli enti non avrebbero potuto effettuare
una solo assunzione in più, oltre il 31 dicembre 2008 e citata la
norma regionale che stabilisce il blocco delle assunzioni rileva
che queste disposizioni sono state disattese dagli enti di
formazione', aggiunge altresì che a seguito della superiore
disapplicazione dell'illusivo ricorso a contratti di
collaborazione, coordinata e continuativa, suscettibili di essere
trasformati in sede di conciliazione e giudiziaria i rapporti di
lavoro a tempo indeterminato, la platea dei lavoratori interessati
potrebbe ampliarsi di circa 7 mila unità, con la conseguente
impossibilità per la Regione di un qualsiasi intervento'.
A proposito di questi 7 mila lavoratori abbiamo chiesto la
documentazione e ci risulta siano, nella'arco di tempo che va dal
2009 al 2011: 650 a tempo indeterminato, cioè assunzioni a tempo
indeterminato nonostante il blocco delle assunzioni, 880 a tempo
indeterminato e 5.142 contratti a progetto, senza contare le
assunzioni per prestazioni occasionali che sono state fatte e che
sono un altro migliaio.
C'è da dire che, in realtà, all'amministrazione era stato
segnalato questo problema ed abbiamo anche le relazioni della
dottoressa Corsello, ed era stato segnalata sia la pratica di
ricorrere all'utilizzo di contratti atipici, sia quella di, da un
lato, chiedere la Cassa integrazione in deroga e mentre si ponevano
determinate fette di lavoratori in Cassa integrazione dall'altra si
continuava ad assumere.
Questo ci sembra assolutamente folle e, infatti, non capiamo
perché queste relazioni non siano state mandate a suo tempo alla
Corte dei Conti, data la gravità dei fatti.
Cosa ha risposto a suo tempo l'amministrazione, nella persona di
Ludovico Albert, il 15 novembre 2011: Si rappresenta in linea di
principio l'estraneità da ogni abnegazione scaturente da un atto
negoziale posto in essere da un ente di formazione professionale
con i propri lavoratori, per il cui adempimento non può essere
chiamato a rispondere l'amministrazione regionale' - questa è una
sentenza della Corte di Appello. A ciò si aggiunga che la
scellerata condotta di alcuni enti di formazione professionale che
nel tempo hanno dissimulato i rapporti di lavoro subordinato in
violazione della normativa in materia'; è un fatto ancora più grave
che non merita alcuna coscienza da parte dell'Amministrazione. Ciò
posto, lo scrivente non ritiene di adottare alcuna procedura in
merito a quanto richiesto, ribadendo, peraltro, che saranno
esclusivamente a carico dell'ente di formazione gli oneri derivanti
da rapporti di lavoro subordinato convertiti ex tunc alla data del
31 dicembre 2008'.
Perché Albert diceva che l'Amministrazione non si riteneva
responsabile? Perché i controlli dell'Amministrazione regionale
scattano solo al momento della rendicontazione e qua si apre un
altro divertente capitolo perché, sempre la dottoressa Corsello, in
Commissione, cosa ci ha detto a proposito dei rendiconti?
Testualmente: risultano circa duemila faldoni di documentazione
giacenti dal 1998, mai esaminati nonostante la Corte dei Conti
abbia più volte sollecitato la rendicontazione. Rappresenta che
l'Amministrazione ha più volte inviato note con le quali ingiungeva
agli enti di adempiere ', insomma gli hanno detto mandate i
documenti perché così finiamo e chiudiamo questi benedetti
rendiconti'.
Sul controllo di questi duemila faldoni, che giacciono dal 1998,
non è dato sapere a che punto siamo, anche perché sempre in
Commissione, quando ho chiesto ai rappresentanti delle sigle
sindacali c'era chi diceva: sì è vero hanno avviato i controlli',
c'era chi diceva: no, non è vero non abbiamo avviato nessun
controllo, noi non abbiamo contezza dello stato della situazione'.
Quello che mi chiedo è: noi queste carte ce le siamo studiate, in
meno di un anno e mezzo di legislatura, ma dov'era la politica
quando si verificava veramente questo scempio? I sindacati che cosa
hanno fatto? Pensiamo che siano stati semplicemente distratti e non
pensiamo altro,
MUSUMECI. Ingenua
CIANCIO. Noi siamo garantisti. Alcuni deputati di questa
legislatura che oggi siedono in questi banchi, che oggi presentano
mozioni, ma nella scorsa legislatura e nella scorsa ancora dove
erano? Perché non hanno controllato tutte queste cose?
PRESIDENTE. La invito a concludere.
CIANCIO. Signor Presidente, mi perdoni, interverrò soltanto io e
la collega Zafarana per tutto il Gruppo, quindi, se ci può
concedere qualche minuto in più.
Ma, soprattutto, Assessore, noi sono due mesi che richiediamo la
lista degli enti che non hanno mandato la documentazione per il
contraddittorio. Fino a questa mattina ho parlato con la dottoressa
Corsello ed ho chiesto: Mi volete dare questa benedetta lista
degli enti che non hanno presentato la documentazione, visto che la
Corsello ha detto di aver chiesto questa documentazione del
contraddittorio? Non mi è stata data
Ora, Presidente, chiedo anche all'Ufficio di Presidenza di
muoversi, perché se non riesco ad averla io, voglio vedere un
cittadino normale, un lavoratore, un sindacalista, chiunque, come
si fa ad avere certi documenti.
MUSUMECI. C'è la Magistratura.
CIANCIO. Sì, assolutamente.
Poi mi ricollego, sempre a proposito di cose che non vengono
fatte, alla nostra mozione, ovviamente entro nel merito, cioè la
mozione sull'albo dei formatori; ebbene, noi sono più di sei mesi
che chiediamo la pubblicazione dell'albo definitivo, perché quello
pubblicato oggi è provvisorio, Assessore, è provvisorio. Assessore,
c'è una differenza fondamentale, sostanziale perché nell'albo che
avete pubblicato ci sono condannati, ci sono assunti dopo il 2008,
ci sono persone che non dovrebbero stare in questo albo. L'albo
definitivo doveva essere pubblicato sei mesi fa.
Il 13 marzo la dottoressa Corsello diceva: evidenziato che il
controllo sull'albo provvisorio, basato sulle autocertificazioni, è
stato concluso pochi giorni fa, evidenzia che a seguito delle
verifiche effettuate sono stati depennati circa 460 soggetti e che
l'albo sarà pubblicato la prossima settimana'.
Era il 13 marzo, siamo ad aprile, ed ancora questo albo non esce.
Perché non esce?
Voi potete fare tutto ciò che volete, però se avete intenzione di
proseguire per via amministrativa, noi denunceremo qualsiasi cosa.
Una riforma seria del settore - lei l'ha annunciato anche in
Commissione - deve passare da questo Parlamento e deve passare
dalle Commissioni di merito, se non siete d'accordo sulla legge,
perché la legge c'è, è vigente, esiste, quindi bisogna rispettarla,
bisogna fare l'albo dei formatori, come anche lei ha detto più
volte, bisogna fare il Piano regionale dell'offerta formativa,
bisogna fare una serie di cose che sono obbligatorie per legge.
Possiamo essere d'accordo o meno, possiamo modificarla, ma dovete
passare da qua, non si può fare una riforma di un settore così
importante per via amministrativa, e finché - ripeto - ci sarà una
legge vigente, noi la difenderemo sempre, la porremo al di sopra di
qualsiasi atto amministrativo.
(Applausi)
FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 283.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, Governo, finalmente arriva in Aula la
trattazione di un argomento relativo ad un settore molto delicato,
che da un anno e mezzo a questa parte è al centro del dibattito
regionale, che è quello del settore della formazione professionale.
Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'istituto
comprensivo 'Santa Chiara' di Enna
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei porgere il saluto
dell'Assemblea e il mio personale, all'Istituto comprensivo statale
Santa Chiara di Enna, ringraziandoli di essere intervenuti.
Riprende il seguito della discussione unificata di mozioni in
materia di formazione professionale
FALCONE. Un dibattito molto attuale che vede impegnati diecimila
lavoratori da un lato, dall'altro lato una platea numerosissima di
decine di migliaia di allievi che, in questo momento, dovrebbero
avere un servizio pubblico essenziale quale quello della formazione
professionale che, purtroppo, è diventato molto claudicante.
Abbiamo nei giorni scorsi criticato l'azione del Governo,
pungolata per varie ragioni. Oggi, diciamo che contestiamo alcune
lacune che, via via, stanno diventando sempre più voragini che sono
riassumibili, sostanzialmente, in circa cinque punti e sono date
dal mancato avvio del Piano formativo del 2014-2015 che
rappresentava la terza annualità - così potremmo chiamarla -
dell'Avviso 20, come fu così concepito, immaginando una triennalità
e successivamente facendola gravare sui fondi comunitari 2014-2020.
Si è parlato anche della grande difficoltà che vivono circa 2.800
dipendenti che fanno parte di quegli enti definanziati, vorrei
ricordare il Cefop, l'Ancol, il Lumen, l'Aran, l'Iraps, l'Anfe
Catania, lo Ial Cisl, potrei continuare in una lista molto lunga;
ebbene, 2.800 persone che dovrebbero essere ricollocate.
Ad oggi, purtroppo, ci accorgiamo che abbiamo un progetto fatto
col CIAPI che sarebbe dovuto partire già a gennaio del 2014 dopo i
proclami fatti dal Governo - però- purtroppo- ancora non parte per
varie ragioni - ma- comunque- un progetto che impegnerebbe 1.410
persone a fronte di 2.800 dipendenti circa che oggi sono come
color che son sospesi', cioè alcuni sono in Cassa integrazione,
alcuni sono in una condizione di mobilità, altri sono in una
condizione di assoluta incertezza, senza alcun paracadute degli
ammortizzatori sociali previsto per legge, e altrettanti in una
condizione giuridica di assoluta incertezza, non sapendo se sono
ancora dipendenti dell'ente definanziato, non sapendo se andranno
in una barriera di protezione, non sapendo se, invece, potranno
essere inseriti nel progetto Prometeo, qualcuno ha detto, a mio
avviso in maniera inopportuna, in uno scorrimento di graduatoria
dello stesso progetto.
E' chiaro che allora ci troviamo di fronte a una situazione di
assoluta incertezza per questi lavoratori per gli enti, ma,
soprattutto, per il servizio pubblico essenziale.
Altro problema: è dal 2010 che non vengono fatti - lo voglio alla
Presidenza - i rendiconti che dovrebbero svincolare il 20 per cento
per ogni anno per gli enti di formazione che comportano una cifra
considerevole che in quattro anni, 2010, 2011 e così via,
rappresentano l'ottanta per cento di una annualità, in tre anni
rappresentano il 60 per cento.
Se voi considerate che questo comporta una ricaduta di minori
trasferimenti per gli enti in termini di quasi una annualità, vi
accorgerete che poi a pagarne le conseguenze sono i dipendenti, a
pagarne le conseguenze sono gli allievi che non percepiscono la
indennità di frequenza, sono i fornitori che non percepiscono le
loro spettanze per le forniture e le prestazioni che hanno profuso
ed effettuato nei confronti di questi enti.
Io qui vorrei parlare anche dell'obbligo formativo, gli FP, ex
obbligo formativo, e dobbiamo dire che l'obbligo formativo, la
rendicontazione, addirittura risale e ancora è bloccata al 2007,
2008, ben sei anni, il 120 per cento di un'intera annualità.
E' chiaro che poi ci sono i ritardi, qualcuno dice: ma sono gli
enti che non pagano'. Certo, ci sono molti errori che vanno
censurati in questi enti, ma ci sono altri errori, altre
manchevolezze e altri inadempimenti nell'amministrazione regionale.
Vorrei ricordare che alcuni mesi fa il Presidente Crocetta, io
dico forse giustamente, opportunamente, propose e attuò una specie
di mobilità dei dipendenti, facendo uno spoil system, ma al
dipartimento al servizio gestione vi erano 55 dipendenti.
Bene, da sei mesi, da ottobre a oggi, da 55 dipendenti siamo
passati a 6 dipendenti dell'amministrazione regionale, più 12
dipendenti dell'assistenza tecnica. Appena 18 dipendenti che devono
svolgere un lavoro e delle funzioni che sino a sei mesi fa erano
assegnati a ben 55 dipendenti.
Allora, qual è l'attenzione, al di là di qualche proclama, al di
là di qualche annuncio fatto sulla spinta emotiva che cambia, che
vorrebbe cambiare ma soltanto secondo una logica di parole, secondo
una eloquenza e un profluvio di parole ma una inconsistenza di
fatti, una situazione che giorno dopo giorno è diventata
terribilmente tragica.
Oggi noi abbiamo una situazione in cui l'intero settore della
formazione professionale è in una situazione di collasso. Un intero
settore che non da più, è da un anno circa che gli enti di
formazione, ancora quelli che sono finanziati, che non sono stati
definanziati, fortunatamente per loro, vivono una situazione di
grande incertezza.
Qua ci sono degli enti storici, ci sono i Salesiani della
provincia di Catania, ma ci sono enti importanti, dei colossi che
sino a ieri davano buona formazione, che oggi si trovano in una
situazione di grande incertezza, ed è una incertezza per loro, per
i dipendenti, per gli allievi che dovrebbero trovare in questi enti
strumentali una forza di incisione, di intrapresa, di permanenza,
se vogliamo, e di inserimento nel mercato del lavoro che non
riescono a trovare.
Rispetto a tutto questo cosa fa il Governo? Soltanto gli annunci,
non vogliamo fare macelleria sociale', e giorno dopo giorno
aumentano sempre più i disoccupati della formazione professionale,
e giorno dopo giorno aumentano sempre più i ragazzi in dispersione
scolastica perché non abbiamo ancora finanziato i terzi e i quarti
anni dell'obbligo formativo e non abbiamo ancora impegnato le somme
per i secondi anni dell'ex obbligo formativo, avendo soltanto
impegnati quest'anno i fondi per il primo anno. E il secondo anno?
Abbiamo detto agli enti iniziate', ma non c'è un decreto di
finanziamento. Abbiamo detto che dobbiamo attuare il terzo e il
quarto anno dell'obbligo formativo, ma non c'è nemmeno un bando,
per il quarto anno soprattutto, non sappiamo la certezza
finanziaria, non abbiamo un atto a fondamento che dia origine poi
ad un contratto giuridico, ad una convenzione ed a un input
giuridico per poter procedere, per poter consentire a questi enti
di poter dare un servizio pubblico essenziale.
E allora, dinanzi a tutto questo, ci accorgiamo con i sindacati,
non i sindacati del centrodestra, la CGIL non è di centrodestra, la
CISL non è di centrodestra e ancora meno la UIL, che in maniera
unitaria dichiarano lo stato di crisi, in maniera unitaria i
comitati spontanei di tutta la Sicilia dichiarano lo stato di crisi
e domani c'è uno sciopero qua a Palermo.
Non c'è giorno che passa che la Sicilia non sia attraversata da
una sensazione di smarrimento, di tragicità, di dramma per
dipendenti che non prendono lo stipendio da venti mesi e
altrettanto gli enti di formazione che si sono visti attuate delle
compensazioni. Le compensazioni cosa sono?
Poiché nel passato erano state fatte delle integrazioni extra
budget a un certo punto si scopre una formula per tentare di
affrontare e di fermare la Corte dei Conti e questa formula è
chiamata compensazione', da un lato dobbiamo recuperare e cosa si
fa? Agli enti di formazione andiamo a prelevare, andiamo a
congelare quella massa economico-finanziaria che non è degli enti
ma è dei dipendenti, cioè è lo stipendio dei dipendenti, anziché
pagare i dipendenti la blocchiamo. Facciamo il cosiddetto mandato
verde' e la preleviamo e la assorbiamo e i dipendenti non prendono
lo stipendio nel migliore dei casi da nove mesi, nel peggiore da
ventidue mesi.
Queste cose qua le dobbiamo dire, noi le abbiamo dichiarate, le
abbiamo annunciate, le abbiamo anche denunciate all'opinione
pubblica e lo abbiamo fatto con spirito costruttivo, mai con
spirito demolitore, mai con spirito destruens sempre costruens.
In questo senso mi ricordo che nella passata legislatura si parlò
di un avviso che serviva per la qualificazione e l'inserimento nel
mercato degli operatori socio-sanitari, quaranta milioni di euro
che in Commissione sanità avevamo ritrovato, avevamo impegnato
assieme al dipartimento alla formazione per qualificare 2.500 nuovi
allievi per poter arrivare... Due minuti e concludo perché è un
intervento complessivo su tutte le mozioni che oggi sono state
presentate e specificatamente per la numero 283.
Avevamo stanziato quaranta milioni di euro per formare e avviare
al mercato del lavoro 2.500 ragazzi. Anche questo bando è bloccato,
anche di questo bando non se n'è fatto nulla, dimostrando le forti
carenze di un Governo che ha annunciato da un anno e mezzo una
riforma, noi ancora la stiamo aspettando. Quella riforma,
Presidente Venturino, quella riforma che da questo pulpito chi
stasera interloquisce con il Governo e con la Presidenza aveva
chiesto con forza durante il dibattito sulla mozione di sfiducia al
Presidente Crocetta.
Avevamo detto che chiedevamo immediatamente una riforma
legislativa, non per via amministrativa, della formazione
professionale.
Avevamo detto, sottraiamo la formazione professionale dalle
grinfie, dai tentacoli dei vecchi enti, di quegli enti che male si
sono comportati, di quei gestori che hanno operato male, per poter
creare, finalmente, un'agenzia regionale, pubblica o privata,
un'agenzia unica in cui gli enti di formazione sani, entrano in
quota parte, secondo una media ponderata di percentuale, negli
ultimi tre anni e creare un dipartimento unitario che guardasse con
una agenzia e nove diramazioni provinciali.
Lo stesso assessore aveva detto lo faremo subito . Sono passati
altri sei mesi. Nulla di tutto questo e ancora continuiamo, in
maniera stanca, nella formazione professionale, non sapendo se
stiamo andando avanti, se torniamo indietro, se andiamo a destra o
a sinistra, creando una croce che abbiamo messo in capo a questi
disgraziati', lo dico nel senso buono, dipendenti.
Una croce pesante, una croce che porta il peso delle
manchevolezze, della incapacità, della inettitudine di un governo
che non riesce a dare una risposta chiara, oggettiva.
Non lo dice il gruppo di Forza Italia, non lo dice il capogruppo
di Forza Italia. Lo dicono i sindacati, lo dicono i segretari
generali regionali dei sindacati. Lo dicono i COBAS, lo dicono i
rappresentanti dei comitati spontanei.
Concludendo, la mozione n. 283, potrei parlare degli ulteriori
adempimenti, la cosa, addirittura, ridicola è che gli enti, ogni
giorno devono mandare via mail ad un dipendente
dell'amministrazione regionale, i fogli presenza. Questo
dipendente, lui solo, per tutta la Sicilia, deve raccogliere queste
mail in una cartella di mail, nel suo computer, le stampa e le
mette da parte, per poterle, eventualmente, controllare.
In questa informativa quotidiana, chissà che cosa si dovrebbe
fare. Fogli di carta accatastati in ufficio che mai nessuno vedrà,
però, impegniamo gli enti in una ulteriore e super burocrazia,
diventando veramente quella infame buro-patologia' di cui l'Italia
e la Sicilia sono stanche.
Ecco perché vogliamo creare questa commissione di indagine, di
studio e di indirizzo, perché possa verificare, come abbiamo detto,
lo dice in maniera molto chiara e semplice, capire il servizio
pubblico essenziale, la continuità dei livelli di garanzia
occupazionale, la continuità e la legittimità dell'uso dei fondi,
la legittimità delle compensazioni e l'indirizzo che si vuole dare,
con una riforma legislativa, alla materia della formazione
professionale, che possa, finalmente, indirizzare in Aula, in un
dibattito schietto, aperto, in un confronto in cui tutta l'Aula è
d'accordo, per riformare finalmente questo settore della formazione
professionale, dare un servizio ottimale e dare la garanzia, a chi
lavora onestamente e a chi in quel settore ci lavora, non da ieri,
ma da trenta anni.
LO SCIUTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, la
formazione professionale, per obbligo di legge della Regione, è
stata affidata, con la legge n. 24, agli enti di formazione.
Non è un nemico da abbattere. Penso che bisogna discutere per
trovare una soluzione che garantisca i lavoratori e che garantisca
tutto il settore.
La seconda annualità dell'avviso 20, assessore, nel mese di giugno
finirà. Allora, io vorrei capire da parte del Governo il nuovo
piano formativo quando partirà e con quali fondi partirà?
Infatti, noi, fra qualche mese, ci troveremo nelle condizioni che,
nel momento in cui il Governo, non darà indicazioni ben precise
agli enti - i quali sono enti no profit, quindi che non hanno fondi
- se non arriverà un percorso ben definito, gli enti saranno
costretti a mettere il personale in mobilità e, quindi, a
licenziarli
E questo significa creare allarme sociale in Sicilia, significa
creare, ancora di più, contrasto fra i lavoratori ed il Governo
regionale. Vorrei capire, assessore, come mai il progetto
Promoteo affidato al CIAPI, ancora non parte.
Ci sono dichiarazioni sue e da parte della dottoressa Corsello
che, addirittura, nel mese, di gennaio 2014 doveva partire: siamo
arrivati ad aprile, arriveremo a maggio, e ancora deve partire
questo progetto. Ricordo all'assessore che, non ci sono più fondi
per la Cassa integrazione e vorrei capire questo personale come
dovrà essere garantito nel futuro.
Allora, io ritengo, assessore, che bisogna, in questo momento,
trovare delle soluzioni concrete e ragionare perché anche quando si
dice che gli enti non pagano i lavoratori, anche questo è falso
perché, allo stato attuale, ancora la Regione deve pagare il 20 per
cento della rendicontazione del secondo anno dell'Avviso 20, che
sono 4 annualità, e, da quando è partita la seconda annualità, dal
mese di settembre fino ad ora, assessore, ci sono altri otto mesi
che non sono stati pagati.
Effettivamente, come si deve pagare questo personale se
nell'ufficio addetto c'è un funzionario e tre dirigenti? E' normale
che poi, alla fine, non si riescano a dare risposte concrete.
Allora, ritengo che sia necessario che il Governo, su questo
punto, faccia chiarezza, che ci faccia capire quale direzione vuole
prendere e come si vuole muovere; perché, altrimenti, ci troveremo
fra qualche mese con tutti i lavoratori dietro l'Assemblea
regionale e Palazzo d'Orléans a dare spiegazioni perché ormai i
lavoratori sono alla fame, quindi, si deve dare una sterzata in
maniera forte.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, su
questa materia - che è una materia talmente incandescente - ho
deciso anch'io di intervenire, proprio per fare una riflessione
assieme ai colleghi, assieme a lei assessore, perché ogni giorno
noi ci incontriamo e ci scontriamo con la disperazione della gente,
con la disperazione di tante persone che da anni lavorano in questo
settore.
Da un conteggio, molto superficiale, che io ho fatto ruotano circa
ottomila persone attorno alla formazione e, in più, se consideriamo
anche l'indotto - tutte le persone che, a prestazione, vengono
comunque coinvolte - parliamo di ventimila persone che ruotano
attorno a questa attività.
Ebbene, dopo il terremoto che c'è stato, e questo va a merito di
questo Governo, perché io credo che, veramente, l'unico merito che
questo Governo ha, in questo settore, è quello di avere
scoperchiato alcune pentole che, francamente, erano veramente
indegne e che, per fortuna, hanno messo a nudo determinate
situazioni che sono deprecabili e che vanno combattute con il
massimo della determinazione, della forza perché vanno
assolutamente spente queste situazioni, però è chiaro che bisogna
contemporaneamente e parallelamente garantire i lavoratori, le
persone che da anni lavorano nel settore, le persone che sono
sacrificate da anni, che non percepiscono, tra l'altro, lo
stipendio e ci sono dipendenti che non percepiscono lo stipendio da
oltre 20 mesi. Questo è assolutamente intollerabile Assessore,
sono stato presidente della provincia ed ho per 10 anni - lo ripeto
spesso, vissuto anche io una situazione drammatica che era la
vicenda dell'Asi Informatica che era una vicenda abbastanza
esplosiva per la Provincia, situazioni del passato, che è questa
pure una eredità che voi vi trovate, una eredità che viene dal
passato dove non avete responsabilità ma che, purtroppo, vi trovate
oggi a dovere governare e risolvere perché, poi, il compito di un
governo e degli assessori è anche quello di affrontare tutte le
situazioni che si trovano e trovare, in qualche modo, la soluzione.
Ebbene io non riuscivo a dormire perché, allora, ricordo che con
l'Asi Informatica c'erano più di 100 dipendenti che erano in
pericolo di perdere il lavoro e, veramente, mi creda, io non
riuscivo a dormire. Oggi lei ha una situazione esplosiva perché ha
più di 8.000 persone che rischiano il posto di lavoro, persone che
non hanno certezza del domani, persone che non hanno nessuna
speranza, persone che non hanno nessuna sicurezza, persone che
l'hanno già perso, altre persone che hanno perso il contratto con
l'ente di provenienza e che sono stati inseriti in un progetto,
come il progetto Spartacus, il progetto Comenius, che è durato sei
mesi, adesso sono in cassa integrazione, non si capisce quando
riprenderanno la loro attività lavorativa. Ma provi a pensare: un
padre di famiglia che ha una famiglia, che ha dei figli, una moglie
da dovere mantenere e che non ha certezza del domani, mi creda è
veramente drammatico. Ma non solo, non ha una interlocuzione certa
con questo governo.
Questo governo, ancora, non ha tracciato delle linee chiare di
certezza, non ha tracciato un percorso che è ben definito, che dia
una speranza, una certezza a questi lavoratori. Io, onestamente,
assessore, la invito a fare veramente una profonda riflessione su
questo discorso, perché non è possibile, non è tollerabile, che
tutta questa gente, questo esercito di persone resti ancora così in
balìa delle onde, senza avere una certezza. E non è certo dignitoso
mantenere questa gente in questo stato, perché ci sono tantissime
famiglie che sono in grandissima sofferenza, quindi io, veramente,
la prego di tracciare e trovare un percorso ed una soluzione perché
è giusto che i livelli occupazionali vengano, in qualche modo,
garantiti.
Poi l'altro argomento che vorrei affrontare con lei è proprio
quello della formazione dei giovani medici in formazione. Lei,
l'anno scorso, si era impegnata nel trovare le risorse con la
Comunità Europea e, quindi, per destinare le risorse per questi
fini. Ebbene, l'anno scorso, non ci siamo riusciti perché i tempi
non c'erano, però, ancora quest'anno non abbiamo visto nessun
risultato, ancora quest'anno non sappiamo nulla, abbiamo ricevuto
in Commissione la delegazione dei giovani medici, è venuto il
presidente nazionale, avevamo la necessità della vostra presenza e
non c'eravate, né lei, né l'avvocato Corsello.
Quindi, io la pregherei, siccome abbiamo rinviato questo incontro,
se è possibile in Commissione, credo che sarà la prossima
settimana, non so se domani o la prossima settimana, avremo di
nuovo questo incontro e la pregherei, se fosse possibile, di essere
presente in Commissione per capire quali saranno i passi futuri e
quale speranza possiamo dare a questi giovani.
Lei sa benissimo che oggi i giovani medici, purtroppo, non hanno
un futuro certo, perché un laureato in medicina non può entrare nel
mondo del lavoro. Lei questo lo sa, la laurea non basta, possono
fare sostituzioni di guardia medica e solo per tre mesi e poi non
possono svolgere nessuna attività. Quindi, noi abbiamo la necessità
assoluta di creare quanti più posti possibili di specializzazione,
quindi di corsi di formazione, perché si possa poi entrare nel
mondo del lavoro e sa anche bene che sono lievitati i posti di
iscrizione ai corsi di medicina mentre si sono ristretti di
parecchio i posti, mentre si sono ristretti di parecchio i corsi di
specializzazione, per cui si è creato un imbuto terribile che non
consente di potere entrare nelle scuole di specializzazione e,
quindi, di poter entrare poi nel mondo del lavoro.
Questo è un altro argomento abbastanza sentito che io mi auguro,
già abbiamo portato le carte, la Campania ha già adottato una
delibera, lei lo sa, è a conoscenza di tutto questo, già il
Presidente della Regione Campania ha adottato il provvedimento e ha
già stabilito numerosi posti di scuola di specializzazione per i
giovani medici in formazione.
Per cui la pregherei, anche sulla base di questo precedente, che è
già noto ed è noto anche a voi perché avete gli atti relativi, di
poter attivare immediatamente questo meccanismo per dare la
speranza anche a questi giovani.
PRESIDENTE. Intanto, salutiamo la scuola Santa Chiara di Enna.
Grazie per essere intervenuti e arrivederci.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE: Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini,
pensavo ci fosse il Presidente Crocetta, dato che ne ha fatto
comunque una battaglia, ma comunque c'è l'Assessore. L'argomento
che trattiamo oggi è di una importanza fondamentale, penso che ne
siamo tutti a conoscenza.
La mia collega, Gianina Ciancio, ha già fatto un excursus
abbastanza importante su quello che ad oggi abbiamo raccolto in un
anno, posizioni indistinte, posizioni non definite, comunicati
stampa uno dietro l'altro, rispetto al problema della formazione.
Non dovrebbe essere un problema, ne parliamo tutti come se fosse un
problema e, invece, dovrebbe essere il pilastro dello sviluppo dei
nostri giovani.
Ora, tanto per aggiungere un tassello all'excursus fatto fin qui,
prendo il via da una risoluzione votata nel lontano giugno
dell'anno scorso, sembra tantissimo tempo fa, effettivamente è
recentissimo, ma sono passati mesi, mesi in cui questa gente,
questi lavoratori, questi operatori del settore della formazione,
questi giovani, questi utenti della formazione, non sono soltanto i
giovani, ricordiamocelo, ma sono anche le persone che hanno
difficoltà, persone che devono andare all'avvio al lavoro, o
eventualmente persone che sono fuoriuscite dal sistema lavorativo e
che necessitano nuova formazione e aggiornamento, tutti questi
nostri destinatari erano stati racchiusi in una risoluzione votata
a maggioranza dalla V Commissione, risoluzione nella quale si
prevedeva sostanzialmente quello che oggi ancora continuiamo a
chiedere, dopo un anno.
Ancora quest'Aula, quest'Assemblea regionale siciliana,
minimamente tenuta in considerazione nel peso del dibattito
democratico e dell'aggiunta di valore che il dibattito democratico
deve portare a chi traccia le strade e il solco della formazione,
non è stata minimamente presa in considerazione e cosa dicevamo in
questa risoluzione: nel lontano giugno - chiunque di noi può andare
tranquillamente a rivederne il sommario - chiedevamo appunto che
venisse applicata la legge n. 24 del 1976, l'unica legge ad oggi
che dà le tutele per i lavoratori, che dà continuità retributiva ai
lavoratori, l'unica legge che, in questo momento, può segnare un
solco di legittimità e di legalità, perché chiaramente esistono i
princìpi della programmazione, esiste lo scopo, esiste la finalità,
quella che oggi noi non vediamo minimamente nel susseguirsi di
attività amministrativa e di avvisi scriteriati, senza alcuna
finalizzazione.
Ecco, in quella legge n. 24 del 1976 è previsto il PROF, il Piano
regionale dell'offerta formativa a livello nazionale. Si sa che
tutto il sistema dell'istruzione, della formazione si muove sulla
programmazione, non esiste obiettivo raggiungibile e non riusciamo
a dare i pilastri della conoscenza e della cultura ai nostri
giovani e a tutti coloro che necessitano, a buon diritto, di
formazione, se non attraverso una programmazione chiara ed una
definizione degli intenti.
Oltre a ciò in quella risoluzione, minimamente tenuta in
considerazione, noi chiedevamo anche che per tutti gli enti che
fossero rimasti esclusi da questo PROF, venissero comunque attivate
delle procedure che per avviso permettessero di fare comunque
corsi, con finalizzazioni differenti, quindi non c'è minimamente
una chiusura da parte, quanto meno, del Movimento cinque stelle che
propose quella risoluzione e che la emendò con tutta la
Commissione.
Se noi continuiamo ad operare a livello amministrativo, e mi
sembra che questo sia stato ripetuto più volte, se continuiamo a
passare sopra questo Palazzo, se continuiamo a non dare voce a
coloro che qui dentro sono stati eletti per portare la voce dei
cittadini, allora non stiamo percorrendo un buon percorso. Questo
Assessorato non sta percorrendo un buon percorso.
Ed allora quello che si chiede è che si faccia assolutamente
chiarezza. La chiarezza sta proprio nel definire chi deve fare
cosa. E ancor più questa confusione creata tra le procedure di
mobilità, le procedure di cassa integrazione, come sappiamo, sono
strumenti finalizzati a bacini diversi.
Abbiate il coraggio, come Assessorato, di creare un discrimine tra
chi è assunto entro il 31 dicembre 2008 e chi è stato assunto
successivamente perché è norma di legge, perché attualmente questo
è il sistema e questo è quello che è previsto.
Ciò non vuol dire chiaramente fare macelleria sociale. Vuol dire
mettere ordine. Vuol dire non creare confusione perché nella
confusione generale che si viene a creare gli operatori, i
formatori, gli alunni stessi non sanno che pesci prendere. Ed
allora si dirigono ai sindacati, allora i sindacati, pure loro a
vario titolo conniventi e lo abbiamo visto in quest'anno di
calvario - ed è tuttora un calvario -, cosa succede: c'è tutto un
sistema impastoiato, complesso che non dà chiarezza quando
l'offerta dei servizi formativi dovrebbe essere la cosa più chiara
di questo mondo, la cosa più delineata, più definita, perché ne
abbiamo gli strumenti.
Esiste la possibilità come anche più volte ha dichiarato
l'Assessore che si possa fare comunque un censimento della reale
richiesta del territorio. E se veramente noi vogliamo andare
nell'ottica dello sviluppo della Sicilia, dobbiamo partire anche da
qui, dal fare cittadini consapevoli e dal dare possibilità alle
persone di potere esplicitare le proprie competenze. Però nella
confusione, a chi mi appiglio a chi sa? A chi sa di più, a chi sa
istradarmi. Ed allora chi sarà il sindacalista di turno, come già
detto, oppure il politico di turno?
Ed ancora: siamo in campagna elettorale. E siamo ancora in una
continua campagna elettorale. Ebbene, fu approvato in una seduta
d'Aula, un ordine del giorno che bloccava quello che riguardava
almeno per un mese tutti i bandi e tutte le eventuali possibilità.
Perché sappiamo che noi da qui dentro vediamo l'iceberg, ma il
sottobosco è qualcosa di inquietante. E' il do ut des; è un
contraccambio. Questo è rimasto forse l'unico, no, non lo posso
dire, perché continua ad essere un bacino che ancora è considerato
polo di attrazione per la clientela nell'attesa che i nuovi
equilibri politici si determinino. Noi diciamo basta.
La richiesta da parte del collega Falcone, noi la sosteniamo
fortemente perché una commissione di indagine è necessaria. Una
commissione dalla quale, anche in sostituzione, che vada a
sopperire all'azione non fatta finora dalla V Commissione per
quanto richiesta più volte dal Presidente di una proposta di
formazione reale, proposta di legge, anche di aggiornamento
dell'attuale legge. Non è detto che non si possa migliorare,
considerando il piano normativo nazionale e il piano normativo
europeo. Niente di straordinario. Però, vogliamo che si faccia
chiarezza. Non possiamo più lasciare la gente che muore di fame
fuori. E non volevo toccare questo argomento, per non fare, come mi
si potrebbe dire, semplice demagogia. Però, non è così lo sappiamo.
Se a giugno noi parlavamo ancora di queste questioni con le persone
che ancora attendevano le retribuzioni, figuratevi oggi
E io veramente faccio appello a tutta la dignità che noi vogliamo
dimostrare anche nel considerare la dignità dei siciliani che ad
oggi sopportano forse perché veramente sono abituati a tutto
questo. Perché questa Sicilia ha fatto di tutto per fare in modo
che ciò che invece dovrebbe essere loro dato come un diritto, debba
essere sempre chiesto come un favore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Marcello. Ne
ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
volevo anch'io la presenza del Presidente della Regione, onorevole
Crocetta, in Aula, anche se penso sarà forse impegnato per altre
questioni di interesse regionale.
Ho ascontato gli interventi, soprattutto quelli dell'opposizione,
e sentire parlare di sviluppo e del bene dei nostri giovani in
questo momento, quando in effetti il mondo della formazione,
precedente a questo, ha distrutto i nostri giovani, li ha relegati
al ruolo di portatori di voti - perché tali sono sati i giovani dei
precedenti governi -, mi sembra veramente eccessivo. Quei giovani e
quei dipendenti che per venti e oltre mesi non hanno preso lo
stipendio e non lo percepiscono ancora. Certamente non si può dare
la colpa né all'assessore per la formazione professionale, sig.ra
Scilabra, né a questo Parlamento, né al Governo Crocetta che ha
cercato di porre fine ad una situazione ormai incancrenitasi, la
quale è diventata via via più grave.
Oggi parliamo di sviluppo di quei giovani. Ma che speranze avevano
quei giovani? Amici e colleghi, che speranze avevano? Nessuna
Erano sicuramente vittime e soggetti destinati a non percepire
nulla e a non avere nessuna speranza. Costoro erano quei giovani
che noi oggi cerchiamo invece di poter rimettere in riga, di poter
- appunto - salvare.
Questo sta facendo il Governo Crocetta, questo ha fatto
l'assessore Scilabra.
Certamente non era una situazione rosea, la precedente era una
situazione talmente difficile e lo è tuttora difficile, perché
porre nuovamente sul piano lavorativo otto mila giovani della
formazione .non è cosa semplice. E se sentiamo, così come abbiamo
sentito in Commissione la dr.ssa Corsello, sembrerebbero che siano
ben oltre undicimila, tremila altre assunzioni sono state fatte
dopo il 2008, quando la legge regionale non prevedeva alcuna
assunzione.
Ebbene, quegli enti di cui oggi parliamo sono gli stessi enti che
hanno assunto questi soggetti Qui è necessaria una Commissione, ma
non una Commissione di inchiesta parlamentare, bensì un intervento
della Procura della Repubblica per accertare se effettivamente ci
sono state queste violazioni di legge.
E' questo che bisogna fare, cari colleghi: parlare di operatori
della formazione che sono senza stipendio.
Bene, questo Governo ha cercato in tutti i modi, possibili ed
immaginabili, di tutelare e salvare, certo con molta confusione
ovviamente, con molta difficoltà, certamente. Di queste questioni
la V Commissione parlamentare ne ha parlato tantissimo; ne ha
parlato con la dr.ssa Corsello, ne ha parlato con l'assessore
Scilabra. Abbiamo cercato più volte e con più risoluzioni di porre
in essere un piano diverso.
Certo ci hanno chiesto tempo e, secondo me, quello che dobbiamo
fare non è parlare di Commissione d'inchiesta, ma cercare di
collaborare insieme al Governo Crocetta ed insieme all'Assessore e
noi, come Commissione, dobbiamo farlo, abbiamo il dovere morale e
da parlamentare di dare una mano in questo momento al Governo
Crocetta, in questo momento e all'Assessore perché si possa uscire
da questo grave disagio in cui ci troviamo.
Certamente questo è il contributo che dobbiamo dare, ma non
dobbiamo parlare di attività di altre commissioni, perché non ce
n'è bisogno, se non quello di andare a speculare ulteriormente sul
problema.
Bene, parliamo di riforma della formazione, assessore Scilabra.
Noi siamo attenti al suo lavoro, lo continueremo ad essere e
chiediamo veramente una riforma della formazione. Questa riforma
lei la può portare in porto con il nostro aiuto e siamo convinti di
poterla realizzare. Noi abbiamo avuto più volte degli scontri, ma
degli scontri costruttivi, lo ripeto e lo continuo a ripetere, noi
saremo al suo fianco con tutto il gruppo parlamentare per potere
raggiungere un risultato e siamo convinti di poterlo ottenere tale
risultato.
Non pensiamo a Commissioni parlamentari nuove o di indagini, non
ne abbiamo bisogno, ne abbiamo già fatte abbastanza. E' compito di
questo Assessorato avere scoperto gravi irregolarità nel mondo
della formazione e che certamente non possiamo imputare a questo
Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'occasione del
dibattito, a mio avviso, offre una opportunità concreta, positiva,
a questa Assemblea regionale siciliana. Affrontare un tema, quello
della formazione professionale, che ha visto un momento di grande
difficoltà e che continua a vedere un momento di grande difficoltà
che deriva da una serie di contraddizioni che sono esplose e da una
serie di vicende che hanno portato a far sì che il sistema nel suo
complesso evidenziasse delle patologie sulle quali si rischia di
determinare un momento di forte deflagrazione.
Il problema investe l'aspetto delle risorse umane, quindi del
personale impegnato nel settore; il problema investe la strategia
complessiva della formazione che dovrebbe essere per la Sicilia un
momento concreto perché possa crescere la realtà socio- economica
del nostro territorio, attraverso un momento di vera formazione,
che risponda a quelli che sono i bisogni di una realtà che pur se
in difficoltà, pur se in crisi, per la crisi appunto occupazionale,
che può comunque fornire degli strumenti per aiutare a far sì che
il nostro contesto possa migliorare.
Oggi siamo in una fase molto delicata, perché, a mio avviso, si è
determinato, e di questo abbiamo dato atto al Governo, tutte le
volte che ha contribuito a destrutturare un sistema che era marcio
su alcuni aspetti, ma che aveva una serie di reali difficoltà, ma
che aveva pure al suo interno delle altre realtà positive, delle
realtà diverse che sono nei tempi state momento di grande
riferimento formativo.
Il rischio di creare una criminalizzazione complessiva, collettiva
è il vero dramma che ci deve spingere ad affrontare il tema con una
grande responsabilità, perché se ci sono stati degli enti che
meritano un atteggiamento di grande osservazione, di grande accusa
per quello che è stato il loro passato storico, ci sono degli altri
enti che hanno fatto il proprio dovere.
Allora ritrovarsi, e mi riferisco alla formazione del mondo
cattolico, particolarmente mi riferisco, caro Assessore per la
formazione, di quegli enti che hanno dimostrato di avere operato in
perfetta buona fede, pur se con delle criticità che possono
rientrare in quella che è invece una normale azione da poter
riprendere e quindi riportare verso un percorso positivo, in cui è
necessario un distinguo assessore. Non è possibile che si determini
una criminalizzazione complessiva, perché non è possibile, in
questa direzione, pensare ad un momento di ripresa.
Dunque, se il problema è trovare il modo come far sì che le realtà
positive possano continuare a funzionare e nel frattempo
determinare una inversione di tendenza per chi ha creato grande
momento di negatività, allora è anche vero che questo deve essere
un momento del dibattito politico, dove questo Parlamento non vuole
sottrarsi, anzi, Assessore, questo Parlamento, ritengo, che è il
luogo deputato a che questo dibattito possa affrontarsi in maniera
seria, determinata e costruttiva, perché possa fare emergere delle
realtà di grande prospettiva.
Dico quindi che non è possibile oggi continuare a pensare che al
di là dei clamori e delle accuse, la realtà che riguarda chi non
riceve gli stipendi da venti mesi possa continuare ad essere motivo
in cui l'alibi della rendicontazione o l'alibi delle situazioni
difficili porti a questo motivo di negatività.
C'è un problema che riguarda il futuro a breve, la prospettiva
immediata. La prospettiva immediata perché se ci sono una serie di
misure che hanno consentito di recuperare risorse finanziarie,
anche comunitarie, per essere destinate a questo mondo, a questa
realtà, rappresentano di certo un fatto positivo.
Attenzione però, in questo tipo di impostazione c'è già un
problema legato a quella che è la realtà concreta dei tempi e delle
risorse finanziarie perché, a mio avviso, il rischio è di
aggiungere problemi a problemi.
Se in questa direzione vogliamo distinguerci, al di là degli
aspetti che potrebbero prestarsi a facili strumentalizzazioni -
ritengo che non debba essere questo il campo o il terreno per
creare momenti di tensione e strumentalizzazioni - questo deve
essere il momento in cui c'è bisogno di un confronto, di un
rispetto fra le parti.
Non c'è bisogno, Assessore, di posizioni precostituite o di
presunzioni in base alle quali viene indotta a pensare che ognuno
di noi possa essere in una condizione, nell'ambito del confronto,
di primeggiare sugli altri, ma c'è bisogno di capire cosa
intendiamo fare della formazione.
C'è bisogno di capire come intendiamo affrontare le patologie che,
in atto, sono quasi precise, circoscritte e determinate ad una
serie di fattori già individuati, e come intendiamo trasformare, da
questo momento di crisi e di difficoltà del settore, come possiamo
pensare di trasformare e di indirizzare verso un momento positivo
queste realtà.
In questa direzione, ritengo che ulteriore fase di approfondimento
e ulteriori fasi di analisi sono indispensabili e richiedono un
confronto serrato ed impegno.
In questo senso, in questa direzione, il Nuovo Centro Destra non
farà mancare il proprio impegno e sicuramente in questa
determinazione sarà molto positivo e molto portato a rappresentare
i problemi comuni a diverse realtà risolvibili con l'impegno di
tutti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Milazzo Antonella.
Ne ha facoltà.
MILAZZO Antonella. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
Assessore, credo sia sotto gli occhi di tutti il sistema di
formazione che questo Governo ha ereditato.
Mi sono fatta l'idea, in questi mesi, di un mostro che si
autoalimenta e che finisce col mangiare se stesso e i suoi figli
con scarsi controlli qualitativi e quantitativi, con scarsi
monitoraggi. Mi sono fatta idea di un settore in cui si è
perseguito una politica della quantità e non della qualità - con
buona pace dei criteri di efficacia, efficienza ed economicità -
senza verificarne la ricaduta. Un mostro che ha finito per non
garantire né i lavoratori né il diritto ad una formazione
dignitosa.
Credo che oggi, in quest'Aula, si sia parlato poco dell'altro
soggetto della formazione che ha pari dignità con i lavoratori,
cioè quello rappresentato dai soggetti che devono essere formati.
Su questo bisognerebbe spendere qualche parola in più, sulla
necessità che la formazione abbia un fine - in termini di ricaduta
occupazionale - parliamo di un sistema che in dieci anni ha
investito 3 miliardi di euro. In dieci anni 3 miliardi di euro,
senza che si sia controllata la ricaduta occupazionale.
Credo che in questo momento il Governo si sia trovato davanti ad
una grandissima responsabilità cioè quella di contemperare livelli
occupazionali, legittime aspettative e i diritti dei lavoratori, di
contemperare il futuro della formazione, delle ricadute
occupazionali verso i nostri giovani, quello di salvaguardare un
patrimonio umano, strumentale, finanziario, di fare della
formazione - realmente - una risorsa a servizio del nostro
territorio.
Questo è il momento di agire, come sta facendo il Governo,
cercando di tutelare i livelli occupazionali, sacrosanti, di
mettere in luce quelle che sono state le contraddizioni del
passato, di superarle, di riorganizzare e semplificare i processi
che sono stati troppo complessi, ricordando che la cifra investita
in questi anni dovrebbe essere tale per cui la Sicilia oggi non
dovrebbe conoscere la disoccupazione.
E' il momento di costruire una nuova formazione che tuteli i
livelli occupazionali , che dia una prospettiva di occupazione ai
nostri giovani. Oramai non è più il tempo dello studio, credo che
nelle commissioni ci sia stato già il momento dello studio, adesso
è il momento di agire e di costruire; di legiferare tutti insieme
e di collaborare per far sì che finalmente la formazione sia un
momento di costruzione, di investimento sul futuro della nostra
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, per domani è stata indetta una
manifestazione, come qui ricordava qualche collega, organizzata dai
sindacati confederali sul tema che riguarda la condizione dei
lavoratori della formazione e soprattutto la loro prospettiva.
Io sarei per svolgere una discussione che tenesse conto,
soprattutto, della necessità di costruire una prospettiva per un
settore che negli ultimi anni, negli ultimi dieci anni o poco più,
è diventato un settore difficilmente gestibile con modalità
normative e gestionali che potremmo definire anche mostruose. E non
mi riferisco agli elementi di degenerazione che sono emersi
attraverso le indagini della magistratura, su cui si pronuncerà la
magistratura, io mi riferisco al meccanismo che hanno determinato
una situazione di difficile gestione, ma il fatto che sia di
difficile gestione, ovviamente io sono certo che l'Assessore ne sia
consapevole, non elimina la necessità di definire un progetto per
il futuro che tenga conto di due presupposti.
Noi dobbiamo evitare alcuni elementi negativi che costituiscono il
settore della formazione in Sicilia e che offuschino l'obiettivo e
la necessità che si faccia buona formazione anche in Sicilia in
quanto il sistema formativo, l'offerta formativa è una necessità, è
una componente essenziale del ruolo delle regioni ed in
particolare della Regione siciliana, che a differenza delle altre
regioni nel resto d'Italia, non ha fatto diventare pubblico questo
settore.
Infatti, quando parliamo delle degenerazioni che sono intervenute
in Sicilia, della situazione abnorme che c'è dal punto di vista
degli enti, dal punto di vista del personale a tempo indeterminato,
e così via dicendo, dobbiamo comunque avere sempre presente che la
Sicilia non ha mai fatto diventare pubblico questo settore come
hanno fatto alcuni decenni or sono le regioni nel resto d'Italia.
E' necessario pertanto intervenire e soprattutto fare una
operazione di verità, definire un percorso e soprattutto
attuarlo.
Perchè, viceversa, anziché denunciare situazioni che certamente
non sono procrastinabili, e se contemporaneamente si annuncia una
soluzione e poi non se ne vedono gli effetti concreti, il rischio -
come ho avuto modo di dire in altre occasioni all'assessore
Scilabra - è che si determini la condizione per la quale nel mondo
della formazione - la dico banalmente - si stava meglio quando si
stava peggio
Noi dobbiamo evitare, onorevoli colleghi, se vogliamo, come io
penso sia necessario, riformare profondamente questo settore; noi
dobbiamo avere questa capacità, di riuscire a realizzare un
progetto ed interventi efficaci, che rendano credibile il progetto
di profonda riforma della formazione professionale.
Per queste ragioni, io credo che i colleghi presentatori delle
varie mozioni possano convenire con me sulla opportunità -
naturalmente ascolteremo le cose che ci dirà l'Assessore -, ma io
lo dico in qualità di componente della Commissione che si occupa di
questi temi, ma so già che non potrà dire che esiste un progetto,
come dire, già definito, perché altrimenti lo avrebbe presentato a
suo tempo nella Commissione di merito.
Chiedo quindi l'impegno dell'Assessore e del Governo a presentare
al più presto una proposta in seno alla Commissione, naturalmente
in quel caso la stessa Commissione diventerebbe, diciamo così,
un'occasione per tutte le forze politiche per potersi misurare con
questo obiettivo.
Noi, infatti, oggi, al di là della legittima dialettica
maggioranza-opposizione, abbiamo la necessità di evitare che la
situazione qui denunciata, ritardo nei pagamenti ed angoscia per il
futuro si prolunghi, come dire, a tempo indefinito.
Noi abbiamo la necessità di mettere un punto anche evitando,
diciamo così, di evocare situazioni che sono il frutto non solo di
una cattiva gestione o comunque di una gestione discutibile, ma
anche di un groviglio normativo che non consente di intervenire
adeguatamente anche a proposito del cosiddetto blocco delle
assunzioni', perché un blocco delle assunzioni può essere efficace
sui soggetti pubblici, ma sui soggetti privati è del tutto evidente
che questa norma diventerebbe difficilmente esigibile.
Tanto è vero che quando si approvò la legge numero 10, vorrei
ricordare ai colleghi più giovani, quella cioè che regolamenta il
cosiddetto fondo di garanzia', si disse nella legge che il Fondo
valeva sostanzialmente per quelli assunti entro trentasei mesi,
sostanzialmente, cioè valeva per quelli che erano stati assunti
entro il 31 dicembre 2008, in quanto era l'unico limite normativo e
legislativo che si poteva assumere.
Dopodiché anche a proposito dei dati che fornisce l'Assessorato,
io ho visti i dati che ricordava la collega Ciancio, e sono dati
che andrebbero rivisti, bisognerebbe cioè chiamare gli enti che
hanno utilizzato quei contratti a progetto e chiedere loro
spiegazioni.
Io una spiegazione me la sono data. Ma sia chiaro che quando si
parla di settemila contratti di lavoro, questi sono la somma di tre
anni, quindi non sono più settemila ma sono, diciamo così, un
numero inferiore.
Io questo me lo spiego perché, a proposito delle conclusioni della
precedente Commissione di indagine parlamentare, noi abbiamo in
ragione delle scelte sciagurate che si fecero in una certa fase,
per esempio l'avere eliminato il parametro che c'era prima tra
personale docente e personale non docente, in quanto prima del 2002
i parametri erano mutuati dalla scuola pubblica, mentre dal 2002 in
poi, sostanzialmente, di questi parametri non si tenne più conto.
Quindi, di fatto, ci sono enti di formazione che hanno assunto
sciaguratamente sulla base delle norme che erano state fatte,
sciaguratamente, un numero spropositato di personale
amministrativo, spesso privo di laurea e, quindi, per fare i corsi
è dovuto ricorrere alle prestazioni temporanee di persone che
avevano le qualifiche e la competenza per insegnare in quei corsi.
Io credo che questa sia la ragione fondamentale che indica quale
disastro sia stato fatto nel corso degli anni e, per altro verso,
la necessità che si proceda ad una riforma profonda del settore.
Questo dico, e ho avuto modo di parlarne con l'assessore e la
sollecito da questa tribuna per fare in modo che, al più presto, ci
sia un progetto che salvaguardi i dipendenti che avevano un
contratto a tempo indeterminato, ad una certa data e, nello stesso
tempo, determini le condizioni perché in Sicilia si possa fare
buona formazione.
Io non so qual è la proposta sulla quale il Governo sta lavorando,
ce lo dirà l'assessore.
Più volte ho avuto modo di mettere in guardia l'assessore ed il
parlamento, in questo caso, dalle scorciatoie costituite dai
carrozzoni'.
Noi oggi ci lamentiamo della SAS, di altre cose che sono di
difficile gestione, evitiamo che anche in questo campo si proceda
nella stessa direzione e, in ogni caso, qualunque progetto per
essere efficace, se vogliamo utilizzare come è indispensabile, il
Fondo Sociale Europeo perché non credo che il bilancio della
Regione consenta di gestire questo settore con i propri soldi.
Dobbiamo tenere conto dei parametri, dei vincoli che l'Unione
europea stabilisce per la utilizzazione dei fondi comunitari.
Dentro questi parametri, no al carrozzone, un utilizzo efficace
delle risorse, salvaguardia del personale assunto a tempo
indeterminato, credo che si debba costruire un percorso che
consenta di evitare ulteriore macelleria sociale e, soprattutto, di
offrire una formazione degna di questo nome ai tanti giovani
siciliani, ai tanti disoccupati e ai tanti cassaintegrati che, come
dice l'Unione europea, sono oggetto permanente di formazione da
parte delle istituzioni pubbliche.
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli comunico che sono stati presentati un
emendamento alla mozione n. 16 ed un ordine del giorno.
Sospendo l'Aula per cinque minuti per consentire la distribuzione.
(La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.12)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
l'assenza del Presidente Crocetta, in verità, non ha impedito e non
impedisce oggi di poter cogliere l'occasione della discussione
unificata sulle mozioni in materia di formazione professionale per
sviluppare un dibattito serio, pacato, anche approfondito, a
tratti, come quello che l'Assemblea sta sviluppando stasera.
Approfondito perché alcuni colleghi che sono interventi sono
profondi conoscitori del mondo della formazione professionale, di
quello che la formazione professionale è stata nel passato, di
quello che, probabilmente, non si vorrebbe che fosse ancora oggi,
di quello che sicuramente non si vuole che sia domani. Però il
dibattito, a dire il vero, ed a parlare con franchezza, mi è
sembrato un po' troppo ripiegato su se stesso, un po' troppo con
il torcicollo , retrospettivo: Abbiamo esaminato , abbiamo
analizzato .
Conveniamo, credo tutti, Governo e Parlamento, sul fatto che la
formazione professionale come noi l'abbiamo conosciuta e come,
purtroppo, la conosciamo, non è certamente quello che la Regione
siciliana meritava e merita, che ci sono state dentro la formazione
professionale luci ed ombre, forse più ombre che luci nel passato e
nel passato recente e, su questo, chi più chi meno può essere
d'accordo.
Quello che manca fino a questo momento, che manca nell'attività di
governo, del Governo Crocetta, e che purtroppo manca anche in capo
all'assemblea legislativa non è la retrospettiva, l'analisi,
l'esame, ma è la prospettiva cioè le linee di vetta, gli indirizzi
sui quali ed in relazione ai quali si vuole riformare la formazione
professionale. Perché parlare di riforma, in maniera generica,
senza dettagliare che cosa si intenderebbe fare con la riforma di
un intero settore, è ancora troppa poca cosa, ed io non credo che
bisogna attendere gli sforzi immani del Governo, dell'Assessore,
del Presidente per esaminare un testo, perché un testo l'Assemblea
legislativa, potrebbe già esaminare, discutere, approfondire, e
forse anche votare.
E qui è la ragione del mio intervento, signor Presidente
dell'Assemblea, e la prego anzi di prender nota e di potersi fare
portavoce, parte diligente nell'Ufficio di Presidenza e anche in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, alla prossima
seduta possibile, di prender nota del disegno di legge n. 639
presentato il 20 novembre del 2013, del quale mi onoro di essere
primo firmatario, insieme ai miei colleghi del Gruppo parlamentare
Lista Musumeci , che tenta di affrontare, quindi di fornire un
contributo concreto a questa nostra Assemblea legislativa di
riforma del settore.
Ma io ho appena detto che bisogna uscire dalla impostazione
generalista' o generica e bisogna scendere un po' più nel
dettaglio.
Quel disegno di legge, quello che mi sono permesso appena di
ricordare, il n. 639, si basa su alcuni postulati fondamentali:
perché la formazione professionale in Sicilia è stata sempre
affannata e affannosa? Perché ha messo al centro del proprio
spettro di azione, più le centrali formative che non invece coloro
che dovevano essere formati. Sicché se noi oggi ci chiedessimo,
signor Presidente, la formazione professionale degli anni passati,
quanti posti di lavoro, quante possibilità di impiego, quante nuove
attività ha determinato, io credo che dentro quest'Aula e fuori da
quest'Aula nessuno saprebbe rispondere, perché non ci sono dati
ufficiali al riguardo.
Io non credo che la formazione professionale in Sicilia abbia
determinato un livello tale di formazione ed eccellenza per potere
oggi dire che ha funzionato, certamente non va buttata nel macero.
Dunque, il problema sono stati i formatori o coloro che hanno
gestito la formazione professionale, cioè i professionisti della
gestione della formazione professionale, le centrali formative? Il
problema sono stati i formatori, che adesso sono inseriti in un
elenco ufficiale e che quindi devono in qualche modo essere
salvaguardati o sono state le organizzazioni dei formatori?
La formazione è fallita in Sicilia o non ha dato i risultati
sperati anche perché l'altro grande soggetto, l'altro grande
protagonista del mondo del lavoro e del mondo della formazione, le
imprese, sono state lasciate fuori dal circuito della formazione.
Ecco i due capisaldi sui quali si basa il nostro disegno di legge,
ripeto il n. 639 del 20 novembre 2013, salvaguardare la
professionalità dei formatori, coinvolgere nella formazione le
imprese. Se noi sappiamo o sapremo coniugare questi due elementi
nel mondo della formazione professionale, certamente potremmo
guardare con prospettiva e non solo analizzando, verificando,
esaminando quello che è successo nel passato, che è un problema di
rango amministrativo e gestionale, ma poi c'è la politica, poi c'è
il grande respiro, poi c'è il progetto, poi c'è il programma, le
linee di vetta. Un governo che dopo un anno e mezzo non riesce
assolutamente a dirci quali sono i piloni sui quali una riforma
deve basarsi, è davvero qualcosa di inenarrabile e di allucinante
nella Regione siciliana. Se oggi ascoltasse questo dibattito un
cittadino straniero davvero ci prenderebbe tutti per matti e si
chiederebbe dove sono rimasti questi siciliani. Ci vuole
progettualità, ci vuole impegno.
Vi chiedo, le chiedo, Presidente dell'Assemblea e Assessore, di
esaminarlo, con molta modestia glielo chiedo, con molta umiltà,
intuisco, so bene, capisco, anche dal linguaggio segreto del suo
volto, che non lo ha letto il disegno di legge da me presentato, il
n. 639.
Vi chiedo di esaminarlo e se è il caso di portarlo all'esame di
quest'Assemblea per essere, ovviamente, approfondito e aperto a
tutti i contributi possibili, ma mi sembra questa sia l'attività
legislativa e proponente di un Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, la ringrazio per avere segnalato a
questa Presidenza il disegno di legge di cui lei è primo
firmatario. Però, come lei sa, sono anche componente della V
Commissione, che è la Commissione competente.
Le posso dire che, al di là dell'assegnazione di questo disegno di
legge alla nostra Commissione e credo anche alla III Commissione,
per quanto riguarda la V - vado a memoria, ma credo di esserne
certo - non l'abbiamo nemmeno discusso, non è stato inviato nemmeno
in Commissione, ecco perché, probabilmente, in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari non è stato segnalato nemmeno
dal suo Capogruppo, che fa parte anche della V Commissione.
Senz'altro accolgo il suo invito e ne parlerò con il Presidente
della V Commissione, l'onorevole Greco, ma questa è la ragione per
cui non eravamo a conoscenza del disegno di legge n. 639, da lei
firmato.
Non essendo in Aula l'onorevole Oddo, che si era iscritto per
intervenire, do la parola all'assessore Scilabra.
SCILABRA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati, leggerò una
relazione che ho preparato anche alla luce delle mozioni che avete
presentato.
La leggerò anche perché presenterò alcuni dati che forse in pochi
conoscono e che fanno anche capire che indubbiamente il sistema
della formazione professionale, l'avete detto comunque tutti, è un
sistema che abbiamo ereditato e che forse in passato non è stato
governato, o quantomeno non aveva la funzione e il ruolo che in
verità avrebbe dovuto avere.
Voglio subito iniziare facendo una precisazione.
Vedete da questa parte, io, il Presidente, ma tutto il Governo,
mai nessuno ha pensato che la formazione professionale non avesse
un valore o non dovesse avere un ruolo, anzi da giovane siciliana
vi assicuro che per me è l'unico strumento per passare
dall'istruzione all'occupazione.
E' il ponte per agganciare questi due grandi sistemi di cui
parlava anche l'onorevole Ioppolo.
Prima di avviarmi alla lettura voglio fare anche alcune
considerazioni in merito a quello che avete detto e che magari
appunto non era presente nelle mozioni, a cominciare, se non
ricordo male, da un intervento dell'onorevole Zafarana. Ebbene,
onorevole, lungi da noi impedire l'esito o comunque il corso di
quella che è la legge n. 24, la legge sulla formazione
professionale, ma sapete meglio di me, che quella legge, che
comunque abbiamo tirato in ballo più volte a cominciare appunto
dall'aggiornamento dell'albo di cui parlerò successivamente, quella
legge necessita di una copertura finanziaria con fondi del bilancio
regionale.
Se voi riuscite a trovare i fondi dal bilancio regionale non sarà
di certo il Governo ad impedire l'attuazione della legge n. 24.
In merito all'Avviso 18 di cui parlava anche l'onorevole Falcone,
voglio ricordare che proprio quest'avviso lo abbiamo ripreso io e
l'assessore Borsellino qualche mese fa e che proprio in queste
settimane si esiterà l'istruttoria ma che rinvieremo l'esito a fine
mese di tutto quello che è il percorso. Anche lì è merito di questo
Governo perché proprio l'Avviso 18, devo essere sincera, ritengo
che sia un buon esempio di formazione.
Anche qualche altra precisazione: le borse di studio di medicina.
Le borse di studio di medicina che, in verità non sono di mia
competenza, però come ha ricordato l'onorevole Fontana, già qualche
mese fa, mi ero presa la responsabilità di aiutare i giovani medici
provando a spostare le risorse sul Fondo Sociale Europeo.
Ma, l'abbiamo sempre detto, che questo meccanismo si potrà avviare
soltanto con la nuova programmazione europea, quindi da Gennaio, e
voglio dire a tale proposito, anche se questo è un merito
dell'assessore Borsellino, che quest'anno è stato il primo anno che
il Governo non si è indebitato con le Università, e ha pagato le
borse di studio alle Università, ed era una cosa che non avveniva
da anni. Infatti saprete sicuramente meglio di me, che c'è un
debito pregresso che ci portiamo dietro. Ora entrando nel dettaglio
delle mozioni do lettura della relazione:
Dalla mia nomina come assessore regionale dell'istruzione della
formazione professionale in Sicilia è passato poco meno di un anno
e mezzo. Nonostante il non lungo lasso di tempo trascorso dal mio
insediamento, posso affermare senza timore di smentita, di avere
avviato e in parte già realizzato, un percorso politico-
amministrativo di riforme rilevanti che stanno incidendo in modo
significativo in un settore particolarmente sensibile, quale quello
della formazione professionale e che hanno determinato una netta
inversione di tendenza rispetto alle politiche praticate nel
passato che hanno spesso prodotto inefficienze, sprechi,
inadempienze, nonché uno sviamento dell'azione dell'assessorato
dalla sua funzione tipica.
Ho voluto valorizzare il ruolo della concertazione al fine di
favorire una sempre più elevata capacità di scambio e di
comunicazione tra istituzione e partenariato socio-economico.
Entrando nel merito della formazione professionale, ho attivato
sin da subito un processo di riforma radicale e complessivo: sia
per moralizzare il settore sia per collocarla tra l'istruzione e il
mercato. Si è abbandonata e lasciata alle spalle la vecchia via
della formazione-assistenza, assolutamente non utile alla nostra
terra, che ha prodotto esclusivamente in questi anni corsi
ripetitivi e disarticolati non programmati dall'Amministrazione,
gestiti spesso senza le necessarie competenze, con un uso talvolta
distorto del denaro pubblico.
Si è puntato ad una formazione di qualità, innovativa che coniughi
sviluppo e legalità, una formazione che dia ai giovani siciliani
effettive competenze, spendibili nei mercati internazionali, che
imponga standard professionali adeguati, una formazione legata con
il territorio e che ne costituisca strumento per lo sviluppo, una
formazione, quindi, sostenibile, che sia volano di crescita
economica ed occupazionale.
Occorre diversificare e personalizzare l'offerta formativa,
integrarla con le esigenze di professionalizzazione sempre più
elevate, richiesta dalla trasformazione tecnologica del mondo
produttivo.
Ho reintrodotto forti elementi di novità rispetto al passato a
maggiore garanzia della qualità dell'attività formativa,
dell'utilizzo delle risorse pubbliche e della salvaguardia dei
livelli occupazionali.
Dalla riappropriazione della funzione di programmazione delle
attività formative, in passato lasciate agli enti, sulla base di
processi di confronto tra istituzioni e partenariato socio-
economico, alla riduzione della spesa formativa di circa 70 milioni
di euro, con al contempo, la garanzia dei livelli occupazionali.
Dal taglio dei corsi inutili alla certificazione delle competenze,
dalla reintroduzione delle garanzie previste dalla legge per gli
operatori della formazione all'aggiornamento dell'albo che non si
faceva da quasi vent'anni e che questo Governo ha voluto, onorevole
Ciancio, lo abbiano chiesto noi a giugno con una direttiva
assessoriale. Entrerò nel merito anche dell'albo.
Abbiamo avviato anche un'importante riforma che è quella
dell'accreditamento degli enti di formazione. Quest'ultimo aspetto
lo ritengo assai importante, perché ho proceduto a distanza di anni
alla radicale revisione dei criteri di accreditamento degli enti,
affinché un nuovo e più rigoroso sistema di accreditamento possa
concorrere al cambiamento sostanziale della cultura della
formazione in Sicilia.
Gli enti accreditati in via provvisoria o definitiva erano 1928,
per un totale di sedi operative accreditate pari a 2504. Con il
nuovo sistema sono pervenute n. 701 istanze, di cui 770 per
adeguamento vecchio accreditamento e 31 nuove pratiche.
Di queste 701 numero 385 sono state già valutate: numero 26 con
esito positivo, numero 359 con esito negativo e richiesta di
integrazione. Le rimanenti numero 316 pratiche sono in fase di
valutazione.
Non posso tuttavia non rilevare che proprio in questi giorni, e se
non sbaglio lo ricordava l'onorevole Panarello, è stata indetta una
manifestazione dei sindacati, che vogliono una formazione che
prescinda dalla presenza degli enti di formazione.
Particolare attenzione è stata riservata dall'Assessorato ai temi
della sicurezza. Sono state disposte ispezioni a salvaguardia
dell'utilizzo corretto del denaro pubblico e della sua destinazione
per le finalità previste nei decreti di finanziamento, ivi compreso
il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori o per garantire il
rispetto del blocco delle assunzioni disposto dall'amministrazione
nei confronti degli enti formativi.
Al fine di moralizzare il sistema della formazione professionale e
garantirne l'affidabilità si è proceduto alla revoca
dell'accreditamento a oltre 200 enti, o perché di fatto non più
operanti o perché non davano garanzie in ordine all'affidabilità
anche morale, taluni dei quali coinvolti anche in indagini
giudiziarie. In tutti questi casi, in cui dagli atti processuali
sono emerse a carico degli enti e dei loro rappresentanti o soci
comportamenti che avrebbero potuto esporre l'Amministrazione ad un
significativo danno sia patrimoniale, sia morale, ci si è
costituiti parte civile.
Si sono rafforzate le cautele antimafia nei procedimenti
finalizzati all'attivazione di processi formativi e si è definita
una strategia di contrasto ad un uso distorto delle risorse
pubbliche ed alle infiltrazioni malavitose attraverso l'adozione di
ulteriori misure di legalità, quale l'obbligo della sottoscrizione
dei patti di integrità che è stato imposto agli enti di formazione,
sia per accreditarsi, sia per svolgere attività formativa per conto
dell'Amministrazione regionale, ed è stato questo Governo a farlo
per la prima volta.
Sempre nell'ottica di una intensificazione dei controlli nei
citati settori a garantire il corretto esercizio delle attività
formative in costanza di esercizio, l'Assessorato ha sottoscritto
con la Guardia di Finanza un ulteriore protocollo che prevede
l'impegno dei comandi provinciali nelle attività di verifica sulle
attività finanziate ai privati con risorse pubbliche.
Infine, con la delibera numero 200 del 2013 è stata revocata la
circolare numero 31 del 5 dicembre del 2011 dell'Assessorato
regionale, avente ad oggetto Operazioni di cessione di ramo
d'azienda intervenute tra enti di formazione professionale e,
quindi, è stato vietato il trasferimento di attività formative da
un ente ad un altro, considerate sia in maniera unitaria, sia
parcellizzata, come operazioni di cessione di ramo d'azienda.
Ora, entrando nel merito delle varie mozioni.
Per quanto riguarda la mozione numero 16, ritengo gli operatori
della formazione professionale i principali attori del settore e,
quindi, qualsiasi processo di riforma non può prescindere dalla
tutela di essi, coerentemente con tale pensiero ho voluto assumere
le garanzie dei lavoratori come principio informatore della mia
azione di Governo nel settore e proprio per questo la mia gestione
ha determinato il reingresso nel mondo del lavoro di operatori che
ne erano invece fuoriusciti. Ho voluto reintrodurre tutte le
garanzie previste dalle leggi regionali vigenti, quindi anche
parlando della legge numero 24, a favore dei lavoratori eliminati,
di fatto, dai precedenti Governi.
In particolare, per la prima volta dopo anni, per effetto della
deliberazione di Giunta numero 200 del 2013, e delle direttive
assessoriali di giugno e luglio 2013 tutti gli enti gestori di
attività formative per la partecipazione all'annualità 2013-2014
sono stati obbligati, pena il mancato finanziamento dei percorsi, a
creare un conto corrente dedicato per le spese del personale,
accompagnato dall'adozione di sistemi volti ad imporre agli stessi
enti il pagamento mensile delle retribuzioni ai lavoratori ed a
reclutare il personale da impiegare nelle attività formative
dall'albo degli operatori della formazione professionale. Tutti i
decreti di finanziamento agli enti per l'annualità 2013-2014 sono
stati strutturati con i riferimenti ai due obblighi.
Ad oggi sono in corso delle ispezioni, appunto, per verificare che
questi due obblighi sono, di fatto, stati rispettati e conto di
portare l'esito delle ispezioni in V Commissione. Inoltre è stato
imposto agli enti di destinare almeno l'80 per cento del
finanziamento alle spese del personale, raggiungendo così il
duplice scopo di garantire il mantenimento dei livelli
occupazionali e di ridurre al contempo le spese di gestione degli
enti.
Voglio evidenziare che ho voluto fortemente la reintroduzione
dell'albo, di cui all'articolo 14 della legge 24/76, attraverso il
suo aggiornamento, che - ripeto - non si faceva da quasi 20 anni,
in quanto strumento fondamentale per la salvaguardia delle
posizioni giuridiche rilevanti degli operatori della formazione
professionale. Per questo ho imposto, in aderenza con il dettato
normativo, che chiunque gestirà la formazione professionale in
Sicilia avrà l'obbligo di utilizzare per il presente e per il
futuro esclusivamente il personale iscritto all'albo.
Sempre a garanzia dei livelli occupazionali nella filiera OIF,
questa amministrazione ha introdotto, negli avvisi e nei relativi
capitolati, l'obbligo per gli enti formativi di assumere, per
l'espletamento delle attività, gli operatori iscritti all'albo.
Sempre nella filiera OIF, coerentemente con le scelte effettuate
nelle altre filiere, ho voluto esigere la salvaguardia dei livelli
occupazionali, quale condizione particolare per l'assegnazione dei
percorsi formativi, agli operatori economici subentranti ad altri,
nei casi in cui a questi ultimi sia stato revocato
l'accreditamento.
Ho voluto salvaguardare, oltre al diritto degli utenti, i livelli
occupazionali in tutti quei casi in cui la revoca
dell'accreditamento, da parte dell'Amministrazione regionale, a
istituzioni formative avrebbe determinato il pressoché certo
licenziamento dei lavoratori impiegati presso di essi.
Con la delibera di Giunta numero 374 del 18 novembre 2013, di
fatto, oltre ad essere assicurata continuità formativa agli
allievi, potranno ritornare ad avere un'occupazione gli oltre 900
dipendenti di numerosi enti cui è stato revocato l'accreditamento
per ragioni di mala gestio di portata talvolta tale da essere anche
al centro di inchieste giudiziarie attraverso l'affidamento in
house delle commesse aventi ad oggetto attività formative al CIAPI
di Priolo.
A tal proposito, voglio fare una precisazione. I lavoratori che
parteciperanno al progetto Prometeo del CIAPI di Priolo sono
1.800 e non 2.800 e come abbiamo più volte detto, abbiamo in un
primo momento stanziato una commessa che garantisse 1.400
lavoratori che erano quelli che uscivano dagli enti cui si era
revocato l'accreditamento ed alcuni licenziati.
Abbiamo fin da subito, una volta che l'elenco ha sforato i 1.400,
detto che avremmo aggiunto altri finanziamenti per garantire
comunque tutti i 1.800 lavoratori.
Oltre a questi lavoratori, infatti, grazie all'affidamento di
attività formative al CIAPI di Priolo potranno ritornare a lavorare
anche quei lavoratori espulsi dal sistema negli anni precedenti o
destinati a fuoriuscire per cause non imputabili a questo Governo.
Nel percorso del CIAPI di Priolo, non solo - lo ripeto - verranno
inseriti i lavoratori degli enti cui abbiamo revocato
l'accreditamento ma anche quei licenziati, di cui poc'anzi parlava
l'onorevole Falcone, che provengono dagli enti quali l'Aram,
l'Ancol, l'Anfe, il Cefop, i famosi licenziati che questo Governo
ha trovato all'indomani del suo insediamento.
Al fine di assicurare pagamenti ai lavoratori ed alla possibilità
di attivare percorsi di riqualificazione, è stato anche, per
l'annualità corrente, finanziato il fondo di garanzia impinguendo
il competente capitolo di due milioni.
Come già detto, al fine di rendere più efficiente il sistema dei
pagamenti nel settore della formazione professionale, con la
delibera numero 200 del 2013, la Giunta regionale ha semplificato
notevolmente le procedure e ne ha ottimizzato i tempi.
In merito alla mozione numero 33, in ordine alla questione
sottoposta dai firmatari della presente mozione, rappresento
innanzitutto che la problematica è relativa ad una procedura di
contestazione mossa alla Regione siciliana dalla Comunità europea
per progetti riferiti al POR FSE, periodo 2000-2006.
Ciò premesso, evidenzio che questo Governo - che poi era quanto ci
chiedevate nella mozione - per porre rimedi alle criticità
evidenziateci ha già avviato un negoziato con Bruxelles.
In ordine alla mozione numero 247, voglio innanzitutto
rappresentare che questa Amministrazione, per l'annualità formativa
in corso, ha emesso tutti i decreti di finanziamento per un importo
pari a 116.679.000 euro per l'ambito Forgio e 64.683.000 euro per
l'ambito FAS, e ancora 5.365.000 euro per l'ambito FP.
Inoltre per garantire i corsisti, impegnati nelle attività
formative 2012/2013, come avevo detto prima, abbiamo decretato un
finanziamento pari a 35 milioni per il CIAPI di Priolo.
Anche per il settore dell'OIF - e questo lo ricordo - sono stati
emessi decreti di finanziamento anch'essi esecutivi, in particolare
sono stati emessi per i primi anni: annualità 2013/2014 decreti di
finanziamento pari a 17.491.000 euro per numero 206 percorsi in cui
sono coinvolti 5.719 allievi; per i secondi anni annualità
2013/2014 di finanziamento pari a 15.130.000 euro per numero 178
percorsi in cui sono stati coinvolti 3.459 allievi, per i terzi
anni, alcuni avevano detto che non avevamo finanziato i terzi anni,
è stato emano l'avviso numero 2/2014 ed un decreto di impegno pari
a 8 milioni.
In ordine ai pagamenti sulle filiere formative di mia competenza
fra le quali voglio ricordare anche in merito alle ultime notizie
di stampa emerse non rientra la filiera degli sportelli
multifunzionali, vi informo che nei 18 mesi del mio mandato sono
stati emessi pagamenti per attività formative pari a 340 milioni di
euro; in 18 mesi abbiamo emesso mandati per 340 milioni di euro.
Voglio dare qualche altro dato. Sull'avviso 20, prima annualità
abbiamo erogato praticamente a tutti gli enti l'ottanta per cento
del finanziamento, per un importo pari a 213.566.000 euro, per
quanto attiene il pagamento del saldo, sapete bene che l'avviso 20
prevede che la chiusura degli oltre 600 progetti formativi che
comprendono circa 2.700 corsi conclusi presuppone, dopo la nomina
delle commissioni d'esame da parte dell'amministrazione,
adempimento pressoché già concluso, le visite in loco programmate
dal servizio che segue la fase dei controlli e, quindi, la
generazione della nota di determinazione finale della sovvenzione
erogabile che, unitamente, al decreto di chiusura sarà inviata alla
Corte dei Conti per la registrazione e la successiva erogazione del
saldo.
Tale procedura è normativamente ineludibile ed è comune a tutti i
fondi europei.
Al fine di rendere più efficiente il sistema dei pagamenti nel
settore della formazione professionale ho attivato un'opera di
riorganizzazione e semplificazione dei processi attraverso norme
chiare e di semplice applicazione che non lasciassero spazio ad
interpretazioni di comodo e che potessero dare certezze agli
operatori.
Sotto questo aspetto ho semplificato, attraverso una concertazione
sociale, le procedure amministrative di funzionamento del settore
nel rispetto, comunque, dei principi di trasparenza, concorrenza,
efficienza ed economicità.
Ad esempio, quest'anno, gli enti a differenza che nelle annualità
precedenti potranno richiedere l'anticipazione del 75 per cento del
finanziamento all'avvio del 70 per cento dei corsi, e questi sono
fatti perché è una grande semplificazione rispetto al sistema di
erogazione delle risorse delle annualità precedenti che prevedeva,
invece, tre richieste di anticipazione sulla base dello stato di
avanzamento fisico dei percorsi formativi ed una quarta richiesta
per il saldo.
Quest'anno, quindi, invece, avremmo soltanto tre richieste di
somme da parte degli enti di cui le prime due pari al 25 per cento
e al 50 per cento all'avvio delle attività.
Sulla presente annualità, mi informa il mio dipartimento, che
abbiamo soddisfatto tutte le richieste in regola di anticipazione
del 25 per cento e le richieste pervenute per l'ulteriore 50 per
cento.
Voglio precisare che lungi da noi negare che, indubbiamente,
l'amministrazione può avere dei ritardi, ma sto leggendo una
relazione che potrei anche distribuire, che parla di fatti
concreti, ci sono delle procedure, l'utilizzo del fondo sociale
europeo ci impone delle procedure che non sono assolutamente
superabili con semplicità.
Per rendere più semplice il rapporto tra Amministrazione e mondo
della formazione, la Giunta di governo, su mia proposta,
soprattutto con l'obiettivo di garantire il rapido pagamento degli
operatori coinvolti nei processi formativi, ha adottato
un'importante deliberazione che ha semplificato notevolmente le
procedure, ad esempio prevedendo lo svincolo delle polizze
fideiussorie, una volta accertata la materiale esecuzione della
prestazione dovuta e ne ha ottimizzato i tempi, richiesta
dell'informativa antimafia una tantum, alla stipula del contratto
e intervento sostitutivo nelle ipotesi di DURC non regolare.
E questa è stata una cosa assolutamente ben vista sia dai
sindacati sia dagli enti di formazione.
Iniziative queste che hanno già consentito di accelerare le
procedure per i pagamenti. In ogni caso, di volta in volta, si sta
provvedendo a garantire il tempestivo esborso delle somme per gli
stipendi con misure concrete suppletive volte a dirimere i dubbi
interpretativi che sorgono talvolta nei funzionari coinvolti.
Un esempio, è stato un caso riguardante l'Anfe Catania. Inoltre
anche per quanto riguarda l'Oif si precisa che questo Governo ha
ereditato una realtà caratterizzata da un arretrato amministrativo
che va dagli anni 2007-2008 ad oggi per un totale circa di 1.500
pratiche. Si è istituito un apposito gruppo di lavoro per smaltire
nei tempi più celeri possibili tutte le pratiche arretrate che ha
già prodotto buoni risultati in termini di svincolo di polizze
fideiussorie e di pagamenti pregressi.
Indubbiamente, è di fondamentale importanza il potenziamento della
struttura burocratica del dipartimento con ulteriori risorse umane,
ne facevate accenno durante i vostri interventi, ma non posso non
evidenziare che ben due atti di interpello sono stati sollecitati
dalla sottoscritta al dipartimento e che sono stati fatti ma che,
ahimè, molte volte sono andati deserti.
Tuttavia, ho richiesto già all'Assessorato alla funzione pubblica
di convocare i sindacati del comparto per concertare con essi le
modalità per consentire al dipartimento regionale dell'istruzione e
della formazione di avere una dotazione effettiva di personale tale
da rendere maggiormente efficiente l'azione amministrativa.
A garanzia del corretto utilizzo delle risorse pubbliche ho, poi,
voluto rafforzare le modalità di rendicontazione e di controllo
delle spese. Come è noto l'attuale sistema di finanziamento della
spesa sostenuta dagli enti gestori di attività formative è basata
sul criterio del costo standard, il quale è modulato su una quota
fissa di 129 euro per ogni ora di corso erogata. Per evitare
eventuali refluenze negative ho disposto al dipartimento di
introdurre anche con effetto retroattivo le misure più appropriate
per abbinare al metodo di finanziamento della spesa basata
sull'unità di costo standard una metodologia di analisi dei costi
reali. Tale controllo più analitico sarà, quindi, effettuato sia
per le attività concorsuali a valere sugli avvisi e le misure
ancora pendenti ed in corso di rendicontazione, sia per quelli che
saranno attivati nell'ambito degli interventi successivi inclusa la
seconda annualità dell'avviso 20.
E' stata innanzitutto avviata una capillare attività ispettiva su
tutti gli enti gestori al fine di verificare l'utilizzo delle
risorse ricevute per il PROF 2011 e la loro destinazione al
pagamento delle retribuzioni dei lavoratori. Il rispetto da parte
degli enti di formazione del blocco delle assunzioni al 31 dicembre
2008 disposto dall'amministrazione regionale, nonché dell'utilizzo
per l'annualità 2013-2014 del personale avente requisiti per
l'iscrizione all'albo, ossia assunto con contratto a tempo
indeterminato al 31 dicembre 2008.
Dagli accertamenti sull'utilizzo delle risorse dei PROF sono
emerse delle irregolarità che hanno determinato l'amministrazione
ad emettere provvedimenti di revoca degli accreditamenti, mentre
sono ancora in itinere gli accertamenti sul rispetto del blocco
delle assunzioni e sull'utilizzo da parte degli enti finanziati per
l'annualità formativa 2013-2014 del personale avente requisiti per
l'iscrizione all'albo.
Mozione numero 252, quella sull'albo degli operatori. Tra le
misure previste dall'ordinamento regionale a salvaguardia delle
posizioni giuridiche rilevanti degli operatori della formazione
professionale vi è senza dubbio l'albo di cui all'articolo 14 della
legge regionale numero 24 del 1976, reale strumento di garanzia, di
stabilità e continuità lavorativa per gli operatori della
formazione in quanto li svincola assolutamente dalla sorte degli
enti. Ed è proprio per questo che ne ho voluto fortemente la
reintroduzione attraverso il suo aggiornamento che non si faceva da
quasi vent'anni.
Ritengo che in ottemperanza ad uno specifico obbligo di legge
chiunque gestirà la formazione professionale avrà l'obbligo di
utilizzare per il presente e per il futuro esclusivamente il
personale iscritto all'albo.
In particolare con la circolare assessoriale numero 1 del 15
maggio del 2013 ho diramato le linee operative per la presentazione
delle istanze per l'inserimento nell'albo degli operatori della
formazione professionale sia docente che non docente, assunto a
tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008.
A seguito dell'esame delle circa novemila istanze pervenute si è
proceduto alla formale istituzione dell'albo con decreto
assessoriale ad ottobre del 2013 contente 8339 operatori.
A garanzia dei principi di trasparenza ho disposto l'espletamento
dei controlli sui dati autodichiarati dagli istanti.
Per una maggiore efficacia dei controlli, l'Amministrazione si è
avvalsa di un sistema ad incrocio di dati forniti, rispettivamente,
dall'Agenzia delle entrate, dall'INPS e dalle comunicazioni
obbligatorie e datoriali.
Sono stati, del pari, esaminati tutti i certificati giudiziari, al
fine di verificare la sussistenza dei requisiti morali, previsti
dall'articolo 14 della legge 24 del 1976.
Dagli accertamenti effettuati, sono emerse presunte irregolarità
per circa 1.000 unità di personale, riguardanti la sussistenza dei
requisiti, sia di ordine professionale, assunzioni a tempo
indeterminato entro il 31 dicembre 2008, sia di ordine morale.
Più analiticamente, 311 sono state le istanze per le quali si è
rinvenuto un contratto a tempo determinato, 391 sono state le
assunzioni avvenute oltre il 31 dicembre 2008, 244 gli esclusi per
mancanza di requisiti morali, 24 i soggetti dimissionari, 85 gli
esclusi per incompletezza della domanda presentata.
L'istruzione delle pratiche concernenti l'esclusione dei soggetti
istanti, dall'albo, sono ancora in itinere e sono portate avanti
dall'amministrazione procedente, nel pieno rispetto del
contraddittorio con le parti interessate. Per questo stiamo
perdendo tempo perché, al di là della nostra verifica, ci sembra
corretto accertarci che, effettivamente, quei dati mancano.
Entro il mese di giugno, comunque, del corrente anno verrà
definito l'albo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Voglio rappresentare che, al fine di riqualificare e ristrutturare
il sistema della formazione professionale, sono in corso di
definizione alcuni progetti con il Ministero del Lavoro per avviare
una serie di interventi anche incentivanti per la fuoriuscita dal
settore.
Per quanto riguarda la mozione numero 272, inerente la
destinazione delle risorse del fondo di garanzia, si evidenzia che
l'Amministrazione, nel rispetto delle previsione di legge, ossia
dell'articolo 1, comma 1 della legge regionale 10 del 2011, destina
le risorse disponibili coerentemente al dettato normativo, in
conformità con gli istituti di sostegno al reddito e di
riqualificazione professionale, previsti dalle normative nazionali
vigenti e dai contratti di settore e secondo le relative modalità
di applicazione.
Come detto, per l'annualità corrente il fondo di garanzia è pari a
2 milioni e 790 mila euro.
Se l'Assemblea lo riterrà opportuno, rimpinguare ulteriormente
questo fondo di garanzia, di certo troverà una porta aperta dal
parte del Governo.
Per quanto riguarda la mozione numero 283, in merito all'
istituzione di una commissione ad hoc.
Inutile dire che nulla osta da parte mia e da parte del Governo,
ma è anche vero, come hanno più volte ricordato i componenti della
V Commissione che un lavoro analogo lo stiamo già facendo proprio
in V commissione, ma ripeto, ove dovesse esserci questa esigenza,
nulla osta da parte nostra per istituirne una ulteriore.
Per quanto riguarda, invece, la mozione numero 284, in linea con
questi obiettivi, sin dal mio insediamento, ho pianificato e
programmato le attività formative, facendo precedere la scelte
assunte dall'amministrazione regionale, da processi di confronto e
di comunicazione tra istituzioni e partenariato socio-economico,
integrate dai dati statistici rilevati dai sistemi informativi
CENSIS e ISTAT, per un'analisi specifica sulle figure professionali
e sulle filiere produttive, connotate da maggiore domanda di lavoro
in Sicilia.
Ricordo che qualche mese fa, abbiamo presentato questo progetto
Faro' che ha fatto questo e cioè ha raccolto quelle che sono le
esigenze del mondo del lavoro nella nostra Regione e programmeremo,
lo abbiamo già fatto con la seconda annualità, ma soprattutto nella
prossima, il pacchetto dell'offerta formativa su quelle istanze.
Voglio anche ricordare che questo Governo è stato il primo nel
mese di marzo scorso a convocare nella stessa stanza, per parlare
di formazione, le associazioni di categoria, le scuole, le
università, i sindacati e gli enti di formazione che, come qualcuno
di voi ha ricordato, è vero, non avevano mai discusso prima di quel
momento insieme.
A tal fine sono stati costituiti appositi tavoli tecnici e si sono
espletati numerosi incontri che hanno consentito di individuare le
linee programmatiche lungo le quali proiettare l'operato
dell'amministrazione regionale.
L'idea ispiratrice dell'azione dell'Assessorato, in sostanza, è
stata quella di far ruotare l'intero settore attorno alla
dialettica permanente tra enti gestori ed operatori economici,
essendo proprio quest'ultimi i soggetti che orientano il mercato
del lavoro attraverso la richiesta delle professionalità ritenute
più necessarie.
Ed è stato sulla base di tale dialettico confronto che è stata
pianificata l'attività formativa, sia per l'annualità 2013/2014 sia
per l'annualità 2014/2015, che si è distinta, rispetto al passato,
oltre che per la già citata riappropriazione della funzione di
programmazione da parte dell'Assessorato, anche per la salvaguardia
dei livelli occupazionali.
Venendo, ora, alla mozione in argomento si rappresenta che, per
quanto riguarda l'adozione del Piano Regionale dell'Offerta
Formativa (PROF.), previsto dalla legge numero 24 del 1976,
l'amministrazione, sia per razionalizzare le economie regionali -
che costituivano il bacino finanziario del PROF - sia per
armonizzarsi all'ordinamento formativo comunitario, ha traghettato
l'offerta formativa interamente sul Fondo Sociale Europeo
diramando, in tal modo, in attuazione del POR FSE 2007/2013,
specifiche misure per finanziare corsi di formazione professionale
sulla base dei fabbisogni lavorativi individuati.
Su tali basi, voglio ricordare, sono stati adottati gli avvisi 19
e 20 già nel 2011.
Con il primo si è data continuità programmatica e gestionale agli
enti di formazione che operano nell'ambito dell'obbligo formativo e
del contrasto alla dispersione scolastica; con il secondo si è data
continuità programmatica e gestionale a tutti gli altri bacini di
utenza formativa, già destinatari del PROF.
In particolare, l'avviso 20 ha finanziato progetti per soddisfare
un fabbisogno formativo regionale quantificato in 2 milioni di ore,
sulla base di una terna di linee di intervento ovvero, i giovani in
attesa di occupazione (FORGIO), i soggetti a rischio di marginalità
sociale (FAS) ed i lavoratori, (FP), quelli della formazione
permanente.
Il prosieguo delle attività formative dell'avviso 20 è stato
assicurato, con la sua riedizione, per l'annualità successiva, il
2014, con una riduzione del monte ore programmato del 10 per cento,
facoltà prevista dallo stesso avviso 20, in attuazione della
priorità III del piano straordinario per il lavoro in Sicilia
Opportunità giovani .
Tale atto è un atto programmatico concreto, approvato con
deliberazione di Giunta regionale numero 215 del giugno 2012 -
quindi, è qualcosa che è avvenuto anche prima che arrivassimo noi -
e finanziato con 452 milioni di euro ai sensi del decreto numero 25
del 23 aprile 2013 del Ministero dell'Economia e delle Finanze
avente ad oggetto il finanziamento a carico del Fondo di rotazione,
di cui alla legge 183 del 1987, per l'attuazione degli interventi
previsti nel piano di azione e coesione con cui sono state
stanziate le risorse derivanti dalla quota di finanziamento statale
a carico del citato fondo di rotazione ex legge 183 del 1987 per i
programmi operativi regionali e nazionali che hanno aderito al PAC.
In particolare, alla priorità III del Piano giovani, sono stati
destinati 220 milioni di euro, oltre 60 milioni in meno rispetto
alle risorse impiegate nell'annualità precedente sotto la
precedente amministrazione.
Con tali risorse sono stati rifinanziati progetti formativi della
linea FORGIO e FAS di cui sono principali destinatari giovani fino
ai 35 anni di età.
Inoltre, con apposita deliberazione di Giunta regionale - cui ha
fatto seguito la direttiva 2695 del 18 settembre del 2013 - sono
state destinate risorse pari a 7 milioni e 500 mila euro per la
formazione permanente, rivolte ad utenti indipendentemente dalla
loro età.
Quindi, sono stati ridotti i budget finanziari per i percorsi e si
sono, sensibilmente, ridotti i corsi espletati il precedente anno e
non aderenti alle esigenze del mondo del lavoro.
Sulla base delle suddette direttive, sono state presentate le
istanze progettuali istruite dagli uffici dell'amministrazione
regionale e sono stati assunti i relativi decreti di impegno e
finanziamento per un totale di 557 progetti.
In particolare sono stati emessi decreti di finanziamento pari a:
116.779.000,00 euro per l'Ambito Forgio, 64.683.000,00 euro per
l'ambito Fas e 5.365.000,00 euro per l'ambito Formazione
permanente. Inoltre, per garantire i corsisti impegnati
nell'attività formativa 2012-2013 presso enti cui è stato revocato
l'accreditamento, è stato già emesso un decreto di finanziamento
pari a 35.000.000,00 di Euro a favore del Ciapi di Priolo,
autorizzato ad operare in house providing per la Regione siciliana
con un abbattimento dei costi pari al 30% rispetto alle analoghe
attività corsuali espletate nell'annualità precedente dagli enti
assegnatari e con una limitazione della spesa di gestione ad una
somma non superiore al 5% del finanziamento, obiettivo che sarà
reso possibile grazie all'utilizzo, per l'espletamento delle
attività corsuali, di strutture di proprietà degli enti pubblici. A
tal fine, infatti, voglio ricordare che questo risparmio con
l'assegnazione della commessa al Ciapi di Priolo è anche potuto
avvenire, sulle spese di gestione, grazie al protocollo di intesa
firmato con l'Ufficio regionale scolastico che ci consentirà di
utilizzare le scuole come luoghi dove fare formazione.
Si evidenzia che i percorsi formativi sono stati strutturati, per
la prima volta, in modo da consentire l'acquisizione da parte dei
destinatari di una qualifica professionale corrispondente al quadro
europeo delle qualifiche e, comunque, in ogni caso, dei livelli di
competenza e conoscenze tecniche di base necessarie per rafforzarne
le opportunità di accesso al mercato del mondo del lavoro.
Si evidenzia, ancora, che con i suddetti percorsi formativi, come
programmati dall'amministrazione regionale, si è voluto intervenire
per favorire la promozione del successo formativo e professionale
dei cittadini siciliani, anche con riferimento particolare a quelli
con difficoltà legate a fenomeni di marginalità sociale o bassa
scolarità.
Si rappresenta, ancora, che il riferimento alla presunta lesione
dei diritti dei lavoratori legata alla mancata propedeutica
adozione del piano dell'offerta formativa appare fuorviante in
quanto non avente alcun fondamento normativo ed, infatti, le
garanzie di cui alla legge regionale n. 25 del 1993 non
presuppongono l'avvenuta adozione del piano dell'offerta formativa
bensì l'inserimento dell'operatore nell'albo di cui all'articolo 14
della legge n. 24 del 1976 che lo scrivente ha provveduto di
aggiornare.
Anche per l'annualità in corso e per le annualità successive si
programmeranno le attività formative ancorandole alle dotazione
comunitarie e nazionali a ciò destinate.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo alla
votazione delle mozioni che abbiamo trattato fino ad ora. Ricordo
ai colleghi che seguiremo l'ordine così come elencato nell'ordine
del giorno, quindi la prima mozione che voteremo sarà la numero 16
alla quale è stato presentato un emendamento a firma dell'onorevole
Ciancio ed altri:
Dopo la parola comparto aggiungere la frase: purché
regolarmente assunto entro il 31/12/2008 e quindi iscritto all'albo
degli operatori della formazione professionale .
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per
rispondere all'assessore, mettetevi d'accordo con la dottoressa
Corsello, con i tempi perché il decreto diceva che entro 30 giorni
sarebbe stato pubblicato, in realtà il decreto di pubblicazione
dell'albo provvisorio diceva che entro 30 giorni sarebbe stato
pubblicato quello definitivo. Non è stato pubblicato, la dottoressa
Corsello ha detto che, già 3 settimane fa, doveva essere stato
pubblicato, ora lei sta dicendo a giugno, io spero che a giugno
venga pubblicato perché altrimenti devo supporre che ci sia una
volontà precisa di non pubblicare quest'albo. Tutto qui.
Detto questo, l'emendamento che abbiamo presentato va proprio in
questa direzione perché, per quanto riguarda il personale,
specifichiamo il personale assunto regolarmente entro il 31
dicembre 2008 e, quindi, rientra anche nell'albo.
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. In merito all'emendamento, va benissimo anche se,
ripeto, è la legge che impone di utilizzare i lavoratori dell'albo.
In ogni caso, in merito alla pubblicazione ufficiale, penso che
potrete attenervi a quanto detto dall'Assessore al ramo.
LENTINI. Chiedo di parlare sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Assessore, sull'emendamento della collega Ciancio, che
condivido in pieno, c'è pero un fatto e cioè che viene escluso il
personale assunto attraverso il collocamento, sono le categorie
privilegiate, le categorie protette.
In base ai numeri che ci sono, praticamente la legge n. 68 del
1998 dà la possibilità agli enti, ma a chiunque, anche alle
Amministrazioni pubbliche, che in base al personale che hanno, c'è
l'obbligatorietà di assumere personale di categorie protette,
quindi è possibile - io non lo so - che oltre quella data sia stato
assunto personale che riguarda quelle categorie, ma comunque
parliamo di cifre irrisorie. Quindi, che questo venga contenuto
nell'emendamento.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
da una parte ringraziare l'Assessore per la relazione che
sostanzialmente ha dato la possibilità di poter vedere come ha
fatto il suo dovere, che era quello che la Regione avrebbe dovuto
comunque fare normalmente, l'attività ispettiva, l'attività di
controllo, l'attività di controllo sugli atti presentati dagli enti
in fase di rendicontazione, grazie per averci informato di tutto
l'iter seguito, ma avrebbe dovuto comunque farlo l'Amministrazione,
di per sé.
Secondariamente ricordo la parola cofinanziamento', che non
dobbiamo mai dimenticare, perché nel momento in cui noi parliamo di
PROF - è vero che comunque l'articolo 39 della legge n. 23 del
1995, parla proprio di attività formative fatte in
cofinanziamento' - la Regione non può in alcun modo escludere il
proprio indirizzo politico che si palesa proprio attraverso
l'impegno economico che dà comunque alla formazione e questo accade
per tutte le attività che si fanno con i fondi europei.
Soprattutto mi preme, comunque, ribadire un concetto: l'aver fatto
tutto esclusivamente attraverso i fondi comunitari, permette il
meccanismo che poi sia tutto svolto, è appunto questo il passaggio
fondamentale, attraverso un meccanismo amministrativo, dopo di che
i lavoratori si trovano in un marasma generale in cui non vige più
nulla e non c'è più nessun riferimento di legge che possa
finalmente difendere il proprio ruolo e la propria attività di
lavoratori.
PRESIDENTE. Prima di proseguire, onorevole Lentini, le consiglio
che sarebbe meglio formalizzare quanto da lei espresso.
LENTINI. E' legge
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Quello che dice lei è già previsto nella legge a cui
si fa riferimento.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento presentato
dall'onorevole Ciancio ed altri. Il parere del Governo?
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione della mozione numero 16, Interventi a
garanzia del personale in esubero del comparto della formazione
professionale , così come emendata.
Il parere del Governo?
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. In linea di massima va bene, soltanto il secondo
punto è una cosa che andrebbe verificata per vedere l'immediata
attivazione degli strumenti di cui la legge 10...
PRESIDENTE. Dovrebbe darmi un parere comunque, Assessore.
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla votazione della mozione numero 33 Notizie sulla
determinazione della Commissione europea sul Fers con particolare
riferimento ai fondi impegnati per la formazione professionale .
Il parere del Governo?
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla votazione della mozione n. 247 Pagamento delle
retribuzioni pregresse agli operatori della formazione
professionale .
Il parere del Governo?
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla votazione della mozione n. 252 Urgente approvazione
e pubblicazione dell'albo degli operatori della formazione
professionale .
Il parere del Governo?
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla votazione della mozione n. 272 Destinazione delle
somme di cui al Fondo di garanzia previsto dall'art. 132, comma 1,
della l.r. n. 4 del 2003 al pagamento delle retribuzioni del
personale della formazione collocato in mobilità a zero ore .
Il parere del Governo?
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Contrario.
CIANCIO. Perché contrario? Chiedo di parlare per dichiarazione di
voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, è la mozione dell'onorevole Cappello?
PRESIDENTE. Sì.
CIANCIO. Prevede l'applicazione della legge, cioè quel fondo è
fatto per questo determinato motivo ovvero per garantire un reddito
a chi è nell'albo dei formatori e che non ha un incarico presso gli
enti. Ma se il Governo dà parere negativo a questo, di che stiamo
parlando?
Un'altra domanda: il 7 per cento di questo fondo in realtà è stato
utilizzato, mi risulta l'anno scorso, anche per la cassa
integrazione in deroga, come mai, se è finalizzato per legge al
pagamento della mobilità e quindi all'integrazione dei redditi per
i dipendenti?
Presidenza del vicepresidente Venturino
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
all'onorevole Ciancio e ai colleghi del Movimento cinque stelle,
che l'ordine del giorno deve essere coerente con la legge. La legge
numero 10 dice che la Regione può intervenire in maniera
complementare rispetto alle tutele stabilite dalla normativa
nazionale.
Quindi il fondo di cui si parla se il settore, tutto sarebbe un
po' complicato, in rapporto alla dotazione finanziaria, se cento
persone vanno in cassa integrazione, sulla base di quella normativa
si può decidere che oltre all'ottanta per cento, o il sessanta per
cento, previsto dalla normativa nazionale gli si dà
un'integrazione. Questo vale per la cassa integrazione, per la
mobilità e così via dicendo. Ma non si può con il fondo sostituirsi
alle tutele nazionale. Quindi, non è possibile che con il fondo si
sia pagata la cassa integrazione, caso mai si è integrata la cassa
integrazione.
Si può dire, invece, di attivare il fondo di garanzia, perché che
io sappia, non è stato neanche attivato, perché dovrebbe essere
gestito dalle organizzazioni sindacali, dalle organizzazioni degli
enti e così via dicendo, per finalizzarlo ai compiti che prevede la
legge che sono compiti tassativi e cioè non sostituire le tutele
nazionali o farne di proprie, ma integrarle soltanto.
SCILABRA, Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono sulla
stessa linea dell'onorevole Panarello nel senso che questa mozione
deve chiaramente rispettare il dettato normativo. E poi non
possiamo sottovalutare una cosa: ho detto che nel fondo di garanzia
ad oggi ci sono due milioni e qualcosa, a meno che l'Assemblea
regionale siciliana non si impegni a dare copertura al fondo di
garanzia, ecco perché il parere è contrario. Non c'è la copertura.
CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Noi, ovviamente, manteniamo la mozione. Ripeto, secondo
noi la cassa integrazione non è un istituto previsto per questo
settore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 272, con il
parere contrario del Governo.
Chi è favorevole alla mozione si alzi; chi è contrario resti
seduto.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio palese
nominale
Votazione per scrutinio palese nominale della mozione numero 272
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese della mozione
numero 272.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e Votanti...........29
Maggioranza...................15
Favorevoli.......................17
Contrari...........................12
Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale; pertanto
la seduta è rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 20.12)
La seduta è ripresa.
CIMINO. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito a procedere alla verifica dei richiedenti.
Essendo la richiesta appoggiata, a termini di Regolamento, dagli
onorevoli Arancio, Cimino, Fazio, Gianni, Gucciardi e Antonella
Milazzo, indìco la verifica e ne proclamo l'esito:
Presenti 22
(L'Assemblea non è in numero legale)
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non posso concederle la parola in
quanto l'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto, apprezzate le circostanze, la seduta è rinviata a
martedì, 6 maggio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione unificata delle mozioni in
materia di Formazione professionale:
N. 272 - Destinazione delle somme di cui al Fondo di
garanzia previsto dall'art. 132, comma 1, della l.r.
n. 4 del 2003 al pagamento delle retribuzioni del
personale della formazione collocato in mobilità a
zero ore.
(19 febbraio 2014)
CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
MANGIACAVALLO - PALMERI - TANCREDI -
SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO
N. 283 - Nomina di una Commissione parlamentare speciale
d'indagine e di studio sulla formazione
professionale.
(21 marzo 2014)
FALCONE - FIGUCCIA - POGLIESE -
ASSENZA - BANDIERA - SAVONA
N. 284 - Adozione del piano regionale dell'offerta
formativa per gli anni 2014 e 2015.
(24 marzo 2014)
ZAFARANA - CIANCIO - TRIZZINO -
MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO - SIRAGUSA -
TANCREDI - CANCELLERI - FOTI - FERRERI -
PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO
III - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
IV - Discussione della mozione:
N. 277 - Interventi di sostegno per l'assistenza ai minori
stranieri non accompagnati.
(7 marzo 2014)
CIRONE - GUCCIARDI - LUPO - ALLORO - RAIA - MILAZZO
A.
V - Discussione dei disegni di legge:
1) - Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico
integrato . (n. 693/A) (Seguito)
Relatore: on. Cirone
2) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
4) - Procedure per il rilascio delle certificazioni di
abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
singole porzioni di costruzioni. (nn. 653-469/A)
Relatore: on. Fazio
5) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
6) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
7) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
8) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
9) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
10) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
11) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
12) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 20.14
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
Rubrica «Attività produttive»
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
le attività produttive, premesso che:
con la legge finanziaria 2007 venivano istituite le zone franche
urbane nel territorio nazionale, i cui parametri di definizione
venivano individuati con delibera CIPE 30 gennaio 2008, n. 5;
successivamente, la Regione siciliana, con la legge 11 del 12
maggio 2010, art. 67, istituiva ulteriori Zone Franche Urbane
rispetto a quelle già selezionate con delibera CIPE n. 14/2009, da
individuare tuttavia con i medesimi criteri definiti dalla
normativa nazionale;
durante la scorsa estate scoppiava il caso della ZFU di Partinico,
Comune che dalla Delibera di Giunta n. 133/2013 non rientrava tra
quelli in cui era stata ammessa l'istituzione delle ZFU;
appariva alquanto singolare l'esclusione de quo, poiché durante la
campagna elettorale delle ultime amministrative, risalenti al
giugno 2013, il Presidente della Regione in persona, affermava con
fermezza, che tra le grandi opportunità per Partinico, per le quali
l'Amministrazione regionale ha lavorato con il Sindaco uscente e
poi rieletto, 'abbiamo finanziato per Partinico il piano per la
Zona Franca Urbana, che partirà dai primi di luglio e consentirà
alle imprese che si insediano qui a Partinico, di non pagare per 5
anni le tasse ed i contributi per i lavoratori e per gli altri 5
anni di pagare il 50%';
rilevato che:
in seguito, nel corso di un Consiglio Comunale aperto tenutosi nel
Comune di Partinico in data 6/10/2013, l'Assessore regionale in
persona, Linda Vancheri, accompagnata dalla dirigente del proprio
assessorato, dott.ssa Iliardi, comunicavano all'assise riunita di
essere riusciti a riammettere Partinico in virtù di alcuni
cambiamenti all'ammontare del finanziamento per i quali il CIPE
avrebbe potuto modificare le decisioni già prese e dunque inserire
anche Partinico;
ciò veniva assicurato nonostante l'Amministrazione comunale di
Partinico, nel presentare l'istanza nel 2008, poi corretta fuori
tempo massimo, avesse commesso un grossolano errore nella
delimitazione dell'area destinata a zfu, comprendendo il 93,7%
della quota di popolazione, rispetto al 30% previsto dalla
delibera, venendo di conseguenza escluso dalla lista dei comuni
beneficiari;
in quella stessa sede, l'Assessore affermava che era superabile
anche il comma 5 dell'art. 67 della lr 11/2010 che prevedeva che
non potessero essere finanziate più di quattro zfu per provincia
(dalla delibera di Giunta n. 133 del 3 aprile 2013 sono ammesse,
nella provincia di Palermo, le Zone Franche Urbane di Termini
Imerese, Bagheria, Palermo Brancaccio e Palermo Porto);
l'assessore Linda Vancheri, a conferma di quanto esposto, lasciava
agli atti copia di una richiesta inoltrata al CIPE e comunicava che
l'ufficialità della decisione sarebbe pervenuta entro qualche
settimana e comunque entro la fine dell'ottobre 2013;
considerato che:
non è pervenuta alcuna comunicazione né l'argomento risulta essere
stato oggetto di discussione nelle sedute del CIPE come si può
evincere dall'analisi dei verbali delle sedute da ottobre ad oggi;
con il decreto direttoriale del 23 gennaio 2014 veniva adottato il
bando per l'attuazione dell'intervento in favore delle micro e
piccole imprese localizzate nelle Zone Franche Urbane (ZFU) della
Regione siciliana di cui al Decreto interministeriale del 10 aprile
2013 (con l'aggiunta della ZFU di Lampedusa e Linosa) per un totale
di circa 182 milioni di euro;
per sapere:
come l'Amministrazione regionale intenda giustificarsi degli
impegni non mantenuti e che, presumibilmente, erano prevedibilmente
non mantenibili dati i vincoli normativi citati nelle premesse;
se e come l'Amministrazione regionale intenda tener fede agli
impegni presi con la popolazione partinicese, trovando, in tempi
brevi e certi, la necessaria copertura finanziaria per
l'istituzione della ZFU nel territorio comunale di Partitico».
(1739)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 1739
dell'onorevole Claudia La Rocca, concernente quanto indicato in
oggetto, si rappresenta preliminarmente che:
l'Assessorato regionale delle Attività Produttive solamente il 3
aprile 2013, a seguito di delibera della Giunta regionale, divenne
'titolare della misura 7,111, procedendo agli adempimenti necessari
al fine di consentire l'emanazione del relativo bando al MISE;
con nota 3802/2013 questo Assessorato si è attivato per consentire
l'inserimento del Comune di Partinico nell'elenco dei beneficiari;
con nota 1220/DPS il MISE ha fatto una succinta cronistoria dei
fatti, ribadendo quanto a suo tempo dichiarato con la relazione del
Dipartimento regionale della programmazione e che "non risultano
sussistere i presupposti giuridico-amministrativi perchè codesto
Dipartimento possa intraprendere una procedura tecnico-istruttoria
per valutare l'ammissibilità del comune di Partinico al dispositivo
ZFU".
In data 04/03/2014 a Palazzo d'Orleans il Presidente Crocetta ha
ricevuto una delegazione del Comune di Partinico composta dal
Sindaco Salvo Lo Biundo e dal vice presidente dell'associazione
antiracket "Libero Jato", Domenico Provenzano.
All'incontro, su richiesta del Presidente, ha partecipato anche
l'Assessore alle Attività Produttive.
Il Presidente ha manifestato al Sindaco la volontà di lavorare,
anche con nuove risorse aggiuntive, all'istituzione della Zona
Franca a Partinico, confrontandosi di nuovo con il Governo
nazionale per verificare la possibilità di recupero della ZFU-
Partinico».
L'Assessore
Linda Vancheri