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Resoconto d'Aula della Seduta n. 150 di martedì 29 aprile 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Micciché,  Vullo,  Tamajo,
  Cappello, Panepinto, Milazzo Giuseppe, Siragusa, Tancredi, Laccoto,
  Ciaccio, Trizzino e Palmeri hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposta scritta a interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata la  risposta  scritta
  alla seguente interrogazione:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive

   N.  1739  -  Chiarimenti sulla vicenda della  mancata  istituzione
  della ZFU di Partinico (PA).
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

   - Norme a sostegno della vita indipendente. (n. 735)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca, Mangiacavallo,
  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito in  data  10
  aprile 2014.

   - Norme in materia del bacino unico dei lavoratori appartenenti al
  regime  transitorio  dei lavori socialmente  utili  finanziati  con
  oneri a carico del bilancio della Regione. (n. 741)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Venturino,
  Cimino e Gianni in data 18 aprile 2014.

   -  Norme  in  materia  di ruolo unico dei lavoratori  titolari  di
  contratti  a  tempo determinato finanziati con oneri a  carico  del
  bilancio della Regione. (n. 742)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Venturino,
  Cimino e Gianni in data 18 aprile 2014.

   -  Disposizioni  in materia di prevenzione e tutela  della  salute
  sessuale e della fertilità maschile. (n. 743)
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lo Giudice,
  Picciolo, Tamajo, Forzese, Greco M., Gianni, Cimino e Venturino  in
  data 23 aprile 2014.

   - Disposizioni in materia di smaltimento e trattamento dei residui
  vegetali derivanti da lavorazione agricola e/o forestale. (n. 744)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Vinciullo in
  data 23 aprile 2014.

   -  Tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale  della
  Prima  Guerra  Mondiale  ed  interventi  per  la  promozione  delle
  celebrazioni del centenario dell'inizio del conflitto. (n. 745)
   di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
  data 23 aprile 2014.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                   legge alle competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge presentati e inviati  alle
  Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Applicazione dell'art. 34 comma 1, della Legge regionale n.  25
  del 24/11/2011 alle Aziende agrituristiche sottoposte a vincolo  di
  destinazione decennale. (n. 738)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 15 aprile 2014 e inviato
  il 23 aprile 2013.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -    Disposizioni    per   la   tutela   delle    donne    affette
  dall'endometriosi. (n. 736)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 10 aprile 2014 e inviato
  il 15 aprile 2013.

   - Gestione degli impianti di trattamento dell'aria nelle strutture
  sanitarie  e  socio-sanitarie per la prevenzione  della  diffusione
  delle malattie infettive per via aerea. (n. 737)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 10 aprile 2014 e inviato
  il 23 aprile 2013.

   -  Sostegno ai pazienti affetti da patologie causate dall'amianto.
  (n. 739)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 16 aprile 2014 e inviato
  il 23 aprile 2013.

   -  Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti dalle norme
  in materia di tutela dai rischi correlati all'amianto. (n. 740)
   di iniziativa parlamentare, presentato il 16 aprile 2014 e inviato
  il 23 aprile 2013.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Norme per il riordino della pianta organica dell'Amministrazione
  regionale. (n. 729)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 23 aprile 2014.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Promozione del turismo culturale legato ai luoghi di culto della
  religione cristiana. (n. 731)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 15 aprile 2014, parere V.

   -  Disposizioni  volte  ad  incentivare la  razionalizzazione  del
  patrimonio  edilizio esistente, la rigenerazione delle aree  urbane
  degradate,  nonché di tutela e valorizzazione dei  centri  storici.
  Modifiche alla legge regionale 23 marzo 2010, n. 6. (n. 732)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014, parere V.

   -  Norme per la prevenzione della incidenza di tumori derivanti da
  inquinanti industriali. (n. 734)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014, parere VI.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disciplina in materia di contrasto al lavoro non regolare.  (n.
  719)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014, parere III.

   - Modifiche all'articolo 34 della legge regionale 28 gennaio 2014,
  n. 5. (n. 728)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 10 aprile 2014.

                 Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico le richieste di parere pervenute ed assegnate
  alla Commissione 'Affari Istituzionali' (I):

   -  Azienda  ospedaliero-universitaria Policlinico P.  Giaccone  di
  Palermo. Designazione direttore generale. (n. 28/I).
   pervenuto in data 23 aprile 2014 e inviato in data 23 aprile 2014.

   -  Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Vittorio Emanuele
  di Catania. Designazione direttore generale. (n. 29/I).
   pervenuto in data 23 aprile 2014 e inviato in data 23 aprile 2014.

   -  Azienda  ospedaliero-universitaria Policlinico  G.  Martino  di
  Messina. Designazione direttore generale. (n. 30/I).
   pervenuto in data 23 aprile 2014 e inviato in data 23 aprile 2014.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N. 1866 - Chiarimenti sulla soppressione del primo Istituto
  comprensivo 'Sacro Cuore' di Rosolini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1867  -  Notizie  sull'assegnazione  degli  alunni nell'ambito
  degli Istituti comprensivi di Rosolini(SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1872  -  Notizie  sul mancato intervento a  tutela  dell'opera
  muraria del 'Rivellino Quintana' di Augusta (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.    1873    -   Interventi   utili   a   prevenire   i    rischi
  idrogeologici e sismici in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1877 - Iniziative finalizzate a garantire il trasporto gratuito
  agli  alunni  delle  scuole dell'obbligo  e  medie  superiori,  con
  particolare  riferimento  alle  problematiche  in  cui  versano  le
  famiglie del Comune di Alia (PA).
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Lupo Giuseppe

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1863  - Interventi per la risoluzione delle criticità connesse
  al  sistema tariffario delle prestazioni erogate dai laboratori  di
  analisi nel territorio siciliano.
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N. 1871  -  Iniziative  finalizzate  a  favorire  la realizzazione
  delle   aree  attrezzate  per  le  attività artigianali  da   parte
  del  Consorzio  polifunzionale artigianato locale (COPAL) di Carini
  (PA).
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Lupo Giuseppe.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1864  -  Chiarimenti circa l'azione di bonifica  del  sito  di
  interesse nazionale di Priolo Gargallo (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N. 1865 - Notizie sulla mancata indizione della gara d'appalto per
  i lavori di consolidamento e restauro del 'Museo del Mediterraneo e
  Moderno nel Castello Svevo di Augusta - I stralcio funzionale'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1868  -  Chiarimenti circa la realizzazione  di  una  centrale
  solare  termodinamica  in  località Carcitella  nel  territorio  di
  Mazara del Vallo (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Fazio Girolamo

   N.  1869  - Notizie sulla struttura sanitaria 'Villa Santa Teresa'
  di Bagheria (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Alongi Pietro

   N.    1870   -   Notizie   relative   all'introduzione   di    una
  regolamentazione delle principali attività produttive in Sicilia al
  fine di arginare il fenomeno dell'abusivismo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   N.  1874 - Notizie in merito al ruolo del direttore artistico  nei
  teatri stabili della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Forzese Marco Lucio

   N.  1875  - Notizie sulle indagini avviate in Sicilia in ordine  a
  presunte frodi nei teatri locali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Forzese Marco Lucio
   N.  1876  - Notizie sui nuovi indirizzi strategico-gestionali  del
  Consorzio Autostrade Siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Forzese Marco Lucio

   N.  1878  - Chiarimenti in merito agli aiuti alle imprese concessi
  dalla Regione, ai sensi della l.r. n. 27 del 1991, quali interventi
  a favore dell'occupazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore Domenico; Falcone  Marco;  Assenza
  Giorgio; Figuccia Vincenzo; Milazzo Giuseppe

   N.  1879  - Iniziative urgenti per contrastare lo stato di povertà
  delle famiglie siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore Domenico; Falcone  Marco;  Assenza
  Giorgio

   N.  1880  -  Iniziative  urgenti per  il  contrasto  dell'evasione
  fiscale in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:  Pogliese  Salvatore Domenico; Falcone  Marco;  Assenza
  Giorgio; Bandiera Edgardo ; Milazzo Giuseppe; Figuccia Vincenzo

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  175  - Chiarimenti circa il passaggio di competenze in materia
  di  autorizzazioni  (AIA)  degli impianti  connessi  alla  gestione
  integrata dei rifiuti dal Dipartimento
   dell'ambiente al Dipartimento dell'acqua e dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Zafarana
  Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi  Sergio;
  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:
   numero  294  "Iniziative  urgenti per una  corretta  gestione  dei
  flussi   migratori  verso  la  Sicilia",  degli  onorevoli   Gianni
  Giuseppe; Venturino Antonio; Cimino Michele; Marziano Bruno; Ragusa
  Orazio; Cirone Maria in Di Marco, presentata il 23 aprile 2014;

   numero   295   "Iniziative  in  ordine  al   piano   paesaggistico
  provinciale  di  Agrigento",  degli  onorevoli  Fontana   Vincenzo;
  Germanà  Antonino  Salvatore;  Alongi Pietro;  Vinciullo  Vincenzo,
  presentata il 24 aprile 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


              Commemorazione dell'onorevole Vito Cusimano

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, domenica scorsa,  all'età  di  87
  anni   è   mancato   il   senatore  Vito  Cusimano,   deputato   di
  quest'Assemblea per venti anni, dal 1971 al 1991, nella VII,  VIII,
  IX  e  X legislatura. Legislature che lo hanno visto firmatario  di
  numerosi   disegni  di  legge  e  vivace  presenza  nel   dibattito
  parlamentare.
   Vito  Cusimano  è nato a Regalbuto, in provincia di  Enna,  il  12
  maggio  1927, catanese di adozione, in questa città, inizia la  sua
  carriera  politica nel 1952 da consigliere comunale. E'  stato  uno
  dei   maggiori  esponenti  della  destra  regionale  e   nazionale,
  combattivo  sindacalista  al  punto  da  rivestire  la  carica   di
  segretario  regionale  del  sindacato bancari.  Figura  storica  in
  Sicilia  ed  in  Italia della destra, milita nel Movimento  sociale
  italiano  di  Almirante  e, poi, approda  nelle  file  di  Alleanza
  nazionale e Destra nazionale. Conclude l'esperienza in Assemblea; è
  stato  eletto  senatore della Repubblica nella  XII  e  nella  XIII
  legislatura. Anche in Senato ha fatto sentire forte la sua voce sia
  in   Aula  che  nelle  Commissioni  di  merito  e  negli  organismi
  internazionali  di  cui  faceva parte. Ha ricoperto  la  carica  di
  componente  della  delegazione  italiana  presso  l'Assemblea   del
  Consiglio d'Europa.
   Al senatore Cusimano o, meglio, ai familiari del senatore Cusimano
  così  come  ai familiari dell'onorevole Guido Virzì,  che  è  stato
  ricordato  la  settimana  scorsa in  un  intervento  dell'onorevole
  Ioppolo,  ed  a  quanti lo hanno apprezzato  va  il  cordoglio  mio
  personale e quello dell'Assemblea.
   Invito, pertanto, l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio.

                  (Si osserva un minuto di silenzio)

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  come
  il  Presidente dell'Assemblea ha appena ricordato, nella  settimana
  trascorsa,  la comunità umana e politica della Destra siciliana  ha
  perso  due  suoi  autorevoli  rappresentati:  Guido  Virzì  e  Vito
  Cusimano; due parlamentari che con il loro impegno appassionato  ed
  infaticabile onorarono questa Assemblea regionale seppur in  epoche
  ed in contesti diversi.
   Dopo  aver  esordito nel clandestinismo dell'immediato dopoguerra,
  proveniente  da  una  ventennale  attività  di  sindacalista  e  di
  consigliere al Comune di Catania, Vito Cusimano entrò in quest'Aula
  con  le  elezioni  del  fatidico 13  giugno  1971  che  diedero  al
  Movimento  Sociale  Italiano  ben 15 deputati.  Di  quella  nutrita
  pattuglia  egli  fu,  dapprima, vicepresidente e  nelle  successive
  legislature  presidente  del  gruppo,  fino  al  1991.  Stimato  ed
  apprezzato  per  l'equilibrio  ed il senso  di  responsabilità  che
  animava la sua condotta.
   Nessuno  in  questa Aula meglio di Vito Cusimano sapeva  dare  una
  lettura politica al bilancio della Regione. Ne fu per anni relatore
  di minoranza, puntuale, documentato, intransigente, propositivo.  E
  mise,  poi,  questa  profonda  conoscenza  e  lunga  esperienza   a
  disposizione  del  Senato  della  Repubblica  dove,  come  lei   ha
  ricordato, signor Presidente, approdò nel 1994 rimanendovi fino  al
  2001, anno in cui si ritirò dalla politica attiva.
   Guido  Virzì fu deputato regionale di Alleanza Nazionale dal  1996
  al  2006,  dando prova nelle Commissioni ed in Aula della  sua  non
  comune  preparazione  culturale. Caustico e dissacrante  nelle  sue
  impietose requisitorie contro la malapolitica.
   Nel   suo  impegno  parlamentare  Virzì  portava  la  passione   e
  l'incontenibile  entusiasmo  della sua lunga  militanza  giovanile,
  vissuta  sempre con coraggio e con fede convinta. Avrebbe  meritato
  ben  altri  ruoli in questa Regione se non avesse subito il   fuoco
  amico',  destino  inesorabile al quale sono condannati gli  spiriti
  liberi di tutti i partiti.
   Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo mio breve e commosso
  ricordo  dei colleghi Cusimano e Virzì non potrà mai compensare  il
  debito di gratitudine - mi si consenta la citazione personale - che
  porto  nei  loro confronti. Cusimano mi fu maestro,  nella  vita  e
  nella  politica;  egli  mi  insegnò ad  apprezzare  l'altra  faccia
  dell'impegno istituzionale, fatta di studio, di ricerca, di metodo,
  di  programmazione, che non concedevano spazio alla improvvisazione
  ed alla approssimazione.
   Guido  Virzì,  della  mia  stessa generazione,  condivise  con  me
  assieme  all'onorevole  Ioppolo,  al  compianto  avvocato  Giustino
  Blandi,  ed  a  numerosi altri, un'esaltante stagione di  battaglie
  interne  al  nostro  partito  per ottenerne  la  regionalizzazione,
  insofferenti come eravamo al centralismo romano. Il loro esempio di
  politici  e di parlamentari onesti, coerenti e concreti  è  per  me
  ulteriore motivo di stimolo per essere degno di poter continuare  a
  sedere  in questi stessi banchi che li videro protagonisti, animati
  solo dal desiderio di servire i legittimi interessi della Sicilia e
  dei siciliani.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Discussione unificata delle mozioni in materia di formazione
                             professionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  unificata  delle  mozioni  in  materia  di  formazione
  professionale:
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  Formazione Professionale è una delle competenze  regionali  di
  maggiore  rilievo,  anche  strategico,  e  la  sua  importanza  per
  l'economia   e  lo  sviluppo  anche  in  ragione  della  dimensione
  occupazionale e dell'esigenza di assicurare una rete che offra quei
  contenuti  formativi  necessari  alla  competitività  del   sistema
  economico;

   negli  ultimi  anni, anche in ragione di una situazione  pregressa
  segnata  da  scelte  errate  e delle difficoltà  determinatesi  nel
  passaggio  dal vecchio sistema finanziato con risorse regionali  al
  nuovo  a  totale  carico di risorse extraregionali (FSE),  l'intero
  comparto ha vissuto e vive una situazione estremamente critica;

   alcuni   enti   del  settore,  anche  in  ragioni  di   specifiche
  problematiche pregresse, hanno vissuto un vero e proprio  'impasse'
  che  ha  condotto al blocco delle attività, in un caso  (Cefop)  al
  commissariamento  ed  alla  ristrutturazione  aziendale,   le   cui
  conseguenze si sono scaricate sul personale;

   in  particolare, dopo una lunga e complessa fase, si  è  pervenuti
  alla  determinazione  di pesanti esuberi quantificati  in  ben  347
  unità  per l'ente Cefop, 172 per l'Anfe ed altri presso altri enti:
  centinaia  di  persone, dopo anni di servizio nel settore,  e  loro
  famiglie si trovano espulsi dal sistema senza alcuna prospettiva di
  reddito e di occupazione;

   CONSIDERATO che:

   l'ordinamento tutt'ora vigente del settore, imperniato sulla legge
  regionale n. 24/1976, ha previsto e tutt'ora prevede meccanismi  di
  garanzia  per il personale della Formazione (che trovano  riscontro
  in  diversi provvedimenti, da ultima la legge regionale n. 10/2011)
  finalizzati  ad  assicurare  il reddito  e  la  ricollocazione  dei
  lavoratori, nell'ottica di un sistema integrato della formazione;

   la  vicenda  sopra  richiamata degli oltre 500  lavoratori  assume
  contorni  grotteschi  e paradossali: a fronte  delle  dichiarate  e
  reiterate  intenzioni  espresse  dagli  Assessori  pro  tempore  di
  assicurare la piena garanzia occupazionale per tutti gli  operatori
  e  nonostante  la  nuova fase formativa, seppur  tardivamente,  sia
  stata  finalmente  avviata,  nessun  intervento  concreto  è  stato
  attivato  per  evitare che, al termine del lungo periodo  di  Cassa
  Integrazione (peraltro nel caso del Cefop prevista con scadenza  al
  31/12/2013), si pervenisse ai licenziamenti;

   la  cessazione  dei lavoratori determina, oltre al grave  danno  a
  carico  degli stessi e delle loro famiglie, la pratica  dispersione
  di  un  patrimonio  di professionalità utili  ad  un  rilancio  del
  sistema formativo;

   RILEVATO ancora che:

   già dal 2008 si è proceduto ad un blocco delle nuove immissioni di
  personale nel comparto e che recentemente si è proceduto finalmente
  ad  aggiornare l'albo degli operatori della Formazione, realizzando
  così   una  compiuta  fotografia  della  situazione  del  personale
  titolare di garanzie;

   l'attuale  ordinamento  prevede a tutt'oggi  diversi  strumenti  a
  garanzia  del  personale  iscritto  al  richiamato  albo,  che  può
  accedere   alle   prestazioni  del  fondo  di  garanzia   istituito
  dall'articolo  132 della L.R. n. 4/2003 (novellato  dalla  L.R.  n.
  10/2011)  in  vista di una ricollocazione nell'ambito dello  stesso
  sistema;

   RITENUTO che:

   appaia   profondamente   ed  inaccettabilmente   iniquo   che   le
  conseguenze   di  situazioni  di  cattiva  gestione  pregresse   si
  scarichino sul personale;

   risulti  quanto mai urgente ed opportuno attivare, immediatamente,
  tutti gli strumenti già previsti dal vigente ordinamento a garanzia
  dei lavoratori licenziati;

   risulti altresì urgente ed opportuno individuare, nell'ambito  dei
  provvedimenti  relativi  alla nuova programmazione  formativa  FSE,
  introdurre  delle  previsioni  a  garanzia  del  personale  e   che
  assicurino il pieno riassorbimento degli eventuali esuberi,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  procedere  ad un'immediata ricognizione della situazione  degli
  enti  che hanno proceduto ai licenziamenti, delle procedure seguite
  e della posizione del personale cessato;

   a  prevedere l'immediata attivazione degli strumenti di  cui  alla
  L.R.  10/2011  (Fondo  di  Garanzia)  al  fine  di  assicurare  una
  continuità  di  reddito e la possibilità di  attivare  percorsi  di
  riqualificazione  dei lavoratori licenziati in  vista  di  un  loro
  reinserimento produttivo nel sistema formativo;

   ad attivarsi fin d'ora perché nella nuova programmazione formativa
  e   nei  conseguenti  atti  di  selezione  delle  attività  vengano
  introdotte idonee e vincolanti previsioni a garanzia dell'intero
   personale    del    comparto,     assicurando     la
   ricollocazione  dei  lavoratori  fra  i  vari  enti  in   funzione
  dell'accesso alle risorse;

   ad assumere ogni utile iniziativa per assicurare la continuità del
  reddito dei lavoratori licenziati del comparto della Formazione  ed
  agevolare  la  ricollocazione produttiva degli  stessi  all'interno
  dello stesso settore, evitando così pesanti ricadute sociali  e  la
  dispersione  di  professionalità utili in vista  del  rilancio  del
  sistema». (16)

                             LENTINI-ODDO-SAMMARTINO-MICCICHE'-RAGUSA

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO   che   il  Governo  regionale  nelle  sue  dichiarazione
  programmatiche svolte in Aula aveva dichiarato con enfasi come  uno
  dei suoi primi successi fosse la riprogrammazione del Fesr;

   CONSIDERATO che:

   da  notizie di stampa di ieri si legge che la Commissione  europea
  ha  fortemente  criticato le finalità verso cui erano  destinati  i
  Fondi,  interrompendo l'erogazione di circa 4,4 miliardi  del  Fesr
  all'interno  del quale era previsto anche un finanziamento  da  257
  milioni  di euro destinato alla Formazione. La UE, in questo  caso,
  ha  stigmatizzato l'inesistenza di alcune certificazioni per  corsi
  organizzati tra il 2002 e il 2006;

   la  Regione  ha già anticipato con proprie risorse  agli  enti  di
  formazione  le  somme  di  cui sopra  e  che  il  blocco  della  UE
  comporterà   la  necessità  di  prevedere  nel  prossimo   bilancio
  ulteriori poste finanziarie utili a coprire quella che si  presenta
  come un ulteriore voragine per i conti regionali,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
                      L'ASSESSORE PER L'ECONOMIA
                                   e
      L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

   considerato che l'unica strada percorribile oggi appare quella  di
  avviare  un  negoziato  con la Commissione  competente  dell'Unione
  Europea, a riferire con urgenza al Parlamento regionale sulla reale
  portata  dell'ammanco che si è verificato nelle casse della Regione
  a    seguito    della   mancata   attenta   verifica    da    parte
  dell'amministrazione regionale delle certificazione dei corsi e sui
  conseguenti provvedimenti a carico di ha procurato cotanto  danno».
  (33)

                                               CAPUTO-ASSENZA-FALCONE
                                              GERMANA'-POGLIESE-SCOMA

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   alla  data  odierna  non  risultano ancora effettuati  i  conteggi
  relativi alle retribuzioni pregresse dei
   lavoratori  della formazione professionale, nonostante gli impegni
  assunti  dal Governo     regionale, a causa dell'esiguo  numero  di
  dipendenti assegnati a tale attività;

   non  è  dato  conoscere  se i DDG siano  stati  o  possano  essere
  caricati sul SIC;

   non risulta attivata la piattaforma informatica (Faròs) necessaria
  per  l'erogazione  del  saldo relativo al  20%  della  I  annualità
  dell'Avviso 20/2011;

   tali  pagamenti riguardano un numero rilevante di lavoratori della
  formazione professionale e si riferiscono a tutti i settori: Avviso
  20, Servizi Formativi, sportelli, OIF;

   non è ammissibile, a ridosso della fine dell'anno e del carico  di
  impegni economici che tale scadenza determina per le famiglie degli
  operatori,  già provati dai ritardi e dalle problematiche  connesse
  con  l'intero  settore  della  formazione,  nonché  della  chiusura
  dell'esercizio  finanziario, che il Governo  regionale  non  attivi
  procedure   per  la  sollecita  definizione  delle   procedure   di
  liquidazione delle retribuzioni;

   si  sta  negando  a  migliaia di utenti la  possibilità,  a  causa
  dell'inspiegabile    ritardo    nell'emanazione    dei    DDG     e
  conseguentemente  dell'avvio della corsualità 2013/2014,  di  poter
  svolgere  le 36 settimane (periodo medio di durata di un intervento
  formativo), contraendo la durata in 22/24 settimane, visto  che  le
  attività dovranno terminare entro il 31 luglio 2014;

   RILEVATO che:

   l'effettuazione   dei   conteggi   per   la   liquidazione   delle
  retribuzioni  è un mero problema di organizzazione  e  gestione  di
  risorse  umane, o per meglio di dire di capacità di  rispondere  ai
  legittimi bisogni con efficienza ed efficacia, caratteristiche  che
  dovrebbero connotare tutta l'attività della Regione;

   la scelta di non costituire un team di risorse umane e strumentali
  cui  assegnare  la definizione dei conteggi delle somme  dovute  ai
  lavoratori  della formazione costituisce un grave inadempimento  di
  natura  organizzativa  e gestionale e vanifica  le  aspettative  di
  tante   famiglie  che  temono  di  vedere  compromessa   anche   la
  possibilità di percepire il loro legittimo corrispettivo prima  del
  Natale;

   CONSIDERATO che il Governo della Regione ha l'obbligo giuridico  e
  morale di attivarsi per garantire che l'attività di pagamento delle
  retribuzioni degli operatori debba avvenire nel più breve tempo,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                e per esso L' ASSESSORE PER L'ECONOMIA
     e L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

   a  porre  in  essere immediatamente ogni possibile iniziativa  per
  garantire  in  tempi  strettissimi  a  tutti  gli  operatori  della
  formazione  professionale  di tutti  i  settori  di  intervento  la
  liquidazione delle loro legittime retribuzioni ed a scongiurare  il
  rischio che le loro famiglie arrivino alla fine dell'anno senza che
  tale diritto si sia realizzato». (247)

                            ANSELMO - D'AGOSTINO - FIRETTO - MICCICHÉ

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  legge regionale n. 24 del 1976 (art. 14) ha istituito,  presso
  l'Assessorato  regionale  del lavoro e della  cooperazione,  l'Albo
  regionale   del   personale  docente  dei   corsi   di   formazione
  professionale;

   con  decreto  assessoriale  del  14  ottobre  1987  n.  943/87/13,
  pubblicato  in  GURS n. 30 del 24 ottobre 1987, è stato  pubblicato
  l''Albo  dei  operatori della formazione professionale in  servizio
  presso gli enti convenzionati alla data del 31 marzo 1986';

   con  decreto assessoriale dell'8 febbraio 1997 pubblicato in  GURS
  n.  60  del  24 dicembre 1997 è stato aggiornato l'albo di  cui  al
  precedente  punto in relazione al personale in servizio  fino  alla
  data del 30 settembre 1995;

   con decreto assessoriale del 16 ottobre 1997 pubblicato in GURS n.
  61  dell'8 novembre 1997 è stato istituito l'albo del personale  in
  servizio  a tempo indeterminato docente e non docente dei corsi  di
  formazione  e  sono  stati  contestualmente  stabiliti  i  relativi
  criteri  per  l'iscrizione, la cancellazione e la tenuta  dell'albo
  nonché  il  possesso di specifici requisiti professionali necessari
  per l'iscrizione allo stesso;

   con decreto assessoriale 5074 del 22 dicembre 2010, in ossequio  a
  quanto stabilito dalla deliberazione di Giunta n. 350 del 4 ottobre
  2010  (che prevede - in conformità all'accordo programmatico  sulla
  formazione  professionale  del  29 settembre  2009  concernente  le
  'Linee  guida  per  l'implementazione  dell'offerta  formativa'   -
  l'istituzione di un albo nel quale confluiranno tutti i  dipendenti
  degli  enti  di  formazione impegnati nelle tre filiere  del  PROF,
  dell'OIF  e  dei  Servizi formativi), è stato  istituito  l''Elenco
  regionale   ad   esaurimento  degli  operatori   della   formazione
  professionale', comprendente tutto il personale formatore e tecnico
  amministrativo; elenco che non costituisce un nuovo albo  bensì  un
  'Elenco  ad esaurimento' utilizzato esclusivamente per le  finalità
  premiali previste dal c.d. Avviso 20, i cui effetti cesseranno, con
  efficacia  ex nunc, a partire dalla pubblicazione in GURS dell'albo
  aggiornato;

   CONSIDERATO che:

   con  circolare n. 1 del 15 maggio 2013 l'Assessorato  ha  ritenuto
  necessario  'reintrodurre  uno strumento  previsto  dalla  legge  a
  garanzia  degli  operatori della formazione professionale  e  della
  salvaguardia dei livelli occupazionali' finalizzato a garantire  la
  certezza giuridica ed il sistematico aggiornamento dell'ultimo albo
  degli   operatori  della  formazione  professionale   di   cui   al
  sopracitato decreto assessoriale dell'8 febbraio 1997;

   a  tal fine con la medesima circolare n. 1 (con oggetto: 'atto  di
  indirizzo applicativo per l'aggiornamento dell'Albo degli operatori
  della   formazione   professionale  siciliana')  l'Assessorato   ha
  invitato gli operatori della formazione professionale, assunti  con
  contratto  a  tempo  indeterminato entro il  31  dicembre  2008,  a
  comunicare,  nel  termine perentorio di 20 giorni decorrenti  dalla
  data  di  pubblicazione in GURS della circolare de  qua  e  per  il
  tramite dell'ente gestore di appartenenza, i propri dati anagrafici
  e   quelli   relativi   alla  propria  posizione   lavorativa   con
  autocertificazione redatta ai sensi del DPR 445/2000;

   con  decreto assessoriale n. 38/GAB dell'11 ottobre 2013  'Decreto
  istitutivo dell'Albo regionale del personale docente e non  docente
  dei  corsi di formazione assunto a tempo indeterminato entro il  31
  dicembre 2008', all'articolo 3 viene stabilito che: 'L'approvazione
  definitiva  dell'albo  e  la relativa pubblicazione  in  GURS  sono
  subordinate  al  completamento delle procedure  di  verifica  delle
  veridicità   dei   dati  autodichiarati  ai  fini  dell'inserimento
  nell'Albo  medesimo, che dovranno concludersi  entro  30  gg  della
  pubblicazione ai sensi dell'articolo 7 primo periodo...';

   l'approvazione    definitiva   dell'albo    e    la    conseguente
  pubblicazione, pertanto, doveva avvenire entro e non  oltre  30  gg
  dalla   data   di   pubblicazione,  nel  sito   web   istituzionale
  dell'Assessorato dell'istruzione e della formazione  professionale,
  del  decreto  assessoriale n. 38/GAB dell'11 ottobre  2013,  previa
  verifica della veridicità delle dichiarazioni assunte;

   RILEVATO  che nonostante sia abbondantemente trascorso il  termine
  previsto  dall'art. 3 del decreto de quo (30 gg dalla pubblicazione
  nel  sito  istituzionale), alla data odierna non risulta  posta  in
  essere  né la definitiva approvazione dell'Albo né, tanto meno,  la
  conseguente pubblicazione in GURS,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  provvedere,  in ottemperanza a quanto stabilito all'articolo  4
  del  decreto  assessoriale  n. 38/GAB dell'11  ottobre  2013,  alla
  definitiva  approvazione dell'albo degli operatori della formazione
  professionale  nonché,  preventivamente, a procedere  al  controllo
  della  veridicità  delle dichiarazioni rese dagli  operatori  della
  formazione  ai  sensi  del  DPR  n.  445  del  2000  ed   acquisite
  dall'Assessorato ai sensi della circolare n. 1 del 15 maggio 2013».
  (252)

      CIANCIO - CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - FERRERI - FOTI - LA
                                      ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI
                   - SIRAGUSA - TANCREDI - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che l'art. 132, comma 1, della l.r. n. 4 del 2003 prevede
  l'istituzione di un Fondo di garanzia 'del personale dipendente del
  settore  della formazione professionale iscritto all'albo  previsto
  dall'articolo  14  della l.r. 6 marzo 1976, n.  24,  già  posto  in
  mobilità   e   quello   risultante   in   esubero   rispetto   alla
  programmazione   del   piano   regionale   dell'offerta   formativa
  finalizzato  ad una politica di sostegno al reddito',  un  istituto
  che  consente  al lavoratore rimasto totalmente privo  di  incarico
  posto  in  'mobilità  a  zero  ore', di mantenere  la  retribuzione
  globale  di fatto come recita l'art. 26 ccnl 1994/1997 -  mobilità,
  in  attesa di essere ricollocato ai sensi dell'art. 2 bis  l.r.  n.
  25/93;

   CONSIDERATO che:

   le risorse appostate al capitolo di bilancio 318110 debbono essere
  destinate  esclusivamente in favore degli operatori  rimasti  senza
  incarico posti in mobilità;

   le  stesse, di importo pari a 5 ml. di euro per l'anno 2013,  sono
  state illegittimamente utilizzate per coprire il 7% della CIGD agli
  operatori posti in cassa integrazione, istituto questo che non  può
  applicarsi  agli operatori della formazione professionale  operanti
  nella Regione siciliana;

   il CCNL 2011/2013 all.12 seconda parte comma 1 recepisce l'art. 26
  del  CCNL 1994/97, e quest'ultimo è menzionato nella l.r. n. 25/93,
  art.  2  bis, che recita 'l'Assessore regionale per il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione  è
  autorizzato  ad  attuare  per  il  personale  di  cui  al  comma  1
  (personale iscritto all'Albo previsto dall'art.14 l.r. n.24/76  con
  rapporto di lavoro a tempo indeterminato), rimasto totalmente privo
  di  incarico,  i  processi  di mobilità  previsti  dal  CCNL  degli
  operatori della formazione professionale',

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
      L'ASSESSORE PER L'ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

   in  esecuzione  dell'art. 132, comma 1, della l.r.  n.  4/2003,  a
  destinare  le  somme  previste nel Fondo di garanzia  al  pagamento
  delle  retribuzioni  del  personale dipendente  del  settore  della
  formazione collocato in mobilità a zero ore». (272)

      CAPPELLO - CANCELLERI - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA
   ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - - TANCREDI - SIRAGUSA - TRIZZINO
                                                    - ZAFARANA - ZITO

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   al  fine  di  conoscere  e  valutare le eventuali  inefficienze  e
  sprechi  in  materia  di formazione professionale  e  garantire  la
  trasparenza  delle procedure poste in essere, come  previsto  dalla
  legge   regionale   n.   24   del  1976,   recante   'Addestramento
  professionale dei lavoratori',

                                INVITA
           IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   a  nominare,  ai  sensi degli artt. 29 e 29  ter  del  Regolamento
  interno  dell'A.R.S.,  per la durata di mesi tre,  una  Commissione
  d'indagine   e  di  studio  al  fine  di  consentire  all'Assemblea
  regionale  di acquisire gli elementi necessari di conoscenza  delle
  attività  poste in essere dal dipartimento regionale  Istruzione  e
  formazione professionale in materia di formazione professionale, in
  relazione  a quanto previsto dalla legge regionale n. 24 del  1976,
  dai   dispositivi  di  programmazione  e  amministrativi   relativi
  all'istruzione e formazione professionale, dagli Avvisi 19 e 20 del
  2011 e dal cosiddetto 'Piano Giovani'; e dal Dipartimento regionale
  Lavoro,  impiego,  orientamento, servizi e  attività  formative,  a
  valere  sugli Avvisi 1 e 2 del 2010. La Commissione dovrà  assumere
  tutti  gli elementi utili a verificare l'efficacia, l'efficienza  e
  il  buon  andamento dell'azione     amministrativa, con particolare
  riferimento:

   1) alla continuità nell'erogazione del servizio pubblico;

   2) alla garanzia di cui all'art. 2 della legge regionale n. 25 del
  1993 e s.m.i.;

   3) all'ammontare ed alla legittimità delle compensazioni operate a
  valere sui progetti comunitari affidati nell'ambito dell'Avviso  20
  del 2011, per il recupero di precedenti integrazioni;

   4)  all'entità delle risorse impegnate in riferimento ai programmi
  comunitari e ai fondi trasferiti dallo Stato;

   5) alla valutazione di eventuali inefficienze e sprechi, a partire
  dalla  ricognizione  sulle  modalità di finanziamento  degli  enti,
  accertando anche la regolarità dei rapporti contrattuali in essere,
  a  partire  dal  periodo  che va dal 2008 al  2013,  del  personale
  docente, tecnico e amministrativo, con rapporto di lavoro  a  tempo
  indeterminato e determinato». (283)

                            FALCONE - FIGUCCIA - POGLIESE - ASSENZA -
                                                    BANDIERA - SAVONA

                   «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  formazione  professionale, materia di rango  costituzionale  e
  statutaria,  in  Sicilia risulta disciplinata esclusivamente  dalla
  L.R.  n.  24/1976 e s.m.i., nonché, per quanto attiene ai  principi
  guida  della detta competenza regionale normativa in materia, dalla
  legge   quadro  n.  845/1978  e  che,  per  effetto  del  riassetto
  organizzativo  degli uffici dell'Amministrazione regionale  di  cui
  alla  l.r.  n.  19/2008,  la competenza in  materia  di  formazione
  professionale   è  transitata  dall'Assessorato  regionale   Lavoro
  all'Assessorato regionale Istruzione e formazione professionale;

   la l.r. n. 24/76 e s.m.i. detta apposite inderogabili prescrizioni
  per  lo  svolgimento  in  regime  di convenzione  dell'attività  di
  formazione  professionale - espletata per  il  tramite  degli  enti
  strumentali di cui all'art. 4 - ai fini del conseguimento di valido
  attestato di qualifica professionale utile all'avviamento al lavoro
  e  valido  anche ai sensi del D.A. 3/2/92 e della l.r. n. 12/91  in
  favore  dei giovani disoccupati, soggetti svantaggiati -  disabili,
  minori  in  obbligo  formativo, soggetti  fuoriusciti  dal  sistema
  lavorativo  anche  in  relazione all'età  non  più  giovane  ed  al
  contestuale  innalzamento della soglia pensionistica  per  il  loro
  reinserimento nel tessuto produttivo dell'Isola;

   VISTO  che, in ossequio agli articoli 3, 4, 9, 33, 35 e  38  della
  Costituzione,  la  Regione  siciliana è obbligata  a  rendere  tale
  servizio;

   RITENUTO che:

   il tenore letterale dell'art. 5, comma 1, della l.r. n. 24/76, che
  impone all'Assessore competente l'obbligo di emanare annualmente il
  piano  dell'offerta formativa, e quello dell'art. 34 della l.r.  n.
  15/2004,  che  fissa  al 30 novembre di ogni anno  il  termine  per
  l'emanazione, escludono la sussistenza  di qualsivoglia margine  di
  discrezionalità entro il quale la Regione possa determinarsi se far
  luogo o meno all'emanazione del predetto piano;

   il  secondo comma dell'art. 5 della l.r. n. 24/76, in aggiunta  al
  piano  annuale  imposto normativamente dal comma 1  del  richiamato
  art.  5,  riconosce in capo alla Regione la facoltà di approvazione
  anche  di  piani  pluriennali finanziati  con  fondi  comunitari  e
  formulati secondo le procedure previste per l'erogazione dei  fondi
  comunitari;

   CONSIDERATO che:

   la  reiterata  elusione e violazione della l.r. n.  24/76  e,  per
  essa,  la  mancata  approvazione  del  piano  annuale  dell'offerta
  formativa negli anni 2012 e 2013, ha comportato l'omessa erogazione
  del  servizio di formazione professionale in danno dei beneficiari-
  utenti   non   rientranti  nelle  categorie  tipizzate  nell'avviso
  pubblico n. 20/2011 e nel D.D.G. n. 5021/2013, e ha comportato, per
  le  ragioni  anzidette, l'infruttuosa esplicazione  delle  attività
  programmate  nei  predetti  provvedimenti,  stante  la   verosimile
  mancata  validità del titolo conseguito e/o da conseguire  ai  fini
  dell'acquisizione  della  qualifica  professionale  e   della   sua
  valutazione ai sensi del D.A. n. 3/2/1992 e della L.R. n. 12/91;

   la  reiterata  elusione e violazione della l. r.  n.  24/76  e  la
  mancata approvazione del piano annuale dell'offerta formativa negli
  anni  2012 e 2013 ha determinato, a danno degli operatori  tutti  -
  iscritti  all'albo istituito ai sensi dell'art. 14  della  l.r.  n.
  24/76  - la lesione di tutte le posizioni giuridiche tutelate dalla
  L.R.  n.  24/76  e s.m.i. e, non ultima, la garanzia  legale  della
  continuità lavorativa e retributiva contemplata nell'art.  2  della
  l.r.   n.   25/93,  con  conseguenti  multipli  licenziamenti   e/o
  collocazione  in  cassa integrazione in deroga consumati  in  danno
  della categoria;

   tutto  ciò  premesso  e considerato, stante la tipizzazione  della
  formazione  professionale in quanto     servizio pubblico  soggetto
  alla regola della doverosità e della obbligatorietà che impone
   all'amministrazione l'obbligo giuridico di provvedere,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   alla   predisposizione   immediata  di   tutti   gli   adempimenti
  propedeutici   all'adozione  del  PROF  per   il   2014   e   2015,
  obbligatoriamente   prescritti  dalla   normativa   legislativa   e
  regolamentare, e alla conseguente emanazione del piano dell'offerta
  formativa  2014 e 2015 ai sensi dell'art. 5 della l.r.  n.  24  del
  1976   e  s.m.i.,  previo  parere  obbligatorio  della  Commissione
  regionale per l'impiego». (284)

   ZAFARANA  - CIANCIO - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO  -
  SIRAGUSA  - TANCREDI - CANCELLERI - FOTI - FERRERI - PALMERI  -  LA
  ROCCA - CAPPELLO

   ASSENZA. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 33.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  riporto  al
  testo   della  mozione  che  ritengo  sia  abbastanza  chiaro.   La
  problematica attenzionata al Governo, in effetti, risale a  periodi
  di  programmazione  che  nulla hanno a  che  vedere  con  l'attuale
  Governo  in carica, però le conseguenze negative di quella  cattiva
  programmazione,  purtroppo, le stiamo pagando  in  questo  momento.
  Quindi,  la  mozione  impegnava il  Governo  e,  in  questo  senso,
  auspicheremmo  un intervento chiarificatore da parte dell'Assessore
  presente in Aula, che ringrazio per essere intervenuto, per  vedere
  come potere ovviare a questo ennesimo colpo inferto, per la verità,
  in  gran  parte per colpa anche nostra, di alcune allegre gestioni,
  in  questo caso passate, sulla formazione, per cui l'Unione europea
  ha  evidenziato la non validità di alcune certificazioni, per corsi
  organizzati negli anni 2002-2006.
   Siccome  si  tratta  di  corsi per  i  quali  già  la  Regione  ha
  affrontato,  o almeno così pare, l'esborso delle relative  somme  a
  carico del proprio bilancio, ne comporta un ulteriore venir meno di
  un'entrata cospicua nel bilancio regionale, per cui volevamo sapere
  dall'Assessore  per  l'economia, che  oggi  non  vedo  in  Aula,  e
  dall'Assessore  per  la  formazione, come  intenda  questo  Governo
  attuale   ovviare  a  questa  problematica  e  se   non   consideri
  necessario l'avvio di un serio confronto, di un serio negoziato con
  la  Commissione  competente  dell'Unione  europea  per  cercare  di
  limitare al massimo i danni.

   LENTINI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 16.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  questa
  mozione  presentata già un po' di mesi fa chiedeva  al  Governo  di
  attenzionare il personale della formazione professionale che  negli
  ultimi  anni  vive  questo problema annoso  che  riguarda  l'intera
  formazione perché i tanti lavoratori che fanno parte di  enti  sono
  stati licenziati.
   Sono  a  conoscenza  che, in questo momento,  il  Governo  si  sta
  impegnando  affinché  con  progetti innovativi,  con  personale  da
  riqualificare,  ed  ecco  questa  mozione  voleva  chiarire,  vuole
  chiarire la situazione di questi operatori che si trovano in grosse
  difficoltà, tanti che non percepiscono stipendi, per tanti mesi. E,
  quindi,  desideravo che l'Assessore chiarisse in questo momento  lo
  status quo della formazione professionale tenendo presente che, con
  legge  regionale numero 10 del 2011, abbiamo inserito nel  contesto
  legislativo  del  Fondo unico dove attingere e dove  dare  speranza
  reddituale ai dipendenti.
   Auspico  che questa mozione possa dare questo indirizzo chiaro  ai
  tanti lavoratori che ad oggi non credono nelle istituzioni ed hanno
  problemi perché nessuno li chiarisce.
   Poi, mi riservo di dibattere successivamente, signor Presidente.

   CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 252.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini,  questo  Governo ha fatto della lotta  alla  corruzione,
  soprattutto nel campo della formazione professionale, un cavallo di
  battaglia.
   Il  Presidente della Regione che, oggi, purtroppo,  non è in  Aula
  si  è vantato spesso di aver avviato e di aver scoperto il vaso  di
  Pandora perché grazie ai suoi interventi sono scaturite indagini ed
  inchieste.
   Vorrei  ricordare semplicemente al Governo, ma in questa sede  c'è
  l'Assessore al ramo, che molte delle inchieste che sono partite, in
  realtà,  nascono  da  denunce  anche  di  cittadini,  da  sindacati
  autonomi  fatte in passato. Ovviamente, sono sicura  che  anche  il
  Governo  avrà  depositato determinate documentazioni, però  diciamo
  che  quello che è uscito finora non è proprio farina del sacco  del
  presidente Crocetta.
   Non solo il Presidente si scaglia contro questo sistema, contro la
  corruzione,  si  vanta  di queste inchieste che,  finalmente,  sono
  uscite  fuori,  non solo questo, dall'altro lato si assiste  ad  un
  grandissimo  paradosso. Perché il presidente Crocetta ancora  tiene
  la Monterosso come segretario generale della Regione?
   Questa  è  una  domanda che abbiamo posto diverse  volte,  abbiamo
  presentato  anche una mozione per impegnare il Governo a  rimuovere
  la  Monterosso, che ricordiamo, è condannata dalla Corte dei  Conti
  per danno erariale per la vicenda degli extrabudget che per chi non
  lo  sapesse  dei cittadini, perché sono sicura che  i  colleghi  lo
  sanno  benissimo,  erano finanziamenti dati in  più  agli  enti  di
  formazione  senza giusta causa, almeno secondo quello che  dice  la
  Corte dei Conti.
   Noi, questa rivoluzione, nel campo della formazione non la vediamo
  (la  rivoluzione del presidente Crocetta), vediamo  solo  una  gran
  confusione.
   La  confusione è data dalla continua violazione di disposizioni di
  legge vigenti, mi permetta Assessore, ma questo è rivolto sia a lei
  che  al  Presidente della Regione, a volte anche  da  una  nota  di
  presunzione. A cominciare dal fatto che la legge vigente, ovvero la
  legge   numero  24  del  1976,  prevede  che  gli  operatori  della
  formazione professionale che non possono più lavorare negli enti di
  origine debbano essere posti in mobilità.
   Quindi,  le  liste di mobilità che debbono essere approvate  dagli
  Uffici  provinciali  del  Lavoro sono un sistema  fondamentale  per
  garantire  un  buon funzionamento del sistema; questa  cosa  non  è
  avvenuta,  anzi molto spesso si ricorre alla Cassa integrazione  in
  deroga,  che  non  è un istituto previsto dal contratto  collettivo
  nazionale   del   lavoro,  per  gli  operatori   della   formazione
  professionale.   Ovviamente,  questo  avviene   per   mancanza   di
  controlli.
   A proposito di mancanza di controlli, possiamo inventarci tutte le
  riforme,  tutti  gli  avvisi speciali che vogliamo,  ma  se  questi
  controlli  non ci sono - e voi lo sapete benissimo -  perché  nelle
  amministrazioni  passate sono mancati, evidentemente  -  è  inutile
  fare qualsiasi tipo di intervento.
   A tal proposito riporto la dichiarazione della dottoressa Corsello
  in  V  Commissione del 13 marzo che diceva:  ricordato come  a  suo
  tempo  venne stabilito che gli enti non avrebbero potuto effettuare
  una  solo assunzione in più, oltre il 31 dicembre 2008 e citata  la
  norma  regionale  che stabilisce il blocco delle assunzioni  rileva
  che  queste  disposizioni  sono  state  disattese  dagli  enti   di
  formazione',  aggiunge  altresì  che   a  seguito  della  superiore
  disapplicazione    dell'illusivo    ricorso    a    contratti    di
  collaborazione, coordinata e continuativa, suscettibili  di  essere
  trasformati  in sede di conciliazione e giudiziaria i  rapporti  di
  lavoro  a tempo indeterminato, la platea dei lavoratori interessati
  potrebbe  ampliarsi  di  circa 7 mila  unità,  con  la  conseguente
  impossibilità per la Regione di un qualsiasi intervento'.
   A  proposito  di  questi  7  mila lavoratori  abbiamo  chiesto  la
  documentazione e ci risulta siano, nella'arco di tempo che  va  dal
  2009  al 2011: 650  a tempo indeterminato, cioè assunzioni a  tempo
  indeterminato nonostante il blocco delle assunzioni,  880  a  tempo
  indeterminato  e  5.142  contratti a  progetto,  senza  contare  le
  assunzioni per prestazioni occasionali che sono state fatte  e  che
  sono un altro migliaio.
   C'è   da  dire  che,  in  realtà,  all'amministrazione  era  stato
  segnalato  questo  problema ed abbiamo  anche  le  relazioni  della
  dottoressa  Corsello,  ed era stato segnalata  sia  la  pratica  di
  ricorrere all'utilizzo di contratti atipici, sia quella di,  da  un
  lato, chiedere la Cassa integrazione in deroga e mentre si ponevano
  determinate fette di lavoratori in Cassa integrazione dall'altra si
  continuava ad assumere.
   Questo  ci  sembra  assolutamente folle e,  infatti,  non  capiamo
  perché  queste relazioni non siano state mandate a suo  tempo  alla
  Corte dei Conti, data la gravità dei fatti.
   Cosa  ha risposto a suo tempo l'amministrazione, nella persona  di
  Ludovico  Albert, il 15 novembre 2011:  Si rappresenta in linea  di
  principio  l'estraneità da ogni abnegazione scaturente da  un  atto
  negoziale  posto  in essere da un ente di formazione  professionale
  con  i  propri  lavoratori, per il cui adempimento non  può  essere
  chiamato a rispondere l'amministrazione regionale' - questa  è  una
  sentenza  della  Corte  di  Appello. A  ciò  si  aggiunga  che   la
  scellerata condotta di alcuni enti di formazione professionale  che
  nel  tempo  hanno dissimulato i rapporti di lavoro  subordinato  in
  violazione della normativa in materia'; è un fatto ancora più grave
  che non merita alcuna coscienza da parte dell'Amministrazione.  Ciò
  posto,  lo  scrivente non ritiene di adottare alcuna  procedura  in
  merito   a  quanto  richiesto,  ribadendo,  peraltro,  che  saranno
  esclusivamente a carico dell'ente di formazione gli oneri derivanti
  da  rapporti di lavoro subordinato convertiti ex tunc alla data del
  31 dicembre 2008'.
   Perché   Albert  diceva  che  l'Amministrazione  non  si  riteneva
  responsabile?  Perché  i  controlli dell'Amministrazione  regionale
  scattano  solo al momento della rendicontazione e qua  si  apre  un
  altro divertente capitolo perché, sempre la dottoressa Corsello, in
  Commissione,   cosa  ci  ha  detto  a  proposito  dei   rendiconti?
  Testualmente:   risultano circa duemila faldoni  di  documentazione
  giacenti  dal  1998, mai esaminati nonostante la  Corte  dei  Conti
  abbia  più  volte  sollecitato la rendicontazione. Rappresenta  che
  l'Amministrazione ha più volte inviato note con le quali ingiungeva
  agli  enti  di  adempiere ', insomma gli  hanno  detto   mandate  i
  documenti   perché  così  finiamo  e  chiudiamo  questi   benedetti
  rendiconti'.
   Sul  controllo di questi duemila faldoni, che giacciono dal  1998,
  non  è  dato  sapere  a  che punto siamo, anche  perché  sempre  in
  Commissione,  quando  ho  chiesto  ai  rappresentanti  delle  sigle
  sindacali  c'era chi diceva:  sì è vero hanno avviato i controlli',
  c'era  chi  diceva:   no,  non è vero non  abbiamo  avviato  nessun
  controllo, noi non abbiamo contezza dello stato della situazione'.
   Quello che mi chiedo è: noi queste carte ce le siamo studiate,  in
  meno  di  un  anno e mezzo di legislatura, ma dov'era  la  politica
  quando si verificava veramente questo scempio? I sindacati che cosa
  hanno fatto? Pensiamo che siano stati semplicemente distratti e non
  pensiamo altro,

   MUSUMECI. Ingenua

   CIANCIO.   Noi  siamo  garantisti.  Alcuni  deputati   di   questa
  legislatura che oggi siedono in questi banchi, che oggi  presentano
  mozioni,  ma  nella scorsa legislatura e nella scorsa  ancora  dove
  erano? Perché non hanno controllato tutte queste cose?

   PRESIDENTE. La invito a concludere.

   CIANCIO. Signor Presidente, mi perdoni, interverrò soltanto  io  e
  la  collega  Zafarana  per  tutto il  Gruppo,  quindi,  se  ci  può
  concedere qualche minuto in più.
   Ma,  soprattutto, Assessore, noi sono due mesi che richiediamo  la
  lista  degli  enti che non hanno mandato la documentazione  per  il
  contraddittorio. Fino a questa mattina ho parlato con la dottoressa
  Corsello  ed  ho  chiesto:  Mi volete dare questa  benedetta  lista
  degli enti che non hanno presentato la documentazione, visto che la
  Corsello  ha  detto  di  aver  chiesto  questa  documentazione  del
  contraddittorio?  Non mi è stata data
   Ora,  Presidente,  chiedo  anche  all'Ufficio  di  Presidenza   di
  muoversi,  perché  se  non riesco ad averla io,  voglio  vedere  un
  cittadino  normale, un lavoratore, un sindacalista, chiunque,  come
  si fa ad avere certi documenti.

   MUSUMECI. C'è la Magistratura.

   CIANCIO. Sì, assolutamente.
   Poi  mi  ricollego,  sempre a proposito di cose  che  non  vengono
  fatte,  alla nostra mozione, ovviamente entro nel merito,  cioè  la
  mozione  sull'albo dei formatori; ebbene, noi sono più di sei  mesi
  che  chiediamo la pubblicazione dell'albo definitivo, perché quello
  pubblicato oggi è provvisorio, Assessore, è provvisorio. Assessore,
  c'è  una differenza fondamentale, sostanziale perché nell'albo  che
  avete  pubblicato ci sono condannati, ci sono assunti dopo il 2008,
  ci  sono  persone che non dovrebbero stare in questo  albo.  L'albo
  definitivo doveva essere pubblicato sei mesi fa.
   Il  13  marzo la dottoressa Corsello diceva:  evidenziato  che  il
  controllo sull'albo provvisorio, basato sulle autocertificazioni, è
  stato  concluso  pochi giorni fa, evidenzia  che  a  seguito  delle
  verifiche effettuate sono stati depennati circa 460 soggetti e  che
  l'albo sarà pubblicato la prossima settimana'.
   Era  il 13 marzo, siamo ad aprile, ed ancora questo albo non esce.
  Perché non esce?
   Voi potete fare tutto ciò che volete, però se avete intenzione  di
  proseguire per via amministrativa, noi denunceremo qualsiasi cosa.
   Una  riforma  seria  del settore - lei l'ha  annunciato  anche  in
  Commissione  -  deve passare da questo Parlamento  e  deve  passare
  dalle  Commissioni di merito, se non siete d'accordo  sulla  legge,
  perché la legge c'è, è vigente, esiste, quindi bisogna rispettarla,
  bisogna  fare  l'albo dei formatori, come anche lei  ha  detto  più
  volte,  bisogna  fare  il  Piano regionale dell'offerta  formativa,
  bisogna fare una serie di cose che sono obbligatorie per legge.
   Possiamo essere d'accordo o meno, possiamo modificarla, ma  dovete
  passare  da  qua,  non si può fare una riforma di un  settore  così
  importante per via amministrativa, e finché - ripeto - ci sarà  una
  legge vigente, noi la difenderemo sempre, la porremo al di sopra di
  qualsiasi atto amministrativo.

                              (Applausi)

   FALCONE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione numero 283.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, Governo, finalmente arriva in Aula  la
  trattazione di un argomento relativo ad un settore molto  delicato,
  che  da  un  anno e mezzo a questa parte è al centro del  dibattito
  regionale, che è quello del settore della formazione professionale.

     Indirizzo di saluto ai docenti e agli studenti dell'istituto
                  comprensivo  'Santa Chiara' di Enna

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  vorrei   porgere   il   saluto
  dell'Assemblea e il mio personale, all'Istituto comprensivo statale
   Santa Chiara  di Enna, ringraziandoli di essere intervenuti.

   Riprende  il  seguito della discussione unificata  di  mozioni  in
  materia di formazione professionale

   FALCONE.  Un dibattito molto attuale che vede impegnati  diecimila
  lavoratori da un lato, dall'altro lato una platea numerosissima  di
  decine  di  migliaia di allievi che, in questo momento,  dovrebbero
  avere un servizio pubblico essenziale quale quello della formazione
  professionale che, purtroppo, è diventato molto claudicante.
   Abbiamo   nei  giorni  scorsi  criticato  l'azione  del   Governo,
  pungolata  per varie ragioni. Oggi, diciamo che contestiamo  alcune
  lacune che, via via, stanno diventando sempre più voragini che sono
  riassumibili, sostanzialmente, in circa cinque punti  e  sono  date
  dal   mancato   avvio  del  Piano  formativo  del   2014-2015   che
  rappresentava  la  terza  annualità -  così  potremmo  chiamarla  -
  dell'Avviso 20, come fu così concepito, immaginando una triennalità
  e successivamente facendola gravare sui fondi comunitari 2014-2020.
   Si  è parlato anche della grande difficoltà che vivono circa 2.800
  dipendenti  che  fanno  parte di quegli enti  definanziati,  vorrei
  ricordare  il  Cefop,  l'Ancol, il Lumen, l'Aran,  l'Iraps,  l'Anfe
  Catania,  lo Ial Cisl, potrei continuare in una lista molto  lunga;
  ebbene, 2.800 persone che dovrebbero essere ricollocate.
   Ad  oggi,  purtroppo, ci accorgiamo che abbiamo un progetto  fatto
  col CIAPI che sarebbe dovuto partire già a gennaio del 2014 dopo  i
  proclami fatti dal Governo - però- purtroppo- ancora non parte  per
  varie  ragioni  - ma- comunque- un progetto che impegnerebbe  1.410
  persone  a  fronte di 2.800 dipendenti circa che  oggi  sono   come
  color  che  son  sospesi', cioè alcuni sono in Cassa  integrazione,
  alcuni  sono  in  una condizione di mobilità,  altri  sono  in  una
  condizione  di  assoluta incertezza, senza alcun  paracadute  degli
  ammortizzatori  sociali previsto per legge, e  altrettanti  in  una
  condizione  giuridica di assoluta incertezza, non sapendo  se  sono
  ancora  dipendenti dell'ente definanziato, non sapendo se  andranno
  in  una  barriera  di protezione, non sapendo se, invece,  potranno
  essere  inseriti nel progetto Prometeo, qualcuno ha  detto,  a  mio
  avviso  in  maniera inopportuna, in uno scorrimento di  graduatoria
  dello stesso progetto.
   E'  chiaro  che  allora ci troviamo di fronte a una situazione  di
  assoluta  incertezza  per  questi  lavoratori  per  gli  enti,  ma,
  soprattutto, per il servizio pubblico essenziale.
   Altro problema: è dal 2010 che non vengono fatti - lo voglio  alla
  Presidenza - i rendiconti che dovrebbero svincolare il 20 per cento
  per  ogni anno per gli enti di  formazione che comportano una cifra
  considerevole  che  in  quattro  anni,  2010,  2011  e  così   via,
  rappresentano  l'ottanta per cento di una annualità,  in  tre  anni
  rappresentano il 60 per cento.
   Se  voi  considerate  che questo comporta una ricaduta  di  minori
  trasferimenti  per gli enti in termini di quasi una  annualità,  vi
  accorgerete che poi a pagarne le conseguenze  sono i dipendenti,  a
  pagarne  le  conseguenze sono gli allievi che non  percepiscono  la
  indennità  di  frequenza, sono i fornitori che non percepiscono  le
  loro  spettanze per le forniture e le prestazioni che hanno profuso
  ed effettuato nei confronti di questi enti.
     Io  qui vorrei parlare anche dell'obbligo formativo, gli FP,  ex
  obbligo  formativo,  e  dobbiamo dire che l'obbligo  formativo,  la
  rendicontazione,  addirittura risale e ancora è bloccata  al  2007,
  2008,  ben sei anni, il 120 per cento di un'intera annualità.
   E'  chiaro che poi ci sono i ritardi, qualcuno dice:  ma sono  gli
  enti  che  non  pagano'.  Certo,  ci sono molti  errori  che  vanno
  censurati   in  questi  enti,  ma  ci  sono  altri  errori,   altre
  manchevolezze e altri inadempimenti nell'amministrazione regionale.
   Vorrei  ricordare  che alcuni mesi fa il Presidente  Crocetta,  io
  dico  forse giustamente, opportunamente, propose e attuò una specie
  di  mobilità  dei  dipendenti, facendo  uno  spoil  system,  ma  al
  dipartimento al servizio gestione vi erano 55 dipendenti.
   Bene,  da  sei  mesi,  da ottobre a oggi, da 55  dipendenti  siamo
  passati  a  6  dipendenti dell'amministrazione  regionale,  più  12
  dipendenti dell'assistenza tecnica. Appena 18 dipendenti che devono
  svolgere  un lavoro e delle funzioni che sino a sei mesi  fa  erano
  assegnati a ben 55 dipendenti.
   Allora, qual è l'attenzione, al di là di qualche proclama,  al  di
  là  di qualche annuncio fatto sulla spinta emotiva che cambia,  che
  vorrebbe cambiare ma soltanto secondo una logica di parole, secondo
  una  eloquenza  e  un profluvio di parole  ma una inconsistenza  di
  fatti,   una   situazione  che  giorno  dopo  giorno  è   diventata
  terribilmente tragica.
   Oggi  noi  abbiamo  una situazione in cui l'intero  settore  della
  formazione professionale è in una situazione di collasso. Un intero
  settore  che  non  da  più, è da un anno  circa  che  gli  enti  di
  formazione, ancora quelli che sono finanziati, che non  sono  stati
  definanziati,  fortunatamente per loro, vivono  una  situazione  di
  grande incertezza.
   Qua  ci  sono  degli  enti  storici, ci  sono  i  Salesiani  della
  provincia  di Catania, ma ci sono enti importanti, dei colossi  che
  sino  a  ieri davano buona formazione, che oggi si trovano  in  una
  situazione di grande incertezza, ed è una incertezza per loro,  per
  i dipendenti, per gli allievi che dovrebbero trovare in questi enti
  strumentali  una forza di incisione, di intrapresa, di  permanenza,
  se  vogliamo,  e  di inserimento  nel mercato del  lavoro  che  non
  riescono a trovare.
   Rispetto  a tutto questo cosa fa il Governo? Soltanto gli annunci,
   non  vogliamo  fare  macelleria sociale',  e  giorno  dopo  giorno
  aumentano sempre più i disoccupati  della formazione professionale,
  e  giorno dopo giorno aumentano sempre più i ragazzi in dispersione
  scolastica perché non abbiamo ancora finanziato i terzi e i  quarti
  anni dell'obbligo formativo e non abbiamo ancora impegnato le somme
  per  i  secondi  anni  dell'ex obbligo formativo,  avendo  soltanto
  impegnati quest'anno i fondi per il primo anno. E il secondo  anno?
  Abbiamo  detto  agli  enti  iniziate', ma non  c'è  un  decreto  di
  finanziamento. Abbiamo detto che dobbiamo attuare  il  terzo  e  il
  quarto  anno dell'obbligo formativo, ma non c'è nemmeno  un  bando,
  per   il   quarto  anno  soprattutto,  non  sappiamo  la   certezza
  finanziaria, non abbiamo un atto a fondamento che dia  origine  poi
  ad  un  contratto  giuridico, ad una  convenzione  ed  a  un  input
  giuridico  per poter procedere, per poter consentire a questi  enti
  di poter dare un servizio pubblico essenziale.
   E  allora,  dinanzi a tutto questo, ci accorgiamo con i sindacati,
  non i sindacati del centrodestra, la CGIL non è di centrodestra, la
  CISL  non  è  di centrodestra e ancora meno la UIL, che in  maniera
  unitaria  dichiarano  lo  stato di crisi,  in  maniera  unitaria  i
  comitati spontanei di tutta la Sicilia dichiarano lo stato di crisi
  e domani c'è uno sciopero qua a Palermo.
   Non  c'è  giorno che passa che la Sicilia non sia attraversata  da
  una   sensazione  di  smarrimento,  di  tragicità,  di  dramma  per
  dipendenti  che  non  prendono  lo  stipendio  da  venti   mesi   e
  altrettanto gli enti di formazione che si sono visti attuate  delle
  compensazioni. Le compensazioni cosa sono?
   Poiché  nel  passato  erano state fatte delle  integrazioni  extra
  budget  a  un  certo  punto si scopre una formula  per  tentare  di
  affrontare  e  di  fermare la Corte dei Conti e  questa  formula  è
  chiamata  compensazione', da un lato dobbiamo recuperare e cosa  si
  fa?  Agli  enti  di  formazione  andiamo  a  prelevare,  andiamo  a
  congelare  quella massa economico-finanziaria che non è degli  enti
  ma  è  dei dipendenti, cioè è lo stipendio dei dipendenti,  anziché
  pagare  i dipendenti la blocchiamo. Facciamo il cosiddetto  mandato
  verde'  e la preleviamo e la assorbiamo e i dipendenti non prendono
  lo  stipendio nel migliore dei casi da nove mesi, nel  peggiore  da
  ventidue mesi.
   Queste  cose  qua le dobbiamo dire, noi le abbiamo dichiarate,  le
  abbiamo   annunciate,  le  abbiamo  anche  denunciate  all'opinione
  pubblica  e  lo  abbiamo  fatto con spirito  costruttivo,  mai  con
  spirito demolitore, mai con spirito destruens sempre costruens.
   In  questo senso mi ricordo che nella passata legislatura si parlò
  di  un avviso che serviva per la qualificazione e l'inserimento nel
  mercato  degli operatori socio-sanitari, quaranta milioni  di  euro
  che  in  Commissione  sanità avevamo ritrovato,  avevamo  impegnato
  assieme al dipartimento alla formazione per qualificare 2.500 nuovi
  allievi  per  poter arrivare... Due minuti e concludo perché  è  un
  intervento  complessivo su tutte le mozioni  che  oggi  sono  state
  presentate e specificatamente per la numero 283.
   Avevamo  stanziato quaranta milioni di euro per formare e  avviare
  al mercato del lavoro 2.500 ragazzi. Anche questo bando è bloccato,
  anche  di questo bando non se n'è fatto nulla, dimostrando le forti
  carenze  di  un Governo che ha annunciato da un anno  e  mezzo  una
  riforma,   noi   ancora  la  stiamo  aspettando.  Quella   riforma,
  Presidente  Venturino,  quella riforma che da  questo  pulpito  chi
  stasera  interloquisce  con il Governo e con  la  Presidenza  aveva
  chiesto con forza durante il dibattito sulla mozione di sfiducia al
  Presidente Crocetta.
   Avevamo   detto   che   chiedevamo  immediatamente   una   riforma
  legislativa,   non   per  via  amministrativa,   della   formazione
  professionale.
   Avevamo  detto,  sottraiamo  la  formazione  professionale   dalle
  grinfie, dai tentacoli dei vecchi enti, di quegli enti che male  si
  sono  comportati, di quei gestori che hanno operato male, per poter
  creare,  finalmente,  un'agenzia  regionale,  pubblica  o  privata,
  un'agenzia  unica  in cui gli enti di formazione sani,  entrano  in
  quota  parte,  secondo  una media ponderata di  percentuale,  negli
  ultimi tre anni e creare un dipartimento unitario che guardasse con
  una agenzia e nove diramazioni provinciali.
   Lo  stesso assessore aveva detto  lo faremo subito . Sono  passati
  altri  sei  mesi.  Nulla di tutto questo e ancora  continuiamo,  in
  maniera  stanca,  nella formazione professionale,  non  sapendo  se
  stiamo andando avanti, se torniamo indietro, se andiamo a destra  o
  a  sinistra, creando una croce che abbiamo messo in capo  a  questi
   disgraziati', lo dico nel senso buono, dipendenti.
   Una   croce   pesante,  una  croce  che  porta   il   peso   delle
  manchevolezze, della incapacità, della inettitudine di  un  governo
  che non riesce a dare una risposta chiara, oggettiva.
   Non  lo  dice il gruppo di Forza Italia, non lo dice il capogruppo
  di  Forza  Italia.  Lo dicono i sindacati, lo  dicono  i  segretari
  generali  regionali dei sindacati. Lo dicono i COBAS, lo  dicono  i
  rappresentanti dei comitati spontanei.
   Concludendo,  la  mozione n. 283, potrei parlare  degli  ulteriori
  adempimenti,  la cosa, addirittura, ridicola è che gli  enti,  ogni
  giorno    devono    mandare    via   mail    ad    un    dipendente
  dell'amministrazione   regionale,   i   fogli   presenza.    Questo
  dipendente, lui solo, per tutta la Sicilia, deve raccogliere queste
  mail  in  una  cartella di mail, nel suo computer, le stampa  e  le
  mette da parte, per poterle, eventualmente, controllare.
   In  questa  informativa quotidiana, chissà che  cosa  si  dovrebbe
  fare.  Fogli di carta accatastati in ufficio che mai nessuno vedrà,
  però,  impegniamo  gli enti in una ulteriore  e  super  burocrazia,
  diventando veramente quella infame  buro-patologia' di cui l'Italia
  e la Sicilia sono stanche.
   Ecco  perché  vogliamo creare questa commissione di  indagine,  di
  studio e di indirizzo, perché possa verificare, come abbiamo detto,
  lo  dice  in  maniera molto chiara e semplice, capire  il  servizio
  pubblico   essenziale,  la  continuità  dei  livelli  di   garanzia
  occupazionale, la continuità e la legittimità dell'uso  dei  fondi,
  la legittimità delle compensazioni e l'indirizzo che si vuole dare,
  con   una   riforma  legislativa,  alla  materia  della  formazione
  professionale, che possa, finalmente, indirizzare in  Aula,  in  un
  dibattito schietto, aperto, in un confronto in cui tutta  l'Aula  è
  d'accordo, per riformare finalmente questo settore della formazione
  professionale, dare un servizio ottimale e dare la garanzia, a  chi
  lavora onestamente e a chi in quel settore ci lavora, non da  ieri,
  ma da trenta anni.

   LO SCIUTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  SCIUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,   la
  formazione  professionale, per obbligo di legge  della  Regione,  è
  stata affidata, con la legge n. 24, agli enti di formazione.
   Non  è  un  nemico da abbattere. Penso che bisogna  discutere  per
  trovare  una soluzione che garantisca i lavoratori e che garantisca
  tutto il settore.
   La seconda annualità dell'avviso 20, assessore, nel mese di giugno
  finirà.  Allora,  io vorrei capire da parte del  Governo  il  nuovo
  piano formativo quando partirà e con quali fondi partirà?
   Infatti, noi, fra qualche mese, ci troveremo nelle condizioni che,
  nel  momento  in cui il Governo, non darà indicazioni  ben  precise
  agli enti - i quali sono enti no profit, quindi che non hanno fondi
  -  se  non  arriverà  un percorso ben definito,  gli  enti  saranno
  costretti  a  mettere  il  personale  in  mobilità  e,  quindi,   a
  licenziarli
   E  questo  significa creare allarme sociale in Sicilia,  significa
  creare,  ancora di più, contrasto fra i lavoratori  ed  il  Governo
  regionale.   Vorrei  capire,  assessore,  come  mai   il   progetto
   Promoteo  affidato al CIAPI, ancora non parte.
   Ci  sono  dichiarazioni sue e da parte della  dottoressa  Corsello
  che,  addirittura, nel mese, di gennaio 2014 doveva partire:  siamo
  arrivati  ad  aprile,  arriveremo a maggio, e ancora  deve  partire
  questo  progetto. Ricordo all'assessore che, non ci sono più  fondi
  per  la  Cassa  integrazione e vorrei capire questo personale  come
  dovrà essere garantito nel futuro.
   Allora,  io  ritengo, assessore, che bisogna, in  questo  momento,
  trovare delle soluzioni concrete e ragionare perché anche quando si
  dice  che  gli enti non pagano i lavoratori, anche questo  è  falso
  perché, allo stato attuale, ancora la Regione deve pagare il 20 per
  cento  della rendicontazione del secondo anno dell'Avviso  20,  che
  sono 4 annualità, e, da quando è partita la seconda annualità,  dal
  mese  di settembre fino ad ora, assessore, ci sono altri otto  mesi
  che non sono stati pagati.
   Effettivamente,   come  si  deve  pagare   questo   personale   se
  nell'ufficio addetto c'è un funzionario e tre dirigenti? E' normale
  che poi, alla fine, non si riescano a dare risposte concrete.
   Allora,  ritengo  che  sia necessario che il  Governo,  su  questo
  punto, faccia chiarezza, che ci faccia capire quale direzione vuole
  prendere  e come si vuole muovere; perché, altrimenti, ci troveremo
  fra   qualche  mese  con  tutti  i  lavoratori  dietro  l'Assemblea
  regionale  e  Palazzo d'Orléans a dare spiegazioni perché  ormai  i
  lavoratori  sono  alla fame, quindi, si deve dare una  sterzata  in
  maniera forte.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  su
  questa  materia  -  che è una materia talmente incandescente  -  ho
  deciso  anch'io  di intervenire, proprio per fare  una  riflessione
  assieme  ai  colleghi, assieme a lei assessore, perché ogni  giorno
  noi ci incontriamo e ci scontriamo con la disperazione della gente,
  con la disperazione di tante persone che da anni lavorano in questo
  settore.
   Da un conteggio, molto superficiale, che io ho fatto ruotano circa
  ottomila persone attorno alla formazione e, in più, se consideriamo
  anche  l'indotto  -  tutte le persone che, a  prestazione,  vengono
  comunque  coinvolte  - parliamo di ventimila  persone  che  ruotano
  attorno a questa attività.
   Ebbene,  dopo il terremoto che c'è stato, e questo va a merito  di
  questo Governo, perché io credo che, veramente, l'unico merito  che
  questo   Governo  ha,  in  questo  settore,  è  quello   di   avere
  scoperchiato  alcune  pentole  che,  francamente,  erano  veramente
  indegne  e  che,  per  fortuna,  hanno  messo  a  nudo  determinate
  situazioni  che  sono  deprecabili e che vanno  combattute  con  il
  massimo   della   determinazione,   della   forza   perché    vanno
  assolutamente spente queste situazioni, però è chiaro  che  bisogna
  contemporaneamente  e  parallelamente garantire  i  lavoratori,  le
  persone  che  da  anni lavorano nel settore, le  persone  che  sono
  sacrificate  da  anni,  che  non  percepiscono,  tra  l'altro,   lo
  stipendio e ci sono dipendenti che non percepiscono lo stipendio da
  oltre  20  mesi.  Questo è assolutamente intollerabile   Assessore,
  sono stato presidente della provincia ed ho per 10 anni - lo ripeto
  spesso,  vissuto  anche  io una situazione drammatica  che  era  la
  vicenda   dell'Asi  Informatica  che  era  una  vicenda  abbastanza
  esplosiva  per la Provincia, situazioni del passato, che  è  questa
  pure  una  eredità che voi vi trovate, una eredità  che  viene  dal
  passato dove non avete responsabilità ma che, purtroppo, vi trovate
  oggi  a dovere governare e risolvere perché, poi, il compito di  un
  governo  e  degli assessori è anche quello di affrontare  tutte  le
  situazioni che si trovano e trovare, in qualche modo, la soluzione.
   Ebbene  io non riuscivo a dormire perché, allora, ricordo che  con
  l'Asi  Informatica  c'erano  più di 100  dipendenti  che  erano  in
  pericolo  di  perdere  il lavoro e, veramente,  mi  creda,  io  non
  riuscivo a dormire. Oggi lei ha una situazione esplosiva perché  ha
  più  di 8.000 persone che rischiano il posto di lavoro, persone che
  non  hanno  certezza  del domani, persone  che  non  hanno  nessuna
  speranza,  persone  che  non hanno nessuna sicurezza,  persone  che
  l'hanno  già perso, altre persone che hanno perso il contratto  con
  l'ente  di  provenienza e che sono stati inseriti in  un  progetto,
  come il progetto Spartacus, il progetto Comenius, che è durato  sei
  mesi,  adesso  sono  in cassa integrazione, non si  capisce  quando
  riprenderanno la loro attività lavorativa. Ma provi a  pensare:  un
  padre di famiglia che ha una famiglia, che ha dei figli, una moglie
  da  dovere mantenere e che non ha certezza del domani, mi  creda  è
  veramente drammatico. Ma non solo, non ha una interlocuzione  certa
  con questo governo.
   Questo  governo,  ancora, non ha tracciato delle linee  chiare  di
  certezza, non ha tracciato un percorso che è ben definito, che  dia
  una  speranza,  una certezza a questi lavoratori. Io,  onestamente,
  assessore,  la invito a fare veramente una profonda riflessione  su
  questo  discorso,  perché non è possibile, non è  tollerabile,  che
  tutta questa gente, questo esercito di persone resti ancora così in
  balìa delle onde, senza avere una certezza. E non è certo dignitoso
  mantenere  questa gente in questo stato, perché ci sono  tantissime
  famiglie  che sono in grandissima sofferenza, quindi io, veramente,
  la prego di tracciare e trovare un percorso ed una soluzione perché
  è  giusto  che  i livelli occupazionali vengano, in  qualche  modo,
  garantiti.
   Poi  l'altro  argomento che vorrei affrontare con  lei  è  proprio
  quello  della  formazione dei giovani medici  in  formazione.  Lei,
  l'anno  scorso,  si  era impegnata nel trovare le  risorse  con  la
  Comunità  Europea  e, quindi, per destinare le risorse  per  questi
  fini.  Ebbene, l'anno scorso, non ci siamo riusciti perché i  tempi
  non  c'erano,  però,  ancora quest'anno non  abbiamo  visto  nessun
  risultato,  ancora quest'anno non sappiamo nulla, abbiamo  ricevuto
  in  Commissione  la  delegazione dei giovani medici,  è  venuto  il
  presidente nazionale, avevamo la necessità della vostra presenza  e
  non c'eravate, né lei, né l'avvocato Corsello.
   Quindi, io la pregherei, siccome abbiamo rinviato questo incontro,
  se   è  possibile  in  Commissione,  credo  che  sarà  la  prossima
  settimana,  non  so  se domani o la prossima settimana,  avremo  di
  nuovo questo incontro e la pregherei, se fosse possibile, di essere
  presente  in Commissione per capire quali saranno i passi futuri  e
  quale speranza possiamo dare a questi giovani.
   Lei  sa benissimo che oggi i giovani medici, purtroppo, non  hanno
  un futuro certo, perché un laureato in medicina non può entrare nel
  mondo  del  lavoro. Lei questo lo sa, la laurea non basta,  possono
  fare  sostituzioni di guardia medica e solo per tre mesi e poi  non
  possono svolgere nessuna attività. Quindi, noi abbiamo la necessità
  assoluta  di creare quanti più posti possibili di specializzazione,
  quindi  di  corsi  di formazione, perché si possa poi  entrare  nel
  mondo  del  lavoro e sa anche bene che sono lievitati  i  posti  di
  iscrizione  ai  corsi  di  medicina mentre  si  sono  ristretti  di
  parecchio i posti, mentre si sono ristretti di parecchio i corsi di
  specializzazione, per cui si è creato un imbuto terribile  che  non
  consente  di  potere  entrare nelle scuole di  specializzazione  e,
  quindi, di poter entrare poi nel mondo del lavoro.
   Questo  è un altro argomento abbastanza sentito che io mi  auguro,
  già  abbiamo  portato  le carte, la Campania ha  già  adottato  una
  delibera,  lei  lo  sa,  è a conoscenza di  tutto  questo,  già  il
  Presidente della Regione Campania ha adottato il provvedimento e ha
  già  stabilito numerosi posti di scuola di specializzazione  per  i
  giovani medici in formazione.
   Per cui la pregherei, anche sulla base di questo precedente, che è
  già  noto ed è noto anche a voi perché avete gli atti relativi,  di
  poter  attivare  immediatamente  questo  meccanismo  per  dare   la
  speranza anche a questi giovani.

   PRESIDENTE.  Intanto, salutiamo la scuola Santa  Chiara  di  Enna.
  Grazie per essere intervenuti e arrivederci.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE: Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   cittadini,
  pensavo  ci  fosse il Presidente Crocetta, dato  che  ne  ha  fatto
  comunque  una  battaglia, ma comunque c'è l'Assessore.  L'argomento
  che  trattiamo oggi è di una importanza fondamentale, penso che  ne
  siamo tutti a conoscenza.
   La  mia  collega,  Gianina  Ciancio,  ha  già  fatto  un  excursus
  abbastanza importante su quello che ad oggi abbiamo raccolto in  un
  anno,  posizioni  indistinte, posizioni  non  definite,  comunicati
  stampa  uno  dietro l'altro, rispetto al problema della formazione.
  Non dovrebbe essere un problema, ne parliamo tutti come se fosse un
  problema e, invece, dovrebbe essere il pilastro dello sviluppo  dei
  nostri giovani.
   Ora,  tanto per aggiungere un tassello all'excursus fatto fin qui,
  prendo  il  via  da  una  risoluzione  votata  nel  lontano  giugno
  dell'anno  scorso,  sembra tantissimo tempo  fa,  effettivamente  è
  recentissimo,  ma  sono passati mesi, mesi  in  cui  questa  gente,
  questi  lavoratori, questi operatori del settore della  formazione,
  questi giovani, questi utenti della formazione, non sono soltanto i
  giovani,  ricordiamocelo,  ma  sono  anche  le  persone  che  hanno
  difficoltà,  persone  che  devono andare  all'avvio  al  lavoro,  o
  eventualmente persone che sono fuoriuscite dal sistema lavorativo e
  che  necessitano  nuova  formazione e aggiornamento,  tutti  questi
  nostri  destinatari erano stati racchiusi in una risoluzione votata
  a  maggioranza  dalla  V Commissione, risoluzione  nella  quale  si
  prevedeva  sostanzialmente  quello che oggi  ancora  continuiamo  a
  chiedere, dopo un anno.
   Ancora    quest'Aula,    quest'Assemblea   regionale    siciliana,
  minimamente  tenuta  in  considerazione  nel  peso  del   dibattito
  democratico  e dell'aggiunta di valore che il dibattito democratico
  deve  portare a chi traccia le strade e il solco della  formazione,
  non è stata minimamente presa in considerazione e cosa dicevamo  in
  questa risoluzione: nel lontano giugno - chiunque di noi può andare
  tranquillamente  a rivederne il sommario - chiedevamo  appunto  che
  venisse  applicata la legge n. 24 del 1976, l'unica legge  ad  oggi
  che dà le tutele per i lavoratori, che dà continuità retributiva ai
  lavoratori,  l'unica legge che, in questo momento, può  segnare  un
  solco  di legittimità e di legalità, perché chiaramente esistono  i
  princìpi della programmazione, esiste lo scopo, esiste la finalità,
  quella  che  oggi  noi non vediamo minimamente nel  susseguirsi  di
  attività  amministrativa  e  di avvisi  scriteriati,  senza  alcuna
  finalizzazione.
   Ecco,  in quella legge n. 24 del 1976 è previsto il PROF, il Piano
  regionale  dell'offerta formativa a livello nazionale.  Si  sa  che
  tutto  il sistema dell'istruzione, della formazione si muove  sulla
  programmazione, non esiste obiettivo raggiungibile e non  riusciamo
  a  dare  i  pilastri  della conoscenza e della  cultura  ai  nostri
  giovani  e  a  tutti  coloro che necessitano, a  buon  diritto,  di
  formazione,  se  non attraverso una programmazione  chiara  ed  una
  definizione degli intenti.
   Oltre   a  ciò  in  quella  risoluzione,  minimamente  tenuta   in
  considerazione,  noi chiedevamo anche che per tutti  gli  enti  che
  fossero rimasti esclusi da questo PROF, venissero comunque attivate
  delle  procedure  che  per avviso permettessero  di  fare  comunque
  corsi,  con  finalizzazioni differenti, quindi non c'è  minimamente
  una chiusura da parte, quanto meno, del Movimento cinque stelle che
  propose   quella  risoluzione  e  che  la  emendò  con   tutta   la
  Commissione.
   Se  noi  continuiamo  ad operare a livello  amministrativo,  e  mi
  sembra  che  questo sia stato ripetuto più volte, se continuiamo  a
  passare  sopra  questo Palazzo, se continuiamo a non  dare  voce  a
  coloro  che  qui dentro sono stati eletti per portare la  voce  dei
  cittadini,  allora non stiamo percorrendo un buon percorso.  Questo
  Assessorato non sta percorrendo un buon percorso.
   Ed  allora  quello  che  si chiede è che si  faccia  assolutamente
  chiarezza.  La  chiarezza sta proprio nel definire  chi  deve  fare
  cosa.  E  ancor  più questa confusione creata tra le  procedure  di
  mobilità,  le procedure di cassa integrazione, come sappiamo,  sono
  strumenti finalizzati a bacini diversi.
   Abbiate il coraggio, come Assessorato, di creare un discrimine tra
  chi  è  assunto  entro il 31 dicembre 2008 e chi  è  stato  assunto
  successivamente perché è norma di legge, perché attualmente  questo
  è il sistema e questo è quello che è previsto.
   Ciò  non vuol dire chiaramente fare macelleria sociale. Vuol  dire
  mettere  ordine.  Vuol  dire  non creare  confusione  perché  nella
  confusione  generale  che  si  viene  a  creare  gli  operatori,  i
  formatori,  gli  alunni  stessi non sanno che  pesci  prendere.  Ed
  allora  si dirigono ai sindacati, allora i sindacati, pure  loro  a
  vario  titolo  conniventi  e  lo abbiamo  visto  in  quest'anno  di
  calvario  - ed è tuttora un calvario -, cosa succede: c'è tutto  un
  sistema   impastoiato,  complesso  che  non  dà  chiarezza   quando
  l'offerta dei servizi formativi dovrebbe essere la cosa più  chiara
  di  questo  mondo, la cosa più delineata, più definita,  perché  ne
  abbiamo gli strumenti.
   Esiste   la   possibilità  come  anche  più  volte  ha  dichiarato
  l'Assessore  che si possa fare comunque un censimento  della  reale
  richiesta  del  territorio.  E  se veramente  noi  vogliamo  andare
  nell'ottica dello sviluppo della Sicilia, dobbiamo partire anche da
  qui,  dal  fare  cittadini consapevoli e dal dare possibilità  alle
  persone  di  potere esplicitare le proprie competenze.  Però  nella
  confusione, a chi mi appiglio a chi sa? A chi sa di più, a  chi  sa
  istradarmi. Ed allora chi sarà il sindacalista di turno,  come  già
  detto, oppure il politico di turno?
     Ed  ancora: siamo in campagna elettorale. E siamo ancora in  una
  continua  campagna elettorale. Ebbene, fu approvato in  una  seduta
  d'Aula,  un  ordine del giorno che bloccava quello  che  riguardava
  almeno  per un mese tutti i bandi e tutte le eventuali possibilità.
  Perché  sappiamo  che noi da qui dentro vediamo  l'iceberg,  ma  il
  sottobosco  è  qualcosa di inquietante. E' il  do  ut  des;  è   un
  contraccambio.  Questo è rimasto forse l'unico, no,  non  lo  posso
  dire,  perché continua ad essere un bacino che ancora è considerato
  polo  di  attrazione  per  la clientela  nell'attesa  che  i  nuovi
  equilibri politici si determinino. Noi diciamo basta.
   La  richiesta  da  parte del collega Falcone,  noi  la  sosteniamo
  fortemente  perché  una commissione di indagine è  necessaria.  Una
  commissione  dalla  quale,  anche  in  sostituzione,  che  vada   a
  sopperire  all'azione  non fatta finora  dalla  V  Commissione  per
  quanto  richiesta  più  volte dal Presidente  di  una  proposta  di
  formazione   reale,  proposta  di  legge,  anche  di  aggiornamento
  dell'attuale  legge.  Non  è detto che  non  si  possa  migliorare,
  considerando  il  piano normativo nazionale e  il  piano  normativo
  europeo.  Niente  di straordinario. Però, vogliamo  che  si  faccia
  chiarezza.  Non possiamo più lasciare la gente che  muore  di  fame
  fuori. E non volevo toccare questo argomento, per non fare, come mi
  si potrebbe dire, semplice demagogia. Però, non è così lo sappiamo.
  Se a giugno noi parlavamo ancora di queste questioni con le persone
  che ancora attendevano le retribuzioni, figuratevi oggi
   E  io veramente faccio appello a tutta la dignità che noi vogliamo
  dimostrare  anche nel considerare la dignità dei siciliani  che  ad
  oggi  sopportano  forse  perché veramente  sono  abituati  a  tutto
  questo.  Perché questa Sicilia ha fatto di tutto per fare  in  modo
  che ciò che invece dovrebbe essere loro dato come un diritto, debba
  essere sempre chiesto come un favore.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Marcello.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
  volevo  anch'io la presenza del Presidente della Regione, onorevole
  Crocetta,  in Aula, anche se penso sarà forse impegnato  per  altre
  questioni di interesse regionale.
   Ho  ascontato gli interventi, soprattutto quelli dell'opposizione,
  e  sentire  parlare  di sviluppo e del bene dei nostri  giovani  in
  questo  momento,  quando  in  effetti il  mondo  della  formazione,
  precedente a questo, ha distrutto i nostri giovani, li ha  relegati
  al ruolo di portatori di voti - perché tali sono sati i giovani dei
  precedenti governi -, mi sembra veramente eccessivo. Quei giovani e
  quei  dipendenti  che per venti  e oltre mesi non  hanno  preso  lo
  stipendio e non lo percepiscono ancora. Certamente non si può  dare
  la  colpa né all'assessore per la formazione professionale,  sig.ra
  Scilabra,  né  a questo Parlamento, né al Governo Crocetta  che  ha
  cercato  di  porre fine ad una situazione ormai incancrenitasi,  la
  quale è diventata via via più grave.
   Oggi parliamo di sviluppo di quei giovani. Ma che speranze avevano
  quei  giovani?  Amici  e colleghi, che speranze  avevano?  Nessuna
  Erano  sicuramente  vittime e soggetti destinati  a  non  percepire
  nulla  e  a non avere nessuna speranza. Costoro erano quei  giovani
  che  noi oggi cerchiamo invece di poter rimettere in riga, di poter
  - appunto - salvare.
   Questo   sta  facendo  il  Governo  Crocetta,  questo   ha   fatto
  l'assessore Scilabra.
   Certamente  non  era una situazione rosea, la precedente  era  una
  situazione  talmente  difficile e lo è  tuttora  difficile,  perché
  porre  nuovamente  sul  piano lavorativo otto  mila  giovani  della
  formazione  .non è cosa semplice. E se sentiamo, così come  abbiamo
  sentito in Commissione la dr.ssa Corsello, sembrerebbero che  siano
  ben  oltre  undicimila, tremila altre assunzioni sono  state  fatte
  dopo  il  2008,  quando  la legge regionale  non  prevedeva  alcuna
  assunzione.
   Ebbene, quegli enti di cui oggi parliamo sono gli stessi enti  che
  hanno assunto questi soggetti  Qui è necessaria una Commissione, ma
  non  una Commissione di inchiesta parlamentare, bensì un intervento
  della  Procura della Repubblica per accertare se effettivamente  ci
  sono state queste violazioni di legge.
     E'  questo che bisogna fare, cari colleghi: parlare di operatori
  della formazione che sono senza stipendio.
   Bene,  questo  Governo ha cercato in tutti i  modi,  possibili  ed
  immaginabili,  di  tutelare e salvare, certo con  molta  confusione
  ovviamente,  con molta difficoltà, certamente. Di queste  questioni
  la  V  Commissione  parlamentare ne ha parlato  tantissimo;  ne  ha
  parlato  con  la  dr.ssa  Corsello, ne ha parlato  con  l'assessore
  Scilabra. Abbiamo cercato più volte e con più risoluzioni di  porre
  in essere un piano diverso.
   Certo  ci  hanno chiesto tempo e, secondo me, quello che  dobbiamo
  fare  non  è  parlare  di Commissione d'inchiesta,  ma  cercare  di
  collaborare insieme al Governo Crocetta ed insieme all'Assessore  e
  noi,  come Commissione, dobbiamo farlo, abbiamo il dovere morale  e
  da  parlamentare  di  dare una mano in questo  momento  al  Governo
  Crocetta, in questo momento e all'Assessore perché si possa  uscire
  da questo grave disagio in cui ci troviamo.
   Certamente  questo  è  il contributo che  dobbiamo  dare,  ma  non
  dobbiamo  parlare di attività di altre commissioni, perché  non  ce
  n'è  bisogno, se non quello di andare a speculare ulteriormente sul
  problema.
   Bene,  parliamo  di riforma della formazione, assessore  Scilabra.
  Noi  siamo  attenti  al  suo lavoro, lo continueremo  ad  essere  e
  chiediamo  veramente una riforma della formazione.  Questa  riforma
  lei la può portare in porto con il nostro aiuto e siamo convinti di
  poterla  realizzare. Noi abbiamo avuto più volte degli scontri,  ma
  degli scontri costruttivi, lo ripeto e lo continuo a ripetere,  noi
  saremo  al  suo fianco con tutto il gruppo parlamentare per  potere
  raggiungere un risultato e siamo convinti di poterlo ottenere  tale
  risultato.
   Non  pensiamo a Commissioni parlamentari nuove o di indagini,  non
  ne  abbiamo bisogno, ne abbiamo già fatte abbastanza. E' compito di
  questo  Assessorato  avere scoperto gravi  irregolarità  nel  mondo
  della  formazione e che certamente non possiamo imputare  a  questo
  Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'occasione  del
  dibattito, a mio avviso, offre una opportunità concreta,  positiva,
  a  questa Assemblea regionale siciliana. Affrontare un tema, quello
  della  formazione professionale, che ha visto un momento di  grande
  difficoltà  e che continua a vedere un momento di grande difficoltà
  che deriva da una serie di contraddizioni che sono esplose e da una
  serie di vicende che hanno portato a far sì che il sistema nel  suo
  complesso  evidenziasse delle patologie sulle quali  si rischia  di
  determinare un momento di forte deflagrazione.
   Il  problema  investe l'aspetto delle risorse  umane,  quindi  del
  personale  impegnato nel settore; il problema investe la  strategia
  complessiva della formazione che dovrebbe essere per la Sicilia  un
  momento  concreto perché possa crescere la realtà socio-  economica
  del  nostro  territorio, attraverso un momento di vera  formazione,
  che  risponda a quelli che sono i bisogni di una realtà che pur  se
  in difficoltà, pur se in crisi, per la crisi appunto occupazionale,
  che  può comunque fornire degli strumenti per aiutare a far sì  che
  il nostro contesto possa migliorare.
   Oggi siamo in una fase molto delicata, perché, a mio avviso, si  è
  determinato,  e  di questo abbiamo dato atto al Governo,  tutte  le
  volte  che ha contribuito a destrutturare un sistema che era marcio
  su  alcuni aspetti, ma che aveva una serie di reali difficoltà,  ma
  che  aveva  pure al suo interno delle altre realtà positive,  delle
  realtà   diverse  che  sono  nei  tempi  state  momento  di  grande
  riferimento formativo.
   Il rischio di creare una criminalizzazione complessiva, collettiva
  è il vero dramma che ci deve spingere ad affrontare il tema con una
  grande  responsabilità,  perché se ci sono  stati  degli  enti  che
  meritano un atteggiamento di grande osservazione, di grande  accusa
  per quello che è stato il loro passato storico, ci sono degli altri
  enti che hanno fatto il proprio dovere.
     Allora  ritrovarsi,  e mi riferisco alla  formazione  del  mondo
  cattolico,  particolarmente mi riferisco,  caro  Assessore  per  la
  formazione, di quegli enti che hanno dimostrato di avere operato in
  perfetta  buona  fede,  pur  se  con delle  criticità  che  possono
  rientrare  in  quella  che  è invece una normale  azione  da  poter
  riprendere e quindi riportare verso un percorso positivo, in cui  è
  necessario un distinguo assessore. Non è possibile che si determini
  una  criminalizzazione  complessiva, perché  non  è  possibile,  in
  questa direzione, pensare ad un momento di ripresa.
   Dunque, se il problema è trovare il modo come far sì che le realtà
  positive   possano  continuare  a  funzionare   e   nel   frattempo
  determinare  una  inversione di tendenza per chi ha  creato  grande
  momento  di negatività, allora è anche vero che questo deve  essere
  un momento del dibattito politico, dove questo Parlamento non vuole
  sottrarsi, anzi, Assessore, questo Parlamento, ritengo,  che  è  il
  luogo  deputato a che questo dibattito possa affrontarsi in maniera
  seria, determinata e costruttiva, perché possa fare emergere  delle
  realtà di grande prospettiva.
   Dico  quindi che non è possibile oggi continuare a pensare che  al
  di  là  dei clamori e delle accuse, la realtà che riguarda chi  non
  riceve gli stipendi da venti mesi possa continuare ad essere motivo
  in  cui  l'alibi  della rendicontazione o l'alibi delle  situazioni
  difficili porti a questo motivo di negatività.
   C'è  un  problema che riguarda il futuro a breve,  la  prospettiva
  immediata. La prospettiva immediata perché se ci sono una serie  di
  misure  che  hanno  consentito di recuperare  risorse  finanziarie,
  anche  comunitarie, per essere destinate a questo mondo,  a  questa
  realtà, rappresentano di certo un fatto positivo.
   Attenzione  però,  in  questo  tipo di  impostazione  c'è  già  un
  problema legato a quella che è la realtà concreta dei tempi e delle
  risorse  finanziarie  perché,  a  mio  avviso,  il  rischio  è   di
  aggiungere problemi a problemi.
   Se  in  questa  direzione vogliamo distinguerci, al  di  là  degli
  aspetti  che  potrebbero prestarsi a facili  strumentalizzazioni  -
  ritengo  che  non  debba essere questo il campo o  il  terreno  per
  creare  momenti  di tensione e strumentalizzazioni  -  questo  deve
  essere  il  momento  in  cui c'è bisogno di  un  confronto,  di  un
  rispetto fra le parti.
   Non  c'è  bisogno,  Assessore,  di posizioni  precostituite  o  di
  presunzioni in base alle quali viene indotta a pensare  che  ognuno
  di  noi  possa essere in una condizione, nell'ambito del confronto,
  di   primeggiare  sugli  altri,  ma  c'è  bisogno  di  capire  cosa
  intendiamo fare della formazione.
   C'è bisogno di capire come intendiamo affrontare le patologie che,
  in  atto,  sono  quasi precise, circoscritte e determinate  ad  una
  serie di fattori già individuati, e come intendiamo trasformare, da
  questo  momento di crisi e di difficoltà del settore, come possiamo
  pensare  di trasformare e di indirizzare verso un momento  positivo
  queste realtà.
   In questa direzione, ritengo che ulteriore fase di approfondimento
  e  ulteriori  fasi di analisi sono indispensabili e  richiedono  un
  confronto serrato ed  impegno.
   In  questo senso, in questa direzione, il Nuovo Centro Destra  non
  farà   mancare   il  proprio  impegno  e  sicuramente   in   questa
  determinazione sarà molto positivo e molto portato a  rappresentare
  i  problemi  comuni a diverse realtà risolvibili con  l'impegno  di
  tutti.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Milazzo  Antonella.
  Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Antonella.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  Assessore,  credo  sia  sotto gli occhi  di  tutti  il  sistema  di
  formazione che questo Governo ha ereditato.
   Mi  sono  fatta  l'idea,  in questi mesi,  di  un  mostro  che  si
  autoalimenta  e che finisce col mangiare se stesso e i  suoi  figli
  con   scarsi  controlli  qualitativi  e  quantitativi,  con  scarsi
  monitoraggi.  Mi  sono  fatta idea  di  un  settore  in  cui  si  è
  perseguito  una politica della quantità e non della qualità  -  con
  buona  pace  dei criteri di efficacia, efficienza ed economicità  -
  senza  verificarne  la ricaduta. Un mostro che ha  finito  per  non
  garantire   né  i  lavoratori  né  il  diritto  ad  una  formazione
  dignitosa.
   Credo  che  oggi,  in quest'Aula, si sia parlato  poco  dell'altro
  soggetto  della  formazione che ha pari dignità con  i  lavoratori,
  cioè  quello rappresentato dai soggetti che devono essere  formati.
  Su  questo  bisognerebbe  spendere qualche  parola  in  più,  sulla
  necessità che la formazione abbia un fine - in termini di  ricaduta
  occupazionale  -  parliamo  di un sistema  che  in  dieci  anni  ha
  investito  3  miliardi di euro. In dieci anni 3 miliardi  di  euro,
  senza che si sia controllata la ricaduta occupazionale.
   Credo  che in questo momento il Governo si sia trovato davanti  ad
  una  grandissima responsabilità cioè quella di contemperare livelli
  occupazionali, legittime aspettative e i diritti dei lavoratori, di
  contemperare   il   futuro   della   formazione,   delle   ricadute
  occupazionali  verso i nostri giovani, quello di  salvaguardare  un
  patrimonio   umano,  strumentale,  finanziario,   di   fare   della
  formazione  -  realmente  -  una  risorsa  a  servizio  del  nostro
  territorio.
   Questo  è  il  momento  di  agire, come sta  facendo  il  Governo,
  cercando  di  tutelare  i  livelli  occupazionali,  sacrosanti,  di
  mettere  in  luce  quelle  che  sono state  le  contraddizioni  del
  passato,  di superarle, di riorganizzare  e semplificare i processi
  che  sono stati troppo complessi, ricordando che la cifra investita
  in  questi  anni dovrebbe essere tale per cui la Sicilia  oggi  non
  dovrebbe conoscere la disoccupazione.
   E'  il  momento  di costruire una nuova formazione  che  tuteli  i
  livelli occupazionali , che dia una prospettiva  di occupazione  ai
  nostri  giovani. Oramai non è più il tempo dello studio, credo  che
  nelle  commissioni ci sia stato già il momento dello studio, adesso
  è  il momento di agire e di costruire;  di legiferare tutti insieme
  e  di  collaborare per far sì che finalmente la formazione  sia  un
  momento  di  costruzione, di investimento sul futuro  della  nostra
  Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Panarello.  Ne  ha
  facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, per domani  è  stata  indetta  una
  manifestazione, come qui ricordava qualche collega, organizzata dai
  sindacati  confederali  sul  tema che riguarda  la  condizione  dei
  lavoratori della formazione  e soprattutto la loro prospettiva.
   Io   sarei  per  svolgere  una  discussione  che  tenesse   conto,
  soprattutto,  della necessità di costruire una prospettiva  per  un
  settore che negli ultimi anni, negli ultimi dieci anni o poco  più,
  è   diventato  un  settore  difficilmente  gestibile  con  modalità
  normative e gestionali che potremmo definire anche mostruose. E non
  mi  riferisco  agli  elementi  di  degenerazione  che  sono  emersi
  attraverso le indagini della magistratura, su cui si pronuncerà  la
  magistratura,  io mi riferisco al meccanismo che hanno  determinato
  una  situazione  di  difficile gestione, ma il  fatto  che  sia  di
  difficile gestione, ovviamente io sono certo che l'Assessore ne sia
  consapevole,  non elimina la necessità di definire un progetto  per
  il futuro che tenga conto di due presupposti.
   Noi dobbiamo evitare alcuni elementi negativi che costituiscono il
  settore della formazione in Sicilia e che offuschino l'obiettivo  e
  la  necessità  che si faccia buona formazione anche in  Sicilia  in
  quanto il sistema formativo, l'offerta formativa è una necessità, è
  una   componente  essenziale  del  ruolo  delle  regioni    ed   in
  particolare  della Regione siciliana, che a differenza delle  altre
  regioni nel resto d'Italia, non ha fatto diventare pubblico  questo
  settore.
   Infatti,  quando parliamo delle degenerazioni che sono intervenute
  in  Sicilia,  della situazione abnorme che c'è dal punto  di  vista
  degli enti, dal punto di vista del personale a tempo indeterminato,
  e  così via dicendo, dobbiamo comunque avere sempre presente che la
  Sicilia  non  ha mai fatto diventare pubblico questo  settore  come
  hanno fatto alcuni decenni or sono le regioni nel resto d'Italia.
   E'   necessario  pertanto  intervenire  e  soprattutto  fare   una
  operazione   di  verità,  definire  un   percorso   e   soprattutto
  attuarlo.
   Perchè,  viceversa, anziché denunciare situazioni  che  certamente
  non  sono procrastinabili, e se contemporaneamente si annuncia  una
  soluzione e poi non se ne vedono gli effetti concreti, il rischio -
  come  ho  avuto  modo  di  dire  in altre  occasioni  all'assessore
  Scilabra - è che si determini la condizione per la quale nel  mondo
  della  formazione - la dico banalmente - si stava meglio quando  si
  stava peggio
   Noi  dobbiamo  evitare, onorevoli colleghi, se vogliamo,  come  io
  penso  sia necessario, riformare profondamente questo settore;  noi
  dobbiamo  avere  questa  capacità,  di  riuscire  a  realizzare  un
  progetto  ed interventi efficaci, che rendano credibile il progetto
  di profonda riforma della formazione professionale.
   Per  queste  ragioni, io credo che i colleghi  presentatori  delle
  varie  mozioni  possano  convenire  con  me  sulla  opportunità   -
  naturalmente ascolteremo le cose che ci dirà l'Assessore -,  ma  io
  lo dico in qualità di componente della Commissione che si occupa di
  questi  temi, ma so già che non potrà dire che esiste un  progetto,
  come dire, già definito, perché altrimenti lo avrebbe presentato  a
  suo tempo nella Commissione di merito.
   Chiedo  quindi l'impegno dell'Assessore e del Governo a presentare
  al  più  presto una proposta in seno alla Commissione, naturalmente
  in  quel  caso  la stessa Commissione diventerebbe,  diciamo  così,
  un'occasione per tutte le forze politiche per potersi misurare  con
  questo obiettivo.
   Noi,   infatti,   oggi,  al  di  là  della  legittima   dialettica
  maggioranza-opposizione, abbiamo la necessità  di  evitare  che  la
  situazione qui denunciata, ritardo nei pagamenti ed angoscia per il
  futuro si prolunghi, come dire, a tempo indefinito.
   Noi  abbiamo  la  necessità di mettere un  punto  anche  evitando,
  diciamo così, di evocare situazioni che sono il frutto non solo  di
  una  cattiva  gestione o comunque di una gestione  discutibile,  ma
  anche  di  un  groviglio normativo che non consente di  intervenire
  adeguatamente  anche  a  proposito  del  cosiddetto   blocco  delle
  assunzioni', perché un blocco delle assunzioni può essere  efficace
  sui soggetti pubblici, ma sui soggetti privati è del tutto evidente
  che questa norma diventerebbe difficilmente esigibile.
   Tanto  è  vero  che quando si approvò la legge numero  10,  vorrei
  ricordare  ai colleghi più giovani, quella cioè che regolamenta  il
  cosiddetto  fondo di garanzia', si disse nella legge che  il  Fondo
  valeva  sostanzialmente per quelli assunti  entro  trentasei  mesi,
  sostanzialmente,  cioè valeva per quelli che  erano  stati  assunti
  entro il 31 dicembre 2008, in quanto era l'unico limite normativo e
  legislativo che si poteva assumere.
   Dopodiché  anche a proposito dei dati che fornisce  l'Assessorato,
  io  ho  visti i dati che ricordava la collega Ciancio, e sono  dati
  che  andrebbero rivisti, bisognerebbe cioè chiamare  gli  enti  che
  hanno  utilizzato  quei  contratti  a  progetto  e  chiedere   loro
  spiegazioni.
   Io  una  spiegazione me la sono data. Ma sia chiaro che quando  si
  parla di settemila contratti di lavoro, questi sono la somma di tre
  anni,  quindi  non  sono più settemila ma sono,  diciamo  così,  un
  numero inferiore.
   Io questo me lo spiego perché, a proposito delle conclusioni della
  precedente  Commissione di indagine parlamentare,  noi  abbiamo  in
  ragione  delle scelte sciagurate che si fecero in una  certa  fase,
  per  esempio  l'avere eliminato il parametro che  c'era  prima  tra
  personale docente e personale non docente, in quanto prima del 2002
  i parametri erano mutuati dalla scuola pubblica, mentre dal 2002 in
  poi, sostanzialmente, di questi parametri non si tenne più conto.
   Quindi,  di  fatto, ci sono enti di formazione che  hanno  assunto
  sciaguratamente  sulla  base delle norme  che  erano  state  fatte,
  sciaguratamente,    un    numero    spropositato    di    personale
  amministrativo, spesso privo di laurea e, quindi, per fare i  corsi
  è  dovuto  ricorrere  alle prestazioni temporanee  di  persone  che
  avevano le qualifiche e la competenza per insegnare in quei corsi.
   Io  credo che questa sia la ragione fondamentale che indica  quale
  disastro  sia stato fatto nel corso degli anni e, per altro  verso,
  la necessità che si proceda ad una riforma profonda del settore.
   Questo  dico,  e  ho avuto modo di parlarne con l'assessore  e  la
  sollecito da questa tribuna per fare in modo che, al più presto, ci
  sia  un  progetto  che  salvaguardi i  dipendenti  che  avevano  un
  contratto a tempo indeterminato, ad una certa data e, nello  stesso
  tempo,  determini  le condizioni perché in Sicilia  si  possa  fare
  buona formazione.
   Io non so qual è la proposta sulla quale il Governo sta lavorando,
  ce lo dirà l'assessore.
   Più  volte ho avuto modo di mettere in guardia l'assessore  ed  il
  parlamento,  in  questo  caso,  dalle  scorciatoie  costituite  dai
   carrozzoni'.
   Noi  oggi  ci  lamentiamo della SAS, di altre  cose  che  sono  di
  difficile  gestione, evitiamo che anche in questo campo si  proceda
  nella  stessa  direzione  e, in ogni caso, qualunque  progetto  per
  essere  efficace, se vogliamo utilizzare come è indispensabile,  il
  Fondo  Sociale  Europeo  perché non credo  che  il  bilancio  della
  Regione consenta di gestire questo settore con i propri  soldi.
   Dobbiamo  tenere  conto dei parametri, dei  vincoli  che  l'Unione
  europea stabilisce per la utilizzazione dei fondi comunitari.
   Dentro  questi  parametri, no al carrozzone, un utilizzo  efficace
  delle   risorse,  salvaguardia  del  personale  assunto   a   tempo
  indeterminato,  credo  che  si  debba  costruire  un  percorso  che
  consenta di evitare ulteriore macelleria sociale e, soprattutto, di
  offrire  una  formazione  degna di questo  nome  ai  tanti  giovani
  siciliani, ai tanti disoccupati e ai tanti cassaintegrati che, come
  dice  l'Unione  europea, sono oggetto permanente di  formazione  da
  parte delle istituzioni pubbliche.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli  comunico  che  sono  stati  presentati  un
  emendamento alla mozione n. 16 ed un ordine del giorno.
   Sospendo l'Aula per cinque minuti per consentire la distribuzione.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.12)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  l'assenza del Presidente Crocetta, in verità, non ha impedito e non
  impedisce  oggi  di  poter cogliere l'occasione  della  discussione
  unificata sulle mozioni in materia di formazione professionale  per
  sviluppare  un  dibattito  serio,  pacato,  anche  approfondito,  a
  tratti, come quello che l'Assemblea sta sviluppando stasera.
   Approfondito  perché  alcuni colleghi  che  sono  interventi  sono
  profondi  conoscitori del mondo della formazione professionale,  di
  quello  che  la  formazione professionale è stata nel  passato,  di
  quello  che, probabilmente, non si vorrebbe che fosse ancora  oggi,
  di  quello  che  sicuramente non si vuole che sia domani.  Però  il
  dibattito,  a  dire  il  vero, ed a parlare con  franchezza,  mi  è
  sembrato  un po' troppo ripiegato su se stesso, un po' troppo   con
  il  torcicollo ,  retrospettivo:   Abbiamo  esaminato ,     abbiamo
  analizzato .
   Conveniamo,  credo tutti, Governo e Parlamento, sul fatto  che  la
  formazione  professionale  come noi l'abbiamo  conosciuta  e  come,
  purtroppo,  la conosciamo, non è certamente quello che  la  Regione
  siciliana meritava e merita, che ci sono state dentro la formazione
  professionale luci ed ombre, forse più ombre che luci nel passato e
  nel  passato  recente  e, su questo, chi più chi  meno  può  essere
  d'accordo.
   Quello che manca fino a questo momento, che manca nell'attività di
  governo, del Governo Crocetta, e che purtroppo manca anche in  capo
  all'assemblea  legislativa  non  è  la  retrospettiva,   l'analisi,
  l'esame,  ma è la prospettiva cioè le linee di vetta, gli indirizzi
  sui quali ed in relazione ai quali si vuole riformare la formazione
  professionale.  Perché  parlare di riforma,  in  maniera  generica,
  senza  dettagliare che cosa si intenderebbe fare con la riforma  di
  un  intero settore, è ancora troppa poca cosa, ed io non credo  che
  bisogna  attendere  gli sforzi immani del Governo,  dell'Assessore,
  del  Presidente per esaminare un testo, perché un testo l'Assemblea
  legislativa,  potrebbe  già esaminare, discutere,  approfondire,  e
  forse anche votare.
   E   qui  è  la  ragione  del  mio  intervento,  signor  Presidente
  dell'Assemblea, e la prego anzi di prender nota e di  potersi  fare
  portavoce,  parte diligente nell'Ufficio di Presidenza e  anche  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  alla  prossima
  seduta  possibile,  di prender nota del disegno  di  legge  n.  639
  presentato  il 20 novembre del 2013, del quale mi onoro  di  essere
  primo  firmatario, insieme ai miei colleghi del Gruppo parlamentare
   Lista  Musumeci , che tenta di affrontare, quindi  di  fornire  un
  contributo  concreto  a  questa  nostra  Assemblea  legislativa  di
  riforma del settore.
   Ma  io  ho  appena  detto  che bisogna uscire  dalla  impostazione
   generalista'  o  generica  e  bisogna  scendere  un  po'  più  nel
  dettaglio.
   Quel  disegno  di  legge, quello che mi sono  permesso  appena  di
  ricordare,  il  n.  639, si basa su alcuni postulati  fondamentali:
  perché  la  formazione  professionale in  Sicilia  è  stata  sempre
  affannata  e  affannosa?  Perché ha messo  al  centro  del  proprio
  spettro di azione, più le centrali formative che non invece  coloro
  che  dovevano  essere formati. Sicché se noi oggi  ci  chiedessimo,
  signor  Presidente, la formazione professionale degli anni passati,
  quanti posti di lavoro, quante possibilità di impiego, quante nuove
  attività ha determinato, io credo che dentro quest'Aula e fuori  da
  quest'Aula  nessuno saprebbe rispondere, perché non  ci  sono  dati
  ufficiali al riguardo.
   Io  non  credo  che la formazione professionale in  Sicilia  abbia
  determinato un livello tale di formazione ed eccellenza per  potere
  oggi dire che ha funzionato, certamente non va buttata nel macero.
     Dunque,   il problema sono stati i formatori o coloro che  hanno
  gestito  la  formazione professionale, cioè i professionisti  della
  gestione della formazione professionale, le centrali formative?  Il
  problema  sono  stati i formatori, che adesso sono inseriti  in  un
  elenco  ufficiale  e  che  quindi devono  in  qualche  modo  essere
  salvaguardati o sono state le organizzazioni dei formatori?
     La  formazione è fallita in  Sicilia o non ha dato  i  risultati
  sperati  anche  perché  l'altro  grande  soggetto,  l'altro  grande
  protagonista del mondo del lavoro e del mondo della formazione,  le
  imprese,  sono state lasciate fuori dal circuito della  formazione.
  Ecco  i due capisaldi sui quali si basa il nostro disegno di legge,
  ripeto   il   n.  639  del  20  novembre  2013,  salvaguardare   la
  professionalità  dei  formatori, coinvolgere  nella  formazione  le
  imprese.  Se  noi sappiamo o sapremo coniugare questi due  elementi
  nel  mondo  della  formazione  professionale,  certamente  potremmo
  guardare  con  prospettiva  e  non solo  analizzando,  verificando,
  esaminando quello che è successo nel passato, che è un problema  di
  rango amministrativo e gestionale, ma poi c'è la politica, poi  c'è
  il  grande  respiro, poi c'è il progetto, poi c'è il programma,  le
  linee  di  vetta.  Un governo che dopo un anno e mezzo  non  riesce
  assolutamente  a  dirci quali sono i piloni sui quali  una  riforma
  deve  basarsi, è davvero qualcosa di inenarrabile e di  allucinante
  nella  Regione  siciliana. Se oggi ascoltasse questo  dibattito  un
  cittadino  straniero davvero ci prenderebbe tutti per  matti  e  si
  chiederebbe   dove   sono  rimasti  questi  siciliani.   Ci   vuole
  progettualità, ci vuole impegno.
   Vi  chiedo,  le chiedo, Presidente dell'Assemblea e Assessore,  di
  esaminarlo,  con  molta modestia glielo chiedo, con  molta  umiltà,
  intuisco,  so bene, capisco, anche dal linguaggio segreto  del  suo
  volto, che non lo ha letto il disegno di legge da me presentato, il
  n. 639.
   Vi  chiedo  di esaminarlo e se è il caso di portarlo all'esame  di
  quest'Assemblea  per essere, ovviamente, approfondito  e  aperto  a
  tutti  i  contributi possibili, ma mi sembra questa sia  l'attività
  legislativa e proponente di un Parlamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Ioppolo, la ringrazio per avere segnalato  a
  questa  Presidenza  il  disegno  di  legge  di  cui  lei  è   primo
  firmatario.  Però,  come  lei sa,  sono anche  componente  della  V
  Commissione, che è la Commissione competente.
   Le posso dire che, al di là dell'assegnazione di questo disegno di
  legge  alla  nostra Commissione e credo anche alla III Commissione,
  per  quanto  riguarda la V -  vado a memoria, ma credo  di  esserne
  certo - non l'abbiamo nemmeno discusso, non è stato inviato nemmeno
  in  Commissione,  ecco  perché, probabilmente,  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari non è stato segnalato  nemmeno
  dal suo Capogruppo, che fa parte anche della V Commissione.
   Senz'altro  accolgo il suo invito e ne parlerò con  il  Presidente
  della V Commissione, l'onorevole Greco, ma questa è la ragione  per
  cui  non eravamo a conoscenza del disegno di legge n. 639,  da  lei
  firmato.
   Non  essendo  in  Aula l'onorevole Oddo, che si era  iscritto  per
  intervenire, do la parola all'assessore Scilabra.

   SCILABRA,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Signor Presidente, onorevoli deputati,  leggerò  una
  relazione che ho preparato anche alla luce delle mozioni che  avete
  presentato.
   La  leggerò anche perché presenterò alcuni dati che forse in pochi
  conoscono  e  che fanno anche capire che indubbiamente  il  sistema
  della formazione professionale, l'avete detto comunque tutti, è  un
  sistema  che abbiamo ereditato e che forse in passato non  è  stato
  governato,  o  quantomeno non aveva la funzione e il ruolo  che  in
  verità avrebbe dovuto avere.
   Voglio subito iniziare facendo una precisazione.
   Vedete  da  questa parte, io, il Presidente, ma tutto il  Governo,
  mai  nessuno ha pensato che la formazione professionale non  avesse
  un  valore  o non dovesse avere un ruolo, anzi da giovane siciliana
  vi   assicuro   che  per  me  è  l'unico  strumento   per   passare
  dall'istruzione all'occupazione.
   E'  il  ponte  per  agganciare questi due grandi  sistemi  di  cui
  parlava anche l'onorevole Ioppolo.
   Prima   di   avviarmi  alla  lettura  voglio  fare  anche   alcune
  considerazioni  in  merito a quello che avete detto  e  che  magari
  appunto  non  era  presente nelle mozioni,  a  cominciare,  se  non
  ricordo  male,  da  un intervento dell'onorevole Zafarana.  Ebbene,
  onorevole,  lungi da noi impedire l'esito o comunque  il  corso  di
  quella   che   è  la  legge  n.  24,  la  legge  sulla   formazione
  professionale,  ma  sapete  meglio di me,  che  quella  legge,  che
  comunque  abbiamo  tirato in ballo più volte a  cominciare  appunto
  dall'aggiornamento dell'albo di cui parlerò successivamente, quella
  legge necessita di una copertura finanziaria con fondi del bilancio
  regionale.
   Se  voi riuscite a trovare i fondi dal bilancio regionale non sarà
  di certo il Governo ad impedire l'attuazione della legge n. 24.
   In  merito all'Avviso 18 di cui parlava anche l'onorevole Falcone,
  voglio ricordare che proprio quest'avviso lo abbiamo ripreso  io  e
  l'assessore  Borsellino qualche mese fa e  che  proprio  in  queste
  settimane si esiterà l'istruttoria ma che rinvieremo l'esito a fine
  mese di tutto quello che è il percorso. Anche lì è merito di questo
  Governo  perché  proprio l'Avviso 18, devo essere sincera,  ritengo
  che sia un buon esempio di formazione.
   Anche qualche altra precisazione:  le borse di studio di medicina.
   Le  borse  di  studio di medicina che, in verità non sono  di  mia
  competenza, però come ha ricordato l'onorevole Fontana, già qualche
  mese fa, mi ero presa la responsabilità di aiutare i giovani medici
  provando a spostare le risorse sul Fondo Sociale Europeo.
   Ma, l'abbiamo sempre detto, che questo meccanismo si potrà avviare
  soltanto con la nuova programmazione europea, quindi da Gennaio,  e
  voglio  dire  a  tale  proposito,  anche  se  questo  è  un  merito
  dell'assessore Borsellino, che quest'anno è stato il primo anno che
  il  Governo non si è indebitato con le Università, e ha  pagato  le
  borse  di  studio alle Università, ed era una cosa che non avveniva
  da  anni.  Infatti saprete sicuramente meglio di  me,  che  c'è  un
  debito pregresso che ci portiamo dietro. Ora entrando nel dettaglio
  delle mozioni do lettura della relazione:
   Dalla  mia  nomina come assessore regionale dell'istruzione  della
  formazione professionale in Sicilia è passato poco meno di un  anno
  e  mezzo. Nonostante il non lungo lasso di tempo trascorso dal  mio
  insediamento,  posso affermare senza timore di smentita,  di  avere
  avviato   e   in  parte  già  realizzato,  un  percorso   politico-
  amministrativo  di riforme rilevanti che stanno incidendo  in  modo
  significativo in un settore particolarmente sensibile, quale quello
  della  formazione professionale e che hanno determinato  una  netta
  inversione  di  tendenza  rispetto  alle  politiche  praticate  nel
  passato   che   hanno   spesso  prodotto   inefficienze,   sprechi,
  inadempienze,  nonché  uno  sviamento dell'azione  dell'assessorato
  dalla sua funzione tipica.
   Ho  voluto  valorizzare il ruolo della concertazione  al  fine  di
  favorire  una  sempre  più  elevata  capacità  di  scambio   e   di
  comunicazione tra istituzione e partenariato socio-economico.
   Entrando  nel merito della formazione professionale,  ho  attivato
  sin  da  subito un processo di riforma radicale e complessivo:  sia
  per moralizzare il settore sia per collocarla tra l'istruzione e il
  mercato.  Si  è abbandonata e lasciata alle spalle la  vecchia  via
  della  formazione-assistenza, assolutamente non utile  alla  nostra
  terra,  che  ha  prodotto  esclusivamente  in  questi  anni   corsi
  ripetitivi  e  disarticolati non programmati  dall'Amministrazione,
  gestiti  spesso senza le necessarie competenze, con un uso talvolta
  distorto del denaro pubblico.
   Si è puntato ad una formazione di qualità, innovativa che coniughi
  sviluppo  e  legalità, una formazione che dia ai giovani  siciliani
  effettive  competenze, spendibili nei mercati  internazionali,  che
  imponga standard professionali adeguati, una formazione legata  con
  il  territorio e che ne costituisca strumento per lo sviluppo,  una
  formazione,  quindi,  sostenibile,  che  sia  volano  di   crescita
  economica ed occupazionale.
   Occorre   diversificare  e  personalizzare  l'offerta   formativa,
  integrarla  con  le  esigenze di professionalizzazione  sempre  più
  elevate,  richiesta  dalla  trasformazione  tecnologica  del  mondo
  produttivo.
   Ho  reintrodotto forti elementi di novità rispetto  al  passato  a
  maggiore    garanzia   della   qualità   dell'attività   formativa,
  dell'utilizzo  delle  risorse pubbliche e  della  salvaguardia  dei
  livelli occupazionali.
   Dalla  riappropriazione  della funzione  di  programmazione  delle
  attività  formative, in passato lasciate agli enti, sulla  base  di
  processi  di  confronto  tra  istituzioni  e  partenariato   socio-
  economico, alla riduzione della spesa formativa di circa 70 milioni
  di  euro,  con  al contempo, la garanzia dei livelli occupazionali.
  Dal  taglio dei corsi inutili alla certificazione delle competenze,
  dalla  reintroduzione delle garanzie previste dalla legge  per  gli
  operatori della formazione all'aggiornamento dell'albo che  non  si
  faceva da quasi vent'anni e che questo Governo ha voluto, onorevole
  Ciancio,  lo  abbiano  chiesto  noi  a  giugno  con  una  direttiva
  assessoriale. Entrerò nel merito anche dell'albo.
   Abbiamo   avviato  anche  un'importante  riforma  che   è   quella
  dell'accreditamento degli enti di formazione. Quest'ultimo  aspetto
  lo ritengo assai importante, perché ho proceduto a distanza di anni
  alla  radicale revisione dei criteri di accreditamento degli  enti,
  affinché  un  nuovo e più rigoroso sistema di accreditamento  possa
  concorrere   al   cambiamento  sostanziale  della   cultura   della
  formazione in Sicilia.
   Gli  enti accreditati in via provvisoria o definitiva erano  1928,
  per  un  totale di sedi operative accreditate pari a 2504.  Con  il
  nuovo  sistema  sono  pervenute n. 701  istanze,  di  cui  770  per
  adeguamento vecchio accreditamento e 31 nuove pratiche.
   Di  queste 701 numero 385 sono state già valutate: numero  26  con
  esito  positivo,  numero  359 con esito  negativo  e  richiesta  di
  integrazione.  Le rimanenti numero 316 pratiche  sono  in  fase  di
  valutazione.
   Non posso tuttavia non rilevare che proprio in questi giorni, e se
  non sbaglio lo ricordava l'onorevole Panarello, è stata indetta una
  manifestazione  dei  sindacati, che  vogliono  una  formazione  che
  prescinda dalla presenza degli enti di formazione.
   Particolare attenzione è stata riservata dall'Assessorato ai  temi
  della  sicurezza.  Sono  state disposte  ispezioni  a  salvaguardia
  dell'utilizzo corretto del denaro pubblico e della sua destinazione
  per le finalità previste nei decreti di finanziamento, ivi compreso
  il  pagamento delle retribuzioni dei lavoratori o per garantire  il
  rispetto  del blocco delle assunzioni disposto dall'amministrazione
  nei confronti degli enti formativi.
   Al fine di moralizzare il sistema della formazione professionale e
  garantirne    l'affidabilità   si   è   proceduto    alla    revoca
  dell'accreditamento a oltre 200 enti, o perché  di  fatto  non  più
  operanti  o  perché non davano garanzie in ordine  all'affidabilità
  anche   morale,  taluni  dei  quali  coinvolti  anche  in  indagini
  giudiziarie.  In  tutti questi casi, in cui dagli atti  processuali
  sono  emerse a carico degli enti e dei loro rappresentanti  o  soci
  comportamenti che avrebbero potuto esporre l'Amministrazione ad  un
  significativo  danno  sia  patrimoniale,  sia  morale,  ci   si   è
  costituiti parte civile.
   Si   sono   rafforzate  le  cautele  antimafia  nei   procedimenti
  finalizzati all'attivazione di processi formativi e si  è  definita
  una  strategia  di  contrasto  ad un  uso  distorto  delle  risorse
  pubbliche ed alle infiltrazioni malavitose attraverso l'adozione di
  ulteriori  misure di legalità, quale l'obbligo della sottoscrizione
  dei patti di integrità che è stato imposto agli enti di formazione,
  sia per accreditarsi, sia per svolgere attività formativa per conto
  dell'Amministrazione regionale, ed è stato questo Governo  a  farlo
  per la prima volta.
   Sempre  nell'ottica  di  una intensificazione  dei  controlli  nei
  citati  settori  a garantire il corretto esercizio  delle  attività
  formative  in  costanza di esercizio, l'Assessorato ha sottoscritto
  con  la  Guardia  di  Finanza un ulteriore protocollo  che  prevede
  l'impegno dei comandi provinciali nelle attività di verifica  sulle
  attività finanziate ai privati con risorse pubbliche.
   Infine,  con  la delibera numero 200 del 2013 è stata revocata  la
  circolare  numero  31  del  5  dicembre del  2011  dell'Assessorato
  regionale,  avente  ad  oggetto  Operazioni  di  cessione  di  ramo
  d'azienda  intervenute  tra  enti di formazione  professionale   e,
  quindi,  è stato vietato il trasferimento di attività formative  da
  un  ente  ad  un  altro, considerate sia in maniera  unitaria,  sia
  parcellizzata, come operazioni di cessione di ramo d'azienda.
   Ora, entrando nel merito delle varie mozioni.
   Per  quanto  riguarda la mozione numero 16, ritengo gli  operatori
  della  formazione professionale i principali attori del settore  e,
  quindi,  qualsiasi  processo di riforma non può  prescindere  dalla
  tutela  di essi, coerentemente con tale pensiero ho voluto assumere
  le  garanzie  dei lavoratori come principio informatore  della  mia
  azione  di Governo nel settore e proprio per questo la mia gestione
  ha  determinato il reingresso nel mondo del lavoro di operatori che
  ne  erano  invece  fuoriusciti.  Ho voluto  reintrodurre  tutte  le
  garanzie  previste  dalle  leggi regionali  vigenti,  quindi  anche
  parlando  della legge numero 24, a favore dei lavoratori eliminati,
  di fatto, dai precedenti Governi.
   In  particolare, per la prima volta dopo anni, per  effetto  della
  deliberazione  di  Giunta numero 200 del 2013,  e  delle  direttive
  assessoriali  di  giugno e luglio 2013 tutti gli  enti  gestori  di
  attività  formative  per la partecipazione all'annualità  2013-2014
  sono stati obbligati, pena il mancato finanziamento dei percorsi, a
  creare  un  conto  corrente dedicato per le  spese  del  personale,
  accompagnato dall'adozione di sistemi volti ad imporre agli  stessi
  enti  il  pagamento mensile delle retribuzioni ai lavoratori  ed  a
  reclutare  il  personale  da  impiegare  nelle  attività  formative
  dall'albo degli operatori della formazione professionale.  Tutti  i
  decreti  di finanziamento agli enti per l'annualità 2013-2014  sono
  stati strutturati con i riferimenti ai due obblighi.
   Ad oggi sono in corso delle ispezioni, appunto, per verificare che
  questi  due  obblighi sono, di fatto, stati rispettati e  conto  di
  portare  l'esito delle ispezioni in V Commissione. Inoltre è  stato
  imposto   agli  enti  di  destinare  almeno  l'80  per  cento   del
  finanziamento  alle  spese  del  personale,  raggiungendo  così  il
  duplice   scopo   di   garantire  il   mantenimento   dei   livelli
  occupazionali  e di ridurre al contempo le spese di gestione  degli
  enti.
   Voglio  evidenziare  che  ho voluto fortemente  la  reintroduzione
  dell'albo, di cui all'articolo 14 della legge 24/76, attraverso  il
  suo  aggiornamento, che - ripeto - non si faceva da quasi 20  anni,
  in   quanto  strumento  fondamentale  per  la  salvaguardia   delle
  posizioni  giuridiche  rilevanti degli operatori  della  formazione
  professionale.  Per questo ho imposto, in aderenza con  il  dettato
  normativo,  che  chiunque  gestirà la formazione  professionale  in
  Sicilia  avrà  l'obbligo di utilizzare per il  presente  e  per  il
  futuro esclusivamente il personale iscritto all'albo.
   Sempre  a  garanzia dei livelli occupazionali nella  filiera  OIF,
  questa  amministrazione ha introdotto, negli avvisi e nei  relativi
  capitolati,  l'obbligo  per  gli enti formativi  di  assumere,  per
  l'espletamento delle attività, gli operatori iscritti all'albo.
   Sempre  nella filiera OIF, coerentemente con le scelte  effettuate
  nelle  altre filiere, ho voluto esigere la salvaguardia dei livelli
  occupazionali, quale condizione particolare per l'assegnazione  dei
  percorsi formativi, agli operatori economici subentranti ad  altri,
  nei   casi   in   cui   a   questi  ultimi   sia   stato   revocato
  l'accreditamento.
   Ho  voluto salvaguardare, oltre al diritto degli utenti, i livelli
  occupazionali   in   tutti   quei   casi   in   cui    la    revoca
  dell'accreditamento,  da  parte dell'Amministrazione  regionale,  a
  istituzioni  formative  avrebbe  determinato  il  pressoché   certo
  licenziamento dei lavoratori impiegati presso di essi.
   Con  la  delibera  di Giunta numero 374 del 18 novembre  2013,  di
  fatto,  oltre  ad  essere  assicurata  continuità  formativa   agli
  allievi,  potranno ritornare ad avere un'occupazione gli oltre  900
  dipendenti  di  numerosi enti cui è stato revocato l'accreditamento
  per ragioni di mala gestio di portata talvolta tale da essere anche
  al  centro  di  inchieste giudiziarie attraverso  l'affidamento  in
  house  delle commesse aventi ad oggetto attività formative al CIAPI
  di Priolo.
   A  tal  proposito, voglio fare una precisazione. I lavoratori  che
  parteciperanno  al  progetto  Prometeo  del CIAPI  di  Priolo  sono
  1.800  e  non 2.800 e come abbiamo più volte detto, abbiamo  in  un
  primo   momento   stanziato  una  commessa  che  garantisse   1.400
  lavoratori  che  erano quelli che uscivano dagli enti  cui  si  era
  revocato l'accreditamento ed alcuni licenziati.
   Abbiamo fin da subito, una volta che l'elenco ha sforato i  1.400,
  detto  che  avremmo  aggiunto  altri  finanziamenti  per  garantire
  comunque tutti i 1.800 lavoratori.
   Oltre  a  questi  lavoratori, infatti, grazie  all'affidamento  di
  attività formative al CIAPI di Priolo potranno ritornare a lavorare
  anche  quei lavoratori espulsi dal sistema negli anni precedenti  o
  destinati a fuoriuscire per cause non imputabili a questo Governo.
   Nel  percorso del CIAPI di Priolo, non solo - lo ripeto - verranno
  inseriti   i   lavoratori   degli   enti   cui   abbiamo   revocato
  l'accreditamento ma anche quei licenziati, di cui poc'anzi  parlava
  l'onorevole  Falcone,  che  provengono  dagli  enti  quali  l'Aram,
  l'Ancol,  l'Anfe, il Cefop, i famosi licenziati che questo  Governo
  ha trovato all'indomani del suo insediamento.
   Al  fine di assicurare pagamenti ai lavoratori ed alla possibilità
  di  attivare  percorsi  di riqualificazione,  è  stato  anche,  per
  l'annualità  corrente, finanziato il fondo di garanzia  impinguendo
  il competente capitolo di due milioni.
   Come  già detto, al fine di rendere più efficiente il sistema  dei
  pagamenti  nel  settore  della  formazione  professionale,  con  la
  delibera  numero 200 del 2013, la Giunta regionale ha  semplificato
  notevolmente le procedure e ne ha ottimizzato i tempi.
   In  merito  alla  mozione  numero 33,  in  ordine  alla  questione
  sottoposta   dai  firmatari  della  presente  mozione,  rappresento
  innanzitutto  che  la problematica è relativa ad una  procedura  di
  contestazione  mossa alla Regione siciliana dalla Comunità  europea
  per progetti riferiti al POR FSE, periodo 2000-2006.
   Ciò premesso, evidenzio che questo Governo - che poi era quanto ci
  chiedevate  nella  mozione  -  per  porre  rimedi  alle   criticità
  evidenziateci ha già avviato un negoziato con Bruxelles.
   In   ordine   alla   mozione  numero  247,   voglio   innanzitutto
  rappresentare che questa Amministrazione, per l'annualità formativa
  in corso, ha emesso tutti i decreti di finanziamento per un importo
  pari  a 116.679.000 euro per l'ambito Forgio e 64.683.000 euro  per
  l'ambito FAS, e ancora 5.365.000 euro per l'ambito FP.
   Inoltre   per  garantire  i  corsisti,  impegnati  nelle  attività
  formative  2012/2013, come avevo detto prima, abbiamo decretato  un
  finanziamento pari a 35 milioni per il CIAPI di Priolo.
   Anche  per il settore dell'OIF - e questo lo ricordo - sono  stati
  emessi decreti di finanziamento anch'essi esecutivi, in particolare
  sono stati emessi per i primi anni: annualità 2013/2014 decreti  di
  finanziamento pari a 17.491.000 euro per numero 206 percorsi in cui
  sono   coinvolti  5.719  allievi;  per  i  secondi  anni  annualità
  2013/2014  di finanziamento pari a 15.130.000 euro per  numero  178
  percorsi  in  cui sono stati coinvolti 3.459 allievi, per  i  terzi
  anni, alcuni avevano detto che non avevamo finanziato i terzi anni,
  è  stato emano l'avviso numero 2/2014 ed un decreto di impegno pari
  a 8 milioni.
   In  ordine  ai pagamenti sulle filiere formative di mia competenza
  fra  le  quali voglio ricordare anche in merito alle ultime notizie
  di   stampa   emerse  non  rientra   la  filiera  degli   sportelli
  multifunzionali,  vi informo che nei 18 mesi del mio  mandato  sono
  stati emessi pagamenti per attività formative pari a 340 milioni di
  euro; in 18 mesi abbiamo emesso mandati per 340 milioni di euro.
   Voglio  dare  qualche altro dato. Sull'avviso 20, prima  annualità
  abbiamo  erogato praticamente a tutti gli enti l'ottanta per  cento
  del  finanziamento,  per un importo pari a  213.566.000  euro,  per
  quanto attiene il pagamento  del saldo, sapete bene che l'avviso 20
  prevede  che  la  chiusura degli oltre 600 progetti  formativi  che
  comprendono circa 2.700 corsi conclusi presuppone, dopo  la  nomina
  delle    commissioni   d'esame   da   parte   dell'amministrazione,
  adempimento  pressoché già concluso, le visite in loco  programmate
  dal  servizio  che  segue  la  fase dei  controlli  e,  quindi,  la
  generazione  della nota di determinazione finale della  sovvenzione
  erogabile che, unitamente, al decreto di chiusura sarà inviata alla
  Corte dei Conti per la registrazione e la successiva erogazione del
  saldo.
   Tale procedura è normativamente ineludibile ed è comune a tutti  i
  fondi europei.
   Al  fine  di  rendere più efficiente il sistema dei pagamenti  nel
  settore  della  formazione professionale ho  attivato  un'opera  di
  riorganizzazione  e semplificazione dei processi  attraverso  norme
  chiare  e  di semplice applicazione che non lasciassero  spazio  ad
  interpretazioni  di  comodo  e che potessero  dare  certezze   agli
  operatori.
   Sotto questo aspetto ho semplificato, attraverso una concertazione
  sociale,  le procedure amministrative di funzionamento del  settore
  nel  rispetto, comunque, dei principi di trasparenza,  concorrenza,
  efficienza ed economicità.
   Ad  esempio, quest'anno, gli enti a differenza che nelle annualità
  precedenti potranno richiedere l'anticipazione del 75 per cento del
  finanziamento all'avvio del 70 per cento dei corsi, e  questi  sono
  fatti  perché è una grande semplificazione rispetto al  sistema  di
  erogazione delle risorse delle annualità precedenti  che prevedeva,
  invece,  tre richieste di anticipazione sulla base dello  stato  di
  avanzamento  fisico dei percorsi formativi ed una quarta  richiesta
  per il saldo.
   Quest'anno,  quindi,  invece, avremmo soltanto  tre  richieste  di
  somme  da parte degli enti di cui le prime due pari al 25 per cento
  e al 50 per cento all'avvio delle attività.
   Sulla  presente  annualità, mi informa il  mio  dipartimento,  che
  abbiamo  soddisfatto tutte le richieste in regola di  anticipazione
  del  25  per cento e le richieste pervenute per l'ulteriore 50  per
  cento.
   Voglio  precisare  che  lungi  da noi negare  che,  indubbiamente,
  l'amministrazione  può  avere  dei ritardi,  ma  sto  leggendo  una
  relazione  che  potrei  anche  distribuire,  che  parla  di   fatti
  concreti,  ci  sono delle procedure, l'utilizzo del  fondo  sociale
  europeo  ci  impone  delle  procedure che  non  sono  assolutamente
  superabili  con semplicità.
   Per  rendere più semplice il rapporto tra Amministrazione e  mondo
  della   formazione,  la  Giunta  di  governo,  su   mia   proposta,
  soprattutto con l'obiettivo di garantire  il rapido pagamento degli
  operatori   coinvolti   nei   processi   formativi,   ha   adottato
  un'importante  deliberazione  che ha semplificato  notevolmente  le
  procedure,   ad  esempio  prevedendo  lo  svincolo  delle   polizze
  fideiussorie,  una volta accertata la materiale  esecuzione   della
  prestazione   dovuta  e  ne  ha  ottimizzato  i  tempi,   richiesta
  dell'informativa antimafia  una tantum, alla stipula del  contratto
  e intervento sostitutivo nelle ipotesi di DURC non regolare.
   E  questa  è  stata   una cosa assolutamente  ben  vista  sia  dai
  sindacati  sia dagli enti di formazione.
   Iniziative  queste  che  hanno  già consentito  di  accelerare  le
  procedure per i pagamenti. In ogni caso, di volta in volta,  si sta
  provvedendo a garantire il tempestivo esborso delle somme  per  gli
  stipendi  con misure concrete suppletive volte a dirimere  i  dubbi
  interpretativi che sorgono talvolta nei funzionari coinvolti.
   Un  esempio,  è stato un caso riguardante l'Anfe Catania.  Inoltre
  anche  per quanto riguarda l'Oif si precisa che  questo Governo  ha
  ereditato  una realtà caratterizzata da un arretrato amministrativo
  che  va  dagli anni 2007-2008 ad oggi per un totale circa di  1.500
  pratiche. Si è istituito un apposito gruppo di lavoro per  smaltire
  nei  tempi più celeri possibili tutte le pratiche arretrate che  ha
  già  prodotto  buoni  risultati in termini di svincolo  di  polizze
  fideiussorie e di pagamenti pregressi.
   Indubbiamente, è di fondamentale importanza il potenziamento della
  struttura burocratica del dipartimento con ulteriori risorse umane,
  ne  facevate accenno durante i vostri interventi, ma non posso  non
  evidenziare  che ben due atti di interpello sono stati  sollecitati
  dalla  sottoscritta al dipartimento e che sono stati fatti ma  che,
  ahimè, molte volte sono andati deserti.
   Tuttavia, ho richiesto già all'Assessorato alla funzione  pubblica
  di  convocare i sindacati del comparto per concertare con  essi  le
  modalità per consentire al dipartimento regionale dell'istruzione e
  della formazione di avere una dotazione effettiva di personale tale
  da rendere maggiormente efficiente l'azione amministrativa.
   A  garanzia del corretto utilizzo delle risorse pubbliche ho, poi,
  voluto  rafforzare le modalità di rendicontazione  e  di  controllo
  delle  spese. Come è noto l'attuale sistema di finanziamento  della
  spesa  sostenuta dagli enti gestori di attività formative è  basata
  sul  criterio del costo standard, il quale è modulato su una  quota
  fissa  di  129  euro  per ogni ora di corso  erogata.  Per  evitare
  eventuali  refluenze  negative  ho  disposto  al  dipartimento   di
  introdurre  anche con effetto retroattivo le misure più appropriate
  per   abbinare  al  metodo  di  finanziamento  della  spesa  basata
  sull'unità di costo standard una metodologia di analisi  dei  costi
  reali.  Tale  controllo più analitico sarà, quindi, effettuato  sia
  per  le  attività  concorsuali a valere sugli avvisi  e  le  misure
  ancora pendenti ed in corso di rendicontazione, sia per quelli  che
  saranno attivati nell'ambito degli interventi successivi inclusa la
  seconda annualità dell'avviso 20.
   E'  stata innanzitutto avviata una capillare attività ispettiva su
  tutti  gli  enti  gestori  al fine di verificare  l'utilizzo  delle
  risorse  ricevute  per  il  PROF 2011 e  la  loro  destinazione  al
  pagamento delle retribuzioni dei lavoratori. Il rispetto  da  parte
  degli enti di formazione del blocco delle assunzioni al 31 dicembre
  2008  disposto dall'amministrazione regionale, nonché dell'utilizzo
  per  l'annualità  2013-2014  del  personale  avente  requisiti  per
  l'iscrizione  all'albo,  ossia  assunto  con  contratto   a   tempo
  indeterminato al 31 dicembre 2008.
   Dagli  accertamenti  sull'utilizzo delle  risorse  dei  PROF  sono
  emerse  delle  irregolarità che hanno determinato l'amministrazione
  ad  emettere  provvedimenti di revoca degli accreditamenti,  mentre
  sono  ancora  in itinere gli accertamenti sul rispetto  del  blocco
  delle assunzioni e sull'utilizzo da parte degli enti finanziati per
  l'annualità formativa 2013-2014 del personale avente requisiti  per
  l'iscrizione all'albo.
   Mozione  numero  252,  quella sull'albo degli  operatori.  Tra  le
  misure  previste  dall'ordinamento regionale a  salvaguardia  delle
  posizioni  giuridiche  rilevanti degli operatori  della  formazione
  professionale vi è senza dubbio l'albo di cui all'articolo 14 della
  legge regionale numero 24 del 1976, reale strumento di garanzia, di
  stabilità   e   continuità  lavorativa  per  gli  operatori   della
  formazione  in quanto li svincola assolutamente dalla  sorte  degli
  enti.  Ed  è  proprio  per questo che ne ho  voluto  fortemente  la
  reintroduzione attraverso il suo aggiornamento che non si faceva da
  quasi vent'anni.
   Ritengo  che  in  ottemperanza ad uno specifico obbligo  di  legge
  chiunque  gestirà  la formazione professionale  avrà  l'obbligo  di
  utilizzare  per  il  presente  e per il  futuro  esclusivamente  il
  personale iscritto all'albo.
   In  particolare  con la circolare assessoriale  numero  1  del  15
  maggio del 2013 ho diramato le linee operative per la presentazione
  delle  istanze  per l'inserimento nell'albo degli  operatori  della
  formazione  professionale sia docente che non  docente,  assunto  a
  tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2008.
   A  seguito dell'esame delle circa novemila istanze pervenute si  è
  proceduto   alla   formale  istituzione   dell'albo   con   decreto
  assessoriale ad ottobre del 2013 contente 8339 operatori.
    A garanzia dei principi di trasparenza ho disposto l'espletamento
  dei controlli sui dati autodichiarati dagli istanti.
   Per  una maggiore efficacia dei controlli, l'Amministrazione si  è
  avvalsa di un sistema ad incrocio di dati forniti, rispettivamente,
  dall'Agenzia   delle  entrate,  dall'INPS  e  dalle   comunicazioni
  obbligatorie e datoriali.
   Sono stati, del pari, esaminati tutti i certificati giudiziari, al
  fine  di  verificare la sussistenza dei requisiti morali,  previsti
  dall'articolo 14 della legge 24 del 1976.
   Dagli  accertamenti effettuati, sono emerse presunte  irregolarità
  per  circa 1.000 unità di personale, riguardanti la sussistenza dei
  requisiti,  sia  di  ordine  professionale,  assunzioni   a   tempo
  indeterminato entro il 31 dicembre 2008, sia di ordine morale.
   Più  analiticamente, 311 sono state le istanze per le quali  si  è
  rinvenuto  un  contratto a tempo determinato,  391  sono  state  le
  assunzioni avvenute oltre il 31 dicembre 2008, 244 gli esclusi  per
  mancanza  di requisiti morali, 24 i soggetti dimissionari,  85  gli
  esclusi per incompletezza della domanda presentata.
   L'istruzione delle pratiche concernenti l'esclusione dei  soggetti
  istanti,  dall'albo, sono ancora in itinere e sono  portate  avanti
  dall'amministrazione   procedente,   nel   pieno    rispetto    del
  contraddittorio  con  le  parti  interessate.  Per  questo   stiamo
  perdendo  tempo perché, al di là della nostra verifica,  ci  sembra
  corretto accertarci che, effettivamente, quei dati mancano.
   Entro  il  mese  di  giugno, comunque,  del  corrente  anno  verrà
  definito l'albo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
   Voglio rappresentare che, al fine di riqualificare e ristrutturare
  il  sistema  della  formazione professionale,   sono  in  corso  di
  definizione alcuni progetti con il Ministero del Lavoro per avviare
  una  serie di interventi anche incentivanti per la fuoriuscita  dal
  settore.
   Per   quanto   riguarda  la  mozione  numero  272,   inerente   la
  destinazione delle risorse del fondo di garanzia, si evidenzia  che
  l'Amministrazione, nel rispetto delle previsione  di  legge,  ossia
  dell'articolo 1, comma 1 della legge regionale 10 del 2011, destina
  le  risorse  disponibili  coerentemente al  dettato  normativo,  in
  conformità   con  gli  istituti  di  sostegno  al  reddito   e   di
  riqualificazione professionale, previsti dalle normative  nazionali
  vigenti  e dai contratti di settore e secondo le relative  modalità
  di applicazione.
   Come detto, per l'annualità corrente il fondo di garanzia è pari a
  2 milioni e 790 mila euro.
   Se  l'Assemblea  lo  riterrà opportuno, rimpinguare  ulteriormente
  questo  fondo  di garanzia, di certo troverà una porta  aperta  dal
  parte del Governo.
   Per  quanto  riguarda  la  mozione  numero  283,  in  merito  all'
  istituzione di una commissione ad hoc.
   Inutile  dire che nulla osta da parte mia e da parte del  Governo,
  ma  è anche vero, come hanno più volte ricordato i componenti della
  V  Commissione che un lavoro analogo lo stiamo già facendo  proprio
  in  V  commissione, ma ripeto, ove dovesse esserci questa esigenza,
  nulla osta da parte nostra per istituirne una ulteriore.
   Per  quanto riguarda, invece, la mozione numero 284, in linea  con
  questi  obiettivi,  sin  dal  mio insediamento,  ho  pianificato  e
  programmato  le  attività formative, facendo  precedere  la  scelte
  assunte dall'amministrazione regionale, da processi di confronto  e
  di  comunicazione  tra istituzioni e partenariato  socio-economico,
  integrate  dai  dati  statistici rilevati dai  sistemi  informativi
  CENSIS e ISTAT, per un'analisi specifica sulle figure professionali
  e sulle filiere produttive, connotate da maggiore domanda di lavoro
  in Sicilia.
   Ricordo  che qualche mese fa, abbiamo presentato questo   progetto
  Faro'  che  ha fatto questo e cioè ha raccolto quelle che  sono  le
  esigenze del mondo del lavoro nella nostra Regione e programmeremo,
  lo abbiamo già fatto con la seconda annualità, ma soprattutto nella
  prossima, il pacchetto dell'offerta formativa su quelle istanze.
   Voglio  anche  ricordare che questo Governo è stato il  primo  nel
  mese  di  marzo scorso a convocare nella stessa stanza, per parlare
  di   formazione,  le  associazioni  di  categoria,  le  scuole,  le
  università, i sindacati e gli enti di formazione che, come qualcuno
  di voi ha ricordato, è vero, non avevano mai discusso prima di quel
  momento insieme.
   A tal fine sono stati costituiti appositi tavoli tecnici e si sono
  espletati numerosi incontri che hanno consentito di individuare  le
  linee   programmatiche   lungo   le  quali   proiettare   l'operato
  dell'amministrazione regionale.
   L'idea  ispiratrice dell'azione dell'Assessorato, in  sostanza,  è
  stata   quella  di  far  ruotare  l'intero  settore  attorno   alla
  dialettica  permanente  tra enti gestori  ed  operatori  economici,
  essendo  proprio quest'ultimi i soggetti che orientano  il  mercato
  del  lavoro attraverso la richiesta delle professionalità  ritenute
  più necessarie.
   Ed  è  stato sulla base di tale dialettico confronto che  è  stata
  pianificata l'attività formativa, sia per l'annualità 2013/2014 sia
  per  l'annualità 2014/2015, che si è distinta, rispetto al passato,
  oltre  che  per  la già citata riappropriazione della  funzione  di
  programmazione da parte dell'Assessorato, anche per la salvaguardia
  dei livelli occupazionali.
   Venendo,  ora, alla mozione in argomento si rappresenta  che,  per
  quanto   riguarda  l'adozione  del  Piano  Regionale   dell'Offerta
  Formativa  (PROF.),  previsto  dalla  legge  numero  24  del  1976,
  l'amministrazione, sia per razionalizzare le economie  regionali  -
  che   costituivano  il  bacino  finanziario  del  PROF  -  sia  per
  armonizzarsi all'ordinamento formativo comunitario, ha  traghettato
  l'offerta   formativa   interamente  sul  Fondo   Sociale   Europeo
  diramando,  in  tal  modo, in attuazione  del  POR  FSE  2007/2013,
  specifiche  misure per finanziare corsi di formazione professionale
  sulla base dei fabbisogni lavorativi individuati.
   Su  tali basi, voglio ricordare, sono stati adottati gli avvisi 19
  e 20 già nel 2011.
   Con  il primo si è data continuità programmatica e gestionale agli
  enti di formazione che operano nell'ambito dell'obbligo formativo e
  del contrasto alla dispersione scolastica; con il secondo si è data
  continuità programmatica e gestionale a tutti gli altri  bacini  di
  utenza formativa, già destinatari del PROF.
   In  particolare, l'avviso 20 ha finanziato progetti per soddisfare
  un fabbisogno formativo regionale quantificato in 2 milioni di ore,
  sulla base di una terna di linee di intervento ovvero, i giovani in
  attesa di occupazione (FORGIO), i soggetti a rischio di marginalità
  sociale  (FAS)  ed  i  lavoratori, (FP),  quelli  della  formazione
  permanente.
   Il  prosieguo  delle  attività formative dell'avviso  20  è  stato
  assicurato, con la sua riedizione, per  l'annualità successiva,  il
  2014, con una riduzione del monte ore programmato del 10 per cento,
  facoltà  prevista  dallo  stesso avviso  20,  in  attuazione  della
  priorità  III  del  piano straordinario per il  lavoro  in  Sicilia
   Opportunità giovani .
   Tale  atto  è  un  atto  programmatico  concreto,  approvato   con
  deliberazione  di  Giunta regionale numero 215 del  giugno  2012  -
  quindi, è qualcosa che è avvenuto anche prima che arrivassimo noi -
  e finanziato con 452 milioni di euro ai sensi del decreto numero 25
  del  23  aprile  2013 del Ministero dell'Economia e  delle  Finanze
  avente ad oggetto il finanziamento a carico del Fondo di rotazione,
  di  cui  alla legge 183 del 1987, per l'attuazione degli interventi
  previsti  nel  piano  di  azione e  coesione  con  cui  sono  state
  stanziate le risorse derivanti dalla quota di finanziamento statale
  a  carico del citato fondo di rotazione ex legge 183 del 1987 per i
  programmi operativi regionali e nazionali che hanno aderito al PAC.
   In  particolare, alla priorità III del Piano giovani,  sono  stati
  destinati  220  milioni di euro, oltre 60 milioni in meno  rispetto
  alle   risorse   impiegate  nell'annualità  precedente   sotto   la
  precedente amministrazione.
   Con  tali risorse sono stati rifinanziati progetti formativi della
  linea FORGIO e FAS di  cui sono principali destinatari giovani fino
  ai 35 anni di età.
   Inoltre, con apposita deliberazione di Giunta regionale -  cui  ha
  fatto  seguito la direttiva 2695 del 18 settembre del 2013  -  sono
  state  destinate risorse pari a 7 milioni e 500 mila  euro  per  la
  formazione  permanente,  rivolte ad utenti indipendentemente  dalla
  loro età.
   Quindi, sono stati ridotti i budget finanziari per i percorsi e si
  sono, sensibilmente, ridotti i corsi espletati il precedente anno e
  non aderenti alle esigenze del mondo del lavoro.
   Sulla  base  delle  suddette direttive, sono state  presentate  le
  istanze  progettuali  istruite  dagli  uffici  dell'amministrazione
  regionale  e  sono stati assunti i relativi decreti  di  impegno  e
  finanziamento per un totale di 557 progetti.
   In  particolare sono stati emessi decreti di finanziamento pari a:
  116.779.000,00  euro  per l'Ambito Forgio, 64.683.000,00  euro  per
  l'ambito   Fas   e   5.365.000,00  euro  per  l'ambito   Formazione
  permanente.   Inoltre,   per   garantire   i   corsisti   impegnati
  nell'attività formativa 2012-2013 presso enti cui è stato  revocato
  l'accreditamento,  è stato già emesso un decreto  di  finanziamento
  pari  a  35.000.000,00  di  Euro a  favore  del  Ciapi  di  Priolo,
  autorizzato ad operare in house providing per la Regione  siciliana
  con  un  abbattimento dei costi pari al 30% rispetto alle  analoghe
  attività  corsuali espletate nell'annualità precedente  dagli  enti
  assegnatari  e con una limitazione della spesa di gestione  ad  una
  somma  non  superiore al 5% del finanziamento, obiettivo  che  sarà
  reso   possibile  grazie  all'utilizzo,  per  l'espletamento  delle
  attività corsuali, di strutture di proprietà degli enti pubblici. A
  tal  fine,  infatti,  voglio ricordare  che  questo  risparmio  con
  l'assegnazione  della commessa al Ciapi di Priolo  è  anche  potuto
  avvenire,  sulle spese di gestione, grazie al protocollo di  intesa
  firmato  con  l'Ufficio regionale scolastico che ci  consentirà  di
  utilizzare le scuole come luoghi dove fare formazione.
   Si  evidenzia che i percorsi formativi sono stati strutturati, per
  la  prima volta, in modo da consentire l'acquisizione da parte  dei
  destinatari di una qualifica professionale corrispondente al quadro
  europeo delle qualifiche e, comunque, in ogni caso, dei livelli  di
  competenza e conoscenze tecniche di base necessarie per rafforzarne
  le opportunità di accesso al mercato del mondo del lavoro.
   Si  evidenzia, ancora, che con i suddetti percorsi formativi, come
  programmati dall'amministrazione regionale, si è voluto intervenire
  per  favorire  la promozione del successo formativo e professionale
  dei cittadini siciliani, anche con riferimento particolare a quelli
  con  difficoltà  legate a fenomeni di marginalità sociale  o  bassa
  scolarità.
   Si  rappresenta, ancora, che il riferimento alla presunta  lesione
  dei   diritti  dei  lavoratori  legata  alla  mancata  propedeutica
  adozione  del  piano  dell'offerta formativa appare  fuorviante  in
  quanto  non  avente  alcun  fondamento normativo  ed,  infatti,  le
  garanzie   di  cui  alla  legge  regionale  n.  25  del  1993   non
  presuppongono l'avvenuta adozione del piano dell'offerta  formativa
  bensì l'inserimento dell'operatore nell'albo di cui all'articolo 14
  della  legge  n.  24  del 1976 che lo scrivente  ha  provveduto  di
  aggiornare.
   Anche  per  l'annualità in corso e per le annualità successive  si
  programmeranno  le  attività formative ancorandole  alle  dotazione
  comunitarie e nazionali a ciò destinate.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo alla
  votazione  delle mozioni che abbiamo trattato fino ad ora.  Ricordo
  ai  colleghi  che seguiremo l'ordine così come elencato nell'ordine
  del giorno, quindi la prima mozione che voteremo sarà la numero  16
  alla quale è stato presentato un emendamento a firma dell'onorevole
  Ciancio ed altri:

   Dopo   la   parola    comparto   aggiungere  la   frase:    purché
  regolarmente assunto entro il 31/12/2008 e quindi iscritto all'albo
  degli operatori della formazione professionale .

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  giusto   per
  rispondere  all'assessore, mettetevi d'accordo  con  la  dottoressa
  Corsello, con i tempi perché il decreto diceva che entro 30  giorni
  sarebbe  stato  pubblicato, in realtà il decreto  di  pubblicazione
  dell'albo  provvisorio  diceva che entro 30  giorni  sarebbe  stato
  pubblicato quello definitivo. Non è stato pubblicato, la dottoressa
  Corsello  ha  detto  che, già 3 settimane fa, doveva  essere  stato
  pubblicato,  ora lei sta dicendo a giugno, io spero  che  a  giugno
  venga  pubblicato perché altrimenti devo supporre che  ci  sia  una
  volontà precisa di non pubblicare quest'albo. Tutto qui.
   Detto  questo, l'emendamento che abbiamo presentato va proprio  in
  questa   direzione  perché,  per  quanto  riguarda  il   personale,
  specifichiamo  il  personale  assunto  regolarmente  entro  il   31
  dicembre 2008 e, quindi, rientra anche nell'albo.

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  In merito all'emendamento, va benissimo  anche  se,
  ripeto, è la legge che impone di utilizzare i lavoratori dell'albo.
  In  ogni  caso, in merito alla pubblicazione ufficiale,  penso  che
  potrete attenervi a quanto detto dall'Assessore al ramo.

   LENTINI. Chiedo di parlare sull'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Assessore, sull'emendamento della collega  Ciancio,  che
  condivido  in pieno, c'è pero un fatto e cioè che viene escluso  il
  personale  assunto  attraverso il collocamento, sono  le  categorie
  privilegiate, le categorie protette.
     In  base ai numeri che ci sono, praticamente la legge n. 68  del
  1998  dà  la  possibilità  agli enti, ma  a  chiunque,  anche  alle
  Amministrazioni pubbliche, che in base al personale che hanno,  c'è
  l'obbligatorietà  di  assumere  personale  di  categorie  protette,
  quindi è possibile - io non lo so - che oltre quella data sia stato
  assunto  personale  che  riguarda  quelle  categorie,  ma  comunque
  parliamo  di  cifre irrisorie. Quindi, che questo  venga  contenuto
  nell'emendamento.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  soltanto
  da   una  parte  ringraziare  l'Assessore  per  la  relazione   che
  sostanzialmente  ha  dato la possibilità di poter  vedere  come  ha
  fatto  il suo dovere, che era quello che la Regione avrebbe  dovuto
  comunque  fare  normalmente, l'attività  ispettiva,  l'attività  di
  controllo, l'attività di controllo sugli atti presentati dagli enti
  in  fase  di rendicontazione, grazie per averci informato di  tutto
  l'iter seguito, ma avrebbe dovuto comunque farlo l'Amministrazione,
  di per sé.
   Secondariamente  ricordo  la  parola   cofinanziamento',  che  non
  dobbiamo mai dimenticare, perché nel momento in cui noi parliamo di
  PROF  -  è  vero che comunque l'articolo 39 della legge n.  23  del
  1995,    parla   proprio   di   attività   formative    fatte    in
   cofinanziamento' - la Regione non può in alcun modo  escludere  il
  proprio   indirizzo  politico  che  si  palesa  proprio  attraverso
  l'impegno economico che dà comunque alla formazione e questo accade
  per tutte le attività che si fanno con i fondi europei.
   Soprattutto mi preme, comunque, ribadire un concetto: l'aver fatto
  tutto  esclusivamente  attraverso i fondi comunitari,  permette  il
  meccanismo che poi sia tutto svolto, è appunto questo il  passaggio
  fondamentale, attraverso un meccanismo amministrativo, dopo di  che
  i  lavoratori si trovano in un marasma generale in cui non vige più
  nulla  e  non  c'è  più  nessun  riferimento  di  legge  che  possa
  finalmente  difendere  il proprio ruolo e la  propria  attività  di
  lavoratori.

   PRESIDENTE.  Prima di proseguire, onorevole Lentini, le  consiglio
  che sarebbe meglio formalizzare quanto da lei espresso.

   LENTINI. E' legge

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Quello che dice lei è già previsto nella legge a cui
  si fa riferimento.

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione dell'emendamento  presentato
  dall'onorevole  Ciancio ed altri. Il parere del Governo?

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla  votazione della mozione numero 16,  Interventi  a
  garanzia  del  personale in esubero del comparto  della  formazione
  professionale , così come emendata.
   Il  parere del Governo?

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  In  linea di massima va bene, soltanto  il  secondo
  punto  è  una  cosa che andrebbe verificata per vedere  l'immediata
  attivazione degli strumenti di cui la legge 10...

   PRESIDENTE. Dovrebbe darmi un parere comunque, Assessore.

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla  votazione della mozione numero 33  Notizie  sulla
  determinazione  della Commissione europea sul Fers con  particolare
  riferimento ai fondi impegnati per la formazione professionale .
   Il  parere del Governo?

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa  alla  votazione della mozione n. 247   Pagamento  delle
  retribuzioni    pregresse   agli   operatori    della    formazione
  professionale .
   Il  parere del Governo?

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla votazione della mozione n. 252  Urgente approvazione
  e   pubblicazione   dell'albo  degli  operatori  della   formazione
  professionale .
   Il  parere del Governo?

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa alla votazione della mozione n. 272  Destinazione  delle
  somme di cui al Fondo di garanzia previsto dall'art. 132, comma  1,
  della  l.r.  n.  4  del  2003 al pagamento delle  retribuzioni  del
  personale della formazione collocato in mobilità a zero ore .
   Il  parere del Governo?

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Contrario.

   CIANCIO. Perché contrario? Chiedo di parlare per dichiarazione  di
  voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, è la mozione dell'onorevole Cappello?

   PRESIDENTE. Sì.

   CIANCIO.  Prevede l'applicazione della legge, cioè  quel  fondo  è
  fatto per questo determinato motivo ovvero per garantire un reddito
  a chi è nell'albo dei formatori e che non ha un incarico presso gli
  enti.  Ma se il Governo dà parere negativo a questo, di che  stiamo
  parlando?
   Un'altra domanda: il 7 per cento di questo fondo in realtà è stato
  utilizzato,   mi  risulta  l'anno  scorso,  anche  per   la   cassa
  integrazione  in deroga, come mai, se è finalizzato  per  legge  al
  pagamento della mobilità e quindi all'integrazione dei redditi  per
  i dipendenti?


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  vorrei  dire
  all'onorevole  Ciancio e ai colleghi del Movimento  cinque  stelle,
  che l'ordine del giorno deve essere coerente con la legge. La legge
  numero   10  dice  che  la  Regione  può  intervenire  in   maniera
  complementare  rispetto  alle  tutele  stabilite  dalla   normativa
  nazionale.
   Quindi  il  fondo di cui si parla se il settore, tutto sarebbe  un
  po'  complicato, in rapporto alla dotazione finanziaria,  se  cento
  persone vanno in cassa integrazione, sulla base di quella normativa
  si  può decidere che oltre all'ottanta per cento, o il sessanta per
  cento,   previsto   dalla   normativa   nazionale   gli    si    dà
  un'integrazione.  Questo  vale per la cassa  integrazione,  per  la
  mobilità e così via dicendo. Ma non si può con il fondo sostituirsi
  alle tutele nazionale. Quindi, non è possibile che con il fondo  si
  sia  pagata la cassa integrazione, caso mai si è integrata la cassa
  integrazione.
   Si  può dire, invece, di attivare il fondo di garanzia, perché che
  io  sappia,  non  è stato neanche attivato, perché dovrebbe  essere
  gestito dalle organizzazioni sindacali, dalle organizzazioni  degli
  enti e così via dicendo, per finalizzarlo ai compiti che prevede la
  legge  che  sono compiti tassativi e cioè non sostituire le  tutele
  nazionali o farne di proprie, ma integrarle soltanto.

   SCILABRA,    Assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  sulla
  stessa  linea dell'onorevole Panarello nel senso che questa mozione
  deve  chiaramente  rispettare  il  dettato  normativo.  E  poi  non
  possiamo sottovalutare una cosa: ho detto che nel fondo di garanzia
  ad  oggi  ci  sono  due milioni e qualcosa, a meno che  l'Assemblea
  regionale  siciliana non si impegni a dare copertura  al  fondo  di
  garanzia, ecco perché il parere è contrario. Non c'è la copertura.

   CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Noi, ovviamente, manteniamo la mozione. Ripeto,  secondo
  noi  la  cassa integrazione non è un istituto previsto  per  questo
  settore.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione la mozione  numero  272,  con  il
  parere contrario del Governo.
   Chi  è  favorevole  alla mozione si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

   CIANCIO.  Chiedo  che  la votazione avvenga per  scrutinio  palese
  nominale

   Votazione per scrutinio palese nominale della mozione numero 272

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese della  mozione
  numero 272.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e Votanti...........29
   Maggioranza...................15
   Favorevoli.......................17
   Contrari...........................12

   Onorevoli  colleghi, l'Assemblea non è in numero legale;  pertanto
  la seduta è rinviata di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 20.12)

   La seduta è ripresa.

   CIMINO. Signor Presidente, chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. Invito a procedere alla verifica dei richiedenti.

   Essendo  la richiesta appoggiata, a termini di Regolamento,  dagli
  onorevoli  Arancio,  Cimino, Fazio, Gianni, Gucciardi  e  Antonella
  Milazzo, indìco la verifica e ne proclamo l'esito:

   Presenti  22

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non posso concederle la parola in
  quanto l'Assemblea non è in numero legale.
   Pertanto,  apprezzate  le circostanze,  la  seduta  è  rinviata  a
  martedì, 6 maggio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine  del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


  I   - Comunicazioni
  II   - Seguito della discussione unificata delle mozioni in
  materia di Formazione professionale:

         N. 272  -  Destinazione delle somme di  cui  al  Fondo  di
              garanzia previsto dall'art. 132, comma 1, della  l.r.
              n.  4  del  2003 al pagamento delle retribuzioni  del
              personale  della formazione collocato in  mobilità  a
              zero ore.

         (19 febbraio 2014)
                              CAPPELLO -  CANCELLERI  -  CIACCIO  -
                              CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA -
                              MANGIACAVALLO -  PALMERI - TANCREDI -
                              SIRAGUSA - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO

         N. 283  -  Nomina di una Commissione parlamentare speciale
              d'indagine    e    di    studio   sulla    formazione
              professionale.

         (21 marzo 2014)

                               FALCONE  -  FIGUCCIA  -  POGLIESE  -
                                       ASSENZA -  BANDIERA - SAVONA

         N. 284   -   Adozione  del  piano  regionale  dell'offerta
              formativa per gli anni 2014 e 2015.

         (24 marzo 2014)

                     ZAFARANA    -    CIANCIO    -    TRIZZINO    -
                     MANGIACAVALLO  - ZITO - CIACCIO -  SIRAGUSA  -
                     TANCREDI  -  CANCELLERI  - FOTI  -  FERRERI  -
                     PALMERI - LA ROCCA - CAPPELLO

  III   -  Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

  IV   - Discussione della mozione:

         N. 277 - Interventi di sostegno per l'assistenza ai minori
              stranieri non accompagnati.

         (7 marzo 2014)

              CIRONE  - GUCCIARDI - LUPO - ALLORO - RAIA -  MILAZZO
          A.

  V   - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico
               integrato . (n. 693/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cirone

            2)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            4)  -  Procedure per il rilascio delle certificazioni di
               abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
               singole porzioni di costruzioni.  (nn. 653-469/A)

               Relatore: on. Fazio

            5)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            6)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            7)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            8)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            9)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            10)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            11)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            12)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 20.14

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposta scritta ad interrogazione
                     Rubrica «Attività produttive»

   LA  ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
  ZAFARANA - ZITO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  le attività produttive, premesso che:

   con  la  legge finanziaria 2007 venivano istituite le zone franche
  urbane  nel  territorio nazionale, i cui parametri  di  definizione
  venivano individuati con delibera CIPE 30 gennaio 2008, n. 5;

   successivamente,  la Regione siciliana, con la  legge  11  del  12
  maggio  2010,  art.  67, istituiva ulteriori  Zone  Franche  Urbane
  rispetto a quelle già selezionate con delibera CIPE n. 14/2009,  da
  individuare   tuttavia  con  i  medesimi  criteri  definiti   dalla
  normativa nazionale;

   durante la scorsa estate scoppiava il caso della ZFU di Partinico,
  Comune  che dalla Delibera di Giunta n. 133/2013 non rientrava  tra
  quelli in cui era stata ammessa l'istituzione delle ZFU;

   appariva alquanto singolare l'esclusione de quo, poiché durante la
  campagna  elettorale  delle  ultime  amministrative,  risalenti  al
  giugno 2013, il Presidente della Regione in persona, affermava  con
  fermezza, che tra le grandi opportunità per Partinico, per le quali
  l'Amministrazione  regionale ha lavorato con il Sindaco  uscente  e
  poi  rieletto, 'abbiamo finanziato per Partinico il  piano  per  la
  Zona  Franca  Urbana, che partirà dai primi di luglio e  consentirà
  alle imprese che si insediano qui a Partinico, di non pagare per  5
  anni  le  tasse ed i contributi per i lavoratori e per gli altri  5
  anni di pagare il 50%';

   rilevato che:

   in seguito, nel corso di un Consiglio Comunale aperto tenutosi nel
  Comune  di  Partinico in data 6/10/2013, l'Assessore  regionale  in
  persona,  Linda Vancheri, accompagnata dalla dirigente del  proprio
  assessorato, dott.ssa Iliardi, comunicavano all'assise  riunita  di
  essere   riusciti  a  riammettere  Partinico  in  virtù  di  alcuni
  cambiamenti  all'ammontare del finanziamento per i  quali  il  CIPE
  avrebbe  potuto modificare le decisioni già prese e dunque inserire
  anche Partinico;

   ciò  veniva  assicurato nonostante l'Amministrazione  comunale  di
  Partinico,  nel  presentare l'istanza nel 2008, poi corretta  fuori
  tempo   massimo,  avesse  commesso  un  grossolano   errore   nella
  delimitazione  dell'area  destinata a zfu,  comprendendo  il  93,7%
  della   quota  di  popolazione,  rispetto  al  30%  previsto  dalla
  delibera,  venendo di conseguenza escluso dalla  lista  dei  comuni
  beneficiari;

   in  quella  stessa sede, l'Assessore affermava che era  superabile
  anche  il  comma 5 dell'art. 67 della lr 11/2010 che prevedeva  che
  non  potessero  essere finanziate più di quattro zfu per  provincia
  (dalla  delibera di Giunta n. 133 del 3 aprile 2013  sono  ammesse,
  nella  provincia  di  Palermo, le Zone Franche  Urbane  di  Termini
  Imerese, Bagheria, Palermo Brancaccio e Palermo Porto);

   l'assessore Linda Vancheri, a conferma di quanto esposto, lasciava
  agli atti copia di una richiesta inoltrata al CIPE e comunicava che
  l'ufficialità  della  decisione  sarebbe  pervenuta  entro  qualche
  settimana e comunque entro la fine dell'ottobre 2013;

   considerato che:

   non è pervenuta alcuna comunicazione né l'argomento risulta essere
  stato  oggetto  di discussione nelle sedute del CIPE  come  si  può
  evincere dall'analisi dei verbali delle sedute da ottobre ad oggi;

   con il decreto direttoriale del 23 gennaio 2014 veniva adottato il
  bando  per  l'attuazione dell'intervento in favore  delle  micro  e
  piccole  imprese localizzate nelle Zone Franche Urbane (ZFU)  della
  Regione siciliana di cui al Decreto interministeriale del 10 aprile
  2013 (con l'aggiunta della ZFU di Lampedusa e Linosa) per un totale
  di circa 182 milioni di euro;

   per sapere:

   come   l'Amministrazione  regionale  intenda  giustificarsi  degli
  impegni non mantenuti e che, presumibilmente, erano prevedibilmente
  non mantenibili dati i vincoli normativi citati nelle premesse;

   se  e  come  l'Amministrazione regionale intenda tener  fede  agli
  impegni  presi con la popolazione partinicese, trovando,  in  tempi
  brevi   e   certi,   la   necessaria  copertura   finanziaria   per
  l'istituzione  della  ZFU  nel territorio comunale  di  Partitico».
  (1739)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «Con   riferimento  all'interrogazione   n.   1739
  dell'onorevole  Claudia La Rocca, concernente  quanto  indicato  in
  oggetto, si rappresenta preliminarmente che:
   l'Assessorato regionale delle Attività Produttive solamente  il  3
  aprile  2013, a seguito di delibera della Giunta regionale, divenne
  'titolare della misura 7,111, procedendo agli adempimenti necessari
  al fine di consentire l'emanazione del relativo bando al MISE;
   con nota 3802/2013 questo Assessorato si è attivato per consentire
  l'inserimento del Comune di Partinico nell'elenco dei beneficiari;
   con  nota  1220/DPS il MISE ha fatto una succinta cronistoria  dei
  fatti, ribadendo quanto a suo tempo dichiarato con la relazione del
  Dipartimento  regionale della programmazione e che  "non  risultano
  sussistere  i  presupposti giuridico-amministrativi perchè  codesto
  Dipartimento  possa intraprendere una procedura tecnico-istruttoria
  per valutare l'ammissibilità del comune di Partinico al dispositivo
  ZFU".
   In  data 04/03/2014 a Palazzo d'Orleans il Presidente Crocetta  ha
  ricevuto  una  delegazione  del Comune di  Partinico  composta  dal
  Sindaco  Salvo  Lo  Biundo e dal vice presidente  dell'associazione
  antiracket "Libero Jato", Domenico Provenzano.
   All'incontro,  su  richiesta del Presidente, ha partecipato  anche
  l'Assessore alle Attività Produttive.
   Il  Presidente ha manifestato al Sindaco la volontà  di  lavorare,
  anche  con  nuove  risorse aggiuntive, all'istituzione  della  Zona
  Franca   a  Partinico,  confrontandosi  di  nuovo  con  il  Governo
  nazionale  per  verificare la possibilità di  recupero  della  ZFU-
  Partinico».

   L'Assessore

   Linda  Vancheri