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Resoconto d'Aula della Seduta n. 152 di mercoledì 07 maggio 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Micciché, Lo Sciuto, Grasso
  e Trizzino hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Modifiche  all'articolo 63, comma 1,  lettera c),  della  legge
  regionale  n.  32/2000.  Contributi  in  conto  interessi  per   il
  ripianamento delle esposizioni debitorie di piccole e medie imprese
  commerciali. (n. 747)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 5 maggio 2014.

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   -  Fondo  regionale di rotazione per le spese di demolizione.  (n.
  703)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 5 maggio 2014.

   - Disposizioni in materia di smaltimento e trattamento dei residui
  vegetali derivanti da lavorazione agricola e forestale. (n. 744)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 5 maggio 2014, parere III E
  UE.

     Comunicazione di proroga di termine per espressione di pareri

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ai  sensi  dell'articolo  70  bis  del
  Regolamento  interno è stato prorogato di venti giorni,  decorrenti
  dalla data di scadenza delle richieste di parere già assegnate alla
  I  Commissione   Affari  istituzionali', il  termine  previsto  per
  l'espressione dei pareri n. 28/I 'Azienda ospedaliero-universitaria
  Policlinico   P.   Giaccone  di  Palermo.  Designazione   direttore
  generale',  n. 29/I 'Azienda ospedaliero-universitaria  Policlinico
  Vittorio Emanuele di Catania. Designazione direttore generale' e n.
  30/I  'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico G. Martino  di
  Messina. Designazione direttore generale'.
                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.   1920  -  Chiarimenti  circa  gli  esiti  del  tavolo  tecnico
  sull'immigrazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Ragusa Orazio

   N. 1922 - Chiarimenti sulla decisione di affidare integralmente ai
  privati la gestione del servizio idrico in provincia di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1921  -  Iniziative  per adeguati ed  effettivi  standard  dei
  servizi erogati dalle residenze sanitarie assistenziali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:  Fiorenza  Dino; Federico Giuseppe;  Grasso  Bernadette
  Felice;  Cordaro  Salvatore; Alongi  Pietro;  Bandiera   Edgardo  ;
  Panarello Filippo; Lo Sciuto Giovanni; Lentini Salvatore;  Currenti
  Carmelo;  Arancio  Giuseppe  Concetto; Malafarina  Antonio;  Cirone
  Maria  in Di Marco; Maggio Maria Leonarda; Milazzo Antonella Maria;
  Gianni Giuseppe; Ioppolo Giovanni; D'Asero Antonino; Cimino Michele

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  1911  -  Notizie sull'accordo di programma e il  contratto  di
  servizio per il trasporto regionale su rotaia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Foti  Angela; Palmeri Valentina;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;
  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;   La   Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.   1912   -   Iniziative  finalizzate  a  evitare  la   chiusura
  dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate di Lentini (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Bandiera Edgardo

   N.  1913 - Chiarimenti sulle modalità di erogazione dei contributi
  di cui al fondo per il miglioramento dell'efficienza dei servizi di
  polizia municipale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari:  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Foti  Angela;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1914  -  Notizie  relative  alle  richieste  di  dichiarazione
  reddituale ISEE per i lavoratori ASU degli enti locali in Sicilia.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Miccichè  Gianluca Antonello; Dina  Antonino;  Firetto
  Calogero;  La  Rocca  Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio;  D'Agostino
  Nicola; Turano Girolamo

   N.  1915 - Interventi urgenti sulla strada provinciale che collega
  San Cipirello con Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Zafarana
  Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi  Sergio;
  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N.  1916 - Chiarimenti in merito ai collegamenti via mare Trapani-
  Pantelleria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari:  Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello  Francesco;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana  Valentina;
  Ciaccio  Giorgio;  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa;  Siragusa
  Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La  Rocca
  Claudia

   N.  1917  - Iniziative urgenti per garantire la fruizione pubblica
  del  tratto  di spiaggia della frazione di San Giorgio di   Gioiosa
  Marea  (ME) in conformità  alle prescrizioni normative esistenti  e
  per la riqualificazione del litorale marino medesimo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N.  1918  - Interventi urgenti per la riscrittura entro i  termini
  previsti dall' Unione europea dell'accordo di partenariato  per  la
  programmazione dei fondi europei 2014-2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Grasso Bernadette Felice

   N.  1919  -  Notizie sulla gestione del teatro stabile  Biondo  di
  Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Anselmo Alice

   N.  1923  - Chiarimenti sull'annunciata dismissione degli immobili
  di pertinenza della stazione ferroviaria di Caltagirone.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1924  -  Chiarimenti sull'erogazione e gestione  del  servizio
  idrico nella città di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  1925 - Chiarimenti sul comportamento tenuto durante la  seduta
  consiliare  del  6  marzo  2014  dal Vicepresidente  del  Consiglio
  comunale di Riposto (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  177  - Chiarimenti sulla mancata redazione del piano economico
  finalizzato  prevalentemente  al  risanamento ambientale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Economia
   Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;   Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:

   numero 300 "Impegno del Governo della Regione in ordine al diniego
  di   autorizzazioni   di  ricerca  e  prelievo   di  idrocarburi  e
  coltivazione   di   campi   geotermici   sul  territorio  regionale
  nonché  alla  revoca  di  quelle già rilasciate",  degli  onorevoli
  Palmeri  Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Tancredi   Sergio;   Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Zafarana
  Valentina;   Ferreri   Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano, presentata il 6 maggio 2014.

   Avverto  che la mozione testé annunziata sarà demandata,  a  norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

      Discussione della mozione n. 178 «Verifica del rapporto che
  intercorre tra il Ministero delle   infrastrutture e dei trasporti
   e la concessionaria che si occupa della gestione delle autostrade
        siciliane con eventuale adozione di misure alternative»

   PRESIDENTE  Si  passa  al  secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  n.  178   Verifica  del  rapporto  che
  intercorre tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e
  la  concessionaria  che si occupa della gestione  delle  autostrade
  siciliane  con eventuale adozione di misure alternative',  a  firma
  degli onorevoli Grasso, Lantieri, Cordaro, Cimino e Clemente.

   Non  essendo il Governo presente in Aula, si prosegue con il terzo
  punto all'ordine del giorno


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                     Discussione della mozione n. 277
   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione  n. 277  «Interventi  di  sostegno  per
  l'assistenza ai minori stranieri non accompagnati», degli onorevoli
  Cirone; Gucciardi; Lupo; Alloro; Raia e Milazzo Antonella Maria.
   Non  essendo presente in Aula l'assessore, il punto all'ordine del
  giorno viene rinviato.

   Onorevoli  colleghi, fisso a venerdì 9 maggio, alle ore 13.00,  il
  termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di  legge
  "Procedure    per    il    rilascio   delle    certificazioni    di
  abitabilità/agibilità  per  singoli edifici,  unità  immobiliari  o
  singole porzioni di costruzioni" (nn. 653-469/A), incardinato nella
  seduta di ieri.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   VINCIULLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vorrei
  essere  poco gradevole nei confronti della Presidenza, dicendo  che
  mi  pare  un  po'  fariseo,  se  non addirittura  ipocrita  il  suo
  ragionamento,  ma cosa c'entrano gli altri settantacinque  deputati
  con i lavori della Commissione?
   La  Commissione Bilancio è composta solo da quindici  persone;  io
  sono  in  questo  momento  in  Aula perché  ritengo  che  i  lavori
  dell'Aula devono avere la precedenza su qualsiasi altra cosa e  non
  è  possibile che la Presidenza che lei regge possa giustificare  il
  fatto  che  la maggior parte dei colleghi, invece di essere  questa
  sera in Aula a svolgere la propria attività, il proprio dovere ed i
  compiti  per  cui  vengono votati e pagati dai cittadini,  sono  in
  altri posti.
   La  Commissione  Bilancio  può  lavorare  anche  questa  notte,  a
  mezzanotte, alle due, alle tre, come ha sempre fatto, ma questo non
  giustifica  coloro  i quali non sono componenti  della  Commissione
  Bilancio ed oggi non sono presenti in Aula.
   La  gente  ci ascolta, ci vede e poi il rischio concreto,  vero  e
  certo  è  che  il  fango arriva su tutti e questo non  è  possibile
  perché di fronte a gente che non fa il proprio dovere ci sono altri
  che   sono  qui  e  che,  contemporaneamente,  stanno  facendo   la
  Commissione  Bilancio ed anche l'Aula. Quindi, non vedo  il  motivo
  per  il  quale devono essere giustificati coloro i quali non  fanno
  parte della Commissione Bilancio e non sono in Aula.

   TURANO. Faccia i nomi

   VINCIULLO.  Non  devo  fare  i nomi di nessuno  perché  ci  stanno
  riprendendo,   onorevo   Turano,  ed  anche   questi   eccessi   di
  comportamento non reggono.
   Oggi  sono  qui, e le chiedo di parlare ai sensi dell'articolo  83
  del Regolamento interno, perché aspettavamo in Aula l'Assessore per
  le infrastrutture, insieme ad altri Assessori che in questo momento
  non sono impegnati in Commissione, e pertanto non si capisce perché
  alla  latitanza  del Parlamento segua una latitanza  da  parte  del
  Governo.
   E la Presidenza pensa di giustificare sia l'una sia l'altra. Io mi
  sarei  aspettato da lei che, nella qualità di Presidente di  questo
  Parlamento,  avesse  bacchettato sia  il  Governo  sia  i  deputati
  assenti, non cercando invece di coprire sia l'uno sia l'altro.
   Oggi avremmo dovuto parlare di un argomento molto importante,  del
  comportamento  tenuto  dal Consorzio per  le  Autostrade  Siciliane
  (CAS).  Questo  Consorzio, che doveva sorgere  come  uno  strumento
  snello,  atto  a  favorire  la diffusione delle  infrastrutture  in
  Sicilia,  si è rivelato essere una zavorra. Oggi dovevamo discutere
  se  questa  zavorra  debba continuare ad essere  uno  strumento  di
  oppressione per la Sicilia, o se questo Parlamento debba  adeguarsi
  a   quella  che  era  stata  la  volontà  del  Ministero   per   le
  infrastrutture  quando, con il Ministro Matteoli, aveva  deciso  di
  chiudere il CAS e di assumere presso di sé la responsabilità  della
  realizzazione delle infrastrutture.
   Signor  Presidente,  ieri  è successo  un  fatto  gravissimo,  che
  nessuno  sta  cercando di contrastare e di contestare come  sarebbe
  dovuto essere. Ieri il CAS avrebbe dovuto consegnare i lotti 6, 7 e
  8  della  Siracusa-Gela,  dei  fondi  che  sono  in  parte  -  come
  ricorderanno   i  funzionari  di  quest'Assemblea  -   frutto   del
  cofinanziamento  della Regione. Vi fu un mio emendamento  del  2010
  che stanziava i 56 milioni di euro a favore dell'autostrada, ma 320
  milioni  di  euro sono fondi non regionali, in minima  parte  fondi
  statali,  e  per  la maggior parte fondi europei. Questi  fondi  li
  dobbiamo   spendere  entro  il  30  giugno  del  2015,  e  dobbiamo
  collaudare l'opera entro il 30 dicembre dello stesso anno.
   Bene,  il  CAS,  anziché velocizzare, nel rispetto della  norma  -
  perché  se  non è convinto vada alla procura a denunciare eventuali
  imperfezioni che vi sono state nella gara, ma la gara l'ha fatta il
  CAS  -  il  corso  della  consegna  dei  lavori,  ieri  non  li  ha
  consegnati,  e non ci ha spiegato il motivo per il quale  non  l'ha
  fatto.  Non  ha spiegato per quale motivo sta operando per  perdere
  320  milioni  di euro di fondi europei. Non ci ha detto  per  quale
  motivo, di fronte a migliaia di persone che muoiono di fame e  che,
  attraverso    questo   lavoro,   potrebbero   trovare    finalmente
  un'occupazione, non consegna l'opera.
   E  noi oggi, anziché trattare dell'operato e del comportamento del
  Consorzio  per  le autostrade siciliane, oppure del  Consorzio  che
  vuole   impedire  la  realizzazione  delle  autostrade   siciliane,
  dobbiamo ascoltare il suo sermone da 'parroco di campagna'  che  ci
  viene  a  dire  che  il Governo non ha responsabilità  per  la  sua
  assenza  in  Aula,  e  che i deputati non sono impegnati  in  altre
  attività.
   Questo  non lo consentiamo quando ci sono migliaia di persone  che
  muoiono  di  fame e c'è il rischio concreto che oltre 700  miliardi
  delle vecchie lire vadano persi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, non comprendo  la  similitudine
  fatta  col 'parroco di campagna', non credo di avere usato toni  da
  sermone,  ma  ho semplicemente esposto quale fosse il percorso  che
  abbiamo fatto per arrivare a questo punto.
   Ho  apprezzato il suo intervento, che ha sollevato delle questioni
  importanti.  Invito,  però,  dato  che  ci  sono  le  telecamere  a
  riprenderci,  di  evitare  certi atteggiamenti  in  Aula,  cercando
  invece  di  lavorare  tutti  all'unisono  verso  le  necessità  del
  momento.  Oggi  la  necessità è quella di accelerare  i  tempi  per
  portare il prima possibile in Aula il disegno di legge n. 724.
   Questa  Presidenza  non  sta proteggendo  nessuno;  e  per  quanto
  riguarda   il   richiamo   al  Governo,  non   raccolgo   l'appunto
  dell'onorevole  Vinciullo,  perché più  volte  ho  sottoscritto  in
  diverse  sedi  ed  ho  avuto  l'opportunità  di  mostrare  le   mie
  perplessità sull'atteggiamento del Governo in quest'Aula.
   Non raccolgo, quindi, questo tipo di suggerimento.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  perché nella seduta di ieri ho chiesto al Presidente alcune notizie
  ed  il  Presidente,  nel  suo  intervento  di  ieri  sera  e  nella
  conferenza  stampa che ha fatto stamattina, diceva ed ha  affermato
  che con le notizie che ho chiesto, ho cercato di calunniarlo.
   Benissimo  Vada nelle sedi competenti e mi denunzi per calunnia.
   Io,  però,  quando  chiedo  delle notizie,  le  chiedo  per  avere
  contezza sul comportamento di ognuno di noi e, sicuramente,  non  è
  il sottoscritto che si deve vergognare delle notizie che chiede per
  la  spesa  dei  soldi  pubblici,  specialmente  di  questa  onorata
  Assemblea.
   Veda, ho avuto il resoconto della conferenza stampa, e mi si  dice
  che  li  ho  calunniati perché li ho accusati di aver percepito  il
  contributo  su  gomma,  ho riflettuto un poco  e  ho  detto:   Mah,
  qualche cosa di anomalo c'è  . E mi sono andato ad informare. Dalle
  informazioni  che ho avuto, chiedo al Presidente se  corrisponde  a
  verità,  perché quando faccio un intervento e chiedo delle notizie,
  è chiaro che le notizie non le conosco.
   E lo faccio in questa maniera perché, proprio dal Regolamento e da
  tutti i DPA che fa il Consiglio di Presidenza, qualche trabocchetto
  ci può essere.
   Ed  allora, nel mio intervento di questa sera chiedo al Presidente
  altre  notizie,  se  corrisponde  al  vero  che  il  Consiglio   di
  Presidenza,  dal  2008  al  2012, nella  XV  legislatura,  prendeva
  l'assegno  e contemporaneamente aveva assegnata la macchina,  se  è
  vero  che  prendevano tutti e due i privilegi, perché io li  chiamo
  privilegi.
   Quando  si  chiedono sacrifici ai cittadini, la rappresentanza  si
  mette  da  parte. E non è perché da 17 si passa a  7  macchine,  si
  giustifica  il  proprio operato. Io sono convinto che  le  macchine
  debbano  essere  eliminate perché siamo in un  momento  eccezionale
  della politica siciliana e tutti gli occhi dell'Italia sono rivolti
  a questa Assemblea.
   Sarò, quindi, grato se per la seconda volta sto calunniando, ma se
  chiedere  notizie significa calunniare, allora, dica al Presidente,
  che  mi  ascolta  in  questo momento, che  sarò  felice  sempre  di
  chiedere notizie e che lui mi denunci sempre per calunnia.

   CIRONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIRONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   voglio
  esagitare  gli animi, ma davvero sono basita, perché la  situazione
  che stiamo vivendo come deputati ha qualcosa di kafkiano, nel senso
  che  per  questa  settimana, a noi è stato comunicato  che  avremmo
  dovuto essere in Aula, per svolgere il nostro lavoro, il 6, il 7  e
  l'8  maggio  e  credo  che  l'ordine del  giorno  che  ci  è  stato
  distribuito  è  di tale ponderosità che il lavoro  non  ci  sarebbe
  davvero mancato.
   Invece,  questa  sera tocca a lei, Presidente - le toccano  sempre
  parti  difficili  in  commedia - di venirci a notificare  che  oggi
  pomeriggio  praticamente abbiamo finito e  ai  deputati  non  resta
  altro  che  attaccarsi  alla zattera  -  e  meno  male  che  c'è  -
  dell'articolo 83 del Regolamento interno per riuscire ad  esprimere
  un'opinione e a dare un contributo in quest'Aula.
   Allora,  credo  che vi sia una mancanza di rispetto nei  confronti
  del ruolo dei deputati, vi sia una convinzione che tutto va bene in
  Sicilia 'Madama La Marchesa', che i problemi che abbiamo segnalato,
  per   cui  vi  sono  disegni  di  legge,  mozioni,  possono  essere
  affrontati  in una sorta di mondo limbico in cui il  tempo  non  ha
  valore e io sono qui, invece, a ribadire che noi abbiamo doveri, ma
  anche diritti.
   Dovere di fare bene il nostro ruolo con onestà nei confronti della
  collettività;  diritti  nel senso che nel momento  in  cui  abbiamo
  elaborato proposte, abbiamo necessità di presentarle in quest'Aula,
  di  conoscere  il parere dei nostri colleghi e, se  sono  corrette,
  portarli verso la soluzione delle domande della nostra comunità.
   Quindi,   io  esprimo  davvero  con  grande  disagio  un  giudizio
  preoccupato  su questo modo di condurre e di sfruttare  le  persone
  che  i  siciliani hanno eletto e portato in questo Parlamento.  Noi
  abbiamo  il  dovere  di essere messi a frutto, ed  essere  messi  a
  frutto  significa  che  quello  che  elaboriamo,  che  riusciamo  a
  proporre  nelle Commissioni di merito, abbia una sua  effettiva  ed
  efficace risposta in quest'Aula.
   Se  questo non accade, io le confesso, signor Presidente, che vedo
  assolutamente deprezzato il nostro lavoro e il giudizio  che  viene
  fuori dalla comunità, condivisibile.
   Io  non  mi  sento  utilizzata. E torno ad  un  tema  che  ho  già
  sollevato ieri sera che riguarda una mozione presentata più  di  un
  mese  e mezzo fa, che ha avuto la firma di altri colleghi, ma  sono
  sicura  che avrebbe la firma di tanti altri se potessero averne  il
  testo,  che riguarda la condizione dei minori soli non accompagnati
  in condizioni di migranti.
   Ora, si può discutere pure tra tre mesi questa cosa, forse si  può
  anche  non discutere, ma si deve sapere che c'è un tempo nel  quale
  le  istituzione  devono  decidere e sono  amareggiatissima  che  il
  Governo,  che pure aveva manifestato attenzione per questa mozione,
  questa sera non sia in Aula.
   Ha  ragione  l'onorevole Vinciullo quando dice che la  Commissione
  Bilancio può continuare a lavorare, e ci faccia sapere quanto prima
  cosa  ha deciso e cosa possiamo portare in Aula. Ma noi perché  non
  dobbiamo continuare ad operare cercando di fare cose utili?
   Allora, signor Presidente, io affido alla sua sensibilità di  uomo
  delle   Istituzioni  e  di  rappresentante  di  quest'Aula   questo
  malessere  che  non è solo mio, sento esprimere nei gruppi,  e  che
  deve essere una volta per tutte risolto.
   Dopodiché  le chiedo, siccome la mozione è qui, o che  il  Governo
  c'è  o  che  il  Governo non c'è, mettiamola ai voti e  vediamo  se
  passa.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cirone,  condivido  gran  parte  del   suo
  intervento, ma l'unica cosa che non condivido è quando lei dice che
  non  c'è  rispetto. Più che mancanza di rispetto a me  verrebbe  in
  mente   di   dire,   probabilmente,  che  c'è   una   mancanza   di
  programmazione.
   E  poi,  noi  possiamo discutere una mozione così importante,  che
  personalmente  firmerò anch'io, senza la presenza del  Governo,  ma
  diventerebbe della serie:  noi ce la cantiamo, noi ce la suoniamo .
   Quindi,  non  è  un  problema di mancanza di rispetto,  in  questo
  momento questa Presidenza si trova nella necessità di ottimizzare i
  tempi,  per  cui  quando dico di rimandare a venerdì,  proprio  per
  accelerare un altro iter.
   Onorevole Cappello, pazienti un attimo, poi potrà dare sfogo  alle
  sue esternazioni.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO. Signor Presidente, sono costretto a rivolgermi a lei. Lei,
  purtroppo,  è  sfortunato perché presiede le sedute  sempre  quando
  qualche   deputato   chiede   di  lavorare   e   lei   si   attiene
  scrupolosamente  al  dettato della Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari  che  definisce il  tempo  dei  lavori  e  gli
  argomenti da trattare non tenendo conto delle necessità che  l'Aula
  rappresenta. E' la seconda volta che capita  Lei si ricorderà  bene
  che  sono stato costretto a fare appello all'autorevolezza  che  il
  ruolo  le dà, chiedendo di trattare quel disegno di legge che  poi,
  finalmente, dopo tre mesi, fu approvato.
   La  verità è che, chiaramente, c'è un malessere della politica  e,
  forse,  non  tutti  controllano tutto. Ora, l'onorevole  Cirone  ha
  appena finito di porre all'attenzione un argomento - come ieri sera
  ha  fatto la collega del Movimento Cinque Stelle della provincia di
  Ragusa  -  che  a  tanti  di  noi per  ora  non  fa  dormire  sonni
  tranquilli,   per  un  problema  morale,  per  una  coscienza   che
  quest'Aula ha e che forse altri non hanno.
   Intervengo   perché   sollecitato  dalle   parole   dell'onorevole
  Vinciullo. L'onorevole Vinciullo ha fatto una difesa d'ufficio  del
  suo   territorio  che  ancora  oggi  viene  privato   di   un'opera
  strategica, il lotto 678 che il CAS doveva consegnare.
   Ecco,  ha  visto, signor Presidente, quando l'Aula è irrequieta  e
  contesta arriva qualcuno del Governo.
   Allora, stavo dicendo questo. L'onorevole Vinciullo sbaglia quando
  pone  l'attenzione soltanto sulla realizzazione  di  una  struttura
  strategica  che  è  l'autostrada che  collega  quella  porzione  di
  territorio. Sbaglia a difendere solo quel pezzo di lavoro.
   Io ancora non ho dimestichezza con i volti dei nuovi Assessori. Se
  non ricordo male l'Assessore che è entrato ora è l'Assessore per la
  famiglia.  Perché  dico  questo? Perché  credo  che  la  Presidenza
  dell'Assemblea dovrebbe calendarizzare una seduta ad hoc  per  fare
  il punto della situazione su quali sono le opere strategiche che si
  devono  realizzare in Sicilia e quali sono le opere che, nonostante
  abbiano   un  finanziamento,  ancora  non  vengono  definite.   Sto
  parlando,  nello  specifico,  di un'arteria  importante  della  mia
  provincia,  importante quanto quella che l'onorevole  Vinciullo  ha
  rappresentato  per la Siracusa-Ragusa, sto parlando della  bretella
  autostradale  che  collega  Mazara  del  Vallo  con  Trapani   che,
  nonostante,  e  l'ho  detto  più volte  in  quest'Aula,  sia  stata
  finanziata con Delibera CIPE dell'agosto del 2011 ancora l'ANAS non
  provvede alla definizione del progetto esecutivo.
   Io so che nella Delibera di Giunta che riprogrammava le risorse il
  Governo    della    Regione   confermava   lo   stanziamento    per
  centotrentaseimilioni di euro perché l'ANAS si impegnava a definire
  la  progettazione entro il mese di maggio del 2014. Siamo a  maggio
  del  2014  e  credo  che l'intera provincia di Trapani  e  l'intera
  Sicilia  abbiano  il  diritto di sapere quando cominceranno  questi
  lavori.
   Allora,  signor Presidente, è possibile, è una richiesta  formale,
  che  l'Assemblea regionale siciliana tenga una seduta - e la  prego
  anche  sulla definizione del rinvio dei lavori d'Aula, non  si  può
  chiedere  alle persone che vengono da tutta la Sicilia di  rimanere
  qua  martedì,  mercoledì  e giovedì per poi  scoprire  di  rinviare
  l'Aula  a  venerdì,  la prego, lavoriamo quando  veniamo  chiamati,
  piuttosto  che  rimanere per non concludere  niente  -,  le  chiedo
  formalmente,  se  non  ritiene opportuno di  fissare  una  riunione
  dell'Assemblea  regionale siciliana con all'ordine  del  giorno  la
  definizione, la tempistica delle opere strategiche che  in  Sicilia
  si  devono  realizzare e che sono state finanziate con la  Delibera
  CIPE  del  luglio del 2011, al fine di sapere con precisione  quali
  sono  queste  opere  e quando saranno realizzate.  E  visto  che  è
  arrivato  l'Assessore  per la famiglia, lo  pregherei  di  riferire
  tempestivamente come il Governo si sta attrezzando per garantire un
  minimo di umanità e dignità a questi profughi che arrivano da  aree
  devastate   da   guerre  e  che  qua  hanno  diritto   di   trovare
  un'accoglienza quanto più dignitosa possibile.
   PRESIDENTE. Onorevole, come lei sa, è la Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari che decide che cosa trattare in Aula.

   TURANO. Ma se la Conferenza non governa più l'Aula

   PRESIDENTE.  E  lei  è  rappresentato  nella  Conferenza  dal  suo
  capogruppo.  Sono certo che, se lei farà valere le ragioni  che  ha
  esposto  qui anche al suo capogruppo, non ci sarà alcun problema  a
  portare  in  Aula  quanto prima la discussione che  lei  ha  appena
  sottolineato.
   Allora,  nel  frattempo è arrivato l'assessore  per  la  famiglia,
  Bruno,  per  cui dopo, aver dato la parola all'onorevole  Cappello,
  possiamo  eventualmente passare a discutere la mozione  numero  277
   Interventi  di sostegno per l'assistenza ai minori  stranieri  non
  accompagnati , a firma dell'onorevole Cirone.

   PANEPINTO.  Dichiaro di apporre la firma alla mozione  numero  277
  della collega Cirone.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende atto.  Appena  tratteremo  la
  mozione  vedremo chi vorrà apporre la firma perché sono  certo  che
  anche  altri  vorranno farlo, quindi, parleremo di  questo  fra  un
  attimo.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessore,
  ovviamente  farò  un  intervento di  tenore  totalmente  differente
  perché  le avrei chiesto appunto di retrocedere dalla sua decisione
  di   rinviare   l'Aula   sic  et  simpliciter   per   la   mancanza
  dell'Assessore,  ma  visto che, a questo punto,  tratteremo  questa
  mozione  della cui discussione, della indifferibilità della  stessa
  avrei  detto non essere possibile, anche perché lei viene da Piazza
  Armerina, io vengo da Caltagirone, lei sa che circa tre giorni fa a
  Caltagirone,  allo  scuro pare del sindaco, della  Questura,  delle
  autorità  sono  arrivati  più  di  duecento  minori  migranti   non
  accompagnati,  attualmente sono ospiti di una  struttura  che  pare
  presumibilmente  essere  inidonea, molti di questi  sostanzialmente
  sono scappati.
   Ci  troviamo in una situazione di emergenza per la quale  la  Casa
  delle fanciulle, che è una struttura che sarà adibita ad hoc,  cioè
  per  i  minori  migranti, è chiusa perché il Ministero dell'Interno
  non  paga  l'ultima tranche all'impresa costruttrice di  circa  350
  mila  euro  e dovrebbe essere questa la casa destinata ai  migranti
  minori non accompagnati più grande della Sicilia.
   Però,  intervengo  anche per chiederle di  intercedere  presso  la
  Commissione della quale faccio parte e nella quale giace, da più di
  un mese, un disegno di legge che riguarda l'immigrazione.
   Come  lei sa la nostra Regione è una delle poche che, pur  vivendo
  questo  triste  e  gravissimo problema che  ormai  non  è  più  una
  emergenza ma è la normalità, sembra essere distante mille miglia da
  quello che succede a Caltagirone, a Mineo, ad Augusta, a Milazzo  e
  da  questo tema non possiamo più essere distanti, non possiamo  più
  girarci  dall'altra  parte, né vogliamo girarci  dall'altra  parte,
  quindi  è  necessario che questo disegno di legge concluda  il  suo
  iter,  visto  che  in  questo momento si trova dentro  un  cassetto
  nell'ambito della I Commissione, che giunga immediatamente in  Aula
  e che venga votato.
   Chiedo, altresì, all'Assessore presente e anche agli Assessori che
  per  il  momento  non  ci  sono e al Presidente  della  Regione  di
  intervenire  presso  il  Consiglio dei  Ministri,  presso  l'Unione
  Europea  perché  abbiamo la necessità, a  mio  avviso  -  lo  dissi
  qualche mese fa - che questo Presidente della Regione si assuma  la
  responsabilità per la straordinarietà o la normalità in cui  stiamo
  vivendo  gli  sbarchi  e questa situazione  che  ormai  è  divenuta
  intollerabile.
   Abbiamo  il dovere di accoglienza, abbiamo il dovere di garantire,
  però,  anche  la sicurezza dei siciliani e tutte e due le  esigenze
  non sono assolutamente incompatibili. Abbiamo soprattutto il dovere
  di  informare  la nostra comunità per far sì che questa  non  venga
  colta  di sorpresa. Non possiamo essere la piattaforma della  quale
  l'Europa  può  disporre come meglio ritiene sulla  nostra  pelle  e
  sulle nostre spalle. Per questo chiedo al Governo questa assunzione
  di responsabilità ed a lei, altrettanto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                     Discussione della mozione n. 277
   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo   presente   in   Aula
  l'assessore  per  la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  avvocato Bruno, si riprende il al III punto dell'ordine del giorno:
  discussione  della  mozione  n. 277  «Interventi  di  sostegno  per
  l'assistenza ai minori stranieri non accompagnati», degli onorevoli
  Cirone; Gucciardi; Lupo; Alloro; Raia e Milazzo Antonella Maria.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  fenomeno  dell'approdo sulle coste siciliane di immigranti  ha
  assunto   negli   ultimi   tempi   dimensioni   rilevanti   e   che
  prevedibilmente   subirà  un  incremento  nell'imminente   stagione
  estiva;

   gli immigrati, suddivisi per tipologia (migranti maggiorenni soli,
  nuclei  parentali,  nuclei  monoparentali,  minori  stranieri   non
  accompagnati),  vengono  trasferiti  nei  CPA  (Centri   di   Prima
  Accoglienza)  ed  in  strutture  volte  esclusivamente  alla  prima
  accoglienza, comunque pagati dalle Prefetture e, quindi, con  fondi
  del Ministero degli Interni;

   il  problema dell'assistenza si pone nella fase successiva dove le
  strutture  devono affrontare costi notevoli dovuti ad  obblighi  di
  legge senza la certezza della copertura delle spese;

   RILEVATO  che  per  superare tali difficoltà, il finanziamento  di
  circa 450 SPRAR in tutta Italia, a seguito del bando pubblicato dal
  Ministero  degli  Interni, Dipartimento  delle  Libertà  Civili  ed
  Immigrazione,  conclusosi il 29 gennaio u.s. con  la  pubblicazione
  della  graduatoria definitiva dei progetti, garantirà  a  breve  la
  disponibilità di circa 16.000 posti in strutture che per  tre  anni
  dovranno   accompagnare  l'inserimento  sociale,  socio-lavorativo,
  ecc.,  degli immigrati nel nostro Paese o prepararli a  vivere  nel
  contesto  europeo (anche in questo caso i fondi sono garantiti  dal
  Ministero degli Interni);

   CONSIDERATO che:

   rimane  invece  assolutamente drammatica,  sotto  tanti  punti  di
  vista,  la situazione dei minori stranieri non accompagnati, ovvero
  i minorenni soli che giungono nelle nostre coste;

   i  meccanismi  di  protezione verso tali  individui  nella  nostra
  Regione  obbligano  l'inserimento  degli  stessi  presso  strutture
  (comunità alloggio, case famiglia, case protette per minori,  ecc.)
  con  una  retta  giornaliera stabilita in euro 70 per  ogni  minore
  immigrato;

   tale retta, in questo momento, a seguito della emanazione da parte
  del Dipartimento regionale della Famiglia delle circolari 5/2013  e
  7/2013, grava sui comuni ove si trovano le comunità stesse;

   OSSERVATO che:

   è  considerata comunità alloggio per minori (10 posti al  massimo)
  la  struttura  che, iscritta all'albo regionale di cui  alla  legge
  22/86,  garantisce standard strutturali e organizzativi rispondenti
  ai dettami della stessa legge (4 educatori assunti con contratto  a
  tempo  indeterminato e full time 36 ore settimanali;  1  ausiliario
  anche   part   time,  1  psicologo  a  convenzione,  1   infermiere
  professionale  a  convenzione  ma  con  reperibilità  notturna,   1
  assistente sociale in convenzione) che determinano il costo  di  70
  per minore immigrato;

   se  a  ciò si aggiungono vitto, alloggio, costi di gestione (luce,
  telefoni, pocket money settimanale, sim card, vestiario, costi  per
  l'educazione   (partecipazione  a  corsi   di   formazione,   libri
  scolastici,  ecc.), appare evidente come l'80% dei  comuni  in  cui
  insistono  le  strutture  per minori in Sicilia,  per  ovvi  motivi
  ascrivibili  ai  propri  asfittici  bilanci  e  alle  problematiche
  relative  al bilancio regionale, non riescono neppure ad anticipare
  le rette destinate alle strutture ospitanti;

   VISTO che:

   ciò ha già fatto sì che molte strutture abbiano rifiutato i minori
  stranieri  e  un  buon  15%  abbiano  già  chiuso  i  battenti  nel
  territorio    siciliano   per   fallimento,   con    consequenziale
  licenziamento  dei soggetti enunciati in standard organizzativi  di
  cui sopra;

   la partita della solidarietà deve essere equamente distribuita tra
  tutti  e  non può pesare esclusivamente su un centinaio  di  comuni
  siciliani,  peraltro  esasperati  perché  il  ristoro   dei   fondi
  regionali  (che dovrebbe essere fino all'80% dei costi sostenuti  e
  documentati)  spesso non arriva neanche al 50% per le note  vicende
  inerenti al bilancio della Regione anche degli anni precedenti,

                   impegna il Governo della Regione

   ad interessarsi con l'apporto indispensabile del Governo nazionale
  e  dell'Unione Europea, per la partita relativa ai minori stranieri
  non accompagnati, con l'affido ai comuni esclusivamente dei compiti
  di  verifica e controlli, istituendo un capitolo di spesa ad hoc  e
  diversificando  le  questioni  relative  ai  ricoveri  dei   minori
  italiani 'dai ricoveri degli minori stranieri non accompagnati';

   ad  assumere iniziative per fare allentare immediatamente la morsa
  degli standard strutturali della legge n. 22 del 1986 in quanto se,
  come è vero, bisogna ridurre le rette e la spesa complessiva, non è
  però   possibile   'strangolare'  le  strutture   obbligandole   al
  mantenimento di requisiti vecchi di ben 28 anni che comportano  una
  eccessiva rigidità della spesa;

   a   valutare  la  possibilità  di  utilizzare  le  Ipab  siciliane
  destinandole     all'accoglienza     dei     minori,     stabilendo
  contemporaneamente retta giornaliera e dotazione finanziaria;

   ad istituire una cabina di regia regionale che, in sintonia con il
  Ministero   del   lavoro,   raccordi  disponibilità   e   richieste
  provenienti    dalle   strutture   del   territorio    in    merito
  all'accoglienza dei migranti soli non accompagnati». (277)

   Ha facoltà di intervenire l'onorevole Cirone per illustrarla.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la discussione
  di  questa  mozione  stiamo consentendo a quest'Aula  ed  alla  più
  importante Istituzione siciliana di stare più vicina a tutti coloro
  che,   in  questo  momento,  sul  campo  dell'immigrazione   stanno
  operando,  e sono davvero tanti. Ci sono le prefetture, ci  sono  i
  comuni,  c'è  il  volontariato, ci  sono  le  parrocchie,  ci  sono
  semplici cittadini perché questa è anche la nostra Sicilia.
   Quindi,  se  ci sono sicuramente tanti problemi che questa  ondata
  destinata  a non essere emergenziale, ma ad essere una  ondata  che
  proseguirà  anche negli anni a venire, sappiamo che la cittadinanza
  siciliana e le istituzioni del territorio hanno affinato  o  stanno
  affinando   comportamenti,   iniziative   e   scelte   che   devono
  inorgoglirci come Istituzione. Quindi, a maggior ragione  dico  che
  dobbiamo  recuperare ritardi che ci sono e che  sono,  secondo  me,
  recuperabili se la Regione assumerà questa importante  azione  come
  una  delle  sue azioni determinanti, un suo nuovo modo  di  essere,
  scegliendo di fare di quest'Isola quella piattaforma di accoglienza
  e  di  ospitalità che si sta rivelando tale con gli  afflussi  che,
  giorno dopo giorno, si susseguono.
   La  mozione  in  esame,  però, non riguarda  tutti  i  migranti  e
  bisognerebbe,   invece,  affrontare  il   tema   in   maniera   più
  complessiva, ma riguarda un'emergenza nell'emergenza e cioè  quella
  dei migranti soli non accompagnati minorenni.
   Non  so se è capitato a voi di entrare nella Sala Gialla in questi
  giorni,  in fondo nella parete minore, appena si entra,  vi  è  una
  bellissima  tela  di un importante pittore siciliano  che  racconta
  l'arrivo di un gruppo di migranti dalle coste africane, ma non è di
  quelli  seduti per terra con accanto una bottiglietta  d'acqua  che
  voglio  parlarvi, ma di una donna, di una volontaria che  tiene  in
  alto   un  bambino  per  cercare  di  trasportarlo  dal  mare  alla
  terraferma. E' un simbolo importante che, in questo momento, stiamo
  ospitando e che mi consente di dire che, rispetto alla questione di
  minorenni non accompagnati, abbiamo - appunto - dei doveri in più.
   Pensate  per  un momento alle madri ed ai padri che  hanno  dovuto
  strapparsi  dal  cuore questi ragazzi, queste  giovani  creature  e
  consentire   che   si   affidassero  ad  un  viaggio   lunghissimo,
  perigliosissimo,  dove  hanno sofferto la fame  e  la  sete,  hanno
  sofferto  le vessazioni più gravi per cercare in casa di Europa  un
  po'  di  salvezza, un po' di ristoro alla pena -  appunto  -  dalla
  quale cercano di sottrarsi.
   Arrivano sulle nostre coste e, quando vengono accolti, passano dai
  centri  di  prima  accoglienza  per una  fase  -  come  dire  -  di
  immediata accoglienza e, poi, vengono destinati ad alcune tipologie
  di  strutture.  Quelli che sono minori richiedenti asilo  finiranno
  negli  SPRAR;  per  fortuna  il  Ministero  degli  Interni  ne   ha
  finanziati  450  negli  ultimi mesi e questi opereranno  accanto  a
  questi  ragazzi  per  tre  anni, dando loro  conforto,  educazione,
  soluzione almeno alle questioni più urgenti.
   Vi sono, invece, quelli minori non accompagnati, soli appunto, che
  arrivano e devono essere destinati ad una qualche ospitalità. Bene,
  questi  normalmente vengono affidati a comunità-alloggio,  a  case-
  famiglia  e vengono affidati ai comuni. I comuni si sobbarcano  una
  spesa non indifferente, che li sta mettendo tutti in condizioni  di
  predissesto o dissesto. Sono un centinaio i comuni siciliani che si
  sono  offerti  per l'accoglienza di questi minori, ma cominciano  a
  non  essere più in grado, per il deficit di bilancio che hanno,  di
  potere  affrontare  il tema dell'accoglienza e  dell'ospitalità  di
  queste giovani vite.
   Vi è una questione, dunque, che riguarda, da una parte, il tema di
  come essere solidali nei confronti di queste creature ed il tema di
  come  essere  vicini  ai comuni che si stanno prestando  in  questa
  direzione.  Occorre essere vicini ai comuni non soltanto in termini
  economici,  ma  anche  in termini di potenziamento  del  personale;
  significa, per esempio, dare sollievo ai tanti vigili urbani,  alle
  assistenti sociali, a tutto il personale dei comuni che  si  occupa
  di  una  vigilanza  e  di  un controllo su  queste  strutture  che,
  evidentemente, non è il compito primario.
   Si   tratta  anche,  se  si  vuole  mantenere  la  possibilità  di
  accoglienza nelle comunità alloggio, di dovere mettere i comuni  in
  condizione di far fronte alle spese che devono sostenere. Si tratta
  di  cifre  rilevanti, oppure si tratta - come  noi chiediamo  nella
  mozione  -  di  mettere  a  disposizione le  cosiddette  IPAB,  che
  sarebbero  in  grado di accogliere questo 10 per cento (normalmente
  si  tratta  di un 10 per cento di popolazione minore migrante)  che
  arriva  sulle  nostre  coste. Naturalmente, se  le  IPAB  dovessero
  essere utilizzate in questa direzione, bisognerebbe stabilire anche
  le rette e la dotazione finanziaria con la quale le IPAB dovrebbero
  affrontare questo loro nuovo compito.
   A  me  pare  che  la questione più rilevante sia di dovere  creare
  presso  l'Assessorato alle politiche sociali - se lo riterrà presso
  la Presidenza, se sarà questa la scelta - una cabina di regia, anzi
  suggerirei che la cabina di regia nazionale dovrebbe trasferirsi in
  Sicilia  e  diventare la  Sicilia la sede di un  cabina  di  regia,
  perché  è  evidente  che  la  Sicilia è  diventata  piattaforma  di
  accoglienza  e di transito e, quindi, si trova a dovere  affrontare
  una  serie di questioni che vanno dalla questione sanitaria  che  è
  centrale per dare sicurezza alle nostre popolazioni, alla questione
  dei  trasporti che è diventata essenziale per trasferire alcuni dei
  migranti  ad  altra zona e, infine, alla questione, appunto,  delle
  politiche  sociali con l'apprezzamento di strutture  che  siano  in
  grado di prendersi cura di questi minori.
   Ecco,  non  so  se siano solo queste le soluzioni a  cui  pensare;
  certo  mi  viene in mente una battuta che un parroco del comune  di
  Augusta, il quale sta sostenendo, in questo momento, una situazione
  estremamente  grave, estremamente appesantita e vorrei praticamente
  richiamare  le parole di questo parroco che si chiama don  Prisutto
  che è una persona di straordinaria energia etica ed umana, il quale
  ha  giustamente detto ad una televisione che lo ha intervistato che
  l'Italia ha bisogno di Augusta e, quindi, della Sicilia,  ed  è  la
  Sicilia   che,  in  questo  momento,  non  ha  avuto   un   granché
  dall'Italia.  Ecco,  con queste parole di don Prisutto,  mi  affido
  alla  sensibilità  dell'Assessore che si  è  da  poco  insediato  e
  ritornando sul tema, mettendoci credo tutti a disposizione,  perché
  tutte  le  province  del  sud della Sicilia  e  del  sud-est  della
  Sicilia,  e perfino a volte anche del palermitano, sono  mai  fatte
  oggetto  di questa costante ricerca: per stare vicino al  personale
  che sta facendo il suo dovere, per stare vicino al volontariato che
  si   sta  adoperando  in  tutti  i  modi,  per  stare  vicino  alle
  Istituzioni   locali,  alle  Prefetture.  Credo  che  la   Regione,
  Assessore,  debba mettere in moto ogni strumento perché la  Sicilia
  sia  all'altezza  del  compito, che peraltro non  sarà  breve,  che
  l'aspetta.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Comunico che è stato distribuito l'ordine  del  giorno
  numero 262 "Impegno del Governo regionale perché venga nominato  un
  Commissario  Straordinario  per l'emergenza  migrazione",  a  firma
  degli onorevoli Ferreri e Zito.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  sono
  contento  del  fatto che l'assessore Bruno sia  arrivato  in  Aula,
  ovviamente,  pur essendo esponente del partito di Forza  Italia  e,
  quindi,  di  opposizione non saluterò assolutamente  questo  nostro
  primo  incontro  che vede la presenza del Governo e  dell'assessore
  Bruno su un tema così delicato con un atteggiamento di critica o di
  polemica,  sarebbe oltremodo fuori luogo considerato che le  nostre
  interlocuzioni con l'Assessore iniziano soltanto oggi; ma iniziano,
  oggi,  con  un  tema decisamente importante, lo hanno  detto  prima
  alcuni colleghi; inizia oggi su una questione, su una mozione che è
  di  rilevante  importanza  e pertanto, sono  contento,  Presidente,
  della  scelta  di  non  rinviare ma di trattare  per  l'appunto  la
  mozione, visto che l'assessore era in Aula, e sono contento che  lo
  si  stia facendo a partire da questa mozione dell'onorevole  Cirone
  che  pone l'accento su una questione legata all'emigrazione  che  è
  quella dei minori stranieri non accompagnati.
   Credo  che, non a caso, su un tema come questo non possano esserci
  contrapposizioni  tra  maggioranza ed  opposizione,  questo  ce  lo
  chiedono  i Comuni, ce lo chiede il mondo del volontariato,  ce  lo
  chiedono tutte quelle organizzazioni del terzo settore, del privato
  sociale, che insieme a tutte le istituzioni in Sicilia, quindi,  la
  prefettura,  le  ASP e  la Questura, e via dicendo, richiedono  che
  questo problema venga affrontato in maniera organica.
   Vero  è  che  i  centri  di prima accoglienza  stanno  facendo  un
  importante  lavoro;  vero  è  che il  Ministero  ha  finanziato  la
  presenza  di  questi SPRAR nel territorio regionale, ma  è  altresì
  vero  che quest'impostazione di natura emergenziale non può  essere
  risolutiva; è altresì vero, come diceva prima il collega  Cappello,
  che  in prima Commissione da troppo tempo giace un disegno di legge
  che deve affrontare il tema dell'immigrazione in termini di riforma
  organica ed è, quindi, altresì vero, Assessore, che il suo  impegno
  sin da subito deve guardare a questa riforma.
   Io  ricordo  tempi  in  cui si immaginava di  poter  risolvere  il
  problema  dell'immigrazione piazzando  delle  motovedette  sul  mar
  Mediterraneo,   impedendo  così  gli   sbarchi.   E'   chiaro   che
  quell'approccio  non può funzionare, ma non può nemmeno  funzionare
  una  politica di natura assistenzialistica, che pensa  ed  immagina
  che la soluzione del problema o della risorsa immigrazione, possa e
  debba trovarsi solo in Sicilia.
   E'  un  problema  che deve coinvolgere l'Europa.  E'  un  problema
  rispetto  al quale il Governo regionale non può e non deve rimanere
  ghettizzato  rispetto  alle politiche, assolutamente  assenti,  del
  Governo  nazionale  ed europeo che pretende che  siano  soltanto  i
  cittadini siciliani a venire in aiuto ai loro fratelli migranti.
   Grazie  a  Dio,  il volto delle nostre città si è trasformato:  ai
  migranti  affidiamo spesso i nostri affetti più cari,  legati  agli
  anziani, talvolta anche i nostri minori ma, decisamente, questo non
  può bastare.
   Il  popolo siciliano ha questa caratteristica legata ad una grande
  capacità  di accoglienza; è nel nostro DNA, è nel nostro  gene,  ma
  ciò  non può essere scambiato con questa disattenzione di un'Europa
  che  vorrebbe marginalizzare il ruolo della Sicilia in  questa  sua
  vocazione di accoglienza.
   Per  evitare che ciò accada, da parte del gruppo di Forza  Italia,
  sicuramente, ci sarà una mano tesa verso l'attività del Governo  e,
  in  questa fattispecie, anche verso l'atteggiamento costruttivo  di
  altre  forze  politiche  del  Governo che  vogliono  affrontare  il
  fenomeno  con  responsabilità.  Ma,  certamente,  i  siciliani  non
  possono   essere   lasciati  soli.  Servono  delle   politiche   di
  integrazione  che  aiutino - ed è questo il senso  del  disegno  di
  legge   della  riforma  organica  dell'immigrazione  -  il   popolo
  siciliano  a  fronteggiare l'emergenza - perché  è  chiaro  che  la
  politica  degli SPRAR e dei centri di prima accoglienza non  va  in
  questa  direzione  -  facendo  in  modo  che  siano  rispettate  le
  aspettative di questi fratelli meno fortunati, i quali  spesso  non
  vogliono arrivare in Sicilia per rimanervi, ma sono alla ricerca di
  altre  opportunità, che spesso hanno la loro sede in  Germania,  in
  Francia,  nei  Paesi dell'Est e quei Paesi devono essere  pronti  a
  dare  una  mano  attraverso un'Europa che sia  veramente  pronta  a
  fronteggiare le questioni dell'accoglienza.
   Assessore,  in  prima Commissione giace un disegno  di  legge  che
  prevede    davvero    un    intervento    di    riforma    organica
  dell'immigrazione:  parte  con  l'affrontare  la  questione   degli
  stranieri  minori non accompagnati; continua sulla questione  degli
  albi  per i mediatori interculturali; continua con l'affrontare  la
  questione  dell'emergenza abitativa e così,  poi,  entra  nei  temi
  dell'inclusione  socio-lavorativa, ma non soltanto  guardando  alle
  scarse,  ahimè,  risorse dei siciliani, che  non  sono  sufficienti
  neanche  a  fronteggiare  le nostre nuove  e  vecchie  povertà.  E'
  necessario,  quindi,  che lei metta mano a  questo  testo,  che  si
  faccia  sintesi delle diverse proposte, ce n'è una anche  mia,  che
  guarda ad un'occupazione, ad una sostenibilità vera dell'inclusione
  socio-lavorativa dei migranti, che tende una mano a  questi  nostri
  fratelli meno fortunati, ma che invoca l'intervento di Bruxelles  e
  dell'Europa  tutta. Per cui, ripeto, nessun atteggiamento  critico,
  ma soltanto voglia di costruire.
   Credo  che  questo Governo possa fare almeno due o  tre  cose  che
  possano segnare il passo e lasciare il segno. E questo rispetto  al
  suo  assessorato è senz'altro il tema che lei dovrà affrontare  con
  senso di responsabilità ascoltando tutte le forze politiche.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ormai è da
  un  anno  che  a  più  riprese, in più sedi, qui,  in  Commissione,
  ovunque,  vado parlando di questo problema che adesso  è  diventato
  non più un problema ma una tragedia.
     Senza  volere  fare demagogia, che pure nella  politica  ci  sta
  tutta,  la  situazione è diventata insostenibile, questo flusso  di
  immigrazione  è  diventato ormai uno tzunami di persone  che  hanno
  bisogno, necessità, ogni giorno aumentano sempre di più.
   La  città di Augusta è invasa, Lampedusa pienissima, si fa ricorso
  a  tutte le strutture che ci sono in giro, strutture di ogni ordine
  e grado e saranno sempre più insufficienti. Assessore, le strutture
  sono   insufficienti  e  le  persone,  la  marea  di  persone   che
  arriveranno  nei  prossimi  giorni, visto  che  il  tempo  tende  a
  migliorare, sarà enorme.
     Si  stima  che  nei  prossimi quattro,  cinque  mesi  potrebbero
  arrivare da tre a quattrocentomila persone: adulti, giovani, donne,
  bambini.  E  non è un problema che questo Governo e questa  Regione
  possono  affrontare. Non è soltanto un problema di  accoglienza  di
  cui  pure io sempre, anche in Commissione, più volte ho parlato  di
  utilizzare,  di riaprire non solo le Ipab, ma anche le caserme,  le
  scuole  chiuse, tutto quello che è possibile utilizzare. Ma  queste
  strutture  non  saranno  sufficienti.  O  si  ferma  il  flusso  di
  immigrazione  o  ci sarà una marea di persone che  vagherà  per  le
  strade   di   quest'isola  in  attesa  che  la  Comunità   Europea,
  finalmente,  possa prendere atto che la Sicilia  non  può  da  sola
  provvedere  a  bloccare  e  neutralizzare  tutto  quello  che   sta
  avvenendo.
   Perché   l'Europa  deve  intervenire?  Perché  se  non  interviene
  l'Europa queste decine di centinaia di migliaia di persone  saranno
  certamente persone che vagheranno per gli angoli delle strade, dove
  ci  sono  i  semafori, quando non diventeranno manovalanza  per  la
  delinquenza comune organizzata, quando non diventeranno un pericolo
  incombente anche dal punto di vista sanitario perché arrivano e non
  sempre  e non tutti vengono sottoposti al controllo che deve essere
  fatto per chiunque viene da fuori.
   Abbiamo visto che sono diversi casi di tubercolosi, abbiamo  detto
  già qualche settimana fa, intervenendo da questo pulpito, credo che
  il  Governo  debba  necessariamente  fare  un  incontro  a  livello
  nazionale  per andare a parlare con il Parlamento europeo,  perché,
  vede assessore, qui ci vogliono un mare di risorse, perché dobbiamo
  formare,  accogliere e formare coloro che vanno  in  Europa  perché
  devono raggiungere i loro cari, molti di questi vengono da Paesi in
  guerra,  tanti altri invece scappano per raggiungere i  loro  cari,
  tanti  altri  arrivano per andare in Europa dove sanno  che  magari
  hanno qualche possibilità in più di lavoro.
   A noi manca dal pane all'acqua, ogni giorno ci costano trenta euro
  gli adulti, almeno settanta i minori. Abbiamo decine di migliaia di
  famiglie che sono senza possibilità di sostentamento, siciliani che
  non  hanno soldi per comprare il pane. Non ho intenzione di portare
  avanti una guerra tra poveri, dico solo che quelli che arrivano non
  potranno essere accolti come vorremmo,  perché mancano le basi  per
  l'accoglienza; mancano le risorse, le cose che possano essere utili
  in  attesa che queste persone vadano in  altri posti, scappano, non
  si  fanno trovare, quando non stanno dentro gli stadi  o dentro  le
  strutture destinate ad accoglierli, per un periodo di tempo che per
  noi  può sembrar poco ma per loro molto, senza fare nulla, e questo
  provoca certamente una reazione.
   Se  una  persona sta chiusa per 6,7, 8 mesi o un anno, si verifica
  uno  spreco di energia e di persone. Se questo tempo potesse invece
  essere  utilizzato per formarli e riportarli al  loro  Paese,  così
  come  stamattina in Commissione ho proposto - un progetto che porto
  avanti ormai da mesi, ma il Governo è sordo a tale proposta -, alla
  Presidenza  della Commissione, alla Comunità europea e  al  Governo
  nazionale - è come se il problema non esistesse.
   Non  possiamo continuare a nascondere la testa nella  sabbia  come
  gli struzzi.
   Io  credo,  Assessore, che lei possa farsi carico di  chiedere  al
  Governo  regionale  di  fare  un  immediato  incontro  col  Governo
  nazionale perché il problema, ogni giorno che passa, diventa sempre
  più  difficile  da  governare  e  risolvere.  Abbiamo  bisogno   di
  quantizzare  le  persone  che arrivano, elimineremmo  tutta  questa
  prassi,  questa  tratta umana che viene portata  avanti   da  bande
  criminali,  mafie  e quanto altro, che non solo rubano  i  soldi  a
  questa  gente  che  li  raccoglie  dopo  tanti  sacrifici,  ma   li
  accogliamo  per  farli  diventare vagabondi, quando  non  diventano
  criminali.
   Noi  abbiamo il dovere di accoglierli, di formarli ed indirizzarli
  in Europa per la formazione richiesta, come le dicevo stamattina, e
  di  portarli  a  casa  loro dopo che costoro hanno  conseguito  una
  formazione  di  base. Molti sicuramente andranno via,  tanti  altri
  rimarranno al loro posto.
   Concludendo,  Assessore, la mia sollecitazione è quella  di  farsi
  carico  di  chiedere quale rappresentante del Governo regionale  di
  organizzare un incontro col Governo nazionale per discutere con  la
  Comunità  europea. Da soli non possiamo affrontare il problema,  da
  soli soccomberemo alla marea umana che sta per arrivare.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  nel
  dichiarare  di  volere  apporre la firma  alla  mozione  presentata
  dall'onorevole  Cirone  ed altri, che condivido  in  pieno,  volevo
  anche io accingermi a sviluppare un ragionamento, spero più tecnico
  che idealista, su questa vicenda.
   La prima cosa che voglio dire è che il buonismo in questa vicenda,
  Assessore, non paga. Il  buonismo  rischia di portare al fallimento
  non solo la Sicilia, ma anche 360 comunità-alloggi per minori e  17
  case famiglie che da mesi stanno accogliendo e assistendo centinaia
  di  migliaia  di minori extra-comunitari (o minori stranieri,  come
  vengono  anche chiamati) senza che vengano pagati né da  parte  dei
  Comuni, delle Prefetture o dalla Regione.
     Assessore, in questi mesi, i suoi predecessori hanno commesso un
  errore  imperdonabile:  quello  di  farsi  un  giro  in  tutte   le
  Prefetture  dicendo di ricoverare e di accogliere senza timore,  ma
  così  non è stato. Oggi le comunità-alloggi e gli alloggi (360  più
  17,  quindi  377  strutture)  stanno  scoppiando  ospitando  minori
  stranieri non accompagnati. A fronte di 377 strutture che  ospitano
  migliaia di persone, ad oggi né la Regione né i Comuni, e in  parte
  nemmeno  le  Prefetture, hanno tirato fuori un solo  centesimo  per
  pagare coloro i quali lavorano all'interno di queste strutture.
   Il  risultato  lo  sa  qual è Assessore? E  lei,  sicuramente,  lo
  conosce  meglio  di  me,  che dal mese di luglio  vi  sono  decine,
  centinaia   di   lavoratori  siciliani  che  non  percepiscono   lo
  stipendio.   Vi  sono 377 strutture che si stanno  indebitando,  ad
  esempio,  con coloro i quali forniscono i pasti, con coloro  con  i
  quali  forniscono  i  vestiti, con coloro con  i  quali  forniscono
  quanto necessario per tenere in piedi queste case, con il risultato
  che, ammesso che da qui a qualche mese vi saranno dei finanziamenti
  da parte dello Stato, siccome queste strutture non saranno col DURC
  adeguate  ed idonee a potere percepire i finanziamenti,  noi,  come
  abbiamo fatto nel passato, non daremo a queste strutture quello che
  spetta  per  pagare  i  lavoratori. E il  risultato  sarà  che  377
  strutture,  che  oggi ospitano minori, stranieri non  accompagnati,
  saranno  costretti  a  chiudere, a fallire ed a  licenziare  almeno
  5.000  persone,  quante  in questo momento ne  sono  impegnate  nel
  settore.  Per  cui,  vede,  io  credo sia  giusto,  indispensabile,
  necessario accogliere. Ma quali sono le condizioni per accogliere?
   La  prima  condizione per accogliere è che coloro i quali svolgono
  questa  attività,  non a livello di volontariato,  ma  lo  svolgono
  perché  vi  lavorano,  perché hanno una famiglia,  perché,  quindi,
  devono  percepire  uno stipendio, siano messi nelle  condizioni  di
  potere lavorare e di potere mantenere le proprie famiglie. Ma se da
  luglio  ad oggi, e sono passati circa dieci mesi, questi lavoratori
  non  sono nelle condizioni di sfamare le loro famiglie, il  rischio
  concreto  lo sa qual è assessore? Che quello che rimane nei  centri
  di  accoglienza dei minori viene portato a casa, parliamo di  cibo,
  da  parte degli operatori per sfamare le proprie famiglie. E questo
  non  è  giusto  Perché credo che i minori siciliani debbano  essere
  equiparati ai minori stranieri che provengono d'oltre mare,  perché
  non  è  possibile  assistere ad una situazione assurda  in  cui  in
  Sicilia,  e nello specifico la provincia di Siracusa, la  provincia
  di  Messina,  ed  in parte quella di Trapani, sono  state  lasciate
  completamente sole. Non è giusto che esse debbano subire  il  fatto
  che c'è una Comunità europea assolutamente insensibile di fronte ad
  un  problema che non riguarda soltanto la Sicilia, di fronte ad  un
  problema  che  non riguarda soltanto, marginalmente,  l'Italia,  ma
  siamo  di  fronte,  invece, ad un problema  che  riguarda  l'intera
  Europa: perché chi fugge dall'Africa o dall'Asia lo fa perché  deve
  raggiungere i propri parenti nei paesi continentali d'Europa
   Di fronte a questa situazione -  e mi riferisco al capitolo 183337
  del  nostro  bilancio   Rimborso ai comuni per  spese  relative  ai
  ricoveri  di  minori , direttiva assessoriale 31107 del  25  giugno
  2010,  che  pur  prevedendo uno stanziamento pari a 40  milioni  di
  euro,  noi  ne  abbiamo  appostati soltanto 15  milioni.  Che  cosa
  significa questo? Significa che per quanto riguarda il rimborso  ai
  comuni  per  spese  relative  ai  ricoveri  dei  minori  sottoposti
  all'autorità  giudiziaria, noi dobbiamo  dare  l'80%  ed  i  comuni
  dovrebbero tirare fuori il 20%. Significa, quindi, che questa  voce
  di  psesa dovrebbe essere alla fine di 48 milioni di euro.   Questa
  voce,  invece, di 48 milioni di euro, è soltanto di 18  milioni  di
  euro.  E  soltanto  15 milioni di euro è appena la  somma  messa  a
  disposizione   dalla  Regione. E, come lei sa, 3  milioni,  invece,
  sono  le risorse che avrebbero dovuto utilizzare i comuni  Ma i  30
  milioni di euro che mancano chi se ne fa carico?  Chi è che paga la
  differenza tra quello che è il costo per potere assistere i  minori
  sottoposti all'autorità giudiziaria, tra quello che tira  fuori  la
  Regione,  quello  che tirano fuori i comuni ed  i  30  milioni  che
  mancano,  che  è  la  quota che dovrebbe tirare fuori,  ancora  una
  volta,  la Regione? Sono le strutture. E le strutture - per  essere
  chiari  -,  siccome non hanno la  zecca', per cui  non  sono  nelle
  condizioni di stampare 30 milioni di euro, cosa fanno? Non pagano i
  lavoratori   Cercano di non fornire i servizi  necessari  a  questi
  minori sottoposti all'autorità giudiziaria.
   Il  risultato,  quindi,  a  cui  si perviene,  caro  Assessore,  è
  drammatico, perché noi non forniamo il servizio, non vengono pagati
  i lavoratori.
   Queste   377   strutture-comunità  che,  in  effetti,   dovrebbero
  ospitare  tutti  i  nostri minori, anziché  percepire  quanto  loro
  dovuto,  hanno  una perdita di 30 milioni di euro  su  48  milioni,
  quanto dovrebbe essere il costo complessivo del servizio.
   L'altro  capitolo  che riguarda la vicenda di cui  l'onorevole  Di
  Marco  ha  intelligentemente  posto  il  problema,  è  il  capitolo
  18.25.26   Comunità alloggio per minori con oneri  a  carico  della
  Regione .
   Anche in questo caso, avremmo bisogno di circa 30 milioni di euro.
  Così non è. Ne abbiamo stanziato solo 10 milioni e 700, a questi si
  h  aggiunto  un  importo complessivo che si  aggira  intorno  ai  3
  milioni e mezzo di euro. Dunque, il risultato qual è Assessore? Che
  anche  in  questo  caso  noi ci troviamo di  fronte  ad  una  posta
  inferiore ai 15 milioni di euro; ce ne vorrebbero circa 30  milioni
  di  euro per fare fronte alle 52 comunità che abbiamo in Sicilia  e
  che  ospitano  soggetti  che hanno bisogno dell'Assistenza,  perché
  sono  stati allontanati dai propri nuclei familiari. E il risultato
  è  che  ci  si fa carico della somma che è pari a circa il  60  per
  cento  che manca, al solito, agli operatori che non vengono  pagati
  nei  tempi  e nei modi dovuti; ai servizi che sono al di  sotto  di
  quelle che sono le aspettative.
   Bene,  a  questa  situazione così drammatica in  cui,  per  essere
  chiari, si aggiungono i nostri figli, i bambini delle nostre  città
  e  dei  nostri  comuni - e quando parlo delle nostre  città  e  dei
  nostri  comuni,  parlo soprattutto di quei bambini  sfortunati  che
  hanno  i  genitori  in  galera, morti, spacciatori,  sottoposti  al
  trattamento  sanitario obbligatorio - per i quali  non riusciamo  a
  far  fronte,  che  hanno  genitori che  hanno  usato  violenza  nei
  confronti  di  questi stessi bambini nei confronti  dei  quali  noi
  siamo assolutamente inadempienti, perché non siamo nelle condizioni
  di  offrire  ciò  che la legge prevede per questi bambini  nati  in
  Sicilia
   Onorevoli colleghi, noi ci stiamo caricando migliaia e migliaia di
  minori  che provengono da oltremare e anziché contestare al Governo
  nazionale per la sua assoluta indifferenza nei confronti di  questo
  problema, abbiamo assunto una posizione così  buonista' che non  fa
  bene  ai nostri figli e non fa bene, soprattutto, a questi ragazzi,
  a questi minori stranieri non accompagnati e non fa bene - ripeto -
  a  migliaia di lavoratori siciliani i quali, di qui a qualche mese,
  vedranno  le  comunità  dove lavorano fallire  e  dalle  quali  non
  percepiscono più lo stipendio da mesi.
   Allora,  di  fronte a questa situazione, che credo  nessuno  possa
  mettere  in discussione, perché non vi sono le sufficienti  risorse
  per  i  bambini  siciliani,  perché non abbiamo  pagato  finora  le
  comunità-alloggio? Perché le comunità-alloggio  fino  ad  oggi  non
  hanno  pagato i lavori? Perchè le comunità alloggio non sono  state
  in  grado  di assistere i minori siciliani come noi avremmo  dovuto
  fare? Andiamo a caricare queste stesse strutture, comprese le Ipab,
  di  altre migliaia di bambini che non parlano la nostra lingua, che
  non  hanno  la  nostra cultura, che non hanno la nostra  fede,  che
  hanno  tradizioni  totalmente diverse  rispetto  alle  nostre,  che
  avrebbero invece la necessità di avere dei mediatori culturali, non
  uno,  ma  a centinaia, li andiamo a mettere nel deserto per rendere
  ancora  più  bruciato dal sole questo deserto  su  cui  non  cresce
  nulla, che sono le nostre comunità
   Allora,   Assessore,   vale  la  pena  continuare   a   dire:   il
  volontariato,  vi assistiamo, vi accogliamo quando  noi  in  questo
  modo  stiamo  creando una polveriera nella nostra Regione?  Perché,
  vede,  i  volontari, io provengo dal volontariato, prima o  poi  si
  stancano,  i  volontari prima o poi non hanno  più  le  risorse,  i
  volontari  prima o poi esauriscono le loro forze a  sostegno  degli
  altri  e  vogliono anche loro pensare a se stessi  e  alle  proprie
  famiglie.
   Bene,  se ciò accadesse all'improvviso, qualcuno mi dovrebbe  dire
  come  dovremmo fare ad assistere queste migliaia di extracomunitari
  che sbarcano.
   Perché  vede, Assessore, non vale dire siamo pronti ad  accogliere
  tutti,  non  è  possibile che ad Augusta nella stessa  giornata  vi
  siano attraccate tre navi, due al porto e una in mare aperto perché
  non  si  riesce  a  fare sbarcare le migliaia di ragazzi,  donne  e
  uomini  che  vengono, quando poi nel Porto di Catania  non  succede
  nulla, quando poi a Taranto le navi continuano a sonnecchiare sotto
  il  sole, quando negli altri Porti di Italia e d'Europa non  arriva
  nemmeno un extracomunitario
   Noi   lo  dobbiamo  dire,  Assessore,  che  non  siamo  più  nelle
  condizioni di accogliere assolutamente nessuno
    Non stiamo facendo un servizio a questi ragazzi. A questi ragazzi
  stiamo  arrecando  solo danni perchè non siamo assolutamente  nelle
  condizioni  di assisterli. Così come non siamo nelle condizioni  di
  assistere questi ragazzi, non siamo nelle condizioni di assistere i
  nostri figli.
   Ci troviamo dunque di fronte a due entità di disperati che saranno
  sempre  più  disperati, sempre più bisognosi e saranno  sempre  più
  indotti a delinquere.
   Allora, una volta per tutte: questo Governo assente, debole,  che,
  per essere chiaro, ricorda un po' i governi dorotei dove c'è questa
  pandea centrista in cui non si prendono mai posizioni, né di destra
  né  di  sinistra,  ma  si  cerca di vivacchiare  nel  peggior  modo
  possibile. Questo Governo ci deve dire se è in grado oggi,  venendo
  in  Commissione  bilancio, di stanziare delle somme importanti  per
  dare  servizi  ed  assistenza ai minori. Se non  lo  è,  Assessore,
  questo  Governo deve avere il coraggio di dire che non si  è  nelle
  condizioni economiche di ospitare migliaia di persone e che  questo
  non è il dramma della Sicilia. La Sicilia ha altri drammi. Avrà  la
  mafia, avrà tutto quello che volete voi, ma questo è un dramma  che
  non ci appartiene.
   Dobbiamo   gridare  forte  che  non  è  possibile  che  diventiamo
  l'attracco per tutti gli essere umani che provengono dall'Africa  e
  dal  Mediterraneo,  che  non è possibile, perché  non  siamo  nelle
  condizioni  di  assistere questi minori  E se la  Comunità  europea
  vuole  delegare la Sicilia a fare questo lavoro, siamo  disposti  a
  farlo,  ma  occorrono le risorse. Non è possibile  pensare  che  le
  risorse vengano tirate fuori da una terra, quale la Sicilia, che  è
  al collasso.
   Non  siamo  in grado di pensare ai nostri concittadini, immaginate
  se è possibile continuare a pensare ai figli degli altri.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente.
   Non  condivido   l'intervento  dell'onorevole  Vinciullo  che   ho
  ascoltato  e  che  rispetto moltissimo,  anche  perché  il  Governo
  nazionale ha fatto e sta facendo di tutto, le hanno tentate  tutte,
  per  fermare  questa  ondata di persone che fuggono  dalla  guerra,
  dalla  fame, donne, uomini e bambini, e certamente se ancora ci  si
  aspetta  trecento, duecentomila, ottantamila, cinquantamila sbarchi
  nei  prossimi  mesi, ovviamente, non possiamo rimandarli  indietro.
  Non  c'è  una alternativa. Non c'è qualcuno che ha trovato qualcosa
  di migliore.
   Io  ritengo,  invece, che se continua così,  almeno  in  un  Paese
  civile  come  il  nostro, a queste persone  si  dovrebbe  garantire
  un'accoglienza degna di questo nome, degna di un Paese civile.
    Perché, vedete, molto spesso abbiamo visto, personalmente ci sono
  andato  spesse volte, in un Palazzetto dello Sport duecento  brande
  da  campo, brandine, pochissimi bagni per tantissima gente, dormire
  tutti   insieme.  Ecco,  tutto  ciò  non  mi  sembra   una   grande
  accoglienza.   Un'accoglienza   piuttosto   disordinata,   con   il
  volontariato che fa di tutto, con le prefetture che cercano di fare
  la  loro  parte.  I  comuni  che si stanno  impegnando  in  maniera
  continua. Ma non è questa la soluzione.
   La  soluzione,  Presidente dell'Assemblea  e  onorevoli  colleghi,
  intanto è una legge sull'immigrazione. Una legge sui migranti.  Una
  legge  che  in  qualche modo regolamenti in Sicilia  e  possa  fare
  diventare la Sicilia un punto di riferimento per l'Europa. Un punto
  di riferimento per l'Italia e per l'Europa.
     E'  impensabile  che  dopo tutto quello che  sta  succedendo  in
  Sicilia  ancora ci si trovi ad essere tra le poche regioni d'Italia
  che  non  ha  una legge sull'immigrazione. Mi sembra  assolutamente
  impensabile.  Siccome questo disegno di legge  è  stato  presentato
  tanto  tempo  fa  e  siccome  in Prima  Commissione  se  ne  doveva
  discutere e definirlo, mi auguro - e vi ricordate quando le bare di
  oltre  trecento  persone hanno riempito di  tristezza  i  cuori  di
  milioni  e milioni di persone? - , io ritengo che in questo momento
  questa  sia  una  delle  urgenze,  cioè  accelerare  i  tempi   per
  l'approvazione   di  questo  disegno  di  legge  sull'immigrazione;
  migliorarlo,  modificarlo, ma c'è bisogno di un  disegno  di  legge
  organico  perchè  dobbiamo capire, proprio per le cose  che  diceva
  l'onorevole Vinciullo, in che modo dobbiamo fare l'accoglienza,  in
  che  modo  dobbiamo interagire con l'Europa, in che  modo  dobbiamo
  interagire  con  lo  Stato, perché così è un massacro,  così  è  un
  Vietnam, così è un disastro, non può funzionare.
   Allora,  faccio una proposta all'assessore. Ripeto: per quanto  mi
  riguarda,  le  Ipab  non  sono  quell'isola  felice  che  disegnava
  l'onorevole Vinciullo.
   Alcune   Ipab,   le  altre  120-150  Ipab  i  cui  lavoratori   da
  ventiquattro  mesi  non  prendono lo  stipendio,  nella  stragrande
  maggioranza dei casi rischiano di chiudere.
   Questo  che  è  un grande problema potrebbe invece  diventare  una
  risorsa,  cioè  sarebbe  opportuno che l'Assessore,  attraverso  le
  Prefetture, potesse avviare un percorso di concertazione  per  fare
  in  modo  che eventualmente venti alla volta, quaranta  alla  volta
  vadano  in  questi centri, che non sono lontani dai  paesi  in  cui
  operano  e  svolgere  una  funzione  di  reale  integrazione,   per
  accogliere in maniera giusta e nello stesso tempo per creare quelle
  condizioni per fornire lavoro a chi in quelle Ipab ci lavora e  non
  prende lo stipendio.
   E' opportuno che anche il mio amico, l'onorevole Vinciullo, questo
  lo sappia.
   Poi  ci sono le altre Ipab, quelle che ovviamente funzionano e che
  non vanno mischiate, non vanno messe in queste cose, io parlo delle
  Ipab chiuse, per evitare che questa gente vada nei garage, vada nei
  palazzetti dello sport, vada in maniera vergognosa in posti lontani
  dalla realtà e vengano in qualche modo sottratti a delle condizioni
  veramente indecorose.
   La  seconda  proposta, che vorrei formulare è quella  del  privato
  sociale.
   A  me  risulta, assessore, la prego di farsi portavoce  presso  le
  Prefetture, che molto privato sociale ha chiesto alle Prefetture di
  essere  disponibile  per avviare convenzioni e  quindi  di  potersi
  occupare  dell'accoglienza degli immigrati  adulti  e  minori.  Una
  sorta di convenzione che non è la fine del mondo, poichè il privato
  sociale  ha  nei  suoi principi prima di tutto  il  rispetto  della
  persona  e la solidarietà e dunque sarebbe opportuno anche  questo,
  caro   Assessore.  Se  lei  assieme  al  Presidente  della  Regione
  invitaste  i prefetti a fare un incontro operativo e attraverso  se
  volete  un  bando, se volete una richiesta autonoma da parte  delle
  strutture  del  privato sociale, fare in modo che  chiunque  voglia
  accogliere  queste persone, ovviamente attraverso una  convenzione,
  possa essere assolutamente esaudita la loro richiesta.
   Perché   una  cosa  è  imporre  venti,  cinquanta,  centocinquanta
  immigrati, una cosa è fare una convenzione in cui c'è condivisione.
  E   allora  cambia  tutto,  perché  nella  condivisione   e   nella
  convenzione  ci sono i controlli, ci sono ovviamente  i  pagamenti,
  c'è  un  rapporto  strutturato e quindi  può  essere  che  facciamo
  certamente qualcosa di buono.
   Poi  c'è  tutta la vicenda in cui l'Europa e l'Italia non  possono
  stare  a  guardare,  ma quella è una vicenda anche  politica  e  in
  questo  senso le cose dette correttamente dall'onorevole  Vinciullo
  che ritengo anche da lei debbano essere affrontate.
   In   conclusione,  per  quanto  ci  riguarda  siamo  assolutamente
  convinti:  a) per una accelerazione della legge sulla immigrazione;
  b) le Ipab o le strutture simili possono tranquillamente accogliere
  attraverso convenzioni gli immigrati. Questo  è un valore aggiunto,
  stiamo attenti, è un valore aggiunto, è un atto di civiltà;  c)  un
  maggiore  coinvolgimento del privato sociale. Coinvolgete il  terzo
  settore attraverso una conferenza di servizi con le Prefetture.
    Io sono convinto che in tempi veloci si possa fare un'accoglienza
  dignitosa,  si  possa  agire umanamente e  nello  stesso  tempo  si
  possano garantire i diritti di queste persone - e perché no -, come
  è  successo nel  C.A.R.A. di Mineo' alla fine poter dare  a  quella
  zona  anche  un grosso sviluppo anche dal punto di vista economico.
  Perché  come  si  è  visto anche lì in un  primo  momento   non  li
  volevano, adesso si sono discretamente integrate con la popolazione
  del luogo.
     E poi, per carità, quando ci sono cinquecentomila euro al giorno
  che  camminano o meno, non lo so, cinquanta, sessanta, settantamila
  euro, ventimila euro che si spendono, queste somme creano quel  po'
  di  volàno  di  sviluppo che certamente non guasta.  Solidarietà  e
  sviluppo possono andare di pari passo, quindi solidarietà, legalità
  e   sviluppo  possono  fare  diventare  la  Sicilia  un  centro  di
  accoglienza  importante, salvaguardando ovviamente la serenità  dei
  nostri  cittadini. Signor assessore, se si vuole,  quindi,  si  può
  fare. In questa materia non c'è bisogno di annunci, non c'è bisogno
  di  risorse  ma  c'è  bisogno soltanto di tanta buona  volontà,  di
  rimboccarsi le maniche e chiudere, al massimo in un mese, una serie
  di  accordi  che possano essere utili per questa povera gente,  per
  queste persone che scappano dalla guerra e dalla fame e, dall'altro
  lato, per poter dare anche delle risposte importanti da parte della
  nostra   comunità.  Non  lo  dimentichiamo.  Noi  lo  siamo   stati
  immigrati.  Siamo  anche  noi partiti con  la  valigia  di  cartone
  facendo viaggi enormi. La Sicilia è una terra di accoglienza  e  il
  fatto  stesso - mi auguro - che Lampedusa possa assurgere a livelli
  di   riconoscimenti  altissimi  mi  piacerebbe  tantissimo   perché
  finalmente   c'è   quella   Sicilia  che  piace,   quella   Sicilia
  accogliente,   solidale  che  porta  alto  il   nome   dei   nostri
  concittadini e dei siciliani in tutto il mondo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  signor  assessore,
  sono  molto  contenta di vederla qui in Aula, sono  anche  contenta
  perché  all'inizio,  quando l'onorevole Cirone  è  intervenuta  era
  abbastanza  dispiaciuta del fatto che non  si  potesse  lavorare  e
  portare  in  Aula  la mozione perché il dramma interessa  tutti,  i
  danni  sono immensi. Vorrei dare, però, la brutta notizia - non  so
  se  può  essere  utile  - che nella seduta  numero  121  era  stato
  approvato  un ordine del giorno, che era una mozione convertita  in
  ordine del giorno, che, considerando la grave situazione delle IPAB
  e considerando la situazione drammatica dei flussi migratori, delle
  gravi  condizioni di vita che non erano assolutamente  allineati  a
  nessuno  dei  dettami  della Dichiarazione Universale  dei  Diritti
  dell'Uomo,  chiedevamo  di  dare  maggiore  accoglienza  e  abbiamo
  impegnato  il Governo ad attivare tutte le procedure per  stipulare
  un  Protocollo  d'intesa  tra assessorato alla  famiglia,  Ministro
  dell'Interno,   Prefetture,  ARES-IPAB,   per   creare   una   vera
  accoglienza,   servizi  sociali  integrati  e  creare   da   questa
  situazione di emergenza una situazione di sviluppo, anche se  siamo
  abbastanza   grandicelli  per  ricordarci  che  di  questo   flusso
  migratorio si parla da un bel po', quindi, non è un'emergenza ma  è
  una situazione cronica.
   Ma  mi chiedo se un ordine del giorno approvato ha sortito qualche
  genere  di  effetto, perché se noi, oggi, andiamo a  votare  questa
  mozione  andiamo a rimarcare quello che già era stato approvato  da
  questa Assemblea; poi, c'era l'onorevole La Rocca Ruvolo che  aveva
  presentato una mozione sui diritti dei fanciulli, quindi italiani o
  marocchini, sempre bambini sono. Anche lei con il suo impegno aveva
  portato qui tutti i deputati e ricordo una seduta in pompa magna in
  cui abbiamo approvato questo ordine del giorno, però, di fatto, non
  c'è  nulla, anzi, un paio di settimane fa, le famiglie di  Brucoli,
  di Augusta hanno dovuto protestare perché l'unico impianto sportivo
  dove   i  ragazzi  andavano  a  trascorrere  qualche  ora  si   era
  trasformato  in  un campo profughi. A Messina, sono  nel  campo  di
  calcio  già  da  dicembre,  quindi,  si  sono  fatti  il  campeggio
  d'inverno e il campeggio d'estate.
   Queste  cose  le ho dette anche al suo predecessore, all'assessore
  Bonafede: era dicembre, c'era la pioggia, c'era un freddo  pazzesco
  ma  le tende lì erano e lì sono rimaste. A me sembra che nonostante
  si  stia continuando a fare questo teatrino di questa seduta che mi
  sembra  uno  spreco di tempo perché stiamo andando  a  ridire  cose
  dette e ridette, votate, approvate e, purtroppo, non si muove nulla
  a  proposito delle strutture che possono  ospitare, le ricordo  che
  ci sono persone qualificate già nelle strutture IPAB che dovrebbero
  accogliere anziani, ma gli anziani vanno nelle case di cura private
  - lo sa perfettamente perché vanno dai privati anziché andare nelle
  strutture  pubbliche  -  non  ci  si  decide  ad  aggiornare   quel
  prezziario  per le prestazioni e, quindi, le IPAB  ci vanno  sotto,
  come  ha  detto  l'onorevole Vinciullo, perché le  IBAP  si  devono
  attenere agli standard che sono dettati dal suo Assessorato, mentre
  alcuni privati ci vanno molto alla leggera.
   Non  dimentichiamo  che  qualche tempo  fa  ci  sono  state  delle
  ispezioni  del NAS a dirlo; non sono io che insinuo nulla  che  voi
  già non sappiate.
   Le   chiedo,  quindi,  che  le  strutture  vengano  convertite  ed
  attualizzate  ai nuovi bisogni della società perché,  se  oggi  c'è
  bisogno  di accoglienza, bisogna accogliere e non  bisogna rimanere
  con i paraocchi ad erogare servizi che  non servono. Bisogna essere
  attuali.  La  libera  circolazione delle persone  non  la  possiamo
  bloccare.  Queste persone transitano e possono rimanere  ed  essere
  un'opportunità. E, a proposito, ho preparato un emendamento con  il
  mio   Gruppo   parlamentare  che  chiedo  a  chiunque   lo   voglia
  sottoscrivere, che è quello di aggiungere un impegno  da  parte  di
  questo  Governo  affinché, appunto, si impegni e  faccia  qualcosa,
  ovviamente  sottinteso, che si adoperi affinché porti  a  tutte  le
  autorità  nazionali e della Comunità europea il  nostro  desiderio,
  cioè,  quello  che  il  Frontex, che è  l'Agenzia  europea  per  la
  gestione della cooperazione internazionale delle frontiere  esterne
  con  gli Stati membri dell'Unione europea, venga trasferito da dove
  si  trova  ora  -  udite,  udite - a Varsavia,  in  Polonia,  venga
  spostato  dove c'è l'emergenza, cioè, venga portato qui in Sicilia,
  possibilmente in una città della costa mediterranea o - perché  no?
  -  a  Lampedusa stessa, perché è da lì che si comprende e si  tocca
  con  mano il problema. E' da lì che ci si interfaccia con  i  paesi
  dell'Africa o della Siria, insomma da dove arrivano queste persone.
   Questo ci sembra un buon inizio perché che questa sede, per curare
  i  rapporti  con  le frontiere esterne, non può  essere  al  centro
  dell'Europa  deve essere portato qui perché gli effetti  di  questa
  cooperazione  non li stiamo vedendo, magari qualcuno ci  fa  grandi
  affari con questa cooperazione, ma gli effetti sulla società civile
  non si vedono.

   PRESIDENTE.  Comunico  che alla mozione è stato  presentato  dagli
  onorevoli  Ferreri, Mangiacavallo, Ciancio e Cappello l'emendamento
  277.1. Ne do lettura:
   «Dopo  le  parole 'migranti soli non accompagnati'  aggiungere  'e
  attivarsi  presso il Governo nazionale per intercettare le  risorse
  economiche  indispensabili per garantire la  necessaria  assistenza
  igienico-sanitaria  e  accoglienza umana che attualmente  risultano
  gravare sui comuni'».

   LA ROCCA. Appongo la mia firma alla mozione.

   PRESIDENTE,. L'Assemblea ne prende atto.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  assessore,  onorevoli   colleghi,
  cittadini, questa discussione è importante, è fondamentale,  sembra
  quasi  che  sia veramente uscita da un cilindro di un cappello;  di
  migranti  non  voleva  parlare  quest'Assemblea  regionale,  questo
  Governo finora.
   Non ha sostanzialmente dimostrato un serio interesse nei confronti
  della tematica al punto che, non appena abbiamo avuto l'opportunità
  di  incontrarla  oggi  in  Commissione, assessore,  abbiamo  subito
  tirato fuori l'argomento, appunto, del disegno di legge fermo in  I
  Commissione, al punto che da parte della collega Cirone  c'è  stato
  questo intervento, anche stizzito volendo, rispetto a quanto  stava
  accadendo; stavamo rimandando tutto.
   L'argomento, invece, è di somma importanza e di somma rilevanza e,
  oltre  a  quanto  già detto dai colleghi, dalla mia collega  Angela
  Foti, e all'emendamento che intendiamo proporre, oltre a quanto già
  presentato  dalla  mia collega Ferreri rispetto  all'individuazione
  del  Commissario straordinario per l'emergenza perché sarebbe stato
  questo  l'atto da fare, non all'indomani ma al momento  stesso  del
  presentarsi dell'emergenza, e, praticamente, da ottobre del 2013  -
  diciamo che ravviso questa data tra quelle che andando indietro nel
  ricordo  è  quella più vicina rispetto agli sbarchi - siamo  ancora
  fermi  e mi preme sottolineare, appunto, oltre alle realtà  di  cui
  abbiamo  già parlato, di Catania, di Augusta, di Mineo,  quella  in
  particolare di Messina, non perché sia la città da cui provengo  ma
  proprio  perché  a  Messina  c'è  una  situazione  inaudita  ed   è
  incredibile  che  ancora si possa rimanere nell'immobilismo  e  che
  ancora  questo Governo regionale non abbia compiuto nulla  rispetto
  alla risoluzione di questa emergenza gravissima che, purtroppo,  da
  ottobre  ad oggi, non è più emergenza ma è un problema cui dobbiamo
  assolutamente  fare  fronte e con cui ci  dobbiamo  relazionare  in
  maniera stringente.
   E, allora, vorrei rappresentare la problematica della tendopoli di
  Messina  perché noi, a Messina, abbiamo accolto questi migranti  in
  una  tendopoli che, a molte ispezioni fatte e le ho fatte  anch'io,
  si rileva che le tende si trovano in immediato contatto col suolo e
  all'indomani  dei  molteplici acquazzoni che  hanno  caratterizzato
  questi giorni d'inverno, denotavano ancora chiara presenza di acqua
  nell'interno,  le  cerniere delle tende non riescono  a  trattenere
  l'acqua che gonfia il terreno e transita all'interno, le tende sono
  previste  di  piccole aperture poste ai lati atti  a  garantire  il
  passaggio  dell'aria e dei fili elettrici necessari a garantire  il
  funzionamento degli apparati contenuti all'interno: stufe, lampade.
   La   presenza  di  tali  aperture  riduce  però  l'efficacia   del
  riscaldamento e lascia esposto l'ambiente all'umidità e al  freddo.
  L'accampamento delle singole tende è attraversato e  circondato  da
  cavi  elettrici a contatto con il suolo e non debitamente occultati
  e  a  facile  contatto dei passanti; i cavi sono collegati  ad  una
  centralina  elettrica  da cantiere, posta a  pochissimi  centimetri
  dalle  tende,  tale  da  inficiare la sicurezza  delle  persone  lì
  presenti e, poi, ancora, l'ispezione dei servizi igienici svela  la
  chiara   insufficienza  delle  strutture  messe   a   disposizione,
  lavandini  otturati,  bagni inservibili. Una  struttura  adibita  a
  mensa che non ha neanche una pavimentazione adeguata.
   Dico: di che stiamo parlando?
   Quando  poi  si  parla del problema dei migranti - per  quanto  mi
  riguarda non è un problema - dobbiamo farci carico dell'accoglienza
  di  queste  persone che arrivano. Chiaramente, di  questo  si  deve
  parlare  nelle  sedi competenti, facendo in modo che  l'Europa  non
  dica  più che si devono occupare dell'emergenza i Paesi sulle quali
  coste arrivano i migranti, ma è un problema europeo, un problema di
  tutti e, allora, il Presidente Crocetta - o chi per lui o chi verrà
  designato - prenda il suo bell'aereo e se ne vada a Bruxelles, dove
  tiene  le  sue macchine blu, e noi pensiamo soltanto  a  questo  in
  questo  momento,  piuttosto che pensare a questa  gente,  a  questi
  nostri  fratelli,  che  hanno bisogno del nostro  interesse  e  del
  nostro interessamento serio.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zafarana, volevo soltanto rassicurarla  che
  quest'Assemblea  non è che non volesse trattare  questo  argomento,
  anzi,  vista  l'importanza dell'argomento,  voleva  che  lo  stesso
  venisse trattato seguendo tutti i crismi, quindi, anche la presenza
  del  Governo, tant'é che quando il Governo si è presentato in  Aula
  nella persona dell'assessore, abbiamo subito aperto la discussione.
   Comunico che è stato presentato alla mozione l'emendamento  277.2,
  a firma degli onorevoli Foti, Zafarana, Palmeri e Cancelleri. Ne do
  lettura:
   «Dopo   la   parola  'accompagnati'  aggiungere   le   parole   'a
  intraprendere  ogni  iniziativa  utile  necessaria   ed   opportuna
  affinché,  intervenendo  presso  le  competenti  autorità  europee,
  chieda  ed ottenga che la sede del Frontex (Agenzia europea per  la
  gestione  della cooperazione internazionale alle frontiere  esterne
  degli  Stati membri dell'Unione europea) sia trasferita da Varsavia
  (Polonia) in Sicilia (costa mediterranea)».

   Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  del Governo e, tra l'altro, oggi, ci siamo incontrati  in
  Commissione  con l'assessore, a cui facciamo anche i nostri  auguri
  di buon lavoro.
   E'   chiaro  che  si  accinge  a  iniziare  questa  sua   attività
  istituzionale con una delle emergenze più importanti, che coinvolge
  e  investe non soltanto la Sicilia e l'Italia, ma - e secondo noi è
  un dato oggettivo - l'intera Europa: il problema dell'immigrazione.
   Non  mi  attarderò  oltre, perché già è stato detto  tanto  e  non
  vorrei  tediare  un'Aula che pazientemente ancora è  qua  presente,
  sebbene  limitatamente  a  un  numero risicato  di  componenti,  ma
  ritengo   che   il  problema  della  immigrazione  e   dei   minori
  accompagnati abbia una notevole importanza, perché necessità di  un
  coordinamento  - lo abbiamo detto ieri - e necessita  anche  di  un
  impegno  che  sia  di  concertazione tra il Governo  regionale,  il
  Governo  nazionale e le Autorità europee. Le Autorità  europee  che
  tramite l'iniziativa  Mare Nostrum , assolutamente solidaristica  e
  tesa  a  principi di accoglienza, con l'agenzia Frontex, però,  sta
  comportando notevoli ricadute - qua non vorrei dire negative -  che
  sicuramente sono delle ricadute che incidono sul nostro territorio,
  sul nostro tessuto.
   E'  di  qualche  giorno  fa la notizia che tramite  la  nave   San
  Giorgio  sono sbarcati ad Augusta alcune centinaia di immigrati, la
  maggior  parte  minori,  e sono stati trasferiti  in  provincia  di
  Catania.
   L'onorevole Ioppolo meglio di me, più di me e dopo di  me  parlerà
  del  problema,  ma sino ad oggi abbiamo investito la Prefettura  di
  Catania,  proprio perché addirittura non c'è nemmeno una competenza
  territoriale,  nel  senso  che ci sono state  alcune  centinaia  di
  persone prese e accolte in un porto, in una Provincia, e trasferite
  in  un'altra  Provincia, in un Comune di un'altra Provincia,  senza
  che il Sindaco, l'amministrazione - ma cosa ancor più grave - senza
  che  il  Prefetto  di  quella  Provincia  ne  sia  stato  messo   a
  conoscenza,  utilizzando una cooperativa,  utilizzando  una  realtà
  sociale  cooperativistica,  assumendo  delle  persone,  locando  in
  fretta  e  furia una struttura e mettendoli là, al di là di  quelle
  che  sono le misure di sicurezza, le misure dei controlli igienico-
  sanitari, gli standard logistici e così via.
   Perché abbiamo preso ad esempio questo fatto di qualche giorno, di
  qualche ora fa? Perché riteniamo - motivo per cui sosteniamo sia la
  mozione  sia l'ordine del giorno - che dobbiamo lavorare, assessore
  Bruno, ad una cabina di regia. E una cabina di regia la si riesce a
  realizzare   quando  vi  sono  anche  dei  poteri   speciali.   Qua
  necessitano dei poteri speciali. Qua dobbiamo intervenire presso il
  Governo  nazionale  perché  al  Governo  regionale  -  e  anche  al
  Presidente  della  Regione - vengano dati dei poteri  speciali.  Lo
  abbiamo detto ieri, quando abbiamo chiesto con un ordine del giorno
  che  poi  non è stato trattato - lo tratteremo più in là -  che  il
  Presidente  Crocetta dovrebbe anche partecipare alle  riunioni  dei
  Consigli  dei Ministri, laddove si trattino materie afferenti  alla
  Regione Sicilia, per salvaguardare, per difendere gli interessi del
  nostro territorio.
   E  in  questo caso gli interessi del nostro territorio si  possono
  difendere chiedendo delle competenze speciali, dei poteri  speciali
  specifici  per  fronteggiare questa materia  in  concertazione  col
  Governo nazionale e con le Autorità comunitarie.
   Ecco  perché, comunque, è vero quello che dice l'onorevole  Leanza
  quando  dice  che ci vuole molta buona volontà ma emenderei  questa
  sua affermazione quando dice che non ci sono, non ci vogliono anche
  risorse finanziarie. No, le risorse finanziarie ci vogliono.  Senza
  le  risorse finanziare, qualcuno dice, senza soldi non si  riescono
  ad  esercitare, a celebrare addirittura neppure funzioni religiose,
  ma,  allora,  in  questo senso, dobbiamo anche comprendere  che  il
  Governo  deve chiedere il necessario supporto in maniera anche,  se
  vogliamo,   in  verticale,  ponendosi  in  maniera  verticale   nei
  confronti   dell'autorità  nazionale.  Dopodiché   dovremmo   anche
  immaginare che queste realtà cooperativistiche, del terzo  settore,
  queste realtà sociali che non possono più essere quelle della legge
  numero  22  del  1986 e basta, dovremo realizzare un  Albo  a  cui,
  aprendo  un accreditamento, dobbiamo avviare un accreditamento  per
  tante  realtà  sociali  che possono poi svolgere,  effettuare  bene
  questo servizio.
   Ecco  come  emenderei  l'ordine del  giorno  che  la  mozione  dei
  colleghi   del   Partito  Democratico  che,  come  dire,   dico   e
  sottoscrivo.  E  dico  che anche il Governo  deve  prendersi,  deve
  sobbarcarsi    questa  responsabilità  perché,   da   un   percorso
  ragionato,  ordinato, ci sono, poi, delle conseguenze utili,  delle
  conseguenze proficue per il nostro territorio. Dall'idea che  tutto
  sia  emergenza, che dobbiamo fronteggiarla in fretta e  furia,  non
  sempre  riusciamo a fare cose in maniera ragionata ed utili  e  che
  abbiano anche delle ricadute positive.
   Allora,  in  questo  senso, va il sostegno sia  alla  mozione  sia
  all'ordine  del giorno, impegnando il Governo ad attivarsi  con  le
  azioni e con tutti i provvedimenti e le attività consequenziali.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, intendo
  ringraziare l'onorevole Cirone per avere non soltanto presentato la
  mozione   della  quale  stiamo  discutendo  ma  anche   per   avere
  consentito, attraverso la presentazione di quella mozione, di  dare
  un senso - e credo un senso assolutamente positivo ed attivo - alla
  nostra presenza a Palermo, in quest'Aula, in questa giornata  nella
  quale, senza la sua legittima e da me gradita insistenza, onorevole
  Cirone, noi non avremmo avuto forse niente di cui dibattere  ed  il
  dibattito  si  sta  sviluppando  in  maniera  molto  seria,   anche
  approfondita,  allargando, com'era inevitabile, che  dalla  mozione
  che  affrontava  l'argomento specifico  dei  minori  stranieri  non
  accompagnati,  ci  si aprisse, invece, ad una  panoramica  ben  più
  ampia rispetto al fenomeno migratorio attuale, di cui la Sicilia è,
  volenti   o   nolenti,  protagonista,  nel  senso  che,  trovandosi
  geograficamente laddove si trova, diventa la prima terra  oltre  le
  primissime  terre  di  approdo  di tutto  un  mondo  che  è  quello
  africano, che è quello medio-orientale, che per raggiungere  e  per
  concretizzare il proprio progetto migratorio non può che transitare
  attraverso la Sicilia.
   E'  un  fenomeno  che  il Vescovo della mia Diocesi  ha  definito,
  pubblicamente ed a più riprese, di carattere epocale,  tanto  da  -
  egli  che  è uno studioso di storia - paragonarlo, senza ovviamente
  alcun  tipo di semantica negativa, all'invasione dei barbari,  dopo
  la  quale  una nuova civiltà e dei nuovi equilibri si formarono  in
  Europa e nel mondo intero.
   E'  un problema, una vicenda verso la quale la Sicilia è del tutto
  impreparata e verso la quale il Governo della Regione siciliana, da
  un  anno e mezzo almeno a questa parte, mostra di essere totalmente
  disinteressato,  come  se  non aderisse  o  come  se  ciò  che  sta
  avvenendo avvenisse in una terra nella quale tutto va perfettamente
  bene,  tutto fosse in ordine, le nostre città in ordine,  i  nostri
  cittadini nel massimo della sicurezza loro garantibile e  i  nostri
  fratelli migranti accolti nel miglior modo possibile.
   Mi  auguro  soltanto che volesse il Governo regionale  svegliarsi,
  per  qualche momento, e riconoscere come da più parti sia già stato
  suonato un campanello d'allarme. Noi del Gruppo parlamentare 'Lista
  Musumeci'  lo abbiamo fatto in tempi non sospetti, molti  mesi  fa,
  quando  abbiamo  chiesto al Presidente Crocetta  di  attivarsi  col
  Governo  nazionale affinché venisse nominato - desidero ringraziare
  a  questo  riguardo la collega Ferreri che ieri lo ha,  con  grande
  onestà intellettuale, riconosciuto - noi che avevamo richiesto  che
  col Governo nazionale si trattasse affinchè lo stesso nominasse  un
  Commissario straordinario per quella che è un'autentica  emergenza,
  e che lo stesso Commissario straordinario venisse individuato nella
  persona  del Presidente della Regione o di un suo delegato,  perché
  soltanto il Presidente della Regione, quando intende esercitare con
  appropriatezza e fino in fondo le proprie prerogative, che  conosce
  - o dovrebbe conoscere - la realtà siciliana, per conformarla e per
  gestirla nel miglior modo possibile in relazione a questo fenomeno,
  che  potrebbe, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, vedere
  giungere  in  Sicilia decine e decine, forse qualche  centinaio  di
  migliaio di migranti.
   Bisognerebbe  alzare  un  po'  il  tiro,  interessare  il  Governo
  nazionale  e l'Europa a rivedere i trattati internazionali,  quello
  di  Lisbona, per esempio, che fa carico alla prima terra di approdo
  di  riconoscere  i  rifugiati, anche quando sappiamo  perfettamente
  bene  non  essere il programma migratorio dei rifugiati  quello  di
  fermarsi  in Sicilia, dove, per le condizioni economiche e  sociali
  che  attraversano la Sicilia, peraltro, non vogliono  rimanere  più
  nemmeno  i siciliani o una gran parte di essi, e magari trasformare
  quest'obbligo  ponendolo a carico dei Paesi  che  intendono  essere
  raggiunti  dai migranti a seguito del loro approdo in Italia  e  in
  Europa.
   Così si potrebbe, assessore, trasformare quello che sta diventando
  un  interesse  economico modesto, ma interesse  della  Sicilia,  in
  interessamento.
   Non  sta  a me spiegare in quest'Aula la differenza di significato
  tra  i due termini, perché se, come dice l'onorevole Lenza, che non
  vedo  più in Aula, condizioniamo i nostri ragionamenti sul fenomeno
  migratorio, quel fenomeno sul quale la mozione ha voluto  accendere
  i  riflettori,  soltanto per il modesto ristoro  a  certe  attività
  economiche  o  per  qualche posto di lavoro in più  o  in  meno  o,
  addirittura, per risanare e dare un sostegno ai bilanci delle IPAB,
  condizioniamo  e  inquiniamo il nostro  ragionamento,  non  più  di
  interessamento   umanitario  e  solidale,  solidaristico,   ma   di
  interesse economico, ma non riusciamo a fare nemmeno questo.
   E  vi  racconto quello che è accaduto domenica mattina  nella  mia
  città,  a  Caltagirone, dove ad un certo punto sono state condotti,
  direi malamente condotti, alcune centinaia di minori, circa 250, 70
  dei quali sono subiti scappati, perché nessuno può impedire loro di
  oltrepassare  il cancello di un cortile. E sono stati accampati  in
  maniera    assolutamente   inenarrabile,   pur   con   una    certa
  organizzazione, tentando di fare quel che era possibile, non dentro
  una  villa  patrizia un tempo, adesso di un privato, di  un  comune
  cittadino,  ma nell'androne, nell'atrio, nel cortile d'ingresso.  E
  la  villa  non  è  più attrezzata a poter ospitare  alcuno,  perché
  quella villa, nel tempo, era stata trasformata prima in ristorante,
  poi in uffici, ed infine chiusa per molto tempo.
   A  500  metri da quella villa esiste l'IPAB di quella città, della
  città  di  Caltagirone, che avrebbe potuto meglio ospitare,  avendo
  stanze,  camere, bagni, mobili e tutto quello che competerebbe  per
  ospitare.
   Ed  allora, assessore, ci vuole tanto a svolgere il proprio ruolo,
  a prendere conoscenza e coscienza di un fenomeno, a comprendere che
  non  ci  vogliono  poteri speciali, ma poteri straordinari  sì,  ad
  essere  ed  a  farsi nominare, se questo ritiene di  potere  essere
  fatto,  commissari  straordinari  per  un'autentica  emergenza   ed
  organizzare tutto questo sul territorio?
   Qualunque   fenomeno  sociale  va  gestito,   va   governato,   va
  organizzato.
   Noi  stiamo  rischiando  di essere e di  apparire  la  terra  meno
  ospitale  del mondo perché i siciliani, che non sono organizzati  a
  tal riguardo, rischiano di così apparire, mentre invece ci vorrebbe
  soltanto  un Governo che governasse anche quello che sta  accadendo
  sotto questo profilo nella nostra terra di Sicilia.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'onorevole  Fazio.  Ne  ha
  facoltà.

   FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio per quanto
  riguarda l'iniziativa, tenuto conto che è un argomento che  ha  una
  valenza sociale non indifferente.
   Ma  a me non piace essere ripetitivo, soprattutto nell'evidenziare
  la  drammaticità  e la straordinarietà della situazione  che  si  è
  venuta  a determinare, perché credo che l'abbiano già fatto i  miei
  colleghi con gli interventi che si sono susseguiti.
   A  me  piace, però, distinguere il mio intervento, per evidenziare
  che  forse,  molto  probabilmente,  la  provincia  di  Trapani   si
  differenzia rispetto a tutto quello che effettivamente è accaduto o
  sta accadendo nell'ambito delle altre province.
   Non  posso  non  evidenziare come la provincia, e  soprattutto  la
  città  di  Trapani,  da anni sia stata forse una  delle  città  più
  accoglienti  in  assoluto.  I primi CARA  sono  stati  istituiti  a
  Trapani;  attualmente ci sono tre centri di accoglienza per  quanto
  riguarda gli extracomunitari.
   Io  stesso ho provveduto a comporre le diverse commissioni che  si
  sono  susseguite  per  quanto riguarda le richieste  di  asilo  nei
  confronti del nostro territorio.
   Ed  é un fenomeno che sicuramente, via via, ha avuto degli alti  e
  dei  bassi,  sulla  base degli interventi che lo  Stato  nazionale,
  forse  la comunità, ha effettuato per cercare di calmierare l'esodo
  ed  il fenomeno. A mio avviso risulta molto complesso, di difficile
  gestione  e  presenta  enormi difficoltà per  quanto  riguarda  gli
  aspetti prettamente gestionali.
   Mi  preme,  però, rimarcare che così come è stato appena accennato
  dagli interventi che mi hanno preceduto, mentre ho toccato con mano
  e  forse  per certi versi c'è stata una forma di reazione da  parte
  della   popolazione   nei  confronti  di  tale   fenomeno,   grazie
  all'iniziativa,  anche  da parte del Ministero  e  segnatamente  da
  parte  della Prefettura, il fenomeno che sembrava avere i connotati
  e  i termini prettamente negativi, si è trasformato, invece, in una
  opportunità.
   Si è trasformato in una opportunità, tanto è vero che le IPAB -  e
  non solo le IPAB, consentitemi - ma anche tantissimi alberghi hanno
  stipulato  le  convenzioni con la Prefettura ed in  atto  accolgono
  tantissimi extracomunitari e svolgono una funzione di accoglienza a
  mio avviso impareggiabile e insostituibile.
   Non  posso non segnare che anche io sono rimasto un attimo colpito
  quando  ho  visto  che  il  Ministero  degli  Interni,  tramite  la
  Prefettura, eroga a queste strutture da 80 a 90 euro al giorno.
   Ed  ecco  quindi, che la situazione che prima era attenzionata  in
  un'ottica  completamente  diversa  si  è  trasformata,  per  quanto
  riguarda  il territorio, in una opportunità economica e vi assicuro
  che  è  così,  tanto  è vero che negli ultimi tempi  abbiamo  visto
  interventi  dove,  in qualche modo, si può notare  traccia  di  una
  certa  delinquenza  per non dire iniziative di  carattere  mafioso,
  avendone  contezza per avermelo riferito direttamente  il  Prefetto
  sull'argomento.
   Sapete benissimo che quando c'è situazione economica interessante,
  c'è comunque sempre dietro la mafia o iniziative mafiose.
   Anche  queste, che sono state stoppate immediatamente in una  fase
  iniziale,   suscitano  molte  perplessità  e   soprattutto   enorme
  preoccupazione,  ma  non posso non riconoscere al  Ministero  degli
  Interni   e  soprattutto  alla  Prefettura  un  ruolo  fondamentale
  nell'ambito di questo fenomeno complesso, per avere solo e comunque
  effettuato uno spalmamento nell'ambito del territorio, per  evitare
  una  concentrazione  che avrebbe determinato sicuramente  problemi,
  non  solo  di  ordine pubblico, ma addirittura sotto  l'aspetto  di
  integrazione  nell'ambito della popolazione ancorché  limitata  nel
  tempo.
   Non  posso  non  evidenziare invece un aspetto  fondamentale,  che
  credo  il  Governo regionale non può ancora sottacere. E' noto  che
  l'accoglienza  che  noi  offriamo, è  un'accoglienza  di  carattere
  temporaneo; il 99,99 per cento di extracomunitari che approdano nel
  nostro territorio, vi approdano perché è quello che in qualche modo
  è  più  vicino e forse dove l'approdo è più facile, ma il  100%  di
  questi hanno altre mete, altre destinazioni.
   Eppure, risulta del tutto incomprensibile per quale motivo  questi
  che richiedono l'asilo o comunque l'autorizzazione devono aspettare
  mesi e mesi affinché la commissione proceda all'istruttoria per  il
  rilascio del cosiddetto visto.
   Risulta  del  tutto  incomprensibile,  perché  non  è  minimamente
  proporzionata al numero delle richieste e non riesco a capire  qual
  è  il motivo per cui il Ministero non istruisce più commissioni  in
  maniera  tale  da accorciare i tempi necessari per il rilascio  del
  visto.
   Ci  sono state fra l'altro delle forme di reazione, di protesta da
  parte  degli  extra comunitari con azioni anche  eclatanti,  e  non
  posso  non ricordare il fatto che molti di loro si sono addirittura
  cuciti  la  bocca  in  diverse occasioni, solo  per  segnalare  una
  situazione  sicuramente di stallo, di disagio. Vi lascio immaginare
  un  extra  comunitario che approda nel nostro territorio,  che  non
  vede l'ora di potere raggiungere i propri familiari, ed è costretto
  invece  a rimanere qui perché la burocrazia, perché il procedimento
  prevede un sistema molto complesso, molto articolato per rilasciare
  l'autorizzazione.
   Io  credo  che su questo versante dovremmo forse fare una maggiore
  pressione  nei  confronti del Ministero affinché  acceleri  l'iter,
  perché  è del tutto ingiustificata una cosa del genere, il rilascio
  dei  permessi  e  delle  autorizzazioni  al  fine  di  evitare  una
  permanenza  così  lunga nei confronti degli  extra  comunitari  che
  approdano nell'Isola.
   Questo  consentirebbe  sicuramente quella turnazione  estremamente
  importante  e  necessaria, perché condivido anche  l'allarme,  alla
  base  degli  interventi che mi hanno preceduto,  ed  anche  Trapani
  nonostante  è  preparata in maniera molto adeguata al fenomeno,  ma
  laddove  il fenomeno diventa ingestibile, e così lo sta diventando,
  dobbiamo  porre  rimedio. Qualcuno ha ricordato le  navi  giunte  a
  Trapani, ne sono arrivate una dietro l'altra, e l'ultima con più di
  mille  emigrati che ovviamente non hanno potuto trovare accoglienza
  perché   il  territorio,  le  strutture  avevano  già  nei   giorni
  precedenti proceduto ad accoglierne tantissimi altri. Quindi  si  è
  stati  costretti  ad  inviare  gli extra  comunitari  presso  altri
  territori.
   Non  posso  non condividere la mozione e soprattutto  l'iniziativa
  perché,  a  mio  avviso,  è  una situazione  straordinaria  che  va
  affrontata   con  poteri  straordinari  che  solo  un   Commissario
  straordinario  può, in qualche modo, ottenere,  avere  e  forse  in
  qualche modo applicare.
   Peraltro,   non  immagino  nulla  di  buono  in  quanto,   inutile
  nascondercelo,  soprattutto per quanto riguarda i mesi  estivi,  il
  fenomeno sicuramente non si attenuerà, ma aumenterà sempre di più e
  soprattutto  le  notizie che ci pervengono dall'altra  parte  della
  sponda  non  sono  per  niente  confortevoli.  Credo  che  dovremmo
  prepararci al peggio. E ci dobbiamo preparare prevedendo funzioni e
  poteri  straordinari da attribuire ad un soggetto  per  evitare  le
  cosiddette  pastoie  burocratiche  che  sicuramente  rallentano  il
  potere  di  intervento  che in questo caso risulterebbe  del  tutto
  ingiustificato.
   Laddove la mozione dovesse essere sottoposta a votazione, anticipo
  il  mio  voto  positivo e mi auguro che, come tante  altre  mozioni
  approvate da quest'Aula, tenuto conto dell'argomento che,  continuo
  a  ripetere, ha una valenza sociale, non rimanga lettera  morta  ma
  che venga tradotta in atti concreti.
   Sotto   l'aspetto  prettamente  economico  non  mi  faccio   tante
  illusioni.  Vengo adesso dalla Commissione Bilancio, dove  è  stata
  predisposta  una  ulteriore manovrina o che dir  si  voglia,  e  mi
  sembra che la situazione economica della Regione siciliana non  sia
  in  grado  di affrontare situazioni così straordinarie. Addirittura
  non  è  previsto  alcun  contributo  per  tantissimi  interventi  e
  soprattutto  per  tantissimi enti o associazioni e  non  riesco  ad
  immaginare  che  possano  essere disimpegnate  somme  cospicue  per
  quanto  riguarda  questo fenomeno. Mi auguro però  che  la  Regione
  faccia  la  sua parte perché anche in passato ho potuto  notare  un
  disimpegno che sinceramente risulta del tutto ingiustificato.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo.  Ne
  ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
  cercherò di non essere ripetitiva perché molto è stato detto.
   Anzitutto   volevo   dire  che  vorrei  apporre   la   mia   firma
  all'emendamento presentato dalla collega Foti ed anche alla mozione
  della collega Cirone.
   Mi  sembra  più  che giusto il discorso di portare Frontex  a  far
  vedere  il problema più da vicino, piuttosto che da Cracovia  o  da
  altre parti lontane dalla questione.
   Ringrazio  per  la sua presenza l'assessore Bruno; oggi  tutti  in
  Commissione le hanno fatto gli auguri di un buon lavoro, io non  ho
  parlato  in commissione ma gli auguri glieli faccio qua, che  siano
  auguri di un buon lavoro e di qualche frutto.
   Personalmente, già a novembre avevo presentato una mozione  quando
  si è trattata la giornata del fanciullo e non mi pare che a livello
  di  Governo  regionale si sia fatto qualcosa. Meno di un  mese  fa,
  anzi  poco  più  di un mese fa, il tre aprile, in questa  Assemblea
  regionale,   in   Sala   Gialla  c'è   stato   un   mega   convegno
  sull'immigrazione al quale ha partecipato una folta  ed  importante
  delegazione, ma restiamo sempre alle chiacchiere.
   Allora,  io  non  voglio fare un discorso europeo,  nazionale,  ma
  avendo  qui  l'assessore  alla  famiglia  ed  avendo  trattato   la
  questione  IPAB,  chiedo all'assessore di fare in modo  che  queste
  IPAB non siano solo luogo di allocazione di titoli, allocazione  di
  Consigli  di amministrazione, di chi dobbiamo mettere,  quali  nomi
  dobbiamo  fare,  quale area dobbiamo accontentare, ma  che  possano
  essere per il territorio siciliano una risorsa vera e concreta.  Lo
  diceva l'onorevole Leanza, e peraltro il Ministero degli Interni dà
  anche una cospicua somma per gli ospiti.
   Io sono parte coinvolta perché una comunità che frequento e di cui
  sono  parte  viva  nella  provincia di  Agrigento  accoglie  in  un
  seminario dismesso bambini e donne.
   Allora, se è vero quello che hanno detto alcuni miei colleghi, che
  spesso   quando   questi  immigrati  arrivano  si  disperdono,   si
  dissolvono,  si  allontanano, e lo possono fare, è anche  vero  che
  quando  ci sono donne e bambini non è così facile che si vada  via,
  ci  si  allontani,  ma  se  c'è  un punto  di  raccolta  e  poi  di
  accoglienza le donne e i bambini hanno bisogno di essere assistiti.
   Proprio oggi mi chiamavano dalla Prefettura di Agrigento perché si
  attendevano  per la giornata di oggi quattrocentosettanta  migranti
  provenienti da Lampedusa, tutti donne e bambini.
   Allora,  di  fronte  ad una emergenza così grave,  al  di  là  dei
  discorsi in generale per cui l'assessore al ramo presente in questa
  sala  potrebbe  dire  che non gli compete, c'è  qualcosa  che  come
  assessorato  lei può fare nel mettere in atto quelle strategie  per
  dare  un aiuto a quelle Prefetture che urlano perché non sanno dove
  portare  queste persone che arrivano, che hanno necessità non  solo
  dell'abbigliamento, di essere accolti, di mangiare,  ma  di  essere
  curati,   di   fare  degli  screening.  Quindi  non  può   soltanto
  spaventarci la paura della patologie che portano o delle difficoltà
  che hanno, ma dobbiamo essere innanzitutto un paese accogliente.
   Poi è quasi inevitabile il fatto di trattenerli o non trattenerli,
  però  in  questa sede, condividendo tutto quello che è stato  detto
  dai colleghi che mi hanno preceduto, personalmente come deputato di
  questa  Assemblea, mi pare opportuno e soprattutto urgente  che  il
  suo  assessorato faccia realmente qualcosa rispetto al poco o nulla
  che è stato fatto in passato.
   Inoltre, aggiungo, che è vero quanto diceva l'onorevole Fazio, che
  ora  con  il  buon tempo questi sbarchi aumenteranno,  sono  attesi
  addirittura  800  mila immigrati. Al di là di  tutte  le  strategie
  europee  possibili, chi dovrà far fronte a questa ondata di uomini,
  donne  e bambini che arrivano nella nostra terra? Il primo porto  è
  la Sicilia e questa Regione, questo Governo ed il suo assessorato.
   Assessore, le faccio tanti auguri ma spero, col cuore, che il  suo
  sia un assessorato operativo in questo senso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, assessore,  onorevoli  colleghi,  il
  dibattito che quest'Aula oggi porta avanti sul tema tanto  delicato
  quanto  importante, se mi consentite un tema in cui la  Sicilia  ha
  dimostrato  una  particolare sensibilità, merita un approfondimento
  ma  anche  un  impegno da parte di tutte le forze politiche,  senza
  distinzione  e  senza  primogeniture,  ma  con  grande   senso   di
  responsabilità.  Perché  se  il tema  dell'immigrazione,  che  oggi
  stiamo   vivendo   come  un  momento  che  può  anche   determinare
  preoccupazioni  per  la realtà siciliana, sia dal  punto  di  vista
  socio-economico,  sia  dal punto di vista squisitamente  sociale  e
  della  sicurezza, deve convincerci che essenzialmente  noi  abbiamo
  dato una prima risposta, quello che ancora più importante è che per
  una volta la Sicilia è stata esempio di solidarietà, grande momento
  di   accoglienza,  grande  disponibilità,  mentre  tutta  la  parte
  restante  del  Paese  ha espresso riserve, dinieghi,  e  quindi  ha
  dimostrato scarsa sensibilità.
   Noi  abbiamo  questo  grande dramma che su tutti  i  temi  in  cui
  abbiamo  momenti  di  positività  non  riusciamo  a  dimostrarne  i
  contenuti, non riusciamo a dimostrarne la reale portata. Io ritengo
  che in questa direzione dobbiamo anche essere concreti.
   Oggi c'è un tema che riguarda il modo su come utilizzare al meglio
  la  realtà  che  noi rappresentiamo. L'assessore  Bruno  è  al  suo
  debutto,  dimostra sensibilità, vedo che si cimenta, e ritengo  che
  quando  parliamo di ulteriore momento di sintesi  e  quindi  di  un
  commissario  straordinario  per l'emergenza  immigrazione,  proprio
  l'assessore  debba essere investito di questi poteri e quindi  deve
  esserci  una richiesta specifica, perché è inutile creare ulteriori
  figure,  è inutile duplicare funzioni, c'è bisogno di chi,  assieme
  alla  struttura  che già esiste, può dare maggiore impulso  ad  una
  attività che richiede un impegno, e in Sicilia, e verso il  Governo
  nazionale.
   Questo  perché se noi oggi abbiamo il problema dei fondi  relativi
  ai  minori non accompagnati, che sicuramente rappresentano il primo
  momento di emergenza, al di là della emergenza più complessiva  che
  è  rappresentata  da tutto il sistema immigrati, è  chiaro  che  su
  questo tema noi dobbiamo capire, oltre al nostro soccorso dal punto
  di  vista  finanziario, che c'è bisogno di un intervento di  natura
  nazionale,  di  natura  statale. Così come anche  possiamo  vedere,
  assessore  Bruno, con questa occasione di utilizzare al  meglio  le
  risorse e le disponibilità che abbiamo.
   Penso - è stato citato anche durante il dibattito - alle strutture
  che  esistono,  le  IPAB, con realtà immobiliari considerevoli  che
  hanno  anche tanto bisogno di essere utilizzate e che ad oggi  sono
  chiuse. Forse queste strutture potrebbero avere un momento di grado
  di  diverso utilizzo, un'opportunità di utilizzo in positivo.  Così
  come anche - probabilmente perché ciò possa avvenire parallelamente
  -  deve  essere  istituito  e  forse integrato  l'albo  per  potere
  abilitare soggetti in questa direzione.
   Allora,  assieme a queste considerazioni, al di là delle parole  -
  il dibattito in Aula è stato serio e impegnativo nella direzione di
  dare  dei  suggerimenti  -  ritengo che  devono  essere  fatte  tre
  considerazioni. La prima, che ci sia l'istituzione di  un  soggetto
  che  sia la sintesi, un commissario straordinario, che deve  essere
  l'assessore. La seconda che ci sia da definire un tavolo nazionale,
  perché  sicuramente noi non possiamo farci carico di una  serie  di
  responsabilità dal punto di vista finanziario, ma anche  dal  punto
  di  vista del raccordo sotto il profilo dell'ordine pubblico, sotto
  il  profilo  dei ruoli istituzionali, perché dobbiamo  capire  come
  mettere  in  condizione  i  centri che  esistono  in  un  grado  di
  vigilanza  da  parte  degli  organi  nazionali  che,  assieme  alla
  Regione,   devono  rendere  efficiente  un  sistema   che   rischia
  altrimenti  di  poter  diventare una  polveriera.  La  terza  è  un
  opportuno   confronto  con  un  tavolo  nazionale  che  possa   far
  rivendicare alla Sicilia l'impegno e il senso di responsabilità che
  sta dimostrando con questa cultura dell'accoglienza da una parte, e
  dall'altra  il  modo  di come poter trovare le risorse  finanziarie
  necessarie,  ad  integrazione di quelle che bene o male  in  alcuni
  momenti anche noi abbiamo messo a disposizione, ma che sicuramente,
  vista  la difficoltà finanziaria del sistema siciliano, ha  bisogno
  di un'ulteriore integrazione.
   Quindi,  ritengo che in questo senso anche le forse  politiche,  a
  vario  livello  qui  rappresentate e da  tutte  le  direzioni,  non
  faranno mancare il sostegno in questa direzione.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere  alla
  mozione.

   BRUNO,  assessore  per  la famiglia, le  politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, onorevoli deputati, un  ringraziamento
  particolare  ai  presentatori della mozione ma un ringraziamento  a
  tutta  l'Assemblea per i contributi che sono venuti  dal  dibattito
  odierno,  un  dibattito sicuramente importante per gli  spunti  che
  sono  stati  proposti, perché ancora un volta negli  interventi  di
  tutti  quanti  è  emerso un elemento fondamentale, quello  di  come
  quest'Assemblea sia in gran parte lo specchio di una cultura  della
  solidarietà   e  dell'accoglienza  che  è  propria  dei   cittadini
  siciliani.
   Io  qualche  giorno fa sono stato a Marcinelle, assieme  al  primo
  ministro belga, per ricordare le vittime della strage della miniera
  di  Marcinelle,  in  gran  parte  emigrati  italiani,  molti  anche
  emigrati siciliani ed in quell'occasione ho potuto ancora una volta
  constatare come quella cultura dell'accoglienza che oggi è  propria
  del  nostro popolo, che oggi è propria dei nostri cittadini  è  una
  cultura dell'accoglienza che viene da lontano, viene proprio  dalla
  capacità  che  noi siciliani abbiamo assunto perché noi  per  primi
  siamo stati, come veniva ricordato anche nel corso del dibattito di
  oggi,  emigrati, noi per primi abbiamo capito che  cosa  vuol  dire
  arrivare in terre che non conosciamo, noi per primi abbiamo  capito
  cosa  significa  essere  accolti e,  allo  stesso  tempo,  superare
  difficoltà di chi va a vivere in realtà che non conosce.
   Vorrei  che  sia chiara una cosa e credo che sia anche  questo  un
  elemento  emerso  nella  stragrande maggioranza  degli  interventi,
  ovvero  sia che l'immigrazione, gli immigrati sono soprattutto  una
  risorsa per la nostra Terra: sono una risorsa per tutta l'Europa, a
  mio  parere,  sono  una risorsa perché portano  quel  principio  di
  integrazione,  quella  capacità  anche  di  fare  ricchezza   della
  conoscenza del diverso, di colui che rappresenta culture di diverso
  rispetto   a   noi,  però  dall'altro  lato  è  chiaro   che   come
  Amministrazione  abbiamo dei doveri dinanzi a quelle  che  sono  le
  emergenze che viviamo in questi giorni.
   Questo è il mio primo intervento in quest'Aula e vorrei dire,  sin
  da  subito,  che  spero  ed  auspico, così  come  ho  rappresentato
  stamattina  alla Commissione Lavoro nella presentazione  di  quelle
  che  sono  le linee programmatiche per quanto riguarda il tema  del
  lavoro  del  mio  Assessorato, credo  che  la  vera  scommessa  che
  dobbiamo  vivere  sia quella della collaborazione  massima  tra  le
  istituzioni,  collaborazione massima tra il Governo  regionale,  le
  Commissioni e l'Aula. Dico ciò perché, anche dal dibattito di  oggi
  sono venuti alcuni spunti importanti su alcuni disegni di legge, su
  alcune  riforme, a mio parere, fondamentali che credo  che  abbiano
  bisogno di questa collaborazione tra il Governo e l'Assemblea.
   Faccio   propria   quella   segnalazione,  quella   sottoposizione
  dell'importanza di arrivare in tempi brevi all'approvazione di  una
  legge  organica sull'immigrazione, faccio proprio anche, da  questo
  punto  di vista, l'invito che viene rivolto per certi aspetti anche
  all'interno  della  mozione  di una  revisione  della  legge  sulle
  politiche sociali.
   Abbiamo  ormai una legge molto datata, la legge 22/86 e credo  sia
  arrivato  il  tempo  in  cui  il Governo regionale  debba  proporre
  all'Assemblea, facendo anche ricchezza di quelli che sono i disegni
  di  legge  che nel frattempo, in questi anni, in questi mesi,  sono
  stati proposti anche da alcuni deputati e crei le condizioni perché
  si  addivenga  all'approvazione di  una  nuova  legge  organica  in
  materia di politiche sociali.
   Detto   ciò  il  Governo  chiaramente  non  può  che  far  propria
  integralmente  la  mozione  che è stata  presentata  dall'onorevole
  Cirone  e  sottoscritta da tantissimi deputati di  tutti  i  gruppi
  parlamentari, ricordando sin da subito alcuni impegni  che  ritiene
  opportuno   assumere.  Il  primo  è  quello  chiaramente   di   una
  collaborazione  forte, più che altro un'interlocuzione  forte,  sia
  con  le istituzioni europee che con le istituzioni nazionali; è  un
  tema  importante  da questo punto di vista soprattutto  per  quanto
  riguarda  le problematiche riguardanti i minori, perché soprattutto
  per  quanto  riguarda il tema dei minori non accompagnati  vi  sono
  delle  competenze  da parte della Regione siciliana  ma  vi  è  una
  situazione  che,  oggi, non possiamo negare, cioè  quella  che  gli
  impegni  economici  che  gravano in gran parte  sui  comuni  stanno
  portando a situazioni di dissesto molte realtà comunali.
   Io  prima di entrare in Aula ho incontrato l'Assessore del  comune
  di   Palermo   che   mi   sottoponeva  le  problematiche   relative
  all'accoglienza dei minori sia dal punto di vista logistico che dal
  punto   di  vista  delle  risorse  economiche  che  mancano.   Oggi
  pomeriggio ho anche sentito il Commissario straordinario del comune
  di  Augusta che in maniera ancora più grave mi rappresentava questo
  problema dell'accoglienza dei minori in quella realtà.
   Io  credo che sia fondamentale, da questo punto di vista, sul tema
  dei minori, ma più in generale su tutto il tema dell'immigrazione e
  dell'accoglienza  che si crei immediatamente un  tavolo  permanente
  tra tutti gli attori principali su questa tematica.
   Volevo,  tra  l'altro, comunicare facendo proprio  uno  dei  punti
  proposti   nella   mozione   e  cioè  quello   della   costituzione
  dell'istituzione  di una cabina di regia regionale  che  già  dalla
  prossima settimana, martedì prossimo, convocheremo e chiederemo  di
  confrontarci  con le Prefetture, con l'ANCI, con gli amministratori
  dei  comuni che sono maggiormente in prima linea dal punto di vista
  dell'accoglienza, con la Protezione civile per il ruolo che  svolge
  e  con  tutti  i soggetti del privato sociale che, in  particolare,
  sono  in  prima  linea e svolgono questa funzione di  sussidiarietà
  dell'Amministrazione pubblica nella politica dell'accoglienza.
   Per  quanto  riguarda  l'utilizzo delle IPAB  volevo  tra  l'altro
  rassicurare  l'Assemblea che, già nella scorsa  settimana,  abbiamo
  inviato  una  nota a tutte le IPAB, affinché avviino  una  fase  di
  ricognizione  con  risposta immediata dei posti letto  che  possono
  essere utilizzati. Da questo punto di vista sapete benissimo  tutti
  quanti  quanto le IPAB possano rappresentare una risorsa importante
  e  sappiamo  bene  quali siano le difficoltà  di  molte  di  queste
  strutture: difficoltà di ordine logistico per strutture  che  hanno
  bisogno  di  ristrutturazioni,  ma  anche  difficoltà  dettate  dal
  problema del personale e di mancanza di risorse.
   Ecco  credo  che sia importante far sì - e questa  è la  scommessa
  del  Governo  regionale in materia - che le IPAB siano un'occasione
  di utilizzo intelligente dinanzi ad un'emergenza come questa.
   Chiaramente  l'utilizzazione non riguarderà tutte le IPAB:  alcune
  di  queste,  alcune delle 65 sparse sul territorio regionale  sono,
  oggi,  impegnate  in  alcune  funzioni importanti  nell'ambito  del
  sociale  e, chiaramente, continueranno rispetto a quello che  è  il
  proprio carisma e la propria capacità; altre, a mio parere, con una
  ricognizione  che  verrà  fatta  da qua  alle  prossime  settimane,
  possono  essere  utilizzate anche sulle tematiche  dell'accoglienza
  dell'immigrazione,  chiaramente distinguendo  quelle  che  verranno
  utilizzate  nell'accoglienza degli immigrati e quelle che  verranno
  utilizzate nell'accoglienza dei minori non accompagnati.
   Ultimo  punto  che voglio rappresentare e sul quale,  credo,  come
  Governo  posso assumere un impegno è quello che, nelle  more  della
  presentazione  di  un disegno di legge organico  di  riforma  delle
  politiche  sociali e, quindi, di superamento della  legge  22/1986,
  avvierò già nei prossimi giorni le procedure per la revisione degli
  standard  delle strutture di accoglienza. Da questo punto di  vista
  c'è  un  iter  previsto dalla legge che, negli ultimi anni,  non  è
  stato  più messo moto ed è quello previsto dall'articolo  13  della
  legge  22/1986,  quello  dell'istituzione di  un  Comitato  che  ha
  appunto lo scopo istituzionale di legge di andare a rivedere quelli
  che sono gli standard. E questo è un impegno che assume il Governo.
   Così come un ultimo impegno che, a mio parere, è importante che il
  Governo oggi assuma è quello di dare applicazione, in tempi  brevi,
  alla  legge  47 del 2012. La Sicilia attende ancora oggi  -  e  nei
  prossimi  giorni  mi  impegnerò  affinché  venga  superato   questo
  problema  - la nomina di un garante per l'infanzia e di un  garante
  per la disabilità.
   Soprattutto  sul  tema  del  garante dell'infanzia  e  soprattutto
  dinanzi   alle   difficoltà   che,   oggi,   vi   sono   sul   tema
  dell'accoglienza  dei  minori, credo vi sia  la  necessità  che  la
  Regione  abbia  questo  ulteriore  strumento,  affinché  si   diano
  effettivamente risposte ed affinché vi sia un monitoraggio attivo e
  costante su queste tematiche.
   Detto  ciò,  pertanto,  faccio propria, a  nome  del  Governo,  la
  mozione  presentata, così come gli emendamenti 277.1  e  277.2  che
  sono  stati  presentati,  facendo  semplicemente  riferimento,  per
  quanto  riguarda  il  277.1,  al fatto che  l'assistenza  igienico-
  sanitaria  è in gran parte, comunque, resa dall'impegno  che  viene
  svolto   dall'Assessorato  alla  sanità  e  dalle   strutture   sul
  territorio dell'Assessorato stesso.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sulla mozione.

   CAPPELLO.  Dichiaro  che l'intero gruppo Movimento  Cinque  Stelle
  appone la firma alla mozione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Praticamente  tutta  l'Assemblea presente  appone  la  firma  alla
  mozione presentata dalla collega Cirone.

   MUSUMECI. Non sappiamo per l'opposizione, ma la maggioranza

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, circa un mese fa è stata   presentata
  sullo  stesso argomento una mozione a mia firma ed a firma di altri
  colleghi. Volevo sapere se sarà discussa o meno.

   PRESIDENTE. Onorevole Gianni, valuteremo se potrà essere assorbita
  anche  da  questa mozione; lo faremo senz'altro con gli Uffici.  La
  ringrazio, intanto, per avere segnalato tale mozione.
   Onorevoli colleghi, dal momento che il Governo ha fatto propria la
  mozione ed anche gli emendamenti che sono stati presentati, ritengo
  non sia necessario porla in votazione.

   MUSUMECI. E' importante sapere chi c'è e chi no.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  277.1,  ovviamente  con il parere favorevole  del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 277.2,  col  parere
  favorevole  del  Governo.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  la mozione così come  emendata,  col  parere
  favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si passa alla votazione dell'ordine del giorno numero 262, a firma
  degli onorevoli Ferreri ed altri, che era stato già distribuito.
   Onorevole  Musumeci,  non so se lei ne ha  copia.  All'ordine  del
  giorno  che  è  stato distribuito è stata fatta  una  precisazione,
  sempre  a  firma  dell'onorevole Ferreri. Ne do  lettura,  per  chi
  magari  non avesse avuto la copia corretta. Alla fine, così recita,
  cito  testualmente:   impegna il Governo della Regione  ad  avviare
  tutte   le   procedure  necessarie  nell'ambito  delle   competenze
  regionali affinché venga nominato un Commissario straordinario  per
  fronteggiare  questa emergenza dotato di tutti i  poteri  necessari
  per  fare  fronte  a  qualsiasi tipo di necessità  che,  con  molta
  probabilità da qui a pochi mesi dovrà essere affrontata .

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  senso  vuole
  essere  quello  di evitare duplicazioni od ulteriori intralci  che,
  poi,  diventano,  di  natura burocratica. Che  sia  un  Commissario
  sempre rappresentato dal Governo, il Presidente della Regione o  un
  suo delegato; lo avevo detto nel mio intervento.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  per  il
  mio  Gruppo desideravo chiedere ai colleghi presentatori, firmatari
  dell'ordine  del  giorno  se intendessero emendare  un  emendamento
  aggiuntivo  affinché  il  Commissario straordinario,  conosciuta  e
  verificata la competenza del Presidente della Regione che è per  la
  politica  dell'accoglienza e, tenuto conto  dell'efficacia  con  la
  quale si muove in tutti i campi dell'amministrazione regionale,  se
  fosse  possibile - so che gli ordini del giorno non sono emendabili
  -,  però,  dobbiamo condividere almeno lo spirito che è  quello  di
  identificare   nel   Presidente  della   Regione   il   Commissario
  straordinario per l'emergenza immigrati.
   Al  tempo  stesso, signor Presidente, le chiedo tre secondi,  solo
  per  esprimere  il mio compiacimento al Governo per avere  raccolto
  l'invito  che  qui  era  stato  da  questa  tribuna  lanciato   dal
  sottoscritto  a  nome del mio Gruppo, ma anche dell'opposizione  di
  centro-destra,  affinché  si istituisse, in  tempi  ragionevolmente
  brevi,  un  tavolo  regionale con la presenza di tutti  gli  attori
  nazionali, locali, sanitari e delegati alle politiche sociali,  per
  affrontare  una  vera e propria calamità di fronte alla  quale,  mi
  consenta  l'Assessore,  il ruolo delle  Ipab  non  può  che  essere
  assolutamente marginale e perfino insignificante.
   Noi  abbiamo  il dovere di prendere atto che questo fenomeno,  nei
  prossimi  mesi,  assumerà dimensioni così vaste da  non  poter  più
  essere controllato e governato con le risorse umane e materiale  di
  cui in questo momento disponiamo nell'Isola.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Musumeci, la  ringrazio,  anche  per  aver
  ricordato  che gli ordini del giorno non sono emendabili,  però,  è
  possibile  -  mi  è  sembrato di capire che ci sia  un  accordo  di
  massima  col  Gruppo  parlamentare Movimento 5  Stelle  -  ritirare
  questo  ordine del giorno e presentarne un altro. Quindi,  sospendo
  l'Aula per un minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa  alle ore 19.22)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Comunico che al nuovo ordine del giorno, che  sto  per
  leggere,  è stata apposta la firma dell'onorevole Musumeci  che  si
  aggiunge a quelle dei precedenti.
   Leggo  il  testo del nuovo ordine del giorno, nella parte  finale,
  visto  che  non  l'abbiamo distribuito in  fotocopia.  Nella  parte
  finale  così recita:  impegna il Governo della Regione  ad  avviare
  tutte   le   procedure  necessarie  nell'ambito  delle   competenze
  regionali,  affinché  venga  nominato un commissario  straordinario
  nella  persona del Presidente della Regione siciliana o di  un  suo
  delegato,  per  fronteggiare questa emergenza, dotato  di  tutti  i
  poteri necessari per far fronte a qualsiasi tipo di necessità  che,
  con   molta  probabilità,   da  qui  a  pochi  mesi,  dovrà  essere
  affrontata.
   Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ZAFARANA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, vorrei soltanto fare  notare  come,
  facendo un'istantanea di quest'Aula in questo momento, praticamente
  i  flussi di deputati all'interno di quest'Aula siano stati  sempre
  gli  stessi,  oggi, per quanto la tematica fosse importante,  dalla
  fine  della  Commissione Bilancio in poi, tutti i  cartellini  sono
  rimasti inseriti. Noi abbiamo all'incirca 38 cartellini inseriti, a
  fronte dei presenti.
   Chiaramente, il voto palese non era nelle nostre corde  chiederlo,
  perché  ci  mancherebbe  pure, una tematica  così  importante,  era
  chiaro che tutto andasse per come doveva andare, ma che ci si renda
  conto  che  in questo momento tutti i colleghi deputati, anche  non
  presenti, hanno preso indebitamente quanto previsto dalla diaria.

   LOMBARDO. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, la ringrazio, anche perché è ormai un
  ringraziamento  dovuto,  perché  l'applicazione  dell'articolo  83,
  quando  presiede  lei l'Aula, è diventata, oramai, una  concessione
  gentile e di questo la ringrazio.
   PRESIDENTE.  Non  glielo  permetto,  onorevole  Lombardo.  Lei   è
  arrivato  in ritardo. Ascolti. Se dobbiamo fare polemica.  Io  sono
  stanco di sopportare polemiche senza motivo.
   L'articolo  83, come lei sa, ha un certo limite di  tempo.  Questo
  tempo,  all'inizio  dell'Aula, lei non c'era, lei  non  c'era,  era
  stato utilizzato.
    Lei arriva adesso, quindi, non le permetto di rivolgersi a questa
  Presidenza con questo tono.
    Si attenga all'intervento, non faccia considerazioni, vada avanti
  e cerchiamo di procedere.

   LOMBARDO.  Mi  fa  piacere che lei guarda quando arrivo  e  quando
  esco. La ringrazio tanto. Sarei più felice se lei fosse più attento
  ai  lavori d'Aula, invece che alla mia presenza o alla mia  assenza
  all'interno dell'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lombardo, o fa l'intervento o si  accomoda.
  La prego.

   LOMBARDO. La ringrazio. Volevo parlare di altro, onestamente. Come
  lei  saprà,  un'ordinanza  della Corte  costituzionale,  depositata
  poche  ore  fa,  ha  avviato  dei dubbi  in  merito  alla  presenza
  all'interno  del  nostro sistema legislativo e di controllo   sulle
  norme  che  questa  Assemblea approva in merito alla  presenza  del
  Commissario   dello   Stato,   forse   anche   nell'articolo    83,
  precedentemente, si era parlato di questo.
   Penso che sia un momento molto importante, Presidente, per avviare
  la  discussione  che non ritengo possa essere avviata  con  ritardo
  perché,  oggi,  è  una giornata certamente storica  ed  importante.
  Viene  sancito un principio che, forse, all'indomani della  riforma
  del  Titolo V, anche con un po' di paura, quest'Aula aveva  cercato
  di rinviare, perché si pensava che l'autonomia anche quando non era
  più  utile  - pensiamo, appunto, alla figura del Commissario  dello
  Stato -, doveva essere esposta come vessillo dietro al quale celare
  privilegi  che non servono più e penso che quest'Aula e anche  lei,
  Presidente,  che ha una sensibilità per il rispetto del Regolamento
  e  delle  norme nazionali e costituzionali debba avviare,  in  modo
  celere  ed  improrogabile, una discussione su  ciò  che  quest'Aula
  vuole  avviare  per  il  mantenimento di  una  figura,  quella  del
  Commissario  dello  Stato,  e  lo dico  perché  il  Partito  a  cui
  appartengo,  da  sempre,  si  è schierato  affinché  questa  figura
  anacronistica venisse abolita. Oggi, i tempi sono  maturi e ritengo
  che questa discussione vada avviata il prima possibile.
   Presidente,  la  ringrazio e sono sicuro che lei  farà  tesoro  di
  questo  mio  intervento e le chiedo scusa se  sono  intervenuto  ai
  sensi dell'articolo 83.

   CIACCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò velocissimo.
  Le faccio un appello per tutelare l'immagine della Presidenza.
   Ho  fatto  già,  per la seconda volta, richiesta di  conoscere  la
  busta  paga  del Segretario generale e ancora non mi è  stata  resa
  nota.  Non  so  più a quale Santo votarmi per avere o confermare  i
  dati che ci sono all'Ars, proprio per tutelare, visto che anche  il
  presidente Ardizzone, spesso ha parlato anche di questo,  di tutela
  dell'immagine delle istituzioni.
   E  proprio  perché le voglio tutelare ribadisco e rinnovo  la  mia
  richiesta.
   Inoltre,  come ho richiesto anche precedentemente, chiedo  pure  i
  costi del sistema informatico Icaro che questa Assemblea utilizza e
  sapere  quali  sono  i  consulenti,  quindi  nome  e  cognome   dei
  consulenti esterni che intervengono a livello informatico, perché -
  ripeto  - per tutelare l'immagine di questa Presidenza, si vocifera
  che  a breve ci sarà un concorso per tale figura e non vorrei  che,
  attualmente,  la  stessa  figura  di  consulente  possa,  come   si
  vocifera, essere il vincitore di tale concorso.
   Le  ripeto, per smorzare e cancellare, anche se sono insinuazioni,
  chiedo cortesemente di avere risposta.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciaccio, anche per l'affetto con  cui
  prende a cuore la Presidenza di questa Assemblea.
   Onorevoli  colleghi,  come  avevo preannunciato  all'inizio  della
  seduta,  l'Aula  sarà  convocata venerdì 9 maggio  2014,  alle  ore
  13.00.

   FALCONE. No, Presidente.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone, ho  abbondantemente  spiegato  le
  ragioni di questo, abbiamo una necessità.
   Allora,  come  avevo  spiegato  abbondantemente  all'inizio  della
  seduta l'Aula sarà convocata venerdì, alle ore 13.00

   FALCONE. Signor Presidente, avevamo chiesto di rinviarla alle  ore
  16.00.

   PRESIDENTE.  Onorevole Falcone, si parla tanto di andare  incontro
  alle esigenze dei cittadini, poi, quando la Presidenza si determina
  per   accelerare  l'iter  di  alcune  cose,  evidentemente,  questo
  discorso non va bene.

   FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che
  noi  non  siamo  per  bloccare questa  Presidenza,  ma  nemmeno  la
  Presidenza può pensare di svolgere delle prerogative che  non  sono
  proprie  nel  senso  che dobbiamo ancora discutere  il  disegno  di
  legge,   che  deve  essere  emendato  in  Commissione;  quindi   la
  discussione partirà solo domani. Dopodiché, noi siamo disponibili a
  trovare  un  punto  di incontro, ad accelerare  i  tempi,  però  le
  chiediamo  di spostare l'inizio della seduta dalle ore  13.00  alle
  ore 16.00, per consentire ad alcuni colleghi di essere qui.
   Io  non  penso  che stia cadendo il tetto di qualche edificio.  In
  più,  aggiungo  che  lo  facciamo  nello  spirito  di  trovare   in
  Commissione  una  intesa e di trovare qua una intesa.  Noi  abbiamo
  posto   anche  dei  paletti.  Stiamo  attenti,  Presidente,  perché
  accelerare  non significa che necessariamente si porti a compimento
  questo  disegno di legge, quindi lei corre il rischio di accelerare
  da  un  lato  e  ritardare dall'altro lato.  La  richiesta  che  le
  facciamo  dunque è quella di spostare di tre ore, dalle 13.00  alle
  16.00 la convocazione dell'Assemblea.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per un minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 19,31, è ripresa alle ore 19,32)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone per il suo intervento.
   Tengo a sottolineare che la decisione iniziale delle ore 13.00 non
  è stata di mia iniziativa, ma è dovuta al fatto che c'era stata una
  breve  interlocuzione  col presidente della Commissione  e  avevamo
  deciso  in tal senso. Però, se le tre ore per lei risultano  essere
  così  importanti,  la Presidenza non ha alcun problema  a  spostare
  dalle 13.00 alle 16.00.
    Pertanto, la seduta è rinviata a venerdì, 9 maggio 2014, alle ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

   III - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio
               finanziario 2014 e alla legge  Disposizioni programmatiche e
               correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale.'
               Disposizioni varie.  (n. 724)

  2)  -   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
  liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-31-
  132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
  662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            3)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            4)  -  Procedure per il rilascio delle certificazioni di
               abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
               singole porzioni di costruzioni.  (nn. 653-469/A)  (Seguito)

               Relatore: on. Fazio

            5)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            6)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            7)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            8)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            9)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            10)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            11)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            12)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 19.32

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli