Presidenza del vicepresidente Venturino
FAZIO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Micciché, Lo Sciuto, Grasso
e Trizzino hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle Commissioni:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Modifiche all'articolo 63, comma 1, lettera c), della legge
regionale n. 32/2000. Contributi in conto interessi per il
ripianamento delle esposizioni debitorie di piccole e medie imprese
commerciali. (n. 747)
di iniziativa parlamentare, inviato il 5 maggio 2014.
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Fondo regionale di rotazione per le spese di demolizione. (n.
703)
di iniziativa parlamentare, inviato il 5 maggio 2014.
- Disposizioni in materia di smaltimento e trattamento dei residui
vegetali derivanti da lavorazione agricola e forestale. (n. 744)
di iniziativa parlamentare, inviato il 5 maggio 2014, parere III E
UE.
Comunicazione di proroga di termine per espressione di pareri
PRESIDENTE. Comunico che ai sensi dell'articolo 70 bis del
Regolamento interno è stato prorogato di venti giorni, decorrenti
dalla data di scadenza delle richieste di parere già assegnate alla
I Commissione Affari istituzionali', il termine previsto per
l'espressione dei pareri n. 28/I 'Azienda ospedaliero-universitaria
Policlinico P. Giaccone di Palermo. Designazione direttore
generale', n. 29/I 'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico
Vittorio Emanuele di Catania. Designazione direttore generale' e n.
30/I 'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico G. Martino di
Messina. Designazione direttore generale'.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1920 - Chiarimenti circa gli esiti del tavolo tecnico
sull'immigrazione.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Ragusa Orazio
N. 1922 - Chiarimenti sulla decisione di affidare integralmente ai
privati la gestione del servizio idrico in provincia di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1921 - Iniziative per adeguati ed effettivi standard dei
servizi erogati dalle residenze sanitarie assistenziali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Fiorenza Dino; Federico Giuseppe; Grasso Bernadette
Felice; Cordaro Salvatore; Alongi Pietro; Bandiera Edgardo ;
Panarello Filippo; Lo Sciuto Giovanni; Lentini Salvatore; Currenti
Carmelo; Arancio Giuseppe Concetto; Malafarina Antonio; Cirone
Maria in Di Marco; Maggio Maria Leonarda; Milazzo Antonella Maria;
Gianni Giuseppe; Ioppolo Giovanni; D'Asero Antonino; Cimino Michele
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1911 - Notizie sull'accordo di programma e il contratto di
servizio per il trasporto regionale su rotaia.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Foti Angela; Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
N. 1912 - Iniziative finalizzate a evitare la chiusura
dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Bandiera Edgardo
N. 1913 - Chiarimenti sulle modalità di erogazione dei contributi
di cui al fondo per il miglioramento dell'efficienza dei servizi di
polizia municipale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Foti Angela; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1914 - Notizie relative alle richieste di dichiarazione
reddituale ISEE per i lavoratori ASU degli enti locali in Sicilia.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Miccichè Gianluca Antonello; Dina Antonino; Firetto
Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita; Ragusa Orazio; D'Agostino
Nicola; Turano Girolamo
N. 1915 - Interventi urgenti sulla strada provinciale che collega
San Cipirello con Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana
Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 1916 - Chiarimenti in merito ai collegamenti via mare Trapani-
Pantelleria.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Tancredi Sergio; Ciancio Gianina; Cappello Francesco;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Zafarana Valentina;
Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Siragusa
Salvatore; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; La Rocca
Claudia
N. 1917 - Iniziative urgenti per garantire la fruizione pubblica
del tratto di spiaggia della frazione di San Giorgio di Gioiosa
Marea (ME) in conformità alle prescrizioni normative esistenti e
per la riqualificazione del litorale marino medesimo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 1918 - Interventi urgenti per la riscrittura entro i termini
previsti dall' Unione europea dell'accordo di partenariato per la
programmazione dei fondi europei 2014-2020.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Grasso Bernadette Felice
N. 1919 - Notizie sulla gestione del teatro stabile Biondo di
Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Anselmo Alice
N. 1923 - Chiarimenti sull'annunciata dismissione degli immobili
di pertinenza della stazione ferroviaria di Caltagirone.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1924 - Chiarimenti sull'erogazione e gestione del servizio
idrico nella città di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 1925 - Chiarimenti sul comportamento tenuto durante la seduta
consiliare del 6 marzo 2014 dal Vicepresidente del Consiglio
comunale di Riposto (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 177 - Chiarimenti sulla mancata redazione del piano economico
finalizzato prevalentemente al risanamento ambientale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Economia
Firmatari: La Rocca Claudia; Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente mozione:
numero 300 "Impegno del Governo della Regione in ordine al diniego
di autorizzazioni di ricerca e prelievo di idrocarburi e
coltivazione di campi geotermici sul territorio regionale
nonché alla revoca di quelle già rilasciate", degli onorevoli
Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Zafarana
Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano, presentata il 6 maggio 2014.
Avverto che la mozione testé annunziata sarà demandata, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Discussione della mozione n. 178 «Verifica del rapporto che
intercorre tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
e la concessionaria che si occupa della gestione delle autostrade
siciliane con eventuale adozione di misure alternative»
PRESIDENTE Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 178 Verifica del rapporto che
intercorre tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e
la concessionaria che si occupa della gestione delle autostrade
siciliane con eventuale adozione di misure alternative', a firma
degli onorevoli Grasso, Lantieri, Cordaro, Cimino e Clemente.
Non essendo il Governo presente in Aula, si prosegue con il terzo
punto all'ordine del giorno
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 277
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 277 «Interventi di sostegno per
l'assistenza ai minori stranieri non accompagnati», degli onorevoli
Cirone; Gucciardi; Lupo; Alloro; Raia e Milazzo Antonella Maria.
Non essendo presente in Aula l'assessore, il punto all'ordine del
giorno viene rinviato.
Onorevoli colleghi, fisso a venerdì 9 maggio, alle ore 13.00, il
termine per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge
"Procedure per il rilascio delle certificazioni di
abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
singole porzioni di costruzioni" (nn. 653-469/A), incardinato nella
seduta di ieri.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
essere poco gradevole nei confronti della Presidenza, dicendo che
mi pare un po' fariseo, se non addirittura ipocrita il suo
ragionamento, ma cosa c'entrano gli altri settantacinque deputati
con i lavori della Commissione?
La Commissione Bilancio è composta solo da quindici persone; io
sono in questo momento in Aula perché ritengo che i lavori
dell'Aula devono avere la precedenza su qualsiasi altra cosa e non
è possibile che la Presidenza che lei regge possa giustificare il
fatto che la maggior parte dei colleghi, invece di essere questa
sera in Aula a svolgere la propria attività, il proprio dovere ed i
compiti per cui vengono votati e pagati dai cittadini, sono in
altri posti.
La Commissione Bilancio può lavorare anche questa notte, a
mezzanotte, alle due, alle tre, come ha sempre fatto, ma questo non
giustifica coloro i quali non sono componenti della Commissione
Bilancio ed oggi non sono presenti in Aula.
La gente ci ascolta, ci vede e poi il rischio concreto, vero e
certo è che il fango arriva su tutti e questo non è possibile
perché di fronte a gente che non fa il proprio dovere ci sono altri
che sono qui e che, contemporaneamente, stanno facendo la
Commissione Bilancio ed anche l'Aula. Quindi, non vedo il motivo
per il quale devono essere giustificati coloro i quali non fanno
parte della Commissione Bilancio e non sono in Aula.
TURANO. Faccia i nomi
VINCIULLO. Non devo fare i nomi di nessuno perché ci stanno
riprendendo, onorevo Turano, ed anche questi eccessi di
comportamento non reggono.
Oggi sono qui, e le chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83
del Regolamento interno, perché aspettavamo in Aula l'Assessore per
le infrastrutture, insieme ad altri Assessori che in questo momento
non sono impegnati in Commissione, e pertanto non si capisce perché
alla latitanza del Parlamento segua una latitanza da parte del
Governo.
E la Presidenza pensa di giustificare sia l'una sia l'altra. Io mi
sarei aspettato da lei che, nella qualità di Presidente di questo
Parlamento, avesse bacchettato sia il Governo sia i deputati
assenti, non cercando invece di coprire sia l'uno sia l'altro.
Oggi avremmo dovuto parlare di un argomento molto importante, del
comportamento tenuto dal Consorzio per le Autostrade Siciliane
(CAS). Questo Consorzio, che doveva sorgere come uno strumento
snello, atto a favorire la diffusione delle infrastrutture in
Sicilia, si è rivelato essere una zavorra. Oggi dovevamo discutere
se questa zavorra debba continuare ad essere uno strumento di
oppressione per la Sicilia, o se questo Parlamento debba adeguarsi
a quella che era stata la volontà del Ministero per le
infrastrutture quando, con il Ministro Matteoli, aveva deciso di
chiudere il CAS e di assumere presso di sé la responsabilità della
realizzazione delle infrastrutture.
Signor Presidente, ieri è successo un fatto gravissimo, che
nessuno sta cercando di contrastare e di contestare come sarebbe
dovuto essere. Ieri il CAS avrebbe dovuto consegnare i lotti 6, 7 e
8 della Siracusa-Gela, dei fondi che sono in parte - come
ricorderanno i funzionari di quest'Assemblea - frutto del
cofinanziamento della Regione. Vi fu un mio emendamento del 2010
che stanziava i 56 milioni di euro a favore dell'autostrada, ma 320
milioni di euro sono fondi non regionali, in minima parte fondi
statali, e per la maggior parte fondi europei. Questi fondi li
dobbiamo spendere entro il 30 giugno del 2015, e dobbiamo
collaudare l'opera entro il 30 dicembre dello stesso anno.
Bene, il CAS, anziché velocizzare, nel rispetto della norma -
perché se non è convinto vada alla procura a denunciare eventuali
imperfezioni che vi sono state nella gara, ma la gara l'ha fatta il
CAS - il corso della consegna dei lavori, ieri non li ha
consegnati, e non ci ha spiegato il motivo per il quale non l'ha
fatto. Non ha spiegato per quale motivo sta operando per perdere
320 milioni di euro di fondi europei. Non ci ha detto per quale
motivo, di fronte a migliaia di persone che muoiono di fame e che,
attraverso questo lavoro, potrebbero trovare finalmente
un'occupazione, non consegna l'opera.
E noi oggi, anziché trattare dell'operato e del comportamento del
Consorzio per le autostrade siciliane, oppure del Consorzio che
vuole impedire la realizzazione delle autostrade siciliane,
dobbiamo ascoltare il suo sermone da 'parroco di campagna' che ci
viene a dire che il Governo non ha responsabilità per la sua
assenza in Aula, e che i deputati non sono impegnati in altre
attività.
Questo non lo consentiamo quando ci sono migliaia di persone che
muoiono di fame e c'è il rischio concreto che oltre 700 miliardi
delle vecchie lire vadano persi.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non comprendo la similitudine
fatta col 'parroco di campagna', non credo di avere usato toni da
sermone, ma ho semplicemente esposto quale fosse il percorso che
abbiamo fatto per arrivare a questo punto.
Ho apprezzato il suo intervento, che ha sollevato delle questioni
importanti. Invito, però, dato che ci sono le telecamere a
riprenderci, di evitare certi atteggiamenti in Aula, cercando
invece di lavorare tutti all'unisono verso le necessità del
momento. Oggi la necessità è quella di accelerare i tempi per
portare il prima possibile in Aula il disegno di legge n. 724.
Questa Presidenza non sta proteggendo nessuno; e per quanto
riguarda il richiamo al Governo, non raccolgo l'appunto
dell'onorevole Vinciullo, perché più volte ho sottoscritto in
diverse sedi ed ho avuto l'opportunità di mostrare le mie
perplessità sull'atteggiamento del Governo in quest'Aula.
Non raccolgo, quindi, questo tipo di suggerimento.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché nella seduta di ieri ho chiesto al Presidente alcune notizie
ed il Presidente, nel suo intervento di ieri sera e nella
conferenza stampa che ha fatto stamattina, diceva ed ha affermato
che con le notizie che ho chiesto, ho cercato di calunniarlo.
Benissimo Vada nelle sedi competenti e mi denunzi per calunnia.
Io, però, quando chiedo delle notizie, le chiedo per avere
contezza sul comportamento di ognuno di noi e, sicuramente, non è
il sottoscritto che si deve vergognare delle notizie che chiede per
la spesa dei soldi pubblici, specialmente di questa onorata
Assemblea.
Veda, ho avuto il resoconto della conferenza stampa, e mi si dice
che li ho calunniati perché li ho accusati di aver percepito il
contributo su gomma, ho riflettuto un poco e ho detto: Mah,
qualche cosa di anomalo c'è . E mi sono andato ad informare. Dalle
informazioni che ho avuto, chiedo al Presidente se corrisponde a
verità, perché quando faccio un intervento e chiedo delle notizie,
è chiaro che le notizie non le conosco.
E lo faccio in questa maniera perché, proprio dal Regolamento e da
tutti i DPA che fa il Consiglio di Presidenza, qualche trabocchetto
ci può essere.
Ed allora, nel mio intervento di questa sera chiedo al Presidente
altre notizie, se corrisponde al vero che il Consiglio di
Presidenza, dal 2008 al 2012, nella XV legislatura, prendeva
l'assegno e contemporaneamente aveva assegnata la macchina, se è
vero che prendevano tutti e due i privilegi, perché io li chiamo
privilegi.
Quando si chiedono sacrifici ai cittadini, la rappresentanza si
mette da parte. E non è perché da 17 si passa a 7 macchine, si
giustifica il proprio operato. Io sono convinto che le macchine
debbano essere eliminate perché siamo in un momento eccezionale
della politica siciliana e tutti gli occhi dell'Italia sono rivolti
a questa Assemblea.
Sarò, quindi, grato se per la seconda volta sto calunniando, ma se
chiedere notizie significa calunniare, allora, dica al Presidente,
che mi ascolta in questo momento, che sarò felice sempre di
chiedere notizie e che lui mi denunci sempre per calunnia.
CIRONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
esagitare gli animi, ma davvero sono basita, perché la situazione
che stiamo vivendo come deputati ha qualcosa di kafkiano, nel senso
che per questa settimana, a noi è stato comunicato che avremmo
dovuto essere in Aula, per svolgere il nostro lavoro, il 6, il 7 e
l'8 maggio e credo che l'ordine del giorno che ci è stato
distribuito è di tale ponderosità che il lavoro non ci sarebbe
davvero mancato.
Invece, questa sera tocca a lei, Presidente - le toccano sempre
parti difficili in commedia - di venirci a notificare che oggi
pomeriggio praticamente abbiamo finito e ai deputati non resta
altro che attaccarsi alla zattera - e meno male che c'è -
dell'articolo 83 del Regolamento interno per riuscire ad esprimere
un'opinione e a dare un contributo in quest'Aula.
Allora, credo che vi sia una mancanza di rispetto nei confronti
del ruolo dei deputati, vi sia una convinzione che tutto va bene in
Sicilia 'Madama La Marchesa', che i problemi che abbiamo segnalato,
per cui vi sono disegni di legge, mozioni, possono essere
affrontati in una sorta di mondo limbico in cui il tempo non ha
valore e io sono qui, invece, a ribadire che noi abbiamo doveri, ma
anche diritti.
Dovere di fare bene il nostro ruolo con onestà nei confronti della
collettività; diritti nel senso che nel momento in cui abbiamo
elaborato proposte, abbiamo necessità di presentarle in quest'Aula,
di conoscere il parere dei nostri colleghi e, se sono corrette,
portarli verso la soluzione delle domande della nostra comunità.
Quindi, io esprimo davvero con grande disagio un giudizio
preoccupato su questo modo di condurre e di sfruttare le persone
che i siciliani hanno eletto e portato in questo Parlamento. Noi
abbiamo il dovere di essere messi a frutto, ed essere messi a
frutto significa che quello che elaboriamo, che riusciamo a
proporre nelle Commissioni di merito, abbia una sua effettiva ed
efficace risposta in quest'Aula.
Se questo non accade, io le confesso, signor Presidente, che vedo
assolutamente deprezzato il nostro lavoro e il giudizio che viene
fuori dalla comunità, condivisibile.
Io non mi sento utilizzata. E torno ad un tema che ho già
sollevato ieri sera che riguarda una mozione presentata più di un
mese e mezzo fa, che ha avuto la firma di altri colleghi, ma sono
sicura che avrebbe la firma di tanti altri se potessero averne il
testo, che riguarda la condizione dei minori soli non accompagnati
in condizioni di migranti.
Ora, si può discutere pure tra tre mesi questa cosa, forse si può
anche non discutere, ma si deve sapere che c'è un tempo nel quale
le istituzione devono decidere e sono amareggiatissima che il
Governo, che pure aveva manifestato attenzione per questa mozione,
questa sera non sia in Aula.
Ha ragione l'onorevole Vinciullo quando dice che la Commissione
Bilancio può continuare a lavorare, e ci faccia sapere quanto prima
cosa ha deciso e cosa possiamo portare in Aula. Ma noi perché non
dobbiamo continuare ad operare cercando di fare cose utili?
Allora, signor Presidente, io affido alla sua sensibilità di uomo
delle Istituzioni e di rappresentante di quest'Aula questo
malessere che non è solo mio, sento esprimere nei gruppi, e che
deve essere una volta per tutte risolto.
Dopodiché le chiedo, siccome la mozione è qui, o che il Governo
c'è o che il Governo non c'è, mettiamola ai voti e vediamo se
passa.
PRESIDENTE. Onorevole Cirone, condivido gran parte del suo
intervento, ma l'unica cosa che non condivido è quando lei dice che
non c'è rispetto. Più che mancanza di rispetto a me verrebbe in
mente di dire, probabilmente, che c'è una mancanza di
programmazione.
E poi, noi possiamo discutere una mozione così importante, che
personalmente firmerò anch'io, senza la presenza del Governo, ma
diventerebbe della serie: noi ce la cantiamo, noi ce la suoniamo .
Quindi, non è un problema di mancanza di rispetto, in questo
momento questa Presidenza si trova nella necessità di ottimizzare i
tempi, per cui quando dico di rimandare a venerdì, proprio per
accelerare un altro iter.
Onorevole Cappello, pazienti un attimo, poi potrà dare sfogo alle
sue esternazioni.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, sono costretto a rivolgermi a lei. Lei,
purtroppo, è sfortunato perché presiede le sedute sempre quando
qualche deputato chiede di lavorare e lei si attiene
scrupolosamente al dettato della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari che definisce il tempo dei lavori e gli
argomenti da trattare non tenendo conto delle necessità che l'Aula
rappresenta. E' la seconda volta che capita Lei si ricorderà bene
che sono stato costretto a fare appello all'autorevolezza che il
ruolo le dà, chiedendo di trattare quel disegno di legge che poi,
finalmente, dopo tre mesi, fu approvato.
La verità è che, chiaramente, c'è un malessere della politica e,
forse, non tutti controllano tutto. Ora, l'onorevole Cirone ha
appena finito di porre all'attenzione un argomento - come ieri sera
ha fatto la collega del Movimento Cinque Stelle della provincia di
Ragusa - che a tanti di noi per ora non fa dormire sonni
tranquilli, per un problema morale, per una coscienza che
quest'Aula ha e che forse altri non hanno.
Intervengo perché sollecitato dalle parole dell'onorevole
Vinciullo. L'onorevole Vinciullo ha fatto una difesa d'ufficio del
suo territorio che ancora oggi viene privato di un'opera
strategica, il lotto 678 che il CAS doveva consegnare.
Ecco, ha visto, signor Presidente, quando l'Aula è irrequieta e
contesta arriva qualcuno del Governo.
Allora, stavo dicendo questo. L'onorevole Vinciullo sbaglia quando
pone l'attenzione soltanto sulla realizzazione di una struttura
strategica che è l'autostrada che collega quella porzione di
territorio. Sbaglia a difendere solo quel pezzo di lavoro.
Io ancora non ho dimestichezza con i volti dei nuovi Assessori. Se
non ricordo male l'Assessore che è entrato ora è l'Assessore per la
famiglia. Perché dico questo? Perché credo che la Presidenza
dell'Assemblea dovrebbe calendarizzare una seduta ad hoc per fare
il punto della situazione su quali sono le opere strategiche che si
devono realizzare in Sicilia e quali sono le opere che, nonostante
abbiano un finanziamento, ancora non vengono definite. Sto
parlando, nello specifico, di un'arteria importante della mia
provincia, importante quanto quella che l'onorevole Vinciullo ha
rappresentato per la Siracusa-Ragusa, sto parlando della bretella
autostradale che collega Mazara del Vallo con Trapani che,
nonostante, e l'ho detto più volte in quest'Aula, sia stata
finanziata con Delibera CIPE dell'agosto del 2011 ancora l'ANAS non
provvede alla definizione del progetto esecutivo.
Io so che nella Delibera di Giunta che riprogrammava le risorse il
Governo della Regione confermava lo stanziamento per
centotrentaseimilioni di euro perché l'ANAS si impegnava a definire
la progettazione entro il mese di maggio del 2014. Siamo a maggio
del 2014 e credo che l'intera provincia di Trapani e l'intera
Sicilia abbiano il diritto di sapere quando cominceranno questi
lavori.
Allora, signor Presidente, è possibile, è una richiesta formale,
che l'Assemblea regionale siciliana tenga una seduta - e la prego
anche sulla definizione del rinvio dei lavori d'Aula, non si può
chiedere alle persone che vengono da tutta la Sicilia di rimanere
qua martedì, mercoledì e giovedì per poi scoprire di rinviare
l'Aula a venerdì, la prego, lavoriamo quando veniamo chiamati,
piuttosto che rimanere per non concludere niente -, le chiedo
formalmente, se non ritiene opportuno di fissare una riunione
dell'Assemblea regionale siciliana con all'ordine del giorno la
definizione, la tempistica delle opere strategiche che in Sicilia
si devono realizzare e che sono state finanziate con la Delibera
CIPE del luglio del 2011, al fine di sapere con precisione quali
sono queste opere e quando saranno realizzate. E visto che è
arrivato l'Assessore per la famiglia, lo pregherei di riferire
tempestivamente come il Governo si sta attrezzando per garantire un
minimo di umanità e dignità a questi profughi che arrivano da aree
devastate da guerre e che qua hanno diritto di trovare
un'accoglienza quanto più dignitosa possibile.
PRESIDENTE. Onorevole, come lei sa, è la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che decide che cosa trattare in Aula.
TURANO. Ma se la Conferenza non governa più l'Aula
PRESIDENTE. E lei è rappresentato nella Conferenza dal suo
capogruppo. Sono certo che, se lei farà valere le ragioni che ha
esposto qui anche al suo capogruppo, non ci sarà alcun problema a
portare in Aula quanto prima la discussione che lei ha appena
sottolineato.
Allora, nel frattempo è arrivato l'assessore per la famiglia,
Bruno, per cui dopo, aver dato la parola all'onorevole Cappello,
possiamo eventualmente passare a discutere la mozione numero 277
Interventi di sostegno per l'assistenza ai minori stranieri non
accompagnati , a firma dell'onorevole Cirone.
PANEPINTO. Dichiaro di apporre la firma alla mozione numero 277
della collega Cirone.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Appena tratteremo la
mozione vedremo chi vorrà apporre la firma perché sono certo che
anche altri vorranno farlo, quindi, parleremo di questo fra un
attimo.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
ovviamente farò un intervento di tenore totalmente differente
perché le avrei chiesto appunto di retrocedere dalla sua decisione
di rinviare l'Aula sic et simpliciter per la mancanza
dell'Assessore, ma visto che, a questo punto, tratteremo questa
mozione della cui discussione, della indifferibilità della stessa
avrei detto non essere possibile, anche perché lei viene da Piazza
Armerina, io vengo da Caltagirone, lei sa che circa tre giorni fa a
Caltagirone, allo scuro pare del sindaco, della Questura, delle
autorità sono arrivati più di duecento minori migranti non
accompagnati, attualmente sono ospiti di una struttura che pare
presumibilmente essere inidonea, molti di questi sostanzialmente
sono scappati.
Ci troviamo in una situazione di emergenza per la quale la Casa
delle fanciulle, che è una struttura che sarà adibita ad hoc, cioè
per i minori migranti, è chiusa perché il Ministero dell'Interno
non paga l'ultima tranche all'impresa costruttrice di circa 350
mila euro e dovrebbe essere questa la casa destinata ai migranti
minori non accompagnati più grande della Sicilia.
Però, intervengo anche per chiederle di intercedere presso la
Commissione della quale faccio parte e nella quale giace, da più di
un mese, un disegno di legge che riguarda l'immigrazione.
Come lei sa la nostra Regione è una delle poche che, pur vivendo
questo triste e gravissimo problema che ormai non è più una
emergenza ma è la normalità, sembra essere distante mille miglia da
quello che succede a Caltagirone, a Mineo, ad Augusta, a Milazzo e
da questo tema non possiamo più essere distanti, non possiamo più
girarci dall'altra parte, né vogliamo girarci dall'altra parte,
quindi è necessario che questo disegno di legge concluda il suo
iter, visto che in questo momento si trova dentro un cassetto
nell'ambito della I Commissione, che giunga immediatamente in Aula
e che venga votato.
Chiedo, altresì, all'Assessore presente e anche agli Assessori che
per il momento non ci sono e al Presidente della Regione di
intervenire presso il Consiglio dei Ministri, presso l'Unione
Europea perché abbiamo la necessità, a mio avviso - lo dissi
qualche mese fa - che questo Presidente della Regione si assuma la
responsabilità per la straordinarietà o la normalità in cui stiamo
vivendo gli sbarchi e questa situazione che ormai è divenuta
intollerabile.
Abbiamo il dovere di accoglienza, abbiamo il dovere di garantire,
però, anche la sicurezza dei siciliani e tutte e due le esigenze
non sono assolutamente incompatibili. Abbiamo soprattutto il dovere
di informare la nostra comunità per far sì che questa non venga
colta di sorpresa. Non possiamo essere la piattaforma della quale
l'Europa può disporre come meglio ritiene sulla nostra pelle e
sulle nostre spalle. Per questo chiedo al Governo questa assunzione
di responsabilità ed a lei, altrettanto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 277
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo presente in Aula
l'assessore per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro,
avvocato Bruno, si riprende il al III punto dell'ordine del giorno:
discussione della mozione n. 277 «Interventi di sostegno per
l'assistenza ai minori stranieri non accompagnati», degli onorevoli
Cirone; Gucciardi; Lupo; Alloro; Raia e Milazzo Antonella Maria.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il fenomeno dell'approdo sulle coste siciliane di immigranti ha
assunto negli ultimi tempi dimensioni rilevanti e che
prevedibilmente subirà un incremento nell'imminente stagione
estiva;
gli immigrati, suddivisi per tipologia (migranti maggiorenni soli,
nuclei parentali, nuclei monoparentali, minori stranieri non
accompagnati), vengono trasferiti nei CPA (Centri di Prima
Accoglienza) ed in strutture volte esclusivamente alla prima
accoglienza, comunque pagati dalle Prefetture e, quindi, con fondi
del Ministero degli Interni;
il problema dell'assistenza si pone nella fase successiva dove le
strutture devono affrontare costi notevoli dovuti ad obblighi di
legge senza la certezza della copertura delle spese;
RILEVATO che per superare tali difficoltà, il finanziamento di
circa 450 SPRAR in tutta Italia, a seguito del bando pubblicato dal
Ministero degli Interni, Dipartimento delle Libertà Civili ed
Immigrazione, conclusosi il 29 gennaio u.s. con la pubblicazione
della graduatoria definitiva dei progetti, garantirà a breve la
disponibilità di circa 16.000 posti in strutture che per tre anni
dovranno accompagnare l'inserimento sociale, socio-lavorativo,
ecc., degli immigrati nel nostro Paese o prepararli a vivere nel
contesto europeo (anche in questo caso i fondi sono garantiti dal
Ministero degli Interni);
CONSIDERATO che:
rimane invece assolutamente drammatica, sotto tanti punti di
vista, la situazione dei minori stranieri non accompagnati, ovvero
i minorenni soli che giungono nelle nostre coste;
i meccanismi di protezione verso tali individui nella nostra
Regione obbligano l'inserimento degli stessi presso strutture
(comunità alloggio, case famiglia, case protette per minori, ecc.)
con una retta giornaliera stabilita in euro 70 per ogni minore
immigrato;
tale retta, in questo momento, a seguito della emanazione da parte
del Dipartimento regionale della Famiglia delle circolari 5/2013 e
7/2013, grava sui comuni ove si trovano le comunità stesse;
OSSERVATO che:
è considerata comunità alloggio per minori (10 posti al massimo)
la struttura che, iscritta all'albo regionale di cui alla legge
22/86, garantisce standard strutturali e organizzativi rispondenti
ai dettami della stessa legge (4 educatori assunti con contratto a
tempo indeterminato e full time 36 ore settimanali; 1 ausiliario
anche part time, 1 psicologo a convenzione, 1 infermiere
professionale a convenzione ma con reperibilità notturna, 1
assistente sociale in convenzione) che determinano il costo di 70
per minore immigrato;
se a ciò si aggiungono vitto, alloggio, costi di gestione (luce,
telefoni, pocket money settimanale, sim card, vestiario, costi per
l'educazione (partecipazione a corsi di formazione, libri
scolastici, ecc.), appare evidente come l'80% dei comuni in cui
insistono le strutture per minori in Sicilia, per ovvi motivi
ascrivibili ai propri asfittici bilanci e alle problematiche
relative al bilancio regionale, non riescono neppure ad anticipare
le rette destinate alle strutture ospitanti;
VISTO che:
ciò ha già fatto sì che molte strutture abbiano rifiutato i minori
stranieri e un buon 15% abbiano già chiuso i battenti nel
territorio siciliano per fallimento, con consequenziale
licenziamento dei soggetti enunciati in standard organizzativi di
cui sopra;
la partita della solidarietà deve essere equamente distribuita tra
tutti e non può pesare esclusivamente su un centinaio di comuni
siciliani, peraltro esasperati perché il ristoro dei fondi
regionali (che dovrebbe essere fino all'80% dei costi sostenuti e
documentati) spesso non arriva neanche al 50% per le note vicende
inerenti al bilancio della Regione anche degli anni precedenti,
impegna il Governo della Regione
ad interessarsi con l'apporto indispensabile del Governo nazionale
e dell'Unione Europea, per la partita relativa ai minori stranieri
non accompagnati, con l'affido ai comuni esclusivamente dei compiti
di verifica e controlli, istituendo un capitolo di spesa ad hoc e
diversificando le questioni relative ai ricoveri dei minori
italiani 'dai ricoveri degli minori stranieri non accompagnati';
ad assumere iniziative per fare allentare immediatamente la morsa
degli standard strutturali della legge n. 22 del 1986 in quanto se,
come è vero, bisogna ridurre le rette e la spesa complessiva, non è
però possibile 'strangolare' le strutture obbligandole al
mantenimento di requisiti vecchi di ben 28 anni che comportano una
eccessiva rigidità della spesa;
a valutare la possibilità di utilizzare le Ipab siciliane
destinandole all'accoglienza dei minori, stabilendo
contemporaneamente retta giornaliera e dotazione finanziaria;
ad istituire una cabina di regia regionale che, in sintonia con il
Ministero del lavoro, raccordi disponibilità e richieste
provenienti dalle strutture del territorio in merito
all'accoglienza dei migranti soli non accompagnati». (277)
Ha facoltà di intervenire l'onorevole Cirone per illustrarla.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la discussione
di questa mozione stiamo consentendo a quest'Aula ed alla più
importante Istituzione siciliana di stare più vicina a tutti coloro
che, in questo momento, sul campo dell'immigrazione stanno
operando, e sono davvero tanti. Ci sono le prefetture, ci sono i
comuni, c'è il volontariato, ci sono le parrocchie, ci sono
semplici cittadini perché questa è anche la nostra Sicilia.
Quindi, se ci sono sicuramente tanti problemi che questa ondata
destinata a non essere emergenziale, ma ad essere una ondata che
proseguirà anche negli anni a venire, sappiamo che la cittadinanza
siciliana e le istituzioni del territorio hanno affinato o stanno
affinando comportamenti, iniziative e scelte che devono
inorgoglirci come Istituzione. Quindi, a maggior ragione dico che
dobbiamo recuperare ritardi che ci sono e che sono, secondo me,
recuperabili se la Regione assumerà questa importante azione come
una delle sue azioni determinanti, un suo nuovo modo di essere,
scegliendo di fare di quest'Isola quella piattaforma di accoglienza
e di ospitalità che si sta rivelando tale con gli afflussi che,
giorno dopo giorno, si susseguono.
La mozione in esame, però, non riguarda tutti i migranti e
bisognerebbe, invece, affrontare il tema in maniera più
complessiva, ma riguarda un'emergenza nell'emergenza e cioè quella
dei migranti soli non accompagnati minorenni.
Non so se è capitato a voi di entrare nella Sala Gialla in questi
giorni, in fondo nella parete minore, appena si entra, vi è una
bellissima tela di un importante pittore siciliano che racconta
l'arrivo di un gruppo di migranti dalle coste africane, ma non è di
quelli seduti per terra con accanto una bottiglietta d'acqua che
voglio parlarvi, ma di una donna, di una volontaria che tiene in
alto un bambino per cercare di trasportarlo dal mare alla
terraferma. E' un simbolo importante che, in questo momento, stiamo
ospitando e che mi consente di dire che, rispetto alla questione di
minorenni non accompagnati, abbiamo - appunto - dei doveri in più.
Pensate per un momento alle madri ed ai padri che hanno dovuto
strapparsi dal cuore questi ragazzi, queste giovani creature e
consentire che si affidassero ad un viaggio lunghissimo,
perigliosissimo, dove hanno sofferto la fame e la sete, hanno
sofferto le vessazioni più gravi per cercare in casa di Europa un
po' di salvezza, un po' di ristoro alla pena - appunto - dalla
quale cercano di sottrarsi.
Arrivano sulle nostre coste e, quando vengono accolti, passano dai
centri di prima accoglienza per una fase - come dire - di
immediata accoglienza e, poi, vengono destinati ad alcune tipologie
di strutture. Quelli che sono minori richiedenti asilo finiranno
negli SPRAR; per fortuna il Ministero degli Interni ne ha
finanziati 450 negli ultimi mesi e questi opereranno accanto a
questi ragazzi per tre anni, dando loro conforto, educazione,
soluzione almeno alle questioni più urgenti.
Vi sono, invece, quelli minori non accompagnati, soli appunto, che
arrivano e devono essere destinati ad una qualche ospitalità. Bene,
questi normalmente vengono affidati a comunità-alloggio, a case-
famiglia e vengono affidati ai comuni. I comuni si sobbarcano una
spesa non indifferente, che li sta mettendo tutti in condizioni di
predissesto o dissesto. Sono un centinaio i comuni siciliani che si
sono offerti per l'accoglienza di questi minori, ma cominciano a
non essere più in grado, per il deficit di bilancio che hanno, di
potere affrontare il tema dell'accoglienza e dell'ospitalità di
queste giovani vite.
Vi è una questione, dunque, che riguarda, da una parte, il tema di
come essere solidali nei confronti di queste creature ed il tema di
come essere vicini ai comuni che si stanno prestando in questa
direzione. Occorre essere vicini ai comuni non soltanto in termini
economici, ma anche in termini di potenziamento del personale;
significa, per esempio, dare sollievo ai tanti vigili urbani, alle
assistenti sociali, a tutto il personale dei comuni che si occupa
di una vigilanza e di un controllo su queste strutture che,
evidentemente, non è il compito primario.
Si tratta anche, se si vuole mantenere la possibilità di
accoglienza nelle comunità alloggio, di dovere mettere i comuni in
condizione di far fronte alle spese che devono sostenere. Si tratta
di cifre rilevanti, oppure si tratta - come noi chiediamo nella
mozione - di mettere a disposizione le cosiddette IPAB, che
sarebbero in grado di accogliere questo 10 per cento (normalmente
si tratta di un 10 per cento di popolazione minore migrante) che
arriva sulle nostre coste. Naturalmente, se le IPAB dovessero
essere utilizzate in questa direzione, bisognerebbe stabilire anche
le rette e la dotazione finanziaria con la quale le IPAB dovrebbero
affrontare questo loro nuovo compito.
A me pare che la questione più rilevante sia di dovere creare
presso l'Assessorato alle politiche sociali - se lo riterrà presso
la Presidenza, se sarà questa la scelta - una cabina di regia, anzi
suggerirei che la cabina di regia nazionale dovrebbe trasferirsi in
Sicilia e diventare la Sicilia la sede di un cabina di regia,
perché è evidente che la Sicilia è diventata piattaforma di
accoglienza e di transito e, quindi, si trova a dovere affrontare
una serie di questioni che vanno dalla questione sanitaria che è
centrale per dare sicurezza alle nostre popolazioni, alla questione
dei trasporti che è diventata essenziale per trasferire alcuni dei
migranti ad altra zona e, infine, alla questione, appunto, delle
politiche sociali con l'apprezzamento di strutture che siano in
grado di prendersi cura di questi minori.
Ecco, non so se siano solo queste le soluzioni a cui pensare;
certo mi viene in mente una battuta che un parroco del comune di
Augusta, il quale sta sostenendo, in questo momento, una situazione
estremamente grave, estremamente appesantita e vorrei praticamente
richiamare le parole di questo parroco che si chiama don Prisutto
che è una persona di straordinaria energia etica ed umana, il quale
ha giustamente detto ad una televisione che lo ha intervistato che
l'Italia ha bisogno di Augusta e, quindi, della Sicilia, ed è la
Sicilia che, in questo momento, non ha avuto un granché
dall'Italia. Ecco, con queste parole di don Prisutto, mi affido
alla sensibilità dell'Assessore che si è da poco insediato e
ritornando sul tema, mettendoci credo tutti a disposizione, perché
tutte le province del sud della Sicilia e del sud-est della
Sicilia, e perfino a volte anche del palermitano, sono mai fatte
oggetto di questa costante ricerca: per stare vicino al personale
che sta facendo il suo dovere, per stare vicino al volontariato che
si sta adoperando in tutti i modi, per stare vicino alle
Istituzioni locali, alle Prefetture. Credo che la Regione,
Assessore, debba mettere in moto ogni strumento perché la Sicilia
sia all'altezza del compito, che peraltro non sarà breve, che
l'aspetta.
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Comunico che è stato distribuito l'ordine del giorno
numero 262 "Impegno del Governo regionale perché venga nominato un
Commissario Straordinario per l'emergenza migrazione", a firma
degli onorevoli Ferreri e Zito.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, sono
contento del fatto che l'assessore Bruno sia arrivato in Aula,
ovviamente, pur essendo esponente del partito di Forza Italia e,
quindi, di opposizione non saluterò assolutamente questo nostro
primo incontro che vede la presenza del Governo e dell'assessore
Bruno su un tema così delicato con un atteggiamento di critica o di
polemica, sarebbe oltremodo fuori luogo considerato che le nostre
interlocuzioni con l'Assessore iniziano soltanto oggi; ma iniziano,
oggi, con un tema decisamente importante, lo hanno detto prima
alcuni colleghi; inizia oggi su una questione, su una mozione che è
di rilevante importanza e pertanto, sono contento, Presidente,
della scelta di non rinviare ma di trattare per l'appunto la
mozione, visto che l'assessore era in Aula, e sono contento che lo
si stia facendo a partire da questa mozione dell'onorevole Cirone
che pone l'accento su una questione legata all'emigrazione che è
quella dei minori stranieri non accompagnati.
Credo che, non a caso, su un tema come questo non possano esserci
contrapposizioni tra maggioranza ed opposizione, questo ce lo
chiedono i Comuni, ce lo chiede il mondo del volontariato, ce lo
chiedono tutte quelle organizzazioni del terzo settore, del privato
sociale, che insieme a tutte le istituzioni in Sicilia, quindi, la
prefettura, le ASP e la Questura, e via dicendo, richiedono che
questo problema venga affrontato in maniera organica.
Vero è che i centri di prima accoglienza stanno facendo un
importante lavoro; vero è che il Ministero ha finanziato la
presenza di questi SPRAR nel territorio regionale, ma è altresì
vero che quest'impostazione di natura emergenziale non può essere
risolutiva; è altresì vero, come diceva prima il collega Cappello,
che in prima Commissione da troppo tempo giace un disegno di legge
che deve affrontare il tema dell'immigrazione in termini di riforma
organica ed è, quindi, altresì vero, Assessore, che il suo impegno
sin da subito deve guardare a questa riforma.
Io ricordo tempi in cui si immaginava di poter risolvere il
problema dell'immigrazione piazzando delle motovedette sul mar
Mediterraneo, impedendo così gli sbarchi. E' chiaro che
quell'approccio non può funzionare, ma non può nemmeno funzionare
una politica di natura assistenzialistica, che pensa ed immagina
che la soluzione del problema o della risorsa immigrazione, possa e
debba trovarsi solo in Sicilia.
E' un problema che deve coinvolgere l'Europa. E' un problema
rispetto al quale il Governo regionale non può e non deve rimanere
ghettizzato rispetto alle politiche, assolutamente assenti, del
Governo nazionale ed europeo che pretende che siano soltanto i
cittadini siciliani a venire in aiuto ai loro fratelli migranti.
Grazie a Dio, il volto delle nostre città si è trasformato: ai
migranti affidiamo spesso i nostri affetti più cari, legati agli
anziani, talvolta anche i nostri minori ma, decisamente, questo non
può bastare.
Il popolo siciliano ha questa caratteristica legata ad una grande
capacità di accoglienza; è nel nostro DNA, è nel nostro gene, ma
ciò non può essere scambiato con questa disattenzione di un'Europa
che vorrebbe marginalizzare il ruolo della Sicilia in questa sua
vocazione di accoglienza.
Per evitare che ciò accada, da parte del gruppo di Forza Italia,
sicuramente, ci sarà una mano tesa verso l'attività del Governo e,
in questa fattispecie, anche verso l'atteggiamento costruttivo di
altre forze politiche del Governo che vogliono affrontare il
fenomeno con responsabilità. Ma, certamente, i siciliani non
possono essere lasciati soli. Servono delle politiche di
integrazione che aiutino - ed è questo il senso del disegno di
legge della riforma organica dell'immigrazione - il popolo
siciliano a fronteggiare l'emergenza - perché è chiaro che la
politica degli SPRAR e dei centri di prima accoglienza non va in
questa direzione - facendo in modo che siano rispettate le
aspettative di questi fratelli meno fortunati, i quali spesso non
vogliono arrivare in Sicilia per rimanervi, ma sono alla ricerca di
altre opportunità, che spesso hanno la loro sede in Germania, in
Francia, nei Paesi dell'Est e quei Paesi devono essere pronti a
dare una mano attraverso un'Europa che sia veramente pronta a
fronteggiare le questioni dell'accoglienza.
Assessore, in prima Commissione giace un disegno di legge che
prevede davvero un intervento di riforma organica
dell'immigrazione: parte con l'affrontare la questione degli
stranieri minori non accompagnati; continua sulla questione degli
albi per i mediatori interculturali; continua con l'affrontare la
questione dell'emergenza abitativa e così, poi, entra nei temi
dell'inclusione socio-lavorativa, ma non soltanto guardando alle
scarse, ahimè, risorse dei siciliani, che non sono sufficienti
neanche a fronteggiare le nostre nuove e vecchie povertà. E'
necessario, quindi, che lei metta mano a questo testo, che si
faccia sintesi delle diverse proposte, ce n'è una anche mia, che
guarda ad un'occupazione, ad una sostenibilità vera dell'inclusione
socio-lavorativa dei migranti, che tende una mano a questi nostri
fratelli meno fortunati, ma che invoca l'intervento di Bruxelles e
dell'Europa tutta. Per cui, ripeto, nessun atteggiamento critico,
ma soltanto voglia di costruire.
Credo che questo Governo possa fare almeno due o tre cose che
possano segnare il passo e lasciare il segno. E questo rispetto al
suo assessorato è senz'altro il tema che lei dovrà affrontare con
senso di responsabilità ascoltando tutte le forze politiche.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ormai è da
un anno che a più riprese, in più sedi, qui, in Commissione,
ovunque, vado parlando di questo problema che adesso è diventato
non più un problema ma una tragedia.
Senza volere fare demagogia, che pure nella politica ci sta
tutta, la situazione è diventata insostenibile, questo flusso di
immigrazione è diventato ormai uno tzunami di persone che hanno
bisogno, necessità, ogni giorno aumentano sempre di più.
La città di Augusta è invasa, Lampedusa pienissima, si fa ricorso
a tutte le strutture che ci sono in giro, strutture di ogni ordine
e grado e saranno sempre più insufficienti. Assessore, le strutture
sono insufficienti e le persone, la marea di persone che
arriveranno nei prossimi giorni, visto che il tempo tende a
migliorare, sarà enorme.
Si stima che nei prossimi quattro, cinque mesi potrebbero
arrivare da tre a quattrocentomila persone: adulti, giovani, donne,
bambini. E non è un problema che questo Governo e questa Regione
possono affrontare. Non è soltanto un problema di accoglienza di
cui pure io sempre, anche in Commissione, più volte ho parlato di
utilizzare, di riaprire non solo le Ipab, ma anche le caserme, le
scuole chiuse, tutto quello che è possibile utilizzare. Ma queste
strutture non saranno sufficienti. O si ferma il flusso di
immigrazione o ci sarà una marea di persone che vagherà per le
strade di quest'isola in attesa che la Comunità Europea,
finalmente, possa prendere atto che la Sicilia non può da sola
provvedere a bloccare e neutralizzare tutto quello che sta
avvenendo.
Perché l'Europa deve intervenire? Perché se non interviene
l'Europa queste decine di centinaia di migliaia di persone saranno
certamente persone che vagheranno per gli angoli delle strade, dove
ci sono i semafori, quando non diventeranno manovalanza per la
delinquenza comune organizzata, quando non diventeranno un pericolo
incombente anche dal punto di vista sanitario perché arrivano e non
sempre e non tutti vengono sottoposti al controllo che deve essere
fatto per chiunque viene da fuori.
Abbiamo visto che sono diversi casi di tubercolosi, abbiamo detto
già qualche settimana fa, intervenendo da questo pulpito, credo che
il Governo debba necessariamente fare un incontro a livello
nazionale per andare a parlare con il Parlamento europeo, perché,
vede assessore, qui ci vogliono un mare di risorse, perché dobbiamo
formare, accogliere e formare coloro che vanno in Europa perché
devono raggiungere i loro cari, molti di questi vengono da Paesi in
guerra, tanti altri invece scappano per raggiungere i loro cari,
tanti altri arrivano per andare in Europa dove sanno che magari
hanno qualche possibilità in più di lavoro.
A noi manca dal pane all'acqua, ogni giorno ci costano trenta euro
gli adulti, almeno settanta i minori. Abbiamo decine di migliaia di
famiglie che sono senza possibilità di sostentamento, siciliani che
non hanno soldi per comprare il pane. Non ho intenzione di portare
avanti una guerra tra poveri, dico solo che quelli che arrivano non
potranno essere accolti come vorremmo, perché mancano le basi per
l'accoglienza; mancano le risorse, le cose che possano essere utili
in attesa che queste persone vadano in altri posti, scappano, non
si fanno trovare, quando non stanno dentro gli stadi o dentro le
strutture destinate ad accoglierli, per un periodo di tempo che per
noi può sembrar poco ma per loro molto, senza fare nulla, e questo
provoca certamente una reazione.
Se una persona sta chiusa per 6,7, 8 mesi o un anno, si verifica
uno spreco di energia e di persone. Se questo tempo potesse invece
essere utilizzato per formarli e riportarli al loro Paese, così
come stamattina in Commissione ho proposto - un progetto che porto
avanti ormai da mesi, ma il Governo è sordo a tale proposta -, alla
Presidenza della Commissione, alla Comunità europea e al Governo
nazionale - è come se il problema non esistesse.
Non possiamo continuare a nascondere la testa nella sabbia come
gli struzzi.
Io credo, Assessore, che lei possa farsi carico di chiedere al
Governo regionale di fare un immediato incontro col Governo
nazionale perché il problema, ogni giorno che passa, diventa sempre
più difficile da governare e risolvere. Abbiamo bisogno di
quantizzare le persone che arrivano, elimineremmo tutta questa
prassi, questa tratta umana che viene portata avanti da bande
criminali, mafie e quanto altro, che non solo rubano i soldi a
questa gente che li raccoglie dopo tanti sacrifici, ma li
accogliamo per farli diventare vagabondi, quando non diventano
criminali.
Noi abbiamo il dovere di accoglierli, di formarli ed indirizzarli
in Europa per la formazione richiesta, come le dicevo stamattina, e
di portarli a casa loro dopo che costoro hanno conseguito una
formazione di base. Molti sicuramente andranno via, tanti altri
rimarranno al loro posto.
Concludendo, Assessore, la mia sollecitazione è quella di farsi
carico di chiedere quale rappresentante del Governo regionale di
organizzare un incontro col Governo nazionale per discutere con la
Comunità europea. Da soli non possiamo affrontare il problema, da
soli soccomberemo alla marea umana che sta per arrivare.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, nel
dichiarare di volere apporre la firma alla mozione presentata
dall'onorevole Cirone ed altri, che condivido in pieno, volevo
anche io accingermi a sviluppare un ragionamento, spero più tecnico
che idealista, su questa vicenda.
La prima cosa che voglio dire è che il buonismo in questa vicenda,
Assessore, non paga. Il buonismo rischia di portare al fallimento
non solo la Sicilia, ma anche 360 comunità-alloggi per minori e 17
case famiglie che da mesi stanno accogliendo e assistendo centinaia
di migliaia di minori extra-comunitari (o minori stranieri, come
vengono anche chiamati) senza che vengano pagati né da parte dei
Comuni, delle Prefetture o dalla Regione.
Assessore, in questi mesi, i suoi predecessori hanno commesso un
errore imperdonabile: quello di farsi un giro in tutte le
Prefetture dicendo di ricoverare e di accogliere senza timore, ma
così non è stato. Oggi le comunità-alloggi e gli alloggi (360 più
17, quindi 377 strutture) stanno scoppiando ospitando minori
stranieri non accompagnati. A fronte di 377 strutture che ospitano
migliaia di persone, ad oggi né la Regione né i Comuni, e in parte
nemmeno le Prefetture, hanno tirato fuori un solo centesimo per
pagare coloro i quali lavorano all'interno di queste strutture.
Il risultato lo sa qual è Assessore? E lei, sicuramente, lo
conosce meglio di me, che dal mese di luglio vi sono decine,
centinaia di lavoratori siciliani che non percepiscono lo
stipendio. Vi sono 377 strutture che si stanno indebitando, ad
esempio, con coloro i quali forniscono i pasti, con coloro con i
quali forniscono i vestiti, con coloro con i quali forniscono
quanto necessario per tenere in piedi queste case, con il risultato
che, ammesso che da qui a qualche mese vi saranno dei finanziamenti
da parte dello Stato, siccome queste strutture non saranno col DURC
adeguate ed idonee a potere percepire i finanziamenti, noi, come
abbiamo fatto nel passato, non daremo a queste strutture quello che
spetta per pagare i lavoratori. E il risultato sarà che 377
strutture, che oggi ospitano minori, stranieri non accompagnati,
saranno costretti a chiudere, a fallire ed a licenziare almeno
5.000 persone, quante in questo momento ne sono impegnate nel
settore. Per cui, vede, io credo sia giusto, indispensabile,
necessario accogliere. Ma quali sono le condizioni per accogliere?
La prima condizione per accogliere è che coloro i quali svolgono
questa attività, non a livello di volontariato, ma lo svolgono
perché vi lavorano, perché hanno una famiglia, perché, quindi,
devono percepire uno stipendio, siano messi nelle condizioni di
potere lavorare e di potere mantenere le proprie famiglie. Ma se da
luglio ad oggi, e sono passati circa dieci mesi, questi lavoratori
non sono nelle condizioni di sfamare le loro famiglie, il rischio
concreto lo sa qual è assessore? Che quello che rimane nei centri
di accoglienza dei minori viene portato a casa, parliamo di cibo,
da parte degli operatori per sfamare le proprie famiglie. E questo
non è giusto Perché credo che i minori siciliani debbano essere
equiparati ai minori stranieri che provengono d'oltre mare, perché
non è possibile assistere ad una situazione assurda in cui in
Sicilia, e nello specifico la provincia di Siracusa, la provincia
di Messina, ed in parte quella di Trapani, sono state lasciate
completamente sole. Non è giusto che esse debbano subire il fatto
che c'è una Comunità europea assolutamente insensibile di fronte ad
un problema che non riguarda soltanto la Sicilia, di fronte ad un
problema che non riguarda soltanto, marginalmente, l'Italia, ma
siamo di fronte, invece, ad un problema che riguarda l'intera
Europa: perché chi fugge dall'Africa o dall'Asia lo fa perché deve
raggiungere i propri parenti nei paesi continentali d'Europa
Di fronte a questa situazione - e mi riferisco al capitolo 183337
del nostro bilancio Rimborso ai comuni per spese relative ai
ricoveri di minori , direttiva assessoriale 31107 del 25 giugno
2010, che pur prevedendo uno stanziamento pari a 40 milioni di
euro, noi ne abbiamo appostati soltanto 15 milioni. Che cosa
significa questo? Significa che per quanto riguarda il rimborso ai
comuni per spese relative ai ricoveri dei minori sottoposti
all'autorità giudiziaria, noi dobbiamo dare l'80% ed i comuni
dovrebbero tirare fuori il 20%. Significa, quindi, che questa voce
di psesa dovrebbe essere alla fine di 48 milioni di euro. Questa
voce, invece, di 48 milioni di euro, è soltanto di 18 milioni di
euro. E soltanto 15 milioni di euro è appena la somma messa a
disposizione dalla Regione. E, come lei sa, 3 milioni, invece,
sono le risorse che avrebbero dovuto utilizzare i comuni Ma i 30
milioni di euro che mancano chi se ne fa carico? Chi è che paga la
differenza tra quello che è il costo per potere assistere i minori
sottoposti all'autorità giudiziaria, tra quello che tira fuori la
Regione, quello che tirano fuori i comuni ed i 30 milioni che
mancano, che è la quota che dovrebbe tirare fuori, ancora una
volta, la Regione? Sono le strutture. E le strutture - per essere
chiari -, siccome non hanno la zecca', per cui non sono nelle
condizioni di stampare 30 milioni di euro, cosa fanno? Non pagano i
lavoratori Cercano di non fornire i servizi necessari a questi
minori sottoposti all'autorità giudiziaria.
Il risultato, quindi, a cui si perviene, caro Assessore, è
drammatico, perché noi non forniamo il servizio, non vengono pagati
i lavoratori.
Queste 377 strutture-comunità che, in effetti, dovrebbero
ospitare tutti i nostri minori, anziché percepire quanto loro
dovuto, hanno una perdita di 30 milioni di euro su 48 milioni,
quanto dovrebbe essere il costo complessivo del servizio.
L'altro capitolo che riguarda la vicenda di cui l'onorevole Di
Marco ha intelligentemente posto il problema, è il capitolo
18.25.26 Comunità alloggio per minori con oneri a carico della
Regione .
Anche in questo caso, avremmo bisogno di circa 30 milioni di euro.
Così non è. Ne abbiamo stanziato solo 10 milioni e 700, a questi si
h aggiunto un importo complessivo che si aggira intorno ai 3
milioni e mezzo di euro. Dunque, il risultato qual è Assessore? Che
anche in questo caso noi ci troviamo di fronte ad una posta
inferiore ai 15 milioni di euro; ce ne vorrebbero circa 30 milioni
di euro per fare fronte alle 52 comunità che abbiamo in Sicilia e
che ospitano soggetti che hanno bisogno dell'Assistenza, perché
sono stati allontanati dai propri nuclei familiari. E il risultato
è che ci si fa carico della somma che è pari a circa il 60 per
cento che manca, al solito, agli operatori che non vengono pagati
nei tempi e nei modi dovuti; ai servizi che sono al di sotto di
quelle che sono le aspettative.
Bene, a questa situazione così drammatica in cui, per essere
chiari, si aggiungono i nostri figli, i bambini delle nostre città
e dei nostri comuni - e quando parlo delle nostre città e dei
nostri comuni, parlo soprattutto di quei bambini sfortunati che
hanno i genitori in galera, morti, spacciatori, sottoposti al
trattamento sanitario obbligatorio - per i quali non riusciamo a
far fronte, che hanno genitori che hanno usato violenza nei
confronti di questi stessi bambini nei confronti dei quali noi
siamo assolutamente inadempienti, perché non siamo nelle condizioni
di offrire ciò che la legge prevede per questi bambini nati in
Sicilia
Onorevoli colleghi, noi ci stiamo caricando migliaia e migliaia di
minori che provengono da oltremare e anziché contestare al Governo
nazionale per la sua assoluta indifferenza nei confronti di questo
problema, abbiamo assunto una posizione così buonista' che non fa
bene ai nostri figli e non fa bene, soprattutto, a questi ragazzi,
a questi minori stranieri non accompagnati e non fa bene - ripeto -
a migliaia di lavoratori siciliani i quali, di qui a qualche mese,
vedranno le comunità dove lavorano fallire e dalle quali non
percepiscono più lo stipendio da mesi.
Allora, di fronte a questa situazione, che credo nessuno possa
mettere in discussione, perché non vi sono le sufficienti risorse
per i bambini siciliani, perché non abbiamo pagato finora le
comunità-alloggio? Perché le comunità-alloggio fino ad oggi non
hanno pagato i lavori? Perchè le comunità alloggio non sono state
in grado di assistere i minori siciliani come noi avremmo dovuto
fare? Andiamo a caricare queste stesse strutture, comprese le Ipab,
di altre migliaia di bambini che non parlano la nostra lingua, che
non hanno la nostra cultura, che non hanno la nostra fede, che
hanno tradizioni totalmente diverse rispetto alle nostre, che
avrebbero invece la necessità di avere dei mediatori culturali, non
uno, ma a centinaia, li andiamo a mettere nel deserto per rendere
ancora più bruciato dal sole questo deserto su cui non cresce
nulla, che sono le nostre comunità
Allora, Assessore, vale la pena continuare a dire: il
volontariato, vi assistiamo, vi accogliamo quando noi in questo
modo stiamo creando una polveriera nella nostra Regione? Perché,
vede, i volontari, io provengo dal volontariato, prima o poi si
stancano, i volontari prima o poi non hanno più le risorse, i
volontari prima o poi esauriscono le loro forze a sostegno degli
altri e vogliono anche loro pensare a se stessi e alle proprie
famiglie.
Bene, se ciò accadesse all'improvviso, qualcuno mi dovrebbe dire
come dovremmo fare ad assistere queste migliaia di extracomunitari
che sbarcano.
Perché vede, Assessore, non vale dire siamo pronti ad accogliere
tutti, non è possibile che ad Augusta nella stessa giornata vi
siano attraccate tre navi, due al porto e una in mare aperto perché
non si riesce a fare sbarcare le migliaia di ragazzi, donne e
uomini che vengono, quando poi nel Porto di Catania non succede
nulla, quando poi a Taranto le navi continuano a sonnecchiare sotto
il sole, quando negli altri Porti di Italia e d'Europa non arriva
nemmeno un extracomunitario
Noi lo dobbiamo dire, Assessore, che non siamo più nelle
condizioni di accogliere assolutamente nessuno
Non stiamo facendo un servizio a questi ragazzi. A questi ragazzi
stiamo arrecando solo danni perchè non siamo assolutamente nelle
condizioni di assisterli. Così come non siamo nelle condizioni di
assistere questi ragazzi, non siamo nelle condizioni di assistere i
nostri figli.
Ci troviamo dunque di fronte a due entità di disperati che saranno
sempre più disperati, sempre più bisognosi e saranno sempre più
indotti a delinquere.
Allora, una volta per tutte: questo Governo assente, debole, che,
per essere chiaro, ricorda un po' i governi dorotei dove c'è questa
pandea centrista in cui non si prendono mai posizioni, né di destra
né di sinistra, ma si cerca di vivacchiare nel peggior modo
possibile. Questo Governo ci deve dire se è in grado oggi, venendo
in Commissione bilancio, di stanziare delle somme importanti per
dare servizi ed assistenza ai minori. Se non lo è, Assessore,
questo Governo deve avere il coraggio di dire che non si è nelle
condizioni economiche di ospitare migliaia di persone e che questo
non è il dramma della Sicilia. La Sicilia ha altri drammi. Avrà la
mafia, avrà tutto quello che volete voi, ma questo è un dramma che
non ci appartiene.
Dobbiamo gridare forte che non è possibile che diventiamo
l'attracco per tutti gli essere umani che provengono dall'Africa e
dal Mediterraneo, che non è possibile, perché non siamo nelle
condizioni di assistere questi minori E se la Comunità europea
vuole delegare la Sicilia a fare questo lavoro, siamo disposti a
farlo, ma occorrono le risorse. Non è possibile pensare che le
risorse vengano tirate fuori da una terra, quale la Sicilia, che è
al collasso.
Non siamo in grado di pensare ai nostri concittadini, immaginate
se è possibile continuare a pensare ai figli degli altri.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente.
Non condivido l'intervento dell'onorevole Vinciullo che ho
ascoltato e che rispetto moltissimo, anche perché il Governo
nazionale ha fatto e sta facendo di tutto, le hanno tentate tutte,
per fermare questa ondata di persone che fuggono dalla guerra,
dalla fame, donne, uomini e bambini, e certamente se ancora ci si
aspetta trecento, duecentomila, ottantamila, cinquantamila sbarchi
nei prossimi mesi, ovviamente, non possiamo rimandarli indietro.
Non c'è una alternativa. Non c'è qualcuno che ha trovato qualcosa
di migliore.
Io ritengo, invece, che se continua così, almeno in un Paese
civile come il nostro, a queste persone si dovrebbe garantire
un'accoglienza degna di questo nome, degna di un Paese civile.
Perché, vedete, molto spesso abbiamo visto, personalmente ci sono
andato spesse volte, in un Palazzetto dello Sport duecento brande
da campo, brandine, pochissimi bagni per tantissima gente, dormire
tutti insieme. Ecco, tutto ciò non mi sembra una grande
accoglienza. Un'accoglienza piuttosto disordinata, con il
volontariato che fa di tutto, con le prefetture che cercano di fare
la loro parte. I comuni che si stanno impegnando in maniera
continua. Ma non è questa la soluzione.
La soluzione, Presidente dell'Assemblea e onorevoli colleghi,
intanto è una legge sull'immigrazione. Una legge sui migranti. Una
legge che in qualche modo regolamenti in Sicilia e possa fare
diventare la Sicilia un punto di riferimento per l'Europa. Un punto
di riferimento per l'Italia e per l'Europa.
E' impensabile che dopo tutto quello che sta succedendo in
Sicilia ancora ci si trovi ad essere tra le poche regioni d'Italia
che non ha una legge sull'immigrazione. Mi sembra assolutamente
impensabile. Siccome questo disegno di legge è stato presentato
tanto tempo fa e siccome in Prima Commissione se ne doveva
discutere e definirlo, mi auguro - e vi ricordate quando le bare di
oltre trecento persone hanno riempito di tristezza i cuori di
milioni e milioni di persone? - , io ritengo che in questo momento
questa sia una delle urgenze, cioè accelerare i tempi per
l'approvazione di questo disegno di legge sull'immigrazione;
migliorarlo, modificarlo, ma c'è bisogno di un disegno di legge
organico perchè dobbiamo capire, proprio per le cose che diceva
l'onorevole Vinciullo, in che modo dobbiamo fare l'accoglienza, in
che modo dobbiamo interagire con l'Europa, in che modo dobbiamo
interagire con lo Stato, perché così è un massacro, così è un
Vietnam, così è un disastro, non può funzionare.
Allora, faccio una proposta all'assessore. Ripeto: per quanto mi
riguarda, le Ipab non sono quell'isola felice che disegnava
l'onorevole Vinciullo.
Alcune Ipab, le altre 120-150 Ipab i cui lavoratori da
ventiquattro mesi non prendono lo stipendio, nella stragrande
maggioranza dei casi rischiano di chiudere.
Questo che è un grande problema potrebbe invece diventare una
risorsa, cioè sarebbe opportuno che l'Assessore, attraverso le
Prefetture, potesse avviare un percorso di concertazione per fare
in modo che eventualmente venti alla volta, quaranta alla volta
vadano in questi centri, che non sono lontani dai paesi in cui
operano e svolgere una funzione di reale integrazione, per
accogliere in maniera giusta e nello stesso tempo per creare quelle
condizioni per fornire lavoro a chi in quelle Ipab ci lavora e non
prende lo stipendio.
E' opportuno che anche il mio amico, l'onorevole Vinciullo, questo
lo sappia.
Poi ci sono le altre Ipab, quelle che ovviamente funzionano e che
non vanno mischiate, non vanno messe in queste cose, io parlo delle
Ipab chiuse, per evitare che questa gente vada nei garage, vada nei
palazzetti dello sport, vada in maniera vergognosa in posti lontani
dalla realtà e vengano in qualche modo sottratti a delle condizioni
veramente indecorose.
La seconda proposta, che vorrei formulare è quella del privato
sociale.
A me risulta, assessore, la prego di farsi portavoce presso le
Prefetture, che molto privato sociale ha chiesto alle Prefetture di
essere disponibile per avviare convenzioni e quindi di potersi
occupare dell'accoglienza degli immigrati adulti e minori. Una
sorta di convenzione che non è la fine del mondo, poichè il privato
sociale ha nei suoi principi prima di tutto il rispetto della
persona e la solidarietà e dunque sarebbe opportuno anche questo,
caro Assessore. Se lei assieme al Presidente della Regione
invitaste i prefetti a fare un incontro operativo e attraverso se
volete un bando, se volete una richiesta autonoma da parte delle
strutture del privato sociale, fare in modo che chiunque voglia
accogliere queste persone, ovviamente attraverso una convenzione,
possa essere assolutamente esaudita la loro richiesta.
Perché una cosa è imporre venti, cinquanta, centocinquanta
immigrati, una cosa è fare una convenzione in cui c'è condivisione.
E allora cambia tutto, perché nella condivisione e nella
convenzione ci sono i controlli, ci sono ovviamente i pagamenti,
c'è un rapporto strutturato e quindi può essere che facciamo
certamente qualcosa di buono.
Poi c'è tutta la vicenda in cui l'Europa e l'Italia non possono
stare a guardare, ma quella è una vicenda anche politica e in
questo senso le cose dette correttamente dall'onorevole Vinciullo
che ritengo anche da lei debbano essere affrontate.
In conclusione, per quanto ci riguarda siamo assolutamente
convinti: a) per una accelerazione della legge sulla immigrazione;
b) le Ipab o le strutture simili possono tranquillamente accogliere
attraverso convenzioni gli immigrati. Questo è un valore aggiunto,
stiamo attenti, è un valore aggiunto, è un atto di civiltà; c) un
maggiore coinvolgimento del privato sociale. Coinvolgete il terzo
settore attraverso una conferenza di servizi con le Prefetture.
Io sono convinto che in tempi veloci si possa fare un'accoglienza
dignitosa, si possa agire umanamente e nello stesso tempo si
possano garantire i diritti di queste persone - e perché no -, come
è successo nel C.A.R.A. di Mineo' alla fine poter dare a quella
zona anche un grosso sviluppo anche dal punto di vista economico.
Perché come si è visto anche lì in un primo momento non li
volevano, adesso si sono discretamente integrate con la popolazione
del luogo.
E poi, per carità, quando ci sono cinquecentomila euro al giorno
che camminano o meno, non lo so, cinquanta, sessanta, settantamila
euro, ventimila euro che si spendono, queste somme creano quel po'
di volàno di sviluppo che certamente non guasta. Solidarietà e
sviluppo possono andare di pari passo, quindi solidarietà, legalità
e sviluppo possono fare diventare la Sicilia un centro di
accoglienza importante, salvaguardando ovviamente la serenità dei
nostri cittadini. Signor assessore, se si vuole, quindi, si può
fare. In questa materia non c'è bisogno di annunci, non c'è bisogno
di risorse ma c'è bisogno soltanto di tanta buona volontà, di
rimboccarsi le maniche e chiudere, al massimo in un mese, una serie
di accordi che possano essere utili per questa povera gente, per
queste persone che scappano dalla guerra e dalla fame e, dall'altro
lato, per poter dare anche delle risposte importanti da parte della
nostra comunità. Non lo dimentichiamo. Noi lo siamo stati
immigrati. Siamo anche noi partiti con la valigia di cartone
facendo viaggi enormi. La Sicilia è una terra di accoglienza e il
fatto stesso - mi auguro - che Lampedusa possa assurgere a livelli
di riconoscimenti altissimi mi piacerebbe tantissimo perché
finalmente c'è quella Sicilia che piace, quella Sicilia
accogliente, solidale che porta alto il nome dei nostri
concittadini e dei siciliani in tutto il mondo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
sono molto contenta di vederla qui in Aula, sono anche contenta
perché all'inizio, quando l'onorevole Cirone è intervenuta era
abbastanza dispiaciuta del fatto che non si potesse lavorare e
portare in Aula la mozione perché il dramma interessa tutti, i
danni sono immensi. Vorrei dare, però, la brutta notizia - non so
se può essere utile - che nella seduta numero 121 era stato
approvato un ordine del giorno, che era una mozione convertita in
ordine del giorno, che, considerando la grave situazione delle IPAB
e considerando la situazione drammatica dei flussi migratori, delle
gravi condizioni di vita che non erano assolutamente allineati a
nessuno dei dettami della Dichiarazione Universale dei Diritti
dell'Uomo, chiedevamo di dare maggiore accoglienza e abbiamo
impegnato il Governo ad attivare tutte le procedure per stipulare
un Protocollo d'intesa tra assessorato alla famiglia, Ministro
dell'Interno, Prefetture, ARES-IPAB, per creare una vera
accoglienza, servizi sociali integrati e creare da questa
situazione di emergenza una situazione di sviluppo, anche se siamo
abbastanza grandicelli per ricordarci che di questo flusso
migratorio si parla da un bel po', quindi, non è un'emergenza ma è
una situazione cronica.
Ma mi chiedo se un ordine del giorno approvato ha sortito qualche
genere di effetto, perché se noi, oggi, andiamo a votare questa
mozione andiamo a rimarcare quello che già era stato approvato da
questa Assemblea; poi, c'era l'onorevole La Rocca Ruvolo che aveva
presentato una mozione sui diritti dei fanciulli, quindi italiani o
marocchini, sempre bambini sono. Anche lei con il suo impegno aveva
portato qui tutti i deputati e ricordo una seduta in pompa magna in
cui abbiamo approvato questo ordine del giorno, però, di fatto, non
c'è nulla, anzi, un paio di settimane fa, le famiglie di Brucoli,
di Augusta hanno dovuto protestare perché l'unico impianto sportivo
dove i ragazzi andavano a trascorrere qualche ora si era
trasformato in un campo profughi. A Messina, sono nel campo di
calcio già da dicembre, quindi, si sono fatti il campeggio
d'inverno e il campeggio d'estate.
Queste cose le ho dette anche al suo predecessore, all'assessore
Bonafede: era dicembre, c'era la pioggia, c'era un freddo pazzesco
ma le tende lì erano e lì sono rimaste. A me sembra che nonostante
si stia continuando a fare questo teatrino di questa seduta che mi
sembra uno spreco di tempo perché stiamo andando a ridire cose
dette e ridette, votate, approvate e, purtroppo, non si muove nulla
a proposito delle strutture che possono ospitare, le ricordo che
ci sono persone qualificate già nelle strutture IPAB che dovrebbero
accogliere anziani, ma gli anziani vanno nelle case di cura private
- lo sa perfettamente perché vanno dai privati anziché andare nelle
strutture pubbliche - non ci si decide ad aggiornare quel
prezziario per le prestazioni e, quindi, le IPAB ci vanno sotto,
come ha detto l'onorevole Vinciullo, perché le IBAP si devono
attenere agli standard che sono dettati dal suo Assessorato, mentre
alcuni privati ci vanno molto alla leggera.
Non dimentichiamo che qualche tempo fa ci sono state delle
ispezioni del NAS a dirlo; non sono io che insinuo nulla che voi
già non sappiate.
Le chiedo, quindi, che le strutture vengano convertite ed
attualizzate ai nuovi bisogni della società perché, se oggi c'è
bisogno di accoglienza, bisogna accogliere e non bisogna rimanere
con i paraocchi ad erogare servizi che non servono. Bisogna essere
attuali. La libera circolazione delle persone non la possiamo
bloccare. Queste persone transitano e possono rimanere ed essere
un'opportunità. E, a proposito, ho preparato un emendamento con il
mio Gruppo parlamentare che chiedo a chiunque lo voglia
sottoscrivere, che è quello di aggiungere un impegno da parte di
questo Governo affinché, appunto, si impegni e faccia qualcosa,
ovviamente sottinteso, che si adoperi affinché porti a tutte le
autorità nazionali e della Comunità europea il nostro desiderio,
cioè, quello che il Frontex, che è l'Agenzia europea per la
gestione della cooperazione internazionale delle frontiere esterne
con gli Stati membri dell'Unione europea, venga trasferito da dove
si trova ora - udite, udite - a Varsavia, in Polonia, venga
spostato dove c'è l'emergenza, cioè, venga portato qui in Sicilia,
possibilmente in una città della costa mediterranea o - perché no?
- a Lampedusa stessa, perché è da lì che si comprende e si tocca
con mano il problema. E' da lì che ci si interfaccia con i paesi
dell'Africa o della Siria, insomma da dove arrivano queste persone.
Questo ci sembra un buon inizio perché che questa sede, per curare
i rapporti con le frontiere esterne, non può essere al centro
dell'Europa deve essere portato qui perché gli effetti di questa
cooperazione non li stiamo vedendo, magari qualcuno ci fa grandi
affari con questa cooperazione, ma gli effetti sulla società civile
non si vedono.
PRESIDENTE. Comunico che alla mozione è stato presentato dagli
onorevoli Ferreri, Mangiacavallo, Ciancio e Cappello l'emendamento
277.1. Ne do lettura:
«Dopo le parole 'migranti soli non accompagnati' aggiungere 'e
attivarsi presso il Governo nazionale per intercettare le risorse
economiche indispensabili per garantire la necessaria assistenza
igienico-sanitaria e accoglienza umana che attualmente risultano
gravare sui comuni'».
LA ROCCA. Appongo la mia firma alla mozione.
PRESIDENTE,. L'Assemblea ne prende atto.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
cittadini, questa discussione è importante, è fondamentale, sembra
quasi che sia veramente uscita da un cilindro di un cappello; di
migranti non voleva parlare quest'Assemblea regionale, questo
Governo finora.
Non ha sostanzialmente dimostrato un serio interesse nei confronti
della tematica al punto che, non appena abbiamo avuto l'opportunità
di incontrarla oggi in Commissione, assessore, abbiamo subito
tirato fuori l'argomento, appunto, del disegno di legge fermo in I
Commissione, al punto che da parte della collega Cirone c'è stato
questo intervento, anche stizzito volendo, rispetto a quanto stava
accadendo; stavamo rimandando tutto.
L'argomento, invece, è di somma importanza e di somma rilevanza e,
oltre a quanto già detto dai colleghi, dalla mia collega Angela
Foti, e all'emendamento che intendiamo proporre, oltre a quanto già
presentato dalla mia collega Ferreri rispetto all'individuazione
del Commissario straordinario per l'emergenza perché sarebbe stato
questo l'atto da fare, non all'indomani ma al momento stesso del
presentarsi dell'emergenza, e, praticamente, da ottobre del 2013 -
diciamo che ravviso questa data tra quelle che andando indietro nel
ricordo è quella più vicina rispetto agli sbarchi - siamo ancora
fermi e mi preme sottolineare, appunto, oltre alle realtà di cui
abbiamo già parlato, di Catania, di Augusta, di Mineo, quella in
particolare di Messina, non perché sia la città da cui provengo ma
proprio perché a Messina c'è una situazione inaudita ed è
incredibile che ancora si possa rimanere nell'immobilismo e che
ancora questo Governo regionale non abbia compiuto nulla rispetto
alla risoluzione di questa emergenza gravissima che, purtroppo, da
ottobre ad oggi, non è più emergenza ma è un problema cui dobbiamo
assolutamente fare fronte e con cui ci dobbiamo relazionare in
maniera stringente.
E, allora, vorrei rappresentare la problematica della tendopoli di
Messina perché noi, a Messina, abbiamo accolto questi migranti in
una tendopoli che, a molte ispezioni fatte e le ho fatte anch'io,
si rileva che le tende si trovano in immediato contatto col suolo e
all'indomani dei molteplici acquazzoni che hanno caratterizzato
questi giorni d'inverno, denotavano ancora chiara presenza di acqua
nell'interno, le cerniere delle tende non riescono a trattenere
l'acqua che gonfia il terreno e transita all'interno, le tende sono
previste di piccole aperture poste ai lati atti a garantire il
passaggio dell'aria e dei fili elettrici necessari a garantire il
funzionamento degli apparati contenuti all'interno: stufe, lampade.
La presenza di tali aperture riduce però l'efficacia del
riscaldamento e lascia esposto l'ambiente all'umidità e al freddo.
L'accampamento delle singole tende è attraversato e circondato da
cavi elettrici a contatto con il suolo e non debitamente occultati
e a facile contatto dei passanti; i cavi sono collegati ad una
centralina elettrica da cantiere, posta a pochissimi centimetri
dalle tende, tale da inficiare la sicurezza delle persone lì
presenti e, poi, ancora, l'ispezione dei servizi igienici svela la
chiara insufficienza delle strutture messe a disposizione,
lavandini otturati, bagni inservibili. Una struttura adibita a
mensa che non ha neanche una pavimentazione adeguata.
Dico: di che stiamo parlando?
Quando poi si parla del problema dei migranti - per quanto mi
riguarda non è un problema - dobbiamo farci carico dell'accoglienza
di queste persone che arrivano. Chiaramente, di questo si deve
parlare nelle sedi competenti, facendo in modo che l'Europa non
dica più che si devono occupare dell'emergenza i Paesi sulle quali
coste arrivano i migranti, ma è un problema europeo, un problema di
tutti e, allora, il Presidente Crocetta - o chi per lui o chi verrà
designato - prenda il suo bell'aereo e se ne vada a Bruxelles, dove
tiene le sue macchine blu, e noi pensiamo soltanto a questo in
questo momento, piuttosto che pensare a questa gente, a questi
nostri fratelli, che hanno bisogno del nostro interesse e del
nostro interessamento serio.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, volevo soltanto rassicurarla che
quest'Assemblea non è che non volesse trattare questo argomento,
anzi, vista l'importanza dell'argomento, voleva che lo stesso
venisse trattato seguendo tutti i crismi, quindi, anche la presenza
del Governo, tant'é che quando il Governo si è presentato in Aula
nella persona dell'assessore, abbiamo subito aperto la discussione.
Comunico che è stato presentato alla mozione l'emendamento 277.2,
a firma degli onorevoli Foti, Zafarana, Palmeri e Cancelleri. Ne do
lettura:
«Dopo la parola 'accompagnati' aggiungere le parole 'a
intraprendere ogni iniziativa utile necessaria ed opportuna
affinché, intervenendo presso le competenti autorità europee,
chieda ed ottenga che la sede del Frontex (Agenzia europea per la
gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne
degli Stati membri dell'Unione europea) sia trasferita da Varsavia
(Polonia) in Sicilia (costa mediterranea)».
Ha chiesto di parlare l'onorevole Falcone. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza del Governo e, tra l'altro, oggi, ci siamo incontrati in
Commissione con l'assessore, a cui facciamo anche i nostri auguri
di buon lavoro.
E' chiaro che si accinge a iniziare questa sua attività
istituzionale con una delle emergenze più importanti, che coinvolge
e investe non soltanto la Sicilia e l'Italia, ma - e secondo noi è
un dato oggettivo - l'intera Europa: il problema dell'immigrazione.
Non mi attarderò oltre, perché già è stato detto tanto e non
vorrei tediare un'Aula che pazientemente ancora è qua presente,
sebbene limitatamente a un numero risicato di componenti, ma
ritengo che il problema della immigrazione e dei minori
accompagnati abbia una notevole importanza, perché necessità di un
coordinamento - lo abbiamo detto ieri - e necessita anche di un
impegno che sia di concertazione tra il Governo regionale, il
Governo nazionale e le Autorità europee. Le Autorità europee che
tramite l'iniziativa Mare Nostrum , assolutamente solidaristica e
tesa a principi di accoglienza, con l'agenzia Frontex, però, sta
comportando notevoli ricadute - qua non vorrei dire negative - che
sicuramente sono delle ricadute che incidono sul nostro territorio,
sul nostro tessuto.
E' di qualche giorno fa la notizia che tramite la nave San
Giorgio sono sbarcati ad Augusta alcune centinaia di immigrati, la
maggior parte minori, e sono stati trasferiti in provincia di
Catania.
L'onorevole Ioppolo meglio di me, più di me e dopo di me parlerà
del problema, ma sino ad oggi abbiamo investito la Prefettura di
Catania, proprio perché addirittura non c'è nemmeno una competenza
territoriale, nel senso che ci sono state alcune centinaia di
persone prese e accolte in un porto, in una Provincia, e trasferite
in un'altra Provincia, in un Comune di un'altra Provincia, senza
che il Sindaco, l'amministrazione - ma cosa ancor più grave - senza
che il Prefetto di quella Provincia ne sia stato messo a
conoscenza, utilizzando una cooperativa, utilizzando una realtà
sociale cooperativistica, assumendo delle persone, locando in
fretta e furia una struttura e mettendoli là, al di là di quelle
che sono le misure di sicurezza, le misure dei controlli igienico-
sanitari, gli standard logistici e così via.
Perché abbiamo preso ad esempio questo fatto di qualche giorno, di
qualche ora fa? Perché riteniamo - motivo per cui sosteniamo sia la
mozione sia l'ordine del giorno - che dobbiamo lavorare, assessore
Bruno, ad una cabina di regia. E una cabina di regia la si riesce a
realizzare quando vi sono anche dei poteri speciali. Qua
necessitano dei poteri speciali. Qua dobbiamo intervenire presso il
Governo nazionale perché al Governo regionale - e anche al
Presidente della Regione - vengano dati dei poteri speciali. Lo
abbiamo detto ieri, quando abbiamo chiesto con un ordine del giorno
che poi non è stato trattato - lo tratteremo più in là - che il
Presidente Crocetta dovrebbe anche partecipare alle riunioni dei
Consigli dei Ministri, laddove si trattino materie afferenti alla
Regione Sicilia, per salvaguardare, per difendere gli interessi del
nostro territorio.
E in questo caso gli interessi del nostro territorio si possono
difendere chiedendo delle competenze speciali, dei poteri speciali
specifici per fronteggiare questa materia in concertazione col
Governo nazionale e con le Autorità comunitarie.
Ecco perché, comunque, è vero quello che dice l'onorevole Leanza
quando dice che ci vuole molta buona volontà ma emenderei questa
sua affermazione quando dice che non ci sono, non ci vogliono anche
risorse finanziarie. No, le risorse finanziarie ci vogliono. Senza
le risorse finanziare, qualcuno dice, senza soldi non si riescono
ad esercitare, a celebrare addirittura neppure funzioni religiose,
ma, allora, in questo senso, dobbiamo anche comprendere che il
Governo deve chiedere il necessario supporto in maniera anche, se
vogliamo, in verticale, ponendosi in maniera verticale nei
confronti dell'autorità nazionale. Dopodiché dovremmo anche
immaginare che queste realtà cooperativistiche, del terzo settore,
queste realtà sociali che non possono più essere quelle della legge
numero 22 del 1986 e basta, dovremo realizzare un Albo a cui,
aprendo un accreditamento, dobbiamo avviare un accreditamento per
tante realtà sociali che possono poi svolgere, effettuare bene
questo servizio.
Ecco come emenderei l'ordine del giorno che la mozione dei
colleghi del Partito Democratico che, come dire, dico e
sottoscrivo. E dico che anche il Governo deve prendersi, deve
sobbarcarsi questa responsabilità perché, da un percorso
ragionato, ordinato, ci sono, poi, delle conseguenze utili, delle
conseguenze proficue per il nostro territorio. Dall'idea che tutto
sia emergenza, che dobbiamo fronteggiarla in fretta e furia, non
sempre riusciamo a fare cose in maniera ragionata ed utili e che
abbiano anche delle ricadute positive.
Allora, in questo senso, va il sostegno sia alla mozione sia
all'ordine del giorno, impegnando il Governo ad attivarsi con le
azioni e con tutti i provvedimenti e le attività consequenziali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, intendo
ringraziare l'onorevole Cirone per avere non soltanto presentato la
mozione della quale stiamo discutendo ma anche per avere
consentito, attraverso la presentazione di quella mozione, di dare
un senso - e credo un senso assolutamente positivo ed attivo - alla
nostra presenza a Palermo, in quest'Aula, in questa giornata nella
quale, senza la sua legittima e da me gradita insistenza, onorevole
Cirone, noi non avremmo avuto forse niente di cui dibattere ed il
dibattito si sta sviluppando in maniera molto seria, anche
approfondita, allargando, com'era inevitabile, che dalla mozione
che affrontava l'argomento specifico dei minori stranieri non
accompagnati, ci si aprisse, invece, ad una panoramica ben più
ampia rispetto al fenomeno migratorio attuale, di cui la Sicilia è,
volenti o nolenti, protagonista, nel senso che, trovandosi
geograficamente laddove si trova, diventa la prima terra oltre le
primissime terre di approdo di tutto un mondo che è quello
africano, che è quello medio-orientale, che per raggiungere e per
concretizzare il proprio progetto migratorio non può che transitare
attraverso la Sicilia.
E' un fenomeno che il Vescovo della mia Diocesi ha definito,
pubblicamente ed a più riprese, di carattere epocale, tanto da -
egli che è uno studioso di storia - paragonarlo, senza ovviamente
alcun tipo di semantica negativa, all'invasione dei barbari, dopo
la quale una nuova civiltà e dei nuovi equilibri si formarono in
Europa e nel mondo intero.
E' un problema, una vicenda verso la quale la Sicilia è del tutto
impreparata e verso la quale il Governo della Regione siciliana, da
un anno e mezzo almeno a questa parte, mostra di essere totalmente
disinteressato, come se non aderisse o come se ciò che sta
avvenendo avvenisse in una terra nella quale tutto va perfettamente
bene, tutto fosse in ordine, le nostre città in ordine, i nostri
cittadini nel massimo della sicurezza loro garantibile e i nostri
fratelli migranti accolti nel miglior modo possibile.
Mi auguro soltanto che volesse il Governo regionale svegliarsi,
per qualche momento, e riconoscere come da più parti sia già stato
suonato un campanello d'allarme. Noi del Gruppo parlamentare 'Lista
Musumeci' lo abbiamo fatto in tempi non sospetti, molti mesi fa,
quando abbiamo chiesto al Presidente Crocetta di attivarsi col
Governo nazionale affinché venisse nominato - desidero ringraziare
a questo riguardo la collega Ferreri che ieri lo ha, con grande
onestà intellettuale, riconosciuto - noi che avevamo richiesto che
col Governo nazionale si trattasse affinchè lo stesso nominasse un
Commissario straordinario per quella che è un'autentica emergenza,
e che lo stesso Commissario straordinario venisse individuato nella
persona del Presidente della Regione o di un suo delegato, perché
soltanto il Presidente della Regione, quando intende esercitare con
appropriatezza e fino in fondo le proprie prerogative, che conosce
- o dovrebbe conoscere - la realtà siciliana, per conformarla e per
gestirla nel miglior modo possibile in relazione a questo fenomeno,
che potrebbe, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, vedere
giungere in Sicilia decine e decine, forse qualche centinaio di
migliaio di migranti.
Bisognerebbe alzare un po' il tiro, interessare il Governo
nazionale e l'Europa a rivedere i trattati internazionali, quello
di Lisbona, per esempio, che fa carico alla prima terra di approdo
di riconoscere i rifugiati, anche quando sappiamo perfettamente
bene non essere il programma migratorio dei rifugiati quello di
fermarsi in Sicilia, dove, per le condizioni economiche e sociali
che attraversano la Sicilia, peraltro, non vogliono rimanere più
nemmeno i siciliani o una gran parte di essi, e magari trasformare
quest'obbligo ponendolo a carico dei Paesi che intendono essere
raggiunti dai migranti a seguito del loro approdo in Italia e in
Europa.
Così si potrebbe, assessore, trasformare quello che sta diventando
un interesse economico modesto, ma interesse della Sicilia, in
interessamento.
Non sta a me spiegare in quest'Aula la differenza di significato
tra i due termini, perché se, come dice l'onorevole Lenza, che non
vedo più in Aula, condizioniamo i nostri ragionamenti sul fenomeno
migratorio, quel fenomeno sul quale la mozione ha voluto accendere
i riflettori, soltanto per il modesto ristoro a certe attività
economiche o per qualche posto di lavoro in più o in meno o,
addirittura, per risanare e dare un sostegno ai bilanci delle IPAB,
condizioniamo e inquiniamo il nostro ragionamento, non più di
interessamento umanitario e solidale, solidaristico, ma di
interesse economico, ma non riusciamo a fare nemmeno questo.
E vi racconto quello che è accaduto domenica mattina nella mia
città, a Caltagirone, dove ad un certo punto sono state condotti,
direi malamente condotti, alcune centinaia di minori, circa 250, 70
dei quali sono subiti scappati, perché nessuno può impedire loro di
oltrepassare il cancello di un cortile. E sono stati accampati in
maniera assolutamente inenarrabile, pur con una certa
organizzazione, tentando di fare quel che era possibile, non dentro
una villa patrizia un tempo, adesso di un privato, di un comune
cittadino, ma nell'androne, nell'atrio, nel cortile d'ingresso. E
la villa non è più attrezzata a poter ospitare alcuno, perché
quella villa, nel tempo, era stata trasformata prima in ristorante,
poi in uffici, ed infine chiusa per molto tempo.
A 500 metri da quella villa esiste l'IPAB di quella città, della
città di Caltagirone, che avrebbe potuto meglio ospitare, avendo
stanze, camere, bagni, mobili e tutto quello che competerebbe per
ospitare.
Ed allora, assessore, ci vuole tanto a svolgere il proprio ruolo,
a prendere conoscenza e coscienza di un fenomeno, a comprendere che
non ci vogliono poteri speciali, ma poteri straordinari sì, ad
essere ed a farsi nominare, se questo ritiene di potere essere
fatto, commissari straordinari per un'autentica emergenza ed
organizzare tutto questo sul territorio?
Qualunque fenomeno sociale va gestito, va governato, va
organizzato.
Noi stiamo rischiando di essere e di apparire la terra meno
ospitale del mondo perché i siciliani, che non sono organizzati a
tal riguardo, rischiano di così apparire, mentre invece ci vorrebbe
soltanto un Governo che governasse anche quello che sta accadendo
sotto questo profilo nella nostra terra di Sicilia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fazio. Ne ha
facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio per quanto
riguarda l'iniziativa, tenuto conto che è un argomento che ha una
valenza sociale non indifferente.
Ma a me non piace essere ripetitivo, soprattutto nell'evidenziare
la drammaticità e la straordinarietà della situazione che si è
venuta a determinare, perché credo che l'abbiano già fatto i miei
colleghi con gli interventi che si sono susseguiti.
A me piace, però, distinguere il mio intervento, per evidenziare
che forse, molto probabilmente, la provincia di Trapani si
differenzia rispetto a tutto quello che effettivamente è accaduto o
sta accadendo nell'ambito delle altre province.
Non posso non evidenziare come la provincia, e soprattutto la
città di Trapani, da anni sia stata forse una delle città più
accoglienti in assoluto. I primi CARA sono stati istituiti a
Trapani; attualmente ci sono tre centri di accoglienza per quanto
riguarda gli extracomunitari.
Io stesso ho provveduto a comporre le diverse commissioni che si
sono susseguite per quanto riguarda le richieste di asilo nei
confronti del nostro territorio.
Ed é un fenomeno che sicuramente, via via, ha avuto degli alti e
dei bassi, sulla base degli interventi che lo Stato nazionale,
forse la comunità, ha effettuato per cercare di calmierare l'esodo
ed il fenomeno. A mio avviso risulta molto complesso, di difficile
gestione e presenta enormi difficoltà per quanto riguarda gli
aspetti prettamente gestionali.
Mi preme, però, rimarcare che così come è stato appena accennato
dagli interventi che mi hanno preceduto, mentre ho toccato con mano
e forse per certi versi c'è stata una forma di reazione da parte
della popolazione nei confronti di tale fenomeno, grazie
all'iniziativa, anche da parte del Ministero e segnatamente da
parte della Prefettura, il fenomeno che sembrava avere i connotati
e i termini prettamente negativi, si è trasformato, invece, in una
opportunità.
Si è trasformato in una opportunità, tanto è vero che le IPAB - e
non solo le IPAB, consentitemi - ma anche tantissimi alberghi hanno
stipulato le convenzioni con la Prefettura ed in atto accolgono
tantissimi extracomunitari e svolgono una funzione di accoglienza a
mio avviso impareggiabile e insostituibile.
Non posso non segnare che anche io sono rimasto un attimo colpito
quando ho visto che il Ministero degli Interni, tramite la
Prefettura, eroga a queste strutture da 80 a 90 euro al giorno.
Ed ecco quindi, che la situazione che prima era attenzionata in
un'ottica completamente diversa si è trasformata, per quanto
riguarda il territorio, in una opportunità economica e vi assicuro
che è così, tanto è vero che negli ultimi tempi abbiamo visto
interventi dove, in qualche modo, si può notare traccia di una
certa delinquenza per non dire iniziative di carattere mafioso,
avendone contezza per avermelo riferito direttamente il Prefetto
sull'argomento.
Sapete benissimo che quando c'è situazione economica interessante,
c'è comunque sempre dietro la mafia o iniziative mafiose.
Anche queste, che sono state stoppate immediatamente in una fase
iniziale, suscitano molte perplessità e soprattutto enorme
preoccupazione, ma non posso non riconoscere al Ministero degli
Interni e soprattutto alla Prefettura un ruolo fondamentale
nell'ambito di questo fenomeno complesso, per avere solo e comunque
effettuato uno spalmamento nell'ambito del territorio, per evitare
una concentrazione che avrebbe determinato sicuramente problemi,
non solo di ordine pubblico, ma addirittura sotto l'aspetto di
integrazione nell'ambito della popolazione ancorché limitata nel
tempo.
Non posso non evidenziare invece un aspetto fondamentale, che
credo il Governo regionale non può ancora sottacere. E' noto che
l'accoglienza che noi offriamo, è un'accoglienza di carattere
temporaneo; il 99,99 per cento di extracomunitari che approdano nel
nostro territorio, vi approdano perché è quello che in qualche modo
è più vicino e forse dove l'approdo è più facile, ma il 100% di
questi hanno altre mete, altre destinazioni.
Eppure, risulta del tutto incomprensibile per quale motivo questi
che richiedono l'asilo o comunque l'autorizzazione devono aspettare
mesi e mesi affinché la commissione proceda all'istruttoria per il
rilascio del cosiddetto visto.
Risulta del tutto incomprensibile, perché non è minimamente
proporzionata al numero delle richieste e non riesco a capire qual
è il motivo per cui il Ministero non istruisce più commissioni in
maniera tale da accorciare i tempi necessari per il rilascio del
visto.
Ci sono state fra l'altro delle forme di reazione, di protesta da
parte degli extra comunitari con azioni anche eclatanti, e non
posso non ricordare il fatto che molti di loro si sono addirittura
cuciti la bocca in diverse occasioni, solo per segnalare una
situazione sicuramente di stallo, di disagio. Vi lascio immaginare
un extra comunitario che approda nel nostro territorio, che non
vede l'ora di potere raggiungere i propri familiari, ed è costretto
invece a rimanere qui perché la burocrazia, perché il procedimento
prevede un sistema molto complesso, molto articolato per rilasciare
l'autorizzazione.
Io credo che su questo versante dovremmo forse fare una maggiore
pressione nei confronti del Ministero affinché acceleri l'iter,
perché è del tutto ingiustificata una cosa del genere, il rilascio
dei permessi e delle autorizzazioni al fine di evitare una
permanenza così lunga nei confronti degli extra comunitari che
approdano nell'Isola.
Questo consentirebbe sicuramente quella turnazione estremamente
importante e necessaria, perché condivido anche l'allarme, alla
base degli interventi che mi hanno preceduto, ed anche Trapani
nonostante è preparata in maniera molto adeguata al fenomeno, ma
laddove il fenomeno diventa ingestibile, e così lo sta diventando,
dobbiamo porre rimedio. Qualcuno ha ricordato le navi giunte a
Trapani, ne sono arrivate una dietro l'altra, e l'ultima con più di
mille emigrati che ovviamente non hanno potuto trovare accoglienza
perché il territorio, le strutture avevano già nei giorni
precedenti proceduto ad accoglierne tantissimi altri. Quindi si è
stati costretti ad inviare gli extra comunitari presso altri
territori.
Non posso non condividere la mozione e soprattutto l'iniziativa
perché, a mio avviso, è una situazione straordinaria che va
affrontata con poteri straordinari che solo un Commissario
straordinario può, in qualche modo, ottenere, avere e forse in
qualche modo applicare.
Peraltro, non immagino nulla di buono in quanto, inutile
nascondercelo, soprattutto per quanto riguarda i mesi estivi, il
fenomeno sicuramente non si attenuerà, ma aumenterà sempre di più e
soprattutto le notizie che ci pervengono dall'altra parte della
sponda non sono per niente confortevoli. Credo che dovremmo
prepararci al peggio. E ci dobbiamo preparare prevedendo funzioni e
poteri straordinari da attribuire ad un soggetto per evitare le
cosiddette pastoie burocratiche che sicuramente rallentano il
potere di intervento che in questo caso risulterebbe del tutto
ingiustificato.
Laddove la mozione dovesse essere sottoposta a votazione, anticipo
il mio voto positivo e mi auguro che, come tante altre mozioni
approvate da quest'Aula, tenuto conto dell'argomento che, continuo
a ripetere, ha una valenza sociale, non rimanga lettera morta ma
che venga tradotta in atti concreti.
Sotto l'aspetto prettamente economico non mi faccio tante
illusioni. Vengo adesso dalla Commissione Bilancio, dove è stata
predisposta una ulteriore manovrina o che dir si voglia, e mi
sembra che la situazione economica della Regione siciliana non sia
in grado di affrontare situazioni così straordinarie. Addirittura
non è previsto alcun contributo per tantissimi interventi e
soprattutto per tantissimi enti o associazioni e non riesco ad
immaginare che possano essere disimpegnate somme cospicue per
quanto riguarda questo fenomeno. Mi auguro però che la Regione
faccia la sua parte perché anche in passato ho potuto notare un
disimpegno che sinceramente risulta del tutto ingiustificato.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
cercherò di non essere ripetitiva perché molto è stato detto.
Anzitutto volevo dire che vorrei apporre la mia firma
all'emendamento presentato dalla collega Foti ed anche alla mozione
della collega Cirone.
Mi sembra più che giusto il discorso di portare Frontex a far
vedere il problema più da vicino, piuttosto che da Cracovia o da
altre parti lontane dalla questione.
Ringrazio per la sua presenza l'assessore Bruno; oggi tutti in
Commissione le hanno fatto gli auguri di un buon lavoro, io non ho
parlato in commissione ma gli auguri glieli faccio qua, che siano
auguri di un buon lavoro e di qualche frutto.
Personalmente, già a novembre avevo presentato una mozione quando
si è trattata la giornata del fanciullo e non mi pare che a livello
di Governo regionale si sia fatto qualcosa. Meno di un mese fa,
anzi poco più di un mese fa, il tre aprile, in questa Assemblea
regionale, in Sala Gialla c'è stato un mega convegno
sull'immigrazione al quale ha partecipato una folta ed importante
delegazione, ma restiamo sempre alle chiacchiere.
Allora, io non voglio fare un discorso europeo, nazionale, ma
avendo qui l'assessore alla famiglia ed avendo trattato la
questione IPAB, chiedo all'assessore di fare in modo che queste
IPAB non siano solo luogo di allocazione di titoli, allocazione di
Consigli di amministrazione, di chi dobbiamo mettere, quali nomi
dobbiamo fare, quale area dobbiamo accontentare, ma che possano
essere per il territorio siciliano una risorsa vera e concreta. Lo
diceva l'onorevole Leanza, e peraltro il Ministero degli Interni dà
anche una cospicua somma per gli ospiti.
Io sono parte coinvolta perché una comunità che frequento e di cui
sono parte viva nella provincia di Agrigento accoglie in un
seminario dismesso bambini e donne.
Allora, se è vero quello che hanno detto alcuni miei colleghi, che
spesso quando questi immigrati arrivano si disperdono, si
dissolvono, si allontanano, e lo possono fare, è anche vero che
quando ci sono donne e bambini non è così facile che si vada via,
ci si allontani, ma se c'è un punto di raccolta e poi di
accoglienza le donne e i bambini hanno bisogno di essere assistiti.
Proprio oggi mi chiamavano dalla Prefettura di Agrigento perché si
attendevano per la giornata di oggi quattrocentosettanta migranti
provenienti da Lampedusa, tutti donne e bambini.
Allora, di fronte ad una emergenza così grave, al di là dei
discorsi in generale per cui l'assessore al ramo presente in questa
sala potrebbe dire che non gli compete, c'è qualcosa che come
assessorato lei può fare nel mettere in atto quelle strategie per
dare un aiuto a quelle Prefetture che urlano perché non sanno dove
portare queste persone che arrivano, che hanno necessità non solo
dell'abbigliamento, di essere accolti, di mangiare, ma di essere
curati, di fare degli screening. Quindi non può soltanto
spaventarci la paura della patologie che portano o delle difficoltà
che hanno, ma dobbiamo essere innanzitutto un paese accogliente.
Poi è quasi inevitabile il fatto di trattenerli o non trattenerli,
però in questa sede, condividendo tutto quello che è stato detto
dai colleghi che mi hanno preceduto, personalmente come deputato di
questa Assemblea, mi pare opportuno e soprattutto urgente che il
suo assessorato faccia realmente qualcosa rispetto al poco o nulla
che è stato fatto in passato.
Inoltre, aggiungo, che è vero quanto diceva l'onorevole Fazio, che
ora con il buon tempo questi sbarchi aumenteranno, sono attesi
addirittura 800 mila immigrati. Al di là di tutte le strategie
europee possibili, chi dovrà far fronte a questa ondata di uomini,
donne e bambini che arrivano nella nostra terra? Il primo porto è
la Sicilia e questa Regione, questo Governo ed il suo assessorato.
Assessore, le faccio tanti auguri ma spero, col cuore, che il suo
sia un assessorato operativo in questo senso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, il
dibattito che quest'Aula oggi porta avanti sul tema tanto delicato
quanto importante, se mi consentite un tema in cui la Sicilia ha
dimostrato una particolare sensibilità, merita un approfondimento
ma anche un impegno da parte di tutte le forze politiche, senza
distinzione e senza primogeniture, ma con grande senso di
responsabilità. Perché se il tema dell'immigrazione, che oggi
stiamo vivendo come un momento che può anche determinare
preoccupazioni per la realtà siciliana, sia dal punto di vista
socio-economico, sia dal punto di vista squisitamente sociale e
della sicurezza, deve convincerci che essenzialmente noi abbiamo
dato una prima risposta, quello che ancora più importante è che per
una volta la Sicilia è stata esempio di solidarietà, grande momento
di accoglienza, grande disponibilità, mentre tutta la parte
restante del Paese ha espresso riserve, dinieghi, e quindi ha
dimostrato scarsa sensibilità.
Noi abbiamo questo grande dramma che su tutti i temi in cui
abbiamo momenti di positività non riusciamo a dimostrarne i
contenuti, non riusciamo a dimostrarne la reale portata. Io ritengo
che in questa direzione dobbiamo anche essere concreti.
Oggi c'è un tema che riguarda il modo su come utilizzare al meglio
la realtà che noi rappresentiamo. L'assessore Bruno è al suo
debutto, dimostra sensibilità, vedo che si cimenta, e ritengo che
quando parliamo di ulteriore momento di sintesi e quindi di un
commissario straordinario per l'emergenza immigrazione, proprio
l'assessore debba essere investito di questi poteri e quindi deve
esserci una richiesta specifica, perché è inutile creare ulteriori
figure, è inutile duplicare funzioni, c'è bisogno di chi, assieme
alla struttura che già esiste, può dare maggiore impulso ad una
attività che richiede un impegno, e in Sicilia, e verso il Governo
nazionale.
Questo perché se noi oggi abbiamo il problema dei fondi relativi
ai minori non accompagnati, che sicuramente rappresentano il primo
momento di emergenza, al di là della emergenza più complessiva che
è rappresentata da tutto il sistema immigrati, è chiaro che su
questo tema noi dobbiamo capire, oltre al nostro soccorso dal punto
di vista finanziario, che c'è bisogno di un intervento di natura
nazionale, di natura statale. Così come anche possiamo vedere,
assessore Bruno, con questa occasione di utilizzare al meglio le
risorse e le disponibilità che abbiamo.
Penso - è stato citato anche durante il dibattito - alle strutture
che esistono, le IPAB, con realtà immobiliari considerevoli che
hanno anche tanto bisogno di essere utilizzate e che ad oggi sono
chiuse. Forse queste strutture potrebbero avere un momento di grado
di diverso utilizzo, un'opportunità di utilizzo in positivo. Così
come anche - probabilmente perché ciò possa avvenire parallelamente
- deve essere istituito e forse integrato l'albo per potere
abilitare soggetti in questa direzione.
Allora, assieme a queste considerazioni, al di là delle parole -
il dibattito in Aula è stato serio e impegnativo nella direzione di
dare dei suggerimenti - ritengo che devono essere fatte tre
considerazioni. La prima, che ci sia l'istituzione di un soggetto
che sia la sintesi, un commissario straordinario, che deve essere
l'assessore. La seconda che ci sia da definire un tavolo nazionale,
perché sicuramente noi non possiamo farci carico di una serie di
responsabilità dal punto di vista finanziario, ma anche dal punto
di vista del raccordo sotto il profilo dell'ordine pubblico, sotto
il profilo dei ruoli istituzionali, perché dobbiamo capire come
mettere in condizione i centri che esistono in un grado di
vigilanza da parte degli organi nazionali che, assieme alla
Regione, devono rendere efficiente un sistema che rischia
altrimenti di poter diventare una polveriera. La terza è un
opportuno confronto con un tavolo nazionale che possa far
rivendicare alla Sicilia l'impegno e il senso di responsabilità che
sta dimostrando con questa cultura dell'accoglienza da una parte, e
dall'altra il modo di come poter trovare le risorse finanziarie
necessarie, ad integrazione di quelle che bene o male in alcuni
momenti anche noi abbiamo messo a disposizione, ma che sicuramente,
vista la difficoltà finanziaria del sistema siciliano, ha bisogno
di un'ulteriore integrazione.
Quindi, ritengo che in questo senso anche le forse politiche, a
vario livello qui rappresentate e da tutte le direzioni, non
faranno mancare il sostegno in questa direzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere alla
mozione.
BRUNO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, onorevoli deputati, un ringraziamento
particolare ai presentatori della mozione ma un ringraziamento a
tutta l'Assemblea per i contributi che sono venuti dal dibattito
odierno, un dibattito sicuramente importante per gli spunti che
sono stati proposti, perché ancora un volta negli interventi di
tutti quanti è emerso un elemento fondamentale, quello di come
quest'Assemblea sia in gran parte lo specchio di una cultura della
solidarietà e dell'accoglienza che è propria dei cittadini
siciliani.
Io qualche giorno fa sono stato a Marcinelle, assieme al primo
ministro belga, per ricordare le vittime della strage della miniera
di Marcinelle, in gran parte emigrati italiani, molti anche
emigrati siciliani ed in quell'occasione ho potuto ancora una volta
constatare come quella cultura dell'accoglienza che oggi è propria
del nostro popolo, che oggi è propria dei nostri cittadini è una
cultura dell'accoglienza che viene da lontano, viene proprio dalla
capacità che noi siciliani abbiamo assunto perché noi per primi
siamo stati, come veniva ricordato anche nel corso del dibattito di
oggi, emigrati, noi per primi abbiamo capito che cosa vuol dire
arrivare in terre che non conosciamo, noi per primi abbiamo capito
cosa significa essere accolti e, allo stesso tempo, superare
difficoltà di chi va a vivere in realtà che non conosce.
Vorrei che sia chiara una cosa e credo che sia anche questo un
elemento emerso nella stragrande maggioranza degli interventi,
ovvero sia che l'immigrazione, gli immigrati sono soprattutto una
risorsa per la nostra Terra: sono una risorsa per tutta l'Europa, a
mio parere, sono una risorsa perché portano quel principio di
integrazione, quella capacità anche di fare ricchezza della
conoscenza del diverso, di colui che rappresenta culture di diverso
rispetto a noi, però dall'altro lato è chiaro che come
Amministrazione abbiamo dei doveri dinanzi a quelle che sono le
emergenze che viviamo in questi giorni.
Questo è il mio primo intervento in quest'Aula e vorrei dire, sin
da subito, che spero ed auspico, così come ho rappresentato
stamattina alla Commissione Lavoro nella presentazione di quelle
che sono le linee programmatiche per quanto riguarda il tema del
lavoro del mio Assessorato, credo che la vera scommessa che
dobbiamo vivere sia quella della collaborazione massima tra le
istituzioni, collaborazione massima tra il Governo regionale, le
Commissioni e l'Aula. Dico ciò perché, anche dal dibattito di oggi
sono venuti alcuni spunti importanti su alcuni disegni di legge, su
alcune riforme, a mio parere, fondamentali che credo che abbiano
bisogno di questa collaborazione tra il Governo e l'Assemblea.
Faccio propria quella segnalazione, quella sottoposizione
dell'importanza di arrivare in tempi brevi all'approvazione di una
legge organica sull'immigrazione, faccio proprio anche, da questo
punto di vista, l'invito che viene rivolto per certi aspetti anche
all'interno della mozione di una revisione della legge sulle
politiche sociali.
Abbiamo ormai una legge molto datata, la legge 22/86 e credo sia
arrivato il tempo in cui il Governo regionale debba proporre
all'Assemblea, facendo anche ricchezza di quelli che sono i disegni
di legge che nel frattempo, in questi anni, in questi mesi, sono
stati proposti anche da alcuni deputati e crei le condizioni perché
si addivenga all'approvazione di una nuova legge organica in
materia di politiche sociali.
Detto ciò il Governo chiaramente non può che far propria
integralmente la mozione che è stata presentata dall'onorevole
Cirone e sottoscritta da tantissimi deputati di tutti i gruppi
parlamentari, ricordando sin da subito alcuni impegni che ritiene
opportuno assumere. Il primo è quello chiaramente di una
collaborazione forte, più che altro un'interlocuzione forte, sia
con le istituzioni europee che con le istituzioni nazionali; è un
tema importante da questo punto di vista soprattutto per quanto
riguarda le problematiche riguardanti i minori, perché soprattutto
per quanto riguarda il tema dei minori non accompagnati vi sono
delle competenze da parte della Regione siciliana ma vi è una
situazione che, oggi, non possiamo negare, cioè quella che gli
impegni economici che gravano in gran parte sui comuni stanno
portando a situazioni di dissesto molte realtà comunali.
Io prima di entrare in Aula ho incontrato l'Assessore del comune
di Palermo che mi sottoponeva le problematiche relative
all'accoglienza dei minori sia dal punto di vista logistico che dal
punto di vista delle risorse economiche che mancano. Oggi
pomeriggio ho anche sentito il Commissario straordinario del comune
di Augusta che in maniera ancora più grave mi rappresentava questo
problema dell'accoglienza dei minori in quella realtà.
Io credo che sia fondamentale, da questo punto di vista, sul tema
dei minori, ma più in generale su tutto il tema dell'immigrazione e
dell'accoglienza che si crei immediatamente un tavolo permanente
tra tutti gli attori principali su questa tematica.
Volevo, tra l'altro, comunicare facendo proprio uno dei punti
proposti nella mozione e cioè quello della costituzione
dell'istituzione di una cabina di regia regionale che già dalla
prossima settimana, martedì prossimo, convocheremo e chiederemo di
confrontarci con le Prefetture, con l'ANCI, con gli amministratori
dei comuni che sono maggiormente in prima linea dal punto di vista
dell'accoglienza, con la Protezione civile per il ruolo che svolge
e con tutti i soggetti del privato sociale che, in particolare,
sono in prima linea e svolgono questa funzione di sussidiarietà
dell'Amministrazione pubblica nella politica dell'accoglienza.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle IPAB volevo tra l'altro
rassicurare l'Assemblea che, già nella scorsa settimana, abbiamo
inviato una nota a tutte le IPAB, affinché avviino una fase di
ricognizione con risposta immediata dei posti letto che possono
essere utilizzati. Da questo punto di vista sapete benissimo tutti
quanti quanto le IPAB possano rappresentare una risorsa importante
e sappiamo bene quali siano le difficoltà di molte di queste
strutture: difficoltà di ordine logistico per strutture che hanno
bisogno di ristrutturazioni, ma anche difficoltà dettate dal
problema del personale e di mancanza di risorse.
Ecco credo che sia importante far sì - e questa è la scommessa
del Governo regionale in materia - che le IPAB siano un'occasione
di utilizzo intelligente dinanzi ad un'emergenza come questa.
Chiaramente l'utilizzazione non riguarderà tutte le IPAB: alcune
di queste, alcune delle 65 sparse sul territorio regionale sono,
oggi, impegnate in alcune funzioni importanti nell'ambito del
sociale e, chiaramente, continueranno rispetto a quello che è il
proprio carisma e la propria capacità; altre, a mio parere, con una
ricognizione che verrà fatta da qua alle prossime settimane,
possono essere utilizzate anche sulle tematiche dell'accoglienza
dell'immigrazione, chiaramente distinguendo quelle che verranno
utilizzate nell'accoglienza degli immigrati e quelle che verranno
utilizzate nell'accoglienza dei minori non accompagnati.
Ultimo punto che voglio rappresentare e sul quale, credo, come
Governo posso assumere un impegno è quello che, nelle more della
presentazione di un disegno di legge organico di riforma delle
politiche sociali e, quindi, di superamento della legge 22/1986,
avvierò già nei prossimi giorni le procedure per la revisione degli
standard delle strutture di accoglienza. Da questo punto di vista
c'è un iter previsto dalla legge che, negli ultimi anni, non è
stato più messo moto ed è quello previsto dall'articolo 13 della
legge 22/1986, quello dell'istituzione di un Comitato che ha
appunto lo scopo istituzionale di legge di andare a rivedere quelli
che sono gli standard. E questo è un impegno che assume il Governo.
Così come un ultimo impegno che, a mio parere, è importante che il
Governo oggi assuma è quello di dare applicazione, in tempi brevi,
alla legge 47 del 2012. La Sicilia attende ancora oggi - e nei
prossimi giorni mi impegnerò affinché venga superato questo
problema - la nomina di un garante per l'infanzia e di un garante
per la disabilità.
Soprattutto sul tema del garante dell'infanzia e soprattutto
dinanzi alle difficoltà che, oggi, vi sono sul tema
dell'accoglienza dei minori, credo vi sia la necessità che la
Regione abbia questo ulteriore strumento, affinché si diano
effettivamente risposte ed affinché vi sia un monitoraggio attivo e
costante su queste tematiche.
Detto ciò, pertanto, faccio propria, a nome del Governo, la
mozione presentata, così come gli emendamenti 277.1 e 277.2 che
sono stati presentati, facendo semplicemente riferimento, per
quanto riguarda il 277.1, al fatto che l'assistenza igienico-
sanitaria è in gran parte, comunque, resa dall'impegno che viene
svolto dall'Assessorato alla sanità e dalle strutture sul
territorio dell'Assessorato stesso.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sulla mozione.
CAPPELLO. Dichiaro che l'intero gruppo Movimento Cinque Stelle
appone la firma alla mozione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Praticamente tutta l'Assemblea presente appone la firma alla
mozione presentata dalla collega Cirone.
MUSUMECI. Non sappiamo per l'opposizione, ma la maggioranza
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, circa un mese fa è stata presentata
sullo stesso argomento una mozione a mia firma ed a firma di altri
colleghi. Volevo sapere se sarà discussa o meno.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni, valuteremo se potrà essere assorbita
anche da questa mozione; lo faremo senz'altro con gli Uffici. La
ringrazio, intanto, per avere segnalato tale mozione.
Onorevoli colleghi, dal momento che il Governo ha fatto propria la
mozione ed anche gli emendamenti che sono stati presentati, ritengo
non sia necessario porla in votazione.
MUSUMECI. E' importante sapere chi c'è e chi no.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
277.1, ovviamente con il parere favorevole del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 277.2, col parere
favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione così come emendata, col parere
favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla votazione dell'ordine del giorno numero 262, a firma
degli onorevoli Ferreri ed altri, che era stato già distribuito.
Onorevole Musumeci, non so se lei ne ha copia. All'ordine del
giorno che è stato distribuito è stata fatta una precisazione,
sempre a firma dell'onorevole Ferreri. Ne do lettura, per chi
magari non avesse avuto la copia corretta. Alla fine, così recita,
cito testualmente: impegna il Governo della Regione ad avviare
tutte le procedure necessarie nell'ambito delle competenze
regionali affinché venga nominato un Commissario straordinario per
fronteggiare questa emergenza dotato di tutti i poteri necessari
per fare fronte a qualsiasi tipo di necessità che, con molta
probabilità da qui a pochi mesi dovrà essere affrontata .
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso vuole
essere quello di evitare duplicazioni od ulteriori intralci che,
poi, diventano, di natura burocratica. Che sia un Commissario
sempre rappresentato dal Governo, il Presidente della Regione o un
suo delegato; lo avevo detto nel mio intervento.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io per il
mio Gruppo desideravo chiedere ai colleghi presentatori, firmatari
dell'ordine del giorno se intendessero emendare un emendamento
aggiuntivo affinché il Commissario straordinario, conosciuta e
verificata la competenza del Presidente della Regione che è per la
politica dell'accoglienza e, tenuto conto dell'efficacia con la
quale si muove in tutti i campi dell'amministrazione regionale, se
fosse possibile - so che gli ordini del giorno non sono emendabili
-, però, dobbiamo condividere almeno lo spirito che è quello di
identificare nel Presidente della Regione il Commissario
straordinario per l'emergenza immigrati.
Al tempo stesso, signor Presidente, le chiedo tre secondi, solo
per esprimere il mio compiacimento al Governo per avere raccolto
l'invito che qui era stato da questa tribuna lanciato dal
sottoscritto a nome del mio Gruppo, ma anche dell'opposizione di
centro-destra, affinché si istituisse, in tempi ragionevolmente
brevi, un tavolo regionale con la presenza di tutti gli attori
nazionali, locali, sanitari e delegati alle politiche sociali, per
affrontare una vera e propria calamità di fronte alla quale, mi
consenta l'Assessore, il ruolo delle Ipab non può che essere
assolutamente marginale e perfino insignificante.
Noi abbiamo il dovere di prendere atto che questo fenomeno, nei
prossimi mesi, assumerà dimensioni così vaste da non poter più
essere controllato e governato con le risorse umane e materiale di
cui in questo momento disponiamo nell'Isola.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, la ringrazio, anche per aver
ricordato che gli ordini del giorno non sono emendabili, però, è
possibile - mi è sembrato di capire che ci sia un accordo di
massima col Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle - ritirare
questo ordine del giorno e presentarne un altro. Quindi, sospendo
l'Aula per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 19.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che al nuovo ordine del giorno, che sto per
leggere, è stata apposta la firma dell'onorevole Musumeci che si
aggiunge a quelle dei precedenti.
Leggo il testo del nuovo ordine del giorno, nella parte finale,
visto che non l'abbiamo distribuito in fotocopia. Nella parte
finale così recita: impegna il Governo della Regione ad avviare
tutte le procedure necessarie nell'ambito delle competenze
regionali, affinché venga nominato un commissario straordinario
nella persona del Presidente della Regione siciliana o di un suo
delegato, per fronteggiare questa emergenza, dotato di tutti i
poteri necessari per far fronte a qualsiasi tipo di necessità che,
con molta probabilità, da qui a pochi mesi, dovrà essere
affrontata.
Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
ZAFARANA. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, vorrei soltanto fare notare come,
facendo un'istantanea di quest'Aula in questo momento, praticamente
i flussi di deputati all'interno di quest'Aula siano stati sempre
gli stessi, oggi, per quanto la tematica fosse importante, dalla
fine della Commissione Bilancio in poi, tutti i cartellini sono
rimasti inseriti. Noi abbiamo all'incirca 38 cartellini inseriti, a
fronte dei presenti.
Chiaramente, il voto palese non era nelle nostre corde chiederlo,
perché ci mancherebbe pure, una tematica così importante, era
chiaro che tutto andasse per come doveva andare, ma che ci si renda
conto che in questo momento tutti i colleghi deputati, anche non
presenti, hanno preso indebitamente quanto previsto dalla diaria.
LOMBARDO. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, la ringrazio, anche perché è ormai un
ringraziamento dovuto, perché l'applicazione dell'articolo 83,
quando presiede lei l'Aula, è diventata, oramai, una concessione
gentile e di questo la ringrazio.
PRESIDENTE. Non glielo permetto, onorevole Lombardo. Lei è
arrivato in ritardo. Ascolti. Se dobbiamo fare polemica. Io sono
stanco di sopportare polemiche senza motivo.
L'articolo 83, come lei sa, ha un certo limite di tempo. Questo
tempo, all'inizio dell'Aula, lei non c'era, lei non c'era, era
stato utilizzato.
Lei arriva adesso, quindi, non le permetto di rivolgersi a questa
Presidenza con questo tono.
Si attenga all'intervento, non faccia considerazioni, vada avanti
e cerchiamo di procedere.
LOMBARDO. Mi fa piacere che lei guarda quando arrivo e quando
esco. La ringrazio tanto. Sarei più felice se lei fosse più attento
ai lavori d'Aula, invece che alla mia presenza o alla mia assenza
all'interno dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Lombardo, o fa l'intervento o si accomoda.
La prego.
LOMBARDO. La ringrazio. Volevo parlare di altro, onestamente. Come
lei saprà, un'ordinanza della Corte costituzionale, depositata
poche ore fa, ha avviato dei dubbi in merito alla presenza
all'interno del nostro sistema legislativo e di controllo sulle
norme che questa Assemblea approva in merito alla presenza del
Commissario dello Stato, forse anche nell'articolo 83,
precedentemente, si era parlato di questo.
Penso che sia un momento molto importante, Presidente, per avviare
la discussione che non ritengo possa essere avviata con ritardo
perché, oggi, è una giornata certamente storica ed importante.
Viene sancito un principio che, forse, all'indomani della riforma
del Titolo V, anche con un po' di paura, quest'Aula aveva cercato
di rinviare, perché si pensava che l'autonomia anche quando non era
più utile - pensiamo, appunto, alla figura del Commissario dello
Stato -, doveva essere esposta come vessillo dietro al quale celare
privilegi che non servono più e penso che quest'Aula e anche lei,
Presidente, che ha una sensibilità per il rispetto del Regolamento
e delle norme nazionali e costituzionali debba avviare, in modo
celere ed improrogabile, una discussione su ciò che quest'Aula
vuole avviare per il mantenimento di una figura, quella del
Commissario dello Stato, e lo dico perché il Partito a cui
appartengo, da sempre, si è schierato affinché questa figura
anacronistica venisse abolita. Oggi, i tempi sono maturi e ritengo
che questa discussione vada avviata il prima possibile.
Presidente, la ringrazio e sono sicuro che lei farà tesoro di
questo mio intervento e le chiedo scusa se sono intervenuto ai
sensi dell'articolo 83.
CIACCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò velocissimo.
Le faccio un appello per tutelare l'immagine della Presidenza.
Ho fatto già, per la seconda volta, richiesta di conoscere la
busta paga del Segretario generale e ancora non mi è stata resa
nota. Non so più a quale Santo votarmi per avere o confermare i
dati che ci sono all'Ars, proprio per tutelare, visto che anche il
presidente Ardizzone, spesso ha parlato anche di questo, di tutela
dell'immagine delle istituzioni.
E proprio perché le voglio tutelare ribadisco e rinnovo la mia
richiesta.
Inoltre, come ho richiesto anche precedentemente, chiedo pure i
costi del sistema informatico Icaro che questa Assemblea utilizza e
sapere quali sono i consulenti, quindi nome e cognome dei
consulenti esterni che intervengono a livello informatico, perché -
ripeto - per tutelare l'immagine di questa Presidenza, si vocifera
che a breve ci sarà un concorso per tale figura e non vorrei che,
attualmente, la stessa figura di consulente possa, come si
vocifera, essere il vincitore di tale concorso.
Le ripeto, per smorzare e cancellare, anche se sono insinuazioni,
chiedo cortesemente di avere risposta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ciaccio, anche per l'affetto con cui
prende a cuore la Presidenza di questa Assemblea.
Onorevoli colleghi, come avevo preannunciato all'inizio della
seduta, l'Aula sarà convocata venerdì 9 maggio 2014, alle ore
13.00.
FALCONE. No, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, ho abbondantemente spiegato le
ragioni di questo, abbiamo una necessità.
Allora, come avevo spiegato abbondantemente all'inizio della
seduta l'Aula sarà convocata venerdì, alle ore 13.00
FALCONE. Signor Presidente, avevamo chiesto di rinviarla alle ore
16.00.
PRESIDENTE. Onorevole Falcone, si parla tanto di andare incontro
alle esigenze dei cittadini, poi, quando la Presidenza si determina
per accelerare l'iter di alcune cose, evidentemente, questo
discorso non va bene.
FALCONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che
noi non siamo per bloccare questa Presidenza, ma nemmeno la
Presidenza può pensare di svolgere delle prerogative che non sono
proprie nel senso che dobbiamo ancora discutere il disegno di
legge, che deve essere emendato in Commissione; quindi la
discussione partirà solo domani. Dopodiché, noi siamo disponibili a
trovare un punto di incontro, ad accelerare i tempi, però le
chiediamo di spostare l'inizio della seduta dalle ore 13.00 alle
ore 16.00, per consentire ad alcuni colleghi di essere qui.
Io non penso che stia cadendo il tetto di qualche edificio. In
più, aggiungo che lo facciamo nello spirito di trovare in
Commissione una intesa e di trovare qua una intesa. Noi abbiamo
posto anche dei paletti. Stiamo attenti, Presidente, perché
accelerare non significa che necessariamente si porti a compimento
questo disegno di legge, quindi lei corre il rischio di accelerare
da un lato e ritardare dall'altro lato. La richiesta che le
facciamo dunque è quella di spostare di tre ore, dalle 13.00 alle
16.00 la convocazione dell'Assemblea.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19,31, è ripresa alle ore 19,32)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Falcone per il suo intervento.
Tengo a sottolineare che la decisione iniziale delle ore 13.00 non
è stata di mia iniziativa, ma è dovuta al fatto che c'era stata una
breve interlocuzione col presidente della Commissione e avevamo
deciso in tal senso. Però, se le tre ore per lei risultano essere
così importanti, la Presidenza non ha alcun problema a spostare
dalle 13.00 alle 16.00.
Pertanto, la seduta è rinviata a venerdì, 9 maggio 2014, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2014 e alla legge Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale.'
Disposizioni varie. (n. 724)
2) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-31-
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
3) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
4) - Procedure per il rilascio delle certificazioni di
abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
singole porzioni di costruzioni. (nn. 653-469/A) (Seguito)
Relatore: on. Fazio
5) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
6) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
7) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
8) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
9) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
10) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
11) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
12) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 19.32
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli