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Resoconto d'Aula della Seduta n. 154 di martedì 13 maggio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  su  richiesta  del  Governo  di
  posticipare la Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari  e
  non  sorgendo  osservazioni,  sospendo  la  seduta  avvertendo  che
  riprenderà alle ore 18.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 18.28)

   RAGUSA,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Arancio,  D'Agostino,
  Cancelleri,  Grasso, Siragusa e Tancredi hanno chiesto congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per  l'Istruzione  e  la  Formazione
  professionale

   N.  1701  -  Notizie  in  merito alla decurtazione  dei  posti  di
  sostegno  per  l'anno  scolastico 2013/2014   operata  dall'ufficio
  scolastico regionale per la Sicilia nella provincia di Messina.
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela; La Rocca Claudia;
   Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
   Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N. 1677 - Chiarimenti sulla sospensione della fornitura di farmaci
  'H'  ai detenuti della Casa circondariale di Trapani, Castelvetrano
  e Favignana (TP).
   Firmatario: Fazio Girolamo

   Avverto  che  le stesse saranno allegate al resoconto stenografico
  dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  1944  - Chiarimenti sulla circolare n. 6038 del 14 marzo  2014
  dell'Assessorato  regionale  del  turismo,  dello  sport  e   dello
  spettacolo per il cofinanziamento delle manifestazioni turistiche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1950 - Notizie circa lo smaltimento di rifiuti speciali presso
  l'ospedale Ingrassia di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatario: Greco Giovanni

   N. 1951 - Notizie sul definanziamento del parcheggio di Augusta  e
  del tratto stradale fra via Agatocle e via Euripide a Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1955  - Chiarimenti sulla mancata liquidazione e pagamento  di
  alcuni patrocini onerosi per le manifestazioni svolte nel 2009.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  1957  -  Rimozione dell'attuale commissario straordinario  del
  libero consorzio di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Firmatario: Cirone Maria in Di Marco.

   Avverto  che  le interrogazioni testé annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  1946 - Chiarimenti urgenti in merito alle linee guida  per  la
  realizzazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale
  della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: Gianni Giuseppe

   N.  1958 - Iniziative per la modifica del piano di gestione locale
  del  compartimento  marittimo  di Mazara  del  Vallo  (TP)  per  la
  risoluzione     delle    problematiche    connesse    all'esercizio
  dell'attività di pesca della marineria di Sciacca (AG).
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale  e  pesca mediterranea
   Firmatari: Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:
   N.  1941  -  Provvedimenti urgenti per la  verifica  dei  casi  di
  tubercolosi sospetta nel territorio siracusano.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina

   N.  1942  - Notizie in merito alla gestione dei finanziamenti  dei
  poli culturali d'eccellenza siciliani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatario: Bandiera Edgardo

   N. 1943 - Chiarimenti sulla mancata formulazione delle graduatorie
  definitive dei lavoratori forestali della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   -  Assessore  Agricoltura  sviluppo  rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N. 1945 - Notizie sul Consorzio per le autostrade siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N. 1947 - Iniziative per l'esercizio dell'azione di responsabilità
  nei  confronti di sindaci e amministratori in carica sino  al  2009
  presso l'Azienda Terme di Acireale S.p.A. in liquidazione con socio
  unico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;  Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri  Vanessa;  La
  Rocca  Claudia;  Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1948 - Chiarimenti in merito al mancato pagamento dei compensi
  dei  rilevatori  INEA malgrado l'avvenuto accredito delle  relative
  somme  in  capo  all'Assessorato regionale dell'agricoltura,  dello
  sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
   - Presidente Regione
   -  Assessore Agricoltura  sviluppo  rurale e pesca mediterranea
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N.  1949  -  Chiarimenti in merito all'organizzazione delle  Unità
  Operative per l'educazione e la promozione della salute.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia;   Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
  Zito Stefano

   N. 1952 - Chiarimenti in merito al corretto ed efficiente utilizzo
  delle  risorse comunitarie previste per la linea 3.2.2.4 denominata
  'Azioni  congiunte  di  tutela, sviluppo sostenibile  e  promozione
  imprenditoriale del sistema della Rete Ecologica siciliana'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N.  1953  -  Notizie circa i dati relativi alle comunicazioni  sui
  rifiuti  urbani  e assimilati ai sensi della normativa  vigente  in
  tema di catasto dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:  Ciaccio  Giorgio;  La  Rocca  Claudia;  Zito  Stefano;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri   Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina

   N. 1954 - Notizie sulla qualità delle acque superficiali destinate
  alla produzione di acqua potabile.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:  Ciaccio  Giorgio;  La  Rocca  Claudia;  Zito  Stefano;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri   Vanessa;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
  Zafarana Valentina

   N.  1956 - Chiarimenti in ordine al registro delle presenze  della
  Quinta   Commissione   consiliare   permanente    della   Provincia
  regionale di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari:  Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Zafarana
  Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi  Sergio;
  Ciancio  Gianina;  Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;  Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:

   N.  178 - Chiarimenti sui beneficiari delle misure contenute nella
  l.r. n. 2 del 2014 e revoca dei decreti dirigenziali nn.  86,   87,
  88  e  89  del  2014  emessi dall'Assessorato Economia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela;  La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano

   Avverte che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:

   numero  301  "Interventi in merito alla situazione di grave  crisi
  economica e finanziaria del settore del trasporto pubblico locale a
  causa  dell'inadeguatezza  dei  corrispettivi  contrattuali  e  dei
  ritardi  nel  trasferimento  alle  società  di  trasporto",   degli
  onorevoli Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio
  Francesco;   Germanà   Antonino  Salvatore;   Vinciullo   Vincenzo,
  presentata l'8 maggio 2014;

   numero  303 "Riorganizzazione dell'Ispettorato del lavoro",  degli
  onorevoli  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina, presentata il 9 maggio 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

   Comunicazioni delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
                          Gruppi parlamentari

      PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, informo che la Conferenza  dei
  presidenti  dei Gruppi parlamentari, testé riunitasi, ha  stabilito
  di  chiudere la discussione generale sul disegno di legge n.  724/A
  entro  stasera, possibilmente intorno alle ore 20.00,  e  che  allo
  stesso  momento  si chiuderà pure il termine per  la  presentazione
  degli emendamenti.
   Domani,  si  terrà  seduta alle ore 12.00,  in  considerazione  di
  impegni politici che avranno luogo nella stessa giornata.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni al
    bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
   legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
       Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (724)

   PRESIDENTE.  Si passa, pertanto, al secondo punto dell'ordine  del
  giorno:  Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni
  al  bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e  alla
  legge  'Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2014.
  Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (n. 724/A).
   Invito  i componenti la Commissione a prendere posto nell'apposito
  banco.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro.
   Ne ha facoltà.

   CORDARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  prima
  di  intervenire sulla discussione generale, vorrei sapere qual è il
  tempo  a mia disposizione, se sono i consueti cinque minuti, ovvero
  posso anche prolungare per qualche minuto il mio intervento. Vorrei
  saperlo  prima di iniziare a parlare, visto che per il  mio  Gruppo
  parlerò soltanto io.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cordaro, siccome c'è stato un atteggiamento
  di  buon  senso  in Conferenza dei capigruppo e ci  siamo  dati  il
  termine comunque di chiudere entro le ore 20.00, penso che  ci  sia
  la  possibilità per tutti di intervenire, se c'è questa  intesa  di
  massima, lei inizi il suo intervento, se nel corso della seduta  ci
  dovesse  essere  un  intendimento  diverso,  ci  determineremmo  di
  conseguenza.

   CORDARO.  Onorevoli  colleghi, intervengo in discussione  generale
  per  rappresentare  quella che è la posizione  attuale  del  Gruppo
  parlamentare che ho l'onore di rappresentare.
   In  questi mesi, abbiamo dimostrato, non con le parole, ma con gli
  intendimenti e soprattutto con le azioni concrete in Aula, di dover
  rappresentare  quella  parte di parlamento  che  senza  negozio  ha
  deciso  di  siglare un accordo tacito ma concreto  soltanto  con  i
  siciliani,  nessun  inciucio,  nessun  sotterfugio,  abbiamo  detto
  chiaramente  che  offrivamo al Governo regionale  e  al  Presidente
  Crocetta  una tregua istituzionale su due provvedimenti. Il  primo,
  il disegno di legge  salva imprese' e la finanziaria bis.
   Il  disegno di legge  salva imprese', come tutti sappiamo - e  per
  fortuna io dico è andato a buon fine - ha la speranza che venga ben
  utilizzato  dal Governo regionale, che quelle norme di spesa  diano
  ristoro.  Questo certamente era il nostro intendimento  alle  tante
  categorie di soggetti che erano in attesa di soldi da mesi, se  non
  da anni, da parte della Regione.
   Sulla  finanziaria bis il percorso è stato, a mio parere,  sinora,
  assolutamente  più  tortuoso;  e  lo  è  stato,  devo  dire   senza
  infingimenti, per esclusiva responsabilità del Governo.
   Io   mi   rendo   ben  conto  che  da  parte  di   Roma   arrivano
  quotidianamente picche, regali che determinano problemi su problemi
  però, caro assessore per l'economia, vorrei che quanto dico venisse
  riferito  al  Presidente della Regione: e cioè che  è  arrivato  il
  momento  in  sede  politica, sui tavoli romani, di  dimostrare  che
  abbiamo uomini adatti alle esigenze e alle emergenze oppure no
   Bisogna  dimostrare  ai  tanti  soloni che dal  Governo  nazionale
  vengono  a spiegare a questo Parlamento come bisogna far funzionare
  le  cose  abbiano la volontà, a partire dal partito di  maggioranza
  relativa e cioè del PD, di dire a Roma di aiutarci a non affondare
  Oppure  il  disegno  è  ben diverso, perché  altrimenti  il  nostro
  atteggiamento  di  responsabilità non  soltanto  sarebbe  vano,  ma
  rischierebbe di essere stucchevole, perché se voi  ve la cantate  e
  voi  ve la suonate', alla fine, chi ci va di mezzo sono soltanto  i
  siciliani  E noi questo non possiamo accettarlo
   Abbiamo  letto  nelle ultime ore di un  decalogo' appassionante  e
  appassionato,  epperò,  noi più che il  decalogo  vorremmo  che  il
  Presidente  del Consiglio Renzi trovasse nel Governo  regionale  un
  interlocutore  credibile, prestigioso, convinto di sostenere  buone
  cause,  perché la nostra compartecipazione - per dirne  una  -  per
  tutti nella spesa sanitaria è unica in Italia e il ritorno ad  oggi
  non è stato quello atteso
   Pertanto, il mio invito è rivolto al Presidente della Regione e al
  Governo e in questo caso all'Assessore per l'economia, a far valere
  le  ragioni giuste della Sicilia nella sede nazionale e  presso  il
  Governo nazionale.
     Il  percorso  è  stato  tortuoso, dicevo,  siamo  partiti  dalla
  finanziaria  bis  di Bianchi, siamo arrivati alla manovrina,  siamo
  pervenuti  ad  una  mini manovra per arrivare, dicevo  è  diventato
  ormai gergo parlamentare, ad  una manovra a tempo determinato'  Non
  era mai successo
     Mi  rendo conto che siamo in tempi precari, epperò, questa è una
  emergenza nuova che ci lascia perplessi e che ci lascia però  fermi
  ai  fatti.  E  i  fatti  quali sono per non  abusare  troppo  della
  pazienza del Presidente dell'Assemblea Regionale? I fatti sono  che
  noi  l'abbiamo  detto  con  chiarezza e lo  abbiamo  confermato  in
  Conferenza  dei capigruppo che siamo disponibili a confrontarci  su
  una finanziaria bis, se pur legata ad un percorso della Regione per
  i  prossimi due mesi, ma che faccia riferimento esclusivamente agli
  stipendi,  perché  non  accetteremo prebende per  chicchessia.  Non
  accetteremo  le pressioni della maggioranza perché sotto  banco  si
  accontenti   qualche   parte  di  questa  Assemblea   che   ricatta
  politicamente  il  Presidente  della  Regione  o  il  Governo   per
  garantire la maggioranza in quest'Aula
     Abbiamo  preso atto che ci sono gli stipendi per i  Consorzi  di
  bonifica,  più i fondi per gli stagionali; abbiamo preso atto  che,
  per  i  prossimi  due mesi, avete individuato  delle  somme  per  i
  Consorzi   di   ricerca  in  agricoltura  -  e  su  questo   saremo
  assolutamente  d'accordo -, così come saremo d'accordo  per  quanto
  riguarda ovviamente i forestali. Il Presidente della Regione, però,
  aveva preso ben altri impegni. E quindi noi glieli ricorderemo  nel
  momento  del  confronto politico, perché appena  qualche  settimana
  addietro,  rispetto ai Consorzi Universitari ed al pregresso  delle
  borse  di studio universitarie, il Presidente della Regione  invitò
  il  sottoscritto  a  ritirare  un emendamento  che  avrebbe  potuto
  inficiare  il  percorso  del  disegno  di  legge   salva  imprese',
  impegnandosi   solennemente   ad  inserirlo   in   questa   manovra
  finanziaria.   Non  c'è  un  soldo,  ne  prendiamo  atto,   abbiamo
  ripresentato  gli  emendamenti all'uopo. E' evidente  che  noi  non
  possiamo accettare un percorso schizofrenico che si muove in questi
  termini.
   Siamo,  ad  esempio, dell'idea che all'INDA vadano riconosciuti  i
  fondi. Ci chiediamo perché non vengono riconosciuti al Brass Group;
  ci  chiediamo  perché debba essere tutelato un tipo di  indicazione
  rispetto  ad un altro tipo, posto che il Brass Group ha una  storia
  sotto  il  profilo  temporale e di prestigio quanto  meno  identico
  all'INDA.  Non  riteniamo,  ad  esempio,  che  la  vertenza  legata
  all'ARAS,  che  è stata riconosciuta positivamente all'interno  del
  percorso  in Commissione Bilancio, abbia più dignità delle esigenze
  delle  Associazioni  dei  ciechi. E'  giusto  riconoscere  i  fondi
  all'ARAS e non riconoscere i fondi ai ciechi? Qual è il discrimine?
  Il Governo ce lo deve spiegare.
   Concludo, signor Presidente, con un tema assai delicato, perché la
  vicenda degli ex Pip, dei quali io non mi sono mai occupato  e  che
  in  questa  Assemblea hanno tantissimi paladini  e  mentori,  però,
  oggi, mi sono posto un problema e chiedo che mi si conceda un altro
  minuto perché la vicenda è molto delicata.
   Vorrei  ricordare a tutti i colleghi che  Emergenza Palermo',  che
  sono  gli  ex Pip, nasce come progetto di recupero sociale  per  ex
  detenuti.
   Sento  dire che il Presidente Crocetta li vuole licenziare  perché
  sono  stati detenuti. Scusate, ma di che cosa stiamo parlando?  Non
  vorrei  che  avessimo perso, veramente, il senso  comune,  il  buon
  senso  minimo   E' evidente che se ci sono soggetti che  in  questa
  categoria,  dopo aver iniziato il lavoro  e quindi il  percorso  di
  recupero,  sono  tornati  a  delinquere,  sia  giusto  che  vengano
  licenziati;  se  cioè alcuni di loro hanno commesso  vieppiù  reati
  gravi,  vivaddio, devono essere perseguiti. Ma che oggi si  vada  a
  perseguire  l'ex  Pip che era entrato in virtù dell'appartenenza  a
  quella   speciale   categoria  per  un  percorso  sociale,   perché
  trent'anni   fa  aveva  riportato  una  condanna   ed   era   stato
  detenuto...Signori miei, credo che, alla fine, in  mezzo  a   tutti
  questi numeri dobbiamo far prevalere il buon senso.
     Il Gruppo parlamentare al quale appartengo, e chi parla fino  ad
  oggi  lo ha dimostrato, non è disposto a parlare nel deserto.   Vox
  clamans  in deserto  in quest'Aula non ce ne saranno più  Date  una
  dimostrazione  concreta,  siamo in piena  campagna  elettorale  non
  permetteremo  voto di scambio. Questo deve essere chiaro  a  tutti.
  Fra  dodici  giorni  si  vota, vogliamo  salvare  le  categorie  in
  difficoltà? Siamo pronti, altro non permetteremo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   condivido
  perfettamente   quello   che   ha   detto   l'onorevole    Cordaro,
  specificamente sugli ex Pip.
   Se  consideriamo che ci sono degli ex Pip che hanno commesso reati
  mentre  erano al lavoro, sono d'accordo che vadano via,  se  invece
  fanno  riferimento a tutti gli ex Pip, credo ci sia un  errore  che
  deve  essere  chiarito  perché  quella  operazione  fu  fatta   per
  consentire il reinserimento sociale.
   Noi ci troviamo in difficoltà, signor Presidente. Prima i colleghi
  mi  chiamavamo   onorevole amianto , spero che da  qui  in  poi  mi
  chiameranno  onorevole articolo 36, 37 e 38 .
   Visto  che domani il Presidente Renzi sarà in Sicilia, gli abbiamo
  mandato  una  lettera nella quale gli chiediamo  di  verificare  la
  possibilità  e  l'opportunità non di darci o di restituirci  quello
  che  abbiamo  dato  perché il Paese potesse andare  avanti,  ma  di
  prelevare  anziché il 100 per cento, il 75 per cento  dell'articolo
  37,  così  da  poter  consentire alla Regione di evitare  ulteriori
  richieste  di  finanziamenti, come abbiamo fatto in questi  giorni,
  facendo  richiesta  di  un  mutuo  per   un  miliardo  di  euro  di
  finanziamento per uscire dalla palude in cui ci troviamo.
   L'ho  già  detto anche all'Assessore Agnello che sarebbe opportuno
  aprire un contenzioso forte o quanto meno un confronto forte con il
  Governo   nazionale  perché  anziché  darci  il   100   per   cento
  dell'applicazione dello Statuto dal 1 gennaio 2016, ci dia da  oggi
  il 25 per cento anche per i prossimi cinque anni. Cosicché si possa
  evitare di continuare  a sperare ogni giorno in qualcosa di nuovo e
  diverso per pagare gli stipendi o altro.
    E certamente non è che riusciremmo a pagare tutti gli stipendi se
  tagliamo lo stipendio a qualche impiegato dell'Assemblea, visto che
  ogni  due  o  tre  giorni ricorre il problema se dobbiamo  togliere
  qualche soldo a qualche impiegato di questo Parlamento
   Credo    sia  importante  che  questo  Governo  possa  aprire   un
  contenzioso  autorevole assessore Agnello. E'  stato  istituito  il
  Comitato Stato-Regioni: è arrivato il momento di sederci e  di  non
  abbandonare la sedia - non all'Assessorato dell'economia  -  ma  al
  Governo  nazionale, fino a quando non avremo concluso  l'operazione
  che  è  il rispetto dello Statuto della Regione siciliana.  Statuto
  che  lei  ricorderà,  è  il Regio Decreto  del  1946,  il  n.  455,
  convertito poi in legge costituzionale n. 2 del 1948.
   Signor Presidente, in conclusione, intervengo per l'ennesima volta
  su un tema che ormai sta diventando molto pericoloso.
   Noi  abbiamo perso un bel po' di risorse economiche della Comunità
  europea  e, a tutt'oggi, non sappiamo le risorse che ci sono  state
  assegnate  che  fine faranno. Nel frattempo, la  Protezione  civile
  continua  a  non sapere cosa deve fare o, quanto meno,  non  ha  le
  risorse per farle.
   Proprio  l'altro  ieri,  un  mio paziente,  colto  da  infarto,  è
  arrivato  all'imbocco di Siracusa dove c'è il ponte che è chiuso  a
  metà ed è morto lì perché a causa di un ingorgo. Ora, io penso  che
  la  Protezione civile debba agire rapidamente e velocemente, che le
  risorse  debbano  essere date e gli appalti  debbano  essere  fatti
  subito.  Se non ci sono queste cose, signor Presidente, il  Governo
  non ha motivo di esistere, questa Assemblea regionale non ha motivo
  di continuare a stare qui a scaldare i banchi

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.
   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signori assessori, intervengo  per
  questo confronto sulla manovra finanziaria. Ovviamente, la nostra è
  una  posizione forte e vicino al Presidente Crocetta ed al  Governo
  regionale  e  ringraziamo anche lei, signor Presidente,  per  avere
  seguito   velocemente,  insieme  al  Presidente  della  Commissione
  Bilancio  l'intero iter del provvedimento che oggi giunge in  Aula.
  Nonostante  che il periodo sia un periodo elettorale, siamo  qui  a
  lavorare  e  a  lavorare  per la Sicilia. E  mi  sembra  che  anche
  l'atteggiamento dei colleghi della minoranza, sia un  atteggiamento
  responsabile. Io ho apprezzato l'intervento dell'onorevole Cordaro.
  Condivido  non  solo  la forma, ma anche la  sostanza.  Pensiamo  a
  lavorare  e a garantire almeno gli stipendi per ritornare,  poi,  a
  quella che dovrà essere una manovra più complessiva.
   Mi  permetto di ricordare, signor Assessore, che c'è un  problema,
  però. E' stato esitato dalla Commissione bilancio  un testo in  cui
  ci  si è  dimenticati dei dipendenti del Corfilac. Il Corfilac è il
  centro   di  ricerca  della  Regione  siciliana.  Io  prego   anche
  l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari  in quanto esso è
  figlio proprio di questo Assessorato. Sono gli unici dipendenti che
  sono  rimasti  senza copertura finanziaria. Vi  prego,  dunque,  di
  trovare  una soluzione anche per loro e troviamo tutti  insieme  la
  soluzione,  perché  altrimenti rischiamo di approvare  una  manovra
  che  prevede il pagamento di tutti  gli stipendi tranne che  per  i
  dipendenti del Corfilac.
   Assessore  per  e  risorse agricole ed alimentari,  assessore  per
  l'economia,  ci sono degli emendamenti che prevedono  il  pagamento
  dei  loro  stipendi. Stiamo attenti a non creare  questo  disastro.
  Dopodiché  condivido quello che ha detto l'onorevole  Cordaro:  non
  può  esserci  spazio per altro. A meno che non ci siano  interventi
  che  ci  possano  mettere  nella  condizione  di  avere  forme   di
  risparmio.  Se  ce  ne dovessero essere - noi qualcuno  lo  abbiamo
  presentato  e  poi  ci  entreremo nel  merito,  che  non  solo  non
  prevedono  nuove spese, ma che prevedono una riduzione di  spesa  e
  quindi maggiori entrate e, quindi, risparmi su alcuni temi che sono
  stati  oggetto  negli  ultimi tempi del  dibattito  politico  nella
  nostra Isola - e su questo penso che si possa discutere, sul  resto
  discuteremo più avanti. L'impostazione mi sembra davvero seria,  mi
  sembra  davvero  corretta. Mi permetto di  ringraziare  l'onorevole
  Cordaro   che  ha  aperto  gli  interventi  in  Aula   con   questa
  impostazione.
   Domani, signor Presidente, noi avremo un momento importante: viene
  Renzi,  il  Presidente del Consiglio. Io non so  se  ci  saranno  i
  termini e se saremo nella condizione di votare un ordine del giorno
  come Parlamento siciliano da consegnare al Presidente del Consiglio
  per  dirgli che non possiamo rimanere soli davanti a quello che sta
  succedendo in provincia di Ragusa, in provincia di  Agrigento e  in
  provincia  di Siracusa. Sta avvenendo un macello  C'è l'inferno   E
  le  cose  andranno a peggiorare. E in questo inferno, siamo rimasti
  soli.  Sono  rimasti  soli gli enti locali, è rimasta  da  sola  la
  protezione civile; soli i territori nel cercare di dare risposte  a
  quello che è un problema immenso. Ed allora, la supplico, la prego:
  se  esiste una forma per poter dire che abbiamo fatto tutto  quello
  che potevamo fare, se esiste una forma per votare stasera un ordine
  del  giorno  da consegnare domani al Presidente del Consiglio,  per
  dirgli  Non ci lasciate soli .
   Il  problema che stiamo vivendo nella Sicilia orientale di  questa
  grande  affluenza, non di extra comunitari, ma di uomini,  donne  e
  bambini,  non  può  rimanere  a  carico  soltanto  nostro,   perchè
  rischiamo  davvero di far saltare proprio i territori, e quindi  io
  mi  rimetto  a  lei,  signor  Presidente se ha  la  possibilità  di
  mettere in condizioni questo illustre Parlamento, questo importante
  Parlamento affinché possa esprimere questo grido di dolore da parte
  di  territori  che hanno, da una parte,  difficoltà a  dare  questo
  tipo di risposte, dall'altra,  si trovano ad affrontare la stagione
  estiva, e quindi anche la necessità di dare una boccata di ossigeno
  e risposta all'economia di questi territori, che si trovano davanti
  a questo immenso dramma.
   Io  la  prego  di fare una riflessione su questo, e  di  procedere
  verso questa direzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Figuccia.   Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  credo
  che  questa  prefazione che io sto per fare,  sia  stata  bene  già
  anticipata da alcuni autorevoli interventi fatti da colleghi prima,
  e  hanno  avuto  senz'altro il buon gusto di volersi mantenere  sul
  livello  di  generalità, non hanno voluto colpire il Governo  negli
  aspetti  più  di dettaglio, non hanno voluto giustamente  per  buon
  gusto,  e  per atto di eleganza così come li contraddistingue,  non
  hanno voluto mettere a nudo questo Governo, forse come meriterebbe.
   E  devo  dire  che  siccome siamo ancora in  fase  di  discussione
  generale, signor Presidente e Assessori, in questa fase non lo farò
  neanche  io, però certo dichiarare che noi siamo disposti a  votare
  questa  manovra,  ma  rimanendo  collegati  alla  questione   degli
  stipendi,  è una cosa che assolutamente faremo, però questo  stride
  con alcuni aspetti di questa finanziaria.
     E vado subito nel merito, ma prometto che non continuerò, perché
  questa  discussione  la  rinvieremo a domani,  a  quando  ci  siamo
  aggiornati,   per  mezzogiorno:  ma  quando  si  fa  riferimento  a
  qualcosa  come 1 milione 663 mila euro per gli Uffici di gabinetto,
  ritengo che questo  non sia l'approccio migliore che questo Governo
  doveva  avere  per  andare incontro a questa  mano  tesa  da  parte
  dell'opposizione  che dichiarava di volere avere  un  atteggiamento
  responsabile,  di  voler dire che sì senz'altro sugli  stipendi  ci
  saremmo  stati,  sì senz'altro su una manovra asciutta  ci  saremmo
  stati,  ma non saremmo stati disposti ad andare incontro a prebende
  o,  diciamocelo  chiaramente a strumenti che in questo  momento,  a
  dieci  giorni  dalla  chiusura della campagna  elettorale,  possono
  finire   con   l'agevolare  alcune  forze  politiche  che   possono
  beneficiare di questo strumento, e che proprio ora, a dieci  giorni
  dalla  chiusura  della campagna elettorale si decide  di  sbloccare
  questa operazione.
   Ma  ancora  senza entrare nel merito, qualcosa sui fondi  PAC,  mi
  sembra  che in questa finanziaria, seppur superficialmente, c'è  da
  dirsi ad oggi,  viene presa in considerazione.
   Così   vede   Presidente   come  anzi   non   vengono   prese   in
  considerazione    tutta   una  serie  di   altri   interventi   che
  riguarderebbero  ad  esempio il sistema di riforma  idrico,  quindi
  società come l'APS, che riguarderebbero il sistema della formazione
  professionale, come ad esempio gli sportellisti, che ad  un  tratto
  si  trovano  costretti  a  passare da  un  tempo  indeterminato,  a
  contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
   Quindi  questa  è una manovra,  di questo Governo, che  toglie  ai
  poveri  per  dare ai ricchi, che ha un atteggiamento  assolutamente
  strumentale verso chi, in questo momento, non ha alcun  sistema  di
  garanzia,  fino  ad arrivare, ad esempio, ai Piani  di  inserimento
  professionale;   perché c'era stato l'accordo in quella  seduta  di
  Commissione  Bilancio'  che si fondava sulla considerazione che non
  potevamo  lasciare  disoccupati quegli  operatori  appartenenti  al
  bacino.  Si  era creato un accordo che quel reddito  dei  ventimila
  euro  non  potesse  essere un tetto da considerarsi,  e  invece  il
  Governo  ritorna in questa manovra su quel testo e in più  apprendo
  da  alcuni  notiziari,  da tutte le testate giornalistiche  che  il
  Presidente  Crocetta  sarebbe per tenere  dentro  quelli  che  sono
  single, che sono figli, e non dare spazio invece a quelli che  sono
  padri  o  madri.  Ma  che  Governo  è  questo  che  vuole  dare  la
  possibilità a chi è single e non a chi ha una famiglia? Ma quale  è
  la  visione  che questo Governo ha della società siciliana?  Ce  lo
  venga a spiegare perché ad oggi non abbiamo compreso.
    Così come non comprendiamo quell'articolo che fa riferimento alla
  riorganizzazione delle risorse umane del settore  forestale  e  che
  prevede diciotto milioni di euro che sono ben lontani dalle risorse
  finanziarie che servirebbero per andare incontro alla questione dei
  forestali.
   Così   come  quell'articolo,  parlando  di  riorganizzazione   del
  sistema,  non  dovrebbe fare riferimento solo alle  risorse  umane,
  perché  se questo Governo non capisce che quest'anno ci sono  dieci
  milioni  di euro in meno, l'anno prossimo ce ne saranno  ancora  di
  meno,  fino  a  vedersi assottigliare ed eliminare queste  risorse,
  questo  è  un Governo che non ha capito nulla, questo è un  Governo
  che  deve  comprendere  che  parlando di riorganizzazione  si  deve
  guardare  al  bosco produttivo, agli itinerari turistici  per  quel
  bosco  produttivo,  si  deve guardare ad una  riorganizzazione  del
  comparto  forestale,  cosa che avremmo potuto  fare  utilizzando  i
  fondi  PAC, cosa che avremmo potuto fare. So che  c'era un  impegno
  da parte del precedente assessore di intervenire dando una sferzata
  a favore di quel bacino, cosa che invece questo Governo si ostina a
  non volere fare.
   Apprendo, dalle dichiarazioni di qualche collega, che domani è una
  giornata importante, e lo sarebbe perché viene Renzi a Palermo.  Ma
  cosa  c'entra  la  presenza  di  Renzi  a  Palermo  con  l'attività
  dell'Aula?  Forse c'entra, e sapete dove? Nel fatto  che  con  quel
  decreto  legge  scritto  proprio da Renzi che fa il  paio  e  va  a
  braccetto  con  questo Governo che non produce  risultati,  proprio
  quel   decreto  legge  Renzi  pone  nuove  condizioni  di  assoluta
  difficoltà  nell'attività non solo di quest'Aula,  ma  anche  della
  Commissione  Bilancio'. E i risultati sono questi. Solo che  noi  a
  quelle  emergenze non diamo risposta, stiamo distribuendo prebende,
  noi  su  questo, il mio Gruppo parlamentare di Forza  Italia,   non
  sarà disposto a votare in questi termini questa manovra.
     Vedremo  quali  saranno gli emendamenti  presentati  dai  Gruppi
  parlamentari,  so che ci saranno degli emendamenti anche  da  parte
  del Governo, so che in qualche modo ci si è resi conto di una serie
  di  errori che sono stati fatti a proposito del mutuo, ma questa  è
  responsabilità del Governo che ci racconterà quale visione  ha,  da
  qui a domani,  su questa manovra.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarò il  solito
   bastian  contrario' ma non mi associo a questo clima di   volemose
  bene  tutti', anche perché rischiamo di effettuare l'ennesima presa
  in giro dei siciliani.
   Noi   con  questa   manovra  bis,'  manovra  correttiva,  dovevamo
  rimediare   un   po'   ai  guasti  della  finanziaria,   ampiamente
  preventivati  dall'opposizione all'epoca, compreso il  sottoscritto
  che  in  una  miriade  di  interventi  cercava  di  evidenziare  le
  incongruenze   di   quella  finanziaria,  che  poi   hanno   avuto,
  puntualmente,  riscontro nella impugnativa  del  Commissario  dello
  Stato.
   Allora, noi adesso stiamo riproponendo una misura ridotta che però
  riassume in se le ennesime manchevolezze della precedente.
   Noi  stiamo rischiando di tessere una coperta assolutamente  corta
  che  tiene  fuori  tutta  una  serie  di  settori  interessanti   e
  importantissimi per la Sicilia.
   Ha  voglia qualche  Solone' esterno di intervenire a più  riprese,
  come se avessimo di fronte un novello Mosè,  una volta io pensavo e
  ritenevo che le Tavole della Bibbia, i Comandamenti, fossero quelli
  che ci ha lasciato, appunto, il buon Mosè.
   Oggi abbiamo un novello profeta, tale Faraone, cotanto nome per un
  personaggio che, sicuramente, non merita questo appellativo, ma  il
  cognome  non gli si può togliere, che si permette di intervenire  e
  di giudicare dall'esterno le vicende siciliane, dettando agli altri
  un  decalogo  che  però non provvede ad applicare  a  se  stesso  e
  soprattutto al suo Partito, perché a me hanno insegnato che chi  si
  occupa  di politica, e lo fa in maniera attiva e concreta, dovrebbe
  operare attraverso gli atti legislativi, disegni di legge e non  le
  interviste sui giornali o gli input buttati a cascata come se nulla
  fosse.  Salvo  poi sedersi a tavola con gli altri per  spartire  le
  prebende,  per  spartire i posti di potere, per creare  a  tavolino
  maggioranze  nuove che nulla hanno a che vedere con le  maggioranze
  uscite  dalla  volontà elettorale e occupare  gli  assessorati  con
  personaggi  a  loro    vicini, però oggi la  Sicilia  è  ridotta  a
  questo.
   Torniamo a questa finanziaria, signor  Presidente.
   Meno  male  che l'onorevole Di Pasquale si è accorto che mancavano
  completamente  i fondi per il Corfilac, magari se ne fosse  accorto
  prima  in  Commissione  Bilancio' poteva contribuire a firmare  gli
  emendamenti che ha firmato il sottoscritto con altri amici;   forse
  qualcosa  in  più  saremmo  riusciti magari  a  tirarlo  fuori,  ma
  fortunatamente  questi emendamenti sono stati presentati  anche  in
  Aula  e,  quindi,  se  c'è  la volontà di salvare  questo  istituto
  prestigioso,   uno   dei  pochi  esistenti  in   Sicilia   che   fa
  effettivamente  ricerca apprezzato a livello internazionale,  siamo
  ancora in tempo.
   Ma  che  questo Governo abbia la volontà di salvare  le  cose  che
  funzionano in Sicilia, lasciatemi dubitare fortemente.
   Poi  ci sono dei settori, tipo questo della ricerca e quello della
  zootecnia,  in  genere, che pare che siano proprio  l'obiettivo  da
  colpire,  ad ogni costo.
   Altro  ente  importantissimo, l'associazione allevatori siciliani,
  l'Aras,  che  è un altro ente meritorio dove operano veterinari  di
  primissimo ordine che con il loro diuturno sacrificio, con la  loro
  passione  riescono  a  dare  un'opera assolutamente  encomiabile  a
  favore  degli  allevatori siciliani, anche  questi  sono  messi  in
  ginocchio, tanto è vero che sono stanziati solo 500 mila  euro  che
  non bastano nemmeno a coprire un trimestre delle spese necessarie.
   Non   parliamo  dei  consorzi  di  bonifica,  mi  consenta  signor
  Presidente, a me dispiace che l'assessore per l'agricoltura non sia
  presente  in  Aula, dove sta avvenendo un vero e  proprio  scandalo
  perché  un  Governo che negli atti legislativi e nel  provvedimento
  normativo  che stiamo discutendo non mette i soldi necessari,  però
  poi  lo  stesso  Governo,  in  persona dell'assessore  al  ramo  fa
  campagna  elettorale  a  Catania per annunciare  che,  comunque,  i
  contratti  possono partire, i lavoratori possono essere avviati  al
  lavoro  correlativamente, in concreto non mette i soldi perché  ciò
  avvenga, questo è assolutamente vergognoso.
   E poi non si può attuare disparità di trattamento tra i lavoratori
  di un consorzio e quello degli altri consorzi.
   Hanno  fatto  sulla  carta  la rivoluzione  per  cui  avremmo  due
  consorzi,  uno  per  la  Sicilia  orientale,  uno  per  la  Sicilia
  occidentale,  ognuno  continua  a camminare  per  sé,  creando  una
  disparità enorme,  figli e figliastri.
   Non  parliamo del settore dei forestali, dove veramente  rischiamo
  che la bomba ci esploda tra le mani e dove alla scarsezza dei fondi
  stanziati,  si  aggiunge quella vergognosa unificazione  dell'unica
  classifica   che   stravolge   la   meritocrazia,   che   stravolge
  l'anzianità, che stravolge la specialità dei lavoratori.
   Ci  sarebbe  tanto da dire e interverremo caso per caso,  articolo
  per  articolo  e  negli emendamenti per spiegare le  ragioni  della
  nostra posizione.
   A  fronte di una situazione di questo tipo abbiamo il coraggio  di
  scegliere,  di indirizzare dei fondi su enti vicini al Governo,  di
  prendere  addirittura l'hanno già detto in tanti,  ma  è  bene  non
  sottacerlo  e  ritornare ancora sul punto: 1.700.000  mila  euro  a
  favore dei gabinetti dei vari assessorati.
   La  campagna elettorale si fa con i propri soldi, oggi non più con
  i  soldi  dei propri partiti, ma non si fa certamente a  spese  dei
  cittadini siciliani e dei contribuenti siciliani.

   LA ROCCA Claudia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  Claudia. Signor Presidente, in realtà hanno  già  detto
  tutto gli altri colleghi ma ribadisco.
   E'  chiaro  che  questa è una manovra del tutto  emergenziale  per
  pagare  appunto gli stipendi, però è anche vero che  si  è  provato
  anche  qualcosa  di non emergenziale. E riprendo  il  discorso  del
  capitolo  per  l'ufficio  di gabinetto;  siccome  attualmente  sono
  stanziati  3.800.000  euro e  non mi sembra un'emergenza  stanziare
  quest'altro milione e 600 mila euro.
   Le  riflessioni  che  vanno  fatte  su  questa  manovra,  o  anche
  'finanziaria a rate', perché è così che si può definire sono  anche
  altre  e  soprattutto  altre, ovvero  il  periodo  in  cui  si  sta
  approvando  questa manovra con  notevole ritardo.  Siamo  in  piena
  campagna  elettorale,  lo so che è stato  già  detto  ma  è  giusto
  puntualizzare  che  in  questo ci sono delle responsabilità  perché
  altrimenti  sembra  che  la colpa non sia mai  di  nessuno.  Vorrei
  ricordare l'immobilismo del Governo e di conseguenza dell'Assemblea
  per diverse settimane a causa del rimpasto.
   Inoltre,  l'altro  fattore molto importante è  che  è  chiaro  che
  questo Governo, anzi di questa Regione è che sta ancora piangendo i
  peccati della politica passata.
   E  il  caso emblematico è il caso dei Pip. Già l'onorevole Cordaro
  ha  ricordato  che il bacino dei Pip era nato per gli ex  detenuti.
  Questo bacino di fatto negli anni si è ampliato ingiustificatamente
  ed è stato usato e strumentalizzato dalla politica

   MILAZZO Giuseppe. Non si è ampliato.

   LA ROCCA Claudia. Non dobbiamo fare un dibattito a due, poi lei se
  vuole  interviene. Sta di fatto che noi non possiamo continuare  ad
  avallare  questo  sistema  e  non vogliamo,  anche  perché,  vorrei
  ricordare  a  me stessa e a quest'Aula che noi siamo qua,  deputati
  anche per rappresentare chi sta piangendo realmente i peccati della
  politica. Sono tutti quei cittadini costretti ad andare fuori dalla
  Sicilia.
   Sono  tutti  quei  cittadini che quando manifestano  lo  fanno  in
  maniera  civile,  senza rivoltare i cassonetti di Palermo  e  senza
  imbrattare  i muri di Palermo, e permettetemi di dirlo, chi  piange
  di più questi peccati è proprio la mia generazione.
   Detto  questo,   parlando di soluzione ai  problemi  come  ha  già
  ricordato  l'onorevole  Cimino  durante  l'Aula  di  venerdì,  dove
  purtroppo  non  c'era  nessuno, sicuramente  si  devono  utilizzare
  meglio i Fondi europei, ma ci sono altre cose che si devono portare
  avanti  per  uscire da questa situazione. Mi riferisco  ai  residui
  attivi,  a  lavorare  seriamente sui residui  attivi,  per  evitare
  ulteriore indebitamento, mi riferisco alle entrate tributarie  e  a
  ciò  che dobbiamo richiedere con forza a Roma, ma per chiedere  ciò
  che  ci spetta a Roma, credo che la Regione siciliana debba  essere
  quanto  meno  credibile, questo Governo deve  essere  credibile,  e
  quindi,  dovrebbe  portare avanti tutte quelle riforme  strutturali
  che noi chiediamo da tempo.
   Mi  riferisco,  in particolare, ai settori come  la  sanità,  alle
  partecipate,   al  settore  delle  riscossioni   e   alle   entrate
  tributarie, in genere.
   Invito,  pertanto,   questo  Governo, ad  avere  queste  priorità,
  perché  mettere  pezze non è più sufficiente -  rivolgo  lo  stesso
  appello  al Parlamento - di guardare meno alle questioni  solamente
  territoriali ma guardare alla Sicilia nel suo complesso.
   Faccio  un appello anche alla 'Commissione Bilancio' perché  ormai
  da  sei mesi sono state annunciate tre sottocommissioni per parlare
  di  sanità,  partecipate ed entrate tributarie e in questo  momento
  sono rimaste parole al vento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   la
  manovra  correttiva  che  ci  impegniamo  a  potere  affrontare  va
  inquadrata  in  quella  che è - ahimè -  una  realtà  gestionale  e
  finanziaria,  da  parte del Governo, che ha portato  una  serie  di
  elementi  che hanno determinato un'impugnativa e che, pertanto,  di
  fatto,   impediscono   la  corretta  attività   amministrativa   in
  riferimento alle coperture finanziarie.
   A  questo punto in cui parliamo di una manovra correttiva per  poi
  pensarne  ad una successiva, mi viene da credere ad un  momento  in
  cui  si individua una nuova formula, forse una  finanziaria a rate'
  che sicuramente non è un fatto - al di là della battuta - positivo,
  è un fatto che deve richiamare la nostra attenzione su quella che è
  la  condizione di precarietà che intendiamo affrontare con un modus
  operandi che non è del tutto adeguato alla realtà che abbiamo.
   Abbiamo  un  momento di emergenza per cui va garantito  a  chi  ha
  delle  aspettative, a chi ha un reale bisogno, a chi non prende  lo
  stipendio,   a   chi  non  ha  la  possibilità  di  affrontare   la
  quotidianità  -  un atto di assoluta sensibilità e  rispetto  -  di
  riuscire  a dare una risposta a questa emergenza che si è venuta  a
  determinare.
   Nel  momento  in cui affrontiamo le problematiche in una  fase  di
  emergenza,  probabilmente, passando da una emergenza  ad  emergenza
  successiva, viene meno il momento della reale prospettiva  cui  noi
  dobbiamo pure pensare e approfondire quelle che sono le realtà  che
  affrontiamo.
   Stamattina  ho  avuto modo di riflettere: sono  stato  avvicinato,
  davanti  l'Assessorato alla famiglia, da un gruppo di  ex  detenuti
  che   mi  facevano  presente  che,  ai  sensi  dell'art.  9   della
  finanziaria 2013, c'è un problema legato alla questione ex ante  ed
  ex  post,  cioè  prima o dopo dell'entrata in vigore  della  legge,
  della  possibilità di usufruire del beneficio che la  legge  stessa
  determina.
   Dico  che probabilmente sono dei fattori che vanno approfonditi  e
  sui  quali va dato un riscontro per quella che è la fattispecie che
  si va a determinare.
   Aggiungo  che il costo del personale, elemento caratterizzante  di
  questa  manovra,  che  di  fatto  determina  una  spesa  fissa,   è
  sostanzialmente   l'elemento  a  cui  tutti   noi   dobbiamo   dare
  riscontro.
   Dobbiamo anche pensare alla crescita, al futuro.
   Non  può  l'Assemblea regionale siciliana, luogo del  dibattito  e
  anche della proposta, essere  assente a denunciare questo specifico
  momento,  perché poi montano gli attacchi esterni, gli attacchi  di
  tante  realtà sociali, imprenditoriali, di categoria,  che a  volte
  sono  del  tutto  ingenerosi perché l'Assemblea  cerca  di  portare
  avanti il proprio impegno.
   Bisogna,  però,  distinguere una fase che riguarda l'attività  del
  Parlamento e una fase che riguarda il Governo.
   Il   Governo,   in  questo,  deve  condividere  che  realmente   è
  inadempiente perché quando lo Stato centrale, quando tanti  soloni'
  tanti  professorini  intendono attaccare la  nostra  autonomia,  la
  nostra Regione siciliana, dimenticano, probabilmente, che al di  là
  del  sostegno  ai  costi  c'è un problema  che  riguarda  la  reale
  caratteristica dello Statuto speciale.
   Noi  oggi  a  carico  del  bilancio  sosteniamo  le  spese  per  i
  forestali,  per i Geni civili,  le Sovrintendenze, gli  Uffici  del
  lavoro,  per  una  serie di altre rami dell'Amministrazione  che  a
  livello nazionale o nelle altre regioni sono sostenute dallo Stato.
   Allora  questo,  caro  assessore Agnello, deve  essere  l'elemento
  anche  di novità su cui deve avviare una fase nuova, perché  ove  i
  costi sono direttamente sostenuti dal nostro bilancio, a differenza
  delle  altre Regioni dove le sostiene lo Stato, c'è bisogno  di  un
  negoziato  chiaro forte e innovativo che porti risultati  anche  in
  termini finanziari.
   In termini di entrate da questo punto di vista tributarie che sono
  di  competenza dello Stato ma che devono essere di pertinenza della
  nostra regione.
   Su  questo c'è un problema ancora aperto,  come ho avuto  modo  di
  evidenziare assessore Agnello, sull'articolo 37.
   Noi abbiamo presentato una mozione assieme al gruppo del Movimento
  Cinque  stelle, che in questa Aula è rimasta aperta  in  attesa  di
  riscontro,  e  l'assessore che lo ha preceduto si era  impegnato  a
  fare delle verifiche per  poi a venire in Aula a riferire.
   Noi giriamo lo stesso invito a lei perché in tempi ragionevolmente
  brevi  possa in questa direzione fare una reale verifica, un  reale
  riscontro,  per  capire se veramente esistono le  condizioni,  così
  come  noi  riteniamo che di fatto esistono, perché ci sia in  tempi
  brevi ed urgenti un riscontro di quelle che sono le spettanze  e  i
  crediti  che dal punto di vista finanziario alla Regione  siciliana
  devono essere consentite e concesse.
   Questi  possono  diventare motivo anche di  respiro  del  bilancio
  della  Regione  siciliana  che  può essere  affrontato  in  termini
  innovativi, in termini nuovi e diversi.
   Anche in questa occasione va evidenziato che non può esserci  solo
  quell'aspetto  della  emergenza, sì che lo riconosciamo  tutti,  ma
  senza  tener  conto come dicevo degli argomenti di prospettiva.  Il
  tempo  passa,  va definirsi il POR 2007-2013, ci sono  ancora  oggi
  ulteriori  momenti di impegno fino al 30 giugno,  probabilmente  da
  parte  del Governo ci aspettavamo un elemento di novità di  spinta,
  perché  potesse al meglio utilizzare queste risorse. Ma  niente  di
  tutto  questo,  quindi  una denunzia, una  accusa,  che  faccio  al
  Governo assieme ad un invito a cambiare rotta.
   Poi io dico che, probabilmente, la verifica sui costi, la verifica
  su  quelli  che  sono i rapporti indici tra costi  e  servizi  deve
  essere anche un elemento su cui dobbiamo tornare a ragionare. Anche
  in questa direzione con la riduzione dei costi è possibile liberare
  risorse. Liberando risorse sicuramente possiamo pensare un  po'  al
  credito,  possiamo pensare all'impresa, possiamo pensare un  po'  a
  momenti di prospettiva e di crescita della nostra realtà.
   Invito  in  questo caso il Governo e gli assessori ad  evitare  in
  questa fase pre-elettorale momenti di strumentalizzazione e momenti
  di  facili  spinte  al  consenso perché è  sicuramente  un  momento
  delicato,  un momento di tensione sociale, evitiamo di prestare  il
  fianco  ad  accuse e anche a facili momenti di ulteriore  delusione
  che il popolo siciliano può trovare.
   Completo dicendo,  io ho avuto modo ieri di chiedere all'assessore
  per  la salute, con una lettera specifica, di venire a riferire  in
  tempi urgenti in Aula tutto quello che oggi si sta determinando nel
  mondo  della sanità. Sicuramente c'è bisogno anche per l'autorevole
  denunzia  fatta  dal presidente della Commissione  di  merito,  c'è
  bisogno  di  un riscontro e quest'Aula deve essere nelle condizioni
  di potere esprimere una valutazione.
   Quindi un invito urgente a che l'assessore venga a riferire.
   In  questo  senso  io  ritengo  che  possiamo,  con  le  risposte,
  determinare quella politica dei fatti che può creare un momento  di
  inversione di tendenza e una maggiore speranza per la nostra terra.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   presidente,   onorevoli   colleghi,
  certamente  la  riproposizione  dell'articolo  12  non  è   passata
  inosservata al sottoscritto.
   Certo,  oggi vivo un momento di riscatto, di orgoglio, perché  non
  ho  messo  piede  durante  i lavori della Commissione  bilancio,  a
  questa  manovra  -  ci tengo a precisarlo, signor  Presidente  -  e
  vorrei  chiedere  agli amici che hanno portato  qua  l'articolo  12
  modificato chi è stato il promotore, chi l'ha votato in Commissione
  bilancio,  chi  l'ha  portato  in  Aula.  Se  la  proposta   arriva
  dall'onorevole Milazzo, allora significa che deve strumentalizzare,
  ma in questo caso non è così.
   I colleghi del Movimento Cinque Stelle, l'altra volta, hanno fatto
  delle  ricerche sulla mia persone, se avevo parenti nei PIP, e  non
  ne hanno trovato, se ne avevo in Expo, e non ne hanno trovato. Oggi
  arriva l'articolo 12, certamente sono felice, però sanno che questa
  volta  non  sono andato a difendere nessuno, però l'articolo  12  è
  arrivato, ed è arrivato in faccia.
   Perché  quando  io dicevo con energia, rivolgendomi al  Presidente
  della  Regione  e al Movimento Cinque Stelle, che quell'emendamento
  era  un emendamento distruttore solo per le famiglie, che era  solo
  una  furia  distruttrice per le famiglie che avevano  acquisito  un
  diritto  in  passato  perché, chi è ex  alcolista,  per  chi  è  ex
  detenuto,  perché  chi  è  comunque in disgrazia  rientra  in  quel
  progetto  che  nasce  proprio con una legge per  recuperare  questi
  signori, e allora si è alzato uno scandalo.
   E  oggi questo scandalo lo riportate, perché non potete più tenere
  la   piazza , perché vedete che la gente è costretta  a  tornare  a
  delinquere  per  portare un pezzo di pane  a  casa,  perché  questi
  signori  non troveranno nessun reintegro in nessun posto di lavoro,
  e  voi  questo lo sapete, Parlamento siciliano. Per queste  persone
  non  ci  sarà più opportunità se usciranno dal bacino, non ci  sarà
  nessuno  che  li  riassumerà  perché  li  stiamo  ribollando   come
  delinquenti,  glielo stiamo rimettendo di nuovo noi  il  numero  di
  targa, la Regione li sta buttando fuori perché delinquenti, chi  se
  li  riprenderà,  gli daremo un altro sussidio, li vedremo  sotto  i
  municipi, li vedremo ora gironzolare nelle segreterie politiche.
   State   portando  avanti  questa  manovra  a  dieci  giorni  dalle
  elezioni,  e allora non si può parlare, avete infilato delle  norme
  per  i  più,  diciamo  bisognosi  e bistrattati,  cosa  volete  che
  facciamo  che  non  parliamo perché siamo in  campagna  elettorale,
  ovviamente.  Allora bloccate tutto, se ne avete il coraggio,  e  ci
  riconvocate  dopo l'elezioni, vedrete che il nostro pensiero  e  il
  nostro  modo  di  vedere e pensare in termini  di  valori,  cose  e
  persone, è quello e rimarrà quello.
   Si  è detto che il bacino è stato ampliato per la politica, ma non
  vi  rivolgete  al sottoscritto, vi dovete rivolgere  ad  autorevoli
  deputati che non ci sono più, e ad altri che continuano a sedere in
  questi  scranni,  non  certo  ad un deputato  e  ad  altri  giovani
  deputati palermitani neoeletti in questa legislatura, che hanno  il
  dovere  e  che vedono la città messa a ferro e fuoco,  ma  non  per
  capriccio, stiamo parlando di soggetti che sono da recuperare,  non
  da  prendere  e buttare in galera perché gli abbiamo tolto  l'unica
  fonte di reddito.
   Signor  Presidente qui facciamo come in quel film comico di  Robin
  Hood, che rubava al ricco e diceva: sono Robin Hood, rubo ai ricchi
  per dare ai poveri. Prendeva il sacchetto con le monete d'oro e  lo
  portava  al  povero, e quello giustamente esultava, sono  ricco   E
  allora, ritornava Robin Hood e gli toglieva i soldi.
   Allora,  abbiamo tolto i PIP dalla strada, li abbiamo  portati  ad
  una  condizione, non dignitosa, perché con 600 euro, con 540  euro,
  non  parliamo di condizione dignitosa, non stiamo parlando di  2000
  euro  al  mese tagliati in altri posti, stiamo togliendo  a  questi
  signori  oggi perché hanno via via recuperato in 15 o 20 anni,  non
  mi  ricordo il numero preciso degli anni, hanno cercato di risalire
  la china e, quando stanno un poco meglio, noi li azzeriamo di nuovo
  e  gli diciamo: sai tu vai a casa perché tanti anni fa hai commesso
  un  reato. No  Ma se non hai commesso il reato, siccome sei persona
  per  bene,  non  trovo quella scusa, ti butto fuori perché  tu  sei
  stato  ospitato  da  tuo fratello e superi il  reddito,  oppure  tu
  ospiti tuo fratello e superi il reddito. Oppure, avevo un pezzo  di
  terreno, ho costruito una casa abusivamente trent'anni fa, a  primo
  piano ci sta mio figlio - fattispecie concreta, signor Presidente -
  al  secondo piano ci sta mio figlio, la rendita catastale c'è,  non
  ho  avuto  i  soldi  per fare la separazione, e quindi  la  rendita
  catastale mi fa alzare il reddito ed io me ne vado a casa.  E'  una
  cosa  ingiusta  E' una norma retroattiva ed iniqua. Il reddito deve
  essere   da  quest'anno,  così  come  fate  con  tutti  gli  altri,
  approviamo  una  legge  che sia, direbbero  i  giuristi,  generale,
  astratta ed erga omnes da oggi per dopo. Non il reddito del 2013.
   Oggi  diciamo:  se  tu hai tuo fratello che ha 100  mila  euro  di
  reddito,  digli  di andarsene. Oppure: se tu sei da  tuo  fratello,
  vattene, vai ad affittare la casa e a morire di fame, perché con  i
  500  euro che ti diamo devi affittarti la casa e ritornare  in  una
  situazione di povertà.
   Dico,  quindi,  al  Movimento Cinque Stelle:  Non  è  che  poi  se
  l'onorevole  Milazzo mi fa il comunicato dicendo che non  condivide
  l'emendamento presentato, che nella manovra precedente  l'onorevole
  l'aveva  presentato uguale, poi dite a me fa i nomi ed i  cognomi
  Io  sto facendo un intervento. Tutti coloro che non condividono,  e
  diranno che sono un pericoloso delinquente, pregiudicato, che vuole
  fare  voto  di  scambio  e  che  ha  avuto  interessi  personali  e
  familiari,  ognuno  si  farà  la propria  idea,  io  mi  assumo  la
  responsabilità di quello che dico.
   Dico,  quindi, signor Presidente, noi dobbiamo avere la  coscienza
  uguale  per  tutti. Una coscienza uguale. Non possiamo discriminare
  questi  signori a cui la vecchia politica ha creato  una  legittima
  aspettativa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  la
  parola perché voglio approfittare dell'occasione per sollecitare la
  Presidenza a valutare urgentemente, a mio avviso, di dare  vita  ad
  un    dibattito    parlamentare   sull'iniziativa    della    Corte
  Costituzionale,   relativa  all'ordinanza   sulle   procedure   del
  controllo di legittimità preventivo delle leggi approvate da questo
  Parlamento.
   Considero    quell'iniziativa,    un'iniziativa    che    inciderà
  profondamente nell'Ordinamento della nostra Regione. Al di la delle
  conclamate   volontà  di  valorizzare  gli  aspetti  dell'autonomia
  regionale,  l'aspetto  reale  di un eventuale  pronunciamento,  nel
  senso  di  superare la figura del Commissario dello  Stato,  a  mio
  avviso,  metterà  in discussione profondamente  lo  stesso  Statuto
  della  nostra Regione ed il rapporto tra la Sicilia e lo Stato;  ma
  non  voglio  qui  anticipare questioni che sono  meritevoli  di  un
  dibattito  approfondito,  lo dico perché credo  che  sia  opportuno
  l'iniziativa  del Parlamento, perché il Parlamento  siciliano  deve
  dire  la sua, e non essere spettatore di una procedura che in altri
  luoghi  Istituzionali si determinerà. Perché, se il Parlamento  non
  dice  la  sua - così come prevede, tra l'altro, la stessa  sentenza
  della Corte Costituzionale - c'è il rischio di essere spettatori di
  una  grande rivoluzione, che io non considero positiva, per  essere
  chiari, facendo semplicemente da spettatori.
   Sulla  finanziaria  non  dico  molte  cose,  ho  saputo  però  che
  l'assessore  in  Conferenza dei Capigruppo  ha  annunciato  che  la
  manovra  che  sarà variata in Aula, sarà variata  con  una  diversa
  modalità  di  copertura del fondo per i comuni e del  fondo  per  i
  forestali.  Ovvero, l'Amministrazione regionale si  orienterebbe  a
  rimuovere l'ipotesi di mutuo che era stata introdotta nella manovra
  finanziaria.
   Al di là del fatto che, voglio ricordare - ma questo attiene anche
  alle  modalità con le quali devono funzionare i nostri organismi  -
  che io ho chiesto formalmente in Commissione al Ragioniere generale
  di   attestare   la   fattibilità  e  la   possibilità   da   parte
  dell'Amministrazione  di  potere  utilizzare  il  mutuo  per   dare
  copertura  a quelle spese, mi è stato risposto che potevamo  ancora
  operare,  secondo il rapporto tra entrate e debito, che c'è  ancora
  un  margine  per  utilizzare  ulteriore indebitamento  per  coprire
  spesa,   ancorché   per   investimenti.  Scopriamo   poi,   invece,
  probabilmente   per   qualche   suggerimento   di   altra    natura
  istituzionale,  che così non è. Ma non funziona  così,  e  lo  dico
  all'Assessore fresco di nomina. Scegliere di dare copertura con  un
  mutuo   rispetto  con  un  risparmio  pseudo  legato  alla  vicenda
  sanitaria,  non  è  che  è  un  aspetto  che  riguarda  un  piccolo
  emendamento.   Non   stiamo  discutendo  di  spostare   una   posta
  finanziaria  da  un  capitolo a un altro, stiamo  parlando  di  una
  operazione che, probabilmente, pone un interrogativo sulla solidità
  della manovra finanziaria.
   Chiedo,  pertanto,  agli Uffici dell'Assemblea,  di  attestare  le
  eventuali coperture, una volta che non è il più il mutuo - io  devo
  dire  che  non  avevo  dubbi - che possano  essere  risparmi  della
  sanità, ma devono essere attestati. Vorrei capire come noi possiamo
  dare  copertura  certa ad entrate che dovranno essere  accertate  a
  seguito  del  piano di riparto, delle verifiche  sui  costi,  credo
  dell'anno precedente.
   La  partita  è  molto  delicata e non vorrei che,  in  nome  della
  fretta,  combiniamo  un secondo  patatrac .  Non  è  una  questione
  politica,   ma  riguarda  la  credibilità  del  funzionamento   del
  Parlamento. Lo dico a tutela, paradossalmente, del Governo  perché,
  meglio  perdere qualche giorno, che andare a sbattere la faccia  al
  muro, come potrebbe succedere.
   Infine, come vede io non sto parlando della finanziaria a  rate  -
  vedo  che  tutti hanno preso in prestito una mia battuta  fatta  in
  Commissione  - l'ho detto all'Assessore e lo dico al  Governo,  che
  pensavo  che  sarebbe stato meglio fare una manovra  di  variazione
  generale, piuttosto che fare una manovra con una ambizione  di  due
  mesi. Perché l'idea di fare una manovra di variazione per due mesi,
  è  una  idea  così emergenziale che fa pensare ad una  drammaticità
  che, probabilmente, poteva non esserci. Ma così è andata, ne prendo
  atto. Il punto non è se a rate o non a rate, il punto è capire bene
  cosa stiamo facendo.
   Ci   muoviamo  in  queste  ore  nel  pieno  di  diversi  strumenti
  finanziari  che  si  intrecciano con questa variazione.  Per  primo
  l'approvazione  del  decreto Renzi, gli effetti  che  quel  decreto
  provoca  sulle nostre entrate. Anche qui - lo dico a bassa  voce  -
  pensare  che  facciamo una manovra a prescindere, io  lo  considero
  quanto  meno  rischioso. Ecco perché avrei  preferito  una  manovra
  generale fatta oggi. Quando dico manovra generale intendo dire  una
  manovra  che  avesse  dentro  quei  famosi  300  milioni  di   euro
  provenienti  dall'impugnativa  del  Commissario  dello  Stato.   La
  manovra fatta oggi ci avrebbe evitato il fatto che fra qualche mese
  rischiamo di non essere nelle condizioni di fare un'altra manovra.
   Siamo  alla  vigilia di un giudizio di parifica del bilancio.  Non
  sappiamo  ancora  gli  effetti che questo  avrà  ulteriormente  sul
  bilancio  stesso.  Tutto ciò non lo dico per  fare  la   Cassandra
  della  situazione. Lo dico perché, ancora una volta, un rigore  nel
  modo  di  affrontare queste cose, forse, ci avrebbe evitato  brutte
  sorprese  in  passato,  e ci potrebbe evitare  brutte  sorprese  in
  futuro.
   In  ogni  caso, attorno a questa variazione di bilancio si  stanno
  consumando  due  grandi ipocrisie che mi vedono, in  qualche  modo,
  protagonista.  La  prima  è la questione  dei  PIP,  che  tanto  fa
  indignare  i  ben pensanti, ma voglio dire una cosa  che  considero
  assolutamente ovvia, dopo dodici anni in cui una persona ha  goduto
  di  un sussidio, giusto o sbagliato che sia - ma giusto o sbagliato
  in  Sicilia  ci sono migliaia e migliaia di persone che  godono  di
  trattamenti specifici e speciali, dagli ex articolisti,  agli  LSU,
  ai  LPU, ai reddito minimo di inserimento, a chi più ne ha  più  ne
  metta  -  e dopo dodici anni dire a delle persone che da  oggi  per
  accedere  a  quella prestazione che era lavorativa,  e  che  rimane
  lavorativa,  ancorché utilizzando una prestazione sociale,  si  può
  accedere  secondo  il reddito familiare, lo considero  un  atto  di
  ingiustizia.
   E'  giusto  che se si vuole introdurre un reddito, sarebbe  giusto
  introdurlo  in maniera universale a tutti coloro che godono  di  un
  beneficio  attraverso il bilancio della Regione, ma in  ogni  caso,
  dire  ad  una  persona che si considera reddito  il  reddito  della
  famiglia,  premesso  che non era previsto dodici  anni  fa,  non  è
  corretto,  anche  perché  in  questi dodici  anni  alcuni  elementi
  evolutivi  a  livello  familiare ci  sono  stati,  ed  è  un  fatto
  naturale.
   Mi   è   capitato  di  conoscere  in  passato  alcuni  dei  famosi
  articolisti,  e  ricorderanno  i  colleghi  che  hanno  fatto   gli
  amministratori locali che, una delle pratiche che negli anni '80 si
  è  sviluppata  era  il matrimonio tra due articolisti,  perché  due
  mezzi  redditi, alla fine, determinavano un reddito per intero.  E'
  una tecnica che si è sviluppata anche ora. E' capitato, ad esempio,
  che  ci  sono  due  PIP  che si sposano. Non diventano  un  PIP  al
  quadrato,  sono semplicemente due PIP che sommano il loro  reddito.
  Assieme  ai redditi che si sommano ci sono condizioni che  evolvono
  anche all'interno del nucleo familiare.
   Voglio dirlo con franchezza, io penso che il reddito personale sia
  un  modo  per  distinguere, per cui se uno ha un reddito  ulteriore
  rispetto  a quello che è dato dalla prestazione che riceve  tramite
  l'amministrazione regionale, è giusto che lasci il posto  ad  altri
  che non ce l'hanno, ma altra cosa è sommare genericamente i redditi
  del nucleo familiare.
   Si  è  fatto  un gran gridare attorno alla vicenda di un  PIP  che
  avrebbe  un  attico,  mi si dice, ho letto sui  giornali,  a  Villa
  Sperlinga. Vediamo le modalità con le quali poter ragionare, e come
  potere  escludere elementi di eccesso, ma non si può utilizzare  un
  caso  singolo,  estremo,  per colpire genericamente  oltre  tremila
  persone, come se tutti avessero l'attico a Villa Sperlinga.
   Infine, vorrei dire che c'è un grande chiacchiericcio attorno alla
  questione  del tetto di spesa per i dirigenti della Regione,  anche
  qui io credo che sarebbe ipocrita se noi continuassimo a mettere la
  testa sotto la sabbia.
   Io capisco che chi oggi ha un reddito superiore non è contento,  è
  come  il  tacchino quando si avvicina Natale, non  credo  che  viva
  diciamo con grande soddisfazione il Natale.
   Però  vedete, siamo in un'epoca in cui, anche alcuni  eccessi  non
  vanno bene, perché io, signor Presidente, considero un eccesso  che
  in  questo  Palazzo,  in questa Istituzione, ci  siano  ad  esempio
  stipendi e modalità di calcolo delle pensioni, fuori dalla logica e
  fuori da una sobria modalità di essere uomini del sistema pubblico.
   Facciamo  finta  di  non vedere? Ci nascondiamo?  Abbiamo  qualche
  imbarazzo perché magari qualcuno di noi ha qualche amico che  è  in
  questa situazione?
   Io  credo che la politica si riforma non soltanto assecondando  la
  caccia  al  politico, l'abbiamo fatto riformando  con  la  spending
  review, anche allora Presidente, lei è testimone del fatto  che  io
  avevo suggerito in quella legge di introdurre una soglia, oltre  la
  quale  non  si  poteva  andare, a tutela dei funzionari  di  questa
  Amministrazione,  una  soglia oltre la  quale,  nessuno  in  questa
  Regione può percepire un reddito superiore. Oltretutto, ormai, si è
  introdotto anche nell'ordinamento nazionale. Il Governo Renzi  l'ha
  imposto  persino ai manager nominati dalla Pubblica Amministrazione
  in società private, e parliamo di Eni, parliamo di grandi colossi.
   Allora, fare una norma che dà sobrietà, io lo considero un modo di
  affrontare  con  serietà e di essere in sintonia con  la  fase  che
  viviamo.  Non  è demagogia, considero ipocrita fare  finta  di  non
  vedere  i  problemi che abbiamo. Quindi, da questo punto di  vista,
  questa  manovra - se pur a rate come la si definisce, e come  si  è
  ripetuta,  questa  finanziaria a rate - può contenere  alcuni  temi
  rispetto ai quali in qualche modo possiamo costruire un rapporto in
  un momento di grande difficoltà per la società siciliana, di grande
  incertezza e di grande precarietà, ma dare il segno di una  Regione
  che  prova  a rimettere nei binari giusti il tema della  sua  spesa
  pubblica, e questo lo considero un atto di igiene della politica.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, finalmente  questa
  manovra  approda  in  Aula. Io ho avuto la  possibilità  di  potere
  partecipare  alla  Conferenza dei Capigruppo, e l'Assessore  ci  ha
  spiegato che con il passare del tempo la situazione è letteralmente
  peggiorata.
   Se prima, pertanto, vi erano alcune possibilità di intervento, col
  passare del tempo, e con gli interventi a livello nazionale che  si
  sono  susseguiti,  si è ridimensionato il potere di  intervento  da
  parte  del  Governo regionale, tanto è vero che è stata  fatta  una
  scelta  non  condivisibile,  ma sinceramente  forse  tra  le  poche
  scelte, quella di un intervento così detto nel tempo, o temporaneo,
  o comunque a rate.
   Se,  pertanto, dobbiamo prendere atto dalla situazione  che  si  è
  venuta  a  determinare,  non  possiamo non  rilevare  comunque  che
  rispetto  alle  premesse che lo stesso Governo aveva preannunciato,
  che  trattasi pertanto di una manovra esclusivamente per  garantire
  gli  stipendi nei confronti dei lavoratori, così nei fatti,  almeno
  dal punto di vista documentale non ci sembra, non ci appare.
   Se  è  vero  come  è  vero che in una fase  originaria  non  erano
  previsti alcuni interventi, subito dopo, nella fase che in  qualche
  modo  è  stata  di appannaggio della Commissione bilancio,  abbiamo
  visto  spuntare  interventi che nulla hanno a  che  vedere  con  lo
  stretto  riferimento  al pagamento di stipendi  nei  confronti  dei
  dipendenti stessi.
   Motivo   per  cui  credo,  e  invito  eventualmente  il   Governo,
  condividendo anche e soprattutto l'intervento del collega  Cordaro,
  che   perché   l'opposizione   possa   essere   chiamata   ad   una
  responsabilità,  tenuto conto della situazione, deve  essere  fatta
  una  proposta che tenga conto semplicemente e solamente della  fase
  contingente, senza introdurre elementi che nulla hanno a che vedere
  con la fase della contingenza.
   Non fosse altro anche perché, per questioni di prudenza, forse  in
  questo  momento  di  campagna elettorale,  immaginare  di  elargire
  contributi  e sovvenzioni, credo che sia del tutto inopportuno.  Mi
  auguro  e  spero  che  il  Governo, nell'ambito  dell'incontro  che
  sicuramente  avrà  con i capigruppo, possa ridimensionare  e  possa
  eliminare  quegli interventi discutibili, almeno che così appaiono,
  perché questa manovra possa essere approvata celermente e in  tempi
  rapidissimi.
   Dopo avere ascoltato l'intervento del collega Cracolici, non posso
  non  evidenziare alcuni aspetti che sinceramente mi hanno  lasciato
  molto perplesso. Condivido l'obiettivo che l'onorevole Cracolici si
  prefigge, perché credo che in un momento come questo tutti  debbano
  fare   sacrifici,  e  tutti  devono  dare  esempio  di  virtuosità.
  Condivido,  pertanto,  il fatto che l'Assemblea,  e  soprattutto  i
  dipendenti dell'Assemblea, devono dare il loro contributo  al  fine
  di  ottenere forse quel risanamento economico che in questo momento
  l'Italia  guarda  con enorme attenzione. Ma, non me  ne  voglia  il
  collega  Cracolici,  credo  che abbia indicato  uno  strumento  che
  questo obiettivo, e questo fine, non lo raggiunge affatto.
   Mi  permetto  di segnalare che tra le prime materie  di  coloro  i
  quali si iscrivono in giurisprudenza o in scienze politiche c'è  il
  diritto costituzionale e le istituzioni di diritto pubblico, e  tra
  i  primi  argomenti  che  i  docenti  cercano  di  trasferire  agli
  studenti,  appunto  in  materia  di  diritto  costituzionale,   c'è
  soprattutto l'interpretazione delle fonti del diritto.
   Nell'ambito del nostro ordinamento, sicuramente, il sistema che in
  qualche modo abbiamo introdotto è il sistema della gerarchia  delle
  fonti,  motivo per cui una norma di rango o direttamente  superiore
  prevale  nei  confronti  di  una  norma  oggettivamente  inferiore.
  Accanto   a   questo  principio,  che  il  nostro  ordinamento   ha
  introdotto,  ne esiste un altro che, vorrei ricordare  a  coloro  i
  quali hanno fatto un po' di giurisprudenza, è stato in qualche modo
  ripreso quando, per la prima volta, è stata approvata la legge  141
  del  1990,  e  sono  state  approvate  le  cosiddette  norme  delle
  autonomie  statutarie degli enti locali. Cosa era  lo  statuto  del
  comune? Cosa era lo statuto della provincia?
   Su  questo argomento, allora, fu fatto un ampio dibattito, fino ad
  essere  considerate  delle  norme sub  primarie,  ma  comunque  non
  certamente  inferiori, perché l'altro sistema che veniva introdotto
  era il sistema cosiddetto della competenza.
   Ma  per  i non addetti ai lavori voglio essere un po' più  chiaro.
  Quello  che noi stiamo trattando è un disegno di legge, motivo  per
  cui   la  materia  dei  tetti  dei  dipendenti,  o  comunque  delle
  indennità,  è  sottratta  alla legge  ordinaria  perché  il  nostro
  Statuto, sulla base dell'articolo 4, la rimette alla competenza dei
  regolamenti parlamentari, motivo per cui, anche a voler  immaginare
  di     condividere    questo    percorso,    verrebbe    dichiarata
  incostituzionale  da parte del Commissario dello Stato  sulla  base
  del  criterio  di  competenza e il fatto che  la  legge  non  possa
  disciplinare  un  argomento, quindi mi domando, ma  non  penso  che
  l'onorevole Cracolici abbia presentato questa proposta  in  termini
  del tutto strumentali,  anzi penso che, forse, non abbia riflettuto
  molto  sull'argomento e mi auguro che da un attento approfondimento
  non  possa non convenire su quanto, effettivamente, l'esponente sta
  evidenziando.
   Poiché,  comunque,  condivido l'obiettivo e le finalità  che  sono
  state,  in  qualche modo, formulate, mi riservo  di  presentare  un
  ordine  del  giorno,  che invito gli altri  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  a  controfirmare, affinché  si  raggiunga  lo  stesso
  obiettivo,   ma,  ovviamente,  con  le  modalità  che   il   nostro
  ordinamento, che l'ordinamento italiano prevede e affronta.
   Le modalità che, in qualche modo, il collega propone credo che non
  siano  le  modalità esatte o corrette perché possa, effettivamente,
  raggiungersi l'obiettivo in questione.
   Non sta a me indicare il fatto che, eventualmente, un percorso del
  genere,  laddove questa materia sottratta alla legge ordinaria,  la
  stessa  Assemblea, invece, la capovolge e introduce un'apertura  in
  tal  senso, finirebbe come volere svalutare, ancora una volta,  non
  solo  l'autonomia  della  stessa Regione siciliana  ma  soprattutto
  l'autonomia dell'Assemblea.
   Mi  piace  ricordare che i regolamenti, così come la stessa  Corte
  dei  Conti, pochi giorni fa, ci ha confermato in sede di audizioni,
  sono  sottratti alla competenza del giudice, proprio in  dipendenza
  del fatto che sono ritenuti interna corporis e, quindi, dalla stesa
  Corte   Costituzionale   ritenuti   non   sindacabili,   ai   sensi
  dell'articolo 134.
   Ritengo, pertanto, un suicidio politico percorrere la strada  che,
  in  qualche modo, ci viene proposta dal collega, in dipendenza  non
  solo dell'effetto che andrebbe a produrre, anzi che non andrebbe  a
  produrre,  ma del fatto che, ovviamente, non posso io ad aprire  la
  porta  al  ladro,  ma  deve  essere,  eventualmente,  il  ladro   a
  scassinare la porta.
   Nel  merito, continuo a ripetere, condivido l'obiettivo e sarò  il
  primo a promuovere una proposta alternativa affinché tale obiettivo
  concretamente possa realizzarsi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE.  Signor  Presidente onorevoli colleghi, intervengo  molto
  brevemente  sulla discussione generale, atteso che, qualche  giorno
  fa,   sono  già  intervenuto, accennando ad  alcune  emergenze  che
  dovevamo  affrontare con questa manovra o manovrina che servisse  a
  pagare  gli  stipendi di oltre trentamila dipendenti e che,  in  un
  certo  senso,  ponesse, in maniera molto emergenziale,  varasse  un
  provvedimento,   in  maniera  assolutamente  atipica,   in   quanto
  emergenziale,  che  riuscisse a dare serenità a più  di  trentamila
  famiglie siciliane.
   Noi, devo dire, rispetto a quello che ci eravamo prefissati, però,
  abbiamo  potuto registrare e raccogliere alcune incongruenze  fatte
  dalla  maggioranza,  forse nella confusione e nella  stanchezza  di
  quella  notte,  di  quella  nottata  nella  quale,  in  Commissione
  Bilancio,  si è potuta registrare qualche intemperanza  di  qualche
  collega  di  maggioranza  che piuttosto che migliorare,  accrescere
  qualitativamente il testo, alla fine, ha messo dentro qualche  cosa
  che, a nostro avviso, deve essere necessariamente corretta.
   Lo  hanno  detto i colleghi, chi mi hanno preceduto: innanzitutto,
  il problema degli Uffici di Gabinetto.
   Ci  siamo  posti  un  problema molto serenamente:  togliamo  dalla
  disperazione più di trentamila famiglie, paghiamo gli stipendi  dei
  lavoratori;  gli Uffici di Gabinetto, lo dobbiamo dire,  lo  voglio
  dire all'assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
  mediterranea,  dottore  Reale, a cui diamo  il  benvenuto,  persona
  perbene, professionista stimatissimo a Siracusa e anche oltre,  noi
  diciamo ok per gli stipendi delle famiglie dei lavoratori.
   Sui  costi  della  politica,  è altra cosa;  per  quanto  ancorché
  legittimi, li dobbiamo rinviare alla manovra, a quella manovra che,
  come   diceva  qualche  collega  che  mi  ha  preceduto,   dovremmo
  necessariamente fare.
   La  faremo, magari, prima della chiusura della sessione estiva, ed
  è  giusto,  allora, in quel momento, dare un riconoscimento  a  chi
  lavora  per  la politica, ma non possiamo subordinare o  nascondere
  dietro  la  disperazione  di migliaia  di  persone  i  costi  della
  cosiddetta 'casta'. Questo lo dobbiamo evidenziare e chiediamo, sin
  da subito, che, se non lo faccia la Presidenza, ma la maggioranza e
  il  Governo,  ritorni con un emendamento soppressivo, rinviando  ad
  altra manovra questo intervento.
   Il  problema dell'articolo 14, poi, che è quello del comma 4, cioè
  le  anticipazioni  dei  contributi agli enti,  agli  organismi,  in
  assenza  dei  criteri dell'articolo 128 della legge numero  11  del
  2010, cioè della finanziaria del 2010, secondo cui stabilivamo  dei
  parametri per cui si dovesse dare agli enti dell'ex tabella 'H'  un
  sistema di contribuzione.
   Non  ha  senso  fare  una manovra, in virtù della  quale  dovremmo
  pagare  gli stipendi, mentre, invece, inseriamo una norma di merito
  che,  addirittura,  attribuisce al Governo  e  agli  assessori  una
  discrezionalità eccessiva. Non è il momento. E' altra questione che
  dobbiamo depurare.
   Non  sto  qua  a dire - come dire - che, all'articolo  11,  ultimo
  comma, una sanatoria dei comuni, se la dobbiamo fare, non la  farei
  in  questo frangente, ma se la dobbiamo fare, dobbiamo sanare tutte
  le  posizioni di quei comuni che, nel passato, in precedenza, hanno
  posto  in  essere  un  provvedimento,  ancorché  in  ritardo,   con
  l'istanza che doveva essere preventiva. Deve essere erga omnes, una
  norma con un carattere d'astrattezza.
   E, ancora, si è parlato dell'articolo 6 - sto andando a ritroso -,
  comma 2. E' chiaro che l'Esa può intervenire secondo il regolamento
  e  secondo  interventi  de  minimis  nei  confronti  delle  aziende
  private. L'Esa, cioè, con i propri mezzi, con il proprio personale,
  interviene  per accrescere nelle aziende, per dare un accrescimento
  logistico  e,  se  vogliamo, anche un arricchimento  nei  confronti
  delle aziende private.
   E'  una  scelta  discrezionale  che il  Governo,  l'assessore  per
  l'agricoltura, può fare; è legittima; ritengo che andava  fatta  in
  altra sede, ma è chiaro che il Governo ha ritenuto di poterla fare.
  Bene.
   E'  chiaro che, poi, il Governo, da un lato, aveva posto una norma
  sul  monte salariale accessorio che era prima dell'8 per  cento,  è
  ritornato indietro, voleva fare il 15, poi il 12, il 10, poi il 12;
  anche  qua,  se, da un lato, l'onorevole Faraone pone il  decalogo,
  dall'altro  lato, poi, non ci può essere altra cosa. O ci  fermiamo
  su  tutti  i  tetti  salariali,  stipendiali,  del  personale,  dei
  dirigenti,  del personale dell'Assemblea regionale siciliana  e  lo
  rinviamo   a   dopo   le  elezioni,  impegnandoci   a   intervenire
  concretamente, senza fare speculazione, Presidente Ardizzone, senza
  che alcun deputato di nessun partito faccia speculazioni, perché se
  qua  dentro qualcuno vuole fare il primo della classe, pensando  di
  potere fare delle norme sporche per potere intercettare il voto  di
  qualche deluso che, magari, può votare per il partito della rabbia,
  bene. Io non ci sto. Noi rilanciamo più degli altri.
   Se qualche collega dice che il tetto deve essere duecentomila, noi
  diremo: perché duecentomila? Centocinquanta o anche cento.
   E'  chiaro  che  un momento di ragionevolezza, di  responsabilità,
  tutti  dobbiamo averla. Non mi piace che qualcuno faccia  il  gioco
  dello scarica barile.
   Il  Presidente  di  una  Commissione  dice  che  è  il  Presidente
  dell'Assemblea  regionale, salvo poi a capire che non  è  stato  il
  Presidente  dell'Assemblea regionale a dire  determinate  cose.  Ci
  dovete dire cosa vogliamo fare.
   Vogliamo essere opposizione responsabile, un'opposizione che vuole
  mettere  in  sicurezza la serenità delle famiglie.  Non accettiamo,
  però, delle strumentalizzazioni, degli atteggiamenti demagogici  da
  parte  di chi, di mattina o di giorno, è a favore dei lavoratori  -
  volendo  mutuare un'affermazione del Presidente Musumeci  -  e,  di
  notte, invece, è con i potenti, caro Presidente Musumeci.
   Questo  ruolo lo assegniamo al Presidente Crocetta;  di mattina  e
  di giorno, incontra i lavoratori dicendo che non si farà macelleria
  sociale  e,  al contempo, di notte, è, invece, con i poteri  forti,
  con  Confindustria ed altri per fare delle manovre di  Palazzo  non
  sempre chiare, non sempre chiare.
   In  questo senso, se, da un lato, il Governo propone il mutuo,  in
  un  primo  momento, evidenzia che esiste il problema  dei  disabili
  psichiatrici  dei  comuni,  esiste  il  problema  dei  minori   non
  accompagnati dai comuni.
   In prima istanza, pertanto, il Governo propone un disegno di legge
  in  virtù del quale stabilisce di mettere quindici milioni e dodici
  milioni  per  i  comuni  al  di sotto dei trentamila  abitanti  per
  cercare  delle  comunità alloggio per i minori  e  per  i  disabili
  psichici,  salvo il fatto di ritirare quegli articoli, proporre  un
  articolo che riguarda il mutuo di cento milioni di euro per tutti i
  comuni e poi  rettificarlo, per darne ottanta ai comuni e venti  ai
  forestali,  cui  non  si  è data una concreta  e  chiara  copertura
  finanziaria.
   Poi, invece, da un giornale on line sentiamo e apprendiamo che  il
  Governo, da qui a qualche momento, ritirerà il mutuo per i comuni e
  per i forestali.
   Ma a che gioco giochiamo?
   E'  chiaro  -  vogliamo dirlo in modo molto sereno  -  che  questo
  andamento, non lent, come diceva una canzone, qualche tempo  fa,  è
  ondivago: sono con il diavolo e con l'acquasanta, sono a destra e a
  sinistra, sono avanti e sono indietro. Qui stiamo facendo una croce
  ma la croce la facciamo sulla Sicilia.
   In questo senso, dobbiamo riprenderci un momento di responsabilità
  e, quando utilizzo il pluralis maiestatis, mi rivolgo al Governo.
   Il  Governo  si  riprenda un atteggiamento responsabile  perché  è
  chiaro  che,  da  qui a breve, è stato detto che  non  paghiamo  il
  Corfilac, non diamo i soldi all'Unione italiana ciechi, non diamo i
  soldi alla stamperia Braille - mi sollecitava il collega Bandiera -
  non si danno i soldi a tanti enti, a tanti organismi perché abbiamo
  detto che li abbiamo dati agli enti di diritto pubblico.
   Non  è  così. Ci sono, infatti, enti che, pur non essendo enti  di
  diritto pubblico, accedono all'allegato 1 - come diceva l'onorevole
  Formica - e altri enti che non vi accedono.
   Anche  in  questo  caso, un momento di serenità nei  confronti  di
  interventi  di poca entità ma che vengano concessi a tutti,  non  a
  qualcuno in più e a qualcuno nulla; noi diciamo poco ma a tutti.
   Una  manovrina, un provvedimento atipico, per quanto ci  riguarda,
  ma,  se  proprio lo si deve fare questo provvedimento  atipico,  va
  fatto  con  cognizione  di causa e con i criteri  dell'astrattezza,
  della generalità nei confronti di tutti.
   E'  chiaro,  ho  ascoltato qualche collega della  maggioranza  che
  faceva appello al Governo, al Presidente della Regione, dicendo che
  dobbiamo intervenire nei confronti del Presidente Renzi, certo, che
  si  deve  intervenire, perché, lo ha detto l'assessore  Agnello  in
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari,  il  decreto
  Renzi, il disegno di legge numero 66 è una mannaia per la Sicilia.
   L'articolo  46, assessore Agnello, proporremo, come Forza  Italia,
  un  ordine  del giorno che, spero, venga condiviso da tutta  l'Aula
  per  chiedere  e  impegnare il Governo della Regione  siciliana  ad
  intervenire, domani pomeriggio, nei confronti del Presidente Renzi,
  per  chiedere la soppressione di quei due commi che sottraggono 200
  milioni  di  euro  alla Regione siciliana,  che  già  si  trova  in
  ginocchio.  Noi  che  dovremmo rinegoziare  il  Patto  di  bilancio
  nazionale;  noi  che  paghiamo  le imposte  di  produzione  secondo
  l'articolo 36 dello Statuto; noi che non riceviamo la quota congrua
  sui  redditi patrimoniali in virtù dell'articolo 37 dello  Statuto;
  noi  che  per  un fiscal compact nazionale paghiamo un  miliardo  e
  cinquantatre  milioni  annui  allo Stato,  in  più,  dobbiamo  dare
  quest'anno  altri  novanta  milioni,  come  minore,  come  concorso
  ulteriore e altri novanta milioni, come minore tetto di spesa.
   Allora,  ecco perché, poi il progetto  Spartacus  non  può  essere
  pagato.  I milleottocento dipendenti che, ieri, hanno protestato  -
  e,  ancora oggi, c'è stata una riunione a Palazzo d'Orleans, ma  mi
  pare  che  ci sia stata una fumata nera ulteriormente -  a  cui  il
  Presidente  Crocetta  ha  detto   abbiamo  trovato  i  soldi    no,
  Presidente Crocetta, lei non ha trovato i soldi. C erano. Lei  deve
  sapere  che  non  può pagare; c'è un tetto di spesa,  il  Patto  di
  stabilità, che impone e vieta il pagamento.
   Lei  deve  andare da Renzi e dirgli  Presidente Renzi,  abbiamo  i
  nostri soldi; ce li faccia  utilizzare, ce li faccia immettere  nel
  mercato  economico, in maniera tale che possiamo  dare  sollievo  a
  tanti disperati, a tante famiglie che oggi soffrono .
   Allora,  dobbiamo parlare non per slogan, non per atti demagogici.
  Chi  vi parla - e lo voglio dire al Governo stasera - doveva essere
  da   tutt'altra  parte  si  è  fermato,  ha  chiesto   al   proprio
  coordinatore regionale di stare qua, in Aula, perché ha voluto fare
  un  intervento che vuole richiamare la responsabilità del  Governo,
  senza   contrapposizione,   assessore   Agnello,   senza   assoluta
  contrapposizione, senza ostruzionismo, con il garbo ma anche con la
  determinazione,  mi  sia  permesso,  di  chi  ha  una  funzione  di
  controllo  e  di  impulso nei confronti di chi ha la responsabilità
  del Governo, senza accordi, né in chiaroscuro né sottobanco né alla
  luce del sole, assolutamente, ciascuno nei nostri ruoli.
   Abbiamo  il  dovere  di controllare, di stimolare;  voi  avete  il
  dovere e anche il diritto di governare, attenzione, ma è chiaro che
  dobbiamo anche chiedere, così come - e vado verso la conclusione  -
  lo  voglio  dire al Presidente Ardizzone, stamane, è  successa  una
  cosa  sgradevole.  Stamane, è successo che il  Presidente  della  I
  Commissione, che non vedo più in Aula, ha ritenuto dopo due  ore  e
  mezzo  di  discussione  sulla nomina dei dirigenti  generali  delle
  Aziende  sanitarie ed ospedaliere, ha detto di non  avere  ricevuto
  alcun  tipo di atto da parte di nessuno dei deputati, di non  avere
  ricevuto alcuna interrogazione parlamentare, con la quale si chiede
  se,  fissati  i  parametri per quanto riguarda  l'assegnazione  del
  punteggio,  è stata fatta una operazione aritmetica per cui  alcuni
  manager  indicati  e  valutati secondo  un  certo  punteggio  dalla
  Commissione valutatrice sono regolari.
   Abbiamo chiesto al Governo e all'assessore Borsellino, con un atto
  ispettivo, che si facesse una verifica. Quell'atto ispettivo ha  il
  diritto di arrivare in Commissione Affari istituzionali entro il 28
  maggio,  termine ultimo per cui la Commissione possa  esprimere  il
  proprio  parere  su queste nomine. Noi non riteniamo  di  essere  i
  depositari  del  verbo,  anzi,  sono  convinto,  essendo  il  primo
  firmatario  di quell'atto ispettivo, di aver commesso un  madornale
  errore.,  ho  il dovere e il diritto di sapere che se a  quell'atto
  ispettivo  ci  siano  delle  conseguenze,  poi,  attenzione,  fermo
  restando   il  fatto - e qua lo voglio dire all'intera Assemblea  -
  che  la  titolarità, la competenza, la prerogativa  di  nominare  i
  manager  della  sanità spetta al Governo regionale, in  assenza  di
  qualunque  Commissione  salutatrice, sulla scorta  soltanto  di  un
  patto dei requisiti e dell'iscrizione all'albo, allora, due sono le
  cose:  o il Governo dice a tutti  ho individuato, ho nominato sulla
  scorta  dei 600 abilitati al ruolo di manager di sanità  oppure  fa
  un'altra scelta  e dice  al di là dell'iscrizione all'albo,  voglio
  verificare,  secondo  una procedura concorsuale  selettiva,  che  è
  stata fatta in due anni, se determinati soggetti hanno i requisiti.
   Concludo,    dicendo,    che   chiedo    alla    Presidenza    che
  l'interrogazione,  l'atto ispettivo, che  è  stato  inoltrato  agli
  Uffici della Presidenza, in data 16 aprile 2014 vada, nel più breve
  tempo  possibile, agli Uffici della I Commissione, in maniera  tale
  che  tutti i commissari potranno leggere questo atto e poi decidere
  e  poi  dire  magari se l'atto va cestinato o se  è  meritevole  di
  qualche ulteriore approfondimento.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sudano ha chiesto congedo per
  oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                                 724/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, tanti  interventi,
  tante posizioni, la maggioranza che difende e tutela questa manovra
  che  considero  di  transizione, per poi  approvare  nella  manovra
  finale.  Inizierei dai PIP. Ritengo che, dopo 12 anni di  attività,
  questa  gente  che con grande dignità difende il proprio  posto  di
  lavoro,  non  possa essere certamente mandata a casa, è indignitoso
  anche  per  il  momento storico che viviamo; con  tantissima  gente
  disoccupata, qualcuno ancora pensa che si possa giocare la  partita
  politica  sulla  pelle  di tantissimi cittadini  che  oggi  operano
  all'interno dell'Amministrazione regionale.
   Errori  ce  ne sono stati e, certamente, non sono stati  fatti  in
  mala  fede, ma pensando bensì di dare una opportunità di  lavoro  a
  gente  che  oggi  partecipa attivamente all'attività amministrativa
  della Regione siciliana.
   Paghiamo  gli  stipendi  o forse qualcuno dell'opposizione  non  è
  d'accordo  a  pagare gli stipendi? O forse qualcuno pensa  che  non
  bisognava pagare le pensioni?
   Dico: di che cosa stiamo parlando?
   Bisogna avere la responsabilità di capire che oggi le famiglie per
  andare  avanti  hanno bisogno di stipendi, hanno bisogno  di  soldi
  perché le famiglie hanno figli. Premiamo i Consorzi di bonifica, ma
  è  un  atto  dovuto; lavoriamo per l'agricoltura;  permettiamo  con
  questa  piccola manovra che i lavoratori dei Consorzi  di  bonifica
  abbiano  la possibilità di essere riavviati al lavoro. E' forse  un
  danno   questo?  Forse  è  un  danno  per  coloro  che  non   amano
  l'agricoltura.  Mandiamo avanti i forestali. Più volte,  da  questa
  posizione, ho difeso quest'ambito, i forestali, tant'é che ricordai
  a lei, Assessore, che c'è gente che ancora deve prendere i soldi di
  gennaio,  febbraio  e  marzo, e lei fa bene  ad  avviare  i  lavori
  forestali   nel  mese  di  maggio  e  giugno  perché  riguarda   la
  prevenzione di un patrimonio boschivo che va tutelato perché non  è
  solo  patrimonio  boschivo ma è patrimonio anche di  occupazione  e
  qualcuno vuole che non li mandiamo a lavorare. Non so che  tipo  di
  opposizione ci sia in quest'Aula. Ultimamente, rimango stranito  di
  alcuni atteggiamenti, di alcuni interventi che vengono fatti.
   L'ARAS.  Forse non tutti conosciamo il lavoro che fa  l'ARAS,  che
  assiste  quotidianamente i lavoratori che vivono  nel  mondo  della
  zootecnia. E vorrei ricordare ai miei colleghi che in provincia  di
  Ragusa c'è una zootecnia di altissimo livello produttivo di latte e
  di  carne  e  se  questo  lavoro va avanti in  modo  meritevole  ed
  importante è anche grazie all'ARAS.
   Certo, assessore, lei deve interrogarsi su cosa fare del Corfilac.
  Cosa  ne  vuole fare? Lo vuole buttare a mare? Non glielo consiglio
  perché  è  una  delle  pochissime  strutture,  centro  di  ricerca,
  lattiero  casearie che hanno dato dignità a questa Sicilia,  perché
  se  lei  va  a vedere, se ne ha voglia, provi ad andare in  America
  dove  vanno questi nostri ricercatori ad insegnare come  si  fa  il
  latte.  Provi  ad  andare in giro per la Sicilia.  La  qualità  del
  formaggio che loro costantemente attestano è ricerca e non possiamo
  permettere  che i nostri ricercatori vadano all'estero  quando  c'è
  una  posizione  importante in provincia di Ragusa  e  lo  scopriamo
  oggi.  Lei ha il dovere morale di difenderli, di tutelarli,  perché
  per lei rappresenteranno un fiore all'occhiello in quanto assessore
  per l'agricoltura.
   Ritengo  che,  in  qualità di Governo, debba fare  lei  stesso  un
  emendamento a questa finanziaria e non certamente noi deputati  che
  abbiamo già fatto, perché teniamo a tutelare il nostro territorio e
  in particolare i giovani che fanno ricerca.
   Mi  viene  da  interrogarmi su alcune cose:  oggi  la  burocrazia
  quattro  anni fa sono usciti i Pist che davano ad alcuni comuni  la
  possibilità di partecipare a questi progetti; dopo quattro anni  di
  assenza totale fra quindici mesi scadranno gli obiettivi.
   Chiama  l'Amministrazione comunale e chiede:  Siete  ancora  nelle
  condizioni di realizzare l'intervento?
   Ma  questa  è  pura  follia.  Qua bisogna  cambiare  strategia  al
  Governo.  Non è possibile che dopo quattro anni vengono chiamati  i
  comuni  a  fare interventi che magari richiederanno tre  o  quattro
  anni per realizzarli.
   Bisogna  accelerare la fase dell'investimento dei Fondi comunitari
  o  volete che in questo momento storico di grande disoccupazione  a
  tutti  i  livelli  qualcuno  possa  pensare  che  non  può  partire
  l'autostrada Siracusa - Gela?
   Ma  c'è  qualcuno che ha il coraggio in quest'Aula di  dire  o  di
  affermare  che  non  deve partire? Spero che questo  Governo  possa
  prendere  posizione  rapidamente  su  questa  storia.  Tra  l'altro
  l'autostrada è ferma a Rosolini e quindi toccherà i lotti 6,  7,  8
  già finanziati con gara d'appalto già fatta.
   Facciamo  chiarezza, diciamo alla gente che vuole, che aspetta  un
  momento di lavoro. C'è bisogno di chiarezza in questo momento e voi
  avete  il dovere morale di fare chiarezza, soprattutto con noi  che
  sosteniamo  questo Governo e lo facciamo con chiarezza di  intenti,
  lo facciamo con le scelte pre-politiche precise.
   Abbiamo fatto venire a Pozzallo il ministro Galletti in visita  al
  centro   di   accoglienza  ed  è  stato  un   momento   di   grande
  soddisfazione,  di solidarietà, di attenzione per coloro  che  oggi
  vivono  questo  dramma. E' chiaro, però, che  la  Sicilia  non  può
  sopportare  questo peso e penso che domani, quando il PD incontrerà
  Renzi  - e mi rivolgo a voi, Gruppo del PD -, oltre a parlare dello
  Statuto della Regione Sicilia, parli anche di questa vicenda.
   E'  inutile dire che condividiamo il percorso. E' inutile dire che
  non  è  la  soluzione di tutto, ma resta un principio: che  bisogna
  andare avanti dando risposte certe ai nostri cittadini.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ciaccio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  sono
  molto  arrabbiato  perché ho sentito tanta ipocrisia  da  parte  di
  diverse persone, però, ciò nonostante per e nel rispetto di  questo
  Parlamento, cercherò di mantenere la calma.
   In  prima  istanza,  mi rivolgo proprio a lei, signor  Presidente,
  perché  le riconosco una certa onestà intellettuale e, proprio  per
  questo, non voglio che lei offenda la mia.
   Io  ho fatto - e faccio una parentesi - una richiesta ben precisa,
  che  era quella di conoscere la busta paga del Segretario generale,
  proprio  perché  ho messo in discussione quanto  scritto  nel  sito
  dell'Ars  in  quanto  ritenuto dal sottoscritto  falso.  A  seguito
  quindi  di una sua nota - che faccio finta di non avere ricevuto  -
  dove lei mi dice che le buste paghe e tutte le competenze sono  sul
  sito  dell'Ars, mi permetta, di dire che mi  sento preso un po'  in
  giro.  Io  le  dico che non sono veritiere e lei  mi  dice  di  sì.
  Veniamoci  incontro, nel senso che o effettivamente, in qualità  di
  deputato io ho accesso agli atti e alla possibilità di visionare di
  persona  i  documenti e ricredermi ed eventualmente chiedere  scusa
  all'intero  Parlamento  e  all'Ufficio  di  Presidenza,  oppure  ci
  rifacciamo  -  visto che non posso esercitare le mie  funzioni,  ho
  fatto  una  richiesta, non posso considerare valida la  risposta  -
  magari  al  nostro Regolamento, ed istituiamo una  Commissione  per
  verificare  effettivamente se l'Ufficio  di  Presidenza  in  questo
  caso,  quindi  lei o io, qualcuno di noi insomma,  non  diciamo  la
  verità.
   Pertanto,  nel  rispetto di questo Parlamento,  chiedo  che  venga
  fatta  trasparenza - e so che lei proprio perché nel suo intervento
  di  apertura  ha dichiarato che questo Parlamento sarà trasparente.
  Quindi, io mi auguro e ribadisco nuovamente la mia richiesta  prima
  di  fare appello all'articolo 106 del Regolamento interno, di avere
  una risposta concreta.
   Per  quanto  attiene alla manovra finanziaria, io e il mio  Gruppo
  parlamentare condividiamo le perplessità che il collega Cracolici e
  il collega Gucciardi hanno sollevato sulla infrastruttura di questa
  manovra, sul mutuo di 100 milioni di euro, se effettivamente  è  il
  caso di pagare o meno gli stipendi.
   Sicuramente  la  maggioranza e anche il  Governo  hanno  ascoltato
  alcune  osservazioni  costruttive che  abbiamo  presentato.  Perché
  quando le osservazioni sono costruttive vengono bene accolte. Però,
  oggettivamente,  dobbiamo anche capire che cosa  stiamo  andando  a
  votare e di che cosa stiamo discutendo. Perché, in alcuni casi,  si
  è  dichiarato esserci una priorità di stipendi di enti, laddove noi
  non riteniamo opportuna questa priorità.
   E  faccio un esempio visto che qui si fanno tanti esempi: anche  i
  lavoratori  dell'IRIDAS - e io non ho nulla  a che fare con  questo
  ente  -  avanzano  lo  stipendio da  circa  11  mesi  e  non  stati
  considerati  e addirittura vi era una convenzione che però  non  ha
  più copertura finanziaria.
   Dunque,  al  di là degli esempi, e sia io che altri miei  colleghi
  hanno  riportato  diversi esempi, o in maniera  onesta  apriamo  un
  ragionamento su una manovra secca, che tratta soltanto di  stipendi
  e  ci  prendiamo, come è già stato ribadito, qualche giorno in più,
  proprio   perché  sulla  stabilità  di  questa  manovra   ci   sono
  perplessità  e  vorremmo capire se effettivamente  è  così,  oppure
  addirittura   è  una  operazione  fatta  apposta  per   distruggere
  completamente la credibilità di questo Parlamento.
   Io   credo  che  altrimenti  ci  troveremo  nuovamente   con   una
  impugnativa  del Commissario dello Stato o di fronte a  un  ricorso
  avverso  la  Corte  Costituzionale, per far valere  le  prerogative
  statutarie.
   Pertanto, invito tutti quanti a prendere qualche giorno in più per
  la  discussione,  per  continuare  un  ragionamento  preciso  e  ci
  adoperiamo in questo senso - ed in questo noi come Movimento Cinque
  Stelle daremo sempre e comunque il nostro contributo costruttivo, o
  altrimenti  noi  non  ci renderemo complici  di  qualche  spot  del
  Governo  a  12  giorni  dalle elezioni  europee,  in  una  campagna
  elettorale che non giova né  noi né tutti i siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  onorevole
  Ragusa,  qui  nessun deputato ha il minimo dubbio  che  si  debbano
  pagare  gli  stipendi   e se qualche mio collega  ha  posto  questo
  problema, non è perché non è d'accordo, ma perché era l'impegno che
  aveva  preso con il Governo per approvare questa manovra che avesse
  come obiettivo anche quello di pagare gli stipendi ai forestali.
   A  me  è  dispiaciuto, assessore Reale, e visto  che  lei  si  sta
  allontanando dall'Aula, la pregherei di ascoltare quanto ho da dire
  in ordine ad un problema che riguarda il suo Assessorato.
   Vede,   assessore  Reale,  nella  precedente  finanziaria  abbiamo
  affrontato  con  molta  compiutezza il suo settore  e  il  problema
  forestali  sui  quali  stiamo discutendo anche  stasera.  Lei  deve
  pensare  che  nella  finanziaria  passata  c'erano  circa  duecento
  lavoratori,  cosiddetti  a  tempo indeterminato,  che  noi  abbiamo
  scoperto essere tutti imboscati negli vari Assessorati. Il  Governo
  poneva un problema che era quello del pagamento del chilometraggio.
  Tutti  questi  lavoratori che sono stati impiegati  all'Assessorato
  del Territorio, oppure in via Del Duca, se ce ne sono, attenzione -
  di un bel po' ne ho notizia - oppure nel suo Assessorato, quindi in
  viale  Regione siciliana, tutti hanno diritto ad avere il  rimborso
  chilometrico.  Ma lo sa che cosa succede? Che se per  caso  dovesse
  perdurare una gestione dei forestali con questa leggerezza,  in  un
  momento  in  cui noi chiediamo di fare sacrifici a tutte  le  parti
  perché  dobbiamo approvare un bilancio che non ha più  risorse,  se
  non cominciamo ad avere questa collaborazione, fra lei che gestisce
  l'Assessorato  e  tutti  i  suoi  dipendenti,  che  continuano   ad
  alimentare  fonti  di spesa, quali ad esempio, la  benzina  per  le
  motoseghe,  l'olio  per  le motoseghe (ce n'è  uno  quasi  in  ogni
  paese), io mi chiedo se sia normale tutto ciò. Io penso che non sia
  assolutamente normale.
   Appena  iniziano i lavori, i direttori che sono preposti  ai  vari
  distretti   cominciano   a  presentare   le    periziette .    Lei,
  frequentando quell'ambiente, vedrà che cosa significa  periziette .
   Ebbene, secondo me il primo provvedimento che lei dovrà prendere è
  fare  subito  quello  che  è previsto nel  decreto  anticorruzione:
  levare  tutti  quelli che da due anni, ma guardi che non  sono  due
  anni,  ma  da venti anni sono in via Del Duca, e fare una rotazione
  eccezionale del personale. E vedrà che così lei risparmierà  decine
  e decine di milioni.
   Questo  lo dirò a tutti gli assessori. Se capita lo dirò  a  tutti
  gli assessori: applicate quello che dice il decreto anticorruzione.
  L'ho  chiesto  pure al Presidente dell'assemblea,  glielo  chiederò
  nuovamente non appena sarà trascorso un po' di tempo per vedere se,
  in  effetti, lui sta lavorando su questo argomento o i suoi  uffici
  stanno lavorando su questo argomento.
   Vorrei  adesso  rivolgermi al Movimento  5  stelle,  il  quale  ha
  presentato  un  emendamento  che  ritengo  giusto  nel  merito,  ma
  sbagliato   nella   tempistica.   Perché   dico   sbagliato   nella
  tempistica?    Perché    noi    abbiamo    commesso,     approvando
  quell'emendamento,   un'ingiustizia.   Perché   abbiamo    commesso
  un'ingiustizia? Io credo che voi, in buona fede, e noi che  eravamo
  addetti  ai  lavori  e  che ci siamo prestati abbiamo  commesso  un
  errore.  Se voi ricordate, noi abbiamo chiesto a quella  platea,  a
  quel  bacino di lavoratori precari, e nel momento in cui  l'abbiamo
  chiesto  guardate  che erano titolari di un rapporto  di  lavoro  a
  tempo indeterminato, ricordatevi loro erano titolari di un rapporto
  di  lavoro  a  tempo indeterminato, con una società,  la  Trinacria
  onlus, per il quale c'era stato l'impegno di tutti noi, di tutto il
  Parlamento.  Avevamo  difficoltà economiche,  dovevamo  trovare  35
  milioni, e allora il primo paladino che è stato Crocetta, che  cosa
  ha  chiesto  a  questi lavoratori? Onorevoli del  Movimento  Cinque
  Stelle,   abbiamo  chiesto  di  dimettersi,  abbiamo   chiesto   di
  dimettersi   E questo è stato il gravissimo errore che noi  abbiamo
  commesso nei confronti di questi lavoratori

   CIANCIO  Ma parla per te, noi non lo abbiamo chiesto a nessuno.

   GRECO  Non lo so, uno cerca di dialogare, di risolvere un problema
  di  ingiustizia  che  c'è  stato  con  le  buone  maniere,  con  la
  collaborazione di tutti. E voi cosa fare?  Ma guarda che io non  ti
  ho  interrotto,  ma finiscila, finiscila te l'ho detto  e  te  l'ho
  spiegato  pure  in  Commissione, però non  mi  disturbare,  io  non
  disturbo mai a nessuno

   FALCONE. Sia gentile onorevole Greco.

   GRECO Giovanni  Sono stato sempre gentilissimo. Dicevo, al fine di
  trovare  una  soluzione a questo problema, che non  è  un  problema
  territoriale, l'ho detto in tutte le salse e a tutti quanti,  è  un
  problema regionale, quindi io con la serenità, con la pacatezza, io
  dico  di esaminare questo problema, e cercare con la collaborazione
  di  tutti  quanti  di  trovare  una soluzione.   Risolviamo  questa
  ingiustizia,  dopo  di che facciamo delle regole  che  valgano  per
  tutti, per tutto il mondo del precariato, ma dopo.
     Pertanto,  l'invito che rivolgo a quest'Aula è che  il  problema
  che  vi ho posto sia affrontato con la serenità dovuta, senza presa
  di   posizione,   cercando  di  guardare  a  quei  settanta-ottanta
  lavoratori  che  hanno  subito  un'ingiustizia.  E  non  mi  sembra
  corretto  che noi non si faccia nulla per risolvere tale  problema,
  visto  che  come ha detto l'onorevole Ragusa si trata di  impiegati
  della nostra Amministrazione. E rendetevi conto che danno un ottimo
  profitto e svolgono mansioni che tanti altri non fanno. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi   abbiamo
  iniziato  questa  legislatura  sotto  il  segno  della  rivoluzione
  annunciata. E dal Governo della rivoluzione man mano che  passa  il
  tempo,  siamo  scivolati  verso il Governo  della  confusione.  Dal
  Governo della trasparenza, via via siamo passati ad un Governo  dai
  provvedimenti che appaiono non solo a me, ma ai più, come  prebende
  da elargire sotto elezioni. In altri termini, con altro linguaggio,
  in  altre  sedi,  avrebbero una definizione ben  precisa,  voto  di
  scambio.  E dal Governo delle maggioranza variabili, siamo  passati
  alle minoranze guerreggianti, e quello a cui stiamo assistendo  nel
  dibattito di questa sera ne è la prova più lampante.
   Si  è  presentato questo Governo, in Commissione bilancio, dicendo
  che   approvare   questa   manovra  era  urgente,   indispensabile,
  indifferibile,   proprio  perché  non  bisognava  fare   macelleria
  sociale, ed era urgente e indifferibile pagare gli stipendi. Ma  la
  vicenda non inizia con la presentazione in Commissione bilancio  di
  una  manovra  che  prima  si  chiamava  manovra,  poi  è  diventata
  manovrina,  poi  è  diventata mini variazione,  poi  addirittura  è
  diventata un insieme di emendamenti e null'altro.
   Questo    Parlamento,   se   ha   una   caratteristica   che    lo
  contraddistingue, è certamente quella di non negare uno stipendio a
  nessuno.  Almeno  così  è sempre stato. E  non  si  può  certamente
  accusare  questo Parlamento di fare ostruzionismo  per  cercare  di
  impedire  di pagare stipendi, soprattutto se si tratta di  stipendi
  di  povera gente, di stipendi di famiglie che non sanno come andare
  avanti, come comprare il pane da portare a tavola.
   Ma  noi  non  siamo  in presenza di un uguale  impegno  in  questa
  direzione da parte di questo Governo, perché se fossimo in presenza
  di  un  uguale impegno coerente da parte di questo Governo,  questo
  Governo,   fin  dal  momento  in  cui  c'è  stata  la  più   vasta,
  terrificante, imponente impugnativa da parte del Commissario  dello
  Stato  che mai ci sia stata su una finanziaria di questa Assemblea,
  dal  giorno  dopo,  se fosse stato coerente con le  promesse  fatte
  quando  era  della  rivoluzione, e  cioè  di  non  fare  macelleria
  sociale,  avrebbe  dovuto  impiegare il  proprio  tempo  anziché  a
  cercare  di sedare le diatribe interne alla sua pseudo maggioranza,
  dando qualche obolo a questa piuttosto che a quell'altra fazione, e
  perdere  mesi  e  mesi  di tempo in una interminabile  ed  infinita
  sequela   di  dichiarazioni  stampa,  di  incontri,  di  trattative
  sottobanco  o meno per la riformulazione della squadra di  Governo,
  rimpasto  sì,  rimpasto no, azzeramento sì,  azzeramento  no,  quel
  Governo  che  era  della rivoluzione avrebbe  dovuto  impiegare  il
  proprio  tempo  di  giorno,  ma  anche  di  notte  se  fosse  stato
  necessario,  per  tenere  fede  alle  promesse  fatte  quando   era
  rivoluzionario per cercare di mettere a punto da subito una manovra
  per  dare sollievo a quelle persone che si sono ritrovate dall'oggi
  al  domani  senza stipendio, non per un destino cinico e baro,  non
  per qualche malvagio destino o presagio calato dall'alto e verso il
  quale non c'era rimedio, ma si sono trovati senza rimedio perché il
  cosiddetto  Governo della rivoluzione' dopo quasi due anni non si è
  minimamente occupato di porre rimedio alle disastrate finanze della
  Regione  e  cercare in qualche modo di tamponare le ricadute  sulle
  persone  più  deboli e più povere di questa Regione.  Anche  per  i
  provvedimenti  che sono stati via via presi a livello  nazionale  e
  verso e contro i quali mai nulla ha fatto per cercare di far valere
  i  diritti di questa Regione, questo Governo dal giorno dopo  della
  impugnativa del Commissario dello Stato che ha debellato a colpi di
  scure  dei provvedimenti assolutamente cervellotici che erano stati
  presentati  in  quella manovra finanziaria,  dal  giorno  dopo,  si
  sarebbe  dovuto mettere a correre e invece tutto ha  fatto,  tranne
  che  cercare di risolvere quei problemi, tranne che venire incontro
  ai siciliani, tranne che cercare di  non far mancare lo stipendio a
  chi   ne  aveva  bisogno   e  del  quale  era  stato  privato   per
  l'incapacità,  l'insussistenza, l'incompetenza di  un  Governo  che
  solo  apparentemente si chiama tale, ma che di fatto ha  dimostrato
  in  questi  quasi due anni qualsiasi appellativo può  avere  tranne
  quello di Governo.
   Allora  non  si  può  venire a dire qui  in  Aula  di  cercare  di
  approvare   velocemente  un  tentativo  di   manovra   dal   sapore
  squisitamente elettoralistico, una manovra a 12 giorni, che poi non
  saranno  12,  saranno a 8 giorni, e che poi non  saranno  8  perché
  prima di essere pubblicata ce ne andremo a giugno, al solo scopo di
  fare  annunci in campagna elettorale o nei vari comizi e per  poter
  dire:  abbiamo provveduto a sanare la vostra situazione, dateci  il
  vostro voto
   Questo  non  è  degno  di  un Governo, di una  regione  a  statuto
  speciale  come  la  Sicilia, che nel corso dei decenni,  accanto  a
  tutti  i  difetti che ha avuto e che certamente ha  avuto,  ma  che
  spesso  ha  dato lezioni dal punto di vista legislativo persino  al
  Parlamento  nazionale. E questo non è degno di  questa  regione.  E
  questo non lo merita il Parlamento.
   Allora,   posto  che  prima  di  me  autorevoli  esponenti   della
  maggioranza  hanno  messo  in luce tutte  le  criticità  di  questa
  pseudomanovra che manovra non è, che è un qualcosa di nuovo che  ci
  si  è  inventati nel cilindro, portata a quattro giorni  dal  voto,
  perché  questo sarà alla fine: quattro giorni dal voto  e  vsta  la
  criticità intrinseca dimostrata dalle comunicazioni del Governo  in
  Conferenza dei capigruppo qualche ora fa, e che nonostante tutti  i
  cambi  che  ci  sono  stati in questi dieci giorni,  e  sono  stati
  molteplici, a cominciare dalla Commissione bilancio per quel famoso
  allegato   1   dove  sono contenuti  gli enti della  famigerata  ex
  tabella   H .  Vi ricordate la famigerata tabella  H ?  Che  doveva
  scomparire, che era una vergogna e che compare e scompare a seconda
  dei momenti delle richieste, delle convenienze o dei ricatti che il
  Governo  subisce  da singoli esponenti della sua pseudomaggioranza?
  E'   cambiata  quattro  o  cinque  volte  in  Commissione  bilancio
  l'allegato  1 .
   Ora  è mai pensabile che il Governo della trasparenza operi nomine
  durante  il  periodo  elettorale,  nonostante  ci  sia  una   legge
  nazionale  che  lo  vieta  e nonostante  una  legge  regionale,  la
  cosiddetta blocca nomine del 2012, che lo vieta altrettanto? E come
  le  chiamiamo queste? Con quale appellativo le chiamiamo? Le nomine
  fatte  a  10, a 12, a 8 giorni dal voto? Come le vogliamo  chiamare
  Governo  della  trasparenza le nomine fatte a  qualche  giorno  dal
  voto,  con  quale appellativo? Sotto quale giurisdizione  di  legge
  vengono inquadrati normalmente?
   Questo  Governo ha pure l'ardire di volere approvare una  manovra,
  siffatta in questi termini, senza copertura, con un mutuo che prima
  non  c'è, poi compare e poi al momento di andare in Aula ricompare.
  Come la vogliamo chiamare? Una manovra che si prefigge di dare  gli
  stipendi  e  poi  va  a individuare prebende a  delle  associazioni
  piuttosto  che ad altre? Ai ciechi non li diamo agli audiolesi  per
  esempio  li diamo? Ma non a quelli di tutte le province: ad  alcune
  si e ad altre no?
   Allora,  il Governo se ha ancora un briciola di dignità da salvare
  e se vuole che questa manovra sia approvata contro ogni buon senso,
  perché  sarebbe  stato  logico sulla  base  del  presupposto  delle
  mancate coperture finanziarie che sono forti dubbi sulle coperture,
  sarebbe  stato logico aspettare l'esito della parifica della  Corte
  dei  Conti  ed intervenire a giugno come si dovrà fare  nuovamente,
  nella   manovra   complessiva,  per  risolvere  e  approvare   quei
  provvedimenti  che  possono  essere equi  e  omnicomprensivi  senza
  lasciare per strada alcune categorie.
   Che  diciamo ai lavoratori della formazione professionale  che  da
  due anni non prendono uno stipendio? Per quelli stipendi non ce  ne
  sono. Per altre categorie invece ci sono. Se vuole portare in porto
  uno  straccio  di  manovra che si sottragga alla maggior  parte  di
  questi rilievi, il Governo tolga tutto ciò che non ha nulla  a  che
  vedere con gli stipendi.
   Siccome  ce ne sono tanti di provvedimenti all'interno  di  questa
  pseudo  manovra:  a  cominciare da alcuni  articoli  della  manovra
  stessa per continuare con il famoso allegato 1, la mini tabella 'H'
  che  non  ha nulla di urgente per quanto riguarda gli stipendi,  ma
  che  ha  tanto,  tanto  a che fare con il prossimo  voto  in  piena
  campagna elettorale, per acquisire qualche consenso.
   Il  Governo  sfrondi  dunque tutto ciò che non comporta  incidenza
  sugli  stipendi veri e propri, netti e crudi. Tutto il  resto,  con
  più  calma dopo avere ascoltato il giudizio di parifica della Corte
  dei Conti, dopo aver conosciuto qual è la nostra sorte in merito ai
  provvedimenti nazionali, alle ricadute dei provvedimenti  nazionali
  sulla  bilancia e sui fondi della Regione. Trasportiamolo a giugno.
  Perché  già  troppi guai ha passato questa Regione.  Purtroppo,  se
  l'operato  della Regione non avesse alcuna ricaduta  sui  cittadini
  non  sarebbe una gran colpa, ma purtroppo i guai della Regione  poi
  li  pagano  gli inermi cittadini; troppi guai dicevo, sono  passati
  provvedimenti  cervellotici, senza capo né  coda,  senza  copertura
  finanziaria e che non tenevano conto delle reali situazioni in  cui
  ci troviamo.
   Onorevoli  colleghi, ci si impegni di più per cercare di risolvere
  realmente  i  problemi, e ci si adoperi di meno per  fare  campagna
  elettorale.   Ripeto,  che  non  è  degna  di  questo   Parlamento.
  L'opposizione  quindi non farà sconti, certamente  non  si  sottrae
  all'obbligo  nudo  e  crudo  di pagare gli  emolumenti  se  c'è  la
  possibilità   e   se   ciò  non  arrecherà  danno   successivamente
  all'equilibrio complessivo del bilancio della Regione, ma  che  non
  ci  sia  nulla  di  elettorale, perché le vergogne  a  cui  abbiamo
  assistito e continuiamo ad assistere non ci stanchiamo di subirle e
  non  ci  meravigliamo.  E  quando sembra che  avessimo  toccato  il
  massimo  possibile  della  follia,  provvedimenti  che  ci  vengono
  annunciati  dalla  stampa ci ricordano che al peggio  non  c'è  mai
  fine.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  ho
  ascoltato come faccio di solito con attenzione il dibattito che  si
  è  sviluppato  questa  sera in Aula su  un  provvedimento   che  ho
  ritenuto  e  che  ritengo  indispensabile; un  provvedimento  quasi
  minimalista,  un provvedimento che mira ad assicurare semplicemente
  le  emergenze in settori strategici dell'Amministrazione regionale;
  un   provvedimento  che  in  un  contesto  normale,  sarebbe  stato
  approvato  in  pochissime  ore quasi  a  furor  di  popolo,  perché
  indispensabile.
   Non  voglio  entrare nel merito delle singole norme, ma certamente
  nessuno  può  immaginare di lasciare nei guai  l'Assessore  per  le
  risorse  agricole  ed  alimentati,  in  prossimità  della  prossima
  stagione estiva, a proposito degli incendi, interrompere l'azione a
  favore  dei nostri boschi, di tutela dei boschi, o interrompere  la
  stagione irrigua o non avviare i lavoratori dell'ESA, per tutto ciò
  che  norme  di questo Parlamento hanno determinato nella  direzione
  giusta   della  bonifica,  della  cura  del  territorio,   per   la
  prevenzione del dissesto idrogeologico che investe e ha  investito,
  negli  anni  scorsi  e tutt'ora, questa nostra Regione  in  maniera
  devastante.
   Non  voglio  entrare  nel  merito  di  questa  manovra,  che  mira
  semplicemente, Assessore, ad assicurare quanto dovuto a  lavoratori
  indispensabili  per questa Regione e a dare una boccata  d'ossigeno
  ai  comuni che tutti abbiamo incontrato in 'Commissione  Bilancio',
  salvo  poi  rinnegare,  nel momento in cui non  c'è  la  passerella
  magari  di  fronte  alla  rappresentanza dell'ANCI,  rinnegare  gli
  impegni  che  l'intera  Commissione  Bilancio'  e  tutte  le  forze
  politiche avevano assunto.
   Tornando  al  dibattito, ho la sensazione di un  Parlamento,   non
  come  qualcuno ha detto sulla stampa,  fuori dal tempo , ma  di  un
  Parlamento che si è estraniato dal tempo, nel senso che è  come  se
  ciò  che  si sta vivendo in questo momento sia qualcosa nato  negli
  ultimi  quindici, venti mesi, nell'ultimo anno e mezzo  di   questa
  legislatura  e  non sia, invece, un macigno che è  stato  costruito
  anno  dopo anno, almeno a partire dagli inizi degli anni  '90,  con
  una vicenda che ogni deputato conosce ormai nel dettaglio.
   Mi  riferisco al problema enorme dei residui attivi,  al  problema
  enorme  dell'indebitamento  che,  negli  anni,  questa  Regione  ha
  portato avanti e che oggi pone difficoltà perfino per una manovra -
  si  definisca  come  si  vuole  - per una  manovra,  unica  manovra
  possibile,  che fatica a trovare perfino le coperture per  ciò  che
  certamente  spesa  nuova non è, perché ciò di cui abbiamo  parlato,
  dai  consorzi  di  bonifica ai forestali, ai lavoratori  ESA,  alle
  problematiche  dei comuni, sono spese che vengono  da  lontano,  da
  tanto, tanto, tanto lontano
   Io non ci sto a recitare questa parte dell'ipocrisia in quest'Aula
  che,  come spesso ho ripetuto,  dovrebbe rappresentare la sacralità
  della sovranità popolare. Qualcuno diceva stamattina che non esiste
  l'autonomia e la sovranità senza il popolo.
   Noi,  probabilmente, ci troviamo in un Palazzo, in un'Aula -  l'ho
  detto  qualche altra volta - con le pareti così spesse che facciamo
  finta  che  fuori  da questo Palazzo non esistano i  problemi,  non
  esistano le sofferenze e, quindi, possiamo giocare di fioretto  con
  una posizione o con posizioni veramente tattiche, che nulla hanno a
  che  vedere con la soluzione dei problemi gravissimi su cui rischia
  di  affogare  questa  Regione per responsabilità,  certamente,  dei
  Governi,  ma per responsabilità, soprattutto, di questo  Parlamento
  se  non avrà la forza, come negli anni passati spesso non ha avuto,
  di affrontare e risolvere i problemi di questa Regione.
   Mi  stupisce che soltanto l'onorevole Cracolici abbia riferito del
  problema  sul  quale, Presidente Ardizzone, lei è molto  sensibile,
  che  riguarda la messa in discussione dell'autonomia della Regione,
  le  battaglie  che lei ha condotto in queste settimane,  in  questi
  mesi, che questo Parlamento avrebbe il dovere di condurre.
   Ci si  stupisce poi di  un'ordinanza della Corte Costituzionale di
  qualche ora fa, di qualche giorno fa, che mette in discussione  uno
  tra  quelli  che  sono  stati, a partire dal  porre  in  essere  lo
  Statuto,  i  capisaldi  dell'autonomia  e  della  specialità  della
  Regione.
   Mi  riferisco al tanto, troppo spesso, richiamato in quest'Aula  -
  dove  ci  dovrebbe  essere  la sovranità popolare  -  istituto  del
  Commissario  dello  Stato e nessuno ricorda, come  mai,  in  questi
  tredici  anni  che  ci separano dal 2001, dalla approvazione  della
  riforma costituzionale del Titolo V della nostra Costituzione, come
  mai  questo Parlamento è rimasto assolutamente inerte per  ciò  che
  avrebbe  dovuto fare sfidando quella riforma come Regione a Statuto
  speciale   e   arrancando   in  questi  anni   pensando   di   auto
  referenziarsi,  di  auto  conservarsi  senza  sfidare  neppure  una
  riforma  che  la  legge dello Stato ci imponeva di fare,  la  legge
  costituzionale n. 3, del 2001.
   Questo  Parlamento è rimasto inerte, rifiutandosi di riformare  lo
  Statuto  e  non  riformando lo Statuto oggi si rischia  davvero  di
  mettere  in  discussione  per sempre la  propria  specialità  e  la
  propria autonomia.
   Semmai  questo  è il problema, non lamentarsi sempre  di  ciò  che
  accade  fuori  da  questo  Parlamento, ma  una  volta  assumere  la
  responsabilità  per  intero di ciò che la sovranità  popolare  pone
  sulle  spalle  di  ogni parlamentare, di ogni  deputato  di  questo
  Parlamento, di questo Consiglio regionale che ancora ha  il  titolo
  di  chiamarsi  Parlamento  e che ognuno  di  noi  dovrebbe  per  la
  specialità della Regione siciliana, per la specialità dei  problemi
  del  popolo  siciliano che ha avuto titolo di chiamarsi Parlamento,
  non  certamente per alimentare privilegi di coloro che dal  '46  ad
  oggi  siedono e sono stati e avuto l'onore e l'onere di  sedere  in
  questo Parlamento.
   Io  sono  davvero stupito e anche rattristato di questo  modo  che
  continuiamo  ad  avere,  nel momento in  cui  siamo  sull'orlo  del
  precipizio, di continuare a giocare a fare questo giochino  tattico
  come  se  il problema del destino, legato al destino della  Sicilia
  fosse  questa manovra, fosse impegnare 100 mila euro in  più  o  in
  meno  per  il Consorzio di bonifica o per i forestali e  non  fosse
  questo  un obbligo, qualcosa di dovuto per assicurare quel poco  di
  economia che rimane in questa nostra Regione che è stata massacrata
  in questi anni con quella massa di debiti e quella massa di residui
  attivi che hanno distrutto e dissestato il bilancio della Regione e
  su   cui   ognuno  di  noi  non  vuole  assumersi  per  intero   la
  responsabilità  anche  di   azioni  che  non  ha  commesso   perché
  appartengono a legislature passate, ma  siamo noi oggi  i  deputati
  che  il popolo sovrano ha scelto per rappresentarlo, per affrontare
  e  risolvere questi problemi che pur nessuno di noi probabilmente o
  certamente ha creato.
   Pertanto, invece di attardarci a dire cosa va eliminato da  questa
  manovra, dovremmo liberarci in fretta di questa manovra sapendo che
  possiamo  semplicemente assicurare il dovuto, onorevole  Vinciullo,
  il dovuto fino al primo semestre di questo anno e non sappiamo dopo
  cosa  accadrà.  Dovremmo occuparci di come dare  un  segnale  forte
  all'esterno e all'intero Paese.
   Ha ragione chi ha esortato la maggioranza e non solo il Governo ad
  interfacciarsi con altri livelli istituzionali perché la situazione
  che  ho  appena descritto sommariamente è una situazione  che  pone
  problemi  che  non  possono  essere  risolti  soltanto  nella  sede
  istituzionale regionale.
   Presidente  Ardizzone, necessitano di una interlocuzione  costante
  con  alti livelli costituzionali,  questo dialogo è necessario  per
  risolvere  questi  nostri  grandi, pesanti,  onerosi  problemi  che
  rischiano  davvero  di mettere definitivamente in  discussione  non
  solo  l'autonomia e la specialità, ma il destino e  la  prospettiva
  del popolo siciliano e non sarà certamente provando a scaricare sul
  Governo  di  turno  i  problemi  che incombono  sulla  Sicilia  che
  risolveremo questi problemi.
   Sarà  possibile  risolvere  questi problemi  -  e  mi  avvio  alla
  chiusura  -  soltanto se il Parlamento e in ognuno di  questi  miei
  colleghi parlamentari, l'ho detto più volte anche questo io,  trovo
  la  capacità, la forza morale, la determinazione, la consapevolezza
  della  rappresentanza  della sovranità popolare  per  affrontare  e
  risolvere  questi  problemi,  ma  dobbiamo  cambiare  pagina,  dire
  cambiare  verso,  come  in  questa fase nel  mio  partito,  bisogna
  davvero cambiare verso e bisogna acquisire la consapevolezza che  i
  problemi  della  Sicilia non sono del Governo di  turno,  non  sono
  della  maggioranza  di turno, ammesso che una  maggioranza  ci  sia
  secondo  le  leggi elettorali che determinano le maggioranze  o  le
  minoranze.
   Io  credo  che  i  problemi di questa nostra  Regione  si  possano
  risolvere  soltanto  e  tutti insiemi;  come  amo  dire  io  spesso
  mettiamo  spalla  sotto   e cerchiamo di  venire  fuori  da  questo
  momento  di  crisi e di difficoltà straordinaria, che non  è  crisi
  soltanto economica, strutturale, è una crisi istituzionale,  è  una
  crisi  profonda  che mette in discussione perfino la legittimazione
  morale  ed  istituzionale  di  questo  Parlamento  a  continuare  a
  chiamarsi  Parlamento, a continuare a rappresentare un'autonomia  e
  una  specialità  -  ripeto  - che doveva essere  l'autonomia  e  la
  specialità   riferita  alla  soluzione  dei  problemi  speciali   e
  particolari  della  Sicilia di quegli anni e anche,  purtroppo,  di
  questi anni dopo quasi 70 anni di Statuto.
   Quanto  ai  segnali, io credo che bisogna fare in modo che  questi
  segnali vengano lanciati. Io sono fra quelli che più riflette sulle
  azioni che possono incidere sulle persone, su chi ci lavora.
   Ed allora, rispetto al dibattito che c'è stato in queste ore e che
  c'è  in  questo  ore e che riguarda i dipendenti,  per  esempio,  i
  dirigenti anche dell'Assemblea regionale siciliana e sono in questa
  sede, premesso che la stima e la considerazione per la qualità e il
  lavoro  da  sempre svolto per quello che costa  a me  da  parte  di
  questi lavoratori davvero straordinari,  e di questo ho manifestato
  più  volte la gratitudine anche da questa tribuna, dico comunque  -
  in  questo credo che ci sia anche una consapevolezza diffusa tra  i
  dirigenti e i dipendenti dell'Assemblea - che bisogna allinearsi  a
  ciò  che  è  il sentire comune di questo Paese. Certamente,  se  il
  dibattito è come qualcuno diceva prima di me da questa tribuna,  in
  questo  dibattito lo strumento da utilizzare io penso  che  bisogna
  rispettare  sempre il principio di legalità, che bisogna rispettare
  sempre le norme vigenti.
   Allora,    l'articolo  4  dello  Statuto  è  tuttora  vigente,  il
  principio del demandare da parte di una legge costituzionale qual è
  lo  Statuto  al  Regolamento e la disciplina anche del  trattamento
  economico  dei dipendenti del trattamento giuridico dei  dipendenti
  dell'Assemblea regionale siciliana contenuto, se non ricordo  male,
  nell'articolo   166   del   Regolamento  dell'Assemblea   regionale
  siciliana   e  che  demanda,  appunto,  all'interna  corporis    al
  Consiglio  di Presidenza questa materia che ci debba far riflettere
  e  che  nessuno  vuole fare guerre sante, bisogna fare  ciò  che  è
  giusto, ciò che il sentire comune ci chiede di fare.
   Quindi, in questo senso credo che il Parlamento in queste  ore  si
  determinerà  nella  maniera  più  ragionevole,  più  seria  e   più
  coerente,  Presidente  Ardizzone, con  quelle  che  sono  le  norme
  vigente  nell'ordinamento regionale. Per il  resto,  io  chiedo  al
  Governo  di  attenzionare  molto questa  modifica  che  non  è  una
  modifica  da  poco; lei, Assessore, con la sua saggezza  e  la  sua
  competenza  ne  è  consapevole,  è una  operazione  di  poco  conto
  eliminare  dalla  manovra  una mutuo già approvato  peraltro  dalla
  Commissione  Bilancio  e andare verso coperture diverse; quindi, le
  chiedo  ciò che lei certamente già avrà fatto, che farà  in  queste
  ore  e il Parlamento ha bisogno ovviamente di una relazione tecnica
  da  parte dei nostri uffici, di una relazione da parte del Governo.
  E'  necessario  non correre rischi su una manovra  che  certamente,
  come  dicevo,  va  approvata  più  in  fretta  possibile,  ma   che
  certamente deve avere i supporti tecnici necessari affinché vada  a
  buon fine e affinché ci consenta di affrontare le problematiche che
  avremo modo di affrontare nelle settimane e nei mesi a venire.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, pochi colleghi rimasti,  Assessori,
  cittadini,  onestamente mi sarebbe piaciuto entrare nel  merito  di
  questa  manovra,  ma  ho  inteso  quello  che  ha  dichiarato  oggi
  pomeriggio  in  Conferenza dei Presidenti dei gruppi  parlamentari,
  l'Assessore;   ovviamente,  non  posso   entrarci   perché   avendo
  annunciato emendamenti che sopprimono e introducono e via  dicendo,
  preferisco  parlare piuttosto del metodo attraverso il quale  si  è
  arrivato praticamente o si è arrivati appunto a questa manovra.
   Perché dico metodo? Perché penso che questa mini manovra, come  la
  si  voglia  definire, rappresenti esattamente il metodo  di  questo
  Governo  ed   è  un  metodo che ho appreso in  questi  17  mesi  da
  neofita, da neo parlamentare ed  è un metodo che pone al suo  apice
  l'emergenza,   una emergenza però dal sapore del calcolo  politico,
  un'emergenza calcolata.
   Una  volta  abbiamo  l'emergenza dei precari,  una  volta  abbiamo
  l'emergenza  dei  forestali, poi abbiamo l'eterna  emergenza  della
  formazione,  l'emergenza degli sportelli, qua insomma è  tutta  una
  emergenza   che  poi,  sotto  queste  mentite  spoglie,  giustifica
  manovre,  manovrine,  provvedimenti,  coperture  e  soprattutto  le
  richieste  di  un governatore che sistematicamente è assente  dalla
  Commissione  Bilancio  ed è assente praticamente  da  questa  Aula,
  però,  alla fine, si pone come il salvatore della Patria, in quanto
  scende  nelle piazze, assicura, garantisce, salvo poi  chiedere  al
  Parlamento  il  sacrificio  di  risolvere  l'emergenza  dell'ultimo
  minuto  che dura da  17 mesi. Chi mi ha preceduto dice che dura  da
  50 anni, da 60, ma noi siamo sempre in emergenza.
   Vedo  che lei, Assessore, ha imparato benissimo il metodo del  suo
  predecessore, il metodo della  riscrittura.
   I  miei  colleghi  partono  con un provvedimento,  poi  arriva  in
  Commissione Bilancio un altro provvedimento, poi ne arriva un altro
  ancora, oggi ne ha annunciato un altro: è in perfetta sintonia  con
  il suo predecessore.
   Alla  fine, come si dice, non ci sono problemi, sediamoci insieme,
  ci  mettiamo  d'accordo  chi  ha avuto  ha,  chi  non  vuole  avere
  riceverà,  ce n'è per tutti e  alla fine, questo l'ho imparato,  in
  questa circostanza, è il metodo della  carota elettorale .
   Mi  chiedo  come mai  in periodo  di elezioni non  si  poteva  più
  attendere di pagare gli stipendi  E' negli ultimi dieci giorni  che
  noi   abbiamo  questa  necessità  dopo  avere  fatto  aspettare   i
  lavoratori per mesi e mesi  No  Ora o mai più, perché forse per  le
  europee  non ci votano o forse  non so cosa ci sia in  cambio:   li
  paghiamo  fino a giugno, luglio, agosto, settembre - come ha  detto
  l'onorevole  Gucciardi  - non sappiamo nemmeno  se  ce  la  faremo,
  nemmeno se potremo.
   Allora  a  questo  punto mi viene da dire: ma se non  riusciamo  a
  pagare gli stipendi oltre giugno, se non abbiamo idea di come  fare
  oltre giugno, non sarebbe il caso di arrendervi?

                   (applausi del Movimento 5 Stelle)

   CAPPELLO.  Ma  se  non  riuscite a  programmare  a  lungo  termine
  qualcosa  che  a  questi lavoratori è dovuto,  perché  nessuno  sta
  facendo  una cortesi a chi deve avere. Qua si tratta di  somme  che
  vanno  pagate a persone che vanno pagate, perché ne hanno  diritto,
  perché  hanno  un contratto, ma  se non riuscite a programmare  per
  più di un mese, come riusciremo noi a completare la legislatura  se
  non  da  emergenza  in emergenza? Ma questo non è  precarizzare  il
  diritto  dei  lavoratori a tempo indeterminato  e  farli  diventare
  precari? Non è promettergli la carota e poi dirgli va beh
   Poi vediamo, non è una mancanza di programmazione, se noi dobbiamo
  attingere  dai  fondi  del bilancio che sono striminziti,  che  non
  esistono,  facciamo una manovra da 136 milioni di euro  e  dovranno
  anche ringraziare il Governo e dovranno ringraziare Crocetta,  qual
  è l'orizzonte di questo Governo? Dove vuole arrivare?
   Poi  abbiamo il metodo dell'ipocrisia che è quello, e mi  dispiace
  che  non  sia in Aula, dell'onorevole Cracolici, sui Pip,  ma   voi
  pensate  che il Movimento 5 Stelle, che è per il reddito minimo  di
  cittadinanza,   è  contro  gli  ultimi  qualunque   sia   la   loro
  denominazione? E' discutibile una cosa del genere? Una cosa però  è
  certa:  noi non  saremo mai a fianco di chi già ha e vuole qualcosa
  che non gli spetta perché vuol dire toglierla a chi non c'è l'ha  e
  questo  è  un  problema  di  giustizia sociale  e   su  questo  non
  consentiamo  a  nessuno  né  di farsi  campagna  elettorale  né  di
  accusarci di ipocrisia.
   Colgo  l'occasione per ringraziare l'onorevole Lupo che non  è  in
  Aula,  l'onorevole  Panarello che non è in Aula,  e  il  Presidente
  Crocetta che ci ha accusati di voto di scambio per il fondo per  il
  microcredito  alle  imprese che stiamo  finanziando  con  i  nostri
  soldi, quelli della restituzione, che non sono a fondo perduto come
  gli  80 euro che voi della maggioranza a Roma state regalando a chi
  ha  già  perché chi vi accederà, al nostro fondo, dovrà  pagare  un
  tasso di interesse e non un voto.
   Infinem  vorrei  concludere  con un appello  a  tutti  i  colleghi
  parlamentari:  finiamola con il trasformare  questo  Parlamento  in
  tanti  micro  consigli  comunali, che  nessuno  vada  a  tirare  la
  giacchetta   all'Assessore  o  al  Governo  per  avere   questo   o
  quell'altro  finanziamento.  Questo  è  un  Parlamento   regionale.
  Grazie.

                   (applausi del Movimento 5 Stelle)

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappello e grazie anche all'onorevole
  Ciancio  che  ha  rinunciato all'intervento. Così come  concordato,
  dichiaro  chiusa  la discussione generale e pongo in  votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Domani si riprenderà la discussione sull'articolato sul disegno di
  legge  n.  724/A, con l'auspicio che il dibattito  di  questa  sera
  abbastanza sereno, che fa seguito a un dibattito altrettanto sereno
  che  c'è  stato  in  Conferenza dei capigruppo,  ci  possa  portare
  agevolmente all'approvazione della manovra. Certamente,  la  novità
  che  è uscita dalla Conferenza dei capigruppo, ma anche dal dibatto
  in  Aula,  è quella in ordine alla soppressione dei 100 milioni  di
  euro  che  deriverebbero dal mutuo. Quindi, bisognerebbe capire  se
  questi  100  milioni che servivano a dare copertura  a  determinate
  spese  sono  coperti con altrettante entrate oppure sono  soppresse
  completamente le spese.
   Questo  per la chiarezza del dibattito sugli emendamenti  e  sugli
  articoli che ci sarà domani in Aula
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  mercoledì  14
  maggio 2014, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II -  Discussione del disegno di legge:

         - Variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
             2014 e alla legge  Disposizioni programmatiche e correttive per
             l'anno 2014. Legge di stabilità regionale.' Disposizioni varie.
             (n. 724/A) (Seguito)

               Relatore di maggioranza: on. Di Giacinto

               Relatore di minoranza: on. Vinciullo

   III - Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE
   IV - Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            3)  -  Procedure per il rilascio delle certificazioni di
               abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
               singole porzioni di costruzioni.  (nn. 653-469/A)  (Seguito)

               Relatore: on. Fazio

            4)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            5)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            6)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            7)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            8)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            9)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            10)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            11)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 21.22

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
            Rubrica «Istruzione e formazione professionale»

   ZAFARANA  - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI  -
  FOTI  - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TANCREDI  -
  TRIZZINO - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
  l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:

   l'Ufficio Scolastico Provinciale di Messina (Ufficio XIV -  Ambito
  Territoriale)   ha  recentemente  pubblicato  il  prospetto   delle
  disponibilità dei posti di sostegno per la provincia di Messina per
  l'anno scolastico 2013/2014;

   da tale prospetto si evince che l'Ufficio Scolastico Regionale per
  la  Sicilia  ha  decurtato 279 posti di sostegno a  fronte  di  una
  richiesta  dell'Ufficio Scolastico Provinciale di  Messina  di  443
  cattedre, autorizzandone solo 164;

   tale  drastica  mancata assegnazione delle 279 cattedre  richieste
  risulta ad oggi ingiustificata;

   tale  riduzione avrà gravissime conseguenze sugli alunni  disabili
  del  messinese che non avranno garantita una efficiente ed efficace
  offerta formativa per l'anno scolastico 2013/2014;

   considerato che:

   nelle scuole di Messina e provincia gli alunni con disabilità sono
  2049  e  di  questi 1169 presentano una connotazione di gravità  ed
  hanno   diritto  al  numero  massimo  di  ore,  con   un   rapporto
  alunni/docenti di 1:1;

   i docenti di sostegno assegnati a Messina e provincia sono 1294 e,
  in  base  alle  norme vigenti, 1169 docenti di sostegno  dovrebbero
  essere utilizzati per gli alunni in condizioni di gravità;

   i  restanti  125  docenti andrebbero impiegati  per  garantire  il
  diritto  allo studio a 880 alunni con disabilità non gravi  con  un
  danno  che, permanendo la situazione, risulterebbe incontenibile  e
  che,  probabilmente, spingerebbe numerose famiglie ad adire le  vie
  legali per vedere ripristinate le ore decurtate;

   preso atto che:

   la   sezione  provinciale  di  Messina  del  Sindacato  SFIDA   ha
  immediatamente  denunciato la situazione  richiedendo  tra  l'altro
  l'intervento  del Prefetto di Messina presso le sedi  istituzionali
  competenti al fine di trovare soluzioni adeguate per consentire  un
  inizio  di  anno scolastico sereno ai ragazzi e alle loro  famiglie
  attraverso il reintegro immediato dei 279 posti soppressi;

   la stessa sezione del Sindacato SFIDA ha, altresì, denunciato come
  l'Ufficio  Scolastico Regionale per la Sicilia, abbia  agito  senza
  guardare, così come la normativa prevede, alle effettive esigenze e
  senza  entrare  nel  merito delle richieste pervenute  dall'Ufficio
  Scolastico Provinciale di Messina;

   nessun  intervento  a  favore  degli  alunni  con  disabilità  può
  considerarsi proficuo se manca la volontà di guardare alle esigenze
  e  alle  necessità del soggetto con disabilità e  non  a  parametri
  dettati dal contenimento della spesa pubblica;

   per conoscere:

   il  criterio utilizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale  per  la
  Sicilia   nella  ripartizione  dei  posti  tra  le  varie  province
  siciliane,  considerando che i 443 richiesti da  Messina  risultano
  indispensabili  per garantire il diritto allo studio  degli  alunni
  con disabilità;

   quali   iniziative  concrete  il  Governo  intenda  assumere   nei
  confronti dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia volto al
  ripristino immediato dei 279 posti di sostegno decurtati». (1701)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Perviene agli Uffici di diretta  collaborazione  di
  questo   Assessore  l'interrogazione  n.  01701  a  firma  dell'On.
  Zafarana  con  la  quale  si chiede allo scrivente  Assessorato  di
  conoscere  il criterio utilizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale
  per  la  Sicilia nella ripartizione dei posti tra le varie province
  siciliane,  considerando che i 443 richiesti da  Messina  risultano
  indispensabili  per garantire il diritto allo studio  degli  alunni
  con  disabilità;  quali  iniziative  concrete  il  Governo  intenda
  assumere  nei  confronti dell'Ufficio Scolastico regionale  per  la
  Sicilia  volto  al ripristino immediato dei 279 posti  di  sostegno
  decurtati.
   In  merito alla tematica de qua, non si può non evidenziare che la
  materia attiene alla competenza esclusiva dello Stato.
   Tuttavia,  questo Assessore si farà portavoce verso  i  competenti
  organi  del  Governo  centrale per rappresentare  la  necessità  di
  interventi risolutivi».

   L'Assessore

   N. Scilabra

                           Rubrica «Salute»

   FAZIO.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  salute,  premesso che con nota del 20 novembre 2013,  la  Direzione
  Sanitaria  dell'ASP  9  di Trapani comunicava  ai  direttori  degli
  istituti di pena di Trapani, Castelvetrano e Favignana la decisione
  di  sospendere, a far data dal 01/01/2014, qualsiasi erogazione  di
  medicinali e altro materiale sanitario, procedendo al contempo alla
  fatturazione per i costi sostenuti per i beni sanitari già forniti;

   rilevato  che  tra  quelli già forniti e tra  quelli  che  saranno
  fatturati  sono presenti anche i farmaci di fascia H (destinati  ai
  malati  con patologie quali HIV ed altre gravi patologie croniche),
  ovvero  quei  farmaci in uso solamente nelle strutture ospedaliere,
  che  non  possono essere venduti dalle farmacie né  prescritti  dai
  medici  di base, anche se alcuni di essi, indicati per le  malattie
  gravi,  possono essere dispensati dalle Asl anche per  i  cittadini
  non ricoverati in ospedale;

   considerato  che  analoga vicenda era già  stata  esaminata  dagli
  uffici  dell'ASP (anno 2006) e risolta con una serie di  note,  che
  ribadendo la distribuzione gratuita dei farmaci H, richiamavano  il
  D. Lgs. n. 230/99;

   considerato  che  all'art. 1 del citato D. Lgs n  230/99  'Diritto
  alla salute dei detenuti e degli internati' è sancito, al comma  1,
  che  'I  detenuti  e  gli  internati hanno  diritto,  al  pari  dei
  cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di
  prevenzione,   diagnosi,   cura  e  riabilitazione,   efficaci   ed
  appropriate,  sulla  base degli obiettivi generali  e  speciali  di
  salute   e   dei  livelli  essenziali  e  uniformi  di   assistenza
  individuati  nel  Piano  sanitario nazionale,  nei  piani  sanitari
  regionali  e  in  quelli locali' e al comma  2,  che  'Il  Servizio
  sanitario  nazionale assicura, in particolare, ai detenuti  e  agli
  internati: a) livelli di prestazioni analoghi a quelli garantiti ai
  cittadini liberi'; al comma 4 del medesimo articolo è previsto che:
  'I  detenuti  e gli internati conservano l'iscrizione  al  Servizio
  sanitario nazionale per tutte le forme di assistenza, ivi  compresa
  quella  medico-generica';  al  comma  6,  che  'I  detenuti  e  gli
  internati sono esclusi dal sistema di compartecipazione alla  spesa
  delle   prestazioni   sanitarie  erogate  dal  Servizio   sanitario
  nazionale';

   visto   che  tali  fattispecie  dettagliatamente  normate  trovano
  riscontro  operativo  nell'allegato 3 alla  circolare  n  1157/2005
  dell'Assessorato della Salute della Regione siciliana, nella  quale
  è   stabilito,  tra  l'altro,  l'esenzione  dai  ticket  sia  sulle
  prestazioni sanitarie che sui farmaci nei confronti di detenuti  ed
  internati;

   visto   che  tali  principi,  riconducibili  anche  a   più   alti
  inderogabili  diritti  della persona umana  tutelati  dalla  nostra
  Carta Costituzionale quanto dalla Dichiarazione Internazionale  dei
  Diritti  dell'Uomo,  se  non  osservati,  esporrebbero  la  Regione
  Sicilia   al   richiamo   di  superiori  organismi   nazionali   ed
  internazionali  (giova ricordare che la Corte europea  dei  diritti
  dell'uomo  ha  già  condannato l'Italia  per  le  condizioni  delle
  carceri  ritenute  inumane,  e sono in  corso  altre  procedure  di
  accertamento  da  parte  della UE per le condizioni  delle  carceri
  italiane);

   per  sapere  se non ritengano opportuno intervenire con  una  nota
  chiarificatrice   ed   una  circolare  da  parte   dell'Assessorato
  regionale  alla salute che ripristinino in favore della popolazione
  carceraria   residente   nelle  Case  circondariali   di   Trapani,
  Castelvetrano  e Favignana, l'insopprimibile diritto, autonomamente
  sospeso   dall'ASP   di  Trapani,  alle  cure   ed   alle   terapie
  farmacologiche  in totale esenzione per tutti i  tipi  di  farmaci,
  compresi quelli della tabella H». (1677)

         (L'interrogante chiede  risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -   «In   riscontro  all'interrogazione   parlamentare
  specificata in oggetto si rappresenta che, come comunicato al  Capo
  Dipartimento  del  farmaco dell'ASP di Trapani,  la  fornitura  dei
  farmaci   H  ai  detenuti  della  Casa  circondariale  di  Trapani,
  Castelvetrano  e  Favignana  non  è  stata  sospesa,  ma  è   stato
  intrapreso un percorso, condiviso con lo scrivente Assessorato, per
  la fatturazione dei medicinali al Ministero di Grazie e Giustizia».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino