Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo di
posticipare la Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari e
non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà alle ore 18.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.09, è ripresa alle ore 18.28)
RAGUSA, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Arancio, D'Agostino,
Cancelleri, Grasso, Siragusa e Tancredi hanno chiesto congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Istruzione e la Formazione
professionale
N. 1701 - Notizie in merito alla decurtazione dei posti di
sostegno per l'anno scolastico 2013/2014 operata dall'ufficio
scolastico regionale per la Sicilia nella provincia di Messina.
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 1677 - Chiarimenti sulla sospensione della fornitura di farmaci
'H' ai detenuti della Casa circondariale di Trapani, Castelvetrano
e Favignana (TP).
Firmatario: Fazio Girolamo
Avverto che le stesse saranno allegate al resoconto stenografico
dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1944 - Chiarimenti sulla circolare n. 6038 del 14 marzo 2014
dell'Assessorato regionale del turismo, dello sport e dello
spettacolo per il cofinanziamento delle manifestazioni turistiche.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1950 - Notizie circa lo smaltimento di rifiuti speciali presso
l'ospedale Ingrassia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatario: Greco Giovanni
N. 1951 - Notizie sul definanziamento del parcheggio di Augusta e
del tratto stradale fra via Agatocle e via Euripide a Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1955 - Chiarimenti sulla mancata liquidazione e pagamento di
alcuni patrocini onerosi per le manifestazioni svolte nel 2009.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1957 - Rimozione dell'attuale commissario straordinario del
libero consorzio di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Firmatario: Cirone Maria in Di Marco.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 1946 - Chiarimenti urgenti in merito alle linee guida per la
realizzazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale
della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: Gianni Giuseppe
N. 1958 - Iniziative per la modifica del piano di gestione locale
del compartimento marittimo di Mazara del Vallo (TP) per la
risoluzione delle problematiche connesse all'esercizio
dell'attività di pesca della marineria di Sciacca (AG).
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Firetto Calogero; La Rocca Ruvolo Margherita
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1941 - Provvedimenti urgenti per la verifica dei casi di
tubercolosi sospetta nel territorio siracusano.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina
N. 1942 - Notizie in merito alla gestione dei finanziamenti dei
poli culturali d'eccellenza siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatario: Bandiera Edgardo
N. 1943 - Chiarimenti sulla mancata formulazione delle graduatorie
definitive dei lavoratori forestali della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 1945 - Notizie sul Consorzio per le autostrade siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 1947 - Iniziative per l'esercizio dell'azione di responsabilità
nei confronti di sindaci e amministratori in carica sino al 2009
presso l'Azienda Terme di Acireale S.p.A. in liquidazione con socio
unico.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La
Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1948 - Chiarimenti in merito al mancato pagamento dei compensi
dei rilevatori INEA malgrado l'avvenuto accredito delle relative
somme in capo all'Assessorato regionale dell'agricoltura, dello
sviluppo rurale e della pesca mediterranea.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1949 - Chiarimenti in merito all'organizzazione delle Unità
Operative per l'educazione e la promozione della salute.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina;
Zito Stefano
N. 1952 - Chiarimenti in merito al corretto ed efficiente utilizzo
delle risorse comunitarie previste per la linea 3.2.2.4 denominata
'Azioni congiunte di tutela, sviluppo sostenibile e promozione
imprenditoriale del sistema della Rete Ecologica siciliana'.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 1953 - Notizie circa i dati relativi alle comunicazioni sui
rifiuti urbani e assimilati ai sensi della normativa vigente in
tema di catasto dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Zito Stefano;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina
N. 1954 - Notizie sulla qualità delle acque superficiali destinate
alla produzione di acqua potabile.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Ciaccio Giorgio; La Rocca Claudia; Zito Stefano;
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;
Zafarana Valentina
N. 1956 - Chiarimenti in ordine al registro delle presenze della
Quinta Commissione consiliare permanente della Provincia
regionale di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Zafarana
Valentina; Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Tancredi Sergio;
Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 178 - Chiarimenti sui beneficiari delle misure contenute nella
l.r. n. 2 del 2014 e revoca dei decreti dirigenziali nn. 86, 87,
88 e 89 del 2014 emessi dall'Assessorato Economia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
Avverte che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 301 "Interventi in merito alla situazione di grave crisi
economica e finanziaria del settore del trasporto pubblico locale a
causa dell'inadeguatezza dei corrispettivi contrattuali e dei
ritardi nel trasferimento alle società di trasporto", degli
onorevoli Fontana Vincenzo; D'Asero Antonino; Alongi Pietro; Cascio
Francesco; Germanà Antonino Salvatore; Vinciullo Vincenzo,
presentata l'8 maggio 2014;
numero 303 "Riorganizzazione dell'Ispettorato del lavoro", degli
onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina, presentata il 9 maggio 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazioni delle decisioni della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, informo che la Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari, testé riunitasi, ha stabilito
di chiudere la discussione generale sul disegno di legge n. 724/A
entro stasera, possibilmente intorno alle ore 20.00, e che allo
stesso momento si chiuderà pure il termine per la presentazione
degli emendamenti.
Domani, si terrà seduta alle ore 12.00, in considerazione di
impegni politici che avranno luogo nella stessa giornata.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni al
bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (724)
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, al secondo punto dell'ordine del
giorno: Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni
al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (n. 724/A).
Invito i componenti la Commissione a prendere posto nell'apposito
banco.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro.
Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, prima
di intervenire sulla discussione generale, vorrei sapere qual è il
tempo a mia disposizione, se sono i consueti cinque minuti, ovvero
posso anche prolungare per qualche minuto il mio intervento. Vorrei
saperlo prima di iniziare a parlare, visto che per il mio Gruppo
parlerò soltanto io.
PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, siccome c'è stato un atteggiamento
di buon senso in Conferenza dei capigruppo e ci siamo dati il
termine comunque di chiudere entro le ore 20.00, penso che ci sia
la possibilità per tutti di intervenire, se c'è questa intesa di
massima, lei inizi il suo intervento, se nel corso della seduta ci
dovesse essere un intendimento diverso, ci determineremmo di
conseguenza.
CORDARO. Onorevoli colleghi, intervengo in discussione generale
per rappresentare quella che è la posizione attuale del Gruppo
parlamentare che ho l'onore di rappresentare.
In questi mesi, abbiamo dimostrato, non con le parole, ma con gli
intendimenti e soprattutto con le azioni concrete in Aula, di dover
rappresentare quella parte di parlamento che senza negozio ha
deciso di siglare un accordo tacito ma concreto soltanto con i
siciliani, nessun inciucio, nessun sotterfugio, abbiamo detto
chiaramente che offrivamo al Governo regionale e al Presidente
Crocetta una tregua istituzionale su due provvedimenti. Il primo,
il disegno di legge salva imprese' e la finanziaria bis.
Il disegno di legge salva imprese', come tutti sappiamo - e per
fortuna io dico è andato a buon fine - ha la speranza che venga ben
utilizzato dal Governo regionale, che quelle norme di spesa diano
ristoro. Questo certamente era il nostro intendimento alle tante
categorie di soggetti che erano in attesa di soldi da mesi, se non
da anni, da parte della Regione.
Sulla finanziaria bis il percorso è stato, a mio parere, sinora,
assolutamente più tortuoso; e lo è stato, devo dire senza
infingimenti, per esclusiva responsabilità del Governo.
Io mi rendo ben conto che da parte di Roma arrivano
quotidianamente picche, regali che determinano problemi su problemi
però, caro assessore per l'economia, vorrei che quanto dico venisse
riferito al Presidente della Regione: e cioè che è arrivato il
momento in sede politica, sui tavoli romani, di dimostrare che
abbiamo uomini adatti alle esigenze e alle emergenze oppure no
Bisogna dimostrare ai tanti soloni che dal Governo nazionale
vengono a spiegare a questo Parlamento come bisogna far funzionare
le cose abbiano la volontà, a partire dal partito di maggioranza
relativa e cioè del PD, di dire a Roma di aiutarci a non affondare
Oppure il disegno è ben diverso, perché altrimenti il nostro
atteggiamento di responsabilità non soltanto sarebbe vano, ma
rischierebbe di essere stucchevole, perché se voi ve la cantate e
voi ve la suonate', alla fine, chi ci va di mezzo sono soltanto i
siciliani E noi questo non possiamo accettarlo
Abbiamo letto nelle ultime ore di un decalogo' appassionante e
appassionato, epperò, noi più che il decalogo vorremmo che il
Presidente del Consiglio Renzi trovasse nel Governo regionale un
interlocutore credibile, prestigioso, convinto di sostenere buone
cause, perché la nostra compartecipazione - per dirne una - per
tutti nella spesa sanitaria è unica in Italia e il ritorno ad oggi
non è stato quello atteso
Pertanto, il mio invito è rivolto al Presidente della Regione e al
Governo e in questo caso all'Assessore per l'economia, a far valere
le ragioni giuste della Sicilia nella sede nazionale e presso il
Governo nazionale.
Il percorso è stato tortuoso, dicevo, siamo partiti dalla
finanziaria bis di Bianchi, siamo arrivati alla manovrina, siamo
pervenuti ad una mini manovra per arrivare, dicevo è diventato
ormai gergo parlamentare, ad una manovra a tempo determinato' Non
era mai successo
Mi rendo conto che siamo in tempi precari, epperò, questa è una
emergenza nuova che ci lascia perplessi e che ci lascia però fermi
ai fatti. E i fatti quali sono per non abusare troppo della
pazienza del Presidente dell'Assemblea Regionale? I fatti sono che
noi l'abbiamo detto con chiarezza e lo abbiamo confermato in
Conferenza dei capigruppo che siamo disponibili a confrontarci su
una finanziaria bis, se pur legata ad un percorso della Regione per
i prossimi due mesi, ma che faccia riferimento esclusivamente agli
stipendi, perché non accetteremo prebende per chicchessia. Non
accetteremo le pressioni della maggioranza perché sotto banco si
accontenti qualche parte di questa Assemblea che ricatta
politicamente il Presidente della Regione o il Governo per
garantire la maggioranza in quest'Aula
Abbiamo preso atto che ci sono gli stipendi per i Consorzi di
bonifica, più i fondi per gli stagionali; abbiamo preso atto che,
per i prossimi due mesi, avete individuato delle somme per i
Consorzi di ricerca in agricoltura - e su questo saremo
assolutamente d'accordo -, così come saremo d'accordo per quanto
riguarda ovviamente i forestali. Il Presidente della Regione, però,
aveva preso ben altri impegni. E quindi noi glieli ricorderemo nel
momento del confronto politico, perché appena qualche settimana
addietro, rispetto ai Consorzi Universitari ed al pregresso delle
borse di studio universitarie, il Presidente della Regione invitò
il sottoscritto a ritirare un emendamento che avrebbe potuto
inficiare il percorso del disegno di legge salva imprese',
impegnandosi solennemente ad inserirlo in questa manovra
finanziaria. Non c'è un soldo, ne prendiamo atto, abbiamo
ripresentato gli emendamenti all'uopo. E' evidente che noi non
possiamo accettare un percorso schizofrenico che si muove in questi
termini.
Siamo, ad esempio, dell'idea che all'INDA vadano riconosciuti i
fondi. Ci chiediamo perché non vengono riconosciuti al Brass Group;
ci chiediamo perché debba essere tutelato un tipo di indicazione
rispetto ad un altro tipo, posto che il Brass Group ha una storia
sotto il profilo temporale e di prestigio quanto meno identico
all'INDA. Non riteniamo, ad esempio, che la vertenza legata
all'ARAS, che è stata riconosciuta positivamente all'interno del
percorso in Commissione Bilancio, abbia più dignità delle esigenze
delle Associazioni dei ciechi. E' giusto riconoscere i fondi
all'ARAS e non riconoscere i fondi ai ciechi? Qual è il discrimine?
Il Governo ce lo deve spiegare.
Concludo, signor Presidente, con un tema assai delicato, perché la
vicenda degli ex Pip, dei quali io non mi sono mai occupato e che
in questa Assemblea hanno tantissimi paladini e mentori, però,
oggi, mi sono posto un problema e chiedo che mi si conceda un altro
minuto perché la vicenda è molto delicata.
Vorrei ricordare a tutti i colleghi che Emergenza Palermo', che
sono gli ex Pip, nasce come progetto di recupero sociale per ex
detenuti.
Sento dire che il Presidente Crocetta li vuole licenziare perché
sono stati detenuti. Scusate, ma di che cosa stiamo parlando? Non
vorrei che avessimo perso, veramente, il senso comune, il buon
senso minimo E' evidente che se ci sono soggetti che in questa
categoria, dopo aver iniziato il lavoro e quindi il percorso di
recupero, sono tornati a delinquere, sia giusto che vengano
licenziati; se cioè alcuni di loro hanno commesso vieppiù reati
gravi, vivaddio, devono essere perseguiti. Ma che oggi si vada a
perseguire l'ex Pip che era entrato in virtù dell'appartenenza a
quella speciale categoria per un percorso sociale, perché
trent'anni fa aveva riportato una condanna ed era stato
detenuto...Signori miei, credo che, alla fine, in mezzo a tutti
questi numeri dobbiamo far prevalere il buon senso.
Il Gruppo parlamentare al quale appartengo, e chi parla fino ad
oggi lo ha dimostrato, non è disposto a parlare nel deserto. Vox
clamans in deserto in quest'Aula non ce ne saranno più Date una
dimostrazione concreta, siamo in piena campagna elettorale non
permetteremo voto di scambio. Questo deve essere chiaro a tutti.
Fra dodici giorni si vota, vogliamo salvare le categorie in
difficoltà? Siamo pronti, altro non permetteremo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
perfettamente quello che ha detto l'onorevole Cordaro,
specificamente sugli ex Pip.
Se consideriamo che ci sono degli ex Pip che hanno commesso reati
mentre erano al lavoro, sono d'accordo che vadano via, se invece
fanno riferimento a tutti gli ex Pip, credo ci sia un errore che
deve essere chiarito perché quella operazione fu fatta per
consentire il reinserimento sociale.
Noi ci troviamo in difficoltà, signor Presidente. Prima i colleghi
mi chiamavamo onorevole amianto , spero che da qui in poi mi
chiameranno onorevole articolo 36, 37 e 38 .
Visto che domani il Presidente Renzi sarà in Sicilia, gli abbiamo
mandato una lettera nella quale gli chiediamo di verificare la
possibilità e l'opportunità non di darci o di restituirci quello
che abbiamo dato perché il Paese potesse andare avanti, ma di
prelevare anziché il 100 per cento, il 75 per cento dell'articolo
37, così da poter consentire alla Regione di evitare ulteriori
richieste di finanziamenti, come abbiamo fatto in questi giorni,
facendo richiesta di un mutuo per un miliardo di euro di
finanziamento per uscire dalla palude in cui ci troviamo.
L'ho già detto anche all'Assessore Agnello che sarebbe opportuno
aprire un contenzioso forte o quanto meno un confronto forte con il
Governo nazionale perché anziché darci il 100 per cento
dell'applicazione dello Statuto dal 1 gennaio 2016, ci dia da oggi
il 25 per cento anche per i prossimi cinque anni. Cosicché si possa
evitare di continuare a sperare ogni giorno in qualcosa di nuovo e
diverso per pagare gli stipendi o altro.
E certamente non è che riusciremmo a pagare tutti gli stipendi se
tagliamo lo stipendio a qualche impiegato dell'Assemblea, visto che
ogni due o tre giorni ricorre il problema se dobbiamo togliere
qualche soldo a qualche impiegato di questo Parlamento
Credo sia importante che questo Governo possa aprire un
contenzioso autorevole assessore Agnello. E' stato istituito il
Comitato Stato-Regioni: è arrivato il momento di sederci e di non
abbandonare la sedia - non all'Assessorato dell'economia - ma al
Governo nazionale, fino a quando non avremo concluso l'operazione
che è il rispetto dello Statuto della Regione siciliana. Statuto
che lei ricorderà, è il Regio Decreto del 1946, il n. 455,
convertito poi in legge costituzionale n. 2 del 1948.
Signor Presidente, in conclusione, intervengo per l'ennesima volta
su un tema che ormai sta diventando molto pericoloso.
Noi abbiamo perso un bel po' di risorse economiche della Comunità
europea e, a tutt'oggi, non sappiamo le risorse che ci sono state
assegnate che fine faranno. Nel frattempo, la Protezione civile
continua a non sapere cosa deve fare o, quanto meno, non ha le
risorse per farle.
Proprio l'altro ieri, un mio paziente, colto da infarto, è
arrivato all'imbocco di Siracusa dove c'è il ponte che è chiuso a
metà ed è morto lì perché a causa di un ingorgo. Ora, io penso che
la Protezione civile debba agire rapidamente e velocemente, che le
risorse debbano essere date e gli appalti debbano essere fatti
subito. Se non ci sono queste cose, signor Presidente, il Governo
non ha motivo di esistere, questa Assemblea regionale non ha motivo
di continuare a stare qui a scaldare i banchi
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, intervengo per
questo confronto sulla manovra finanziaria. Ovviamente, la nostra è
una posizione forte e vicino al Presidente Crocetta ed al Governo
regionale e ringraziamo anche lei, signor Presidente, per avere
seguito velocemente, insieme al Presidente della Commissione
Bilancio l'intero iter del provvedimento che oggi giunge in Aula.
Nonostante che il periodo sia un periodo elettorale, siamo qui a
lavorare e a lavorare per la Sicilia. E mi sembra che anche
l'atteggiamento dei colleghi della minoranza, sia un atteggiamento
responsabile. Io ho apprezzato l'intervento dell'onorevole Cordaro.
Condivido non solo la forma, ma anche la sostanza. Pensiamo a
lavorare e a garantire almeno gli stipendi per ritornare, poi, a
quella che dovrà essere una manovra più complessiva.
Mi permetto di ricordare, signor Assessore, che c'è un problema,
però. E' stato esitato dalla Commissione bilancio un testo in cui
ci si è dimenticati dei dipendenti del Corfilac. Il Corfilac è il
centro di ricerca della Regione siciliana. Io prego anche
l'Assessore per le risorse agricole ed alimentari in quanto esso è
figlio proprio di questo Assessorato. Sono gli unici dipendenti che
sono rimasti senza copertura finanziaria. Vi prego, dunque, di
trovare una soluzione anche per loro e troviamo tutti insieme la
soluzione, perché altrimenti rischiamo di approvare una manovra
che prevede il pagamento di tutti gli stipendi tranne che per i
dipendenti del Corfilac.
Assessore per e risorse agricole ed alimentari, assessore per
l'economia, ci sono degli emendamenti che prevedono il pagamento
dei loro stipendi. Stiamo attenti a non creare questo disastro.
Dopodiché condivido quello che ha detto l'onorevole Cordaro: non
può esserci spazio per altro. A meno che non ci siano interventi
che ci possano mettere nella condizione di avere forme di
risparmio. Se ce ne dovessero essere - noi qualcuno lo abbiamo
presentato e poi ci entreremo nel merito, che non solo non
prevedono nuove spese, ma che prevedono una riduzione di spesa e
quindi maggiori entrate e, quindi, risparmi su alcuni temi che sono
stati oggetto negli ultimi tempi del dibattito politico nella
nostra Isola - e su questo penso che si possa discutere, sul resto
discuteremo più avanti. L'impostazione mi sembra davvero seria, mi
sembra davvero corretta. Mi permetto di ringraziare l'onorevole
Cordaro che ha aperto gli interventi in Aula con questa
impostazione.
Domani, signor Presidente, noi avremo un momento importante: viene
Renzi, il Presidente del Consiglio. Io non so se ci saranno i
termini e se saremo nella condizione di votare un ordine del giorno
come Parlamento siciliano da consegnare al Presidente del Consiglio
per dirgli che non possiamo rimanere soli davanti a quello che sta
succedendo in provincia di Ragusa, in provincia di Agrigento e in
provincia di Siracusa. Sta avvenendo un macello C'è l'inferno E
le cose andranno a peggiorare. E in questo inferno, siamo rimasti
soli. Sono rimasti soli gli enti locali, è rimasta da sola la
protezione civile; soli i territori nel cercare di dare risposte a
quello che è un problema immenso. Ed allora, la supplico, la prego:
se esiste una forma per poter dire che abbiamo fatto tutto quello
che potevamo fare, se esiste una forma per votare stasera un ordine
del giorno da consegnare domani al Presidente del Consiglio, per
dirgli Non ci lasciate soli .
Il problema che stiamo vivendo nella Sicilia orientale di questa
grande affluenza, non di extra comunitari, ma di uomini, donne e
bambini, non può rimanere a carico soltanto nostro, perchè
rischiamo davvero di far saltare proprio i territori, e quindi io
mi rimetto a lei, signor Presidente se ha la possibilità di
mettere in condizioni questo illustre Parlamento, questo importante
Parlamento affinché possa esprimere questo grido di dolore da parte
di territori che hanno, da una parte, difficoltà a dare questo
tipo di risposte, dall'altra, si trovano ad affrontare la stagione
estiva, e quindi anche la necessità di dare una boccata di ossigeno
e risposta all'economia di questi territori, che si trovano davanti
a questo immenso dramma.
Io la prego di fare una riflessione su questo, e di procedere
verso questa direzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, credo
che questa prefazione che io sto per fare, sia stata bene già
anticipata da alcuni autorevoli interventi fatti da colleghi prima,
e hanno avuto senz'altro il buon gusto di volersi mantenere sul
livello di generalità, non hanno voluto colpire il Governo negli
aspetti più di dettaglio, non hanno voluto giustamente per buon
gusto, e per atto di eleganza così come li contraddistingue, non
hanno voluto mettere a nudo questo Governo, forse come meriterebbe.
E devo dire che siccome siamo ancora in fase di discussione
generale, signor Presidente e Assessori, in questa fase non lo farò
neanche io, però certo dichiarare che noi siamo disposti a votare
questa manovra, ma rimanendo collegati alla questione degli
stipendi, è una cosa che assolutamente faremo, però questo stride
con alcuni aspetti di questa finanziaria.
E vado subito nel merito, ma prometto che non continuerò, perché
questa discussione la rinvieremo a domani, a quando ci siamo
aggiornati, per mezzogiorno: ma quando si fa riferimento a
qualcosa come 1 milione 663 mila euro per gli Uffici di gabinetto,
ritengo che questo non sia l'approccio migliore che questo Governo
doveva avere per andare incontro a questa mano tesa da parte
dell'opposizione che dichiarava di volere avere un atteggiamento
responsabile, di voler dire che sì senz'altro sugli stipendi ci
saremmo stati, sì senz'altro su una manovra asciutta ci saremmo
stati, ma non saremmo stati disposti ad andare incontro a prebende
o, diciamocelo chiaramente a strumenti che in questo momento, a
dieci giorni dalla chiusura della campagna elettorale, possono
finire con l'agevolare alcune forze politiche che possono
beneficiare di questo strumento, e che proprio ora, a dieci giorni
dalla chiusura della campagna elettorale si decide di sbloccare
questa operazione.
Ma ancora senza entrare nel merito, qualcosa sui fondi PAC, mi
sembra che in questa finanziaria, seppur superficialmente, c'è da
dirsi ad oggi, viene presa in considerazione.
Così vede Presidente come anzi non vengono prese in
considerazione tutta una serie di altri interventi che
riguarderebbero ad esempio il sistema di riforma idrico, quindi
società come l'APS, che riguarderebbero il sistema della formazione
professionale, come ad esempio gli sportellisti, che ad un tratto
si trovano costretti a passare da un tempo indeterminato, a
contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
Quindi questa è una manovra, di questo Governo, che toglie ai
poveri per dare ai ricchi, che ha un atteggiamento assolutamente
strumentale verso chi, in questo momento, non ha alcun sistema di
garanzia, fino ad arrivare, ad esempio, ai Piani di inserimento
professionale; perché c'era stato l'accordo in quella seduta di
Commissione Bilancio' che si fondava sulla considerazione che non
potevamo lasciare disoccupati quegli operatori appartenenti al
bacino. Si era creato un accordo che quel reddito dei ventimila
euro non potesse essere un tetto da considerarsi, e invece il
Governo ritorna in questa manovra su quel testo e in più apprendo
da alcuni notiziari, da tutte le testate giornalistiche che il
Presidente Crocetta sarebbe per tenere dentro quelli che sono
single, che sono figli, e non dare spazio invece a quelli che sono
padri o madri. Ma che Governo è questo che vuole dare la
possibilità a chi è single e non a chi ha una famiglia? Ma quale è
la visione che questo Governo ha della società siciliana? Ce lo
venga a spiegare perché ad oggi non abbiamo compreso.
Così come non comprendiamo quell'articolo che fa riferimento alla
riorganizzazione delle risorse umane del settore forestale e che
prevede diciotto milioni di euro che sono ben lontani dalle risorse
finanziarie che servirebbero per andare incontro alla questione dei
forestali.
Così come quell'articolo, parlando di riorganizzazione del
sistema, non dovrebbe fare riferimento solo alle risorse umane,
perché se questo Governo non capisce che quest'anno ci sono dieci
milioni di euro in meno, l'anno prossimo ce ne saranno ancora di
meno, fino a vedersi assottigliare ed eliminare queste risorse,
questo è un Governo che non ha capito nulla, questo è un Governo
che deve comprendere che parlando di riorganizzazione si deve
guardare al bosco produttivo, agli itinerari turistici per quel
bosco produttivo, si deve guardare ad una riorganizzazione del
comparto forestale, cosa che avremmo potuto fare utilizzando i
fondi PAC, cosa che avremmo potuto fare. So che c'era un impegno
da parte del precedente assessore di intervenire dando una sferzata
a favore di quel bacino, cosa che invece questo Governo si ostina a
non volere fare.
Apprendo, dalle dichiarazioni di qualche collega, che domani è una
giornata importante, e lo sarebbe perché viene Renzi a Palermo. Ma
cosa c'entra la presenza di Renzi a Palermo con l'attività
dell'Aula? Forse c'entra, e sapete dove? Nel fatto che con quel
decreto legge scritto proprio da Renzi che fa il paio e va a
braccetto con questo Governo che non produce risultati, proprio
quel decreto legge Renzi pone nuove condizioni di assoluta
difficoltà nell'attività non solo di quest'Aula, ma anche della
Commissione Bilancio'. E i risultati sono questi. Solo che noi a
quelle emergenze non diamo risposta, stiamo distribuendo prebende,
noi su questo, il mio Gruppo parlamentare di Forza Italia, non
sarà disposto a votare in questi termini questa manovra.
Vedremo quali saranno gli emendamenti presentati dai Gruppi
parlamentari, so che ci saranno degli emendamenti anche da parte
del Governo, so che in qualche modo ci si è resi conto di una serie
di errori che sono stati fatti a proposito del mutuo, ma questa è
responsabilità del Governo che ci racconterà quale visione ha, da
qui a domani, su questa manovra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sarò il solito
bastian contrario' ma non mi associo a questo clima di volemose
bene tutti', anche perché rischiamo di effettuare l'ennesima presa
in giro dei siciliani.
Noi con questa manovra bis,' manovra correttiva, dovevamo
rimediare un po' ai guasti della finanziaria, ampiamente
preventivati dall'opposizione all'epoca, compreso il sottoscritto
che in una miriade di interventi cercava di evidenziare le
incongruenze di quella finanziaria, che poi hanno avuto,
puntualmente, riscontro nella impugnativa del Commissario dello
Stato.
Allora, noi adesso stiamo riproponendo una misura ridotta che però
riassume in se le ennesime manchevolezze della precedente.
Noi stiamo rischiando di tessere una coperta assolutamente corta
che tiene fuori tutta una serie di settori interessanti e
importantissimi per la Sicilia.
Ha voglia qualche Solone' esterno di intervenire a più riprese,
come se avessimo di fronte un novello Mosè, una volta io pensavo e
ritenevo che le Tavole della Bibbia, i Comandamenti, fossero quelli
che ci ha lasciato, appunto, il buon Mosè.
Oggi abbiamo un novello profeta, tale Faraone, cotanto nome per un
personaggio che, sicuramente, non merita questo appellativo, ma il
cognome non gli si può togliere, che si permette di intervenire e
di giudicare dall'esterno le vicende siciliane, dettando agli altri
un decalogo che però non provvede ad applicare a se stesso e
soprattutto al suo Partito, perché a me hanno insegnato che chi si
occupa di politica, e lo fa in maniera attiva e concreta, dovrebbe
operare attraverso gli atti legislativi, disegni di legge e non le
interviste sui giornali o gli input buttati a cascata come se nulla
fosse. Salvo poi sedersi a tavola con gli altri per spartire le
prebende, per spartire i posti di potere, per creare a tavolino
maggioranze nuove che nulla hanno a che vedere con le maggioranze
uscite dalla volontà elettorale e occupare gli assessorati con
personaggi a loro vicini, però oggi la Sicilia è ridotta a
questo.
Torniamo a questa finanziaria, signor Presidente.
Meno male che l'onorevole Di Pasquale si è accorto che mancavano
completamente i fondi per il Corfilac, magari se ne fosse accorto
prima in Commissione Bilancio' poteva contribuire a firmare gli
emendamenti che ha firmato il sottoscritto con altri amici; forse
qualcosa in più saremmo riusciti magari a tirarlo fuori, ma
fortunatamente questi emendamenti sono stati presentati anche in
Aula e, quindi, se c'è la volontà di salvare questo istituto
prestigioso, uno dei pochi esistenti in Sicilia che fa
effettivamente ricerca apprezzato a livello internazionale, siamo
ancora in tempo.
Ma che questo Governo abbia la volontà di salvare le cose che
funzionano in Sicilia, lasciatemi dubitare fortemente.
Poi ci sono dei settori, tipo questo della ricerca e quello della
zootecnia, in genere, che pare che siano proprio l'obiettivo da
colpire, ad ogni costo.
Altro ente importantissimo, l'associazione allevatori siciliani,
l'Aras, che è un altro ente meritorio dove operano veterinari di
primissimo ordine che con il loro diuturno sacrificio, con la loro
passione riescono a dare un'opera assolutamente encomiabile a
favore degli allevatori siciliani, anche questi sono messi in
ginocchio, tanto è vero che sono stanziati solo 500 mila euro che
non bastano nemmeno a coprire un trimestre delle spese necessarie.
Non parliamo dei consorzi di bonifica, mi consenta signor
Presidente, a me dispiace che l'assessore per l'agricoltura non sia
presente in Aula, dove sta avvenendo un vero e proprio scandalo
perché un Governo che negli atti legislativi e nel provvedimento
normativo che stiamo discutendo non mette i soldi necessari, però
poi lo stesso Governo, in persona dell'assessore al ramo fa
campagna elettorale a Catania per annunciare che, comunque, i
contratti possono partire, i lavoratori possono essere avviati al
lavoro correlativamente, in concreto non mette i soldi perché ciò
avvenga, questo è assolutamente vergognoso.
E poi non si può attuare disparità di trattamento tra i lavoratori
di un consorzio e quello degli altri consorzi.
Hanno fatto sulla carta la rivoluzione per cui avremmo due
consorzi, uno per la Sicilia orientale, uno per la Sicilia
occidentale, ognuno continua a camminare per sé, creando una
disparità enorme, figli e figliastri.
Non parliamo del settore dei forestali, dove veramente rischiamo
che la bomba ci esploda tra le mani e dove alla scarsezza dei fondi
stanziati, si aggiunge quella vergognosa unificazione dell'unica
classifica che stravolge la meritocrazia, che stravolge
l'anzianità, che stravolge la specialità dei lavoratori.
Ci sarebbe tanto da dire e interverremo caso per caso, articolo
per articolo e negli emendamenti per spiegare le ragioni della
nostra posizione.
A fronte di una situazione di questo tipo abbiamo il coraggio di
scegliere, di indirizzare dei fondi su enti vicini al Governo, di
prendere addirittura l'hanno già detto in tanti, ma è bene non
sottacerlo e ritornare ancora sul punto: 1.700.000 mila euro a
favore dei gabinetti dei vari assessorati.
La campagna elettorale si fa con i propri soldi, oggi non più con
i soldi dei propri partiti, ma non si fa certamente a spese dei
cittadini siciliani e dei contribuenti siciliani.
LA ROCCA Claudia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA Claudia. Signor Presidente, in realtà hanno già detto
tutto gli altri colleghi ma ribadisco.
E' chiaro che questa è una manovra del tutto emergenziale per
pagare appunto gli stipendi, però è anche vero che si è provato
anche qualcosa di non emergenziale. E riprendo il discorso del
capitolo per l'ufficio di gabinetto; siccome attualmente sono
stanziati 3.800.000 euro e non mi sembra un'emergenza stanziare
quest'altro milione e 600 mila euro.
Le riflessioni che vanno fatte su questa manovra, o anche
'finanziaria a rate', perché è così che si può definire sono anche
altre e soprattutto altre, ovvero il periodo in cui si sta
approvando questa manovra con notevole ritardo. Siamo in piena
campagna elettorale, lo so che è stato già detto ma è giusto
puntualizzare che in questo ci sono delle responsabilità perché
altrimenti sembra che la colpa non sia mai di nessuno. Vorrei
ricordare l'immobilismo del Governo e di conseguenza dell'Assemblea
per diverse settimane a causa del rimpasto.
Inoltre, l'altro fattore molto importante è che è chiaro che
questo Governo, anzi di questa Regione è che sta ancora piangendo i
peccati della politica passata.
E il caso emblematico è il caso dei Pip. Già l'onorevole Cordaro
ha ricordato che il bacino dei Pip era nato per gli ex detenuti.
Questo bacino di fatto negli anni si è ampliato ingiustificatamente
ed è stato usato e strumentalizzato dalla politica
MILAZZO Giuseppe. Non si è ampliato.
LA ROCCA Claudia. Non dobbiamo fare un dibattito a due, poi lei se
vuole interviene. Sta di fatto che noi non possiamo continuare ad
avallare questo sistema e non vogliamo, anche perché, vorrei
ricordare a me stessa e a quest'Aula che noi siamo qua, deputati
anche per rappresentare chi sta piangendo realmente i peccati della
politica. Sono tutti quei cittadini costretti ad andare fuori dalla
Sicilia.
Sono tutti quei cittadini che quando manifestano lo fanno in
maniera civile, senza rivoltare i cassonetti di Palermo e senza
imbrattare i muri di Palermo, e permettetemi di dirlo, chi piange
di più questi peccati è proprio la mia generazione.
Detto questo, parlando di soluzione ai problemi come ha già
ricordato l'onorevole Cimino durante l'Aula di venerdì, dove
purtroppo non c'era nessuno, sicuramente si devono utilizzare
meglio i Fondi europei, ma ci sono altre cose che si devono portare
avanti per uscire da questa situazione. Mi riferisco ai residui
attivi, a lavorare seriamente sui residui attivi, per evitare
ulteriore indebitamento, mi riferisco alle entrate tributarie e a
ciò che dobbiamo richiedere con forza a Roma, ma per chiedere ciò
che ci spetta a Roma, credo che la Regione siciliana debba essere
quanto meno credibile, questo Governo deve essere credibile, e
quindi, dovrebbe portare avanti tutte quelle riforme strutturali
che noi chiediamo da tempo.
Mi riferisco, in particolare, ai settori come la sanità, alle
partecipate, al settore delle riscossioni e alle entrate
tributarie, in genere.
Invito, pertanto, questo Governo, ad avere queste priorità,
perché mettere pezze non è più sufficiente - rivolgo lo stesso
appello al Parlamento - di guardare meno alle questioni solamente
territoriali ma guardare alla Sicilia nel suo complesso.
Faccio un appello anche alla 'Commissione Bilancio' perché ormai
da sei mesi sono state annunciate tre sottocommissioni per parlare
di sanità, partecipate ed entrate tributarie e in questo momento
sono rimaste parole al vento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
manovra correttiva che ci impegniamo a potere affrontare va
inquadrata in quella che è - ahimè - una realtà gestionale e
finanziaria, da parte del Governo, che ha portato una serie di
elementi che hanno determinato un'impugnativa e che, pertanto, di
fatto, impediscono la corretta attività amministrativa in
riferimento alle coperture finanziarie.
A questo punto in cui parliamo di una manovra correttiva per poi
pensarne ad una successiva, mi viene da credere ad un momento in
cui si individua una nuova formula, forse una finanziaria a rate'
che sicuramente non è un fatto - al di là della battuta - positivo,
è un fatto che deve richiamare la nostra attenzione su quella che è
la condizione di precarietà che intendiamo affrontare con un modus
operandi che non è del tutto adeguato alla realtà che abbiamo.
Abbiamo un momento di emergenza per cui va garantito a chi ha
delle aspettative, a chi ha un reale bisogno, a chi non prende lo
stipendio, a chi non ha la possibilità di affrontare la
quotidianità - un atto di assoluta sensibilità e rispetto - di
riuscire a dare una risposta a questa emergenza che si è venuta a
determinare.
Nel momento in cui affrontiamo le problematiche in una fase di
emergenza, probabilmente, passando da una emergenza ad emergenza
successiva, viene meno il momento della reale prospettiva cui noi
dobbiamo pure pensare e approfondire quelle che sono le realtà che
affrontiamo.
Stamattina ho avuto modo di riflettere: sono stato avvicinato,
davanti l'Assessorato alla famiglia, da un gruppo di ex detenuti
che mi facevano presente che, ai sensi dell'art. 9 della
finanziaria 2013, c'è un problema legato alla questione ex ante ed
ex post, cioè prima o dopo dell'entrata in vigore della legge,
della possibilità di usufruire del beneficio che la legge stessa
determina.
Dico che probabilmente sono dei fattori che vanno approfonditi e
sui quali va dato un riscontro per quella che è la fattispecie che
si va a determinare.
Aggiungo che il costo del personale, elemento caratterizzante di
questa manovra, che di fatto determina una spesa fissa, è
sostanzialmente l'elemento a cui tutti noi dobbiamo dare
riscontro.
Dobbiamo anche pensare alla crescita, al futuro.
Non può l'Assemblea regionale siciliana, luogo del dibattito e
anche della proposta, essere assente a denunciare questo specifico
momento, perché poi montano gli attacchi esterni, gli attacchi di
tante realtà sociali, imprenditoriali, di categoria, che a volte
sono del tutto ingenerosi perché l'Assemblea cerca di portare
avanti il proprio impegno.
Bisogna, però, distinguere una fase che riguarda l'attività del
Parlamento e una fase che riguarda il Governo.
Il Governo, in questo, deve condividere che realmente è
inadempiente perché quando lo Stato centrale, quando tanti soloni'
tanti professorini intendono attaccare la nostra autonomia, la
nostra Regione siciliana, dimenticano, probabilmente, che al di là
del sostegno ai costi c'è un problema che riguarda la reale
caratteristica dello Statuto speciale.
Noi oggi a carico del bilancio sosteniamo le spese per i
forestali, per i Geni civili, le Sovrintendenze, gli Uffici del
lavoro, per una serie di altre rami dell'Amministrazione che a
livello nazionale o nelle altre regioni sono sostenute dallo Stato.
Allora questo, caro assessore Agnello, deve essere l'elemento
anche di novità su cui deve avviare una fase nuova, perché ove i
costi sono direttamente sostenuti dal nostro bilancio, a differenza
delle altre Regioni dove le sostiene lo Stato, c'è bisogno di un
negoziato chiaro forte e innovativo che porti risultati anche in
termini finanziari.
In termini di entrate da questo punto di vista tributarie che sono
di competenza dello Stato ma che devono essere di pertinenza della
nostra regione.
Su questo c'è un problema ancora aperto, come ho avuto modo di
evidenziare assessore Agnello, sull'articolo 37.
Noi abbiamo presentato una mozione assieme al gruppo del Movimento
Cinque stelle, che in questa Aula è rimasta aperta in attesa di
riscontro, e l'assessore che lo ha preceduto si era impegnato a
fare delle verifiche per poi a venire in Aula a riferire.
Noi giriamo lo stesso invito a lei perché in tempi ragionevolmente
brevi possa in questa direzione fare una reale verifica, un reale
riscontro, per capire se veramente esistono le condizioni, così
come noi riteniamo che di fatto esistono, perché ci sia in tempi
brevi ed urgenti un riscontro di quelle che sono le spettanze e i
crediti che dal punto di vista finanziario alla Regione siciliana
devono essere consentite e concesse.
Questi possono diventare motivo anche di respiro del bilancio
della Regione siciliana che può essere affrontato in termini
innovativi, in termini nuovi e diversi.
Anche in questa occasione va evidenziato che non può esserci solo
quell'aspetto della emergenza, sì che lo riconosciamo tutti, ma
senza tener conto come dicevo degli argomenti di prospettiva. Il
tempo passa, va definirsi il POR 2007-2013, ci sono ancora oggi
ulteriori momenti di impegno fino al 30 giugno, probabilmente da
parte del Governo ci aspettavamo un elemento di novità di spinta,
perché potesse al meglio utilizzare queste risorse. Ma niente di
tutto questo, quindi una denunzia, una accusa, che faccio al
Governo assieme ad un invito a cambiare rotta.
Poi io dico che, probabilmente, la verifica sui costi, la verifica
su quelli che sono i rapporti indici tra costi e servizi deve
essere anche un elemento su cui dobbiamo tornare a ragionare. Anche
in questa direzione con la riduzione dei costi è possibile liberare
risorse. Liberando risorse sicuramente possiamo pensare un po' al
credito, possiamo pensare all'impresa, possiamo pensare un po' a
momenti di prospettiva e di crescita della nostra realtà.
Invito in questo caso il Governo e gli assessori ad evitare in
questa fase pre-elettorale momenti di strumentalizzazione e momenti
di facili spinte al consenso perché è sicuramente un momento
delicato, un momento di tensione sociale, evitiamo di prestare il
fianco ad accuse e anche a facili momenti di ulteriore delusione
che il popolo siciliano può trovare.
Completo dicendo, io ho avuto modo ieri di chiedere all'assessore
per la salute, con una lettera specifica, di venire a riferire in
tempi urgenti in Aula tutto quello che oggi si sta determinando nel
mondo della sanità. Sicuramente c'è bisogno anche per l'autorevole
denunzia fatta dal presidente della Commissione di merito, c'è
bisogno di un riscontro e quest'Aula deve essere nelle condizioni
di potere esprimere una valutazione.
Quindi un invito urgente a che l'assessore venga a riferire.
In questo senso io ritengo che possiamo, con le risposte,
determinare quella politica dei fatti che può creare un momento di
inversione di tendenza e una maggiore speranza per la nostra terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor presidente, onorevoli colleghi,
certamente la riproposizione dell'articolo 12 non è passata
inosservata al sottoscritto.
Certo, oggi vivo un momento di riscatto, di orgoglio, perché non
ho messo piede durante i lavori della Commissione bilancio, a
questa manovra - ci tengo a precisarlo, signor Presidente - e
vorrei chiedere agli amici che hanno portato qua l'articolo 12
modificato chi è stato il promotore, chi l'ha votato in Commissione
bilancio, chi l'ha portato in Aula. Se la proposta arriva
dall'onorevole Milazzo, allora significa che deve strumentalizzare,
ma in questo caso non è così.
I colleghi del Movimento Cinque Stelle, l'altra volta, hanno fatto
delle ricerche sulla mia persone, se avevo parenti nei PIP, e non
ne hanno trovato, se ne avevo in Expo, e non ne hanno trovato. Oggi
arriva l'articolo 12, certamente sono felice, però sanno che questa
volta non sono andato a difendere nessuno, però l'articolo 12 è
arrivato, ed è arrivato in faccia.
Perché quando io dicevo con energia, rivolgendomi al Presidente
della Regione e al Movimento Cinque Stelle, che quell'emendamento
era un emendamento distruttore solo per le famiglie, che era solo
una furia distruttrice per le famiglie che avevano acquisito un
diritto in passato perché, chi è ex alcolista, per chi è ex
detenuto, perché chi è comunque in disgrazia rientra in quel
progetto che nasce proprio con una legge per recuperare questi
signori, e allora si è alzato uno scandalo.
E oggi questo scandalo lo riportate, perché non potete più tenere
la piazza , perché vedete che la gente è costretta a tornare a
delinquere per portare un pezzo di pane a casa, perché questi
signori non troveranno nessun reintegro in nessun posto di lavoro,
e voi questo lo sapete, Parlamento siciliano. Per queste persone
non ci sarà più opportunità se usciranno dal bacino, non ci sarà
nessuno che li riassumerà perché li stiamo ribollando come
delinquenti, glielo stiamo rimettendo di nuovo noi il numero di
targa, la Regione li sta buttando fuori perché delinquenti, chi se
li riprenderà, gli daremo un altro sussidio, li vedremo sotto i
municipi, li vedremo ora gironzolare nelle segreterie politiche.
State portando avanti questa manovra a dieci giorni dalle
elezioni, e allora non si può parlare, avete infilato delle norme
per i più, diciamo bisognosi e bistrattati, cosa volete che
facciamo che non parliamo perché siamo in campagna elettorale,
ovviamente. Allora bloccate tutto, se ne avete il coraggio, e ci
riconvocate dopo l'elezioni, vedrete che il nostro pensiero e il
nostro modo di vedere e pensare in termini di valori, cose e
persone, è quello e rimarrà quello.
Si è detto che il bacino è stato ampliato per la politica, ma non
vi rivolgete al sottoscritto, vi dovete rivolgere ad autorevoli
deputati che non ci sono più, e ad altri che continuano a sedere in
questi scranni, non certo ad un deputato e ad altri giovani
deputati palermitani neoeletti in questa legislatura, che hanno il
dovere e che vedono la città messa a ferro e fuoco, ma non per
capriccio, stiamo parlando di soggetti che sono da recuperare, non
da prendere e buttare in galera perché gli abbiamo tolto l'unica
fonte di reddito.
Signor Presidente qui facciamo come in quel film comico di Robin
Hood, che rubava al ricco e diceva: sono Robin Hood, rubo ai ricchi
per dare ai poveri. Prendeva il sacchetto con le monete d'oro e lo
portava al povero, e quello giustamente esultava, sono ricco E
allora, ritornava Robin Hood e gli toglieva i soldi.
Allora, abbiamo tolto i PIP dalla strada, li abbiamo portati ad
una condizione, non dignitosa, perché con 600 euro, con 540 euro,
non parliamo di condizione dignitosa, non stiamo parlando di 2000
euro al mese tagliati in altri posti, stiamo togliendo a questi
signori oggi perché hanno via via recuperato in 15 o 20 anni, non
mi ricordo il numero preciso degli anni, hanno cercato di risalire
la china e, quando stanno un poco meglio, noi li azzeriamo di nuovo
e gli diciamo: sai tu vai a casa perché tanti anni fa hai commesso
un reato. No Ma se non hai commesso il reato, siccome sei persona
per bene, non trovo quella scusa, ti butto fuori perché tu sei
stato ospitato da tuo fratello e superi il reddito, oppure tu
ospiti tuo fratello e superi il reddito. Oppure, avevo un pezzo di
terreno, ho costruito una casa abusivamente trent'anni fa, a primo
piano ci sta mio figlio - fattispecie concreta, signor Presidente -
al secondo piano ci sta mio figlio, la rendita catastale c'è, non
ho avuto i soldi per fare la separazione, e quindi la rendita
catastale mi fa alzare il reddito ed io me ne vado a casa. E' una
cosa ingiusta E' una norma retroattiva ed iniqua. Il reddito deve
essere da quest'anno, così come fate con tutti gli altri,
approviamo una legge che sia, direbbero i giuristi, generale,
astratta ed erga omnes da oggi per dopo. Non il reddito del 2013.
Oggi diciamo: se tu hai tuo fratello che ha 100 mila euro di
reddito, digli di andarsene. Oppure: se tu sei da tuo fratello,
vattene, vai ad affittare la casa e a morire di fame, perché con i
500 euro che ti diamo devi affittarti la casa e ritornare in una
situazione di povertà.
Dico, quindi, al Movimento Cinque Stelle: Non è che poi se
l'onorevole Milazzo mi fa il comunicato dicendo che non condivide
l'emendamento presentato, che nella manovra precedente l'onorevole
l'aveva presentato uguale, poi dite a me fa i nomi ed i cognomi
Io sto facendo un intervento. Tutti coloro che non condividono, e
diranno che sono un pericoloso delinquente, pregiudicato, che vuole
fare voto di scambio e che ha avuto interessi personali e
familiari, ognuno si farà la propria idea, io mi assumo la
responsabilità di quello che dico.
Dico, quindi, signor Presidente, noi dobbiamo avere la coscienza
uguale per tutti. Una coscienza uguale. Non possiamo discriminare
questi signori a cui la vecchia politica ha creato una legittima
aspettativa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la
parola perché voglio approfittare dell'occasione per sollecitare la
Presidenza a valutare urgentemente, a mio avviso, di dare vita ad
un dibattito parlamentare sull'iniziativa della Corte
Costituzionale, relativa all'ordinanza sulle procedure del
controllo di legittimità preventivo delle leggi approvate da questo
Parlamento.
Considero quell'iniziativa, un'iniziativa che inciderà
profondamente nell'Ordinamento della nostra Regione. Al di la delle
conclamate volontà di valorizzare gli aspetti dell'autonomia
regionale, l'aspetto reale di un eventuale pronunciamento, nel
senso di superare la figura del Commissario dello Stato, a mio
avviso, metterà in discussione profondamente lo stesso Statuto
della nostra Regione ed il rapporto tra la Sicilia e lo Stato; ma
non voglio qui anticipare questioni che sono meritevoli di un
dibattito approfondito, lo dico perché credo che sia opportuno
l'iniziativa del Parlamento, perché il Parlamento siciliano deve
dire la sua, e non essere spettatore di una procedura che in altri
luoghi Istituzionali si determinerà. Perché, se il Parlamento non
dice la sua - così come prevede, tra l'altro, la stessa sentenza
della Corte Costituzionale - c'è il rischio di essere spettatori di
una grande rivoluzione, che io non considero positiva, per essere
chiari, facendo semplicemente da spettatori.
Sulla finanziaria non dico molte cose, ho saputo però che
l'assessore in Conferenza dei Capigruppo ha annunciato che la
manovra che sarà variata in Aula, sarà variata con una diversa
modalità di copertura del fondo per i comuni e del fondo per i
forestali. Ovvero, l'Amministrazione regionale si orienterebbe a
rimuovere l'ipotesi di mutuo che era stata introdotta nella manovra
finanziaria.
Al di là del fatto che, voglio ricordare - ma questo attiene anche
alle modalità con le quali devono funzionare i nostri organismi -
che io ho chiesto formalmente in Commissione al Ragioniere generale
di attestare la fattibilità e la possibilità da parte
dell'Amministrazione di potere utilizzare il mutuo per dare
copertura a quelle spese, mi è stato risposto che potevamo ancora
operare, secondo il rapporto tra entrate e debito, che c'è ancora
un margine per utilizzare ulteriore indebitamento per coprire
spesa, ancorché per investimenti. Scopriamo poi, invece,
probabilmente per qualche suggerimento di altra natura
istituzionale, che così non è. Ma non funziona così, e lo dico
all'Assessore fresco di nomina. Scegliere di dare copertura con un
mutuo rispetto con un risparmio pseudo legato alla vicenda
sanitaria, non è che è un aspetto che riguarda un piccolo
emendamento. Non stiamo discutendo di spostare una posta
finanziaria da un capitolo a un altro, stiamo parlando di una
operazione che, probabilmente, pone un interrogativo sulla solidità
della manovra finanziaria.
Chiedo, pertanto, agli Uffici dell'Assemblea, di attestare le
eventuali coperture, una volta che non è il più il mutuo - io devo
dire che non avevo dubbi - che possano essere risparmi della
sanità, ma devono essere attestati. Vorrei capire come noi possiamo
dare copertura certa ad entrate che dovranno essere accertate a
seguito del piano di riparto, delle verifiche sui costi, credo
dell'anno precedente.
La partita è molto delicata e non vorrei che, in nome della
fretta, combiniamo un secondo patatrac . Non è una questione
politica, ma riguarda la credibilità del funzionamento del
Parlamento. Lo dico a tutela, paradossalmente, del Governo perché,
meglio perdere qualche giorno, che andare a sbattere la faccia al
muro, come potrebbe succedere.
Infine, come vede io non sto parlando della finanziaria a rate -
vedo che tutti hanno preso in prestito una mia battuta fatta in
Commissione - l'ho detto all'Assessore e lo dico al Governo, che
pensavo che sarebbe stato meglio fare una manovra di variazione
generale, piuttosto che fare una manovra con una ambizione di due
mesi. Perché l'idea di fare una manovra di variazione per due mesi,
è una idea così emergenziale che fa pensare ad una drammaticità
che, probabilmente, poteva non esserci. Ma così è andata, ne prendo
atto. Il punto non è se a rate o non a rate, il punto è capire bene
cosa stiamo facendo.
Ci muoviamo in queste ore nel pieno di diversi strumenti
finanziari che si intrecciano con questa variazione. Per primo
l'approvazione del decreto Renzi, gli effetti che quel decreto
provoca sulle nostre entrate. Anche qui - lo dico a bassa voce -
pensare che facciamo una manovra a prescindere, io lo considero
quanto meno rischioso. Ecco perché avrei preferito una manovra
generale fatta oggi. Quando dico manovra generale intendo dire una
manovra che avesse dentro quei famosi 300 milioni di euro
provenienti dall'impugnativa del Commissario dello Stato. La
manovra fatta oggi ci avrebbe evitato il fatto che fra qualche mese
rischiamo di non essere nelle condizioni di fare un'altra manovra.
Siamo alla vigilia di un giudizio di parifica del bilancio. Non
sappiamo ancora gli effetti che questo avrà ulteriormente sul
bilancio stesso. Tutto ciò non lo dico per fare la Cassandra
della situazione. Lo dico perché, ancora una volta, un rigore nel
modo di affrontare queste cose, forse, ci avrebbe evitato brutte
sorprese in passato, e ci potrebbe evitare brutte sorprese in
futuro.
In ogni caso, attorno a questa variazione di bilancio si stanno
consumando due grandi ipocrisie che mi vedono, in qualche modo,
protagonista. La prima è la questione dei PIP, che tanto fa
indignare i ben pensanti, ma voglio dire una cosa che considero
assolutamente ovvia, dopo dodici anni in cui una persona ha goduto
di un sussidio, giusto o sbagliato che sia - ma giusto o sbagliato
in Sicilia ci sono migliaia e migliaia di persone che godono di
trattamenti specifici e speciali, dagli ex articolisti, agli LSU,
ai LPU, ai reddito minimo di inserimento, a chi più ne ha più ne
metta - e dopo dodici anni dire a delle persone che da oggi per
accedere a quella prestazione che era lavorativa, e che rimane
lavorativa, ancorché utilizzando una prestazione sociale, si può
accedere secondo il reddito familiare, lo considero un atto di
ingiustizia.
E' giusto che se si vuole introdurre un reddito, sarebbe giusto
introdurlo in maniera universale a tutti coloro che godono di un
beneficio attraverso il bilancio della Regione, ma in ogni caso,
dire ad una persona che si considera reddito il reddito della
famiglia, premesso che non era previsto dodici anni fa, non è
corretto, anche perché in questi dodici anni alcuni elementi
evolutivi a livello familiare ci sono stati, ed è un fatto
naturale.
Mi è capitato di conoscere in passato alcuni dei famosi
articolisti, e ricorderanno i colleghi che hanno fatto gli
amministratori locali che, una delle pratiche che negli anni '80 si
è sviluppata era il matrimonio tra due articolisti, perché due
mezzi redditi, alla fine, determinavano un reddito per intero. E'
una tecnica che si è sviluppata anche ora. E' capitato, ad esempio,
che ci sono due PIP che si sposano. Non diventano un PIP al
quadrato, sono semplicemente due PIP che sommano il loro reddito.
Assieme ai redditi che si sommano ci sono condizioni che evolvono
anche all'interno del nucleo familiare.
Voglio dirlo con franchezza, io penso che il reddito personale sia
un modo per distinguere, per cui se uno ha un reddito ulteriore
rispetto a quello che è dato dalla prestazione che riceve tramite
l'amministrazione regionale, è giusto che lasci il posto ad altri
che non ce l'hanno, ma altra cosa è sommare genericamente i redditi
del nucleo familiare.
Si è fatto un gran gridare attorno alla vicenda di un PIP che
avrebbe un attico, mi si dice, ho letto sui giornali, a Villa
Sperlinga. Vediamo le modalità con le quali poter ragionare, e come
potere escludere elementi di eccesso, ma non si può utilizzare un
caso singolo, estremo, per colpire genericamente oltre tremila
persone, come se tutti avessero l'attico a Villa Sperlinga.
Infine, vorrei dire che c'è un grande chiacchiericcio attorno alla
questione del tetto di spesa per i dirigenti della Regione, anche
qui io credo che sarebbe ipocrita se noi continuassimo a mettere la
testa sotto la sabbia.
Io capisco che chi oggi ha un reddito superiore non è contento, è
come il tacchino quando si avvicina Natale, non credo che viva
diciamo con grande soddisfazione il Natale.
Però vedete, siamo in un'epoca in cui, anche alcuni eccessi non
vanno bene, perché io, signor Presidente, considero un eccesso che
in questo Palazzo, in questa Istituzione, ci siano ad esempio
stipendi e modalità di calcolo delle pensioni, fuori dalla logica e
fuori da una sobria modalità di essere uomini del sistema pubblico.
Facciamo finta di non vedere? Ci nascondiamo? Abbiamo qualche
imbarazzo perché magari qualcuno di noi ha qualche amico che è in
questa situazione?
Io credo che la politica si riforma non soltanto assecondando la
caccia al politico, l'abbiamo fatto riformando con la spending
review, anche allora Presidente, lei è testimone del fatto che io
avevo suggerito in quella legge di introdurre una soglia, oltre la
quale non si poteva andare, a tutela dei funzionari di questa
Amministrazione, una soglia oltre la quale, nessuno in questa
Regione può percepire un reddito superiore. Oltretutto, ormai, si è
introdotto anche nell'ordinamento nazionale. Il Governo Renzi l'ha
imposto persino ai manager nominati dalla Pubblica Amministrazione
in società private, e parliamo di Eni, parliamo di grandi colossi.
Allora, fare una norma che dà sobrietà, io lo considero un modo di
affrontare con serietà e di essere in sintonia con la fase che
viviamo. Non è demagogia, considero ipocrita fare finta di non
vedere i problemi che abbiamo. Quindi, da questo punto di vista,
questa manovra - se pur a rate come la si definisce, e come si è
ripetuta, questa finanziaria a rate - può contenere alcuni temi
rispetto ai quali in qualche modo possiamo costruire un rapporto in
un momento di grande difficoltà per la società siciliana, di grande
incertezza e di grande precarietà, ma dare il segno di una Regione
che prova a rimettere nei binari giusti il tema della sua spesa
pubblica, e questo lo considero un atto di igiene della politica.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente questa
manovra approda in Aula. Io ho avuto la possibilità di potere
partecipare alla Conferenza dei Capigruppo, e l'Assessore ci ha
spiegato che con il passare del tempo la situazione è letteralmente
peggiorata.
Se prima, pertanto, vi erano alcune possibilità di intervento, col
passare del tempo, e con gli interventi a livello nazionale che si
sono susseguiti, si è ridimensionato il potere di intervento da
parte del Governo regionale, tanto è vero che è stata fatta una
scelta non condivisibile, ma sinceramente forse tra le poche
scelte, quella di un intervento così detto nel tempo, o temporaneo,
o comunque a rate.
Se, pertanto, dobbiamo prendere atto dalla situazione che si è
venuta a determinare, non possiamo non rilevare comunque che
rispetto alle premesse che lo stesso Governo aveva preannunciato,
che trattasi pertanto di una manovra esclusivamente per garantire
gli stipendi nei confronti dei lavoratori, così nei fatti, almeno
dal punto di vista documentale non ci sembra, non ci appare.
Se è vero come è vero che in una fase originaria non erano
previsti alcuni interventi, subito dopo, nella fase che in qualche
modo è stata di appannaggio della Commissione bilancio, abbiamo
visto spuntare interventi che nulla hanno a che vedere con lo
stretto riferimento al pagamento di stipendi nei confronti dei
dipendenti stessi.
Motivo per cui credo, e invito eventualmente il Governo,
condividendo anche e soprattutto l'intervento del collega Cordaro,
che perché l'opposizione possa essere chiamata ad una
responsabilità, tenuto conto della situazione, deve essere fatta
una proposta che tenga conto semplicemente e solamente della fase
contingente, senza introdurre elementi che nulla hanno a che vedere
con la fase della contingenza.
Non fosse altro anche perché, per questioni di prudenza, forse in
questo momento di campagna elettorale, immaginare di elargire
contributi e sovvenzioni, credo che sia del tutto inopportuno. Mi
auguro e spero che il Governo, nell'ambito dell'incontro che
sicuramente avrà con i capigruppo, possa ridimensionare e possa
eliminare quegli interventi discutibili, almeno che così appaiono,
perché questa manovra possa essere approvata celermente e in tempi
rapidissimi.
Dopo avere ascoltato l'intervento del collega Cracolici, non posso
non evidenziare alcuni aspetti che sinceramente mi hanno lasciato
molto perplesso. Condivido l'obiettivo che l'onorevole Cracolici si
prefigge, perché credo che in un momento come questo tutti debbano
fare sacrifici, e tutti devono dare esempio di virtuosità.
Condivido, pertanto, il fatto che l'Assemblea, e soprattutto i
dipendenti dell'Assemblea, devono dare il loro contributo al fine
di ottenere forse quel risanamento economico che in questo momento
l'Italia guarda con enorme attenzione. Ma, non me ne voglia il
collega Cracolici, credo che abbia indicato uno strumento che
questo obiettivo, e questo fine, non lo raggiunge affatto.
Mi permetto di segnalare che tra le prime materie di coloro i
quali si iscrivono in giurisprudenza o in scienze politiche c'è il
diritto costituzionale e le istituzioni di diritto pubblico, e tra
i primi argomenti che i docenti cercano di trasferire agli
studenti, appunto in materia di diritto costituzionale, c'è
soprattutto l'interpretazione delle fonti del diritto.
Nell'ambito del nostro ordinamento, sicuramente, il sistema che in
qualche modo abbiamo introdotto è il sistema della gerarchia delle
fonti, motivo per cui una norma di rango o direttamente superiore
prevale nei confronti di una norma oggettivamente inferiore.
Accanto a questo principio, che il nostro ordinamento ha
introdotto, ne esiste un altro che, vorrei ricordare a coloro i
quali hanno fatto un po' di giurisprudenza, è stato in qualche modo
ripreso quando, per la prima volta, è stata approvata la legge 141
del 1990, e sono state approvate le cosiddette norme delle
autonomie statutarie degli enti locali. Cosa era lo statuto del
comune? Cosa era lo statuto della provincia?
Su questo argomento, allora, fu fatto un ampio dibattito, fino ad
essere considerate delle norme sub primarie, ma comunque non
certamente inferiori, perché l'altro sistema che veniva introdotto
era il sistema cosiddetto della competenza.
Ma per i non addetti ai lavori voglio essere un po' più chiaro.
Quello che noi stiamo trattando è un disegno di legge, motivo per
cui la materia dei tetti dei dipendenti, o comunque delle
indennità, è sottratta alla legge ordinaria perché il nostro
Statuto, sulla base dell'articolo 4, la rimette alla competenza dei
regolamenti parlamentari, motivo per cui, anche a voler immaginare
di condividere questo percorso, verrebbe dichiarata
incostituzionale da parte del Commissario dello Stato sulla base
del criterio di competenza e il fatto che la legge non possa
disciplinare un argomento, quindi mi domando, ma non penso che
l'onorevole Cracolici abbia presentato questa proposta in termini
del tutto strumentali, anzi penso che, forse, non abbia riflettuto
molto sull'argomento e mi auguro che da un attento approfondimento
non possa non convenire su quanto, effettivamente, l'esponente sta
evidenziando.
Poiché, comunque, condivido l'obiettivo e le finalità che sono
state, in qualche modo, formulate, mi riservo di presentare un
ordine del giorno, che invito gli altri Presidenti dei Gruppi
parlamentari a controfirmare, affinché si raggiunga lo stesso
obiettivo, ma, ovviamente, con le modalità che il nostro
ordinamento, che l'ordinamento italiano prevede e affronta.
Le modalità che, in qualche modo, il collega propone credo che non
siano le modalità esatte o corrette perché possa, effettivamente,
raggiungersi l'obiettivo in questione.
Non sta a me indicare il fatto che, eventualmente, un percorso del
genere, laddove questa materia sottratta alla legge ordinaria, la
stessa Assemblea, invece, la capovolge e introduce un'apertura in
tal senso, finirebbe come volere svalutare, ancora una volta, non
solo l'autonomia della stessa Regione siciliana ma soprattutto
l'autonomia dell'Assemblea.
Mi piace ricordare che i regolamenti, così come la stessa Corte
dei Conti, pochi giorni fa, ci ha confermato in sede di audizioni,
sono sottratti alla competenza del giudice, proprio in dipendenza
del fatto che sono ritenuti interna corporis e, quindi, dalla stesa
Corte Costituzionale ritenuti non sindacabili, ai sensi
dell'articolo 134.
Ritengo, pertanto, un suicidio politico percorrere la strada che,
in qualche modo, ci viene proposta dal collega, in dipendenza non
solo dell'effetto che andrebbe a produrre, anzi che non andrebbe a
produrre, ma del fatto che, ovviamente, non posso io ad aprire la
porta al ladro, ma deve essere, eventualmente, il ladro a
scassinare la porta.
Nel merito, continuo a ripetere, condivido l'obiettivo e sarò il
primo a promuovere una proposta alternativa affinché tale obiettivo
concretamente possa realizzarsi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente onorevoli colleghi, intervengo molto
brevemente sulla discussione generale, atteso che, qualche giorno
fa, sono già intervenuto, accennando ad alcune emergenze che
dovevamo affrontare con questa manovra o manovrina che servisse a
pagare gli stipendi di oltre trentamila dipendenti e che, in un
certo senso, ponesse, in maniera molto emergenziale, varasse un
provvedimento, in maniera assolutamente atipica, in quanto
emergenziale, che riuscisse a dare serenità a più di trentamila
famiglie siciliane.
Noi, devo dire, rispetto a quello che ci eravamo prefissati, però,
abbiamo potuto registrare e raccogliere alcune incongruenze fatte
dalla maggioranza, forse nella confusione e nella stanchezza di
quella notte, di quella nottata nella quale, in Commissione
Bilancio, si è potuta registrare qualche intemperanza di qualche
collega di maggioranza che piuttosto che migliorare, accrescere
qualitativamente il testo, alla fine, ha messo dentro qualche cosa
che, a nostro avviso, deve essere necessariamente corretta.
Lo hanno detto i colleghi, chi mi hanno preceduto: innanzitutto,
il problema degli Uffici di Gabinetto.
Ci siamo posti un problema molto serenamente: togliamo dalla
disperazione più di trentamila famiglie, paghiamo gli stipendi dei
lavoratori; gli Uffici di Gabinetto, lo dobbiamo dire, lo voglio
dire all'assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea, dottore Reale, a cui diamo il benvenuto, persona
perbene, professionista stimatissimo a Siracusa e anche oltre, noi
diciamo ok per gli stipendi delle famiglie dei lavoratori.
Sui costi della politica, è altra cosa; per quanto ancorché
legittimi, li dobbiamo rinviare alla manovra, a quella manovra che,
come diceva qualche collega che mi ha preceduto, dovremmo
necessariamente fare.
La faremo, magari, prima della chiusura della sessione estiva, ed
è giusto, allora, in quel momento, dare un riconoscimento a chi
lavora per la politica, ma non possiamo subordinare o nascondere
dietro la disperazione di migliaia di persone i costi della
cosiddetta 'casta'. Questo lo dobbiamo evidenziare e chiediamo, sin
da subito, che, se non lo faccia la Presidenza, ma la maggioranza e
il Governo, ritorni con un emendamento soppressivo, rinviando ad
altra manovra questo intervento.
Il problema dell'articolo 14, poi, che è quello del comma 4, cioè
le anticipazioni dei contributi agli enti, agli organismi, in
assenza dei criteri dell'articolo 128 della legge numero 11 del
2010, cioè della finanziaria del 2010, secondo cui stabilivamo dei
parametri per cui si dovesse dare agli enti dell'ex tabella 'H' un
sistema di contribuzione.
Non ha senso fare una manovra, in virtù della quale dovremmo
pagare gli stipendi, mentre, invece, inseriamo una norma di merito
che, addirittura, attribuisce al Governo e agli assessori una
discrezionalità eccessiva. Non è il momento. E' altra questione che
dobbiamo depurare.
Non sto qua a dire - come dire - che, all'articolo 11, ultimo
comma, una sanatoria dei comuni, se la dobbiamo fare, non la farei
in questo frangente, ma se la dobbiamo fare, dobbiamo sanare tutte
le posizioni di quei comuni che, nel passato, in precedenza, hanno
posto in essere un provvedimento, ancorché in ritardo, con
l'istanza che doveva essere preventiva. Deve essere erga omnes, una
norma con un carattere d'astrattezza.
E, ancora, si è parlato dell'articolo 6 - sto andando a ritroso -,
comma 2. E' chiaro che l'Esa può intervenire secondo il regolamento
e secondo interventi de minimis nei confronti delle aziende
private. L'Esa, cioè, con i propri mezzi, con il proprio personale,
interviene per accrescere nelle aziende, per dare un accrescimento
logistico e, se vogliamo, anche un arricchimento nei confronti
delle aziende private.
E' una scelta discrezionale che il Governo, l'assessore per
l'agricoltura, può fare; è legittima; ritengo che andava fatta in
altra sede, ma è chiaro che il Governo ha ritenuto di poterla fare.
Bene.
E' chiaro che, poi, il Governo, da un lato, aveva posto una norma
sul monte salariale accessorio che era prima dell'8 per cento, è
ritornato indietro, voleva fare il 15, poi il 12, il 10, poi il 12;
anche qua, se, da un lato, l'onorevole Faraone pone il decalogo,
dall'altro lato, poi, non ci può essere altra cosa. O ci fermiamo
su tutti i tetti salariali, stipendiali, del personale, dei
dirigenti, del personale dell'Assemblea regionale siciliana e lo
rinviamo a dopo le elezioni, impegnandoci a intervenire
concretamente, senza fare speculazione, Presidente Ardizzone, senza
che alcun deputato di nessun partito faccia speculazioni, perché se
qua dentro qualcuno vuole fare il primo della classe, pensando di
potere fare delle norme sporche per potere intercettare il voto di
qualche deluso che, magari, può votare per il partito della rabbia,
bene. Io non ci sto. Noi rilanciamo più degli altri.
Se qualche collega dice che il tetto deve essere duecentomila, noi
diremo: perché duecentomila? Centocinquanta o anche cento.
E' chiaro che un momento di ragionevolezza, di responsabilità,
tutti dobbiamo averla. Non mi piace che qualcuno faccia il gioco
dello scarica barile.
Il Presidente di una Commissione dice che è il Presidente
dell'Assemblea regionale, salvo poi a capire che non è stato il
Presidente dell'Assemblea regionale a dire determinate cose. Ci
dovete dire cosa vogliamo fare.
Vogliamo essere opposizione responsabile, un'opposizione che vuole
mettere in sicurezza la serenità delle famiglie. Non accettiamo,
però, delle strumentalizzazioni, degli atteggiamenti demagogici da
parte di chi, di mattina o di giorno, è a favore dei lavoratori -
volendo mutuare un'affermazione del Presidente Musumeci - e, di
notte, invece, è con i potenti, caro Presidente Musumeci.
Questo ruolo lo assegniamo al Presidente Crocetta; di mattina e
di giorno, incontra i lavoratori dicendo che non si farà macelleria
sociale e, al contempo, di notte, è, invece, con i poteri forti,
con Confindustria ed altri per fare delle manovre di Palazzo non
sempre chiare, non sempre chiare.
In questo senso, se, da un lato, il Governo propone il mutuo, in
un primo momento, evidenzia che esiste il problema dei disabili
psichiatrici dei comuni, esiste il problema dei minori non
accompagnati dai comuni.
In prima istanza, pertanto, il Governo propone un disegno di legge
in virtù del quale stabilisce di mettere quindici milioni e dodici
milioni per i comuni al di sotto dei trentamila abitanti per
cercare delle comunità alloggio per i minori e per i disabili
psichici, salvo il fatto di ritirare quegli articoli, proporre un
articolo che riguarda il mutuo di cento milioni di euro per tutti i
comuni e poi rettificarlo, per darne ottanta ai comuni e venti ai
forestali, cui non si è data una concreta e chiara copertura
finanziaria.
Poi, invece, da un giornale on line sentiamo e apprendiamo che il
Governo, da qui a qualche momento, ritirerà il mutuo per i comuni e
per i forestali.
Ma a che gioco giochiamo?
E' chiaro - vogliamo dirlo in modo molto sereno - che questo
andamento, non lent, come diceva una canzone, qualche tempo fa, è
ondivago: sono con il diavolo e con l'acquasanta, sono a destra e a
sinistra, sono avanti e sono indietro. Qui stiamo facendo una croce
ma la croce la facciamo sulla Sicilia.
In questo senso, dobbiamo riprenderci un momento di responsabilità
e, quando utilizzo il pluralis maiestatis, mi rivolgo al Governo.
Il Governo si riprenda un atteggiamento responsabile perché è
chiaro che, da qui a breve, è stato detto che non paghiamo il
Corfilac, non diamo i soldi all'Unione italiana ciechi, non diamo i
soldi alla stamperia Braille - mi sollecitava il collega Bandiera -
non si danno i soldi a tanti enti, a tanti organismi perché abbiamo
detto che li abbiamo dati agli enti di diritto pubblico.
Non è così. Ci sono, infatti, enti che, pur non essendo enti di
diritto pubblico, accedono all'allegato 1 - come diceva l'onorevole
Formica - e altri enti che non vi accedono.
Anche in questo caso, un momento di serenità nei confronti di
interventi di poca entità ma che vengano concessi a tutti, non a
qualcuno in più e a qualcuno nulla; noi diciamo poco ma a tutti.
Una manovrina, un provvedimento atipico, per quanto ci riguarda,
ma, se proprio lo si deve fare questo provvedimento atipico, va
fatto con cognizione di causa e con i criteri dell'astrattezza,
della generalità nei confronti di tutti.
E' chiaro, ho ascoltato qualche collega della maggioranza che
faceva appello al Governo, al Presidente della Regione, dicendo che
dobbiamo intervenire nei confronti del Presidente Renzi, certo, che
si deve intervenire, perché, lo ha detto l'assessore Agnello in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il decreto
Renzi, il disegno di legge numero 66 è una mannaia per la Sicilia.
L'articolo 46, assessore Agnello, proporremo, come Forza Italia,
un ordine del giorno che, spero, venga condiviso da tutta l'Aula
per chiedere e impegnare il Governo della Regione siciliana ad
intervenire, domani pomeriggio, nei confronti del Presidente Renzi,
per chiedere la soppressione di quei due commi che sottraggono 200
milioni di euro alla Regione siciliana, che già si trova in
ginocchio. Noi che dovremmo rinegoziare il Patto di bilancio
nazionale; noi che paghiamo le imposte di produzione secondo
l'articolo 36 dello Statuto; noi che non riceviamo la quota congrua
sui redditi patrimoniali in virtù dell'articolo 37 dello Statuto;
noi che per un fiscal compact nazionale paghiamo un miliardo e
cinquantatre milioni annui allo Stato, in più, dobbiamo dare
quest'anno altri novanta milioni, come minore, come concorso
ulteriore e altri novanta milioni, come minore tetto di spesa.
Allora, ecco perché, poi il progetto Spartacus non può essere
pagato. I milleottocento dipendenti che, ieri, hanno protestato -
e, ancora oggi, c'è stata una riunione a Palazzo d'Orleans, ma mi
pare che ci sia stata una fumata nera ulteriormente - a cui il
Presidente Crocetta ha detto abbiamo trovato i soldi no,
Presidente Crocetta, lei non ha trovato i soldi. C erano. Lei deve
sapere che non può pagare; c'è un tetto di spesa, il Patto di
stabilità, che impone e vieta il pagamento.
Lei deve andare da Renzi e dirgli Presidente Renzi, abbiamo i
nostri soldi; ce li faccia utilizzare, ce li faccia immettere nel
mercato economico, in maniera tale che possiamo dare sollievo a
tanti disperati, a tante famiglie che oggi soffrono .
Allora, dobbiamo parlare non per slogan, non per atti demagogici.
Chi vi parla - e lo voglio dire al Governo stasera - doveva essere
da tutt'altra parte si è fermato, ha chiesto al proprio
coordinatore regionale di stare qua, in Aula, perché ha voluto fare
un intervento che vuole richiamare la responsabilità del Governo,
senza contrapposizione, assessore Agnello, senza assoluta
contrapposizione, senza ostruzionismo, con il garbo ma anche con la
determinazione, mi sia permesso, di chi ha una funzione di
controllo e di impulso nei confronti di chi ha la responsabilità
del Governo, senza accordi, né in chiaroscuro né sottobanco né alla
luce del sole, assolutamente, ciascuno nei nostri ruoli.
Abbiamo il dovere di controllare, di stimolare; voi avete il
dovere e anche il diritto di governare, attenzione, ma è chiaro che
dobbiamo anche chiedere, così come - e vado verso la conclusione -
lo voglio dire al Presidente Ardizzone, stamane, è successa una
cosa sgradevole. Stamane, è successo che il Presidente della I
Commissione, che non vedo più in Aula, ha ritenuto dopo due ore e
mezzo di discussione sulla nomina dei dirigenti generali delle
Aziende sanitarie ed ospedaliere, ha detto di non avere ricevuto
alcun tipo di atto da parte di nessuno dei deputati, di non avere
ricevuto alcuna interrogazione parlamentare, con la quale si chiede
se, fissati i parametri per quanto riguarda l'assegnazione del
punteggio, è stata fatta una operazione aritmetica per cui alcuni
manager indicati e valutati secondo un certo punteggio dalla
Commissione valutatrice sono regolari.
Abbiamo chiesto al Governo e all'assessore Borsellino, con un atto
ispettivo, che si facesse una verifica. Quell'atto ispettivo ha il
diritto di arrivare in Commissione Affari istituzionali entro il 28
maggio, termine ultimo per cui la Commissione possa esprimere il
proprio parere su queste nomine. Noi non riteniamo di essere i
depositari del verbo, anzi, sono convinto, essendo il primo
firmatario di quell'atto ispettivo, di aver commesso un madornale
errore., ho il dovere e il diritto di sapere che se a quell'atto
ispettivo ci siano delle conseguenze, poi, attenzione, fermo
restando il fatto - e qua lo voglio dire all'intera Assemblea -
che la titolarità, la competenza, la prerogativa di nominare i
manager della sanità spetta al Governo regionale, in assenza di
qualunque Commissione salutatrice, sulla scorta soltanto di un
patto dei requisiti e dell'iscrizione all'albo, allora, due sono le
cose: o il Governo dice a tutti ho individuato, ho nominato sulla
scorta dei 600 abilitati al ruolo di manager di sanità oppure fa
un'altra scelta e dice al di là dell'iscrizione all'albo, voglio
verificare, secondo una procedura concorsuale selettiva, che è
stata fatta in due anni, se determinati soggetti hanno i requisiti.
Concludo, dicendo, che chiedo alla Presidenza che
l'interrogazione, l'atto ispettivo, che è stato inoltrato agli
Uffici della Presidenza, in data 16 aprile 2014 vada, nel più breve
tempo possibile, agli Uffici della I Commissione, in maniera tale
che tutti i commissari potranno leggere questo atto e poi decidere
e poi dire magari se l'atto va cestinato o se è meritevole di
qualche ulteriore approfondimento.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sudano ha chiesto congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
724/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tanti interventi,
tante posizioni, la maggioranza che difende e tutela questa manovra
che considero di transizione, per poi approvare nella manovra
finale. Inizierei dai PIP. Ritengo che, dopo 12 anni di attività,
questa gente che con grande dignità difende il proprio posto di
lavoro, non possa essere certamente mandata a casa, è indignitoso
anche per il momento storico che viviamo; con tantissima gente
disoccupata, qualcuno ancora pensa che si possa giocare la partita
politica sulla pelle di tantissimi cittadini che oggi operano
all'interno dell'Amministrazione regionale.
Errori ce ne sono stati e, certamente, non sono stati fatti in
mala fede, ma pensando bensì di dare una opportunità di lavoro a
gente che oggi partecipa attivamente all'attività amministrativa
della Regione siciliana.
Paghiamo gli stipendi o forse qualcuno dell'opposizione non è
d'accordo a pagare gli stipendi? O forse qualcuno pensa che non
bisognava pagare le pensioni?
Dico: di che cosa stiamo parlando?
Bisogna avere la responsabilità di capire che oggi le famiglie per
andare avanti hanno bisogno di stipendi, hanno bisogno di soldi
perché le famiglie hanno figli. Premiamo i Consorzi di bonifica, ma
è un atto dovuto; lavoriamo per l'agricoltura; permettiamo con
questa piccola manovra che i lavoratori dei Consorzi di bonifica
abbiano la possibilità di essere riavviati al lavoro. E' forse un
danno questo? Forse è un danno per coloro che non amano
l'agricoltura. Mandiamo avanti i forestali. Più volte, da questa
posizione, ho difeso quest'ambito, i forestali, tant'é che ricordai
a lei, Assessore, che c'è gente che ancora deve prendere i soldi di
gennaio, febbraio e marzo, e lei fa bene ad avviare i lavori
forestali nel mese di maggio e giugno perché riguarda la
prevenzione di un patrimonio boschivo che va tutelato perché non è
solo patrimonio boschivo ma è patrimonio anche di occupazione e
qualcuno vuole che non li mandiamo a lavorare. Non so che tipo di
opposizione ci sia in quest'Aula. Ultimamente, rimango stranito di
alcuni atteggiamenti, di alcuni interventi che vengono fatti.
L'ARAS. Forse non tutti conosciamo il lavoro che fa l'ARAS, che
assiste quotidianamente i lavoratori che vivono nel mondo della
zootecnia. E vorrei ricordare ai miei colleghi che in provincia di
Ragusa c'è una zootecnia di altissimo livello produttivo di latte e
di carne e se questo lavoro va avanti in modo meritevole ed
importante è anche grazie all'ARAS.
Certo, assessore, lei deve interrogarsi su cosa fare del Corfilac.
Cosa ne vuole fare? Lo vuole buttare a mare? Non glielo consiglio
perché è una delle pochissime strutture, centro di ricerca,
lattiero casearie che hanno dato dignità a questa Sicilia, perché
se lei va a vedere, se ne ha voglia, provi ad andare in America
dove vanno questi nostri ricercatori ad insegnare come si fa il
latte. Provi ad andare in giro per la Sicilia. La qualità del
formaggio che loro costantemente attestano è ricerca e non possiamo
permettere che i nostri ricercatori vadano all'estero quando c'è
una posizione importante in provincia di Ragusa e lo scopriamo
oggi. Lei ha il dovere morale di difenderli, di tutelarli, perché
per lei rappresenteranno un fiore all'occhiello in quanto assessore
per l'agricoltura.
Ritengo che, in qualità di Governo, debba fare lei stesso un
emendamento a questa finanziaria e non certamente noi deputati che
abbiamo già fatto, perché teniamo a tutelare il nostro territorio e
in particolare i giovani che fanno ricerca.
Mi viene da interrogarmi su alcune cose: oggi la burocrazia
quattro anni fa sono usciti i Pist che davano ad alcuni comuni la
possibilità di partecipare a questi progetti; dopo quattro anni di
assenza totale fra quindici mesi scadranno gli obiettivi.
Chiama l'Amministrazione comunale e chiede: Siete ancora nelle
condizioni di realizzare l'intervento?
Ma questa è pura follia. Qua bisogna cambiare strategia al
Governo. Non è possibile che dopo quattro anni vengono chiamati i
comuni a fare interventi che magari richiederanno tre o quattro
anni per realizzarli.
Bisogna accelerare la fase dell'investimento dei Fondi comunitari
o volete che in questo momento storico di grande disoccupazione a
tutti i livelli qualcuno possa pensare che non può partire
l'autostrada Siracusa - Gela?
Ma c'è qualcuno che ha il coraggio in quest'Aula di dire o di
affermare che non deve partire? Spero che questo Governo possa
prendere posizione rapidamente su questa storia. Tra l'altro
l'autostrada è ferma a Rosolini e quindi toccherà i lotti 6, 7, 8
già finanziati con gara d'appalto già fatta.
Facciamo chiarezza, diciamo alla gente che vuole, che aspetta un
momento di lavoro. C'è bisogno di chiarezza in questo momento e voi
avete il dovere morale di fare chiarezza, soprattutto con noi che
sosteniamo questo Governo e lo facciamo con chiarezza di intenti,
lo facciamo con le scelte pre-politiche precise.
Abbiamo fatto venire a Pozzallo il ministro Galletti in visita al
centro di accoglienza ed è stato un momento di grande
soddisfazione, di solidarietà, di attenzione per coloro che oggi
vivono questo dramma. E' chiaro, però, che la Sicilia non può
sopportare questo peso e penso che domani, quando il PD incontrerà
Renzi - e mi rivolgo a voi, Gruppo del PD -, oltre a parlare dello
Statuto della Regione Sicilia, parli anche di questa vicenda.
E' inutile dire che condividiamo il percorso. E' inutile dire che
non è la soluzione di tutto, ma resta un principio: che bisogna
andare avanti dando risposte certe ai nostri cittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ciaccio. Ne ha
facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, sono
molto arrabbiato perché ho sentito tanta ipocrisia da parte di
diverse persone, però, ciò nonostante per e nel rispetto di questo
Parlamento, cercherò di mantenere la calma.
In prima istanza, mi rivolgo proprio a lei, signor Presidente,
perché le riconosco una certa onestà intellettuale e, proprio per
questo, non voglio che lei offenda la mia.
Io ho fatto - e faccio una parentesi - una richiesta ben precisa,
che era quella di conoscere la busta paga del Segretario generale,
proprio perché ho messo in discussione quanto scritto nel sito
dell'Ars in quanto ritenuto dal sottoscritto falso. A seguito
quindi di una sua nota - che faccio finta di non avere ricevuto -
dove lei mi dice che le buste paghe e tutte le competenze sono sul
sito dell'Ars, mi permetta, di dire che mi sento preso un po' in
giro. Io le dico che non sono veritiere e lei mi dice di sì.
Veniamoci incontro, nel senso che o effettivamente, in qualità di
deputato io ho accesso agli atti e alla possibilità di visionare di
persona i documenti e ricredermi ed eventualmente chiedere scusa
all'intero Parlamento e all'Ufficio di Presidenza, oppure ci
rifacciamo - visto che non posso esercitare le mie funzioni, ho
fatto una richiesta, non posso considerare valida la risposta -
magari al nostro Regolamento, ed istituiamo una Commissione per
verificare effettivamente se l'Ufficio di Presidenza in questo
caso, quindi lei o io, qualcuno di noi insomma, non diciamo la
verità.
Pertanto, nel rispetto di questo Parlamento, chiedo che venga
fatta trasparenza - e so che lei proprio perché nel suo intervento
di apertura ha dichiarato che questo Parlamento sarà trasparente.
Quindi, io mi auguro e ribadisco nuovamente la mia richiesta prima
di fare appello all'articolo 106 del Regolamento interno, di avere
una risposta concreta.
Per quanto attiene alla manovra finanziaria, io e il mio Gruppo
parlamentare condividiamo le perplessità che il collega Cracolici e
il collega Gucciardi hanno sollevato sulla infrastruttura di questa
manovra, sul mutuo di 100 milioni di euro, se effettivamente è il
caso di pagare o meno gli stipendi.
Sicuramente la maggioranza e anche il Governo hanno ascoltato
alcune osservazioni costruttive che abbiamo presentato. Perché
quando le osservazioni sono costruttive vengono bene accolte. Però,
oggettivamente, dobbiamo anche capire che cosa stiamo andando a
votare e di che cosa stiamo discutendo. Perché, in alcuni casi, si
è dichiarato esserci una priorità di stipendi di enti, laddove noi
non riteniamo opportuna questa priorità.
E faccio un esempio visto che qui si fanno tanti esempi: anche i
lavoratori dell'IRIDAS - e io non ho nulla a che fare con questo
ente - avanzano lo stipendio da circa 11 mesi e non stati
considerati e addirittura vi era una convenzione che però non ha
più copertura finanziaria.
Dunque, al di là degli esempi, e sia io che altri miei colleghi
hanno riportato diversi esempi, o in maniera onesta apriamo un
ragionamento su una manovra secca, che tratta soltanto di stipendi
e ci prendiamo, come è già stato ribadito, qualche giorno in più,
proprio perché sulla stabilità di questa manovra ci sono
perplessità e vorremmo capire se effettivamente è così, oppure
addirittura è una operazione fatta apposta per distruggere
completamente la credibilità di questo Parlamento.
Io credo che altrimenti ci troveremo nuovamente con una
impugnativa del Commissario dello Stato o di fronte a un ricorso
avverso la Corte Costituzionale, per far valere le prerogative
statutarie.
Pertanto, invito tutti quanti a prendere qualche giorno in più per
la discussione, per continuare un ragionamento preciso e ci
adoperiamo in questo senso - ed in questo noi come Movimento Cinque
Stelle daremo sempre e comunque il nostro contributo costruttivo, o
altrimenti noi non ci renderemo complici di qualche spot del
Governo a 12 giorni dalle elezioni europee, in una campagna
elettorale che non giova né noi né tutti i siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Greco Giovanni. Ne
ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Ragusa, qui nessun deputato ha il minimo dubbio che si debbano
pagare gli stipendi e se qualche mio collega ha posto questo
problema, non è perché non è d'accordo, ma perché era l'impegno che
aveva preso con il Governo per approvare questa manovra che avesse
come obiettivo anche quello di pagare gli stipendi ai forestali.
A me è dispiaciuto, assessore Reale, e visto che lei si sta
allontanando dall'Aula, la pregherei di ascoltare quanto ho da dire
in ordine ad un problema che riguarda il suo Assessorato.
Vede, assessore Reale, nella precedente finanziaria abbiamo
affrontato con molta compiutezza il suo settore e il problema
forestali sui quali stiamo discutendo anche stasera. Lei deve
pensare che nella finanziaria passata c'erano circa duecento
lavoratori, cosiddetti a tempo indeterminato, che noi abbiamo
scoperto essere tutti imboscati negli vari Assessorati. Il Governo
poneva un problema che era quello del pagamento del chilometraggio.
Tutti questi lavoratori che sono stati impiegati all'Assessorato
del Territorio, oppure in via Del Duca, se ce ne sono, attenzione -
di un bel po' ne ho notizia - oppure nel suo Assessorato, quindi in
viale Regione siciliana, tutti hanno diritto ad avere il rimborso
chilometrico. Ma lo sa che cosa succede? Che se per caso dovesse
perdurare una gestione dei forestali con questa leggerezza, in un
momento in cui noi chiediamo di fare sacrifici a tutte le parti
perché dobbiamo approvare un bilancio che non ha più risorse, se
non cominciamo ad avere questa collaborazione, fra lei che gestisce
l'Assessorato e tutti i suoi dipendenti, che continuano ad
alimentare fonti di spesa, quali ad esempio, la benzina per le
motoseghe, l'olio per le motoseghe (ce n'è uno quasi in ogni
paese), io mi chiedo se sia normale tutto ciò. Io penso che non sia
assolutamente normale.
Appena iniziano i lavori, i direttori che sono preposti ai vari
distretti cominciano a presentare le periziette . Lei,
frequentando quell'ambiente, vedrà che cosa significa periziette .
Ebbene, secondo me il primo provvedimento che lei dovrà prendere è
fare subito quello che è previsto nel decreto anticorruzione:
levare tutti quelli che da due anni, ma guardi che non sono due
anni, ma da venti anni sono in via Del Duca, e fare una rotazione
eccezionale del personale. E vedrà che così lei risparmierà decine
e decine di milioni.
Questo lo dirò a tutti gli assessori. Se capita lo dirò a tutti
gli assessori: applicate quello che dice il decreto anticorruzione.
L'ho chiesto pure al Presidente dell'assemblea, glielo chiederò
nuovamente non appena sarà trascorso un po' di tempo per vedere se,
in effetti, lui sta lavorando su questo argomento o i suoi uffici
stanno lavorando su questo argomento.
Vorrei adesso rivolgermi al Movimento 5 stelle, il quale ha
presentato un emendamento che ritengo giusto nel merito, ma
sbagliato nella tempistica. Perché dico sbagliato nella
tempistica? Perché noi abbiamo commesso, approvando
quell'emendamento, un'ingiustizia. Perché abbiamo commesso
un'ingiustizia? Io credo che voi, in buona fede, e noi che eravamo
addetti ai lavori e che ci siamo prestati abbiamo commesso un
errore. Se voi ricordate, noi abbiamo chiesto a quella platea, a
quel bacino di lavoratori precari, e nel momento in cui l'abbiamo
chiesto guardate che erano titolari di un rapporto di lavoro a
tempo indeterminato, ricordatevi loro erano titolari di un rapporto
di lavoro a tempo indeterminato, con una società, la Trinacria
onlus, per il quale c'era stato l'impegno di tutti noi, di tutto il
Parlamento. Avevamo difficoltà economiche, dovevamo trovare 35
milioni, e allora il primo paladino che è stato Crocetta, che cosa
ha chiesto a questi lavoratori? Onorevoli del Movimento Cinque
Stelle, abbiamo chiesto di dimettersi, abbiamo chiesto di
dimettersi E questo è stato il gravissimo errore che noi abbiamo
commesso nei confronti di questi lavoratori
CIANCIO Ma parla per te, noi non lo abbiamo chiesto a nessuno.
GRECO Non lo so, uno cerca di dialogare, di risolvere un problema
di ingiustizia che c'è stato con le buone maniere, con la
collaborazione di tutti. E voi cosa fare? Ma guarda che io non ti
ho interrotto, ma finiscila, finiscila te l'ho detto e te l'ho
spiegato pure in Commissione, però non mi disturbare, io non
disturbo mai a nessuno
FALCONE. Sia gentile onorevole Greco.
GRECO Giovanni Sono stato sempre gentilissimo. Dicevo, al fine di
trovare una soluzione a questo problema, che non è un problema
territoriale, l'ho detto in tutte le salse e a tutti quanti, è un
problema regionale, quindi io con la serenità, con la pacatezza, io
dico di esaminare questo problema, e cercare con la collaborazione
di tutti quanti di trovare una soluzione. Risolviamo questa
ingiustizia, dopo di che facciamo delle regole che valgano per
tutti, per tutto il mondo del precariato, ma dopo.
Pertanto, l'invito che rivolgo a quest'Aula è che il problema
che vi ho posto sia affrontato con la serenità dovuta, senza presa
di posizione, cercando di guardare a quei settanta-ottanta
lavoratori che hanno subito un'ingiustizia. E non mi sembra
corretto che noi non si faccia nulla per risolvere tale problema,
visto che come ha detto l'onorevole Ragusa si trata di impiegati
della nostra Amministrazione. E rendetevi conto che danno un ottimo
profitto e svolgono mansioni che tanti altri non fanno. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
iniziato questa legislatura sotto il segno della rivoluzione
annunciata. E dal Governo della rivoluzione man mano che passa il
tempo, siamo scivolati verso il Governo della confusione. Dal
Governo della trasparenza, via via siamo passati ad un Governo dai
provvedimenti che appaiono non solo a me, ma ai più, come prebende
da elargire sotto elezioni. In altri termini, con altro linguaggio,
in altre sedi, avrebbero una definizione ben precisa, voto di
scambio. E dal Governo delle maggioranza variabili, siamo passati
alle minoranze guerreggianti, e quello a cui stiamo assistendo nel
dibattito di questa sera ne è la prova più lampante.
Si è presentato questo Governo, in Commissione bilancio, dicendo
che approvare questa manovra era urgente, indispensabile,
indifferibile, proprio perché non bisognava fare macelleria
sociale, ed era urgente e indifferibile pagare gli stipendi. Ma la
vicenda non inizia con la presentazione in Commissione bilancio di
una manovra che prima si chiamava manovra, poi è diventata
manovrina, poi è diventata mini variazione, poi addirittura è
diventata un insieme di emendamenti e null'altro.
Questo Parlamento, se ha una caratteristica che lo
contraddistingue, è certamente quella di non negare uno stipendio a
nessuno. Almeno così è sempre stato. E non si può certamente
accusare questo Parlamento di fare ostruzionismo per cercare di
impedire di pagare stipendi, soprattutto se si tratta di stipendi
di povera gente, di stipendi di famiglie che non sanno come andare
avanti, come comprare il pane da portare a tavola.
Ma noi non siamo in presenza di un uguale impegno in questa
direzione da parte di questo Governo, perché se fossimo in presenza
di un uguale impegno coerente da parte di questo Governo, questo
Governo, fin dal momento in cui c'è stata la più vasta,
terrificante, imponente impugnativa da parte del Commissario dello
Stato che mai ci sia stata su una finanziaria di questa Assemblea,
dal giorno dopo, se fosse stato coerente con le promesse fatte
quando era della rivoluzione, e cioè di non fare macelleria
sociale, avrebbe dovuto impiegare il proprio tempo anziché a
cercare di sedare le diatribe interne alla sua pseudo maggioranza,
dando qualche obolo a questa piuttosto che a quell'altra fazione, e
perdere mesi e mesi di tempo in una interminabile ed infinita
sequela di dichiarazioni stampa, di incontri, di trattative
sottobanco o meno per la riformulazione della squadra di Governo,
rimpasto sì, rimpasto no, azzeramento sì, azzeramento no, quel
Governo che era della rivoluzione avrebbe dovuto impiegare il
proprio tempo di giorno, ma anche di notte se fosse stato
necessario, per tenere fede alle promesse fatte quando era
rivoluzionario per cercare di mettere a punto da subito una manovra
per dare sollievo a quelle persone che si sono ritrovate dall'oggi
al domani senza stipendio, non per un destino cinico e baro, non
per qualche malvagio destino o presagio calato dall'alto e verso il
quale non c'era rimedio, ma si sono trovati senza rimedio perché il
cosiddetto Governo della rivoluzione' dopo quasi due anni non si è
minimamente occupato di porre rimedio alle disastrate finanze della
Regione e cercare in qualche modo di tamponare le ricadute sulle
persone più deboli e più povere di questa Regione. Anche per i
provvedimenti che sono stati via via presi a livello nazionale e
verso e contro i quali mai nulla ha fatto per cercare di far valere
i diritti di questa Regione, questo Governo dal giorno dopo della
impugnativa del Commissario dello Stato che ha debellato a colpi di
scure dei provvedimenti assolutamente cervellotici che erano stati
presentati in quella manovra finanziaria, dal giorno dopo, si
sarebbe dovuto mettere a correre e invece tutto ha fatto, tranne
che cercare di risolvere quei problemi, tranne che venire incontro
ai siciliani, tranne che cercare di non far mancare lo stipendio a
chi ne aveva bisogno e del quale era stato privato per
l'incapacità, l'insussistenza, l'incompetenza di un Governo che
solo apparentemente si chiama tale, ma che di fatto ha dimostrato
in questi quasi due anni qualsiasi appellativo può avere tranne
quello di Governo.
Allora non si può venire a dire qui in Aula di cercare di
approvare velocemente un tentativo di manovra dal sapore
squisitamente elettoralistico, una manovra a 12 giorni, che poi non
saranno 12, saranno a 8 giorni, e che poi non saranno 8 perché
prima di essere pubblicata ce ne andremo a giugno, al solo scopo di
fare annunci in campagna elettorale o nei vari comizi e per poter
dire: abbiamo provveduto a sanare la vostra situazione, dateci il
vostro voto
Questo non è degno di un Governo, di una regione a statuto
speciale come la Sicilia, che nel corso dei decenni, accanto a
tutti i difetti che ha avuto e che certamente ha avuto, ma che
spesso ha dato lezioni dal punto di vista legislativo persino al
Parlamento nazionale. E questo non è degno di questa regione. E
questo non lo merita il Parlamento.
Allora, posto che prima di me autorevoli esponenti della
maggioranza hanno messo in luce tutte le criticità di questa
pseudomanovra che manovra non è, che è un qualcosa di nuovo che ci
si è inventati nel cilindro, portata a quattro giorni dal voto,
perché questo sarà alla fine: quattro giorni dal voto e vsta la
criticità intrinseca dimostrata dalle comunicazioni del Governo in
Conferenza dei capigruppo qualche ora fa, e che nonostante tutti i
cambi che ci sono stati in questi dieci giorni, e sono stati
molteplici, a cominciare dalla Commissione bilancio per quel famoso
allegato 1 dove sono contenuti gli enti della famigerata ex
tabella H . Vi ricordate la famigerata tabella H ? Che doveva
scomparire, che era una vergogna e che compare e scompare a seconda
dei momenti delle richieste, delle convenienze o dei ricatti che il
Governo subisce da singoli esponenti della sua pseudomaggioranza?
E' cambiata quattro o cinque volte in Commissione bilancio
l'allegato 1 .
Ora è mai pensabile che il Governo della trasparenza operi nomine
durante il periodo elettorale, nonostante ci sia una legge
nazionale che lo vieta e nonostante una legge regionale, la
cosiddetta blocca nomine del 2012, che lo vieta altrettanto? E come
le chiamiamo queste? Con quale appellativo le chiamiamo? Le nomine
fatte a 10, a 12, a 8 giorni dal voto? Come le vogliamo chiamare
Governo della trasparenza le nomine fatte a qualche giorno dal
voto, con quale appellativo? Sotto quale giurisdizione di legge
vengono inquadrati normalmente?
Questo Governo ha pure l'ardire di volere approvare una manovra,
siffatta in questi termini, senza copertura, con un mutuo che prima
non c'è, poi compare e poi al momento di andare in Aula ricompare.
Come la vogliamo chiamare? Una manovra che si prefigge di dare gli
stipendi e poi va a individuare prebende a delle associazioni
piuttosto che ad altre? Ai ciechi non li diamo agli audiolesi per
esempio li diamo? Ma non a quelli di tutte le province: ad alcune
si e ad altre no?
Allora, il Governo se ha ancora un briciola di dignità da salvare
e se vuole che questa manovra sia approvata contro ogni buon senso,
perché sarebbe stato logico sulla base del presupposto delle
mancate coperture finanziarie che sono forti dubbi sulle coperture,
sarebbe stato logico aspettare l'esito della parifica della Corte
dei Conti ed intervenire a giugno come si dovrà fare nuovamente,
nella manovra complessiva, per risolvere e approvare quei
provvedimenti che possono essere equi e omnicomprensivi senza
lasciare per strada alcune categorie.
Che diciamo ai lavoratori della formazione professionale che da
due anni non prendono uno stipendio? Per quelli stipendi non ce ne
sono. Per altre categorie invece ci sono. Se vuole portare in porto
uno straccio di manovra che si sottragga alla maggior parte di
questi rilievi, il Governo tolga tutto ciò che non ha nulla a che
vedere con gli stipendi.
Siccome ce ne sono tanti di provvedimenti all'interno di questa
pseudo manovra: a cominciare da alcuni articoli della manovra
stessa per continuare con il famoso allegato 1, la mini tabella 'H'
che non ha nulla di urgente per quanto riguarda gli stipendi, ma
che ha tanto, tanto a che fare con il prossimo voto in piena
campagna elettorale, per acquisire qualche consenso.
Il Governo sfrondi dunque tutto ciò che non comporta incidenza
sugli stipendi veri e propri, netti e crudi. Tutto il resto, con
più calma dopo avere ascoltato il giudizio di parifica della Corte
dei Conti, dopo aver conosciuto qual è la nostra sorte in merito ai
provvedimenti nazionali, alle ricadute dei provvedimenti nazionali
sulla bilancia e sui fondi della Regione. Trasportiamolo a giugno.
Perché già troppi guai ha passato questa Regione. Purtroppo, se
l'operato della Regione non avesse alcuna ricaduta sui cittadini
non sarebbe una gran colpa, ma purtroppo i guai della Regione poi
li pagano gli inermi cittadini; troppi guai dicevo, sono passati
provvedimenti cervellotici, senza capo né coda, senza copertura
finanziaria e che non tenevano conto delle reali situazioni in cui
ci troviamo.
Onorevoli colleghi, ci si impegni di più per cercare di risolvere
realmente i problemi, e ci si adoperi di meno per fare campagna
elettorale. Ripeto, che non è degna di questo Parlamento.
L'opposizione quindi non farà sconti, certamente non si sottrae
all'obbligo nudo e crudo di pagare gli emolumenti se c'è la
possibilità e se ciò non arrecherà danno successivamente
all'equilibrio complessivo del bilancio della Regione, ma che non
ci sia nulla di elettorale, perché le vergogne a cui abbiamo
assistito e continuiamo ad assistere non ci stanchiamo di subirle e
non ci meravigliamo. E quando sembra che avessimo toccato il
massimo possibile della follia, provvedimenti che ci vengono
annunciati dalla stampa ci ricordano che al peggio non c'è mai
fine.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, ho
ascoltato come faccio di solito con attenzione il dibattito che si
è sviluppato questa sera in Aula su un provvedimento che ho
ritenuto e che ritengo indispensabile; un provvedimento quasi
minimalista, un provvedimento che mira ad assicurare semplicemente
le emergenze in settori strategici dell'Amministrazione regionale;
un provvedimento che in un contesto normale, sarebbe stato
approvato in pochissime ore quasi a furor di popolo, perché
indispensabile.
Non voglio entrare nel merito delle singole norme, ma certamente
nessuno può immaginare di lasciare nei guai l'Assessore per le
risorse agricole ed alimentati, in prossimità della prossima
stagione estiva, a proposito degli incendi, interrompere l'azione a
favore dei nostri boschi, di tutela dei boschi, o interrompere la
stagione irrigua o non avviare i lavoratori dell'ESA, per tutto ciò
che norme di questo Parlamento hanno determinato nella direzione
giusta della bonifica, della cura del territorio, per la
prevenzione del dissesto idrogeologico che investe e ha investito,
negli anni scorsi e tutt'ora, questa nostra Regione in maniera
devastante.
Non voglio entrare nel merito di questa manovra, che mira
semplicemente, Assessore, ad assicurare quanto dovuto a lavoratori
indispensabili per questa Regione e a dare una boccata d'ossigeno
ai comuni che tutti abbiamo incontrato in 'Commissione Bilancio',
salvo poi rinnegare, nel momento in cui non c'è la passerella
magari di fronte alla rappresentanza dell'ANCI, rinnegare gli
impegni che l'intera Commissione Bilancio' e tutte le forze
politiche avevano assunto.
Tornando al dibattito, ho la sensazione di un Parlamento, non
come qualcuno ha detto sulla stampa, fuori dal tempo , ma di un
Parlamento che si è estraniato dal tempo, nel senso che è come se
ciò che si sta vivendo in questo momento sia qualcosa nato negli
ultimi quindici, venti mesi, nell'ultimo anno e mezzo di questa
legislatura e non sia, invece, un macigno che è stato costruito
anno dopo anno, almeno a partire dagli inizi degli anni '90, con
una vicenda che ogni deputato conosce ormai nel dettaglio.
Mi riferisco al problema enorme dei residui attivi, al problema
enorme dell'indebitamento che, negli anni, questa Regione ha
portato avanti e che oggi pone difficoltà perfino per una manovra -
si definisca come si vuole - per una manovra, unica manovra
possibile, che fatica a trovare perfino le coperture per ciò che
certamente spesa nuova non è, perché ciò di cui abbiamo parlato,
dai consorzi di bonifica ai forestali, ai lavoratori ESA, alle
problematiche dei comuni, sono spese che vengono da lontano, da
tanto, tanto, tanto lontano
Io non ci sto a recitare questa parte dell'ipocrisia in quest'Aula
che, come spesso ho ripetuto, dovrebbe rappresentare la sacralità
della sovranità popolare. Qualcuno diceva stamattina che non esiste
l'autonomia e la sovranità senza il popolo.
Noi, probabilmente, ci troviamo in un Palazzo, in un'Aula - l'ho
detto qualche altra volta - con le pareti così spesse che facciamo
finta che fuori da questo Palazzo non esistano i problemi, non
esistano le sofferenze e, quindi, possiamo giocare di fioretto con
una posizione o con posizioni veramente tattiche, che nulla hanno a
che vedere con la soluzione dei problemi gravissimi su cui rischia
di affogare questa Regione per responsabilità, certamente, dei
Governi, ma per responsabilità, soprattutto, di questo Parlamento
se non avrà la forza, come negli anni passati spesso non ha avuto,
di affrontare e risolvere i problemi di questa Regione.
Mi stupisce che soltanto l'onorevole Cracolici abbia riferito del
problema sul quale, Presidente Ardizzone, lei è molto sensibile,
che riguarda la messa in discussione dell'autonomia della Regione,
le battaglie che lei ha condotto in queste settimane, in questi
mesi, che questo Parlamento avrebbe il dovere di condurre.
Ci si stupisce poi di un'ordinanza della Corte Costituzionale di
qualche ora fa, di qualche giorno fa, che mette in discussione uno
tra quelli che sono stati, a partire dal porre in essere lo
Statuto, i capisaldi dell'autonomia e della specialità della
Regione.
Mi riferisco al tanto, troppo spesso, richiamato in quest'Aula -
dove ci dovrebbe essere la sovranità popolare - istituto del
Commissario dello Stato e nessuno ricorda, come mai, in questi
tredici anni che ci separano dal 2001, dalla approvazione della
riforma costituzionale del Titolo V della nostra Costituzione, come
mai questo Parlamento è rimasto assolutamente inerte per ciò che
avrebbe dovuto fare sfidando quella riforma come Regione a Statuto
speciale e arrancando in questi anni pensando di auto
referenziarsi, di auto conservarsi senza sfidare neppure una
riforma che la legge dello Stato ci imponeva di fare, la legge
costituzionale n. 3, del 2001.
Questo Parlamento è rimasto inerte, rifiutandosi di riformare lo
Statuto e non riformando lo Statuto oggi si rischia davvero di
mettere in discussione per sempre la propria specialità e la
propria autonomia.
Semmai questo è il problema, non lamentarsi sempre di ciò che
accade fuori da questo Parlamento, ma una volta assumere la
responsabilità per intero di ciò che la sovranità popolare pone
sulle spalle di ogni parlamentare, di ogni deputato di questo
Parlamento, di questo Consiglio regionale che ancora ha il titolo
di chiamarsi Parlamento e che ognuno di noi dovrebbe per la
specialità della Regione siciliana, per la specialità dei problemi
del popolo siciliano che ha avuto titolo di chiamarsi Parlamento,
non certamente per alimentare privilegi di coloro che dal '46 ad
oggi siedono e sono stati e avuto l'onore e l'onere di sedere in
questo Parlamento.
Io sono davvero stupito e anche rattristato di questo modo che
continuiamo ad avere, nel momento in cui siamo sull'orlo del
precipizio, di continuare a giocare a fare questo giochino tattico
come se il problema del destino, legato al destino della Sicilia
fosse questa manovra, fosse impegnare 100 mila euro in più o in
meno per il Consorzio di bonifica o per i forestali e non fosse
questo un obbligo, qualcosa di dovuto per assicurare quel poco di
economia che rimane in questa nostra Regione che è stata massacrata
in questi anni con quella massa di debiti e quella massa di residui
attivi che hanno distrutto e dissestato il bilancio della Regione e
su cui ognuno di noi non vuole assumersi per intero la
responsabilità anche di azioni che non ha commesso perché
appartengono a legislature passate, ma siamo noi oggi i deputati
che il popolo sovrano ha scelto per rappresentarlo, per affrontare
e risolvere questi problemi che pur nessuno di noi probabilmente o
certamente ha creato.
Pertanto, invece di attardarci a dire cosa va eliminato da questa
manovra, dovremmo liberarci in fretta di questa manovra sapendo che
possiamo semplicemente assicurare il dovuto, onorevole Vinciullo,
il dovuto fino al primo semestre di questo anno e non sappiamo dopo
cosa accadrà. Dovremmo occuparci di come dare un segnale forte
all'esterno e all'intero Paese.
Ha ragione chi ha esortato la maggioranza e non solo il Governo ad
interfacciarsi con altri livelli istituzionali perché la situazione
che ho appena descritto sommariamente è una situazione che pone
problemi che non possono essere risolti soltanto nella sede
istituzionale regionale.
Presidente Ardizzone, necessitano di una interlocuzione costante
con alti livelli costituzionali, questo dialogo è necessario per
risolvere questi nostri grandi, pesanti, onerosi problemi che
rischiano davvero di mettere definitivamente in discussione non
solo l'autonomia e la specialità, ma il destino e la prospettiva
del popolo siciliano e non sarà certamente provando a scaricare sul
Governo di turno i problemi che incombono sulla Sicilia che
risolveremo questi problemi.
Sarà possibile risolvere questi problemi - e mi avvio alla
chiusura - soltanto se il Parlamento e in ognuno di questi miei
colleghi parlamentari, l'ho detto più volte anche questo io, trovo
la capacità, la forza morale, la determinazione, la consapevolezza
della rappresentanza della sovranità popolare per affrontare e
risolvere questi problemi, ma dobbiamo cambiare pagina, dire
cambiare verso, come in questa fase nel mio partito, bisogna
davvero cambiare verso e bisogna acquisire la consapevolezza che i
problemi della Sicilia non sono del Governo di turno, non sono
della maggioranza di turno, ammesso che una maggioranza ci sia
secondo le leggi elettorali che determinano le maggioranze o le
minoranze.
Io credo che i problemi di questa nostra Regione si possano
risolvere soltanto e tutti insiemi; come amo dire io spesso
mettiamo spalla sotto e cerchiamo di venire fuori da questo
momento di crisi e di difficoltà straordinaria, che non è crisi
soltanto economica, strutturale, è una crisi istituzionale, è una
crisi profonda che mette in discussione perfino la legittimazione
morale ed istituzionale di questo Parlamento a continuare a
chiamarsi Parlamento, a continuare a rappresentare un'autonomia e
una specialità - ripeto - che doveva essere l'autonomia e la
specialità riferita alla soluzione dei problemi speciali e
particolari della Sicilia di quegli anni e anche, purtroppo, di
questi anni dopo quasi 70 anni di Statuto.
Quanto ai segnali, io credo che bisogna fare in modo che questi
segnali vengano lanciati. Io sono fra quelli che più riflette sulle
azioni che possono incidere sulle persone, su chi ci lavora.
Ed allora, rispetto al dibattito che c'è stato in queste ore e che
c'è in questo ore e che riguarda i dipendenti, per esempio, i
dirigenti anche dell'Assemblea regionale siciliana e sono in questa
sede, premesso che la stima e la considerazione per la qualità e il
lavoro da sempre svolto per quello che costa a me da parte di
questi lavoratori davvero straordinari, e di questo ho manifestato
più volte la gratitudine anche da questa tribuna, dico comunque -
in questo credo che ci sia anche una consapevolezza diffusa tra i
dirigenti e i dipendenti dell'Assemblea - che bisogna allinearsi a
ciò che è il sentire comune di questo Paese. Certamente, se il
dibattito è come qualcuno diceva prima di me da questa tribuna, in
questo dibattito lo strumento da utilizzare io penso che bisogna
rispettare sempre il principio di legalità, che bisogna rispettare
sempre le norme vigenti.
Allora, l'articolo 4 dello Statuto è tuttora vigente, il
principio del demandare da parte di una legge costituzionale qual è
lo Statuto al Regolamento e la disciplina anche del trattamento
economico dei dipendenti del trattamento giuridico dei dipendenti
dell'Assemblea regionale siciliana contenuto, se non ricordo male,
nell'articolo 166 del Regolamento dell'Assemblea regionale
siciliana e che demanda, appunto, all'interna corporis al
Consiglio di Presidenza questa materia che ci debba far riflettere
e che nessuno vuole fare guerre sante, bisogna fare ciò che è
giusto, ciò che il sentire comune ci chiede di fare.
Quindi, in questo senso credo che il Parlamento in queste ore si
determinerà nella maniera più ragionevole, più seria e più
coerente, Presidente Ardizzone, con quelle che sono le norme
vigente nell'ordinamento regionale. Per il resto, io chiedo al
Governo di attenzionare molto questa modifica che non è una
modifica da poco; lei, Assessore, con la sua saggezza e la sua
competenza ne è consapevole, è una operazione di poco conto
eliminare dalla manovra una mutuo già approvato peraltro dalla
Commissione Bilancio e andare verso coperture diverse; quindi, le
chiedo ciò che lei certamente già avrà fatto, che farà in queste
ore e il Parlamento ha bisogno ovviamente di una relazione tecnica
da parte dei nostri uffici, di una relazione da parte del Governo.
E' necessario non correre rischi su una manovra che certamente,
come dicevo, va approvata più in fretta possibile, ma che
certamente deve avere i supporti tecnici necessari affinché vada a
buon fine e affinché ci consenta di affrontare le problematiche che
avremo modo di affrontare nelle settimane e nei mesi a venire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, pochi colleghi rimasti, Assessori,
cittadini, onestamente mi sarebbe piaciuto entrare nel merito di
questa manovra, ma ho inteso quello che ha dichiarato oggi
pomeriggio in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
l'Assessore; ovviamente, non posso entrarci perché avendo
annunciato emendamenti che sopprimono e introducono e via dicendo,
preferisco parlare piuttosto del metodo attraverso il quale si è
arrivato praticamente o si è arrivati appunto a questa manovra.
Perché dico metodo? Perché penso che questa mini manovra, come la
si voglia definire, rappresenti esattamente il metodo di questo
Governo ed è un metodo che ho appreso in questi 17 mesi da
neofita, da neo parlamentare ed è un metodo che pone al suo apice
l'emergenza, una emergenza però dal sapore del calcolo politico,
un'emergenza calcolata.
Una volta abbiamo l'emergenza dei precari, una volta abbiamo
l'emergenza dei forestali, poi abbiamo l'eterna emergenza della
formazione, l'emergenza degli sportelli, qua insomma è tutta una
emergenza che poi, sotto queste mentite spoglie, giustifica
manovre, manovrine, provvedimenti, coperture e soprattutto le
richieste di un governatore che sistematicamente è assente dalla
Commissione Bilancio ed è assente praticamente da questa Aula,
però, alla fine, si pone come il salvatore della Patria, in quanto
scende nelle piazze, assicura, garantisce, salvo poi chiedere al
Parlamento il sacrificio di risolvere l'emergenza dell'ultimo
minuto che dura da 17 mesi. Chi mi ha preceduto dice che dura da
50 anni, da 60, ma noi siamo sempre in emergenza.
Vedo che lei, Assessore, ha imparato benissimo il metodo del suo
predecessore, il metodo della riscrittura.
I miei colleghi partono con un provvedimento, poi arriva in
Commissione Bilancio un altro provvedimento, poi ne arriva un altro
ancora, oggi ne ha annunciato un altro: è in perfetta sintonia con
il suo predecessore.
Alla fine, come si dice, non ci sono problemi, sediamoci insieme,
ci mettiamo d'accordo chi ha avuto ha, chi non vuole avere
riceverà, ce n'è per tutti e alla fine, questo l'ho imparato, in
questa circostanza, è il metodo della carota elettorale .
Mi chiedo come mai in periodo di elezioni non si poteva più
attendere di pagare gli stipendi E' negli ultimi dieci giorni che
noi abbiamo questa necessità dopo avere fatto aspettare i
lavoratori per mesi e mesi No Ora o mai più, perché forse per le
europee non ci votano o forse non so cosa ci sia in cambio: li
paghiamo fino a giugno, luglio, agosto, settembre - come ha detto
l'onorevole Gucciardi - non sappiamo nemmeno se ce la faremo,
nemmeno se potremo.
Allora a questo punto mi viene da dire: ma se non riusciamo a
pagare gli stipendi oltre giugno, se non abbiamo idea di come fare
oltre giugno, non sarebbe il caso di arrendervi?
(applausi del Movimento 5 Stelle)
CAPPELLO. Ma se non riuscite a programmare a lungo termine
qualcosa che a questi lavoratori è dovuto, perché nessuno sta
facendo una cortesi a chi deve avere. Qua si tratta di somme che
vanno pagate a persone che vanno pagate, perché ne hanno diritto,
perché hanno un contratto, ma se non riuscite a programmare per
più di un mese, come riusciremo noi a completare la legislatura se
non da emergenza in emergenza? Ma questo non è precarizzare il
diritto dei lavoratori a tempo indeterminato e farli diventare
precari? Non è promettergli la carota e poi dirgli va beh
Poi vediamo, non è una mancanza di programmazione, se noi dobbiamo
attingere dai fondi del bilancio che sono striminziti, che non
esistono, facciamo una manovra da 136 milioni di euro e dovranno
anche ringraziare il Governo e dovranno ringraziare Crocetta, qual
è l'orizzonte di questo Governo? Dove vuole arrivare?
Poi abbiamo il metodo dell'ipocrisia che è quello, e mi dispiace
che non sia in Aula, dell'onorevole Cracolici, sui Pip, ma voi
pensate che il Movimento 5 Stelle, che è per il reddito minimo di
cittadinanza, è contro gli ultimi qualunque sia la loro
denominazione? E' discutibile una cosa del genere? Una cosa però è
certa: noi non saremo mai a fianco di chi già ha e vuole qualcosa
che non gli spetta perché vuol dire toglierla a chi non c'è l'ha e
questo è un problema di giustizia sociale e su questo non
consentiamo a nessuno né di farsi campagna elettorale né di
accusarci di ipocrisia.
Colgo l'occasione per ringraziare l'onorevole Lupo che non è in
Aula, l'onorevole Panarello che non è in Aula, e il Presidente
Crocetta che ci ha accusati di voto di scambio per il fondo per il
microcredito alle imprese che stiamo finanziando con i nostri
soldi, quelli della restituzione, che non sono a fondo perduto come
gli 80 euro che voi della maggioranza a Roma state regalando a chi
ha già perché chi vi accederà, al nostro fondo, dovrà pagare un
tasso di interesse e non un voto.
Infinem vorrei concludere con un appello a tutti i colleghi
parlamentari: finiamola con il trasformare questo Parlamento in
tanti micro consigli comunali, che nessuno vada a tirare la
giacchetta all'Assessore o al Governo per avere questo o
quell'altro finanziamento. Questo è un Parlamento regionale.
Grazie.
(applausi del Movimento 5 Stelle)
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappello e grazie anche all'onorevole
Ciancio che ha rinunciato all'intervento. Così come concordato,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Domani si riprenderà la discussione sull'articolato sul disegno di
legge n. 724/A, con l'auspicio che il dibattito di questa sera
abbastanza sereno, che fa seguito a un dibattito altrettanto sereno
che c'è stato in Conferenza dei capigruppo, ci possa portare
agevolmente all'approvazione della manovra. Certamente, la novità
che è uscita dalla Conferenza dei capigruppo, ma anche dal dibatto
in Aula, è quella in ordine alla soppressione dei 100 milioni di
euro che deriverebbero dal mutuo. Quindi, bisognerebbe capire se
questi 100 milioni che servivano a dare copertura a determinate
spese sono coperti con altrettante entrate oppure sono soppresse
completamente le spese.
Questo per la chiarezza del dibattito sugli emendamenti e sugli
articoli che ci sarà domani in Aula
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 14
maggio 2014, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
- Variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario
2014 e alla legge Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale.' Disposizioni varie.
(n. 724/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Di Giacinto
Relatore di minoranza: on. Vinciullo
III - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
3) - Procedure per il rilascio delle certificazioni di
abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
singole porzioni di costruzioni. (nn. 653-469/A) (Seguito)
Relatore: on. Fazio
4) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
5) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
6) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
7) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
8) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
9) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
10) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
11) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 21.22
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Istruzione e formazione professionale»
ZAFARANA - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI -
FOTI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TANCREDI -
TRIZZINO - ZITO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, premesso che:
l'Ufficio Scolastico Provinciale di Messina (Ufficio XIV - Ambito
Territoriale) ha recentemente pubblicato il prospetto delle
disponibilità dei posti di sostegno per la provincia di Messina per
l'anno scolastico 2013/2014;
da tale prospetto si evince che l'Ufficio Scolastico Regionale per
la Sicilia ha decurtato 279 posti di sostegno a fronte di una
richiesta dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Messina di 443
cattedre, autorizzandone solo 164;
tale drastica mancata assegnazione delle 279 cattedre richieste
risulta ad oggi ingiustificata;
tale riduzione avrà gravissime conseguenze sugli alunni disabili
del messinese che non avranno garantita una efficiente ed efficace
offerta formativa per l'anno scolastico 2013/2014;
considerato che:
nelle scuole di Messina e provincia gli alunni con disabilità sono
2049 e di questi 1169 presentano una connotazione di gravità ed
hanno diritto al numero massimo di ore, con un rapporto
alunni/docenti di 1:1;
i docenti di sostegno assegnati a Messina e provincia sono 1294 e,
in base alle norme vigenti, 1169 docenti di sostegno dovrebbero
essere utilizzati per gli alunni in condizioni di gravità;
i restanti 125 docenti andrebbero impiegati per garantire il
diritto allo studio a 880 alunni con disabilità non gravi con un
danno che, permanendo la situazione, risulterebbe incontenibile e
che, probabilmente, spingerebbe numerose famiglie ad adire le vie
legali per vedere ripristinate le ore decurtate;
preso atto che:
la sezione provinciale di Messina del Sindacato SFIDA ha
immediatamente denunciato la situazione richiedendo tra l'altro
l'intervento del Prefetto di Messina presso le sedi istituzionali
competenti al fine di trovare soluzioni adeguate per consentire un
inizio di anno scolastico sereno ai ragazzi e alle loro famiglie
attraverso il reintegro immediato dei 279 posti soppressi;
la stessa sezione del Sindacato SFIDA ha, altresì, denunciato come
l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, abbia agito senza
guardare, così come la normativa prevede, alle effettive esigenze e
senza entrare nel merito delle richieste pervenute dall'Ufficio
Scolastico Provinciale di Messina;
nessun intervento a favore degli alunni con disabilità può
considerarsi proficuo se manca la volontà di guardare alle esigenze
e alle necessità del soggetto con disabilità e non a parametri
dettati dal contenimento della spesa pubblica;
per conoscere:
il criterio utilizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la
Sicilia nella ripartizione dei posti tra le varie province
siciliane, considerando che i 443 richiesti da Messina risultano
indispensabili per garantire il diritto allo studio degli alunni
con disabilità;
quali iniziative concrete il Governo intenda assumere nei
confronti dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia volto al
ripristino immediato dei 279 posti di sostegno decurtati». (1701)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Perviene agli Uffici di diretta collaborazione di
questo Assessore l'interrogazione n. 01701 a firma dell'On.
Zafarana con la quale si chiede allo scrivente Assessorato di
conoscere il criterio utilizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale
per la Sicilia nella ripartizione dei posti tra le varie province
siciliane, considerando che i 443 richiesti da Messina risultano
indispensabili per garantire il diritto allo studio degli alunni
con disabilità; quali iniziative concrete il Governo intenda
assumere nei confronti dell'Ufficio Scolastico regionale per la
Sicilia volto al ripristino immediato dei 279 posti di sostegno
decurtati.
In merito alla tematica de qua, non si può non evidenziare che la
materia attiene alla competenza esclusiva dello Stato.
Tuttavia, questo Assessore si farà portavoce verso i competenti
organi del Governo centrale per rappresentare la necessità di
interventi risolutivi».
L'Assessore
N. Scilabra
Rubrica «Salute»
FAZIO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che con nota del 20 novembre 2013, la Direzione
Sanitaria dell'ASP 9 di Trapani comunicava ai direttori degli
istituti di pena di Trapani, Castelvetrano e Favignana la decisione
di sospendere, a far data dal 01/01/2014, qualsiasi erogazione di
medicinali e altro materiale sanitario, procedendo al contempo alla
fatturazione per i costi sostenuti per i beni sanitari già forniti;
rilevato che tra quelli già forniti e tra quelli che saranno
fatturati sono presenti anche i farmaci di fascia H (destinati ai
malati con patologie quali HIV ed altre gravi patologie croniche),
ovvero quei farmaci in uso solamente nelle strutture ospedaliere,
che non possono essere venduti dalle farmacie né prescritti dai
medici di base, anche se alcuni di essi, indicati per le malattie
gravi, possono essere dispensati dalle Asl anche per i cittadini
non ricoverati in ospedale;
considerato che analoga vicenda era già stata esaminata dagli
uffici dell'ASP (anno 2006) e risolta con una serie di note, che
ribadendo la distribuzione gratuita dei farmaci H, richiamavano il
D. Lgs. n. 230/99;
considerato che all'art. 1 del citato D. Lgs n 230/99 'Diritto
alla salute dei detenuti e degli internati' è sancito, al comma 1,
che 'I detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei
cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di
prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci ed
appropriate, sulla base degli obiettivi generali e speciali di
salute e dei livelli essenziali e uniformi di assistenza
individuati nel Piano sanitario nazionale, nei piani sanitari
regionali e in quelli locali' e al comma 2, che 'Il Servizio
sanitario nazionale assicura, in particolare, ai detenuti e agli
internati: a) livelli di prestazioni analoghi a quelli garantiti ai
cittadini liberi'; al comma 4 del medesimo articolo è previsto che:
'I detenuti e gli internati conservano l'iscrizione al Servizio
sanitario nazionale per tutte le forme di assistenza, ivi compresa
quella medico-generica'; al comma 6, che 'I detenuti e gli
internati sono esclusi dal sistema di compartecipazione alla spesa
delle prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario
nazionale';
visto che tali fattispecie dettagliatamente normate trovano
riscontro operativo nell'allegato 3 alla circolare n 1157/2005
dell'Assessorato della Salute della Regione siciliana, nella quale
è stabilito, tra l'altro, l'esenzione dai ticket sia sulle
prestazioni sanitarie che sui farmaci nei confronti di detenuti ed
internati;
visto che tali principi, riconducibili anche a più alti
inderogabili diritti della persona umana tutelati dalla nostra
Carta Costituzionale quanto dalla Dichiarazione Internazionale dei
Diritti dell'Uomo, se non osservati, esporrebbero la Regione
Sicilia al richiamo di superiori organismi nazionali ed
internazionali (giova ricordare che la Corte europea dei diritti
dell'uomo ha già condannato l'Italia per le condizioni delle
carceri ritenute inumane, e sono in corso altre procedure di
accertamento da parte della UE per le condizioni delle carceri
italiane);
per sapere se non ritengano opportuno intervenire con una nota
chiarificatrice ed una circolare da parte dell'Assessorato
regionale alla salute che ripristinino in favore della popolazione
carceraria residente nelle Case circondariali di Trapani,
Castelvetrano e Favignana, l'insopprimibile diritto, autonomamente
sospeso dall'ASP di Trapani, alle cure ed alle terapie
farmacologiche in totale esenzione per tutti i tipi di farmaci,
compresi quelli della tabella H». (1677)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In riscontro all'interrogazione parlamentare
specificata in oggetto si rappresenta che, come comunicato al Capo
Dipartimento del farmaco dell'ASP di Trapani, la fornitura dei
farmaci H ai detenuti della Casa circondariale di Trapani,
Castelvetrano e Favignana non è stata sospesa, ma è stato
intrapreso un percorso, condiviso con lo scrivente Assessorato, per
la fatturazione dei medicinali al Ministero di Grazie e Giustizia».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino