Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo verbale
della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.
Commemorazione dell'onorevole Ignazio Marinese
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire nei lavori è
doveroso osservare un minuto di silenzio in ricordo dell'onorevole
Ignazio Marinese, che è stato deputato della XV legislatura, e che
ha lasciato questa Terra proprio ieri, quindi, invito tutti ad
osservare un minuto di silenzio, ed a seguire l'onorevole Alongi
vorrà commemorarlo, perché lo conosceva direttamente e
personalmente come tanti di noi, ma lui in maniera particolare.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
ALONGI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è con un pizzico di
profonda emozione che volevo ricordare oggi l'amico e l'onorevole
Ignazio Marinese, nel ricordo che voglio fare non dell'onorevole,
ma dell'uomo Azio, che credo che abbia rappresentato per tanti di
noi un faro, una luce, un percorso nella vita, importante.
Vedete, io lo definisco un esempio per tutta la burocrazia
regionale. Voglio fare un passo indietro, perché voglio ricordare a
tanti che Azio Marinese, prima di fare il deputato regionale, per
tanti anni ha servito questa Terra e la Regione, e devo dire che
Azio da dirigente regionale ha messo sempre un passo avanti il
senso dello stato ed il servizio all'istituzione Regione.
Uomo di grandi valori, un uomo di profondi valori, di grande
onestà intellettuale, morale e culturale, e credo che Azio
rappresenti per ognuno di noi un punto di riferimento e luce, per
quello che è un percorso politico che ognuno di noi intraprende
nella sua vita. Ringrazio Azio per ciò che ha fatto e per ciò che
ha rappresentato per ognuno di noi. Grazie di vero cuore, Azio.
'variazioni di bilancio'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni al
bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (n. 724/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al primo punto
dell'ordine del giorno: Seguito della discussione del disegno di
legge numero 724/A "Variazioni al bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2014 e alla legge 'Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità
regionale'. Disposizioni varie".
Gli articoli 1 e 2 vengono accantonati, in quanto verranno
approvati alla fine.
Si passa all'esame dell'articolo. Ne do lettura:
Art. 3
Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
e della
prevenzione degli incendi
1. Per il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e 47 della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni nonché per il personale di cui al comma 7
dell'articolo 44 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 14 alle
dipendenze del Dipartimento regionale Azienda regionale foreste
demaniali e del Comando del corpo forestale della Regione
siciliana, per l'espletamento delle attività di sistemazione e
manutenzione idraulico-forestale ed idraulico-agraria,
imboschimento e rimboschimento, miglioramento dei boschi esistenti
ed attività connesse, difesa del suolo, valorizzazione ambientale e
paesaggistica, anche al fine della fruizione sociale del
territorio, ivi compresa la gestione delle aree protette, attività
per la produzione e la vendita di legno a scopi energetici, difesa
della vegetazione dagli incendi, per le attività di cui agli
articoli 14 e 29 della legge regionale n. 16/1996 e successive
modifiche ed integrazioni è autorizzata, per l'anno 2014,
l'ulteriore spesa nel limite massimo di 18.087 migliaia di euro
(UPB 10.5.1.3.2 - capp. 156604 - 156605).
2. Per l'attuazione di progetti, coerenti con il comma 18
dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e successive
modifiche ed integrazioni, finalizzati alla costruzione e
manutenzione straordinaria di opere ed impianti del demanio e del
patrimonio pubblico forestale nonché per la ricostituzione ed il
recupero del patrimonio pubblico boschivo è autorizzata per l'anno
2014, l'ulteriore spesa nel limite massimo di 20.000 migliaia di
euro (UPB 10.5.2.6.1 - cap. 554201). All'onere di cui al presente
comma si provvede mediante ricorso alle operazioni finanziarie
autorizzate dalla presente legge.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 3.2.1.
Mi comunicano gli uffici che il Governo dovrebbe ritirarlo. Allora,
Assessore, lo ritira?
AGNELLO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, volevo capire meglio. Abbiamo
rinviato il testo in Commissione Bilancio e ripartiamo
dall'articolo 3?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, gli articoli 1 e 2 sono
accantonati in quanto si parla di tabelle e vengono approvate alla
fine.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei capire se il rinvio del testo
in Commissione ha fatto sì che si superasse il problema per il
quale avevamo deciso di rinviarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, c'è una lettera di apprezzamento
favorevole e, quindi, si sta andando avanti.
CRACOLICI. E'una lettera rivolta a chi? Sono entrato da poco in
Aulo ed ho scoperto che siamo all'articolo 3. Signor Presidente,
siccome il rinvio in Commissione ha suscitato una serie di
questioni anche pubbliche
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stiamo parlando sull'articolo 3.
CRACOLICI. Che vuol dire?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici lei sta intervenendo sulla manovra
complessiva.
CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei sapere se il problema che ha
fatto rinviare il testo in Commissione è stato superato. Se le
ragioni di quel rinvio sono superate o no Per capire Io non
vorrei, signor Presidente, che lei si sia prestato al gioco di far
rinviare il testo in Commissione perché c'era la campagna
elettorale Siccome non ci credo e siccome non credo di essere
stato neanche io a rinviare il testo in Commissione per ragioni
elettorali, ma ho condiviso la scelta di approfondire il testo
perché le modalità di copertura non funzionavano, vorrei evitare
che qui le parole viaggino in assoluta libertà per cui ognuno può
dire tutto ed il contrario di tutto
Desidero capire se le ragioni per le quali l'Aula ha posto il
problema di una copertura che al momento non era nella
disponibilità, per cui non può essere iscritta nella disponibilità
effettiva dei comuni, ebbene, questa questione è stata risolta o
no? Ripeto, ho posto una questione tecnica non politica Le
questioni politiche le lascio giudicare ad altri Vorrei
semplicemente sapere di cosa stiamo parlando.
DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione. Onorevole Cracolici, purtroppo
oggi lei era assente in Commissione.
CRACOLICI. Presiedevo la I Commissione
DINA, presidente della Commissione. Era assente giustificato E'
chiaro che il problema sollevato dal collega Cracolici necessiti di
un riscontro, atteso che è stato oggetto di contrapposizioni, è
stato caricato anche di valenze politiche particolari ed io vorrei
renderlo scevro da questi aspetti per affrontarlo sotto il profilo
tecnico in maniera puntuale e precisa
Il problema che veniva posto in Aula ed in Commissione atteneva
l'attualità e la concretezza della disponibilità dei 100 milioni e
questa resta così com'era sulle procedure, nel senso che la norma
che è stata ripensata in Commissione e che è stata oggetto di una
riscrittura del Governo, lei si ritroverà tra non molto
l'emendamento 14 Gov R di riscrittura dell'emendamento 14 Gov che
individua tre fondamentali linee di finanziamento dell'intera
manovra. Con il comma iniziale del 14 Gov R si richiama la
copertura principale dei 51 milioni 790 mila euro che è
un'appostazione abbastanza chiara ed approfondita, esiste la
copertura degli 80 milioni di euro che era lo sdoganamento di un
accantonamento che proviene dall'interlocuzione tra Regione
siciliana e regione Puglia in ordine alla gestione di spazi, c'è
poi la terza linea di finanziamento che attiene ai 100 milioni che
viene separata dal contesto perché diventa norma programmatoria che
tiene conto però di un ulteriore approfondimento che l'Assessore ha
fatto.
L'interlocuzione avuta con il Ministero dell'economia ha acclarato
che sotto il profilo quantitativo la cifra sarà realmente esigibile
e disponibile, in quanto i 100 milioni non dovranno far parte di
quel Fondo di garanzia per il disavanzo sanitario in quanto il
Fondo del disavanzo sanitario non ci sarà e questo è un presame
che il Ministero ha fatto. Il Ministero ha anche attestato che
sotto il profilo qualitativo la cifra può essere utilizzata per
destinazioni e finalità extra sanitarie e, quindi, questo ci da
più conforto nell'evoluzione della scelta.
Resta fermo l'atto di programmazione che renderà libere queste
somme dopo che saranno conclusi i tavoli tecnici, in questo senso
il Governo si è impegnato a chiuderli antecedentemente al 31
luglio, quindi, fissando la data per i tavoli tecnici, si
presuppone entro metà luglio, pertanto siamo di fronte a delle
certezze approfondite ed acclarate.
E' una noma di programmazione che tiene conto della verifica di
quello che è stato programmato e, quindi, sotto il profilo della
validità complessiva la norma regge anche al confronto che va oltre
l'approvazione d'Aula. Siamo di fronte ad una norma che potrebbe
semplificare e sicuramente semplificherà l'utilizzo di questi 100
milioni sia per quanto attiene ai comuni, che ricordiamo hanno
avuto prorogato il termine per l'approvazione del bilancio al 31
luglio e, quindi, siamo nei tempi e non avremmo la necessità di
ritornare il Aula per approvare velocemente questa norma, c'è la
troviamo già programmata; mette in moto anche i 20 milioni per
quanto attiene i forestali, 20 milioni come gli 80 che sicuramente
saranno disponibili dopo la conclusione dell'iter che ho testé
citato.
La Commissione ha avuto questa rassicurazione da parte del Governo
per l'ulteriore approfondimento fatto e sulla certezza finale del
percorso che si realizzerà e con la rassicurazione anche
sull'anticipazione dei tempi dei tavoli tecnici che renderanno
queste somme disponibili prima del 31 luglio.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, non le posso dare la parola,
non è un dibattito, lei ha chiesto un chiarimento, l'onorevole Dina
l'ha dato a tutta l'Aula, quindi la ringrazio per aver chiesto un
chiarimento, si è pronunziata la Commissione, pertanto procediamo.
CRACOLICI . Ho chiesto un chiarimento, l'ha detto lei
PRESIDENTE. Ha già parlato onorevole Cracolici, parlerà
sull'articolo 4, sull'articolo 4 risponderà in ordine a questa
questione.
CRACOLICI. Non voglio polemizzare
PRESIDENTE. Bravo, onorevoli Cracolici.
Si passa all'emendamento 3.2, del Governo, Il comma 2 è
soppresso . Il parere della Commissione.
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4
Autorizzazione al ricorso alle operazioni finanziarie
1. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato, per
l'esercizio finanziario 2014, ad effettuare operazioni finanziarie
per il finanziamento di quota parte delle spese di investimento di
cui al comma 2, nonché per il finanziamento delle spese di
investimento di cui all'articolo 3, comma 2, per un ammontare
complessivo di 100.000 migliaia di euro.
2. Il fondo di cui all'articolo 6, comma 5, della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5 (Fondo di investimento dei Comuni) è
incrementato, per l'esercizio finanziario 2014, di 80.000 migliaia
di euro, di cui 15.000 migliaia di euro destinati ai comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti di cui alla legge 27
dicembre 1977 n. 984.
3. All'onere di cui al presente articolo, pari a 6.520 migliaia di
euro per le singole annualità 2015 e 2016, distinti per quota
capitale e quota interessi come specificato nella tabella seguente,
si provvede mediante riduzione di parte delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2 accantonamento 1001 per gli esercizi finanziari
medesimi.
Anno Quota Quota Totale
capitale interessi
2015 1.538 4.982 6.520
2016 1.616 4.904 6.520
»
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 4.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, presumo che sull'articolo 4 ci sarà
un emendamento soppressivo, se capisco bene o no. Vorrei
semplicemente dire che la dichiarazione che ha fatto il Presidente
della Commissione - mi dispiace di non avere potuto partecipare ai
lavori della Commissione Bilancio, ma ero impegnato in I
Commissione per l'esame dei pareri sui direttori delle aziende
sanitarie -, se c'era bisogno di una conferma, conferma che le
questioni che sono state sollevate non erano una provocazione nei
confronti del Governo e di chi ha proposto quell'emendamento,
perché ho sentito parlare di una norma programmatoria che è una
cosa diversa di una norma stringente così com'era questo disegno di
legge che aveva l'ambizione di pagare gli stipendi a chi non c'è li
ha. Siccome ho sempre condiviso la ragione di pagare gli stipendi
e bastava un minuto per poterli pagare approvando la norma e,
poiché quella è programmatoria, avrà efficace dopo il tavolo
tecnico, mi pare chiaro che questa norma programmatoria, se si
voleva si poteva distinguere e separare perché non ha alcuna
efficacia con gli stipendi delle persone.
E, siccome si è fatta una grande mistificazione in giro, per cui
si è raccontato che questa norma, che non si è approvata, non
faceva pagare gli stipendi, inviterei tutti a parlare con
cognizione di causa proprio perché se una norma è programmatoria
una cosa è chiara: quell'approvazione di norma non avrà efficacia
immediata nel bilancio della Regione, quindi, non pagherà alcun
stipendio. Gli stipendi si pagheranno con i 51.380 che sono la
variazione di bilancio che si poteva approvare già la settimana
scorsa. Voglio ribadire ciò per onore della verità, alla quale non
rinuncerò mai, per nessuna ragione al mondo
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Stiamo parlando sull'articolo 4. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la norma ripercorre le stesse modalità previste
dall'articolo 62 della finanziaria del 2013, giudicata legittima
dal Commissario dello Stato. E', quindi, una norma che è stata
approvata da questa Assemblea già nel 2013, negli stessi termini.
Quale effetto ha? Quello di potere fare una cosa molto semplice:
siccome pensiamo di chiudere l'accordo col Ministero della salute e
col Ministero dell'economia entro il 15 giugno, per intenderci,
massimo luglio, serve ad evitare di legare la soluzione, una
soluzione certa, per i Comuni ad un'ulteriore norma perché, in
questa logica, non potremmo introdurre neppure la manovra
complessiva sulle variazioni di bilancio, impedendo ai Comuni di
potere fare i bilanci. Quindi, è una norma che consente ai Comuni
di poter prevedere queste risorse all'interno dei bilanci comunali
e, quindi, non è vero che non ha effetti. Ha effetti pratici
immediati e l'utilizzo concreto della spesa, però una cosa è poter
agire già sulla competenza da parte dei Comuni, prevedendo la
ripartizione corretta delle risorse, un'altra cosa è dovere ridurre
anche il bilancio di competenza. Quindi, diciamo che sostiene i
Comuni e, in questo senso, ha delle ripercussioni indirette. Tra
l'altro i Comuni molto spesso, poi, nell'acquisizione delle risorse
finanziarie ragionano con anticipazione di cassa e questo risolve
la loro competenza. Quindi, diciamo che è un provvedimento anche
salva-comuni.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 4.2.1 del Governo.
Assessore, lo ritira?
AGNELLO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
4.2 che riguarda la soppressione dell'intero articolo 4, presentato
dal Governo. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 4.1 è precluso.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5
Norme in materia di consorzi di bonifica
1. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre
1977, n. 106 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) le parole pari al 95 sono sostituite dalle parole fino al
95 ;
b) dopo le parole degli oneri di gestione sono aggiunte le
seguenti parole , solo in caso di comprovata eccezionalità
definita con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, e .
2. Al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre
1977, n. 106 e successive modifiche ed integrazioni dopo le parole
degli oneri di gestione sono aggiunte le seguenti parole , così
come previsto dal comma 1, .
3. Nelle more della piena attuazione dell'articolo 13 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, finalizzato ad assicurare
efficienza ed economicità di gestione, l'Assessorato regionale
dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea
è autorizzato a trasferire, per le finalità di cui all'articolo 7
della legge regionale 16 gennaio 2012, n. 9, per l'esercizio
finanziario 2014, la somma di 5.000 migliaia di euro (UPB
10.3.1.3.1 - capitolo 147320)».
Si passa all'emendamento 5.2, degli onorevoli Mangiacavallo ed
altri. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
MANGIACAVALLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
palese nominale
PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.
Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 5.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, a termini di Regolamento, dagli onorevoli Assenza,
Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito, indìco la
votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 14
Contrari 32
Astenuti 4
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.3, degli onorevoli Cordaro, Clemente.
CLEMENTE. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Sì, lei per 5 minuti può parlare su tutto l'articolo
5.
CLEMENTE. Signor Presidente, intendo mantenerlo ma volevo pure
annunciare preventivamente un subemendamento al 5.1. Lo sto
presentando, lo volevo annunciare, mantenendo questo emendamento,
che chiedo venga messo in votazione.
PRESIDENTE. Va bene. Il parere del Governo sull'emendamento 5.3?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Col parere contrario del Governo e, a maggioranza,
della Commissione, pongo in votazione l'emendamento 5.3. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 5.4 e 5.5 sono inammissibili per mancanza di
copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 5.1, degli onorevoli Cordaro e Clemente.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Si parla una sola volta per non più di 5 minuti sugli
articoli.
Il parere del Governo sull'emendamento 5.1?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione. Ritengo che il Governo debba
rimettersi all'Aula perché su questo emendamento c'è una
problematica reale che attiene all'inizio della campagna irrigua che
non può attendere i tempi di questa Assemblea. Noi stiamo dicendo
che nelle more che venga approvata, venga avviata, quindi diamo
copertura al Dirigente su tutta la procedura, per cui la Commissione
si pronuncia a favore di questo emendamento ed invito il Governo a
rimettersi all'Aula perché fondamentalmente è una norma di buon
senso.
AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento,
onorevole Clemente mi segua, siccome recita: A far data
dall'approvazione della presente legge lo modificheremo nel
momento in cui entra in vigore la presente legge
CLEMENTE. C'è un problema di tempi.
PRESIDENTE. Non possiamo in una stessa legge, in uno stesso
articolo, uno entra in una data e uno entra in un'altra data.
Questo è il punto.
CLEMENTE. Lo recuperiamo dopo.
PRESIDENTE. Tecnicamente non è possibile, verrà impugnata. A far
data dall'approvazione della presente legge quest'articolo, il
resto della legge
DINA, presidente della Commissione. Lo trasformiamo in ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Così va bene, però da un punto di vista tecnico-
giuridico con l'articolo 117 lo modificheremo, perché sarà
sicuramente impugnato.
DINA, presidente della Commissione. Lo trasformiamo in un ordine
del giorno che sottoporremo all'Aula immediatamente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Coltraro
ha chiesto congedo per oggi per impegni istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
724/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
rurale
1. L'Ente di sviluppo agricolo (ESA), nelle more del processo di
riorganizzazione, è autorizzato ad assicurare anche parzialmente, e
comunque nei limiti delle risorse disponibili, l'attività di
manutenzione del territorio e del paesaggio rurale utilizzando il
personale di cui all'articolo 1 della legge regionale 31 agosto
1998, n. 16 e successive modifiche e integrazioni.
2. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale del 31 agosto
1998, n. 16 è sostituito dal seguente: "4. L'ESA è autorizzato ad
erogare il servizio di meccanizzazione agricola a favore delle
imprese agricole nei limiti degli aiuti di importanza minore de
minimis di cui al regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione
del 18 dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107 e
108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti
de minimis nel settore agricolo, pubblicato nella gazzetta
ufficiale dell'Unione europea L352 del 24 dicembre 2013. Con
decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo sviluppo
rurale e la pesca mediterranea sono definiti i criteri e le
modalità per l'erogazione dell' aiuto da parte dell'ESA. .
3. Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
l'anno 2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99 -
cap. 147326)».
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 6.1 e 6.2 di identico
contenuto, rispettivamente, a firma degli onorevoli Greco Giovanni,
e Musumeci, che riguardano la soppressione dell'articolo 6.
GRECO Giovanni. Ritiro l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
MUSUMECI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia
firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho solo il
dovere di richiamare il Governo ad un impegno formalmente assunto
con quest'Aula circa l'avvio del processo di soppressione dell'Ente
di sviluppo agricolo.
Assessore per l'Agricoltura, mi permetto di richiamare la sua
attenzione, il Governo ha assunto un impegno formale con l'Aula in
sede di dibattito dell'ultima finanziaria, per avviare le procedure
di scioglimento dell'Ente di sviluppo agricolo e se nella dizione
nelle more della riorganizzazione si intende, appunto, l'avvio
delle procedure perché l'ESA diventi un dipartimento
dell'Assessorato all'agricoltura, naturalmente mantenendo i livelli
occupazionali e le competenze fino a qui maturate, noi siamo
assolutamente d'accordo e quindi ritiriamo l'emendamento
soppressivo.
Vorremmo in questo senso una rassicurazione da parte del Governo,
perché la vicenda ESA non può più essere rinviata sine die ma
occorre una formalizzazione dell'impegno da parte del Governo, così
come era avvenuto in quest'Aula nello scorso mese di gennaio.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Il Governo è impegnato nel processo di
riorganizzazione dell'Ente di sviluppo agricolo, che ha esaurito il
suo compito ed il suo mandato e, quindi, non si tratta altro che di
rifunzionalizzare l'Ente consentendo al personale di mantenere,
ovviamente, la sua stabilità. Riguardo alle forme e i modi in cui
verrà rifunzionalizzato, sarà sovrano il Parlamento.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
siciliani
1. In favore dell'Ente acquedotti siciliani (EAS) in liquidazione,
al sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004, n.
9, è autorizzata, a titolo di compartecipazione destinata
esclusivamente agli oneri sostenuti per il personale in servizio,
la spesa entro i limiti di 3.010 migliaia di euro (UPB 4.2.1.3.99 -
cap. 213313).
2. All'Istituto regionale del vino e dell'olio è concesso un
contributo per il concorso al pagamento degli emolumenti al
personale proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del comma
2 quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10, nella misura massima di 74 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2
- cap. 147325).
3. All'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività
produttive è concesso un contributo per il concorso al pagamento
degli emolumenti al personale proveniente dall'EAS in liquidazione,
ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della legge
regionale n. 10/1999, entro i limiti di 394 migliaia di euro (UPB
2.2.1.3.7 - cap. 343315).
4. Agli Enti regionali per il diritto allo studio universitario
della Sicilia è concesso un contributo, per il concorso al
pagamento degli emolumenti al personale proveniente dall'EAS in
liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, entro i limiti di 1.032
migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).
5. Per l'esercizio finanziario 2014, in favore dell'EAS in
liquidazione, ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31
maggio 2004, n. 9, è autorizzata la spesa di 2.000 migliaia di
euro, a titolo di compartecipazione destinata a fronteggiare gli
oneri sostenuti per il personale in quiescenza, nel limite massimo
di 25 migliaia di euro annui lordi procapite».
Comunico che all'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti
soppressivi dell'intero articolo e dei commi 1 e 2, firma
dell'onorevole Greco.
Mantiene gli emendamenti, onorevole Greco?
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Istituzione di fondo di rotazione. Norme in materia di
Servizio idrico integrato
1. Al fine di evitare un potenziale disastro ambientale nonché
l'interruzione di pubblico servizio è stanziata la somma di 1.250
migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2014, in favore
dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale 1 Palermo per la
gestione straordinaria ed emergenziale del servizio idrico
integrato dei 52 comuni della Provincia di Palermo prima gestiti
dalla società fallita A.P.S. s.p.a.».
Comunico che all'articolo 8 è stato presentato dal Governo
l'emendamento 8.3.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole Vinciullo.
GIANNI. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 8.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione e Assessori, come sapete, anche l'ATO di Siracusa è stato
interessato da una vicenda, purtroppo, che ha portato poi al
fallimento dello stesso. Di conseguenza, il Prefetto della
provincia di Siracusa, così come aveva già precedentemente fatto
quello della provincia di Palermo, ricorrendo al regio decreto n.
733 del 189 giugno 1931, art. 2, ha requisito i beni e gli impianti
e li ha consegnati al commissario dell'ATO di Siracusa.
Di conseguenza, i comuni della provincia di Siracusa, così come
quelli della provincia di Palermo, hanno la necessità per far
partire un servizio che è di fondamentale importanza (del resto
questo spiega il motivo straordinario per cui si è ricorso ad un
regio decreto del 1931) di potere accedere anche loro ai
finanziamenti previsti dalla legge regionale e in questo caso
dall'Assemblea regionale siciliana.
Per questo motivo, signor Presidente, chiediamo che l'ATO di
Siracusa venga equiparato a quello di Palermo in maniera tale che
da oggi in poi - così com'è giusto che sia - ogni qualvolta
l'Assemblea regionale siciliana dovesse concedere dei finanziamenti
le due Autorità d'ambito territoriale vengano considerate simili.
Tra le altre cose, l'emendamento è firmato da tutti i colleghi
della provincia di Siracusa, credo sia una questione di giustizia
equiparare vicende che sono assolutamente identiche.
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di apporre la loro firma
tutti i colleghi della provincia di Siracusa. Credo sia una
questione di giustizia equiparare vicende che sono assolutamente
identiche. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo.
Hanno chiesto di apporre la loro firma all'emendamento 8.1 gli
onorevoli Zito, Gianni, Marziano, Bandiera e Greco Marcello.
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 8.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io mi dichiaro contrario a questo
emendamento e spero che il Governo intervenga in Aula non per dirsi
contrario a un emendamento, ma per spiegare la situazione di cui
stiamo parlando.
Qui non si tratta di fare una norma che consenta ad altre autorità
d'ambito della Sicilia - vorrei che i colleghi mi ascoltassero,
perché credo che sia una questione molto delicata - di accedere a
un finanziamento che la Regione erogherà a favore delle autorità
d'ambito. Qui stiamo parlando di un fatto specifico, connesso al
fallimento di una società del servizio idrico, che si è voluto
privatizzare negli anni passati; un fallimento che ha avuto una
curatela fallimentare che ha consegnato la gestione del servizio
all'ATO; di una condizione nella quale l'ATO ha bandito una gara
per garantire la gestione del servizio ad altro soggetto
industriale. E poiché c'è stata una fase di intermezzo tra il
fallimento della società e la gestione della curatela, e
l'affidamento ad altro soggetto - che ancora non è avvenuto perché
non si è concluso l'iter dell'affidamento attraverso bando - l'ATO
idrico è stato chiamato a sostituire la società e a gestire per
nome e per conto della società che gestiva il servizio, il servizio
idrico nella provincia di Palermo, ovvero nei 52 comuni della
provincia di Palermo attualmente gestiti, o ex APS, per capirci.
La Regione - proprio per garantire la continuità del servizio dal
punto di vista dell'erogazione del servizio idrico - si è
impegnata, nei mesi passati, non oggi con questa legge, a garantire
un finanziamento, di cui una parte è andata alla curatela
fallimentare per i giorni nei quali ha continuato a gestire in
regime di proroga il servizio; e oggi all'ATO idrico di Palermo un
servizio che, per garanzia di pubblica utilità, viene garantito dai
lavoratori dell'APS, la cui disposizione autorizzativa non è data
dalla società, ma è data dall'ATO.
Tra l'altro, la dimensione del finanziamento, che era previsto in
una cifra credo di due milioni di euro, si è ridotta e siamo alla
vigilia del nuovo affidamento di cui ancora non si sa se ci sarà.
A tal proposito, do notizia che proprio giovedì ci sarà qui una
delegazione di sindaci, perché siamo alla vigilia dell'interruzione
del pubblico servizio idrico nella provincia di Palermo.
Lo dico ai colleghi affinché non facciamo di questa questione un
fatto di geografia. Si è già discusso in Commissione di questo.
C'era già una questione sollevata da altri colleghi di altre
province. Non stiamo dando un finanziamento di favore a qualcuno:
stiamo garantendo, per un impegno che ha preso l'amministrazione
regionale in forza dei poteri che sono anche connessi all'attività
di protezione civile, alla garanzia della gestione del servizio
idrico, che in questo momento viene erogato senza alcuna copertura
finanziaria.
Ecco perché io dico ai colleghi - e invito il collega Vinciullo,
così come abbiamo fatto in Commissione con altri colleghi, e lei
c'era in Commissione onorevole Vinciullo - a ritirare questo
emendamento, perché non è un emendamento che riguarda una
dimensione territoriale, ma riguarda la natura
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Ma me l'avete bocciato in Commissione.
CRACOLICI Io la invito, invece, a ritirarlo questo emendamento,
perché non è un emendamento che riguarda una dimensione
territoriale, ma riguarda la natura della gestione di un servizio
che è fallito e la cui responsabilità del fallimento è insita in
una procedura che è stata autorizzata e voluta anche da questa
Amministrazione, non questo Governo, intendo dall'Amministrazione
regionale nel momento in cui si è fatta una gara, caso unico in
Italia, in cui l'ATO è stato diviso in due.
Questo è quello che è avvenuto a Palermo. Per cui, abbiamo la
città alla quale viene erogato il servizio da parte dell'Amap,
alcuni comuni della Provincia che, fortunatamente non hanno
consegnato le reti al gestore privato e chi, invece, sollecitato
anche da leggi, ha concesso, ha trasferito le reti al soggetto
privato ed oggi si trova nella condizione che, probabilmente, dal 5
giugno 2014 non ci sarà più l'erogazione del servizio idrico nella
provincia di Palermo.
Invito, pertanto, l'onorevole Vinciullo a ritirare questo
emendamento, fermo restando che la questione posta dall'onorevole
Vinciullo deve trovare una soluzione nell'ambito del caos che si è
determinato sulla vicenda del servizio idrico, ma evitiamo di far
saltare per aria un sistema già molto fragile come quello che, in
atto, opera nella provincia di Palermo.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, anch'io ho qualche dubbio
sull'emendamento presentato dall'onorevole Vinciullo; volevo
chiedere all'assessore, ma l'assessore già è andato via, non c'è il
Presidente, né l'Assessore, presidente Dina, può darsi che me lo
chiarisce lei: questo emendamento che ha presentato l'onorevole
Vinciullo, comporta variazioni di bilancio?
Perché se comporta spesa, Presidente, lei non lo poteva accettare,
perché altri emendamenti, per i quali non c'è copertura di spesa,
li ha dichiarati nulli.
Chi è che mi risponde?
DINA, presidente della Commissione. E' senza copertura. Lo
stanziamento preesistente che già, di per sé
GRECO Giovanni. Ma questo emendamento risponde solo per Palermo.
Sì, per Palermo. Se noi dobbiamo e facciamo nostro l'emendamento
dell'onorevole Vinciullo chi ci dà i soldi per gestire? Secondo me,
Presidente, questo emendamento non doveva essere neanche messo ai
voti per mancanza di copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Facciamo concludere l'onorevole Greco.
GRECO Giovanni. No, io ho finito, ma un chiarimento chi me lo dà,
chi me lo dà il chiarimento?
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Glielo do io.
PRESIDENTE. Ma questi non sono dibattiti, scusate, lei ha posto un
problema, le sarà risposto se si ritiene opportuno rispondere.
Essendo già stato ammesso, è chiaro che la copertura finanziaria
c'è. Poi se c'è la ripartizione tra Palermo e Siracusa, questo è un
altro tipo di problema.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
contraddire l'onorevole Cracolici ma, negli ultimi giorni, si è
determinata, nel lato idrico di Siracusa, la stessa identica
situazione che esiste su Palermo, cioè la società che gestiva il
servizio idrico è stata dichiarata fallita; c'è stato un periodo di
gestione della curatela fallimentare, durante il periodo di
gestione della curatela fallimentare la curatela fallimentare ha
fatto una gara per affidare temporaneamente il servizio idrico ad
una società privata; una società privata aveva risposto che era
disponibile a certe condizioni.
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Nel frattempo, è stata approvata la norma, chiamiamola Vinciullo-
Cirone , che consente ai comuni, che avevano consegnato le reti
alle società di gestione, di riprendersele.
Alla luce di questo, quell'accordo fatto tramite gara pubblica
dalla curatela fallimentare ha visto ritirarsi la società privata
dalla possibilità di gestire il servizio, quindi la drammatica
possibilità che da qui a qualche giorno, 10 comuni della provincia
cosiddetti lealisti', cioè quelli che avevano consegnato le reti
che riguardano 267.000 abitanti su 400.000 della provincia, possono
vedere interrotto il servizio idrico essenziale alla vita di ogni
comunità, è assolutamente concreta.
C'è un problema che pone il collega Cracolici che è questo: ma
questa somma se viene ripartita tra due realtà intanto voglio
chiarire che ci sono due situazioni assolutamente identiche.
Il problema che pone l'onorevole Cracolici qual è? Che se questo
finanziamento lo ripartiamo per due realtà può essere insufficiente
al fabbisogno della situazione drammatica di Palermo.
Io posso essere assolutamente d'accordo con lui, però, se oggi noi
non inseriamo Siracusa in questa norma, c'è la certezza che in quei
10 comuni si sospende il servizio perché non ci sono le somme per
lo start up.
Allora cosa suggerirei ai colleghi parlamentari? Di accogliere
l'emendamento e di inserire anche l'ATO idrico di Siracusa, per
consentire lo start up nei 10 comuni della provincia perché questo
può fare fronte all'inizio, ma lo start up di Siracusa e alle spese
di Palermo e alla prossima manovra aggiungiamo le somme che oggi si
stanno togliendo ma non si capisce perché caro collega Di
Giacinto, per Palermo si sta facendo e non si dovrebbe fare per
Siracusa? C'è un problema di giustizia I cittadini di quei 10
comuni hanno lo stesso diritto ad avere erogata l'acqua che hanno
quelli dei 52 comuni palermitani perché altrimenti c'è
un'affermazione che i cittadini del palermitano hanno diritto
all'acqua e quelli del siracusano no. Come si fa a non accogliere
un'ipotesi di tale lineare giustizia?
Poi, se c'è un'insufficienza dei fondi si aumentano i fondi, ma
non si può per due realtà identiche operare in due modi difformi,
pertanto, io faccio appello perché si approvi l'emendamento, semmai
cercando di trovare le forme perché alla prossima norma finanziaria
quale che sia, si possano reperire le somme che oggi destineremmo
all'ATO idrico di Siracusa.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'onorevole Marziano mi ha letteralmente preso l'intervento.
Io se l'onorevole Vinciullo dovesse ritirare l'emendamento
ovviamente lo farei mio e non perché è un'operazione di
prevaricazione, né perché sono contrario a quello che ha detto
l'onorevole Cracolici, capisco la sua difficoltà e quella
dell'onorevole Di Giacinto, ma facendo la norma il Governo
Vede, Presidente, con la norma che stasera stiamo per votare
daremo la possibilità al Governo, in un momento successivo, di
immettere nuove risorse in questo emendamento per coprire eventuali
altri fabbisogni.
Succede un fatto strano, Presidente, il Governo della Regione di
fronte ad 11 comuni che non si attengono alla legge fatta da questa
Assemblea regionale, non provvede a mandare i commissari per
togliere le reti ai sindaci, e darli alla società che aveva vinto
l'appalto.
Questo ha portato la ditta che aveva fatto un piano industriale di
un certo tipo al fallimento. Noi oggi ci troviamo di fronte ad un
dato anche incontrovertibile, che c'è il patto di stabilità, noi
non possiamo assumere persone, non abbiamo risorse diverse per
poter garantire il servizio idrico, non abbiamo risorse per
garantire 160 persone che stanno lavorando, o che hanno lavorato e
stanno lavorando, nell'ambito della distribuzione dell'acqua in
quegli 11 comuni, anche negli altri.
Quindi non è solo un atto di giustizia che doveva esserci già
prima, e quello che dico è abbastanza pesante, quando il Governo
non ha provveduto a far rispettare la legge che questo Parlamento
aveva fatto, in ordine agli Ati idrici di ogni provincia.
Pertanto, chiedo al Governo, non solo di dare parere favorevole
all'emendamento, ma di immaginare nel prossimo futuro un ulteriore
incremento di risorse, e di verificare, non c'è l'assessore per il
territorio e l'ambiente, se non ritiene di sospendere non l'atto
dell'acqua pubblica, perché l'acqua rimane sempre pubblica, ma
l'ipotesi di una gestione come è stata fatta prima, cioè mista, per
evitare il licenziamento di 160 persone a Siracusa, e chissà quante
altre persone in tutta la Sicilia.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie Presidente, assessori, onorevoli colleghi, con
una battuta direi dare da bere agli assetati , e onestamente,
rispetto alle vicende che vengono oggi poste in Aula, a partire
anche dalla questione siracusana, pur essendo io palermitano non me
la sento di dire che la situazione di Palermo debba essere una
situazione unica.
Devo dire che ovviamente sull'APS ho avuto modo di fare la
battaglia, o avuto modo di fare la battaglia perché qui si rischia
il disastro ambientale, perché qui si rischia di lasciare per
strada tanti padri di famiglia, perché qui si rischia, e questo
Governo lo ha già fatto, di creare per davvero le peggiori
condizioni per poter dare continuità ad un servizio che in questo
modo non si saprà davvero come dovrà essere gestito dal prossimo
mese.
Gli amici di quella società dell'APS sanno quanto è stato fatto in
questo anno, dal Presidente Crocetta più volte siamo andati, e
quanto lo si è dovuto convincere di una tesi rispetto alla quale
non c'erano neanche come dire le ragioni per cui il dibattito
dovesse essere aperto.
La situazione dell'APS doveva essere risolta allora, perché
ovviamente il disastro ambientale potesse essere evitato, perché
quei padri di famiglia non fossero sottoposti a questo stillicidio,
come invece questo Governo ha voluto fare a tutti i costi.
Oggi ci ritroviamo nella necessità, così come fu fatta ricordo
l'anno scorso in finanziaria, di inserire le somme, credo questo
sia un atto dovuto, credo che questo il Governo avrebbe dovuto esso
stesso farsene carico, non è accaduto, noi siamo qui ovviamente
ancora a portare le ragioni di quella riforma che non è stata
fatta, siamo qui per chiedere che finalmente adesso si possa
arrivare ad una soluzione rispetto al tema dell'APS, ma devo dirvi
personalmente, e il mio gruppo parlamentare sicuramente non vorrà
tirarsi indietro, siamo altresì pronti a tendere la mano
all'emergenza registrata, fatta registrare in questo momento
dall'onorevole Gianni, dall'onorevole Siracusa, dall'onorevole
Bandiera, che, peraltro, mi aveva - essendo lui di altra
provincia, essendo un parlamentare del mio Gruppo, Forza Italia -
sottolineato come bisognava intervenire su quella vertenza.
Questa è la differenza tra chi vuole avere un atteggiamento
strumentale, di chi vuole fare campanilismo, di chi vuole per forza
portare a casa dei risultati volendoli scambiare in termini di
consenso elettorale e chi invece, come il Gruppo parlamentare di
Forza Italia sempre ha fatto, e decide di fare una scelta di
coerenza, una scelta di difesa e di tutela del territorio al fine
di evitare situazioni di disastri ambientale, al fine di evitare
situazioni di ulteriori licenziamenti in un momento così difficile,
senza campanilismi, tutelando, prioritariamente, così come nella
nostra battaglia è stato fatto finora, la situazione dell'A.P.S. di
Palermo e tutelando parimenti, è una responsabilità che abbiamo,
quegli altri territori che dovessero presentare, come nel caso di
Siracusa, uguali esigenze.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, vorrei richiamare, non in senso negativo, l'intervento
dell'onorevole Cracolici e rispondere alla sua richiesta di ritiro
dell'emendamento. No L'emendamento non lo ritiro per il semplice
motivo che anche in Commissione mi ero battuto affinché non si
apportasse questa modifica all'art. 10.
Onorevole Cracolici, come lei sa molto meglio di me, le leggi
devono essere sempre generali e universali e non devono mai
riguardare il singolo caso ma devono guardare sempre tutte le
possibili ipotesi che abbiamo nel territorio che amministriamo.
Tanto è vero che l'art. 10, che è stato modificato in Commissione
Bilancio , trattava dell' istituzione di un fondo di rotazione.
Leggo: In caso di fallimento del soggetto affidatario del Servizio
idrico integrato, al fine di evitare l'interruzione del servizio
stesso, è istituito nel bilancio della Regione siciliana per l'anno
2014 un fondo di rotazione con una dotazione finanziaria iniziale
di 1 milione 250 migliaia di euro destinati a finanziare le fasi di
avvio del servizio da parte del soggetto pubblico individuato dalla
competente autorità d'ambito territoriale o da altro ente pubblico
subentrante, fino al definitivo affidamento del servizio mediante
le procedure stabilite dalla vigente normativa .
Era questo il testo che avevamo portato in Commissione, era questo
il testo che già nella vecchia finanziaria era stato approvato
dall'Assemblea, ed era stato poi cassato dal Commissario dello
Stato.
Cosa abbiamo fatto in Commissione Bilancio ? Siamo venuti meno al
principio che una legge deve essere universale e generale e abbiamo
deciso di dare a questa legge un nome e cognome. Bene Con il mio
emendamento, e qui rispondo all'onorevole Greco, su cui non occorre
nessuna copertura finanziaria e di conseguenza la Presidenza
dell'Assemblea regionale siciliana ha ben fatto quando ha inserito
e ha riconosciuto valido l'emendamento a mia firma, dell'onorevole
Cirone Di Marco, dell'onorevole Gucciardi e di tutti i deputati
della provincia di Siracusa, e correttamente ha interpretato
l'emendamento da noi presentato, nel senso che non è un emendamento
che prevede maggiori spese, nel senso che c'è un capitolo, c'è una
somma appostata e quel capitolo anziché essere generale ed
universale diventa un capitolo particolare Con l'emendamento
approvato, onorevole Greco, sottoposto alla vostra approvazione,
l'emendamento e l'articolo diventano un articolo generale, nel
senso che a tutti gli ambiti territoriali che hanno avuto le stesse
identiche vicende, viene applicato lo stesso trattamento.
Ha ragione l'onorevole Cracolici quando dice che la società che
gestiva il servizio della provincia di Palermo è fallita Perché
quella di Siracusa che ha fatto? E' fallita anch'essa Ha ragione
l'onorevole Cracolici quando dice che ci sono i cittadini di
Palermo che rischiano di rimanere senza acqua, ha perfettamente
ragione, ma i cittadini della provincia di Siracusa non hanno gli
stessi diritti dei cittadini della provincia di Palermo? Perché
veda, caro onorevole Cracolici, la vicenda di Palermo è identica
a quella di Siracusa, o viceversa, ci troviamo di fronte
all'intervento dell'autorità giudiziaria, ci troviamo di fronte
all'intervento da parte del Giudice che ha nominato una curatela
fallimentare e ci troviamo di fronte ad un prefetto, che così come
avviene a Palermo, decide di applicare, cosa che succede
raramente, il Regio decreto n. 773 del 18 giugno 1931.
Quindi per spiegare, la vicenda è simile, è identica ci troviamo
di fronte a un caso di cattiva, cattivissima amministrazione che si
è concluso con l'intervento a Siracusa e a Palermo della
magistratura non solo amministrativa e contabile ma anche di quella
penale per accertare quali sono stati gli abusi che sono statti
commessi.
Non possiamo assolutamente, essendo il Parlamento della Regionale
siciliana e non il Parlamento della provincia di Palermo o della
provincia di Siracusa, dividerci su una vicenda che domani
potrebbe capitare anche ad Enna, e perché no, anche a Trapani.
Noi dobbiamo approvare una norma che sia al di sopra delle parti.
Allora signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori .
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la invito a concludere.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. E' una cosa così importante che un minuto in più non
cambia.
Insieme agli onorevoli Cirone Di Marco, Gianni, Marziano, Zito e
Bandiera, io sottoporrò a questa Assemblea regionale un emendamento
che prevede di implementare questo capitolo di altri 400 mila euro,
in maniera tale che questo capitolo dagli attuali 1.250.000 euro,
venga portato a 1.650.000 euro, questo darà la possibilità di
salvare anche l'ATO della provincia di Siracusa, perché,
giustamente, poco fa qualcuno sollevava il problema dei 106
lavoratori dell'ATO di Palermo, ma perché i 158 della provincia di
Siracusa vi sembrano avere meno titoli di quelli della provincia
di Palermo? Qualche altro parlava di problemi di ordine sanitario,
ma perché i cittadini della provincia di Siracusa non hanno gli
stessi problemi di ordine sanitario di quelli della provincia di
Palermo? E domani, perché no, potrebbe averlo questo problema anche
Trapani.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, concluda.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Non ho parlato oggi proprio perché avevo destinato il
mio tempo a ciò.
Signor Presidente, preannuncio che da qui a qualche istante
presenterò, oltre all'emendamento già pronto, anche l'emendamento
relativo agli ulteriori 400 mila euro, e su questo chiediamo il
parere del Governo.
GRECO Giovanni. Signor Presidente dichiaro di apporre la mia
firma all'emendamento dell'onorevole Vinciullo.
PRESIDENTE. Onorevole Greco quando sarà presentato. Non può
apporre la firma alla discussione, è un po' strano.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente noi stiamo discutendo di una
questione che è stata sollevata con l'emendamento dell'onorevole
Vinciullo, diciamo, al contrario, perché io via, via
PRESIDENTE. Onorevoli Colleghi, onorevole Marziano, onorevole
Turano, non possiamo andare avanti, se cortesemente cerchiamo di
ricomporci, non si riesce ad ascoltare.
MILAZZO Giuseppe. Io rivolgendomi al Presidente della Regione, che
sicuramente sarà attento ad ascoltarmi, volevo fare quest'analisi:
oggi l'onorevole Vinciullo, insieme ai colleghi della provincia di
Siracusa sollevano una questione che è identica alla questione di
Palermo, però questo dibattito si sta sviluppando al contrario,
perché prima si è presentato l'emendamento, ora ci ha preannunciato
che presenterà un emendamento di copertura e poi è venuto a
spiegarci la cosa, invero la cosa andava discussa in un altro modo,
prima si doveva individuare la copertura, e poi presentare
l'emendamento, concordandolo con il Governo.
Perché faccio questa osservazione, signor Presidente, perché qua
si fa la guerra dei poveri.
Il dibattito scade in una questione che sembra essere palermitani
contro siracusani' ed è, verosimilmente ignobile esprimersi con
questi toni, perché nessun deputato, di qualunque provincia esso
sia, può intestarsi battaglie di una singola provincia. Perché il
senso di responsabilità deve sempre prevalere. Ed, allora, la
questione è questa signor Presidente: il dato oggettivo è che le
somme appostate all' articolo 8, non servono a soddisfare
fattispecie analoghe.
Allora è qui che porgo un quesito al Governo: prima che i deputati
vengano qui a sfilare ognuno con la magliettina' Siracusa salva
o, come dire, Palermo continua , andava fatta una cosa più civile.
Audire il Governo in Commissione e capire la Commissione con
quale spirito esitava l'emendamento per l' Aula; il Governo deve
dirci se è disponibile per presentare la riscrittura dell'art. 8
per non tenere fuori Siracusa ed inserirla, in una seconda battuta,
non solo come copertura ma come principio inserendo anche Siracusa.
Dicendo ai cittadini di Palermo state tranquilli', e a quelli di
Siracusa pongo attenzione anche su di voi', anche se il territorio
è più piccolo.
Non mi esprimerò né in giudizi né in opinioni, né da palermitano,
né da siracusano.
Chiedo al Governo di redimere questa questione che è diventata la
guerra fra province e, francamente, non fa onore all'Assemblea.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati. Guardate che l'emendamento era stato scritto in una fase
in cui esisteva solo il problema dell'emergenza Palermo. Nel
frattempo è scoppiata l'emergenza Siracusa ed io credo che,
correttamente, abbiano fatto bene i deputati che hanno presentato
questo emendamento a pensare che c'è anche questa situazione.
Quindi ritengo che l'emendamento aggiuntivo possa essere accolto,
perché ritengo che se c'è bisogno, interverremo anche su Siracusa.
Sarà, quindi, cura del Governo attribuire le risorse in relazione
alle reali necessità. Non credo ci sia bisogno di scrivere,
onorevole Di Giacinto, c'è già un emendamento; mettiamo gli
importi, procediamo ad una verifica con la Commissione Bilancio .
Però, guardate, non possiamo mettere una città contro l'altra,
questo sarebbe assurdo.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO. vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Onorevoli collegi, volevo semplicemente dire che si
era posta la guerra tra i poveri e la guerra fra le province. Ho
detto poco fa al collega Marziano: basta scrivere un emendamento o
un subemendamento dove si dà ulteriore copertura, perché il
milione e 250 mila euro, che era stato appostato in questa norma,
serviva per il fabbisogno della provincia di Palermo. Quindi se c'è
un'altra necessità è giusto così come ha detto il Presidente
Crocetta, di prevedere ulteriori somme, per cui l'onorevole
Vinciullo ha già presentato l'emendamento, che sottoscrivo anche
io, per dare copertura anche per la provincia di Siracusa e,
laddove ci siano altre necessità, per altre Province.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Bandiera. Ne ha
facoltà.
BANDIERA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non era mio
interesse, chiaramente, iscrivermi tra i giocatori del derby
Siracusa-Palermo perché in questa Aula non possono tenersi questi
derby, non voglio pensare che c'era qualche deputato che pensava di
trattare medesime fattispecie in maniera diversa, sono certo che
dal dibattito è già emersa la perfetta similarità delle due
situazioni, sono, altresì, certo che nessun collega pensa di
lasciare gli ospedali di Siracusa, le scuole, le famiglie
senz'acqua, e nei giorni scorsi questo rischio era concreto ed era
certo. Informo i colleghi che proprio nei giorni scorsi abbiamo
tenuto sedute fiume in Prefettura con sua eccellenza il Prefetto,
con tutti i Sindaci dei comuni interessati, con 160 lavoratori in
piazza che da ieri avrebbero perso il posto di lavoro.
Lì è stato detto, ma lo voglio ribadire, il Prefetto ha requisito
gli impianti, ha al momento, come dire, salvaguardata la erogazione
del servizio, mi pare che già dal dibattito è emerso bene come si
può uscire serenamente e tutti insieme da questo quadro.
E' inutile ribadire che non siamo, come dicevo poc'anzi chiamati a
giocare derby, ma siamo chiamati a svolgere un compito importante e
nobile, quello di salvaguardare gli interessi esclusivi e superiori
di tutti i siciliani, così come ogni deputato ha fatto quando si è
discusso di precari di Palermo o di altre Province, così come ogni
deputato ha fatto quando si è parlato di riconoscere, ad esempio, a
Palermo la sede del Casinò, perché sappiamo quanto importante era
per la Regione siciliana avere, eventualmente quel tipo di
struttura, al di là di qualsiasi altra città e provincia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Alongi. Ne ha
facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che con
l'emendamento presentato dal collega Vinciullo, e con il parere
favorevole espresso dal Presidente Crocetta, nel senso della
disponibilità a integrare queste somme per fare modo che entrambe
le realtà, Siracusa e Palermo, possano, quanto meno, guardare in
prospettiva all'emergenza dei prossimi mesi. Tra l'altro ci
avviciniamo all'estate, quindi è ancora più drammatica per alcune
realtà turistiche.
Però, onorevole Presidente, le voglio anche lanciare un invito,
credo che sulla vicenda degli ATO idrici bisogna intestarsi una
battaglia, e noi vogliamo intestarcela, perché non vogliamo che
possa accadere, nel servizio dell'ATO idrico, in un momento di
gestione emergenziale, commissariale, quello che è accaduto con la
gestione dei servizi dell'ATO rifiuti, dove si sono accumulati
ingenti quantità di debiti che poi, piaccia o non piaccia, vanno a
ricadere sulle spalle degli utenti e dei cittadini.
So che è importante questa battaglia, ne ho consapevolezza, so che
anche lei ne ha contezza, e quindi il mio è un intervento oltre che
ad affermare che condivido entrambi gli emendamenti sia di
stimolo, affinché insieme con l'Aula faccia la sua parte su questo
tema così delicato e importante quale quello delle risorse
idriche, dove qui in questa terra si sono giocate negli anni
precedenti partite delicate e a volte anche in zone grigie, credo
che sia importante fare una battaglia in questa direzione.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, io credo
che l'invito a discutere dell'acqua, debba essere accolto, e la
gestione delle risorse idriche debba essere discussa rapidamente.
Abbiamo il disegno di legge che è stato esaminato in Commissione,
portiamolo presto in Aula, perché guardate, questa è la seconda
gestione dell'acqua che fallisce ed una riflessione ce la deve
portare.
Con i Commissari straordinari che, fra l'altro, insistono a non
volere neppure cedere la gestione delle acque laddove i comuni la
richiedano e, quindi, una riflessione va fatta e va fatta
rapidamente.
Per questo ringrazio il suggerimento, però una proposta la
dobbiamo fare in tal senso, di portare avanti, subito, il disegno
di legge sull'acqua pubblica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, io non ho preso parte a questo
dibattito perché vista la drammatica situazione in cui si trovano
le casse della Regione e le conseguenze che questa drammatica
situazione ha su tanti e tanti lavoratori della Regione stessa, e
non mi voglio dilungare su questo, io mi meraviglio che ancora ci
siano tentativi in quest'Aula di tirare per la giacchetta ora di
qua e ora di là, il Presidente della Regione e il Governo, per
cercare di avere qualche prebenda di carattere personale.
Forse qualcuno non si rende conto che questa Regione balla sul
Titanic' mentre affonda o non si vuole rendere conto, nonostante
l'evidenza di quello che è sotto gli occhi di tutti e si continua a
cercare di arraffare qualche privilegio - non mi riferisco
all'emendamento che riguarda Siracusa, ci mancherebbe altro, perché
se si fa un intervento a favore di una situazione simile per la
città di Palermo non vedo perché non si debba fare per la città di
Siracusa - ma vedo il via vai che c'è di deputati della maggioranza
ai banchi del Governo nel momento in cui si fa una manovrina' - io
non la definisco neppure manovra - si mette un tampone per pagare
gli stipendi, almeno per questo mese, e sappiamo tutti che dobbiamo
fare una vera manovra di bilancio altro che manovrina', non
capisco l'affannarsi di taluni colleghi per cercare di avere ancora
prebende.
La situazione è talmente drammatica che un minimo di dignità
dovrebbe farci approvare rapidamente questa manovrina' per poter
pagare almeno gli stipendi in questo mese, invece di andare dal
Governo ma costringere il Governo e il Governatore ad affrontare
l'unica vera manovra che c'è da affrontare per salvare questa
Regione.
Quindi, io invito i colleghi a cercare di smetterla con il
tentativo di ottenere prebende che non ci sono, per dare risposte
che non ci saranno, per fare poi la figura dei - non so come
definirli - rispetto a quelle categorie a cui pensano di potere
dare una risposta che non arriverà perché non ci sono le risorse
per farla arrivare e perché gli stessi tentativi di inserire con
norma ciò che non ha copertura a monte falliranno.
Finitela di tirare la giacchetta al Presidente Crocetta di qua o
di là - con tutti i difetti del Presidente Crocetta che conosciamo
- e cerchiamo invece di affrontare la manovra vera per cercare di
salvare questa Regione, non di salvare se stessi, ma salvare la
Regione che è un'altra cosa, cosa ben diversa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cirone. Ne ha
facoltà.
CIRONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ridurre
il clima di confronto positivo che vi è stato su questa questione
molto rilevante che attaglia due province quella di Palermo e
quella di Siracusa nel modo composto nel quale la discussione si è
svolta, credo che vada sottolineato positivamente e non vorrei,
assolutamente, che finisse un commento su una parola antipatica che
è stata qui detta, quasi che noi avessimo chiesto prebende, una
vicenda sostanziale invece che le nostre comunità stanno, ahimè,
drammaticamente affrontando.
Quindi, ringrazio il Presidente della Regione per avere colto con
tempestività la necessità di un suo intervento; ringrazio anche
l'Assessore Agnello col quale avevamo parlato a lungo di questa
questione e da cui ho avuto e abbiamo avuto comprensione.
Però la cosa che qui voglio sottolineare, invece, è l'appello che
il Presidente della Regione ha fatto questa sera all'Aula perché
venga presto messo in discussione il disegno di legge sul Servizio
idrico integrato, esitato in Commissione Territorio e ambiente'
nell'autunno del 2013, oggi all'attenzione della Commissione
Bilancio'.
Lo ripropongo, come ho fatto qualche settimana fa, perché credo
che situazioni che riguarderanno la questione del Servizio idrico
ne avremo a cascata nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.
Abbiamo fatto un lavoro in Commissione Territorio e ambiente, deve
essere naturalmente valutato dalla Commissione Bilancio, deve
essere assunto come una delle priorità da parte della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Il lavoro può essere rivisitato, bisogna fare una riflessione
collettiva, ma credo che questa debba essere davvero la prima
questione che, subito dopo la manovra finanziaria, debba essere
posta all'attenzione dell'Aula.
Ringrazio, quindi, il Presidente della Regione per avere
sollecitato la nostra attenzione.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottolineare
all'onorevole Formica che l'acqua pubblica non è una prebenda, ma
qualcosa di necessario, di fondamentale.
FORMICA. Non parlavo dell'acqua.
ZITO. Le prebende sono nelle tabelle.
Una delle prime interrogazioni che ho presentato fu quella per la
gestione dell'acqua pubblica. Io direi che chi ha resistito, gli
undici sindaci che hanno resistito, hanno compiuto, secondo me, un
atto eroico, visto che c'erano problemi anche dal punto di vista
amministrativo per la concessione della SAI8 e poi le sentenze del
TAR e del CGA hanno fatto emergere queste problematiche.
Il fatto principale è che finalmente Siracusa può tornare
all'acqua pubblica. Quello che chiede l'ATO, quello che chiedono i
sindaci, è questa piccola cifra per lo start up, per potere
iniziare, dopo di che con le bollette tutte le spese dovrebbero
rientrare.
Non vedo, quindi, qual è la problematica da parte, soprattutto,
dei deputati palermitani, ad accettare questo emendamento, anche
perché già parte di questo emendamento era passato nella
finanziaria del 15 gennaio 2014, dove Angela Foti - me lo ricordo
ancora - durante quella notte sbatté i pugni sul tavolo proprio per
far passare quell'emendamento, proprio perché serviva ad A.P.S., ma
come in questo momento serve per quanto riguarda Siracusa. E' una
grande occasione. Ma la cosa fondamentale di cui si deve parlare ma
ancora non se ne parla è invece della vera riforma della gestione
dell'acqua, che ancora purtroppo è arrivata nel cimitero degli
elefanti' che è la Commissione Bilancio', e ancora non si riesce a
discutere di una riforma così importante, che se si fosse discusso
di questa riforma, sicuramente ci sarebbero state le coperture
finanziarie senza problemi e senza dibattito alcuno.
Quindi, sollecito anche il Presidente della Commissione a
calendarizzarle il più presto possibile e discuterle una volta per
tutte e dare giustizia ad una provincia che ha una grande occasione
per il ritorno all'acqua pubblica.
FORMICA. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, soltanto per una precisazione, voglio
ricordare all'onorevole Zito di leggere il mio intervento, dove ho
precisato con chiarezza assoluta che non mi riferivo alla questione
dell'acqua.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come preannunciato, è stato
presentato un emendamento da parte dell'onorevole Vinciullo. Questa
Presidenza ha la necessità di valutarlo con gli Uffici. Sospendo,
quindi, la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.52)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.52, è ripresa alle ore 18.53)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Comunico che sono stati presentati i subemendamenti 8.1.1 e
8.1.1, quest'ultimo a firma degli onorevoli Di Mauro e Lombardo.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni.. Signor Presidente, le comunico che appongo la mia
firma ad entrambi.
Volevo fare rilevare che, nel mio precedente intervento, quando
chiedevo se c'era la copertura finanziaria per l'emendamento
dell'onorevole Vinciullo, non era un intervento al solito, il suo
predecessore, seduto al suo posto, ha apostrofato così: ma è
chiaro che se c'è l'emendamento c'era la copertura finanziaria . La
copertura finanziaria la stiamo trovando ora. Volevo farlo rilevare
all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, per fare chiarezza: sono due cose un
po' diverse. Prima, si stava parlando del subemendamento 8.1 e la
copertura finanziaria era stata individuata nella somma di 1.600.
Dopo la discussione che è nata, dopo gli interventi che si sono
susseguiti e dopo l'intervento del Presidente della Regione, ed è
per questo che abbiamo sospeso l'Aula, per capire se era possibile
trovare la copertura e l'abbiamo trovata nel capitolo 147303, che
poi troveremo nell'allegato 1, e verrà trattato con l'articolo 9,
per cui quello stanziamento di 14055, subirà le dovute decurtazioni
sulla base dei subemendamenti che andremo ad approvare. Questo per
fare chiarezza.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
onestamente, ho timore a confessare che sono stato distratto, non
ho seguito attentamente il dibattito d'Aula, però, vogliamo vedere
come è scritto questo emendamento Al fine di evitare un potenziale
disastro ambientale pregherei gli Uffici di dare una veste nobile
alle cose che facciamo, perché se per evitare un disastro
ambientale 400
PRESIDENTE. Questo emendamento, onorevole Turano, se lei va a
leggere l'articolo, cita testualmente: Al fine di evitare un
potenziale disastro ambientale . Già nell'articolato è scritto
così.
TURANO. Ebbene, allora c'è un emendamento correttivo a mia firma,
al fine di evitare l'interruzione del pubblico servizio è concessa
la somma di 400 mila euro. Se dobbiamo mandare sulla Gazzetta che
per evitare un disastro ambientale vi prego di essere attenti,
come fatti formali, ecco se la Presidenza è d'accordo, mi dia solo
due secondi di tempo per elaborare l'emendamento.
PRESIDENTE. La ringrazio. Faccio mio il suo intervento e con gli
Uffici faremo in modo di correggere e riscrivere in maniera diversa
l'inizio di questo articolo, così non parleremo di disastro, ma
parleremo d'altro.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, al di là dell'intervento dell'onorevole Turano,
sicuramente gradito, gli Uffici, nel predisporre l'emendamento, si
sono attenuti a quello che è il Regio decreto 773 del 18 giugno
1931, attraverso il quale è stato commissariato l'ATO di Siracusa e
sono stati requisiti i beni che appartenevano ai comuni. Gli
Uffici, sicuramente, nel predisporre l'emendamento, correttamente,
si sono attenuti a quello che era il Regio decreto, in forza del
quale il Prefetto di Siracusa ha requisito gli impianti. Quando il
Prefetto di Siracusa e, quindi, il Reggio decreto parlano di
disastro ambientale, si riferiscono al fatto che avendo la rete
idrica anche la gestione della depurazione è chiaro che se si
interrompe la depurazione la prima cosa che succede è un disastro
ambientale in una zona come quella di Siracusa, dove scarica il
depuratore che già è sottoposto a vincolo da parte dell'Assessorato
e del Ministero dei Beni ambientali, tanto é vero che a Priolo,
dove scarica, per essere chiaro, il depuratore di Siracusa,
Floridia e Solarino, che sono i tre maggiori comuni della provincia
di Siracusa interessati al problema, per cui, nel caso in cui non
si finanziasse un'opera del genere, è chiaro che andremo incontro
ad un disastro ambientale di proporzioni gravissime proprio perché
si andrebbe a scaricare su una zona già sottoposta a vincolo e
tutela.
PRESIDENTE. Se le va bene la spiegazione, anche storica, che ha
dato l'onorevole Vinciullo, evitiamo di perdere altro tempo su
questo. Capisco il problema di forma, però, c'è una spiegazione
abbastanza erudita che ci è stata fornita dall'onorevole Vinciullo.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Raia. Ne ha facoltà.
RAIA. Signor Presidente, onorevole colleghi, signori assessori,
non ho nulla da eccepire sul fatto che stasera stiamo cercando di
approvare una manovra finanziaria che cerca di mettere una pezza a
tutti gli interventi in finanziaria e, comunque, che danno una
parziale risposta alle varie emergenze che ci sono nella nostra
Regione, ed è giusto che sia così, perché è da troppo tempo che
stiamo aspettando, appunto, una norma che consenta di avviare o,
comunque, di dare maggiore tranquillità alle migliaia di famiglie
che risiedono nella nostra Regione e che lavorano nei vari settori
della nostra Regione, così come non ho nulla da eccepire rispetto
ad una norma approvata, un disegno di legge senza copertura
finanziaria, approvato nelle scorse settimane quando si parlava del
disegno di legge di Siracusa e, quindi, sull'ambito territoriale
ottimale per l'acqua, quindi abbiamo approvato una norma senza
risorse finanziarie. Oggi vedo che, questa norma, comunque, ha una
copertura finanziaria di 400 mila euro, quindi con un emendamento
importante.
Perché voglio fare questo intervento? Perché c'è un ordine del
giorno, nell'ordine del giorno di tante e tante sedute di questa
Assemblea regionale, c'è una legge che è stata scritta all'ordine
del giorno già nel mese di dicembre, anzi nel mese di novembre del
2013, si trova al punto 9, dell'ordine del giorno e riguarda
Istituzione degli ecomusei della Sicilia .
Ora, premesso che gli ecomusei in Sicilia sono una grande cavolata
e, quindi, non hanno un problema né di priorità né di urgenza e
neanche di disastri ambientali . Però, questa legge, era stata
iscritta all'ordine del giorno del novembre 2013, nello stesso
momento in cui passò la legge sulle emittenze pubbliche, nello
stesso momento in cui venne iscritta la legge sull'amianto e fu
riservata una somma pari a 100 mila euro, o 50, adesso non ricordo
bene, quindi stiamo parlando di una cosa ridicola, ma venne
iscritta in bilancio.
Bene, ad oggi, questa legge iscritta sempre all'ordine del giorno
non solo non viene discussa ma non viene neanche trattata perché
manca la copertura finanziaria per il 2014. Pare che ci sia stata
da parte della Presidenza dell'Assemblea, una richiesta in
Commissione Bilancio, per dare copertura per il 2014, il 27
febbraio del 2014.
Bene, stiamo parlando sempre di ridicolaggini .
Bene, ad oggi non è arrivata alcuna risposta, né dal Governo, né
dalla Commissione, mentre vedo che la norma sul disastro ambientale
di Siracusa trova immediatamente, con 400 mila euro, risposta ad
una cosa importante, ci mancherebbe. Ma, siccome tutte le leggi che
facciamo in questa Aula rivestono carattere importante',
altrimenti è bene non fare leggi, poi ci sono le leggi che hanno
un'importanza maggiore, le leggi che hanno un'importanza culturale,
le leggi che hanno un'importanza occupazionale, le leggi che hanno
un'importanza in maniera chiara ed evidente.
Io desidero sapere, caro Assessore e Presidente dell'Assemblea,
quando questa legge sarà discussa e quando questa legge avrà la
copertura finanziaria di cui abbiamo parlato e che venne iscritta
in Commissione e, quindi, poi in Aula nel dicembre del 2013.
Allora, penso che sia legittimo, da parte di un parlamentare,
richiedere la trattazione del disegno di legge con la relativa
copertura finanziaria perché, altrimenti, qui si fanno disparità
enormi ed allora si fanno disparità perché chi fa parte della
Commissione, probabilmente, vede le proprie leggi andare avanti,
chi non fa parte della Commissione Bilancio, probabilmente, magari,
non ha lo stesso trattamento.
Siccome, qui, siamo parlamentari tutti, eletti con preferenze,
credo che ci debba essere lo stesso atteggiamento e, siccome sono
convinta che ci sia responsabilità da parte del Presidente,
dell'Assessore ed anche del Presidente della Commissione Bilancio,
chiedo che questo disegno di legge trovi immediatamente copertura
finanziaria per questi 50 mila euro, quelli che sono, altrimenti
possiamo fare anche una questua, però basta dirlo ovviamente e,
quindi, trattare questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Raia anche per avere riportato
all'attenzione di tutti questo disegno di legge che sono certo
interessi tutti i colleghi presenti in Aula.
E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma che
considero importante per mettere in condizione il funzionamento del
servizio idrico nella Provincia di Siracusa - chiedo l'attenzione
dell'onorevole Vinciullo e dell'onorevole Cirone, e soprattutto
dell'Assessore per l'economia -, ebbene, questa norma rischia,
però, di essere valutata negativamente nelle sedi di controllo
successivo, cioè, e mi rivolgo Presidente anche agli uffici, visto
che si tratta di servizio primario per i cittadini, considerato che
il servizio idrico è un servizio che come canone acqua, depurazione
e rete fognante viene sottoposto a delle regole ex articolo 113 bis
del Testo unico degli Enti locali, ritengo che bisognerebbe trovare
la formula del Fondo di rotazione.
Mi rivolgo agli Uffici della Presidenza perché, altrimenti, questa
potrebbe essere una norma impugnata, per cui gradirei che i
funzionari dell'Assessorato all'economia, provassero a scrivere una
norma che non si limitasse ad annunciare un potenziale disastro
ambientale ma una norma che consentisse, sostanzialmente, la
riattivazione di un servizio sospeso per il fallimento della
società del soggetto gestore del servizio idrico a Siracusa ma,
contemporaneamente, considerato che prima o poi arriverà in Aula un
testo che è stato frutto di una lunga elaborazione in IV
Commissione sulla ripubblicizzazione del servizio idrico in
Sicilia, evitasse di creare incidenti di percorso prima della
partenza dello stesso testo.
Probabilmente, riprendendo anche il sesto comma della legge 2 del
2013, che è connesso alla materia che trattiamo oggi, cioè in
estrema sintesi, chiedo al Governo ed alla Presidenza
dell'Assemblea, di trattare questo emendamento con un'attenzione
particolare perché il rischio è che non solo venga bocciata la
norma, ma che pregiudichi percorsi già avviati lungamente e con
un'eccessiva attenzione portata in IV Commissione. E' un'attenzione
che chiedo all'Assessore per l'economia e, possibilmente, anche al
Dirigente generale dell'Assessore per l'energia.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la ringrazio anche per la
precisazione che ha fatto. Ci eravamo riservati, infatti, di far
notare quanto da lei sottolineato, prima della votazione finale
dell'articolo 8, quindi, in fase di riscrittura e di coordinamento
del testo, verrà riscritto in maniera corretta. E'iscritto a
parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, volevo
parlare sul subemendamento 8.1.1.1 che riguarda, come dire, la
possibilità di sostenere, in questo momento di difficoltà, i
lavoratori della G.I.A. di Caltagirone, una possibilità che mi è
stata concessa soprattutto da un problema di forma che penso si sia
palesato in questi minuti, riguardante un po' il sistema e l'ordine
dei lavori, così come si sono svolti, ha inizio proprio con
l'incipit dell'emendamento che riguarda la gestione idrica in
Provincia di Siracusa, ovvero al fine di evitare un potenziale
disastro ambientale nonché l'interruzione di pubblico servizio.
Come sappiamo, la G.I.A. di Caltagirone, in virtù anche di una
convenzione del 2001, tra Consorzio ASI, all'epoca esistente, e il
Comune dello stesso, si è impegnata a smaltire il servizio di acque
reflue riguardanti l'agglomerato urbano di Caltagirone e l'area
industriale della stessa.
Con i problemi che si sono succeduti all'interno dell' ASI e,
quindi, dell'IRSAP, oggi abbiamo una situazione di gravissima
inadempienza su questo pubblico servizio e, inoltre, sulla mancanza
del pagamento di stipendi a questi lavoratori.
Vede, Assessore, non ritengo che sia opportuno - come detto -
inserire norme dell'ultimo minuto o dell'ultima ora per
fronteggiare emergenze o per porre pezze o toppe che molto spesso
negli anni precedenti si sono palesate anch'esse come maggiormente
drammatiche rispetto al problema che volevano risolvere.
Io credo che queste emergenze vadano affrontate con dei disegni di
legge appositi che possano essere discussi, approfonditi e che
vadano nella direzione prospetticamente più utile ai lavoratori di
queste emergenze.
Ecco perché inserisco questo subemendamento, che non vuole solo
essere una provocazione ma vuole fare un appello al Governo ed a
lei che da pochi mesi ricopre questo delicato incarico, affinché
su queste problematiche possano essere investiti dei tavoli
appositi.
Secondariamente, ritengo - e mi rivolgo all'Aula in questo caso -
che il problema dei lavoratori della GIA sia confrontabile con
quello dei lavoratori di Palermo o di Siracusa, così come vedete,
onorevoli colleghi, il problema della gestione di un pubblico
servizio o di un potenziale disastro ambientale - scusate se ho la
presunzione di dirlo - ma, in questo momento, risiede molto più in
quel di Caltagirone che nell'emendamento previsto 8.1.1.
PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi si passa alla votazione
dei subemendamenti.
Si passa al subemendamento 8.1.1, dell'onorevole Vinciullo ed
altri. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 8.1.1.1, a firma degli onorevoli Di
Mauro e Lombardo. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 8.2 e 8.4 vengono assorbiti.
Pongo in votazione l'articolo 8, così come emendato. Ripeto, ha
fatto bene poco fa l'onorevole Panepinto a sottolineare che, in
fase di coordinamento del testo, toglieremo questa istituzione di
fondo di rotazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Finanziamento interventi di spesa
1. Per le finalità di cui alle norme e loro successive modifiche
ed integrazioni riportate nell'Allegato 1, è autorizzata, per
l'anno 2014, la spesa complessiva di 109.132 migliaia di euro. Le
autorizzazioni di spesa previste per l'anno 2014 nell'Allegato 1 -
Rifinanziamento interventi di spesa - di cui all'articolo 17 della
legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, sono sostituite da quelle
previste dall'Allegato 1 della presente legge. Nell'ambito delle
autorizzazioni di spesa di cui al presente comma possono essere
effettuate le variazioni compensative di cui all'articolo 1, comma
21, della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. La spesa autorizzata dall'articolo 11, comma 101, della legge
regionale 9 maggio 2012, n. 26 e successive modifiche ed
integrazioni, è rideterminata, per l'anno 2014, in 372 migliaia di
euro (UPB 2.2.1.1.2 - capitolo 342534).
3. La spesa autorizzata dall'articolo 54 della legge regionale 15
maggio 2013, n. 9 è rideterminata, per l'anno 2014, in 500 migliaia
di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo 144111).
4. Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19, è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2014 la spesa di 40 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2 -
capitolo 148102).
5. Per le finalità di cui all'articolo 59 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di 500
migliaia di euro.».
DINA, presidente della Commissione. Chiedo che l'articolo 9 venga
accantonato.
PRESIDENTE. Accolgo la proposta del presidente della Commissione
visto che c'è un bell'allegato da esaminare.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Modifiche di norme relative a anticipazioni finanziarie in
materia di gestione di rifiuti
1. Al comma 2 ter dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
2010, n. 9, le parole "in tre annualità" sono sostituite dalle
parole "in dieci annualità".
2. Al comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 14 maggio
2009, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, la parola "tre"
è sostituita dalla parola "dieci".».
Onorevoli colleghi comunico che all'articolo 10 sono stati
presentati tre emendamenti: 10.1, 10.2 e 10.3.
Si passa all'emendamento 10.1, a firma dell'onorevole Greco
Giovanni.
GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.2, a firma degli onorevoli Foti,
Cancelleri ed altri.
FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
semplicemente in questo emendamento si dà un'altra modalità per la
restituzione di queste somme da parte dei Comuni, anziché dieci
anni sic et simpliciter ho dato una diversa disposizione di
restituzione da parte dei comuni delle somme richieste per il
ripianamento dei debiti, ossia più diluita nel tempo per i comuni
che, oggettivamente, raggiungono degli obiettivi e un po' più
stringente ma, comunque, ragionevolmente lunga, perché ho ridotto
solo a sette anni per i comuni che entro la fine del prossimo anno
raggiungono il 30 per cento della raccolta differenziata dei
rifiuti, nove anni - scusate sto leggendo al contrario -, dodici
annualità, addirittura allungo il tempo di restituzione per i
comuni che raggiungono il 70 per cento entro il 31 dicembre 2015.
Quindi, questo è il modo, secondo noi, oggettivo per spronare i
comuni ad effettuare tutte le operazioni per ottimizzare la
raccolta dei rifiuti, fare delle politiche di riduzione riuso e
riciclo.
Diversamente, pensiamo che l'andazzo non sia proprio dei migliori.
La legge che abbiamo approvato l'anno scorso, che restituiva la
responsabilità ai comuni, dava loro ampia possibilità di
organizzare il sistema di raccolta rifiuti potrebbe non sortire
buoni effetti, ma trasformare noi Regione in qualcosa che dà sempre
soldi e ripiana i debiti, invece, in questo modo si potrebbero
ottenere dei risultati e vedersi riconoscere dei meriti da parte
dei comuni che si attivano.
PRESIDENTE. Qui c'è un problema che riguarda degli oneri che
questo tipo di emendamento va a far nascere. Se c'è un allungamento
dei tempi Tant'è vero che poi il Governo nell'emendamento
successivo dice che gli oneri sono a carico del comune. Allora,
vorrei sentire il parere del Governo su questo emendamento?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 10.2. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, mi sembra di capire che il problema
della copertura finanziaria si risolva con l'emendamento 10.3.
Allora, la logica qual è? Dare un segnale alle amministrazioni
affinché incentivino la raccolta differenziata. Non è un buon
esempio che l'Assemblea possa indicare alle autonomie locali , non
capisco la logica. Se ci fosse un problema di copertura
finanziaria. Io mi ero posto il problema, poi, leggendo
l'emendamento 10.3, ho capito che la somma grava interamente sul
bilancio dei comuni e, allora, non si comprende il motivo per il
quale non si incentivino le amministrazioni comunali ad ottemperare
a tutte le iniziative per incentivare la raccolta differenziata.
Volevo dire solo questo.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la ringrazio per la precisazione, ma
su quest'emendamento ci siamo già espressi, abbiamo già votato.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Spero sull'emendamento 10.3, perché sul 10.2
l'Assemblea si è già espressa. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, chiedo l'attenzione dell'assessore
per l'economia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Panepinto sta
intervenendo.
Onorevole Foti, dovrebbe allontanarsi dai banchi del Governo.
L'onorevole Panepinto si sta rivolgendo all'Assessore.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
all'Assessore ed al Governo di ritirare questa norma, perché
anzitutto, a meno che avete deciso - non vedo l'assessore agli enti
locali -, anche di sciogliere i Comuni e commissariali, cioè credo
che sia la norma più interessante, perché la Regione siciliana
concede l'anticipazione e poi chiede gli interessi in corso
d'opera
Voglio capire quale logica state seguendo nell'aver pensato a
questa formula. Non so se lei ha letto Superciuk, che era il
contrario di Robin Hood, che rubava ai poveri per dare ai ricchi.
Questa norma, Assessore, somiglia un po', perché abbiamo detto ai
Comuni: vi diamo i soldi, pagatevi i debiti che avete con gli ATO,
restituiteli in un certo numero di anni , prima 20 e poi 10, e ora
gli chiediamo gli interessi.
Al di là del fatto che l'aver dato parere negativo al 10.2 è stato
- mi perdoni, assessore - un errore perché questa proposta del
Movimento Cinque Stelle è assolutamente in linea con la legge 9,
che prevede di aumentare progressivamente la percentuale di
raccolta e la si legava, indubbiamente, alla quantità di frazione
di rifiuti raccolta, proprio legandola ai tempi di restituzione
delle somme.
Per cui, signor Assessore, siccome i Comuni già danno a questa
Regione, perché voglio ricordarle che per quanto riguarda il fondo
per l'occupazione dovranno sborsare un altro 7 per cento, oltre al
10 ed al 20, considerato che ci sono altri 120 milioni in meno
rispetto al trasferimento sugli investimenti, considerato che lei
aveva un'opportunità, che era la proposta del Movimento Cinque
Stele e che, probabilmente, per mancato tempo e per non
approfondirla, è saltata, fermiamoci un attimo ed evitiamo di
approvare una norma, peraltro illegittima, perché è come se
contraggo un mutuo con la banca e in corso d'opera, senza che sia a
tasso variabile, si cambiano le regole del gioco.
Signor Assessore, questo non può essere il Governo contro gli enti
locali.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo se è possibile
rivedere l'emendamento che è stato bocciato ed aggiungerlo come
subemendamento all'emendamento successivo. L'ha detto anche
l'onorevole Panepinto che è in piena linea con quello che dobbiamo
fare: cioè incentivare i comuni a seguire la legge e, pur nelle
difficoltà, organizzarsi bene per fare politiche di riduzione,
riuso e riciclo perché, diversamente, in questo modo, andiamo ad
aiutare sempre chi ha accumulato debiti.
Tra l'altro questo ripianamento del debito, che è stato chiesto da
tanti comuni in Sicilia, molti comuni che debiti non ne avevano,
perché sono stati più virtuosi, quasi quasi hanno detto: se io mi
comportavo male, facevo assunzioni pazze, non facevo alcuna
politica di investimento per una sana gestione dei rifiuti, quasi
quasi ci guadagnavo perché mi facevo un bel mutuo da pagare
comodamente . Invece, in questo modo, evitiamo di ricadere sempre
nello stesso errore, cioé di essere quelli che tappiamo le
emergenze, senza dare un incentivo a chi
fa politiche giuste. Ripeto, se è possibile, presentarlo come
subemendamento.
FIRETTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIRETTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per legarmi all'invito reso, poc'anzi, dall'onorevole
Panepinto in ordine all'emendamento 10.3, perché mi pare essere una
norma completamente fuori di via.
Bisogna analizzare il contesto in cui è avvenuta la contrazione di
questi debiti sotto la regia delle possibilità di rimborso
sviluppata dalla Regione siciliana e dal Dipartimento stesso dei
rifiuti che ha determinato, per tanti comuni della Sicilia, uno
sforzo certamente immane che nasceva sotto la costrizione immediata
dei rifiuti nelle nostre città, gli scioperi che sappiamo, città
invase dai rifiuti e tante amministrazioni con grosse difficoltà di
bilancio sono state costrette a questo piano di rimborso.
Individuare, in corso d'opera, una norma che carichi,
extraconvenzione, un debito in quota interessi, mi pare
assolutamente non solo inappropriato su termini di merito ma anche,
dal punto di vista della legittimità, assolutamente dubbio.
Quindi, invito il Presidente della Regione ed il Governo a
ritirare questo emendamento.
PRESIDENTE. A questo punto darei la parola, un attimo,
all'Assessore perché ci sono stati diversi inviti da parte dei
colleghi.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, guardate, in atto ci sono 41 comuni che non potranno
ricevere né l'ultima trimestralità del 2013, né le trimestralità di
quest'anno perché, praticamente, si sono impegnati, con un accordo
con la Regione, a pagare in tre anni i debiti che avevano e noi gli
abbiamo dato un prestito con un fondo di rateazione.
Dilatiamo questo debito su 10 anni e qui che va bene ai comuni, va
benissimo; è una dilatazione tre volte e mezzo tanto, con cifre che
sono irrisorie rispetto agli enti locali, pertanto, non mi pare che
stiamo creando un danno ai comuni, anzi, glielo stiamo risolvendo
rapidamente.
Dopodiché, in base a quale logica la Regione dovrebbe pagare gli
interessi di mora per debiti contratti dai comuni, perché i rifiuti
si pagano o no? Oppure, tutti i debiti che fanno i comuni sui
rifiuti li deve pagare la Regione?
Già per me è una forzatura la norma che abbiamo applicato
sull'acqua - parliamoci chiaro -perché, anche lì, sì è vero che si
fa la gara globale sull'ATO, però chi ha detto che dovremmo pagare
noi?
Non è che le tariffe, il costo dei contratti li stabilisce la
Regione, per cui se si gestisce un servizio anti-economico, è la
Regione che deve pagare tutti questi servizi
Per questo vi dico che sono orientato, in linea di massima, a
pensare che, laddove i comuni vogliono gestire da soli, è meglio
che lo facciano perché questa storia che la Regione debba essere
portata sull'orlo del fallimento perché tanto paga sempre
Pantalone, non può andare avanti.
Noi dobbiamo corresponsabilizzare i comuni rispetto alle politiche
di gestione della riscossione delle tariffe, dobbiamo
corresponsabilizzarli in modo assoluto e, soprattutto, sulla
gestione virtuosa di questi servizi. Non possiamo fare
assistenzialismo; in questo caso stiamo addirittura allargando da
tre anni a dieci anni.
Io vi dico che sarebbe nostra responsabilità, anche grave,
rinunciare al pagamento degli interessi che sono ridicoli, tra
l'altro, perché stiamo parlando di tassi ridicoli. Perché dovremmo
pagarli noi, in base a quale logica? Cioè sono debiti contratti
dalla Regione questi? O sono debiti contratti dai comuni?
Io conosco piccoli comuni dove si spendono 300 mila euro di
consulenze e non si paga il servizio di rifiuti di 300 mila euro.
Questo è accettabile? Nella gestione delle risorse i comuni
possono, fra l'altro, con la nuova legge gestire da soli il
servizio dei rifiuti non hanno più gli obblighi che avevano prima,
li stiamo agevolando, stiamo parlando di un tasso ridicolo, ma è
una cosa che non so se sia persino legittima, se sia legittimo che
la Regione debba pagare gli interessi di un mutuo di altri, cioè
noi prestiamo i soldi e paghiamo gli interessi per il mutuo?
Allora il problema è che, voglio dire, non mi pare che dai piccoli
comuni a noi è venuta questa richiesta, nessuno ci ha chiesto
questa cortesia, andare oltre appetito mi pare che sia un po'
troppo.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo dire che
mi pare sbagliato criminalizzare i comuni perché spesso,
Presidente, i comuni .Presidente se mi fa parlare In questo
periodo la vedo nervoso, la inviterei ad essere più tranquillo
perché non sa neanche cosa sto dicendo e già si secca. Diceva
Renzi: stia sereno .
Volevo dire che spesso i comuni hanno dovuto accedere al fondo di
rotazione perché hanno dovuto pagare per debiti non propri, ma per
debiti determinati dal mancato versamento da parte dei cittadini.
Io faccio l'esempio di Enna. Ad Enna noi abbiamo avuto una vicenda
TIA-TARSU che ha messo nelle condizioni gli ATO di incassare spesso
non più del 30% perché ci sono stati ricorsi dell'Associazione dei
consumatori e, quant'altro, quindi in effetti i comuni hanno dovuto
anticipare dei soldi accedendo al fondo di rotazione, non perché ci
sia stata una cattiva gestione, in molti casi, ma perché i
cittadini non hanno pagato le bollette, nella sostanza è questo. O
sto sbagliando?
Per cui, dico, andare a fare un ragionamento di questi comuni i
comuni così li freghiamo due volte, li freghiamo perché devono
pagare per conto dei cittadini e li freghiamo perché devono pagare
anche il tasso di interesse che no era stato pattuito. Solo questo
volevo dire.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
chiedere al Presidente Crocetta una curiosità, poco fa il suo
Assessore ha dato parere negativo ad un emendamento, lei non era
presente in Aula, glielo spiego brevemente: i debiti che i comuni
hanno nei confronti delle ATO potevano essere spalmati in 12 anni
se raggiungevano il 70% di raccolta differenziata, in 9 se
raggiungevano il 45% e in 7 se raggiungevano il 30%, cioè
introduciamo un concetto di premialità a chi diventa più bravo
visto che dovremmo andare verso una gestione corretta dei rifiuti.
Mi spiega perché viene espresso parere negativo ad una delle cose
di buon senso che sono estremamente in linea con la legge regionale
n. 9? Grazie.
PRESIDENTE. Prima di porre in votazione l'emendamento 10.3, e la
prego assessore Agnello di prestare attenzione, visti gli
interventi che si sono succeduti, io ho il dovere di farle notare
che se questo
CANCELLERI. Signor Presidente, io gradirei una risposta da parte
del Presidente della Regione alla mia domanda.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cancelleri, stavo soltanto
precisando una cosa e poi davo la parola all'assessore, proprio per
chiarire un po' la faccenda, perché visto come si è sviluppato il
dibattito, se noi poniamo in votazione il 10.3, e supponiamo non
dovesse passare, io voglio sapere dall'assessore Agnello come
intende far fronte a quella frase, perché lui esordisce dicendo gli
oneri, quindi il Governo riconosce che ci sono degli oneri, venendo
meno questo emendamento vorrei capire la copertura dove viene per
questo articolo 10, salta un po' tutto, quindi era una domanda che
rivolgevo anche io all'assessore per capire che tipo di risposta ci
da il Governo, e quindi avendo finito il mio intervento do la
parola o al Presidente o all'assessore Agnello per la risposta.
Prego Presidente.
CROCETTA, presidente della Regione. Io credo che precisare la
questione degli oneri può anche essere ininfluente ma parliamo
chiaro, perché comunque sono per legge a carico, non è che si può
pensare che nell'accordo, nella rimodulazione dell'accordo si potrà
riavere diversamente, eventualmente guardi, mi riferisco
all'onorevole Cancellieri, se ci dovesse essere un ordine del
giorno finale, per non complicare la cosa, che dice di introdurre
questa questione anche degli onori sugli accordi, eccetera, sulla
base degli obiettivi differenziata, non sarebbe male, potremmo
rispondere anche alle richieste che fa l'onorevole Firetto, e di
altri deputati che mi sembrano sulla stessa linea. Però, in questo
caso, la premialità la potremmo inserire sull'azione virtuosa, e
quindi raggiungendo meno costi, e meno obiettivi a carico della
differenziata, voglio dire della collettività attraverso meccanismi
premiali, potremmo sicuramente pensare, potremmo pensare anche un
sub emendamento che in qualche modo concilia le due richieste che
ci vengono, perché io guardi direi che questa manovra la facciamo
tutti più unitaria possibile, senza aprire polemiche, magari se ci
date tre minuti, potremmo presentare un sub emendamento in tal
senso, che concilia entrambe le richieste, sia di Firetto che di
Cancellieri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una richiesta da parte del
Presidente della Regione di un paio di minuti, quindi sospendo
l'Aula per tre minuti.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. gli uffici mi dicono che non
può presentarsi un sub emendamento perché l'emendamento è stato
votato, allora possiamo fare una raccomandazione che cerchi di
ridurre gli interessi che possa conciliare entrambe le posizioni
rispetto agli obiettivi della differenziata, e quindi negli accordi
che si andranno a fare con i comuni si tenga conto anche delle
questioni che sollevava l'onorevole Alloro.
PRESIDENTE. Allora, grazie Presidente, non ci sono altri
interventi per cui proseguiamo. Pongo in votazione l'emendamento
10.3.
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Norme in materia di assegnazioni finanziarie ai comuni
1. La lettera e) del comma 3 dell'art. 6 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5. è sostituita dalla seguente:
e) esigenze di spesa per: il trasporto interurbano degli alunni
delle scuole medie superiori, ai sensi dell'articolo 1 della legge
regionale 26 maggio 1973, n. 24, e successive modifiche ed
integrazioni, in misura non inferiore al 90 per cento delle spese
sostenute nell'anno precedente; la gestione degli asili nido nei
comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti; lo svolgimento
dei servizi di polizia municipale.
2. Dopo il comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5, è inserito il seguente comma:
4. bis. Qualora alla fine del mese successivo alla chiusura di
ciascun trimestre manchino elementi necessari per erogare le
risorse ai sensi dei commi 1, 2 e 3, l'Assessore regionale per le
autonomie locali e la funzione pubblica può autorizzare
l'erogazione di acconti fino al 60 per cento della corrispondente
trimestralità dell'anno precedente. .
3. Dopo il comma 7 dell'art. 30 della legge regionale 28 gennaio
2014, n. 5, è inserito il seguente comma:
7.bis. Nelle more dell'intesa prevista al comma 7, l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica può
autorizzare l'erogazione agli enti locali di acconti del Fondo
straordinario per la salvaguardia degli equilibri di bilancio fino
al 40 per cento delle somme dovute dalla Regione, nell'anno
precedente, per i lavoratori di cui al comma 1. .
4. Per far fronte alle necessità derivanti dalla mancata
erogazione dei contributi dell'anno 2013 dovuti ai Comuni la cui
istanza, presentata, non è stata regolarizzata nell'anno, è
autorizzata la spesa di 3.300 migliaia di euro a valere sul
capitolo 313318 - UPB 6.3.1.1.2 cui si fa fronte mediante riduzione
di pari importo delle somme stanziate sul capitolo 191310 - UPB
7.3.1.3.99 dello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014».
L'emendamento 11.3, dell'onorevole Di Pasquale è inammissibile.
Si passa all'emendamento 11.2 del Governo.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori assessori, onorevoli colleghi, non c'è nessuna forma di
inammissibilità in questo emendamento in quanto non prevede nessun
tipo di spesa.
Ma non solo Signor Presidente della Regione parlo
dell'emendamento 11.3, a mia firma. Durante la scorsa finanziaria
abbiamo individuato all'art. 30 tutte le procedure per sistemare e
regolarizzare i precari.
Abbiamo previsto all'art. 1 della finanziaria la possibilità di
inserire tutti precari, poi, all'art. 6 della finanziaria abbiamo
azzerato tutta una serie di formule e di norme che prevedevano
determinate cose e abbiamo approvato l'art. 7 che prevedeva la
possibilità di un fondo per i precari degli enti locali.
A parte abbiamo approvato il comma 9, dell'art. 30, della
finanziaria per tutelare i lavoratori diversi, per esempio i
servizi sanitari.
Ora, con questo articolo del Governo, al comma 3 diciamo -
seguitemi nel ragionamento perché è importante -, dopo l'art. 7 ,
che prevedeva quindi il fondo per gli enti locali, di mettere una
determinata procedura non per i lavoratori degli enti locali, ma
per tutti i lavoratori. Infatti, si dice al comma 3, così come
proposto nella finanziaria, alla fine: per i lavoratori di cui al
comma 1 .
Signor Presidente, i lavoratori di cui al comma 1 sono tutti
Quindi, siccome si tratta di quelli degli enti locali, per non fare
confusione, con questo emendamento noi dobbiamo cassare i
lavoratori di cui al comma 1 in modo che ci rifacciamo al comma 7
che riguarda solamente quelli degli enti locali. Ci tenevo a dirlo,
su questo ho avuto anche un confronto sia con l'Assessore per gli
enti locali che con il dott. Morale, il quale mi ha confermato le
piene ragioni, dopo di che
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ho capito qual è a sostanza del
suo emendamento, ma così com'è non ha senso e le spiego perché. Se
Lei va a cassare l'ultima parte della frase, leggiamo soltanto il
40% delle somme dovute dalla Regione nell'anno precedente . Ma a
chi? Quali somme?
DIPASQUALE. A quelli degli enti locali
PRESIDENTE. Lo deve scrivere Non possiamo avere doti freudiane e
capire il suo intendimento Ce lo deve scrivere Se cassa quella
frase non capiamo a quale platea lei si rivolge
DIPASQUALE. Signor Presidente, non ci ricordiamo l'art. 30 della
finanziaria che è stato fatto in maniera molto chiara prevedendo
l'art. 7 relativo agli enti locali e prevedendo l'art. 9 relativo a
dipendenti diversi Presidente Dina, lei se lo ricorda Nel momento
in cui voi lo inserite nell'art. 7 bis che è un enti locale, lo
dovete togliere
PRESIDENTE. Onorevole Di Pasquale, non è un problema di metodo è
un problema di forma Se togliamo questa frase non si capisce più a
chi ci stiamo rivolgendo
DINA, presidente della commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è stato concordato con il dirigente Morale e quindi viene
chiarita la platea. Vengono esclusi i dipendenti del Servizio
Sanitario Nazionale essendo circoscritta solo ai precari dei
comuni.
Si tratta di un emendamento tecnico. La Commissione dà quindi
parere favorevole.
PRESIDENTE. Il parere di questo emendamento è positivo. Tuttavia,
così com'è scritto non si comprende, sospendo dunque l'Aula per un
minuto per un raccordo con gli uffici.
(La seduta, sospesa alle ore 19.46, è ripresa alle ore 19.47)
Presidenza del Presidente Ardizzone
PRESIDENTE. L'articolo 11 è momentaneamente accantonato.
Si passa all' articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Modifiche di norme in materia di lavoratori
appartenenti al bacino PIP Emergenza Palermo
1. Alla lettera d) del comma 5 dell'articolo 34 della legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5, dopo le parole "euro." sono
aggiunte le seguenti: "Per l'anno 2014, in fase di prima
applicazione, sono comunque fatti salvi i lavoratori con reddito
ISE personale inferiore a 20 mila euro».
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, guardate che l'articolo com'è formulato poi dal testo
esitato dalla Commissione può essere praticamente per noi condiviso
solo se agganciato all'emendamento del Governo.
Io mi rendo conto dello spirito che anima l'articolo, laddove
precisa che in una famiglia se il lavorato ex pip è incardinato
nella famiglia di origine non si capisce perché dovrebbe fare il
cumulo, però, se rimane così com'è, noi arriviamo al paradosso che
andiamo a dare un sussidio anche a gente - così come passa
l'articolo - che potrebbe avere redditi familiari complessivi anche
di 300 mila, 400 mila, 500 mila euro. Mi si obietterà, perché ce ne
sono? Guardate che il numero di persone con redditi esagerati è
almeno di un centinaio, un centinaio sono le persone con redditi
esagerati, esagerati, con patrimoni immobiliari incredibili,
all'interno dei quali ci sono anche i single che vivono insieme al
nucleo familiare originario.
Quindi l'emendamento 12.9 del Governo intende escludere dal
calcolo del reddito familiare queste persone. Sulle altre
questioni, se noi vogliamo regolarizzare anche la faccenda, però
non possiamo non mettere le fasce di reddito.
Anche perché, mi dicono, per esempio, i separati: ma i separati
fanno parte di quei familiari completamente diversi, perché nel
momento in cui avviene la separazione del nucleo familiare,
automaticamente hanno Isee diversi, non c'entra assolutamente
nulla. Dopodiché, mi pare che qui non ci troviamo di fronte a
contratti di lavoro che sono regolarizzati da normative specifiche
che riguardano il diritto alla retribuzione, qui ci troviamo di
fronte a contribuzioni che, per legge, per il senso generale della
legge dello Stato, ma anche della Regione siciliana, non possono
che non essere legati alla situazione di indigenza economica,
perché altrimenti anche tutti gli altri ne dovrebbero godere.
Quando diamo, ad esempio, i contributi alle famiglie bisognose,
che facciamo non guardiamo il contributo Isee? Così si danno i
contributi, e questo avviene in tutti i Comuni. Così come la legge,
per esempio, sugli ex cantieri di servizio dove, addirittura, il
trattamento economico è molto più basso.
Io credo sia giusto eliminare, cioè non far fare reddito a coloro
della famiglia di origine e, quindi, l'emendamento del Governo va
inserito in questo. Se poi si vuole considerare più
complessivamente la questione del reddito, allora questo
emendamento, presentato in Commissione, andrebbe sicuramente
aggiustato perché dovremmo escludere almeno certe fasce di reddito,
in questo caso. Perché dire che non è applicabile, va considerato
il reddito familiare: ma se io ho la moglie che guadagna 500 mila
euro al mese, ho bisogno del contributo sociale? Ho bisogno,
probabilmente, di un lavoro. Ma questa non è una legge sul lavoro,
non è che incardina un rapporto di lavoro fra la Regione ed i Pip,
immagina una contribuzione. Io credo che sarebbe persino in
contrasto con la legislazione nazionale sulle contribuzioni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che noi
dobbiamo provare ad aggiustare una cosa che, purtroppo, la dico
così come la penso: è nata male. Perché noi non stiamo normando
l'accesso ad un diritto nuovo, perché avrebbe un senso dire da
oggi tutti quelli che hanno un certo reddito non possono ricevere
alcuna prestazione'.
Il legislatore regionale ha deciso, dopo 12 anni, che delle
persone hanno goduto di un trattamento in cambio di una prestazione
lavorativa, in alcuni casi addirittura con un contratto, poi sono
stati riportati in un sistema di, come dire, prestazione
assistenziale.
In ogni caso, dentro un percorso che la platea, fermando restando
la platea, si è modificato la modalità di trattamento. Arrivati ad
un certo punto abbiamo stabilito che dopo 12 anni introducevamo una
regola, d'embléè, ed abbiamo detto tutti quelli che hanno un
reddito Isee pari a 20.000 euro familiare saranno esclusi dal
trattamento'. Al di là del fatto che questo reddito Isee è maturato
anche grazie al concorso della prestazione lavorativa che questo
personale ha fatto nel 2012.
CROCETTA, presidente della Regione. E' ininfluente perché sono
stati pochi mesi.
CRACOLICI Certo quello proprio è ininfluente, perché poi sono
entrati nel sistema della disoccupazione. Io dico pure, purtroppo,
o per fortuna (per me purtroppo), in Sicilia il sistema dei
trattamenti di sostegno al reddito, chiamiamoli così, sono
abbastanza diffusi. Però, stranamente, noi abbiamo fatto una norma
che riguarda soltanto un soggetto sociale i cosiddetti ex PIP, ad
esempio, non abbiamo norme che regolano il famoso trattamento sul
reddito di inserimento che fu varato anni fa.
Allora io cosa penso, ed è il senso con cui abbiamo cercato di
trovare una soluzione che provi quanto meno a stabilire da oggi un
sistema in cui tutti sanno di che cosa parliamo e non come
purtroppo si è determinato, che nella finanziaria 2014 abbiamo
detto, nella finanziaria 2014, chi ha avuto un reddito nel 2012, ma
glielo abbiamo detto 2 anni dopo, sarà escluso dal trattamento.
Io penso piuttosto che sia un atto di equità, signor Presidente.
Qui, al di là delle posizioni, io non amo il lavoro precario, non
amo il lavoro sommerso, però dico attenzione a trattare queste
questioni evitando diciamo le vie di fuga semplificate.
Io dico innanzitutto che bisognerebbe prevedere una norma che
stabilisca che in sede di prima applicazione, si applica al reddito
individuale e non al reddito familiare, che sia una modalità
transitoria di applicazione in modo che chi si è trovato d'emblée
di fronte al fatto compiuto, possa entrare in un regime in cui sa
che se da oggi il suo reddito familiare supera una certa soglia,
può essere escluso da una prestazione, ma da oggi, non quello che
aveva 2 anni prima.
Secondo, la soluzione che propone il Governo finisce per essere
paradossale Presidente. Perchè se tu sei un PIP di una famiglia
agiata puoi continuare ad essere PIP, se invece sei un PIP che
magari in questi dodici anni ti sei pure sposato e tua moglie o tuo
marito ha trovato o fa un altro lavoro, diventi d'improvviso uno da
escludere Ora io dico, attenzione, non vorrei che la pezza che
proponiamo è più piccola del buco che rischiamo di produrre.
Io considero la soluzione unica al momento, ma lo dico al momento
perché lo sa il collega grillino Ciaccio, io credo che su questa
materia noi ci dobbiamo tornare in maniera generale e astratto. Io
penso che adesso, in questa fase, dobbiamo provare ad attutire gli
effetti di una norma che ha avuto un effetto, come dire, bomba, e
quindi bisogna introdurre un principio che la prestazione
lavorativa che tu fai, se il tuo reddito personale, finisco, supera
i 20 mila euro e non altro.
E da questo punto di vista sono d'accordo con l'emendamento a
firma Lupo, che toglie la parola Isee e lascia al solo trattamento
personale. Suggerirei al Governo di ritirare quell'emendamento
perché rischiamo di far più ingiustizia sociale di quella che noi
vogliamo contrastare.
Infine, e chiudo, se dovessimo, e io sono d'accordo Presidente, a
trovare un sistema che colpisce le ricchezze eccessive, come si
suol dire quei famosi cento, uno, mille, quelli che sono, allora
stabiliamo almeno, se vogliamo, io sono disposto ad accettare
questa ipotesi, che in sede di prima applicazione si calcoli il
reddito personale e comunque se il reddito familiare supera due
volte il reddito personale, si può essere esclusi, cioè se il
reddito familiare eccede di due volte quello personale.
CROCETTA, presidente della Regione. Lascio aperta questa proposta.
CRACOLICI. E no, sennò non si risolvono i problemi.
PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, la ragione di mettere in sede di
prima applicazione, nasce dal fatto che altrimenti questa norma,
qualunque norma fai non ha efficacia perché è stato già escluso.
Noi diciamo a chi è stato escluso che sarà escluso due volte il
reddito personale per le famiglie. Allora, in quel caso si capisce,
cioè se io ho un reddito personale di 20 mila euro e la mia
famiglia più di 40 mila allora posso capire l'esclusione, ma se io
oggi utilizzo un criterio tout cour di cancellazione credo che noi
commettiamo una ingiustizia sociale.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prego il
Governo e il Presidente della Regione ad attenzionare questo
emendamento laddove recita che i single nelle famiglie sono esclusi
dal ragionamento dell'approvazione della norma di qualche mese fa.
Vedete, ci sono tanti esempi che possono essere riportati per
decidere e a far cambiare idea su questa cosa. Quella sera c'è
stata un po' di confusione, quindi è stata votata una norma senza
riflettere; io stesso sono sceso dal podio ritrovandomi con questa
norma votata.
Invece, quello che penso, io ad esempio, un semplicissimo e banale
riferimento ad alcune cose che possono anche fare riflettere. Voi
pensate ad una persona che si è spostata, perché se iniziamo a
pensare che questi ex PIP (PIP perché erano dei Piani di
Inserimento Professionale) allora doveva essere inserito il 60 per
cento di questo personale che era stato inserito in questa cosa
dovevano esser inseriti nel mondo del lavoro; così non è stato.
Poi, si è aggiunta l'Emergenza Palermo con l'articolo 15 di quella
legge che inseriva nel contesto dei PIP anche gli ex detenuti e
tutti quelli che avevano avuto problemi giudiziari. E, quindi, per
agevolare questo percorso in un momento particolare si è pensato di
andare avanti in questo senso.
Successivamente questo personale, con la formazione
dell'associazione Social Trinacria, passa da Emergenza Palermo ex
PIP passa a veri e propri lavoratori che prestano attività nella
Pubblica Amministrazione.
Successivamente per motivi che noi sappiamo di spending review,
per i capitoli che abbiamo decurtato del venti per cento, per tutte
le problematiche che sono sorte, il Presidente della Regione ha
fatto tagli del venti per cento - ha fatto bene perché in alcune
cose doveva ridimensionare per forza e dobbiamo accettare anche le
linee guida che dà la Comunità europea e lo Stato italiano -
dovevamo immediatamente intervenire in questo senso. Chi si è
sposato successivamente all'inserimento nel mondo del lavoro ma che
colpa può avere? E' una colpa sposarsi? Quindi, io prego i deputati
che l'emendamento 12.5 deve essere inserito nel contesto escludendo
l'ISEE, così rimane solo ed esclusivamente il reddito individuale,
ma per onestà non per altro, perché noi non vogliamo - ad iniziare
da me - dare un sussidio a persone che guadagno un mare di soldi,
ma diamo la possibilità a tutti coloro che hanno iniziato un
percorso in una maniera e oggi sono indirizzati, per colpa di un
errore, a percorrere una strada diversa.
Quindi, questo emendamento, a firma dell'onorevole Lupo, secondo
me è l'emendamento che deve essere votato.
Prendo atto che finalmente il Presidente con i single si è
intestato questa battaglia, inseriamo anche in questo contesto
coloro che in quel momento avevano un requisito riconosciuto
appunto dalla legge, che successivamente dopo dieci anni, dodici
anni non è più così, ma non possiamo fare una cosa del genere, a
dodici anni di distanza. Quindi, ci sono persone che effettivamente
hanno bisogno di essere inserite in questo contesto, anche perché
nel frattempo in questi anni hanno preso impegni familiari, mutui
da pagare e che, pertanto, non possono essere messi fuori.
GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per
aderire alla nuova riformulazione che riguarda questo bacino dei
PIP. Poiché sono il presentatore di un emendamento e la soluzione
che è stata trovata, grazie all'apporto pure del presidente
Crocetta, sono d'accordo con questo emendamento illustrato
dall'onorevole Cracolici e corretto, riveduto, ma che va incontro
al problema degli esclusi di questo bacino che a mio avviso era una
ingiustizia e, quindi, si sta facendo in modo di superare questo
problema.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
all'assessore per l'Economia di dedicarmi la sua attenzione visto
che il presidente Crocetta rimane arroccato nella sua visione su
questa tematica.
La cosa che mi dispiace, signor Presidente, è che non si presta
al confronto. Ha sentito un deputato, si è sentito infastidito e si
è allontanato. Poi, ritornerà in Aula dopo che io ho parlato - ma
non ho io la presunzione di ambire a chiarire tutte le cose - però
se uno non ascolta il dibattito poi rimane sempre arroccato nella
sua posizione. Ho, invece, bruciato trenta secondi da dedicare
all'articolo per il Presidente della Regione .
Allora, signor Presidente, il punto è questo. Questa norma ha
assunto caratteri di retroattività. Questa è la prima criticità.
Assessore per l'Economia, la norma che è stata approvata la volta
scorsa, quando io sono stato l'unico parlamentare a dire che era un
errore madornale, ha assunto caratteri di retroattività.
Uno dei miei emendamenti specifica e si prefigge di modificare
questo principio ovvero il reddito da presentare è il reddito 2014
prodotto nel 2013, proprio per il principio che spiegava
l'onorevole Cracolici.
Un altro emendamento che io ho presentato, sempre per lo spirito
che poco fa manifestava l'onorevole Cracolici, parla di una
progressività, presidente Ardizzone, e cioè per quest'anno fissa un
reddito di 30 mila euro, per l'anno prossimo scala a 25 mila euro,
per il 2016 fino a 20 mila euro per mettere nelle condizioni le
persone che - le porto fattispecie concrete, signor Presidente, lei
che è giurista - parliamo di persone che, se del caso, hanno
chiesto ospitalità anche al fratello perché da domani mattina, a
causa di questa norma iniqua, ai quali noi stiamo propinando una
norma iniqua, saranno costretti ad uscire dal reddito che è riparo
per loro per mangiare e li costringeremo ad andare a case in
affitto e con 500 euro ritorneranno in una situazione di povertà.
Invece, chi conviveva nello stesso stato di famiglia, della mamma,
della nonna, del fratello e faceva cumulo ma ci viveva perché con
quei 500 euro ci mangia solo, oggi noi lo mettiamo in difficoltà.
Ed, ancora, Presidente, essere diventato PIP per la norma di
allora prodotta da questa Assemblea regionale era titolo di
ammissione essere iscritto o ex alcolista o ex detenuto, oggi noi
li condanniamo per quello stesso titolo che ha consentito loro di
entrare nel bacino.
Allora, signor Presidente, se io sono assunto - ma non come PIP,
con un qualunque caspita di lavoro - e commetto un reato, è giusto
che vada a casa; ma se il reato che io ho commesso è precedente
alla norma, Assessore, lei si è perso tutto l'intervento mentre,
giustamente, faceva maggioranza Ma io la inviterei ad ascoltare
anche i deputati di serie C1, che cercano di manifestare la loro
cosa, perché non c'è peggio di quando una persona è convinta di
sapere tutto E sa un suo collega, che qua ha fatto grande
successo, un giorno mi disse: va là che ti devo spiegare, ché io so
tutto. E il Commissario dello Stato poi impugnò ben 34 articoli
Signor assessore, le chiedo un minuto di attenzione: 1) La norma
precedente ha assunto carattere di retroattività. Questi signori si
sono visti applicare una norma per un reddito prodotto quando loro
non sapevano che questo li avrebbe fatti licenziare.
2) Questo stesso reddito molto spesso deriva dal fatto di essere
ospiti del fratello.
3) Anche là: stabiliamo il reddito, ma bisogna pure stabilire la
tipologia della ricchezza. Io conosco il caso di una signora che
costruì abusivamente: pian terreno la mamma, primo piano un figlio
e il secondo piano l'altro figlio. Non ha proceduto a fare la
separazione degli atti. Quindi, questa rendita catastale, che è
povera, fa cumulo alla signora che non si è sentita di fare la
separazione coi figli e perderà il posto di lavoro.
Questa è una materia delicata Come dice l'onorevole Cracolici,
oggi mettiamoci una pezza prendendo un anno di tempo e si
stabilisce una Commissione speciale, una Commissione competente,
studiando tante fattispecie.
Quando lei va a pagare la TARES o la TARSU o la TASI o quello che
sarà, il suo stato di ricchezza, così come il mio, è variegato in
tipologia dell'alloggio, in base ai figli, in base a tutta una
serie di criteri che con due righe non si possono stabilire.
Pertanto, signor Presidente, io appongo la mia firma alla proposta
degli onorevoli Di Giacinto e Giovanni Greco e concludo dicendo al
Governo che tanti di questi lavoratori hanno votato per questo
Governo con la speranza che la loro situazione economica sarebbe
stata migliorata, invece oggi sono costretti a battersi per almeno,
forse, mantenere questa fonte di guadagno, di reddito che diamo
loro sotto prestazione lavorativa. Erano lavoratori a tempo
indeterminato presso Social Trinacria. E allora si dirà che quelli
erano dei ladri, dei ciarlatani, ma era una creatura della Regione
Si faccia l'esposto alla Procura Questi signori avevano un
contratto a tempo indeterminato e noi li abbiamo riportati
indietro.
PRESIDENTE. E' stata presentata una riscrittura di questo
emendamento da parte del Governo.
MAGGIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che la
riscrittura del Governo su quest'articolo risolva molti dei
problemi che, invece, la mancata approvazione dell'articolo stesso
avrebbe provocato, perché qui parliamo di soggetti che, magari,
dopo essere entrati nel bacino, pur avendo trovato collocazioni
diverse o avendo messo su famiglia, rischiavano, con quel limite,
di essere assolutamente tagliati fuori.
Mi riferisco anche ai tanti che, purtroppo, proprio per le
condizioni esigue dal punto di vista economico non avevano avuto la
possibilità di costruirsi un proprio nucleo familiare e, quindi, di
vivere in un nucleo familiare autonomo.
La riscrittura che fa riferimento ai 20 mila euro di reddito
individuale e ai 40 mila di ISEE come reddito familiare, io credo
che, davvero, risolva i problemi che riguardavano questi soggetti
in grave difficoltà; ma risolve, secondo me, anche un altro dei
problemi, che è quello riferito alla giustizia sociale, perché
tutti coloro che vanno oltre una fascia di reddito e, quindi,
entrano in una dimensione reddituale elevata vengono, giustamente,
tagliati fuori.
Ritengo, tra l'altro, che un altro elemento di giustizia viene
fatto soprattutto nei confronti di molte donne, che sarebbero state
quelle maggiormente espulse da questo bacino solo perché, magari,
nel frattempo avevano costituito una famiglia e, quindi, si erano
sposate; un altro elemento di ingiustizia sociale Quindi, da
questo punto di vista, in questa fase, che è una fase di prima
applicazione, i correttivi che stanno per essere apposti ritengo
che riequilibrino fortemente e che diano risposte a chi si trova
ancora e sicuramente in una situazione di svantaggio e che noi
dobbiamo accettare di accompagnare, nel prosieguo e nella norma
originaria che, infatti, è stata cassata dal Commissario dello
Stato, la possibilità per le future stabilizzazioni e occasioni di
lavoro, mi riferisco a quel 20 per cento che possono riguardare
questi soggetti, mi sembrano un buon viatico verso una norma che -
io dico - questo Parlamento deve pensare ad elaborare per
trasformare lo status di questi lavoratori da soggetto di assegno
per lavoratori svantaggiati a dei lavoratori precari a cui dare,
successivamente, anche una stabilità dal punto di vista lavorativo.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quel giorno che
abbiamo approvato la finanziaria avevamo inserito, e mi riferisco
all'onorevole Ciaccio se non sbaglio, è stata forse lei una di quei
firmatari di quell'emendamento che poi è stato approvato da tutta
l'Aula, attenzione, non voglio dire qualcosa contro l'onorevole
Ciaccio, quell'emendamento con cui all'epoca inserimmo il tetto
massimo di 20 mila euro di ISEE, ci siamo resi conto che, dopo un
paio di settimane, che avevamo fatto una sciocchezza perché ci sono
stati tanti casi di soggetti appartenenti al bacino degli ex PIP,
ai lavoratori ex PIP, che ancora vivevano all'interno di un nucleo
familiare di papà o mamma. E, quindi, questi soggetti, in qualche
modo, sono stati oggetto di una ingiustizia perché esclusi dal
bacino in virtù del fatto che superavano, come valore ISEE, 20 mila
euro. Per cui, è necessario, oggi - a mio avviso - trovare una
soluzione. E la soluzione, secondo me, è attuabile, Presidente e
signori assessori - ma non vedo l'assessore competente in materia,
purtroppo - e la soluzione è applicabile soprattutto evidenziando
il reddito individuale del soggetto.
L'emendamento che ha presentato il Governo mi conforta e,
soprattutto, sono convinto che risolve la questione.
Signor Presidente, un'altra vicenda che io volevo anche
sottolineare è la vicenda che riguarda gli ex PIP esclusi dal
bacino e gli ex PIP che sono stati inseriti di nuovo nel bacino
attraverso progetti di pubblica utilità, perché ci sono attualmente
dei soggetti, dei lavoratori esclusi dal bacino che hanno commesso
dei reati prima del 2001, ossia ci sono dei soggetti ex PIP, che
sono esclusi attualmente dal bacino, che hanno commesso reati nel
1985 o nel 1989 per cui, Presidente, a questi lavoratori è
necessario trovare una soluzione ai fini del loro reinserimento.
So che si sta redigendo un emendamento per salvare questi
lavoratori e per reinserirli nel bacino, però, volevo anch'io
suggerire a coloro che stanno redigendo l'emendamento di non
reinserire i lavoratori che hanno commesso i reati di mafia e
pedofilia; secondo me questo va attuato.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, è vero
abbiamo definito l'emendamento come testé annunciato dal collega, è
un emendamento che riteniamo in qualche modo corra ai ripari
rispetto ad alcune penalizzazioni che sembravano dovere andare
incontro ad una categoria che a suo tempo nacque con delle
caratteristiche particolari. Era una categoria fatta di indigenti,
una categoria fatta da soggetti che avevano commesso un reato e
rispetto ai quali, secondo una logica che era quella del
reinserimento socio-lavorativo, che era quello di offrire un'altra
opportunità a chi aveva sì sbagliato, ma rispetto a cui poteva
ancora darsi un'opportunità. In quel lontano 2001 si diede la
possibilità a queste categorie, ripeto sì di indigenti, sì di gente
in difficoltà, ma -ahimè - anche a soggetti che avevano sbagliato
perché in un Paese che si considera un Paese democratico, un Paese
moderno a tutti può e deve essere data una possibilità.
Fino a prova contraria non siamo in un Paese ancora che prevede la
pena di morte e, purtroppo, invece, un Governo che segna una strada
diversa e che opportunità non vuole offrire quella pena infligge a
degli operatori mettendoli fuori da qualsiasi percorso lavorativo.
Con gli emendamenti, quindi, che stiamo presentato, che vanno
proprio in questa direzione, vogliamo, appunto, offrire
un'opportunità sì a questi lavoratori ma un'opportunità al Governo,
un'opportunità al Governo che possa riconoscere gli errori fatti
perché tutti possiamo sbagliare, come allora quegli operatori hanno
sbagliato, come allora quegli operatori che hanno commesso reato e
che per questo finirono in quel bacino, anche il Governo ha
sbagliato, ha sbagliato non rendendosi conto che aveva commesso un
errore, ha sbagliato non rendendosi conto che effettivamente quella
gente sta nel bacino proprio perché era appartenente ad una
determinata categoria e questo, però, oggi, che non è assolutamente
la giornata delle polemiche, fa onore al Governo e anche al
Presidente che vorrà ammettere, anche esso stesso, gli errori
fatti.
Ovviamente, questa fattispecie attiene ad entrambe le categorie,
Presidente Ardizzone.
E, quindi, Presidente Crocetta, rispetto a questo possibile
orientamento, cioè alla possibilità effettivamente di reinserire
questi soggetti tenendo conto del fatto che una cosa è il reddito
individuale, altra cosa è invece la situazione familiare, per cui
questo darà la possibilità a questa categoria, quindi, a quelle
donne che, ad esempio, si erano separate dal marito e che si
ritrovavano con un ISEE che era quello legato alla situazione
familiare, oppure rispetto a quei soggetti che avevano magari un
ISEE familiare superiore perché il nonno aveva un'invalidità del
100 per cento e in funzione di quell'invalidità superavano l'ISEE.
Ecco, a quei soggetti diciamo che si era sbagliato, a quei soggetti
chiediamo scusa e, finalmente, quei soggetti li reinseriamo nella
categoria.
Per quanto riguarda quell'altro emendamento, colleghi, con i quali
stavamo elaborando la proposta, onorevole Clemente, onorevole
Tamajo, onorevole Milazzo, tutti quei parlamentari palermitani che
hanno deciso e non come ho fatto due minuti fa con Siracusa,
onorevole Bandiera, onorevole Vinciullo, prima parlavamo di acqua e
l'acqua è un'emergenza ed è una questione che va affrontata in pari
modo in tutti i territori, sicuramente la questione dell'emergenza
idrica è una questione palermitana ma anche una questione
Siracusana.
Bene, io a tutti i deputati presenti oggi in Aula chiedo questo
atto di responsabilità nei confronti di questa gente che è vero che
ha sbagliato, ma alla quale un'altra opportunità deve essere data
ancora.
Per questo, quindi, posso confermare, colleghi deputati, che a
quell'emendamento presenteremo un subemendamento con il quale
chiediamo che possano effettivamente essere riammessi quei soggetti
purché, chiaramente, il reato dovrà far riferimento alla data di
entrata in vigore della presente legge. Quindi, va bene,
sicuramente chi commetterà reato non potrà ritornare nel bacino, ma
la data di riferimento dovrà essere quella dell'entrata in vigore
della presente legge.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
subemendamento12.9.1 di riscrittura, interamente sostitutivo
dell'emendamento 12.9.
Prima però di procedere alla votazione del subemendamento 12.9.1,
pongo in votazione l'emendamento 12.6, che riguarda la soppressione
dell'articolo 12, a firma degli onorevoli Cappello ed altri. Il
parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 12.9.1, del Governo,
interamente sostitutivo. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, a seguito dell'approvazione del subemendamento
12.9.1 decadono tutti gli altri emendamenti, ad eccezione
dell'emendamento 12.8 dell'onorevole Di Giacinto.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 12.8.1.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sinceramente l'emendamento 12.8 mi sembra
molto, ma molto largo perché c'è una questione una questione che
non fa riferimento a nessuna tipologia di reato. Ci sono reati
particolarmente infamanti, c'è il 416 bis, ci sono una serie di
reati che rendono incompatibili con la Pubblica Amministrazione la
permanenza.
Mi chiedo perché questa questione non la si possa affrontare con
un lavoro specifico, anche in Commissione Lavoro, e vediamo di
concordare un atto di indirizzo comune, con la gestione
amministrativa e compatibile con la legge dello Stato la
affrontiamo
Per esempio, possiamo mandare uno che ha un reato di spaccio nella
scuola? Possiamo mandare uno che ha un reato di pedofilia nelle
scuole? Si pongono tutta una serie di questioni.
Dobbiamo considerare il percorso di cambiamento eventualmente
affrontato dal lavoratore, dobbiamo tenere presente che ci sono
alcune situazioni di incompatibilità ambientale, ci sono situazioni
di incompatibilità con la pubblica Amministrazione, li mandiamo per
esempio ai giardinaggi.
Ma se ci impegniamo ad affrontare insieme questa questione in
Commissione e fare il punto della situazione, credo che non ci sarà
neanche bisogno di una norma, ma andarsi a impelagare in una norma
veloce, non discussa, in presenza di una legislazione dello Stato
abbastanza complessa, nel momento in cui vengono incardinati nella
Pubblica Amministrazione, in realtà si pongono alcuni problemi e,
quindi, li possiamo affrontare amministrativamente ed in
collaborazione con i Presidenti dei gruppi parlamentari o come
ritenete voi, o con la Commissione specifica: Affari sociali o
lavoro, e così via.
Potrebbe essere una soluzione In questo momento la norma mi
sembra troppo veloce pur comprendendone lo spirito
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché in
questo momento ci sono tante di queste persone che sono state
sospese, chiedo che quando verranno riammessi desidero che il
Governo prenda l'impegno che vengano erogate le indennità facendoli
lavorare per le ore in più, altrimenti li penalizzeremo due volte.
CROCETTA, Presidente della Regione. E' stabilito dalla legge.
PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto ritira l'emendamento?
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, questa è una materia molto delicata, il
ragionamento fatto dal Presidente della Regione non l'ha esclusa.
Io non entro nel merito non conoscendo a fondo questa materia
molto complicata. Per cui chiedo una riflessione su questi
argomenti Parlare noi di quale tipo di reato inserire o meno,
obiettivamente la ritengo una forzatura
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non intendo riaprire nuovamente il dibattito
sull'articolo 12 dopo che si è arrivati a questo punto.
Capisco che siete a conoscenza di fatti specifici, singoli, se è
stato presentato un emendamento ci sarà una ragione per l'invito
alla cautela formulato dal Governo in questa materia, dove si fa
riferimento a reati specifici, quelli che vengono esclusi e quelli
che non vengono esclusi.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, raccogliendo
l'invito che viene dalla Presidenza, quello che noto dalla parole
del Presidente della Regione è la voglia di approfondire
l'argomento per tentare una risoluzione del problema perché credo
che non piaccia a nessuno lasciare persone a casa o escluderle.
Quello che preoccupa i colleghi, e devo dire che la motivazione è
reale, perché da una parte si era diffuso - e capisco l'emendamento
dell'onorevole Di Giacinto - il panico perché si pensava che tutti
coloro che avessero compiuto un reato prima della data di
costituzione del bacino fossero esclusi e così non è perché era il
pre-requisito per potere accedere al piano di inserimento, fatto
salvo questo, esistono anche delle fattispecie di reato, come per
esempio il piccolo spaccio o altri che non sono superiore ai tre
anni di reclusione, per i quali è previsto anche l'affidamento ai
servizi sociali.
Se noi pensiamo di affrontare in via amministrativa, c'è anche il
caso, l'Assessore Clemente lo sa perché quando era assessore al
Comune di Palermo affrontammo insieme il tema, invece di fare una
norma affrettata, così come abbiamo fatto con la vicenda dell'ISEE,
che finalmente siamo riusciti, oggi, a correggere ponendo fine ad
una sofferenza, se utilizziamo la riunione di domani, domani alle
ore 9.00, all'assessorato al Lavoro, ci sarà un incontro in
commissione che affronterà l'argomento.
Se noi riteniamo che anche questa possa essere una sede per
approfondire in via amministrativa mi sembra corretto, se l'Aula
invece pensa di doversi misurare con i voti capiamolo perché stiamo
giocando ancora una volta con la vita di troppe persone, perché noi
possiamo anche pensare all'affidamento esterno, io sono d'accordo
sul fatto che chi ha un reato per spaccio non possa andare in una
scuola, però noi li mandavamo, ad esempio, anche alcuni con
interdizione al comune di Palermo a pulire le spiagge o a pulire i
giardini o a fare servizi esterni.
Quindi, io mi rimetto all'Aula, colgo le parole del Presidente, ma
diamoci una tempistica e credo che quella già di domani possa
essere considerata una tempistica certa perché altrimenti
perdiamo, oggi, un'occasione importante per salvare persone.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza.. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Io ho già detto che sono disponibile a ritirare
l'emendamento
MILAZZO Giuseppe. Faccio mio l'emendamento.
DI GIACINTO, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Un attimo, se mi fa finire, sono d'accordo con il
Presidente e con quanto detto dall'onorevole Ferrandelli, però
stabiliamo stasera anche i termini, stabiliamo stasera i tempi che
nell'arco di venti giorni ci rivediamo, i Presidenti dei gruppi
parlamentari insieme al Governo, per stabilire quanto c'è da fare
e se è necessario legiferare in Aula su questa materia.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, in via eccezionale perché lei è gia
intervenuto.
CLEMENTE. Signor Presidente, le ruberò trenta secondi per una
questione di buon senso e capendo anche l'orientamento dell'Aula e,
soprattutto, apprezzando l'apertura del Presidente con il quale più
volte ho parlato di questo caso, vorrei un attimo riprendere
l'utilizzazione che avevamo dei PIP al comune di Palermo, chi aveva
precedenti penali sapevamo bene che non poteva stare dentro gli
uffici e li utilizzavamo nei sottopassi, nelle spiagge,
addirittura li abbiamo portati fuori.
Io, comunque, la ringrazio, Presidente, per la disponibilità, ma
ritengo che sia necessario affrontare, come prima diceva
l'onorevole Cracolici, in modo organico il tema dei PIP.
Non possiamo parlare soltanto a foglia di carciofo, una volta dei
detenuti, una volta dell'ISEE.
Vediamo di affrontare il tema in modo organico.
Accolgo l'invito di ritirare l'emendamento solo con l'impegno che
domani, alle ore 11.30, all'Assessorato del Lavoro, affronteremo
esclusivamente questo problema e lo affronteremo con l'assessore,
con il dirigente.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato onorevole Malafarina, lei non
è intervenuto all'articolo 12, intervenga, però l'emendamento è
ritirato. Scusate, pure lei onorevole Greco, non riprendiamo più la
discussione.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo dei
lavoratori di inserimento professionale e delle agevolazioni agli
ex detenuti è un argomento molto delicato, un argomento molto
delicato e, direi, tipicamente palermitano perché non mi risulta
che in altre situazioni della Regione siano state adottate analoghe
misure di sostegno per persone che avrebbero avuto, comunque, la
necessità di essere sostenute.
Capisco che quest'Aula possa essere anche distratta, ma io ne
faccio anche un problema di coscienza. Mi auguro che, con queste
norme che andiamo ad approvare, si metta, finalmente, la parola
fine a questa situazione sugli ex PIP, che abbiano una loro
stabilità, ma mi auguro, anche, che analoghe misure di sostegno al
reddito possano essere, nel breve periodo, assunte per tutti coloro
i quali hanno perso il posto di lavoro e per tutti coloro i quali
non hanno un posto di lavoro e che, soprattutto, non hanno commesso
reati.
Penso che quel famoso reddito di cittadinanza di cui si parlava
qualche mese addietro debba, forse, essere riconsiderato e,
soprattutto, debba essere riconsiderato a favore di persone che
hanno poco e nulla, che non hanno case di proprietà, che non hanno
un reddito, né personale né familiare e che magari, ogni tanto, ci
rimettono la vita per la disperazione perché non hanno né un posto
di lavoro né un futuro certo.
Torno a dire: è un problema di coscienza che quest'Aula, forse,
dovrebbe affrontare in modo diverso.
GRECO Marcello. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. E' l'ultimo intervento dell'onorevole Marcello Greco,
nella qualità di Presidente di Commissione, che metterà una buona
parola perché penso che, sostanzialmente, come Commissione sarà
coinvolta a risolvere il problema nei tempi che sono stati
stabiliti dall'Aula.
GRECO Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del
Governo, Presidente Crocetta voglio parlare con lei, pubblicamente.
PRESIDENTE. Lei parla con l'Aula, onorevole Marcello Greco.
GRECO Marcello. Ha detto bene il Presidente Ardizzone, noi abbiamo
già convocato la Commissione per quanto riguarda il problema dei
PIP per domani alle 11.30. Io quello che chiedo, e lo chiedo al
Presidente Crocetta ed al Governo tutto, la partecipazione.
CROCETTA. Presidente della Regione. Domani non potrò essere
presente.
GRECO Marcello. Però io chiedo la presenza dell'Assessore al ramo,
del dirigente al ramo, per cominciare a trattare la problematica
della materia e poter poi arrivare entro i termini indicati dal
collega Di Giacinto, entro i 20 giorni.
Ribadisco che l'impegno del Governo è di essere presente perché
altrimenti noi facciamo un buco nell'acqua nei confronti dell'Aula
e non mi sento di dover prendere questo impegno con l'Aula.
Quindi, le chiedo la presenza del Governo domani in Aula insieme
col dirigente.
PRESIDENTE. E' stato già votato l'emendamento interamente
sostitutivo, non ci sono altri emendamenti. E' già stato votato
tutto, questo emendamento è ritirato, l'articolo 12 è già
approvato. Si era votato l'emendamento interamente sostitutivo,
quello di riscrittura, quindi non ci sono emendamenti.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
FIGUCCIA. C'è un ordine del giorno sull'argomento.
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno si fanno alla fine, onorevole
Figuccia. Su questo argomento lei presenterà un ordine del giorno,
l'Aula ne prende atto in questo momento.
Si è già votato, c'è una precisazione fatta dal Movimento Cinque
Stelle che dice che, comunque, loro erano contrari.
Si ritorna all'articolo 11, sul quale era nata una discussione
sull'inammissibilità o meno dell'emendamento degli onorevoli Di
Pasquale e Di Giacinto.
In effetti chiedo all'onorevole Di Pasquale di chiarire il senso
di questo emendamento anche perché quello che dice rimane agli atti
di questo Parlamento e sarà anche utile ai fini della
interpretazione della norma nel suo complesso.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
colleghi, la ringrazio per avermi dato la parole e ringrazio il
Segretario generale, insieme agli uffici, perché mi hanno messo in
condizione di studiare insieme questo emendamento che seppur banale
può sembrare, invece, ci siamo resi conto che con la finanziaria
davanti ci mette in condizione, ringrazio il Presidente Dina, oltre
ovviamente che l'Assessore, ci mette in condizioni di chiarire bene
quello che è il tipo di intervento che si vuole fare con il comma
7, dell'articolo 30 della legge 5 del 2014, che fa riferimento, in
maniera chiara, ai precari degli Enti locali e, quindi,
l'emendamento presentato dal Governo, che è il 7 bis, che va a
collegarsi in maniera chiara, aderente al massimo a quello che è il
comma 7, non può che far riferimento ovviamente a quella tipologia
di precari che è relativa solamente ai precari degli Enti locali.
Cosa diversa, la finanziaria, che questo Parlamento con l'ausilio
di tutti ha fatto, con il comma 9 dell'articolo 30, invece, per
quanto riguarda i lavoratori diversi cioè intendiamo i lavoratori
tipo del sistema sanitario che ottengono una copertura e una tutela
attraverso il comma 9.
Quindi, attraverso questo intervento, riusciamo a chiarire meglio
quello che è appunto la tipologia dell'intervento per i precari.
Ringrazio il Segretario e mi scuso con lui perché sicuramente
durante l'esposizione che io ho fatto, mancando anche la
finanziaria, non avendola davanti, non ci siamo capiti su quello
che l'articolo 7 realmente andava poi ad individuare.
MILAZZO Giuseppe. E' stato riformulato.
PRESIDENTE. Non è stato riformulato, c'è un chiarimento, si era
sospesa la discussione, ho chiesto espressamente all'onorevole
Dipasquale di fornire un chiarimento, considerato che era stata
sospesa la discussione per un approfondimento. Lei non può
intervenire sull'onorevole Dipasquale, lei può intervenire
sull'art. 11.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento che è stato portato in discussione, era stato
dichiarato, e non è un fatto personale con l'onorevole Dipasquale,
ma è un fatto di procedure, che devono essere uguale per tutti,
l'emendamento di un deputato è stato dichiarato inammissibile.
Ora si è accantonato l'emendamento, non è stato riscritto, non è
stato subemendato, il senso letterale rimane quello perché non è
che l'onorevole Dipasquale camminerà lui con la Gazzetta Ufficiale
e lo andrà spiegando a tutti; la norma sarà letta dai Dirigenti, da
un qualunque cittadino e sarà interpretata in quel modo, signor
Presidente, nella sua inammissibilità e nella sua incompletezza.
Il punto è che io avrei accettato un subemendamento, una
riscrittura del Governo per sistemarlo, ma che si accantoni un
articolo e poi con un'esposizione francamente che mi ha confuso di
più, lei mi dice che ora è tutto apposto, io le dico che a livello
letterale non è cambiato niente, perché l'emendamento
dell'onorevole Dipasquale sopprime una parte e priva ancor di più
di significato l'articolo che già è scritto pure male se vuole
sapere la mia opinione Presidente.
L'Aula non può procedere con premura e poi può perdere tempo
invece per un deputato che fa parte della maggioranza.
Io poco fa non ho fatto mio un emendamento, vi siete inventati
questa pseudo riunione per domani mattina, va bene, l'abbiamo
accolta, si assumeranno le responsabilità il Presidente della
Regione e i parlamentari che l'hanno fatta.
Adesso la premura nei lavori d'Aula è finita e questo non mi va,
signor Presidente, perché come sono in gioco qua posti di lavoro,
ci sono pure in gioco vite umane che portano a casa non uno
stipendio, ma 500 misere euro per cui questa disparità di
trattamento a me non sta bene.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non concordo con
l'emendamento presentato dall'onorevole Dipasquale.
Avevo presentato un emendamento che andava nel senso del testo
presentato dal Governo, perché la formulazione, così come
presentata dal Governo, consentirà finalmente di potere pagare i
precari ma nello specifico i lavoratori socialmente utili.
Quello che è successo è che il fondo attualmente è bloccato,
perché c'è stata l'impugnativa del Commissario dello Stato, questo
consentirà, invece, di sbloccarlo fino al 40 per cento e potere
pagare i lavoratori socialmente utili che attualmente sono pagati
solo dagli enti che riescono a fare le anticipazioni. In questo
modo noi risolveremo un problema.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.3. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 11.2.1. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 11.2, così come
subemendato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 11.5. Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi l'emendamento 11.6 è assorbito dall'emendamento
11.5.
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
Art. 13.
Abrogazione e modifiche di norme
1. Al comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale 5 aprile
2011, n. 5 le parole dall'1 gennaio 2012' sono sostituite dalle
parole dall'1 gennaio 2015'.
2. Al comma 1 dell'articolo l'articolo 18 della legge regionale 12
maggio 2010, n. 11, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole aziende ospedaliere universitarie sono
aggiunte le parole nonché per gli enti che adottino i contratti
collettivi nazionali delle autonomie locali, .
b) le parole 15 per cento sono sostituite con 12 per cento .
Si passa all'emendamento 13.1.
GRECO Giovanni. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
CIACCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIACCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 13
prevede abrogazioni e modifiche di norme.
Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti che andavano proprio a
modificare delle norme precedenti.
Io non riesco a capire come sono state valutate, faccio un
esempio: era già stato discusso nella finanziaria precedente che
andava a modificare la partecipazione dei comuni inserendo una
parte che prevede pena la restituzione delle somme non utilizzate
secondo tali forme.
Ora, siccome l'articolo 13 prevede abrogazioni e modifiche, non
vedo perché alcune - magari presentate dal Governo - possano stare
qua ed altre sono state considerate tutte come emendamenti
aggiuntivi a fine della finanziaria.
Se la struttura è abrogazioni e modifiche volevo capire perché
non sono state inserite.
PRESIDENTE. Gli emendamenti a cui fa riferimento sono tutti gli
aggiuntivi. E' è materia nuova ed è tutta fuori, ce ne sarà solo
uno, che sotto forma di sub emendamento - che non è stato trattato
con l'articolo 5 - verrà inserito, tutto il resto è con riferimento
alla materia che stiamo trattando.
L'articolo 13.1 è stato ritirato. Si passa all'emendamento 13.3
del Governo che prevede la soppressione.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, ritengo che l'Aula debba essere
informata quando di sono degli articoli criptici come sono tipici
tutti quegli articoli che riguardano abrogazioni e modifiche di
norme. Quindi sarebbe utile che il Governo spiegasse l'esatto
significato delle varie norme. Io posso tentare. Al comma 1 dove
recita: al comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale 5 aprile
2011, n.5 , che è un differimento di termini, in pratica si sta
differendo al 2015 la possibilità di valutare
PRESIDENTE. Il Governo stesso ha previsto la soppressione.
FORMICA. Io ritengo che tutto l'articolo debba essere abrogato,
signor Presidente. Al comma 2, dove si apportano le seguenti
modifiche: a) dopo le parole aziende ospedaliere universitarie' ,
sono aggiunte le parole nonché per gli enti che adottano i
contratti collettivi nazionali delle autonomie locali' . Questo
comma significa che, siccome a proposito di spending review di cui
tanto parliamo, erano esentate dalla spending review le aziende
ospedaliere universitarie, noi aggiungiamo, cioè rendiamo esenti
dalla spending review anche altri enti, tutti quegli enti che
adottano i contratti collettivi nazionali. Ora, non è una
contraddizione in termini nel momento in cui si parla di spending
review, signor Presidente. Al comma 3 le parole 15 per cento sono
sostituite con le parole 12 per cento , qui si riduce il
trattamento migliorativo per i dipendenti. Quindi, c'è una
contraddizione tra il comma 2 e il comma 3. Al comma 3 si opera una
riduzione dei risultati di premio che hanno i dipendenti dal 15 per
cento al 12 per cento. Sopra si estende l'esenzione per una serie
di enti, non sappiamo quanti, infiniti, dall'essere sottoposti al
procedimento di spending review.
Invito il Governo a ritirare l'intero articolo 13 che ci farebbe
molta ma molta più figura.
PRESIDENTE. Senza commenti, onorevole Formica.
Si passa all' emendamento 13.3, presentato dal Governo: "il comma
1 è soppresso".
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione con il parere favorevole della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 13.3, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 13.2 è assorbito. Si passa all'emendamento 13.7, a
firma dell'onorevole Falcone. Non essendo presente in Aula, lo
dichiaro decaduto.
ASSENZA. Dichiaro di farlo proprio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 13.5, a firma dell'onorevole Ciaccio. Il
parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 28 maggio 2014,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione del disegno di legge:
Variazioni al bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2014 e alla legge Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale.'
Disposizioni varie. (n. 724/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Di Giacinto
Relatore di minoranza: on. Vinciullo
III - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria che si
occupa della gestione delle autostrade siciliane con eventuale
adozione di misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO - CLEMENTE
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-31-
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
3) - Procedure per il rilascio delle certificazioni di
abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
singole porzioni di costruzioni. (nn. 653-469/A) (Seguito)
Relatore: on. Fazio
4) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
5) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
6) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
7) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
8) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
9) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
10) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
11) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 21.02
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 724/A - VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2014 E ALLA LEGGE DISPOSIZIONI
PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE PER L'ANNO 2014. LEGGE DI STABILITà
REGIONALE.' DISPOSIZIONI VARIE.
All'articolo 3
Emendamento 3.2:
Il comma 2 è soppresso.
All'articolo 4
Emendamento 4.2:
L'articolo 4 è soppresso.
All'articolo 5
Emendamento 5.1:
Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
3 bis. I commissari straordinari dei consorzi di cui al presente
articolo, per fronteggiare le esigenze legate alla campagna
irrigua, sono autorizzati ad avviare i soggetti di cui al comma 3
a far data dall'approvazione della presente legge.
All'articolo 6
Emendamento 6.3:
- Al comma 1, dopo le parole paesaggio rurale aggiungere a
favore dei soggetti pubblici di cui all'articolo 1, comma 2, della
legge regionale 31 agosto 1998, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni e le parole all'articolo 1, comma 2, della legge
regionale 31 agosto 1998, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni sono sostituite dalle parole all'articolo 1 della
medesima legge regionale .
- Al comma 2 sopprimere il periodo Con decreto dell'Assessore
regionale per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea sono definiti i criteri e le modalità per l'erogazione
dell' aiuto da parte dell'ESA. .
All'articolo 8
Emendamento 8.3:
Alla fine del comma 1 aggiungere il periodo:
L'Autorità d'ambito territoriale ottimale 1 Palermo è tenuta a
rendicontare la somma di cui al presente articolo.
Subemendamento 8.1.1:
E' aggiunto il seguente comma:
1. Al fine di evitare un potenziale disastro ambientale nonché
l'interruzione di pubblico servizio è stanziata la somma di 400
migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2014, in favore
dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale di Siracusa per la
gestione straordinaria ed emergenziale del servizio idrico
integrato dei 10 comuni della Provincia di Siracusa prima gestiti
dalla società fallita SAI 8.
2. Copertura finanziaria: UPB 10.3.1.3.1 capitolo 147303 - 400
migliaia di euro.
All'articolo 10
Emendamento 10.3:
Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
3. Gli oneri discendenti dall'applicazione dei commi 1 e 2 sono a
carico dei bilanci dei comuni. Per l'effetto i comuni che
beneficiano delle disposizioni di cui ai medesimi commi sono
tenuti, in aggiunta a quanto dovuto in base al piano finanziario di
rimborso, a versare in entrata del bilancio della Regione una somma
pari al tasso medio applicato alle remunerazioni delle somme
giacenti presso il cassiere regionale Unicredit S.p.A. e comunque
non inferiore all'1 per cento .
All'articolo 11
Emendamento 11.3:
Al comma 3, punto 7 bis, sopprimere le parole per i lavoratori
di cui al comma 1
Emendamento 11.2.1:
All'articolo 11, comma 4, è apportata la seguente ulteriore
modifica:
- le parole ai comuni' sono sostituite con le parole alle
autonomie locali'.
Emendamento 11.2:
Al comma 4 sono apportate le seguenti modifiche:
- dopo la parola autorizzata aggiungere per l'esercizio
finanziario 2014 ;
- sostituire il periodo a valere sul capitolo 313318 - UPB
6.3.1.1.2 cui si fa fronte mediante riduzione di pari importo delle
somme stanziate sul capitolo 191310 - UPB 7.3.1.3.99 dello stato di
previsione della spesa del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2014 con (U.P.B. 6.3.1.1.2 - capitolo 313318). Al
relativo onere si provvede mediante riduzione di pari importo della
spesa autorizzata dall'articolo 30, comma 7, della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5 (U.P.B. 6.3.1.1.2 - capitolo 191310).
Emendamento 11.5-11.4 (di identico contenuto):
Aggiungere il seguente comma:
5. All'art. 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, dopo il
comma 7 è inserito il seguente comma:
7 bis. Per l'esercizio finanziario 2014, a valere sul Fondo
perequativo di cui al comma 2, è accantonata la somma di 600
migliaia di euro per garantire la prosecuzione degli interventi di
cui al comma 10 dell'articolo 4 della legge regionale 12 maggio
2010, n.11.'
All'articolo 12
Emendamento 12.9.1:
L'articolo12 è così sostituito:
1. Alla lettera d) del comma 5 dell'art. 34 della legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5 dopo le parole euro' sono aggiunte le
seguenti: Per l'anno 2014, in fase di prima applicazione, sono
comunque fatti salvi i lavoratori con reddito individuale personale
inferiore a 20 mila euro e comunque con reddito ISEE familiare non
superiore a 40 mila euro.'
All'articolo 13
Emendamento 13.3:
Il comma 1 è soppresso.
Emendamento 13.3.2:
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: Al comma 3
dell'articolo 13 della legge regionale n. 5 del 2014, sostituire
le parole entro 120 giorni' con le parole entro il 31.12.2014' .