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Resoconto d'Aula della Seduta n. 158 di martedì 27 maggio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avverto che del processo  verbale
  della seduta precedente sarà data lettura nella seduta successiva.

            Commemorazione dell'onorevole Ignazio Marinese

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di proseguire nei  lavori  è
  doveroso  osservare un minuto di silenzio in ricordo dell'onorevole
  Ignazio Marinese, che è stato deputato della XV legislatura, e  che
  ha  lasciato  questa Terra proprio ieri, quindi,  invito  tutti  ad
  osservare  un  minuto di silenzio, ed a seguire l'onorevole  Alongi
  vorrà   commemorarlo,   perché   lo   conosceva   direttamente    e
  personalmente come tanti di noi, ma lui in maniera particolare.

     (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   ALONGI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è con un pizzico di
  profonda  emozione che volevo ricordare oggi l'amico e  l'onorevole
  Ignazio  Marinese, nel ricordo che voglio fare non  dell'onorevole,
  ma  dell'uomo Azio, che credo che abbia rappresentato per tanti  di
  noi un faro, una luce, un percorso nella vita, importante.
   Vedete,  io  lo  definisco  un esempio  per  tutta  la  burocrazia
  regionale. Voglio fare un passo indietro, perché voglio ricordare a
  tanti  che Azio Marinese, prima di fare il deputato regionale,  per
  tanti  anni ha servito questa Terra e la Regione, e devo  dire  che
  Azio  da  dirigente regionale ha messo sempre un  passo  avanti  il
  senso dello stato ed il servizio all'istituzione Regione.
   Uomo  di  grandi  valori, un uomo di profondi  valori,  di  grande
  onestà  intellettuale,  morale  e  culturale,  e  credo  che   Azio
  rappresenti per ognuno di noi un punto di riferimento e  luce,  per
  quello  che  è  un percorso politico che ognuno di noi  intraprende
  nella  sua vita. Ringrazio Azio per ciò che ha fatto e per ciò  che
  ha rappresentato per ognuno di noi. Grazie di vero cuore, Azio.

   'variazioni di bilancio'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni al
    bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
   legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
     Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (n. 724/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   primo   punto
  dell'ordine  del giorno: Seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numero  724/A  "Variazioni al  bilancio  di  previsione  per
  l'esercizio   finanziario   2014   e   alla   legge   'Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2014. Legge  di  stabilità
  regionale'. Disposizioni varie".
   Gli  articoli  1  e  2  vengono accantonati,  in  quanto  verranno
  approvati alla fine.
   Si passa all'esame dell'articolo. Ne do lettura:

                                Art. 3
      Riorganizzazione delle risorse umane nel settore forestale
                                e della
                       prevenzione degli incendi

   1.  Per  il personale di cui agli articoli 45 ter, 46 e  47  della
  legge  regionale  6 aprile 1996,  n. 16 e successive  modifiche  ed
  integrazioni   nonché  per  il  personale  di  cui   al   comma   7
  dell'articolo 44 della legge regionale 14 aprile 2006, n.  14  alle
  dipendenze  del  Dipartimento regionale Azienda  regionale  foreste
  demaniali   e  del  Comando  del  corpo  forestale  della   Regione
  siciliana,  per  l'espletamento delle attività  di  sistemazione  e
  manutenzione      idraulico-forestale     ed     idraulico-agraria,
  imboschimento e rimboschimento, miglioramento dei boschi  esistenti
  ed attività connesse, difesa del suolo, valorizzazione ambientale e
  paesaggistica,   anche   al  fine  della  fruizione   sociale   del
  territorio, ivi compresa la gestione delle aree protette,  attività
  per  la produzione e la vendita di legno a scopi energetici, difesa
  della  vegetazione  dagli  incendi, per le  attività  di  cui  agli
  articoli  14  e  29 della legge regionale n. 16/1996  e  successive
  modifiche   ed   integrazioni  è  autorizzata,  per  l'anno   2014,
  l'ulteriore  spesa nel limite massimo di 18.087  migliaia  di  euro
  (UPB 10.5.1.3.2 - capp. 156604 - 156605).

   2.  Per  l'attuazione  di  progetti,  coerenti  con  il  comma  18
  dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350  e  successive
  modifiche   ed   integrazioni,  finalizzati  alla   costruzione   e
  manutenzione straordinaria di opere ed impianti del demanio  e  del
  patrimonio  pubblico forestale nonché per la ricostituzione  ed  il
  recupero del patrimonio pubblico boschivo è autorizzata per  l'anno
  2014,  l'ulteriore spesa nel limite massimo di 20.000  migliaia  di
  euro  (UPB 10.5.2.6.1 - cap. 554201). All'onere di cui al  presente
  comma  si  provvede  mediante ricorso alle  operazioni  finanziarie
  autorizzate dalla presente legge.

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento   3.2.1.
  Mi comunicano gli uffici che il Governo dovrebbe ritirarlo. Allora,
  Assessore, lo ritira?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  volevo  capire  meglio.   Abbiamo
  rinviato   il   testo   in   Commissione  Bilancio   e   ripartiamo
  dall'articolo 3?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  gli  articoli  1  e   2   sono
  accantonati in quanto si parla di tabelle e vengono approvate  alla
  fine.

   CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei capire se il rinvio del testo
  in  Commissione  ha fatto sì che si superasse il  problema  per  il
  quale avevamo deciso di rinviarlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, c'è una lettera di apprezzamento
  favorevole e, quindi, si sta andando avanti.

   CRACOLICI.  E'una lettera rivolta a chi? Sono entrato da  poco  in
  Aulo  ed  ho  scoperto che siamo all'articolo 3. Signor Presidente,
  siccome  il  rinvio  in  Commissione  ha  suscitato  una  serie  di
  questioni anche pubbliche

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, stiamo parlando sull'articolo 3.

   CRACOLICI. Che vuol dire?

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici lei sta intervenendo sulla manovra
  complessiva.

   CRACOLICI. Signor Presidente, vorrei sapere se il problema che  ha
  fatto  rinviare  il testo in Commissione è stato superato.   Se  le
  ragioni  di  quel  rinvio sono superate o no  Per  capire   Io  non
  vorrei, signor Presidente, che lei si sia prestato al gioco di  far
  rinviare   il  testo  in  Commissione  perché  c'era  la   campagna
  elettorale   Siccome  non ci credo e siccome non  credo  di  essere
  stato  neanche  io a rinviare il testo in Commissione  per  ragioni
  elettorali,  ma  ho  condiviso la scelta di approfondire  il  testo
  perché  le modalità di copertura non funzionavano,  vorrei  evitare
  che  qui le parole viaggino in assoluta libertà per cui ognuno  può
  dire tutto ed il contrario di tutto
   Desidero  capire  se le ragioni per le quali l'Aula  ha  posto  il
  problema   di   una  copertura  che  al  momento  non   era   nella
  disponibilità, per cui non può essere iscritta nella  disponibilità
  effettiva  dei comuni, ebbene, questa questione è stata  risolta  o
  no?  Ripeto,  ho  posto  una  questione tecnica  non  politica   Le
  questioni   politiche  le  lascio  giudicare   ad   altri    Vorrei
  semplicemente sapere di cosa stiamo parlando.

   DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA, presidente della Commissione. Onorevole Cracolici, purtroppo
  oggi lei era assente in Commissione.

   CRACOLICI. Presiedevo la I Commissione

   DINA,  presidente della Commissione. Era assente giustificato   E'
  chiaro che il problema sollevato dal collega Cracolici necessiti di
  un  riscontro,  atteso che è stato oggetto di  contrapposizioni,  è
  stato  caricato anche di valenze politiche particolari ed io vorrei
  renderlo scevro da questi aspetti per affrontarlo sotto il  profilo
  tecnico in maniera puntuale e precisa
   Il  problema  che veniva posto in Aula ed in Commissione  atteneva
  l'attualità  e la concretezza della disponibilità dei 100 milioni e
  questa  resta così com'era sulle procedure, nel senso che la  norma
  che  è stata ripensata in Commissione e che è stata oggetto di  una
  riscrittura   del  Governo,  lei  si  ritroverà   tra   non   molto
  l'emendamento 14 Gov R di riscrittura dell'emendamento 14  Gov  che
  individua  tre  fondamentali  linee  di  finanziamento  dell'intera
  manovra.  Con  il  comma  iniziale del 14  Gov  R  si  richiama  la
  copertura   principale  dei  51  milioni  790  mila  euro   che   è
  un'appostazione  abbastanza  chiara  ed  approfondita,  esiste   la
  copertura  degli 80 milioni di euro che era lo sdoganamento  di  un
  accantonamento   che  proviene  dall'interlocuzione   tra   Regione
  siciliana  e regione Puglia in ordine alla gestione di  spazi,  c'è
  poi la terza linea di finanziamento che attiene ai 100 milioni  che
  viene separata dal contesto perché diventa norma programmatoria che
  tiene conto però di un ulteriore approfondimento che l'Assessore ha
  fatto.
   L'interlocuzione avuta con il Ministero dell'economia ha acclarato
  che sotto il profilo quantitativo la cifra sarà realmente esigibile
  e  disponibile, in quanto i 100 milioni non dovranno far  parte  di
  quel  Fondo  di garanzia per il disavanzo sanitario  in  quanto  il
  Fondo  del  disavanzo sanitario  non ci sarà e questo è un  presame
  che  il  Ministero  ha fatto. Il Ministero ha anche  attestato  che
  sotto  il  profilo qualitativo la cifra può essere  utilizzata  per
  destinazioni  e finalità extra sanitarie  e, quindi, questo  ci  da
  più conforto nell'evoluzione della scelta.
   Resta  fermo  l'atto di programmazione che renderà  libere  queste
  somme  dopo che saranno conclusi i tavoli tecnici, in questo  senso
  il  Governo  si  è  impegnato a chiuderli  antecedentemente  al  31
  luglio,  quindi,  fissando  la  data  per  i  tavoli  tecnici,   si
  presuppone  entro  metà luglio, pertanto siamo di  fronte  a  delle
  certezze approfondite ed acclarate.
   E'  una  noma di programmazione che tiene conto della verifica  di
  quello  che  è stato programmato e, quindi, sotto il profilo  della
  validità complessiva la norma regge anche al confronto che va oltre
  l'approvazione  d'Aula. Siamo di fronte ad una norma  che  potrebbe
  semplificare e sicuramente semplificherà  l'utilizzo di questi  100
  milioni  sia  per  quanto attiene ai comuni, che  ricordiamo  hanno
  avuto  prorogato il termine per l'approvazione del bilancio  al  31
  luglio  e,  quindi, siamo nei tempi e non avremmo la  necessità  di
  ritornare  il Aula per approvare velocemente questa norma,  c'è  la
  troviamo  già  programmata;  mette in moto anche i 20  milioni  per
  quanto  attiene i forestali, 20 milioni come gli 80 che sicuramente
  saranno  disponibili  dopo la conclusione dell'iter  che  ho  testé
  citato.
   La Commissione ha avuto questa rassicurazione da parte del Governo
  per  l'ulteriore approfondimento fatto e sulla certezza finale  del
  percorso   che   si  realizzerà  e  con  la  rassicurazione   anche
  sull'anticipazione  dei  tempi dei tavoli  tecnici  che  renderanno
  queste somme disponibili prima del 31 luglio.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, non le posso dare la  parola,
  non è un dibattito, lei ha chiesto un chiarimento, l'onorevole Dina
  l'ha  dato a tutta l'Aula, quindi la ringrazio per aver chiesto  un
  chiarimento, si è pronunziata la Commissione, pertanto procediamo.

   CRACOLICI . Ho chiesto un chiarimento, l'ha detto lei

   PRESIDENTE.   Ha   già   parlato  onorevole   Cracolici,   parlerà
  sull'articolo  4, sull'articolo 4 risponderà  in  ordine  a  questa
  questione.

   CRACOLICI. Non voglio polemizzare

   PRESIDENTE. Bravo, onorevoli Cracolici.
   Si  passa  all'emendamento  3.2,  del  Governo,   Il  comma  2   è
  soppresso . Il parere della Commissione.

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                «Art. 4
         Autorizzazione al ricorso alle operazioni finanziarie

   1.  Il  Ragioniere  generale  della  Regione  è  autorizzato,  per
  l'esercizio  finanziario 2014, ad effettuare operazioni finanziarie
  per il finanziamento di quota parte delle spese di investimento  di
  cui  al  comma  2,  nonché  per  il finanziamento  delle  spese  di
  investimento  di  cui  all'articolo 3, comma 2,  per  un  ammontare
  complessivo di 100.000 migliaia di euro.

   2.  Il fondo di cui all'articolo 6, comma 5, della legge regionale
  28  gennaio  2014,  n.  5  (Fondo di  investimento  dei  Comuni)  è
  incrementato, per l'esercizio finanziario 2014, di 80.000  migliaia
  di  euro,  di cui 15.000 migliaia di euro destinati ai  comuni  con
  popolazione  inferiore  a  5.000 abitanti  di  cui  alla  legge  27
  dicembre 1977 n. 984.

   3. All'onere di cui al presente articolo, pari a 6.520 migliaia di
  euro  per  le  singole annualità 2015 e 2016,  distinti  per  quota
  capitale e quota interessi come specificato nella tabella seguente,
  si   provvede  mediante  riduzione  di  parte  delle  disponibilità
  dell'UPB  4.2.1.5.2 accantonamento 1001 per gli esercizi finanziari
  medesimi.

  Anno     Quota      Quota      Totale
         capitale   interessi
  2015        1.538      4.982      6.520
  2016        1.616      4.904      6.520

                                                                    »
   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, presumo che sull'articolo 4 ci  sarà
  un   emendamento  soppressivo,  se  capisco  bene  o   no.   Vorrei
  semplicemente dire che la dichiarazione che ha fatto il  Presidente
  della Commissione - mi dispiace di non avere potuto partecipare  ai
  lavori   della  Commissione  Bilancio,  ma  ero  impegnato   in   I
  Commissione  per  l'esame  dei pareri sui direttori  delle  aziende
  sanitarie  -,  se  c'era bisogno di una conferma, conferma  che  le
  questioni  che sono state sollevate non erano una provocazione  nei
  confronti  del  Governo  e  di  chi ha proposto  quell'emendamento,
  perché  ho  sentito parlare di una norma programmatoria che  è  una
  cosa diversa di una norma stringente così com'era questo disegno di
  legge che aveva l'ambizione di pagare gli stipendi a chi non c'è li
  ha.  Siccome  ho sempre condiviso la ragione di pagare gli stipendi
  e  bastava  un  minuto per poterli pagare approvando  la  norma  e,
  poiché  quella  è  programmatoria, avrà  efficace  dopo  il  tavolo
  tecnico,  mi  pare  chiaro che questa norma programmatoria,  se  si
  voleva  si  poteva  distinguere e separare  perché  non  ha  alcuna
  efficacia con gli stipendi delle persone.
   E,  siccome si è fatta una grande mistificazione in giro, per  cui
  si  è  raccontato  che questa norma, che non si  è  approvata,  non
  faceva   pagare  gli  stipendi,  inviterei  tutti  a  parlare   con
  cognizione  di  causa proprio perché se una norma è  programmatoria
  una  cosa  è chiara: quell'approvazione di norma non avrà efficacia
  immediata  nel  bilancio della Regione, quindi, non  pagherà  alcun
  stipendio.  Gli  stipendi si pagheranno con i 51.380  che  sono  la
  variazione  di  bilancio che si poteva approvare già  la  settimana
  scorsa. Voglio ribadire ciò per onore della verità, alla quale  non
  rinuncerò mai, per nessuna ragione al mondo

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando sull'articolo 4. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,   la   norma  ripercorre  le  stesse  modalità   previste
  dall'articolo  62  della finanziaria del 2013, giudicata  legittima
  dal  Commissario  dello Stato. E', quindi, una norma  che  è  stata
  approvata  da questa Assemblea già nel 2013, negli stessi  termini.
  Quale  effetto  ha? Quello di potere fare una cosa molto  semplice:
  siccome pensiamo di chiudere l'accordo col Ministero della salute e
  col  Ministero  dell'economia entro il 15 giugno,  per  intenderci,
  massimo  luglio,  serve  ad  evitare di legare  la  soluzione,  una
  soluzione  certa,  per i Comuni ad un'ulteriore  norma  perché,  in
  questa   logica,  non  potremmo  introdurre  neppure   la   manovra
  complessiva  sulle variazioni di bilancio, impedendo ai  Comuni  di
  potere  fare i bilanci. Quindi, è una norma che consente ai  Comuni
  di  poter prevedere queste risorse all'interno dei bilanci comunali
  e,  quindi,  non  è  vero che non ha effetti.  Ha  effetti  pratici
  immediati e l'utilizzo concreto della spesa, però una cosa è  poter
  agire  già  sulla  competenza da parte dei  Comuni,  prevedendo  la
  ripartizione corretta delle risorse, un'altra cosa è dovere ridurre
  anche  il  bilancio di competenza. Quindi, diciamo che  sostiene  i
  Comuni  e,  in questo senso, ha delle ripercussioni indirette.  Tra
  l'altro i Comuni molto spesso, poi, nell'acquisizione delle risorse
  finanziarie  ragionano con anticipazione di cassa e questo  risolve
  la  loro  competenza. Quindi, diciamo che è un provvedimento  anche
  salva-comuni.

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  subemendamento  4.2.1  del   Governo.
  Assessore, lo ritira?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  4.2 che riguarda la soppressione dell'intero articolo 4, presentato
  dal Governo. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 4.1 è precluso.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                «Art. 5
               Norme in materia di consorzi di bonifica

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 30  dicembre
  1977, n. 106 e successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
  le seguenti modifiche:
   a)  le  parole  pari al 95  sono sostituite dalle parole  fino  al
  95 ;
   b)  dopo  le  parole  degli oneri di gestione   sono  aggiunte  le
  seguenti  parole   ,  solo  in  caso  di  comprovata  eccezionalità
  definita con decreto dell'Assessore regionale per l'agricoltura, lo
  sviluppo rurale e la pesca mediterranea, e .
   2.  Al  comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 30  dicembre
  1977,  n. 106 e successive modifiche ed integrazioni dopo le parole
   degli oneri di gestione  sono aggiunte le seguenti parole   , così
  come previsto dal comma 1, .
   3.  Nelle more della piena attuazione dell'articolo 13 della legge
  regionale   28  gennaio  2014,  n.  5,  finalizzato  ad  assicurare
  efficienza  ed  economicità  di gestione,  l'Assessorato  regionale
  dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca  mediterranea
  è  autorizzato a trasferire, per le finalità di cui all'articolo  7
  della  legge  regionale  16 gennaio 2012,  n.  9,  per  l'esercizio
  finanziario  2014,  la  somma  di  5.000  migliaia  di  euro   (UPB
  10.3.1.3.1 - capitolo 147320)».

   Si  passa  all'emendamento 5.2, degli onorevoli  Mangiacavallo  ed
  altri. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   MANGIACAVALLO.  Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  palese nominale

   PRESIDENTE. Si proceda alla verifica dei richiedenti.

     Votazione per scrutinio palese nominale dell'emendamento 5.2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  a  termini  di Regolamento, dagli  onorevoli  Assenza,
  Cancelleri,  Cappello, Ciaccio, Ciancio, Ferreri,  Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo,  Tancredi,  Trizzino,  Zafarana  e  Zito,  indìco  la
  votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 5.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema  il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          14
   Contrari            32
   Astenuti              4

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3, degli onorevoli Cordaro, Clemente.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare per  illustrarlo.

   PRESIDENTE. Sì, lei per 5 minuti può parlare su tutto l'articolo
  5.

   CLEMENTE.  Signor  Presidente, intendo mantenerlo  ma  volevo  pure
  annunciare  preventivamente  un  subemendamento  al  5.1.   Lo   sto
  presentando,  lo  volevo annunciare, mantenendo questo  emendamento,
  che chiedo venga messo in votazione.

   PRESIDENTE. Va bene. Il parere del Governo sull'emendamento 5.3?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Col  parere contrario del Governo  e,  a  maggioranza,
  della  Commissione,  pongo  in votazione l'emendamento  5.3.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Gli  emendamenti   5.4  e 5.5 sono inammissibili  per  mancanza  di
  copertura finanziaria.
   Si passa all'emendamento 5.1, degli onorevoli Cordaro e Clemente.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Si parla una sola volta per non più di 5 minuti  sugli
  articoli.
   Il parere del Governo sull'emendamento 5.1?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della Commissione. Ritengo che il  Governo  debba
  rimettersi   all'Aula   perché  su  questo   emendamento   c'è   una
  problematica reale che attiene all'inizio della campagna irrigua che
  non  può  attendere i tempi di questa Assemblea. Noi stiamo  dicendo
  che  nelle  more  che venga approvata, venga avviata,  quindi  diamo
  copertura al Dirigente su tutta la procedura, per cui la Commissione
  si  pronuncia a favore di questo emendamento ed invito il Governo  a
  rimettersi  all'Aula perché fondamentalmente è  una  norma  di  buon
  senso.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario resti seduto.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, ai sensi dell'articolo 117  del  Regolamento,
  onorevole   Clemente  mi  segua,  siccome  recita:   A   far   data
  dall'approvazione  della  presente legge    lo  modificheremo   nel
  momento in cui entra in vigore la presente legge

   CLEMENTE. C'è un problema di tempi.

   PRESIDENTE.  Non  possiamo  in una stessa  legge,  in  uno  stesso
  articolo,  uno  entra  in una data e uno entra  in  un'altra  data.
  Questo è il punto.

   CLEMENTE. Lo recuperiamo dopo.

   PRESIDENTE. Tecnicamente non è possibile, verrà impugnata.  A  far
  data  dall'approvazione  della presente  legge  quest'articolo,  il
  resto della legge

   DINA, presidente della Commissione. Lo trasformiamo in ordine  del
  giorno.

   PRESIDENTE.  Così  va  bene, però da un punto  di  vista  tecnico-
  giuridico   con  l'articolo  117  lo  modificheremo,  perché   sarà
  sicuramente impugnato.

   DINA,  presidente della Commissione. Lo trasformiamo in un  ordine
  del giorno che sottoporremo all'Aula immediatamente.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 5 così  come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedo

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Coltraro
  ha chiesto congedo per oggi per impegni istituzionali.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 724/A

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
       Norme per la manutenzione del territorio e del paesaggio
                                rurale

   1.  L'Ente di sviluppo agricolo (ESA), nelle more del processo  di
  riorganizzazione, è autorizzato ad assicurare anche parzialmente, e
  comunque  nei  limiti  delle  risorse  disponibili,  l'attività  di
  manutenzione  del territorio e del paesaggio rurale utilizzando  il
  personale  di  cui all'articolo 1 della legge regionale  31  agosto
  1998, n. 16 e successive modifiche e integrazioni.

   2.  Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale del 31 agosto
  1998, n. 16 è  sostituito dal seguente: "4. L'ESA è autorizzato  ad
  erogare  il  servizio di meccanizzazione agricola  a  favore  delle
  imprese  agricole nei limiti degli aiuti di importanza  minore   de
  minimis   di cui al regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione
  del 18 dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107 e
  108  del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli  aiuti
   de  minimis   nel  settore  agricolo,  pubblicato  nella  gazzetta
  ufficiale  dell'Unione  europea L352  del  24  dicembre  2013.  Con
  decreto  dell'Assessore  regionale per l'agricoltura,  lo  sviluppo
  rurale  e  la  pesca  mediterranea sono definiti  i  criteri  e  le
  modalità per l'erogazione dell' aiuto da parte dell'ESA. .

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo è autorizzata, per
  l'anno 2014, la spesa di 3.000 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.99  -
  cap. 147326)».

   PRESIDENTE.  Si  passa  agli emendamenti 6.1  e  6.2  di  identico
  contenuto, rispettivamente, a firma degli onorevoli Greco Giovanni,
  e Musumeci, che  riguardano  la soppressione dell'articolo 6.

   GRECO Giovanni. Ritiro l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   MUSUMECI.  Chiedo  di parlare per illustrare l'emendamento  a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  ho  solo  il
  dovere  di richiamare il Governo ad un impegno formalmente  assunto
  con quest'Aula circa l'avvio del processo di soppressione dell'Ente
  di sviluppo agricolo.
   Assessore  per  l'Agricoltura, mi permetto di  richiamare  la  sua
  attenzione, il Governo ha assunto un impegno formale con l'Aula  in
  sede di dibattito dell'ultima finanziaria, per avviare le procedure
  di  scioglimento dell'Ente di sviluppo agricolo e se nella  dizione
   nelle  more  della riorganizzazione  si intende, appunto,  l'avvio
  delle    procedure    perché   l'ESA   diventi   un    dipartimento
  dell'Assessorato all'agricoltura, naturalmente mantenendo i livelli
  occupazionali  e  le  competenze fino a  qui  maturate,  noi  siamo
  assolutamente    d'accordo   e   quindi   ritiriamo   l'emendamento
  soppressivo.
   Vorremmo  in questo senso una rassicurazione da parte del Governo,
  perché  la vicenda ESA non può più essere rinviata  sine  die    ma
  occorre una formalizzazione dell'impegno da parte del Governo, così
  come era avvenuto in quest'Aula nello scorso mese di gennaio.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.   Il   Governo   è   impegnato   nel   processo    di
  riorganizzazione dell'Ente di sviluppo agricolo, che ha esaurito il
  suo compito ed il suo mandato e, quindi, non si tratta altro che di
  rifunzionalizzare  l'Ente consentendo al  personale  di  mantenere,
  ovviamente, la sua stabilità. Riguardo alle forme e i modi  in  cui
  verrà rifunzionalizzato, sarà  sovrano il Parlamento.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.3, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
                               «Art. 7.
      Disposizioni concernenti il personale dell'Ente acquedotti
                               siciliani

   1. In favore dell'Ente acquedotti siciliani (EAS) in liquidazione,
  al  sensi dell'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004,  n.
  9,   è   autorizzata,  a  titolo  di  compartecipazione   destinata
  esclusivamente agli oneri sostenuti per il personale  in  servizio,
  la spesa entro i limiti di 3.010 migliaia di euro (UPB 4.2.1.3.99 -
  cap. 213313).

   2.  All'Istituto  regionale del vino e  dell'olio  è  concesso  un
  contributo  per  il  concorso  al  pagamento  degli  emolumenti  al
  personale proveniente dall'EAS in liquidazione, ai sensi del  comma
  2  quinquies dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile 1999,
  n.  10, nella misura massima di 74 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2
  - cap. 147325).

   3.   All'Istituto  regionale  per  lo  sviluppo   delle   attività
  produttive  è  concesso un contributo per il concorso al  pagamento
  degli emolumenti al personale proveniente dall'EAS in liquidazione,
  ai  sensi  del  comma  2  quinquies dell'articolo  23  della  legge
  regionale  n. 10/1999, entro i limiti di 394 migliaia di euro  (UPB
  2.2.1.3.7 - cap. 343315).

   4.  Agli  Enti  regionali per il diritto allo studio universitario
  della  Sicilia  è  concesso  un  contributo,  per  il  concorso  al
  pagamento  degli  emolumenti al personale proveniente  dall'EAS  in
  liquidazione, ai sensi del comma 2 quinquies dell'articolo 23 della
  legge  regionale  27 aprile 1999, n. 10, entro i  limiti  di  1.032
  migliaia di euro (UPB 9.2.1.3.5 - cap. 373347).

   5.  Per  l'esercizio  finanziario  2014,  in  favore  dell'EAS  in
  liquidazione,  ai  sensi dell'articolo 1 della legge  regionale  31
  maggio  2004,  n.  9, è autorizzata la spesa di 2.000  migliaia  di
  euro,  a  titolo di compartecipazione destinata a fronteggiare  gli
  oneri  sostenuti per il personale in quiescenza, nel limite massimo
  di 25 migliaia di euro annui lordi procapite».

   Comunico  che all'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti
  soppressivi   dell'intero  articolo  e  dei  commi  1  e  2,  firma
  dell'onorevole Greco.
   Mantiene gli emendamenti, onorevole Greco?

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarli.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
        Istituzione di fondo di rotazione. Norme in materia di
                       Servizio idrico integrato

   1.  Al  fine  di evitare un potenziale disastro ambientale  nonché
  l'interruzione di pubblico servizio è stanziata la somma  di  1.250
  migliaia  di  euro,  per l'esercizio finanziario  2014,  in  favore
  dell'Autorità  d'ambito  territoriale ottimale  1  Palermo  per  la
  gestione   straordinaria  ed  emergenziale  del   servizio   idrico
  integrato  dei  52 comuni della Provincia di Palermo prima  gestiti
  dalla società fallita A.P.S. s.p.a.».

   Comunico  che  all'articolo  8  è  stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento 8.3.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole Vinciullo.

   GIANNI. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 8.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente  della
  Regione  e Assessori, come sapete, anche l'ATO di Siracusa è  stato
  interessato  da  una  vicenda, purtroppo, che  ha  portato  poi  al
  fallimento   dello  stesso.  Di  conseguenza,  il  Prefetto   della
  provincia  di  Siracusa, così come aveva già precedentemente  fatto
  quello  della provincia di Palermo, ricorrendo al regio decreto  n.
  733 del 189 giugno 1931, art. 2, ha requisito i beni e gli impianti
  e li ha consegnati al commissario dell'ATO di Siracusa.
   Di  conseguenza, i comuni della provincia di Siracusa,  così  come
  quelli  della  provincia di Palermo, hanno  la  necessità  per  far
  partire  un  servizio che è di fondamentale importanza  (del  resto
  questo  spiega il motivo straordinario per cui si è ricorso  ad  un
  regio   decreto  del  1931)  di  potere  accedere  anche  loro   ai
  finanziamenti  previsti  dalla legge regionale  e  in  questo  caso
  dall'Assemblea regionale siciliana.
   Per  questo  motivo,  signor Presidente, chiediamo  che  l'ATO  di
  Siracusa  venga equiparato a quello di Palermo in maniera tale  che
  da  oggi  in  poi  -  così com'è giusto che sia  -  ogni  qualvolta
  l'Assemblea regionale siciliana dovesse concedere dei finanziamenti
  le  due  Autorità d'ambito territoriale vengano considerate simili.
  Tra  le  altre  cose, l'emendamento è firmato da tutti  i  colleghi
  della  provincia di Siracusa, credo sia una questione di  giustizia
  equiparare vicende che sono assolutamente identiche.

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto di apporre la  loro  firma
  tutti  i  colleghi  della  provincia di  Siracusa.  Credo  sia  una
  questione  di  giustizia equiparare vicende che sono  assolutamente
  identiche. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo.
   Hanno  chiesto di apporre  la loro firma all'emendamento  8.1  gli
  onorevoli Zito, Gianni, Marziano, Bandiera e Greco Marcello.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'articolo 8.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io mi dichiaro contrario  a  questo
  emendamento e spero che il Governo intervenga in Aula non per dirsi
  contrario  a un emendamento, ma per spiegare la situazione  di  cui
  stiamo parlando.
   Qui non si tratta di fare una norma che consenta ad altre autorità
  d'ambito  della  Sicilia - vorrei che i colleghi  mi  ascoltassero,
  perché  credo che sia una questione molto delicata - di accedere  a
  un  finanziamento che la Regione erogherà a favore  delle  autorità
  d'ambito.  Qui stiamo parlando di un fatto specifico,  connesso  al
  fallimento  di  una società del servizio idrico, che  si  è  voluto
  privatizzare  negli anni passati; un fallimento che  ha  avuto  una
  curatela  fallimentare che ha consegnato la gestione  del  servizio
  all'ATO;  di una condizione nella quale l'ATO ha bandito  una  gara
  per   garantire   la  gestione  del  servizio  ad  altro   soggetto
  industriale.  E  poiché c'è stata una fase  di  intermezzo  tra  il
  fallimento   della  società  e  la  gestione  della   curatela,   e
  l'affidamento ad altro soggetto - che ancora non è avvenuto  perché
  non  si è concluso l'iter dell'affidamento attraverso bando - l'ATO
  idrico  è  stato chiamato a sostituire la società e a  gestire  per
  nome e per conto della società che gestiva il servizio, il servizio
  idrico  nella  provincia di Palermo, ovvero  nei  52  comuni  della
  provincia di Palermo attualmente gestiti, o ex APS, per capirci.
   La  Regione - proprio per garantire la continuità del servizio dal
  punto  di  vista  dell'erogazione  del  servizio  idrico  -  si   è
  impegnata, nei mesi passati, non oggi con questa legge, a garantire
  un   finanziamento,  di  cui  una  parte  è  andata  alla  curatela
  fallimentare  per  i giorni nei quali ha continuato  a  gestire  in
  regime di proroga il servizio; e oggi all'ATO idrico di Palermo  un
  servizio che, per garanzia di pubblica utilità, viene garantito dai
  lavoratori dell'APS, la cui disposizione autorizzativa non  è  data
  dalla società, ma è data dall'ATO.
   Tra l'altro, la dimensione del finanziamento, che era previsto  in
  una  cifra credo di due milioni di euro, si è ridotta e siamo  alla
  vigilia del nuovo affidamento di cui ancora non si sa se ci sarà.
   A  tal  proposito, do notizia che proprio giovedì ci sarà qui  una
  delegazione di sindaci, perché siamo alla vigilia dell'interruzione
  del pubblico servizio idrico nella provincia di Palermo.
   Lo  dico ai colleghi affinché non facciamo di questa questione  un
  fatto  di  geografia. Si è già discusso in Commissione  di  questo.
  C'era  già  una  questione  sollevata da altri  colleghi  di  altre
  province.  Non stiamo dando un finanziamento di favore a  qualcuno:
  stiamo  garantendo,  per un impegno che ha preso  l'amministrazione
  regionale  in forza dei poteri che sono anche connessi all'attività
  di  protezione  civile, alla garanzia della gestione  del  servizio
  idrico,  che in questo momento viene erogato senza alcuna copertura
  finanziaria.
   Ecco  perché io dico ai colleghi - e invito il collega  Vinciullo,
  così  come abbiamo fatto in Commissione con altri colleghi,  e  lei
  c'era  in  Commissione  onorevole Vinciullo  -  a  ritirare  questo
  emendamento,   perché  non  è  un  emendamento  che  riguarda   una
  dimensione territoriale, ma riguarda la natura

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.  Ma me l'avete bocciato in Commissione.

   CRACOLICI   Io la invito, invece, a ritirarlo questo  emendamento,
  perché   non   è   un  emendamento  che  riguarda  una   dimensione
  territoriale, ma riguarda la natura della gestione di  un  servizio
  che  è  fallito e la cui responsabilità del fallimento è insita  in
  una  procedura  che è stata autorizzata e voluta  anche  da  questa
  Amministrazione,  non  questo Governo, intendo dall'Amministrazione
  regionale  nel  momento in cui si è fatta una gara, caso  unico  in
  Italia, in cui l'ATO è stato diviso in due.
   Questo  è  quello  che è avvenuto a Palermo. Per cui,  abbiamo  la
  città  alla  quale  viene erogato il servizio da  parte  dell'Amap,
  alcuni  comuni  della  Provincia  che,  fortunatamente  non   hanno
  consegnato  le  reti al gestore privato e chi, invece,  sollecitato
  anche  da  leggi,  ha concesso, ha trasferito le reti  al  soggetto
  privato ed oggi si trova nella condizione che, probabilmente, dal 5
  giugno 2014 non ci sarà più l'erogazione del servizio idrico  nella
  provincia di Palermo.
   Invito,   pertanto,  l'onorevole  Vinciullo  a   ritirare   questo
  emendamento,  fermo restando che la questione posta  dall'onorevole
  Vinciullo deve trovare una soluzione nell'ambito del caos che si  è
  determinato sulla vicenda del servizio idrico, ma evitiamo  di  far
  saltare  per aria un sistema già molto fragile come quello che,  in
  atto, opera nella provincia di Palermo.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni.  Signor  Presidente, anch'io  ho  qualche  dubbio
  sull'emendamento   presentato  dall'onorevole   Vinciullo;   volevo
  chiedere all'assessore, ma l'assessore già è andato via, non c'è il
  Presidente, né l'Assessore, presidente Dina, può darsi  che  me  lo
  chiarisce  lei:  questo  emendamento che ha presentato  l'onorevole
  Vinciullo, comporta variazioni di bilancio?
   Perché se comporta spesa, Presidente, lei non lo poteva accettare,
  perché  altri emendamenti, per i quali non c'è copertura di  spesa,
  li ha dichiarati nulli.
   Chi è che mi risponde?

   DINA,  presidente  della  Commissione.  E'  senza  copertura.   Lo
  stanziamento preesistente che già, di per sé

   GRECO  Giovanni.  Ma questo emendamento risponde solo per Palermo.
  Sì,  per  Palermo. Se noi dobbiamo e facciamo nostro  l'emendamento
  dell'onorevole Vinciullo chi ci dà i soldi per gestire? Secondo me,
  Presidente, questo emendamento non doveva essere neanche  messo  ai
  voti per mancanza di copertura finanziaria.

   PRESIDENTE. Facciamo concludere l'onorevole Greco.

   GRECO Giovanni. No, io ho finito, ma un chiarimento chi me lo  dà,
  chi me lo dà il chiarimento?

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.  Glielo do io.

   PRESIDENTE. Ma questi non sono dibattiti, scusate, lei ha posto un
  problema,  le  sarà  risposto se si ritiene  opportuno  rispondere.
  Essendo  già  stato ammesso, è chiaro che la copertura  finanziaria
  c'è. Poi se c'è la ripartizione tra Palermo e Siracusa, questo è un
  altro tipo di problema.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  contraddire  l'onorevole Cracolici ma, negli ultimi  giorni,  si  è
  determinata,  nel  lato  idrico  di Siracusa,  la  stessa  identica
  situazione  che esiste su Palermo, cioè la società che  gestiva  il
  servizio idrico è stata dichiarata fallita; c'è stato un periodo di
  gestione  della  curatela  fallimentare,  durante  il  periodo   di
  gestione  della  curatela fallimentare la curatela fallimentare  ha
  fatto  una gara per affidare temporaneamente il servizio idrico  ad
  una  società  privata; una società privata aveva risposto  che  era
  disponibile a certe condizioni.

                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   Nel frattempo, è stata approvata la norma, chiamiamola  Vinciullo-
  Cirone ,  che  consente ai comuni, che avevano consegnato  le  reti
  alle società di gestione, di riprendersele.
   Alla  luce  di  questo, quell'accordo fatto tramite gara  pubblica
  dalla  curatela  fallimentare ha visto ritirarsi la società privata
  dalla  possibilità  di  gestire il servizio, quindi  la  drammatica
  possibilità che da qui a qualche giorno, 10 comuni della  provincia
  cosiddetti  lealisti', cioè quelli che avevano consegnato  le  reti
  che riguardano 267.000 abitanti su 400.000 della provincia, possono
  vedere  interrotto il servizio idrico essenziale alla vita di  ogni
  comunità, è assolutamente concreta.
   C'è  un  problema che pone il collega Cracolici che è  questo:  ma
  questa  somma  se  viene ripartita tra due realtà   intanto  voglio
  chiarire che ci sono due situazioni assolutamente identiche.
   Il  problema che pone l'onorevole Cracolici qual è? Che se  questo
  finanziamento lo ripartiamo per due realtà può essere insufficiente
  al fabbisogno della situazione drammatica di Palermo.
   Io posso essere assolutamente d'accordo con lui, però, se oggi noi
  non inseriamo Siracusa in questa norma, c'è la certezza che in quei
  10  comuni si sospende il servizio perché non ci sono le somme  per
  lo start up.
   Allora  cosa  suggerirei ai colleghi parlamentari?  Di  accogliere
  l'emendamento  e  di inserire anche l'ATO idrico di  Siracusa,  per
  consentire lo start up nei 10 comuni della provincia perché  questo
  può fare fronte all'inizio, ma lo start up di Siracusa e alle spese
  di Palermo e alla prossima manovra aggiungiamo le somme che oggi si
  stanno  togliendo ma   non  si  capisce  perché  caro  collega   Di
  Giacinto,  per  Palermo si sta facendo e non si dovrebbe  fare  per
  Siracusa?  C'è  un problema di giustizia  I cittadini  di  quei  10
  comuni  hanno lo stesso diritto ad avere erogata l'acqua che  hanno
  quelli   dei   52   comuni   palermitani  perché   altrimenti   c'è
  un'affermazione  che  i  cittadini del  palermitano  hanno  diritto
  all'acqua  e quelli del siracusano no. Come si fa a non  accogliere
  un'ipotesi di tale lineare giustizia?
   Poi,  se  c'è un'insufficienza dei fondi si aumentano i fondi,  ma
  non  si  può per due realtà identiche operare in due modi difformi,
  pertanto, io faccio appello perché si approvi l'emendamento, semmai
  cercando di trovare le forme perché alla prossima norma finanziaria
  quale  che  sia, si possano reperire le somme che oggi destineremmo
  all'ATO idrico di Siracusa.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  l'onorevole Marziano mi ha letteralmente preso l'intervento.
   Io   se   l'onorevole  Vinciullo  dovesse  ritirare  l'emendamento
  ovviamente   lo   farei  mio  e  non  perché  è  un'operazione   di
  prevaricazione,  né  perché sono contrario a quello  che  ha  detto
  l'onorevole   Cracolici,  capisco  la  sua  difficoltà   e   quella
  dell'onorevole Di Giacinto, ma facendo la norma il Governo
   Vede,  Presidente,  con  la norma che stasera  stiamo  per  votare
  daremo  la  possibilità  al Governo, in un momento  successivo,  di
  immettere nuove risorse in questo emendamento per coprire eventuali
  altri fabbisogni.
   Succede  un fatto strano, Presidente, il Governo della Regione  di
  fronte ad 11 comuni che non si attengono alla legge fatta da questa
  Assemblea  regionale,  non  provvede a  mandare  i  commissari  per
  togliere  le reti ai sindaci, e darli alla società che aveva  vinto
  l'appalto.
   Questo ha portato la ditta che aveva fatto un piano industriale di
  un  certo tipo al fallimento. Noi oggi ci troviamo di fronte ad  un
  dato  anche  incontrovertibile, che c'è il patto di stabilità,  noi
  non  possiamo  assumere persone, non abbiamo  risorse  diverse  per
  poter  garantire  il  servizio  idrico,  non  abbiamo  risorse  per
  garantire 160 persone che stanno lavorando, o che hanno lavorato  e
  stanno  lavorando,  nell'ambito della distribuzione  dell'acqua  in
  quegli 11 comuni, anche negli altri.
     Quindi  non  è solo un atto di giustizia che doveva esserci  già
  prima,  e  quello che dico è abbastanza pesante, quando il  Governo
  non  ha  provveduto a far rispettare la legge che questo Parlamento
  aveva fatto, in ordine agli Ati idrici di ogni provincia.
   Pertanto,  chiedo  al Governo, non solo di dare parere  favorevole
  all'emendamento, ma di immaginare nel prossimo futuro un  ulteriore
  incremento di risorse, e di verificare, non c'è l'assessore per  il
  territorio  e l'ambiente, se non ritiene di sospendere  non  l'atto
  dell'acqua  pubblica,  perché l'acqua rimane  sempre  pubblica,  ma
  l'ipotesi di una gestione come è stata fatta prima, cioè mista, per
  evitare il licenziamento di 160 persone a Siracusa, e chissà quante
  altre persone in tutta la Sicilia.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Grazie Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  con
  una  battuta  direi   dare da bere agli assetati ,  e  onestamente,
  rispetto  alle  vicende che vengono oggi poste in Aula,  a  partire
  anche dalla questione siracusana, pur essendo io palermitano non me
  la  sento  di  dire che la situazione di Palermo debba  essere  una
  situazione unica.
   Devo  dire  che  ovviamente sull'APS ho  avuto  modo  di  fare  la
  battaglia, o avuto modo di fare la battaglia perché qui si  rischia
  il  disastro  ambientale,  perché qui si rischia  di  lasciare  per
  strada  tanti  padri di famiglia, perché qui si rischia,  e  questo
  Governo  lo  ha  già  fatto,  di creare  per  davvero  le  peggiori
  condizioni per poter dare continuità ad un servizio che  in  questo
  modo  non  si saprà davvero come dovrà essere gestito dal  prossimo
  mese.
   Gli amici di quella società dell'APS sanno quanto è stato fatto in
  questo  anno,  dal Presidente Crocetta più volte  siamo  andati,  e
  quanto  lo  si è dovuto convincere di una tesi rispetto alla  quale
  non  c'erano  neanche  come dire le ragioni per  cui  il  dibattito
  dovesse essere aperto.
   La  situazione  dell'APS  doveva  essere  risolta  allora,  perché
  ovviamente  il  disastro ambientale potesse essere evitato,  perché
  quei padri di famiglia non fossero sottoposti a questo stillicidio,
  come invece questo Governo ha voluto fare a tutti i costi.
   Oggi  ci  ritroviamo nella necessità, così come fu  fatta  ricordo
  l'anno  scorso in finanziaria, di inserire le somme,  credo  questo
  sia un atto dovuto, credo che questo il Governo avrebbe dovuto esso
  stesso  farsene  carico, non è accaduto, noi siamo  qui  ovviamente
  ancora  a  portare le ragioni di quella riforma  che  non  è  stata
  fatta,  siamo  qui  per  chiedere che finalmente  adesso  si  possa
  arrivare ad una soluzione rispetto al tema dell'APS, ma devo  dirvi
  personalmente, e il mio gruppo parlamentare sicuramente  non  vorrà
  tirarsi   indietro,  siamo  altresì  pronti  a  tendere   la   mano
  all'emergenza  registrata,  fatta  registrare  in  questo   momento
  dall'onorevole   Gianni,  dall'onorevole  Siracusa,  dall'onorevole
  Bandiera,  che,  peraltro,  mi  aveva   -  essendo  lui  di   altra
  provincia, essendo un parlamentare del mio Gruppo, Forza  Italia  -
  sottolineato  come bisognava  intervenire su quella vertenza.
   Questa  è  la  differenza  tra chi vuole  avere  un  atteggiamento
  strumentale, di chi vuole fare campanilismo, di chi vuole per forza
  portare  a  casa dei risultati volendoli scambiare  in  termini  di
  consenso  elettorale e chi invece, come il Gruppo  parlamentare  di
  Forza  Italia  sempre ha fatto, e decide di   fare  una  scelta  di
  coerenza, una scelta di difesa e di tutela del territorio  al  fine
  di   evitare situazioni di disastri ambientale, al fine di  evitare
  situazioni di ulteriori licenziamenti in un momento così difficile,
  senza  campanilismi, tutelando, prioritariamente, così  come  nella
  nostra battaglia è stato fatto finora, la situazione dell'A.P.S. di
  Palermo  e  tutelando parimenti, è una responsabilità che  abbiamo,
  quegli  altri territori che dovessero presentare, come nel caso  di
  Siracusa, uguali esigenze.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  vorrei richiamare, non in senso negativo,  l'intervento
  dell'onorevole Cracolici e rispondere alla sua richiesta di  ritiro
  dell'emendamento. No  L'emendamento non lo ritiro per  il  semplice
  motivo  che  anche in Commissione mi ero battuto  affinché  non  si
  apportasse questa modifica all'art. 10.
   Onorevole  Cracolici, come lei sa molto meglio  di  me,  le  leggi
  devono  essere  sempre  generali e  universali  e  non  devono  mai
  riguardare  il  singolo  caso ma devono guardare  sempre  tutte  le
  possibili  ipotesi  che abbiamo nel territorio  che  amministriamo.
  Tanto  è  vero che l'art. 10, che è stato modificato in Commissione
   Bilancio ,  trattava dell' istituzione di un fondo di   rotazione.
  Leggo:  In caso di fallimento del soggetto affidatario del Servizio
  idrico  integrato, al fine di evitare l'interruzione  del  servizio
  stesso, è istituito nel bilancio della Regione siciliana per l'anno
  2014  un  fondo di rotazione con una dotazione finanziaria iniziale
  di 1 milione 250 migliaia di euro destinati a finanziare le fasi di
  avvio del servizio da parte del soggetto pubblico individuato dalla
  competente autorità d'ambito territoriale o da altro ente  pubblico
  subentrante,  fino al definitivo affidamento del servizio  mediante
  le procedure stabilite dalla vigente normativa .
   Era questo il testo che avevamo portato in Commissione, era questo
  il  testo  che  già nella vecchia finanziaria era  stato  approvato
  dall'Assemblea,  ed  era stato poi cassato  dal  Commissario  dello
  Stato.
   Cosa abbiamo fatto in Commissione  Bilancio ? Siamo venuti meno al
  principio che una legge deve essere universale e generale e abbiamo
  deciso  di dare a questa legge un nome e cognome. Bene  Con il  mio
  emendamento, e qui rispondo all'onorevole Greco, su cui non occorre
  nessuna  copertura  finanziaria  e  di  conseguenza  la  Presidenza
  dell'Assemblea  regionale siciliana ha ben fatto quando ha inserito
  e  ha riconosciuto valido l'emendamento a mia firma, dell'onorevole
  Cirone  Di  Marco, dell'onorevole Gucciardi e di tutti  i  deputati
  della  provincia  di  Siracusa,  e  correttamente  ha  interpretato
  l'emendamento da noi presentato, nel senso che non è un emendamento
  che  prevede maggiori spese, nel senso che c'è un capitolo, c'è una
  somma  appostata    e  quel  capitolo anziché  essere  generale  ed
  universale  diventa  un  capitolo  particolare   Con  l'emendamento
  approvato,  onorevole  Greco, sottoposto alla vostra  approvazione,
  l'emendamento  e  l'articolo diventano un  articolo  generale,  nel
  senso che a tutti gli ambiti territoriali che hanno avuto le stesse
  identiche vicende, viene applicato lo stesso trattamento.
     Ha  ragione l'onorevole Cracolici quando dice che la società che
  gestiva  il  servizio della provincia di Palermo è fallita   Perché
  quella  di Siracusa che ha fatto? E' fallita anch'essa  Ha  ragione
  l'onorevole  Cracolici  quando dice che  ci  sono  i  cittadini  di
  Palermo  che  rischiano di rimanere senza acqua,  ha  perfettamente
  ragione,  ma i cittadini della provincia di Siracusa non hanno  gli
  stessi  diritti  dei cittadini della provincia di Palermo?   Perché
  veda,   caro onorevole Cracolici,  la vicenda di Palermo è identica
  a   quella  di  Siracusa,  o  viceversa,  ci  troviamo  di   fronte
  all'intervento  dell'autorità giudiziaria, ci  troviamo  di  fronte
  all'intervento  da parte del Giudice che ha nominato  una  curatela
  fallimentare e ci troviamo di fronte ad un prefetto, che così  come
  avviene   a  Palermo,   decide  di  applicare,  cosa  che   succede
  raramente, il Regio decreto n. 773 del 18 giugno 1931.
   Quindi per spiegare,  la vicenda è simile,  è identica ci troviamo
  di fronte a un caso di cattiva, cattivissima amministrazione che si
  è   concluso  con  l'intervento  a  Siracusa  e  a  Palermo   della
  magistratura non solo amministrativa e contabile ma anche di quella
  penale  per  accertare quali sono stati gli abusi che  sono  statti
  commessi.
   Non possiamo assolutamente,  essendo il Parlamento della Regionale
  siciliana  e non il Parlamento della provincia di Palermo  o  della
  provincia  di  Siracusa,    dividerci su  una  vicenda  che  domani
  potrebbe capitare anche ad Enna,  e perché no,  anche a Trapani.
   Noi dobbiamo approvare una norma che sia al di sopra delle parti.
   Allora signor  Presidente,  onorevoli colleghi, assessori .

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, la invito a concludere.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.  E' una cosa così importante che un minuto  in  più  non
  cambia.
   Insieme agli onorevoli  Cirone Di Marco, Gianni, Marziano, Zito  e
  Bandiera, io sottoporrò a questa Assemblea regionale un emendamento
  che prevede di implementare questo capitolo di altri 400 mila euro,
  in  maniera tale che questo capitolo dagli attuali 1.250.000  euro,
  venga  portato  a  1.650.000 euro, questo darà  la  possibilità  di
  salvare   anche   l'ATO  della  provincia  di   Siracusa,   perché,
  giustamente,  poco  fa  qualcuno  sollevava  il  problema  dei  106
  lavoratori dell'ATO di Palermo, ma perché i 158 della provincia  di
  Siracusa  vi  sembrano avere meno titoli di quelli della  provincia
  di  Palermo? Qualche altro parlava di problemi di ordine sanitario,
  ma   perché  i cittadini della provincia di Siracusa non hanno  gli
  stessi  problemi di ordine sanitario di quelli della  provincia  di
  Palermo? E domani, perché no, potrebbe averlo questo problema anche
  Trapani.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, concluda.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.  Non ho parlato oggi proprio perché avevo  destinato  il
  mio tempo a ciò.
   Signor  Presidente,  preannuncio che  da  qui  a  qualche  istante
  presenterò,  oltre  all'emendamento già pronto, anche l'emendamento
  relativo  agli  ulteriori 400 mila euro, e su questo  chiediamo  il
  parere del Governo.

   GRECO  Giovanni.   Signor Presidente dichiaro di  apporre  la  mia
  firma all'emendamento dell'onorevole Vinciullo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Greco  quando  sarà  presentato.  Non  può
  apporre la firma alla discussione, è un po' strano.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente noi stiamo discutendo  di  una
  questione  che  è stata sollevata con l'emendamento  dell'onorevole
  Vinciullo, diciamo, al contrario, perché io via, via

   PRESIDENTE.  Onorevoli  Colleghi,  onorevole  Marziano,  onorevole
  Turano,  non  possiamo andare avanti, se cortesemente cerchiamo  di
  ricomporci, non si riesce ad ascoltare.

   MILAZZO Giuseppe. Io rivolgendomi al Presidente della Regione, che
  sicuramente  sarà attento ad ascoltarmi, volevo fare quest'analisi:
  oggi l'onorevole Vinciullo, insieme ai colleghi della provincia  di
  Siracusa  sollevano una questione che è identica alla questione  di
  Palermo,  però  questo dibattito si sta sviluppando  al  contrario,
  perché prima si è presentato l'emendamento, ora ci ha preannunciato
  che  presenterà  un  emendamento di copertura  e  poi  è  venuto  a
  spiegarci la cosa, invero la cosa andava discussa in un altro modo,
  prima   si  doveva  individuare  la  copertura,  e  poi  presentare
  l'emendamento, concordandolo con il Governo.
   Perché faccio questa osservazione,  signor Presidente, perché  qua
  si fa la guerra dei poveri.
   Il dibattito scade in una questione che sembra essere  palermitani
  contro  siracusani'  ed è, verosimilmente ignobile  esprimersi  con
  questi  toni,  perché nessun deputato, di qualunque provincia  esso
  sia,  può intestarsi battaglie di una singola provincia. Perché  il
  senso  di  responsabilità  deve sempre prevalere.  Ed,  allora,  la
  questione è questa signor Presidente: il dato oggettivo  è  che  le
  somme   appostate  all'  articolo  8,  non  servono  a   soddisfare
  fattispecie analoghe.
   Allora è qui che porgo un quesito al Governo: prima che i deputati
  vengano qui a sfilare ognuno con la  magliettina'  Siracusa  salva
  o, come dire,  Palermo continua , andava fatta una cosa più civile.
  Audire  il  Governo  in Commissione e  capire la  Commissione   con
  quale  spirito esitava l'emendamento per l' Aula; il  Governo  deve
  dirci  se  è disponibile per presentare la riscrittura dell'art.  8
  per non tenere fuori Siracusa ed inserirla, in una seconda battuta,
  non solo come copertura ma come principio inserendo anche Siracusa.
  Dicendo  ai cittadini di Palermo  state tranquilli', e a quelli  di
  Siracusa  pongo attenzione anche su di voi', anche se il territorio
  è più piccolo.
   Non  mi esprimerò né in giudizi né in opinioni, né da palermitano,
  né da siracusano.
   Chiedo al Governo di redimere questa questione che è diventata  la
  guerra fra province e, francamente, non fa onore all'Assemblea.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati. Guardate che l'emendamento era stato scritto in una  fase
  in  cui  esisteva   solo  il problema dell'emergenza  Palermo.  Nel
  frattempo  è  scoppiata  l'emergenza  Siracusa  ed  io  credo  che,
  correttamente,  abbiano fatto bene i deputati che hanno  presentato
  questo emendamento a pensare che c'è anche questa situazione.
   Quindi  ritengo che l'emendamento aggiuntivo possa essere accolto,
  perché  ritengo che se c'è bisogno, interverremo anche su Siracusa.
  Sarà,  quindi, cura del Governo attribuire le risorse in  relazione
  alle  reali  necessità.  Non  credo ci  sia  bisogno  di  scrivere,
  onorevole  Di  Giacinto,  c'è  già  un  emendamento;  mettiamo  gli
  importi, procediamo ad una verifica con  la Commissione  Bilancio .
  Però,  guardate,  non  possiamo mettere una città  contro  l'altra,
  questo sarebbe assurdo.

   DI  GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO.  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Onorevoli collegi, volevo semplicemente  dire  che  si
  era  posta  la guerra tra i poveri e la guerra fra le province.  Ho
  detto poco fa al collega Marziano: basta scrivere un emendamento  o
  un  subemendamento  dove  si  dà ulteriore  copertura,   perché  il
  milione  e 250 mila euro, che era stato appostato in questa  norma,
  serviva per il fabbisogno della provincia di Palermo. Quindi se c'è
  un'altra  necessità  è  giusto così come  ha  detto  il  Presidente
  Crocetta,   di  prevedere  ulteriori  somme,  per  cui  l'onorevole
  Vinciullo  ha  già presentato l'emendamento, che sottoscrivo  anche
  io,  per  dare  copertura  anche per la provincia  di  Siracusa  e,
  laddove ci siano altre necessità, per  altre Province.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Bandiera.  Ne  ha
  facoltà.

   BANDIERA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  era  mio
  interesse,  chiaramente,  iscrivermi  tra  i  giocatori  del  derby
  Siracusa-Palermo perché in questa Aula non possono  tenersi  questi
  derby, non voglio pensare che c'era qualche deputato che pensava di
  trattare  medesime fattispecie in maniera diversa, sono  certo  che
  dal  dibattito  è  già  emersa  la perfetta  similarità  delle  due
  situazioni,  sono,  altresì, certo che  nessun  collega   pensa  di
  lasciare   gli  ospedali  di  Siracusa,  le  scuole,  le   famiglie
  senz'acqua, e  nei giorni scorsi questo rischio era concreto ed era
  certo.  Informo  i colleghi che proprio nei giorni  scorsi  abbiamo
  tenuto  sedute fiume in Prefettura con sua eccellenza il  Prefetto,
  con tutti i Sindaci dei comuni interessati,  con 160 lavoratori  in
  piazza che da ieri avrebbero perso il posto di lavoro.
   Lì  è stato detto, ma lo voglio ribadire, il Prefetto ha requisito
  gli impianti, ha al momento, come dire, salvaguardata la erogazione
  del  servizio, mi pare che già dal dibattito è emerso bene come  si
  può uscire serenamente e tutti insieme da questo quadro.
   E' inutile ribadire che non siamo, come dicevo poc'anzi chiamati a
  giocare derby, ma siamo chiamati a svolgere un compito importante e
  nobile, quello di salvaguardare gli interessi esclusivi e superiori
  di tutti i siciliani, così come ogni deputato ha fatto quando si  è
  discusso di precari di Palermo o di altre Province, così come  ogni
  deputato ha fatto quando si è parlato di riconoscere, ad esempio, a
  Palermo  la sede del Casinò, perché sappiamo quanto importante  era
  per  la  Regione  siciliana  avere,  eventualmente  quel  tipo   di
  struttura, al di là di qualsiasi altra città e provincia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Alongi.  Ne  ha
  facoltà.

   ALONGI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  pare  che  con
  l'emendamento  presentato dal collega Vinciullo, e  con  il  parere
  favorevole  espresso  dal  Presidente  Crocetta,  nel  senso  della
  disponibilità a integrare queste somme per fare modo  che  entrambe
  le  realtà,  Siracusa e Palermo, possano, quanto meno, guardare  in
  prospettiva  all'emergenza  dei  prossimi  mesi.  Tra  l'altro   ci
  avviciniamo all'estate, quindi è ancora più drammatica  per  alcune
  realtà turistiche.
     Però, onorevole  Presidente, le voglio anche lanciare un invito,
  credo  che  sulla vicenda degli ATO idrici bisogna  intestarsi  una
  battaglia,  e  noi vogliamo intestarcela, perché non  vogliamo  che
  possa  accadere,  nel servizio dell'ATO idrico, in  un  momento  di
  gestione emergenziale, commissariale, quello che è accaduto con  la
  gestione  dei  servizi dell'ATO rifiuti, dove  si  sono  accumulati
  ingenti quantità di debiti che poi, piaccia o non piaccia, vanno  a
  ricadere sulle spalle degli utenti e dei cittadini.
   So che è importante questa battaglia, ne ho consapevolezza, so che
  anche lei ne ha contezza, e quindi il mio è un intervento oltre che
  ad  affermare  che  condivido  entrambi  gli  emendamenti  sia   di
  stimolo, affinché insieme con l'Aula faccia la sua parte su  questo
  tema  così  delicato  e  importante  quale  quello  delle   risorse
  idriche,   dove  qui  in questa terra si sono  giocate  negli  anni
  precedenti  partite delicate e a volte anche in zone grigie,  credo
  che sia importante fare una battaglia in questa direzione.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Onorevoli colleghi,  io  credo
  che  l'invito a discutere dell'acqua, debba essere accolto,   e  la
  gestione  delle risorse idriche debba essere discussa  rapidamente.
  Abbiamo  il  disegno di legge che è stato esaminato in Commissione,
  portiamolo  presto in Aula, perché guardate, questa è   la  seconda
  gestione  dell'acqua  che fallisce ed una riflessione  ce  la  deve
  portare.
   Con  i  Commissari straordinari che, fra l'altro, insistono a  non
  volere  neppure cedere la gestione delle acque laddove i comuni  la
  richiedano  e,  quindi,  una  riflessione  va  fatta  e  va   fatta
  rapidamente.
   Per  questo  ringrazio  il  suggerimento,  però  una  proposta  la
  dobbiamo  fare in tal senso, di portare avanti, subito, il  disegno
  di legge sull'acqua pubblica.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  io non  ho  preso  parte  a  questo
  dibattito  perché vista la drammatica situazione in cui si  trovano
  le  casse  della  Regione e le conseguenze  che  questa  drammatica
  situazione ha su tanti e tanti lavoratori della Regione  stessa,  e
  non  mi voglio dilungare su questo, io mi meraviglio che ancora  ci
  siano  tentativi in quest'Aula di tirare per la giacchetta  ora  di
  qua  e  ora  di  là, il Presidente della Regione e il Governo,  per
  cercare di avere qualche  prebenda di carattere personale.
   Forse  qualcuno  non si rende conto che questa Regione  balla  sul
   Titanic'  mentre affonda o non si vuole rendere conto,  nonostante
  l'evidenza di quello che è sotto gli occhi di tutti e si continua a
  cercare   di  arraffare  qualche  privilegio  -  non  mi  riferisco
  all'emendamento che riguarda Siracusa, ci mancherebbe altro, perché
  se  si  fa un intervento a favore di una situazione simile  per  la
  città di Palermo non vedo perché non si debba fare per la città  di
  Siracusa - ma vedo il via vai che c'è di deputati della maggioranza
  ai banchi del Governo nel momento in cui si fa una  manovrina' - io
  non  la  definisco neppure manovra - si mette un tampone per pagare
  gli stipendi, almeno per questo mese, e sappiamo tutti che dobbiamo
  fare  una  vera  manovra  di bilancio altro  che   manovrina',  non
  capisco l'affannarsi di taluni colleghi per cercare di avere ancora
  prebende.
   La  situazione  è  talmente drammatica che un  minimo  di  dignità
  dovrebbe  farci approvare rapidamente questa  manovrina' per  poter
  pagare  almeno gli stipendi  in questo mese,  invece di andare  dal
  Governo  ma   costringere il Governo e il Governatore ad affrontare
  l'unica  vera  manovra  che c'è da affrontare  per  salvare  questa
  Regione.
   Quindi,  io  invito  i  colleghi a cercare  di  smetterla  con  il
  tentativo  di ottenere prebende che non ci sono, per dare  risposte
  che  non  ci  saranno, per fare poi la figura dei  -  non  so  come
  definirli  -  rispetto a quelle categorie a cui pensano  di  potere
  dare  una  risposta che non arriverà perché non ci sono le  risorse
  per  farla  arrivare e perché gli stessi tentativi di inserire  con
  norma ciò che non ha copertura a monte falliranno.
   Finitela di tirare la giacchetta al Presidente Crocetta di  qua  o
  di  là - con tutti i difetti del Presidente Crocetta che conosciamo
  -  e cerchiamo invece di affrontare la manovra vera per cercare  di
  salvare  questa Regione,  non di salvare se stessi,  ma salvare  la
  Regione che è un'altra cosa,  cosa ben diversa.

   PRESIDENTE.   E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Cirone.  Ne  ha
  facoltà.

   CIRONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  ridurre
  il  clima  di confronto positivo che vi è stato su questa questione
  molto  rilevante  che  attaglia due province quella  di  Palermo  e
  quella di Siracusa nel modo composto nel quale la discussione si  è
  svolta,  credo  che vada sottolineato positivamente e  non  vorrei,
  assolutamente, che finisse un commento su una parola antipatica che
  è  stata  qui detta, quasi che noi  avessimo chiesto prebende,  una
  vicenda  sostanziale invece che le nostre comunità  stanno,  ahimè,
  drammaticamente affrontando.
   Quindi,  ringrazio il Presidente della Regione per avere colto con
  tempestività  la  necessità di un suo intervento;  ringrazio  anche
  l'Assessore  Agnello col quale avevamo parlato a  lungo  di  questa
  questione e da cui ho avuto e abbiamo avuto comprensione.
   Però la cosa che qui voglio sottolineare, invece, è l'appello  che
  il  Presidente  della Regione ha fatto questa sera all'Aula  perché
  venga  presto messo in discussione il disegno di legge sul Servizio
  idrico  integrato, esitato in Commissione  Territorio  e  ambiente'
  nell'autunno  del  2013,  oggi  all'attenzione  della   Commissione
   Bilancio'.
   Lo  ripropongo, come ho fatto qualche settimana fa,  perché  credo
  che  situazioni che riguarderanno la questione del Servizio  idrico
  ne avremo a cascata nei prossimi giorni e nei prossimi mesi.
   Abbiamo fatto un lavoro in Commissione Territorio e ambiente, deve
  essere  naturalmente  valutato  dalla  Commissione  Bilancio,  deve
  essere  assunto  come una delle priorità da parte della  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
     Il  lavoro  può essere rivisitato, bisogna fare una  riflessione
  collettiva,  ma  credo  che questa debba essere  davvero  la  prima
  questione  che,  subito dopo la manovra finanziaria,  debba  essere
  posta all'attenzione dell'Aula.
   Ringrazio,   quindi,  il  Presidente  della  Regione   per   avere
  sollecitato la nostra attenzione.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei sottolineare
  all'onorevole Formica che l'acqua pubblica non è una  prebenda,  ma
  qualcosa di necessario, di fondamentale.

   FORMICA. Non parlavo dell'acqua.

   ZITO. Le prebende sono nelle tabelle.
   Una delle prime interrogazioni che ho presentato fu quella per  la
  gestione  dell'acqua pubblica. Io direi che chi ha  resistito,  gli
  undici sindaci che hanno resistito, hanno compiuto, secondo me,  un
  atto  eroico, visto che c'erano problemi anche dal punto  di  vista
  amministrativo per la concessione della SAI8 e poi le sentenze  del
  TAR e del CGA hanno fatto emergere queste problematiche.
   Il   fatto  principale  è  che  finalmente  Siracusa  può  tornare
  all'acqua pubblica. Quello che chiede l'ATO, quello che chiedono  i
  sindaci,  è  questa  piccola cifra per  lo  start  up,  per  potere
  iniziare,  dopo  di che con le bollette tutte le  spese  dovrebbero
  rientrare.
   Non  vedo,  quindi, qual è la problematica da parte,  soprattutto,
  dei  deputati  palermitani, ad accettare questo emendamento,  anche
  perché   già   parte  di  questo  emendamento  era  passato   nella
  finanziaria del 15 gennaio 2014, dove Angela Foti - me  lo  ricordo
  ancora - durante quella notte sbatté i pugni sul tavolo proprio per
  far passare quell'emendamento, proprio perché serviva ad A.P.S., ma
  come  in questo momento serve per quanto riguarda Siracusa. E'  una
  grande occasione. Ma la cosa fondamentale di cui si deve parlare ma
  ancora  non se ne parla è invece della vera riforma della  gestione
  dell'acqua,  che  ancora purtroppo è arrivata nel   cimitero  degli
  elefanti' che è la Commissione  Bilancio', e ancora non si riesce a
  discutere di una riforma così importante, che se si fosse  discusso
  di  questa  riforma,  sicuramente ci sarebbero state  le  coperture
  finanziarie senza problemi e senza dibattito alcuno.
   Quindi,   sollecito  anche  il  Presidente  della  Commissione   a
  calendarizzarle il più presto possibile e discuterle una volta  per
  tutte e dare giustizia ad una provincia che ha una grande occasione
  per il ritorno all'acqua pubblica.

   FORMICA. Chiedo di parlare per una precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, soltanto per una precisazione,  voglio
  ricordare all'onorevole Zito di leggere il  mio intervento, dove ho
  precisato con chiarezza assoluta che non mi riferivo alla questione
  dell'acqua.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  come  preannunciato,  è   stato
  presentato un emendamento da parte dell'onorevole Vinciullo. Questa
  Presidenza  ha la necessità di valutarlo con gli Uffici.  Sospendo,
  quindi, la seduta per cinque minuti.

    (La seduta,  sospesa alle ore 18.29, è ripresa alle ore 18.52)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.52, è ripresa alle ore 18.53)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Comunico  che  sono  stati presentati i  subemendamenti   8.1.1  e
  8.1.1, quest'ultimo a firma degli onorevoli Di Mauro e Lombardo.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO Giovanni.. Signor Presidente, le comunico che appongo la mia
  firma ad entrambi.
   Volevo  fare  rilevare che, nel mio precedente intervento,  quando
  chiedevo  se  c'era  la  copertura  finanziaria  per  l'emendamento
  dell'onorevole Vinciullo, non era un intervento  al solito, il  suo
  predecessore,  seduto  al  suo posto, ha apostrofato  così:   ma  è
  chiaro che se c'è l'emendamento c'era la copertura finanziaria . La
  copertura finanziaria la stiamo trovando ora. Volevo farlo rilevare
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Greco, per fare chiarezza: sono due cose  un
  po'  diverse. Prima, si stava parlando del subemendamento 8.1 e  la
  copertura  finanziaria era stata individuata nella somma di  1.600.
  Dopo  la  discussione che è nata, dopo gli interventi che  si  sono
  susseguiti e dopo l'intervento del Presidente della Regione,  ed  è
  per  questo che abbiamo sospeso l'Aula, per capire se era possibile
  trovare  la copertura e l'abbiamo trovata nel capitolo 147303,  che
  poi  troveremo nell'allegato 1, e verrà trattato con l'articolo  9,
  per cui quello stanziamento di 14055, subirà le dovute decurtazioni
  sulla base dei subemendamenti che andremo ad approvare. Questo  per
  fare chiarezza.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.    Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  onestamente,  ho timore a confessare che sono stato distratto,  non
  ho  seguito attentamente il dibattito d'Aula, però, vogliamo vedere
  come è scritto questo emendamento  Al fine di evitare un potenziale
  disastro ambientale   pregherei gli Uffici di dare una veste nobile
  alle   cose  che  facciamo,  perché  se  per  evitare  un  disastro
  ambientale 400

   PRESIDENTE.  Questo emendamento, onorevole Turano,  se  lei  va  a
  leggere  l'articolo,  cita testualmente:  Al  fine  di  evitare  un
  potenziale  disastro  ambientale  . Già nell'articolato  è  scritto
  così.

   TURANO. Ebbene, allora c'è un emendamento correttivo a mia  firma,
  al  fine di evitare l'interruzione del pubblico servizio è concessa
  la  somma di 400 mila euro. Se dobbiamo mandare sulla Gazzetta  che
  per  evitare  un  disastro ambientale  vi prego di essere  attenti,
  come fatti formali, ecco  se la Presidenza è d'accordo, mi dia solo
  due secondi di tempo per elaborare l'emendamento.

   PRESIDENTE. La ringrazio. Faccio mio il suo intervento e  con  gli
  Uffici faremo in modo di correggere e riscrivere in maniera diversa
  l'inizio  di  questo articolo, così non parleremo di  disastro,  ma
  parleremo d'altro.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza.    Signor   Presidente,  signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi,   al   di   là  dell'intervento  dell'onorevole   Turano,
  sicuramente gradito, gli Uffici, nel predisporre l'emendamento,  si
  sono  attenuti  a quello che è il Regio decreto 773 del  18  giugno
  1931, attraverso il quale è stato commissariato l'ATO di Siracusa e
  sono  stati  requisiti  i  beni che appartenevano  ai  comuni.  Gli
  Uffici,  sicuramente, nel predisporre l'emendamento, correttamente,
  si  sono  attenuti a quello che era il Regio decreto, in forza  del
  quale il Prefetto di Siracusa ha requisito gli impianti. Quando  il
  Prefetto  di  Siracusa   e, quindi, il Reggio  decreto  parlano  di
  disastro  ambientale, si riferiscono al fatto che  avendo  la  rete
  idrica  anche  la  gestione della depurazione è chiaro  che  se  si
  interrompe  la depurazione la prima cosa che succede è un  disastro
  ambientale  in  una zona come quella di Siracusa, dove  scarica  il
  depuratore che già è sottoposto a vincolo da parte dell'Assessorato
  e  del  Ministero dei Beni ambientali, tanto é vero che  a  Priolo,
  dove  scarica,  per  essere  chiaro,  il  depuratore  di  Siracusa,
  Floridia e Solarino, che sono i tre maggiori comuni della provincia
  di  Siracusa interessati al problema, per cui, nel caso in cui  non
  si  finanziasse un'opera del genere, è chiaro che andremo  incontro
  ad  un disastro ambientale di proporzioni gravissime proprio perché
  si  andrebbe  a scaricare su una zona già sottoposta  a  vincolo  e
  tutela.

   PRESIDENTE.  Se le va bene la spiegazione, anche storica,  che  ha
  dato  l'onorevole Vinciullo,  evitiamo di perdere  altro  tempo  su
  questo.  Capisco  il problema di forma, però, c'è  una  spiegazione
  abbastanza erudita che ci è stata fornita dall'onorevole Vinciullo.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Raia. Ne ha facoltà.

   RAIA.  Signor  Presidente, onorevole colleghi, signori  assessori,
  non  ho nulla da eccepire sul fatto che stasera stiamo cercando  di
  approvare una manovra finanziaria che cerca di mettere una pezza  a
  tutti  gli  interventi in finanziaria e, comunque,  che  danno  una
  parziale  risposta  alle varie emergenze che ci sono  nella  nostra
  Regione,  ed  è giusto che sia così, perché è da troppo  tempo  che
  stiamo  aspettando, appunto, una norma che consenta di  avviare  o,
  comunque,  di dare maggiore tranquillità alle migliaia di  famiglie
  che  risiedono nella nostra Regione e che lavorano nei vari settori
  della  nostra Regione, così come non ho nulla da eccepire  rispetto
  ad  una  norma  approvata,  un disegno  di  legge  senza  copertura
  finanziaria, approvato nelle scorse settimane quando si parlava del
  disegno  di  legge di Siracusa e, quindi, sull'ambito  territoriale
  ottimale  per  l'acqua, quindi abbiamo approvato  una  norma  senza
  risorse finanziarie. Oggi vedo che, questa norma, comunque, ha  una
  copertura  finanziaria di 400 mila euro, quindi con un  emendamento
  importante.
   Perché  voglio  fare questo intervento? Perché c'è un  ordine  del
  giorno,  nell'ordine del giorno di tante e tante sedute  di  questa
  Assemblea  regionale, c'è una legge che è stata scritta  all'ordine
  del  giorno già nel mese di dicembre, anzi nel mese di novembre del
  2013,  si  trova  al  punto 9, dell'ordine del  giorno  e  riguarda
   Istituzione degli ecomusei della Sicilia .
   Ora, premesso che gli ecomusei in Sicilia sono una grande cavolata
  e,  quindi,  non hanno un problema né di priorità né di  urgenza  e
  neanche  di   disastri ambientali . Però, questa legge,  era  stata
  iscritta  all'ordine  del giorno del novembre  2013,  nello  stesso
  momento  in  cui  passò la legge sulle emittenze  pubbliche,  nello
  stesso  momento  in cui venne iscritta la legge sull'amianto  e  fu
  riservata una somma pari a 100 mila euro, o 50, adesso non  ricordo
  bene,  quindi  stiamo  parlando di  una  cosa  ridicola,  ma  venne
  iscritta in bilancio.
   Bene,  ad oggi, questa legge iscritta sempre all'ordine del giorno
  non  solo  non viene discussa ma non viene neanche trattata  perché
  manca  la copertura finanziaria per il 2014. Pare che ci sia  stata
  da   parte  della  Presidenza  dell'Assemblea,  una  richiesta   in
  Commissione  Bilancio,  per  dare copertura  per  il  2014,  il  27
  febbraio del 2014.
   Bene, stiamo parlando sempre di  ridicolaggini .
   Bene,  ad oggi non è arrivata alcuna risposta, né dal Governo,  né
  dalla Commissione, mentre vedo che la norma sul disastro ambientale
  di  Siracusa  trova immediatamente, con 400 mila euro, risposta  ad
  una cosa importante, ci mancherebbe. Ma, siccome tutte le leggi che
  facciamo   in   questa   Aula  rivestono  carattere    importante',
  altrimenti  è bene non fare leggi, poi ci sono le leggi  che  hanno
  un'importanza maggiore, le leggi che hanno un'importanza culturale,
  le  leggi che hanno un'importanza occupazionale, le leggi che hanno
  un'importanza in maniera chiara ed evidente.
   Io  desidero  sapere, caro Assessore e Presidente  dell'Assemblea,
  quando  questa  legge sarà discussa e quando questa legge  avrà  la
  copertura  finanziaria di cui abbiamo parlato e che venne  iscritta
  in Commissione e, quindi, poi in Aula nel dicembre del 2013.
   Allora,  penso  che  sia legittimo, da parte di  un  parlamentare,
  richiedere  la  trattazione del disegno di legge  con  la  relativa
  copertura  finanziaria perché, altrimenti, qui si  fanno  disparità
  enormi  ed  allora  si fanno disparità perché chi  fa  parte  della
  Commissione,  probabilmente, vede le proprie leggi  andare  avanti,
  chi non fa parte della Commissione Bilancio, probabilmente, magari,
  non ha lo stesso trattamento.
   Siccome,  qui,  siamo parlamentari tutti, eletti  con  preferenze,
  credo  che ci debba essere lo stesso atteggiamento e, siccome  sono
  convinta  che  ci  sia  responsabilità  da  parte  del  Presidente,
  dell'Assessore ed anche del Presidente della Commissione  Bilancio,
  chiedo  che questo disegno di legge trovi immediatamente  copertura
  finanziaria  per  questi 50 mila euro, quelli che sono,  altrimenti
  possiamo  fare  anche una questua, però basta dirlo  ovviamente  e,
  quindi, trattare questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Raia  anche  per  avere  riportato
  all'attenzione  di  tutti questo disegno di legge  che  sono  certo
  interessi tutti i colleghi presenti in Aula.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Panepinto. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma che
  considero importante per mettere in condizione il funzionamento del
  servizio  idrico nella Provincia di Siracusa - chiedo  l'attenzione
  dell'onorevole  Vinciullo e dell'onorevole  Cirone,  e  soprattutto
  dell'Assessore  per  l'economia -, ebbene,  questa  norma  rischia,
  però,  di  essere  valutata negativamente nelle sedi  di  controllo
  successivo, cioè, e mi rivolgo Presidente anche agli uffici,  visto
  che si tratta di servizio primario per i cittadini, considerato che
  il servizio idrico è un servizio che come canone acqua, depurazione
  e rete fognante viene sottoposto a delle regole ex articolo 113 bis
  del Testo unico degli Enti locali, ritengo che bisognerebbe trovare
  la formula del Fondo di rotazione.
   Mi rivolgo agli Uffici della Presidenza perché, altrimenti, questa
  potrebbe  essere  una  norma impugnata,  per  cui  gradirei  che  i
  funzionari dell'Assessorato all'economia, provassero a scrivere una
  norma  che  non  si limitasse ad annunciare un potenziale  disastro
  ambientale  ma  una  norma  che  consentisse,  sostanzialmente,  la
  riattivazione  di  un  servizio sospeso  per  il  fallimento  della
  società  del  soggetto gestore del servizio idrico a  Siracusa  ma,
  contemporaneamente, considerato che prima o poi arriverà in Aula un
  testo  che  è  stato  frutto  di  una  lunga  elaborazione  in   IV
  Commissione  sulla  ripubblicizzazione  del  servizio   idrico   in
  Sicilia,  evitasse  di  creare incidenti di  percorso  prima  della
  partenza dello stesso testo.
   Probabilmente, riprendendo anche il sesto comma della legge 2  del
  2013,  che  è  connesso alla materia che trattiamo  oggi,  cioè  in
  estrema   sintesi,   chiedo   al   Governo   ed   alla   Presidenza
  dell'Assemblea,  di trattare questo emendamento  con  un'attenzione
  particolare  perché  il rischio è che non solo  venga  bocciata  la
  norma,  ma  che pregiudichi percorsi già avviati lungamente  e  con
  un'eccessiva attenzione portata in IV Commissione. E' un'attenzione
  che chiedo all'Assessore per l'economia e, possibilmente, anche  al
  Dirigente generale dell'Assessore per l'energia.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Panepinto,  la  ringrazio  anche  per   la
  precisazione  che ha fatto. Ci eravamo riservati, infatti,  di  far
  notare  quanto  da  lei sottolineato, prima della votazione  finale
  dell'articolo  8, quindi, in fase di riscrittura e di coordinamento
  del  testo,  verrà  riscritto  in maniera  corretta.  E'iscritto  a
  parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi, volevo
  parlare  sul  subemendamento 8.1.1.1 che riguarda,  come  dire,  la
  possibilità  di  sostenere,  in questo  momento  di  difficoltà,  i
  lavoratori della G.I.A. di Caltagirone, una possibilità  che  mi  è
  stata concessa soprattutto da un problema di forma che penso si sia
  palesato in questi minuti, riguardante un po' il sistema e l'ordine
  dei  lavori,  così  come  si sono svolti,  ha  inizio  proprio  con
  l'incipit  dell'emendamento  che riguarda  la  gestione  idrica  in
  Provincia  di  Siracusa, ovvero al fine di  evitare  un  potenziale
  disastro ambientale nonché l'interruzione di pubblico servizio.
   Come  sappiamo, la G.I.A. di Caltagirone, in virtù  anche  di  una
  convenzione del 2001, tra Consorzio ASI, all'epoca esistente, e  il
  Comune dello stesso, si è impegnata a smaltire il servizio di acque
  reflue  riguardanti  l'agglomerato urbano di Caltagirone  e  l'area
  industriale della stessa.
   Con  i  problemi che si sono succeduti all'interno  dell'  ASI  e,
  quindi,  dell'IRSAP,  oggi  abbiamo una  situazione  di  gravissima
  inadempienza su questo pubblico servizio e, inoltre, sulla mancanza
  del pagamento di stipendi a questi lavoratori.
   Vede,  Assessore, non ritengo che sia opportuno  -  come  detto  -
  inserire   norme   dell'ultimo  minuto  o   dell'ultima   ora   per
  fronteggiare  emergenze o per porre pezze o toppe che molto  spesso
  negli  anni precedenti si sono palesate anch'esse come maggiormente
  drammatiche rispetto al problema che volevano risolvere.
   Io credo che queste emergenze vadano affrontate con dei disegni di
  legge  appositi  che  possano essere discussi, approfonditi  e  che
  vadano nella direzione prospetticamente più utile ai lavoratori  di
  queste emergenze.
   Ecco  perché inserisco questo subemendamento, che non  vuole  solo
  essere  una provocazione ma vuole fare un appello al Governo  ed  a
  lei   che  da pochi mesi ricopre questo delicato incarico, affinché
  su   queste  problematiche  possano  essere  investiti  dei  tavoli
  appositi.
   Secondariamente, ritengo - e mi rivolgo all'Aula in questo caso  -
  che  il  problema  dei lavoratori della GIA sia  confrontabile  con
  quello  dei lavoratori di Palermo o di Siracusa, così come  vedete,
  onorevoli  colleghi,  il  problema della gestione  di  un  pubblico
  servizio o di un potenziale disastro ambientale - scusate se ho  la
  presunzione di dirlo - ma, in questo momento, risiede molto più  in
  quel di Caltagirone che nell'emendamento previsto 8.1.1.

   PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi si passa alla votazione
  dei subemendamenti.
   Si  passa  al  subemendamento 8.1.1, dell'onorevole  Vinciullo  ed
  altri. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 8.1.1.1, a firma degli onorevoli  Di
  Mauro e Lombardo. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

    Gli emendamenti  8.2 e 8.4 vengono assorbiti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8, così come emendato. Ripeto,  ha
  fatto  bene  poco fa l'onorevole Panepinto a sottolineare  che,  in
  fase  di coordinamento del testo, toglieremo questa istituzione  di
  fondo di rotazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                   Finanziamento interventi di spesa

   1.  Per  le finalità di cui alle norme e loro successive modifiche
  ed  integrazioni  riportate nell'Allegato  1,  è  autorizzata,  per
  l'anno  2014, la spesa complessiva di 109.132 migliaia di euro.  Le
  autorizzazioni di spesa previste per l'anno 2014 nell'Allegato 1  -
  Rifinanziamento interventi di spesa - di cui all'articolo 17  della
  legge  regionale 28 gennaio 2014, n. 5, sono sostituite  da  quelle
  previste  dall'Allegato 1 della presente legge.  Nell'ambito  delle
  autorizzazioni  di  spesa di cui al presente comma  possono  essere
  effettuate le variazioni compensative di cui all'articolo 1,  comma
  21,  della  legge  regionale 8 luglio  1977,  n.  47  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   2.  La  spesa autorizzata dall'articolo 11, comma 101, della legge
  regionale   9  maggio  2012,  n.  26  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni, è rideterminata, per l'anno 2014, in 372 migliaia  di
  euro (UPB 2.2.1.1.2 - capitolo 342534).

   3.  La spesa autorizzata dall'articolo 54 della legge regionale 15
  maggio 2013, n. 9 è rideterminata, per l'anno 2014, in 500 migliaia
  di euro (UPB 10.2.1.3.2 - capitolo 144111).

   4.  Per le finalità di cui all'articolo 20, comma 26, della  legge
  regionale  22  dicembre 2005, n. 19, è autorizzata per  l'esercizio
  finanziario 2014 la spesa di 40 migliaia di euro (UPB 10.3.1.3.2  -
  capitolo 148102).

   5. Per le finalità di cui all'articolo 59 della legge regionale  7
  marzo  1997, n. 6, è autorizzata, per l'anno 2014, la spesa di  500
  migliaia di euro.».

   DINA,  presidente della Commissione. Chiedo che l'articolo 9 venga
  accantonato.

   PRESIDENTE.  Accolgo la proposta del presidente della  Commissione
  visto che c'è un bell'allegato da esaminare.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
      Modifiche di norme relative a anticipazioni finanziarie in
                    materia di gestione di rifiuti

   1.  Al comma 2 ter dell'articolo 19 della legge regionale 8 aprile
  2010,  n.  9,  le  parole "in tre annualità" sono sostituite  dalle
  parole "in dieci annualità".

   2.  Al  comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale  14  maggio
  2009,  n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, la parola "tre"
  è sostituita dalla parola "dieci".».

   Onorevoli  colleghi  comunico  che  all'articolo  10  sono   stati
  presentati tre emendamenti: 10.1, 10.2 e 10.3.
   Si  passa  all'emendamento  10.1,  a  firma  dell'onorevole  Greco
  Giovanni.

   GRECO Giovanni. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  10.2, a firma  degli  onorevoli  Foti,
  Cancelleri ed altri.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.    Signor   Presidente,   assessore,   onorevoli   colleghi,
  semplicemente in questo emendamento si dà un'altra modalità per  la
  restituzione  di  queste somme da parte dei Comuni,  anziché  dieci
  anni   sic  et  simpliciter  ho dato una  diversa  disposizione  di
  restituzione  da  parte  dei comuni delle somme  richieste  per  il
  ripianamento dei debiti, ossia più diluita nel tempo per  i  comuni
  che,  oggettivamente,  raggiungono degli obiettivi  e  un  po'  più
  stringente  ma, comunque, ragionevolmente lunga, perché ho  ridotto
  solo  a sette anni per i comuni che entro la fine del prossimo anno
  raggiungono  il  30  per  cento della  raccolta  differenziata  dei
  rifiuti,  nove anni  - scusate sto leggendo al contrario -,  dodici
  annualità,  addirittura  allungo il tempo  di  restituzione  per  i
  comuni che raggiungono il 70 per cento entro il 31 dicembre 2015.
   Quindi,  questo è il modo, secondo noi, oggettivo per  spronare  i
  comuni  ad  effettuare  tutte  le  operazioni  per  ottimizzare  la
  raccolta  dei  rifiuti, fare delle politiche di riduzione  riuso  e
  riciclo.
   Diversamente, pensiamo che l'andazzo non sia proprio dei migliori.
  La  legge  che  abbiamo approvato l'anno scorso, che restituiva  la
  responsabilità   ai   comuni,  dava  loro  ampia   possibilità   di
  organizzare  il  sistema di raccolta rifiuti potrebbe  non  sortire
  buoni effetti, ma trasformare noi Regione in qualcosa che dà sempre
  soldi  e  ripiana  i debiti, invece, in questo modo  si  potrebbero
  ottenere  dei risultati e vedersi riconoscere dei meriti  da  parte
  dei comuni che si attivano.

      PRESIDENTE.  Qui c'è un problema che riguarda degli  oneri  che
  questo tipo di emendamento va a far nascere. Se c'è un allungamento
  dei   tempi   Tant'è  vero  che  poi  il  Governo  nell'emendamento
  successivo  dice  che gli oneri sono a carico del  comune.  Allora,
  vorrei sentire il parere del Governo su questo emendamento?

     AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    DINA, presidente della Commissione. Contrario.

      PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  10.2.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente, mi sembra di capire che  il  problema
  della  copertura  finanziaria si risolva  con  l'emendamento  10.3.
  Allora,  la  logica  qual è? Dare un segnale  alle  amministrazioni
  affinché  incentivino  la raccolta differenziata.  Non  è  un  buon
  esempio che l'Assemblea possa indicare alle autonomie locali ,  non
  capisco   la   logica.  Se  ci  fosse  un  problema  di   copertura
  finanziaria.   Io   mi  ero  posto  il  problema,   poi,   leggendo
  l'emendamento  10.3, ho capito che la somma grava  interamente  sul
  bilancio  dei comuni e, allora, non si comprende il motivo  per  il
  quale non si incentivino le amministrazioni comunali ad ottemperare
  a  tutte  le  iniziative per incentivare la raccolta differenziata.
  Volevo dire solo questo.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, la ringrazio per la precisazione, ma
  su quest'emendamento ci siamo già espressi, abbiamo già votato.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Spero  sull'emendamento  10.3,   perché   sul   10.2
  l'Assemblea si è già espressa. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, chiedo l'attenzione  dell'assessore
  per l'economia

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  l'onorevole   Panepinto   sta
  intervenendo.
   Onorevole  Foti,  dovrebbe allontanarsi dai  banchi  del  Governo.
  L'onorevole Panepinto si sta rivolgendo all'Assessore.

   PANEPINTO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   chiedo
  all'Assessore  ed  al  Governo  di ritirare  questa  norma,  perché
  anzitutto, a meno che avete deciso - non vedo l'assessore agli enti
  locali -, anche di sciogliere i Comuni e commissariali, cioè  credo
  che  sia  la  norma  più interessante, perché la Regione  siciliana
  concede  l'anticipazione  e  poi  chiede  gli  interessi  in  corso
  d'opera
   Voglio  capire  quale  logica state seguendo nell'aver  pensato  a
  questa  formula.  Non  so se lei ha letto  Superciuk,  che  era  il
  contrario  di Robin Hood, che rubava ai poveri per dare ai  ricchi.
  Questa  norma, Assessore, somiglia un po', perché abbiamo detto  ai
  Comuni:  vi diamo i soldi, pagatevi i debiti che avete con gli ATO,
  restituiteli in un certo numero di anni , prima 20 e poi 10, e  ora
  gli chiediamo gli interessi.
   Al di là del fatto che l'aver dato parere negativo al 10.2 è stato
  -  mi  perdoni,  assessore - un errore perché questa  proposta  del
  Movimento  Cinque Stelle è assolutamente in linea con la  legge  9,
  che  prevede  di  aumentare  progressivamente  la  percentuale   di
  raccolta  e la si legava, indubbiamente, alla quantità di  frazione
  di  rifiuti  raccolta, proprio legandola ai tempi  di  restituzione
  delle somme.
   Per  cui,  signor Assessore, siccome i Comuni già danno  a  questa
  Regione, perché voglio ricordarle che per quanto riguarda il  fondo
  per l'occupazione dovranno sborsare un altro 7 per cento, oltre  al
  10  ed  al  20, considerato che ci sono altri 120 milioni  in  meno
  rispetto al trasferimento sugli investimenti, considerato  che  lei
  aveva  un'opportunità,  che era la proposta  del  Movimento  Cinque
  Stele   e   che,  probabilmente,  per  mancato  tempo  e  per   non
  approfondirla,  è  saltata, fermiamoci un  attimo  ed  evitiamo  di
  approvare  una  norma,  peraltro  illegittima,  perché  è  come  se
  contraggo un mutuo con la banca e in corso d'opera, senza che sia a
  tasso variabile, si cambiano le regole del gioco.
   Signor Assessore, questo non può essere il Governo contro gli enti
  locali.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo se è possibile
  rivedere  l'emendamento che è stato bocciato  ed  aggiungerlo  come
  subemendamento   all'emendamento  successivo.  L'ha   detto   anche
  l'onorevole Panepinto che è in piena linea con quello che  dobbiamo
  fare:  cioè  incentivare i comuni a seguire la legge e,  pur  nelle
  difficoltà,  organizzarsi  bene per fare  politiche  di  riduzione,
  riuso  e  riciclo perché, diversamente, in questo modo, andiamo  ad
  aiutare sempre chi ha accumulato debiti.
   Tra l'altro questo ripianamento del debito, che è stato chiesto da
  tanti  comuni in Sicilia, molti comuni che debiti non  ne  avevano,
  perché sono stati più virtuosi, quasi quasi hanno detto:  se io  mi
  comportavo  male,  facevo  assunzioni  pazze,  non  facevo   alcuna
  politica  di investimento per una sana gestione dei rifiuti,  quasi
  quasi  ci  guadagnavo  perché mi facevo  un  bel  mutuo  da  pagare
  comodamente .  Invece, in questo modo, evitiamo di ricadere  sempre
  nello  stesso  errore,  cioé  di  essere  quelli  che  tappiamo  le
  emergenze, senza dare un incentivo a chi
  fa  politiche  giuste.  Ripeto, se è  possibile,  presentarlo  come
  subemendamento.

   FIRETTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIRETTO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevemente  per  legarmi all'invito reso, poc'anzi,  dall'onorevole
  Panepinto in ordine all'emendamento 10.3, perché mi pare essere una
  norma completamente fuori di via.
   Bisogna analizzare il contesto in cui è avvenuta la contrazione di
  questi   debiti  sotto  la  regia  delle  possibilità  di  rimborso
  sviluppata  dalla Regione siciliana e dal Dipartimento  stesso  dei
  rifiuti  che  ha determinato, per tanti comuni della  Sicilia,  uno
  sforzo certamente immane che nasceva sotto la costrizione immediata
  dei  rifiuti  nelle nostre città, gli scioperi che sappiamo,  città
  invase dai rifiuti e tante amministrazioni con grosse difficoltà di
  bilancio sono state costrette a questo piano di rimborso.
   Individuare,   in   corso   d'opera,  una   norma   che   carichi,
  extraconvenzione,   un   debito  in  quota   interessi,   mi   pare
  assolutamente non solo inappropriato su termini di merito ma anche,
  dal punto di vista della legittimità, assolutamente dubbio.
   Quindi,  invito  il  Presidente della  Regione  ed  il  Governo  a
  ritirare questo emendamento.

   PRESIDENTE.   A   questo  punto  darei  la  parola,   un   attimo,
  all'Assessore  perché ci sono stati diversi  inviti  da  parte  dei
  colleghi.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  guardate,  in atto ci sono 41 comuni  che  non  potranno
  ricevere né l'ultima trimestralità del 2013, né le trimestralità di
  quest'anno perché, praticamente, si sono impegnati, con un  accordo
  con la Regione, a pagare in tre anni i debiti che avevano e noi gli
  abbiamo dato un prestito con un fondo di rateazione.
   Dilatiamo questo debito su 10 anni e qui che va bene ai comuni, va
  benissimo; è una dilatazione tre volte e mezzo tanto, con cifre che
  sono irrisorie rispetto agli enti locali, pertanto, non mi pare che
  stiamo  creando un danno ai comuni, anzi, glielo stiamo  risolvendo
  rapidamente.
   Dopodiché,  in base a quale logica la Regione dovrebbe pagare  gli
  interessi di mora per debiti contratti dai comuni, perché i rifiuti
  si  pagano  o  no? Oppure, tutti i debiti che fanno  i  comuni  sui
  rifiuti li deve pagare la Regione?
   Già  per  me  è  una  forzatura  la norma  che  abbiamo  applicato
  sull'acqua - parliamoci chiaro -perché, anche lì, sì è vero che  si
  fa  la gara globale sull'ATO, però chi ha detto che dovremmo pagare
  noi?
   Non  è  che  le  tariffe, il costo dei contratti li stabilisce  la
  Regione,  per cui se si gestisce un servizio anti-economico,  è  la
  Regione che deve pagare tutti questi servizi
   Per  questo  vi  dico che sono orientato, in linea di  massima,  a
  pensare  che, laddove i comuni vogliono gestire da soli,  è  meglio
  che  lo  facciano perché questa storia che la Regione debba  essere
  portata   sull'orlo  del  fallimento  perché  tanto   paga   sempre
  Pantalone, non può andare avanti.
   Noi dobbiamo corresponsabilizzare i comuni rispetto alle politiche
  di    gestione   della   riscossione   delle   tariffe,    dobbiamo
  corresponsabilizzarli  in  modo  assoluto  e,  soprattutto,   sulla
  gestione   virtuosa   di   questi  servizi.   Non   possiamo   fare
  assistenzialismo; in questo caso stiamo addirittura  allargando  da
  tre anni a dieci anni.
   Io  vi  dico  che  sarebbe  nostra  responsabilità,  anche  grave,
  rinunciare  al  pagamento degli interessi che  sono  ridicoli,  tra
  l'altro,  perché stiamo parlando di tassi ridicoli. Perché dovremmo
  pagarli  noi,  in  base a quale logica? Cioè sono debiti  contratti
  dalla Regione questi? O sono debiti contratti dai comuni?
   Io  conosco  piccoli  comuni dove si spendono  300  mila  euro  di
  consulenze  e non si paga il servizio di rifiuti di 300 mila  euro.
  Questo  è  accettabile?  Nella  gestione  delle  risorse  i  comuni
  possono,  fra  l'altro,  con la nuova  legge  gestire  da  soli  il
  servizio dei rifiuti non hanno più gli obblighi che avevano  prima,
  li  stiamo agevolando, stiamo parlando di un tasso ridicolo,  ma  è
  una  cosa che non so se sia persino legittima, se sia legittimo che
  la  Regione  debba pagare gli interessi di un mutuo di altri,  cioè
  noi prestiamo i soldi e paghiamo gli interessi per il mutuo?
   Allora il problema è che, voglio dire, non mi pare che dai piccoli
  comuni  a  noi  è venuta questa richiesta, nessuno  ci  ha  chiesto
  questa  cortesia, andare oltre appetito mi pare  che  sia  un   po'
  troppo.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo dire  che
  mi   pare   sbagliato  criminalizzare  i  comuni   perché   spesso,
  Presidente,  i  comuni .Presidente se  mi  fa  parlare   In  questo
  periodo  la  vedo  nervoso, la inviterei ad essere  più  tranquillo
  perché  non  sa  neanche cosa sto dicendo e già  si  secca.  Diceva
  Renzi:  stia sereno .
   Volevo dire che spesso i comuni hanno dovuto accedere al fondo  di
  rotazione perché hanno dovuto pagare per debiti non propri, ma  per
  debiti  determinati dal mancato versamento da parte dei  cittadini.
  Io  faccio l'esempio di Enna. Ad Enna noi abbiamo avuto una vicenda
  TIA-TARSU che ha messo nelle condizioni gli ATO di incassare spesso
  non  più del 30% perché ci sono stati ricorsi dell'Associazione dei
  consumatori e, quant'altro, quindi in effetti i comuni hanno dovuto
  anticipare dei soldi accedendo al fondo di rotazione, non perché ci
  sia  stata  una  cattiva  gestione, in  molti  casi,  ma  perché  i
  cittadini non hanno pagato le bollette, nella sostanza è questo.  O
  sto sbagliando?
   Per  cui,  dico, andare a fare un ragionamento di questi  comuni i
  comuni  così  li  freghiamo due volte, li freghiamo  perché  devono
  pagare  per conto dei cittadini e li freghiamo perché devono pagare
  anche  il tasso di interesse che no era stato pattuito. Solo questo
  volevo dire.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo
  chiedere  al  Presidente Crocetta una curiosità,  poco  fa  il  suo
  Assessore  ha dato parere negativo ad un emendamento, lei  non  era
  presente  in Aula, glielo spiego brevemente: i debiti che i  comuni
  hanno  nei confronti delle ATO potevano essere spalmati in 12  anni
  se  raggiungevano  il  70%  di  raccolta  differenziata,  in  9  se
  raggiungevano  il  45%  e  in  7  se  raggiungevano  il  30%,  cioè
  introduciamo  un  concetto di premialità a chi  diventa  più  bravo
  visto che dovremmo andare verso una gestione corretta dei rifiuti.
   Mi  spiega perché viene espresso parere negativo ad una delle cose
  di buon senso che sono estremamente in linea con la legge regionale
  n. 9? Grazie.

   PRESIDENTE. Prima di porre in votazione l'emendamento 10.3,  e  la
  prego  assessore  Agnello  di   prestare  attenzione,   visti   gli
  interventi  che si sono succeduti, io ho il dovere di farle  notare
  che se questo

   CANCELLERI. Signor Presidente, io gradirei una risposta  da  parte
  del Presidente della Regione alla mia domanda.

   PRESIDENTE.   Mi  scusi,  onorevole  Cancelleri,  stavo   soltanto
  precisando una cosa e poi davo la parola all'assessore, proprio per
  chiarire  un po' la faccenda, perché visto come si è sviluppato  il
  dibattito,  se  noi poniamo in votazione il 10.3, e supponiamo  non
  dovesse  passare,  io  voglio  sapere dall'assessore  Agnello  come
  intende far fronte a quella frase, perché lui esordisce dicendo gli
  oneri, quindi il Governo riconosce che ci sono degli oneri, venendo
  meno  questo emendamento vorrei capire la copertura dove viene  per
  questo articolo 10, salta un po' tutto, quindi era una domanda  che
  rivolgevo anche io all'assessore per capire che tipo di risposta ci
  da  il  Governo,  e  quindi avendo finito il mio intervento  do  la
  parola  o  al  Presidente o all'assessore Agnello per la  risposta.
  Prego Presidente.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. Io credo  che  precisare  la
  questione  degli  oneri  può anche essere ininfluente  ma  parliamo
  chiaro, perché comunque sono per legge a carico, non è che  si  può
  pensare che nell'accordo, nella rimodulazione dell'accordo si potrà
  riavere    diversamente,   eventualmente   guardi,   mi   riferisco
  all'onorevole  Cancellieri,  se ci dovesse  essere  un  ordine  del
  giorno  finale, per non complicare la cosa, che dice di  introdurre
  questa  questione anche degli onori sugli accordi, eccetera,  sulla
  base  degli  obiettivi  differenziata, non sarebbe  male,  potremmo
  rispondere  anche alle richieste che fa l'onorevole Firetto,  e  di
  altri  deputati che mi sembrano sulla stessa linea. Però, in questo
  caso,  la  premialità la potremmo inserire sull'azione virtuosa,  e
  quindi  raggiungendo meno costi, e meno obiettivi  a  carico  della
  differenziata, voglio dire della collettività attraverso meccanismi
  premiali, potremmo sicuramente pensare, potremmo pensare  anche  un
  sub  emendamento che in qualche modo concilia le due richieste  che
  ci  vengono, perché io guardi direi che questa manovra la  facciamo
  tutti più unitaria possibile, senza aprire polemiche, magari se  ci
  date  tre  minuti,  potremmo presentare un sub emendamento  in  tal
  senso,  che concilia entrambe le richieste, sia di Firetto  che  di
  Cancellieri.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta  da  parte  del
  Presidente  della  Regione di un paio di  minuti,  quindi  sospendo
  l'Aula per tre minuti.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione.  gli uffici mi dicono che  non
  può  presentarsi  un sub emendamento perché l'emendamento  è  stato
  votato,  allora  possiamo fare una raccomandazione  che  cerchi  di
  ridurre  gli  interessi che possa conciliare entrambe le  posizioni
  rispetto agli obiettivi della differenziata, e quindi negli accordi
  che  si  andranno  a fare con i comuni si tenga conto  anche  delle
  questioni che sollevava l'onorevole Alloro.

   PRESIDENTE.   Allora,  grazie  Presidente,  non  ci   sono   altri
  interventi  per  cui proseguiamo. Pongo in votazione  l'emendamento
  10.3.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 10, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
        Norme in materia di assegnazioni finanziarie ai comuni

   1.  La lettera e) del comma 3 dell'art. 6 della legge regionale 28
  gennaio 2014, n. 5. è sostituita dalla seguente:
    e)  esigenze di spesa per: il trasporto interurbano degli  alunni
  delle  scuole medie superiori, ai sensi dell'articolo 1 della legge
  regionale  26  maggio  1973,  n.  24,  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, in misura non inferiore al 90 per cento  delle  spese
  sostenute  nell'anno precedente; la gestione degli asili  nido  nei
  comuni  con popolazione inferiore a 10.000 abitanti; lo svolgimento
  dei servizi di polizia municipale.

   2.  Dopo  il  comma  4  dell'articolo 6 della legge  regionale  28
  gennaio 2014, n. 5, è inserito il seguente comma:
    4.  bis.  Qualora alla fine del mese successivo alla chiusura  di
  ciascun  trimestre  manchino  elementi  necessari  per  erogare  le
  risorse ai sensi dei commi 1, 2 e 3, l'Assessore regionale  per  le
  autonomie   locali   e   la  funzione  pubblica   può   autorizzare
  l'erogazione  di acconti fino al 60 per cento della  corrispondente
  trimestralità dell'anno precedente. .

   3.  Dopo  il comma 7 dell'art. 30 della legge regionale 28 gennaio
  2014, n. 5, è inserito il seguente comma:
    7.bis.  Nelle  more dell'intesa prevista al comma 7,  l'Assessore
  regionale  per  le  autonomie locali e  la  funzione  pubblica  può
  autorizzare  l'erogazione agli enti locali  di  acconti  del  Fondo
  straordinario per la salvaguardia degli equilibri di bilancio  fino
  al  40  per  cento  delle  somme dovute  dalla  Regione,  nell'anno
  precedente, per i lavoratori di cui al comma 1. .

   4.   Per   far  fronte  alle  necessità  derivanti  dalla  mancata
  erogazione  dei contributi dell'anno 2013 dovuti ai Comuni  la  cui
  istanza,  presentata,  non  è  stata  regolarizzata  nell'anno,   è
  autorizzata  la  spesa  di 3.300 migliaia  di  euro  a  valere  sul
  capitolo 313318 - UPB 6.3.1.1.2 cui si fa fronte mediante riduzione
  di  pari  importo delle somme stanziate sul capitolo 191310  -  UPB
  7.3.1.3.99 dello stato di previsione della spesa del bilancio della
  Regione per l'esercizio finanziario 2014».

   L'emendamento 11.3, dell'onorevole Di Pasquale è inammissibile.
   Si passa all'emendamento 11.2 del Governo.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  signori  assessori, onorevoli colleghi, non c'è  nessuna  forma  di
  inammissibilità in questo emendamento in quanto non prevede  nessun
  tipo di spesa.
   Ma    non   solo    Signor   Presidente   della   Regione    parlo
  dell'emendamento  11.3, a mia firma. Durante la scorsa  finanziaria
  abbiamo individuato all'art. 30 tutte le procedure per sistemare  e
  regolarizzare i precari.
   Abbiamo  previsto all'art. 1 della finanziaria la  possibilità  di
  inserire  tutti precari, poi, all'art. 6 della finanziaria  abbiamo
  azzerato  tutta  una  serie di formule e di norme  che  prevedevano
  determinate  cose  e abbiamo approvato l'art. 7  che  prevedeva  la
  possibilità di un fondo per i precari degli enti locali.
   A  parte  abbiamo  approvato  il  comma  9,  dell'art.  30,  della
  finanziaria  per  tutelare  i lavoratori  diversi,  per  esempio  i
  servizi sanitari.
   Ora,  con  questo  articolo del Governo,  al  comma  3  diciamo  -
  seguitemi nel ragionamento perché è importante -,  dopo l'art.  7 ,
  che  prevedeva quindi il fondo per gli enti locali, di mettere  una
  determinata  procedura non per i lavoratori degli enti  locali,  ma
  per  tutti  i  lavoratori. Infatti, si dice al comma 3,  così  come
  proposto nella finanziaria, alla fine:  per i lavoratori di cui  al
  comma 1 .
   Signor  Presidente,  i lavoratori di cui al comma  1  sono  tutti
  Quindi, siccome si tratta di quelli degli enti locali, per non fare
  confusione,   con  questo  emendamento  noi  dobbiamo   cassare   i
  lavoratori di cui al comma 1 in modo che ci rifacciamo al  comma  7
  che riguarda solamente quelli degli enti locali. Ci tenevo a dirlo,
  su  questo ho avuto anche un confronto sia con l'Assessore per  gli
  enti locali che con il dott.  Morale, il quale mi ha confermato  le
  piene ragioni, dopo di che

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, ho capito qual è a sostanza  del
  suo emendamento, ma così com'è  non ha senso e le spiego perché. Se
  Lei  va a cassare l'ultima parte della frase, leggiamo soltanto  il
  40%  delle somme dovute dalla Regione nell'anno precedente .  Ma  a
  chi? Quali somme?

   DIPASQUALE. A quelli degli enti locali

   PRESIDENTE. Lo deve scrivere  Non possiamo avere doti freudiane  e
  capire  il  suo intendimento  Ce lo deve scrivere  Se cassa  quella
  frase non capiamo a quale platea lei si rivolge

   DIPASQUALE. Signor Presidente, non ci ricordiamo l'art.  30  della
  finanziaria  che  è stato fatto in maniera molto chiara  prevedendo
  l'art. 7 relativo agli enti locali e prevedendo l'art. 9 relativo a
  dipendenti diversi  Presidente Dina, lei se lo ricorda  Nel momento
  in  cui  voi  lo inserite nell'art. 7 bis che è un enti locale,  lo
  dovete togliere

   PRESIDENTE. Onorevole Di Pasquale, non è un problema di  metodo  è
  un problema di forma  Se togliamo questa frase non si capisce più a
  chi ci stiamo rivolgendo

   DINA, presidente della commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della commissione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, è stato concordato con il dirigente Morale e quindi viene
  chiarita  la  platea.  Vengono esclusi i  dipendenti  del  Servizio
  Sanitario  Nazionale  essendo circoscritta  solo  ai   precari  dei
  comuni.
   Si  tratta  di  un emendamento tecnico. La Commissione  dà  quindi
  parere favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere di questo emendamento è positivo.  Tuttavia,
  così com'è scritto non si comprende, sospendo dunque l'Aula per  un
  minuto per un raccordo con gli uffici.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.46, è ripresa alle ore 19.47)

                  Presidenza del Presidente Ardizzone

   PRESIDENTE. L'articolo 11 è  momentaneamente accantonato.
   Si passa all' articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
              Modifiche di norme in materia di lavoratori
            appartenenti al bacino PIP  Emergenza Palermo

   1.  Alla  lettera  d)  del comma 5 dell'articolo  34  della  legge
  regionale  28  gennaio  2014, n. 5, dopo  le  parole  "euro."  sono
  aggiunte   le  seguenti:  "Per  l'anno  2014,  in  fase  di   prima
  applicazione,  sono comunque fatti salvi i lavoratori  con  reddito
  ISE personale inferiore a 20 mila euro».

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  guardate che l'articolo com'è formulato  poi  dal  testo
  esitato dalla Commissione può essere praticamente per noi condiviso
  solo se agganciato all'emendamento del Governo.
   Io  mi  rendo  conto  dello spirito che anima l'articolo,  laddove
  precisa  che  in una famiglia se il lavorato ex pip  è  incardinato
  nella  famiglia di origine non si capisce perché dovrebbe  fare  il
  cumulo, però, se rimane così com'è, noi arriviamo al paradosso  che
  andiamo  a  dare  un  sussidio anche a  gente  -  così  come  passa
  l'articolo - che potrebbe avere redditi familiari complessivi anche
  di 300 mila, 400 mila, 500 mila euro. Mi si obietterà, perché ce ne
  sono?  Guardate  che il numero di persone con redditi  esagerati  è
  almeno  di  un centinaio, un centinaio sono le persone con  redditi
  esagerati,   esagerati,  con  patrimoni  immobiliari   incredibili,
  all'interno dei quali ci sono anche i single che vivono insieme  al
  nucleo familiare originario.
   Quindi  l'emendamento  12.9  del  Governo  intende  escludere  dal
  calcolo   del   reddito  familiare  queste  persone.  Sulle   altre
  questioni,  se  noi vogliamo regolarizzare anche la faccenda,  però
  non possiamo non mettere le fasce di reddito.
   Anche  perché, mi dicono, per esempio, i separati: ma  i  separati
  fanno  parte  di quei familiari completamente diversi,  perché  nel
  momento  in  cui  avviene  la  separazione  del  nucleo  familiare,
  automaticamente  hanno  Isee  diversi,  non  c'entra  assolutamente
  nulla.  Dopodiché,  mi  pare che qui non ci troviamo  di  fronte  a
  contratti  di lavoro che sono regolarizzati da normative specifiche
  che  riguardano  il diritto alla retribuzione, qui ci  troviamo  di
  fronte a contribuzioni che, per legge, per il senso generale  della
  legge  dello  Stato, ma anche della Regione siciliana, non  possono
  che  non  essere  legati  alla situazione di  indigenza  economica,
  perché altrimenti anche tutti gli altri ne dovrebbero godere.
     Quando  diamo, ad esempio, i contributi alle famiglie bisognose,
  che  facciamo  non guardiamo il contributo Isee? Così  si  danno  i
  contributi, e questo avviene in tutti i Comuni. Così come la legge,
  per  esempio,  sugli ex cantieri di servizio dove, addirittura,  il
  trattamento economico è molto più basso.
   Io  credo sia giusto eliminare, cioè non far fare reddito a coloro
  della  famiglia di origine e, quindi, l'emendamento del Governo  va
  inserito   in   questo.   Se   poi   si   vuole   considerare   più
  complessivamente   la   questione  del   reddito,   allora   questo
  emendamento,   presentato  in  Commissione,  andrebbe   sicuramente
  aggiustato perché dovremmo escludere almeno certe fasce di reddito,
  in  questo  caso. Perché dire che non è applicabile, va considerato
  il  reddito familiare: ma se io ho la moglie che guadagna 500  mila
  euro  al  mese,  ho  bisogno del contributo  sociale?  Ho  bisogno,
  probabilmente, di un lavoro. Ma questa non è una legge sul  lavoro,
  non  è che incardina un rapporto di lavoro fra la Regione ed i Pip,
  immagina  una  contribuzione.  Io  credo  che  sarebbe  persino  in
  contrasto con la legislazione nazionale sulle contribuzioni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che noi
  dobbiamo  provare  ad aggiustare una cosa che, purtroppo,  la  dico
  così  come  la  penso: è nata male. Perché noi non stiamo  normando
  l'accesso  ad  un diritto nuovo, perché avrebbe un senso  dire   da
  oggi  tutti quelli che hanno un certo reddito non possono  ricevere
  alcuna prestazione'.
   Il  legislatore  regionale ha deciso,  dopo  12  anni,  che  delle
  persone hanno goduto di un trattamento in cambio di una prestazione
  lavorativa, in alcuni casi addirittura con un contratto,  poi  sono
  stati   riportati   in  un  sistema  di,  come  dire,   prestazione
  assistenziale.
    In ogni caso, dentro un percorso che la platea, fermando restando
  la  platea, si è modificato la modalità di trattamento. Arrivati ad
  un certo punto abbiamo stabilito che dopo 12 anni introducevamo una
  regola,  d'embléè,  ed abbiamo detto  tutti  quelli  che  hanno  un
  reddito  Isee  pari  a  20.000 euro familiare saranno  esclusi  dal
  trattamento'. Al di là del fatto che questo reddito Isee è maturato
  anche  grazie al concorso della prestazione lavorativa  che  questo
  personale ha fatto nel 2012.

   CROCETTA,  presidente  della Regione. E' ininfluente  perché  sono
  stati pochi mesi.

   CRACOLICI   Certo quello proprio è ininfluente,  perché  poi  sono
  entrati  nel sistema della disoccupazione. Io dico pure, purtroppo,
  o  per  fortuna  (per  me  purtroppo), in Sicilia  il  sistema  dei
  trattamenti  di  sostegno  al  reddito,  chiamiamoli   così,   sono
  abbastanza diffusi. Però, stranamente, noi abbiamo fatto una  norma
  che  riguarda soltanto un soggetto sociale i cosiddetti ex PIP,  ad
  esempio,  non abbiamo norme che regolano il famoso trattamento  sul
  reddito di inserimento che fu varato anni fa.
   Allora  io  cosa penso, ed è il senso con cui abbiamo  cercato  di
  trovare una soluzione che provi quanto meno a stabilire da oggi  un
  sistema  in  cui  tutti  sanno di che  cosa  parliamo  e  non  come
  purtroppo  si  è  determinato, che nella finanziaria  2014  abbiamo
  detto, nella finanziaria 2014, chi ha avuto un reddito nel 2012, ma
  glielo abbiamo detto 2 anni dopo, sarà escluso dal trattamento.
     Io penso piuttosto che sia un atto di equità, signor Presidente.
  Qui,  al di là delle posizioni, io non amo il lavoro precario,  non
  amo  il  lavoro  sommerso, però dico attenzione a  trattare  queste
  questioni evitando diciamo le vie di fuga semplificate.
   Io  dico  innanzitutto che bisognerebbe prevedere  una  norma  che
  stabilisca che in sede di prima applicazione, si applica al reddito
  individuale  e  non  al  reddito familiare, che  sia  una  modalità
  transitoria  di applicazione in modo che chi si è trovato  d'emblée
  di  fronte al fatto compiuto, possa  entrare in un regime in cui sa
  che  se  da oggi il suo reddito familiare supera una certa  soglia,
  può  essere escluso da una prestazione, ma da oggi, non quello  che
  aveva 2 anni prima.
     Secondo, la soluzione che propone il Governo finisce per  essere
  paradossale  Presidente. Perchè se tu sei un PIP  di  una  famiglia
  agiata  puoi  continuare ad essere PIP, se invece sei  un  PIP  che
  magari in questi dodici anni ti sei pure sposato e tua moglie o tuo
  marito ha trovato o fa un altro lavoro, diventi d'improvviso uno da
  escludere   Ora io dico, attenzione, non vorrei che  la  pezza  che
  proponiamo è più piccola del buco che rischiamo di produrre.
   Io  considero la soluzione unica al momento, ma lo dico al momento
  perché  lo  sa il collega grillino Ciaccio, io credo che su  questa
  materia noi ci dobbiamo tornare in maniera generale e astratto.  Io
  penso che adesso, in questa fase, dobbiamo provare ad attutire  gli
  effetti  di una norma che ha avuto un effetto, come dire, bomba,  e
  quindi   bisogna   introdurre  un  principio  che  la   prestazione
  lavorativa che tu fai, se il tuo reddito personale, finisco, supera
  i 20 mila euro e non altro.
   E  da  questo  punto di vista sono d'accordo con  l'emendamento  a
  firma  Lupo, che toglie la parola Isee e lascia al solo trattamento
  personale.  Suggerirei  al  Governo di  ritirare  quell'emendamento
  perché  rischiamo di far più ingiustizia sociale di quella che  noi
  vogliamo contrastare.
   Infine, e chiudo, se dovessimo, e io sono d'accordo Presidente,  a
  trovare  un  sistema che colpisce le ricchezze eccessive,  come  si
  suol  dire  quei famosi cento, uno, mille, quelli che sono,  allora
  stabiliamo  almeno,  se  vogliamo, io sono  disposto  ad  accettare
  questa  ipotesi, che in sede di prima applicazione  si  calcoli  il
  reddito  personale  e comunque se il reddito familiare  supera  due
  volte  il  reddito  personale, si può essere esclusi,  cioè  se  il
  reddito familiare eccede di due volte quello personale.

   CROCETTA, presidente della Regione. Lascio aperta questa proposta.

   CRACOLICI. E no, sennò non si risolvono i problemi.

   PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, la ragione di mettere  in  sede  di
  prima  applicazione, nasce dal fatto che altrimenti  questa  norma,
  qualunque  norma fai non ha efficacia perché è stato  già  escluso.
  Noi  diciamo  a chi è stato escluso che sarà escluso due  volte  il
  reddito personale per le famiglie. Allora, in quel caso si capisce,
  cioè  se  io  ho  un reddito personale di 20 mila  euro  e  la  mia
  famiglia più di 40 mila allora posso capire l'esclusione, ma se  io
  oggi utilizzo un criterio tout cour  di cancellazione credo che noi
  commettiamo una ingiustizia sociale.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  prego  il
  Governo  e  il  Presidente  della Regione  ad  attenzionare  questo
  emendamento laddove recita che i single nelle famiglie sono esclusi
  dal ragionamento dell'approvazione della norma di qualche mese fa.
   Vedete,  ci  sono  tanti esempi che possono essere  riportati  per
  decidere  e  a  far cambiare idea su questa cosa. Quella  sera  c'è
  stata  un po' di confusione, quindi è stata votata una norma  senza
  riflettere; io stesso sono sceso dal podio ritrovandomi con  questa
  norma votata.
   Invece, quello che penso, io ad esempio, un semplicissimo e banale
  riferimento  ad alcune cose che possono anche fare riflettere.  Voi
  pensate  ad  una persona che si è spostata, perché  se  iniziamo  a
  pensare  che  questi  ex  PIP  (PIP  perché  erano  dei  Piani   di
  Inserimento Professionale) allora doveva essere inserito il 60  per
  cento  di  questo personale che era stato inserito in  questa  cosa
  dovevano esser inseriti nel mondo del lavoro; così non è stato.
   Poi, si è aggiunta l'Emergenza Palermo con l'articolo 15 di quella
  legge  che  inseriva nel contesto dei PIP anche gli ex  detenuti  e
  tutti quelli che avevano avuto problemi giudiziari. E, quindi,  per
  agevolare questo percorso in un momento particolare si è pensato di
  andare avanti in questo senso.
   Successivamente    questo    personale,    con    la    formazione
  dell'associazione Social Trinacria, passa da Emergenza  Palermo  ex
  PIP  passa  a veri e propri lavoratori che prestano attività  nella
  Pubblica Amministrazione.
   Successivamente  per motivi che noi sappiamo di  spending  review,
  per i capitoli che abbiamo decurtato del venti per cento, per tutte
  le  problematiche  che sono sorte, il Presidente della  Regione  ha
  fatto  tagli del venti per cento - ha fatto bene perché  in  alcune
  cose doveva ridimensionare per forza e dobbiamo accettare anche  le
  linee  guida  che  dà  la Comunità europea e lo  Stato  italiano  -
  dovevamo  immediatamente intervenire in  questo  senso.  Chi  si  è
  sposato successivamente all'inserimento nel mondo del lavoro ma che
  colpa può avere? E' una colpa sposarsi? Quindi, io prego i deputati
  che l'emendamento 12.5 deve essere inserito nel contesto escludendo
  l'ISEE,  così rimane solo ed esclusivamente il reddito individuale,
  ma  per onestà non per altro, perché noi non vogliamo - ad iniziare
  da  me -  dare un sussidio a persone che guadagno un mare di soldi,
  ma  diamo  la  possibilità a tutti coloro  che  hanno  iniziato  un
  percorso  in una maniera e oggi sono indirizzati, per colpa  di  un
  errore, a percorrere una strada diversa.
   Quindi,  questo emendamento, a firma dell'onorevole Lupo,  secondo
  me è l'emendamento che deve essere votato.
   Prendo  atto  che  finalmente il Presidente  con  i  single  si  è
  intestato  questa  battaglia, inseriamo anche  in  questo  contesto
  coloro  che  in  quel  momento avevano  un  requisito  riconosciuto
  appunto  dalla legge, che successivamente dopo dieci  anni,  dodici
  anni  non è più così, ma  non possiamo fare una cosa del genere,  a
  dodici anni di distanza. Quindi, ci sono persone che effettivamente
  hanno  bisogno di essere inserite in questo contesto, anche  perché
  nel  frattempo in questi anni hanno preso impegni familiari,  mutui
  da pagare e che, pertanto, non possono essere messi fuori.

   GRECO Giovanni. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Giovanni. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  solo  per
  aderire  alla nuova riformulazione che riguarda questo  bacino  dei
  PIP.  Poiché sono il presentatore di un emendamento e la  soluzione
  che  è  stata  trovata,  grazie  all'apporto  pure  del  presidente
  Crocetta,   sono   d'accordo  con  questo  emendamento   illustrato
  dall'onorevole Cracolici e corretto, riveduto, ma che  va  incontro
  al problema degli esclusi di questo bacino che a mio avviso era una
  ingiustizia  e,  quindi, si sta facendo in modo di superare  questo
  problema.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  chiedo
  all'assessore per l'Economia  di dedicarmi la sua attenzione  visto
  che  il  presidente Crocetta rimane arroccato nella sua visione  su
  questa tematica.
   La  cosa che  mi dispiace, signor Presidente, è che non si  presta
  al confronto. Ha sentito un deputato, si è sentito infastidito e si
  è  allontanato. Poi, ritornerà in Aula dopo che io ho parlato -  ma
  non  ho io la presunzione di ambire a chiarire tutte le cose - però
  se  uno non ascolta il dibattito poi rimane sempre arroccato  nella
  sua  posizione.  Ho,  invece, bruciato trenta secondi  da  dedicare
  all'articolo per il  Presidente della Regione .
   Allora,  signor  Presidente, il punto è questo.  Questa  norma  ha
  assunto  caratteri di retroattività. Questa è la  prima  criticità.
  Assessore per l'Economia, la norma che è stata approvata  la  volta
  scorsa, quando io sono stato l'unico parlamentare a dire che era un
  errore madornale, ha assunto caratteri di retroattività.
   Uno  dei  miei  emendamenti specifica e si prefigge di  modificare
  questo principio ovvero il reddito da presentare è il reddito  2014
  prodotto   nel   2013,  proprio  per  il  principio  che   spiegava
  l'onorevole Cracolici.
   Un  altro emendamento che io ho presentato, sempre per lo  spirito
  che  poco  fa  manifestava  l'onorevole  Cracolici,  parla  di  una
  progressività, presidente Ardizzone, e cioè per quest'anno fissa un
  reddito di 30 mila euro, per l'anno prossimo scala a 25 mila  euro,
  per  il  2016  fino a 20 mila euro per mettere nelle condizioni  le
  persone che - le porto fattispecie concrete, signor Presidente, lei
  che  è  giurista  -  parliamo di persone che, se  del  caso,  hanno
  chiesto  ospitalità anche al fratello perché da domani  mattina,  a
  causa  di  questa norma iniqua, ai quali noi stiamo propinando  una
  norma  iniqua, saranno costretti ad uscire dal reddito che è riparo
  per  loro  per  mangiare e li costringeremo ad  andare  a  case  in
  affitto  e con 500 euro ritorneranno in una situazione di  povertà.
  Invece, chi conviveva nello stesso stato di famiglia, della  mamma,
  della  nonna, del fratello e faceva cumulo ma ci viveva perché  con
  quei 500 euro ci mangia solo, oggi noi lo mettiamo in difficoltà.
   Ed,  ancora,  Presidente, essere diventato PIP  per  la  norma  di
  allora  prodotta  da  questa  Assemblea  regionale  era  titolo  di
  ammissione essere iscritto o ex alcolista o ex detenuto,  oggi  noi
  li  condanniamo per quello stesso titolo che ha consentito loro  di
  entrare nel bacino.
   Allora,  signor Presidente, se io sono assunto - ma non come  PIP,
  con  un qualunque caspita di lavoro - e commetto un reato, è giusto
  che  vada  a  casa; ma se il reato che io ho commesso è  precedente
  alla  norma,  Assessore, lei si è perso tutto l'intervento  mentre,
  giustamente,  faceva maggioranza  Ma io la inviterei  ad  ascoltare
  anche  i  deputati di serie C1, che cercano di manifestare la  loro
  cosa,  perché  non c'è peggio di quando una persona è  convinta  di
  sapere  tutto   E  sa  un  suo collega, che  qua  ha  fatto  grande
  successo, un giorno mi disse: va là che ti devo spiegare, ché io so
  tutto. E il Commissario dello Stato poi impugnò ben 34 articoli
   Signor  assessore, le chiedo un minuto di attenzione: 1) La  norma
  precedente ha assunto carattere di retroattività. Questi signori si
  sono  visti applicare una norma per un reddito prodotto quando loro
  non sapevano che questo li avrebbe fatti licenziare.
   2)  Questo stesso reddito molto spesso deriva dal fatto di  essere
  ospiti del fratello.
   3)  Anche là: stabiliamo il reddito, ma bisogna pure stabilire  la
  tipologia  della ricchezza. Io conosco il caso di una  signora  che
  costruì abusivamente: pian terreno la mamma, primo piano un  figlio
  e  il  secondo  piano l'altro figlio. Non ha proceduto  a  fare  la
  separazione  degli atti. Quindi, questa rendita  catastale,  che  è
  povera,  fa  cumulo alla signora che non si è sentita  di  fare  la
  separazione coi figli e perderà il posto di lavoro.
   Questa  è  una materia delicata  Come dice l'onorevole  Cracolici,
  oggi  mettiamoci  una  pezza  prendendo  un  anno  di  tempo  e  si
  stabilisce  una  Commissione speciale, una Commissione  competente,
  studiando tante fattispecie.
   Quando lei va a pagare la TARES o la TARSU o la TASI o quello  che
  sarà,  il suo stato di ricchezza, così come il mio, è variegato  in
  tipologia  dell'alloggio, in base ai figli, in  base  a  tutta  una
  serie di criteri che con due righe non si possono stabilire.
   Pertanto, signor Presidente, io appongo la mia firma alla proposta
  degli onorevoli Di Giacinto e Giovanni Greco e concludo dicendo  al
  Governo  che  tanti  di questi lavoratori hanno votato  per  questo
  Governo  con  la speranza che la loro situazione economica  sarebbe
  stata migliorata, invece oggi sono costretti a battersi per almeno,
  forse,  mantenere questa fonte di guadagno, di reddito  che   diamo
  loro   sotto  prestazione  lavorativa.  Erano  lavoratori  a  tempo
  indeterminato presso Social Trinacria. E allora si dirà che  quelli
  erano dei ladri, dei ciarlatani, ma era una creatura della Regione
  Si  faccia  l'esposto  alla  Procura   Questi  signori  avevano  un
  contratto   a  tempo  indeterminato  e  noi  li  abbiamo  riportati
  indietro.

   PRESIDENTE.  E'  stata  presentata  una  riscrittura   di   questo
  emendamento da parte del Governo.

   MAGGIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MAGGIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che  la
  riscrittura  del  Governo  su  quest'articolo  risolva  molti   dei
  problemi che, invece, la mancata approvazione dell'articolo  stesso
  avrebbe  provocato,  perché qui parliamo di soggetti  che,  magari,
  dopo  essere  entrati  nel bacino, pur avendo trovato  collocazioni
  diverse  o avendo messo su famiglia, rischiavano, con quel  limite,
  di essere assolutamente tagliati fuori.
   Mi  riferisco  anche  ai  tanti che,  purtroppo,  proprio  per  le
  condizioni esigue dal punto di vista economico non avevano avuto la
  possibilità di costruirsi un proprio nucleo familiare e, quindi, di
  vivere in un nucleo familiare autonomo.
   La  riscrittura  che  fa riferimento ai 20 mila  euro  di  reddito
  individuale e ai 40 mila di ISEE come reddito familiare,  io  credo
  che,  davvero, risolva i problemi che riguardavano questi  soggetti
  in  grave  difficoltà; ma risolve, secondo me, anche un  altro  dei
  problemi,  che  è  quello riferito alla giustizia  sociale,  perché
  tutti  coloro  che  vanno oltre una fascia di  reddito  e,  quindi,
  entrano  in una dimensione reddituale elevata vengono, giustamente,
  tagliati fuori.
   Ritengo,  tra  l'altro, che un altro elemento di  giustizia  viene
  fatto soprattutto nei confronti di molte donne, che sarebbero state
  quelle  maggiormente espulse da questo bacino solo perché,  magari,
  nel  frattempo avevano costituito una famiglia e, quindi, si  erano
  sposate;  un  altro  elemento di ingiustizia  sociale   Quindi,  da
  questo  punto  di vista, in questa fase, che è una  fase  di  prima
  applicazione,  i  correttivi che stanno per essere apposti  ritengo
  che  riequilibrino fortemente e che diano risposte a chi  si  trova
  ancora  e  sicuramente in una situazione di svantaggio  e  che  noi
  dobbiamo  accettare di accompagnare, nel prosieguo  e  nella  norma
  originaria  che,  infatti, è stata cassata  dal  Commissario  dello
  Stato, la possibilità per le future stabilizzazioni e occasioni  di
  lavoro,  mi  riferisco a quel 20 per cento che  possono  riguardare
  questi soggetti, mi sembrano un buon viatico verso una norma che  -
  io   dico  -  questo  Parlamento  deve  pensare  ad  elaborare  per
  trasformare lo status di questi lavoratori da soggetto  di  assegno
  per  lavoratori svantaggiati a dei lavoratori precari a  cui  dare,
  successivamente, anche una stabilità dal punto di vista lavorativo.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, quel  giorno  che
  abbiamo  approvato la finanziaria avevamo inserito,  e mi riferisco
  all'onorevole Ciaccio se non sbaglio, è stata forse lei una di quei
  firmatari di quell'emendamento che poi è stato approvato  da  tutta
  l'Aula,  attenzione,  non voglio dire qualcosa  contro  l'onorevole
  Ciaccio,  quell'emendamento con cui all'epoca  inserimmo  il  tetto
  massimo  di 20 mila euro di ISEE, ci siamo resi conto che, dopo  un
  paio di settimane, che avevamo fatto una sciocchezza perché ci sono
  stati  tanti casi di soggetti appartenenti al bacino degli ex  PIP,
  ai  lavoratori ex PIP, che ancora vivevano all'interno di un nucleo
  familiare  di papà o mamma. E, quindi, questi soggetti, in  qualche
  modo,  sono  stati  oggetto di una ingiustizia perché  esclusi  dal
  bacino in virtù del fatto che superavano, come valore ISEE, 20 mila
  euro.  Per  cui, è necessario, oggi - a mio avviso  -  trovare  una
  soluzione.  E  la soluzione, secondo me, è attuabile, Presidente  e
  signori  assessori - ma non vedo l'assessore competente in materia,
  purtroppo  -  e la soluzione è applicabile soprattutto evidenziando
  il reddito individuale del soggetto.
   L'emendamento  che  ha  presentato  il  Governo  mi  conforta   e,
  soprattutto, sono convinto che risolve la questione.
   Signor   Presidente,  un'altra  vicenda  che   io   volevo   anche
  sottolineare  è  la  vicenda che riguarda gli ex  PIP  esclusi  dal
  bacino  e  gli ex PIP che sono stati inseriti di nuovo  nel  bacino
  attraverso progetti di pubblica utilità, perché ci sono attualmente
  dei  soggetti, dei lavoratori esclusi dal bacino che hanno commesso
  dei  reati prima del 2001, ossia ci sono dei soggetti ex  PIP,  che
  sono  esclusi attualmente dal bacino, che hanno commesso reati  nel
  1985  o  nel  1989  per  cui, Presidente,  a  questi  lavoratori  è
  necessario trovare una soluzione ai fini del loro reinserimento.
   So  che  si  sta  redigendo  un  emendamento  per  salvare  questi
  lavoratori  e  per  reinserirli nel bacino,  però,  volevo  anch'io
  suggerire  a  coloro  che  stanno redigendo  l'emendamento  di  non
  reinserire  i  lavoratori che hanno commesso i  reati  di  mafia  e
  pedofilia; secondo me questo va attuato.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, è vero
  abbiamo definito l'emendamento come testé annunciato dal collega, è
  un  emendamento  che  riteniamo in qualche  modo  corra  ai  ripari
  rispetto  ad  alcune  penalizzazioni che sembravano  dovere  andare
  incontro  ad  una  categoria  che a  suo  tempo  nacque  con  delle
  caratteristiche particolari. Era una categoria fatta di  indigenti,
  una  categoria fatta da soggetti che avevano commesso  un  reato  e
  rispetto   ai  quali,  secondo  una  logica  che  era  quella   del
  reinserimento  socio-lavorativo, che era quello di offrire un'altra
  opportunità  a  chi aveva sì sbagliato, ma rispetto  a  cui  poteva
  ancora  darsi  un'opportunità. In quel lontano  2001  si  diede  la
  possibilità a queste categorie, ripeto sì di indigenti, sì di gente
  in  difficoltà, ma -ahimè - anche a soggetti che avevano  sbagliato
  perché in un Paese che si considera un Paese democratico, un  Paese
  moderno a tutti può e deve essere data una possibilità.
   Fino a prova contraria non siamo in un Paese ancora che prevede la
  pena di morte e, purtroppo, invece, un Governo che segna una strada
  diversa e che opportunità non vuole offrire quella pena infligge  a
  degli operatori mettendoli fuori da qualsiasi percorso lavorativo.
   Con  gli  emendamenti,  quindi, che stiamo presentato,  che  vanno
  proprio   in   questa   direzione,   vogliamo,   appunto,   offrire
  un'opportunità sì a questi lavoratori ma un'opportunità al Governo,
  un'opportunità  al Governo che possa riconoscere gli  errori  fatti
  perché tutti possiamo sbagliare, come allora quegli operatori hanno
  sbagliato, come allora quegli operatori che hanno commesso reato  e
  che  per  questo  finirono  in quel bacino,  anche  il  Governo  ha
  sbagliato, ha sbagliato non rendendosi conto che aveva commesso  un
  errore, ha sbagliato non rendendosi conto che effettivamente quella
  gente  sta  nel  bacino  proprio perché  era  appartenente  ad  una
  determinata categoria e questo, però, oggi, che non è assolutamente
  la  giornata  delle  polemiche, fa onore  al  Governo  e  anche  al
  Presidente  che  vorrà  ammettere, anche esso  stesso,  gli  errori
  fatti.
   Ovviamente,  questa fattispecie attiene ad entrambe le  categorie,
  Presidente Ardizzone.
   E,  quindi,  Presidente  Crocetta,  rispetto  a  questo  possibile
  orientamento,  cioè alla possibilità effettivamente  di  reinserire
  questi  soggetti tenendo conto del fatto che una cosa è il  reddito
  individuale, altra cosa è invece la situazione familiare,  per  cui
  questo  darà  la possibilità a questa categoria, quindi,  a  quelle
  donne  che,  ad  esempio, si erano separate dal  marito  e  che  si
  ritrovavano  con  un  ISEE che era quello  legato  alla  situazione
  familiare,  oppure rispetto a quei soggetti che avevano  magari  un
  ISEE  familiare  superiore perché il nonno aveva un'invalidità  del
  100  per cento e in funzione di quell'invalidità superavano l'ISEE.
  Ecco, a quei soggetti diciamo che si era sbagliato, a quei soggetti
  chiediamo  scusa e, finalmente, quei soggetti li reinseriamo  nella
  categoria.
   Per quanto riguarda quell'altro emendamento, colleghi, con i quali
  stavamo  elaborando  la  proposta,  onorevole  Clemente,  onorevole
  Tamajo, onorevole Milazzo, tutti quei parlamentari palermitani  che
  hanno  deciso  e  non  come ho fatto due minuti  fa  con  Siracusa,
  onorevole Bandiera, onorevole Vinciullo, prima parlavamo di acqua e
  l'acqua è un'emergenza ed è una questione che va affrontata in pari
  modo  in tutti i territori, sicuramente la questione dell'emergenza
  idrica   è   una  questione  palermitana  ma  anche  una  questione
  Siracusana.
   Bene,  io  a tutti i deputati presenti oggi in Aula chiedo  questo
  atto di responsabilità nei confronti di questa gente che è vero che
  ha  sbagliato, ma alla quale un'altra opportunità deve essere  data
  ancora.
   Per  questo,  quindi, posso confermare, colleghi deputati,  che  a
  quell'emendamento  presenteremo  un  subemendamento  con  il  quale
  chiediamo che possano effettivamente essere riammessi quei soggetti
  purché,  chiaramente, il reato dovrà far riferimento alla  data  di
  entrata   in  vigore  della  presente  legge.  Quindi,   va   bene,
  sicuramente chi commetterà reato non potrà ritornare nel bacino, ma
  la  data di riferimento dovrà essere quella dell'entrata in  vigore
  della presente legge.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo  il
  subemendamento12.9.1   di   riscrittura,  interamente   sostitutivo
  dell'emendamento 12.9.
   Prima  però di procedere alla votazione del subemendamento 12.9.1,
  pongo in votazione l'emendamento 12.6, che riguarda la soppressione
  dell'articolo  12, a firma degli onorevoli Cappello  ed  altri.  Il
  parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione il subemendamento 12.9.1, del Governo,
  interamente sostitutivo. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, a seguito dell'approvazione del subemendamento
  12.9.1   decadono  tutti  gli  altri  emendamenti,   ad   eccezione
  dell'emendamento 12.8 dell'onorevole Di Giacinto.
   Comunico che è stato presentato il subemendamento 12.8.1.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

          CROCETTA,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  sinceramente  l'emendamento  12.8  mi  sembra
  molto,  ma  molto largo perché c'è una questione una questione  che
  non  fa  riferimento a nessuna tipologia di reato.  Ci  sono  reati
  particolarmente  infamanti, c'è il 416 bis, ci sono  una  serie  di
  reati che rendono incompatibili con la Pubblica Amministrazione  la
  permanenza.
   Mi  chiedo perché questa questione non la si possa affrontare  con
  un  lavoro  specifico, anche in Commissione Lavoro,  e  vediamo  di
  concordare   un   atto  di  indirizzo  comune,  con   la   gestione
  amministrativa   e  compatibile  con  la  legge  dello   Stato   la
  affrontiamo
   Per esempio, possiamo mandare uno che ha un reato di spaccio nella
  scuola?   Possiamo mandare uno che ha un reato di  pedofilia  nelle
  scuole? Si pongono tutta una serie di questioni.
   Dobbiamo  considerare  il  percorso di  cambiamento  eventualmente
  affrontato  dal lavoratore, dobbiamo tenere presente  che  ci  sono
  alcune situazioni di incompatibilità ambientale, ci sono situazioni
  di incompatibilità con la pubblica Amministrazione, li mandiamo per
  esempio ai giardinaggi.
   Ma  se  ci  impegniamo ad affrontare insieme questa  questione  in
  Commissione e fare il punto della situazione, credo che non ci sarà
  neanche bisogno di una norma, ma  andarsi a impelagare in una norma
  veloce,  non discussa, in presenza di una legislazione dello  Stato
  abbastanza complessa, nel momento in cui vengono incardinati  nella
  Pubblica Amministrazione, in realtà si pongono alcuni problemi   e,
  quindi,   li   possiamo   affrontare  amministrativamente   ed   in
  collaborazione  con  i Presidenti dei gruppi parlamentari   o  come
  ritenete  voi,  o  con la Commissione specifica: Affari  sociali  o
  lavoro, e così via.
   Potrebbe  essere  una  soluzione  In questo momento  la  norma  mi
  sembra troppo veloce pur comprendendone lo spirito

   DI  GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poiché  in
  questo  momento  ci  sono tante di queste persone  che  sono  state
  sospese,  chiedo  che  quando verranno riammessi  desidero  che  il
  Governo prenda l'impegno che vengano erogate le indennità facendoli
  lavorare per le ore in più, altrimenti li penalizzeremo due volte.

   CROCETTA, Presidente della Regione. E' stabilito dalla legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Giacinto ritira l'emendamento?

   DI  GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Sì, lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  questa  è una  materia  molto  delicata,  il
  ragionamento fatto dal Presidente della Regione non l'ha esclusa.
   Io  non  entro  nel merito non conoscendo a fondo  questa  materia
  molto   complicata.  Per  cui  chiedo  una  riflessione  su  questi
  argomenti   Parlare  noi di quale tipo di reato  inserire  o  meno,
  obiettivamente la ritengo una forzatura

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Non   intendo  riaprire  nuovamente   il   dibattito
  sull'articolo 12 dopo che si è  arrivati a questo punto.
   Capisco che siete a conoscenza di fatti specifici, singoli,  se  è
  stato  presentato un emendamento ci sarà una ragione per   l'invito
  alla  cautela formulato dal Governo in questa materia, dove  si  fa
  riferimento a  reati specifici, quelli che vengono esclusi e quelli
  che non vengono esclusi.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  raccogliendo
  l'invito  che viene dalla Presidenza, quello che noto dalla  parole
  del   Presidente   della  Regione  è  la  voglia  di   approfondire
  l'argomento  per tentare una risoluzione del problema perché  credo
  che non piaccia a nessuno lasciare persone a casa o escluderle.
   Quello che preoccupa i colleghi, e devo dire che la motivazione  è
  reale, perché da una parte si era diffuso - e capisco l'emendamento
  dell'onorevole Di Giacinto - il panico perché si pensava che  tutti
  coloro  che  avessero  compiuto  un  reato  prima  della  data   di
  costituzione del bacino fossero esclusi e così non è perché era  il
  pre-requisito  per  potere accedere al piano di inserimento,  fatto
  salvo  questo, esistono anche delle fattispecie di reato, come  per
  esempio  il piccolo spaccio o altri che non sono superiore  ai  tre
  anni  di reclusione, per i quali è previsto anche l'affidamento  ai
  servizi sociali.
   Se  noi pensiamo di affrontare in via amministrativa, c'è anche il
  caso,  l'Assessore Clemente lo sa perché quando  era  assessore  al
  Comune  di Palermo affrontammo insieme il tema, invece di fare  una
  norma affrettata, così come abbiamo fatto con la vicenda dell'ISEE,
  che  finalmente siamo riusciti, oggi, a correggere ponendo fine  ad
  una  sofferenza, se utilizziamo la riunione di domani, domani  alle
  ore  9.00,  all'assessorato  al Lavoro,  ci  sarà  un  incontro  in
  commissione che  affronterà l'argomento.
   Se  noi  riteniamo  che anche questa possa  essere  una  sede  per
  approfondire  in via amministrativa mi sembra corretto,  se  l'Aula
  invece pensa di doversi misurare con i voti capiamolo perché stiamo
  giocando ancora una volta con la vita di troppe persone, perché noi
  possiamo  anche pensare all'affidamento esterno, io sono  d'accordo
  sul  fatto  che chi ha un reato per spaccio non possa andare in una
  scuola,  però  noi  li  mandavamo, ad  esempio,  anche  alcuni  con
  interdizione al comune di Palermo a pulire le spiagge o a pulire  i
  giardini o a fare servizi esterni.
   Quindi, io mi rimetto all'Aula, colgo le parole del Presidente, ma
  diamoci  una  tempistica e credo che quella  già  di  domani  possa
  essere   considerata   una  tempistica  certa   perché   altrimenti
  perdiamo, oggi, un'occasione importante per salvare persone.

   DI  GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Io  ho  già  detto che sono  disponibile  a  ritirare
  l'emendamento

   MILAZZO Giuseppe. Faccio mio l'emendamento.

   DI  GIACINTO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza.  Un  attimo, se mi fa finire, sono  d'accordo  con  il
  Presidente  e  con  quanto detto  dall'onorevole Ferrandelli,  però
  stabiliamo stasera anche i termini, stabiliamo stasera i tempi  che
  nell'arco  di  venti giorni ci rivediamo, i Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari insieme  al Governo, per stabilire quanto c'è da  fare
  e se è necessario legiferare in Aula su  questa materia.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà, in via eccezionale perché  lei  è  gia
  intervenuto.

   CLEMENTE.  Signor  Presidente, le ruberò trenta  secondi  per  una
  questione di buon senso e capendo anche l'orientamento dell'Aula e,
  soprattutto, apprezzando l'apertura del Presidente con il quale più
  volte  ho  parlato  di  questo caso, vorrei  un  attimo  riprendere
  l'utilizzazione che avevamo dei PIP al comune di Palermo, chi aveva
  precedenti  penali sapevamo bene che non poteva  stare  dentro  gli
  uffici   e   li   utilizzavamo  nei  sottopassi,   nelle   spiagge,
  addirittura li abbiamo portati fuori.
   Io,  comunque, la ringrazio, Presidente, per la disponibilità,  ma
  ritengo   che   sia  necessario  affrontare,  come   prima   diceva
  l'onorevole Cracolici, in modo organico il tema dei PIP.
   Non  possiamo parlare soltanto a foglia di carciofo, una volta dei
  detenuti, una volta dell'ISEE.
   Vediamo di affrontare il tema in modo organico.
   Accolgo l'invito di ritirare l'emendamento solo con l'impegno  che
  domani,  alle  ore 11.30, all'Assessorato del Lavoro,  affronteremo
  esclusivamente  questo problema e lo affronteremo con  l'assessore,
  con il dirigente.
   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato onorevole Malafarina, lei non
  è  intervenuto  all'articolo 12, intervenga, però  l'emendamento  è
  ritirato. Scusate, pure lei onorevole Greco, non riprendiamo più la
  discussione.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   questo  dei
  lavoratori  di inserimento professionale e delle agevolazioni  agli
  ex  detenuti  è  un  argomento molto delicato, un  argomento  molto
  delicato  e, direi, tipicamente palermitano perché non  mi  risulta
  che in altre situazioni della Regione siano state adottate analoghe
  misure  di  sostegno per persone che avrebbero avuto, comunque,  la
  necessità di essere sostenute.
   Capisco  che  quest'Aula possa essere anche distratta,  ma  io  ne
  faccio  anche un problema di coscienza. Mi auguro che,  con  queste
  norme  che  andiamo ad approvare, si metta, finalmente,  la  parola
  fine  a  questa  situazione  sugli ex PIP,  che  abbiano  una  loro
  stabilità, ma mi auguro, anche, che analoghe misure di sostegno  al
  reddito possano essere, nel breve periodo, assunte per tutti coloro
  i  quali hanno perso il posto di lavoro e per tutti coloro i  quali
  non hanno un posto di lavoro e che, soprattutto, non hanno commesso
  reati.
   Penso  che  quel famoso reddito di cittadinanza di cui si  parlava
  qualche  mese  addietro  debba,  forse,  essere  riconsiderato   e,
  soprattutto,  debba essere riconsiderato a favore  di  persone  che
  hanno  poco e nulla, che non hanno case di proprietà, che non hanno
  un  reddito, né personale né familiare e che magari, ogni tanto, ci
  rimettono la vita per la disperazione perché non hanno né un  posto
  di lavoro né un futuro certo.
   Torno  a  dire: è un problema di coscienza che quest'Aula,  forse,
  dovrebbe affrontare in modo diverso.

   GRECO Marcello. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. E' l'ultimo intervento dell'onorevole Marcello  Greco,
  nella  qualità di Presidente di Commissione, che metterà una  buona
  parola  perché  penso che, sostanzialmente, come  Commissione  sarà
  coinvolta  a  risolvere  il  problema  nei  tempi  che  sono  stati
  stabiliti dall'Aula.

   GRECO Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori del
  Governo, Presidente Crocetta voglio parlare con lei, pubblicamente.

   PRESIDENTE. Lei parla con l'Aula, onorevole Marcello Greco.

   GRECO Marcello. Ha detto bene il Presidente Ardizzone, noi abbiamo
  già  convocato la Commissione per quanto riguarda il  problema  dei
  PIP  per  domani alle 11.30. Io quello che chiedo, e lo  chiedo  al
  Presidente Crocetta ed al Governo tutto, la partecipazione.

   CROCETTA.  Presidente  della  Regione.  Domani  non  potrò  essere
  presente.

   GRECO Marcello. Però io chiedo la presenza dell'Assessore al ramo,
  del  dirigente  al ramo, per cominciare a trattare la  problematica
  della  materia  e poter poi arrivare entro i termini  indicati  dal
  collega Di Giacinto, entro i 20 giorni.
   Ribadisco   che l'impegno del Governo è di essere presente  perché
  altrimenti noi facciamo un buco nell'acqua nei confronti  dell'Aula
  e non mi sento di dover prendere questo impegno con l'Aula.
   Quindi,  le chiedo la presenza del Governo domani in Aula  insieme
  col dirigente.

   PRESIDENTE.   E'  stato   già  votato  l'emendamento   interamente
  sostitutivo,  non  ci sono altri emendamenti. E' già  stato  votato
  tutto,  questo  emendamento  è  ritirato,  l'articolo  12   è   già
  approvato.  Si  era  votato l'emendamento interamente  sostitutivo,
  quello di riscrittura, quindi non ci sono emendamenti.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   FIGUCCIA. C'è un ordine del giorno sull'argomento.

   PRESIDENTE.  Gli  ordini del giorno si fanno alla fine,  onorevole
  Figuccia. Su questo argomento lei presenterà un ordine del  giorno,
  l'Aula ne prende atto in questo momento.
   Si  è  già votato, c'è una precisazione fatta dal Movimento Cinque
  Stelle che dice che, comunque, loro erano contrari.
   Si  ritorna  all'articolo 11, sul quale era nata  una  discussione
  sull'inammissibilità o meno dell'emendamento  degli  onorevoli   Di
  Pasquale e Di Giacinto.
   In  effetti chiedo all'onorevole Di Pasquale di chiarire il  senso
  di questo emendamento anche perché quello che dice rimane agli atti
  di   questo   Parlamento  e  sarà  anche  utile   ai   fini   della
  interpretazione della norma nel suo complesso.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Presidente della Regione, onorevoli
  colleghi,   la  ringrazio per avermi dato la parole e ringrazio  il
  Segretario generale, insieme agli uffici, perché mi hanno messo  in
  condizione di studiare insieme questo emendamento che seppur banale
  può  sembrare,  invece, ci siamo resi conto che con la  finanziaria
  davanti ci mette in condizione, ringrazio il Presidente Dina, oltre
  ovviamente che l'Assessore, ci mette in condizioni di chiarire bene
  quello  che è il tipo di intervento che si vuole fare con il  comma
  7,  dell'articolo 30 della legge 5 del 2014, che fa riferimento, in
  maniera   chiara,   ai  precari  degli  Enti  locali   e,   quindi,
  l'emendamento  presentato dal Governo, che è il 7  bis,  che  va  a
  collegarsi in maniera chiara, aderente al massimo a quello che è il
  comma  7, non può che far riferimento ovviamente a quella tipologia
  di precari che è relativa solamente ai precari degli Enti locali.
   Cosa  diversa, la finanziaria, che questo Parlamento con l'ausilio
  di  tutti  ha fatto, con il comma 9 dell'articolo  30, invece,  per
  quanto  riguarda i lavoratori diversi cioè intendiamo i  lavoratori
  tipo del sistema sanitario che ottengono una copertura e una tutela
  attraverso il comma 9.
   Quindi, attraverso questo intervento, riusciamo a chiarire  meglio
  quello che è appunto la tipologia dell'intervento per i precari.
   Ringrazio  il  Segretario e mi scuso con  lui  perché  sicuramente
  durante   l'esposizione  che  io  ho  fatto,  mancando   anche   la
  finanziaria,  non avendola davanti, non ci siamo capiti  su  quello
  che l'articolo  7 realmente andava poi ad individuare.

   MILAZZO Giuseppe. E' stato riformulato.

   PRESIDENTE.  Non è stato riformulato, c'è un chiarimento,  si  era
  sospesa  la  discussione,  ho  chiesto espressamente  all'onorevole
  Dipasquale  di  fornire un chiarimento, considerato che  era  stata
  sospesa  la  discussione  per  un  approfondimento.  Lei  non   può
  intervenire   sull'onorevole  Dipasquale,   lei   può   intervenire
  sull'art. 11.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  l'emendamento  che  è  stato  portato  in  discussione,  era  stato
  dichiarato,  e non è un fatto personale con l'onorevole Dipasquale,
  ma  è  un  fatto di procedure, che devono essere uguale per  tutti,
  l'emendamento di un deputato è stato dichiarato inammissibile.
   Ora  si è accantonato l'emendamento, non è stato riscritto, non  è
  stato  subemendato, il senso letterale rimane quello perché  non  è
  che  l'onorevole Dipasquale camminerà lui con la Gazzetta Ufficiale
  e lo andrà spiegando a tutti; la norma sarà letta dai Dirigenti, da
  un  qualunque  cittadino e sarà interpretata in quel  modo,  signor
  Presidente, nella sua inammissibilità e nella sua incompletezza.
   Il   punto  è  che  io  avrei  accettato  un  subemendamento,  una
  riscrittura  del  Governo per sistemarlo, ma che  si  accantoni  un
  articolo e poi con un'esposizione francamente che mi ha confuso  di
  più, lei  mi dice che ora è tutto apposto, io le dico che a livello
  letterale    non    è   cambiato   niente,   perché   l'emendamento
  dell'onorevole Dipasquale sopprime una parte e priva ancor  di  più
  di  significato  l'articolo che già è scritto pure  male  se  vuole
  sapere la mia opinione Presidente.
   L'Aula  non  può  procedere con premura e poi  può  perdere  tempo
  invece per un deputato che fa parte della maggioranza.
   Io  poco  fa  non ho fatto mio un emendamento, vi siete  inventati
  questa  pseudo  riunione  per domani mattina,  va  bene,  l'abbiamo
  accolta,  si  assumeranno  le responsabilità  il  Presidente  della
  Regione e i parlamentari che l'hanno fatta.
   Adesso  la premura nei lavori d'Aula è finita e questo non mi  va,
  signor   Presidente, perché come sono in gioco qua posti di lavoro,
  ci  sono  pure  in  gioco vite umane che portano  a  casa  non  uno
  stipendio,  ma  500  misere  euro  per  cui  questa  disparità   di
  trattamento a me non sta bene.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non concordo  con
  l'emendamento presentato dall'onorevole Dipasquale.
   Avevo  presentato un emendamento che andava nel  senso  del  testo
  presentato   dal  Governo,  perché  la  formulazione,   così   come
  presentata  dal Governo, consentirà finalmente di potere  pagare  i
  precari ma nello specifico i lavoratori socialmente utili.
   Quello  che  è  successo  è che il fondo attualmente  è  bloccato,
  perché  c'è stata l'impugnativa del Commissario dello Stato, questo
  consentirà,  invece, di sbloccarlo fino al 40 per  cento  e  potere
  pagare  i lavoratori socialmente utili che attualmente sono  pagati
  solo  dagli  enti che riescono a fare le anticipazioni.  In  questo
  modo noi risolveremo un problema.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 11.3. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 11.2.1. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  11.2,  così  come
  subemendato.   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 11.5. Il parere del Governo?

   VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi l'emendamento 11.6 è assorbito dall'emendamento
  11.5.
   Pongo  in  votazione l'articolo 11, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                               Art. 13.
                   Abrogazione e modifiche di norme

   1.  Al  comma  2 dell'articolo 11 della legge regionale  5  aprile
  2011,  n.  5 le parole  dall'1 gennaio 2012' sono sostituite  dalle
  parole  dall'1 gennaio 2015'.

   2. Al comma 1 dell'articolo l'articolo 18 della legge regionale 12
  maggio 2010, n. 11, sono apportate le seguenti modifiche:

   a)   dopo  le  parole   aziende  ospedaliere  universitarie   sono
  aggiunte  le parole   nonché per gli enti che adottino i  contratti
  collettivi nazionali delle autonomie locali, .
   b) le parole  15 per cento  sono sostituite con  12 per cento .

   Si passa all'emendamento 13.1.

   GRECO Giovanni. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   CIACCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIACCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'articolo  13
  prevede abrogazioni e modifiche di norme.
   Noi  abbiamo presentato alcuni emendamenti che andavano proprio  a
  modificare delle norme precedenti.
   Io  non  riesco  a  capire  come sono state  valutate,  faccio  un
  esempio:  era  già stato discusso nella finanziaria precedente  che
  andava  a  modificare  la partecipazione dei comuni  inserendo  una
  parte  che prevede pena la restituzione delle somme  non utilizzate
  secondo tali forme.
   Ora,  siccome  l'articolo 13 prevede abrogazioni e modifiche,  non
  vedo  perché alcune - magari presentate dal Governo - possano stare
  qua   ed  altre  sono  state  considerate  tutte  come  emendamenti
  aggiuntivi a fine della finanziaria.
   Se  la  struttura è abrogazioni e modifiche  volevo capire  perché
  non sono state inserite.

   PRESIDENTE.  Gli emendamenti a cui fa riferimento sono  tutti  gli
  aggiuntivi.  E' è materia nuova ed è tutta fuori, ce ne  sarà  solo
  uno,  che sotto forma di sub emendamento - che non è stato trattato
  con l'articolo 5 - verrà inserito, tutto il resto è con riferimento
  alla materia che stiamo trattando.
   L'articolo  13.1  è stato ritirato. Si passa all'emendamento  13.3
  del Governo che prevede la soppressione.
   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente,  ritengo  che  l'Aula  debba  essere
  informata  quando di sono degli articoli criptici come sono  tipici
  tutti  quegli  articoli che riguardano abrogazioni e  modifiche  di
  norme.  Quindi  sarebbe  utile che il  Governo  spiegasse  l'esatto
  significato  delle varie norme. Io posso tentare. Al comma  1  dove
  recita:  al comma 2 dell'articolo 11 della legge regionale 5 aprile
  2011,  n.5 ,  che è un differimento di termini, in pratica  si  sta
  differendo al 2015 la possibilità di valutare

   PRESIDENTE. Il Governo  stesso ha previsto la soppressione.

   FORMICA.  Io  ritengo che tutto l'articolo debba essere  abrogato,
  signor  Presidente.  Al  comma 2, dove  si  apportano  le  seguenti
  modifiche:  a) dopo le parole  aziende ospedaliere universitarie' ,
  sono  aggiunte  le  parole   nonché per gli  enti  che  adottano  i
  contratti  collettivi  nazionali delle autonomie  locali' .  Questo
  comma significa che, siccome a proposito di spending review di  cui
  tanto  parliamo,  erano esentate dalla spending review  le  aziende
  ospedaliere  universitarie, noi aggiungiamo, cioè  rendiamo  esenti
  dalla  spending  review  anche altri enti, tutti  quegli  enti  che
  adottano  i  contratti  collettivi  nazionali.  Ora,  non   è   una
  contraddizione in termini nel momento in cui si parla  di  spending
  review, signor Presidente. Al comma 3 le parole  15 per cento  sono
  sostituite  con  le  parole   12  per  cento ,  qui  si  riduce  il
  trattamento  migliorativo  per  i  dipendenti.  Quindi,   c'è   una
  contraddizione tra il comma 2 e il comma 3. Al comma 3 si opera una
  riduzione dei risultati di premio che hanno i dipendenti dal 15 per
  cento  al 12 per cento. Sopra si estende l'esenzione per una  serie
  di  enti, non sappiamo quanti, infiniti, dall'essere sottoposti  al
  procedimento di spending review.
   Invito  il Governo a ritirare l'intero articolo 13 che ci  farebbe
  molta ma molta più figura.

   PRESIDENTE. Senza commenti, onorevole Formica.
   Si  passa all' emendamento 13.3, presentato dal Governo: "il comma
  1 è soppresso".
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione con il parere favorevole  della
  Commissione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi,

                            (E' approvato)

   Si  passa  al subemendamento 13.3, a firma del Governo. Il  parere
  della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento 13.2 è assorbito. Si passa all'emendamento  13.7,  a
  firma  dell'onorevole  Falcone. Non essendo presente  in  Aula,  lo
  dichiaro decaduto.

   ASSENZA. Dichiaro di farlo proprio.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 13.5, a firma dell'onorevole Ciaccio. Il
  parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 13, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 28 maggio 2014,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione del disegno di legge:

      Variazioni   al   bilancio   di  previsione   per   l'esercizio
     finanziario  2014  e alla legge  Disposizioni  programmatiche  e
     correttive  per  l'anno  2014. Legge  di  stabilità  regionale.'
     Disposizioni varie.  (n. 724/A) (Seguito)

     Relatore di maggioranza: on. Di Giacinto

     Relatore di minoranza: on. Vinciullo

   III - Discussione della mozione:

     N.  178  - Verifica del rapporto che intercorre tra il Ministero
     delle infrastrutture e dei trasporti e la concessionaria che  si
     occupa  della gestione delle autostrade siciliane con  eventuale
     adozione di misure alternative.

     (19 settembre 2013)

                      GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO - CLEMENTE
   IV  -  Discussione dei disegni di legge:

     1)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
          liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-31-
          132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
          662/A Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore: on. Cracolici

     2)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
          127-30/A)

          Relatore: on. Cappello

     3)  -    Procedure  per  il  rilascio  delle  certificazioni  di
          abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
          singole porzioni di costruzioni.  (nn. 653-469/A)  (Seguito)

          Relatore: on. Fazio

     4)  -   Norme  relative al funzionamento della forma di  governo
          regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
          conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
          articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
          433/A)

          Relatore: on. Turano

     5)  -   Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
          alimentari . (n. 348/A)

          Relatore: on. Alongi

     6)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

          Relatore: on. Lombardo

     7)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
          (n. 475/A)

          Relatore: on. Picciolo

     8)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

          Relatore: on. Greco M.

     9)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

          Relatore: on. Maggio

     10)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
          Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
          dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
          siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
          della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
          libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

          Relatore: on. Malafarina

     11)  -   Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012,  n.  47.
          Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
          528/A)

          Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 21.02

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI LEGGE N. 724/A -  VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE
  PER   L'ESERCIZIO  FINANZIARIO  2014  E  ALLA  LEGGE   DISPOSIZIONI
  PROGRAMMATICHE  E  CORRETTIVE PER L'ANNO 2014. LEGGE  DI  STABILITà
  REGIONALE.' DISPOSIZIONI VARIE.

     All'articolo 3

   Emendamento 3.2:

   Il comma 2 è soppresso.

     All'articolo 4

   Emendamento 4.2:

   L'articolo 4 è soppresso.

     All'articolo 5

   Emendamento 5.1:

   Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
    3 bis. I commissari straordinari dei consorzi di cui al presente
   articolo,  per  fronteggiare  le esigenze  legate  alla  campagna
   irrigua, sono autorizzati ad avviare i soggetti di cui al comma 3
   a far data dall'approvazione della presente legge.

     All'articolo 6

   Emendamento 6.3:

   -  Al  comma  1,  dopo le parole  paesaggio rurale  aggiungere   a
  favore dei soggetti pubblici di cui all'articolo 1, comma 2,  della
  legge  regionale  31 agosto 1998, n. 16 e successive  modifiche  ed
  integrazioni   e le parole  all'articolo 1, comma  2,  della  legge
  regionale  31  agosto  1998,  n.  16  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni   sono sostituite dalle parole  all'articolo  1  della
  medesima legge regionale .
   -  Al  comma  2  sopprimere il periodo  Con decreto dell'Assessore
  regionale  per  l'agricoltura,  lo  sviluppo  rurale  e  la   pesca
  mediterranea sono definiti i criteri e le modalità per l'erogazione
  dell' aiuto da parte dell'ESA. .

     All'articolo 8

   Emendamento 8.3:

   Alla fine del comma 1 aggiungere il periodo:
    L'Autorità d'ambito territoriale ottimale 1 Palermo  è  tenuta  a
  rendicontare la somma di cui al presente articolo.

   Subemendamento 8.1.1:

   E' aggiunto il seguente comma:

   1.  Al  fine  di evitare un potenziale disastro ambientale  nonché
  l'interruzione  di pubblico servizio è stanziata la  somma  di  400
  migliaia  di  euro,  per l'esercizio finanziario  2014,  in  favore
  dell'Autorità  d'ambito territoriale ottimale di  Siracusa  per  la
  gestione   straordinaria  ed  emergenziale  del   servizio   idrico
  integrato  dei 10 comuni della Provincia di Siracusa prima  gestiti
  dalla società fallita SAI 8.

   2.  Copertura  finanziaria: UPB 10.3.1.3.1 capitolo 147303  -  400
  migliaia di euro.

     All'articolo 10

   Emendamento 10.3:

   Dopo il comma 2 aggiungere  il seguente:

    3. Gli oneri discendenti dall'applicazione dei commi 1 e 2 sono a
  carico  dei  bilanci  dei  comuni.  Per  l'effetto  i  comuni   che
  beneficiano  delle  disposizioni di  cui  ai  medesimi  commi  sono
  tenuti, in aggiunta a quanto dovuto in base al piano finanziario di
  rimborso, a versare in entrata del bilancio della Regione una somma
  pari  al  tasso  medio  applicato alle  remunerazioni  delle  somme
  giacenti  presso il cassiere regionale Unicredit S.p.A. e  comunque
  non inferiore all'1 per cento .

     All'articolo 11

   Emendamento 11.3:

   Al  comma 3,  punto 7 bis,  sopprimere le parole  per i lavoratori
  di cui al comma 1

   Emendamento 11.2.1:

   All'articolo  11,  comma  4,  è apportata  la  seguente  ulteriore
  modifica:

   -  le  parole   ai  comuni' sono sostituite con  le  parole   alle
  autonomie locali'.

   Emendamento 11.2:

   Al comma 4 sono apportate le seguenti modifiche:
   -   dopo  la  parola   autorizzata   aggiungere   per  l'esercizio
  finanziario 2014 ;
   -  sostituire  il  periodo  a valere sul  capitolo  313318  -  UPB
  6.3.1.1.2 cui si fa fronte mediante riduzione di pari importo delle
  somme stanziate sul capitolo 191310 - UPB 7.3.1.3.99 dello stato di
  previsione  della spesa del bilancio della Regione per  l'esercizio
  finanziario  2014   con  (U.P.B. 6.3.1.1.2 - capitolo  313318).  Al
  relativo onere si provvede mediante riduzione di pari importo della
  spesa  autorizzata dall'articolo 30, comma 7, della legge regionale
  28 gennaio 2014, n. 5 (U.P.B. 6.3.1.1.2 - capitolo 191310).

   Emendamento 11.5-11.4 (di identico contenuto):

   Aggiungere il seguente comma:
   5. All'art. 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, dopo il
  comma 7 è inserito il seguente comma:
    7  bis.  Per  l'esercizio finanziario 2014, a  valere  sul  Fondo
  perequativo  di  cui  al comma 2, è accantonata  la  somma  di  600
  migliaia di euro per garantire la prosecuzione degli interventi  di
  cui  al  comma 10 dell'articolo 4 della legge regionale  12  maggio
  2010, n.11.'

     All'articolo 12

   Emendamento 12.9.1:

   L'articolo12 è così sostituito:

   1.  Alla lettera d) del comma 5 dell'art. 34 della legge regionale
  28  gennaio  2014,  n.  5 dopo le parole  euro'  sono  aggiunte  le
  seguenti:   Per  l'anno 2014, in fase di prima  applicazione,  sono
  comunque fatti salvi i lavoratori con reddito individuale personale
  inferiore a 20 mila euro e comunque con reddito ISEE familiare  non
  superiore a 40 mila euro.'

     All'articolo 13

   Emendamento 13.3:

   Il comma 1 è soppresso.

   Emendamento 13.3.2:

   Dopo  il  comma  1  è  aggiunto il seguente  comma:   Al  comma  3
  dell'articolo  13 della legge regionale  n. 5 del 2014,  sostituire
  le parole  entro 120 giorni' con le parole  entro il 31.12.2014' .