Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
LANTIERI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale delle
sedute n. 157 e 158 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Forzese, La Rocca Ruvolo,
Lombardo, Siragusa, Palmeri, Ciaccio e Trizzino hanno chiesto
congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che é stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 2029 - Notizie sulla presunta revoca del finanziamento per l'ex
Tonnara di S. Panagia a Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Economia
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà iscritta
all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2028 - Iniziative urgenti volte a revocare i provvedimenti di
espulsione dei lavoratori appartenenti al bacino ex PIP.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Greco Giovanni; Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore
Federico; Federico Giuseppe; Lo Sciuto Giovanni; Fiorenza Dino
Avverto che l'interrogazione testé annunziata sarà inviata al
Governo e alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2030 - Chiarimenti sulla salvaguardia occupazionale dei
dipendenti precari dell'Ente Parco dei Nebrodi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Currenti Carmelo
N. 2031 - Misure urgenti relative alla valorizzazione, fruizione e
gestione dei beni culturali, nonché chiarimenti sui fatti accaduti
al Palazzo della Zisa di Palermo in occasione della manifestazione
'La Notte dei Musei'.
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 2032 - Interventi in merito all'assegnazione di personale per
il servizio di vigilanza nel Parco archeologico 'Valle dei
templi'.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
al bilancio per l'anno 2014'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni al
bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (n. 724/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni al
bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (n. 724/A).
Invito i componenti la II Commissione Bilancio e Programmazione a
prendere posto nell'apposito banco.
Poiché il Governo non è presente in Aula, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.40)
al bilancio per l'anno 2014'
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo arrivati all'articolo 13,
accantonando gli articoli 1, 2 e 9. Dopo l'articolo 13, tratteremo
l'articolo 14, che riguarda la copertura finanziaria, ma prima,
così come preannunciato, è opportuno trattare l'emendamento
rispetto al quale c'è una convergenza, un'unità di intenti, che
riguarda la Formazione professionale, l'Agenzia regionale per
l'impiego e il personale degli sportelli multifunzionali.
Sostanzialmente, si tratta di questo. L'abbiamo già esposto ieri,
l'ha sollecitato la Commissione stessa, quella presieduta
dall'onorevole Marcello Greco, ma anche la II Commissione,
presieduta dall'onorevole Dina.
Sono stati presentati due subemendamenti, a firma dell'onorevole
Marcello Greco, nella qualità di Presidente della V Commissione.
Ha facoltà di parlare per illustrarne il contenuto.
GRECO MARCELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
chiedo scusa, c'è un testo preparato dalla Commissione - quello che
le avevo fatto avere - e poi, c'è un testo del Governo che,
chiaramente, è identico al testo della Commissione ma con
un'aggiunta diversa rispetto a quella della Commissione stessa.
Le chiedo di discutere il testo della Commissione, non quello del
Governo. Signor Presidente, le do il testo.
PRESIDENTE. Mi avete parlato di un'intesa, di una concertazione
col Governo. C'è unità di intenti, quindi, chiederò il parere del
Governo su quello presentato dalla Commissione.
Stiamo distribuendo, quindi, il testo della Commissione. I due
subemendamenti sono collegati sempre a quelli presentati dalla
Commissione.
GRECO MARCELLO. Quello nella parte riguardante forme contrattuali
flessibili , questo no, ma l'altro, quello che cita aggiungere le
parole di cui all'art. 36 .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta, in
modo da chiarire con il Presidente della Commissione quale sarà il
testo sul quale l'Aula dovrà pronunciarsi.
(La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.45)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
GRECO MARCELLO. Signor Presidente, chiedo se è possibile che il
Governo ritiri l'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Presidente Crocetta, qui c'è un corto circuito tra la
Commissione, probabilmente, e il Governo in ordine a questo
emendamento sugli sportelli'. Formalmente, è depositato un
emendamento del Governo e ce n'è un altro depositato dalla
Commissione.
E' stato riferito a questa Presidenza che c'era una unità di
intenti e, proprio per questo, lo avevo ammesso; però, formalmente,
occorrerebbe, se si concorda su quello della Commissione, che il
Governo lo ritirasse, altrimenti, andiamo avanti su quello del
Governo.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, siccome il
testo della Commissione è sostanzialmente uguale a quello del
Governo, però, intende precisare qualche aspetto in più, non
abbiamo alcuna difficoltà a ritirare il nostro ed a fare nostro
quello della Commissione.
PRESIDENTE. Grazie, abbiamo risolto il problema.
Sostanzialmente, quindi, onorevole Greco, le faccio una domanda:
siccome lei aveva presentato due subemendamenti, nella qualità di
Presidente della Commissione
GRECO MARCELLO. Uno viene meno, cioè quello riguardante, lo dico
subito, l'emendamento A 205: Dopo la parola flessibile'
aggiungere le parole di cui all'articolo 36 del D.Lgs. 30 marzo
2001, n. 165' .
PRESIDENTE. Quello viene meno. Gli Uffici, quindi, possono
procedere alla distribuzione dell'emendamento A 205 della
Commissione e del subemendamento A 205.1.
Onorevole Greco, se vuole può illustrare l'emendamento.
GRECO MARCELLO. signor Presidente, l'emendamento modificativo
dell'articolo 12 della legge numero 24 del 1976 ha lo scopo di
rendere attuale la norma che, a seguito della soppressione
dell'Agenzia regionale per l'impiego, per l'aspetto dell'articolo
11 della legge regionale del 9 maggio 2012, numero 26, risulta
inapplicabile con la conseguente impossibilità di attuare
pienamente le misure di pubblico attivo del lavoro che
rappresentano una garanzia.
In merito, occorre evidenziare che la Regione siciliana, nelle
more di una riforma organica dei servizi per l'impiego e, in
assenza di disciplina legislativa inerente l'accreditamento degli
operatori privati, ai sensi dell'articolo 7 del decreto legge
numero 203 del 2003, si è avvalsa nel tempo degli operatori degli
enti di formazione professionale, di cui alla legge regionale
numero 24 del 1976 che, a tal fine, avevano istruito alle loro
dipendenze gli organismi denominati Sportelli multifunzionali ,
finanziati fino al 2010 dal bilancio regionale e dal 30 settembre
2013 con le risorse comunitarie.
A seguito della chiusura delle attività progettuali previste dagli
avvisi 1 e 2 del 2010, l'Amministrazione del lavoro, per non
interrompere un pubblico servizio, si è avvalsa del proprio ente
strumentale, il CIAPI di Priolo, autorizzato dalla Commissione
europea ad operare in house, per l'erogazione delle obbligatorie
politiche attive del lavoro; ha utilizzato gli operatori dei
suddetti Sportelli multifunzionali appositamente qualificati
dalla Regione per le finalità in argomento.
Ciò posto e considerato che nelle more della riforma organica dei
servizi per il lavoro la Regione è comunque onerata all'erogazione
delle politiche attive del lavoro, si rende necessario
regolamentare le modalità attraverso le quali, essendo venuta meno
l'Agenzia regionale per l'impiego, possono continuare ad essere
utilizzati gli operatori specializzati degli enti di cui alla legge
regionale numero 24 del 1976 ai quali fa riferimento la norma da
modificare.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa maniera, con
questo emendamento, abbiamo posto la parola fine a quella che è la
storia degli Sportelli multifunzionali che, uscendo dagli enti come
contratto a tempo indeterminato, si sono trovati in questi mesi in
grossissime difficoltà.
E da qui l'impegno della Commissione ad evitare che questi
lavoratori fossero messi a contratto Co.Co.Pro. invece di contratti
a tempo subordinato ed è quello che abbiamo fatto con questo
emendamento.
Abbiamo salvaguardato i lavoratori degli Sportelli multifunzionali
garantendo loro un futuro, nelle more che possa essere realizzata
l'Agenzia di avviamento al lavoro nella quale sicuramente
troveranno posto.
Signor Presidente, ho posto in essere anche un ulteriore
subemendamento rispetto a quello che abbiamo esaminato, quello
successivo, dove nel testo dopo le parole forme contrattuali
flessibili aggiungo le parole di lavoro subordinato . Questo,
anche se rappresenta qualcosa in più, viene messo per chiarire che
il rapporto di lavoro deve essere soltanto quello a tempo
determinato e non può essere un lavoro diverso.
Questi sono i due emendamenti posti in essere, sia il primo sia il
secondo, come subemendamento, per chiarire la problematica in
questione.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione e relatore di
minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, vicepresidente della Commissione relatore di minoranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, onorevole
Presidente della Regione, nel condividere il testo della
Commissione e nel comunicare che apporrò la mia firma ai due
emendamenti, vorrei cercare di chiarire la vicenda, anche perché
non possiamo correre il rischio che, da qui a qualche minuto,
qualcuno ci dica che non avevamo ben compreso.
Prendiamo atto, con piacere, e rendiamo atto che il Presidente
della Regione ha deciso di ritirare l'emendamento A 205 che aveva
presentato e che, oggettivamente, affrontava in maniera seria il
problema relativo ai lavoratori e, di conseguenza, si passa, signor
Presidente, all'emendamento A205 Comm, predisposto dalla
Commissione di merito e apprezzato ieri dalla Commissione
Bilancio .
Qual è il problema per cui, a nostro avviso, c'è la necessità di
predisporre un ulteriore emendamento, l'A 205.1 che, nel testo
predisposto originariamente dalla Commissione, si parla di
reclutamento di personale con le forme contrattuali flessibili?
Quali sono le forme contrattuali flessibili? Sono numerose e di
conseguenza il CIAPI di Priolo è il soggetto che dovrebbe applicare
la norma che stiamo per approvare e si troverebbe in grossissime
difficoltà.
C'è la necessità di capire che quando si parla di contratti
flessibili non si parla né di partita Iva né di Co.co.co , né di
altre forme di lavoro, ma si parla di lavoratori che, è bene
precisarlo, fino a qualche mese fa, erano lavoratori a tempo
indeterminato, erano lavoratori assunti da Enti che fornivano
servizi alla Regione e che fornivano questo servizio da tempo
immemorabile.
Oggi, stiamo trasformando questi contratti da tempo indeterminato,
cioè fin quando potevano raggiungere l'età pensionabile, a
contratti flessibili; ma il flessibile non può non prevedere la
subordinazione, anche perché, comunque, i lavoratori eseguono degli
ordini che gli vengono impartiti. Per questo motivo è necessario e
indispensabile, nell'approvare l'emendamento aggiuntivo 205.1,
inserire anche le parole di lavoro subordinato' a garanzia dei
lavoratori e per evitare che di qui a qualche settimana debbano
insorgere problemi con il Ciapi di Priolo che, di fronte a
contratto flessibile, potrebbe intendere qualsiasi cosa.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, ho
presentato un emendamento che possiamo anche trasformare in
subemendamento. Questo lo chiariremo.
Quello che faccio rilevare nell'emendamento è che, considerata una
nota dell'Assessorato dell'istruzione e della formazione
professionale che esclude dai pagamenti il PROF 2009, 2010 e 2011 e
accaparrandosi, per quegli enti che hanno fatto pure l'Avviso 20,
per quegli anni 2012 e 2013, perché è stato contrattualizzato del
personale e mi riferisco solo agli enti che hanno rispettato la
pianta organica e, sempre dentro il budget di spesa, che hanno
assunto personale entro il 2008, quindi, durante l'anno 2008. Il
blocco delle assunzioni è al 31 dicembre 2008. La trasformazione
effettiva del contratto è avvenuta a gennaio del 2009.
Una circolare avvisa gli Enti che per il personale
contrattualizzato dopo il 2008 vengono esclusi dai pagamenti,
quindi, avviene questa trattenuta e la beffa è che viene trattenuta
una somma attraverso l'Avviso 20 per la formazione, effettuato
attraverso i PROF che riguardano gli anni 2009, 2010 e 2011.
Considerato il fatto che sono Enti che hanno lavorato entro il
budget, mi riferisco solo ed esclusivamente a questa platea di
lavoratori che hanno lavorato entro il 31 dicembre 2008, ma che,
per altri motivi, hanno visto la contrattualizzazione completata ai
primi di gennaio 2009.
Ritengo sia una ingiustizia nei confronti di questi enti perché
anche la sottrazione di queste somme dall'Avviso 20, sicuramente,
porterà alla rovina oltre gli enti stessi anche i lavoratori che
attendono di avere pagati gli stipendi.
Spero di essere stato chiaro sul fatto che parliamo di Fondi
sociali europei, considerato anche il fatto che la Comunità Europea
riconosce soltanto gli Enti accreditati che possono predisporre
corsi liberi e, al contempo, non esiste nel Regolamento della
Comunità Europea che il personale possa essere del 2005, 2008, 2013
o 2014.
La Comunità europea riconosce gli Enti e con la sua formazione
approva il budget di spesa a tutti gli Enti che hanno i titoli per
poter affrontare quella formazione seria, vera e reale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ieri, in via eccezionale, abbiamo
ammesso questo emendamento perché la Presidenza ha avuto una
richiesta da parte di diversi capigruppo sul presupposto che c'è
una intesa. Peraltro, l'emendamento era già stato esaminato dalla V
e dalle II Commissione.
Adesso l'onorevole Lentini sta ponendo un problema rispetto al
quale si mette in difficoltà questa Presidenza, perché ieri abbiamo
fatto una forzatura procedurale su un emendamento rispetto al quale
c'era una condivisione. E non posso essere io, in questo momento,
ad escludere l'emendamento, peraltro presentato abbondantemente
fuori termine.
Pertanto, invito l'onorevole Lentini a rinviare in un altro
momento questo tipo di articolato perché, altrimenti, apriamo la
maglia ad una serie di emendamenti.
Proprio per questo motivo, avevamo delegato il Presidente della
Commissione a trovare una sintesi e dobbiamo essere consequenziali
in quello che diciamo.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.09)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO MARCELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
dell'emendamento che ha posto in essere l'onorevole Lentini e
l'impegno massimo che assumo è che sarà esaminato in Commissione
nel prossimo mese, aggiungendo successivamente un articolo
all'emendamento di oggi e in una seconda fase.
LENTINI. Ne prendo atto.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al fine di evitare
spiacevoli inconvenienti, ritengo che il provvedimento che si sta
mettendo in votazione presenti intrinsecamente delle
contraddittorietà tali da essere non solo non risolutivo, ma
facilmente impugnabile.
Si sta cercando di lavorare per evitare delle incongruenze che
inficerebbero totalmente la portata e l'esistenza stessa del
provvedimento che si vuole portare avanti e sarebbe, addirittura,
controproducente.
Visto che c'è l'accordo di massima sulla risoluzione della
questione, se dobbiamo lasciare ancora qualche minuto per arrivare
ad una formulazione che possa passare indenne ai controlli, in
quanto corrispondente alle leggi vigenti, allora aspettiamo.
Altrimenti, signor Presidente, quello che si sta proponendo è tutto
ed il contrario di tutto, il che, come lei mi insegna, non è
possibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, andiamo avanti con il lavoro e
ribadisco che ieri ho ammesso, in via eccezionale, questo
emendamento perché mi è stato riferito che c'era un'intesa quasi
unanime; ormai, devo aggiungere quasi . C'era l'intesa con il
Governo, ma adesso sono sorti ulteriori dubbi.
L'ho ammesso perché l'emendamento era già transitato, a differenza
di altri, dalle Commissioni V e II. C'è stata una presa d'atto,
onorevole Dina?
DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente, c'è stato
un apprezzamento informale, ritenendo che non ci fosse necessità di
copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione il
subemendamento A205.1, dell'onorevole Greco. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
SAVONA. Signor Presidente, così non si può lavorare.
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Savona. Le debbo dare atto che
così non si può lavorare
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, insieme ad un
apprezzamento alla sua decisione di mettere in discussione questo
emendamento, voglio rilevare - lo dico all'assessore Agnello e mi
dispiace che non c'è il Presidente della Regione - che è assurdo
che manchi l'assessore al ramo. Noi dovremmo avere un interlocutore
su un emendamento importante che riguarda la vita anche lavorativa
di tantissime persone.
A questo punto, vorremmo che l'assessore Agnello si assumesse la
responsabilità, seguendo le sue indicazioni, di dirci come votare e
se questo subemendamento è stato assolutamente concordato.
PRESIDENTE. Onorevole Maggio, capisco che questo argomento la
appassiona, mi rendo perfettamente conto, ma se avessi saputo che
c'erano tutte queste difficoltà, non l'avrei ammesso.
GIANNI. Signor Presidente, ha fatto bene Andiamo avanti, perché
fuori ci sono persone che aspettano
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.205.COMM così come
subemendato. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 9, in precedenza accantonato.
Onorevoli colleghi, adesso occorre non un po', ma molta
attenzione, perché c'è un allegato abbastanza corposo e, quindi,
per andare avanti celermente occorre la collaborazione fattiva del
Governo e della Commissione.
Comunico che all'articolo 9 è stato presentato, a firma del
Governo, l'emendamento 9.1.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, prima di procedere all'approvazione
dell'articolo 9, bisogna procedere alla discussione ed
all'approvazione, o meno, degli emendamenti di cui all'allegato.
Si passa all'emendamento ALL.1.15, a firma dell'onorevole
Sammartino ed altri. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.1.12. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.1.5. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.1.20. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.1.16. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.1.24. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento ALL.1.11. Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, se lei
ammette gli emendamenti, e gli emendamenti per essere ammessi hanno
la copertura, io penso che sia giusto farli illustrare perché non
si tolgono i soldi da un capitolo e si mettono in un altro per un
piacere, perché se corriamo così diventa una maratona e,
considerato che parliamo di cose serie e importanti, di ERSU, di
Università, io penso che sarebbe meglio frenare un po'.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, me ne guarderei bene dal volere
strozzare il dibattito. L'onorevole Alloro ha espresso l'esigenza
di intervenire sui singoli emendamenti; è chiaro che sul singolo
emendamento non si può aprire il dibattito, la discussione si fa
sull'articolo; però, se l'Aula ritiene che il presentatore di
quell'emendamento voglia intervenire per illustrarlo, non c'è
problema. Mi sembra di intuire che ci sono posizioni diversificate,
la maggior parte sono per andare avanti.
DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, Governo, io vorrei ricordare che tutti questi emendamenti
all'allegato sono viziati da una problematica di fondo, nel senso
che non c'è una copertura libera, è una copertura a cui si attinge
ricorrendo ad altri cespiti.
E' importante rappresentare l'esigenza di formulare gli
emendamenti, ma in questa fase, in cui ci siamo occupati di
stipendi, di enti pubblici, sono state fatte proprio delle scelte
di fondo in questa mini manovra. E' chiaro che ci sarà tempo,
forse, per affrontarli successivamente, ma questo vizio pregiudica
un po' un parere favorevole sui singoli emendamenti, per cui
inviterei i colleghi di tenere conto di questo aspetto che diventa
fondamentale.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, io
intervengo in riferimento al problema che ho sollevato già la
scorsa volta insieme a qualche altro mio collega per una questione
di giustizia. Tutti i Gruppi parlamentari abbiamo assunto un
impegno: garantire gli stipendi a coloro che hanno a che fare con
la Regione - o strutture parallele - almeno fino al mese di luglio.
Abbiamo dimenticato - Governo, Gruppi parlamentari di tutto il
mondo - il Corfilac, Istituto Sperimentale della Regione siciliana,
dove nel consiglio di amministrazione ci sono tre componenti della
Regione, designati dall'Assessorato all'Agricoltura e quindi così
come l'istituto (Vicentini) così come tutto il resto - che ha a che
fare con la Regione siciliana - dove i dipendenti non hanno la
possibilità di copertura finanziaria.
Io l'ho detto all'Assessore al ramo, l'ho detto all'Assessore per
l'economia, lo sanno tutti. Se, signor Presidente, non dovesse
essere votato questo emendamento, e quindi trovata una soluzione,
considerato che ne parliamo da mesi, io penso che in provincia di
Ragusa è meglio che neanche ci si avvicini Perché voi capite bene
che non è possibile mortificare coloro che hanno diritto, così come
altri, di avere l'attenzione di un Parlamento. Da mesi parliamo di
questa vicenda, da mesi ne discutiamo, senza concludere nulla
L'emendamento a cui faccio riferimento è l'1.18, ma ce ne sono
anche altri. E poi, avevo presentato un emendamento dove non c'era
il problema di copertura finanziaria, che riguarda l'IRSAP e la
riduzione dei dirigenti. Signor Presidente dell'Assemblea - mi
rivolgo a lei - siccome ci richiamano, ci chiedono che dobbiamo
fare le riforme, i tagli, quell'emendamento ci mette in condizione
di tagliare i dirigenti dell'IRSAP ed è stato motivo di dibattito e
discussioni, pagine intere sulla stampa. Ora è in Aula. Io mi
auguro che lei questo subemendamento lo metta in votazione e che
davvero possiamo dare questa risposta.
PRESIDENTE. Com'è che lei lo sta trattando, mi scusi?
DIPASQUALE. Ci arriveremo. Siccome qua non si può parlare, si può
parlare una volta sola e per tutte cose, mi rimane un minuto, lo
lascio agli altri miei colleghi però vi prego queste due cose: il
CORFILAC e l'IRSAP, a costo zero che ci metta in condizione di
ridurre ed eliminare 13 dirigenti per alcuni milioni di euro, e
possiamo farlo in maniera indolore.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo concetto
dell'eliminazione dei dirigenti è, come dire, un concetto nuovo.
Cioè, fare un ragionamento rispetto al quale si dice: eliminiamo
13 dirigenti . Io volevo capire dall'onorevole Dipasquale come
dovrebbero essere eliminati: li sciogliamo nell'acido, li
impicchiamo, li mandiamo in Russia? Vorrei capirlo, perché i
concetti dei contratti firmati sono un'altra cosa. Però, non
intervengo per questo, intervengo per illustrare una serie di
emendamenti a mia firma riguardanti gli stipendi e il personale.
L'emendamento al quale mi riferisco è quello dell'ARAS
(Associazione Regionale Allevatori della Sicilia). Sull'ARAS si era
avviato un ragionamento con l'Assessore per l'agricoltura pro
tempore Cartabellotta, rispetto al quale si era avviato un
procedimento di raccordo con l'istituto zootecnico. L'idea era
quella di far diventare l'ARAS il braccio operativo dell'istituto
zootecnico.
Peraltro, c'è una legge del 1996, pubblicata nella GURS n. 26 del
21 maggio 1996, che lo dice espressamente e che non è mai stata
attuata. La legge recita: L'Assessore regionale per l'agricoltura
e le foreste può affidare all'Istituto sperimentale zootecnico le
azioni di selezione del bestiame e dei libri genealogici, i
controlli funzionali e l'assistenza tecnica agronomica veterinaria
per la lotta all'epizootica e identità del bestiame di cui all'art.
4, comma 2, lettera b della legge 8 novembre 1986, n.752 .
Nello svolgimento dell'attività predetta, l'Istituto sperimentale
zootecnico potrà stipulare apposite convenzioni da sottoporre
all'approvazione dell'Assessore regionale per l'agricoltura,
utilizzando proprio l'ARAS. La mancata applicazione di questa legge
ha fatto sì, sostanzialmente, che l'ARAS sia arrivata ad un punto
dove non è più neppure nelle condizioni di garantire lo stipendio
ai propri dipendenti.
Io avevo presentato un emendamento di 500 mila euro, perché erano
previsti nella manovra solo 500 mila euro, che non sono
assolutamente sufficienti per garantire gli stipendi al personale.
Quindi, parliamo di personale, io gradirei, Assessore, che questa
cosa venisse attenzionata nel giusto modo, anche in relazione a
quelli che sono i servizi che l'ARAS garantisce agli allevatori
stessi.
Un altro emendamento a mia firma riguarda gli operatori della
pesca Isole minori. Era stato in passato dato un contributo, questo
contributo non è stato bastevole, quindi ho presentato un
emendamento in questo senso.
Un altro emendamento riguarda i soggetti destinatari di reddito
minimo di inserimento. I soggetti destinatari di reddito minimo di
inserimento (che verranno a protestare qui all'ARS il giorno 4)
hanno una copertura economica fino a fine giugno, perché quando
abbiamo approvato la finanziaria non siamo stati nelle condizioni,
per le ristrettezze che c'erano, di potere inserire l'intera
copertura per tutto l'anno.
E' chiaro che questo è un problema che riguarda soggetti e
categorie svantaggiate e riguarda proprio il pagamento degli
emolumenti. Io eviterei di parlare di ciò che non riguarda
stipendi. Mi dispiace che non ci sia però il Presidente della
Regione, siccome proprio lui è venuto alla Kore, in occasione
dell'apertura e dell'inaugurazione dell'anno accademico, facendo un
bellissimo discorso, impegnandosi in maniera eccezionale in favore
di questa struttura universitaria ed altro, ma l'intervento del
Presidente della Regione ha generato che prima c'era un contributo
di 550 mila euro, a fronte di un contributo di un milione 930 mila
euro dell'anno scorso, contributo che è stato eliminato. Io volevo
complimentarmi col Presidente sia per questo che per il contributo
nei confronti dell'ente autodromo, anch'esso eliminato.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in
riferimento all'articolo 9 e ai suoi allegati, che poi sono degli
emendamenti e mi riferisco in particolare all'emendamento 1.18,
l'assessore per l'agricoltura, sicuramente, saprà, conoscerà e se
non conoscerà gli avranno già spiegato quanto è importante il
centro di ricerca della Kore di Ragusa. E' talmente importante che
a questo punto al Governo e quindi a lei, assessore per
l'agricoltura, a lei assessore per l'economia, il Governo farà una
scelta.
La scelta qual è? Quella di penalizzare questo ente di ricerca
fatto di giovani che oggi sono un punto di riferimento nazionale,
internazionale nella ricerca. Vuol dire penalizzare un territorio e
dire ad una provincia, quella di Ragusa, che in questi anni ha
dimostrato nel campo della zootecnia di avere un primato, un
primato nella ricerca e nella qualità del latte e del formaggio.
Se la scelta del Governo è quella di azzerare questo centro di
ricerca sarebbe stato più utile e chiaro che nei giorni scorsi,
quando noi abbiamo discusso questa manovra, con molta chiarezza
avreste detto guardate per la Kore non c'è nessuna garanzia e il
Governo sceglie di tagliare questo centro di ricerca.
Permettetemi di dirvi che io non sono d'accordo su questa scelta
che il Governo sta effettuando, permettetemi anche di dirvi che
l'ARAS che assiste nel modo eccezionale il mondo zootecnico verrà
penalizzato.
Allora Presidente Ardizzone, io non so cosa deciderà il Governo
rispetto a questo emendamento e a questi emendamenti. Se
l'andamento di questo emendamento è quello che non dovranno avere
nessun senso positivo, tanto vale che il Governo si alza e dica li
ritiriamo tutti'. Perché non ha veramente senso venire qui a
difendere a tutelare il territorio, la provincia di Ragusa, altre
province quando poi la finalità è negativa e basta un semplice
gesto di coraggio che noi chiediamo a questo Governo, che
sosteniamo, politicamente, mettendoci la faccia, ma le scelte vanno
fatte insieme, insieme all'Assemblea. Quindi alzatevi, abbiate il
coraggio di dire che questi emendamenti non sono ammissibili perché
non c'è la copertura finanziaria come dice il Presidente della II
Commissione, onorevole Dina.
Non ha senso che ci scanniamo qui dentro perché ognuno di noi
sente il bisogno di difendere le proprie province, il proprio
territorio, abbiate il coraggio, dimostrate un minimo di unità
perché noi vi sosteniamo con i nostri consensi. Chiediamo al
Governo una presa di posizione chiara, netta e questa Assemblea non
serve per dire sì o per dire no. Questa Assemblea serve per
partecipare ai lavori di questo Governo. Che si abbia questo
coraggio perché è inammissibile questo atteggiamento.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non posso non
condividere le parole di chi mi ha preceduto perché non riesco
ancora a capire qual è il ruolo appunto dei deputati. Se è vero
come è vero che è quello appunto di presentare delle proposte non
riesco a capire perché le proposte che vengono presentate dai
deputati almeno non possono essere illustrate. Per quanto riguarda
la copertura finanziaria, onorevole Dina, credo che sarebbe stato
molto più corretto se la II Commissione ne avesse dichiarato
eventualmente l'inammissibilità o la non ammissibilità.
DINA, presidente della Commissione. Non possiamo farlo.
FAZIO Ma addirittura, mi sembrava più una formalità, almeno
questo era l'andazzo dell'inizio dell'attività per dire no, non
manteniamo nessuno. Credo che sarebbe stato più corretto da parte
del Governo dire non ne approviamo nessuno e quindi andiamo avanti.
Mentre mi è sembrata una farsa e mi è sembrata anche addirittura
una farsa nel momento in cui questo Governo, questa Assemblea
appena appena ieri ha ammesso emendamenti che non avevano alcuna
copertura finanziaria, che si è trovata la copertura finanziaria
all'ultimo momento, per carità legittima, ma credo che sia
legittimo l'interesse e la richiesta di ogni singolo deputato.
Trovo ciò inaccettabile, trovo inaccettabile l'insensibilità da
parte di questo Governo nei confronti di attività culturali. Questo
Governo e questo Presidente hanno decretato di chiudere tutti i
consorzi universitari, glielo dica, che lo sappiano E' stato detto
che questa manovra deve garantire gli stipendi. Ma gli stipendi di
chi? C'è gente di serie A e di serie B . Credo che molti
dipendenti, soprattutto quelli dei consorzi universitari e tanti
altri, sono considerati dal Governo di serie B .
Questo Governo, il Presidente Crocetta, nonostante le affermazioni
fatte in quest'Aula, che non posso dimenticare, in cui ha
dichiarato che nessuno perderà il posto di lavoro quando quest'Aula
ha approvato l'eliminazione delle province senza calcolare quali
sarebbero state le conseguenze.
Ebbene, questa Assemblea ha approvato un altro indirizzo, ha
approvato una legge oppure, nei confronti dei consorzi
universitari, ne è stata decretata la chiusura. Questo è quello che
verrà determinato. Mi dispiace per tutti i parlamentari che sanno
quanto importanti sono stati i consorzi universitari e in che
misura hanno consentito, sotto l'aspetto culturale, a far
progredire i territori e soprattutto la popolazione. Lo trovo
inaccettabile e inammissibile Mi spiace tutto questo, come mi
spiace vedere che alcune istituzioni sono considerate da serie A
ed altre da serie B .
Mi riferisco in modo particolare a Gibellina, era previsto un
finanziamento adesso completamente azzerato. Se questo è l'andazzo,
se questo Governo intende procedere nei termini - come intende
procedere - considerando i cittadini e le istituzioni di serie A
e serie B , faccia pure Sicuramente, non avrà mai la mia
condivisione, soprattutto nei confronti di chi è bugiardo quando
afferma una cosa e ne fa un'altra totalmente diversa da quanto
affermato. Com'è possibile vanificare anni e anni di impegno, di
finanziamenti, di impegni di risorse? Com'è possibile immaginare
tutto questo, solo perché si vanno a considerare alcuni aspetti ed
altri no? Mi spiace Non ci sto e non lo condivido Motivo per cui
anticipo già il mio voto contrario.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente il
dibattito dell'Aula ha assunto un tono, a mio avviso, di confronto
piuttosto delicato. Presidente, se l'ammissibilità degli
emendamenti è un fatto che rientra in quello che è un percorso
regolamentare, è chiaro che c'è da parte dei deputati la necessità
di esercitare la funzione che gli è propria cioè quella di potere -
almeno - illustrare l'emendamento. Cosa diversa è, invece, la
volontà dell'Aula circa la possibilità di camminare in maniera più
spedita, rendendoci conto di quello che è il senso di questa
manovra, il senso della negatività che, per alcuni versi, ha
portato a questo ritardo, a questo momento di grande implosione.
Siamo, infatti, in una manovra che, a rate, ha già delle scadenze.
Se la manovra ha come programmazione giugno, siamo già a giugno e
dobbiamo pensare a come determinare la copertura per il periodo
successivo.
Ciò premesso, ritengo che il principio secondo il quale gli
emendamenti aggiuntivi, così come è stato evidenziato dal
Presidente Dina, non hanno avuto come copertura finanziaria una
valutazione da parte della Commissione, ma riguardano e rientrano
in quella che è la valutazione dei singoli deputati che, avendo
presentato un emendamento, hanno determinato, attraverso un momento
di compensazione, un prelievo da un capitolo con destinazione su un
altro capitolo. Vige il principio secondo il quale, se l'Assemblea
e i deputati con un atto di responsabilità comprendendo che il modo
di procedere porti alla non approvazione di emendamenti aggiuntivi,
allora l'Assemblea si dovrà pronunciare per dire se non è
opportuno - e questa è una mia proposta - di ritirare in blocco gli
emendamenti aggiuntivi per riservare il momento e riportare in un
momento di dibattito diverso attraverso un impegno che il Governo
deve assumere, visto che trattasi di alcuni argomenti in cui c'è la
condizione della sopravvivenza di alcuni enti, di poter capire come
poi affrontare il problema in maniera seria.
Questa è la mia proposta perché è giunto il momento di avere un
confronto serio e che l'Aula e il Governo dall'altra parte
affrontano in maniera più equilibrata un ragionamento che deve
portare alla conclusione di un percorso che non si può, a mio
avviso, tirare oltre. Perché, se ancora dobbiamo aggiungere,
dobbiamo integrare, dobbiamo inserire, dobbiamo ognuno cercare
proposte, questo giustamente non può esserci. Mi permetto di dire
che questa è una proposta che posso fare a nome di tutti i Gruppi
di Centro Destra e quindi dell'opposizione.
Chiedo, quindi, il ritiro in blocco degli emendamenti.
LEANZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
proposta dell'onorevole D'Asero, che doveva partire dal Governo,
sia assolutamente condivisibile, perché dobbiamo capirci e mi
rivolgo al Governo. Questi emendamenti non hanno copertura o se
hanno copertura significa che dobbiamo togliere o ai forestali o ai
Consorzi di bonifica.
Siccome i tanti paladini che vogliono fare la battaglia del luogo,
di Catania, Messina, Siracusa eccetera, si abbia il coraggio di
dire togliamo ai forestali e concediamo ad altri.
Secondo me l'operazione verità sta nel fatto che questi
emendamenti il Governo deve chiedere soprattutto alla sua
maggioranza di ritirarli o perché non c'è copertura o perché non
c'è condivisione sul fatto che li diamo ai forestali, ai Consorzi
di bonifica o ad altre persone. Ma già all'inizio avevamo ritenuto
come le priorità. Siccome la coperta è questa e nessuno vuole fare
del male a nessuno, mi sembra opportuno che con senso di
responsabilità si dica la verità.
MUSUMECI. Ma il Governo lo deve dire a tutti
LEANZA. E lo dica soprattutto alla sua maggioranza, perché ogni
maggioranza è stata rappresentata.
PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, la minoranza ha fatto una proposta
di responsabilità, siccome in Commissione Bilancio sono tutti
rappresentati
CRACOLICI. Onorevole Leanza, non si avventuri a fare un appello
alla maggioranza e alla minoranza.
LEANZA Siccome siete tutti rappresentati, ritengo che sia
opportuno che ci diciamo la verità e che questo pacchetto vada
assolutamente preso in giusta considerazione nella Finanziaria bis.
PRESIDENTE. Vorrei fare solo una precisazione: gli emendamenti
hanno copertura finanziaria. Si è detto più volte e altrimenti non
sarebbero stati ammessi. Così come formulati hanno copertura
finanziaria perché prevedono un aumento sulle cifre e una
diminuzione su un altro capitolo, mi sembra evidente. Dunque, non
si parla di risorse aggiuntive. Questo è il dato.
Penso che il Presidente della Commissione sia stato chiaro e che
il suo era un appello ad essere tutti in qualche modo più
disciplinati.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo cercato
di evitare di intervenire su questa manovra bis, ter, quater,
adesso abbiamo perso il conto, perché evidentemente mi sono reso
ampiamente conto che il barile è stato ampiamente raschiato e che,
nonostante i proclami di tranquillità e di sicurezza, si naviga
totalmente a vista. Però, alcune cose debbo dirle.
Ieri, ho assistito un po' sorpreso dagli interventi dei colleghi
palermitani di quasi tutti i Gruppi, anzi di tutti i Gruppi, a
sostegno di emendamenti per risolvere problematiche marginali che
riguardavano gli ex Pip, i Pip.
Ci siamo occupati dei forestali, degli amici dei Consorzi di
bonifica, tutto sacrosanto e dovuto; però, cari colleghi,
onorevole Presidente della Regione, signor Presidente
dell'Assemblea, questa Sicilia deve decidere se continuare ad
essere stracciona e a comportarsi da stracciona da elemosiniere o
puntare ad una rivincita culturale e sociale.
Allora, è giusto cercare verso le categorie più deboli di venire
incontro e di accantonare i fondi necessari. Ma che futuro
possiamo avere se contemporaneamente non riusciamo a trovare i
fondi indispensabili per finanziare i ricercatori Non è
un'associazione qualunque, non è un'associazione dopo lavoro, è un
istituto universitario di altissima specializzazione, è un vanto,
dovrebbe esserlo per un'Isola che guarda al futuro.
L'ARAS è l'associazione che riunisce i veterinari specializzati
in assistenza al mondo zootecnico, non finanziando l'ARAS noi
mandiamo in ginocchio la zootecnica siciliana, non finanziando i
consorzi universitari non assicuriamo nessuna prospettiva di
sviluppo ai nostri giovani. Una delle conseguenza nefaste di quella
famigerata norma sull'abolizione o sul cambio di nome delle
province è che il commissario straordinario della provincia di
Ragusa ha dovuto disdettare, e non è colpa sua, l'apporto
finanziario da parte dell'ex Provincia al consorzio universitario
di Ragusa e noi stiamo chiudendo una delle poche speranze che
quella nostra provincia aveva.
Allora, perché poi dobbiamo dircelo francamente, gli sprechi vanno
combattuti perché è impossibile che il Consorzio di bonifica di
Ragusa abbia quasi più impiegati che operatori sul territorio o che
il consorzio universitario abbia un consiglio di amministrazione
pletorico e che ancora rimanga tale, o che la lotta agli incendi
si preferisca fare sperperando centinaia di milioni ricorrendo ai
canader al momento dell'emergenza e non creando la quotidiana lotta
sul territorio per la prevenzione degli incendi.
Queste sono le scelte vere, signor Presidente, non quella di
mettere i braccianti contro i ricercatori o professori
universitari, non quella di distruggere il futuro dei nostri
giovani, non quella di distruggere un'agricoltura di primo piano
come quella della Trasformata o della zootecnia siciliana che
dovrebbe essere un vanto nel mondo.
Abbiamo il coraggio di dircele queste cose, interveniamo veramente
sui problemi concreti e sugli sprechi veri non sulle università,
non sulla ricerca, non sui nostri giovani promettenti, noi stiamo
togliendo il futuro ai nostri figli attraverso delle scelte
scellerate di puro e becero assistenzialismo.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, sarò rapidissimo, sintetico. Intanto,
devo ringraziare il Presidente perché con grande autorevolezza ha
condotto l'Assemblea in questa problematiche degli sportelli che io
credo sia molto importante; sono mille cose che oggi attanagliano
il Governo della Regione.
Presidente Crocetta, io intervengo solo per invitarla, noi ormai
di problemi ne abbiamo e non ne possiamo più. Da anni questa
Regione paga il 7 per cento in più nel concorso delle spese
sanitarie rispetto al Governo nazionale.
Lei deve fare un'operazione molto semplice. Abbiamo pagato un
prezzo perché da quindici anni noi abbiamo un concorso nella spesa
sanitaria del 49,12 per cento. Sette punti in più che ogni anno
fanno circa seicento milioni di euro; risorse che sono necessarie
per farci uscire dalla crisi. Così come l'applicazione degli
articoli 36, 37 e 38.
Lei deve fermarsi, signor Presidente, per riconcordare con il
Governo nazionale quello che è il rapporto Stato-Regione. Noi non
possiamo continuare a subire, signor Presidente, un Governo
nazionale che fa il prelievo fiscale di circa 35 miliardi di euro
in questa Regione e poi ci accusano di essere delle palle al piede
di un Paese che va allo sfascio.
Il Governo nazionale deve restituire un po' di quello che ci ha
tolto, magari applicando da oggi l'articolo 37 e magari, signor
Presidente, bisogna riconcordare il concorso nella spesa sanitaria.
E' inutile che continuiamo a spendere soldi anche per mantenere
il Commissario dello Stato, signor Presidente. E' dell'altro ieri
la notizia che la Corte costituzionale ha detto chiaramente che è
un orpello, una spesa inutile. Nemmeno i Comuni ormai sono
sottoposti al controllo. Siamo rimasti noi con un'operazione che ci
costa un sacco di soldi e non ci consente di poter andare avanti.
Pertanto, lei, Presidente, che oggi deve portare il peso di un
ritardo enorme nello sviluppo di questa Sicilia, lei deve andare a
fare una trattativa con il Governo nazionale, perché dobbiamo
uscire da questa situazione grave in cui ci troviamo, perché non
c'è solo il CoRFiLaC, ha ragione l'onorevole Ragusa di fare
ritirare tutti gli emendamenti. Ci sono, Assessore per
l'agricoltura, almeno dieci enti che servono alla ricerca e in cui
ci sono consigli di amministrazione inutili. Li azzeri tutti, è lì
che si fa la spending review. Azzeri e faccia un unico ente; non
gli operai, non i dipendenti, non i funzionari, non i ricercatori,
ma consiglieri di amministrazione sono amici o amici degli amici.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sicuramente il CORFILAC non è tra gli enti inutili, è
forse l'unica specialità che abbiamo nel campo dell'agricoltura e
che favorisce attraverso applicazioni concrete e attraverso un
servizio che rende sia agli allevatori che agli agricoltori un
miglioramento notevole della qualità agricola.
E' una realtà incredibile dal punto di vista scientifico e
tecnologico, si lavora bene e il problema posto dai diversi
deputati, in particolare della provincia di Ragusa che conoscono la
questione, è un tema da non sottovalutare. Effettivamente, io ho
verificato la capienza e il capitolo e in tutte queste operazioni
fra interventi in Commissione eccetera e quello che è avvenuto poi,
alla fine, dove si è tagliato e dove è inaccettabile è
sostanzialmente sui parchi e sul CORFILAC.
FAZIO. E sui Consorzi no? Il capitolo è stato azzerato
CROCETTA, presidente della Regione. Sui consorzi universitari si è
azzerato il capitolo? Ma non è vero I consorzi universitari vivono
di diverse contribuzioni.
Se noi questa manovra sui Consorzi la andiamo a fare il prossimo
mese non succede nulla. Questi enti non prendono gli stipendi dal
mese di gennaio, per intenderci.
Noi stiamo affrontando, in questo momento, le emergenze, perché si
tratta di situazioni emergenziali e già siamo pronti sulla manovra
complessiva. Io propongo di aprire su questi due aspetti ed
eliminare tutto il resto, che andremo a discutere sulla manovra
complessiva.
Non è che ogni deputato preleva in modo indiscriminato, cioè uno
toglie una cosa, poi arriva un altro, ed alla fine ci troviamo a
risolvere un nuovo problema e ad aggravarne uno già esistente.
Dalle verifiche che abbiamo fatto, effettivamente, ravvisiamo
questa necessità.
L'emendamento presentato sul CORFILAC, così come è stato
presentato, attinge da una fonte di finanziamento che non esiste.
Per cui, eventualmente, se concordiamo questa linea di chiudere sul
discorso dei parchi e sulle realtà che non hanno pagato gli
stipendi - cioè parchi e CORFILAC - io credo che possiamo chiudere,
tranquillamente, in cinque minuti, sapendo che per tutto il resto
rimanderemo alla manovra complessiva, a meno che non ci siano
urgenze, oltre a queste, che siano improcrastinabili. Ed è chiaro
che la manovra di variazione di bilancio la dobbiamo fare il mese
prossimo, dopo l'approvazione del bilancio consuntivo.
Ecco la questione; ricordo che questa manovra dovevamo approvarla
a marzo, poi ad aprile, poi a maggio e siamo arrivati ad adesso,
quando incombono altre cose. Sinceramente, laddove è rinviabile di
un mese, non insistiamo troppo sull'argomento perché rischiamo di
creare altri problemi.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.16)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, era stata avanzata una soluzione da parte
dell'onorevole D'Asero, pensavo condivisa anche dall'onorevole
Leanza di rinviare in Commissione tutte le questioni.
A seguito di una serie di interventi, ho capito che non c'è unità
di intenti, pertanto, dinnanzi a questa empasse, la Presidenza va
avanti come da Regolamento. Quindi, il Governo esprimerà il proprio
parere sui singoli emendamenti, la Commissione esprimerà il proprio
parere e l'Aula si pronuncerà di conseguenza.
Si passa all'emendamento ALL.1.18. Il parere della Governo?
AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino nominale.
Votazione per scrutinio nominale emendamento A1.18
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Bandiera, Cancelleri, Cappello,
Ciancio, Di Giacinto, Foti, Leanza, Mangiacavallo, Ragusa, Siragusa,
Vinciullo, Zafarana e Zito, indìco la votazione per scrutinio
nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 21
Contrari 30
Astenuti 3
(Non è approvato)
L'emendamento 1.27 è precluso.
Si passa all'emendamento 1.4, degli onorevoli Assenza ed altri.
Invito i firmatari al ritiro.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oltre
l'emendamento 1.4, vi sono altri cinque emendamenti presentati per
cercare di raschiare quello che è raschiabile a favore del
CORFILAC. Li ritiro perché prendo atto dell'impegno, sia pure
informale, del Presidente Crocetta di attenzionare concretamente la
problematica del CORFILAC, il quale, tra l'altro, ha detto di
conoscere perfettamente e di apprezzare la validità di questo
Consorzio universitario.
Quindi, con la manovra del prossimo mese verrà adeguatamente
considerata e soprattutto fornita degli adeguati fondi, perché
altrimenti si abbia il coraggio di metterlo in liquidazione e non
se ne parli più, ma sarebbe una iattura per la Sicilia.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'articolo 9.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, visto
l'andazzo dell'Aula e la situazione dei conti della Regione,
dell'obiettivo di questa manovra, per un minimo di dignità da parte
dei parlamentari di quest'Aula, oltre che del Governo e della
Presidenza, inviterei la Presidenza ed i singoli deputati a
ritirare tutti gli emendamenti presentati.
E' veramente penoso assistere in quest'Aula al fatto che ci
possano essere prebende che, con qualche votazione segreta, possano
passare per una categoria o per una sub categoria, quando invece
non ci sono i fondi per le università, per i consorzi universitari,
e non per colpa di questo Governo. Non ci sono i fondi per una
serie di comparti fondamentali e sappiamo che da qui a un mese
dovremo assolutamente fare la manovra. Quindi, invito i colleghi ad
evitare di fare piccoli interventi per avere la gloria effimera di
dieci minuti di intervento, in cui si parla del proprio
emendamento, senza tenere conto che intere categorie, la quasi
totalità delle istituzioni siciliane, stanno morendo.
Ed allora, chiedo ai colleghi di aderire a questo invito di buon
senso, a partire dai colleghi di maggioranza, dai capigruppo di
maggioranza che dovrebbero invitare i loro colleghi a ritirare gli
emendamenti, perché è inutile spingere questo muro per andare di
là, se il muro al di là non può andare, solo per avere un minuto di
gloria, smentito subito dopo.
Dobbiamo fare una manovra imponente che riguardi tutte le
categorie, e dobbiamo farla da qui a venti giorni. La gente è da
mesi che soffre, non è con venti giorni che si risolve un problema
che è di per sé irrisolvibile con questo disegno di legge, tenuto
conto che non ci sono le coperture finanziarie.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io credo
che il problema non riguardi il singolo emendamento, ma riguarda un
atteggiamento di serietà, per quanto mi riguarda attivato
unicamente a lei, che tutta la politica deve assumere.
Credo che l'intervento dell'onorevole Gianni sia passato sotto
gamba e, invece, dava una soluzione intelligente per puntualizzare
alcuni aspetti. Con onestà intellettuale, non è forse questo lo
strumento legislativo che è in condizione di risolvere i problemi
che legittimamente ogni territorio evidenzia? E forse, se non diamo
il primato alla politica, non sarà neanche il prossimo strumento
legislativo.
Allora, signor Presidente, vorrei pregarla di prendere in mano la
situazione e di evitare che la stessa diventi, oggi, difficile e
domani ingovernabile, nella speranza che le tensioni che vengono
evidenziate possano risolversi agevolmente. Credo che soltanto il
Presidente della Regione oggi, e la politica con tutti i partiti,
possa affrontare e risolvere seriamente queste difficoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, mi pare che questo Parlamento abbia dimostrato grande
senso di responsabilità ed anche grande senso di coesione.
Sinceramente, non vorrei che noi, in relazione al fatto che in
alcune realtà si ha una percezione più marcata delle questioni
rispetto ad altre, cominciamo a porre una questione che di fatto
non esiste. Credo che ci sia una intesa generalizzata ad approvare
il salva stipendi' ed i salva comuni' immediatamente e credo che
tutte le norme che andavano in quella direzione siano state
condivise ed approvate.
Vorrei, però, fare una riflessione. In questa manovra, noi
abbiamo, sostanzialmente, privilegiato soltanto gli enti pubblici o
comunque di diretta promanazione della Regione. Questo è il senso.
Perché ci potevano essere tanti altri enti da riferire, i ciechi o
altri, che chiaramente i soldi li dovranno avere.
Diamo ai Comuni, all'EAS, ai Consorzi di bonifica, ma dopodichè io
ritengo che l'unico emendamento veramente correttivo sia quello sui
Parchi, perché sono enti veramente pubblici che non possiamo
lasciare senza neanche il personale di vigilanza, facendoli
incendiare per tutta l'estate. Quindi, c'è una responsabilità ed un
principio nostro di responsabilità, rispetto ad enti che sono enti
regionali.
Non so cosa sia successo in Commissione, credo che siano stati
fatti degli spostamenti, che per mero errore materiale siano state
spostate le somme stanziate, qualcosa è avvenuto perché i soldi
originariamente erano previsti.
C'è un emendamento che ripristina la proposta originaria del
Governo ed io credo che l'appello sia questo, di ritirare tutto
quello che non è rigorosamente ente pubblico e immediatamente, già
è al lavoro l'Assessorato, siamo in condizioni, nel giro di qualche
giorno, di cominciare a discutere della nuova manovra. Però,
risolviamo gli obblighi che noi abbiamo come Regione. Di chi
sarebbe la responsabilità se manca la vigilanza anche dal punto di
vista della prevenzione incendi sui Parchi? Io posso dire di fare
ritirare un emendamento che mi coinvolge persino penalmente
nell'omessa vigilanza? Questo è il senso. Altrimenti, anche questo
emendamento verrebbe ritirato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiamerò di volta in volta i
singoli firmatari per chiedere se intendono ritirare o meno gli
emendamenti, oppure di metterli in votazione.
Si passa all'emendamento A1.19, degli onorevoli Grasso ed altri.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, ha ragione nell'evidenziare questo.
I colleghi Grasso, Falcone, Cordaro, Laccoto hanno correttamente
presentato degli emendamenti per gli Enti Parco, così come ho
presentato io, anche successivamente.
Chiedo ai colleghi di ritirare i propri o meglio fare in modo che
l'emendamento 1.21 venga ad assorbire gli altri emendamenti perché
le coperture, per questo emendamento, sono state verificate e
controllate dagli Uffici, quindi dovrebbe essere l'emendamento, dal
punto di vista tecnico che, peraltro, il Governo fa proprio.
PRESIDENTE. Accantoniamo, pertanto, gli emendamenti sugli Enti
Parco, cercando di trovare la soluzione più idonea.
Si passa all'emendamento A1.26, a firma degli onorevoli Lombardo e
Di Mauro, che per assenza dall'Aula dei firmatari, decade.
Si passa all'emendamento A1.23, a firma dell'onorevole Alloro,
sulle aziende silvo-pastorali.
ALLORO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALLORO. Signor Presidente, devo dire pregiudizialmente che non
sono d'accordo con la proposta del Governo perché se si è detto che
si deve fare una manovra stringata, quella uscita dalla Commissione
Bilancio , penso che il problema dei parchi possa essere
affrontato in un secondo momento, quando si dovranno affrontare
tutta una serie di problemi. I parchi, infatti, rappresentano uno
dei problemi.
Detto questo, se il Presidente della Regione mi presta attenzione,
volevo solo rassegnare al Governo che i dipendenti dell'IRSAP non
prendono stipendio da quattro mesi e non è un problema di fondi, ma
di cattiva amministrazione.
GUCCIARDI. Ha ragione
ALLORO. Cattiva amministrazione perché il Consiglio di
amministrazione dell'IRSAP, in data 28 dicembre 2013, ha assunto un
impegno di spesa di 3 milioni 900 mila euro sul capitolo che
riguarda i fondi per il funzionamento dell'ente per realizzare una
infrastruttura a Patti che non era stata finanziata con il PO-FESR.
A me sembra incredibile che si verifichino queste cose, che ci
siano i dipendenti che non prendono stipendio da quattro mesi e che
ci siano molti pensionati che non percepiscono pensione ormai da
diversi mesi.
Quanto all'emendamento A1.23, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti che trattano di Enti Parco sono accantonati e
verranno trattati alla fine.
FORMICA. Se c'era una proposta del Governo, cosa c'entrano gli
emendamenti dei singoli?
PRESIDENTE. Non sono emendamenti dei singoli, infatti, verranno
trattati alla fine. Ci sarà un emendamento riassuntivo. Ha
ascoltato, onorevole Formica, l'intervento dell'onorevole
Gucciardi? Troviamo la sintesi che farà il Governo o se già si è
fatta in qualcuno di questi emendamenti.
FERRERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRERI. Signor Presidente, vorrei solo puntualizzare che venisse
messo a verbale che durante la votazione, per errore, non ho ben
inserito la tessera, per cui dichiaro di avere votato a favore
dell'emendamento per il CORFILAC. Vorrei, ribadisco, che venisse
messo a verbale.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.6, dell'onorevole Fazio.
PRESIDENTE . Lo ritira?
FAZIO. Lo ritiro, con un impegno da parte del Presidente della
Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, c'è una volontà da parte
dell'onorevole Fazio a ritirare l'emendamento con la rassicurazione
di un impegno da parte sua. A tal riguardo, lei l'impegno lo ha
dato in generale su tutti gli emendamenti.
CROCETTA, presidente della Regione. E' chiaro che su Gibellina,
che è una delle istituzioni più importanti della Sicilia ed è
evidente che il mese prossimo sarà sistemata tutta la vicenda di
tutti gli enti e di tutte le iniziative. Qualcuno prima paragonava
Gibellina a Taormina. Il problema di Taormina è che loro fanno una
programmazione con altro ragionamento che, addirittura,
richiederebbe avere questi fondi già a gennaio perché implicano
artisti internazionali.
Gibellina, invece, ha altre caratteristiche e credo che alla fine
Governo per le risorse necessarie.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Sciuto, lei lo ritira pure?
LO SCIUTO. Sì, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.14, degli onorevoli Maggio e Gucciardi.
MAGGIO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.22, dell'onorevole Gianni.
GIANNI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si procede con la Tabella B.
Si passa all'emendamento degli onorevoli Savona e Falcone relativo
al Cerisdi.
SAVONA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Vinciullo, relativo al
Corecom.
VINCIULLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Dina, relativo alla
Fondazione Whitaker.
DINA, presidente della Commissione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Greco Giovanni, relativo
al Centro di accoglienza Padre Nostro Onlus.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Può farlo sull'articolo 9. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Crocetta, sull'emendamento che ho proposto sul Centro Padre Nostro,
che a minuti deciderò o meno di ritirare, così come hanno fatto i
miei colleghi, come lei sa, volevo ribadire che il servizio che
rende questo centro è un servizio di un quartiere ad alto rischio
e, considerata la sua sensibilità sul tema, visto che nella manovra
si erano previste delle somme a tutte le associazioni contro la
mafia, ho ritenuto che anche il Centro Padre Nostro, proprio per il
punto strategico in cui si trova, avevo chiesto una modesta cifra
che se lei, così come ha fatto con gli altri interventi prende
l'impegno, non ci sto un attimo a ritirarlo per quel senso di
responsabilità che giustamente tutti i colleghi hanno evidenziato.
Presidente Ardizzone, colgo l'occasione di avere avuto la parola
sull'articolo 9, ma le devo chiedere notizie su un ordine del
giorno che ho presentato e che lei ha ritenuto improponibile.
Lo sa perché avevo presentato questo ordine del giorno? Perché
quel palazzo di cristallo che lei, all'insediamento della sua
Presidenza, aveva sventolato diventa sempre più un palazzo di rame
che si va annerendo, giorno per giorno.
Ora, lei me lo ha reso improponibile. Farò tutti gli atti
legittimi e spero, anzi, che lei mi chieda scusa per quella
Conferenza stampa che ha fatto, sul fatto che avrei calunniato
questa onorabile Assemblea. Aspetto le sue scuse perché se lei non
mi darà le scuse andrò avanti. Sono due, infatti, le cose: ho
calunniato io o lei non mi ha dato la risposta che era giusto
darmi.
Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti a firma degli onorevoli Alloro, Cordaro, Clemente,
Cimino, Dina, D'Asero, Vinciullo, Alongi, Germanà, Lantieri vengono
dichiarati ritirati.
Si passa all'emendamento sugli Enti Parco, a firma
dell'onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento degli onorevoli Barbagallo, Lupo,
Gucciardi, A.111. L'Emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.119 dell'onorevole Grasso, Falcone,
Cordaro. Poiché i firmatari non sono presenti in Aula,
l'emendamento decade.
L'emendamento A.13, degli onorevoli Laccoto e Gucciardi è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento A.21, dell'onorevole Gucciardi è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 1.2, degli onorevoli Laccato e Gucciardi è ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 9, così come modificato, con
l'allegata tabella. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
Sospendo brevemente la seduta.
(E' approvato)
(La seduta, sospesa alle ore 18.47, è ripresa alle ore 18.49)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sono stati presentati numerosissimi
emendamenti aggiuntivi.
Gli emendamenti aggiuntivi, poiché non sono transitati dalle
Commissioni di merito, non possono trovare accoglimento in
quest'Aula, per ovvie ragioni, poiché abbiamo privilegiato, così
come è giusto che sia, il lavoro svolto nelle Commissioni.
Giunge un emendamento - lasciamo stare se sottoforma di
riscrittura - da parte del Governo che si aggancia alla materia
della Spending review e, soprattutto, in riferimento al
contenimento della spesa, come previsto, possiamo dire, dal
Decreto Renzi, cioè il tetto al di sopra del quale non possono
andare gli stipendi degli statali ed anche una norma di carattere
generale che riguarda la spesa per i servizi, il contenimento che
si dovrebbe imporre alle Regioni, di una riduzione del 5 per cento.
Il decreto Renzi, possiamo dire così, prevede un tetto massimo di
240 mila euro annui. Nel decreto si dice che anche le Regioni
provvedono ad adeguare i proprio ordinamenti al nuovo limite
retributivo.
Con riferimento all'Assemblea regionale, ho il dovere di dire che
proprio il decreto Renzi impone, all'articolo 17, una riduzione,
quale concorso degli organi costituzionali e di rilevanza
costituzionale alla riduzione della spesa pubblica della Presidenza
della Repubblica, del Senato della Repubblica, della Camera dei
Deputati e della Corte costituzionale, secondo le modalità previste
dai rispettivi ordinamenti, nella misura complessiva di 50 milioni.
Dice il Presidente Renzi, correttamente, perché si tratta di
organi di rilevanza costituzionale: tutti insieme dovete ridurre
la spesa di 50 milioni di euro .
Devo dare atto a quest'Aula che, nel mese di dicembre, approvò una
legge e, all'articolo 12, pur non avendo alcun obbligo giuridico,
perché non lo imponeva il decreto Monti, impose all'Ufficio di
Presidenza di contenere le spese di funzionamento e per il
personale dell'Assemblea, a decorrere dal 2014, nella misura non
inferiore al 10 per cento.
Siamo, quindi, davanti ad una percentuale di gran lunga superiore
rispetto ad una eventuale riduzione che un organo esterno
all'Assemblea potrebbe già immaginare.
Senza alcuna difficoltà, quindi, dico che va a merito di
quest'Aula - è quello che ho sempre detto, però, purtroppo, il
messaggio non passa - nella sua interezza che, addirittura, ha
previsto il contenimento per gli organi di rilevanza
costituzionale, quale è l'Assemblea regionale siciliana,
imponendole, praticamente: tu, nell'ambito del tuo ordinamento,
contieni la spesa ; cosa che è stata fatta.
Non sto a dare numeri, non sto a dire che da 164 milioni siamo
scesi a 149 milioni nell'arco dei due anni e che, è giusto
continuare a ridurre e che quel limite di 240 mila euro, come
tetto massimo, è chiaro che è un limite che va tenuto nella massima
considerazione, seppure non si applica agli organi di rilevanza
costituzionale, ma si applica alla Pubblica Amministrazione.
Do atto, però, al Governatore che, nella riscrittura, non ha,
probabilmente, anche sulla base di un approfondimento e di atti che
già quest'Assemblea aveva adottato, che, sostanzialmente,
nell'emendamento di riscrittura, non si ritorna sulla questione
degli stipendi e dei costi dell'Assemblea che, comunque, vanno e
andranno ritoccati verso il basso, perché è un dovere morale,
condiviso, fino ad adesso, debbo dire, dagli Uffici tutti di
Presidenza e, soprattutto, dai dirigenti e dal personale. Non a
caso, insieme all'onorevole Ruggirello, abbiamo avviato un
percorso. L'onorevole Ruggirello perché è il delegato dell'Ufficio
di Presidenza con la delegazione trattante affinché si trovi una
soluzione che possa soddisfare reciprocamente le parti. Di questo
si tratta.
Convocata per venerdì la delegazione trattante e su questo ho
voluto - consentitemi di dirlo senza alcun infingimento - fare un
appello ai sindacati regionali, alle rappresentanze regionali dei
sindacati, perché intervengano, ove possibile, anche sulle loro
rappresentanze all'interno di questa Assemblea, perché, se è vero
che se si fanno appelli al contenimento della spesa, è pur vero
che, essendo in corso una trattativa - ma ciò non significa che se
non c'è accordo non si andrà avanti - certamente, si andrà avanti
contenendo di non poco anche quelli che sono gli stipendi del
personale dell'Assemblea. E lo faccio, avendo al mio fianco sia il
Segretario generale sia i Vice segretari generali e tutto l'altro
personale perché, tutti noi, tutti noi, posso dire, siamo
consapevoli che, così come fatto per i parlamentari, va fatta una
riduzione della spesa per il personale dell'Assemblea.
Onorevole Presidente, per quanto riguarda, invece, il personale
della Regione, di esclusiva pertinenza del Governo, ma soprattutto
dell'Assemblea, comunque, faccio presente l'articolo 14 dello
Statuto. Deve essere lei a dirmi se insiste o meno nel mantenimento
di questo limite di 160 mila euro, perché, mentre il Decreto Renzi
ha previsto un tetto massimo di 240 mila euro e, quindi, le Regioni
si dovrebbero adeguare, nel suo emendamento, è prevista una
ulteriore riduzione a 160 mila euro degli stipendi dei dirigenti,
del personale, comunque, della Regione siciliana.
Mi permetto - ma sicuramente a lei non sarà sfuggito, perché avrà
fatto le sue opportune valutazioni, gliene do atto - di leggere
l'articolo 14 dello Statuto: che l'Assemblea nell'ambito della
Regione, nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato, senza
pregiudizio delle riforme , eccetera, eccetera, ha competenza
esclusiva sullo stato giuridico ed economico degli impiegati e
funzionari della Regione, in ogni caso, non inferiore a quello del
personale dello Stato.
Più chiaro di come è scritto nell'articolo 14 non so come debba
essere. Mi rendo conto che non è qua la questione del classico
cerino per sapere a chi rimane in mano il cerino.
Dobbiamo approvare delle leggi che siano sostenibili dinanzi al
Commissario dello Stato, delle leggi che tutti noi condividiamo; ci
vuole un impegno, un provvedimento di contenimento, perché il
Decreto Renzi si aggancia ad uno stipendio che è il massimo, del
primo Presidente della Corte di Cassazione. Noi, infatti, diciamo
160 mila, ma potremmo dire, con un subemendamento, anche 180 mila,
potremmo dire 130 o 120 mila.
Ci vuole una ratio anche in quello che scriviamo in questa
materia; però,alla luce dello Statuto lei mi dice chi io potrei
pure dichiarare inammissibile il suo emendamento. Ma è difficile in
questo momento, perché i messaggi sarebbero, obiettivamente,
estremi e difficili da digerire. Quindi, ribadisco: stato
giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della Regione
in ogni caso non inferiore a quello del personale dello Stato .
Mai lo Stato aveva messo un limite massimo per i propri impiegati,
adesso che lo ha messo, cosa facciamo con l'articolo 14 dello
Statuto? Occorre un momento di riflessione, questo però me lo deve
dire lei, onorevole Presidente della Regione, con la massima
chiarezza.
CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il subemendamento si articola in diversi commi: 4, 5, 6,
7. Il quarto comma, praticamente, riduce i contratti in essere del
5 per cento, come prevede la normativa nazionale, quindi, adegua la
Sicilia al resto dell'Italia, il resto rientra nella questione
delle pensioni d'oro e degli stipendi d'oro. Se si guarda bene la
motivazione, si parla di spending review e di razionalizzazione
della spesa.
Il senso dello Statuto, come noi lo interpretiamo, è di dare le
competenze a questa Assemblea e a questo Parlamento di disciplinare
la materia degli stipendi, lo stato giuridico, che in ogni caso non
potrà superare quella dei dipendenti dello Stato; ma, in questo
caso, noi non alteriamo né lo status giuridico dei dipendenti, né
interveniamo in una disciplina del trattamento economico, noi
diciamo semplicemente: siccome questi soldi non li abbiamo, e
siccome siamo in una situazione di difficoltà economica, dobbiamo
comprimere la spesa, proprio là dove questa spesa sembra anche
eticamente ingiustificabile ai cittadini .
Probabilmente, c'è da dire che i padri fondatori non prevedevano
che saremmo arrivati a questi super mega stipendi nel corso degli
anni, ma in ogni caso noi riteniamo di tenere ferma la proposta e
di dare un segnale forte. Verificheremo, eventualmente, se ci
dovessero essere impugnative di questo tipo. Io penso che la
motivazione per la quale si arriva alla riduzione attiene
all'esigenza di risparmio imposta dalle leggi vigenti. Facciamo
meno del Parlamento nazionale per il semplice motivo che a 250 mila
euro l'anno hanno portato lo stipendio del Presidente di Rete
Ferroviaria italiana, che avrà sicuramente qualche competenza in
più del Presidente del Cerisdi. Quindi, parliamo di questioni
diverse.
Riteniamo che il tetto di 160 mila euro sia persino ancora alto
perché, se noi equipariamo questo agli stipendi del Presidente
della Regione, del Presidente dell'Ars e degli stessi deputati, qui
è diventato un monte alla rovescia. Non si è mai avuto il coraggio
di toccare la burocrazia e io credo che sia venuto il momento. Se
poi dovesse venire fuori un problema di costituzionalità, vuol dire
che finalmente sarà l'occasione di fare una legge-voto sulla
revisione dello Statuto, ma noi dobbiamo dare il messaggio ai
cittadini che vogliamo fare e vogliamo fare in fretta.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato sia
le argomentazioni della Presidenza, sia quelle che il Presidente
della Regione ha comunicato a quest'Aula e dico che non possiamo
metterci la testa sotto la sabbia. Va detto con molta nettezza e
con molta chiarezza che nell'ambito della Regione siciliana, a
qualunque livello, compresa l'Assemblea regionale, va definito un
tetto oltre il quale nessun dipendente debba percepire un euro in
più.
Lei ha detto bene, signor Presidente, che lo Stato ha disciplinato
la materia dei tetti in tempo abbastanza recente. Per la verità, il
decreto Renzi è l'ultimo degli atti compiuti dallo Stato che ha
introdotto dei tetti per le retribuzioni dei propri dipendenti.
Altra cosa sono i manager pubblici. Ma mi consenta di ricordare a
questo Parlamento, che questa Assemblea ha legiferato nel 2007,
prima Regione in Italia, un tetto. In una Regione dove l'assenza di
tetti aveva determinato retribuzioni per contratti vigenti a quel
tempo nei confronti di dipendenti che erano stati contrattualizzati
con l'incarico di dirigente, con retribuzioni pari al doppio di
quelle con cui sono stati introdotti i tetti di spesa. Nel 2007 si
introdusse prima, e ancor prima che lo facesse lo Stato, un tetto
di 250 mila euro nelle retribuzioni della Regione siciliana.
Lo dico per ricordare che l'introduzione di un tetto questa
Regione l'ha già fatto ancor prima che fosse definito quello
nazionale ed ha operato in presenza di una norma nazionale che ha
prodotto il tetto nazionale a 290 mila euro con modifiche che
l'hanno poi portato credo a 300 mila euro nel corso degli ultimi
mesi.
Allora, io continuo a pensare che la materia dei contratti è una
materia sacra che va lasciata alla negoziazione delle parti
sociali, e credo non sia intenzione di nessuno stabilire con legge
il valore della retribuzione delle persone. Altra cosa - e non
possiamo continuare a far finta di non capire - è fissare un limite
oltre il quale nessun contratto e nessuna negoziazione può
determinare principi diversi. Ecco perché io condivido e dico di
più: credo che si debba estendere anche a questo Parlamento, alla
sua organizzazione il tetto delle retribuzioni.
Noi non ce lo possiamo più permettere L'impatto comunicativo di
un Parlamento che in qualche modo appare agli occhi dell'opinione
pubblica ancor prima di quella regionale, a quella nazionale, una
zona franca dei valori e dei costi, diciamo pubblici, è una cosa
che travolge tutti, primo tra tutti chi ci lavora.
Ecco perché condivido la scelta di introdurre un tetto. Il Governo
ha presentato un tetto di 160 mila euro, ma sulla cifra si può
sempre valutare. Lei ha posto un tema che può essere oggetto anche
quello di una legittima coerenza con l'ordinamento dello Stato ed
io avevo presentato un emendamento che si muoveva tra la
prospettiva dei 150 e gli attuali 240 e, considerato che la Regione
ha già un tetto di 250 mila euro, avevo suggerito un tetto
massimale di 200 mila euro.
Penso che sulla questione delle retribuzioni non possiamo far
finta che quando parliamo di questi argomenti entriamo in una sorta
di corto circuito del bizantinismo formalista , solo perché si
dica con chiarezza, e lo dica la Sicilia, in un tempo complicato
per la nostra Regione, che la Sicilia ha fatto prima di altre
qualcosa in questa materia, ed in questo momento, in un momento
particolarmente difficile, non aspetta che altri gli impongano di
fare queste scelte.
Signor Presidente, io credo che siamo anche alla vigilia di
possibili imposizioni e ci dobbiamo convincere che c'è un momento
oltre il quale nessuno di noi, pur con i rilievi legittimi, non è
per discutere per legge la retribuzione. Il punto è discutere per
legge il senso del limite del costo della Pubblica Amministrazione,
perché anche questo Parlamento fa parte del costo della Pubblica
Amministrazione. Non ci può essere una legge che opera per i
dipendenti regionali, i dipendenti degli enti pubblici, per tutti
gli annessi e connessi e ci estraniamo di affrontare il tema nel
luogo dove discutiamo di tutto questo.
Ecco perché io non solo condivido - ripeto, sull'entità si può
discutere - la ragione di questo emendamento che raccoglie in parte
quello che io avevo presentato, ma penso che bisogna estendere
questo tetto come principio - poi sarà l'Ufficio di Presidenza, ai
sensi dell'articolo 4 dello Statuto, a disciplinare le modalità -
ma penso che bisogna estendere questo principio anche a questo
Palazzo.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato con molta attenzione gli interventi che mi hanno
preceduto, e sgombro subito il campo, eventualmente, da
interpretazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti.
La proposta che viene avanzata naturalmente prevede un tetto e
questo tetto, per quanto riguarda gli stipendi, indennità e altro,
deve valere nei confronti di tutti i dipendenti. E se nel merito
non può che essere condiviso, io sfido chiunque qui in Aula a non
condividere un percorso che vede sicuramente un egual trattamento
nei confronti dei destinatari di una norma per evitare
possibilmente - così come accaduto nel passato - privilegi o
guarentigie non garantite da alcuna norma.
C'è un problema, che qualcuno ha definito bizantinismo formale ,
che così non è purtroppo. Quando la nostra Costituzione ha
approvato lo Statuto della Regione siciliana, ha previsto
sostanzialmente qualcosa di diverso. Che piaccia o non piaccia,
così stanno le cose, e non può essere modificato in maniera così -
oserei dire - elementare o superficiale.
Mi spiego. Qualcuno che avrà fatto sicuramente studi giuridici si
ricorderà cosa significa e cosa determina quando la nostra
Costituzione prevede la fattispecie della cosiddetta riserva di
legge che - vorrei ancora rinfrescare la memoria - può essere
suddivisa in assoluta e relativa. Per esempio, Presidente forse,
molti miei colleghi non sanno che la Regione non può legiferare in
materia penale per un semplice motivo, perché la nostra
Costituzione riserva all'intervento statale la materia penale.
Quindi, non è possibile immaginare un intervento legislativo a
riguardo, perché il nostro Statuto prevede la cosiddetta riserva
del regolamento, strumento che il legislatore indirettamente
costituzionale ha approntato perché si intervenga. Motivo per cui
una previsione del genere, non solo sarebbe illegittima, ma
consentitemi, sarebbe del tutto inadeguata.
Fermo restando che condivido - e come me condividiamo credo tutti
gli altri componenti - il merito della questione, è solo sbagliato,
completamente sbagliato, lo strumento che si intende utilizzare o
non utilizzare o strumentalizzare per raggiungere questo fine.
Sull'argomento, signor Presidente, mi ero permesso, insieme ai
capigruppo, di presentare un ordine del giorno che raggiunge lo
stesso obiettivo, ma demanda alla norma regolamentare, così come
aveva previsto nella fase originaria l'intervento di adeguamento,
non solo eventualmente la normativa regionale, che può valere nei
confronti di tutti gli altri dipendenti, ma ovviamente è necessario
che debba essere recepita da una norma regolamentare e introdotta
nel nostro ordinamento cosiddetto interno.
E' un rischio, e sapete perché è un rischio? Forse, i profani non
sanno quanto possa essere importante l'ordinamento, e soprattutto
la gerarchia delle fonti, che consente bene o male di avere una
fonte subordinata necessariamente, per forza di cose, alla norma
superiore. Ebbene, questo rapporto di gerarchia, nella fattispecie,
non può trovare applicazione, perché si tratta di competenze
riservate ad istituzioni diverse e quindi non vale il rapporto di
natura gerarchica.
Ritengo, pertanto, che non solo ci esponiamo ad una eventuale
impugnativa, perché è come se io facessi il biglietto dell'autobus
ed intendo prendere il treno. Mi spiace, al primo controllo,
sicuramente, mi si fa scendere perché il biglietto risulta del
tutto inadeguato. Questo non l'ho detto io e non intendo,
ovviamente, garantire privilegi e quant'altro, ma intendo
semplicemente esporre le ragioni di carattere giuridico che - le
assicuro - non sono campate in aria ne infondate, per cui sono
contrario ad una ipotesi del genere. Tenuto conto che l'obiettivo
questa Assemblea lo raggiunge sempre e allo stesso modo approvando
l'atto in indirizzo.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, mi sarei aspettato da parte sua anche
un intervento sull'articolo 14, perché la questione degli stipendi
dei dipendenti dell'ARS verrà affrontata e risolta, nel senso che
verranno ridotti gli stipendi dei dipendenti dell'ARS, così come
già è avvenuto. Io mi sarei aspettato da parte sua anche un
intervento sulla questione che è oggetto dell'emendamento, perché
il decreto Renzi di qualche giorno fa, prevede un tetto massimo di
240 mila euro, c'è un emendamento che mi porta a 160 mila euro.
L'articolo 14 dello Statuto dice: Lo stato giuridico ed economico
degli impiegati e funzionari della Regione in ogni caso non può
essere inferiore a quello del personale dello Stato .
Non so quale impressione arriverà all'esterno, ma so anche che già
scrivono che uno si trincera dietro bizantinismi. Non sono
bizantinismi questi, perché il decreto Renzi ha una sua logica,
perché si aggancia ad un dato. Voi mi dite che l'avrei potuto pure
dichiarare inammissibile, ma non l'ho fatto, e non lo farò adesso.
Però, non possiamo fare finta di niente, non possiamo fare finta
che non esiste uno Statuto. Questo ce lo dobbiamo dire fino in
fondo con tutte le conseguenze del caso.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
Presidente della Regione, nel gennaio 2014 avevamo proposto la
stessa norma che andasse a mettere un tetto agli stipendi, sia dei
dirigenti e funzionari della Regione, che dell'Assemblea regionale,
prendendo come riferimento un tetto massimo mensile che fosse il
doppio dell'indennità di carica lorda del Presidente dell'Assemblea
regionale e del Presidente della Regione.
Il calcolo, considerati circa 6.600 euro mensili, verrebbe di
circa 158 mila euro annui, perfettamente in linea con l'emendamento
del Governo che, in questo caso ringraziamo per avere attinto alla
proposta fatta in precedenza da noi e che, all'epoca, era stata
rifiutata.
Si pone però, da parte del nostro Gruppo parlamentare, una
richiesta aggiuntiva a quella che è una sacrosanta proposta che,
con il mio intervento, dico che appoggeremo. La proposta è quella
di inserire - chiedo al Presidente della Regione che mi presti un
attimo di attenzione - la norma che evita la possibilità, per chi
si è macchiato di reati inerenti agli articoli che riguardano la
mafia, previsti dal Codice di procedura penale, di percepire il
vitalizio, motivo per cui siamo balzati agli onori della cronaca
nazionale nelle ultime settimane, nell'ultimo mese.
Credo che quest'Aula e questo Parlamento debbano dare una risposta
ben precisa ai cittadini siciliani e a tutto il resto d'Italia,
anche per la voglia di riprendersi una fetta di dignità che questo
Parlamento deve rappresentare, e soprattutto onorare, nel mondo e
nell'Italia intera, perché rappresenta un popolo che vuole
rialzarsi da certe nomee e da certe dicerie.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, mi dà lo spunto e lungi da
polemizzare. L'onorevole Cracolici ha fatto riferimento che siamo
finiti alla ribalta nazionale per una serie di vicende, certamente
non edificanti, però non dovrebbe ormai sfuggire a lei - so che non
ha compiuto studi giuridici, ma in questo caso non occorrono spunti
giuridici - non può sfuggire a lei, anche perché il suo Gruppo
parlamentare ha tanti consulenti - mi risulta - che la normativa
penale è di esclusiva competenza statale.
Onorevole Cancelleri, ha fatto tanto male - non lei, per carità -
la diffusione di una notizia falsa e infondata, ribadisco, che
questo Parlamento voleva tutelare qualcuno o qualcosa. C'è una
sentenza della Corte costituzionale, recentissima, che riguarda la
Regione Campania, che aveva esteso l'incandidabilità ai condannati
per mafia, iniziativa che è stata dichiarata incostituzionale
perché tratta di materia penale riservata alla competenza esclusiva
dello Stato.
Se poi tutti noi pensiamo di acquisire consenso parlando male
delle istituzioni
(applausi)
non che io rappresento, ma che anche lei rappresenta, perché
avere fatto diventare la questione Cuffaro un caso nazionale, ed
essere costretti noi a difenderci, sapendo che non è così, in cuor
suo, onorevole Cancelleri, sa che giuridicamente non è così, e mi
ripropone ancora una volta la questione.
Deve saperlo, onorevole Cancelleri, perché è una persona ormai
preparata, ed ha tanti consulenti che le possono riferire che la
materia penale è di competenza statale e non di competenza
regionale.
Questo non è più ammissibile Siamo noi che mettiamo alla berlina
il Parlamento siciliano Siamo noi che mettiamo alla berlina la
Sicilia, non altri
Capisco che diventa facile il suo gioco, onorevole Cancelleri,
quando in senso unilaterale si presenta nelle reti nazionali a
diffondere un messaggio assolutamente infondato. Ma in questo caso
il diritto è chiaro, e le dico di più: la sfida che il suo Gruppo -
mi scuso se esco fuori dai ranghi da Presidente dell'Assemblea, ma
ormai è finita la campagna elettorale - la sfida che il suo Gruppo,
il Movimento Cinque Stelle avrebbe dovuto fare, era quello di
estendere la perdita dell'assegno vitalizio per i condannati per
reati contro la pubblica amministrazione che siedono, hanno seduto
nei banchi del Parlamento nazionale.
L'ho detto più volte, io non ho niente contro Lusi, ma il caso
Lusi non si applica, mentre si applica per i consiglieri regionali.
Non sto dicendo che è ingiusta questa norma. Allora, che il suo
Gruppo si faccia carico, visto che ha un potere di incidenza
notevole in questo campo, ma perché il suo Gruppo non dice che la
decadenza per i reati contro la pubblica amministrazione si applica
anche ai parlamentari nazionali? Perché il suo Gruppo non si fa
carico della modifica della legge Severino, onorevole Cancelleri,
che prevede la decadenza per i consiglieri regionali? Perché ci
avete portato sulla stampa nazionale?
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.26, è ripresa alle ore 19.27)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto di
intervenire prima; quindi, torniamo un po' indietro, torno alla
finanziaria e alla problematica dei parchi.
E' stato approvato un emendamento, e siccome ho presentato un
ordine del giorno non voglio intervenire su questa norma, già
condivido quanto da lei affermato, anzi da parlamentare credo sia
sostenuto dall'Aula e da questo Parlamento che ha difeso. Poi,
tornerò e la prego di darmi nuovamente la parola successivamente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Grasso, quello che mi dice, mi dà
conforto.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto volevo
ringraziare apertamente il Presidente della Regione per la
presentazione di questo emendamento. Sulle cifre possiamo anche
rivedere qualcosa, però vedete, quest'Aula, il decreto Monti n. 174
del 2012, l'ha approvato senza battere ciglio, per dare un'immagine
di cambiamento a questa Sicilia, ai siciliani, per far vedere che
finalmente la nuova politica vuole cambiare, vuole voltare pagina.
Prego il Presidente del Consiglio, Renzi, che intervenga anche con
legge-voto, immediatamente, con il voto di fiducia, affinché possa
diminuire gli stipendi dei deputati nazionali e dei senatori,
perché la spending review si deve adottare in tutta lo Stato e la
Sicilia su questo è stata veramente per bene grazie al Presidente,
grazie alla volontà di quest'Aula, di tutti noi che abbiamo votato
senza batter ciglio.
Quindi su questo, veramente, un plauso al Presidente della Regione
che con il suo Governo vuole intraprendere un percorso per
recuperare risorse e darle ai tanti deputati che vengono qui a
dibattersi per tutti quegli enti ad iniziare da Corfilac e con
tanti, perché qui non può diventare un campo di battaglia fra di
noi per cercare di portare risorse giuste e sacrosante nei nostri
territori.
Questo è impensabile, se dobbiamo aumentare qualcosa aumentiamo,
facciamo quello che vogliamo, ma tutti dobbiamo piangere le
conseguenze delle malefatte di questa Regione e nessuno si deve
escludere da questo ragionamento.
Io vi prego, carissimi deputati, carissimi amici, perché ormai ci
sono pure rapporti di amicizia, di intervenire votando anche con
legge-voto, visto che la giurisprudenza non ce lo permette, per
intervenire immediatamente affinché questo tetto di 160, o 180 che
sia, sia rispettato.
Grazie Presidente della Regione.
MALAFARINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAFARINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso che
con questo emendamento che è stato presentato dal Governo
finalmente si faccia una grande operazione di etica non solo
morale, ma di etica politica, perché finalmente si sta assistendo
ad un ridimensionamento di sprechi inaccettabili che per anni hanno
comportato delle spese non giustificabili sotto nessun punto di
vista.
Quindi, come Gruppo parlamentare del Megafono siamo assolutamente
convinti della necessità di procedere non solo a questi tagli di
spesa, ma anzi di incrementarli, e sottolineo l'esigenza che anche
gli altissimi stipendi della burocrazia di questa Assemblea siano
ricondotti in termini di etica e di meritocrazia.
Ricordo che da quest'Aula qualche mese addietro mi scandalizzai,
si può usare il termine mi scandalizzai, per una liquidazione
milionaria nei confronti dell'ex Segretario generale dell'Assemblea
che percepì la modestissima cifra di oltre un milione di euro, non
abbiamo mai saputo quanto perché sono dati che non è dato sapere,
però, da notizie pubbliche sembrava ben superiore ad un milione di
euro. Non credo che di fronte alla pubblica opinione, ma
soprattutto di fronte alla miseria di tanta povera gente siano
cifre giustificabili ed accettabili.
Finalmente, credo sia arrivato il momento di dare dignità al
lavoro e anche al lavoro delle persone più umili, perché non c'è
alcuna giustificazione morale, etica ed umana che possa garantire
uno stipendio trenta, quaranta, cinquanta, cento volte superiore
al lavoratore che spesso e volentieri non ha neanche i soldi per
sopravvivere.
Non voglio fare populismo, non mi interessa farlo. Non vorrei
neanche apparire più realista del re o più crocettiano di Crocetta,
però, in questo caso, ritengo sia necessario mettere le mani anche
- e vorrei che il Presidente della Regione mi ascoltasse - a
quella che è la riforma della Pubblica amministrazione regionale
con la semplificazione che, finalmente, deve trovare lo spazio
necessario per ridare ossigeno alle imprese e, soprattutto, per
ridare certezza nei tempi e dignità alla gente, rimettendo l'uomo
dell'azione amministrativa e non il burocrate che fa di tutto per
evitare di assumersi responsabilità.
E in quel campo ritengo anche che questo Parlamento debba
affrontare il problema delle molteplici consulenze attribuite da
più enti pubblici, ma agli stessi soggetti che cumulano redditi non
giustificabili con una limitazione qualitativa e, soprattutto,
quantitativa delle consulenze, e non ultimo anche gli incarichi
alla alta burocrazia regionale, perché non è ammissibile che più
persone ricoprano tre, quattro incarichi che poi non sono in grado
di poter gestire correttamente, ritardando i tempi ed allungandoli
eccessivamente. A ciascuno il suo nella misura che merita e a
ciascuno il suo per il lavoro che può e che deve fare.
GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei non
riteneva improponibile quell'ordine del giorno può darsi che con la
Commissione che richiedevo io si potevano trattare questi argomenti
di cui parliamo oggi.
Io debbo dirle che il suo intervento di difesa dell'articolo 14 lo
condivido in pieno. Però, le voglio ricordare che quando si trattò
dell'articolo sulla spending review che riguardava i deputati
circolava una voce che sul problema finanziario non c'è Statuto che
tenga.
Vede, noi abbiamo fatto degli interventi e lei si lamenta che non
sono stati recepiti. E invece che cosa è stato recepito, Presidente
Ardizzone? Che lei si è preso un segretario pagato a sette mila
euro mensili, che lei si prende ancora le macchine per il suo
lavoro di rappresentanza, che lei non ha avuto la capacità di farci
sapere quanto è lo stipendio del Segretario generale.
Questi sono gli elementi che, oggi, vengono percepiti dal popolo e
lei se ne frega, perché lei si trincera dietro a quel Regolamento
che lo rende invulnerabile sulla trasparenza, perché lei per la
trasparenza, le assicuro, non fa niente Perché se lei era
trasparente e se lei vuole che effettivamente noi si dia un
messaggio fuori da quest'Aula che si inizi una riduzione veramente
dei privilegi, di queste cento persone che voi assumete come
Consiglio di Presidenza Ma ce lo siamo fatti un esame di
coscienza? Ma lei se lo immagina che se noi fossimo usciti per dire
che con questi soldi che voi utilizzate per assumere tutti questi
consulenti, tutte queste persone, noi avessimo stabilizzato le 85
persone che abbiamo come personale?
O noi usciamo con dei provvedimenti seri che bucano il popolo Lei,
signor Presidente, con la difesa dell'articolo 14 lei parla bene
qui fra di noi, ma fuori non viene recepito Viene recepito che lei
non comunica lo stipendio del Segretario generale Ma che 500 mila
euro, forse si vergogna a dirlo? Ma se gli spetta non si deve
vergognare se è 500 mila euro. Ma qual è la paura? Io se fossi
stato il Segretario generale l'avrei pubblicato sul sito. L'avrei
pubblicato sul sito, che succede? Non succede niente
Ed allora, signor Presidente, io la invito a rivedere di dare un
parere favorevole a quell'ordine del giorno per sederci ad un
tavolo sereno e potere dare inizio ad un lavoro dove andiamo a
riesaminare tutte le spese. Guardi ho visto una spesa di 200 mila
euro per degli addetti alla sicurezza di due portoni. Sa quante
persone ha assunto quella ditta? Sei.
Abbiamo dato e diamo 300 mila euro, non so se sono preciso, alla
Adn Kronos. Se iniziamo questo tipo di lavoro, facendolo
all'interno, fra di noi, con una commissione di deputati, noi
sicuramente, parleremo della riduzione del compenso del personale e
dei dirigenti dell'Assemblea e di tutta la Regione siciliana,
andiamo a fare un disegno di legge che comprenda tutto il personale
perché sono momenti di grossi sacrifici.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, l'Aula, su questi argomenti, talvolta
usa espressioni travolgenti che, in verità, non fanno bene a
nessuno.
Io, con assoluta franchezza, le voglio dire una cosa e lo dico con
profondo rispetto per chi opera in questo settore. Qui c'è gente
che è imbattibile per professionalità, pur tuttavia, al netto di
questa categoria di persone, tutti quelli che ci ascoltano questa
sera non hanno capito quasi nulla. E non è un problema giuridico di
impostazione: è un problema semplice.
Signor presidente, lei deve fare un'operazione: deve indicare una
data perché se ci incartiamo su commissioni, delegazioni, così non
ne usciamo più e saremo travolti, sempre di più, da mille
indiscrezioni che, poi, diventano notizie da prima pagina. Non è
difficile. Io credo che non si debba intervenire per legge, è
sufficiente una delibera del Consiglio di Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo proposito, ho indetto una
conferenza stampa per giorno 4, insieme all'onorevole Ruggirello.
Più chiaro di così
TURANO... Allora, quello che serve questa sera, parlando, non
perché rimanga agli atti del Parlamento, ma per parlare alle
persone che ci ascoltano è quello di dire che tale giorno, a tale
ora ci sarà una conferenza dove il Presidente dell'Assemblea
comunicherà il deliberato del Consiglio di Presidenza.
Io mi affido alla sua autorevolezza e, devo dire con franchezza,
sicuramente ha fatto un'opera di moralizzazione perché tutti
possano conoscere la verità dei fatti, senza lasciarsi trascinare
nelle beghe di chi grida di più per esprimere meglio il suo
concetto. Se noi, oggi, non diciamo, con precisione, quando lei
comunicherà le decisioni del Consiglio di Presidenza, avremo fatto
un proclama che non fa bene a nessuno.
FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRANDELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò molto
breve a sostegno del subemendamento del Governo perché credo che,
mentre in queste piazze, nelle nostre città, ci sta la
disperazione, non possiamo sicuramente non affrontare il tema e,
quindi, dobbiamo dare l'esempio e dimostrare il fatto, per quanto
riguarda la mia forza politica, che gli effetti del cambiamento non
si fermano a Reggio Calabria, ma riescono ad attraversare lo
Stretto ed arrivare anche qui alla Regione siciliana. Una questione
del genere non vorrei che la si trattasse da azzeccagarbugli ,
vedendo se è un tema statutario o meno.
Io credo che ci sia un tema etico e morale che va affrontato e
vedo un ragionamento anche, chiaro e, soprattutto, un atto chiaro
da parte del nostro Governo.
E chiedo a tutto il Partito democratico di sostenere, con
convinzione, questo subemendamento, perché non si può essere
renziani a Roma o sui giornali e, poi, non essere consequenziali
con i fatti proprio quando si ha l'opportunità. Non vogliamo più
essere parolai su questo, ma vogliamo essere consequenziali.
E questo è il motivo per cui, non solo chiedo al mio Partito il
sostegno ma, chiedo, anche, di sostenere l esigenza di un voto
palese su questo, perché credo che fra 500 mila e 160 mila, quando
pensiamo alla media degli stipendi siciliani, per chi ce l'ha, non
stiamo parlando della fine del mese
Chiedo, quindi, il sostegno convinto ed un atto concreto. Andiamo
in una direzione chiara e così non potremo essere fraintesi.
Una piccola parentesi la voglio fare. Ed è una parentesi che
riguarda un tema molto dibattuto. Le riconosco grande equilibrio e
le riconosco anche una grande capacità di sintesi, caro Presidente.
Credo, però, sia stato frainteso anche l'assist ed anche
l'opportunità che ci viene offerta dal subemendamento del Movimento
5 Stelle. Lo voglio dire perché credo non ci vogliano delle leggi
contra personam e neanche delle leggi a favore delle persone. Non
stiamo parlando di una legge che deve andare contro o favore
dell'ex onorevole Cuffaro, assolutamente. Io ho rispetto anche per
la dignità con la quale l'ex Presidente della Regione sta scontando
i propri torti ed i propri sbagli. Si sta ponendo, però, un tema
reale: credo che il vitalizio sia un principio feudale e sono
contento che già a partire da questa legislatura, io per primo,
non godrò di questo privilegio feudale.
Credo, tuttavia, che l'opportunità, ed io annuncio la firma
qualora venisse presentato dal Movimento 5 Stelle, di dire che per
tutti coloro che si sono macchiati di reati di mafia o contro la
Pubblica amministrazione, non stiamo attaccando la pensione che è
un principio soggettivo e nessuno può levarlo, stiamo parlando di
un vitalizio che viene erogato in più dall'Assemblea regionale
siciliana. Su questo, chiaramente, dichiaro di apporre la mia
firma. E credo che, anche, su questo bisognerebbe essere
consequenziali.
Lei, poi, fuori da polemica, potrà, da buon Presidente
dell'Assemblea, dichiarare ammissibile o inammissibile il
subemendamento; però, questo è altro tema.
PRESIDENTE. Onorevole Ferrandelli, le dico subito. Non vedo
l'onorevole Cancelleri. Onorevole Cancelleri, la prego, mi sto
riferendo anche a lei, siccome l'onorevole Ferrandelli ha
richiamato il suo subemendamento. A scanso di equivoci, io renderò
ammissibile anche quell'emendamento, perché qui un equivoco bisogna
sfatare: non vorrei che ci fossero alcuni che sono a difesa
dell'etica e della moralità più di altri. Questo è il ragionamento.
Io ho un compito, quello di andare incontro alla legge, sulla base
di quello che prevede la Costituzione. Ed è questo il potere che mi
viene riservato.
Mi scuso per i toni avuti con l'onorevole Cancelleri, per avere
coinvolto il suo Gruppo a livello nazionale. Ecco, forse, non
c'entrava il riferimento al Movimento 5 Stelle nazionale. Questo è
il discorso. Lo renderò ammissibile, anche questo che riguarda
l'estensione ai reati di mafia.
Lo dico con la massima chiarezza. Sappiamo, però, che noi andiamo
incontro ad un vaglio da parte del Commissario dello Stato, ad
eccezioni di incostituzionalità, perché io sono sempre più convinto
che è materia statale. Non c'è una presa di posizione da parte mia
contro altri. Tutti noi dobbiamo sapere cosa andiamo a votare. Di
questo si tratta.
Con riferimento al suo intervento, molto pacato e garbato, di
questo la ringrazio, lei ha fatto riferimento ad uno stile
renziano. Non posso, certamente, parlare io di stile renziano
perché non appartengono al suo Partito, ma è proprio Renzi è
proprio Renzi che ha voluto diversificare gli organi costituzionali
e di rilevanza costituzionale, dando loro una certa autonomia e
ponendo un tetto massimo di 240 mila euro. Perché l'onorevole
Cracolici dice bene, noi già il tetto l'abbiamo messo ed è di 250
mila euro. Io, allora, mi preoccupo, mi preoccupo e dico: ma questo
gioco al ribasso serve a qualcuno? Serve a dare risposte immediate,
a parlare in questo momento alla pancia della gente? Perché la
Sicilia deve fare questo?
E' chiaro che va contenuta la spesa, così come ribadisco quanto ho
avuto modo di dire all'onorevole Turano. E' chiaro che l'Assemblea
procederà al taglio, ma procedere al taglio e toccare anche le
pensioni, guardate che non è cosa obiettivamente semplice. Qui si
tratta di evitare contenziosi, questi non sono bizantinismi
giuridici Io pure mi potrei trincerare dietro al fatto di dire:
c'è una legge, andiamo avanti Ma si tratta di bizantinismo
giuridico questo, oppure ciascuno di noi pensa di fare il proprio
dovere in qualche modo in coscienza perché propone un emendamento
che magari non è conforme allo Statuto? Ma per questo non significa
che non sono per la riduzione degli stipendi a 160 mila euro
Si tratta di un problema che ho posto all'Aula e l'Aula nella
pienezza voterà così come voterà sull'emendamento del Movimento 5
Stelle. Voi pensate che non sia stato paradossale proprio per me
dover ammettere che uno che viene macchiato di un reato di mafia -
non faccio il caso specifico, attenzione - non gli viene sospeso
l'assegno vitalizio ed un condannato per un abuso di ufficio gli
viene sospeso l'assegno vitalizio.
Obiettivamente, è paradossale, ma questo dato paradossale l'ha
creato lo Stato italiano, competenza rispetto alla quale noi non
possiamo fare assolutamente niente, e quando dicevo nell'intervento
forse un po' troppo accalorato all'onorevole Cancelleri, io
invitavo il Parlamento nazionale, ma l'ho fatto anche pubblicamente
attraverso le pagine di Repubblica', che sia il Parlamento
nazionale ad intervenire e a fare chiarezza su queste cose, materia
rispetto alla quale noi non abbiamo nessuna competenza perché,
onorevole Ferrandelli, io mi auguro che il Commissario dello Stato
approvi gli emendamenti che quest'Aula esiterà, ma poi non
significherà che se il Commissario dovesse bocciarli potremmo dire:
beh, noi il nostro lavoro lo abbiamo fatto, pazienza l'ha bocciato
il Commissario dello Stato m sarebbe troppo semplicistico questo.
Questo con la massima chiarezza.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
onestamente la contraddizione di questa Assemblea non finisce mai
di stupire. Ieri, su un bacino di lavoratori, che non nominerò per
evitare, si è deciso di non trattare la materia che riguardava
reati penali perché era complicata, ora invece si tratta di
strumentalizzare casi che esulano certamente dalle nostre
competenze e tutti ci premuriamo a presentare pezzi di carta per
sventolare atti di giustizia, come se qui siamo con la coppola e la
lupara e vogliamo difendere chissà chi
Il Presidente della Regione ieri ha detto chiaramente: su questa
materia chiedo al Parlamento formalmente di ritirare quell'atto ,
perché quando si parla di reati penali ci vogliono dei giuristi e
non un Parlamento, ci vogliono dei professionisti che analizzino,
caso per caso, e che analizzino un reato quando è stato commesso,
quale può essere la ripercussione del reato, l'efficacia del reato,
che ripercussioni può avere di retroattività, perché se io
commetto un reato, parlo nella generalità e nell'astrattezza, chi è
il Parlamento per giudicare se la mia colpa deve essere retroattiva
o da ora in poi? È questo Parlamento che lo deve decidere o lo deve
decidere chi fa di lavoro questa cosa? Se io faccio 30 anni di
politica e commetto un reato oggi, chi lo deve decidere se io
pagherò per il mio mandato per 30 anni di vita mia e non devo
garantire anche i miei figli, se è il caso, per contributi che mi
sono versato.
Faccio l'intervento più coraggioso e più impopolare perché è
facile mettersi con la forca in mano e non dico che sono io che
devo dare ragione o torto, dico che non è il ruolo di questa
Assemblea decidere questa cosa. E quando il caso è stato sollevato
in autorevoli testate giornalistiche ci sono stati dei confronti
proprio perché è una materia molto complessa e complicata.
E siccome noi continuiamo a dare questo spettacolo, Presidente, io
le dico che ho chiesto poco fa ad un mio collega: ma quando si
tratta di tagli del personale, ma di quale taglio parliamo, di
tutti? . Mi è stato detto: sì di tutti, perché? Poi a calare
vengono colpiti tutti . Ed io sono contrario. Ero contrario al
taglio del call center, il centralino dell'Assemblea regionale, e
ci tengo con orgoglio, signor Presidente - io ho 36 anni, ho umili
estrazioni sociali - però le dico sono orgoglioso di fare parte
dell'Assemblea regionale siciliana, che non è la Regione perché è
una cosa diversa.
L'efficienza dell'Assemblea regionale siciliana è una cosa
importante, è una cosa autorevole. Noi oggi che facciamo? Piano
piano, svendiamo, svendiamo ora anche la professionalità di questa
struttura e nemmeno più i turisti ci verranno a trovare, perché già
mi risulta che nella scorsa legislatura si facevano convegni coi
medici, venivano personalità autorevoli, e già abbiamo tolto pure
questo. Piano piano noi siamo accecati da aprire, ma invero ci
stiamo chiudendo, privando di motivazione anche il personale. Anche
l'Assistente parlamentare che sta qua come noi, anzi da prima,
perché ci devono fare trovare la piattaforma pronta, gli
Assistenti, comunque tutti i dipendenti che non svolgono figure
apicali - io mi rivolgo ai lavori più umili che però rendono questa
macchina efficiente - noi li colpiamo.
Li colpiamo perché qua - in questo Parlamento - la vera verità è
che non facciamo un straccio di legge utile per i siciliani. Perché
la verità è, Presidente: togliamo, togliamo , ma uscendo fuori,
anche stasera, ci prenderanno a male parole, ma lo sa perché,
Presidente? Perché abbiamo fatto qui poco fa la svendita dei saldi
di fine stagione E non sono stupidi i siciliani Ora gli diremo:
abbiamo tagliato gli stipendi dei dipendenti . Ma continueranno a
morire di fame.
Le leggi sullo sviluppo continueranno a non esserci. Gli enti
locali continueranno a stare soffocati dalla mancanza di aiuto.
Dove poco fa ho detto al Presidente Dina: ma come? Ma dove sono
finite tutte le risorse che abbiamo procurato con l'abrogazione
delle Province? Qui, oggi, dovevamo rilanciare la Sicilia con
questi soldi - lei non c'era, c'era il suo collega Luca Bianchi,
assessore -. Hanno sventolato un taglio nelle Province con
l'efficienza e il risparmio di quanti milioni di euro. Hanno dovuto
dire ai colleghi che poco fa hanno sfoggiato amarezza pubblicamente
nei confronti del Governo che non si è prestato, perché non si può
prestare, non c'è un euro. Poco fa c'è stato il mercato: Gruppi che
si riunivano per cercare di togliere ai consorzi di bonifica e poi
invece dare ai parchi, una vergogna Di questo ci accusano i
siciliani, non ci accusano di altre cose Una volta perché non si
lamentavano della politica? Perché il meccanismo funzionava. Ora il
meccanismo non funziona. Tagliamo gli stipendi, va bene. Domani
mattina taglieremo un'altra cosa. Ma se qui si continua a fare di
maggioranza una spartizione, i contentini, in base ad un
emendamento rispetto che un altro, continueranno a lamentarsi.
Io non so se sono solo, spero che altri parlamentari prenderanno
la parola, non è questo lo spirito. Di massacrare chi guadagna, sì
guadagna Ma ci lavora Perché la professionalità e la
responsabilità che uno si assume deve essere anche quella pagata
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, io ringrazio l'onorevole Cracolici
per avere cercato l'attenzione del mio intervento, ma spero
soprattutto di avere la sua attenzione, quella del Presidente della
Regione e dei colleghi parlamentari.
La norma che viene proposta è una norma che sta nel comune
sentire, però io ritengo necessario provare anche ad evitare una
corsa forsennata a chi diventa più giacobino degli altri, perché il
rischio, alla fine, è una delegittimazione complessiva di questo
Parlamento. La norma che questa sera viene proposta dal Governo è
una norma seria. Oggi ho visto uno stipendio da 13 mila euro di un
dirigente di una società partecipata, e francamente ho cercato di
immaginare le fatiche che debba affrontare questo dirigente, non
trovandone molte.
Questa norma ha senso però su due elementi, sulla necessità che
questo Parlamento non scelga frullati normativi come quello di
oggi, e possibilmente poi non riusciamo a produrre norme organiche
di settore, di riforme vere, che alla fine fanno di queste giornate
una corsa forsennata, e poi, probabilmente, il ragionamento del
Commissario dello Stato viene utilizzato come clava, e in altri
casi ci viene a penalizzare anche gli sforzi nell'immaginare norme
in grado di essere conformi al sistema giuridico complessivo, che
rischiano poi di cadere.
Alla fine i cittadini non sono così disattenti ai lavori di questo
Parlamento come noi pensiamo, e una norma bocciata, una norma che
delegittima, in qualche modo fa perdere di credibilità - che non è
altissima per la verità - questo Parlamento nei confronti
dell'elettorato e della popolazione, soprattutto dei giovani
siciliani. Per cui, la proposta sullo stimolo di questa norma,
signor Presidente, è un momento di trasparenza assoluta su tutto
ciò che questo Parlamento spende, senza immaginare che tutto vada
soppresso, perché sarebbe sciocco e inutile, peraltro, nella
risoluzione dei problemi.
Un palazzo di vetro, come lei spesso ha invocato, ed io credo
assolutamente nella sua buona fede e nella sua volontà di arrivare
a questo risultato. Evitiamo scivoloni come l'acquisto di macchine
quando non servono, evitiamo tutto ciò che possa creare equivoco o
fare introdurre chi di giacobino non ha nulla, ma c'è una categoria
di onesti in Sicilia, che sono i disoccupati, una categoria
pericolosissima perché diventano rigorosi e rigidi nei confronti
degli altri.
Detto questo, signor Presidente, e concludo, in maratone come
queste spesso capita che ci siano norme che vengono proposte,
proposte di norme che poi diventano emendamenti aggiuntivi; lei,
che ha più anzianità di me in questo Parlamento, sa che qualche
legislatura fa si usava un termine che tutte le norme andavano
nella legge dello sviluppo, o noi siamo in condizione di
considerare le norme, perché è chiaro che non tutte le norme
aggiuntive al testo sono attinenti alla materia - se mi fa usare un
termine caro nell'avvocatura - è che il giudice peritus peritorum
lei ha l'insindacabilità del giudizio.
Io, per esempio, avrei immaginato che una norma dell'Assessore per
l'agricoltura che riguardava un altro caos che si sta creando con
le graduatorie uniche dell'Azienda Foreste e dell'antincendio,
diventasse oggetto di discussione, perché credo che era necessaria,
ma quella norma, nonostante ieri ne ho parlato ripetutamente con
l'Assessore, e vedevo un interesse verso la Presidenza in tal
senso, non ha trovato adeguato riscontro.
L'Assessore, con molto garbo istituzionale, non è salito nello
scranno più alto di questo Parlamento, ma io ho il dovere di dire
che questo è un altro dei grandi temi che in questa Sicilia confusa
e in difficoltà creerà problemi. Pertanto, vorrei pregare la
Presidenza magari di dedicare qualche ora in più a queste norme
aggiuntive, che spesso vengono presentate in Commissione e poi
vengono ritirate per essere ripresentate e non possono diventare
oggetto di giudizio che è certamente neutrale e obiettivo, ma che
peccano di un'insindacabilità che crea irritazione nel
parlamentare, il quale, dal suo punto di vista, cerca di fare
approvare norme nell'interesse generale che riguardano
complessivamente categorie generali.
Io penso, e mi rivolgo al Presidente Crocetta, che chiusa questa
ulteriore fatica nel fare quadrare i conti di un bilancio, di cui
le certamente non ha responsabilità per la mancanza di risorse,
serve necessariamente che il Parlamento, con il Governo,
individuino prima dell'estate i disegni di legge più importanti.
Sto pensando all'acqua pubblica, penso anche ai lavori di qualche
Commissione, in modo tale che possiamo chiudere questa sessione nel
migliore dei modi, dando ancora forza a questo Parlamento perché,
comunque se ne dica, la politica intesa nell'accezione greca, nel
significato che dava l'altra sera il sottosegretario alla
Presidenza, cioè nella logica di Togliatti e di De Gasperi, è
l'unico strumento per garantire i più deboli, e questa Italia che
oggi anche nel voto ultimo ha dato fiducia ad un Presidente del
Consiglio e alla sua politica, che non è fatta solo di speranza, ma
di prospettiva e determinazione.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
assessori, onorevoli colleghi, cittadini. Presidente Ardizzone, lei
ha ragione, purtroppo il mio collega Cancelleri, andando da Giletti
- penso che lei aspiri alla stessa cosa, ma probabilmente non la
invitano, non so per quale motivazione - ha offeso l'Istituzione,
ha offeso il Parlamento regionale siciliano.
Ed allora, io vengo qui a fare una denuncia e una confessione, e
chiedo scusa alle Istituzioni per essere incensurato, per non avere
mai commesso reati, per non essere andato in galera, per non essere
amico di Totò Cuffaro, per non avere amici fuori condannati per
mafia, amici del suo partito, quello del quale lei fa parte. Ma,
purtroppo, siamo fatti così
E' vero, abbiamo consulenti, io stesso sono un avvocato, ma sono
un miserrimo avvocato di provincia, sono di Caltagirone, non vengo
da Messina. Pensavo, pensavamo ragionando fra di noi, che visto che
il vitalizio, la pensione le eroga l'Assemblea regionale siciliana,
forse è l'Assemblea che individua quali sono i beneficiari e
individua anche quali sono le cause di esclusione. Bah, prendiamo
atto e la ringraziamo per la sua benevolenza visto che ha reso
ammissibile questo emendamento, anche perché in questo momento lo
stesso emendamento è in discussione alla Camera, ad oggetto del
d.l. n. 66, che è stato presentato dai nostri colleghi del
Movimento 5 Stelle, appunto a Roma.
Presidente Crocetta, bentornato Ci è mancato in questi 2 mesi di
campagna elettorale Io volevo dire una cosa su questa finanziaria,
credo che ci sia qualche cosa che non torni. Io non capisco perché
questo Governo talvolta accolga le proposte del Movimento 5 Stelle,
la famosa proposta dei PIP, il tetto dei 20 mila euro, e poi torna
indietro. Non era meglio togliere qualunque fascia e fare rientrare
tutte queste persone, invece di prenderle in giro? Forse, qualcosa
si nasconde dietro, non capisco. Perché questo Governo, prima fa
una marcia avanti, e poi fa una marcia indietro. Sugli
sportellisti, prima si decide una cosa e poi ne fate un'altra.
Presidente, questo si chiama ricatto Quale prezzo state pagando
Questo è il frutto di quello che dovete in termini elettorali. Noi
siamo gli ultimi su questo non ci piove, ma ci vuole fermezza, e
questo Governo ha il dovere di tenere ferma la barra del timone,
altrimenti lo lasci, perché questa nave in questo modo va alla
deriva. Non potete permettervi di prendere in giro le persone.
I miei interventi sono sempre molto brevi, anche perché ci siamo
detti quasi tutto. Intervengo sempre poco.
Presidente Ardizzone, questa caduta di stile non è la prima volta
che accade e non sarà sicuramente neanche l'ultima. A questo punto,
io penso che lei debba le dimissioni a quest'Aula, perché non ha la
serenità e l'imparzialità che un Presidente dell'Assemblea
regionale, di tutto il Parlamento dovrebbe avere.
IOPPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, una manovra, una mini manovra che arriva
abbastanza stancamente, in ritardo, a fine maggio e che ha indotto
anche l'opposizione più coerente, più ferma, più determinata, ad
accettare toni costruttivi nel senso che ci siamo resi conto tutti
che questa manovra serve per pagare degli stipendi che non vengono
pagati da 5-6 mesi, e che non è giusto, non è corretto, non è
nemmeno utile a nessuno esprimere la propria indignazione tentando
di ritardare, o addirittura bloccare, un iter normativo. Non lo
merita la Sicilia, non lo meritano i siciliani, soprattutto non lo
meritano le fasce più deboli della nostra Terra, della nostra
Isola.
Di questa manovra stanca e ritardataria, alla fine, il Parlamento
sembra essersi interessato, sembra essersi svegliato su un tema, su
un argomento rilevante, importante e, direi anche, un argomento
alla moda.
Parlo da questo pulpito, parlo a quest'Aula, ma cercherei di farmi
comprendere da chi sta fuori da quest'Aula e che, ascoltando a
tratti questo dibattito, si sarà fatto ancora una volta un'idea del
caos, del marasma, dentro il quale l'istituzione regionale, da un
anno e mezzo a questa parte, si ritrova e si ribatte.
Il tema è semplice, Presidente dell'Assemblea, alla fine si è
appassionato anche lei e la passione non è mai vana, non è mai
superflua. Il tema è semplice. La politica si accorge che bisogna
tutti fare qualcosa per recuperare credibilità, immagine, serietà,
concretezza e lo fa un Parlamento che non sta discutendo più dei
propri compensi, del proprio appannaggio, perché il Parlamento
siciliano, applicando il decreto Monti alla fine dell'anno scorso,
ha già dato un esempio concreto. Ha fatto bene a ricordarlo,
Presidente.
La politica, quella che dovrebbe essere la buona politica, si
accorge che anche la burocrazia è chiamata a contribuire con
qualche sacrificio - che poi non è così insopportabile - nel
percorso di ritrovamento e di ritorno ad una dimensione più etica,
e direi anche più sociale. Tutto questo, però, va fatto all'interno
delle norme che sono previste per fare questo. Ecco il richiamo che
tutta l'Assemblea dovrebbe fare al Governo e dovrebbe rivolgere a
se stessa. La legalità, Presidente dell'Assemblea, non è qualcosa
che può marciare a corrente alternata. Il principio di legalità è
un principio assoluto, è un principio permanente al quale tutti
dobbiamo richiamarci.
E se, come prima diceva l'onorevole Fazio, vi è una norma che
detta il percorso attraverso il quale fissare un nuovo tetto
retributivo per la burocrazia regionale ed anche per quella
dell'Assemblea regionale siciliana, queste norme vanno applicate,
vanno seguite, vanno osservate, altrimenti, perdiamo noi stessi di
credibilità, perde di credibilità l'Istituzione. Questa Istituzione
permarrà anche quando non ci sarà più, qui dentro, nessuno dei
componenti di questa attuale legislatura.
Si tratta anche di decidere, in fin dei conti, definitivamente se
il regime statutario, se questa nostra autonomia speciale conta
ancora qualcosa oppure no. Decidiamolo una volta per tutte, in
maniera molto laica, molto aperta, ma anche molto onesta e molto
franca. Ma se qualche volta difendiamo lo spirito e le norme
autonomistiche e qualche altra volta, invece, tentiamo noi stessi
di calpestare lo spirito e le norme autonomistiche, non saremo più
credibili e, quel che è più grave, non sarà più credibile questa
Istituzione, il Parlamento regionale siciliano.
Allora, che ben venga il tetto Che ben vengano i sacrifici Che
ben venga il tetto assolutamente da fissare - e questa è una
questione di merito, sulla quale non intendo andare avanti - ma
certamente nel rispetto delle norme, e le norme sono quelle
dell'articolo 14 dello Statuto e non possiamo assolutamente far
finta di dimenticarlo.
Questo è l'argomento principale di stasera: se noi non rispettiamo
per primi lo Statuto, non possiamo certamente pretendere che altri
lo rispettano al posto nostro.
SUDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUDANO. Signor Presidente onorevoli colleghi, devo dire che sempre
più spesso in quest'Aula mi trovo in imbarazzo, perché è vero che
sono alla prima esperienza, ma mi rendo conto che il clima politico
che viviamo in questo momento non aiuta nessuno, perché si sale qua
soltanto per insultare qualcuno o per attribuirsi meriti, e non
credo che nessuno possa dare lezioni.
Ritengo, signor Presidente, che quando lei riscontra che un
articolo, un emendamento, un subemendamento, non sia conforme al
nostro Statuto, non dovrebbe metterlo ai voti ma dichiararlo
inammissibile, proprio perché questo ha comportato un dibattito in
quest'Aula per più di un'ora su un argomento che ritengo
demagogico, proprio perché noi siamo qua per fare le leggi, e per
farle dobbiamo rispettarle.
Quindi, se il nostro Statuto prevede un tetto che è equiparato a
quello statale, non credo possiamo fare emendamenti che non sono
conformi al nostro Statuto, perché si rischia di andare avanti nel
modo in cui conviene a quest'Aula.
Tra l'altro, devo dire, sempre a lei Presidente dell'Assemblea,
che mi dispiace che qualcuno come l'onorevole Greco, abbia detto
quello che ha detto nell'intervento, perché in realtà comunque va
dato merito a lei di avere istituito una Commissione per la
spending review in tempi non sospetti, e quella Commissione, con il
Presidente Cracolici prima e il Presidente Savona dopo, ha studiato
e ha elaborato un disegno di legge sulla spending review
dell'Assemblea regionale.
Purtroppo, qui è talmente alto lo scontro, che così intelligenti,
tutti i deputati, non riconosciamo neanche il lavoro che abbiamo
fatto, tanto da infangarci, da andare sui giornali, parlando di
macchine che vengono acquistate o noleggiate, senza invece dire che
quest'Aula ha il merito - e ha avuto il merito - di tagliarsi il
numero dei deputati, i loro tetti e di fare una riduzione della
spesa del personale.
Quindi, signor Presidente, ritengo che, per il futuro, quando gli
emendamenti sono contrari al nostro Statuto non devono essere messi
ai voti. Capisco che è sbagliato per chi li propone, capisco che,
purtroppo, oggi fare i falsi moralismi è facilissimo e capisco che
lei non si vuole mettere in questa situazione, però lei si deve
assumere in questo la responsabilità - glielo devo dire - perché si
rischia in quest'Aula che tutti i deputati voteranno un emendamento
perché non vogliono mettere la faccia in un argomento come questo,
perché la gente ha fame, è arrabbiata e, quindi, ognuno deve votare
questo emendamento per spiegarlo ai propri elettori. Invece,
sarebbe bene che quando un emendamento non è conforme alla legge
non venisse messo ai voti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sudano, anche lei ha ragione.
Pensavo di essere stato chiaro.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono impegnato in
politica da troppo tempo, forse, ma mal mi ritrovo in quest'epoca
nella quale la politica si fa a colpi di tweet, e in questa
politica dominata dai social network, dove ci sono i tweet, i
messaggini che sostituiscono, non dico l'intelligenza, non dico la
riflessione, ma a volte persino il buonsenso.
Ed il buon senso vorrebbe che questa Assemblea parlamentare,
anziché fare a gara, dando uno spettacolo di sé inverecondo e
vergognoso in molti casi, a chi può spararla più grossa, a chi può
cercare di inseguire ciò che ritiene, a torto o a ragione, che sia
gradito alla piazza, per cercare di raccattare qualche voto, magari
vendendo la propria dignità, il proprio cervello, la propria
capacità di ragionare, salvo poi comportarsi - e lo vediamo tutti i
giorni - in maniera esattamente opposta a quello che magari un
minuto prima, salendo su questo pulpito, si grida ai quattro venti.
Lo rivedevo qualche ora fa a proposito della folla degli
emendamenti, che pur di avere qualche minuto di gloria si è
disposti a tutto, anche a vendersi l'anima. Quest'Aula dovrebbe
riflettere sul fatto che il Governo nazionale, non soltanto il
Governo Renzi, ma anche i precedenti Governi nazionali, ci hanno
tagliato un miliardo di euro all'anno sulla sanità, già a partire
dal 1996 quando, per chi non lo ricorda, il contributo della
Regione siciliana al Fondo sanitario è stato elevato dal 32 al 41
per cento, e non voglio dire che è stato Prodi, perché poi non è
che Berlusconi lo ha tolto. E nel 2006 il contributo è stato
portato dal 41,6 al 50 per cento circa, con la promessa, questa
volta, completamente disattesa, che si sarebbe intervenuti in
compensazione vedendo di dare alla Sicilia le contropartite
previste dal nostro Statuto, che è Costituzione, e cioè
l'attuazione dei famosi articoli 36, 37 e 38. Ovviamente, non ci è
stato dato nulla di tutto questo.
E, a proposito di sanità, ve ne voglio dire un'altra. Nel 1998, su
proposta di due regioni del Nord, Emilia Romagna e Lombardia, una
di destra e una di sinistra, è stata apportata una piccola, piccola
modifica al criterio di riparto dei Fondi per la sanità,
piccolissima immagino, perché ci sono stato in Conferenza Stato-
Regioni, ed immagino pure come l'hanno proposta: oltre ai criteri
normali di distribuzione delle risorse, introduciamo anche questo.
Quali erano i criteri normali? Tot pro-capite. In Sicilia ci sono 5
milioni e 100 mila abitanti? Allora, fa mille 650 euro pro-capite
senza grosse altre considerazioni.
Cosa si è inserito nel 1998 su proposta di due regioni del nord?
Che bisognava tenere conto della capacità contributiva e questo ha
significato che abbiamo perso centonovantasei milioni di euro
all'anno.
CRACOLICI. E' stato introdotto il principio dell'anzianità.
FORMICA. Due principi: anzianità e capacità contributiva. In
seguito, a quella norma noi abbiamo perso quasi 200 milioni di euro
all'anno e continuiamo a perdere.
E noi siamo qui, per raccattare qualche voto, a discettare se
dobbiamo illegalmente togliere la pensione a Cuffaro.
E' una vergogna Io non ho fatto mai parte del partito di Totò
Cuffaro, perché provengo dal MSI prima, Alleanza Nazionale dopo,
PDL e Forza Italia ora, nulla a che vedere. Ma è una vergogna che
per raccattare qualche voto, e mi meraviglio che molti colleghi non
intervengano su questo con un tweet, si pensa di voler forzare la
legge addirittura presentando un emendamento e costringendo il
Presidente dell'Assemblea, che sa e conosce la Costituzione e lo
Statuto, anche ad accettarlo, sapendo bene che è incostituzionale e
che quindi sarà bocciato ma per poter dire che togliamo la pensione
con un reato di mafia dopo che è stato spiegato che questo tipo di
legislazione non ci appartiene, che è di competenza esclusiva dello
Stato e che quindi, casomai, dovrebbe essere lo Stato a porre in
essere un provvedimento di questo tipo.
Io non ci sto a questo tipo di politica che per me è una vergogna
Sul resto, sul fatto che è stato presentato questo emendamento per
abbassare i tetti io ritengo che non ci sia nulla da dire. Noi
deputati abbiamo fatto, non da ora, perché già nella precedente
legislatura, senza nessuna legge nazionale che ce lo imponeva, e so
io che ero il vicepresidente quanti rimproveri abbiamo ottenuto,
quanti rimbrotti dai colleghi e quelli che c'erano lo possono
testimoniare, in maniera del tutto autonoma, senza leggi nazionali,
abbiamo decurtato lo stipendio di oltre il 15 - 20 per cento,
togliendo tutta una serie di prebende.
Noi deputati, sempre in questa legislatura, ci siamo ulteriormente
e di molto abbassati lo stipendio perché consapevoli del fatto che,
vista la situazione drammatica a livello nazionale e soprattutto in
questa Regione, la politica doveva dare l'esempio. Ma è
immaginabile pensare che la politica, i deputati che vengono eletti
e che si sottopongono ogni cinque anni al vaglio dell'elettore, che
si sobbarcano per i propri elettori una serie di spese, che fanno
sì che quello stipendio, che è già di molto abbassato, si riduca a
quasi nullo, si può tollerare che contestualmente una uguale misura
non debba interessare tutta l'amministrazione pubblica? Perché
allora ci verrebbe da pensare che c'è una sorta di soggezione, che
c'è una soggiacenza della politica ad altri poteri, la
subalternità, mi suggerisce il Presidente Musumeci, perché non si
può interpretare in altro modo e non voglio continuare a discutere.
Per me è pacifico e finisco, signor Presidente, ma era importante
che alcune cose venissero dette. Penso sia perfettamente inutile
continuare a discutere sul fatto che si adegua la politica, si deve
adeguare tutta la macchina.
Quando c'è gente che soffre e quando non si trovano cinquantamila
euro per il centro Pater nostro o per altre associazioni
benefiche, non si può pensare che non ci sia una riduzione che
interessi e che preveda anche il contributo di chi più ha, di chi
più prende e di chi più può dare.
L'ultima cosa, rivolta al presidente Crocetta ed al Governo, nel
testo dell'articolo 14, al comma 4, c'è un provvedimento che già
avevo fatto notare in Commissione Bilancio, è assolutamente
illegittimo e prego il Governo di ritirarlo. E' in deroga ad ogni
altro provvedimento, i contributi alle associazioni possono essere
erogate in un'unica volta. Questa previsione deve scomparire.
Il Governo si era impegnato in Commissione a ritirarla perché
introdurrebbe un criterio di discrezionalità che quest'Aula non può
tollerare.
Quel comma 4 del testo dovrà essere cassato o lei, signor
presidente, lo deve dichiarare improponibile; mi riferisco alla
parola possono , cioè al derogare alle leggi. Ancora parliamo di
deroghe nei finanziamenti?
In deroga alle leggi vigenti, possono essere erogati in un'unica
soluzione . E' come dire che mi piaci in viso e te lo do, tu,
invece, non mi piaci e non te lo do.
Pertanto, o lei dichiara improponibile quel comma 4 o il Governo
lo ritiri perché farò succedere l'ira di Dio Noi non possiamo fare
figli e figliastri. La legge deve essere uguale per tutti.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUGGIA. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
francamente pensavo che stasera avremmo dovuto discutere della
necessità di garantire gli stipendi e che questa era la manovra che
abbiamo rinviato al dopo elezioni, in modo già strumentale, e che
questa sarebbe stata l'occasione per, rapidamente, fare i passaggi
d'Aula ed arrivare alla votazione della manovra.
Evidentemente, così non è stato, ma non è stato così perché,
ancora una volta, strumentalmente, questo Governo nasconde i
problemi per farci vedere delle cose che non ci sono.
Mette i riflettori in una stanza al buio, in uno stanzone di 300
metri quadrati, mette i riflettori in un angolo di due metri
quadrati.
Invece, di parlare di tutte le questioni legate alla garanzia
degli stipendi, così come l'opposizione aveva proposto di fare
nella prima fase, oggi ci ritroviamo a parlare di una cosa che, per
carità, è ovvia.
Ci siamo diminuiti gli stipendi, dobbiamo intervenire anche sulla
questione del tetto massimo dei dirigenti, ma mi chiedo se lo si
doveva fare attraverso questa discussione
Mi sembra di rivivere le stesse discussioni che il Governo ci ha
proposto con l'abolizione delle province, senza poi, di fatto,
cambiare nulla, oppure con l'istituzione del registro delle coppie
di fatto dove, di fatto, una coppia non si è scritta al registro,
cioè pura demagogia.
Un modo semplice per non fare entrare i siciliani nel dibattito,
nelle questioni che riguardano la pancia della gente, nelle
questioni che riguardano la disoccupazione, nelle questioni di chi
non trova lavoro, nelle questioni di tutti quei giovani che sono
costretti ad andarsene via, per responsabilità di questo Governo,
il quale ci propone, invece, un ragionamento, tutto centrato,
perché questo poi è il centro del discorso, sul dovere punire
alcuni profili che sono stati, a dir loro, simbolo di chi sa che
cosa.
Io lo confesso. La mia storia, prima di essere dentro questo
Movimento, è stata, da sempre, una storia di centrodestra e la mia
famiglia ha vantato anche rapporti politici, istituzionali con
alcune figure che hanno rappresentato il passato di questa Regione.
Bene, sì, sono un deputato giovane, ma questo non significa per
forza che bisogna interpretare il cambiamento ed il rinnovamento
rinnegando tutto quello che è stato, volendo a tutti i costi
rompere ogni cosa perché bisogna ricostruirla in nome della
demagogia, in nome del distruggiamo tutto, abbattiamo tutto .
La mia famiglia ed io sono stato anche amico dell'ex onorevole
Cuffaro. Un uomo che, probabilmente, ha pagato per tanti. Un uomo
che, probabilmente, ha pagato per tutti. Un uomo che ha commesso
degli errori, per i quali sta pagando. Penso, però, che dovere a
tutti i costi crocifiggere una storia, un vissuto perché questo è
quello che l'opinione pubblica vuole sentire, non sempre sia la
strada giusta.
Credo che stiamo entrando, signor Presidente, in questioni che
riguardano la contrattazione sindacale, signor Presidente
Ardizzone.
Noi stiamo entrando, signor Presidente, in questioni che
riguardano altra materia, che non attengono al Parlamento.
Ci sono le organizzazioni sindacali, ci saranno delle vertenze,
delle controversie che saranno affrontate in altra sede,
certamente, non in quella del Parlamento, dove noi decisamente
dobbiamo fissare un tetto massimo, ma dentro dei parametri e, poi,
volere a tutti i costi equiparare il dipendente regionale che,
anche lui, come uomini del passato della politica siciliana, deve
diventare dipendente regionale simbolo di non so cosa, del
malaffare, della burocrazia, di quello che non funziona è come
volere contrapporre la politica all'antipolitica; è come volere
dire che i dipendenti regionali, dell'Assemblea regionale, solo
perché hanno avuto la fortuna di vincere un concorso, di svolgere
la propria attività, già solo per quello devono essere condannati.
Signor Presidente, io a questo storia, onestamente, non ci sto
Penso, devo dire, seppur rappresentando un Partito che fa
opposizione, che è Forza Italia, che neanche nel pensiero del
Decreto Renzi ci fosse l'idea di volere fare questo tipo di
operazione rispetto ai dipendenti dell'Assemblea regionale
siciliana, circa 220 persone, che per quanto mi riguarda, da un
anno e mezzo che sono qui, le vedo quasi come sepolte dentro
questo Palazzo.
Noi abbiamo 100 assistenti parlamentari, 10 operatori tecnici, 5
coadiutori parlamentari, 20, 30 tra segretari parlamentari, 20
stenografi, 40 consiglieri parlamentari, circa un'ottantina di
personale stabilizzato, tutta gente che mi onoro di avere
conosciuto e con la quale sono felice di potere avere collaborato,
in questo anno e mezzo.
So il lavoro che, da parlamentare, sto riuscendo a fare, caro
Presidente, questo è certamente grazie al fatto che il mio popolo,
perché ritengo di essere figlio del popolo, il mio popolo mi ha
voluto qui, ma grazie anche alla collaborazione che ho trovato
dentro questo Parlamento.
Lei aveva promesso che non avremmo fatto nottata ed è vero, non
ne abbiamo fatto, ma io che arrivo qui alle 7.30 del mattino e che
da palermitano spesso ricevo i miei amici in questo Parlamento,
posso dire di potere disporre della collaborazione, del supporto e
dell'aiuto di tanta gente che è qui anche dentro questa Aula questa
sera, fino alle 21, tralasciando i propri affetti e la propria
famiglia e che è vero che è proiettata verso una situazione
lavorativa che gli da serenità, però quella situazione lavorativa
credo che viene ogni giorno conquistata e, quindi, merita lo stesso
rispetto che noi stessi chiediamo.
Quindi, io credo che un tetto vada definito, però non spetta al
Parlamento affrontare questa questione che io rimanderei alla
contrattazione sindacale e nelle sedi opportune.
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io credo
che il dibattito che si è sviluppato deve farci riflettere.
Non è più tempo di improvvisazione, noi abbiamo il dovere di
pensare a delle leggi quadro che possano riassumere gli anni che ci
hanno visti in questo Parlamento e in ricordo di chi ci ha
preceduti ed è il motivo per cui chiedo al Presidente della Regione
di ritirare quell'emendamento, anche in ordine al suo intervento
Presidente Ardizzone, che stasera devo dire è stato più autorevole
del solito.
Lei ha ricordato e ha detto che venerdì ha una riunione con i
sindacati e che deve verificare con loro se è applicabile o meno
quello che stiamo immaginando di fare.
Qualche settimana fa, sulla legge sull'amianto, un emendamento,
che avevamo condiviso con il Movimento 5 Stelle, che prevedeva di
tagliare lo stipendio aggiuntivo ai dipendenti che non avessero
fatto il proprio dovere, è stato dal Commissario dello Stato,
secondo me inopinatamente, tagliato, bocciato, respinto, bloccato,
perché questi decide quello che deve essere fatto e quello che non
deve essere fatto, non capendo che la sua è ormai una posizione
incostituzionale e che farebbe bene a chiudere bottega.
Io chiedo al Presidente della Regione di ritirare
quell'emendamento, di fare una riflessione legislativa, legale e di
consentire al Presidente dell'Assemblea, insieme all'Ufficio di
Presidenza, di verificare se ci sono o meno le condizioni per fare
questi tagli che si intendono fare.
Capisco che il momento è difficile, noi stessi come qualcuno ha
detto prima di me, abbiamo fatto dei tagli allo stipendio, capisco
che abbiamo migliaia di precari, ma questo non significa che
dobbiamo a tutti i costi abdicare al momento di difficoltà facendo
anche qualche abuso, perché potrebbe anche esserci un abuso, non
sono un legale o un avvocato e non so, esattamente, ma presumo che
politicamente sarebbe più opportuno che si facesse una riflessione
prima di procedere ad occhi chiusi a fare un danno che possa essere
più grave del bene che vogliamo raggiungere.
Non voglio soffermarmi più di tanto, dico solo che questo Paese,
l'Italia e la Sicilia sono uno dei paesi a più alta proliferazione
legislativa. L'Italia è un paese che ha 175 mila leggi, la Francia
ad esempio ne ha 7 mila, la Sicilia non sappiamo quante migliaia,
se vogliamo fare un buon esercizio della funzione si faccia una
legge quadro sulla formazione, sul lavoro, sulla sanità forse ci
darebbe quella autorevolezza che spesso viene a mancare quando ci
soffermiamo a parlare contro qualcuno o contro qualcosa.
Io non ho mai avuto un dialogo semplice con Cuffaro, molto spesso
siamo andati allo scontro, direi troppo spesso, questo non
significa che per prendere qualche voto in più dovrei dire qualcosa
contro uno che non si può difendere.
I problemi di Cuffaro sono problemi di Cuffaro e dello Stato. Oggi
i miei problemi sono il precariato, gli sportellisti, l'azienda che
ha bisogno di lavorare, gli investimenti, l'attrazione degli
investimenti, le zone ASI che debbono essere date a prezzo politico
per consentire, a chi vuole, di venire ad investire qui ed a
produrre posti di lavoro.
Questi sono gli interventi di cui io mi voglio occupare
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Onorevole Presidente, io ho chiesto di riparlare perché
credo che questa sera stiamo commettendo, come spesso può succedere
quando o per ingenuità o per, diciamo, eccesso di protagonismo,
rischiamo di discutere di cose che non c'entrano nulla.
Noi abbiamo varato qualche mese fa una legge che è pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale di questa Regione, onorevole Cancelleri,
che ha inteso ribadire un principio, giusto o sbagliato che sia,
che c'è dal 1965, ovvero che lo status giuridico, oltre che
economico, del parlamentare della Regione fino a quella legge
varata - non so quando, la spending review - era equiparata al
Senato della Repubblica e che da quel momento è, invece, equiparato
al famoso Decreto Monti, ma non abbiamo voluto, tutto il
Parlamento, modificare un principio - che, ripeto, vige da circa 49
anni - ovvero lo status giuridico del parlamentare regionale.
Giusto o sbagliato, io ho sempre considerato questo un elemento
di salvaguardia non del parlamentare, ma degli eccessi che avrebbe
avuto il parlamentare regionale in questa Terra, se non si fosse
collegato ed ancorato ad un principio nazionale.
La materia dei vitalizi è una materia che è disciplinata, appunto,
in coerenza con quanto previsto per il parlamentare nazionale, in
forza di una legge di questa Regione.
Allora, se il vitalizio spetta o non spetta, oggi non spetta più
nella misura che era stato prima calcolato, ma da qualche anno noi,
da questo punto di vista, il sistema di calcolo lo abbiamo
modificato prima del famoso Decreto Monti, in ogni caso - dicevo -
se il vitalizio, i requisiti per l'accesso al vitalizio, sono
stabiliti dallo status del Parlamento nazionale evitiamo, lo dico
per tutti noi, di agitare discussioni come queste con chi la spara
più grossa o a chi dice l'ultima cosa che gli passa per la testa.
Cosa intendo dire? A me dispiace che ci siano anche colleghi che
hanno competenze giuridiche che possano, in nome della lotta
politica, negare le proprie competenze ed affermare l'esatto
contrario.
In materia, soprattutto, pensionistica, onorevole Cappello, non lo
vedo in Aula, ecco la vedo, ha partecipato insieme a me a tutta la
materia che riguarda i diritti quesiti e la materia pensionistica -
come tale - è uno dei testi sacri secondo cui il diritto quesito
non è rivedibile post, semmai la maturazione di un diritto, qualora
ci sia una legge che ne modifica il requisito, può determinarsi
qualora tu non abbia ancora avuto accesso a quel diritto.
Mi spiego meglio: se domani il Parlamento intendesse modificare
ulteriormente i criteri di calcolo, la scadenza, l'età, tutto
quello che si vuole, queste regole varrebbero per quelli che non
hanno ancora utilizzato il sistema cosiddetto pensionistico, anche
se il vitalizio è oggi il sistema contributivo non è una pensione,
ma in ogni caso tu qualora non hai avuto il diritto all'accesso,
quel diritto può essere modificato.
Una volta che sei entrato nel sistema del diritto, la Costituzione
italiana - non l'opinione dell'onorevole Cracolici - e su questo ci
sono diverse sentenze, è materia per la quale non può esserci
nessuna possibilità di revisione.
Allora lo dico all'onorevole Ardizzone. Io capisco che la politica
ormai ci costringe tutti a vivere con oscillazioni, ma ci sono
questioni che non sono oggetto della battuta politica o della
battaglia politica.
Ripeto: i diritti quesiti Arrivo a dire una cosa paradossale:
qualora domani dovessero intervenire modifiche sulla natura del
diritto, cioè se, come diceva l'onorevole Ardizzone, ci fosse una
condizione surreale per cui il diritto di un parlamentare nazionale
al vitalizio è differenziato rispetto a quello regionale, perché la
Regione è stata obbligata ad adeguarsi a quello del Decreto
Monti , pertanto un parlamentare nazionale che viene condannato per
appropriazione indebita, peculato mantiene il diritto al vitalizio
e il consigliere regionale in tutta Italia lo perde, c'è già un
trattamento differenziato.
C'è un'altra cosa in più, lo dico per ricordarlo a noi tutti: se
un consigliere un parlamentare regionale viene arrestato durante
l'esercizio del suo mandato, viene sospeso dalla carica. La stessa
cosa non avviene per il Parlamento nazionale.
Scusate se faccio questo ricordo, però lo dico perché noi dobbiamo
evitare che su tali questioni delicate, che attengono a principi
regolati da norme costituzionali, li buttiamo nell'agone della
battaglia politica - lo dico anche al mio collega Ferrandelli -
evitiamo di utilizzare argomenti che possano mettere in discussione
la sacralità della funzione di cui ognuno di noi che è qui dentro
deve rispondere, che è il rispetto della legge e dei principi che
ispirano la legge.
Aggiungo, e concludo, che io continuo a pensare che noi ci stiamo
infilando nella discussione sulle indennità agli stipendi, ai
contratti, in una materia un po' approssimativa.
Io lo ribadisco: il Parlamento può stabilire a mio avviso, e se lo
fa, fa cosa buona e giusta, un principio che riguarda i tetti, non
può stabilire, come ho sentito o come qualcuno fa girare, che il
fatto che si introduca un tetto determini una riduzione orizzontale
di tutti i dipendenti.
Il tetto è un tetto e il tetto vale per chi lo supera, quindi,
non si utilizzino spauracchi, argomenti che non stanno né in cielo
né in terra.
Non esiste il principio del tetto secondo cui una volta che si
introduce il tetto a tutti debba essere ridotto in quota
proporzionale. Questa è una fesseria , lo dico all'onorevole
Milazzo che si è fatto interprete di una voce che viene volutamente
alimentata, perché quando non si vuole cambiare nulla, si butta
molto fumo.
Il fumo serve a confondere, impedire la vista in maniera nitida e
certa. Io sono convinto che il tetto è una prerogativa che è in
capo al legislatore, fermo restando la materia della negoziazione
che è una materia che attiene ad un'altra fattispecie.
Ecco perché, ripeto, si può discutere l'entità, ma il principio
del tetto che deve avere applicazione universale io lo considero un
atto utile al mantenimento del sistema pubblico perché più è in
discussione la credibilità del sistema più a pagare il prezzo sarà
il sistema pubblico che è a tutela di tutti i cittadini, sia quelli
ricchi che quelli meno ricchi.
SAVONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Hanno chiesto di intervenire
l'onorevole Savona ed Oddo. Dichiaro chiuse le iscrizioni a
parlare.
SAVONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rifaccio a
quello che ha appena detto l'onorevole Cracolici e sono ampiamente
d'accordo sulla sua prima parte dell'intervento, oltretutto
rientriamo nella spending review dove tutti e due abbiamo
lavorato, ma lui non ha detto che già, per quanto riguarda i
dipendenti, già noi in quella fase avevamo inserito una norma che
stabiliva il calo del 10% degli stipendi dei dipendenti
dell'Assemblea, ricordando che noi siamo, all'interno della
spending review, già in sintonia per quanto era previsto dal
decreto Monti, che io non ho mai citato, ma come spending review
dove stabiliva un calo del 10 per cento ed è in quel momento che si
è attivata la macchina, senza l'articolo 14, di inserire i tavoli
tecnici per l'opportunità di chiudere e ho sentito appena un'ora
fa, dal Presidente dell'Assemblea, che già è prevista per il 4
giugno un tavolo tecnico dove si possa pensare a ridurre e
stabilire quali sono le riduzioni da applicare.
Non c'era bisogno di utilizzare un emendamento chiamato di
riscrittura, ma di riscrittura non è che prevede tante cose che ha
bloccato l'Aula su materie estranee a quello che stavamo facendo.
Ho sentito solo parlare, ieri, in Commissione Bilancio di
riduzione del 5 per cento dei contratti della sanità, ma di altro
non si è parlato; appena ieri abbiamo avuto gli incontri in sanità
e addirittura era presente anche il Presidente della Regione.
Io direi che questa riscrittura è fuori luogo e, quindi, mi
rifaccio alla proposta fatta dall'onorevole Gianni ossia che
l'emendamento dovrebbe essere ritirato dal Governo e per quanto
riguarda i tetti c'è un ordine del giorno già presentato ed è con
questo ordine del giorno che si può dare indirizzo al Consiglio di
Presidenza per ottimizzare al meglio tutto quello che si richiede
per la riduzione dei compensi, ed è giusto che si faccia,
ricordando però che i dipendenti di questo Parlamento sono
vincitori di concorsi, hanno un Parlamento che è considerato un
organo costituzionale, utilizzando tutto quello che serve e se noi
siamo qui, noi abbiamo utilizzato lo strumento che l'Assemblea ci
ha fornito, dai consiglieri parlamentari a scendere che hanno
contributo di potere legiferare al meglio e ricordo che le leggi
passano quando passano dal vaglio dei funzionari di questa
amministrazione, quando li facciamo all'ultimo momento certamente
nascono solo impugnative.
Quindi, io ritengo che la proposta più ottimale sia quella del
ritiro dell'emendamento e che con un ordine del giorno venga data
una indicazione alla Presidenza rispetto a quello che succederà il
4 giugno, data in cui è previsto questo tavolo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Savona, per chiarezza, nell'emendamento del
Governo non è prevista la questione delle riduzioni del personale
dell'Assemblea. E' previsto il tetto per il personale regionale.
Giusto per chiarezza.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Vedo pure nell'elenco l'onorevole
Grasso che non ho capito se aveva rinunciato o meno.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io poco fa quando
ascoltavo l'onorevole Formica mi ero preoccupato perché siccome lui
ha una storia ben chiara e io pure, apparteniamo alla categoria di
coloro che non hanno mai cambiato collocazione politica, sono
l'ultimo dei mohicani, dei socialisti collocati nel posto dove
stanno i socialisti veri, e lui è notoriamente quello che è, e mi
ero preoccupato perché condividevo molte cose che diceva.
Poi, ho ascoltato l'onorevole Cracolici e mi sono tranquillizzato,
ho capito che il buonsenso non è patrimonio della destra o della
sinistra, ma il buonsenso è frutto del buonsenso, cioè è
trasversale.
Mi ascrivo alla categoria di coloro che non ama twitter, amavo più
il twist again, era più interessante, anche se appartengo ad una
generazione successiva. Credo che questo inseguire la piazza,
inseguire i fatti mediatici, inseguire le mode del momento, non
appartenga alla mia cultura e non appartenga a questo modo di
interpretare l'essere parlamentare.
Sono convinto che se noi, paradossalmente, stasera stabilissimo di
fare i parlamentari su base volontaria e gratuita e che gli
impiegati dovessero svolgere il loro ruolo come funzione volontaria
e gratuita, domani Live Sicilia , eccetera, porrebbero, comunque,
l'asticella un po' più in alto. Direbbero, d'accordo, ma devono
dare loro un contributo. Questa è la psicosi che ormai è in corso.
Chi non ha capito questo non ha capito niente. Qualunque cosa
facciamo l'asticella verrà posta un centimetro più in alto
l'indomani mattina. E' tipico di questi fenomeni e chi ha studiato
un minimo di storia, per esempio la rivoluzione francese, lo sa:
l'asticella viene posta un poco più in alto.
Lo abbiamo visto anche sulla vicenda Cuffaro. Io sono uno di
quelli che qui dentro nel 2006 ha votato la sfiducia a Cuffaro.
Facevo parte di un gruppuscolo di estrema sinistra collocato là in
fondo, e ho votato la sfiducia, nessuna particolare passione, però
condivido il taglio del Presidente Ardizzone su questa vicenda.
Certamente, vi possono essere dei reati, come l'abuso d'ufficio,
che prevedono alcune conseguenze economiche, ed altri, come i reati
di mafia, che non le prevedono; è un'incongruenza, ma questa è una
vicenda di carattere generale normativa che deve essere vista. Ma
il perseguire una persona sul piano personale, come uno scalpo da
dare all'opinione pubblica, questa è una cosa che a me dà
profondamente fastidio.
La stessa è la vicenda dei tagli. Io sono amico di Rosario
Crocetta, vedo la buona fede, la buona volontà di questa stagione
politica, ma arrivare ad annunciare emendamenti e dei tagli al
bilancio dell'Assemblea, inferiori a quelli che già noi abbiamo
messo in campo e stiamo attuando, è addirittura paradossale.
Esprime il clima dal quale un po' tutti ci facciamo prendere.
Noi abbiamo proclamato dei tagli, io ho l'onore di essere Deputato
Questore di quest'Assemblea, insieme ad altri colleghi, abbiamo
attuato in due bilanci una serie di tagli e ne abbiamo programmati
altri sulla base delle indicazioni dell'Assemblea, che sono
complessivamente di dimensioni maggiori di quelli annunciati.
Qua c'è un clima di psicosi che ci sta prendendo a tutti la mano.
Inviterei tutti ad un maggiore rasserenamento.
E' evidente che come abbiamo tagliato sui deputati, parimenti i
dipendenti devono capire che il clima è diverso. Ma condivido le
cose che diceva l'onorevole Cracolici, senza che su questo ci siano
automatismi, è una fesseria che ci possa essere un ragionamento di
questo tipo.
Concordo con le cose che ha detto il Presidente Ardizzone, il
taglio da dare è quello della contrattazione sindacale che va fatta
nella direzione che il Consiglio di Presidenza ha già dato con i
tagli che ha operato, e il mandato che è stato dato all'onorevole
Ruggirello in tal senso.
E' evidente, come ha detto il Presidente, che successivamente alla
fase della contrattazione sindacale, comunque, ci sarà la fase
delle decisioni, ma senza tagliare teste e senza il fiato sul collo
della piazza. Il fiato sul collo della piazza non è una cosa che
aiuta nessuno, e non aiuta a dare autorevolezza a questo
Parlamento.
Questo deve essere l'approccio che dobbiamo dare. Non so se ho
fatto un intervento leggermente in dissonanza rispetto al mio
Gruppo parlamentare, ma ritenevo serio dire le cose che ho detto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente sulla
riscrittura del subemendamento presentato dal Governo relativamente
ai tagli dei dipendenti e dei funzionari regionali.
A mio avviso bisogna chiarire un passaggio perché si può fissare
il tetto, ma c'è la parte variabile che sostanzialmente è di
competenza della contrattazione. E, quindi, nel momento in cui noi
fissiamo il tetto è bene che, per quanto riguarda le retribuzioni,
questo aspetto venga chiarito meglio, e diversificherei l'aspetto
retributivo dall'aspetto pensionistico così come poc'anzi diceva
l'onorevole Cracolici.
Voglio, invece, tornare indietro su un altro argomento, un
argomento che riguarda la questione dei parchi. Con un gioco di tre
carte qui era stato proposto poc'anzi un emendamento del Governo, e
poi invece si è votato per quanto riguarda la gestione dei parchi,
e chiedo l'attenzione dell'assessore, visto che è un argomento che
lo riguarda personalmente.
Dobbiamo avere la consapevolezza che domani mattina tutti i parchi
e i dipendenti pubblici dei parchi resteranno senza stipendio,
perché non ci si è voluti soffermare un attimo per reperire delle
somme per quanto riguarda la gestione, perché forse si toccavano
altri settori che facevano comodo a qualcuno, possibilmente in
altri settori si sono privilegiati alcuni altri enti a discapito
dei parchi.
Ho presentato un emendamento aggiuntivo che riguarda il personale
del Corpo di vigilanza. Cioè, nel momento in cui i parchi soffrono
di una crisi di liquidità, e non riescono neanche a garantire la
vigilanza sui boschi - e, quindi, ci sono delle responsabilità di
carattere penale - quanto meno suppliamo e facciamo in modo che il
personale del Corpo di vigilanza dei parchi venga trasferito, senza
oneri a carico della Regione, sul Corpo forestale.
L'emendamento non è stato ammesso. Io l'ho presentato e l'ho
trasformato in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
distribuiti alcuni subemendamenti all'emendamento A.210 bis del
Governo.
Si passa al subemendamento A.210 bis 2, del Governo. Il parere
della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento A.210 bis 3, dell'onorevole Alloro ed
altri.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento A.210 bis 4, di cui ha già trattato
l'onorevole Cancelleri, sull'estensione per i reati di mafia e
quindi si aggancerebbe al disegno di legge già approvato.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A.210 bis 4.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale del
subemendamento A.210 bis 4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 18
Contrari 37
(Non è approvato)
CRACOLICI. Dichiaro il mio voto contrario.
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento A.210 bis 1, a firma
dell'onorevole Panarello ed altri: tale limite è comunque
applicato anche nel caso di cumulo con ulteriore indennità
percepita e che gravano sul bilancio della Regione . Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per dichiarare ufficialmente e formalmente che non ho partecipato
alle votazioni, né a scrutinio palese, né per alzata e seduta, sia
sull'emendamento governativo sia su tutti i sub-emendamenti, perché
credo che stiamo entrando in una materia che viene affrontata in
maniera assolutamente irresponsabile, demagogica, populista, che
serve solo per lanciare una fumata nera, nemmeno bianca, alla
pubblica opinione.
Per non risultare assente, sto dichiarando di non partecipare
alla votazione che ritengo assolutamente illegittima.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A 210 bis così come
subemendato. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Vicepresidente Venturino
Si riprende l'esame dell'articolo 14.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 14.1 è inammissibile perché si
parla della copertura finanziaria, la copertura finanziaria si può
modificare, non abolire. Quindi passiamo all'emendamento 14.3, a
firma dell'onorevole Ciaccio.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 14.Gov che è stato distribuito.
SUDANO. Il Governo lo può illustrare?
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per illustrarlo.
AGNELLO, assessore per l'Economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, sull'articolo 14 la copertura è data dal fondo previsto
per la sanità, fondo che verrà liberato perché attualmente al
quarto trimestre del 2014 la sanità non ha alcuna perdita, perché è
un fondo previsto per le coperture delle perdite. Attualmente la
sanità ha un avanzo di circa 6 milioni di euro, il fondo è di un
ammontare pari a 108 milioni di euro, per cui la copertura di 100
milioni di euro è una copertura certa che sarà liberata nel momento
in cui formalmente i tavoli tecnici ne accerteranno la consistenza.
Il Governo si farà carico, e si è fatto carico, di anticipare il
prima possibile questi tavoli tecnici, in modo tale da rendere
questo importo immediatamente scrivibile, anche da parte dei
bilanci dei comuni.
PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.25, è ripresa alle ore 21.26)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, vi sono stati distribuiti alcuni
subemendamenti all'emendamento 14.GOV.R del Governo.
Per maggiore chiarezza, la riscrittura del Governo riguarda
soltanto i punti 3 e 3 bis che trovate nel 14GOV. Adesso esaminiamo
il subemendamento 14.GOV.R.1, e poi andremo a votare alla fine il
punto 5 che troverete nel 14.GOV, perché rimane. Allora, chiarito
questo passaggio pongo in votazione il sub emendamento 14.GOV.R.1.
Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. La Commissione dà parere
favorevole, in quanto si tiene conto del fatto che si attinge a
questi fondi per coprire l'ATO di Siracusa che avevamo votato
precedentemente.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla riscrittura del Governo 14GOV.R. Il parere della
Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 14.GOV.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 14.GOV.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione palese:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 49
Contrari 2
Astenuti 6
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Cracolici, Alloro,
Vinciullo e Alongi dichiarano il loro voto favorevole. Mentre gli
onorevole Grasso, Greco e D'Asero dichiarano di astenersi dal voto.
Si passa all'emendamento 14 GOV.5.
AGNELLO, assessore per l'economia. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende l'esame degli emendamenti del fascicolo.
Si passa all'emendamento 14.2 dell'onorevole Formica, soppressivo
del comma 4 dell'articolo 14.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in II Commissione
avevo già fatto notare che il comma 4 dell'articolo 14 non poteva
in nessun modo essere approvato per una questione morale, di
legittimità e di legalità.
La deroga che si prevede al comma 4 potrebbe - come è accaduto in
passato - dare adito a comportamenti non coerenti, non corretti e
non trasparenti nei confronti dei diversi enti a cui si vogliono
anticipare le somme dei contributi.
Non si può scrivere una norma che prevede che, in deroga alla
legislazione vigente, per l'anno 2014 i contributi regionali per
gli enti e gli organismi previsti dalla presente legge possono'
essere erogati anticipatamente in un'unica soluzione . O debbono
o sono oppure aboliamo l'articolo.
Il Governo si era impegnato in Commissione a riscriverlo, a
presentare una riscrittura, una modifica, ma non l'ha presentata.
Pertanto, o il Governo presenta questa modifica, questa
riscrittura, o io chiederò all'Aula di appoggiare questo
emendamento, che è un emendamento di trasparenza e di legalità.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 14.2. Il parere del
Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14 come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame degli articoli accantonati.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
bilancio della Regione.
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella A'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2014 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella 'B', comprensive di quelle
discendenti dai successivi articoli».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15.
Norma finale
l. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, al fine di consentire la distribuzione di
tutti gli ordine del giorno presentati, sospendo brevemente la
seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.36, è ripresa alle ore 21.39)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati diversi
ordini del giorno. Si procede con l'ordine del giorno n. 264
Erogazione urgente della provvidenza finanziaria spettante all'AST
S.p.A. e alle altre aziende del settore , a firma degli onorevoli
Maggio ed altri.
Comunico che a quest'ordine del giorno hanno chiesto di apporre la
firma tutti gli onorevoli presenti.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.47, è ripresa alle ore 21.50)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Si passa all'ordine del giorno n. 265, degli onorevoli Fontana,
D'Asero e Alongi.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCILABRA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 266, degli onorevoli D'Asero,
Alongi, Cascio, Fontana, Vinciullo e Germanà.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCILABRA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 268, a firma di tutti i
capigruppo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, mi permetta di sollevare
un'obiezione rispetto all'ordine del giorno n. 268, firmato dai
Capigruppo, ai quali chiedo di rivederlo alla luce di quello che
abbiamo approvato questa sera in Aula. Io credo che quest'ordine
del giorno sia stato preparato una quindicina di giorni fa, quando
ancora non c'era il testo che stasera è stato adottato dall'Aula.
Io pongo una questione. Noi non stiamo intervenendo sui limiti
delle retribuzioni del personale a qualunque titolo, sia quello
regionale, né tanto meno quello dell'Assemblea. I limiti
retributivi dei dipendenti dell'Assemblea saranno fissati dal
Consiglio di Presidenza sulla base dell'equiparazione con il
Senato, sulla base delle tabelle, eccetera. E' una questione sulla
quale il Parlamento, giustamente, non debba entrare.
Noi stasera siamo intervenuti su un principio che è il tetto
massimale, sia ai fini della retribuzione fiscale, sia ai fini
della pensione. E quindi credo che analogo modello l'Assemblea deve
chiedere che venga adottato dal Consiglio di Presidenza per i
dipendenti dell'Assemblea.
Mi spiego meglio. A noi non deve interessare quanto guadagna un
assistente parlamentare o un consigliere parlamentare, perché è
materia che riguarda la contrattazione specifica per la categoria.
A noi stasera credo che debba interessare che all'Assemblea
regionale siciliana si introduca un massimale oltre il quale
nessuno, i tetti più alti, non quelli più bassi, quindi quelli che
guadagnano di più, deve eccedere.
Questo è il punto che secondo me l'Assemblea, nell'adottare
l'ordine del giorno, deve avere chiaro. Ecco perché io abrogherei
tutte le parti finali e scriverei che analogo principio previsto
per il tetto dei dipendenti pubblici della Regione si invita il
Consiglio di Presidenza ad adottarlo per i dipendenti
dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lei sa meglio di me che questo
ordine del giorno, così com'è, non può essere emendato.
MUSUMECI. Signor Presidente, propongo al Governo di accettarlo
come raccomandazione seguendo lo spirito dell'intervento
dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome abbiamo capito esattamente
qual è l'orientamento della Assemblea, che si è espressa anche
attraverso interventi abbastanza esaustivi, faccio mie le
indicazioni che l'onorevole Cracolici ha sottolineato alla
Presidenza e chiaramente sono certo che la Presidenza farà i passi
necessari per recepire quello che è l'orientamento emerso così
chiaramente dall'Assemblea.
Si passa all'ordine del giorno n. 269 Stanziamento urgente di
risorse per il finanziamento del terzo ciclo della misura IV delle
Sovvenzione globale Sicilia Futuro' , degli onorevoli Lombardo, Di
Mauro, Greco, Federico e Lo Sciuto.
VINCIULLO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno n.
269.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCILABRA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Signor Presidente, in verità è una cosa che già
abbiamo fatto, comunque il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 270 Iniziative in favore dei
dipendenti delle Società partecipate regionali , degli onorevoli
Lupo e Gucciardi,
Gli onorevoli Anselmo e Vinciullo chiedono di apporre la firma
all'ordine del giorno. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCILABRA, assessore per l'istruzione e la formazione
professionale. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 271 Puntuale applicazione
dell'articolo 43 della l.r. 9/2013 con riferimento ai lavoratori
PIP -Emergenza Palermo , degli onorevoli Savona ed altri.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei solo
ricordare che attraverso questo ordine del giorno, primo firmatario
l'onorevole Savona e poi tutto il gruppo di Forza Italia, noi
chiediamo che il Governo si impegni al reinserimento negli elenchi
dei lavoratori appartenenti al bacino PIP emergenza Palermo perché
responsabili di azioni contrarie all'ordine pubblico e/o al
patrimonio e alle persone anteriormente al 2001.
Anticipo anche che chiederò di apporre la mia firma all'ordine del
giorno n. 272.
CLEMENTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CLEMENTE. Signor Presidente, chiedo l'unificazione degli ordini
del giorno n. 271 e n. 272, a mia firma perché di analogo
argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Clemente, proseguiamo con ordine.
Pongo intanto in votazione l'ordine del giorno n. 271. Il parere
del Governo?
BRUNO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, c'era stato ieri un impegno da parte del
Presidente di discutere in Commissione la vicenda in maniera più
complessiva. Quindi, inviterei i presentati dell'ordine del giorno
a ritirarlo.
Se insistono, il parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto;
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 272, degli onorevoli Clemente ed
altri.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Bruno, avevo deciso di non parlare ma sarò breve.
Questo ordine del giorno ripercorre lo stesso ordine del giorno
che è stato bocciato dall'Aula.
I colleghi non vogliono per forza mettersi in contrapposizione con
l'Assessore. Ieri il Presidente della Regione ha detto che era
materia abbastanza complessa per legiferare su un argomento così
importante.
Ora assessore, ci consenta almeno di stabilire un principio non
normativo, ma almeno politico, lei non può dire che è contrario,
lei si contraddice dicendo che ha dato disponibilità, con la
Commissione, per affrontare il problema, l'ordine del giorno dice
questo, non stabilisce parametri, dice quello che ci siamo
impegnati tutti insieme a fare, per cui faccio appello al senso di
responsabilità, non stabiliamo un principio che poi sarà contro in
sede di applicazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno 272, degli onorevoli
Clemente e Cordaro.
Il parere del Governo?
BRUNO, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, non c'è motivo di urlare quando ci
si rivolge alla Presidenza, ci vedo e ci sento benissimo onorevole
Milazzo.
Indìco la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(Non c'è il numero legale)
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevole Foti, stia calma, stia serena, se deve
parlare chiede la parola e le verrà data, stia seduta.
Si ripete la verifica del quorum per la votazione per scrutinio
palese.
Indìco la verifica del quorum.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio palese dell'ordine
del giorno 272.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 43
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 14
Contrari 24
Astenuti 4
PRESIDENTE. L'Assemblea non è in numero legale. Sospendo,
pertanto, la seduta per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 22.03, è ripresa alle ore 22.58)
Presidenza del Presidente ARDIZZONE
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo arrivati all'ordine del
giorno n. 272. Onorevole Milazzo, anche sulla base del dibattito
che c'è stato, dell'evoluzione, io la inviterei a ritirarlo e
magari di avviare un dibattito serrato all'interno della
Commissione.
MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno n. 272.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 273, primo firmatario Cordaro.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduti;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 274, primo firmatario onorevole
Panepinto Modifiche di norme relative ad anticipazioni finanziarie
in materia di gestione di rifiuti .
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduti;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 275, primo firmatario onorevole
Lombardo Adeguata ricapitalizzazione della società consortile in
relazione ai mercati agro-alimentari di Sicilia .
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduti;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 280, degli onorevoli Grasso ed
altri.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 281, degli onorevoli Alongi ed
altri.
Il parere del Governo?
AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
DINA, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati dalla
Commissione quattro emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno.
Si passa all'emendamento 117.1: All'emendamento 8.1.1 le parole
"copertura finanziaria: UPB 10.3.1.3.1 cap. 147303 - 400 migliaia
di euro" sono sostituite dalle parole "per le finalità di cui al
presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione delle
disponibilità del capitolo 147303 UPB 10.3.1.3.1".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.3: All'emendamento 13.3.2 sostituire
le parole Entro 120 giorni con Entro 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2: Riscrittura commi 1 e 5
dell'articolo 7:
Il comma 1 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:
1. Al fine di garantire il servizio idrico negli ambiti gestiti
dall'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione, ai sensi
dell'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, e
contenere: i costi di gestione del medesimo ente al pagamento degli
oneri connessi al personale in servizio provvede la RESAIS s.p.a.,
sulla base di apposito rapporto convenzionale. Per le finalità del
presente comma la Ragioneria Generale della Regione è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2014, a trasferire alla RESAIS SpA, a
titolo di compartecipazione destinata esclusivamente agli oneri
sostenuti per il personale in servizio, la somma di 3.010 migliaia
di euro (U.P.B 4.2.1.3.99), ivi compresa degli eventuali oneri
convenzionali.
Il comma 5 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:
5. Al fine di contenere i costi di gestione dell'Ente Acquedotti
Siciliani in liquidazione, ai sensi dell'articolo 1 della legge
regionale 31 maggio 2004, n. 9, al pagamento degli oneri sostenuti
dal medesimo ente per il personale in quiescenza, nel limite
massimo di 25 migliaia di euro annui lordi procapite, provvede la
RESAIS s.p.a., sulla base di apposito rapporto convenzionale. Per
le finalità del presente comma la Ragioneria Generale della Regione
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014, a trasferire alla
RESAIS SpA, a titolo di compartecipazione della spesa prevista dal
presente comma, la somma di 2.000 migliaia di euro (U.P.B
4.2.1.3.99) ivi compresa degli eventuali oneri convenzionali.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.4: All'articolo 14, al comma 3, sono
soppresse le parole da e fino all'articolo 8 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente parlerò
per dichiarazione di voto, però una piccola premessa è doverosa.
Noi, contrariamente a quanto lei possa pensare, signor Presidente,
abbiamo un enorme rispetto di questo Parlamento e anche un enorme
rispetto della Sua persona, perché le riconosciamo un grande
equilibrio ed anche una grande capacità di condurre questa Aula, a
volte anche troppo vivace. Lei però qualche volta viene meno al suo
ruolo super partes, viene meno al suo ruolo imparziale di
Presidente e soprattutto lo fa sempre nei confronti del Movimento
Cinque Stelle e non si capisce perché, visto che non è la prima
volta che ci accusa di essere populisti, di fare demagogia, di fare
spot etc, solo perché diciamo semplicemente quello che diciamo
sempre, che sia campagna elettorale o che non sia campagna
elettorale, altrimenti non avremmo ripresentato l'emendamento.
Allora capisce bene che quando ci fa questo tipo di accuse,
secondo noi, l'unico ad offendere questo Parlamento ed i
parlamentari che sono stati eletti è lei
Comunque a proposito delle dichiarazioni di voto, entrando in
questa Aula ho capito veramente cosa significa la frase
gattopardiana Tutto cambia affinché nulla cambi . Veramente non si
può capire fino a quando non si è qua dentro; nel corso di un anno
e mezzo sono cambiati deputati, Commissioni, Governo, rimpasto,
però gira e rigira si parla sempre delle stesse cose
E' un anno e mezzo che si parla di precari, è un anno e mezzo che
si parla di formazione, è un anno e mezzo che si parla di
forestali, è un anno e mezzo che si parla di consorzi di bonifica
etc, etc., etc., etc.
Io ho l'impressione che qua non ci sia la volontà - non solo da
parte del Governo, ma da parte anche dei miei colleghi e di questo
Parlamento - di voler risolvere alla radice i problemi, ma tirare a
campare, cioè creiamo l'emergenza, tanto così possiamo chiedere il
sostegno per le prossime elezioni alle persone che ovviamente sono
disperate e tiriamo a campare, tiriamo a campare.
Nel frattempo il bilancio della Regione si assottiglia sempre di
più, quelle cose buone che c'erano sono scomparse, sono scomparsi
il sostegno alle Associazioni culturali, a molti teatri, alla
musica, ai disabili, a una serie di categorie che prima erano
presenti e poi pian piano, man mano che si va avanti, siccome si
deve sempre pensare agli stipendi, allora vengono dimenticate
completamente.
Vedete, l'immagine che esce fuori di questo Parlamento è quella
che, veramente, per avere un sostegno, per essere aiutati dallo
Stato e dalla Regione bisogna essere amici del politico, vicini ai
politici, bisogna avere le conoscenze, bisogna avere fatto qualche
reato, perché evidentemente sulla norma dei PIP, stiamo dicendo
alle persone: se voi delinquete vi diamo un sussidio. Va be'
figuriamoci Non è che non ci vuole, certo che ci vuole, ma ci
vuole per tutti Stiamo dicendo che per avere un aiuto della
Regione, soprattutto devi essere di Palermo, perché essendo a
Palermo puoi essere sotto l'ARS, puoi fare casino, puoi rivoltare i
cassonetti, e quindi se sei di Palermo hai qualche agevolazione in
più. Non a caso metà dei problemi del bilancio della Regione e
della Sicilia sono a Palermo, e sono di Palermo
Allora, signor Presidente, qua se la vogliamo risolvere la
situazione, e seriamente, non possiamo andare avanti così, in
Sicilia, così come nel resto d'Italia, ma soprattutto in Sicilia,
ci vuole il reddito di cittadinanza, è l'unico strumento, l'unico
che in questo momento permette di emancipare le persone da una
politica che finora ha fatto solo i propri interessi e che mira
all'autoconservazione.
E allora bisogna fare scelte coraggiose, e mi rivolgo anche ai
miei colleghi, perché bisogna dire una volta per tutte che questa
situazione non è più sostenibile, non possiamo andare avanti
pagando solo stipendi
E non si tratta di cercare coperture aggiuntive, bisogna
ridistribuire la ricchezza. Bisogna togliere a chi ha tanto per
dare a chi ha poco o chi non ha niente, perché non possiamo pensare
soltanto a chi perde il lavoro, ma pensare anche a chi il lavoro
non l'ha mai avuto.
E allora il reddito di cittadinanza non è un semplice sussidio, è
uno strumento che ti da certezze, uno strumento che tu dai a
condizione che accetti dei lavori, a condizione che fai dei corsi
di formazione fatti bene. E' uno strumento fondamentale,
Presidente, bisogna fare delle scelte coraggiose, bisogna dire:
bene, siamo a questo punto non possiamo più andare avanti così. Di
quante persone abbiamo bisogno? Di quante persone i comuni hanno
bisogno? Di quanti forestali abbiamo bisogno? E fare le scelte
consequenziali.
Io mi auguro che su questo ci sia una comunione di intenti, e noi
su questo saremo sempre e comunque disponibili a lavorare.
L'abbiamo fatto a livello nazionale, abbiamo presentato un disegno
di legge a livello nazionale, e vi invito, visto che prima si
faceva riferimento anche ai gruppi nazionali, vi invito a parlare
con i vostri gruppi di riferimento a Roma per dire di appoggiare
questi disegno di legge che, ripeto, non è una questione di trovare
ulteriori coperture, si tratta di recuperare quello che c'è e
ridistribuirlo in maniera equa, non clientelare e per tutti, anche
per chi non ha mai avuto una possibilità dalla vita, e quindi anche
per i giovani.
PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome questa è
diventata una tribuna, come si legge a volte nei testi di diritto
costituzionale pour parler alla finestra - lei che è un insigne
giurista lo sa - io gradirei una cosa anche dalla giovane e
sicuramente brillante collega che ha parlato prima di me, cioè che
non ci possono essere i deputati che affamano e quelli che
propongono il reddito di cittadinanza.
Questo gioco ormai a chi è più bravo, più onesto, più giacobino,
più corretto, chi è più spending review - non so se si può
declinare o coniugare in questa maniera - non può continuare.
Perché è chiaro che lanciare un messaggio di questo tipo con un
Parlamento che oggi a mala pena approva una finanziaria per
consentire il mantenimento di un livello minimo di alcune attività,
è un esercizio che non può continuare all'infinito.
Io ho grande rispetto per tutti i Gruppi parlamentari e spesso,
con attenzione, guardo quello che fanno i colleghi del Movimento
Cinque Stelle, ma questo messaggio continuo non rientra nella
normale dialettica tra maggioranza e opposizione, anche perché in
questo Parlamento avere maggioranza e opposizione alle volte non è
semplice.
Però, io chiedo alla collega - e lo faccio non polemicamente - che
ci venga a dire con quale posta di bilancio noi copriamo il reddito
di cittadinanza.
FIGUCCIA. Anche Forza Italia è per il reddito di cittadinanza
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto di essere considerati in
congedo gli onorevoli Barbagallo, Di Giacomo e Rinaldi.
L'Assemblea ne prende atto.
L'onorevole Picciolo comunica che gli onorevoli Lo Giudice
Salvatore e Tamajo sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2014 e alla legge Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale .
Disposizioni varie» (724/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Variazioni al bilancio di previsione della
Regione per l'esercizio finanziario 2014 e alla legge Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità
regionale . Disposizioni varie» (724/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 48
Astenuti 14
(L'Assemblea approva)
CRACOLICI. Dichiaro di aver votato favorevolmente al disegno di
legge.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, l'Aula è rinviata a mercoledì, 4 giugno 2014
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Ardizzone
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-3
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore: on. Cracolici
2) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
3) - Procedure per il rilascio delle certificazioni di
abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
singole porzioni di costruzioni. (nn. 653-469/A) (Seguito)
Relatore: on. Fazio
4) - Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione. (n.
433/A)
Relatore: on. Turano
5) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
6) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
7) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
8) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
9) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
10) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
11) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
La seduta è tolta alle ore 23.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 724/A - VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE
PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2014 E ALLA LEGGE DISPOSIZIONI
PROGRAMMATICHE E CORRETTIVE PER L'ANNO 2014. LEGGE DI STABILITà
REGIONALE.' DISPOSIZIONI VARIE.
All'articolo 9
Emendamento 9.1:
Al comma 1 sopprimere i periodi:
Per le finalità di cui alle norme e loro successive modifiche
ed integrazioni riportate nell'Allegato 1, è autorizzata, per
l'anno 2014, la spesa complessiva di 109.132 migliaia di euro ;
Nell'ambito delle autorizzazioni di spesa di cui al presente
comma possono essere effettuate le variazioni compensative di cui
all'articolo 1, comma 21, della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 e successive modifiche ed integrazioni.
All'articolo 14
Subemendamento 14.GOV.R.1
All'emendamento 14 GOV.R al comma 3 dopo le parole ad esclusione
dei commi 3 bis e 3 ter aggiungere le parole e del comma 2
dell'articolo 8 .
Emendamento 14.GOV.R
L'articolo 14, comma 3, è sostituito dal seguente:
"3. Ai maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni di spesa di
cui agli articoli della presente legge, ad esclusione dei commi 3
bis e 3 ter, del presente articolo pari a 51.790 migliaia di
euro, si provvede:
a) per l'importo di 48.012 migliaia di euro per l'anno 2014
mediante utilizzo delle somme autorizzate dall'articolo 17, comma
1, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, Allegato 1;
b) per l'importo di 3.778 migliaia di euro mediante utilizzo di
parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704,
accantonamento 1001.
Sono aggiunti i seguenti commi:
3 bis. Per le finalità di cui all'art. 3, comma 1, della presente
legge è autorizzata l'ulteriore spesa di 20.000 migliaia di euro
cui si provvede mediante utilizzo, secondo le modalità di cui ai
successivi commi 3 quater e 3 quinquies di parte del risparmio di
spesa conseguente all'accertamento del risultato di gestione del
servizio sanitario regionale per l'anno 2013 stimato in 100.000
migliaia di euro.
3 ter. Il fondo perequativo comunale di cui all'articolo 6, comma
2, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è incrementato,
per l'anno 2014, per l'importo 80.000 migliaia di euro, che è
iscritto nel bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
2014 ed ai relativi oneri si fa fronte mediante utilizzo secondo
le modalità di cui ai successivi commi 3 quater e 3 quinquies di
parte del risparmio di spesa conseguente all'accertamento del
risultato di gestione del servizio sanitario regionale per l'anno
2013 stimato in 100.000 migliaia di euro.
3 quater. Le autorizzazioni di spesa di cui ai commi 3 bis e 3 ter
sono subordinate all'accertamento da parte dei competenti tavoli
tecnici di verifica dell'attuazione del Programma operativo del
risultato di gestione del servizio sanitario regionale per l'anno
2013 dei corrispondenti risparmi di spesa.
3 quinquies. Qualora si accerti un risparmio di spesa per un
importo inferiore a 100.000 migliaia di euro, lo stesso è
destinato al ripristino delle autorizzazioni di spesa di cui ai
commi 3 bis e 3 ter in misura proporzionale.
3 sexies. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
effettuare le variazioni di bilancio discendenti
dall'applicazione del presente articolo.
Emendamento 14.2
Il comma 4 è soppresso.
Emendamenti articoli aggiuntivi
Subemendamento A.205.1:
All'emendamento A.205, dopo le parole forme contrattuali
flessibili aggiungere le parole di lavoro subordinato .
Emendamento A.205.COMM:
All'art. 12 della L.R. 26 novembre 2000 n. 24 dopo le parole
"Nelle more della riforma dei servizi per l'impiego e della
formazione professionale" il periodo "l'Agenzia regionale per
l'impiego e la formazione professionale è autorizzata a stipulare
convenzioni con gli enti ed organismi previsti dall'articolo 4
della legge regionale 6 marzo 1976. n 24 e successive modifiche
ed integrazioni, nell'ambito dei piani finanziati, per
l'attivazione di misure di politica attiva del lavoro" è
sostituito dal seguente limitatamente all'attuazione di
specifici progetti formativi e di politica attiva del lavoro, da
realizzarsi in house providing, finanziati con risorse statali
e/o comunitarie, il CIAPI di Priolo, nel rispetto delle vigenti
norme di legge che regolano il reclutamento di personale con le
forme contrattuali flessibili, di cui all'art. 36 del D.Lgs 30
marzo 2001, n. 165, è autorizzato ad avvalersi degli operatori
degli organismi previsti dall'articolo 4 della legge regionale 6
marzo 1976, n. 24 e successive modifiche ed integrazioni,
iscritti all'albo di cui all'art. 14 della medesima L.R. 24/76.
Subemendamento A.210 bis 2
Al comma 5 sostituire la parola complessivi con
onnicomprensivi . Sostituire le parole l'importo con le parole
il tetto . Dopo le parole di euro inserire la parola annui .
Subemendamento A.210 bis 1
Tale limite è comunque applicato anche nel caso di cumulo con
ulteriori indennità percepite e che gravano sul bilancio della
Regione.
Emendamento A.210 bis
All'emendamento 14GOV.R sono aggiunti i seguenti commi:
4. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge si
applicano, per l'Amministrazione regionale e per gli enti e gli
organismi di cui all'articolo 1 della legge regionale 30 aprile
1991, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, compresi gli
enti del settore sanitario, nonché per le società a partecipazione
totale o maggioritaria della Regione, le disposizioni di cui
all'articolo 8, commi 8 e 9, del decreto legge 24 aprile 2014, n.
66.
5. Al fine dì conseguire risparmi di spesa attraverso la
razionalizzazione della spesa pubblica regionale nonché al fine
della salvaguardia degli equilibri di bilancio, per il periodo l
luglio 2014 31 dicembre 2016, i trattamenti complessivi di
pensione, compresi quelli in godimento, in tutto o in parte a
carico dell'Amministrazione Regionale e del Fondo Pensioni Sicilia,
non possono superare l'importo di 160 migliaia di euro.
6. Lo stesso limite di cui al comma 5 si applica al trattamento
economico annuo complessivo fiscale dei dipendenti
dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'art. 1 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, presso cui si applica il
contratto collettivo dei dipendenti regionali, nonché, in quanto
compatibile, al trattamento economico annuo complessivo dei
dipendenti degli enti pubblici regionali, delle società partecipate
dalla Regione Siciliana e comunque di tutti gli enti, di natura
pubblica o privata, che ricevono a qualunque titolo trasferimenti,
contributi o corrispettivi a carico del bilancio della Regione
Siciliana, compreso il settore sanitario.
7. Sono in ogni caso fatte salve e confermate le disposizioni
legislative, regolamentari e statutarie che prevedono limiti
retributivi inferiori a quello previsto dai commi 5 e 6 del
presente articolo. L'eventuale adeguamento annuale dei limiti
retributivi di cui al presente articolo si applica solo in
corrispondenza dei miglioramenti retributivi derivanti dalle
procedure di contrattazione relative al contratto di appartenenza.
Resta in ogni caso ferma l'applicazione della disposizione
normativa contenuta nell'art. 31 L.r. 6/1997.
Emendamenti ai sensi dell'art. 117 del R.I.
Emendamento 117.1:
All'emendamento 8.1.1 le parole "copertura finanziaria: UPB
10.3.1.3.1 cap. 147303 - 400 migliaia di euro" sono sostituite
dalle parole "per le finalità di cui al presente comma si provvede
mediante corrispondente riduzione delle disponibilità del capitolo
147303 UPB 10.3.1.3.1".
Emendamento 117.2:
RISCRITTURA COMMI 1 E 5 DELL'ARTICOLO 7 AI SENSI DELL'ARTICOLO 117
DEL REGOLAMENTO
Il comma 1 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:
1. Al fine di garantire il servizio idrico negli ambiti gestiti
dall'Ente Acquedotti Siciliani in liquidazione, ai sensi
dell'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, e
contenere: i costi di gestione del medesimo ente al pagamento
degli oneri connessi al personale in servizio provvede la RESAIS
s.p.a., sulla base di apposito rapporto convenzionale. Per le
finalità del presente comma la Ragioneria Generale della Regione
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014, a trasferire
alla RESAIS SpA, a titolo di compartecipazione destinata
esclusivamente agli oneri sostenuti per il personale in
servizio, la somma di 3.010 migliaia di euro (U.P.B 4.2.1.3.99),
ivi compresa degli eventuali oneri convenzionali.
Il comma 5 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:
5. Al fine di contenere i costi di gestione dell'Ente Acquedotti
Siciliani in liquidazione, ai sensi dell'articolo 1 della legge
regionale 31 maggio 2004, n. 9, al pagamento degli oneri sostenuti
dal medesimo ente per il personale in quiescenza, nel limite
massimo di 25 migliaia di euro annui lordi procapite, provvede la
RESAIS s.p.a., sulla base di apposito rapporto convenzionale. Per
le finalità del presente comma la Ragioneria Generale della Regione
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014, a trasferire alla
RESAIS SpA, a titolo di compartecipazione della spesa prevista dal
presente comma, la somma di 2.000 migliaia di euro (U.P.B
4.2.1.3.99) ivi compresa degli eventuali oneri convenzionali.
Emendamento 117.3
All'emendamento 13.3.2 sostituire le parole Entro 120 giorni con
Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge .
Emendamento 117.4
All'articolo 14, al comma 3, sono soppresse le parole da e fino
all'articolo 8 .