Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 159 di mercoledì 28 maggio 2014
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LANTIERI,  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  delle
  sedute  n.  157 e 158 che, non sorgendo osservazioni, si  intendono
  approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Forzese, La Rocca  Ruvolo,
  Lombardo,  Siragusa,  Palmeri, Ciaccio  e  Trizzino  hanno  chiesto
  congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico   che  é  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N. 2029 - Notizie sulla presunta revoca del finanziamento per l'ex
  Tonnara di S. Panagia a Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Economia
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   Avverto   che  l'interrogazione  testé  annunziata  sarà  iscritta
  all'ordine del giorno per essere svolte al proprio turno.

   Comunico  che  è  stata presentata la seguente interrogazione  con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2028 - Iniziative  urgenti volte a revocare i provvedimenti di
  espulsione dei lavoratori appartenenti al bacino ex PIP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Greco Giovanni; Di Mauro Giovanni; Lombardo  Salvatore
  Federico; Federico Giuseppe; Lo Sciuto Giovanni; Fiorenza Dino

   Avverto  che  l'interrogazione testé annunziata  sarà  inviata  al
  Governo e alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N.   2030  -  Chiarimenti  sulla  salvaguardia  occupazionale  dei
  dipendenti precari dell'Ente Parco dei Nebrodi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Currenti Carmelo

   N. 2031 - Misure urgenti relative alla valorizzazione, fruizione e
  gestione  dei beni culturali, nonché chiarimenti sui fatti accaduti
  al  Palazzo della Zisa di Palermo in occasione della manifestazione
  'La Notte dei Musei'.
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N.  2032 - Interventi in merito all'assegnazione di personale  per
  il  servizio   di  vigilanza   nel Parco  archeologico  'Valle  dei
  templi'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco; Ciaccio  Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;  Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

   al bilancio per l'anno 2014'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Seguito della discussione del disegno di legge "Variazioni al
    bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2014 e alla
   legge 'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014.
     Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie" (n. 724/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione del disegno  di  legge  "Variazioni  al
  bilancio  di  previsione per l'esercizio finanziario  2014  e  alla
  legge  'Disposizioni programmatiche e correttive per  l'anno  2014.
  Legge  di  stabilità  regionale'. Disposizioni varie"  (n.  724/A).
  Invito i componenti la II Commissione  Bilancio e Programmazione  a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Poiché il Governo non è presente in Aula, sospendo brevemente la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 16.40)

   al bilancio per l'anno 2014'

   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli colleghi, ricordo che eravamo arrivati all'articolo  13,
  accantonando gli articoli 1, 2 e 9. Dopo l'articolo 13,  tratteremo
  l'articolo  14,  che riguarda la copertura finanziaria,  ma  prima,
  così   come   preannunciato,  è  opportuno  trattare  l'emendamento
  rispetto  al  quale c'è una convergenza, un'unità di  intenti,  che
  riguarda  la  Formazione  professionale,  l'Agenzia  regionale  per
  l'impiego   e   il   personale  degli  sportelli   multifunzionali.
  Sostanzialmente, si tratta di questo. L'abbiamo già  esposto  ieri,
  l'ha   sollecitato   la  Commissione  stessa,   quella   presieduta
  dall'onorevole   Marcello  Greco,  ma  anche  la  II   Commissione,
  presieduta dall'onorevole Dina.
   Sono  stati  presentati due subemendamenti, a firma dell'onorevole
  Marcello Greco, nella qualità di Presidente della V Commissione.
   Ha facoltà di parlare per illustrarne il contenuto.

   GRECO  MARCELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,
  chiedo scusa, c'è un testo preparato dalla Commissione - quello che
  le  avevo  fatto  avere  -  e poi, c'è un testo  del  Governo  che,
  chiaramente,  è  identico  al  testo  della  Commissione   ma   con
  un'aggiunta diversa rispetto a quella della Commissione stessa.
   Le  chiedo di discutere il testo della Commissione, non quello del
  Governo. Signor Presidente, le do il testo.

   PRESIDENTE.  Mi  avete parlato di un'intesa, di una  concertazione
  col  Governo. C'è unità di intenti, quindi, chiederò il parere  del
  Governo su quello presentato dalla Commissione.
   Stiamo  distribuendo, quindi, il testo della  Commissione.  I  due
  subemendamenti  sono  collegati sempre a  quelli  presentati  dalla
  Commissione.

   GRECO MARCELLO. Quello nella parte riguardante  forme contrattuali
  flessibili , questo no, ma l'altro, quello che cita  aggiungere  le
  parole di cui all'art. 36 .

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta,  in
  modo da chiarire con il Presidente della Commissione quale sarà  il
  testo sul quale l'Aula dovrà pronunciarsi.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.44, è ripresa alle ore 16.45)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   GRECO  MARCELLO. Signor Presidente, chiedo se è possibile  che  il
  Governo ritiri l'emendamento presentato.

   PRESIDENTE. Presidente Crocetta, qui c'è un corto circuito tra  la
  Commissione,  probabilmente,  e  il  Governo  in  ordine  a  questo
  emendamento   sugli   sportelli'.  Formalmente,  è  depositato   un
  emendamento  del  Governo  e  ce  n'è  un  altro  depositato  dalla
  Commissione.
   E'  stato  riferito  a questa Presidenza che c'era  una  unità  di
  intenti e, proprio per questo, lo avevo ammesso; però, formalmente,
  occorrerebbe,  se si concorda su quello della Commissione,  che  il
  Governo  lo  ritirasse, altrimenti, andiamo avanti  su  quello  del
  Governo.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, siccome  il
  testo  della  Commissione è sostanzialmente  uguale  a  quello  del
  Governo,  però,  intende  precisare qualche  aspetto  in  più,  non
  abbiamo  alcuna difficoltà a ritirare il nostro ed  a  fare  nostro
  quello della Commissione.

   PRESIDENTE. Grazie, abbiamo risolto il problema.
   Sostanzialmente, quindi, onorevole Greco, le faccio  una  domanda:
  siccome  lei aveva presentato due subemendamenti, nella qualità  di
  Presidente della Commissione

   GRECO  MARCELLO. Uno viene meno, cioè quello riguardante, lo  dico
  subito,   l'emendamento  A  205:   Dopo  la   parola    flessibile'
  aggiungere  le parole  di cui all'articolo 36 del D.Lgs.  30  marzo
  2001, n. 165'  .

   PRESIDENTE.  Quello  viene  meno.  Gli  Uffici,  quindi,   possono
  procedere   alla  distribuzione  dell'emendamento   A   205   della
  Commissione e del subemendamento A 205.1.
   Onorevole Greco, se vuole può illustrare l'emendamento.

   GRECO  MARCELLO.  signor  Presidente,  l'emendamento  modificativo
  dell'articolo  12 della legge numero 24 del 1976  ha  lo  scopo  di
  rendere   attuale  la  norma  che,  a  seguito  della  soppressione
  dell'Agenzia  regionale per l'impiego, per l'aspetto  dell'articolo
  11  della  legge  regionale del 9 maggio 2012, numero  26,  risulta
  inapplicabile   con   la  conseguente  impossibilità   di   attuare
  pienamente   le   misure  di  pubblico  attivo   del   lavoro   che
  rappresentano una garanzia.
   In  merito,  occorre evidenziare che la Regione  siciliana,  nelle
  more  di  una  riforma  organica dei servizi per  l'impiego  e,  in
  assenza  di disciplina legislativa inerente l'accreditamento  degli
  operatori  privati,  ai sensi dell'articolo  7  del  decreto  legge
  numero  203 del 2003, si è avvalsa nel tempo degli operatori  degli
  enti  di  formazione  professionale, di cui  alla  legge  regionale
  numero  24  del  1976 che, a tal fine, avevano istruito  alle  loro
  dipendenze  gli  organismi denominati  Sportelli  multifunzionali ,
  finanziati  fino al 2010 dal bilancio regionale e dal 30  settembre
  2013 con le risorse comunitarie.
   A seguito della chiusura delle attività progettuali previste dagli
  avvisi  1  e  2  del 2010, l'Amministrazione del  lavoro,  per  non
  interrompere  un pubblico servizio, si è avvalsa del  proprio  ente
  strumentale,  il  CIAPI  di Priolo, autorizzato  dalla  Commissione
  europea  ad  operare in house, per l'erogazione delle  obbligatorie
  politiche  attive  del  lavoro;  ha utilizzato  gli  operatori  dei
  suddetti    Sportelli  multifunzionali   appositamente  qualificati
  dalla Regione per le finalità in argomento.
   Ciò  posto e considerato che nelle more della riforma organica dei
  servizi  per il lavoro la Regione è comunque onerata all'erogazione
  delle   politiche   attive   del  lavoro,   si   rende   necessario
  regolamentare le modalità attraverso le quali, essendo venuta  meno
  l'Agenzia  regionale  per l'impiego, possono continuare  ad  essere
  utilizzati gli operatori specializzati degli enti di cui alla legge
  regionale  numero 24 del 1976 ai quali fa riferimento la  norma  da
  modificare.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, in  questa  maniera,  con
  questo emendamento, abbiamo posto la parola fine a quella che è  la
  storia degli Sportelli multifunzionali che, uscendo dagli enti come
  contratto a tempo indeterminato, si sono trovati in questi mesi  in
  grossissime difficoltà.
   E  da  qui  l'impegno  della Commissione  ad  evitare  che  questi
  lavoratori fossero messi a contratto Co.Co.Pro. invece di contratti
  a  tempo  subordinato  ed  è quello che abbiamo  fatto  con  questo
  emendamento.
   Abbiamo salvaguardato i lavoratori degli Sportelli multifunzionali
  garantendo  loro un futuro, nelle more che possa essere  realizzata
  l'Agenzia   di   avviamento  al  lavoro  nella  quale   sicuramente
  troveranno posto.
   Signor   Presidente,  ho  posto  in  essere  anche  un   ulteriore
  subemendamento  rispetto  a  quello che abbiamo  esaminato,  quello
  successivo,  dove  nel  testo  dopo le parole   forme  contrattuali
  flessibili   aggiungo  le parole  di lavoro  subordinato .  Questo,
  anche se rappresenta qualcosa in più, viene messo per chiarire  che
  il   rapporto  di  lavoro  deve  essere  soltanto  quello  a  tempo
  determinato e non può essere un lavoro diverso.
   Questi sono i due emendamenti posti in essere, sia il primo sia il
  secondo,  come  subemendamento,  per chiarire  la  problematica  in
  questione.

   VINCIULLO,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   VINCIULLO, vicepresidente della Commissione relatore di minoranza.
  Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  Assessori,   onorevole
  Presidente   della  Regione,  nel  condividere   il   testo   della
  Commissione  e  nel  comunicare che apporrò la  mia  firma  ai  due
  emendamenti,  vorrei cercare di chiarire la vicenda,  anche  perché
  non  possiamo  correre  il rischio che, da qui  a  qualche  minuto,
  qualcuno ci dica che non avevamo ben compreso.
   Prendiamo  atto,  con piacere, e rendiamo atto che  il  Presidente
  della  Regione ha deciso di ritirare l'emendamento A 205 che  aveva
  presentato  e che, oggettivamente, affrontava in maniera  seria  il
  problema relativo ai lavoratori e, di conseguenza, si passa, signor
  Presidente,    all'emendamento   A205   Comm,   predisposto   dalla
  Commissione   di   merito  e  apprezzato  ieri  dalla   Commissione
   Bilancio .
   Qual  è il problema per cui, a nostro avviso, c'è la necessità  di
  predisporre  un  ulteriore emendamento, l'A 205.1  che,  nel  testo
  predisposto   originariamente  dalla  Commissione,  si   parla   di
  reclutamento  di  personale con le forme  contrattuali  flessibili?
  Quali  sono  le forme contrattuali flessibili? Sono numerose  e  di
  conseguenza il CIAPI di Priolo è il soggetto che dovrebbe applicare
  la  norma  che stiamo per approvare e si troverebbe in  grossissime
  difficoltà.
   C'è  la  necessità  di  capire che quando si  parla  di  contratti
  flessibili non si parla né di partita Iva né di Co.co.co  ,  né  di
  altre  forme  di  lavoro,  ma si parla di lavoratori  che,  è  bene
  precisarlo,  fino  a  qualche mese fa,  erano  lavoratori  a  tempo
  indeterminato,  erano  lavoratori assunti  da  Enti  che  fornivano
  servizi  alla  Regione  e che fornivano questo  servizio  da  tempo
  immemorabile.
   Oggi, stiamo trasformando questi contratti da tempo indeterminato,
  cioè   fin  quando  potevano  raggiungere  l'età  pensionabile,   a
  contratti  flessibili; ma il flessibile non può  non  prevedere  la
  subordinazione, anche perché, comunque, i lavoratori eseguono degli
  ordini che gli vengono impartiti. Per questo motivo è necessario  e
  indispensabile,  nell'approvare  l'emendamento  aggiuntivo   205.1,
  inserire  anche  le parole di  lavoro subordinato' a  garanzia  dei
  lavoratori  e  per  evitare che di qui a qualche settimana  debbano
  insorgere  problemi  con  il  Ciapi di  Priolo  che,  di  fronte  a
  contratto flessibile, potrebbe intendere qualsiasi cosa.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  ho
  presentato  un  emendamento  che  possiamo  anche  trasformare   in
  subemendamento. Questo lo chiariremo.
   Quello che faccio rilevare nell'emendamento è che, considerata una
  nota    dell'Assessorato   dell'istruzione   e   della   formazione
  professionale che esclude dai pagamenti il PROF 2009, 2010 e 2011 e
  accaparrandosi, per quegli enti che hanno fatto pure  l'Avviso  20,
  per  quegli anni 2012 e 2013, perché è stato contrattualizzato  del
  personale  e  mi riferisco solo agli enti che hanno  rispettato  la
  pianta  organica  e, sempre dentro il budget di  spesa,  che  hanno
  assunto  personale entro il 2008, quindi, durante l'anno  2008.  Il
  blocco  delle  assunzioni è al 31 dicembre 2008. La  trasformazione
  effettiva del contratto è avvenuta a gennaio del 2009.
   Una   circolare   avvisa   gli   Enti   che   per   il   personale
  contrattualizzato  dopo  il  2008 vengono  esclusi  dai  pagamenti,
  quindi, avviene questa trattenuta e la beffa è che viene trattenuta
  una  somma  attraverso  l'Avviso 20 per la  formazione,  effettuato
  attraverso i PROF che riguardano gli anni 2009, 2010 e 2011.
   Considerato  il  fatto che sono Enti che hanno lavorato  entro  il
  budget,  mi  riferisco solo ed esclusivamente a  questa  platea  di
  lavoratori  che hanno lavorato entro il 31 dicembre 2008,  ma  che,
  per altri motivi, hanno visto la contrattualizzazione completata ai
  primi di gennaio 2009.
   Ritengo  sia  una ingiustizia nei confronti di questi enti  perché
  anche  la  sottrazione di queste somme dall'Avviso 20, sicuramente,
  porterà  alla  rovina oltre gli enti stessi anche i lavoratori  che
  attendono di avere pagati gli stipendi.
   Spero  di  essere  stato chiaro sul fatto che  parliamo  di  Fondi
  sociali europei, considerato anche il fatto che la Comunità Europea
  riconosce  soltanto  gli Enti accreditati che  possono  predisporre
  corsi  liberi   e,  al contempo, non esiste nel  Regolamento  della
  Comunità Europea che il personale possa essere del 2005, 2008, 2013
  o 2014.
   La  Comunità  europea riconosce gli Enti e con la  sua  formazione
  approva il budget di spesa a tutti gli Enti che hanno i titoli  per
  poter affrontare quella formazione seria, vera e reale.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ieri, in via eccezionale,  abbiamo
  ammesso  questo  emendamento  perché la  Presidenza  ha  avuto  una
  richiesta  da parte di diversi capigruppo sul presupposto  che  c'è
  una intesa. Peraltro, l'emendamento era già stato esaminato dalla V
  e dalle II Commissione.
   Adesso  l'onorevole  Lentini sta ponendo un problema  rispetto  al
  quale si mette in difficoltà questa Presidenza, perché ieri abbiamo
  fatto una forzatura procedurale su un emendamento rispetto al quale
  c'era  una condivisione. E non posso essere io, in questo  momento,
  ad  escludere  l'emendamento, peraltro  presentato  abbondantemente
  fuori termine.
   Pertanto,  invito  l'onorevole Lentini  a  rinviare  in  un  altro
  momento  questo tipo di articolato perché, altrimenti,  apriamo  la
  maglia ad una serie di emendamenti.
   Proprio  per  questo motivo, avevamo delegato il Presidente  della
  Commissione  a trovare una sintesi e dobbiamo essere consequenziali
  in quello che diciamo.
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.09)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   GRECO MARCELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO MARCELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
  dell'emendamento  che  ha  posto in essere  l'onorevole  Lentini  e
  l'impegno  massimo che assumo è che sarà esaminato  in  Commissione
  nel   prossimo  mese,  aggiungendo  successivamente   un   articolo
  all'emendamento di oggi e in una seconda fase.

   LENTINI. Ne prendo atto.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al fine di evitare
  spiacevoli inconvenienti, ritengo che il provvedimento che  si  sta
  mettendo    in    votazione    presenti    intrinsecamente    delle
  contraddittorietà  tali  da  essere non  solo  non  risolutivo,  ma
  facilmente impugnabile.
   Si  sta  cercando  di lavorare per evitare delle incongruenze  che
  inficerebbero  totalmente  la  portata  e  l'esistenza  stessa  del
  provvedimento  che si vuole portare avanti e sarebbe,  addirittura,
  controproducente.
   Visto  che  c'è  l'accordo  di  massima  sulla  risoluzione  della
  questione, se dobbiamo lasciare ancora qualche minuto per  arrivare
  ad  una  formulazione che possa passare indenne  ai  controlli,  in
  quanto   corrispondente  alle  leggi  vigenti,  allora  aspettiamo.
  Altrimenti, signor Presidente, quello che si sta proponendo è tutto
  ed  il  contrario  di tutto, il che, come lei  mi  insegna,  non  è
  possibile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, andiamo avanti con  il  lavoro  e
  ribadisco   che  ieri  ho  ammesso,  in  via  eccezionale,   questo
  emendamento  perché mi è stato riferito che c'era  un'intesa  quasi
  unanime;  ormai,  devo aggiungere  quasi . C'era  l'intesa  con  il
  Governo, ma adesso sono sorti ulteriori dubbi.
   L'ho ammesso perché l'emendamento era già transitato, a differenza
  di  altri,  dalle Commissioni V e II. C'è stata una  presa  d'atto,
  onorevole Dina?

   DINA,  presidente della Commissione. Signor Presidente, c'è  stato
  un apprezzamento informale, ritenendo che non ci fosse necessità di
  copertura finanziaria.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   pongo   in   votazione    il
  subemendamento A205.1, dell'onorevole Greco. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   SAVONA. Signor Presidente, così non si può lavorare.

   PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Savona. Le debbo dare  atto  che
  così non si può lavorare

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  insieme  ad  un
  apprezzamento  alla sua decisione di mettere in discussione  questo
  emendamento, voglio rilevare - lo dico all'assessore Agnello  e  mi
  dispiace  che non c'è il Presidente della Regione - che  è  assurdo
  che manchi l'assessore al ramo. Noi dovremmo avere un interlocutore
  su  un emendamento importante che riguarda la vita anche lavorativa
  di tantissime persone.
   A  questo punto, vorremmo che l'assessore Agnello si assumesse  la
  responsabilità, seguendo le sue indicazioni, di dirci come votare e
  se questo subemendamento è stato assolutamente concordato.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Maggio, capisco che  questo  argomento  la
  appassiona, mi rendo perfettamente conto, ma se avessi  saputo  che
  c'erano tutte queste difficoltà, non l'avrei ammesso.

   GIANNI.  Signor Presidente, ha fatto bene  Andiamo avanti,  perché
  fuori ci sono persone che aspettano

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'emendamento  A.205.COMM   così   come
  subemendato. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 9, in precedenza accantonato.
   Onorevoli   colleghi,  adesso  occorre  non  un  po',   ma   molta
  attenzione,  perché c'è un allegato abbastanza corposo  e,  quindi,
  per  andare avanti celermente occorre la collaborazione fattiva del
  Governo e della Commissione.
   Comunico  che  all'articolo  9 è stato  presentato,  a  firma  del
  Governo, l'emendamento 9.1.
   Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli    colleghi,   prima   di   procedere   all'approvazione
  dell'articolo   9,   bisogna   procedere   alla   discussione    ed
  all'approvazione, o meno, degli emendamenti di cui all'allegato.
   Si   passa   all'emendamento  ALL.1.15,  a  firma   dell'onorevole
  Sammartino ed altri. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento ALL.1.12. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento ALL.1.5. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento ALL.1.20. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento ALL.1.16. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento ALL.1.24. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.
                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento ALL.1.11. Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  se  lei
  ammette gli emendamenti, e gli emendamenti per essere ammessi hanno
  la  copertura, io penso che sia giusto farli illustrare perché  non
  si  tolgono i soldi da un capitolo e si mettono in un altro per  un
  piacere,   perché  se  corriamo  così  diventa  una   maratona   e,
  considerato  che parliamo di cose serie e importanti, di  ERSU,  di
  Università, io penso che sarebbe meglio frenare un po'.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, me ne guarderei bene  dal  volere
  strozzare  il dibattito. L'onorevole Alloro ha espresso  l'esigenza
  di  intervenire sui singoli emendamenti; è chiaro che  sul  singolo
  emendamento  non si può aprire il dibattito, la discussione  si  fa
  sull'articolo;  però,  se l'Aula ritiene  che  il  presentatore  di
  quell'emendamento  voglia  intervenire  per  illustrarlo,  non  c'è
  problema. Mi sembra di intuire che ci sono posizioni diversificate,
  la maggior parte sono per andare avanti.

   DINA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DINA,  presidente della Commissione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, Governo, io vorrei ricordare che tutti questi emendamenti
  all'allegato sono viziati da una problematica di fondo,  nel  senso
  che  non c'è una copertura libera, è una copertura a cui si attinge
  ricorrendo ad altri cespiti.
   E'   importante   rappresentare  l'esigenza   di   formulare   gli
  emendamenti,  ma  in  questa fase, in  cui  ci  siamo  occupati  di
  stipendi,  di enti pubblici, sono state fatte proprio delle  scelte
  di  fondo  in  questa mini manovra. E' chiaro che  ci  sarà  tempo,
  forse,  per affrontarli successivamente, ma questo vizio pregiudica
  un  po'  un  parere  favorevole sui singoli  emendamenti,  per  cui
  inviterei i colleghi di tenere conto di questo aspetto che  diventa
  fondamentale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,  io
  intervengo  in  riferimento al problema che  ho  sollevato  già  la
  scorsa  volta insieme a qualche altro mio collega per una questione
  di  giustizia.  Tutti  i  Gruppi parlamentari  abbiamo  assunto  un
  impegno:  garantire gli stipendi a coloro che hanno a che fare  con
  la Regione - o strutture parallele - almeno fino al mese di luglio.
  Abbiamo  dimenticato  - Governo, Gruppi parlamentari  di  tutto  il
  mondo - il Corfilac, Istituto Sperimentale della Regione siciliana,
  dove  nel consiglio di amministrazione ci sono tre componenti della
  Regione,  designati dall'Assessorato all'Agricoltura e quindi  così
  come l'istituto (Vicentini) così come tutto il resto - che ha a che
  fare  con  la  Regione siciliana - dove i dipendenti non  hanno  la
  possibilità di copertura finanziaria.
   Io  l'ho detto all'Assessore al ramo, l'ho detto all'Assessore per
  l'economia,  lo  sanno  tutti. Se, signor Presidente,  non  dovesse
  essere  votato questo emendamento, e quindi trovata una  soluzione,
  considerato  che ne parliamo da mesi, io penso che in provincia  di
  Ragusa è meglio che neanche ci si avvicini  Perché voi capite  bene
  che non è possibile mortificare coloro che hanno diritto, così come
  altri, di avere l'attenzione di un Parlamento. Da mesi parliamo  di
  questa vicenda, da mesi ne discutiamo, senza concludere nulla
   L'emendamento  a cui faccio riferimento è l'1.18, ma  ce  ne  sono
  anche  altri. E poi, avevo presentato un emendamento dove non c'era
  il  problema  di copertura finanziaria, che riguarda l'IRSAP  e  la
  riduzione  dei  dirigenti. Signor Presidente  dell'Assemblea  -  mi
  rivolgo  a  lei - siccome ci richiamano, ci chiedono  che  dobbiamo
  fare  le riforme, i tagli, quell'emendamento ci mette in condizione
  di tagliare i dirigenti dell'IRSAP ed è stato motivo di dibattito e
  discussioni,  pagine intere sulla stampa. Ora  è  in  Aula.  Io  mi
  auguro  che lei questo subemendamento lo metta in votazione  e  che
  davvero possiamo dare questa risposta.

   PRESIDENTE. Com'è che lei lo sta trattando, mi scusi?

   DIPASQUALE. Ci arriveremo. Siccome qua non si può parlare, si  può
  parlare  una volta sola e per tutte cose, mi rimane un  minuto,  lo
  lascio  agli altri miei colleghi però vi prego queste due cose:  il
  CORFILAC  e  l'IRSAP, a costo zero che ci metta  in  condizione  di
  ridurre  ed  eliminare 13 dirigenti per alcuni milioni di  euro,  e
  possiamo farlo in maniera indolore.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  concetto
  dell'eliminazione  dei dirigenti è, come dire, un  concetto  nuovo.
  Cioè,  fare  un ragionamento rispetto al quale si dice:  eliminiamo
  13  dirigenti .  Io  volevo capire dall'onorevole  Dipasquale  come
  dovrebbero   essere   eliminati:  li  sciogliamo   nell'acido,   li
  impicchiamo,  li  mandiamo  in Russia?  Vorrei  capirlo,  perché  i
  concetti  dei  contratti  firmati sono  un'altra  cosa.  Però,  non
  intervengo  per  questo,  intervengo per illustrare  una  serie  di
  emendamenti a mia firma riguardanti gli stipendi e il personale.
   L'emendamento   al   quale  mi  riferisco   è   quello   dell'ARAS
  (Associazione Regionale Allevatori della Sicilia). Sull'ARAS si era
  avviato  un  ragionamento  con l'Assessore  per  l'agricoltura  pro
  tempore  Cartabellotta,  rispetto  al  quale  si  era  avviato   un
  procedimento  di  raccordo con l'istituto  zootecnico.  L'idea  era
  quella  di  far diventare l'ARAS il braccio operativo dell'istituto
  zootecnico.
   Peraltro, c'è una legge del 1996, pubblicata nella GURS n. 26  del
  21  maggio  1996, che lo dice espressamente e che non è  mai  stata
  attuata.  La legge recita:  L'Assessore regionale per l'agricoltura
  e  le foreste può affidare all'Istituto sperimentale zootecnico  le
  azioni  di  selezione  del  bestiame e  dei  libri  genealogici,  i
  controlli  funzionali e l'assistenza tecnica agronomica veterinaria
  per la lotta all'epizootica e identità del bestiame di cui all'art.
  4, comma 2, lettera b della legge 8 novembre 1986, n.752 .
   Nello  svolgimento dell'attività predetta, l'Istituto sperimentale
  zootecnico  potrà  stipulare  apposite  convenzioni  da  sottoporre
  all'approvazione   dell'Assessore  regionale   per   l'agricoltura,
  utilizzando proprio l'ARAS. La mancata applicazione di questa legge
  ha  fatto sì, sostanzialmente, che l'ARAS sia arrivata ad un  punto
  dove  non  è più neppure nelle condizioni di garantire lo stipendio
  ai propri dipendenti.
   Io  avevo presentato un emendamento di 500 mila euro, perché erano
  previsti   nella  manovra  solo  500  mila  euro,  che   non   sono
  assolutamente sufficienti per garantire gli stipendi al  personale.
  Quindi,  parliamo di personale, io gradirei, Assessore, che  questa
  cosa  venisse  attenzionata nel giusto modo, anche in  relazione  a
  quelli  che  sono  i servizi che l'ARAS garantisce agli  allevatori
  stessi.
   Un  altro  emendamento a mia firma riguarda  gli  operatori  della
  pesca Isole minori. Era stato in passato dato un contributo, questo
  contributo   non  è  stato  bastevole,  quindi  ho  presentato   un
  emendamento in questo senso.
   Un  altro  emendamento riguarda i soggetti destinatari di  reddito
  minimo di inserimento. I soggetti destinatari di reddito minimo  di
  inserimento  (che verranno a protestare qui all'ARS  il  giorno  4)
  hanno  una  copertura economica fino a fine giugno,  perché  quando
  abbiamo  approvato la finanziaria non siamo stati nelle condizioni,
  per  le  ristrettezze  che  c'erano, di  potere  inserire  l'intera
  copertura per tutto l'anno.
   E'  chiaro  che  questo  è  un problema che  riguarda  soggetti  e
  categorie  svantaggiate  e  riguarda  proprio  il  pagamento  degli
  emolumenti.  Io  eviterei  di  parlare  di  ciò  che  non  riguarda
  stipendi.  Mi  dispiace  che non ci sia però  il  Presidente  della
  Regione,  siccome  proprio lui è venuto  alla  Kore,  in  occasione
  dell'apertura e dell'inaugurazione dell'anno accademico, facendo un
  bellissimo discorso, impegnandosi in maniera eccezionale in  favore
  di  questa  struttura universitaria ed altro, ma  l'intervento  del
  Presidente  della Regione ha generato che prima c'era un contributo
  di  550 mila euro, a fronte di un contributo di un milione 930 mila
  euro  dell'anno scorso, contributo che è stato eliminato. Io volevo
  complimentarmi col Presidente sia per questo che per il  contributo
  nei confronti dell'ente autodromo, anch'esso eliminato.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   in
  riferimento all'articolo 9 e ai suoi allegati, che poi  sono  degli
  emendamenti  e  mi  riferisco in particolare all'emendamento  1.18,
  l'assessore per l'agricoltura, sicuramente, saprà, conoscerà  e  se
  non  conoscerà  gli  avranno già spiegato quanto  è  importante  il
  centro di ricerca della Kore  di Ragusa. E' talmente importante che
  a   questo  punto  al  Governo  e  quindi  a  lei,  assessore   per
  l'agricoltura, a lei assessore per l'economia, il Governo farà  una
  scelta.
   La  scelta  qual è? Quella di penalizzare questo ente  di  ricerca
  fatto  di  giovani che oggi sono un punto di riferimento nazionale,
  internazionale nella ricerca. Vuol dire penalizzare un territorio e
  dire  ad  una  provincia, quella di Ragusa, che in questi  anni  ha
  dimostrato  nel  campo  della zootecnia di  avere  un  primato,  un
  primato nella ricerca e nella qualità del latte e del formaggio.
   Se  la  scelta del Governo è quella di azzerare questo  centro  di
  ricerca  sarebbe  stato più utile e chiaro che nei  giorni  scorsi,
  quando  noi  abbiamo discusso questa manovra, con  molta  chiarezza
  avreste  detto guardate per la Kore non c'è nessuna garanzia  e  il
  Governo sceglie di tagliare questo centro di ricerca.
   Permettetemi  di dirvi che io non sono d'accordo su questa  scelta
  che  il  Governo sta effettuando, permettetemi anche di  dirvi  che
  l'ARAS  che assiste nel modo eccezionale il mondo zootecnico  verrà
  penalizzato.
   Allora  Presidente Ardizzone, io non so cosa deciderà  il  Governo
  rispetto   a   questo  emendamento  e  a  questi  emendamenti.   Se
  l'andamento  di questo emendamento è quello che non dovranno  avere
  nessun senso positivo, tanto vale che il Governo si alza e dica  li
  ritiriamo  tutti'.  Perché  non ha veramente  senso  venire  qui  a
  difendere  a tutelare il territorio, la provincia di Ragusa,  altre
  province  quando  poi la finalità è negativa e  basta  un  semplice
  gesto  di  coraggio  che  noi  chiediamo  a  questo  Governo,   che
  sosteniamo, politicamente, mettendoci la faccia, ma le scelte vanno
  fatte  insieme, insieme all'Assemblea. Quindi alzatevi, abbiate  il
  coraggio di dire che questi emendamenti non sono ammissibili perché
  non  c'è la copertura finanziaria come dice il Presidente della  II
  Commissione, onorevole Dina.
   Non  ha  senso  che ci scanniamo qui dentro perché ognuno  di  noi
  sente  il  bisogno  di  difendere le proprie province,  il  proprio
  territorio,  abbiate il coraggio, dimostrate  un  minimo  di  unità
  perché  noi  vi  sosteniamo  con i nostri  consensi.  Chiediamo  al
  Governo una presa di posizione chiara, netta e questa Assemblea non
  serve  per  dire  sì  o  per dire no. Questa  Assemblea  serve  per
  partecipare  ai  lavori  di questo Governo.  Che  si  abbia  questo
  coraggio perché è inammissibile questo atteggiamento.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io non  posso  non
  condividere  le  parole di chi mi ha preceduto  perché  non  riesco
  ancora  a  capire qual è il ruolo appunto dei deputati. Se  è  vero
  come  è vero che è quello appunto di presentare delle proposte  non
  riesco  a  capire  perché  le proposte che vengono  presentate  dai
  deputati  almeno non possono essere illustrate. Per quanto riguarda
  la  copertura finanziaria, onorevole Dina, credo che sarebbe  stato
  molto  più  corretto  se  la II Commissione  ne  avesse  dichiarato
  eventualmente l'inammissibilità o la non ammissibilità.

   DINA, presidente della Commissione. Non possiamo farlo.

   FAZIO   Ma  addirittura,  mi sembrava più  una  formalità,  almeno
  questo  era  l'andazzo dell'inizio dell'attività per dire  no,  non
  manteniamo nessuno. Credo che sarebbe stato più corretto  da  parte
  del Governo dire non ne approviamo nessuno e quindi andiamo avanti.
   Mentre  mi  è sembrata una farsa e mi è sembrata anche addirittura
  una  farsa  nel  momento  in cui questo Governo,  questa  Assemblea
  appena  appena  ieri ha ammesso emendamenti che non avevano  alcuna
  copertura  finanziaria, che si è trovata la  copertura  finanziaria
  all'ultimo  momento,  per  carità  legittima,  ma  credo  che   sia
  legittimo  l'interesse  e la richiesta  di ogni  singolo  deputato.
  Trovo  ciò  inaccettabile, trovo inaccettabile  l'insensibilità  da
  parte di questo Governo nei confronti di attività culturali. Questo
  Governo  e  questo Presidente hanno decretato di chiudere  tutti  i
  consorzi universitari, glielo dica, che lo sappiano  E' stato detto
  che questa manovra deve garantire gli stipendi. Ma gli stipendi  di
  chi?  C'è  gente  di  serie  A  e di serie   B .  Credo  che  molti
  dipendenti,  soprattutto quelli dei consorzi universitari  e  tanti
  altri, sono considerati dal Governo di serie  B .
   Questo Governo, il Presidente Crocetta, nonostante le affermazioni
  fatte  in  quest'Aula,  che  non  posso  dimenticare,  in  cui   ha
  dichiarato che nessuno perderà il posto di lavoro quando quest'Aula
  ha  approvato  l'eliminazione delle province senza calcolare  quali
  sarebbero state le conseguenze.
   Ebbene,  questa  Assemblea ha approvato  un  altro  indirizzo,  ha
  approvato   una   legge   oppure,  nei   confronti   dei   consorzi
  universitari, ne è stata decretata la chiusura. Questo è quello che
  verrà  determinato. Mi dispiace per tutti i parlamentari che  sanno
  quanto  importanti  sono stati i consorzi  universitari  e  in  che
  misura   hanno  consentito,  sotto  l'aspetto  culturale,   a   far
  progredire  i  territori  e soprattutto la  popolazione.  Lo  trovo
  inaccettabile  e  inammissibile  Mi spiace tutto  questo,  come  mi
  spiace vedere che alcune istituzioni sono considerate da serie   A
  ed altre da serie  B .
   Mi  riferisco  in  modo particolare a Gibellina, era  previsto  un
  finanziamento adesso completamente azzerato. Se questo è l'andazzo,
  se  questo  Governo intende procedere nei termini  -  come  intende
  procedere - considerando i cittadini e le istituzioni di serie   A
  e  serie   B ,  faccia  pure  Sicuramente,  non  avrà  mai  la  mia
  condivisione,  soprattutto nei confronti di chi è  bugiardo  quando
  afferma  una  cosa  e ne fa un'altra totalmente diversa  da  quanto
  affermato.  Com'è possibile vanificare anni e anni di  impegno,  di
  finanziamenti,  di  impegni di risorse? Com'è possibile  immaginare
  tutto questo, solo perché si vanno a considerare alcuni aspetti  ed
  altri no? Mi spiace  Non ci sto e non lo condivido  Motivo per  cui
  anticipo già il mio voto contrario.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sicuramente  il
  dibattito  dell'Aula ha assunto un tono, a mio avviso, di confronto
  piuttosto   delicato.   Presidente,   se   l'ammissibilità    degli
  emendamenti  è  un fatto che rientra in quello che  è  un  percorso
  regolamentare, è chiaro che c'è da parte dei deputati la  necessità
  di esercitare la funzione che gli è propria cioè quella di potere -
  almeno  -  illustrare  l'emendamento. Cosa diversa  è,  invece,  la
  volontà dell'Aula circa la possibilità di camminare in maniera  più
  spedita,  rendendoci  conto di quello che  è  il  senso  di  questa
  manovra,  il  senso  della negatività che,  per  alcuni  versi,  ha
  portato  a  questo ritardo, a questo momento di grande  implosione.
  Siamo,  infatti, in una manovra che, a rate, ha già delle scadenze.
  Se  la manovra ha come programmazione giugno, siamo già a giugno  e
  dobbiamo  pensare a come determinare la copertura  per  il  periodo
  successivo.
   Ciò  premesso,  ritengo  che il principio  secondo  il  quale  gli
  emendamenti   aggiuntivi,  così  come  è  stato   evidenziato   dal
  Presidente  Dina,  non hanno avuto come copertura  finanziaria  una
  valutazione  da parte della Commissione, ma riguardano e  rientrano
  in  quella  che è la valutazione dei singoli deputati  che,  avendo
  presentato un emendamento, hanno determinato, attraverso un momento
  di compensazione, un prelievo da un capitolo con destinazione su un
  altro  capitolo. Vige il principio secondo il quale, se l'Assemblea
  e i deputati con un atto di responsabilità comprendendo che il modo
  di procedere porti alla non approvazione di emendamenti aggiuntivi,
  allora  l'Assemblea  si  dovrà  pronunciare  per  dire  se  non   è
  opportuno - e questa è una mia proposta - di ritirare in blocco gli
  emendamenti aggiuntivi per riservare il momento e riportare  in  un
  momento  di dibattito diverso attraverso un impegno che il  Governo
  deve assumere, visto che trattasi di alcuni argomenti in cui c'è la
  condizione della sopravvivenza di alcuni enti, di poter capire come
  poi affrontare il problema in maniera seria.
   Questa  è  la mia proposta perché è giunto il momento di avere  un
  confronto  serio  e  che  l'Aula  e  il  Governo  dall'altra  parte
  affrontano  in  maniera  più equilibrata un ragionamento  che  deve
  portare  alla  conclusione di un percorso che non  si  può,  a  mio
  avviso,  tirare  oltre.  Perché,  se  ancora  dobbiamo  aggiungere,
  dobbiamo  integrare,  dobbiamo inserire,  dobbiamo  ognuno  cercare
  proposte, questo giustamente non può esserci. Mi permetto  di  dire
  che  questa è una proposta che posso fare a nome di tutti i  Gruppi
  di Centro Destra e quindi dell'opposizione.
   Chiedo, quindi, il ritiro in blocco degli emendamenti.

   LEANZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LEANZA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  la
  proposta  dell'onorevole D'Asero, che doveva partire  dal  Governo,
  sia  assolutamente  condivisibile, perché  dobbiamo  capirci  e  mi
  rivolgo  al  Governo. Questi emendamenti non hanno copertura  o  se
  hanno copertura significa che dobbiamo togliere o ai forestali o ai
  Consorzi di bonifica.
   Siccome i tanti paladini che vogliono fare la battaglia del luogo,
  di  Catania,  Messina, Siracusa eccetera,  si abbia il coraggio  di
  dire togliamo ai forestali e concediamo ad altri.
   Secondo   me   l'operazione  verità  sta  nel  fatto  che   questi
  emendamenti   il  Governo  deve  chiedere  soprattutto   alla   sua
  maggioranza  di ritirarli o perché non c'è copertura o  perché  non
  c'è  condivisione sul fatto che li diamo ai forestali, ai  Consorzi
  di  bonifica o ad altre persone. Ma già all'inizio avevamo ritenuto
  come  le priorità. Siccome la coperta è questa e nessuno vuole fare
  del  male  a  nessuno,  mi  sembra  opportuno  che  con  senso   di
  responsabilità si dica la verità.

   MUSUMECI. Ma il Governo lo deve dire a tutti

   LEANZA.  E  lo dica soprattutto alla sua maggioranza, perché  ogni
  maggioranza è stata rappresentata.

   PRESIDENTE. Onorevole Musumeci, la minoranza ha fatto una proposta
  di  responsabilità,  siccome in Commissione  Bilancio   sono  tutti
  rappresentati

      CRACOLICI. Onorevole Leanza, non si avventuri a fare un appello
  alla maggioranza e alla minoranza.

   LEANZA   Siccome  siete  tutti  rappresentati,  ritengo  che   sia
  opportuno  che  ci diciamo la verità e  che questo  pacchetto  vada
  assolutamente preso in giusta considerazione nella Finanziaria bis.

   PRESIDENTE.  Vorrei  fare solo una precisazione:  gli  emendamenti
  hanno copertura finanziaria. Si è detto più volte e altrimenti  non
  sarebbero  stati  ammessi.  Così  come  formulati  hanno  copertura
  finanziaria  perché  prevedono  un  aumento  sulle  cifre   e   una
  diminuzione  su un altro capitolo, mi sembra evidente. Dunque,  non
  si parla di risorse aggiuntive. Questo è il dato.
   Penso  che il Presidente della Commissione sia stato chiaro e  che
  il  suo  era  un  appello  ad  essere tutti  in  qualche  modo  più
  disciplinati.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  cercato
  di  evitare  di  intervenire su questa manovra  bis,  ter,  quater,
  adesso  abbiamo perso il conto, perché evidentemente mi  sono  reso
  ampiamente conto che il barile è stato ampiamente raschiato e  che,
  nonostante  i  proclami di tranquillità e di sicurezza,  si  naviga
  totalmente a vista. Però, alcune cose debbo dirle.
   Ieri,  ho assistito  un po' sorpreso dagli interventi dei colleghi
  palermitani  di  quasi tutti i Gruppi, anzi di tutti  i  Gruppi,  a
  sostegno  di emendamenti per risolvere problematiche marginali  che
  riguardavano gli ex Pip, i Pip.
   Ci  siamo  occupati  dei forestali, degli amici  dei  Consorzi  di
  bonifica,   tutto  sacrosanto  e  dovuto;  però,   cari   colleghi,
  onorevole    Presidente    della   Regione,    signor    Presidente
  dell'Assemblea,  questa  Sicilia deve  decidere  se  continuare  ad
  essere  stracciona e a comportarsi da stracciona da elemosiniere  o
  puntare ad una rivincita culturale e sociale.
   Allora,  è giusto cercare verso le categorie più deboli di  venire
  incontro  e  di   accantonare  i fondi  necessari.  Ma  che  futuro
  possiamo  avere  se contemporaneamente non riusciamo  a  trovare  i
  fondi   indispensabili  per  finanziare  i   ricercatori    Non   è
  un'associazione qualunque, non è un'associazione dopo lavoro, è  un
  istituto  universitario di altissima specializzazione, è un  vanto,
  dovrebbe esserlo per un'Isola che guarda al futuro.
   L'ARAS  è  l'associazione  che riunisce i veterinari specializzati
  in  assistenza  al  mondo  zootecnico, non finanziando  l'ARAS  noi
  mandiamo  in  ginocchio la zootecnica siciliana, non finanziando  i
  consorzi  universitari  non  assicuriamo  nessuna  prospettiva   di
  sviluppo ai nostri giovani. Una delle conseguenza nefaste di quella
  famigerata  norma  sull'abolizione  o  sul  cambio  di  nome  delle
  province  è  che  il commissario straordinario della  provincia  di
  Ragusa   ha  dovuto  disdettare,  e  non  è  colpa  sua,  l'apporto
  finanziario  da parte dell'ex Provincia  al consorzio universitario
  di  Ragusa  e  noi  stiamo chiudendo una delle poche  speranze  che
  quella nostra provincia aveva.
   Allora, perché poi dobbiamo dircelo francamente, gli sprechi vanno
  combattuti  perché è impossibile che il Consorzio  di  bonifica  di
  Ragusa abbia quasi più impiegati che operatori sul territorio o che
  il  consorzio  universitario abbia un consiglio di  amministrazione
  pletorico  e che ancora rimanga  tale, o che la lotta agli  incendi
  si  preferisca fare sperperando centinaia di milioni ricorrendo  ai
  canader al momento dell'emergenza e non creando la quotidiana lotta
  sul territorio per la prevenzione degli incendi.
   Queste  sono  le  scelte vere, signor Presidente,  non  quella  di
  mettere   i   braccianti   contro  i   ricercatori   o   professori
  universitari,  non  quella  di distruggere  il  futuro  dei  nostri
  giovani,  non quella di distruggere un'agricoltura di  primo  piano
  come  quella   della  Trasformata o della zootecnia  siciliana  che
  dovrebbe essere un vanto nel mondo.
   Abbiamo il coraggio di dircele queste cose, interveniamo veramente
  sui  problemi  concreti e sugli sprechi veri non sulle  università,
  non  sulla ricerca, non sui nostri giovani promettenti, noi  stiamo
  togliendo  il  futuro  ai  nostri  figli  attraverso  delle  scelte
  scellerate di puro e becero assistenzialismo.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, sarò rapidissimo, sintetico.  Intanto,
  devo  ringraziare il Presidente perché con grande autorevolezza  ha
  condotto l'Assemblea in questa problematiche degli sportelli che io
  credo  sia  molto importante; sono mille cose che oggi attanagliano
  il Governo della Regione.
   Presidente Crocetta, io intervengo solo per invitarla,  noi  ormai
  di  problemi  ne  abbiamo e non ne possiamo  più.  Da  anni  questa
  Regione  paga  il  7  per  cento in più nel  concorso  delle  spese
  sanitarie rispetto al Governo nazionale.
     Lei  deve  fare un'operazione molto semplice. Abbiamo pagato  un
  prezzo perché da quindici anni noi abbiamo un concorso nella  spesa
  sanitaria  del  49,12 per cento. Sette punti in più che  ogni  anno
  fanno  circa seicento milioni di euro; risorse che sono  necessarie
  per  farci  uscire  dalla  crisi. Così  come  l'applicazione  degli
  articoli 36, 37 e 38.
   Lei  deve  fermarsi,  signor Presidente, per riconcordare  con  il
  Governo  nazionale quello che è il rapporto Stato-Regione. Noi  non
  possiamo  continuare  a  subire,  signor  Presidente,  un   Governo
  nazionale che fa il prelievo fiscale di circa 35 miliardi  di  euro
  in  questa Regione e poi ci accusano di essere delle palle al piede
  di un Paese che va allo sfascio.
     Il Governo nazionale deve restituire un po' di quello che ci  ha
  tolto,  magari  applicando da oggi l'articolo 37 e  magari,  signor
  Presidente, bisogna riconcordare il concorso nella spesa sanitaria.
     E'  inutile che continuiamo a spendere soldi anche per mantenere
  il  Commissario dello Stato, signor Presidente. E' dell'altro  ieri
  la  notizia che la Corte costituzionale ha detto chiaramente che  è
  un  orpello,  una  spesa  inutile.  Nemmeno  i  Comuni  ormai  sono
  sottoposti al controllo. Siamo rimasti noi con un'operazione che ci
  costa un sacco di soldi e non ci consente di poter andare avanti.
   Pertanto,  lei, Presidente, che oggi deve portare il  peso  di  un
  ritardo enorme nello sviluppo di questa Sicilia, lei deve andare  a
  fare  una  trattativa  con  il Governo nazionale,  perché  dobbiamo
  uscire  da  questa situazione grave in cui ci troviamo, perché  non
  c'è  solo  il  CoRFiLaC,  ha  ragione l'onorevole  Ragusa  di  fare
  ritirare   tutti   gli   emendamenti.  Ci   sono,   Assessore   per
  l'agricoltura, almeno dieci enti che servono alla ricerca e in  cui
  ci  sono consigli di amministrazione inutili. Li azzeri tutti, è lì
  che  si  fa la spending review. Azzeri e faccia un unico ente;  non
  gli  operai, non i dipendenti, non i funzionari, non i ricercatori,
  ma consiglieri di amministrazione sono amici o amici degli amici.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  sicuramente il CORFILAC non è tra gli  enti  inutili,  è
  forse  l'unica specialità che abbiamo nel campo dell'agricoltura  e
  che  favorisce  attraverso applicazioni concrete  e  attraverso  un
  servizio  che  rende  sia agli allevatori che agli  agricoltori  un
  miglioramento notevole della qualità agricola.
   E'  una  realtà  incredibile  dal punto  di  vista  scientifico  e
  tecnologico,  si  lavora  bene  e il  problema  posto  dai  diversi
  deputati, in particolare della provincia di Ragusa che conoscono la
  questione,  è un tema da non sottovalutare. Effettivamente,  io  ho
  verificato  la capienza e il capitolo e in tutte queste  operazioni
  fra interventi in Commissione eccetera e quello che è avvenuto poi,
  alla   fine,   dove  si  è  tagliato  e  dove  è  inaccettabile   è
  sostanzialmente sui parchi e sul CORFILAC.

   FAZIO. E sui Consorzi no? Il capitolo è stato azzerato

   CROCETTA, presidente della Regione. Sui consorzi universitari si è
  azzerato il capitolo? Ma non è vero  I consorzi universitari vivono
  di diverse contribuzioni.
   Se  noi  questa manovra sui Consorzi la andiamo a fare il prossimo
  mese  non succede nulla. Questi enti non prendono gli stipendi  dal
  mese di gennaio, per intenderci.
   Noi stiamo affrontando, in questo momento, le emergenze, perché si
  tratta  di situazioni emergenziali e già siamo pronti sulla manovra
  complessiva.  Io  propongo  di aprire  su  questi  due  aspetti  ed
  eliminare   tutto il resto, che andremo a discutere  sulla  manovra
  complessiva.
   Non  è che ogni deputato preleva in modo indiscriminato, cioè  uno
  toglie  una  cosa, poi arriva un altro, ed alla fine ci troviamo  a
  risolvere  un  nuovo  problema e ad aggravarne uno  già  esistente.
  Dalle  verifiche  che  abbiamo  fatto,  effettivamente,  ravvisiamo
  questa necessità.
   L'emendamento  presentato  sul  CORFILAC,  così   come   è   stato
  presentato,  attinge da una fonte di finanziamento che non  esiste.
  Per cui, eventualmente, se concordiamo questa linea di chiudere sul
  discorso  dei  parchi  e  sulle realtà che  non  hanno  pagato  gli
  stipendi - cioè parchi e CORFILAC - io credo che possiamo chiudere,
  tranquillamente, in cinque minuti, sapendo che per tutto  il  resto
  rimanderemo  alla  manovra complessiva, a meno  che  non  ci  siano
  urgenze,  oltre a queste, che siano improcrastinabili. Ed è  chiaro
  che  la manovra di variazione di bilancio la dobbiamo fare il  mese
  prossimo, dopo l'approvazione del bilancio consuntivo.
   Ecco la questione;  ricordo che questa manovra dovevamo approvarla
  a  marzo,  poi ad aprile, poi a maggio e siamo arrivati ad  adesso,
  quando incombono altre cose. Sinceramente, laddove è rinviabile  di
  un  mese, non insistiamo troppo sull'argomento perché rischiamo  di
  creare altri problemi.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.03, è ripresa alle ore 18.16)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  era stata avanzata una  soluzione  da  parte
  dell'onorevole  D'Asero,  pensavo  condivisa  anche  dall'onorevole
  Leanza di rinviare in Commissione tutte le questioni.
   A  seguito di una serie di interventi, ho capito che non c'è unità
  di  intenti, pertanto, dinnanzi a questa empasse, la Presidenza  va
  avanti come da Regolamento. Quindi, il Governo esprimerà il proprio
  parere sui singoli emendamenti, la Commissione esprimerà il proprio
  parere e l'Aula si pronuncerà di conseguenza.
   Si passa all'emendamento ALL.1.18. Il parere della Governo?

   AGNELLO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   ASSENZA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutino nominale.

          Votazione per scrutinio nominale emendamento A1.18

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a   termini   di
  Regolamento,   dagli   onorevoli  Bandiera,  Cancelleri,   Cappello,
  Ciancio, Di Giacinto, Foti, Leanza, Mangiacavallo, Ragusa, Siragusa,
  Vinciullo,  Zafarana  e  Zito, indìco  la  votazione  per  scrutinio
  nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          21
   Contrari            30
   Astenuti              3

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.27 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 1.4, degli onorevoli Assenza ed  altri.
  Invito i firmatari al ritiro.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    oltre
  l'emendamento 1.4, vi sono altri cinque emendamenti presentati  per
  cercare  di  raschiare  quello  che  è  raschiabile  a  favore  del
  CORFILAC.  Li  ritiro  perché prendo atto  dell'impegno,  sia  pure
  informale, del Presidente Crocetta di attenzionare concretamente la
  problematica  del  CORFILAC, il quale, tra  l'altro,  ha  detto  di
  conoscere  perfettamente  e di apprezzare  la  validità  di  questo
  Consorzio universitario.
   Quindi,  con  la  manovra  del prossimo mese  verrà  adeguatamente
  considerata  e  soprattutto fornita degli  adeguati  fondi,  perché
  altrimenti si abbia il coraggio di metterlo in liquidazione  e  non
  se ne parli più, ma sarebbe una iattura per la Sicilia.

   FORMICA. Chiedo di parlare sull'articolo 9.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  visto
  l'andazzo  dell'Aula  e  la  situazione dei  conti  della  Regione,
  dell'obiettivo di questa manovra, per un minimo di dignità da parte
  dei  parlamentari  di  quest'Aula, oltre che del  Governo  e  della
  Presidenza,  inviterei  la  Presidenza  ed  i  singoli  deputati  a
  ritirare tutti gli emendamenti presentati.
   E'  veramente  penoso  assistere in quest'Aula  al  fatto  che  ci
  possano essere prebende che, con qualche votazione segreta, possano
  passare  per  una categoria o per una sub categoria, quando  invece
  non ci sono i fondi per le università, per i consorzi universitari,
  e  non  per  colpa di questo Governo. Non ci sono i fondi  per  una
  serie  di  comparti fondamentali e sappiamo che da qui  a  un  mese
  dovremo assolutamente fare la manovra. Quindi, invito i colleghi ad
  evitare di fare piccoli interventi per avere la gloria effimera  di
  dieci   minuti  di  intervento,  in  cui  si  parla   del   proprio
  emendamento,  senza  tenere conto che intere  categorie,  la  quasi
  totalità delle istituzioni siciliane, stanno morendo.
   Ed  allora, chiedo ai colleghi di aderire a questo invito di  buon
  senso,  a  partire dai colleghi di maggioranza, dai  capigruppo  di
  maggioranza che dovrebbero invitare i loro colleghi a ritirare  gli
  emendamenti,  perché è inutile spingere questo muro per  andare  di
  là, se il muro al di là non può andare, solo per avere un minuto di
  gloria, smentito subito dopo.
   Dobbiamo  fare  una  manovra  imponente  che  riguardi  tutte   le
  categorie,  e dobbiamo farla da qui a venti giorni. La gente  è  da
  mesi  che soffre, non è con venti giorni che si risolve un problema
  che  è  di per sé irrisolvibile con questo disegno di legge, tenuto
  conto che non ci sono le coperture finanziarie.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  credo
  che il problema non riguardi il singolo emendamento, ma riguarda un
  atteggiamento   di   serietà,  per  quanto  mi  riguarda   attivato
  unicamente a lei, che tutta la politica deve assumere.
   Credo  che  l'intervento dell'onorevole Gianni sia  passato  sotto
  gamba  e, invece, dava una soluzione intelligente per puntualizzare
  alcuni  aspetti.  Con onestà intellettuale, non è forse  questo  lo
  strumento  legislativo che è in condizione di risolvere i  problemi
  che legittimamente ogni territorio evidenzia? E forse, se non diamo
  il  primato  alla politica, non sarà neanche il prossimo  strumento
  legislativo.
   Allora, signor Presidente, vorrei pregarla di prendere in mano  la
  situazione  e di evitare che la stessa diventi, oggi,  difficile  e
  domani  ingovernabile, nella speranza che le tensioni  che  vengono
  evidenziate  possano risolversi agevolmente. Credo che soltanto  il
  Presidente  della Regione oggi, e la politica con tutti i  partiti,
  possa affrontare e risolvere seriamente queste difficoltà.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  mi  pare  che questo Parlamento abbia dimostrato  grande
  senso di responsabilità ed anche grande senso di coesione.
   Sinceramente,  non vorrei che noi, in relazione al  fatto  che  in
  alcune  realtà  si  ha una percezione più marcata  delle  questioni
  rispetto  ad altre, cominciamo a porre una questione che  di  fatto
  non  esiste. Credo che ci sia una intesa generalizzata ad approvare
  il   salva stipendi' ed i  salva comuni' immediatamente e credo che
  tutte  le  norme  che  andavano  in quella  direzione  siano  state
  condivise ed approvate.
   Vorrei,  però,  fare  una  riflessione.  In  questa  manovra,  noi
  abbiamo, sostanzialmente, privilegiato soltanto gli enti pubblici o
  comunque di diretta promanazione della Regione. Questo è il  senso.
  Perché ci potevano essere tanti altri enti da riferire, i ciechi  o
  altri, che chiaramente i soldi li dovranno avere.
   Diamo ai Comuni, all'EAS, ai Consorzi di bonifica, ma dopodichè io
  ritengo che l'unico emendamento veramente correttivo sia quello sui
  Parchi,  perché  sono  enti  veramente pubblici  che  non  possiamo
  lasciare   senza  neanche  il  personale  di  vigilanza,  facendoli
  incendiare per tutta l'estate. Quindi, c'è una responsabilità ed un
  principio nostro di responsabilità, rispetto ad enti che sono  enti
  regionali.
   Non  so  cosa  sia successo in Commissione, credo che siano  stati
  fatti  degli spostamenti, che per mero errore materiale siano state
  spostate  le  somme stanziate, qualcosa è avvenuto perché  i  soldi
  originariamente erano previsti.
   C'è  un  emendamento  che  ripristina la proposta  originaria  del
  Governo  ed  io  credo che l'appello sia questo, di ritirare  tutto
  quello che non è rigorosamente ente pubblico e immediatamente,  già
  è al lavoro l'Assessorato, siamo in condizioni, nel giro di qualche
  giorno,  di  cominciare  a  discutere della  nuova  manovra.  Però,
  risolviamo  gli  obblighi  che noi abbiamo  come  Regione.  Di  chi
  sarebbe la responsabilità se manca la vigilanza anche dal punto  di
  vista  della prevenzione incendi sui Parchi? Io posso dire di  fare
  ritirare   un  emendamento  che  mi  coinvolge  persino  penalmente
  nell'omessa vigilanza? Questo è il senso. Altrimenti, anche  questo
  emendamento verrebbe ritirato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, chiamerò  di  volta  in  volta  i
  singoli  firmatari per chiedere se intendono ritirare  o  meno  gli
  emendamenti, oppure di metterli in votazione.
   Si passa all'emendamento A1.19, degli onorevoli Grasso ed altri.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, ha ragione nell'evidenziare  questo.
  I  colleghi  Grasso, Falcone, Cordaro, Laccoto hanno  correttamente
  presentato  degli  emendamenti per gli Enti  Parco,  così  come  ho
  presentato io, anche successivamente.
   Chiedo ai colleghi di ritirare i propri o meglio fare in modo  che
  l'emendamento 1.21 venga ad assorbire gli altri emendamenti  perché
  le  coperture,  per  questo emendamento, sono  state  verificate  e
  controllate dagli Uffici, quindi dovrebbe essere l'emendamento, dal
  punto di vista tecnico che, peraltro, il Governo fa proprio.
   PRESIDENTE.  Accantoniamo, pertanto, gli  emendamenti  sugli  Enti
  Parco, cercando di trovare la soluzione più idonea.
   Si passa all'emendamento A1.26, a firma degli onorevoli Lombardo e
  Di Mauro, che per assenza dall'Aula dei firmatari, decade.
   Si  passa  all'emendamento A1.23, a firma  dell'onorevole  Alloro,
  sulle aziende silvo-pastorali.

   ALLORO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALLORO.  Signor  Presidente, devo dire pregiudizialmente  che  non
  sono d'accordo con la proposta del Governo perché se si è detto che
  si deve fare una manovra stringata, quella uscita dalla Commissione
   Bilancio ,   penso  che  il  problema  dei  parchi  possa   essere
  affrontato  in  un  secondo momento, quando si dovranno  affrontare
  tutta  una serie di problemi. I parchi, infatti, rappresentano  uno
  dei problemi.
   Detto questo, se il Presidente della Regione mi presta attenzione,
  volevo  solo rassegnare al Governo che i dipendenti dell'IRSAP  non
  prendono stipendio da quattro mesi e non è un problema di fondi, ma
  di cattiva amministrazione.

   GUCCIARDI. Ha ragione

   ALLORO.   Cattiva   amministrazione   perché   il   Consiglio   di
  amministrazione dell'IRSAP, in data 28 dicembre 2013, ha assunto un
  impegno  di  spesa  di  3 milioni 900 mila euro  sul  capitolo  che
  riguarda i fondi per il funzionamento dell'ente per realizzare  una
  infrastruttura a Patti che non era stata finanziata con il PO-FESR.
   A  me  sembra incredibile che si verifichino queste cose,  che  ci
  siano i dipendenti che non prendono stipendio da quattro mesi e che
  ci  siano  molti pensionati che non percepiscono pensione ormai  da
  diversi mesi.
   Quanto all'emendamento A1.23, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  che trattano di Enti Parco  sono  accantonati  e
  verranno trattati alla fine.

   FORMICA.  Se  c'era una proposta del Governo, cosa  c'entrano  gli
  emendamenti dei singoli?

   PRESIDENTE.  Non  sono emendamenti dei singoli, infatti,  verranno
  trattati  alla  fine.  Ci  sarà  un  emendamento  riassuntivo.   Ha
  ascoltato,    onorevole   Formica,   l'intervento    dell'onorevole
  Gucciardi? Troviamo la sintesi che farà il Governo o se  già  si  è
  fatta in qualcuno di questi emendamenti.

   FERRERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRERI. Signor Presidente, vorrei solo puntualizzare che  venisse
  messo  a verbale che durante la votazione, per errore, non  ho  ben
  inserito  la  tessera, per cui dichiaro di avere  votato  a  favore
  dell'emendamento  per il CORFILAC. Vorrei, ribadisco,  che  venisse
  messo a verbale.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.6, dell'onorevole Fazio.

   PRESIDENTE . Lo ritira?

   FAZIO.  Lo  ritiro, con un impegno da parte del  Presidente  della
  Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente,  c'è  una  volontà  da   parte
  dell'onorevole Fazio a ritirare l'emendamento con la rassicurazione
  di  un  impegno da parte sua. A tal riguardo, lei l'impegno  lo  ha
  dato in generale su tutti gli emendamenti.

   CROCETTA,  presidente della Regione. E' chiaro che  su  Gibellina,
  che  è  una  delle istituzioni più importanti della  Sicilia  ed  è
  evidente  che il mese prossimo sarà sistemata tutta la  vicenda  di
  tutti  gli enti e di tutte le iniziative. Qualcuno prima paragonava
  Gibellina a Taormina. Il problema di Taormina è che loro fanno  una
  programmazione    con   altro   ragionamento   che,    addirittura,
  richiederebbe  avere  questi fondi già a gennaio  perché  implicano
  artisti internazionali.
   Gibellina, invece, ha altre caratteristiche e credo che alla  fine

  Governo per le risorse necessarie.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Sciuto, lei lo ritira pure?

   LO SCIUTO. Sì, lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A.14, degli onorevoli Maggio e Gucciardi.

   MAGGIO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A.22, dell'onorevole Gianni.

   GIANNI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si procede con la Tabella B.
   Si passa all'emendamento degli onorevoli Savona e Falcone relativo
  al Cerisdi.

   SAVONA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento dell'onorevole Vinciullo,  relativo  al
  Corecom.

   VINCIULLO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  dell'onorevole  Dina,  relativo  alla
  Fondazione Whitaker.

   DINA, presidente della Commissione. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento dell'onorevole Greco Giovanni, relativo
  al Centro di accoglienza Padre Nostro Onlus.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Può farlo sull'articolo 9. Ne ha facoltà.

   GRECO  GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
  Crocetta, sull'emendamento che ho proposto sul Centro Padre Nostro,
  che a minuti deciderò o meno di ritirare,  così come hanno fatto  i
  miei  colleghi,  come lei sa, volevo ribadire che il  servizio  che
  rende  questo centro è un servizio di un quartiere ad alto  rischio
  e, considerata la sua sensibilità sul tema, visto che nella manovra
  si  erano  previste delle somme a tutte le associazioni  contro  la
  mafia, ho ritenuto che anche il Centro Padre Nostro, proprio per il
  punto  strategico in cui si trova, avevo chiesto una modesta  cifra
  che  se  lei,  così  come ha fatto con gli altri interventi  prende
  l'impegno,  non  ci  sto un attimo a ritirarlo per  quel  senso  di
  responsabilità che giustamente tutti i colleghi hanno evidenziato.
   Presidente Ardizzone, colgo l'occasione di avere avuto  la  parola
  sull'articolo   9,  ma le devo chiedere notizie su  un  ordine  del
  giorno che ho presentato e che lei ha ritenuto improponibile.
   Lo  sa  perché  avevo presentato questo ordine del giorno?  Perché
  quel  palazzo  di  cristallo  che lei, all'insediamento  della  sua
  Presidenza, aveva sventolato diventa sempre più un palazzo di  rame
  che si va annerendo, giorno per giorno.
   Ora,  lei  me  lo  ha  reso improponibile.  Farò  tutti  gli  atti
  legittimi  e  spero,  anzi,  che lei mi  chieda  scusa  per  quella
  Conferenza  stampa  che ha fatto, sul fatto  che  avrei  calunniato
  questa onorabile Assemblea. Aspetto le sue scuse perché se lei  non
  mi  darà  le  scuse andrò avanti. Sono due, infatti,  le  cose:  ho
  calunniato  io  o  lei non mi ha dato la risposta  che  era  giusto
  darmi.
   Dichiaro di ritirare l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli emendamenti a firma degli onorevoli Alloro, Cordaro, Clemente,
  Cimino, Dina, D'Asero, Vinciullo, Alongi, Germanà, Lantieri vengono
  dichiarati ritirati.
        Si   passa   all'emendamento  sugli  Enti  Parco,   a   firma
  dell'onorevole Gucciardi.

      GUCCIARDI. Dichiaro di ritirarlo.

      PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  degli  onorevoli  Barbagallo,   Lupo,
  Gucciardi, A.111. L'Emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento A.119 dell'onorevole  Grasso,  Falcone,
  Cordaro.   Poiché   i  firmatari  non   sono  presenti   in   Aula,
  l'emendamento decade.
   L'emendamento  A.13,  degli  onorevoli  Laccoto  e   Gucciardi   è
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento A.21, dell'onorevole Gucciardi è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 1.2, degli onorevoli Laccato e Gucciardi è ritirato.
      Pongo  in  votazione  l'articolo 9, così come  modificato,  con
  l'allegata tabella. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario
  si alzi.
  Sospendo brevemente la seduta.

                            (E' approvato)

     (La seduta, sospesa alle ore 18.47, è ripresa alle ore 18.49)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,   sono   stati   presentati    numerosissimi
  emendamenti aggiuntivi.
   Gli  emendamenti  aggiuntivi, poiché  non  sono  transitati  dalle
  Commissioni   di  merito,  non  possono  trovare  accoglimento   in
  quest'Aula,  per  ovvie ragioni, poiché abbiamo privilegiato,  così
  come è giusto che sia, il lavoro svolto nelle Commissioni.
   Giunge   un   emendamento  -  lasciamo  stare  se  sottoforma   di
  riscrittura  -  da parte del Governo che si aggancia  alla  materia
  della   Spending   review  e,  soprattutto,   in   riferimento   al
  contenimento  della  spesa,  come  previsto,  possiamo  dire,   dal
  Decreto  Renzi,  cioè il tetto al di sopra del  quale  non  possono
  andare  gli stipendi degli statali ed anche una norma di  carattere
  generale  che riguarda la spesa per i servizi, il contenimento  che
  si dovrebbe imporre alle Regioni, di una riduzione del 5 per cento.
   Il  decreto Renzi, possiamo dire così, prevede un tetto massimo di
  240  mila  euro  annui. Nel decreto si dice che  anche  le  Regioni
  provvedono  ad  adeguare  i  proprio ordinamenti  al  nuovo  limite
  retributivo.
   Con  riferimento all'Assemblea regionale, ho il dovere di dire che
  proprio  il  decreto Renzi impone, all'articolo 17, una  riduzione,
  quale   concorso  degli  organi  costituzionali  e   di   rilevanza
  costituzionale alla riduzione della spesa pubblica della Presidenza
  della  Repubblica, del Senato della Repubblica,  della  Camera  dei
  Deputati e della Corte costituzionale, secondo le modalità previste
  dai rispettivi ordinamenti, nella misura complessiva di 50 milioni.
   Dice  il  Presidente  Renzi, correttamente, perché  si  tratta  di
  organi  di rilevanza costituzionale:  tutti insieme dovete  ridurre
  la spesa di 50 milioni di euro .
   Devo dare atto a quest'Aula che, nel mese di dicembre, approvò una
  legge  e,  all'articolo 12, pur non avendo alcun obbligo giuridico,
  perché  non  lo  imponeva il decreto Monti, impose  all'Ufficio  di
  Presidenza  di  contenere  le  spese  di  funzionamento  e  per  il
  personale  dell'Assemblea, a decorrere dal 2014, nella  misura  non
  inferiore al 10 per cento.
   Siamo,  quindi, davanti ad una percentuale di gran lunga superiore
  rispetto   ad  una  eventuale  riduzione  che  un  organo   esterno
  all'Assemblea potrebbe già immaginare.
   Senza  alcuna  difficoltà,  quindi,  dico  che  va  a  merito   di
  quest'Aula  -  è  quello che ho sempre detto, però,  purtroppo,  il
  messaggio  non  passa  - nella sua interezza che,  addirittura,  ha
  previsto    il   contenimento   per   gli   organi   di   rilevanza
  costituzionale,   quale   è   l'Assemblea    regionale   siciliana,
  imponendole,  praticamente:  tu, nell'ambito del  tuo  ordinamento,
  contieni la spesa ; cosa che è stata fatta.
   Non  sto  a  dare numeri, non sto a dire che da 164 milioni  siamo
  scesi  a  149  milioni  nell'arco dei due  anni  e  che,  è  giusto
  continuare  a  ridurre e  che quel limite di 240  mila  euro,  come
  tetto massimo, è chiaro che è un limite che va tenuto nella massima
  considerazione,  seppure non si applica agli  organi  di  rilevanza
  costituzionale, ma si applica alla Pubblica Amministrazione.
   Do  atto,  però,  al Governatore che, nella riscrittura,  non  ha,
  probabilmente, anche sulla base di un approfondimento e di atti che
  già   quest'Assemblea   aveva   adottato,   che,   sostanzialmente,
  nell'emendamento  di  riscrittura, non si ritorna  sulla  questione
  degli  stipendi e dei costi dell'Assemblea che, comunque,  vanno  e
  andranno  ritoccati  verso il basso, perché  è  un  dovere  morale,
  condiviso,  fino  ad  adesso, debbo dire,  dagli  Uffici  tutti  di
  Presidenza  e,  soprattutto, dai dirigenti e dal personale.  Non  a
  caso,   insieme  all'onorevole  Ruggirello,  abbiamo   avviato   un
  percorso.  L'onorevole Ruggirello perché è il delegato dell'Ufficio
  di  Presidenza con la delegazione trattante affinché si  trovi  una
  soluzione  che possa soddisfare reciprocamente le parti. Di  questo
  si tratta.
   Convocata  per  venerdì la delegazione trattante e  su  questo  ho
  voluto  - consentitemi di dirlo senza alcun infingimento - fare  un
  appello  ai sindacati regionali, alle rappresentanze regionali  dei
  sindacati,  perché intervengano, ove possibile,  anche  sulle  loro
  rappresentanze all'interno di questa Assemblea, perché, se  è  vero
  che  se  si fanno appelli al contenimento della spesa, è  pur  vero
  che, essendo in corso una trattativa - ma ciò non significa che  se
  non  c'è accordo non si andrà avanti - certamente, si andrà  avanti
  contenendo  di  non  poco anche quelli che sono  gli  stipendi  del
  personale dell'Assemblea. E lo faccio, avendo al mio fianco sia  il
  Segretario  generale sia i Vice segretari generali e tutto  l'altro
  personale   perché,  tutti  noi,  tutti  noi,  posso  dire,   siamo
  consapevoli che, così come fatto per i parlamentari, va  fatta  una
  riduzione della spesa per il personale dell'Assemblea.
   Onorevole  Presidente, per quanto riguarda, invece,  il  personale
  della  Regione, di esclusiva pertinenza del Governo, ma soprattutto
  dell'Assemblea,  comunque,  faccio  presente  l'articolo  14  dello
  Statuto. Deve essere lei a dirmi se insiste o meno nel mantenimento
  di  questo limite di 160 mila euro, perché, mentre il Decreto Renzi
  ha previsto un tetto massimo di 240 mila euro e, quindi, le Regioni
  si  dovrebbero  adeguare,  nel  suo  emendamento,  è  prevista  una
  ulteriore  riduzione a 160 mila euro degli stipendi dei  dirigenti,
  del personale, comunque, della Regione siciliana.
   Mi  permetto - ma sicuramente a lei non sarà sfuggito, perché avrà
  fatto  le  sue opportune valutazioni, gliene do atto -  di  leggere
  l'articolo  14  dello Statuto:  che l'Assemblea  nell'ambito  della
  Regione,  nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato,  senza
  pregiudizio  delle  riforme  , eccetera, eccetera,   ha  competenza
  esclusiva  sullo  stato giuridico ed economico  degli  impiegati  e
  funzionari della Regione, in ogni caso, non inferiore a quello  del
  personale dello Stato.
   Più  chiaro  di come è scritto nell'articolo 14 non so come  debba
  essere.  Mi  rendo  conto che non è qua la questione  del  classico
  cerino per sapere a chi rimane in mano il cerino.
   Dobbiamo  approvare delle leggi che siano sostenibili  dinanzi  al
  Commissario dello Stato, delle leggi che tutti noi condividiamo; ci
  vuole  un  impegno,  un provvedimento di contenimento,   perché  il
  Decreto  Renzi si aggancia ad uno stipendio che è il  massimo,  del
  primo  Presidente della Corte di Cassazione. Noi, infatti,  diciamo
  160  mila, ma potremmo dire, con un subemendamento, anche 180 mila,
  potremmo dire 130 o 120 mila.
   Ci  vuole  una  ratio  anche in quello  che  scriviamo  in  questa
  materia;  però,alla luce dello Statuto lei mi dice  chi  io  potrei
  pure dichiarare inammissibile il suo emendamento. Ma è difficile in
  questo   momento,  perché  i  messaggi  sarebbero,  obiettivamente,
  estremi   e  difficili  da  digerire.  Quindi,  ribadisco:    stato
  giuridico  ed economico degli impiegati e funzionari della  Regione
  in ogni caso non inferiore a quello del personale dello Stato .
   Mai lo Stato aveva messo un limite massimo per i propri impiegati,
  adesso  che  lo  ha  messo, cosa facciamo con l'articolo  14  dello
  Statuto? Occorre un momento di riflessione, questo però me lo  deve
  dire  lei,  onorevole  Presidente della  Regione,  con  la  massima
  chiarezza.

   CROCETTA, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, il subemendamento si articola in diversi commi: 4, 5,  6,
  7.  Il quarto comma, praticamente, riduce i contratti in essere del
  5 per cento, come prevede la normativa nazionale, quindi, adegua la
  Sicilia  al  resto  dell'Italia, il resto rientra  nella  questione
  delle  pensioni d'oro e degli stipendi d'oro. Se si guarda bene  la
  motivazione,  si  parla di spending review e  di  razionalizzazione
  della spesa.
   Il  senso dello Statuto, come noi lo interpretiamo, è di  dare  le
  competenze a questa Assemblea e a questo Parlamento di disciplinare
  la materia degli stipendi, lo stato giuridico, che in ogni caso non
  potrà  superare quella dei dipendenti dello Stato;  ma,  in  questo
  caso,  noi non alteriamo né lo status giuridico dei dipendenti,  né
  interveniamo  in  una  disciplina del  trattamento  economico,  noi
  diciamo  semplicemente:  siccome questi soldi  non  li  abbiamo,  e
  siccome  siamo in una situazione di difficoltà economica,  dobbiamo
  comprimere  la  spesa, proprio là dove questa  spesa  sembra  anche
  eticamente ingiustificabile ai cittadini .
   Probabilmente,  c'è da dire che i padri fondatori non  prevedevano
  che  saremmo arrivati a questi super mega stipendi nel corso  degli
  anni,  ma in ogni caso noi riteniamo di tenere ferma la proposta  e
  di  dare  un  segnale  forte. Verificheremo, eventualmente,  se  ci
  dovessero  essere  impugnative di questo  tipo.  Io  penso  che  la
  motivazione   per  la  quale  si  arriva  alla  riduzione   attiene
  all'esigenza  di  risparmio imposta dalle leggi  vigenti.  Facciamo
  meno del Parlamento nazionale per il semplice motivo che a 250 mila
  euro  l'anno  hanno  portato lo stipendio del  Presidente  di  Rete
  Ferroviaria  italiana, che avrà sicuramente qualche  competenza  in
  più  del  Presidente  del Cerisdi. Quindi,  parliamo  di  questioni
  diverse.
   Riteniamo  che il tetto di 160 mila euro sia persino  ancora  alto
  perché,  se  noi  equipariamo questo agli stipendi  del  Presidente
  della Regione, del Presidente dell'Ars e degli stessi deputati, qui
  è  diventato un monte alla rovescia. Non si è mai avuto il coraggio
  di  toccare la burocrazia e io credo che sia venuto il momento.  Se
  poi dovesse venire fuori un problema di costituzionalità, vuol dire
  che  finalmente  sarà  l'occasione di  fare  una  legge-voto  sulla
  revisione  dello  Statuto, ma noi dobbiamo  dare  il  messaggio  ai
  cittadini che vogliamo fare e vogliamo fare in fretta.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato sia
  le  argomentazioni della Presidenza, sia quelle che  il  Presidente
  della  Regione ha comunicato a quest'Aula e dico che  non  possiamo
  metterci  la testa sotto la sabbia. Va detto con molta  nettezza  e
  con  molta  chiarezza  che nell'ambito della Regione  siciliana,  a
  qualunque  livello, compresa l'Assemblea regionale, va definito  un
  tetto  oltre il quale nessun dipendente debba percepire un euro  in
  più.
   Lei ha detto bene, signor Presidente, che lo Stato ha disciplinato
  la materia dei tetti in tempo abbastanza recente. Per la verità, il
  decreto  Renzi è l'ultimo degli atti compiuti dallo  Stato  che  ha
  introdotto  dei  tetti per le retribuzioni dei  propri  dipendenti.
  Altra  cosa sono i manager pubblici. Ma mi consenta di ricordare  a
  questo  Parlamento,  che questa Assemblea ha legiferato  nel  2007,
  prima Regione in Italia, un tetto. In una Regione dove l'assenza di
  tetti  aveva determinato retribuzioni per contratti vigenti a  quel
  tempo nei confronti di dipendenti che erano stati contrattualizzati
  con  l'incarico di dirigente, con retribuzioni pari  al  doppio  di
  quelle con cui sono stati introdotti i tetti di spesa. Nel 2007  si
  introdusse prima, e ancor prima che lo facesse lo Stato,  un  tetto
  di 250 mila euro nelle retribuzioni della Regione siciliana.
   Lo  dico  per  ricordare che l'introduzione  di  un  tetto  questa
  Regione  l'ha  già  fatto  ancor prima che  fosse  definito  quello
  nazionale ed ha operato in presenza di una norma nazionale  che  ha
  prodotto  il  tetto  nazionale a 290 mila euro  con  modifiche  che
  l'hanno  poi  portato credo a 300 mila euro nel corso degli  ultimi
  mesi.
   Allora, io continuo a pensare che la materia dei contratti  è  una
  materia  sacra  che  va  lasciata  alla  negoziazione  delle  parti
  sociali, e credo non sia intenzione di nessuno stabilire con  legge
  il  valore  della retribuzione delle persone. Altra cosa  -  e  non
  possiamo continuare a far finta di non capire - è fissare un limite
  oltre  il  quale  nessun  contratto  e  nessuna  negoziazione   può
  determinare principi diversi. Ecco perché io condivido  e  dico  di
  più:  credo che si debba estendere anche a questo Parlamento,  alla
  sua organizzazione il tetto delle retribuzioni.
   Noi  non ce lo possiamo più permettere  L'impatto comunicativo  di
  un  Parlamento  che in qualche modo appare agli occhi dell'opinione
  pubblica  ancor prima di quella regionale, a quella nazionale,  una
  zona  franca dei valori e dei costi, diciamo pubblici, è  una  cosa
  che travolge tutti, primo tra tutti chi ci lavora.
   Ecco perché condivido la scelta di introdurre un tetto. Il Governo
  ha  presentato  un tetto di 160 mila euro, ma sulla  cifra  si  può
  sempre valutare. Lei ha posto un tema che può essere oggetto  anche
  quello  di una legittima coerenza con l'ordinamento dello Stato  ed
  io   avevo  presentato  un  emendamento  che  si  muoveva  tra   la
  prospettiva dei 150 e gli attuali 240 e, considerato che la Regione
  ha  già  un  tetto  di  250  mila euro, avevo  suggerito  un  tetto
  massimale di 200 mila euro.
   Penso  che  sulla  questione delle retribuzioni non  possiamo  far
  finta che quando parliamo di questi argomenti entriamo in una sorta
  di  corto  circuito del  bizantinismo formalista , solo  perché  si
  dica  con  chiarezza, e lo dica la Sicilia, in un tempo  complicato
  per  la  nostra  Regione, che la Sicilia ha fatto  prima  di  altre
  qualcosa  in  questa materia, ed in questo momento, in  un  momento
  particolarmente difficile, non aspetta che altri gli  impongano  di
  fare queste scelte.
   Signor  Presidente,  io  credo che siamo  anche  alla  vigilia  di
  possibili  imposizioni e ci dobbiamo convincere che c'è un  momento
  oltre  il quale nessuno di noi, pur con i rilievi legittimi, non  è
  per  discutere per legge la retribuzione. Il punto è discutere  per
  legge il senso del limite del costo della Pubblica Amministrazione,
  perché  anche  questo Parlamento fa parte del costo della  Pubblica
  Amministrazione.  Non  ci può essere una  legge  che  opera  per  i
  dipendenti regionali, i dipendenti degli enti pubblici,  per  tutti
  gli  annessi e connessi e ci estraniamo di affrontare il  tema  nel
  luogo dove discutiamo di tutto questo.
   Ecco  perché  io non solo condivido - ripeto, sull'entità  si  può
  discutere - la ragione di questo emendamento che raccoglie in parte
  quello  che  io  avevo presentato, ma penso che  bisogna  estendere
  questo tetto come principio - poi sarà l'Ufficio di Presidenza,  ai
  sensi  dell'articolo 4 dello Statuto, a disciplinare le modalità  -
  ma  penso  che  bisogna estendere questo principio anche  a  questo
  Palazzo.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,   ho
  ascoltato  con  molta  attenzione  gli  interventi  che  mi   hanno
  preceduto,   e   sgombro   subito  il  campo,   eventualmente,   da
  interpretazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti.
   La  proposta che viene avanzata naturalmente prevede  un  tetto  e
  questo  tetto, per quanto riguarda gli stipendi, indennità e altro,
  deve  valere nei confronti di tutti i dipendenti. E se  nel  merito
  non  può che essere condiviso, io sfido chiunque qui in Aula a  non
  condividere  un percorso che vede sicuramente un egual  trattamento
  nei   confronti   dei   destinatari  di  una  norma   per   evitare
  possibilmente  -  così  come accaduto nel  passato  -  privilegi  o
  guarentigie non garantite da alcuna norma.
   C'è  un problema, che qualcuno ha definito  bizantinismo formale ,
  che  così  non  è  purtroppo.  Quando  la  nostra  Costituzione  ha
  approvato   lo  Statuto  della  Regione  siciliana,   ha   previsto
  sostanzialmente  qualcosa di diverso. Che piaccia  o  non  piaccia,
  così stanno le cose, e non può essere modificato in maniera così  -
  oserei dire - elementare o superficiale.
   Mi  spiego. Qualcuno che avrà fatto sicuramente studi giuridici si
  ricorderà  cosa  significa  e  cosa  determina  quando  la   nostra
  Costituzione  prevede  la fattispecie della cosiddetta  riserva  di
  legge  che  -  vorrei ancora rinfrescare la memoria  -  può  essere
  suddivisa  in  assoluta e relativa. Per esempio, Presidente  forse,
  molti miei colleghi non sanno che la Regione non può legiferare  in
  materia   penale   per  un  semplice  motivo,  perché   la   nostra
  Costituzione riserva all'intervento statale la materia penale.
   Quindi,  non  è  possibile immaginare un intervento legislativo  a
  riguardo,  perché  il nostro Statuto prevede la cosiddetta  riserva
  del   regolamento,  strumento  che  il  legislatore  indirettamente
  costituzionale ha approntato perché si intervenga. Motivo  per  cui
  una  previsione  del  genere,  non  solo  sarebbe  illegittima,  ma
  consentitemi, sarebbe del tutto inadeguata.
   Fermo  restando che condivido - e come me condividiamo credo tutti
  gli altri componenti - il merito della questione, è solo sbagliato,
  completamente sbagliato, lo strumento che si intende  utilizzare  o
  non utilizzare o strumentalizzare per raggiungere questo fine.
   Sull'argomento,  signor Presidente, mi ero  permesso,  insieme  ai
  capigruppo,  di  presentare un ordine del giorno che  raggiunge  lo
  stesso  obiettivo, ma demanda alla norma regolamentare,  così  come
  aveva  previsto nella fase originaria l'intervento di  adeguamento,
  non  solo eventualmente la normativa regionale, che può valere  nei
  confronti di tutti gli altri dipendenti, ma ovviamente è necessario
  che  debba  essere recepita da una norma regolamentare e introdotta
  nel nostro ordinamento cosiddetto interno.
   E'  un rischio, e sapete perché è un rischio? Forse, i profani non
  sanno  quanto possa essere importante l'ordinamento, e  soprattutto
  la  gerarchia  delle fonti, che consente bene o male di  avere  una
  fonte  subordinata necessariamente, per forza di cose,  alla  norma
  superiore. Ebbene, questo rapporto di gerarchia, nella fattispecie,
  non  può  trovare  applicazione, perché  si  tratta  di  competenze
  riservate  ad istituzioni diverse e quindi non vale il rapporto  di
  natura gerarchica.
   Ritengo,  pertanto,  che non solo ci esponiamo  ad  una  eventuale
  impugnativa,  perché è come se io facessi il biglietto dell'autobus
  ed  intendo  prendere  il  treno. Mi spiace,  al  primo  controllo,
  sicuramente,  mi  si  fa scendere perché il biglietto  risulta  del
  tutto   inadeguato.  Questo  non  l'ho  detto  io  e  non  intendo,
  ovviamente,   garantire   privilegi  e  quant'altro,   ma   intendo
  semplicemente esporre le ragioni di carattere giuridico  che  -  le
  assicuro  -  non sono campate in aria ne infondate,  per  cui  sono
  contrario  ad una ipotesi del genere. Tenuto conto che  l'obiettivo
  questa  Assemblea lo raggiunge sempre e allo stesso modo approvando
  l'atto in indirizzo.

   PRESIDENTE. Onorevole Fazio, mi sarei aspettato da parte sua anche
  un  intervento sull'articolo 14, perché la questione degli stipendi
  dei  dipendenti dell'ARS verrà affrontata e risolta, nel senso  che
  verranno  ridotti gli stipendi dei dipendenti dell'ARS,  così  come
  già  è  avvenuto.  Io  mi sarei aspettato da  parte  sua  anche  un
  intervento  sulla questione che è oggetto dell'emendamento,  perché
  il  decreto Renzi di qualche giorno fa, prevede un tetto massimo di
  240  mila  euro, c'è un emendamento che mi porta a 160  mila  euro.
  L'articolo 14 dello Statuto dice:  Lo stato giuridico ed  economico
  degli  impiegati e funzionari della Regione in ogni  caso  non  può
  essere inferiore a quello del personale dello Stato .
   Non so quale impressione arriverà all'esterno, ma so anche che già
  scrivono  che  uno  si  trincera  dietro  bizantinismi.  Non   sono
  bizantinismi  questi, perché il decreto Renzi ha  una  sua  logica,
  perché si aggancia ad un dato. Voi mi dite che l'avrei potuto  pure
  dichiarare inammissibile, ma non l'ho fatto, e non lo farò  adesso.
  Però,  non  possiamo fare finta di niente, non possiamo fare  finta
  che  non  esiste uno Statuto. Questo ce lo dobbiamo  dire  fino  in
  fondo con tutte le conseguenze del caso.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  Presidente  della  Regione, nel gennaio 2014  avevamo  proposto  la
  stessa norma che andasse a mettere un tetto agli stipendi, sia  dei
  dirigenti e funzionari della Regione, che dell'Assemblea regionale,
  prendendo  come riferimento un tetto massimo mensile che  fosse  il
  doppio dell'indennità di carica lorda del Presidente dell'Assemblea
  regionale e del Presidente della Regione.
   Il  calcolo,  considerati circa 6.600 euro  mensili,  verrebbe  di
  circa 158 mila euro annui, perfettamente in linea con l'emendamento
  del  Governo che, in questo caso ringraziamo per avere attinto alla
  proposta  fatta  in precedenza da noi e che, all'epoca,  era  stata
  rifiutata.
   Si  pone  però,  da  parte  del nostro  Gruppo  parlamentare,  una
  richiesta  aggiuntiva a quella che è una sacrosanta  proposta  che,
  con  il  mio intervento, dico che appoggeremo. La proposta è quella
  di  inserire - chiedo al Presidente della Regione che mi presti  un
  attimo  di attenzione - la norma che evita la possibilità, per  chi
  si  è  macchiato di reati inerenti agli articoli che riguardano  la
  mafia,  previsti  dal Codice di procedura penale, di  percepire  il
  vitalizio,  motivo per cui siamo balzati agli onori  della  cronaca
  nazionale nelle ultime settimane, nell'ultimo mese.
   Credo che quest'Aula e questo Parlamento debbano dare una risposta
  ben  precisa  ai  cittadini siciliani e a tutto il resto  d'Italia,
  anche  per la voglia di riprendersi una fetta di dignità che questo
  Parlamento deve rappresentare, e soprattutto onorare, nel  mondo  e
  nell'Italia  intera,  perché  rappresenta  un  popolo   che   vuole
  rialzarsi da certe nomee e da certe dicerie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cancelleri, mi dà  lo  spunto  e  lungi  da
  polemizzare. L'onorevole Cracolici ha fatto riferimento  che  siamo
  finiti  alla ribalta nazionale per una serie di vicende, certamente
  non edificanti, però non dovrebbe ormai sfuggire a lei - so che non
  ha compiuto studi giuridici, ma in questo caso non occorrono spunti
  giuridici  -  non può sfuggire a lei, anche perché  il  suo  Gruppo
  parlamentare  ha tanti consulenti - mi risulta - che  la  normativa
  penale è di esclusiva competenza statale.
   Onorevole Cancelleri, ha fatto tanto male - non lei, per carità  -
  la  diffusione  di  una notizia falsa e infondata,  ribadisco,  che
  questo  Parlamento  voleva tutelare qualcuno o  qualcosa.  C'è  una
  sentenza della Corte costituzionale, recentissima, che riguarda  la
  Regione  Campania, che aveva esteso l'incandidabilità ai condannati
  per  mafia,  iniziativa  che  è  stata dichiarata  incostituzionale
  perché tratta di materia penale riservata alla competenza esclusiva
  dello Stato.
   Se  poi  tutti  noi pensiamo di acquisire consenso  parlando  male
  delle istituzioni

                              (applausi)

      non  che  io rappresento, ma che anche lei rappresenta,  perché
  avere fatto diventare la questione  Cuffaro  un caso nazionale,  ed
  essere costretti noi a difenderci, sapendo che non è così, in  cuor
  suo,  onorevole Cancelleri, sa che giuridicamente non è così, e  mi
  ripropone ancora una volta la questione.
   Deve  saperlo,  onorevole Cancelleri, perché è una  persona  ormai
  preparata,  ed ha tanti consulenti che le possono riferire  che  la
  materia  penale  è  di  competenza  statale  e  non  di  competenza
  regionale.
   Questo  non è più ammissibile  Siamo noi che mettiamo alla berlina
  il  Parlamento  siciliano  Siamo noi che mettiamo alla  berlina  la
  Sicilia, non altri
   Capisco  che  diventa  facile il suo gioco, onorevole  Cancelleri,
  quando  in  senso  unilaterale si presenta nelle reti  nazionali  a
  diffondere un messaggio assolutamente infondato. Ma in questo  caso
  il diritto è chiaro, e le dico di più: la sfida che il suo Gruppo -
  mi  scuso se esco fuori dai ranghi da Presidente dell'Assemblea, ma
  ormai è finita la campagna elettorale - la sfida che il suo Gruppo,
  il  Movimento  Cinque  Stelle avrebbe dovuto fare,  era  quello  di
  estendere  la  perdita dell'assegno vitalizio per i condannati  per
  reati  contro la pubblica amministrazione che siedono, hanno seduto
  nei banchi del Parlamento nazionale.
   L'ho  detto  più volte, io non ho niente contro Lusi, ma  il  caso
  Lusi non si applica, mentre si applica per i consiglieri regionali.
  Non  sto  dicendo che è ingiusta questa norma. Allora, che  il  suo
  Gruppo  si  faccia  carico, visto che ha  un  potere  di  incidenza
  notevole in questo campo, ma perché il suo Gruppo non dice  che  la
  decadenza per i reati contro la pubblica amministrazione si applica
  anche  ai  parlamentari nazionali? Perché il suo Gruppo non  si  fa
  carico  della modifica della legge Severino, onorevole  Cancelleri,
  che  prevede  la decadenza per i consiglieri regionali?  Perché  ci
  avete portato sulla stampa nazionale?
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.26, è ripresa alle ore 19.27)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  chiesto  di
  intervenire  prima;  quindi, torniamo un po' indietro,  torno  alla
  finanziaria e alla problematica dei parchi.
   E'  stato  approvato un emendamento, e siccome  ho  presentato  un
  ordine  del  giorno  non voglio intervenire su  questa  norma,  già
  condivido  quanto da lei affermato, anzi da parlamentare credo  sia
  sostenuto  dall'Aula  e da questo Parlamento che  ha  difeso.  Poi,
  tornerò e la prego di darmi nuovamente la parola successivamente.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Grasso, quello che mi  dice,  mi  dà
  conforto.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intanto  volevo
  ringraziare  apertamente  il  Presidente  della  Regione   per   la
  presentazione  di  questo emendamento. Sulle cifre  possiamo  anche
  rivedere qualcosa, però vedete, quest'Aula, il decreto Monti n. 174
  del 2012, l'ha approvato senza battere ciglio, per dare un'immagine
  di  cambiamento a questa Sicilia, ai siciliani, per far vedere  che
  finalmente la nuova politica vuole cambiare, vuole voltare pagina.
   Prego il Presidente del Consiglio, Renzi, che intervenga anche con
  legge-voto, immediatamente, con il voto di fiducia, affinché  possa
  diminuire  gli  stipendi  dei deputati nazionali  e  dei  senatori,
  perché la spending review si deve adottare in tutta lo Stato  e  la
  Sicilia  su questo è stata veramente per bene grazie al Presidente,
  grazie  alla volontà di quest'Aula, di tutti noi che abbiamo votato
  senza batter ciglio.
   Quindi su questo, veramente, un plauso al Presidente della Regione
  che  con  il  suo  Governo  vuole  intraprendere  un  percorso  per
  recuperare  risorse e darle ai tanti deputati  che  vengono  qui  a
  dibattersi  per  tutti quegli enti  ad iniziare da Corfilac  e  con
  tanti,  perché qui non può diventare un campo di battaglia  fra  di
  noi  per cercare di portare risorse giuste e sacrosante nei  nostri
  territori.
   Questo  è  impensabile, se dobbiamo aumentare qualcosa aumentiamo,
  facciamo  quello  che  vogliamo,  ma  tutti  dobbiamo  piangere  le
  conseguenze  delle malefatte di questa Regione e  nessuno  si  deve
  escludere da questo ragionamento.
   Io  vi prego, carissimi deputati, carissimi amici, perché ormai ci
  sono  pure  rapporti di amicizia, di intervenire votando anche  con
  legge-voto,  visto che la giurisprudenza non ce  lo  permette,  per
  intervenire immediatamente affinché questo tetto di 160, o 180  che
  sia,  sia rispettato.
   Grazie Presidente della Regione.

   MALAFARINA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MALAFARINA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  penso  che
  con   questo  emendamento  che  è  stato  presentato  dal   Governo
  finalmente  si  faccia  una grande operazione  di  etica  non  solo
  morale,  ma  di etica politica, perché finalmente si sta assistendo
  ad un ridimensionamento di sprechi inaccettabili che per anni hanno
  comportato  delle spese non giustificabili sotto  nessun  punto  di
  vista.
   Quindi,  come Gruppo parlamentare del Megafono siamo assolutamente
  convinti  della necessità di procedere non solo a questi  tagli  di
  spesa, ma anzi di incrementarli, e sottolineo l'esigenza che  anche
  gli  altissimi stipendi della burocrazia di questa Assemblea  siano
  ricondotti in termini di etica e di meritocrazia.
   Ricordo  che  da quest'Aula qualche mese addietro mi scandalizzai,
  si  può  usare  il  termine mi scandalizzai, per  una  liquidazione
  milionaria nei confronti dell'ex Segretario generale dell'Assemblea
  che  percepì la modestissima cifra di oltre un milione di euro, non
  abbiamo  mai saputo quanto perché sono dati che non è dato  sapere,
  però, da notizie pubbliche sembrava ben superiore ad un milione  di
  euro.  Non  credo  che  di  fronte  alla  pubblica  opinione,    ma
  soprattutto  di  fronte alla miseria di tanta  povera  gente  siano
  cifre giustificabili ed accettabili.
   Finalmente,  credo  sia arrivato il momento  di  dare  dignità  al
  lavoro  e anche al lavoro delle persone più umili, perché  non  c'è
  alcuna  giustificazione morale, etica ed umana che possa  garantire
  uno  stipendio  trenta, quaranta, cinquanta, cento volte  superiore
  al  lavoratore che spesso e volentieri non ha neanche i  soldi  per
  sopravvivere.
   Non  voglio  fare  populismo, non mi interessa farlo.  Non  vorrei
  neanche apparire più realista del re o più crocettiano di Crocetta,
  però,  in questo caso, ritengo sia necessario mettere le mani anche
  -   e  vorrei  che  il Presidente della Regione mi ascoltasse  -  a
  quella  che  è la riforma della Pubblica amministrazione  regionale
  con  la  semplificazione che, finalmente, deve  trovare  lo  spazio
  necessario  per  ridare ossigeno alle imprese e,  soprattutto,  per
  ridare  certezza nei tempi e dignità alla gente, rimettendo  l'uomo
  dell'azione amministrativa e non il burocrate che fa di  tutto  per
  evitare di assumersi responsabilità.
   E  in  quel  campo  ritengo  anche  che  questo  Parlamento  debba
  affrontare  il problema delle molteplici consulenze attribuite   da
  più enti pubblici, ma agli stessi soggetti che cumulano redditi non
  giustificabili  con  una  limitazione qualitativa  e,  soprattutto,
  quantitativa  delle  consulenze, e non ultimo anche  gli  incarichi
  alla  alta burocrazia regionale, perché non è ammissibile  che  più
  persone ricoprano tre, quattro incarichi che poi non sono in  grado
  di  poter gestire correttamente, ritardando i tempi ed allungandoli
  eccessivamente.  A  ciascuno il suo nella misura  che  merita  e  a
  ciascuno il suo per il lavoro che può e che deve fare.

   GRECO GIOVANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO GIOVANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se lei  non
  riteneva improponibile quell'ordine del giorno può darsi che con la
  Commissione che richiedevo io si potevano trattare questi argomenti
  di cui parliamo oggi.
   Io debbo dirle che il suo intervento di difesa dell'articolo 14 lo
  condivido in pieno. Però, le voglio ricordare che quando si  trattò
  dell'articolo  sulla  spending review  che  riguardava  i  deputati
  circolava una voce che sul problema finanziario non c'è Statuto che
  tenga.
   Vede, noi abbiamo fatto degli interventi e lei si lamenta che  non
  sono stati recepiti. E invece che cosa è stato recepito, Presidente
  Ardizzone?  Che lei si è preso un segretario pagato  a  sette  mila
  euro  mensili,  che  lei si prende ancora le macchine  per  il  suo
  lavoro di rappresentanza, che lei non ha avuto la capacità di farci
  sapere quanto è lo stipendio del Segretario generale.
   Questi sono gli elementi che, oggi, vengono percepiti dal popolo e
  lei  se  ne frega, perché lei si trincera dietro a quel Regolamento
  che  lo  rende invulnerabile sulla trasparenza, perché lei  per  la
  trasparenza,  le  assicuro,  non  fa  niente   Perché  se  lei  era
  trasparente  e  se  lei  vuole che effettivamente  noi  si  dia  un
  messaggio  fuori da quest'Aula che si inizi una riduzione veramente
  dei  privilegi,  di  queste cento persone  che  voi  assumete  come
  Consiglio  di  Presidenza   Ma  ce  lo  siamo  fatti  un  esame  di
  coscienza? Ma lei se lo immagina che se noi fossimo usciti per dire
  che  con questi soldi che voi utilizzate per assumere tutti  questi
  consulenti, tutte queste persone, noi avessimo stabilizzato  le  85
  persone che abbiamo come personale?
   O noi usciamo con dei provvedimenti seri che bucano il popolo Lei,
  signor  Presidente, con la difesa dell'articolo 14 lei  parla  bene
  qui fra di noi, ma fuori non viene recepito  Viene recepito che lei
  non  comunica lo stipendio del Segretario generale  Ma che 500 mila
  euro,  forse  si  vergogna a dirlo? Ma se gli spetta  non  si  deve
  vergognare  se  è 500 mila euro. Ma qual è la paura?  Io  se  fossi
  stato  il Segretario generale l'avrei pubblicato sul sito.  L'avrei
  pubblicato sul sito, che succede? Non succede niente
   Ed  allora, signor Presidente, io la invito a rivedere di dare  un
  parere  favorevole  a quell'ordine del giorno  per  sederci  ad  un
  tavolo  sereno  e potere dare inizio ad un lavoro  dove  andiamo  a
  riesaminare tutte le spese. Guardi ho visto una spesa di  200  mila
  euro  per  degli addetti alla sicurezza di due portoni.  Sa  quante
  persone ha assunto quella ditta? Sei.
   Abbiamo  dato e diamo 300 mila euro, non so se sono preciso,  alla
  Adn   Kronos.   Se  iniziamo  questo  tipo  di  lavoro,   facendolo
  all'interno,  fra  di  noi, con una commissione  di  deputati,  noi
  sicuramente, parleremo della riduzione del compenso del personale e
  dei  dirigenti  dell'Assemblea e di  tutta  la  Regione  siciliana,
  andiamo a fare un disegno di legge che comprenda tutto il personale
  perché sono momenti di grossi sacrifici.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, l'Aula, su questi argomenti,  talvolta
  usa  espressioni  travolgenti che, in  verità,  non  fanno  bene  a
  nessuno.
   Io, con assoluta franchezza, le voglio dire una cosa e lo dico con
  profondo  rispetto per chi opera in questo settore. Qui  c'è  gente
  che  è  imbattibile per professionalità, pur tuttavia, al netto  di
  questa  categoria di persone, tutti quelli che ci ascoltano  questa
  sera non hanno capito quasi nulla. E non è un problema giuridico di
  impostazione: è un problema semplice.
   Signor presidente, lei deve fare un'operazione: deve indicare  una
  data perché se ci incartiamo su commissioni, delegazioni, così  non
  ne  usciamo  più  e  saremo  travolti,  sempre  di  più,  da  mille
  indiscrezioni  che, poi, diventano notizie da prima pagina.  Non  è
  difficile.  Io  credo  che non si debba intervenire  per  legge,  è
  sufficiente una delibera del Consiglio di Presidenza.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo proposito, ho indetto una
  conferenza  stampa per giorno 4, insieme all'onorevole  Ruggirello.
  Più chiaro di così

   TURANO...  Allora,  quello che serve questa  sera,  parlando,  non
  perché  rimanga  agli  atti del Parlamento,  ma  per  parlare  alle
  persone che ci ascoltano è quello di dire che tale giorno,  a  tale
  ora  ci  sarà  una  conferenza  dove il  Presidente  dell'Assemblea
  comunicherà il deliberato del Consiglio di Presidenza.
   Io  mi  affido alla sua autorevolezza e, devo dire con franchezza,
  sicuramente  ha  fatto  un'opera  di  moralizzazione  perché  tutti
  possano  conoscere la verità dei fatti, senza lasciarsi  trascinare
  nelle  beghe  di  chi  grida di più per  esprimere  meglio  il  suo
  concetto.  Se  noi, oggi, non diciamo, con precisione,  quando  lei
  comunicherà le decisioni del Consiglio di Presidenza, avremo  fatto
  un proclama che non fa bene a nessuno.

   FERRANDELLI. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FERRANDELLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  sarò  molto
  breve  a sostegno del subemendamento del Governo perché credo  che,
  mentre   in   queste  piazze,  nelle  nostre  città,  ci   sta   la
  disperazione, non possiamo sicuramente non affrontare  il  tema  e,
  quindi,  dobbiamo dare l'esempio e dimostrare il fatto, per  quanto
  riguarda la mia forza politica, che gli effetti del cambiamento non
  si  fermano  a  Reggio  Calabria, ma riescono  ad  attraversare  lo
  Stretto ed arrivare anche qui alla Regione siciliana. Una questione
  del  genere  non  vorrei che la si trattasse da   azzeccagarbugli ,
  vedendo se è un tema statutario o meno.
   Io  credo  che  ci sia un tema etico e morale che va affrontato  e
  vedo  un ragionamento anche, chiaro e, soprattutto, un atto  chiaro
  da parte del nostro Governo.
   E  chiedo  a  tutto  il   Partito democratico  di  sostenere,  con
  convinzione,  questo  subemendamento,  perché  non  si  può  essere
  renziani  a  Roma o sui giornali e, poi, non essere  consequenziali
  con  i  fatti proprio quando si ha l'opportunità. Non vogliamo  più
  essere parolai su questo, ma vogliamo essere consequenziali.
   E  questo  è il motivo per cui, non solo chiedo al mio Partito  il
  sostegno  ma,  chiedo, anche, di sostenere l esigenza  di  un  voto
  palese  su questo, perché credo che fra 500 mila e 160 mila, quando
  pensiamo alla media degli stipendi siciliani, per chi ce l'ha,  non
  stiamo parlando della fine del mese
   Chiedo,  quindi, il sostegno convinto ed un atto concreto. Andiamo
  in una direzione chiara e così non potremo essere fraintesi.
   Una  piccola  parentesi la voglio fare. Ed  è  una  parentesi  che
  riguarda un tema molto dibattuto. Le riconosco grande equilibrio  e
  le riconosco anche una grande capacità di sintesi, caro Presidente.
  Credo,   però,  sia   stato  frainteso  anche  l'assist  ed   anche
  l'opportunità che ci viene offerta dal subemendamento del Movimento
  5  Stelle.  Lo voglio dire perché credo non ci vogliano delle leggi
  contra  personam e neanche delle leggi a favore delle persone.  Non
  stiamo  parlando  di  una  legge che deve andare  contro  o  favore
  dell'ex onorevole Cuffaro, assolutamente. Io ho rispetto anche  per
  la dignità con la quale l'ex Presidente della Regione sta scontando
  i  propri torti ed i propri sbagli.  Si sta ponendo, però, un  tema
  reale:  credo  che  il vitalizio sia un principio  feudale  e  sono
  contento  che già  a partire da questa legislatura, io  per  primo,
  non godrò di questo privilegio feudale.
   Credo,  tuttavia,  che  l'opportunità, ed  io  annuncio  la  firma
  qualora venisse presentato dal Movimento 5 Stelle, di dire che  per
  tutti  coloro che si sono macchiati di reati di mafia o  contro  la
  Pubblica amministrazione, non stiamo attaccando la pensione  che  è
  un  principio soggettivo e nessuno può levarlo, stiamo parlando  di
  un  vitalizio  che  viene  erogato in più dall'Assemblea  regionale
  siciliana.  Su  questo, chiaramente, dichiaro  di  apporre  la  mia
  firma.   E   credo  che,  anche,  su  questo  bisognerebbe   essere
  consequenziali.
   Lei,   poi,   fuori   da  polemica,  potrà,  da  buon   Presidente
  dell'Assemblea,   dichiarare   ammissibile   o   inammissibile   il
  subemendamento; però, questo è altro tema.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ferrandelli,  le  dico  subito.  Non  vedo
  l'onorevole  Cancelleri. Onorevole Cancelleri,  la  prego,  mi  sto
  riferendo   anche  a  lei,  siccome  l'onorevole   Ferrandelli   ha
  richiamato il suo subemendamento. A scanso di equivoci, io  renderò
  ammissibile anche quell'emendamento, perché qui un equivoco bisogna
  sfatare:  non  vorrei  che  ci fossero alcuni  che  sono  a  difesa
  dell'etica e della moralità più di altri. Questo è il ragionamento.
  Io  ho un compito, quello di andare incontro alla legge, sulla base
  di quello che prevede la Costituzione. Ed è questo il potere che mi
  viene riservato.
   Mi  scuso  per i toni avuti con l'onorevole Cancelleri, per  avere
  coinvolto  il  suo  Gruppo a livello nazionale.  Ecco,  forse,  non
  c'entrava il riferimento al Movimento 5 Stelle nazionale. Questo  è
  il  discorso.  Lo  renderò ammissibile, anche questo  che  riguarda
  l'estensione ai reati di mafia.
   Lo dico con la massima chiarezza. Sappiamo, però,  che noi andiamo
  incontro  ad  un  vaglio da parte del Commissario dello  Stato,  ad
  eccezioni di incostituzionalità, perché io sono sempre più convinto
  che  è materia statale. Non c'è una presa di posizione da parte mia
  contro  altri. Tutti noi dobbiamo sapere cosa andiamo a votare.  Di
  questo si tratta.
   Con  riferimento  al suo intervento, molto pacato  e  garbato,  di
  questo  la  ringrazio,  lei  ha  fatto  riferimento  ad  uno  stile
  renziano.  Non  posso,  certamente, parlare io  di  stile  renziano
  perché  non  appartengono al suo Partito,  ma  è  proprio  Renzi  è
  proprio Renzi che ha voluto diversificare gli organi costituzionali
  e  di  rilevanza costituzionale, dando loro una certa  autonomia  e
  ponendo  un  tetto  massimo di 240 mila euro.   Perché  l'onorevole
  Cracolici dice bene, noi già il tetto l'abbiamo messo ed è  di  250
  mila euro. Io, allora, mi preoccupo, mi preoccupo e dico: ma questo
  gioco al ribasso serve a qualcuno? Serve a dare risposte immediate,
  a  parlare  in  questo momento alla pancia della gente?  Perché  la
  Sicilia deve fare questo?
   E' chiaro che va contenuta la spesa, così come ribadisco quanto ho
  avuto  modo di dire all'onorevole Turano. E' chiaro che l'Assemblea
  procederà  al  taglio, ma procedere al taglio e  toccare  anche  le
  pensioni, guardate che non è cosa obiettivamente semplice.  Qui  si
  tratta   di  evitare  contenziosi,  questi  non  sono  bizantinismi
  giuridici   Io pure mi potrei trincerare dietro al fatto  di  dire:
  c'è  una  legge,  andiamo  avanti  Ma  si  tratta  di  bizantinismo
  giuridico  questo, oppure ciascuno di noi pensa di fare il  proprio
  dovere  in  qualche modo in coscienza perché propone un emendamento
  che magari non è conforme allo Statuto? Ma per questo non significa
  che non sono per la riduzione degli stipendi a 160 mila euro
     Si  tratta  di un problema che ho posto all'Aula e l'Aula  nella
  pienezza  voterà così come voterà sull'emendamento del Movimento  5
  Stelle.  Voi pensate che non sia stato paradossale proprio  per  me
  dover ammettere che uno che viene macchiato di un reato di mafia  -
  non  faccio il caso specifico, attenzione - non gli  viene  sospeso
  l'assegno  vitalizio ed un condannato per un abuso di  ufficio  gli
  viene sospeso l'assegno vitalizio.
   Obiettivamente,  è  paradossale, ma questo dato  paradossale  l'ha
  creato  lo Stato italiano, competenza rispetto alla quale  noi  non
  possiamo fare assolutamente niente, e quando dicevo nell'intervento
  forse  un  po'  troppo  accalorato  all'onorevole  Cancelleri,   io
  invitavo il Parlamento nazionale, ma l'ho fatto anche pubblicamente
  attraverso  le  pagine  di   Repubblica',  che  sia  il  Parlamento
  nazionale ad intervenire e a fare chiarezza su queste cose, materia
  rispetto  alla  quale  noi non abbiamo nessuna  competenza  perché,
  onorevole Ferrandelli, io mi auguro che il Commissario dello  Stato
  approvi  gli  emendamenti  che  quest'Aula  esiterà,  ma  poi   non
  significherà che se il Commissario dovesse bocciarli potremmo dire:
   beh, noi il nostro lavoro lo abbiamo fatto, pazienza l'ha bocciato
  il  Commissario dello Stato  m sarebbe troppo semplicistico questo.
  Questo con la massima chiarezza.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  onestamente  la contraddizione di questa Assemblea non finisce  mai
  di  stupire. Ieri, su un bacino di lavoratori, che non nominerò per
  evitare,  si  è  deciso di non trattare la materia  che  riguardava
  reati  penali  perché  era  complicata, ora  invece  si  tratta  di
  strumentalizzare   casi   che  esulano  certamente   dalle   nostre
  competenze  e tutti ci premuriamo a presentare pezzi di  carta  per
  sventolare atti di giustizia, come se qui siamo con la coppola e la
  lupara e vogliamo difendere chissà chi
   Il  Presidente della Regione ieri ha detto chiaramente:  su questa
  materia  chiedo al Parlamento formalmente di ritirare  quell'atto ,
  perché  quando si parla di reati penali ci vogliono dei giuristi  e
  non  un  Parlamento, ci vogliono dei professionisti che analizzino,
  caso  per  caso, e che analizzino un reato quando è stato commesso,
  quale può essere la ripercussione del reato, l'efficacia del reato,
  che  ripercussioni  può  avere  di  retroattività,   perché  se  io
  commetto un reato, parlo nella generalità e nell'astrattezza, chi è
  il Parlamento per giudicare se la mia colpa deve essere retroattiva
  o da ora in poi? È questo Parlamento che lo deve decidere o lo deve
  decidere  chi  fa di lavoro questa cosa? Se io faccio  30  anni  di
  politica  e  commetto  un reato oggi, chi lo deve  decidere  se  io
  pagherò  per  il  mio mandato per 30 anni di vita mia  e  non  devo
  garantire anche i miei figli, se è il caso, per contributi  che  mi
  sono versato.
   Faccio  l'intervento  più  coraggioso e più  impopolare  perché  è
  facile  mettersi con la forca in mano e non dico che  sono  io  che
  devo  dare  ragione  o torto, dico che non è  il  ruolo  di  questa
  Assemblea  decidere questa cosa. E quando il caso è stato sollevato
  in  autorevoli  testate giornalistiche ci sono stati dei  confronti
  proprio perché è una materia molto complessa e complicata.
   E siccome noi continuiamo a dare questo spettacolo, Presidente, io
  le  dico  che ho chiesto poco fa ad un mio collega:  ma  quando  si
  tratta  di  tagli  del personale, ma di quale taglio  parliamo,  di
  tutti? .  Mi  è  stato detto:  sì di tutti, perché?  Poi  a  calare
  vengono  colpiti  tutti . Ed io sono contrario.  Ero  contrario  al
  taglio  del call center, il centralino dell'Assemblea regionale,  e
  ci  tengo con orgoglio, signor Presidente - io ho 36 anni, ho umili
  estrazioni  sociali - però le dico sono orgoglioso  di  fare  parte
  dell'Assemblea regionale siciliana, che non è la Regione  perché  è
  una cosa diversa.
     L'efficienza  dell'Assemblea  regionale  siciliana  è  una  cosa
  importante,  è  una cosa autorevole. Noi oggi che  facciamo?  Piano
  piano,  svendiamo, svendiamo ora anche la professionalità di questa
  struttura e nemmeno più i turisti ci verranno a trovare, perché già
  mi  risulta  che nella scorsa legislatura si facevano convegni  coi
  medici,  venivano personalità autorevoli, e già abbiamo tolto  pure
  questo.  Piano  piano noi siamo accecati da aprire,  ma  invero  ci
  stiamo chiudendo, privando di motivazione anche il personale. Anche
  l'Assistente  parlamentare che sta qua come  noi,  anzi  da  prima,
  perché   ci   devono  fare  trovare  la  piattaforma  pronta,   gli
  Assistenti,  comunque tutti i dipendenti che  non  svolgono  figure
  apicali - io mi rivolgo ai lavori più umili che però rendono questa
  macchina efficiente - noi li colpiamo.
   Li  colpiamo perché qua - in questo Parlamento - la vera verità  è
  che non facciamo un straccio di legge utile per i siciliani. Perché
  la  verità  è, Presidente:  togliamo, togliamo , ma uscendo  fuori,
  anche  stasera,  ci prenderanno a male parole,  ma  lo  sa  perché,
  Presidente? Perché abbiamo fatto qui poco fa la svendita dei  saldi
  di  fine  stagione  E non sono stupidi i siciliani  Ora gli diremo:
   abbiamo tagliato gli stipendi dei dipendenti  . Ma continueranno a
  morire di fame.
   Le  leggi  sullo  sviluppo continueranno a non esserci.  Gli  enti
  locali  continueranno a stare soffocati dalla  mancanza  di  aiuto.
  Dove  poco  fa ho detto al Presidente Dina: ma come? Ma  dove  sono
  finite  tutte  le  risorse che abbiamo procurato con  l'abrogazione
  delle  Province?  Qui,  oggi, dovevamo rilanciare  la  Sicilia  con
  questi  soldi  - lei non c'era, c'era il suo collega Luca  Bianchi,
  assessore  -.  Hanno  sventolato  un  taglio  nelle  Province   con
  l'efficienza e il risparmio di quanti milioni di euro. Hanno dovuto
  dire ai colleghi che poco fa hanno sfoggiato amarezza pubblicamente
  nei  confronti del Governo che non si è prestato, perché non si può
  prestare, non c'è un euro. Poco fa c'è stato il mercato: Gruppi che
  si  riunivano per cercare di togliere ai consorzi di bonifica e poi
  invece  dare  ai  parchi, una vergogna  Di  questo  ci  accusano  i
  siciliani, non ci accusano di altre cose  Una volta perché  non  si
  lamentavano della politica? Perché il meccanismo funzionava. Ora il
  meccanismo  non  funziona. Tagliamo gli stipendi, va  bene.  Domani
  mattina  taglieremo un'altra cosa. Ma se qui si continua a fare  di
  maggioranza  una  spartizione,  i  contentini,  in   base   ad   un
  emendamento rispetto che un altro, continueranno a lamentarsi.
   Io  non  so se sono solo, spero che altri parlamentari prenderanno
  la  parola, non è questo lo spirito. Di massacrare chi guadagna, sì
  guadagna    Ma   ci   lavora   Perché  la  professionalità   e   la
  responsabilità che uno si assume deve essere anche quella pagata

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, io ringrazio l'onorevole  Cracolici
  per  avere  cercato  l'attenzione  del  mio  intervento,  ma  spero
  soprattutto di avere la sua attenzione, quella del Presidente della
  Regione e dei colleghi parlamentari.
     La  norma  che  viene proposta è una norma che  sta  nel  comune
  sentire,  però io ritengo necessario provare anche ad  evitare  una
  corsa forsennata a chi diventa più giacobino degli altri, perché il
  rischio,  alla fine, è una delegittimazione complessiva  di  questo
  Parlamento. La norma che questa sera viene proposta dal  Governo  è
  una norma seria. Oggi ho visto uno stipendio da 13 mila euro di  un
  dirigente  di una società partecipata, e francamente ho cercato  di
  immaginare  le  fatiche che debba affrontare questo dirigente,  non
  trovandone molte.
   Questa  norma  ha senso però su due elementi, sulla necessità  che
  questo  Parlamento  non scelga frullati normativi  come  quello  di
  oggi,  e possibilmente poi non riusciamo a produrre norme organiche
  di settore, di riforme vere, che alla fine fanno di queste giornate
  una  corsa  forsennata, e poi, probabilmente, il  ragionamento  del
  Commissario  dello Stato viene utilizzato come clava,  e  in  altri
  casi  ci viene a penalizzare anche gli sforzi nell'immaginare norme
  in  grado di essere conformi al sistema giuridico complessivo,  che
  rischiano poi di cadere.
   Alla fine i cittadini non sono così disattenti ai lavori di questo
  Parlamento come noi pensiamo, e una norma bocciata, una  norma  che
  delegittima, in qualche modo fa perdere di credibilità - che non  è
  altissima   per  la  verità  -  questo  Parlamento  nei   confronti
  dell'elettorato  e  della  popolazione,  soprattutto  dei   giovani
  siciliani.  Per  cui, la proposta sullo stimolo  di  questa  norma,
  signor  Presidente, è un momento di trasparenza assoluta  su  tutto
  ciò  che questo Parlamento spende, senza immaginare che tutto  vada
  soppresso,  perché  sarebbe  sciocco  e  inutile,  peraltro,  nella
  risoluzione dei problemi.
   Un  palazzo  di vetro, come lei spesso ha invocato,  ed  io  credo
  assolutamente nella sua buona fede e nella sua volontà di  arrivare
  a  questo risultato. Evitiamo scivoloni come l'acquisto di macchine
  quando non servono, evitiamo tutto ciò che possa creare equivoco  o
  fare introdurre chi di giacobino non ha nulla, ma c'è una categoria
  di  onesti  in  Sicilia,  che  sono i  disoccupati,  una  categoria
  pericolosissima  perché diventano rigorosi e rigidi  nei  confronti
  degli altri.
   Detto  questo,  signor Presidente, e concludo,  in  maratone  come
  queste  spesso  capita  che ci siano norme  che  vengono  proposte,
  proposte  di  norme che poi diventano emendamenti aggiuntivi;  lei,
  che  ha  più  anzianità di me in questo Parlamento, sa che  qualche
  legislatura  fa  si  usava un termine che tutte le  norme  andavano
  nella   legge  dello  sviluppo,  o  noi  siamo  in  condizione   di
  considerare  le  norme,  perché è chiaro che  non  tutte  le  norme
  aggiuntive al testo sono attinenti alla materia - se mi fa usare un
  termine caro nell'avvocatura - è che il giudice  peritus peritorum
  lei ha l'insindacabilità del giudizio.
   Io, per esempio, avrei immaginato che una norma dell'Assessore per
  l'agricoltura che riguardava un altro caos che si sta  creando  con
  le  graduatorie  uniche  dell'Azienda Foreste  e  dell'antincendio,
  diventasse oggetto di discussione, perché credo che era necessaria,
  ma  quella  norma, nonostante ieri ne ho parlato ripetutamente  con
  l'Assessore,  e  vedevo un interesse verso  la  Presidenza  in  tal
  senso, non ha trovato adeguato riscontro.
   L'Assessore,  con molto garbo istituzionale, non  è  salito  nello
  scranno  più alto di questo Parlamento, ma io ho il dovere di  dire
  che questo è un altro dei grandi temi che in questa Sicilia confusa
  e  in  difficoltà  creerà  problemi. Pertanto,  vorrei  pregare  la
  Presidenza  magari di dedicare qualche ora in più  a  queste  norme
  aggiuntive,  che  spesso vengono presentate in  Commissione  e  poi
  vengono  ritirate  per essere ripresentate e non possono  diventare
  oggetto di giudizio che è certamente neutrale e obiettivo,  ma  che
  peccano   di   un'insindacabilità   che   crea   irritazione    nel
  parlamentare,  il  quale, dal suo punto di  vista,  cerca  di  fare
  approvare    norme   nell'interesse   generale    che    riguardano
  complessivamente categorie generali.
   Io  penso, e mi rivolgo al Presidente Crocetta, che chiusa  questa
  ulteriore fatica nel fare quadrare i conti di un bilancio,  di  cui
  le  certamente  non ha responsabilità per la mancanza  di  risorse,
  serve   necessariamente  che  il  Parlamento,   con   il   Governo,
  individuino  prima dell'estate i disegni di legge  più  importanti.
  Sto  pensando all'acqua pubblica, penso anche ai lavori di  qualche
  Commissione, in modo tale che possiamo chiudere questa sessione nel
  migliore  dei modi, dando ancora forza a questo Parlamento  perché,
  comunque  se ne dica, la politica intesa nell'accezione greca,  nel
  significato   che   dava  l'altra  sera  il  sottosegretario   alla
  Presidenza,  cioè  nella logica di Togliatti e  di  De  Gasperi,  è
  l'unico  strumento per garantire i più deboli, e questa Italia  che
  oggi  anche  nel  voto ultimo ha dato fiducia ad un Presidente  del
  Consiglio e alla sua politica, che non è fatta solo di speranza, ma
  di prospettiva e determinazione.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  assessori, onorevoli colleghi, cittadini. Presidente Ardizzone, lei
  ha ragione, purtroppo il mio collega Cancelleri, andando da Giletti
  -  penso che lei aspiri alla stessa cosa, ma probabilmente  non  la
  invitano,  non  so per quale motivazione - ha offeso l'Istituzione,
  ha offeso il Parlamento regionale siciliano.
   Ed  allora, io vengo qui a fare una denuncia e una confessione,  e
  chiedo scusa alle Istituzioni per essere incensurato, per non avere
  mai commesso reati, per non essere andato in galera, per non essere
  amico  di  Totò  Cuffaro, per non avere amici fuori condannati  per
  mafia,  amici del suo partito, quello del quale lei fa  parte.  Ma,
  purtroppo, siamo fatti così
   E'  vero, abbiamo consulenti, io stesso sono un avvocato, ma  sono
  un  miserrimo avvocato di provincia, sono di Caltagirone, non vengo
  da Messina. Pensavo, pensavamo ragionando fra di noi, che visto che
  il vitalizio, la pensione le eroga l'Assemblea regionale siciliana,
  forse  è  l'Assemblea  che individua quali  sono  i  beneficiari  e
  individua  anche quali sono le cause di esclusione. Bah,  prendiamo
  atto  e  la  ringraziamo per la sua benevolenza visto che  ha  reso
  ammissibile questo emendamento, anche perché in questo  momento  lo
  stesso  emendamento è in discussione alla Camera,  ad  oggetto  del
  d.l.  n.  66,  che  è  stato  presentato dai  nostri  colleghi  del
  Movimento 5 Stelle, appunto a Roma.
   Presidente Crocetta, bentornato  Ci è mancato in questi 2 mesi  di
  campagna elettorale  Io volevo dire una cosa su questa finanziaria,
  credo  che ci sia qualche cosa che non torni. Io non capisco perché
  questo Governo talvolta accolga le proposte del Movimento 5 Stelle,
  la  famosa proposta dei PIP, il tetto dei 20 mila euro, e poi torna
  indietro. Non era meglio togliere qualunque fascia e fare rientrare
  tutte  queste persone, invece di prenderle in giro? Forse, qualcosa
  si  nasconde dietro, non capisco. Perché questo Governo,  prima  fa
  una   marcia   avanti,  e  poi  fa  una  marcia   indietro.   Sugli
  sportellisti,  prima  si decide una cosa e poi  ne  fate  un'altra.
  Presidente,  questo si chiama ricatto  Quale prezzo state  pagando
  Questo è il frutto di quello che dovete in termini elettorali.  Noi
  siamo  gli  ultimi su questo non ci piove, ma ci vuole fermezza,  e
  questo  Governo ha il dovere di tenere ferma la barra  del  timone,
  altrimenti  lo  lasci, perché questa nave in questo  modo  va  alla
  deriva. Non potete permettervi di prendere in giro le persone.
   I  miei interventi sono sempre molto brevi, anche perché ci  siamo
  detti quasi tutto. Intervengo sempre poco.
   Presidente Ardizzone, questa caduta di stile non è la prima  volta
  che accade e non sarà sicuramente neanche l'ultima. A questo punto,
  io penso che lei debba le dimissioni a quest'Aula, perché non ha la
  serenità   e   l'imparzialità  che  un  Presidente   dell'Assemblea
  regionale, di tutto il Parlamento dovrebbe avere.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  una  manovra, una  mini  manovra  che  arriva
  abbastanza stancamente, in ritardo, a fine maggio e che ha  indotto
  anche  l'opposizione più coerente, più ferma, più  determinata,  ad
  accettare toni costruttivi nel senso che ci siamo resi conto  tutti
  che  questa manovra serve per pagare degli stipendi che non vengono
  pagati  da  5-6  mesi, e che non è giusto, non è  corretto,  non  è
  nemmeno  utile a nessuno esprimere la propria indignazione tentando
  di  ritardare,  o addirittura bloccare, un iter normativo.  Non  lo
  merita la Sicilia, non lo meritano i siciliani, soprattutto non  lo
  meritano  le  fasce  più deboli della nostra  Terra,  della  nostra
  Isola.
   Di  questa manovra stanca e ritardataria, alla fine, il Parlamento
  sembra essersi interessato, sembra essersi svegliato su un tema, su
  un  argomento  rilevante, importante e, direi anche,  un  argomento
  alla moda.
   Parlo da questo pulpito, parlo a quest'Aula, ma cercherei di farmi
  comprendere  da  chi sta fuori da quest'Aula e  che,  ascoltando  a
  tratti questo dibattito, si sarà fatto ancora una volta un'idea del
  caos,  del marasma, dentro il quale l'istituzione regionale, da  un
  anno e mezzo a questa parte, si ritrova e si ribatte.
   Il  tema  è  semplice, Presidente dell'Assemblea, alla fine  si  è
  appassionato  anche lei e la passione non è mai  vana,  non  è  mai
  superflua.  Il tema è semplice. La politica si accorge che  bisogna
  tutti  fare qualcosa per recuperare credibilità, immagine, serietà,
  concretezza  e lo fa un Parlamento che non sta discutendo  più  dei
  propri  compensi,  del  proprio appannaggio, perché  il  Parlamento
  siciliano, applicando il decreto Monti alla fine dell'anno  scorso,
  ha  già  dato  un  esempio concreto. Ha fatto  bene  a  ricordarlo,
  Presidente.
   La  politica,  quella che dovrebbe essere la  buona  politica,  si
  accorge  che  anche  la  burocrazia è chiamata  a  contribuire  con
  qualche  sacrificio  -  che  poi non è così  insopportabile  -  nel
  percorso di ritrovamento e di ritorno ad una dimensione più  etica,
  e direi anche più sociale. Tutto questo, però, va fatto all'interno
  delle norme che sono previste per fare questo. Ecco il richiamo che
  tutta  l'Assemblea dovrebbe fare al Governo e dovrebbe rivolgere  a
  se  stessa. La legalità, Presidente dell'Assemblea, non è  qualcosa
  che  può marciare a corrente alternata. Il principio di legalità  è
  un  principio  assoluto, è un principio permanente al  quale  tutti
  dobbiamo richiamarci.
   E  se,  come  prima diceva l'onorevole Fazio, vi è una  norma  che
  detta  il  percorso  attraverso il quale  fissare  un  nuovo  tetto
  retributivo  per  la  burocrazia  regionale  ed  anche  per  quella
  dell'Assemblea  regionale siciliana, queste norme vanno  applicate,
  vanno seguite, vanno osservate, altrimenti, perdiamo noi stessi  di
  credibilità, perde di credibilità l'Istituzione. Questa Istituzione
  permarrà  anche  quando non ci sarà più, qui  dentro,  nessuno  dei
  componenti di questa attuale legislatura.
   Si  tratta anche di decidere, in fin dei conti, definitivamente se
  il  regime  statutario, se questa nostra autonomia  speciale  conta
  ancora  qualcosa  oppure no. Decidiamolo una volta  per  tutte,  in
  maniera  molto laica, molto aperta, ma anche molto onesta  e  molto
  franca.  Ma  se  qualche volta difendiamo lo  spirito  e  le  norme
  autonomistiche e qualche altra volta, invece, tentiamo  noi  stessi
  di  calpestare lo spirito e le norme autonomistiche, non saremo più
  credibili  e,  quel che è più grave, non sarà più credibile  questa
  Istituzione, il Parlamento regionale siciliano.
   Allora,  che ben venga il tetto  Che ben vengano i sacrifici   Che
  ben  venga  il  tetto assolutamente da fissare -  e  questa  è  una
  questione  di merito, sulla quale non intendo andare  avanti  -  ma
  certamente  nel  rispetto  delle norme,  e  le  norme  sono  quelle
  dell'articolo  14  dello Statuto e non possiamo  assolutamente  far
  finta di dimenticarlo.
   Questo è l'argomento principale di stasera: se noi non rispettiamo
  per  primi lo Statuto, non possiamo certamente pretendere che altri
  lo rispettano al posto nostro.
   SUDANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUDANO. Signor Presidente onorevoli colleghi, devo dire che sempre
  più  spesso in quest'Aula mi trovo in imbarazzo, perché è vero  che
  sono alla prima esperienza, ma mi rendo conto che il clima politico
  che viviamo in questo momento non aiuta nessuno, perché si sale qua
  soltanto  per  insultare qualcuno o per attribuirsi meriti,  e  non
  credo che nessuno possa dare lezioni.
   Ritengo,  signor  Presidente,  che quando  lei  riscontra  che  un
  articolo,  un emendamento, un subemendamento, non sia  conforme  al
  nostro  Statuto,  non  dovrebbe metterlo  ai  voti  ma  dichiararlo
  inammissibile, proprio perché questo ha comportato un dibattito  in
  quest'Aula   per  più  di  un'ora  su  un  argomento  che   ritengo
  demagogico, proprio perché noi siamo qua per fare le leggi,  e  per
  farle dobbiamo rispettarle.
   Quindi,  se il nostro Statuto prevede un tetto che è equiparato  a
  quello  statale, non credo possiamo fare emendamenti che  non  sono
  conformi al nostro Statuto, perché si rischia di andare avanti  nel
  modo in cui conviene a quest'Aula.
   Tra  l'altro,  devo dire, sempre a lei Presidente  dell'Assemblea,
  che  mi  dispiace che qualcuno come l'onorevole Greco, abbia  detto
  quello  che ha detto nell'intervento, perché in realtà comunque  va
  dato  merito  a  lei  di  avere istituito una  Commissione  per  la
  spending review in tempi non sospetti, e quella Commissione, con il
  Presidente Cracolici prima e il Presidente Savona dopo, ha studiato
  e   ha   elaborato  un  disegno  di  legge  sulla  spending  review
  dell'Assemblea regionale.
   Purtroppo,  qui è talmente alto lo scontro, che così intelligenti,
  tutti  i  deputati, non riconosciamo neanche il lavoro che  abbiamo
  fatto,  tanto  da infangarci, da andare sui giornali,  parlando  di
  macchine che vengono acquistate o noleggiate, senza invece dire che
  quest'Aula  ha il merito - e ha avuto il merito - di  tagliarsi  il
  numero  dei  deputati, i loro tetti e di fare una  riduzione  della
  spesa del personale.
   Quindi, signor Presidente, ritengo che, per il futuro, quando  gli
  emendamenti sono contrari al nostro Statuto non devono essere messi
  ai  voti. Capisco che è sbagliato per chi li propone, capisco  che,
  purtroppo, oggi fare i falsi moralismi è facilissimo e capisco  che
  lei  non  si vuole mettere in questa situazione, però lei  si  deve
  assumere in questo la responsabilità - glielo devo dire - perché si
  rischia in quest'Aula che tutti i deputati voteranno un emendamento
  perché  non vogliono mettere la faccia in un argomento come questo,
  perché la gente ha fame, è arrabbiata e, quindi, ognuno deve votare
  questo  emendamento  per  spiegarlo  ai  propri  elettori.  Invece,
  sarebbe  bene che quando un emendamento non è conforme  alla  legge
  non venisse messo ai voti.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Sudano,  anche  lei  ha  ragione.
  Pensavo di essere stato chiaro.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono impegnato  in
  politica  da  troppo tempo, forse, ma mal mi ritrovo in quest'epoca
  nella  quale  la  politica si fa a colpi  di  tweet,  e  in  questa
  politica  dominata  dai social network, dove ci  sono  i  tweet,  i
  messaggini che sostituiscono, non dico l'intelligenza, non dico  la
  riflessione, ma a volte persino il buonsenso.
   Ed  il  buon  senso  vorrebbe che questa  Assemblea  parlamentare,
  anziché  fare  a  gara, dando uno spettacolo di  sé  inverecondo  e
  vergognoso in molti casi, a chi può spararla più grossa, a chi  può
  cercare di inseguire ciò che ritiene, a torto o a ragione, che  sia
  gradito alla piazza, per cercare di raccattare qualche voto, magari
  vendendo  la  propria  dignità,  il proprio  cervello,  la  propria
  capacità di ragionare, salvo poi comportarsi - e lo vediamo tutti i
  giorni  -  in  maniera esattamente opposta a quello che  magari  un
  minuto prima, salendo su questo pulpito, si grida ai quattro venti.
   Lo   rivedevo  qualche  ora  fa  a  proposito  della  folla  degli
  emendamenti,  che  pur  di avere qualche  minuto  di  gloria  si  è
  disposti  a  tutto,  anche a vendersi l'anima. Quest'Aula  dovrebbe
  riflettere  sul  fatto che il Governo nazionale,  non  soltanto  il
  Governo  Renzi, ma anche i precedenti Governi nazionali,  ci  hanno
  tagliato  un miliardo di euro all'anno sulla sanità, già a  partire
  dal  1996  quando,  per  chi non lo ricorda,  il  contributo  della
  Regione siciliana al Fondo sanitario è stato elevato dal 32  al  41
  per  cento, e non voglio dire che è stato Prodi, perché poi  non  è
  che  Berlusconi  lo  ha  tolto. E nel 2006 il  contributo  è  stato
  portato  dal  41,6  al 50 per cento circa, con la promessa,  questa
  volta,  completamente  disattesa, che  si  sarebbe  intervenuti  in
  compensazione   vedendo  di  dare  alla  Sicilia  le  contropartite
  previste   dal   nostro  Statuto,  che  è  Costituzione,   e   cioè
  l'attuazione dei famosi articoli 36, 37 e 38. Ovviamente, non ci  è
  stato dato nulla di tutto questo.
   E, a proposito di sanità, ve ne voglio dire un'altra. Nel 1998, su
  proposta  di due regioni del Nord, Emilia Romagna e Lombardia,  una
  di destra e una di sinistra, è stata apportata una piccola, piccola
  modifica   al  criterio  di  riparto  dei  Fondi  per  la   sanità,
  piccolissima  immagino, perché ci sono stato in  Conferenza  Stato-
  Regioni,  ed immagino pure come l'hanno proposta: oltre ai  criteri
  normali  di distribuzione delle risorse, introduciamo anche questo.
  Quali erano i criteri normali? Tot pro-capite. In Sicilia ci sono 5
  milioni  e 100 mila abitanti? Allora, fa mille 650  euro pro-capite
  senza grosse altre considerazioni.
   Cosa  si è inserito nel 1998 su proposta di due regioni del  nord?
  Che bisognava tenere conto della capacità contributiva e questo  ha
  significato  che  abbiamo  perso centonovantasei  milioni  di  euro
  all'anno.

   CRACOLICI. E' stato introdotto il principio dell'anzianità.

   FORMICA.  Due  principi:  anzianità e  capacità  contributiva.  In
  seguito, a quella norma noi abbiamo perso quasi 200 milioni di euro
  all'anno e continuiamo a perdere.
   E  noi  siamo  qui, per raccattare qualche voto, a  discettare  se
  dobbiamo illegalmente togliere la pensione a Cuffaro.
   E'  una  vergogna  Io non ho fatto mai parte del partito  di  Totò
  Cuffaro,  perché  provengo dal MSI prima, Alleanza Nazionale  dopo,
  PDL  e Forza Italia ora, nulla a che vedere. Ma è una vergogna  che
  per raccattare qualche voto, e mi meraviglio che molti colleghi non
  intervengano su questo con un tweet, si pensa di voler  forzare  la
  legge  addirittura  presentando un emendamento  e  costringendo  il
  Presidente  dell'Assemblea, che sa e conosce la Costituzione  e  lo
  Statuto, anche ad accettarlo, sapendo bene che è incostituzionale e
  che quindi sarà bocciato ma per poter dire che togliamo la pensione
  con un reato di mafia dopo che è stato spiegato che questo tipo  di
  legislazione non ci appartiene, che è di competenza esclusiva dello
  Stato  e  che quindi, casomai, dovrebbe essere lo Stato a porre  in
  essere un provvedimento di questo tipo.
   Io non ci sto a questo tipo di politica che per me è una vergogna
   Sul resto, sul fatto che è stato presentato questo emendamento per
  abbassare  i  tetti io ritengo che non ci sia nulla  da  dire.  Noi
  deputati  abbiamo  fatto, non da ora, perché già  nella  precedente
  legislatura, senza nessuna legge nazionale che ce lo imponeva, e so
  io  che  ero il vicepresidente quanti rimproveri abbiamo  ottenuto,
  quanti  rimbrotti  dai  colleghi e quelli che  c'erano  lo  possono
  testimoniare, in maniera del tutto autonoma, senza leggi nazionali,
  abbiamo  decurtato lo stipendio di oltre il 15  -  20   per  cento,
  togliendo tutta una serie di prebende.
   Noi deputati, sempre in questa legislatura, ci siamo ulteriormente
  e di molto abbassati lo stipendio perché consapevoli del fatto che,
  vista la situazione drammatica a livello nazionale e soprattutto in
  questa   Regione,   la  politica  doveva  dare  l'esempio.   Ma   è
  immaginabile pensare che la politica, i deputati che vengono eletti
  e che si sottopongono ogni cinque anni al vaglio dell'elettore, che
  si  sobbarcano per i propri elettori una serie di spese, che  fanno
  sì che quello stipendio, che è già di molto abbassato, si riduca  a
  quasi nullo, si può tollerare che contestualmente una uguale misura
  non  debba  interessare  tutta l'amministrazione  pubblica?  Perché
  allora ci verrebbe da pensare che c'è una sorta di soggezione,  che
  c'è   una   soggiacenza  della  politica  ad   altri   poteri,   la
  subalternità, mi suggerisce il Presidente Musumeci, perché  non  si
  può interpretare in altro modo e non voglio continuare a discutere.
   Per me è pacifico e finisco, signor Presidente, ma era  importante
  che  alcune  cose venissero dette. Penso sia perfettamente  inutile
  continuare a discutere sul fatto che si adegua la politica, si deve
  adeguare tutta la macchina.
   Quando  c'è gente che soffre e quando non si trovano cinquantamila
  euro   per  il  centro  Pater   nostro  o  per  altre  associazioni
  benefiche,  non  si  può pensare che non ci sia una  riduzione  che
  interessi e che preveda anche il contributo di chi più ha,  di  chi
  più prende e di chi più può dare.
   L'ultima  cosa, rivolta al presidente Crocetta ed al Governo,  nel
  testo  dell'articolo 14, al comma 4, c'è un provvedimento  che  già
  avevo   fatto  notare  in  Commissione  Bilancio,  è  assolutamente
  illegittimo e prego il Governo di ritirarlo. E' in deroga  ad  ogni
  altro  provvedimento, i contributi alle associazioni possono essere
  erogate in un'unica volta. Questa previsione deve scomparire.
   Il  Governo  si  era impegnato in Commissione a  ritirarla  perché
  introdurrebbe un criterio di discrezionalità che quest'Aula non può
  tollerare.
   Quel  comma  4  del  testo  dovrà essere  cassato  o  lei,  signor
  presidente,  lo  deve dichiarare improponibile; mi  riferisco  alla
  parola   possono , cioè al derogare alle leggi. Ancora parliamo  di
  deroghe nei finanziamenti?
    In  deroga alle leggi vigenti, possono essere erogati in un'unica
  soluzione .  E' come dire che  mi piaci in viso e  te  lo  do,  tu,
  invece, non mi piaci e non te lo do.
   Pertanto,  o lei dichiara improponibile quel comma 4 o il  Governo
  lo ritiri perché farò succedere l'ira di Dio  Noi non possiamo fare
  figli e figliastri. La legge deve essere uguale per tutti.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUGGIA.   Signor  Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  francamente  pensavo  che stasera avremmo  dovuto  discutere  della
  necessità di garantire gli stipendi e che questa era la manovra che
  abbiamo rinviato al dopo elezioni, in modo già strumentale,  e  che
  questa  sarebbe stata l'occasione per, rapidamente, fare i passaggi
  d'Aula ed arrivare alla votazione della manovra.
   Evidentemente,  così  non è stato, ma non  è  stato  così  perché,
  ancora  una  volta,  strumentalmente,  questo  Governo  nasconde  i
  problemi per farci vedere delle cose che non ci sono.
   Mette  i riflettori in una stanza al buio, in uno stanzone di  300
  metri  quadrati,  mette  i riflettori in un  angolo  di  due  metri
  quadrati.
   Invece,  di  parlare  di tutte le questioni legate  alla  garanzia
  degli  stipendi,  così come l'opposizione aveva  proposto  di  fare
  nella prima fase, oggi ci ritroviamo a parlare di una cosa che, per
  carità, è ovvia.
   Ci  siamo diminuiti gli stipendi, dobbiamo intervenire anche sulla
  questione del tetto massimo dei dirigenti, ma mi chiedo  se  lo  si
  doveva fare attraverso questa discussione
   Mi  sembra di rivivere le stesse discussioni che il Governo ci  ha
  proposto  con  l'abolizione delle province, senza  poi,  di  fatto,
  cambiare nulla, oppure con l'istituzione del registro delle  coppie
  di  fatto  dove, di fatto, una coppia non si è scritta al registro,
  cioè pura demagogia.
   Un  modo  semplice per non fare entrare i siciliani nel dibattito,
  nelle  questioni  che  riguardano  la  pancia  della  gente,  nelle
  questioni che riguardano la disoccupazione, nelle questioni di  chi
  non  trova lavoro, nelle questioni di tutti quei giovani  che  sono
  costretti  ad andarsene via, per responsabilità di questo  Governo,
  il  quale  ci  propone,  invece, un ragionamento,  tutto  centrato,
  perché  questo  poi   è il centro del discorso, sul  dovere  punire
  alcuni  profili che sono stati, a dir loro, simbolo di chi  sa  che
  cosa.
   Io  lo  confesso.  La  mia storia, prima di essere  dentro  questo
  Movimento, è stata, da  sempre, una storia di centrodestra e la mia
  famiglia  ha  vantato  anche rapporti politici,  istituzionali  con
  alcune figure che hanno rappresentato il passato di questa Regione.
   Bene,  sì,  sono un deputato giovane, ma questo non significa  per
  forza  che  bisogna interpretare il cambiamento ed il  rinnovamento
  rinnegando  tutto  quello  che è stato, volendo  a  tutti  i  costi
  rompere  ogni  cosa  perché  bisogna  ricostruirla  in  nome  della
  demagogia, in nome del  distruggiamo tutto, abbattiamo tutto .
   La  mia  famiglia  ed io sono  stato anche amico dell'ex onorevole
  Cuffaro. Un uomo che, probabilmente, ha pagato per tanti.  Un  uomo
  che,  probabilmente, ha pagato per tutti. Un uomo che  ha  commesso
  degli  errori, per i quali sta pagando. Penso, però, che  dovere  a
  tutti  i costi crocifiggere una storia, un vissuto perché questo  è
  quello  che  l'opinione pubblica vuole sentire, non sempre  sia  la
  strada giusta.
   Credo  che  stiamo entrando, signor Presidente, in  questioni  che
  riguardano   la   contrattazione   sindacale,   signor   Presidente
  Ardizzone.
   Noi   stiamo   entrando,  signor  Presidente,  in  questioni   che
  riguardano altra materia, che non attengono al Parlamento.
   Ci  sono  le organizzazioni sindacali, ci saranno delle  vertenze,
  delle   controversie  che  saranno  affrontate   in   altra   sede,
  certamente,  non  in  quella del Parlamento, dove  noi  decisamente
  dobbiamo fissare un tetto massimo, ma dentro dei parametri e,  poi,
  volere  a  tutti  i costi equiparare il dipendente  regionale  che,
  anche  lui, come uomini del passato della politica siciliana,  deve
  diventare  dipendente  regionale   simbolo  di  non  so  cosa,  del
  malaffare,  della burocrazia, di quello che non  funziona  è   come
  volere  contrapporre la politica all'antipolitica; è   come  volere
  dire  che  i  dipendenti regionali, dell'Assemblea regionale,  solo
  perché  hanno avuto la fortuna di vincere un concorso, di  svolgere
  la propria attività, già solo per quello devono essere condannati.
   Signor Presidente, io a questo storia, onestamente, non ci sto
   Penso,  devo  dire,  seppur  rappresentando  un  Partito  che   fa
  opposizione,  che  è  Forza Italia, che neanche  nel  pensiero  del
  Decreto  Renzi  ci  fosse  l'idea di volere  fare  questo  tipo  di
  operazione   rispetto   ai   dipendenti  dell'Assemblea   regionale
  siciliana,  circa 220 persone, che per quanto mi  riguarda,  da  un
  anno  e  mezzo  che  sono qui, le vedo quasi come  sepolte   dentro
  questo Palazzo.
   Noi  abbiamo 100 assistenti parlamentari, 10 operatori tecnici,  5
  coadiutori  parlamentari,  20, 30 tra  segretari  parlamentari,  20
  stenografi,  40  consiglieri parlamentari,  circa  un'ottantina  di
  personale  stabilizzato,  tutta  gente  che  mi  onoro   di   avere
  conosciuto  e con la quale sono felice di potere avere collaborato,
  in questo anno e mezzo.
   So  il  lavoro  che, da parlamentare, sto riuscendo a  fare,  caro
  Presidente, questo è certamente grazie al fatto che il mio  popolo,
  perché  ritengo di essere figlio del popolo, il mio  popolo  mi  ha
  voluto  qui,  ma  grazie anche alla collaborazione che  ho  trovato
  dentro questo Parlamento.
   Lei  aveva promesso che non avremmo fatto nottata ed è vero,   non
  ne  abbiamo fatto, ma io che arrivo qui alle 7.30 del mattino e che
  da  palermitano  spesso ricevo i miei amici in  questo  Parlamento,
  posso dire di potere disporre della collaborazione, del supporto  e
  dell'aiuto di tanta gente che è qui anche dentro questa Aula questa
  sera,  fino  alle 21, tralasciando i propri affetti  e  la  propria
  famiglia  e  che  è  vero  che è proiettata  verso  una  situazione
  lavorativa  che gli da serenità, però quella situazione  lavorativa
  credo che viene ogni giorno conquistata e, quindi, merita lo stesso
  rispetto che noi stessi chiediamo.
   Quindi,  io credo che un tetto vada definito, però non  spetta  al
  Parlamento  affrontare  questa questione  che  io  rimanderei  alla
  contrattazione sindacale e nelle sedi opportune.

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  credo
  che il dibattito che si è sviluppato deve farci riflettere.
   Non  è  più  tempo di improvvisazione, noi abbiamo  il  dovere  di
  pensare a delle leggi quadro che possano riassumere gli anni che ci
  hanno  visti  in  questo  Parlamento e in  ricordo  di  chi  ci  ha
  preceduti ed è il motivo per cui chiedo al Presidente della Regione
  di  ritirare  quell'emendamento, anche in ordine al suo  intervento
  Presidente  Ardizzone, che stasera devo dire è stato più autorevole
  del solito.
   Lei  ha  ricordato e ha detto che venerdì ha una  riunione  con  i
  sindacati  e che deve verificare con loro se è applicabile  o  meno
  quello che stiamo immaginando di fare.
   Qualche  settimana fa, sulla  legge sull'amianto, un  emendamento,
  che  avevamo condiviso con il Movimento 5 Stelle, che prevedeva  di
  tagliare  lo  stipendio aggiuntivo ai dipendenti che  non  avessero
  fatto  il  proprio  dovere,  è stato dal Commissario  dello  Stato,
  secondo  me inopinatamente, tagliato, bocciato, respinto, bloccato,
  perché questi  decide quello che deve essere fatto e quello che non
  deve  essere  fatto, non capendo che la sua è ormai  una  posizione
  incostituzionale e che farebbe bene a chiudere bottega.
   Io    chiedo    al   Presidente   della   Regione   di    ritirare
  quell'emendamento, di fare una riflessione legislativa, legale e di
  consentire  al  Presidente dell'Assemblea, insieme  all'Ufficio  di
  Presidenza, di verificare se ci sono o meno le condizioni per  fare
  questi tagli che si intendono fare.
   Capisco  che  il momento è difficile, noi stessi come qualcuno  ha
  detto  prima di me, abbiamo fatto dei tagli allo stipendio, capisco
  che  abbiamo  migliaia  di  precari, ma questo  non  significa  che
  dobbiamo a tutti i costi abdicare al momento di difficoltà  facendo
  anche  qualche abuso, perché potrebbe anche esserci un  abuso,  non
  sono un legale o un avvocato e non so, esattamente, ma presumo  che
  politicamente sarebbe più opportuno che si facesse una  riflessione
  prima di procedere ad occhi chiusi a fare un danno che possa essere
  più grave del bene che vogliamo raggiungere.
   Non  voglio soffermarmi più di tanto, dico solo che questo  Paese,
  l'Italia  e la Sicilia sono uno dei paesi a più alta proliferazione
  legislativa. L'Italia è un paese che ha 175 mila leggi, la  Francia
  ad  esempio ne ha 7 mila, la Sicilia non sappiamo quante  migliaia,
  se  vogliamo  fare un buon esercizio della funzione si  faccia  una
  legge  quadro sulla formazione, sul lavoro, sulla sanità  forse  ci
  darebbe  quella autorevolezza che spesso viene a mancare quando  ci
  soffermiamo a parlare contro qualcuno o contro qualcosa.
   Io  non ho mai avuto un dialogo semplice con Cuffaro, molto spesso
  siamo  andati  allo  scontro,  direi  troppo  spesso,  questo   non
  significa che per prendere qualche voto in più dovrei dire qualcosa
  contro uno che non si può difendere.
   I problemi di Cuffaro sono problemi di Cuffaro e dello Stato. Oggi
  i miei problemi sono il precariato, gli sportellisti, l'azienda che
  ha  bisogno  di  lavorare,  gli  investimenti,  l'attrazione  degli
  investimenti, le zone ASI che debbono essere date a prezzo politico
  per  consentire,  a  chi vuole, di venire ad  investire  qui  ed  a
  produrre posti di lavoro.
   Questi sono gli interventi di cui io mi voglio occupare

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Onorevole Presidente, io ho chiesto di riparlare perché
  credo che questa sera stiamo commettendo, come spesso può succedere
  quando  o  per  ingenuità o per, diciamo, eccesso di  protagonismo,
  rischiamo di discutere di cose che non c'entrano nulla.
   Noi  abbiamo  varato qualche mese fa una legge  che  è  pubblicata
  nella  Gazzetta Ufficiale di questa Regione, onorevole  Cancelleri,
  che  ha  inteso ribadire un principio, giusto o sbagliato che  sia,
  che  c'è  dal  1965,  ovvero  che lo status  giuridico,  oltre  che
  economico,  del  parlamentare della Regione  fino  a  quella  legge
  varata  -  non  so quando, la spending review - era  equiparata  al
  Senato della Repubblica e che da quel momento è, invece, equiparato
  al   famoso  Decreto  Monti,  ma  non  abbiamo  voluto,  tutto   il
  Parlamento, modificare un principio - che, ripeto, vige da circa 49
  anni - ovvero lo status giuridico del parlamentare regionale.
   Giusto  o   sbagliato, io ho sempre considerato questo un elemento
  di  salvaguardia non del parlamentare, ma degli eccessi che avrebbe
  avuto  il  parlamentare regionale in questa Terra, se non si  fosse
  collegato ed ancorato ad un principio nazionale.
   La materia dei vitalizi è una materia che è disciplinata, appunto,
  in  coerenza con quanto previsto per il parlamentare nazionale,  in
  forza di una legge di questa Regione.
   Allora,  se il vitalizio spetta o non spetta, oggi non spetta  più
  nella misura che era stato prima calcolato, ma da qualche anno noi,
  da  questo  punto  di  vista,  il sistema  di  calcolo  lo  abbiamo
  modificato prima del famoso Decreto Monti, in ogni caso - dicevo  -
  se  il  vitalizio,  i  requisiti per l'accesso al  vitalizio,  sono
  stabiliti dallo status del Parlamento nazionale  evitiamo, lo  dico
  per tutti  noi, di agitare discussioni come queste con chi la spara
  più grossa o a chi dice l'ultima cosa che gli passa per la testa.
   Cosa  intendo dire? A me dispiace che ci siano anche colleghi  che
  hanno  competenze  giuridiche  che possano,  in  nome  della  lotta
  politica,  negare  le  proprie  competenze  ed  affermare  l'esatto
  contrario.
   In materia, soprattutto, pensionistica, onorevole Cappello, non lo
  vedo in Aula, ecco la vedo, ha partecipato insieme a me a tutta  la
  materia che riguarda i diritti quesiti e la materia pensionistica -
  come  tale - è uno dei  testi sacri  secondo cui il diritto quesito
  non è rivedibile post, semmai la maturazione di un diritto, qualora
  ci  sia  una  legge che ne modifica il requisito, può  determinarsi
  qualora tu non abbia ancora avuto accesso a quel diritto.
   Mi  spiego  meglio: se domani il Parlamento intendesse  modificare
  ulteriormente  i  criteri  di calcolo, la  scadenza,  l'età,  tutto
  quello  che si vuole, queste regole varrebbero per quelli  che  non
  hanno  ancora utilizzato il sistema cosiddetto pensionistico, anche
  se  il vitalizio è oggi il sistema contributivo non è una pensione,
  ma  in  ogni  caso tu qualora non hai avuto il diritto all'accesso,
  quel diritto può essere modificato.
   Una volta che sei entrato nel sistema del diritto, la Costituzione
  italiana - non l'opinione dell'onorevole Cracolici - e su questo ci
  sono  diverse  sentenze, è materia per la  quale  non  può  esserci
  nessuna possibilità di revisione.
   Allora lo dico all'onorevole Ardizzone. Io capisco che la politica
  ormai  ci  costringe tutti a vivere con oscillazioni,  ma  ci  sono
  questioni  che  non  sono oggetto della battuta  politica  o  della
  battaglia politica.
   Ripeto:  i  diritti  quesiti  Arrivo a dire una cosa  paradossale:
  qualora  domani  dovessero intervenire modifiche sulla  natura  del
  diritto, cioè se, come diceva l'onorevole Ardizzone, ci fosse   una
  condizione surreale per cui il diritto di un parlamentare nazionale
  al vitalizio è differenziato rispetto a quello regionale, perché la
  Regione  è  stata  obbligata ad adeguarsi  a  quello  del   Decreto
  Monti , pertanto un parlamentare nazionale che viene condannato per
  appropriazione indebita, peculato mantiene il diritto al  vitalizio
  e  il  consigliere regionale in tutta Italia lo perde, c'è  già  un
  trattamento differenziato.
   C'è  un'altra cosa in più, lo dico per ricordarlo a noi tutti:  se
  un  consigliere  un parlamentare regionale viene arrestato  durante
  l'esercizio del suo mandato, viene sospeso dalla carica. La  stessa
  cosa non avviene per il Parlamento nazionale.
   Scusate se faccio questo ricordo, però lo dico perché noi dobbiamo
  evitare  che su tali questioni delicate, che attengono  a  principi
  regolati  da  norme  costituzionali, li buttiamo  nell'agone  della
  battaglia  politica  - lo dico anche al mio collega  Ferrandelli  -
  evitiamo di utilizzare argomenti che possano mettere in discussione
  la  sacralità della funzione di cui ognuno di noi che è qui  dentro
  deve  rispondere, che è il rispetto della legge e dei principi  che
  ispirano la legge.
   Aggiungo, e concludo, che io continuo a pensare che noi ci  stiamo
  infilando  nella  discussione  sulle indennità  agli  stipendi,  ai
  contratti, in una materia un po' approssimativa.
   Io lo ribadisco: il Parlamento può stabilire a mio avviso, e se lo
  fa,  fa cosa buona e giusta, un principio che riguarda i tetti, non
  può  stabilire, come ho sentito o come qualcuno fa girare,  che  il
  fatto che si introduca un tetto determini una riduzione orizzontale
  di tutti i dipendenti.
   Il  tetto  è un tetto  e il tetto vale per chi lo supera,  quindi,
  non  si utilizzino spauracchi, argomenti che non stanno né in cielo
  né in terra.
   Non  esiste  il principio del tetto secondo cui una volta  che  si
  introduce  il  tetto  a  tutti  debba  essere  ridotto   in   quota
  proporzionale.  Questa  è  una  fesseria ,  lo  dico  all'onorevole
  Milazzo che si è fatto interprete di una voce che viene volutamente
  alimentata,  perché quando non si vuole cambiare  nulla,  si  butta
  molto fumo.
   Il fumo serve a confondere, impedire la vista in maniera nitida  e
  certa.  Io sono convinto che il tetto è una prerogativa  che  è  in
  capo  al  legislatore, fermo restando la materia della negoziazione
  che è una materia che attiene ad un'altra fattispecie.
   Ecco  perché,  ripeto, si può discutere l'entità, ma il  principio
  del tetto che deve avere applicazione universale io lo considero un
  atto  utile al mantenimento del sistema pubblico perché  più  è  in
  discussione la credibilità del sistema più a pagare il prezzo  sarà
  il sistema pubblico che è a tutela di tutti i cittadini, sia quelli
  ricchi che quelli meno ricchi.

   SAVONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Hanno  chiesto  di    intervenire
  l'onorevole  Savona  ed  Oddo.  Dichiaro  chiuse  le  iscrizioni  a
  parlare.

   SAVONA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  rifaccio  a
  quello  che ha appena detto l'onorevole Cracolici e sono ampiamente
  d'accordo   sulla  sua  prima  parte  dell'intervento,   oltretutto
  rientriamo  nella   spending  review  dove  tutti  e  due   abbiamo
  lavorato,  ma  lui  non  ha detto che già, per  quanto  riguarda  i
  dipendenti, già noi in quella fase avevamo inserito una  norma  che
  stabiliva   il   calo  del  10%  degli  stipendi   dei   dipendenti
  dell'Assemblea,   ricordando  che  noi  siamo,  all'interno   della
  spending  review,  già  in  sintonia per quanto  era  previsto  dal
  decreto  Monti,  che io non ho mai citato, ma come spending  review
  dove stabiliva un calo del 10 per cento ed è in quel momento che si
  è  attivata la macchina, senza l'articolo 14, di inserire i  tavoli
  tecnici  per  l'opportunità di chiudere e ho sentito appena  un'ora
  fa,  dal  Presidente dell'Assemblea, che già è prevista  per  il  4
  giugno  un  tavolo  tecnico  dove si  possa  pensare  a  ridurre  e
  stabilire quali sono le riduzioni da applicare.
   Non  c'era  bisogno  di  utilizzare  un  emendamento  chiamato  di
  riscrittura, ma di riscrittura non è che prevede tante cose che  ha
  bloccato l'Aula su materie estranee a quello che stavamo facendo.
   Ho  sentito  solo  parlare,  ieri,  in Commissione   Bilancio   di
  riduzione del 5 per cento dei contratti della sanità, ma  di  altro
  non si è parlato;  appena ieri abbiamo avuto gli incontri in sanità
  e addirittura era presente anche il Presidente della Regione.
   Io  direi  che  questa  riscrittura è fuori luogo  e,  quindi,  mi
  rifaccio  alla  proposta  fatta  dall'onorevole  Gianni  ossia  che
  l'emendamento  dovrebbe essere ritirato dal Governo  e  per  quanto
  riguarda i tetti c'è un ordine del giorno già presentato ed è   con
  questo ordine del giorno che si può dare indirizzo al Consiglio  di
  Presidenza  per ottimizzare al meglio tutto quello che si  richiede
  per  la  riduzione  dei   compensi, ed  è  giusto  che  si  faccia,
  ricordando  però  che  i  dipendenti  di  questo  Parlamento   sono
  vincitori  di  concorsi, hanno un Parlamento che è  considerato  un
  organo costituzionale, utilizzando tutto quello che serve e se  noi
  siamo  qui, noi abbiamo utilizzato lo strumento che l'Assemblea  ci
  ha  fornito,   dai  consiglieri parlamentari a scendere  che  hanno
  contributo  di potere legiferare al meglio e ricordo che  le  leggi
  passano  quando  passano  dal  vaglio  dei  funzionari  di   questa
  amministrazione,  quando li facciamo all'ultimo momento  certamente
  nascono solo impugnative.
   Quindi,  io  ritengo che la proposta più ottimale sia  quella  del
  ritiro  dell'emendamento e che con un ordine del giorno venga  data
  una indicazione alla Presidenza rispetto a quello che succederà  il
  4 giugno, data in cui è previsto questo tavolo. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Savona, per chiarezza, nell'emendamento  del
  Governo  non è prevista la questione delle riduzioni del  personale
  dell'Assemblea.  E'  previsto il tetto per il personale  regionale.
  Giusto per chiarezza.

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Vedo pure  nell'elenco  l'onorevole
  Grasso che non ho capito se aveva rinunciato o meno.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io poco  fa  quando
  ascoltavo l'onorevole Formica mi ero preoccupato perché siccome lui
  ha  una storia ben chiara e io pure, apparteniamo alla categoria di
  coloro  che  non  hanno  mai cambiato collocazione  politica,  sono
  l'ultimo  dei  mohicani, dei socialisti collocati  nel  posto  dove
  stanno i socialisti veri, e lui è notoriamente quello che è, e   mi
  ero preoccupato perché condividevo molte cose che diceva.
   Poi, ho ascoltato l'onorevole Cracolici e mi sono tranquillizzato,
  ho  capito che il buonsenso non è patrimonio della destra  o  della
  sinistra,  ma  il  buonsenso  è  frutto  del  buonsenso,   cioè   è
  trasversale.
   Mi ascrivo alla categoria di coloro che non ama twitter, amavo più
  il  twist again, era più interessante, anche se appartengo  ad  una
  generazione  successiva.  Credo che  questo  inseguire  la  piazza,
  inseguire  i  fatti mediatici, inseguire le mode del  momento,  non
  appartenga  alla  mia cultura e non appartenga  a  questo  modo  di
  interpretare l'essere parlamentare.
   Sono convinto che se noi, paradossalmente, stasera stabilissimo di
  fare  i  parlamentari  su base volontaria  e  gratuita  e  che  gli
  impiegati dovessero svolgere il loro ruolo come funzione volontaria
  e  gratuita, domani  Live Sicilia , eccetera, porrebbero, comunque,
  l'asticella  un  po' più in alto. Direbbero, d'accordo,  ma  devono
  dare  loro un contributo. Questa è la psicosi che ormai è in corso.
  Chi  non  ha  capito  questo non ha capito niente.  Qualunque  cosa
  facciamo  l'asticella  verrà  posta  un  centimetro  più  in   alto
  l'indomani mattina. E' tipico di questi fenomeni e chi ha  studiato
  un  minimo di storia, per esempio la rivoluzione francese,  lo  sa:
  l'asticella viene posta un poco più in alto.
   Lo  abbiamo  visto anche sulla vicenda Cuffaro.  Io  sono  uno  di
  quelli  che  qui dentro nel 2006 ha votato la sfiducia  a  Cuffaro.
  Facevo parte di un gruppuscolo di estrema sinistra collocato là  in
  fondo, e ho votato la sfiducia, nessuna particolare passione,  però
  condivido  il  taglio del Presidente Ardizzone su  questa  vicenda.
  Certamente,  vi  possono essere dei reati, come l'abuso  d'ufficio,
  che prevedono alcune conseguenze economiche, ed altri, come i reati
  di  mafia, che non le prevedono; è un'incongruenza, ma questa è una
  vicenda  di carattere generale normativa che deve essere vista.  Ma
  il  perseguire una persona sul piano personale, come uno scalpo  da
  dare  all'opinione  pubblica,  questa  è  una  cosa  che  a  me  dà
  profondamente fastidio.
   La  stessa  è  la  vicenda dei tagli. Io  sono  amico  di  Rosario
  Crocetta,  vedo la buona fede, la buona volontà di questa  stagione
  politica,  ma  arrivare ad annunciare emendamenti e  dei  tagli  al
  bilancio  dell'Assemblea, inferiori a quelli che  già  noi  abbiamo
  messo  in  campo  e  stiamo  attuando, è  addirittura  paradossale.
  Esprime il clima dal quale un po' tutti ci facciamo prendere.
   Noi abbiamo proclamato dei tagli, io ho l'onore di essere Deputato
  Questore  di  quest'Assemblea, insieme ad altri  colleghi,  abbiamo
  attuato  in due bilanci una serie di tagli e ne abbiamo programmati
  altri  sulla  base  delle  indicazioni  dell'Assemblea,  che   sono
  complessivamente di dimensioni maggiori di quelli annunciati.
   Qua  c'è un clima di psicosi che ci sta prendendo a tutti la mano.
  Inviterei tutti ad un maggiore rasserenamento.
   E'  evidente  che come abbiamo tagliato sui deputati, parimenti  i
  dipendenti  devono capire che il clima è diverso. Ma  condivido  le
  cose che diceva l'onorevole Cracolici, senza che su questo ci siano
  automatismi, è una fesseria che ci possa essere un ragionamento  di
  questo tipo.
   Concordo  con  le  cose che ha detto il Presidente  Ardizzone,  il
  taglio da dare è quello della contrattazione sindacale che va fatta
  nella  direzione che il Consiglio di Presidenza ha già dato  con  i
  tagli  che  ha operato, e il mandato che è stato dato all'onorevole
  Ruggirello in tal senso.
   E' evidente, come ha detto il Presidente, che successivamente alla
  fase  della  contrattazione sindacale, comunque, ci  sarà  la  fase
  delle decisioni, ma senza tagliare teste e senza il fiato sul collo
  della  piazza. Il fiato sul collo della piazza non è una  cosa  che
  aiuta   nessuno,  e  non  aiuta  a  dare  autorevolezza  a   questo
  Parlamento.
   Questo  deve essere l'approccio che dobbiamo dare. Non  so  se  ho
  fatto  un  intervento  leggermente in dissonanza  rispetto  al  mio
  Gruppo parlamentare, ma ritenevo serio dire le cose che ho detto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, brevemente  sulla
  riscrittura del subemendamento presentato dal Governo relativamente
  ai tagli dei dipendenti e dei funzionari regionali.
   A  mio  avviso bisogna chiarire un passaggio perché si può fissare
  il  tetto,  ma  c'è  la  parte variabile che sostanzialmente  è  di
  competenza della contrattazione. E, quindi, nel momento in cui  noi
  fissiamo  il tetto è bene che, per quanto riguarda le retribuzioni,
  questo  aspetto venga chiarito meglio, e diversificherei  l'aspetto
  retributivo  dall'aspetto pensionistico così come  poc'anzi  diceva
  l'onorevole Cracolici.
   Voglio,  invece,  tornare  indietro  su  un  altro  argomento,  un
  argomento che riguarda la questione dei parchi. Con un gioco di tre
  carte qui era stato proposto poc'anzi un emendamento del Governo, e
  poi  invece si è votato per quanto riguarda la gestione dei parchi,
  e  chiedo l'attenzione dell'assessore, visto che è un argomento che
  lo riguarda personalmente.
   Dobbiamo avere la consapevolezza che domani mattina tutti i parchi
  e  i  dipendenti  pubblici dei parchi resteranno  senza  stipendio,
  perché  non ci si è voluti soffermare un attimo per reperire  delle
  somme  per  quanto riguarda la gestione, perché forse si  toccavano
  altri  settori  che  facevano comodo a qualcuno,  possibilmente  in
  altri  settori si sono privilegiati alcuni altri enti  a  discapito
  dei parchi.
   Ho  presentato un emendamento aggiuntivo che riguarda il personale
  del  Corpo di vigilanza. Cioè, nel momento in cui i parchi soffrono
  di  una  crisi di liquidità, e non riescono neanche a garantire  la
  vigilanza  sui boschi - e, quindi, ci sono delle responsabilità  di
  carattere penale - quanto meno suppliamo e facciamo in modo che  il
  personale del Corpo di vigilanza dei parchi venga trasferito, senza
  oneri a carico della Regione, sul Corpo forestale.
   L'emendamento  non  è  stato ammesso. Io l'ho  presentato  e  l'ho
  trasformato in un ordine del giorno.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  comunico   che   sono   stati
  distribuiti  alcuni subemendamenti all'emendamento  A.210  bis  del
  Governo.
   Si  passa  al subemendamento A.210 bis 2, del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa al subemendamento A.210 bis 3, dell'onorevole Alloro  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  al  subemendamento A.210 bis 4, di cui ha già  trattato
  l'onorevole  Cancelleri, sull'estensione per i  reati  di  mafia  e
  quindi si aggancerebbe al disegno di legge già approvato.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   Votazione per scrutinio nominale del subemendamento A.210 bis 4.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento A.210 bis 4.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          18
   Contrari            37

                           (Non è approvato)

   CRACOLICI. Dichiaro il mio voto contrario.

   PRESIDENTE.  Si  passa  al subemendamento A.210  bis  1,  a  firma
  dell'onorevole  Panarello  ed  altri:   tale  limite   è   comunque
  applicato   anche  nel  caso  di  cumulo  con  ulteriore  indennità
  percepita e che gravano sul bilancio della Regione . Il parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    ASSENZA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  dichiarare ufficialmente e formalmente che non ho  partecipato
  alle votazioni, né a scrutinio palese, né per alzata e seduta,  sia
  sull'emendamento governativo sia su tutti i sub-emendamenti, perché
  credo  che  stiamo entrando in una materia che viene affrontata  in
  maniera  assolutamente irresponsabile, demagogica,  populista,  che
  serve  solo  per  lanciare una fumata nera,  nemmeno  bianca,  alla
  pubblica opinione.
    Per  non  risultare assente, sto dichiarando di  non  partecipare
  alla votazione che ritengo assolutamente illegittima.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A 210 bis così  come
  subemendato. Il parere della Commissione?

    DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)
                Presidenza del Vicepresidente Venturino

   Si riprende l'esame dell'articolo 14.
   Onorevoli  colleghi, l'emendamento 14.1 è inammissibile perché  si
  parla della copertura finanziaria, la copertura finanziaria si  può
  modificare,  non abolire. Quindi passiamo all'emendamento  14.3,  a
  firma dell'onorevole Ciaccio.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 14.Gov che è stato distribuito.

   SUDANO. Il Governo lo può illustrare?

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per illustrarlo.

   AGNELLO,  assessore  per l'Economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  sull'articolo 14 la copertura è data dal fondo  previsto
  per  la  sanità,  fondo  che verrà liberato perché  attualmente  al
  quarto trimestre del 2014 la sanità non ha alcuna perdita, perché è
  un  fondo  previsto per le coperture delle perdite. Attualmente  la
  sanità  ha un avanzo di circa 6 milioni di euro, il fondo è  di  un
  ammontare pari a 108 milioni di euro, per cui la copertura  di  100
  milioni di euro è una copertura certa che sarà liberata nel momento
  in cui formalmente i tavoli tecnici ne accerteranno la consistenza.
  Il  Governo  si farà carico, e si è fatto carico, di anticipare  il
  prima  possibile  questi tavoli tecnici, in modo  tale  da  rendere
  questo  importo  immediatamente  scrivibile,  anche  da  parte  dei
  bilanci dei comuni.

   PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.25, è ripresa alle ore 21.26)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli    colleghi,   vi   sono   stati   distribuiti    alcuni
  subemendamenti all'emendamento 14.GOV.R del Governo.
   Per  maggiore  chiarezza,  la  riscrittura  del  Governo  riguarda
  soltanto i punti 3 e 3 bis che trovate nel 14GOV. Adesso esaminiamo
  il  subemendamento 14.GOV.R.1, e poi andremo a votare alla fine  il
  punto  5  che troverete nel 14.GOV, perché rimane. Allora, chiarito
  questo  passaggio pongo in votazione il sub emendamento 14.GOV.R.1.
  Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione. La  Commissione  dà  parere
  favorevole,  in quanto si tiene conto del fatto che  si  attinge  a
  questi  fondi  per  coprire l'ATO di Siracusa  che  avevamo  votato
  precedentemente.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla riscrittura del Governo 14GOV.R. Il  parere  della
  Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

      Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 14.GOV.R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 14.GOV.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione palese:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          49
   Contrari             2
   Astenuti             6

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli   Cracolici,   Alloro,
  Vinciullo  e Alongi dichiarano il loro voto favorevole. Mentre  gli
  onorevole Grasso, Greco e D'Asero dichiarano di astenersi dal voto.
   Si passa all'emendamento 14 GOV.5.

   AGNELLO, assessore per l'economia. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si riprende l'esame degli emendamenti del fascicolo.
   Si  passa all'emendamento 14.2 dell'onorevole Formica, soppressivo
  del comma 4 dell'articolo 14.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in II Commissione
  avevo  già fatto notare che il comma 4 dell'articolo 14 non  poteva
  in  nessun  modo  essere  approvato per una  questione  morale,  di
  legittimità e di legalità.
   La  deroga che si prevede al comma 4 potrebbe - come è accaduto in
  passato  - dare adito a comportamenti non coerenti, non corretti  e
  non  trasparenti nei confronti dei diversi enti a cui  si  vogliono
  anticipare le somme dei contributi.
   Non  si  può  scrivere una norma che prevede che, in  deroga  alla
  legislazione  vigente, per l'anno 2014  i contributi regionali  per
  gli  enti  e gli organismi previsti dalla presente legge   possono'
  essere  erogati anticipatamente in un'unica soluzione . O  debbono
  o  sono  oppure aboliamo l'articolo.
   Il  Governo  si  era  impegnato in Commissione  a  riscriverlo,  a
  presentare  una riscrittura, una modifica, ma non l'ha  presentata.
  Pertanto,   o   il   Governo  presenta  questa   modifica,   questa
  riscrittura,   o   io   chiederò  all'Aula  di  appoggiare   questo
  emendamento, che è un emendamento di trasparenza e di legalità.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 14.2. Il  parere  del
  Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole a maggioranza.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 14 come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame degli articoli accantonati.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
         Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
                        bilancio della Regione.

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2014  sono  introdotte   le
  variazioni di cui all'annessa tabella  A'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                             «Articolo 2.
          Variazioni allo stato di previsione della spesa del
                        bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di  previsione della spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2014  sono  introdotte   le
  variazioni  di cui all'annessa tabella 'B', comprensive  di  quelle
  discendenti dai successivi articoli».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             «Articolo 15.
                             Norma finale

     l.  La  presente  legge sarà pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

     2.  È  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  al fine di consentire  la  distribuzione  di
  tutti  gli  ordine  del giorno presentati, sospendo  brevemente  la
  seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.36, è ripresa alle ore 21.39)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Onorevoli  colleghi,  comunico che sono stati  presentati  diversi
  ordini  del  giorno.  Si procede con l'ordine  del  giorno  n.  264
   Erogazione urgente della provvidenza finanziaria spettante all'AST
  S.p.A.  e  alle altre aziende del settore , a firma degli onorevoli
  Maggio ed altri.
   Comunico che a quest'ordine del giorno hanno chiesto di apporre la
  firma tutti gli onorevoli presenti.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CROCETTA, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.47, è ripresa alle ore 21.50)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 265, degli onorevoli  Fontana,
  D'Asero e Alongi.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SCILABRA,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 266, degli onorevoli  D'Asero,
  Alongi, Cascio, Fontana, Vinciullo e Germanà.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SCILABRA,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 268,  a  firma  di  tutti  i
  capigruppo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,   mi   permetta   di   sollevare
  un'obiezione  rispetto all'ordine del giorno n.  268,  firmato  dai
  Capigruppo,  ai quali chiedo di rivederlo alla luce di  quello  che
  abbiamo  approvato questa sera in Aula. Io credo  che  quest'ordine
  del  giorno sia stato preparato una quindicina di giorni fa, quando
  ancora non c'era il testo che stasera è stato adottato dall'Aula.
   Io  pongo  una questione. Noi non stiamo intervenendo  sui  limiti
  delle  retribuzioni  del personale a qualunque titolo,  sia  quello
  regionale,   né   tanto  meno  quello  dell'Assemblea.   I   limiti
  retributivi  dei  dipendenti  dell'Assemblea  saranno  fissati  dal
  Consiglio  di  Presidenza  sulla  base  dell'equiparazione  con  il
  Senato, sulla base delle tabelle, eccetera. E' una questione  sulla
  quale il Parlamento, giustamente, non debba entrare.
   Noi  stasera  siamo intervenuti su un principio  che  è  il  tetto
  massimale,  sia  ai fini della retribuzione fiscale,  sia  ai  fini
  della pensione. E quindi credo che analogo modello l'Assemblea deve
  chiedere  che  venga  adottato dal Consiglio di  Presidenza  per  i
  dipendenti dell'Assemblea.
   Mi  spiego  meglio. A noi non deve interessare quanto guadagna  un
  assistente  parlamentare o un consigliere  parlamentare,  perché  è
  materia  che riguarda la contrattazione specifica per la categoria.
  A  noi  stasera  credo  che  debba  interessare  che  all'Assemblea
  regionale  siciliana  si  introduca un  massimale  oltre  il  quale
  nessuno, i tetti più alti, non quelli più bassi, quindi quelli  che
  guadagnano di più, deve eccedere.
   Questo  è  il  punto  che  secondo me  l'Assemblea,  nell'adottare
  l'ordine  del giorno, deve avere chiaro. Ecco perché io  abrogherei
  tutte  le  parti finali e scriverei che analogo principio  previsto
  per  il  tetto dei dipendenti pubblici della Regione si  invita  il
  Consiglio   di   Presidenza   ad   adottarlo   per   i   dipendenti
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, lei sa meglio di me  che  questo
  ordine del giorno, così com'è, non può essere emendato.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, propongo al Governo  di  accettarlo
  come    raccomandazione   seguendo   lo   spirito   dell'intervento
  dell'onorevole Cracolici.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome abbiamo capito esattamente
  qual  è  l'orientamento della Assemblea, che si  è  espressa  anche
  attraverso   interventi  abbastanza  esaustivi,   faccio   mie   le
  indicazioni   che   l'onorevole  Cracolici  ha  sottolineato   alla
  Presidenza e chiaramente sono certo che la Presidenza farà i  passi
  necessari  per  recepire  quello che è l'orientamento  emerso  così
  chiaramente dall'Assemblea.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 269  Stanziamento  urgente  di
  risorse per il finanziamento del terzo ciclo della misura IV  delle
   Sovvenzione globale Sicilia Futuro' , degli onorevoli Lombardo, Di
  Mauro, Greco, Federico e Lo Sciuto.

   VINCIULLO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno n.
  269.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SCILABRA,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale.  Signor Presidente, in verità è  una  cosa  che  già
  abbiamo fatto, comunque il parere è favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 270  Iniziative in favore  dei
  dipendenti  delle Società partecipate regionali ,  degli  onorevoli
  Lupo e Gucciardi,
   Gli  onorevoli  Anselmo e Vinciullo chiedono di apporre  la  firma
  all'ordine del giorno. L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   SCILABRA,    assessore   per   l'istruzione   e   la    formazione
  professionale. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 271   Puntuale  applicazione
  dell'articolo  43 della l.r. 9/2013 con riferimento  ai  lavoratori
  PIP -Emergenza Palermo , degli onorevoli Savona ed altri.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  solo
  ricordare che attraverso questo ordine del giorno, primo firmatario
  l'onorevole  Savona  e  poi tutto il gruppo di  Forza  Italia,  noi
  chiediamo che il Governo si impegni al reinserimento negli  elenchi
  dei  lavoratori appartenenti al bacino PIP emergenza Palermo perché
  responsabili  di  azioni  contrarie  all'ordine  pubblico  e/o   al
  patrimonio e alle persone anteriormente al 2001.
   Anticipo anche che chiederò di apporre la mia firma all'ordine del
  giorno n. 272.

   CLEMENTE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CLEMENTE.  Signor Presidente, chiedo l'unificazione  degli  ordini
  del  giorno  n.  271  e  n.  272, a mia  firma  perché  di  analogo
  argomento.

   PRESIDENTE. Onorevole Clemente, proseguiamo con ordine.
   Pongo  intanto in votazione l'ordine del giorno n. 271. Il  parere
  del Governo?

   BRUNO,  assessore  per  la famiglia, le  politiche  sociali  e  il
  lavoro. Signor Presidente, c'era stato ieri un impegno da parte del
  Presidente  di discutere in Commissione la vicenda in  maniera  più
  complessiva. Quindi, inviterei i presentati dell'ordine del  giorno
  a ritirarlo.
   Se insistono, il parere del Governo è contrario.

   PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti  seduto;
  chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 272, degli onorevoli Clemente ed
  altri.

   MILAZZO GIUSEPPE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO GIUSEPPE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
  Bruno, avevo deciso di non parlare ma sarò breve.
   Questo  ordine del giorno ripercorre lo stesso ordine  del  giorno
  che è stato bocciato dall'Aula.
   I colleghi non vogliono per forza mettersi in contrapposizione con
  l'Assessore.  Ieri il Presidente della Regione  ha  detto  che  era
  materia  abbastanza complessa per legiferare su un  argomento  così
  importante.
   Ora  assessore, ci consenta almeno di stabilire un  principio  non
  normativo,  ma almeno politico, lei non può dire che  è  contrario,
  lei  si  contraddice  dicendo  che ha dato  disponibilità,  con  la
  Commissione, per affrontare il problema, l'ordine del  giorno  dice
  questo,  non   stabilisce  parametri,  dice  quello  che  ci  siamo
  impegnati tutti insieme a fare, per cui faccio appello al senso  di
  responsabilità, non stabiliamo un principio che poi sarà contro  in
  sede di applicazione.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno 272, degli  onorevoli
  Clemente e Cordaro.
   Il parere del Governo?

   BRUNO,  assessore  per  la famiglia, le  politiche  sociali  e  il
  lavoro. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

   MILAZZO  GIUSEPPE. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  nominale.

   PRESIDENTE. Onorevole colleghi, non c'è motivo di urlare quando ci
  si  rivolge alla Presidenza, ci vedo e ci sento benissimo onorevole
  Milazzo.
   Indìco la verifica del numero legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      (Non c'è il numero legale)

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, stia calma,  stia  serena,  se  deve
  parlare chiede la parola e le verrà data, stia seduta.
   Si  ripete  la verifica del quorum per la votazione per  scrutinio
  palese.
   Indìco la verifica del quorum.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco la votazione per scrutinio  palese  dell'ordine
  del giorno 272.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           43
   Votanti            42
   Maggioranza        22
   Favorevoli         14
   Contrari           24
   Astenuti            4

   PRESIDENTE.   L'Assemblea  non  è  in  numero  legale.   Sospendo,
  pertanto, la seduta per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.03, è ripresa alle ore 22.58)

                  Presidenza del Presidente ARDIZZONE
   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che eravamo arrivati  all'ordine  del
  giorno  n.  272. Onorevole Milazzo, anche sulla base del  dibattito
  che  c'è  stato,  dell'evoluzione, io la inviterei  a  ritirarlo  e
  magari   di   avviare   un  dibattito  serrato  all'interno   della
  Commissione.

   MILAZZO GIUSEPPE. Dichiaro di ritirare l'ordine del giorno n. 272.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 273, primo firmatario Cordaro.
  Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduti;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 274, primo firmatario onorevole
  Panepinto  Modifiche di norme relative ad anticipazioni finanziarie
  in materia di gestione di rifiuti .
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA, presidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduti;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 275, primo firmatario onorevole
  Lombardo   Adeguata ricapitalizzazione della società consortile  in
  relazione ai mercati agro-alimentari di Sicilia .
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione. La Commissione  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduti;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 280, degli onorevoli Grasso  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione. La Commissione  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 281, degli onorevoli Alongi  ed
  altri.
   Il parere del Governo?

   AGNELLO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   DINA,  presidente  della  Commissione. La Commissione  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Onorevoli  colleghi,  comunico che  sono  stati  presentati  dalla
  Commissione  quattro  emendamenti ai sensi  dell'articolo  117  del
  Regolamento interno.
   Si  passa all'emendamento 117.1:  All'emendamento 8.1.1 le  parole
  "copertura  finanziaria: UPB 10.3.1.3.1 cap. 147303 - 400  migliaia
  di  euro" sono sostituite dalle parole "per le finalità di  cui  al
  presente comma si provvede mediante corrispondente riduzione  delle
  disponibilità del capitolo 147303 UPB 10.3.1.3.1".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 117.3:  All'emendamento 13.3.2 sostituire
  le  parole  Entro 120 giorni  con  Entro 120 giorni dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  117.2:  Riscrittura  commi  1   e   5
  dell'articolo 7:
   Il comma 1 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:
   1.  Al  fine di garantire il servizio idrico negli ambiti  gestiti
  dall'Ente   Acquedotti   Siciliani  in   liquidazione,   ai   sensi
  dell'articolo  1  della legge regionale 31 maggio  2004,  n.  9,  e
  contenere: i costi di gestione del medesimo ente al pagamento degli
  oneri  connessi al personale in servizio provvede la RESAIS s.p.a.,
  sulla base di apposito rapporto convenzionale. Per le finalità  del
  presente  comma la Ragioneria Generale della Regione è autorizzata,
  per  l'esercizio finanziario 2014, a trasferire alla RESAIS SpA,  a
  titolo  di  compartecipazione destinata esclusivamente  agli  oneri
  sostenuti per il personale in servizio, la somma di 3.010  migliaia
  di  euro  (U.P.B  4.2.1.3.99), ivi compresa degli  eventuali  oneri
  convenzionali.
   Il comma 5 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:
   5.  Al  fine di contenere i costi di gestione dell'Ente Acquedotti
  Siciliani  in  liquidazione, ai sensi dell'articolo 1  della  legge
  regionale  31 maggio 2004, n. 9, al pagamento degli oneri sostenuti
  dal  medesimo  ente  per  il personale in  quiescenza,  nel  limite
  massimo  di 25 migliaia di euro annui lordi procapite, provvede  la
  RESAIS  s.p.a., sulla base di apposito rapporto convenzionale.  Per
  le finalità del presente comma la Ragioneria Generale della Regione
  è  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014, a trasferire alla
  RESAIS SpA, a titolo di compartecipazione della spesa prevista  dal
  presente  comma,  la  somma  di  2.000  migliaia  di  euro   (U.P.B
  4.2.1.3.99) ivi compresa degli eventuali oneri convenzionali.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 117.4: All'articolo 14, al comma 3, sono
  soppresse le parole da  e  fino  all'articolo 8 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente parlerò
  per dichiarazione di voto, però una piccola premessa è doverosa.
   Noi, contrariamente a quanto lei possa pensare, signor Presidente,
  abbiamo  un enorme rispetto di questo Parlamento e anche un  enorme
  rispetto  della  Sua  persona, perché  le  riconosciamo  un  grande
  equilibrio ed anche una grande capacità di condurre questa Aula,  a
  volte anche troppo vivace. Lei però qualche volta viene meno al suo
  ruolo  super  partes,  viene  meno  al  suo  ruolo  imparziale   di
  Presidente  e soprattutto lo fa sempre nei confronti del  Movimento
  Cinque  Stelle e non si capisce perché, visto che non  è  la  prima
  volta che ci accusa di essere populisti, di fare demagogia, di fare
  spot  etc,  solo  perché diciamo semplicemente quello  che  diciamo
  sempre,  che  sia  campagna  elettorale  o  che  non  sia  campagna
  elettorale, altrimenti non avremmo ripresentato l'emendamento.
   Allora  capisce  bene  che quando ci fa  questo  tipo  di  accuse,
  secondo   noi,  l'unico  ad  offendere  questo  Parlamento   ed   i
  parlamentari che sono stati eletti è lei
   Comunque  a  proposito delle dichiarazioni di  voto,  entrando  in
  questa   Aula   ho  capito  veramente  cosa  significa   la   frase
  gattopardiana  Tutto cambia affinché nulla cambi . Veramente non si
  può  capire fino a quando non si è qua dentro; nel corso di un anno
  e  mezzo  sono  cambiati deputati, Commissioni, Governo,  rimpasto,
  però gira e rigira si parla sempre delle stesse cose
   E'  un anno e mezzo che si parla di precari, è un anno e mezzo che
  si  parla  di  formazione,  è un anno  e  mezzo  che  si  parla  di
  forestali,  è un anno e mezzo che si parla di consorzi di  bonifica
  etc, etc., etc., etc.
   Io  ho  l'impressione che qua non ci sia la volontà - non solo  da
  parte  del Governo, ma da parte anche dei miei colleghi e di questo
  Parlamento - di voler risolvere alla radice i problemi, ma tirare a
  campare, cioè creiamo l'emergenza, tanto così possiamo chiedere  il
  sostegno per le prossime elezioni alle persone che ovviamente  sono
  disperate e tiriamo a campare, tiriamo a campare.
   Nel  frattempo il bilancio della Regione si assottiglia sempre  di
  più,  quelle cose buone che c'erano sono scomparse, sono  scomparsi
  il  sostegno  alle  Associazioni culturali, a  molti  teatri,  alla
  musica,  ai  disabili,  a una serie di categorie  che  prima  erano
  presenti  e  poi pian piano, man mano che si va avanti, siccome  si
  deve  sempre  pensare  agli  stipendi, allora  vengono  dimenticate
  completamente.
   Vedete,  l'immagine che esce fuori di questo Parlamento  è  quella
  che,  veramente,  per avere un sostegno, per essere  aiutati  dallo
  Stato e dalla Regione bisogna essere amici del politico, vicini  ai
  politici, bisogna avere le conoscenze, bisogna avere fatto  qualche
  reato,  perché  evidentemente sulla norma dei PIP,  stiamo  dicendo
  alle  persone:  se  voi delinquete vi diamo  un  sussidio.  Va  be'
  figuriamoci   Non è che non ci vuole, certo che  ci  vuole,  ma  ci
  vuole  per  tutti   Stiamo dicendo che per  avere  un  aiuto  della
  Regione,  soprattutto  devi  essere di Palermo,  perché  essendo  a
  Palermo puoi essere sotto l'ARS, puoi fare casino, puoi rivoltare i
  cassonetti, e quindi se sei di Palermo hai qualche agevolazione  in
  più.  Non  a  caso metà dei problemi del bilancio della  Regione  e
  della Sicilia sono a Palermo, e sono di Palermo
   Allora,  signor  Presidente,  qua  se  la  vogliamo  risolvere  la
  situazione,  e  seriamente, non possiamo  andare  avanti  così,  in
  Sicilia,  così come nel resto d'Italia, ma soprattutto in  Sicilia,
  ci  vuole il reddito di cittadinanza, è l'unico strumento,  l'unico
  che  in  questo  momento permette di emancipare le persone  da  una
  politica  che finora ha fatto solo i propri interessi  e  che  mira
  all'autoconservazione.
   E  allora  bisogna fare scelte coraggiose, e mi rivolgo  anche  ai
  miei  colleghi, perché bisogna dire una volta per tutte che  questa
  situazione  non  è  più  sostenibile, non  possiamo  andare  avanti
  pagando solo stipendi
   E   non   si  tratta  di  cercare  coperture  aggiuntive,  bisogna
  ridistribuire  la ricchezza. Bisogna togliere a chi  ha  tanto  per
  dare a chi ha poco o chi non ha niente, perché non possiamo pensare
  soltanto  a chi perde il lavoro, ma pensare anche a chi  il  lavoro
  non l'ha mai avuto.
   E  allora il reddito di cittadinanza non è un semplice sussidio, è
  uno  strumento  che  ti da certezze, uno strumento  che  tu  dai  a
  condizione che accetti dei lavori, a condizione che fai  dei  corsi
  di   formazione   fatti   bene.  E'  uno  strumento   fondamentale,
  Presidente,  bisogna  fare delle scelte coraggiose,  bisogna  dire:
  bene, siamo a questo punto non possiamo più andare avanti così.  Di
  quante  persone abbiamo bisogno? Di quante persone i  comuni  hanno
  bisogno?  Di  quanti forestali abbiamo bisogno? E  fare  le  scelte
  consequenziali.
   Io  mi auguro che su questo ci sia una comunione di intenti, e noi
  su   questo  saremo  sempre  e  comunque  disponibili  a  lavorare.
  L'abbiamo fatto a livello nazionale, abbiamo presentato un  disegno
  di  legge  a  livello nazionale, e vi invito, visto  che  prima  si
  faceva  riferimento anche ai gruppi nazionali, vi invito a  parlare
  con  i  vostri gruppi di riferimento a Roma per dire di  appoggiare
  questi disegno di legge che, ripeto, non è una questione di trovare
  ulteriori  coperture,  si tratta di recuperare  quello  che  c'è  e
  ridistribuirlo in maniera equa, non clientelare e per tutti,  anche
  per chi non ha mai avuto una possibilità dalla vita, e quindi anche
  per i giovani.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome questa è
  diventata  una tribuna, come si legge a volte nei testi di  diritto
  costituzionale  pour parler alla finestra  - lei che è  un  insigne
  giurista  lo  sa  -  io  gradirei una cosa anche  dalla  giovane  e
  sicuramente brillante collega che ha parlato prima di me, cioè  che
  non  ci  possono  essere  i  deputati che  affamano  e  quelli  che
  propongono il reddito di cittadinanza.
   Questo  gioco ormai a chi è più bravo, più onesto, più  giacobino,
  più  corretto,  chi è più  spending review  -  non  so  se  si  può
  declinare  o  coniugare  in questa maniera -  non  può  continuare.
  Perché  è  chiaro che lanciare un messaggio di questo tipo  con  un
  Parlamento  che  oggi  a  mala  pena approva  una  finanziaria  per
  consentire il mantenimento di un livello minimo di alcune attività,
  è un esercizio che non può continuare all'infinito.
   Io  ho  grande rispetto per tutti i Gruppi parlamentari e  spesso,
  con  attenzione, guardo quello che fanno i colleghi  del  Movimento
  Cinque  Stelle,  ma  questo messaggio continuo  non  rientra  nella
  normale  dialettica tra maggioranza e opposizione, anche perché  in
  questo Parlamento avere maggioranza e opposizione alle volte non  è
  semplice.
   Però, io chiedo alla collega - e lo faccio non polemicamente - che
  ci venga a dire con quale posta di bilancio noi copriamo il reddito
  di cittadinanza.

   FIGUCCIA. Anche Forza Italia è per il reddito di cittadinanza


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto di essere  considerati  in
  congedo gli onorevoli Barbagallo, Di Giacomo e Rinaldi.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'onorevole  Picciolo  comunica  che  gli  onorevoli  Lo   Giudice
  Salvatore e Tamajo sono in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
     finanziario 2014 e alla legge  Disposizioni programmatiche e
      correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale .
                      Disposizioni varie» (724/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Variazioni al bilancio di previsione  della
  Regione  per l'esercizio finanziario 2014 e alla legge  Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2014.  Legge  di  stabilità
  regionale . Disposizioni varie» (724/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          48
   Astenuti            14

                         (L'Assemblea approva)

   CRACOLICI.  Dichiaro di aver votato favorevolmente al  disegno  di
  legge.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi, l'Aula è rinviata a mercoledì, 4 giugno  2014
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone

   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I   - Comunicazioni

   II   - Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

   III   -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
               liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-3
               132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
               662/A Stralcio II/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cracolici

            2)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            3)  -  Procedure per il rilascio delle certificazioni di
               abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
               singole porzioni di costruzioni.  (nn. 653-469/A)  (Seguito)

               Relatore: on. Fazio

            4)  -  Norme relative al funzionamento della forma di governo
               regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
               conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
               articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione.  (n.
               433/A)

               Relatore: on. Turano

            5)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            6)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            7)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            8)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            9)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            10)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            11)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

                   La seduta è tolta alle ore 23.15

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI LEGGE N. 724/A -  VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE
  PER   L'ESERCIZIO  FINANZIARIO  2014  E  ALLA  LEGGE   DISPOSIZIONI
  PROGRAMMATICHE  E  CORRETTIVE PER L'ANNO 2014. LEGGE  DI  STABILITà
  REGIONALE.' DISPOSIZIONI VARIE.

      All'articolo 9

   Emendamento 9.1:

   Al comma 1 sopprimere i periodi:

      Per  le finalità di cui alle norme e loro successive modifiche
   ed  integrazioni  riportate nell'Allegato 1, è  autorizzata,  per
   l'anno 2014, la spesa complessiva di 109.132 migliaia di euro ;

    Nell'ambito  delle autorizzazioni di spesa di  cui  al  presente
   comma possono essere effettuate le variazioni compensative di cui
   all'articolo 1, comma 21, della legge regionale 8 luglio 1977, n.
   47 e successive modifiche ed integrazioni.

        All'articolo 14

  Subemendamento 14.GOV.R.1

  All'emendamento 14 GOV.R al comma 3 dopo le parole   ad  esclusione
  dei  commi  3  bis e 3 ter  aggiungere le parole   e  del  comma  2
  dell'articolo 8 .

  Emendamento 14.GOV.R

  L'articolo 14, comma 3, è sostituito dal seguente:

  "3.  Ai  maggiori oneri derivanti dalle autorizzazioni di spesa  di
    cui agli articoli della presente legge, ad esclusione dei commi 3
    bis  e  3  ter, del presente articolo pari a 51.790  migliaia  di
    euro, si provvede:
    a)  per l'importo di 48.012 migliaia di euro per l'anno  2014
    mediante utilizzo delle somme autorizzate dall'articolo 17, comma
    1, della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5, Allegato 1;
    b) per l'importo di 3.778 migliaia di euro mediante utilizzo di
    parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo 215704,
    accantonamento 1001.

  Sono aggiunti i seguenti commi:

  3 bis.  Per  le finalità di cui all'art. 3, comma 1, della presente
    legge è autorizzata l'ulteriore spesa di 20.000 migliaia di  euro
    cui si provvede mediante utilizzo, secondo le modalità di cui  ai
    successivi commi 3 quater e 3 quinquies di parte del risparmio di
    spesa conseguente all'accertamento del risultato di gestione  del
    servizio  sanitario regionale per l'anno 2013 stimato in  100.000
    migliaia di euro.

  3 ter.  Il fondo perequativo comunale di cui all'articolo 6,  comma
    2,  della  legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 è  incrementato,
    per  l'anno  2014, per l'importo 80.000 migliaia di euro,  che  è
    iscritto  nel bilancio della Regione per l'esercizio  finanziario
    2014  ed ai relativi oneri si fa fronte mediante utilizzo secondo
    le  modalità di cui ai successivi commi 3 quater e 3 quinquies di
    parte  del  risparmio  di spesa conseguente all'accertamento  del
    risultato di gestione del servizio sanitario regionale per l'anno
    2013 stimato in 100.000 migliaia di euro.
  3 quater. Le autorizzazioni di spesa di cui ai commi 3 bis e 3  ter
    sono  subordinate all'accertamento da parte dei competenti tavoli
    tecnici  di verifica dell'attuazione del Programma operativo  del
    risultato di gestione del servizio sanitario regionale per l'anno
    2013 dei corrispondenti risparmi di spesa.

  3 quinquies.  Qualora  si  accerti un risparmio  di  spesa  per  un
    importo  inferiore  a  100.000 migliaia  di  euro,  lo  stesso  è
    destinato al ripristino delle autorizzazioni di spesa di  cui  ai
    commi 3 bis e 3 ter in misura proporzionale.
  3 sexies. Il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad
    effettuare le variazioni di bilancio discendenti
    dall'applicazione del presente articolo.

  Emendamento 14.2

  Il comma 4 è soppresso.

    Emendamenti articoli aggiuntivi

   Subemendamento A.205.1:

   All'emendamento A.205, dopo le parole  forme contrattuali
   flessibili  aggiungere le parole   di lavoro subordinato .

   Emendamento A.205.COMM:

   All'art.  12  della L.R. 26 novembre 2000 n. 24  dopo  le  parole
   "Nelle  more  della  riforma dei servizi per  l'impiego  e  della
   formazione  professionale" il periodo  "l'Agenzia  regionale  per
   l'impiego e la formazione professionale è autorizzata a stipulare
   convenzioni  con  gli enti ed organismi previsti dall'articolo  4
   della  legge regionale 6 marzo 1976. n 24 e successive  modifiche
   ed   integrazioni,   nell'ambito  dei   piani   finanziati,   per
   l'attivazione  di  misure  di  politica  attiva  del  lavoro"   è
   sostituito   dal   seguente   limitatamente   all'attuazione   di
   specifici progetti formativi e di politica attiva del lavoro,  da
   realizzarsi  in  house providing, finanziati con risorse  statali
   e/o  comunitarie, il CIAPI di Priolo, nel rispetto delle  vigenti
   norme  di legge che regolano il reclutamento di personale con  le
   forme   contrattuali flessibili, di cui all'art. 36 del D.Lgs  30
   marzo  2001,  n. 165, è autorizzato ad avvalersi degli  operatori
   degli organismi previsti dall'articolo 4 della legge regionale  6
   marzo  1976,  n.  24  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
   iscritti all'albo di cui all'art. 14 della medesima L.R. 24/76.

   Subemendamento A.210 bis 2

   Al    comma    5   sostituire   la   parola    complessivi     con
   onnicomprensivi . Sostituire le parole  l'importo  con  le  parole
   il tetto . Dopo le parole  di euro  inserire la parola  annui .

   Subemendamento A.210 bis 1

   Tale  limite  è  comunque applicato anche nel caso di  cumulo  con
  ulteriori  indennità  percepite e che gravano  sul  bilancio  della
  Regione.

   Emendamento A.210 bis

  All'emendamento 14GOV.R sono aggiunti i seguenti commi:

  4.  A  decorrere  dall'entrata in vigore della  presente  legge  si
  applicano,  per l'Amministrazione regionale e per gli  enti  e  gli
  organismi  di  cui all'articolo 1 della legge regionale  30  aprile
  1991,  n.  10 e successive modifiche ed integrazioni, compresi  gli
  enti  del settore sanitario, nonché per le società a partecipazione
  totale  o  maggioritaria  della Regione,  le  disposizioni  di  cui
  all'articolo 8, commi 8 e 9, del decreto legge 24 aprile  2014,  n.
  66.

  5.   Al  fine  dì  conseguire  risparmi  di  spesa  attraverso   la
  razionalizzazione  della spesa pubblica regionale  nonché  al  fine
  della  salvaguardia degli equilibri di bilancio, per il  periodo  l
  luglio  2014  31  dicembre  2016,  i  trattamenti  complessivi   di
  pensione,  compresi  quelli in godimento, in tutto  o  in  parte  a
  carico dell'Amministrazione Regionale e del Fondo Pensioni Sicilia,
  non possono superare l'importo di 160 migliaia di euro.
  6.  Lo  stesso  limite di cui al comma 5 si applica al  trattamento
  economico     annuo    complessivo    fiscale    dei     dipendenti
  dell'Amministrazione regionale e degli enti di cui all'art. 1 della
  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10, presso cui  si  applica  il
  contratto  collettivo dei dipendenti regionali, nonché,  in  quanto
  compatibile,   al  trattamento  economico  annuo  complessivo   dei
  dipendenti degli enti pubblici regionali, delle società partecipate
  dalla  Regione  Siciliana e comunque di tutti gli enti,  di  natura
  pubblica  o privata, che ricevono a qualunque titolo trasferimenti,
  contributi  o  corrispettivi a carico del  bilancio  della  Regione
  Siciliana, compreso il settore sanitario.
  7.  Sono  in  ogni  caso fatte salve e confermate  le  disposizioni
  legislative,  regolamentari  e  statutarie  che  prevedono   limiti
  retributivi  inferiori  a quello previsto  dai  commi  5  e  6  del
  presente  articolo.  L'eventuale  adeguamento  annuale  dei  limiti
  retributivi  di  cui  al  presente  articolo  si  applica  solo  in
  corrispondenza   dei  miglioramenti  retributivi  derivanti   dalle
  procedure  di contrattazione relative al contratto di appartenenza.
  Resta   in   ogni  caso  ferma  l'applicazione  della  disposizione
  normativa contenuta nell'art. 31 L.r. 6/1997.

    Emendamenti ai sensi dell'art. 117 del R.I.

   Emendamento 117.1:

  All'emendamento   8.1.1  le  parole  "copertura  finanziaria:   UPB
  10.3.1.3.1  cap.  147303 - 400 migliaia di  euro"  sono  sostituite
  dalle  parole "per le finalità di cui al presente comma si provvede
  mediante  corrispondente riduzione delle disponibilità del capitolo
  147303 UPB 10.3.1.3.1".

   Emendamento 117.2:

  RISCRITTURA COMMI 1 E 5 DELL'ARTICOLO 7 AI SENSI DELL'ARTICOLO 117
                            DEL REGOLAMENTO

    Il comma 1 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:
  1.  Al  fine  di garantire il servizio idrico negli ambiti  gestiti
    dall'Ente   Acquedotti  Siciliani  in  liquidazione,   ai   sensi
    dell'articolo  1 della legge regionale 31 maggio 2004,  n.  9,  e
    contenere:  i  costi di gestione del medesimo ente  al  pagamento
    degli  oneri connessi al personale in servizio provvede la RESAIS
    s.p.a.,  sulla  base di apposito rapporto convenzionale.  Per  le
    finalità del presente comma la Ragioneria Generale della  Regione
    è  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2014,  a  trasferire
    alla   RESAIS  SpA,  a  titolo  di  compartecipazione   destinata
    esclusivamente   agli  oneri  sostenuti  per  il   personale   in
    servizio,  la somma di 3.010 migliaia di euro (U.P.B 4.2.1.3.99),
    ivi compresa degli eventuali oneri convenzionali.

  Il comma 5 dell'articolo 7 è sostituito dal presente comma:

  5.  Al  fine  di contenere i costi di gestione dell'Ente Acquedotti
  Siciliani  in  liquidazione, ai sensi dell'articolo 1  della  legge
  regionale  31 maggio 2004, n. 9, al pagamento degli oneri sostenuti
  dal  medesimo  ente  per  il personale in  quiescenza,  nel  limite
  massimo  di 25 migliaia di euro annui lordi procapite, provvede  la
  RESAIS  s.p.a., sulla base di apposito rapporto convenzionale.  Per
  le finalità del presente comma la Ragioneria Generale della Regione
  è  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2014, a trasferire alla
  RESAIS SpA, a titolo di compartecipazione della spesa prevista  dal
  presente  comma,  la  somma  di  2.000  migliaia  di  euro   (U.P.B
  4.2.1.3.99) ivi compresa degli eventuali oneri convenzionali.

   Emendamento 117.3

   All'emendamento 13.3.2 sostituire le parole  Entro 120 giorni  con
   Entro  120  giorni dalla data di entrata in vigore della  presente
  legge .

   Emendamento 117.4

   All'articolo 14, al comma 3, sono soppresse le parole da  e   fino
   all'articolo 8 .