Presidenza del vicepresidente Venturino
LUPO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
- Gianni, Siragusa, Trizzino, Micciché e La Rocca Ruvolo per oggi;
- Ferreri, per oggi e per domani.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute da parte dell'Assessore
per la salute le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
N. 554 - Interventi urgenti per assicurare l'assistenza pediatrica
ospedaliera in Sicilia.
Firmatario: Clemente Roberto Saverio (Con nota prot. n.
27756/IN.16 del 4 giugno 2013, il Presidente della Regione ha
delegato l'Assessore per la salute).
N. 1445 - Riduzione delle liste d'attesa per esami di angiografia
diagnostica presso l'ospedale Cannizzaro di Catania.
Firmatario: Raia Concetta
N. 1683 - Chiarimenti circa il mancato svolgimento dei corsi di
formazione e di aggiornamento professionale previsti dal programma
di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS.
Firmatari: La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano
N. 1800 - Chiarimenti circa l'attività di chirurgia estetica
svolta presso le strutture complesse di chirurgia plastica ed
eseguita in regime di libera professione intra moenia.
Firmatario: Germanà Antonino Salvatore
N. 1971 - Notizie in merito all'attribuzione dei punteggi ai
curricula e alla nomina dei direttori generali delle Aziende
sanitarie siciliane.
Firmatari: Falcone Marco; Assenza Giorgio; Bandiera Edgardo;
Figuccia Vincenzo; Savona Riccardo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale: (i testi delle
interrogazioni sono riportati in allegato)
N. 2046 - Annullamento della concessione demaniale marittima per
la costruzione di un pontile galleggiante nel porto di Filicudi.
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 2047 - Chiarimenti circa il parziale riconoscimento delle spese
riferite a incarichi di tutoraggio interno, coordinamento e
monitoraggio nell'ambito dei progetti di cui al Por Sicilia
2007/2013.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatario: D'Asero Antonino
N. 2052 - Chiarimenti circa il contenzioso legale concernente
l'assegnazione di alloggi per le forze dell'ordine impegnate in
Sicilia nella lotta contro la delinquenza mafiosa ai sensi della
l.r. n. 54 del 1985.
- Presidente Regione
Firmatario: Raia Concetta
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
(i testi delle interrogazioni sono riportati in allegato)
N. 2044 - Chiarimenti in ordine all'avviso pubblico indetto
dall'Asp 7 di Ragusa per medici da impiegare nell'assistenza
sanitaria ai cittadini immigrati.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ferreri Vanessa; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio; Mangiacavallo
Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio
N. 2045 - Chiarimenti circa gli oneri e la remunerazione
dell'attività di vettoriamento acque grezze in favore di
Siciliacque S.p.A da parte del Consorzio 5 di Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto
N. 2048 - Notizie e chiarimenti sul mancato completamento dei
lavori di costruzione dello svincolo di collegamento tra la S.P. 14
Siracusa-Canicattini Bagni e il tratto Siracusa-Cassibile
dell'autostrada Siracusa-Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatario: Vinciullo Vincenzo
N. 2049 - Chiarimenti in merito al riparto di competenze in
materia di controlli agroalimentari.
- Presidente Regione
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina
N. 2050 - Notizie in merito all'erogazione di acqua potabile
inquinata nella frazione di Villasmundo del Comune di Melilli (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Coltraro Giambattista
N. 2051 - Notizie sui lavoratori di Acque Potabili Siciliane
nonché sul nuovo piano industriale del nuovo soggetto gestore nel
periodo transitorio e del nuovo piano tariffario del servizio
idrico dell'Ato di Palermo 1.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia; Zito
Stefano
N. 2053 - Chiarimenti in ordine all'assegnazione di lavoratori ASU
al comparto dei beni culturali regionali nonché sulla mancata
fuoriuscita dei lavoratori ASU da tutte le cooperative in cui
vengono utilizzati.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 2054 - Chiarimenti in ordine ai ritardi nella presentazione del
nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2014-2020.
- Presidente Regione
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 2055 - Notizie sulla ritardata erogazione degli stipendi ai
lavoratori forestali del servizio antincendio.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatario: Figuccia Vincenzo.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
(il testo della interpellanza è riportato in allegato)
N. 181 - Notizie sulla mancata nomina del direttore generale
dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si
intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
(i testi delle mozioni sono riportati in allegato)
numero 310 "Unificazione del servizio di trasporto per disabili in
capo ai liberi Consorzi di comuni e alle città metropolitane",
degli onorevoli Zafarana Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano; Tancredi Sergio, presentata il 4 giugno 2014;
numero 311 "Trattamento e riutilizzo della cenere vulcanica
nell'edilizia e nell'agricoltura", degli onorevoli Musumeci Nello;
Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Falcone Marco, presentata il 4
giugno 2014;
numero 312 "Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia", degli onorevoli Foti
Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; La Rocca Claudia;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito
Stefano, presentata il 4 giugno 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di ritiro di firma a mozione
PRESIDENTE. Comunico che, con nota pervenuta il 4 giugno 2014 e
protocollata al n. 6200/Aulapg del 6 giugno successivo, l'onorevole
Mangiacavallo ha ritirato la propria firma dalla mozione n. 304
"Dismissione delle quote azionarie dell'Italkali detenute dalla
Regione".
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alla mozione n. 301
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito dell'approvazione - nella
seduta d'Aula n. 159 del 28 maggio 2014 - dell'ordine del giorno n.
265, la mozione n. 301 "Interventi in merito alla situazione di
grave crisi economica e finanziaria del settore del trasporto
pubblico locale a causa dell'inadeguatezza dei corrispettivi
contrattuali e dei ritardi nel trasferimento alle società di
trasporto", di identico contenuto, è da intendersi assorbita.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, riunitasi il 10 giugno 2014, sotto la presidenza del
Presidente dell'Assemblea, on. Ardizzone, con la partecipazione del
Presidente della Regione, ha approvato all'unanimità il seguente
programma-calendario dei lavori parlamentari per la corrente
sessione estiva, che avrà termine il 31 luglio 2014, in
considerazione di improcrastinabili lavori di restauro che
interesseranno Sala d'Ercole.
Il Governo si è formalmente impegnato a presentare il disegno di
legge di manovra finanziaria entro il 18 giugno 2014, che sarà
esaminato dalle Commissioni di merito e dalla Commissione Bilancio
con priorità, sì da consentirne l'approvazione entro il 3 luglio
successivo, data fissata per il giudizio di parifica della Corte
dei conti.
AULA
L'Aula terrà seduta:
mercoledì 11 giugno 2014, per la votazione finale dei due disegni
di legge già iscritti all'ordine del giorno, per la discussione
della mozione n. 178 nonché della Relazione annuale sull'attività
della Commissione speciale antimafia per l'anno 2013.
Per quanto concerne la trattazione degli altri disegni di legge di
cui al IV punto dell'ordine del giorno della presente seduta, essi
rimarranno comunque iscritti all'ordine del giorno per la relativa
trattazione nel corso della sessione, con la sola eccezione del ddl
n. 433/A relativo al funzionamento della forma di governo
regionale, in relazione al quale sono previsti ulteriori
approfondimenti.
Sempre nella stessa giornata di mercoledì 11 giugno, saranno
iscritte all'ordine del giorno dell'Assemblea anche le seguenti
mozioni, che saranno discusse nel corso della corrente sessione
estiva sulla base della disponibilità, comunicata a questa
Presidenza, da parte dei competenti Assessori regionali:
- mozioni nn. 300 e 312 in materia di trivellazioni nel Canale di
Sicilia;
- mozione n. 59 in materia di gestione dei rifiuti;
- mozione n. 244 in materia attività socio-sanitarie;
- mozione n. 273 in materia di settore agrumicolo;
- mozione n. 156 in materia di rapporti finanziari tra la Regione
e lo Stato;
- mozione n. 294 in materia di immigrazione;
- mozione n. 287 in materia di prestazioni di medicina di
laboratorio;
- mozione n. 232 in materia di prestazioni riabilitative psico-
fisiche-sensoriali;
martedì 17 e mercoledì 18 giugno 2014 per la discussione sulle
linee guida della nuova programmazione dei fondi comunitari.
L'Aula terrà una o più sedute per la discussione in merito al tema
dei controlli di costituzionalità sulla legge regionale, anche alla
luce della recente ordinanza n. 114 del 2014 della Corte
costituzionale.
Sarà inoltre inserito all'ordine del giorno dell'Assemblea il ddl
nn. 428-186-194-210-234-421-436/A di modifica della legge
elettorale regionale, per il quale era stata approvata la questione
sospensiva ai sensi dell'art. 101 Reg. int. ARS.
COMMISSIONI
Le Commissioni daranno priorità, oltre che all'esame della manovra
finanziaria (di imminente presentazione da parte del Governo),
anche alla trattazione dei seguenti disegni di legge, che saranno
iscritti all'ordine del giorno dell'Assemblea non appena esitati:
- ddl n. 478, in materia di testimoni di giustizia (Commissione
II);
- ddl voto' n. 663 e altri, in materia di impignorabilità della
prima casa (Commissione II);
- ddl in materia di immigrazione (Commissione I);
- ddl n. 612, stralci I e II, e altri, in materia di
semplificazione amministrativa (Commissioni I e IV);
- ddl n. 694, in materia di contratti di servizio dei collegamenti
marittimi (Commissione II);
- ddl n. 683, in materia di testo unico sulle attività produttive
(Commissione III);
- ddl n. 537, in materia di riforma dell'Istituto zooprofilattico
(Commissione VI);
- ddl n. 720, in materia di istituzione dell'ufficio speciale
P.O.S.E. (Commissione I);
- ddl nn. 455-125-102-106-158, in materia di risorse idriche
(Commissione II);
- ddl nn. 460-294-496, in materia di legge quadro sulle isole
della Sicilia (Commissione II);
- ddl n. 594, in materia di sostegno al marchio Qualità sicura
Sicilia' (Commissione II);
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire l'inserimento di
altri punti all'ordine del giorno, la seduta è rinviata a oggi,
mercoledì 11 giugno 2014, alle ore 16.15, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Votazione finale dei disegni di legge:
1) - Procedure per il rilascio delle certificazioni di
abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
singole porzioni di costruzioni. (nn. 653-469/A)
2) - Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-31-
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A)
II - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
III - Discussione sulla relazione per l'anno 2013 della
Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma 1,
della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (doc. II):
Relatore: On. Musumeci
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A)
Relatore: on. Cappello
2) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
3) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
4) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
5) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)
Relatore: on. Greco M.
6) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
Relatore: on. Maggio
7) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
8) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
9) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Savona
V - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA C. - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VI - Discussione della mozione:
N. 59 - Interventi urgenti per la modifica dell'attuale
Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia.
(11 marzo 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. - ZITO -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- VENTURINO - ZAFARANA
VII - Discussione della mozione:
N. 244 - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
D.P.Reg. del 23 dicembre 2011 e istituzione di un
fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.
(3 dicembre 2013)
LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO G. -
FEDERICO - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI -
GRASSO - CURRENTI - CIMINO - SORBELLO - LA
ROCCA R. - FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO -
VULLO - MILAZZO G. - MARZIANO - POGLIESE -
ANSELMO - MICCICHE' - TAMAJO - SUDANO -
FORMICA - FERRANDELLI - ARANCIO
VIII - Discussione della mozione:
N. 273 - Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del
settore agrumicolo.
(24 febbraio 2014)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FEDERICO -
FIORENZA - LO SCIUTO - MUSUMECI - LANTIERI -
CASCIO F. - FALCONE - D'ASERO - CURRENTI -
MILAZZO G. - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
- CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA C. -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA- TANCREDI
- TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO - MARZIANO -
SUDANO - BANDIERA - RAIA - FAZIO - IOPPOLO -
ASSENZA - GRASSO - TAMAJO - ANSELMO - LA
ROCCA R. - DIPASQUALE - DINA - MICCICHE' -
SAVONA - SAMMARTINO - LACCOTO - CIRONE -
CIMINO - BARBAGALLO - VENTURINO - POGLIESE -
NICOTRA
IX - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
X - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
XI - Discussione della mozione:
N. 287 - Iniziative in favore delle strutture private
accreditate che erogano prestazioni di medicina di
laboratorio.
(1 aprile 2014)
BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO
XII - Discussione della mozione:
N. 232 - Modifica del decreto in materia di
compartecipazione ai costi delle prestazioni
riabilitative psico-fisiche-sensoriali in regime
semiresidenziale e residenziale.
(25 novembre 2013)
FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 16.14
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO 1
Risposta scritta ad interrogazioni
Rubrica «Salute»
CLEMENTE - . «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'Assessorato regionale della salute ha profondamente inciso negli
ultimi anni anche sulla assistenza ospedaliera pediatrica con
diversi provvedimenti legislativi;
l'obiettivo dichiarato era di realizzare un polo assistenziale di
eccellenza a Palermo, così come previsto dalla normativa nazionale,
denominato 'Centro di Eccellenza Materno Infantile (CEMI)', che
avrebbe raccolto tutte le alte specialità assistenziali
pediatriche, divenendo un polo di riferimento regionale;
nel maggio 2010 venivano ufficialmente inaugurati i lavori per la
costruzione del CEMI in un terreno adiacente alle strutture
dell'ospedale Cervello; con opportuni emendamenti legislativi, la
gestione passava dall'ARNAS agli ospedali riuniti Villa Sofia -
Cervello;
nelle more di tale realizzazione, il progetto iniziale
dell'Assessorato vedeva la presenza di due poli pediatrici
palermitani, uno, storico, del P.O. Ospedale dei bambini 'G. Di
Cristina' dell'ARNAS Civico ed un secondo di nuova costituzione
presso il P.O. Vincenzo Cervello, costituito dai reparti
provenienti dalla chiusura del P.O. 'Casa del Sole';
quest'ultimo andava a rappresentare il nucleo di partenza del CEMI
con il programma di venire implementato dalle alte specialità
trasferite dal 'Di Cristina';
contemporaneamente, con apposito decreto, l'Assessorato ha
stabilito dei criteri per la riorganizzazione dell'assistenza
cardiologica pediatrica a livello regionale con la creazione,
secondo il modello Hub e Spoke, di una rete articolata su tre
livelli assistenziali: un primo livello a carattere provinciale; un
secondo livello, con sede a Palermo e quindi successivamente anche
a Catania; un terzo livello, con l'incarico di svolgere l'attività
cardiologica invasiva e cardiochirurgica pediatrica che veniva
unificato chiudendo il centro dell'ARNAS Civico e trasferendo tutta
l'attività temporaneamente, nelle more della costruzione del CEMI,
presso l'ospedale 'San Vincenzo' di Taormina;
la gestione, con stipula di apposita convenzione regionale che
prevede l'impiego di ingenti risorse, veniva totalmente affidata
all'ospedale 'Bambin Gesù' del Vaticano;
la chiusura della 'Casa del Sole' e dell''Aiuto materno' di
Palermo, determinata dall'Assessore pro tempore, ha concentrato
l'utenza e l'attività sin qui svolta dalle cessate aziende presso
l'ospedale Cervello' senza aver preventivamente dotato la struttura
degli standard assistenziali, costringendo il comparto medico e
paramedico a lavorare in condizioni insostenibili e l'utenza ad
essere assistita in realtà fatiscenti;
considerato che:
il decreto del 5 gennaio 2012 sul riordino dei punti nascita in
Sicilia vede la nascita di una unità di terapia intensiva neonatale
presso il 'San Vincenzo' di Taormina;
gli ultimi provvedimenti dell'Assessorato della salute hanno
stravolto il progetto dei due poli pediatrici provvisori
nell'attesa della costruzione del CEMI, per cui i reparti di
cardiologia pediatrica e chirurgia pediatrica della 'Casa del Sole'
venivano invece trasferiti presso il 'Di Cristina', e i reparti di
Anestesia, Radiologia, Patologia Clinica si fondevano con gli
omologhi del 'Cervello';
come risultato finale, il polo pediatrico del 'Cervello' veniva
costituito essenzialmente dal pronto soccorso, ortopedia pediatrica
e neonatologia;
visto che:
il nuovo polo pediatrico del 'Cervello' nasce con carenze
grossolane e mostra evidenti limiti assistenziali, vista la totale
carenza di specialistiche essenziali (ad esclusione dell'ortopedia)
rendendo di fatto anche poco utile la presenza dello stesso pronto
soccorso;
il polo del 'Di Cristina, di fatto, è diventato quindi il polo di
assistenza pediatrica di Palermo e della Sicilia occidentale;
tale situazione non appare assolutamente adeguata per varie
motivazioni: l'ospedale sorge in un'area della città di Palermo ad
altissimo traffico e difficilmente raggiungibile, specialmente in
condizioni di emergenza e che è allocato in una struttura nata per
altri scopi (un antico convento), in precarie condizioni, tanto da
essere costante sede di lavori di manutenzione e ristrutturazione,
con dimensioni assolutamente insufficienti per dare spazio ai posti
letto previsti e garantire una assistenza pediatrica secondo i
normali standard previsti dalla normativa vigente;
l'assistenza cardiologica pediatrica nella città di Palermo appare
particolarmente carente vista la lontananza dal centro di III
livello di Taormina,
persiste l'assenza di ambulatori specialistici nel territorio e
nelle altre province nonché l'intasamento degli ambulatori del 'Di
Cristina' e la carenza di personale medico specializzato;
l'assistenza di III livello al cardiopatico congenito adulto (che
conta la presenza di circa 8000 pazienti in Sicilia con necessità
spesso di assistenza ultraspecialistica) è stata completamente
annullata a livello regionale dai provvedimenti dell'Assessorato.
Infatti, sino al 2010 tale attività veniva espletata presso l'ARNAS
Civico di Palermo e presso il 'San Vincenzo' di Taormina: il primo
reparto è stato chiuso ed il secondo, con la convenzione con il
Bambin Gesù, ha smesso di svolgere attività per adulti con
cardiopatia congenita;
la nascita dell'unità di terapia intensiva neonatale presso
l'ospedale 'San Vincenzo' di Taormina appare di per sé
ingiustificata visto il numero esiguo di parti previsti (appena
superiore a 500), ma invece strettamente connesso con l'attività
del centro cardiologico pediatrico di III livello che per ben
operare necessita della vicinanza di una neonatologia;
per sapere:
per quale motivo abbiano deciso di trasferire sostanzialmente
tutta l'attività assistenziale pediatrica palermitana in una
struttura obsoleta ed inadeguata (il 'Di Cristina');
se siano a conoscenza dei forti ritardi che sussistono nei lavori
di completamento del nuovo 'Centro di Eccellenza Materno Infantile'
che dovrebbe sorgere a Palermo, lasciando l'assistenza ospedaliera
pediatrica in una realtà totalmente inadeguata per un tempo
indefinito;
quali iniziative intendano adottare per accelerare i tempi di
realizzazione del suddetto nuovo presidio ospedaliero pediatrico di
Palermo;
quali provvedimenti immediati intendano adottare, nelle more della
realizzazione del CEMI, per risolvere i problemi di assistenza
specialistica pediatrica nel territorio;
che tipo di assistenza di III livello pensino di offrire al
cardiopatico congenito adulto in Sicilia o se ritengano opportuno
il sistematico invio di tali pazienti fuori dalla Sicilia;
per quale motivo sia stata istituita una unità di terapia
intensiva neonatale presso il 'San Vincenzo' di Taormina,
considerato il numero di parti esiguo e non sia stato attivato
invece il programma di trasferire il centro cardiologico pediatrico
di III livello presso il CEMI di Palermo». (554)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione specificata in
oggetto con la quale si chiedono interventi urgenti per assicurare
l'assistenza pediatrica in Sicilia, in particolare sul territorio
palermitano, si fornisce la nota prot. 49345 del 10 giugno 2013,
integrata su richiesta della Segreteria tecnica di questo
Assessorato con nota prot. 40814 del 20 maggio 2014, con le quali
il competente Servizio 3 "Gestione degli investimenti" ha
relazionato in merito alla tematica».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
RAIA. - «All'Assessore per la salute, premesso che, in data 12
marzo 2012, con una lettera alla Direzione generale e alla
Direzione sanitaria dell'ospedale 'Cannizzaro' di Catania, il
Direttore dell'UOC di neuroradiologia faceva presente che, nel
quadro del progetto d'incentivazione alla produttività e al
miglioramento dei servizi, era in corso un progetto per azzerare la
lista d'attesa per esami di angiografia diagnostica in pazienti già
trattati o da trattare di aneurisma cerebrale;
rilevato che per tale attività il fabbisogno di personale e
risorse per ogni turno di attività richiedeva una unità per ognuna
delle quattro figure professionali individuate (Medici
Neuroradiologi, Medici Anestesisti, Tecnici sanitari di Radiologia
Medica, Infermieri professionali) e due posti letto disponibili per
due anni presso qualunque UOC munita di posti letto e Medico di
Guardia;
considerato che tale progetto veniva svolto al di fuori
dell'orario di servizio e attingendo al fondo per la produttività;
visto che l'insufficienza degli spazi disponibili, sempre più
saturati dai nuovi casi, ha determinato l'allungamento della lista
di attesa fino a oltre 500 pazienti da sottoporre a follow-up,
rendendo con ciò impossibile rispettare le indicazioni e la
tempistica prevista dai protocolli con tutti i rischi conseguenti;
ricordato che:
in data 2 giugno 2013, dopo più di un anno, la lettera di
sollecito per l'attivazione del progetto obiettivo già presentato è
stata inviata al Commissario straordinario e al nuovo direttore
sanitario;
agli stessi e nella medesima data è stata inviata lettera per la
organizzazione delle Urgenze Neuroradiologiche, notturne e festive,
di angiografia e risonanza magnetica, tenuto conto delle mancanze
di TSRM, di infermieri professionali e ausiliari in pronta
reperibilità;
visto che:
questa situazione, oltre a esporre a gravi rischi i cittadini con
aneurisma, alimenta riserve e malumori tra pazienti in attesa e i
medici impegnati oltre ogni limite per salvare vite umane;
nonostante il rischio di morte, le sopra indicate lettere di
sollecito non hanno suscitato alcun tipo di risposta;
per sapere se non ritenga opportuno:
intervenire per accertare le ragioni di tale silenzio;
verificare la possibilità di assicurare mezzi, personale e risorse
per consentire un rapido smaltimento delle liste di attesa e di
efficace prevenzione su territorio siciliano». (1445)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «In riscontro all'interrogazione avente per oggetto
"Riduzione delle liste d'attesa per esami di angiografia
diagnostica presso l'Ospedale Cannizzaro di Catania", si fornisce
la relazione prot. 30853 del 9 aprile 2014 del Servizio 5 "Qualità,
governo clinico e sicurezza dei pazienti" del Dipartimento per le
attività sanitarie, rsa anche sulla base delle informazioni assunte
dalla predetta Azienda ospedaliera con nota prot. 8036 del 21 marzo
2014».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO -
ZAFARANA - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI - FOTI -
TRIZZINO - ZITO - . «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per la salute, premesso che:
il Piano Nazionale di Formazione per operatori sociosanitari per
la lotta alle infezioni da HIV è stato approvato nel dicembre del
1989 dalla Commissione Nazionale per la lotta all'AIDS e dal
Ministero della Sanità;
il piano intendeva rispondere a quella che nei primi anni ottanta
veniva considerata una vera e propria emergenza epidemica;
tra gli strumenti individuati per contrastare l'epidemia, la
prevenzione era, ed è ancora, lo strumento più efficace per ridurre
la diffusione dell'infezione da HIV;
la formazione degli operatori coinvolti nella lotta all'AIDS -
come indicato anche nelle Linee guida per le Regioni e le Province
autonome per l'attuazione dei programmi di formazione - rappresenta
una condizione indispensabile per la lotta alla malattia;
la Commissione Nazionale per la lotta all'AIDS esercita funzioni
di indirizzo, coordinamento e programmazione avvalendosi, tra
l'altro, di un comitato esecutivo che funge da organo di verifica
della realizzazione delle attività programmate e dei risultati
raggiunti;
considerato che:
tra gli obiettivi generali della Commissione Nazionale per la
lotta all'AIDS sono indicati quelli volti a ridurre l'incidenza
della infezione da HIV attraverso la promozione di attività
finalizzate al miglioramento delle conoscenze e delle capacità
professionali proprie degli operatori coinvolti nei reparti AIDS;
l'incalzante progredire delle conoscenze sui vari aspetti
dell'infezione rende problematico per il personale sanitario
adeguarsi allo sviluppo delle conoscenze mentre alcune
caratteristiche della malattia rendono importante l'acquisizione da
parte del personale sanitario di conoscenze e capacità in ambiti
diversi da quelli più strettamente clinici ed assistenziali;
le conoscenze di carattere epidemiologico, psico-sociale ed
educativo costituiscono un patrimonio che ogni operatore dovrebbe
possedere per svolgere al meglio le attività di prevenzione;
in tutte le Regioni italiane si sono svolti regolarmente, nel
periodo 2008-2012, i corsi di formazione ed aggiornamento per il
personale sulle malattie infettive regolarmente finanziati mediante
le quote del Fondo sanitario nazionale;
solo in Sicilia, ad oggi, a fronte di ingenti stanziamenti, tali
corsi, non si sono tenuti;
per sapere:
come mai solo in Sicilia non siano stati avviati i corsi di
formazione ed aggiornamento degli operatori coinvolti nella lotta
all'AIDS;
quale sia stata la destinazione dello stanziamento nazionale
erogato e mai speso, dal momento che la stragrande maggioranza
degli operatori vuol fare ricorso a procedura giudiziaria per
danno, professionale ed economico;
quali azioni intendano intraprendere al fine di istituire
immediatamente i corsi di formazione». (1683)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione citata in oggetto,
con la quale sono stati chiesti chiarimenti in merito al mancato
svolgimento dei corsi di formazione e di aggiornamento
professionale previsti dal programma di interventi urgenti per la
prevenzione e la lotta all'AIDS, si trasmette la relazione prot.
33379 del 17 aprile 2014, resa dalla competente Area
interdipartimentale 7 "Formazione e comunicazione" del Dipartimento
per le Attività Sanitarie di questo Assessorato».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
GERMANA' - .«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
salute, premesso che:
l'attività libero professionale intra moenia (contrassegnata dalla
sigla ALPI) è esercitata presso le Aziende Ospedaliere del
territorio regionale;
l'attività di chirurgia estetica è svolta presso le strutture
complesse di chirurgia plastica e gli interventi chirurgici con
fine estetico (non ricompresi nei livelli essenziali di assistenza;
detti LEA) vengono comunemente eseguiti in ALPI presso le
strutture complesse del territorio regionale e nazionale ad
eccezione della struttura complessa di chirurgia plastica
dell'Azienda Ospedaliera Papardo Piemonte di Messina;
considerato che:
il blocco dell'attività di chirurgia estetica presso la struttura
complessa di chirurgia plastica dell'Azienda Ospedaliera Papardo
Piemonte di Messina è conseguente ad un parere dell'Assessorato a
firma dei dott. Salvatore Sammartano e Giuseppe Sgroi, rilasciato
in data 12/11/2012, prot.81957 non favorevole all'esercizio di tale
attività;
detto parere fu fornito a seguito di una particolare richiesta del
Commissario Straordinario dell'Azienda Ospedaliera Papardo Piemonte
di Messina formulata con prot. 3243-CS del 18/10/2012;
è ormai trascorso oltre un anno dal momento in cui, recepito il
parere di cui sopra, i Dirigenti Medici della Struttura Complessa
di Chirurgia Plastica dell'AOR Papardo Piemonte di Messina si sono
visti negare l'esercizio dell'attività mentre continua ad essere
regolarmente consentita a tutti i loro colleghi del territorio
regionale e nazionale;
tale negazione rappresenta per i pazienti della città e della
provincia di Messina la perdita di uno dei più validi centri di
riferimento per l'esercizio di detta attività chirurgica;
per sapere se non ritengano di disporre l'immediata riattivazione
della normale attività chirurgica sopra richiamata presso l'AOR
Papardo Piemonte di Messina, immaginando che ove il citato parere
venisse confermato, esso dovrà necessariamente ed improrogabilmente
essere esteso a tutte le Strutture complesse di Chirurgia Plastica
delle Aziende ospedaliere della nostra Regione». (1800)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione citata in oggetto,
con la quale sono stati chiesti chiarimenti circa l'attività di
chirurgia estetica svolta presso le strutture complesse di
chirurgia plastica ed eseguite in regime di libera professione
intra moenia, si fornisce la relazione prot. 40105 del 16 maggio
2014, resa dai competenti Servizio 1 "Personale dipendente del
S.S.R." ed Area interdipartimentale 3 "Affari giuridici" del
Dipartimento per la Pianificazione Strategica"».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
FALCONE - ASSENZA - BANDIERA - FIGUCCIA - SAVONA. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per la salute, premesso
che:
la Commissione nominata dall'Assessore regionale per la salute,
nelle persone del prof. Marco Frey, del dott. Fulvio Moirano e del
dott. Ernesto Morici, con proprio verbale del 6 febbraio 2013, tra
l'altro, fissava i criteri per l'attribuzione del punteggio
necessario a stabilire l'adeguatezza curriculare degli aspiranti
alla nomina di Direttore Generale delle Aziende Sanitarie della
Sicilia;
considerato che:
in particolare, fissava numero sette variabili, così classificate:
1 età anagrafica; 2 numero dipendenti organizzazione; 3a ruolo -
sanità pubblica; 3b ruolo - pubblica amministrazione; 3c ruolo -
sanità privata/ privato/misto/terzo settore; 4 numero risorse umane
gestite; 5 risorse finanziarie gestite (euro); 6 persistenza
(continuità nella stessa azienda); 7 specializzazione;
per ogni variabile veniva prevista un'attribuzione articolata di
punti;
per l'applicazione delle variabili descritte, veniva attribuito un
punteggio complessivo ai curricula presentati dagli aspiranti;
tale punteggio veniva a derivare dall'attribuzione dei punti
previsti dalle relative articolazioni;
per l'effetto, gli aspiranti venivano divisi in due distinti
elenchi: il primo, quello dei cosiddetti adeguati ed il secondo,
quello dei cosiddetti curriculati;
al secondo elenco potevano accedere - così come hanno avuto
accesso - esclusivamente i candidati che riportavano almeno il
punteggio minimo previsto dalla stessa Commissione in complessivi
punti ventiquattro;
il numero degli idonei, indicati dalla Commissione all'Assessore
per la Salute per poter procedere alla nomina di Direttore Generale
da parte del Presidente della Regione, seguiva alla procedura di
selezione diversamente stabilita secondo che i candidati fossero
stati inclusi nel primo o nel secondo elenco;
prevalentemente, i Direttori Generali di recente nominati dalla
Giunta regionale di governo, ricadono nell'elenco dei cosiddetti
curriculati;
allora, tali nominati necessariamente dovevano avere avuto
attribuito un punteggio non inferiore ai ventiquattro punti
previsti;
atteso che i curricula dei nominati sono pubblici, è dato leggere:
1. Candela Antonino, dal 10/03/2003 al 18/09/2009 Direttore della
struttura complessa Area Economico - finanziaria AUSL n. 9 Trapani
(incarico esterno ex art 15- septies D. Lgs. n. 502/92). Dal
21/09/2009 alla data del bando di selezione (dicembre 2012)
Direttore Amministrativo ASP Palermo;
considerato che:
nel richiamato verbale della Commissione di selezione del
06/02/2013 è testualmente scritto 'il criterio riferito al ruolo è
stato distinto in tre diverse tipologie di esperienza, da riferirsi
ad almeno cinque/sette anni negli ultimi dieci anni. I punteggi del
punto tre non sono, quindi, cumulabili'. E poi è scritto 'nella
attribuzione dei punteggi per le variabili 2 (N. DIPENDENTI
ORGANIZZAZIONE), 3 (RUOLO), 4 (N. RISORSE UMANE GESTITE), 5
(RISORSE FINANZIARIE GESTITE) verrà considerata l'attività
prevalente svolta in termini temporali nell'ultimo decennio';
pertanto, detti descritti criteri sono stati giustamente applicati
per la generalità dei candidati, o quasi;
infatti, se i medesimi criteri non fossero stati applicati,
sarebbero stati illegittimamente privilegiati tutti coloro i quali
avevano avuto incarichi di Direttore Generale, Direttore Sanitario
e Direttore Amministrativo dal settembre 2009 al dicembre 2012. E
quindi, sarebbero stati oltremodo premiati gli ultimi due anni di
carriera dei candidati, senza la dovuta considerazione al decennio
precedente la valutazione, per come appunto stabilito dalla stessa
Commissione;
ciò nonostante, al dott. Antonino Candela sono stati
complessivamente attribuiti punti 34, così ripartiti: 4 per l'età,
6 per il ruolo, 6 per le dimensioni dell'Azienda, 6 per le risorse
umane direttamente gestite, 6 per le risorse finanziarie
direttamente gestite, 4 per la persistenza e 2 per la
specializzazione;
invece, al dott. Candela Antonino potevano essere attribuiti, al
massimo punti 20,50 (quindi, ben al di sotto della soglia minima di
24 ), e ciò dato che dal curriculum presentato dal nominato
l'attività prevalente svolta in termini temporali nell'ultimo
decennio risulta essere quella di DIRETTORE DELLA STRUTTURA
COMPLESSA AREA ECONOMICO-FINANZIARIA dell'AUSL n. 9 Trapani dal
10/03/2003 al 18/09/2009. Conseguentemente, per il RUOLO gli si
dovevano attribuire punti 0,50; da punti 2 a punti 4 per numero di
dipendenti Organizzazione (AUSL n. 9 Trapani, da 101 dipendenti a
3000 ? ); punti da 0 a 4 per risorse umane direttamente gestite
(quante unità erano dipendenti dal Direttore di struttura complessa
area economico finanziaria AUSL n. 9 Trapani, 50 ? da 150 a 51 ? da
500 a 151 ? Sicuramente, giammai potevano dipendere oltre 500
unità); punti da 0 a 2 per le risorse finanziarie gestite (cosa può
gestire direttamente - con un proprio conto economico sul bilancio
della AUSL - un Direttore di struttura complessa dell'area
economico finanziaria ? ). Allora, rimarrebbe esatto soltanto il
punteggio attribuito al dott. Candela per l'età, per la persistenza
e per la specializzazione;
2. De Nicola Fabrizio: dal curriculum presentato risulta
temporalmente prevalente, dal 02/11/2004 al 31/08/2009, l'attività
dallo stesso variamente prestata presso l'Amministrazione regionale
quale Dirigente regionale (peraltro, dall'8/06/2006 al 19/6/2008 ex
art 31 l.r. 6/97 e art 55, comma 7, l.r. 10/99, in forza delle
tabelle di equiparazione approvate con Deliberazione della Giunta
regionale di governo n. 428 del 23/12/2003). Pertanto al nominato,
forse, gli si potevano attribuire non oltre punti 3 per il RUOLO,
forse, e per eccesso, non oltre punti 2 per il numero di dipendenti
dell'Organizzazione e 0 punti per le risorse umane e finanziarie
direttamente gestite. Conseguentemente al dott. De Nicola,
applicando rigorosamente le variabili adottate dalla Commissione di
selezione, al massimo, potevano attribuirsi punti 11;
3. Ficarra Salvatore Lucio: dal curriculum presentato risulta
temporalmente prevalente l'attività dallo stesso prestata
(dall'11/07/2002 al 14/12/2006) quale Direttore dell'unità
operativa complessa AUSL n. 2 di Caltanissetta. Pertanto, per il
RUOLO gli si dovevano attribuire punti 0,50 e non punti 6 per come
invero attribuiti. A meno che detta attribuzione la si voglia
correlare all'incarico in capo al sunnominato di Direttore
Amministrativo dell'Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele di Gela,
dal 15/12/2006 al 31/08/2009. E quindi, l'attività temporale di
anni 2, mesi 8, giorni 15 è stata considerata prevalente rispetto
alla precedente attività temporale di anni 3, mesi 7, giorni 3; gli
si potevano attribuire non oltre punti 4 per numero di dipendenti
dell'organizzazione, salvo ad operare l'impossibile ed illegittima
commistione tra l'incarico di Direttore di struttura complessa
presso la AUSL n. 2 di Caltanissetta e l'incarico di Direttore
Amministrativo dell'ex Azienda Ospedaliera di Gela. Lo stesso
dicasi per le risorse umane e finanziarie direttamente gestite;
ritenuto ed acclarato tutto quanto anzi descritto, viene a
risultare in tutta evidenza che i punti complessivamente attribuiti
ai nominati Candela (34), De Nicola (30) e Ficarra (29) possono
derivare esclusivamente dal singolare riconoscimento degli
incarichi ricoperti dai medesimi nelle rispettive qualità: Candela,
Direttore Amministrativo dell'ASP di Palermo, dal 21/09/2009 alla
data del bando di selezione, dicembre 2012; De Nicola, Direttore
Generale ASP di Trapani, dall'1/9/2009 alla data del bando di
selezione, dicembre 2012; Ficarra, Direttore Amministrativo ASP di
Enna, dal 23/09/2009 alla data del bando di selezione, dicembre
2012;
valutato che se i curricula del dott. Antonino Candela, del dott.
Fabrizio De Nicola e del dott. Salvatore Lucio Ficarra sono stati
così valutati, conseguentemente in maniera assolutamente diversa
rispetto alle valutazioni operate dalla Commissione di selezione
nei confronti della quasi totalità degli aspiranti idonei, non solo
si è venuta a determinare una macroscopica disparità di
trattamento, ma, salvo il caso di errore manifesto, le fattispecie
per le quali vengono richiesti accertamenti, controlli e verifiche,
potrebbero assumere profili di chiara illegittimità amministrativa;
per sapere:
se non ritengano di rivedere l'attribuzione del relativo punteggio
sulla scorta delle suesposte considerazioni e in autotutela,
accertati i vizi denunciati, di riesaminare le predette nomine a
Direttore Generale del dott. Antonino Candela, del dott. Fabrizio
De Nicola e del dott. Salvatore Lucio Ficarra;
in via generale, se sia stato operato il pur semplice
accertamento/controllo sulla veridicità dei dati curriculari
dichiarati dai nominati Direttori Generali, previa verifica della
regolarità delle operazioni aritmetiche e valutative poste in
essere dalla Commissione di selezione;
in particolare, se tali accertamenti, controlli e verifiche siano
stati effettuati (e/o se si vogliano effettuare) in ordine alla
posizione dei nominati Direttori Generali, dott. Candela Antonino
nato a Palermo il 29/11/1965, dott. De Nicola Fabrizio nato a
Palermo il 26/04/1957 e dott. Ficarra Salvatore Lucio, nato a
Mazzarino il 04/03/1964». (1971)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione parlamentare n. 1971
del 16 aprile 2014, trasmessa via fax il 19 maggio 2014 ed
acquisita in pari data al numero di protocollo 40372, avente per
oggetto: Notizie in merito all'attribuzione dei punteggi ai
curricula ed alla nomina dei direttori generali delle Aziende
sanitarie siciliane , si precisa che la Commissione ex art. 3 bis,
comma 3 del D.Lgs. 502/92 e s.m.i., interessata dalle questioni
poste dall'interrogante, ha fornito riscontro confermando, per le
tre posizioni, la regolarità con i requisiti, nonché i punteggi
attribuiti, come da tabella allegata, trasmessa dalla stessa
Commissione».
L'Assessore
Dr.ssa Lucia Borsellino
(Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
Servizio Lavori d'Aula)
ALLEGATO 2
Interrogazioni
(con richiesta di risposta orale)
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
l'isola di Filicudi è un luogo incontaminato e ricco di risorse
naturali e culturali;
il mare con i suggestivi fondali ricoperti da praterie di
Posidonia (specie protetta), i percorsi archeologici, gli
straordinari aspetti della flora e della fauna rendono tale isola
un patrimonio ambientale ancora intatto nel quale si è sviluppato
un turismo rispettoso e responsabile, attratto dalla bellezza e
dalla tranquillità dei luoghi;
si tratta di un patrimonio che rischia di disperdersi a causa
della prossima realizzazione di un pontile galleggiante con
basamento in calcestruzzo, della lunghezza di 75 m, per consentire
l'attracco di circa 50 imbarcazioni nella Baia del Porto di
Filicudi;
i pilastri in calcestruzzo danneggerebbero i fondali sommersi con
la distruzione del poseidoneto con conseguenze incalcolabili, basti
pensare che la perdita di un solo metro lineare di prateria può
portare alla scomparsa di diversi metri della spiaggia antistante,
a causa dei fenomeni erosivi; la regressione delle praterie
comporta, inoltre, una perdita di biodiversità e un deterioramento
della qualità delle acque;
la presenza del pontile farebbe aumentare il numero e le
dimensioni delle barche attraccate, con la conseguenza di alterare
irreversibilmente il modello di turismo di qualità che sino ad ora
ha garantito il mantenimento delle bellezze dell'isola;
il continuo movimento delle imbarcazioni metterebbe a rischio gli
importantissimi reperti archeologici di Capo Graziano (in parte
sommersi);
per la sua ubicazione, il pontile impedirebbe la libera fruizione
della spiaggia del Porto, l'unica baia dell'isola agevolmente
fruibile per i turisti, le famiglie isolane ed i bambini;
essendo collocato in prossimità dello scalo d'alaggio, il pontile
intralcerebbe il varo e l'approdo delle imbarcazioni tradizionali e
dei piccoli pescatori;
considerato che:
il procedimento per il rilascio della concessione demaniale
marittima per la realizzazione del pontile è stato molto
accidentato;
dalla data di rilascio (2008) ad oggi, più volte è intervenuto il
diniego della Soprintendenza del mare anche a causa del
ritrovamento di reperti archeologici nei fondali;
di fatto questa concessione non entra mai nel vivo: cambia il
nominativo della persona cui viene concesso lo spazio, ma ogni
volta la Sovrintendenza blocca tutto;
per sapere se non ritenga opportuno, alla luce di quanto esposto
in premessa, di dover procedere all'annullamento della concessione
demaniale marittima per la costruzione di un pontile galleggiante
nel porto di Filicudi al fine di tutelarne l'integrità ambientale».
(2046)
FERRANDELLI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale, premesso che:
numerose scuole pubbliche statali della Sicilia hanno aderito
nello scorso settennio 2007-2013 ai progetti del POR Sicilia a
finanziamento UE: le stesse scuole hanno regolarmente presentato i
piani finanziari esecutivi al Dipartimento nelle funzioni di ADG
Autorità di Gestione per i fondi UE;
tutti i dirigenti hanno costretto le scuole a rimodulare numerose
volte il piano finanziario esecutivo in relazione ai macroscopici
malfunzionamenti del sistema informatico 'Caronte';
in tutti i piani finanziari le voci 'tutoraggio' 'coordinamento',
'monitoraggio' sono state calcolate a 30 euro e in tal guisa sempre
approvati e validati;
in sede di revisione contabile dopo che le scuole avevano già
concluso i progetti, le stesse sono state sottoposte a visita in
loco da parte di una società esterna di revisione, la 'Deloitte &
Touche S.p.A';
inspiegabilmente la suddetta società ha cassato tutti gli importi
delle voci 'tutoraggio' 'coordinamento' e 'monitoraggio',
decurtandone l'importo a 17,50 euro, senza tenere in alcun conto la
procedura amministrativa di approvazione degli stessi piani
finanziari;
considerato che gli incarichi di 'tutoraggio interno',
'coordinamento' e 'monitoraggio' risultano compensati a 30 euro in
tutti i progetti PON, POR, CIPE, FP,IFTS, ormai da più di un
decennio;
accertato che la funzione svolta dai tutor è coerente con quanto
espressamente previsto dal Vademecum per l'attuazione del PO
SICILIA FSE 2007-2013, versione del 23 giugno 2011, che a pag. 85
prevede 'al fine di garantire un supporto e un monitoraggio nel
rapporto tra l'allievo e il processo di apprendimento, tra il
coordinamento e l'attività didattica (...) è ammessa la figura del
tutor'. La funzione svolta dai tutor è, altresì, perfettamente in
linea con quanto da sempre indicato dalla Regione siciliana. Al
riguardo, vedasi Circolare 1/F.P. dell'8 marzo 2000, pagg. 21 e 22;
affermato che l'attività didattica svolta dai tutor, così come
sopra delineata, non può essere remunerata con il compenso orario
di 17,50, nella considerazione che il CCNL scuola non riserva tale
trattamento alle attività svolte in aula alla presenza degli
allievi ma alle cosiddette 'attività aggiuntive funzionali
all'insegnamento' così definite e regolate dall'art. 29 del CCNL
che, ai commi 1 e 2, così recita: '1. L'attività funzionale
all'insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla
funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa
comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di
programmazione, progettazione, ricerca, valutazione,
documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la
preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione
alle riunioni e l'attuazione delle delibere adottate dai predetti
organi. 2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le
attività relative: a) alla preparazione delle lezioni e delle
esercitazioni; b) alla correzione degli elaborati;
c) ai rapporti individuali con le famiglie...';
affermato ancora che nel CCNL Scuola in nessuna parte è
rinvenibile il termine e/o la descrizione della specifica figura
del tutor né, di conseguenza, che l'attività del tutor debba essere
retribuita con una quota oraria di 17,50. Infatti la scuola, per i
tutor didattici impegnati nel progetto, ha correttamente previsto
un compenso orario di euro 30,00, perché in analogia a quanto
prescritto dal Programma Operativo Nazionale Scuola (FSE
'Competenze per lo sviluppo'), il riferimento al massimale di
30,00, già esistente anche per le attività di tutoring, svolte
nella programmazione 2000-2006, viene contemplato dalle
'Disposizioni e Istruzioni per l'attuazione delle iniziative
cofinanziate dai Fondi Strutturali Europei 2007-2013' ediz. 2009.
Tali disposizioni, in base alla normativa comunitaria e nazionale
vigente, stabiliscono (cap. 2 par. 9.3 pag. 168) un costo orario
onnicomprensivo di 30,00 (tale importo viene indicato espressamente
negli avvisi di presentazione dei progetti del Piano Integrato e
nei relativi formulari);
assodato che:
le stesse Disposizioni (al cap.2 par.7.6 pag. 150) stabiliscono
che per i costi ammissibili delle ore di docenza e di tutor occorre
fare riferimento alla Circolare del Ministero del Lavoro n. 41/2003
del 5 dicembre 2003, specificatamente nella parte riguardante la
ammissibilità delle spese e massimali di costo per le attività
cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo , dove, a pag.17, si legge
che per le attività corsuali del tutor venga riconosciuto un
massimale di costo orario pari a euro 30,00;
su questa linea, i Vademecum dei Programmi Operativi Regionali
2007-2013, nel fare riferimento al Vademecum nazionale delle spese
ammissibili FSE 2007/13, approvato dal Coordinamento tecnico della
Commissione IX della Conferenza dei presidenti delle Regioni e
Province, richiamano il massimale di costo orario di euro 30,00,
applicato dai Dirigenti scolastici per lo svolgimento delle
attività formative dei tutor;
il riconoscimento del compenso di euro 30,00 per i tutor
scolastici trova ulteriore conferma nelle recenti disposizioni
impartite dal MIUR per 'l'attuazione dei POR delle Regioni
Convergenza' nell'ambito del Piano d'Azione Coesione. Al riguardo
vedasi la Circolare n. 6693 del 18-04-2012 - Avviso per la
presentazione delle proposte relative all'azione C1 e C5 -
Competenze per lo Sviluppo FSE, dove (pag. 17) viene precisato che
'Il compenso per i tutor che operano in co-presenza in aula con
l'esperto è di 30,00' e nelle schede finanziarie (pagg. 34 e 35)
viene riportato il compenso di 30,00 espressamente prestabilito per
i tutor scolastici da impiegare nei progetti;
l'Avviso per 'Sostenere Azioni Educative e di Promozione della
Legalità e Cittadinanza Attiva', a pag 16 recita: 'Per tutor
collaboratori il costo massimo orario ammissibile è di euro 30,00
(trenta,00) al lordo di IRPEF e al netto di IVA e della quota
contributo previdenziale obbligatorio. Per il compenso del
personale interno vengono riconosciuti i costi derivati
dall'applicazione del CCNL di riferimento';
il CCNL del Comparto Scuola, all'art. 88 - indennità e compensi a
carico del fondo d'istituto, prevede due tipologie di retribuzione
per il personale docente impegnato in attività aggiuntive per le
ore eccedenti prestate in attività frontale con gli alunni, per le
quali è previsto un compenso orario di euro 35,00;
le stesse Disposizioni 2009, a pag. 168, stabiliscono per i tutor
interni un massimale orario di euro 30,00. Il Formulario per la
presentazione di Progetti per sostenere azioni educative e di
promozione della legalità e cittadinanza attiva, e presentato dalle
Istituzioni Scolastiche per la richiesta di finanziamento del
progetto in oggetto, nella sez. G - risorse umane - prevedeva per i
tutor un costo orario di euro 30,00;
la circolare del MIUR Prot.n. AOODGAI/6693 del 18 aprile 2012
Programmazione dei Fondi Strutturali 2007/2013 - Avviso per la
presentazione delle proposte relative all'azione C1 'Interventi
formativi per lo sviluppo delle competenze chiave', a pag. 17,
punto 1.5 'Disposizioni di attuazione specifiche per le due azioni
C1 e C5' specifica espressamente che 'Il compenso per i tutor che
operano in co-presenza in aula con l'esperto è di 30,00 ora.';
per sapere se non ritengano opportuno:
intervenire con provvedimenti urgenti ed in autotutela finalizzati
a riconoscere l'ammissibilità dei valori imputati dalle scuole
pubbliche statali della Sicilia che abbiano aderito nello scorso
settennio 2007-13 ai progetti del POR Sicilia a finanziamento UE
nelle voci relative a 'tutoraggio', 'coordinamento' e
'monitoraggio' contabilizzate a euro 30,00;
far conoscere le motivazioni che abbiano indotto ad affidare a
società esterna un servizio di monitoraggio condotto sino al 2010
dalle risorse di personale interno al Dipartimento Formazione, con
evidente aggravio di costi per il bilancio della Regione». (2047)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
D'ASERO
«Al Presidente della Regione, premesso che
la Regione ha commissionato e poi acquistato a Catania (via
Bummacaro 3, Librino), dalla ditta Fasano Costruzioni srl, 60
appartamenti con 60 cantine e 60 garage, procedendo a partire dal
1988 all'assegnazione a membri delle forze dell'ordine
(Carabinieri, Guardia di Finanza, polizia, ecc) tramite un regolare
concorso, bandito ai sensi della legge regionale 31/12/85 n. 54,
che disponeva l'acquisto di alloggi per le forze dell'ordine
impegnate nella lotta alla mafia in Sicilia;
la Regione ha versato alla Fasano Costruzioni srl solo l'85% del
prezzo pattuito in quanto i rimanenti euro 445.739,30 non sono
stati trattenuti per presunte inadempienze contrattuali attribuite
alla stessa Fasano Costruzioni;
nel luglio del 2010, la Fasano costruzioni srl, ritenendo futili e
inconsistenti tali contestazioni, conveniva in giudizio la Regione
siciliana palesando piuttosto le sue inadempienze e chiedendo, per
tali ragioni, la risoluzione del contratto e la restituzione
dell'immobile;
con sentenza del febbraio 2013, la Regione è stata condannata alla
restituzione dell'immobile e al pagamento di euro 1.600.000;
rilevato quindi che a fronte di un mancato pagamento di 450.000,
l'intero valore dell'immobile perso si attesta attorno a 3.000.000
euro e, oltre ai 1.600.000 euro, la Regione è condannata a pagare
ulteriori 18.000 euro per ogni mese di ritardo nella consegna dei
locali, oltre le spese legali, per un danno patrimoniale ed
economico che si attesta ad oggi sui 5.000.000 euro (10 volte
dunque in più rispetto all'insolvenza originaria di 450.000 euro)
senza contare i 200.000 euro annui di affitti che la Regione non
percepirà più;
considerato che:
a tale sentenza non è stato presentato ricorso entro i termini
prefissati per legge, precludendo in modo definitivo la possibilità
di ribaltare il primo grado di giudizio che, tra l'altro, a detta
di svariati legali non sembrava di certo ineccepibile;
queste persone sono state completamente abbandonate dalla Regione
dato che vivono ormai da tempo in un immobile fatiscente e
pericolante, considerato addirittura inagibile secondo una
relazione effettuata dai vigili del fuoco;
visto che:
i residenti, all'oscuro di tutta la vicenda legale, hanno
continuato a versare in modo illegittimo da più di un anno
l'affitto alla Regione;
poco più di un mese fa, a queste persone è stata recapitata una
lettera con la quale la Regione intimava loro di lasciare gli
alloggi, senza peraltro indicare alcuna futura dimora;
per sapere:
come sia stato possibile una tale sciatteria nella conduzione di
un bene pubblico, nella tutela di servitori dello Stato e dei
diritti acquisiti,
quali misure di riorganizzazione degli uffici siano previste per
evitare in futuro il ripetersi di vicende simili;
quali iniziative intenda assumere per verificare e recuperare
l'eventuale danno erariale;
quali ragioni abbiano mosso l'Amministrazione regionale
nell'intimare agli inquilini di lasciare gli alloggi in questione;
se non ritenga di dover ritirare e annullare tale intimazione o,
quanto meno, di predisporre soluzioni concrete e immediate per
l'assegnazione di nuovi alloggi a tali residenti». (2052)
RAIA
Interrogazioni
(con richiesta di risposta scritta)
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 09.10.2013 veniva pubblicato sul sito web dell'Asp di
Ragusa, la sezione Concorsi, 'avviso pubblico per la stipula di
apposita convenzione per consulenza libero professionale per n. 3
figure professionali di medico per l'assistenza sanitaria ai
cittadini immigrati (S.T.P. - E.N.I.). La scadenza per la
presentazione delle domande è fissata per il 23/10/2013';
successivamente, in data 04.11.2013, veniva pubblicato sul sito
web un avviso avente ad oggetto 'riapertura termini avviso
co.co.co. 3 medici assistenza sanitaria cittadini immigrati';
con deliberazione del Commissario Straordinario n. 2307 del
04.12.2013 veniva nominata la commissione esaminatrice per
procedere alla verifica dei requisiti di ammissione ed alla
valutazione dei curricula dei candidati ammessi alla selezione;
con deliberazione del Commissario Straordinario n. 247 del
30.01.2014 venivano approvati gli atti di selezione e dichiarati i
vincitori;
dalla deliberazione n. 572 del 21.03.2014 risulta che 'al fine di
garantire la continuità assistenziale ai cittadini immigrati' i
candidati dichiarati vincitori 'hanno iniziato la loro attività
professionale in data 1 febbraio 2014' impegnando la somma
necessaria 'per la durata dell'incarico annuale con decorrenza 1
febbraio 2014';
rilevato che:
i vincitori della selezione risultano gli stessi medici già
titolari di precedenti e identici incarichi presso l'Asp di Ragusa;
dalla deliberazione del Direttore Generale n. 1879 del 21.11.2011
avente ad oggetto 'proroga incarico professionale per l'assistenza
ai cittadini extracomunitari', risulta che 'con delibera n. 289 del
25.02.2011, si è proceduto all'affidamento professionale per
l'assistenza ai cittadini extracomunitari' a quegli stessi dott.ri
odierni vincitori della selezione, tutti con scadenza 31.10.2011, e
che 'al fine di evitare interruzione del pubblico servizio di
prorogare l'incarico professionale' degli stessi dal 1.11.2011 e
fino alla data del 31.12.2011;
considerato che:
consultando la sezione Concorsi sul sito web dell'Asp e sfogliando
le 39 pagine consultabili tra bandi e graduatorie, dal mese di
aprile 2010 sino al settembre 2013, non vi è alcuna traccia dei
precedenti conferimenti di incarichi in favore degli odierni
vincitori: pertanto, nessuna pubblicità è stata adeguatamente data
dall'Asp in merito alla ricerca di tali profili professionali prima
dell'avviso pubblicato nell'ottobre 2013;
la nozione di concorso evoca una procedura caratterizzata dalla
valutazione dei candidati e dalla compilazione finale di una
graduatoria. In tale contesto rientrano sia le procedure
concorsuali connotate dall'espletamento di prove stricto sensu
intese sia i concorsi per soli titoli (Cass. S.u. 4517/2006) come
nel caso di specie, in cui la procedura concorsuale è
esclusivamente caratterizzata dalla valutazione comparativa dei
candidati e dalla compilazione finale di una graduatoria, la cui
approvazione, individuando i 'vincitori', rappresenta l'atto
terminale del procedimento;
sono emersi seri e fondati dubbi circa validità degli avvisi e
della graduatoria di approvazione dei vincitori, in quanto
difetterebbe in capo all'amministrazione resistente il potere di
indire una siffatta procedura selettiva con riferimento alla
priorità accordata alla conoscenza linguistica specifica e ai
servizi prestati in ambito di immigrazione nel SSN nonché circa la
legittimità dei provvedimenti di nomina della Commissione
esaminatrice in quanto si è proceduto alla valutazione della
conoscenza linguistica dichiarata dai candidati senza verificarne
la veridicità e il livello dichiarato e non sono stati
opportunamente designati membri aggregati, non risultando provata
la competenza specifica dei singoli commissari in ambito
linguistico;
visto che:
nel caso di specie, solo ex post, si è avuto modo di constatare
che gli avvisi di selezione hanno di fatto limitato o precluso, in
maniera irragionevole e arbitraria, la corretta partecipazione di
tutti i candidati, ad esclusivo vantaggio di alcuni soggetti, gli
odierni vincitori, già titolari di precedenti incarichi conferiti
senza alcuna selezione pubblica;
la priorità accordata negli avvisi di selezione in favore dei
'candidati in possesso della conoscenza della lingua araba e dei
paesi dell'Est Europa' e ai 'candidati in possesso della conoscenza
della lingua araba, francese o dei paesi dell'Est Europa' si pone
in evidente contraddizione non solo rispetto alla Deliberazione C.
S. n.1889 del 03.10.2013 - che nulla dispone in merito alle
specifiche conoscenze linguistiche richieste al personale medico
destinatario dell'avviso di selezione - e alla Deliberazione C. S.
n. 2046 del 22.10.2013 - laddove il francese viene considerata
seconda lingua parlata mentre il primo avviso tace sul punto
indicando genericamente la provenienza geografica (paesi
dell'Est Europa) per l'individuazione della lingua - ma soprattutto
in relazione al Decreto Assessoriale del 17/10/2012 contenente le
'linee guida per l'assistenza sanitaria ai cittadini stranieri
(extracomunitari e comunitari) della Regione siciliana' che non
impone in alcun modo una specifica conoscenza linguistica ai medici
che espletano il servizio di assistenza in favore dei cittadini
stranieri;
piuttosto, al paragrafo 3.1 del suddetto D.A. rubricato
'Organizzazione della rete assistenziale a livello territoriale',
pag.34, al punto 8) emerge molto chiaramente che il medico non è
tenuto ad una specifica conoscenza linguistica in quanto coadiuvato
dal mediatore linguistico culturale, attesa la specificità del suo
ruolo, come ribadito anche a pag 35 'le Aziende Sanitarie
Provinciali si doteranno di un mediatore linguistico-culturale
facendo ricorso alle modalità di selezione e reclutamento che
riterranno più opportune e più adeguate nei vari contesti. Si
evidenzia che la presenza del mediatore linguistico-culturale
riveste un ruolo determinante nella gestione delle richieste degli
stranieri';
il criterio della priorità linguistica specifica, unito alle
precedenti esperienze lavorative maturate nello stesso settore,
sembra essere stato funzionalizzato a salvaguardare le posizioni
acquisite dai medici poi dichiarati vincitori in virtù dei
pregressi incarichi e convenzioni stipulate con l'Asp di Ragusa
sicuramente sin dal 2011;
nella procedura selettiva in esame, il discrimen linguistico ha,
peraltro, generato un monstrum in sede di formulazione e
approvazione della graduatoria finale: infatti, candidati che hanno
ottenuto una valutazione inferiore si sono comunque collocati in
posizione superiore rispetto ad altri candidati che conoscendo la
sola lingua inglese sono stati penalizzati nel merito, come se
titoli di carriera, titoli accademici e pubblicazioni fossero del
tutto irrilevanti;
per sapere:
se non ritengano opportuno verificare se ci sia stata una qualche
illegittimità nei criteri utilizzati dall'Asp 7 Ragusa per la
redazione degli avvisi e della graduatoria in oggetto;
se non s'intenda valutare se gli attuali vincitori - già titolari
di incarichi per lo stesso settore e presso la stessa Asp - siano
stati di fatto favoriti come se fossero portatori di posizioni
acquisite intoccabili, con conseguente snaturamento della
graduatoria violazione dei principi costituzionali di eguaglianza e
di imparzialità della P.A.;
se non s'intenda, nell'ambito delle proprie competenze,
intervenire sull'Azienda Sanitaria perché sospenda l'adozione e/o
l'efficacia della graduatoria e dei provvedimenti conseguenti,
nelle more di un pieno e definitivo chiarimento sulla loro
legittimità, anche al fine di prevenire l'insorgere di contenziosi
e criticità suscettibili di ripercuotersi negativamente sul buon
andamento del servizio;
quali iniziative s'intendano complessivamente adottare per
assicurare che i criteri di selezione e di attribuzione dei
punteggi risultino pienamente ed effettivamente ispirati a criteri
di trasparenza, buon andamento, parità di trattamento e non
discriminazione». (2044)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
FERRERI - TRIZZINO - CANCELLERI - PALMERI - CIACCIO -
MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO - FOTI - LA ROCCA - ZITO -
CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea e all'Assessore per
l'energia, premesso che:
dal 2008, il Consorzio di bonifica 5 di Gela ha l'onere, sancito
da provvedimenti dell'Assessorato per l'energia, di consentire il
transito attraverso le proprie reti irrigue sino a 3,5 mmc di acque
grezze provenienti dal complesso Disueri e Cimia in favore del
potabilizzatore che Siciliacque S.p.A. gestisce in prossimità della
città di Gela;
gli invasi Disueri e Cimia sono gestiti dal 2008 dall'ARRA e dal
2010 dall'Assessorato all'Energia;
l'attività di vettoriamento impegna le maestranze consortili
dodici mesi l'anno mentre quella irrigua si svolge prevalentemente
nel periodo giugno - novembre;
il rimborso degli oneri di vettoriamento è stato transattivamente
definito per il periodo 2008 - 2009 col pagamento in favore del
Consorzio di 250.000,00 euro;
tale somma sarebbe gravata di IVA, secondo l'interpretazione di
Siciliacque S.p.A., mentre il Consorzio si ritiene libero da tale
tributo ai sensi dell'art. 8, comma 2, del D.L. n. 90/1990,
convertito nella legge n. 165/1990, a tenore della quale le
attività istituzionali dei Consorzi non costituiscono attività
commerciali;
per la definizione del costo complessivo della fornitura di acqua
grezza è stato istituito un tavolo tecnico fra Assessorato Energia,
Assessorato Agricoltura ed il Consorzio;
il tavolo si è riunito una sola volta nel 2012 ed ha
cristallizzato due inconciliabili posizioni:
a) secondo l'Assessorato dell'energia il costo complessivo della
fornitura va fissato in 0,15 a mc, di cui i 5/6 a favore dello
stesso Assessorato per la gestione degli invasi ed 1/6 a favore del
Consorzio per il vettoriamento delle acque;
b) Siciliacque rivende la stessa acqua a 0,60 euro al mc,
traendone un notevole guadagno;
c) il Consorzio ritiene invece di sopportare già per il
vettoriamento un costo di 0,18 a mc, e comunque richiede per
l'utilizzo delle reti un contributo non inferiore a quello imposto
ai consorziati, pari in atto a circa 0,15 mc: identiche risultano
infatti le modalità di svolgimento del servizio sia nei confronti
degli utenti agricoli che di Siciliacque S.p.A; trattandosi
pertanto di prestazione istituzionalmente ed indistintamente
svolta, con l'utilizzo degli stessi mezzi, strutture e personale,
la stessa non può essere soggetta ad IVA ai sensi della citata
legge n. 165/1990;
per sapere se non ritengano di dovere:
intervenire per definire il costo per mc di acqua a 0,50 euro;
stabilire che tale importo venga suddiviso in misura paritaria: il
50%, pari a 0,25 euro a mc per la gestione degli invasi e 0,25 euro
a mc per il vettoriamento dell'acqua nelle reti irrigue del
Consorzio di bonifica di Gela». (2045)
ARANCIO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
con delibera n. 18/AS del 27.12.2007 il Consorzio Autostrade
Siciliane ha preso atto del D.A. ANAS n. 75981 del 18.06.2007 con
il quale è stato approvato il progetto esecutivo dei lavori di
costruzione dello svincolo di collegamento tra la S.P. 14 Siracusa-
Canicattini Bagni e il tratto autostradale Siracusa-Cassibile
dell'autostrada Siracusa-Gela A/18, per un importo pari a
15.480,905,55 euro;
preso atto che con provvedimento n. 69/CD del 2.7.2008, il
Consorzio Autostrade Siciliane ha autorizzato l'appalto dei lavori
mediante procedura aperta;
tenuto conto che con delibera del Commissario Straordinario del
Consorzio Autostrade Siciliane, n. 23/CS del 10.02.2010, si è preso
atto dell'esito della gara ed è stata dichiarata aggiudicataria
dell'appalto l'impresa CO.ME.AP. Consorzio Stabile Mediterraneo
Società Consortile a.r.l.;
considerato che il tempo assegnato dal contratto per l'esecuzione
dei lavori era di 975 giorni naturali e consecutivi, a decorrere
dalla consegna dei lavori stessi, consegna avvenuta in data
11.08.2010;
accertato che ad oggi, nonostante il termine previsto dal
contratto sia abbondantemente scaduto, i lavori non sono ancora
stati ultimati, anzi gli stessi procedono con notevolissimo
ritardo;
visto che il ritardo ingiustificato del completamento dei lavori
sta provocando non pochi disagi alle comunità interessate,
fortemente penalizzate a causa dell'attuale situazione viaria,
specie a ridosso della stagione estiva;
valutato che secondo alcune indiscrezioni non confermate, la ditta
esecutrice dell'opera di che trattasi, avrebbe la necessità di
interrompere, completamente, la viabilità sul tratto interessato
dai lavori al fine di poter procedere al loro completamento,
arrecando, in questo periodo, ulteriori danni e disservizi ai
Comuni interessati, a vocazione principalmente turistica;
per sapere se:
siano a conoscenza di quanto sopra ampiamente esposto;
non ritengano utile e necessario intervenire al fine di accelerare
il completamento dei lavori di costruzione dello svincolo di
collegamento tra la S.P. 14 Siracusa-Canicattini Bagni e il tratto
autostradale Siracusa-Cassibile dell'autostrada Siracusa-Gela, in
modo da poter avere la sua apertura, seppur parziale, nel periodo
estivo». (2048)
VINCIULLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
la legge n. 283 del 1962 'Disciplina igienica della produzione e
della vendita delle sostanza alimentari e delle bevande' detta
disposizioni in ordine alla vigilanza sulle sostanze alimentari e
bevande per la tutela della pubblica salute, la produzione ed il
commercio delle sostanze destinate alla alimentazione. La normativa
affida all'autorità sanitaria, a mezzo dei competenti organi ed
uffici, l'attività di ispezione e prelievo di campioni negli
stabilimenti ed esercizi pubblici dove si producono, conservano in
deposito, smerciano o consumano le predette sostanze, nonché sugli
scali e sui mezzi di trasporto. La stessa autorità può procedere al
sequestro delle merci e, ove dagli accertamenti eseguiti risulti
necessario per la tutela della pubblica salute, alla loro
distruzione; gli esami e le analisi dei campioni sono compiuti dai
laboratori provinciali di igiene e profilassi o da altri
laboratori, all'uopo autorizzati;
nella legge citata si prevede che, quando dall'analisi risultano
prodotti non corrispondenti ai requisiti fissati dalla legge, il
capo del laboratorio trasmette denuncia al medico o al veterinario
provinciale, unendovi il verbale di prelevamento ed il certificato
di analisi. Contemporaneamente comunica all'esercente presso cui è
stato fatto il prelievo e all'autorità che ha disposto il prelievo
stesso il risultato dell'analisi. Le analisi di revisione sono
eseguite presso l'Istituto superiore di sanità. In caso di mancata
presentazione nei termini della istanza di revisione, o nel caso
che l'analisi di revisione confermi quella di prima istanza, il
medico o il veterinario provinciale trasmetteranno le denunce
all'Autorità giudiziaria; ciò, anche qualora il medico o
veterinario provinciale ravvisino gli estremi di una frode tossica
o comunque dannosa alla salute;
le ispezioni ed i prelievi di campioni sono effettuati da
personale sanitario o tecnico appositamente incaricato, dipendente
dall'autorità sanitaria provinciale o comunale. Detti soggetti, nei
limiti del servizio a cui sono destinati e secondo le attribuzioni
ad essi conferite, sono ufficiali o agenti di polizia giudiziaria e
possono, in ogni caso, richiedere, ove occorra, l'assistenza della
forza pubblica;
in caso di violazione delle disposizioni di cui alla legge in
esame, salvo che il fatto costituisca più grave reato, i
contravventori sono puniti con l'arresto o con l'ammenda e, in
alcuni casi, con la pena accessoria della chiusura definitiva dello
stabilimento o dell'esercizio e la revoca della licenza,
dell'autorizzazione o dell'analogo provvedimento amministrativo che
consente l'esercizio dell'attività;
il D.Lgs. n. 507 del 1999 ha proceduto alla depenalizzazione di
talune violazioni contente nella legge 283/62;
la legge n. 4 del 2011 detta 'Disposizioni in materia di
etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari' finalizzate ad
assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori, anche con
riguardo all'interesse ad una corretta informazione;
la legge 4/2011 ha inteso rafforzare la prevenzione e la
repressione degli illeciti in materia agro-ambientale e delle frodi
alimentari. Al fine di favorire il contrasto della contraffazione
dei prodotti agroalimentari protetti e le azioni previste
dall'articolo 18, comma 1, della legge 23 luglio 2009, n. 99,
all'articolo 5, comma 1, delle norme di attuazione, di
coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui
al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271 sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: 'nonché del Corpo forestale dello Stato'
(CFS). Inoltre, si prevede che '...Nelle regioni a statuto speciale
e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, le sezioni di
polizia giudiziaria sono composte anche dal personale con qualifica
di polizia giudiziaria appartenente ai rispettivi corpi forestali
regionali o provinciali, secondo i rispettivi ordinamenti, previa
intesa tra lo Stato e la regione o provincia autonoma
interessata...';
ai reati alimentari, delitti di comune pericolo contro
l'incolumità pubblica, disciplinati direttamente dagli artt. 439,
440, 442, 444, 516 e 517 quater (tutela del paesaggio alimentare,
biodiversità a tavola e lotta alle contraffazioni agroalimentari )
del Codice Penale e, indirettamente, dagli artt. 589 e 590 dello
stesso C.P.. si procede d'ufficio così come hanno l'obbligo di
procedere all'elevazione di sanzioni amministrative in caso di
violazione della normativa statale in materia agro-alimentare
Agenti ed Ufficiali di P.G. di cui all'art. 57 del C.P.P, e che,
nonostante detti reati ed illeciti amministrativi possano essere
commessi da chiunque, la giurisprudenza ritiene che rispondano
penalmente e civilmente anche i responsabili delle imprese, gli
amministratori delle persone giuridiche e gli imprenditori, nonché
le imprese a carattere familiare;
rilevato che:
prima della l. 4/11, oltre agli enti preposti per i controlli a
carattere amministrativo, l'attività di indagine e repressiva era
affidata alla Polizia di Stato, Carabinieri, NAS e Guardia di
Finanza e che con la L. 4/11 è stato affidato al Corpo Forestale
dello Stato il compito di occuparsi dell'attività di vigilanza e
repressione dei reati agro-alimentari, intesi come minaccia alla
salute dei consumatori e all'ordine pubblico;
per la tutela dei consumatori e la conseguente protezione delle
eccellenze alimentari, risultava di particolare importanza
assicurare adeguate attività di vigilanza e controllo, finalizzate
a prevenire gli abusi e sanzionare le irregolarità, nonché a
prevenire e contrastare i fenomeni criminali e gli interessi
illeciti che possono coinvolgere i settori della produzione
agricola e alimentare, inscindibilmente legati all'utilizzo del
territorio così come previsto dalla Costituzione che difende in
modo indiretto questo valore attraverso la tutela del paesaggio
(art. 9), della salute (art. 32), dell'ecosistema e dell'ambiente
(legge di revisione del Titolo V della Costituzione, 18 ottobre
2001, n. 3);
in diverse Regioni a statuto ordinario alcuni prefetti hanno
istituito tavoli di coordinamento delle attività di vigilanza e
controllo del comparto agroalimentare e della pesca, con la
partecipazione dei rappresentanti delle Forze di Polizia e delle
istituzioni competenti a vario titolo ad effettuare attività
ispettive quali Polizia di Stato, Carabinieri, NAS, Guardia di
Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Capitaneria
di Porto, Polizia Provinciale e Municipale, rappresentanti
dell'Ispettorato Centrale Tutela Qualità e Repressione Frodi dei
prodotti agroalimentari, Agenzia delle Dogane e Aziende USL;
operazioni anticrimine di contrasto alle frodi agro-alimentari
risultano sempre più numerose, anche a livello internazionale come
per esempio l'Operazione OPSON curata dall'Ufficio Interpol del
Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione
Centrale di Polizia Criminale del Ministero dell'Interno dove per
l'Italia hanno partecipato reparti del Corpo forestale dello Stato,
dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia
di Stato, a dimostrazione che i corpi di polizia, per coordinarsi
nelle operazioni di contrasto alla criminalità alimentare,
necessitano dell'indispensabile utilizzo di strumenti sulla
tracciabilità internazionale della produzione e circolazione degli
alimenti sia nella produzione che nella trasformazione industriale,
quali banche dati merceologiche e delle imprese, documentali e
merceologiche, oltre che patrimoniali, dell'immediato utilizzo di
laboratori di analisi, di consulenze tecniche oltre all'utilizzo di
personale di polizia particolarmente formato;
con l'entrata in vigore della legge 4/11 (Disposizioni in materia
di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari) è stato
affidato al Corpo Forestale dello Stato il compito di occuparsi
dell'attività di vigilanza e repressione dei reati agro-alimentari,
intesi come minaccia alla salute dei consumatori ed all'ordine
pubblico (mod. al C.P.P. di cui al decreto legislativo 28 luglio
1989, n. 271 in attuazione all' art. 18, comma 1, della legge 23
luglio 2009, n. 99, modifica che inquadra il CFS nel comparto
'Sicurezza'), con competenza territoriale su tutto il territorio
nazionale comprese le Regioni a statuto speciale e nella
fattispecie in Sicilia con l'istituzione del Centro Regionale
Anticrimine Agroalimentare della Sicilia per il contrasto alla
criminalità organizzata in ambito agro-ambientale, istituito con
Decr. del Capo del CFS n. 188/2012 con sede a Palermo, reparto che
si avvale, per i riscontri merceologici e di laboratorio,
dell'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei
prodotti agroalimentari (ICQ), struttura composta da 27 uffici
ispettivi, 5 laboratori di analisi distribuiti su tutto il
territorio nazionale;
la Sicilia, grazie alla sua speciale autonomia, ha emanato, a
seguito di deleghe statali quali il D.P.C.M. del 26 maggio 2000,
leggi concorrenti a quelle dello Stato che riguardano (anche) la
vigilanza in materia agro-alimentare, emanando ad esempio il PRIS
2012-214 (piano regionale integrato dei controlli sulla sicurezza
alimentare e animale) affidato a strutture ed Uffici della sanità
regionale;
l'art. 8 della con l.r. n. 26/2012, pubblicata nella G.U.R.S. n.
19 dell'11/05/2012, 'Salvaguardia della produzione agricola
siciliana - Contrasto all'evasione fiscale e disposizioni in
materia di grande distribuzione', disponeva che l'Ass. Risorse
agricole e alimentari - Dipartimento Interventi Infrastrutturali -,
al fine di assicurare la tutela dei consumatori e la trasparenza
delle informazioni sull'origine e la provenienza dei prodotti e sui
metodi di coltivazione o allevamento, svolgesse l'effettuazione di
controlli periodici volti a rafforzare l'azione di contrasto alle
frodi in campo agroalimentare e a garantire la difesa dei prodotti
agricoli locali con la verifica della provenienza e della
tracciabilità degli stessi, nonché ad assicurare il rispetto, da
parte degli operatori del settore lungo la filiera, degli obblighi
di presentazione dei prodotti e di esposizione, in maniera chiara
sull'etichetta o sul cartellino unico sul punto di vendita, delle
informazioni previste dalla normativa comunitaria, nazionale e
regionale vigente in tema di etichettatura dei prodotti,
avvalendosi anche del CFRS, e segnalando alle autorità competenti
l'esito degli accertamenti trasmettendo le informazioni sulle
violazioni dei suddetti obblighi all'Assessorato regionale delle
attività produttive per l'irrogazione della relative sanzioni
amministrative in applicazione alla predetta legge 3 febbraio 2011,
n. 4, ed istituendo un apposito fondo la cui dotazione per ciascuno
degli esercizi finanziari 2012, 2013 e 2014 era pari a 300.000 euro
annuo;
a seguito della richiesta formulata dall'Assessore Risorse
Agricole n. 24250/2013 e su indicazione del D.G. del CFRS, con
decreto n. 150 dell'11/06/2013, pubblicato nella GURS del
28/06/2013, sono state ampliate le competenze del CFRS,
integrandole con quelle inerenti la prevenzione e repressione delle
frodi nel campo agro-alimentare e nel settore dei mezzi tecnici per
l'agricoltura, attraverso controlli ispettivi ed analitici. In
particolare, sono stati disciplinati sia l'affidamento di compiti
di vigilanza sugli organismi di controllo che operano in Sicilia
nell'ambito delle produzioni di qualità regolamentata, sia la
segnalazione alle autorità competenti delle violazioni accertate
della normativa in materia di contrasto alla contraffazione dei
prodotti agroalimentari, di etichettatura e di presentazione dei
prodotti per l'irrogazione delle relative sanzioni;
con decreto 2 settembre 2013 dell' Assessorato del territorio e
dell'ambiente e dell'Assessorato delle risorse agricole e
alimentari è stato istituito il Nucleo operativo regionale del
Corpo forestale per la sicurezza agroalimentare (N.O.R.A.S.) con
sede presso il Dipartimento Comando del Corpo forestale della
Regione siciliana ed alle dirette dipendenze del dirigente generale
del Corpo forestale della Regione siciliana; l'art 2 recita '....
segnalazione alle autorità competenti delle violazioni accertate
alla normativa in materia di contrasto alla contraffazione dei
prodotti agroalimentari, di etichettatura e di presentazione dei
prodotti anche ai sensi dell'art. 4 della legge 3 febbraio 2001, n.
4, e delle relative disposizioni in materia di obbligo e di
indicazione del luogo di origine o di provenienza, per
l'irrogazione delle relative sanzioni', mentre l'art. 3 recita che
'..l'articolazione del N.O.R.A.S. verrà disposta con successivo
decreto del dirigente generale del dipartimento Comando del Corpo
forestale della Regione siciliana';
osservato che:
nel decreto n. 150/2013 non vi è riferimento ad alcuna parte
sanzionatoria amministrativa di emanazione regionale, cioè
l'azione, affidata ad agenti e/o ufficiali di P.G., con la quale
una norma obbliga a chiunque di rispettare i precetti in essa
contenuta, e ciò in considerazione che la competenza esclusiva di
riferimento, la l. n. 4/2011, appartiene allo Stato che le esercita
attraverso il CFS inquadrato, come detto sopra, nel comparto
'Sicurezza', né dispone circa la possibilità che il personale del
CFRS con qualifiche di P.G. e P.S. possa procedere all'elevazione
di sanzioni amministrative, limitandosi, come disposto nell'art. 1
c. III del suddetto decreto, a 'suggerire' di effettuare la
segnalazione a non meglio precisate autorità competenti richiamate
solamente dall'art. 8 della l.r. 26/2012 dove viene indicato
l'organo competente ad erogare sanzioni per il settore agro-
alimentare, individuate nell'Assessorato regionale delle attività
produttive - Servizio 5S;
nel merito, è evidente il paradosso: il personale del Serv. S5 del
Dipartimento attività produttive, ricevute le segnalazioni,
dovrebbe elevare le sanzioni amministrative, mentre invece riveste
attualmente l'incarico di Autorità Amministrativa ovvero di
l'autorità, separata dalla P.G. accertante ed autonoma nella
formulazione degli Atti di accoglimento, rigetto o ingiunzioni di
pagamento dei P.V.A., preposta a ricevere il Rapporto Informativo
previsto dall'art. 17 della legge 689/81 elevati esclusivamente da
Agenti/Ufficiali che rivestono le qualifiche di P.G. e/o P.S. di
cui al dispositivo dell'art. 57 Codice di Procedura Penale Titolo
III - Polizia - c. 1; infatti il personale del Serv. 5S è composto
da funzionari e Dirigenti amministrativi i quali ricevono verbali e
rapporti dai corpi di polizia dello Stato inerenti controlli, e
relativa documentazione sanzionatoria, nel settore del commercio e
produzione degli agro-alimenti; al contrario, il personale del CFRS
che riveste le qualifiche di P.G./P.S. ed ai quali il Decreto n.
150/2013 ha ampliato le competenze in materia di controlli
agroalimentari ed individuato dall'art. 8 della l.r. 2/2012 a
partecipare ai controlli del Dipartimento interventi
infrastrutturali dell'Assessorato delle risorse agricole e
alimentari, in presenza di illeciti amministrativi e/o penali,
potrebbe incorrere nel reato di rifiuto di atti d'ufficio o
omissione di atti d'ufficio (art. 328 c.p.) qualora NON procedesse.
Infine, in virtù di quanto disposto dalla Legge 4/2011 tra il
personale del CFRS solo le unità in servizio presso le sezioni di
P.G. (aliquote di P.G. presso le procure di TP, CT e AG) possono
effettivamente svolgere attività delegate in materia di controlli
agro-alimentari e comminare le relative sanzioni (art. 4, comma
VIII, legge 4/11); tutto ciò, in palese contrasto con le
disposizioni dettate in materia di riparto di competenze tra gli
organi di Pubblica sicurezza;
per sapere se non ritenga opportuno:
verificare la legittimità di quanto contenuto nel decreto n. 150
dell'11.06.13, anche con riferimento ad eventuali violazioni delle
regole in merito al riparto di competenze tra Stato e Regioni (art.
117 Cost.), nonché alla assoluta genericità del decreto medesimo
circa gli organi e le autorità competenti nel settore, soprattutto,
della irrogazione delle sanzioni, tenuto conto che il personale
dell'Assessorato delle attività produttive non ha qualifiche di
P.G. né di P.S. ed ove fosse necessario dichiararlo nullo;
chiedere una delega statale di attribuzioni della legge 4/2011;
chiarire:
1) se intenda affidare il servizio ed i controlli ad un Reparto
centrale, tenuto conto della carenza dell'organico e di quante
unità sarà composto indicando le eventuali risorse necessarie e le
fonti da cui attingerle per la formazione specialistica;
2) quale figura in servizio negli attuali ruoli del Corpo
forestale regionale (CFRS) il personale che riveste le qualifiche
di P.G. e Pubblica Sicurezza, avrà l'incarico di coordinare le
suddette attività, anche in concorso con le altre Forze
dell'Ordine;
3) se sia previsto un corso di formazione presso il Corpo
forestale regionale e quale personale sia stato individuato;
4) il motivo per cui dopo, la pubblicazione del Decreto n. 150 e
del Decreto di istituzione del NORAS del 2 settembre 2013, non
siano state emanate apposite ordinanze di servizio e circolari
esplicative;
5) se sia stata prevista la possibilità di utilizzare banche dati
specifiche (SDI, Anagrafe Patrimoniale, Animale, Merceologica) e se
siano state previste convenzioni con laboratori di analisi in
ambito regionale o con altri organismi di consulenza;
6) a quali risorse del bilancio regionale attingerebbe il Comando
per finanziare le spese dei nuovi servizi;
7) se l'Autorità Amministrativa, sarà individuata e confermata nel
Serv. VS dell'Assessorato delle attività produttive;
8) se gli Agenti del Corpo forestale regionale possano procedere
ad elevare sanzioni amministrative, applicando le misure previste
dalla legge 4/2011;
verificare se le risorse previste dall'art. 8 della l.r. 26/2012,
per il triennio 2012/2014, siano state totalmente o parzialmente
utilizzate e/o impegnate alla data del 31/12/2013, e quante ne
risultino disponibili per l'esercizio finanziario 2014». (2049)
ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERIFOTI-LA ROCCA-
MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la salute e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che il 29
maggio 2014, a Villasmundo, frazione del comune di Melilli, dopo un
periodo di carenza o totale assenza di acqua, su segnalazione degli
stessi cittadini, si é verificata la fuoriuscita dai rubinetti
delle abitazioni, di acqua torbida, giallognola, se non addirittura
marrone;
considerato che Melilli non é zona nuova a spiacevoli episodi
legati all'erogazione di acqua sporca, risalendo al 2012 la vicenda
di inquinamento delle falde acquifere, per non dimenticare
l'episodio del 1996 dell'acquedotto inquinato e di numerosi casi di
intossicazione;
visto che il cittadino è comprensibilmente preoccupato per le
ripercussioni sullo stato di salute per l'uso di quest'acqua, oltre
che disagiato da simili episodi, soprattutto in prossimità della
stagione estiva,
per sapere se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e
quali iniziative intendano porre in essere e se non ritengano
opportuno disporre un'ispezione presso le locali autorità
sanitarie, per garantire la salubrità dell'acqua erogata». (2050)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
COLTRARO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'energia e i
servizi di pubblica utilità, premesso che:
APS - Acque Potabili Siciliane, è stata dichiarata fallita dal
Tribunale di Palermo a causa di un grave squilibrio economico-
finanziario;
le richieste di APS di adeguamento delle tariffe in ambito
provinciale sono state sempre negate in primo luogo dall'AATO e
successivamente dal Commissario, in quanto non certificate dai
miglioramenti sulle perdite di rete e dal recupero degli
approvvigionamenti abusivi;
considerato che:
sembrerebbe che il Commissario dell'Ato idrico Palermo 1,
Commissario liquidatore Gen. Domenico Tucci, abbia concesso un
aumento delle tariffe in ambito provinciale pari al 9%;
i sindaci dei Comuni della provincia di Palermo sembrerebbero non
conoscere tale aumento;
tale aumento garantirebbe l'equilibrio economicofinanziario della
gestione transitoria di Onda Energia;
se fosse accertata la veridicità di tale atto emanato dal Gen.
Tucci, i soci di APS si ritroverebbero in una posizione di
vantaggio nell'arbitrato attualmente in corso, in quanto verrebbe
riconosciuto che la tariffa precedentemente applicata non fosse
congrua;
per sapere se:
sia vero l'aumento del 9% del piano tariffario del servizio idrico
della provincia di Palermo;
sia vero che l'aumento del 9% del piano tariffario della provincia
di Palermo è retroattivo per l'anno 2013;
sia stato concesso tale aumento tariffario per garantire
l'equilibrio economico finanziario di Onda Energia;
non ritengano di far conoscere il piano economico-finanziario e
industriale di Onda Energia;
i lavoratori di APS saranno riassorbiti dal nuovo gestore e con
quali tipologie contrattuali». (2051)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
PALMERI-CANCELLERI-CAPPELLO-TANCREDI-CIACCIO-CIANCIO-ZAFARANA-
FERRERI-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TRIZZINO-FOTI-LA ROCCA-ZITO
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro, premesso che:
recentemente il Presidente della Regione ha annunciato, attraverso
gli organi di stampa, una delibera di Giunta concernente
l'assegnazione dei lavoratori ASU alla disponibilità dei beni
culturali regionali (molti dei quali da anni avrebbero percepito un
contributo senza alcuna assegnazione lavorativa) favorendo in tal
modo anche una maggiore fruizione dei beni archeologici,
paesaggistici e monumentali siciliani, attraverso, appunto, la loro
apertura domenicale e serale;
constatato che:
a tutt'oggi la suddetta delibera di Giunta non risulta pubblicata
sul sito ufficiale della Regione e, conseguentemente, non è dato a
tutti i soggetti interessati di conoscere i criteri di
assegnazione, non sussistendo neppure una graduatoria dei soggetti
utilizzabili;
secondo la nota, prot. n. 01964 del 21 maggio u.s., relativa alla
provincia di Messina (inviata esclusivamente per posta
elettronica), 'a completamento delle procedure previste nella
Direttiva del Dirigente Generale Dip. Lavoro prot. n.
24343/US1/2014 del 30/4/2014' il Servizio XIV del Centro per
l'impiego di Messina, ha invitato i legali rappresentanti
dell'Associazione Penelope, Coord. Solidarietà Sociale di Taormina,
l'Associazione Volontariato 'Croce Verde Taormina' ONLUS, la Soc.
Coop. CAIS di Milazzo, la Soc. Coop. IL QUADRIFOGLIO di Messina, la
Soc. Coop. ISVIL di Gaggi e la Coop A.L.A. ALCANTARA LAVORO
AMBIENTE di Taormina a presentarsi entro 5 giorni 'per la stipula
del protocollo di intesa inerente l'utilizzazione di soggetti da
impegnare in attività socialmente utili presso strutture
dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali per favorirne la
fruizione dei beni archeologici, paesaggistici e monumentali della
Sicilia, dei comuni di Giardini Naxos e Lipari';
considerato che:
in tutta la Regione sono state richieste n. 300 unità di LSU e
nella provincia di Messina N. 48, così distribuite: n. 12 Giardini
Naxos; n. 12 Messina; n. 12 Lipari; n. 12 Tusa;
nel bacino dei lavoratori destinatari del regime transitorio dei
lavori socialmente utili rientano anche, fra le diverse categorie
di precariato, circa 2000 lavoratori delle Cooperative, ai quali è
stato erogato dall'INPS un sussidio di circa 450 euro al mese, con
fondi della Regione e che, pertanto, anch'essi, potrebbero essere
utilizzati in maniera produttiva, attraverso l'applicazione delle
normative vigenti sulla mobilità del precariato, offrendo a questo
personale un vero contratto di lavoro anziché un sussidio che
comunque continua a gravare sulle casse regionali;
l'art. 30 della legge di stabilità regionale n. 5/2014 concernente
disposizioni in materia di personale precario, comprende, fra gli
altri, i lavoratori ASU di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 280, come recepito dall'articolo 4
della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, che alla data del 31
dicembre 2013 siano titolari di contratto a tempo determinato o
utilizzati in attività socialmente utili, secondo le disposizioni
recate dall'articolo 4, comma 9 bis, e successive modifiche e
integrazioni, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;
l'utilizzo del personale ASU non può avvenire tramite convenzione,
attraverso le cooperative, poiché vietato per legge;
non si ravvede più la necessità di utilizzare tale personale
attraverso le cooperative stesse;
è possibile prevedere un piano di fuoriuscita di detti lavoratori
dalle Cooperative ed attraverso gli Uffici provinciali del lavoro
territoriali per competenza si può individuare un ente
utilizzatore, così come previsto dagli artt. 74 e 75 della legge
regionale n. 17/04, evitando, in tal modo, lo sfruttamento e il
ricatto delle Cooperative che non solo li utilizzano negli enti
privati in maniera arbitraria ed illegittima ma facendosi pagare
pure le quote associative come 'contributo improprio', in cambio
della propria e dovuta continuità occupazionale;
per sapere:
i motivi della mancata pubblicazione sul sito della Regione della
delibera della Giunta concernente l'assegnazione del personale ASU
alla disponibilità dei beni culturali regionali;
se e quali iniziative siano state assunte o si intendano assumere
per estendere l'utilizzo dei lavoratori ASU, oltre che nell'ambito
dei beni culturali anche in altri ambiti di competenza regionale
come il turismo, l'agricoltura, il territorio ed il lavoro, al fine
di aumentare la qualità e l'efficienza dei servizi resi
collettività e, nel contempo, offrire prospettive di
stabilizzazione occupazionale ai soggetti precari utilizzati;
se non ritengano di dover estendere a tutti gli enti utilizzatori
privati le medesime opportunità di fuoriuscita dal precariato;
quali motivi impongano l'utilizzo dei soggetti ASU presso le
Cooperative;
se le medesime procedure di mobilità riguardino gli Uffici del
lavoro di tutte le Province regionali e non soltanto alcuni di cui
si ha notizia;
quali iniziative siano state assunte a tutt'oggi per favorire la
fuoriuscita dei lavoratori ASU dalle società cooperative in cui
vengono impropriamente utilizzati tramite convenzione». (2053)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
«Al Presidente della Regione, premesso che entro il 22 maggio 2014
la Regione siciliana avrebbe dovuto presentare i programmi e le
documentazioni necessarie, per poter usufruire nel nuovo ciclo di
programmazione dei fondi europei 2014-2020, che assegnano alla
Sicilia, per i due programmi operativi regionali (POR) del FESR,
del Fondo sociale e per i programmi operativi nazionali (PON), una
dotazione complessiva da spendere nel 2014-2022 di oltre 8,6
miliardi di euro;
constatato che a, tutt'oggi, non risulta alcun completamento
dell'opportuno iter burocratico previsto per poter accedere alla
dotazione sopra menzionata, tanto da essere stata richiamata la
Regione siciliana dalla Presidenza del Consiglio, che ha
sollecitato l'attività della nuova programmazione 2014-2020;
considerato che:
la Regione siciliana, già in passato, si è contraddistinta per la
cattiva gestione dei fondi europei, risultando tra le Regioni che
meno hanno approfittato delle risorse messe a disposizione tra il
2007 ed il 2013 per lo sviluppo economico, con appena la metà dei
fondi spesi;
i dati ufficiali Istat per il primo trimestre del 2014, rapportato
allo stesso periodo del 2013, consegnano un quadro disarmante con
38 mila posti di lavoro in meno, 2,5% in meno rispetto allo scorso
anno, collocandoci tra le ultime 3 regioni italiane per disoccupati
ed improduttività;
le manovre finanziarie regionali hanno ampiamente dimostrato
l'incapacità delle casse regionali di reggere e sostenere
iniziative atte allo sviluppo economico e del territorio;
anche l'indice Quars (indice di qualità dello sviluppo regionale)
colloca la Sicilia agli ultimi posti in termini di sviluppo
economico ed imprenditoriale nei vari settori dell'economia
dell'isola, ed addirittura ultima in assoluto in materia di sanità
e servizi;
per sapere:
i motivi ostativi che non abbiano consentito di produrre i
necessari programmi e la documentazione richiesta entro il 22
maggio dalla Comunità Europea per poter aggredire le somme messe a
disposizione per i due programmi operativi regionali (POR) del
FESR, del Fondo sociale e per i programmi operativi nazionali
(PON);
le eventuali ripercussioni che questi ritardi possono comportare
nel regolare recepimento delle somme messe a disposizione dalla
Comunità Europea;
i tempi previsti per il completamento dell'iter burocratico e per
la consequenziale pubblicazione dei bandi regionali». (2054)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
RINALDI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea, premesso che:
da circa tre mesi, i lavoratori forestali del comparto antincendio
- attraverso petizioni e lettere inviate alle autorità competenti -
cercano di accendere invano i riflettori su una problematica che
riguarda il mancato percepimento di una quota degli stipendi
arretrati spettanti loro di diritto;
rilevato che i lavoratori forestali addetti al servizio
antincendio della Regione siciliana non hanno ancora percepito, a
differenza dei colleghi dell'azienda foreste demaniali, la
rimanente parte degli arretrati contrattuali del vecchio CCNL 2006-
2009 , più precisamente è stato percepito il 65% su un totale di
circa 1.750 euro lordi (le percentuali variano da provincia a
provincia e da distretto a distretto);
considerato che risulta impresa difficile per i lavoratori
coinvolti vivere e mantenere le loro famiglie (per la maggior parte
monoreddito) se i salari faticosamente guadagnati vengono loro
sottratti;
valutato, altresì, che la Regione siciliana attraversa una grave
crisi economica e che già dal 2013 si è avuto in media un
decurtamento degli stipendi di circa 3.500 euro;
visto che il comparto forestale (settore antincendio) ha subìto
dei tagli non indifferenti e che nei Comuni ove risiedono i
lavoratori del comparto, l'unica fonte di reddito che sostiene il
50% dell'economia è proprio la forestazione, per cui non si possono
più accettare ulteriori tagli e ritardi sia per gli stipendi, che
per i mancati pagamenti degli arretrati contrattuali spettanti per
legge: tali drastici ritardi non possono assolutamente servire per
'tappare' i buchi di bilancio;
per sapere se non ritengano opportuno:
attivare ogni azione utile per il pagamento immediato degli
stipendi arretrati ai lavoratori forestali del servizio
antincendio;
assumere ogni iniziativa utile affinché tali inefficienze non
abbiano più a ripetersi». (2055)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
FIGUCCIA
Interpellanze
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
nella seduta del 27 maggio 2014 la I Commissione legislativa
permanente dell'Assemblea regionale siciliana 'Affari
Istituzionali' ultimava l'esame relativo alla designazione dei
direttori generali delle aziende sanitarie, designati dal Governo
regionale, esprimendo il prescritto parere di competenza;
in ordine alla nomina del direttore generale dell'ASP di Catania,
la I Commissione non ha potuto esprimere alcun parere in quanto il
Governo regionale ha ritenuto di doverla posticipare, stante
l'attuale inconferibilità dell'incarico gravante in capo al
designato, dott. Mario Zappia;
considerato che:
a distanza ormai di oltre due mesi dalle avvenute designazioni,
l'Azienda sanitaria provinciale di Catania è rimasta l'unica
struttura in Sicilia priva di una guida;
l'assenza del direttore generale determina una situazione di
incertezza tra il personale dipendente, non consente alcuna
programmazione e rende impossibile qualsiasi interlocuzione
istituzionale con soggetti esterni;
la grave omissione del Governo regionale sembrerebbe l'effetto
consequenziale dei precari equilibri politici che caratterizzano
l'attuale maggioranza a sostegno del Presidente della Regione e che
si ripercuotono inevitabilmente sul funzionamento delle istituzioni
e, ciò che maggiormente rileva, sulla vita dei siciliani;
per sapere quali siano i motivi veri ed effettivi che impediscano
al Governo della Regione di concludere l'iter per la nomina del
direttore generale dell'ASP di Catania, stante la conclamata ed
accertata inconferibilità dell'incarico al dott. Mario Zappia, a
suo tempo troppo disinvoltamente designato a ricoprire tale
incarico». (181)
(Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)
IOPPOLO - FORMICA - MUSUMECI
Mozioni
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che in seguito alle politiche di spending review poste in
essere negli ultimi anni, anche elementi essenziali del welfare
come il trasporto disabili e l'assistenza hanno subito pesanti
ridimensionamenti con grave nocumento non solo per i diretti
interessati, ma per la collettività tutta;
CONSIDERATO che:
il servizio di trasporto collettivo ed individuale delle persone
con disabilità è sancito dagli artt. 24-25 della legge 5 febbraio
1992, n. 104;
già comunque l'art. 6 della l.r. n. 68 del 18 aprile 1981
attribuiva ai Comuni l'obbligo di organizzare i servizi di
trasporto gratuito per disabili per la frequenza degli asili nido,
della scuola di ogni ordine e grado, dei corsi di formazione
professionale e dei centri educativo-riabilitativo a carattere
ambulatoriale e diurno;
tale competenza era stata ridefinita dall'art. 139 del D. Lgs. 31
marzo 1998, n. 112, con il quale l'obbligo di provvedere ai
seguenti servizi era stato assegnato alle Province, in relazione
all'istruzione secondaria superiore e ai Comuni, in relazione agli
altri gradi inferiori di scuola;
RILEVATO che tale sdoppiamento di attribuzioni, lungi dal rendere
più agevole l'organizzazione del servizio, ha causato un aggravio
di spesa legato alla conseguente duplicazione di risorse umane e
mezzi che nelle province siciliane sussistono modalità differenti
di gestione del servizio e che al momento le stesse tariffe del
servizio non sono determinate secondo criteri univoci;
VISTO che:
secondo quanto previsto dal comma 5 dell'art. 1 della legge
regionale 24 marzo 2014, n. 8, i liberi consorzi possono esercitare
in maniera unitaria funzioni e servizi dei comuni che vi
appartengono allo scopo d'incrementare i livelli di efficacia ed
efficienza dell'azione amministrativa in seguito all'adozione di
apposita deliberazione dei consigli comunali interessati;
lo stesso comma 5 dell'art. 1 prevede l'interazione funzionale fra
le piante organiche dei comuni appartenenti al libero Consorzio;
all'art. 10 della suddetta normativa si rinvia ad esplicita legge
di attuazione in ordine alla necessaria definizione delle funzioni
spettanti alle Città metropolitane,
impegna il Governo della Regione e e per esso
l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
ad attivarsi affinché nella legge di attuazione richiamata dal
comma 6 dell'art. 2 della l.r. 11 marzo 2014 sia prevista
l'unificazione del servizio di trasporto disabili per gli asili e
le scuole di ogni ordine e grado in capo ai liberi Consorzi ed alle
città metropolitane;
ad attivarsi perché vengano fissate modalità univoche di gestione
ed affidamento del servizio nonché di determinazione delle relative
tariffe». (310)
ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO
- SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO -FOTI- FERRERI - PALMERI - LA ROCCA
- CAPPELLO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
per 'cenere vulcanica' si definiscono tutti quei prodotti
piroclastici derivanti dall'attività eruttiva di vulcani, quali
ceneri, sabbie e lapilli;
in Sicilia, in particolare, la 'cenere vulcanica' è essenzialmente
legata ad eventi eruttivi dell'Etna e causa gravi problemi per la
pulizia delle aree urbane e delle infrastrutture viarie, per il
conseguente smaltimento del materiale raccolto, per le coltivazioni
agricole e per la salute della popolazione interessata al fenomeno;
CONSIDERATO che:
i costi dello smaltimento, con l'attuale status di rifiuto dei
materiali piroclastici, risultano elevati ed insostenibili per gli
enti locali interessati dai fenomeni di ricaduta;
a seguito dei recenti studi chimico-mineralogici su tali depositi
vulcanici risulta non immediato il riutilizzo come materiale per
l'edilizia, se non dopo una fase di trattamento e lavaggio ancora
da codificare;
per riutilizzare il deposito piroclastico, previo trattamento, si
rende necessaria una modifica normativa nazionale applicando il
regolamento 'End of Waste' (non più rifiuto) che disciplina i
criteri per stabilire quando un rifiuto cessa di essere qualificato
tale;
alcuni depositi piroclastici soddisfano i criteri specifici
previsti dall'articolo 184-ter del decreto legislativo n. 52 dei
2006 introdotto dal decreto legislativo n. 205 del 2010, ovvero
affinché un materiale non sia da considerare rifiuto deve
rispettare le seguenti condizioni:
la sostanza o l'oggetto è comunemente utilizzato per scopi
specifici;
esiste un mercato o una domanda per tale sostanza o oggetto;
la sostanza e/o l'oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli
scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti
applicabili ai prodotti;
l'utilizzo della sostanza e/o dell'oggetto non porterà a impatti
complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana;
TENUTO CONTO che:
dagli ultimi report pubblicati dall'Ingv di Catania appare
evidente come ormai l'Etna abbia cambiato stile eruttivo,
alternando fasi effusive ad attività esplosive con emissione di
cenere nell'atmosfera;
bisogna prevedere aiuti economici ai Comuni colpiti da tali eventi
vulcanici, non considerabili più una emergenza ma dei fenomeni
naturali 'fisiologici' di un'area vulcanica in continua evoluzione;
non è possibile escludere l'esposizione alle polveri vulcaniche
tra le cause a medio e lungo termine di malattie polmonari o
tiroidee,
impegna il Governo della Regione
a proporre al Ministro dell'Ambiente la possibilità di assumere
iniziative dirette a superare la condizione giuridica d i rifiuto
per la 'cenere vulcanica' prodotta dall'Etna;
a proporre al Ministro della Salute l'istituzione di un'apposita
commissione al fine di accertare se e in che misura la cenere
vulcanica sia da ricomprendere fra i rifiuti nocivi alla salute
umana;
a supportare concretamente la ricerca scientifica nel valutare
l'impiego della 'cenere vulcanica' nell'edilizia e
nell'agricoltura, codificando tutte le fasi che devono precedere
l'eventuale ri-utilizzo al fine di garantire le prestazioni
richieste dal mercato e soprattutto la salvaguardia della salute
umana e dell'ambiente». (311)
MUSUMECI - IOPPOLO - FORMICA - FALCONE
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
lo Stretto o Canale di Sicilia è caratterizzato da una complessa
morfobatimetria dei fondali ed è sede di importanti processi
idrodinamici legati agli scambi d'acqua tra il bacino occidentale e
quello orientale del Mediterraneo;
la ricchezza di vita delle zone interessate, compresa la presenza
di specie protette, dai coralli ai cetacei, e la presenza di aree
di particolare rilevanza per la riproduzione di specie di interesse
commerciale per la pesca, ne fa un ecosistema unico e una risorsa
economica irrinunciabile per la popolazione siciliana;
le popolazioni ittiche presenti idonee all'alimentazione umana,
conoscono una fase di depauperamento in tutto il Mediterraneo, in
special modo in alcune aree prospicienti le coste italiane appare
quindi necessaria e urgente una politica che miri alla loro tutela;
CONSIDERATO che:
il Canale di Sicilia è una zona aperta alla ricerca e coltivazione
di idrocarburi;
il rischio inquinamento connesso a tale attività pone in concreto
pericolo non solo tutto l'ecosistema del Mare Nostrum, ma altresì
mette a repentaglio il lavoro dei pescatori e di tutti quei sistemi
economici, come il turismo, che dipendono strettamente dalla salute
del mare;
secondo il documento 'Ricerca di idrocarburi in Mediterraneo e
impatto sull'ecosistema marino e sulla vita dei Cetacei', inviato
ai ministeri interessati ed ai principali Enti preposti al
monitoraggio del settore marittimo, dalle associazioni Ente
nazionale protezione animali (Enpa), Animalisti Italiani, Sea
Shepherd conservation society Italy, The Black Fish, Centro studi
cetacei, Ketos, Aeolian dolphin research, Centro ricerca cetacei,
Comitato parchi Italia, Federazione nazionale Pro Natura, Pro
Natura Mare Nostrum, Bottlenose dolphin research institute,
Istituto per gli studi sul mare, Lega italiana dei diritti
dell'animale e California State University at Northridge, 'le
istanze e gli studi di impatto ambientale (Sia) che si riferiscono
ai progetti di ricerca di idrocarburi cercano di limitare il reale
impatto attraverso una lottizzazione del mare (in particolare per
il bacino Adriatico, un mare chiuso da considerarsi come un sistema
naturale unico), senza mai valutare attentamente l'impatto
cumulativo che le diverse istanze, più o meno adiacenti e numerose,
possono avere sull'ecosistema marino tutto. Si ricorda infatti che,
proprio per la sua natura fisica di 'fluido', il mare costituisce
un organismo mobile e dinamico. Dunque il tentativo di minimizzare
e mitigare un impatto cumulativo risulta del tutto impraticabile';
l'opinione pubblica ancora ricorda il disastro causato
dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel
Golfo del Messico, il quale continua a produrre i suoi effetti e
conseguenze nefaste per l'ambiente e la salute umana;
ATTESO che:
negli ultimi anni sono state introdotte, ai fini della
salvaguardia delle coste e della tutela ambientale, limitazioni
alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie;
il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, 'Norme in materia
ambientale' stabilisce che 'Ai fini di tutela dell'ambiente e
dell'ecosistema, all'interno del perimetro delle aree marine e
costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela
ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione
di atti e convenzioni dell'Unione europea e internazionali sono
vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di
coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare';
attraverso tale decreto viene definita una fascia di protezione di
12 miglia dalle coste;
questo divieto è valido unicamente per le istanze presentate
successivamente all'emanazione del D.Lgs. 128 del 2010;
si rappresenta che quasi tutte le istanze che riguardano il Canale
di Sicilia sono antecedenti al 2010, buona parte di esse riguardano
zone site all'interno della fascia delle dodici miglia ed in alcuni
casi zone estremamente vicini alla costa;
le richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno le attuali
aree soggette a concessioni e permessi di ricerca a più che
raddoppiarsi (da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq) e, come ricordato,
parte di queste sono vicine alla costa;
l'aumento del numero di piattaforme presenti nel Canale di Sicilia
potrebbe porre in un prossimo futuro problemi di sicurezza connessi
sia agli impianti stessi che dell'aumento del traffico di navi
petroliere;
un eventuale incidente, quale un copioso sversamento, potrebbe
causare nelle nostre coste danni incalcolabili soprattutto nel
settore turistico e della pesca, atteso che il 'Piano di pronto
intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o
di altre sostanze nocive causati da incidenti marini', approvato
con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 4
novembre 2010, riporta la seguente considerazione: 'In ogni caso le
varie tecniche di rimozione, pur combinate tra loro e nelle
condizioni ideali di luce e di mare, consentono di recuperare al
massimo non più del 30% dell'idrocarburo sversato. Tale percentuale
tende rapidamente a zero con il peggioramento delle condizioni
meteo-marine. Impossibile operare la rimozione in assenza di luce';
TENUTO CONTO che:
nelle acque dello Stretto di Sicilia sono state istituite in
passato due zone di tutela biologica nelle GSA 15 e 16, ai sensi
dell'art. 145, comma 1, lettera c), interdette alla pesca a
strascico per tre anni e finalizzate alla protezione di giovanili
di Merluzzo (Merluccius merluccius), i cui limiti geografici
saranno indicati con provvedimento del Ministero per le Politiche
Agricole e Forestali;
dette aree ZTB discendono dal decreto assessorile, dell'Assessore
per la cooperazione della Regione siciliana, n. 103 del 21 aprile
2006, articolo 5, dove vengono istituite nelle acque dello Stretto
di Sicilia due ZTB nelle GSA 15 e 16, interdette alla pesca a
strascico per tre anni e finalizzate soprattutto alla protezione di
giovanili di 'Merluccius merluccius';
dette aree ZTB devono essere esattamente delimitate
geograficamente 'con provvedimento del Ministero per le Politiche
Agricole e Forestali';
ATTESO che:
il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (United Nations
Environment Programme, UNEP) è stato il primo organismo mondiale a
occuparsi di tutela delle acque marine, lanciando nel 1974 il
Regional Seas Programme (Programma per i Mari Regionali, RSP);
esso si propone di stabilire una comune strategia globale e un
quadro per la protezione dell'ambiente e la promozione dello
sviluppo sostenibile, dandone, però, un'attuazione operativa a
livello 'regionale';
la politica dell'Unione europea è sempre stata mirata a ridurre il
verificarsi di incidenti gravi legati alle attività offshore nel
settore degli idrocarburi e a limitarne le conseguenze, aumentando
così la protezione dell'ambiente marino e delle economie costiere
dall'inquinamento e migliorando i meccanismi di risposta in caso
d'incidente;
il quadro normativo comunitario è divenuto nel tempo estremamente
ampio, poggiando su alcune direttive di capitale importanza quali:
Direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori
nelle industrie estrattive per trivellazione; Direttiva 96/61/CE
del Consiglio del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la
riduzione integrate dell'inquinamento; Direttiva 2000/60/CE, che
istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque;
la Direttiva 2013/30/UE, che stabilisce i requisiti minimi per
prevenire gli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore
degli idrocarburi e limitare le conseguenze di tali incidenti;
la Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche
(DGRME), presso il Ministero dello Sviluppo Economico, svolge i
compiti di programmazione, autorizzazione, gestione e controllo
delle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio
delle risorse del sottosuolo, in particolare degli idrocarburi e
dei relativi impianti in mare;
nella Regione siciliana, la ricerca e coltivazione degli
idrocarburi è di competenza dell'URIG (Ufficio Regionale per gli
Idrocarburi e la Geotermia);
esso svolge i compiti di cui all'art. 9, comma 2, della L.R. n.
14/2000, in particolare esplica la propria competenza nel settore
della ricerca, coltivazione, trasporto e stoccaggio degli
idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche
sull'intero territorio della Regione siciliana;
l'URIG è anche l'organo di vigilanza nel settore estrattivo
(idrocarburi e geotermia) con le funzioni di polizia giudiziaria ai
sensi dell'art. 5, comma 2, del D.P.R. 128/59, per tali compiti
applica le procedure di cui D.lgs. 758/94 (Modificazione alla
disciplina sanzionatoria in materia di lavoro);
esso ha doveri di controllo sull'applicazione delle leggi
minerarie e delle norme riguardanti la sicurezza e salute dei
lavoratori nei settori di competenza,
impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per il
territorio e l'ambiente
e l'Assessore per le attività produttive
ad assumere urgentemente tutte le iniziative e provvedimenti
necessari per il ripristino e la nuova costituzione di Zone a
Tutela Biologica nello Stretto di Sicilia (ZBT) e affinché si
addivenga alla stipula di accordi col DGRME presso il MISE che
abbiano come effetto quello di ritirare le passate concessioni, al
fine di tutelare con urgenza il Canale di Sicilia da sfruttamenti e
da situazioni che possano definitivamente compromettere la sua
biodiversità e il ripopolamento ittico, con conseguente scomparsa
delle attività economiche di pesca e di turismo legato ad essa, e
volte ad impedire un possibile disastro ambientale nel 'Mare
Nostrum'». (312)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - LA
ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO