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Resoconto d'Aula della Seduta n. 162 di mercoledì 11 giugno 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LUPO  segretario  f.f.,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:

   - Gianni, Siragusa, Trizzino, Micciché e La Rocca Ruvolo per oggi;
   - Ferreri, per oggi e per domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute da parte  dell'Assessore
  per la salute le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

   N. 554 - Interventi urgenti per assicurare l'assistenza pediatrica
  ospedaliera in Sicilia.
   Firmatario:   Clemente  Roberto  Saverio  (Con   nota   prot.   n.
  27756/IN.16  del  4  giugno 2013, il Presidente  della  Regione  ha
  delegato l'Assessore per la salute).

   N.  1445 - Riduzione delle liste d'attesa per esami di angiografia
  diagnostica presso l'ospedale Cannizzaro di Catania.
   Firmatario: Raia Concetta

   N.  1683  - Chiarimenti circa il mancato svolgimento dei corsi  di
  formazione e di aggiornamento professionale previsti dal  programma
  di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l'AIDS.
   Firmatari:  La Rocca Claudia; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Palmeri Valentina; Foti Angela; Trizzino Giampiero; Zito
  Stefano

   N.  1800  -  Chiarimenti  circa l'attività di  chirurgia  estetica
  svolta  presso  le  strutture complesse di  chirurgia  plastica  ed
  eseguita in regime di libera professione intra moenia.
   Firmatario: Germanà Antonino Salvatore

   N.  1971  -  Notizie in merito all'attribuzione  dei  punteggi  ai
  curricula  e  alla  nomina  dei direttori  generali  delle  Aziende
  sanitarie siciliane.
   Firmatari:  Falcone  Marco;  Assenza  Giorgio;  Bandiera  Edgardo;
  Figuccia Vincenzo; Savona Riccardo.

   Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  della seduta odierna.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni  con richiesta di risposta orale:   (i  testi  delle
  interrogazioni sono riportati in allegato)

   N.  2046 - Annullamento della concessione demaniale marittima  per
  la costruzione di un pontile galleggiante nel porto di Filicudi.
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N. 2047 - Chiarimenti circa il parziale riconoscimento delle spese
  riferite  a  incarichi  di  tutoraggio  interno,  coordinamento   e
  monitoraggio  nell'ambito  dei  progetti  di  cui  al  Por  Sicilia
  2007/2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatario: D'Asero Antonino

   N.  2052  -  Chiarimenti circa il contenzioso  legale  concernente
  l'assegnazione  di  alloggi per le forze dell'ordine  impegnate  in
  Sicilia  nella lotta contro la delinquenza mafiosa ai  sensi  della
  l.r. n. 54 del 1985.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Raia Concetta

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:
       (i testi delle interrogazioni sono riportati in allegato)

   N.  2044  -  Chiarimenti  in  ordine all'avviso  pubblico  indetto
  dall'Asp  7  di  Ragusa  per  medici da  impiegare  nell'assistenza
  sanitaria ai cittadini immigrati.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Ferreri   Vanessa;  Trizzino  Giampiero;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;  Mangiacavallo
  Matteo;  Zafarana Valentina; Cappello Francesco;  Foti  Angela;  La
  Rocca  Claudia; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio

   N.   2045  -  Chiarimenti  circa  gli  oneri  e  la  remunerazione
  dell'attività   di  vettoriamento  acque  grezze   in   favore   di
  Siciliacque S.p.A da parte del Consorzio 5 di Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura  sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatario: Arancio Giuseppe Concetto

   N.  2048  -  Notizie  e chiarimenti sul mancato completamento  dei
  lavori di costruzione dello svincolo di collegamento tra la S.P. 14
  Siracusa-Canicattini   Bagni   e   il   tratto   Siracusa-Cassibile
  dell'autostrada Siracusa-Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.  2049  -  Chiarimenti  in merito al riparto  di  competenze  in
  materia di controlli agroalimentari.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa;  Foti
  Angela;  La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio;  Zafarana
  Valentina

   N.  2050  -  Notizie  in merito all'erogazione di  acqua  potabile
  inquinata nella frazione di Villasmundo del Comune di Melilli (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Coltraro Giambattista

   N.  2051  -  Notizie  sui lavoratori di Acque  Potabili  Siciliane
  nonché  sul nuovo piano industriale del nuovo soggetto gestore  nel
  periodo  transitorio  e  del nuovo piano  tariffario  del  servizio
  idrico dell'Ato di Palermo 1.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio; Ciaccio  Giorgio;   Ciancio  Gianina;
  Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca Claudia;  Zito
  Stefano

   N. 2053 - Chiarimenti in ordine all'assegnazione di lavoratori ASU
  al  comparto  dei  beni  culturali regionali nonché  sulla  mancata
  fuoriuscita  dei  lavoratori ASU da tutte  le  cooperative  in  cui
  vengono utilizzati.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N. 2054 - Chiarimenti in ordine ai ritardi nella presentazione del
  nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2014-2020.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N.  2055  -  Notizie sulla ritardata erogazione degli stipendi  ai
  lavoratori forestali del servizio antincendio.
   - Presidente Regione
   - Assessore  Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Firmatario: Figuccia Vincenzo.

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata   la   seguente
  interpellanza:
        (il testo della interpellanza è riportato in allegato)

   N.  181  -  Notizie  sulla mancata nomina del  direttore  generale
  dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Formica Santi; Musumeci Nello

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia  fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza  si
  intende accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per  essere
  svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  mozioni:
          (i testi delle mozioni sono riportati in allegato)

   numero 310 "Unificazione del servizio di trasporto per disabili in
  capo  ai  liberi  Consorzi di comuni e alle  città  metropolitane",
  degli  onorevoli  Zafarana  Valentina; Cancelleri  Giovanni  Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa;  Foti  Angela;  La  Rocca Claudia;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Siragusa Salvatore; Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano; Tancredi Sergio, presentata il 4 giugno 2014;

   numero  311  "Trattamento  e  riutilizzo  della  cenere  vulcanica
  nell'edilizia e nell'agricoltura", degli onorevoli Musumeci  Nello;
  Ioppolo  Giovanni; Formica Santi; Falcone Marco,  presentata  il  4
  giugno 2014;

   numero   312   "Salvaguardia  dell'ecosistema  e  delle   attività
  produttive  nell'area del Canale di Sicilia", degli onorevoli  Foti
  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Cappello  Francesco;  Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri  Vanessa;  La  Rocca  Claudia;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Tancredi  Sergio;  Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano, presentata il 4 giugno 2014.

   Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a norma
  dell'art.   153  del  Regolamento  interno,  alla  Conferenza   dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

              Comunicazione di ritiro di firma a mozione

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota pervenuta il 4 giugno  2014  e
  protocollata al n. 6200/Aulapg del 6 giugno successivo, l'onorevole
  Mangiacavallo  ha ritirato la propria firma dalla  mozione  n.  304
  "Dismissione  delle  quote azionarie dell'Italkali  detenute  dalla
  Regione".

   L'Assemblea ne prende atto.

              Comunicazione relativa alla mozione n. 301

   PRESIDENTE.  Comunico  che,  a seguito dell'approvazione  -  nella
  seduta d'Aula n. 159 del 28 maggio 2014 - dell'ordine del giorno n.
  265,  la  mozione n. 301 "Interventi in merito alla  situazione  di
  grave  crisi  economica  e finanziaria del  settore  del  trasporto
  pubblico   locale  a  causa  dell'inadeguatezza  dei  corrispettivi
  contrattuali  e  dei  ritardi  nel trasferimento  alle  società  di
  trasporto", di identico contenuto, è da intendersi assorbita.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, riunitasi il 10 giugno 2014, sotto la presidenza  del
  Presidente dell'Assemblea, on. Ardizzone, con la partecipazione del
  Presidente  della Regione, ha approvato all'unanimità  il  seguente
  programma-calendario  dei  lavori  parlamentari  per  la   corrente
  sessione   estiva,  che  avrà  termine  il  31  luglio   2014,   in
  considerazione   di  improcrastinabili  lavori  di   restauro   che
  interesseranno Sala d'Ercole.
   Il  Governo si è formalmente impegnato a presentare il disegno  di
  legge  di  manovra finanziaria entro il 18 giugno  2014,  che  sarà
  esaminato dalle Commissioni di merito e dalla Commissione  Bilancio
  con  priorità, sì da consentirne l'approvazione entro il  3  luglio
  successivo,  data fissata per il giudizio di parifica  della  Corte
  dei conti.

   AULA
   L'Aula terrà seduta:
   mercoledì 11 giugno 2014, per la votazione finale dei due  disegni
  di  legge  già  iscritti all'ordine del giorno, per la  discussione
  della  mozione  n. 178 nonché della Relazione annuale sull'attività
  della Commissione speciale antimafia per l'anno 2013.
   Per quanto concerne la trattazione degli altri disegni di legge di
  cui  al IV punto dell'ordine del giorno della presente seduta, essi
  rimarranno comunque iscritti all'ordine del giorno per la  relativa
  trattazione nel corso della sessione, con la sola eccezione del ddl
  n.   433/A  relativo  al  funzionamento  della  forma  di   governo
  regionale,   in   relazione  al  quale  sono   previsti   ulteriori
  approfondimenti.
   Sempre  nella  stessa  giornata di mercoledì  11  giugno,  saranno
  iscritte  all'ordine del giorno dell'Assemblea  anche  le  seguenti
  mozioni,  che  saranno discusse nel corso della  corrente  sessione
  estiva   sulla  base  della  disponibilità,  comunicata  a   questa
  Presidenza, da parte dei competenti Assessori regionali:

   -  mozioni nn. 300 e 312 in materia di trivellazioni nel Canale di
  Sicilia;
   - mozione n. 59 in materia di gestione dei rifiuti;
   - mozione n. 244 in materia attività socio-sanitarie;
   - mozione n. 273 in materia di settore agrumicolo;
   -  mozione n. 156 in materia di rapporti finanziari tra la Regione
  e lo Stato;
   - mozione n. 294 in materia di immigrazione;
   -  mozione  n.  287  in  materia di  prestazioni  di  medicina  di
  laboratorio;
   -  mozione  n. 232 in materia di prestazioni riabilitative  psico-
  fisiche-sensoriali;

   martedì  17  e  mercoledì 18 giugno 2014 per la discussione  sulle
  linee guida della nuova programmazione dei fondi comunitari.
   L'Aula terrà una o più sedute per la discussione in merito al tema
  dei controlli di costituzionalità sulla legge regionale, anche alla
  luce   della  recente  ordinanza  n.  114  del  2014  della   Corte
  costituzionale.
   Sarà inoltre inserito all'ordine del giorno dell'Assemblea il  ddl
  nn.   428-186-194-210-234-421-436/A   di   modifica   della   legge
  elettorale regionale, per il quale era stata approvata la questione
  sospensiva ai sensi dell'art. 101 Reg. int. ARS.

   COMMISSIONI
   Le Commissioni daranno priorità, oltre che all'esame della manovra
  finanziaria  (di  imminente presentazione da  parte  del  Governo),
  anche  alla trattazione dei seguenti disegni di legge, che  saranno
  iscritti all'ordine del giorno dell'Assemblea non appena esitati:
   -  ddl  n.  478, in materia di testimoni di giustizia (Commissione
  II);
   -   ddl voto' n. 663 e altri, in materia di impignorabilità  della
  prima casa (Commissione II);
   - ddl in materia di immigrazione (Commissione I);
   -   ddl  n.  612,  stralci  I  e  II,  e  altri,  in  materia   di
  semplificazione amministrativa (Commissioni I e IV);
   - ddl n. 694, in materia di contratti di servizio dei collegamenti
  marittimi (Commissione II);
   -  ddl n. 683, in materia di testo unico sulle attività produttive
  (Commissione III);
   -  ddl n. 537, in materia di riforma dell'Istituto zooprofilattico
  (Commissione VI);
   -  ddl  n.  720,  in materia di istituzione dell'ufficio  speciale
  P.O.S.E. (Commissione I);
   -  ddl  nn.  455-125-102-106-158, in materia  di  risorse  idriche
  (Commissione II);
   -  ddl  nn.  460-294-496, in materia di legge quadro  sulle  isole
  della Sicilia (Commissione II);
   -  ddl  n. 594, in materia di sostegno al marchio  Qualità  sicura
  Sicilia' (Commissione II);

   L'Assemblea ne prende atto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per consentire l'inserimento  di
  altri  punti all'ordine del giorno, la seduta è rinviata  a  oggi,
  mercoledì  11 giugno 2014, alle ore 16.15, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Votazione finale dei disegni di legge:

            1)  -  Procedure per il rilascio delle certificazioni di
               abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o
               singole porzioni di costruzioni.  (nn. 653-469/A)

  2)  -  Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei
  liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (nn. 642-31-
  132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
  662/A Stralcio II/A)
   II  - Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE
   III   -   Discussione  sulla  relazione  per  l'anno  2013  della
  Commissione  parlamentare di inchiesta e  vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia in Sicilia, approvata ai sensi dell'art. 7, comma  1,
  della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 (doc. II):

               Relatore: On. Musumeci

   IV  -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A)

               Relatore: on. Cappello

            2)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            3)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            4)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            5)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A)

               Relatore: on. Greco M.

            6)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)

               Relatore: on. Maggio

            7)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            8)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

            9)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Savona

   V  -  Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA C. - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO   -   FERRERI  -   LA   ROCCA   C.   -
                     MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -  TRIZZINO
                     - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
   VI  -  Discussione della mozione:

         N. 59  -  Interventi urgenti per la modifica  dell'attuale
              Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione  dei
              rifiuti indifferenziati in Sicilia.

         (11 marzo  2013)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA  C.  -  ZITO  -
                     MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -  TRIZZINO
                     - VENTURINO - ZAFARANA
   VII -  Discussione della mozione:

         N. 244  - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
              D.P.Reg.  del  23 dicembre 2011 e istituzione  di  un
              fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.

         (3 dicembre  2013)

                     LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO  G.   -
                     FEDERICO  - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI  -
                     GRASSO  -  CURRENTI - CIMINO - SORBELLO  -  LA
                     ROCCA  R.  - FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO  -
                     VULLO  -  MILAZZO G. - MARZIANO -  POGLIESE  -
                     ANSELMO  -  MICCICHE'  -  TAMAJO  -  SUDANO  -
                     FORMICA - FERRANDELLI - ARANCIO
   VIII - Discussione della mozione:

         N. 273  - Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del
              settore agrumicolo.

         (24 febbraio  2014)

                     LOMBARDO  -  DI MAURO - GRECO G. - FEDERICO  -
                     FIORENZA -  LO SCIUTO - MUSUMECI - LANTIERI  -
                     CASCIO  F.  - FALCONE - D'ASERO -  CURRENTI  -
                     MILAZZO  G. - CANCELLERI - CAPPELLO -  CIACCIO
                     -  CIANCIO  - FERRERI - FOTI - LA ROCCA  C.  -
                     MANGIACAVALLO  - PALMERI - SIRAGUSA-  TANCREDI
                     -  TRIZZINO  -  ZAFARANA - ZITO -  MARZIANO  -
                     SUDANO  - BANDIERA - RAIA - FAZIO - IOPPOLO  -
                     ASSENZA  -  GRASSO - TAMAJO  -  ANSELMO  -  LA
                     ROCCA  R.  -  DIPASQUALE - DINA - MICCICHE'  -
                     SAVONA  -  SAMMARTINO -  LACCOTO  -  CIRONE  -
                     CIMINO  - BARBAGALLO - VENTURINO - POGLIESE  -
                     NICOTRA
   IX  -  Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'
   X  -  Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE
   XI  -  Discussione della mozione:

         N. 287  -  Iniziative  in  favore delle strutture  private
              accreditate  che erogano prestazioni di  medicina  di
              laboratorio.

         (1 aprile  2014)

                     BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO
   XII  -  Discussione della mozione:

         N. 232    -   Modifica   del   decreto   in   materia   di
              compartecipazione   ai   costi   delle    prestazioni
              riabilitative  psico-fisiche-sensoriali   in   regime
              semiresidenziale e residenziale.

         (25 novembre  2013)

                     FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 16.14

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

                  Risposta scritta ad interrogazioni
                           Rubrica «Salute»

   CLEMENTE - . «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   l'Assessorato regionale della salute ha profondamente inciso negli
  ultimi  anni  anche  sulla  assistenza ospedaliera  pediatrica  con
  diversi provvedimenti legislativi;

   l'obiettivo dichiarato era di realizzare un polo assistenziale  di
  eccellenza a Palermo, così come previsto dalla normativa nazionale,
  denominato  'Centro  di Eccellenza Materno Infantile  (CEMI)',  che
  avrebbe   raccolto   tutte   le   alte   specialità   assistenziali
  pediatriche, divenendo un polo di riferimento regionale;

   nel maggio 2010 venivano ufficialmente inaugurati i lavori per  la
  costruzione  del  CEMI  in  un  terreno  adiacente  alle  strutture
  dell'ospedale  Cervello; con opportuni emendamenti legislativi,  la
  gestione  passava dall'ARNAS agli ospedali riuniti  Villa  Sofia  -
  Cervello;

   nelle   more   di   tale  realizzazione,  il   progetto   iniziale
  dell'Assessorato  vedeva  la  presenza  di  due   poli   pediatrici
  palermitani,  uno, storico, del P.O. Ospedale dei  bambini  'G.  Di
  Cristina'  dell'ARNAS  Civico ed un secondo di  nuova  costituzione
  presso   il   P.O.  Vincenzo  Cervello,  costituito   dai   reparti
  provenienti dalla chiusura del P.O. 'Casa del Sole';

   quest'ultimo andava a rappresentare il nucleo di partenza del CEMI
  con  il  programma  di  venire implementato dalle  alte  specialità
  trasferite dal 'Di Cristina';

   contemporaneamente,   con  apposito  decreto,   l'Assessorato   ha
  stabilito  dei  criteri  per  la  riorganizzazione  dell'assistenza
  cardiologica  pediatrica  a  livello regionale  con  la  creazione,
  secondo  il  modello  Hub e Spoke, di una rete  articolata  su  tre
  livelli assistenziali: un primo livello a carattere provinciale; un
  secondo livello, con sede a Palermo e quindi successivamente  anche
  a  Catania; un terzo livello, con l'incarico di svolgere l'attività
  cardiologica  invasiva  e cardiochirurgica  pediatrica  che  veniva
  unificato chiudendo il centro dell'ARNAS Civico e trasferendo tutta
  l'attività temporaneamente, nelle more della costruzione del  CEMI,
  presso l'ospedale 'San Vincenzo' di Taormina;

   la  gestione,  con stipula di apposita convenzione  regionale  che
  prevede  l'impiego  di ingenti risorse, veniva totalmente  affidata
  all'ospedale 'Bambin Gesù' del Vaticano;

   la  chiusura  della  'Casa  del Sole' e  dell''Aiuto  materno'  di
  Palermo,  determinata  dall'Assessore pro tempore,  ha  concentrato
  l'utenza  e l'attività sin qui svolta dalle cessate aziende  presso
  l'ospedale Cervello' senza aver preventivamente dotato la struttura
  degli  standard  assistenziali, costringendo il comparto  medico  e
  paramedico  a  lavorare in condizioni insostenibili e  l'utenza  ad
  essere assistita in realtà fatiscenti;

   considerato che:

   il  decreto  del 5 gennaio 2012 sul riordino dei punti nascita  in
  Sicilia vede la nascita di una unità di terapia intensiva neonatale
  presso il 'San Vincenzo' di Taormina;

   gli  ultimi  provvedimenti  dell'Assessorato  della  salute  hanno
  stravolto   il   progetto   dei  due  poli  pediatrici   provvisori
  nell'attesa  della  costruzione del CEMI,  per  cui  i  reparti  di
  cardiologia pediatrica e chirurgia pediatrica della 'Casa del Sole'
  venivano invece trasferiti presso il 'Di Cristina', e i reparti  di
  Anestesia,  Radiologia,  Patologia Clinica  si  fondevano  con  gli
  omologhi del 'Cervello';

   come  risultato  finale, il polo pediatrico del 'Cervello'  veniva
  costituito essenzialmente dal pronto soccorso, ortopedia pediatrica
  e neonatologia;

   visto che:

   il   nuovo  polo  pediatrico  del  'Cervello'  nasce  con  carenze
  grossolane e mostra evidenti limiti assistenziali, vista la  totale
  carenza di specialistiche essenziali (ad esclusione dell'ortopedia)
  rendendo di fatto anche poco utile la presenza dello stesso  pronto
  soccorso;

   il  polo del 'Di Cristina, di fatto, è diventato quindi il polo di
  assistenza pediatrica di Palermo e della Sicilia occidentale;

   tale  situazione  non  appare  assolutamente  adeguata  per  varie
  motivazioni: l'ospedale sorge in un'area della città di Palermo  ad
  altissimo  traffico e difficilmente raggiungibile, specialmente  in
  condizioni di emergenza e che è allocato in una struttura nata  per
  altri scopi (un antico convento), in precarie condizioni, tanto  da
  essere  costante sede di lavori di manutenzione e ristrutturazione,
  con dimensioni assolutamente insufficienti per dare spazio ai posti
  letto  previsti  e  garantire una assistenza pediatrica  secondo  i
  normali standard previsti dalla normativa vigente;

   l'assistenza cardiologica pediatrica nella città di Palermo appare
  particolarmente  carente  vista la lontananza  dal  centro  di  III
  livello di Taormina,

   persiste  l'assenza di ambulatori specialistici nel  territorio  e
  nelle altre province nonché l'intasamento degli ambulatori del  'Di
  Cristina' e la carenza di personale medico specializzato;

   l'assistenza di III livello al cardiopatico congenito adulto  (che
  conta  la  presenza di circa 8000 pazienti in Sicilia con necessità
  spesso  di  assistenza  ultraspecialistica) è  stata  completamente
  annullata  a  livello regionale dai provvedimenti dell'Assessorato.
  Infatti, sino al 2010 tale attività veniva espletata presso l'ARNAS
  Civico di Palermo e presso il 'San Vincenzo' di Taormina: il  primo
  reparto  è  stato chiuso ed il secondo, con la convenzione  con  il
  Bambin  Gesù,  ha  smesso  di  svolgere  attività  per  adulti  con
  cardiopatia congenita;

   la  nascita  dell'unità  di  terapia  intensiva  neonatale  presso
  l'ospedale   'San   Vincenzo'  di  Taormina  appare   di   per   sé
  ingiustificata  visto  il numero esiguo di parti  previsti  (appena
  superiore  a  500), ma invece strettamente connesso con  l'attività
  del  centro  cardiologico pediatrico di III  livello  che  per  ben
  operare necessita della vicinanza di una neonatologia;

   per sapere:

   per  quale  motivo  abbiano  deciso di trasferire  sostanzialmente
  tutta  l'attività  assistenziale  pediatrica  palermitana  in   una
  struttura obsoleta ed inadeguata (il 'Di Cristina');

   se  siano a conoscenza dei forti ritardi che sussistono nei lavori
  di completamento del nuovo 'Centro di Eccellenza Materno Infantile'
  che  dovrebbe sorgere a Palermo, lasciando l'assistenza ospedaliera
  pediatrica  in  una  realtà  totalmente  inadeguata  per  un  tempo
  indefinito;

   quali  iniziative  intendano adottare per accelerare  i  tempi  di
  realizzazione del suddetto nuovo presidio ospedaliero pediatrico di
  Palermo;

   quali provvedimenti immediati intendano adottare, nelle more della
  realizzazione  del  CEMI, per risolvere i  problemi  di  assistenza
  specialistica pediatrica nel territorio;

   che  tipo  di  assistenza di III livello  pensino  di  offrire  al
  cardiopatico  congenito adulto in Sicilia o se ritengano  opportuno
  il sistematico invio di tali pazienti fuori dalla Sicilia;

   per  quale  motivo  sia  stata  istituita  una  unità  di  terapia
  intensiva   neonatale  presso  il  'San  Vincenzo'   di   Taormina,
  considerato  il  numero di parti esiguo e non  sia  stato  attivato
  invece il programma di trasferire il centro cardiologico pediatrico
  di III livello presso il CEMI di Palermo». (554)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  specificata   in
  oggetto  con la quale si chiedono interventi urgenti per assicurare
  l'assistenza  pediatrica in Sicilia, in particolare sul  territorio
  palermitano,  si fornisce la nota prot. 49345 del 10  giugno  2013,
  integrata   su  richiesta  della  Segreteria  tecnica   di   questo
  Assessorato con nota prot. 40814 del 20 maggio 2014, con  le  quali
  il   competente   Servizio  3  "Gestione  degli  investimenti"   ha
  relazionato in merito alla tematica».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   RAIA.  -  «All'Assessore per la salute, premesso che, in  data  12
  marzo  2012,  con  una  lettera  alla  Direzione  generale  e  alla
  Direzione  sanitaria  dell'ospedale  'Cannizzaro'  di  Catania,  il
  Direttore  dell'UOC  di neuroradiologia faceva  presente  che,  nel
  quadro  del  progetto  d'incentivazione  alla  produttività  e   al
  miglioramento dei servizi, era in corso un progetto per azzerare la
  lista d'attesa per esami di angiografia diagnostica in pazienti già
  trattati o da trattare di aneurisma cerebrale;

   rilevato  che  per  tale  attività il fabbisogno  di  personale  e
  risorse per ogni turno di attività richiedeva una unità per  ognuna
  delle    quattro    figure   professionali   individuate    (Medici
  Neuroradiologi, Medici Anestesisti, Tecnici sanitari di  Radiologia
  Medica, Infermieri professionali) e due posti letto disponibili per
  due  anni  presso qualunque UOC munita di posti letto e  Medico  di
  Guardia;

   considerato   che  tale  progetto  veniva  svolto  al   di   fuori
  dell'orario di servizio e attingendo al fondo per la produttività;

   visto  che  l'insufficienza degli spazi  disponibili,  sempre  più
  saturati dai nuovi casi, ha determinato l'allungamento della  lista
  di  attesa  fino  a oltre 500 pazienti da sottoporre  a  follow-up,
  rendendo  con  ciò  impossibile  rispettare  le  indicazioni  e  la
  tempistica prevista dai protocolli con tutti i rischi conseguenti;

   ricordato che:

   in  data  2  giugno  2013,  dopo più di un  anno,  la  lettera  di
  sollecito per l'attivazione del progetto obiettivo già presentato è
  stata  inviata  al Commissario straordinario e al  nuovo  direttore
  sanitario;

   agli  stessi e nella medesima data è stata inviata lettera per  la
  organizzazione delle Urgenze Neuroradiologiche, notturne e festive,
  di  angiografia e risonanza magnetica, tenuto conto delle  mancanze
  di   TSRM,  di  infermieri  professionali  e  ausiliari  in  pronta
  reperibilità;

   visto che:

   questa situazione, oltre a esporre a gravi rischi i cittadini  con
  aneurisma, alimenta riserve e malumori tra pazienti in attesa  e  i
  medici impegnati oltre ogni limite per salvare vite umane;

   nonostante  il  rischio  di morte, le sopra  indicate  lettere  di
  sollecito non hanno suscitato alcun tipo di risposta;

   per sapere se non ritenga opportuno:

   intervenire per accertare le ragioni di tale silenzio;

   verificare la possibilità di assicurare mezzi, personale e risorse
  per  consentire un rapido smaltimento delle liste di  attesa  e  di
  efficace prevenzione su territorio siciliano». (1445)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «In  riscontro all'interrogazione  avente  per  oggetto
  "Riduzione   delle   liste  d'attesa  per  esami   di   angiografia
  diagnostica  presso l'Ospedale Cannizzaro di Catania", si  fornisce
  la relazione prot. 30853 del 9 aprile 2014 del Servizio 5 "Qualità,
  governo clinico e sicurezza dei pazienti" del Dipartimento  per  le
  attività sanitarie, rsa anche sulla base delle informazioni assunte
  dalla predetta Azienda ospedaliera con nota prot. 8036 del 21 marzo
  2014».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   LA ROCCA - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI - CIACCIO - CIANCIO  -
  ZAFARANA  - FERRERI - MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - PALMERI -  FOTI  -
  TRIZZINO  -  ZITO - . «Al Presidente della Regione e  all'Assessore
  per la salute, premesso che:

   il  Piano Nazionale di Formazione per operatori sociosanitari  per
  la  lotta alle infezioni da HIV è stato approvato nel dicembre  del
  1989  dalla  Commissione  Nazionale per la  lotta  all'AIDS  e  dal
  Ministero della Sanità;

   il  piano intendeva rispondere a quella che nei primi anni ottanta
  veniva considerata una vera e propria emergenza epidemica;

   tra  gli  strumenti  individuati per  contrastare  l'epidemia,  la
  prevenzione era, ed è ancora, lo strumento più efficace per ridurre
  la diffusione dell'infezione da HIV;

   la  formazione  degli operatori coinvolti nella lotta  all'AIDS  -
  come  indicato anche nelle Linee guida per le Regioni e le Province
  autonome per l'attuazione dei programmi di formazione - rappresenta
  una condizione indispensabile per la lotta alla malattia;

   la  Commissione Nazionale per la lotta all'AIDS esercita  funzioni
  di  indirizzo,  coordinamento  e  programmazione  avvalendosi,  tra
  l'altro,  di un comitato esecutivo che funge da organo di  verifica
  della  realizzazione  delle attività programmate  e  dei  risultati
  raggiunti;

   considerato che:

   tra  gli  obiettivi generali della Commissione  Nazionale  per  la
  lotta  all'AIDS  sono  indicati quelli volti a ridurre  l'incidenza
  della  infezione  da  HIV  attraverso  la  promozione  di  attività
  finalizzate  al  miglioramento delle conoscenze  e  delle  capacità
  professionali proprie degli operatori coinvolti nei reparti AIDS;

   l'incalzante   progredire  delle  conoscenze  sui   vari   aspetti
  dell'infezione  rende  problematico  per  il  personale   sanitario
  adeguarsi   allo   sviluppo   delle   conoscenze   mentre    alcune
  caratteristiche della malattia rendono importante l'acquisizione da
  parte  del  personale sanitario di conoscenze e capacità in  ambiti
  diversi da quelli più strettamente clinici ed assistenziali;

   le   conoscenze  di  carattere  epidemiologico,  psico-sociale  ed
  educativo  costituiscono un patrimonio che ogni operatore  dovrebbe
  possedere per svolgere al meglio le attività di prevenzione;

   in  tutte  le  Regioni italiane si sono svolti  regolarmente,  nel
  periodo  2008-2012, i corsi di formazione ed aggiornamento  per  il
  personale sulle malattie infettive regolarmente finanziati mediante
  le quote del Fondo sanitario nazionale;

   solo  in Sicilia, ad oggi, a fronte di ingenti stanziamenti,  tali
  corsi, non si sono tenuti;

   per sapere:

   come  mai  solo  in  Sicilia non siano stati avviati  i  corsi  di
  formazione  ed aggiornamento degli operatori coinvolti nella  lotta
  all'AIDS;

   quale  sia  stata  la  destinazione dello  stanziamento  nazionale
  erogato  e  mai  speso,  dal momento che la stragrande  maggioranza
  degli  operatori  vuol  fare  ricorso a procedura  giudiziaria  per
  danno, professionale ed economico;

   quali   azioni  intendano  intraprendere  al  fine  di   istituire
  immediatamente i corsi di formazione». (1683)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «In riferimento all'interrogazione citata  in  oggetto,
  con  la  quale sono stati chiesti chiarimenti in merito al  mancato
  svolgimento   dei   corsi   di  formazione   e   di   aggiornamento
  professionale previsti dal programma di interventi urgenti  per  la
  prevenzione  e  la lotta all'AIDS, si trasmette la relazione  prot.
  33379   del   17   aprile   2014,  resa   dalla   competente   Area
  interdipartimentale 7 "Formazione e comunicazione" del Dipartimento
  per le Attività Sanitarie di questo Assessorato».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   GERMANA'  - .«Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  salute, premesso che:

   l'attività libero professionale intra moenia (contrassegnata dalla
  sigla  ALPI)  è  esercitata  presso  le  Aziende  Ospedaliere   del
  territorio regionale;

   l'attività  di  chirurgia estetica è svolta  presso  le  strutture
  complesse  di  chirurgia plastica e gli interventi  chirurgici  con
  fine estetico (non ricompresi nei livelli essenziali di assistenza;

   detti  LEA)  vengono  comunemente  eseguiti  in  ALPI  presso   le
  strutture  complesse  del  territorio  regionale  e  nazionale   ad
  eccezione   della   struttura  complessa  di   chirurgia   plastica
  dell'Azienda Ospedaliera Papardo Piemonte di Messina;

   considerato che:

   il  blocco dell'attività di chirurgia estetica presso la struttura
  complessa  di  chirurgia plastica dell'Azienda Ospedaliera  Papardo
  Piemonte  di Messina è conseguente ad un parere dell'Assessorato  a
  firma  dei  dott. Salvatore Sammartano e Giuseppe Sgroi, rilasciato
  in data 12/11/2012, prot.81957 non favorevole all'esercizio di tale
  attività;

   detto parere fu fornito a seguito di una particolare richiesta del
  Commissario Straordinario dell'Azienda Ospedaliera Papardo Piemonte
  di Messina formulata con prot. 3243-CS del 18/10/2012;

   è  ormai  trascorso oltre un anno dal momento in cui, recepito  il
  parere  di  cui sopra, i Dirigenti Medici della Struttura Complessa
  di  Chirurgia Plastica dell'AOR Papardo Piemonte di Messina si sono
  visti  negare l'esercizio dell'attività mentre continua  ad  essere
  regolarmente  consentita  a tutti i loro  colleghi  del  territorio
  regionale e nazionale;

   tale  negazione  rappresenta per i pazienti della  città  e  della
  provincia  di  Messina la perdita di uno dei più validi  centri  di
  riferimento per l'esercizio di detta attività chirurgica;

   per  sapere se non ritengano di disporre l'immediata riattivazione
  della  normale  attività chirurgica sopra richiamata  presso  l'AOR
  Papardo  Piemonte di Messina, immaginando che ove il citato  parere
  venisse confermato, esso dovrà necessariamente ed improrogabilmente
  essere  esteso a tutte le Strutture complesse di Chirurgia Plastica
  delle Aziende ospedaliere della nostra Regione». (1800)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «In riferimento all'interrogazione citata  in  oggetto,
  con  la  quale  sono stati chiesti chiarimenti circa l'attività  di
  chirurgia   estetica  svolta  presso  le  strutture  complesse   di
  chirurgia  plastica  ed  eseguite in regime di  libera  professione
  intra  moenia, si fornisce la relazione prot. 40105 del  16  maggio
  2014,  resa  dai  competenti Servizio 1 "Personale  dipendente  del
  S.S.R."  ed  Area  interdipartimentale  3  "Affari  giuridici"  del
  Dipartimento per la Pianificazione Strategica"».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   FALCONE  -  ASSENZA  -  BANDIERA  -  FIGUCCIA  -  SAVONA.  -   «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la salute,  premesso
  che:

   la  Commissione nominata dall'Assessore regionale per  la  salute,
  nelle persone del prof. Marco Frey, del dott. Fulvio Moirano e  del
  dott. Ernesto Morici, con proprio verbale del 6 febbraio 2013,  tra
  l'altro,   fissava  i  criteri  per  l'attribuzione  del  punteggio
  necessario  a  stabilire l'adeguatezza curriculare degli  aspiranti
  alla  nomina  di  Direttore Generale delle Aziende Sanitarie  della
  Sicilia;

   considerato che:

   in particolare, fissava numero sette variabili, così classificate:
  1  età  anagrafica; 2 numero dipendenti organizzazione; 3a ruolo  -
  sanità  pubblica; 3b ruolo - pubblica amministrazione; 3c  ruolo  -
  sanità privata/ privato/misto/terzo settore; 4 numero risorse umane
  gestite;  5  risorse  finanziarie  gestite  (euro);  6  persistenza
  (continuità nella stessa azienda);  7 specializzazione;

   per ogni variabile veniva  prevista un'attribuzione articolata  di
  punti;

   per l'applicazione delle variabili descritte, veniva attribuito un
  punteggio complessivo ai curricula presentati dagli aspiranti;

   tale  punteggio  veniva  a  derivare dall'attribuzione  dei  punti
  previsti dalle relative articolazioni;

   per  l'effetto,  gli  aspiranti venivano divisi  in  due  distinti
  elenchi:  il  primo, quello dei cosiddetti adeguati ed il  secondo,
  quello dei cosiddetti curriculati;

   al  secondo  elenco  potevano accedere -  così  come  hanno  avuto
  accesso  -  esclusivamente i candidati che  riportavano  almeno  il
  punteggio  minimo previsto dalla stessa Commissione in  complessivi
  punti ventiquattro;

   il  numero  degli idonei, indicati dalla Commissione all'Assessore
  per la Salute per poter procedere alla nomina di Direttore Generale
  da  parte  del Presidente della Regione, seguiva alla procedura  di
  selezione  diversamente stabilita secondo che i  candidati  fossero
  stati inclusi nel primo o nel secondo elenco;

   prevalentemente,  i Direttori Generali di recente  nominati  dalla
  Giunta  regionale di governo, ricadono nell'elenco  dei  cosiddetti
  curriculati;

   allora,   tali  nominati  necessariamente  dovevano  avere   avuto
  attribuito  un  punteggio  non  inferiore  ai  ventiquattro   punti
  previsti;

   atteso che i curricula dei nominati sono pubblici, è dato leggere:

   1.  Candela Antonino, dal 10/03/2003 al 18/09/2009 Direttore della
  struttura complessa Area Economico - finanziaria AUSL n. 9  Trapani
  (incarico  esterno  ex  art 15- septies D.  Lgs.  n.  502/92).  Dal
  21/09/2009  alla  data  del  bando  di  selezione  (dicembre  2012)
  Direttore Amministrativo ASP Palermo;

   considerato che:

   nel   richiamato  verbale  della  Commissione  di  selezione   del
  06/02/2013 è testualmente scritto 'il criterio riferito al ruolo  è
  stato distinto in tre diverse tipologie di esperienza, da riferirsi
  ad almeno cinque/sette anni negli ultimi dieci anni. I punteggi del
  punto  tre  non  sono, quindi, cumulabili'. E poi è scritto  'nella
  attribuzione  dei  punteggi  per  le  variabili  2  (N.  DIPENDENTI
  ORGANIZZAZIONE),  3  (RUOLO),  4  (N.  RISORSE  UMANE  GESTITE),  5
  (RISORSE   FINANZIARIE   GESTITE)  verrà   considerata   l'attività
  prevalente svolta in termini temporali nell'ultimo decennio';

   pertanto, detti descritti criteri sono stati giustamente applicati
  per la generalità dei candidati, o quasi;

   infatti,  se  i  medesimi  criteri non  fossero  stati  applicati,
  sarebbero stati illegittimamente privilegiati tutti coloro i  quali
  avevano  avuto incarichi di Direttore Generale, Direttore Sanitario
  e  Direttore Amministrativo dal settembre 2009 al dicembre 2012.  E
  quindi,  sarebbero stati oltremodo premiati gli ultimi due anni  di
  carriera  dei candidati, senza la dovuta considerazione al decennio
  precedente la valutazione, per come appunto stabilito dalla  stessa
  Commissione;

   ciò   nonostante,   al   dott.   Antonino   Candela   sono   stati
  complessivamente attribuiti punti 34, così ripartiti: 4 per  l'età,
  6  per il ruolo, 6 per le dimensioni dell'Azienda, 6 per le risorse
  umane   direttamente   gestite,  6  per  le   risorse   finanziarie
  direttamente   gestite,  4  per  la  persistenza   e   2   per   la
  specializzazione;

   invece,  al dott. Candela Antonino potevano essere attribuiti,  al
  massimo punti 20,50 (quindi, ben al di sotto della soglia minima di
  24  ),  e  ciò  dato  che  dal curriculum presentato  dal  nominato
  l'attività  prevalente  svolta  in  termini  temporali  nell'ultimo
  decennio   risulta  essere  quella  di  DIRETTORE  DELLA  STRUTTURA
  COMPLESSA  AREA ECONOMICO-FINANZIARIA dell'AUSL n.  9  Trapani  dal
  10/03/2003  al 18/09/2009. Conseguentemente, per il  RUOLO  gli  si
  dovevano attribuire punti 0,50; da punti 2 a punti 4 per numero  di
  dipendenti  Organizzazione (AUSL n. 9 Trapani, da 101 dipendenti  a
  3000  ?  );  punti da 0 a 4 per risorse umane direttamente  gestite
  (quante unità erano dipendenti dal Direttore di struttura complessa
  area economico finanziaria AUSL n. 9 Trapani, 50 ? da 150 a 51 ? da
  500  a  151  ?  Sicuramente, giammai potevano dipendere  oltre  500
  unità); punti da 0 a 2 per le risorse finanziarie gestite (cosa può
  gestire  direttamente - con un proprio conto economico sul bilancio
  della   AUSL  -  un  Direttore  di  struttura  complessa  dell'area
  economico  finanziaria ? ). Allora, rimarrebbe esatto  soltanto  il
  punteggio attribuito al dott. Candela per l'età, per la persistenza
  e per la specializzazione;
   2.   De   Nicola  Fabrizio:  dal  curriculum  presentato   risulta
  temporalmente prevalente, dal 02/11/2004 al 31/08/2009,  l'attività
  dallo stesso variamente prestata presso l'Amministrazione regionale
  quale Dirigente regionale (peraltro, dall'8/06/2006 al 19/6/2008 ex
  art  31  l.r.  6/97 e art 55, comma 7, l.r. 10/99, in  forza  delle
  tabelle  di equiparazione approvate con Deliberazione della  Giunta
  regionale  di governo n. 428 del 23/12/2003). Pertanto al nominato,
  forse,  gli si potevano attribuire non oltre punti 3 per il  RUOLO,
  forse, e per eccesso, non oltre punti 2 per il numero di dipendenti
  dell'Organizzazione  e 0 punti per le risorse umane  e  finanziarie
  direttamente   gestite.  Conseguentemente  al  dott.   De   Nicola,
  applicando rigorosamente le variabili adottate dalla Commissione di
  selezione, al massimo, potevano attribuirsi punti 11;

   3.  Ficarra  Salvatore  Lucio: dal curriculum  presentato  risulta
  temporalmente   prevalente   l'attività   dallo   stesso   prestata
  (dall'11/07/2002   al   14/12/2006)  quale   Direttore   dell'unità
  operativa  complessa AUSL n. 2 di Caltanissetta. Pertanto,  per  il
  RUOLO gli si dovevano attribuire punti 0,50 e non punti 6 per  come
  invero  attribuiti.  A  meno che detta attribuzione  la  si  voglia
  correlare   all'incarico  in  capo  al  sunnominato  di   Direttore
  Amministrativo dell'Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele di  Gela,
  dal  15/12/2006  al 31/08/2009. E quindi, l'attività  temporale  di
  anni  2,  mesi 8, giorni 15 è stata considerata prevalente rispetto
  alla precedente attività temporale di anni 3, mesi 7, giorni 3; gli
  si potevano attribuire non oltre punti  4 per  numero di dipendenti
  dell'organizzazione, salvo ad operare l'impossibile ed  illegittima
  commistione  tra  l'incarico di Direttore  di  struttura  complessa
  presso  la  AUSL  n. 2 di Caltanissetta e l'incarico  di  Direttore
  Amministrativo  dell'ex  Azienda Ospedaliera  di  Gela.  Lo  stesso
  dicasi per le risorse umane e finanziarie direttamente gestite;

   ritenuto  ed  acclarato  tutto  quanto  anzi  descritto,  viene  a
  risultare in tutta evidenza che i punti complessivamente attribuiti
  ai  nominati  Candela (34), De Nicola (30) e Ficarra  (29)  possono
  derivare   esclusivamente   dal  singolare   riconoscimento   degli
  incarichi ricoperti dai medesimi nelle rispettive qualità: Candela,
  Direttore  Amministrativo dell'ASP di Palermo, dal 21/09/2009  alla
  data  del  bando di selezione, dicembre 2012; De Nicola,  Direttore
  Generale  ASP  di  Trapani, dall'1/9/2009 alla data  del  bando  di
  selezione, dicembre 2012; Ficarra, Direttore Amministrativo ASP  di
  Enna,  dal  23/09/2009 alla data del bando di  selezione,  dicembre
  2012;

   valutato che se i curricula del dott. Antonino Candela, del  dott.
  Fabrizio  De Nicola e del dott. Salvatore Lucio Ficarra sono  stati
  così  valutati,  conseguentemente in maniera assolutamente  diversa
  rispetto  alle valutazioni operate dalla Commissione  di  selezione
  nei confronti della quasi totalità degli aspiranti idonei, non solo
  si   è   venuta   a  determinare  una  macroscopica  disparità   di
  trattamento, ma, salvo il caso di errore manifesto, le  fattispecie
  per le quali vengono richiesti accertamenti, controlli e verifiche,
  potrebbero assumere profili di chiara illegittimità amministrativa;

   per sapere:

   se non ritengano di rivedere l'attribuzione del relativo punteggio
  sulla  scorta  delle  suesposte  considerazioni  e  in  autotutela,
  accertati  i vizi denunciati, di riesaminare le predette  nomine  a
  Direttore  Generale del dott. Antonino Candela, del dott.  Fabrizio
  De Nicola e del dott. Salvatore Lucio Ficarra;

   in   via   generale,  se  sia  stato  operato  il   pur   semplice
  accertamento/controllo  sulla  veridicità  dei   dati   curriculari
  dichiarati  dai nominati Direttori Generali, previa verifica  della
  regolarità  delle  operazioni aritmetiche  e  valutative  poste  in
  essere dalla Commissione di selezione;

   in  particolare, se tali accertamenti, controlli e verifiche siano
  stati  effettuati (e/o se si vogliano effettuare)  in  ordine  alla
  posizione  dei nominati Direttori Generali, dott. Candela  Antonino
  nato  a  Palermo  il 29/11/1965, dott. De Nicola  Fabrizio  nato  a
  Palermo  il  26/04/1957  e dott. Ficarra Salvatore  Lucio,  nato  a
  Mazzarino il 04/03/1964». (1971)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. «In riferimento all'interrogazione parlamentare n.  1971
  del  16  aprile  2014,  trasmessa via fax  il  19  maggio  2014  ed
  acquisita  in pari data al  numero di protocollo 40372, avente  per
  oggetto:   Notizie  in  merito all'attribuzione   dei  punteggi  ai
  curricula  ed  alla  nomina dei direttori  generali  delle  Aziende
  sanitarie siciliane  , si precisa che la Commissione ex art. 3 bis,
  comma  3  del  D.Lgs. 502/92 e s.m.i., interessata dalle  questioni
  poste  dall'interrogante, ha fornito riscontro confermando, per  le
  tre  posizioni,  la regolarità con i requisiti, nonché  i  punteggi
  attribuiti,  come  da  tabella  allegata,  trasmessa  dalla  stessa
  Commissione».

   L'Assessore

   Dr.ssa Lucia Borsellino

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   ALLEGATO 2

                            Interrogazioni
                   (con richiesta di risposta orale)

   «All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'isola  di  Filicudi è un luogo incontaminato e ricco di  risorse
  naturali e culturali;

   il  mare  con  i  suggestivi  fondali  ricoperti  da  praterie  di
  Posidonia   (specie   protetta),  i  percorsi   archeologici,   gli
  straordinari aspetti della flora e della fauna rendono  tale  isola
  un  patrimonio ambientale ancora intatto nel quale si è  sviluppato
  un  turismo  rispettoso e responsabile, attratto dalla  bellezza  e
  dalla tranquillità dei luoghi;

   si  tratta  di  un patrimonio che rischia di disperdersi  a  causa
  della  prossima  realizzazione  di  un  pontile  galleggiante   con
  basamento  in calcestruzzo, della lunghezza di 75 m, per consentire
  l'attracco  di  circa  50  imbarcazioni nella  Baia  del  Porto  di
  Filicudi;

   i  pilastri in calcestruzzo danneggerebbero i fondali sommersi con
  la distruzione del poseidoneto con conseguenze incalcolabili, basti
  pensare  che  la perdita di un solo metro lineare di  prateria  può
  portare  alla scomparsa di diversi metri della spiaggia antistante,
  a  causa  dei  fenomeni  erosivi;  la  regressione  delle  praterie
  comporta,  inoltre, una perdita di biodiversità e un deterioramento
  della qualità delle acque;

   la   presenza  del  pontile  farebbe  aumentare  il  numero  e  le
  dimensioni delle barche attraccate, con la conseguenza di  alterare
  irreversibilmente il modello di turismo di qualità che sino ad  ora
  ha garantito il mantenimento delle bellezze dell'isola;

   il  continuo movimento delle imbarcazioni metterebbe a rischio gli
  importantissimi  reperti archeologici di Capo  Graziano  (in  parte
  sommersi);

   per  la sua ubicazione, il pontile impedirebbe la libera fruizione
  della  spiaggia  del  Porto,  l'unica baia  dell'isola  agevolmente
  fruibile per i turisti, le famiglie isolane ed i bambini;

   essendo  collocato in prossimità dello scalo d'alaggio, il pontile
  intralcerebbe il varo e l'approdo delle imbarcazioni tradizionali e
  dei piccoli pescatori;

   considerato che:

   il  procedimento  per  il  rilascio  della  concessione  demaniale
  marittima   per  la  realizzazione  del  pontile  è   stato   molto
  accidentato;

   dalla data di rilascio (2008) ad oggi, più volte è intervenuto  il
  diniego   della  Soprintendenza  del  mare  anche   a   causa   del
  ritrovamento di reperti archeologici nei fondali;

   di  fatto  questa  concessione non entra mai nel vivo:  cambia  il
  nominativo  della  persona cui viene concesso lo  spazio,  ma  ogni
  volta la Sovrintendenza blocca tutto;

   per  sapere se non ritenga opportuno, alla luce di quanto  esposto
  in  premessa, di dover procedere all'annullamento della concessione
  demaniale  marittima per la costruzione di un pontile  galleggiante
  nel porto di Filicudi al fine di tutelarne l'integrità ambientale».
  (2046)

                                                          FERRANDELLI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'istruzione e la
  formazione professionale, premesso che:

   numerose  scuole  pubbliche statali della  Sicilia  hanno  aderito
  nello  scorso  settennio 2007-2013 ai progetti del  POR  Sicilia  a
  finanziamento UE: le stesse scuole hanno regolarmente presentato  i
  piani  finanziari esecutivi al Dipartimento nelle funzioni  di  ADG
  Autorità di Gestione per i fondi UE;

   tutti  i dirigenti hanno costretto le scuole a rimodulare numerose
  volte  il  piano finanziario esecutivo in relazione ai macroscopici
  malfunzionamenti del sistema informatico 'Caronte';

   in  tutti i piani finanziari le voci 'tutoraggio' 'coordinamento',
  'monitoraggio' sono state calcolate a 30 euro e in tal guisa sempre
  approvati e validati;

   in  sede  di  revisione contabile dopo che le scuole  avevano  già
  concluso  i progetti, le stesse sono state sottoposte a  visita  in
  loco  da parte di una società esterna di revisione, la 'Deloitte  &
  Touche S.p.A';

   inspiegabilmente la suddetta società ha cassato tutti gli  importi
  delle   voci   'tutoraggio'   'coordinamento'   e   'monitoraggio',
  decurtandone l'importo a 17,50 euro, senza tenere in alcun conto la
  procedura   amministrativa  di  approvazione  degli  stessi   piani
  finanziari;

   considerato   che   gli   incarichi   di   'tutoraggio   interno',
  'coordinamento' e 'monitoraggio' risultano compensati a 30 euro  in
  tutti  i  progetti  PON, POR, CIPE, FP,IFTS, ormai  da  più  di  un
  decennio;

   accertato  che la funzione svolta dai tutor è coerente con  quanto
  espressamente  previsto  dal  Vademecum  per  l'attuazione  del  PO
  SICILIA  FSE 2007-2013, versione del 23 giugno 2011, che a pag.  85
  prevede  'al  fine  di garantire un supporto e un monitoraggio  nel
  rapporto  tra  l'allievo  e il processo di  apprendimento,  tra  il
  coordinamento e l'attività didattica (...) è ammessa la figura  del
  tutor'.  La funzione svolta dai tutor è, altresì, perfettamente  in
  linea  con  quanto da sempre indicato dalla Regione  siciliana.  Al
  riguardo, vedasi Circolare 1/F.P. dell'8 marzo 2000, pagg. 21 e 22;

   affermato  che  l'attività didattica svolta dai tutor,  così  come
  sopra  delineata, non può essere remunerata con il compenso  orario
  di  17,50, nella considerazione che il CCNL scuola non riserva tale
  trattamento  alle  attività  svolte in  aula  alla  presenza  degli
  allievi   ma   alle  cosiddette  'attività  aggiuntive   funzionali
  all'insegnamento' così definite e regolate dall'art.  29  del  CCNL
  che,  ai  commi  1  e  2,  così recita: '1.  L'attività  funzionale
  all'insegnamento  è  costituita  da  ogni  impegno  inerente   alla
  funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici.  Essa
  comprende  tutte  le  attività, anche a  carattere  collegiale,  di
  programmazione,      progettazione,      ricerca,      valutazione,
  documentazione,   aggiornamento   e   formazione,    compresa    la
  preparazione  dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione
  alle  riunioni e l'attuazione delle delibere adottate dai  predetti
  organi.  2.  Tra  gli adempimenti individuali dovuti  rientrano  le
  attività  relative:  a)  alla preparazione delle  lezioni  e  delle
  esercitazioni; b) alla correzione degli elaborati;
   c) ai rapporti individuali con le famiglie...';

   affermato  ancora  che  nel  CCNL  Scuola  in  nessuna   parte   è
  rinvenibile  il  termine e/o la descrizione della specifica  figura
  del tutor né, di conseguenza, che l'attività del tutor debba essere
  retribuita con una quota oraria di 17,50. Infatti la scuola, per  i
  tutor  didattici impegnati nel progetto, ha correttamente  previsto
  un  compenso  orario  di euro 30,00, perché in  analogia  a  quanto
  prescritto   dal   Programma  Operativo   Nazionale   Scuola   (FSE
  'Competenze  per  lo  sviluppo'), il riferimento  al  massimale  di
  30,00,  già  esistente anche per le attività  di  tutoring,  svolte
  nella    programmazione   2000-2006,   viene   contemplato    dalle
  'Disposizioni  e  Istruzioni  per  l'attuazione  delle   iniziative
  cofinanziate dai Fondi Strutturali Europei 2007-2013'  ediz.  2009.
  Tali  disposizioni, in base alla normativa comunitaria e  nazionale
  vigente,  stabiliscono (cap. 2 par. 9.3 pag. 168) un  costo  orario
  onnicomprensivo di 30,00 (tale importo viene indicato espressamente
  negli  avvisi di presentazione dei progetti del Piano  Integrato  e
  nei relativi formulari);

   assodato che:

   le  stesse  Disposizioni (al cap.2 par.7.6 pag. 150)  stabiliscono
  che per i costi ammissibili delle ore di docenza e di tutor occorre
  fare riferimento alla Circolare del Ministero del Lavoro n. 41/2003
  del  5  dicembre 2003, specificatamente nella parte riguardante  la
  ammissibilità  delle  spese e massimali di costo  per  le  attività
  cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo , dove, a pag.17,  si  legge
  che  per  le  attività  corsuali del tutor  venga  riconosciuto  un
  massimale di costo orario pari a euro 30,00;

   su  questa  linea,  i Vademecum dei Programmi Operativi  Regionali
  2007-2013, nel fare riferimento al Vademecum nazionale delle  spese
  ammissibili FSE 2007/13, approvato dal Coordinamento tecnico  della
  Commissione  IX  della Conferenza dei presidenti  delle  Regioni  e
  Province,  richiamano il massimale di costo orario di  euro  30,00,
  applicato  dai  Dirigenti  scolastici  per  lo  svolgimento   delle
  attività formative dei tutor;

   il   riconoscimento  del  compenso  di  euro  30,00  per  i  tutor
  scolastici  trova  ulteriore  conferma nelle  recenti  disposizioni
  impartite  dal  MIUR  per  'l'attuazione  dei  POR  delle   Regioni
  Convergenza' nell'ambito del Piano d'Azione Coesione.  Al  riguardo
  vedasi  la  Circolare  n.  6693 del  18-04-2012  -  Avviso  per  la
  presentazione  delle  proposte  relative  all'azione  C1  e  C5   -
  Competenze per lo Sviluppo FSE, dove (pag. 17) viene precisato  che
  'Il  compenso per i tutor che operano in co-presenza  in  aula  con
  l'esperto è di 30,00' e nelle schede finanziarie (pagg.  34  e  35)
  viene riportato il compenso di 30,00 espressamente prestabilito per
  i tutor scolastici da impiegare nei progetti;

   l'Avviso  per  'Sostenere Azioni Educative e di  Promozione  della
  Legalità  e  Cittadinanza  Attiva', a pag  16  recita:  'Per  tutor
  collaboratori il costo massimo orario ammissibile è di  euro  30,00
  (trenta,00)  al  lordo di IRPEF e al netto di  IVA  e  della  quota
  contributo   previdenziale  obbligatorio.  Per  il   compenso   del
  personale   interno   vengono   riconosciuti   i   costi   derivati
  dall'applicazione del CCNL di riferimento';

   il CCNL del Comparto Scuola, all'art. 88 - indennità e compensi  a
  carico  del fondo d'istituto, prevede due tipologie di retribuzione
  per  il  personale docente impegnato in attività aggiuntive per  le
  ore eccedenti prestate in attività frontale con gli alunni, per  le
  quali è previsto un compenso orario di euro 35,00;

   le  stesse Disposizioni 2009, a pag. 168, stabiliscono per i tutor
  interni  un  massimale orario di euro 30,00. Il Formulario  per  la
  presentazione  di  Progetti per sostenere  azioni  educative  e  di
  promozione della legalità e cittadinanza attiva, e presentato dalle
  Istituzioni  Scolastiche  per  la richiesta  di  finanziamento  del
  progetto in oggetto, nella sez. G - risorse umane - prevedeva per i
  tutor un costo orario di euro 30,00;

   la  circolare  del MIUR Prot.n. AOODGAI/6693 del  18  aprile  2012
  Programmazione  dei Fondi Strutturali 2007/2013  -  Avviso  per  la
  presentazione  delle  proposte relative all'azione  C1  'Interventi
  formativi  per  lo sviluppo delle competenze chiave',  a  pag.  17,
  punto  1.5 'Disposizioni di attuazione specifiche per le due azioni
  C1  e C5' specifica espressamente che 'Il compenso per i tutor  che
  operano in co-presenza in aula con l'esperto è di 30,00 ora.';

   per sapere se non ritengano opportuno:

   intervenire con provvedimenti urgenti ed in autotutela finalizzati
  a  riconoscere  l'ammissibilità dei valori  imputati  dalle  scuole
  pubbliche  statali della Sicilia che abbiano aderito  nello  scorso
  settennio  2007-13 ai progetti del POR Sicilia a  finanziamento  UE
  nelle    voci   relative   a   'tutoraggio',   'coordinamento'    e
  'monitoraggio' contabilizzate a euro 30,00;

   far  conoscere  le motivazioni che abbiano indotto ad  affidare  a
  società  esterna un servizio di monitoraggio condotto sino al  2010
  dalle risorse di personale interno al Dipartimento Formazione,  con
  evidente aggravio di costi per il bilancio della Regione». (2047)

          (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

                                                              D'ASERO

   «Al Presidente della Regione, premesso che

   la  Regione  ha  commissionato e poi  acquistato  a  Catania  (via
  Bummacaro  3,  Librino),  dalla ditta Fasano  Costruzioni  srl,  60
  appartamenti con 60 cantine e 60 garage, procedendo a  partire  dal
  1988    all'assegnazione   a   membri   delle   forze   dell'ordine
  (Carabinieri, Guardia di Finanza, polizia, ecc) tramite un regolare
  concorso,  bandito ai sensi della legge regionale 31/12/85  n.  54,
  che  disponeva  l'acquisto  di alloggi  per  le  forze  dell'ordine
  impegnate nella lotta alla mafia in Sicilia;

   la  Regione ha versato alla Fasano Costruzioni srl solo l'85%  del
  prezzo  pattuito  in  quanto i rimanenti euro 445.739,30  non  sono
  stati  trattenuti per presunte inadempienze contrattuali attribuite
  alla stessa Fasano Costruzioni;

   nel luglio del 2010, la Fasano costruzioni srl, ritenendo futili e
  inconsistenti tali contestazioni, conveniva in giudizio la  Regione
  siciliana palesando piuttosto le sue inadempienze e chiedendo,  per
  tali  ragioni,  la  risoluzione del  contratto  e  la  restituzione
  dell'immobile;

   con sentenza del febbraio 2013, la Regione è stata condannata alla
  restituzione dell'immobile e al pagamento di euro 1.600.000;

   rilevato  quindi che a fronte di un mancato pagamento di  450.000,
  l'intero  valore dell'immobile perso si attesta attorno a 3.000.000
  euro  e, oltre ai 1.600.000 euro, la Regione è condannata a  pagare
  ulteriori  18.000 euro per ogni mese di ritardo nella consegna  dei
  locali,  oltre  le  spese  legali, per  un  danno  patrimoniale  ed
  economico  che  si  attesta ad oggi sui 5.000.000  euro  (10  volte
  dunque  in più rispetto all'insolvenza originaria di 450.000  euro)
  senza  contare i 200.000 euro annui di affitti che la  Regione  non
  percepirà più;

   considerato che:

   a  tale  sentenza non è stato presentato ricorso entro  i  termini
  prefissati per legge, precludendo in modo definitivo la possibilità
  di  ribaltare il primo grado di giudizio che, tra l'altro, a  detta
  di svariati legali non sembrava di certo ineccepibile;

   queste  persone sono state completamente abbandonate dalla Regione
  dato  che  vivono  ormai  da  tempo in  un  immobile  fatiscente  e
  pericolante,   considerato  addirittura   inagibile   secondo   una
  relazione effettuata dai vigili del fuoco;

   visto che:

   i   residenti,  all'oscuro  di  tutta  la  vicenda  legale,  hanno
  continuato  a  versare  in  modo illegittimo  da  più  di  un  anno
  l'affitto alla Regione;

   poco  più  di un mese fa, a queste persone è stata recapitata  una
  lettera  con  la  quale la Regione intimava loro  di  lasciare  gli
  alloggi, senza peraltro indicare alcuna futura dimora;

   per sapere:

   come  sia stato possibile una tale sciatteria nella conduzione  di
  un  bene  pubblico,  nella tutela di servitori dello  Stato  e  dei
  diritti acquisiti,

   quali  misure di riorganizzazione degli uffici siano previste  per
  evitare in futuro il ripetersi di vicende simili;

   quali  iniziative  intenda assumere per  verificare  e  recuperare
  l'eventuale danno erariale;

   quali    ragioni   abbiano   mosso   l'Amministrazione   regionale
  nell'intimare agli inquilini di lasciare gli alloggi in questione;

   se  non ritenga di dover ritirare e annullare tale intimazione  o,
  quanto  meno,  di  predisporre soluzioni concrete e  immediate  per
  l'assegnazione di nuovi alloggi a tali residenti». (2052)

                                                                 RAIA
                            Interrogazioni
                  (con richiesta di risposta scritta)

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   in  data  09.10.2013 veniva pubblicato sul sito  web  dell'Asp  di
  Ragusa,  la  sezione Concorsi, 'avviso pubblico per la  stipula  di
  apposita convenzione per consulenza libero professionale per  n.  3
  figure  professionali  di  medico  per  l'assistenza  sanitaria  ai
  cittadini  immigrati  (S.T.P.  -  E.N.I.).  La  scadenza   per   la
  presentazione delle domande è fissata per il 23/10/2013';

   successivamente,  in data 04.11.2013, veniva pubblicato  sul  sito
  web   un  avviso  avente  ad  oggetto  'riapertura  termini  avviso
  co.co.co. 3 medici assistenza sanitaria cittadini immigrati';

   con  deliberazione  del  Commissario  Straordinario  n.  2307  del
  04.12.2013   veniva  nominata  la  commissione   esaminatrice   per
  procedere  alla  verifica  dei  requisiti  di  ammissione  ed  alla
  valutazione dei curricula dei candidati ammessi alla selezione;

   con   deliberazione  del  Commissario  Straordinario  n.  247  del
  30.01.2014 venivano approvati gli atti di selezione e dichiarati  i
  vincitori;

   dalla deliberazione n. 572 del 21.03.2014 risulta che 'al fine  di
  garantire  la  continuità assistenziale ai cittadini  immigrati'  i
  candidati  dichiarati vincitori 'hanno iniziato  la  loro  attività
  professionale  in  data  1  febbraio  2014'  impegnando  la   somma
  necessaria  'per la durata dell'incarico annuale con  decorrenza  1
  febbraio 2014';

   rilevato che:

   i  vincitori  della  selezione risultano  gli  stessi  medici  già
  titolari di precedenti e identici incarichi presso l'Asp di Ragusa;

   dalla  deliberazione del Direttore Generale n. 1879 del 21.11.2011
  avente  ad oggetto 'proroga incarico professionale per l'assistenza
  ai cittadini extracomunitari', risulta che 'con delibera n. 289 del
  25.02.2011,  si  è  proceduto  all'affidamento  professionale   per
  l'assistenza ai cittadini extracomunitari' a quegli stessi  dott.ri
  odierni vincitori della selezione, tutti con scadenza 31.10.2011, e
  che  'al  fine  di  evitare interruzione del pubblico  servizio  di
  prorogare  l'incarico professionale' degli stessi dal  1.11.2011  e
  fino alla data del 31.12.2011;

   considerato che:

   consultando la sezione Concorsi sul sito web dell'Asp e sfogliando
  le  39  pagine consultabili tra bandi e graduatorie,  dal  mese  di
  aprile  2010  sino al settembre 2013, non vi è alcuna  traccia  dei
  precedenti  conferimenti  di  incarichi  in  favore  degli  odierni
  vincitori: pertanto, nessuna pubblicità è stata adeguatamente  data
  dall'Asp in merito alla ricerca di tali profili professionali prima
  dell'avviso pubblicato nell'ottobre 2013;

   la  nozione  di concorso evoca una procedura caratterizzata  dalla
  valutazione  dei  candidati  e dalla  compilazione  finale  di  una
  graduatoria.   In   tale  contesto  rientrano  sia   le   procedure
  concorsuali  connotate  dall'espletamento di  prove  stricto  sensu
  intese  sia i concorsi per soli titoli (Cass. S.u. 4517/2006)  come
  nel   caso   di   specie,  in  cui  la  procedura   concorsuale   è
  esclusivamente  caratterizzata dalla  valutazione  comparativa  dei
  candidati  e dalla compilazione finale di una graduatoria,  la  cui
  approvazione,   individuando  i  'vincitori',  rappresenta   l'atto
  terminale del procedimento;

   sono  emersi  seri e fondati dubbi circa validità degli  avvisi  e
  della   graduatoria  di  approvazione  dei  vincitori,  in   quanto
  difetterebbe  in capo all'amministrazione resistente il  potere  di
  indire  una  siffatta  procedura  selettiva  con  riferimento  alla
  priorità  accordata  alla  conoscenza linguistica  specifica  e  ai
  servizi prestati in ambito di immigrazione nel SSN nonché circa  la
  legittimità   dei   provvedimenti  di  nomina   della   Commissione
  esaminatrice  in  quanto  si  è proceduto  alla  valutazione  della
  conoscenza  linguistica dichiarata dai candidati senza  verificarne
  la   veridicità   e  il  livello  dichiarato  e  non   sono   stati
  opportunamente  designati membri aggregati, non risultando  provata
  la   competenza   specifica  dei  singoli  commissari   in   ambito
  linguistico;

   visto che:

   nel  caso  di specie, solo ex post, si è avuto modo di  constatare
  che gli avvisi di selezione hanno di fatto limitato o precluso,  in
  maniera  irragionevole e arbitraria, la corretta partecipazione  di
  tutti  i candidati, ad esclusivo vantaggio di alcuni soggetti,  gli
  odierni  vincitori, già titolari di precedenti incarichi  conferiti
  senza alcuna selezione pubblica;

   la  priorità  accordata negli avvisi di selezione  in  favore  dei
  'candidati  in possesso della conoscenza della lingua araba  e  dei
  paesi dell'Est Europa' e ai 'candidati in possesso della conoscenza
  della  lingua araba, francese o dei paesi dell'Est Europa' si  pone
  in  evidente contraddizione non solo rispetto alla Deliberazione C.
  S.  n.1889  del  03.10.2013  - che nulla  dispone  in  merito  alle
  specifiche  conoscenze linguistiche richieste al  personale  medico
  destinatario dell'avviso di selezione - e alla Deliberazione C.  S.
  n.  2046  del  22.10.2013 - laddove il francese  viene  considerata
  seconda  lingua  parlata  mentre il primo  avviso  tace  sul  punto
  indicando   genericamente  la  provenienza   geografica      (paesi
  dell'Est Europa) per l'individuazione della lingua - ma soprattutto
  in  relazione al Decreto Assessoriale del 17/10/2012 contenente  le
  'linee  guida  per  l'assistenza sanitaria ai  cittadini  stranieri
  (extracomunitari  e  comunitari) della Regione siciliana'  che  non
  impone in alcun modo una specifica conoscenza linguistica ai medici
  che  espletano  il servizio di assistenza in favore  dei  cittadini
  stranieri;

   piuttosto,   al   paragrafo  3.1  del  suddetto   D.A.   rubricato
  'Organizzazione  della rete assistenziale a livello  territoriale',
  pag.34,  al punto 8) emerge molto chiaramente che il medico  non  è
  tenuto ad una specifica conoscenza linguistica in quanto coadiuvato
  dal  mediatore linguistico culturale, attesa la specificità del suo
  ruolo,   come  ribadito  anche  a  pag  35  'le  Aziende  Sanitarie
  Provinciali  si  doteranno  di  un mediatore  linguistico-culturale
  facendo  ricorso  alle  modalità di selezione  e  reclutamento  che
  riterranno  più  opportune e più adeguate  nei  vari  contesti.  Si
  evidenzia  che  la  presenza  del  mediatore  linguistico-culturale
  riveste un ruolo determinante nella gestione delle richieste  degli
  stranieri';

   il  criterio  della  priorità linguistica  specifica,  unito  alle
  precedenti  esperienze  lavorative maturate nello  stesso  settore,
  sembra  essere stato funzionalizzato a salvaguardare  le  posizioni
  acquisite  dai  medici  poi  dichiarati  vincitori  in  virtù   dei
  pregressi  incarichi e convenzioni stipulate con  l'Asp  di  Ragusa
  sicuramente sin dal 2011;

   nella  procedura selettiva in esame, il discrimen linguistico  ha,
  peraltro,   generato  un  monstrum  in  sede  di   formulazione   e
  approvazione della graduatoria finale: infatti, candidati che hanno
  ottenuto  una  valutazione inferiore si sono comunque collocati  in
  posizione  superiore rispetto ad altri candidati che conoscendo  la
  sola  lingua  inglese sono stati penalizzati nel  merito,  come  se
  titoli  di carriera, titoli accademici e pubblicazioni fossero  del
  tutto irrilevanti;

   per sapere:

   se  non ritengano opportuno verificare se ci sia stata una qualche
  illegittimità  nei  criteri utilizzati dall'Asp  7  Ragusa  per  la
  redazione degli avvisi e della graduatoria in oggetto;

   se  non s'intenda valutare se gli attuali vincitori - già titolari
  di  incarichi per lo stesso settore e presso la stessa Asp -  siano
  stati  di  fatto  favoriti come se fossero portatori  di  posizioni
  acquisite   intoccabili,   con   conseguente   snaturamento   della
  graduatoria violazione dei principi costituzionali di eguaglianza e
  di imparzialità della P.A.;

   se   non   s'intenda,   nell'ambito  delle   proprie   competenze,
  intervenire  sull'Azienda Sanitaria perché sospenda l'adozione  e/o
  l'efficacia  della  graduatoria  e dei  provvedimenti  conseguenti,
  nelle  more  di  un  pieno  e  definitivo  chiarimento  sulla  loro
  legittimità, anche al fine di prevenire l'insorgere di  contenziosi
  e  criticità suscettibili di ripercuotersi negativamente  sul  buon
  andamento del servizio;

   quali   iniziative  s'intendano  complessivamente   adottare   per
  assicurare  che  i  criteri  di selezione  e  di  attribuzione  dei
  punteggi risultino pienamente ed effettivamente ispirati a  criteri
  di  trasparenza,  buon  andamento,  parità  di  trattamento  e  non
  discriminazione». (2044)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

                FERRERI - TRIZZINO - CANCELLERI - PALMERI - CIACCIO -
       MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO - FOTI - LA ROCCA - ZITO -
                                        CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI

   «Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'agricoltura,  lo
  sviluppo  rurale  e  la  pesca  mediterranea  e  all'Assessore  per
  l'energia, premesso che:

   dal  2008, il Consorzio di bonifica 5 di Gela ha l'onere,  sancito
  da  provvedimenti dell'Assessorato per l'energia, di consentire  il
  transito attraverso le proprie reti irrigue sino a 3,5 mmc di acque
  grezze  provenienti  dal complesso Disueri e Cimia  in  favore  del
  potabilizzatore che Siciliacque S.p.A. gestisce in prossimità della
  città di Gela;

   gli  invasi Disueri e Cimia sono gestiti dal 2008 dall'ARRA e  dal
  2010 dall'Assessorato all'Energia;

   l'attività  di  vettoriamento  impegna  le  maestranze  consortili
  dodici  mesi l'anno mentre quella irrigua si svolge prevalentemente
  nel periodo giugno - novembre;

   il  rimborso degli oneri di vettoriamento è stato transattivamente
  definito  per  il periodo 2008 - 2009 col pagamento in  favore  del
  Consorzio di 250.000,00 euro;

   tale  somma  sarebbe gravata di IVA, secondo l'interpretazione  di
  Siciliacque S.p.A., mentre il Consorzio si ritiene libero  da  tale
  tributo  ai  sensi  dell'art. 8, comma  2,  del  D.L.  n.  90/1990,
  convertito  nella  legge  n. 165/1990,  a  tenore  della  quale  le
  attività  istituzionali  dei  Consorzi non  costituiscono  attività
  commerciali;

   per  la definizione del costo complessivo della fornitura di acqua
  grezza è stato istituito un tavolo tecnico fra Assessorato Energia,
  Assessorato Agricoltura ed il Consorzio;

   il   tavolo  si  è  riunito  una  sola  volta  nel  2012   ed   ha
  cristallizzato due inconciliabili posizioni:

   a)  secondo l'Assessorato dell'energia il costo complessivo  della
  fornitura  va  fissato in 0,15 a mc, di cui i 5/6  a  favore  dello
  stesso Assessorato per la gestione degli invasi ed 1/6 a favore del
  Consorzio per il vettoriamento delle acque;

   b)  Siciliacque  rivende  la stessa  acqua  a  0,60  euro  al  mc,
  traendone un notevole guadagno;

   c)   il  Consorzio  ritiene  invece  di  sopportare  già  per   il
  vettoriamento  un  costo  di 0,18 a mc,  e  comunque  richiede  per
  l'utilizzo delle reti un contributo non inferiore a quello  imposto
  ai  consorziati, pari in atto a circa 0,15 mc: identiche  risultano
  infatti  le modalità di svolgimento del servizio sia nei  confronti
  degli   utenti  agricoli  che  di  Siciliacque  S.p.A;  trattandosi
  pertanto   di   prestazione  istituzionalmente  ed  indistintamente
  svolta,  con l'utilizzo degli stessi mezzi, strutture e  personale,
  la  stessa  non  può essere soggetta ad IVA ai sensi  della  citata
  legge n. 165/1990;

   per sapere se non ritengano di dovere:

   intervenire per definire il costo per mc di acqua a 0,50 euro;

   stabilire che tale importo venga suddiviso in misura paritaria: il
  50%, pari a 0,25 euro a mc per la gestione degli invasi e 0,25 euro
  a  mc  per  il  vettoriamento dell'acqua  nelle  reti  irrigue  del
  Consorzio di bonifica di Gela». (2045)

                                                              ARANCIO

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   con  delibera  n.  18/AS  del 27.12.2007 il  Consorzio  Autostrade
  Siciliane  ha preso atto del D.A. ANAS n. 75981 del 18.06.2007  con
  il  quale  è  stato approvato il progetto esecutivo dei  lavori  di
  costruzione dello svincolo di collegamento tra la S.P. 14 Siracusa-
  Canicattini  Bagni  e  il  tratto  autostradale  Siracusa-Cassibile
  dell'autostrada  Siracusa-Gela  A/18,  per  un   importo   pari   a
  15.480,905,55 euro;

   preso  atto  che  con  provvedimento n.  69/CD  del  2.7.2008,  il
  Consorzio Autostrade Siciliane ha autorizzato l'appalto dei  lavori
  mediante procedura aperta;

   tenuto  conto  che con delibera del Commissario Straordinario  del
  Consorzio Autostrade Siciliane, n. 23/CS del 10.02.2010, si è preso
  atto  dell'esito  della  gara ed è stata dichiarata  aggiudicataria
  dell'appalto  l'impresa  CO.ME.AP. Consorzio  Stabile  Mediterraneo
  Società Consortile a.r.l.;

   considerato  che il tempo assegnato dal contratto per l'esecuzione
  dei  lavori  era di 975 giorni naturali e consecutivi, a  decorrere
  dalla  consegna  dei  lavori  stessi,  consegna  avvenuta  in  data
  11.08.2010;

   accertato  che  ad  oggi,  nonostante  il  termine  previsto   dal
  contratto  sia  abbondantemente scaduto, i lavori non  sono  ancora
  stati   ultimati,  anzi  gli  stessi  procedono  con  notevolissimo
  ritardo;

   visto  che il ritardo ingiustificato del completamento dei  lavori
  sta   provocando  non  pochi  disagi  alle  comunità   interessate,
  fortemente  penalizzate  a  causa dell'attuale  situazione  viaria,
  specie a ridosso della stagione estiva;

   valutato che secondo alcune indiscrezioni non confermate, la ditta
  esecutrice  dell'opera  di che trattasi, avrebbe  la  necessità  di
  interrompere,  completamente, la viabilità sul  tratto  interessato
  dai  lavori  al  fine  di  poter procedere al  loro  completamento,
  arrecando,  in  questo  periodo, ulteriori danni  e  disservizi  ai
  Comuni interessati, a vocazione principalmente turistica;

   per sapere se:

   siano a conoscenza di quanto sopra ampiamente esposto;

   non ritengano utile e necessario intervenire al fine di accelerare
  il  completamento  dei  lavori  di costruzione  dello  svincolo  di
  collegamento tra la S.P. 14 Siracusa-Canicattini Bagni e il  tratto
  autostradale  Siracusa-Cassibile dell'autostrada Siracusa-Gela,  in
  modo  da  poter avere la sua apertura, seppur parziale, nel periodo
  estivo». (2048)

                                                            VINCIULLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   la  legge n. 283 del 1962 'Disciplina igienica della produzione  e
  della  vendita  delle  sostanza alimentari e delle  bevande'  detta
  disposizioni  in ordine alla vigilanza sulle sostanze alimentari  e
  bevande  per la tutela della pubblica salute, la produzione  ed  il
  commercio delle sostanze destinate alla alimentazione. La normativa
  affida  all'autorità  sanitaria, a mezzo dei competenti  organi  ed
  uffici,  l'attività  di  ispezione e  prelievo  di  campioni  negli
  stabilimenti ed esercizi pubblici dove si producono, conservano  in
  deposito, smerciano o consumano le predette sostanze, nonché  sugli
  scali e sui mezzi di trasporto. La stessa autorità può procedere al
  sequestro  delle  merci e, ove dagli accertamenti eseguiti  risulti
  necessario  per  la  tutela  della  pubblica  salute,   alla   loro
  distruzione; gli esami e le analisi dei campioni sono compiuti  dai
  laboratori   provinciali  di  igiene  e  profilassi  o   da   altri
  laboratori, all'uopo autorizzati;

   nella  legge citata si prevede che, quando dall'analisi  risultano
  prodotti  non corrispondenti ai requisiti fissati dalla  legge,  il
  capo  del laboratorio trasmette denuncia al medico o al veterinario
  provinciale, unendovi il verbale di prelevamento ed il  certificato
  di analisi. Contemporaneamente comunica all'esercente presso cui  è
  stato  fatto il prelievo e all'autorità che ha disposto il prelievo
  stesso  il  risultato dell'analisi. Le analisi  di  revisione  sono
  eseguite presso l'Istituto superiore di sanità. In caso di  mancata
  presentazione nei termini della istanza di revisione,  o  nel  caso
  che  l'analisi  di revisione confermi quella di prima  istanza,  il
  medico  o  il  veterinario  provinciale trasmetteranno  le  denunce
  all'Autorità   giudiziaria;  ciò,  anche  qualora   il   medico   o
  veterinario provinciale ravvisino gli estremi di una frode  tossica
  o comunque dannosa alla salute;

   le  ispezioni  ed  i  prelievi  di  campioni  sono  effettuati  da
  personale  sanitario o tecnico appositamente incaricato, dipendente
  dall'autorità sanitaria provinciale o comunale. Detti soggetti, nei
  limiti  del servizio a cui sono destinati e secondo le attribuzioni
  ad essi conferite, sono ufficiali o agenti di polizia giudiziaria e
  possono, in ogni caso, richiedere, ove occorra, l'assistenza  della
  forza pubblica;

   in  caso  di  violazione delle disposizioni di cui alla  legge  in
  esame,   salvo  che  il  fatto  costituisca  più  grave  reato,   i
  contravventori  sono  puniti con l'arresto o con  l'ammenda  e,  in
  alcuni casi, con la pena accessoria della chiusura definitiva dello
  stabilimento   o   dell'esercizio  e  la  revoca   della   licenza,
  dell'autorizzazione o dell'analogo provvedimento amministrativo che
  consente l'esercizio dell'attività;

   il  D.Lgs.  n. 507 del 1999 ha proceduto alla depenalizzazione  di
  talune violazioni contente nella legge 283/62;

   la  legge  n.  4  del  2011  detta  'Disposizioni  in  materia  di
  etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari' finalizzate  ad
  assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori, anche  con
  riguardo all'interesse ad una corretta informazione;

   la   legge  4/2011  ha  inteso  rafforzare  la  prevenzione  e  la
  repressione degli illeciti in materia agro-ambientale e delle frodi
  alimentari.  Al  fine di favorire il contrasto della contraffazione
  dei   prodotti   agroalimentari  protetti  e  le  azioni   previste
  dall'articolo  18,  comma 1, della legge 23  luglio  2009,  n.  99,
  all'articolo   5,   comma  1,  delle  norme   di   attuazione,   di
  coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di  cui
  al  decreto  legislativo 28 luglio 1989, n. 271 sono  aggiunte,  in
  fine,  le seguenti parole: 'nonché del Corpo forestale dello Stato'
  (CFS). Inoltre, si prevede che '...Nelle regioni a statuto speciale
  e  nelle  province autonome di Trento e di Bolzano, le  sezioni  di
  polizia giudiziaria sono composte anche dal personale con qualifica
  di  polizia giudiziaria appartenente ai rispettivi corpi  forestali
  regionali  o provinciali, secondo i rispettivi ordinamenti,  previa
  intesa   tra   lo   Stato  e  la  regione  o   provincia   autonoma
  interessata...';

   ai   reati   alimentari,   delitti  di  comune   pericolo   contro
  l'incolumità pubblica, disciplinati direttamente dagli  artt.  439,
  440,  442,  444, 516 e 517 quater (tutela del paesaggio alimentare,
  biodiversità a tavola e lotta alle contraffazioni agroalimentari  )
  del  Codice Penale e, indirettamente, dagli artt. 589 e  590  dello
  stesso  C.P..  si  procede d'ufficio così come hanno  l'obbligo  di
  procedere  all'elevazione  di sanzioni amministrative  in  caso  di
  violazione  della  normativa  statale  in  materia  agro-alimentare
  Agenti  ed Ufficiali di P.G. di cui all'art. 57 del C.P.P,  e  che,
  nonostante  detti reati ed illeciti amministrativi  possano  essere
  commessi  da  chiunque,  la giurisprudenza ritiene  che  rispondano
  penalmente  e  civilmente anche i responsabili delle  imprese,  gli
  amministratori delle persone giuridiche e gli imprenditori,  nonché
  le imprese a carattere familiare;

   rilevato che:

   prima  della  l. 4/11, oltre agli enti preposti per i controlli  a
  carattere  amministrativo, l'attività di indagine e repressiva  era
  affidata  alla  Polizia di Stato, Carabinieri,  NAS  e  Guardia  di
  Finanza  e  che con la L. 4/11 è stato affidato al Corpo  Forestale
  dello  Stato  il compito di occuparsi dell'attività di vigilanza  e
  repressione  dei reati agro-alimentari, intesi come  minaccia  alla
  salute dei consumatori e all'ordine pubblico;

   per  la  tutela dei consumatori e la conseguente protezione  delle
  eccellenze   alimentari,   risultava  di   particolare   importanza
  assicurare  adeguate attività di vigilanza e controllo, finalizzate
  a  prevenire  gli  abusi  e sanzionare le  irregolarità,  nonché  a
  prevenire  e  contrastare  i  fenomeni criminali  e  gli  interessi
  illeciti   che  possono  coinvolgere  i  settori  della  produzione
  agricola  e  alimentare, inscindibilmente legati  all'utilizzo  del
  territorio  così come previsto dalla Costituzione  che  difende  in
  modo  indiretto  questo valore attraverso la tutela  del  paesaggio
  (art.  9),  della salute (art. 32), dell'ecosistema e dell'ambiente
  (legge  di  revisione del Titolo V della Costituzione,  18  ottobre
  2001, n. 3);
   in  diverse  Regioni  a  statuto ordinario alcuni  prefetti  hanno
  istituito  tavoli di coordinamento delle attività  di  vigilanza  e
  controllo  del  comparto  agroalimentare  e  della  pesca,  con  la
  partecipazione  dei rappresentanti delle Forze di Polizia  e  delle
  istituzioni  competenti  a  vario  titolo  ad  effettuare  attività
  ispettive  quali  Polizia di Stato, Carabinieri,  NAS,  Guardia  di
  Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco, Capitaneria
  di   Porto,   Polizia  Provinciale  e  Municipale,   rappresentanti
  dell'Ispettorato  Centrale Tutela Qualità e Repressione  Frodi  dei
  prodotti agroalimentari, Agenzia delle Dogane e Aziende USL;

   operazioni  anticrimine  di contrasto alle  frodi  agro-alimentari
  risultano sempre più numerose, anche a livello internazionale  come
  per  esempio  l'Operazione OPSON curata dall'Ufficio  Interpol  del
  Servizio  di Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione
  Centrale  di Polizia Criminale del Ministero dell'Interno dove  per
  l'Italia hanno partecipato reparti del Corpo forestale dello Stato,
  dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia
  di  Stato,  a dimostrazione che i corpi di polizia, per coordinarsi
  nelle   operazioni   di  contrasto  alla  criminalità   alimentare,
  necessitano   dell'indispensabile  utilizzo  di   strumenti   sulla
  tracciabilità internazionale della produzione e circolazione  degli
  alimenti sia nella produzione che nella trasformazione industriale,
  quali  banche  dati  merceologiche e delle imprese,  documentali  e
  merceologiche, oltre che patrimoniali, dell'immediato  utilizzo  di
  laboratori di analisi, di consulenze tecniche oltre all'utilizzo di
  personale di polizia particolarmente formato;

   con  l'entrata in vigore della legge 4/11 (Disposizioni in materia
  di  etichettatura  e  di qualità dei prodotti alimentari)  è  stato
  affidato  al  Corpo Forestale dello Stato il compito  di  occuparsi
  dell'attività di vigilanza e repressione dei reati agro-alimentari,
  intesi  come  minaccia  alla salute dei consumatori  ed  all'ordine
  pubblico  (mod. al C.P.P. di cui al decreto legislativo  28  luglio
  1989,  n.  271 in attuazione all' art. 18, comma 1, della legge  23
  luglio  2009,  n.  99, modifica che inquadra il  CFS  nel  comparto
  'Sicurezza'),  con competenza territoriale su tutto  il  territorio
  nazionale   comprese  le  Regioni  a  statuto  speciale   e   nella
  fattispecie  in  Sicilia  con l'istituzione  del  Centro  Regionale
  Anticrimine  Agroalimentare della Sicilia  per  il  contrasto  alla
  criminalità  organizzata in ambito agro-ambientale,  istituito  con
  Decr. del Capo del CFS n. 188/2012 con sede a Palermo, reparto  che
  si   avvale,   per  i  riscontri  merceologici  e  di  laboratorio,
  dell'Ispettorato  centrale  per  il  controllo  della  qualità  dei
  prodotti  agroalimentari (ICQ), struttura  composta  da  27  uffici
  ispettivi,  5  laboratori  di  analisi  distribuiti  su  tutto   il
  territorio nazionale;

   la  Sicilia,  grazie alla sua speciale autonomia,  ha  emanato,  a
  seguito  di  deleghe statali quali il D.P.C.M. del 26 maggio  2000,
  leggi  concorrenti a quelle dello Stato che riguardano  (anche)  la
  vigilanza in materia agro-alimentare, emanando ad esempio  il  PRIS
  2012-214  (piano regionale integrato dei controlli sulla  sicurezza
  alimentare  e animale) affidato a strutture ed Uffici della  sanità
  regionale;

   l'art.  8 della con l.r. n. 26/2012, pubblicata nella G.U.R.S.  n.
  19   dell'11/05/2012,   'Salvaguardia  della  produzione   agricola
  siciliana  -  Contrasto  all'evasione  fiscale  e  disposizioni  in
  materia  di  grande  distribuzione', disponeva che  l'Ass.  Risorse
  agricole e alimentari - Dipartimento Interventi Infrastrutturali -,
  al  fine  di  assicurare la tutela dei consumatori e la trasparenza
  delle informazioni sull'origine e la provenienza dei prodotti e sui
  metodi di coltivazione o allevamento, svolgesse l'effettuazione  di
  controlli  periodici volti a rafforzare l'azione di contrasto  alle
  frodi  in campo agroalimentare e a garantire la difesa dei prodotti
  agricoli  locali  con  la  verifica  della  provenienza   e   della
  tracciabilità  degli stessi, nonché ad assicurare il  rispetto,  da
  parte  degli operatori del settore lungo la filiera, degli obblighi
  di  presentazione dei prodotti e di esposizione, in maniera  chiara
  sull'etichetta  o sul cartellino unico sul punto di vendita,  delle
  informazioni  previste  dalla normativa  comunitaria,  nazionale  e
  regionale   vigente   in  tema  di  etichettatura   dei   prodotti,
  avvalendosi  anche del CFRS, e segnalando alle autorità  competenti
  l'esito  degli  accertamenti  trasmettendo  le  informazioni  sulle
  violazioni  dei  suddetti obblighi all'Assessorato regionale  delle
  attività  produttive  per  l'irrogazione  della  relative  sanzioni
  amministrative in applicazione alla predetta legge 3 febbraio 2011,
  n. 4, ed istituendo un apposito fondo la cui dotazione per ciascuno
  degli esercizi finanziari 2012, 2013 e 2014 era pari a 300.000 euro
  annuo;

   a   seguito  della  richiesta  formulata  dall'Assessore   Risorse
  Agricole  n.  24250/2013 e su indicazione del D.G.  del  CFRS,  con
  decreto   n.  150  dell'11/06/2013,  pubblicato  nella   GURS   del
  28/06/2013,   sono   state  ampliate  le   competenze   del   CFRS,
  integrandole con quelle inerenti la prevenzione e repressione delle
  frodi nel campo agro-alimentare e nel settore dei mezzi tecnici per
  l'agricoltura,  attraverso  controlli ispettivi  ed  analitici.  In
  particolare, sono stati disciplinati sia l'affidamento  di  compiti
  di  vigilanza sugli organismi di controllo che operano  in  Sicilia
  nell'ambito  delle  produzioni  di qualità  regolamentata,  sia  la
  segnalazione  alle  autorità competenti delle violazioni  accertate
  della  normativa  in  materia di contrasto alla contraffazione  dei
  prodotti  agroalimentari, di etichettatura e di  presentazione  dei
  prodotti per l'irrogazione delle relative sanzioni;

   con  decreto  2 settembre 2013 dell' Assessorato del territorio  e
  dell'ambiente   e   dell'Assessorato  delle  risorse   agricole   e
  alimentari  è  stato  istituito il Nucleo operativo  regionale  del
  Corpo  forestale  per la sicurezza agroalimentare (N.O.R.A.S.)  con
  sede  presso  il  Dipartimento Comando del  Corpo  forestale  della
  Regione siciliana ed alle dirette dipendenze del dirigente generale
  del  Corpo forestale della Regione siciliana; l'art 2 recita  '....
  segnalazione  alle  autorità competenti delle violazioni  accertate
  alla  normativa  in  materia di contrasto alla  contraffazione  dei
  prodotti  agroalimentari, di etichettatura e di  presentazione  dei
  prodotti anche ai sensi dell'art. 4 della legge 3 febbraio 2001, n.
  4,  e  delle  relative  disposizioni in materia  di  obbligo  e  di
  indicazione   del   luogo  di  origine  o   di   provenienza,   per
  l'irrogazione delle relative sanzioni', mentre l'art. 3 recita  che
  '..l'articolazione  del  N.O.R.A.S. verrà disposta  con  successivo
  decreto  del dirigente generale del dipartimento Comando del  Corpo
  forestale della Regione siciliana';

   osservato che:

   nel  decreto  n.  150/2013 non vi è riferimento  ad  alcuna  parte
  sanzionatoria   amministrativa  di   emanazione   regionale,   cioè
  l'azione,  affidata ad agenti e/o ufficiali di P.G., con  la  quale
  una  norma  obbliga  a chiunque di rispettare i  precetti  in  essa
  contenuta,  e ciò in considerazione che la competenza esclusiva  di
  riferimento, la l. n. 4/2011, appartiene allo Stato che le esercita
  attraverso  il  CFS  inquadrato, come  detto  sopra,  nel  comparto
  'Sicurezza',  né dispone circa la possibilità che il personale  del
  CFRS  con  qualifiche di P.G. e P.S. possa procedere all'elevazione
  di sanzioni amministrative, limitandosi, come disposto nell'art.  1
  c.  III  del  suddetto  decreto,  a 'suggerire'  di  effettuare  la
  segnalazione a non meglio precisate autorità competenti  richiamate
  solamente  dall'art.  8  della  l.r. 26/2012  dove  viene  indicato
  l'organo  competente  ad  erogare sanzioni  per  il  settore  agro-
  alimentare,  individuate nell'Assessorato regionale delle  attività
  produttive - Servizio 5S;

   nel merito, è evidente il paradosso: il personale del Serv. S5 del
  Dipartimento   attività  produttive,  ricevute   le   segnalazioni,
  dovrebbe elevare le sanzioni amministrative, mentre invece  riveste
  attualmente  l'incarico  di  Autorità  Amministrativa   ovvero   di
  l'autorità,  separata  dalla  P.G.  accertante  ed  autonoma  nella
  formulazione  degli Atti di accoglimento, rigetto o ingiunzioni  di
  pagamento  dei P.V.A., preposta a ricevere il Rapporto  Informativo
  previsto dall'art. 17 della legge 689/81 elevati esclusivamente  da
  Agenti/Ufficiali che rivestono le qualifiche di P.G.  e/o  P.S.  di
  cui  al  dispositivo dell'art. 57 Codice di Procedura Penale Titolo
  III  - Polizia - c. 1; infatti il personale del Serv. 5S è composto
  da funzionari e Dirigenti amministrativi i quali ricevono verbali e
  rapporti  dai  corpi di polizia dello Stato inerenti  controlli,  e
  relativa documentazione sanzionatoria, nel settore del commercio  e
  produzione degli agro-alimenti; al contrario, il personale del CFRS
  che  riveste le qualifiche di P.G./P.S. ed ai quali il  Decreto  n.
  150/2013   ha  ampliato  le  competenze  in  materia  di  controlli
  agroalimentari  ed  individuato dall'art. 8  della  l.r.  2/2012  a
  partecipare    ai    controlli    del    Dipartimento    interventi
  infrastrutturali   dell'Assessorato  delle   risorse   agricole   e
  alimentari,  in  presenza  di illeciti amministrativi  e/o  penali,
  potrebbe  incorrere  nel  reato di  rifiuto  di  atti  d'ufficio  o
  omissione di atti d'ufficio (art. 328 c.p.) qualora NON procedesse.
  Infine,  in  virtù  di quanto disposto dalla Legge  4/2011  tra  il
  personale  del CFRS solo le unità in servizio presso le sezioni  di
  P.G.  (aliquote di P.G. presso le procure di TP, CT e  AG)  possono
  effettivamente svolgere attività delegate in materia  di  controlli
  agro-alimentari  e comminare le relative sanzioni  (art.  4,  comma
  VIII,   legge  4/11);  tutto  ciò,  in  palese  contrasto  con   le
  disposizioni  dettate in materia di riparto di competenze  tra  gli
  organi di Pubblica sicurezza;

   per sapere se non ritenga opportuno:

   verificare la legittimità di quanto contenuto nel decreto  n.  150
  dell'11.06.13, anche con riferimento ad eventuali violazioni  delle
  regole in merito al riparto di competenze tra Stato e Regioni (art.
  117  Cost.),  nonché alla assoluta genericità del decreto  medesimo
  circa gli organi e le autorità competenti nel settore, soprattutto,
  della  irrogazione delle sanzioni, tenuto conto  che  il  personale
  dell'Assessorato  delle attività produttive non  ha  qualifiche  di
  P.G. né di P.S. ed ove fosse necessario dichiararlo nullo;

   chiedere una delega statale di attribuzioni della legge 4/2011;

   chiarire:

   1)  se  intenda affidare il servizio ed i controlli ad un  Reparto
  centrale,  tenuto  conto della carenza dell'organico  e  di  quante
  unità sarà composto indicando le eventuali risorse necessarie e  le
  fonti da cui attingerle per la formazione specialistica;

   2)  quale  figura  in  servizio  negli  attuali  ruoli  del  Corpo
  forestale  regionale (CFRS) il personale che riveste le  qualifiche
  di  P.G.  e  Pubblica Sicurezza, avrà l'incarico di  coordinare  le
  suddette   attività,  anche  in  concorso  con   le   altre   Forze
  dell'Ordine;

   3)  se  sia  previsto  un  corso di  formazione  presso  il  Corpo
  forestale regionale e quale personale sia stato individuato;

   4)  il motivo per cui dopo, la pubblicazione del Decreto n. 150  e
  del  Decreto  di  istituzione del NORAS del 2 settembre  2013,  non
  siano  state  emanate  apposite ordinanze di servizio  e  circolari
  esplicative;

   5)  se sia stata prevista la possibilità di utilizzare banche dati
  specifiche (SDI, Anagrafe Patrimoniale, Animale, Merceologica) e se
  siano  state  previste  convenzioni con laboratori  di  analisi  in
  ambito regionale o con altri organismi di consulenza;

   6)  a quali risorse del bilancio regionale attingerebbe il Comando
  per finanziare le spese dei nuovi servizi;

   7) se l'Autorità Amministrativa, sarà individuata e confermata nel
  Serv. VS dell'Assessorato delle attività produttive;

   8)  se  gli Agenti del Corpo forestale regionale possano procedere
  ad  elevare sanzioni amministrative, applicando le misure  previste
  dalla legge 4/2011;

   verificare se le risorse previste dall'art. 8 della l.r.  26/2012,
  per  il  triennio 2012/2014, siano state totalmente o  parzialmente
  utilizzate  e/o  impegnate alla data del 31/12/2013,  e  quante  ne
  risultino disponibili per l'esercizio finanziario 2014». (2049)

       ZITO-CANCELLERI-CAPPELLO-CIACCIO-CIANCIO-FERRERIFOTI-LA ROCCA-
            MANGIACAVALLO-PALMERI-SIRAGUSA-TRIZZINO-TANCREDI-ZAFARANA

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  la  salute  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso  che  il  29
  maggio 2014, a Villasmundo, frazione del comune di Melilli, dopo un
  periodo di carenza o totale assenza di acqua, su segnalazione degli
  stessi  cittadini,  si  é verificata la fuoriuscita  dai  rubinetti
  delle abitazioni, di acqua torbida, giallognola, se non addirittura
  marrone;

   considerato  che  Melilli non é zona nuova  a  spiacevoli  episodi
  legati all'erogazione di acqua sporca, risalendo al 2012 la vicenda
  di   inquinamento  delle  falde  acquifere,  per  non   dimenticare
  l'episodio del 1996 dell'acquedotto inquinato e di numerosi casi di
  intossicazione;

   visto  che  il  cittadino è comprensibilmente preoccupato  per  le
  ripercussioni sullo stato di salute per l'uso di quest'acqua, oltre
  che  disagiato  da simili episodi, soprattutto in prossimità  della
  stagione estiva,

   per  sapere se siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa  e
  quali  iniziative  intendano porre in essere  e  se  non  ritengano
  opportuno   disporre   un'ispezione  presso  le   locali   autorità
  sanitarie, per garantire la salubrità dell'acqua erogata». (2050)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             COLTRARO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per  l'energia  e  i
  servizi di pubblica utilità, premesso che:

   APS  -  Acque  Potabili Siciliane, è stata dichiarata fallita  dal
  Tribunale  di  Palermo  a causa di un grave  squilibrio  economico-
  finanziario;

   le  richieste  di  APS  di  adeguamento delle  tariffe  in  ambito
  provinciale  sono  state sempre negate in primo luogo  dall'AATO  e
  successivamente  dal  Commissario, in quanto  non  certificate  dai
  miglioramenti   sulle  perdite  di  rete  e  dal   recupero   degli
  approvvigionamenti abusivi;

   considerato che:

   sembrerebbe  che  il  Commissario  dell'Ato  idrico   Palermo   1,
  Commissario  liquidatore  Gen. Domenico Tucci,  abbia  concesso  un
  aumento delle tariffe in ambito provinciale pari al 9%;

   i  sindaci dei Comuni della provincia di Palermo sembrerebbero non
  conoscere tale aumento;

   tale  aumento garantirebbe l'equilibrio economicofinanziario della
  gestione transitoria di Onda Energia;

   se  fosse  accertata la veridicità di tale atto emanato  dal  Gen.
  Tucci,  i  soci  di  APS  si ritroverebbero  in  una  posizione  di
  vantaggio  nell'arbitrato attualmente in corso, in quanto  verrebbe
  riconosciuto  che  la tariffa precedentemente applicata  non  fosse
  congrua;

   per sapere se:

   sia vero l'aumento del 9% del piano tariffario del servizio idrico
  della provincia di Palermo;

   sia vero che l'aumento del 9% del piano tariffario della provincia
  di Palermo è retroattivo per l'anno 2013;

   sia   stato   concesso  tale  aumento  tariffario  per   garantire
  l'equilibrio economico finanziario di Onda Energia;

   non  ritengano  di far conoscere il piano economico-finanziario  e
  industriale di Onda Energia;

   i  lavoratori di APS saranno riassorbiti dal nuovo gestore  e  con
  quali tipologie contrattuali». (2051)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

       PALMERI-CANCELLERI-CAPPELLO-TANCREDI-CIACCIO-CIANCIO-ZAFARANA-
           FERRERI-MANGIACAVALLO-SIRAGUSA-TRIZZINO-FOTI-LA ROCCA-ZITO

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per la famiglia,  le
  politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   recentemente il Presidente della Regione ha annunciato, attraverso
  gli   organi   di  stampa,  una  delibera  di  Giunta   concernente
  l'assegnazione  dei  lavoratori ASU  alla  disponibilità  dei  beni
  culturali regionali (molti dei quali da anni avrebbero percepito un
  contributo senza alcuna assegnazione lavorativa) favorendo  in  tal
  modo   anche   una   maggiore  fruizione  dei  beni   archeologici,
  paesaggistici e monumentali siciliani, attraverso, appunto, la loro
  apertura domenicale e serale;

   constatato che:

   a  tutt'oggi la suddetta delibera di Giunta non risulta pubblicata
  sul sito ufficiale della Regione e, conseguentemente, non è dato  a
  tutti   i   soggetti  interessati  di  conoscere   i   criteri   di
  assegnazione, non sussistendo neppure una graduatoria dei  soggetti
  utilizzabili;

   secondo la nota, prot. n. 01964 del 21 maggio u.s., relativa  alla
  provincia   di   Messina   (inviata   esclusivamente   per    posta
  elettronica),  'a  completamento  delle  procedure  previste  nella
  Direttiva   del   Dirigente   Generale   Dip.   Lavoro   prot.   n.
  24343/US1/2014  del  30/4/2014' il  Servizio  XIV  del  Centro  per
  l'impiego   di   Messina,  ha  invitato  i  legali   rappresentanti
  dell'Associazione Penelope, Coord. Solidarietà Sociale di Taormina,
  l'Associazione Volontariato 'Croce Verde Taormina' ONLUS,  la  Soc.
  Coop. CAIS di Milazzo, la Soc. Coop. IL QUADRIFOGLIO di Messina, la
  Soc.  Coop.  ISVIL  di  Gaggi  e la Coop  A.L.A.  ALCANTARA  LAVORO
  AMBIENTE  di Taormina a presentarsi entro 5 giorni 'per la  stipula
  del  protocollo di intesa inerente l'utilizzazione di  soggetti  da
  impegnare   in   attività   socialmente  utili   presso   strutture
  dell'Assessorato  Regionale  dei Beni Culturali  per  favorirne  la
  fruizione dei beni archeologici, paesaggistici e monumentali  della
  Sicilia, dei comuni di Giardini Naxos e Lipari';

   considerato che:

   in  tutta  la Regione sono state richieste n. 300 unità di  LSU  e
  nella  provincia di Messina N. 48, così distribuite: n. 12 Giardini
  Naxos; n. 12 Messina; n. 12 Lipari; n. 12 Tusa;

   nel  bacino dei lavoratori destinatari del regime transitorio  dei
  lavori  socialmente utili rientano anche, fra le diverse  categorie
  di precariato, circa 2000 lavoratori delle Cooperative, ai quali  è
  stato erogato dall'INPS un sussidio di circa 450 euro al mese,  con
  fondi  della Regione e che, pertanto, anch'essi, potrebbero  essere
  utilizzati  in maniera produttiva, attraverso l'applicazione  delle
  normative vigenti sulla mobilità del precariato, offrendo a  questo
  personale  un  vero  contratto di lavoro anziché  un  sussidio  che
  comunque continua a gravare sulle casse regionali;

   l'art. 30 della legge di stabilità regionale n. 5/2014 concernente
  disposizioni in materia di personale precario, comprende,  fra  gli
  altri, i lavoratori ASU di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto
  legislativo  7  agosto 1997, n. 280, come recepito dall'articolo  4
  della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, che alla data del 31
  dicembre  2013  siano titolari di contratto a tempo  determinato  o
  utilizzati  in attività socialmente utili, secondo le  disposizioni
  recate  dall'articolo  4,  comma 9 bis, e  successive  modifiche  e
  integrazioni, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101,  convertito
  dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;

   l'utilizzo del personale ASU non può avvenire tramite convenzione,
  attraverso le cooperative, poiché vietato per legge;

   non  si  ravvede  più  la necessità di utilizzare  tale  personale
  attraverso le cooperative stesse;

   è  possibile prevedere un piano di fuoriuscita di detti lavoratori
  dalle  Cooperative ed attraverso gli Uffici provinciali del  lavoro
  territoriali   per   competenza  si   può   individuare   un   ente
  utilizzatore,  così come previsto dagli artt. 74 e 75  della  legge
  regionale  n.  17/04, evitando, in tal modo, lo sfruttamento  e  il
  ricatto  delle  Cooperative che non solo li utilizzano  negli  enti
  privati  in  maniera arbitraria ed illegittima ma facendosi  pagare
  pure  le  quote associative come 'contributo improprio', in  cambio
  della propria e dovuta continuità occupazionale;

   per sapere:

   i  motivi della mancata pubblicazione sul sito della Regione della
  delibera della Giunta concernente l'assegnazione del personale  ASU
  alla disponibilità dei beni culturali regionali;

   se  e quali iniziative siano state assunte o si intendano assumere
  per  estendere l'utilizzo dei lavoratori ASU, oltre che nell'ambito
  dei  beni  culturali anche in altri ambiti di competenza  regionale
  come il turismo, l'agricoltura, il territorio ed il lavoro, al fine
  di   aumentare   la  qualità  e  l'efficienza  dei   servizi   resi
  collettività    e,   nel   contempo,   offrire    prospettive    di
  stabilizzazione occupazionale ai soggetti precari utilizzati;

   se  non ritengano di dover estendere a tutti gli enti utilizzatori
  privati le medesime opportunità di fuoriuscita dal precariato;

   quali  motivi  impongano  l'utilizzo dei soggetti  ASU  presso  le
  Cooperative;

   se  le  medesime procedure di mobilità riguardino gli  Uffici  del
  lavoro di tutte le Province regionali e non soltanto alcuni di  cui
  si ha notizia;

   quali  iniziative siano state assunte a tutt'oggi per favorire  la
  fuoriuscita  dei  lavoratori ASU dalle società cooperative  in  cui
  vengono impropriamente utilizzati tramite convenzione». (2053)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   «Al Presidente della Regione, premesso che entro il 22 maggio 2014
  la  Regione  siciliana avrebbe dovuto presentare i programmi  e  le
  documentazioni necessarie, per poter usufruire nel nuovo  ciclo  di
  programmazione  dei  fondi europei 2014-2020,  che  assegnano  alla
  Sicilia,  per i due programmi operativi regionali (POR)  del  FESR,
  del  Fondo sociale e per i programmi operativi nazionali (PON), una
  dotazione  complessiva  da  spendere nel  2014-2022  di  oltre  8,6
  miliardi di euro;

   constatato  che  a,  tutt'oggi, non  risulta  alcun  completamento
  dell'opportuno  iter burocratico previsto per poter  accedere  alla
  dotazione  sopra  menzionata, tanto da essere stata  richiamata  la
  Regione   siciliana   dalla  Presidenza  del  Consiglio,   che   ha
  sollecitato l'attività della nuova programmazione 2014-2020;

   considerato che:

   la  Regione siciliana, già in passato, si è contraddistinta per la
  cattiva  gestione dei fondi europei, risultando tra le Regioni  che
  meno  hanno approfittato delle risorse messe a disposizione tra  il
  2007  ed il 2013 per lo sviluppo economico, con appena la metà  dei
  fondi spesi;

   i dati ufficiali Istat per il primo trimestre del 2014, rapportato
  allo  stesso periodo del 2013, consegnano un quadro disarmante  con
  38  mila posti di lavoro in meno, 2,5% in meno rispetto allo scorso
  anno, collocandoci tra le ultime 3 regioni italiane per disoccupati
  ed improduttività;

   le  manovre  finanziarie  regionali  hanno  ampiamente  dimostrato
  l'incapacità   delle  casse  regionali  di  reggere   e   sostenere
  iniziative atte allo sviluppo economico e del territorio;

   anche  l'indice Quars (indice di qualità dello sviluppo regionale)
  colloca  la  Sicilia  agli  ultimi posti  in  termini  di  sviluppo
  economico   ed   imprenditoriale  nei  vari  settori  dell'economia
  dell'isola, ed addirittura ultima in assoluto in materia di  sanità
  e servizi;

   per sapere:

   i  motivi  ostativi  che  non abbiano  consentito  di  produrre  i
  necessari  programmi  e  la documentazione richiesta  entro  il  22
  maggio dalla Comunità Europea per poter aggredire le somme messe  a
  disposizione  per  i  due programmi operativi regionali  (POR)  del
  FESR,  del  Fondo  sociale  e per i programmi  operativi  nazionali
  (PON);

   le  eventuali ripercussioni che questi ritardi possono  comportare
  nel  regolare  recepimento delle somme messe a  disposizione  dalla
  Comunità Europea;

   i  tempi previsti per il completamento dell'iter burocratico e per
  la consequenziale pubblicazione dei bandi regionali». (2054)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                              RINALDI

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'agricoltura, lo
  sviluppo rurale e la pesca mediterranea, premesso che:

   da circa tre mesi, i lavoratori forestali del comparto antincendio
  - attraverso petizioni e lettere inviate alle autorità competenti -
  cercano  di  accendere invano i riflettori su una problematica  che
  riguarda  il  mancato  percepimento di  una  quota  degli  stipendi
  arretrati spettanti loro di diritto;

   rilevato   che   i  lavoratori  forestali  addetti   al   servizio
  antincendio  della Regione siciliana non hanno ancora percepito,  a
  differenza   dei  colleghi  dell'azienda  foreste   demaniali,   la
  rimanente parte degli arretrati contrattuali del vecchio CCNL 2006-
  2009  ,  più precisamente è stato percepito il 65% su un totale  di
  circa  1.750  euro  lordi (le percentuali variano  da  provincia  a
  provincia e da distretto a distretto);

   considerato  che  risulta  impresa  difficile  per  i   lavoratori
  coinvolti vivere e mantenere le loro famiglie (per la maggior parte
  monoreddito)  se  i  salari faticosamente guadagnati  vengono  loro
  sottratti;

   valutato,  altresì, che la Regione siciliana attraversa una  grave
  crisi  economica  e  che  già dal 2013  si  è  avuto  in  media  un
  decurtamento degli stipendi di circa 3.500 euro;

   visto  che  il comparto forestale (settore antincendio) ha  subìto
  dei  tagli  non  indifferenti  e che nei  Comuni  ove  risiedono  i
  lavoratori  del comparto, l'unica fonte di reddito che sostiene  il
  50% dell'economia è proprio la forestazione, per cui non si possono
  più  accettare ulteriori tagli e ritardi sia per gli stipendi,  che
  per  i mancati pagamenti degli arretrati contrattuali spettanti per
  legge: tali drastici ritardi non possono assolutamente servire  per
  'tappare' i buchi di bilancio;

   per sapere se non ritengano opportuno:

   attivare  ogni  azione  utile  per il  pagamento  immediato  degli
  stipendi   arretrati   ai   lavoratori   forestali   del   servizio
  antincendio;

   assumere  ogni  iniziativa utile affinché  tali  inefficienze  non
  abbiano più a ripetersi». (2055)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

                                                             FIGUCCIA
                             Interpellanze

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso che:

   nella  seduta  del  27  maggio 2014 la I  Commissione  legislativa
  permanente     dell'Assemblea    regionale    siciliana     'Affari
  Istituzionali'  ultimava  l'esame relativo  alla  designazione  dei
  direttori  generali delle aziende sanitarie, designati dal  Governo
  regionale, esprimendo il prescritto parere di competenza;

   in  ordine alla nomina del direttore generale dell'ASP di Catania,
  la  I Commissione non ha potuto esprimere alcun parere in quanto il
  Governo  regionale  ha  ritenuto  di  doverla  posticipare,  stante
  l'attuale  inconferibilità  dell'incarico  gravante  in   capo   al
  designato, dott. Mario Zappia;

   considerato che:

   a  distanza  ormai di oltre due mesi dalle avvenute  designazioni,
  l'Azienda  sanitaria  provinciale  di  Catania  è  rimasta  l'unica
  struttura in Sicilia priva di una guida;

   l'assenza  del  direttore  generale determina  una  situazione  di
  incertezza  tra  il  personale  dipendente,  non  consente   alcuna
  programmazione   e   rende  impossibile  qualsiasi   interlocuzione
  istituzionale con soggetti esterni;

   la  grave  omissione  del Governo regionale sembrerebbe  l'effetto
  consequenziale  dei  precari equilibri politici che  caratterizzano
  l'attuale maggioranza a sostegno del Presidente della Regione e che
  si ripercuotono inevitabilmente sul funzionamento delle istituzioni
  e, ciò che maggiormente rileva, sulla vita dei siciliani;

   per  sapere quali siano i motivi veri ed effettivi che impediscano
  al  Governo  della Regione di concludere l'iter per la  nomina  del
  direttore  generale dell'ASP di Catania, stante  la  conclamata  ed
  accertata  inconferibilità dell'incarico al dott. Mario  Zappia,  a
  suo   tempo  troppo  disinvoltamente  designato  a  ricoprire  tale
  incarico». (181)

        (Gli interpellanti chiedono lo svolgimento con urgenza)

                                         IOPPOLO - FORMICA - MUSUMECI
                                Mozioni

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che in seguito alle politiche di spending review poste in
  essere  negli  ultimi anni, anche elementi essenziali  del  welfare
  come  il  trasporto  disabili e l'assistenza hanno  subito  pesanti
  ridimensionamenti  con  grave nocumento  non  solo  per  i  diretti
  interessati, ma per la collettività tutta;

   CONSIDERATO che:

   il  servizio di trasporto collettivo ed individuale delle  persone
  con  disabilità è sancito dagli artt. 24-25 della legge 5  febbraio
  1992, n. 104;

   già  comunque  l'art.  6  della l.r. n.  68  del  18  aprile  1981
  attribuiva  ai  Comuni  l'obbligo  di  organizzare  i  servizi   di
  trasporto gratuito per disabili per la frequenza degli asili  nido,
  della  scuola  di  ogni  ordine e grado, dei  corsi  di  formazione
  professionale  e  dei  centri educativo-riabilitativo  a  carattere
  ambulatoriale e diurno;

   tale competenza era stata ridefinita dall'art. 139 del D. Lgs.  31
  marzo  1998,  n.  112,  con  il quale l'obbligo  di  provvedere  ai
  seguenti  servizi era stato assegnato alle Province,  in  relazione
  all'istruzione secondaria superiore e ai Comuni, in relazione  agli
  altri gradi inferiori di scuola;

   RILEVATO che tale sdoppiamento di attribuzioni, lungi dal  rendere
  più  agevole l'organizzazione del servizio, ha causato un  aggravio
  di  spesa legato alla conseguente duplicazione di risorse  umane  e
  mezzi  che  nelle province siciliane sussistono modalità differenti
  di  gestione  del servizio e che al momento le stesse  tariffe  del
  servizio non sono determinate secondo criteri univoci;

   VISTO che:

   secondo  quanto  previsto  dal comma 5  dell'art.  1  della  legge
  regionale 24 marzo 2014, n. 8, i liberi consorzi possono esercitare
  in   maniera  unitaria  funzioni  e  servizi  dei  comuni  che   vi
  appartengono  allo scopo d'incrementare i livelli di  efficacia  ed
  efficienza  dell'azione amministrativa in seguito  all'adozione  di
  apposita deliberazione dei consigli comunali interessati;

   lo stesso comma 5 dell'art. 1 prevede l'interazione funzionale fra
  le piante organiche dei comuni appartenenti al libero Consorzio;

   all'art. 10 della suddetta normativa si rinvia ad esplicita  legge
  di  attuazione in ordine alla necessaria definizione delle funzioni
  spettanti alle Città metropolitane,

             impegna il Governo della Regione e e per esso
      l'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica

   ad  attivarsi  affinché nella legge di attuazione  richiamata  dal
  comma  6  dell'art.  2  della  l.r.  11  marzo  2014  sia  prevista
  l'unificazione del servizio di trasporto disabili per gli  asili  e
  le scuole di ogni ordine e grado in capo ai liberi Consorzi ed alle
  città metropolitane;

   ad  attivarsi perché vengano fissate modalità univoche di gestione
  ed affidamento del servizio nonché di determinazione delle relative
  tariffe». (310)

    ZAFARANA - CANCELLERI - TRIZZINO - MANGIACAVALLO - ZITO - CIACCIO
  - SIRAGUSA - TANCREDI - CIANCIO -FOTI- FERRERI - PALMERI - LA ROCCA
                                                           - CAPPELLO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   per   'cenere  vulcanica'  si  definiscono  tutti  quei   prodotti
  piroclastici  derivanti dall'attività eruttiva  di  vulcani,  quali
  ceneri, sabbie e lapilli;

   in Sicilia, in particolare, la 'cenere vulcanica' è essenzialmente
  legata  ad eventi eruttivi dell'Etna e causa gravi problemi per  la
  pulizia  delle  aree urbane e delle infrastrutture viarie,  per  il
  conseguente smaltimento del materiale raccolto, per le coltivazioni
  agricole e per la salute della popolazione interessata al fenomeno;

   CONSIDERATO che:

   i  costi  dello smaltimento, con l'attuale status di  rifiuto  dei
  materiali piroclastici, risultano elevati ed insostenibili per  gli
  enti locali interessati dai fenomeni di ricaduta;

   a  seguito dei recenti studi chimico-mineralogici su tali depositi
  vulcanici  risulta non immediato il riutilizzo come  materiale  per
  l'edilizia,  se non dopo una fase di trattamento e lavaggio  ancora
  da codificare;

   per riutilizzare il deposito piroclastico, previo trattamento,  si
  rende  necessaria  una modifica normativa nazionale  applicando  il
  regolamento  'End  of  Waste' (non più rifiuto)  che  disciplina  i
  criteri per stabilire quando un rifiuto cessa di essere qualificato
  tale;

   alcuni   depositi  piroclastici  soddisfano  i  criteri  specifici
  previsti  dall'articolo 184-ter del decreto legislativo n.  52  dei
  2006  introdotto  dal decreto legislativo n. 205 del  2010,  ovvero
  affinché   un  materiale  non  sia  da  considerare  rifiuto   deve
  rispettare le seguenti condizioni:

   la  sostanza  o  l'oggetto  è  comunemente  utilizzato  per  scopi
  specifici;

   esiste un mercato o una domanda per tale sostanza o oggetto;

   la  sostanza  e/o l'oggetto soddisfa i requisiti tecnici  per  gli
  scopi  specifici  e rispetta la normativa e gli standard  esistenti
  applicabili ai prodotti;

   l'utilizzo della sostanza e/o dell'oggetto non porterà  a  impatti
  complessivi negativi sull'ambiente o sulla salute umana;

   TENUTO CONTO che:

   dagli   ultimi  report  pubblicati  dall'Ingv  di  Catania  appare
  evidente   come   ormai  l'Etna  abbia  cambiato  stile   eruttivo,
  alternando  fasi  effusive ad attività esplosive con  emissione  di
  cenere nell'atmosfera;

   bisogna prevedere aiuti economici ai Comuni colpiti da tali eventi
  vulcanici,  non  considerabili più una emergenza  ma  dei  fenomeni
  naturali 'fisiologici' di un'area vulcanica in continua evoluzione;

   non  è  possibile escludere l'esposizione alle polveri  vulcaniche
  tra  le  cause  a  medio  e lungo termine di malattie  polmonari  o
  tiroidee,

                   impegna il Governo della Regione

   a  proporre  al Ministro dell'Ambiente la possibilità di  assumere
  iniziative dirette a superare la condizione giuridica d  i  rifiuto
  per la 'cenere vulcanica' prodotta dall'Etna;

   a  proporre  al Ministro della Salute l'istituzione di un'apposita
  commissione  al  fine  di accertare se e in che  misura  la  cenere
  vulcanica  sia  da ricomprendere fra i rifiuti nocivi  alla  salute
  umana;

   a  supportare  concretamente la ricerca scientifica  nel  valutare
  l'impiego     della    'cenere    vulcanica'    nell'edilizia     e
  nell'agricoltura,  codificando tutte le fasi che  devono  precedere
  l'eventuale   ri-utilizzo  al  fine  di  garantire  le  prestazioni
  richieste  dal mercato e soprattutto la salvaguardia  della  salute
  umana e dell'ambiente». (311)

                               MUSUMECI - IOPPOLO - FORMICA - FALCONE

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   lo  Stretto o Canale di Sicilia è caratterizzato da una  complessa
  morfobatimetria  dei  fondali  ed è  sede  di  importanti  processi
  idrodinamici legati agli scambi d'acqua tra il bacino occidentale e
  quello orientale del Mediterraneo;

   la  ricchezza di vita delle zone interessate, compresa la presenza
  di  specie protette, dai coralli ai cetacei, e la presenza di  aree
  di particolare rilevanza per la riproduzione di specie di interesse
  commerciale  per la pesca, ne fa un ecosistema unico e una  risorsa
  economica irrinunciabile per la popolazione siciliana;

   le  popolazioni  ittiche presenti idonee all'alimentazione  umana,
  conoscono  una fase di depauperamento in tutto il Mediterraneo,  in
  special  modo in alcune aree prospicienti le coste italiane  appare
  quindi necessaria e urgente una politica che miri alla loro tutela;

   CONSIDERATO che:

   il Canale di Sicilia è una zona aperta alla ricerca e coltivazione
  di idrocarburi;

   il  rischio inquinamento connesso a tale attività pone in concreto
  pericolo  non solo tutto l'ecosistema del Mare Nostrum, ma  altresì
  mette a repentaglio il lavoro dei pescatori e di tutti quei sistemi
  economici, come il turismo, che dipendono strettamente dalla salute
  del mare;

   secondo  il  documento 'Ricerca di idrocarburi in  Mediterraneo  e
  impatto  sull'ecosistema marino e sulla vita dei Cetacei',  inviato
  ai   ministeri  interessati  ed  ai  principali  Enti  preposti  al
  monitoraggio   del  settore  marittimo,  dalle  associazioni   Ente
  nazionale  protezione  animali  (Enpa),  Animalisti  Italiani,  Sea
  Shepherd  conservation society Italy, The Black Fish, Centro  studi
  cetacei,  Ketos, Aeolian dolphin research, Centro ricerca  cetacei,
  Comitato  parchi  Italia,  Federazione nazionale  Pro  Natura,  Pro
  Natura   Mare  Nostrum,  Bottlenose  dolphin  research   institute,
  Istituto  per  gli  studi  sul  mare,  Lega  italiana  dei  diritti
  dell'animale  e  California  State University  at  Northridge,  'le
  istanze  e gli studi di impatto ambientale (Sia) che si riferiscono
  ai  progetti di ricerca di idrocarburi cercano di limitare il reale
  impatto  attraverso una lottizzazione del mare (in particolare  per
  il bacino Adriatico, un mare chiuso da considerarsi come un sistema
  naturale   unico),   senza  mai  valutare  attentamente   l'impatto
  cumulativo che le diverse istanze, più o meno adiacenti e numerose,
  possono avere sull'ecosistema marino tutto. Si ricorda infatti che,
  proprio  per  la sua natura fisica di 'fluido', il mare costituisce
  un  organismo mobile e dinamico. Dunque il tentativo di minimizzare
  e mitigare un impatto cumulativo risulta del tutto impraticabile';

   l'opinione   pubblica   ancora   ricorda   il   disastro   causato
  dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel
  Golfo  del  Messico, il quale continua a produrre i suoi effetti  e
  conseguenze nefaste per l'ambiente e la salute umana;

   ATTESO che:

   negli   ultimi   anni  sono  state  introdotte,  ai   fini   della
  salvaguardia  delle  coste e della tutela  ambientale,  limitazioni
  alle aree dove possono essere svolte nuove attività minerarie;

   il  decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152, 'Norme in  materia
  ambientale'  stabilisce  che 'Ai fini  di  tutela  dell'ambiente  e
  dell'ecosistema,  all'interno del perimetro  delle  aree  marine  e
  costiere   a  qualsiasi  titolo  protette  per  scopi   di   tutela
  ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in  attuazione
  di  atti  e  convenzioni dell'Unione europea e internazionali  sono
  vietate   le  attività  di  ricerca,  di  prospezione   nonché   di
  coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare';

   attraverso tale decreto viene definita una fascia di protezione di
  12 miglia dalle coste;

   questo  divieto  è  valido unicamente per  le  istanze  presentate
  successivamente all'emanazione del D.Lgs. 128 del 2010;

   si rappresenta che quasi tutte le istanze che riguardano il Canale
  di Sicilia sono antecedenti al 2010, buona parte di esse riguardano
  zone site all'interno della fascia delle dodici miglia ed in alcuni
  casi zone estremamente vicini alla costa;

   le  richieste di nuovi permessi di ricerca porteranno  le  attuali
  aree  soggette  a  concessioni e permessi  di  ricerca  a  più  che
  raddoppiarsi  (da 3.105,66 Kmq a 7.153,73 Kmq) e,  come  ricordato,
  parte di queste sono vicine alla costa;

   l'aumento del numero di piattaforme presenti nel Canale di Sicilia
  potrebbe porre in un prossimo futuro problemi di sicurezza connessi
  sia  agli  impianti stessi che dell'aumento del  traffico  di  navi
  petroliere;

   un  eventuale  incidente, quale un copioso  sversamento,  potrebbe
  causare  nelle  nostre  coste danni incalcolabili  soprattutto  nel
  settore  turistico e della pesca, atteso che il  'Piano  di  pronto
  intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o
  di  altre  sostanze nocive causati da incidenti marini',  approvato
  con  decreto  della  Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  il  4
  novembre 2010, riporta la seguente considerazione: 'In ogni caso le
  varie  tecniche  di  rimozione, pur  combinate  tra  loro  e  nelle
  condizioni  ideali di luce e di mare, consentono di  recuperare  al
  massimo non più del 30% dell'idrocarburo sversato. Tale percentuale
  tende  rapidamente  a  zero con il peggioramento  delle  condizioni
  meteo-marine. Impossibile operare la rimozione in assenza di luce';

   TENUTO CONTO che:

   nelle  acque  dello  Stretto di Sicilia sono  state  istituite  in
  passato  due zone di tutela biologica nelle GSA 15 e 16,  ai  sensi
  dell'art.  145,  comma  1,  lettera c),  interdette  alla  pesca  a
  strascico  per tre anni e finalizzate alla protezione di  giovanili
  di  Merluzzo  (Merluccius  merluccius),  i  cui  limiti  geografici
  saranno  indicati con provvedimento del Ministero per le  Politiche
  Agricole e Forestali;

   dette  aree ZTB discendono dal decreto assessorile, dell'Assessore
  per  la  cooperazione della Regione siciliana, n. 103 del 21 aprile
  2006,  articolo 5, dove vengono istituite nelle acque dello Stretto
  di  Sicilia  due  ZTB nelle GSA 15 e 16, interdette  alla  pesca  a
  strascico per tre anni e finalizzate soprattutto alla protezione di
  giovanili di 'Merluccius merluccius';

   dette    aree    ZTB   devono   essere   esattamente    delimitate
  geograficamente 'con provvedimento del Ministero per  le  Politiche
  Agricole e Forestali';

   ATTESO che:

   il  Programma  delle Nazioni Unite per l'Ambiente (United  Nations
  Environment Programme, UNEP) è stato il primo organismo mondiale  a
  occuparsi  di  tutela  delle acque marine, lanciando  nel  1974  il
  Regional Seas Programme (Programma per i Mari Regionali, RSP);

   esso  si  propone di stabilire una comune strategia globale  e  un
  quadro  per  la  protezione dell'ambiente  e  la  promozione  dello
  sviluppo  sostenibile,  dandone, però,  un'attuazione  operativa  a
  livello 'regionale';

   la politica dell'Unione europea è sempre stata mirata a ridurre il
  verificarsi  di incidenti gravi legati alle attività  offshore  nel
  settore  degli idrocarburi e a limitarne le conseguenze, aumentando
  così  la  protezione dell'ambiente marino e delle economie costiere
  dall'inquinamento e migliorando i meccanismi di  risposta  in  caso
  d'incidente;

   il  quadro normativo comunitario è divenuto nel tempo estremamente
  ampio,  poggiando su alcune direttive di capitale importanza quali:
  Direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori
  nelle  industrie  estrattive per trivellazione; Direttiva  96/61/CE
  del  Consiglio  del  24  settembre 1996,  sulla  prevenzione  e  la
  riduzione  integrate dell'inquinamento; Direttiva  2000/60/CE,  che
  istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di  acque;
  la  Direttiva  2013/30/UE, che stabilisce i  requisiti  minimi  per
  prevenire gli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel  settore
  degli idrocarburi e limitare le conseguenze di tali incidenti;

   la  Direzione  Generale  per le Risorse Minerarie  ed  Energetiche
  (DGRME),  presso  il Ministero dello Sviluppo Economico,  svolge  i
  compiti  di  programmazione, autorizzazione, gestione  e  controllo
  delle  attività di prospezione, ricerca, coltivazione e  stoccaggio
  delle  risorse  del sottosuolo, in particolare degli idrocarburi  e
  dei relativi impianti in mare;

   nella   Regione   siciliana,  la  ricerca  e  coltivazione   degli
  idrocarburi  è di competenza dell'URIG (Ufficio Regionale  per  gli
  Idrocarburi e la Geotermia);

   esso  svolge i compiti di cui all'art. 9, comma 2, della  L.R.  n.
  14/2000,  in particolare esplica la propria competenza nel  settore
  della   ricerca,   coltivazione,  trasporto  e   stoccaggio   degli
  idrocarburi   liquidi   e  gassosi  e  delle  risorse   geotermiche
  sull'intero territorio della Regione siciliana;

   l'URIG  è  anche  l'organo  di vigilanza  nel  settore  estrattivo
  (idrocarburi e geotermia) con le funzioni di polizia giudiziaria ai
  sensi  dell'art.  5, comma 2, del D.P.R. 128/59, per  tali  compiti
  applica  le  procedure  di  cui D.lgs. 758/94  (Modificazione  alla
  disciplina sanzionatoria in materia di lavoro);

   esso   ha  doveri  di  controllo  sull'applicazione  delle   leggi
  minerarie  e  delle  norme riguardanti la sicurezza  e  salute  dei
  lavoratori nei settori di competenza,

    impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per il
                        territorio e l'ambiente
               e l'Assessore per le attività produttive

   ad  assumere  urgentemente  tutte le  iniziative  e  provvedimenti
  necessari  per  il  ripristino e la nuova costituzione  di  Zone  a
  Tutela  Biologica  nello Stretto di Sicilia  (ZBT)  e  affinché  si
  addivenga  alla  stipula di accordi col DGRME presso  il  MISE  che
  abbiano come effetto quello di ritirare le passate concessioni,  al
  fine di tutelare con urgenza il Canale di Sicilia da sfruttamenti e
  da  situazioni  che  possano definitivamente compromettere  la  sua
  biodiversità  e il ripopolamento ittico, con conseguente  scomparsa
  delle  attività economiche di pesca e di turismo legato ad essa,  e
  volte  ad  impedire  un  possibile disastro  ambientale  nel  'Mare
  Nostrum'». (312)

      FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO - CIANCIO - FERRERI - LA
   ROCCA - MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                      ZAFARANA - ZITO