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Resoconto d'Aula della Seduta n. 163 di mercoledì 11 giugno 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  del  verbale  della
  seduta precedente, verrà data lettura nella seduta successiva.
     Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO  Marcello. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine
  dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo  un
  prelievo  sull'ordine dei lavori che riguarda il disegno  di  legge
   Anagrafe scolastica regionale'(n. 535/A), posto al numero  5)  del
  quarto punto dell'ordine del giorno. E' da molti mesi che è appunto
  in calendario, è un argomento importante e quindi - soprattutto ora
  che  siamo alla chiusura dell'anno scolastico,  - vorremmo  il  suo
  prelievo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, la stessa richiesta è  pervenuta  da
  parte  dell'onorevole Raia per quanto riguarda,  e  per  le  stesse
  motivazioni, il ddl degli  Ecomusei'.
   Onorevoli  colleghi,  seguiamo  l'ordine  dei  lavori  così   come
  concordato sia in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  e   come  scritto  all'ordine  del giorno,  quindi  procediamo  con
  ordine.  Mi rimetterò  alle decisioni dell'Aula che credo appoggerà
  chiaramente questa richiesta di prelievo dei due disegni di legge ,
  ma  andiamo avanti.

   VULLO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VULLO.  Signor  Presidente,  volevo  approfittare  della  presenta
  dell'assessore Torrisi. Qualche giorno fa le ho ricordato  che  c'è
  una vicenda che riguarda la motorizzazione di Catania

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vullo, lei  potrà  intervenire  su  questo
  argomento, ai sensi, del comma 2, dell'articolo 83.

   VULLO.  Al  termine  della seduta l'Assessore  se  ne  va,  è  una
  problematica che riguarda centinaia di cittadini

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vullo, se noi apriamo  questa  maglia  qui
  abbiamo  tutti qualcosa da dire. Allora invito tutti ad   attenerci
  all'ordine del giorno

   VULLO.  Presidente,  ma  allora  quando  c'è  qua  la  fase  delle
  comunicazioni, le comunicazioni cosa sono?

   PRESIDENTE. Onorevole Vullo,  alla fine della seduta avrà tutto il
  tempo necessario.
   Le  comunicazioni le dà la Presidenza. Lei ha qualcosa da  dire  -
  giustamente  è  nel  suo diritto - io però la invito  ad  attenersi
  scrupolosamente all'ordine del giorno, non appena arriverà  il  suo
  momento  -   ai sensi del comma 2, dell'articolo 83 del Regolamento
  interno  -  lei  avrà  diritto  di  dire  quello  che  ha  da  dire
  all'Assessore. Tra l'altro questa seduta è priva di  comunicazioni.
     Onorevole Vullo, stiamo perdendo soltanto del tempo, andiamo con
  ordine, lei avrà modo di poter spiegare le sue motivazioni.

   Rinvio della votazione finale dei disegni di legge  Procedure  per
  il  rilascio  delle  certificazioni  di  abitabilità/agibilità  per
  singoli   edifici,   unità  immobiliari  o  singole   porzioni   di
  costruzioni.   (653-469/A)  ed  Ineleggibilità  ed  incompatibilità
  degli  amministratori dei liberi consorzi comunali  e  delle  Città
  metropolitane . (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
  542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A)

   PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno:  votazione
  finale dei disegni di legge.
   Onorevoli colleghi constatata la mancanza del numero dei  deputati
  richiesto  per procedere alla votazione dei disegni di legge  posti
  rispettivamente   al  numero 1)  Procedure per  il  rilascio  delle
  certificazioni di abitabilità/agibilità per singoli edifici,  unità
  immobiliari  o singole porzioni di costruzioni.  (653-469/A)  e  al
  numero  2)   Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori
  dei liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (642-31-
  132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
  662/A Stralcio II/A), ne rinvio la votazione successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Discussione della mozione numero 178 «Verifica del rapporto che
  intercorre tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e
    la concessionaria che si occupa della gestione delle autostrade
        siciliane con eventuale adozione di misure alternative»

   PRESIDENTE.  Si  passa,  pertanto, al II  punto  dell'ordine  del
  giorno  che reca: Discussione della mozione numero 178:  «Verifica
  del  rapporto che intercorre tra il Ministero delle infrastrutture
  e  dei  trasporti e la concessionaria che si occupa della gestione
  delle  autostrade  siciliane  con  eventuale  adozione  di  misure
  alternative».
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che  il rapporto tra lo Stato e la Regione  siciliana  è
  regolato, in materia di riassetto del settore autostradale, da  una
  concessione  assegnata dal Ministero per le  Infrastrutture  ad  un
  soggetto  giuridico  da individuarsi secondo  i  criteri  stabiliti
  dall'articolo 16 della legge 12 agosto 1982, n. 531;

   RILEVATO che:

   la  legge 12 agosto 1982, n.531, venne applicata nel 1996  e  che,
  pertanto,  solo  da  allora abbiamo quel nuovo soggetto  giuridico,
  denominato  Consorzio  per le autostrade siciliane,  il  cosiddetto
  CAS,  risultato della unificazione dei tre precedentemente separati
  Consorzi concessionari ANAS, operanti in Sicilia per la costruzione
  e  gestione  delle  autostrade  Messina-Catania-Siracusa,  Messina-
  Palermo   e   Siracusa-Gela,  e  destinato  ad  essere   il   nuovo
  concessionario delle autostrade di rilevanza nazionale  secondo  la
  qualificazione e classificazione operata con d.lgs. 461/99;

   come  già  chiarito in precedenza, a tale nuovo soggetto  è  stata
  trasferita, con decreto ministeriale 21 maggio 1997, la  titolarità
  delle  preesistenti  concessioni delle tre distinte  tratte  e,  ai
  sensi  di  legge  (art.16 L. 531/82), esso ha  rilevato  gli  oneri
  nascenti  dai rapporti giuridici già posti in essere dai precedenti
  enti;

   CONSIDERATO che:

   i  Consorzi Messina - Palermo, Messina - Catania e Siracusa - Gela
  (L.R. 4/65) hanno cessato di esistere con DPR 117/Gab del 30 aprile
  1996,  in  esecuzione dell'articolo 28 L.R. 22/96 e  che,  come  si
  legge  nelle  motivazioni  del  citato  decreto  interministeriale,
  l'obiettivo  era  quello  di recepire  in  un  successivo  atto  le
  innovazioni  in  campo  autostradale  introdotte  dalle  leggi   23
  dicembre 1992, n. 498, e 24 dicembre 1993, n. 537;

   tale   procedura  si  è  conclusa  con  la  revisione,  ai   sensi
  dell'articolo   11   della  legge  498/92,   che   ha   determinato
  l'unificazione delle Concessioni ed il recepimento al CAS del comma
  8  dell'articolo  10 della legge 537/93, con cui  si  definisce  la
  natura   privata  dell'attività  svolta  dalle  concessionarie   di
  autostrade;

   in base all'articolo 16,lettera d, della legge 531/82, il CAS deve
  provvedere,  mediante le tariffe dei pedaggi,  alla  copertura  dei
  costi  di  esercizio, di manutenzione e di rinnovo  degli  impianti
  infrastrutturali e che, pertanto, lo stesso non ha, né  può  avere,
  trasferimenti  di  partita  corrente a carico  del  bilancio  della
  Regione siciliana;

   il  modus  operandi  del  CAS appare in  conflitto  con  le  norme
  nazionali  richiamate  nella Concessione, mancando  un  sistema  di
  auditing interno;

   l'involuzione verso modelli organizzativo - gestionali nulla ha  a
  che  vedere con quanto accade nelle altre 22 concessionarie;  prova
  ne  sia  che  mentre  le altre concessionarie  hanno,  ad  esempio,
  internalizzato   i  costi  dei  servizi  esterni,   riducendoli   e
  migliorandone  qualità  e produttività,  il  CAS  ancora  oggi  sta
  impegnando  ingenti somme per esternalizzare servizi  già  resi  in
  house a costi contenuti come ad esempio il servizio di sorveglianza
  e   assistenza  al  traffico  (precedentemente  in  house   e   poi
  incomprensibilmente affidato, in somma urgenza, ed oggi  in  attesa
  di  aggiudicazione attraverso un bando che costerà allo stesso  CAS
  2,6 milioni di euro per soli 6 mesi;

   VISTO che:

   la  titolarità  della  concessione  in  questione  compete  ad  un
  soggetto che necessariamente debba presentare i tratti tipici dell'
  ente pubblico economico, secondo i criteri della gestione
   privatisticoproprietà      pubblica;

   in materia autostradale, lo Stato italiano ha esclusiva competenza
  a  legiferare  e che, pertanto, ogni riferimento a leggi  regionali
  che  vi  si  sovrappongano per competenze e merito, per esempio  la
  L.R.  n.  10/2000,  non  appare coerente con  il  quadro  normativo
  rinvenuto  negli atti del CAS né compatibile con la  titolarità  di
  una  tale  tipologia di concessione autostradale, facendo  espresso
  riferimento tale legge regionale agli enti non economici;

   dal  1996  sarebbe  occorso adeguare la  macchina  aziendale  alle
  novità  legislative nazionali, allineando in questo modo il modello
  organizzativo   -   gestionale  alle  direttive   contenute   nella
  convenzione di concessione, soprattutto per soddisfare tutte quelle
  condizioni  ivi  sottoscritte dalle parti contraenti  e,  in  primo
  luogo,  quelle  relative al piano finanziario, oggi  clamorosamente
  disatteso;

   l'infrastruttura,  per  la propria messa in sicurezza,  necessita,
  come  attestato  dalla Delibera di Giunta Regionale  n.145  del  22
  aprile  2013,  di  ben  184  milioni  di  euro  e  che,  con  buona
  probabilità, il CAS non avrà modo di reperire una tale somma;

   le  pessime condizioni di sicurezza delle autostrade siciliane, il
  forte   deficit,  gli  interventi  della  magistratura  penale,   i
  sequestri  di  gallerie pericolanti, le riduzioni o gli  scambi  di
  carreggiata di importanti viadotti, l'indice alto di mortalità ed i
  continui  pignoramenti degli incassi, ci impongono azioni veramente
  decisive e soprattutto risolutive,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
           L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'

   ad  attivarsi  presso  il  Ministero delle  Infrastrutture  e  dei
  Trasporti   al  fine  di  verificare  il  rapporto  giuridico   che
  attualmente   intercorre   tra   il   Ministero   medesimo   e   la
  concessionaria;

   ad  impegnarsi,  qualora  ve  ne  siano  le  condizioni,  per  una
  ricapitalizzazione dell'ente, mettendolo nelle condizioni di potere
  azzerare  tutte  le  gravissime carenze infrastrutturali  che  allo
  stato   insistono   e  che  minano  l'  incolumità   dei   numerosi
  automobilisti  che quotidianamente percorrono le autostrade  per  i
  più svariati motivi;

   a valutare ogni altra possibile e utile soluzione di vigilanza sul
  Consorzio, ai fini di un reale ed effettivo risparmio di risorse  e
  alla verifica di un assai più equilibrato impiego delle stesse;

   risultando  il  CAS  un ente deficitario, a valutare,  infine,  di
  concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,  la
  possibilità  di  adottare  misure  alternative,  quali  ad  esempio
  potrebbero rappresentare la cessione, tramite offerta pubblica,  di
  parte   delle  proprie  quote  a  nuovi  e  potenziali  interessati
  soggetti,  cercando  di  creare in tal modo  sicure  condizioni  di
  afflusso di capitale e un più funzionale management». (178)

   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Grasso, prima firmataria della
  mozione, per illustrarla.

   GRASSO.   Signor   Presidente,  assessore,   onorevoli   colleghi,
  finalmente  oggi  approda in Aula una mozione che tende  a  portare
  anche  all'attenzione  del  Governo un  problema  che  riguarda  la
  questione della gestione del CAS,  che non può essere più differita
  e non risolta.
   Noi   sappiamo  -  e  tutti  coloro  che  percorrono  ogni  giorno
  l'autostrada  Messina-Palermo, ma non solo  questa  -  si   rendono
  conto  dello  stato in cui versa, della mancanza di  sicurezza,  di
  gallerie  non  illuminate, addirittura di erbacce che  occupano  la
  carreggiata, e di una serie di inadempienze che il CAS ha avuto,  e
  che  continua  ad  avere anche nei confronti del Ministero,   tante
  che rischia di perdere la concessione.
   Le chiedo un'attenzione particolare al problema che io sollevo con
  questa  mozione,  perché credo che la risoluzione definitiva  della
  gestione  del  CAS  parta  proprio dalla  natura  giuridica  e  dai
  rapporti fra il concessionario e il concedente.
   Devo, necessariamente, fare un piccolo excursus storico.
   Nel 1986 operavano in Sicilia tre distinti consorzi concessionari:
  ANAS per la gestione delle autostrade, con la costituzione del CAS,
  Consorzio per le autostrade siciliane.
   Con  il  CAS  si  è  dato  vita  ad un soggetto  giuridico  unico,
  assegnatario  di  concessione, in possesso  dei  requisiti  di  cui
  all'articolo 16 della legge 12 agosto 1982.
   Al  CAS  è stata trasferita con decreto ministeriale  il 21 maggio
  1987  la  titolarità  delle  preesistenti  concessioni  delle   tre
  distinte tratte.
   E  come  per legge, articolo 16 della legge n. 531/82, il  CAS  ha
  rilevato, non il rapporto fra i soggetti, ma ha rilevato gli  oneri
  concessori nascenti dai rapporti giuridici già posti in essere  dai
  precedenti enti.
   La   procedura   si  è  conclusa  con  la  revisione,   ai   sensi
  dell'articolo  11  della  legge  n.  498/92,  che  ha   determinato
  l'unificazione delle concessioni e il recepimento al CAS, del comma
  8  dell'articolo  10, della legge 537/93 con cui  si  definisce  la
  natura   privata  dell'attività  svolta  dalle  concessionarie   di
  autostrade.
   Si   dice    la   natura  privata  delle  attività  svolte   dalle
  concessionarie autostrade'.
   In  base all'articolo 16, lettera d) della legge n. 531/82, il CAS
  deve  provvedere, mediante le tariffe dei pedaggi,  alla  copertura
  dei  costi  di esercizio, di manutenzione, di rinnovo  di  impianti
  infrastrutturali.  Pertanto lo stesso non  ha,  e  non  può  avere,
  trasferimenti  di  partita  corrente a carico  del  bilancio  della
  Regione siciliana.
   Non  dimentichiamo che la Regione siciliana ha solamente un potere
  di controllo e vigilanza.
   Prima  di  ogni altra considerazione sulla capacità operativa  del
  CAS,  la  questione  da dirimere, proprio per  la  risoluzione  del
  problema,  è  la natura giuridica dello stesso CAS che va  definita
  invero,  seppur nell'atto di convenzione concessoria qualifichi  il
  CAS  come  organismo di diritto pubblico, quasi a volere ricondurre
  l'ente  nel novero di quelli non economici, tale definizione  serve
  ad  assoggettare  l'affidamento  degli  appalti  del  consorzio  al
  relativo regime di evidenza pubblica.
   Va  osservato che per la Corte di Giustizia europea:  organismo di
  diritto pubblico è una persona giuridica che è bensì connotata  per
  carattere di pubblicità e dal fatto che il suo intento prevalente è
  non di procurare profitto ma di assicurare un'attività di interesse
  generale.  Tuttavia,  può contemplare e conseguire  un  profitto  e
  svolgere   un'attività  di  impresa,  ossia  attività   che   viene
  attualmente svolta o può anche essere svolta da imprese private .
   Sicché  resta  estranea  questa accezione  alla  nozione  di  ente
  pubblico in senso stretto, cioè di ente non economico, quale  ormai
  risultante  dalla  descrizione proveniente dalla  stessa  Corte  di
  Giustizia  europea  per  la  quale, infatti,  ente  pubblico  è  un
  organismo  che  indipendentemente dalla sua  forma  giuridica,  sia
  stato  incaricato con un atto della pubblica autorità  di  prestare
  sotto  il  controllo  di  quest'ultima  un  servizio  di  interesse
  pubblico che dispone a questo scopo di poteri che eccedono i limiti
  di  quelli risultanti dalle norme che si applicano nei rapporti fra
  i singoli.
   Poiché né Autostrade per l'Italia S.p.a, né Autovie venete S.p.a.,
  né  tanto meno il Consorzio Autostrade siciliane vantano poteri che
  eccedono i limiti di quelli risultanti dalle norme che si applicano
  nei  rapporti fra singoli - giusto perché non si intestano  potestà
  autoritative - trova conferma che organismo di diritto pubblico con
  il  quale  si identificano i suddetti enti, non è ente pubblico  in
  senso stretto, cioè non economico, bensì un ente pubblico economico
  e,  come  tale, estraneo su trascritto novero di soggetti  pubblici
  cui trova applicazione la legge regionale n. 10/2000.
   Altro  aspetto  da sviscerare è quello dell'autonomia  finanziaria
  così come detto in base all'articolo 16 della legge 531/82, il  CAS
  deve  provvedere, mediante le tariffe dei pedaggi,  alla  copertura
  dei  costi  di esercizio, di manutenzione, di rinnovo  di  impianti
  infrastrutturali  -  nulla di più lontano  dalle  attuali  capacità
  gestionali in carico ai consorzi.
   Pare,  infatti,  che  ad  oggi non siano stati  approvati  bilanci
  consuntivi  degli  anni 2013 e 2012 né tanto meno  il  previsionale
  2014.
   Da  registrare  inoltre  il  preoccupante  andamento  della  spesa
  corrente;   anche  i  costi  di  esternalizzazione   dei   servizi,
  sicuramente  comportano  delle spese che  non  possono  essere  più
  giustificate.
   Il  modus  operandi del CAS è in conflitto con le norme  nazionali
  richiamate nella concessione, ma non lo dico io, caro assessore; la
  relazione del Ministro Lupi, che è stata depositata al Senato, dice
  proprio  questo:  che la concessione non è conforme alla  normativa
  nazionale .
   L'unica  autostrada  che  non  ha la  concessione  alla  normativa
  nazionale è rimodulata nel 2007 e aggiungo che il piano finanziario
  non  è  stato  proposto e, addirittura, sembrerebbe, che  l'Agenzia
  delle Entrate abbia fatto un accertamento e abbia constatato che la
  contabilità deve essere coerente con un ente economico, non con  un
  ente non economico.
   Quindi, assessore, dopo questi riferimenti normativi, ciò  che  mi
  preoccupa  è  che  il  CAS  non può più essere  gestito  in  questa
  maniera.
   Sostengo, da anni, che la Regione, che ha a solo il controllo e la
  vigilanza del CAS e, purtroppo, devo constatare, ahimè, che non  ha
  esercitato  né il controllo, né la vigilanza; se avesse esercitato,
  infatti,  il  controllo e la vigilanza, avrebbe  appreso  che,  dal
  2008,  non  vengono riscosse le royalty, ma non solo. La  cosa  più
  grave,  e questo riguarda le entrate che il CAS deve avere, ma  che
  addirittura  gli  autogrill  oggi, non hanno  avuto  il  carburante
  pagato  e  si  rifiutano, sembrerebbe, o quanto meno, lamentano  il
  mancato pagamento dal 2008.
   Siamo in una situazione da terzo mondo. Perché mi sono preoccupata
  anche  di andare oltre e di non porre solo un problema di controllo
  e  di  gestione  ma  di porre una questione sicuramente  di  natura
  giuridica  che  va risolta, perché va risolto a monte  il  problema
  sulla   natura  del  CAS  e  sulla  definizione  di  ente  pubblico
  economico, il CAS, come tutte le altre autostrade d'Italia  (tranne
  la  nostra)  può  reggersi - non solo può reggersi -  ma  diventare
  anche una fonte, non dico di profitti, ma può garantire, sicurezza,
  manutenzione e nello stesso tempo dare occupazione.
   Lei  sa,  carissimo assessore, che ci sono i famosi  trimestrali ,
  cioè  personale che ha svolto attività lavorativa per anni  e  oggi
  lamenta  di  non  lavorare  e,  proprio  perché  trattasi  di  ente
  regionali, voi vi ponete il problema.
   Non  è  assolutamente  così  perché, ripeto,  il  CAS  è  un  ente
  economico.  Due  sono le soluzioni che pongo e, poi,  lei  darà  il
  parere contrario.
   Ripeto,  la  Regione  ha  sbagliato in  tre  cose:  a)  un  parere
  dell'Ufficio  legislativo errato, perché parte da una richiesta  di
  un  funzionario che chiedeva di essere inquadrata come il più  alto
  livello  regionale e chiede - e parte dall'assunto,  posto  che  il
  CAS  è un ente economico' - ma successivamente c'è una sentenza del
  CGA  - Consiglio di giustizia amministrativa - che dice esattamente
  - anche se poi non entra nel merito perché era una causa con l'Anas
  -,  richiama  l'analoga questione e dice che  il  CAS  deve  essere
  annoverato   fra   quegli  enti  che  dipendono  direttamente   dal
  concedente.
   Quindi  le  chiedo, al di là,  di verificare: i  rapporti  con  il
  Ministero   delle  Infrastrutture  e,  poi,  di  avere  un   parere
  dell'Ufficio legislativo e legale o dell'Avvocatura dello Stato che
  spieghi la definizione dell'Ente.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo per sostenere la relazione posta dall'onorevole Grasso e
  desidero esprimermi non solo favorevolmente ma appongo la mia firma
  alla mozione.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so  se,  sulla
  mozione, ci siano altri iscritti a parlare e se, dunque, ci sarà un
  dibattito lungo.
   Volevo  chiedere, se i colleghi sono d'accordo e se lei valuta  la
  mia  proposta come ammissibile, di sospendere per pochi  minuti  la
  trattazione della mozione, per permettere di dare il voto finale ai
  due disegni di legge che abbiamo all'ordine del giorno.
   Questo permetterebbe di votare le leggi e, dopo, di continuare  il
  dibattito.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, le rispondo subito. Ci sono soltanto
  pochissimi  iscritti e credo che anche la risposta del Governo  non
  sarà, poi, così lunga.
   Mi  rifaccio  al  Regolamento interno dell'Assemblea,  esattamente
  all'articolo  158, che prevede che quando c'è una mozione,  non  si
  può interrompere la stessa, fino a quando non si arriva al voto.
   Proseguiamo con una certa celerità.

   TURANO.  Signor Presidente, non si può sospendere una mozione  non
  significa

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, la discussione di una  mozione  non
  potrà occupare più di tre sedute.
   Nel  corso della discussione di una mozione e, prima che la stessa
  sia posta in votazione, l'Assemblea non può iniziare la discussione
  di altri argomenti.

   TURANO.  Il  fatto  che non può iniziare la discussione  di  altri
  argomenti  non significa non poter dare il voto finale sui  disegni
  di legge.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Turano,  la  ringrazio  per   questa   sua
  precisazione,  però,  mi attengo a quanto scritto  sul  Regolamento
  interno.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


             Riprende la discussione della mozione n. 178

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  quando,  a partire dagli anni '70, si è iniziato a discutere  della
  necessità  di  riunificare, sotto un unico  ente,  i  tre  consorzi
  autostradali  che, allora, avevamo in Sicilia, che riguardavano  la
  Messina-Palermo,  la  Messina-Catania  e,  poi,  la  Siracusa-Gela,
  tutti,  anche  coloro  i  quali erano ancora giovanissimi,  abbiamo
  guardato  con  attenzione all'idea che si unificasse  in  un  unico
  soggetto  coloro  i  quali  si occupavano della  costruzione  delle
  autostrade in Sicilia.
   Vedevamo - e uso l'imperfetto volutamente - nel Consorzio  per  le
  autostrade  siciliane  che doveva fare nascere  uno  strumento  che
  avrebbe   dovuto   razionalizzare   la   spesa,   avrebbe    dovuto
  razionalizzare  gli interventi. Avrebbe dovuto, cioè,  dovuto  fare
  quello  che,  fino  ad allora, l'ANAS non aveva fatto  in  Sicilia,
  avendo trascurato, storicamente, questo territorio perché, al di là
  delle  113,  114 e 115 che, in maniera organica, però,  collegavano
  tutta  la  Sicilia,  con un sistema viario sicuramente  importante,
  altro l'ANAS non aveva fatto in Sicilia.
   Signor  assessore, che cos'è oggi il Consorzio per  le  autostrade
  siciliane?
   E'  un  ente che procede nel senso della modernizzazione  e  della
  razionalizzazione della rete viaria siciliana, oppure una sorta  di
  tappo  di  bottiglia che impedisce persino alle risorse di giungere
  in Sicilia e di essere impiegate e di essere utilizzate?
   Le  devo  parlare  di  tre opere che riguardano  la  provincia  di
  Siracusa,  dove  il  CAS  dimostra di essere  un  ente  inefficace,
  inesistente, dannoso per una comunità.
   La  prima  opera a cui mi voglio riferire perché,  alla  fine,  se
  dobbiamo  giungere ad una conclusione, deve essere una  conclusione
  che si deve basare su dati certi ...
   Se  dobbiamo  decidere di far venir meno questo Consorzio  per  le
  autostrade   siciliane  e  cedere  le  nostre  tratte  autostradali
  all'ANAS,  sia chiaro, non ai privati, dobbiamo cercare  di  capire
  cosa ha fatto il Consorzio per le autostrade siciliane.
   Ha  voluto finanziare, ad esempio, la bretella di collegamento fra
  il lido di Noto e la Strada Provinciale  19  Pachino - Porto Palo.
   Bene,  il  Consorzio  per  le autostrade siciliane,  consegnati  i
  lavori nel febbraio del 2012, li avrebbe dovuti completare ora, nel
  mese  di  luglio 2014, procede con settecento giorni di ritardo  su
  quella che è la marcia dei lavori.
   I  lavori dovevano essere conclusi in novecento giorni e,  quindi,
  entro  il 14 luglio; siamo a meno del trenta per cento delle opere.
  Di conseguenza, le cose sono due: o è inefficiente il Consorzio per
  le  autostrade  siciliane  o  è inefficiente  la  società  che  sta
  realizzando i lavori.
   Nell'uno  e nell'altro caso,il CAS non fa sentire la sua voce,  il
  CAS non fa sentire la sua presenza sul territorio.
   E  che  dire dello svincolo Maremonti? Anche lì i lavori  dovevano
  essere  conclusi a maggio, anzi, con una faccia tosta unica, perché
  la  caratteristica  propria di coloro i quali,  negli  anni,  hanno
  amministrato  il  Consorzio delle autostrade  siciliane,  sia  come
  vertici  politici sia come vertici tecnici, è di avere  una  faccia
  che,  come dicevano i nostri nonni,  era di bronzo , cioè nel senso
  che  sono capaci di mentire perfino guardandoti in faccia, i lavori
  dovevano  essere  inaugurati a maggio di quest'anno,  cioè  l'altro
  ieri.  Anche  qui, siamo con centinaia di giorni  di  ritardo.  Non
  abbiamo mai capito cosa fa il Consorzio delle autostrade siciliane.
   E che dirle, era una operazione di messa in sicurezza dei lotti 3,
  4 e 5 della Siracusa-Gela, cioè quelli che da Avola arrivano fino a
  Rosolini; lì, addirittura, stanno procedendo con  quattro  anni  di
  ritardi,  quattro anni di ritardo, 1200 giorni di ritardo.  L'altro
  ieri,  finalmente, dopo una interruzione durata sedici  mesi,  sono
  riniziati  i  lavori e iniziano i lavori, però, sotto  la  campagna
  estiva,  quando la gente deve andare a mare, quando c'è un traffico
  insopportabile sulla Cassibile-Avola e questi lavori, non solo  non
  riusciranno a raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissati per
  questa estate, ma sono ulteriore motivo di rischio per i cittadini.
   Ora,  arriverà  il  Prefetto  e dirà al  CAS   fermati,  non  puoi
  lavorare in questo periodo . E sarà la scusa buona per il Consorzio
  per  sospendere  i  lavori. Ma che dirle della  Siracusa-Gela?  Una
  prova lampante di una inefficienza e una incapacità di affrontare e
  risolvere  i  problemi che ci ha messo, ci mette  e  ci  metterà  a
  rischio di perdere i finanziamenti della Comunità Europea.
   Perché,  finalmente,  hanno consegnato  -  e  concludo  -,  stiamo
  parlando  di  386 milioni di euro, e stiamo parlando anche  per  il
  lavoro   che  rischiano  mille  operai.  Bene,  signor  Presidente,
  Assessore,  cosa ha fatto il Consorzio per le autostrade siciliane?
  Sapeva  che  doveva consegnare i lavori, sapeva  che  queste  opere
  devono  essere  consegnate e collaudate entro il  31  dicembre  del
  2015.  Ha brillato solo ed esclusivamente per assenze e, alla fine,
  sotto  le  baionette  dei due Prefetti di  Siracusa  e  Ragusa,  ha
  consegnato  i  lavori. Ma è mai possibile che  un  Ente  che  viene
  profumatamente pagato per favorire lo sviluppo del territorio, alla
  fine, sia costretto ad operare sotto le baionette dei Prefetti  che
  lo  costringono a consegnare i lavori perché sono a  rischio  mille
  posti  di lavori che è l'unica possibilità certa che abbiamo  nella
  zona e nelle province di Siracusa e Ragusa?
   Per  questo  motivo,  caro Assessore, ritengo  che  abbia  ragione
  l'onorevole  Bernadette  Grasso: il CAS  va  sciolto  perché  si  è
  dimostrato    inefficiente,   incapace,   dannoso,   una    zavorra
  insopportabile  per questa terra ma le competenze  del  CAS  devono
  essere restituite all'ANAS, sicuramente, no ai privati.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,  è
  difficile  non  concordare con l'analisi che ha  fatto  la  collega
  Grasso nell'illustrare la mozione perché le condizioni che si  sono
  determinate  in  passato  ma, soprattutto,  la  sentenza  del  CGA,
  favorita  dal  parere  dell'Ufficio  legislativo  e  legale   della
  Regione,   ha  determinato  condizioni  certamente  difficili   per
  un'azienda, perché il Consorzio è un'azienda, che viene  equiparata
  sostanzialmente ad un Dipartimento della Regione.
   Questo  stato  di cose cozza sicuramente - l'Assessore  credo  che
  possa,  per  così  dire, riflettere su questo  dato,  visto  che  è
  imprenditore  da  un  lato e comincia a vedere  come  funzionano  i
  dipartimenti della Regione -  quindi non faccio una valutazione  di
  merito  ma  faccio una valutazione in rapporto alle  dinamiche  che
  deve    avere   un'azienda   che   gestisce   una   importantissima
  infrastruttura della nostra Regione.
   Tutto   questo   si   riflette  sulla   capacità   di   utilizzare
  tempestivamente le risorse, si riflette sulla stessa  gestione  del
  personale.  Vorrei  ricordare  che il  fatto  di  essere  diventata
  sostanzialmente   un'azienda  regionale,  con  le   dinamiche   dei
  dipartimenti  regionali, ha determinato una  situazione  di  questo
  tipo:  per quanto riguarda gli uffici, che dovrebbero sovrintendere
  a  tutta  questa  attività che riguarda la manutenzione,  le  nuove
  infrastrutture, la sorveglianza e così via dicendo, credo che se ne
  siano  andati  in pensione gran parte dei dipendenti  che  c'erano,
  soprattutto  per quanto riguarda i tecnici, quindi,  c'è  un  forte
  impoverimento che determina difficoltà per il Consorzio di  tentare
  di assolvere alla missione che ha; per quanto riguarda il personale
  di  esazione,  la situazione che si è determinata che impedisce  il
  ricorso alla manodopera stagionale che prima era regolamentata come
  in  tutte  le altre autostrade italiane, sia quando erano IRI,  sia
  quando  sono  diventate  private,  cioè  si  poteva  utilizzare  il
  personale  in rapporto alle esigenze stagionali sulla base  di  una
  graduatoria  che  era  fondata sulla quantità  di  prestazioni  che
  avevano dato.
   Oggi,  non  si può fare ricorso al personale stagionale ma,  nello
  stesso tempo, per coprire le carenze di organico che ci sono, o  le
  disfunzioni  eventuali, si fa un ricorso elevato a  prestazioni  di
  lavoro  straordinario che, com'è noto, sono più onerose del  lavoro
  normale. Questa è a grandi linee la situazione, dopodiché  -  e  su
  questo  mi permetto di dire che non sono d'accordo con le soluzioni
  proposte dalla collega, onorevole Grasso -, credo che dire  che  la
  Regione  cede una parte delle quote a privati mi pare un operazione
  che non avrebbe mercato in queste condizioni.
   Abbiamo  anche  un  problema che riguarda  tutta  l'infrastruttura
  autostradale  siciliana, tant'è,  Assessore, che ne  avevo  parlato
  con  il suo predecessore il quale mi diceva che l'orientamento  del
  Presidente  della  Regione  non era  favorevole.  Immagino  che  il
  Presidente della Regione non abbia avuto modo di approfondire e  di
  riflettere  su  quali sono i problemi e le criticità del  Consorzio
  per le autostrade siciliane. Nella precedente consiliatura, avevamo
  suggerito  al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità di avviare una interlocuzione  con  il
  Governo nazionale, anche perché, in Sicilia, abbiamo una situazione
  per  cui  una  delle  arterie importanti come la Catania-Palermo  è
  gestita  dall'Anas e, invece, questa parte è gestita dal  CAS;  tra
  l'altro,  piccolo  particolare, da una parte, si  paga,  dall'altra
  parte, non si paga il pedaggio ma, a parte questo aspetto, credo ci
  sia   la  necessità  di  avere  una  gestione  unitaria  di  questo
  patrimonio  infrastrutturale, tant'è che si era pensato di  avviare
  una  interlocuzione con il Ministero dell'economia per  tentare  di
  fare una sorta di società mista tra l'ANAS e la Regione siciliana -
  ci  sono  già  esempi nel resto del Paese - per dare luogo  ad  una
  gestione,  intanto,  che non sia equiparata ma,  diciamo  così,  la
  possibilità di completare alcune importanti infrastrutture stradali
  che   ancora   sono  in  sofferenza  come  ricordava  il   collega,
  l'onorevole Vinciullo.
   Torniamo  all'Anas. Vorrei dire al collega Vinciullo  che  l'Anas,
  oggi,  non  è un'azienda. Si chiama ancora azienda ma non  gestisce
  più  niente,  quindi,  se  parliamo di  revoca  della  concessione,
  dobbiamo sapere che la revoca può intervenire. A quel punto, l'Anas
  metterà  al  bando  e,  quindi, saranno solo soggetti  privati  che
  potranno  concorrere alla gestione del Consorzio per le  autostrade
  siciliane.
   Credo che, invece, se vogliamo evitare di chiudere gli occhi, come
  ha  fatto finora il Governo, rispetto alla concreta realtà ed  alle
  concrete  difficoltà  del  Consorzio, ed invece  di  guardare  alla
  prospettiva  bisognerebbe  rivalutare  questa  possibilità  che  ci
  darebbe  e  offrirebbe al Consorzio una prospettiva e, soprattutto,
  la  possibilità per i siciliani di avere un anello autostradale che
  sia, effettivamente, in grado di sostenere la mobilità, ma anche la
  prospettiva di sviluppo della Sicilia.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore,
  cittadini,  la questione del CAS -Consorzio autostrade siciliane  -
  sicuramente,  è una questione che sta a cuore a tutti  perché,  non
  voglio  toccare  le corde dell'emotività, sappiamo quante  e  quali
  sono le morti sulle nostre autostrade siciliane.
   Chiaramente, poi, si va a dire  certo, sulla strada, ci si va  con
  la  macchina,  quindi, non si sa fino a che punto è  imputabile  la
  responsabilità se all'incidente di per sé causato  da  chi  è  alla
  guida  oppure  alle  condizioni della strada. Basta,  però,  farla,
  basta percorrerla l'autostrada Messina-Palermo, Catania-Messina, la
  Siracusa-Gela,  le  tratte di competenza, per capire  di  che  cosa
  stiamo  parlando. Ho trascorso il tempo, venendo più volte, andando
  e  tornando da Palermo, e andando e tornando da Catania,  a  vedere
  quello che c'è sulle nostre autostrade. Ci sono strade con una sola
  corsia:  a  volte,  nei  percorsi di  andata,  si  occupa  per  gli
  interventi fermi da più di dieci anni una parte di transito da  una
  parte  e, dall'altra parte, non c'è neanche la corsia di emergenza.
  Ed  uno dice:  Non sia mai che succeda qualcosa, perché, se  mi  si
  ferma  la  macchina,  non  ho  neanche  la  possibilità  di  potere
  superare. .  Credo che veramente il buon Dio ci assiste allorquando
  noi,  ogni  giorno,  ogni  volta, almeno  due  volte  a  settimana,
  percorriamo   queste  strade;  tutti  i  cittadini   siciliani   le
  percorrono.
   C'è  una  situazione fatiscente. Addirittura, diciamo che c'è  una
  galleria  sulla Messina-Palermo, all'altezza di Brolo,  in  cui  si
  percepisce,  quando passiamo, un fortissimo odore  di  gas.  Questa
  galleria  è  scarsamente illuminata, oltre a non avere un  adeguato
  impianto   di   ventilazione.  Non  oso   immaginare   quello   che
  succederebbe  se  si verificasse un incidente. E,  a  proposito  di
  questo gas, non capiamo di cosa si tratti, non sappiamo perché  c'è
  questo  tanfo e le centraline dell'Attack, che si deve poi  muovere
  al controllo.
     Ora  la  situazione è devastante e questo lo  abbiamo  compreso;
  inutile  ribadirlo  e dirlo. La situazione che  è  stata  disegnata
  dall'onorevole Grasso nella mozione è sicuramente inquietante. Poi,
  però,  andiamo  a vedere le dichiarazioni degli ultimi  giorni  del
  Presidente  Faraci ed anche del direttore Rainiti  -  guarda  caso,
  sono  entrambi  di Gela, ma questo dato lo lascio alle  valutazioni
  dell'Aula,   Gela    caput   mundi   mi  sembra   recentemente   in
  quest'ultima  tornata di nomine, e ci sono leve  finanziarie  nelle
  interviste  che  rilascia, ci sono appalti, ci  sono  delibere  del
  Cipe.  E, allora, i soldi ci sono o non ci sono? L'ente è economico
  o  non è economico? Perché mi pare che qua definito come economico,
  non economico in base alla convenienza.
   E,  soprattutto, questo ente è un colabrodo. Un colabrodo mafioso,
  nel  senso  che la gestione che ha portato a indebitare l'ente,  un
  ente  che  ha  utili  perché ricordiamo - almeno  dai  dati  che  è
  possibile  desumere, perché gli ultimi due bilanci non li  abbiamo,
  però, dall'anno 2010 e 2011 - desumiamo che hanno avuto un utile di
  75  milioni,  perché paghiamo il pedaggio noi cittadini  siciliani.
  Parliamo di 75 milioni nel 2010, 65 milioni nel 2011; nel 2012, non
  sappiamo quale sia stato l'utile, però, sappiamo la perdita, cioè 7
  milioni e 238 mila.
   Perché?  Come  si  perdono, come non  si  perdono?   Ma  chi  deve
  controllare?    Guarda   caso,   deve   controllare   l'assessorato
  all'economia  perché  trattasi di partecipata regionale.  Però,  mi
  chiedo,   allora,  questa  struttura  del  CAS,  questo   Consorzio
  autostrade siciliane è, attualmente, in virtù del 91 per  cento  di
  quota  regionale, partecipata dalla Regione, quindi, il controllore
  controlla sé stesso. Dove dobbiamo andare? Cioè la struttura in sé,
  ed è questo che rileggiamo nel funzionamento del CAS, funzionamento
  assurdo, indefinibile, uno spreco di denaro in rivoli, che ha visto
  anche  recentemente  assegnazione di  appalti,  poi,  per  fortuna,
  revocate,  a ditte senza certificazioni antimafia, ora assegnate  a
  ditte   che,   invece,  l'hanno  recuperata  per  un  pelo   questa
  certificazione  antimafia,  esternalizzazione  di  appalti  per  la
  vigilanza, la sicurezza, tutti quelli che sono i crismi per cui  il
  CAS,  oltre al termine della costruzione, è stato creato -  abbiamo
  appalti  di  2  milioni  e  5 per sei mesi  -  quando?  Allorquando
  sappiamo  che  il personale che è stato fatto passare internamente,
  che  precedentemente  invece  svolgeva  le  funzioni  di  gestione,
  controllo,  vigilanza era interno all'ente. Perché,  quindi,  farlo
  passare all'amministrazione per poi subappaltare?
     Rientriamo  sempre  nella logica del  bel  magico  gioco,  della
  Regione  siciliana che non ha soldi e, in questo caso, si  richiede
  poi  una  ricapitalizzazione. Dio buono  Non abbiamo una  lira,  e,
  come  si dice in siciliano, nta l'uocchi, scusate l'espressione,  e
  poi andiamo a ricapitalizzare. Perché? Perché poi questo ente debba
  essere  reso più appetibile per possibili cessioni di cui si  parla
  anche nella mozione.
   No,  non ci sto, non ci stiamo come Gruppo. Le autostrade sono  un
  servizio   pubblico.  Il  sistema  in  sé  e   per   sé,   valutata
  l'interlocuzione  col Ministero e tutto quello che  ritengo  questo
  assessorato, mi pare, abbia cominciato a fare, diciamo, da un  mese
  a  questa  parte,  si  deve fare, per carità,  però,  valutiamo  il
  marcio,  perchè il marcio non è nella struttura, nella concessione,
  in  chi gestisce a livello di istituzioni ma è nelle persone. E' in
  chi  prende  le decisioni. Allora, invece, facciamo  in  modo,  per
  esempio,  di  proporre un auditing interno, come propone  la  legge
  numero 105 del 2009, attraverso un controllo di coloro che svolgono
  funzioni pubbliche e che spendono i nostri soldi.
   Facciamo  in  modo, per esempio, come dice anche l'Ufficio  legale
  della  Presidenza della Regione, cioè che, sebbene la legge  delega
  150  del  2009 sia da applicarsi in Sicilia solo nella  misura  del
  rinvio dinamico, contenuto nella legge numero 10 del 2000, la piena
  realizzazione della predetta previsione è potenzialmente  in  grado
  di  agire  da  deterrente  nei confronti  delle  degenerazioni  del
  sistema legate all'abuso, abuso del rapporto fiduciario tra  organo
  di indirizzo politico e dirigenza.
   Qua  il  problema  non è la politica, quanto meno  è  la  politica
  allorquando   questa  è  connivente  con  la  burocrazia.   Allora,
  staccare il rapporto esistente tra la nomina e il dirigente che è a
  tempo  determinato oppure viene nominato senza alcun criterio anche
  di valutazione e il gioco è fatto. E' questo il gioco.
   Allora,  la  Regione siciliana deve controllare all'interno;  qua,
  infatti, sbagliamo pure la mira perché l'assessore competente è  sì
  quello  alle  infrastrutture,  ma, in  particolar  modo,  è  quello
  dell'economia.
   Pertanto,  io  chiedo,  signor  Presidente,  che  si  sospenda  la
  trattazione  di  questa mozione che non porterebbe  a  nulla  e  si
  tratti invece la tematica ben più grave che è quella economica,  in
  commissione bilancio, perché dobbiamo sapere i bilanci  dove  sono,
  gli  impegni di spesa dove sono, i soldi dove sono e per  che  cosa
  vengono spesi.

   PRESIDENTE. E' iscritto l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, dal momento che vi sono numerosi  iscritti  a
  parlare  su  questa  mozione,  vi  esorto  a  contenere  i   vostri
  interventi entro i cinque minuti.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, le assicuro che  non  supererò  i
  cinque  minuti anche perché non c'è molto da dire, secondo  me,  su
  questa vicenda.
   Non ci sono dubbi che tutto si può migliorare, possiamo migliorare
  tutto,  possiamo rendere tutto più funzionale, ma il dibattito  che
  oggi  abbiamo  la possibilità di affrontare grazie anche  a  questa
  mozione,  è  un dibattito fondamentale, importante. Però,  dobbiamo
  stare  attenti,  cari colleghi, a non prendere l'acqua  sporca  con
  tutto  il bambino e buttarla  Perché, vedete cari amici e colleghi,
  noi   apparteniamo  ad  un'Isola  dove  purtroppo  ancora  esistono
  province che non hanno un metro di autostrada. Pensate un  po',  la
  provincia  di  Ragusa  è l'unica provincia  in  Italia  che  non  è
  attraversata  da  un  metro di autostrada.  Finalmente,  grazie  al
  lavoro svolto da questo Governo regionale e anche da coloro che  si
  occupano  e  si  sono  occupati dell'appalto di  questa  importante
  infrastruttura  da  qui  a  poco,  pochissimo  tempo,  l'autostrada
  entrerà dentro la provincia di Ragusa. E per noi è importante

        (Interruzione dell'onorevole Vinciullo non ricevibile)

   DIPASQUALE   L'onorevole  Vinciullo è  abituato  solo  a  fare  il
  protagonista  in  quest'Aula  e quindi quando  qualcuno  interviene
  esprimendo  la  propria opinione certamente egli  si  infastidisce.
  L'onorevole Vinciullo che è il tuttologo di quest'Aula, che è colui
  che  dall'opposizione fa tutto, l'onorevole Vinciullo che è uno dei
  pochi parlamentari
   Quindi  se  l'onorevole  Vinciullo  mi  lascia  parlare  e  mi  fa
  completare  il  mio intervento io non sto facendo  nient'altro  che
  dire  che  finalmente l'autostrada entrerà nella mia provincia.  Ma
  non solo, esiste un lavoro, un impegno da parte del Governo e penso
  che  dobbiamo  sostenerlo  noi anche  in  quest'Aula,  un  progetto
  importante   che   vada  finalmente  a  completarla   questa   rete
  autostradale siciliana, che dovrà uscire da Modica, perché arriverà
  fino  a  Modica,  per  arrivare fino a Gela, per  arrivare  fino  a
  Trapani.
   Perché  è  impossibile  pensare a  una  Sicilia  che  ci  è  stata
  consegnata  così,  per  responsabilità  di  tutti  ma  che  prevede
  solamente  di  tutti degli amici miei democristiani  dell'epoca,  a
  seguire  degli  amici  miei  di  Forza  Italia,  di  tutti,  e  mie
  responsabilità per avermi sostenuto negli anni e nel tempo.
   Però, questa è la Sicilia che abbiamo ricevuto, una Sicilia che da
  un  punto  di  vista  infrastrutturale è  una  Sicilia  vergognosa,
  qualcosa è iniziata a sboccarsi, qualche aeroporto abbiamo avuto la
  fortuna di avere sbloccato l'aeroporto di Comiso.
   Ringrazio  l'onorevole Di Giacomo per il suo  grande  impegno,  lo
  faccio  qui  pubblicamente,  in  quest'Aula,  ed  altre  cose.  Non
  dobbiamo  fermarci  e non può essere il nostro  problema,  oggi  al
  centro della discussione, il CAS. E' chiaro che abbiamo bisogno  di
  una  gestione  ottimale, la dobbiamo migliorare.  Ma  noi  dobbiamo
  guardare  oltre, dobbiamo andare avanti e dobbiamo  pretendere  che
  questa autostrada, che finalmente esce da Siracusa grazie al grande
  lavoro dell'onorevole Vinciullo - che è quello che dall'opposizione
  fa  tutto,  qualsiasi  cosa in Sicilia la  fa  lui  nonostante  sia
  all'opposizione - ma grazie all'impegno di tutti stiamo uscendo  da
  una provincia per entrare in un'altra.
   Impegnamoci tutti con forza e con determinazione affinché possiamo
  continuare,  completare  la  parte  mare  dell'autostrada   e   poi
  raggiungere tutte le altre con una croce, collegarle tutte.
   Queste  sono le scommesse della politica che ritengo siano le  più
  importanti   che  devono  vedere  un  Parlamento  ed   i   deputati
  parlamentari impegnati per l'amore della nostra Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, cittadini,
  l'onorevole  Zafarana prima diceva che prima di  fare  qualcosa  ci
  deve  essere  un incidente. Io la volevo rassicurare  perché  anche
  dopo l'incidente non si fa nulla, può stare tranquilla.
   E  la  dimostrazione è quello che è successo al casello  -  oddio,
  chiamarlo casello  - autostradale di Cassibile, dove ci sono  stati
  diversi incidenti.
   Noi  avevamo presentato un'interrogazione a settembre 2013 e  dopo
  qualche  giorno lo stesso Presidente Crocetta ha avuto un incidente
  stradale presso quel casello.
   Noi dicevamo che è pericoloso. Forse portiamo un po' di sfortuna -
  per  non dire di peggio - o forse siamo facili profeti perché anche
  noi ci siamo accorti che c'era qualcosa che non andava.
   Purtroppo, io non so se il CAS si sa occupare di autostrade, ma si
  sa  occupare  bene di montagne russe perché, andando  da  Cassibile
  verso Noto, c'è quell'autostrada fantastica, piena di cunette, dove
  si  deve  mantenere la velocità di 80 km orari perché si costruisce
  in maniera abbastanza particolare.
   Ma io vi voglio fare vedere questa immagine.

                   (Mostra all'Aula una planimetria)

   Questo è il piano regolatore di Siracusa, dove è previsto il punto
  in  cui deve andare il casello autostradale di Cassibile e si  vede
  come  la  strada  si  allarga ad un certo punto  dove  deve  essere
  inserito  il  casello. Invece no: questo allargamento non  è  stato
  fatto,  è  stato  fatto al centro di strada sul  vero  senso  della
  parola  ed  ogni  tanto  c'è qualche tir che rimane  incastrato  là
  dentro e dobbiamo aspettare qualcuno che va a sbloccarlo.
   L'abbiamo detto, gli incidenti ci sono stati, ma cosa si è  mosso?
  Assolutamente  nulla, perché in questa Regione puoi gridare  quanto
  vuoi,  puoi presentare atti quanto vuoi, non si muove assolutamente
  nulla, caro assessore.
   Spero che lei - che si è insediato da poco - cominci a smuovere le
  acque,  ma  chissà  perché abbiamo la sensazione che  queste  acque
  immote sono ed immote rimarranno.
   Il  problema  è abbastanza grave anche per i fondi, i fondi  FESR,
  per  quanto riguarda il tratto che va da Rosolini a Modica ma anche
  lì la sensazione è che questi soldi prenderanno altre strade.
   Non si fa così una programmazione, non si lavora così. Gestire una
  Regione  è qualcosa di terribilmente serio, ma che si fa in maniera
  abbastanza  pressappochista. Ed i Siciliani non se lo  possono  più
  permettere. Spero che questo Governo si svegli ma, purtroppo, credo
  che questo non avverrà.
   Concludo  chiedendo  una  cosa  all'assessore  qui  presente:  c'è
  un'interrogazione - anch'essa lasciata inascoltata,  ho  provato  a
  chiamare  dei dirigenti, l'assessore, ma è più facile  parlare  con
  Papa  Francesco che se lanci un allarme ti richiama lui,  piuttosto
  che  riuscire a parlare con uno dei dirigenti dell'assessorato,  di
  qualunque assessorato
   Mi  riferisco  alla  strada provinciale che  collega  Palazzolo  a
  Giarratana  che  sta crollando pezzo dopo pezzo;  non  si  può  più
  passare, c'è gente che ha attività produttive, attività agricole in
  quella zona, anche lì una interrogazione fatta ormai da più  di  un
  anno,  ma non si muove nulla. Se ci degnate almeno di una risposta,
  anche se la risposta è: non abbiamo soldi, non sappiamo che fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Grasso.  Ne  ha
  facoltà.

   GRASSO.  La  Commissione  bilancio  non  è  competente  perché  il
  bilancio del CAS è autonomo e - ripeto - la Regione non interviene.
  Quindi  dico, la competenza della Commissione Bilancio  perché  non
  sono né somme che entrano né trasferimenti

   VINCIULLO No, la Commissione bilancio dà somme al CAS.

   GRASSO Io oggi pongo un problema di sicurezza. Io sostengo da anni
  che   l'autostrada  non  è  sicura.  Nella  mozione   pongo   delle
  alternative, cioè dico: o questo ente si fa funzionare,  si  ha  la
  capacità  di  farlo  funzionare, ma c'è un problema  di  liquidità
  Dovete  sapere  che  il  35 per cento che  per  legge  deve  essere
  utilizzato per la manutenzione non viene utilizzato, che il  CAS  è
  sommerso  da  pignoramenti, decreti ingiuntivi, questioni   legali,
  perchè   ogni   giorno  muoiono  persone  a  causa  della   cattiva
  manutenzione.
   Io  non  parlo  di ricapitalizzare di chissà che  cosa.  Allora  o
  questo  ente si fa funzionare, o se non si ha la capacità di  farlo
  funzionare,  non dimenticando che la Regione  Che  non  è  un  ente
  regionale,  che  il  rapporto del CAS discende dal  Ministero,  che
  l'ANAS non c'entra, e che dal 2012 è competente il Ministero  delle
  Infrastrutture.
   Pertanto, io al Governo ho voluto sollevare con questa mozione,  e
  porre  all'attenzione del Governo un problema che vale la sicurezza
  delle  persone e due cose: a) che cosa intende fare? Non si possono
  fare  mutui  di  380 milioni  Vi invito a fare una passeggiata  per
  sistemare,  o  illuminare le gallerie, o rendere  l'autostrada  più
  sicura.  I  pedaggi  come  vengono  utilizzati?  Il  rapporto   che
  intercorre col Ministero, anche in riferimento alla decadenza della
  concessione?  Perché si deve avere la capacità: o  un  ente  si  fa
  funzionare  o altrimenti si vendono le quote. Dico, non spettano  a
  me  le soluzioni, ma spettano al Governo col Ministero. A me spetta
  portare  all'attenzione  la  questione.  E'  un  problema   che   è
  indifferibile  e la cui risoluzione dipende, ripeto, dalla  natura,
  dalla disquisizione della natura giuridica dell'ente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

   LACCOTO.  Onorevoli colleghi, io ho la ventura, la  fortuna  o  la
  sventura  di  vivere  a  Brolo e di viaggiare  quattro  volte  alla
  settimana per Palermo. Il che significa andare ogni giorno incontro
  a  dei  pericoli  perché  di  giorno in giorno  aumentano  i  sensi
  alternati  unici,  nel senso che le gallerie  che  dovevano  essere
  praticamente consegnate, riparate in tempi brevissimi, è  da  circa
  tre anni che sono bloccate a senso unico alternato.
     Al  di  là  pure  delle situazioni che vi sono praticamente,  di
  quelli che sono stati incidenti mortali - l'ultimo quello di  Patti
  che  ha  portato la perdita di vita di un giocatore di giovanissima
  età.  Vi è un problema di fondo assessore - lei è nuovo - ma è bene
  che comprenda.
     Voi  avete  come  assessorato la vigilanza sul  consorzio  delle
  autostrade.  Bene, io penso che nel tempo, nel tempo  il  consorzio
  delle autostrade abbia peggiorato la situazione. Nel tempo vi  sono
  stati  appalti  che  non potevano essere dati a  ditte  senza  gare
  regolari.  Vi  sono  state,  praticamente,  tratti  di  strade,  di
  autostrada  asfaltati ben due volte, una volta  sul  fango  poi  di
  nuovo  asfaltati con oneri a carico sempre del consorzio.  Oggi  la
  situazione  è  molto  grave, ma io penso che la mozione  presentata
  dalla  collega Grasso sia più una provocazione e anche un modo  per
  mettere  in  discussione  una situazione che  così  com'è  non  può
  andare.  Il  problema è che nel tempo si sono susseguiti commissari
  con  più  o  meno competenze, che sicuramente non hanno  risolto  i
  problemi. Oggi vi è un consiglio di amministrazione ma fino ad oggi
  -  dobbiamo dirlo molto chiaramente - non vi sono stati segnali  di
  miglioramento.
   La situazione, allora, credo debba essere affrontata nel complesso
  non  con  una  mozione, questo deve rappresentare  uno  spunto  per
  approfondire una situazione che sicuramente diventa grave ed  è  un
  nodo  principale  per quanto riguarda un'arteria  autostradale  che
  interessa, più o meno, tutta la Sicilia.
   Credo,  Assessore,  che - prendendo spunto  da  questa  mozione  -
  debba,  all'interno della compagine del Governo, con il  contributo
  del  Presidente,  dell'Assessore per l'economia, ma  attraverso  un
  confronto serrato con l'Aula, arrivare ad una soluzione che non può
  essere quella di lasciare la situazione in questo modo senza nessun
  movimento.
   Credo  che  il Consorzio delle autostrade debba essere  rivisto  e
  ripartire da quelle che sono non solo le questioni di sicurezza  ma
  quelle  relative  ad  una  manutenzione  straordinaria  che  non  è
  avvenuta nel tempo e non avviene ancora oggi. Non si capisce perché
  ci  sono  delle  gallerie lasciate, anni e anni,  senza  soluzioni.
  Tutto questo avviene dal tratto che va da Sant'Agata di Militello a
  Messina  con pericoli. Sa cosa è avvenuto? Oggi il Consorzio  delle
  autostrade con l'ANAS e altri hanno fatto degli svincoli nuovi. Gli
  svincoli,  ancor prima di essere consegnati, hanno delle crepe  che
  creano problemi anche di sicurezza.
   In  queste  condizioni,  credo, bisogna prendere  un'iniziativa  a
  parte e trovare soluzioni idonee al di là delle appartenenze, al di
  là dei consigli di amministrazione, a chi appartengano presidenti o
  componenti  del  consiglio  di amministrazione,  bisogna  avere  la
  capacità di risolvere questa problematica non da poco.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dopo l'intervento  dell'onorevole
  Picciolo, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.

   PICCIOLO.  Signor  Presidente,  Assessore,  ringrazio  l'onorevole
  Grasso  per la mozione che ha presentato. Molte volte si pensa  che
  il  Consorzio Autostrade Siciliane sia proprietà della provincia di
  Messina  perché ha la sede legale a Messina. Noi messinesi  subiamo
  anche  quest'onta, Assessore. Questo Consorzio credo  debba  essere
  efficientato.
   Siamo  stanchi di avere una struttura che tecnicamente è  carente,
  caratterizzata   da  inefficienze  gestionali,  da   una   gestione
  irrazionale delle risorse perché si tratta di un ente che  gode  di
  entrate   proprie  e  non  è  in  grado  di  svolgere   l'ordinaria
  manutenzione delle autostrade siciliane, mettendo quotidianamente a
  repentaglio  la  vita degli utenti messinesi e,  in  generale,  dei
  siciliani perché essendo Messina la  Porta della Sicilia   chiunque
  arrivi  da  Messina  e si diriga verso Catania o  verso  Palermo  è
  costretto a passare dal Consorzio Autostradale.
   Si  deve  notare come nel corso degli anni, questa  situazione  di
  degrado  del  mantenimento delle strade sia sempre  peggiorata.  Ci
  sono,   adesso,   lunghi  tratti  autostradali   ridotti   ad   una
  monocarreggiata  -  non  mi riferisco al viadotto   Ritiro   che  è
  oggetto di un contenzioso ormai da anni che non va avanti e non  fa
  altro  che  penalizzare  ulteriormente la città  di  Messina  -  mi
  riferisco,  in generale alle tratte. C'è un dosso in una  semicurva
  vicino  Tusa di una pericolosità mostruosa - percorro questa strada
  tutti  i  giorni.  La  curva  sulla  Villa  romana  di  Patti,   la
  deviazione, è stata causa spesso di mortalità. Stessa cosa sul lato
  della ionica, di Taormina.
   Assessore,  si chiede che lei prenda in mano questa situazione  in
  maniera definitiva.
   Dice  bene l'onorevole Laccoto, secondo me anche la gestione delle
  risorse  fin  oggi gestiti in autonomia dal Consorzio,  dai  vecchi
  commissari, dall'attuale consiglio di amministrazione,  sono  stati
  gestiti in maniera pedestre, in maniera molto artigianale.
   Non  c'è stata una programmazione economica delle risorse, non c'è
  stata una capacità di incidere anche con evidenze pubbliche;  si  è
  fatto  molto  con  affidamenti diretti,  anche  nel  settore  della
  manutenzione del verde. Noi abbiamo bisogno che le risorse  vengano
  investite e vengano qualitativamente investite in questo consorzio.
   Non  so,  questo  Presidente  sarà  sicuramente  armato  di  buoni
  propositi,  ma certamente non ha mostrato un segno di accelerazione
  nella qualificazione nella rete autostradale siciliana a pagamento,
  ovviamente  io chiedo davvero che ci sia un impegno  da  parte  del
  Governo  perché,  comunque, intanto si guardi alla pianta  organica
  dell'Ente, perché la lamentela che riceviamo di contro è quella che
  i  dipendenti sono rimasti pochissimi, addirittura devono avvalersi
  di   figure   di  ex  casellanti  che  senza  alcuna  remunerazione
  aggiuntiva  sono  stati spostati presso gli uffici  tecnici  e  che
  esercitano  funzioni oggi diventati essenziali  per  la  convivenza
  stessa del consorzio.
   Ciò  non  è  possibile perché non ci possiamo affidare  solo  alla
  buona  volontà  dei dipendenti o di qualche dirigente, fra  l'altro
  dirigenti  che sono seguiti da avvisi di garanzia per  inadempienze
  strutturali che loro stessi non possono risolvere perché non  hanno
  i  fondi  per poterli risolvere.
   Una  situazione paradossale questa che si è creata anche a  tutela
  dei   dipendenti,   a  tutela  dei  lavoratori,   secondo   me   la
  ricapitalizzazione, la formula mista, pubblico-privata di cui si  è
  parlato  in  passato,  è che vedeva la precedente  amministrazione,
  l'assessore Pier Carmelo Russo, favorevole, in tal senso,  dovrebbe
  essere  la strada che il Governo deve battere per portare  capitali
  nuovi,  per  portare  una  nuova  organizzazione  strutturale,  per
  portare  nuove  risorse  dal punto di vista tecnico-amministrativo.
  Non  possiamo più consentire di mettere giornalmente  la  vita  dei
  nostri figli, la vita dei siciliani a repentaglio su queste strade,
  diventate ormai dei veri colabrodo.

   TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TORRISI,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli deputati, in relazione a quello che  è  stato
  l'excursus  sul  CAS,  che  ha  fatto  l'onorevole  Grasso,  vorrei
  ricostruirlo  un po' secondo quella che è stata la nostra  visione.
  Per  meglio  inquadrare storicamente l'Ente e per  una  più  rapida
  conoscenza della problematica.
   Il  Consorzio per le Autostrade Siciliane è nato dalle ceneri  del
  Consorzio Autostradale Messina-Catania, del Consorzio  Autostradale
  Siracusa-Gela   e   del  Consorzio  Autostradale   Messina-Palermo,
  istituito  ai sensi dell'art. 13 della legge regionale  7  febbraio
  1965,   n.   4   -   qualificato,  dalla  stessa  legge   Consorzio
  Amministrativo,  con  personalità  giuridica  pubblica  (art.  14),
  soggetto  alla  vigilanza  ed alla tutela  della  Regione,  con  il
  compito  statutario di progettare, costruire e gestire l'autostrada
  concessa,  con i contributi versati anche dallo Stato e,  pertanto,
  con una funzione ed un fine pubblico ultra-regionale, osservato che
  le  opere  in costruzione sono e sono state di prevalente interesse
  nazionale, trasferite alle competenze della Regione con le norme di
  attuazione   dello   Statuto  che  comprendono   espressamente   la
  costruzione e la manutenzione di strade statali, ai sensi dell'art.
  3 del D.P.R. 30 luglio 1950, n. 878.
   Si tratta, infatti, di un Consorzio tra enti pubblici che, secondo
  la   interpretazione   giurisprudenziale   delle   norme   che   lo
  disciplinano  (cfr.Sentenza della Corte  Suprema  di  Cassazione  -
  Sezioni  Unite Civili emessa il 19 luglio 1976, n. 2849 e  Sentenza
  della  Corte Costituzionale emessa il 15 aprile 1922, n. 197),  non
  può  essere  qualificato ente pubblico economico, ma  si  configura
  come  organismo non dissimile dai consorzi tra comuni  e  province,
  previsti  per provvedere a determinati servizi ed opere  di  comune
  interesse (art. 156 e seguenti del Testo unico della legge comunale
  e  provinciale approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383)  e
  dai  consorzi previsti dall'ordinamento amministrativo  degli  Enti
  locali  della  Regione  Siciliana  (Decreto  del  Presidente  della
  Regione siciliana 29 ottobre 1955, n. 6 art 24 e successivi).
   Alla  forma societaria, solitamente adottata per la costruzione  e
  la  gestione  delle autostrade nazionali (Legge 24 luglio  1961  n.
  279),  è  stata  preferita la costituzione di un  consorzio,  quale
  proiezione  degli Enti che ne fanno parte, con riflessi  anche  sul
  regime giuridico dell'Ente.
   Il  consorzio  è  preposto  alla realizzazione  ed  alla  gestione
  dell'opera di interesse degli Enti pubblici consorziati, ed  assume
  un  modello organizzativo tradizionale, già previsto per le  strade
  provinciali  e comunali sin dalla remota legge sui lavori  pubblici
  (articoli 37 e 39 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F).
   Indipendentemente   dalla   più  puntuale   determinazione   della
  configurazione giuridica del Consorzio per le Autostrade Siciliane,
  non  si è dunque in presenza di un Ente assimilabile, per struttura
  e  per  regime  giuridico  alle società e ad  altri  enti  pubblici
  economici  concessionari  di autostrade. Né  l'attività  esercitata
  vale  a connotare in modo necessitato l'Ente, tanto da agire  sulla
  sua  configurazione soggettiva e da improntarne la struttura  e  la
  disciplina.
   Successivamente,  lo  Stato e specificatamente  il  Ministero  dei
  Lavori Pubblici, ai sensi dell'art. 16 della legge 12 agosto  1982,
  n.  531, ha disposto la costituzione di un Consorzio unico di  enti
  pubblici, con partecipazione maggioritaria della Regione siciliana,
  cui trasferire le concessioni relative alle autostrade assentite ai
  consorzi per l'autostrada Messina-Catania, per l'autostrada Messina-
  Palermo e per l  autostrada Siracusa-Gela con la specifica finalità
  di  completare  i  lavori di costruzione, ancora non  realizzati  e
  l'esercizio  dell'intera rete assentita in concessione e  pertanto,
  disponendo   nella   qualità  di  ente  pubblico   non   economico,
  l'esercizio  da  parte  del  Consorzio  di  una  funzione  statale,
  delegata  a  tale scopo, disponendo altresì la costituzione  di  un
  fondo  di  dotazione con i fondi già preesistenti, non rimborsabili
  alla  scadenza  della  concessione e ordinando  di  determinare  le
  tariffe  di pedaggio in maniera da consentire  almeno  la copertura
  dei costi d'esercizio, di manutenzione e di rinnovo degli impianti,
  attraverso  un'apposita convenzione tra ANAS e  Regione  siciliana,
  approvata  dal  Ministero dei Lavori Pubblici, di concerto  con  il
  Ministro  del Tesoro, sentito il Consiglio di Amministrazione  ANAS
  ed il Consiglio di Stato.
   All'art.  17 della stessa citata legge 531/82 è stato sottolineato
  ed  evidenziato  che  sono  da ritenersi corrisposte  a  titolo  di
  contributo  a carico dello Stato, le somme già pagate e da  pagarsi
  per  conto dei consorzi precedenti: dall'ANAS e dal Fondo  Centrale
  di  Garanzia per le autostrade e le ferrovie metropolitane, per gli
  interventi svolti e da svolgere in applicazione dell'articolo 2 del
  decreto  Legge  23  dicembre 1978 n. 813, convertito  in  legge  n.
  51/1979,  dall'articolo 4 della legge n. 389 del 23 luglio  1980  e
  dall'articolo 15 della D.L. 531/1982.
   Il maggior azionista del consorzio è la Regione siciliana (91%).
   Gli  altri  azionisti  sono:  le Province  regionali  di  Catania,
  Messina,  Siracusa  e  Ragusa; le Camera di  Commercio,  Industria,
  Artigianato  ed  Agricoltura di Catania,  Messina  e  Siracusa;  il
  Consorzio  ASI  di Messina; i Comuni di Barcellona Pozzo di  Gotto,
  Catania, Messina, Patti, Siracusa, Rosolini, Modica e Gela.
     L'autonomia gestionale del Consorzio per le Autostrade siciliane
  è  sancito  dall'art. 14 dello Statuto, attualmente in vigore,  che
  recita:
    -Le  deliberazioni degli organi di amministrazione del  Consorzio
       inerenti  ai  bilanci preventivo e consuntivo sono  sottoposte
       all'approvazione dell'Assessore regionale per i trasporti e la
       mobilità, previo parere dell'Assessore regionale per l'economia.
  -Le deliberazioni concernenti regolamenti, statuti e piante
  organiche del Consorzio o modifiche allo stato giuridico ed
  economico del relativo personale sono soggette all'approvazione
  della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per i
  lavori pubblici.
  -Le restanti deliberazioni sono immediatamente esecutive e vanno
  trasmesse all'Assessorato regionale delle infrastrutture e la
  mobilità entro dieci giorni dalla loro adozione.
  -Compete all'Assessore regionale per le infrastrutture e la
  mobilità il potere di disporre verifiche o ispezioni straordinarie,
  nonché di proporre al Presidente della Regione lo scioglimento
  degli organi consortili in caso di gravi e ripetute irregolarità
  amministrative.

   Nella   mozione  178  viene  riferito  che   la  titolarità  della
  concessione in questione compete ad un soggetto che necessariamente
  debba  presentare  i  tratti tipici dell'ente  pubblico  economico,
  secondo i criteri della gestione privatistico proprietà pubblica  e
  ancora   in  materia autostradale, lo Stato italiano  ha  esclusiva
  competenza  a  legiferare  ,  nella  fattispecie  l'Assessorato  ha
  richiesto  ed  ottenuto  un  parere all'Ufficio  Legislativo  della
  regione  siciliana   (parere prot. 11986 del 23 aprile 2010)  e  al
  Consiglio  di Giustizia Amministrativo, quest'ultimo con il  parere
  n.  841/10  del  1  settembre 2012, ha  evidenziato  che   il  CAS,
  costituito  ai sensi dell'art. 16 della legge n. 531/84 e  composto
  da Enti pubblici con la partecipazione maggioritaria della Regione,
  è  riconosciuto  come un Ente pubblico non economico  sottoposto  a
  controllo e vigilanza della Regione e rientra, pertanto, fra quelli
  destinatari    dell'art.   1   della   L.R.    10/2000  ;    quanto
  all'allineamento  del modello organizzativo  del  CAS  alle  novità
  legislative  nazionali, lo stesso CGA, in ordine  alla  separazione
  fra  i  compiti  di indirizzo politico, attribuiti al  vertice  del
  Consorzio, e compiti di gestione, attribuiti al relativo  personale
  dirigente, si è espresso nel senso che  non sembra che il consorzio
  possa sottrarsi all'applicazione di tale principio .
   Entrando  nel merito della mozione e agli impegni che  l'Assessore
  regionale  delle Infrastrutture e della Mobilità dovrebbe assumere,
  in  nome  e per conto del Governo della Regione, qui di seguito  si
  esprimono le relative considerazioni:
   In merito al Punto 1, richiesta di attivazione presso il Ministero
  delle  Infrastrutture  e dei Trasporti al  fine  di  verificare  il
  rapporto  giuridico  che attualmente intercorre  tra  il  Ministero
  medesimo  e la concessionaria, si evidenzia che in data 27 novembre
  2000,  ANAS  e  CAS  hanno  stipulato  una  nuova  convenzione   di
  concessione, approvata con Decreto interministeriale del 28  maggio
  2001  N. 702, la quale divenuta efficace alla stessa data fissa  la
  scadenza nell'anno 2030.
   Il   29   novembre  2010,  l'ANAS,  con  decisione   assolutamente
  unilaterale, ha notificato al CAS il provvedimento che riguarda  la
  decadenza   delle  concessioni  autostradali,  con   il   passaggio
  definitivo di giurisdizione all'ANAS delle tre tratte autostradali,
  pur  concedendo momentaneamente al CAS l'ordinaria amministrazione,
  tra  cui  la gestione tecnica delle tratte, la manutenzione  ed  il
  mantenimento del servizio di soccorso stradale.
   Il   Consorzio   per   le   Autostrade  Siciliane,   contro   tale
  provvedimento,  ha  presentato ricorso  N.  505  depositato  il  24
  settembre  2010  al  Tribunale  Amministrativo  Regionale  per   la
  Sicilia, la Sezione Prima dello stesso tribunale che lo ha  accolto
  con  Sentenza  N.  1255/2011 depositata il 29  giugno  2011,  nella
  stessa  viene rivisto anche l'art. 23 della Convenzione  stipulata,
  che   prevedeva  la  possibilità  di  decadenza  dell'accordo,   in
  particolare viene scritto che    le posizioni soggettive  derivanti
  dalla  convenzione  stipulata  tra l'ANAS  ed  il  Consorzio  -  di
  indiscutibile  natura  contrattuale - assumano  la  consistenza  di
  diritti  soggettivi  e  gli  atti  adottati  in  relazione  a  tale
  convenzione abbiano natura paritetica , in sintesi: non è possibile
  agire  sulla Convenzione stipulata in maniera unidirezionale,  così
  come  è  stato fatto, ma trattandosi di accordo tra parti, entrambi
  devono  sottoscrivere le variazioni da apportare  alla  Convenzione
  stessa.
   Dal  provvedimento  di  decadenza delle concessioni  autostradali,
  presentata dall'ANAS, era deducibile e lampante che era stata messa
  in pericolo la stessa sopravvivenza del Consorzio per le Autostrade
  Siciliane. Nella difesa assunta contro tale disposizione,  è  stata
  espressa  in  maniera  chiara e forte, la  volontà  politica  della
  Regione  siciliana nel tutelare l'autonomia del Consorzio, che  era
  stata  messa  in discussione dall'ANAS, quindi nella considerazione
  che  è  attualmente in vigore, la convenzione di concessione datata
  27   novembre   2000,   ANAS  e  CAS  ed  approvata   con   Decreto
  interministeriale del 28 maggio 2001, n. 702, la quale  è  divenuta
  efficace  alla  stessa data, con scadenza nell'anno  2030,  non  si
  ritiene al momento che sussistano le necessarie motivazioni per  la
  rivisitazione del rapporto giuridico esistente.
   Punto  2  della  mozione   impegnarsi,  qualora  ve  ne  siano  le
  condizioni, per una ricapitalizzazione dell'ente, mettendolo  nelle
  condizioni   di   potere  azzerare  tutte  le  gravissime   carenze
  infrastrutturali che allo stato insistono e che minano l'incolumità
  dei  numerosi  automobilisti  che  quotidianamente  percorrono   le
  autostrade per i più svariati motivi .
   L'Ente  non può essere ricapitalizzato, infatti a norma  dell'art.
  16  lettera d) della Legge 12 agosto 1982 N. 531, il Consorzio  per
  le  Autostrade Siciliane, non ha e non può avere trasferimenti, per
  le spese correnti o per aumenti di capitale, da parte della Regione
  siciliana.
   E'  opportuno, al riguardo, rammentare che l'art. 6 comma  19  del
  D.L.  78/2010  (convertito  dalla  legge  122/2010  successivamente
  modificato  ed integrato), vieta alle amministrazioni pubbliche  di
  effettuare   aumenti   di  capitale,  trasferimenti   straordinari,
  aperture  di  credito  o rilasciare garanzie a  favore  di  società
  partecipate non quotate.
   Va  comunque detto che l'importo dei pedaggi autostradali fruttano
  annualmente  al Consorzio circa euro 70 milioni + IVA da  calcolare
  al  22%,  di  questa  somma  il  34%  deve  essere  reinvestito  in
  manutenzione e rinnovi (Piano finanziario riportato nella tabella 2
  -  Conto  economico, allegata alla convenzione 27  novembre  2000),
  oltre  alle  spese per il personale, le rimanenti  risorse  vengono
  impegnate,   investendo  sulla  sicurezza  stradale,  30.244.255,93
  necessaria  al  completamento dell'adeguamento del viadotto  Ritiro
  dell'autostrada   A20.  Altre  somme  sono  state   impegnate   per
  contenziosi pregressi.
   Con  delibera  N  5  del 28 febbraio 2013,  Il  Consorzio  per  le
  Autostrade   siciliane   ha  approvato   il   Piano   Straordinario
  integrativo  per  la  messa in sicurezza delle tratte  autostradali
  Messina-Catania  A18 e Messina- Palermo A20, per un  totale  di  14
  interventi, si prevede una spesa complessiva di Euro 184.043.951,48
  di  cui  Euro  54 milioni a valere sulla disponibilità  finanziaria
  offerta  nella  delibera  CIPE  N 62/2011  e  come  indicato  nella
  delibera  di Giunta di governo regionale N 145 del 22 aprile  2013,
  che approva il piano   destinare tali risorse alla realizzazione di
  interventi  sull'autostrada A20, al Viadotto Ritiro  seconda  fase,
  alle  gallerie di Tindari e Capo d'Orlando e l'ulteriore spesa pari
  ad     130.043.951,48 deve essere affrontata da parte del Consorzio
  per le Autostrade Siciliane con propri fondi da reperire .
   Nell'elaborazione   del   progetto  definitivo   dei   lavori   di
   Adeguamento statico e miglioramento sismico del viadotto Ritiro  -
  caratterizzazione geotecnica dei terreni, nonché sulle scorta delle
  indicazioni espresse dal Dipartimento di Ingegneria dell'Università
  di  Messina,  si  è ravvisata la necessità di avviare  un  percorso
  progettuale  con  la  rivisitazione  del  progetto  iniziale,   con
  consequenziale  lievitazione dei costi già indicati,  quantificando
  la  nuova spesa di euro 60.006.195,53 è stato validato ed approvato
  in  linea  tecnica in data 18 dicembre 2013, con delibera di  presa
  d'atto  da  parte  del  Consiglio Direttivo del  Consorzio  per  le
  Autostrade  siciliane n. 7/CD del 18 dicembre 2013. Alla  copertura
  finanziaria  necessaria per la realizzazione  dell'opera,  si  farà
  fronte:  in  quanto  ad   29.761.989,60 con le  risorse  attribuite
  dalla  Giunta  di Governo regionale n. 145 del 22 febbraio  2013  a
  valersi  sulla  delibera CIPE 62/2011; in quanto ad   30.244.255,93
  con fondi propri consortili.
   Il  progetto definitivo dei  Lavori di interventi per la messa  in
  sicurezza della galleria Capo d'Orlando, sia monte che valle, della
  tratta  ME-PA,  riguardante il consolidamento delle  pareti,  celle
  calotte   e  la  riqualificazione  ed  adeguamento  degli  impianti
  tecnologici  alla  normativa  vigente:  impianti  di  ventilazione,
  illuminazione,   antincendio   e   gestione   automatizzata   delle
  gallerie ,  dell'importo  complessivo di    10.501.755,00  è  stato
  validato  ed  approvato in linea tecnica in data 18 dicembre  2013,
  con  delibera di presa d'atto da parte del Consiglio Direttivo  del
  Consorzio per le Autostrade siciliane n. 8/CD del 18 dicembre 2013.
  Alla   copertura   finanziaria  necessaria  per  la   realizzazione
  dell'opera,  si farà fronte con le risorse attribuite dalla  Giunta
  di  Governo  regionale n. 145 del 22 febbraio 2013 a valersi  sulla
  delibera CIPE 62/2011.
   Il  progetto definitivo dei  lavori di interventi per la messa  in
  sicurezza della galleria Tindari, sia monte che valle, della tratta
  ME-PA, riguardante il consolidamento delle pareti, celle calotte  e
  la  riqualificazione ed adeguamento degli impianti tecnologici alla
  normativa   vigente:   impianti  di  ventilazione,   illuminazione,
  antincendio  e gestione automatizzata delle gallerie , dell'importo
  complessivo di euro 13.736.255,40 è stato validato ed approvato  in
  linea  tecnica  in  data 18 dicembre 2013, con  delibera  di  presa
  d'atto  da  parte  del  Consiglio Direttivo del  Consorzio  per  le
  Autostrade  siciliane n. 9/CD del 18 dicembre 2013. Alla  copertura
  finanziaria  necessaria per la realizzazione  dell'opera,  si  farà
  fronte  con le risorse attribuite dalla Giunta di Governo regionale
  n. 145 del 22 febbraio 2013 a valersi sulla delibera CIPE 62/2011.
   In  ordine alla paventata possibilità, riportata ai Punti  3  e  4
  della  mozione,   a  valutare  ogni altra  possibile  soluzione  di
  vigilanza del Consorzio, ai fini di un reale ed effettivo risparmio
  di  risorse  e  alla  verifica di un assai più equilibrato  impiego
  delle  stesse ,  si  vuole qui ribadire, che il  Consorzio  per  le
  Autostrade   siciliane,  anche  se  opera  in   totale   autonomia,
  riconosciutale   dallo  Statuto  attualmente  in   vigore,   questo
  Assessorato regionale continua a vigilare costantemente su tutte le
  delibere  adottate  e  si  è attivato indicando  alcune  azioni  da
  mettere  in  atto  per  operare  una vigorosa  spending  review,  a
  cominciare dalle spese sostenute annualmente per il personale e per
  i servizi; a tal proposito occorre ricordare che il tavolo tecnico,
  istituito  presso questo Assessorato delle Infrastrutture  e  della
  Mobilità,  avente  per  compito  la  redazione  delle  tabelle   di
  equiparazione  tra  i  diversi contratti attribuiti  e  finalizzato
  all'applicazione   del  contratto  dei  dipendenti   regionali   ai
  dipendenti  del  CAS, ha ultimato i lavori redigendo  la  relazione
  conclusiva  da sottoporre alla valutazione della Giunta di  Governo
  regionale.
   Per quanto concerne i servizi, nelle premesse della mozione n. 178
  del  19  settembre 2013, viene indicata come soluzione, per operare
  dei  tagli  al bilancio deficitario dell'Ente, la internalizzazione
  di  alcuni  servizi, quale il servizio di sorveglianza e assistenza
  al  traffico;  all'uopo  va detto che è già  stato  avviato  l'iter
  amministrativo  per l'affidamento del servizio a personale  interno
  al   Consorzio,  infatti  è  già  stato  istituito  presso   questo
  Assessorato  regionale delle Infrastrutture e  della  Mobilità,  un
  tavolo  tecnico,  allargato oltre che al CAS, che  l'ha  richiesto,
  anche  agli  altri  Ass3essorati competenti  (Funzione  Pubblica  e
  Lavoro).
   La soluzione prospettata al Consorzio per le Autostrade siciliane,
  è   stata  quella  di  ricoprire  i  posti  vacanti  nell'organico,
  attraverso  il  passaggio diretto di personale tra  amministrazioni
  diverse  ai  sensi dell'ar4ti. 30 del D.Lgs. 14 marzo 2013  n.  33,
  mediante   la  cessione  del  contratto  di  lavoro  di  dipendenti
  appartenenti  alla  stessa  qualifica  in  servizio  presso   altre
  amministrazioni,   che  facciano  domanda  di   trasferimento.   In
  conseguenza  di  ciò  il  Consorzio ha già richiesto  84  unità  di
  personale  in  comando con la qualifica di operaio,  ai  Commissari
  straordinari delle Province regionali della Sicilia, con nota 350/P
  del 10 marzo 2014.
   Fermo  restando  quanto premesso - e anche  alla  luce  di  quanto
  ascoltato  dall'onorevole Grasso e dagli altri deputati intervenuti
  -  e  nella  considerazione che attualmente sono in itinere  alcuni
  interlocuzioni,  in ordine alla situazione del  Consorzio,  con  il
  Ministero competente, sarà mia cura approfondire ulteriormente  con
  lo  stesso  quanto  evidenziato dagli Onorevoli  nella  mozione  in
  argomento.
   Concludo  dando  un  paio di risposte circa il  fatto  di  cui  si
  parlava  poc'anzi, di caselli certamente ristretti. Il  problema  è
  che  prima  è  nata  l'autostrada, poi sono  nati  i  caselli  che,
  certamente, non sono il massimo, e su questo lavoreremo.
   Voglio  rassicurare  circa  i  lavori sulla  Siracusa-Modica,  che
  saranno  senz'altro rispettati e non temiamo che ci possano  essere
  riserve di alcun tipo sul fatto che i fondi per la manutenzione  si
  stanno  utilizzando, essendo in gioco, come ci avete ben ricordato,
  le  vite  umane.  Io  credo,  a titolo personale,  prima  che  come
  assessore,  che  forse  il CAS sia stato  troppo  sfruttato  e  mal
  sfruttato dalla politica, ma essendoci in gioco le vite umane  sarà
  nostra  premura e nostro dovere fare il massimo per evitare che  ci
  possano essere in futuro incidenti di alcun tipo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  non
  mi  è  ben  chiaro l'ultimo suo passaggio. Mi auguro  che  non  sia
  quello  che  ho  capito perché, se ciò fosse vero,  lei  ha  offeso
  questo  Parlamento perché la politica nelle responsabilità del  CAS
  non c'entra nulla  Perché noi non siamo né direttori dei lavori, né
  responsabili  unici  dei procedimenti, né percepiamo  prebende  per
  questi  incarichi  per  cui, se ci sono delle responsabilità,  sono
  responsabilità  solo  ed esclusivamente dei tecnici  del  consorzio
  delle  autostrade siciliane, perché la politica ha fatto sempre  il
  suo dovere e continua a farlo.
   Veda,  se  il  CAS  oggi  fosse  nelle  condizioni  di  rispondere
  all'esigenza del territorio, gli avrebbero detto che hanno i  lotti
  9,  10 e 11 della Siracusa-Gela, e ce l'hanno nel cassetto, non  lo
  hanno  mai  informato né lei né gli altri assessori che questi  tre
  lotti  possono  essere  finanziati, ce  li  hanno  già  progettati.
  L'attività del CAS, signor assessore, in questi anni, è stata  solo
  un'attività che ha rallentato lo sviluppo di questa Terra e  lo  ha
  fatto  in maniera grave. Bene, se c'entra qualche politico in tutta
  questa  vicenda,  i  tecnici del CAS devono avere  il  coraggio  di
  prendere la macchina, andare alla Procura, e fare le denunce perché
  la politica in questa vicenda non c'entra nulla.
   I  soldi sono sempre arrivati, abbiamo sempre fatto finanziare  le
  opere nel rispetto della norma e quindi questo attacco da parte del
  CAS  alla  politica non esiste. Voi tecnici non siete assolutamente
  migliori  di  noi politici. Noi abbiamo dimostrato  negli  anni  di
  sapere  lavorare  per  il territorio, voi lo dovete  ancora  sapere
  fare.
   E, allora, Signor Presidente, volevo chiedere all'onorevole Grasso
  di ritirare la mozione e ne spiego il motivo. La vicenda del CAS  è
  una  vicenda  così complicata, così difficile, ed  uso  il  termine
  esatto   contorta  perché la vita del CAS è sempre stata  una  vita
  contorta,  ed  è  per  questo che chiedo  alla  collega  di  potere
  ritirare  la  mozione ed in cambio di istituire una Commissione  di
  indagine sulla vicenda del Consorzi per le autostrade siciliane, in
  maniera tale che poi possiamo dare un giudizio vero, perché  quando
  si  parla di ricapitalizzare un ente pubblico mi preoccupo,  quando
  poi,  cara  collega,  mi  pare di capire che  le  somme  dovrebbero
  rimanere   all'interno  della  stessa  società,  sono  ancora   più
  preoccupato  anche  perché,  a  differenza  di  quanto  ha  pensato
  qualcuno, la Regione soldi al CAS ne ha destinati a mai finire.
   Vorrei   ricordare  all'onorevole  Di  Pasquale,  che  la   scorsa
  legislatura  non  era  presente in Aula,  che  quando  parlo  della
  Siracusa-Gela lo posso fare perché il cofinanziamento di milioni di
  euro  che  ha salvato i fondi della Siracusa-Gela l'ho firmato  io,
  per  cui  veda,  onorevole  Di Pasquale, la  Regione  c'entra,  c'è
  entrata sempre. Abbiamo un potere che è quello di intervenire e  di
  vigilare su questa vicenda al quale non intendiamo rinunciare.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui  non  si  deve
  spostare  il  problema.  L'onorevole  Vinciullo  parla  di   lavori
  infrastrutturali,  e quindi del cofinanziamento della  Regione  per
  quanto  riguarda  i fondi comunitari per i lavori di  completamento
  della  Siracusa-Gela. Io pongo il problema che riguarda la gestione
  del CAS e la sicurezza stradale.
   Quando io parlo di ricapitalizzare, propongo tre soluzioni:  o  si
  risolve  il  problema della sicurezza, se ci sono  i  mezzi,  o  si
  ricapitalizza  o si cedono le quote. Siccome si deve  risolvere  il
  problema, se l'Aula è d'accordo, io sono disponibile a ritirare  la
  mozione a due condizioni: che il Governo si impegni ad acquisire un
  parere  dall'Ufficio  legislativo e legale e dall'Avvocatura  dello
  Stato  circa la natura giuridica dell'ente, con tutte le normative,
  e  non  quel  parere  che  già c'era;  e  che  venga  nominata  una
  commissione  di vigilanza, così come chiede l'onorevole  Vinciullo,
  per  verificare  se i soldi che dovevano essere utilizzati  per  la
  sicurezza  stradale  e  la  manutenzione sono  stati  affidati,  in
  pratica tutto quello che riguarda la gestione del CAS, che poi  fra
  l'altro  è un compito di vigilanza e di controllo di cui si  assume
  la responsabilità il Governo.
   Credo  che sia stato spostato il problema. Un ente economico  deve
  camminare   con   i   propri  piedi,  deve  avere   una   struttura
  privatistica,  anche  se un ente pubblico, quindi  deve  avere  dei
  bilanci  propri,  così  come ce li ha, e  deve  rispondere  e  deve
  obbedire  a quei controlli che non sono della Regione, ma sono  del
  Ministero,  perché intendiamoci, la Regione non c'entra  nulla  col
  CAS.  Il  rapporto è tra la concessionaria e il concedente.  Io  ho
  fatto il mio lavoro ed ho rassegnato le mie conclusioni al Governo.
  Dopodiché,   l'Aula,   il   Governo,   si   assumano   le   proprie
  responsabilità, sia in ordine alla mozione che in ordine anche alle
  decisioni che non spettano alla sottoscritta.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  in
  sede  di  dichiarazione di voto approfittando al tempo  stesso  per
  formulare  una  terza proposta che sottopongo alla valutazione  del
  Governo, qui rappresentato dall'assessore Torrisi. Siccome io credo
  che  i  temi  richiamati  siano  di  straordinaria  importanza,   e
  l'auspicio  che lei ha formulato, alla fine, non può  che  trovarci
  tutti  d'accordo nel senso che si debba evitare che  le  autostrade
  siciliane  siano una insidia costante per gli automobilisti,  credo
  che fosse questo il senso del suo auspicio, e siccome, a differenza
  del  collega Vinciullo, io non credo che la politica sia esente  da
  responsabilità  nella gestione del CAS, che è stato utilizzato  per
  lottizzare  alcune  assunzioni, per fornire  alcune  consulenze,  è
  stato   lottizzato  per  consentire  alcuni  progetti  e  incarichi
  tecnici, quindi io credo che la politica, seppure marginalmente, un
  ruolo lo abbia avuto in questi anni nella gestione del CAS.
   Allora,  io  mi  rifaccio all'ultima considerazione della  collega
  Grasso, noi possiamo anche evitare di votare oggi la mozione. Ma, a
  quel  punto, siccome la responsabilità nell'esercizio del controllo
  nella  gestione del CAS è tutta del Governo, ed in particolare  del
  suo  Assessorato, signor Assessore Torrisi, possiamo  noi  ottenere
  dal  Governo l'impegno che entro trenta giorni, avendo lei esperito
  una  apposita  indagine interna, possa relazionare  all'Aula  sulla
  attività  del  CAS  negli ultimi anni, sugli  eventuali  omissioni,
  sull'impiego   delle  risorse,  sulla  gestione   complessiva   del
  Consorzio,   naturalmente  nella  certezza  -  ne   sono   convinto
  conoscendo  la sua onestà - che nulla sarà omesso, affinché  l'Aula
  possa  poi  esprimere una valutazione compiuta e finale  che  possa
  portare, eventualmente, anche al recupero della mozione ed  al  suo
  voto finale.
   Signor Presidente, è questa la domanda che mi permetto di avanzare
  a  nome del mio Gruppo parlamentare al Governo, che potrebbe essere
  una  soluzione  di  mezzo  affinché il Governo  stesso,  con  molta
  serenità  ma  con  altrettanta  determinazione,  verifichi  se   la
  gestione  del  CAS  negli  ultimi anni sia stata  rispondente  alle
  esigenze  che  il buon Governo e la sana amministrazione  avrebbero
  dovuto suggerire.

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   faccio   interamente    mio
  l'intervento   dell'onorevole  Musumeci  che   credo   in   maniera
  abbastanza saggia propone di rinviare il voto su questa  mozione  a
  trenta  giorni,  quando il Governo, mi è sembrato di  capire  anche
  dall'intervento dell'assessore, è propenso ad accettare questo tipo
  di  proposta, e quando sarà in grado di relazionare in maniera  più
  dettagliata sulla vicenda.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Torrisi.

   TORRISI,   assessore  alle  infrastrutture  e   mobilità.   Signor
  Presidente,  onorevoli deputati, non ho difficoltà ad accettare  la
  proposta,  anzi ringrazio l'onorevole Musumeci del suo  intervento.
  Tra  l'altro  abbiamo  già  il  parere dell'Ufficio  Legislativo  e
  Legale,  che sarà mia premura fornirle, ed è nostro dovere,  nostro
  compito  andare  a  fare  il bilancio. Se questa  mozione  è  stata
  rinviata un paio di volte è perché, informalmente, abbiamo lavorato
  insieme e perché, essendo al Governo da poco più di un mese, non ho
  la  pretesa né l'arroganza di pensare di sapere tutto prima  ancora
  di  essere  stata  mia  premura  informarmi  prima  di  venirla   a
  rappresentare in Aula.
   Accolgo senz'altro favorevolmente la proposta e, ripeto, ringrazio
  il  Presidente  Musumeci  avendo la certezza  di  assumermi  questo
  impegno,  anche  perché non abbiamo alcun timore  anzi  abbiamo  il
  piacere e il dovere di rappresentare in maniera trasparente quale è
  la situazione.

   PRESIDENTE.  Se non sorgono osservazioni, accettiamo  la  proposta
  avanzata  dall'onorevole  Musumeci.  Pertanto  la  mozione   rimane
  iscritta  all'ordine  del giorno per essere discussa  entro  trenta
  giorni, quindi prima della fine della sessione estiva.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
  per oggi gli onorevoli Tamajo, Germanà e Trizzino.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Procedure per il rilascio delle certificazioni di abitabilità,
  agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o singole porzioni
                      di costruzioni» (653-469/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Votazione  finale di disegni di legge. Si procede con la  votazione
  finale  per scrutinio nominale del disegno di legge «Procedure  per
  il  rilascio  delle  certificazioni di abitabilità,  agibilità  per
  singoli   edifici,   unità  immobiliari  o  singole   porzioni   di
  costruzioni» 653-469/A), posto al numero 1).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì prema il  pulsante
  verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)
   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          42
   Contrari            00
   Astenuti             5

                         (L'Assemblea approva)

   CLEMENTE. Dichiaro il mio voto favorevole al disegno di legge.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.56, è ripresa alle ore 17.58)

   La seduta è ripresa.

   altri /A

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei liberi
                           consorzi comunali
   e delle Città metropolitane» (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-
   183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A XX/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge  «Ineleggibilità  ed  incompatibilità  degli
  amministratori   dei  liberi  consorzi  comunali   e   delle   Città
  metropolitane»  (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
  474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A XX/A).
   Ricordo  all'Assemblea  che lo stesso,  trattando  di  materia  di
  ineleggibilità  ed  incompatibilità  con  la  carica  di   deputato
  regionale,  è  da  intendersi sottoposto  alla  speciale  procedura
  prevista dallo Statuto della Regione, precisamente dall'articolo 9,
  comma  3,  il  quale prevede che il disegno di legge  debba  essere
  approvato a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero con il
  voto favorevole di almeno 46 deputati.
   Ricordo,  infine,  che, ai sensi del successivo  articolo  17  bis
  dello Statuto medesimo, la legge può essere sottoposta a referendum
  regionale con le speciali modalità di promulgazione previste  dalla
  legge.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  52
   Maggioranza         46
   Favorevoli          52

                         (L'Assemblea approva)

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, lei potrà intervenire  alla  fine
  del quarto punto all'ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 83.
   L'onorevole  Cirone,  mi  comunica che  ha votato  favorevolmente,
  però,  non  è  risultato. Invito gli uffici a  prendere  nota,   ma
  eravate  tutti  favorevoli, l'Assemblea  ha  votato  favorevolmente
  all'unanimità.

   antimafia  (doc.II)

   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Discussione sulla relazione per l'anno 2013 della Commissione
   parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
   Sicilia  approvata ai sensi dell'articolo 7, comma 1 della legge
                       regionale 14 gennaio 1991

   Si  passa al III  punto dell'ordine del giorno  Discussione  sulla
  relazione  per  l'anno  2013  della  Commissione  parlamentare   di
  inchiesta  e  vigilanza  sul  fenomeno  della  mafia  in   Sicilia
  approvata ai sensi dell'articolo 7, comma 1,  della legge regionale
  14 gennaio 1991.

   Do  la  parola al presidente e relatore della Commissione speciale
  di  inchiesta  e  vigilanza  sul fenomeno  della  mafia,  onorevole
  Musumeci.

   MUSUMECI,  Presidente  e  relatore della Commissione  speciale  di
  inchiesta  e vigilanza sul fenomeno della mafia. Signor Presidente,
  signori  assessori, colleghi deputati, la relazione  annuale  della
  Commissione  speciale di inchiesta e vigilanza sul  fenomeno  della
  mafia  in  Sicilia  viene rassegnata alla Presidenza  dell'Aula,  e
  quindi  ai  suoi componenti, ai sensi dell'articolo 7  della  legge
  regionale  del  14  gennaio 91, numero 4,  legge  istitutiva  della
  Commissione  medesima  che,  per  brevità,  chiameremo  Commissione
  regionale  Antimafia'.
   Si  tratta  in verità, per il 2013, di uno spazio temporale  assai
  limitato  essendo  stata  costituita la  Commissione  nel  mese  di
  maggio,   escludendo  la  pausa  estiva  dei  lavori  parlamentari,
  possiamo  dire  che  la relazione sintetizza l'attività  svolta  in
  cinque-sei mesi, fino al 31 dicembre del 2013.
    La relazione è stata presentata alla Presidenza il 22 gennaio del
  2014, ed oggi perviene in Aula con la concreta possibilità da parte
  del  sottoscritto  relatore di evitarne - avendo avuto  licenza  in
  questo senso anche dal Presidente dell'Assemblea e dalla Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari  -la  lettura  integrale,
  poiché  il  documento  è  stato già consegnato  o  sta  per  essere
  consegnato ad ogni collega deputato che può prenderne visione.
   Mi  limiterò  a fare soltanto alcune considerazioni  di  carattere
  generale  relative ad un esordio di attività che ha  aperto  alcune
  questioni  su temi che rivestono una certa priorità e che rimangono
  ancora oggetto di istruttorie da parte della Commissione stessa.
   Come  è  noto  ai  colleghi  deputati,  la  Commissione  regionale
   Antimafia'  non  è  dotata dei poteri conferiti  dall'articolo  82
  della  Costituzione italiana come invece avviene per le Commissioni
  di  inchiesta  del Parlamento nazionale. La nostra  Commissione  ha
  quindi  limitato  e  continua  a  limitare  le  proprie  competenze
  all'accertamento  di  fatti  idonei a  promuovere  un  giudizio  di
  responsabilità politica e amministrativa, giudizio che, ovviamente,
  compete all'Assemblea regionale e non alla Commissione di indagine,
  mentre    all'autorità   giudiziaria   spetta   il   giudizio    di
  responsabilità penale.
     Nella  seduta di insediamento il sottoscritto, di intesa  con  i
  colleghi   commissari,  ha  individuato  le  linee   programmatiche
  relative,     soprattutto,    ad    alcuni    settori     sensibili
  dell'Amministrazione regionale, penso all'ambiente, ai rifiuti,  al
  territorio, all'urbanistica, agli appalti pubblici ed alla esigenza
  di  dotare la Regione siciliana di un codice etico, un codice etico
  per  gli  eletti, per gli amministratori e per tutti  i  dipendenti
  regionali.
   Abbiamo  bisogno, signor Presidente, signori assessori,  onorevoli
  colleghi, di ristabilire con la pubblica opinione e con la  società
  civile  un  rapporto  improntato  a  reciproca  credibilità.   Dico
  reciproca  perché  una classe dirigente è sempre espressione  della
  società  civile.  Più  vigile,  più attenta,  più  sensibile,  meno
  distratta  è la società civile, più proficuo, corretto e corposo  è
  il  fatturato  governativo e legislativo  che  la  classe  politica
  promuove e produce.
   Ci  siamo  occupati, signor Presidente, nei sei mesi del 2013,  di
  accendere   i   riflettori  sul  funzionamento  delle   Commissioni
  straordinarie  chiamate dal Governo nazionale a  gestire  i  comuni
  sciolti  per  infiltrazioni o per condizionamenti mafiosi.  Non  lo
  sapevamo e abbiamo toccato il nervo scoperto.
   Abbiamo accertato come Commissione  Antimafia' come molto spesso i
  comuni commissariati per condizionamento mafioso non abbiano creato
  e  continuino a non creare consenso nelle comunità amministrate per
  una  serie  di  responsabilità dovute ad una normativa  che  appare
  assolutamente  carente e dopo vent'anni, riteniamo suscettibile  di
  modifiche e integrazioni.
   La Commissione regionale  Antimafia' si è permessa di sintetizzare
  alcune proposte:

   1) l'esclusività  dell'incarico  di  commissario  straordinario  e
      dell'impiego a tempo pieno;
  2) la preventiva verifica della capacità manageriale del
  commissario straordinario;
  3) l'allontanamento temporaneo, presso altri enti locali, dei
  vertici burocratici del comune da sostituire con dirigenti
  amministrativi e tecnici chiamati mediante distacco, o comando, da
  altre Amministrazioni ed enti pubblici;
  4) deroga al Patto di stabilità per i comuni sottoposti a gestione
  straordinaria,  e strumenti di sostegno sul piano finanziario anche
  per le Amministrazioni elettive subentrate;
  5) costante e rigoroso monitoraggio da parte del Ministero
  dell'interno dell'azione delle commissioni straordinarie e dei
  comuni riportati a gestione ordinaria.
   La  Commissione regionale  Antimafia' ha rivolto anche particolare
  attenzione  alla  tutela dei diritti delle vittime innocenti  della
  criminalità  organizzata e dei testimoni di giustizia,  figure  non
  sempre  equiparate,  per  carenza  legislativa,  ad  altre  vittime
  destinatarie di benefici di legge.
   In  questo senso abbiamo promosso un incontro a Roma con  l'allora
  Ministro   per  la  Pubblica  Amministrazione,  senatore  Giampiero
  D'Alia,  dal  quale abbiamo ricevuto assicurazione  che  presto  la
  categoria  dei  testimoni di giustizia - da non  confondere  con  i
  collaboratori  di  giustizia  -  quella  categoria  sarebbe   stata
  equiparata alle famiglie delle vittime di mafia.
   Così  è stato fatto dopo appena due mesi, all'interno di una norma
  che  prevedeva diverse fattispecie ed interventi per diverse figure
  e  diversi  settori,  è  stata contemplata  la  possibilità  che  i
  testimoni  di  giustizia  possano  essere  assunti  nella  Pubblica
  amministrazione.
   E' stato un risultato significativo per questa Commissione.
   Significativo,  parimenti, è stato quello  di  promuovere  assieme
  alle   Commissioni  antimafia  della  Calabria  e  della  Campania,
  l'istituzione  della  Macro Regione della Legalità', formata  dalla
  Commissione  contro  la   ndrangheta del  Consiglio  calabro  e  la
  Commissione anticamorra della Regione campana.
   L'iniziativa   ha   rappresentato  una  prima,  concreta   novità,
  nell'ambito  dell'affermazione della  legalità,  della  lotta  alla
  criminalità  organizzata  da  parte delle  Regioni  del  meridione,
  particolarmente afflitte da questo secolare cancro.
   La nostra Commissione ha anche puntato l'attenzione sulla politica
  energetica   e   dei  rifiuti,  con  particolare   riferimento   al
  contenzioso   sui  termo-valorizzatori  e  sulla   gestione   delle
  discariche pubbliche e private.
   L'istruttoria è ancora in corso, la Commissione ha audito già otto
  soggetti, nei prossimi giorni, ascolterà anche il Presidente  della
  Regione  Crocetta  per  le  dichiarazioni  rese  in  quest'Aula   a
  proposito  di  alcune  discariche  private,  nei  prossimi   giorni
  ascolteremo  i  sindaci  dei  comuni interessati,  ne  abbiamo  già
  ascoltati  alcuni,  la Commissione  Antimafia', intende  su  questa
  strada  andare  avanti con ferma determinazione  per  accertare  se
  qualcuno fra gli amministratori, fra gli uomini di Governo,  fra  i
  dirigenti   o  fra  i  funzionari  abbia  operato  per   rallentare
  l'autorizzazione  di  discariche pubbliche a favore  di  discariche
  private.
   C'è  un'altra nota dolente, sulla quale abbiamo fermato la  nostra
  attenzione,  signor Presidente, signori del Governo - che  mi  pare
  essere  in  questo momento indisposti e tutti impegnati altrove,  e
  colleghi deputati che avete avvertito la sensibilità di rimanere ad
  ascoltare  -  ed  è la carenza di servizi ispettivi  da  parte  del
  Governo regionale a carico di comuni in cui si sia manifestata o si
  manifesti l'esigenza di un'indagine ispettiva.
   E'  una  vecchia norma tuttora vigente che consentiva nel  passato
  alla Regione, di svolgere, con l'intervento di uno o più commissari
  o ispettori, una certa azione di prevenzione per eventuali illeciti
  o irregolarità di carattere politico-amministrativo.
   Abbiamo notato come negli ultimi anni questa attività di controllo
  sia  venuta  meno o sia pressoché scomparsa. In tal  senso  abbiamo
  invitato  l'assessore  per  le autonomie  locali  e   il  direttore
  dell'assessorato  che  hanno confermato la riduzione  dell'attività
  giustificando  tale  scelta  con la modifica  del  Titolo  V  della
  Costituzione  che  di  fatto, secondo la loro tesi,  non  condivisa
  dalla Commissione, la modifica del Titolo V avrebbe ridotto, o  del
  tutto  fatto  venir meno, i poteri di controllo della  Regione  sui
  comuni.
   E'  una  tesi che noi non condividiamo e, pertanto, ci permettiamo
  di   invitare   la   Presidenza   dell'Assemblea   a   dotarsi   di
  un'autorevole,  vigorosa  e  robusta consulenza  in  questo  senso,
  perché  noi  riteniamo che gli enti locali, per il  solo  fatto  di
  essere,  intanto,  destinatari di risorse da parte  della  Regione,
  debbano  essere  sottoposti  al  controllo  della  Regione  stessa,
  seppure per alcune fattispecie e per alcuni settori.
   Il  codice  etico  e di comportamento per gli Amministratori  e  i
  dipendenti  è  la grande novità che caratterizza la gestione  della
   Commissione  antimafia' per il 2013. Mi si dirà, non  è  la  prima
  volta  che  viene varato un codice etico alla Regione siciliana,  è
  vero,  ma  si  è  trattato di iniziative promosse dalla  Giunta  di
  Governo  e  dalla  stessa Giunta di Governo approvate,  quindi  mai
  legittimate da un voto dell'Assemblea regionale siciliana.
   Noi  desideriamo  che  il  codice etico varato  dalla  Commissione
   Antimafia'  - e proprio in questi giorni alle ultime  battute  con
  gli  ultimi  emendamenti, per essere poi esitato e  trasmesso  alla
  Presidenza  dell'Aula e quindi alla I Commissione  e  poi  all'Aula
  stessa - possa diventare legge con una serie di poteri sanzionatori
  affinché  possa essere osservato l'articolato dal Presidente  della
  Regione,   dai   membri  del  Governo,  dai  membri  dell'Assemblea
  regionale e da tutti i dipendenti della Regione a contratto a tempo
  determinato  o indeterminato e persino dai consulenti  a  qualunque
  titolo nominati.
   Signor  Presidente,  la  Commissione si è occupata,  nel  2013  lo
  ricordo,  del cosiddetto racket degli alloggi, diffuso  soprattutto
  nelle  città  capoluogo.  Lo dico per dovere  di  completezza:   si
  tratta di un fenomeno manifestatosi, almeno, nell'ultimo ventennio,
  che  vede  coinvolti migliaia di nuclei familiari  i  quali,  senza
  averne  titolo, continuano ad occupare alloggi pubblici di edilizia
  economica  e  popolare,  completati e  non  assegnati  agli  aventi
  diritto.
   A   gestire,   è   questo  l'aspetto  grave,   l'accesso   abusivo
  all'alloggio   provvede   una  sorta  di  racket   della   malavita
  organizzata che controlla, capillarmente, il territorio o  il  solo
  quartiere,  in  cambio  di  una tangente che  il  nucleo  familiare
  occupante è costretto a corrispondere anche periodicamente.
   Signor  Presidente,  signori colleghi,  se  si  considera  che  la
  Commissione, nel 2013, ha potuto lavorare, per viltà di calendario,
  soltanto quattro, cinque mesi a tempo pieno, mi sento di poter dire
  che le iniziative promosse ed avviate abbiano dato il segno di come
  una  commissione  speciale voglia ripristinare la propria  funzione
  operativa, cogliendo esperienze positive dalle passate gestioni, di
  fronte  le  quali  esprimiamo  il massimo  rispetto  e  la  massima
  considerazione,  ma  siamo convinti che la  contingenza  regionale,
  nazionale ed internazionale, imponga uno sforzo maggiore rispetto a
  quello che è stato fatto negli anni passati.
   La  Commissione, lo ricordo, è stata istituita nel  1987,  ma  per
  legge opera soltanto dal 1991.
   Per  potere operare, rispondendo alle esigenze che emergono  dalla
  società,  signor Presidente dell'Assemblea, lo dico a  lei,  benché
  Vicepresidente in carica, ha bisogno di risorse umane ulteriori.
   Ha  bisogno di ulteriori mezzi e noi vogliamo augurarci, ne  siamo
  anzi  convinti, che dal Presidente Ardizzone avremo ciò di  cui  la
  Commissione  ha  necessità per potere, in tempi più  celeri  ed  in
  maniera più organica, rispondere agli obiettivi che la stessa legge
  istitutiva ci pone.
   Mi  consenta  di fare due considerazioni. La prima è il  clima  di
  austerità  nel  quale  opera  la  commissione  che  ho  l'onore  di
  presiedere  ed  alla  quale,  lo ricordo,  non  è  superbia,  ma  è
  legittimo orgoglio, sono stato chiamato con voto unanime, il che mi
  onora,  mi  lusinga e mi fa avvertire, per intero,  il  peso  della
  responsabilità che mi è stata affidata.
   La Commissione regionale  Antimafia' non ha avuto assegnato alcuna
  lettura,  né  per il presidente, né per i suoi componenti.  Non  ha
  avuto,  quindi,  affidato  e destinato alcun  autista,  tanto  meno
  neppure per servizi occasionali che, quando si sono resi necessari,
  sono   stati  puntualmente  forniti  dalla  Presidenza  di   questa
  Assemblea.  Nessuna indennità viene corrisposta  ai  componenti  la
  Commissione,  quando  lasciano  la sede  abituale  di  lavoro,  per
  recarsi nei comuni sciolti per mafia.
   Mai  richiesta la indennità e, tanto meno, mai corrisposta. Ci  si
  sposta  dall'Assemblea verso i comuni della Sicilia con la  propria
  auto,  indipendentemente dal colore della carrozzeria, che  qualche
  volta  può  anche  essere blu ma è solo una scelta  originaria  del
  legittimo proprietario fatta alla ditta venditrice.
   La  Commissione ha proposto alcuni consulenti che saranno nominati
  nei  prossimi giorni, così mi è stato assicurato dal Presidente,  e
  lavoreranno tutti a titolo assolutamente gratuito:  non è previsto,
  mi  sembra  di  capire, neppure il rimborso per  il  biglietto  del
  pullman o del treno, qualora il consulente decidesse di raggiungere
  questa  sede  attraverso un mezzo pubblico. Lo dico  questo  perché
  l'etica  del  risparmio  prima  di  essere  predicata  deve  essere
  praticata e noi crediamo di averlo fatto.
   Per  questo motivo, non è per obbedire ad una esigenza formale che
  io  desidero,  in questa prima occasione, di rivolgere  un  sentito
  grazie  a  tutti  i quattordici colleghi componenti la  Commissione
  perché  hanno  condiviso con me il clima di sobrietà:   in  effetti
  siamo passati da un eccesso ad un altro eccesso, lo voglio dire  in
  punta di piedi e sommessamente, ma non ho difficoltà a dirlo,  e li
  voglio anche ringraziare i colleghi commissari per avere dato  vita
  ad  un clima di lavoro unitario pur nell'appassionato confronto che
  caratterizza ogni nostra seduta.
   Clima  unitario  e  sobrietà  nei  rapporti  con  la  stampa,   la
  Commissione   Antimafia' non viene utilizzata  per  riabilitare  la
  mediocrità  dell'immagine pubblica del suo  presidente  o  del  suo
  componente, questo lo dico e lo sottolineo con legittimo orgoglio.
   Per  questo  ringrazio tutti i deputati commissari,  ringrazio  il
  personale  di  segreteria e i collaboratori, ringrazio  l'Assemblea
  regionale  siciliana  per  l'attenzione che  vorrà  riservare  alla
  nostra attività e per i suggerimenti, le proposte e le critiche che
  vorrà promuovere preannunciando che presto terremo una seduta della
  Commissione   Antimafia' allargata, col consenso  della  Presidenza
  dell'Assemblea regionale siciliana, a tutti i presidenti dei Gruppi
  parlamentari  proprio  perché si possa determinare  un  momento  di
  confronto,  e perché no,  anche l'opportunità di suggerire  temi  e
  metodi  di lavoro che la Commissione  Antimafia' sarà ben lieta  di
  esaminare e, sono convinto, anche di accogliere.
   Infine,  mi  consenta di ringraziare il Presidente  Ardizzone  per
  avere  condiviso,  in  questo anno, il nostro percorso,  il  nostro
  stile, i temi che abbiamo voluto affrontare e desidero ringraziarlo
  a  nome della Commissione per l'ulteriore supporto che vorrà  darci
  affinché il lavoro della Commissione, assieme a quello di tutte  le
  altre Commissioni parlamentari, possa consentirci di accorciare  il
  divario che tuttora esiste fra il Palazzo e la società civile.
   Abbiamo  lavorato  con senso di responsabilità,  l'impegno  contro
  ogni  mafia,  l'impegno nella lotta contro  ogni  illegalità  è  il
  presupposto  essenziale  perché la politica  possa  orgogliosamente
  riaffermare  il  suo  primato  su ogni  altro  settore  della  vita
  pubblica e privata.
   Con  questo  legittimo  orgoglio,  Signor  Presidente  e  colleghi
  deputati,  ho voluto in sintesi illustrare l'attività della  nostra
  Commissione  per il 2013, pregandola di voler acquisire  agli  atti
  parlamentari  la  relazione  stessa  e,  naturalmente,  restando  a
  disposizione   della  Presidenza  e  dell'Aula  per   ogni   utile,
  necessario, richiesto confronto.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Musumeci. Alla luce di quanto da  lei
  esposto  non posso che esprimere il mio personale plauso al  lavoro
  della Commissione da lei presieduta.
   Credo di condividere il sentimento di tutta l'Assemblea. Va detto,
  altresì,  che i risultati ottenuti, io immagino che la Commissione,
  così  come  lei, li consideri un punto importante di  partenza  per
  continuare il lavoro e non certamente un punto di arrivo. Per  cui,
  nell'augurare alla Commissione il proseguo dell'ottimo lavoro, così
  come  fin'ora  svolto,  prendiamo atto  da  quanto  appena  da  lei
  dichiarato  e  per  quanto riguarda la relazione  verrà  ovviamente
  pubblicata in allegato al  resoconto stenografico di questa  seduta
  d'Aula.
   E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  al  di  là  del
  dibattito,   della considerazione, una mia positiva valutazione  su
  quella  che è stata la relazione, ma non per entrare nel  merito  e
  aprire  un  grande  dibattito, per  dire  che  va  dato  atto  alla
  Commissione  che la Sicilia, in questa occasione, ha dimostrato  di
  avere  una  istituzione che ha dato un suo preciso  impegno  ed  ha
  avuto una sua precisa attività che porta a dei risultati.
   Il  senso  del  mio intervento quindi, oltre all'apprezzamento,  è
  quello  di dire: bene  Forse anche in questa direzione la  Sicilia,
  così  come  lo  è stata in tante occasioni motivo di  orgoglio,  mi
  auguro  lo  sia  anche  in questa direzione. Dal  lavoro  prodotto,
  Presidente Musumeci, noi dobbiamo trovare sicuramente gli  elementi
  perché  i  fenomeni  di  gravità, che  determinano  patologie,  che
  determinano  momenti distorsivi, momento negativi per  la  Pubblica
  Amministrazione e per la nostra martoriata Sicilia  possano  essere
  ben  individuati, ma c'è bisogno anche di poter suggerire, di poter
  aiutare, di poter essere supporto e consulenza per una realtà  che,
  a  mio  avviso,  merita di essere sostenuta ed è la  nostra  realtà
  della   Sicilia   nelle   sue   articolazioni:   dalla   burocrazia
  all'attività d'impresa, al senso delle Istituzioni più in genere  e
  alla politica per quelli che devono essere, da questa posizione, da
  questa  realtà i suggerimenti, le indicazioni che possono diventare
  motivo  anche  di  valutazione profonda, seria e significativa  nel
  percorso legislativo e normativo che noi dobbiamo sempre cercare di
  costruire.
   E  allora  con  questo impegno e con questo invito perché  ci  sia
  anche  una  possibilità  di  individuare  in  pillole,  in  precise
  indicazioni,   una serie di punti che possano diventare  motivo  di
  riflessione  per  evitare il ripetersi delle  negatività  e  quindi
  delle patologie che hanno determinato momenti distorsivi e negativi
  della nostra realtà siciliana.
   In questo senso io dico che dobbiamo avere un grande impegno e uno
  sforzo  di umiltà per cercare di raccogliere questi aspetti da  una
  parte,  e  dall'altra  l'orgoglio di capire come  veramente  sì  in
  questa  direzione noi possiamo rideterminare un percorso che  porti
  all'obiettivo  di  qualificare sempre più la nostra  Sicilia  e  la
  nostra autonomia siciliana.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come anticipato, all'inizio  della
  seduta  è  pervenuta una richiesta di prelievo di  due  disegni  di
  legge che da tempo sono iscritti  all'ordine del giorno ma che  non
  abbiamo  mai  avuto  la  possibilità  di  trattare,   e   viste  le
  decisioni    dell'ultima  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari, se l'Aula è d'accordo e se non sorgono problemi, si è
  deciso   di  prelevare  i  disegni  di  legge  n.  535/A   Anagrafe
  scolastica  regionale   relatore onorevole  Greco  Marcello,  e  il
  disegno  di  legge 7/A  Istituzione degli ecomusei  della  Sicilia
  relatrice l'onorevole Maggio.

   antimafia  (doc.II)

   Presidenza del vicepresidente Venturino


  Discussione del disegno di legge «Istituzione degli ecomusei della
                            Sicilia» (7/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
  «Istituzione degli ecomusei della Sicilia» (7/A), posto al n. 7).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Maggio, relatore, per  svolgere
  la relazione.

   MAGGIO,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  mi  rimetto  al  testo  della  relazione  scritta  per
  entrambi i disegni di legge.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Uno alla volta,  onorevole
  Maggio.  Intanto,  stiamo parlando del disegno  di  legge  relativo
  all'istituzione degli ecomusei della Sicilia.
   Fisso  il termine per la presentazione degli emendamenti a  lunedì
  16 giugno 2014, alle ore 13.00.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione del disegno di legge «Anagrafe scolastica regionale»
                                (535/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla  discussione  del  disegno  di  legge
  «Anagrafe scolastica regionale» (535/A), posto al n. 6).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Maggio  per  svolgere   la
  relazione.

   MAGGIO, vicepresidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
  testo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Anche  per  il disegno di legge n. 535/A fisso il termine  per  la
  presentazione degli emendamenti a lunedì 16 giugno 2014,  alle  ore
  13.00.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, colgo l'occasione visto che in Aula
  è   presente   il  presidente  della  I  Commissione,   l'onorevole
  Cracolici,  per chiedere di potere mettere in discussione  oggi  e,
  quindi,  di  prelevare dall'ordine del giorno il disegno  di  legge
  numeri 127-30/A «Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976,  n.
  35», di cui è relatore l'onorevole Cappello.

   PRESIDENTE.   E'   stata  fatta  un'altra   richiesta   da   parte
  dell'onorevole  Cancelleri per il prelievo  del  disegno  di  legge
  numeri 127/30/A, che vede come relatore l'onorevole Cappello.
   Se  non ci sono osservazioni da parte dell'Aula, si procede in tal
  senso.
   Onorevole  Cracolici, lei è stato interpellato, tra l'altro,  come
  presidente della I Commissione.

   CRACOLICI. Di che si tratta?

   PRESIDENTE. Si tratta del disegno di legge «Modifiche  alla  legge
  regionale  20  aprile 1976, n. 35». L'onorevole Cappello,  relatore
  del disegno di legge, è presente.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
                   20 aprile 1976, n. 35» (127-30/A)

   Si   passa,  pertanto,  alla  discussione  del  disegno  di  legge
  «Modifiche  alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35» (127-30/A),
  posto al n. 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  alla medesima assegnato.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello, relatore, per svolgere
  la relazione.

   CAPPELLO, relatore.  Mi rimetto al testo della relazione scritta.

   PRESIDENTE.  Il termine per la presentazione degli  emendamenti  è
  fissato a martedì, 17 giugno 2014, alle ore 13.00.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  martedì,  17  giugno
  2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussione sulle linee guida della nuova programmazione dei
  fondi comunitari per il periodo 2014-2020

   III - Discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE
   IV  -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A) (Seguito)

               Relatore: on. Greco M.

            2)  -  Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
               (Seguito)

               Relatore: on. Maggio

            3)  -  Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35.  (nn.
               127-30/A) (Seguito)

               Relatore: on. Cappello

            4)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            5)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            6)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            7)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            8)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

            9)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente                            della Regione . (nn. 428-18
               194-210-234-411-421-436/A)

               Relatore: on. Savona

   V  -  Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonchè alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA C. - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO   -   FERRERI  -   LA   ROCCA   C.   -
                     MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -  TRIZZINO
                     - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
   VI  -  Discussione della mozione:

         N. 59  -  Interventi urgenti per la modifica  dell'attuale
              Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione  dei
              rifiuti indifferenziati in Sicilia.

         (11 marzo  2013)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA  C.  -  ZITO  -
                     MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA -  TRIZZINO
                     - VENTURINO - ZAFARANA
   VII - Discussione della mozione:

         N. 244  - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
              D.P.Reg.  del  23 dicembre 2011 e istituzione  di  un
              fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.

         (3 dicembre  2013)

                     LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO  G.   -
                     FEDERICO  - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI  -
                     GRASSO  -  CURRENTI - CIMINO - SORBELLO  -  LA
                     ROCCA  R.  - FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO  -
                     VULLO  -  MILAZZO G. - MARZIANO -  POGLIESE  -
                     ANSELMO  -  MICCICHE'  -  TAMAJO  -  SUDANO  -
                     FORMICA - FERRANDELLI - ARANCIO
   VIII - Discussione della mozione:

         N. 273  - Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del
              settore agrumicolo.

         (24 febbraio  2014)

                     LOMBARDO  -  DI MAURO - GRECO G. - FEDERICO  -
                     FIORENZA -  LO SCIUTO - MUSUMECI - LANTIERI  -
                     CASCIO  F.  - FALCONE - D'ASERO -  CURRENTI  -
                     MILAZZO  G. - CANCELLERI - CAPPELLO -  CIACCIO
                     -  CIANCIO  - FERRERI - FOTI - LA ROCCA  C.  -
                     MANGIACAVALLO  - PALMERI - SIRAGUSA-  TANCREDI
                     -  TRIZZINO  -  ZAFARANA - ZITO -  MARZIANO  -
                     SUDANO  - BANDIERA - RAIA - FAZIO - IOPPOLO  -
                     ASSENZA  -  GRASSO - TAMAJO  -  ANSELMO  -  LA
                     ROCCA  R.  -  DIPASQUALE - DINA - MICCICHE'  -
                     SAVONA  -  SAMMARTINO -  LACCOTO  -  CIRONE  -
                     CIMINO  - BARBAGALLO - VENTURINO - POGLIESE  -
                     NICOTRA
   IX - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'
   X  -  Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE
   XI - Discussione della mozione:

         N. 287  -  Iniziative  in  favore delle strutture  private
              accreditate  che erogano prestazioni di  medicina  di
              laboratorio.

         (1 aprile  2014)

                     BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO
   XII - Discussione della mozione:

         N. 232    -   Modifica   del   decreto   in   materia   di
              compartecipazione   ai   costi   delle    prestazioni
              riabilitative  psico-fisiche-sensoriali   in   regime
              semiresidenziale e residenziale.

         (25 novembre  2013)

                     FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA

                   La seduta è tolta alle ore 18.37

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
                  COMMISSIONE SPECIALE  D'INCHIESTA E
                  VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA MAFIA
                              IN SICILIA
                 (istituita con legge regionale del 14
                          gennaio 1991, n. 4)

                 (composta   dai   deputati:   Musumeci,
               Presidente;     Cordaro,     Ferrandelli,
               Miccichè,   Vice   Presidenti;    Ciaccio
               Segretario;  Alongi,  Arancio,   Assenza,
               Fazio,   Lantieri,  Lentini,  Lo  Sciuto,
               Malafarina, Picciolo, Zito).

                  PRIMA RELAZIONE ANNUALE  (Doc. II)
                 (Relatore: onorevole Nello MUSUMECI)

     approvata dalla Commissione nella seduta del 22 gennaio 2014.



        Presentata alla Presidenza dell'Ars il 22 gennaio 2014
    ai sensi dell'art. 7 della legge regionale 14 gennaio 1991 n. 4


              1.  La  Commissione parlamentare d'inchiesta  e
         vigilanza  sul  fenomeno  della  mafia  in   Sicilia
         istituita  in  questa XVI legislatura è  la  settima
         nella storia del Parlamento siciliano.
           La  prima   Commissione parlamentare per la  lotta
         contro  la  criminalità mafiosa  risale  all'ottobre
         del   1984,   creata  con  un  Ordine   del   giorno
         dell'Assemblea   regionale  siciliana,   redatto   e
         approvato  sotto la spinta emotiva di una  serie  di
         delitti  eclatanti. La Commissione era  composta  da
         tredici membri, in rappresentanza di tutti i  gruppi
         politici.  Fra  i  suoi  compiti,  anche  quello  di
          vigilare  ed eventualmente indagare sulle  attività
         della  pubblica amministrazione regionale, in ordine
         a  possibili  infiltrazioni e  connivenze  mafiose.
         Presidente  di  quella  prima  Commissione  è  stato
         eletto il deputato Angelo Ganazzoli (Psi), al  quale
         è  succeduto,  nella  X  legislatura,  il  messinese
         Giuseppe Campione (Dc), nella XI legislatura  (1986-
         91).
               Dopo  la  legge istitutiva n. 4 del  1991,  la
         Commissione ha assunto l'attuale denominazione ed  è
         passata da tredici a quindici componenti. Da  allora
         in  poi,  la Commissione è stata istituita  in  ogni
         legislatura,   ad   eccezione   della   XIV .   Alla
         Presidenza  si sono susseguiti: Luigi Granata  (Psi)
         dal  1991  al '96; Fabio Granata, dal 1996 al  2000;
         Carmelo  Incardona (An) dal 2002 al  2006;  Calogero
         Speziale (Pd) dal 2008 al 2012. L'attuale Presidente
         Nello Musumeci (Lista Musumeci) è stato eletto   nel
         corso della prima seduta della Commissione, tenutasi
         significativamente il 23  maggio 2013, nella  triste
         ricorrenza del 21.mo anniversario  della  strage  di
         Capaci,  in  cui  hanno perso la vita  i  magistrati
         Giovanni  Falcone  e Francesca Morvillo  ed  i  loro
         agenti di scorta.
              Questa Relazione annuale, richiesta dalla legge
         istitutiva  della Commissione, non vuole  essere  un
         documento  di  proposta e di analisi,  ma  solo  una
         sintesi riepilogativa dell'attività svolta nell'anno
         2013  (appena  sette  mesi, da maggio  a  dicembre),
         indicando  anche le questioni aperte e segnalando  i
         temi che rivestono una certa priorità.

           2. La legge istitutiva assegna alla Commissione le
         seguenti funzioni:
           a)    vigilare   ed   indagare   sulle    attività
         dell'Amministrazione   regionale   e   degli    enti
         sottoposti  al suo controllo, in ordine a  possibili
         infiltrazioni  e  connivenze  mafiose  e  di   altre
         associazioni criminali similari;
           b)  vigilare,  per  le  medesime  finalità,  sulla
         regolarità delle procedure e sulla destinazione  dei
         finanziamenti erogati dalla pubblica Amministrazione
         regionale  e dagli enti sottoposti al suo controllo,
         nonché  sulle  procedure  di  affidamento  e   sulla
         assegnazione di appalti;
           c)   verificare  la  piena  attuazione  da   parte
         dell'Amministrazione regionale,  degli  enti  locali
         siciliani   e  di  ogni  altro  ente  o  istituzione
         sottoposti alla vigilanza della Regione, della legge
         13    settembre   1982,   n.   646,   e   successive
         modificazioni ed integrazioni, nonché di ogni  altra
         legge  o  provvedimento dello Stato o della Regione,
         concernente la lotta contro la mafia con riferimento
         a  tutte  le  disposizioni che riguardano l'attività
         degli enti sopra menzionati;
           d) verificare la congruità della normativa vigente
         e della conseguente azione dei pubblici poteri nella
         Regione,    formulando   proposte    di    carattere
         legislativo,  amministrativo  ed  organizzativo,  al
         fine   di   rendere  più  coordinata   ed   incisiva
         l'iniziativa  della Regione e degli enti  da  questa
         vigilati  nonché  degli enti locali siciliani  nella
         lotta   contro  la  mafia  e  le  altre   forme   di
         criminalità organizzata;
           e)  assumere ogni altra iniziativa di  indagine  e
         proposta  per  il migliore esercizio  delle  potestà
         regionali  e  delle  funzioni attribuite  agli  enti
         locali  siciliani,  anche in relazione  ad  una  più
         efficace  lotta  contro i fenomeni  criminali  sopra
         indicati;
           f)   formulare  proposte  in  merito  a  possibili
         iniziative volte al formarsi e al diffondersi di una
         cultura antimafiosa nella società siciliana.
           Per l'espletamento dei suoi compiti la Commissione
         può, d'intesa con la Presidenza dell'Assemblea:
           a)   promuovere  inchieste  ed  ispezioni   presso
         l'Amministrazione   regionale,   gli   enti   locali
         siciliani, gli enti sottoposti alla vigilanza  della
         Regione;
           b)     disporre     l'audizione    di     pubblici
         amministratori,  di  dipendenti dell'Amministrazione
         regionale e degli altri enti di cui alla lettera a;
           c)  richiedere  la presentazione di  Documenti  ed
         atti   riguardanti  l'attività  dell'Amministrazione
         regionale  e  degli  enti di  cui  alla  lettera  a.
         L'Amministrazione regionale e gli enti di  cui  alla
         lettera  a  sono tenuti a trasmettere i Documenti  e
         gli  atti  richiesti entro il termine fissato  dalla
         Commissione stessa;
           d)  sollecitare agli organi competenti  l'adozione
         di   ogni   provvedimento  utile  o  necessario   in
         relazione  allo  svolgimento delle  indagini  ed  al
         relativo esito.
           Gli organi dell'Amministrazione regionale e quelli
         degli  enti  menzionati dalla legge istitutiva  sono
         tenuti    a    collaborare   con   la   Commissione,
         ottemperando  alle  richieste di  questa.  E'  fatto
         obbligo agli amministratori pubblici e ai dipendenti
         degli  stessi  enti  di ottemperare  alle  richieste
         della  Commissione e di fornire alla  medesima  ogni
         necessaria  collaborazione ai fini dell'espletamento
         dei  compiti  a  questa  attribuiti  dalla  presente
         legge.
           Nell'esercizio dei propri compiti di  vigilanza  e
         di indagine la Commissione può verificare altresì la
         piena  rispondenza alle finalità  pubbliche  e  agli
         scopi   per   i   quali  è  stata  disposta,   della
         utilizzazione di risorse finanziarie  a  carico  del
         bilancio della Regione, degli enti locali siciliani,
         e  degli  enti  pubblici regionali  da  parte  delle
         imprese   private  che  ne  siano   destinatarie   a
         qualunque titolo, particolarmente in relazione  alla
         esecuzione  di  opere pubbliche, alla  fornitura  di
         beni  e servizi alla pubblica amministrazione nonché
         all'impiego di finanziamenti pubblici, ivi  compresi
         quelli  extraregionali, in qualunque forma  concessi
         anche a sostegno dell'attività d'impresa.

           3.  In  un  così  ampio ambito di  competenze,  la
         Commissione  ha  determinato,  subito  dopo  il  suo
         insediamento,   all'unanimità,   alcune    priorità,
         caratterizzandosi  come  organismo  di   conoscenza,
         analisi e proposta,  sempre attenta a non esorbitare
         dalla    sfera   di   attribuzioni   statutariamente
         spettanti alla Regione Siciliana, non disponendo, la
         Commissione   regionale,   dei   poteri    conferiti
         dall'articolo 82 della Costituzione alle Commissioni
         d'inchiesta del Parlamento nazionale. La Commissione
         ha  quindi limitato e continua a limitare le proprie
         competenze  all'accertamento  di  fatti   idonei   a
         promuovere un giudizio di responsabilità politica  e
         amministrativa,  giudizio che,  ovviamente,  compete
         all'Assemblea  regionale  e  non  alla   Commissione
         d'indagine,  mentre all'Autorità giudiziaria  spetta
         il giudizio di responsabilità penale.

           4.  La Commissione  si è riunita 16 volte in  sede
         e  ha tenuto 9 riunioni dell'Ufficio di presidenza ,
         di  cui   4  in missione. Ha ascoltato in  audizione
         complessivamente   22   persone,   ha    aperto    3
         istruttorie,  ha  reso il preventivo  parere  su  11
         disegni di legge.

           5.  Nella seduta di insediamento, il Presidente ha
         reso le sue comunicazioni programmatiche, su cui  si
         è  svolto  un  ampio  dibattito.  Alla  fine,  si  è
         concordata   da   parte   della   Commissione    una
         impostazione dei lavori che concentri l'attività sui
         settori           particolarmente          sensibili
         dell'Amministrazione regionale  (ambiente,  rifiuti,
         territorio,  urbanistica, appalti  pubblici),  sulla
         esigenza  di dotare la Regione di un  Codice  Etico
         per  amministratori e personale dipendente  e su una
         campagna  di promozione della cultura della legalità
         che  privilegi il rapporto con il mondo della scuola
         e con quello del volontariato.

           6.  L'Ufficio  di presidenza della Commissione  ha
         compiuto  missioni nei Comuni di Salemi e Campobello
         di  Mazara (tutti e due in Provincia di Trapani), le
         cui   amministrazioni   sono   state   sciolte   per
         infiltrazione o condizionamento mafioso.  In  quelle
         missioni      ha     incontrato    le    Commissioni
         straordinarie,  dirigenti interni  e  sovraordinati,
         rappresentanti di categoria e del volontariato.
               Nel corso di tali incontri, la Commissione  ha
         potuto   constatare  come  il  funzionamento   delle
         Commissioni straordinarie (al di là delle indiscusse
         competenze professionali) non sempre crei  consenso
         nelle comunità amministrate e, spesso, non riesce  a
          risanare  l'ambiente nell'ente locale, condizionato
         dal  potere mafioso ed a ripristinare una situazione
         di concreta legalità.
           Il   fenomeno  appare  diffuso  anche  nel   resto
         d'Italia  e andrebbe affrontato e neutralizzato  sul
         piano  normativo. Alla luce di tali  considerazioni,
         la   Commissione   ha  avanzato   alcune   proposte,
         apprezzate e condivise anche dalla Presidente  della
         Commissione  nazionale Antimafia e dal  viceministro
         dell'Interno,  nel  corso  di  un  recente  convegno
         svoltosi presso la Direzione Investigativa Antimafia
         di   Palermo,   promosso  dalla   Presidente   della
         Commissione   Antimafia  del   Parlamento   europeo.
         Queste,  in  sintesi,  le proposte:  a)  esclusività
         dell'incarico   di   commissario  straordinario   ed
         impiego a tempo pieno; b) preventiva verifica  della
         capacità    manageriale    del    commissario;    c)
         allontanamento temporaneo, presso altri Enti locali,
         dei  vertici  burocratici del Comune, da  sostituire
         con  dirigenti  amministrativi e  tecnici   chiamati
         mediante distacco o comando da altre amministrazioni
         ed  enti  pubblici; d) deroga al Patto di  stabilità
         per i Comuni  sottoposti a gestione straordinaria  e
         strumenti  di sostegno sul piano finanziario,  anche
         per  le  amministrazioni  elettive  subentrate;   e)
         costante  e  rigoroso  monitoraggio,  da  parte  del
         Ministero     dell'Interno,    dell'azione     delle
         commissioni  straordinarie e dei Comuni riportati  a
         gestione ordinaria.

           7.   La   Commissione   ha   rivolto   particolare
         attenzione  alla  tutela dei diritti  delle  vittime
         innocenti  della  criminalità  organizzata   e   dei
         testimoni   di   giustizia,   figure   non    sempre
         equiparate,  per  carenza  legislativa,   ad   altre
         vittime destinatarie di benefici di legge. Ha udito,
         su  loro  richiesta,  cinque testimoni di  giustizia
         per  apprendere dalla viva voce dei protagonisti gli
         stati  d'animo, i disagi, le emozioni ed i tentativi
         di   discriminazione  a  causa  della  lentezza   ed
         esasperata    interpretazione   burocratica    degli
         organismi  periferici e centrali preposti.   Persone
         che  si  sono messe in gioco per il bene  di  tutti,
         scegliendo  di  non tacere di fronte a  fatti  molto
         gravi  di cui sono state testimoni. In tal senso  ha
         espresso   all'unanimità   parere   favorevole   sul
         disegno  di  legge  d'iniziativa governativa  per  i
         benefici in favore dei testimoni di giustizia.
           Il   parere   favorevole   della   Commissione   è
         accompagnato  da  alcune osservazioni,  che  saranno
         oggetto   di   esame   nel   corso   del   dibattito
         dell'articolato in Aula. Il disegno di legge prevede
         l'estensione ai testimoni di giustizia dei  benefici
         stabiliti  dalla  legge regionale  20  del  1999  in
         favore dei familiari delle vittime di mafia.  E'  un
         atto  che  assume  rilevante significato  morale  ed
         esalta il valore della denuncia da parte di soggetti
         che,   autonomamente   e   senza   far   parte    di
         organizzazioni  criminali,  sentono  il  dovere   di
          testimoniare   contro la mafia ed i  suoi  gregari.
         Assieme  al  Presidente dell'Ars  Ardizzone  ed   al
         Presidente dell'Associazione testimoni di giustizia,
         Ignazio   Cutrò,  il  Presidente  della  Commissione
         Musumeci  ha avuto un confronto a Roma col  Ministro
         per  la  Pubblica amministrazione senatore Giampiero
         D'Alia,   il  quale ha assicurato l'attenzione   del
         Governo   nazionale  verso  la  proposta  normativa.
         Attenzione che si è tradotta, subito dopo, nel  varo
         di un decreto legge che riconosce anche ai testimoni
         di  giustizia  il  diritto ad essere  assunti  nella
         pubblica amministrazione, come  già previsto  per  i
         familiari  delle vittime delle mafie, sottolineando,
         in  tal modo,  la profonda funzione civile e sociale
         che  gli  uni  e  gli altri portano  in  termini  di
         crescita della cultura della legalità.

           8.  L'Ufficio  di  presidenza  ha  incontrato,  in
         visita  di cortesia, i Prefetti di Palermo, Catania,
         Trapani  e  Siracusa (le visite proseguiranno  nelle
         altre sedi prefettizie dell'Isola) ed i vertici  dei
         quattro  Distretti  giudiziari  siciliani  (Palermo,
         Catania,  Messina e Caltanissetta). Gli incontri  si
         sono  rivelati di particolare interesse, sia per  lo
         scambio  di  informazioni e sia  per  una  rinnovata
         disponibilità  alla collaborazione, nella  diversità
         dei ruoli e nel reciproco rispetto dell'autonomia di
         ciascun organo.
               Dagli  incontri  con  i vertici  giudiziari  è
         emersa  la  esigenza  di  rilanciare  mediante,   il
         sostegno  finanziario della Regione,  l'Osservatorio
         permanente sulla criminalità organizzata con sede  a
         Siracusa;   in  particolare,  è  emersa  altresì  la
         richiesta  di ricevere, con l'istituto del  comando,
         risorse  umane  alle dipendenze della  Regione,  con
         funzioni  amministrative, per colmare  in  parte  le
         carenze  di  organico negli uffici  dei  Palazzi  di
         Giustizia.  La  Commissione  ha  assicurato  che  si
         renderà  interprete  di  tale  esigenza  presso   il
         competente Governo regionale.
           .
           9.  La  Commissione  ha aderito  alla  istituzione
         della   Macro-regione della legalità , formata dalla
         Commissione  contro  la   Ndrangheta  del  Consiglio
         regionale    della   Calabria,   dalla   Commissione
         d'inchiesta  Anticamorra  del  Consiglio   regionale
         della  Campania, dalla Commissione per il  controllo
         sulle bonifiche e contro le ecomafie della Campania.
         L'iniziativa  ha  rappresentato una  prima  concreta
         novità  nell'ambito dell'affermazione della legalità
         e  della lotta alla criminalità organizzata da parte
         di   Regioni  del  Meridione  d'Italia  storicamente
         afflitte dalla presenza delle organizzazioni mafiose
         e  desiderose di mettere assieme forze, esperienze e
         volontà per avviare una interlocuzione più forte con
         lo  Stato e con gli organismi centrali preposti alla
         lotta ad ogni forma di mafia.
           La     Macro-regione   della   legalità     guarda
         concretamente alla possibilità di attivare stabili e
         positive  sinergie nelle realtà regionali attraverso
         la  creazione  di  rapporti inter-istituzionali  più
         intensi,  un confronto diretto e  una collaborazione
         concreta  sulle  iniziative per  la  legalità  e  la
         sicurezza.

           10.  La Commissione ha ospitato ed organizzato  la
         Conferenza interregionale della  Macro-regione della
         legalità    (in  attesa  che  anche   il   Consiglio
         regionale   della   Puglia   possa   aderire    all'
         organismo), che ha tenuto la sua seconda  seduta  il
         14  novembre scorso in Sicilia, a Palermo. Nel corso
         dei  lavori,  apertisi con il saluto del  Presidente
         dell'Assemblea  Regionale  Siciliana  on.   Giovanni
         Ardizzone, è stato definito il testo del  disegno di
         legge-voto  da  sottoporre al  Parlamento  nazionale
         (come prevede l'art. 18 dello Statuto speciale della
         Regione  Siciliana)  recante alcune  modifiche  alla
         normativa   statale  su  diverse  materie:   a)   il
         contrasto alla criminalità organizzata in materia di
         insegnamento   dei   valori   della   legalità;   b)
         assegnazione dei beni confiscati; c) Fondo unico  di
         giustizia;  d)  Testimoni di  giustizia;  e)  rating
         antimafia; f) costituzione di parte civile.
           Il  testo  prevede di introdurre  nella  normativa
         nazionale   che  regola  l'attività   delle   scuole
         materne,   elementari   e   medie,    l'insegnamento
         dell'educazione civica e dei valori della legalità e
         dell'etica pubblica. Si prevedono inoltre  strumenti
         per  il  riutilizzo  a  fini  sociali,  tramite   la
         collaborazione  tra  le  Regioni  ed  il   Ministero
         dell'istruzione,    dei   beni    confiscati    alla
         criminalità organizzata.
             Si  stabilisce, ancora, il principio che i  beni
         confiscati   alla  criminalità  organizzata   devono
         essere  utilizzati prioritariamente per  contrastare
         il  fenomeno mafioso e per dare ristoro ai territori
         ed   alle   popolazioni  che  ne  hanno  subito   il
         condizionamento.  E  che  gli  stessi   beni   siano
         assegnati  in via prevalente alle Regioni,  in  modo
         che  tali enti possano individuare le migliori forme
         di  destinazione  dell'uso di  tali  beni  per  fini
         istituzionali  e  sociali. Tali obiettivi   potranno
         anche    essere   raggiunti   mediante    successiva
         assegnazione  da parte delle Regioni ai  Comuni.  Si
         suggerisce l'introduzione di meccanismi premiali nei
         bandi   relativi  alla  programmazione   dei   fondi
         europei, per i progetti che prevedano l'utilizzo dei
         beni  confiscati  alla criminalità organizzata.  Ciò
         con  l'evidente  scopo di accelerare  la  spesa  dei
         fondi   e  di  favorire  l'immissione  nell'economia
         legale  di  beni  ottenuti  con  lo  svolgimento  di
         attività illecite.
           Altra  proposta contenuta nel disegno di  legge  -
         voto   è   quella  che  vuole  dare  una   specifica
         destinazione  alle somme di denaro  confiscate  alla
         criminalità     organizzata,     che     attualmente
         confluiscono in modo indistinto nel Fug (Fondo unico
         di    giustizia).   Si   prevede,   infatti,     una
         destinazione vincolata, per una quota  pari  al  50%
         delle  somme  confiscate e confluite  nel  Fug,  che
         dovranno essere utilizzate per favorire lo start  up
         delle nuove imprese aventi sede nei territori in cui
         sono  avvenute le confische di denaro. Inoltre,   si
         prevede  che  parte delle stesse somme,  oltre  alla
         quota   del    50%   come  sopra  destinata,     sia
         utilizzata per bonificare i siti inquinati da  forme
         illecite di smaltimento dei rifiuti tossici.
           Si   propone,   altresì,   di   introdurre   nella
         normativa statale, accanto al già previsto rating di
         legalità,   il  cosiddetto   rating  antimafia    da
         assegnare  agli imprenditori che denuncino richieste
         estorsive  e che attribuirà dei vantaggi premiali  a
         tali imprenditori nei bandi ad evidenza pubblica per
         un periodo decennale.
           Infine,  si vuol  rendere obbligatoria, e non  più
         sottoposta   alla   preventiva  autorizzazione   del
         Presidente del Consiglio dei ministri,  la richiesta
         di costituzione di parte civile da parte dello Stato
         nei  processi contro le mafie per fatti avvenuti nel
         territorio nazionale.
           Prima  di  essere  consegnato  al  Presidente  del
         Senato,  per l'avvio della procedura, il disegno  di
         legge-voto  dovrà essere sottoposto all'approvazione
         delle  Assemblee  e  dei  Consigli  regionali  della
         Sicilia, Calabria e Campania.

           11.  In  coerenza  alle  indicazioni  della  legge
         istitutiva, la Commissione ha aperto tre istruttorie
         relative  alle  attività svolte dall'Amministrazione
         regionale    in  settori  che  avrebbero  richiamato
         l'attenzione  della  mafia  o  della  criminalità  o
         comunque  suscettibili  di  indagini  per  eventuali
         irregolarità  o  illeciti di  varia  natura:  1)  la
         politica  energetica e dei rifiuti, con  particolare
         riferimento al contenzioso sui termovalorizzatori  e
         sulla gestione delle discariche pubbliche e private;
         2)  l'attività e la gestione delle ex Asi,  Aree  di
         sviluppo  industriale; 3) la  gestione  della   Film
         Commission   Sicilia ,   spettante   all'Assessorato
         regionale  del  Turismo, sport e  spettacolo,  e  le
         interferenze   da  parte  di  soggetti   legati   ad
         organizzazioni mafiose.
               In relazione al punto 1 sono stati uditi dalla
         Commissione  l'avvocato Pier Carmelo  Russo   ed  il
         dottor  Nicolò  Marino, magistrato  in  aspettativa,
         Assessore  per l'Energia  ed i servizi  di  pubblica
         utilità della Regione. Sul punto due, la Commissione
         ha   ascoltato   l'attuale   Presidente   dell'Irsap
         geometra  Alfonso  Cicero,   il  professore  Gaetano
         Armao,   e,  su  loro  esplicita richiesta,  due  ex
         amministratori dell'Asi di Agrigento. Sul punto tre,
         infine,  sono stati uditi il direttore di produzione
         cinematografica Vincenzo Cusmano, il  dirigente  del
         servizio   Pietro Di Miceli ed il direttore generale
         dottor  Alessandro  Rais. Sulle tre  istruttorie  la
         Commissione non si è ancora determinata se  disporne
         la   chiusura   o   acquisire   ulteriori   elementi
         conoscitivi.

           12.  La ridotta attività registratasi negli ultimi
         anni,  da parte del Servizio ispettivo,  in  materia
         di controlli di carattere amministrativo negli  Enti
         locali,  ha suggerito alla Commissione la  necessità
         di  ascoltare  in  audizione  l'Assessore  regionale
         alle  Autonomie  locali  ed alla  Funzione  pubblica
         dottoressa Patrizia Valenti ed il dirigente generale
         architetto    Giuseppe    Morales.     Nel     corso
         dell'audizione,    si    è    lungamente     parlato
         dell'attività  ispettiva affidata  al   Dipartimento
         regionale  delle  Autonomie  locali,  come  prevista
         dalla legge regionale n. 25/62 e dagli articoli  24,
         25 e 26 della legge regionale n. 44 del 1991. Fra  i
         problemi  sollevati   dal  Governo,  è  apparso   di
         rilievo  quello secondo cui alcuni Sindaci avrebbero
         manifestato  perplessità in ordine alla  legittimità
         dell'esercizio ispettivo da parte della Regione, che
         costituirebbe   lesione   dell'autonomia   dell'Ente
         locale, garantita dalla modifica del Titolo V  della
         Costituzione.  La Commissione  è del parere  che  il
         potere di controllo della Regione sugli Enti locali,
         sancito  dall'articolo 15 dello  Statuto  regionale,
         non  sia  in conflitto con i princìpi costituzionali
         così come modificati dalla riforma del Titolo V.
           L'Assessore,  dal  canto suo, ha preannunciato  la
         volontà di improntare il servizio ispettivo  ad  una
         nuova  filosofia  di intervento preventivo, mirato a
         sostenere,  assistere e collaborare i  Comuni  nella
         adozione  degli  atti  particolarmente  impegnativi.
         La  materia  tornerà ad essere oggetto di  confronto
         nelle prossime sedute.

           13.  Sin  dal suo insediamento, la Commissione  ha
         sostenuto la necessità di proporre un  Codice  Etico
         e  di  comportamento  per gli amministratori  e  per
         tutti  i  dipendenti dell'amministrazione regionale.
         Il  testo è stato definito alla fine del 2013 e sarà
         oggetto   di   esame  analitico   da   parte   della
         Commissione stessa già nelle prossime sedute.
             Il  Codice  contempla i principi e i valori  che
         influenzano       i       processi       decisionali
         dell'Amministrazione regionale, indica il  complesso
         degli   obblighi  generali  di  diligenza,   lealtà,
         onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità  che
         qualificano  l'esercizio delle funzioni di  pubblica
         responsabilità   da   parte   degli   amministratori
         regionali  e  le regole di comportamento cui  devono
         uniformarsi tutti i dipendenti della amministrazione
         regionale.
           Fa  propri,  inoltre,   i principi  contenuti  nel
         Codice  antimafia  e anticorruzione  della  pubblica
         amministrazione,  meglio  conosciuto  come   "Codice
         Vigna".  Sono applicabili le disposizioni  nazionali
         riguardanti  le  altre forme di  responsabilità  dei
         pubblici amministratori ed  ogni altra normativa che
         sia vigente nel territorio siciliano.
           Il Codice vincola direttamente il Presidente della
         Regione  e gli amministratori allo stesso legati  da
         mandato    fiduciario,   i   quali   si    impegnano
         preventivamente  e costantemente  a  rispettarlo;  i
         parlamentari regionali sottoscrivono il Codice quale
         formale  adesione,  all'atto del loro  insediamento.
         Può  essere  sottoscritto individualmente  anche  da
         tutti  gli  amministratori degli Enti  locali  della
         Regione.
            Il  Codice si applica  anche ai dipendenti  tutti
         della   pubblica  amministrazione  regionale.    Gli
         obblighi etici e di condotta previsti  valgono per i
         dipendenti  contrattualizzati a tempo indeterminato,
         determinato   o   occasionale;   ai   collaboratori,
         tirocinanti ed ai consulenti con qualsiasi tipologia
         di  contratto  o incarico e a qualsiasi  titolo;  ai
         titolari  di organi e di incarichi negli  uffici  di
         diretta  collaborazione  delle  autorità  politiche,
         nonché  ai  collaboratori  a  qualsiasi  titolo   di
         imprese   fornitrici  di  beni  o  servizi   e   che
         realizzano   opere  in  favore  dell'Amministrazione
         regionale.
             Fra le norme contenute nel Codice, ci sono anche
         quelle   che   disciplinano  la   diffusione   della
         conoscenza  del testo, quelle per la  vigilanza,  il
         monitoraggio,  le attività formative, la  violazione
         degli   obblighi  previsti  e  la  istituzione   del
         Garante.
              Il  testo  del  disegno di legge contenente  il
         Codice  Etico, dopo l'esame di questa   Commissione,
         sarà  trasmesso  alla  Presidenza  dell'Ars  per  le
         proprie  valutazioni  e  per  avviare  le  procedure
         previste   dal   regolamento,  con   l'esame   delle
         Commissioni di merito prima e dell'Aula dopo.

           14.  La Commissione ha voluto rivolgere attenzione
         al  volontariato,  laico  e religioso,  presente  in
         Sicilia anche nelle zone caratterizzate da un  forte
         insediamento mafioso. Ha tenuto quindi,  nella  Sala
         Rossa  del Palazzo dei Normanni,  un primo  incontro
         con   i  gruppi dell'associazionismo impegnato nella
         lotta per la legalità, per meglio conoscere la  loro
         attività e per acquisire utili elementi di analisi e
         di   valutazione.  Dall'incontro  sono  emersi   due
         aspetti:  da  un  lato  la  forte  determinazione  e
         l'entusiasmo   da   parte  dei  rappresentanti   del
         volontariato   nel  profondere  ogni   energia   per
         riaffermare  i  princìpi della legalità;  dall'altro
         lato,   un clima  non improntato a piena solidarietà
         fra le diverse sigle delle federazioni che aggregano
         le  associazioni antiracket. Una sorta di diffidenza
         reciproca,   specie   in   relazione   ai   benefici
         finanziari  pubblici  di  cui  possono   godere   le
         associazioni stesse. La Commissione si ripropone  di
         organizzare  ulteriori occasioni di incontro,  anche
         per valutare la opportunità di eventuali proposte di
         correzione   della  legge  antiracket   ed   offrire
         supporti amministrativi e di consulenza,  al fine di
         rendere   meno  difficile  la  penetrazione   e   la
         permanenza   di  questo  importante   comparto   del
         volontariato sociale sul territorio siciliano.

         15.  Degli  undici Disegni di legge  assegnati  alla
         Commissione per il parere, di particolare impegno si
         è  rivelato  quello da proporre al Parlamento  della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 41 ter,  comma  2
         dello  Statuto,  recante   Modifiche  dello  Statuto
         della    Regione   Siciliana   aventi   ad   oggetto
         disposizioni  in materia di ripudio  della  mafia  a
         tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
         libertà  civili, politiche, economiche e sociali  al
         fine  dell'esame da parte dell'Assemblea.  In sedute
         congiunte    con    la    I    Commissione    affari
         istituzionali,  si  è  proceduto  ad   emendare   la
         proposta  del Governo, relatore il deputato  Antonio
         Malafarina,   per   essere  licenziata   dalle   due
         Commissioni con voto unanime.

           16.  La complessa materia legata alla assegnazione
         ed   alla   gestione   dei  beni   confiscati   alla
         criminalità  organizzata, tema che ha trovato  negli
         ultimi  mesi  ampio  spazio sulla  stampa  locale  e
         nazionale,   ha   occupato   alcune   sedute   della
         Commissione.  Essa ha inteso riproporre  il  proprio
         Disegno    di   legge   elaborato   nella    passata
         legislatura,  primo  firmatario  il  deputato   Toto
         Cordaro,  finalizzato alla  Istituzione dell'Agenzia
         regionale  per  i  beni confiscati alla  criminalità
         organizzata   che  possa,  fra  le  altre  funzioni,
         coadiuvare  gli  Enti  locali nella  predisposizione
         delle   pratiche   relative   alle   richieste    di
         trasferimento,  di  assegnazione  e  di  accesso  ai
         finanziamenti  per  i beni immobili  confiscati.  Al
         fine  di  approfondire  la  materia,  l'Ufficio   di
         presidenza  ha pure incontrato il prefetto  Giuseppe
         Caruso,   direttore   dell'Agenzia   nazionale   per
         l'amministrazione   e  la  destinazione   dei   beni
         sequestrati    e    confiscati   alla    criminalità
         organizzata.   Il disegno di legge è  in  attesa  di
         essere esaminato dall'Aula.

           17.  La Commissione ha udito il sindacalista della
         Cgil  Vincenzo Liarda,  destinatario di un  ennesimo
         atto   intimidatorio,    riconducibile   all'impegno
         profuso  nella  battaglia per il riuso  sociale  del
         feudo  di Verbumcaudo, a Polizzi Generosa (Palermo),
         bene  confiscato al boss mafioso Michele  Greco.  Da
         tempo  il  Liarda  propone  la  costituzione  di  un
         Consorzio sviluppo e legalità delle Madonie,  fra  i
         Comuni  dell'area.  Tema sul  quale  la  Commissione
         intende acquisire ulteriori notizie nel corso  della
         prevista   missione in quel Comune del  Palermitano,
         sciolto   per  mafia  e  gestito  dalla  Commissione
         straordinaria.

           18.  Inoltre  la  Commissione si  è  occupata  dei
         recenti  lavori di sistemazione, con fondi pubblici,
          dell'area adiacente alla Villa Romana del Casale di
         Piazza  Armerina.  Per  approfondire  la  conoscenza
         della  materia, una delegazione di commissari  si  è
         recata  in  missione  presso il  sito  archeologico,
         mentre   è   stata   ascoltata  in   audizione   una
         rappresentanza   degli  operatori  commerciali   che
         lavorano nel sito stesso. E' in corso l'acquisizione
         di  documenti  per  verificare la  regolarità  della
         condotta  degli uffici regionali e di  quelli  degli
         enti sottoposti al controllo della Regione.

           19.  La  Commissione si è occupata,  infine,   del
         cosiddetto    "racket   degli   alloggi",    diffuso
         soprattutto  nelle città-capoluogo  dell'Isola.   Si
         tratta   di   un   fenomeno,  manifestatosi   almeno
         nell'ultimo ventennio,  che vede coinvolti  migliaia
         di  nuclei  familiari i quali, senza averne  titolo,
         continuano ad occupare alloggi pubblici di  edilizia
         economica  e  popolare, completati e  non  assegnati
         agli  aventi  diritto. A gestire  l'accesso  abusivo
         all'alloggio  provvede  una sorta  di  racket  della
         malavita  organizzata, che controlla   capillarmente
         il  territorio o il solo quartiere, in cambio di una
         tangente   che  il  nucleo  familiare  occupante   è
         costretto  a corrispondere anche periodicamente.  Le
         più  rappresentative organizzazioni sindacali  degli
         inquilini,  appositamente udite  dalla  Commissione,
         hanno  suggerito  la opportunità di  una  iniziativa
         legislativa  che  consenta di sottrarre  almeno  una
         parte  degli occupanti abusivi al controllo ed  alla
         costante minaccia del racket. La Commissione tornerà
         ad  occuparsi  del fenomeno, dando  corso  ad  altre
         audizioni.  Sarà esaminata anche la  possibilità  di
         destinare  alle  famiglie  aventi  diritto   (perchè
         inserite  nelle apposite graduatorie pubbliche)  gli
         alloggi  confiscati alla criminalità  organizzata  e
         che   rimangono   inutilizzati  nella  disponibilità
         dello Stato.

               20.  Per  far fronte in maniera adeguata  agli
         impegni  legati al programma di lavoro approvato  ed
         agli obiettivi prefissati, la Commissione ha avviato
         la  riorganizzazione dei propri uffici, chiedendo il
         potenziamento delle risorse umane, il  riordino  dei
         propri    archivi    documentali    e    la     loro
         informatizzazione.