Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che del verbale della
seduta precedente, verrà data lettura nella seduta successiva.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
GRECO Marcello. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine
dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo un
prelievo sull'ordine dei lavori che riguarda il disegno di legge
Anagrafe scolastica regionale'(n. 535/A), posto al numero 5) del
quarto punto dell'ordine del giorno. E' da molti mesi che è appunto
in calendario, è un argomento importante e quindi - soprattutto ora
che siamo alla chiusura dell'anno scolastico, - vorremmo il suo
prelievo.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, la stessa richiesta è pervenuta da
parte dell'onorevole Raia per quanto riguarda, e per le stesse
motivazioni, il ddl degli Ecomusei'.
Onorevoli colleghi, seguiamo l'ordine dei lavori così come
concordato sia in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
e come scritto all'ordine del giorno, quindi procediamo con
ordine. Mi rimetterò alle decisioni dell'Aula che credo appoggerà
chiaramente questa richiesta di prelievo dei due disegni di legge ,
ma andiamo avanti.
VULLO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VULLO. Signor Presidente, volevo approfittare della presenta
dell'assessore Torrisi. Qualche giorno fa le ho ricordato che c'è
una vicenda che riguarda la motorizzazione di Catania
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, lei potrà intervenire su questo
argomento, ai sensi, del comma 2, dell'articolo 83.
VULLO. Al termine della seduta l'Assessore se ne va, è una
problematica che riguarda centinaia di cittadini
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, se noi apriamo questa maglia qui
abbiamo tutti qualcosa da dire. Allora invito tutti ad attenerci
all'ordine del giorno
VULLO. Presidente, ma allora quando c'è qua la fase delle
comunicazioni, le comunicazioni cosa sono?
PRESIDENTE. Onorevole Vullo, alla fine della seduta avrà tutto il
tempo necessario.
Le comunicazioni le dà la Presidenza. Lei ha qualcosa da dire -
giustamente è nel suo diritto - io però la invito ad attenersi
scrupolosamente all'ordine del giorno, non appena arriverà il suo
momento - ai sensi del comma 2, dell'articolo 83 del Regolamento
interno - lei avrà diritto di dire quello che ha da dire
all'Assessore. Tra l'altro questa seduta è priva di comunicazioni.
Onorevole Vullo, stiamo perdendo soltanto del tempo, andiamo con
ordine, lei avrà modo di poter spiegare le sue motivazioni.
Rinvio della votazione finale dei disegni di legge Procedure per
il rilascio delle certificazioni di abitabilità/agibilità per
singoli edifici, unità immobiliari o singole porzioni di
costruzioni. (653-469/A) ed Ineleggibilità ed incompatibilità
degli amministratori dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane . (642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-
542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Si passa al I punto dell'ordine del giorno: votazione
finale dei disegni di legge.
Onorevoli colleghi constatata la mancanza del numero dei deputati
richiesto per procedere alla votazione dei disegni di legge posti
rispettivamente al numero 1) Procedure per il rilascio delle
certificazioni di abitabilità/agibilità per singoli edifici, unità
immobiliari o singole porzioni di costruzioni. (653-469/A) e al
numero 2) Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori
dei liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane . (642-31-
132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-
662/A Stralcio II/A), ne rinvio la votazione successivamente.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione numero 178 «Verifica del rapporto che
intercorre tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e
la concessionaria che si occupa della gestione delle autostrade
siciliane con eventuale adozione di misure alternative»
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, al II punto dell'ordine del
giorno che reca: Discussione della mozione numero 178: «Verifica
del rapporto che intercorre tra il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti e la concessionaria che si occupa della gestione
delle autostrade siciliane con eventuale adozione di misure
alternative».
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che il rapporto tra lo Stato e la Regione siciliana è
regolato, in materia di riassetto del settore autostradale, da una
concessione assegnata dal Ministero per le Infrastrutture ad un
soggetto giuridico da individuarsi secondo i criteri stabiliti
dall'articolo 16 della legge 12 agosto 1982, n. 531;
RILEVATO che:
la legge 12 agosto 1982, n.531, venne applicata nel 1996 e che,
pertanto, solo da allora abbiamo quel nuovo soggetto giuridico,
denominato Consorzio per le autostrade siciliane, il cosiddetto
CAS, risultato della unificazione dei tre precedentemente separati
Consorzi concessionari ANAS, operanti in Sicilia per la costruzione
e gestione delle autostrade Messina-Catania-Siracusa, Messina-
Palermo e Siracusa-Gela, e destinato ad essere il nuovo
concessionario delle autostrade di rilevanza nazionale secondo la
qualificazione e classificazione operata con d.lgs. 461/99;
come già chiarito in precedenza, a tale nuovo soggetto è stata
trasferita, con decreto ministeriale 21 maggio 1997, la titolarità
delle preesistenti concessioni delle tre distinte tratte e, ai
sensi di legge (art.16 L. 531/82), esso ha rilevato gli oneri
nascenti dai rapporti giuridici già posti in essere dai precedenti
enti;
CONSIDERATO che:
i Consorzi Messina - Palermo, Messina - Catania e Siracusa - Gela
(L.R. 4/65) hanno cessato di esistere con DPR 117/Gab del 30 aprile
1996, in esecuzione dell'articolo 28 L.R. 22/96 e che, come si
legge nelle motivazioni del citato decreto interministeriale,
l'obiettivo era quello di recepire in un successivo atto le
innovazioni in campo autostradale introdotte dalle leggi 23
dicembre 1992, n. 498, e 24 dicembre 1993, n. 537;
tale procedura si è conclusa con la revisione, ai sensi
dell'articolo 11 della legge 498/92, che ha determinato
l'unificazione delle Concessioni ed il recepimento al CAS del comma
8 dell'articolo 10 della legge 537/93, con cui si definisce la
natura privata dell'attività svolta dalle concessionarie di
autostrade;
in base all'articolo 16,lettera d, della legge 531/82, il CAS deve
provvedere, mediante le tariffe dei pedaggi, alla copertura dei
costi di esercizio, di manutenzione e di rinnovo degli impianti
infrastrutturali e che, pertanto, lo stesso non ha, né può avere,
trasferimenti di partita corrente a carico del bilancio della
Regione siciliana;
il modus operandi del CAS appare in conflitto con le norme
nazionali richiamate nella Concessione, mancando un sistema di
auditing interno;
l'involuzione verso modelli organizzativo - gestionali nulla ha a
che vedere con quanto accade nelle altre 22 concessionarie; prova
ne sia che mentre le altre concessionarie hanno, ad esempio,
internalizzato i costi dei servizi esterni, riducendoli e
migliorandone qualità e produttività, il CAS ancora oggi sta
impegnando ingenti somme per esternalizzare servizi già resi in
house a costi contenuti come ad esempio il servizio di sorveglianza
e assistenza al traffico (precedentemente in house e poi
incomprensibilmente affidato, in somma urgenza, ed oggi in attesa
di aggiudicazione attraverso un bando che costerà allo stesso CAS
2,6 milioni di euro per soli 6 mesi;
VISTO che:
la titolarità della concessione in questione compete ad un
soggetto che necessariamente debba presentare i tratti tipici dell'
ente pubblico economico, secondo i criteri della gestione
privatisticoproprietà pubblica;
in materia autostradale, lo Stato italiano ha esclusiva competenza
a legiferare e che, pertanto, ogni riferimento a leggi regionali
che vi si sovrappongano per competenze e merito, per esempio la
L.R. n. 10/2000, non appare coerente con il quadro normativo
rinvenuto negli atti del CAS né compatibile con la titolarità di
una tale tipologia di concessione autostradale, facendo espresso
riferimento tale legge regionale agli enti non economici;
dal 1996 sarebbe occorso adeguare la macchina aziendale alle
novità legislative nazionali, allineando in questo modo il modello
organizzativo - gestionale alle direttive contenute nella
convenzione di concessione, soprattutto per soddisfare tutte quelle
condizioni ivi sottoscritte dalle parti contraenti e, in primo
luogo, quelle relative al piano finanziario, oggi clamorosamente
disatteso;
l'infrastruttura, per la propria messa in sicurezza, necessita,
come attestato dalla Delibera di Giunta Regionale n.145 del 22
aprile 2013, di ben 184 milioni di euro e che, con buona
probabilità, il CAS non avrà modo di reperire una tale somma;
le pessime condizioni di sicurezza delle autostrade siciliane, il
forte deficit, gli interventi della magistratura penale, i
sequestri di gallerie pericolanti, le riduzioni o gli scambi di
carreggiata di importanti viadotti, l'indice alto di mortalità ed i
continui pignoramenti degli incassi, ci impongono azioni veramente
decisive e soprattutto risolutive,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER LE INFRASTRUTTURE E LA MOBILITA'
ad attivarsi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti al fine di verificare il rapporto giuridico che
attualmente intercorre tra il Ministero medesimo e la
concessionaria;
ad impegnarsi, qualora ve ne siano le condizioni, per una
ricapitalizzazione dell'ente, mettendolo nelle condizioni di potere
azzerare tutte le gravissime carenze infrastrutturali che allo
stato insistono e che minano l' incolumità dei numerosi
automobilisti che quotidianamente percorrono le autostrade per i
più svariati motivi;
a valutare ogni altra possibile e utile soluzione di vigilanza sul
Consorzio, ai fini di un reale ed effettivo risparmio di risorse e
alla verifica di un assai più equilibrato impiego delle stesse;
risultando il CAS un ente deficitario, a valutare, infine, di
concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la
possibilità di adottare misure alternative, quali ad esempio
potrebbero rappresentare la cessione, tramite offerta pubblica, di
parte delle proprie quote a nuovi e potenziali interessati
soggetti, cercando di creare in tal modo sicure condizioni di
afflusso di capitale e un più funzionale management». (178)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Grasso, prima firmataria della
mozione, per illustrarla.
GRASSO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
finalmente oggi approda in Aula una mozione che tende a portare
anche all'attenzione del Governo un problema che riguarda la
questione della gestione del CAS, che non può essere più differita
e non risolta.
Noi sappiamo - e tutti coloro che percorrono ogni giorno
l'autostrada Messina-Palermo, ma non solo questa - si rendono
conto dello stato in cui versa, della mancanza di sicurezza, di
gallerie non illuminate, addirittura di erbacce che occupano la
carreggiata, e di una serie di inadempienze che il CAS ha avuto, e
che continua ad avere anche nei confronti del Ministero, tante
che rischia di perdere la concessione.
Le chiedo un'attenzione particolare al problema che io sollevo con
questa mozione, perché credo che la risoluzione definitiva della
gestione del CAS parta proprio dalla natura giuridica e dai
rapporti fra il concessionario e il concedente.
Devo, necessariamente, fare un piccolo excursus storico.
Nel 1986 operavano in Sicilia tre distinti consorzi concessionari:
ANAS per la gestione delle autostrade, con la costituzione del CAS,
Consorzio per le autostrade siciliane.
Con il CAS si è dato vita ad un soggetto giuridico unico,
assegnatario di concessione, in possesso dei requisiti di cui
all'articolo 16 della legge 12 agosto 1982.
Al CAS è stata trasferita con decreto ministeriale il 21 maggio
1987 la titolarità delle preesistenti concessioni delle tre
distinte tratte.
E come per legge, articolo 16 della legge n. 531/82, il CAS ha
rilevato, non il rapporto fra i soggetti, ma ha rilevato gli oneri
concessori nascenti dai rapporti giuridici già posti in essere dai
precedenti enti.
La procedura si è conclusa con la revisione, ai sensi
dell'articolo 11 della legge n. 498/92, che ha determinato
l'unificazione delle concessioni e il recepimento al CAS, del comma
8 dell'articolo 10, della legge 537/93 con cui si definisce la
natura privata dell'attività svolta dalle concessionarie di
autostrade.
Si dice la natura privata delle attività svolte dalle
concessionarie autostrade'.
In base all'articolo 16, lettera d) della legge n. 531/82, il CAS
deve provvedere, mediante le tariffe dei pedaggi, alla copertura
dei costi di esercizio, di manutenzione, di rinnovo di impianti
infrastrutturali. Pertanto lo stesso non ha, e non può avere,
trasferimenti di partita corrente a carico del bilancio della
Regione siciliana.
Non dimentichiamo che la Regione siciliana ha solamente un potere
di controllo e vigilanza.
Prima di ogni altra considerazione sulla capacità operativa del
CAS, la questione da dirimere, proprio per la risoluzione del
problema, è la natura giuridica dello stesso CAS che va definita
invero, seppur nell'atto di convenzione concessoria qualifichi il
CAS come organismo di diritto pubblico, quasi a volere ricondurre
l'ente nel novero di quelli non economici, tale definizione serve
ad assoggettare l'affidamento degli appalti del consorzio al
relativo regime di evidenza pubblica.
Va osservato che per la Corte di Giustizia europea: organismo di
diritto pubblico è una persona giuridica che è bensì connotata per
carattere di pubblicità e dal fatto che il suo intento prevalente è
non di procurare profitto ma di assicurare un'attività di interesse
generale. Tuttavia, può contemplare e conseguire un profitto e
svolgere un'attività di impresa, ossia attività che viene
attualmente svolta o può anche essere svolta da imprese private .
Sicché resta estranea questa accezione alla nozione di ente
pubblico in senso stretto, cioè di ente non economico, quale ormai
risultante dalla descrizione proveniente dalla stessa Corte di
Giustizia europea per la quale, infatti, ente pubblico è un
organismo che indipendentemente dalla sua forma giuridica, sia
stato incaricato con un atto della pubblica autorità di prestare
sotto il controllo di quest'ultima un servizio di interesse
pubblico che dispone a questo scopo di poteri che eccedono i limiti
di quelli risultanti dalle norme che si applicano nei rapporti fra
i singoli.
Poiché né Autostrade per l'Italia S.p.a, né Autovie venete S.p.a.,
né tanto meno il Consorzio Autostrade siciliane vantano poteri che
eccedono i limiti di quelli risultanti dalle norme che si applicano
nei rapporti fra singoli - giusto perché non si intestano potestà
autoritative - trova conferma che organismo di diritto pubblico con
il quale si identificano i suddetti enti, non è ente pubblico in
senso stretto, cioè non economico, bensì un ente pubblico economico
e, come tale, estraneo su trascritto novero di soggetti pubblici
cui trova applicazione la legge regionale n. 10/2000.
Altro aspetto da sviscerare è quello dell'autonomia finanziaria
così come detto in base all'articolo 16 della legge 531/82, il CAS
deve provvedere, mediante le tariffe dei pedaggi, alla copertura
dei costi di esercizio, di manutenzione, di rinnovo di impianti
infrastrutturali - nulla di più lontano dalle attuali capacità
gestionali in carico ai consorzi.
Pare, infatti, che ad oggi non siano stati approvati bilanci
consuntivi degli anni 2013 e 2012 né tanto meno il previsionale
2014.
Da registrare inoltre il preoccupante andamento della spesa
corrente; anche i costi di esternalizzazione dei servizi,
sicuramente comportano delle spese che non possono essere più
giustificate.
Il modus operandi del CAS è in conflitto con le norme nazionali
richiamate nella concessione, ma non lo dico io, caro assessore; la
relazione del Ministro Lupi, che è stata depositata al Senato, dice
proprio questo: che la concessione non è conforme alla normativa
nazionale .
L'unica autostrada che non ha la concessione alla normativa
nazionale è rimodulata nel 2007 e aggiungo che il piano finanziario
non è stato proposto e, addirittura, sembrerebbe, che l'Agenzia
delle Entrate abbia fatto un accertamento e abbia constatato che la
contabilità deve essere coerente con un ente economico, non con un
ente non economico.
Quindi, assessore, dopo questi riferimenti normativi, ciò che mi
preoccupa è che il CAS non può più essere gestito in questa
maniera.
Sostengo, da anni, che la Regione, che ha a solo il controllo e la
vigilanza del CAS e, purtroppo, devo constatare, ahimè, che non ha
esercitato né il controllo, né la vigilanza; se avesse esercitato,
infatti, il controllo e la vigilanza, avrebbe appreso che, dal
2008, non vengono riscosse le royalty, ma non solo. La cosa più
grave, e questo riguarda le entrate che il CAS deve avere, ma che
addirittura gli autogrill oggi, non hanno avuto il carburante
pagato e si rifiutano, sembrerebbe, o quanto meno, lamentano il
mancato pagamento dal 2008.
Siamo in una situazione da terzo mondo. Perché mi sono preoccupata
anche di andare oltre e di non porre solo un problema di controllo
e di gestione ma di porre una questione sicuramente di natura
giuridica che va risolta, perché va risolto a monte il problema
sulla natura del CAS e sulla definizione di ente pubblico
economico, il CAS, come tutte le altre autostrade d'Italia (tranne
la nostra) può reggersi - non solo può reggersi - ma diventare
anche una fonte, non dico di profitti, ma può garantire, sicurezza,
manutenzione e nello stesso tempo dare occupazione.
Lei sa, carissimo assessore, che ci sono i famosi trimestrali ,
cioè personale che ha svolto attività lavorativa per anni e oggi
lamenta di non lavorare e, proprio perché trattasi di ente
regionali, voi vi ponete il problema.
Non è assolutamente così perché, ripeto, il CAS è un ente
economico. Due sono le soluzioni che pongo e, poi, lei darà il
parere contrario.
Ripeto, la Regione ha sbagliato in tre cose: a) un parere
dell'Ufficio legislativo errato, perché parte da una richiesta di
un funzionario che chiedeva di essere inquadrata come il più alto
livello regionale e chiede - e parte dall'assunto, posto che il
CAS è un ente economico' - ma successivamente c'è una sentenza del
CGA - Consiglio di giustizia amministrativa - che dice esattamente
- anche se poi non entra nel merito perché era una causa con l'Anas
-, richiama l'analoga questione e dice che il CAS deve essere
annoverato fra quegli enti che dipendono direttamente dal
concedente.
Quindi le chiedo, al di là, di verificare: i rapporti con il
Ministero delle Infrastrutture e, poi, di avere un parere
dell'Ufficio legislativo e legale o dell'Avvocatura dello Stato che
spieghi la definizione dell'Ente.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per sostenere la relazione posta dall'onorevole Grasso e
desidero esprimermi non solo favorevolmente ma appongo la mia firma
alla mozione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se, sulla
mozione, ci siano altri iscritti a parlare e se, dunque, ci sarà un
dibattito lungo.
Volevo chiedere, se i colleghi sono d'accordo e se lei valuta la
mia proposta come ammissibile, di sospendere per pochi minuti la
trattazione della mozione, per permettere di dare il voto finale ai
due disegni di legge che abbiamo all'ordine del giorno.
Questo permetterebbe di votare le leggi e, dopo, di continuare il
dibattito.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, le rispondo subito. Ci sono soltanto
pochissimi iscritti e credo che anche la risposta del Governo non
sarà, poi, così lunga.
Mi rifaccio al Regolamento interno dell'Assemblea, esattamente
all'articolo 158, che prevede che quando c'è una mozione, non si
può interrompere la stessa, fino a quando non si arriva al voto.
Proseguiamo con una certa celerità.
TURANO. Signor Presidente, non si può sospendere una mozione non
significa
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la discussione di una mozione non
potrà occupare più di tre sedute.
Nel corso della discussione di una mozione e, prima che la stessa
sia posta in votazione, l'Assemblea non può iniziare la discussione
di altri argomenti.
TURANO. Il fatto che non può iniziare la discussione di altri
argomenti non significa non poter dare il voto finale sui disegni
di legge.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la ringrazio per questa sua
precisazione, però, mi attengo a quanto scritto sul Regolamento
interno.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione della mozione n. 178
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, assessori,
quando, a partire dagli anni '70, si è iniziato a discutere della
necessità di riunificare, sotto un unico ente, i tre consorzi
autostradali che, allora, avevamo in Sicilia, che riguardavano la
Messina-Palermo, la Messina-Catania e, poi, la Siracusa-Gela,
tutti, anche coloro i quali erano ancora giovanissimi, abbiamo
guardato con attenzione all'idea che si unificasse in un unico
soggetto coloro i quali si occupavano della costruzione delle
autostrade in Sicilia.
Vedevamo - e uso l'imperfetto volutamente - nel Consorzio per le
autostrade siciliane che doveva fare nascere uno strumento che
avrebbe dovuto razionalizzare la spesa, avrebbe dovuto
razionalizzare gli interventi. Avrebbe dovuto, cioè, dovuto fare
quello che, fino ad allora, l'ANAS non aveva fatto in Sicilia,
avendo trascurato, storicamente, questo territorio perché, al di là
delle 113, 114 e 115 che, in maniera organica, però, collegavano
tutta la Sicilia, con un sistema viario sicuramente importante,
altro l'ANAS non aveva fatto in Sicilia.
Signor assessore, che cos'è oggi il Consorzio per le autostrade
siciliane?
E' un ente che procede nel senso della modernizzazione e della
razionalizzazione della rete viaria siciliana, oppure una sorta di
tappo di bottiglia che impedisce persino alle risorse di giungere
in Sicilia e di essere impiegate e di essere utilizzate?
Le devo parlare di tre opere che riguardano la provincia di
Siracusa, dove il CAS dimostra di essere un ente inefficace,
inesistente, dannoso per una comunità.
La prima opera a cui mi voglio riferire perché, alla fine, se
dobbiamo giungere ad una conclusione, deve essere una conclusione
che si deve basare su dati certi ...
Se dobbiamo decidere di far venir meno questo Consorzio per le
autostrade siciliane e cedere le nostre tratte autostradali
all'ANAS, sia chiaro, non ai privati, dobbiamo cercare di capire
cosa ha fatto il Consorzio per le autostrade siciliane.
Ha voluto finanziare, ad esempio, la bretella di collegamento fra
il lido di Noto e la Strada Provinciale 19 Pachino - Porto Palo.
Bene, il Consorzio per le autostrade siciliane, consegnati i
lavori nel febbraio del 2012, li avrebbe dovuti completare ora, nel
mese di luglio 2014, procede con settecento giorni di ritardo su
quella che è la marcia dei lavori.
I lavori dovevano essere conclusi in novecento giorni e, quindi,
entro il 14 luglio; siamo a meno del trenta per cento delle opere.
Di conseguenza, le cose sono due: o è inefficiente il Consorzio per
le autostrade siciliane o è inefficiente la società che sta
realizzando i lavori.
Nell'uno e nell'altro caso,il CAS non fa sentire la sua voce, il
CAS non fa sentire la sua presenza sul territorio.
E che dire dello svincolo Maremonti? Anche lì i lavori dovevano
essere conclusi a maggio, anzi, con una faccia tosta unica, perché
la caratteristica propria di coloro i quali, negli anni, hanno
amministrato il Consorzio delle autostrade siciliane, sia come
vertici politici sia come vertici tecnici, è di avere una faccia
che, come dicevano i nostri nonni, era di bronzo , cioè nel senso
che sono capaci di mentire perfino guardandoti in faccia, i lavori
dovevano essere inaugurati a maggio di quest'anno, cioè l'altro
ieri. Anche qui, siamo con centinaia di giorni di ritardo. Non
abbiamo mai capito cosa fa il Consorzio delle autostrade siciliane.
E che dirle, era una operazione di messa in sicurezza dei lotti 3,
4 e 5 della Siracusa-Gela, cioè quelli che da Avola arrivano fino a
Rosolini; lì, addirittura, stanno procedendo con quattro anni di
ritardi, quattro anni di ritardo, 1200 giorni di ritardo. L'altro
ieri, finalmente, dopo una interruzione durata sedici mesi, sono
riniziati i lavori e iniziano i lavori, però, sotto la campagna
estiva, quando la gente deve andare a mare, quando c'è un traffico
insopportabile sulla Cassibile-Avola e questi lavori, non solo non
riusciranno a raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissati per
questa estate, ma sono ulteriore motivo di rischio per i cittadini.
Ora, arriverà il Prefetto e dirà al CAS fermati, non puoi
lavorare in questo periodo . E sarà la scusa buona per il Consorzio
per sospendere i lavori. Ma che dirle della Siracusa-Gela? Una
prova lampante di una inefficienza e una incapacità di affrontare e
risolvere i problemi che ci ha messo, ci mette e ci metterà a
rischio di perdere i finanziamenti della Comunità Europea.
Perché, finalmente, hanno consegnato - e concludo -, stiamo
parlando di 386 milioni di euro, e stiamo parlando anche per il
lavoro che rischiano mille operai. Bene, signor Presidente,
Assessore, cosa ha fatto il Consorzio per le autostrade siciliane?
Sapeva che doveva consegnare i lavori, sapeva che queste opere
devono essere consegnate e collaudate entro il 31 dicembre del
2015. Ha brillato solo ed esclusivamente per assenze e, alla fine,
sotto le baionette dei due Prefetti di Siracusa e Ragusa, ha
consegnato i lavori. Ma è mai possibile che un Ente che viene
profumatamente pagato per favorire lo sviluppo del territorio, alla
fine, sia costretto ad operare sotto le baionette dei Prefetti che
lo costringono a consegnare i lavori perché sono a rischio mille
posti di lavori che è l'unica possibilità certa che abbiamo nella
zona e nelle province di Siracusa e Ragusa?
Per questo motivo, caro Assessore, ritengo che abbia ragione
l'onorevole Bernadette Grasso: il CAS va sciolto perché si è
dimostrato inefficiente, incapace, dannoso, una zavorra
insopportabile per questa terra ma le competenze del CAS devono
essere restituite all'ANAS, sicuramente, no ai privati.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi, è
difficile non concordare con l'analisi che ha fatto la collega
Grasso nell'illustrare la mozione perché le condizioni che si sono
determinate in passato ma, soprattutto, la sentenza del CGA,
favorita dal parere dell'Ufficio legislativo e legale della
Regione, ha determinato condizioni certamente difficili per
un'azienda, perché il Consorzio è un'azienda, che viene equiparata
sostanzialmente ad un Dipartimento della Regione.
Questo stato di cose cozza sicuramente - l'Assessore credo che
possa, per così dire, riflettere su questo dato, visto che è
imprenditore da un lato e comincia a vedere come funzionano i
dipartimenti della Regione - quindi non faccio una valutazione di
merito ma faccio una valutazione in rapporto alle dinamiche che
deve avere un'azienda che gestisce una importantissima
infrastruttura della nostra Regione.
Tutto questo si riflette sulla capacità di utilizzare
tempestivamente le risorse, si riflette sulla stessa gestione del
personale. Vorrei ricordare che il fatto di essere diventata
sostanzialmente un'azienda regionale, con le dinamiche dei
dipartimenti regionali, ha determinato una situazione di questo
tipo: per quanto riguarda gli uffici, che dovrebbero sovrintendere
a tutta questa attività che riguarda la manutenzione, le nuove
infrastrutture, la sorveglianza e così via dicendo, credo che se ne
siano andati in pensione gran parte dei dipendenti che c'erano,
soprattutto per quanto riguarda i tecnici, quindi, c'è un forte
impoverimento che determina difficoltà per il Consorzio di tentare
di assolvere alla missione che ha; per quanto riguarda il personale
di esazione, la situazione che si è determinata che impedisce il
ricorso alla manodopera stagionale che prima era regolamentata come
in tutte le altre autostrade italiane, sia quando erano IRI, sia
quando sono diventate private, cioè si poteva utilizzare il
personale in rapporto alle esigenze stagionali sulla base di una
graduatoria che era fondata sulla quantità di prestazioni che
avevano dato.
Oggi, non si può fare ricorso al personale stagionale ma, nello
stesso tempo, per coprire le carenze di organico che ci sono, o le
disfunzioni eventuali, si fa un ricorso elevato a prestazioni di
lavoro straordinario che, com'è noto, sono più onerose del lavoro
normale. Questa è a grandi linee la situazione, dopodiché - e su
questo mi permetto di dire che non sono d'accordo con le soluzioni
proposte dalla collega, onorevole Grasso -, credo che dire che la
Regione cede una parte delle quote a privati mi pare un operazione
che non avrebbe mercato in queste condizioni.
Abbiamo anche un problema che riguarda tutta l'infrastruttura
autostradale siciliana, tant'è, Assessore, che ne avevo parlato
con il suo predecessore il quale mi diceva che l'orientamento del
Presidente della Regione non era favorevole. Immagino che il
Presidente della Regione non abbia avuto modo di approfondire e di
riflettere su quali sono i problemi e le criticità del Consorzio
per le autostrade siciliane. Nella precedente consiliatura, avevamo
suggerito al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità di avviare una interlocuzione con il
Governo nazionale, anche perché, in Sicilia, abbiamo una situazione
per cui una delle arterie importanti come la Catania-Palermo è
gestita dall'Anas e, invece, questa parte è gestita dal CAS; tra
l'altro, piccolo particolare, da una parte, si paga, dall'altra
parte, non si paga il pedaggio ma, a parte questo aspetto, credo ci
sia la necessità di avere una gestione unitaria di questo
patrimonio infrastrutturale, tant'è che si era pensato di avviare
una interlocuzione con il Ministero dell'economia per tentare di
fare una sorta di società mista tra l'ANAS e la Regione siciliana -
ci sono già esempi nel resto del Paese - per dare luogo ad una
gestione, intanto, che non sia equiparata ma, diciamo così, la
possibilità di completare alcune importanti infrastrutture stradali
che ancora sono in sofferenza come ricordava il collega,
l'onorevole Vinciullo.
Torniamo all'Anas. Vorrei dire al collega Vinciullo che l'Anas,
oggi, non è un'azienda. Si chiama ancora azienda ma non gestisce
più niente, quindi, se parliamo di revoca della concessione,
dobbiamo sapere che la revoca può intervenire. A quel punto, l'Anas
metterà al bando e, quindi, saranno solo soggetti privati che
potranno concorrere alla gestione del Consorzio per le autostrade
siciliane.
Credo che, invece, se vogliamo evitare di chiudere gli occhi, come
ha fatto finora il Governo, rispetto alla concreta realtà ed alle
concrete difficoltà del Consorzio, ed invece di guardare alla
prospettiva bisognerebbe rivalutare questa possibilità che ci
darebbe e offrirebbe al Consorzio una prospettiva e, soprattutto,
la possibilità per i siciliani di avere un anello autostradale che
sia, effettivamente, in grado di sostenere la mobilità, ma anche la
prospettiva di sviluppo della Sicilia.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
cittadini, la questione del CAS -Consorzio autostrade siciliane -
sicuramente, è una questione che sta a cuore a tutti perché, non
voglio toccare le corde dell'emotività, sappiamo quante e quali
sono le morti sulle nostre autostrade siciliane.
Chiaramente, poi, si va a dire certo, sulla strada, ci si va con
la macchina, quindi, non si sa fino a che punto è imputabile la
responsabilità se all'incidente di per sé causato da chi è alla
guida oppure alle condizioni della strada. Basta, però, farla,
basta percorrerla l'autostrada Messina-Palermo, Catania-Messina, la
Siracusa-Gela, le tratte di competenza, per capire di che cosa
stiamo parlando. Ho trascorso il tempo, venendo più volte, andando
e tornando da Palermo, e andando e tornando da Catania, a vedere
quello che c'è sulle nostre autostrade. Ci sono strade con una sola
corsia: a volte, nei percorsi di andata, si occupa per gli
interventi fermi da più di dieci anni una parte di transito da una
parte e, dall'altra parte, non c'è neanche la corsia di emergenza.
Ed uno dice: Non sia mai che succeda qualcosa, perché, se mi si
ferma la macchina, non ho neanche la possibilità di potere
superare. . Credo che veramente il buon Dio ci assiste allorquando
noi, ogni giorno, ogni volta, almeno due volte a settimana,
percorriamo queste strade; tutti i cittadini siciliani le
percorrono.
C'è una situazione fatiscente. Addirittura, diciamo che c'è una
galleria sulla Messina-Palermo, all'altezza di Brolo, in cui si
percepisce, quando passiamo, un fortissimo odore di gas. Questa
galleria è scarsamente illuminata, oltre a non avere un adeguato
impianto di ventilazione. Non oso immaginare quello che
succederebbe se si verificasse un incidente. E, a proposito di
questo gas, non capiamo di cosa si tratti, non sappiamo perché c'è
questo tanfo e le centraline dell'Attack, che si deve poi muovere
al controllo.
Ora la situazione è devastante e questo lo abbiamo compreso;
inutile ribadirlo e dirlo. La situazione che è stata disegnata
dall'onorevole Grasso nella mozione è sicuramente inquietante. Poi,
però, andiamo a vedere le dichiarazioni degli ultimi giorni del
Presidente Faraci ed anche del direttore Rainiti - guarda caso,
sono entrambi di Gela, ma questo dato lo lascio alle valutazioni
dell'Aula, Gela caput mundi mi sembra recentemente in
quest'ultima tornata di nomine, e ci sono leve finanziarie nelle
interviste che rilascia, ci sono appalti, ci sono delibere del
Cipe. E, allora, i soldi ci sono o non ci sono? L'ente è economico
o non è economico? Perché mi pare che qua definito come economico,
non economico in base alla convenienza.
E, soprattutto, questo ente è un colabrodo. Un colabrodo mafioso,
nel senso che la gestione che ha portato a indebitare l'ente, un
ente che ha utili perché ricordiamo - almeno dai dati che è
possibile desumere, perché gli ultimi due bilanci non li abbiamo,
però, dall'anno 2010 e 2011 - desumiamo che hanno avuto un utile di
75 milioni, perché paghiamo il pedaggio noi cittadini siciliani.
Parliamo di 75 milioni nel 2010, 65 milioni nel 2011; nel 2012, non
sappiamo quale sia stato l'utile, però, sappiamo la perdita, cioè 7
milioni e 238 mila.
Perché? Come si perdono, come non si perdono? Ma chi deve
controllare? Guarda caso, deve controllare l'assessorato
all'economia perché trattasi di partecipata regionale. Però, mi
chiedo, allora, questa struttura del CAS, questo Consorzio
autostrade siciliane è, attualmente, in virtù del 91 per cento di
quota regionale, partecipata dalla Regione, quindi, il controllore
controlla sé stesso. Dove dobbiamo andare? Cioè la struttura in sé,
ed è questo che rileggiamo nel funzionamento del CAS, funzionamento
assurdo, indefinibile, uno spreco di denaro in rivoli, che ha visto
anche recentemente assegnazione di appalti, poi, per fortuna,
revocate, a ditte senza certificazioni antimafia, ora assegnate a
ditte che, invece, l'hanno recuperata per un pelo questa
certificazione antimafia, esternalizzazione di appalti per la
vigilanza, la sicurezza, tutti quelli che sono i crismi per cui il
CAS, oltre al termine della costruzione, è stato creato - abbiamo
appalti di 2 milioni e 5 per sei mesi - quando? Allorquando
sappiamo che il personale che è stato fatto passare internamente,
che precedentemente invece svolgeva le funzioni di gestione,
controllo, vigilanza era interno all'ente. Perché, quindi, farlo
passare all'amministrazione per poi subappaltare?
Rientriamo sempre nella logica del bel magico gioco, della
Regione siciliana che non ha soldi e, in questo caso, si richiede
poi una ricapitalizzazione. Dio buono Non abbiamo una lira, e,
come si dice in siciliano, nta l'uocchi, scusate l'espressione, e
poi andiamo a ricapitalizzare. Perché? Perché poi questo ente debba
essere reso più appetibile per possibili cessioni di cui si parla
anche nella mozione.
No, non ci sto, non ci stiamo come Gruppo. Le autostrade sono un
servizio pubblico. Il sistema in sé e per sé, valutata
l'interlocuzione col Ministero e tutto quello che ritengo questo
assessorato, mi pare, abbia cominciato a fare, diciamo, da un mese
a questa parte, si deve fare, per carità, però, valutiamo il
marcio, perchè il marcio non è nella struttura, nella concessione,
in chi gestisce a livello di istituzioni ma è nelle persone. E' in
chi prende le decisioni. Allora, invece, facciamo in modo, per
esempio, di proporre un auditing interno, come propone la legge
numero 105 del 2009, attraverso un controllo di coloro che svolgono
funzioni pubbliche e che spendono i nostri soldi.
Facciamo in modo, per esempio, come dice anche l'Ufficio legale
della Presidenza della Regione, cioè che, sebbene la legge delega
150 del 2009 sia da applicarsi in Sicilia solo nella misura del
rinvio dinamico, contenuto nella legge numero 10 del 2000, la piena
realizzazione della predetta previsione è potenzialmente in grado
di agire da deterrente nei confronti delle degenerazioni del
sistema legate all'abuso, abuso del rapporto fiduciario tra organo
di indirizzo politico e dirigenza.
Qua il problema non è la politica, quanto meno è la politica
allorquando questa è connivente con la burocrazia. Allora,
staccare il rapporto esistente tra la nomina e il dirigente che è a
tempo determinato oppure viene nominato senza alcun criterio anche
di valutazione e il gioco è fatto. E' questo il gioco.
Allora, la Regione siciliana deve controllare all'interno; qua,
infatti, sbagliamo pure la mira perché l'assessore competente è sì
quello alle infrastrutture, ma, in particolar modo, è quello
dell'economia.
Pertanto, io chiedo, signor Presidente, che si sospenda la
trattazione di questa mozione che non porterebbe a nulla e si
tratti invece la tematica ben più grave che è quella economica, in
commissione bilancio, perché dobbiamo sapere i bilanci dove sono,
gli impegni di spesa dove sono, i soldi dove sono e per che cosa
vengono spesi.
PRESIDENTE. E' iscritto l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, dal momento che vi sono numerosi iscritti a
parlare su questa mozione, vi esorto a contenere i vostri
interventi entro i cinque minuti.
DIPASQUALE. Signor Presidente, le assicuro che non supererò i
cinque minuti anche perché non c'è molto da dire, secondo me, su
questa vicenda.
Non ci sono dubbi che tutto si può migliorare, possiamo migliorare
tutto, possiamo rendere tutto più funzionale, ma il dibattito che
oggi abbiamo la possibilità di affrontare grazie anche a questa
mozione, è un dibattito fondamentale, importante. Però, dobbiamo
stare attenti, cari colleghi, a non prendere l'acqua sporca con
tutto il bambino e buttarla Perché, vedete cari amici e colleghi,
noi apparteniamo ad un'Isola dove purtroppo ancora esistono
province che non hanno un metro di autostrada. Pensate un po', la
provincia di Ragusa è l'unica provincia in Italia che non è
attraversata da un metro di autostrada. Finalmente, grazie al
lavoro svolto da questo Governo regionale e anche da coloro che si
occupano e si sono occupati dell'appalto di questa importante
infrastruttura da qui a poco, pochissimo tempo, l'autostrada
entrerà dentro la provincia di Ragusa. E per noi è importante
(Interruzione dell'onorevole Vinciullo non ricevibile)
DIPASQUALE L'onorevole Vinciullo è abituato solo a fare il
protagonista in quest'Aula e quindi quando qualcuno interviene
esprimendo la propria opinione certamente egli si infastidisce.
L'onorevole Vinciullo che è il tuttologo di quest'Aula, che è colui
che dall'opposizione fa tutto, l'onorevole Vinciullo che è uno dei
pochi parlamentari
Quindi se l'onorevole Vinciullo mi lascia parlare e mi fa
completare il mio intervento io non sto facendo nient'altro che
dire che finalmente l'autostrada entrerà nella mia provincia. Ma
non solo, esiste un lavoro, un impegno da parte del Governo e penso
che dobbiamo sostenerlo noi anche in quest'Aula, un progetto
importante che vada finalmente a completarla questa rete
autostradale siciliana, che dovrà uscire da Modica, perché arriverà
fino a Modica, per arrivare fino a Gela, per arrivare fino a
Trapani.
Perché è impossibile pensare a una Sicilia che ci è stata
consegnata così, per responsabilità di tutti ma che prevede
solamente di tutti degli amici miei democristiani dell'epoca, a
seguire degli amici miei di Forza Italia, di tutti, e mie
responsabilità per avermi sostenuto negli anni e nel tempo.
Però, questa è la Sicilia che abbiamo ricevuto, una Sicilia che da
un punto di vista infrastrutturale è una Sicilia vergognosa,
qualcosa è iniziata a sboccarsi, qualche aeroporto abbiamo avuto la
fortuna di avere sbloccato l'aeroporto di Comiso.
Ringrazio l'onorevole Di Giacomo per il suo grande impegno, lo
faccio qui pubblicamente, in quest'Aula, ed altre cose. Non
dobbiamo fermarci e non può essere il nostro problema, oggi al
centro della discussione, il CAS. E' chiaro che abbiamo bisogno di
una gestione ottimale, la dobbiamo migliorare. Ma noi dobbiamo
guardare oltre, dobbiamo andare avanti e dobbiamo pretendere che
questa autostrada, che finalmente esce da Siracusa grazie al grande
lavoro dell'onorevole Vinciullo - che è quello che dall'opposizione
fa tutto, qualsiasi cosa in Sicilia la fa lui nonostante sia
all'opposizione - ma grazie all'impegno di tutti stiamo uscendo da
una provincia per entrare in un'altra.
Impegnamoci tutti con forza e con determinazione affinché possiamo
continuare, completare la parte mare dell'autostrada e poi
raggiungere tutte le altre con una croce, collegarle tutte.
Queste sono le scommesse della politica che ritengo siano le più
importanti che devono vedere un Parlamento ed i deputati
parlamentari impegnati per l'amore della nostra Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, cittadini,
l'onorevole Zafarana prima diceva che prima di fare qualcosa ci
deve essere un incidente. Io la volevo rassicurare perché anche
dopo l'incidente non si fa nulla, può stare tranquilla.
E la dimostrazione è quello che è successo al casello - oddio,
chiamarlo casello - autostradale di Cassibile, dove ci sono stati
diversi incidenti.
Noi avevamo presentato un'interrogazione a settembre 2013 e dopo
qualche giorno lo stesso Presidente Crocetta ha avuto un incidente
stradale presso quel casello.
Noi dicevamo che è pericoloso. Forse portiamo un po' di sfortuna -
per non dire di peggio - o forse siamo facili profeti perché anche
noi ci siamo accorti che c'era qualcosa che non andava.
Purtroppo, io non so se il CAS si sa occupare di autostrade, ma si
sa occupare bene di montagne russe perché, andando da Cassibile
verso Noto, c'è quell'autostrada fantastica, piena di cunette, dove
si deve mantenere la velocità di 80 km orari perché si costruisce
in maniera abbastanza particolare.
Ma io vi voglio fare vedere questa immagine.
(Mostra all'Aula una planimetria)
Questo è il piano regolatore di Siracusa, dove è previsto il punto
in cui deve andare il casello autostradale di Cassibile e si vede
come la strada si allarga ad un certo punto dove deve essere
inserito il casello. Invece no: questo allargamento non è stato
fatto, è stato fatto al centro di strada sul vero senso della
parola ed ogni tanto c'è qualche tir che rimane incastrato là
dentro e dobbiamo aspettare qualcuno che va a sbloccarlo.
L'abbiamo detto, gli incidenti ci sono stati, ma cosa si è mosso?
Assolutamente nulla, perché in questa Regione puoi gridare quanto
vuoi, puoi presentare atti quanto vuoi, non si muove assolutamente
nulla, caro assessore.
Spero che lei - che si è insediato da poco - cominci a smuovere le
acque, ma chissà perché abbiamo la sensazione che queste acque
immote sono ed immote rimarranno.
Il problema è abbastanza grave anche per i fondi, i fondi FESR,
per quanto riguarda il tratto che va da Rosolini a Modica ma anche
lì la sensazione è che questi soldi prenderanno altre strade.
Non si fa così una programmazione, non si lavora così. Gestire una
Regione è qualcosa di terribilmente serio, ma che si fa in maniera
abbastanza pressappochista. Ed i Siciliani non se lo possono più
permettere. Spero che questo Governo si svegli ma, purtroppo, credo
che questo non avverrà.
Concludo chiedendo una cosa all'assessore qui presente: c'è
un'interrogazione - anch'essa lasciata inascoltata, ho provato a
chiamare dei dirigenti, l'assessore, ma è più facile parlare con
Papa Francesco che se lanci un allarme ti richiama lui, piuttosto
che riuscire a parlare con uno dei dirigenti dell'assessorato, di
qualunque assessorato
Mi riferisco alla strada provinciale che collega Palazzolo a
Giarratana che sta crollando pezzo dopo pezzo; non si può più
passare, c'è gente che ha attività produttive, attività agricole in
quella zona, anche lì una interrogazione fatta ormai da più di un
anno, ma non si muove nulla. Se ci degnate almeno di una risposta,
anche se la risposta è: non abbiamo soldi, non sappiamo che fare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Grasso. Ne ha
facoltà.
GRASSO. La Commissione bilancio non è competente perché il
bilancio del CAS è autonomo e - ripeto - la Regione non interviene.
Quindi dico, la competenza della Commissione Bilancio perché non
sono né somme che entrano né trasferimenti
VINCIULLO No, la Commissione bilancio dà somme al CAS.
GRASSO Io oggi pongo un problema di sicurezza. Io sostengo da anni
che l'autostrada non è sicura. Nella mozione pongo delle
alternative, cioè dico: o questo ente si fa funzionare, si ha la
capacità di farlo funzionare, ma c'è un problema di liquidità
Dovete sapere che il 35 per cento che per legge deve essere
utilizzato per la manutenzione non viene utilizzato, che il CAS è
sommerso da pignoramenti, decreti ingiuntivi, questioni legali,
perchè ogni giorno muoiono persone a causa della cattiva
manutenzione.
Io non parlo di ricapitalizzare di chissà che cosa. Allora o
questo ente si fa funzionare, o se non si ha la capacità di farlo
funzionare, non dimenticando che la Regione Che non è un ente
regionale, che il rapporto del CAS discende dal Ministero, che
l'ANAS non c'entra, e che dal 2012 è competente il Ministero delle
Infrastrutture.
Pertanto, io al Governo ho voluto sollevare con questa mozione, e
porre all'attenzione del Governo un problema che vale la sicurezza
delle persone e due cose: a) che cosa intende fare? Non si possono
fare mutui di 380 milioni Vi invito a fare una passeggiata per
sistemare, o illuminare le gallerie, o rendere l'autostrada più
sicura. I pedaggi come vengono utilizzati? Il rapporto che
intercorre col Ministero, anche in riferimento alla decadenza della
concessione? Perché si deve avere la capacità: o un ente si fa
funzionare o altrimenti si vendono le quote. Dico, non spettano a
me le soluzioni, ma spettano al Governo col Ministero. A me spetta
portare all'attenzione la questione. E' un problema che è
indifferibile e la cui risoluzione dipende, ripeto, dalla natura,
dalla disquisizione della natura giuridica dell'ente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO. Onorevoli colleghi, io ho la ventura, la fortuna o la
sventura di vivere a Brolo e di viaggiare quattro volte alla
settimana per Palermo. Il che significa andare ogni giorno incontro
a dei pericoli perché di giorno in giorno aumentano i sensi
alternati unici, nel senso che le gallerie che dovevano essere
praticamente consegnate, riparate in tempi brevissimi, è da circa
tre anni che sono bloccate a senso unico alternato.
Al di là pure delle situazioni che vi sono praticamente, di
quelli che sono stati incidenti mortali - l'ultimo quello di Patti
che ha portato la perdita di vita di un giocatore di giovanissima
età. Vi è un problema di fondo assessore - lei è nuovo - ma è bene
che comprenda.
Voi avete come assessorato la vigilanza sul consorzio delle
autostrade. Bene, io penso che nel tempo, nel tempo il consorzio
delle autostrade abbia peggiorato la situazione. Nel tempo vi sono
stati appalti che non potevano essere dati a ditte senza gare
regolari. Vi sono state, praticamente, tratti di strade, di
autostrada asfaltati ben due volte, una volta sul fango poi di
nuovo asfaltati con oneri a carico sempre del consorzio. Oggi la
situazione è molto grave, ma io penso che la mozione presentata
dalla collega Grasso sia più una provocazione e anche un modo per
mettere in discussione una situazione che così com'è non può
andare. Il problema è che nel tempo si sono susseguiti commissari
con più o meno competenze, che sicuramente non hanno risolto i
problemi. Oggi vi è un consiglio di amministrazione ma fino ad oggi
- dobbiamo dirlo molto chiaramente - non vi sono stati segnali di
miglioramento.
La situazione, allora, credo debba essere affrontata nel complesso
non con una mozione, questo deve rappresentare uno spunto per
approfondire una situazione che sicuramente diventa grave ed è un
nodo principale per quanto riguarda un'arteria autostradale che
interessa, più o meno, tutta la Sicilia.
Credo, Assessore, che - prendendo spunto da questa mozione -
debba, all'interno della compagine del Governo, con il contributo
del Presidente, dell'Assessore per l'economia, ma attraverso un
confronto serrato con l'Aula, arrivare ad una soluzione che non può
essere quella di lasciare la situazione in questo modo senza nessun
movimento.
Credo che il Consorzio delle autostrade debba essere rivisto e
ripartire da quelle che sono non solo le questioni di sicurezza ma
quelle relative ad una manutenzione straordinaria che non è
avvenuta nel tempo e non avviene ancora oggi. Non si capisce perché
ci sono delle gallerie lasciate, anni e anni, senza soluzioni.
Tutto questo avviene dal tratto che va da Sant'Agata di Militello a
Messina con pericoli. Sa cosa è avvenuto? Oggi il Consorzio delle
autostrade con l'ANAS e altri hanno fatto degli svincoli nuovi. Gli
svincoli, ancor prima di essere consegnati, hanno delle crepe che
creano problemi anche di sicurezza.
In queste condizioni, credo, bisogna prendere un'iniziativa a
parte e trovare soluzioni idonee al di là delle appartenenze, al di
là dei consigli di amministrazione, a chi appartengano presidenti o
componenti del consiglio di amministrazione, bisogna avere la
capacità di risolvere questa problematica non da poco.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo l'intervento dell'onorevole
Picciolo, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
PICCIOLO. Signor Presidente, Assessore, ringrazio l'onorevole
Grasso per la mozione che ha presentato. Molte volte si pensa che
il Consorzio Autostrade Siciliane sia proprietà della provincia di
Messina perché ha la sede legale a Messina. Noi messinesi subiamo
anche quest'onta, Assessore. Questo Consorzio credo debba essere
efficientato.
Siamo stanchi di avere una struttura che tecnicamente è carente,
caratterizzata da inefficienze gestionali, da una gestione
irrazionale delle risorse perché si tratta di un ente che gode di
entrate proprie e non è in grado di svolgere l'ordinaria
manutenzione delle autostrade siciliane, mettendo quotidianamente a
repentaglio la vita degli utenti messinesi e, in generale, dei
siciliani perché essendo Messina la Porta della Sicilia chiunque
arrivi da Messina e si diriga verso Catania o verso Palermo è
costretto a passare dal Consorzio Autostradale.
Si deve notare come nel corso degli anni, questa situazione di
degrado del mantenimento delle strade sia sempre peggiorata. Ci
sono, adesso, lunghi tratti autostradali ridotti ad una
monocarreggiata - non mi riferisco al viadotto Ritiro che è
oggetto di un contenzioso ormai da anni che non va avanti e non fa
altro che penalizzare ulteriormente la città di Messina - mi
riferisco, in generale alle tratte. C'è un dosso in una semicurva
vicino Tusa di una pericolosità mostruosa - percorro questa strada
tutti i giorni. La curva sulla Villa romana di Patti, la
deviazione, è stata causa spesso di mortalità. Stessa cosa sul lato
della ionica, di Taormina.
Assessore, si chiede che lei prenda in mano questa situazione in
maniera definitiva.
Dice bene l'onorevole Laccoto, secondo me anche la gestione delle
risorse fin oggi gestiti in autonomia dal Consorzio, dai vecchi
commissari, dall'attuale consiglio di amministrazione, sono stati
gestiti in maniera pedestre, in maniera molto artigianale.
Non c'è stata una programmazione economica delle risorse, non c'è
stata una capacità di incidere anche con evidenze pubbliche; si è
fatto molto con affidamenti diretti, anche nel settore della
manutenzione del verde. Noi abbiamo bisogno che le risorse vengano
investite e vengano qualitativamente investite in questo consorzio.
Non so, questo Presidente sarà sicuramente armato di buoni
propositi, ma certamente non ha mostrato un segno di accelerazione
nella qualificazione nella rete autostradale siciliana a pagamento,
ovviamente io chiedo davvero che ci sia un impegno da parte del
Governo perché, comunque, intanto si guardi alla pianta organica
dell'Ente, perché la lamentela che riceviamo di contro è quella che
i dipendenti sono rimasti pochissimi, addirittura devono avvalersi
di figure di ex casellanti che senza alcuna remunerazione
aggiuntiva sono stati spostati presso gli uffici tecnici e che
esercitano funzioni oggi diventati essenziali per la convivenza
stessa del consorzio.
Ciò non è possibile perché non ci possiamo affidare solo alla
buona volontà dei dipendenti o di qualche dirigente, fra l'altro
dirigenti che sono seguiti da avvisi di garanzia per inadempienze
strutturali che loro stessi non possono risolvere perché non hanno
i fondi per poterli risolvere.
Una situazione paradossale questa che si è creata anche a tutela
dei dipendenti, a tutela dei lavoratori, secondo me la
ricapitalizzazione, la formula mista, pubblico-privata di cui si è
parlato in passato, è che vedeva la precedente amministrazione,
l'assessore Pier Carmelo Russo, favorevole, in tal senso, dovrebbe
essere la strada che il Governo deve battere per portare capitali
nuovi, per portare una nuova organizzazione strutturale, per
portare nuove risorse dal punto di vista tecnico-amministrativo.
Non possiamo più consentire di mettere giornalmente la vita dei
nostri figli, la vita dei siciliani a repentaglio su queste strade,
diventate ormai dei veri colabrodo.
TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TORRISI, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, in relazione a quello che è stato
l'excursus sul CAS, che ha fatto l'onorevole Grasso, vorrei
ricostruirlo un po' secondo quella che è stata la nostra visione.
Per meglio inquadrare storicamente l'Ente e per una più rapida
conoscenza della problematica.
Il Consorzio per le Autostrade Siciliane è nato dalle ceneri del
Consorzio Autostradale Messina-Catania, del Consorzio Autostradale
Siracusa-Gela e del Consorzio Autostradale Messina-Palermo,
istituito ai sensi dell'art. 13 della legge regionale 7 febbraio
1965, n. 4 - qualificato, dalla stessa legge Consorzio
Amministrativo, con personalità giuridica pubblica (art. 14),
soggetto alla vigilanza ed alla tutela della Regione, con il
compito statutario di progettare, costruire e gestire l'autostrada
concessa, con i contributi versati anche dallo Stato e, pertanto,
con una funzione ed un fine pubblico ultra-regionale, osservato che
le opere in costruzione sono e sono state di prevalente interesse
nazionale, trasferite alle competenze della Regione con le norme di
attuazione dello Statuto che comprendono espressamente la
costruzione e la manutenzione di strade statali, ai sensi dell'art.
3 del D.P.R. 30 luglio 1950, n. 878.
Si tratta, infatti, di un Consorzio tra enti pubblici che, secondo
la interpretazione giurisprudenziale delle norme che lo
disciplinano (cfr.Sentenza della Corte Suprema di Cassazione -
Sezioni Unite Civili emessa il 19 luglio 1976, n. 2849 e Sentenza
della Corte Costituzionale emessa il 15 aprile 1922, n. 197), non
può essere qualificato ente pubblico economico, ma si configura
come organismo non dissimile dai consorzi tra comuni e province,
previsti per provvedere a determinati servizi ed opere di comune
interesse (art. 156 e seguenti del Testo unico della legge comunale
e provinciale approvato con regio decreto 3 marzo 1934, n. 383) e
dai consorzi previsti dall'ordinamento amministrativo degli Enti
locali della Regione Siciliana (Decreto del Presidente della
Regione siciliana 29 ottobre 1955, n. 6 art 24 e successivi).
Alla forma societaria, solitamente adottata per la costruzione e
la gestione delle autostrade nazionali (Legge 24 luglio 1961 n.
279), è stata preferita la costituzione di un consorzio, quale
proiezione degli Enti che ne fanno parte, con riflessi anche sul
regime giuridico dell'Ente.
Il consorzio è preposto alla realizzazione ed alla gestione
dell'opera di interesse degli Enti pubblici consorziati, ed assume
un modello organizzativo tradizionale, già previsto per le strade
provinciali e comunali sin dalla remota legge sui lavori pubblici
(articoli 37 e 39 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F).
Indipendentemente dalla più puntuale determinazione della
configurazione giuridica del Consorzio per le Autostrade Siciliane,
non si è dunque in presenza di un Ente assimilabile, per struttura
e per regime giuridico alle società e ad altri enti pubblici
economici concessionari di autostrade. Né l'attività esercitata
vale a connotare in modo necessitato l'Ente, tanto da agire sulla
sua configurazione soggettiva e da improntarne la struttura e la
disciplina.
Successivamente, lo Stato e specificatamente il Ministero dei
Lavori Pubblici, ai sensi dell'art. 16 della legge 12 agosto 1982,
n. 531, ha disposto la costituzione di un Consorzio unico di enti
pubblici, con partecipazione maggioritaria della Regione siciliana,
cui trasferire le concessioni relative alle autostrade assentite ai
consorzi per l'autostrada Messina-Catania, per l'autostrada Messina-
Palermo e per l autostrada Siracusa-Gela con la specifica finalità
di completare i lavori di costruzione, ancora non realizzati e
l'esercizio dell'intera rete assentita in concessione e pertanto,
disponendo nella qualità di ente pubblico non economico,
l'esercizio da parte del Consorzio di una funzione statale,
delegata a tale scopo, disponendo altresì la costituzione di un
fondo di dotazione con i fondi già preesistenti, non rimborsabili
alla scadenza della concessione e ordinando di determinare le
tariffe di pedaggio in maniera da consentire almeno la copertura
dei costi d'esercizio, di manutenzione e di rinnovo degli impianti,
attraverso un'apposita convenzione tra ANAS e Regione siciliana,
approvata dal Ministero dei Lavori Pubblici, di concerto con il
Ministro del Tesoro, sentito il Consiglio di Amministrazione ANAS
ed il Consiglio di Stato.
All'art. 17 della stessa citata legge 531/82 è stato sottolineato
ed evidenziato che sono da ritenersi corrisposte a titolo di
contributo a carico dello Stato, le somme già pagate e da pagarsi
per conto dei consorzi precedenti: dall'ANAS e dal Fondo Centrale
di Garanzia per le autostrade e le ferrovie metropolitane, per gli
interventi svolti e da svolgere in applicazione dell'articolo 2 del
decreto Legge 23 dicembre 1978 n. 813, convertito in legge n.
51/1979, dall'articolo 4 della legge n. 389 del 23 luglio 1980 e
dall'articolo 15 della D.L. 531/1982.
Il maggior azionista del consorzio è la Regione siciliana (91%).
Gli altri azionisti sono: le Province regionali di Catania,
Messina, Siracusa e Ragusa; le Camera di Commercio, Industria,
Artigianato ed Agricoltura di Catania, Messina e Siracusa; il
Consorzio ASI di Messina; i Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto,
Catania, Messina, Patti, Siracusa, Rosolini, Modica e Gela.
L'autonomia gestionale del Consorzio per le Autostrade siciliane
è sancito dall'art. 14 dello Statuto, attualmente in vigore, che
recita:
-Le deliberazioni degli organi di amministrazione del Consorzio
inerenti ai bilanci preventivo e consuntivo sono sottoposte
all'approvazione dell'Assessore regionale per i trasporti e la
mobilità, previo parere dell'Assessore regionale per l'economia.
-Le deliberazioni concernenti regolamenti, statuti e piante
organiche del Consorzio o modifiche allo stato giuridico ed
economico del relativo personale sono soggette all'approvazione
della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale per i
lavori pubblici.
-Le restanti deliberazioni sono immediatamente esecutive e vanno
trasmesse all'Assessorato regionale delle infrastrutture e la
mobilità entro dieci giorni dalla loro adozione.
-Compete all'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità il potere di disporre verifiche o ispezioni straordinarie,
nonché di proporre al Presidente della Regione lo scioglimento
degli organi consortili in caso di gravi e ripetute irregolarità
amministrative.
Nella mozione 178 viene riferito che la titolarità della
concessione in questione compete ad un soggetto che necessariamente
debba presentare i tratti tipici dell'ente pubblico economico,
secondo i criteri della gestione privatistico proprietà pubblica e
ancora in materia autostradale, lo Stato italiano ha esclusiva
competenza a legiferare , nella fattispecie l'Assessorato ha
richiesto ed ottenuto un parere all'Ufficio Legislativo della
regione siciliana (parere prot. 11986 del 23 aprile 2010) e al
Consiglio di Giustizia Amministrativo, quest'ultimo con il parere
n. 841/10 del 1 settembre 2012, ha evidenziato che il CAS,
costituito ai sensi dell'art. 16 della legge n. 531/84 e composto
da Enti pubblici con la partecipazione maggioritaria della Regione,
è riconosciuto come un Ente pubblico non economico sottoposto a
controllo e vigilanza della Regione e rientra, pertanto, fra quelli
destinatari dell'art. 1 della L.R. 10/2000 ; quanto
all'allineamento del modello organizzativo del CAS alle novità
legislative nazionali, lo stesso CGA, in ordine alla separazione
fra i compiti di indirizzo politico, attribuiti al vertice del
Consorzio, e compiti di gestione, attribuiti al relativo personale
dirigente, si è espresso nel senso che non sembra che il consorzio
possa sottrarsi all'applicazione di tale principio .
Entrando nel merito della mozione e agli impegni che l'Assessore
regionale delle Infrastrutture e della Mobilità dovrebbe assumere,
in nome e per conto del Governo della Regione, qui di seguito si
esprimono le relative considerazioni:
In merito al Punto 1, richiesta di attivazione presso il Ministero
delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine di verificare il
rapporto giuridico che attualmente intercorre tra il Ministero
medesimo e la concessionaria, si evidenzia che in data 27 novembre
2000, ANAS e CAS hanno stipulato una nuova convenzione di
concessione, approvata con Decreto interministeriale del 28 maggio
2001 N. 702, la quale divenuta efficace alla stessa data fissa la
scadenza nell'anno 2030.
Il 29 novembre 2010, l'ANAS, con decisione assolutamente
unilaterale, ha notificato al CAS il provvedimento che riguarda la
decadenza delle concessioni autostradali, con il passaggio
definitivo di giurisdizione all'ANAS delle tre tratte autostradali,
pur concedendo momentaneamente al CAS l'ordinaria amministrazione,
tra cui la gestione tecnica delle tratte, la manutenzione ed il
mantenimento del servizio di soccorso stradale.
Il Consorzio per le Autostrade Siciliane, contro tale
provvedimento, ha presentato ricorso N. 505 depositato il 24
settembre 2010 al Tribunale Amministrativo Regionale per la
Sicilia, la Sezione Prima dello stesso tribunale che lo ha accolto
con Sentenza N. 1255/2011 depositata il 29 giugno 2011, nella
stessa viene rivisto anche l'art. 23 della Convenzione stipulata,
che prevedeva la possibilità di decadenza dell'accordo, in
particolare viene scritto che le posizioni soggettive derivanti
dalla convenzione stipulata tra l'ANAS ed il Consorzio - di
indiscutibile natura contrattuale - assumano la consistenza di
diritti soggettivi e gli atti adottati in relazione a tale
convenzione abbiano natura paritetica , in sintesi: non è possibile
agire sulla Convenzione stipulata in maniera unidirezionale, così
come è stato fatto, ma trattandosi di accordo tra parti, entrambi
devono sottoscrivere le variazioni da apportare alla Convenzione
stessa.
Dal provvedimento di decadenza delle concessioni autostradali,
presentata dall'ANAS, era deducibile e lampante che era stata messa
in pericolo la stessa sopravvivenza del Consorzio per le Autostrade
Siciliane. Nella difesa assunta contro tale disposizione, è stata
espressa in maniera chiara e forte, la volontà politica della
Regione siciliana nel tutelare l'autonomia del Consorzio, che era
stata messa in discussione dall'ANAS, quindi nella considerazione
che è attualmente in vigore, la convenzione di concessione datata
27 novembre 2000, ANAS e CAS ed approvata con Decreto
interministeriale del 28 maggio 2001, n. 702, la quale è divenuta
efficace alla stessa data, con scadenza nell'anno 2030, non si
ritiene al momento che sussistano le necessarie motivazioni per la
rivisitazione del rapporto giuridico esistente.
Punto 2 della mozione impegnarsi, qualora ve ne siano le
condizioni, per una ricapitalizzazione dell'ente, mettendolo nelle
condizioni di potere azzerare tutte le gravissime carenze
infrastrutturali che allo stato insistono e che minano l'incolumità
dei numerosi automobilisti che quotidianamente percorrono le
autostrade per i più svariati motivi .
L'Ente non può essere ricapitalizzato, infatti a norma dell'art.
16 lettera d) della Legge 12 agosto 1982 N. 531, il Consorzio per
le Autostrade Siciliane, non ha e non può avere trasferimenti, per
le spese correnti o per aumenti di capitale, da parte della Regione
siciliana.
E' opportuno, al riguardo, rammentare che l'art. 6 comma 19 del
D.L. 78/2010 (convertito dalla legge 122/2010 successivamente
modificato ed integrato), vieta alle amministrazioni pubbliche di
effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari,
aperture di credito o rilasciare garanzie a favore di società
partecipate non quotate.
Va comunque detto che l'importo dei pedaggi autostradali fruttano
annualmente al Consorzio circa euro 70 milioni + IVA da calcolare
al 22%, di questa somma il 34% deve essere reinvestito in
manutenzione e rinnovi (Piano finanziario riportato nella tabella 2
- Conto economico, allegata alla convenzione 27 novembre 2000),
oltre alle spese per il personale, le rimanenti risorse vengono
impegnate, investendo sulla sicurezza stradale, 30.244.255,93
necessaria al completamento dell'adeguamento del viadotto Ritiro
dell'autostrada A20. Altre somme sono state impegnate per
contenziosi pregressi.
Con delibera N 5 del 28 febbraio 2013, Il Consorzio per le
Autostrade siciliane ha approvato il Piano Straordinario
integrativo per la messa in sicurezza delle tratte autostradali
Messina-Catania A18 e Messina- Palermo A20, per un totale di 14
interventi, si prevede una spesa complessiva di Euro 184.043.951,48
di cui Euro 54 milioni a valere sulla disponibilità finanziaria
offerta nella delibera CIPE N 62/2011 e come indicato nella
delibera di Giunta di governo regionale N 145 del 22 aprile 2013,
che approva il piano destinare tali risorse alla realizzazione di
interventi sull'autostrada A20, al Viadotto Ritiro seconda fase,
alle gallerie di Tindari e Capo d'Orlando e l'ulteriore spesa pari
ad 130.043.951,48 deve essere affrontata da parte del Consorzio
per le Autostrade Siciliane con propri fondi da reperire .
Nell'elaborazione del progetto definitivo dei lavori di
Adeguamento statico e miglioramento sismico del viadotto Ritiro -
caratterizzazione geotecnica dei terreni, nonché sulle scorta delle
indicazioni espresse dal Dipartimento di Ingegneria dell'Università
di Messina, si è ravvisata la necessità di avviare un percorso
progettuale con la rivisitazione del progetto iniziale, con
consequenziale lievitazione dei costi già indicati, quantificando
la nuova spesa di euro 60.006.195,53 è stato validato ed approvato
in linea tecnica in data 18 dicembre 2013, con delibera di presa
d'atto da parte del Consiglio Direttivo del Consorzio per le
Autostrade siciliane n. 7/CD del 18 dicembre 2013. Alla copertura
finanziaria necessaria per la realizzazione dell'opera, si farà
fronte: in quanto ad 29.761.989,60 con le risorse attribuite
dalla Giunta di Governo regionale n. 145 del 22 febbraio 2013 a
valersi sulla delibera CIPE 62/2011; in quanto ad 30.244.255,93
con fondi propri consortili.
Il progetto definitivo dei Lavori di interventi per la messa in
sicurezza della galleria Capo d'Orlando, sia monte che valle, della
tratta ME-PA, riguardante il consolidamento delle pareti, celle
calotte e la riqualificazione ed adeguamento degli impianti
tecnologici alla normativa vigente: impianti di ventilazione,
illuminazione, antincendio e gestione automatizzata delle
gallerie , dell'importo complessivo di 10.501.755,00 è stato
validato ed approvato in linea tecnica in data 18 dicembre 2013,
con delibera di presa d'atto da parte del Consiglio Direttivo del
Consorzio per le Autostrade siciliane n. 8/CD del 18 dicembre 2013.
Alla copertura finanziaria necessaria per la realizzazione
dell'opera, si farà fronte con le risorse attribuite dalla Giunta
di Governo regionale n. 145 del 22 febbraio 2013 a valersi sulla
delibera CIPE 62/2011.
Il progetto definitivo dei lavori di interventi per la messa in
sicurezza della galleria Tindari, sia monte che valle, della tratta
ME-PA, riguardante il consolidamento delle pareti, celle calotte e
la riqualificazione ed adeguamento degli impianti tecnologici alla
normativa vigente: impianti di ventilazione, illuminazione,
antincendio e gestione automatizzata delle gallerie , dell'importo
complessivo di euro 13.736.255,40 è stato validato ed approvato in
linea tecnica in data 18 dicembre 2013, con delibera di presa
d'atto da parte del Consiglio Direttivo del Consorzio per le
Autostrade siciliane n. 9/CD del 18 dicembre 2013. Alla copertura
finanziaria necessaria per la realizzazione dell'opera, si farà
fronte con le risorse attribuite dalla Giunta di Governo regionale
n. 145 del 22 febbraio 2013 a valersi sulla delibera CIPE 62/2011.
In ordine alla paventata possibilità, riportata ai Punti 3 e 4
della mozione, a valutare ogni altra possibile soluzione di
vigilanza del Consorzio, ai fini di un reale ed effettivo risparmio
di risorse e alla verifica di un assai più equilibrato impiego
delle stesse , si vuole qui ribadire, che il Consorzio per le
Autostrade siciliane, anche se opera in totale autonomia,
riconosciutale dallo Statuto attualmente in vigore, questo
Assessorato regionale continua a vigilare costantemente su tutte le
delibere adottate e si è attivato indicando alcune azioni da
mettere in atto per operare una vigorosa spending review, a
cominciare dalle spese sostenute annualmente per il personale e per
i servizi; a tal proposito occorre ricordare che il tavolo tecnico,
istituito presso questo Assessorato delle Infrastrutture e della
Mobilità, avente per compito la redazione delle tabelle di
equiparazione tra i diversi contratti attribuiti e finalizzato
all'applicazione del contratto dei dipendenti regionali ai
dipendenti del CAS, ha ultimato i lavori redigendo la relazione
conclusiva da sottoporre alla valutazione della Giunta di Governo
regionale.
Per quanto concerne i servizi, nelle premesse della mozione n. 178
del 19 settembre 2013, viene indicata come soluzione, per operare
dei tagli al bilancio deficitario dell'Ente, la internalizzazione
di alcuni servizi, quale il servizio di sorveglianza e assistenza
al traffico; all'uopo va detto che è già stato avviato l'iter
amministrativo per l'affidamento del servizio a personale interno
al Consorzio, infatti è già stato istituito presso questo
Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, un
tavolo tecnico, allargato oltre che al CAS, che l'ha richiesto,
anche agli altri Ass3essorati competenti (Funzione Pubblica e
Lavoro).
La soluzione prospettata al Consorzio per le Autostrade siciliane,
è stata quella di ricoprire i posti vacanti nell'organico,
attraverso il passaggio diretto di personale tra amministrazioni
diverse ai sensi dell'ar4ti. 30 del D.Lgs. 14 marzo 2013 n. 33,
mediante la cessione del contratto di lavoro di dipendenti
appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre
amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. In
conseguenza di ciò il Consorzio ha già richiesto 84 unità di
personale in comando con la qualifica di operaio, ai Commissari
straordinari delle Province regionali della Sicilia, con nota 350/P
del 10 marzo 2014.
Fermo restando quanto premesso - e anche alla luce di quanto
ascoltato dall'onorevole Grasso e dagli altri deputati intervenuti
- e nella considerazione che attualmente sono in itinere alcuni
interlocuzioni, in ordine alla situazione del Consorzio, con il
Ministero competente, sarà mia cura approfondire ulteriormente con
lo stesso quanto evidenziato dagli Onorevoli nella mozione in
argomento.
Concludo dando un paio di risposte circa il fatto di cui si
parlava poc'anzi, di caselli certamente ristretti. Il problema è
che prima è nata l'autostrada, poi sono nati i caselli che,
certamente, non sono il massimo, e su questo lavoreremo.
Voglio rassicurare circa i lavori sulla Siracusa-Modica, che
saranno senz'altro rispettati e non temiamo che ci possano essere
riserve di alcun tipo sul fatto che i fondi per la manutenzione si
stanno utilizzando, essendo in gioco, come ci avete ben ricordato,
le vite umane. Io credo, a titolo personale, prima che come
assessore, che forse il CAS sia stato troppo sfruttato e mal
sfruttato dalla politica, ma essendoci in gioco le vite umane sarà
nostra premura e nostro dovere fare il massimo per evitare che ci
possano essere in futuro incidenti di alcun tipo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
VINCIULLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, non
mi è ben chiaro l'ultimo suo passaggio. Mi auguro che non sia
quello che ho capito perché, se ciò fosse vero, lei ha offeso
questo Parlamento perché la politica nelle responsabilità del CAS
non c'entra nulla Perché noi non siamo né direttori dei lavori, né
responsabili unici dei procedimenti, né percepiamo prebende per
questi incarichi per cui, se ci sono delle responsabilità, sono
responsabilità solo ed esclusivamente dei tecnici del consorzio
delle autostrade siciliane, perché la politica ha fatto sempre il
suo dovere e continua a farlo.
Veda, se il CAS oggi fosse nelle condizioni di rispondere
all'esigenza del territorio, gli avrebbero detto che hanno i lotti
9, 10 e 11 della Siracusa-Gela, e ce l'hanno nel cassetto, non lo
hanno mai informato né lei né gli altri assessori che questi tre
lotti possono essere finanziati, ce li hanno già progettati.
L'attività del CAS, signor assessore, in questi anni, è stata solo
un'attività che ha rallentato lo sviluppo di questa Terra e lo ha
fatto in maniera grave. Bene, se c'entra qualche politico in tutta
questa vicenda, i tecnici del CAS devono avere il coraggio di
prendere la macchina, andare alla Procura, e fare le denunce perché
la politica in questa vicenda non c'entra nulla.
I soldi sono sempre arrivati, abbiamo sempre fatto finanziare le
opere nel rispetto della norma e quindi questo attacco da parte del
CAS alla politica non esiste. Voi tecnici non siete assolutamente
migliori di noi politici. Noi abbiamo dimostrato negli anni di
sapere lavorare per il territorio, voi lo dovete ancora sapere
fare.
E, allora, Signor Presidente, volevo chiedere all'onorevole Grasso
di ritirare la mozione e ne spiego il motivo. La vicenda del CAS è
una vicenda così complicata, così difficile, ed uso il termine
esatto contorta perché la vita del CAS è sempre stata una vita
contorta, ed è per questo che chiedo alla collega di potere
ritirare la mozione ed in cambio di istituire una Commissione di
indagine sulla vicenda del Consorzi per le autostrade siciliane, in
maniera tale che poi possiamo dare un giudizio vero, perché quando
si parla di ricapitalizzare un ente pubblico mi preoccupo, quando
poi, cara collega, mi pare di capire che le somme dovrebbero
rimanere all'interno della stessa società, sono ancora più
preoccupato anche perché, a differenza di quanto ha pensato
qualcuno, la Regione soldi al CAS ne ha destinati a mai finire.
Vorrei ricordare all'onorevole Di Pasquale, che la scorsa
legislatura non era presente in Aula, che quando parlo della
Siracusa-Gela lo posso fare perché il cofinanziamento di milioni di
euro che ha salvato i fondi della Siracusa-Gela l'ho firmato io,
per cui veda, onorevole Di Pasquale, la Regione c'entra, c'è
entrata sempre. Abbiamo un potere che è quello di intervenire e di
vigilare su questa vicenda al quale non intendiamo rinunciare.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui non si deve
spostare il problema. L'onorevole Vinciullo parla di lavori
infrastrutturali, e quindi del cofinanziamento della Regione per
quanto riguarda i fondi comunitari per i lavori di completamento
della Siracusa-Gela. Io pongo il problema che riguarda la gestione
del CAS e la sicurezza stradale.
Quando io parlo di ricapitalizzare, propongo tre soluzioni: o si
risolve il problema della sicurezza, se ci sono i mezzi, o si
ricapitalizza o si cedono le quote. Siccome si deve risolvere il
problema, se l'Aula è d'accordo, io sono disponibile a ritirare la
mozione a due condizioni: che il Governo si impegni ad acquisire un
parere dall'Ufficio legislativo e legale e dall'Avvocatura dello
Stato circa la natura giuridica dell'ente, con tutte le normative,
e non quel parere che già c'era; e che venga nominata una
commissione di vigilanza, così come chiede l'onorevole Vinciullo,
per verificare se i soldi che dovevano essere utilizzati per la
sicurezza stradale e la manutenzione sono stati affidati, in
pratica tutto quello che riguarda la gestione del CAS, che poi fra
l'altro è un compito di vigilanza e di controllo di cui si assume
la responsabilità il Governo.
Credo che sia stato spostato il problema. Un ente economico deve
camminare con i propri piedi, deve avere una struttura
privatistica, anche se un ente pubblico, quindi deve avere dei
bilanci propri, così come ce li ha, e deve rispondere e deve
obbedire a quei controlli che non sono della Regione, ma sono del
Ministero, perché intendiamoci, la Regione non c'entra nulla col
CAS. Il rapporto è tra la concessionaria e il concedente. Io ho
fatto il mio lavoro ed ho rassegnato le mie conclusioni al Governo.
Dopodiché, l'Aula, il Governo, si assumano le proprie
responsabilità, sia in ordine alla mozione che in ordine anche alle
decisioni che non spettano alla sottoscritta.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo in
sede di dichiarazione di voto approfittando al tempo stesso per
formulare una terza proposta che sottopongo alla valutazione del
Governo, qui rappresentato dall'assessore Torrisi. Siccome io credo
che i temi richiamati siano di straordinaria importanza, e
l'auspicio che lei ha formulato, alla fine, non può che trovarci
tutti d'accordo nel senso che si debba evitare che le autostrade
siciliane siano una insidia costante per gli automobilisti, credo
che fosse questo il senso del suo auspicio, e siccome, a differenza
del collega Vinciullo, io non credo che la politica sia esente da
responsabilità nella gestione del CAS, che è stato utilizzato per
lottizzare alcune assunzioni, per fornire alcune consulenze, è
stato lottizzato per consentire alcuni progetti e incarichi
tecnici, quindi io credo che la politica, seppure marginalmente, un
ruolo lo abbia avuto in questi anni nella gestione del CAS.
Allora, io mi rifaccio all'ultima considerazione della collega
Grasso, noi possiamo anche evitare di votare oggi la mozione. Ma, a
quel punto, siccome la responsabilità nell'esercizio del controllo
nella gestione del CAS è tutta del Governo, ed in particolare del
suo Assessorato, signor Assessore Torrisi, possiamo noi ottenere
dal Governo l'impegno che entro trenta giorni, avendo lei esperito
una apposita indagine interna, possa relazionare all'Aula sulla
attività del CAS negli ultimi anni, sugli eventuali omissioni,
sull'impiego delle risorse, sulla gestione complessiva del
Consorzio, naturalmente nella certezza - ne sono convinto
conoscendo la sua onestà - che nulla sarà omesso, affinché l'Aula
possa poi esprimere una valutazione compiuta e finale che possa
portare, eventualmente, anche al recupero della mozione ed al suo
voto finale.
Signor Presidente, è questa la domanda che mi permetto di avanzare
a nome del mio Gruppo parlamentare al Governo, che potrebbe essere
una soluzione di mezzo affinché il Governo stesso, con molta
serenità ma con altrettanta determinazione, verifichi se la
gestione del CAS negli ultimi anni sia stata rispondente alle
esigenze che il buon Governo e la sana amministrazione avrebbero
dovuto suggerire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, faccio interamente mio
l'intervento dell'onorevole Musumeci che credo in maniera
abbastanza saggia propone di rinviare il voto su questa mozione a
trenta giorni, quando il Governo, mi è sembrato di capire anche
dall'intervento dell'assessore, è propenso ad accettare questo tipo
di proposta, e quando sarà in grado di relazionare in maniera più
dettagliata sulla vicenda.
Ha facoltà di parlare l'assessore Torrisi.
TORRISI, assessore alle infrastrutture e mobilità. Signor
Presidente, onorevoli deputati, non ho difficoltà ad accettare la
proposta, anzi ringrazio l'onorevole Musumeci del suo intervento.
Tra l'altro abbiamo già il parere dell'Ufficio Legislativo e
Legale, che sarà mia premura fornirle, ed è nostro dovere, nostro
compito andare a fare il bilancio. Se questa mozione è stata
rinviata un paio di volte è perché, informalmente, abbiamo lavorato
insieme e perché, essendo al Governo da poco più di un mese, non ho
la pretesa né l'arroganza di pensare di sapere tutto prima ancora
di essere stata mia premura informarmi prima di venirla a
rappresentare in Aula.
Accolgo senz'altro favorevolmente la proposta e, ripeto, ringrazio
il Presidente Musumeci avendo la certezza di assumermi questo
impegno, anche perché non abbiamo alcun timore anzi abbiamo il
piacere e il dovere di rappresentare in maniera trasparente quale è
la situazione.
PRESIDENTE. Se non sorgono osservazioni, accettiamo la proposta
avanzata dall'onorevole Musumeci. Pertanto la mozione rimane
iscritta all'ordine del giorno per essere discussa entro trenta
giorni, quindi prima della fine della sessione estiva.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
per oggi gli onorevoli Tamajo, Germanà e Trizzino.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Procedure per il rilascio delle certificazioni di abitabilità,
agibilità per singoli edifici, unità immobiliari o singole porzioni
di costruzioni» (653-469/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Votazione finale di disegni di legge. Si procede con la votazione
finale per scrutinio nominale del disegno di legge «Procedure per
il rilascio delle certificazioni di abitabilità, agibilità per
singoli edifici, unità immobiliari o singole porzioni di
costruzioni» 653-469/A), posto al numero 1).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì prema il pulsante
verde; chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 42
Contrari 00
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
CLEMENTE. Dichiaro il mio voto favorevole al disegno di legge.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.56, è ripresa alle ore 17.58)
La seduta è ripresa.
altri /A
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Ineleggibilità ed incompatibilità degli amministratori dei liberi
consorzi comunali
e delle Città metropolitane» (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-
183-219-226-268-474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A XX/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Ineleggibilità ed incompatibilità degli
amministratori dei liberi consorzi comunali e delle Città
metropolitane» (nn. 642-31-132-133-149-153-164-165-183-219-226-268-
474-542-543-546-613-638-662/A Stralcio II/A XX/A).
Ricordo all'Assemblea che lo stesso, trattando di materia di
ineleggibilità ed incompatibilità con la carica di deputato
regionale, è da intendersi sottoposto alla speciale procedura
prevista dallo Statuto della Regione, precisamente dall'articolo 9,
comma 3, il quale prevede che il disegno di legge debba essere
approvato a maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero con il
voto favorevole di almeno 46 deputati.
Ricordo, infine, che, ai sensi del successivo articolo 17 bis
dello Statuto medesimo, la legge può essere sottoposta a referendum
regionale con le speciali modalità di promulgazione previste dalla
legge.
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 52
Maggioranza 46
Favorevoli 52
(L'Assemblea approva)
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, lei potrà intervenire alla fine
del quarto punto all'ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 83.
L'onorevole Cirone, mi comunica che ha votato favorevolmente,
però, non è risultato. Invito gli uffici a prendere nota, ma
eravate tutti favorevoli, l'Assemblea ha votato favorevolmente
all'unanimità.
antimafia (doc.II)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione sulla relazione per l'anno 2013 della Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in
Sicilia approvata ai sensi dell'articolo 7, comma 1 della legge
regionale 14 gennaio 1991
Si passa al III punto dell'ordine del giorno Discussione sulla
relazione per l'anno 2013 della Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia
approvata ai sensi dell'articolo 7, comma 1, della legge regionale
14 gennaio 1991.
Do la parola al presidente e relatore della Commissione speciale
di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia, onorevole
Musumeci.
MUSUMECI, Presidente e relatore della Commissione speciale di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia. Signor Presidente,
signori assessori, colleghi deputati, la relazione annuale della
Commissione speciale di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della
mafia in Sicilia viene rassegnata alla Presidenza dell'Aula, e
quindi ai suoi componenti, ai sensi dell'articolo 7 della legge
regionale del 14 gennaio 91, numero 4, legge istitutiva della
Commissione medesima che, per brevità, chiameremo Commissione
regionale Antimafia'.
Si tratta in verità, per il 2013, di uno spazio temporale assai
limitato essendo stata costituita la Commissione nel mese di
maggio, escludendo la pausa estiva dei lavori parlamentari,
possiamo dire che la relazione sintetizza l'attività svolta in
cinque-sei mesi, fino al 31 dicembre del 2013.
La relazione è stata presentata alla Presidenza il 22 gennaio del
2014, ed oggi perviene in Aula con la concreta possibilità da parte
del sottoscritto relatore di evitarne - avendo avuto licenza in
questo senso anche dal Presidente dell'Assemblea e dalla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari -la lettura integrale,
poiché il documento è stato già consegnato o sta per essere
consegnato ad ogni collega deputato che può prenderne visione.
Mi limiterò a fare soltanto alcune considerazioni di carattere
generale relative ad un esordio di attività che ha aperto alcune
questioni su temi che rivestono una certa priorità e che rimangono
ancora oggetto di istruttorie da parte della Commissione stessa.
Come è noto ai colleghi deputati, la Commissione regionale
Antimafia' non è dotata dei poteri conferiti dall'articolo 82
della Costituzione italiana come invece avviene per le Commissioni
di inchiesta del Parlamento nazionale. La nostra Commissione ha
quindi limitato e continua a limitare le proprie competenze
all'accertamento di fatti idonei a promuovere un giudizio di
responsabilità politica e amministrativa, giudizio che, ovviamente,
compete all'Assemblea regionale e non alla Commissione di indagine,
mentre all'autorità giudiziaria spetta il giudizio di
responsabilità penale.
Nella seduta di insediamento il sottoscritto, di intesa con i
colleghi commissari, ha individuato le linee programmatiche
relative, soprattutto, ad alcuni settori sensibili
dell'Amministrazione regionale, penso all'ambiente, ai rifiuti, al
territorio, all'urbanistica, agli appalti pubblici ed alla esigenza
di dotare la Regione siciliana di un codice etico, un codice etico
per gli eletti, per gli amministratori e per tutti i dipendenti
regionali.
Abbiamo bisogno, signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, di ristabilire con la pubblica opinione e con la società
civile un rapporto improntato a reciproca credibilità. Dico
reciproca perché una classe dirigente è sempre espressione della
società civile. Più vigile, più attenta, più sensibile, meno
distratta è la società civile, più proficuo, corretto e corposo è
il fatturato governativo e legislativo che la classe politica
promuove e produce.
Ci siamo occupati, signor Presidente, nei sei mesi del 2013, di
accendere i riflettori sul funzionamento delle Commissioni
straordinarie chiamate dal Governo nazionale a gestire i comuni
sciolti per infiltrazioni o per condizionamenti mafiosi. Non lo
sapevamo e abbiamo toccato il nervo scoperto.
Abbiamo accertato come Commissione Antimafia' come molto spesso i
comuni commissariati per condizionamento mafioso non abbiano creato
e continuino a non creare consenso nelle comunità amministrate per
una serie di responsabilità dovute ad una normativa che appare
assolutamente carente e dopo vent'anni, riteniamo suscettibile di
modifiche e integrazioni.
La Commissione regionale Antimafia' si è permessa di sintetizzare
alcune proposte:
1) l'esclusività dell'incarico di commissario straordinario e
dell'impiego a tempo pieno;
2) la preventiva verifica della capacità manageriale del
commissario straordinario;
3) l'allontanamento temporaneo, presso altri enti locali, dei
vertici burocratici del comune da sostituire con dirigenti
amministrativi e tecnici chiamati mediante distacco, o comando, da
altre Amministrazioni ed enti pubblici;
4) deroga al Patto di stabilità per i comuni sottoposti a gestione
straordinaria, e strumenti di sostegno sul piano finanziario anche
per le Amministrazioni elettive subentrate;
5) costante e rigoroso monitoraggio da parte del Ministero
dell'interno dell'azione delle commissioni straordinarie e dei
comuni riportati a gestione ordinaria.
La Commissione regionale Antimafia' ha rivolto anche particolare
attenzione alla tutela dei diritti delle vittime innocenti della
criminalità organizzata e dei testimoni di giustizia, figure non
sempre equiparate, per carenza legislativa, ad altre vittime
destinatarie di benefici di legge.
In questo senso abbiamo promosso un incontro a Roma con l'allora
Ministro per la Pubblica Amministrazione, senatore Giampiero
D'Alia, dal quale abbiamo ricevuto assicurazione che presto la
categoria dei testimoni di giustizia - da non confondere con i
collaboratori di giustizia - quella categoria sarebbe stata
equiparata alle famiglie delle vittime di mafia.
Così è stato fatto dopo appena due mesi, all'interno di una norma
che prevedeva diverse fattispecie ed interventi per diverse figure
e diversi settori, è stata contemplata la possibilità che i
testimoni di giustizia possano essere assunti nella Pubblica
amministrazione.
E' stato un risultato significativo per questa Commissione.
Significativo, parimenti, è stato quello di promuovere assieme
alle Commissioni antimafia della Calabria e della Campania,
l'istituzione della Macro Regione della Legalità', formata dalla
Commissione contro la ndrangheta del Consiglio calabro e la
Commissione anticamorra della Regione campana.
L'iniziativa ha rappresentato una prima, concreta novità,
nell'ambito dell'affermazione della legalità, della lotta alla
criminalità organizzata da parte delle Regioni del meridione,
particolarmente afflitte da questo secolare cancro.
La nostra Commissione ha anche puntato l'attenzione sulla politica
energetica e dei rifiuti, con particolare riferimento al
contenzioso sui termo-valorizzatori e sulla gestione delle
discariche pubbliche e private.
L'istruttoria è ancora in corso, la Commissione ha audito già otto
soggetti, nei prossimi giorni, ascolterà anche il Presidente della
Regione Crocetta per le dichiarazioni rese in quest'Aula a
proposito di alcune discariche private, nei prossimi giorni
ascolteremo i sindaci dei comuni interessati, ne abbiamo già
ascoltati alcuni, la Commissione Antimafia', intende su questa
strada andare avanti con ferma determinazione per accertare se
qualcuno fra gli amministratori, fra gli uomini di Governo, fra i
dirigenti o fra i funzionari abbia operato per rallentare
l'autorizzazione di discariche pubbliche a favore di discariche
private.
C'è un'altra nota dolente, sulla quale abbiamo fermato la nostra
attenzione, signor Presidente, signori del Governo - che mi pare
essere in questo momento indisposti e tutti impegnati altrove, e
colleghi deputati che avete avvertito la sensibilità di rimanere ad
ascoltare - ed è la carenza di servizi ispettivi da parte del
Governo regionale a carico di comuni in cui si sia manifestata o si
manifesti l'esigenza di un'indagine ispettiva.
E' una vecchia norma tuttora vigente che consentiva nel passato
alla Regione, di svolgere, con l'intervento di uno o più commissari
o ispettori, una certa azione di prevenzione per eventuali illeciti
o irregolarità di carattere politico-amministrativo.
Abbiamo notato come negli ultimi anni questa attività di controllo
sia venuta meno o sia pressoché scomparsa. In tal senso abbiamo
invitato l'assessore per le autonomie locali e il direttore
dell'assessorato che hanno confermato la riduzione dell'attività
giustificando tale scelta con la modifica del Titolo V della
Costituzione che di fatto, secondo la loro tesi, non condivisa
dalla Commissione, la modifica del Titolo V avrebbe ridotto, o del
tutto fatto venir meno, i poteri di controllo della Regione sui
comuni.
E' una tesi che noi non condividiamo e, pertanto, ci permettiamo
di invitare la Presidenza dell'Assemblea a dotarsi di
un'autorevole, vigorosa e robusta consulenza in questo senso,
perché noi riteniamo che gli enti locali, per il solo fatto di
essere, intanto, destinatari di risorse da parte della Regione,
debbano essere sottoposti al controllo della Regione stessa,
seppure per alcune fattispecie e per alcuni settori.
Il codice etico e di comportamento per gli Amministratori e i
dipendenti è la grande novità che caratterizza la gestione della
Commissione antimafia' per il 2013. Mi si dirà, non è la prima
volta che viene varato un codice etico alla Regione siciliana, è
vero, ma si è trattato di iniziative promosse dalla Giunta di
Governo e dalla stessa Giunta di Governo approvate, quindi mai
legittimate da un voto dell'Assemblea regionale siciliana.
Noi desideriamo che il codice etico varato dalla Commissione
Antimafia' - e proprio in questi giorni alle ultime battute con
gli ultimi emendamenti, per essere poi esitato e trasmesso alla
Presidenza dell'Aula e quindi alla I Commissione e poi all'Aula
stessa - possa diventare legge con una serie di poteri sanzionatori
affinché possa essere osservato l'articolato dal Presidente della
Regione, dai membri del Governo, dai membri dell'Assemblea
regionale e da tutti i dipendenti della Regione a contratto a tempo
determinato o indeterminato e persino dai consulenti a qualunque
titolo nominati.
Signor Presidente, la Commissione si è occupata, nel 2013 lo
ricordo, del cosiddetto racket degli alloggi, diffuso soprattutto
nelle città capoluogo. Lo dico per dovere di completezza: si
tratta di un fenomeno manifestatosi, almeno, nell'ultimo ventennio,
che vede coinvolti migliaia di nuclei familiari i quali, senza
averne titolo, continuano ad occupare alloggi pubblici di edilizia
economica e popolare, completati e non assegnati agli aventi
diritto.
A gestire, è questo l'aspetto grave, l'accesso abusivo
all'alloggio provvede una sorta di racket della malavita
organizzata che controlla, capillarmente, il territorio o il solo
quartiere, in cambio di una tangente che il nucleo familiare
occupante è costretto a corrispondere anche periodicamente.
Signor Presidente, signori colleghi, se si considera che la
Commissione, nel 2013, ha potuto lavorare, per viltà di calendario,
soltanto quattro, cinque mesi a tempo pieno, mi sento di poter dire
che le iniziative promosse ed avviate abbiano dato il segno di come
una commissione speciale voglia ripristinare la propria funzione
operativa, cogliendo esperienze positive dalle passate gestioni, di
fronte le quali esprimiamo il massimo rispetto e la massima
considerazione, ma siamo convinti che la contingenza regionale,
nazionale ed internazionale, imponga uno sforzo maggiore rispetto a
quello che è stato fatto negli anni passati.
La Commissione, lo ricordo, è stata istituita nel 1987, ma per
legge opera soltanto dal 1991.
Per potere operare, rispondendo alle esigenze che emergono dalla
società, signor Presidente dell'Assemblea, lo dico a lei, benché
Vicepresidente in carica, ha bisogno di risorse umane ulteriori.
Ha bisogno di ulteriori mezzi e noi vogliamo augurarci, ne siamo
anzi convinti, che dal Presidente Ardizzone avremo ciò di cui la
Commissione ha necessità per potere, in tempi più celeri ed in
maniera più organica, rispondere agli obiettivi che la stessa legge
istitutiva ci pone.
Mi consenta di fare due considerazioni. La prima è il clima di
austerità nel quale opera la commissione che ho l'onore di
presiedere ed alla quale, lo ricordo, non è superbia, ma è
legittimo orgoglio, sono stato chiamato con voto unanime, il che mi
onora, mi lusinga e mi fa avvertire, per intero, il peso della
responsabilità che mi è stata affidata.
La Commissione regionale Antimafia' non ha avuto assegnato alcuna
lettura, né per il presidente, né per i suoi componenti. Non ha
avuto, quindi, affidato e destinato alcun autista, tanto meno
neppure per servizi occasionali che, quando si sono resi necessari,
sono stati puntualmente forniti dalla Presidenza di questa
Assemblea. Nessuna indennità viene corrisposta ai componenti la
Commissione, quando lasciano la sede abituale di lavoro, per
recarsi nei comuni sciolti per mafia.
Mai richiesta la indennità e, tanto meno, mai corrisposta. Ci si
sposta dall'Assemblea verso i comuni della Sicilia con la propria
auto, indipendentemente dal colore della carrozzeria, che qualche
volta può anche essere blu ma è solo una scelta originaria del
legittimo proprietario fatta alla ditta venditrice.
La Commissione ha proposto alcuni consulenti che saranno nominati
nei prossimi giorni, così mi è stato assicurato dal Presidente, e
lavoreranno tutti a titolo assolutamente gratuito: non è previsto,
mi sembra di capire, neppure il rimborso per il biglietto del
pullman o del treno, qualora il consulente decidesse di raggiungere
questa sede attraverso un mezzo pubblico. Lo dico questo perché
l'etica del risparmio prima di essere predicata deve essere
praticata e noi crediamo di averlo fatto.
Per questo motivo, non è per obbedire ad una esigenza formale che
io desidero, in questa prima occasione, di rivolgere un sentito
grazie a tutti i quattordici colleghi componenti la Commissione
perché hanno condiviso con me il clima di sobrietà: in effetti
siamo passati da un eccesso ad un altro eccesso, lo voglio dire in
punta di piedi e sommessamente, ma non ho difficoltà a dirlo, e li
voglio anche ringraziare i colleghi commissari per avere dato vita
ad un clima di lavoro unitario pur nell'appassionato confronto che
caratterizza ogni nostra seduta.
Clima unitario e sobrietà nei rapporti con la stampa, la
Commissione Antimafia' non viene utilizzata per riabilitare la
mediocrità dell'immagine pubblica del suo presidente o del suo
componente, questo lo dico e lo sottolineo con legittimo orgoglio.
Per questo ringrazio tutti i deputati commissari, ringrazio il
personale di segreteria e i collaboratori, ringrazio l'Assemblea
regionale siciliana per l'attenzione che vorrà riservare alla
nostra attività e per i suggerimenti, le proposte e le critiche che
vorrà promuovere preannunciando che presto terremo una seduta della
Commissione Antimafia' allargata, col consenso della Presidenza
dell'Assemblea regionale siciliana, a tutti i presidenti dei Gruppi
parlamentari proprio perché si possa determinare un momento di
confronto, e perché no, anche l'opportunità di suggerire temi e
metodi di lavoro che la Commissione Antimafia' sarà ben lieta di
esaminare e, sono convinto, anche di accogliere.
Infine, mi consenta di ringraziare il Presidente Ardizzone per
avere condiviso, in questo anno, il nostro percorso, il nostro
stile, i temi che abbiamo voluto affrontare e desidero ringraziarlo
a nome della Commissione per l'ulteriore supporto che vorrà darci
affinché il lavoro della Commissione, assieme a quello di tutte le
altre Commissioni parlamentari, possa consentirci di accorciare il
divario che tuttora esiste fra il Palazzo e la società civile.
Abbiamo lavorato con senso di responsabilità, l'impegno contro
ogni mafia, l'impegno nella lotta contro ogni illegalità è il
presupposto essenziale perché la politica possa orgogliosamente
riaffermare il suo primato su ogni altro settore della vita
pubblica e privata.
Con questo legittimo orgoglio, Signor Presidente e colleghi
deputati, ho voluto in sintesi illustrare l'attività della nostra
Commissione per il 2013, pregandola di voler acquisire agli atti
parlamentari la relazione stessa e, naturalmente, restando a
disposizione della Presidenza e dell'Aula per ogni utile,
necessario, richiesto confronto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Musumeci. Alla luce di quanto da lei
esposto non posso che esprimere il mio personale plauso al lavoro
della Commissione da lei presieduta.
Credo di condividere il sentimento di tutta l'Assemblea. Va detto,
altresì, che i risultati ottenuti, io immagino che la Commissione,
così come lei, li consideri un punto importante di partenza per
continuare il lavoro e non certamente un punto di arrivo. Per cui,
nell'augurare alla Commissione il proseguo dell'ottimo lavoro, così
come fin'ora svolto, prendiamo atto da quanto appena da lei
dichiarato e per quanto riguarda la relazione verrà ovviamente
pubblicata in allegato al resoconto stenografico di questa seduta
d'Aula.
E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là del
dibattito, della considerazione, una mia positiva valutazione su
quella che è stata la relazione, ma non per entrare nel merito e
aprire un grande dibattito, per dire che va dato atto alla
Commissione che la Sicilia, in questa occasione, ha dimostrato di
avere una istituzione che ha dato un suo preciso impegno ed ha
avuto una sua precisa attività che porta a dei risultati.
Il senso del mio intervento quindi, oltre all'apprezzamento, è
quello di dire: bene Forse anche in questa direzione la Sicilia,
così come lo è stata in tante occasioni motivo di orgoglio, mi
auguro lo sia anche in questa direzione. Dal lavoro prodotto,
Presidente Musumeci, noi dobbiamo trovare sicuramente gli elementi
perché i fenomeni di gravità, che determinano patologie, che
determinano momenti distorsivi, momento negativi per la Pubblica
Amministrazione e per la nostra martoriata Sicilia possano essere
ben individuati, ma c'è bisogno anche di poter suggerire, di poter
aiutare, di poter essere supporto e consulenza per una realtà che,
a mio avviso, merita di essere sostenuta ed è la nostra realtà
della Sicilia nelle sue articolazioni: dalla burocrazia
all'attività d'impresa, al senso delle Istituzioni più in genere e
alla politica per quelli che devono essere, da questa posizione, da
questa realtà i suggerimenti, le indicazioni che possono diventare
motivo anche di valutazione profonda, seria e significativa nel
percorso legislativo e normativo che noi dobbiamo sempre cercare di
costruire.
E allora con questo impegno e con questo invito perché ci sia
anche una possibilità di individuare in pillole, in precise
indicazioni, una serie di punti che possano diventare motivo di
riflessione per evitare il ripetersi delle negatività e quindi
delle patologie che hanno determinato momenti distorsivi e negativi
della nostra realtà siciliana.
In questo senso io dico che dobbiamo avere un grande impegno e uno
sforzo di umiltà per cercare di raccogliere questi aspetti da una
parte, e dall'altra l'orgoglio di capire come veramente sì in
questa direzione noi possiamo rideterminare un percorso che porti
all'obiettivo di qualificare sempre più la nostra Sicilia e la
nostra autonomia siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come anticipato, all'inizio della
seduta è pervenuta una richiesta di prelievo di due disegni di
legge che da tempo sono iscritti all'ordine del giorno ma che non
abbiamo mai avuto la possibilità di trattare, e viste le
decisioni dell'ultima Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, se l'Aula è d'accordo e se non sorgono problemi, si è
deciso di prelevare i disegni di legge n. 535/A Anagrafe
scolastica regionale relatore onorevole Greco Marcello, e il
disegno di legge 7/A Istituzione degli ecomusei della Sicilia
relatrice l'onorevole Maggio.
antimafia (doc.II)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Istituzione degli ecomusei della
Sicilia» (7/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Istituzione degli ecomusei della Sicilia» (7/A), posto al n. 7).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio, relatore, per svolgere
la relazione.
MAGGIO, vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, mi rimetto al testo della relazione scritta per
entrambi i disegni di legge.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Uno alla volta, onorevole
Maggio. Intanto, stiamo parlando del disegno di legge relativo
all'istituzione degli ecomusei della Sicilia.
Fisso il termine per la presentazione degli emendamenti a lunedì
16 giugno 2014, alle ore 13.00.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Anagrafe scolastica regionale»
(535/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
«Anagrafe scolastica regionale» (535/A), posto al n. 6).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Maggio per svolgere la
relazione.
MAGGIO, vicepresidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Anche per il disegno di legge n. 535/A fisso il termine per la
presentazione degli emendamenti a lunedì 16 giugno 2014, alle ore
13.00.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, colgo l'occasione visto che in Aula
è presente il presidente della I Commissione, l'onorevole
Cracolici, per chiedere di potere mettere in discussione oggi e,
quindi, di prelevare dall'ordine del giorno il disegno di legge
numeri 127-30/A «Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n.
35», di cui è relatore l'onorevole Cappello.
PRESIDENTE. E' stata fatta un'altra richiesta da parte
dell'onorevole Cancelleri per il prelievo del disegno di legge
numeri 127/30/A, che vede come relatore l'onorevole Cappello.
Se non ci sono osservazioni da parte dell'Aula, si procede in tal
senso.
Onorevole Cracolici, lei è stato interpellato, tra l'altro, come
presidente della I Commissione.
CRACOLICI. Di che si tratta?
PRESIDENTE. Si tratta del disegno di legge «Modifiche alla legge
regionale 20 aprile 1976, n. 35». L'onorevole Cappello, relatore
del disegno di legge, è presente.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Modifiche alla legge regionale
20 aprile 1976, n. 35» (127-30/A)
Si passa, pertanto, alla discussione del disegno di legge
«Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35» (127-30/A),
posto al n. 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello, relatore, per svolgere
la relazione.
CAPPELLO, relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato a martedì, 17 giugno 2014, alle ore 13.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 17 giugno
2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussione sulle linee guida della nuova programmazione dei
fondi comunitari per il periodo 2014-2020
III - Discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A) (Seguito)
Relatore: on. Greco M.
2) - Istituzione degli ecomusei della Sicilia . (n. 7/A)
(Seguito)
Relatore: on. Maggio
3) - Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35. (nn.
127-30/A) (Seguito)
Relatore: on. Cappello
4) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
5) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
6) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
7) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
8) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
9) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-18
194-210-234-411-421-436/A)
Relatore: on. Savona
V - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonchè alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA C. - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
VI - Discussione della mozione:
N. 59 - Interventi urgenti per la modifica dell'attuale
Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia.
(11 marzo 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. - ZITO -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- VENTURINO - ZAFARANA
VII - Discussione della mozione:
N. 244 - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
D.P.Reg. del 23 dicembre 2011 e istituzione di un
fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.
(3 dicembre 2013)
LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO G. -
FEDERICO - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI -
GRASSO - CURRENTI - CIMINO - SORBELLO - LA
ROCCA R. - FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO -
VULLO - MILAZZO G. - MARZIANO - POGLIESE -
ANSELMO - MICCICHE' - TAMAJO - SUDANO -
FORMICA - FERRANDELLI - ARANCIO
VIII - Discussione della mozione:
N. 273 - Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del
settore agrumicolo.
(24 febbraio 2014)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FEDERICO -
FIORENZA - LO SCIUTO - MUSUMECI - LANTIERI -
CASCIO F. - FALCONE - D'ASERO - CURRENTI -
MILAZZO G. - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
- CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA C. -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA- TANCREDI
- TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO - MARZIANO -
SUDANO - BANDIERA - RAIA - FAZIO - IOPPOLO -
ASSENZA - GRASSO - TAMAJO - ANSELMO - LA
ROCCA R. - DIPASQUALE - DINA - MICCICHE' -
SAVONA - SAMMARTINO - LACCOTO - CIRONE -
CIMINO - BARBAGALLO - VENTURINO - POGLIESE -
NICOTRA
IX - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
X - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
XI - Discussione della mozione:
N. 287 - Iniziative in favore delle strutture private
accreditate che erogano prestazioni di medicina di
laboratorio.
(1 aprile 2014)
BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO
XII - Discussione della mozione:
N. 232 - Modifica del decreto in materia di
compartecipazione ai costi delle prestazioni
riabilitative psico-fisiche-sensoriali in regime
semiresidenziale e residenziale.
(25 novembre 2013)
FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA
La seduta è tolta alle ore 18.37
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
COMMISSIONE SPECIALE D'INCHIESTA E
VIGILANZA SUL FENOMENO DELLA MAFIA
IN SICILIA
(istituita con legge regionale del 14
gennaio 1991, n. 4)
(composta dai deputati: Musumeci,
Presidente; Cordaro, Ferrandelli,
Miccichè, Vice Presidenti; Ciaccio
Segretario; Alongi, Arancio, Assenza,
Fazio, Lantieri, Lentini, Lo Sciuto,
Malafarina, Picciolo, Zito).
PRIMA RELAZIONE ANNUALE (Doc. II)
(Relatore: onorevole Nello MUSUMECI)
approvata dalla Commissione nella seduta del 22 gennaio 2014.
Presentata alla Presidenza dell'Ars il 22 gennaio 2014
ai sensi dell'art. 7 della legge regionale 14 gennaio 1991 n. 4
1. La Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia
istituita in questa XVI legislatura è la settima
nella storia del Parlamento siciliano.
La prima Commissione parlamentare per la lotta
contro la criminalità mafiosa risale all'ottobre
del 1984, creata con un Ordine del giorno
dell'Assemblea regionale siciliana, redatto e
approvato sotto la spinta emotiva di una serie di
delitti eclatanti. La Commissione era composta da
tredici membri, in rappresentanza di tutti i gruppi
politici. Fra i suoi compiti, anche quello di
vigilare ed eventualmente indagare sulle attività
della pubblica amministrazione regionale, in ordine
a possibili infiltrazioni e connivenze mafiose.
Presidente di quella prima Commissione è stato
eletto il deputato Angelo Ganazzoli (Psi), al quale
è succeduto, nella X legislatura, il messinese
Giuseppe Campione (Dc), nella XI legislatura (1986-
91).
Dopo la legge istitutiva n. 4 del 1991, la
Commissione ha assunto l'attuale denominazione ed è
passata da tredici a quindici componenti. Da allora
in poi, la Commissione è stata istituita in ogni
legislatura, ad eccezione della XIV . Alla
Presidenza si sono susseguiti: Luigi Granata (Psi)
dal 1991 al '96; Fabio Granata, dal 1996 al 2000;
Carmelo Incardona (An) dal 2002 al 2006; Calogero
Speziale (Pd) dal 2008 al 2012. L'attuale Presidente
Nello Musumeci (Lista Musumeci) è stato eletto nel
corso della prima seduta della Commissione, tenutasi
significativamente il 23 maggio 2013, nella triste
ricorrenza del 21.mo anniversario della strage di
Capaci, in cui hanno perso la vita i magistrati
Giovanni Falcone e Francesca Morvillo ed i loro
agenti di scorta.
Questa Relazione annuale, richiesta dalla legge
istitutiva della Commissione, non vuole essere un
documento di proposta e di analisi, ma solo una
sintesi riepilogativa dell'attività svolta nell'anno
2013 (appena sette mesi, da maggio a dicembre),
indicando anche le questioni aperte e segnalando i
temi che rivestono una certa priorità.
2. La legge istitutiva assegna alla Commissione le
seguenti funzioni:
a) vigilare ed indagare sulle attività
dell'Amministrazione regionale e degli enti
sottoposti al suo controllo, in ordine a possibili
infiltrazioni e connivenze mafiose e di altre
associazioni criminali similari;
b) vigilare, per le medesime finalità, sulla
regolarità delle procedure e sulla destinazione dei
finanziamenti erogati dalla pubblica Amministrazione
regionale e dagli enti sottoposti al suo controllo,
nonché sulle procedure di affidamento e sulla
assegnazione di appalti;
c) verificare la piena attuazione da parte
dell'Amministrazione regionale, degli enti locali
siciliani e di ogni altro ente o istituzione
sottoposti alla vigilanza della Regione, della legge
13 settembre 1982, n. 646, e successive
modificazioni ed integrazioni, nonché di ogni altra
legge o provvedimento dello Stato o della Regione,
concernente la lotta contro la mafia con riferimento
a tutte le disposizioni che riguardano l'attività
degli enti sopra menzionati;
d) verificare la congruità della normativa vigente
e della conseguente azione dei pubblici poteri nella
Regione, formulando proposte di carattere
legislativo, amministrativo ed organizzativo, al
fine di rendere più coordinata ed incisiva
l'iniziativa della Regione e degli enti da questa
vigilati nonché degli enti locali siciliani nella
lotta contro la mafia e le altre forme di
criminalità organizzata;
e) assumere ogni altra iniziativa di indagine e
proposta per il migliore esercizio delle potestà
regionali e delle funzioni attribuite agli enti
locali siciliani, anche in relazione ad una più
efficace lotta contro i fenomeni criminali sopra
indicati;
f) formulare proposte in merito a possibili
iniziative volte al formarsi e al diffondersi di una
cultura antimafiosa nella società siciliana.
Per l'espletamento dei suoi compiti la Commissione
può, d'intesa con la Presidenza dell'Assemblea:
a) promuovere inchieste ed ispezioni presso
l'Amministrazione regionale, gli enti locali
siciliani, gli enti sottoposti alla vigilanza della
Regione;
b) disporre l'audizione di pubblici
amministratori, di dipendenti dell'Amministrazione
regionale e degli altri enti di cui alla lettera a;
c) richiedere la presentazione di Documenti ed
atti riguardanti l'attività dell'Amministrazione
regionale e degli enti di cui alla lettera a.
L'Amministrazione regionale e gli enti di cui alla
lettera a sono tenuti a trasmettere i Documenti e
gli atti richiesti entro il termine fissato dalla
Commissione stessa;
d) sollecitare agli organi competenti l'adozione
di ogni provvedimento utile o necessario in
relazione allo svolgimento delle indagini ed al
relativo esito.
Gli organi dell'Amministrazione regionale e quelli
degli enti menzionati dalla legge istitutiva sono
tenuti a collaborare con la Commissione,
ottemperando alle richieste di questa. E' fatto
obbligo agli amministratori pubblici e ai dipendenti
degli stessi enti di ottemperare alle richieste
della Commissione e di fornire alla medesima ogni
necessaria collaborazione ai fini dell'espletamento
dei compiti a questa attribuiti dalla presente
legge.
Nell'esercizio dei propri compiti di vigilanza e
di indagine la Commissione può verificare altresì la
piena rispondenza alle finalità pubbliche e agli
scopi per i quali è stata disposta, della
utilizzazione di risorse finanziarie a carico del
bilancio della Regione, degli enti locali siciliani,
e degli enti pubblici regionali da parte delle
imprese private che ne siano destinatarie a
qualunque titolo, particolarmente in relazione alla
esecuzione di opere pubbliche, alla fornitura di
beni e servizi alla pubblica amministrazione nonché
all'impiego di finanziamenti pubblici, ivi compresi
quelli extraregionali, in qualunque forma concessi
anche a sostegno dell'attività d'impresa.
3. In un così ampio ambito di competenze, la
Commissione ha determinato, subito dopo il suo
insediamento, all'unanimità, alcune priorità,
caratterizzandosi come organismo di conoscenza,
analisi e proposta, sempre attenta a non esorbitare
dalla sfera di attribuzioni statutariamente
spettanti alla Regione Siciliana, non disponendo, la
Commissione regionale, dei poteri conferiti
dall'articolo 82 della Costituzione alle Commissioni
d'inchiesta del Parlamento nazionale. La Commissione
ha quindi limitato e continua a limitare le proprie
competenze all'accertamento di fatti idonei a
promuovere un giudizio di responsabilità politica e
amministrativa, giudizio che, ovviamente, compete
all'Assemblea regionale e non alla Commissione
d'indagine, mentre all'Autorità giudiziaria spetta
il giudizio di responsabilità penale.
4. La Commissione si è riunita 16 volte in sede
e ha tenuto 9 riunioni dell'Ufficio di presidenza ,
di cui 4 in missione. Ha ascoltato in audizione
complessivamente 22 persone, ha aperto 3
istruttorie, ha reso il preventivo parere su 11
disegni di legge.
5. Nella seduta di insediamento, il Presidente ha
reso le sue comunicazioni programmatiche, su cui si
è svolto un ampio dibattito. Alla fine, si è
concordata da parte della Commissione una
impostazione dei lavori che concentri l'attività sui
settori particolarmente sensibili
dell'Amministrazione regionale (ambiente, rifiuti,
territorio, urbanistica, appalti pubblici), sulla
esigenza di dotare la Regione di un Codice Etico
per amministratori e personale dipendente e su una
campagna di promozione della cultura della legalità
che privilegi il rapporto con il mondo della scuola
e con quello del volontariato.
6. L'Ufficio di presidenza della Commissione ha
compiuto missioni nei Comuni di Salemi e Campobello
di Mazara (tutti e due in Provincia di Trapani), le
cui amministrazioni sono state sciolte per
infiltrazione o condizionamento mafioso. In quelle
missioni ha incontrato le Commissioni
straordinarie, dirigenti interni e sovraordinati,
rappresentanti di categoria e del volontariato.
Nel corso di tali incontri, la Commissione ha
potuto constatare come il funzionamento delle
Commissioni straordinarie (al di là delle indiscusse
competenze professionali) non sempre crei consenso
nelle comunità amministrate e, spesso, non riesce a
risanare l'ambiente nell'ente locale, condizionato
dal potere mafioso ed a ripristinare una situazione
di concreta legalità.
Il fenomeno appare diffuso anche nel resto
d'Italia e andrebbe affrontato e neutralizzato sul
piano normativo. Alla luce di tali considerazioni,
la Commissione ha avanzato alcune proposte,
apprezzate e condivise anche dalla Presidente della
Commissione nazionale Antimafia e dal viceministro
dell'Interno, nel corso di un recente convegno
svoltosi presso la Direzione Investigativa Antimafia
di Palermo, promosso dalla Presidente della
Commissione Antimafia del Parlamento europeo.
Queste, in sintesi, le proposte: a) esclusività
dell'incarico di commissario straordinario ed
impiego a tempo pieno; b) preventiva verifica della
capacità manageriale del commissario; c)
allontanamento temporaneo, presso altri Enti locali,
dei vertici burocratici del Comune, da sostituire
con dirigenti amministrativi e tecnici chiamati
mediante distacco o comando da altre amministrazioni
ed enti pubblici; d) deroga al Patto di stabilità
per i Comuni sottoposti a gestione straordinaria e
strumenti di sostegno sul piano finanziario, anche
per le amministrazioni elettive subentrate; e)
costante e rigoroso monitoraggio, da parte del
Ministero dell'Interno, dell'azione delle
commissioni straordinarie e dei Comuni riportati a
gestione ordinaria.
7. La Commissione ha rivolto particolare
attenzione alla tutela dei diritti delle vittime
innocenti della criminalità organizzata e dei
testimoni di giustizia, figure non sempre
equiparate, per carenza legislativa, ad altre
vittime destinatarie di benefici di legge. Ha udito,
su loro richiesta, cinque testimoni di giustizia
per apprendere dalla viva voce dei protagonisti gli
stati d'animo, i disagi, le emozioni ed i tentativi
di discriminazione a causa della lentezza ed
esasperata interpretazione burocratica degli
organismi periferici e centrali preposti. Persone
che si sono messe in gioco per il bene di tutti,
scegliendo di non tacere di fronte a fatti molto
gravi di cui sono state testimoni. In tal senso ha
espresso all'unanimità parere favorevole sul
disegno di legge d'iniziativa governativa per i
benefici in favore dei testimoni di giustizia.
Il parere favorevole della Commissione è
accompagnato da alcune osservazioni, che saranno
oggetto di esame nel corso del dibattito
dell'articolato in Aula. Il disegno di legge prevede
l'estensione ai testimoni di giustizia dei benefici
stabiliti dalla legge regionale 20 del 1999 in
favore dei familiari delle vittime di mafia. E' un
atto che assume rilevante significato morale ed
esalta il valore della denuncia da parte di soggetti
che, autonomamente e senza far parte di
organizzazioni criminali, sentono il dovere di
testimoniare contro la mafia ed i suoi gregari.
Assieme al Presidente dell'Ars Ardizzone ed al
Presidente dell'Associazione testimoni di giustizia,
Ignazio Cutrò, il Presidente della Commissione
Musumeci ha avuto un confronto a Roma col Ministro
per la Pubblica amministrazione senatore Giampiero
D'Alia, il quale ha assicurato l'attenzione del
Governo nazionale verso la proposta normativa.
Attenzione che si è tradotta, subito dopo, nel varo
di un decreto legge che riconosce anche ai testimoni
di giustizia il diritto ad essere assunti nella
pubblica amministrazione, come già previsto per i
familiari delle vittime delle mafie, sottolineando,
in tal modo, la profonda funzione civile e sociale
che gli uni e gli altri portano in termini di
crescita della cultura della legalità.
8. L'Ufficio di presidenza ha incontrato, in
visita di cortesia, i Prefetti di Palermo, Catania,
Trapani e Siracusa (le visite proseguiranno nelle
altre sedi prefettizie dell'Isola) ed i vertici dei
quattro Distretti giudiziari siciliani (Palermo,
Catania, Messina e Caltanissetta). Gli incontri si
sono rivelati di particolare interesse, sia per lo
scambio di informazioni e sia per una rinnovata
disponibilità alla collaborazione, nella diversità
dei ruoli e nel reciproco rispetto dell'autonomia di
ciascun organo.
Dagli incontri con i vertici giudiziari è
emersa la esigenza di rilanciare mediante, il
sostegno finanziario della Regione, l'Osservatorio
permanente sulla criminalità organizzata con sede a
Siracusa; in particolare, è emersa altresì la
richiesta di ricevere, con l'istituto del comando,
risorse umane alle dipendenze della Regione, con
funzioni amministrative, per colmare in parte le
carenze di organico negli uffici dei Palazzi di
Giustizia. La Commissione ha assicurato che si
renderà interprete di tale esigenza presso il
competente Governo regionale.
.
9. La Commissione ha aderito alla istituzione
della Macro-regione della legalità , formata dalla
Commissione contro la Ndrangheta del Consiglio
regionale della Calabria, dalla Commissione
d'inchiesta Anticamorra del Consiglio regionale
della Campania, dalla Commissione per il controllo
sulle bonifiche e contro le ecomafie della Campania.
L'iniziativa ha rappresentato una prima concreta
novità nell'ambito dell'affermazione della legalità
e della lotta alla criminalità organizzata da parte
di Regioni del Meridione d'Italia storicamente
afflitte dalla presenza delle organizzazioni mafiose
e desiderose di mettere assieme forze, esperienze e
volontà per avviare una interlocuzione più forte con
lo Stato e con gli organismi centrali preposti alla
lotta ad ogni forma di mafia.
La Macro-regione della legalità guarda
concretamente alla possibilità di attivare stabili e
positive sinergie nelle realtà regionali attraverso
la creazione di rapporti inter-istituzionali più
intensi, un confronto diretto e una collaborazione
concreta sulle iniziative per la legalità e la
sicurezza.
10. La Commissione ha ospitato ed organizzato la
Conferenza interregionale della Macro-regione della
legalità (in attesa che anche il Consiglio
regionale della Puglia possa aderire all'
organismo), che ha tenuto la sua seconda seduta il
14 novembre scorso in Sicilia, a Palermo. Nel corso
dei lavori, apertisi con il saluto del Presidente
dell'Assemblea Regionale Siciliana on. Giovanni
Ardizzone, è stato definito il testo del disegno di
legge-voto da sottoporre al Parlamento nazionale
(come prevede l'art. 18 dello Statuto speciale della
Regione Siciliana) recante alcune modifiche alla
normativa statale su diverse materie: a) il
contrasto alla criminalità organizzata in materia di
insegnamento dei valori della legalità; b)
assegnazione dei beni confiscati; c) Fondo unico di
giustizia; d) Testimoni di giustizia; e) rating
antimafia; f) costituzione di parte civile.
Il testo prevede di introdurre nella normativa
nazionale che regola l'attività delle scuole
materne, elementari e medie, l'insegnamento
dell'educazione civica e dei valori della legalità e
dell'etica pubblica. Si prevedono inoltre strumenti
per il riutilizzo a fini sociali, tramite la
collaborazione tra le Regioni ed il Ministero
dell'istruzione, dei beni confiscati alla
criminalità organizzata.
Si stabilisce, ancora, il principio che i beni
confiscati alla criminalità organizzata devono
essere utilizzati prioritariamente per contrastare
il fenomeno mafioso e per dare ristoro ai territori
ed alle popolazioni che ne hanno subito il
condizionamento. E che gli stessi beni siano
assegnati in via prevalente alle Regioni, in modo
che tali enti possano individuare le migliori forme
di destinazione dell'uso di tali beni per fini
istituzionali e sociali. Tali obiettivi potranno
anche essere raggiunti mediante successiva
assegnazione da parte delle Regioni ai Comuni. Si
suggerisce l'introduzione di meccanismi premiali nei
bandi relativi alla programmazione dei fondi
europei, per i progetti che prevedano l'utilizzo dei
beni confiscati alla criminalità organizzata. Ciò
con l'evidente scopo di accelerare la spesa dei
fondi e di favorire l'immissione nell'economia
legale di beni ottenuti con lo svolgimento di
attività illecite.
Altra proposta contenuta nel disegno di legge -
voto è quella che vuole dare una specifica
destinazione alle somme di denaro confiscate alla
criminalità organizzata, che attualmente
confluiscono in modo indistinto nel Fug (Fondo unico
di giustizia). Si prevede, infatti, una
destinazione vincolata, per una quota pari al 50%
delle somme confiscate e confluite nel Fug, che
dovranno essere utilizzate per favorire lo start up
delle nuove imprese aventi sede nei territori in cui
sono avvenute le confische di denaro. Inoltre, si
prevede che parte delle stesse somme, oltre alla
quota del 50% come sopra destinata, sia
utilizzata per bonificare i siti inquinati da forme
illecite di smaltimento dei rifiuti tossici.
Si propone, altresì, di introdurre nella
normativa statale, accanto al già previsto rating di
legalità, il cosiddetto rating antimafia da
assegnare agli imprenditori che denuncino richieste
estorsive e che attribuirà dei vantaggi premiali a
tali imprenditori nei bandi ad evidenza pubblica per
un periodo decennale.
Infine, si vuol rendere obbligatoria, e non più
sottoposta alla preventiva autorizzazione del
Presidente del Consiglio dei ministri, la richiesta
di costituzione di parte civile da parte dello Stato
nei processi contro le mafie per fatti avvenuti nel
territorio nazionale.
Prima di essere consegnato al Presidente del
Senato, per l'avvio della procedura, il disegno di
legge-voto dovrà essere sottoposto all'approvazione
delle Assemblee e dei Consigli regionali della
Sicilia, Calabria e Campania.
11. In coerenza alle indicazioni della legge
istitutiva, la Commissione ha aperto tre istruttorie
relative alle attività svolte dall'Amministrazione
regionale in settori che avrebbero richiamato
l'attenzione della mafia o della criminalità o
comunque suscettibili di indagini per eventuali
irregolarità o illeciti di varia natura: 1) la
politica energetica e dei rifiuti, con particolare
riferimento al contenzioso sui termovalorizzatori e
sulla gestione delle discariche pubbliche e private;
2) l'attività e la gestione delle ex Asi, Aree di
sviluppo industriale; 3) la gestione della Film
Commission Sicilia , spettante all'Assessorato
regionale del Turismo, sport e spettacolo, e le
interferenze da parte di soggetti legati ad
organizzazioni mafiose.
In relazione al punto 1 sono stati uditi dalla
Commissione l'avvocato Pier Carmelo Russo ed il
dottor Nicolò Marino, magistrato in aspettativa,
Assessore per l'Energia ed i servizi di pubblica
utilità della Regione. Sul punto due, la Commissione
ha ascoltato l'attuale Presidente dell'Irsap
geometra Alfonso Cicero, il professore Gaetano
Armao, e, su loro esplicita richiesta, due ex
amministratori dell'Asi di Agrigento. Sul punto tre,
infine, sono stati uditi il direttore di produzione
cinematografica Vincenzo Cusmano, il dirigente del
servizio Pietro Di Miceli ed il direttore generale
dottor Alessandro Rais. Sulle tre istruttorie la
Commissione non si è ancora determinata se disporne
la chiusura o acquisire ulteriori elementi
conoscitivi.
12. La ridotta attività registratasi negli ultimi
anni, da parte del Servizio ispettivo, in materia
di controlli di carattere amministrativo negli Enti
locali, ha suggerito alla Commissione la necessità
di ascoltare in audizione l'Assessore regionale
alle Autonomie locali ed alla Funzione pubblica
dottoressa Patrizia Valenti ed il dirigente generale
architetto Giuseppe Morales. Nel corso
dell'audizione, si è lungamente parlato
dell'attività ispettiva affidata al Dipartimento
regionale delle Autonomie locali, come prevista
dalla legge regionale n. 25/62 e dagli articoli 24,
25 e 26 della legge regionale n. 44 del 1991. Fra i
problemi sollevati dal Governo, è apparso di
rilievo quello secondo cui alcuni Sindaci avrebbero
manifestato perplessità in ordine alla legittimità
dell'esercizio ispettivo da parte della Regione, che
costituirebbe lesione dell'autonomia dell'Ente
locale, garantita dalla modifica del Titolo V della
Costituzione. La Commissione è del parere che il
potere di controllo della Regione sugli Enti locali,
sancito dall'articolo 15 dello Statuto regionale,
non sia in conflitto con i princìpi costituzionali
così come modificati dalla riforma del Titolo V.
L'Assessore, dal canto suo, ha preannunciato la
volontà di improntare il servizio ispettivo ad una
nuova filosofia di intervento preventivo, mirato a
sostenere, assistere e collaborare i Comuni nella
adozione degli atti particolarmente impegnativi.
La materia tornerà ad essere oggetto di confronto
nelle prossime sedute.
13. Sin dal suo insediamento, la Commissione ha
sostenuto la necessità di proporre un Codice Etico
e di comportamento per gli amministratori e per
tutti i dipendenti dell'amministrazione regionale.
Il testo è stato definito alla fine del 2013 e sarà
oggetto di esame analitico da parte della
Commissione stessa già nelle prossime sedute.
Il Codice contempla i principi e i valori che
influenzano i processi decisionali
dell'Amministrazione regionale, indica il complesso
degli obblighi generali di diligenza, lealtà,
onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità che
qualificano l'esercizio delle funzioni di pubblica
responsabilità da parte degli amministratori
regionali e le regole di comportamento cui devono
uniformarsi tutti i dipendenti della amministrazione
regionale.
Fa propri, inoltre, i principi contenuti nel
Codice antimafia e anticorruzione della pubblica
amministrazione, meglio conosciuto come "Codice
Vigna". Sono applicabili le disposizioni nazionali
riguardanti le altre forme di responsabilità dei
pubblici amministratori ed ogni altra normativa che
sia vigente nel territorio siciliano.
Il Codice vincola direttamente il Presidente della
Regione e gli amministratori allo stesso legati da
mandato fiduciario, i quali si impegnano
preventivamente e costantemente a rispettarlo; i
parlamentari regionali sottoscrivono il Codice quale
formale adesione, all'atto del loro insediamento.
Può essere sottoscritto individualmente anche da
tutti gli amministratori degli Enti locali della
Regione.
Il Codice si applica anche ai dipendenti tutti
della pubblica amministrazione regionale. Gli
obblighi etici e di condotta previsti valgono per i
dipendenti contrattualizzati a tempo indeterminato,
determinato o occasionale; ai collaboratori,
tirocinanti ed ai consulenti con qualsiasi tipologia
di contratto o incarico e a qualsiasi titolo; ai
titolari di organi e di incarichi negli uffici di
diretta collaborazione delle autorità politiche,
nonché ai collaboratori a qualsiasi titolo di
imprese fornitrici di beni o servizi e che
realizzano opere in favore dell'Amministrazione
regionale.
Fra le norme contenute nel Codice, ci sono anche
quelle che disciplinano la diffusione della
conoscenza del testo, quelle per la vigilanza, il
monitoraggio, le attività formative, la violazione
degli obblighi previsti e la istituzione del
Garante.
Il testo del disegno di legge contenente il
Codice Etico, dopo l'esame di questa Commissione,
sarà trasmesso alla Presidenza dell'Ars per le
proprie valutazioni e per avviare le procedure
previste dal regolamento, con l'esame delle
Commissioni di merito prima e dell'Aula dopo.
14. La Commissione ha voluto rivolgere attenzione
al volontariato, laico e religioso, presente in
Sicilia anche nelle zone caratterizzate da un forte
insediamento mafioso. Ha tenuto quindi, nella Sala
Rossa del Palazzo dei Normanni, un primo incontro
con i gruppi dell'associazionismo impegnato nella
lotta per la legalità, per meglio conoscere la loro
attività e per acquisire utili elementi di analisi e
di valutazione. Dall'incontro sono emersi due
aspetti: da un lato la forte determinazione e
l'entusiasmo da parte dei rappresentanti del
volontariato nel profondere ogni energia per
riaffermare i princìpi della legalità; dall'altro
lato, un clima non improntato a piena solidarietà
fra le diverse sigle delle federazioni che aggregano
le associazioni antiracket. Una sorta di diffidenza
reciproca, specie in relazione ai benefici
finanziari pubblici di cui possono godere le
associazioni stesse. La Commissione si ripropone di
organizzare ulteriori occasioni di incontro, anche
per valutare la opportunità di eventuali proposte di
correzione della legge antiracket ed offrire
supporti amministrativi e di consulenza, al fine di
rendere meno difficile la penetrazione e la
permanenza di questo importante comparto del
volontariato sociale sul territorio siciliano.
15. Degli undici Disegni di legge assegnati alla
Commissione per il parere, di particolare impegno si
è rivelato quello da proporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2
dello Statuto, recante Modifiche dello Statuto
della Regione Siciliana aventi ad oggetto
disposizioni in materia di ripudio della mafia a
tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, delle
libertà civili, politiche, economiche e sociali al
fine dell'esame da parte dell'Assemblea. In sedute
congiunte con la I Commissione affari
istituzionali, si è proceduto ad emendare la
proposta del Governo, relatore il deputato Antonio
Malafarina, per essere licenziata dalle due
Commissioni con voto unanime.
16. La complessa materia legata alla assegnazione
ed alla gestione dei beni confiscati alla
criminalità organizzata, tema che ha trovato negli
ultimi mesi ampio spazio sulla stampa locale e
nazionale, ha occupato alcune sedute della
Commissione. Essa ha inteso riproporre il proprio
Disegno di legge elaborato nella passata
legislatura, primo firmatario il deputato Toto
Cordaro, finalizzato alla Istituzione dell'Agenzia
regionale per i beni confiscati alla criminalità
organizzata che possa, fra le altre funzioni,
coadiuvare gli Enti locali nella predisposizione
delle pratiche relative alle richieste di
trasferimento, di assegnazione e di accesso ai
finanziamenti per i beni immobili confiscati. Al
fine di approfondire la materia, l'Ufficio di
presidenza ha pure incontrato il prefetto Giuseppe
Caruso, direttore dell'Agenzia nazionale per
l'amministrazione e la destinazione dei beni
sequestrati e confiscati alla criminalità
organizzata. Il disegno di legge è in attesa di
essere esaminato dall'Aula.
17. La Commissione ha udito il sindacalista della
Cgil Vincenzo Liarda, destinatario di un ennesimo
atto intimidatorio, riconducibile all'impegno
profuso nella battaglia per il riuso sociale del
feudo di Verbumcaudo, a Polizzi Generosa (Palermo),
bene confiscato al boss mafioso Michele Greco. Da
tempo il Liarda propone la costituzione di un
Consorzio sviluppo e legalità delle Madonie, fra i
Comuni dell'area. Tema sul quale la Commissione
intende acquisire ulteriori notizie nel corso della
prevista missione in quel Comune del Palermitano,
sciolto per mafia e gestito dalla Commissione
straordinaria.
18. Inoltre la Commissione si è occupata dei
recenti lavori di sistemazione, con fondi pubblici,
dell'area adiacente alla Villa Romana del Casale di
Piazza Armerina. Per approfondire la conoscenza
della materia, una delegazione di commissari si è
recata in missione presso il sito archeologico,
mentre è stata ascoltata in audizione una
rappresentanza degli operatori commerciali che
lavorano nel sito stesso. E' in corso l'acquisizione
di documenti per verificare la regolarità della
condotta degli uffici regionali e di quelli degli
enti sottoposti al controllo della Regione.
19. La Commissione si è occupata, infine, del
cosiddetto "racket degli alloggi", diffuso
soprattutto nelle città-capoluogo dell'Isola. Si
tratta di un fenomeno, manifestatosi almeno
nell'ultimo ventennio, che vede coinvolti migliaia
di nuclei familiari i quali, senza averne titolo,
continuano ad occupare alloggi pubblici di edilizia
economica e popolare, completati e non assegnati
agli aventi diritto. A gestire l'accesso abusivo
all'alloggio provvede una sorta di racket della
malavita organizzata, che controlla capillarmente
il territorio o il solo quartiere, in cambio di una
tangente che il nucleo familiare occupante è
costretto a corrispondere anche periodicamente. Le
più rappresentative organizzazioni sindacali degli
inquilini, appositamente udite dalla Commissione,
hanno suggerito la opportunità di una iniziativa
legislativa che consenta di sottrarre almeno una
parte degli occupanti abusivi al controllo ed alla
costante minaccia del racket. La Commissione tornerà
ad occuparsi del fenomeno, dando corso ad altre
audizioni. Sarà esaminata anche la possibilità di
destinare alle famiglie aventi diritto (perchè
inserite nelle apposite graduatorie pubbliche) gli
alloggi confiscati alla criminalità organizzata e
che rimangono inutilizzati nella disponibilità
dello Stato.
20. Per far fronte in maniera adeguata agli
impegni legati al programma di lavoro approvato ed
agli obiettivi prefissati, la Commissione ha avviato
la riorganizzazione dei propri uffici, chiedendo il
potenziamento delle risorse umane, il riordino dei
propri archivi documentali e la loro
informatizzazione.