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Resoconto d'Aula della Seduta n. 165 di mercoledì 18 giugno 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FAZIO,  segretario  f.f., dà lettura dei  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.   Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Alongi  e  Leanza  hanno
  chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,  sospendo  la  seduta  per  trenta   minuti,
  avvertendo che riprenderà alle 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 16.45)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, so che, probabilmente, questa  decisione  che
  sto  per  prendere potrà sembrare impopolare a molti di voi,  però,
  non  posso fare altro che tenere conto della presenza in  Aula  dei
  colleghi che non raggiunge il numero legale.
   Pertanto,  la  votazione finale dei disegni di  legge  che,  ieri,
  avevamo portato alla fase finale, cioè alla votazione, non possiamo
  effettuarla per la mancanza del numero legale.
   Per  quanto riguarda la discussione sulle linee guida dei POR FESR
  2014-2020,  come vedete, manca il Governo, per cui  la  discussione
  sarebbe  fine  a  se  stessa e sterile  e   non  potremmo  dare  la
  possibilità al Governo, appunto, di ribattere alle deduzioni o alle
  vostre puntualizzazioni.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Presidente,  non ho nulla in contrario, anzi, auspico che
  il  Governo  sia  presente al fine di trattare il  dibattito  e  di
  proseguire  il dibattito sulla utilizzazione, buona o cattiva,  dei
  Fondi europei, dalla quale dipende il futuro della Sicilia.
   Signor  Presidente,  che lei sostenga, però,  capisco,  senza  con
  questo    volere   sollevare   la   responsabilità   o   attribuire
  responsabilità  a nessuna, che la seduta non si può  tenere  perché
  manca il numero legale, a mio parere  allora, ho capito male e,  se
  ho  capito  male, poi, mi replicherà  è una inesattezza perché  era
  non  opinione  diffusa, come qualcuno scrive nei provvedimenti,  ma
  era  accordo  che  la  seduta  di oggi dovesse  tenersi  e  dovesse
  riprendere,  con  la  presenza  del Presidente  della  Regione,  la
  prosecuzione  del  dibattito  sulla  sua  relazione  di  ieri  che,
  puntualmente, lo stesso Presidente aveva depositato e che,  a  fine
  seduta,  all'esito di quella discussione, si sarebbe dovuto intanto
  redigere,  qualora ve ne fosse stata la volontà da parte dell'Aula,
  un  documento  da sottoporre al voto che desse forza al  Presidente
  della  Regione,  dell'interesse collettivo, visto che  parliamo  di
  Fondi  europei  che non sono né di destra né di sinistra,  e  dopo,
  subito  dopo,  per arrivare alla votazione finale  dei  disegni  di
  legge.
   L'assenza del Governo, quindi, che credo debba essere presente  in
  Aula  anche  con riferimento alla votazione e, comunque,  all'esito
  dei  disegni  di  legge, ma questo potrebbe essere un  parere  mio
  vorrei che il rispetto dei ruoli fosse sempre presente in qualsiasi
  momento nella vita parlamentare, istituzionale e assembleare. Però,
  ripeto, questo potrebbe essere un mio parere.
   In  ogni  caso, la invito, qualora lei dovesse decidere,  credo  a
  questo  punto legittimamente, di chiudere la seduta,  al  netto  di
  quelle  che  poi saranno le considerazioni politiche  che  ciascuno
  potrà fare, in sede di conferenze stampa, in sede di dichiarazioni,
  a dire che dovevamo cominciare in un modo e non possiamo cominciare
  in  questo modo perché non è certo responsabilità dell'Aula, ma del
  Governo che è assente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Cordaro. Giusto  una  precisazione:
  non  dico  che l'Aula non si poteva tenere, tanto è vero che  siamo
  qua, ma ho semplicemente fatto notare che se lei segue l'ordine del
  giorno,  avevamo   Seguito della discussione sulle  linee  guida  ,
  come lei ha detto, ma è chiaro che, senza il Governo, come  ho  già
  avuto  modo  di  dire, la discussione sarebbe  sterile  perché  non
  avremmo modo di sentire le controdeduzioni.
         Poi, c'era da effettuare la votazione finale dei disegni  di
  legge  sull'anagrafe scolastica regionale  e  sugli ecomusei  ed  è
  chiaro  che,  se non raggiungevamo il numero, anche quelle  non  si
  potevano fare.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Non escludo che, nel frattempo, si possa  raggiungere
  il numero legale e continuare la seduta.
   Onorevole Vinciullo, ha facoltà di parlare.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  quest'Aula  sia  in  numero legale e, quindi, nelle  condizioni  di
  potere continuare la propria attività.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Vinciullo, ma non credo sia in numero
  legale.  Ci sono dei numeri che parlano. Al momento, non  l'abbiamo
  ancora raggiunto.

   VINCIULLO.  Credo  che, da qui a qualche minuto,  se  invitiamo  i
  colleghi

   PRESIDENTE. Da qui a qualche minuto è già diverso.

   VINCIULLO. Se invitiamo i colleghi che sono nei corridoi e sono in
  giro, a rientrare in Aula, possiamo continuare a lavorare.
   Vorrei, comunque, ricordare che l'opposizione è tutta presente  in
  Aula;  non  dobbiamo  assolutamente fare cadere  la  responsabilità
  della   mancanza   del  numero  legale  su  tutto  il   Parlamento.
  L'opposizione  è  presente in Aula e vuole  continuare  a  lavorare
  nell'interesse della Sicilia e nell'interesse de siciliani.
    Lei  oggi  ha all'ordine del giorno, innanzitutto, l'approvazione
  di  due leggi che ieri sono stati discussi, quindi credo che sia un
  diritto di questa Aula e un diritto che le chiedo venga esercitato,
  in nome dell'opposizione, che oggi si voti.
    Se  poi  verrà  certificato  che la  maggioranza  anziché  essere
  presente in Aula è nei corridoi e continua a non entrate, perché  è
  evidente  che questo Governo non ha una maggioranza, è un  problema
  che   non   riguarda  tutti  i  deputati,  ma  riguarda   solo   ed
  esclusivamente la maggioranza che non esiste.
    Per  cui,  signor Presidente, le cose vanno certificate  e  vanno
  documentate perché dietro la generica indicazione che non si  è  in
  numero  legale, è un'indicazione che fa male a tutti, fa male  alla
  politica e fa male soprattutto ai siciliani.
    Si certifichi, attraverso il voto, chi oggi è presente in Aula  e
  chi è assente perché così non possiamo andare avanti. E, del resto,
  signor  Presidente, fino a qualche istante fa,  abbiamo  visto  nei
  corridoi perfino gli assessori. Bisogna capire se gli assessori  di
  questo  Governo  sono  in guerra con il loro Presidente,  per  cui,
  anziché  entrare  in Aula, continuano a rimanere  fuori  dall'Aula.
  Queste  cose  ce  le  dobbiamo dire tutte. Le dobbiamo  certificare
  perché ognuno di noi, e soprattutto i siciliani, devono sapere  chi
  è presente in Aula e chi non lo è.
    Signor  Presidente,  la volevo far riflettere  su  una  cosa:  il
  dirigente  generale della Autorità di certificazione dei  programmi
  cofinanziati  dalla  Commissione europea ci ha fatto  sapere  quali
  sono  stati  gli  assessorati che, in  questo  periodo,  non  hanno
  raggiunto la previsione  prevista  dalla legge.
     Fra questi Assessorati vi è anche quello della Famiglia che, nel
  mese  di  maggio, ha speso due milioni e mezzo in meno  rispetto  a
  quella  che  era la programmazione fatta dal Governo e sottoscritta
  dallo stesso Assessore, cioè, signor Presidente, l'Assessorato alla
  Famiglia,  senza rendersi conto che ci sono migliaia  di  siciliani
  che  muoiono  letteralmente di fame, non ha  impegnato  le  proprie
  risorse.
    E  c'è  qualcosa  di ancora più grave. Due giorni fa,  l'ennesima
  donna  è  stata uccisa in Sicilia. A fronte di questo femminicidio,
  l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del  lavoro
  continua  a  non impegnare quelle risorse necessarie per combattere
  il fenomeno.
    Ma   le  sembra  un  fatto  conducente  alla  dignità  di  questo
  Parlamento  che, oggi, ci asteniamo dal fare un ragionamento  sulla
  programmazione, quando sappiamo che la gente viene uccisa perché  i
  fondi  per  combattere  la  violenza non vengono  impiegati  e  non
  vengono spesi?
    Signor   Presidente  del  Parlamento  siciliano,   possiamo   mai
  accettare  un'idea  del genere? Possiamo mai accettare  l'idea  che
  l'Assessorato  alla Famiglia non spenda le proprie risorse?  E  noi
  oggi  ce  ne  andiamo a casa come se non fosse  successo  nulla  in
  questi  giorni; come se gli assessori avessero speso tutto e invece
  non  vi siano mezzo miliardo di euro, 551 milioni, a rischio perché
  il Governo oggi non si presenta in Aula.
    Signor  Presidente, ancora una volta, le chiedo di votare  i  due
  disegni  di legge che, ieri, abbiamo esitato. Le chiedo  di  andare
  avanti  con  il  disegno  di legge sull'anagrafe  scolastica.  Sarà
  recuperato  qualche  assessore in giro che potrà  rispondere  e  le
  chiedo di continuare a discutere della programmazione.
    Poi,  vi sono i mezzi di comunicazione, via Internet, vi  sono  i
  verbali. Al Presidente ed al suo Governo faremo avere i verbali  di
  questa  seduta, anche perché, poi, di tutto quello che diciamo,  di
  tutto  quello  che pensiamo di fare, quasi sempre  il  Governo  non
  prende in considerazione le proposte di questa Assemblea, pertanto,
  signor Presidente, le chiedo di andare avanti.
    I  siciliani  ci  guardano, ci giudicano.  Io  mi  vergognerei  a
  ritornare  nel mio Collegio, se almeno oggi non avessimo  espletato
  la nostra attività.

    PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo. Le sue parole sono state
  nel  frattempo profetiche perché, come vede, il numero dei presenti
  in  Aula è aumentato, quindi, senz'altro, andremo avanti così  come
  previsto dall'ordine del giorno.
    Onorevoli  colleghi, sta per essere distribuito l'emendamento  di
  riscrittura  117.1,  relativo  al   disegno  di  legge  numero  7/A
  "Istituzione degli ecomusei della Sicilia".
    Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto al  banco
  alla medesima assegnato.
    Pongo in votazione l'emendamento 117.1.
   Il parere della Commissione?

   GRECO Marcello, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                              Istituzione
                  degli ecomusei della Sicilia  (7/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge "Istituzione degli ecomusei della  Sicilia"
  (7/A), posto al n. 1).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   Presenti      .52
   Votanti       .52
   Maggioranza    .27
   Favorevoli      52

                         (L'Assemblea approva)

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35  (127-30/A)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge "Modifiche alla legge regionale  20  aprile
  1976, n. 35" (127-30/A), posto al n. 2).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          53

                         (L'Assemblea approva)

   Si  prende atto che l'onorevole Federico ha votato favorevolmente,
  l'Assemblea ne prende atto.
   Ha  votato  a favore anche l'onorevole Malafarina, l'Assemblea  ne
  prende atto.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, onestamente  non
  riesco a capire l'assenza del Governo. E' pur vero che negli ultimi
  tempi  parlare contro questo Governo è diventato come sparare  alla
  Croce Rossa, però sulla programmazione, così come è stato detto dai
  miei  predecessori,  questa rappresenta un'occasione  di  confronto
  probabilmente  persa  se  non insistiamo in  questa  discussione  e
  nell'approvazione degli ordini del giorno.
   Tra  l'altro mi sarebbe piaciuto sentire dal Governo che  cosa  ne
  pensa sull'occupazione che c'è stata stamattina all'Assessorato  al
  lavoro  e  alla  formazione, di questo comparto che  è  abbandonato
  praticamente a se stesso, di un Governo che non solo non  riesce  a
  prendere nessuna decisione ma non riesce nemmeno a interloquire con
  i ministeri che si trovano a Roma per risolvere questa questione.
   Signor  Presidente, vorrei capire se continueremo con la votazione
  degli ordini del giorno.

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, ci sono alcuni ordini  del  giorno
  che impegnano il Governo ad assumere una posizione, ed io condivido
  quello  che lei mi dice nel senso che il Governo non può non essere
  presente  in  Aula  perché rallenta i lavori.  Però,  se  noi  oggi
  approviamo un ordine del giorno che impegna il Governo senza  avere
  sentito  l'opinione del Governo stesso, credo che commetteremmo  un
  gravissimo   errore,  per  cui  ritengo  opportuno   rimandare   la
  discussione  di  questi ordini del giorno e la loro votazione  alla
  prossima  seduta,  che  si terrà martedì. Tra  l'altro  tra  questi
  ordini  del giorno - le sarà sfuggito, onorevole Cappello -  ce  ne
  uno  presentato anche dal sottoscritto per cui c'è un interesse  da
  parte di tutti a continuare su questa scia.

   CAPPELLO.  Signor Presidente noi dobbiamo metterci d'accordo.  Lei
  sa che si è tenuta su questo tema una Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari,  che ha deliberato  queste  due  giornate  di
  discussione sulla programmazione. Allora, o quella decisione ce  la
  stiamo rimangiando oggi, oppure la Conferenza dei capigruppo non ha
  alcun  valore.  Per cui, signor Presidente, chiedo che  questa  sua
  decisione venga condivisa dall'Aula e venga sottoposta a votazione.
  Se  l'Aula è d'accordo nel rinviarla, allora si rinvierà altrimenti
  si continuerà anche nell'approvazione di questi ordini del giorno.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  precisare
  che  sia  ieri  che  oggi  sta succedendo una  cosa  credo  un  po'
  deprecabile.  Abbiamo un signore incatenato dinnanzi  l'Assessorato
  alla Formazione professionale da ben 37 ore, perché lamenta che  il
  suo  ente  di  formazione non viene pagato e che non percepisce  lo
  stipendio da ben ventisei mesi, più di due anni. In effetti è stata
  mia cura contattare il dirigente dell'Ufficio gestione dello stesso
  Assessorato,  del  Dipartimento alla Formazione,  il  quale  mi  ha
  riferito  che  gli  Uffici si stanno attivando  per  una  procedura
  sostitutiva   di   pagamento,  una  procedura  di  regolarizzazione
  contributiva  presso  l'Inps però, purtroppo,  ancora  c'è  qualche
  difficoltà burocratica per cui ciò non avviene.
   Poiché  questo  signor  Raddusa  è  la  punta  di  un  iceberg  di
  centinaia, ma potrei dire di migliaia di lavoratori che non vengono
  pagati,  chi  da dodici, chi da quindici, chi da ventuno  mesi,  io
  chiedo  e  replico  che il Governo accenda un  faro,  una  maggiore
  attenzione su questa vicenda, perché abbiamo detto che gli Enti  di
  formazione  non  hanno  problemi, che tutti i dipendenti  sarebbero
  stati pagati, che non si faceva macelleria sociale.
   Io  poc'anzi ho avuto anche un incontro con l'Assessore Bruno  per
  sollecitare   la   questione   dei   millesettecentocinquanta    ex
  sportellisti che da due mesi sono come color che sono  sospesi.  In
  sostanza  voglio  dire  a  questa  Presidenza,  all'Assemblea,   al
  Governo,   che   purtroppo  oggi  la  questione  della   formazione
  professionale  sta diventando, e rischia di diventare  sempre  più,
  una  bomba  ad  orologeria. E ricordo, anche se temo  di  scivolare
  nella speculazione, nella demagogia, che qualche mese fa, o un anno
  fa,  qualcuno si è tolto anche la vita, più di qualcuno,  per  dire
  tre persone
   Quindi, io credo e spero che questi fatti non accadano più  e  che
  immediatamente il Governo si attivi presso la burocrazia, perché in
  questo  momento su quarantacinque dipendenti ne sono rimasti appena
  sei. Dovremo anche rafforzare il Servizio gestioni del Dipartimento
  della  Formazione  professionale per poter porre in  essere  quegli
  atti,  per poter erogare le spettanze agli enti e quindi  anche  ai
  lavoratori.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ci   eravamo
  lasciati ieri con buoni propositi. Ci eravamo lasciati ieri con  un
  Presidente della Regione che ci aveva fornito un quadro ottimistico
  sulla programmazione dei Fondi comunitari. Ci eravamo lasciati ieri
  con  gli  Assessori  che  ammiccavano  all'Aula  dicendo   non   ti
  preoccupare,  sull'inclusione sociale faremo questo , sull'energia,
  sull'edilizia   privata,  su  tutti  i  temi  che   era   possibile
  affrontare.  E  me ne ero andato senza nessuna idea,  pensando  che
  fosse  effettivamente possibile realizzare quello che il Presidente
  Crocetta ci aveva detto.
   D'altra  parte, proprio pochi giorni fa, lui ha voluto  incontrare
  le  opposizioni,  ci  ha  detto  che  era  assolutamente  ottimista
  rispetto  al  futuro, tuttavia oggi io vedo che  né  il  Presidente
  della  Regione  è presente, né i suoi Assessori. La maggioranza  in
  Assemblea   è   stata  garantita  dall'opposizione  che   in   modo
  responsabile,  come sempre, è lì sui banchi. Qualche collega  prima
  di  me,  se non sbaglio l'onorevole Vinciullo, aveva detto che  non
  era  assolutamente disposto a far passare questa cosa  così,  senza
  riferimenti  certi, per cui noi rischiavamo di chiudere  la  seduta
  senza  aprire il dibattito, e la responsabilità unica sarebbe stata
  ancora una volta del Governo.
   Invece,  grazie  all'attività di questa opposizione  responsabile,
  noi  oggi  abbiamo dato un testo ai siciliani, che è  quello  sugli
  ecomusei  che,  all'unanimità, come lei  ha  visto,  quest'Aula  ha
  voluto votare.
   Certo, rimane la questione dei Fondi comunitari, un dibattito  che
  il  Presidente Crocetta aveva detto che avremmo iniziato adesso, ma
  rimane  aperta una discussione sui Fondi comunitari che  parte  con
  una  premessa,  perché  è  facile avere un atteggiamento  fiducioso
  verso il futuro, ma dobbiamo fotografare cosa? Dobbiamo fotografare
  che  ad  oggi  30,5 milioni di euro sono rimasti non spesi,  e  tra
  questi  un  primato  sicuramente ad alcuni assessorati  che  questo
  Governo si pregia di annoverare tra le sue fila, come l'Assessorato
  Attività  Produttive, che non ha speso 12,8 milioni di  euro,  come
  l'Assessorato Beni Culturali che non ha speso 11 milioni  di  euro,
  con  il direttore Falgares, con una Regione Siciliana che ad  oggi,
  volendo  fare  una fotografia a giugno del 2014, e  volendo  essere
  ottimista  per  il futuro, come Crocetta continua  ad  ostinarci  a
  dire,   prendendoci  in  giro,  volendo  usare   questa   approccio
  ottimistico del Presidente noi non abbiamo speso ancora 511 milioni
  di euro.
   E  dobbiamo  essere  ottimisti per i prossimi  sette  anni,  tanto
  quelli  chissà  chi li vedrà, dove dovremo spendere 6  miliardi  di
  euro  per  i Fondi comunitari ed il cofinanziamento regionale.  Una
  sfida,  dice  il Presidente, decisamente importante,  ma  lasciando
  registrare  alcuni  aspetti  su  questa  programmazione,  con   una
  recessione  in  atto, con un numero di imprese  che  chiudono  ogni
  giorno,  con  una  disoccupazione  giovanile  altissima,  con   una
  situazione  di  grandissima sofferenza delle aree interne  e  delle
  aree urbane.
   Io   il  dibattito  sui  fondi  comunitari  oggi,  così  come  lei
  Presidente  ci  ha  invitati a fare,  non  lo  aprirò,  non  è  una
  questione  che  intendo affrontare. Abbiamo, come gruppo  di  Forza
  Italia, analizzato gli undici punti tematici che questo Governo  ha
  la responsabilità di sottoporre con le stesse criticità rispetto  a
  quelle   del  passato,  è  evidente  che  la  spesa  non  è   stata
  programmata,  e  tutto  questo è ascrivibile  a  responsabilità  di
  questo  Governo, non ci aspettiamo che per il periodo 2014/2020  si
  potrà  fare di meglio, ma sicuramente noi con la presenza  in  Aula
  oggi,  così  come  sempre quando il Parlamento è  chiamato  ad  una
  responsabilità, faremo in modo che un cambio di passo possa  essere
  fatto, perché i siciliani lo meritano signor Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli onorevoli Zito, Mangiacavallo,
  Ferreri e Foti, sono arrivati in ritardo, a votazione già avvenuta,
  però  ci  tenevano  a  comunicare  che,  qualora  avessero  votato,
  avrebbero votato anche loro favorevolmente ai due disegni di  legge
  che abbiamo appena approvato.
   L'Assemblea ne prende atto.

   GRASSO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi  veramente  è
  una  giornata triste per quest'Aula, perché ieri è stato affrontato
  l'argomento,  e  il  Presidente della Regione ha relazionato  sulla
  nuova programmazione, annunciando anche che era la prima volta.
   E'  la  prima  volta  perché  i regolamenti  comunitari  impongono
  quest'anno che ci sia comunicazione e divulgazione, e sarebbe stato
  auspicabile   credo,   e  anche  corretto  dal   punto   di   vista
  istituzionale, che il Governo oggi fosse presente.
   Ma  siccome  ritengo  che  la  programmazione  è  una  prerogativa
  dell'Aula, e vi è anche una Commissione, la Commissione UE, che  ha
  dei  compiti  specifici  e  ben  precisi,  oggi  noi  non  possiamo
  sottrarci,   nonostante  l'assenza  del  Governo,  a  rinviare   il
  dibattito, perché i tempi sono stretti, perché non può essere  Roma
  a  dettare  l'agenda  della Sicilia, perché  vi  è  un  accordo  di
  partenariato  che  deve essere rispettato, e  la  Sicilia  non  può
  arrivare in ritardo.
   Abbiamo   assistito   al   fallimento  della   spesa   comunitaria
  2007/20013,  e  l'anno  scorso la sottoscritta  ha  presentato  una
  mozione ed un'interrogazione sollecitando il Governo, e quindi  per
  esso  i  Dipartimenti, ad accelerare la spesa. Ebbene ieri  abbiamo
  appreso - perché i Dipartimenti questo non lo dicono, ma neanche la
  programmazione - che vi sono 511 milioni da spendere, e che  queste
  somme devono essere rendicontate.
   Ma  nessuno  dice  che  se non si emettono  subito  i  decreti,  a
  settembre  queste  somme le ritorneremo indietro  perché  appena  i
  Dipartimenti  sforano  il  Patto  di  stabilità  non  ci  sarà   il
  cofinanziamento.
   Ed  allora  non  è  possibile scaricare su  comuni  e  imprese  le
  criticità  e le inefficienze, così come è stato fatto ieri  e  così
  come ha detto ieri il Presidente della Regione, perché ricordo  che
  la  programmazione  2007-2013 è partita nel 2010,  i  comuni  hanno
  avuto solo 60 giorni di tempo per presentare progetti e dopo averli
  presentati,  con  sforzi notevoli, con grandissima  difficoltà  per
  mancanza di uffici tecnici, per mancanza di risorse, ancora vi sono
  comuni che aspettano i decreti e si chiede di certificare la spesa.
  Ancora  vi  sono dipartimenti che non hanno adempiuto a quanto  era
  loro  obbligo, ma io non me la prendo con i funzionari, perché  non
  si  spostano i funzionari da un dipartimento all'altro  se  non  si
  formano i nuovi.
   Quella  dei  fondi comunitari è una spesa ed anche  un'istruttoria
  che    va   seguita   con   competenze   specifiche.   Sono   stata
  all'Assessorato dei beni culturali ed i funzionari mi  hanno  detto
  di avere 75 milioni da spendere e di essere solo in tre. Ma come si
  possono  lasciare i dipartimenti in questo modo? Perché non  si  fa
  una task force? Era questo quello che si sarebbe dovuto fare l'anno
  scorso o due anni fa, non si raggiungono gli obiettivi spostando le
  risorse  solo  sulle  grandi infrastrutture  perché  là  si  ha  la
  certezza di spenderli.
   Io  non  parlo  neanche  a  lei ma questo mio  intervento  resterà
  registrato,  signor Presidente, perché ciascuno deve  assumersi  la
  propria  responsabilità e questo ritardo non lo  pago  io,  non  lo
  pagano i parlamentari, lo paga la Sicilia, lo pagano le imprese.  E
  non  solo  non sono stati inefficienti i comuni, ma non sono  state
  inefficienti  neanche le imprese perché alle imprese si  è  chiesto
  uno  sforzo notevole, le risorse destinate come aiuti alle  imprese
  sono   tornate  indietro  perché  alle  imprese  si   chiedeva   il
  cofinanziamento del 50 per cento.
   Ebbene, quando le imprese hanno partecipato ai bandi avevano tutte
  le  carte  in regola perché avevano anche le fideiussioni bancarie,
  ma  quando poi l'istruttoria si completa dopo quattro anni,  in  un
  momento di recessione, le imprese non erano più nelle condizioni di
  cofinanziare gli investimenti.
   Quanti  soldi  sono stati restituiti all'Europa per  l'inerzia  di
  dipartimenti, per l'inerzia della Regione?
   Ed  allora,  oggi che è il momento in cui bisogna voltare  pagina;
  non si può ancora tralasciare, non si può e non si deve tralasciare
  perché  ci sono degli obblighi ben precisi, ma bisogna anche capire
  come  si  intende perché l'accordo di partenariato ed il  documento
  che  noi abbiamo visto a pagina 3 della relazione, cioè il percorso
  partecipato  che  porterà  alla definizione  del  programma  non  è
  definito.  E  poiché non è definito è necessario  che  vi  sia  una
  sinergia  tra i dipartimenti perché le risorse destinate  al  fondo
  sociale  europeo  vanno  integrate non  solo  tra  il  Dipartimento
  famiglia  e  formazione ma anche con il Dipartimento Sanità.  E  mi
  riferisco  al  programma interdisciplinare per  l'autismo,  ma  non
  solo, anche con le aree interne.
   Ed  allora,  siccome parecchie risorse dovranno  essere  destinate
  alle  aree interne - in Italia si discute sulle aree metropolitane,
  sulle  aree urbane e sulle aree interne - non c'è stato detto nella
  relazione che cosa si intende fare, come si intendono organizzare i
  territori,  come  i territori parteciperanno a questo  processo  di
  programmazione.
   Invito   il   Presidente  della  Commissione  UE  ad  invitare   i
  responsabili   dei  dipartimenti,  dell'autorità  di   gestione   e
  programmazione  nelle  figure  della  dottoressa  Corsello  e   del
  direttore   Falgares,  perché  questi  ci  dicano  come   intendano
  organizzare i processi territoriali e già questo deve essere  fatto
  la  prossima  settimana.  Ed  invito anche  la  Commissione  UE  ad
  invitare,   periodicamente,  i  responsabili  dei  dipartimenti   e
  dell'autorità  di  gestione perché riferiscano  sullo  stato  della
  spesa.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  assente
  come  sempre.  Ieri l'assessore all'energia, insieme al  Presidente
  della  Regione,  onorevole  Crocetta,  incontrando  il  commissario
  dell'ATO  di  Siracusa, hanno promesso allo stesso  che  entro  una
  settimana  verrà  approvato il disegno di  legge  di  riordino  del
  sistema idrico integrato regionale.
   Di  conseguenza,  dopo questo impegno formale che  il  Governo  ha
  assunto  nei  confronti del commissario, lo  stesso,  ieri  sera  è
  andato  in  una  riunione presso la Prefettura  a  riferire,  e  ci
  saremmo aspettati che oggi il Governo si presentasse in Commissione
  Bilancio,  in  maniera  tale che si potesse  affrontare,  e  quindi
  approvare,  il  disegno di legge sull'argomento. Ma  il  Governo  e
  l'assessore   al   ramo,  cioè  lo  stesso   che   aveva   promesso
  l'approvazione di una legge a livello di speedy gonzales, oggi  non
  si  è  presentato in Commissione, e non credo che lo faccia domani,
  anche  perché  abbiamo  chiesto  da  tempo  una  relazione,  ma  la
  situazione a Siracusa è diventata esplosiva in quanto l'entrata  in
  vigore  della  legge  sollecitata dai comuni e  dai  sindaci  della
  provincia   di   Siracusa   anziché  risolvere   i   problemi   sta
  ulteriormente  inasprendoli, perché manca la legge di  riforma  del
  sistema,  legge che avremmo dovuto approvare, vi ricordo, entro  il
  giugno  del  2013,  siamo  nel  giugno  del  2014,  quindi,   siamo
  esattamente con un anno di ritardo.
   Ieri  avevo  chiesto al Presidente dell'Assemblea che  si  facesse
  parte  attiva  affinché  questa legge potesse  essere  discussa  da
  questo Parlamento. Mi rendo conto che tutto ciò non è possibile per
  l'assenza del Governo, però alcuni dati io voglio che rimangono nei
  verbali di quest'Assemblea, e ritorno alla nota fatta pervenire  al
  Direttore  generale dell'autorità di certificazione  dei  programmi
  coofinanziati  dalla  Commissione  Europea.  Orbene,   per   quanto
  riguarda il mese di maggio, l'assessorato dell'acqua e dei  rifiuti
  avrebbe  dovuto impegnare 16 milioni di euro, ne ha impegnati  solo
  12  milioni,  4  milioni in meno di quello che era stato  previsto,
  quindi quasi il 33 per cento delle somme che erano state stanziate,
  mentre gli operai e le maestranze, i dipendenti dell'ATO di Palermo
  e di quelli di Siracusa non percepiscono lo stipendio.
   Ma  lei  pensa che questo Governo è veramente nelle condizioni  di
  rispondere  a quelle che sono le esigenze dei cittadini?  A  quelli
  che  sono  i  bisogni  del  territorio?  A  quello  che  è  -  come
  giustamente ha detto l'onorevole Marco Falcone - il dramma  di  chi
  da  ventiquattro mesi non percepisce lo stipendio ed è costretto ad
  incatenarsi  davanti all'assessorato alla formazione   Un  problema
  che  non riguarda solo loro, riguarda centinaia di dipendenti degli
  enti che negli anni si sono occupati della formazione.
   Ma  al di là di questa digressione, vorrei ritornare sul fatto che
  questo Governo è assolutamente inadeguato, questo Governo che non è
  assolutamente  nelle  condizioni di rispondere  alle  esigenze  dei
  cittadini. Oggi si è assentato e non ha affrontato quello che è  il
  problema  vero  della  Sicilia,  cioè  la  programmazione  per   il
  2014/2020  e  le modalità per potere spendere le somme  che  ancora
  sono  nelle  casse  della Regione. Perché, veda signor  Presidente,
  voglio  che  anche  questo venga certificato, la  Comunità  europea
  aveva concesso alla Sicilia 4 miliardi 350.736.734 milioni di euro,
  ad  oggi noi ne abbiamo impegnati solo 1 miliardo 850 milioni, e la
  cosa  ancora  più grave - avrei sperato che il Governo fosse  nelle
  condizioni di smentirmi - è che la certificazione si è fermata ad 1
  miliardo e 600 milioni, ma restano ancora da certificare 2 miliardi
  e  700  milioni  di euro. A fronte di 2 miliardi e 700  milioni  di
  euro,  il  Governo - ascoltate cari colleghi - ha previsto  impegni
  solo  per  2 miliardi e 200 cento milioni di euro, cioè per  essere
  chiari, ci sono delle risorse in Area rischio che ammontano  a  511
  milioni  874 mila euro, cioè oltre mezzo miliardo di euro,  non  di
  lire, rischiano di essere restituiti alla Comunità europea.
   A  fronte  di questa somma importante - ripeto, mezzo miliardo  di
  euro  -  vi  è  una Sicilia affamata da questo Governo,  vi  è  una
  Sicilia   che  non  riesce  ad  avere  risposte,  vi   sono   delle
  infrastrutture  che  non  riescono a  partire  e,  soprattutto,  il
  Welfare  è  completamente abbandonato, come  se  non  esistesse  un
  Assessorato  destinato a questo settore, come se i  vari  Direttori
  generali,  sotto  Direttori generali, centinaia  di  dirigenti  che
  vengono  pagati in questo settore, siano assolutamente inesistenti,
  delle ombre vane, le avrebbe definite Dante, cioè dei soggetti  che
  sono  assolutamente intolleranti alla Sicilia e insopportabili  per
  l'azione che non portano in atto.
   Per  questo  motivo, signor Presidente, nella speranza che  domani
  questa Assemblea possa tenere la sua seduta costringendo il Governo
  a  venire  in Aula, io spero che questo Governo ritorni in  sé,  si
  renda conto che è messo lì per governare e non per perdere tempo  e
  che,  quindi, faccia una scelta: o decide di lavorare, o decide  di
  andarsene  a  casa, perché è insopportabile quello a  cui  dobbiamo
  assistere.

   D'ASERO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io evidenzio
  questa  grave assenza del Governo in un momento in cui il dibattito
  d'Aula   doveva  essere  l'occasione  per  un  confronto,  per   un
  contributo  che  sicuramente  ci  riserviamo  di  poter  dare,   ma
  evidenzio  in questo senso la scarsa sensibilità, giusto perché  si
  tratta  di un'attività programmata, perché ritengo che le  attività
  istituzionali vadano rispettate.
   Intervengo,  signor  Presidente, per sottolineare  anch'io  questo
  stato  di  disagio, di criticità, questo grande momento di impasse,
  che  le varie strutture burocratiche di fatto complicano il momento
  della spesa, quindi, io dico che sicuramente è arrivato il momento,
  vista  l'emergenza,  di poter avviare una fase  di  sollecitazione,
  invitare il Governo ad intervenire per risolvere le criticità  nate
  nelle  procedure  di  spesa  con  un  intervento  presso  chi  deve
  sicuramente  operare  per  far  si che  le  remore  possano  essere
  superate,  e  che si possano rispettare i tempi che,  diversamente,
  complicano ancor più la situazione fin qui determinatasi.
   C'è  un  grave problema che riguarda un altro settore  importante,
  non   solo   delle   procedure  di  spesa   dei   Beni   culturali,
  infrastrutture  e  turismo,  ma c'è il problema  della  Formazione;
  anch'io  evidenzio questo stato di disagio e dico che probabilmente
  - considerate le risorse umane limitate, com'è già evidenziato, che
  sono  necessarie per gli impegni di spesa, quindi per tutte  quelle
  procedure che devono essere seguite - è necessario un intervento di
  altri funzionari, e per questo bisogna sollecitare il Governo,  che
  deve  farsi carico per dare una risposta immediata. C'è il problema
  reale di chi, in seguito a questa problematica emersa con gli  Enti
  di  Formazione, non riceve stipendio da circa un anno  e  mezzo,  o
  anche da più di 20 mesi.
   E  allora, Signor Presidente, anche qua una sollecitazione perché,
  nelle  more del rispetto delle procedure delle norme, si proceda  a
  quella   che   è  l'attività  di  verifica  delle  rendicontazione,
  verificando   se  esiste  la  possibilità,  anche  attraverso   uno
  specifico accordo, di procedere ad un acconto diretto ai dipendenti
  con  un  intervento direttamente sui relativi conti correnti perché
  possa  esserci una risposta a quello che è lo stato di disagio  che
  ormai viene denunciato da tutti.
   Allora, il nostro compito, il nostro senso di responsabilità  deve
  portare  a  fare delle proposte. La proposta che io invito,  signor
  Presidente,  che  faccia questa Assemblea perché intervenga  presso
  questo  Governo è di sollecitare un acconto al personale in  attesa
  delle   definizioni   delle   procedure.   Questo   ritengo    che,
  probabilmente, possa trovare un momento di risposta a quello che  è
  il  grave stato di abbandono e di disagio a cui il personale  tutto
  si sente totalmente relegato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è arrivato l'assessore Bruno,  fra
  una ventina di minuti al massimo sarà qui anche il Governatore.  Se
  non  sorgono  osservazioni, sospenderei la seduta  per  20  minuti.
  Pertanto,  considerato  che il Governo sta per  arrivare  in  Aula,
  sospendo  la  seduta per 20 minuti, il tempo di dare la possibilità
  al Governo di essere qui e, quindi, di procedere come da ordine del
  giorno.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.32, è ripresa alle ore 18.00)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Mi è stato appena comunicato che il Presidente  della
  Regione sta per arrivare, nel frattempo si erano iscritti a parlare
  l'onorevole Foti, ed a seguire l'onorevole Gianni, prego  onorevole
  Foti o rinuncia?

   FOTI.  Preferisco  intervenire in presenza  del  Presidente  della
  Regione.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Gianni  anche  lei   rinuncia   o   vuole
  intervenire adesso,  in attesa dell'arrivo del Presidente?

   GIANNI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi era sembrato  di
  aver  visto  in  Aula   l'Assessore Bruno, ma siccome  l'intervento
  dovrebbe  richiamare anche la sua attenzione e il  suo   successivo
  intervento, se non le dispiace io mi attarderei qualche minuto  nel
  prendere  la  parola,  per poter dire alcune  cose,  però  possiamo
  andare  al punto della questione.
   Io  prendo la parola dopo l'onorevole Vinciullo, che ha richiamato
  all'attenzione  dell'Aula una problematica molto grave.  A  seguito
  della legge approvata da quest'Aula - la legge Vinciullo/Di Marco -
  ,  che  poi abbiamo condiviso tutti, mi rendo conto oggi  di  avere
  sbagliato  a condividerla:  ci troviamo di fronte ad una operazione
  molto  delicata, centosessanta persone stanno per perdere il  posto
  di lavoro, perché l'acqua pubblica si definisce tale se la gestione
  degli  impianti diventa diretta cioè da parte dei comuni. E siccome
  c'è il pareggio di bilancio, il Patto di stabilità, l'impossibilità
  di  fare  i  concorsi  per  l'assunzione di  personale  negli  enti
  pubblici, c'è che siamo a metà dell'anno e molti comuni, anzi direi
  tutti  i comuni,  nei propri  bilanci non hanno inserito le risorse
  che  possono  essere utilizzate per coprire eventuali problemi  che
  riguardano danni alla rete idrica, o nuove reti idriche  per  nuovi
  insediamenti  abitativi,  io sono molto preoccupato,  perché  molto
  spesso  uno  può anche avere ragione, ma se questa  ragione  ha  la
  prevalenza dalla parte della demagogia, mi preoccupo, e  lo  faccio
  perché  viviamo una stagione difficile. La disoccupazione  ormai  è
  diventata intollerabile, le difficoltà sono palpabili, le  tensioni
  sono  a  livelli  mai visti prima, io credo che non  possiamo  fare
  continuare   a   aumentare   le   tensioni,   il   nervosismo,   le
  preoccupazioni, le ansie che ormai i nostri cittadini sentono sulla
  loro pelle.
   All'Assessore agli enti locali,  o a quello alla famiglia,  volevo
  chiedere  di inviare un commissario ad acta, perché, purtroppo,  il
  commissario del consorzio di comuni, ex provincia, io credo che non
  abbia  ben  chiaro  il  quadro,  anche  perché  pare  che  sia   un
  commissario  provvisorio'.
   Mi  dicono  che  forse  non  ha  nemmeno  i  titoli  per  fare  il
  commissario,  non so se è vero, so per certo che il  problema  c'è,
  diventa  pesante,  quando invece potrebbe essere  risolto  con  una
  operazione  molto  semplice,  che è quella  di  mettere  insieme  i
  ventuno comuni della provincia di Siracusa, cioè gli undici che non
  hanno  ottemperato  alla  legge che è  stata  approvata  da  questa
  Assemblea,  che  prevedeva la consegna degli impianti  a  quell'Ato
  idrico  che  era  stato  costituito, e i  dieci  che  invece  hanno
  consegnato  gli impianti e che oggi vogliono che gli stessi   siano
  riportati sotto la  gestione diretta del comune.
   Tutti  questi  problemi li  evidenzio qui perché  voglio  che  sia
  registrata   questa  cosa,  perché  qualcuno  dovrà  prendersi   la
  responsabilità di quello che avviene.
   E  visto  che  tra l'altro dovevano andare incontro  a  una  nuova
  provincia  chiamata consorzio di comuni,   ma sempre  provincia  è,
  che  non  ha  il Presidente, non ha la Giunta, non ha i consiglieri
  provinciali   ma   ha  un  commissario  che  non  vuole   assumersi
  responsabilità  anche perché non ha le risorse  visto  che  con  la
  caduta delle province il Governo nazionale ha ridotto a lumicino il
  trasferimento delle risorse alle province.
   Quindi,  l'unica  cosa che si può fare oggi  per  evitare  che  si
  perdano  centosessanta posti di lavoro, che tra qualche  giorno  ci
  sia  la  sospensione  di un servizio pubblico come  quello  idrico,
  perché  facciamo gli spiritosi, signor Presidente, a volte ci  sono
  dei sindaci che non si rendono conto che bisogna mettere davanti la
  demagogia  per dare spazio alla soluzione dei problemi,  allora  ci
  può  essere  anche  qualcuno  che può  andare  incontro  a  qualche
   errore'  che  si  può  definire  anche  interruzione  di  pubblico
  servizio.
   Chiedo   all'Assessore  per  l'energia  e  all'Assessore  per   le
  autonomie locali e la funzione pubblica di sedersi per chiedere  al
  Prefetto  di Siracusa di utilizzare gli strumenti che la legge  gli
  consente  per togliere la gestione ai comuni e creare le condizioni
  perché  ci  sia,  al momento, una gestione complessiva  della  rete
  idrica pubblica, gestita quindi da enti pubblici ma che possa avere
  il  consenso   e   le  economie  e  le  risorse  che  posso  essere
  pubbliche o private.
   E  siccome la demagogia è bella quando ha un limite ed   io  credo
  che  sulla pelle della gente non ci possiamo giocare. Se questo non
  fosse  possibile, a questa Assemblea chiederò di revocare la  legge
  Vinciullo, Di Marco, Gianni ed altri.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Seguito della discussione sulle linee guida della nuova
                            programmazione
             dei fondi comunitari per il periodo 2014-2020

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  considerato  che   abbiamo   la
  presenza  dell'assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità  e
  dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, direi  che
  possiamo  proseguire con il  seguito della discussione sulle  linee
  guida  della  nuova  programmazione dei  fondi  comunitari  per  il
  periodo 2014-2020 posto al II punto dell'ordine del giorno.

   LA ROCCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA    ROCCA.   Signor   Presidente,   relativamente   alla   nuova
  programmazione  a  noi  ovviamente  fa  piacere  aver  letto  nella
  relazione  che  si  parla di strategia 2020 e  quindi  di  sviluppo
  sostenibile per la Sicilia. E proprio nell'auspicio che sia  questa
  la  direzione della Sicilia ci auguriamo in particolare nel settore
  dei  rifiuti  che  sia  questa la direzione, quindi  di  rispettare
  quella  che è la direttiva 98/2008 relativamente alla gerarchia  di
  gestione  dei  rifiuti  che  vede  la  prevenzione  e  la  raccolta
  differenziata ai primi due posti.
   Detto  questo,  relativamente  alla nuova  programmazione  il  mio
  Gruppo parlamentare ha presentato diversi ordini del giorno.
   Io mi focalizzerò in particolare su due aspetti. Uno relativamente
  alla messa in sicurezza dei centri storici, c'è qui l'Assessore per
  le  infrastrutture.  Noi qualche settimana  fa  abbiamo  fatto  una
  richiesta  di accesso agli atti a tutti i comuni della Sicilia  per
  conoscere lo stato di salute dei centri storici e la notizia è  che
  i  dati sono preoccupanti. Attualmente abbiamo ricevuto soltanto 55
  risposte,  di  55  comuni,  metà dei comuni non è in  possesso  dei
  dati,  quindi  non ha idea dello stato degli edifici  presenti  nel
  centro storico.
   Dai  dati   pervenuti si evince che  la situazione  è  altrettanto
  preoccupante.
   Riporto qui alcuni dati: a Palermo vediamo 332 edifici pericolanti
  e  224   urgenti'.  Ricordiamo che negli ultimi tre,  quattro  mesi
  abbiamo  assistito a tre crolli a Palermo, mentre  a  Caltanissetta
  fra  edifici  pericolanti'  urgenti' o meno abbiamo 248 edifici,  a
  Riesi  ben  316, a Castelvetrano 130, a Caltavuturo 52, Cerami  51.
  Questi  sono  soltanto alcuni esempi, motivo per cui chiediamo  che
  nell'ambito   dell'obiettivo   tematico   5,   relativamente   alla
  prevenzione e gestione dei rischi, in particolare circa l'obiettivo
  5.3  relativo  alla riduzione del rischio sismico vengano  inseriti
  nella  nuova programmazione,  nelle misure proprio volte alla messa
  in  sicurezza  dei  centri storici,  ed in particolare  all'uso  di
  strumenti idonei alla prevenzione. Mi riferisco, quindi, alla carta
  del  rischio,  fascicolo del fabbricato, scheda  informativa  sullo
  stato degli edifici esistenti.
   In  un  altro  ordine del giorno, visto che qui è  presente  anche
  l'assessore  Stancheris,  sempre  nell'ottica  dell'incentivare  il
  turismo sostenibile, ricordo che circa un anno fa questo Parlamento
  ha  approvato  la legge n. 11 del 2013 che disciplina  e  riconosce
  l'albergo  diffuso ma purtroppo ancora non abbiamo  il  regolamento
  perché  i lavori per il regolamento sono partiti un po' in  ritardo
  rispetto   ai   sessanta  giorni  previsti  dalla  norma,   quindi,
  nell'augurio   che   presto  questo  regolamento   sia   finalmente
  approvato,   chiedevamo   che  vengano  inseriti   nella   prossima
  programmazione  delle  risorse che servano, appunto,  a  realizzare
  l'albergo  diffuso  in Sicilia poiché sarebbe  un  altro  modo  per
  valorizzare e recuperare i centri storici e dare anche un aiuto  al
  settore  dell'edilizia  che in questo momento  è  in  crisi  poiché
  sostanzialmente chiediamo che dobbiamo dare un senso alle leggi che
  si  approvano in questo Parlamento e dobbiamo metterle in grado  di
  essere realmente applicate.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   GRECO Marcello. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRECO  Marcello.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,
  chiedevo,  dato  che  era  già all'ordine  del  giorno,  di  potere
  prelevare,  l'avevamo  già prelevato ed era  già  stata  svolta  la
  relazione, il disegno di legge sull'anagrafe scolastica,  dato  che
  c'è,  appunto,  la  presenza del Governo, se lo possiamo  discutere
  perché, poi, si perderà poco tempo sicuramente.

   PRESIDENTE.  Onorevole Greco, si è deciso di rinviare l'esame  del
  disegno di legge sull'anagrafe scolastica a martedì prossimo,  dato
  che,  proprio in questo momento, sta facendo ingresso  in  Aula  il
  Presidente della Regione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Si riprende il seguito della discussione sulle linee guida della
                                 nuova
      programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2014-2020

   CORDARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDEN TE. Ne ha facoltà.

   CORDARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, assessori, da tempo ho  rinunciato  alla
  polemica  per  la  polemica,   ed ho  cercato  se  è  del  caso  di
  approfondire i temi in maniera ancora più seria, in maniera  ancora
  più importante, in maniera più costruttiva.
   La   ricostruzione  del  Presidente  Crocetta  di   ieri   è   una
  ricostruzione  che in astratto mi dà dei segnali  incoraggianti  e,
  però,  noi abbiamo la necessità, Presidente Crocetta e Governo,  di
  confrontarci sulle cose reali, di confrontarci con le dichiarazioni
  di  intenti  che ieri sono state fatte e che hanno un  collegamento
  con  la realtà degli investimenti. Certo, signor Presidente, cinque
  minuti sono un po' pochi però se magari me ne dà sette ce la dovrei
  fare,  la  ringrazio.  Perché dalla buona utilizzazione  dei  fondi
  europei nel nuovo programma  2014-2020 dipenderà la vita o la morte
  della Sicilia. Questo è giusto che lo sappiate, che lo sappiamo,  è
  giusto  che  lo sappiano gli assessori, quelli che si  sono  appena
  insediati e quelli che hanno con l'avvio di questa legislatura.  Ed
  io  colgo con favore il riferimento alla possibilità di determinare
  un  concreto  rilancio  delle imprese e ciò   in  riferimento  alla
  semplificazione  dell'amministrazione  come  volano   e   passaggio
  fondamentale per fare ripartire l'economia siciliana, il necessario
  riferimento  alla  ricerca,  se  vogliamo  rimettere  in  moto   un
  meccanismo virtuoso che dia risposte alle giovani generazioni.
   Una nuova stagione di assistenza legata all'abbattimento del costo
  del  lavoro e alla riqualificazione del personale, la necessità  in
  buona   sostanza  di  assicurare  la  competitività   del   tessuto
  produttivo  siciliano. E' chiaro che tutto questo  passa  da  campi
  straordinariamente  strategici che non sono  ovviamente,  assessore
  Torrisi,   soltanto  quelli  dei  lavori  pubblici,  delle   grandi
  infrastrutture che mancano, di quello che dobbiamo fare per cercare
  di  mettere  la Sicilia al passo con l'Europa, ma anche quelle  che
  riguardano  campi  importanti,  tradizionalmente  importanti  della
  Sicilia, come quello dell'agro-alimentare, dei beni culturali e del
  turismo: sì il turismo.
   Ecco  rispetto  a tutte queste cose, onorevole Presidente,  io  mi
  permetto sommessamente di contraddirla perché, oggi, non  ieri,   e
  spero  neanche  domani,  i  dati sulla disoccupazione  sono  ancora
  drammatici.  Io comprendo bene che i suoi toni non siano  trionfali
  però  sentirle  dire che il suo Governo ha salvato  la  Sicilia  mi
  preoccupa,   perché  io sono certo che lei, come  me,   sa  che  la
  Sicilia non è ancora salva, sono certo che lei come me auspica  che
  la   Sicilia  possa  intraprendere  un  percorso  virtuoso  che  ne
  determini la salvezza.
   E   allora  come  abbiamo  dimostrato  in  questi  mesi,  pur  non
  condividendo parecchi passaggi, noi sui temi reali per il  rilancio
  della  Sicilia, sui temi reali che riguardano la vita e  il  futuro
  dei siciliani e soprattutto delle giovani generazioni di siciliani,
  siamo   sempre  e  saremo  sempre  pronti  a  confrontarci,   però,
  Presidente, noi le chiediamo un ulteriore atto di coraggio: i  dati
  che sono stati distribuiti ci dicono che ci sono Direttori generali
  che  chiunque ne sia il padrino, se padrino vi è, non sono adeguati
  e  se  non  sono adeguati devono andare a casa:  nulla di personale
  nei  confronti  di  nessuno ma rispetto a dati numerici  che  fanno
  accapponare  la  pelle, siccome la responsabilità è  personale,   è
  storica,  non è solo sua, è di tutti noi che siamo classe dirigente
  attuale,  ma il potere di rimuovere la gente inadeguata, quello  sì
  che è assolutamente suo, io le chiedo, in conclusione di questo mio
  intervento,  confermando che saremo presenti e controlleremo  passo
  dopo  passo la buona attuazione di quelle dichiarazioni di  intenti
  che  auspichiamo diventino realtà, la invitiamo a  fare  due  cose,
  onorevole  Presidente,  la  prima:   lei  è  il  Presidente   della
  legalità, lei deve dire sempre la verità ai siciliani; la  seconda:
  chi  non  è  bravo deve andare a casa, non possiamo più permetterci
  tempi  supplementari perché anche questi stanno per scadere. Saremo
  vigili  e  presenti,  quello  che  sarà  fatto  nell'interesse  dei
  siciliani  ci  vedrà  pronti al confronto,  altrimenti,  la  nostra
  opposizione sarà radicale e intransigente.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.   Signor   Presidente,  onorevole  Presidente   Crocetta,
  assessori,  onorevoli  colleghi, io credo che  sia  sicuramente  un
  fatto importante, utile,  che l'Assemblea regionale siciliana possa
  discutere,  affrontare,  riflettere  e,  anche,  proporre   qualche
  iniziativa sulla nuova programmazione dei Fondi comunitari  che  il
  Governo  della  Regione  siciliana  sarà  chiamato  a  gestire  nel
  prossimo settennio 2014-2020.
   Il  Presidente  Crocetta ci ha invitato ad una  riunione,  qualche
  giorno  fa a Palazzo d'Orleans, ha invitato poi l'intero Parlamento
  in   Assemblea   per  poter  relazionare  sugli  obiettivi,   sugli
  indirizzi,   sui  percorsi che il Governo vuole  intraprendere   ai
  fini di raggiungere determinati approdi.
   Devo  dire che ieri ho ascoltato il Governatore e se da un lato  è
  stata  utile  l'iniziativa, sono però rimasto  un  po'  deluso,  mi
  aspettavo  qualcosa  in  più  di  questa  programmazione  e  perché
  parlando  di  fondi  strutturali in genere la legge  sugli  appalti
  pubblici  quando parla di un progetto fa riferimento a un  progetto
  preliminare, poi ad un progetto definitivo e quindi ad un  progetto
  esecutivo.  Poi  fa  un'altra  riflessione  sull'idea  progettuale.
  Ebbene ieri eravamo ancora all'idea progettuale.
   Il  Presidente  Crocetta  ha parlato di povertà  diffusa,  abbiamo
  sentito, abbiamo ascoltato le cifre, la disoccupazione nel  2013  è
  aumentata   di   ulteriori   78  mila  cittadini.   L'esigenza   di
  fronteggiare   un  malessere sempre più  diffuso:  le  aziende  che
  chiudono, la burocrazia che non sempre è amica delle imprese ma che
  diventa  molte  volte ostile alle stesse, quindi,  non  lavora  per
  contrastare le forme di blocco che possono ostacolare lo  sviluppo,
  ma addirittura contrasta lo stesso sviluppo.
   Abbiamo  ascoltato anche le disponibilità finanziarie nel  settore
  delle  infrastrutture. Mi fa piacere che c'è  l'assessore  Torrisi,
  gli  ottocentocinquanta milioni di euro, ma abbiamo  altresì  anche
  sentito     che     di    questi    ottocentocinquanta     milioni,
  cinquecentotredici  milioni  sono stati  impegnati  l'anno  scorso,
  all'articolo 6 della scorsa finanziaria, per far fronte al concorso
  di  finanza pubblica per evitare che quei novecentocinquantaquattro
  milioni fossero tutti accantonamento di bilancio.
   E  allora  però va detto che sarà sottoscritto con  il  CIS,  sarà
  sottoscritto  con  il  presidente  dell'ANAS   questo   patto   per
  l'infrastrutturazione in Sicilia.
   Però   dico   una  cosa.  Ci  aspettavamo  una,  tra   virgolette,
  declinazione  dei  vari  assi.  Dall'asse  dell'energia,  dall'asse
  dell'intervento  al credito, dall'asse che riguarda  l'innovazione,
  lo  sviluppo locale, ma  non abbiamo avuto, Presidente Crocetta, da
  parte sua dei numeri.
   Alla fine ha concluso dicendo:   in questo settennio  saranno dati
  quattro  miliardi  di euro  a cui si aggiungerà il  cofinanziamento
  nazionale di altri due miliardi di euro, però,  dobbiamo anche dire
  a  quest'Aula  che  saranno   due  miliardi  in  meno  rispetto  al
  settennio  2007-2013 perchè sei miliardi  venivano da  parte  della
  Comunità   europea,   due  miliardi  e  qualcosa   da   parte   del
  cofinanziamento  nazionale, quindi,  è chiaro che ci  confrontiamo,
  oggi, con un bilancio di spesa corrente che dal 2008  è passato  da
  venti miliardi circa  ai  quattordici miliardi e settecento milioni
  di  oggi, quindi cinque miliardi in meno di spesa corrente e ad  un
  bilancio  in  conto  capitale che nel prossimo settennio  sarà  due
  miliardi in meno.
   Se  a questo aggiungiamo che rispetto alla mancata definizione dei
  numeri  nei  sei  assi  di intervento, non  abbiamo  declinato,  ci
  aspettiamo  quindi,  dopo  questo  primo  confronto,  questa   idea
  progettuale  che il Governo nei prossimi giorni ci dia  una  scheda
  per dire quanto vuole mettere nelle infrastrutture, nell'energia  e
  nell'ambiente quanto vuole mettere.
   Quella  energia e quell'ambiente, Presidente Crocetta, su cui  c'è
  stato  uno scivolone perché l'anno scorso a settembre dicemmo,  con
  grande  enfasi, che avremmo fatto  il patto dei sindaci' risolvendo
  il problema dell'approvvigionamento energetico. Scopriamo che in un
  anno   il patto dei sindaci' e l'approvvigionamento energetico  non
  ha   sortito   un   solo  progetto.  Nessun   progetto   è   giunto
  all'Assessorato  per l'energia perché ci sono stati  dei  problemi.
  Quel  patto dei sindaci che doveva movimentare cinque  miliardi  di
  euro e creare ventimila posti di lavoro a regime. Sono dati che non
  dà Marco Falcone, sono dati che abbiamo, come dire, ascoltato.
   Ci  fu  anche il problema della sostituzione di chi era  dirigente
  alla  regia  di queste iniziative;  e allora vorremmo capire  sulle
  imprese  qual è l'abbattimento,  l'onorevole Cordaro ne ha  parlato
  giustamente.
   Vorremmo  capire quali sono gli interventi per abbattere il  costo
  del  lavoro  e rimuovere gli ostacoli che impediscono alle  imprese
  non  soltanto  siciliane  - e qua lo voglio  dire  all'imprenditore
  Torrisi  e  non all'assessore Torrisi -  e lo voglio  dire  a  quei
  tanti,  quei migliaia di piccoli e medi imprenditori che vorrebbero
  investire in Sicilia ma vedono che questa Regione non sembra  amica
  ma  molte  volte  diventa avversaria degli stessi. Noi  abbiamo  il
  dovere,   l'aspirazione  io  dico,  di  vedere   sorridere   questi
  imprenditori e queste aziende.
   Ecco  allora  perché noi chiediamo gli interventi per  la  ricerca
  sull'asse  4,  sull'edilizia scolastica, quali sono gli  interventi
  che  possono consentire a delle aziende come la Pfizer,  ad esempio
  a  Catania,  ma ne potrei citare altre: abbiamo la Microelectronics
  o  come tante altre aziende che basano sulla ricerca il loro  punto
  fondante  e  si pongono in forte competizione nel resto del  mondo,
  non nel resto dell'Italia o dell'Europa.
   Oggi  noi  possiamo essere concorrenti rispetto al made  in  China
  soltanto  se  investiamo su qualche know-how che altri non  possono
  copiare.  Quando si parlò di globalizzazione alcuni  economisti  ci
  dissero  che noi avremmo avuto i benefici dei cinesi che  portavano
  qua per i consumatori quelle cose che possono essere copiate a poco
  prezzo, quel materiale di facile consumo a poco prezzo e invece noi
  avremmo esportato i prodotti di nicchia che altri non ci copiano  e
  anche  i  prodotti sull'innovazione e sulla ricerca.  Non  è  stato
  così.  Abbiamo, come dire, fallito sotto ogni profilo, siamo  stati
  invasi sia dai prodotti di largo consumo che dall'innovazione.
   Quindi  l'asse  5  che si occupa di innovazione:  vorremmo  sapere
  quanto verrà messo su questo asse, per poi trattare  l'asse  6,  lo
  sviluppo locale.
   Tutte  queste cose qua fanno il paio con l'allarme che ha lanciato
  il direttore Falgares l'altro giorno in Commissione Bilancio,  fino
  a  ieri.  Devono  essere spesi altri 2 miliardi e 300  milioni,  ha
  detto che probabilmente, e concludo chiedo altri tre minuti, signor
  Presidente  dato che non parleremo tutti,  quindi posso cercare  di
  mutuare  qualche  minuto  di  qualche  collega,  dicevo,   che  non
  saranno  spesi  tutti ed appena 800 milioni da qui a  fine  anno  e
  ammesso  che ne spendessimo  altro miliardo,  oggi tutti i giornali
  riportano 511 milioni probabilmente saranno, lo dice il giornale di
  Sicilia,  lo  dice  la  Sicilia,  la  Repubblica,  disimpegnati   e
  restituiremo  alla  comunità  europea  soldi  che  invece  potremmo
  mettere nel mercato e nel circuito economico di questa isola.
   Ha  detto  bene  l'onorevole Cordaro quando parla  dei  dirigenti,
  attenzione,  è  chiaro che oggi con la legge 10 il  Governo  ha  la
  facoltà  di potere nominare ma nel momento in cui nomina si  prende
  la  responsabilità  gestionale e amministrativa,  perché  politica,
  degli  stessi  dirigenti  generali che non  riescono  a  conseguire
  quegli  obiettivi  che  vengono loro  dati  e  per  i  quali  viene
  riconosciuta una specifica indennità di risultato.
   In  questo senso, noi  prendiamo atto che il dibattito di  oggi  e
  di  stasera  è  molto scarno, Presidente Venturino,  molto  scarno,
  attenzione.  Dovremmo parlare di tante cose. Quando  si  è  parlato
  della  banda larga: ho incontrato l'altro giorno un alto  dirigente
  della  Telecom che mi diceva che la Regione perde  80 milioni nella
  banda larga e nella banda ultra larga per il digitale .
   Ad  esempio,  per quanto riguarda le nuove emittenti   televisive,
  ci  hanno  chiesto di utilizzare i Fondi comunitari  per  il  nuovo
  digitale  terrestre. Non l'abbiamo fatto. Abbiamo fatto  una  norma
  che  riguarda appena, che metteva 15 milioni di euro,  sembrava  la
  panacea  e  tutte  le  emittenti  televisive  le  abbiamo,  invece,
  azzoppate.   E  questo  perché?  Perché  pensiamo  di   raggiungere
  l'obiettivo  con  qualche piccolo spicciolo ma non raggiungiamo  il
  traguardo quando, invece, vogliamo utilizzare quello che altro, che
  altri  ci  danno,  cioè  il  denaro  fresco,  il  denaro  che  crea
  ricchezza.
   Ora,  vedo  l'Assessore Stancheris. Assessore, avevamo  un  grande
  bando   importante,  l'impiantistica  in  Sicilia  sportiva  doveva
  rendere,  doveva far decollare quei piccoli cantieri dal milione  e
  300  mila  euro, IVA inclusa, sino all'intervento da 100, 200,  300
  mila euro.
   Cantieri   veloci,  cantieri  semplici,  progettazione  facilmente
  cantierabili  che  avrebbe qualificato  per una socializzazione.  I
  nostri  giovani  avrebbero rafforzato la  presenza  nel  territorio
  anche  sotto  un  profilo di ricettività sportiva e,  invece,  quel
  bando  è  stato  più  volte  modificato, più  volte  sbagliato,  ha
  costretto   tanti   comuni  a  ricorrere  al  TAR,   al   Tribunale
  Amministrativo  Regionale, che il Governo nazionale vuole  scippare
  da  Catania  per  arrivare, alla fine, a dire  annulliamo  tutto  e
  rimandiamo i soldi indietro .
     Queste  sono cose che gridano vendetta e su questo chiediamo  al
  Governo  un  impegno serio; lo chiediamo l'impegno serio  perché  è
  seria la situazione in cui oggi ci troviamo. E' seria la situazione
  che oggi, diciamo così, in cui oggi la Sicilia si trova.
   Non  vorrei  parlare, leggo, vedo, tutta la   66,  riguardante  lo
  sviluppo  locale, il PIS e così via. I centri naturali commerciali.
  Dovevano  partire  le attività produttive che  dovevano  essere  il
  volano,  il  volano di un'economia. Quando parla  Confindustria  in
  Sicilia  e  punta il dito contro di lei, Presidente  Crocetta,  lei
  deve  ricordare  a  questi  signori  che  hanno  indicato  loro  un
  assessore  in  quel  ramo. Non possono essere come  coloro  che  di
  giorno  la  indicano quale responsabile, indicano lei, indicano  il
  Parlamento  tutto,  quale  responsabile  del  mal  Governo,  e  poi
  chiedono a lei  o mi dai un assessore o ti mettiamo in difficoltà .
   Lo hanno fatto con lei e lo fecero anche con il suo precedessore.
   In  questo senso, il Parlamento deve dire, in maniera molto chiara
   noi  siamo  qua  per  controllare e  per  dare  anche  un  impulso
  all'attività di Governo . A noi fa piacere che il Governo si voglia
  confrontare con l'Aula e diciamo - attenzione, Presidente  Crocetta
  -    siamo  disponibili  -  e  concludo  -  ad  accogliere   questo
  confronto .  Non  vogliamo diventare strumento di problemi  interni
  alla  maggioranza, nel senso che non siamo stampella, non  vogliamo
  essere  stampella, non lo saremo, ma siamo pronti, in un  confronto
  serio,  in  un  confronto  che  guardi  alla  Sicilia  come   primo
  obiettivo, perché qua se la Sicilia va male andiamo male noi, anche
  come cittadini siciliani.

   PANEPINTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANEPINTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi, il dibattito di oggi è un dibattito importante
  perché,  dal  punto  di  vista teorico e mi auguro  anche  pratico,
  dovrebbe  segnare la progettazione, tra virgolette,  della  Sicilia
  che  vorremmo, della Sicilia che deve sfidare quelle  che  sono  le
  situazioni complessive di questo nuovo millennio.
   Nella  relazione  del Presidente, ieri, venivano  indicati  alcuni
  dati  negativi dell'economia in generale, il numero  dei  posti  di
  lavoro  persi,  sostanzialmente veniva dato un quadro dell'economia
  siciliana come un'economia profondamente in crisi, così come  è  in
  crisi  complessivamente  quello che  comunemente  viene  detto   Il
  sistema Italia .
   Devo  dire  che  mi sarei augurato che anche la stessa  Presidenza
  dell'Assemblea  mobilitasse la Commissione UE e la II  Commissione,
  nel far diventare atti propedeutici la conoscenza della Commissione
  speciale per gli Affari Europei e la stessa II Commissione.
   Devo   dire  che  arriviamo,  tutto  sommato,  in  zona   Cesarini
  nell'affrontare un dibattito che, certamente, non vede,  dal  punto
  di vista della produzione delle norme, questo Parlamento impegnato,
  ma  non  c'è  dubbio che questo Parlamento non può essere  chiamato
  solo  a fronteggiare le emergenze: Pip, Forestali, Esa, Eas e  così
  via dicendo.
   Oggi  è  un'occasione importante per capire come  e  cosa  si  sta
  progettando per la Sicilia. Probabilmente, credo che sarebbe  stato
  anche necessario, considerato che questa programmazione è figlia di
  Agenda  2000,  è  una programmazione che segue alla  programmazione
  2007-2013,  una ricognizione complessiva di tutto ciò che  è  stato
  fatto   a  partire  dalla  legge  del  1996,  sulla  programmazione
  negoziata, sugli accordi quadro.
   Per  avere  un'idea di che cosa parlo: parlo della  legge  Ciampi,
  cioè  di  tutta  quell'attività che nasce a Catania con  il  titolo
   Cento idee per il Sud, cento idee per il Meridione .
   In  realtà, non abbiamo un quadro complessivo riassuntivo di tutto
  ciò che è accaduto in questi anni, non abbiamo una ricognizione  di
  ciò  che  è  stato  fatto in ogni parte della Sicilia,  nelle  aree
  metropolitane,  come  nelle  aree interne,  nelle  aree  cosiddette
  mature  turisticamente  o in quelle che si  attrezzano  per  essere
  turisticamente mature.
   Sostanzialmente,  arriviamo  a  questo  appuntamento   senza   una
  mappatura di ciò che l'economia, piccola, grande, micro, in  questa
  Sicilia, è in grado di fare o è avanzata o è arretrata.
   Immaginiamo  un  modello  di  sviluppo che  sia,  sostanzialmente,
  differenziato  da quello che è stato presentato nei  documenti  del
  Dipartimento  stesso, cioè una programmazione che tenga  conto  dei
  territori,  una  programmazione che, probabilmente,  veda  maggiore
  concertazione - visto che ci sono due Assessori -, la concertazione
  non  è 250 idee ricavate da un sito on line importante, pur moderna
  come  forma  di  coinvolgimento  del  cosiddetto  partenariato.  Un
  partenariato che è stato riunito qualche giorno fa, compresa l'ANCI
  che rappresenta tra i 180 comuni siciliani.
   Avremmo   immaginato,  Assessore  per  le  infrastrutture   e   la
  mobilità,  lei poc'anzi mi rassicurava sulla firma del Piano  delle
  autostrade, che ci fosse un momento di concertazione, visto che  ci
  siete  due  Assessori, immaginando per quello che  diceva  ieri  il
  Presidente, che la programmazione pari a 5 miliardi venga declinata
  con tutte le altre forme di finanziamento.
   Penso  e  immagino  cosa  si può costruire nell'offerta  turistica
  rispetto  al  sistema  viario, rispetto  al  sistema  aeroportuale,
  rispetto  a  questa grande novità che è low cost che  sta  portando
  migliaia  di  persone  in  Sicilia anche se,  nella  relazione  del
  Presidente, di ieri, il sistema turistico viene dato in contrazione
  rispetto  anche a un dato più generale, per cui bisogna  capire  su
  quali settori si voglia puntare.
   Ad  oggi,  credo  che  i  dati  che ci  sono  stati  forniti  come
  prospettiva,  i cosiddetti  11 obiettivi  indicati a mio  parere  e
  per questo presento assieme ad altri colleghi parlamentari di tutti
  gli  schieramenti  politici un ordine del  giorno,  un  ordine  del
  giorno che richiama esattamente quello che il Consiglio europeo, il
  9  luglio  2013,  indicò come programmazione,  indicando  anche  la
  necessità  che quando si parla - e  l'obiettivo 11  - di  riformare
  la  pubblica  amministrazione credo, per esempio,  che  tutto  vada
  legato  anche a quella riforma, a quella semplificazione, che,  per
  esempio, ieri iniziava, ma che rischia di diventare qualche cosa di
  inefficace  prima  ancora  di essere approvata  come  norma  perché
  esiste un problema, cari Assessori, cioè quello che è la Regione il
  problema.
   Quando   non  vengono  spese  e  non  c'è  avanzamento  fisico   e
  finanziario  nella  programmazione 2007/2013, si  sta  tentando  di
  addossare  la  responsabilità agli enti locali  i  quali,  per  una
  volta,  hanno  prodotto un pacco progetto a valere sull' Asse  6  e
  sull'Asse  3 ,  superiore alla stessa dotazione di 790  milioni  di
  euro,  per cui ritengo che esista, prima ancora di parlare  di  che
  cosa  fare,  chi  dovrà fare e chi dovrà avere la   governance   di
  questo  processo che è ingente dal punto di vista delle risorse.  E
  credo  che  sia  necessario  immaginare un'inversione  di  tendenza
  immediata  perché la Regione non può essere tutto il  contrario  di
  tutto per poi cercare responsabilità in giro che non ci sono.
   Credo  che avremmo necessità di approfondire ancora di più  quella
  che  è  una  impostazione multi settoriale  integrata,  avremmo  la
  necessità  di  capire ancora di più come mettiamo insieme  tutti  i
  programmi  operativi dal FESR (Fondo sociale europeo), allo  stesso
  fondo   per   la   pesca  considerando  che   questa   è   un'isola
  abbondantemente  bagnata  dal  mare  con  un  sistema  legato  alla
  peschicoltura  importante,  oggi è la Commissione  europea  che  ci
  chiede di puntare per alcuni prodotti del mare alla acquacoltura.
     Così  come serve, a mio parere - se l'onorevole Lantieri  me  lo
  consente,  se mi lascia almeno qualcuno che mi ascolti del  Governo
  perché,  in  fondo,  ci  illudiamo per potere  avere  la  forza  di
  illudere  gli  altri, è una illusione continua -  la  necessità  di
  riequilibrare   l'appostamento   delle   risorse,    abbiamo    uno
  sbilanciamento verso le città metropolitane che hanno altre risorse
  a  carattere nazionale mentre poco viene detto fra le aree  interne
  in  un  territorio, quello siciliano, di cui ben  200  comuni  sono
  sotto i cinquemila abitanti e solo qualche decina sono superiori  a
  30  mila  abitanti,  solo tre grandi città superiori  ai  200  mila
  abitanti.
   Avremmo  voluto  una  maggiore  attenzione  ai   Gal ,  che  hanno
  comunque  prodotto  grandi risultati sulla  programmazione  per  le
  politiche agricole; avremmo immaginato anche che venisse finalmente
  contemplato   nell'attenzione  del  Dipartimento  e   del   Governo
  l'investimento territoriale integrato e questo noi non lo  troviamo
  in  questo documento, per cui, come dire, se siamo ancora in tempo,
  se  dovessimo essere ancora in tempo, credo che serva senza indugio
  una  inversione di tendenza e non dico a 'U' ma una  correzione  va
  fatta  perché  possa esserci l'integrazione e  non  c'è  stata,  in
  questa  programmazione.  Non abbiamo visto  i  livelli  di  Governo
  nonostante   una   riforma  del   titolo  V    che,   oggi,   viene
  abbondantemente  ripreso nell'ipotesi della  riforma  Renzi   nella
  rappresentazione degli interessi legittimi e diffusi dei territori.
  Non  abbiamo  visto i soggetti territoriali presenti;  non  abbiamo
  visto  quelle  agenzie,  come dicevo,  i   Gal   o  come  i   patti
  territoriali   o  le  altre  forme di presenza  nei  territori  che
  abbiano consentito la costruzione di una programmazione che vedesse
  lo  spalmare  nella  cosiddetta  eccezione  a  pioggia   ma  è  una
  programmazione  che,  forse, alla fine,  è  rappresentativa  di  un
  obiettivo  -  concludo,  signor Presidente, come  dice  l'onorevole
  Falcone,  parlerò  un  po' di più anche per il  mio  Gruppo  -  una
  concertazione nel disegnare che cosa ne facciamo della Sicilia,  ma
  rispetto anche a tutte le azioni che sono in campo.
   Chiedo  all'Assessore  Stancheris se i  distretti  turistici,  che
  hanno  visto il suo sforzo, riusciamo a farli diventare  motore  di
  un'ipotesi  di  sviluppo, o sono uno dei tanti percorsi  a  binario
  morto che questa Regione ogni tanto va a costruire, spesso, anziché
  ogni tanto?
   La  questione dei centri storici: non possiamo indignarci ad  ogni
  morte  e  poi  non  immaginiamo due cose  contemporaneamente.  Come
  portiamo  dentro i centri storici le popolazioni, come evitiamo  di
  consumare  altro territorio, come riqualifichiamo queste  aree  che
  sono aree urbane e sono aree diciamo anche ad  umanesimo composto ?
   Cosa   voglio   dire?  Indicare  la  lotta  alla  povertà   è   un
  intendimento  che va bene la domenica, quando proviamo  a   trovare
  qualche  punto per il Paradiso, ma non credo che se non è declinato
  e  intersecato con i livelli di governo e con le altre misure  come
  la PAC possa avere senso.
   Per  cui  immaginare azioni che siano le più incisive  nel  creare
  una  nuova  società  siciliana,  perché  questa  sfida  la  si  può
  affrontare nella produzione, nel creare nuovi livelli occupazionali
  e  chiedo  all'Assessore Stancheris, se, per esempio, riusciamo  ad
  integrare  le  due misure da diciotto milioni di euro che  gestisce
  Sviluppo Italia, diciotto per le zone mature e diciotto per le zone
  non mature dal punto di vista turistico.
   C'è  in queste ore qualcuno che racconti questa Sicilia e racconti
  a che punto è, che stato vive?
   I  centri  commerciali  naturali: è un  altro  binario  morto.  Se
  mentre   autorizziamo   immensi  centri  commerciali,   andiamo   a
  sacrificare  aree agricole di pregio e di valore per  costruire  le
  aree  parcheggio  e  svuotiamo le nostre città  piccole  e  grandi,
  dissanguando  anche  un  tessuto  produttivo  e  umano   fatto   di
  competenze,  fatto  di  storia,  di  umanesimo  che  qui  noi   non
  ritroviamo. Per cui, per queste ragioni, ovviamente, senza avere la
  pretesa di dovere scrivere tutto ciò che è giusto e ciò che è buono
  per  questa  Sicilia, però, avremmo voluto lavorare  di  più,  come
  Parlamento, signor Presidente,  mi rammarico con la Presidenza,  mi
  rammarico  perché avremmo dovuto lavorare di più.  Perché  la  data
  odierna  di  oggi,  di  inizio di ieri,  sembra  il  consumare  una
  ritualità  necessaria a dire  è stata fatta  pure  una  seduta  del
  Parlamento , così come la riunione nottetempo fatta per  incontrare
  il  partenariato, per incontrare l'ANCI, per incontrare i  soggetti
  che in qualche maniera dovrebbero partecipare.
   Ovviamente, non credo che ci siano miracolose ricette per  mettere
  in  condizione la ripresa del PIL, dell'economia, la  creazione  di
  nuova  occupazione, altri attori economici, ma serve ovviamente  un
  qualche   cosa   che   costruisca,  Assessore,   un   fattore   che
  economicamente   non  è  rilevabile,  ed  è   l'entusiasmo   e   la
  partecipazione.
   Concludo  dicendo questo: io sono un modestissimo artigiano  dello
  sviluppo locale, ho lavorato in un territorio che non è la  Brianza
  ma,    quando   creiamo   ventisei   caseifici,   quando    creiamo
  quattrocentocinquanta  posti di lavoro in  micro,  in  medie  e  in
  piccole imprese, abbiamo creato lo stesso numero di posti di lavoro
  che  la Fiat realizzò a Menfi, con un investimento poderoso, in una
  Sicilia  dove le politiche industriali si danno allo smantellamento
  totale   dell'Italcementi,  della  Fiat,  di  tutto  ciò  che   era
  caratterizzazione industriale, anche se marginale, di un'Isola.
   Avremmo immaginato quella riconversione, per fare un esempio,  che
  la  città  di  Torino  ha  pensato  assieme  al  Piemonte  per  sé,
  diventando  oggi,  la  città di Torino,  un  punto  di  riferimento
  culturale  a  turistico, riconvertendo lavoratori  e  riconvertendo
  professioni.
   Avremmo  voluto questo. Mi rammarico non tanto con il Governo  che
  è  chiamato  ad  un'eredità, avremmo pensato anche  che  il  nostro
  Presidente, che ha tutta la nostra stima, non arrivasse a  sessanta
  assessori, ma almeno uno alla programmazione servirebbe  per  avere
  un  interlocutore  che possa parlare al Parlamento,  ai  Comuni,  a
  Confindustria,  alle  categorie produttive di  questa  Sicilia.  E'
  necessario  che ciò avvenga perché è chiaro che c'è una depressione
  sociale  che incute timore nell'attivare nuovi processi produttivi.
  Abbiamo bisogno di creare l'entusiasmo, quel fattore non rilevabile
  né  dal  PIL, né dall'ISTAT, quell'idea che c'è una grande squadra,
  Governo,  Parlamento, Comuni, consigli comunali,  imprenditori  che
  stanno lavorando ad un'ipotesi di crescita.
   Assessore  Torrisi, mi auguro che domani si firmi e mi auguro  che
  ci  sia  la possibilità di progettare la Gela/Castelvetrano, perché
  altrimenti  il  mare  di Licata, di Gela, di  Porto  Empedocle,  di
  Agrigento,   di  Sciacca  non  avrà  collegati  due  aeroporti   e,
  probabilmente, serve un miserabile milione di euro per  avviare  lo
  studio   di  fattibilità,  come  una  dorsale  che  attraverso   la
  Palermo/Agrigento arrivi alla Agrigento/Sciacca, per  costruire  un
  sistema  di  area,  copiando  semplicemente  i  romani,  che  hanno
  costruito l'impero costruendo strade prima ancora.
   Su  questo  tema,  penso che serva, così come  capire  esattamente
  quali  sono i veri risultati che pensiamo di ottenere dagli  undici
  obiettivi tematici posti, perché quando si parla di immaginare  una
  nuova  Pubblica Amministrazione,  sono scandalizzato dal fatto  che
  si  vuole chiudere al 30 giugno di questo mese e di questo anno, la
  possibilità della spesa sul 2007 e 2013, perché che senso ha  dire,
  un   Assessore  è  costretto  a  dire  che  non  ha  personale  per
  predisporre  i  decreti di una misura che è la 3.2,  dove  ci  sono
  progetti cantierabili.
   Mi   chiedo   perché  non  attingere  alla  graduatoria   che   ha
  predisposto  la  Crias con l'Assessorato alle  Attività  produttive
  sull'offerta turistica. Ma questa è la programmazione passata?
   Ma  se,  alla  fine,  la  pubblica Amministrazione  che  si  vuole
  riformare,  assessore Torrisi, assessore Stancheris, e la  pubblica
  Amministrazione che non capisce che

   PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la invito alla conclusione.

   PANEPINTO.  Concludo, signor Presidente. Mi auguro, nel presentare
  questo  ordine  del  giorno, che il Governo anziché  subirlo  possa
  aiutarci  a costruire qualche cosa nell'interesse, come si conclude
  sempre  da  questo  posto, della Sicilia e dei  siciliani  con  una
  possibilità  però,  che probabilmente questa è l'ultima  acqua  che
  passa sotto il ponte.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Panepinto. Ho apprezzato  moltissimo
  il  suo  intervento, però, una considerazione devo farla. Condivido
  con  lei  il  fatto che, probabilmente, un rapporto più stretto  di
  collaborazione  ci  avrebbe portato, oggi, a  trattare  in  maniera
  diversa  quelle che sono le linee programmatiche ma le ricordo  che
  c'è  anche  una Commissione apposita, che è la Commissione  che  si
  occupa  di  questo,  quindi,  dico  additare  la  Presidenza   come
  responsabile  di  una  mancata collaborazione,  quando,  di  fatto,
  esistono   gli  strumenti  per  poter  attivare  questo   tipo   di
  collaborazione,  condivido con lei che ci vorrebbe  sicuramente  un
  rapporto  più collaborativo tra tutti quanti per meglio programmare
  il futuro della nostra Sicilia.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Allora ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici,  a
  seguire l'onorevole Maggio, poi l'onorevole Musumeci, e l'onorevole
  Grasso.
   Onorevole  Cracolici,  prima che inizi  il  suo  intervento,   non
  voglio  assolutamente  soffocare il dibattito perché,  chiaramente,
  l'argomento  è molto importante, però, vi pregherei  -  come  avete
  visto, ho concesso molto più tempo di quello previsto - di rimanere
  entro, magari, dieci minuti. Grazie.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Signor Presidente, la ringrazio anticipatamente per  la
  gentile  concessione, ma avendo previsto l'Aula alle 16.00, abbiamo
  iniziato i lavori alle 18.00 per non fare nulla; forse, se  finiamo
  alle  20.00  per  parlare diciamo che più che  una  concessione  la
  considero un atto di igiene politica.

   PRESIDENTE.  Può  finire anche a mezzanotte; il punto  è  dare  la
  possibilità a tutti di intervenire e rispettare, perché ci sono dei
  Regolamenti che vanno rispettati.
   Prego, onorevole.

   CRACOLICI.  Le  assicuro, signor Presidente, che  non  impedirò  a
  nessuno di parlare, anzi me lo auguro.
   Parlo  per  timbrare il cartellino perché temo che  questa  nostra
  discussione  sia  una  discussione  abbastanza   tra  sordi ,   una
  discussione dove inevitabilmente gran parte di ciò di cui  parliamo
  fa parte di un rito, il rito di una discussione che quando parliamo
  dell'Europa  ne  parliamo,  anzi  ne  straparliamo,  soltanto   per
  alimentare paure e fallimenti.
   Ovvero  rischiamo di perdere le risorse europee, quanto  perderemo
  nelle risorse europee, peccato perché ci sono i fondi europei e non
  riusciamo a spenderli.
   Oggi,  non siamo qui chiamati a giudicare quello che abbiamo fatto
  e  come  lo stiamo facendo; dovremmo essere chiamati a capire  cosa
  vogliamo  fare per i prossimi sette anni in Sicilia. Per dirla  con
  una sintesi, credo che il compito che dovremmo esercitare in questa
  nostra  discussione  e  negli atti che si completeranno  da  qui  a
  quando si definirà l'intesa, prima con lo Stato e poi con l'Europa,
  che  racconto  facciamo  alla Sicilia e ai  siciliani?  Qual  è  la
  metafora che questa classe dirigente propone ai siciliani per  dire
  fra  sette  anni  l'obiettivo che avremo è che ogni siciliano  avrà
  cosa in più? Quali saranno i vantaggi?
   Rischiamo  di  rappresentare  questa  questione  come   una   mera
  operazione contabile, una posta di bilancio, una sorta di  bilancio
  del bilancio. E non riuscire, invece, a dire e a dare quello che, a
  mio avviso, doveva e dovrebbe continuare a essere la ragione per la
  quale una Regione cosiddetta  in area convergenza , cioè un'area di
  depressione  economica, possa utilizzare strumenti per  ridurre  il
  gap  economico, sociale, strutturale. La nostra discussione, ancora
  una volta, si muove a tentoni.
   Ho  partecipato,  allora,  da giovane amministratore,  anche  alla
  suggestione che ebbe Agenda 2000.
   Agenda  2000,  dopo il POR 94/99, fu un momento  di  svolta  delle
  politiche comunitarie, almeno nella percezione e nella suggestione.
   Tutti,  però,  capimmo  che  forse 'Agenda  2000'  partiva  da  un
  presupposto  di eccessiva frammentazione nel territorio:  centinaia
  di  misure,  centinaia di interventi, una estrema  parcellizzazione
  che  ha finito per non dare il senso e la misura dell'effetto delle
  risorse   aggiuntive  che  dovevano  essere,  appunto,  le  risorse
  europee.
   Nel  2007  e  nel 2013, l'allora Governo presieduto dall'onorevole
  Cuffaro, programmò, alla fine del 2005-2006, i nuovi interventi per
  il nuovo settennio. Racconto spesso uno dei momenti più tragicomici
  della  nostra  Terra, quando, un giorno, l'allora Presidente  della
  Regione,  tornando  da  Bruxelles, convocò, un  sabato  mattina,  a
  Palazzo  d'Orleans, una conferenza stampa - in genere, il sabato  è
  un  giorno  di poca comunicazione delle Istituzioni - e la  convocò
  per  annunciare,  con aria trionfale, che, anche per  il  settennio
  2007-2013, la Sicilia, fortunatamente, continuava ad essere un'area
  povera  e, quindi, avremmo avuto i famosi 6 miliardi circa di  euro
  della nuova programmazione 2007-2013.
   Ma  come  le  abbiamo programmate quelle risorse? Sostanzialmente,
  nell'assoluta continuità rispetto ai programmi precedenti, per  poi
  scoprire che una parte ingente di quelle risorse, non sapendo e non
  potendole  spendere, anche perché, in alcuni  casi,  siamo  già  in
  overbooking, quanti agriturismi ancora dovremo finanziare?
   Quando  ci  dobbiamo fermare per sostenere un  modello  che,  alla
  fine, si è persino ingolfato?
   A  un  certo  punto, ci siamo inventati 'Jeremie' e 'Jessica';  ci
  siamo inventati strumenti finanziari che dovevano, in qualche modo,
  parcheggiare  delle  risorse  attribuite  alla  Sicilia  per  farle
  gestire,  attraverso il sistema della finanza creativa, un  sistema
  di  finanziamento alle imprese siciliane. Non mi pare che sia stato
  un   grande   successo.  E  siamo  ad  oggi,  dove   questa   nuova
  programmazione,  mi permetto di dire, è un elenco  di  titoli.  Gli
  obiettivi,   i  famosi  11  obiettivi,  altro  non  sono   che   la
  trasposizione  dal  punto di vista dei titoli del  regolamento  che
  promuove  la  nuova  programmazione dei fondi  strutturali  per  il
  settennio 2014-2020.
   Titoli  obiettivi declinati nella pura denominazione ma la domanda
  è:  come  lo  facciamo lo svolgimento di quei titoli? Qual  è  cioè
  l'efficacia  e  l'effetto  che ci proponiamo?  L'obiettivo  che  la
  Sicilia  si  dà  alla  fine  di questi  sette  anni?  Per  esempio,
  centomila ragazzi in più diplomati nelle scuole tecnico industriali
  della nostra Regione? Oppure un grande Politecnico del Mediterraneo
  capace  di  attrarre,  di  essere  uno  dei  luoghi  di  attrazione
  formativa   della   nostra  Regione?  Ci  poniamo   l'esigenza   di
  digitalizzare  per davvero tutta la pubblica amministrazione  e  di
  sostenere  la  digitalizzazione delle  famiglie  e  delle  imprese?
  Pensiamo  ad un grande piano di riqualificazione urbana? Penso  che
  nessuno  possa  essere  contro la riqualificazione  urbana,  perché
  sarebbe come dire che è contro la mamma.
   Il  punto  è  come facciamo questa riqualificazione urbana.  Quali
  strumenti,  quali  azioni,  quali  attività  siamo  in   grado   di
  promuovere  per  dare concretezza a questa idea di riqualificazione
  urbana.  Faccio  un esempio. Possiamo immaginare,  a  proposito  di
  strumenti  di finanza creativa, di estendere una delle misure  che,
  seppur  in  termini di nicchia, è stata attuata  in  Sicilia,  cioè
  l'abbattimento del tasso degli interessi, cosiddetto risanamento  a
  tasso  zero  delle  abitazioni, ed estenderlo  invece  a  tutte  le
  attività  commerciali e artigianali. Fare cioè un grande  piano  di
  recupero  urbano con delle azioni. Ecco qual è l'anima del progetto
  che diamo ai siciliani.
   Vedo  che  in questo, purtroppo, rischiamo di perdere  una  grande
  occasione  per raccontare la Sicilia che vorremmo. Consentitemi  di
  dire  che manca la politica  Quella bella parola che coniuga azione
  e  sogno, suggestione e concretezza: la politica. E quando manca la
  politica c'è solo somma, tante cose, tanti pezzi da mettere insieme
  per  comporre  un  mosaico più o meno rabberciato.  Mi  auguro,  ma
  capisco  di parlare al muro, che questo Governo recuperi una  delle
  cose  fondamentali  per stabilire qualunque programmazione,  ma  ci
  credo  poco.  Chi programma la prima cosa che deve  fare  è  sapere
  quali sono i bisogni. Se non si hanno chiari i bisogni, come si  fa
  a  programmare le risposte? Insomma se non si conoscono le domande,
  come  si fa ad attrezzarsi sulle risposte? E come si fa a conoscere
  le domande?
   Si  può  fare.  Da  questo Palazzo, da quest'Aula,  penso  che  si
  possano  rappresentare  i  bisogni e di  avere  la  presunzione  di
  conoscere  la complessità dei bisogni della Sicilia e,  quindi,  mi
  convinco  di  quali  sono i bisogni prioritari  rispetto  ai  quali
  attrezzare la mia risposta e le mie risposte. Invece, e qui sta  la
  politica,   io  costruisco  la  mappa  dei  bisogni  chiamando   il
  territorio  non a raccontarci quali sono i problemi  e  dirci  cosa
  serve,  ma condividere con i bisogni del territorio il progetto  di
  rivoluzione della Sicilia. La rivoluzione non si fa con una  logica
  dirigista, non esiste nessun riformismo dall'alto che riformerà mai
  niente.  Il riformismo vive se è capace di conquistare e di animare
  tante  passioni  di tanti uomini e donne che in ogni  angolo  della
  nostra Regione si sa riconoscere su un progetto, sa e sta lavorando
  per  un  obiettivo.  Poi, ci riusciremo o  non  ci  riusciremo,  ci
  saranno dei fallimenti, ci saranno dei ritardi, quello fa parte poi
  della  concreta  e drammatica quotidianità, ma la dimensione,  come
  dire,  della  metafora,  della suggestione, dell'idea,  del  perché
  faccio  una cosa, non soltanto se la faccio o non la faccio, quella
  ci sarà.
   Non  so se in questa occasione il Governo sarà ancora in grado  di
  promuovere   animazione   territoriale,  coinvolgere   i   sindaci,
  coinvolgere   le   imprese,   non   soltanto   Confindustria,    le
  organizzazione  di  rappresentanza. Io, ad  esempio,  se  fossi  il
  Presidente  della Regione, convocherei entro una  settimana  i  380
  sindaci  e  i  380  Presidenti dei Consigli comunali,  tutti  dalle
  grandi  città  ai piccoli centri, non soltanto per farli  venire  a
  Palermo,  ma per farli sentire protagonisti di una mappatura  e  di
  una suggestione di ricostruzione della speranza in Sicilia.
   E  la  stessa cosa farei con le imprese, in un momento in  cui  si
  discute del fatto che chiudono, che cancellano le Partite Iva,  che
  nelle  Camere  di Commercio si riducono le imprese  attive.  Questo
  momento  che è appunto la programmazione per il settennio 2014-2021
  serve  a  ridare  speranza, a dire a chi  magari  sta  pensando  di
  chiudere  che  forse si può ricominciare, si ci può riprendere,  si
  può continuare ad esercitare l'attività di impresa, può evitare  di
  licenziare. Io penso che la programmazione innanzitutto sia questo,
  cioè  animazione con la società e nel territorio, ma  purtroppo  su
  questo siamo ancora soltanto ai titoli.
   Spetta  al  Governo perché poi in questo caso il Parlamento  è  un
  luogo appunto del 'parlamento': 'sparlare': poi l'azione quotidiana
  la svolge il Governo e, a mio avviso, una delle cose sulle quali il
  Governo  dovrebbe  riflettere è anche chi  gestisce  tutto  questo.
  Diciamocelo pure, lo dico avendo partecipato all'idea ad  un  certo
  punto  che  tutta  l'attività della programmazione  potesse  essere
  messa  alle  dipendenze  della Presidenza della  Regione  di  turno
  togliendo   quella   dimensione  necessaria  di  integrazione   tra
  obiettivi  ed  economia.  Io penso che la programmazione  economica
  deve essere un'unica materia, ci deve essere un unico assessore che
  sia in grado di coordinare, di animare, di fare sintesi, di imporre
  anche   scelte   anche  agli  altri  Dipartimenti  e   agli   altri
  Assessorati.
   Stamattina  in  I  Commissione abbiamo iniziato  ad  esaminare  un
  testo.  Noi  spesso discutiamo della questione dei  Fondi  europei,
  come dicevo prima, del fatto che non li spendiamo, che rischiamo di
  perderli con una sorta di 113, di emergenza; tutto è finalizzato  a
  spenderli, al di là di come si spendono, ma abbiamo capito  che  ci
  sono  azioni  gestite  dall'Unione  Europea  direttamente  con   le
  imprese,  direttamente con i Comuni, direttamente con  la  Ricerca,
  direttamente  con le Università, dove la Regione o è  un  luogo  di
  intermediazione  positiva o rischia di essere  troppo  fragile  per
  poter   contare  in  un  sistema  europeo  che  rimane  un  sistema
  lobbistico.  E  allora,  da questo punto  di  vista,  il  come  noi
  programmiamo, il come animiamo la programmazione in qualche modo dà
  anche  l'ambizione, a chi è fuori da quest'Aula, di sentirsi  parte
  di  un progetto, di un progetto di rinnovamento, di un progetto  di
  cambiamento.
   Il Governo è in grado di fare questo? Non lo so

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Maggio.  Ne  ha
  facoltà.

   MAGGIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho chiesto
  di  intervenire  soprattutto per fare una  riflessione  insieme  al
  Governo  su  quello  che  è il metodo attraverso  il  quale  questa
  programmazione sarebbe dovuta venire alla luce.
   Non  per  rivangare il passato, ma proprio partendo da un  passato
  che  qualche  cosa che la deve insegnare, proprio  per  evitare  di
  commettere  quegli errori che, purtroppo, ci hanno portato  ad  una
  mancata efficacia dei risultati sull'utilizzo dei fondi strutturali
  che,  per  essere efficaci - e credo che ce lo insegna  appunto  il
  risultato  - avrebbero dovuto raccordarsi ed integrarsi con  quella
  che è la programmazione ordinaria, le politiche di spesa ordinarie.
  Solo   così  avremmo  potuto  mettere  in  atto,  con  le   risorse
  precedenti,  politiche  serie  di  sviluppo  che  avrebbero  potuto
  portare   ad  occupazione,  interventi  davvero  importanti   sulle
  infrastrutture  in  un raccordo con la ricerca  e  soprattutto  con
  percorsi di vera politica di riconversione industriale.
   Credo  che tutto questo non sia accaduto. Gli indicatori economici
  purtroppo   ci   danno  il  quadro  che  abbiamo,  i   dati   sulla
  disoccupazione, non solo giovanile, ma i tanti, i troppi  posti  di
  lavoro  che continuiamo a perdere quotidianamente, credo che  siano
  sintomatici.
   Quindi  un'assenza  di efficacia dei fondi strutturali  che  credo
  dobbiamo   recuperare  attraverso  una  forte  integrazione   delle
  politiche ordinarie regionali e nazionali, perché se non si  ha  un
  quadro  chiaro  di  quelle che sono le politiche di  intervento  si
  continua a lavorare su piani paralleli e su investimenti paralleli,
  ed è chiaro che poi il risultato non può essere efficace.
   Noi,  invece,  abbiamo  purtroppo una  realtà  siciliana  dove  le
  politiche messe in atto attraverso i fondi europei sono state delle
  politiche assolutamente sostitutive delle politiche ordinarie.
   Credo  che  tutto  ciò  non  sia  più  possibile,  ecco  perché  è
  necessario che facciamo tesoro delle criticità del passato.  Perché
  senza  quelle politiche di sviluppo che ancora oggi ho  bisogno  di
  capire,   attraverso   tutti  gli  interventi  programmatori,   gli
  obiettivi  che  sono stati annunciati, gli undici obiettivi,  verso
  dove  vuole  andare  questa Sicilia? Così come è nell'assenza,  che
  abbiamo  registrato,  delle  politiche  di  sviluppo,  sono   stati
  attivati  interventi  sbagliati,  vorrei  capire  oggi,  prima   di
  ripetere   gli  stessi  errori  e  di  attivare  degli   interventi
  sbagliati,  dove  andiamo,  e  per  farlo  dobbiamo  partire  dalla
  situazione effettiva del sistema produttivo regionale.
   Sappiamo bene cosa è accaduto. Abbiamo avuto bandi che sono andati
  pressocchè deserti, per esempio nel settore della costruzione dello
  sviluppo  delle  filiere energetiche. Abbiamo avuto bandi,  invece,
  che non hanno avuto la loro efficacia proprio per la mancanza della
  normativa  regionale. Faccio un esempio per tutti: i bandi  per  lo
  sviluppo delle filiere del riciclo, del riuso dei rifiuti.
   La  nuovo  politica programmatoria europea prevede che  alla  base
  degli  interventi ci sia una politica ordinaria forte, una politica
  a sostegno di ciò che noi vogliamo andare a fare.
   E  sappiamo  anche che in molti ambiti essenziali dell'azione  dei
  fondi  strutturali, infatti, sono mancate proprio queste  politiche
  definite  strutturali. Ascoltavo poco fa l'onorevole  Cracolici,  e
  anche  io voglio esprimere la mia grande preoccupazione per questo,
  perché  la  fretta di spendere le risorse in tempi  rapidi,  ci  ha
  portati  successivamente  a  dei percorsi  di  rimodulazione  delle
  risorse  che,  nel frattempo, nella negatività si sono accompagnati
  anche ad una riduzione della quota di co-finanziamento nazionale.
   Tutto  questo non deve più accadere perché abbiamo bisogno che  la
  nuova  politica  comunitaria  sia  attivata  attraverso  un  metodo
  diverso,  di concertazione, di integrazione, di interazione  tra  i
  diversi  segmenti delle politiche regionali sulle diverse strutture
  e,  quindi,  c'è  bisogno di una grande capacità sia  politica  che
  amministrativa.   C'è   bisogno  di  una   condivisione,   di   una
  partecipazione  attraverso dei processi che, dai vari  settori,  si
  muovano in contemporanea, si muovano in forte integrazione  con  le
  politiche  ordinarie, che sono tutte quante ancora da  pianificare,
  programmare e realizzare.
   Quindi,  viene a mancare quel supporto che l'Europa ci  chiede  in
  maniera   forte,  serve  una  riflessione  politica,   una   grande
  riflessione politica che si unisca al metodo nuovo che noi dobbiamo
  utilizzare, politica e strategia di fondo per orientare quelle  che
  devono  essere le grandi scelte che devono individuare, che  devono
  stabilire,  le  principali direttrici sulle quali le  politiche  di
  sviluppo che noi dobbiamo finanziare devono viaggiare.
   Ad  esempio,  quando  parliamo di grandi direttrici  o  di  grandi
  interventi, di solito siamo abituati a pensare ai grandi interventi
  come  al grande intervento strutturale, infrastrutturale, ma non  è
  così. Noi dobbiamo pensare al grande intervento strutturale che  si
  compone  attraverso  dei piccoli interventi che  vengono  fuori  da
  necessità,  che non sono specifiche, ma da necessità che rispondono
  a  un tutt'uno, a una unità, deve essere un indirizzo unico che  si
  compone poi di quelle che sono le risultanze che diano risposta  ai
  temi specifici.
   Se  parliamo  di  grandi  interventi infrastrutturali  pensiamo  a
  quello che viene previsto dall'Europa nelle aree metropolitane.  Ma
  questo  non  significa  che i grandi interventi  che  noi  dobbiamo
  andare  ad  operare nelle aree metropolitane debbano dimenticare  i
  piccoli  centri,  i  centri  interni.  Di  riflesso  anche  se  non
  direttamente,  è  chiaro che le politiche di  sviluppo  avranno  le
  ricadute  anche  su piccoli centri. Questa è una delle  indicazioni
  fondamentali,  cioè l'integrazione dei processi, e  quindi  bisogna
  pensare a selezionare pochi interventi.
   Noi  sappiamo che uno degli errori del passato è stato proprio  la
  frammentazione,  la parcellizzazione degli interventi.  Parlare  ad
  esempio  di grande opera per quanto riguarda l'ambiente,  significa
  tanto,  tantissimo, significa decarbonizzazione,  la  grande  opera
  significa  recupero  degli edifici, interventi  sugli  edifici  che
  pensino  a  risparmio energetico, interventi che abbiano attenzione
  ai  cambiamenti  climatici, interventi che abbiamo  l'attenzione  a
  quelli che devono essere i piani di prevenzione. Ma quella è  tutta
  una  grande  opera  che ha, e che deve avere in mente,  l'obiettivo
  dell'ambiente, del clima, che poi naturalmente si dirama  e  dipana
  in  diversi  interventi. Così come la grande opera infrastrutturale
  deve essere frutto della politica programmatoria che viene indicata
  nello   specifico   all'interno   della   nuova   filosofia   della
  programmazione, attraverso gli investimenti territoriali integrati,
  dove territori hanno la possibilità di intervenire, di partecipare,
  di  interagire, di dire la loro rispetto a quello che è  l'idea  di
  sviluppo che gli viene proposta all'interno dei diversi settori.
   E'  chiaro che per tornare e per fare un esempio se parliamo di un
  progetto che ruota attorno al clima e all'ambiente, parliamo di  un
  progetto  che ha e che deve avere dei forti risvolti dal  punto  di
  vista  economico, sociale, produttivo e dal punto  di  vista  della
  riconversione industriale. Penso alla Green Energy, che  deve  però
  significare anche Green Economy, deve significare davvero un  punto
  di approdo nuovo per la nostra Regione.
   Ma  questi temi devono essere temi che all'inizio stanno al centro
  dell'attenzione e che devono poter fare un bilancio su  quelle  che
  sono le ricadute in termini di sviluppo, in termini di occupazione.
  Quanti  posti  di  lavoro pensiamo di creare?  E  solo  così,  solo
  partendo   dall'idea,  dalle  riflessioni  e  poi  dalle  verifiche
  continue  che quell'idea, quel progetto può avere, che noi possiamo
  utilizzare in maniera adeguata le risorse.
   E   quindi   una   strategia,   questa   strategia   della   nuova
  programmazione  che  deve mirare non solo  all'uscita  della  crisi
  economica e finanziaria, che mi pare fondamentale e importante,  ma
  deve  puntare  a  colmare quel delta, quella  grande  laguna,  quel
  divario  grande che ancora c'è rispetto al modello di crescita  che
  noi  registriamo all'interno della nostra Regione.  Altrimenti  non
  capisco  perché si parli di crescita di uno sviluppo  che  sia  più
  intelligente, sostenibile e solidale.
   Ho  visto  in una delle slide che ha presentato il Presidente  che
  c'è  all'interno  di questi tre temi, che poi costituiscono  quello
  che è il paradigma dello sviluppo economico, che poi sono diventati
  cinque,  gli  obiettivi, che c'è una divisione,  che  ci  sono  dei
  sottotermini,  io  penso che bisogna ricomporli e  tra  l'altro  in
  questi cinque obiettivi manca, secondo me, un nodo fondamentale che
  deve  essere trasversale a tutti, che è il tema della ricerca,  che
  per noi rimane fondamentale, e quindi parlo di leggi di sistema, di
  leggi che devono essere delle prerogative, delle precondizioni agli
  interventi  di  sviluppo, io credo che l'assenza in  questa  nostra
  Regione  di  una legge sulla ricerca, di un sistema della  ricerca,
  sia davvero un handicap che dobbiamo colmare.
   Tra  questi tre punti, e poi arrivo alla sintesi, ce n'è  uno  che
  per noi diventa fondamentale, che è quello della crescita solidale.
  Noi  purtroppo rientriamo a pieno in quel grande deficit da colmare
  quando  parliamo  del 75% dei soggetti che sono  sotto  il  reddito
  medio ed io credo che oggi più che mai la Sicilia abbia bisogno  di
  coesione sociale.
   Ed  allora,  se  per tornare al metodo, attraverso  questi  esempi
  specifici  che  ho portato, abbiamo bisogno di orizzontalità  e  di
  valorizzazione di questa orizzontalità nelle diverse politiche  che
  dobbiamo   mettere  in  atto  se  crescita  intelligente  significa
  tecnologia   dell'informazione,  è   chiaro   che   la   tecnologia
  dell'informazione deve essere assolutamente orizzontale.
   Non significa solo digitalizzazione della Pubblica amministrazione
  ma  di  una  Pubblica amministrazione che deve essere  davvero  più
  rispondente  a quelli che sono i bisogni dei cittadini,  e  per  me
  crescita  intelligente significa davvero portare  la  cablatura  in
  tanti  paesi, in tante zone del nostro territorio regionale che  ne
  sono sprovviste.
   Mi viene da pensare ad un esempio rispetto a qual è la forza degli
  strumenti  informatici che è stato, secondo me, il paradigma  della
  forza  dell'informatica, la rivoluzione araba. Se  non  ci  fossero
  stati  alcuni  strumenti  in  quei  paesi  arretrati,  davvero   la
  rivoluzione araba non avrebbe potuto avere poi lo sviluppo  che  ha
  avuto. Noi ne abbiamo bisogno quasi alla stessa maniera.
   Poi si arriva alla crescita sostenibile e competitiva e quindi  ci
  calo  dentro  le  cose di cui parlavo prima, ad esempio  la  tutela
  ambientale,  dove  dentro  c'è anche la valorizzazione  del  nostro
  patrimonio  culturale.  Come lo vogliamo  valorizzare,  del  nostro
  patrimonio paesaggistico

   PRESIDENTE. Onorevole Maggio la invito a concludere.

   MAGGIO significa  tutela dell'ambiente, ma  stiamo  sempre  dentro
  diversi  punti  che  devono,  come  dire,  ancorarsi  ad  un   tema
  principale, che deve essere uno dei pochi temi fondamentali per  lo
  sviluppo. Poi, naturalmente, la crescita solidale, lo dicevo prima,
  abbiamo bisogno di inclusioni sociali, di istruzione, formazione, e
  vorrei  che  questi  temi  siano  riempiti  di  contenuti,  insieme
  all'integrazione  della  programmazione,  all'orizzontalità   delle
  politiche, che sono degli elementi fondamentali.
   Io non lo so se il problema è l'assenza di un Assessorato previsto
  per la programmazione, ma penso che occorra una cabina di regia. Ma
  non  una delle solite cabine di regia che si costruiscono e poi non
  lavorano,  dove dentro ci siano tutti gli Assessori,  dove  ci  sia
  sicuramente  il  Presidente della Regione, ma  dove  ci  siano  gli
  assessori  per  determinare le politiche, dove  ci  sia  una  forte
  capacità amministrativa che molto spesso è quella che è mancata,  e
  dove ci sia una struttura tecnica efficace a supporto di tutti quei
  passaggi  che poi la rendicontazione delle politiche programmatorie
  comporta,  e  questo  deve  essere uno dei  punti  fondamentali  se
  vogliamo  che davvero le risorse finalmente siano spese  bene,  che
  diano  un  esito  qualitativo sufficiente e che finalmente  portino
  sviluppo ed occupazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.   Signor   Presidente,  signori   Assessori,   onorevoli
  colleghi,  la prima domanda che mi viene spontanea è:  a  che  cosa
  serve  questo dibattito? Non è una domanda retorica, ma  credo  sia
  legittima,  tenuto  conto  che  la relazione  resa  dal  Presidente
  Crocetta  ieri  in  Aula sulla programmazione dei fondi  comunitari
  2014-2020,  ci ha consegnato un'elencazione di dati e di  obiettivi
  suggestivi  in  una continuità di metodo che, credo,  vanifichi  il
  dibattito qualificato, appassionato, di questo pomeriggio in Aula.
   Perché  la  paura,  signor Presidente, è che questo  documento  di
  programmazione  sia stato concepito da persone diverse,  sulla  cui
  professionalità io non posso che avere apprezzamento e stima, ma in
  una cornice di regole che obbedisce alla logica della continuità.
   E'  legittimo chiedersi quali ruolo abbia il Parlamento  siciliano
  in  relazione  alla  programmazione  dei  fondi  comunitari  per  i
  prossimi  sei  anni? E' legittimo chiedersi se  noi  stasera  siamo
  chiamati  a  replicare  alla nutrita e corposa,  per  quanto,  come
  sempre,  disordinata,  relazione del Governatore  resa  ieri  o  se
  siamo,  invece,  chiamati a manifestare le nostre  perplessità,  ad
  avanzare le nostre proposte, ad apportare le nostre integrazioni ad
  un documento che potremmo anche ritenere insufficiente?
   Ed  allora,  usciamo  fuori dall'equivoco  e  diciamo  con  grande
  franchezza  che questo dibattito è soltanto un rito  stanco  e  per
  nulla  entusiasmante;  è  più triste di un cimitero  a  mezzanotte
  Perché   il  Parlamento  non ha alcun potere  modificativo,  perché
  quello  che  doveva  essere deciso è stato già  deciso,  perché  il
  documento  si muove all'interno di un contesto che deve obbedire  a
  parametri  rigidi  imposti dall'Unione europea,  perché  noi  siamo
  chiamati  soltanto  a compiere una sorta di sfogatoio,  perché  nel
  momento più qualificante della programmazione per lo sviluppo socio-
  economico  dell'Isola, paradossalmente nel momento più qualificante
  qual  è quello dei Fondi strutturali, che ormai non sono più  fondi
  aggiuntivi, non sono più: sono fondi sostitutivi di quelli ordinari
  -  ahimè  e  ahinoi   -  nel momento più alto  e  nel  momento  più
  qualificante  l'organo  di indirizzo e l'organo  di  programmazione
  qual è il Parlamento viene tenuto fuori.
   Non c'è un solo momento lungo le fasi del processo decisionale  in
  cui  il Parlamento siciliano sia chiamato ad avere un ruolo attivo,
  un ruolo propositivo, non esiste  cambiano i dirigenti, cambiano  i
  Presidenti di Regione, ma il metodo rimane assolutamente invariato.
  Per  carità, può anche avere una sua dignità la fase dei lavori  in
  cui  il  Parlamento esprime suggestioni, esprime critiche,  esprime
  riserve, ma non si dica, come ha tentato di fare ieri il Presidente
  Crocetta,   che   ci  si  vuole  confrontare  col  Parlamento   per
  raccoglierne  indicazioni e suggerimenti; quel  che  doveva  essere
  deciso, quel che doveva essere stilato è stato già stilato, è stato
  già ridotto.
   E  allora,  vorremmo poter dire, e mi si consenta in pochi  minuti
  di poterlo dire, se ci stiamo movendo nella assoluta continuità, se
  la   rivoluzione  è  rimasta  soltanto  uno  slogan   da   campagna
  elettorale,  e chi parla crede di avere un minimo di esperienza  in
  materia  di  Fondi strutturali, per quella poca esperienza  che  ho
  maturato  al  Parlamento europeo e per avere gestito, forse  tra  i
  primi Enti in Italia, la concertazione dal basso con 'Agenda 2000',
  quando  avevo  l'onore di guidare la Provincia di  Catania.  Quindi
  parlo  di  cose,  con  le  quali  credo  di  avere  un  minimo   di
  dimestichezza.  Ci  stiamo muovendo nella più  cruda  e  disarmante
  continuità  con il passato. E che cosa offre il passato?  Offre  un
  consuntivo certamente non edificante che non fa onore alla  Sicilia
  al  di  là delle sigle dei Governi che l'anno guidata negli  ultimi
  anni o negli ultimi decenni.
   Quanti   fondi   si  sono  rivelati  produttivi   sul   territorio
  siciliano,  quanti fondi comunitari? Quanti nuovi posti  di  lavoro
  sono  stati  creati in questi anni attingendo ai fondi  comunitari?
  Quante  imprese  sono  nate  e sono riuscite  a  sopravvivere  e  a
  rimanere sul mercato dopo i primi tre, quattro anni?
   Vero  è  che  i Fondi europei  non servono a pagare gli  stipendi,
  non  servono  a pagare i salari, servono a creare nuove opportunità
  di  lavoro,  servono a creare strutture sovracomunale  che  possano
  determinare  poli  di  sviluppo,  servono  a  creare  un  clima  di
  ottimismo che possa attrarre investimenti, indigeni e stranieri, ma
  il  passato  ci consegna un consuntivo assolutamente non onorevole
  Le  esperienze negative sono sotto gli occhi di tutti, l'incapacità
  di  leggere  correttamente i bisogni che emergevano dal territorio
  Perché  la  programmazione, signor Presidente,  signori  Assessori,
  onorevoli  colleghi, non è mai maturata nel basso, non è mai  stata
  concepita  fra  i  soggetti  che vivono  in  trincea  accanto  alla
  umanità, sofferente. No, no  La programmazione dei fondi europei in
  una  regione  ad  alto rischio di degrado, come la  Sicilia,  viene
  concepita  nel  chiuso di una stanza, con l'arroganza  di  un  ceto
  burocratico che, utilizzando l'alibi che forniscono la normativa ed
  i  regolamenti dell'Unione europea, può benissimo fare  a  meno  di
  consultare i soggetti locali, i comuni, le province quando c'erano,
  ci  si  limita  a  formali e soltanto formali incontri  con  alcune
  organizzazioni di categoria, ma non si tiene conto  di  chi  giorno
  dopo  giorno  vive sul territorio e ne conosce e ne  interpreta  le
  ansie, le speranze, i malumori, la drammatica rassegnazione.
   Volete  un  esempio?  Le strutture turistico-ricettive.  Andate  a
  rivedere  i  bandi pubblicati dalla Regione siciliana negli  ultimi
  dieci, dodici anni in materia di turismo e di strutture ricettive e
  vi  renderete  conto, assessore Torrisi, lei  è  un  operatore  del
  settore, assessore Stancheris, lei guida l'Assessorato. In  Sicilia
  i  fondi  strutturali sono stati destinati a creare nuove strutture
  ricettive  senza  mai preoccuparsi di pianificare  le  aree  deboli
  rispetto alle aree forti, con il risultato che abbiamo creato  poli
  turistici  con alta densità di posti letto assolutamente  superiori
  alla  domanda  del  mercato, mentre intere  aree  della  Sicilia  a
  vocazione  turistica,  ma  non ad economia turistica,  sopravvivono
  soltanto   utilizzando   strutture   extra-alberghiere,   bed   and
  breakfast,   agriturismi  degni  di  ammirazione,   ma   certamente
  inadeguati  a  giustificare  una  seria,  sana,  concreta  politica
  turistica.
   Abbiamo  lasciato il deserto sul territorio e se non c'è un  posto
  letto,  non  ci può mai essere una politica di crescita  turistica,
  perché  è  risaputo  che  chi  fa l'economia  è  la  branda,  è  il
  materasso,  è il letto, in un territorio. Non è la sagra  e  non  è
  neppure  la  bellezza  artistico-monumentale  che  può  determinare
  l'attrazione.
   Ed  allora, ecco perché io dico che se questo è il passato, signor
  Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, come si  fa  a
  potere  segnare  una discontinuità, come fa il Governo  Crocetta  a
  perdere   questa  straordinaria  opportunità  che  la  logica   del
  calendario gli aveva offerto? Qual è il coinvolgimento dei soggetti
  del  partenariato in questa programmazione? Dov'è il coinvolgimento
  dei   soggetti  attivi  che  operano  sul  territorio   in   questa
  programmazione? Chi è stato ascoltato? Quale strategia unitaria può
  essere   seguita  nella  gestione,  nell'applicazione   dei   fondi
  strutturali  se la programmazione viene suddivisa e  affidata  alla
  responsabilità  di  diversi, numerosi, troppi dipartimenti,  quando
  invece  proprio i fondi strutturali avrebbero bisogno di una  regia
  che  sul piano della gestione possa coordinare le esigenze  Qual  è
  il  settore  che  si vuole privilegiare? E' sufficiente  dire:  noi
  puntiamo  sulla  competitività delle imprese,  noi  puntiamo  sulla
  solidarietà,  noi  puntiamo  sulla  innovazione  tecnologica.   Per
  carità, parole che sentiamo pronunziare da anni
   Leggendo  il  documento  che  ieri ha  rassegnato  il  Governatore
  Crocetta   e  raffrontandolo  con  quello  dei  Governi  precedenti
  Lombardo  e  Cuffaro sostanzialmente il vocabolario  è  lo  stesso.
  Usciamo  fuori da questo rito stanco che non fa onore ad  un  nuovo
  presunto processo di Governo e di approccio ai problemi
   I  fondi  strutturali vengono utilizzati poco e male;  sì,  è  una
  litania che si ripete sempre, ma ci siamo chiesti se abbiamo  fatto
  in quest'occasione tutto quello che era necessario fare per evitare
  che  i  fondi  europei,  forse l'ultima opportunità  che  ci  offre
  Bruxelles, possano essere spese bene e meglio?
   Ci  siamo  chiesti  che  i  problemi  essenziali  per  il  mancato
  utilizzo  dei  fondi  europei  sono la  qualità  dei  progetti,  la
  mancanza di informazione ed i lacci burocratici? E cosa ha fatto il
  Governo  Crocetta per neutralizzare queste tre diseconomie  che  di
  fatto vanificano ogni processo di programmazione?
   Come   si   fa,  come  fanno  i  sindaci,  come  fanno  i  piccoli
  imprenditori  ad  utilizzare, a partecipare ai bandi  per  i  fondi
  europei  se  non  hanno  l'informazione  necessaria?  Molto  spesso
  neppure  i  sindaci  si  trovano  preparati  a  potere  gestire  un
  progetto. Sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicato il bando, venti
  giorni  di  tempo,  un  comune non è dotato di parchi-progetti,  si
  entra nel panico e non si può partecipare e si perde l'opportunità
   E  le  imprese a chi si debbono rivolgere, se molto spesso  quando
  ci  si  imbatte in un dirigente e in funzionario, per  fortuna  non
  sono  tutti così, della Regione Siciliana per creare un allevamento
  con  galline ovaiole, ci si sente dire:  Torni fra quindici  giorni
  perché stiamo completando il regolamento . Dopo quindici giorni:  E
  lei sempre cà veni, ma nun avi chi fare? Ma lei proprio allevamento
  avagghiri a fare? Ascutassi a mia, ci canciassi strata  . Io potrei
  portare  decine di testimonianze  Cioè quell'imprenditore  che  noi
  dovremmo  premiare,  che dovremmo accompagnare  al  bar  dopo  aver
  lasciato l'ufficio della Regione per essere un coraggioso  fino  ai
  limiti  della follia, noi lo scoraggiamo prima ancora di cominciare
  a parlare
   Come  potremmo pensare di utilizzare i fondi europei se non esiste
  una rete di euro info point, per esempio  Perché il Governo non  si
  fa  dare  un  dipendente di ogni comune della Sicilia  e  li  mette
  assieme per due giorni in una stanza, in un salone con un corso  di
  addestramento  di formazione, di aggiornamento e poi li  riconsegna
  ai  comuni  perché possano essere pronti a costituire un minimo  di
  struttura,   uno  sportello  europeo  che  possa  consentire   agli
  operatori  locali di fornire qualche informazione   Se  non  arriva
  l'informazione come si fa a potere utilizzare questa  straordinaria
  opportunità  Come si fa a potere eliminare i lacci e i laccioli
   Lei,   Presidente,   lo  sa,  mi  è  successo   personalmente   da
  imprenditore agricolo, piccolo imprenditore agricolo, una lenza  di
  terra,  un fazzoletto di terra conservato più perché appartiene  al
  patrimonio  dei miei affetti, lasciatomi da papà, che al patrimonio
  dei  beni immobili. Ma come si fa ad aspettare un anno e mezzo, due
  anni,  per  vedere completata una graduatoria  Parlo di  fondi  per
  l'agricoltura per esempio, ma lo sanno alla Regione -  e  mi  avvio
  alla  conclusione Presidente - ma lo sanno alla Regione che i tempi
  di  un  imprenditore, chiunque, qualunque tipo di imprenditore  non
  sono certamente quelli della burocrazia.
   Io  ho  presentato una pratica per il biologico; ho presentato  un
  ricorso  perché  mi  è stata respinta, non ho  difficoltà  a  dirlo
  pubblicamente, dopo averlo detto al dirigente, migliaia di  domande
  che  ancora  non  vengono esaminate  Ed io  come  faccio  a  potere
  concimare  il mio agrumeto se non so se la conversione in biologico
  viene accettata o no? Perché se non viene accettata è chiaro che io
  ricorro al concime chimico. Il risultato è che l'agrumeto non ha né
  il  concime naturale, né il concime chimico, perché io  non  so  se
  posso  applicare l'uno o l'altro metodo di coltivazione.  Solo  per
  darle due esempi.
   Dove  sono i funzionari? Rimpolpiamo queste strutture se si tratta
  di  carenze di personale, voglio augurarmi che non sia una  carenza
  di  formazione  del  personale,  ma indagheremo  anche  su  questo.
  Indagheremo anche su questo, come credo sia legittimo il diritto di
  ogni deputato.
   Ed  allora, signor Presidente, e concludo, chiedo scusa a lei,  ai
  colleghi,  agli  assessori, della passione con la quale  le  parlo,
  siamo nella perfetta continuità e quindi nessuna fiducia.
   Vorremmo  chiedere  a  che serve l'ufficio  di  rappresentanza  di
  Bruxelles  della  Regione siciliana; quali risultati  ha  prodotto;
  qual  è  il  fatturato.  Al di là del garbo della  direttrice,  per
  carità,   e   della  sua  preparazione  ma  perché  non  destinarla
  all'ufficio   di  Roma?  Perché  non  impiegarla  nella   struttura
  regionale  qui a Palermo? A che serve tenere lì 7, 8, 9  dipendenti
  se poi la Regione e la comunità non ne traggono alcun beneficio
   Quindi,   molte   perplessità,   signor   Presidente,   per    una
  programmazione che non indica un obiettivo prioritario, ma pensa di
  potere  inseguire  troppi obiettivi col risultato  finale  che  non
  riuscirà  a soddisfarne nessuno. E anche stavolta noi avremo  perso
  una  straordinaria  e forse ultima opportunità. Anche  stavolta  la
  rivoluzione  del  Governo  Crocetta  si  è  rivelata  una  effimera
  illusione in una Sicilia che ogni giorno di più sprofonda verso  la
  catastrofe.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  D'Asero.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ASERO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  dopo
  l'appassionato intervento del Presidente Musumeci  che  ha  un  po'
  spaziato  in tante direzioni e che ha visto focalizzare  anche  una
  serie di criticità che sicuramente vanno viste come un momento  che
  possa determinare una inversione di tendenza.
   Io  sono dell'idea, caro Nello, che questo dibattito abbia un  suo
  valore,   un  suo  significato,  una  sua  importanza   oltre   che
  istituzionale anche di contributo a quella che è la realtà che deve
  essere   in  maniera  più  incisiva  costruita  anche  col   nostro
  intervento.
   Sicuramente,  le  linee tracciate, gli obiettivi  tematici,  tutto
  ciò che è stato in un certo senso predeterminato anche sulla scorta
  di  indicatori che vengono dall'alto, dalla Comunità e che  poi  in
  questo raccordo con lo Stato membro, quindi a livello nazionale, la
  Sicilia  diventa, in questo caso, la Regione che subisce una  serie
  di obiettivi strategici prefissati da altri.
   Però,  oggi,  l'opportunità di dire: ma in  riferimento  a  questa
  realtà  che noi oggi verifichiamo, quale potrebbe essere il  nostro
  intervento,  quali  dovrebbero essere anche le considerazioni  che,
  partendo dal report 2007-2013, dalla serie di argomentazioni  tutte
  importanti  che sono state qui evidenziate, circa le criticità,  lo
  scarso  utilizzo  delle  risorse,  la  mancata  capacità  anche  di
  riscrivere nei tempi giusti e prestabiliti linee di intervento  che
  potessero consentire un diverso e migliore grado di utilizzo  degli
  investimenti  tanto importanti particolarmente nelle infrastrutture
  che per questa Terra, a mio avviso, ancora sono necessarie.
   Però, si è oggi nelle condizioni di dire che esiste uno stato,  in
  riferimento all'analisi del pregresso, che è sicuramente un'analisi
  che  ci  porta  a  delle criticità, non voglio dire disarmante,  ma
  sicuramente preoccupante.
   Allora,   su  questo  esercizio  della  critica,  non  mi   voglio
  dilungare  perché  ritengo  che, invece,  sia  importante  cogliere
  l'occasione  per dire cosa andrebbe fatto a mio avviso.  Quali  gli
  obiettivi reali a cui noi dobbiamo guardare? E' giusto continuare a
  far  sì che ci siano obiettivi prestabiliti, che non si tenga conto
  di quella che deve essere la reale analisi che è anche una serie di
  interventi,  dallo Svimez alle concrete realizzazioni di  confronto
  che  anche  qui si sono verificate, mi riferisco all'iniziativa  di
  Villa Malfitano del 29 marzo, dove ad esempio il progetto che vuole
  vedere  la  Sicilia  nel  terzo millennio  di  città  metropolitana
  globale e piazza degli scambi del Mediterraneo, in questa direzione
  l'ambizione  di  volersi misurare con questo  tipo  di  intervento,
  dov'è  la  nostra ambizione? Dov'è la nostra capacità di capire  se
  noi  oggi  siamo diventati strategici ad una realtà che è cambiata;
  se  oggi  noi in Sicilia abbiamo un'opportunità nuova, se  il  Nord
  Europa  scende verso i nuovi Paesi emergenti verso i nuovi  mercati
  del  Mediterraneo,  addentrandosi sempre ancor più  verso  i  Paesi
  asiatici. Ha avuto fino ad oggi un percorso, un corridoio che passa
  e  scende  dai Balcani e che ha determinato una serie di  strategie
  che,  secondo  me,  da qui a breve, saranno sicuramente  ridiscusse
  perché  il  percorso naturale è il corridoio che vede il  passaggio
  dalla Sicilia.
   Allora,  noi  nell'ambito di un momento  di  questa  portata  come
  pensiamo  di misurarci? Come pensiamo di utilizzare questo momento?
  Come  pensiamo  di  utilizzare questa opportunità,  questo  momento
  innovativo?
   E  poi,   per  quanto riguarda le risorse, atteso che la  Comunità
  vuole  un  utilizzo delle risorse mirate secondo un nuovo  scenario
  che   vede,  innanzitutto,  le  forme  tradizionali  dei  programmi
  operativi, ma vede anche questa forma diretta di investimento e  di
  finanziamento.
   Horizon  2020  significa che il 30 per cento  della  comunità  può
  essere   utilizzato   direttamente  per  innovazione,   ricerca   e
  inclusione sociale.
   E,  allora  noi,  davanti a questo ragionamento, come  pensiamo  e
  come  andiamo ad integrare la realtà esistente per il completamento
  delle opere infrastrutturali? Quali programmi europei tematici ed i
  piani di attuazione ad esempio, del fondo di coesione e sviluppo?
   E'  in  questo  senso  che noi dobbiamo ragionare.  E'  in  questa
  direzione  che  noi  dobbiamo capire quali devono  essere  i  nuovi
  scenari  che  vedono non più dei momenti limitati, ma  delle  rotte
  internazionali,  quindi,  infrastrutture materiali  ed  immateriali
  che,  sicuramente, reti ferroviarie ed autostradali, ma c'è il tema
  dell'energia,  c'è  il  tema dello sviluppo  policentrico  e  della
  vitalità  dei  territori,  dei sistemi  territoriali,  ad  esempio,
  urbani.
   Una  stretta  connessione tra politiche  di  sviluppo  ed  assetti
  istituzionali attraverso una governance multilivello, verticale  ed
  orizzontale,    crescita    di    competenze    professionali    ed
  imprenditoriali ai vari livelli in raccordo alle  linee  e  ad  uno
  sviluppo innovativo solidale e sostenibile della Regione. Il grande
  tema  del  territorio;  il  grande tema e  la  grande  capacità  di
  coinvolgere dal basso una serie di nuove realtà.
   Penso  alle  categorie  professionali, penso  alle  strutture  che
  possono  dare  un  contributo  perché  diventino  una  cinghia   di
  trasmissione  di  una  realtà che fino ad  oggi  ha  avuto  diversi
  vincoli.  Quindi,  una rivoluzione culturale che ponga  in  termini
  diversi questa nostra realtà.
   Ma   per   fare  questo  cosa  c'è  bisogno?  Cosa  noi   possiamo
  concretamente   fare?  Sicuramente,  avere  una  serie   di   nuove
  opportunità. Pensare a quelli che sono gli strumenti operativi,  ad
  esempio,  per  quanto riguarda una capacità di capire  questo.  Una
  nuova  intelligenza, un'inclusività, una sostenibilità delle nostre
  iniziative. Ed in questo dico, che, appunto, il fondo di sviluppo e
  coesione  deve  essere  un modo come approcciare  questa  realtà  n
  maniera  diversa,  perché quando diciamo  il  territorio  -  e  gli
  interventi che ci sono stati questa sera hanno visto una  serie  di
  sollecitazioni   in   questa  direzione  -   io   vedo   come   una
  programmazione   che   dal  basso  veda  anche   nuovi   strumenti,
  sicuramente  nel quadro programmatorio regionale a  partire  da  un
  PTR,   un   piano   territorio  regionale,  che  veda   anche   una
  interconnessione con questa nuova realtà che si sta sviluppando, ad
  esempio,  in  riferimento alla nuova norma, alla nuova  legge  che,
  abolendo  le  Province e istituendo i Consorzi dei Comuni,  può  in
  questa direzione essere uno strumento che consenta di utilizzare al
  meglio le risorse e, quindi, le opportunità.
   Allora,  in questo senso, in questa direzione potrei aggiungere  e
  dire  che,  probabilmente, ci sono anche alcuni aspetti che  devono
  essere  motivo  anche  di  riflessione,  un  intervento  su  alcuni
  obiettivi  tematici, ma anche una reale valorizzazione a  proposito
  dei  Beni  culturali  dove devono essere e devono  considerarsi  in
  maniera  particolare  sia  per  il  pubblico  che  per  il  privato
  attrattori turistici.
   La  nuova programmazione prevede una forte territorializzazione in
  direzione  delle città, dei centri urbani, in direzione delle  aree
  interne,  capire  questi nuovi strumenti che  fino  ad  ora   hanno
  operato, i Leader, come vanno modificati, sono strutture che  hanno
  una  loro  valenza?  Hanno prodotto? Quali  sono  gli  elementi  di
  criticità e come modificarli. L'energia sostenibile. Qualità  della
  vita.  Per  esempio,  l'obiettivo tematico 4.1  andrebbe  anche  in
  questo  senso ulteriormente attenzionato perché ci sono  interventi
  per il pubblico ma  non ci sono interventi per i privati.
   Come  si  pensa  alla riqualificazione urbana senza  una  edilizia
  privata? Questo è uno dei temi importanti. Penserei pure a  qualche
  iniziativa  e,  quindi,  capire  lì  come  meglio  organizzare,  ad
  operazioni   di   ingegneria  finanziaria,   perché   il   concetto
  dell'intermediario finanziario in un momento in cui, caro assessore
  per  le  Infrastrutture, i fondi specializzati e  i  fondi  per  le
  infrastrutture potrebbero essere un motivo di reale possibilità  di
  realizzazione  in  un momento in cui le risorse  pubbliche  vengono
  sempre   meno  e,  quindi,  probabilmente  la  capacità  di  essere
  infrastrutture  produttive  attrae  sicuramente  capitali  privati,
  quindi la possibilità di un cofinanziamento. Mancano interventi per
  nuove  strutture  alberghiere, commercio e artigianato.  In  questo
  probabilmente andrebbe vista un ulteriore approfondimento.
   E  poi,  io  mi  permetto  di aggiunger,  per  essere  concreti  e
  operativi,  oggi al di là delle parole poi dobbiamo  anche  pensare
  agli strumenti operativi.
   In prima Commissione oggi abbiamo avuto, come riferito poco fa dal
  presidente   della  Commissione  Affari  Istituzionali,   onorevole
  Cracolici, una prima seduta su un disegno di legge, il 720  di  cui
  io   sono  primo  firmatario,  chiamato  appunto  Programma,   come
  definizione  normativa, di iniziativa che vuole vedere  appunto  la
  possibilità  di utilizzare al meglio delle risorse non  finanziarie
  ma  umane  che esistono perché si crei un progetto per  opportunità
  Sicilia  in Europa, una struttura così immaginata che per sostenere
  le autonomie locali e diversi attori del territorio, per accrescere
  la  partecipazione ai programmi tematici, iniziative necessarie per
  promuovere partenariati, cioè un primo passo aperto ad un confronto
  ed  una serie di ulteriori apporti che crei le condizioni per  dire
  che  noi ad oggi abbiamo avuto una serie di opportunità, le abbiamo
  utilizzate  in  maniera  ridotta, c'è  sicuramente  una  condizione
  perchè  ciò possa vedere una inversione di tendenza e di rotta,  ci
  sono anche le disponibilità finanziarie ma per quel più conta è  il
  modo  come  utilizzarle e quindi una serie  di  risorse  umane  che
  vadano  a  meglio  capire quali devono essere i  percorsi  che  noi
  dobbiamo portare avanti, perché se fra i dirigenti non troviamo  la
  capacità  di  sollecitare  un raccordo perché  diventino  anche  in
  questo  nuovo  confronto  con quella che è  la  Comunità  Economica
  europea soggetti all'altezza del compito, sicuramente perderemo una
  grande opportunità.
   Quindi,  livelli di intervento non solo verso il privato ma  anche
  verso  la  parte  pubblica  e perché no,  come  ho  avuto  modo  di
  apprendere  l'altro giorno dall'Assessore per gli enti  locali,  si
  penserà  sicuramente ad un momento formativo anche per  i  soggetti
  che,  in  questa  direzione, assieme alle categorie  professionali,
  potranno determinare un momento di svolta per la nostra Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  se  non  ci  sono  osservazioni
  dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   Sospendo l'Aula per tre minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.01, è ripresa alle ore 20.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne  ha
  facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  farò  un
  intervento politico perché questo lo ha fatto il mio Capogruppo. Mi
  soffermerò a fare un intervento che spero possa aiutare il  Governo
  e, quindi, la Sicilia a non perdere parte delle sostanze che, oggi,
  sono in un momento di grossa difficoltà.
   Parte,  intanto,  da  questa nota fatta  pervenire  dal  dirigente
  generale dell'autorità di certificazione dei programmi. Da  qui  si
  evidenzia  una  cosa  gravissima, che nel mese  di  maggio  avremmo
  dovuto  impegnare  159  milioni  di  euro  per  raggiungere,   poi,
  l'obiettivo di spendere tutto entro il 31 dicembre 2012 e non siamo
  riusciti  a  farlo. Noi abbiamo speso solo 127 milioni,  quindi  32
  milioni   in   meno.  Ciò  significa  che  abbiamo,  in   negativo,
  evidentemente  sforato  del  20  per  cento  quella  che   era   la
  programmazione, l'ultima programmazione del Governo. Ma di fronte a
  tutto ciò non mi sembra che il Governo abbia pensato di attuare una
  politica  di richiamo nei confronti di coloro i quali si sono  resi
  responsabili di questo mancato utilizzo.
   Per  le attività produttive avrebbe dovuto impegnare 43 milioni  e
  ne  ha impegnato solo 30 milioni, quindi, c'è uno scrostamento, c'è
  un  allontanamento delle previsioni di quasi 13  milioni  di  euro;
  stessa cosa dicasi per i beni culturali dove la situazione è ancora
  peggiore,  veramente insopportabile, avrebbero dovuto impegnare  13
  milioni di euro ed hanno impegnato 1 milione e 7.
   Di  conseguenza, di fronte a questo dato ci saremmo aspettati  che
  vi  fosse  l'intervento da parte del Governatore e che  il  mancato
  raggiungimento  dell'obiettivo  portava  due  cose,  uno:  o   alla
  rimozione  dell'Assessore, o alla rimozione dei dirigenti.  Non  mi
  sembra  che  ci  sia  stata  ne l'uno e nell'altro.  Come  possiamo
  pensare di raggiungere l'obiettivo sperato
   Mi  fa  piacere che nel frattempo è tornato il Presidente. Vedete,
  vero  è  che  le somme che dobbiamo impegnare sono 4 miliardi   359
  milioni, vero è che abbiamo impegni per 2 milioni 656, quindi il 61
  per  cento  ma è anche vero che il 39 per cento non è stato  ancora
  impegnato.
   Come possiamo fare per uscire da questa situazione. E' chiaro  che
  da  parte  del Governo vi è stata una nuova programmazione.  Questa
  nuova programmazione parte sempre dalla somma, dalla dotazione  che
  era  di  4 miliardi 359 milioni, c'è la certificazione per 1  e  6,
  restano da certificare 2 milioni e 7, la previsione di spesa è solo
  di  2  milioni e 2, abbiamo queste risorse in area rischio  di  511
  milioni  di euro, cioè abbiamo risorse che devono essere  impegnate
  per mezzo miliardo di euro.
   Per  cui,  Presidente,  prima di parlare  del  2014-2020  dobbiamo
  cercare  di vedere come possiamo impegnare in tempi rapidi   e  nel
  rispetto  delle  indicazioni che provengono dalla Comunità  europea
  ulteriori 500 milioni di euro.
   Il   mio   capogruppo   ma  anche  altri  che   sono   intervenuti
  precedentemente  hanno  parlato  della  necessità   di   realizzare
  infrastrutture. Il Dipartimento della protezione civile ad esempio,
  Presidente, ha presentato progetti per oltre 1 miliardo di euro. La
  maggior  parte di questi progetti sono di qualche milione di  euro.
  Bisogna  capire se è possibile destinare una parte di queste  somme
  al  settore  della protezione civile. Sarebbero somme  da  spendere
  immediatamente, somme che potrebbero risolvere numerosi problemi.
   Non vorrei tornare sempre a parlare della provincia di Siracusa ma
  spesso  sono  casi  che  riguardano rischio  vita  da  parte  della
  popolazione.  Come  fare, Presidente. Prima  cosa  da  fare  è  che
  bisogna  necessariamente  rendersi  conto  se  il  Dipartimento  di
  protezione  civile  è  nelle condizioni di spendere  veramente  100
  milioni di euro oppure è solo una proposta che il Governo fa  senza
  affiancare al Dipartimento della protezione civile gli uomini e  le
  donne che sono nelle condizioni di fare una cosa del genere.
   Per   cui,  credo,  questo  lo  dico  all'assessore  Valenti,   al
  vicepresidente, che diventerebbe veramente importante - mi dispiace
  che  l'assessore per le infrastrutture sia assente - che  il  Genio
  civile  per qualche mese smettesse di fare certificazioni e  invece
  cominciasse  ad occuparsi di verificare se le spese e  gli  impegni
  presi  dal  Dipartimento  della protezione  civile  possano  essere
  onorati.
   Perché  vedete, è facile dire che abbiamo mezzo miliardo di  euro.
  E'  facile  dire  che  corriamo il rischio  di  perderlo  ma   come
  possiamo  pensare di impegnare queste somme se non  troviamo  delle
  soluzioni all'interno dell'Amministrazione regionale che  ci  diano
  la possibilità di spendere
   Sono stati presentati 446 progetti da parte del Dipartimento della
  protezione  civile. Sono progetti per 1 miliardo e 300  milioni  di
  euro,  ma  pensate che ci sarà mai un ufficio in grado di  spendere
  tutte queste somme se non gli diamo una task-force in maniera  tale
  da poter impegnare queste somme, spenderle e dare la possibilità da
  una  parte  realizzare infrastrutture, dall'altra parte  realizzare
  lavoro.
   Anche  perché non sfugge a nessuno. Mi fa piacere, nel  frattempo,
  che  l'Assessore  per  le  infrastrutture sia  rientrato  in  Aula;
  l'unico Assessorato che ha dimostrato, in questo periodo, di  saper
  lavorare e di aver saputo impegnare tutte le risorse che sono state
  date  al 31 maggio 2014 è proprio l'Assessorato alle infrastrutture
  e  su  questo  Assessorato bisogna puntare, su  questo  Assessorato
  bisogna  trasferire una serie di risorse ulteriori in maniera  tale
  che si realizzino opere pubbliche.
   Ci   sono,   mi   pare,   due   graduatorie   aperte   all'interno
  dell'Assessorato.  Su queste due graduatorie, relative  in  maggior
  misura  a  progetti inferiori a 1 milione di euro, bisogna puntare,
  bisogna  convocare  i sindaci, bisogna dare ai  sindaci  dei  tempi
  entro  i  quali o si impegnano ad iniziare i lavori  oppure  si  fa
  scivolare la graduatoria. Non possiamo, ad esempio, tenere bloccati
  6  milioni  di  euro  per la città di Augusta perché  la  città  di
  Augusta,  ad  oggi,  non ci fa ancora sapere cosa  e  come  intende
  utilizzare queste somme.
   E  di   conseguenza, credo che questa operazione salvezza di Fondi
  europei  che  la  Sicilia ha ancora, debba avvenire attraverso  una
  fattiva  collaborazione  con  i comuni  ed  attraverso  un  fattivo
  impegno da parte dell'ANCI affinché queste somme vengano spese  nei
  tempi e nei modi previsti dalla legge.
   Perché  vedete l'altra cosa grave che tutti sottovalutano riguarda
  l'impegno  per l'edilizia scolastica. Se avete la bontà  di  vedere
  quanti sono gli interventi per l'edilizia scolastica scoprirete che
  questi  interventi destinati alle scuole della Sicilia sono  1.702,
  circa  dieci leggi attraverso le quali le scuole della nostra Isola
  dovevano essere messe in sicurezza.
   Ad  oggi, nonostante un impegno di 630 milioni di euro, la maggior
  parte di questi lavori non sono stati realizzati. E, siccome,  sono
  però  lavori  di poca entità, il massimo che hanno avuto  i  comuni
  sono  380  milioni di euro, bisogna subito intervenire  sui  comuni
  attraverso  il Genio civile, possibilmente togliendo ai  Comuni  la
  responsabilità di quei progetti che non riescono ad appaltare.
   Io,  ad esempio, mi riferisco alla mia città, Siracusa, quando ero
  Assessore  nel  2007  ho lasciato nove progetti  finanziati,  oggi,
  progetti finanziati ce ne sono undici. Nessuno di quelli che  erano
  stati   finanziati  nel  2007  sono  stati  appaltati   dalle   due
  amministrazioni che sono venute dopo di noi.
   E' mai possibile che continuiamo ad avere scuole insicure e poi ci
  troviamo  di fronte a questi interventi 1.702, il 50 per cento  dei
  quali ancora non è stato completato?
   Per  cui va bene l'istituzione di questa task-force Stato-Regione.
  Ma è una cosa che chiediamo da due anni. E' da due anni che diciamo
  che  l'Assessorato, o comunque gli Assessorati che  si  occuperanno
  dell'edilizia  scolastica  non saranno nelle  condizioni  di  poter
  affrontare   tutti  i  progetti  che  sono  stati,  a  suo   tempo,
  finanziati.
   Di conseguenza, siccome questa Assemblea ha interesse, Presidente,
  affinché  tutte  le somme vengano spese, le varie Commissioni  sono
  nella  condizione di poter contribuire, penso alla  V  Commissione,
  per  quanto  riguarda  l'edilizia  scolastica,  ma  la  Commissione
  Bilancio,  alla  Attività  produttive,  ad  aiutare  il  Governo  a
  spendere.
   Perché vedete la difficoltà è propria questa. Abbiamo le risorse e
  non riusciamo ad investirle.
   Per  quanto  riguarda poi il 2014-2020. Bene, diceva il presidente
  Musumeci che non c'è stata la rivoluzione che tutti noi ci  saremmo
  aspettati, su questo non ci sono dubbi. Per certi aspetti le  nuove
  strategie ripercorrono quelle dello scorso settennio.
   Sorprende, ad esempio, Presidente, che fra le sfide non vi sia  la
  sfida  sulla  ricerca.  Una Regione come quella  siciliana  che  si
  prepara a diventare un centro nevralgico del Mediterraneo, è chiaro
  che  debba  puntare sulla ricerca, sull'università, su  possibilità
  concrete  che  questa Terra deve avere di diventare  non  solo  una
  terra  dove attraccano gli emigrati, ma deve diventare una terra  a
  cui le altre devono guardare come punto di riferimento.
   E,  sui  10  obiettivi tematici che il Governo si  è  proposto  di
  mettere in atto, anche su questo ripercorrono, evidentemente, quasi
  per  prassi  metodi  e  forme antiche che, spesso,  come  ricordava
  l'onorevole  Cracolici,  sembrano essere soltanto  delle  targhette
  messe lì per dire:  ci siamo, vogliamo questi contributi .
   Il   punto,  però,  da  cui  dobbiamo  partire,  che  è  un  punto
  sicuramente  difficile  da affrontare,  è  che  fra  gli  obiettivi
  tematici non ve ne sarà alcuno che riguarderà le infrastrutture.
   Per  quanto  riguarda le infrastrutture dobbiamo puntare  o  sulle
  nostre  risorse  oppure su soluzioni alternative  che,  come  sulla
  Catania-Ragusa,  possono oggettivamente prevedere la  presenza  dei
  privati,  laddove  una presenza dei privati è  utile  a  completare
  l'asse viario della nostra Regione.
   Abbiamo  appaltato  i lotti 6, 7 e 8, la Siracusa-Gela,  sono  già
  pronti  e con le autorizzazione di legge i lotti 9,10 e 11,  sempre
  della Siracusa-Gela.
   Bisogna   trovare   delle  forme  di  finanziamento   alternativo,
  altrimenti, la costruzione, l'apertura dell'aeroporto di Comiso non
  ha  senso,  così  come non ha senso non mettere in collegamento  la
  zona  industriale di Gela con l'aeroporto, per cui, almeno  a  Gela
  bisognerà   arrivare  e  bisognerà  trovare   forme   e   modi   di
  cofinanziamento   dell'opera  che  possono  dare   la   possibilità
  all'Isola  di completare questo tratto che, per quanto riguarda  le
  infrastrutture, è di fondamentale importanza.
   Il  primo  obiettivo tematico riguarda le ricerche e  lo  sviluppo
  tecnologico.  Su  questo,  Presidente, ho l'impressione  che  siamo
  rimasti  molto  al di sopra della genericità; dovremmo  cercare  di
  capire  come  le  tre  Università statali più  la  quarta  verranno
  coinvolte, per far sì che la ricerca e lo sviluppo siano  non  solo
  uno slogan, ma diventino un fatto importante.
   Sul terzo obiettivo, che è quello che riguarda la promozione della
  competitività delle piccole e medie imprese, vorremmo  capire  come
  la partecipata Sviluppo e Sicilia possa essere coinvolta in maniera
  tale da evitare che diventi un peso per la Regione Sicilia.
   Sul  quarto tema e vado correndo, anche perché chiedo scusa, credo
  di  aver  sforato  ampiamente il tempo, i percorsi  ciclabili  che,
  purtroppo,  con questa PO FESR 2007-2013 non sono stati  realizzati
  nonostante  fossero finanziati, deve diventare non solo uno  slogan
  ma deve diventare un fatto certo.
   Vorremmo  capire  come  si  potrà  intervenire  nelle  città   per
  realizzare questi percorsi, quanti fondi destinati, quali saranno i
  benefici  che  le  città che attueranno questi  percorsi  ciclabili
  otterranno.
   Stesso  discorso  dicasi  per  l'incremento  di  quote  fabbisogno
  energetico,  anche  qui  l'autonomia all'interno  di  ogni  singolo
  istituto.
   E' chiaro che il quinto obiettivo tematico, quello che riguarda

   PRESIDENE. Onorevole Vinciullo, la invito a concludere.

   VINCIULLO. Presidente, spero di concludere, ma è importante perché
  stiamo  parlando del futuro della nostra Isola, stiamo parlando  di
  tutto  ciò  che  di  buono  potremmo fare.  E'  chiaro  che  qui  è
  necessario  un coinvolgimento sicuramente positivo,  attivo  e  non
  clientelare  dei  forestali  che  devono  diventare  lo   strumento
  attraverso il quale la Regione Sicilia deve realizzare una serie di
  interventi  che devono guardare, solo ed esclusivamente,  non  solo
  all'adattamento  al  cambiamento climatico, ma alla  prevenzione  e
  gestione  dei rischi dal momento che questa Terra ha dimostrato  di
  essere  purtroppo  una  terra  che viene  sollecitata  da  numerose
  calamità naturali.
   Per   quanto  riguarda  l'obiettivo  numero  sei,  credo  che  sia
  l'obiettivo  più  importante, quello della tutela  dell'ambiente  e
  della  promozione  e dell'uso efficiente delle risorse.  I  servizi
  idrici  devono  diventare pubblici, su questo non  vi  sono  dubbi;
  dobbiamo,  però,  dare  vita  ad un servizio  integrato  civile  ed
  industriale  perché non è possibile che si continui a  emungere  le
  falde  acquifere  del  nostro territorio,  in  modo  particolare  a
  Siracusa ed a Milazzo, senza che le industrie paghino nulla.
   E  sui rifiuti, credo che anche qui si debba intervenire. Il  tema
  molto  importante,  quello  relativo  all'otto,  che  riguarda   la
  promozione  di  un'occupazione sostenibile e  di  qualità,  ebbene,
  anche  qui è chiaro che vi sono degli aspetti sicuramente positivi,
  ve  ne  sono altri, laddove  non si punta in maniera più  specifico
  sul   coinvolgimento  dell'attività  imprenditoriali  femminili   e
  giovanili.
   Infine,  quello  che  piace  a me trattare  anche  se  velocemente
  riguarda  l'obiettivo tematico 10, quello che promuove l'inclusione
  sociale, che combatte la povertà in forma di discriminazione.
   La  Sicilia ormai è terra di sbarchi, però stiamo attenti  non  ci
  possiamo occupare soltanto di rom, zingari camminanti, i minori non
  accompagnati, a prescindere dall'azione del Governo,  devono  avere
  un  ruolo  e devono essere i protagonisti di questo nono  obiettivo
  tematico.
   L'ultimo:  investire  nell'istruzione  e  la  formazione.   Adesso
  presenteremo  un ordine del giorno che si occupa di  una  categoria
  di  cui,  purtroppo, in questo obiettivo tematico, non si fa  alcun
  cenno:  stiamo  parlando dei ragazzi e delle  ragazze  diversamente
  abili,  cioè  di  quelle ragazze e di quei  ragazzi  che  sono  una
  ricchezza  per la nostra comunità scolastica e che questo obiettivo
  tematico non comprende assolutamente.
   Non   possiamo  pensare  di  rafforzare  il  nostro   sistema   di
  apprendimento, di formazione e di istruzione se non guardiamo  alle
  figure  più deboli che sono, però, anche quelli che hanno  maggiori
  capacità e maggiori intuizioni rispetto ai non dotati.

   PRESIDENTE. La invito, nuovamente, a concludere

   VINCIULLO.   Un   ultimo  capitolo,  riguarda   la   volontà   che
  quest'Assemblea, più volte, ha espresso di inserire  in  uno  degli
  obiettivi tematici, dandole una specifica valenza, la lotta  contro
  la violenza alle donne.
   Credo  che  anche  alla luce di quello che è  accaduto  in  questi
  giorni che questo tema debba essere inserito ed affrontato; non può
  essere  un  tema  generale, deve essere, invece, un tema  specifico
  degli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere.
   Con  questo  mio  intendimento, con questo mio intervento,  volevo
  ribadire  la  mia volontà che è propria credo di tutta l'Assemblea;
  quella  che abbiamo fatto è stata una pagina importante in  cui  la
  politica non ha abdicato assolutamente al suo ruolo, ma ha  voluto,
  ancora  una  volta,  esercitare  un  ruolo  di  indicazione  e   di
  individuazione  di  quelli  che  sono  gli  obiettivi  che  bisogna
  raggiungere.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.   Signor  Presidente,  Assessori,   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, cittadini, volevo basare l'intervento
  su  due  parole: programmazione e partecipazione. E stasera durante
  gli  interventi dei colleghi ho sentito parlare parecchio di queste
  due parole.
   L'onorevole  Musumeci  diceva che probabilmente  questo  dibattito
  seppur  accorato, seppur infiammato da buoni propositi è, comunque,
  un  dibattito che ha, alla fine, come dire, qualcosa che non sfocia
  in nulla, ci stiamo parlando semplicemente addosso.
   Io  sono  d'accordo  con lui, sono d'accordo  con  lui  perché  la
  programmazione  dovrebbe avvenire in seno ad una  vista  futura  di
  quello  che  vuole  diventare questa  Regione  nel  2020,  dove  la
  vogliamo traghettare, dove la vogliamo portare.
     Ed  a  guardare le programmazioni delle altre Regioni  che  sono
  avvenute già negli anni passati un'idea di programmazione,  proprio
  un'idea  di  Regioni,  un'idea  di futuro,  avveniva,  c'era  e  le
  amministrazioni che si succedevano nel tempo davano,  comunque,  il
  loro  lavoro,  il  loro spirito, proprio per  andare  ad  affermare
  quelle che erano quelle linee guida che i Consigli regionali o, nel
  nostro caso ,il Parlamento avevano fatto.
     Ecco, quando parla anche l'onorevole Musumeci di continuità  con
  il passato è vero, perché noi abbiamo una programmazione che non  è
  una  programmazione di vent'anni, credo che sia una  programmazione
  di  una  settimana. Cioè è questo il problema, è questo quello  che
  stiamo  sottolineando, in questo momento, da  più  parti.  Non  c'è
  un'idea  di  sviluppo, di Regione, di come la vogliamo  vedere.  E'
  semplicemente  un  programma perché lo dovevamo fare  ed  anche  lì
  entra  il concetto di partecipazione. L'onorevole Cracolici, questo
  giovane deputato di opposizione, che stasera ho avuto il piacere di
  ascoltare

   FALCONE. Non giovane, giovanissimo nell'opposizione.

   CANCELLERI.  parlava di partecipazione, parlava del fatto che  non
  si  sono  ascoltati i sindaci, i Presidenti dei consigli  comunali,
  che non si sono ascoltati i territori.
   E,  allora, quando si parla di sportelli in Europa, caro onorevole
  Musumeci,  non  dovevano essere aperti ora, dovevano essere  aperti
  sei  mesi  fa,  perché dovevamo anche raccogliere le richieste  dei
  territori, le idee dei cittadini, perché le idee dei cittadini, non
  avendo  laboratori di discussione, muoiono all'interno dei salotti,
  delle  case  di queste persone, ed è questo quello che  non  stiamo
  dando  in  questo momento: la possibilità di venirci  a  raccontare
  quelle  che sono le idee per trasformare la nostra terra da  quella
  che è, in quella che vorremmo. Ed è un problema, un problema reale.
   Allora,  se vogliamo continuare ancora a dirci che faremo qualcosa
  nelle  energie  rinnovabili, che faremo qualcosa nell'ambito  della
  formazione, che faremo tutto quello che, in generale, vogliamo fare
  mentre   abbiamo  agricoltori  in  continua  rivolta,   Assessorati
  occupati  dal  personale degli enti di formazione,  mentre  abbiamo
  ancora  una Sicilia in ginocchio con le piccole e medie imprese  in
  affanno  e che, continuamente, stanno chiudendo ed i centri storici
  che  si  stanno  svuotando  da  quello  che  è  il  nostro  tessuto
  economico, che sono i piccoli commercianti al dettaglio, noi ancora
  parliamo  di  quella  che  dovrebbe essere  la  nostra  eccellenza,
  facendo   vedere   qui   dentro,  in   quest'Aula,   prospetti   di
  programmazione che non esistono, perché non sono stati valutati con
  alcuno,  perché  non stanno dando risposte reali ai problemi  reali
  della Sicilia.
   Allora, siccome, mi sono stancato di vedere questa Sicilia  sempre
  fanalino  di  coda dell'Europa, invito questo Parlamento  e  questo
  Governo  a  cominciare, invece, ad ascoltare le idee che provengono
  dall'esterno di questa stanza, che sono portate spesso  all'interno
  da  noi,  e fare diventare finalmente questa Sicilia il centro  del
  Mediterraneo e ridarle finalmente un po' di quell'antico  splendore
  che  un  tempo aveva questa Terra, era terra di grandi innovazioni,
  di  grandi  pensatori  e  di grandi idee e  che,  purtroppo,  oggi,
  invece,  è relegata semplicemente ad uno sterile dibattito  puntato
  qui  nei  cinque  minuti che ci vengono concessi. E'  troppo  poco,
  questo è veramente troppo poco

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   dopo   gli
  interventi degli onorevoli Musumeci e Vinciullo, mi è quasi  venuta
  voglia di rinunciare, perché sentendo l'onorevole Musumeci

   MUSUMECI. Onorevole Formica, non ci privi di questo piacere

   FORMICA.  Non per l'onorevole Musumeci, che nel suo intervento,  e
  non  poteva essere altrimenti, ha messo a nudo quelle che  sono  le
  criticità di questa Regione e non da ora, in tutti i suoi  aspetti,
  sia  l'aspetto governativo e soprattutto l'aspetto della burocrazia
  e  dei  vari  Dipartimenti.  Ma  dopo  l'intervento  dell'onorevole
  Vinciullo che, certamente, nella sua foga di interpretare  tutti  i
  ruoli, anche quello di sostituirsi al Governo - io non ero presente
  al  dibattito  di  ieri - però, certamente, l'onorevole  Vinciullo,
  vista  la  carenza delle linee guida esposte dal Governo  ieri,  ha
  pensato  bene,  da  questo  podio, di illustrare  punto  per  punto
  esattamente  ciò che dovrebbe essere il programma  di  utilizzo  di
  questi Fondi europei.
   Non  sarò  molto  lungo  nel  mio intervento,  signor  Presidente,
  ricorderò  solo  che uno dei primi atti da Capogruppo  di  Alleanza
  Nazionale,  nel  2002, credo, fine 2001 o 2002, eravamo  all'inizio
  della  fase  della programmazione, della prima programmazione,  del
  primo  utilizzo  vero  di Fondi europei,  è  stato  quello  di  far
  stampare,  pubblicare  e  distribuire  un  opuscolo,  che  spiegava
  appunto  ai  cittadini,  ai  soggetti interessati,  ai  consiglieri
  comunali,  ai  sindaci,  alle categorie imprenditoriali,  le  linee
  guida e come approcciarsi a questa novità.
   Sto  parlando del 2002, ed era un opuscolo abbastanza corposo, che
  ha  avuto  anche  un certo successo, tant'è che  l'ho  dovuto  fare
  ristampare,  a spese del gruppo, credo tre volte. Da allora  non  è
  cambiato   nulla   tranne  che   ritrovarci   in   una   situazione
  drammaticamente  peggiore per il contesto economico  internazionale
  in  cui  ci ritroviamo ad operare, con una carenza ed un taglio  di
  fondi   da   parte  del  Governo  nazionale  che  è   semplicemente
  drammatica,  con  una burocrazia regionale che in gran  parte,  nel
  frattempo,  non ha beneficiato, non ha fatto tesoro dell'esperienza
  passata di questi dieci, dodici anni di utilizzo dei Fondi europei,
  anche  perché,  spesso e volentieri, laddove si era  acquisita  una
  certa  esperienza,  c'è stato poi un intervento di  turnazione,  di
  rotazione,  di distrazione dalla propria attività per i motivi  più
  disparati, forse anche per motivi di  incrostazioni', fatto sta che
  siamo  di  fronte  alla totale, assoluta incapacità  di  utilizzare
  questi fondi.
   Signor Presidente e cari colleghi, noi siamo di fronte ancora  una
  volta a due strade nell'utilizzo dei Fondi: il tentativo ancora una
  volta  di cercare di dare risposte a tutto e a tutti, e ci troviamo
  nel  campo  delle centinaia di misure e sottomisure e  sotto  sotto
  misure,  che  ripeto è il tentativo di cercare di dare  risposte  a
  qualsiasi categoria, a qualsiasi fabbisogno, a qualsiasi anelito di
  poter comunque entrare nella possibilità di avere una prebenda,  un
  finanziamento piccolo o grande che esso sia da parte  del  Governo;
  oppure  l'altra strada, che secondo me sarebbe l'unica ed è l'unica
  che  bisogna seguire, se questa volta a differenza delle differenti
  programmazioni,  non si vuole ancora una volta ritornare  qui  dopo
  alcuni anni per certificare l'ennesimo, ulteriore fallimento  ed  è
  quella  di  individuare  alcune grandi infrastrutture  che  o  sono
  incompiute,  ne accennava a proposito degli interventi sul  turismo
  il  Presidente  Musumeci,   o  sono  lacunose  rispetto  ad  alcuni
  territori oppure sono assolutamente mancanti.
   Mi chiedo, quindi, come si possa pensare di ragionare in un ottica
  di  sviluppo  se  non si procede prima a creare le precondizioni  e
  quali sono le precondizioni di uno sviluppo possibile.
   Una  di  queste  potrebbe  essere quella delle  gabbie  salariale:
  abbassiamo  gli stipendi a tutti in Sicilia e, quindi,  richiamiamo
  per  questa  strada, in maniera vicariante, come se  fossimo  Terzo
  Mondo, le imprese che vogliono investire e si dice  guarda, anziché
  andare ad investire nel Nord Africa, siccome qui gli stipendi  sono
  di  poco  superiori oppure anziché andare ad investire  in  Romania
  vieni  qua,  perché gli investimenti sono produttivi  in  quanto  i
  salari  sono  di  poco superiori . E' una strada percorribile?  Non
  credo.
   L'altra  strada potrebbe essere quella di dire  guardate,  siccome
  noi  siamo stati abbastanza bravi, capaci, competenti a riuscire  a
  strappare  dallo Stato una fiscalità di vantaggio e  alla  Comunità
  economica europea una fiscalità di vantaggio, siccome qui  c'è  una
  fiscalità di vantaggio è chiaro che l'investitore viene qui. Oppure
  fare  un  ragionamento, ed è quello che bisogna fare,  secondo  me,
   guarda  noi siamo 2000 chilometri distanti dal centro dell'Europa,
  anche 2500 e, quindi, siamo consapevoli che produrre qui, investire
  qui  senza nessun tipo di vantaggio è abbastanza difficile,  ma  in
  compenso  ci  stiamo  attrezzando per  garantire  i  servizi  e  le
  infrastrutture essenziali .
   Quindi, cosa fare? È pensabile che ancora in questa programmazione
  non  ci  sia  la possibilità di avere una linea  ferrata  degna  di
  questo  nome  per  le  province  di Trapani,  Enna,  Caltanissetta,
  Agrigento?  È  immaginabile laddove c'è uno sviluppo importante  di
  questi  territori, dal punto di vista agricolo, con le sericolture,
  con  gli  impianti  produttivi  dei vigneti,  piuttosto  che  degli
  uliveti  nel  trapanese, pensare di non dotare infrastrutturalmente
  questi territori? E l'unica possibilità che abbiamo è di utilizzare
  queste risorse?
   È  pensabile  che una infrastruttura come il raddoppio ferroviario
  della Messina-Palermo venga realizzata a metà, cioè fino a un certo
  punto,  sia da un lato sia dall'altro lato, e che si lasci un  buco
  intermedio  nel  mezzo  e,  contemporaneamente,  si  pensi  che  il
  messaggio  che si può dare, a chi vuole investire in questa  Terra,
  sia  un  messaggio  recepibile a fronte della constatazione  certa,
  invece,  di  quello che vedono: infrastrutture cominciate  lasciate
  lì,  non  completate  mai, infrastrutture  totalmente  mancanti  in
  alcune aree del Paese.
   È  pensabile,  per esempio, che ancora non parta il  completamento
  dell'autostrada fino a Ragusa, a Vittoria, a Comiso che sono,  come
  tutti sappiamo, il cuore, il polmone produttivo, dal punto di vista
  agricolo,  di questa Regione per interi settori, cioè quelli  della
  sericoltura  e assistere poi alle manifestazioni a cui  assistiamo,
  quando  in  contemporanea  sappiamo  che  non  solo  non  hanno  le
  infrastrutture,  ma  che addirittura le azioni del  nostro  Governo
  nazionale  e della Comunità economica europea vanno nella direzione
  di  favorire  i  prodotti del Nord Africa a  scapito  delle  nostre
  produzioni  in cambio di poter vendere prodotti del Nord  Italia  o
  del Nord Europa.
   Il  consiglio che le do, signor Presidente, è quello  che  bisogna
  intanto  allargare l'azione di ascolto del partenariato, ma bisogna
  pure  scegliere e bisogna scegliere se continuare con gli  aiuti  a
  tutti,  anche  piccoli, anche micro, per un tipo di  programmazione
  diffusa  che  non  ha dato i risultati sperati  nel  passato,  come
  abbiamo  visto,  oppure avere il coraggio di fare  un'analisi  vera
  delle grandi infrastrutture che mancano e soddisfatte quelle   dare
  il via agli altri aiuti, alle altre misure con le quali intervenire
  per  cercare  di  dare  sollievo  perché  altrimenti,  anche  nella
  migliore delle ipotesi, anche quando fossero utilizzati e sfruttati
  per  intero,  i  contributi  dati a tutti  non  sarebbero  comunque
  efficaci  per produrre sviluppo perché mancano quelle precondizioni
  fondamentali e  mancando queste  dovete spiegarmi perché una grande
  impresa  o  un grande investitore internazionale, avendo scelto  di
  investire in Italia, dovrebbe scegliere la Sicilia come Regione  su
  cui   investire   a  fronte  delle  criticità  che   sappiamo:   la
  delinquenza,  la  mancanza  di infrastrutture,  la  lontananza  dei
  mercati, la impossibilità di avere reti efficienti anche dal  punto
  di vista informatico.
   E'  pura pazzia  Sarebbe pura pazzia  Pertanto,  facciamo ciò  che
  con  certezza sappiamo che possiamo fare: completiamo le opere  che
  sono  essenziali per lo sviluppo, prevediamo lo sviluppo  di  altri
  territori che sono assolutamente carenti di opere e, a quel  punto,
  possiamo  anche avere qualche possibilità di attirare  investimenti
  veri  e  di  non  avere  perso questi sei anni dell'ultima,  forse,
  programmazione di Fondi europei.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Formica. Non ci sono altri iscritti a
  parlare.  Ringrazio  tutti  i  colleghi  che  hanno  contributo  al
  dibattito interessante fino questo punto.
   Do  la  parola  all'assessore  Stancheris  che  aveva  chiesto  di
  intervenire per alcuni chiarimenti. Ne ha facoltà.

   STANCHERIS,  assessore per il turismo, lo sport e  lo  spettacolo.
  Grazie,  signor Presidente, ho la necessità di replicare ad  alcune
  richieste  che sono state fatte per quanto riguarda il settore  del
  turismo, è  ovvio ed è chiaro a tutti che in questa programmazione,
  in  generale,  il  tema  del  turismo è  trattato  in  tanti  degli
  obiettivi   perché   è   la   declinazione   naturale   di   questa
  programmazione.
   Volevo  puntualizzare il fatto che tanto del turismo che  è  stato
  fatto in questo anno è stato fatto al di fuori di quelli che sono i
  fondi  della programmazione del POR-FESR, perché i soldi sono stati
  utilizzati  in  una maniera diversa da quello che era  lo  sviluppo
  turistico.
   Sono  stati,  comunque,  sfruttati altri  fondi  di  finanziamento
  diretto  di  cui parlava prima l'onorevole Cracolici,  ad  esempio,
  proprio  a  fine  settembre scade il bando per le piccole  e  medie
  imprese  che vogliono finanziare proprio quelli che sono i progetti
  con l'enogastronomia ed è un progetto che per esempio l'assessorato
  al  turismo sostiene per tutti quelli che portano le belle idee dal
  territorio. Ci sono, quindi, tanti sistemi come il metodo Cosme per
  potere finanziare questo tipo di azioni.
   Ci   tengo  semplicemente  a  precisare  due  cose.  La  questione
  dell'impiantistica sportiva, onorevole Falcone, è bloccata  proprio
  per  il  problema di cui lei parlava prima, la questione  di  avere
  fatto  una graduatoria, un sistema di ammissione a questi  progetti
  che  non  era  coerente rispetto a quella che era la programmazione
  europea nella scorsa legislatura.
   La   graduatoria  ha  subito  venti  ricorsi  e,  quindi,   l'Odit
  dell'Unione  Europea  ha  deciso che avrei  dovuto  riconvocare  la
  commissione  che  valuta i progetti, che lo  sta  facendo,  quindi,
  l'annullamento  non  è  l'annullamento  della  graduatoria,  ma   è
  l'annullamento per dovere rifare la graduatoria, ma sicuramente  la
  spesa  poi  sarà riconfermata e sono sicura che chi  se  lo  merita
  verrà finanziato.
   Per  quanto riguarda l'albergo diffuso - e poi chiudo - sono stata
  molto  contenta  della proposta di questa legge  su  cui  credo  in
  futuro si potranno stanziare molti finanziamenti.
   Ricordo,  però, al Gruppo del Movimento Cinque Stelle, che  io  ho
  proposto  in  Commissione  di non disciplinare  la  classificazione
  tramite   regolamento,   ma  disciplinarla   tramite   un   decreto
  assessoriale.
   Ciò  non  è  stato  accettato, quindi, il  motivo  del  ritardo  è
  semplicemente  il  motivo di avere scelto  che  la  classificazione
  fosse regolamentata, che è l'unico elemento all'interno della legge
  che  crea questo blocco che ora, comunque, è presente al CGA e sarà
  deliberato  entro quaranta giorni che sono i termini  che  si  deve
  prendere. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie  assessore  Stancheris.  Dò  la   parola   al
  Presidente della Regione.

   CROCETTA,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  ringrazio  sinceramente tutti  quanti  sono  intervenuti
  perché  sicuramente questo è segno di passione  politica  e  civile
  anche  perché capisco bene che, poi, questi argomenti molto spesso,
  invece,  sono quelli che magari ci vedono meno partecipi  in  Aula,
  per  cui intanto il ringraziamento va a coloro che sono presenti  e
  che  in  qualche  modo  sentono il bisogno  di  esprimere  il  loro
  contributo  di idee, le proposte anche critiche e le questioni  che
  poi  attengono  a  scelte che sicuramente  non  sono  soltanto  del
  Governo, ma che ci riguardano tutti quanti.
   Voglio essere estremamente chiaro sulla natura di questo dibattito
  la  cui  natura riguarda il documento di linee strategiche che  noi
  dobbiamo  presentare entro il 22 luglio per non essere in  ritardo,
  che  già siamo in condizione di presentare, che non è frutto di  un
  lavoro estemporaneo, ma di un lavoro di mesi, di confronti che sono
  avvenuti  con  le aziende, che hanno tenuto conto dei  suggerimenti
  che ci venivano anche dai vari dibattiti anche su questioni diverse
  nel  Parlamento, nella società, nei confronti con le organizzazioni
  sindacali,  anche  con  i Comuni, e soprattutto  sulla  base  delle
  analisi di come è andata non solo la programmazione europea,  ma  i
  dati   allucinanti  che  si  sono  prodotti  negli   ultimi   anni,
  progressivamente,  rispetto all'economia e  rispetto  all'andamento
  dell'occupazione.
   E'  chiaro  che  in una Regione che ha vissuto in larga  parte  di
  commesse pubbliche, il mancato utilizzo in questo periodo, dal 2007
  al  2012, delle risorse europee, ha agito nei confronti del sistema
  delle imprese facendo chiudere completamente i cantieri.
   Vi  ricordo che negli anni 2010-2011-2012 la Regione non ha  fatto
  nessun  appalto pubblico,  questo come dato drammatico,  ovviamente
  questo  non  può non avere avuto influenza sul PIL,  sulle  entrate
  della Regione perché capite  è vero che noi spendiamo delle risorse
  perché compartecipiamo ai programmi europei, però è anche vero  che
  gran  parte  di  quelle risorse in più ci rientrano in  termini  di
  addizionale  IRPEF, ci rientrano in termini di IVA, ci  entrano  in
  termini  di  entrate  tributarie  che  si  verificano,  si  evitano
  provvedimenti di cassa integrazione che significano uscite  con  un
  sistema  che  ha  dovuto  provvedere a tutto  questo  ragionamento,
  incrementano  i  consumi  e,  quindi,  agiscano  in  altre  entrate
  complessive.
   Quindi,  è chiaro che la programmazione europea ha avuto i mancati
  investimenti  nella programmazione europea, hanno  avuto  un  ruolo
  decisivo  non dico nella determinazione della crisi perché  sarebbe
  un  ragionamento  disonesto,  dal  punto  di  vista  intellettuale,
  qualunque Governo ci sia stato, perché le ragioni della crisi  sono
  molto  più  profonde, molto più vaste, qualcuno  parla  persino  di
  crisi dell'Occidente in termini di comprensione delle dinamiche del
  mondo,  della globalizzazione e la mancata capacità dell'Europa  di
  rispondere poi a questa crisi in modo più agile così come  agiscono
  gli  Stati Uniti che si sono immediatamente adeguate alle dinamiche
  del mercato, anche verso il problema del rapporto euro-dollaro è un
  elemento  centrale della politica degli Stati Uniti  per  diventare
  più competitivi, mentre l'Europa ha scelto in questi anni una linea
  deflazionistica che ha reso meno competitive le imprese europee.
   Ci  sono,  quindi, questioni profonde nella crisi, ci sono  scelte
  dell'Europa che hanno penalizzato fortemente i paesi del sud Europa
  e,  quindi, non soltanto la Sicilia, le crisi scoppiate in  Grecia,
  in  Portogallo,  in  Spagna, la capacità che ha  avuto  il  sistema
  spagnolo  di  reagire,  ma  sicuramente noi  non  siamo  uno  stato
  nazionale,  quindi,  non  è  che quei  Governi,  anche  precedenti,
  avessero a disposizioni strumenti che normalmente hanno gli Stati.
   E'  chiaro, quindi, che ci sono ragioni strutturali nella crisi  e
  c'è  in  crisi  un  rapporto Nord - Sud del Mondo che  va  comunque
  affrontato  e c'è una questione interna europea che non può  essere
  sottaciuta  e  che  non  può  non  essere  uno  degli  elementi  di
  esasperazione della crisi.
   Fortunatamente oggi abbiamo anche un Presidente del Consiglio, che
  fra  l'altro  reggerà  in  Europa con il  semestre  italiano,  che,
  rispetto  a tutte queste cose, pone un negoziato forte e  dice  che
  noi  vogliamo  rinegoziare con l'Europa tutti i termini  di  queste
  questioni,  se  per esempio il gap infrastrutturale  va  fissato  e
  inchiodato nell'attuale fase oppure vanno modificate e questo non è
  un termine solo riconducibile al Patto di stabilità.
   E'   chiaro   che  se  io  metto  il  Patto  di  stabilità   sulle
  infrastrutture, il deficit infrastrutturale non sarà  mai  colmato.
  Il  sud ha un problema, gran parte di treni che non funzionano;  il
  piano italiano delle autostrade in Italia è stato realizzato per il
  90 per cento - lo poneva l'onorevole Formica - sul piano nazionale,
  ma  quel 10 per cento che manca è siciliano, storie infinite di una
  programmazione autostradale infinita, di progettazioni infinite che
  non  si  concludono  mai e che hanno determinato  anche  deviazioni
  forti all'interno del sistema.
   Voglio  rappresentare che le prime due autostrade che sono  andate
  in gara le ha fatte questo Governo: l'autostrada Catania-Ragusa che
  è  in corso di aggiudicazione, anche se devo dire che il precedente
  Governo  aveva costruito una buona impalcatura di accordo pubblico-
  privato  in  cui la Regione partecipa per 217 milioni,  mentre  gli
  altri 400 milioni vengono messi dal privato.
   Questo  è un investimento che porterà non meno di ottocento  posti
  di  lavoro, però è stato sbloccato da questo Governo in accordo con
  il ministro Lupi, quindi col Governo nazionale; la gara è in corso.
   Il completamento dell'autostrada Rosolini-Modica è stato sbloccato
  totalmente da questo Governo, sono cinquecento posti di lavoro  per
  due  anni  o  tre  anni  -  mi  perdonerete  l'imprecisione  -   un
  investimento notevole di 350 milioni circa, cominciano  a  muoversi
  una serie di cose con una serie di punti.
   Guardate,  noi in questo documento che abbiamo presentato  abbiamo
  messo  al centro la programmazione democratica, nella mia relazione
  ho  accennato al ruolo che devono avere i nuovi consorzi dei comuni
  e,  quindi, anche agli investimenti integrati territoriali che vedo
  nella  mozione  dei  Partito democratico, per  esempio,  di  alcuni
  deputati; investimenti territoriali integrati sono previsti,  anche
  se  non  indicati nelle linee le aree specificatamente montane,  le
  aree  montane sono territori esattamente come tutti gli  altri  che
  hanno delle loro specificità e hanno talmente delle specificità che
  domani  manderò  una  lettera  di  adesione,  già  un  accordo   di
  programma, nel senso che siamo persino sulle aree montane, prima di
  tutto  il resto, sulla base di una programmazione che la Presidenza
  della  Regione e il dipartimento della programmazione hanno avviato
  già  con  il  ministro Barca che sta seguendo, ancora oggi,  questi
  piani  territoriali integrati montani in tutta Italia e la  Sicilia
  entra  fortemente, c'entrano Enna, i Nebrodi, ma proprio  tutte  le
  cose  che voi pensate che non ci siano. Domani mando l'adesione  ad
  un programma concreto che è molto più avanzato.
   Capisco  che abbiamo a volte un problema di scambi di informazioni
  però  voglio dire non penso sinceramente sia una lacuna unilaterale
  perché  a parlare normalmente si è in due, salvo conferenze  stampa
  finora,  non è che abbia poi questi dialoghi serrati che invece  mi
  piacerebbe avere.
   Quindi, apprezzo questo documento però voglio dire che non solo ne
  condividiamo i contenuti, ma già fa parte di cose che  abbiamo  già
  avviato concretamente e precedentemente agli altri.
   La   ricerca.  E'  stato  uno  dei  punti  segnalati  da   diversi
  interventi,  compresi  l'onorevole  Maggio,  l'onorevole  Musumeci,
  altri relatori, devo dire, lo stesso onorevole Vinciullo, tutti, il
  Movimento Cinque Stelle e via dicendo.
   E'  il   primo punto indicato nella programmazione, dire  che  non
  investiamo   nella  ricerca  quando  è  il  punto  centrale   nella
  programmazione onestamente non mi sembra proprio vero.
   Io vi voglio fare due considerazioni sulla base degli elementi che
  sono  stati  qui  accennati: la programmazione  territoriale  e  il
  coinvolgimento delle città, il coinvolgimento delle università e la
  ricerca.
   Io  qui  ho un prospetto, i dati delle università sono ancora  più
  drammatici di questi.
   Evito di citare i comuni, perché sembra che ce l'abbia con qualche
  sindaco  in  modo particolare, fra i più critici, ma su 35  milioni
  che  noi  dovremmo certificare in questi mesi, che  sono  assegnati
  proprio ai comuni, noi su 35 milioni, sapete in 5 anni quanto hanno
  certificato   questi  comuni?  1  milione  e  250  mila   euro.   E
  sull'università i dati sono ancora molto più gravi, tanto è che  io
  sto  convocando le amministrazioni di questi comuni per vedere cosa
  dobbiamo  fare,  perché  vedete  che  è  drammatico  cancellare  un
  finanziamento  a  un comune, drammatico, però questi  soldi  se  li
  riprenderà Bruxelles se noi non li certifichiamo.
   Non  solo, con il danno anche che si è creato perché magari alcune
  azioni  sono state compiute, alcune spese sono  state effettuate  e
  dire  che  ho  sentito  anche toni trionfalistici  a  proposito  di
  qualche sindaco che diceva che gli obiettivi della spesa europea di
  1   miliardo  e  200  milioni  di  euro  praticamente  erano  stati
  realizzati solo dal comune di Palermo se uno dice che su 1  milione
  e mezzo di euro ne hanno certificato in 5 anni 750 milioni. Allora,
  le questioni vanno poste qui in modo corretto.
   Io  credo  al  metodo della democrazia, ci credo al  decentramento
  dato  da una programmazione partecipata altrimenti questo documento
  già  l'avremmo mandato, l'avremmo chiuso e possibilmente ci saremmo
  evitati la lettera di Delrio che diceva alla Regione di inviare  la
  programmazione  europea,  solo che noi siamo i  primi  che  già  ce
  l'abbiamo  pronto in Italia il documento. Quella lettera era  stata
  semplicemente  inviata alla presenza di tutte le Regioni  italiane,
  ma nessuno ha aperto una polemica che erano in ritardo visto che il
  termine previsto è per il 22 luglio.
   Naturalmente noi siamo sempre in ritardo, siamo i cattivi,  quelli
  che non fanno le cose, come dire noi abbiamo questo ruolo, se si fa
  il  Muos naturalmente mica è una scelta del Governo nazionale,  del
  Governo  americano,  del Ministero della  Difesa.  No  è  colpa  di
  Crocetta.  Poi se si fanno per esempio le esplorazioni energetiche,
  magari su sentenze o su imposizioni del Ministero dell'ambiente che
  ci  commissaria  che  non  li facciamo, naturalmente  è  colpa  del
  Governo.
   Per  la  prima  volta  diamo  una  caratteristica  di  sistema   e
  cominciamo  a  dire, bene, noi vogliamo discutere di  tutto,  delle
  singole  autorizzazioni  però  vogliamo  discutere  in  un   quadro
  complessivo  di  rispetto  dell'ambiente del  paesaggio,  anche  lì
  avevamo fatto l'accordo più infame con i petrolieri.
   Pazienza fa parte del gioco politico, però non può fare parte  del
  gioco  politico,  quando  noi con umiltà, con  semplicità,  con  un
  ragionamento  anche di confronto diciamo che queste sono  le  linee
  che  abbiamo  elaborato,  queste  linee  sono  linee  che  vogliamo
  discutere  con voi, siamo disponibili ad accettare vostre proposte,
  documenti  integrativi,  li valutiamo,  vi  rappresentiamo  che  la
  materia non può essere determinata con atti vincolanti perché è  di
  natura patrizia e negoziale e, quindi, appartiene ad un dialogo che
  facciamo  con  la  Commissione e con  il  Governo  e,  quindi,  non
  potremmo essere vincolati. Dentro queste scelte vediamo di metterci
  il  meglio e in questo meglio abbiamo messo il rafforzamento  delle
  misure  per  la  povertà. Anche qui ho visto una  nota  della  CISL
  nazionale  che  diceva  che i 36 milioni di euro  che  già  avremmo
  previsto,  che non sono per il reddito di inserimento e il  reddito
  minimo,  che  sarebbe una grossa scemata ma sono  per  progetti  di
  cittadinanza solidale, sarebbero insufficienti.
   Io  faccio i conti: quest'anno si aprono 20 mila cantieri,  alcuni
  sono  già  iniziati  e molti altri ne cominceranno  nelle  prossime
  settimane,  con 20 mila persone che vengono coinvolte e 50  milioni
  di euro che abbiamo stanziato. Altri 36 milioni di euro li mettiamo
  in  questa manovra in una situazione di bilancio devastata,  e  100
  milioni  di  euro  li mettiamo a carico dei fondi sociali  europei,
  perché questo è il nostro obiettivo. Cioè noi mettiamo a regime una
  manovra  complessiva di contrasto alla povertà senza  eliminare  le
  questioni  precedenti  o  tutti gli altri interventi  già  previsti
  negli altri anni, che sono i contributi alle famiglie, i contributi
  per le comunità alloggio.
   In  una situazione di crisi e di tagli che potranno colpire  tanti
  poveri, però, non è cominciare a dire che finalmente questa Regione
  sta  risparmiando,  perché i 36 milioni di euro scoprirete,  appena
  domani  consegneremo  i  documenti sul  bilancio,  che  li  abbiamo
  trovati  attraverso il taglio della spesa dell'1,5%,  quindi  tagli
  della   spesa  che  vengono  destinati  al  sociale  con  strumenti
  innovativi.  Pensare  che  noi possiamo risolvere  questi  problemi
  soltanto con le nostre risorse, che non ci sono, è assurdo.
   L'onorevole Falcone faceva riferimento al fatto che negli anni  si
  sarebbero  tagliati 5 miliardi di spesa corrente ed io  dico:  meno
  male   Dove  io  non  sono  l'ideatore  o  il  pensatore  di  tagli
  complessivi  della  spesa,  e qui anche mi  piace  il  ragionamento
  dell'onorevole  Cracolici laddove parla di una  Regione   leggera ,
  nel  senso  che  deve  decentrare,  che  deve  gestire  di  meno  e
  controllare  di più, anche perché è un tema che attiene  la  nostra
  organizzazione.  Una Regione che è provvista di autonomia  speciale
  deve  assolutamente intervenire come elemento di controllo più  che
  di  gestione.  E'  chiaro, però, che nell'articolazione  di  questo
  ragionamento dobbiamo poi essere concreti. Decentramento si, ma con
  una  cabina  di  regia,  come  ha sollevato  il  problema  mi  pare
  l'onorevole Di Maggio, una cabina di regia complessiva, ma anche di
  supporti  che qualche azienda nostra partecipata deve cominciare  a
  dare   ai   Comuni,   ai   comprensori  dei  Comuni,   alle   Città
  metropolitane.
   Il  ruolo  di  Sviluppo Sicilia deve modificarsi, deve  ampliarsi,
  come  diceva  l'onorevole Vinciullo. Intanto  io  credo  che  debba
  aprirsi  un  ragionamento con Invitalia nazionale  a  proposito  di
  occupazione  delle  imprese, perché mi  pare  che  anche  li  si  è
  proceduto  a molti tagli che hanno riguardato la Sicilia in  questi
  anni.  Con  una Sicilia che è divenuta sempre marginale rispetto  a
  questi interventi di Invitalia.
   Noi dobbiamo aprire anche un negoziato nazionale su questi temi, e
  dobbiamo  anche assegnare nuove funzioni a Sviluppo  Sicilia  nella
  riforma  complessiva  che dobbiamo fare delle partecipate,  intanto
  tagliamo,  verifichiamo, riduciamo i costi,  vediamo  di  dare  una
  prospettiva, però è chiaro che dobbiamo dare ruoli diversi ed anche
  significativi e per obiettivi che possono aiutare anche in  questo,
  assistere,  avere  strumenti validi di assistenza senza  inventarsi
  contenitori,  a  volte  inutili,  o  che  prima  che  comincino   a
  comprendere  le  cose  probabilmente la  programmazione  si  è  già
  conclusa.
   I  dati  parlano chiaro  Non si può avere rendicontato  in  cinque
  anni  800  milioni  di  euro ed in un anno un miliardo  e  duecento
  milioni di euro.
   Non  voglio dire che noi siamo stati meravigliosi e bravissimi  ma
  era  più del target di spesa che ci aveva dato anche la Commissione
  europea, superato l'obiettivo.
   Adesso   ci  sono  quegli  altri  soldi  da  spendere,  cosa   che
  rappresenta una corsa contro il tempo. Il passato però ci  insegue,
  insegue tutti noi, non insegue solo il Governo.
   Il  sistema  di  legislazione che abbiamo  fatto,  il  sistema  di
  modalità degli appalti, il modo di aggiudicazione, tutta una  serie
  di  sistemi, non possiamo di certo dire che viviamo in  un  sistema
  semplice  ma in un sistema che complica. E in Sicilia, in fatto  di
  difficoltà, dobbiamo aggiungere tante altre.
   Anche lì non è che un'ottimizzazione del sistema può passare  solo
  attraverso  la programmazione della spesa europea ma  deve  passare
  attraverso una riforma della burocrazia da noi proposta, e  che  va
  presto  approvata, una riforma delle attività produttive attraverso
  il  testo  unico, perché sì è vero, ho sentito parlare di  'mercato
  diffuso',  naturale,  rientra nel nostro obiettivo,  rientra  negli
  obiettivi di spesa europea che noi ci poniamo.
   C'è  un testo delle attività produttive, presentato da molti mesi,
  che  credo  la  Commissione stia esaminando,  che  prevede  proprio
  questo, ossia una regolamentazione di questo. Il Governo quindi  ha
  proposto  una  riforma, e quale sarebbe la nostra colpa  in  questo
  caso?  Noi  abbiamo  presentato un disegno di  legge,  ma  mica  lo
  possiamo approvare da soli  Va approvato in Aula.
   Il  problema di come lavoriamo, come Governo, come Parlamento,  si
  pone.
   I tempi che ci diamo per la trasmissione delle leggi non significa
  annullare la democrazia perché il Parlamento europeo non è che  non
  sia  democratico. Tutto il lavoro si svolge nelle  Commissioni.  In
  Aula  le  dichiarazioni vengono fatte in maniera libera, e chiunque
  voglia può intervenire, ma dopo l'approvazione della legge.
   C'è  un lavoro di costruzione con una democrazia che si organizza,
  rispetto quindi ad un sistema italiano e siciliano siamo pronti  ad
  affrontare un dibattito di questo tipo.
   In  una  legge, in seno al Parlamento europeo, non è previsto  per
  esempio che si debba intervenire diverse volte nella stessa serata.
  Credo  che  anche questo vada regolamentato e non perché si  voglia
  limitare la democrazia, per carità, ma perché si vuole difendere.
   Se  noi non cominciamo a recuperare, in termini chiari di coesione
  e  di sistema politico e sociale, e qui tutti quanti svolgiamo  una
  parte,  dobbiamo avere una parte di condivisione ed uscire  un  po'
  dal  proprio pensiero per confrontarci con un pensiero plurale, non
  usciremo  dalla  situazione  che  sia  rappresentata  da  questioni
  politiche, organizzative, economiche.
   Sulla   responsabilità  dei  dirigenti,  tema   affrontato   dagli
  onorevoli  Cordaro e Falcone, la prima cosa da noi  fatta  è  stata
  quella di rimuovere quei dirigenti che in termini di programmazione
  non  avevano dato risultati di rendicontazione della spesa europea.
  Se  noi  siamo  passati a questi risultati è perché  abbiamo  fatto
  questo tentativo, che non è fatto una volta per tutte.
   E'  chiaro  il ragionamento secondo cui i dirigenti sono vincolati
  al  rispetto  della programmazione e per il Governo una valutazione
  sulla conferma dei dirigenti dovrà avvenire, prioritariamente,  sul
  raggiungimento degli obiettivi europei, perché sono  strutturali  e
  decisivi per la Sicilia.
   Sulle  modalità di programmazione si poneva, da parte di qualcuno,
  il  dubbio  se  noi  invece di frantumare una serie  di  interventi
  avremmo dovuto centralizzare su alcune opere. Guardate che  qui  ci
  sono  dei  problemi legati al fatto che nella nuova  programmazione
  l'Europa  non accetta più che si facciano investimenti sul cemento,
  quindi sulle grandi opere comprese quelle autostradali.
   L'anno   scorso   il   mio  Governo  è  riuscito   mettere   nella
  programmazione  e a salvare la parte di rete stradale,  facendo  un
  confronto   turistico,  ed  ho  persino  aperto  una  polemica   in
  Commissione europea, finita anche sulla stampa europea. Lì ho detto
  che non era possibile cristallizzare il rapporto nord-sud su questa
  grande   infrastruttura,   però  sarà   difficile   recuperare   le
  grandissime  opere  su  questo, e noi dovremo  scegliere  strategie
  diverse. Probabilmente dovremo finanziare alcune opere con i  fondi
  nazionali  e  destinare invece la programmazione europea  su  altre
  cose.
   Il  modello   Ragusa  vede una compartecipazione  pubblico-privato
  sulla realizzazione di un'arteria importante, può essere il modello
  per   altre  arterie  e  autostrade  dove  il  privato  abbia   una
  conferenza,  a patto che fissiamo i diritti dei consumatori  ad  un
  pedaggio  che  non sia strozzinaggio e che non incida ulteriormente
  in  modo  significativo  sul costo dei trasporti,  che  sarebbe  un
  aggravante, quindi con tutte le misure che possiamo trovare.
   E'  chiaro che questi sono ragionamenti che noi dobbiamo fare  nel
  giro  di  qualche  mese, perché da questo poi dipendono  le  scelte
  programmatiche che faremo.
   Altra  questione  è l'energia, il patto dei sindaci.  Avere  messo
  oltre  duecento comuni insieme, che stanno facendo la progettazione
  del  PAES  (Piano  d'azione per l'energia  sostenibile),  significa
  avere  raggiunto  un  obiettivo, e cioè avere  fatto  l'unione  dei
  comuni.
   C'è   un  aspetto  critico  che  mi  ha  visto  in  polemica   con
  l'assessorato   all'energia  -  oggi  abbastanza  risolta   -   che
  riguardava le modalità di gestione del contributo che dovevamo dare
  ai  comuni, nel senso che io sostenevo un modo agevole, facile, che
  era legato ad un fondo di rotazione da recuperare in dieci anni,  e
  sarebbe  stata una spesa immediatamente erogabile, ma poi ci  siamo
  impelagati  in un contributo parziale, in una serie di  complicanze
  che  hanno complicato a loro volta la vita dei comuni. Ormai questo
  contributo  è  stato  dato, i comuni stanno  realizzando  per  fare
  questi  studi  e  sulla  base di ciò noi  prevediamo  non  solo  la
  possibilità   di  accesso  ai  fondi  della  banca  europea   degli
  investimenti, come prevede la normativa sul patto dei  sindaci,  ma
  prevediamo  di  inserire un fondo di rotazione consistente,  e  poi
  dopo  stabiliremo  le percentuali alle risorse,  ma  adesso  non  è
  questa la fase.
   Questa è una fase di studio di fattibilità generale in cui si dice
  quali   sono   gli  obiettivi.  Man  mano  che  si   avanza   nella
  programmazione, si passa agli studi operativi, si passa ai progetti
  definitivi ed è lì che si articola un sistema che dovrà comunque  -
  a  mio  avviso - ripercorrere questo ragionamento di confronto  sia
  parlamentare in maniera periodica, sia con le parti sociali sia per
  la questione della democrazia che attiene le comunità locali. Non è
  questa la fase in cui si fissa un miliardo di euro per il patto dei
  sindaci, anche perché noi potremo fare questa stima quando i comuni
  ci  avranno  consegnato,  nei prossimi mesi,  i  loro  progetti  di
  massima, che fanno riferimento al fabbisogno energetico e le  stime
  complessive del costo di questo intervento. Però noi già stabiliamo
  che queste linee ci sono.
   Ci  sono  questioni che attengono alle politiche del Governo,  per
  esempio il piano energetico che il Governo intende affrontare, come
  sarà  distribuito  il  fondo  energia,  perché  il  Governo  sembra
  abbandonare  l'idea  del  solare nel fondo  di  energia.  Però  noi
  abbiamo altre criticità, per esempio. Il fatto che la nostra non  è
  una  rete  pronta per le altissime tensioni e, quindi, per esempio,
  l'intervento dell'eolico su altissima energia, su alta tensione non
  è  sopportabile  dalla  nostra rete. Ci sono  tutta  una  serie  di
  questioni la cui soluzione presuppone non solo il confronto fra  di
  noi,  ma  presuppone le scelte che noi facciamo  col  Governo,  noi
  rappresenteremo  al  Governo nazionale,  che  non  può  pensare  di
  inserire   nel   fondo  energia  e,  quindi,  nell'incentivo   agli
  investimenti  per  la  Sicilia l'eolico,  perché  per  noi  sarebbe
  insopportabile,  non solo per tutte le altre regioni  ambientaliste
  che conosciamo, ma anche perché la rete non lo può reggere, non può
  reggere  investimenti, mentre investimenti più leggeri si riesce  a
  sopportarli.
   Degli  investimenti territoriali integrati ne abbiamo parlato,  ma
  lì  i  consorzi diventano i protagonisti, la questione legata  alla
  sostenibilità ambientale in qualche modo l'ho rappresentata  e  qui
  noi  dobbiamo fare scelte che vanno nella direzione sempre  più  di
  salvaguardia   di  contributo  alla  salvaguardia  del   creato   e
  dell'ambiente. Però dobbiamo essere anche molto chiari,  perché  se
  noi   produciamo   da   energie  alternative,   non   si   riducono
  complessivamente le emissioni di anidride solforosa o  di  anidride
  carbonica  in aria perché il resto del sistema continua  ad  andare
  allo  stesso  modo,  e  noi  avremo  contribuito  globalmente  alla
  salvaguardia  del  creato,  ma  non  sicuramente  al  miglioramento
  dell'ambiente  della  Sicilia. E su questo  dobbiamo  essere  anche
  categorici.
   Se le città non cominciano a diventare sostenibili, noi non avremo
  contribuito  al miglioramento dell'ambiente. Noi abbiamo  città  in
  Sicilia  che  sono fra le maggiori in classifica  mondiale  per  il
  traffico e lo diceva lo stesso Johnny Stecchino nel famoso  film  a
  proposito del traffico a Palermo.
   Come  affrontare  queste misure? Si ci aspetta  un  piano  di  una
  metropolitana    vera,   ma   tutti   questi    progetti    passano
  necessariamente  attraverso l'intervento pubblico  oppure  passano,
  invece, attraverso altre misure, perché il patto dei sindaci non  è
  fatto  solo  per produrre energia ma è fatto anche per la  mobilità
  sostenibile, con progetti che diventano bancabili, dove il rapporto
  pubblico-privato diventa decisivo.
   Ma  ci sono questi piani nelle città siciliane? Allora, o ci sono,
  oppure   abbiamo  trovato  una  Regione  piena  di   progetti   che
  riguardavano  le  mobilità  sostenibili, l'abbattimento,  il  piano
  energetico.  Sul patto dei sindaci, che esiste da  un  bel  po'  di
  anni,  dal  2008  per  intenderci,  noi  abbiamo  lavorato,  stiamo
  lavorando su questo e nei prossimi giorni faremo un check point con
  ogni Unione dei Comuni che si è insediata per vedere il da farsi.
   E vedo tutta una discussione, il modello giusto per intenderci, il
  modello  su  cui  siamo  stati  anche  criticati,  l'intervento  di
  Pezzini,  uno studioso da duemila euro al mese, per pochi mesi.  Vi
  assicuro  che  la Commissione Europea ha sollecitato più  volte  le
  risorse  interne a fare delle cose, ed io stesso mi sono  imbattuto
  con  la  burocrazia  che anche allora diceva  no,  per  intenderci,
  perché  è  molto più semplice autorizzare l'utilizzo selvaggio  del
  tetto  di una scuola ad un privato, è molto più semplice finanziare
  i progetti dei privati che non pensare a quelli pubblici. Così come
  sono andate le risorse in questo anno anche nel campo delle energie
  alternative,  piuttosto che trovare una burocrazia  che  in  questi
  anni abbia tentato di fare altro. Non l'ha fatto e finalmente si  è
  avviato.  Quel  povero  Pezzini, mostruoso, è  stato  incaricato  a
  Presidente  dell'ANCI nazionale per proporre il modello Sicilia  di
  intervento  sul patto dei sindaci a livello nazionale. Nelle  altre
  Regioni  io  vengo invitato a conferenze sul modo  in  cui  abbiamo
  tracciato, visto che siamo fra i più avanti in Italia, naturalmente
  in casa si è sempre ipercritici.
   Giustamente  ci  sarebbe qualcuno di voi che avrebbe  fatto  anche
  meglio? Per carità, c'è sempre qualcuno che può fare meglio, fino a
  quando non capisce cos'è anche la macchina Regione.
   Noi riteniamo di avere fornito un documento, niente è perfetto,  e
  non pretendevamo di avere questo dono, né pretendiamo di averlo per
  il  futuro.  Però  abbiamo messo in campo una discontinuità  netta,
  laddove  non  vede più assegnate le risorse concentrate  su  grandi
  opere,  che  non  si fanno mai e che bloccano la spesa,  ma  invece
  creano un modello di sviluppo diffuso che è fatto di incentivi alle
  imprese,  che  è  fatto  di  ricerche,  che  è  fatto  di   energie
  alternative,   che  è  fatto  di  sostegno  alla  povertà,   perché
  Confindustria magari ogni soldo dato al povero disgraziato  penserà
  che  è  una  spesa  inutile, che è meglio che  se  li  prendano  le
  imprese. Però, noi riteniamo che oltre agli incentivi alle  imprese
  bisogna  dare  anche il sostegno alla povertà. Anche perché  non  è
  vero  che questo è spreco, ed anche se fosse spreco, siccome ognuno
  ha  il  diritto  di  mangiare, ha il diritto di vivere,  visto  che
  abbiamo questo dono meraviglioso della vita.
   Io  credo  che  l'obiettivo pubblico sia  innanzitutto  quello  di
  sostenere  i più poveri, i più deboli e da questo si parte,  almeno
  per  le  scelte  di questo Governo. Dopo di che, è  chiaro  che  le
  misure  non  possono  essere  semplicemente  assistenziali  o  solo
  assistenziali,  ma  devono  pensare allo  sviluppo.  E'  una  bella
  occasione   che  abbiamo  insieme.  Ne  vogliamo  discutere   nelle
  Commissioni? Lo faremo, e vogliamo recepire i vostri documenti.  Ma
  il  22 luglio chi ci sta, ci sta, chi ha mandato il documento se lo
  vedrà  rappresentato, chi non lo manda non ci dica  che  noi  siamo
  antidemocratici, perché purtroppo non è che le condizioni, come  si
  dice  in  zona  cesarini, come diceva l'onorevole  Panepinto,  sono
  soltanto per il Parlamento, sono anche per il Governo, perché non è
  che  sei mesi dati a disposizione per un convegno di programmazione
  pensate che siano tempi biblici, mentre per evitare i confronti con
  il  partenariato, le imprese, studiare all'interno, non sono  tempi
  biblici, perché noi abbiamo dovuto chiudere e, tra l'altro,  mentre
  siamo impegnati a fare la corsa al recupero dei ritardi degli  anni
  precedenti.   Quindi   io  sinceramente  vi   voglio   ringraziare,
  sinceramente   quando   ho  fatto  qualche   battuta   l'ho   fatta
  semplicemente con simpatia ma anche per non caricare di tensioni un
  dibattito  dove  magari abbiamo avuto qualche  leggera  divergenza,
  però  sinceramente vi voglio ringraziare per i contributi che avete
  dato e che darete.

   PRESIDENTE. Con l'intervento del Presidente della Regione dichiaro
  chiusa  la discussione sulle linee guida della nuova programmazione
  dei fondi comunitari per il periodo.
   Ringrazio  anch'io  coloro  i quali hanno  voluto  contribuire  al
  dibattito  che,  mi preme sottolineare, non è mai sterile  e  anche
  quando  sembra essere stucchevole di fatto contribuisce  a  dare  a
  questo parlamento quella dignità di cui il Parlamento necessita.
   Allora  onorevoli  colleghi sono stati  presentati  una  serie  di
  ordini  del  giorno  che  abbiamo  già  distribuito  attinenti   al
  dibattito  appena  affrontato. Esattamente mi rivolgo  al  Governo,
  onorevole Presidente della Regione ci sono una serie di ordini  del
  giorno  e  mi riferisco in particolar modo a quelli che  vanno  dal
  numero 284 al numero 291, sono numerati in ordine crescente  e  poi
  dal  numero  294  al  numero 297, il numero  300,  301  e  302  che
  praticamente sono degli ordini del giorno che in qualche modo  sono
  complementari l'uno all'altro.
   Possiamo  passare  anche alla votazione  dei  singoli,  ma  se  il
  Governo,   così   come   mi  è  sembrato  di   capire   dall'ultima
  dichiarazione  li fa propri, noi possiamo procedere con  gli  altri
  ordini del giorno.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CROCETTA,   onorevole Presidente della Regione. Signor Presidente,
  io  sono  stato  chiaro,  ritengo che  tutti  i  contributi  vadano
  recepiti  e  verificati, quindi noi li accettiamo  come  contributi
  perché  vi  ho detto che nella programmazione europea li  recepiamo
  come  contributi. Sapete che nella programmazione europea  ci  sono
  vincoli,  laddove non ci sono motivi ostativi vengono recepiti  dal
  Governo e quindi tutti quanti accolti come raccomandazione.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà, la prego di essere breve.

   FALCONE.  Al  Presidente  Crocetta vorrei  però  dire  tutti  come
  raccomandazione,  però  ci  sono quelli  sulla  soppressione  della
  sezione distaccata del TAR di Catania che è una questione

   PRESIDENTE.  Onorevole  Falcone lei  sta  confondendo,  ci  stiamo
  arrivando. Onorevole Falcone, se lei mi fa procedere con ordine.

   FALCONE. Su questo io chiedo che ci sia il voto d'Aula.

   PRESIDENTE.  Assolutamente. Onorevole Falcone, non a caso  non  li
  abbiamo inseriti in quel gruppo. Se lei mi fa procedere con  ordine
  evitiamo interventi che possono creare solo confusione.
   Allora,  nel  frattempo sono stati anche distribuiti altri  ordini
  del  giorno.  Iniziamo  così come in ordine  di  presentazione  dal
  numero  283   Adesione  all'iniziativa referendaria  della  Regione
  Abruzzo  in  materia  di  nuove  articolazioni  territoriali  degli
  uffici   che porta la mia firma.
   Il  numero  283,  se ricordate, il 24 settembre  dell'anno  scorso
  sempre  a  mia firma fu presentato un ordine del giorno,  condiviso
  credo   all'unanimità   dell'Assemblea,  sempre   sulla   scia   di
  quell'ordine del giorno ne è stato presentato un altro.

   FORMICA. Appongo la mia firma.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Formica appone la  firma  all'ordine  del
  giorno   numero   283,  anche  la  firma  dell'onorevole   Fontana,
  dell'onorevole  Vinciullo, dell'onorevole  Ioppolo,  dell'onorevole
  Falcone,  dell'onorevole Musumeci, il Gruppo del  Movimento  Cinque
  Stelle  mi  è  sembrato  di  capire  che  aderisce,  dell'onorevole
  Bandiera.
   Insomma, mi sembra di capire che tutta l'Aula all'unanimità appone
  la  propria  firma.  Lo  mettiamo al voto, la firma  dell'onorevole
  Sammartino, tutti quanti.
   Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 283?

   VANCHERI, assessore per le Attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 292,  degli  onorevoli  Foti,
  Ciancio, Mangiacavallo ed altri.
   Il parere del Governo?

   VALENTI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 293, degli onorevoli  Falcone,
  Assenza ed altri.
   Il parere del Governo?

   VALENTI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 298, degli onorevoli Vinciullo,
  Zafarana,  Assenza ed altri.
   Il parere del Governo?

   VALENTI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 299, degli onorevoli Vinciullo
  e  Assenza.
   Il parere del Governo?

   VALENTI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.32, è ripresa alle ore 21.34)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine  del
  giorno 303, degli onorevoli Panepinto e Cascio Salvatore.

   VINCIULLO. Chiedo di apporre la mia firma.

   ASSENZA. Chiedo di apporre la mia firma.

   MUSUMECI. Chiedo di apporre la mia firma.

   IOPPOLO. Chiedo di apporre la mia firma.

   FONTANA. Chiedo di apporre la mia firma.

   FALCONE. Chiedo di apporre la mia firma.

   D'ASERO. Chiedo di apporre la mia firma.

   ALLORO. Chiedo di apporre la mia firma.

   ARANCIO. Chiedo di apporre la mia firma.

   RUGGIRELLO. Chiedo di apporre la mia firma.

   BANDIERA. Chiedo di apporre la mia firma.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'ordine del giorno n. 303.  Il  parere  del
  Governo?

   VALENTI,   assessore  per  le  autonomie  locali  e  la   funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Così come personalmente concordato con i  Capigruppo,
  la  seduta è rinviata a martedì 24 giugno 2014, alle ore 11.00, con
  il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I   - Comunicazioni
  II   - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                             GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
                                                           CLEMENTE

   III   -  Discussione dei disegni di legge:

            1)  -  Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A) (Seguito)

               Relatore: on. Greco M.

            2)  -  Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            3)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            4)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            5)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            6)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

            7)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente                            della Regione . (nn. 428-18
               194-210-234-411-421-436/A)

               Relatore: on. Savona

   IV   - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                       PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
                           CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
                       MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
                                                 LA ROCCA C. - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                  CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. -
                      MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
                                       - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   V   - Discussione della mozione:

         N. 59  -  Interventi urgenti per la modifica  dell'attuale
              Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione  dei
              rifiuti indifferenziati in Sicilia.

         (11 marzo  2013)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                           CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. - ZITO -
                      MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
                                             - VENTURINO - ZAFARANA

   VI   - Discussione della mozione:

         N. 244  - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
              D.P.Reg.  del  23 dicembre 2011 e istituzione  di  un
              fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.

         (3 dicembre  2013)

                        LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO G. -
                       FEDERICO - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI -
                         GRASSO - CURRENTI - CIMINO - SORBELLO - LA
                        ROCCA R. - FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO -
                         VULLO - MILAZZO G. - MARZIANO - POGLIESE -
                            ANSELMO - MICCICHE' - TAMAJO - SUDANO -
                                    FORMICA - FERRANDELLI - ARANCIO

   VII   -  Discussione della mozione:

         N. 273  - Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del
              settore agrumicolo.

         (24 febbraio  2014)

                        LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FEDERICO -
                      FIORENZA -  LO SCIUTO - MUSUMECI - LANTIERI -
                         CASCIO F. - FALCONE - D'ASERO - CURRENTI -
                       MILAZZO G. - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
                         - CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA C. -
                       MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA- TANCREDI
                          - TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO - MARZIANO -
                       SUDANO - BANDIERA - RAIA - FAZIO - IOPPOLO -
                           ASSENZA - GRASSO - TAMAJO - ANSELMO - LA
                         ROCCA R. - DIPASQUALE - DINA - MICCICHE' -
                           SAVONA - SAMMARTINO - LACCOTO - CIRONE -
                       CIMINO - BARBAGALLO - VENTURINO - POGLIESE -
                                                            NICOTRA

   VIII   - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                          GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
                                                 ANSELMO - GERMANA'

   IX   - Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                           GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
                                                    RAGUSA - CIRONE

   X   - Discussione della mozione:

         N. 287  -  Iniziative  in  favore delle strutture  private
              accreditate  che erogano prestazioni di  medicina  di
              laboratorio.

         (1 aprile  2014)

                                BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO

   XI   - Discussione della mozione:

         N. 232    -   Modifica   del   decreto   in   materia   di
              compartecipazione   ai   costi   delle    prestazioni
              riabilitative  psico-fisiche-sensoriali   in   regime
              semiresidenziale e residenziale.

         (25 novembre  2013)

                           FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA

   XII   -  Discussione della mozione:

         N. 233 - Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre  2013)

                       MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

                   La seduta è tolta alle ore 21.37

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli

        ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO  DI  LEGGE  N.  7/A -  ISTITUZIONE  DEGLI  ECOMUSEI  DELLA
  SICILIA .

    Emendamento ai sensi dell'art. 117 del R.I.

   Emendamento 117.1:

   a)  All'art. 5 c. 1 sostituire  L'Assessorato regionale dei  beni
     culturali e dell'identità siciliana  con  L'Assessore regionale per
     i beni culturali e l'identità siciliana con proprio decreto ;

   b)  All'art. 6 c. 2 sostituire  I criteri per l'assegnazione  dei
     contributi  di  cui al comma 1 sono definiti con  deliberazione
     dell'Assessorato regionale dei beni culturali  e  dell'identità
     siciliana,  con  I criteri per l'assegnazione dei contributi di cui
     al  comma  1  sono definiti con regolamento di cui al  comma  3
     dell'articolo 3, .