Presidenza del vicepresidente Venturino
FAZIO, segretario f.f., dà lettura dei processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Alongi e Leanza hanno
chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per trenta minuti,
avvertendo che riprenderà alle 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 16.45)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, so che, probabilmente, questa decisione che
sto per prendere potrà sembrare impopolare a molti di voi, però,
non posso fare altro che tenere conto della presenza in Aula dei
colleghi che non raggiunge il numero legale.
Pertanto, la votazione finale dei disegni di legge che, ieri,
avevamo portato alla fase finale, cioè alla votazione, non possiamo
effettuarla per la mancanza del numero legale.
Per quanto riguarda la discussione sulle linee guida dei POR FESR
2014-2020, come vedete, manca il Governo, per cui la discussione
sarebbe fine a se stessa e sterile e non potremmo dare la
possibilità al Governo, appunto, di ribattere alle deduzioni o alle
vostre puntualizzazioni.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
CORDARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Presidente, non ho nulla in contrario, anzi, auspico che
il Governo sia presente al fine di trattare il dibattito e di
proseguire il dibattito sulla utilizzazione, buona o cattiva, dei
Fondi europei, dalla quale dipende il futuro della Sicilia.
Signor Presidente, che lei sostenga, però, capisco, senza con
questo volere sollevare la responsabilità o attribuire
responsabilità a nessuna, che la seduta non si può tenere perché
manca il numero legale, a mio parere allora, ho capito male e, se
ho capito male, poi, mi replicherà è una inesattezza perché era
non opinione diffusa, come qualcuno scrive nei provvedimenti, ma
era accordo che la seduta di oggi dovesse tenersi e dovesse
riprendere, con la presenza del Presidente della Regione, la
prosecuzione del dibattito sulla sua relazione di ieri che,
puntualmente, lo stesso Presidente aveva depositato e che, a fine
seduta, all'esito di quella discussione, si sarebbe dovuto intanto
redigere, qualora ve ne fosse stata la volontà da parte dell'Aula,
un documento da sottoporre al voto che desse forza al Presidente
della Regione, dell'interesse collettivo, visto che parliamo di
Fondi europei che non sono né di destra né di sinistra, e dopo,
subito dopo, per arrivare alla votazione finale dei disegni di
legge.
L'assenza del Governo, quindi, che credo debba essere presente in
Aula anche con riferimento alla votazione e, comunque, all'esito
dei disegni di legge, ma questo potrebbe essere un parere mio
vorrei che il rispetto dei ruoli fosse sempre presente in qualsiasi
momento nella vita parlamentare, istituzionale e assembleare. Però,
ripeto, questo potrebbe essere un mio parere.
In ogni caso, la invito, qualora lei dovesse decidere, credo a
questo punto legittimamente, di chiudere la seduta, al netto di
quelle che poi saranno le considerazioni politiche che ciascuno
potrà fare, in sede di conferenze stampa, in sede di dichiarazioni,
a dire che dovevamo cominciare in un modo e non possiamo cominciare
in questo modo perché non è certo responsabilità dell'Aula, ma del
Governo che è assente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cordaro. Giusto una precisazione:
non dico che l'Aula non si poteva tenere, tanto è vero che siamo
qua, ma ho semplicemente fatto notare che se lei segue l'ordine del
giorno, avevamo Seguito della discussione sulle linee guida ,
come lei ha detto, ma è chiaro che, senza il Governo, come ho già
avuto modo di dire, la discussione sarebbe sterile perché non
avremmo modo di sentire le controdeduzioni.
Poi, c'era da effettuare la votazione finale dei disegni di
legge sull'anagrafe scolastica regionale e sugli ecomusei ed è
chiaro che, se non raggiungevamo il numero, anche quelle non si
potevano fare.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non escludo che, nel frattempo, si possa raggiungere
il numero legale e continuare la seduta.
Onorevole Vinciullo, ha facoltà di parlare.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
quest'Aula sia in numero legale e, quindi, nelle condizioni di
potere continuare la propria attività.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Vinciullo, ma non credo sia in numero
legale. Ci sono dei numeri che parlano. Al momento, non l'abbiamo
ancora raggiunto.
VINCIULLO. Credo che, da qui a qualche minuto, se invitiamo i
colleghi
PRESIDENTE. Da qui a qualche minuto è già diverso.
VINCIULLO. Se invitiamo i colleghi che sono nei corridoi e sono in
giro, a rientrare in Aula, possiamo continuare a lavorare.
Vorrei, comunque, ricordare che l'opposizione è tutta presente in
Aula; non dobbiamo assolutamente fare cadere la responsabilità
della mancanza del numero legale su tutto il Parlamento.
L'opposizione è presente in Aula e vuole continuare a lavorare
nell'interesse della Sicilia e nell'interesse de siciliani.
Lei oggi ha all'ordine del giorno, innanzitutto, l'approvazione
di due leggi che ieri sono stati discussi, quindi credo che sia un
diritto di questa Aula e un diritto che le chiedo venga esercitato,
in nome dell'opposizione, che oggi si voti.
Se poi verrà certificato che la maggioranza anziché essere
presente in Aula è nei corridoi e continua a non entrate, perché è
evidente che questo Governo non ha una maggioranza, è un problema
che non riguarda tutti i deputati, ma riguarda solo ed
esclusivamente la maggioranza che non esiste.
Per cui, signor Presidente, le cose vanno certificate e vanno
documentate perché dietro la generica indicazione che non si è in
numero legale, è un'indicazione che fa male a tutti, fa male alla
politica e fa male soprattutto ai siciliani.
Si certifichi, attraverso il voto, chi oggi è presente in Aula e
chi è assente perché così non possiamo andare avanti. E, del resto,
signor Presidente, fino a qualche istante fa, abbiamo visto nei
corridoi perfino gli assessori. Bisogna capire se gli assessori di
questo Governo sono in guerra con il loro Presidente, per cui,
anziché entrare in Aula, continuano a rimanere fuori dall'Aula.
Queste cose ce le dobbiamo dire tutte. Le dobbiamo certificare
perché ognuno di noi, e soprattutto i siciliani, devono sapere chi
è presente in Aula e chi non lo è.
Signor Presidente, la volevo far riflettere su una cosa: il
dirigente generale della Autorità di certificazione dei programmi
cofinanziati dalla Commissione europea ci ha fatto sapere quali
sono stati gli assessorati che, in questo periodo, non hanno
raggiunto la previsione prevista dalla legge.
Fra questi Assessorati vi è anche quello della Famiglia che, nel
mese di maggio, ha speso due milioni e mezzo in meno rispetto a
quella che era la programmazione fatta dal Governo e sottoscritta
dallo stesso Assessore, cioè, signor Presidente, l'Assessorato alla
Famiglia, senza rendersi conto che ci sono migliaia di siciliani
che muoiono letteralmente di fame, non ha impegnato le proprie
risorse.
E c'è qualcosa di ancora più grave. Due giorni fa, l'ennesima
donna è stata uccisa in Sicilia. A fronte di questo femminicidio,
l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro
continua a non impegnare quelle risorse necessarie per combattere
il fenomeno.
Ma le sembra un fatto conducente alla dignità di questo
Parlamento che, oggi, ci asteniamo dal fare un ragionamento sulla
programmazione, quando sappiamo che la gente viene uccisa perché i
fondi per combattere la violenza non vengono impiegati e non
vengono spesi?
Signor Presidente del Parlamento siciliano, possiamo mai
accettare un'idea del genere? Possiamo mai accettare l'idea che
l'Assessorato alla Famiglia non spenda le proprie risorse? E noi
oggi ce ne andiamo a casa come se non fosse successo nulla in
questi giorni; come se gli assessori avessero speso tutto e invece
non vi siano mezzo miliardo di euro, 551 milioni, a rischio perché
il Governo oggi non si presenta in Aula.
Signor Presidente, ancora una volta, le chiedo di votare i due
disegni di legge che, ieri, abbiamo esitato. Le chiedo di andare
avanti con il disegno di legge sull'anagrafe scolastica. Sarà
recuperato qualche assessore in giro che potrà rispondere e le
chiedo di continuare a discutere della programmazione.
Poi, vi sono i mezzi di comunicazione, via Internet, vi sono i
verbali. Al Presidente ed al suo Governo faremo avere i verbali di
questa seduta, anche perché, poi, di tutto quello che diciamo, di
tutto quello che pensiamo di fare, quasi sempre il Governo non
prende in considerazione le proposte di questa Assemblea, pertanto,
signor Presidente, le chiedo di andare avanti.
I siciliani ci guardano, ci giudicano. Io mi vergognerei a
ritornare nel mio Collegio, se almeno oggi non avessimo espletato
la nostra attività.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo. Le sue parole sono state
nel frattempo profetiche perché, come vede, il numero dei presenti
in Aula è aumentato, quindi, senz'altro, andremo avanti così come
previsto dall'ordine del giorno.
Onorevoli colleghi, sta per essere distribuito l'emendamento di
riscrittura 117.1, relativo al disegno di legge numero 7/A
"Istituzione degli ecomusei della Sicilia".
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
alla medesima assegnato.
Pongo in votazione l'emendamento 117.1.
Il parere della Commissione?
GRECO Marcello, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Istituzione
degli ecomusei della Sicilia (7/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge "Istituzione degli ecomusei della Sicilia"
(7/A), posto al n. 1).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti .52
Votanti .52
Maggioranza .27
Favorevoli 52
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Modifiche alla legge regionale 20 aprile 1976, n. 35 (127-30/A)
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge "Modifiche alla legge regionale 20 aprile
1976, n. 35" (127-30/A), posto al n. 2).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 53
(L'Assemblea approva)
Si prende atto che l'onorevole Federico ha votato favorevolmente,
l'Assemblea ne prende atto.
Ha votato a favore anche l'onorevole Malafarina, l'Assemblea ne
prende atto.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onestamente non
riesco a capire l'assenza del Governo. E' pur vero che negli ultimi
tempi parlare contro questo Governo è diventato come sparare alla
Croce Rossa, però sulla programmazione, così come è stato detto dai
miei predecessori, questa rappresenta un'occasione di confronto
probabilmente persa se non insistiamo in questa discussione e
nell'approvazione degli ordini del giorno.
Tra l'altro mi sarebbe piaciuto sentire dal Governo che cosa ne
pensa sull'occupazione che c'è stata stamattina all'Assessorato al
lavoro e alla formazione, di questo comparto che è abbandonato
praticamente a se stesso, di un Governo che non solo non riesce a
prendere nessuna decisione ma non riesce nemmeno a interloquire con
i ministeri che si trovano a Roma per risolvere questa questione.
Signor Presidente, vorrei capire se continueremo con la votazione
degli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, ci sono alcuni ordini del giorno
che impegnano il Governo ad assumere una posizione, ed io condivido
quello che lei mi dice nel senso che il Governo non può non essere
presente in Aula perché rallenta i lavori. Però, se noi oggi
approviamo un ordine del giorno che impegna il Governo senza avere
sentito l'opinione del Governo stesso, credo che commetteremmo un
gravissimo errore, per cui ritengo opportuno rimandare la
discussione di questi ordini del giorno e la loro votazione alla
prossima seduta, che si terrà martedì. Tra l'altro tra questi
ordini del giorno - le sarà sfuggito, onorevole Cappello - ce ne
uno presentato anche dal sottoscritto per cui c'è un interesse da
parte di tutti a continuare su questa scia.
CAPPELLO. Signor Presidente noi dobbiamo metterci d'accordo. Lei
sa che si è tenuta su questo tema una Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, che ha deliberato queste due giornate di
discussione sulla programmazione. Allora, o quella decisione ce la
stiamo rimangiando oggi, oppure la Conferenza dei capigruppo non ha
alcun valore. Per cui, signor Presidente, chiedo che questa sua
decisione venga condivisa dall'Aula e venga sottoposta a votazione.
Se l'Aula è d'accordo nel rinviarla, allora si rinvierà altrimenti
si continuerà anche nell'approvazione di questi ordini del giorno.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare
che sia ieri che oggi sta succedendo una cosa credo un po'
deprecabile. Abbiamo un signore incatenato dinnanzi l'Assessorato
alla Formazione professionale da ben 37 ore, perché lamenta che il
suo ente di formazione non viene pagato e che non percepisce lo
stipendio da ben ventisei mesi, più di due anni. In effetti è stata
mia cura contattare il dirigente dell'Ufficio gestione dello stesso
Assessorato, del Dipartimento alla Formazione, il quale mi ha
riferito che gli Uffici si stanno attivando per una procedura
sostitutiva di pagamento, una procedura di regolarizzazione
contributiva presso l'Inps però, purtroppo, ancora c'è qualche
difficoltà burocratica per cui ciò non avviene.
Poiché questo signor Raddusa è la punta di un iceberg di
centinaia, ma potrei dire di migliaia di lavoratori che non vengono
pagati, chi da dodici, chi da quindici, chi da ventuno mesi, io
chiedo e replico che il Governo accenda un faro, una maggiore
attenzione su questa vicenda, perché abbiamo detto che gli Enti di
formazione non hanno problemi, che tutti i dipendenti sarebbero
stati pagati, che non si faceva macelleria sociale.
Io poc'anzi ho avuto anche un incontro con l'Assessore Bruno per
sollecitare la questione dei millesettecentocinquanta ex
sportellisti che da due mesi sono come color che sono sospesi. In
sostanza voglio dire a questa Presidenza, all'Assemblea, al
Governo, che purtroppo oggi la questione della formazione
professionale sta diventando, e rischia di diventare sempre più,
una bomba ad orologeria. E ricordo, anche se temo di scivolare
nella speculazione, nella demagogia, che qualche mese fa, o un anno
fa, qualcuno si è tolto anche la vita, più di qualcuno, per dire
tre persone
Quindi, io credo e spero che questi fatti non accadano più e che
immediatamente il Governo si attivi presso la burocrazia, perché in
questo momento su quarantacinque dipendenti ne sono rimasti appena
sei. Dovremo anche rafforzare il Servizio gestioni del Dipartimento
della Formazione professionale per poter porre in essere quegli
atti, per poter erogare le spettanze agli enti e quindi anche ai
lavoratori.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci eravamo
lasciati ieri con buoni propositi. Ci eravamo lasciati ieri con un
Presidente della Regione che ci aveva fornito un quadro ottimistico
sulla programmazione dei Fondi comunitari. Ci eravamo lasciati ieri
con gli Assessori che ammiccavano all'Aula dicendo non ti
preoccupare, sull'inclusione sociale faremo questo , sull'energia,
sull'edilizia privata, su tutti i temi che era possibile
affrontare. E me ne ero andato senza nessuna idea, pensando che
fosse effettivamente possibile realizzare quello che il Presidente
Crocetta ci aveva detto.
D'altra parte, proprio pochi giorni fa, lui ha voluto incontrare
le opposizioni, ci ha detto che era assolutamente ottimista
rispetto al futuro, tuttavia oggi io vedo che né il Presidente
della Regione è presente, né i suoi Assessori. La maggioranza in
Assemblea è stata garantita dall'opposizione che in modo
responsabile, come sempre, è lì sui banchi. Qualche collega prima
di me, se non sbaglio l'onorevole Vinciullo, aveva detto che non
era assolutamente disposto a far passare questa cosa così, senza
riferimenti certi, per cui noi rischiavamo di chiudere la seduta
senza aprire il dibattito, e la responsabilità unica sarebbe stata
ancora una volta del Governo.
Invece, grazie all'attività di questa opposizione responsabile,
noi oggi abbiamo dato un testo ai siciliani, che è quello sugli
ecomusei che, all'unanimità, come lei ha visto, quest'Aula ha
voluto votare.
Certo, rimane la questione dei Fondi comunitari, un dibattito che
il Presidente Crocetta aveva detto che avremmo iniziato adesso, ma
rimane aperta una discussione sui Fondi comunitari che parte con
una premessa, perché è facile avere un atteggiamento fiducioso
verso il futuro, ma dobbiamo fotografare cosa? Dobbiamo fotografare
che ad oggi 30,5 milioni di euro sono rimasti non spesi, e tra
questi un primato sicuramente ad alcuni assessorati che questo
Governo si pregia di annoverare tra le sue fila, come l'Assessorato
Attività Produttive, che non ha speso 12,8 milioni di euro, come
l'Assessorato Beni Culturali che non ha speso 11 milioni di euro,
con il direttore Falgares, con una Regione Siciliana che ad oggi,
volendo fare una fotografia a giugno del 2014, e volendo essere
ottimista per il futuro, come Crocetta continua ad ostinarci a
dire, prendendoci in giro, volendo usare questa approccio
ottimistico del Presidente noi non abbiamo speso ancora 511 milioni
di euro.
E dobbiamo essere ottimisti per i prossimi sette anni, tanto
quelli chissà chi li vedrà, dove dovremo spendere 6 miliardi di
euro per i Fondi comunitari ed il cofinanziamento regionale. Una
sfida, dice il Presidente, decisamente importante, ma lasciando
registrare alcuni aspetti su questa programmazione, con una
recessione in atto, con un numero di imprese che chiudono ogni
giorno, con una disoccupazione giovanile altissima, con una
situazione di grandissima sofferenza delle aree interne e delle
aree urbane.
Io il dibattito sui fondi comunitari oggi, così come lei
Presidente ci ha invitati a fare, non lo aprirò, non è una
questione che intendo affrontare. Abbiamo, come gruppo di Forza
Italia, analizzato gli undici punti tematici che questo Governo ha
la responsabilità di sottoporre con le stesse criticità rispetto a
quelle del passato, è evidente che la spesa non è stata
programmata, e tutto questo è ascrivibile a responsabilità di
questo Governo, non ci aspettiamo che per il periodo 2014/2020 si
potrà fare di meglio, ma sicuramente noi con la presenza in Aula
oggi, così come sempre quando il Parlamento è chiamato ad una
responsabilità, faremo in modo che un cambio di passo possa essere
fatto, perché i siciliani lo meritano signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli onorevoli Zito, Mangiacavallo,
Ferreri e Foti, sono arrivati in ritardo, a votazione già avvenuta,
però ci tenevano a comunicare che, qualora avessero votato,
avrebbero votato anche loro favorevolmente ai due disegni di legge
che abbiamo appena approvato.
L'Assemblea ne prende atto.
GRASSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi veramente è
una giornata triste per quest'Aula, perché ieri è stato affrontato
l'argomento, e il Presidente della Regione ha relazionato sulla
nuova programmazione, annunciando anche che era la prima volta.
E' la prima volta perché i regolamenti comunitari impongono
quest'anno che ci sia comunicazione e divulgazione, e sarebbe stato
auspicabile credo, e anche corretto dal punto di vista
istituzionale, che il Governo oggi fosse presente.
Ma siccome ritengo che la programmazione è una prerogativa
dell'Aula, e vi è anche una Commissione, la Commissione UE, che ha
dei compiti specifici e ben precisi, oggi noi non possiamo
sottrarci, nonostante l'assenza del Governo, a rinviare il
dibattito, perché i tempi sono stretti, perché non può essere Roma
a dettare l'agenda della Sicilia, perché vi è un accordo di
partenariato che deve essere rispettato, e la Sicilia non può
arrivare in ritardo.
Abbiamo assistito al fallimento della spesa comunitaria
2007/20013, e l'anno scorso la sottoscritta ha presentato una
mozione ed un'interrogazione sollecitando il Governo, e quindi per
esso i Dipartimenti, ad accelerare la spesa. Ebbene ieri abbiamo
appreso - perché i Dipartimenti questo non lo dicono, ma neanche la
programmazione - che vi sono 511 milioni da spendere, e che queste
somme devono essere rendicontate.
Ma nessuno dice che se non si emettono subito i decreti, a
settembre queste somme le ritorneremo indietro perché appena i
Dipartimenti sforano il Patto di stabilità non ci sarà il
cofinanziamento.
Ed allora non è possibile scaricare su comuni e imprese le
criticità e le inefficienze, così come è stato fatto ieri e così
come ha detto ieri il Presidente della Regione, perché ricordo che
la programmazione 2007-2013 è partita nel 2010, i comuni hanno
avuto solo 60 giorni di tempo per presentare progetti e dopo averli
presentati, con sforzi notevoli, con grandissima difficoltà per
mancanza di uffici tecnici, per mancanza di risorse, ancora vi sono
comuni che aspettano i decreti e si chiede di certificare la spesa.
Ancora vi sono dipartimenti che non hanno adempiuto a quanto era
loro obbligo, ma io non me la prendo con i funzionari, perché non
si spostano i funzionari da un dipartimento all'altro se non si
formano i nuovi.
Quella dei fondi comunitari è una spesa ed anche un'istruttoria
che va seguita con competenze specifiche. Sono stata
all'Assessorato dei beni culturali ed i funzionari mi hanno detto
di avere 75 milioni da spendere e di essere solo in tre. Ma come si
possono lasciare i dipartimenti in questo modo? Perché non si fa
una task force? Era questo quello che si sarebbe dovuto fare l'anno
scorso o due anni fa, non si raggiungono gli obiettivi spostando le
risorse solo sulle grandi infrastrutture perché là si ha la
certezza di spenderli.
Io non parlo neanche a lei ma questo mio intervento resterà
registrato, signor Presidente, perché ciascuno deve assumersi la
propria responsabilità e questo ritardo non lo pago io, non lo
pagano i parlamentari, lo paga la Sicilia, lo pagano le imprese. E
non solo non sono stati inefficienti i comuni, ma non sono state
inefficienti neanche le imprese perché alle imprese si è chiesto
uno sforzo notevole, le risorse destinate come aiuti alle imprese
sono tornate indietro perché alle imprese si chiedeva il
cofinanziamento del 50 per cento.
Ebbene, quando le imprese hanno partecipato ai bandi avevano tutte
le carte in regola perché avevano anche le fideiussioni bancarie,
ma quando poi l'istruttoria si completa dopo quattro anni, in un
momento di recessione, le imprese non erano più nelle condizioni di
cofinanziare gli investimenti.
Quanti soldi sono stati restituiti all'Europa per l'inerzia di
dipartimenti, per l'inerzia della Regione?
Ed allora, oggi che è il momento in cui bisogna voltare pagina;
non si può ancora tralasciare, non si può e non si deve tralasciare
perché ci sono degli obblighi ben precisi, ma bisogna anche capire
come si intende perché l'accordo di partenariato ed il documento
che noi abbiamo visto a pagina 3 della relazione, cioè il percorso
partecipato che porterà alla definizione del programma non è
definito. E poiché non è definito è necessario che vi sia una
sinergia tra i dipartimenti perché le risorse destinate al fondo
sociale europeo vanno integrate non solo tra il Dipartimento
famiglia e formazione ma anche con il Dipartimento Sanità. E mi
riferisco al programma interdisciplinare per l'autismo, ma non
solo, anche con le aree interne.
Ed allora, siccome parecchie risorse dovranno essere destinate
alle aree interne - in Italia si discute sulle aree metropolitane,
sulle aree urbane e sulle aree interne - non c'è stato detto nella
relazione che cosa si intende fare, come si intendono organizzare i
territori, come i territori parteciperanno a questo processo di
programmazione.
Invito il Presidente della Commissione UE ad invitare i
responsabili dei dipartimenti, dell'autorità di gestione e
programmazione nelle figure della dottoressa Corsello e del
direttore Falgares, perché questi ci dicano come intendano
organizzare i processi territoriali e già questo deve essere fatto
la prossima settimana. Ed invito anche la Commissione UE ad
invitare, periodicamente, i responsabili dei dipartimenti e
dell'autorità di gestione perché riferiscano sullo stato della
spesa.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo assente
come sempre. Ieri l'assessore all'energia, insieme al Presidente
della Regione, onorevole Crocetta, incontrando il commissario
dell'ATO di Siracusa, hanno promesso allo stesso che entro una
settimana verrà approvato il disegno di legge di riordino del
sistema idrico integrato regionale.
Di conseguenza, dopo questo impegno formale che il Governo ha
assunto nei confronti del commissario, lo stesso, ieri sera è
andato in una riunione presso la Prefettura a riferire, e ci
saremmo aspettati che oggi il Governo si presentasse in Commissione
Bilancio, in maniera tale che si potesse affrontare, e quindi
approvare, il disegno di legge sull'argomento. Ma il Governo e
l'assessore al ramo, cioè lo stesso che aveva promesso
l'approvazione di una legge a livello di speedy gonzales, oggi non
si è presentato in Commissione, e non credo che lo faccia domani,
anche perché abbiamo chiesto da tempo una relazione, ma la
situazione a Siracusa è diventata esplosiva in quanto l'entrata in
vigore della legge sollecitata dai comuni e dai sindaci della
provincia di Siracusa anziché risolvere i problemi sta
ulteriormente inasprendoli, perché manca la legge di riforma del
sistema, legge che avremmo dovuto approvare, vi ricordo, entro il
giugno del 2013, siamo nel giugno del 2014, quindi, siamo
esattamente con un anno di ritardo.
Ieri avevo chiesto al Presidente dell'Assemblea che si facesse
parte attiva affinché questa legge potesse essere discussa da
questo Parlamento. Mi rendo conto che tutto ciò non è possibile per
l'assenza del Governo, però alcuni dati io voglio che rimangono nei
verbali di quest'Assemblea, e ritorno alla nota fatta pervenire al
Direttore generale dell'autorità di certificazione dei programmi
coofinanziati dalla Commissione Europea. Orbene, per quanto
riguarda il mese di maggio, l'assessorato dell'acqua e dei rifiuti
avrebbe dovuto impegnare 16 milioni di euro, ne ha impegnati solo
12 milioni, 4 milioni in meno di quello che era stato previsto,
quindi quasi il 33 per cento delle somme che erano state stanziate,
mentre gli operai e le maestranze, i dipendenti dell'ATO di Palermo
e di quelli di Siracusa non percepiscono lo stipendio.
Ma lei pensa che questo Governo è veramente nelle condizioni di
rispondere a quelle che sono le esigenze dei cittadini? A quelli
che sono i bisogni del territorio? A quello che è - come
giustamente ha detto l'onorevole Marco Falcone - il dramma di chi
da ventiquattro mesi non percepisce lo stipendio ed è costretto ad
incatenarsi davanti all'assessorato alla formazione Un problema
che non riguarda solo loro, riguarda centinaia di dipendenti degli
enti che negli anni si sono occupati della formazione.
Ma al di là di questa digressione, vorrei ritornare sul fatto che
questo Governo è assolutamente inadeguato, questo Governo che non è
assolutamente nelle condizioni di rispondere alle esigenze dei
cittadini. Oggi si è assentato e non ha affrontato quello che è il
problema vero della Sicilia, cioè la programmazione per il
2014/2020 e le modalità per potere spendere le somme che ancora
sono nelle casse della Regione. Perché, veda signor Presidente,
voglio che anche questo venga certificato, la Comunità europea
aveva concesso alla Sicilia 4 miliardi 350.736.734 milioni di euro,
ad oggi noi ne abbiamo impegnati solo 1 miliardo 850 milioni, e la
cosa ancora più grave - avrei sperato che il Governo fosse nelle
condizioni di smentirmi - è che la certificazione si è fermata ad 1
miliardo e 600 milioni, ma restano ancora da certificare 2 miliardi
e 700 milioni di euro. A fronte di 2 miliardi e 700 milioni di
euro, il Governo - ascoltate cari colleghi - ha previsto impegni
solo per 2 miliardi e 200 cento milioni di euro, cioè per essere
chiari, ci sono delle risorse in Area rischio che ammontano a 511
milioni 874 mila euro, cioè oltre mezzo miliardo di euro, non di
lire, rischiano di essere restituiti alla Comunità europea.
A fronte di questa somma importante - ripeto, mezzo miliardo di
euro - vi è una Sicilia affamata da questo Governo, vi è una
Sicilia che non riesce ad avere risposte, vi sono delle
infrastrutture che non riescono a partire e, soprattutto, il
Welfare è completamente abbandonato, come se non esistesse un
Assessorato destinato a questo settore, come se i vari Direttori
generali, sotto Direttori generali, centinaia di dirigenti che
vengono pagati in questo settore, siano assolutamente inesistenti,
delle ombre vane, le avrebbe definite Dante, cioè dei soggetti che
sono assolutamente intolleranti alla Sicilia e insopportabili per
l'azione che non portano in atto.
Per questo motivo, signor Presidente, nella speranza che domani
questa Assemblea possa tenere la sua seduta costringendo il Governo
a venire in Aula, io spero che questo Governo ritorni in sé, si
renda conto che è messo lì per governare e non per perdere tempo e
che, quindi, faccia una scelta: o decide di lavorare, o decide di
andarsene a casa, perché è insopportabile quello a cui dobbiamo
assistere.
D'ASERO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io evidenzio
questa grave assenza del Governo in un momento in cui il dibattito
d'Aula doveva essere l'occasione per un confronto, per un
contributo che sicuramente ci riserviamo di poter dare, ma
evidenzio in questo senso la scarsa sensibilità, giusto perché si
tratta di un'attività programmata, perché ritengo che le attività
istituzionali vadano rispettate.
Intervengo, signor Presidente, per sottolineare anch'io questo
stato di disagio, di criticità, questo grande momento di impasse,
che le varie strutture burocratiche di fatto complicano il momento
della spesa, quindi, io dico che sicuramente è arrivato il momento,
vista l'emergenza, di poter avviare una fase di sollecitazione,
invitare il Governo ad intervenire per risolvere le criticità nate
nelle procedure di spesa con un intervento presso chi deve
sicuramente operare per far si che le remore possano essere
superate, e che si possano rispettare i tempi che, diversamente,
complicano ancor più la situazione fin qui determinatasi.
C'è un grave problema che riguarda un altro settore importante,
non solo delle procedure di spesa dei Beni culturali,
infrastrutture e turismo, ma c'è il problema della Formazione;
anch'io evidenzio questo stato di disagio e dico che probabilmente
- considerate le risorse umane limitate, com'è già evidenziato, che
sono necessarie per gli impegni di spesa, quindi per tutte quelle
procedure che devono essere seguite - è necessario un intervento di
altri funzionari, e per questo bisogna sollecitare il Governo, che
deve farsi carico per dare una risposta immediata. C'è il problema
reale di chi, in seguito a questa problematica emersa con gli Enti
di Formazione, non riceve stipendio da circa un anno e mezzo, o
anche da più di 20 mesi.
E allora, Signor Presidente, anche qua una sollecitazione perché,
nelle more del rispetto delle procedure delle norme, si proceda a
quella che è l'attività di verifica delle rendicontazione,
verificando se esiste la possibilità, anche attraverso uno
specifico accordo, di procedere ad un acconto diretto ai dipendenti
con un intervento direttamente sui relativi conti correnti perché
possa esserci una risposta a quello che è lo stato di disagio che
ormai viene denunciato da tutti.
Allora, il nostro compito, il nostro senso di responsabilità deve
portare a fare delle proposte. La proposta che io invito, signor
Presidente, che faccia questa Assemblea perché intervenga presso
questo Governo è di sollecitare un acconto al personale in attesa
delle definizioni delle procedure. Questo ritengo che,
probabilmente, possa trovare un momento di risposta a quello che è
il grave stato di abbandono e di disagio a cui il personale tutto
si sente totalmente relegato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è arrivato l'assessore Bruno, fra
una ventina di minuti al massimo sarà qui anche il Governatore. Se
non sorgono osservazioni, sospenderei la seduta per 20 minuti.
Pertanto, considerato che il Governo sta per arrivare in Aula,
sospendo la seduta per 20 minuti, il tempo di dare la possibilità
al Governo di essere qui e, quindi, di procedere come da ordine del
giorno.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.32, è ripresa alle ore 18.00)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Mi è stato appena comunicato che il Presidente della
Regione sta per arrivare, nel frattempo si erano iscritti a parlare
l'onorevole Foti, ed a seguire l'onorevole Gianni, prego onorevole
Foti o rinuncia?
FOTI. Preferisco intervenire in presenza del Presidente della
Regione.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni anche lei rinuncia o vuole
intervenire adesso, in attesa dell'arrivo del Presidente?
GIANNI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi era sembrato di
aver visto in Aula l'Assessore Bruno, ma siccome l'intervento
dovrebbe richiamare anche la sua attenzione e il suo successivo
intervento, se non le dispiace io mi attarderei qualche minuto nel
prendere la parola, per poter dire alcune cose, però possiamo
andare al punto della questione.
Io prendo la parola dopo l'onorevole Vinciullo, che ha richiamato
all'attenzione dell'Aula una problematica molto grave. A seguito
della legge approvata da quest'Aula - la legge Vinciullo/Di Marco -
, che poi abbiamo condiviso tutti, mi rendo conto oggi di avere
sbagliato a condividerla: ci troviamo di fronte ad una operazione
molto delicata, centosessanta persone stanno per perdere il posto
di lavoro, perché l'acqua pubblica si definisce tale se la gestione
degli impianti diventa diretta cioè da parte dei comuni. E siccome
c'è il pareggio di bilancio, il Patto di stabilità, l'impossibilità
di fare i concorsi per l'assunzione di personale negli enti
pubblici, c'è che siamo a metà dell'anno e molti comuni, anzi direi
tutti i comuni, nei propri bilanci non hanno inserito le risorse
che possono essere utilizzate per coprire eventuali problemi che
riguardano danni alla rete idrica, o nuove reti idriche per nuovi
insediamenti abitativi, io sono molto preoccupato, perché molto
spesso uno può anche avere ragione, ma se questa ragione ha la
prevalenza dalla parte della demagogia, mi preoccupo, e lo faccio
perché viviamo una stagione difficile. La disoccupazione ormai è
diventata intollerabile, le difficoltà sono palpabili, le tensioni
sono a livelli mai visti prima, io credo che non possiamo fare
continuare a aumentare le tensioni, il nervosismo, le
preoccupazioni, le ansie che ormai i nostri cittadini sentono sulla
loro pelle.
All'Assessore agli enti locali, o a quello alla famiglia, volevo
chiedere di inviare un commissario ad acta, perché, purtroppo, il
commissario del consorzio di comuni, ex provincia, io credo che non
abbia ben chiaro il quadro, anche perché pare che sia un
commissario provvisorio'.
Mi dicono che forse non ha nemmeno i titoli per fare il
commissario, non so se è vero, so per certo che il problema c'è,
diventa pesante, quando invece potrebbe essere risolto con una
operazione molto semplice, che è quella di mettere insieme i
ventuno comuni della provincia di Siracusa, cioè gli undici che non
hanno ottemperato alla legge che è stata approvata da questa
Assemblea, che prevedeva la consegna degli impianti a quell'Ato
idrico che era stato costituito, e i dieci che invece hanno
consegnato gli impianti e che oggi vogliono che gli stessi siano
riportati sotto la gestione diretta del comune.
Tutti questi problemi li evidenzio qui perché voglio che sia
registrata questa cosa, perché qualcuno dovrà prendersi la
responsabilità di quello che avviene.
E visto che tra l'altro dovevano andare incontro a una nuova
provincia chiamata consorzio di comuni, ma sempre provincia è,
che non ha il Presidente, non ha la Giunta, non ha i consiglieri
provinciali ma ha un commissario che non vuole assumersi
responsabilità anche perché non ha le risorse visto che con la
caduta delle province il Governo nazionale ha ridotto a lumicino il
trasferimento delle risorse alle province.
Quindi, l'unica cosa che si può fare oggi per evitare che si
perdano centosessanta posti di lavoro, che tra qualche giorno ci
sia la sospensione di un servizio pubblico come quello idrico,
perché facciamo gli spiritosi, signor Presidente, a volte ci sono
dei sindaci che non si rendono conto che bisogna mettere davanti la
demagogia per dare spazio alla soluzione dei problemi, allora ci
può essere anche qualcuno che può andare incontro a qualche
errore' che si può definire anche interruzione di pubblico
servizio.
Chiedo all'Assessore per l'energia e all'Assessore per le
autonomie locali e la funzione pubblica di sedersi per chiedere al
Prefetto di Siracusa di utilizzare gli strumenti che la legge gli
consente per togliere la gestione ai comuni e creare le condizioni
perché ci sia, al momento, una gestione complessiva della rete
idrica pubblica, gestita quindi da enti pubblici ma che possa avere
il consenso e le economie e le risorse che posso essere
pubbliche o private.
E siccome la demagogia è bella quando ha un limite ed io credo
che sulla pelle della gente non ci possiamo giocare. Se questo non
fosse possibile, a questa Assemblea chiederò di revocare la legge
Vinciullo, Di Marco, Gianni ed altri.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Seguito della discussione sulle linee guida della nuova
programmazione
dei fondi comunitari per il periodo 2014-2020
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, considerato che abbiamo la
presenza dell'assessore per le infrastrutture e la mobilità e
dell'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, direi che
possiamo proseguire con il seguito della discussione sulle linee
guida della nuova programmazione dei fondi comunitari per il
periodo 2014-2020 posto al II punto dell'ordine del giorno.
LA ROCCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA. Signor Presidente, relativamente alla nuova
programmazione a noi ovviamente fa piacere aver letto nella
relazione che si parla di strategia 2020 e quindi di sviluppo
sostenibile per la Sicilia. E proprio nell'auspicio che sia questa
la direzione della Sicilia ci auguriamo in particolare nel settore
dei rifiuti che sia questa la direzione, quindi di rispettare
quella che è la direttiva 98/2008 relativamente alla gerarchia di
gestione dei rifiuti che vede la prevenzione e la raccolta
differenziata ai primi due posti.
Detto questo, relativamente alla nuova programmazione il mio
Gruppo parlamentare ha presentato diversi ordini del giorno.
Io mi focalizzerò in particolare su due aspetti. Uno relativamente
alla messa in sicurezza dei centri storici, c'è qui l'Assessore per
le infrastrutture. Noi qualche settimana fa abbiamo fatto una
richiesta di accesso agli atti a tutti i comuni della Sicilia per
conoscere lo stato di salute dei centri storici e la notizia è che
i dati sono preoccupanti. Attualmente abbiamo ricevuto soltanto 55
risposte, di 55 comuni, metà dei comuni non è in possesso dei
dati, quindi non ha idea dello stato degli edifici presenti nel
centro storico.
Dai dati pervenuti si evince che la situazione è altrettanto
preoccupante.
Riporto qui alcuni dati: a Palermo vediamo 332 edifici pericolanti
e 224 urgenti'. Ricordiamo che negli ultimi tre, quattro mesi
abbiamo assistito a tre crolli a Palermo, mentre a Caltanissetta
fra edifici pericolanti' urgenti' o meno abbiamo 248 edifici, a
Riesi ben 316, a Castelvetrano 130, a Caltavuturo 52, Cerami 51.
Questi sono soltanto alcuni esempi, motivo per cui chiediamo che
nell'ambito dell'obiettivo tematico 5, relativamente alla
prevenzione e gestione dei rischi, in particolare circa l'obiettivo
5.3 relativo alla riduzione del rischio sismico vengano inseriti
nella nuova programmazione, nelle misure proprio volte alla messa
in sicurezza dei centri storici, ed in particolare all'uso di
strumenti idonei alla prevenzione. Mi riferisco, quindi, alla carta
del rischio, fascicolo del fabbricato, scheda informativa sullo
stato degli edifici esistenti.
In un altro ordine del giorno, visto che qui è presente anche
l'assessore Stancheris, sempre nell'ottica dell'incentivare il
turismo sostenibile, ricordo che circa un anno fa questo Parlamento
ha approvato la legge n. 11 del 2013 che disciplina e riconosce
l'albergo diffuso ma purtroppo ancora non abbiamo il regolamento
perché i lavori per il regolamento sono partiti un po' in ritardo
rispetto ai sessanta giorni previsti dalla norma, quindi,
nell'augurio che presto questo regolamento sia finalmente
approvato, chiedevamo che vengano inseriti nella prossima
programmazione delle risorse che servano, appunto, a realizzare
l'albergo diffuso in Sicilia poiché sarebbe un altro modo per
valorizzare e recuperare i centri storici e dare anche un aiuto al
settore dell'edilizia che in questo momento è in crisi poiché
sostanzialmente chiediamo che dobbiamo dare un senso alle leggi che
si approvano in questo Parlamento e dobbiamo metterle in grado di
essere realmente applicate.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
GRECO Marcello. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
chiedevo, dato che era già all'ordine del giorno, di potere
prelevare, l'avevamo già prelevato ed era già stata svolta la
relazione, il disegno di legge sull'anagrafe scolastica, dato che
c'è, appunto, la presenza del Governo, se lo possiamo discutere
perché, poi, si perderà poco tempo sicuramente.
PRESIDENTE. Onorevole Greco, si è deciso di rinviare l'esame del
disegno di legge sull'anagrafe scolastica a martedì prossimo, dato
che, proprio in questo momento, sta facendo ingresso in Aula il
Presidente della Regione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si riprende il seguito della discussione sulle linee guida della
nuova
programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2014-2020
CORDARO. Chiedo di parlare.
PRESIDEN TE. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, assessori, da tempo ho rinunciato alla
polemica per la polemica, ed ho cercato se è del caso di
approfondire i temi in maniera ancora più seria, in maniera ancora
più importante, in maniera più costruttiva.
La ricostruzione del Presidente Crocetta di ieri è una
ricostruzione che in astratto mi dà dei segnali incoraggianti e,
però, noi abbiamo la necessità, Presidente Crocetta e Governo, di
confrontarci sulle cose reali, di confrontarci con le dichiarazioni
di intenti che ieri sono state fatte e che hanno un collegamento
con la realtà degli investimenti. Certo, signor Presidente, cinque
minuti sono un po' pochi però se magari me ne dà sette ce la dovrei
fare, la ringrazio. Perché dalla buona utilizzazione dei fondi
europei nel nuovo programma 2014-2020 dipenderà la vita o la morte
della Sicilia. Questo è giusto che lo sappiate, che lo sappiamo, è
giusto che lo sappiano gli assessori, quelli che si sono appena
insediati e quelli che hanno con l'avvio di questa legislatura. Ed
io colgo con favore il riferimento alla possibilità di determinare
un concreto rilancio delle imprese e ciò in riferimento alla
semplificazione dell'amministrazione come volano e passaggio
fondamentale per fare ripartire l'economia siciliana, il necessario
riferimento alla ricerca, se vogliamo rimettere in moto un
meccanismo virtuoso che dia risposte alle giovani generazioni.
Una nuova stagione di assistenza legata all'abbattimento del costo
del lavoro e alla riqualificazione del personale, la necessità in
buona sostanza di assicurare la competitività del tessuto
produttivo siciliano. E' chiaro che tutto questo passa da campi
straordinariamente strategici che non sono ovviamente, assessore
Torrisi, soltanto quelli dei lavori pubblici, delle grandi
infrastrutture che mancano, di quello che dobbiamo fare per cercare
di mettere la Sicilia al passo con l'Europa, ma anche quelle che
riguardano campi importanti, tradizionalmente importanti della
Sicilia, come quello dell'agro-alimentare, dei beni culturali e del
turismo: sì il turismo.
Ecco rispetto a tutte queste cose, onorevole Presidente, io mi
permetto sommessamente di contraddirla perché, oggi, non ieri, e
spero neanche domani, i dati sulla disoccupazione sono ancora
drammatici. Io comprendo bene che i suoi toni non siano trionfali
però sentirle dire che il suo Governo ha salvato la Sicilia mi
preoccupa, perché io sono certo che lei, come me, sa che la
Sicilia non è ancora salva, sono certo che lei come me auspica che
la Sicilia possa intraprendere un percorso virtuoso che ne
determini la salvezza.
E allora come abbiamo dimostrato in questi mesi, pur non
condividendo parecchi passaggi, noi sui temi reali per il rilancio
della Sicilia, sui temi reali che riguardano la vita e il futuro
dei siciliani e soprattutto delle giovani generazioni di siciliani,
siamo sempre e saremo sempre pronti a confrontarci, però,
Presidente, noi le chiediamo un ulteriore atto di coraggio: i dati
che sono stati distribuiti ci dicono che ci sono Direttori generali
che chiunque ne sia il padrino, se padrino vi è, non sono adeguati
e se non sono adeguati devono andare a casa: nulla di personale
nei confronti di nessuno ma rispetto a dati numerici che fanno
accapponare la pelle, siccome la responsabilità è personale, è
storica, non è solo sua, è di tutti noi che siamo classe dirigente
attuale, ma il potere di rimuovere la gente inadeguata, quello sì
che è assolutamente suo, io le chiedo, in conclusione di questo mio
intervento, confermando che saremo presenti e controlleremo passo
dopo passo la buona attuazione di quelle dichiarazioni di intenti
che auspichiamo diventino realtà, la invitiamo a fare due cose,
onorevole Presidente, la prima: lei è il Presidente della
legalità, lei deve dire sempre la verità ai siciliani; la seconda:
chi non è bravo deve andare a casa, non possiamo più permetterci
tempi supplementari perché anche questi stanno per scadere. Saremo
vigili e presenti, quello che sarà fatto nell'interesse dei
siciliani ci vedrà pronti al confronto, altrimenti, la nostra
opposizione sarà radicale e intransigente.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevole Presidente Crocetta,
assessori, onorevoli colleghi, io credo che sia sicuramente un
fatto importante, utile, che l'Assemblea regionale siciliana possa
discutere, affrontare, riflettere e, anche, proporre qualche
iniziativa sulla nuova programmazione dei Fondi comunitari che il
Governo della Regione siciliana sarà chiamato a gestire nel
prossimo settennio 2014-2020.
Il Presidente Crocetta ci ha invitato ad una riunione, qualche
giorno fa a Palazzo d'Orleans, ha invitato poi l'intero Parlamento
in Assemblea per poter relazionare sugli obiettivi, sugli
indirizzi, sui percorsi che il Governo vuole intraprendere ai
fini di raggiungere determinati approdi.
Devo dire che ieri ho ascoltato il Governatore e se da un lato è
stata utile l'iniziativa, sono però rimasto un po' deluso, mi
aspettavo qualcosa in più di questa programmazione e perché
parlando di fondi strutturali in genere la legge sugli appalti
pubblici quando parla di un progetto fa riferimento a un progetto
preliminare, poi ad un progetto definitivo e quindi ad un progetto
esecutivo. Poi fa un'altra riflessione sull'idea progettuale.
Ebbene ieri eravamo ancora all'idea progettuale.
Il Presidente Crocetta ha parlato di povertà diffusa, abbiamo
sentito, abbiamo ascoltato le cifre, la disoccupazione nel 2013 è
aumentata di ulteriori 78 mila cittadini. L'esigenza di
fronteggiare un malessere sempre più diffuso: le aziende che
chiudono, la burocrazia che non sempre è amica delle imprese ma che
diventa molte volte ostile alle stesse, quindi, non lavora per
contrastare le forme di blocco che possono ostacolare lo sviluppo,
ma addirittura contrasta lo stesso sviluppo.
Abbiamo ascoltato anche le disponibilità finanziarie nel settore
delle infrastrutture. Mi fa piacere che c'è l'assessore Torrisi,
gli ottocentocinquanta milioni di euro, ma abbiamo altresì anche
sentito che di questi ottocentocinquanta milioni,
cinquecentotredici milioni sono stati impegnati l'anno scorso,
all'articolo 6 della scorsa finanziaria, per far fronte al concorso
di finanza pubblica per evitare che quei novecentocinquantaquattro
milioni fossero tutti accantonamento di bilancio.
E allora però va detto che sarà sottoscritto con il CIS, sarà
sottoscritto con il presidente dell'ANAS questo patto per
l'infrastrutturazione in Sicilia.
Però dico una cosa. Ci aspettavamo una, tra virgolette,
declinazione dei vari assi. Dall'asse dell'energia, dall'asse
dell'intervento al credito, dall'asse che riguarda l'innovazione,
lo sviluppo locale, ma non abbiamo avuto, Presidente Crocetta, da
parte sua dei numeri.
Alla fine ha concluso dicendo: in questo settennio saranno dati
quattro miliardi di euro a cui si aggiungerà il cofinanziamento
nazionale di altri due miliardi di euro, però, dobbiamo anche dire
a quest'Aula che saranno due miliardi in meno rispetto al
settennio 2007-2013 perchè sei miliardi venivano da parte della
Comunità europea, due miliardi e qualcosa da parte del
cofinanziamento nazionale, quindi, è chiaro che ci confrontiamo,
oggi, con un bilancio di spesa corrente che dal 2008 è passato da
venti miliardi circa ai quattordici miliardi e settecento milioni
di oggi, quindi cinque miliardi in meno di spesa corrente e ad un
bilancio in conto capitale che nel prossimo settennio sarà due
miliardi in meno.
Se a questo aggiungiamo che rispetto alla mancata definizione dei
numeri nei sei assi di intervento, non abbiamo declinato, ci
aspettiamo quindi, dopo questo primo confronto, questa idea
progettuale che il Governo nei prossimi giorni ci dia una scheda
per dire quanto vuole mettere nelle infrastrutture, nell'energia e
nell'ambiente quanto vuole mettere.
Quella energia e quell'ambiente, Presidente Crocetta, su cui c'è
stato uno scivolone perché l'anno scorso a settembre dicemmo, con
grande enfasi, che avremmo fatto il patto dei sindaci' risolvendo
il problema dell'approvvigionamento energetico. Scopriamo che in un
anno il patto dei sindaci' e l'approvvigionamento energetico non
ha sortito un solo progetto. Nessun progetto è giunto
all'Assessorato per l'energia perché ci sono stati dei problemi.
Quel patto dei sindaci che doveva movimentare cinque miliardi di
euro e creare ventimila posti di lavoro a regime. Sono dati che non
dà Marco Falcone, sono dati che abbiamo, come dire, ascoltato.
Ci fu anche il problema della sostituzione di chi era dirigente
alla regia di queste iniziative; e allora vorremmo capire sulle
imprese qual è l'abbattimento, l'onorevole Cordaro ne ha parlato
giustamente.
Vorremmo capire quali sono gli interventi per abbattere il costo
del lavoro e rimuovere gli ostacoli che impediscono alle imprese
non soltanto siciliane - e qua lo voglio dire all'imprenditore
Torrisi e non all'assessore Torrisi - e lo voglio dire a quei
tanti, quei migliaia di piccoli e medi imprenditori che vorrebbero
investire in Sicilia ma vedono che questa Regione non sembra amica
ma molte volte diventa avversaria degli stessi. Noi abbiamo il
dovere, l'aspirazione io dico, di vedere sorridere questi
imprenditori e queste aziende.
Ecco allora perché noi chiediamo gli interventi per la ricerca
sull'asse 4, sull'edilizia scolastica, quali sono gli interventi
che possono consentire a delle aziende come la Pfizer, ad esempio
a Catania, ma ne potrei citare altre: abbiamo la Microelectronics
o come tante altre aziende che basano sulla ricerca il loro punto
fondante e si pongono in forte competizione nel resto del mondo,
non nel resto dell'Italia o dell'Europa.
Oggi noi possiamo essere concorrenti rispetto al made in China
soltanto se investiamo su qualche know-how che altri non possono
copiare. Quando si parlò di globalizzazione alcuni economisti ci
dissero che noi avremmo avuto i benefici dei cinesi che portavano
qua per i consumatori quelle cose che possono essere copiate a poco
prezzo, quel materiale di facile consumo a poco prezzo e invece noi
avremmo esportato i prodotti di nicchia che altri non ci copiano e
anche i prodotti sull'innovazione e sulla ricerca. Non è stato
così. Abbiamo, come dire, fallito sotto ogni profilo, siamo stati
invasi sia dai prodotti di largo consumo che dall'innovazione.
Quindi l'asse 5 che si occupa di innovazione: vorremmo sapere
quanto verrà messo su questo asse, per poi trattare l'asse 6, lo
sviluppo locale.
Tutte queste cose qua fanno il paio con l'allarme che ha lanciato
il direttore Falgares l'altro giorno in Commissione Bilancio, fino
a ieri. Devono essere spesi altri 2 miliardi e 300 milioni, ha
detto che probabilmente, e concludo chiedo altri tre minuti, signor
Presidente dato che non parleremo tutti, quindi posso cercare di
mutuare qualche minuto di qualche collega, dicevo, che non
saranno spesi tutti ed appena 800 milioni da qui a fine anno e
ammesso che ne spendessimo altro miliardo, oggi tutti i giornali
riportano 511 milioni probabilmente saranno, lo dice il giornale di
Sicilia, lo dice la Sicilia, la Repubblica, disimpegnati e
restituiremo alla comunità europea soldi che invece potremmo
mettere nel mercato e nel circuito economico di questa isola.
Ha detto bene l'onorevole Cordaro quando parla dei dirigenti,
attenzione, è chiaro che oggi con la legge 10 il Governo ha la
facoltà di potere nominare ma nel momento in cui nomina si prende
la responsabilità gestionale e amministrativa, perché politica,
degli stessi dirigenti generali che non riescono a conseguire
quegli obiettivi che vengono loro dati e per i quali viene
riconosciuta una specifica indennità di risultato.
In questo senso, noi prendiamo atto che il dibattito di oggi e
di stasera è molto scarno, Presidente Venturino, molto scarno,
attenzione. Dovremmo parlare di tante cose. Quando si è parlato
della banda larga: ho incontrato l'altro giorno un alto dirigente
della Telecom che mi diceva che la Regione perde 80 milioni nella
banda larga e nella banda ultra larga per il digitale .
Ad esempio, per quanto riguarda le nuove emittenti televisive,
ci hanno chiesto di utilizzare i Fondi comunitari per il nuovo
digitale terrestre. Non l'abbiamo fatto. Abbiamo fatto una norma
che riguarda appena, che metteva 15 milioni di euro, sembrava la
panacea e tutte le emittenti televisive le abbiamo, invece,
azzoppate. E questo perché? Perché pensiamo di raggiungere
l'obiettivo con qualche piccolo spicciolo ma non raggiungiamo il
traguardo quando, invece, vogliamo utilizzare quello che altro, che
altri ci danno, cioè il denaro fresco, il denaro che crea
ricchezza.
Ora, vedo l'Assessore Stancheris. Assessore, avevamo un grande
bando importante, l'impiantistica in Sicilia sportiva doveva
rendere, doveva far decollare quei piccoli cantieri dal milione e
300 mila euro, IVA inclusa, sino all'intervento da 100, 200, 300
mila euro.
Cantieri veloci, cantieri semplici, progettazione facilmente
cantierabili che avrebbe qualificato per una socializzazione. I
nostri giovani avrebbero rafforzato la presenza nel territorio
anche sotto un profilo di ricettività sportiva e, invece, quel
bando è stato più volte modificato, più volte sbagliato, ha
costretto tanti comuni a ricorrere al TAR, al Tribunale
Amministrativo Regionale, che il Governo nazionale vuole scippare
da Catania per arrivare, alla fine, a dire annulliamo tutto e
rimandiamo i soldi indietro .
Queste sono cose che gridano vendetta e su questo chiediamo al
Governo un impegno serio; lo chiediamo l'impegno serio perché è
seria la situazione in cui oggi ci troviamo. E' seria la situazione
che oggi, diciamo così, in cui oggi la Sicilia si trova.
Non vorrei parlare, leggo, vedo, tutta la 66, riguardante lo
sviluppo locale, il PIS e così via. I centri naturali commerciali.
Dovevano partire le attività produttive che dovevano essere il
volano, il volano di un'economia. Quando parla Confindustria in
Sicilia e punta il dito contro di lei, Presidente Crocetta, lei
deve ricordare a questi signori che hanno indicato loro un
assessore in quel ramo. Non possono essere come coloro che di
giorno la indicano quale responsabile, indicano lei, indicano il
Parlamento tutto, quale responsabile del mal Governo, e poi
chiedono a lei o mi dai un assessore o ti mettiamo in difficoltà .
Lo hanno fatto con lei e lo fecero anche con il suo precedessore.
In questo senso, il Parlamento deve dire, in maniera molto chiara
noi siamo qua per controllare e per dare anche un impulso
all'attività di Governo . A noi fa piacere che il Governo si voglia
confrontare con l'Aula e diciamo - attenzione, Presidente Crocetta
- siamo disponibili - e concludo - ad accogliere questo
confronto . Non vogliamo diventare strumento di problemi interni
alla maggioranza, nel senso che non siamo stampella, non vogliamo
essere stampella, non lo saremo, ma siamo pronti, in un confronto
serio, in un confronto che guardi alla Sicilia come primo
obiettivo, perché qua se la Sicilia va male andiamo male noi, anche
come cittadini siciliani.
PANEPINTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANEPINTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, il dibattito di oggi è un dibattito importante
perché, dal punto di vista teorico e mi auguro anche pratico,
dovrebbe segnare la progettazione, tra virgolette, della Sicilia
che vorremmo, della Sicilia che deve sfidare quelle che sono le
situazioni complessive di questo nuovo millennio.
Nella relazione del Presidente, ieri, venivano indicati alcuni
dati negativi dell'economia in generale, il numero dei posti di
lavoro persi, sostanzialmente veniva dato un quadro dell'economia
siciliana come un'economia profondamente in crisi, così come è in
crisi complessivamente quello che comunemente viene detto Il
sistema Italia .
Devo dire che mi sarei augurato che anche la stessa Presidenza
dell'Assemblea mobilitasse la Commissione UE e la II Commissione,
nel far diventare atti propedeutici la conoscenza della Commissione
speciale per gli Affari Europei e la stessa II Commissione.
Devo dire che arriviamo, tutto sommato, in zona Cesarini
nell'affrontare un dibattito che, certamente, non vede, dal punto
di vista della produzione delle norme, questo Parlamento impegnato,
ma non c'è dubbio che questo Parlamento non può essere chiamato
solo a fronteggiare le emergenze: Pip, Forestali, Esa, Eas e così
via dicendo.
Oggi è un'occasione importante per capire come e cosa si sta
progettando per la Sicilia. Probabilmente, credo che sarebbe stato
anche necessario, considerato che questa programmazione è figlia di
Agenda 2000, è una programmazione che segue alla programmazione
2007-2013, una ricognizione complessiva di tutto ciò che è stato
fatto a partire dalla legge del 1996, sulla programmazione
negoziata, sugli accordi quadro.
Per avere un'idea di che cosa parlo: parlo della legge Ciampi,
cioè di tutta quell'attività che nasce a Catania con il titolo
Cento idee per il Sud, cento idee per il Meridione .
In realtà, non abbiamo un quadro complessivo riassuntivo di tutto
ciò che è accaduto in questi anni, non abbiamo una ricognizione di
ciò che è stato fatto in ogni parte della Sicilia, nelle aree
metropolitane, come nelle aree interne, nelle aree cosiddette
mature turisticamente o in quelle che si attrezzano per essere
turisticamente mature.
Sostanzialmente, arriviamo a questo appuntamento senza una
mappatura di ciò che l'economia, piccola, grande, micro, in questa
Sicilia, è in grado di fare o è avanzata o è arretrata.
Immaginiamo un modello di sviluppo che sia, sostanzialmente,
differenziato da quello che è stato presentato nei documenti del
Dipartimento stesso, cioè una programmazione che tenga conto dei
territori, una programmazione che, probabilmente, veda maggiore
concertazione - visto che ci sono due Assessori -, la concertazione
non è 250 idee ricavate da un sito on line importante, pur moderna
come forma di coinvolgimento del cosiddetto partenariato. Un
partenariato che è stato riunito qualche giorno fa, compresa l'ANCI
che rappresenta tra i 180 comuni siciliani.
Avremmo immaginato, Assessore per le infrastrutture e la
mobilità, lei poc'anzi mi rassicurava sulla firma del Piano delle
autostrade, che ci fosse un momento di concertazione, visto che ci
siete due Assessori, immaginando per quello che diceva ieri il
Presidente, che la programmazione pari a 5 miliardi venga declinata
con tutte le altre forme di finanziamento.
Penso e immagino cosa si può costruire nell'offerta turistica
rispetto al sistema viario, rispetto al sistema aeroportuale,
rispetto a questa grande novità che è low cost che sta portando
migliaia di persone in Sicilia anche se, nella relazione del
Presidente, di ieri, il sistema turistico viene dato in contrazione
rispetto anche a un dato più generale, per cui bisogna capire su
quali settori si voglia puntare.
Ad oggi, credo che i dati che ci sono stati forniti come
prospettiva, i cosiddetti 11 obiettivi indicati a mio parere e
per questo presento assieme ad altri colleghi parlamentari di tutti
gli schieramenti politici un ordine del giorno, un ordine del
giorno che richiama esattamente quello che il Consiglio europeo, il
9 luglio 2013, indicò come programmazione, indicando anche la
necessità che quando si parla - e l'obiettivo 11 - di riformare
la pubblica amministrazione credo, per esempio, che tutto vada
legato anche a quella riforma, a quella semplificazione, che, per
esempio, ieri iniziava, ma che rischia di diventare qualche cosa di
inefficace prima ancora di essere approvata come norma perché
esiste un problema, cari Assessori, cioè quello che è la Regione il
problema.
Quando non vengono spese e non c'è avanzamento fisico e
finanziario nella programmazione 2007/2013, si sta tentando di
addossare la responsabilità agli enti locali i quali, per una
volta, hanno prodotto un pacco progetto a valere sull' Asse 6 e
sull'Asse 3 , superiore alla stessa dotazione di 790 milioni di
euro, per cui ritengo che esista, prima ancora di parlare di che
cosa fare, chi dovrà fare e chi dovrà avere la governance di
questo processo che è ingente dal punto di vista delle risorse. E
credo che sia necessario immaginare un'inversione di tendenza
immediata perché la Regione non può essere tutto il contrario di
tutto per poi cercare responsabilità in giro che non ci sono.
Credo che avremmo necessità di approfondire ancora di più quella
che è una impostazione multi settoriale integrata, avremmo la
necessità di capire ancora di più come mettiamo insieme tutti i
programmi operativi dal FESR (Fondo sociale europeo), allo stesso
fondo per la pesca considerando che questa è un'isola
abbondantemente bagnata dal mare con un sistema legato alla
peschicoltura importante, oggi è la Commissione europea che ci
chiede di puntare per alcuni prodotti del mare alla acquacoltura.
Così come serve, a mio parere - se l'onorevole Lantieri me lo
consente, se mi lascia almeno qualcuno che mi ascolti del Governo
perché, in fondo, ci illudiamo per potere avere la forza di
illudere gli altri, è una illusione continua - la necessità di
riequilibrare l'appostamento delle risorse, abbiamo uno
sbilanciamento verso le città metropolitane che hanno altre risorse
a carattere nazionale mentre poco viene detto fra le aree interne
in un territorio, quello siciliano, di cui ben 200 comuni sono
sotto i cinquemila abitanti e solo qualche decina sono superiori a
30 mila abitanti, solo tre grandi città superiori ai 200 mila
abitanti.
Avremmo voluto una maggiore attenzione ai Gal , che hanno
comunque prodotto grandi risultati sulla programmazione per le
politiche agricole; avremmo immaginato anche che venisse finalmente
contemplato nell'attenzione del Dipartimento e del Governo
l'investimento territoriale integrato e questo noi non lo troviamo
in questo documento, per cui, come dire, se siamo ancora in tempo,
se dovessimo essere ancora in tempo, credo che serva senza indugio
una inversione di tendenza e non dico a 'U' ma una correzione va
fatta perché possa esserci l'integrazione e non c'è stata, in
questa programmazione. Non abbiamo visto i livelli di Governo
nonostante una riforma del titolo V che, oggi, viene
abbondantemente ripreso nell'ipotesi della riforma Renzi nella
rappresentazione degli interessi legittimi e diffusi dei territori.
Non abbiamo visto i soggetti territoriali presenti; non abbiamo
visto quelle agenzie, come dicevo, i Gal o come i patti
territoriali o le altre forme di presenza nei territori che
abbiano consentito la costruzione di una programmazione che vedesse
lo spalmare nella cosiddetta eccezione a pioggia ma è una
programmazione che, forse, alla fine, è rappresentativa di un
obiettivo - concludo, signor Presidente, come dice l'onorevole
Falcone, parlerò un po' di più anche per il mio Gruppo - una
concertazione nel disegnare che cosa ne facciamo della Sicilia, ma
rispetto anche a tutte le azioni che sono in campo.
Chiedo all'Assessore Stancheris se i distretti turistici, che
hanno visto il suo sforzo, riusciamo a farli diventare motore di
un'ipotesi di sviluppo, o sono uno dei tanti percorsi a binario
morto che questa Regione ogni tanto va a costruire, spesso, anziché
ogni tanto?
La questione dei centri storici: non possiamo indignarci ad ogni
morte e poi non immaginiamo due cose contemporaneamente. Come
portiamo dentro i centri storici le popolazioni, come evitiamo di
consumare altro territorio, come riqualifichiamo queste aree che
sono aree urbane e sono aree diciamo anche ad umanesimo composto ?
Cosa voglio dire? Indicare la lotta alla povertà è un
intendimento che va bene la domenica, quando proviamo a trovare
qualche punto per il Paradiso, ma non credo che se non è declinato
e intersecato con i livelli di governo e con le altre misure come
la PAC possa avere senso.
Per cui immaginare azioni che siano le più incisive nel creare
una nuova società siciliana, perché questa sfida la si può
affrontare nella produzione, nel creare nuovi livelli occupazionali
e chiedo all'Assessore Stancheris, se, per esempio, riusciamo ad
integrare le due misure da diciotto milioni di euro che gestisce
Sviluppo Italia, diciotto per le zone mature e diciotto per le zone
non mature dal punto di vista turistico.
C'è in queste ore qualcuno che racconti questa Sicilia e racconti
a che punto è, che stato vive?
I centri commerciali naturali: è un altro binario morto. Se
mentre autorizziamo immensi centri commerciali, andiamo a
sacrificare aree agricole di pregio e di valore per costruire le
aree parcheggio e svuotiamo le nostre città piccole e grandi,
dissanguando anche un tessuto produttivo e umano fatto di
competenze, fatto di storia, di umanesimo che qui noi non
ritroviamo. Per cui, per queste ragioni, ovviamente, senza avere la
pretesa di dovere scrivere tutto ciò che è giusto e ciò che è buono
per questa Sicilia, però, avremmo voluto lavorare di più, come
Parlamento, signor Presidente, mi rammarico con la Presidenza, mi
rammarico perché avremmo dovuto lavorare di più. Perché la data
odierna di oggi, di inizio di ieri, sembra il consumare una
ritualità necessaria a dire è stata fatta pure una seduta del
Parlamento , così come la riunione nottetempo fatta per incontrare
il partenariato, per incontrare l'ANCI, per incontrare i soggetti
che in qualche maniera dovrebbero partecipare.
Ovviamente, non credo che ci siano miracolose ricette per mettere
in condizione la ripresa del PIL, dell'economia, la creazione di
nuova occupazione, altri attori economici, ma serve ovviamente un
qualche cosa che costruisca, Assessore, un fattore che
economicamente non è rilevabile, ed è l'entusiasmo e la
partecipazione.
Concludo dicendo questo: io sono un modestissimo artigiano dello
sviluppo locale, ho lavorato in un territorio che non è la Brianza
ma, quando creiamo ventisei caseifici, quando creiamo
quattrocentocinquanta posti di lavoro in micro, in medie e in
piccole imprese, abbiamo creato lo stesso numero di posti di lavoro
che la Fiat realizzò a Menfi, con un investimento poderoso, in una
Sicilia dove le politiche industriali si danno allo smantellamento
totale dell'Italcementi, della Fiat, di tutto ciò che era
caratterizzazione industriale, anche se marginale, di un'Isola.
Avremmo immaginato quella riconversione, per fare un esempio, che
la città di Torino ha pensato assieme al Piemonte per sé,
diventando oggi, la città di Torino, un punto di riferimento
culturale a turistico, riconvertendo lavoratori e riconvertendo
professioni.
Avremmo voluto questo. Mi rammarico non tanto con il Governo che
è chiamato ad un'eredità, avremmo pensato anche che il nostro
Presidente, che ha tutta la nostra stima, non arrivasse a sessanta
assessori, ma almeno uno alla programmazione servirebbe per avere
un interlocutore che possa parlare al Parlamento, ai Comuni, a
Confindustria, alle categorie produttive di questa Sicilia. E'
necessario che ciò avvenga perché è chiaro che c'è una depressione
sociale che incute timore nell'attivare nuovi processi produttivi.
Abbiamo bisogno di creare l'entusiasmo, quel fattore non rilevabile
né dal PIL, né dall'ISTAT, quell'idea che c'è una grande squadra,
Governo, Parlamento, Comuni, consigli comunali, imprenditori che
stanno lavorando ad un'ipotesi di crescita.
Assessore Torrisi, mi auguro che domani si firmi e mi auguro che
ci sia la possibilità di progettare la Gela/Castelvetrano, perché
altrimenti il mare di Licata, di Gela, di Porto Empedocle, di
Agrigento, di Sciacca non avrà collegati due aeroporti e,
probabilmente, serve un miserabile milione di euro per avviare lo
studio di fattibilità, come una dorsale che attraverso la
Palermo/Agrigento arrivi alla Agrigento/Sciacca, per costruire un
sistema di area, copiando semplicemente i romani, che hanno
costruito l'impero costruendo strade prima ancora.
Su questo tema, penso che serva, così come capire esattamente
quali sono i veri risultati che pensiamo di ottenere dagli undici
obiettivi tematici posti, perché quando si parla di immaginare una
nuova Pubblica Amministrazione, sono scandalizzato dal fatto che
si vuole chiudere al 30 giugno di questo mese e di questo anno, la
possibilità della spesa sul 2007 e 2013, perché che senso ha dire,
un Assessore è costretto a dire che non ha personale per
predisporre i decreti di una misura che è la 3.2, dove ci sono
progetti cantierabili.
Mi chiedo perché non attingere alla graduatoria che ha
predisposto la Crias con l'Assessorato alle Attività produttive
sull'offerta turistica. Ma questa è la programmazione passata?
Ma se, alla fine, la pubblica Amministrazione che si vuole
riformare, assessore Torrisi, assessore Stancheris, e la pubblica
Amministrazione che non capisce che
PRESIDENTE. Onorevole Panepinto, la invito alla conclusione.
PANEPINTO. Concludo, signor Presidente. Mi auguro, nel presentare
questo ordine del giorno, che il Governo anziché subirlo possa
aiutarci a costruire qualche cosa nell'interesse, come si conclude
sempre da questo posto, della Sicilia e dei siciliani con una
possibilità però, che probabilmente questa è l'ultima acqua che
passa sotto il ponte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Panepinto. Ho apprezzato moltissimo
il suo intervento, però, una considerazione devo farla. Condivido
con lei il fatto che, probabilmente, un rapporto più stretto di
collaborazione ci avrebbe portato, oggi, a trattare in maniera
diversa quelle che sono le linee programmatiche ma le ricordo che
c'è anche una Commissione apposita, che è la Commissione che si
occupa di questo, quindi, dico additare la Presidenza come
responsabile di una mancata collaborazione, quando, di fatto,
esistono gli strumenti per poter attivare questo tipo di
collaborazione, condivido con lei che ci vorrebbe sicuramente un
rapporto più collaborativo tra tutti quanti per meglio programmare
il futuro della nostra Sicilia.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Allora ha chiesto di parlare l'onorevole Cracolici, a
seguire l'onorevole Maggio, poi l'onorevole Musumeci, e l'onorevole
Grasso.
Onorevole Cracolici, prima che inizi il suo intervento, non
voglio assolutamente soffocare il dibattito perché, chiaramente,
l'argomento è molto importante, però, vi pregherei - come avete
visto, ho concesso molto più tempo di quello previsto - di rimanere
entro, magari, dieci minuti. Grazie.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, la ringrazio anticipatamente per la
gentile concessione, ma avendo previsto l'Aula alle 16.00, abbiamo
iniziato i lavori alle 18.00 per non fare nulla; forse, se finiamo
alle 20.00 per parlare diciamo che più che una concessione la
considero un atto di igiene politica.
PRESIDENTE. Può finire anche a mezzanotte; il punto è dare la
possibilità a tutti di intervenire e rispettare, perché ci sono dei
Regolamenti che vanno rispettati.
Prego, onorevole.
CRACOLICI. Le assicuro, signor Presidente, che non impedirò a
nessuno di parlare, anzi me lo auguro.
Parlo per timbrare il cartellino perché temo che questa nostra
discussione sia una discussione abbastanza tra sordi , una
discussione dove inevitabilmente gran parte di ciò di cui parliamo
fa parte di un rito, il rito di una discussione che quando parliamo
dell'Europa ne parliamo, anzi ne straparliamo, soltanto per
alimentare paure e fallimenti.
Ovvero rischiamo di perdere le risorse europee, quanto perderemo
nelle risorse europee, peccato perché ci sono i fondi europei e non
riusciamo a spenderli.
Oggi, non siamo qui chiamati a giudicare quello che abbiamo fatto
e come lo stiamo facendo; dovremmo essere chiamati a capire cosa
vogliamo fare per i prossimi sette anni in Sicilia. Per dirla con
una sintesi, credo che il compito che dovremmo esercitare in questa
nostra discussione e negli atti che si completeranno da qui a
quando si definirà l'intesa, prima con lo Stato e poi con l'Europa,
che racconto facciamo alla Sicilia e ai siciliani? Qual è la
metafora che questa classe dirigente propone ai siciliani per dire
fra sette anni l'obiettivo che avremo è che ogni siciliano avrà
cosa in più? Quali saranno i vantaggi?
Rischiamo di rappresentare questa questione come una mera
operazione contabile, una posta di bilancio, una sorta di bilancio
del bilancio. E non riuscire, invece, a dire e a dare quello che, a
mio avviso, doveva e dovrebbe continuare a essere la ragione per la
quale una Regione cosiddetta in area convergenza , cioè un'area di
depressione economica, possa utilizzare strumenti per ridurre il
gap economico, sociale, strutturale. La nostra discussione, ancora
una volta, si muove a tentoni.
Ho partecipato, allora, da giovane amministratore, anche alla
suggestione che ebbe Agenda 2000.
Agenda 2000, dopo il POR 94/99, fu un momento di svolta delle
politiche comunitarie, almeno nella percezione e nella suggestione.
Tutti, però, capimmo che forse 'Agenda 2000' partiva da un
presupposto di eccessiva frammentazione nel territorio: centinaia
di misure, centinaia di interventi, una estrema parcellizzazione
che ha finito per non dare il senso e la misura dell'effetto delle
risorse aggiuntive che dovevano essere, appunto, le risorse
europee.
Nel 2007 e nel 2013, l'allora Governo presieduto dall'onorevole
Cuffaro, programmò, alla fine del 2005-2006, i nuovi interventi per
il nuovo settennio. Racconto spesso uno dei momenti più tragicomici
della nostra Terra, quando, un giorno, l'allora Presidente della
Regione, tornando da Bruxelles, convocò, un sabato mattina, a
Palazzo d'Orleans, una conferenza stampa - in genere, il sabato è
un giorno di poca comunicazione delle Istituzioni - e la convocò
per annunciare, con aria trionfale, che, anche per il settennio
2007-2013, la Sicilia, fortunatamente, continuava ad essere un'area
povera e, quindi, avremmo avuto i famosi 6 miliardi circa di euro
della nuova programmazione 2007-2013.
Ma come le abbiamo programmate quelle risorse? Sostanzialmente,
nell'assoluta continuità rispetto ai programmi precedenti, per poi
scoprire che una parte ingente di quelle risorse, non sapendo e non
potendole spendere, anche perché, in alcuni casi, siamo già in
overbooking, quanti agriturismi ancora dovremo finanziare?
Quando ci dobbiamo fermare per sostenere un modello che, alla
fine, si è persino ingolfato?
A un certo punto, ci siamo inventati 'Jeremie' e 'Jessica'; ci
siamo inventati strumenti finanziari che dovevano, in qualche modo,
parcheggiare delle risorse attribuite alla Sicilia per farle
gestire, attraverso il sistema della finanza creativa, un sistema
di finanziamento alle imprese siciliane. Non mi pare che sia stato
un grande successo. E siamo ad oggi, dove questa nuova
programmazione, mi permetto di dire, è un elenco di titoli. Gli
obiettivi, i famosi 11 obiettivi, altro non sono che la
trasposizione dal punto di vista dei titoli del regolamento che
promuove la nuova programmazione dei fondi strutturali per il
settennio 2014-2020.
Titoli obiettivi declinati nella pura denominazione ma la domanda
è: come lo facciamo lo svolgimento di quei titoli? Qual è cioè
l'efficacia e l'effetto che ci proponiamo? L'obiettivo che la
Sicilia si dà alla fine di questi sette anni? Per esempio,
centomila ragazzi in più diplomati nelle scuole tecnico industriali
della nostra Regione? Oppure un grande Politecnico del Mediterraneo
capace di attrarre, di essere uno dei luoghi di attrazione
formativa della nostra Regione? Ci poniamo l'esigenza di
digitalizzare per davvero tutta la pubblica amministrazione e di
sostenere la digitalizzazione delle famiglie e delle imprese?
Pensiamo ad un grande piano di riqualificazione urbana? Penso che
nessuno possa essere contro la riqualificazione urbana, perché
sarebbe come dire che è contro la mamma.
Il punto è come facciamo questa riqualificazione urbana. Quali
strumenti, quali azioni, quali attività siamo in grado di
promuovere per dare concretezza a questa idea di riqualificazione
urbana. Faccio un esempio. Possiamo immaginare, a proposito di
strumenti di finanza creativa, di estendere una delle misure che,
seppur in termini di nicchia, è stata attuata in Sicilia, cioè
l'abbattimento del tasso degli interessi, cosiddetto risanamento a
tasso zero delle abitazioni, ed estenderlo invece a tutte le
attività commerciali e artigianali. Fare cioè un grande piano di
recupero urbano con delle azioni. Ecco qual è l'anima del progetto
che diamo ai siciliani.
Vedo che in questo, purtroppo, rischiamo di perdere una grande
occasione per raccontare la Sicilia che vorremmo. Consentitemi di
dire che manca la politica Quella bella parola che coniuga azione
e sogno, suggestione e concretezza: la politica. E quando manca la
politica c'è solo somma, tante cose, tanti pezzi da mettere insieme
per comporre un mosaico più o meno rabberciato. Mi auguro, ma
capisco di parlare al muro, che questo Governo recuperi una delle
cose fondamentali per stabilire qualunque programmazione, ma ci
credo poco. Chi programma la prima cosa che deve fare è sapere
quali sono i bisogni. Se non si hanno chiari i bisogni, come si fa
a programmare le risposte? Insomma se non si conoscono le domande,
come si fa ad attrezzarsi sulle risposte? E come si fa a conoscere
le domande?
Si può fare. Da questo Palazzo, da quest'Aula, penso che si
possano rappresentare i bisogni e di avere la presunzione di
conoscere la complessità dei bisogni della Sicilia e, quindi, mi
convinco di quali sono i bisogni prioritari rispetto ai quali
attrezzare la mia risposta e le mie risposte. Invece, e qui sta la
politica, io costruisco la mappa dei bisogni chiamando il
territorio non a raccontarci quali sono i problemi e dirci cosa
serve, ma condividere con i bisogni del territorio il progetto di
rivoluzione della Sicilia. La rivoluzione non si fa con una logica
dirigista, non esiste nessun riformismo dall'alto che riformerà mai
niente. Il riformismo vive se è capace di conquistare e di animare
tante passioni di tanti uomini e donne che in ogni angolo della
nostra Regione si sa riconoscere su un progetto, sa e sta lavorando
per un obiettivo. Poi, ci riusciremo o non ci riusciremo, ci
saranno dei fallimenti, ci saranno dei ritardi, quello fa parte poi
della concreta e drammatica quotidianità, ma la dimensione, come
dire, della metafora, della suggestione, dell'idea, del perché
faccio una cosa, non soltanto se la faccio o non la faccio, quella
ci sarà.
Non so se in questa occasione il Governo sarà ancora in grado di
promuovere animazione territoriale, coinvolgere i sindaci,
coinvolgere le imprese, non soltanto Confindustria, le
organizzazione di rappresentanza. Io, ad esempio, se fossi il
Presidente della Regione, convocherei entro una settimana i 380
sindaci e i 380 Presidenti dei Consigli comunali, tutti dalle
grandi città ai piccoli centri, non soltanto per farli venire a
Palermo, ma per farli sentire protagonisti di una mappatura e di
una suggestione di ricostruzione della speranza in Sicilia.
E la stessa cosa farei con le imprese, in un momento in cui si
discute del fatto che chiudono, che cancellano le Partite Iva, che
nelle Camere di Commercio si riducono le imprese attive. Questo
momento che è appunto la programmazione per il settennio 2014-2021
serve a ridare speranza, a dire a chi magari sta pensando di
chiudere che forse si può ricominciare, si ci può riprendere, si
può continuare ad esercitare l'attività di impresa, può evitare di
licenziare. Io penso che la programmazione innanzitutto sia questo,
cioè animazione con la società e nel territorio, ma purtroppo su
questo siamo ancora soltanto ai titoli.
Spetta al Governo perché poi in questo caso il Parlamento è un
luogo appunto del 'parlamento': 'sparlare': poi l'azione quotidiana
la svolge il Governo e, a mio avviso, una delle cose sulle quali il
Governo dovrebbe riflettere è anche chi gestisce tutto questo.
Diciamocelo pure, lo dico avendo partecipato all'idea ad un certo
punto che tutta l'attività della programmazione potesse essere
messa alle dipendenze della Presidenza della Regione di turno
togliendo quella dimensione necessaria di integrazione tra
obiettivi ed economia. Io penso che la programmazione economica
deve essere un'unica materia, ci deve essere un unico assessore che
sia in grado di coordinare, di animare, di fare sintesi, di imporre
anche scelte anche agli altri Dipartimenti e agli altri
Assessorati.
Stamattina in I Commissione abbiamo iniziato ad esaminare un
testo. Noi spesso discutiamo della questione dei Fondi europei,
come dicevo prima, del fatto che non li spendiamo, che rischiamo di
perderli con una sorta di 113, di emergenza; tutto è finalizzato a
spenderli, al di là di come si spendono, ma abbiamo capito che ci
sono azioni gestite dall'Unione Europea direttamente con le
imprese, direttamente con i Comuni, direttamente con la Ricerca,
direttamente con le Università, dove la Regione o è un luogo di
intermediazione positiva o rischia di essere troppo fragile per
poter contare in un sistema europeo che rimane un sistema
lobbistico. E allora, da questo punto di vista, il come noi
programmiamo, il come animiamo la programmazione in qualche modo dà
anche l'ambizione, a chi è fuori da quest'Aula, di sentirsi parte
di un progetto, di un progetto di rinnovamento, di un progetto di
cambiamento.
Il Governo è in grado di fare questo? Non lo so
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Maggio. Ne ha
facoltà.
MAGGIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ho chiesto
di intervenire soprattutto per fare una riflessione insieme al
Governo su quello che è il metodo attraverso il quale questa
programmazione sarebbe dovuta venire alla luce.
Non per rivangare il passato, ma proprio partendo da un passato
che qualche cosa che la deve insegnare, proprio per evitare di
commettere quegli errori che, purtroppo, ci hanno portato ad una
mancata efficacia dei risultati sull'utilizzo dei fondi strutturali
che, per essere efficaci - e credo che ce lo insegna appunto il
risultato - avrebbero dovuto raccordarsi ed integrarsi con quella
che è la programmazione ordinaria, le politiche di spesa ordinarie.
Solo così avremmo potuto mettere in atto, con le risorse
precedenti, politiche serie di sviluppo che avrebbero potuto
portare ad occupazione, interventi davvero importanti sulle
infrastrutture in un raccordo con la ricerca e soprattutto con
percorsi di vera politica di riconversione industriale.
Credo che tutto questo non sia accaduto. Gli indicatori economici
purtroppo ci danno il quadro che abbiamo, i dati sulla
disoccupazione, non solo giovanile, ma i tanti, i troppi posti di
lavoro che continuiamo a perdere quotidianamente, credo che siano
sintomatici.
Quindi un'assenza di efficacia dei fondi strutturali che credo
dobbiamo recuperare attraverso una forte integrazione delle
politiche ordinarie regionali e nazionali, perché se non si ha un
quadro chiaro di quelle che sono le politiche di intervento si
continua a lavorare su piani paralleli e su investimenti paralleli,
ed è chiaro che poi il risultato non può essere efficace.
Noi, invece, abbiamo purtroppo una realtà siciliana dove le
politiche messe in atto attraverso i fondi europei sono state delle
politiche assolutamente sostitutive delle politiche ordinarie.
Credo che tutto ciò non sia più possibile, ecco perché è
necessario che facciamo tesoro delle criticità del passato. Perché
senza quelle politiche di sviluppo che ancora oggi ho bisogno di
capire, attraverso tutti gli interventi programmatori, gli
obiettivi che sono stati annunciati, gli undici obiettivi, verso
dove vuole andare questa Sicilia? Così come è nell'assenza, che
abbiamo registrato, delle politiche di sviluppo, sono stati
attivati interventi sbagliati, vorrei capire oggi, prima di
ripetere gli stessi errori e di attivare degli interventi
sbagliati, dove andiamo, e per farlo dobbiamo partire dalla
situazione effettiva del sistema produttivo regionale.
Sappiamo bene cosa è accaduto. Abbiamo avuto bandi che sono andati
pressocchè deserti, per esempio nel settore della costruzione dello
sviluppo delle filiere energetiche. Abbiamo avuto bandi, invece,
che non hanno avuto la loro efficacia proprio per la mancanza della
normativa regionale. Faccio un esempio per tutti: i bandi per lo
sviluppo delle filiere del riciclo, del riuso dei rifiuti.
La nuovo politica programmatoria europea prevede che alla base
degli interventi ci sia una politica ordinaria forte, una politica
a sostegno di ciò che noi vogliamo andare a fare.
E sappiamo anche che in molti ambiti essenziali dell'azione dei
fondi strutturali, infatti, sono mancate proprio queste politiche
definite strutturali. Ascoltavo poco fa l'onorevole Cracolici, e
anche io voglio esprimere la mia grande preoccupazione per questo,
perché la fretta di spendere le risorse in tempi rapidi, ci ha
portati successivamente a dei percorsi di rimodulazione delle
risorse che, nel frattempo, nella negatività si sono accompagnati
anche ad una riduzione della quota di co-finanziamento nazionale.
Tutto questo non deve più accadere perché abbiamo bisogno che la
nuova politica comunitaria sia attivata attraverso un metodo
diverso, di concertazione, di integrazione, di interazione tra i
diversi segmenti delle politiche regionali sulle diverse strutture
e, quindi, c'è bisogno di una grande capacità sia politica che
amministrativa. C'è bisogno di una condivisione, di una
partecipazione attraverso dei processi che, dai vari settori, si
muovano in contemporanea, si muovano in forte integrazione con le
politiche ordinarie, che sono tutte quante ancora da pianificare,
programmare e realizzare.
Quindi, viene a mancare quel supporto che l'Europa ci chiede in
maniera forte, serve una riflessione politica, una grande
riflessione politica che si unisca al metodo nuovo che noi dobbiamo
utilizzare, politica e strategia di fondo per orientare quelle che
devono essere le grandi scelte che devono individuare, che devono
stabilire, le principali direttrici sulle quali le politiche di
sviluppo che noi dobbiamo finanziare devono viaggiare.
Ad esempio, quando parliamo di grandi direttrici o di grandi
interventi, di solito siamo abituati a pensare ai grandi interventi
come al grande intervento strutturale, infrastrutturale, ma non è
così. Noi dobbiamo pensare al grande intervento strutturale che si
compone attraverso dei piccoli interventi che vengono fuori da
necessità, che non sono specifiche, ma da necessità che rispondono
a un tutt'uno, a una unità, deve essere un indirizzo unico che si
compone poi di quelle che sono le risultanze che diano risposta ai
temi specifici.
Se parliamo di grandi interventi infrastrutturali pensiamo a
quello che viene previsto dall'Europa nelle aree metropolitane. Ma
questo non significa che i grandi interventi che noi dobbiamo
andare ad operare nelle aree metropolitane debbano dimenticare i
piccoli centri, i centri interni. Di riflesso anche se non
direttamente, è chiaro che le politiche di sviluppo avranno le
ricadute anche su piccoli centri. Questa è una delle indicazioni
fondamentali, cioè l'integrazione dei processi, e quindi bisogna
pensare a selezionare pochi interventi.
Noi sappiamo che uno degli errori del passato è stato proprio la
frammentazione, la parcellizzazione degli interventi. Parlare ad
esempio di grande opera per quanto riguarda l'ambiente, significa
tanto, tantissimo, significa decarbonizzazione, la grande opera
significa recupero degli edifici, interventi sugli edifici che
pensino a risparmio energetico, interventi che abbiano attenzione
ai cambiamenti climatici, interventi che abbiamo l'attenzione a
quelli che devono essere i piani di prevenzione. Ma quella è tutta
una grande opera che ha, e che deve avere in mente, l'obiettivo
dell'ambiente, del clima, che poi naturalmente si dirama e dipana
in diversi interventi. Così come la grande opera infrastrutturale
deve essere frutto della politica programmatoria che viene indicata
nello specifico all'interno della nuova filosofia della
programmazione, attraverso gli investimenti territoriali integrati,
dove territori hanno la possibilità di intervenire, di partecipare,
di interagire, di dire la loro rispetto a quello che è l'idea di
sviluppo che gli viene proposta all'interno dei diversi settori.
E' chiaro che per tornare e per fare un esempio se parliamo di un
progetto che ruota attorno al clima e all'ambiente, parliamo di un
progetto che ha e che deve avere dei forti risvolti dal punto di
vista economico, sociale, produttivo e dal punto di vista della
riconversione industriale. Penso alla Green Energy, che deve però
significare anche Green Economy, deve significare davvero un punto
di approdo nuovo per la nostra Regione.
Ma questi temi devono essere temi che all'inizio stanno al centro
dell'attenzione e che devono poter fare un bilancio su quelle che
sono le ricadute in termini di sviluppo, in termini di occupazione.
Quanti posti di lavoro pensiamo di creare? E solo così, solo
partendo dall'idea, dalle riflessioni e poi dalle verifiche
continue che quell'idea, quel progetto può avere, che noi possiamo
utilizzare in maniera adeguata le risorse.
E quindi una strategia, questa strategia della nuova
programmazione che deve mirare non solo all'uscita della crisi
economica e finanziaria, che mi pare fondamentale e importante, ma
deve puntare a colmare quel delta, quella grande laguna, quel
divario grande che ancora c'è rispetto al modello di crescita che
noi registriamo all'interno della nostra Regione. Altrimenti non
capisco perché si parli di crescita di uno sviluppo che sia più
intelligente, sostenibile e solidale.
Ho visto in una delle slide che ha presentato il Presidente che
c'è all'interno di questi tre temi, che poi costituiscono quello
che è il paradigma dello sviluppo economico, che poi sono diventati
cinque, gli obiettivi, che c'è una divisione, che ci sono dei
sottotermini, io penso che bisogna ricomporli e tra l'altro in
questi cinque obiettivi manca, secondo me, un nodo fondamentale che
deve essere trasversale a tutti, che è il tema della ricerca, che
per noi rimane fondamentale, e quindi parlo di leggi di sistema, di
leggi che devono essere delle prerogative, delle precondizioni agli
interventi di sviluppo, io credo che l'assenza in questa nostra
Regione di una legge sulla ricerca, di un sistema della ricerca,
sia davvero un handicap che dobbiamo colmare.
Tra questi tre punti, e poi arrivo alla sintesi, ce n'è uno che
per noi diventa fondamentale, che è quello della crescita solidale.
Noi purtroppo rientriamo a pieno in quel grande deficit da colmare
quando parliamo del 75% dei soggetti che sono sotto il reddito
medio ed io credo che oggi più che mai la Sicilia abbia bisogno di
coesione sociale.
Ed allora, se per tornare al metodo, attraverso questi esempi
specifici che ho portato, abbiamo bisogno di orizzontalità e di
valorizzazione di questa orizzontalità nelle diverse politiche che
dobbiamo mettere in atto se crescita intelligente significa
tecnologia dell'informazione, è chiaro che la tecnologia
dell'informazione deve essere assolutamente orizzontale.
Non significa solo digitalizzazione della Pubblica amministrazione
ma di una Pubblica amministrazione che deve essere davvero più
rispondente a quelli che sono i bisogni dei cittadini, e per me
crescita intelligente significa davvero portare la cablatura in
tanti paesi, in tante zone del nostro territorio regionale che ne
sono sprovviste.
Mi viene da pensare ad un esempio rispetto a qual è la forza degli
strumenti informatici che è stato, secondo me, il paradigma della
forza dell'informatica, la rivoluzione araba. Se non ci fossero
stati alcuni strumenti in quei paesi arretrati, davvero la
rivoluzione araba non avrebbe potuto avere poi lo sviluppo che ha
avuto. Noi ne abbiamo bisogno quasi alla stessa maniera.
Poi si arriva alla crescita sostenibile e competitiva e quindi ci
calo dentro le cose di cui parlavo prima, ad esempio la tutela
ambientale, dove dentro c'è anche la valorizzazione del nostro
patrimonio culturale. Come lo vogliamo valorizzare, del nostro
patrimonio paesaggistico
PRESIDENTE. Onorevole Maggio la invito a concludere.
MAGGIO significa tutela dell'ambiente, ma stiamo sempre dentro
diversi punti che devono, come dire, ancorarsi ad un tema
principale, che deve essere uno dei pochi temi fondamentali per lo
sviluppo. Poi, naturalmente, la crescita solidale, lo dicevo prima,
abbiamo bisogno di inclusioni sociali, di istruzione, formazione, e
vorrei che questi temi siano riempiti di contenuti, insieme
all'integrazione della programmazione, all'orizzontalità delle
politiche, che sono degli elementi fondamentali.
Io non lo so se il problema è l'assenza di un Assessorato previsto
per la programmazione, ma penso che occorra una cabina di regia. Ma
non una delle solite cabine di regia che si costruiscono e poi non
lavorano, dove dentro ci siano tutti gli Assessori, dove ci sia
sicuramente il Presidente della Regione, ma dove ci siano gli
assessori per determinare le politiche, dove ci sia una forte
capacità amministrativa che molto spesso è quella che è mancata, e
dove ci sia una struttura tecnica efficace a supporto di tutti quei
passaggi che poi la rendicontazione delle politiche programmatorie
comporta, e questo deve essere uno dei punti fondamentali se
vogliamo che davvero le risorse finalmente siano spese bene, che
diano un esito qualitativo sufficiente e che finalmente portino
sviluppo ed occupazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli
colleghi, la prima domanda che mi viene spontanea è: a che cosa
serve questo dibattito? Non è una domanda retorica, ma credo sia
legittima, tenuto conto che la relazione resa dal Presidente
Crocetta ieri in Aula sulla programmazione dei fondi comunitari
2014-2020, ci ha consegnato un'elencazione di dati e di obiettivi
suggestivi in una continuità di metodo che, credo, vanifichi il
dibattito qualificato, appassionato, di questo pomeriggio in Aula.
Perché la paura, signor Presidente, è che questo documento di
programmazione sia stato concepito da persone diverse, sulla cui
professionalità io non posso che avere apprezzamento e stima, ma in
una cornice di regole che obbedisce alla logica della continuità.
E' legittimo chiedersi quali ruolo abbia il Parlamento siciliano
in relazione alla programmazione dei fondi comunitari per i
prossimi sei anni? E' legittimo chiedersi se noi stasera siamo
chiamati a replicare alla nutrita e corposa, per quanto, come
sempre, disordinata, relazione del Governatore resa ieri o se
siamo, invece, chiamati a manifestare le nostre perplessità, ad
avanzare le nostre proposte, ad apportare le nostre integrazioni ad
un documento che potremmo anche ritenere insufficiente?
Ed allora, usciamo fuori dall'equivoco e diciamo con grande
franchezza che questo dibattito è soltanto un rito stanco e per
nulla entusiasmante; è più triste di un cimitero a mezzanotte
Perché il Parlamento non ha alcun potere modificativo, perché
quello che doveva essere deciso è stato già deciso, perché il
documento si muove all'interno di un contesto che deve obbedire a
parametri rigidi imposti dall'Unione europea, perché noi siamo
chiamati soltanto a compiere una sorta di sfogatoio, perché nel
momento più qualificante della programmazione per lo sviluppo socio-
economico dell'Isola, paradossalmente nel momento più qualificante
qual è quello dei Fondi strutturali, che ormai non sono più fondi
aggiuntivi, non sono più: sono fondi sostitutivi di quelli ordinari
- ahimè e ahinoi - nel momento più alto e nel momento più
qualificante l'organo di indirizzo e l'organo di programmazione
qual è il Parlamento viene tenuto fuori.
Non c'è un solo momento lungo le fasi del processo decisionale in
cui il Parlamento siciliano sia chiamato ad avere un ruolo attivo,
un ruolo propositivo, non esiste cambiano i dirigenti, cambiano i
Presidenti di Regione, ma il metodo rimane assolutamente invariato.
Per carità, può anche avere una sua dignità la fase dei lavori in
cui il Parlamento esprime suggestioni, esprime critiche, esprime
riserve, ma non si dica, come ha tentato di fare ieri il Presidente
Crocetta, che ci si vuole confrontare col Parlamento per
raccoglierne indicazioni e suggerimenti; quel che doveva essere
deciso, quel che doveva essere stilato è stato già stilato, è stato
già ridotto.
E allora, vorremmo poter dire, e mi si consenta in pochi minuti
di poterlo dire, se ci stiamo movendo nella assoluta continuità, se
la rivoluzione è rimasta soltanto uno slogan da campagna
elettorale, e chi parla crede di avere un minimo di esperienza in
materia di Fondi strutturali, per quella poca esperienza che ho
maturato al Parlamento europeo e per avere gestito, forse tra i
primi Enti in Italia, la concertazione dal basso con 'Agenda 2000',
quando avevo l'onore di guidare la Provincia di Catania. Quindi
parlo di cose, con le quali credo di avere un minimo di
dimestichezza. Ci stiamo muovendo nella più cruda e disarmante
continuità con il passato. E che cosa offre il passato? Offre un
consuntivo certamente non edificante che non fa onore alla Sicilia
al di là delle sigle dei Governi che l'anno guidata negli ultimi
anni o negli ultimi decenni.
Quanti fondi si sono rivelati produttivi sul territorio
siciliano, quanti fondi comunitari? Quanti nuovi posti di lavoro
sono stati creati in questi anni attingendo ai fondi comunitari?
Quante imprese sono nate e sono riuscite a sopravvivere e a
rimanere sul mercato dopo i primi tre, quattro anni?
Vero è che i Fondi europei non servono a pagare gli stipendi,
non servono a pagare i salari, servono a creare nuove opportunità
di lavoro, servono a creare strutture sovracomunale che possano
determinare poli di sviluppo, servono a creare un clima di
ottimismo che possa attrarre investimenti, indigeni e stranieri, ma
il passato ci consegna un consuntivo assolutamente non onorevole
Le esperienze negative sono sotto gli occhi di tutti, l'incapacità
di leggere correttamente i bisogni che emergevano dal territorio
Perché la programmazione, signor Presidente, signori Assessori,
onorevoli colleghi, non è mai maturata nel basso, non è mai stata
concepita fra i soggetti che vivono in trincea accanto alla
umanità, sofferente. No, no La programmazione dei fondi europei in
una regione ad alto rischio di degrado, come la Sicilia, viene
concepita nel chiuso di una stanza, con l'arroganza di un ceto
burocratico che, utilizzando l'alibi che forniscono la normativa ed
i regolamenti dell'Unione europea, può benissimo fare a meno di
consultare i soggetti locali, i comuni, le province quando c'erano,
ci si limita a formali e soltanto formali incontri con alcune
organizzazioni di categoria, ma non si tiene conto di chi giorno
dopo giorno vive sul territorio e ne conosce e ne interpreta le
ansie, le speranze, i malumori, la drammatica rassegnazione.
Volete un esempio? Le strutture turistico-ricettive. Andate a
rivedere i bandi pubblicati dalla Regione siciliana negli ultimi
dieci, dodici anni in materia di turismo e di strutture ricettive e
vi renderete conto, assessore Torrisi, lei è un operatore del
settore, assessore Stancheris, lei guida l'Assessorato. In Sicilia
i fondi strutturali sono stati destinati a creare nuove strutture
ricettive senza mai preoccuparsi di pianificare le aree deboli
rispetto alle aree forti, con il risultato che abbiamo creato poli
turistici con alta densità di posti letto assolutamente superiori
alla domanda del mercato, mentre intere aree della Sicilia a
vocazione turistica, ma non ad economia turistica, sopravvivono
soltanto utilizzando strutture extra-alberghiere, bed and
breakfast, agriturismi degni di ammirazione, ma certamente
inadeguati a giustificare una seria, sana, concreta politica
turistica.
Abbiamo lasciato il deserto sul territorio e se non c'è un posto
letto, non ci può mai essere una politica di crescita turistica,
perché è risaputo che chi fa l'economia è la branda, è il
materasso, è il letto, in un territorio. Non è la sagra e non è
neppure la bellezza artistico-monumentale che può determinare
l'attrazione.
Ed allora, ecco perché io dico che se questo è il passato, signor
Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, come si fa a
potere segnare una discontinuità, come fa il Governo Crocetta a
perdere questa straordinaria opportunità che la logica del
calendario gli aveva offerto? Qual è il coinvolgimento dei soggetti
del partenariato in questa programmazione? Dov'è il coinvolgimento
dei soggetti attivi che operano sul territorio in questa
programmazione? Chi è stato ascoltato? Quale strategia unitaria può
essere seguita nella gestione, nell'applicazione dei fondi
strutturali se la programmazione viene suddivisa e affidata alla
responsabilità di diversi, numerosi, troppi dipartimenti, quando
invece proprio i fondi strutturali avrebbero bisogno di una regia
che sul piano della gestione possa coordinare le esigenze Qual è
il settore che si vuole privilegiare? E' sufficiente dire: noi
puntiamo sulla competitività delle imprese, noi puntiamo sulla
solidarietà, noi puntiamo sulla innovazione tecnologica. Per
carità, parole che sentiamo pronunziare da anni
Leggendo il documento che ieri ha rassegnato il Governatore
Crocetta e raffrontandolo con quello dei Governi precedenti
Lombardo e Cuffaro sostanzialmente il vocabolario è lo stesso.
Usciamo fuori da questo rito stanco che non fa onore ad un nuovo
presunto processo di Governo e di approccio ai problemi
I fondi strutturali vengono utilizzati poco e male; sì, è una
litania che si ripete sempre, ma ci siamo chiesti se abbiamo fatto
in quest'occasione tutto quello che era necessario fare per evitare
che i fondi europei, forse l'ultima opportunità che ci offre
Bruxelles, possano essere spese bene e meglio?
Ci siamo chiesti che i problemi essenziali per il mancato
utilizzo dei fondi europei sono la qualità dei progetti, la
mancanza di informazione ed i lacci burocratici? E cosa ha fatto il
Governo Crocetta per neutralizzare queste tre diseconomie che di
fatto vanificano ogni processo di programmazione?
Come si fa, come fanno i sindaci, come fanno i piccoli
imprenditori ad utilizzare, a partecipare ai bandi per i fondi
europei se non hanno l'informazione necessaria? Molto spesso
neppure i sindaci si trovano preparati a potere gestire un
progetto. Sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicato il bando, venti
giorni di tempo, un comune non è dotato di parchi-progetti, si
entra nel panico e non si può partecipare e si perde l'opportunità
E le imprese a chi si debbono rivolgere, se molto spesso quando
ci si imbatte in un dirigente e in funzionario, per fortuna non
sono tutti così, della Regione Siciliana per creare un allevamento
con galline ovaiole, ci si sente dire: Torni fra quindici giorni
perché stiamo completando il regolamento . Dopo quindici giorni: E
lei sempre cà veni, ma nun avi chi fare? Ma lei proprio allevamento
avagghiri a fare? Ascutassi a mia, ci canciassi strata . Io potrei
portare decine di testimonianze Cioè quell'imprenditore che noi
dovremmo premiare, che dovremmo accompagnare al bar dopo aver
lasciato l'ufficio della Regione per essere un coraggioso fino ai
limiti della follia, noi lo scoraggiamo prima ancora di cominciare
a parlare
Come potremmo pensare di utilizzare i fondi europei se non esiste
una rete di euro info point, per esempio Perché il Governo non si
fa dare un dipendente di ogni comune della Sicilia e li mette
assieme per due giorni in una stanza, in un salone con un corso di
addestramento di formazione, di aggiornamento e poi li riconsegna
ai comuni perché possano essere pronti a costituire un minimo di
struttura, uno sportello europeo che possa consentire agli
operatori locali di fornire qualche informazione Se non arriva
l'informazione come si fa a potere utilizzare questa straordinaria
opportunità Come si fa a potere eliminare i lacci e i laccioli
Lei, Presidente, lo sa, mi è successo personalmente da
imprenditore agricolo, piccolo imprenditore agricolo, una lenza di
terra, un fazzoletto di terra conservato più perché appartiene al
patrimonio dei miei affetti, lasciatomi da papà, che al patrimonio
dei beni immobili. Ma come si fa ad aspettare un anno e mezzo, due
anni, per vedere completata una graduatoria Parlo di fondi per
l'agricoltura per esempio, ma lo sanno alla Regione - e mi avvio
alla conclusione Presidente - ma lo sanno alla Regione che i tempi
di un imprenditore, chiunque, qualunque tipo di imprenditore non
sono certamente quelli della burocrazia.
Io ho presentato una pratica per il biologico; ho presentato un
ricorso perché mi è stata respinta, non ho difficoltà a dirlo
pubblicamente, dopo averlo detto al dirigente, migliaia di domande
che ancora non vengono esaminate Ed io come faccio a potere
concimare il mio agrumeto se non so se la conversione in biologico
viene accettata o no? Perché se non viene accettata è chiaro che io
ricorro al concime chimico. Il risultato è che l'agrumeto non ha né
il concime naturale, né il concime chimico, perché io non so se
posso applicare l'uno o l'altro metodo di coltivazione. Solo per
darle due esempi.
Dove sono i funzionari? Rimpolpiamo queste strutture se si tratta
di carenze di personale, voglio augurarmi che non sia una carenza
di formazione del personale, ma indagheremo anche su questo.
Indagheremo anche su questo, come credo sia legittimo il diritto di
ogni deputato.
Ed allora, signor Presidente, e concludo, chiedo scusa a lei, ai
colleghi, agli assessori, della passione con la quale le parlo,
siamo nella perfetta continuità e quindi nessuna fiducia.
Vorremmo chiedere a che serve l'ufficio di rappresentanza di
Bruxelles della Regione siciliana; quali risultati ha prodotto;
qual è il fatturato. Al di là del garbo della direttrice, per
carità, e della sua preparazione ma perché non destinarla
all'ufficio di Roma? Perché non impiegarla nella struttura
regionale qui a Palermo? A che serve tenere lì 7, 8, 9 dipendenti
se poi la Regione e la comunità non ne traggono alcun beneficio
Quindi, molte perplessità, signor Presidente, per una
programmazione che non indica un obiettivo prioritario, ma pensa di
potere inseguire troppi obiettivi col risultato finale che non
riuscirà a soddisfarne nessuno. E anche stavolta noi avremo perso
una straordinaria e forse ultima opportunità. Anche stavolta la
rivoluzione del Governo Crocetta si è rivelata una effimera
illusione in una Sicilia che ogni giorno di più sprofonda verso la
catastrofe.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Ne ha
facoltà.
D'ASERO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, dopo
l'appassionato intervento del Presidente Musumeci che ha un po'
spaziato in tante direzioni e che ha visto focalizzare anche una
serie di criticità che sicuramente vanno viste come un momento che
possa determinare una inversione di tendenza.
Io sono dell'idea, caro Nello, che questo dibattito abbia un suo
valore, un suo significato, una sua importanza oltre che
istituzionale anche di contributo a quella che è la realtà che deve
essere in maniera più incisiva costruita anche col nostro
intervento.
Sicuramente, le linee tracciate, gli obiettivi tematici, tutto
ciò che è stato in un certo senso predeterminato anche sulla scorta
di indicatori che vengono dall'alto, dalla Comunità e che poi in
questo raccordo con lo Stato membro, quindi a livello nazionale, la
Sicilia diventa, in questo caso, la Regione che subisce una serie
di obiettivi strategici prefissati da altri.
Però, oggi, l'opportunità di dire: ma in riferimento a questa
realtà che noi oggi verifichiamo, quale potrebbe essere il nostro
intervento, quali dovrebbero essere anche le considerazioni che,
partendo dal report 2007-2013, dalla serie di argomentazioni tutte
importanti che sono state qui evidenziate, circa le criticità, lo
scarso utilizzo delle risorse, la mancata capacità anche di
riscrivere nei tempi giusti e prestabiliti linee di intervento che
potessero consentire un diverso e migliore grado di utilizzo degli
investimenti tanto importanti particolarmente nelle infrastrutture
che per questa Terra, a mio avviso, ancora sono necessarie.
Però, si è oggi nelle condizioni di dire che esiste uno stato, in
riferimento all'analisi del pregresso, che è sicuramente un'analisi
che ci porta a delle criticità, non voglio dire disarmante, ma
sicuramente preoccupante.
Allora, su questo esercizio della critica, non mi voglio
dilungare perché ritengo che, invece, sia importante cogliere
l'occasione per dire cosa andrebbe fatto a mio avviso. Quali gli
obiettivi reali a cui noi dobbiamo guardare? E' giusto continuare a
far sì che ci siano obiettivi prestabiliti, che non si tenga conto
di quella che deve essere la reale analisi che è anche una serie di
interventi, dallo Svimez alle concrete realizzazioni di confronto
che anche qui si sono verificate, mi riferisco all'iniziativa di
Villa Malfitano del 29 marzo, dove ad esempio il progetto che vuole
vedere la Sicilia nel terzo millennio di città metropolitana
globale e piazza degli scambi del Mediterraneo, in questa direzione
l'ambizione di volersi misurare con questo tipo di intervento,
dov'è la nostra ambizione? Dov'è la nostra capacità di capire se
noi oggi siamo diventati strategici ad una realtà che è cambiata;
se oggi noi in Sicilia abbiamo un'opportunità nuova, se il Nord
Europa scende verso i nuovi Paesi emergenti verso i nuovi mercati
del Mediterraneo, addentrandosi sempre ancor più verso i Paesi
asiatici. Ha avuto fino ad oggi un percorso, un corridoio che passa
e scende dai Balcani e che ha determinato una serie di strategie
che, secondo me, da qui a breve, saranno sicuramente ridiscusse
perché il percorso naturale è il corridoio che vede il passaggio
dalla Sicilia.
Allora, noi nell'ambito di un momento di questa portata come
pensiamo di misurarci? Come pensiamo di utilizzare questo momento?
Come pensiamo di utilizzare questa opportunità, questo momento
innovativo?
E poi, per quanto riguarda le risorse, atteso che la Comunità
vuole un utilizzo delle risorse mirate secondo un nuovo scenario
che vede, innanzitutto, le forme tradizionali dei programmi
operativi, ma vede anche questa forma diretta di investimento e di
finanziamento.
Horizon 2020 significa che il 30 per cento della comunità può
essere utilizzato direttamente per innovazione, ricerca e
inclusione sociale.
E, allora noi, davanti a questo ragionamento, come pensiamo e
come andiamo ad integrare la realtà esistente per il completamento
delle opere infrastrutturali? Quali programmi europei tematici ed i
piani di attuazione ad esempio, del fondo di coesione e sviluppo?
E' in questo senso che noi dobbiamo ragionare. E' in questa
direzione che noi dobbiamo capire quali devono essere i nuovi
scenari che vedono non più dei momenti limitati, ma delle rotte
internazionali, quindi, infrastrutture materiali ed immateriali
che, sicuramente, reti ferroviarie ed autostradali, ma c'è il tema
dell'energia, c'è il tema dello sviluppo policentrico e della
vitalità dei territori, dei sistemi territoriali, ad esempio,
urbani.
Una stretta connessione tra politiche di sviluppo ed assetti
istituzionali attraverso una governance multilivello, verticale ed
orizzontale, crescita di competenze professionali ed
imprenditoriali ai vari livelli in raccordo alle linee e ad uno
sviluppo innovativo solidale e sostenibile della Regione. Il grande
tema del territorio; il grande tema e la grande capacità di
coinvolgere dal basso una serie di nuove realtà.
Penso alle categorie professionali, penso alle strutture che
possono dare un contributo perché diventino una cinghia di
trasmissione di una realtà che fino ad oggi ha avuto diversi
vincoli. Quindi, una rivoluzione culturale che ponga in termini
diversi questa nostra realtà.
Ma per fare questo cosa c'è bisogno? Cosa noi possiamo
concretamente fare? Sicuramente, avere una serie di nuove
opportunità. Pensare a quelli che sono gli strumenti operativi, ad
esempio, per quanto riguarda una capacità di capire questo. Una
nuova intelligenza, un'inclusività, una sostenibilità delle nostre
iniziative. Ed in questo dico, che, appunto, il fondo di sviluppo e
coesione deve essere un modo come approcciare questa realtà n
maniera diversa, perché quando diciamo il territorio - e gli
interventi che ci sono stati questa sera hanno visto una serie di
sollecitazioni in questa direzione - io vedo come una
programmazione che dal basso veda anche nuovi strumenti,
sicuramente nel quadro programmatorio regionale a partire da un
PTR, un piano territorio regionale, che veda anche una
interconnessione con questa nuova realtà che si sta sviluppando, ad
esempio, in riferimento alla nuova norma, alla nuova legge che,
abolendo le Province e istituendo i Consorzi dei Comuni, può in
questa direzione essere uno strumento che consenta di utilizzare al
meglio le risorse e, quindi, le opportunità.
Allora, in questo senso, in questa direzione potrei aggiungere e
dire che, probabilmente, ci sono anche alcuni aspetti che devono
essere motivo anche di riflessione, un intervento su alcuni
obiettivi tematici, ma anche una reale valorizzazione a proposito
dei Beni culturali dove devono essere e devono considerarsi in
maniera particolare sia per il pubblico che per il privato
attrattori turistici.
La nuova programmazione prevede una forte territorializzazione in
direzione delle città, dei centri urbani, in direzione delle aree
interne, capire questi nuovi strumenti che fino ad ora hanno
operato, i Leader, come vanno modificati, sono strutture che hanno
una loro valenza? Hanno prodotto? Quali sono gli elementi di
criticità e come modificarli. L'energia sostenibile. Qualità della
vita. Per esempio, l'obiettivo tematico 4.1 andrebbe anche in
questo senso ulteriormente attenzionato perché ci sono interventi
per il pubblico ma non ci sono interventi per i privati.
Come si pensa alla riqualificazione urbana senza una edilizia
privata? Questo è uno dei temi importanti. Penserei pure a qualche
iniziativa e, quindi, capire lì come meglio organizzare, ad
operazioni di ingegneria finanziaria, perché il concetto
dell'intermediario finanziario in un momento in cui, caro assessore
per le Infrastrutture, i fondi specializzati e i fondi per le
infrastrutture potrebbero essere un motivo di reale possibilità di
realizzazione in un momento in cui le risorse pubbliche vengono
sempre meno e, quindi, probabilmente la capacità di essere
infrastrutture produttive attrae sicuramente capitali privati,
quindi la possibilità di un cofinanziamento. Mancano interventi per
nuove strutture alberghiere, commercio e artigianato. In questo
probabilmente andrebbe vista un ulteriore approfondimento.
E poi, io mi permetto di aggiunger, per essere concreti e
operativi, oggi al di là delle parole poi dobbiamo anche pensare
agli strumenti operativi.
In prima Commissione oggi abbiamo avuto, come riferito poco fa dal
presidente della Commissione Affari Istituzionali, onorevole
Cracolici, una prima seduta su un disegno di legge, il 720 di cui
io sono primo firmatario, chiamato appunto Programma, come
definizione normativa, di iniziativa che vuole vedere appunto la
possibilità di utilizzare al meglio delle risorse non finanziarie
ma umane che esistono perché si crei un progetto per opportunità
Sicilia in Europa, una struttura così immaginata che per sostenere
le autonomie locali e diversi attori del territorio, per accrescere
la partecipazione ai programmi tematici, iniziative necessarie per
promuovere partenariati, cioè un primo passo aperto ad un confronto
ed una serie di ulteriori apporti che crei le condizioni per dire
che noi ad oggi abbiamo avuto una serie di opportunità, le abbiamo
utilizzate in maniera ridotta, c'è sicuramente una condizione
perchè ciò possa vedere una inversione di tendenza e di rotta, ci
sono anche le disponibilità finanziarie ma per quel più conta è il
modo come utilizzarle e quindi una serie di risorse umane che
vadano a meglio capire quali devono essere i percorsi che noi
dobbiamo portare avanti, perché se fra i dirigenti non troviamo la
capacità di sollecitare un raccordo perché diventino anche in
questo nuovo confronto con quella che è la Comunità Economica
europea soggetti all'altezza del compito, sicuramente perderemo una
grande opportunità.
Quindi, livelli di intervento non solo verso il privato ma anche
verso la parte pubblica e perché no, come ho avuto modo di
apprendere l'altro giorno dall'Assessore per gli enti locali, si
penserà sicuramente ad un momento formativo anche per i soggetti
che, in questa direzione, assieme alle categorie professionali,
potranno determinare un momento di svolta per la nostra Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ci sono osservazioni
dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
Sospendo l'Aula per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.01, è ripresa alle ore 20.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha
facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non farò un
intervento politico perché questo lo ha fatto il mio Capogruppo. Mi
soffermerò a fare un intervento che spero possa aiutare il Governo
e, quindi, la Sicilia a non perdere parte delle sostanze che, oggi,
sono in un momento di grossa difficoltà.
Parte, intanto, da questa nota fatta pervenire dal dirigente
generale dell'autorità di certificazione dei programmi. Da qui si
evidenzia una cosa gravissima, che nel mese di maggio avremmo
dovuto impegnare 159 milioni di euro per raggiungere, poi,
l'obiettivo di spendere tutto entro il 31 dicembre 2012 e non siamo
riusciti a farlo. Noi abbiamo speso solo 127 milioni, quindi 32
milioni in meno. Ciò significa che abbiamo, in negativo,
evidentemente sforato del 20 per cento quella che era la
programmazione, l'ultima programmazione del Governo. Ma di fronte a
tutto ciò non mi sembra che il Governo abbia pensato di attuare una
politica di richiamo nei confronti di coloro i quali si sono resi
responsabili di questo mancato utilizzo.
Per le attività produttive avrebbe dovuto impegnare 43 milioni e
ne ha impegnato solo 30 milioni, quindi, c'è uno scrostamento, c'è
un allontanamento delle previsioni di quasi 13 milioni di euro;
stessa cosa dicasi per i beni culturali dove la situazione è ancora
peggiore, veramente insopportabile, avrebbero dovuto impegnare 13
milioni di euro ed hanno impegnato 1 milione e 7.
Di conseguenza, di fronte a questo dato ci saremmo aspettati che
vi fosse l'intervento da parte del Governatore e che il mancato
raggiungimento dell'obiettivo portava due cose, uno: o alla
rimozione dell'Assessore, o alla rimozione dei dirigenti. Non mi
sembra che ci sia stata ne l'uno e nell'altro. Come possiamo
pensare di raggiungere l'obiettivo sperato
Mi fa piacere che nel frattempo è tornato il Presidente. Vedete,
vero è che le somme che dobbiamo impegnare sono 4 miliardi 359
milioni, vero è che abbiamo impegni per 2 milioni 656, quindi il 61
per cento ma è anche vero che il 39 per cento non è stato ancora
impegnato.
Come possiamo fare per uscire da questa situazione. E' chiaro che
da parte del Governo vi è stata una nuova programmazione. Questa
nuova programmazione parte sempre dalla somma, dalla dotazione che
era di 4 miliardi 359 milioni, c'è la certificazione per 1 e 6,
restano da certificare 2 milioni e 7, la previsione di spesa è solo
di 2 milioni e 2, abbiamo queste risorse in area rischio di 511
milioni di euro, cioè abbiamo risorse che devono essere impegnate
per mezzo miliardo di euro.
Per cui, Presidente, prima di parlare del 2014-2020 dobbiamo
cercare di vedere come possiamo impegnare in tempi rapidi e nel
rispetto delle indicazioni che provengono dalla Comunità europea
ulteriori 500 milioni di euro.
Il mio capogruppo ma anche altri che sono intervenuti
precedentemente hanno parlato della necessità di realizzare
infrastrutture. Il Dipartimento della protezione civile ad esempio,
Presidente, ha presentato progetti per oltre 1 miliardo di euro. La
maggior parte di questi progetti sono di qualche milione di euro.
Bisogna capire se è possibile destinare una parte di queste somme
al settore della protezione civile. Sarebbero somme da spendere
immediatamente, somme che potrebbero risolvere numerosi problemi.
Non vorrei tornare sempre a parlare della provincia di Siracusa ma
spesso sono casi che riguardano rischio vita da parte della
popolazione. Come fare, Presidente. Prima cosa da fare è che
bisogna necessariamente rendersi conto se il Dipartimento di
protezione civile è nelle condizioni di spendere veramente 100
milioni di euro oppure è solo una proposta che il Governo fa senza
affiancare al Dipartimento della protezione civile gli uomini e le
donne che sono nelle condizioni di fare una cosa del genere.
Per cui, credo, questo lo dico all'assessore Valenti, al
vicepresidente, che diventerebbe veramente importante - mi dispiace
che l'assessore per le infrastrutture sia assente - che il Genio
civile per qualche mese smettesse di fare certificazioni e invece
cominciasse ad occuparsi di verificare se le spese e gli impegni
presi dal Dipartimento della protezione civile possano essere
onorati.
Perché vedete, è facile dire che abbiamo mezzo miliardo di euro.
E' facile dire che corriamo il rischio di perderlo ma come
possiamo pensare di impegnare queste somme se non troviamo delle
soluzioni all'interno dell'Amministrazione regionale che ci diano
la possibilità di spendere
Sono stati presentati 446 progetti da parte del Dipartimento della
protezione civile. Sono progetti per 1 miliardo e 300 milioni di
euro, ma pensate che ci sarà mai un ufficio in grado di spendere
tutte queste somme se non gli diamo una task-force in maniera tale
da poter impegnare queste somme, spenderle e dare la possibilità da
una parte realizzare infrastrutture, dall'altra parte realizzare
lavoro.
Anche perché non sfugge a nessuno. Mi fa piacere, nel frattempo,
che l'Assessore per le infrastrutture sia rientrato in Aula;
l'unico Assessorato che ha dimostrato, in questo periodo, di saper
lavorare e di aver saputo impegnare tutte le risorse che sono state
date al 31 maggio 2014 è proprio l'Assessorato alle infrastrutture
e su questo Assessorato bisogna puntare, su questo Assessorato
bisogna trasferire una serie di risorse ulteriori in maniera tale
che si realizzino opere pubbliche.
Ci sono, mi pare, due graduatorie aperte all'interno
dell'Assessorato. Su queste due graduatorie, relative in maggior
misura a progetti inferiori a 1 milione di euro, bisogna puntare,
bisogna convocare i sindaci, bisogna dare ai sindaci dei tempi
entro i quali o si impegnano ad iniziare i lavori oppure si fa
scivolare la graduatoria. Non possiamo, ad esempio, tenere bloccati
6 milioni di euro per la città di Augusta perché la città di
Augusta, ad oggi, non ci fa ancora sapere cosa e come intende
utilizzare queste somme.
E di conseguenza, credo che questa operazione salvezza di Fondi
europei che la Sicilia ha ancora, debba avvenire attraverso una
fattiva collaborazione con i comuni ed attraverso un fattivo
impegno da parte dell'ANCI affinché queste somme vengano spese nei
tempi e nei modi previsti dalla legge.
Perché vedete l'altra cosa grave che tutti sottovalutano riguarda
l'impegno per l'edilizia scolastica. Se avete la bontà di vedere
quanti sono gli interventi per l'edilizia scolastica scoprirete che
questi interventi destinati alle scuole della Sicilia sono 1.702,
circa dieci leggi attraverso le quali le scuole della nostra Isola
dovevano essere messe in sicurezza.
Ad oggi, nonostante un impegno di 630 milioni di euro, la maggior
parte di questi lavori non sono stati realizzati. E, siccome, sono
però lavori di poca entità, il massimo che hanno avuto i comuni
sono 380 milioni di euro, bisogna subito intervenire sui comuni
attraverso il Genio civile, possibilmente togliendo ai Comuni la
responsabilità di quei progetti che non riescono ad appaltare.
Io, ad esempio, mi riferisco alla mia città, Siracusa, quando ero
Assessore nel 2007 ho lasciato nove progetti finanziati, oggi,
progetti finanziati ce ne sono undici. Nessuno di quelli che erano
stati finanziati nel 2007 sono stati appaltati dalle due
amministrazioni che sono venute dopo di noi.
E' mai possibile che continuiamo ad avere scuole insicure e poi ci
troviamo di fronte a questi interventi 1.702, il 50 per cento dei
quali ancora non è stato completato?
Per cui va bene l'istituzione di questa task-force Stato-Regione.
Ma è una cosa che chiediamo da due anni. E' da due anni che diciamo
che l'Assessorato, o comunque gli Assessorati che si occuperanno
dell'edilizia scolastica non saranno nelle condizioni di poter
affrontare tutti i progetti che sono stati, a suo tempo,
finanziati.
Di conseguenza, siccome questa Assemblea ha interesse, Presidente,
affinché tutte le somme vengano spese, le varie Commissioni sono
nella condizione di poter contribuire, penso alla V Commissione,
per quanto riguarda l'edilizia scolastica, ma la Commissione
Bilancio, alla Attività produttive, ad aiutare il Governo a
spendere.
Perché vedete la difficoltà è propria questa. Abbiamo le risorse e
non riusciamo ad investirle.
Per quanto riguarda poi il 2014-2020. Bene, diceva il presidente
Musumeci che non c'è stata la rivoluzione che tutti noi ci saremmo
aspettati, su questo non ci sono dubbi. Per certi aspetti le nuove
strategie ripercorrono quelle dello scorso settennio.
Sorprende, ad esempio, Presidente, che fra le sfide non vi sia la
sfida sulla ricerca. Una Regione come quella siciliana che si
prepara a diventare un centro nevralgico del Mediterraneo, è chiaro
che debba puntare sulla ricerca, sull'università, su possibilità
concrete che questa Terra deve avere di diventare non solo una
terra dove attraccano gli emigrati, ma deve diventare una terra a
cui le altre devono guardare come punto di riferimento.
E, sui 10 obiettivi tematici che il Governo si è proposto di
mettere in atto, anche su questo ripercorrono, evidentemente, quasi
per prassi metodi e forme antiche che, spesso, come ricordava
l'onorevole Cracolici, sembrano essere soltanto delle targhette
messe lì per dire: ci siamo, vogliamo questi contributi .
Il punto, però, da cui dobbiamo partire, che è un punto
sicuramente difficile da affrontare, è che fra gli obiettivi
tematici non ve ne sarà alcuno che riguarderà le infrastrutture.
Per quanto riguarda le infrastrutture dobbiamo puntare o sulle
nostre risorse oppure su soluzioni alternative che, come sulla
Catania-Ragusa, possono oggettivamente prevedere la presenza dei
privati, laddove una presenza dei privati è utile a completare
l'asse viario della nostra Regione.
Abbiamo appaltato i lotti 6, 7 e 8, la Siracusa-Gela, sono già
pronti e con le autorizzazione di legge i lotti 9,10 e 11, sempre
della Siracusa-Gela.
Bisogna trovare delle forme di finanziamento alternativo,
altrimenti, la costruzione, l'apertura dell'aeroporto di Comiso non
ha senso, così come non ha senso non mettere in collegamento la
zona industriale di Gela con l'aeroporto, per cui, almeno a Gela
bisognerà arrivare e bisognerà trovare forme e modi di
cofinanziamento dell'opera che possono dare la possibilità
all'Isola di completare questo tratto che, per quanto riguarda le
infrastrutture, è di fondamentale importanza.
Il primo obiettivo tematico riguarda le ricerche e lo sviluppo
tecnologico. Su questo, Presidente, ho l'impressione che siamo
rimasti molto al di sopra della genericità; dovremmo cercare di
capire come le tre Università statali più la quarta verranno
coinvolte, per far sì che la ricerca e lo sviluppo siano non solo
uno slogan, ma diventino un fatto importante.
Sul terzo obiettivo, che è quello che riguarda la promozione della
competitività delle piccole e medie imprese, vorremmo capire come
la partecipata Sviluppo e Sicilia possa essere coinvolta in maniera
tale da evitare che diventi un peso per la Regione Sicilia.
Sul quarto tema e vado correndo, anche perché chiedo scusa, credo
di aver sforato ampiamente il tempo, i percorsi ciclabili che,
purtroppo, con questa PO FESR 2007-2013 non sono stati realizzati
nonostante fossero finanziati, deve diventare non solo uno slogan
ma deve diventare un fatto certo.
Vorremmo capire come si potrà intervenire nelle città per
realizzare questi percorsi, quanti fondi destinati, quali saranno i
benefici che le città che attueranno questi percorsi ciclabili
otterranno.
Stesso discorso dicasi per l'incremento di quote fabbisogno
energetico, anche qui l'autonomia all'interno di ogni singolo
istituto.
E' chiaro che il quinto obiettivo tematico, quello che riguarda
PRESIDENE. Onorevole Vinciullo, la invito a concludere.
VINCIULLO. Presidente, spero di concludere, ma è importante perché
stiamo parlando del futuro della nostra Isola, stiamo parlando di
tutto ciò che di buono potremmo fare. E' chiaro che qui è
necessario un coinvolgimento sicuramente positivo, attivo e non
clientelare dei forestali che devono diventare lo strumento
attraverso il quale la Regione Sicilia deve realizzare una serie di
interventi che devono guardare, solo ed esclusivamente, non solo
all'adattamento al cambiamento climatico, ma alla prevenzione e
gestione dei rischi dal momento che questa Terra ha dimostrato di
essere purtroppo una terra che viene sollecitata da numerose
calamità naturali.
Per quanto riguarda l'obiettivo numero sei, credo che sia
l'obiettivo più importante, quello della tutela dell'ambiente e
della promozione e dell'uso efficiente delle risorse. I servizi
idrici devono diventare pubblici, su questo non vi sono dubbi;
dobbiamo, però, dare vita ad un servizio integrato civile ed
industriale perché non è possibile che si continui a emungere le
falde acquifere del nostro territorio, in modo particolare a
Siracusa ed a Milazzo, senza che le industrie paghino nulla.
E sui rifiuti, credo che anche qui si debba intervenire. Il tema
molto importante, quello relativo all'otto, che riguarda la
promozione di un'occupazione sostenibile e di qualità, ebbene,
anche qui è chiaro che vi sono degli aspetti sicuramente positivi,
ve ne sono altri, laddove non si punta in maniera più specifico
sul coinvolgimento dell'attività imprenditoriali femminili e
giovanili.
Infine, quello che piace a me trattare anche se velocemente
riguarda l'obiettivo tematico 10, quello che promuove l'inclusione
sociale, che combatte la povertà in forma di discriminazione.
La Sicilia ormai è terra di sbarchi, però stiamo attenti non ci
possiamo occupare soltanto di rom, zingari camminanti, i minori non
accompagnati, a prescindere dall'azione del Governo, devono avere
un ruolo e devono essere i protagonisti di questo nono obiettivo
tematico.
L'ultimo: investire nell'istruzione e la formazione. Adesso
presenteremo un ordine del giorno che si occupa di una categoria
di cui, purtroppo, in questo obiettivo tematico, non si fa alcun
cenno: stiamo parlando dei ragazzi e delle ragazze diversamente
abili, cioè di quelle ragazze e di quei ragazzi che sono una
ricchezza per la nostra comunità scolastica e che questo obiettivo
tematico non comprende assolutamente.
Non possiamo pensare di rafforzare il nostro sistema di
apprendimento, di formazione e di istruzione se non guardiamo alle
figure più deboli che sono, però, anche quelli che hanno maggiori
capacità e maggiori intuizioni rispetto ai non dotati.
PRESIDENTE. La invito, nuovamente, a concludere
VINCIULLO. Un ultimo capitolo, riguarda la volontà che
quest'Assemblea, più volte, ha espresso di inserire in uno degli
obiettivi tematici, dandole una specifica valenza, la lotta contro
la violenza alle donne.
Credo che anche alla luce di quello che è accaduto in questi
giorni che questo tema debba essere inserito ed affrontato; non può
essere un tema generale, deve essere, invece, un tema specifico
degli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere.
Con questo mio intendimento, con questo mio intervento, volevo
ribadire la mia volontà che è propria credo di tutta l'Assemblea;
quella che abbiamo fatto è stata una pagina importante in cui la
politica non ha abdicato assolutamente al suo ruolo, ma ha voluto,
ancora una volta, esercitare un ruolo di indicazione e di
individuazione di quelli che sono gli obiettivi che bisogna
raggiungere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Assessori, Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, cittadini, volevo basare l'intervento
su due parole: programmazione e partecipazione. E stasera durante
gli interventi dei colleghi ho sentito parlare parecchio di queste
due parole.
L'onorevole Musumeci diceva che probabilmente questo dibattito
seppur accorato, seppur infiammato da buoni propositi è, comunque,
un dibattito che ha, alla fine, come dire, qualcosa che non sfocia
in nulla, ci stiamo parlando semplicemente addosso.
Io sono d'accordo con lui, sono d'accordo con lui perché la
programmazione dovrebbe avvenire in seno ad una vista futura di
quello che vuole diventare questa Regione nel 2020, dove la
vogliamo traghettare, dove la vogliamo portare.
Ed a guardare le programmazioni delle altre Regioni che sono
avvenute già negli anni passati un'idea di programmazione, proprio
un'idea di Regioni, un'idea di futuro, avveniva, c'era e le
amministrazioni che si succedevano nel tempo davano, comunque, il
loro lavoro, il loro spirito, proprio per andare ad affermare
quelle che erano quelle linee guida che i Consigli regionali o, nel
nostro caso ,il Parlamento avevano fatto.
Ecco, quando parla anche l'onorevole Musumeci di continuità con
il passato è vero, perché noi abbiamo una programmazione che non è
una programmazione di vent'anni, credo che sia una programmazione
di una settimana. Cioè è questo il problema, è questo quello che
stiamo sottolineando, in questo momento, da più parti. Non c'è
un'idea di sviluppo, di Regione, di come la vogliamo vedere. E'
semplicemente un programma perché lo dovevamo fare ed anche lì
entra il concetto di partecipazione. L'onorevole Cracolici, questo
giovane deputato di opposizione, che stasera ho avuto il piacere di
ascoltare
FALCONE. Non giovane, giovanissimo nell'opposizione.
CANCELLERI. parlava di partecipazione, parlava del fatto che non
si sono ascoltati i sindaci, i Presidenti dei consigli comunali,
che non si sono ascoltati i territori.
E, allora, quando si parla di sportelli in Europa, caro onorevole
Musumeci, non dovevano essere aperti ora, dovevano essere aperti
sei mesi fa, perché dovevamo anche raccogliere le richieste dei
territori, le idee dei cittadini, perché le idee dei cittadini, non
avendo laboratori di discussione, muoiono all'interno dei salotti,
delle case di queste persone, ed è questo quello che non stiamo
dando in questo momento: la possibilità di venirci a raccontare
quelle che sono le idee per trasformare la nostra terra da quella
che è, in quella che vorremmo. Ed è un problema, un problema reale.
Allora, se vogliamo continuare ancora a dirci che faremo qualcosa
nelle energie rinnovabili, che faremo qualcosa nell'ambito della
formazione, che faremo tutto quello che, in generale, vogliamo fare
mentre abbiamo agricoltori in continua rivolta, Assessorati
occupati dal personale degli enti di formazione, mentre abbiamo
ancora una Sicilia in ginocchio con le piccole e medie imprese in
affanno e che, continuamente, stanno chiudendo ed i centri storici
che si stanno svuotando da quello che è il nostro tessuto
economico, che sono i piccoli commercianti al dettaglio, noi ancora
parliamo di quella che dovrebbe essere la nostra eccellenza,
facendo vedere qui dentro, in quest'Aula, prospetti di
programmazione che non esistono, perché non sono stati valutati con
alcuno, perché non stanno dando risposte reali ai problemi reali
della Sicilia.
Allora, siccome, mi sono stancato di vedere questa Sicilia sempre
fanalino di coda dell'Europa, invito questo Parlamento e questo
Governo a cominciare, invece, ad ascoltare le idee che provengono
dall'esterno di questa stanza, che sono portate spesso all'interno
da noi, e fare diventare finalmente questa Sicilia il centro del
Mediterraneo e ridarle finalmente un po' di quell'antico splendore
che un tempo aveva questa Terra, era terra di grandi innovazioni,
di grandi pensatori e di grandi idee e che, purtroppo, oggi,
invece, è relegata semplicemente ad uno sterile dibattito puntato
qui nei cinque minuti che ci vengono concessi. E' troppo poco,
questo è veramente troppo poco
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo gli
interventi degli onorevoli Musumeci e Vinciullo, mi è quasi venuta
voglia di rinunciare, perché sentendo l'onorevole Musumeci
MUSUMECI. Onorevole Formica, non ci privi di questo piacere
FORMICA. Non per l'onorevole Musumeci, che nel suo intervento, e
non poteva essere altrimenti, ha messo a nudo quelle che sono le
criticità di questa Regione e non da ora, in tutti i suoi aspetti,
sia l'aspetto governativo e soprattutto l'aspetto della burocrazia
e dei vari Dipartimenti. Ma dopo l'intervento dell'onorevole
Vinciullo che, certamente, nella sua foga di interpretare tutti i
ruoli, anche quello di sostituirsi al Governo - io non ero presente
al dibattito di ieri - però, certamente, l'onorevole Vinciullo,
vista la carenza delle linee guida esposte dal Governo ieri, ha
pensato bene, da questo podio, di illustrare punto per punto
esattamente ciò che dovrebbe essere il programma di utilizzo di
questi Fondi europei.
Non sarò molto lungo nel mio intervento, signor Presidente,
ricorderò solo che uno dei primi atti da Capogruppo di Alleanza
Nazionale, nel 2002, credo, fine 2001 o 2002, eravamo all'inizio
della fase della programmazione, della prima programmazione, del
primo utilizzo vero di Fondi europei, è stato quello di far
stampare, pubblicare e distribuire un opuscolo, che spiegava
appunto ai cittadini, ai soggetti interessati, ai consiglieri
comunali, ai sindaci, alle categorie imprenditoriali, le linee
guida e come approcciarsi a questa novità.
Sto parlando del 2002, ed era un opuscolo abbastanza corposo, che
ha avuto anche un certo successo, tant'è che l'ho dovuto fare
ristampare, a spese del gruppo, credo tre volte. Da allora non è
cambiato nulla tranne che ritrovarci in una situazione
drammaticamente peggiore per il contesto economico internazionale
in cui ci ritroviamo ad operare, con una carenza ed un taglio di
fondi da parte del Governo nazionale che è semplicemente
drammatica, con una burocrazia regionale che in gran parte, nel
frattempo, non ha beneficiato, non ha fatto tesoro dell'esperienza
passata di questi dieci, dodici anni di utilizzo dei Fondi europei,
anche perché, spesso e volentieri, laddove si era acquisita una
certa esperienza, c'è stato poi un intervento di turnazione, di
rotazione, di distrazione dalla propria attività per i motivi più
disparati, forse anche per motivi di incrostazioni', fatto sta che
siamo di fronte alla totale, assoluta incapacità di utilizzare
questi fondi.
Signor Presidente e cari colleghi, noi siamo di fronte ancora una
volta a due strade nell'utilizzo dei Fondi: il tentativo ancora una
volta di cercare di dare risposte a tutto e a tutti, e ci troviamo
nel campo delle centinaia di misure e sottomisure e sotto sotto
misure, che ripeto è il tentativo di cercare di dare risposte a
qualsiasi categoria, a qualsiasi fabbisogno, a qualsiasi anelito di
poter comunque entrare nella possibilità di avere una prebenda, un
finanziamento piccolo o grande che esso sia da parte del Governo;
oppure l'altra strada, che secondo me sarebbe l'unica ed è l'unica
che bisogna seguire, se questa volta a differenza delle differenti
programmazioni, non si vuole ancora una volta ritornare qui dopo
alcuni anni per certificare l'ennesimo, ulteriore fallimento ed è
quella di individuare alcune grandi infrastrutture che o sono
incompiute, ne accennava a proposito degli interventi sul turismo
il Presidente Musumeci, o sono lacunose rispetto ad alcuni
territori oppure sono assolutamente mancanti.
Mi chiedo, quindi, come si possa pensare di ragionare in un ottica
di sviluppo se non si procede prima a creare le precondizioni e
quali sono le precondizioni di uno sviluppo possibile.
Una di queste potrebbe essere quella delle gabbie salariale:
abbassiamo gli stipendi a tutti in Sicilia e, quindi, richiamiamo
per questa strada, in maniera vicariante, come se fossimo Terzo
Mondo, le imprese che vogliono investire e si dice guarda, anziché
andare ad investire nel Nord Africa, siccome qui gli stipendi sono
di poco superiori oppure anziché andare ad investire in Romania
vieni qua, perché gli investimenti sono produttivi in quanto i
salari sono di poco superiori . E' una strada percorribile? Non
credo.
L'altra strada potrebbe essere quella di dire guardate, siccome
noi siamo stati abbastanza bravi, capaci, competenti a riuscire a
strappare dallo Stato una fiscalità di vantaggio e alla Comunità
economica europea una fiscalità di vantaggio, siccome qui c'è una
fiscalità di vantaggio è chiaro che l'investitore viene qui. Oppure
fare un ragionamento, ed è quello che bisogna fare, secondo me,
guarda noi siamo 2000 chilometri distanti dal centro dell'Europa,
anche 2500 e, quindi, siamo consapevoli che produrre qui, investire
qui senza nessun tipo di vantaggio è abbastanza difficile, ma in
compenso ci stiamo attrezzando per garantire i servizi e le
infrastrutture essenziali .
Quindi, cosa fare? È pensabile che ancora in questa programmazione
non ci sia la possibilità di avere una linea ferrata degna di
questo nome per le province di Trapani, Enna, Caltanissetta,
Agrigento? È immaginabile laddove c'è uno sviluppo importante di
questi territori, dal punto di vista agricolo, con le sericolture,
con gli impianti produttivi dei vigneti, piuttosto che degli
uliveti nel trapanese, pensare di non dotare infrastrutturalmente
questi territori? E l'unica possibilità che abbiamo è di utilizzare
queste risorse?
È pensabile che una infrastruttura come il raddoppio ferroviario
della Messina-Palermo venga realizzata a metà, cioè fino a un certo
punto, sia da un lato sia dall'altro lato, e che si lasci un buco
intermedio nel mezzo e, contemporaneamente, si pensi che il
messaggio che si può dare, a chi vuole investire in questa Terra,
sia un messaggio recepibile a fronte della constatazione certa,
invece, di quello che vedono: infrastrutture cominciate lasciate
lì, non completate mai, infrastrutture totalmente mancanti in
alcune aree del Paese.
È pensabile, per esempio, che ancora non parta il completamento
dell'autostrada fino a Ragusa, a Vittoria, a Comiso che sono, come
tutti sappiamo, il cuore, il polmone produttivo, dal punto di vista
agricolo, di questa Regione per interi settori, cioè quelli della
sericoltura e assistere poi alle manifestazioni a cui assistiamo,
quando in contemporanea sappiamo che non solo non hanno le
infrastrutture, ma che addirittura le azioni del nostro Governo
nazionale e della Comunità economica europea vanno nella direzione
di favorire i prodotti del Nord Africa a scapito delle nostre
produzioni in cambio di poter vendere prodotti del Nord Italia o
del Nord Europa.
Il consiglio che le do, signor Presidente, è quello che bisogna
intanto allargare l'azione di ascolto del partenariato, ma bisogna
pure scegliere e bisogna scegliere se continuare con gli aiuti a
tutti, anche piccoli, anche micro, per un tipo di programmazione
diffusa che non ha dato i risultati sperati nel passato, come
abbiamo visto, oppure avere il coraggio di fare un'analisi vera
delle grandi infrastrutture che mancano e soddisfatte quelle dare
il via agli altri aiuti, alle altre misure con le quali intervenire
per cercare di dare sollievo perché altrimenti, anche nella
migliore delle ipotesi, anche quando fossero utilizzati e sfruttati
per intero, i contributi dati a tutti non sarebbero comunque
efficaci per produrre sviluppo perché mancano quelle precondizioni
fondamentali e mancando queste dovete spiegarmi perché una grande
impresa o un grande investitore internazionale, avendo scelto di
investire in Italia, dovrebbe scegliere la Sicilia come Regione su
cui investire a fronte delle criticità che sappiamo: la
delinquenza, la mancanza di infrastrutture, la lontananza dei
mercati, la impossibilità di avere reti efficienti anche dal punto
di vista informatico.
E' pura pazzia Sarebbe pura pazzia Pertanto, facciamo ciò che
con certezza sappiamo che possiamo fare: completiamo le opere che
sono essenziali per lo sviluppo, prevediamo lo sviluppo di altri
territori che sono assolutamente carenti di opere e, a quel punto,
possiamo anche avere qualche possibilità di attirare investimenti
veri e di non avere perso questi sei anni dell'ultima, forse,
programmazione di Fondi europei.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Formica. Non ci sono altri iscritti a
parlare. Ringrazio tutti i colleghi che hanno contributo al
dibattito interessante fino questo punto.
Do la parola all'assessore Stancheris che aveva chiesto di
intervenire per alcuni chiarimenti. Ne ha facoltà.
STANCHERIS, assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
Grazie, signor Presidente, ho la necessità di replicare ad alcune
richieste che sono state fatte per quanto riguarda il settore del
turismo, è ovvio ed è chiaro a tutti che in questa programmazione,
in generale, il tema del turismo è trattato in tanti degli
obiettivi perché è la declinazione naturale di questa
programmazione.
Volevo puntualizzare il fatto che tanto del turismo che è stato
fatto in questo anno è stato fatto al di fuori di quelli che sono i
fondi della programmazione del POR-FESR, perché i soldi sono stati
utilizzati in una maniera diversa da quello che era lo sviluppo
turistico.
Sono stati, comunque, sfruttati altri fondi di finanziamento
diretto di cui parlava prima l'onorevole Cracolici, ad esempio,
proprio a fine settembre scade il bando per le piccole e medie
imprese che vogliono finanziare proprio quelli che sono i progetti
con l'enogastronomia ed è un progetto che per esempio l'assessorato
al turismo sostiene per tutti quelli che portano le belle idee dal
territorio. Ci sono, quindi, tanti sistemi come il metodo Cosme per
potere finanziare questo tipo di azioni.
Ci tengo semplicemente a precisare due cose. La questione
dell'impiantistica sportiva, onorevole Falcone, è bloccata proprio
per il problema di cui lei parlava prima, la questione di avere
fatto una graduatoria, un sistema di ammissione a questi progetti
che non era coerente rispetto a quella che era la programmazione
europea nella scorsa legislatura.
La graduatoria ha subito venti ricorsi e, quindi, l'Odit
dell'Unione Europea ha deciso che avrei dovuto riconvocare la
commissione che valuta i progetti, che lo sta facendo, quindi,
l'annullamento non è l'annullamento della graduatoria, ma è
l'annullamento per dovere rifare la graduatoria, ma sicuramente la
spesa poi sarà riconfermata e sono sicura che chi se lo merita
verrà finanziato.
Per quanto riguarda l'albergo diffuso - e poi chiudo - sono stata
molto contenta della proposta di questa legge su cui credo in
futuro si potranno stanziare molti finanziamenti.
Ricordo, però, al Gruppo del Movimento Cinque Stelle, che io ho
proposto in Commissione di non disciplinare la classificazione
tramite regolamento, ma disciplinarla tramite un decreto
assessoriale.
Ciò non è stato accettato, quindi, il motivo del ritardo è
semplicemente il motivo di avere scelto che la classificazione
fosse regolamentata, che è l'unico elemento all'interno della legge
che crea questo blocco che ora, comunque, è presente al CGA e sarà
deliberato entro quaranta giorni che sono i termini che si deve
prendere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie assessore Stancheris. Dò la parola al
Presidente della Regione.
CROCETTA, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ringrazio sinceramente tutti quanti sono intervenuti
perché sicuramente questo è segno di passione politica e civile
anche perché capisco bene che, poi, questi argomenti molto spesso,
invece, sono quelli che magari ci vedono meno partecipi in Aula,
per cui intanto il ringraziamento va a coloro che sono presenti e
che in qualche modo sentono il bisogno di esprimere il loro
contributo di idee, le proposte anche critiche e le questioni che
poi attengono a scelte che sicuramente non sono soltanto del
Governo, ma che ci riguardano tutti quanti.
Voglio essere estremamente chiaro sulla natura di questo dibattito
la cui natura riguarda il documento di linee strategiche che noi
dobbiamo presentare entro il 22 luglio per non essere in ritardo,
che già siamo in condizione di presentare, che non è frutto di un
lavoro estemporaneo, ma di un lavoro di mesi, di confronti che sono
avvenuti con le aziende, che hanno tenuto conto dei suggerimenti
che ci venivano anche dai vari dibattiti anche su questioni diverse
nel Parlamento, nella società, nei confronti con le organizzazioni
sindacali, anche con i Comuni, e soprattutto sulla base delle
analisi di come è andata non solo la programmazione europea, ma i
dati allucinanti che si sono prodotti negli ultimi anni,
progressivamente, rispetto all'economia e rispetto all'andamento
dell'occupazione.
E' chiaro che in una Regione che ha vissuto in larga parte di
commesse pubbliche, il mancato utilizzo in questo periodo, dal 2007
al 2012, delle risorse europee, ha agito nei confronti del sistema
delle imprese facendo chiudere completamente i cantieri.
Vi ricordo che negli anni 2010-2011-2012 la Regione non ha fatto
nessun appalto pubblico, questo come dato drammatico, ovviamente
questo non può non avere avuto influenza sul PIL, sulle entrate
della Regione perché capite è vero che noi spendiamo delle risorse
perché compartecipiamo ai programmi europei, però è anche vero che
gran parte di quelle risorse in più ci rientrano in termini di
addizionale IRPEF, ci rientrano in termini di IVA, ci entrano in
termini di entrate tributarie che si verificano, si evitano
provvedimenti di cassa integrazione che significano uscite con un
sistema che ha dovuto provvedere a tutto questo ragionamento,
incrementano i consumi e, quindi, agiscano in altre entrate
complessive.
Quindi, è chiaro che la programmazione europea ha avuto i mancati
investimenti nella programmazione europea, hanno avuto un ruolo
decisivo non dico nella determinazione della crisi perché sarebbe
un ragionamento disonesto, dal punto di vista intellettuale,
qualunque Governo ci sia stato, perché le ragioni della crisi sono
molto più profonde, molto più vaste, qualcuno parla persino di
crisi dell'Occidente in termini di comprensione delle dinamiche del
mondo, della globalizzazione e la mancata capacità dell'Europa di
rispondere poi a questa crisi in modo più agile così come agiscono
gli Stati Uniti che si sono immediatamente adeguate alle dinamiche
del mercato, anche verso il problema del rapporto euro-dollaro è un
elemento centrale della politica degli Stati Uniti per diventare
più competitivi, mentre l'Europa ha scelto in questi anni una linea
deflazionistica che ha reso meno competitive le imprese europee.
Ci sono, quindi, questioni profonde nella crisi, ci sono scelte
dell'Europa che hanno penalizzato fortemente i paesi del sud Europa
e, quindi, non soltanto la Sicilia, le crisi scoppiate in Grecia,
in Portogallo, in Spagna, la capacità che ha avuto il sistema
spagnolo di reagire, ma sicuramente noi non siamo uno stato
nazionale, quindi, non è che quei Governi, anche precedenti,
avessero a disposizioni strumenti che normalmente hanno gli Stati.
E' chiaro, quindi, che ci sono ragioni strutturali nella crisi e
c'è in crisi un rapporto Nord - Sud del Mondo che va comunque
affrontato e c'è una questione interna europea che non può essere
sottaciuta e che non può non essere uno degli elementi di
esasperazione della crisi.
Fortunatamente oggi abbiamo anche un Presidente del Consiglio, che
fra l'altro reggerà in Europa con il semestre italiano, che,
rispetto a tutte queste cose, pone un negoziato forte e dice che
noi vogliamo rinegoziare con l'Europa tutti i termini di queste
questioni, se per esempio il gap infrastrutturale va fissato e
inchiodato nell'attuale fase oppure vanno modificate e questo non è
un termine solo riconducibile al Patto di stabilità.
E' chiaro che se io metto il Patto di stabilità sulle
infrastrutture, il deficit infrastrutturale non sarà mai colmato.
Il sud ha un problema, gran parte di treni che non funzionano; il
piano italiano delle autostrade in Italia è stato realizzato per il
90 per cento - lo poneva l'onorevole Formica - sul piano nazionale,
ma quel 10 per cento che manca è siciliano, storie infinite di una
programmazione autostradale infinita, di progettazioni infinite che
non si concludono mai e che hanno determinato anche deviazioni
forti all'interno del sistema.
Voglio rappresentare che le prime due autostrade che sono andate
in gara le ha fatte questo Governo: l'autostrada Catania-Ragusa che
è in corso di aggiudicazione, anche se devo dire che il precedente
Governo aveva costruito una buona impalcatura di accordo pubblico-
privato in cui la Regione partecipa per 217 milioni, mentre gli
altri 400 milioni vengono messi dal privato.
Questo è un investimento che porterà non meno di ottocento posti
di lavoro, però è stato sbloccato da questo Governo in accordo con
il ministro Lupi, quindi col Governo nazionale; la gara è in corso.
Il completamento dell'autostrada Rosolini-Modica è stato sbloccato
totalmente da questo Governo, sono cinquecento posti di lavoro per
due anni o tre anni - mi perdonerete l'imprecisione - un
investimento notevole di 350 milioni circa, cominciano a muoversi
una serie di cose con una serie di punti.
Guardate, noi in questo documento che abbiamo presentato abbiamo
messo al centro la programmazione democratica, nella mia relazione
ho accennato al ruolo che devono avere i nuovi consorzi dei comuni
e, quindi, anche agli investimenti integrati territoriali che vedo
nella mozione dei Partito democratico, per esempio, di alcuni
deputati; investimenti territoriali integrati sono previsti, anche
se non indicati nelle linee le aree specificatamente montane, le
aree montane sono territori esattamente come tutti gli altri che
hanno delle loro specificità e hanno talmente delle specificità che
domani manderò una lettera di adesione, già un accordo di
programma, nel senso che siamo persino sulle aree montane, prima di
tutto il resto, sulla base di una programmazione che la Presidenza
della Regione e il dipartimento della programmazione hanno avviato
già con il ministro Barca che sta seguendo, ancora oggi, questi
piani territoriali integrati montani in tutta Italia e la Sicilia
entra fortemente, c'entrano Enna, i Nebrodi, ma proprio tutte le
cose che voi pensate che non ci siano. Domani mando l'adesione ad
un programma concreto che è molto più avanzato.
Capisco che abbiamo a volte un problema di scambi di informazioni
però voglio dire non penso sinceramente sia una lacuna unilaterale
perché a parlare normalmente si è in due, salvo conferenze stampa
finora, non è che abbia poi questi dialoghi serrati che invece mi
piacerebbe avere.
Quindi, apprezzo questo documento però voglio dire che non solo ne
condividiamo i contenuti, ma già fa parte di cose che abbiamo già
avviato concretamente e precedentemente agli altri.
La ricerca. E' stato uno dei punti segnalati da diversi
interventi, compresi l'onorevole Maggio, l'onorevole Musumeci,
altri relatori, devo dire, lo stesso onorevole Vinciullo, tutti, il
Movimento Cinque Stelle e via dicendo.
E' il primo punto indicato nella programmazione, dire che non
investiamo nella ricerca quando è il punto centrale nella
programmazione onestamente non mi sembra proprio vero.
Io vi voglio fare due considerazioni sulla base degli elementi che
sono stati qui accennati: la programmazione territoriale e il
coinvolgimento delle città, il coinvolgimento delle università e la
ricerca.
Io qui ho un prospetto, i dati delle università sono ancora più
drammatici di questi.
Evito di citare i comuni, perché sembra che ce l'abbia con qualche
sindaco in modo particolare, fra i più critici, ma su 35 milioni
che noi dovremmo certificare in questi mesi, che sono assegnati
proprio ai comuni, noi su 35 milioni, sapete in 5 anni quanto hanno
certificato questi comuni? 1 milione e 250 mila euro. E
sull'università i dati sono ancora molto più gravi, tanto è che io
sto convocando le amministrazioni di questi comuni per vedere cosa
dobbiamo fare, perché vedete che è drammatico cancellare un
finanziamento a un comune, drammatico, però questi soldi se li
riprenderà Bruxelles se noi non li certifichiamo.
Non solo, con il danno anche che si è creato perché magari alcune
azioni sono state compiute, alcune spese sono state effettuate e
dire che ho sentito anche toni trionfalistici a proposito di
qualche sindaco che diceva che gli obiettivi della spesa europea di
1 miliardo e 200 milioni di euro praticamente erano stati
realizzati solo dal comune di Palermo se uno dice che su 1 milione
e mezzo di euro ne hanno certificato in 5 anni 750 milioni. Allora,
le questioni vanno poste qui in modo corretto.
Io credo al metodo della democrazia, ci credo al decentramento
dato da una programmazione partecipata altrimenti questo documento
già l'avremmo mandato, l'avremmo chiuso e possibilmente ci saremmo
evitati la lettera di Delrio che diceva alla Regione di inviare la
programmazione europea, solo che noi siamo i primi che già ce
l'abbiamo pronto in Italia il documento. Quella lettera era stata
semplicemente inviata alla presenza di tutte le Regioni italiane,
ma nessuno ha aperto una polemica che erano in ritardo visto che il
termine previsto è per il 22 luglio.
Naturalmente noi siamo sempre in ritardo, siamo i cattivi, quelli
che non fanno le cose, come dire noi abbiamo questo ruolo, se si fa
il Muos naturalmente mica è una scelta del Governo nazionale, del
Governo americano, del Ministero della Difesa. No è colpa di
Crocetta. Poi se si fanno per esempio le esplorazioni energetiche,
magari su sentenze o su imposizioni del Ministero dell'ambiente che
ci commissaria che non li facciamo, naturalmente è colpa del
Governo.
Per la prima volta diamo una caratteristica di sistema e
cominciamo a dire, bene, noi vogliamo discutere di tutto, delle
singole autorizzazioni però vogliamo discutere in un quadro
complessivo di rispetto dell'ambiente del paesaggio, anche lì
avevamo fatto l'accordo più infame con i petrolieri.
Pazienza fa parte del gioco politico, però non può fare parte del
gioco politico, quando noi con umiltà, con semplicità, con un
ragionamento anche di confronto diciamo che queste sono le linee
che abbiamo elaborato, queste linee sono linee che vogliamo
discutere con voi, siamo disponibili ad accettare vostre proposte,
documenti integrativi, li valutiamo, vi rappresentiamo che la
materia non può essere determinata con atti vincolanti perché è di
natura patrizia e negoziale e, quindi, appartiene ad un dialogo che
facciamo con la Commissione e con il Governo e, quindi, non
potremmo essere vincolati. Dentro queste scelte vediamo di metterci
il meglio e in questo meglio abbiamo messo il rafforzamento delle
misure per la povertà. Anche qui ho visto una nota della CISL
nazionale che diceva che i 36 milioni di euro che già avremmo
previsto, che non sono per il reddito di inserimento e il reddito
minimo, che sarebbe una grossa scemata ma sono per progetti di
cittadinanza solidale, sarebbero insufficienti.
Io faccio i conti: quest'anno si aprono 20 mila cantieri, alcuni
sono già iniziati e molti altri ne cominceranno nelle prossime
settimane, con 20 mila persone che vengono coinvolte e 50 milioni
di euro che abbiamo stanziato. Altri 36 milioni di euro li mettiamo
in questa manovra in una situazione di bilancio devastata, e 100
milioni di euro li mettiamo a carico dei fondi sociali europei,
perché questo è il nostro obiettivo. Cioè noi mettiamo a regime una
manovra complessiva di contrasto alla povertà senza eliminare le
questioni precedenti o tutti gli altri interventi già previsti
negli altri anni, che sono i contributi alle famiglie, i contributi
per le comunità alloggio.
In una situazione di crisi e di tagli che potranno colpire tanti
poveri, però, non è cominciare a dire che finalmente questa Regione
sta risparmiando, perché i 36 milioni di euro scoprirete, appena
domani consegneremo i documenti sul bilancio, che li abbiamo
trovati attraverso il taglio della spesa dell'1,5%, quindi tagli
della spesa che vengono destinati al sociale con strumenti
innovativi. Pensare che noi possiamo risolvere questi problemi
soltanto con le nostre risorse, che non ci sono, è assurdo.
L'onorevole Falcone faceva riferimento al fatto che negli anni si
sarebbero tagliati 5 miliardi di spesa corrente ed io dico: meno
male Dove io non sono l'ideatore o il pensatore di tagli
complessivi della spesa, e qui anche mi piace il ragionamento
dell'onorevole Cracolici laddove parla di una Regione leggera ,
nel senso che deve decentrare, che deve gestire di meno e
controllare di più, anche perché è un tema che attiene la nostra
organizzazione. Una Regione che è provvista di autonomia speciale
deve assolutamente intervenire come elemento di controllo più che
di gestione. E' chiaro, però, che nell'articolazione di questo
ragionamento dobbiamo poi essere concreti. Decentramento si, ma con
una cabina di regia, come ha sollevato il problema mi pare
l'onorevole Di Maggio, una cabina di regia complessiva, ma anche di
supporti che qualche azienda nostra partecipata deve cominciare a
dare ai Comuni, ai comprensori dei Comuni, alle Città
metropolitane.
Il ruolo di Sviluppo Sicilia deve modificarsi, deve ampliarsi,
come diceva l'onorevole Vinciullo. Intanto io credo che debba
aprirsi un ragionamento con Invitalia nazionale a proposito di
occupazione delle imprese, perché mi pare che anche li si è
proceduto a molti tagli che hanno riguardato la Sicilia in questi
anni. Con una Sicilia che è divenuta sempre marginale rispetto a
questi interventi di Invitalia.
Noi dobbiamo aprire anche un negoziato nazionale su questi temi, e
dobbiamo anche assegnare nuove funzioni a Sviluppo Sicilia nella
riforma complessiva che dobbiamo fare delle partecipate, intanto
tagliamo, verifichiamo, riduciamo i costi, vediamo di dare una
prospettiva, però è chiaro che dobbiamo dare ruoli diversi ed anche
significativi e per obiettivi che possono aiutare anche in questo,
assistere, avere strumenti validi di assistenza senza inventarsi
contenitori, a volte inutili, o che prima che comincino a
comprendere le cose probabilmente la programmazione si è già
conclusa.
I dati parlano chiaro Non si può avere rendicontato in cinque
anni 800 milioni di euro ed in un anno un miliardo e duecento
milioni di euro.
Non voglio dire che noi siamo stati meravigliosi e bravissimi ma
era più del target di spesa che ci aveva dato anche la Commissione
europea, superato l'obiettivo.
Adesso ci sono quegli altri soldi da spendere, cosa che
rappresenta una corsa contro il tempo. Il passato però ci insegue,
insegue tutti noi, non insegue solo il Governo.
Il sistema di legislazione che abbiamo fatto, il sistema di
modalità degli appalti, il modo di aggiudicazione, tutta una serie
di sistemi, non possiamo di certo dire che viviamo in un sistema
semplice ma in un sistema che complica. E in Sicilia, in fatto di
difficoltà, dobbiamo aggiungere tante altre.
Anche lì non è che un'ottimizzazione del sistema può passare solo
attraverso la programmazione della spesa europea ma deve passare
attraverso una riforma della burocrazia da noi proposta, e che va
presto approvata, una riforma delle attività produttive attraverso
il testo unico, perché sì è vero, ho sentito parlare di 'mercato
diffuso', naturale, rientra nel nostro obiettivo, rientra negli
obiettivi di spesa europea che noi ci poniamo.
C'è un testo delle attività produttive, presentato da molti mesi,
che credo la Commissione stia esaminando, che prevede proprio
questo, ossia una regolamentazione di questo. Il Governo quindi ha
proposto una riforma, e quale sarebbe la nostra colpa in questo
caso? Noi abbiamo presentato un disegno di legge, ma mica lo
possiamo approvare da soli Va approvato in Aula.
Il problema di come lavoriamo, come Governo, come Parlamento, si
pone.
I tempi che ci diamo per la trasmissione delle leggi non significa
annullare la democrazia perché il Parlamento europeo non è che non
sia democratico. Tutto il lavoro si svolge nelle Commissioni. In
Aula le dichiarazioni vengono fatte in maniera libera, e chiunque
voglia può intervenire, ma dopo l'approvazione della legge.
C'è un lavoro di costruzione con una democrazia che si organizza,
rispetto quindi ad un sistema italiano e siciliano siamo pronti ad
affrontare un dibattito di questo tipo.
In una legge, in seno al Parlamento europeo, non è previsto per
esempio che si debba intervenire diverse volte nella stessa serata.
Credo che anche questo vada regolamentato e non perché si voglia
limitare la democrazia, per carità, ma perché si vuole difendere.
Se noi non cominciamo a recuperare, in termini chiari di coesione
e di sistema politico e sociale, e qui tutti quanti svolgiamo una
parte, dobbiamo avere una parte di condivisione ed uscire un po'
dal proprio pensiero per confrontarci con un pensiero plurale, non
usciremo dalla situazione che sia rappresentata da questioni
politiche, organizzative, economiche.
Sulla responsabilità dei dirigenti, tema affrontato dagli
onorevoli Cordaro e Falcone, la prima cosa da noi fatta è stata
quella di rimuovere quei dirigenti che in termini di programmazione
non avevano dato risultati di rendicontazione della spesa europea.
Se noi siamo passati a questi risultati è perché abbiamo fatto
questo tentativo, che non è fatto una volta per tutte.
E' chiaro il ragionamento secondo cui i dirigenti sono vincolati
al rispetto della programmazione e per il Governo una valutazione
sulla conferma dei dirigenti dovrà avvenire, prioritariamente, sul
raggiungimento degli obiettivi europei, perché sono strutturali e
decisivi per la Sicilia.
Sulle modalità di programmazione si poneva, da parte di qualcuno,
il dubbio se noi invece di frantumare una serie di interventi
avremmo dovuto centralizzare su alcune opere. Guardate che qui ci
sono dei problemi legati al fatto che nella nuova programmazione
l'Europa non accetta più che si facciano investimenti sul cemento,
quindi sulle grandi opere comprese quelle autostradali.
L'anno scorso il mio Governo è riuscito mettere nella
programmazione e a salvare la parte di rete stradale, facendo un
confronto turistico, ed ho persino aperto una polemica in
Commissione europea, finita anche sulla stampa europea. Lì ho detto
che non era possibile cristallizzare il rapporto nord-sud su questa
grande infrastruttura, però sarà difficile recuperare le
grandissime opere su questo, e noi dovremo scegliere strategie
diverse. Probabilmente dovremo finanziare alcune opere con i fondi
nazionali e destinare invece la programmazione europea su altre
cose.
Il modello Ragusa vede una compartecipazione pubblico-privato
sulla realizzazione di un'arteria importante, può essere il modello
per altre arterie e autostrade dove il privato abbia una
conferenza, a patto che fissiamo i diritti dei consumatori ad un
pedaggio che non sia strozzinaggio e che non incida ulteriormente
in modo significativo sul costo dei trasporti, che sarebbe un
aggravante, quindi con tutte le misure che possiamo trovare.
E' chiaro che questi sono ragionamenti che noi dobbiamo fare nel
giro di qualche mese, perché da questo poi dipendono le scelte
programmatiche che faremo.
Altra questione è l'energia, il patto dei sindaci. Avere messo
oltre duecento comuni insieme, che stanno facendo la progettazione
del PAES (Piano d'azione per l'energia sostenibile), significa
avere raggiunto un obiettivo, e cioè avere fatto l'unione dei
comuni.
C'è un aspetto critico che mi ha visto in polemica con
l'assessorato all'energia - oggi abbastanza risolta - che
riguardava le modalità di gestione del contributo che dovevamo dare
ai comuni, nel senso che io sostenevo un modo agevole, facile, che
era legato ad un fondo di rotazione da recuperare in dieci anni, e
sarebbe stata una spesa immediatamente erogabile, ma poi ci siamo
impelagati in un contributo parziale, in una serie di complicanze
che hanno complicato a loro volta la vita dei comuni. Ormai questo
contributo è stato dato, i comuni stanno realizzando per fare
questi studi e sulla base di ciò noi prevediamo non solo la
possibilità di accesso ai fondi della banca europea degli
investimenti, come prevede la normativa sul patto dei sindaci, ma
prevediamo di inserire un fondo di rotazione consistente, e poi
dopo stabiliremo le percentuali alle risorse, ma adesso non è
questa la fase.
Questa è una fase di studio di fattibilità generale in cui si dice
quali sono gli obiettivi. Man mano che si avanza nella
programmazione, si passa agli studi operativi, si passa ai progetti
definitivi ed è lì che si articola un sistema che dovrà comunque -
a mio avviso - ripercorrere questo ragionamento di confronto sia
parlamentare in maniera periodica, sia con le parti sociali sia per
la questione della democrazia che attiene le comunità locali. Non è
questa la fase in cui si fissa un miliardo di euro per il patto dei
sindaci, anche perché noi potremo fare questa stima quando i comuni
ci avranno consegnato, nei prossimi mesi, i loro progetti di
massima, che fanno riferimento al fabbisogno energetico e le stime
complessive del costo di questo intervento. Però noi già stabiliamo
che queste linee ci sono.
Ci sono questioni che attengono alle politiche del Governo, per
esempio il piano energetico che il Governo intende affrontare, come
sarà distribuito il fondo energia, perché il Governo sembra
abbandonare l'idea del solare nel fondo di energia. Però noi
abbiamo altre criticità, per esempio. Il fatto che la nostra non è
una rete pronta per le altissime tensioni e, quindi, per esempio,
l'intervento dell'eolico su altissima energia, su alta tensione non
è sopportabile dalla nostra rete. Ci sono tutta una serie di
questioni la cui soluzione presuppone non solo il confronto fra di
noi, ma presuppone le scelte che noi facciamo col Governo, noi
rappresenteremo al Governo nazionale, che non può pensare di
inserire nel fondo energia e, quindi, nell'incentivo agli
investimenti per la Sicilia l'eolico, perché per noi sarebbe
insopportabile, non solo per tutte le altre regioni ambientaliste
che conosciamo, ma anche perché la rete non lo può reggere, non può
reggere investimenti, mentre investimenti più leggeri si riesce a
sopportarli.
Degli investimenti territoriali integrati ne abbiamo parlato, ma
lì i consorzi diventano i protagonisti, la questione legata alla
sostenibilità ambientale in qualche modo l'ho rappresentata e qui
noi dobbiamo fare scelte che vanno nella direzione sempre più di
salvaguardia di contributo alla salvaguardia del creato e
dell'ambiente. Però dobbiamo essere anche molto chiari, perché se
noi produciamo da energie alternative, non si riducono
complessivamente le emissioni di anidride solforosa o di anidride
carbonica in aria perché il resto del sistema continua ad andare
allo stesso modo, e noi avremo contribuito globalmente alla
salvaguardia del creato, ma non sicuramente al miglioramento
dell'ambiente della Sicilia. E su questo dobbiamo essere anche
categorici.
Se le città non cominciano a diventare sostenibili, noi non avremo
contribuito al miglioramento dell'ambiente. Noi abbiamo città in
Sicilia che sono fra le maggiori in classifica mondiale per il
traffico e lo diceva lo stesso Johnny Stecchino nel famoso film a
proposito del traffico a Palermo.
Come affrontare queste misure? Si ci aspetta un piano di una
metropolitana vera, ma tutti questi progetti passano
necessariamente attraverso l'intervento pubblico oppure passano,
invece, attraverso altre misure, perché il patto dei sindaci non è
fatto solo per produrre energia ma è fatto anche per la mobilità
sostenibile, con progetti che diventano bancabili, dove il rapporto
pubblico-privato diventa decisivo.
Ma ci sono questi piani nelle città siciliane? Allora, o ci sono,
oppure abbiamo trovato una Regione piena di progetti che
riguardavano le mobilità sostenibili, l'abbattimento, il piano
energetico. Sul patto dei sindaci, che esiste da un bel po' di
anni, dal 2008 per intenderci, noi abbiamo lavorato, stiamo
lavorando su questo e nei prossimi giorni faremo un check point con
ogni Unione dei Comuni che si è insediata per vedere il da farsi.
E vedo tutta una discussione, il modello giusto per intenderci, il
modello su cui siamo stati anche criticati, l'intervento di
Pezzini, uno studioso da duemila euro al mese, per pochi mesi. Vi
assicuro che la Commissione Europea ha sollecitato più volte le
risorse interne a fare delle cose, ed io stesso mi sono imbattuto
con la burocrazia che anche allora diceva no, per intenderci,
perché è molto più semplice autorizzare l'utilizzo selvaggio del
tetto di una scuola ad un privato, è molto più semplice finanziare
i progetti dei privati che non pensare a quelli pubblici. Così come
sono andate le risorse in questo anno anche nel campo delle energie
alternative, piuttosto che trovare una burocrazia che in questi
anni abbia tentato di fare altro. Non l'ha fatto e finalmente si è
avviato. Quel povero Pezzini, mostruoso, è stato incaricato a
Presidente dell'ANCI nazionale per proporre il modello Sicilia di
intervento sul patto dei sindaci a livello nazionale. Nelle altre
Regioni io vengo invitato a conferenze sul modo in cui abbiamo
tracciato, visto che siamo fra i più avanti in Italia, naturalmente
in casa si è sempre ipercritici.
Giustamente ci sarebbe qualcuno di voi che avrebbe fatto anche
meglio? Per carità, c'è sempre qualcuno che può fare meglio, fino a
quando non capisce cos'è anche la macchina Regione.
Noi riteniamo di avere fornito un documento, niente è perfetto, e
non pretendevamo di avere questo dono, né pretendiamo di averlo per
il futuro. Però abbiamo messo in campo una discontinuità netta,
laddove non vede più assegnate le risorse concentrate su grandi
opere, che non si fanno mai e che bloccano la spesa, ma invece
creano un modello di sviluppo diffuso che è fatto di incentivi alle
imprese, che è fatto di ricerche, che è fatto di energie
alternative, che è fatto di sostegno alla povertà, perché
Confindustria magari ogni soldo dato al povero disgraziato penserà
che è una spesa inutile, che è meglio che se li prendano le
imprese. Però, noi riteniamo che oltre agli incentivi alle imprese
bisogna dare anche il sostegno alla povertà. Anche perché non è
vero che questo è spreco, ed anche se fosse spreco, siccome ognuno
ha il diritto di mangiare, ha il diritto di vivere, visto che
abbiamo questo dono meraviglioso della vita.
Io credo che l'obiettivo pubblico sia innanzitutto quello di
sostenere i più poveri, i più deboli e da questo si parte, almeno
per le scelte di questo Governo. Dopo di che, è chiaro che le
misure non possono essere semplicemente assistenziali o solo
assistenziali, ma devono pensare allo sviluppo. E' una bella
occasione che abbiamo insieme. Ne vogliamo discutere nelle
Commissioni? Lo faremo, e vogliamo recepire i vostri documenti. Ma
il 22 luglio chi ci sta, ci sta, chi ha mandato il documento se lo
vedrà rappresentato, chi non lo manda non ci dica che noi siamo
antidemocratici, perché purtroppo non è che le condizioni, come si
dice in zona cesarini, come diceva l'onorevole Panepinto, sono
soltanto per il Parlamento, sono anche per il Governo, perché non è
che sei mesi dati a disposizione per un convegno di programmazione
pensate che siano tempi biblici, mentre per evitare i confronti con
il partenariato, le imprese, studiare all'interno, non sono tempi
biblici, perché noi abbiamo dovuto chiudere e, tra l'altro, mentre
siamo impegnati a fare la corsa al recupero dei ritardi degli anni
precedenti. Quindi io sinceramente vi voglio ringraziare,
sinceramente quando ho fatto qualche battuta l'ho fatta
semplicemente con simpatia ma anche per non caricare di tensioni un
dibattito dove magari abbiamo avuto qualche leggera divergenza,
però sinceramente vi voglio ringraziare per i contributi che avete
dato e che darete.
PRESIDENTE. Con l'intervento del Presidente della Regione dichiaro
chiusa la discussione sulle linee guida della nuova programmazione
dei fondi comunitari per il periodo.
Ringrazio anch'io coloro i quali hanno voluto contribuire al
dibattito che, mi preme sottolineare, non è mai sterile e anche
quando sembra essere stucchevole di fatto contribuisce a dare a
questo parlamento quella dignità di cui il Parlamento necessita.
Allora onorevoli colleghi sono stati presentati una serie di
ordini del giorno che abbiamo già distribuito attinenti al
dibattito appena affrontato. Esattamente mi rivolgo al Governo,
onorevole Presidente della Regione ci sono una serie di ordini del
giorno e mi riferisco in particolar modo a quelli che vanno dal
numero 284 al numero 291, sono numerati in ordine crescente e poi
dal numero 294 al numero 297, il numero 300, 301 e 302 che
praticamente sono degli ordini del giorno che in qualche modo sono
complementari l'uno all'altro.
Possiamo passare anche alla votazione dei singoli, ma se il
Governo, così come mi è sembrato di capire dall'ultima
dichiarazione li fa propri, noi possiamo procedere con gli altri
ordini del giorno.
Presidenza del vicepresidente Venturino
CROCETTA, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCETTA, onorevole Presidente della Regione. Signor Presidente,
io sono stato chiaro, ritengo che tutti i contributi vadano
recepiti e verificati, quindi noi li accettiamo come contributi
perché vi ho detto che nella programmazione europea li recepiamo
come contributi. Sapete che nella programmazione europea ci sono
vincoli, laddove non ci sono motivi ostativi vengono recepiti dal
Governo e quindi tutti quanti accolti come raccomandazione.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, la prego di essere breve.
FALCONE. Al Presidente Crocetta vorrei però dire tutti come
raccomandazione, però ci sono quelli sulla soppressione della
sezione distaccata del TAR di Catania che è una questione
PRESIDENTE. Onorevole Falcone lei sta confondendo, ci stiamo
arrivando. Onorevole Falcone, se lei mi fa procedere con ordine.
FALCONE. Su questo io chiedo che ci sia il voto d'Aula.
PRESIDENTE. Assolutamente. Onorevole Falcone, non a caso non li
abbiamo inseriti in quel gruppo. Se lei mi fa procedere con ordine
evitiamo interventi che possono creare solo confusione.
Allora, nel frattempo sono stati anche distribuiti altri ordini
del giorno. Iniziamo così come in ordine di presentazione dal
numero 283 Adesione all'iniziativa referendaria della Regione
Abruzzo in materia di nuove articolazioni territoriali degli
uffici che porta la mia firma.
Il numero 283, se ricordate, il 24 settembre dell'anno scorso
sempre a mia firma fu presentato un ordine del giorno, condiviso
credo all'unanimità dell'Assemblea, sempre sulla scia di
quell'ordine del giorno ne è stato presentato un altro.
FORMICA. Appongo la mia firma.
PRESIDENTE. L'onorevole Formica appone la firma all'ordine del
giorno numero 283, anche la firma dell'onorevole Fontana,
dell'onorevole Vinciullo, dell'onorevole Ioppolo, dell'onorevole
Falcone, dell'onorevole Musumeci, il Gruppo del Movimento Cinque
Stelle mi è sembrato di capire che aderisce, dell'onorevole
Bandiera.
Insomma, mi sembra di capire che tutta l'Aula all'unanimità appone
la propria firma. Lo mettiamo al voto, la firma dell'onorevole
Sammartino, tutti quanti.
Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 283?
VANCHERI, assessore per le Attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 292, degli onorevoli Foti,
Ciancio, Mangiacavallo ed altri.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 293, degli onorevoli Falcone,
Assenza ed altri.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 298, degli onorevoli Vinciullo,
Zafarana, Assenza ed altri.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 299, degli onorevoli Vinciullo
e Assenza.
Il parere del Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.32, è ripresa alle ore 21.34)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno 303, degli onorevoli Panepinto e Cascio Salvatore.
VINCIULLO. Chiedo di apporre la mia firma.
ASSENZA. Chiedo di apporre la mia firma.
MUSUMECI. Chiedo di apporre la mia firma.
IOPPOLO. Chiedo di apporre la mia firma.
FONTANA. Chiedo di apporre la mia firma.
FALCONE. Chiedo di apporre la mia firma.
D'ASERO. Chiedo di apporre la mia firma.
ALLORO. Chiedo di apporre la mia firma.
ARANCIO. Chiedo di apporre la mia firma.
RUGGIRELLO. Chiedo di apporre la mia firma.
BANDIERA. Chiedo di apporre la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 303. Il parere del
Governo?
VALENTI, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Così come personalmente concordato con i Capigruppo,
la seduta è rinviata a martedì 24 giugno 2014, alle ore 11.00, con
il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - Anagrafe scolastica regionale . (n. 535/A) (Seguito)
Relatore: on. Greco M.
2) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
3) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
4) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
5) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
6) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
7) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-18
194-210-234-411-421-436/A)
Relatore: on. Savona
IV - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA C. - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
V - Discussione della mozione:
N. 59 - Interventi urgenti per la modifica dell'attuale
Piano di gestione dei rifiuti e per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia.
(11 marzo 2013)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. - ZITO -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- VENTURINO - ZAFARANA
VI - Discussione della mozione:
N. 244 - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
D.P.Reg. del 23 dicembre 2011 e istituzione di un
fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.
(3 dicembre 2013)
LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO G. -
FEDERICO - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI -
GRASSO - CURRENTI - CIMINO - SORBELLO - LA
ROCCA R. - FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO -
VULLO - MILAZZO G. - MARZIANO - POGLIESE -
ANSELMO - MICCICHE' - TAMAJO - SUDANO -
FORMICA - FERRANDELLI - ARANCIO
VII - Discussione della mozione:
N. 273 - Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del
settore agrumicolo.
(24 febbraio 2014)
LOMBARDO - DI MAURO - GRECO G. - FEDERICO -
FIORENZA - LO SCIUTO - MUSUMECI - LANTIERI -
CASCIO F. - FALCONE - D'ASERO - CURRENTI -
MILAZZO G. - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO
- CIANCIO - FERRERI - FOTI - LA ROCCA C. -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA- TANCREDI
- TRIZZINO - ZAFARANA - ZITO - MARZIANO -
SUDANO - BANDIERA - RAIA - FAZIO - IOPPOLO -
ASSENZA - GRASSO - TAMAJO - ANSELMO - LA
ROCCA R. - DIPASQUALE - DINA - MICCICHE' -
SAVONA - SAMMARTINO - LACCOTO - CIRONE -
CIMINO - BARBAGALLO - VENTURINO - POGLIESE -
NICOTRA
VIII - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
IX - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
X - Discussione della mozione:
N. 287 - Iniziative in favore delle strutture private
accreditate che erogano prestazioni di medicina di
laboratorio.
(1 aprile 2014)
BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO
XI - Discussione della mozione:
N. 232 - Modifica del decreto in materia di
compartecipazione ai costi delle prestazioni
riabilitative psico-fisiche-sensoriali in regime
semiresidenziale e residenziale.
(25 novembre 2013)
FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA
XII - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
La seduta è tolta alle ore 21.37
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 7/A - ISTITUZIONE DEGLI ECOMUSEI DELLA
SICILIA .
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del R.I.
Emendamento 117.1:
a) All'art. 5 c. 1 sostituire L'Assessorato regionale dei beni
culturali e dell'identità siciliana con L'Assessore regionale per
i beni culturali e l'identità siciliana con proprio decreto ;
b) All'art. 6 c. 2 sostituire I criteri per l'assegnazione dei
contributi di cui al comma 1 sono definiti con deliberazione
dell'Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità
siciliana, con I criteri per l'assegnazione dei contributi di cui
al comma 1 sono definiti con regolamento di cui al comma 3
dell'articolo 3, .