Presidenza del vicepresidente Venturino
FIORENZA, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zito, Lo Sciuto, Laccoto,
Forzese, Cirone, Micciché e Trizzino hanno chiesto congedo per
oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
- Nuove norme in materia di liberi consorzi comunali e città
metropolitane. elezione a suffragio universale e diretto del
presidente dei liberi consorzi comunali. (n. 783).
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Musumeci,
Ioppolo e Formica in data 25 giugno 2014.
- Determinazione dei criteri generali per la creazione, la
gestione e il controllo dei nidi familiari. (n. 784).
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Cappello, Ferreri, Foti, La Rocca,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino e Zito in
data 25 giugno 2014.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico i disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (I)
- Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014. Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale
28 gennaio 2014, n. 5. Disposizioni programmate e correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale. Disposizioni varie'.
(n. 782)
di iniziativa parlamentare, inviato il 24 maggio 2014, parere I,
III, IV, V e VI.
- Modifiche di competenze relative alla legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 ed alla legge regionale 20 novembre 2008, n.
15. (n. 782 - stralcio II)
di iniziativa governativa, inviato il 24 giugno 2014.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Modifiche alla legge regionale 1 agosto 1977, n. 80. (n. 782 -
stralcio I)
di iniziativa governativa, inviato il 24 giugno 2014.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Gestione diretta dei sinistri derivanti da responsabilità
civile degli enti del servizio sanitario regionale. (n. 782 -
stralcio III)
di iniziativa governativa, inviato il 24 giugno 2014.
Comunicazione relativa al disegno di legge 782
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in riferimento al disegno di
legge n. 782 "Assestamento del bilancio della Regione per l'anno
finanziario 2014. Variazioni al bilancio di previsione della
Regione per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge
regionale 28 gennaio 2014, n. 5 'Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2014. Legge di stabilità regionale'.
Disposizioni varie" comunico che, ai sensi dell'articolo 7 del
Regolamento interno e di analoghe decisioni assunte dalla
Presidenza in situazioni simili, sono state stralciate le seguenti
disposizioni, che sono state contestualmente inviate alle
competenti Commissioni per essere esaminate, con i medesimi
termini di priorità, in autonomi disegni di legge:
- articolo 36 (V Commissione) "Modifiche alla legge regionale 1
agosto 1977, n. 80";
- articolo 42 (I Commissione) "Lotta alla mafia ed alla
criminalità organizzata";
- articoli da 44 a 51 (VI Commissione) "Titolo V - Gestione
diretta dei sinistri derivanti da responsabilità civile degli enti
del servizio sanitario regionale".
Si comunica, altresì, che in conformità a decisioni
precedentemente assunte allo scopo di garantire il rispetto dei
principi costituzionali di autonomia finanziaria e organizzativa
dell'Assemblea, si è provveduto a stralciare l'articolo 7 con i
connessi effetti finanziari ed il riferimento al capitolo 109301
inserito nell'allegato 'A', di cui all'articolo 25.
Comunicazione di approvazione di risoluzioni
PRESIDENTE. Comunico che:
la Commissione legislativa 'Attività produttive' (III), nella
seduta n. 148 del 17 giugno 2014, ha approvato la risoluzione:
Erogazione dei trattamenti pensionistici del personale in
quiescenza degli ex consorzi Asi in liquidazione' (14/III);
la Commissione legislativa 'Cultura, formazione e lavoro' (V),
nella seduta n. 165 del 18 giugno 2014, ha approvato le seguenti
risoluzioni:
- Indirizzo in ordine alla utilizzazione dei lavoratori ASU'
(20/V);
- Indirizzo in ordine alle problematiche dei lavoratori ex
FERROTEL' (21/V).
Comunicazioni pervenute da parte del Governo regionale
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la deliberazione della
Giunta regionale n. 118 del 6 giugno 2014 relativa a: "P.O. FESR
Sicilia 2007/2013. Modifica dell'obiettivo operativo 6.1.1 del
documento 'Requisiti di ammissibilità e criteri di selezione' -
Adozione".
La predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo 50
comma 3 della legge regionale n. 9/2009 alla II Commissione
legislativa e alla Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione Europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Onorevoli colleghi, in base all'ordine del giorno, avremmo dovuto
dare inizio ad una serie di attività ispettive ma, come vedete, il
Governo non è presente, anche se, oggi, mi sento di giustificare
anche un po' i colleghi che non sono qui perché, come sapete, è
stato già inoltrato alle Commissioni, il disegno di legge di
assestamento, chiamiamolo così, ovvero il disegno di legge numero
782 Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
2014. Variazioni al bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 Disposizioni programmatiche e correttive per
l'anno 2014. Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie .
Immagino, dunque, che la maggior parte dei colleghi sia impegnata
ad esaminare il disegno di legge, per cui, non sorgendo
osservazioni, rinvierei l'Aula a martedì prossimo, giorno 1 luglio.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, non è solo per la tentazione di dire
qualcosa, anche perché lei sa meglio di me che, in questo momento,
Commissioni che stanno operando non ce ne sono, perché non
potrebbero esserci.
PRESIDENTE. Non ho detto questo ma ho detto che, probabilmente, i
colleghi, non le Commissioni, sono impegnati ad esaminare il
disegno di legge che è stato inviato per via telematica a tutti
quanti. Dicevo soltanto questo.
VINCIULLO. Non la voglio smentire, ma lo strumento finanziario ci
è stato inviato giovedì e abbiamo avuto, da giovedì ad oggi, tutto
il tempo possibile ed immaginabile per poterlo esaminare. Quello
che, invece, non possiamo continuare è perdere tempo venendo qui e
non riuscendo a fare nulla. Allora, la inviterei un attimino a
riflettere prima di rinviare la seduta.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, lei sta dicendo diverse cose
inesatte. Intanto, lei non ha potuto ricevere prima di ieri il
disegno di legge, a meno che non glielo abbia mandato qualcun
altro.
VINCIULLO. No, lei non è aggiornato perché la finanziaria è
arrivata in quest'Aula giovedì e già venerdì mattina l'avevano
anche i giornali; bastava leggere i giornali. A volte, a voler
coprire per forza tutti, si corre il rischio di apparire ridicoli.
Non le consento, fra le altre cose, di dire che non è vero quello
che le sto dicendo.
Allora, per essere chiari, già giovedì era sui giornali, venerdì
la manovra finanziaria era su tutti i giornali, l'avevamo ricevuta
tutti e, di conseguenza, abbiamo avuto tutto il tempo
PRESIDENTE. Non voglio fare una questione polemica, onorevole
Vinciullo, però, la prego, quello che scrivono i giornali è una
cosa, quelli che sono gli atti ufficiali di questa Assemblea sono
un'altra cosa. E' arrivata venerdì pomeriggio ed è stata trasmessa,
mi dicono gli Uffici, ieri mattina. Se, poi, i giornali hanno
comunicato prima tutto quanto, questo è un altro discorso. Siccome
non dipendiamo dai giornali ma abbiamo un Organo che si chiama
Assemblea regionale, che lavora in un certo modo, mi sto attenendo
a quelli che sono i fatti. Poi, se lei ha avuto altre notizie dai
giornali, quello è un altro discorso e, comunque, avevo detto
giorno 1 e non giorno 2. Prego, continui, onorevole Vinciullo.
VINCIULLO. Quello che le dicevo giorno 1, di che cosa dovremmo
parlare, signor Presidente, quando, l'1 luglio, ci saranno tutte
le Commissioni convocate, questa volta, in maniera regolare, per
esaminare la manovra?
Il discorso è semplice: o lei si espone, ogni volta, all'accusa di
chi, come me, percorre 600 km per venire da Siracusa a Palermo e,
poi, per tornare a casa senza fare nulla, e questo non è più
possibile, chiaro? Non è più possibile che un deputato percorra 600
km per non fare nulla, per essere chiaro, quindi, la invito un
attimino a sospendere i lavori e a vedere cosa stanno facendo i
Presidenti dei Gruppi parlamentari. ad organizzarsi in maniera
seria per il lavoro dell'Assemblea.
L'1 o il 2 luglio, le Commissioni di merito dovranno esaminare la
manovra. Lei pensa che i deputati avranno il tempo per venire in
Aula? Credo che non lo avranno. Il 3 luglio, ci sarà la parifica;
giorno 4, è già convocata la Commissione Bilancio. Me lo spiega che
ci fa tornare a fare in Aula, alla fine? Per costringermi a
prendere la parola e richiamare la Presidenza, che lei rappresenta,
ad un utilizzo più razionale del tempo di ognuno di noi?
Ieri, abbiamo fatto qualcosa perché abbiamo litigato; la scorsa
settimana, la stessa cosa. Le ricordo che, la scorsa settimana, lei
ha tenuto i lavori d'Aula soltanto perché sono venuto qui e l'ho
insultata, dopodiché, piano piano è arrivato il Governo, piano
piano sono arrivati i deputati; ora, ci insulteremo con l'onorevole
Greco, così, possibilmente, qualcuno verrà, né si può giustificare
il fatto che, oggi, il Governo non sia in Aula. Il Governo deve
venire in Aula e a nessuno è consentito di fare il moralizzatore e,
poi, non presentarsi in Aula.
Pertanto, signor Presidente, le chiedo di sospendere i lavori, di
coordinarsi con i Presidenti dei Gruppi parlamentari e di evitare
che, poi, giorno 1 e giorno 2, facciamo nuovamente questa
passerella, così come l'ha definita lei, da parte mia.
La richiamo ad essere più responsabile ed utilizzo il termine
responsabile sapendo quello che le sto dicendo, perché stiamo
sembrando degli irresponsabili agli occhi dei siciliani.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vinciullo. Soltanto una cosa per
ricordarle che non è un capriccio della Presidenza convocare
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Zafarana, se mi da il tempo di
concludere, le do la parola.
Non è un capriccio di questa Presidenza convocare l'Assemblea il
martedì o farle percorrere 100 km. Mi attengo semplicemente a
quello che è stato deciso dalla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari. Lei le sue lamentele le faccia pure al suo
Presidente di Gruppo parlamentare; io mi attengo ad un ordine del
giorno, ad un calendario che è stato condiviso da tutti i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, per cui
VINCIULLO. Richiami il Governo che non è in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non urli; le ricordo che si trova
all'interno di un'Aula di Parlamento; la pregherei, pertanto, di
comportarsi in maniera adeguata. Grazie, onorevole Vinciullo.
FAZIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, credo sia opportuno, prima che lei,
appunto, disponga la chiusura dei lavori d'Aula, consentirmi di
denunciare una situazione che è emersa a seguito di un intervento
legislativo fatto da quest'Aula un po' di tempo fa. E segnatamente,
l'argomento riguarda i forestali, e le lascio immaginare quanto
possa essere importante in questo momento, tenuto conto di quello
che sta succedendo in Sicilia per quanto riguarda, ovviamente, gli
incendi e la situazione dei nostri boschi e, ovviamente, delle
nostre campagne.
Ebbene, con la legge 5 del 2014, su proposta, ovviamente, dello
stesso Governo, quest'Aula ha approvato una proposta che ha,
ovviamente, determinato la cosiddetta graduatoria unica tra
coloro i quali prima erano con graduatorie del tutto separate, nel
senso che alcuni si occupavano degli incendi boschivi, altri invece
si occupavano dei beni demaniali della nostra Regione e avevano una
graduatoria, ovviamente, separata.
Non posso dimenticare ancora perché ricordo la risposta che venne
formulata quando alcuni di noi si alzarono e chiesero il perché e,
ovviamente, la proposta sembrava e aveva, sicuramente, un
obiettivo, che era appunto quello di razionalizzare le risorse e,
ovviamente, anche dal punto di vista prettamente economico,
conseguire sicuramente dei vantaggi.
Ma non posso dimenticare che, alla domanda specifica che è stata
fatta al Governo, questi ha risposto che, comunque, nessun
pregiudizio, ovviamente, sarebbe stato arrecato a coloro i quali si
trovavano in graduatoria e che, quindi, l'intersecazione,
l'unificazione delle due graduatorie non avrebbe determinato
nessuno spostamento nell'ambito delle cosiddette posizioni
pregresse perché, ovviamente, acquisiti giuridicamente.
La situazione non è di poco conto, perché, ovviamente, nell'ambito
della normativa in questione, approvando questo disegno di legge,
abbiamo fatto riferimento all'articolo 49 della legge numero 16 del
1996, ignorando, effettivamente, che questo disegno di legge
prevede anche l'articolo 48 e prevede anche l'articolo 47.
Avendo richiamato e, poi, ovviamente, applicato, sulla base della
direttiva attuativa della dirigente al lavoro, bene, si è
verificata una semplice, diciamo così, situazione dal punto di
vista prettamente materiale che è inaccettabile.
Coloro i quali, infatti, erano tra il primo, il secondo, il terzo,
il quarto posto nella graduatoria, nel momento in cui questa
graduatoria è stata unificata, si sono trovati, ovviamente, al
venticinquesimo posto, al trentesimo posto, e quant'altro.
I criteri, peraltro esclusivamente previsti dall'articolo 49,
hanno determinato questa situazione che, a mio avviso, è del tutto
illegittima e, peraltro, prevede come conseguenza delle posizioni
che, secondo me, non possono non essere tutelate anche
giuridicamente e sa perché? Perché coloro i quali erano ai primi,
secondi e terzi posti, nell'ambito della graduatoria ordinaria,
chiamata così, o quelli della ordinaria, hanno la possibilità
adesso preclusa a loro, di poter trasformare il rapporto di lavoro
da tempo determinato a tempo indeterminato.
Insomma, la stessa legge cosa prevedeva? Fermo restando il numero
chiuso, quando qualcuno che era a tempo indeterminato andava in
quiescenza, c'era il subingresso di coloro i quali si trovavano a
tempo determinato, e il rapporto veniva trasformato a tempo
indeterminato.
Bene, questa graduatoria ha determinato uno scompiglio,
ovviamente, nella stessa graduatoria e chi era, in qualche modo, al
primo o secondo o terzo o quarto posto si è trovato, ormai, alle
ultime posizioni.
Su questo argomento, credo, obiettivamente, che si stia
determinando un malumore - ma non solo un malumore - e molti,
ovviamente, andranno ad impugnare il provvedimento amministrativo
di esecuzione della norma. Io credo, però, che l'Assemblea non può
non prendere contezza di quello che, effettivamente, sta accadendo,
perché, tenuto conto della situazione anche emergenziale che è
all'esterno, credo, che questo incida in maniera determinante.
Perché incide in maniera determinate? Perché, se è vero che questa
graduatoria, bene o male, è in questi termini, credo che mal
volentieri, anzi in maniera del tutto quasi pacifica, costoro
sicuramente non accoglieranno e non accetteranno questa posizione,
con la conseguenza che non andranno al lavoro, con le conseguenze
che vi lascio in qualche modo immaginare. Tanto è vero che, ad
oggi, nessun intervento è stato disposto per quanto riguarda
l'attuazione e l'applicazione e, soprattutto, l'assunzione di
questo personale, in dipendenza delle conseguenze che ha
determinato.
Su questo argomento, le ho detto che ho già predisposto ed ho già
spedito un'interrogazione; mi auguro che il Governo prenda contezza
della situazione che si è determinata e che corra ai ripari.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Zafarana. Ne ha
facoltà.
A tal proposito, onorevole, spero che si possa intervenire anche
in occasione di questo aggiustamento di questo disegno di legge che
è arrivato, perché c'è una norma che riguarda i forestali. Credo
che si possa, eventualmente, intervenire in questa fase.
Prego, onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ribadire
un concetto già espresso dall'onorevole Vinciullo. Signor
Presidente, non possiamo ancora temporeggiare. Ci sono degli
impegni presi in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
rispetto ad un calendario che dobbiamo seguire, anche perché
quest'Assemblea regionale siciliana non può muoversi come un
elefante che, stentatamente, va avanti: oggi ci vediamo, domani no,
poi vediamo.
L'assessore Agnello, per dirne una, è nel Palazzo. Lo abbiamo
visto poc'anzi. Quindi, gentilmente, lei può contattarlo e
chiedergli di venire qua perché è qui che deve stare, soprattutto
perché abbiamo calendarizzato degli impegni politici importanti di
discussione, quali, per esempio, la mozione relativa all'impegno
del Governo della Regione in ordine al diniego di autorizzazioni di
ricerca e prelievo di idrocarburi e coltivazioni di campi
geotermici sul territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate; poi, ancora, salvaguardia dell'ecosistema e delle
attività produttive nell'area del canale di Sicilia e, poi, ancora,
interventi urgenti per la modifica dell'attuale Piano di gestione
dei rifiuti e per la riduzione dei rifiuti differenziati in Sicilia
e, poi, vado a saltare, non soltanto chiaramente presentata dal mio
Gruppo Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del settore
agrumicolo . Questa fra le altre.
L'attività ispettiva va fatta e, soprattutto, il dibattito va
portato avanti. Capiamo bene che la situazione è sempre, come dire,
di questa finanziaria che arriva a rate, per cui, andiamo a stento
avanti, però, non possiamo darci appuntamento a martedì prossimo;
sarebbe veramente un'azione indecorosa.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zafarana. Potrei anche chiamare
l'assessore Agnello e lo faccio perché, in effetti, abbiamo
all'ordine del giorno una mozione che potrebbe riguardare
l'assessore per l'economia ed è la mozione numero 156. Per il
resto, non credo che l'assessore abbia la delega per discutere
delle altre mozioni. La ringrazio, comunque, per avere
sottolineato che l'impegno di oggi è stato preso in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, se non ho capito male, sta invitando
l'assessore a partecipare ai lavori dell'Aula odierna.
PRESIDENTE. Ha capito perfettamente. Adesso, proviamo a
rintracciarlo e con l'assessore Agnello, però, ripeto, credo
potremmo discutere soltanto la mozione numero 156.
FIGUCCIA. Ecco, intanto, deve ringraziare l'onorevole Vinciullo
che testé le aveva chiesto di fare esattamente questo. Grazie
all'onorevole Vinciullo, grazie all'opposizione, grazie al lavoro
attento che questi Gruppi parlamentari fanno, altrimenti, con buona
parte dell'attività di questo Governo e di questi Gruppi di
maggioranza, staremmo qui a riscaldare i banchi, caro Presidente. E
lei questo, nel suo ruolo, non lo può permettere. Non possiamo
continuare con questi rinvii. La Sicilia sta affondando e questo
Governo non si rende conto che uno straccio di provvedimento non
viene portato all'ordine del giorno. Oggi, avevamo all'ordine del
giorno delle questioni importanti che attengono non soltanto a
mozioni, ordini del giorno, ma attengono a disegni di legge, quali
l'osservatorio dell'equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari, quali quello delle nuove norme in materia di
pianificazione, quali quello per la prevenzione delle patologie del
cavo orale. Tutta una serie di iniziative, signor Presidente, che,
in qualche modo, possono e devono dare respiro all'attività di
quest'Aula.
Ancora una volta, signor Presidente, questo non mi stancherò di
sottolinearlo, è merito dell'attività parlamentare di questa
opposizione.
Allora, se non ho capito male, come non ho capito male, grazie
agli interventi dei Gruppi parlamentari di opposizione, considerato
che tratteremo la materia relativa all'equità e giustizia, alle
figure agricole ed alimentari, preannunzio che abbiamo degli ordini
del giorno preparati dal mio Gruppo parlamentare, Forza Italia, uno
a firma mia, dell'onorevole Milazzo, dell'onorevole Falcone,
dell'onorevole Bandiera e, l'altro, che vede come primo firmatario
l'onorevole Bandiera che, anche quello riguarda le filiere agricole
ed alimentari.
Un appunto, però, signor Presidente: la prossima volta, la prego,
evitiamo di paventare l'ipotesi di disertare i lavori d'Aula per
dover poi attendere che un parlamentare che ha a cuore le sorti e
l'attività del Parlamento debba richiamarla a questo compito. Le
dico che, ovviamente, la responsabilità non è sua, signor
Presidente - lei presiede l'attività dell'Aula - ma è iscrivibile
interamente all'attività del Governo, ma, appena arriverà l'unico
Assessore che si sta degnando di venire a partecipare ai lavori
d'Aula, ne parleremo direttamente con lui. Grazie.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio gli
onorevoli Vinciullo e Zafarana per avere ricordato che questi
ritardi nei lavori non sono più accettabili, tra l'altro, come già
ricordato dall'onorevole Zafarana, abbiamo degli importanti lavori
programmati, delle mozioni e, a tal proposito, volevo preannunciare
anche un ordine del giorno, a mio avviso, anche molto urgente, che
riguarda il servizio idrico.
Sto presentando questo ordine del giorno dove chiedo al Governo
una moratoria per le privatizzazioni nel servizio idrico, perché è
facile parlare di slogan, di acqua pubblica, mentre ci sono in
corso dei processi di privatizzazione in Sicilia, in provincia di
Palermo, Siracusa, con la fallita APS o 68, quindi, dobbiamo
assolutamente imperniarci, sia moralmente sia economicamente, nella
creazione di enti pubblici che vadano non soltanto nel segno
dell'acqua pubblica, ma anche nel principio della solidarietà dei
territori, quindi, dovremmo andare ad individuare urgentemente
bacini idrografici della Sicilia per andare verso il principio di
solidarietà. Sono tutte cose che non possiamo più rimandare,
quindi, le chiederei di trattare urgentemente quest'ordine del
giorno alla presenza del Governo. Grazie.
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
sera rischiamo di parlarci addosso, perché se, da un lato, è giusto
pensare di non convocare l'Aula, perché non ci sono i disegni di
legge, soprattutto quello della materia finanziaria ancora pronto
da trattare, però, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, hanno preso un impegno molto chiaro, che era quello
che il Governo avrebbe dovuto comunicare all'Assemblea - non so se
lo ha fatto in questo senso - il mio intervento vuole a lei
rivolgere una domanda di individuare delle giornate in cui i vari
Assessori potessero venire in Aula per rispondere all'attività
ispettiva, perché qua vorrei far presente che siamo passati da un
eccesso a un altro.
Ci fu un periodo in cui l'Assemblea, non riuscendo a legiferare,
si era impegnata esclusivamente all'attività ispettiva, non
attenzionando l'attività legislativa. Oggi, invece, stiamo facendo
soltanto attività legislativa, magari minoritaria, di norme che non
hanno una certa valenza, giusto per dire che l'Assemblea sta
lavorando. Al contempo, stiamo dimenticando e trascurando
l'attività di controllo e di impulso che il Parlamento ha nei
confronti del Governo e dei singoli e specifici Assessorati.
La mia richiesta è che venissero fissate due date o tre almeno,
per poter discutere quei dieci atti ispettivi; se poi la collega
Palmeri, del Movimento Cinque Stelle, che ha posto all'ordine del
giorno un problema, ha detto un ordine del giorno sulla
privatizzazione delle acque pubbliche che, comunque, ha dei profili
comunitari non così semplici da poter definire. Vuole trasformare
quell'ordine del giorno in mozione, siccome ha parlato di ordine
del giorno, se lo trasformiamo in mozione e decidiamo di affrontare
anche questo argomento che non riguarda soltanto Palermo, Siracusa,
Trapani, ma riguarda anche Catania, riguarda tutte le nove
province o ex province della Sicilia, bene è un fatto che noi,
come Forza Italia, possiamo leggere di buon grado.
Signor Presidente, la mia richiesta è quella di comunicare a
quest'Aula il calendario delle presenze dei singoli assessori,
perché dall'assessorato alla salute all'assessorato al turismo,
dall'assessorato al territorio o all'energia, tutti gli assessorati
sono coinvolti dai nostri atti ispettivi.
Chiediamo, formalmente, la presenza in quest'Aula degli assessori
per trattare argomenti che sono delicatissimi per le sorti della
nostra Regione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Clemente ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Onorevole Falcone, in merito alla sua richiesta, non posso dirle
esattamente quali siano i giorni perché non è arrivata nessuna
comunicazione. Quello che però posso dirle, nell'interesse
dell'Assemblea e quindi anche di questa Presidenza, farò di tutto
per portare avanti la discussione di queste mozioni, ed
eventualmente anche la discussione degli ordini del giorno, e nel
prossimo martedì, giorno in cui l'Aula verrà riconvocata, di avere
la presenza del Governo e portare avanti quegli atti ispettivi che
sono fondamentali, così come i disegni di legge.
L'impegno che personalmente posso assumermi è quello di fare in
modo che il Governo sia presente.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo perché voglio affrontare tre questioni. E lo faccio per
venirle in aiuto, a tutela delle prerogative dell'Assemblea, le
vorrei dare alcuni suggerimenti. La prima è quella delle province:
nella finanziaria, che il Presidente Crocetta ci ha illustrato,
per la terza volta in un anno, non trovo tracce delle risorse che
abbiamo recuperato grazie all'abolizione delle province. Non trovo
quella famosa frase per l'anno 2014 le somme liberate dal taglio
delle province, pari a , ancora non si sa quanto abbiamo
recuperato, vengono impegnate per . Siccome era stato detto che
venivano impegnate per darle ai comuni e invece ai comuni tagliamo,
sarebbero state impegnate per la riqualificazione del territorio e
il territorio è abbandonato a se stesso. Signor Presidente, sembra
una scena del far-west, ci manca solo in cespuglio che gira per
strada
CANCELLERI. Rotola.
MILAZZO Giuseppe. E' vero, rotola. Comunque signor Presidente, o
rotola o gira sempre in mezzo a una strada si trovano i comuni E
non c'è un euro, un euro, che il Governo abbia certificato Che il
Ragioniere Generale abbia certificato nel dire con il taglio delle
province si è ricavato . Non so Dovevano ricavare 26, 100, 200
milioni di euro, un milione di euro, 500 mila euro? Niente Non
sappiamo niente Abbiamo approvato ben due norme sull'abolizione
delle province, non stiamo procedendo alla creazione delle norme
per porre in essere questi nuovi organismi
Sa cosa abbiamo fatto, signor Presidente, mentre lei si distrae,
fra un passaggio e l'altro non ascoltando niente di quello che le
sto dire e le ho detto? L'unica cosa che siamo riusciti a fare è
piazzare nove commissari, certamente non selezionati per evidenza
pubblica, per capacità, per titoli, in base alla simpatia di
colui che li ha nominati ha avuto nei confronti di questi signori,
della cui onestà non metto in dubbio, però, signor Presidente, non
è che saranno gli unici nove scienziati che la Sicilia vanta. Si
poteva utilizzare anche un altro criterio.
In soldoni cosa voglio dire? Si sono commissariati nove organismi
che, nel bene o nel male, nel male per quanto riguarda certamente i
costi delle nove macchine amministrative e burocratiche, nel bene
perché, comunque, davano e si occupavano del territorio, oggi non
lo fa più nessuno, non lo sta facendo né la Regione né tanto meno i
comuni si possono caricare di questo onere e mentre l'assessore
Reale collabora a farla distrarre, io continuo e le dico, signor
Presidente la cortesia istituzionale che le chiedo, congiuntamente
ad un'altra richiesta, durante la illustrazione dell'ulteriore
manovra finanziaria il Presidente della Regione, con l'assessore
per l'economia, ha sottolineato che i primi cinque articoli della
finanziaria, ovvero i cinque articoli della legge di stabilità,
sono frutto dell'accordo con il Governo che trasferirebbe o
riconoscerebbe, per meglio dire, per le sentenze del passato,
cinquecento milioni, circa, alla Regione Siciliana.
Io ho fatto notare che tutto questo è bello se è scritto in
qualche posto. Mi è stato detto che è stato siglato un accordo, un
documento è stato firmato. Fate avere ai Gruppi parlamentari questo
documento affinché ognuno ne assuma coscienza e veda come è
composto, perché non vorrei che la finanziaria, ancora in
Commissione Bilancio' non c'è, ora il Governo presenta, all'ultimo
minuto la finanziaria, e poi, giustamente l'Ufficio di Presidenza
comincerà a contingentare i tempi, i deputati non potranno
iscriversi per intervenire sui singoli emendamenti, io mi appello a
questo, non facciamo che poi ci sarà l'urgenza di approvarla.
Perché quando le carte si devono dare urgenza non ce n'è Un'ultima
cosa signor Presidente. Qui sotto, ogni giorno ci sono dei
lavoratori, ex lavoratori, non so come chiamarli, sarebbero gli ex
PIP. Io onestamente, signor Presidente, non me ne voglio occupare e
non me ne occuperò.
Le volevo proporre una iniziativa sotto forma di richiesta. Ma
perché non si sperimenta che l'assessore e la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari che è un organismo istituzionale
decidono di incontrare una rappresentanza di questo bacino, non
penso siano tutti pericolosi criminali, ci sarà qualcuno che si può
incontrare presso la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari magari allargata al presidente della Commissione
competente e all'assessore, e lì si e si spiegherà, onorevole
Ferrandelli, che non è l'onorevole Milazzo o l'onorevole
Ferrandelli che dovrà occuparsene, ci vuole qualcuno, che
rappresenta il Governo, che dica effettivamente come stanno le cose
ed evitare che ogni deputato sia chiamato a spiegare: ci vuole la
formalizzazione, signor Presidente, della norma, bisogna dire come
stanno le cose
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, le ricordo che per questo abbiamo
le commissioni, nessuno potrà mai negare una audizione ai PIP in
commissione in presenza dell'assessore e degli altri deputati.
MILAZZO. Mi permetto di replicare e dire che la Commissione la sua
parte l'ha fatta ma la Commissione non si può determinare, non è
organismo di governo Io sto dicendo che bisogna capire se c'è una
volontà precisa, che è legittima, e dire che per questo bacino ha
deciso di adottare una norma in questo senso, di interpretarla in
questo senso, di andare avanti in questo senso.
Questo è il punto, signor Presidente, se noi mettiamo la
polvere sotto il tappeto e si dice che è la Commissione, fermano i
deputati, i deputati non se ne devono occupare più di questa
questione, l'assessore deve incontrare questi signori e deve dire
cosa vuole fare, è giusto che chi delinque se ne debba stare a
casa, non lo sappiamo noi deputati, lo deve dire l'assessore se è
giusto oppure no.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 273 Interventi urgenti per
fronteggiare la crisi del settore agrumicolo , a firma degli
onorevoli Lombardo, Di Mauro, Greco, Federico, Fiorenza, Lo Sciuto,
Musumeci, Lantieri, Cascio, Falcone, D'Asero, Correnti, Milazzo,
Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Zafarana ed altri
PRESIDENTE. Si passa al VI punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 273 "Interventi urgenti per
fronteggiare la crisi del settore agrumicolo", a firma degli
onorevoli Lombardo, Di Mauro, Greco, Federico, Fiorenza, Lo
Sciuto, Musumeci, Lantieri, Cascio, Falcone, D'Asero, Correnti,
Milazzo, Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Zafarana ed altri. Ne do
lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
come si evince dal Rapporto ISMEA IL MERCATO DELLE ARANCE'
tendenze recenti e dinamiche attese' del luglio 2013, Tra il 2005
ed il 2012 la produzione di arance del mediterraneo ha registrato
una lieve crescita,imputabile essenzialmente all'aumento di
produzione di Egitto, Turchia, Siria, Marocco ed Algeria. Spagna ed
Italia hanno evidenziato forti oscillazioni tra un anno e l'altro,
mentre la Grecia ha segnato una riduzione della produzione.In
Italia è in atto un processo di riduzione delle superfici investite
da ascrivere alla flessione del prodotto destinato all'estrazione
del succo. Allo stesso tempo, cresce la specializzazione
produttiva, aumenta la DMA e cresce la concentrazione
dell'offerta.';
in Sicilia, come emerge dai dati relativi al censimento 2000', nel
corso degli anni novanta, la superficie agrumicola è passata da
111.911 ettari (1991) a 100.759 ettari (2002) segnando una
riduzione del 10%. In particolare, 58.881 ettari sono ad arancio,
30.666 a limone, 7.035 a mandarini, 4.177 a clementine. Sebbene
tutte le specie subiscano una flessione, la più significativa ha
riguardato i limoni;
l'agrumicoltura siciliana si concentra principalmente nella
Sicilia orientale, nelle province di Catania (35% della superficie
agrumicola regionale), Siracusa (23,1%) e Messina (12,2%). La
coltivazione delle arance è il segmento produttivo più importante;
pur interessando tutte le nove province siciliane, si concentra
maggiormente in quelle di Catania (38,4% della superficie
arancicola regionale), Siracusa (29,2%), Enna (10,5%) ed Agrigento
(7,2%). Nella Sicilia centro-orientale dominano le varietà a polpa
pigmentata tra le quali spicca il Tarocco' che in questo areale
trova le condizioni pedo-climatiche più favorevoli. Nella provincia
di Agrigento prevalgono gli aranceti a polpa bionda, con le varietà
del gruppo Navel'; fra queste spicca la cultivar Washington Navel';
la coltivazione del limone in Sicilia è diffusa in ugual misura
nelle province di Catania (26,7% della superficie limonicola
regionale) e Messina (26,4%) mentre seguono per importanza la
provincia di Palermo (24,5%) e quella Siracusa (17%); la provincia
di Enna, il cui territorio e tutto nell'area interna dell'Isola, è
la sola che non registra significative estensioni limonicole.
Infatti la coltura predilige gli areali costieri caratterizzati dal
clima più mite. Le aree maggiormente vocate alla coltivazione delle
clementine ricadono lungo la costa orientale, in provincia di
Catania (dove si concentra il 50,1% della superficie regionale) e
meridionale, nelle province di Ragusa (23,9%) e Siracusa (15,8%).
La mandarinicoltura è concentrata nellle province di Palermo (34,1%
della superficie mandarinicola regionale) e Catania (33,8%), segue
per importanza la provincia di Messina (14,9%) e quella di Ragusa
(10%);
la tempesta finanziaria mondiale degli ultimi due-tre anni, con la
conseguente caduta della domanda e dei prezzi dei prodotti
alimentari, ha ulteriormente aggravato le situazioni di crisi che
attanaglia l'agricoltura siciliana da oltre un decennio. Diverse
sono le cause esterne alla Regione, come diverse sono le cause
interne, anche se riconducibili ad un'unica essenza. Delle prime,
costituendo variabili indipendenti, bastino solo pochi cenni
tematici: la globalizzazione dei mercati, con sempre minori vincoli
e protezione e con aumento esponenziale della competitività fra
imprese e fra paesi, quale conseguenza della evoluzione delle
politiche internazionali e specialmente quelle espresse negli
accordi GATT e nella istituzione del WTO; la profonda modifica
della PAC, che da un forte sostegno ai prezzi dei prodotti ed a
pesanti interventi di mercato è passata al pagamento unico
aziendale ed alla piena libertà imprenditoriale; la profonda e
diversificata evoluzione della domanda alimentare, in special modo
nei paesi ad economia avanzata, che ha provocato il mutamento negli
stili di vita e di consumo e la richiesta sempre più esigente di
sicurezza, qualità, trasparenza di informazione e rispetto e tutela
dell'ambiente; la internazionalizzazione organizzativa
dell'industria e del commercio; il progresso tecnico;
in questo contesto risulta competitivo il Paese, il territorio,
l'impresa che realizza sul mercato (inteso nella sua universalità
economica) una gestione razionale e d'insieme degli
approvvigionamenti a partire dal processo di produzione agricola, a
seguire con la trasformazione agro-alimentare, la
commercializzazione e la distribuzione alimentare, fino ad arrivare
al mercato finale (supplychain), dove impera il consumatore,
soggetto principe i cui bisogni e convinzioni sono da soddisfare. I
fenomeni appena accennati negli ultimi 25-30 anni hanno determinato
un profondo cambiamento (complessità) nei rapporti fra settori e
fra imprese e contemporaneamente una più forte interrelazione fra
essi;
l'agricoltura siciliana, ancor oggi, realizza ai fini commerciali
essenzialmente due tipologie di produzione: una, la più
considerevole, sostanzia la sua impostazione strutturale ed
organizzativa nei prodotti destinati prevalentemente al mercato
nazionale e solo in misura minimale ai mercati esteri; l'altra
comprende prodotti destinati prevalentemente al mercato regionale e
spesso addirittura al mercato locale;
considerato che:
come confermato dalle associazioni di categoria, oggi il prezzo
pagato ai produttori oscilla tra gli 0,05 ed i 0,10 Euro al Kg in
base alla diversa tipologia e qualità delle arance;
la crisi del settore agrumicolo ha raggiunto un livello di gravità
estrema che non ha precedenti nella storia siciliana per la
concomitanza di diversi fattori negativi, primo tra tutti il crollo
del prezzo pagato ai produttori a fronte di costi di produzione in
continuo aumento; a ciò si aggiunga che, da circa due anni, il
problema della pezzatura medio - piccola delle arance che, ancorché
ininfluente sulla qualità finale, agisce da deterrente del mercato;
visto che:
nel febbraio del 2010, stante la sussistenza di una situazione
simile a quella attuale ma sicuramente meno grave e meno critica,
l'allora Assessorato per le risorse agricole e alimentari -
Dipartimento Regionale Interventi Strutturali per l'Agricoltura
aveva attivato e disposto il ritiro straordinario di arance da
destinare previa trasformazione in succhi ad aiuti umanitari' sulla
base di tale premessa: la Regione Siciliana, in relazione alle
difficoltà di mercato della produzione aranci cola 2009/2010
prospettata da tutti gli operatori del settore e dai loro
rappresentanti, vista la nota Agea prot. n. 134 del 19/02/2010 che
da il via libera a tale intervento, ha ritenuto opportuno dare
corso ad un ritiro straordinario di agrumi per un quantitativo
complessivo di circa 50.000 tonnellate di arance, riferito
esclusivamente a prodotto scendialbero, per avviarlo alla
trasformazione in succo da destinare ad aiuti umanitari per il
tramite della Protezione Civile o altri Enti Caritatevoli, nel
rispetto delle procedure di seguito riportate. A tale intervento
potranno accedere tutti i produttori operanti nell'ambito della
Regione Sicilia siano essi associati o singoli. Questi ultimi
potranno partecipare fino al limite del 50% dell'intervento. Non
potranno partecipare al bando i produttori con base aziendale
coltivata ad arance inferiore a ha 0.50.00';
visti:
l'art. 19-bis D.P.R. 602 del 29 settembre 1973, secondo cui se si
verificano situazioni eccezionali, a carattere generale o relative
ad un'area significativa del territorio, tali da alterare
gravemente lo svolgimento di un corretto rapporto con i
contribuenti, la riscossione può essere sospesa per non più di
dodici mesi, con decreto del Ministro delle Finanze';
l'art. 82 della L.R. 11 del 12.05.2010, Accordo delle filiere
agroalimentari', secondo cui L'Assessorato regionale delle risorse
agricole e alimentari al fine di garantire il reddito degli
imprenditori agricoli, quali primi componenti delle filiere
produttive, promuove la sottoscrizione di accordi tra i componenti
delle filiere agro-alimentari a fronte di specifiche azioni di
valorizzazione dei prodotti delle filiere. Entro quarantacinque
giorni dalla pubblicazione della presente legge sono emanate le
disposizioni attuative del presente articolo nel rispetto della
normativa comunitaria di riferimento in materia di agricoltura e
sviluppo rurale. I soggetti beneficiari di aiuti pubblici o altri
interventi regionali devono rispettare l'accordo di filiera
sottoscritto';
considerato che:
il settore agrumicolo rappresenta storicamente uno dei settori
strategici per l'economia isolana, stante che, cifre alla mano,
tutt'oggi sono direttamente interessati decine di migliaia di
lavoratori con una movimentazione di oltre 800 milioni di
euro/annui;
sarebbe opportuno riproporre un intervento di ritiro straordinario
di arance simile a quello già adottato nel 2010 dalla Regione
Siciliana al fine di attutire i devastanti effetti della crisi che
rischia di spazzare via diverse centinaia di piccole
- medie aziende siciliane,
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per la salute e l'Assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale
e la pesca mediterranea
ad adottare con urgenza ogni atto ed intervento emergenziale
necessario per fronteggiare la situazione di crisi in cui
imperversa il settore agrumicolo siciliano;
a verificare la sussistenza delle condizioni previste dall'art. 19-
bis D.P.R. 602 del 29 settembre 1973 e, conseguentemente, ad
adottare ogni atto ed iniziativa utile per il riconoscimento della
sospensione della riscossione dei tributi ivi prevista;
a convocare un tavolo tecnico - operativo con i rappresentanti
delle organizzazioni dei produttori e/o altri rappresentanti di
categoria al fine di promuovere, direttamente o indirettamente, la
sottoscrizione di uno o più accordi o convenzioni, anche tra i
componenti delle filiere agro-alimentari a fronte di specifiche
azioni di valorizzazione dei prodotti delle filiere (art. 82 L.R.
11/2010), che abbiano come fine quello di sostenere i produttori di
agrumi;
a disporre con urgenza il ritiro straordinario del prodotto di
piccola pezzatura per una distribuzione a fini benefici e solidali,
così dando immediato respiro al settore e scongiurando il
fallimento di migliaia di piccole e medie aziende;
ad avviare, compatibilmente con i vincoli nazionali e comunitari,
l'iter amministrativo previsto dalla legge al fine di dichiarare lo
stato di crisi del settore agrumicolo».
Dichiaro aperta la discussione sulla mozione n. 273. Se nessuno
chiede di intervenire ha facoltà di parlare l'assessore per
l'agricoltura, avvocato Reale.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidenti, onorevoli deputati, il Governo
condivide le riflessioni che sono alla base della mozione che è
stata presentata e che andrà in votazione di qui a poco.
Le riflessioni rispecchiano, esattamente, lo stato di fatto che
l'Assessorato e gli uffici dell'Assessorato hanno potuto verificare
come esistente come una crisi del settore agrumicolo che ha una
valenza estremamente significativa.
Pertanto, nel condividerne le valutazioni che sono poste alla
base, come Governo regionale, sento il dovere di indicare che,
mentre su alcuni punti dell'impegno il Governo può prendere, vi è
un parere favorevole e, anzi, una condivisione di impegno sugli
articolati della mozione relativi all'adozione con urgenza degli
atti e interventi emergenziali necessari a fronteggiare la
situazione di crisi, alla verifica della sussistenza delle
condizioni previsti dall'art. 19 bis del DPR 602 del 1973, alla
convocazione del tavolo tecnico operativo per promuovere gli
accordi di filiera e, anzi, molto di recente ne è stato
formalizzato e sottoscritto uno, proprio relativo al settore
agrumicolo, devo rappresentare al Parlamento che il ritiro
straordinario del prodotto, come venne effettuato nell'anno 2010,
ha esposto la Regione siciliana ad una procedura di infrazione
comunitaria, essendo stato ritenuto un aiuto indebito, dai
competenti Organi dell'Unione Europea, che hanno aperto una
procedura di infrazione contro la Regione siciliana, per essere
stata alterata in tal modo la concorrenza ed essere stato fornito
un aiuto di Stato.
Quindi, un'azione di questo tipo non potrebbe essere intrapresa se
non correndo nuovamente il rischio e, chiaramente, questo la
Regione siciliana e il Governo non può consentirlo, di infrangere
nuovamente la normativa comunitaria.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 273 "Interventi
urgenti per fronteggiare la crisi del settore agrumicolo". Il
parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Favorevole ad eccezione della parte in cui viene
disposto l'impegno al ritiro straordinario del prodotto, in quanto
confliggente con la normativa comunitaria.
PRESIDENTE. In questo caso, sono costretto a tornare di nuovo sul
punto, o esprime un parere favorevole o contrario.
REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale e per
la pesca mediterranea. Restando così, essendo contraria alla
normativa comunitaria, il Governo deve esprimere un parere
negativo.
MUSUMECI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, la posizione del Governo, negativa,
su una mozione articolata, ma che merita, invece, condivisione ed
apprezzamento, rimette in discussione la validità del documento
stesso.
Credo che, tecnicamente, ma gli Uffici che la collaborano, in
questo senso, possano venirci incontro, credo che il parere
favorevole del Governo, mi permetto di dire, signor assessore, di
fatto, non pregiudica la condizione che lei ha posto, proprio
perché, trattandosi di normativa comunitaria, quindi,
gerarchicamente superiore alla nostra, noi siamo soccombenti.
E' risaputo che c'è stato un intervento da parte degli organi
europei perché ritenevano inappropriata l'iniziativa adottata dal
Governo nella decorsa campagna agrumaria e, quindi, in questo
senso, si intende già acquisita la clausola di autotutela del
Governo stesso.
Approfitto, invece, per chiedere, all'assessore per l'agricoltura,
se non ritiene utile potere attivare ogni misura finalizzata a
ridurre il peso fiscale delle imprese agricole, laddove è stata
accertata la gravità della crisi, in particolare di quella
agrumicola, anche attivando gli organi statali e se non ritiene di
dovere promuovere un confronto con i rappresentanti di categoria
per tutti gli altri punti citati nell'articolata mozione, affinché
la futura campagna agrumaria, che inizierà fra quattro o cinque
mesi, ci colga preparati ad attenuare od a ridurre la gravità e
l'impatto di una crisi che, davvero, ha messo sul lastrico decine
di migliaia di famiglie.
Signor Presidente, infine, e concludo, chiedo al Governo, se
ritiene di dovere affrontare, se l'assessore volesse degnarmi della
sua attenzione, io sono qui anche per lei e lei è qui, soprattutto,
per noi perché c'è un fenomeno del quale ci siamo occupati in III
Commissione, e che al Governo è certamente noto, ed è quello di un
ritorno al caporalato' in alcune aree della Sicilia, che ha
costretto migliaia di immigrati, alcuni irregolari ed alcuni
clandestini, a sottoporsi ad un'opera di vero e proprio
sfruttamento. Questo, non soltanto sulla pelle di questa povera
gente, che è venuta da noi per cercare 'l'Eldorado' e ha trovato
una vita di stenti e di sacrifici, ma anche, a danno della massa
lavorativa, quindi, del bracciantato che aspetta i mesi della
lavorazione dei campi per potere portare un pezzo di pane' a casa
e che, in un mercato non competitivo o competitivo verso il basso,
di fatto, rimane espulsa dal mercato stesso.
Ritiene, signor assessore, di dover avviare un confronto su un
problema che non è soltanto agricolo, ma che implica aspetti, anche
di natura sociale e di ordine pubblico, particolarmente rilevanti?
Le chiedo la cortesia, se può, in Aula, in questa sede, assumere un
impegno in questo senso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere chiedo
all'assessore se condivide le valutazioni espresse dall'onorevole
Musumeci, altrimenti - se così non dovesse essere - l'unica cosa
che posso fare per evitare il parere negativo del Governo è
chiedere di emendare quella parte - perché la mozione si vota così
com'è, con parere favorevole o contrario.
Per cui le lascio il tempo di riflettere su questo.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
Onorevoli colleghi, comunico, che hanno chiesto congedo per oggi
gli onorevoli Assenza e La Rocca.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Si riprende la discussione della mozione n. 273
"Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del settore
agrumicolo
FALCONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, colgo
l'occasione della presenza dell'assessore per le politiche
agricole, l'avvocato Reale, perché la mozione, che porta anche la
mia firma, è stata depositata in un momento particolarmente
complicato per le sorti dell'economia della filiera agrumicola in
Sicilia, un'economia che movimenta da ottocento milioni a circa un
miliardo di euro l'anno. Quindi, una economia abbastanza
consistente, significativa per le sorti del nostro PIL, della
nostra ricchezza, sostanzialmente anche della nostra occupazione,
assessore.
Noi abbiamo rivolto al Governo, chiaramente anche al suo
predecessore, successivamente è arrivato anche lei che ne prende
l'eredità, la conferma di un atto di indirizzo, per il significato
insito, assolutamente pregnante, di questo atto che vuole, appunto,
essere di indirizzo.
Sostanzialmente cosa chiediamo con questa mozione? Chiediamo tre
cose: un'azione tesa alla sospensione dei tributi per quelle
imprese agricole che si trovano in grandi ambasce, in grandi
difficoltà, che si trovano oggi ad essere boccheggianti quando,
fino a qualche anno fa, rappresentavano un punto di riferimento
della ricchezza e dell'economia siciliana.
Quelle nostre zone, le zone del catanese e del siracusano,
soprattutto, che sono la sua terra, assessore.
La seconda cosa che chiediamo è quella che venga fatta una
convenzione con i rappresentanti delle organizzazioni della filiera
agrumaria, quei rappresentanti che avevano avviato già un tavolo
tecnico con il suo predecessore per poter stabilire un prezzo che
non fosse canagliesco' nei confronti degli stessi produttori, ma
che garantisse loro un'equazione chiara, soprattutto sostenibile
nella produzione e nella vendita dello stesso prodotto.
E, poi, anche un ritiro straordinario su cui stasera ha detto
esserci delle difficoltà. E su questo ritiro straordinario noi
avevamo anche detto che potevamo pensare, tracciare un'altra
strada, che era quella della promozione. Cioè non facciamo un
ritiro ma promuoviamo l'arancia.
Nel passato si è promossa l'arancia rossa, il presidente Musumeci
sa che da titolare della provincia di Catania promuoveva l'arancia
rossa della provincia di Catania. Era un sistema di sollievo ma di
sostegno, non al reddito ma alla produzione, a coloro che erano
impegnati, agli operatori del settore.
Quindi, assessore, noi rimaniamo un po' perplessi, le chiediamo di
scendere nei dettagli. Noi stasera ci saremmo aspettati non
soltanto una risposta semplice, stretta, stringata, ma una risposta
più articolata, cioè anche un dibattito su questo tema.
Nel passato con i colleghi Cancelleri, D'Asero, - che stasera non
è presente ma telefonicamente ci siamo raccordati su questa stessa
materia - con la collega Raia, ma ricordo che c'era anche qualche
altro collega, a Palagonia facemmo un incontro ed in quell'incontro
stabilimmo determinate questioni sulla materia, per fronteggiare la
grave crisi in cui oggi versa il settore agricolo e
specificatamente agrumicolo.
Assessore Reale, noi oggi abbiamo tre temi, tre questioni con
questa mozione, che vuole essere uno stimolo al Governo, ma per
accendere i riflettori nei confronti di un settore che se crolla,
altro che Termini Imprese. Certo, è importante l'industria, è
importante chi oggi produce nei sistemi industriali, nel settore
della filiera industriale, ma è altrettanto importante oggi, anzi
diventa fondamentale, se non strategico, il settore
dell'agricoltura in Sicilia, non a caso il suo Assessorato è il più
ambito, è il più importante in Sicilia, E' come l'Assessorato per
l''industria nel Piemonte, è la stessa cosa. Potremmo fare la
stessa comparazione.
Allora in questo senso, assessore Reale, l'invito che le rivolgo,
e lo rivolgo al Governo tutto, ma in questo senso penso anche di
interpretare, se non tutti, la maggioranza dei sottoscrittori di
questa mozione, il primo sottoscrittore è l'onorevole Lombardo, poi
Di Mauro e così via, per dire che noi chiediamo al Governo un
indirizzo chiaro, una politica di strategia, non una politica di
tattica per fronteggiare l'emergenza, l'emergenza ok, ma poi c'è
una strategia: si era parlato di espianto e reimpianto, si era
parlato di inserire - mi avvio alla conclusione, ma è delicatissima
la materia su cui stiamo ragionando e stiamo articolando qualche
piccola, brevissima riflessione - si era parlato di inserire una
misura che potesse rigenerare i nostri cosiddetti giardini, cioè i
terreni, per cercare di togliere quella pianta vecchia, quella
pianta improduttiva e reimpiantare, anche con un sostegno alla
produzione, nuove piantagioni, nuove piante che potessero dare un
prodotto più competitivo, un prodotto qualitativamente, anche sotto
un profilo organolettico, fermo restando che sotto questo profilo
noi siamo ad altissimi livelli, un prodotto assolutamente
competitivo.
L'invito è in questo senso, vediamo di poter formulare ed avere e
ottenere dal Governo delle indicazioni chiare, strategiche, che
siano e che possano dare delle risposte concrete con una ricaduta
positiva per l'economia agricola e specificatamente agrumicola.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Malafarina e Dipasquale
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Riprende la discussione della mozione n. 273
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, la
mozione che porta le firme di moltissimi deputati presenti in
quest'Aula, è una mozione trasversale, se legge i nomi abbraccia un
po' tutti i Gruppi parlamentari in maniera indistinta. Questo
significa che è stata frutto di ragionamento, di incontri, di
lavoro che questo Parlamento ha voluto portare sul territorio le
riunioni.
Colgo l'occasione per ringraziare il presidente della III
Commissione, l'onorevole Marziano che si è detto sempre disponibile
ed il precedente assessore, Cartabellotta, che, in più di
un'occasione, sono stati presenti alle audizioni tenute sul
territorio. Ne ricordo una tenuta a Palagonia ma ci sono stati
altri incontri a Scordia ed in altri paesi del Calatino, che
ospitavano ed ospitano tuttora tutti questi produttori in
difficoltà.
L'impegno della mozione, Assessore, è ovviamente serio ed è molto
semplice perché è veramente scritta in maniera descrittiva e già
lei ha dato delle rassicurazioni che, tolto quel passaggio, la
valuta positivamente.
Ciò che le voglio chiedere è un impegno anche di fronte a quella
che è stata una risoluzione in Commissione, votata il 23 marzo
2013; lei non era ancora Assessore, io gliel'ho già ricordato una
volta in Commissione, ho il piacere di rifarlo adesso, quella
risoluzione impegnava l'allora assessore Cartabellotta, ai sensi
dell'articolo 7 del Trattato UE/Marocco che norma proprio queste
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Misure di compensazione.
CANCELLERI. Sì, non solo le misure di compensazione, l'articolo 7
dice che se l'ingresso di prodotti che provengono da fuori
danneggia il nostro mercato, possiamo non solo richiedere la
ridiscussione dei termini di quell'accordo, ma mettere in essere,
per i 12 mesi successivi, delle azioni che riteniamo opportune
affinché si argini questo problema.
Credo che questa cosa debba essere messa in atto subito; studiate
quelle che possono essere delle misure in qualche modo
compensative.
Oggi c'è un problema da risolvere, probabilmente in maniera
immediata, è un altro appello che le faccio. Abbiamo bisogno,
secondo me, di creare una grande rete di Consorzi perché le
attività commerciali, cioè il commerciale che va ad interfacciarsi
direttamente con il piccolo produttore, quando il piccolo
produttore è solo, gli viene imposto un prezzo, se invece
cominciamo ad inculcare nei piccoli produttori la possibilità di
cominciare a pensare ad un Consorzio, cioè o ci si unisce, oppure
si muore, e quindi diventare qualcosa di più grosso, allora ciò può
determinare l'esatto contrario, cioè sarà il blocco di produttori a
determinare il prezzo rispetto a chi in maniera commerciale vuole
comprare quei prodotti per poi portarli nella grande distribuzione
organizzata. Ma, per fare questo, abbiamo bisogno di strumenti. In
Sicilia, secondo me, ce n'è uno che può funzionare bene e, in
questo momento, è guidato da una persona autorevole che è la
dottoressa Argentati, esso è il Distretto Gli agrumi di Sicilia .
Dobbiamo valorizzarlo perché è una struttura che da oltre 10 anni
si occupa sul territorio di agrumi ma è qualcosa che abbiamo creato
ed a cui non abbiamo mai dato la forza, né gli strumenti, né la
voce giusta per guidare i produttori che continuano ancora, in
maniera slegata, ad andare all'interno dell'Assessorato a
discutersi la pratichetta col funzionario di turno. Togliamo questa
possibilità di creare, praticamente, queste ramificazioni
all'interno degli Assessorati e diamo, invece, un volto
istituzionale a quella che è, probabilmente, la più grande risorsa
che abbiamo nella nostra Terra, che è l'agroalimentare.
PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per qualche minuto.
(L'Aula, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che alla mozione numero 273 è stato
presentato dal Governo l'emendamento 273.1. Do la parola
all'assessore Reale.
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Il Governo ha presentato un emendamento alla mozione
che prego l'Aula di voler esaminare che è in risposta anche alle
osservazioni dell'onorevole Musumeci.
In realtà, trattandosi di una questione afferente alla legittimità
dell'atto di impegno, il Governo ritiene che sia più corretto che
la mozione lo impegni nelle forme in cui può impegnarlo, cioè nelle
forme di rispetto della legalità anche della legalità europea che,
a volte, è opprimente ma è comunque cogente.
Quindi, l'impegno al ritiro del prodotto che è stato equiparato ad
un aiuto di Stato, il Governo ne chiede, attraverso un emendamento,
la soppressione dalla mozione. Ciò non significa, chiaramente, e
rispondo anche all'onorevole Cancelleri su questo, né un
disinteresse né una mancanza di strategia né, e mi spiace se è
stata questa l'impressione, una disattenzione, una troppa estrema
sintesi rispetto ad una problematica che certamente è presente.
Io ho dato per scontato e per presupposto che i lavori d'Aula
fossero coordinati, come lo sono, con quelli della Commissione. In
III Commissione stamattina tutte queste tematiche erano all'ordine
del giorno e sono state esaminate lungamente e con attenzione,
proprio le stesse identiche che ora stiamo trattando e, quindi, la
mia sintesi era semplicemente un richiamo ai lavori che sino a
questo momento sono stati svolti, alla mia presenza, in
Commissione. Ciò non toglie che è giusto richiamare in Aula quelli
che sono alcuni dei capisaldi della strategia che l'Assessorato sta
perseguendo per contrastare quanto più possibile la crisi del
settore agrumicolo, a cominciare da quella che sarà la nuova
programmazione.
La nuova programmazione che prevede una misura specifica proprio
per l'espianto e il reimpianto soprattutto per il caso di
aggressione da parte di quella malattia che viene denominata come
Tristezza degli agrumi' e che sta portando così grave disagio alle
nostre produzioni.
Ma, nella nuova programmazione vi è un aspetto qualificante, che
anche il forum del partenariato, nelle prime riunioni, ha condiviso
apertamente, ed è l'indicazione che l'Assessorato ha dato di
inserire dei meccanismi premiali nella nuova programmazione per
tutte quelle iniziative volte a dare alle aziende agricole, in
particolare a quelle agrumicole, la dimensione aziendale idonea a
competere nei mercati nazionali ed internazionali, quindi, dagli
accordi di rete ai consorzi, alle filiere.
E proprio sulle filiere, nel settore agrumicolo - stiamo lavorando
su tutti i settori, perché condividiamo la valutazione e la
riflessione che il futuro dell'agricoltura, nella nostra Sicilia,
passa anche da questi accordi di filiera - posso dare la notizia
che è stato formalizzato, molto di recente, circa 10 giorni fa,
proprio un accordo di filiera specifico che va dalla produzione
alla trasformazione degli agrumi. E' un primo, ma molto
significativo, passo che dà continuità ad una azione amministrativa
precedente ma la porta dalla fase della preparazione alla fase
dell'esecuzione.
Per quanto riguarda le attività di sostegno, se così vogliamo
chiamarle impropriamente perché, effettivamente, gli aiuti di Stato
non possono essere concessi, certamente, al prodotto a prescindere
dalle situazioni di crisi, però la strategia che sta ponendo in
essere l'Assessorato è una strategia diversa che parte da
presupposti completamente diversi che sono quelli delle capacità
dei nostri prodotti di avere un influsso benefico sulla salute dei
nostri concittadini.
Da una valutazione, quindi, squisitamente tecnico-sanitaria che
nulla ha a che fare, se non per effetti riflessi, con il mercato -
e c'è un decreto interassessoriale che sta per essere emesso di
concerto con l'Assessore per la salute e con l'Assessore per la
formazione -, attraverso questo decreto interassessoriale, daremo
la possibilità alle mense scolastiche ed agli ospedali della
Regione siciliana di attribuire dei punteggi di favore
nell'aggiudicazione delle gare d'appalto a tutti quegli enti che
faranno ricorso alla nostra agricoltura, ai prodotti della nostra
agricoltura, in particolare ai prodotti della nostra agricoltura di
qualità, non in relazione al mercato, ovviamente, ma in relazione
agli effetti benefici che questo tipo di prodotti hanno sulla
salute. Chiaramente, i riflessi sul mercato sono una conseguenza
che è stata tenuta presente, quindi, la strategia dell'intervento
qualificante è una strategia che l'Assessorato ha ben presente.
Voglio aggiungere che, anche al tavolo delle politiche agricole
con il Ministro e con gli altri Assessori regionali, è stato da
poco emesso un documento sull'opportunità che venga distribuita in
tutte le scuole italiane la frutta di qualità, la frutta italiana
di qualità. Ovviamente, per quanto riguarda la Regione siciliana,
questo documento, nel momento in cui diventerà operativo - è già
stato elaborato e portato all'attenzione della Commissione
politiche agricole alla quale ho partecipato -, significherà un
ulteriore utilizzo di quelle che sono le produzioni agrumarie del
nostro territorio.
Quindi, vi è una strategia complessiva di supporto a questo
settore produttivo che crediamo possa dare, nel tempo, dei frutti
significativi, soprattutto nel momento in cui le nostre imprese
avranno la capacità di utilizzare i fondi comunitari, non
semplicemente come un sostegno al reddito ma con una visione del
futuro, cioè come investimenti che consentano la produttività nel
futuro.
Per quanto riguarda, infine, la questione dei controlli, è una
questione di estrema importanza. E' una questione che viene
condivisa interamente dall'Assessorato all'agricoltura. Vi è,
credo, come primo punto all'ordine del giorno, proprio oggi in
Aula, il disegno di legge sulla filiera dell'equità e della
legalità in agricoltura che sarebbe uno strumento di grande
importanza proprio in questa visione di lotta alla contraffazione
ed agli agenti fitosanitari.
E' indiscutibile che i controlli debbano partire ed essere
utilizzati, doverosamente, come barriera a quegli accordi che, poi,
non vengono rispettati dai paesi che invadono i nostri mercati con
prodotti che non sono di qualità. Quindi, da questo punto di vista,
certamente, c'è l'impegno del Governo a porre in essere questo tipo
di azioni nel modo più celere possibile. Chiedo anche l'aiuto
dell'Assemblea nell'esaminare il disegno di legge che, proprio
oggi, è al primo punto all'ordine del giorno perché gran parte di
quelle problematiche sono trattate esattamente in quel testo.
Per quanto riguarda il distretto degli agrumi richiamato
dall'onorevole Cancelleri, l'Assessore è già in contatto con la
dottoressa Argentati, col Presidente del Distretto degli agrumi,
con la quale stiamo facendo un lavoro importante proprio nella
direzione da lei invocata e da me ricordata in questo momento.
Come lei sa e come sa il Parlamento regionale la problematica dei
Distretti è una problematica che soffre della divisione di
competenze. Il Distretto degli agrumi ha una dipendenza
dall'Assessorato delle attività produttive e, quindi, soffre di
questa dicotomia di doversi rapportare da un punto di vista
burocratico con le attività produttive e da un punto di vista
ideale e culturale con l'agricoltura. Purtroppo, è qualcosa che
accomuna tutti i Distretti che sono, in qualche modo, collegati
all'agricoltura, così è anche il Distretto della pesca. Queste
dicotomie che allungano la burocrazia, che rendono difficile ogni
azione sono una delle varianti a cui in futuro si dovrebbe trovare
una soluzione. Comunque, il Distretto degli agrumi, con la
dottoressa Argentati, è un Distretto molto vivo, molto capace, con
il quale l'Assessorato si sta rapportando positivamente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è già stato distribuito
l'emendamento 273.1, a firma del Governo. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione numero 273, come emendata. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Comunico che sono stati presentati gli ordini del giorno numeri
279 «Salvaguardia delle produzioni ortofrutticole della Regione», a
firma degli onorevoli Bandiera, Firetto, Dipasquale e Micciché; 304
«Iniziative volte a contenere la situazione debitoria delle imprese
agricole», a firma degli onorevoli Bandiera ed Assenza; 307
«Riorganizzazione risorse umane nel settore forestale, agricolo e
della prevenzione degli incendi», a firma degli onorevoli Figuccia,
Falcone, Pogliese, Assenza, Bandiera, Savona e Milazzo e 308
«Iniziative concernenti la valorizzazione del settore agrumicolo
per fronteggiarne la crisi», a firma degli onorevoli Figuccia e
Milazzo.
Si passa all'ordine del giorno numero 279. Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 304. Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 307.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riteniamo che ciò
che è accaduto in questi giorni poteva essere evitato. Credo che
con l'articolo 12 della legge numero 5/2014 che ha inteso unificare
il Servizio antincendio boschivo del Corpo Forestale con l'Azienda
forestale e demaniale in capo all'Assessore per l'agricoltura, si
sia creata una situazione per la quale gli operatori del settore
non sono stati messi nelle condizioni di operare, si è creata una
vera e propria guerra tra poveri, con riferimento, per esempio,
alla questione dei criteri che sono contraddittori rispetto allo
scorrimento delle graduatorie stesse, per cui abbiamo di fronte il
rischio di applicare due criteri assolutamente differenti. Uno
attiene all'anzianità di servizio nel settore forestale, per quanto
riguarda una delle due graduatorie, l'altro attiene, invece,
all'iscrizione negli elenchi degli anagrafici agricoli.
Ciò determina, evidentemente, un'impossibilità di intervento, ciò
determina che quello che andava fatto per evitare,
nell'approssimarsi della stagione estiva, i rischi degli incendi
che, poi, puntualmente stanno verificandosi proprio perché non sono
state poste in essere le necessarie operazioni di zappatura e di
pulizia del sottobosco ed ha determinato, attraverso la
formulazione di questa graduatoria unica regionale, una fattispecie
non solo contraddittoria, ma una fattispecie che riteniamo debba
essere abolita, per cui chiediamo attraverso questo ordine del
giorno che venga sospesa in modo da poter evitare situazioni come
quelle che sono accadute.
Noi chiediamo inoltre, come Gruppo di Forza Italia che, proprio al
fine di evitare il rischio degli incendi, vengano utilizzate anche
quelle risorse dei Fondi PAC che sono, ormai, già stati inseriti
nella programmazione, ritengo da parte degli Assessorati,
considerato che, ad oggi, è assolutamente insufficiente la
dotazione finanziaria dei capitoli di spesa.
Pensiamo che - mi perdonerà l'Assessore, ma in questi mesi c'è
stato, lei non era ancora Assessore, un atteggiamento di assoluta
distrazione - ciò abbia determinato una situazione di caos che
adesso credo sia arrivato il momento di rimuovere perché ciò ha
determinato delle situazioni con delle gravissime responsabilità.
Noi pensiamo, inoltre, che occorra mettere mano, in maniera
organica, ad un sistema di riordino e di riforma del comparto,
perché se riuscissimo ad adottare una politica nuova che guardi al
bosco produttivo, che guardi alla dimensione dello sviluppo, che
guardi a quel bosco produttivo fatto dei prodotti dello stesso,
evidentemente questo ci consentirebbe un'inversione di tendenza,
altrimenti il rischio sarà, Assessore, che le risorse finanziarie
si ridurrano anno dopo anno e finiremo per vedere fare a questi
lavoratori altro che 101 giorni, altro che giornate programmate, ma
li vedremo, da qui ai prossimi pochi anni, ridotti davvero al
lumicino, forse a poche settimane.
Per invertire questa tendenza bisognerà utilizzare i Fondi
comunitari, metterli a sistema rispetto ai Fondi dei bilancio,
creando tra l'altro la giusta connessione tra quello che è il mondo
del bosco, della forestazione, con quello che è il settore del
turismo perché non è pensabile che la nostra politica sia stata
quella di creare riserve talmente protette da essere assolutamente
dimenticate.
Questo patrimonio deve, invece, essere reso fruibile e questo
potrà essere fatto attraverso una seria politica di riordino del
comparto. Questo chiede l'ordine del giorno che chiaramente
rimettiamo all'Aula, chiedendo prima un suo parere e poi che possa
essere posto in votazione.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Favorevole.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Tancredi, interviene per dichiarazione di
voto? Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema di
fondo di ciò che si sta verificando in questo momento, di fatto, è
una mancata applicazione della legge che abbiamo esitato
recentemente perché la graduatoria unica che stabilisce un
principio, che dà un'uniformità di giudizio, vedete il problema che
dobbiamo tenere in debita considerazione è il fatto che, in questo
momento, stiamo vedendo l'assoluta incapacità di organizzare questo
settore perché, in questo momento, abbiamo il fallimento di
un'applicazione di legge che non c'è stata e, in questo momento, la
Sicilia brucia, brucia letteralmente, per l'incapacità nostra di
registrare una normativa che dà un principio di equità che in
precedenza non c'era.
Questo credo che sia qualcosa che dobbiamo tenere in assoluta
considerazione, perché la cosiddetta guerra dei poveri che si sta
verificando tra antincendio e azienda con la norma si può evitare
che continui, però di fatto il settore deve essere regolamentato in
maniera trasparente e nelle graduatorie che vengono esitate non ci
può essere discrasia tra una provincia e un'altra, dove Enna, per
esempio, è riuscita a fare tutto in tempi debiti e altrove, invece,
non ci si è riusciti per incapacità o lentezza degli uffici
preposti. Credo che questo sia un punto nodale su cui non possiamo
non tenerne conto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 307?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Signor Presidente, sento di dover fare una breve
replica anche perché, come l'Aula certamente ricorderà, in sede di
esame della manovra bis il Governo con un emendamento anche a mia
firma aveva proposto l'abrogazione di questo articolo 12; quindi,
la mozione che oggi è presentata è ovviamente condivisa, tanto che
il Governo stesso a mia firma aveva presentato un emendamento.
La Presidenza all'epoca, correttamente, ebbe ad affermare che
l'emendamento non era trattabile in quanto non afferente ad
argomenti trattati nella manovra e, quindi non è stato sottoposto
all'Aula.
Siamo sempre in tempo con la finanziaria ter, laddove la
Commissione e l'Aula ritenessero invece che questo argomento è
strettamente connesso, come a me pare connesso, con le questioni
economiche relative ai forestali, ad abrogare questo articolo 12
che tanti disagi ha provocato.
Ha provocato molti disagi perché si è creata una situazione nella
quale l'Assessorato dell'agricoltura avvia questi lavoratori sulla
base di graduatorie che sono gestite dall'Assessorato al lavoro e
poi i lavoratori vengono presi in carico dall'Assessorato
territorio e ambiente. Cioè abbiamo tre assessorati e tre uffici
diversi per mandare a lavorare un operaio stagionale. Chiaramente,
sono queste le disfunzioni che poi creano i disagi.
Devo dire che in tutte le province, ad eccezione di Palermo e
Catania dove vi è ancora un ritardo, gli operai dell'antincendio
sono stati regolarmente avviati e sono regolarmente in servizio o
hanno preso regolarmente servizio. Volevo sottolineare però, perché
non è giusto che venga comunque indicata la responsabilità
solamente del Corpo forestale, anche se non è attribuzione
dell'Assessore dell'agricoltura il Corpo forestale, ma non è giusto
indicarlo come responsabile, che la struttura del Corpo forestale e
dell'antincendio del Corpo forestale non è certamente né l'unica né
la principale deputata a contrastare il fenomeno incendio nel
territorio nazionale e regionale. E' una struttura che deve
occuparsi esclusivamente di intervenire nelle zone di proprietà
della Regione siciliana. Ciò non toglie che è obbligo ed è doveroso
attivare i servizi antincendio prima possibile e nel modo corretto,
a condizione, ovviamente, che vi siano le risorse finanziarie
sufficienti.
Per quanto riguarda il rilievo sull'utilizzo delle somme che vi
sono nella PAC, questo è già stato effettuato perché vi è stato un
decreto interassessoriale con l'Assessore per il territorio e
l'ambiente con il quale si è convenuto che queste somme vengano
utilizzate per la tutela del territorio che comprende gli incendi,
ma comprende anche il dissesto idrogeologico. Quindi, il parere del
Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 307. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 308
SIniziative concernenti la valorizzazione del settore agrumicolo
per fronteggiare la crisi , degli onorevoli Figuccia e Milazzo
Giuseppe. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca
mediterranea. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione della mozione n. 59
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 59 "Interventi urgenti per la modifica
dell'attuale Piano di gestione dei rifiuti per la riduzione dei
rifiuti indifferenziati in Sicilia".
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
considerato il quadro di riferimento normativo di seguito
riportato:
Normativa comunitaria. La Direttiva 2008/98/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, costituisce un quadro
giuridico per i rifiuti in ambito europeo e rappresenta
l'intenzione del legislatore di porre l'attenzione sull'intero
ciclo dei rifiuti dalla produzione sino allo smaltimento ed in
particolare sulle possibilità di recupero e riciclo dei rifiuti
stessi al fine di prevenire e ridurre gli impatti ambientali e
sanitari dovuti alla produzione e gestione. Il trattamento dei
rifiuti, pertanto, deve essere perseguito secondo una gerarchia che
vede in primo luogo la prevenzione della produzione dei rifiuti,
quindi la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio, il
recupero ed infine lo smaltimento;
in Italia il recepimento della Direttiva quadro sui rifiuti
2008/98/Ce, avvenuta con il D. Lgs. 205/10, introduce nell'ambito
della normativa nazionale in materia di rifiuti, ed in particolare
nel D. Lgs. 152/06 di cui il 205/10 costituisce un aggiornamento,
il tema della prevenzione e riduzione della produzione e della
nocività dei rifiuti.
Le finalità della legge sono:
· prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la pericolosità;
· promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali da
ridurre all'origine la produzione di rifiuti, soprattutto non
riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;
· promuovere l'informazione e la partecipazione dei cittadini,
attraverso adeguate forme di comunicazione, rivolte anche agli
studenti delle scuole di ogni ordine e grado;
· promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero dei
rifiuti urbani e speciali;
· promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e
di quelli assimilati agli urbani, adottando in via prioritaria il
sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità
e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;
· incrementare l'implementazione di tecnologie impiantistiche a
basso impatto ambientale, che consentano un risparmio di risorse
naturali;
· ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso
l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione
della salute e dell'ambiente;
· favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;
· riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio
erogato ai propri cittadini, anche attraverso soggetti diversi;
· valorizzare la partecipazione dei cittadini, con particolare
riferimento a forme di premialità economiche in funzione dei
livelli di raccolta differenziata raggiunti;
· rendere compatibile l'equilibrio economico del servizio di
gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili
e con le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della
TIA, avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure di
perequazione le fasce socia-li più deboli e di ridurre l'evasione e
la elusione fiscale in materia;
l'articolo 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9,ha posto
in liquidazione, sin dalla sua entrata in vigore, i Consorzi e le
Società d'ambito e ha disposto, così come integrato dalle
previsioni dell'articolo 1 della disposizione n. 28 del 14 Dicembre
2010 del Commissario delegato ex O.P.C.M. n. 3887/2010, che nelle
more della costituzione delle Società per la regolamentazione del
servizio di gestione dei rifiuti, S.R.R., e comunque non oltre il
31.12.2011, la gestione del servizio integrato dei rifiuti venisse
garantita da parte dei Consorzi e/o delle Società d'Ambito,
attraverso i liquidatori;
il disegno di legge n. 56 - Stralcio, legge approvata il 29
dicembre 2012, recante Modifiche alla legge regionale 8 aprile
2010, n. 9, in materia di gestione integrata dei rifiuti. Proroga
di termini: art. 12. Fino all'inizio della gestione da parte dei
soggetti individuati ai sensi dell'articolo 15, e comunque non
oltre il 30 settembre 2013, il termine ultimo fino al quale i
soggetti già deputati (ATO) alla gestione integrata del ciclo dei
rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere
le competenze loro attualmente attribuite,
impegna il Governo della Regione e per esso
l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità
a rivedere l'attuale Piano Gestione Rifiuti, secondo le
indicazioni di seguito riportate.
Modifica dell'attuale Piano Gestione Rifiuti, che si basa sulla
RIDUZIONE alla fonte dell'indifferenziato (fonte Programma
prevenzione rifiuti sicilia 24 07 12 commissionato da REGIONE
SICILIANA, UFFICIO DEL COMMISSARIO DELEGATO, EX O.P.C.M. 09 LUGLIO
2010, N. 3887, PRESSO IL DIPARTIMENTO REGIONALE DELL'ACQUA E DEI
RIFIUTI, VIA CATANIA N. 2 - PALERMO. Il piano è stato redatto con
il coordinamento del prof. ing. Federico Vagliasindi nell'ambito
della consulenza svolta per l'Assessore Regionale Energia e Servizi
di Pubblica Utilità, Ass.re pro tempore Dott. Giosuè Marino; D.A.
n. 305013 del 07/07/2011, e nell'ambito delle attività del Master
universitario di II livello in Progettazione di impianti per il
controllo del rischio sanitario ambientale , POR/FSE 2007/2013).
Proposte in punti:
Incompatibilità fra gestione della raccolta, gestione dello
smaltimento e gestione del riciclaggio:
1 - Al fine di evitare un diffuso fenomeno
monopolisticoindustriale ed insieme favorire un corretto sistema
della gestione del trattamento dei rifiuti urbani si stabilisce nel
caso di soggetti privati il principio di netta separazione in ogni
territorio dei ruoli tra soggetti gestori delle fasi di Raccolta/
Recupero e soggetti gestori della fase dello Smaltimento, con
espresso divieto per i soggetti gestori delle fasi della Raccolta e
del Recupero di materia di gestire anche la fase dello smaltimento
attraverso qualunque collegamento societario.
2 - In questo senso si prevede che il sistema industriale del
Recupero di materia (dalla Riparazione al Riuso al Riciclaggio
della frazione inorganica al Compostaggio aerobico/anaerobico della
frazione organica) debba consentire la crescita di soggetti
industriali territoriali pubblici, privati e collettivi organizzati
in Distretti del riutilizzo, riciclaggio e della riprogettazione.
Il Distretto è costituito da una aggregazione di piccole e medie
imprese legate alla comunità e fondate sull'interscambio di
esperienze, saperi, progetti, buone pratiche, livelli di
partecipazione tra lavoratori, imprese e residenti che operano in
un sistema certificato anche parallelo al CONAI, con utilizzo di
impianti e nuove tecnologie a basso impatto ambientale. Le imprese
operano all'interno di Ambiti di Raccolta Ottimale (A.R.O.),
possono attivare eco-punti per la raccolta ed il recupero di
materiali specifici in deroga al sistema di privativa comunale,
prevedendo che la loro attività è soggetta ad essere inserita nei
Piani di gestione dei rifiuti provinciali e regionali nell'ambito
di una pubblica pianificazione di massimizzazione di recupero di
materia.
3 - I servizi separati di Raccolta da una parte, e quelli di
Smaltimento dall'altra, dei rifiuti urbani sono Servizio Pubblico
Locale di interesse generale, che la normativa quadro nazionale
prevede sia attuato attraverso i criteri di efficienza, efficacia,
economicità escludendo profitti e remunerazioni di qualsiasi forma.
La gestione locale di queste fasi è in capo alle Amm.ni Comunali
che assicurano il rispetto del principio di precauzione in merito
alla tutela dell'ambiente e della salute garantendo forme di
gestione partecipata permanenti delle comunità locali, e attuando
il principio di prossimità.
4 - Si stabilisce che la proprietà e la gestione degli impianti di
smaltimento in discarica, previsti esclusivamente per il
conferimento della frazione residua da trattamenti di recupero,
debba essere prevalentemente pubblica e corredata da un programma
obbligatorio di volumetrie conferite nel rispetto pieno del dettato
dell'art. 182 del DLgs 152/2006 e s.m.i. che fissa il criterio di
residualità per la fase dello smaltimento sino all'azzeramento
finale.
Semplificazione delle procedure per l'impiantistica del riciclo:
1 - Nell'attuazione del principio generale della gerarchia di
trattamento, si privilegiano procedure di autorizzazione
accelerate, e ove previste semplificate come previsto dall'art. 214
del DLgs 152/2006 e smi, per la realizzazione di impianti di
trattamento per il riciclaggio ed il recupero sia di frazioni
secche che umide, con l'adozione da parte della Regione e Province
di un iter amministrativo che, lasciando fermi i vigenti termini
minori, imponga la conclusione del procedimento ed il rilascio del
titolo autorizzativo da parte dell'Amministrazione competente entro
e non oltre dodici mesi dalla data del deposito del progetto
definitivo da parte del soggetto richiedente.
2 - Gli impianti che godono di questo regime speciale sono
identificati in quelli dedicati esclusivamente al trattamento per
il recupero di materia:
a) impianti per la selezione dei rifiuti urbani indifferenziati
dedicati alla massimizzazione del recupero di materia al fine del
riciclaggio, e con esclusione di produzione CDR/CSS, e con
eventuale linea di presso-estrusione delle plastiche e produzione
di materia prima secondaria;
b) impianti di compostaggio aerobico, compresi gli impianti di
compostaggio aerobico automatici, ed impianti di digestione
anaerobica con successivo compostaggio aerobico alimentati con la
FORSU con capacità di trattamento inferiore a 36.000 tonnellate
annue ed inferiore alla eventuale potenza elettrica di 1 Megawatt,
con un controllo ferreo del materiale in entrata e in uscita;
c) impianti di selezione e riciclo di frazioni secche
differenziate, con eventuale linea di presso-estrusione delle
plastiche e produzione di materia prima secondaria con capacità di
trattamento inferiore a 36.000 tonnellate annue;
d) Centri per il riuso e centri di raccolta di cui all'art. 24;
3 - Gli impianti di cui al comma 2 punto b) di digestione
anaerobica saranno autorizzati privilegiando l'immissione
del biogas prodotto nella rete pubblica di distribuzione gas,
tramite trattamenti di purificazione ed adeguamento alle
caratteristiche richieste dai gestori della rete stessa, ad
eccezione del biogas impiegato in impianti di bassa potenza termica
ed elettrica per il fabbisogno energetico necessario al
funzionamento dell'impianto stesso. E' previsto altresì l'uso del
biogas come carburante per autotrazione da commercializzare nelle
reti commerciali autorizzate specialmente laddove è assente la rete
pubblica di distribuzione gas. Tale procedura si intende estesa
agli impianti di digestione anaerobica con successivo trattamento
aerobico di qualsiasi dimensione ed alimentati sia da FORSU che da
scarti agricoli che possano produrre compost idoneo all'impiego in
agricoltura e nel giardinaggio.
4 - Ai fini dell'attuazione delle prescrizioni del presente
articolo in modo coerente nel tempo, si stabilisce che gli impianti
autorizzati con presente procedura semplificata non potranno
successivamente essere autorizzati a trattare materiali in ingresso
diversi da quelli originariamente previsti.
Divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili, riciclabili, e non
trattati.
Entro 3 mesi dall'adozione di questa modifica nel Piano Rifiuti, è
espressamente vietato:
1. inviare ad incenerimento o gassificazione qualsiasi tipo di
rifiuto urbano indifferenziato.
2. smaltire in discarica rifiuti urbani indifferenziati che non
siano stati sottoposti a preliminari operazioni finalizzate a
ricavare ulteriori beni o materiali atti al riuso, al riciclaggio,
al recupero di materia.
3. smaltire in discarica od inviare ad rifiuti riciclabili,
rifiuti contenenti sostanze putrescibili non sottoposte a
stabilizzazione biologica, comprese le biomasse agricole
compostabili.
Tariffa puntuale
1 - Dalla data di entrata in vigore della presente legge si
stabilisce il passaggio al sistema di Tariffa puntuale. Spetta alle
Amm.ni Comunali applicare la tariffa puntuale in cui la quota di
tariffa variabile per le utenze domestiche ed assimilate può essere
calcolato od in modo direttamente proporzionale alla quantità di
R.U.R. conferito od attraverso uno sconto commisurato ai
quantitativi di frazioni differenziate conferite o con un sistema
misto dei due criteri esposti, ma in ogni caso con sistema di
rilevazione e contabilità per singola utenza.
2 - Il compostaggio domestico sarà incentivato con adeguato sconto
sulla tariffa, determinato dalle Amm.ni Comunali pari ad almeno il
20% dell'importo totale.
3 - Si prevede un regime transitorio che prevede comunque il
passaggio al sistema della Tariffa puntuale entro e non oltre tre
anni.
Tassa sul vuoto a perdere
1- Viene istituita una tassazione di scopo denominata tassa sul
vuoto a perdere che prevede che le aziende che commercializzano
prodotti alimentari in contenitori in cartone, plastica, metallo,
vetro e poliaccoppiati con volume superiore a 0,1 litri debbano
versare un importo pari a 0,10 euro al litro (arrotondato per
eccesso) per ogni contenitore immesso sul mercato nel Fondo di
rotazione presso la Regione siciliana.
2- Le aziende che operano il sistema di distribuzione con il vuoto
a rendere privilegiano la riconsegna per il riutilizzo ciclico dei
contenitori tramite l'istituzione di una cauzione pari a 0,20 euro
per ogni contenitore, e sono pertanto esentate dalla tassazione
prevista dal precedente punto e dal versamento del Contributo
ambientale al CONAI ed ai distretti.
Piani di razionalizzazione della filiera alimentare e dei rifiuti
organici:
1 - L'Assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica
Utilità con l'Assessorato Regionale delle risorse agricole e
alimentari, con le associazioni degli agricoltori, con l'industria
di trasformazione e del commercio, con le associazioni
ambientaliste, con le associazioni dei consumatori e con il
Consorzio Italiano Compostatori, provvede a redigere un piano di
tutta la filiera agro-alimentare dalla produzione al consumo, per
la razionalizzazione e l'efficiente utilizzo delle risorse agro-
alimentari e per l'uso più corretto degli alimenti in scadenza, dei
sottoprodotti, degli scarti alimentari al fine di ridurre gli
ingenti sprechi di prodotti del settore, nonché degli imballaggi a
questi associati, e per finalizzare quanto non più utile ai fini
alimentari umani e zootecnici e per la ricostituzione della
fertilità dei suoli contro i gravi processi di desertificazione in
atto.
2 - Sono istituite le Banche Alimentari, intese come luoghi
pubblici gestiti dai Comuni in collaborazione con le principali
organizzazioni umanitarie e le associazioni di volontariato Onlus
del territorio, in cui poter conferire surplus alimentare da parte
di circuiti distributivi commerciali, aziende di produzione,
fondazioni e singoli cittadini. La donazione di scorte alimentari,
integre e non scadute per scopi di solidarietà civile e di sostegno
al disagio sociale, è interesse del Comune stesso al fine di
ridurre il conferimento nel sistema di raccolta dei rifiuti urbani
e sottrarle allo smaltimento.
3 - La Regione dovrà svolgere un'indagine sul proprio territorio
per individuare le zone con scarsa presenza di sostanza organica
(<3,5%) ed emanare norme per un loro recupero, con l'utilizzo
preferenziale di compost derivante da raccolta selezionata di
rifiuti, anche tramite incentivi.
4 - La raccolta differenziata della frazione organica umida deve
obbligatoriamente essere effettuata presso tutte le utenze che non
praticano il compostaggio domestico o collettivo e di zona ,
pratiche da favorire in forma prioritaria ai fini della riduzione a
monte. Per le case sparse le Amm.ni Comunali possono rendere
obbligatorio per le utenze il compostaggio domestico.
5 - E' consentito e promosso il compostaggio collettivo di
caseggiato e di zona, e tale pratica è regolamentata dai Comuni.
6 - E' reso obbligatorio per tutte le aree di verde pubblico
superiori all'ettaro allestire al loro interno una zona di
compostaggio in cui operare la trasformazione in compost della
frazione organica derivante dagli sfalci e potature leggere della
stessa area verde nonché delle altre aree verdi del comune, fino a
un massimo di 1000 ton/anno per ogni zona. Queste zone, tramite
apposito regolamento comunale possono essere utilizzate anche per
la trasformazione in compost della frazione vegetale derivante
dalle aree verdi provate circostanti.
7 - Obbligo al compostaggio domestico per coloro che possiedono
porzione di giardino e terrazzo grande con compostiera in comodato
d'uso gratuito ottenendo agevolazioni sulla tarsu (già esiste, è
però necessaria la pubblicizzazione).
L'autocompostaggio è una pratica che può essere facilmente
adottata non solo dalle famiglie, ma anche dalle scuole. Il compost
generato diverrà un ottimo concimante per i terreni (quali orti,
giardini, piante ornamentali), in sostituzione o integrazione a
materiali organici tradizionali come: letame, torbe, ecc. Oltre
alla distribuzione di un alto numero di compostiere alle famiglie,
si dovrà provvedere anche ad una campagna di formazione e
assistenza rivolto ai cittadini, scuole, associazioni che hanno
intenzione di effettuare il compostaggio domestico attraverso
l'assistenza telefonica o a domicilio, corsi periodici di
aggiornamento, brochure con notizie e informazioni tecniche.
Inserirsi nel mercato europeo del compost per agricoltura biologica
che oggi si rifornisce dal mercato del nord ed est europa.
Centri per il riuso e Centri di raccolta per il riciclo:
1 - Ai fini del riutilizzo dei beni a fine vita entro il Dicembre
2014 deve essere realizzato almeno un centro di riuso ed un centro
di raccolta ogni 20.000 abitanti. Tali centri saranno realizzati
preferibilmente su aree contigue riconvertendo laddove possibile i
centri di raccolta già esistenti. Il centro per il riuso è
identificato come luogo in cui i beni di cui il possessore vuole
disfarsi siano indirizzato verso aree di deposito per il riuso o
possano essere indirizzati verso aree di deposito per le successive
fasi di riparazione di tali beni, senza che questi siano
classificati come rifiuti. Mentre i beni non suscettibili di riuso
saranno indirizzati verso le aree tradizionali di deposito tipiche
dei centri di raccolta per l'invio successivo a riciclaggio.
2 - Tali strutture saranno affidate preferenzialmente, ma non in
via esclusiva, ad associazioni di volontariato, cooperative sociali
e le associazioni di promozione sociale od onlus del territorio.
Ruolo del volontariato e della cooperazione sociale
1 - Si prevede che le associazioni di volontariato, le cooperative
sociali e le associazioni di promozione sociale ed onlus possano
effettuare saltuariamente, con progetti e/o campagne di
sensibilizzazione ed informazione temporalmente limitate, raccolta
di frazioni differenziate di rifiuti non pericolosi per finanziare
le proprie attività sociali esercitando tali attività sulla base di
una comunicazione al Comune interessato in cui si indichi il
soggetto responsabile ed il periodo di attività previsto comunque
non superiore a sei mesi.
2- Tale attività esclude il requisito di iscrizione all'albo dei
gestori ambientali e la compilazione del formulario di
accompagnamento dei materiali in deroga alle disposizioni vigenti.
Indicazioni per la gestione della raccolta differenziata dei
materiali post-consumo.
La grande distribuzione è un anello strategico tra la fase della
produzione e quello del consumo. Infatti, da una parte è in grado
di influenzare i comportamenti dei consumatori, delimitando o
allargando l'offerta, dall'altra è in grado di comunicare alla
produzione le scelte o i gradimenti dei consumatori. Ora il
consumatore senza alternative è costretto ad acquistare alle
condizioni che gli vengono proposte. La distribuzione può diventare
un luogo di sperimentazione di un diverso modo di consumare e
quindi deve essere sostenuta nell'utilizzare gli spazi in maniera
anche sperimentale. Ogni locale commerciale che produce materiale
da imballaggio, scarti organici è obbligato a prendere accordi con
il comune per la restituzione dei materiali puliti e separati e
pesati, pronti per il riciclo, favorendo quelli realizzati con
materiali riciclati e/o facilmente riciclabili; Piano di raccolta
per utenze non domestiche.
Ogni supermercato è fortemente indirizzato con
incentivi/disincentivi economici a:
1. Esporre eco-compattatori di lattine, vetro e plastica fornendo
un buono spesa;
2. Vendere di prodotti concentrati e ricariche (es. detersivi,
detergenti, vino, olio, latte, ecc.) alla spina favorendo ogni
volta il riutilizzo degli stessi imballaggi e adottare distributori
che permettono ai clienti di acquistare pasta, riso, biscotti,
legumi, caramelle, ecc. in maniera sfusa;
3. Utilizzare confezioni monomateriali, più facilmente
riciclabili;
4. Vendere prodotti freschi (pane, frutta, verdura, affettati,
formaggi) a banco, disincentivando l'utilizzo di vaschette in
plastica;
5. Creare siti nei supermercati di derrate alimentari prossime
alla scadenza vendute con particolari sconti;
6. Recuperare derrate alimentari per alimentazione animale;
7. Sostituire pannolini/pannoloni usa e getta con quelli
compostabili proponendo l'uso comunale di un estrusore adatto,
considerando anche quelli provenienti da ospedali e case di cura.
Nell'ambito delle mense aziendali, universitarie, scolastiche di
vario ordine e grado è possibile
migliorare le fasi di preparazione e somministrazione dei pasti.
Eventuali accorgimenti, sempre con il sistema degli
incentivi/disincentivi, possono riguardare in particolare:
a) le modalità di ingresso delle materie prime alimentari affinché
arrivino in imballaggi plurimi e non monoporzionati e a km 0;
b) l'utilizzo di stoviglie compostabili;
c) la diffusione di bevande alla spina (acqua, succhi di frutta,
birra).
EcoSagre: In un'ottica di prevenzione nella produzione dei rifiuti
urbani è necessario fare riferimento alla grande quantità di
rifiuti di vario tipo che si generano durante le manifestazioni
pubbliche. In una corretta gestione delle manifestazioni
fieristiche, si dovrebbero sempre esaminare tutti gli aspetti
legati al consumo di risorse: consumo di acqua, risorse
energetiche, emissioni di CO2, raccolta e prevenzione rifiuti, uso
di materiali biodegradabili. In tal maniera è possibile realizzare
eventi pubblici con il minor impatto ambientale possibile.
L'adozione di buone pratiche, la riduzione dei rifiuti prodotti
durante le manifestazioni come ad esempio quelli derivanti dai beni
usa e getta, beni sempre più diffusi per la loro praticità ma che
determinano contemporaneamente numerosi oneri economici per quanto
riguarda la raccolta e lo smaltimento. L'adozione di queste buone
pratiche deve essere ben visibile al pubblico, che deve essere
consapevole di partecipare ad una festa che si propone di produrre
meno rifiuti. Utile strumento possono essere incentivi/disincentivi
per tutte le organizzazioni che vogliono usufruire di finanziamenti
e patrocini da parte degli enti pubblici.
Piena attuazione dei GPP: I Green Public Procurement (GPP -
Acquisti Pubblici Verdi) strumenti di politica ambientale volontari
per lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto
impatto ambientale ed ottenuti da materiale riciclato o
riutilizzato. Il Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS =
Eco-Management and Audit Scheme) e lo standard internazionale ISO
9001 e 14001 sono sistemi volontari che certificano la gestione
ambientale di imprese e organizzazioni e possono prevedere,
nell'ambito del continuo miglioramento ambientale, anche una
riduzione della produzione di rifiuti. I soggetti destinatari sono
Enti privati, Pubbliche Amministrazioni e scuole e enti privati
qualora utilizzassero fondi pubblici. Il procedimento definito dal
regolamento 761/2001/CE prevede che le organizzazioni aderenti
definiscano un piano di riduzione degli impatti ambientali
derivanti dalle loro attività e tra questi anche la produzione dei
rifiuti. In tale ambito rientra il Piano d'azione per la
sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione
(Piano d'azione Nazionale sul Green Public Procurement).
In accordo con i contenuti del Piano per migliorare la
sostenibilità ambientale delle pubbliche amministrazioni
considerando anche la categoria cancelleria, ove sono stati
recentemente definiti i Criteri minimi per l'acquisto di carta in
risme cioè le indicazioni utili per l'acquisto di carta in risme da
parte delle Amministrazioni (D.M. 12/10/2009). Sulla base della
normativa vigente e delle esperienze condotte, le azioni possibili
per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono:
1. acquisto di carta in fibra riciclata fornito da ditte
certificate per la qualità di tali prodotti;
2. utilizzo di stampanti e fax con cartucce ricaricabili e
prodotte con materiale rifabbricato;
3. scannerizzazione dei documenti per limitare il consumo di
carta;
4. installazione di apparecchi che erogano acqua di rubinetto
trattata;
5. riciclo totale di tutto il materiale d'ufficio (carta,
plastica, componenti informatiche, RAEE, cartucce e toner di
stampanti e fotocopiatrici, ecc.); acquisto di materiale di consumo
di origine riciclata e, inizialmente negli uffici pubblici e
istituzionali, poi allargato ai privati;
6. obbligo per i titolari degli esercizi di ristorazione
all'interno degli uffici pubblici e istituzionali, pena la
sospensione dei contratti di affidamento, alla raccolta
differenziata dei materiali prodotti (umido, plastica, vetro,
carta, indifferenziato);
7. obbligo per i gestori delle apparecchiature di distribuzione
automatica di bevande e generi alimentari all'interno degli uffici
regionali di fornire a corredo i contenitori per la raccolta
differenziata qualora non fosse possibile l'esclusione della
fornitura del bicchiere.
Sostituzione delle cassette per ortofrutta monouso con quelle
riciclabili (Es. mercato ortofrutticolo) oppure doppio prezzo per
disincentivare l'uso della plastica, scorporando il prezzo
dell'imballaggio.
Divieto dell'uso di opuscoli pubblicitari nelle cassette di posta
privata.
I comuni devono promuovere attività informative verso i
consumatori sulle buone pratiche ambientali, con particolare
riferimento alla raccolta differenziata, e preparare materiale
informativo che illustri i comportamenti e i vantaggi derivanti
dall'acquisto di prodotti a basso contenuto di imballaggi. Il
programma deve prevedere la realizzazione di campagne informative e
di sensibilizzazione da attivare nel periodo di riferimento
mediante l'utilizzo di diversi schemi di seguito elencati:
a) Diffusione del messaggio di base:
Decalogo relativo a ciò che chiunque può fare per non produrre
rifiuti, rivolto ai cittadini ed ai turisti delle città. Queste
informazioni possono essere pubblicizzate attraverso una
cartellonistica generale (ad esempio con i tuoi comportamenti puoi
ridurre i rifiuti oppure produci meno rifiuti, pagherai meno tasse
) o, in alternativa, spots su giornali e media locali;
b) Coinvolgimento diretto della popolazione:
la realizzazione e diffusione del Manuale per la prevenzione dei
rifiuti a livello domestico può fornire consigli e indicazioni
sulla non trasformazione in rifiuti di beni di uso quotidiano e
suggerisce come adottarlo e contestualizzarlo al territorio
siciliano.
Il meccanismo è semplice: ci sono rifiuti che si possono prevenire
con impegno individuale (es. bere acqua di rubinetto previene il
rifiuto da bottiglie di acqua minerale) e altri per i quali bisogna
verificare l'esistenza di condizioni a livello territoriale (es. la
distribuzione alla spina di prodotti dei quali si evita
l'imballaggio a perdere). L'obiettivo è trovare occasioni di
prevenzione sul territorio, se non ci sono richiederle, diffondere
la cultura del consumo sostenibile che è anch'essa un'azione di
prevenzione dei rifiuti (la sua attivazione sociale porta frutti
positivi). Questo percorso può essere costruito con l'apporto di
ARPA Sicilia e gestito in collaborazione con il settore educazione
ambientale della Regione.
In funzione dell'impatto ambientale e del volume di spesa pubblica
coinvolto, sono undici le categorie che rientrano nei settori
prioritari di intervento: arredi, edilizia, gestione dei rifiuti,
servizi urbani e al territorio, servizi energetici, elettronica,
prodotti tessili e calzature, cancelleria, ristorazione, servizi di
gestione degli edifici, trasporti.
Tale documento vede come obiettivi strategici:
- efficienza e risparmio nell'uso delle risorse, in particolare
dell'energia e conseguente riduzione delle emissioni di CO2;
- riduzione dell'uso di sostanze pericolose;
- riduzione quantitativa dei rifiuti prodotti».
Dichiaro aperta la discussione.
FOTI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, siamo arrivati, finalmente, a discutere
questa mozione. Ricordo ancora quando l'assessore Marino,
praticamente un anno fa, chiese di rimandarla perché c'era ancora
il delirio degli ATO e delle SRR, ma all'interno di questa mozione,
che spero l'assessore Calleri abbia avuto modo di valutare,
attentamente, in ogni suo passaggio, ci sono degli accorgimenti che
ci permettiamo di suggerire per un parere dell'Aula ed anche
sperando che il Governo li accolga.
Per i deputati che l'hanno davanti: nella prima parte è elencata
tutta la normativa di riferimento, quindi, la legge regionale n.
9/2010, la Direttiva europea, la n. 98/2008, ed anche dei
riferimenti al Testo Unico dell'ambiente.
Noi chiediamo che nel piano dei rifiuti vengano messi in evidenza
alcuni fattori che, secondo noi, sono determinanti per il successo
del sistema della gestione integrata dei rifiuti e che si possano
inserire questi accorgimenti che, contestualizzati, se la seguiamo
punto per punto, possono essere così elencati.
Si chiede che, in maniera chiara, venga espresso il divieto di
utilizzare per l'incenerimento, per la produzione di energia, le
biomasse provenienti da agricoltura.
In questi mesi, al più presto in Commissione Ambiente faremo anche
un'audizione. Siamo tartassati da richieste di chiarimenti sulla
preoccupazione di parecchi comitati che vedono spuntare come funghi
delle centrali a biomasse, ossia questa pratica di ricavare energia
dalla frazione organica, però non parliamo di ricavare dei gas da
essa, bensì di bruciare la frazione organica.
Questo noi lo troviamo sbagliato, in quanto la frazione organica
non deve andare in discarica, non deve essere bruciata, ma deve
essere compostata adeguatamente e reimmessa nei suoli.
Ricordo che abbiamo presentato anche un ordine del giorno
sull'argomento, quando si parlava di programmazione, perché per
contrastare la desertificazione tutte le Direttive europee ci
dicono chiaramente che bisogna reintegrare nei suoli la parte
organica che proviene proprio dal compostaggio. Ma se noi pensiamo
di ottenere energia bruciando questa forma di smaltimento del
rifiuto, secondo noi, è totalmente da mettere da parte, anche
perché già sul territorio sono presenti delle centrali a biomassa
che sono assolutamente sovradimensionate e che richiedono che la
biomassa provenga da distanze e da percorrenze tali che in un
bilancio energetico, quindi quanto costa portare la frazione
organica nelle centrali con una percorrenza così lunga, non se ne
ha un guadagno di energia, perché quanto viene prodotto in energia
nella centrale viene speso prima per trasportare la biomassa in
quei luoghi.
Chiediamo, ma forse qui l'abbiamo superato perché già con la
normativa nazionale che ha introdotto la IUC sono previsti dei
sistemi di tariffa puntuale, per tariffa puntuale intendiamo che il
cittadino viene messo in condizione di pagare quanto rifiuto
indifferenziato produce. E questo è molto importante perché anche
nella legge regionale viene detto che bisogna attivare un sistema
di incentivo ad una corretta gestione dei rifiuti e di disincentivo
nei riguardi di chi produce più rifiuti, secondo il principio che
chi inquina paga, chi immette rifiuti nella filiera deve sostenerne
i costi.
Quindi, che si faccia molta attenzione, si raccomandi alle
amministrazioni comunali di applicare la tariffa puntuale che può
avvenire - come dettato anche dall'Assessorato - con un sistema di
raccolta porta a porta, un sistema puntuale in cui si abbia
contezza di quanto rifiuto viene prodotto.
Si parla anche di una tassa sul vuoto a perdere. Sappiamo che la
grande distribuzione che ormai è entrata nel nostro quotidiano
perché le merci vengono diffuse sul territorio attraverso le grandi
catene commerciali, tutti i prodotti hanno un imballaggio
abbastanza, tra virgolette, pesante, ossia abbiamo imballaggi in
vetro, eccetera. Introdurre una tassazione sul vuoto a rendere che
faciliti la restituzione dell'imballaggio, che venga assolutamente
imposto che i comuni raggiungono gli standard previsti dalla legge,
che si utilizzino le forze sociali e che il ruolo del volontariato
e delle cooperative sociali sia valorizzato, soprattutto per la
funzione educativa, che non venga lasciata in mano alle stesse
ditte che raccolgono i rifiuti, che per i centri di raccolta per i
rifiuti si dia una priorità alle procedure autorizzative, perché
troppi comuni non hanno ancora un'isola ecologica, un centro di
raccolta comunale, una piattaforma anche momentanea e l'iter
autorizzativi è sempre troppo lungo, quindi, che si velocizzino
queste pratiche.
E' importante il coinvolgimento diretto della popolazione, che è
previsto anche dalla legge n. 9, cioè che la comunità locale deve
essere a conoscenza di tutti i dati informativi. Invece, noi oggi
ci ritroviamo, persino come parlamentari, a fare richieste di
accesso agli atti agli ATO in liquidazione ed ai comuni che non
hanno mai pubblicato gli andamenti della percentuale della
raccolta, la produzione media pro-capite. Cioè il cittadino non si
rende conto di quanto sia potenzialmente all'oscuro, è totalmente
all'oscuro sulla gestione dei rifiuti se non fosse che a fine anno
riceve una bolletta.
Nei comuni virtuosi, dove i sistemi di raccolta hanno raggiunto
dei livelli decenti, l'informazione è a portata di tutti e questa è
un'altra grave pecca, perché siamo usciti dall'emergenza dal punto
di vista burocratico, ma siamo comunque in emergenza anche a causa
della mancata percezione della società civile di quello che può
fare e di quella che è la realtà di un inquinamento diffuso sul
territorio e di una enorme perdita di materiali post-consumo e di
posti di lavoro di cui si sente sempre parlare, ma che non ci
saranno mai finché la filiera del riciclo non sarà chiusa. E vorrei
dire anche che è importante che per il reperimento delle materie
prime, delle risorse, in un'ottica di economia, mettendo da parte
la questione dell'inquinamento, oggi è centrale dare conoscenza e
informazione ai cittadini.
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a titolo
personale manifesto il mio voto favorevole a questa mozione. Se
però l'onorevole Cancelleri ci tiene io posso anche votare
contrario Cioè manifestare l'essere favorevole ad un'idea così
bella, però poi, per rispetto all'onorevole Cancelleri, votare
contrario, così lui rimane contento Purtroppo, vive male il mio
amico Cancelleri il fatto che io sono lucido e non assumo posizioni
rispetto all'appartenenza di partito, ma rispetto all'idea se è
giusta o non è giusta, utile o inutile.
In questo caso parliamo di un'iniziativa molto utile, perché solo
il fatto, signor Presidente, che si parli di compostaggio, io le
dico che mentre la gente muore di fame uscendo da questo Palazzo,
solo con questa operazione, se la Regione ci scommettesse veramente
un paio di migliaia di euro, io dico che si potrebbero creare anche
posti di lavoro oltre che aiutare gli agricoltori a ridurre i costi
di produzione, perché certamente reimmettendo il compost,
certamente si ridurrebbero i costi, per come ho già ripetuto, di
produzione.
Ma le racconto la mia esperienza, signor Presidente, che ho
vissuto pochi mesi fa. Un imprenditore che è pronto a fare tutto,
parlo dello smaltimento dei copertoni usati, mi ha spiegato come
funziona in Italia. C'è una società che si chiama EcoPneus, che
sostanzialmente ha il monopolio unico dello smaltimento dei
copertoni usati. E mi diceva: Onorevole, sa qual è la cosa bella?
Che siccome non ha operativamente come fare, ci tira l'osso .
Quindi, rivende questa convenzione che lui stipulò con il
Ministero, quindi bypassando le regioni, perché per tutto il
centrosud c'è solo EcoPneus, significa per portare un esempio,
quando noi cambiamo un copertone, noi paghiamo già a monte una
tassa di smaltimento che già va a EcoPneus perché ha questa
convenzione. E nel caso siciliano ci sono mi pare o una o due
società, una è di Termini Imerese, ma casualmente è di Termini
Imerese. E cosa fa? Lo dà ad altri.
Lo sapete quanto ci guadagna in questa operazione? Io i numeri li
potrò fornire in una prossima seduta, non li ho con me perché non
sapevo che si sarebbe trattata questa mozione. Se, per esempio, il
Governo attraverso la tassa, che si paga prima, recupera cento,
EcoPneus spende dieci. Quindi, novanta vanno fuori dalla Sicilia,
per parlare di percentuali, numeri che sono reali, signor
Presidente. Invece, se si adottasse una riforma siciliana e si
gestisse noi lo smaltimento dei copertoni, si realizzerebbero posti
di lavoro, si toglierebbe il monopolio, quindi creando anche una
competitività, e certamente forse si potrebbe abbassare anche il
costo dello smaltimento.
Quindi, questa mozione, solo per affrontare due aspetti, perché io
non ho difficoltà ad ammettere che non l'ho letta tutta, però
dall'esposizione della collega e da una lettura veloce, lo
sottolineo, solo per il fatto che si combatte il monopolio della
gestione e per il fatto che la riforma è sotto gli occhi di tutti
strafallimentare, signor Presidente, siamo l'unico Paese che con i
rifiuti ci perde e avremmo la possibilità di guadagnarci e creare
posti di lavoro
Quindi, il mio voto è certamente favorevole e, ove me lo
consentisse l'onorevole Cancelleri, io avrei il desiderio di
apporre la mia firma.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'Energia e i
Servizi di pubblica utilità.
CALLERI, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, innanzitutto noi siamo ancora con il piano dei
rifiuti precedente che deve ricevere la valutazione ambientale
strategica che la sta per ricevere. Superata questa fase, si potrà
iniziare ad affrontare il miglioramento dei punti di un nuovo piano
dei rifiuti.
Le cose che sono state scritte in questa mozione, per quanto
riguarda la revisione del Piano, noi intendiamo seguire le
procedure richieste dalla legge mettendo come obiettivo comune
quello di attenersi alla gerarchia dei rifiuti fissata dall'Unione
Europea. E anche questa impostazione l'abbiamo messa nella
proposta di programmazione regionale dei Fondi europei per il
periodo 2014-2020. Quindi, la tendenza della Regione,
dell'Assessorato è quella di andare come è messo nella mozione in
realtà verso il piano rifiuti zero, verso il compostaggio.
E' intenzione dell'Assessorato coinvolgere, quindi, in tale
revisione del piano l'Assemblea regionale, la Commissione
parlamentare competente e i vari portatori di interessi nei vari
gruppi consiliari per parlare assieme, poi, del Piano che va,
secondo l'Assessorato, comunque poi bisogna fare un passaggio, un
confronto tecnico nelle sedi competenti perché la mozione è molto
bella e molto lunga, è quasi un Piano di rifiuti alternativo, molto
corposo, va studiato con la massima attenzione. Quindi, io come
Assessorato, che lo leggerò, imparerò anche molte cose da questa
mozione, mi sembra in molti punti condivisibile e pertanto mi
attengo alla volontà dell'Aula.
FONTANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FONTANA. Signor Presidente, mi permetto di intervenire su questa
materia e dirò anche una forma di dichiarazione di voto, quindi,
sarò veramente stringato dicendo che, onestamente, ho apprezzato
intanto la mozione, il contenuto della mozione. Ho anche apprezzato
la risposta dell'Assessore perché va, a mio parere, verso una
direzione che è quella voluta dalla maggior parte dei siciliani,
cioè quella che segue un po' le direttive europee cioè
dell'eliminazione delle discariche, dovrebbero restare soltanto le
discariche per inerti, ma tutte le altre dovrebbero essere
eliminate e, quindi, seguire la strada di una differenziata spinta
per arrivare poi a soltanto i rifiuti cosiddetti umidi, tra
virgolette, per il compost e quindi per essere riutilizzato.
Credo che questa sia veramente la strada maestra, quindi seguendo
quelle che sono le direttive europee e utilizzando anche i Fondi
comunitari. Ma, a mio parere, per seguire questa strada,
Assessore, è necessario sensibilizzare tanti e molti sindaci che
ancora non hanno fatto nulla sulla differenziata. In Sicilia le
ricordo che soltanto il 15 per cento delle Città siciliane si
trovano con un sistema di differenziata di una percentuale
accettabile; tutti gli altri sono veramente indietro. Per cui,
bisogna fare una campagna di educazione e, quindi, spingere tutti i
primi cittadini ad educare i propri cittadini al rispetto e,
quindi, ad avviare questa raccolta differenziata perché soltanto in
questo modo poi si potrà seguire la strada da lei tracciata e,
quindi, tracciata anche dal Governo.
Quindi, io voterò favorevolmente perché ho apprezzato le cose che
sono state dette qui e che condivido perfettamente perché era la
strada che io inseguivo anche da Presidente della Provincia. Anche
allora, da Presidente della Provincia, quando noi seguivamo un
certo percorso e facevamo parte dei tavoli di concertazione, la
strada che io avevo indicato per la mia Provincia era proprio
quella assieme anche agli ambientalisti, quindi con una
concertazione ampia, era quella proprio di seguire questa strada,
quindi differenziata a spinta e poi il compost per il riutilizzo e,
tra l'altro, questo abbassa notevolmente i costi, per cui mette
nelle condizioni i cittadini di avere un servizio efficiente e, tra
l'altro, a costi ridotti.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Alongi e Vinciullo hanno
chiesto di apporre la firma alla mozione n. 59.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la mozione n. 59. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Venturino
MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, io non ho ben chiaro il
percorso della trattazione delle mozioni e mi scuso se sto
bloccando i lavori. La presenza dell'Assessore, forse, può essere
utile per trattare una mozione a firma mia che riguarda la
struttura di via Ingegneros. E' questo il quesito che ponevo.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la materia non riguarda l'Assessore
Calleri; lo tratteremo non appena avremo l'Assessore delegato a
trattare la mozione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno
ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALONGI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'Assessore. Non mi è sembrato opportuno intervenire
sulla mozione precedente, perché già eravamo un po' fuori tema, era
intervenuta la collega e, quindi, ho espresso il mio voto
favorevole. Però, vorrei porre alcune domande all'Assessore in modo
che poi, non oggi o quando riterrà opportuno, possa dare risposta o
anche ragionare su questi temi importanti.
Noi qui oggi abbiamo trattato questa mozione importante, dove si
parla di differenziata, di tutta una serie di cose. Io ho un
dubbio. E' una mia preoccupazione in questa Terra così particolare,
ce l'ho per un motivo semplice, perché proprio in questi mesi con
la Commissione parlamentare antimafia abbiamo affrontato un tema
importante che è quello della gestione e dei servizi di raccolta
rifiuti complessivi.
Siccome qualche esperienza amministrativa ce l'ho, ho una piccola
sensazione, spero di sbagliarmi e me lo auguro nell'interesse dei
siciliani, che probabilmente sulla gestione dei rifiuti e sulla
scelta di accelerare sulle raccolte differenziate ci sia qualche
piccolo freno. Non vorrei che sia un freno legato a interessi
legati ad una forma di inefficienza e di emergenza che serve, in
questi casi, abbondantemente per fare altro.
Quindi, siccome l'Assessore è ancora giovane, nel senso che è
arrivato da pochi mesi, che ha preso il posto dell'assessore
Marino, le chiedo, su questo tema, di alzarsi con la schiena
dritta, uno sguardo forte fino in fondo e fare veramente un
ragionamento politico nell'interesse della Sicilia, dei siciliani e
dei nostri figli. Perché ho l'impressione che su questo tema così
caldo e così importante si giochi una partita in Sicilia di
carattere economico-sociale e non soltanto, di vaste dimensioni che
spesso non immaginiamo neanche. Questo è un primo aspetto.
Un secondo aspetto, assessore. Lei è stato, più volte in questi
mesi, chiamato, contattato da un gruppo di lavoratori che non
definisco di serie B, cioè i 182 lavoratori del Coinres di
Bolognetta, - un Ato rifiuti - che, dopo sette anni che lavoravano
in quel bacino, sono stati licenziati.
Ora, siccome mi auguro e credo che ci sia un suo intendimento, una
sua volontà e anche del vecchio assessore, relativo alla
costituzione di un bacino dove possano essere stati inseriti,
complessivamente, non soltanto i lavoratori del Coinres di
Bolognetta, ma tutti i lavoratori degli Ato rifiuti che sono stati
poi posti e licenziati complessivamente, affinchè il servizio di
raccolta differenziata che si va a sviluppare con i nuovi Aro, cioè
con la nuova struttura organizzativa dei rifiuti, possano attingere
in quel bacino per garantire questi lavoratori che, dopo anni di
esperienza su questo tema particolarmente importante, può tornare
utile per due motivi, per fare un'ottima raccolta differenziata e,
aggiungo, per potere essere riassunti, cioè con una fava due
piccioni, in questo caso.
Sono convinto della sua estrema correttezza morale e sulla sua
volontà di volere agire energicamente, ma mi permetta di dirle, in
maniera non fuori luogo e non inopportuna, diamoci una smossa
perché il sistema dei rifiuti in questa Terra, troppi interessi
sono stati e interessi hanno riguardato sicuramente né i cittadini
né il territorio. Su questo tema non facciamo sconti a nessuno e
siamo convinti che bisogna fare tanta strada e bisogna farla
velocemente ed energicamente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Alongi.
VINCIULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. C'è un altro intervento dell'onorevole Vinciullo, così
magari l'assessore da una risposta complessiva agli interventi.
Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche questa
sera, nonostante il mio intervento iniziale, siamo riusciti a
portare a casa la serata e abbiamo fatto qualcosa di utile per i
siciliani.
Assessore, desideravo parlare con lei perché mi dicono che lei si
sarebbe incontrato la scorsa settimana a Siracusa con gli operai
della cosiddetta Società 68 e che avrebbe, spero che non sia
vero, accusato questo Parlamento di essere stato intempestivo nel
momento in cui ha approvato la legge sulla vicenda incresciosa,
vergognosa, squallida dal punto di vista penale, del 68 a Siracusa.
Allora, comprendo che lei è nuovo, comprendo che possibilmente
qualcuno le avrà dato qualche cattiva informazione, quindi, cerco
di ripercorrere questa vicenda.
Noi, il 27 dicembre 2012, appena insediato il Governo Crocetta,
abbiamo approvato una legge. In virtù di questa legge, ai comuni
ribelli, cioè i comuni che non avevano rispettato le leggi vigenti
nel nostro Paese e nella Sicilia e che non avevano consegnato gli
impianti idrici, davamo, tutti d'accordo, perché era la proposta
del Governo e del suo predecessore, la possibilità di continuare a
gestire gli impianti idrici. Dopodiché, si disse entro 60 giorni
da oggi - cioè entro il 30 giugno 2013 - approveremo una legge, in
maniera tale che, attraverso questa legge, in Sicilia, non vi
saranno più disparità di trattamento tra i siciliani e,
soprattutto, è quello che a me preme più di tutto, verrà applicato
finalmente quanto previsto dal referendum che ha voluto, a
larghissima maggioranza dei cittadini che si sono recati a votare,
che l'acqua in Italia ritornasse pubblica.
Una battaglia importante. Sono stato l'unico deputato della
provincia di Siracusa che ha raccolto le firme, ha fatto i comizi,
è andato a cercare i voti. Una cosa, quindi, in cui credo
profondamente. Il Governo ed il suo predecessore, quindi, anziché
approvare il disegno di legge, ha continuato a perdere tempo. Nel
mesi di ottobre, Sai8 , che era una società che faceva acqua da
tutte le parti, è fallita, anche per l'intervento da parte della
Procura.
E' stata nominata una curatela fallimentare e la curatela
fallimentare, anziché restituire ai comuni, come avrebbe dovuto
fare, gli impianti non solo ha trattenuto a sé gli impianti ma ha
continuato a gestirli e, in più, ha pensato di fare una gara per
poter appaltare un cosiddetto ramo di azienda , assegnando a
questa fantomatica società anche gli impianti che erano di
proprietà del comune e, quindi, dei cittadini.
Di conseguenza, è stato presentato in Commissione Territorio ed
ambiente un disegno di legge, sono venuti i sindaci dei comuni
della provincia di Siracusa, rivendicando l'approvazione di quella
legge e questo Parlamento, in virtù anche di un incontro che c'era
stato fra i sindaci della provincia di Siracusa ed il Presidente
Ardizzone, a cui i sindaci avevano ancora una volta ricordato la
necessità di approvare questa legge, all'unanimità dei presenti, 51
su 51, l'ha, dunque, approvata.
Qualche settimana dopo, i sindaci ci hanno chiesto di avere un
contributo e quest'Assemblea, ancora una volta, ha concesso un
contributo di 400 mila euro ai sindaci della provincia di Siracusa,
dopodiché è sorto il problema del personale, che sorge non perché
la legge è stata intempestiva ma perché il Governo continua a
perdere tempo e non approva la legge di riforma organica del
sistema.
Le ricordo che il disegno di legge è fermo da mesi in Commissione,
da mesi è all'ordine del giorno e non lo possiamo approvare
approvare né discutere perché manca la relazione da parte del
Governo. Più volte, abbiamo sollecitato da questi banchi la
relazione da parte del Governo; ancora una volta, chiedo alla
Presidenza di farsi parte attiva, in maniera tale che il Governo ci
dica se il disegno di legge approvato in Commissione Territorio e
ambiente, con la partecipazione attiva del Governo, è un disegno di
legge che va ancora bene oppure se, essendo cambiato l'assessore,
quel disegno di legge non va più bene al Governo e, di conseguenza,
ci aspettiamo o che il Governo faccia un emendamento di riscrittura
del disegno di legge o che lo ritiri e ne presenti un altro, però
sia chiaro: non possiamo assolutamente rimanere in questa
situazione, c'è la provincia di Siracusa in gravissima difficoltà,
ci sono 158 lavoratori che richiano di perdere il posto di lavoro
non per l'assenza dei deputati ma per l'assenza del Governo
regionale, c'è una vicenda altrettanto drammatica e difficile a
Palermo.
Assessore, non possiamo continuare a nascondere la testa, come
fanno gli struzzi, sotto la sabbia perché comunque il vento
sposterà la sabbia e la testa rimarrà fuori. Ed il problema qual è?
Che ci sono due province e, da qui a qualche settimana, mi pare di
capire, una terza ed una quarta provincia dove questo sistema
integrato, privato-pubblico, dove il privato dominava rispetto al
pubblico, ha dimostrato di essere ormai al collasso, di non essere
stato in grado di risolvere ai problemi del sistema idrico, anzi di
averlo aggravato.
Per questo motivo, chiedo a lei, assessore, di farsi parte attiva
con i suoi uffici affinché faccia pervenire questa relazione,
oppure, ripeto, può anche lei dire che non va più bene il testo, lo
cambiamo, ma qualcosa bisogna fare. Anche perché non possiamo
aspettare che si fermi l'attività del Parlamento per poter dire che
iniziamo a settembre. A settembre sarà tardi, perché quando ci
saranno altre due province dove si porrà il problema, è chiaro che
saranno 4 le province su 9 e, quindi, lei capirà che possibilmente
il 20 agosto saremo costretti a ritornare in Aula e non sappiamo
dove perché l'Aula avrà dei lavori e saremo costretti a dare una
risposta ad una ulteriore emergenza.
Allora, faccio appello a lei, assessore; faccio appello,
soprattutto, alla Presidenza. Signor Presidente, nulla di personale
nei suoi confronti però ci sono delle cose che bisogna mantenere,
pacta servanda sunt; qui c'è una legge, non ci sono dei patti,
degli accordi in cui ci siamo stretti la mano. C'è una legge che
prevedeva entro sei mesi ; siamo in attesa da 18 mesi di avere
approvata questa legge e, di conseguenza, signor Presidente, vorrei
che lei una volta tanto richiamasse il Governo a mantenere gli
impegni, a rispettare la legge, a fare il proprio dovere,
soprattutto vorrei che lei mi evitasse giorno 1 e giorno 2 di
ritornare ad assumere quell'atteggiamento intransigente che ho
dovuto tenere oggi.
In quei giorni o c'è il Governo presente e risponde alle
interrogazioni da noi poste oppure la smettiamo con queste
sceneggiate e diciamo ai siciliani che il Governo non è pronto, non
è preparato, non ha studiato, non sa nulla di quello che gli
abbiamo chiesto e ci occupiamo solo ed esclusivamente di esaminare
il bilancio.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
all'Assessore come rappresentante del Governo e non in particolare
dell'Assessorato che regge. Sono a conoscenza del fatto che tra
pochi giorni la Commissione VIA VAS, quella che c'è a Roma, si
dovrà esprimere per dare un parere sulle perforazioni off shore,
cioè in mare, per i permessi di coltivazione e ricerca di
idrocarburi.
Come sappiamo, in teoria, abbiamo le mani legate perché siamo
scippati della possibilità di poter dire se nel mare di fronte
alle nostre coste si possa trivellare o meno. Da una part, lo
comprendo perché i danni si estendono in tutto il Mediterraneo ma ,
francamente, quando è proprio di fronte casa nostra - e parlo delle
coste lato Mediterraneo del Canale di Sicilia - penso che qualcosa
la possiamo dire perché purtroppo questi permessi di ricerca sono
precedenti a quel Decreto Legislativo che fissa una distanza di
almeno di 12 miglia, che fissa il divieto di ricercare questi
idrocarburi in luoghi dove nelle prossimità ci sono zone di
protezione.
Tutti questi permessi di ricerca di idrocarburi non tengono conto
della normativa solo perché sono stati chiesti precedentemente. Mi
riferisco a quelli della Northern Petroleum, che di certo non è
un'azienda siciliana e, quindi, tutti i profitti di queste ricerche
andranno fuori e, precisamente, in Inghilterra.
Sono anche a conoscenza del fatto che già la cosa è fatta, cioè
questi permessi saranno concessi perché non ci sono problemi per le
zone di pesca dove nascono il gambero rosa, dove ci sono le nursery
delle uova dei pesciolini, ossia nel vivaio dove devono nascere e
crescere queste creature marine che poi peschiamo e di cui abbiamo
un indotto notevole; questi permessi non ne terranno conto. Non
terranno conto del fatto che si crea un inquinamento che viene
ritenuto tollerabile e si dice che i cetacei ed altri non avranno
alcun genere di problema, tanto dall'Inghiltera stanno verificando
che il danno nel mare non c'è.
E poi sono in possesso del Piano nazionale di pronto intervento
per la difesa di inquinamento in mare approvato dal Consiglio dei
Ministri che dice che in caso di sversamento di petrolio, si
possono utilizzare delle tecnologie che recuperano il 30 per cento
di prodotto che viene disperso in mare . Prodotti inquinanti:
parliamo di fanghi tossici, di petrolio, e poi, nel caso in cui c'è
maltempo, ossia mare mosso, non si può recuperare l'idrocarburo. E
noi dobbiamo stare tranquilli perché si può fare. Chiedo al
Governo, all'Assessore, al Presidente Crocetta che quando era
candidato alla Presidenza della Regione ha sottoscritto l'appello
di Greenpeace, delle associazioni, di quella intitolata Il mare
nun si spirtusa , che in dialetto vuol dire che il mare non si
trivella, non si buca - i rischi sono immensi - perché lo fece
allora e oggi non stiamo dicendo niente? Forse perché allora
eravamo freschi di disastro e tutti quanti tremavano quando
vedevamo le immagini del Golfo del Messico, quando Deepwater
Horizon esplose e si inquinò un mare che è per tre volte più vasto
del Mediterraneo, quindi possiamo stare tranquilli, i permessi
saranno dati, a meno che noi non ci andremo ad incatenare, il
nostro Presidente ad interfacciarsi con il Governo nazionale, con
tutti gli esperti e dire no, dire che noi abbiamo un'altra
direzione perché se dobbiamo procedere verso la decarbonizzazione,
verso la riduzione di C02, rivolgerci alle energie rinnovabili e
non a quelle del petrolio e del carbone, mi spiegate perché stiamo
concedendo a cuor leggero questi permessi? Facciamo parte
dell'Italia o no? O siamo solo un accessorio da chiamare in causa
con le responsabilità per essere sempre fregati?
Penso che dobbiamo richiedere che il nostro Presidente debba con
autorevolezza rispondere a queste necessità che provengono non dai
pochi deputati che siamo qui, ma dai cittadini. Ricordo che ci sono
cinquanta comuni che hanno sottoscritto l'appello; purtroppo c'è la
mozione ma se, nel frattempo, approvano, non si poteva fare
niente, chiedo di fare questo appello, l'ho fatto.
PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'assessore Calleri.
CALLERI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica utilità.
Per quanto riguarda il primo intervento indubbiamente farò tesoro
delle cose che mi ha detto perché bisogna tenere la schiena dritta
ed è mia abitudine tenerla, bisogna vigilare che non ci siano dei
cambiamenti che ci facciano ritornare agli anni ottanta con tutto
ciò che comportava lo smaltimento rifiuti negli anni ottanta in
questa Regione, occorre che si vada realmente velocizzando la cosa
tant'è che, di emergenza in emergenza, non si affronta mai la
questione del Piano rifiuti e ogni giorno si insegue un
particolare, ci manca la visione, mentre dobbiamo potenzialmente
cambiare, avere una visione e far sì che i rifiuti diventino una
ricchezza come è nel nord Europa perché le potenzialità dell'Isola
sono enormi.
E poi, se vuole, ci confrontiamo in assessorato perché non ho
problemi a confrontarmi con nessuno, con rispetto però di chi
viene, non con saccenza. Ho il massimo rispetto degli eletti. Io
sono solamente un nominato, voi siete stati eletti, quindi, gli
eletti vanno sempre rispettati perché hanno il rapporto diretto col
cittadino-elettore.
Sul secondo punto, mi sto occupando dei cosiddetti temporary
perché è una situazione di disagio che mi è dispiaciuta moltissimo.
Mi sono sembrati subito figli di un Dio minore e loro sono nella
mia agenda, tant'è che se ne sta riparlando e la cosa mi fa piacere
perché erano un po' caduti nel dimenticatoio.
Una delle cose che lei ha detto è una delle ipotesi su cui stiamo
lavorando. Ci ho messo delle persone per vedere di trovare delle
soluzioni e magari se poi si riesce a trovare qualche soluzione mi
farebbe piacere che i deputati dell'Ars che sono sensibili, poi nel
momento opportuno dovranno dare una mano. E qui per il momento mi
fermo per quanto riguarda le sue domande.
Per quanto riguarda le altre domande relative a Siracusa, ho il
massimo rispetto dell'Ars. Anche prima, alla mozione, ho detto che
mi attengo a quello che dice l'Aula. Prendo atto delle norme,
quindi non ho una visione né negativa né positiva della legge che
avete approvato. Posso solo riflettere su un qualcosa che quella
legge, secondo me, in modo assolutamente involontario, ha finito
per causare, ossia, probabilmente, qualcuno ha approfittato della
legge passata per licenziare. Il meccanismo si è manifestato in
qualcosa di estremamente contorto. Uno fa una legge a favore del
comparto e il primo risultato della legge a favore del comparto è
l'effetto opposto che ha mandato in panico tutti i lavoratori.
Oltre questo, però, secondo me, bisogna ora lavorare tutti assieme
per vedere di risolvere la situazione in cui, tra l'altro, la
Regione non ha alcuna competenza. Io non ho competenze dirette.
Devo mettere mano e questa è la mia competenza diretta e ci sto
lavorando, tant' è che alcuni deputati, fra cui l'onorevole Foti,
sono già al corrente e altri deputati che sto pian piano
coinvolgendo, sulla nuova legge sull'acqua che è la base di quello
che avete approvato voi. Sto lavorando su alcuni emendamenti,
perché dobbiamo fare tesoro del fatto che a livello nazionale la
legge del Lazio è stata bocciata.
Non possiamo più permetterci di perdere tempo, quindi, in modo
condiviso, dobbiamo lavorare per pochi mirati cambiamenti. Mi sono
già sentito con il presidente della Commissione Bilancio che ci ha
fatto delle richieste, perché ci sono dei problemi di copertura
sulla legge che non ho partorito io. Io ci sono da due mesi e
mezzo, ma la prima cosa che ho capito è che si tratta di una legge
strategica per provare a cambiare realmente le cose.
Dobbiamo, quindi, farla bene nel modo condiviso da tutti i Gruppi,
perché l'emergenza idrica è un qualcosa che ci tocca tutti -
maggioranza e opposizione - per arrivare alla soluzione del
problema, ovviamente, anche la nuova legge non avrà la bacchetta
magica perché è difficilissimo recuperare i posti di lavoro che si
perdono, quindi poi passata questa crisi finanziaria, secondo me,
sarà compito di tutti trovare le soluzioni per iniziare a porre
fine all'emorragia di lavoratori che abbiamo in questo momento
nella regione Sicilia, che è un'emorragia drammatica su tutti i
comparti. Abbiamo il rischio di perdita dei posti di lavoro.
Quindi, questa è la direzione del Presidente della Regione e
dell'assessore Calleri per quanto riguarda l'acqua. Dobbiamo
arrivare velocemente all'approvazione della norma. Io penso che
vada approvata entro il mese di luglio perché i tempi devono essere
questi.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 1 luglio 2014,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Venturino
I - Comunicazioni
II - Discussioni dei disegni di legge:
1) - Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
alimentari . (n. 348/A)
Relatore: on. Alongi
2) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
3) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A)
Relatore: on. Picciolo
4) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
5) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
528/A)
Relatore: on. Anselmo
6) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A
Relatore: on. Savona
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonché alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA C. - ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. -
MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
- TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
IV - Discussione della mozione:
N. 244 - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
D.P.Reg. del 23 dicembre 2011 e istituzione di un
fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.
(3 dicembre 2013)
LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO G. -
FEDERICO - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI -
GRASSO - CURRENTI - CIMINO - LA ROCCA R. -
FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO - VULLO -
MILAZZO G. - MARZIANO - POGLIESE - ANSELMO -
MICCICHE' - TAMAJO - SUDANO - FORMICA -
FERRANDELLI - ARANCIO
V - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
VI - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VII - Discussione della mozione:
N. 287 - Iniziative in favore delle strutture private
accreditate che erogano prestazioni di medicina di
laboratorio.
(1 aprile 2014)
BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO
VIII - Discussione della mozione:
N. 232 - Modifica del decreto in materia di
compartecipazione ai costi delle prestazioni
riabilitative psico-fisiche-sensoriali in regime
semiresidenziale e residenziale.
(25 novembre 2013)
FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA
IX - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
X - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 18.22
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli