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Resoconto d'Aula della Seduta n. 167 di mercoledì 25 giugno 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   FIORENZA,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zito, Lo Sciuto,  Laccoto,
  Forzese,  Cirone,  Micciché e Trizzino hanno chiesto  congedo  per
  oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   -  Nuove  norme  in materia di liberi consorzi comunali  e  città
  metropolitane.  elezione  a suffragio  universale  e  diretto  del
  presidente dei liberi consorzi comunali. (n. 783).
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Musumeci,
  Ioppolo e Formica in data 25 giugno 2014.

   -  Determinazione  dei  criteri generali  per  la  creazione,  la
  gestione e il controllo dei nidi familiari. (n. 784).
   di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Cancelleri, Ciaccio, Ciancio, Cappello, Ferreri, Foti,  La  Rocca,
  Mangiacavallo,  Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino  e  Zito  in
  data 25 giugno 2014.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico i disegni di legge inviati alle  competenti
  Commissioni:

                     BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (I)

   -  Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
  2014. Variazioni al bilancio di previsione della Regione siciliana
  per  l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale
  28  gennaio 2014, n. 5.  Disposizioni programmate e correttive per
  l'anno  2014.  Legge di stabilità regionale. Disposizioni  varie'.
  (n. 782)
   di  iniziativa parlamentare, inviato il 24 maggio 2014, parere I,
  III, IV, V e VI.

   -  Modifiche  di  competenze relative  alla  legge  regionale  13
  settembre 1999, n. 20 ed alla legge regionale 20 novembre 2008, n.
  15. (n. 782 - stralcio II)
   di iniziativa governativa, inviato il 24 giugno 2014.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Modifiche alla legge regionale 1 agosto 1977, n. 80. (n. 782 -
  stralcio I)
   di iniziativa governativa, inviato il 24 giugno 2014.

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Gestione  diretta  dei  sinistri derivanti  da  responsabilità
  civile  degli  enti del servizio sanitario regionale.  (n.  782  -
  stralcio III)
   di iniziativa governativa, inviato il 24 giugno 2014.

            Comunicazione relativa al disegno di legge 782

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, in riferimento  al  disegno  di
  legge  n. 782 "Assestamento del bilancio della Regione per  l'anno
  finanziario  2014.  Variazioni  al bilancio  di  previsione  della
  Regione  per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche  alla  legge
  regionale  28  gennaio 2014,  n. 5 'Disposizioni programmatiche  e
  correttive   per  l'anno  2014.  Legge  di  stabilità  regionale'.
  Disposizioni  varie"  comunico che, ai sensi dell'articolo  7  del
  Regolamento   interno  e  di  analoghe  decisioni  assunte   dalla
  Presidenza in situazioni simili, sono state stralciate le seguenti
  disposizioni,   che  sono  state  contestualmente   inviate   alle
  competenti  Commissioni  per  essere  esaminate,  con  i  medesimi
  termini di priorità, in autonomi disegni di legge:

   -  articolo 36 (V Commissione) "Modifiche alla legge regionale  1
  agosto 1977, n. 80";

   -   articolo  42  (I  Commissione)  "Lotta  alla  mafia  ed  alla
  criminalità organizzata";

   -  articoli  da  44 a 51 (VI Commissione) "Titolo  V  -  Gestione
  diretta dei sinistri derivanti da responsabilità civile degli enti
  del servizio sanitario regionale".

   Si   comunica,   altresì,   che   in   conformità   a   decisioni
  precedentemente  assunte allo scopo di garantire il  rispetto  dei
  principi  costituzionali di autonomia finanziaria e  organizzativa
  dell'Assemblea, si è provveduto a stralciare l'articolo  7  con  i
  connessi  effetti finanziari ed il riferimento al capitolo  109301
  inserito nell'allegato 'A', di cui all'articolo 25.

             Comunicazione di approvazione di risoluzioni

   PRESIDENTE. Comunico che:

   la  Commissione  legislativa 'Attività produttive'  (III),  nella
  seduta  n.  148  del 17 giugno 2014, ha approvato la  risoluzione:
   Erogazione   dei  trattamenti  pensionistici  del  personale   in
  quiescenza degli ex consorzi Asi in liquidazione' (14/III);

   la  Commissione legislativa 'Cultura, formazione e  lavoro'  (V),
  nella  seduta n. 165 del 18 giugno 2014, ha approvato le  seguenti
  risoluzioni:
   -   Indirizzo  in  ordine alla utilizzazione dei lavoratori  ASU'
  (20/V);
   -   Indirizzo  in  ordine alle problematiche  dei  lavoratori  ex
  FERROTEL' (21/V).

        Comunicazioni pervenute da parte del Governo regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è pervenuta  la  deliberazione  della
  Giunta  regionale n. 118 del 6 giugno 2014 relativa a: "P.O.  FESR
  Sicilia  2007/2013.  Modifica dell'obiettivo operativo  6.1.1  del
  documento  'Requisiti di ammissibilità e criteri di  selezione'  -
  Adozione".

   La  predetta delibera è stata trasmessa ai sensi dell'articolo 50
  comma  3  della  legge  regionale n. 9/2009  alla  II  Commissione
  legislativa  e  alla  Commissione  per  l'esame  delle   questioni
  concernenti l'attività dell'Unione Europea.

   Copia  della stessa  è disponibile presso l'archivio del Servizio
  Commissioni.

   Onorevoli colleghi, in base all'ordine del giorno, avremmo  dovuto
  dare inizio ad una serie di attività ispettive ma, come vedete,  il
  Governo  non  è presente, anche se, oggi, mi sento di  giustificare
  anche  un  po' i colleghi che non sono qui perché, come  sapete,  è
  stato  già  inoltrato  alle Commissioni, il  disegno  di  legge  di
  assestamento, chiamiamolo così, ovvero il disegno di  legge  numero
  782  Assestamento del bilancio della Regione per l'anno finanziario
  2014.  Variazioni  al  bilancio  di previsione  della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario 2014 e modifiche alla legge  regionale  28
  gennaio  2014,  n. 5  Disposizioni programmatiche e correttive  per
  l'anno 2014. Legge di stabilità regionale'. Disposizioni varie .
   Immagino,  dunque, che la maggior parte dei colleghi sia impegnata
  ad   esaminare   il  disegno  di  legge,  per  cui,  non   sorgendo
  osservazioni, rinvierei l'Aula a martedì prossimo, giorno 1 luglio.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO. Signor Presidente, non è solo per la tentazione di dire
  qualcosa, anche perché lei sa meglio di me che, in questo  momento,
  Commissioni  che  stanno  operando  non  ce  ne  sono,  perché  non
  potrebbero esserci.

   PRESIDENTE. Non ho detto questo ma ho detto che, probabilmente,  i
  colleghi,  non  le  Commissioni, sono  impegnati  ad  esaminare  il
  disegno  di  legge che è stato inviato per via telematica  a  tutti
  quanti. Dicevo soltanto questo.

   VINCIULLO. Non la voglio smentire, ma lo strumento finanziario  ci
  è  stato inviato giovedì e abbiamo avuto, da giovedì ad oggi, tutto
  il  tempo  possibile ed immaginabile per poterlo esaminare.  Quello
  che, invece, non possiamo continuare è perdere tempo venendo qui  e
  non  riuscendo  a fare nulla. Allora, la inviterei  un  attimino  a
  riflettere prima di rinviare la seduta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Vinciullo, lei sta  dicendo  diverse  cose
  inesatte.  Intanto, lei non ha potuto ricevere  prima  di  ieri  il
  disegno  di  legge,  a  meno che non glielo abbia  mandato  qualcun
  altro.

   VINCIULLO.  No,  lei  non  è aggiornato perché  la  finanziaria  è
  arrivata  in  quest'Aula  giovedì e già venerdì  mattina  l'avevano
  anche  i  giornali; bastava leggere i giornali. A  volte,  a  voler
  coprire  per forza tutti, si corre il rischio di apparire ridicoli.
  Non  le  consento, fra le altre cose, di dire che non è vero quello
  che le sto dicendo.
   Allora,  per essere chiari, già giovedì era sui giornali,  venerdì
  la  manovra finanziaria era su tutti i giornali, l'avevamo ricevuta
  tutti e, di conseguenza, abbiamo avuto tutto il tempo

   PRESIDENTE.  Non  voglio  fare una questione  polemica,  onorevole
  Vinciullo,  però, la prego, quello che scrivono i  giornali  è  una
  cosa,  quelli che sono gli atti ufficiali di questa Assemblea  sono
  un'altra cosa. E' arrivata venerdì pomeriggio ed è stata trasmessa,
  mi  dicono  gli  Uffici, ieri mattina. Se, poi,  i  giornali  hanno
  comunicato prima tutto quanto, questo è un altro discorso.  Siccome
  non  dipendiamo  dai giornali ma abbiamo un Organo  che  si  chiama
  Assemblea  regionale, che lavora in un certo modo, mi sto attenendo
  a  quelli che sono i fatti. Poi, se lei ha avuto altre notizie  dai
  giornali,  quello  è  un  altro discorso e, comunque,  avevo  detto
  giorno 1 e non giorno 2. Prego, continui, onorevole Vinciullo.

   VINCIULLO.  Quello che le dicevo  giorno 1, di che  cosa  dovremmo
  parlare, signor Presidente, quando,  l'1  luglio, ci saranno  tutte
  le  Commissioni convocate, questa volta, in maniera  regolare,  per
  esaminare la manovra?
   Il discorso è semplice: o lei si espone, ogni volta, all'accusa di
  chi,  come me, percorre 600 km per venire da Siracusa a Palermo  e,
  poi,  per  tornare  a casa senza fare nulla, e  questo  non  è  più
  possibile, chiaro? Non è più possibile che un deputato percorra 600
  km  per  non  fare nulla, per essere chiaro, quindi, la  invito  un
  attimino  a  sospendere i lavori e a vedere cosa stanno  facendo  i
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari. ad organizzarsi  in  maniera
  seria per il lavoro dell'Assemblea.
   L'1 o il 2 luglio, le Commissioni di merito dovranno esaminare  la
  manovra.  Lei pensa che i deputati avranno il tempo per  venire  in
  Aula?  Credo che non lo avranno. Il 3 luglio, ci sarà la  parifica;
  giorno 4, è già convocata la Commissione Bilancio. Me lo spiega che
  ci  fa  tornare  a  fare  in Aula, alla fine?  Per  costringermi  a
  prendere la parola e richiamare la Presidenza, che lei rappresenta,
  ad un utilizzo più razionale del tempo di ognuno di noi?
   Ieri,  abbiamo fatto qualcosa perché abbiamo litigato;  la  scorsa
  settimana, la stessa cosa. Le ricordo che, la scorsa settimana, lei
  ha  tenuto i lavori d'Aula soltanto perché sono venuto qui  e  l'ho
  insultata,  dopodiché,  piano piano è arrivato  il  Governo,  piano
  piano sono arrivati i deputati; ora, ci insulteremo con l'onorevole
  Greco,  così, possibilmente, qualcuno verrà, né si può giustificare
  il  fatto  che, oggi, il Governo non sia in Aula. Il  Governo  deve
  venire in Aula e a nessuno è consentito di fare il moralizzatore e,
  poi, non presentarsi in Aula.
   Pertanto, signor Presidente, le chiedo di sospendere i lavori,  di
  coordinarsi con i Presidenti dei Gruppi parlamentari e  di  evitare
  che,   poi,  giorno  1  e  giorno  2,  facciamo  nuovamente  questa
  passerella, così come l'ha definita lei, da parte mia.
   La  richiamo  ad  essere più responsabile ed utilizzo  il  termine
   responsabile   sapendo  quello che le sto dicendo,  perché  stiamo
  sembrando degli irresponsabili agli occhi dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Vinciullo. Soltanto  una  cosa  per
  ricordarle che non è un capriccio della Presidenza convocare

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sì,  onorevole  Zafarana,  se  mi  da  il  tempo   di
  concludere, le do la parola.
   Non  è un capriccio di questa Presidenza convocare l'Assemblea  il
  martedì  o  farle  percorrere 100 km. Mi  attengo  semplicemente  a
  quello  che  è  stato  deciso dalla Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari. Lei le sue lamentele le faccia  pure  al  suo
  Presidente  di Gruppo parlamentare; io mi attengo ad un ordine  del
  giorno,  ad  un  calendario  che  è  stato  condiviso  da  tutti  i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, per cui

   VINCIULLO. Richiami il Governo che non è in Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Vinciullo, non urli; le ricordo che si trova
  all'interno  di un'Aula di Parlamento; la pregherei,  pertanto,  di
  comportarsi in maniera adeguata. Grazie, onorevole Vinciullo.

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor  Presidente, credo sia opportuno,  prima  che  lei,
  appunto,  disponga  la chiusura dei lavori d'Aula,  consentirmi  di
  denunciare  una situazione che è emersa a seguito di un  intervento
  legislativo fatto da quest'Aula un po' di tempo fa. E segnatamente,
  l'argomento  riguarda  i forestali, e le lascio  immaginare  quanto
  possa  essere importante in questo momento, tenuto conto di  quello
  che  sta succedendo in Sicilia per quanto riguarda, ovviamente, gli
  incendi  e  la  situazione dei nostri boschi e,  ovviamente,  delle
  nostre campagne.
   Ebbene,  con  la legge 5 del 2014, su proposta, ovviamente,  dello
  stesso  Governo,  quest'Aula  ha approvato  una  proposta  che  ha,
  ovviamente,  determinato  la  cosiddetta   graduatoria  unica   tra
  coloro i quali prima erano con graduatorie del tutto separate,  nel
  senso che alcuni si occupavano degli incendi boschivi, altri invece
  si occupavano dei beni demaniali della nostra Regione e avevano una
  graduatoria, ovviamente, separata.
   Non  posso dimenticare ancora perché ricordo la risposta che venne
  formulata quando alcuni di noi si alzarono e chiesero il perché  e,
  ovviamente,   la   proposta  sembrava  e  aveva,  sicuramente,   un
  obiettivo,  che era appunto quello di razionalizzare le risorse  e,
  ovviamente,  anche  dal  punto  di  vista  prettamente   economico,
  conseguire sicuramente dei vantaggi.
   Ma  non posso dimenticare che, alla domanda specifica che è  stata
  fatta   al  Governo,  questi  ha  risposto  che,  comunque,  nessun
  pregiudizio, ovviamente, sarebbe stato arrecato a coloro i quali si
  trovavano   in   graduatoria   e  che,  quindi,   l'intersecazione,
  l'unificazione  delle  due  graduatorie  non  avrebbe   determinato
  nessuno   spostamento   nell'ambito  delle  cosiddette    posizioni
  pregresse  perché, ovviamente, acquisiti giuridicamente.
   La situazione non è di poco conto, perché, ovviamente, nell'ambito
  della  normativa in questione, approvando questo disegno di  legge,
  abbiamo fatto riferimento all'articolo 49 della legge numero 16 del
  1996,  ignorando,  effettivamente,  che  questo  disegno  di  legge
  prevede anche l'articolo 48 e prevede anche l'articolo 47.
   Avendo richiamato e, poi, ovviamente, applicato, sulla base  della
  direttiva  attuativa  della  dirigente  al  lavoro,  bene,   si   è
  verificata  una  semplice, diciamo così, situazione  dal  punto  di
  vista prettamente materiale che è inaccettabile.
   Coloro i quali, infatti, erano tra il primo, il secondo, il terzo,
  il  quarto  posto  nella  graduatoria, nel momento  in  cui  questa
  graduatoria  è  stata  unificata, si sono trovati,  ovviamente,  al
  venticinquesimo posto, al trentesimo posto, e quant'altro.
   I  criteri,  peraltro  esclusivamente previsti  dall'articolo  49,
  hanno  determinato questa situazione che, a mio avviso, è del tutto
  illegittima  e, peraltro, prevede come conseguenza delle  posizioni
  che,   secondo   me,   non  possono  non  essere   tutelate   anche
  giuridicamente e sa perché? Perché coloro i quali erano  ai  primi,
  secondi  e  terzi  posti, nell'ambito della graduatoria  ordinaria,
  chiamata  così,  o  quelli della ordinaria,  hanno  la  possibilità
  adesso  preclusa a loro, di poter trasformare il rapporto di lavoro
  da tempo determinato a tempo indeterminato.
   Insomma, la stessa legge cosa prevedeva? Fermo restando il  numero
  chiuso,  quando  qualcuno che era a tempo indeterminato  andava  in
  quiescenza,  c'era il subingresso di coloro i quali si trovavano  a
  tempo  determinato,  e  il  rapporto  veniva  trasformato  a  tempo
  indeterminato.
   Bene,   questa   graduatoria   ha  determinato   uno   scompiglio,
  ovviamente, nella stessa graduatoria e chi era, in qualche modo, al
  primo  o  secondo o terzo o quarto posto si è trovato, ormai,  alle
  ultime posizioni.
   Su   questo   argomento,  credo,  obiettivamente,  che   si   stia
  determinando  un  malumore - ma non solo un  malumore  -  e  molti,
  ovviamente,  andranno ad impugnare il provvedimento  amministrativo
  di  esecuzione della norma. Io credo, però, che l'Assemblea non può
  non prendere contezza di quello che, effettivamente, sta accadendo,
  perché,  tenuto  conto della situazione anche  emergenziale  che  è
  all'esterno, credo, che questo incida in maniera determinante.
   Perché incide in maniera determinate? Perché, se è vero che questa
  graduatoria,  bene  o  male, è in questi  termini,  credo  che  mal
  volentieri,  anzi  in  maniera del tutto  quasi  pacifica,  costoro
  sicuramente non accoglieranno e non accetteranno questa  posizione,
  con  la  conseguenza che non andranno al lavoro, con le conseguenze
  che  vi  lascio in qualche modo immaginare. Tanto è  vero  che,  ad
  oggi,  nessun  intervento  è  stato disposto  per  quanto  riguarda
  l'attuazione  e  l'applicazione  e,  soprattutto,  l'assunzione  di
  questo   personale,   in  dipendenza  delle  conseguenze   che   ha
  determinato.
   Su  questo argomento, le ho detto che ho già predisposto ed ho già
  spedito un'interrogazione; mi auguro che il Governo prenda contezza
  della situazione che si è determinata e che corra ai ripari.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di parlare l'onorevole Zafarana.  Ne  ha
  facoltà.
   A  tal  proposito, onorevole, spero che si possa intervenire anche
  in occasione di questo aggiustamento di questo disegno di legge che
  è  arrivato,  perché c'è una norma che riguarda i forestali.  Credo
  che si possa, eventualmente, intervenire in questa fase.
   Prego, onorevole Zafarana.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  ribadire
  un   concetto   già   espresso  dall'onorevole  Vinciullo.   Signor
  Presidente,  non  possiamo  ancora  temporeggiare.  Ci  sono  degli
  impegni  presi in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  rispetto  ad  un  calendario  che dobbiamo  seguire,  anche  perché
  quest'Assemblea  regionale  siciliana  non  può  muoversi  come  un
  elefante che, stentatamente, va avanti: oggi ci vediamo, domani no,
  poi vediamo.
   L'assessore  Agnello,  per dirne una, è nel  Palazzo.  Lo  abbiamo
  visto   poc'anzi.  Quindi,  gentilmente,  lei  può  contattarlo   e
  chiedergli  di venire qua perché è qui che deve stare,  soprattutto
  perché abbiamo calendarizzato degli impegni politici importanti  di
  discussione,  quali,  per esempio, la mozione relativa  all'impegno
  del Governo della Regione in ordine al diniego di autorizzazioni di
  ricerca   e  prelievo  di  idrocarburi  e  coltivazioni  di   campi
  geotermici  sul territorio regionale nonché alla revoca  di  quelle
  già  rilasciate; poi, ancora, salvaguardia dell'ecosistema e  delle
  attività produttive nell'area del canale di Sicilia e, poi, ancora,
  interventi  urgenti per la modifica dell'attuale Piano di  gestione
  dei rifiuti e per la riduzione dei rifiuti differenziati in Sicilia
  e, poi, vado a saltare, non soltanto chiaramente presentata dal mio
  Gruppo   Interventi urgenti per fronteggiare la crisi  del  settore
  agrumicolo . Questa fra le altre.
   L'attività  ispettiva  va fatta e, soprattutto,  il  dibattito  va
  portato avanti. Capiamo bene che la situazione è sempre, come dire,
  di  questa finanziaria che arriva a rate, per cui, andiamo a stento
  avanti,  però, non possiamo darci appuntamento a martedì  prossimo;
  sarebbe veramente un'azione indecorosa.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Zafarana.  Potrei  anche  chiamare
  l'assessore  Agnello  e  lo  faccio  perché,  in  effetti,  abbiamo
  all'ordine   del   giorno  una  mozione  che  potrebbe   riguardare
  l'assessore  per  l'economia ed è la mozione  numero  156.  Per  il
  resto,  non  credo  che l'assessore abbia la delega  per  discutere
  delle   altre   mozioni.   La  ringrazio,   comunque,   per   avere
  sottolineato che l'impegno di oggi è stato preso in Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, se non ho capito male, sta invitando
  l'assessore a partecipare ai lavori dell'Aula odierna.

   PRESIDENTE.   Ha   capito  perfettamente.   Adesso,   proviamo   a
  rintracciarlo  e  con  l'assessore  Agnello,  però,  ripeto,  credo
  potremmo discutere soltanto la mozione numero 156.

   FIGUCCIA.  Ecco,  intanto, deve ringraziare l'onorevole  Vinciullo
  che  testé  le  aveva  chiesto di fare esattamente  questo.  Grazie
  all'onorevole Vinciullo, grazie all'opposizione, grazie  al  lavoro
  attento che questi Gruppi parlamentari fanno, altrimenti, con buona
  parte  dell'attività  di  questo Governo  e  di  questi  Gruppi  di
  maggioranza, staremmo qui a riscaldare i banchi, caro Presidente. E
  lei  questo,  nel  suo ruolo, non lo può permettere.  Non  possiamo
  continuare  con questi rinvii. La Sicilia sta affondando  e  questo
  Governo  non  si rende conto che uno straccio di provvedimento  non
  viene  portato all'ordine del giorno. Oggi, avevamo all'ordine  del
  giorno  delle  questioni importanti che attengono  non  soltanto  a
  mozioni, ordini del giorno, ma attengono a disegni di legge,  quali
  l'osservatorio  dell'equità e giustizia nelle  filiere  agricole  e
  alimentari,   quali  quello  delle  nuove  norme  in   materia   di
  pianificazione, quali quello per la prevenzione delle patologie del
  cavo  orale. Tutta una serie di iniziative, signor Presidente, che,
  in  qualche  modo,  possono e devono dare respiro  all'attività  di
  quest'Aula.
   Ancora  una  volta, signor Presidente, questo non mi stancherò  di
  sottolinearlo,  è  merito  dell'attività  parlamentare  di   questa
  opposizione.
   Allora,  se  non ho capito male, come non ho capito  male,  grazie
  agli interventi dei Gruppi parlamentari di opposizione, considerato
  che  tratteremo  la materia relativa all'equità e  giustizia,  alle
  figure agricole ed alimentari, preannunzio che abbiamo degli ordini
  del giorno preparati dal mio Gruppo parlamentare, Forza Italia, uno
  a   firma  mia,  dell'onorevole  Milazzo,  dell'onorevole  Falcone,
  dell'onorevole Bandiera e, l'altro, che vede come primo  firmatario
  l'onorevole Bandiera che, anche quello riguarda le filiere agricole
  ed alimentari.
   Un  appunto, però, signor Presidente: la prossima volta, la prego,
  evitiamo  di paventare l'ipotesi di disertare i lavori  d'Aula  per
  dover  poi attendere che un parlamentare che ha a cuore le sorti  e
  l'attività  del Parlamento debba richiamarla a questo  compito.  Le
  dico   che,  ovviamente,  la  responsabilità  non  è  sua,   signor
  Presidente  - lei presiede l'attività dell'Aula - ma è  iscrivibile
  interamente  all'attività del Governo, ma, appena arriverà  l'unico
  Assessore  che  si sta degnando di venire a partecipare  ai  lavori
  d'Aula, ne parleremo direttamente con lui. Grazie.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   ringrazio  gli
  onorevoli  Vinciullo  e  Zafarana per avere  ricordato  che  questi
  ritardi nei lavori non sono più accettabili, tra l'altro, come  già
  ricordato dall'onorevole Zafarana, abbiamo degli importanti  lavori
  programmati, delle mozioni e, a tal proposito, volevo preannunciare
  anche un ordine del giorno, a mio avviso, anche molto urgente,  che
  riguarda il servizio idrico.
   Sto  presentando questo ordine del giorno dove chiedo  al  Governo
  una moratoria per le privatizzazioni nel servizio idrico, perché  è
  facile  parlare  di slogan, di acqua pubblica, mentre  ci  sono  in
  corso  dei processi di privatizzazione in Sicilia, in provincia  di
  Palermo,  Siracusa,  con  la fallita APS  o  68,  quindi,  dobbiamo
  assolutamente imperniarci, sia moralmente sia economicamente, nella
  creazione  di  enti  pubblici che vadano  non  soltanto  nel  segno
  dell'acqua  pubblica, ma anche nel principio della solidarietà  dei
  territori,  quindi,  dovremmo  andare ad  individuare  urgentemente
  bacini  idrografici della Sicilia per andare verso il principio  di
  solidarietà.  Sono  tutte  cose che  non  possiamo  più  rimandare,
  quindi,  le  chiederei  di trattare urgentemente  quest'ordine  del
  giorno alla presenza del Governo. Grazie.

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questa
  sera rischiamo di parlarci addosso, perché se, da un lato, è giusto
  pensare  di  non convocare l'Aula, perché non ci sono i disegni  di
  legge,  soprattutto quello della materia finanziaria ancora  pronto
  da   trattare,  però,  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, hanno preso un impegno molto chiaro, che  era  quello
  che il Governo avrebbe dovuto comunicare all'Assemblea - non so  se
  lo  ha  fatto  in  questo  senso - il mio intervento  vuole  a  lei
  rivolgere una domanda di individuare delle giornate in cui  i  vari
  Assessori  potessero  venire  in Aula per  rispondere  all'attività
  ispettiva, perché qua vorrei far presente che siamo passati  da  un
  eccesso a un altro.
   Ci  fu  un periodo in cui l'Assemblea, non riuscendo a legiferare,
  si   era  impegnata  esclusivamente  all'attività  ispettiva,   non
  attenzionando l'attività legislativa. Oggi, invece, stiamo  facendo
  soltanto attività legislativa, magari minoritaria, di norme che non
  hanno  una  certa  valenza,  giusto per dire  che  l'Assemblea  sta
  lavorando.   Al   contempo,  stiamo  dimenticando   e   trascurando
  l'attività  di  controllo e di impulso che  il  Parlamento  ha  nei
  confronti del Governo e dei singoli e specifici Assessorati.
   La  mia  richiesta è che venissero fissate due date o tre  almeno,
  per  poter  discutere quei dieci atti ispettivi; se poi la  collega
  Palmeri,  del Movimento Cinque Stelle, che ha posto all'ordine  del
  giorno   un   problema,  ha  detto  un  ordine  del  giorno   sulla
  privatizzazione delle acque pubbliche che, comunque, ha dei profili
  comunitari  non così semplici da poter definire. Vuole  trasformare
  quell'ordine del giorno in mozione,  siccome ha parlato  di  ordine
  del giorno, se lo trasformiamo in mozione e decidiamo di affrontare
  anche questo argomento che non riguarda soltanto Palermo, Siracusa,
  Trapani,  ma   riguarda  anche  Catania,  riguarda  tutte  le  nove
  province  o  ex province della Sicilia,  bene è un fatto  che  noi,
  come Forza Italia, possiamo leggere di buon grado.
   Signor  Presidente,  la  mia richiesta è quella  di  comunicare  a
  quest'Aula  il  calendario delle presenze  dei  singoli  assessori,
  perché  dall'assessorato  alla salute all'assessorato  al  turismo,
  dall'assessorato al territorio o all'energia, tutti gli assessorati
  sono coinvolti dai nostri atti ispettivi.
    Chiediamo, formalmente, la presenza in quest'Aula degli assessori
  per  trattare argomenti che sono delicatissimi per le  sorti  della
  nostra Regione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                 Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Clemente ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Onorevole Falcone, in merito alla sua richiesta,  non posso  dirle
  esattamente  quali  siano i giorni perché non  è  arrivata  nessuna
  comunicazione.   Quello   che  però  posso  dirle,   nell'interesse
  dell'Assemblea e quindi anche di questa Presidenza, farò  di  tutto
  per   portare   avanti  la  discussione  di  queste   mozioni,   ed
  eventualmente anche la discussione degli ordini del giorno,  e  nel
  prossimo martedì, giorno in cui l'Aula verrà riconvocata, di  avere
  la  presenza del Governo e portare avanti quegli atti ispettivi che
  sono fondamentali,  così come i disegni di legge.
   L'impegno  che personalmente posso assumermi è quello di  fare  in
  modo che il Governo sia presente.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO   Giuseppe.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo perché voglio affrontare tre questioni. E lo faccio  per
  venirle  in  aiuto,  a tutela delle prerogative dell'Assemblea,  le
  vorrei  dare alcuni suggerimenti. La prima è quella delle province:
  nella  finanziaria, che il  Presidente Crocetta ci  ha  illustrato,
  per  la terza volta in un anno, non trovo tracce delle risorse  che
  abbiamo recuperato grazie all'abolizione delle province. Non  trovo
  quella  famosa frase  per l'anno 2014 le somme liberate dal  taglio
  delle  province,  pari  a   ,  ancora  non  si  sa  quanto  abbiamo
  recuperato,   vengono impegnate per  . Siccome era stato detto  che
  venivano impegnate per darle ai comuni e invece ai comuni tagliamo,
  sarebbero state impegnate per la riqualificazione del territorio  e
  il  territorio è abbandonato a se stesso. Signor Presidente, sembra
  una  scena  del far-west, ci manca solo in cespuglio che  gira  per
  strada

   CANCELLERI. Rotola.

   MILAZZO Giuseppe. E' vero,  rotola. Comunque signor Presidente,  o
  rotola  o gira sempre in mezzo a una strada si trovano i comuni   E
  non c'è un euro, un euro, che il Governo abbia certificato  Che  il
  Ragioniere Generale abbia certificato nel dire  con il taglio delle
  province  si è ricavato  . Non so  Dovevano ricavare  26, 100,  200
  milioni  di  euro, un milione di euro, 500 mila euro?  Niente   Non
  sappiamo  niente   Abbiamo approvato ben due norme  sull'abolizione
  delle  province, non stiamo procedendo alla creazione delle   norme
  per porre in essere questi nuovi organismi
   Sa  cosa  abbiamo fatto, signor Presidente, mentre lei si distrae,
  fra  un passaggio e l'altro non ascoltando niente di quello che  le
  sto  dire e le ho detto? L'unica cosa che siamo riusciti a  fare  è
  piazzare  nove commissari, certamente non selezionati per  evidenza
  pubblica,  per  capacità, per titoli, in base  alla   simpatia   di
  colui che li ha nominati  ha avuto nei confronti di questi signori,
  della cui onestà non metto in dubbio, però, signor Presidente,  non
  è  che  saranno gli unici nove scienziati che la Sicilia vanta.  Si
  poteva  utilizzare anche un altro criterio.
   In  soldoni cosa voglio dire? Si sono commissariati nove organismi
  che, nel bene o nel male, nel male per quanto riguarda certamente i
  costi  delle nove macchine amministrative e burocratiche, nel  bene
  perché,  comunque, davano e si occupavano del territorio, oggi  non
  lo fa più nessuno, non lo sta facendo né la Regione né tanto meno i
  comuni  si  possono  caricare di questo onere e mentre  l'assessore
  Reale  collabora a farla distrarre, io continuo e le  dico,  signor
  Presidente  la cortesia istituzionale che le chiedo, congiuntamente
  ad  un'altra  richiesta,  durante la  illustrazione  dell'ulteriore
  manovra  finanziaria il Presidente della Regione,  con  l'assessore
  per  l'economia, ha sottolineato che i primi cinque articoli  della
  finanziaria,  ovvero  i cinque articoli della legge  di  stabilità,
  sono  frutto  dell'accordo  con  il  Governo  che  trasferirebbe  o
  riconoscerebbe,  per  meglio dire, per  le  sentenze  del  passato,
  cinquecento milioni, circa, alla Regione Siciliana.
   Io  ho  fatto  notare che tutto questo è bello  se  è  scritto  in
  qualche posto. Mi è stato detto che è stato siglato un accordo,  un
  documento è stato firmato. Fate avere ai Gruppi parlamentari questo
  documento  affinché  ognuno  ne assuma  coscienza  e  veda  come  è
  composto,   perché  non  vorrei  che  la  finanziaria,  ancora   in
  Commissione  Bilancio' non c'è, ora il Governo presenta, all'ultimo
  minuto  la  finanziaria, e poi, giustamente l'Ufficio di Presidenza
  comincerà  a  contingentare  i  tempi,  i  deputati  non   potranno
  iscriversi per intervenire sui singoli emendamenti, io mi appello a
  questo,  non  facciamo  che  poi ci sarà l'urgenza  di  approvarla.
  Perché quando le carte si devono dare urgenza non ce n'è  Un'ultima
  cosa  signor  Presidente.  Qui  sotto,  ogni  giorno  ci  sono  dei
  lavoratori, ex lavoratori, non so come chiamarli, sarebbero gli  ex
  PIP. Io onestamente, signor Presidente, non me ne voglio occupare e
  non me ne occuperò.
   Le  volevo  proporre una iniziativa sotto forma di  richiesta.  Ma
  perché  non  si  sperimenta che l'assessore  e  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari che è un organismo istituzionale
  decidono  di  incontrare una rappresentanza di questo  bacino,  non
  penso siano tutti pericolosi criminali, ci sarà qualcuno che si può
  incontrare   presso  la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari   magari  allargata al  presidente  della  Commissione
  competente  e  all'assessore, e lì si  e  si  spiegherà,  onorevole
  Ferrandelli,   che   non  è  l'onorevole  Milazzo   o   l'onorevole
  Ferrandelli   che  dovrà  occuparsene,  ci  vuole   qualcuno,   che
  rappresenta il Governo, che dica effettivamente come stanno le cose
  ed  evitare che ogni deputato sia chiamato a spiegare:  ci vuole la
  formalizzazione, signor Presidente, della norma, bisogna dire  come
  stanno le cose

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, le ricordo che per questo  abbiamo
  le  commissioni, nessuno potrà mai negare una audizione ai  PIP  in
  commissione in presenza dell'assessore e degli altri deputati.

   MILAZZO. Mi permetto di replicare e dire che la Commissione la sua
  parte  l'ha fatta ma la Commissione non si può determinare,  non  è
  organismo di governo  Io sto dicendo che bisogna capire se c'è  una
  volontà  precisa, che è legittima, e dire che per questo bacino  ha
  deciso  di adottare una norma in questo senso, di interpretarla  in
  questo senso, di andare avanti in questo senso.
      Questo  è  il  punto,  signor Presidente, se  noi  mettiamo  la
  polvere sotto il tappeto e si dice che è la Commissione, fermano  i
  deputati,  i  deputati  non se ne devono  occupare  più  di  questa
  questione, l'assessore deve incontrare questi signori e  deve  dire
  cosa  vuole  fare, è giusto che chi delinque se ne  debba  stare  a
  casa, non lo sappiamo noi deputati, lo deve dire l'assessore  se  è
  giusto oppure no.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Discussione della mozione n. 273  Interventi urgenti per
     fronteggiare la crisi del settore agrumicolo , a firma degli
  onorevoli Lombardo, Di Mauro, Greco, Federico, Fiorenza, Lo Sciuto,
   Musumeci, Lantieri, Cascio, Falcone, D'Asero, Correnti, Milazzo,
             Ciaccio, Ciancio, Ferreri, Zafarana ed altri

   PRESIDENTE.    Si  passa  al  VI  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione   della   mozione  n.  273  "Interventi   urgenti   per
  fronteggiare  la  crisi  del  settore agrumicolo",  a  firma  degli
  onorevoli   Lombardo,  Di  Mauro,  Greco,  Federico,  Fiorenza,  Lo
  Sciuto,  Musumeci,  Lantieri, Cascio, Falcone,  D'Asero,  Correnti,
  Milazzo,  Ciaccio,  Ciancio, Ferreri,  Zafarana  ed  altri.  Ne  do
  lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   come  si  evince  dal  Rapporto  ISMEA IL  MERCATO  DELLE  ARANCE'
  tendenze recenti e dinamiche attese' del luglio 2013, Tra  il  2005
  ed  il  2012 la produzione di arance del mediterraneo ha registrato
  una   lieve   crescita,imputabile  essenzialmente  all'aumento   di
  produzione di Egitto, Turchia, Siria, Marocco ed Algeria. Spagna ed
  Italia  hanno evidenziato forti oscillazioni tra un anno e l'altro,
  mentre  la  Grecia  ha  segnato una riduzione  della  produzione.In
  Italia è in atto un processo di riduzione delle superfici investite
  da  ascrivere  alla flessione del prodotto destinato all'estrazione
  del   succo.   Allo   stesso  tempo,  cresce  la   specializzazione
  produttiva,   aumenta   la   DMA   e   cresce   la   concentrazione
  dell'offerta.';

   in Sicilia, come emerge dai dati relativi al censimento 2000', nel
  corso  degli  anni novanta, la superficie agrumicola è  passata  da
  111.911  ettari  (1991)  a  100.759  ettari  (2002)  segnando   una
  riduzione  del 10%. In particolare, 58.881 ettari sono ad  arancio,
  30.666  a  limone,  7.035 a mandarini, 4.177 a clementine.  Sebbene
  tutte  le  specie subiscano una flessione, la più significativa  ha
  riguardato i limoni;

   l'agrumicoltura   siciliana   si  concentra  principalmente  nella
  Sicilia  orientale, nelle province di Catania (35% della superficie
  agrumicola  regionale),  Siracusa (23,1%)  e  Messina  (12,2%).  La
  coltivazione delle arance è il segmento produttivo più  importante;
  pur  interessando  tutte le nove province siciliane,  si  concentra
  maggiormente   in   quelle  di  Catania  (38,4%  della   superficie
  arancicola regionale), Siracusa (29,2%), Enna (10,5%) ed  Agrigento
  (7,2%). Nella Sicilia centro-orientale dominano le varietà a  polpa
  pigmentata  tra  le quali spicca il Tarocco' che in  questo  areale
  trova le condizioni pedo-climatiche più favorevoli. Nella provincia
  di Agrigento prevalgono gli aranceti a polpa bionda, con le varietà
  del gruppo Navel'; fra queste spicca la cultivar Washington Navel';

   la  coltivazione del limone in Sicilia è diffusa in  ugual  misura
  nelle  province  di  Catania  (26,7%  della  superficie  limonicola
  regionale)  e  Messina  (26,4%) mentre seguono  per  importanza  la
  provincia  di Palermo (24,5%) e quella Siracusa (17%); la provincia
  di Enna, il cui territorio e tutto nell'area interna dell'Isola,  è
  la  sola  che  non  registra significative  estensioni  limonicole.
  Infatti la coltura predilige gli areali costieri caratterizzati dal
  clima più mite. Le aree maggiormente vocate alla coltivazione delle
  clementine  ricadono  lungo  la costa orientale,  in  provincia  di
  Catania  (dove si concentra il 50,1% della superficie regionale)  e
  meridionale,  nelle province di Ragusa (23,9%) e Siracusa  (15,8%).
  La mandarinicoltura è concentrata nellle province di Palermo (34,1%
  della  superficie mandarinicola regionale) e Catania (33,8%), segue
  per  importanza la provincia di Messina (14,9%) e quella di  Ragusa
  (10%);

   la tempesta finanziaria mondiale degli ultimi due-tre anni, con la
  conseguente  caduta  della  domanda  e  dei  prezzi  dei   prodotti
  alimentari, ha ulteriormente aggravato le situazioni di  crisi  che
  attanaglia  l'agricoltura siciliana da oltre un  decennio.  Diverse
  sono  le  cause  esterne alla Regione, come diverse sono  le  cause
  interne,  anche se riconducibili ad un'unica essenza. Delle  prime,
  costituendo  variabili  indipendenti,  bastino  solo  pochi   cenni
  tematici: la globalizzazione dei mercati, con sempre minori vincoli
  e  protezione  e  con aumento esponenziale della competitività  fra
  imprese  e  fra  paesi,  quale conseguenza della  evoluzione  delle
  politiche  internazionali  e  specialmente  quelle  espresse  negli
  accordi  GATT  e  nella istituzione del WTO; la  profonda  modifica
  della  PAC,  che da un forte sostegno ai prezzi dei prodotti  ed  a
  pesanti  interventi  di  mercato  è  passata  al  pagamento   unico
  aziendale  ed  alla piena libertà imprenditoriale;  la  profonda  e
  diversificata evoluzione della domanda alimentare, in special  modo
  nei paesi ad economia avanzata, che ha provocato il mutamento negli
  stili  di  vita e di consumo e la richiesta sempre più esigente  di
  sicurezza, qualità, trasparenza di informazione e rispetto e tutela
  dell'ambiente;     la     internazionalizzazione      organizzativa
  dell'industria e del commercio; il progresso tecnico;

   in  questo  contesto risulta competitivo il Paese, il  territorio,
  l'impresa  che realizza sul mercato (inteso nella sua  universalità
  economica)    una    gestione   razionale   e    d'insieme    degli
  approvvigionamenti a partire dal processo di produzione agricola, a
  seguire     con     la    trasformazione    agro-alimentare,     la
  commercializzazione e la distribuzione alimentare, fino ad arrivare
  al  mercato  finale  (supplychain),  dove  impera  il  consumatore,
  soggetto principe i cui bisogni e convinzioni sono da soddisfare. I
  fenomeni appena accennati negli ultimi 25-30 anni hanno determinato
  un  profondo cambiamento (complessità) nei rapporti fra  settori  e
  fra  imprese e contemporaneamente una più forte interrelazione  fra
  essi;
   l'agricoltura siciliana, ancor oggi, realizza ai fini  commerciali
  essenzialmente   due   tipologie  di  produzione:   una,   la   più
  considerevole,   sostanzia  la  sua  impostazione  strutturale   ed
  organizzativa  nei  prodotti destinati prevalentemente  al  mercato
  nazionale  e  solo  in misura minimale ai mercati  esteri;  l'altra
  comprende prodotti destinati prevalentemente al mercato regionale e
  spesso addirittura al mercato locale;

   considerato che:

   come  confermato dalle associazioni di categoria, oggi  il  prezzo
  pagato ai produttori oscilla tra gli 0,05 ed i 0,10 Euro al  Kg  in
  base alla diversa tipologia e qualità delle arance;

   la crisi del settore agrumicolo ha raggiunto un livello di gravità
  estrema  che  non  ha  precedenti nella  storia  siciliana  per  la
  concomitanza di diversi fattori negativi, primo tra tutti il crollo
  del prezzo pagato ai produttori a fronte di costi di produzione  in
  continuo  aumento;  a ciò si aggiunga che, da circa  due  anni,  il
  problema della pezzatura medio - piccola delle arance che, ancorché
  ininfluente sulla qualità finale, agisce da deterrente del mercato;

   visto che:

   nel  febbraio  del 2010, stante la sussistenza di  una  situazione
  simile  a  quella attuale ma sicuramente meno grave e meno critica,
  l'allora  Assessorato  per  le  risorse  agricole  e  alimentari  -
  Dipartimento  Regionale  Interventi Strutturali  per  l'Agricoltura
  aveva  attivato  e disposto il ritiro straordinario  di  arance  da
  destinare previa trasformazione in succhi ad aiuti umanitari' sulla
  base  di  tale  premessa: la Regione Siciliana, in  relazione  alle
  difficoltà  di  mercato  della  produzione  aranci  cola  2009/2010
  prospettata  da  tutti  gli  operatori  del  settore  e  dai   loro
  rappresentanti, vista la nota Agea prot. n. 134 del 19/02/2010  che
  da  il  via  libera a tale intervento, ha ritenuto  opportuno  dare
  corso  ad  un  ritiro straordinario di agrumi per  un  quantitativo
  complessivo   di  circa  50.000  tonnellate  di  arance,   riferito
  esclusivamente   a   prodotto  scendialbero,  per   avviarlo   alla
  trasformazione  in  succo da destinare ad aiuti  umanitari  per  il
  tramite  della  Protezione Civile o altri  Enti  Caritatevoli,  nel
  rispetto  delle  procedure di seguito riportate. A tale  intervento
  potranno  accedere  tutti i produttori operanti  nell'ambito  della
  Regione  Sicilia  siano  essi associati o  singoli.  Questi  ultimi
  potranno  partecipare  fino al limite del 50% dell'intervento.  Non
  potranno  partecipare  al  bando i produttori  con  base  aziendale
  coltivata ad arance inferiore a ha 0.50.00';

   visti:

   l'art. 19-bis D.P.R. 602 del 29 settembre 1973, secondo cui se  si
  verificano situazioni eccezionali, a carattere generale o  relative
  ad   un'area   significativa  del  territorio,  tali  da   alterare
  gravemente   lo   svolgimento  di  un  corretto  rapporto   con   i
  contribuenti,  la riscossione può essere sospesa  per  non  più  di
  dodici mesi, con decreto del Ministro delle Finanze';

   l'art.  82  della  L.R. 11 del 12.05.2010, Accordo  delle  filiere
  agroalimentari', secondo cui L'Assessorato regionale delle  risorse
  agricole  e  alimentari  al  fine di  garantire  il  reddito  degli
  imprenditori   agricoli,  quali  primi  componenti  delle   filiere
  produttive, promuove la sottoscrizione di accordi tra i  componenti
  delle  filiere  agro-alimentari a fronte di  specifiche  azioni  di
  valorizzazione  dei  prodotti delle filiere.  Entro  quarantacinque
  giorni  dalla  pubblicazione della presente legge sono  emanate  le
  disposizioni  attuative del presente articolo  nel  rispetto  della
  normativa  comunitaria di riferimento in materia di  agricoltura  e
  sviluppo rurale. I soggetti beneficiari di aiuti pubblici  o  altri
  interventi   regionali  devono  rispettare  l'accordo  di   filiera
  sottoscritto';
   considerato che:

   il  settore  agrumicolo rappresenta storicamente uno  dei  settori
  strategici  per  l'economia isolana, stante che, cifre  alla  mano,
  tutt'oggi  sono  direttamente interessati  decine  di  migliaia  di
  lavoratori   con  una  movimentazione  di  oltre  800  milioni   di
  euro/annui;

   sarebbe opportuno riproporre un intervento di ritiro straordinario
  di  arance  simile  a  quello già adottato nel 2010  dalla  Regione
  Siciliana al fine di attutire i devastanti effetti della crisi  che
  rischia di spazzare via diverse centinaia di piccole
   - medie aziende siciliane,

                   impegna il Governo della Regione
        e per esso l'Assessore per la salute e l'Assessore per
                   l'agricoltura, lo sviluppo rurale
                        e la pesca mediterranea

   ad  adottare  con  urgenza  ogni atto ed  intervento  emergenziale
  necessario  per  fronteggiare  la  situazione  di  crisi   in   cui
  imperversa il settore agrumicolo siciliano;

   a verificare la sussistenza delle condizioni previste dall'art. 19-
  bis  D.P.R.  602  del  29  settembre 1973 e,  conseguentemente,  ad
  adottare ogni atto ed iniziativa utile per il riconoscimento  della
  sospensione della riscossione dei tributi ivi prevista;

   a  convocare  un  tavolo tecnico - operativo con i  rappresentanti
  delle  organizzazioni  dei produttori e/o altri  rappresentanti  di
  categoria al fine di promuovere, direttamente o indirettamente,  la
  sottoscrizione  di  uno o più accordi o convenzioni,  anche  tra  i
  componenti  delle  filiere agro-alimentari a fronte  di  specifiche
  azioni  di valorizzazione dei prodotti delle filiere (art. 82  L.R.
  11/2010), che abbiano come fine quello di sostenere i produttori di
  agrumi;

   a  disporre  con urgenza il ritiro straordinario del  prodotto  di
  piccola pezzatura per una distribuzione a fini benefici e solidali,
  così   dando  immediato  respiro  al  settore  e  scongiurando   il
  fallimento di migliaia di piccole e medie aziende;

   ad  avviare, compatibilmente con i vincoli nazionali e comunitari,
  l'iter amministrativo previsto dalla legge al fine di dichiarare lo
  stato di crisi del settore agrumicolo».

   Dichiaro  aperta la discussione sulla mozione n. 273.  Se  nessuno
  chiede  di  intervenire  ha  facoltà di  parlare  l'assessore   per
  l'agricoltura, avvocato Reale.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Signor Presidenti, onorevoli deputati,   il  Governo
  condivide  le  riflessioni che sono alla base della mozione  che  è
  stata presentata e che andrà in votazione di qui a poco.
   Le  riflessioni rispecchiano, esattamente, lo stato di  fatto  che
  l'Assessorato e gli uffici dell'Assessorato hanno potuto verificare
  come  esistente come una crisi del settore agrumicolo  che  ha  una
  valenza estremamente significativa.
   Pertanto,  nel  condividerne le valutazioni che  sono  poste  alla
  base,  come  Governo regionale, sento il dovere  di  indicare  che,
  mentre su alcuni punti dell'impegno il Governo può prendere,  vi  è
  un  parere  favorevole e, anzi, una condivisione di  impegno  sugli
  articolati  della mozione relativi all'adozione con  urgenza  degli
  atti   e  interventi  emergenziali  necessari  a  fronteggiare   la
  situazione   di  crisi,  alla  verifica  della  sussistenza   delle
  condizioni  previsti dall'art. 19 bis del DPR 602  del  1973,  alla
  convocazione  del  tavolo  tecnico  operativo  per  promuovere  gli
  accordi   di  filiera  e,  anzi,  molto  di  recente  ne  è   stato
  formalizzato  e  sottoscritto  uno,  proprio  relativo  al  settore
  agrumicolo,  devo  rappresentare  al  Parlamento  che   il   ritiro
  straordinario  del prodotto, come venne effettuato nell'anno  2010,
  ha  esposto  la  Regione siciliana ad una procedura  di  infrazione
  comunitaria,   essendo  stato  ritenuto  un  aiuto  indebito,   dai
  competenti  Organi  dell'Unione  Europea,  che  hanno  aperto   una
  procedura  di  infrazione contro la Regione siciliana,  per  essere
  stata  alterata in tal modo la concorrenza ed essere stato  fornito
  un aiuto di Stato.
   Quindi, un'azione di questo tipo non potrebbe essere intrapresa se
  non  correndo  nuovamente  il rischio  e,  chiaramente,  questo  la
  Regione  siciliana e il Governo non può consentirlo, di  infrangere
  nuovamente la normativa comunitaria.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la mozione  n.  273  "Interventi
  urgenti  per  fronteggiare  la crisi del  settore  agrumicolo".  Il
  parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Favorevole ad eccezione della  parte  in  cui  viene
  disposto l'impegno al ritiro straordinario del prodotto, in  quanto
  confliggente con la normativa comunitaria.

   PRESIDENTE. In questo caso, sono costretto a tornare di nuovo  sul
  punto, o esprime un parere favorevole o contrario.

   REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  per
  la  pesca  mediterranea.  Restando  così,  essendo  contraria  alla
  normativa   comunitaria,  il  Governo  deve  esprimere  un   parere
  negativo.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, la posizione del Governo,  negativa,
  su  una mozione  articolata, ma che merita, invece, condivisione ed
  apprezzamento,  rimette  in discussione la validità  del  documento
  stesso.
   Credo  che,  tecnicamente, ma gli Uffici che  la  collaborano,  in
  questo  senso,  possano  venirci  incontro,  credo  che  il  parere
  favorevole  del Governo, mi permetto di dire, signor assessore,  di
  fatto,  non  pregiudica  la condizione che lei  ha  posto,  proprio
  perché,    trattandosi    di   normativa    comunitaria,    quindi,
  gerarchicamente superiore alla nostra, noi siamo soccombenti.
   E'  risaputo  che  c'è stato un intervento da parte  degli  organi
  europei  perché ritenevano inappropriata l'iniziativa adottata  dal
  Governo  nella  decorsa campagna agrumaria  e,  quindi,  in  questo
  senso,  si  intende  già acquisita la clausola  di  autotutela  del
  Governo stesso.
   Approfitto, invece, per chiedere, all'assessore per l'agricoltura,
  se  non  ritiene  utile potere attivare ogni misura  finalizzata  a
  ridurre  il  peso fiscale delle imprese agricole, laddove  è  stata
  accertata  la  gravità  della  crisi,  in  particolare  di   quella
  agrumicola, anche attivando gli organi statali e se non ritiene  di
  dovere  promuovere un confronto con i rappresentanti  di  categoria
  per tutti gli altri  punti citati nell'articolata mozione, affinché
  la  futura  campagna agrumaria, che inizierà fra quattro  o  cinque
  mesi,  ci  colga preparati ad attenuare od a  ridurre la gravità  e
  l'impatto  di una crisi che, davvero, ha messo sul lastrico  decine
  di migliaia di famiglie.
   Signor  Presidente,  infine, e concludo,  chiedo  al  Governo,  se
  ritiene di dovere affrontare, se l'assessore volesse degnarmi della
  sua attenzione, io sono qui anche per lei e lei è qui, soprattutto,
  per  noi perché c'è un fenomeno del quale ci siamo occupati in  III
  Commissione, e che al Governo è certamente noto, ed è quello di  un
  ritorno  al   caporalato'  in alcune aree  della  Sicilia,  che  ha
  costretto  migliaia  di  immigrati,  alcuni  irregolari  ed  alcuni
  clandestini,   a   sottoporsi  ad  un'opera  di  vero   e   proprio
  sfruttamento.  Questo, non soltanto sulla pelle  di  questa  povera
  gente,  che  è venuta da noi per cercare 'l'Eldorado' e ha  trovato
  una  vita  di stenti e di sacrifici, ma anche, a danno della  massa
  lavorativa,  quindi,  del bracciantato che  aspetta  i  mesi  della
  lavorazione dei campi per potere portare  un pezzo di pane' a  casa
  e  che, in un mercato non competitivo o competitivo verso il basso,
  di fatto, rimane espulsa dal mercato stesso.
   Ritiene,  signor  assessore, di dover avviare un confronto  su  un
  problema che non è soltanto agricolo, ma che implica aspetti, anche
  di  natura sociale e di ordine pubblico, particolarmente rilevanti?
  Le chiedo la cortesia, se può, in Aula, in questa sede, assumere un
  impegno in questo senso.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  prima  di   procedere   chiedo
  all'assessore  se condivide le valutazioni espresse  dall'onorevole
  Musumeci,  altrimenti - se così non dovesse essere -  l'unica  cosa
  che  posso  fare  per  evitare il parere  negativo  del  Governo  è
  chiedere di emendare quella parte - perché la mozione si vota  così
  com'è,  con parere favorevole o contrario.
   Per cui le lascio il tempo di riflettere su questo.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   Onorevoli colleghi, comunico, che hanno chiesto congedo  per  oggi
  gli onorevoli Assenza e La Rocca.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


            Si riprende la discussione della mozione n. 273
       "Interventi urgenti per fronteggiare la crisi del settore
                              agrumicolo

   FALCONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  colgo
  l'occasione   della  presenza  dell'assessore  per   le   politiche
  agricole, l'avvocato Reale, perché la mozione, che porta  anche  la
  mia  firma,  è  stata  depositata  in  un  momento  particolarmente
  complicato  per le sorti dell'economia della filiera agrumicola  in
  Sicilia, un'economia che movimenta da ottocento milioni a circa  un
  miliardo   di   euro   l'anno.  Quindi,  una  economia   abbastanza
  consistente,  significativa  per le sorti  del  nostro  PIL,  della
  nostra  ricchezza, sostanzialmente anche della nostra  occupazione,
  assessore.
   Noi   abbiamo  rivolto  al  Governo,  chiaramente  anche  al   suo
  predecessore,  successivamente è arrivato anche lei che  ne  prende
  l'eredità, la conferma di un atto di indirizzo,  per il significato
  insito, assolutamente pregnante, di questo atto che vuole, appunto,
  essere di indirizzo.
   Sostanzialmente cosa chiediamo con questa mozione?  Chiediamo  tre
  cose:  un'azione  tesa  alla sospensione  dei  tributi  per  quelle
  imprese  agricole  che  si  trovano in grandi  ambasce,  in  grandi
  difficoltà,  che  si  trovano oggi ad essere boccheggianti  quando,
  fino  a  qualche  anno fa, rappresentavano un punto di  riferimento
  della ricchezza e dell'economia siciliana.
   Quelle  nostre  zone,  le  zone del  catanese  e  del  siracusano,
  soprattutto, che sono la sua terra, assessore.
   La  seconda  cosa  che  chiediamo è quella  che  venga  fatta  una
  convenzione con i rappresentanti delle organizzazioni della filiera
  agrumaria,  quei rappresentanti che avevano avviato già  un  tavolo
  tecnico  con il suo predecessore per poter stabilire un prezzo  che
  non  fosse  canagliesco' nei confronti degli stessi produttori,  ma
  che  garantisse  loro un'equazione chiara, soprattutto  sostenibile
  nella produzione e nella vendita dello stesso prodotto.
   E,  poi,  anche  un ritiro straordinario su cui stasera  ha  detto
  esserci  delle  difficoltà. E su questo  ritiro  straordinario  noi
  avevamo  anche  detto  che  potevamo  pensare,  tracciare  un'altra
  strada,  che  era  quella della promozione. Cioè  non  facciamo  un
  ritiro ma promuoviamo l'arancia.
   Nel  passato si è promossa l'arancia rossa, il presidente Musumeci
  sa  che da titolare della provincia di Catania promuoveva l'arancia
  rossa della provincia di Catania. Era un sistema di sollievo ma  di
  sostegno,  non  al reddito ma alla produzione, a coloro  che  erano
  impegnati, agli operatori del settore.
   Quindi, assessore, noi rimaniamo un po' perplessi, le chiediamo di
  scendere  nei  dettagli.  Noi  stasera  ci  saremmo  aspettati  non
  soltanto una risposta semplice, stretta, stringata, ma una risposta
  più articolata, cioè anche un dibattito su questo tema.
   Nel passato con i colleghi Cancelleri, D'Asero,  - che stasera non
  è  presente ma telefonicamente ci siamo raccordati su questa stessa
  materia  - con la collega Raia, ma ricordo che c'era anche  qualche
  altro collega, a Palagonia facemmo un incontro ed in quell'incontro
  stabilimmo determinate questioni sulla materia, per fronteggiare la
  grave   crisi   in   cui   oggi  versa  il   settore   agricolo   e
  specificatamente agrumicolo.
   Assessore  Reale,  noi oggi abbiamo tre temi,  tre  questioni  con
  questa  mozione,  che vuole essere uno stimolo al Governo,  ma  per
  accendere  i riflettori nei confronti di un settore che se  crolla,
  altro  che  Termini  Imprese. Certo, è  importante  l'industria,  è
  importante  chi oggi produce nei sistemi industriali,  nel  settore
  della  filiera industriale, ma è altrettanto importante oggi,  anzi
  diventa    fondamentale,    se   non   strategico,    il    settore
  dell'agricoltura in Sicilia, non a caso il suo Assessorato è il più
  ambito, è il più importante in Sicilia,  E' come l'Assessorato  per
  l''industria  nel  Piemonte, è la stessa  cosa.  Potremmo  fare  la
  stessa comparazione.
   Allora  in questo senso, assessore Reale, l'invito che le rivolgo,
  e  lo  rivolgo al Governo tutto, ma in questo senso penso anche  di
  interpretare,  se  non tutti, la maggioranza dei sottoscrittori  di
  questa mozione, il primo sottoscrittore è l'onorevole Lombardo, poi
  Di  Mauro  e  così via, per dire che noi chiediamo  al  Governo  un
  indirizzo  chiaro, una politica di strategia, non una  politica  di
  tattica  per fronteggiare l'emergenza, l'emergenza ok, ma  poi  c'è
  una  strategia:   si era parlato di espianto e reimpianto,  si  era
  parlato di inserire - mi avvio alla conclusione, ma è delicatissima
  la  materia  su cui stiamo ragionando e stiamo articolando  qualche
  piccola,  brevissima riflessione - si era parlato di  inserire  una
  misura che potesse rigenerare i nostri cosiddetti giardini, cioè  i
  terreni,  per  cercare  di togliere quella pianta  vecchia,  quella
  pianta  improduttiva  e reimpiantare, anche con  un  sostegno  alla
  produzione, nuove piantagioni, nuove piante che potessero  dare  un
  prodotto più competitivo, un prodotto qualitativamente, anche sotto
  un  profilo organolettico, fermo restando che sotto questo  profilo
  noi   siamo   ad   altissimi  livelli,  un  prodotto  assolutamente
  competitivo.
   L'invito è in questo senso, vediamo di poter formulare ed avere  e
  ottenere  dal  Governo delle indicazioni chiare,  strategiche,  che
  siano  e  che possano dare delle risposte concrete con una ricaduta
  positiva per l'economia agricola e specificatamente agrumicola.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Malafarina  e  Dipasquale
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


             Riprende la discussione  della mozione n. 273

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  la
  mozione  che  porta  le  firme di moltissimi deputati  presenti  in
  quest'Aula, è una mozione trasversale, se legge i nomi abbraccia un
  po'  tutti  i  Gruppi  parlamentari in maniera  indistinta.  Questo
  significa  che  è  stata frutto di ragionamento,  di  incontri,  di
  lavoro  che  questo Parlamento ha voluto portare sul territorio  le
  riunioni.
   Colgo   l'occasione  per  ringraziare  il  presidente  della   III
  Commissione, l'onorevole Marziano che si è detto sempre disponibile
  ed   il  precedente   assessore,  Cartabellotta,  che,  in  più  di
  un'occasione,  sono  stati  presenti  alle  audizioni  tenute   sul
  territorio.  Ne  ricordo una tenuta a Palagonia ma  ci  sono  stati
  altri  incontri  a  Scordia ed in altri  paesi  del  Calatino,  che
  ospitavano   ed   ospitano  tuttora  tutti  questi  produttori   in
  difficoltà.
   L'impegno della mozione, Assessore, è ovviamente serio ed è  molto
  semplice  perché è veramente scritta in maniera descrittiva  e  già
  lei  ha  dato  delle rassicurazioni che, tolto quel  passaggio,  la
  valuta positivamente.
   Ciò  che le voglio chiedere è un impegno anche di fronte a  quella
  che  è  stata  una risoluzione in Commissione, votata il  23  marzo
  2013;  lei non era ancora Assessore, io gliel'ho già ricordato  una
  volta  in  Commissione,  ho il piacere di  rifarlo  adesso,  quella
  risoluzione  impegnava l'allora assessore Cartabellotta,  ai  sensi
  dell'articolo 7 del Trattato UE/Marocco che norma proprio queste

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Misure di compensazione.

   CANCELLERI.  Sì, non solo le misure di compensazione, l'articolo 7
  dice  che  se  l'ingresso  di  prodotti  che  provengono  da  fuori
  danneggia  il  nostro  mercato, possiamo  non  solo  richiedere  la
  ridiscussione dei termini di quell'accordo, ma mettere  in  essere,
  per  i  12  mesi  successivi, delle azioni che riteniamo  opportune
  affinché si argini questo problema.
   Credo  che questa cosa debba essere messa in atto subito; studiate
  quelle   che   possono  essere  delle  misure   in   qualche   modo
  compensative.
   Oggi  c'è  un  problema  da  risolvere, probabilmente  in  maniera
  immediata,  è  un  altro  appello che le faccio.  Abbiamo  bisogno,
  secondo  me,  di  creare  una grande rete  di  Consorzi  perché  le
  attività  commerciali, cioè il commerciale che va ad interfacciarsi
  direttamente   con  il  piccolo  produttore,  quando   il   piccolo
  produttore  è  solo,  gli  viene  imposto  un  prezzo,  se   invece
  cominciamo  ad  inculcare nei piccoli produttori la possibilità  di
  cominciare  a pensare ad un Consorzio, cioè o ci si unisce,  oppure
  si muore, e quindi diventare qualcosa di più grosso, allora ciò può
  determinare l'esatto contrario, cioè sarà il blocco di produttori a
  determinare  il prezzo rispetto a chi in maniera commerciale  vuole
  comprare  quei prodotti per poi portarli nella grande distribuzione
  organizzata. Ma, per fare questo, abbiamo bisogno di strumenti.  In
  Sicilia,   secondo  me, ce n'è uno che può funzionare  bene  e,  in
  questo  momento,  è  guidato da una persona  autorevole  che  è  la
  dottoressa Argentati, esso è il Distretto  Gli agrumi di  Sicilia .
  Dobbiamo valorizzarlo perché è una struttura che da oltre  10  anni
  si occupa sul territorio di agrumi ma è qualcosa che abbiamo creato
  ed  a  cui non abbiamo mai dato la forza, né gli strumenti,  né  la
  voce  giusta  per  guidare i produttori che continuano  ancora,  in
  maniera   slegata,   ad  andare  all'interno   dell'Assessorato   a
  discutersi la pratichetta col funzionario di turno. Togliamo questa
  possibilità   di   creare,   praticamente,   queste   ramificazioni
  all'interno   degli   Assessorati  e  diamo,   invece,   un   volto
  istituzionale a quella che è, probabilmente, la più grande  risorsa
  che abbiamo nella nostra Terra, che è l'agroalimentare.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per qualche minuto.

      (L'Aula, sospesa alle ore 17.03, è ripresa alle ore 17.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  alla  mozione  numero  273   è   stato
  presentato   dal  Governo  l'emendamento  273.1.   Do   la   parola
  all'assessore Reale.

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Il Governo ha presentato un emendamento alla  mozione
  che  prego  l'Aula di voler esaminare che è in risposta anche  alle
  osservazioni dell'onorevole Musumeci.
   In realtà, trattandosi di una questione afferente alla legittimità
  dell'atto  di impegno, il Governo ritiene che sia più corretto  che
  la mozione lo impegni nelle forme in cui può impegnarlo, cioè nelle
  forme di rispetto della legalità anche della legalità europea  che,
  a volte, è opprimente ma è comunque cogente.
   Quindi, l'impegno al ritiro del prodotto che è stato equiparato ad
  un aiuto di Stato, il Governo ne chiede, attraverso un emendamento,
  la  soppressione dalla mozione. Ciò non significa,  chiaramente,  e
  rispondo   anche  all'onorevole  Cancelleri  su   questo,   né   un
  disinteresse  né una mancanza di strategia né, e  mi  spiace  se  è
  stata  questa l'impressione, una disattenzione, una troppa  estrema
  sintesi rispetto ad una problematica che certamente è presente.
   Io  ho  dato  per scontato e per presupposto che i  lavori  d'Aula
  fossero coordinati, come lo sono, con quelli della Commissione.  In
  III  Commissione stamattina tutte queste tematiche erano all'ordine
  del  giorno  e  sono state esaminate lungamente e  con  attenzione,
  proprio le stesse identiche che ora stiamo trattando e, quindi,  la
  mia  sintesi  era semplicemente un richiamo ai lavori  che  sino  a
  questo   momento   sono  stati  svolti,  alla  mia   presenza,   in
  Commissione. Ciò non toglie che è giusto richiamare in Aula  quelli
  che sono alcuni dei capisaldi della strategia che l'Assessorato sta
  perseguendo  per  contrastare quanto più  possibile  la  crisi  del
  settore  agrumicolo,  a  cominciare da quella  che  sarà  la  nuova
  programmazione.
   La  nuova programmazione che prevede una misura specifica  proprio
  per  l'espianto  e  il  reimpianto  soprattutto  per  il  caso   di
  aggressione  da parte di quella malattia che viene denominata  come
   Tristezza degli agrumi' e che sta portando così grave disagio alle
  nostre produzioni.
   Ma,  nella nuova programmazione vi è un aspetto qualificante,  che
  anche il forum del partenariato, nelle prime riunioni, ha condiviso
  apertamente,  ed  è  l'indicazione che  l'Assessorato  ha  dato  di
  inserire  dei  meccanismi premiali nella nuova  programmazione  per
  tutte  quelle  iniziative volte a dare alle  aziende  agricole,  in
  particolare a quelle agrumicole, la dimensione aziendale  idonea  a
  competere  nei  mercati nazionali ed internazionali, quindi,  dagli
  accordi di rete ai consorzi, alle filiere.
   E proprio sulle filiere, nel settore agrumicolo - stiamo lavorando
  su  tutti  i  settori,  perché condividiamo  la  valutazione  e  la
  riflessione  che il futuro dell'agricoltura, nella nostra  Sicilia,
  passa  anche da questi accordi di filiera - posso dare  la  notizia
  che  è  stato formalizzato, molto di recente, circa 10  giorni  fa,
  proprio  un  accordo di filiera specifico che va  dalla  produzione
  alla   trasformazione  degli  agrumi.  E'  un   primo,   ma   molto
  significativo, passo che dà continuità ad una azione amministrativa
  precedente  ma  la  porta dalla fase della preparazione  alla  fase
  dell'esecuzione.
   Per  quanto  riguarda le attività di sostegno,  se  così  vogliamo
  chiamarle impropriamente perché, effettivamente, gli aiuti di Stato
  non  possono essere concessi, certamente, al prodotto a prescindere
  dalle  situazioni di crisi, però la strategia che  sta  ponendo  in
  essere   l'Assessorato  è  una  strategia  diversa  che  parte   da
  presupposti  completamente diversi che sono quelli  delle  capacità
  dei  nostri prodotti di avere un influsso benefico sulla salute dei
  nostri concittadini.
   Da  una  valutazione, quindi, squisitamente tecnico-sanitaria  che
  nulla ha a che fare, se non per effetti riflessi, con il mercato  -
  e  c'è  un  decreto interassessoriale che sta per essere emesso  di
  concerto  con  l'Assessore per la salute e con l'Assessore  per  la
  formazione  -, attraverso questo decreto interassessoriale,  daremo
  la  possibilità  alle  mense scolastiche  ed  agli  ospedali  della
  Regione   siciliana   di   attribuire  dei   punteggi   di   favore
  nell'aggiudicazione delle gare d'appalto a tutti  quegli  enti  che
  faranno  ricorso alla nostra agricoltura, ai prodotti della  nostra
  agricoltura, in particolare ai prodotti della nostra agricoltura di
  qualità,  non in relazione al mercato, ovviamente, ma in  relazione
  agli  effetti  benefici  che questo tipo di  prodotti  hanno  sulla
  salute.  Chiaramente, i riflessi sul mercato sono  una  conseguenza
  che  è  stata tenuta presente, quindi, la strategia dell'intervento
  qualificante è una strategia che l'Assessorato ha ben presente.
   Voglio  aggiungere  che, anche al tavolo delle politiche  agricole
  con  il  Ministro e con gli altri Assessori regionali, è  stato  da
  poco emesso un documento sull'opportunità che venga distribuita  in
  tutte  le  scuole italiane la frutta di qualità, la frutta italiana
  di  qualità. Ovviamente, per quanto riguarda la Regione  siciliana,
  questo  documento, nel momento in cui diventerà operativo -  è  già
  stato   elaborato   e  portato  all'attenzione  della   Commissione
  politiche  agricole  alla quale ho partecipato -,  significherà  un
  ulteriore  utilizzo di quelle che sono le produzioni agrumarie  del
  nostro territorio.
   Quindi,  vi  è  una  strategia complessiva di  supporto  a  questo
  settore  produttivo che crediamo possa dare, nel tempo, dei  frutti
  significativi,  soprattutto nel momento in cui  le  nostre  imprese
  avranno   la  capacità  di  utilizzare  i  fondi  comunitari,   non
  semplicemente  come un sostegno al reddito ma con una  visione  del
  futuro,  cioè come investimenti che consentano la produttività  nel
  futuro.
   Per  quanto  riguarda, infine, la questione dei controlli,  è  una
  questione  di  estrema  importanza.  E'  una  questione  che  viene
  condivisa  interamente  dall'Assessorato  all'agricoltura.  Vi   è,
  credo,  come  primo punto all'ordine del giorno,  proprio  oggi  in
  Aula,  il  disegno  di  legge  sulla filiera  dell'equità  e  della
  legalità  in  agricoltura  che  sarebbe  uno  strumento  di  grande
  importanza  proprio in questa visione di lotta alla  contraffazione
  ed agli agenti fitosanitari.
   E'  indiscutibile  che  i  controlli  debbano  partire  ed  essere
  utilizzati, doverosamente, come barriera a quegli accordi che, poi,
  non  vengono rispettati dai paesi che invadono i nostri mercati con
  prodotti che non sono di qualità. Quindi, da questo punto di vista,
  certamente, c'è l'impegno del Governo a porre in essere questo tipo
  di  azioni  nel  modo  più celere possibile. Chiedo  anche  l'aiuto
  dell'Assemblea  nell'esaminare il disegno  di  legge  che,  proprio
  oggi,  è al primo punto all'ordine del giorno perché gran parte  di
  quelle problematiche sono trattate esattamente in quel testo.
   Per   quanto   riguarda  il  distretto  degli  agrumi   richiamato
  dall'onorevole  Cancelleri, l'Assessore è già in  contatto  con  la
  dottoressa  Argentati, col Presidente del Distretto  degli  agrumi,
  con  la  quale  stiamo facendo un lavoro importante  proprio  nella
  direzione da lei invocata e da me ricordata in questo momento.
   Come lei sa e come sa il Parlamento regionale la problematica  dei
  Distretti  è  una  problematica  che  soffre  della  divisione   di
  competenze.    Il   Distretto  degli  agrumi  ha   una   dipendenza
  dall'Assessorato  delle attività produttive e,  quindi,  soffre  di
  questa  dicotomia  di  doversi rapportare  da  un  punto  di  vista
  burocratico  con  le attività produttive e da  un  punto  di  vista
  ideale  e  culturale con l'agricoltura. Purtroppo, è  qualcosa  che
  accomuna  tutti  i Distretti che sono, in qualche  modo,  collegati
  all'agricoltura,  così  è anche il Distretto  della  pesca.  Queste
  dicotomie  che allungano la burocrazia, che rendono difficile  ogni
  azione  sono una delle varianti a cui in futuro si dovrebbe trovare
  una  soluzione.  Comunque,  il  Distretto  degli  agrumi,  con   la
  dottoressa Argentati, è un Distretto molto vivo, molto capace,  con
  il quale l'Assessorato si sta rapportando  positivamente.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  è   già   stato   distribuito
  l'emendamento  273.1, a firma del Governo. Lo pongo  in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Pongo  in  votazione la mozione numero 273, come emendata.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   Comunico  che  sono stati presentati gli ordini del giorno  numeri
  279 «Salvaguardia delle produzioni ortofrutticole della Regione», a
  firma degli onorevoli Bandiera, Firetto, Dipasquale e Micciché; 304
  «Iniziative volte a contenere la situazione debitoria delle imprese
  agricole»,  a  firma  degli  onorevoli  Bandiera  ed  Assenza;  307
  «Riorganizzazione risorse umane nel settore forestale,  agricolo  e
  della prevenzione degli incendi», a firma degli onorevoli Figuccia,
  Falcone,  Pogliese,  Assenza, Bandiera,  Savona  e  Milazzo  e  308
  «Iniziative  concernenti la valorizzazione del  settore  agrumicolo
  per  fronteggiarne  la crisi», a firma degli onorevoli  Figuccia  e
  Milazzo.
   Si passa all'ordine del giorno numero 279. Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'ordine del giorno numero 304. Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'ordine del giorno numero 307.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riteniamo che ciò
  che  è  accaduto in questi giorni poteva essere evitato. Credo  che
  con l'articolo 12 della legge numero 5/2014 che ha inteso unificare
  il  Servizio antincendio boschivo del Corpo Forestale con l'Azienda
  forestale  e demaniale in capo all'Assessore per l'agricoltura,  si
  sia  creata  una situazione per la quale gli operatori del  settore
  non  sono stati messi nelle condizioni di operare, si è creata  una
  vera  e  propria guerra tra poveri, con riferimento,  per  esempio,
  alla  questione  dei criteri che sono contraddittori rispetto  allo
  scorrimento delle graduatorie stesse, per cui abbiamo di fronte  il
  rischio  di  applicare  due criteri assolutamente  differenti.  Uno
  attiene all'anzianità di servizio nel settore forestale, per quanto
  riguarda  una  delle  due  graduatorie,  l'altro  attiene,  invece,
  all'iscrizione negli elenchi degli anagrafici agricoli.
   Ciò determina, evidentemente,  un'impossibilità di intervento, ciò
  determina    che   quello   che   andava   fatto    per    evitare,
  nell'approssimarsi  della stagione estiva, i rischi  degli  incendi
  che, poi, puntualmente stanno verificandosi proprio perché non sono
  state  poste in essere le necessarie operazioni di zappatura  e  di
  pulizia   del   sottobosco   ed  ha  determinato,   attraverso   la
  formulazione di questa graduatoria unica regionale, una fattispecie
  non  solo  contraddittoria, ma una fattispecie che riteniamo  debba
  essere  abolita,  per cui chiediamo attraverso  questo  ordine  del
  giorno  che venga sospesa in modo da poter evitare situazioni  come
  quelle che sono accadute.
   Noi chiediamo inoltre, come Gruppo di Forza Italia che, proprio al
  fine  di evitare il rischio degli incendi, vengano utilizzate anche
  quelle  risorse  dei Fondi PAC che sono, ormai, già stati  inseriti
  nella   programmazione,   ritengo  da  parte   degli   Assessorati,
  considerato   che,  ad  oggi,  è  assolutamente  insufficiente   la
  dotazione finanziaria dei capitoli di spesa.
   Pensiamo  che  - mi perdonerà l'Assessore, ma in questi  mesi  c'è
  stato,  lei non era ancora Assessore, un atteggiamento di  assoluta
  distrazione  -  ciò abbia determinato una situazione  di  caos  che
  adesso  credo  sia arrivato il momento di rimuovere perché  ciò  ha
  determinato delle situazioni con delle gravissime responsabilità.
   Noi  pensiamo,  inoltre,  che occorra  mettere  mano,  in  maniera
  organica,  ad  un  sistema di riordino e di riforma  del  comparto,
  perché se riuscissimo ad adottare una politica nuova che guardi  al
  bosco  produttivo, che guardi alla dimensione dello  sviluppo,  che
  guardi  a  quel  bosco produttivo fatto dei prodotti dello  stesso,
  evidentemente  questo ci consentirebbe un'inversione  di  tendenza,
  altrimenti  il rischio sarà, Assessore, che le risorse  finanziarie
  si  ridurrano  anno dopo anno e finiremo per vedere fare  a  questi
  lavoratori altro che 101 giorni, altro che giornate programmate, ma
  li  vedremo,  da  qui  ai prossimi pochi anni, ridotti  davvero  al
  lumicino, forse a poche settimane.
   Per   invertire  questa  tendenza  bisognerà  utilizzare  i  Fondi
  comunitari,  metterli  a sistema rispetto ai  Fondi  dei  bilancio,
  creando tra l'altro la giusta connessione tra quello che è il mondo
  del  bosco,  della forestazione, con quello che è  il  settore  del
  turismo  perché  non è pensabile che la nostra politica  sia  stata
  quella  di creare riserve talmente protette da essere assolutamente
  dimenticate.
   Questo  patrimonio  deve, invece, essere reso  fruibile  e  questo
  potrà  essere  fatto attraverso una seria politica di riordino  del
  comparto.   Questo  chiede  l'ordine  del  giorno  che  chiaramente
  rimettiamo all'Aula, chiedendo prima un suo parere e poi che  possa
  essere posto in votazione.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Favorevole.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Tancredi, interviene per  dichiarazione  di
  voto? Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  problema  di
  fondo di ciò che si sta verificando in questo momento, di fatto,  è
  una   mancata   applicazione  della  legge  che   abbiamo   esitato
  recentemente   perché  la  graduatoria  unica  che  stabilisce   un
  principio, che dà un'uniformità di giudizio, vedete il problema che
  dobbiamo tenere in debita considerazione è il fatto che, in  questo
  momento, stiamo vedendo l'assoluta incapacità di organizzare questo
  settore  perché,  in  questo  momento,  abbiamo  il  fallimento  di
  un'applicazione di legge che non c'è stata e, in questo momento, la
  Sicilia  brucia, brucia letteralmente, per l'incapacità  nostra  di
  registrare  una  normativa che dà un principio  di  equità  che  in
  precedenza non c'era.
   Questo  credo  che  sia qualcosa che dobbiamo tenere  in  assoluta
  considerazione, perché la cosiddetta  guerra dei poveri  che si sta
  verificando  tra antincendio e azienda con la norma si può  evitare
  che continui, però di fatto il settore deve essere regolamentato in
  maniera trasparente e nelle graduatorie che vengono esitate non  ci
  può  essere discrasia tra una provincia e un'altra, dove Enna,  per
  esempio, è riuscita a fare tutto in tempi debiti e altrove, invece,
  non  ci  si  è  riusciti  per incapacità o  lentezza  degli  uffici
  preposti. Credo che questo sia un punto nodale su cui non  possiamo
  non tenerne conto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 307?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea.  Signor  Presidente, sento di dover  fare  una  breve
  replica anche perché, come l'Aula certamente ricorderà, in sede  di
  esame  della manovra bis il Governo con un emendamento anche a  mia
  firma  aveva proposto l'abrogazione di questo articolo 12;  quindi,
  la  mozione che oggi è presentata è ovviamente condivisa, tanto che
  il Governo stesso a mia firma aveva presentato un emendamento.
   La  Presidenza  all'epoca, correttamente, ebbe  ad  affermare  che
  l'emendamento  non  era  trattabile  in  quanto  non  afferente  ad
  argomenti  trattati nella manovra e, quindi non è stato  sottoposto
  all'Aula.
   Siamo  sempre  in  tempo  con  la  finanziaria  ter,  laddove   la
  Commissione  e  l'Aula ritenessero invece che  questo  argomento  è
  strettamente  connesso, come a me pare connesso, con  le  questioni
  economiche  relative ai forestali, ad abrogare questo  articolo  12
  che tanti disagi ha provocato.
    Ha provocato molti disagi perché si è creata una situazione nella
  quale  l'Assessorato dell'agricoltura avvia questi lavoratori sulla
  base  di graduatorie che sono gestite dall'Assessorato al lavoro  e
  poi   i   lavoratori   vengono  presi  in  carico  dall'Assessorato
  territorio  e ambiente. Cioè abbiamo tre assessorati e  tre  uffici
  diversi  per mandare a lavorare un operaio stagionale. Chiaramente,
  sono queste le disfunzioni che poi creano i disagi.
   Devo  dire  che in tutte le province, ad eccezione  di  Palermo  e
  Catania  dove  vi  è ancora un ritardo, gli operai dell'antincendio
  sono  stati regolarmente avviati e sono regolarmente in servizio  o
  hanno preso regolarmente servizio. Volevo sottolineare però, perché
  non   è  giusto  che  venga  comunque  indicata  la  responsabilità
  solamente   del  Corpo  forestale,  anche  se  non  è  attribuzione
  dell'Assessore dell'agricoltura il Corpo forestale, ma non è giusto
  indicarlo come responsabile, che la struttura del Corpo forestale e
  dell'antincendio del Corpo forestale non è certamente né l'unica né
  la  principale  deputata  a contrastare il  fenomeno  incendio  nel
  territorio  nazionale  e  regionale.  E'  una  struttura  che  deve
  occuparsi  esclusivamente di intervenire nelle  zone  di  proprietà
  della Regione siciliana. Ciò non toglie che è obbligo ed è doveroso
  attivare i servizi antincendio prima possibile e nel modo corretto,
  a  condizione,  ovviamente,  che vi siano  le  risorse  finanziarie
  sufficienti.
   Per  quanto riguarda il rilievo sull'utilizzo delle somme  che  vi
  sono nella PAC, questo è già stato effettuato perché vi è stato  un
  decreto  interassessoriale  con l'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente  con  il quale si è convenuto che queste  somme  vengano
  utilizzate per la tutela del territorio che comprende gli  incendi,
  ma comprende anche il dissesto idrogeologico. Quindi, il parere del
  Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 307.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato l'ordine  del  giorno  n.  308
  SIniziative  concernenti la valorizzazione del  settore  agrumicolo
  per  fronteggiare  la crisi , degli onorevoli  Figuccia  e  Milazzo
  Giuseppe. Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e  la pesca
  mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                    Discussione della mozione n. 59

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione della mozione n. 59 "Interventi urgenti per la modifica
  dell'attuale  Piano di gestione dei rifiuti per  la  riduzione  dei
  rifiuti indifferenziati in Sicilia".
   Ne do lettura:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   considerato  il  quadro  di  riferimento  normativo   di   seguito
  riportato:

   Normativa  comunitaria.  La  Direttiva 2008/98/CE  del  Parlamento
  europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, costituisce un quadro
  giuridico   per   i  rifiuti  in  ambito  europeo   e   rappresenta
  l'intenzione  del  legislatore  di porre  l'attenzione  sull'intero
  ciclo  dei  rifiuti  dalla produzione sino allo smaltimento  ed  in
  particolare  sulle  possibilità di recupero e riciclo  dei  rifiuti
  stessi  al  fine  di prevenire e ridurre gli impatti  ambientali  e
  sanitari  dovuti  alla produzione e gestione.  Il  trattamento  dei
  rifiuti, pertanto, deve essere perseguito secondo una gerarchia che
  vede  in  primo luogo la prevenzione della produzione dei  rifiuti,
  quindi  la  preparazione  per  il riutilizzo,  il  riciclaggio,  il
  recupero ed infine lo smaltimento;

   in  Italia  il  recepimento  della Direttiva  quadro  sui  rifiuti
  2008/98/Ce,  avvenuta con il D. Lgs. 205/10, introduce  nell'ambito
  della  normativa nazionale in materia di rifiuti, ed in particolare
  nel  D.  Lgs. 152/06 di cui il 205/10 costituisce un aggiornamento,
  il  tema  della  prevenzione e riduzione della produzione  e  della
  nocività dei rifiuti.
   Le finalità della legge sono:
   · prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la pericolosità;
   ·  promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi  tali  da
  ridurre  all'origine  la  produzione di  rifiuti,  soprattutto  non
  riciclabili, adottando anche le necessarie forme di incentivazione;
   ·  promuovere  l'informazione e la partecipazione  dei  cittadini,
  attraverso  adeguate  forme di comunicazione,  rivolte  anche  agli
  studenti delle scuole di ogni ordine e grado;
   ·  promuovere  il  riutilizzo, il riciclaggio ed il  recupero  dei
  rifiuti urbani e speciali;
   · promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e
  di  quelli assimilati agli urbani, adottando in via prioritaria  il
  sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità
  e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali;
   ·  incrementare  l'implementazione di tecnologie impiantistiche  a
  basso  impatto ambientale, che consentano un risparmio  di  risorse
  naturali;
   ·    ridurre    la    movimentazione   dei   rifiuti    attraverso
  l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
  produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione
  della salute e dell'ambiente;
   · favorire la riduzione dello smaltimento in discarica;
   ·  riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio
  erogato ai propri cittadini, anche attraverso soggetti diversi;
   ·  valorizzare  la partecipazione dei cittadini,  con  particolare
  riferimento  a  forme  di  premialità economiche  in  funzione  dei
  livelli di raccolta differenziata raggiunti;
   ·  rendere  compatibile  l'equilibrio economico  del  servizio  di
  gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili
  e  con  le entrate derivabili dalla riscossione della TARSU o della
  TIA,  avuto  riguardo  alla necessità di  tutelare  con  misure  di
  perequazione le fasce socia-li più deboli e di ridurre l'evasione e
  la elusione fiscale in materia;

   l'articolo  19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9,ha  posto
  in  liquidazione, sin dalla sua entrata in vigore, i Consorzi e  le
  Società   d'ambito  e  ha  disposto,  così  come  integrato   dalle
  previsioni dell'articolo 1 della disposizione n. 28 del 14 Dicembre
  2010  del Commissario delegato ex O.P.C.M. n. 3887/2010, che  nelle
  more  della costituzione delle Società per la regolamentazione  del
  servizio  di gestione dei rifiuti, S.R.R., e comunque non oltre  il
  31.12.2011, la gestione del servizio integrato dei rifiuti  venisse
  garantita  da  parte  dei  Consorzi  e/o  delle  Società  d'Ambito,
  attraverso i liquidatori;

   il  disegno  di  legge  n. 56 - Stralcio, legge  approvata  il  29
  dicembre  2012,  recante Modifiche alla legge  regionale  8  aprile
  2010,  n. 9, in materia di gestione integrata dei rifiuti.  Proroga
  di  termini: art. 12. Fino all'inizio della gestione da  parte  dei
  soggetti  individuati ai sensi dell'articolo  15,  e  comunque  non
  oltre  il  30  settembre 2013, il termine ultimo fino  al  quale  i
  soggetti  già deputati (ATO) alla gestione integrata del ciclo  dei
  rifiuti,  o comunque nella stessa coinvolti, continuano a  svolgere
  le competenze loro attualmente attribuite,

              impegna il Governo della Regione e per esso
       l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità

   a   rivedere   l'attuale  Piano  Gestione  Rifiuti,   secondo   le
  indicazioni di seguito riportate.

   Modifica  dell'attuale Piano Gestione Rifiuti, che si  basa  sulla
  RIDUZIONE   alla   fonte  dell'indifferenziato   (fonte   Programma
  prevenzione  rifiuti  sicilia  24 07 12  commissionato  da  REGIONE
  SICILIANA, UFFICIO DEL COMMISSARIO DELEGATO, EX O.P.C.M. 09  LUGLIO
  2010,  N. 3887, PRESSO IL DIPARTIMENTO REGIONALE DELL'ACQUA  E  DEI
  RIFIUTI,  VIA CATANIA N. 2 - PALERMO. Il piano è stato redatto  con
  il  coordinamento  del prof. ing. Federico Vagliasindi  nell'ambito
  della consulenza svolta per l'Assessore Regionale Energia e Servizi
  di  Pubblica Utilità, Ass.re pro tempore Dott. Giosuè Marino;  D.A.
  n.  305013 del 07/07/2011, e nell'ambito delle attività del  Master
  universitario  di II livello in Progettazione di  impianti  per  il
  controllo del rischio sanitario ambientale , POR/FSE 2007/2013).

   Proposte in punti:

   Incompatibilità  fra  gestione  della  raccolta,  gestione   dello
  smaltimento e gestione del riciclaggio:

   1    -    Al    fine    di    evitare    un    diffuso    fenomeno
  monopolisticoindustriale ed insieme favorire  un  corretto  sistema
  della gestione del trattamento dei rifiuti urbani si stabilisce nel
  caso  di soggetti privati il principio di netta separazione in ogni
  territorio  dei ruoli tra soggetti gestori delle fasi di  Raccolta/
  Recupero  e  soggetti  gestori della fase  dello  Smaltimento,  con
  espresso divieto per i soggetti gestori delle fasi della Raccolta e
  del  Recupero di materia di gestire anche la fase dello smaltimento
  attraverso qualunque collegamento societario.
   2  -  In  questo  senso si prevede che il sistema industriale  del
  Recupero  di  materia  (dalla Riparazione al Riuso  al  Riciclaggio
  della frazione inorganica al Compostaggio aerobico/anaerobico della
  frazione   organica)  debba  consentire  la  crescita  di  soggetti
  industriali territoriali pubblici, privati e collettivi organizzati
  in  Distretti  del riutilizzo, riciclaggio e della riprogettazione.
  Il  Distretto è costituito da una aggregazione di piccole  e  medie
  imprese  legate  alla  comunità  e  fondate  sull'interscambio   di
  esperienze,   saperi,   progetti,  buone   pratiche,   livelli   di
  partecipazione tra lavoratori, imprese e residenti che  operano  in
  un  sistema  certificato anche parallelo al CONAI, con utilizzo  di
  impianti e nuove tecnologie a basso impatto ambientale. Le  imprese
  operano  all'interno  di  Ambiti  di  Raccolta  Ottimale  (A.R.O.),
  possono  attivare  eco-punti  per la raccolta  ed  il  recupero  di
  materiali  specifici  in deroga al sistema di  privativa  comunale,
  prevedendo  che la loro attività è soggetta ad essere inserita  nei
  Piani  di  gestione dei rifiuti provinciali e regionali nell'ambito
  di  una  pubblica pianificazione di massimizzazione di recupero  di
  materia.
   3  -  I  servizi separati di Raccolta da una parte,  e  quelli  di
  Smaltimento  dall'altra, dei rifiuti urbani sono Servizio  Pubblico
  Locale  di  interesse generale, che la normativa  quadro  nazionale
  prevede  sia attuato attraverso i criteri di efficienza, efficacia,
  economicità escludendo profitti e remunerazioni di qualsiasi forma.
  La  gestione  locale di queste fasi è in capo alle Amm.ni  Comunali
  che  assicurano il rispetto del principio di precauzione in  merito
  alla  tutela  dell'ambiente  e della  salute  garantendo  forme  di
  gestione  partecipata permanenti delle comunità locali, e  attuando
  il principio di prossimità.
   4 - Si stabilisce che la proprietà e la gestione degli impianti di
  smaltimento   in   discarica,  previsti   esclusivamente   per   il
  conferimento  della  frazione residua da trattamenti  di  recupero,
  debba  essere prevalentemente pubblica e corredata da un  programma
  obbligatorio di volumetrie conferite nel rispetto pieno del dettato
  dell'art.  182 del DLgs 152/2006 e s.m.i. che fissa il criterio  di
  residualità  per  la  fase dello smaltimento  sino  all'azzeramento
  finale.

   Semplificazione  delle procedure  per l'impiantistica del riciclo:

   1  -  Nell'attuazione del principio generale  della  gerarchia  di
  trattamento,    si   privilegiano   procedure   di   autorizzazione
  accelerate, e ove previste semplificate come previsto dall'art. 214
  del  DLgs  152/2006  e  smi, per la realizzazione  di  impianti  di
  trattamento  per  il  riciclaggio ed il recupero  sia  di  frazioni
  secche  che umide, con l'adozione da parte della Regione e Province
  di  un  iter amministrativo che, lasciando fermi i vigenti  termini
  minori, imponga la conclusione del procedimento ed il rilascio  del
  titolo autorizzativo da parte dell'Amministrazione competente entro
  e  non  oltre  dodici  mesi dalla data del  deposito  del  progetto
  definitivo da parte del soggetto richiedente.

   2  -  Gli  impianti  che  godono di questo  regime  speciale  sono
  identificati  in quelli dedicati esclusivamente al trattamento  per
  il recupero di materia:
   a)  impianti  per  la selezione dei rifiuti urbani indifferenziati
  dedicati  alla massimizzazione del recupero di materia al fine  del
  riciclaggio,  e  con  esclusione  di  produzione  CDR/CSS,  e   con
  eventuale  linea di presso-estrusione delle plastiche e  produzione
  di materia prima secondaria;
   b)  impianti  di compostaggio aerobico, compresi gli  impianti  di
  compostaggio   aerobico  automatici,  ed  impianti  di   digestione
  anaerobica con successivo compostaggio aerobico alimentati  con  la
  FORSU  con  capacità di trattamento inferiore a  36.000  tonnellate
  annue  ed inferiore alla eventuale potenza elettrica di 1 Megawatt,
  con un controllo ferreo del materiale in entrata e in uscita;
   c)   impianti   di   selezione  e  riciclo  di   frazioni   secche
  differenziate,  con  eventuale  linea  di  presso-estrusione  delle
  plastiche e produzione di materia prima secondaria con capacità  di
  trattamento inferiore a 36.000 tonnellate annue;
   d) Centri per il riuso e centri di raccolta di cui all'art. 24;

   3  -  Gli  impianti  di  cui al comma 2  punto  b)  di  digestione
  anaerobica      saranno     autorizzati privilegiando  l'immissione
  del  biogas  prodotto  nella rete pubblica  di  distribuzione  gas,
  tramite   trattamenti   di  purificazione   ed   adeguamento   alle
  caratteristiche  richieste  dai  gestori  della  rete  stessa,   ad
  eccezione del biogas impiegato in impianti di bassa potenza termica
  ed   elettrica   per   il  fabbisogno  energetico   necessario   al
  funzionamento dell'impianto stesso. E' previsto altresì  l'uso  del
  biogas  come carburante per autotrazione da commercializzare  nelle
  reti commerciali autorizzate specialmente laddove è assente la rete
  pubblica  di  distribuzione gas. Tale procedura si  intende  estesa
  agli  impianti di digestione anaerobica con successivo  trattamento
  aerobico di qualsiasi dimensione ed alimentati sia da FORSU che  da
  scarti agricoli che possano produrre compost idoneo all'impiego  in
  agricoltura e nel giardinaggio.

   4  -  Ai  fini  dell'attuazione delle  prescrizioni  del  presente
  articolo in modo coerente nel tempo, si stabilisce che gli impianti
  autorizzati  con  presente  procedura  semplificata  non   potranno
  successivamente essere autorizzati a trattare materiali in ingresso
  diversi da quelli originariamente previsti.
   Divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili, riciclabili,  e  non
  trattati.

   Entro 3 mesi dall'adozione di questa modifica nel Piano Rifiuti, è
  espressamente vietato:

   1.  inviare  ad incenerimento o gassificazione qualsiasi  tipo  di
  rifiuto urbano indifferenziato.
   2.  smaltire in discarica rifiuti urbani indifferenziati  che  non
  siano  stati  sottoposti  a  preliminari operazioni  finalizzate  a
  ricavare  ulteriori beni o materiali atti al riuso, al riciclaggio,
  al recupero di materia.
   3.  smaltire  in  discarica  od inviare  ad  rifiuti  riciclabili,
  rifiuti   contenenti  sostanze  putrescibili   non   sottoposte   a
  stabilizzazione   biologica,   comprese   le   biomasse    agricole
  compostabili.

   Tariffa puntuale

   1  -  Dalla  data  di  entrata in vigore della presente  legge  si
  stabilisce il passaggio al sistema di Tariffa puntuale. Spetta alle
  Amm.ni  Comunali applicare la tariffa puntuale in cui la  quota  di
  tariffa variabile per le utenze domestiche ed assimilate può essere
  calcolato  od in modo direttamente proporzionale alla  quantità  di
  R.U.R.   conferito   od  attraverso  uno  sconto   commisurato   ai
  quantitativi di frazioni differenziate conferite o con  un  sistema
  misto  dei  due  criteri esposti, ma in ogni caso  con  sistema  di
  rilevazione e contabilità per singola utenza.

   2 - Il compostaggio domestico sarà incentivato con adeguato sconto
  sulla tariffa, determinato dalle Amm.ni Comunali pari ad almeno  il
  20% dell'importo totale.
   3  -  Si  prevede  un regime transitorio che prevede  comunque  il
  passaggio  al sistema della Tariffa puntuale entro e non oltre  tre
  anni.

   Tassa sul vuoto a perdere

   1-  Viene  istituita una tassazione di scopo denominata tassa  sul
  vuoto  a  perdere  che prevede che le aziende che  commercializzano
  prodotti  alimentari in contenitori in cartone, plastica,  metallo,
  vetro  e  poliaccoppiati con volume superiore a 0,1  litri  debbano
  versare  un  importo  pari a 0,10 euro al  litro  (arrotondato  per
  eccesso)  per  ogni contenitore immesso sul mercato  nel  Fondo  di
  rotazione presso la Regione siciliana.
   2- Le aziende che operano il sistema di distribuzione con il vuoto
  a  rendere privilegiano la riconsegna per il riutilizzo ciclico dei
  contenitori tramite l'istituzione di una cauzione pari a 0,20  euro
  per  ogni  contenitore, e sono pertanto esentate  dalla  tassazione
  prevista  dal  precedente  punto e dal  versamento  del  Contributo
  ambientale al CONAI ed ai distretti.

   Piani  di razionalizzazione della filiera alimentare e dei rifiuti
  organici:

   1 - L'Assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica
  Utilità  con  l'Assessorato  Regionale  delle  risorse  agricole  e
  alimentari,  con le associazioni degli agricoltori, con l'industria
  di   trasformazione   e   del  commercio,   con   le   associazioni
  ambientaliste,  con  le  associazioni  dei  consumatori  e  con  il
  Consorzio  Italiano Compostatori, provvede a redigere un  piano  di
  tutta  la filiera agro-alimentare dalla produzione al consumo,  per
  la  razionalizzazione e l'efficiente utilizzo delle  risorse  agro-
  alimentari e per l'uso più corretto degli alimenti in scadenza, dei
  sottoprodotti,  degli  scarti alimentari al  fine  di  ridurre  gli
  ingenti sprechi di prodotti del settore, nonché degli imballaggi  a
  questi  associati, e per finalizzare quanto non più utile  ai  fini
  alimentari  umani  e  zootecnici  e  per  la  ricostituzione  della
  fertilità dei suoli contro i gravi processi di desertificazione  in
  atto.
   2  -  Sono  istituite  le Banche Alimentari,  intese  come  luoghi
  pubblici  gestiti  dai Comuni in collaborazione con  le  principali
  organizzazioni  umanitarie e le associazioni di volontariato  Onlus
  del  territorio, in cui poter conferire surplus alimentare da parte
  di   circuiti  distributivi  commerciali,  aziende  di  produzione,
  fondazioni  e singoli cittadini. La donazione di scorte alimentari,
  integre e non scadute per scopi di solidarietà civile e di sostegno
  al  disagio  sociale,  è interesse del Comune  stesso  al  fine  di
  ridurre il conferimento nel sistema di raccolta dei rifiuti  urbani
  e sottrarle allo smaltimento.
   3  -  La Regione dovrà svolgere un'indagine sul proprio territorio
  per  individuare  le zone con scarsa presenza di sostanza  organica
  (<3,5%)  ed  emanare  norme  per un loro recupero,  con  l'utilizzo
  preferenziale  di  compost  derivante da  raccolta  selezionata  di
  rifiuti, anche tramite incentivi.
   4  -  La raccolta differenziata della frazione organica umida deve
  obbligatoriamente essere effettuata presso tutte le utenze che  non
  praticano  il  compostaggio domestico o  collettivo  e  di  zona  ,
  pratiche da favorire in forma prioritaria ai fini della riduzione a
  monte.  Per  le  case  sparse le Amm.ni  Comunali  possono  rendere
  obbligatorio per le utenze il compostaggio domestico.
   5  -  E'  consentito  e  promosso il  compostaggio  collettivo  di
  caseggiato e di zona, e tale pratica è regolamentata dai Comuni.
   6  -  E'  reso  obbligatorio per tutte le aree di  verde  pubblico
  superiori  all'ettaro  allestire  al  loro  interno  una  zona   di
  compostaggio  in  cui operare la trasformazione  in  compost  della
  frazione  organica derivante dagli sfalci e potature leggere  della
  stessa area verde nonché delle altre aree verdi del comune, fino  a
  un  massimo  di  1000 ton/anno per ogni zona. Queste zone,  tramite
  apposito  regolamento comunale possono essere utilizzate anche  per
  la  trasformazione  in  compost della frazione  vegetale  derivante
  dalle aree verdi provate circostanti.
   7  -  Obbligo al compostaggio domestico per coloro che  possiedono
  porzione  di giardino e terrazzo grande con compostiera in comodato
  d'uso  gratuito ottenendo agevolazioni sulla tarsu (già  esiste,  è
  però necessaria la  pubblicizzazione).
   L'autocompostaggio  è  una  pratica  che  può  essere   facilmente
  adottata non solo dalle famiglie, ma anche dalle scuole. Il compost
  generato  diverrà un ottimo concimante per i terreni  (quali  orti,
  giardini,  piante  ornamentali), in sostituzione o  integrazione  a
  materiali  organici tradizionali come: letame,  torbe,  ecc.  Oltre
  alla  distribuzione di un alto numero di compostiere alle famiglie,
  si  dovrà  provvedere  anche  ad  una  campagna  di  formazione   e
  assistenza  rivolto  ai cittadini, scuole, associazioni  che  hanno
  intenzione  di  effettuare  il  compostaggio  domestico  attraverso
  l'assistenza   telefonica  o  a  domicilio,  corsi   periodici   di
  aggiornamento,  brochure  con  notizie  e  informazioni   tecniche.
  Inserirsi nel mercato europeo del compost per agricoltura biologica
  che oggi si rifornisce dal mercato del nord ed est europa.

   Centri per il riuso e Centri di raccolta per il riciclo:

   1  - Ai fini del riutilizzo dei beni a fine vita entro il Dicembre
  2014  deve essere realizzato almeno un centro di riuso ed un centro
  di  raccolta  ogni 20.000 abitanti. Tali centri saranno  realizzati
  preferibilmente su aree contigue riconvertendo laddove possibile  i
  centri  di  raccolta  già  esistenti. Il  centro  per  il  riuso  è
  identificato  come luogo in cui i beni di cui il  possessore  vuole
  disfarsi  siano indirizzato verso aree di deposito per il  riuso  o
  possano essere indirizzati verso aree di deposito per le successive
  fasi   di  riparazione  di  tali  beni,  senza  che  questi   siano
  classificati come rifiuti. Mentre i beni non suscettibili di  riuso
  saranno  indirizzati verso le aree tradizionali di deposito tipiche
  dei centri di raccolta per l'invio successivo a riciclaggio.
   2  - Tali strutture saranno affidate preferenzialmente, ma non  in
  via esclusiva, ad associazioni di volontariato, cooperative sociali
  e le associazioni di promozione sociale od onlus del territorio.

   Ruolo del volontariato e della cooperazione sociale

   1 - Si prevede che le associazioni di volontariato, le cooperative
  sociali  e  le associazioni di promozione sociale ed onlus  possano
  effettuare   saltuariamente,   con   progetti   e/o   campagne   di
  sensibilizzazione ed informazione temporalmente limitate,  raccolta
  di  frazioni differenziate di rifiuti non pericolosi per finanziare
  le proprie attività sociali esercitando tali attività sulla base di
  una  comunicazione  al  Comune interessato in  cui  si  indichi  il
  soggetto  responsabile ed il periodo di attività previsto  comunque
  non superiore a sei mesi.
   2-  Tale attività esclude il requisito di iscrizione all'albo  dei
  gestori   ambientali   e   la  compilazione   del   formulario   di
  accompagnamento dei materiali in deroga alle disposizioni vigenti.

   Indicazioni  per  la  gestione della  raccolta  differenziata  dei
  materiali post-consumo.

   La  grande distribuzione è un anello strategico tra la fase  della
  produzione e quello del consumo. Infatti, da una parte è  in  grado
  di  influenzare  i  comportamenti dei  consumatori,  delimitando  o
  allargando  l'offerta,  dall'altra è in grado  di  comunicare  alla
  produzione  le  scelte  o  i gradimenti  dei  consumatori.  Ora  il
  consumatore  senza  alternative  è  costretto  ad  acquistare  alle
  condizioni che gli vengono proposte. La distribuzione può diventare
  un  luogo  di  sperimentazione di un diverso modo  di  consumare  e
  quindi  deve essere sostenuta nell'utilizzare gli spazi in  maniera
  anche  sperimentale. Ogni locale commerciale che produce  materiale
  da  imballaggio, scarti organici è obbligato a prendere accordi con
  il  comune  per la restituzione dei materiali puliti e  separati  e
  pesati,  pronti  per  il riciclo, favorendo quelli  realizzati  con
  materiali  riciclati e/o facilmente riciclabili; Piano di  raccolta
  per utenze non domestiche.
   Ogni     supermercato     è     fortemente     indirizzato     con
  incentivi/disincentivi economici a:

   1.  Esporre eco-compattatori di lattine, vetro e plastica fornendo
  un buono spesa;
   2.  Vendere  di  prodotti concentrati e ricariche (es.  detersivi,
  detergenti,  vino,  olio, latte, ecc.) alla  spina  favorendo  ogni
  volta il riutilizzo degli stessi imballaggi e adottare distributori
  che  permettono  ai  clienti di acquistare pasta,  riso,  biscotti,
  legumi, caramelle, ecc. in maniera sfusa;
   3.    Utilizzare   confezioni   monomateriali,   più    facilmente
  riciclabili;
   4.  Vendere  prodotti  freschi (pane, frutta, verdura,  affettati,
  formaggi)  a  banco,  disincentivando l'utilizzo  di  vaschette  in
  plastica;
   5.  Creare  siti  nei supermercati di derrate alimentari  prossime
  alla scadenza vendute con particolari sconti;
   6. Recuperare derrate alimentari per alimentazione animale;
   7.   Sostituire  pannolini/pannoloni  usa  e  getta   con   quelli
  compostabili  proponendo  l'uso comunale di  un  estrusore  adatto,
  considerando anche quelli provenienti da ospedali e case di cura.

   Nell'ambito  delle mense aziendali, universitarie, scolastiche  di
  vario ordine e grado è possibile
   migliorare le fasi di preparazione e somministrazione dei pasti.

   Eventuali    accorgimenti,   sempre   con   il    sistema    degli
  incentivi/disincentivi, possono riguardare in particolare:

   a) le modalità di ingresso delle materie prime alimentari affinché
  arrivino in imballaggi plurimi e non monoporzionati e a km 0;
   b) l'utilizzo di stoviglie compostabili;
   c)  la  diffusione di bevande alla spina (acqua, succhi di frutta,
  birra).

   EcoSagre: In un'ottica di prevenzione nella produzione dei rifiuti
  urbani  è  necessario  fare riferimento  alla  grande  quantità  di
  rifiuti  di  vario  tipo che si generano durante le  manifestazioni
  pubbliche.   In   una   corretta  gestione   delle   manifestazioni
  fieristiche,  si  dovrebbero  sempre esaminare  tutti  gli  aspetti
  legati   al   consumo  di  risorse:  consumo  di   acqua,   risorse
  energetiche, emissioni di CO2, raccolta e prevenzione rifiuti,  uso
  di  materiali biodegradabili. In tal maniera è possibile realizzare
  eventi   pubblici  con  il  minor  impatto  ambientale   possibile.
  L'adozione  di  buone pratiche, la riduzione dei  rifiuti  prodotti
  durante le manifestazioni come ad esempio quelli derivanti dai beni
  usa  e getta, beni sempre più diffusi per la loro praticità ma  che
  determinano contemporaneamente numerosi oneri economici per  quanto
  riguarda  la raccolta e lo smaltimento. L'adozione di queste  buone
  pratiche  deve  essere ben visibile al pubblico,  che  deve  essere
  consapevole di partecipare ad una festa che si propone di  produrre
  meno rifiuti. Utile strumento possono essere incentivi/disincentivi
  per tutte le organizzazioni che vogliono usufruire di finanziamenti
  e patrocini da parte degli enti pubblici.

   Piena  attuazione  dei  GPP:  I Green Public  Procurement  (GPP  -
  Acquisti Pubblici Verdi) strumenti di politica ambientale volontari
  per  lo  sviluppo  di un mercato di prodotti e  servizi  a  ridotto
  impatto   ambientale   ed   ottenuti  da  materiale   riciclato   o
  riutilizzato. Il Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS =
  Eco-Management  and Audit Scheme) e lo standard internazionale  ISO
  9001  e  14001 sono sistemi volontari che certificano  la  gestione
  ambientale   di  imprese  e  organizzazioni  e  possono  prevedere,
  nell'ambito  del  continuo  miglioramento  ambientale,  anche   una
  riduzione della produzione di rifiuti. I soggetti destinatari  sono
  Enti  privati,  Pubbliche Amministrazioni e scuole e  enti  privati
  qualora utilizzassero fondi pubblici. Il procedimento definito  dal
  regolamento  761/2001/CE  prevede che  le  organizzazioni  aderenti
  definiscano   un  piano  di  riduzione  degli  impatti   ambientali
  derivanti dalle loro attività e tra questi anche la produzione  dei
  rifiuti.  In  tale  ambito  rientra  il  Piano  d'azione   per   la
  sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione
  (Piano d'azione Nazionale sul Green Public Procurement).

   In   accordo   con  i  contenuti  del  Piano  per  migliorare   la
  sostenibilità    ambientale    delle   pubbliche    amministrazioni
  considerando  anche  la  categoria  cancelleria,  ove  sono   stati
  recentemente definiti i Criteri minimi per l'acquisto di  carta  in
  risme cioè le indicazioni utili per l'acquisto di carta in risme da
  parte  delle  Amministrazioni (D.M. 12/10/2009). Sulla  base  della
  normativa  vigente e delle esperienze condotte, le azioni possibili
  per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sono:

   1.   acquisto  di  carta  in  fibra  riciclata  fornito  da  ditte
  certificate per la qualità di tali prodotti;
   2.  utilizzo  di  stampanti  e  fax con  cartucce  ricaricabili  e
  prodotte con materiale rifabbricato;
   3.  scannerizzazione  dei documenti per  limitare  il  consumo  di
  carta;
   4.  installazione  di apparecchi che erogano  acqua  di  rubinetto
  trattata;
   5.   riciclo  totale  di  tutto  il  materiale  d'ufficio  (carta,
  plastica,  componenti  informatiche,  RAEE,  cartucce  e  toner  di
  stampanti e fotocopiatrici, ecc.); acquisto di materiale di consumo
  di  origine  riciclata  e,  inizialmente negli  uffici  pubblici  e
  istituzionali, poi allargato ai privati;
   6.   obbligo   per  i  titolari  degli  esercizi  di  ristorazione
  all'interno  degli  uffici  pubblici  e  istituzionali,   pena   la
  sospensione   dei   contratti   di   affidamento,   alla   raccolta
  differenziata  dei  materiali  prodotti  (umido,  plastica,  vetro,
  carta, indifferenziato);
   7.  obbligo  per i gestori delle apparecchiature di  distribuzione
  automatica di bevande e generi alimentari all'interno degli  uffici
  regionali  di  fornire  a  corredo i contenitori  per  la  raccolta
  differenziata  qualora  non  fosse  possibile  l'esclusione   della
  fornitura del bicchiere.

   Sostituzione  delle  cassette per ortofrutta  monouso  con  quelle
  riciclabili (Es. mercato ortofrutticolo) oppure doppio  prezzo  per
  disincentivare   l'uso  della  plastica,  scorporando   il   prezzo
  dell'imballaggio.

   Divieto dell'uso di opuscoli pubblicitari nelle cassette di  posta
  privata.

   I   comuni   devono  promuovere  attività  informative   verso   i
  consumatori   sulle  buone  pratiche  ambientali,  con  particolare
  riferimento  alla  raccolta differenziata,  e  preparare  materiale
  informativo  che  illustri i comportamenti e i  vantaggi  derivanti
  dall'acquisto  di  prodotti  a basso contenuto  di  imballaggi.  Il
  programma deve prevedere la realizzazione di campagne informative e
  di   sensibilizzazione  da  attivare  nel  periodo  di  riferimento
  mediante l'utilizzo di diversi schemi di seguito elencati:

   a) Diffusione del messaggio di base:
   Decalogo  relativo a ciò che chiunque può fare  per  non  produrre
  rifiuti,  rivolto  ai cittadini ed ai turisti delle  città.  Queste
  informazioni   possono   essere   pubblicizzate   attraverso    una
  cartellonistica generale (ad esempio con i tuoi comportamenti  puoi
  ridurre i rifiuti oppure produci meno rifiuti, pagherai meno  tasse
  ) o, in alternativa, spots su giornali e media locali;

   b) Coinvolgimento diretto della popolazione:
   la  realizzazione e diffusione del Manuale per la prevenzione  dei
  rifiuti  a  livello  domestico può fornire consigli  e  indicazioni
  sulla  non  trasformazione in rifiuti di beni di uso  quotidiano  e
  suggerisce   come  adottarlo  e  contestualizzarlo  al   territorio
  siciliano.
   Il meccanismo è semplice: ci sono rifiuti che si possono prevenire
  con  impegno  individuale (es. bere acqua di rubinetto previene  il
  rifiuto da bottiglie di acqua minerale) e altri per i quali bisogna
  verificare l'esistenza di condizioni a livello territoriale (es. la
  distribuzione   alla  spina  di  prodotti  dei   quali   si   evita
  l'imballaggio  a  perdere).  L'obiettivo  è  trovare  occasioni  di
  prevenzione sul territorio, se non ci sono richiederle,  diffondere
  la  cultura  del consumo sostenibile che è anch'essa  un'azione  di
  prevenzione  dei rifiuti (la sua attivazione sociale  porta  frutti
  positivi).  Questo percorso può essere costruito con  l'apporto  di
  ARPA  Sicilia e gestito in collaborazione con il settore educazione
  ambientale della Regione.

   In funzione dell'impatto ambientale e del volume di spesa pubblica
  coinvolto,  sono  undici  le categorie che  rientrano  nei  settori
  prioritari  di intervento: arredi, edilizia, gestione dei  rifiuti,
  servizi  urbani  e al territorio, servizi energetici,  elettronica,
  prodotti tessili e calzature, cancelleria, ristorazione, servizi di
  gestione degli edifici, trasporti.

   Tale documento vede come obiettivi strategici:
   -  efficienza  e risparmio nell'uso delle risorse, in  particolare
  dell'energia e conseguente riduzione delle emissioni di CO2;
   - riduzione dell'uso di sostanze pericolose;
   - riduzione quantitativa dei rifiuti prodotti».

   Dichiaro aperta la discussione.

   FOTI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, siamo arrivati, finalmente, a  discutere
  questa   mozione.   Ricordo  ancora  quando   l'assessore   Marino,
  praticamente  un anno fa, chiese di rimandarla perché c'era  ancora
  il delirio degli ATO e delle SRR, ma all'interno di questa mozione,
  che  spero  l'assessore  Calleri  abbia  avuto  modo  di  valutare,
  attentamente, in ogni suo passaggio, ci sono degli accorgimenti che
  ci  permettiamo  di  suggerire per un  parere  dell'Aula  ed  anche
  sperando che il Governo li accolga.
   Per  i  deputati che l'hanno davanti: nella prima parte è elencata
  tutta  la  normativa di riferimento, quindi, la legge regionale  n.
  9/2010,  la  Direttiva  europea,  la  n.  98/2008,  ed  anche   dei
  riferimenti al Testo Unico dell'ambiente.
   Noi  chiediamo che nel piano dei rifiuti vengano messi in evidenza
  alcuni  fattori che, secondo noi, sono determinanti per il successo
  del  sistema della gestione integrata dei rifiuti e che si  possano
  inserire  questi accorgimenti che, contestualizzati, se la seguiamo
  punto per punto, possono essere così elencati.
   Si  chiede  che, in maniera chiara,  venga espresso il divieto  di
  utilizzare  per l'incenerimento, per la produzione di  energia,  le
  biomasse provenienti da agricoltura.
   In questi mesi, al più presto in Commissione Ambiente faremo anche
  un'audizione.  Siamo tartassati da richieste di  chiarimenti  sulla
  preoccupazione di parecchi comitati che vedono spuntare come funghi
  delle centrali a biomasse, ossia questa pratica di ricavare energia
  dalla  frazione organica, però non parliamo di ricavare dei gas  da
  essa, bensì di bruciare la frazione organica.
   Questo  noi lo troviamo sbagliato, in quanto la frazione  organica
  non  deve  andare in discarica, non deve essere bruciata,  ma  deve
  essere compostata adeguatamente e reimmessa nei suoli.
   Ricordo  che  abbiamo  presentato  anche  un  ordine  del   giorno
  sull'argomento,  quando  si parlava di programmazione,  perché  per
  contrastare  la  desertificazione tutte  le  Direttive  europee  ci
  dicono  chiaramente  che bisogna reintegrare nei   suoli  la  parte
  organica  che proviene proprio dal compostaggio. Ma se noi pensiamo
  di  ottenere  energia bruciando questa  forma  di  smaltimento  del
  rifiuto,  secondo   noi, è totalmente da mettere  da  parte,  anche
  perché  già sul territorio sono presenti delle centrali a  biomassa
  che  sono assolutamente sovradimensionate e che richiedono  che  la
  biomassa  provenga  da distanze e da percorrenze  tali  che  in  un
  bilancio  energetico,  quindi  quanto  costa  portare  la  frazione
  organica nelle centrali con una percorrenza così lunga, non  se  ne
  ha  un guadagno di energia, perché quanto viene prodotto in energia
  nella  centrale  viene speso prima per trasportare la  biomassa  in
  quei luoghi.
   Chiediamo,  ma  forse qui l'abbiamo superato  perché  già  con  la
  normativa  nazionale  che ha introdotto la IUC  sono  previsti  dei
  sistemi di tariffa puntuale, per tariffa puntuale intendiamo che il
  cittadino  viene  messo  in  condizione di  pagare  quanto  rifiuto
  indifferenziato produce. E questo è molto importante  perché  anche
  nella  legge regionale viene detto che bisogna attivare un  sistema
  di incentivo ad una corretta gestione dei rifiuti e di disincentivo
  nei  riguardi di chi produce più rifiuti, secondo il principio  che
  chi inquina paga, chi immette rifiuti nella filiera deve sostenerne
  i costi.
   Quindi,  che  si  faccia  molta  attenzione,  si  raccomandi  alle
  amministrazioni comunali di applicare la tariffa puntuale  che  può
  avvenire - come dettato anche dall'Assessorato - con un sistema  di
  raccolta  porta  a  porta,  un sistema puntuale  in  cui  si  abbia
  contezza di quanto rifiuto viene prodotto.
   Si  parla anche di una tassa sul vuoto a perdere. Sappiamo che  la
  grande  distribuzione  che ormai è entrata  nel  nostro  quotidiano
  perché le merci vengono diffuse sul territorio attraverso le grandi
  catene   commerciali,  tutti  i  prodotti  hanno   un   imballaggio
  abbastanza,  tra virgolette, pesante, ossia abbiamo  imballaggi  in
  vetro, eccetera. Introdurre una tassazione sul vuoto a rendere  che
  faciliti  la restituzione dell'imballaggio, che venga assolutamente
  imposto che i comuni raggiungono gli standard previsti dalla legge,
  che  si utilizzino le forze sociali e che il ruolo del volontariato
  e  delle  cooperative sociali sia valorizzato, soprattutto  per  la
  funzione  educativa,  che non venga lasciata in  mano  alle  stesse
  ditte che raccolgono i rifiuti, che per i centri di raccolta per  i
  rifiuti  si  dia una priorità alle procedure autorizzative,  perché
  troppi  comuni non hanno ancora un'isola ecologica,  un  centro  di
  raccolta  comunale,  una  piattaforma  anche  momentanea  e  l'iter
  autorizzativi  è  sempre troppo lungo, quindi, che  si  velocizzino
  queste pratiche.
   E'  importante il coinvolgimento diretto della popolazione, che  è
  previsto  anche dalla legge n. 9, cioè che la comunità locale  deve
  essere  a conoscenza di tutti i dati informativi. Invece, noi  oggi
  ci  ritroviamo,  persino come parlamentari,  a  fare  richieste  di
  accesso  agli  atti agli ATO in liquidazione ed ai comuni  che  non
  hanno   mai  pubblicato  gli  andamenti  della  percentuale   della
  raccolta, la produzione media pro-capite. Cioè il cittadino non  si
  rende  conto di quanto sia potenzialmente all'oscuro, è  totalmente
  all'oscuro sulla gestione dei rifiuti se non fosse che a fine  anno
  riceve una bolletta.
   Nei  comuni  virtuosi, dove i sistemi di raccolta hanno  raggiunto
  dei livelli decenti, l'informazione è a portata di tutti e questa è
  un'altra grave pecca, perché siamo usciti dall'emergenza dal  punto
  di  vista burocratico, ma siamo comunque in emergenza anche a causa
  della  mancata  percezione della società civile di quello  che  può
  fare  e  di  quella che è la realtà di un inquinamento diffuso  sul
  territorio e di una enorme perdita di materiali post-consumo  e  di
  posti  di  lavoro di cui si sente sempre parlare,  ma  che  non  ci
  saranno mai finché la filiera del riciclo non sarà chiusa. E vorrei
  dire  anche  che è importante che per il reperimento delle  materie
  prime,  delle risorse, in un'ottica di economia, mettendo da  parte
  la  questione dell'inquinamento, oggi è centrale dare conoscenza  e
  informazione ai cittadini.

   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  titolo
  personale  manifesto il mio voto favorevole a  questa  mozione.  Se
  però   l'onorevole  Cancelleri  ci  tiene  io  posso  anche  votare
  contrario   Cioè  manifestare l'essere favorevole ad  un'idea  così
  bella,  però  poi,  per rispetto all'onorevole  Cancelleri,  votare
  contrario,  così lui rimane contento  Purtroppo, vive male  il  mio
  amico Cancelleri il fatto che io sono lucido e non assumo posizioni
  rispetto  all'appartenenza di partito, ma rispetto  all'idea  se  è
  giusta o non è giusta, utile o inutile.
   In  questo caso parliamo di un'iniziativa molto utile, perché solo
  il  fatto, signor Presidente, che si parli di compostaggio,  io  le
  dico  che  mentre la gente muore di fame uscendo da questo Palazzo,
  solo con questa operazione, se la Regione ci scommettesse veramente
  un paio di migliaia di euro, io dico che si potrebbero creare anche
  posti di lavoro oltre che aiutare gli agricoltori a ridurre i costi
  di   produzione,   perché  certamente  reimmettendo   il   compost,
  certamente  si ridurrebbero i costi, per come ho già  ripetuto,  di
  produzione.
   Ma  le  racconto  la  mia esperienza, signor  Presidente,  che  ho
  vissuto  pochi mesi fa. Un imprenditore che è pronto a fare  tutto,
  parlo  dello  smaltimento dei copertoni usati, mi ha spiegato  come
  funziona  in  Italia. C'è una società che si chiama  EcoPneus,  che
  sostanzialmente  ha  il  monopolio  unico  dello  smaltimento   dei
  copertoni usati. E mi diceva:  Onorevole, sa qual è la cosa  bella?
  Che  siccome  non  ha operativamente come fare,  ci  tira  l'osso .
  Quindi,  rivende  questa  convenzione  che  lui  stipulò   con   il
  Ministero,  quindi  bypassando  le regioni,  perché  per  tutto  il
  centrosud  c'è  solo  EcoPneus, significa per portare  un  esempio,
  quando  noi  cambiamo un copertone, noi paghiamo già  a  monte  una
  tassa  di  smaltimento  che  già va a  EcoPneus  perché  ha  questa
  convenzione.  E  nel caso siciliano ci sono mi pare  o  una  o  due
  società,  una  è di Termini Imerese, ma casualmente  è  di  Termini
  Imerese. E cosa fa? Lo dà ad altri.
   Lo  sapete quanto ci guadagna in questa operazione? Io i numeri li
  potrò fornire in una prossima seduta, non li ho con me  perché  non
  sapevo che si sarebbe trattata questa mozione. Se, per esempio,  il
  Governo  attraverso  la tassa, che si paga prima,  recupera  cento,
  EcoPneus  spende dieci. Quindi, novanta vanno fuori dalla  Sicilia,
  per   parlare  di  percentuali,  numeri  che  sono  reali,   signor
  Presidente.  Invece,  se si adottasse una riforma  siciliana  e  si
  gestisse noi lo smaltimento dei copertoni, si realizzerebbero posti
  di  lavoro, si toglierebbe il monopolio, quindi creando  anche  una
  competitività,  e certamente forse si potrebbe abbassare  anche  il
  costo dello smaltimento.
   Quindi, questa mozione, solo per affrontare due aspetti, perché io
  non  ho  difficoltà  ad ammettere che non l'ho  letta  tutta,  però
  dall'esposizione  della  collega  e  da  una  lettura  veloce,   lo
  sottolineo,  solo per il fatto che si combatte il  monopolio  della
  gestione  e per il fatto che la riforma è sotto gli occhi di  tutti
  strafallimentare, signor Presidente, siamo l'unico Paese che con  i
  rifiuti  ci perde e avremmo la possibilità di guadagnarci e  creare
  posti di lavoro
   Quindi,  il  mio  voto  è  certamente  favorevole  e,  ove  me  lo
  consentisse  l'onorevole  Cancelleri,  io  avrei  il  desiderio  di
  apporre la mia firma.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'Energia  e  i
  Servizi di pubblica utilità.

   CALLERI,  assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor Presidente,  innanzitutto noi siamo ancora con il piano  dei
  rifiuti  precedente  che  deve ricevere la valutazione   ambientale
  strategica che la sta per ricevere. Superata questa fase, si  potrà
  iniziare ad affrontare il miglioramento dei punti di un nuovo piano
  dei rifiuti.
   Le  cose  che  sono  state scritte in questa mozione,  per  quanto
  riguarda  la  revisione  del  Piano,  noi  intendiamo  seguire   le
  procedure  richieste  dalla legge mettendo  come  obiettivo  comune
  quello  di attenersi alla gerarchia dei rifiuti fissata dall'Unione
  Europea.  E  anche  questa  impostazione   l'abbiamo  messa   nella
  proposta  di  programmazione regionale dei  Fondi  europei  per  il
  periodo    2014-2020.   Quindi,   la   tendenza   della    Regione,
  dell'Assessorato è quella di andare come è messo nella  mozione  in
  realtà verso il piano rifiuti zero, verso il compostaggio.
   E'   intenzione  dell'Assessorato  coinvolgere,  quindi,  in  tale
  revisione   del   piano  l'Assemblea  regionale,   la   Commissione
  parlamentare  competente e i vari portatori di interessi  nei  vari
  gruppi  consiliari  per parlare assieme, poi,  del  Piano  che  va,
  secondo  l'Assessorato, comunque poi bisogna fare un passaggio,  un
  confronto tecnico nelle sedi competenti perché la mozione  è  molto
  bella e molto lunga, è quasi un Piano di rifiuti alternativo, molto
  corposo,  va  studiato con la massima attenzione. Quindi,  io  come
  Assessorato,  che lo leggerò, imparerò anche molte cose  da  questa
  mozione,  mi  sembra  in molti punti condivisibile  e  pertanto  mi
  attengo alla volontà dell'Aula.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor Presidente, mi permetto di intervenire su  questa
  materia  e  dirò anche una forma di dichiarazione di voto,  quindi,
  sarò  veramente stringato dicendo che, onestamente,  ho  apprezzato
  intanto la mozione, il contenuto della mozione. Ho anche apprezzato
  la  risposta  dell'Assessore perché va, a  mio  parere,  verso  una
  direzione  che  è quella voluta dalla maggior parte dei  siciliani,
  cioè   quella   che  segue  un  po'  le  direttive   europee   cioè
  dell'eliminazione delle discariche, dovrebbero restare soltanto  le
  discariche  per  inerti,  ma  tutte  le  altre  dovrebbero   essere
  eliminate e, quindi, seguire la strada di una differenziata  spinta
  per  arrivare  poi  a  soltanto  i rifiuti  cosiddetti  umidi,  tra
  virgolette, per il compost e quindi per essere riutilizzato.
   Credo  che questa sia veramente la strada maestra, quindi seguendo
  quelle  che sono le direttive europee e utilizzando anche  i  Fondi
  comunitari.   Ma,  a  mio  parere,  per  seguire   questa   strada,
  Assessore,  è necessario sensibilizzare tanti e molti  sindaci  che
  ancora  non  hanno fatto nulla sulla differenziata. In  Sicilia  le
  ricordo  che  soltanto  il 15 per cento delle  Città  siciliane  si
  trovano   con  un  sistema  di  differenziata  di  una  percentuale
  accettabile;  tutti  gli altri sono veramente  indietro.  Per  cui,
  bisogna fare una campagna di educazione e, quindi, spingere tutti i
  primi  cittadini  ad  educare i propri  cittadini  al  rispetto  e,
  quindi, ad avviare questa raccolta differenziata perché soltanto in
  questo  modo  poi  si potrà seguire la strada da lei  tracciata  e,
  quindi, tracciata anche dal Governo.
   Quindi, io voterò favorevolmente perché ho apprezzato le cose  che
  sono  state dette qui e che condivido perfettamente perché  era  la
  strada che io inseguivo anche da Presidente della Provincia.  Anche
  allora,  da  Presidente della Provincia, quando  noi  seguivamo  un
  certo  percorso  e  facevamo parte dei tavoli di concertazione,  la
  strada  che  io  avevo  indicato per la mia Provincia  era  proprio
  quella   assieme   anche  agli  ambientalisti,   quindi   con   una
  concertazione  ampia, era quella proprio di seguire questa  strada,
  quindi differenziata a spinta e poi il compost per il riutilizzo e,
  tra  l'altro,  questo abbassa notevolmente i costi, per  cui  mette
  nelle condizioni i cittadini di avere un servizio efficiente e, tra
  l'altro, a costi ridotti.

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Alongi e  Vinciullo  hanno
  chiesto di apporre la firma alla mozione n. 59.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  la  mozione n. 59. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   MILAZZO Giuseppe. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, io non  ho  ben  chiaro  il
  percorso  della  trattazione  delle  mozioni  e  mi  scuso  se  sto
  bloccando i lavori. La presenza dell'Assessore, forse,  può  essere
  utile  per  trattare  una  mozione a  firma  mia  che  riguarda  la
  struttura di via Ingegneros. E' questo il quesito che ponevo.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la materia non riguarda l'Assessore
  Calleri;  lo  tratteremo non appena avremo l'Assessore  delegato  a
  trattare la mozione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno

   ALONGI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ALONGI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  dell'Assessore. Non mi è sembrato  opportuno  intervenire
  sulla mozione precedente, perché già eravamo un po' fuori tema, era
  intervenuta  la  collega  e,  quindi,  ho  espresso  il  mio   voto
  favorevole. Però, vorrei porre alcune domande all'Assessore in modo
  che poi, non oggi o quando riterrà opportuno, possa dare risposta o
  anche ragionare su questi temi importanti.
   Noi  qui oggi abbiamo trattato questa mozione importante, dove  si
  parla  di  differenziata, di tutta una serie  di  cose.  Io  ho  un
  dubbio. E' una mia preoccupazione in questa Terra così particolare,
  ce  l'ho per un motivo semplice, perché proprio in questi mesi  con
  la  Commissione parlamentare antimafia abbiamo affrontato  un  tema
  importante  che è quello della gestione e dei servizi  di  raccolta
  rifiuti complessivi.
   Siccome  qualche esperienza amministrativa ce l'ho, ho una piccola
  sensazione,  spero di sbagliarmi e me lo auguro nell'interesse  dei
  siciliani,  che  probabilmente sulla gestione dei rifiuti  e  sulla
  scelta  di  accelerare sulle raccolte differenziate ci sia  qualche
  piccolo  freno.  Non  vorrei che sia un freno  legato  a  interessi
  legati  ad  una forma di inefficienza e di emergenza che serve,  in
  questi casi, abbondantemente per fare altro.
   Quindi,  siccome  l'Assessore è ancora giovane, nel  senso  che  è
  arrivato  da  pochi  mesi,  che ha preso  il  posto  dell'assessore
  Marino,   le  chiedo,  su questo tema, di alzarsi  con  la  schiena
  dritta,  uno  sguardo  forte  fino in fondo  e  fare  veramente  un
  ragionamento politico nell'interesse della Sicilia, dei siciliani e
  dei  nostri figli.  Perché ho l'impressione che su questo tema così
  caldo  e  così  importante  si giochi una  partita  in  Sicilia  di
  carattere economico-sociale e non soltanto, di vaste dimensioni che
  spesso non immaginiamo neanche. Questo è un primo aspetto.
   Un  secondo aspetto, assessore. Lei è stato, più volte  in  questi
  mesi,  chiamato,  contattato da un gruppo  di  lavoratori  che  non
  definisco  di  serie  B,  cioè  i 182  lavoratori  del  Coinres  di
  Bolognetta, - un Ato rifiuti - che, dopo sette anni che  lavoravano
  in quel bacino, sono stati licenziati.
   Ora, siccome mi auguro e credo che ci sia un suo intendimento, una
  sua   volontà   e  anche  del  vecchio  assessore,  relativo   alla
  costituzione  di  un  bacino dove possano  essere  stati  inseriti,
  complessivamente,  non  soltanto  i  lavoratori  del   Coinres   di
  Bolognetta, ma tutti i lavoratori degli Ato rifiuti che sono  stati
  poi  posti  e licenziati complessivamente, affinchè il servizio  di
  raccolta differenziata che si va a sviluppare con i nuovi Aro, cioè
  con la nuova struttura organizzativa dei rifiuti, possano attingere
  in  quel  bacino per garantire questi lavoratori che, dopo anni  di
  esperienza  su questo tema particolarmente importante, può  tornare
  utile per due motivi, per fare un'ottima raccolta differenziata  e,
  aggiungo,  per  potere  essere riassunti, cioè  con  una  fava  due
  piccioni, in questo caso.
   Sono  convinto della sua estrema correttezza morale  e  sulla  sua
  volontà di volere agire energicamente, ma mi permetta di dirle,  in
  maniera  non  fuori luogo e non inopportuna,  diamoci  una  smossa
  perché  il  sistema dei rifiuti  in questa Terra, troppi  interessi
  sono stati  e interessi hanno riguardato sicuramente né i cittadini
  né  il  territorio. Su questo tema non facciamo sconti a nessuno  e
  siamo  convinti  che  bisogna fare tanta  strada  e  bisogna  farla
  velocemente ed energicamente. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Alongi.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. C'è un altro intervento dell'onorevole Vinciullo, così
  magari l'assessore da una risposta complessiva agli interventi.
   Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anche  questa
  sera,  nonostante  il  mio intervento iniziale,  siamo  riusciti  a
  portare  a casa la serata e abbiamo fatto qualcosa di utile  per  i
  siciliani.
   Assessore, desideravo parlare con lei perché mi dicono che lei  si
  sarebbe  incontrato la scorsa settimana a Siracusa con  gli  operai
  della  cosiddetta   Società 68  e che avrebbe, spero  che  non  sia
  vero,  accusato questo Parlamento di essere stato intempestivo  nel
  momento  in  cui  ha approvato la legge sulla vicenda  incresciosa,
  vergognosa, squallida dal punto di vista penale, del 68 a Siracusa.
   Allora,  comprendo  che lei è nuovo, comprendo  che  possibilmente
  qualcuno  le avrà dato qualche cattiva informazione, quindi,  cerco
  di ripercorrere questa vicenda.
   Noi,  il  27 dicembre 2012, appena insediato il Governo  Crocetta,
  abbiamo  approvato una legge. In virtù  di questa legge, ai  comuni
  ribelli, cioè i comuni che non avevano rispettato le leggi  vigenti
  nel  nostro Paese e nella Sicilia e che non avevano consegnato  gli
  impianti  idrici, davamo, tutti d'accordo, perché era  la  proposta
  del Governo e del suo predecessore, la possibilità di continuare  a
  gestire  gli impianti idrici. Dopodiché, si disse  entro 60  giorni
  da  oggi - cioè entro il 30 giugno 2013 - approveremo una legge, in
  maniera  tale  che,  attraverso questa legge, in  Sicilia,  non  vi
  saranno   più   disparità  di  trattamento  tra  i   siciliani   e,
  soprattutto, è quello che a me preme più di tutto, verrà  applicato
  finalmente  quanto  previsto  dal  referendum  che  ha  voluto,   a
  larghissima maggioranza dei cittadini che si sono recati a  votare,
  che l'acqua in Italia ritornasse pubblica.
   Una  battaglia  importante.  Sono  stato  l'unico  deputato  della
  provincia di Siracusa che ha raccolto le firme, ha fatto i  comizi,
  è  andato  a  cercare  i  voti.  Una cosa,  quindi,  in  cui  credo
  profondamente.  Il Governo ed il suo predecessore, quindi,  anziché
  approvare  il disegno di legge, ha continuato a perdere tempo.  Nel
  mesi  di  ottobre,  Sai8 , che era una società che faceva acqua  da
  tutte  le  parti, è fallita, anche per l'intervento da parte  della
  Procura.
   E'   stata  nominata  una  curatela  fallimentare  e  la  curatela
  fallimentare,  anziché restituire ai comuni,  come  avrebbe  dovuto
  fare,  gli impianti non solo ha trattenuto a sé gli impianti ma  ha
  continuato  a gestirli e, in più, ha pensato di fare una  gara  per
  poter  appaltare  un  cosiddetto  ramo di  azienda ,  assegnando  a
  questa  fantomatica  società  anche  gli  impianti  che  erano   di
  proprietà del comune e, quindi, dei cittadini.
   Di  conseguenza, è stato presentato in Commissione  Territorio  ed
  ambiente  un  disegno di legge, sono venuti i  sindaci  dei  comuni
  della  provincia di Siracusa, rivendicando l'approvazione di quella
  legge  e questo Parlamento, in virtù anche di un incontro che c'era
  stato  fra  i sindaci della provincia di Siracusa ed il  Presidente
  Ardizzone,  a  cui i sindaci avevano ancora una volta ricordato  la
  necessità di approvare questa legge, all'unanimità dei presenti, 51
  su 51, l'ha, dunque, approvata.
   Qualche  settimana dopo, i sindaci ci hanno chiesto  di  avere  un
  contributo  e  quest'Assemblea, ancora una volta,  ha  concesso  un
  contributo di 400 mila euro ai sindaci della provincia di Siracusa,
  dopodiché è sorto il problema del personale, che  sorge non  perché
  la  legge  è  stata  intempestiva ma perché il Governo  continua  a
  perdere  tempo  e  non  approva la legge di  riforma  organica  del
  sistema.
   Le ricordo che il disegno di legge è fermo da mesi in Commissione,
  da  mesi  è  all'ordine  del  giorno e non  lo  possiamo  approvare
  approvare  né  discutere  perché manca la relazione  da  parte  del
  Governo.  Più  volte,  abbiamo  sollecitato  da  questi  banchi  la
  relazione  da  parte  del Governo; ancora una  volta,  chiedo  alla
  Presidenza di farsi parte attiva, in maniera tale che il Governo ci
  dica  se il disegno di legge approvato in Commissione Territorio  e
  ambiente, con la partecipazione attiva del Governo, è un disegno di
  legge  che  va ancora bene oppure se, essendo cambiato l'assessore,
  quel disegno di legge non va più bene al Governo e, di conseguenza,
  ci aspettiamo o che il Governo faccia un emendamento di riscrittura
  del  disegno di legge o che lo ritiri e ne presenti un altro,  però
  sia   chiaro:  non  possiamo  assolutamente  rimanere   in   questa
  situazione,  c'è la provincia di Siracusa in gravissima difficoltà,
  ci  sono 158 lavoratori che richiano di perdere il posto di  lavoro
  non  per  l'assenza  dei  deputati ma  per  l'assenza  del  Governo
  regionale,  c'è una vicenda altrettanto drammatica  e  difficile  a
  Palermo.
   Assessore,  non  possiamo continuare a nascondere la  testa,  come
  fanno  gli  struzzi,  sotto  la sabbia  perché  comunque  il  vento
  sposterà la sabbia e la testa rimarrà fuori. Ed il problema qual è?
  Che ci sono due province e, da qui a qualche settimana, mi pare  di
  capire,  una  terza  ed una quarta provincia  dove  questo  sistema
  integrato,  privato-pubblico, dove il privato dominava rispetto  al
  pubblico, ha dimostrato di essere ormai al collasso, di non  essere
  stato in grado di risolvere ai problemi del sistema idrico, anzi di
  averlo aggravato.
   Per  questo motivo, chiedo a lei, assessore, di farsi parte attiva
  con  i  suoi  uffici  affinché faccia pervenire  questa  relazione,
  oppure, ripeto, può anche lei dire che non va più bene il testo, lo
  cambiamo,  ma  qualcosa  bisogna fare. Anche  perché  non  possiamo
  aspettare che si fermi l'attività del Parlamento per poter dire che
  iniziamo  a  settembre. A settembre sarà tardi,  perché  quando  ci
  saranno altre due province dove si porrà il problema, è chiaro  che
  saranno  4 le province su 9 e, quindi, lei capirà che possibilmente
  il  20  agosto saremo costretti a ritornare in Aula e non  sappiamo
  dove  perché l'Aula avrà dei lavori e saremo costretti a  dare  una
  risposta ad una ulteriore emergenza.
   Allora,   faccio   appello  a  lei,  assessore;  faccio   appello,
  soprattutto, alla Presidenza. Signor Presidente, nulla di personale
  nei  suoi  confronti però ci sono delle cose che bisogna mantenere,
  pacta  servanda  sunt; qui c'è una legge, non ci  sono  dei  patti,
  degli  accordi in cui ci siamo stretti la mano. C'è una  legge  che
  prevedeva   entro sei mesi ; siamo in attesa da 18  mesi  di  avere
  approvata questa legge e, di conseguenza, signor Presidente, vorrei
  che  lei  una  volta tanto richiamasse il Governo a  mantenere  gli
  impegni,  a  rispettare  la  legge,  a  fare  il  proprio   dovere,
  soprattutto  vorrei che lei mi evitasse giorno  1  e  giorno  2  di
  ritornare  ad  assumere quell'atteggiamento  intransigente  che  ho
  dovuto tenere oggi.
   In  quei  giorni  o  c'è  il  Governo  presente  e  risponde  alle
  interrogazioni  da  noi  poste  oppure  la  smettiamo  con   queste
  sceneggiate e diciamo ai siciliani che il Governo non è pronto, non
  è  preparato,  non  ha studiato, non sa nulla  di  quello  che  gli
  abbiamo  chiesto e ci occupiamo solo ed esclusivamente di esaminare
  il bilancio.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   mi   rivolgo
  all'Assessore come rappresentante del Governo e non in  particolare
  dell'Assessorato  che regge. Sono a conoscenza del  fatto  che  tra
  pochi  giorni  la Commissione VIA VAS, quella che c'è  a  Roma,  si
  dovrà  esprimere per dare un parere sulle perforazioni  off  shore,
  cioè  in  mare,  per  i  permessi di  coltivazione   e  ricerca  di
  idrocarburi.
   Come  sappiamo,  in  teoria, abbiamo le mani legate  perché  siamo
   scippati   della possibilità di poter dire se nel mare  di  fronte
  alle  nostre  coste si possa trivellare o meno.  Da  una  part,  lo
  comprendo perché i danni si estendono in tutto il Mediterraneo ma ,
  francamente, quando è proprio di fronte casa nostra - e parlo delle
  coste  lato Mediterraneo del Canale di Sicilia - penso che qualcosa
  la  possiamo dire perché purtroppo questi permessi di ricerca  sono
  precedenti  a  quel Decreto Legislativo che fissa una  distanza  di
  almeno  di  12  miglia, che fissa il divieto  di  ricercare  questi
  idrocarburi  in  luoghi  dove  nelle prossimità  ci  sono  zone  di
  protezione.
   Tutti  questi permessi di ricerca di idrocarburi non tengono conto
  della normativa solo perché sono stati chiesti precedentemente.  Mi
  riferisco  a  quelli della Northern Petroleum, che di certo  non  è
  un'azienda siciliana e, quindi, tutti i profitti di queste ricerche
  andranno fuori e, precisamente, in Inghilterra.
   Sono  anche  a conoscenza del fatto che già la cosa è fatta,  cioè
  questi permessi saranno concessi perché non ci sono problemi per le
  zone di pesca dove nascono il gambero rosa, dove ci sono le nursery
  delle  uova dei pesciolini, ossia nel vivaio dove devono nascere  e
  crescere queste creature marine che poi peschiamo e di cui  abbiamo
  un  indotto  notevole; questi permessi non ne terranno  conto.  Non
  terranno  conto  del  fatto che si crea un inquinamento  che  viene
  ritenuto  tollerabile e si dice che i cetacei ed altri non  avranno
  alcun  genere di problema, tanto dall'Inghiltera stanno verificando
  che il danno nel mare non c'è.
   E  poi  sono  in possesso del Piano nazionale di pronto intervento
  per  la difesa di inquinamento in mare approvato dal Consiglio  dei
  Ministri  che  dice  che  in caso di sversamento  di  petrolio,  si
  possono utilizzare delle tecnologie che recuperano il 30 per  cento
  di  prodotto  che  viene  disperso in mare .  Prodotti  inquinanti:
  parliamo di fanghi tossici, di petrolio, e poi, nel caso in cui c'è
  maltempo, ossia mare mosso, non si può recuperare l'idrocarburo.  E
  noi  dobbiamo  stare  tranquilli perché  si  può  fare.  Chiedo  al
  Governo,  all'Assessore,  al Presidente  Crocetta  che  quando  era
  candidato  alla Presidenza della Regione ha sottoscritto  l'appello
  di   Greenpeace, delle associazioni, di quella intitolata  Il  mare
  nun  si  spirtusa , che in dialetto vuol dire che il  mare  non  si
  trivella,  non  si buca - i rischi sono immensi -  perché  lo  fece
  allora  e  oggi  non  stiamo dicendo niente?  Forse  perché  allora
  eravamo  freschi  di  disastro  e  tutti  quanti  tremavano  quando
  vedevamo  le  immagini  del  Golfo del  Messico,  quando  Deepwater
  Horizon esplose e si inquinò un mare che è per tre volte più  vasto
  del  Mediterraneo,  quindi possiamo stare  tranquilli,  i  permessi
  saranno  dati,  a  meno che noi non ci andremo  ad  incatenare,  il
  nostro  Presidente ad interfacciarsi con il Governo nazionale,  con
  tutti  gli  esperti  e  dire  no, dire  che  noi  abbiamo  un'altra
  direzione  perché se dobbiamo procedere verso la decarbonizzazione,
  verso  la  riduzione di C02, rivolgerci alle energie rinnovabili  e
  non  a quelle del petrolio e del carbone, mi spiegate perché stiamo
  concedendo   a   cuor  leggero  questi  permessi?  Facciamo   parte
  dell'Italia o no? O siamo solo un accessorio da chiamare  in  causa
  con le responsabilità per essere sempre fregati?
   Penso  che dobbiamo richiedere che il nostro Presidente debba  con
  autorevolezza rispondere a queste necessità che provengono non  dai
  pochi deputati che siamo qui, ma dai cittadini. Ricordo che ci sono
  cinquanta comuni che hanno sottoscritto l'appello; purtroppo c'è la
  mozione   ma  se,  nel  frattempo, approvano, non  si  poteva  fare
  niente, chiedo di fare questo appello, l'ho fatto.

   PRESIDENTE. Aveva chiesto di intervenire l'assessore Calleri.

   CALLERI, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica utilità.
  Per  quanto riguarda il primo intervento indubbiamente farò  tesoro
  delle  cose che mi ha detto perché bisogna tenere la schiena dritta
  ed  è mia abitudine tenerla, bisogna vigilare che non ci siano  dei
  cambiamenti che ci facciano ritornare agli anni ottanta  con  tutto
  ciò  che  comportava lo smaltimento rifiuti negli anni  ottanta  in
  questa Regione, occorre che si vada realmente velocizzando la  cosa
  tant'è  che,  di  emergenza in emergenza, non si  affronta  mai  la
  questione   del  Piano  rifiuti  e  ogni  giorno  si   insegue   un
  particolare,  ci  manca la visione, mentre dobbiamo  potenzialmente
  cambiare,  avere una visione e far sì che i rifiuti  diventino  una
  ricchezza  come è nel nord Europa perché le potenzialità dell'Isola
  sono enormi.
   E  poi,  se  vuole, ci confrontiamo in assessorato perché  non  ho
  problemi  a  confrontarmi con nessuno, con  rispetto  però  di  chi
  viene,  non  con saccenza. Ho il massimo rispetto degli eletti.  Io
  sono  solamente  un nominato, voi siete stati eletti,  quindi,  gli
  eletti vanno sempre rispettati perché hanno il rapporto diretto col
  cittadino-elettore.
   Sul  secondo  punto,  mi sto occupando dei cosiddetti   temporary
  perché è una situazione di disagio che mi è dispiaciuta moltissimo.
  Mi  sono  sembrati subito figli di un Dio minore e loro sono  nella
  mia agenda, tant'è che se ne sta riparlando e la cosa mi fa piacere
  perché erano un po' caduti nel dimenticatoio.
   Una  delle cose che lei ha detto è una delle ipotesi su cui stiamo
  lavorando.  Ci  ho messo delle persone per vedere di trovare  delle
  soluzioni e magari se poi si riesce a trovare qualche soluzione  mi
  farebbe piacere che i deputati dell'Ars che sono sensibili, poi nel
  momento  opportuno dovranno dare una mano. E qui per il momento  mi
  fermo per quanto riguarda le sue domande.
   Per  quanto riguarda le altre domande relative a Siracusa,  ho  il
  massimo rispetto dell'Ars. Anche prima, alla mozione, ho detto  che
  mi  attengo  a  quello che dice l'Aula. Prendo  atto  delle  norme,
  quindi  non ho una visione né negativa né positiva della legge  che
  avete  approvato. Posso solo riflettere su un qualcosa  che  quella
  legge,  secondo me, in modo assolutamente involontario,  ha  finito
  per  causare, ossia, probabilmente, qualcuno ha approfittato  della
  legge  passata  per licenziare. Il meccanismo si è  manifestato  in
  qualcosa  di estremamente contorto. Uno fa una legge a  favore  del
  comparto  e il primo risultato della legge a favore del comparto  è
  l'effetto opposto che ha mandato in panico tutti i lavoratori.
   Oltre questo, però, secondo me, bisogna ora lavorare tutti assieme
  per  vedere  di  risolvere la situazione in cui,  tra  l'altro,  la
  Regione non ha alcuna competenza. Io non ho competenze dirette.
   Devo  mettere mano e questa è la mia competenza diretta e  ci  sto
  lavorando,  tant' è che alcuni deputati, fra cui l'onorevole  Foti,
  sono   già  al  corrente  e  altri  deputati  che  sto  pian  piano
  coinvolgendo, sulla nuova legge sull'acqua che è la base di  quello
  che  avete  approvato  voi. Sto lavorando  su  alcuni  emendamenti,
  perché  dobbiamo fare tesoro del fatto che a livello  nazionale  la
  legge del Lazio è stata bocciata.
   Non  possiamo  più permetterci di perdere tempo, quindi,  in  modo
  condiviso, dobbiamo lavorare per pochi mirati cambiamenti. Mi  sono
  già sentito con il presidente della Commissione Bilancio che ci  ha
  fatto  delle  richieste, perché ci sono dei problemi  di  copertura
  sulla  legge  che non ho partorito io. Io ci sono  da  due  mesi  e
  mezzo, ma la prima cosa che ho capito è che si tratta di una  legge
  strategica per provare a cambiare realmente le cose.
   Dobbiamo, quindi, farla bene nel modo condiviso da tutti i Gruppi,
  perché  l'emergenza  idrica è un qualcosa  che  ci  tocca  tutti  -
  maggioranza  e  opposizione  -  per  arrivare  alla  soluzione  del
  problema,  ovviamente, anche la nuova legge non avrà  la  bacchetta
  magica perché è difficilissimo recuperare i posti di lavoro che  si
  perdono,  quindi poi passata questa crisi finanziaria, secondo  me,
  sarà  compito  di tutti trovare le soluzioni per iniziare  a  porre
  fine  all'emorragia  di lavoratori che abbiamo  in  questo  momento
  nella  regione Sicilia, che è un'emorragia drammatica  su  tutti  i
  comparti. Abbiamo il rischio di perdita dei posti di lavoro.
   Quindi,  questa  è  la direzione del Presidente  della  Regione  e
  dell'assessore   Calleri  per  quanto  riguarda  l'acqua.  Dobbiamo
  arrivare  velocemente all'approvazione della norma.  Io  penso  che
  vada approvata entro il mese di luglio perché i tempi devono essere
  questi.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 1 luglio  2014,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II  - Discussioni dei disegni di legge:

            1)  -   Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
               alimentari . (n. 348/A)

               Relatore: on. Alongi

            2)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

            3)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
               (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

            4)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
               Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma
               dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
               siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
               della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, dell
               libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

            5)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
               Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (n.
               528/A)

               Relatore: on. Anselmo

            6)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
               elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
               Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436/A

               Relatore: on. Savona

   III - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                       PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
                           CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
                       MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
                                                 LA ROCCA C. - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                                  CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA C. -
                      MANGIACAVALLO - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO
                                       - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
   IV - Discussione della mozione:

         N. 244  - Attuazione del protocollo d'intesa approvato con
              D.P.Reg.  del  23 dicembre 2011 e istituzione  di  un
              fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie.

         (3 dicembre  2013)

                       LOMBARDO - DI MAURO - FIGUCCIA - GRECO G.  -
                       FEDERICO - FIORENZA - LO SCIUTO - LANTIERI -
                         GRASSO - CURRENTI - CIMINO - LA ROCCA R. -
                           FALCONE - MUSUMECI - VINCIULLO - VULLO -
                       MILAZZO G. - MARZIANO - POGLIESE - ANSELMO -
                            MICCICHE' - TAMAJO - SUDANO - FORMICA -
                                              FERRANDELLI - ARANCIO
   V  -  Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                          GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
                                                 ANSELMO - GERMANA'
   VI - Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                           GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
                                                    RAGUSA - CIRONE
   VII - Discussione della mozione:

         N. 287  -  Iniziative  in  favore delle strutture  private
              accreditate  che erogano prestazioni di  medicina  di
              laboratorio.

         (1 aprile  2014)

                                BARBAGALLO - LUPO - CIRONE - ALLORO
   VIII - Discussione della mozione:

         N. 232    -   Modifica   del   decreto   in   materia   di
              compartecipazione   ai   costi   delle    prestazioni
              riabilitative  psico-fisiche-sensoriali   in   regime
              semiresidenziale e residenziale.

         (25 novembre  2013)

                           FALCONE - POGLIESE - VINCIULLO - ASSENZA
   IX - Discussione della mozione:

         N. 233 - Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre  2013)

                       MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
   X  -  Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                             GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
                                                           CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 18.22

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli