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Resoconto d'Aula della Seduta n. 169 di mercoledì 02 luglio 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
   -  Alloro,  Panarello, D'Agostino, Federico, Tamajo,  Picciolo  e
  Grasso per oggi;
   - Arancio per oggi e domani.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive

   N.  1593  - Interventi urgenti in merito alla profonda crisi  che
  investe l'artigianato siciliano.
   Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Falcone Marco (Con nota  prot.  n.
  3014  del  21 maggio 2014, l'Assessore per la Famiglia ha eccepito
  la propria incompetenza).

   N. 1679 - Chiarimenti circa l'insufficiente stanziamento di fondi
  per  la  riqualificazione del centro sociale e servizi  consultivi
  del  nucleo industriale M. di Lentini - Centro fieristico e  borsa
  merci  -  nell'ambito delle risorse del P.O. F.E.S.R. 2007/2013  -
  Obiettivo operativo 5.1.2.
   Firmatario: Vinciullo Vincenzo

   N.    1870   -   Notizie   relative   all'introduzione   di   una
  regolamentazione delle principali attività produttive  in  Sicilia
  al fine di arginare il fenomeno dell'abusivismo.
   Firmatario: Figuccia Vincenzo

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

   Onorevoli  colleghi,  essendo  in corso  la  Commissione  per  la
  verifica  dei poteri, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà
  alle ore 18.00.

     (La seduta, sospesa alle re 16.12, è ripresa alle ore 18.08)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle
             dimissioni dell'onorevole Salvatore Pogliese
                  dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  I  punto  all'ordine   del   giorno:
  «Attribuzione   del  seggio  resosi  vacante   a   seguito   delle
  dimissioni  dell'onorevole  Salvatore  Pogliese  dalla  carica  di
  deputato regionale».
   Comunico  che,  ai  fini   dell'attribuzione  del  seggio  resosi
  vacante   a    seguito    delle    dimissioni       dell'onorevole
  Pogliese     dalla     carica     di     deputato       regionale,
  proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Catania (per la
  lista  avente la denominazione  Il Popolo della libertà - Musumeci
  Presidente ), la Commissione per la verifica dei poteri, ai  sensi
  del  combinato disposto dell'art. 4, parte seconda, dello  Statuto
  della  Regione  e della sezione IV del Capo V del  Titolo  II  del
  Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione tenutasi  il  2
  luglio  2014,  dopo aver proceduto ai necessari  accertamenti,  ha
  deliberato,  all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60 della  legge
  regionale  20  marzo  1951,  n.  29  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni (legge elettorale siciliana), di attribuire il seggio
  lasciato  vacante  dall'onorevole  Pogliese  al  candidato   Alfio
  Papale, che, primo dei non eletti della medesima lista provinciale
  e  nel  medesimo  collegio  elettorale in  cui  era  stato  eletto
  l'onorevole  Pogliese, segue immediatamente -  con  voti  7.202  -
  l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole Falcone.
   Non   sorgendo  osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,  eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il  candidato  Alfio Papale, salva  la  sussistenza  di
  motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o  reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
  29 e successive modificazioni.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


               (L'onorevole Alfio Papale entra in Aula)

   PRESIDENTE.  Poiché  l'onorevole Papale è presente  in  Aula,  lo
  invito a prestare il giuramento di rito.
   Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo  6
  delle  Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
   «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e  di
  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

   (L'onorevole Papale pronuncia a voce alta le parole:  Lo giuro )

   PRESIDENTE.  Dichiaro  immesso  l'onorevole  Alfio  Papale  nelle
  funzioni di deputato all'Assemblea regionale siciliana.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Comunico che martedì 8 luglio 2014  sarà convocata  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, successivamente
  vi comunicherò anche l'orario.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   alimentari'

   Presidenza del vicepresidente Venturino


        Seguito della discussione generale del disegno di legge
                          Osservatorio equità
     e giustizia nelle filiere agricole e alimentari . (n. 348/A)

   Onorevoli  colleghi,  si  procede col  seguito  della  discussione
  generale  del  disegno  di legge posto  al  n.  1)  del  III  punto
  all'ordine  del  giorno:   Osservatorio equità  e  giustizia  nelle
  filiere agricole e alimentari  (n. 348/A).
   Invito, pertanto, i componenti la III Commissione a prendere posto
  nell'apposito banco.
   Ricordo che ieri si è  votato il passaggio agli articoli  e  si  è
  chiusa la discussione generale.
   Il  termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto  alle
  ore 12.00 di oggi.
   Si passa all'art. 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Istituzione dell'Osservatorio equità e giustizia
                  nelle filiere agricole e alimentari

   1.  E'  istituito,  presso l'Assessorato regionale  delle  risorse
  agricole  e  alimentari, l'Osservatorio equità  e  giustizia  nelle
  filiere  agricole e alimentari, presieduto dall'Assessore regionale
  per le risorse agricole e alimentari e composto da:

   a)   il   dirigente  generale  del  dipartimento  regionale  degli
  interventi strutturali in agricoltura;

   b) un dirigente in servizio presso il dipartimento regionale degli
  interventi  strutturali  in agricoltura,  designato  dal  dirigente
  generale  del  medesimo dipartimento, che espleta  le  funzioni  di
  segretario;

   c)  un  esperto designato dall'Assessore regionale per le  risorse
  agricole e alimentari;

   d)  un  rappresentante della Federazione degli ordini dei  dottori
  agronomi e dottori forestali della Regione siciliana;

   e)  un  rappresentante  per ciascuna organizzazione  professionale
  degli agricoltori maggiormente rappresentativa a livello regionale.

   2.  L'Osservatorio  equità e giustizia nelle  filiere  agricole  e
  alimentari svolge i seguenti compiti:

   a)   vigilare  sul  rispetto  degli  accordi  di  filiera  di  cui
  all'articolo 82 della legge regionale 12 maggio 2010, n. 11;

   b)  individuare  le prassi commerciali scorrette  con  particolare
  riferimento ai ritardi nei pagamenti e all'imposizione della  forza
  contrattuale sotto la minaccia della cancellazione dalla lista  dei
  fornitori;

   c)  individuare  l'illegalità  dei sistemi  di  transazione  delle
  produzioni agricole;

   d) individuare l'uso improprio a fini pubblicitari dell'immagine e
  dei valori dell'agricoltura siciliana;

   e)  individuare  le azioni di agro-pirateria e contraffazione  dei
  prodotti  derivanti dalle risorse genetiche Born in Sicily  di  cui
  alla   delibera  legislativa  approvata  dall'Assemblea   regionale
  siciliana  nella  seduta n. 91 del 6 novembre  2013  in  danno  dei
  produttori agricoli e dei consumatori;

   f)    istituire   uno   sportello   telematico   sul   sito    web
  dell'Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari  per
  le  segnalazioni di azioni illecite e improprie perpetrate ai danni
  degli  agricoltori e delle risorse genetiche Born in Sicily di  cui
  alla   delibera  legislativa  approvata  dall'Assemblea   regionale
  siciliana nella seduta n. 91 del 6 novembre 2013.

   3.  Le  eventuali irregolarità individuate dall'Osservatorio  sono
  comunicate, mediante apposita informativa, agli organi preposti  in
  materia  di  tutela  della  qualità  dei  prodotti  agricoli  e  di
  contrasto  al  fenomeno dell'agro-pirateria e della  contraffazione
  agro-alimentare.»

   Comunico  che  all'art. 1  sono stati presentati  gli  emendamenti
  1.2, 1.1, che sono in distribuzione.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare sull'emendamento 1.2 per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  ho  chiesto  di intervenire per illustrare  l'emendamento
  sottoscritto  dal  Gruppo  Lista  Musumeci  e  che  mi  vede  primo
  firmatario  anche  se,   probabilmente,  l'emendamento  nella   sua
  chiarezza si espone da sé.
      Nella   previsione  del  disegno  di  legge  licenziato   dalla
  Commissione  ed,  in particolare, al comma 2 dell'articolo  1,  non
  vedo  menzionata, tra le attività di verificazione e  di  controllo
  quella relativa alla gestione dei mercati all'ingrosso dei prodotti
  dell'ortofrutta    che,    come   certamente    saprà    l'illustre
  rappresentante  del Governo, sono luoghi nei quali è  assolutamente
  necessario,  ritengo indispensabile, esercitare,  invece  -   visto
  che  la  normativa che l'Assemblea si accinge ad approvare  lo  può
  consentire -  un'attività di controllo e di vigilanza.
   Tutti  noi  sappiamo  come  gli ambienti frequentati  dai  mercati
  ortofrutticoli, oltre ad essere segnati e connotati da tanta  gente
  per  bene, da tanti produttori, agricoltori, può anche - e talvolta
  è  accaduto e accade - prestarsi all'inquinamento, all'insediamento
  di personaggi e addirittura di organizzazioni che del malcostume  o
  del malaffare ne fanno una regola.
   Non  è  assolutamente da escludere che all'interno della  gestione
  dei mercati ortofrutticoli -  in Sicilia ve ne sono diversi,  nella
  Sicilia  orientale ve ne sono tanti -  importanti  come  quello  di
  Vittoria,  come il MAAS di Catania, vi possono essere,  e  vi  sono
  stati,  fenomeni  di  pericoloso  e  grave  inquinamento  anche  di
  carattere  mafioso.  I condizionamenti,  l'imposizione  di  prezzi,
  l'imposizione nel settore dei trasporti, i ricatti, le minacce,  le
  estorsioni.
   Io  credo che sia assolutamente opportuno integrare il disegno  di
  legge che è in questo momento al nostro esame con l'emendamento che
  abbiamo  proposto ed anzi credo che quando la normativa  diventasse
  davvero  operativa  e applicabile l'assessorato regionale  dovrebbe
  particolarmente  interessarsi  dell'attività  di  controllo  e   di
  vigilanza  all'interno  dei  mercati all'ingrosso  per  i  prodotti
  dell'ortofrutta siciliani.

   TURANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho letto il disegno
  di   legge   che   mi   sembra  utile  e  vorrei  che   l'assessore
  all'agricoltura mi prestasse pochi attimi di attenzione.
   Credo  che  vada scritto nel disegno di legge che all'osservatorio
  possono fare ricorso anche i singoli cittadini, in forma singola  o
  associata se vogliamo. Me lo chiedo perché io che sono uno che gira
  tutto  il  territorio  e   trovo spesso  parecchi  agricoltori  che
  lamentano  che  nel mercato,  soprattutto nel settore vitivinicolo,
  ci  siano  una  serie  di  disfunzione o diciamo  di  interferenze.
  Specificare che anche ogni singolo agricoltore può mandare una nota
  scritta   informando  l'osservatorio   delle   anomalie   che   lui
  riscontra,  credo che sia un principio di democrazia.
   Quindi,  se  il Governo è d'accordo chiederei un tempo brevissimo,
  pochi secondi, per formalizzare l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Si passa emendamento 1.2. Lo pongo in  votazione.  Il
  parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  per
  la pesca mediterranea.  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   ALONGI, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 1.1, della Commissione.  Lo
  pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  per
  la pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 1, così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'art. 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                            Norma attuativa

   1.  Entro  sessanta giorni dall'entrata in vigore  della  presente
  legge, con decreto dell'Assessore regionale per le risorse agricole
  e  alimentari,  si provvede alla costituzione dell'Osservatorio  di
  cui  all'articolo  1 senza oneri aggiuntivi per il  bilancio  della
  Regione.  Con  successivo decreto dell'Assessore regionale  per  le
  risorse   agricole  e  alimentari  sono  disciplinate  le  modalità
  attuative della presente legge.»

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  2.1,  interamente sostitutivo.

   LENTINI,  vicepresidente della Commissione Abbiamo  presentato  un
  subemendamento  all'emendamento  2.1:   anziché  sessanta   giorni,
  centoventi giorni.

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, lo faccia avere alla Presidenza,
  così ne diamo lettura.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   Comunico che l'onorevole Figuccia ha chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   alimentari'

   Presidenza del vicepresidente Venturino


       Si riprende la discussione del disegno di legge n. 348/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la Commissione ha  presentato  il
  subemendamento  2.1.1.  L'emendamento 2.1  viene  così  modificato:
   entro centoventi giorni anziché sessanta giorni .
   Onorevole  Alongi mi deve fare una cortesia dobbiamo  seguire  con
  calma  i  lavori  d'Aula  perché  se  ognuno  fa  una  domanda   ci
  confondiamo. Avete presentato un subemendamento lo sto mettendo  ai
  voti. Lei cosa ha chiesto l'1.1? Abbiamo già votato l'articolo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  per
  la  pesca mediterranea.  Il parere del Governo è favorevole  perché
  mentre  prima  era  previsto un decreto  per  cui  sarebbero  stati
  sufficienti   sessanta   giorni   per   l'attuazione,    la   forma
  regolamentare  richiede più tempo e quindi  il  Governo  dà  parere
  favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.1 così come modificato. Il
  parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, per lo sviluppo rurale  e  per
  la pesca mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                                  Norma finale

   1.  La presente legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta ufficiale
  della Regione  siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Alongi aveva apposto la  firma
  all'emendamento 1.1.
   Le  chiedo  scusa,  onorevole Alongi,  ma  se  non  utilizzate  il
  microfono non riesco a sentirvi, posso cogliere il  labiale ma  non
  riesco sempre ad interpretarlo.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
       «Osservatorio equità e giustizia nelle filiere agricole e
                         alimentari » (348/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Osservatorio equità e giustizia nelle filiere
  agricole e alimentari» (348/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  ci sono dei  problemi.  Ripetiamo
  la votazione.

   MUSUMECI.  Se  c'è  un  difetto tecnico, si  annota  la  votazione
  verbale.

   PRESIDENTE. Ormai la ripetiamo perché l'hanno azzerata.  Onorevole
  Musumeci, lei ha ragione.
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          41
   Contrari              0
   Astenuti              7

                         (L'Assemblea approva)

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, ho votato favorevolmente

   PRESIDENTE.  L'onorevole La Rocca Ruvolo dichiara di avere  votato
  favorevole. Invito gli Uffici a prendere nota.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Discussione della mozione n. 244  Attuazione del protocollo
  d'intesa approvato con D.P.Reg. del 23 dicembre 2011 e istituzione
       di un fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  essendo   presente   in   Aula
  l'assessore  per la salute, dottoressa Borsellino, si  passa  al  V
  punto  all'ordine  del  giorno: Discussione della  mozione  n.  244
  "Attuazione del protocollo d'intesa approvato con D.P.Reg.  del  23
  dicembre 2011 e istituzione di un fondo unico per tutte le attività
  socio-sanitarie",  a  firma degli onorevoli  Lombardo,   Di  Mauro,
  Figuccia, Greco G., Federico, Fiorenza, Lo Sciuto ed altri.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   le comunità alloggio per disagio psichico sono state introdotte a
  seguito dell'emanazione della l. n. 180 del 1978, con la quale  si
  è stabilito il graduale superamento degli ospedali psichiatrici;

   le  comunità  alloggio  sono state annoverate,  fin  dalla  legge
  regionale n. 22 del 1986 tra i servizi socio-assistenziali, che ha
  conferito  loro  il  mandato sociale di ospitare  ed  assistere  i
  pazienti   dimessi  dagli  ospedali  psichiatrici,   operando   in
  integrazione con i Dipartimenti di salute mentale territoriali;

   le  Linee  di indirizzo nazionali per la salute mentale,  redatte
  nel   2008  ad  opera  del  Ministero  della  Salute,  riconoscono
  l'importanza  per la cura del paziente psichiatrico  del  sostegno
  abitativo e degli interventi di residenzialità: queste svolgono un
  ruolo  di natura prettamente socio-sanitario, erogando prestazioni
  ad   elevata   integrazione  sanitaria,  così  come  pacificamente
  riconosciuto da più soggetti istituzionali e dal quadro  normativo
  e regolamentare vigente;

   RITENUTO che:

   le  comunità  alloggio  per  disagio  psichico,  secondo  i  dati
  risultanti dall'albo regionale delle istituzioni assistenziali  di
  cui  all'art.  26  della  l. reg. n. 22  del  1986,  aggiornati  a
  febbraio  2013,  sono circa 200, ospitano oltre 2000  pazienti  ed
  impiegano circa 1800 operatori;

   il  ruolo  delle comunità alloggio non è più limitato  alla  sola
  attività   assistenziale  ma  è  incentrato  sulla   cura   e   la
  riabilitazione psico-sociale delle persone affette da un  disturbo
  psichico.  Infatti,  se  inizialmente  tali  strutture  ospitavano
  pazienti provenienti dagli ex ospedali psichiatrici, oggi l'utenza
  è  primariamente composta da uomini e donne molto giovani,  spesso
  con  un  alto livello culturale e di scolarizzazione portatori  di
  bisogni  e  patologie complesse, caratterizzate  dalla  dimensione
  multifattoriale; e, cioè, patologie psichiatriche spesso correlate
  all'abuso di sostanze psicotrope (disturbi con doppia diagnosi)  o
  a   gravi   disturbi  di  personalità  che  esitano  in   disturbi
  psichiatrici  a causa di eventi di vita non elaborati  (morte  dei
  genitori,  perdita del lavoro, separazione dal coniuge, etc.).  La
  tipologia  di utenza appena descritta necessita, come è  evidente,
  di risposte complesse, appropriate e diversificate;

   le  comunità  alloggio  operano in stretta collaborazione  con  i
  dipartimenti  di  salute  mentale; l'inserimento  di  un  paziente
  presso   la  comunità  e  la  pianificazione  di  idonea   terapia
  farmacologica, la cui somministrazione viene affidata alla  stessa
  comunità,  è  seguito  e  predisposto da uno  psichiatra.  Vengono
  progettati  in  sinergia  interventi di  cura,  riabilitazione  ed
  inclusione   sociale  personalizzati,  secondo  Piani  Terapeutici
  Individualizzati per ogni singolo paziente;

   VISTO che:

   il  DPCM  del 29 novembre 2001 n. 19854, con il quale sono  stati
  definiti  i  Livelli Essenziali di Assistenza, include  l'attività
  riabilitativa sanitaria, socio-sanitaria rivolta alle persone  con
  disabilità  psichica tra questi, stabilendo al contempo  che  tali
  prestazioni di assistenza sono garantite dal Servizio sanitario;

   il  DPCM  del  14.02.2001 'Atto di indirizzo e  coordinamento  in
  materia  di  prestazioni  sociosanitarie',  in  linea  con  quanto
  stabilito  nell'art.  3  septies della l. n.  502/1992,  rubricato
  'Integrazione socio-sanitaria', demanda alle regioni,  nell'ambito
  della   programmazione   degli   interventi   socio-sanitari,   di
  determinare  gli obiettivi, le funzioni, i criteri  di  erogazione
  delle  prestazioni  socio-sanitarie, ivi  compresi  i  criteri  di
  finanziamento,   sottolineando   che   la   programmazione   degli
  interventi    socio-sanitari   avviene   secondo    principi    di
  sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità,
  omogeneità,  copertura  finanziaria  e  patrimoniale,  nonché   di
  continuità assistenziale;

   l'art.  2  della  legge  regionale n. 5 del  2009,'Norme  per  il
  riordino  del  Servizio  sanitario  regionale',  prevede  che  'La
  Regione  esercita  funzioni di programmazione,  di  indirizzo,  di
  coordinamento,  di  controllo e di supporto  nei  confronti  delle
  Aziende del Servizio sanitario regionale, degli enti del settore e
  di  tutti  i  soggetti, pubblici e privati, che svolgono  attività
  sanitarie  e  socio-assistenziali di rilievo sanitario  ed  a  cui
  compete l'attuazione degli obiettivi definiti nella programmazione
  sanitaria regionale';

   l'art.  3  della citata legge regionale 5/2009 prevede  che:  'Il
  Servizio   sanitario   regionale:   (...)   f)   rende   effettiva
  l'integrazione  socio-sanitaria, ai sensi della legge  8  novembre
  2000,  n.  328  e  dell'articolo 2 del decreto del Presidente  del
  Consiglio dei Ministri 14 febbraio 2001';

   l'art. 20 L.R. 5/2009 prevede che: 'l'Assessore regionale per  la
  sanità   determina,   sentite  le  organizzazioni   di   categoria
  maggiormente rappresentative, le condizioni e le modalità  secondo
  le  quali  si  stabiliscono gli accordi  e  i  contratti  con  gli
  erogatori  privati, nel rispetto: a) dei vincoli  e  dei  principi
  dettati  dalla normativa vigente con particolare riferimento  alle
  materie  di  autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie  e
  socio-sanitarie,  di  accreditamento  istituzionale,  di   accordi
  contrattuali e di remunerazione degli erogatori privati secondo la
  tipologia delle strutture e la qualità delle prestazioni erogate';

   la  Regione  siciliana ha approvato, con D.P.R.S. del 18.07.2011,
  'il Piano sanitario regionale 'Piano della salute 2011- 2013', nel
  quale,  al  paragrafo  4.2,  si  definiscono  'attività  ad   alta
  integrazione  sanitaria'  quelle svolte all'interno  di  strutture
  come  le RSA e le comunità alloggio, confermando la necessità  per
  queste  strutture  della  definizione di  standard  e  criteri  di
  accreditamento nell'ambito di una programmazione congiunta;

   il  D.P.R.S.  del  23  dicembre  2011,  approvato  il  protocollo
  d'intesa  per l'attuazione del sistema regionale integrato  socio-
  sanitario  in Sicilia, con il quale si da atto della necessità  di
  'introdurre azioni trasversali sinergiche per la realizzazione  di
  un  sistema integrato di interventi e servizi sanitari  e  sociali
  che,   nel  rispetto  delle  rispettive  e  specifiche  competenze
  dell'Assessorato della salute e dell'Assessorato  della  famiglia,
  delle politiche sociali e del lavoro, superi la frammentarietà dei
  due  ambiti  e  fornisca indirizzi unitari per la  programmazione,
  organizzazione  e  gestione  degli  interventi   in   materia   di
  integrazione  socio-sanitaria'.  Nel  corpo  di  tale   protocollo
  d'intesa  si  richiama  espressamente  il  DPCM  14.02.2001  e  la
  definizione  dei  LEA  e  si stabilisce che  gli  stessi  sono  di
  competenza del S.S.R.. Tra le azioni prioritarie, per le strutture
  residenziali,  semi-residenziali e di  lungo  assistenza,  vengono
  previste:   -  'ridefinizione  delle  tipologie  delle   strutture
  residenziali / semiresidenziali a carattere socio-assistenziale  e
  socio-sanitario;  -  armonizzazione  di  criteri  e  procedure  di
  accreditamento; - definizione quantitativa delle  rette  a  carico
  dei  comuni  e  a  carico  delle ASP in ottemperanza  ai  DPCM  14
  febbraio 2001 e 29 novembre 2001';

   il decreto assessoriale del 27 aprile 2012 ha approvato il 'Piano
  Strategico  per  la  Salute Mentale', nel quale  si  afferma:  'La
  residenzialità terapeutica domiciliare, come quella  espressa  dal
  modello  del  gruppo-appartamento, delle  case  protette  e  delle
  comunità  alloggio  rappresenta un modello di integrazione  socio-
  sanitaria  altamente efficace' e ancora 'Le strutture residenziali
  (a   gestione   pubblica,  privata  o  mista)   partecipano   alla
  costituzione   della   rete  dei  servizi  che   concorrono   alla
  realizzazione  del  piani  terapeutici  individualizzati,  la  cui
  titolarità è necessariamente demandata al DSM. La rete dei servizi
  residenziali  sarà utilizzata nei percorsi di presa in  carico  in
  maniera  dinamica a seconda delle condizione cliniche di base  del
  paziente  e  della  fase  evolutiva  dei  sintomi,  evitando   gli
  inserimenti  a  tempo indeterminato che rischiano  di  configurare
  nuove    forme   di   istituzionalizzazione.   La   residenzialità
  terapeutica  extra-domiciliare deve garantire  un  lavoro  clinico
  altamente  specializzato e deve essere orientata al raggiungimento
  dei  migliori livelli possibili di adattamento e alla restituzione
  del  paziente  ai  suoi  abituali contesti di  vita'  (cfr.  Piano
  Strategico per la Salute Mentale, cap. 6, par. 1/II, pag. 15);

   CONSIDERATO che:

   purtroppo,  ad  oggi,  l'Amministrazione regionale  non  ha  dato
  attuazione, almeno in relazione alle comunità alloggio, al  citato
  quadro  normativo  e  regolamentare  ed  ai  richiamati  indirizzi
  programmatici  in  merito  alla  necessaria  integrazione   socio-
  sanitaria del settore;

   le  comunità alloggio sono costrette ad operare ancora secondo le
  direttive  e  lo schema di convenzione adottati con  D.P.R.S.  del
  04.06.1996,  in  cui  si  fa riferimento  alle  sole  attività  di
  risocializzazione e di reinserimento, ben distanti dal percorso di
  integrazione socio-sanitario previsto;

   alle  attività poste in essere dalle comunità alloggio,  ben  più
  complesse  di  quelle indicate nelle direttive del  1996,  vengono
  riconosciuti  gli stessi corrispettivi indicati  nello  schema  di
  convenzione tipo approvati in quell'anno;

   tali  corrispettivi sono oramai incontrovertibilmente inadeguati,
  considerato  che  non  tengono conto  degli  oneri  effettivamente
  sostenuti  dagli  enti gestori e dei mutati  costi  connessi  alle
  sempre più complesse prestazioni ad elevata integrazione sanitaria
  rese  dalle comunità alloggio. Basti pensare che, da un  lato,  la
  retta riconosciuta, pari a circa euro 70 al giorno, è la più bassa
  d'Italia e, dall'altro, le comunità alloggio, sono costrette a far
  fronte,  nei  rapporti con gli enti locali, ad  enormi  difficoltà
  legate alla mancanza di fondi da parte di questi ultimi;

   ciò   ha   determinato,   nella   prassi,   la   tendenza   delle
  Amministrazioni  comunali a non disporre i pur necessari  ricoveri
  nelle  strutture  in  questione per tanti soggetti  che  hanno  la
  necessità di seguire un percorso socio-sanitario riabilitativo;

   il  quadro da ultimo delineato ha determinato, oltre ad un chiaro
  disagio per coloro che hanno bisogno di risposte terapeutiche,  un
  considerevole  dispendio  economico per la  Regione  siciliana  in
  ragione  dell'incremento dell'uso dei farmaci pschiatrici,  nonché
  dei  ricoveri  presso gli S.P.D.C. le case di cura  specializzate,
  che  hanno  rette che variano dai 300 ai 500 euro  al  giorno.  In
  altri   termini,  la  mancata  attuazione  del  sistema  regionale
  integrato  socio-sanitario e il mancato adeguamento agli  standard
  nazionali  per le comunità alloggio per disagio psichico  è  anche
  causa di un ingente danno erariale per l'Amministrazione regionale
  e per i Comuni,

    impegna il Governo della Regione e per esso l'assessore per la
                         salute e l'assessore
           per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro

   ad  adottare  quanto  necessario a dare urgente  attuazione  agli
  indirizzi   programmatici  derivanti  dal   quadro   normativo   e
  regolamentare vigente e agli atti di programmazione  emanati,  tra
  cui  il  protocollo  d'intesa approvato con  il  D.P.R.S.  del  23
  dicembre  2011, perchè si realizzi il sistema regionale  integrato
  socio-sanitario per le comunità alloggio per disagio psichico;

   ad  adottare, conseguentemente, ogni atto utile finalizzato  alla
  creazione di un fondo unico per tutte le attività socio-sanitarie,
  strumento  indispensabile per il miglioramento della  qualità  dei
  servizi e della loro programmazione;

   ad  adottare ogni provvedimento necessario al fine di  consentire
  l'accreditamento delle strutture presso l'Assessorato  Salute  con
  criteri imparziali, e coinvolgendo l'Assemblea regionale siciliana
  nella definizione dei relativi criteri». (244)

   Dichiaro aperta la discussione sulla mozione n. 244.

   Onorevoli colleghi, nessuno interviene per illustrare la  mozione?
  Ho  citato  tutti  i  firmatari: l'onorevole  Figuccia  oggi  è  in
  congedo,  l'onorevole  Currenti.,  Cimino,  l'onorevole  La   Rocca
  Ruvolo,   l'onorevole  Falcone,  Musumeci,  l'onorevole  Vinciullo,
  l'onorevole Vullo, l'onorevole Marziano, l'onorevole Anselmo.
   Onorevole Lentini, la pregherei di non suggerire, penso di  essere
  in grado di potere gestire l'Aula.

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore per  la  salute,  dottoressa
  Borsellino.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  mozione  affronta il tema  dell'integrazione  socio-
  sanitaria. Un tema che ha visto, in Sicilia, ancora una  non  piena
  attuazione  della  legge numero 328 del 2000, che  poneva  le  basi
  normative  e  programmatiche per una effettiva integrazione  fra  i
  servizi sociali e sanitari.
   In  particolare,  la mozione si sofferma sul tema  delle  comunità
  alloggio  per  disabili psichici minori che,  sicuramente,  tra  le
  categorie che necessitano di prestazione ad alta integrazione socio-
  sanitaria rappresentano le categorie tra le più fragili.
   In questo momento, la normativa regionale - per quanto antesignana
  rispetto  a questo tema,  facciamo riferimento alla legge regionale
  numero  22  del 1986 - ha consolidato, nel tempo, alcune  procedure
  operative  anche  tra  Aziende  sanitarie  e  comuni  che  sono   i
  principali enti attori di questo percorso che, nel tempo,  si  sono
  rivelati  poco  adeguati al principio dello  snellimento,  intanto,
  delle  procedure  amministrative ancorché le  rette  relative  alle
  prestazioni   erogate  da  queste  strutture   residenziali   vanno
  compartecipate tra sanità e sociale.
   L'anticipazione del valore della retta da parte di uno  di  questi
  enti,  che  poi  poteva  esercitare il diritto  di  rivalsa  presso
  l'altro ente, si è rivelato, pertanto, nel tempo, assai farraginoso
  e,  quindi, necessita di un aggiustamento anche sul piano normativo
  che  possa  consentire poi, in fase di programmazione e attuazione,
  una  maggiore integrazione effettiva dei servizi senza duplicazioni
  o, peggio, frammentazioni di risorse.
   E'  per  questa  ragione  che, in sede  di  predisposizione  della
  manovra  ter finanziaria, il Governo ha introdotto nel  testo,  che
  presto  verrà  trattato in Aula, una norma che  intende  riproporre
  quanto  era  stato  già previsto nella precedente manovra  ancorché
  oggetto  di  impugnativa da parte del Commissario dello Stato,  con
  degli aggiustamenti che intendono fare tesoro dei suggerimenti dati
  dallo  stesso  Commissario dello Stato perché si  possano  superare
  quelle  criticità che, in un primo momento, avevano determinato  un
  ostacolo alla definizione di questa norma.
   La   norma,   sostanzialmente,  introduce  proprio  il   principio
  richiesto dalla mozione, ovvero l'istituzione di un fondo unico per
  l'integrazione socio-sanitaria che andrà implementato  proprio  con
  risorse   provenienti  da  fonti  diverse  dal   fondo   sanitario,
  integrate, naturalmente, con le risorse di fondo sanitario, per  la
  remunerazione  di  tutte quelle prestazioni che richiedono  un'alta
  integrazione  socio-sanitaria per le quali, appunto, il  limite  di
  demarcazione  tra  sanità  e  sociale risulta  di  assai  difficile
  definizione.
   Questo  consentirà  ai  due  rami dell'Amministrazione,  famiglia,
  politiche  sociali e lavoro e salute dall'altra  parte,  di  potere
  attuare,  attraverso  la definizione di un piano  integrato  socio-
  sanitario  come strumento di programmazione, quelle che sono  tutte
  le  prestazioni  e  le categorie fragili cui tali prestazioni  sono
  rivolte perché si possa superare questa fase di frammentazione che,
  in questo momento, caratterizza il sistema socio-assistenziale.
   La   norma,  che  è  stata  proposta  in  piena  condivisione  con
  l'Assessore  per  la famiglia, è stata proposta  quindi  in  questi
  termini,  prevedendo anche la possibilità, una volta approvata,  di
  definire  un  regime unico di accreditamento per queste  strutture.
  Essendo,  infatti,  delle strutture che ricevono  finanziamenti  in
  parte  dal  Fondo sanitario e in parte da altre fonti  finanziarie,
  necessitano  naturalmente  di  un accreditamento  unico  che  possa
  uniformare anche il sistema dei controlli, specie in strutture  che
  ospitano  minori  e  che,  più  di  altre,  necessitano  di   avere
  continuamente un monitoraggio circa le condizioni e i requisiti  di
  tipo strutturale e organizzativo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione numero 244.  Il  parere
  del Governo?

   BORSELLINO, assessore per la salute. Naturalmente favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)

   PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Ferrandelli ci ha fatto sapere
  che  è arrivato leggermente in ritardo per la votazione ma, qualora
  avesse votato per il disegno dia legge numero 348/A, avrebbe votato
  favorevolmente. Lo stesso vale per l'onorevole Maggio.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


    Discussione della mozione "Iniziative in favore delle strutture
      private accreditate che erogano prestazioni di medicina di
                          laboratorio" (287)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'ottavo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della  mozione  n. 287  "Iniziative  in  favore  delle
  strutture  private accreditate che erogano prestazioni di  medicina
  di laboratorio", degli onorevoli Barbagallo, Lupo, Cirone e Alloro.
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   con  sentenza  del  TAR Palermo, è stato disposto  l'annullamento
  degli  artt.  3  e 7 del D.A. Salute n. 1629 del  9  agosto  2012,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 31
  agosto 2012;

   l'art.  3 del suddetto decreto aveva introdottouna soglia  minima
  di  prestazioni  per  l'accreditamento e  la  contrattualizzazione
  della  medicina  di  laboratorio  erogata  da  laboratori  privati
  convenzionati;

   tale  soglia  era  fissata in 100.000 prestazioni  annue  per  il
  biennio 2013-2015 ed in 200.000 a partire dal 2015;

   l'art.  7  legava al raggiungimento, entro il 31  dicembre  2012,
  della  suddetta soglia minima di prestazioni la possibilità per  i
  laboratori  di  essere  contrattualizzati e,  quindi,  di  erogare
  prestazioni per conto del SSR;

   tali  disposizioni  venivano  adottate  ai  fini  dell'attuazione
  dell'accordo  tra  il  Governo e le Regioni sui  'Criteri  per  la
  riorganizzazione   delle  reti  di  offerta  di   diagnostica   di
  laboratorio' del 23 marzo 2011;

   CONSIDERATO che:

   il  suddetto accordo, ravvisata la necessità di adottare efficaci
  strumenti  di governo dell'attività di diagnostica di  laboratorio
  al   fine  di  garantire  la  qualità  e  l'appropriatezza   delle
  prestazioni,   sancisce   l'obiettivo   del   superamento    della
  frammentazione   delle   attività   di   laboratorio    attraverso
  'meccanismi di reale aggregazione' fra strutture;

   tutto  ciò,  tuttavia, 'ferma restando l'autonomia delle  singole
  Regioni  alla  traduzione  operativa  degli  stessi  ritenuta  più
  consona alle specifiche realtà territoriali';

   l'accordo, pertanto, indica un percorso, quello dell'accorpamento
  tra  strutture, senza, tuttavia, imporre dall'alto scelte  che  le
  Regioni sono chiamate ad adottare in piena autonomia;

   viceversa, il suddetto D.A. Salute n. 1629 del 9 agosto  2012  ha
  introdotto un meccanismo di accorpamento forzoso entro un lasso di
  tempo molto ristretto pena, addirittura, l'espulsione dal sistema;

   é  evidente  che  tali disposizioni, qualora  non  fossero  state
  oggetto  di  annullamento  da  parte del  giudice  amministrativo,
  avrebbero   favorito   la   creazione   di   posizioni   dominanti
  pregiudizievoli dei principi di libera concorrenza,  di  autonomia
  privata  e della libera iniziativa imprenditoriale, senza peraltro
  alcun  apprezzabile vantaggio in termini di risparmio di  spesa  o
  efficientamento del sistema;

   RICORDATO che:

   col  D.A.  16.09.2009,  n.  1933,  contenente  il  Piano  per  la
  riorganizzazione  della  rete  di  laboratori  privati,  è   stato
  disciplinato  il processo di aggregazione funzionale  e  giuridica
  delle  strutture, con la possibilità di utilizzare un  laboratorio
  comune centralizzato e la trasformazione delle sedi originarie  in
  punti prelievo;

   lo  stesso  D.A.  ha  previsto, inoltre,  la  possibilità  per  i
  titolari  delle singole strutture che avevano scelto di aggregarsi
  di   esercitare   il   diritto   di   recesso   entro   due   anni
  dall'aggregazione, con il diritto a riappropriarsi del  codice  di
  struttura;

   le  aggregazioni, pertanto, dovrebbero avvenire esclusivamente su
  base  volontaria, lasciando gli operatori liberi di  mantenere  la
  propria autonomia giuridica e funzionale;

   RITENUTO che:

   non  è  in  alcun  modo  dimostrato che gli  accorpamenti  tra  i
  laboratori   privati  comportino  una  diminuzione   della   spesa
  sanitaria, anzi il sistema di incentivi economici per favorirli ha
  finito per farla aumentare;

   infatti,  sin  dal  2009  si è avuto, in virtù  della  premialità
  annualmente   prevista per gli accorpamenti, un aumento  di  spesa
  per  l'aggregato dedicato alla patologia clinica di ben 3  milioni
  di euro all'anno;

   i  costi  di  produzione dei laboratori privati  sono  mediamente
  inferiori  del di 5 - 6 volte rispetto alle strutture pubbliche  e
  le  prestazioni  sono rese senza liste d'attesa; il  servizio  dei
  laboratori  privati, pertanto, è più efficiente  ed  economico  di
  quello erogato dai laboratori pubblici;

   in  un  sistema  che  vede la sanità pubblica  non  in  grado  di
  assicurare    tempestivamente   l'erogazione   delle   prestazioni
  sanitarie,   l'obbligo   di  accorpamento   dei   laboratori   può
  compromettere  il  diritto alla salute ed  il  diritto  di  libera
  scelta dei cittadini-utenti;

   la  distribuzione dei laboratori nel territorio regionale,  anche
  in considerazione della particolare orografia della Regione, della
  rete viaria e della composizione demografica della popolazione, ha
  garantito  un servizio capillare e qualificato che ha  colmato  le
  carenze  della  rete  di  strutture pubbliche  di  diagnostica  di
  laboratorio;

   la trasformazione dei laboratori in punti prelievo e il trasporto
  dei campioni biologici alla struttura centralizzata non è in grado
  di  garantire  sufficiente  sicurezza poiché  la  circolazione  di
  provette  sul  territorio comporta un rischio  non  azzerabile  di
  confusione,   smarrimento,  ed  errore  oltre  che   di   corretta
  conservazione della matrice biologica da analizzare;

   appare  concreto,  pertanto, il rischio di un abbassamento  della
  qualità delle prestazioni rese, poiché esistono tipologie di esami
  clinici,  quali la glicemia, l'emocromo, la coagulazione ecc.  che
  debbono essere eseguiti in tempo reale dal prelievo, pena la  loro
  veridicità;

   i  costi  per  la  conservazione ed  il  trasporto  del  campione
  biologico  costituiscono pesanti oneri che  non  permettono  alcun
  risparmio di spesa; viceversa, in caso di errore, lo stesso  esame
  andrà ripetuto con evidente aggravio economico;

   il modello di un accorpamento strutturale obbligatorio, pertanto,
  non solo non permette di raggiungere gli obiettivi prefissati,  ma
  addirittura  rischia  di  rendere il servizio  economicamente  più
  oneroso e qualitativamente più scadente;

   CONSIDERATO, inoltre, che:

   l'accorpamento,   specie   se  imposto,   rischia   di   alterare
  pesantemente  il  mercato, costringendo le  strutture  con  minori
  capacità    prestazionali   a   cedere   il   proprio   patrimonio
  professionale  costruito  anno  dopo  anno  a  strutture  che  già
  superano  la  soglia  annua richiesta e che, pertanto,  non  hanno
  alcun bisogno di aggregarsi: nella posizione di contraente debole,
  le piccole strutture, del tutto sprovviste di protezione, sono, di
  fatto,  assorbite con conseguente perdita di posti di  lavoro  per
  personale altamente qualificato;

   nel   2007  si  è  concluso  il  procedimento  di  accreditamento
  istituzionale  dei  laboratori  convenzionati,  così  come  si   è
  concluso  il  procedimento  di verifica  triennale  in  ordine  al
  mantenimento dei requisiti richiesti per l'accreditamento;

   l'accreditamento istituzionale ha comportato l'adeguamento  delle
  strutture  sanitarie  secondo  rigorosi  requisiti  organizzativi,
  strutturali   e   tecnologici   che   hanno   comportato   gravosi
  investimenti,  per  cui le strutture convenzionate  avevano  fatto
  legittimo affidamento in ordine alla possibilità di continuare  ad
  erogare prestazioni a carico del Sistema sanitario regionale;

   l'art.  25  della legge regionale n. 5 del 2009  dispone  che  le
  risorse  relative alla specialistica ambulatoriale esterna  vadano
  attribuite  alle  strutture accreditate  e  contrattualizzate,  al
  momento dell'entrata in vigore della legge;

   la  suddetta  legge regionale n. 5 del 2009 prevede espressamente
  che  il  sistema  sanitario  sia strutturato  sul  fabbisogno  del
  cittadino  al quale deve essere garantita un'offerta  capillare  a
  partire dal territorio e dall'integrazione sociosanitaria,puntando
  sulla   deospedalizzazione   e  sul  potenziamento   dei   servizi
  territoriali,  per  cui l'azzeramento dei tanti  presidi  sanitari
  disseminati  nel  territorio siciliano  comporterebbe  una  sicura
  lesione del predetto principio contenuto nella legge regionale  n.
  5 del 2009;

   l'accordo  tra  il Governo e le Regioni del 23  marzo  2011,  nel
  disciplinare  le  modalità di aggregazione,  ha  previsto  sistemi
  elastici  e che consentono il mantenimento di una certa  autonomia
  delle    singole   strutture   aggregate,   facendo    riferimento
  espressamente a società cooperative, consortili oppure ATI;

   PREMESSO, inoltre, che:

   l'accordo Stato - Regioni del 23 marzo 2011 puntualizza che,  nel
  procedere alla riorganizzazione della rete di laboratori,  debbano
  essere  previsti  programmi  specifici  di  controllo  interno  di
  qualità   e  di  valutazione  esterna  di  qualità  (VEQ),   quali
  'presupposti  indispensabili per dare oggettiva dimostrazione  del
  le  performance  analitiche  e quindi della  qualità  dei  servizi
  erogati';

   le modalità con le quali tali programmi sono svolti sono definite
  dalle  Regioni,  cui  è raccomandato che i programmi  VEQ  abbiano
  'valenza sovra regionale, nazionale o internazionale' e che  siano
  gestiti  'da  soggetti  terzi  e  non  da  aziende  produttrici  o
  distributrici di prodotti del settore e servizi della  diagnostica
  di laboratorio';

   l'art.  6 del decreto assessoriale 9 agosto 2012 dispone,  a  tal
  proposito,   che   è   adottato  come   ulteriore   requisito   di
  accreditamento  e contrattualizzazione per l'attività  specialisti
  ca  ambulatoriale  di medicina di laboratorio la registrazione  al
  CRQ (Centro regionale di qualità) e la partecipazione obbligatoria
  alle VEQ (valutazione esterna di qualità) regionali;

   nella  Regione,  la  VEQ  è  gestita dal  'Centro  regionale  per
  l'implementazione, l'assicurazione ed il controllo  della  qualità
  nella rete laboratoristica pubblica e privata', incardinato presso
  l'Assessorato regionale della salute e meglio conosciuto come CRQ,
  istituito  con decreto assessoriale n. 3253 del 30 dicembre  2010;
  in  una  prima fase, tuttavia, non vi era da parte delle strutture
  private alcun obbligo di usufruire degli servizi del CRQ;

   il   CRQ   opera   con   il  supporto  dell'Azienda   ospedaliera
  universitaria Paolo Giaccone di Palermo, la quale, tramite l'unità
  operativa  controllo  qualità  dei laboratori  e  rischio  chimico
  (CQRC),   si  occupa  principalmente  degli  aspetti   tecnico   -
  operativi,  nonché  dell'Azienda ospedali riuniti  Villa  Sofia  -
  Cervello per una piccola parte;

   la creazione di tale organismo presta il fianco a numerosi dubbi;
  in  primo  luogo  perché  si sono introdotti  nuovi  ed  ulteriori
  requisiti  per  l'accreditamento  e  la  contrattualizzazione   in
  violazione  della  normativa sull'accreditamento  istituzionale  e
  della legge regionale n. 5 del 2009;

   appare violato il principio della parità tra il settore privato e
  quello  pubblico: quest'ultimo ha potuto mantenere i contratti  di
  verifica   in   corso,  mentre  il  settore  privato   ha   dovuto
  obbligatoriamente   accedere  ai  controlli   regionali   con   la
  cessazione dei contratti in corso;

   l'obbligo  di eseguire la VEQ con il CRQ cozza con la scelta  nel
  libero  mercato, e, dunque, con la possibilità, per  l'utente,  di
  scegliere chi, a parità di servizio e qualità, fornisca un  prezzo
  migliore, o, comunque, concorrenziale;

   sono  riconosciuti ed imposti soltanto i controlli effettuati  da
  enti  accreditati con la Regione siciliana, discriminando  aziende
  che  sono  accreditate con il Ministero della Salute o  con  altre
  Regioni;

   tale  situazione  ha portato alla creazione  di  un  cartello  di
  aziende  che  pratica  prezzi da 4 a 6 volte  superiori  a  quelli
  praticati dalle ditte non accreditate;

   il  tariffario  applicato  dal CRQ,  con  costi  a  carico  delle
  strutture private, prevede la cifra di circa 4.000 euro  a  fronte
  dei  circa  1.000 euro richiesti da enti quali il San Raffaele  di
  Milano o il Careggi di Firenze, per un numero di analiti uguale  o
  addirittura superiore a quelli programmati dal CRQ;

   imporre  il  CRQ con l'Azienda universitaria Paolo Giaccone  (che
  non  è un ente terzo come richiesto dall'Accordo Stato Regioni del
  23  marzo  2011) quale ente titolato ad effettuare le VEQ,  appare
  legittimo  soltanto qualora tale servizio fosse  svolto  a  titolo
  gratuito;

   appare,  inoltre, violato il principio consensuale nei  controlli
  di qualità stabilito dagli artt. 8 quinquies e 8 octies del D.Lgs.
  n.  502 del 1992, nonché l'art. 25 della l.r. 5/09 che prevede  la
  previa  concertazione  con  le OO.SS.  di  categoria  maggiormente
  rappresentative nella determinazione di condizioni e modalità  con
  le  quali  si  stabiliscono gli accordi  e  i  contratti  con  gli
  erogatori privati,

    impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per la
                                salute

   a  rivedere, nel rispetto degli impegni assunti con lo Stato  nel
  Piano  di  rientro 2007-2009 e nei successivi programmi  operativi
  per la prosecuzione del Piano, nonché previa concertazione con  le
  Organizzazioni     sindacali     di     categoria     maggiormente
  rappresentative,  la  disciplina dei  rapporti  con  le  strutture
  private  accreditate  che  erogano  prestazioni  di  medicina   di
  laboratorio ribadendo, una volta e per tutte, il principio secondo
  il  quale il processo di razionalizzazione della rete va associato
  al  principio di volontarietà e spontaneità delle aggregazioni fra
  strutture  senza  obbligo di raggiungimento di  soglie  minime  di
  prestazioni, e con diritto di dissociazione senza limiti di  tempo
  e  riapproprio del codice di struttura, fermo restando il possesso
  dei requisiti per l'accreditamento;

   a  modificare la normativa sulle VEQ, consentendo alle  strutture
  accreditate  la  libera  scelta tra enti di  livello  nazionale  o
  sovranazionale  che,  a parità di standard qualitativi,  praticano
  prezzi più bassi ad un numero sufficientemente rappresentativo  di
  analiti;

   ad  adottare tutti i provvedimenti ritenuti idonei ai fini  della
  salvaguardia   di   un  settore  produttivo,  e   delle   relative
  professionalità,  che  continua  a  svolgere  un  ruolo  rilevante
  nell'economia regionale e nella erogazione di servizi sanitari  al
  cittadino,  colmando  le evidenti carenze del  Servizio  sanitario
  pubblico a costi inferiori;

   ad   adottare,  in  particolare,  i  seguenti  provvedimenti,  di
  concerto    con    le   organizzazioni   sindacali    maggiormente
  rappresentative:

   1.  applicazione  del budget per branca e non per  struttura,  al
  fine  di  rendere  effettivo il principio  di  libera  scelta  del
  cittadino;

   2.  ripartizione  dell'aggregato finanziario nel  rispetto  della
  quota  pro-capite,  la  più  bassa sul  territorio  nazionale,  ad
  invarianza di spesa;

   3.  implementazione per le strutture libere o  associate  che  la
  richiedano,  nel  rispetto dell'art. 41 della Costituzione  e  dei
  principi di derivazione comunitaria sulla libera concorrenza;

   4.  possibilità  di effettuare 'service' per tutte  la  strutture
  accreditate,  libere o associate, che lo richiedano, relativamente
  ad  esami  specialistici  e  ormonali, previa  comunicazione  alle
  aziende sanitarie di appartenenza;

   5.  applicazione  di  un tariffario adeguato alla  copertura  dei
  costi e alla remunerazione della prestazione». (287)
   Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 309  "Linee
  guida sulla programmazione 2014-2020 dei fondi comunitari", a firma
  dell'onorevole Ruggirello.
   Comunico, altresì, che gli onorevoli Anselmo, Currenti e Vinciullo
  hanno chiesto di apporre la firma all'ordine del giorno.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione  che
  oggi   si  trova  all'ordine  del  giorno  trae  origine   da   una
  problematica che ha assunto proporzioni importanti a seguito di  un
  pronunciamento   del  TAR  Palermo  con  cui   è   stato   disposto
  l'annullamento  degli articoli 3 e 7  del decreto  dell'Assessorato
  regionale alla salute n. 1629 del 9 agosto 2012.
   Gli  articoli  che sono stati annullati da parte del  TAR  Palermo
  prevedevano,  l'articolo 3 in particolare, una  soglia  minima  che
  consentiva   l'accreditamento  e  la   contrattualizzazione   delle
  strutture per la medicina di laboratorio e l'articolo 7 che  mirava
  al raggiungimento, entro il 31 dicembre 2012, della suddetta soglia
  minima  di  prestazioni  per dare la possibilità ai  lavoratori  di
  essere  contrattualizzati  e, quindi, di  erogare  prestazioni  per
  conto del Servizio sanitario nazionale.
   Questi due articoli - sia l'articolo 3 sia l'articolo 7 - traevano
  origine da questo accordo sancito il 23 marzo 2011 tra il Governo e
  le Regioni denominato  Criteri per la riorganizzazione e le reti di
  offerte diagnostica e di laboratorio .
   A  giudizio del sottoscritto e dei colleghi che hanno sottoscritto
  la   mozione,   l'accordo,  però,  non  imponeva  un  atteggiamento
  perentorio  da  parte  del  Governo  regionale  ma  lasciava  delle
  possibilità  di  scelte  autonome in capo alla  Regione  siciliana,
  fermo  restando   il  raggiungimento degli  obiettivi  che  si  era
  prefisso il Governo nazionale.
   Quindi, noi nella mozione vorremmo impegnare il Governo a rivedere
  -  alla  luce  di  questo  pronunciamento  del  TAR  Palermo  -  la
  disciplina  che  prevede  l'accreditamento  a  favore   di   queste
  strutture   private  che  erogano  prestazioni   di   medicina   di
  laboratorio e a rivedere la normativa  in modo che venga  garantita
  la  possibilità che le discipline dei rapporti con le strutture  di
  laboratorio non prevedono una soglia minima per l'accreditamento  e
  vengono  fondate  sul principio di volontarietà  e  di  spontaneità
  delle  aggregazioni fra le strutture senza alcun obbligo  specifico
  di  raggiungimento  di soglie minime di prestazioni  anche  perché,
  nell'ottica  della  sussidiarietà, del rispetto  del  principio  di
  uguaglianza, nell'ambito della Regione siciliana, ci possono essere
  zone  che  sono  particolarmente colpite e  altre  che  versano  in
  situazioni  di  difficoltà e, quindi, una soglia  minima  leverebbe
  anche questo aspetto e questo principio della concorrenza.
   Nel  dettagli,  quindi,  chiediamo che il Governo  si  impegni  ad
  applicare  un  budget per branche e non per strutture  al  fine  di
  rendere  effettivo il principio di libera scelta del cittadino;  la
  ripartizione all'aggregato finanziario nel rispetto della quota pro-
  capite,  la  più  bassa sul territorio nazionale ad  invarianza  di
  spesa; l'implementazione per le strutture libere o associate che la
  richiedano, nel rispetto dell'articolo 41 della Costituzione e  dei
  principi di delimitazione comunitaria sulla libera concorrenza;  la
  possibilità,  di  concerto  con  le organizzazioni  sindacali,   di
  effettuare service per le strutture accreditate libere o  associate
  che  lo  richiedano relativamente ad esami specialistici  ormonali,
  previa  comunicazione  alle  aziende sanitarie  di  appartenenza  e
  l'applicazione  interessata e adeguata alla copertura dei  costi  e
  alla remunerazione della prestazione.

   IOPPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, signori rappresentanti  del  Governo,
  onorevoli  deputati,  potrei  limitarmi  a  dichiarare  di   volere
  sottoscrivere,   così  come  intendo  sottoscrivere,   la   mozione
  presentata dai colleghi, ma approfitto anche della occasione  della
  discussione  che questa mozione ci offre per ricordare,  non  certo
  all'Assessore e ai componenti la Commissione Salute,  ma  credo  di
  potere  dire a tutti i colleghi dell'Assemblea regionale  siciliana
  come  questo sia stato uno dei primi argomenti che ha impegnato  la
  Commissione Salute sin dal suo insediamento.
   Si  tratta, ovviamente, del settore dei laboratori per le  analisi
  biologiche,  per  gli  esami radiologici e così  via  dicendo,  che
  avevano  visto  promulgare allo scadere della  legislatura  scorsa,
  esattamente  il  9  agosto del 2012, in piena  estate,  un  decreto
  fortemente  penalizzante, non tanto e non solo delle  strutture  in
  quanto  tali,  ma  anche e soprattutto, il che  più  rileva,  della
  professionalità   e   della   esperienza   acquisita    da    tanti
  professionisti nei vari settori della diagnostica.
   Si aggiungeva al numero delle prestazioni, quindi alle limitazioni
  previste  con  il  decreto del 9 agosto del 2012, un'altra  mannaia
  voluta da uno dei decreti Balduzzi con riferimento alle tariffe che
  in  quel torno di tempo venivano fissate.  Insomma, il disegno  era
  chiaro  e rimane chiaro: costringere centinaia di questi laboratori
  e  studi  professionali a chiudere nel nome della legge dei  grandi
  numeri,  dei  potentati professionali, mortificando e  svilendo  le
  professionalità  che nel settore sono state nel tempo  acquisite  e
  maturate.
   Credo che il Parlamento siciliano non possa e non debba consentire
  un  simile percorso e adesso che, finalmente, l'argomento giunge in
  Aula,  dopo  essere  stato  varie  volte  affrontato  in  sede   di
  Commissione  legislativa, credo che con  l'atto  di  indirizzo  che
  l'Assemblea  mi  auguro  si  appresti a  votare  alla  unanimità  o
  comunque a larghissima maggioranza, il Governo finalmente voglia  e
  possa incidere su questo settore e su questo argomento per tutelare
  le strutture esistenti, per tutelare i livelli occupazionali che le
  strutture  esistenti  assicurano anche  come  risposta  alla  crisi
  sociale  ed  economica in cui versa la nostra  Regione  e  si  dica
  finalmente una parola di chiarezza, sia con riferimento  al  numero
  minimo  delle  prestazioni che anche e soprattutto con  riferimento
  alle tariffe da applicare.

   PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che l'onorevole Ioppolo appone
  la propria firma alla mozione.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la  parola,
  questa  sera,  in  Aula, su una mozione che ritengo importantissima
  per  la  Sicilia, non solo per la Sicilia ma credo  per  la  sanità
  siciliana  e per tutti i professionisti che, da anni, lavorano  nel
  settore della sanità e che meritano attenzione oltre che rispetto.
   Credo  proprio  che  il  Governo  precedente  aveva  lavorato  per
  distruggere  completamente  tutte le strutture  dei  laboratori  di
  analisi  della Sicilia, proprio per creare, come ha detto  poco  fa
  l'onorevole  Ioppolo, e regalare alle holding tutto quello  che  si
  era   negli  anni,  tutta  l'esperienza,  la  professionalità,   la
  dedizione  di  tanti professionisti che, per tanti anni,  si  erano
  dedicati  a  quest'attività. Ebbene, tutta una serie di situazioni,
  compresa  la revisione delle tariffe e quant'altro, hanno messo  in
  ginocchio  tantissimi professionisti e tutti i laboratori d'analisi
  della Sicilia.
   Questo  è stato un argomento che con  il presidente Digiacomo,  ma
  con  l'intera  Commissione, abbiamo, tante volte, con  la  presenza
  dell'assessore  che,  peraltro, spesso, ha condiviso  anche  questa
  impostazione, ne abbiamo discusso, ne abbiamo parlato e, purtroppo,
  anche  le  ultime  sentenze che ci sono state  hanno  ulteriormente
  complicato tutto il processo.
   Ora,  l'ultima richiesta, quella del rientro delle risorse,  delle
  somme,  è  stata  un'altra mannaia addosso a questi  professionisti
  che,   peraltro,  si  trovano  in  grandissima  difficoltà   perché
  percepiscono,  per  quanto  riguarda  le  tariffe,  delle  tariffe,
  appunto,  che non riescono neppure a coprire le spese e,  peraltro,
  oggi,  sono stati messi nelle condizioni di dovere restituire delle
  ingenti  somme, per cui rischiamo veramente di mettere in ginocchio
  un intero settore e di creare veramente un grandissimo disservizio.
   Pertanto,   condivido  perfettamente  la  mozione   dell'onorevole
  Barbagallo che intendo assolutamente condividere e sottoscrivere  e
  voglio  sperare che, comunque, il Governo, l'assessore si impegnino
  ulteriormente  per  salvare un'intera categoria  di  professionisti
  che, oggi, sono, sinceramente, in grossissima difficoltà.
   Assessore,  ho  visto piangere dei colleghi che  sono  davvero  in
  grande difficoltà, che non sanno come fare, non solo ma la chiusura
  di  questi laboratori significa anche la perdita di tanti posti  di
  lavoro,  perché chiudere i laboratori significa perdere in  Sicilia
  tantissimi  posti  di  lavoro  e questo  noi  non  ce  lo  possiamo
  assolutamente consentire. E' giusto, quindi, fare ogni  sforzo  per
  potere salvare la categoria.

   PRESIDENTE. Hanno chiesto di apporre la propria firma alla mozione
  gli  onorevoli  Fazio, Mangiacavallo, Rinaldi, Leanza,  Sammartino,
  Musumeci, Cascio S., Sudano. Tutta l'Aula, all'unanimità, appone la
  propria firma alla mozione.
   E'  stato presentato un altro ordine del giorno, il numero 310,  a
  firma dell'onorevole Mangiacavallo.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente onorevoli colleghi, intanto, anche noi del
  Movimento  Cinque  Stelle apponiamo la firma a questa  mozione;  lo
  volevo dire anche in maniera ufficiale.
   Questa mozione è molto interessante, ma viene anche dopo una serie
  di  atti  parlamentari  fatti  non solo  dal  mio  Gruppo,  che  ha
  presentato  due interrogazioni, di cui, non ultima, una presentata,
  qualche mese fa, dove si chiedevano chiarimenti in Commissione,  ma
  non  c'è  modo di poter discutere di queste criticità e, poi,  una,
  vorrei  ricordare  soprattutto a me stesso e a  quest'Aula,  che  è
  stata   votata  anche  un'altra  mozione  per  quanto  riguarda   i
  laboratori d'analisi nell'ottobre del 2013.
   Ma  a  quella mozione, ove si chiedevano cose semplici,  come  una
  legge-quadro  che  regolamentasse il comparto,  non  è  stato  dato
  seguito.
   Non  sono  un amante - l'ho sempre detto - della sanità, che  essa
  sia  privata  o  sia privata convenzionata, però,  devo  dire  che,
  stavolta,   ci   sono  dei  motivi  di  preoccupazione   abbastanza
  particolari perchè l'accorpamento, ad esempio, che è stato imposto,
  comunque  sia, dall'assessorato viola quello che è il principio  di
  volontarietà e sembra come se fosse una forzatura imposta,  indotta
  dall'assessorato.
   E,  non  solo. Questo è uno dei principi ma c'era prima il decreto
  numero  24059 del 1997 che cercava di superare quello  che  era  il
   tariffario Bindi , perché erano delle tariffe effettivamente basse
  e c'è stata l'introduzione di questo nuovo tariffario.
   Successivamente,  queste  sono  state  dichiarate  illegittime  e,
  quindi,  con  il  decreto numero 170 del  2013,  si  è  avviata  la
  procedura  per  riavere indietro le somme non dovute  dal  2008  al
  2013.
   Cosa   sta   succedendo  adesso?  Con  l'applicazione  del   nuovo
   tariffario Balduzzi , che è un tariffario che abbatte, rispetto al
  decreto  del   1997,  le  tariffe, e con il  recupero  delle  somme
  pregresse,  caro Assessore, mettiamo in crisi tutto il sistema  dei
  laboratori di analisi.
   Ma  qual è la mia sensazione? Ci tengo a sottolineare che  è  solo
  una  sensazione. Sembra che si vada verso il fallimento  di  questi
  laboratori di analisi.
   Perché?  Facendoli   fallire,  e ce  ne  sono  tantissimi  piccoli
  laboratori di analisi, si liberano tanti di questi budget. Mettiamo
  caso  che, un giorno, arriva un colosso che si occupa di analisi  e
  comincia a fare la spesa in Sicilia a bassissimo prezzo, nel  senso
  che,  per esempio, ci sono una decina di laboratori di analisi  che
  hanno  un  budget  di  centomila euro - faccio  una   ipotesi,  per
  assurdo - questi falliscono perché non possono lavorare con  questi
  tariffari così bassi e in più ridare i soldi indietro alla  Regione
  e,  quindi,  chiudono i battenti, arriva il grande colosso  e  dice
   invece  di  chiudere  i battenti, ti metto a  disposizione  questa
  cifra  e tu rimani a lavorare con me ma io assorbo il laboratorio .
  Avremo, quindi, i colossi che verranno qui a fare acquisti, a  fare
  spesa,  in  pieni saldi. Questa è la sensazione che abbiamo  perché
  non  si  capisce  la ragione per la quale si sta  prendendo  questa
  direzione,   quando,  negli  altri  paesi  europei  come   Francia,
  Germania, lo Stato non vessa le imprese ma cerca di aiutarle.
   Questa  è,  invece,  la  sensazione che si  ha:  andare  verso  un
  percorso per fare fallire molti di questi laboratori. Cosa  che  ci
  preoccupa.
   In  questa mozione, si parla sempre del C, del Q e della Vec.  Non
  c'è,  ad esempio, il Libertas perché sarà il CRQ che, poi, prenderà
  i  finanziamenti  pubblici e privati. So,  però,  che,  rispetto  a
  quando  le  Vec  venivano  fatte, quando si  potevano  scegliere  i
  laboratori, ora possono due, tre, quattro volte in più,  nonostante
  il  C  e  il  Q riesca ad avere anche i finanziamenti pubblici.  Mi
  raccontavano che c'è stata una riunione, due o tre venerdì fa - non
  ricordo  esattamente -  e qualcuno dei presenti  mi  ha  raccontato
  che, quando si è parlato dei sieri utilizzati per la verifica della
  qualità,  questi non avevano valori ben definiti ma per  quest'anno
  si  sarebbe  utilizzato  un  valore  medio  che  sarebbe  stato  il
  risultato  dei  vari  risultati  dei  singoli  laboratori,  quando,
  invece, di solito, si manda il siero e l'azienda che fa la verifica
  già  sa il risultato e verifica se effettivamente il risultato  che
  viene  dal  laboratorio corrisponde a quello  già  accertato.  Qua,
  però, si fa con una media, una gaussiana, e poi si fa valere quello
  più esatto; noi andiamo a tentoni.
   Caro Assessore, concludo dicendo che dobbiamo stare attenti perché
  così,  secondo me, stiamo andando a fare un regalo, perché  poi  il
  budget  è sempre lo stesso. Mi hanno detto che c'è un altro decreto
  che  dovrebbe uscire venerdì che prevede che se non si  riescono  a
  fare centomila prestazioni ma se ne fanno novantanovemila si devono
  restituire  anche quelle che si sono fatte perché non ha  raggiunto
  le  centomila  prestazioni. Mi sembra un po'  strano.  Ripeto,  non
  vorrei che fosse un regalo a qualche grosso colosso di analisi.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  devo  fare  una  precisazione.
  Dall'analisi del voto  della legge votata poc'anzi, si  rileva  che
  c'era   stato  un  malfunzionamento  della  tessera  dell'onorevole
  Barbagallo il quale dichiara di avere votato favorevolmente.
   L'Assemblea ne prende atto..

   FAZIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAZIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo stesso argomento
  riguarda  e  mi  riguarda.  Ho fatto la  verifica  e  non  risulta,
  ovviamente, che ero presente, quando invece ero presente in Aula.
   Chiedo, pertanto, che si prenda atto che, non solo ero presente in
  Aula, ma che mi sono astenuto.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea  prende atto  di  quanto  lei  ha  appena
  dichiarato.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Alongi, a seguire l'onorevole Di
  Giacomo  e,  se  non  ci  sono osservazioni,  dopo  l'onorevole  Di
  Giacomo, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   ALONGI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido   la
  mozione e chiedo di apporre anche la mia firma, ma lei lo aveva già
  registrato quando ho sollevato la mano.
   Volevo  riflettere  su due informazioni che mi  sono  arrivate  da
  alcuni operatori di laboratori di analisi.
   La  preoccupazione  che sollevava l'onorevole, che  è  intervenuto
  prima  di  me,  del  Movimento Cinque  Stelle,  sulla  probabile  e
  strisciante organizzazione di multinazionali, le posso dire che  va
  oltre.
   Mi   dicono   che  esiste  già  in  corso,  a  livello  nazionale,
  un'operazione  che  prevede  la  possibilità  di  legarsi  ad   una
  struttura  molto  ampia che permetta la realizzazione  dell'analisi
  del  laboratorio anche nelle farmacie. Questo è un percorso  che  è
  individuato all'orizzonte.
   Cosa voglio dire con questo, caro collega?
   E  rafforzo il tuo ragionamento e mi preoccupa paurosamente perché
  oggi  i  laboratori di analisi su cui spariamo spesso,  ed  è  come
  sparare  sulla  Croce  Rossa,  svolgono,  io  aggiungo,  un  lavoro
  importante di prima linea e spesso sostituiscono, egregiamente e in
  maniera di alta professionalità, le strutture pubbliche.
   Credo  di conoscere ed anzi le chiedo, signor assessore, un numero
  che  per  noi  è  importante, se può farci sapere a quanto  ammonta
  l'importo  dello stanziamento dei fondi della sanità regionale  per
  pagare  i laboratori di analisi e quanto ci costano le analisi  che
  svolgiamo nelle strutture pubbliche.
   Questa  piccola differenza, cioè quanto è la percentuale di budget
  sulle  analisi  che utilizziamo per laboratori pubblici  e  per  le
  strutture private.
   Per  questo motivo, credo sia importante farlo sapere ai cittadini
  siciliani.  Aggiungo  a  questo che se è vero  quanto  mi  è  stato
  riferito,  cioè che, a livello nazionale, organizzazioni e  colossi
  internazionali,  stiano  realizzando  il  franchising,   dove   nei
  laboratori   di   farmacia  si  possono   effettuare   analisi   di
  laboratorio, questo mi preoccupa ancora di più.
   Se  questo  è  il  quadro, credo che dobbiamo essere,  in  questo,
  protagonisti, da subito, nell'alzare una barra diritta, affinché un
  sistema fragile e delicato, come quello del sistema a garanzia  dei
  cittadini, possa diventare monopolio di pochi o di alcuni.

   DIGIACOMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIGIACOMO.  Signor presidente, onorevoli colleghi,  assessore,  ho
  ascoltato  con attenzione gli interventi che si sono  susseguiti  e
  devo dire che sono quasi tutti elementi di verità, però, credo  che
  anziché  fare  facile  demagogia su questo  argomento  o  problema,
  bisognerebbe inaugurare un'era di maturità nuova.
   Tutto    questo   è   figlio   della   cosiddetta    notte   degli
  accreditamenti , una notte in cui, contemporaneamente,  sono  stati
  fatti centinaia e forse qualche migliaio di accreditamenti.
   E'  un  sistema, quindi, che si poggia in gran parte per la tenuta
  degli equilibri contabili sull'economia di scala.
   Ha trovato un budget assolutamente polverizzato, con poca capacità
  contrattuale  nei confronti dei fornitori e, certamente,  un  corso
  crescente di spese di esercizio.
   Ora,  noi  dobbiamo  andare incontro a questa categoria,  dobbiamo
  trovare  la  forma  adatta;  però  è  chiaro  che  promettere   che
  cancelliamo  il  debito, promettere che innalziamo  le  tariffe  in
  controtendenza,  non si capisce poi con quali  fondi  di  bilancio,
  credo  che sia un'operazione che prenda in giro la gente. Noi tutto
  dobbiamo fare fuorché prendere in giro le persone
   Abbiamo  bisogno di fare un tavolo permanente; abbiamo bisogno  di
  chiedere a questa categoria processi aggregativi e non disgreganti;
  dobbiamo  trovare  delle formule che vengano validate  dal  Governo
  nazionale  e  dal  Ministero della Salute. Purtroppo,  non  abbiamo
  autonomia in merito. Non possiamo dire, come Regione siciliana, che
  in  controtendenza a quello che avviene a tutte le  altre  d'Italia
  paghiamo    di    più   alcune   prestazioni,   ne    risponderemmo
  patrimonialmente.
   Le  categorie  sanno benissimo che le cose stanno in questo  modo,
  tanto  è  vero  che  questo  argomento è  entrato  e  rientrato  in
  quest'Aula e nelle Commissioni decine e decine di volte e non siamo
  riusciti a riprendere il bandolo della matassa.
   Se questa classe dirigente vuole fare veramente un'operazione, per
  così  dire,  pro  una  categoria che è  esattamente  quella  che  i
  colleghi  hanno descritto, non è certamente con azioni  demagogiche
  che  noi raggiungeremo questo obiettivo, perché altrimenti vorrebbe
  dire che un ordine del giorno e una mozione sono come un ricorso al
  TAR,  che è diventato un caffè che non si nega a nessuno. Un ordine
  del giorno e una mozione, allora, li votiamo volentieri e apponiamo
  tutti le firme, ma non avremmo combinato alcunché.
   Se,  invece, vogliamo essere interlocutori forti ed autorevoli nei
  confronti  del  Governo nazionale che  ci dovrebbe  consentire  una
  deroga,   e  pensare  oggi  ad  una  deroga  è  già,  di  per   sè,
  un'operazione  un  po'  avventurosa,  noi  dobbiamo  formulare  una
  proposta  che abbia una propria fondatezza e che veda le due  parti
  sedersi attorno ad un tavolo in modo unitario e ad unisono,  allora
  sì possiamo avere una via d'uscita.
   D'altronde, signor Presidente, le devo dire che, purtroppo, questa
  categoria  storicamente non ha mai trovato un punto di  sintesi  di
  rappresentanza  sindacale.  Deve  sapere  che  a  rappresentare  la
  categoria  dei  laboratori  privati  sono  una  miriade  di   sigle
  purtroppo,  molte  volte, l'una contro l'altra armata,  perché  chi
  possiede un grosso aggregato ha, ovviamente, più margine per potere
  tirare  il suo bilancio; chi possiede un piccolo aggregato combatte
  un  mercato  un  po' come lo può combattere si ricorda  il  vecchio
  riparatore  di biciclette? Il vecchio riparatore di auto?  Nell'era
  in  cui   mette uno spinotto e nel video compare la diagnosi  della
  sua  auto,  deve sapere che ci sono alcuni operatori che combattono
  il mercato con le esili armi di un piccolo budget.
   Concludo il mio intervento dicendo che l'aggregato di per sé non è
  diminuito; i milioni di euro che servono per pagare i laboratori di
  analisi  private  sono  ancora  tutti  lì  e  mi  pare  un  po'  di
  retroguardia,  tra  l'altro condivido anche  parte  dell'intervento
  dell'onorevole Alongi, però questa comparazione pubblica e privata,
  quanto  costa il privato? Quanto costa il pubblico? La considererei
  leggermente  di retroguardia perché le due cose non  funzionano  se
  non  vanno insieme. E' inutile dire la sanità pubblica e la  sanità
  privata.  La sanità pubblica da sola non ce la può fare, la  sanità
  privata  da sola non ce la può fare. Quanto costa un'ora di lezione
  privata  del  nostro figliolo e quanto costa un'ora di lezione  del
  professore che fa la stessa lezione a scuola.
   Non  credo  che  un discorso del genere costruisca  molto  per  la
  portata del problema che noi abbiamo.
   Mi  avvicino velocemente verso la conclusione. E' stato toccato un
  tasto  molto  particolare  che  è  quello  di  multinazionali   che
  raccatterebbero aggregati e li comprerebbero e quant'altro. Se  non
  fossimo  in  Sicilia potremmo farci una risata, ma in  Sicilia  non
  dobbiamo sottovalutare nulla. Purtroppo, abbiamo constatato come, a
  volte, operazioni di compravendita anche abbastanza delicate  siano
  passate   sulla  testa  dell'Assessorato  e  siano   andate   fuori
  controllo.  Queste  sono cose che verificheremo subito  perché  gli
  onorevoli colleghi e il signor Presidente devono sapere che non  si
  può  vendere  alcunché  in sanità se prima non  è  autorizzato  dal
  sistema  sanitario regionale, dall'Assessorato e  dai  suoi  uffici
  periferici.  Quindi,  quello che voi dite non  può  matematicamente
  accadere e credo che sarà anche la risposta dell'Assessore; ma  non
  dobbiamo escludere che le antenne vanno drizzate perché - ripeto  -
  in Sicilia, purtroppo, anche questo può succedere.

   CASCIO Salvatore. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CASCIO  Salvatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io
  dichiaro  il  mio  voto favorevole, però volevo meglio  specificare
  alcune questioni che sono sorte in questa discussione.
   Chiaramente, il problema dei laboratori di analisi è  un  problema
  che  viviamo  da qualche anno e abbiamo fatto numerose audizioni  a
  tal proposito e  alla fine non si trova mai una conclusione. Da  un
  lato,  perché  vi è una diversità di atteggiamento da  parte  delle
  varie   sigle  sindacali,  dall'altro  perché  ci  vuole  un  terzo
  interlocutore,  signor  Assessore e il  terzo  interlocutore  è  lo
  Stato.
   Qua bisogna rivedere chiaramente l'accordo che l'Assessorato della
  sanità   ha   fatto  in  merito  alla  riduzione  o   meglio   alla
  pianificazione  dei  laboratori d'analisi, perché  vi  sono  alcune
  norme che io giudico altamente restrittive.
   E'  vero  quello che ha detto l'onorevole Digiacomo.  Oggi,  è  un
  mercato molto competitivo e il piccolo è destinato a soccombere o a
  dare  prestazioni di minore qualità. E' anche vero che noi  abbiamo
  una  peculiarità  nella  nostra Terra. Abbiamo  una  Sicilia  molto
  diffusa  geograficamente e l'accessibilità alle cure è  un  diritto
  prioritario. Questa rete di laboratori che sono presenti  anche  in
  comuni  piccoli  dà questo valore aggiunto, dà il  valore  aggiunto
  della   facile   fruibilità   delle   prestazioni,   della   facile
  accessibilità alle prestazioni.
   Allorquando  si accorpano i laboratori di analisi  e  si  riducono
  alcuni  ad un punto prelievo si ottengono due aspetti negativi.  Il
  primo  è che viene meno la qualità della prestazione perché già  il
  trasporto  del  campione stesso diminuisce  il  valore  dell'esame,
  dall'altro  viene  meno una forza lavoro che è diffusa  nel  nostro
  territorio.
   Allora, il nostro obiettivo è di salvaguardare ambedue le cose. Da
  una  lato la salute, l'accessibilità e la fruibilità delle cure del
  cittadino,  dall'altro  l'impresa, cioè i  laboratori,  coloro  che
  hanno  investito,  che in seguito a delle norme sull'accreditamento
  hanno  fatto  investimenti importanti e  che  ogni  giorno  vengono
  verificati.
   Io, quindi, sono d'accordo sulla mozione come principio, nel senso
  che bisogna lavorare assieme ad un tavolo tecnico per risolvere  la
  problematica. Non sono d'accordo su alcuni aspetti e  mi  riferisco
  soprattutto al collega, al vicepresidente della Commissione sanità,
  facendo riferimento alla verifica esterna di qualità.
   Io penso che se la Sicilia ha il diritto come ente e l'Assessorato
  in  particolare  che eroga prestazioni sanitarie di  verificare  la
  qualità delle prestazioni e questa qualità delle prestazioni l'ente
  verificatore  è l'ente fiduciario del Governo, è l'ente  fiduciario
  dell'Assessorato,   è  l'ente  fiduciario  dell'Assessorato   della
  salute.  Nel momento in cui apriamo all'esterno la verifica esterna
  di   qualità,  si  crea  un  mercato,  non  c'è  quell'ente  terzo,
  quell'ente  di  mia  fiducia che verifica se tu  fai  bene  il  tuo
  lavoro. Semmai il problema è al contrario: va bene l'ente terzo, ma
  l'ente  terzo di fiducia del Governo deve adeguarsi nel prezziario,
  deve  adeguarsi  alle  altre strutture  che  sono  competitive  sul
  mercato.   E  allora,  su  questo è chiaro che  dobbiamo  fare  una
  battaglia e dobbiamo tendere ad avere gli stessi prezzi che  fa  il
  San  Raffaele  o  che  fanno altre strutture. Però,  io  reputo  un
  errore,  come diciamo terzietà, come oggettività che io  non  posso
  verificare le strutture a cui do i soldi.
   D'altronde,  è  stata sempre una battaglia giusta, che  ho  sempre
  condiviso  quella col Movimento Cinque Stelle, quella di verificare
  i soldi come vanno spesi, i soldi come vanno dati, la qualità della
  prestazione.  E  quale migliore entro di uno  di  mia  fiducia  per
  verificare  questo  meccanismo,  invece  di  lasciarlo  al   libero
  mercato   Perché  oggi,  anzi ieri, la  vicenda  era  completamente
  diversa.  Ogni laboratorio si faceva un contratto privato  per  una
  verifica esterna di qualità.
   Io non voglio lanciare dubbi ma è chiaro che nel momento in cui io
  vado  a  contrattare  un prezzo per verificare  me  stesso  qualche
  sospetto mi può nascere. E se io Regione invece questo lo  tolgo  a
  priori,  quindi riesco a dare qualità alle prestazioni e  riesco  a
  dare  risposte  adeguate ai cittadini. Quindi, io  su  Lavetti  non
  andrei  molto  diciamo  su questa linea;  andrei  sulla  linea  del
  prezzo, del tariffario, di adeguarlo al tariffario del mercato  che
  c'è.
   Detto questo, Assessore, è urgente, a mio avviso riunire un tavolo
  tecnico e riunire un tavolo tecnico e trovare una sintesi,  e  fare
  una  proposta seria che possa essere condivida a livello nazionale,
  perché  sono  in  questo  modo  si  potrà  arrivare,  diciamo  alla
  eliminazione  di  questo  contenzioso che ormai  dura  da  quattro,
  cinque anni.
   L'ultima  cosa  che  ho  da dire non per  inveire  contro  il  suo
  predecessore, ma ho trovato di cattivo gusto che ad agosto del 2012
  l'assessore Russo, a Camere sciolte, ad Assemblea sciolta, ha fatto
  un  decreto che diciamo poteva quanto meno aspettare l'inizio della
  nuova  legislatura  e  concordarlo col nuovo Assessore,  col  nuovo
  Governo e col nuovo Parlamento.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, mi scuserete se nel mio intervento sarò un po' più  lunga
  del  previsto, ma era necessario sulla base della complessità anche
  della  mozione  stessa e degli effetti che questa  problematica  ha
  determinato  nel  tempo  fin dall'inizio del  mio  mandato,  nonché
  l'impegno  profuso  e dall'Amministrazione ma anche  in  seno  alla
  Commissione legislativa, dove la materia è stata più volte trattata
  ed  è stata oggetto di audizione, mi corre l'obbligo di fare talune
  precisazioni,  essendo  anche di elevato contenuto  tecnico  vorrei
  essere  quanto più precisa possibile e, quindi, leggervi anche  una
  relazione  che  ho  provveduto ad articolare proprio  per  fare  un
  excursus dell'intero percorso che ha portato all'attuale situazione
  che oggi qui viene descritta.
   Ricorderete  come  l'accordo Stato-Regioni del  marzo  2011  abbia
  definito  alcuni criteri che hanno forza di legge, quindi non  sono
  negoziabili,  per  i  quali le Regione sono state  chiamate  -  per
  quanto chiaramente nel rispetto dell'autonomia e della flessibilità
  organizzativa  di  ciascuna  di esse - a  rispettare  gradualmente,
  quindi,  all'allineamento  a tali standard,  ancorché  definiti  in
  maniera univoca a livello nazionale.
   In  particolare, un passaggio dell'accordo Stato-Regioni,  che  ha
  come fine non quello di un risparmi fine a se stesso, ma quello  di
  garantire  la qualità e l'appropriatezza delle prestazioni  erogate
  e,    naturalmente,   contestualmente   incrementare   l'efficienza
  nell'utilizzo  delle risorse pubbliche, dice espressamente  che  le
  Regioni   non   sono  tenute  a  rispettare  i   criteri   per   la
  riorganizzazione  delle attività di laboratorio -  ferma  restando,
  chiaramente,  la  singola autonomia delle stesse -  in  particolare
  quelle che hanno già avviato il processo di razionalizzazione della
  rete delle strutture di laboratorio alla traduzione operativa degli
  stessi ritenuta più consona alle specifiche realtà territoriali.
   E'  proprio  sulla base di questo principio che quest'Aula,  ancor
  prima   in  sede  di  dibattito  del  problema  all'interno   della
  Commissione  è  stato  chiesto che il percorso  avesse  una  natura
  volontaristica e, quindi, non obbligatoria.
   Mi  permetto  di  dire  anche  l'attuale  Governo  ha  imposto  un
  inversione  del  trend che, in qualche modo, era stato  determinato
  dal Governo precedente ancorché da subito si è mostrato disponibile
  a  rivedere le posizioni assunte dal precedente Governo ed  a  fare
  una  scelta  politica  anche  forte,  in  quanto  abbiamo  ritenuto
  assolutamente coerente con la necessità del rispetto del  principio
  della  libera  concorrenza, far sì che questo percorso  aggregativo
  nel settore privato fosse reso spontaneo.
   Poiché in questa sede, negli interventi che mi hanno preceduto,  è
  stato  sollevato  più  volte  il tema  della  differenziazione  nel
  trattamento del pubblico piuttosto che del privato, sia  in termini
  di costi che in termini di programmazione, vengo a dire, da subito,
  che  il  settore pubblico, a differenza di quello privato, è  stato
  obbligato, in quel caso sì, coercitivamente ad avviare un  percorso
  di  aggregazione  ed è stata la stessa amministrazione  ad  imporre
  alle  aziende  quali laboratori andassero aggregati. Questo  perché
  nel  pubblico  la  possibilità di intervento diretto  non  lede  il
  principio  di libera concorrenza e proprio perché nel  pubblico  si
  possono  realizzare significative economie di sistema,  laddove  il
  sistema  di  remunerazione delle prestazioni  nel  pubblico  e  nel
  privato è totalmente differente.
   Nel  privato noi paghiamo prestazioni sulla base di un tariffario,
  nel  pubblico paghiamo i fattori produttivi, paghiamo il personale,
  paghiamo reagenti, paghiamo l'organizzazione intera, ma soprattutto
  paghiamo  la  continuità del servizio che  nel  settore  privato  è
  limitato  alle ore, non dico d'ufficio, ma sicuramente è  contenuto
  nelle ore diurne della giornata.
   Detto    questo,   lo   stesso   accordo   Stato-Regioni   prevede
  obbligatoriamente  l'adesione a programmi  specifici  di  controllo
  interno   di  qualità,  nonché  la  partecipazione  a   schemi   di
  valutazione esterna di qualità, presupposti indispensabili per dare
  oggettiva  dimostrazione delle performance  analitiche  e,  quindi,
  della  qualità  dei  servizi erogati. Lo stesso accordo  stabilisce
  come criterio, ai fini dell'accreditamento, l'adesione ai programmi
  VEQ, laddove esistono, a quelli regionali.
   Ancora  voglio  precisare un altro aspetto non  negoziabile  dello
  stesso  accordo  Stato-Regioni che riguarda  la  soglia  minima  di
  attività,   anche   questa   criterio   indispensabile   ai    fini
  dell'accreditamento introdotto per la prima volta nel 2011, quindi,
  non  presente  al  momento dell'accreditamento di queste  strutture
  che, come è stato ricordato in un intervento che mi ha preceduto, è
  stato avviato ben prima del 2011 e concluso nel 2007.
   La  soglia  minima di attività ha previsto, addirittura a  livello
  nazionale, il conseguimento della soglia minima di esami  annuo  di
  200  mila  attraverso però il cui raggiungimento dovrebbe  avvenire
  attraverso uno step intermedio di 100 mila prestazioni anno.
   L'oggetto  dell'impugnativa da parte del TAR Palermo  del  decreto
  dell'agosto 2012 riguarda proprio l'aspetto non legato  ai  criteri
  fissato  dallo Stato-Regioni ai fini dell'accreditamento in quanto,
  evidenzio  ancora, non negoziabili, quanto piuttosto ai  tempi  che
  erano   stati   previsti  dallo  stesso   decreto   ai   fini   del
  raggiungimento del valore soglia che, a dire il vero, a prescindere
  dalla pronuncia del giudice amministrativo anche questo Governo  ha
  ritenuto  assolutamente non adeguati perché le strutture  potessero
  allinearsi senza che questo potesse non provocare effetti anche sui
  livelli occupazionali.
   E' questa la ragione che ha portato il Governo, oltre al fatto che
  era  obbligato a farlo, a dare immediata esecuzione alla  sentenza,
  sospendendo   gli   effetti  dell'articolo   3   e   dello   stesso
  provvedimento adottato dal Governo precedente.
   Una evidenza che va data in questa sede, rispetto alle notizie già
  disponibili  a questo Parlamento e alla Commissione legislativa  di
  merito,   è   che   è   proprio   di  questi   giorni,   da   parte
  dell'amministrazione  che  ho  l'onore  di   dirigere,   un   nuovo
  provvedimento  che,  proprio in ossequio alla  pronuncia  del  Tar,
  conferisce un tempo più adeguato per l'allineamento delle strutture
  ai valori soglia in termini di volumi di prestazioni anno, dando la
  possibilità del raggiungimento delle centomila prestazioni  anno  a
  partire dall'1 gennaio 2016.
   Quindi,  stiamo  parlando  di un lasso  di  tempo  che  consentirà
  certamente   alle   strutture,  attraverso   processi   aggregativi
  sottolineo spontanei, perché abbiamo ben chiaro il fatto che non  è
  possibile  ancorché  il  valor  soglia  diventi  un  requisito  per
  l'accreditamento   imporre  un  obbligo   alle   aggregazioni,   ma
  certamente  i  tempi che vengono assegnati sono di gran  lunga  più
  consoni  rispetto  a  quelli  assai  stringenti  dati  dal  decreto
  precedente e  parliamo dello step intermedio.
   Se  poi  parliamo  delle 200 mila prestazioni che,  invece,  è  il
  valore  assolutamente  ritenuto  imprescindibile  ai  fini  di   un
  accreditamento definitivo, il raggiungimento di tale ultimo  valore
  è stato ritenuto possibile a partire dall'1 gennaio 2018.
   Ritengo  che questi tempi siano assolutamente compatibili con  una
  esigenza   di   efficientamento   e   miglioramento   della    rete
  laboratoristica  in Sicilia, senza per questo volere  comprimere  i
  livelli occupazionali o pensare alla distruzione di un comparto che
  mi  pare sia rimasto assolutamente intonso nella considerazione che
  le  aggregazioni spontanee hanno determinato nell'arco di  ben  tre
  anni soltanto una contrazione del numero complessivo dei laboratori
  da 663 a 440.
   A  questo  voglio  aggiungere quanto  è  stato  detto  da  qualche
  intervento   precedente  che  l'aggregato  per   la   medicina   di
  laboratorio non è stato ridotto nel tempo, è  stato mantenuto  tale
  a fronte dell'entrata in vigore di un tariffario che potenzialmente
  poteva ridurre il valore delle prestazioni di circa il 40 per cento
  e   che,  quindi,  avrebbe  potuto  contrarre  gli  introiti  delle
  strutture.
   Ebbene,  l'aggregato  dei  laboratori di  analisi  ammonta  a  110
  milioni di euro, un terzo del valore della manovra finanziaria  che
  tra  poco questa Aula tratterà, il  che significa - e vi posso dire
  anche  qual  è  l'esito di un anno pieno di entrata in  vigore  del
  tariffario Balduzzi - che nel 2013 sono state liquidate prestazioni
  per un valore complessivo di 90 milioni a fronte di un aggregato di
  110.
   Questo  significa  che il tariffario Balduzzi ha  determinato  una
  contrazione  della  spesa, essendo stato ridotto  il  valore  delle
  prestazioni,  meno  del  20  per  cento  rispetto  alla  potenziale
  riduzione  del 40 per cento che ci si aspettava dalla  applicazione
  del  tariffario  Balduzzi, il che significa che le strutture  hanno
  aumentato  la capacità erogativa dei loro budget assorbendo  quella
  quota  differenziale  che era stata presuntivamente  prevista  come
  mancato introito di circa il 50 per cento.
   Quindi,  le preoccupazioni che legittimamente inizialmente avevano
  sicuramente  informato  l'operato  di  ciascuno  di  noi  circa  la
  possibilità  che queste strutture potessero avere un detrimento  in
  termini di budget e, quindi, di entrata credo che oggi possa essere
  in   parte  fugata  anche  dai  risultati  di  un  anno  pieno   di
  applicazione del tariffario.
   Un  altro presupposto che sta alla base dell'accordo Stato-Regioni
  è  certamente  il  principio che l'aumento della  casistica  e  del
  volume  delle  prestazioni crea expertise  e  crea  anche  maggiore
  qualità.  Non  sfuggirà  a  nessuno di noi  l'intervista  fatta  da
   Striscia  la  notizia   ad  alcuni  laboratori  di  analisi  e  le
  risultanze   prodotte  da  quel  giornalismo  di  inchiesta   circa
  l'inappropriatezza   di alcune prestazioni erogate  dai  laboratori
  con riferimento alle analisi batteriologiche.
   La  potenziale inappropriatezza di questo tipologia di  analisi  è
  assai pericolosa non soltanto ai fini poi della prescrizione di una
  corretta   terapia  al  paziente,  ma  perché   una   analisi   non
  correttamente refertata  può dar luogo alla prescrizione di terapie
  antibiotiche  che,  laddove non necessarie,  determinano  batterio-
  resistenza   con  ulteriore  spreco  di  risorse   oltre   che   un
  abbassamento anche della capacità di risposta immunologica da parte
  del  soggetto  che abusa chiaramente in quel caso  di  terapie  non
  specificamente necessarie.
   Altra  questione mossa dalla mozione è il tema della VEQ. Come  vi
  dicevo  uno dei passaggi dello Stato-Regioni prevede che l'adesione
  alla Valutazione Esterna di Qualità sia elemento imprescindibile ai
  fini della garanzia della qualità del servizio.
   La  stessa Stato-Regioni, chiaramente, non preclude le Regioni  di
  potersi autodeterminare in quanto a sistemi VEQ locali, cosa che la
  Regione ha fatto già dal 2010 individuando nell'azienda ospedaliera
  Policlinico  l'istituzione di un Centro regionale  di  qualità  che
  potesse assolvere a questo tipo di esigenza.
   A  questo  voglio aggiungere che, sulla base di quanto  riferitomi
  dallo   stesso  Centro,  il  valore  delle  attività  dallo  stesso
  prodotte,  al  fine delle adesione alle valutazioni   ai  programma
  esterni  di  qualità,  sono  state assolutamente  rispondenti  alle
  attese,  ma, soprattutto, con l'ultimo decreto che verrà pubblicato
  venerdì  di  questa settimana si è operata una ulteriore  riduzione
  del  15  per cento del costo del servizio reso dal centro regionale
  di  qualità  che con questa ulteriore riduzione si appalesa  essere
  inferiore  del  45  per  cento rispetto ai  tariffari  degli  altri
  provider  pubblici esistenti in Italia.
   Altra questione sollevata dalla mozione riguarda la possibilità di
  potere  attuare  i  service anche per i  laboratori  che  non  sono
  aggregati.
   Quest'ultimo   decreto   non  fa  alcuna  distinzione   circa   la
  possibilità di attivazione dei service per i laboratori siano  essi
  aggregati o non aggregati, quindi riteniamo che in questo passaggio
  l'ultimo  provvedimento adottato da questo Governo possa rispondere
  a questo punto della mozione.
   E'  anche  vero, però, che il service può essere attuato  soltanto
  per  alcune  tipologie  di  esami  che  sono  state  specificamente
  indicate  nello stesso provvedimento, perché quelle possono  essere
  suscettibili proprio di questo tipo di servizio senza che ci  siano
  alterazioni rispetto alla qualità delle analisi.
   Con  quest'ultimo decreto, quindi, si afferma ulteriormente da  un
  lato  l'imprescindibilità dell'attuazione  di  questi  criteri  per
  quanto  in  un  tempo  adeguatamente più  consono  all'esigenza  di
  riallineamento da parte di queste strutture in termini di  esigenze
  organizzative  piuttosto  che  di investimento  tecnologico.  Nello
  stesso  tempo,  però, non si pone alcun obbligo alle  procedure  di
  aggregazione e si rende meno sperequativo il sistema proprio perché
  si  dà la possibilità di poter non eludere intanto il principio  di
  libera  concorrenza e di dare anche delle agevolazioni  per  quanto
  concerne la possibilità dell'adesione al programma VEQ regionale.
   Io  credo  di  essere stata esaustiva, in ogni caso  se  dovessero
  esserci ulteriori chiarimenti io posso depositare in questa sede la
  relazione  tecnica  che  abbiamo definito,  anche  dando  ulteriori
  precisazioni che potranno essere oggetto di una direttiva che potrà
  essere   anche   momento  di  condivisione  con  le  organizzazioni
  sindacali di categoria.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione la mozione n. 287. Il  parere  del
  Governo?

   BORSELLINO,  assessore  per la salute. Il  parere  del  Governo  è
  positivo  per quanto riguarda il primo punto della mozione,  ovvero
  l'applicazione del budget per branca

   PRESIDENTE. Assessore, la mozione è unica, la n. 287, io su quella
  devo chiedere un parere: o è favorevole o è contraria.

   BORSELLINO,  assessore per la salute. Mi rimetto all'Aula,  perché
  la   mozione  contiene  dei  punti  specifici  che  vanno  trattati
  diversamente.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati l'ordine del
  giorno n. 309  Linee guida sulla programmazione 2014-2020 dei fondi
  comunitari ,  dell'onorevole Ruggirello e l'ordine  del  giorno  n.
  310   Azioni  urgenti  per far fronte alle criticità  dell'Ospedale
   Giovanni  Paolo II' di Sciacca , degli onorevole Mangiacavallo  ed
  altri.
   Nel  frattempo che vengono distribuiti, mi fanno notare gli uffici
  che è meglio procedere, visto che abbiamo discusso la mozione sulla
  sanità,  con  l'ordine del giorno n. 310, in quanto è  inerente  la
  materia appena trattata nella mozione.
   Visto  che  abbiamo trattato una mozione che riguarda  la  sanità,
  proseguiamo  con  l'ordine del giorno che è aderente  all'argomento
  appena trattato, cioè la sanità.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno  310,  a  firma  dell'onorevole
  Mangiacavallo.

   FONTANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FONTANA.  Signor  Presidente, parliamo  proprio  dell'ospedale  di
  Sciacca.
   Io,  a tal proposito, volevo ricordare all'assessore che questo  è
  un ospedale che ha, tra l'altro, delle tradizioni piuttosto antiche
  di  efficienza, di professionalità, di figure che hanno dato sempre
  una  risposta sanitaria di livello, e che adesso si trova veramente
  in grandissima difficoltà.
   Le difficoltà sono ormai diffuse in tutti gli ospedali, perché non
  è  solo  Sciacca  a  registrare  carenza di  organico,  carenza  di
  medici,   di   infermieri  e  quant'altro,  ma  voglio   dire   che
  nell'ospedale di Sciacca, purtroppo, i tagli che sono  stati  fatti
  sono  stati  eccessivi, per cui c'è una struttura in ginocchio  che
  non  riesce  assolutamente  a dare ai  cittadini  le  risposte  che
  meritano.
   Ecco  perché  io  sono assolutamente d'accordo  con  l'ordine  del
  giorno  presentato  dall'onorevole  Mangiacavallo.  Del  resto,  su
  questo tema abbiamo anche discusso in Commissione, abbiamo  chiesto
  di  audire  sia il neo direttore generale dell'ASP sia i  direttori
  sanitari  e alcune delegazioni di medici per renderci meglio  conto
  di qual è la situazione oggi nell'ospedale di Sciacca.
   Peraltro,  vorrei  anche  dire che un  movimento  dei  consiglieri
  comunali,  dello  stesso  sindaco della  città  hanno  addirittura,
  assieme  ai sindacati e ai rappresentanti di categoria, organizzato
  un  consiglio straordinario su questo tema e quando abbiamo parlato
  di  rete  ospedaliera, considerato che col presidente  Digiacomo  e
  tutta  la Commissione, alla presenza dell'assessore, abbiamo girato
  un  po'  tutta  la  Sicilia,  siamo stati  pure  a  Sciacca,  anche
  l'assessore  ricorderà che ci sono stati degli impegni precisi  che
  ha assunto in Consiglio comunale.
   Io  pregherei l'assessore di rivedere un pochino la situazione che
  riguarda  l'ospedale  di  Sciacca per dare  maggiore  attenzione  e
  certamente maggiore speranza ai cittadini per un'assistenza che sia
  sempre più efficiente ed adeguata.

   MUSUMECI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI. Signor Presidente, signori assessori, colleghi, desidero
  anche  io  condividere nello spirito e nella sostanza l'ordine  del
  giorno del collega Mangiacavallo e della integrazione in termini di
  notizie fornita dal collega Fontana.
   L'occasione  mi  è  propizia  perché  la  presenza  dell'assessore
  Borsellino  mi  consente  di integrare con  l'ospedale  di  Sciacca
  almeno  una decina di nosocomi minori - e voglio essere generoso  -
  che  vivono  nella assoluta incertezza, vivono alla giornata  senza
  una prospettiva.
   Questo  clima  di  incertezza  crea  demotivazione  nel  personale
  sanitario  e  nel  personale  parasanitario  e  crea  sfiducia  nei
  confronti  dei  cittadini utenti, convinti come sono legittimamente
  che  il diritto alla salute sia un diritto fisiologico prima ancora
  che costituzionale.
   Il  problema dell'ospedale di Sciacca si accomuna ed è  analogo  a
  quello  dell'ospedale di Acireale, per fare un  esempio  nella  mia
  provincia,  o  di Giarre o di Militello in Val di Catania,  la  mia
  città di nascita. E vorrei permettermi di annotare un comportamento
  deontologicamente   di   galateo  istituzionale   poco   rispettoso
  dell'assessore    Borsellino   nei   confronti    delle    autorità
  istituzionali.
   L'assessore Borsellino, per tre volte di seguito, ha promesso  una
  visita  all'ospedale di Militello, lo ha promesso  a  due  deputati
  regionali  e lo ha promesso al sindaco della città che è  venuto  a
  trovarla in veste ufficiale.
   Assessore Borsellino, il suo nome non le consente assolutamente di
  non  avere  rispetto  alcuno  per  le  autorità  che  rappresentano
  qualunque  tipo  di istituzione pubblica. Glielo dico  perché  sono
  sufficientemente  paziente nei suoi confronti.  Quando  un  sindaco
  viene a chiederle una visita e lei molto opportunamente

   LEANZA. Che c'entra il nome

   MUSUMECI. Ha qualcosa da dire onorevole Leanza? Avrei voluto  dire
  all'onorevole Leanza che non accetto lezioni di galateo da nessuno,
  tantomeno dall'onorevole Leanza, sia chiaro.
   E  se  in  quest'Aula chi può fare quel nome, certamente credo  di
  poter essere anch'io.
   Allora,  niente  avvocati  difensori  e  lasciatemi  parlare,  per
  cortesia.   Sto   difendendo  la  dignità  e  il  prestigio   delle
  istituzioni. Vorrei spiegare all'assessore Borsellino che quando un
  sindaco  viene  a  invitarla formalmente a visitare  un  nosocomio,
  indipendentemente dal fatto che sia accompagnato da due deputati, e
  l'assessore concorda una data con grande disponibilità,  può  anche
  capitare che quell'impegno non possa essere onorato. Lo si comunica
  formalmente  e  si chiede scusa al primo cittadino  e  quindi  alla
  comunità che l'aspetta.
   Se viene riconvocata la riunione per la seconda volta e all'ultimo
  momento,  due  ore  prima,  si fa sapere che  l'assessore  non  può
  venire,  si chiede scusa pubblicamente al sindaco e alla  comunità,
  non ai due deputati. Se per la terza volta, all'ultimo momento, non
  si può partecipare alla visita, o ci si dimette o si ha il coraggio
  di  mettersi sulla macchina e, inaspettata ospite, si  va  in  quel
  comune  e  si  chiede al sindaco di essere incontrati per  scusarsi
  formalmente e pubblicamente con la comunità, non importa se formata
  da duecento persone o da duecentomila persone.
   Lei, forse, è adusa molto più alle faccende amministrative che  ai
  rapporti istituzionali, non è a conoscenza di questa che non è  una
  prassi,  ma  si chiama galateo istituzionale, che non è scritto  ma
  che deve essere vissuto giorno dopo giorno.
   Ecco  perché le dico formalmente e in Aula che lei intanto  ha  il
  dovere  nei  confronti del sottoscritto e del  collega  Ioppolo  di
  scusarsi per essere venuta meno ad un impegno assunto.
   Io  sconti  non ne faccio a nessuno perché, come lei sa, assessore
  Borsellino, credo di poter essere in quest'Aula fra quelli che  con
  serenità possono dire di non fare anticamera negli assessorati e di
  on essere scritto nel libro paga di nessuno.
   Lo  sa  anche  l'assessore Reale, al quale  mi  sono  permesso  di
  rendere  visita  istituzionale quando  è  stato  nominato,  è  vero
  assessore Reale? E gli ho augurato buon lavoro.
   Ecco  perché la vicenda Sciacca, la vicenda Militello, la  vicenda
  Acireale,  Bronte,  Biancavilla  e  mille  altri  ospedali  minori,
  Mussomeli,  io credo che rientrino, signor Presidente  -  e  quindi
  torno  al tema della discussione e credo di non essere andato fuori
  tema  perché  ho richiamato il Governo ad una condotta che  ritengo
  assolutamente  lecita  e normale nei confronti  dei  sindaci  prima
  ancora  che  dei  parlamentari regionali -, credo  che  la  vicenda
  Sciacca  debba  richiedere un apposito dibattito, anche  perché  il
  programma  predisposto dal Ministero della sanità cozza  col  Piano
  regionale  predisposto dal Governo Crocetta e ci si  chiede  quindi
  quale dei due avrà la prevalenza, quello nazionale che appare molto
  penalizzante e restrittivo e in base al quale in Sicilia dovrebbero
  chiudere  decine di ospedali minori o quello del Governo  regionale
  che  con  l'assessore  Borsellino prevede una riorganizzazione  dei
  nosocomi  che  comunque  mantiene  la  presenza  della  sanità  sul
  territorio. E' una domanda alla quale credo che il Governo dovrebbe
  dare una risposta.

   BORSELLINO, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BORSELLINO,  assessore  per  la  salute.  Onorevole  Musumeci,  le
  rispondo  subito  perché  ho il dovere di farlo,  prima  ancora  di
  entrare   nel  merito  dell'ordine  del  giorno  che  mi  è   stato
  sottoposto.
   Chiedo  scusa a lei, chiedo scusa al Parlamento, chiedo  scusa  al
  sindaco laddove le mie scuse non siano già pervenute, alla comunità
  rispetto  alla quale non ho potuto  mantenere un impegno non  certo
  perché abbia preferito fare altro.
   E'  sotto  gli  occhi di tutti che il mio ramo di amministrazione,
  sin  dall'inizio del mio mandato, sia stato sicuramente tra  i  più
  coinvolti  nell'azione di Governo per via della  complessità  della
  materia  che gestisce e credo che rispetto anche a questioni  assai
  difficili   che  hanno  interessato  l'intero  Parlamento,   questo
  Assessore non si sia tirato indietro.
   Mi  dispiace  soltanto  che le giuste accuse  che  mi  sono  state
  rivolte  abbiano  sempre  come  premessa  il  mio  cognome  perché,
  credetemi, questa è qualcosa, lo dico anche sul piano personale, mi
  comincia  a stancare anche perché credo che ognuno di noi abbia  il
  dovere di assumere determinati comportamenti indipendentemente  dal
  cognome che porta.
   Detto  questo,  entro subito nel merito delle questioni  che  sono
  state  poste, prima in quelle di carattere generale  e  è  poi  nel
  particolare.
   Per  quanto  riguarda   le  questioni di  carattere  generale  che
  attengono alla rete ospedaliera territoriale della regione,  questo
  Governo si è impegnato, anche avviando - consentitemi di dire -  un
  tavolo  di  negoziazione con il Ministero nazionale, ha pensato  di
  individuare  nel  modello  degli  ospedali  riuniti  una  possibile
  soluzione alla necessità di dovere mantenere in una Regione che  ha
  particolari   e   peculiari  caratteristiche   sotto   il   profilo
  orografico, dei piccoli ospedali per i quali il precedente percorso
  di  pianificazione  ospedaliera che ne  aveva  previsto  la  totale
  disattivazione in taluni casi o la totale o parziale  riconversione
  in  altri, aveva determinato in realtà un depauperamento di  queste
  strutture rendendole ancor più pericolose di quanto non si  volesse
  ammettere che fossero all'inizio di questo piano di efficientamento
  della rete ospedaliera.
   Devo  dire  che non è stato un percorso facile perché, come  avete
  visto,  gli  orientamenti che si andavano  consolidando  a  livello
  nazionale vertevano addirittura a far scomparire i piccoli ospedali
  con  meno  di 120 posti letto, o meglio di disattivarne le funzioni
  di acuzie per una totale riconversione in post acuzie o addirittura
  in  strutture territoriali. Per cui la sfida si è intesa anche fare
  mostrando  una  certa  credibilità rispetto a quelli  che  dovevano
  essere i presupposti per la definizione di un ospedale riunito.
   Adesso  la  rete  ospedaliera territoriale è in fase  di  avanzata
  definizione e sta per essere sottoposta al vaglio della Giunta  per
  potere  acquisire il parere da parte della Commissione  di  merito.
  In questa occasione vi dico qual è lo stato di avanzamento.
   Stiamo acquisendo il parere obbligatorio previsto dalla legge 5 di
  riforma  del Servizio sanitario regionale da parte della Conferenza
  dei  Sindaci,  abbiamo avuto la totale approvazione, all'unanimità,
  di  tutte  le  conferenze dei sindaci provinciali, ad eccezione  di
  Enna e di Siracusa. Credo che questo sia un risultato straordinario
  non  soltanto  per  tutti gli attori che sono coinvolti  in  questo
  complesso percorso. Ci ripromettiamo anche per le due province  per
  le  quali  il  parere  non  è stato unanimemente  positivo  se  non
  addirittura  negativo  di  condividere  un  ulteriore  momento   di
  confronto ancorché il parere sia obbligatorio e non vincolante.
   Quindi, questo dovrebbe in qualche modo avere già consolidato  una
  certa   serenità   dei  territori,  non  fosse  altro,   perché   i
  rappresentanti di queste comunità hanno già dato parere positivo.
   Mi  auguro,  quindi,  che in una rete di informazioni  corrette  e
  coerenti   con   una   programmazione   partecipata,   gli   stessi
  rappresentanti  delle comunità locali diano anche questa  capillare
  informazione sui territori, trasferendo lì quali sono gli esiti  di
  questa  programmazione che ha visto queste comunità partecipare  in
  prima persona, anche attraverso la nostra presenza, insieme con  la
  commissione  di  merito,  che ha preferito  fare  lì  delle  sedute
  operative, proprio in quei luoghi che si caratterizzavano  per  una
  maggiore  criticità in quanto sedi di nosocomi con un basso  volume
  di attività e numero di posti letto.
   Andando  all'ospedale di Sciacca, ricordo,  e  non  mancheremo  di
  assolvere agli impegni che abbiamo assunto in quella sede, per  cui
  anche  le  disfunzioni  e i disservizi che vengono  evidenziati  in
  questo ordine del giorno, sarà nostra cura rimuoverli, nella misura
  in  cui  la  maggior  parte  di essi attengono  alle  procedure  di
  reclutamento  del  personale a tempo indeterminato,  attraverso  la
  riapertura o il completamento delle procedure concorsuali.
   Ho  detto  anche  in  questa sede come la tematica  relativa  alle
  politiche sul personale, sia stata una delle complessità,  rispetto
  alla  quale  questo  governo  ha dovuto  trovare  delle  soluzione,
  nonostante  la  Corte  dei Conti abbia, in relazione  agli  effetti
  derivanti dalle precedenti politiche attuate sul personale,  inteso
  porre un veto circa la possibilità di avviare procedure concorsuali
  a  tempo  indeterminato  se  prima  non  si  fosse  consolidato  il
  provvedimento di pianificazione della rete ospedaliera.
   Adesso   siamo   in  dirittura  di  arrivo,  quindi   ci   saranno
  assolutamente le condizioni per non agire in deroga, ma  per  agire
  in maniera ordinaria.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   D'ASERO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'ASERO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  al  di
  là  della  questione  specifica sulla quale  ritengo  giustificata,
  anche perché l'intervento dell'onorevole Vincenzo Fontana ha voluto
  puntualizzare un'approvazione circa un consenso verso un'iniziativa
  che  vuole  mettere in evidenza un atteggiamento  a  cui,  appunto,
  l'assessore ha cercato di dare una risposta.
   Io   intervengo   per  dichiarazione  di  voto   e   prima   della
  dichiarazione  di  voto,  colgo  l'occasione,  vista  la   presenza
  dell'assessore  e anche nella mia qualità di capogruppo  del  Nuovo
  centro-destra,  di voler chiedere in riferimento  a  quello  che  è
  l'andamento  della tanta vessata questione dei direttori  generali,
  come mai e perché, a tutt'oggi su Catania i direttori generali..

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Asero, l'avevo pregata di non  aprire  un
  altro tipo di dibattito.

   D'ASERO   siccome  ieri era una data in cui venivano  insediati  i
  direttori  generali, Catania non ha visto i direttori generali  del
  Policlinico, del Cannizzaro e del Garibaldi, insediati.
   Giustamente, la preoccupazione perché portiamo avanti  le  istanze
  del territorio, chiedo all'assessore una spiegazione del perché  di
  una  questione che, di fatto, blocca una situazione attesa da tanto
  tempo  perché  la  questione dei direttori  generali  è  stata  una
  questione  che ha tanto preoccupato il contesto sotto il  contesto,
  non solo gestionale, ma anche organizzativo della sanità a Catania.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole D'Asero ha  posto  una
  domanda. Molto brevemente diamo la possibilità di dare una risposta
  dall'assessore  e  dopo  passiamo alla  votazione  dell'ordine  del
  giorno.

   RUGGIRELLO  Se era sulla dichiarazione di voto, che risposta  deve
  dare l'assessore?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ruggirello perdiamo  più  tempo  nel  fare
  questa serie di osservazioni.

   BORSELLINO,  assessore  per la salute. Confermo  che  i  direttori
  generali  si sono insediati in data di ieri e soltanto  per  quanto
  riguarda  l'Azienda Policlinico universitaria di Catania, l'Azienda
  Garibaldi  e  l'Azienda  Cannizzaro c'è stato  un  differimento  di
  un'altra  settimana legato al fatto che la dottoressa  Ida  Grossi,
  nominata  direttore dell'Azienda di Caltanissetta, aveva  necessità
  di   esperire  di  una  settimana  il  suo  insediamento,   dovendo
  concludere  una  procedura  concorsuale che  la  vedeva  partecipe.
  Questo ha, quindi, determinato, a sua volta, la non possibilità  di
  insediamento  del  dottor  Santonocito  al  Garibaldi   e   quindi,
  conseguentemente, si è slittata di una settimana  tanto  la  nomina
  dello stesso, quanto quella del dottore Cantaro.
   E'   un   tema  che,  comunque,  è  ormai  un  fatto  di  assoluta
  risoluzione.

   PRESIDENTE. Si torna all'ordine del giorno 310.
   Mi  era sembrato di capire, assessore Borsellino, che lo accettava
  come  raccomandazione, ma se l'Aula insiste a votare  l'ordine  del
  giorno  si  passa  alla  votazione, a meno che  non  accettiamo  la
  proposta    dell'assessore   che,   ripeto,   lo    accetta    come
  raccomandazione.

   Pertanto,    l'ordine    del   giorno   viene    accettato    come
  raccomandazione.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno  309,  a  firma  dell'onorevole
  Ruggirello.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   REALE, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la  pesca
  mediterranea. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  mercoledì,
  9 luglio, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   I  -  Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -   Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             2)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
                 (n. 475/A)

               Relatore: on. Picciolo

             3)  -   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             4)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             5)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Savona

   III - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonché alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                       PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
                           CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
                       MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
                                                     LA ROCCA- ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                       CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                       - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                    ZAFARANA - ZITO
   IV - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                          GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
                                                 ANSELMO - GERMANA'
   V  -  Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                           GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
                                                    RAGUSA - CIRONE
   VI - Discussione della mozione:

         N. 233 - Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre  2013)

                       MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

   VII - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                             GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
                                                           CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 19.52

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO 1

                  Risposte scritte ad interrogazioni
                     Rubrica «Attività produttive»

   POGLIESE  -  VINCIULLO - FALCONE - «Al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore  per  le attività produttive e all'Assessore  per  la
  famiglia le politiche sociali e il lavoro, premesso che:

   tra le 271 Regioni dell'UE, la Regione siciliana risulta avere  il
  terzultimo tasso di occupazione della popolazione tra  i  15  e  64
  anni (42,6%);

   nei   prossimi  10  anni  sono  a  rischio  di  estinzione   molte
  professioni  manuali dell'artigianato che potrebbero comportare  la
  perdita di almeno 385.000 posti di lavoro;

   considerato che:

   anche  nel settore delle costruzioni si sono persi oltre  50  mila
  posti  in  meno di 4 anni e più di 1.500 dall'inizio del  2013;  ai
  cantieri fermi si aggiunge il peggioramento del mercato delle nuove
  infrastrutture, registrato nei primi 4 mesi di quest'anno: rispetto
  allo  stesso periodo del 2012, é stato posto in gara il 30% in meno
  di opere per un importo più che dimezzato (56,84);

   il  Governo nazionale ha messo a disposizione delle Regioni  oltre
  2,200  mld  di  euro  per i pagamenti alle  aziende  e  la  Regione
  siciliana, per poter usufruire della sua quota, dovrà accendere  un
  prestito con il Ministero dell'Economia;

   per sapere:

   quali  iniziative  il Governo della Regione intenda  intraprendere
  per  cercare  di porre un freno alla grave crisi che  sta  colpendo
  l'artigianato siciliano;

   se  il  Governo della Regione abbia intenzione di usufruire  delle
  risorse   messe  a  disposizione  dal  Governo  nazionale   tramite
  l'accensione di un prestito con il Ministero dell'Economia». (1593)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. - «Con riferimento alla interrogazione n. 01539 -  On.le
  Salvatore  Pogliese:   Interventi urgenti in merito  alla  profonda
  crisi  che investe l'artigianato siciliano , si rappresenta che  le
  iniziative  intraprese da questo Assessorato regionale al  fine  di
  agevolare  le  attività artigianali, dal punto di vista  normativo,
  sono  rintracciabili  nell'ambito del disegno di  legge  denominato
   Testo  Unico  Attività  Produttive ,  attualmente  in  discussione
  presso le competenti commissioni legislative dell'ARS.
   Nel testo vengono previste molteplici innovazioni introdotte dalla
  normativa   sia  comunitaria  che  nazionale  che,  invero,   hanno
  introdotto  non  pochi  vincoli alla potestà  normativa  regionale,
  anche  delle  Regioni a Statuto speciale, in ragione della   tutela
  della  concorrenza  rimessa, com'è noto, alla esclusiva  competenza
  statale.  Innovazioni costantemente condivise con  tutte  le  parti
  sociali, datoriali, imprenditoriali e sindacali.
   La  proposta  di Legge, in applicazione della normativa  ormai  da
  tempo adottata a livello nazionale, come  l'iniziativa e l'attività
  economica  privata sono libere ed è permesso tutto ciò  che  non  è
  espressamente  vietato dalla presente legge ovvero da  altre  leggi
  nazionali  e  regionali . Tale  principio ha un evidente  carattere
  dirompente.  Tuttavia,  proprio in ragione  di  tale  significativa
  rilevanza,  lo  stesso   testo unico   propone  alcune  misure  che
  consentono  di  raccordare il principio in esame con la  necessaria
  regolamentazione del territorio al fine di garantire un armonico  e
  coordinato sviluppo delle attività produttive.
   La  nuova norma prevede: la definizione di programmi triennali  di
  politica  regionale  sull'artigianato come  l'individuazione  delle
  diverse   linee  di  intervento  (credito  agevolato,   contributi,
  garanzie,  etc.);  la  tutela  dei consorzi  fidi  quali  strumento
  indispensabile  per  lo  sviluppo  delle  attività  artigiane;   la
  regolamentazione  dei  servizi di informazione  e  assistenza  alle
  imprese,  prevedendo la diffusione delle informazioni  sui  sistemi
  d'aiuto  nonché  la  promozione dei centri di  assistenza  tecnica;
  l'istituzione  di  un  servizio  studi  per  l'artigianato   presso
  l'assessorato  attività produttive; norme in tema di  abusivismo  e
  sanzioni e, in particolare, l'inasprimento di queste per l'utilizzo
  della qualifica di artigiano senza i requisiti; norme in materia di
  artigianato  artistico  e tipico; la tutela della  professionalità,
  l'origine  delle produzioni e la valorizzazione di quelle storiche;
  la valorizzazione e la promozione dell'artigianato esistente.
   La  nuova  proposta  legislativa  prevede  altresì  nuovi  dettami
  normativi  in  materia  di  artigianato  di  eccellenza,   con   il
  riconoscimento   di  tale  qualifica  tramite  procedure   definite
  dall'Assessorato regionale delle attività produttive;  introduce  e
  tutela la  bottega scuola  al fine di favorire la formazione  degli
  artigiani; l'istituzione della figura del c.d.  maestro artigiano ,
  titolo  questo  rilasciato ai titolari ovvero  a  soci  di  imprese
  dell'eccellenza artigiana.
   Inoltre  verrà  innovata la regolamentazione relativa  al  settore
  della panificazione ed in particolare l'esercizio della stessa  che
  dovrà  garantire elevati standard qualitativi, da una parte,  e  il
  corretto svolgimento dell'attività, dall'altra parte.
   Attualmente,  con  riguardo  agli aiuti  d'ordine  finanziario,  a
  valere  sui  fondi comunitari del PO FESR 2007/13,  è  in  fase  di
  espletamento un bando a graduatoria, dove sono appostati  50milioni
  di  euro,  di  cui  28milioni già concessi a 60  imprese  utilmente
  collocate,  di  cui  5,6milioni  già  erogati.  Recentemente  si  è
  concluso un bando a sportello che, attraverso aiuti per un  massimo
  di  25mila euro, ha consentito di pagare 17,7milioni di euro a  ben
  1.117 imprese artigiane.
   Altri  aiuti,  nell'ambito  dei  fondi  comunitari  sono  concessi
  attraverso  lo  strumento Jeremie, con il quale finora  sono  state
  agevolate 57 imprese che hanno ricevuto microcredito fino a  25mila
  euro, per un totale pari a   1,3milioni.
   Resta   in  fase  di  predisposizione,  con  individuazione  degli
  obiettivi, il nuovo programma operativo comunitario 2014/20.
   Inoltre l'IRSAP, su indicazione di questo Assessorato, in sede  di
  approvazione  del programma triennale OO.PP. 2013  -  2015,  giusta
  delibera  del Commissario Straordinario con i poteri del  Consiglio
  d'Amministrazione  n.  12  del 12/09/2013,  ha  deliberato  a  dato
  mandato  ai  R.U.P.  di  ogni singolo progetto  inserito  in  detto
  programma   triennale,   in  cui  sono  previste   lavorazioni   di
  rivestimento  e arredo urbano, di provvedere a fare inserire  negli
  stessi  interventi l'utilizzo di ceramiche artigianali, con  decori
  tipici siciliani caratterizzanti ciascun territorio».

                                     L'Assessore

   Linda Vancheri

   VINCIULLO  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  le
  attività produttive e all'Assessore per l'economia, premesso che:

   sulla  Gazzetta Ufficiale della Regione del 4 ottobre 2013 è stata
  pubblicata   la   graduatoria  definitiva  per   la   selezione   e
  finanziamento   delle   istanze   di   realizzazione    di    nuove
  infrastrutture  e servizi nelle aree di sviluppo industriali  della
  Sicilia, da finanziare a valere sulle risorse del PO FESR 2007/2013
  destinate al Piano di salvaguardia-obiettivo operativo 5.1.2.;

   il Decreto del 25  luglio  2013  pone   al  ventunesimo posto   la
  riqualificazione del centro sociale e servizi consultivi del nucleo
  industriale M. di Lentini - Centro fieristico e borsa merci  -  per
  un importo di 8.480.000 euro;

   preso  atto  che  la disponibilità finanziaria per la  graduatoria
  definitiva  dei  progetti ammessi e finanziabili di  cui  al  bando
  approvato  con  D.D.G.  3102 del 18 luglio 2011,  pubblicato  nella
  Gazzetta  Ufficiale della Regione Siciliana n. 39 del 16  settembre
  2001, è pari a 46.345.099,31 euro;

   accertato  che  i progetti inseriti nel decreto sono  finanziabili
  fino  al  raggiungimento  della dotazione finanziaria  disponibile,
  come  detto  pari  a  46.345.099,  31  euro  del  citato  Piano  di
  salvaguardia  e,  pertanto, fino all'intervento contrassegnato  dal
  numero progressivo 21;

   tenuto conto che i progetti ammessi a finanziamento sono 25 e  che
  l'importo totale dei medesimi è pari a 67.948.342,82 euro;

   visto  che sei progetti, nonostante siano stati giudicati  idonei,
  non  potranno  essere  finanziati per carenza di  disponibilità  da
  parte dell'Assessorato;

   valutato che i progetti potrebbero essere finanziati incrementando
  di  ulteriori 20 milioni le somme già assegnate per il citato Piano
  di salvaguardia;

   preso  atto  che  tutti  i  progetti  sono  forniti  di  tutte  le
  autorizzazioni  previste  dalla  legge  e  che  quindi   i   lavori
  potrebbero iniziare nel breve volgere di qualche mese;

   considerato che i progetti sono distribuiti in maniera  reticolare
  in tutto il territorio della Regione,

   per sapere se:

   siano a conoscenza di quanto sopra denunciato;

   non  ritengano urgente e indispensabile incrementare di  ulteriori
  20  milioni  di  euro  il capitolo relativo al finanziamento  delle
  istanze  di  realizzazione di nuove infrastrutture e servizi  nelle
  aree di sviluppo industriale della Sicilia, da finanziarsi a valere
  sulle risorse PO FESR 2007/2013». (1679)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con riferimento all'interrogazione  n.  1679  e  ad
  integrazione dell'interrogazione n. 1459, già riscontrata con  nota
  assessoriale prot. n. 1371 del 26 marzo 2014, dell'On.le  Vinciullo
  Vincenzo, vertenti medesima materia, si rimette in allegato  quanto
  rappresentato dal Dipartimento Regionale delle Attività  Produttive
  con  nota prot. n. 29008 del 20 maggio 2014, trasmessa in  data  28
  maggio 2014, prot. n. 30855».

                                                          L'Assessore
                                                                Linda
                                              Vancheri

   (Gli allegati alla risposta sono disponibili presso l'archivio del
  Servizio Lavori d'Aula)

   FIGUCCIA  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  le
  attività   produttive,  premesso  che  a  seguito   dell'iniziativa
  organizzata  e  promossa dal Club 'Forza Silvio Palermo'  sabato  1
  marzo, che ha visto scendere in piazza decine di volontari, è stata
  data   la   possibilità   all'intera  cittadinanza   di   segnalare
  inefficienze e problematiche registrate nella città di Palermo;

   considerato  che  fra  i  temi segnalati è emerso  un  particolare
  disagio  relativamente al fenomeno dell'abusivismo, che  se  da  un
  lato  rappresenta una sorta di 'ammortizzatore sociale'  per  tutte
  quelle  categorie  che,  in un momento di  crisi  come  quello  che
  l'intero  Paese  sta attraversando, dall'altro diventa,  per  tutti
  quei  commercianti  ed  artigiani  che  operano  nella  legalità  e
  garantiscono  la qualità dei prodotti che utilizzano, tutelando  la
  salute dei consumatori, motivo di concorrenza sleale;

   ritenuto  encomiabile  il  lavoro svolto dalle  Forze  dell'ordine
  negli  ultimi  giorni,  che  ha visto mettere  in  atto  decine  di
  accertamenti  che hanno condotto alla chiusura, in 13  casi,  delle
  attività che i titolari esercitavano senza autorizzazione;

   visto  che la politica repressiva e sanzionatoria da sola non  può
  risolvere questa difficile problematica;

   per sapere:

   in   che   modo   si   intende  introdurre  una  nuova   normativa
  relativamente a tutti i settori interessati, trovando soluzioni che
  consentano  di avere un riferimento unico, per tutti gli  operatori
  economici, che preveda costi ridotti per la regolarizzazione  delle
  attività, che incentivi tutti i commercianti e che si proponga come
  obiettivi  principali la lotta alla illegalità e  la  tutela  della
  sana    concorrenza,    la    semplificazione    delle    procedure
  amministrative, anche attraverso la digitalizzazione della pubblica
  amministrazione,  l'efficienza  e la  modernizzazione  del  sistema
  economico,   la  tutela  dei  consumatori,  ma  anche  quella   dei
  lavoratori, cercando di valorizzare i prodotti tipici, le  botteghe
  storiche e soprattutto l'enorme e prezioso patrimonio ambientale  e
  culturale della Sicilia». (1870)

   Risposta.  - «Con l'interrogazione in oggetto, premettendo  alcune
  considerazioni  in merito al fenomeno dell'abusivismo  nei  settori
  del  commercio e dell'artigianato, l'On.le interrogante  chiede  di
  avere notizie in merito alla introduzione di una nuova normativa di
  settore  che  rappresenti un riferimento unico  per  gli  operatori
  nonché,  più  in  generale, momento di innovazione e ammodernamento
  del settore.
   Ebbene,  com'è noto, già da diverse settimane è in corso di  esame
  presso la competente Terza Commissione ARS del disegno di legge  di
  iniziativa governativa (n. 683) recante Testo Unico delle  Attività
  Produttive che, dopo ampia e unanime condivisione da parte di tutte
  le   categorie   datoriali   e  sindacali  interessate,   introduce
  finalmente  in Sicilia  un corpus normativo unico nei  settori  del
  commercio,  dell'artigianato,  della distribuzione  dei  carburanti
  nonché in tantissimi altri settori specifici.
   Senza  volersi  dilungare  oltremodo sui  contenuti  del  suddetto
  disegno  di  legge, a cui si rinvia per un esame più compiuto,  sia
  consentito  ricordare  come detto disegno di legge  rappresenti  la
  prima  vera opera di semplificazione amministrativa nei settori  in
  esame  introducendo altresì misure altamente innovative (si  pensi,
  ad   esempio,   alla  tracciabilità  informatica  dei  procedimenti
  amministrativi)  nonché tantissime altre proposte in  favore  delle
  piccole  e  medie  imprese (si pensi, ad esempio, alla  tutela  dei
  marchi  storici  ed  alle  forme  di  regolamentazione  dei  centri
  urbani).
   Infine, con specifico riferimento al contrasto all'abusivismo,  il
  disegno  di  legge  recante Testo Unico delle Attività  Produttive,
  proprio  in ragione della sua natura di unico testo di riferimento,
  assume  un valore aggiunto in tema di chiarezza normativa. Inoltre,
  com'è possibile evincere dalla lettura del testo, non poche sono le
  disposizioni  che  introducono e rafforzano le  sanzioni  a  carico
  degli  operatori  abusivi e ciò anche attraverso il  coinvolgimento
  delle associazioni di categoria.
   Sia  consentito in ultimo di evidenziare come, alcuni giorni prima
  del  deposito  dell'interrogazione in oggetto, l'On.le interrogante
  abbia ricevuto per le vie brevi dettagliate informazioni proprio in
  merito  al  suddetto  disegno di legge nonché, successivamente,  ma
  sempre prima del deposito dell'interrogazione in oggetto, copia del
  disegno di legge n. 683 affinché potesse apprezzarne i contenuti e,
  quindi, per l'eventuale indicazione di proposte emendative».

                                                          L'Assessore
                                                                Linda
                                              Vancheri

       ALLEGATO 2 EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO  DELLA SEDUTA

   DISEGNO DI LEGGE N. 348/A   OSSERVATORIO EQUITà E GIUSTIZIA  NELLE
  FILIERE AGRICOLE E ALIMENTARI

     All'articolo 1:

   Emendamento 1.2:

   Al  comma  2 aggiungere:  g) vigilare sulla conduzione e  gestione
  dei  mercati  all'ingrosso per la commercializzazione dei  prodotti
  ortofrutticoli

   Emendamento 1.1:

   All'articolo 1 aggiungere il seguente comma:
    4.  La  partecipazione all'Osservatorio non dà diritto ad  alcuna
  forma  di rimborso o compenso. Dall'attuazione della presente legge
  non  devono  derivare nuovi o maggiori oneri a carico del  bilancio
  della Regione. Agli adempimenti previsti si provvede con le risorse
  umane,   finanziarie  e  strumentali  disponibili  a   legislazione
  vigente.

     All'articolo 2:

   Subemendamento 2.1.1:

   All'emendamento  2.1 sostituire le parole  Entro sessanta  giorni
  con  Entro centoventi giorni

   Emendamento 2.1:

   Sostituire l'articolo 2 con il seguente:
    Entro  sessanta  giorni  dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge, con regolamento adottato ai sensi dell'articolo  12
  dello Statuto speciale della Regione, sono disciplinate le modalità
  attuative della presente legge.