Presidenza del presidente Ardizzone
LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Giovanni Greco, Figuccia e
Tamajo sono in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Preciso che la richiesta di congedo dell'onorevole Lo Sciuto,
comunicata nella seduta precedente, è da intendesi riferita anche
alla giornata odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 162 - Anticipazione di risorse finanziarie ai fini
dell'estinzione dei debiti relativi alla gestione integrata dei
rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Lombardo Salvatore Federico;
Federico Giuseppe; Figuccia Vincenzo; Fiorenza Cataldo; Picciolo
Giuseppe; Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni
N. 166 - Chiarimenti in ordine ai progetti di rilancio dell'ex
stabilimento Fiat e sulle garanzie occupazionali dei lavoratori
interessati.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Firmatari: Figuccia Vincenzo; Di Mauro Giovanni; Federico
Giuseppe; Fiorenza Cataldo; Greco Giovanni; Lombardo Salvatore
Federico; Lo Sciuto Giovanni; Picciolo Giuseppe
N. 167 - Progetti di educazione a difesa dei bambini.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico;
Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco
N. 168 - Notizie sul porto di Presidiana, in territorio di Cefalù
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Caputo Salvino
N. 169 - Rimpinguamento del capitolo relativo al buono scuola.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
- Assessore Economia
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico;
Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno poste
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 161 - Iniziative urgenti a tutela dei lavoratori Aligrup spa.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Firmatari: Lombardo Salvatore Federico; Figuccia Vincenzo; Di
Mauro Giovanni
N. 163 - Iniziative in favore delle famiglie disagiate per
consentire l'iscrizione scolastica cartacea ai propri figli.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
Firmatari: Vinciullo Vincenzo; Pogliese Salvatore Domenico;
Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco
N. 164 - Informazioni sullo stato attuale della raccolta e dello
smaltimento dei rifiuti nel Comune di Palermo e sui progetti
futuri.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Ciaccio Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo;
Trizzino Giampiero; La Rocca Claudia; Siragusa Salvatore; Troisi
Sergio; Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Palmeri Valentina;
Foti Angela; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; Cappello
Francesco; Venturino Antonio; Zito Stefano
N. 165 - Notizie circa la richiesta dello stato di calamità
naturale per le aree della Sicilia orientale colpite dall'evento
atmosferico eccezionale del 15 gennaio 2013.
- Presidente Regione
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
Firmatari: Lombardo Salvatore Federico; Di Mauro Giovanni;
Figuccia Vincenzo
N. 170 - Notizie sulle misure da assumere a sostegno delle
attività economiche a seguito dell'incendio del 29 luglio scorso
nella discarica di Bellolampo a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Economia
- Assessore Risorse Agricole e Alimentari
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Caputo Salvino
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 5 - Applicazione della riforma prevista dalla legge regionale
14 aprile 2009, n. 5 (Nuovo Piano Sanitario), che tenga conto delle
peculiarità geografiche del territorio della Provincia di
Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano;
N. 6 - Interventi volti alla trasparenza delle procedure di
selezione dei direttori generali delle ASP siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri
Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Troisi Sergio; Venturino Antonio;
Zafarana Valentina; Zito Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunicazione di mantenimento in vita e di nuova denominazione di
Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 22 gennaio 2013, pervenuta
in pari data, e protocollata al n. 1075/AULAPG-SGPG del 23 gennaio
successivo, l'onorevole Alice Anselmo, nella qualità di
Vicepresidente del Gruppo parlamentare Territorio , oltre ad aver
richiesto il mantenimento in vita del suddetto Gruppo, ha
comunicato che lo stesso assume la nuova denominazione di
Democratici e Riformisti per la Sicilia .
Pertanto a decorrere dal 22 gennaio 2013, il Gruppo medesimo
assume la nuova denominazione testé comunicata.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Ardizzone
Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2013-2017
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Seguito
della discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2013-2017.
E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.
FAZIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri abbiamo
ascoltato la relazione del Presidente della Commissione Bilancio
sul DPEF trasmesso dal Governo e, nel leggere la relazione, è stato
espressamente riportato come le diverse Commissioni che hanno
esaminato il DPEF avevano espresso i relativi pareri.
Impropriamente detto pareri perché, sulla base del Regolamento
interno dell'Assemblea, le Commissioni non esprimono pareri ma
semplicemente delle osservazioni e delle proposte. Ho fatto
rilevare subito al Presidente come la IV Commissione,
contrariamente a quanto è stato affermato, non solo non ha espresso
alcun parere ma non è stata messa in grado di svolgere le funzioni
per cui è preposta.
Mi riferisco in maniera particolare al fatto che, pervenuto il
DPEF, correttamente il Presidente ha invitato gli assessori di
riferimento e di competenza della Commissione a svolgere le
funzioni illustrative del DPEF. Contrariamente alle aspettative,
mentre due assessori si sono presentati ai lavori della Commissione
ed in qualche modo si è avuta la possibilità di poter approfondire
e quindi anche di formulare, per quella parte di competenza, le
osservazioni relative, nulla invece la Commissione ha potuto
svolgere per quanto riguarda ulteriori altre branche della stessa
Commissione. E rilevare come la Commissione abbia espresso parere
favorevole è destituito di fondamento. Credo, per certi versi, che
la stessa sia stata messa nella impossibilità di svolgere il ruolo
che gli compete in dipendenza e in riferimento alla mancata
presenza dei due assessori per avere le informazioni a riguardo.
Senza volerla portare tanto per le lunghe - se il Presidente mi dà
ascolto - quanto testè riferito trova preciso riferimento in una
nota trasmessa a lei, dove il Presidente della Commissione ha
espressamente indicato che non vi erano i presupposti affinché la
Commissione potesse esprimersi sul documento, rassegnando a lei le
iniziative consequenziali.
Comprendo, abbiamo ascoltato alcuni assessori che sicuramente ci
hanno spiegato che il Governo non ha avuto alcuna possibilità né il
tempo materiale di predisporre un Documento di Programmazione
Economico Finanziaria per certi versi diverso e più completo di
quello che, effettivamente, è stato fornito. Ma attribuire o
eventualmente riferire alle Commissioni credo che sia del tutto
inappropriato. Motivo per cui, entrando nel merito e anticipando
l'intervento sul merito della documentazione, rassegnando alle
iniziative che ella intende intraprendere a riguardo, non posso non
evidenziare come il Documento sia generico, lacunoso, inadeguato, e
addirittura mancano alcune parti essenziali in base alle quali
l'Assemblea possa prendere come riferimento, nell'ambito delle
linee guida che il Governo intende attuare nei successivi mesi e
nei successivi anni.
Comprendo, ma è inaccettabile E' inaccettabile tenuto conto che,
forse, poteva tempestivamente integrarsi o integrarlo affinché, in
maniera più esaustiva, potessero cogliersi quali sono gli obiettivi
del Governo, che cosa intende effettivamente fare, quali sono le
priorità che intende dare.
Non possiamo non evidenziare quanto osservato già in Commissione,
da una lettura ancorché sommaria, laddove questo Documento di
programmazione finanziaria nulla recita per quanto riguarda la
portualità, nulla recita per quanto riguarda le iniziative per il
cosiddetto rischio idrogeologico di cui purtroppo il nostro
territorio ha una presenza così evidente e così massiccia.
Anticipando, credo che lo stesso non può non definirsi
insufficiente e non affatto esaustivo. Invitando il Governo, per il
futuro, ad attenzionare molto di più un documento che è essenziale,
affinché possa comprendersi quale strada intende percorrere il
Governo e quale settore o quale materia intende attenzionare tra le
molteplici che sicuramente meritano attenzione.
PRESIDENTE. Onorevole Fazio, la ringrazio anche per avere
richiamato la nota che, molto correttamente, la Commissione,
attraverso il suo il Presidente, onorevole Trizzino, ha trasmesso
alla Presidenza, riportandola correttamente. Ed anche per aver
voluto richiamare l'assenza di alcuni assessori.
E' chiaro che sarà, per l'ennesima volta, mia cura sollecitare il
Governo, quanto meno quella parte del Governo interessata ad essere
presente in Commissione e successivamente in Aula.
La gran parte degli assessori, in effetti, partecipa attivamente
ai lavori di questa Aula - così come è giusto che sia - e quindi
collabora con l'istituzione principale che è l'Assemblea regionale
siciliana. E' stata fatta notare, in Commissione, l'assenza di
alcuni assessori, particolarmente di uno, e quindi questo è un
richiamo formale che, ringraziando l'onorevole Fazio per averlo
ricordato, faccio al Governo perché si sia presenti, per rispetto
del ruolo che si riveste, anche partecipando attivamente ai lavori
d'Aula, perché solo dal confronto tra Governo e Parlamento potrà
scaturire un confronto democratico che serve alla causa di tutti.
L'onorevole Fazione ha voluto richiamare anche il discorso che non
era stato espresso un parere favorevole dalla Commissione, che ha
esaminato il Documento di programmazione economico-finanziaria per
gli anni 2013-2017 per le parti di competenza, evidenziando
peraltro che dopo l'illustrazione da parte dell'assessore per le
infrastrutture e la mobilità, dottore Bartolotta, la Commissione ha
osservato come il Documento sia privo di alcuna programmazione in
materia di porti turistici. Quindi il dibattito continua, e questo
è un primo richiamo formale all'assessore assente, che perpetua la
sua assenza; pertanto, chiediamo che questo assessore abbia
rispetto per il confronto democratico che si svolge nelle
Commissioni e in Aula.
E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo. Ne ha facoltà.
VINCIULLO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, in
Commissione abbiamo esaminato il DPEF portato dal Governo. Non
sapevamo che la Commissione IV non si era pronunciata e non era
pervenuto da parte del Presidente della Commissione nessuna
lagnanza.
Lo avesse fatto lo avremmo sicuramente bloccato e non l'avremmo
esaminato.
PRESIDENTE. Un po' di collaborazione. Bisogna dargliene atto.
Anzi, al di la dei propri compiti non c'è alcuna finalità
ostruzionistica.
VINCIULLO. E' chiaro Abbiamo apprezzato il suo richiamo formale a
qualche assessore, ad uno in modo particolare, che ha disertato
totalmente i lavori delle varie Commissioni, così come oggi
purtroppo abbiamo dovuto, anche in altre Commissioni, verificare
l'assenza del Governo.
Per essere chiari, questi assessori non sono stati investiti da
Dio di alcuna missione.
Se vogliono fare gli assessori devono sapere che hanno dei precisi
obblighi e doveri nei confronti del Parlamento siciliano e quindi
dei siciliani; se non hanno questa possibilità lo dicano,
continueranno a fare in maniera straordinaria l'attività che hanno
esercitato fino ad adesso ma non servono e non sono d'aiuto a
risolvere i problemi della Sicilia.
Questo Documento di programmazione economico-finanziaria è lo
strumento attraverso il quale il Governo presenta all'Assemblea
regionale siciliana gli obiettivi che intende raggiungere.
E' chiaro che questo Documento è diverso rispetto a quello del
luglio 2012, cioè quello che era stato a suo tempo predisposto dal
vecchio governo regionale; ma è un Documento che, purtroppo, sconta
il fatto che ancora non sappiamo quelle che saranno le future linee
politiche del Governo nazionale e quelle che saranno le possibilità
che verranno date alle varie Regioni di poter intervenire con fondi
statali oppure no.
Tuttavia, su alcune cose, così come ho fatto in Commissione
Bilancio, intendo intervenire perché è chiaro che il Documento, che
è un Documento di sintesi, in cui vengano prospettati i vari
obiettivi che i vari assessorati vogliono raggiungere, presenta
delle carenze.
Già la volta scorsa avevo fatto presente il problema relativo
all'agricoltura perché, onorevoli colleghi, dovete sapere che tutto
quello che andiamo dicendo in giro, che il Governo avrebbe
accettato, fatto propri, una serie di emendamenti da noi proposti,
oggettivamente non è così.
Invito i colleghi ad andare a vedere tutti gli emendamenti che
sono passati nelle varie Commissioni ed a verificare se uno solo
degli emendamenti passati in Commissione è stato recepito e adesso
fa parte del DPEF presentato dal Governo.
Assessore, la prima cosa che avevo trovato modo di contestare
riguardava l'assessorato per l'agricoltura, che non si può occupare
soltanto del mercato agricolo alimentare, o non si può occupare
soltanto della coltivazione dei campi, perché accanto alla
coltivazione dei campi c'è un altro settore altrettanto importante,
quello riferito alla zootecnia, che in questo momento sta vivendo
un momento drammatico. Oggi, come lei sicuramente saprà, sono
riuniti a Catania per una serie di richieste che stanno avanzando,
perché è un settore in crisi perenne, un settore in cui gli
allevatori stanno portando al macello non solo i vitelli, ma
soprattutto le vacche da latte, quindi un settore in profonda
crisi.
Mi dispiace che oggi non sia presente l'assessore, perché di
fronte ad un Documento di programmazione economica mi sarei
aspettato la presenza di tutti gli assessori, ma vorremmo cercare
di capire nei confronti dell'agricoltura, soprattutto con la grave
crisi che sta attraversando l'ARAS, l'Associazione Regionale
Allevatori Siciliani, cosa vuole fare il Governo regionale. Come
vuole intervenire. Come intende tutelare i nostri allevatori.
Tutta una altra serie di problemi riguarderanno il terziario; poi
è chiaro che ogni deputato troverà modo di mettere in luce le varie
difficoltà e i vari problemi.
Io vorrei un attimo soffermarmi sulla politica sanitaria in
Sicilia.
Anche di questo, assessore, abbiamo parlato in Commissione,
avevamo detto che l'assessore alla sanità avrebbe fatto pervenire
in Aula a lei una serie di proposte di integrazione.
Il primo problema riguarda l'edilizia sanitaria. Mi pare di capire
che, anche se verrà inserito nel bilancio, l'assessore ha
dimenticato che stiamo per ricevere da parte dello Stato, o per lo
meno dovremmo ricevere da parte dello Stato finanziamenti ex
articolo 20 per 800 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 43
milioni di euro di cofinanziamento regionale.
Mi sembra assurdo che il più grosso finanziamento che arriverà in
Sicilia, il più grosso investimento che verrà fatto da qui ai
prossimi quattro anni, non venga assolutamente citato, non venga
preso nemmeno in considerazione, anche perché questo non solo ci
darà una sanità più moderna e una sanità pubblica in grado di
competere con quella delle altre Regioni d'Italia, ma ci darà la
possibilità, attraverso importanti investimenti nell'edilizia
sanitaria, di dare occupazione, di dare lavoro, di dare la
possibilità a centinaia di operai di uscire dalla situazione di
crisi in cui vivono.
Altro discorso che mi è dispiaciuto non essere stato assolutamente
preso in considerazione è quello del monitoraggio e
nazionalizzazione della rete dei laboratori.
Ricordo che ci sono state più votazioni da parte di questa
Assemblea regionale, con le quali abbiamo detto no all'accorpamento
violento ed a questo accorpamento leonino da parte dei laboratori
voluto esclusivamente dal Governo. E non si capisce il motivo per
cui il Governo lo vuole, perché questi accorpamenti non hanno
portato un miglioramento dei servizi, non hanno portato una
diminuzione dei costi, non hanno portato un aumento del personale,
semmai hanno portato a peggiorare i servizi, licenziando duemila
persone ed hanno portato ad una necessità per il trasporto, che
viene fatto nelle provette, di ripetere più volte gli esami.
E non bisogna andare lontano; qualche mese fa il Gabibbo è
venuto in Sicilia, siamo diventati un po' lo zimbello di tutta
Italia, perché ci ha dimostrato come avveniva il trasferimento
delle provette.
Altro discorso ancora è che l'assessore parla dell'attivazione del
PTA, cioè il Presidio Territoriale di Assistenza, una cosa che
abbiamo stabilito per legge su cui il precedente Assessore più
volte è venuto in Aula a dire che era già stato fatto, che erano
stati stabiliti i termini entro i quali bisognava aprire e attivare
questi PTA. Ad esempio, per quanto riguarda la mia provincia,
ancora siamo quasi all'anno zero; il PTA di Palazzolo doveva aprire
due anni fa e ancora siamo in attesa che venga aperto.
Altra cosa veramente insopportabile è quando si parla di ticket,
ma anche su questo avevamo detto, con una serie di mozioni
approvate in Aula, che bisognava intervenire e stabilire delle
fasce di esenzione. Non possiamo continuare a far pagare il costo
della sanità a tutte le fasce sociali, alle fasce sociali più
deboli, alle fasce sociali che sono in difficoltà, alle fasce
sociali che non sono nelle condizioni nemmeno di curarsi. E questo
non lo vediamo riportato da parte del Governo, anzi il Governo
ribadisce ancora una volta la necessità di imporre dei ticket senza
far propria un'esigenza che questo Parlamento, nella scorsa
legislatura, più volte ha messo in evidenza, cioè l'esigenza di
imporre questi ticket solo ed esclusivamente alle fasce sociali
alte.
Altro discorso: si parla di rete di assistenza territoriale e di
assistenza domiciliare integrata e pare di capire che, ancora una
volta, si vuole privilegiare il privato e non il pubblico. Anche su
questo noi chiediamo al Governo che venga in Aula, in questa Aula,
e ci dica se vuole affidare questo servizio solo ed esclusivamente
al privato o se pure ancora c'è spazio e c'è la possibilità per il
pubblico di essere presente in un momento difficile, in una
situazione complessa quale vive la sanità pubblica in Sicilia.
E poi, Assessore, le avevo chiesto ed ho apprezzato la sua grande
disponibilità, la sua volontà di venire incontro alle richieste che
l'opposizione le ha proposto in Commissione. La pubblica istruzione
sembra essere totalmente allo sbando, nel senso che non viene
dedicato nemmeno un paragrafo su quello che dovrebbe essere il
settore più importante in una programmazione che viene presentata
dal Governo perché riguarda il futuro della nostra Isola, perché
riguarda il futuro dei nostri figli. Sulla pubblica istruzione non
si punta completamente, non sappiamo cosa si vuole fare e quando si
parla di edilizia scolastica gli interventi sono quanto più
disomogenei possibili, per cui vi saranno interventi fatti dalla
pubblica istruzione, vi saranno interventi fatti dall'Assessorato
alle infrastrutture, vi saranno interventi, caro assessore
Bonafede, del suo Assessorato per sei milioni di euro.
Ma mi spiegate come riuscirebbero a conciliare tre assessori
interventi nel settore dell'edilizia scolastica, il cui competente
dovrebbe essere solo ed esclusivamente uno solo? Così come,
Assessore, dal momento che lei benignamente è presente - e di
questo la ringraziamo - vorremmo capire cosa vuole fare per la
legge 328, come intende intervenire, se dobbiamo continuare a farci
togliere i finanziamenti da parte delle altre Regioni, o se pure
invece vogliamo intervenire nel settore, perché vi siete già
insediati da tempo, e i piani di zona non possono aspettare perché
abbiamo la necessità di dare risposte concrete e certe a tutti i
disabili, a tutti coloro i quali sono in gravissime difficoltà ed
hanno bisogno dell'intervento da parte della Regione.
E poi, Assessore, alcuni interventi che mi aveva assicurato, e di
questo non ho dubbi, verranno armonizzati; ad esempio, dobbiamo
adeguare la funzionalità della viabilità secondaria, interventi
delle infrastrutture e della protezione civile, non è possibile che
vi siano due Assessorati, due Uffici che intervengono sullo stesso
argomento, questa somma va unificata, o se ne occupa in via
d'urgenza la protezione civile, o se ne occupa direttamente
l'Assessorato alle infrastrutture.
Stesso discorso dicasi per interventi prioritari previsti nei PAI,
se ne occupa l'Ambiente e la protezione civile, ed anche questo non
è possibile. O se ne occupa uno o se ne occupa un altro.
Avevo parlato di questa necessità di unificare i tre capitoli
relativi ai capitoli, per quanto riguarda la pubblica istruzione,
le chiedo scusa Presidente.
Dopodiché abbiamo ancora una volta la necessità di realizzare
infrastrutture sociali per l'inclusione delle categorie deboli e
svantaggiate nelle aree metropolitane.
Assessore, i poveri sono poveri a Palermo e sono poveri anche a
Ispica, per essere chiari. Non c'è una povertà diversa fra Palermo
e Messina, Catania o Siracusa. I poveri, quando sono poveri, lo
sono in tutti i posti e di conseguenza credo che questi interventi
a favore dell'inclusione sociale delle categorie deboli debba
essere spalmata su tutti i Comuni della Sicilia.
Se ci sono Comuni, istituti autonomi case popolari, se ci sono
enti che hanno già progetti pronti devono essere finanziati, senza
fare alcune differenza fra i poveri delle aree metropolitane e i
poveri delle altre aree.
Così come, assessore, ho salutato con grande soddisfazione, glielo
dico e lo ribadisco, anche qui, questo capitolo relativo a venti
milioni di euro destinati come aiuto a persone e famiglie con
elevato disagio sociale. E' una cosa sicuramente importante.
Le chiedo semmai, assessore, di poter aumentare questa quota
proprio perché questo 2013, che dovrebbe essere l'ultimo anno di
crisi, dopodiché come dicono un po' tutti dovremmo finalmente
uscire da questo tunnel, se possiamo ulteriormente caricare di
somme questo capitolo, credo che non sarà un fatto negativo, ma
credo che possa andare a vantaggio del Governo e del Parlamento
tutto.
E infine, assessore, due ultime cose. Si parla di una
riqualificazione funzionale per cinquantaquattro milioni delle
autostrade Messina - Palermo, Messina - Catania e Siracusa - Gela.
Non vorrei che questi cinquantaquattro milioni di euro siano in
cofinanziamento dei lotti 6, 7 e 8 della Siracusa - Gela. Su questo
le chiedo di intervenire nuovamente.
Non c'è nessun riferimento al finanziamento e al cofinanziamento
da parte dell'Europa e da parte dell'ANAS, che ha contratto già il
mutuo per l'esecuzione di questi tre lotti. Stiamo parlando di un
grossissimo intervento per oltre 350 milioni di euro.
Su questo credo assessore che dobbiamo puntare. La realizzazione
di infrastrutture in Sicilia è un fatto importante.
Ieri mi sono esposto alla contestazione da parte dei miei
colleghi, perché avevo firmato degli emendamenti a proposito del
ponte sullo stretto di Messina. Io continuo a ribadire la validità
di quegli emendamenti da me firmati, perché ritengo che prima di
realizzare il ponte sullo stretto dovremmo ad esempio concludere la
Siracusa - Gela, dovremmo concludere una serie di opere importanti
in maniera tale da omogeneizzare le infrastrutture in Sicilia con
il resto del nostro Paese.
E infine assessore, l'ultima cosa che mi permetto di ricordarle:
il porto di Augusta. Qualcuno si è lamentato poca fa che non c'è
nessuna voce relativa i porti turistici. Abbiamo invece noi pronto
questo cofinanziamento da parte della Commissione Europea.
Dovrebbe il commissario Hahn firmare la prossima settimana questo
provvedimento, vorrei che lei recepisse e inserisse fra le cose
importanti che questo Governo e soprattutto questa Assemblea
regionale siciliana devono realizzare, appunto la possibilità di
poter in questi quattro anni realizzare il porto commerciale di
Augusta per dare occupazione certa a centinaia di lavoratori in
Italia.
E' per questo motivo Presidente, nel ringraziarla per avermi dato
la possibilità di sforare il tempo a me concesso, e devo dire che
il mio giudizio al momento rimane negativo, aspetto però che il
Governo possa recepire queste istanze e queste proposte da me
fatte. Credo che miglioreremo sicuramente il documento di
programmazione economica e finanziaria, credo che daremo la
possibilità alla Sicilia di avere risposte certe per i prossimi
anni. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vinciullo. E' iscritto a parlare
l'onorevole Grasso.
Ne ha facoltà.
GRASSO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi. Da una
lettura attenta del DPEF, documento che dovrebbe essere
fondamentale per un'autentica programmazione di rilancio, sembra
almeno allo stato non essere sufficientemente chiaro ed anzi è
possibile evidenziare come questo non analizzi nel dettaglio
bisogni, urgenze, necessità e priorità.
Per esempio non indica in maniera chiara ed esaustiva gli
obiettivi da raggiungere, obiettivi necessari ad un'efficace
ripresa occupazionale e a un nuovo impulso di sviluppo regionale.
In particolare, la riflessione si pone alla luce di alcune
considerazioni dalle quali, a mio avviso, non si può prescindere,
soprattutto per ciò che riguarda la programmazione dei fondi
europei e il Piano di Azione e Coesione.
Il programma operativo FERS 2007-2013, a causa della mancata
attuazione, è stato ridimensionato attraverso una manovra che ha
visto la decurtazione, dal medesimo programma, di ingenti risorse,
quasi 1,7 miliardi di euro su 6 miliardi previsti. Le decurtazioni
nell'anno 2012 sono state dirottate su tre Piani di Azione e
Coesione: i cosiddetti PAC 1, PAC 2 e PAC 3. Strumenti individuati
allo scopo di realizzare un programma di spesa parallelo al PO
FERS.
Tuttavia, alla luce del fatto che il Piano di Azione e Coesione
per il miglioramento dei servizi pubblici collettivi al Sud è ormai
giunto alla sua terza riprogrammazione, chiedo lume circa gli
interventi inseriti nel PAC 1 e nel PAC 2, ovvero circa lo stato di
attuazione puntuale degli stessi e la spesa per essi sostenuta.
Tanto più che per la redazione di tali strumenti il PO FERS ha
subìto una decurtazione di 500 milioni di euro.
Più semplicemente, intendo chiedere in che modo sono state
impegnate queste somme, in quali azioni e in quali progetti.
Chiedo ancora, quali gli atti amministrativi predisposti dallo
Stato centrale e dalla Regione che diano validità agli interventi
inseriti nel PAC 3, e dunque in grado di garantire il loro
finanziamento. Esiste una delibera CIPE che garantisce la copertura
finanziaria del PAC 3.
Ed ancora, visto che il PAC 3 ha sottratto risorse al PO FERS 2007-
2013 si desidera essere informati circa le linee di intervento che
sono state dirottate dal PO FERS al PAC 3 e i relativi progetti. E
poi, all'interno del PAC 3 sono stati inseriti gli interventi
presentati nella terza finestra dai PIST?
Tali interrogativi nascono dalla convinzione, a tutti nota, che le
risorse comunitarie rappresentano l'unico veicolo, l'unico
strumento finanziario per attuare i programmi di sviluppo dei
singoli territori, e pertanto non vorremmo che tali PAC
rappresentino un espediente finalizzato a prendere tempo senza mai
arrivare però a raggiungere il fine, che con altro non coincide se
con lo stesso sviluppo decisivo dei territori, il quale può aversi
solo se la programmazione parte dal basso, considerando specifiche
vocazioni e peculiarità territoriali.
Bisogna cambiare la rotta, bisogna che questa Regione capisca qual
è il vento e qual è il nuovo vento, e per capire questo devono
essere i territori a programmare, e non la Regione, ad emanare
bandi che non servono per lo sviluppo sostenibile dei territori.
Tali le carenze e le lacune immediatamente ravvisabili dal
Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. Emergono anche
scarse attenzioni verso i settori socio-assistenziali e le
politiche per l'infanzia.
Preciso, che sempre allo Stato non se ne dà sufficiente
indicazione. Occorre che si diano maggiori riferimenti riguardanti
le politiche di sviluppo e di consolidamento dei servizi sociali
che, da amministratrice locale lo so bene, vivono da anni
situazioni di disagio legati alla incapacità finanziaria dei Comuni
che non riescono a sopportare e sostenerne i costi. È necessario,
quindi, prevedere obiettivi programmatici sia in termini di risorse
che in termini di servizi.
Per l'area socio-sanitaria, si immaginano maggiori finanziamenti
ai Comuni per la gestione dei servizi residenziali in favore di
anziani, minori e disabili. A titolo esemplificativo, la gestione
della residenzialità in Sicilia per i disabili psichici ha
raggiunto un costo annuo pari a 50/60 milioni di euro. I
trasferimenti per l'anno 2012 sono stati solo 15 milioni di euro.
Tra le quote a carico dei Comuni e la compartecipazione degli
utenti alle spese sarebbero necessari, in via orientativa,
trasferimenti da 20 a 25 milioni di euro.
Inoltre, sono previsti tagli alla spesa, però non è specificato
che cosa si taglia e allora dico che bisogna anche qui cambiare
rotta e rifunzionalizzare la spesa, auspico che i tagli non
riguardino i servizi delegati ai comuni che non si tagli la spesa
per il mantenimento dei lavoratori precari impiegati presso i
comuni, che già è stata tagliata.
Vista la complessità della disciplina, dalla quale peraltro
dipendono le sorti di una terra già martoriata, si impongono
riflessioni serie che tengano conto di esigenze reali.
Si impongono redazioni di documenti non suggestivi, fantasiosi. Si
sarebbero dovuti indicare specifiche ed inequivocabili modalità di
intervento, di incisione e di programmazione.
Queste sì sarebbero state utili già in questa fase, dalla
rivoluzione non verbale o chiacchierata della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marcello Greco. Ne
ha facoltà.
GRECO Marcello. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, la V Commissione non ha ritenuto di poter esprimere
parere favorevole sul documento di programmazione finanziaria 2013-
2017 non tanto per quello che è in esso indicato, essendo
largamente condivisibili gli obiettivi di politica economica e
finanziaria, ma soprattutto per quello che manca o meglio che non è
compiutamente espresso in questo documento.
Condividiamo l'intento più volte espresso dal Presidente Crocetta
e dagli assessori regionali, per ultimo dall'assessore per
l'istruzione e la formazione professionale e dall'assessore per i
beni culturali nelle audizioni svolte in commissione, di una
discontinuità e di una reale innovazione delle politiche regionali,
nell'ottica del rilancio dei processi di sviluppo ed innovazione
della nostra Isola.
Siamo, altresì, consapevoli che la presentazione e la discussione
del documento di programmazione economico-finanziaria costituisce
un adempimento previsto dalla legge che, nella prassi però degli
ultimi anni, ha assunto sempre più i connotati di uno stanco e
vuoto rito.
Ma proprio per questo e proprio perché condividiamo con tutto il
Parlamento l'idea di un rigenerante e necessario cambiamento delle
pratiche della politica e del governo ci saremmo aspettati, al di
là di una esaustiva o meno elencazione inclusiva e riepilogativa,
una maggiore attenzione descrittiva, ancorché di sintesi, una
esplicita menzione, di quello che il Governo vorrà fare in
relazione alle politiche culturali, del lavoro, dell'istruzione e
della formazione.
Cultura, formazione e lavoro, infatti, sono la vera e
inscindibile, in quanto intimamente connesse, ragione sociale non
solo della Commissione che ho l'onore di presiedere ma del nostro,
di quello di noi tutti, operare in politica; e la loro
valorizzazione è l'unica strada per assicurare un futuro migliore
ai nostri figli. In questo senso, cultura e formazione - a tacere
ovviamente del lavoro - riteniamo debbano essere considerati come
precipui obiettivi di politica economica, come strumenti
fondamentali per incrementare crescita ed occupazione.
La decisione consapevole della Commissione, che non va
strumentalizzata, invito tutti a non farlo, vuole costituire invero
uno sprone per il Governo ed il Parlamento ad impegnarsi sempre di
più a gettare il cuore oltre l'ostacolo per cercare di rispondere
alle aspettative della società siciliana.
Siamo sicuri che il Governo intende perseguire questo obiettivo,
ed in ciò avrà l'ausilio del Parlamento, ma ogni occasione deve
essere buona per ribadirlo.
Ribadirlo ai giovani che cercano lavoro, ai lavoratori che sono
espulsi dai cicli produttivi, al vasto mondo del precariato da anni
in cerca di certezze, che chiedono risposte che la politica ha
sempre più difficoltà a dare.
Nel mondo della cultura enorme successo, curiosità ed interesse
per la nostra Terra, al di là, molto al di là dei vecchi stereotipi
che da sempre ci accompagnano, ha suscitato il Satiro Danzante
esposto alla Royal Accademy di Londra.
Vorremmo che questi prestiti avvengano in regime di reciprocità,
di scambi alla pari, per realizzare restauri o come occasione per
valorizzare nuovi talenti artistici accanto ai pregiati reperti del
passato, ma sappiamo che è questa la Sicilia che vorremmo sempre
rappresentata dagli organi di informazione, la vera Sicilia.
La promozione della nostra cultura, attraverso tutti gli strumenti
messi a disposizione delle moderne tecnologie ed una
riorganizzazione della nostra offerta turistica e culturale, la
valorizzazione dei nostri circuiti turistici non può che produrre,
infatti, importanti ricadute economiche e la Sicilia ha tantissimo
da offrire al mondo. Molti altri Paesi europei hanno saputo
valorizzare molto ma molto meno.
E' questo quell'impatto economico di efficace gestione di tutto
ciò che concerne la nostra identità, la nuova consapevolezza che
cultura e, soprattutto, opportunità, l'obiettivo che vorremmo
sempre più perseguito e che vorrebbe con sé, naturalmente,
apportare occasione di crescita e di sviluppo.
Solo il collegamento del sistema dell'istruzione e della
formazione con il sistema delle imprese e del mercato del lavoro,
unitamente ad una nuova comprensione delle esigenze formative
richieste da un mondo che è cambiato, la valorizzazione di tutti i
lavori artigiani, le nuove frontiere da raggiungere senza la quale,
senza qualsiasi enunciazione di obiettivi economici, rimarrebbe
fine a se stessa.
Lo strumento finanziario oggi presentato dal Governo ha annunciato
di voler marcare un profilo di forte innovazione sul piano della
programmazione strategica dello sviluppo e di tutto ciò la
Commissione ha preso atto.
Ma la Commissione, con il proprio voto, ha inteso anche - lo
ribadisco in maniera forte - impegnare il Governo ed il Parlamento
tutto, senza distinzione di parti politiche, ad una maggiore
assunzione di responsabilità per un effetto ed effettivo
perseguimento di questo obiettivo e per l'adozione di conseguenti
politiche nuove ed innovative.
Auspichiamo, infatti, che questa possa essere finalmente ed
effettivamente una legislatura di riforme e di cambiamenti per il
futuro dei Siciliani e della Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Falcone. Ne ha
facoltà.
FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io ho
avuto modo di leggere questo documento di programmazione che
avrebbe dovuto rappresentare il modello, la strategia di questo
nuovo Governo. Una strategia che è stata basata su quello che è
stato il programma elettorale che, onde evitare dimenticanze, il
Presidente della Regione ha voluto rileggere in quest'Aula, perché
qualcuno l'avrebbe potuto dimenticare e perché magari il Presidente
diceva di voler essere fedele a quelle che sono state le
dichiarazioni di intenti che si dovrebbero poi trasformare in atti
concreti.
Io ho letto questo documento ed ho ascoltato, ieri, anche il mio
Presidente di commissione al quale all'orecchio, alla fine, ho
detto che se la sua fosse stata una relazione di minoranza o di
opposizione - una volta, caro Presidente Musumeci, c'era la
relazione di maggioranza e quella di minoranza in Commissione
bilancio, perché era giusto, perché c'era la parte che governava e
la parte che controllava. Oggi, Invece, non c'è più questo, però mi
rendo conto che questo documento - ho voluto anche leggere, ho
voluto oggi rivedere qualche vecchio documento, qualche vecchio
DPEF, quello del 2011, ad esempio, del 2012-2014 - non è altro che
una fotocopia, una fotocopia di quello precedente con delle
limitazioni. Si divide in tre parti: nella prima parte si parla
dello scenario nazionale ed internazionale, nella seconda parte si
parla dello scenario regionale, si descrive, si analizza lo
scenario regionale e poi ci sono dei grafici, alla fine ci sono
degli indicatori. Ma manca la cosa fondamentale, manca la
strategia, mancano le linee di indirizzo, non si dice cosa si vuole
fare per l'agricoltura, non si parla di politiche attive del
lavoro, non si dice come si vogliono risolvere i problemi per
questi giovani, non si dice cosa si vuole fare sul versante
dell'occupazione e della formazione professionale.
Un inciso, Presidente Ardizzone, oggi, dicono i mass media che c'è
stata un'altra rivoluzione del Presidente Crocetta nell'assessorato
alla formazione professionale: oltre 53 dipendenti funzionari sono
stati trasferiti assieme a sette dirigenti perché si dice che ci
siano degli inquinamenti della criminalità organizzata che hanno
riguardato un ente di formazione dell'agrigentino e chissà, forse,
questi dipendenti potrebbero avere anche delle collusioni. Ma, al
contempo, siccome quando si parla di un documento così importante,
di una programmazione così importante si dovrebbe fare riferimento
anche all'organizzazione del personale, delle risorse umane e
professionali presenti in questa nostra regione, che ascendono ad
oltre 16 mila unità, bene, invece, dovremmo dire anche come
vogliamo utilizzare, come vogliamo razionalizzare la spesa, come
vogliamo riqualificare la spesa partendo dal fatto che la spesa per
il personale ascende ad 813 milioni, che la spesa per la
quiescenza, per il personale che è andato in pensione, ascende ad
oltre 600 milioni di euro.
Ebbene, invece, nulla di tutto questo Questo non è un documento,
assessore, queste non sono delle linee di indirizzo, questa è una
mera elencazione di problemi, purtroppo, che creano e che lanciano
e che ci lasciano, per così dire, nel baratro.
C'è un tunnel, si descrive un tunnel con questo documento, ma non
si fa intravedere minimamente la luce. Non c'è una linea strategica
che dica cosa si vuole fare per gli enti locali; non c'è una linea
strategica che dica come vogliamo risolvere ed affrontare il
problema per la forestazione.
Ebbene, se da un lato diciamo che ci saranno 900 milioni in meno,
dall'altro lato, caro assessore all'economia, non diciamo come
vogliamo ridurre e quali saranno le fasce che andremo a toccare, i
settori su cui calerà la mannaia della regione Sicilia. Da un lato
diciamo che dobbiamo sostenere le fasce deboli, ma non diciamo
come, non l'abbiamo esplicitato.
Diciamo che le aziende sono in crisi e oggi c'è un grido d'allarme
di Confindustria, del presidente Squinzi che dice: Attenzione ci
vorrebbe una terapia d'urto . Bene, giusto, ma una terapia d'urto
che non abbiamo visto né dal governo nazionale e ancor meno da
questo governo regionale che ci presenta soltanto una mera
elencazione, molto deludente.
Allora, se il collega Vinciullo, mi pare, che mi ha preceduto, ha
detto che non vi ha nominati Iddio, certamente ci mancherebbe, non
abbiamo ancora santificato nessuno, abbiamo nominato un presidente
pur non avendo alcun tipo di legittimazione popolare come tutti
quelli che in quest'Aula si trovano. Ed allora è giusto che
doppiamente, caro Presidente Ardizzone, gli assessori nominati
quali tecnici diano delle risposte, delle soluzioni ai problemi di
questa nostra terra.
Noi vorremmo sapere, ad esempio, quali sono le politiche di
sostegno per gli enti locali.
L'anno scorso abbiamo impegnato circa 650 milioni di euro,
vorremmo sapere se la stessa cifra, atteso che gli enti locali sono
in ginocchio, sarà confermata. E, nel caso in cui non fosse
confermata, vorremmo sapere come potranno operare gli enti locali
che sono in ginocchio, da un lato per il patto di stabilità che
consente e che limita anche alla regione degli impegni di spesa e
pone dei limiti pesanti sui pagamenti degli stessi, piegando
l'economia che non vede più alcuna luce all'orizzonte.
Allora, caro assessore, l'anno scorso venne presentato un
documento di programmazione economico-finanziaria che la mia parte
politica contestò perché lo riteneva carente. E quel documento, per
quanto carente, parlava di rifiuti, parlava di ambiente, parlava di
acqua, parlava di interventi sugli enti locali, parlava di
interventi per le imprese, parlava di sviluppo rurale, parlava di
innovazione tecnologica, parlava di efficacia degli investimenti,
parlava di riqualificazione della spesa, parlava della
razionalizzazione delle società partecipate.
Ricordo ancora quando il presidente Crocetta andando in una
trasmissione della Rai che si può guardare alle 14 e può essere
apprezzata su RAI 1, all' Arena diceva ho fatto una rivoluzione,
ho fatto risparmiare in un mese un miliardo di euro alla Regione
Sicilia .
Oggi scopriamo che quella fu una bugia macroscopica, che oggi
mette alla berlina l'intera Sicilia. E allora oggi ci vuole un
minimo di decenza, assessore lei doveva oggi presentare un vero
documento di programmazione, questa non è altro una elencazione
misera, che non crea assolutamente, che non dà e non attribuisce
alcuna dignità a questo Governo, che riduce la legittimazione
istituzionale degli assessori che oggi in maniera indecente,
Presidente Ardizzone, sono assenti. Ma se fosse oggi la loro
assenza sarebbe magari giustificata o giustificabile. Ormai è un
mal vezzo, caro Presidente Ardizzone, ha fatto bene a richiamarli,
a richiamare a un senso istituzionale di rispetto del più antico
Parlamento d'Europa.
Concludo e mi aspetto un sussulto di responsabilità con una
integrazione a questo documento sulla terza parte che ci dica su
quale linea di strategia economico finanziaria questo Parlamento,
maggioranza e opposizione, si può confrontare. Non c'è un tema su
cui oggi possiamo esprimere un nostro giudizio.
Questo non è un documento, questa è un mera descrizione che deve
essere immediatamente integrata con una vera e propria
programmazione, diversamente, caro assessore per l'economia, il
buon giorno si vede dal mattino e se questo è il mattino mi
dispiacerà tanto per i siciliani.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal momento che il
Governo ha chiesto quattro mesi di esercizio provvisorio, noi tutti
ci saremmo aspettati di potere avere a disposizione il tempo
necessario per esaminare quello che è il documento principe di
programmazione economica e finanziaria, e cioè il DPEF. Noi ci
illudevamo che, a fronte dei buoni propositi che il Presidente
Crocetta ha manifestato in tutte le sue uscite pubbliche, nelle
dichiarazioni continue alla stampa e nelle frequentazioni degli
studi televisivi, quei buoni propositi, dovevamo e potevamo
trovarli, speravamo di trovarli nel DPEF; speravamo altresì che,
avendo il tempo a disposizione, cioè quattro mesi a disposizione,
si sarebbe potuto e dovuto, a nostro modo di vedere, nelle varie
Commissioni di merito, avere il tempo di approfondire, di
suggerire, di proporre delle idee, dei programmi, degli input, le
iniziative che i vari Gruppi parlamentari potevano mettere a
disposizione del Governo stesso per migliorare il DPEF.
Così non è stato; non è stato così per quanto riguarda la
tempistica, non capisco perché c'è stata la fretta di fare un
passaggio veloce nelle Commissioni di merito e poi in Commissione
Bilancio di questo DPEF, dal momento che - come ripeto -
approveremo bilancio e finanziaria, se andrà bene, nel mese di
aprile.
Non si capisce, quindi, l'accelerazione, posto che stiamo parlando
- ripeto ancora una volta - del DPEF, cioè del documento cardine su
ciò che una amministrazione, in questo caso, la nuova
amministrazione, il nuovo Governo della Regione, che ha davanti a
sé cinque anni e che si trova in una situazione di obiettiva
difficoltà, è chiaro che ci saremmo aspettati il contrario.
E così intanto non è stato.
Ma anche andando nel merito del documento che è stato presentato,
non possiamo non rilevare che siamo in presenza di un documento
cosiddetto delle occasioni mancate, delle speranze deluse, dei
proclami non mantenuti, a cui non sono seguiti poi i fatti. E ce
ne dispiace molto, ci dispiace molto che, alla prima vera prova
d'Aula, dopo - come dire - il mezzo passo falso, anzi il primo
grande passo falso che ha riguardato la proroga dei precari da
parte del Governo e che ha rischiato veramente di mandare a casa
ventottomila persone, se quest'Aula, con i suoi uffici, con la
competenza dei suoi uffici non avesse provveduto a correggere la
stortura che il Governo stesso aveva proposto e che ci aveva
portati in un vicolo cieco con, addirittura, la possibilità di
mandare a casa ventottomila persone.
Intanto, quindi, è importante che l'Aula, che il Parlamento possa
intervenire per dare il proprio apporto, l'abbiamo dimostrato in
quella occasione, lo potremmo e lo potevamo dimostrare a maggior
ragione per quanto riguarda il DPEF. E, invece, percorso agevolato,
percorso veloce, senza nessun motivo, documento assolutamente
lacunoso, che veramente ci vorrebbero altro che minuti, delle ore,
per elencare tutto ciò che non c'è in questo documento.
Un documento che, alla fine, si riduce nella semplice elencazione
delle tonnellate di relazioni che ci hanno bombardato nell'ultimo
anno del Governo Monti. Un Governo che si è contraddistinto, da un
lato, per aver affamato l'Italia e gli italiani e, dall'altro lato,
per averci riempito di agende, di agende e, quindi, di documenti a
non finire.
Bene, questo DPEF, in effetti, per la gran parte non fa altro che
collazionare una serie di documenti che sono fuoriusciti da questa
memoria fervida di questo Governo, ripeto, che, da un lato, ha fame
e, dall'altro lato, propone, come se non fosse lui a governare in
quel momento, propone le cose da fare, quello che fa è invece in
danno dei cittadini.
Qui siamo in presenza addirittura di una mancanza, di una lacuna
ancora più grande: si ripropongono le cose contro l'Italia, portate
avanti dal Governo Monti; dall'altro lato, laddove ci voleva invece
la proposizione vera da parte di questa nuova maggioranza, da parte
di questo Governo, da parte del governatore Crocetta c'è il
silenzio assoluto; non si dice come si affronta e si risolve il
problema dei precari; non si dice come si affronta e si risolve il
problema della carenza di risorse per i comuni, addirittura, si
paventa un taglio di oltre il cinquanta per cento delle risorse.
Diciamolo chiaro: volete far chiudere i comuni?
Non si dice come si risolve il problema della formazione
professionale, che è stata letteralmente distrutta, in questi anni,
col rischio di mandare a casa ottomila persone e, quindi, ottomila
redditi e di non espletare un servizio fondamentale per la nostra
Regione.
Non si dice come si risolve il problema dei forestali; non si dice
come si risolve il problema dei rifiuti, perché non lo si dice. Non
si dice cosa si farà per l'impiantistica per avere un sistema
moderno e funzionale di raccolta e di smaltimento dei rifiuti.
Sostanzialmente, e in maniera del tutto affatto notarile, si fa
un'elencazione di quelle che sono le previsioni, i documenti di
previsione che man mano sono usciti a livello nazionale, si prende
atto delle statistiche - ce ne sono tutta una serie -, ci hanno
riempito di statistiche ma i programmi dove sono? Ma le idee dove
sono?
Cosa si vuole fare? Cosa vuol fare il Governo Crocetta per
risolvere la drammatica situazione in cui versa la Sicilia, in cui
versano i nostri cittadini?
Come si risolvono i problemi che ci sono sul tappeto? Beh, almeno
l'arroganza di accelerare l'iter di approvazione del DPEF ve la
potevate risparmiare perché non ha nessuna giustificazione, posto
che avevamo quattro mesi davanti a noi. Quella arroganza potevate
risparmiarcela, anzi nella condizione di un Governo che è
minoranza, una non maggioranza, comunque, perché siamo in presenza
di cinque formazioni che si sono presentate e non c'è stata una
vera maggioranza, beh sarebbe stato apprezzato molto di più un atto
di umiltà da parte del Governo e, soprattutto, del Governatore a
cercare il contributo all'interno del Parlamento per vedere assieme
al confronto con le altre forze politiche per vedere quanto meno di
migliorare questo documento che, ripeto, governerà la vita per i
prossimi 5 anni di 5 milioni di siciliani che meritava certamente
di essere più preciso ma soprattutto di dare risposte ai tanti
problemi che ci attanagliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caputo. Ne ha
facoltà.
CAPUTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
rappresentanti del Governo, guardate, siamo di fronte ad un
documento di tradizionale importanza. Storicamente, il documento di
programmazione economico-finanziaria è la proiezione della
strategia di Governo di questa ragione da parte degli assessori e
del capo dell'esecutivo e, quindi, è finalizzato ad illustrare al
Parlamento chiamato ad approvarlo poi con l'ordine del giorno
finale, chiamato a condividere o meno quello che in questa Sicilia
vuole fare questo Governo.
Sicuramente, nei settori strategici come l'agricoltura, come il
turismo, come i beni culturali sui quali intendo tornare per un
attimo, signor Presidente, sull'energia alternativa, sulle
industrie, sull'attività produttiva, sul sostegno agli enti locali
sulla politica del sociale e sui temi della legalità che ho trovato
scarsamente presente all'interno di questo documento di
programmazione economico-finanziaria.
Certo, mi rendo conto che siamo in presenza di un Governo formato
in gran parte dal un Presidente che ha una ottima esperienza di
sindaco ma non si è mai cimentato in un settore di governo di una
grande Regione come la Sicilia e con una compagine di assessori
estremamente perbene, persone di grande passione ma che
indubbiamente hanno bisogno di un bel pò di pratica di governo di
questa Regione.
Allora devo dire che non possiamo sottovalutare l'importanza del
documento che stiamo andando ad esaminare. Non vorrei fare un torto
all'assessore per l'economia; lo conosco poco ma ne ho sentito
parlare di persona di grande preparazione e di grande impegno.
Vorrei, però, invitarlo per il prossimo documento di programmazione
economico-finanziaria a dire a chi lo ha predisposto di fare meno
copia e incolla rispetto a quello dell'anno precedente. E' uguale
nell'impaginazione; è uguale nella elencazione; è uguale nella
configurazione o nel confezionamento.
Capisco che spesso, signor Presidente, la prego, si cade nella
ritualità e, quindi, per gli uffici, documenti di programmazione
economico-finanziaria, un po' come il piano triennale degli Enti
locali dei comuni.
Si infilano 150 opere pubbliche, uno per ogni consigliere
comunale, tanto per dare la giusta visibilità a tutti; poi, ognuno
sa che di quei 150 elenchi se ne faranno uno o due per anno.
Il documento di programmazione economico-finanziaria, purtroppo,
onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghi, invece di
diventare lo strumento strategico delle previsioni di governo e di
sviluppo di questa Sicilia, diventa un atto finalizzato a consumare
una ritualità all'interno del Parlamento siciliano.
Tanto, poi, il Governo lo presenta ed adempiuto ad un obbligo di
legge, il Parlamento, poi, andrà a discutere su questo; poi nasce
l'ordine del giorno finale e siamo andati avanti. E' successo nel
2011, nel 2012 e sta succedendo nel 2013.
Credo che i colleghi, molti dei quali conosco per preparazione ed
impegno, ma anche perché dotati di quella naturale curiosità di
avere un parlamentare che rappresenta sicuramente con impegno chi
lo ha votato e, poi, l'intero popolo siciliano, dovrebbero avere
l'accortezza di andare a leggere quello che è stato scritto prima e
quello che è stato scritto dopo. Guardate: siamo di fronte ad un
documento rituale perché fatto allo stesso modo dell'anno scorso.
Non è così. Il documento di programmazione è un documento di
vitale importanza per la Sicilia. Ebbene, le dico, signor
Presidente, lei sì che di questi appuntamenti parlamentari ne ha
visti tantissimi e tutti da protagonista.
Sul turismo, manca quella strategia in grado di fare uscire la
Sicilia da quella che è una fase di isolamento e di disinteresse
turistico internazionale.
Proprio nella rassegna stampa che ci è stata consegnata, se andate
a leggere, vi è una iniziativa del Governo nazionale che ha
declassato la Sicilia sotto l'aspetto della capacità turistica
perché, a parità di costi, come le altre Regioni o come lo Stato di
Malta, hanno avuto una maggiore presenza turistica rispetto alla
Sicilia.
Allora, vorrei dire all'assessore Zichichi, visto che oltre che
per il sole, oltre che per il mare, la Sicilia è riferimento
mondiale per il turismo.
Per i monumenti, lo vorrei invitare ad essere meno proletario, ad
essere meno impegnato nell'eurocosmo e dedicarsi non a fare una
piazza in ogni città della Sicilia - ne abbiamo tante - ma vorrei
invitare l'assessore Zichichi a fare l'assessore in Regione
Sicilia, nella sua stanza; ad occuparsi dei musei che non si
riescono ad aprire, del Chiostro di Monreale, che ha centomila
problemi, del Duomo di Monreale, che ha sempre problemi
infrastrutturali, a trovare i custodi per evitare che il 16 agosto
i monumenti più importanti siano chiusi.
Se non abbiamo a cuore la consapevolezza che il turismo, la
politica dei beni culturali, l'agricoltura, l'industria, l'energia
e l'attività produttiva sono davvero il motore economico della
Sicilia, se non andiamo ad elencare all'interno del documento di
programmazione economico-finanziaria, dove possiamo dimostrare per
capire qual è la strategia che guida questo Governo
nell'amministrazione di questa Sicilia?
C'è una disoccupazione che è alle stelle.
Onorevole Presidente e signori del Governo, vi invito a trovare,
in questo documento di programmazione finanziaria, al di là delle
statistiche che andiamo a vedere sul Sole 24 Ore - non c'è
bisogno di fare una seduta del Parlamento -, vi invito a trovare
una traccia su quella che è la strategia del Governo per
fronteggiare una disoccupazione che sta raggiungendo livelli di
scontro e di turbativa dell'ordine pubblico.
C'è un disagio sociale che in questo documento non è nemmeno
accennato. Qua si parla di una previsione di entrata tributaria che
poi cozza con quanto ha dichiarato l'assessore ai giornali, quando
dice che ha avviato una ispezione all'interno di Riscossione
Sicilia, perché le previsioni di entrata sono inferiore rispetto a
quelle effettivamente previste.
E allora vorrei capire. Già, su questo elemento, il Documento di
programmazione economico- finanziaria è deficitario perché si
scontra con un'iniziativa che l'assessore ha dichiarato di
intraprendere adesso.
E qual è la politica agricola del Governo all'interno di questo
DPEF? Qual è la strategia per rilanciare l'agricoltura? Per
garantire gli agricoltori dall'invasione delle merci che arrivano
dal Marocco? Per difendere la salubrità dei nostri prodotti? Per
garantire un sostegno al comparto agricolo? Per migliorare la
qualità del mondo dei vini? Per fare le strategie di protezione e
di tutela dell'agricoltura siciliana?.
Non trovo che queste pagine concretamente abbiano delle
statistiche o delle elencazioni.
Qual è la filosofia di questo Governo per quanto riguarda il
futuro di questa Sicilia? Io non lo vedo e sono fortemente
preoccupato perché il clima che si registra è un clima di pubblici
annunci; è un clima di anticipazioni giornalistiche.
Si cerca la notizia effetto per mandare avanti una cortina
fumogena , per nascondere il deficit di questo Governo, che lo sta
dimostrando con la formazione professionale, che lo sta dimostrando
con le politiche agricole, che lo sta dimostrando con
l'organizzazione degli uffici regionali.
Signor Presidente, mi dispiace che non ci sia il Presidente della
Regione, onorevole Crocetta, ma voglio dire che dobbiamo smetterla
di dire continuamente che all'interno della Regione siciliana c'è
la mafia.
Io ne sono convinto che è vero ma non siamo al Caffè della piazza
di Monreale, dove possiamo parlare di tutto senza assumerci le
responsabilità, né davanti ad un caminetto del Rotary o dei Lyons;
qui siamo in un Parlamento e il Presidente del Governo regionale
che continua a dire che c'è la mafia nelle Istituzioni e siccome lo
condivido, ne sono convinto e so che il nostro è un Presidente
coraggioso, proprio per fare un passo di più, signor Presidente, lo
deve dichiarare, lo deve denunciare e deve prendere gli opportuni
provvedimenti perché le televisioni sono buone per fare una grande
propaganda ma non portano lo sviluppo alla Sicilia.
Vedo un Governo presente nei giornali, nelle agenzie e nelle
televisioni ma vedo un Governo assente ad affrontare i grandi temi;
sulla Fiat di Termini Imerese è sceso il silenzio assoluto. Il
Governatore aveva dichiarato che avrebbe risolto col Governo
nazionale la vicenda non soltanto degli esodati; è un falso
problema o quanto meno un aspetto del problema ma la vicenda del
futuro dello Stabilimento Fiat non interessa più a nessuno.
Vi sono opere pubbliche fondamentali, come a Cefalù, venti; il
raddoppio ferroviario, che attraversa da Palermo fino allo Stretto
di Messina e poi ritorna indietro è bloccato per una serie di
grossi problemi e nessuno si sta occupando di che cosa e ci sono
centinaia di licenziamenti e milioni di euro che vanno in fumo. C'è
una crisi industriale, in Sicilia, nel terziario, senza precedenti
e non la sta seguendo nessuno.
Signor Presidente, non sono qui per consumare una ritualità; sono
per affrontare i problemi e, anche se sto sul versante
dell'opposizione parlamentare, ho il giusto senso di responsabilità
di sapere e di capire quando è il momento di votare contro, quando
è il momento anche di condividere l'azione di un Governo; con tutti
gli sforzi che posso fare, non riesco a capire qual è la strategia
di questo Governo, specialmente sul fronte degli enti locali. I
nostri Comuni sono al baratro del dissesto economico; ogni giorno,
c'è un Comune che subisce o chiede il pre-dissesto o subisce la
dichiarazione di dissesto da parte degli uffici interni o da parte
della Corte dei Conti.
C'è un disastro economico che lascia questo Governo totalmente
assente. Sul fronte della difesa concreta della legalità, voglio
chiedere al Governo, perché qui non lo trovo, nel bilancio, di
prevedere quelle somme che vanno a sostenere le vittime dell'usura
e dell'estorsione, che garantiscano gli imprenditori che hanno
denunciato gli estorsori e che oggi sono sul lastrico perché le
banche che prima pagavano adesso non pagano più.
Vorrei chiedere al Governo di vigilare e di capire perché le
aziende sequestrate e poi confiscate a imprenditori mafiosi vengono
affidate poi alla gestione degli amministratori giudiziari,
falliscono perché non hanno più nessun sostegno da parte delle
banche.
Quando c'era la mafia la banca pagava, quando c'è l'amministratore
nominato dal tribunale, la banca non paga più.
E allora ci sono fallimenti continui, persone che perdono il
posto, un'economia che si indebolisce e un Governo che non fa
nulla.
Signor Presidente, la invito, e so che lei è persona di grande
determinazione e di grande esperienza, ad evitare che si consumi
anche oggi l'ennesimo rituale del documento di programmazione
economico-finanziaria come se fosse un fastidio che qualcuno si
deve togliere perché deve andare avanti. O il Governo ci dimostra
che questo è un documento che contiene le linee strategiche di
sviluppo della Sicilia, e allora siamo pronti a ragionare, io sono
pronto a discutere, sono pronto a emendarlo e sono pronto anche a
votare l'ordine del giorno finale o, se questo Governo è venuto
qui, soltanto per presentarci la riedizione e la scopiazzatura del
documento dell'anno precedente, vi dico che questo Parlamento non
è disponibile a farsi offendere, né io, Signor Presidente, a farmi
mortificare dall'ottimo lavoro di copia - incolla, perché questo è
il documento che il Governo sta presentando.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caputo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.
IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
Governo, non mi attarderò a sottolineare l'assenza del Presidente
Crocetta e della gran parte degli assessori componenti la giunta di
Governo. Vorrei invece complimentarmi e plaudire a quelli presenti
che hanno ritenuto, spero volontariamente e non per avere ricevuto
l'ordine o il permesso di essere presenti, di contribuire con la
loro presenza al dibattito che quest'Aula sta realizzando in queste
ore.
E' stato detto ed è stato anche ribadito: su quest'Aula, grava una
sorta di consapevolezza circa l'inutilità di quello che stiamo
facendo. Stiamo discutendo di un documento di programmazione
economico-finanziaria che ha due grandi limiti, direi proprio
genetici, congeniti e che sono, il primo, l'avere il Governo
chiesto e ottenuto dalla maggioranza di quest'Aula l'esercizio
provvisorio fino al 30 di aprile del 2013 e quella sorta di
snobismo che tutti hanno rispetto ai documenti di programmazione.
Ma che cosa sarà mai la programmazione? In una Terra e per un
popolo che non è mai riuscito a programmare nulla. In una terra che
ha sempre vissuto alla giornata, inventandosi il proprio destino,
giorno dopo giorno, un documento di programmazione che non è
cogente, che non contiene nessuna norma che davvero vincoli né il
Parlamento né il Governo.
E, quindi, l'atteggiamento è quello di chi sta formalmente e
ritualmente proponendo argomentazioni - tanti colleghi lo hanno
fatto anche con passione e con competenza - ma che non incideranno
su quello che è il corso degli eventi e sulle stesse decisioni del
Governo.
Il Governo non si accorge, distratto com'è, che questo documento
di programmazione economico-finanziaria 2013 - 2017 dovrebbe avere
più o meno la stessa vita, giorno più giorno meno, del Governo,
almeno della sua durata potenziale. E mi pare di poter dire che
questo termine è probabilmente sempre più vicino, sempre più
realistico, attesa la continua campagna acquisti che il Governo
continua a fare secondo uno stile che è tipicamente sicilioto',
secondo uno stile che è tipicamente della politica deleteria della
nostra Regione.
Certo, cambierà il Governo, probabilmente. Certo, ci saranno i
rimpasti. Certo, ci sono tante domande, alle quali rispondere.
Certo, c'è tanto spazio da dovere consentire a qualcuno. E allora
consentiamo agli attuali assessori di vivere in prima persona
questo Documento di programmazione economico-finanziaria.
È stato detto, grigio, scialbo, senza una reale anima, con un
grande assente, la grande assente di questo Documento di
programmazione economico-finanziaria è la Sicilia.
Ed è la grande assente di quest'Aula perché, tra i riferimenti
statistici e quelli dello scenario complessivo internazionale e
nazionale, togliendo i primi e togliendo i secondi, in questo
documento, della Sicilia non si parla. La Sicilia con i suoi
bisogni, con le sue attese, con le sue necessità, con le sue
esigenze, non c'è.
E lo dice persino il Presidente della Commissione, il quale ha
letto, nella scorsa seduta - quella di ieri sera - la relazione
della Commissione. Ed egli, che ne ha vissuti tanti di questi
momenti, anche in epoche e in momenti diversi, non può che dire
dal dibattito sviluppatosi in Commissione Bilancio, si sono
evidenziati una serie di elementi che ritengo vadano maggiormente
approfonditi da parte del Governo .
È come dire che, fino a questo momento, il Documento di
programmazione
(Interruzione nell'erogazione dell'energia elettrica)
PRESIDENTE. Sospendo, brevemente, la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore
18.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo, per
proseguire il suo intervento.
IOPPOLO. Signor Presidente, non riparto dall'inizio, dicevo
soltanto che la stessa Commissione parlamentare, la II Commissione
ha ritenuto di dovere sottolineare, lo fa in più di uno dei suoi
passaggi, come ci si aspetta ancora, da parte del Governo, ogni
utile e possibile integrazione per far sì che questo Documento di
programmazione economico-finanziaria non si limiti soltanto ad un
report economico-finanziario sulla situazione data, ma sappia
indicare delle linee strategiche, delle linee programmatiche per
ognuno dei settori della vita economica e della vita sociale della
nostra Regione.
Manca forse un dato a questo report, che è proprio quello che è
stato diramato e diffuso stamattina sul rapporto tra il debito
pubblico ed il PIL che è ulteriormente aumentato fino al 127,30 per
cento, il che significa un ulteriore aumento rispetto al trimestre
precedente che aveva rassegnato ed un aumento rispetto ai periodi
precedenti, cioè una linea di tendenza che è ormai costante e che
porta alla contrazione dei consumi, contrazione dei consumi che in
Sicilia è più grave che in ogni altra parte d'Italia.
Ma c'è qualche cosa di più, signor Presidente ed onorevoli
colleghi, le Commissioni di merito si sono riunite, seppur in tutta
fretta, la settimana scorsa per affrontare gli stralci di propria
competenza e così ha fatto anche la Commissione sanità, la quale -
unica forse tra le commissioni di merito, ma so che anche le altre
hanno lavorato in maniera particolarmente intensa - grazie al suo
Presidente e, complessivamente, ad una clima di armonia costruttiva
che contraddistingue i lavori della VI Commissione, ha approvato
degli emendamenti al DPEF e li ha approvati - i documenti, gli
emendamenti ed i sub emendamenti - all'unanimità dei presenti in
relazione alla rimodulazione della rete ospedaliera, in relazione
alla necessità, secondo il Governo, di accorpare i laboratori di
analisi cliniche, in relazione a tutta un'altra lunga serie di
proposte che sono pervenute alla Commissione, ma di questi
emendamenti noi, nel Documento oggi in esame, non ne troviamo
traccia.
Allora mi chiedo se al di là della cura nella scelta del colore
azzurro, che è il colore della serenità psicologica, non vi sia
stata, invece, la trascuratezza bislacca di non introdurre ed
inserire quanto dalla VI Commissione era stato deliberato o se vi
è, da parte del Governo, una chiusura netta rispetto agli
emendamenti proposti e votati in Commissione.
Signor Presidente, il tema che le sto ponendo non è un tema
strumentale, formale o soltanto di carattere metodologico, è un
tema di carattere sostanziale perché nel momento in cui ella
metterà ai voti - sarà la prossima settimana, sarà il giorno in cui
sarà deciso - il Documento che oggi abbiamo all'esame, noi dovremmo
decidere se votare questo documento con gli emendamenti che sono
stati approntati ed approvati dalle Commissioni di merito - e qui
io parlo in particolare per la VI Commissione - oppure no, e non
c'è dubbio che questo refluirà anche, e soprattutto, sulla libertà
di indirizzo di ogni singolo parlamentare.
In relazione a tutti gli altri aspetti importanti e fondamentali
della vita e dell'economia della società siciliana, questo
Documento non rappresenta alcuna linea di tendenza, non rappresenta
alcuna strategia.
E' stato detto per l'agricoltura, per l'industria, per il
terziario, per la formazione professionale, per la sanità, per
tutti quegli aspetti che, invece, dovrebbero rappresentare per il
Governo l'agenda e le priorità alle quali far fronte davanti ad una
Sicilia sempre più nel disastro economico e che sta perdendo anche
il diritto a sperare che vi sia un Governo che si ponga dalla parte
della sofferenza, dalla parte dell'emarginazione sociale, dalla
parte dei più deboli, anziché proporre ad un'Aula particolarmente
stanca e distratta un Documento che non incide assolutamente su
nulla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, spero
di contenere il mio intervento nei tempi regolamentari, anche
perché molti degli argomenti sono stati già ampiamente sviluppati e
ripetere le argomentazioni non credo che giovi a nessuno.
Volevo iniziare dalla relazione della Commissione per il Bilancio,
perché dalla lettura della stessa mi sono reso conto di aver
partecipato, forse, ai lavori della mia Commissione, ossia quella
per il territorio e l'ambiente, senza aver capito di cosa stessimo
parlando.
Io non ritengo che il parere della Commissione sia stato
assolutamente positivo rispetto al Documento programmatico
presentato dal Governo, innanzitutto perché era stata rilevata sia
la mancata partecipazione di alcuni membri qualificati
dell'esecutivo, sia la mancata osservanza dei termini che, secondo
l'articolo 73 bis, vengono concessi alle Commissioni per l'esame
del Documento.
La decisione presa in Commissione - il Presidente se vuole potrà
smentirmi, ma non credo che dovrebbe farlo - era di non esprimere
il parere, di rifiutarsi di dare parere.
Leggo oggi nella relazione della Commissione Bilancio che, invece,
il parere sarebbe stato positivo e personalmente chiedo chiarimenti
su questo, perché il senso dei lavori della Commissione è proprio
quello di determinare un qualcosa che alla fine deve costituire il
risultato finale del dibattito svoltosi all'interno della stessa
Commissione.
E' pur vero che abbiamo cercato di sfruttare la presenza dei due
assessori che ringrazio, ed essenzialmente l'assessore
Cartabellotta che ci ha un po' illustrato, al di là delle tabelle
programmatiche e dei quadri riassuntivi - perché poi, mi si
perdoni, ma a questo si è ridotto il nostro programma di sviluppo
economico-finanziario - abbiamo rilevato non tanto e non solo la
mancanza di qualsiasi riferimento alla portualità turistica, ma
siamo partiti proprio dall'assenza di programmazione di qualsiasi
tipo di attività portuale e quindi di attività portuale turistica,
poi ancora la carenza sulle infrastrutture.
Onorevole Vinciullo, lei ha ragione perché le somme cui accennava
riguardano esclusivamente la Siracusa-Gela e precisamente non
garantiscono nemmeno il completamento di quei tre lotti, ma, è
stato riconosciuto dallo stesso assessore presente, solo dei primi
due, mentre per il terzo si dovrà ricorrere a chissà quali
ulteriori finanziamenti.
VINCIULLO. ..erano assolutamente impreparati.
ASSENZA. Abbiamo dovuto, anche, rilevare la mancanza di
riferimento alla viabilità di supporto agli aeroporti e, in
particolare, all'aeroporto di Comiso sul quale prossimo avvio si
puntano le speranze della Sicilia sud-orientale ed abbiamo visto
come sia prevista una somma assolutamente insufficiente ed è
previsto, con l'asterisco, che le somme future saranno reperite
dalla programmazione dal 2014 al 2020, ossia campa cavallo che
l'erba cresce , cioè nulla di assolutamente concreto, rischiando
di vanificare, quindi, l'apertura di un'opera essenziale per lo
sviluppo della nostra Regione, per la mancata previsione di quelle
che sono le opere indispensabili di sostegno quali la viabilità per
l'accesso.
Abbiamo evidenziato l'assoluta mancanza di previsione per lo
sviluppo turistico, di valorizzazione dei beni culturali e quanto
altro.
Del resto, non sono critiche da oppositori tout court, ma sono
critiche che ad un'attenta lettura fanno gli stessi uffici, basta
leggere la relazione del Servizio del Bilancio e che la stessa
Commissione Bilancio fa propria nella analitica relazione finale
del Presidente Dina dove, con molto garbo, per la verità, ma con
altrettanta crudezza, è detto chiaramente che questo Documento di
programmazione economico- finanziaria è assolutamente
insufficiente.
Signor Presidente, volevo concludere rispettando i tempi
assegnati, con una frase riportata nelle linee strategiche, anzi
prime linee strategiche pagina 47, perché non bastava che il buon
Presidente Crocetta ci deliziasse, alla vigilia di Natale, con il
programma della sua attività di Governo rileggendosi, in maniera,
tra l'altro, sbagliata, il suo programma elettorale, ma se voi fate
riferimento a questo Documento di programmazione economico-
finanziario vedrete che anche in questo caso vi è il rinvio al
programma elettorale.
Siamo arrivati a questo: il programma economico finanziario che
dovrebbe costituire la chiave di volta dello sviluppo siciliano per
questa legislatura, viene ad essere ridotto ad un mero rinvio alla
strategia elettorale. Pagina 47: per cogliere le sfide competitive
e la ragione di fronte pure in un contesto di finanza pubblica così
restrittivo che impone di operare delle scelte che portano a
concentrarsi su precise priorità, non si può rinunciare ad una
strategia di ampio respiro .
Quale è questa strategia di ampio respiro? E' la strategia da
ultimo illustrata dal Presidente della Regione Siciliana nel suo
discorso programmatico svolto il 24 dicembre 2012 di fronte
all'Assemblea regionale siciliana; questo discorso programmatico,
ve lo ricorderete tutti, è stato la lettura sbagliata e distratta
del programma elettorale.
Siamo arrivati a questo, rileggere per la terza volta il programma
elettorale scambiandolo per un Documento di programmazione
economica
Credo che questa sia una offesa grave alla dignità del Parlamento
siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Non essendo
presente in Aula decade dall'iscrizione. E' iscritto a parlare
l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, oggi,
in merito alla questione del Documento di programmazione economica
e finanziaria, che sicuramente è un documento strategicamente
importante, che riguarda le linee di sviluppo pluriennali che la
Regione indica e che dovrà perseguire, segue una trattazione,
seppur breve, nelle Commissioni ed oggi una discussione in Aula e
arriva in un momento di sicura difficoltà delle casse e delle
economie non solo regionali, nazionali, ma possiamo dire europee e
del mondo intero e arriva anche in un momento in cui far quadrare i
conti è certamente difficile.
Faccio esercizio di formazione personale in merito anche a questo
tipo di provvedimento che, come sappiamo, è strategico e funzionale
a ciò che il Governo intenderà svolgere nei prossimi anni e nel
farlo faccio anche esercizio di memoria personale nel ricordare che
la legge che istituisce il Documento di programmazione economica e
finanziaria, la legge regionale numero 10 del 1999, all'articolo 2
indica cosa deve esplicitamente valutare e quali processi deve
guidare questo documento e qui si parla di obiettivi macroeconomici
e, in particolare, di quelli riguardanti lo sviluppo del reddito e
dell'occupazione, degli obiettivi coerenti con le previsioni prima
citate, riduzione del fabbisogno complessivo, in particolare delle
spese correnti della Regione, delle aziende e delle società
partecipate della stessa.
Durante la trattazione di questo primo Documento di programmazione
economico-finanziaria non ritrovo nulla di ciò che la legge
regionale prevede: non vedo obiettivi macroeconomici, non vedo
indicazioni e linee dello sviluppo, non intravedo i metodi e le
direttive per mezzo delle quali questo Governo si impegna a ridurre
la spesa corrente e, quindi, ho cercato di comprendere l'utilità di
questo Documento che si riduce, purtroppo, all'ennesima brutta
figura che questo Governo sta iniziando a collezionare.
Brutta figura perché nel capitolo inerente la legge di stabilità,
che abbiamo avuto modo di leggere, l'uso del condizionale è abusato
soprattutto quando si tratta di numeri e di economie: potrebbe, si
potrà, forse, e non penso che sia adeguato alla trattazione di un
Documento economico finanziario.
Così come allo stesso modo, a pagina 27, si fa riferimento alla
cosiddetta spending review , termine che ormai ha inondato le
cronache quotidiane, una spending review annunciata anche in
quest'Aula nell'ormai famigerata Assemblea del 24 dicembre quando
il Presidente Crocetta ha annunciato le comunicazioni urgenti che
andavano effettuate proprio alla vigilia di Natale per enunciare, e
qui siamo alla prova dei fatti, il famoso miliardo di riduzione
delle spese, dove, miracolosamente, si riducono le spese, ma non si
intacca il sociale, dove si è autonomisti, ma non si parla dei
problemi inerenti i rapporti tra Stato e Regioni, dove si riesce ad
essere dottor Jekill e mister Hide.
Oggi, nel Documento di Programmazione economico-finanziaria non
troviamo nessun riferimento su cosa andrà a intaccare questo taglio
di un miliardo di euro e poi va fatto un riferimento ad un tratto
importante e fondamentale di questo DPEF, ossia di tutto ciò che
concerne la trattativa fondamentale che si è aperta tra Stato e
Regione.
Oggi apprendiamo anche dalle pagine dei quotidiani che il
Presidente Crocetta nell'ormai esercizio quotidiano di interviste
show, dichiara di aver fondato un Partito che si definisce
autonomista, ma veda, assessore Bianchi e Presidente Crocetta, noi
non rinveniamo in questo Documento nessun riferimento alla tematica
delle tematiche, che occuperà in questi anni e che sarà il nodo
centrale dell'economia di questa Regione, che è il contenzioso che
si è aperto tra Stato e Regioni in merito all'applicazione degli
articoli 36, 37 e 38 dello Statuto, che riguarda il federalismo
fiscale, quindi la legge 42 del 2009, e che sono tematiche che
oggi, in un periodo di tagli, sanciscono di fatto e riguarderanno
il futuro che questa Regione si darà.
Ma, allora, chiedo al Presidente Crocetta, in questa Assemblea,
cosa vuol dire essere un Presidente autonomista se non affrontare
col primo Documento di programmazione economico-finanziaria,
proprio nel nodo centrale dello Statuto, le tematiche economiche.
Cosa vuol dire se questo non viene fatto nel primo Documento
ufficiale che questo Governo porta in Aula.
Mi rendo conto e mi do una risposta, che purtroppo il Presidente
Crocetta ci sta abituando o meglio sta abituandosi - certamente noi
non ci abitueremo a questo esercizio - a fare annunci show, a
essere tutto il contrario di tutto, a essere autonomista e
centralista, a essere niente alla fine.
Questo è il rischio grave che sta correndo.
Anche in merito alle dichiarazioni di oggi, nell'intervista a cui
facevo riferimento, dove dichiara appunto di aver fondato un
partito realmente autonomista e dove dichiara anche che le
precedenti esperienze autonomistiche sono semplicemente da
addebitare soltanto all'estrema destra o alla mafia, quindi,
facendo riferimento a queste due esperienze, rispondo al caro
Presidente Crocetta che un'esperienza autonomista vi è stata e che,
ingenerosamente, viene criticata in questo Documento ma, allo
stesso tempo, rimarcando come sempre lo stile del nostro
Presidente, riesce ad essere contraddittorio nello stesso Documento
di programmazione economico finanziaria ed invito i colleghi a
prendere pagina 60 e a visionare la tabella A 2.9 Andamento della
spesa .
Ebbene, caro Presidente Crocetta, il Governo autonomista che in
questa Regione c'è stato e che non è da ascrivere né alla storia
della destra né tanto meno a quello della mafia, è riuscito dal
2001 a ridurre o, meglio, a contenere la spesa in quindici miliardi
di euro, trattenendola nel 2012 allo stesso livello, quando aveva
sfiorato i venti miliardi nel 2008 e, allo stesso tempo, voglio
sottolineare come nel 2001 le spese in conto capitale erano di sei
miliardi per investimenti e oggi sono dieci miliardi.
Il Governo autonomista, che non era da addebitare alla destra o
alla mafia, ha cambiato la storia anche economica di questa Regione
ed invito caldamente l'assessore Bianchi e il Presidente Crocetta a
essere più attenti e, soprattutto, consequenziali con le
dichiarazioni che si fanno in Aula e nelle interviste televisive.
Grazie.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Leanza, Gucciardi
e Cordaro, che sono presidenti di gruppi parlamentari. Se siamo
d'accordo, darei la parola all'assessore Bianchi e rinvierei a
martedì prossimo, limitando gli interventi alle dichiarazioni di
voto con i presidenti di gruppi parlamentari e, laddove sono
intervenuti i capigruppo, un parlamentare per gruppo.
Ha facoltà di parlare l'assessore Bianchi che, per obiettività,
devo dire che è uno dei più presenti e che mantiene rapporti
continui con l'Assemblea.
MUSUMECI. Anche l'assessore Cartabellotta.
BIANCHI, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intanto ho apprezzato molto il dibattito odierno e
soprattutto il dibattito avvenuto in Commissione e, con riferimento
al Documento di programmazione economico-finanziaria che abbiamo
presentato, esprimo sostanzialmente un apprezzamento per la
relazione svolta dalla Commissione Bilancio che, credo, identifichi
gli elementi qualificanti del nostro documento.
Il Documento presenta una scelta di campo iniziale importante,
credo, che è la scelta di una piena trasparenza dei numeri e dei
dati.
Noi abbiamo presentato con assoluta chiarezza qual è lo stato
attuale dell'economia siciliana.
Abbiamo dato contezza di una crisi economica che, come sapete, ha
colpito l'intero Paese in maniera molto rilevante, ma in
particolare le regioni del Mezzogiorno e, devo dire, in questa
congiuntura la Sicilia ha pagato forte, non solo una congiuntura
internazionale particolarmente negativa, ma anche un quadro di
finanza pubblica molto restrittivo.
I dati che presentiamo danno conto ancora di un 2012 fortemente
recessivo, di un 2013 che, in termini tendenziali, presenta ancora
un dato di recessione e soltanto dal 2014 in poi abbiamo
sostanzialmente un assestamento della dinamica economica.
L'operazione verità sui dati che abbiamo fatto non riguarda
soltanto i dati economici, ma noi abbiamo presentato con chiarezza,
credo, anche un quadro della difficile situazione della Regione che
dovrà fare conto, soprattutto nel prossimo anno, di una ulteriore
riduzione nei trasferimenti.
Mi preme sottolineare, anche riguardo a molte osservazioni oggi
emerse nel corso del dibattito che il Documento non è un programma
di Governo, onorevoli deputati, non è neanche un libro dei sogni di
quello che faremo.
Noi abbiamo interpretato alla lettera qual è lo spirito di avere
un Documento simile, cioè un Documento che deve evidenziare il
quadro della coerenza programmatica macro-economica,
tradizionalmente forse eravate abituati a documenti diversi,
documenti ridondanti pieni di pagine descrittive in cui appunto
venivano trattati tutti i temi con 10 righe che potessero
dimostrare che erano presenti nel Documento.
Noi, invece, abbiamo fatto una scelta completamente diversa che,
mi spiace che non sia stata colta e compresa da tutti quanti, cioè
concentrarci sulle variabili macro-economiche, sulla coerenza
programmatica dei dati.
Quello che a voi è apparso, e sono contento che nel documento
della Commissione Bilancio venga richiamato, un Documento
sostanzialmente debole, forse non vi siete accorti che è invece un
Documento che presenta uno spostamento di risorse rilevantissimo.
Questo Documento di programmazione economico-finanziaria prevede
la movimentazione e valuta gli effetti macro economici di
importantissimi post finanziari.
Noi abbiamo mostrato in questo Documento interventi che riguardano
la spesa corrente, la spesa complessiva della Regione, che riguarda
un taglio di 1,4 miliardi di euro che rappresenta la riduzione dei
margini del Patto di stabilità derivanti dalla manovra finanziaria
nazionale.
In questo Documento viene delineato - con i numeri e forse con
molte meno parole di quanto è successo nel passato - quali sono gli
obiettivi programmatici che decidiamo sulla spesa corrente, sulla
spesa in conto capitale, in maniera tale da tenere conto di questi
importanti restrizioni di carattere finanziario derivanti dalle
leggi nazionali, dal quadro di finanzia pubblica restrittiva di
carattere nazionale.
Ricordate che già nel bilancio 2013 le abbiamo depositate; abbiamo
presentato per singolo capitolo di bilancio come questo ricada sui
singoli capitoli di spesa.
Quindi, un intervento tutt'altro che tradizionale, un documento
importante, io credo pieno di significato - poi, può essere
condiviso o meno - proprio perché va dritto al cuore del problema,
va dritto a verificare la compatibilità macro economica e
finanziaria delle singole voci di spesa.
Sulla parte dello sviluppo, probabilmente mancano un po' di
descrizioni puntuali su singole politiche, ma c'è molto di più. C'è
una programmazione complessiva che vale circa 7,4 miliardi di euro;
si verifica l'impatto macro economico e la destinazione della spesa
per circa 7,4 miliardi di euro che rappresentano, come detto
giustamente in questo dibattito, le spese complessive, ed è l'unica
voce importante di spesa per lo sviluppo che avremmo a disposizione
nei prossimi anni e che si articola - come sapete - in tre grandi
componenti: i fondi strutturali, il piano di azione e coesione, su
cui tornerò in seguito, e il FAS o Fondo di sviluppo e coesione,
come ora si chiama.
Nonostante la sinteticità dei dati presentati, come vedete, sono
contenute all'interno del Documento tabelle abbastanza
rappresentative e molto interessanti, che danno la linea strategica
che intenderemo perseguire nei prossimi anni, che ribadisco, è
stata riconosciuta dai lavori in Commissione, con una credibilità
anche nelle previsioni macro economiche.
Noi diciamo che abbiamo questo flusso di risorse, spieghiamo come
lo spenderemo e valutiamo quale può essere l'impatto macro
economico sulla crescita economica delle regioni di questi
componenti di spesa
Se noi spenderemo le risorse disponibili secondo gli assi
prioritari di intervento - è lì la scelta politica rilevante che
abbiamo definito nel DPEF - non faremo grandissimi salti di
crescita. Non è un programma elettorale che diciamo che cresceremo
al 2 al 3 per cento, noi diciamo che grazie a questi interventi
così ripartiti e così programmati, potremmo, ad esempio già nel
2013, non essere più in recessione, se le previsioni macro
economiche nazionali sostanzialmente si mantengono, noi riusciremo
a trasformare quel meno 0,5 per cento previsto per il 2013 in un
modesto 0,1 per cento.
Noi ci assumiamo l'impegno di riuscire ad accelerare un dato
tendenziale di circa 6 decimi di punto, ovviamente insufficiente
rispetto alle necessità della Regione, ma credo che sia un impegno
programmatico rilevante, importante, questo che fanno i Documenti
di Programmazione Economica e Finanziaria di carattere nazionale,
danno il quadro macro economico, indicano gli obiettivi, indicano
gli strumenti e prevedono quale può essere l'impatto di questi
strumenti, non si dilungano in descrizioni puntuali che poi saranno
dell'azione che faranno i singoli assessorati nella loro azione.
E poi, nel 2014 potremmo finalmente dire che siamo usciti anche
dalla stagnazione e probabilmente noi stimiamo un tasso di crescita
che potrebbe essere intorno all'1,1%, 1,2% e ugualmente confermarlo
nel 2015.
Quindi, diciamo un quadro delle compatibilità finanziarie a cui
sono legate anche le previsioni di entrata e di spesa: questo è il
compito principale del DPEF.
Siete tutti troppo esperti perché io vi debba leggere come viene
definito enorme il DPEF, cioè il DPEF definisce il quadro macro
economico tendenziale e programmatico di medio periodo e la manovra
di finanza pubblica necessaria al conseguimento degli obiettivi
fissati dal Governo per il periodo compreso nel bilancio
pluriennale e questo è il compito sostanziale. Avremmo poi mille
occasioni per discutere dei singoli interventi previsti, ma
nonostante ciò - come dicevo - nella parte sviluppo, innanzi tutto
nella parte di riqualificazione dei conti pubblici, vi abbiamo già
dato conto, in termini di approvazione del bilancio 2013, della
operazione che abbiamo fatto di revisione e di riqualificazione dei
conti pubblici, eliminando delle voci di entrata che noi ritenevamo
poco credibili e, nonostante ciò, abbiamo previsto un bilancio 2013
che prevede il pareggio, tenendo conto della riduzione di
trasferimenti di finanza pubblica.
Abbiamo già identificato quali saranno i tavoli importanti di
carattere nazionale su cui discuteremo la revisione del patto di
stabilità, l'adesione al patto di stabilità verticale che
permetterà di cedere spazi di spesa saldi ai Comuni regionali da
parte della Regione, in cambio di risorse che provengono dallo
Stato nazionale, e ci stupiamo che negli scorsi anni la Regione non
avesse aderito al patto di stabilità verticale.
Ma poi abbiamo definito, con precisione, quali sono i termini, la
riprogrammazione che facciamo e le risorse importanti che abbiamo
per la crescita e lo sviluppo.
Qui non mi voglio dilungare ulteriormente, però si è più volte
fatto riferimento non solo all'operazione che stiamo facendo di
riprogrammazione dei fondi comunitari, ma anche all'operazione che
abbiamo fatto e che rivendichiamo sul piano di azione e coesione.
Avendo noi aderito al piano di azione e coesione, abbiamo
permesso, cosa assolutamente non irrilevante, di evitare il
disimpegno della spesa dei fondi strutturali.
I ritardi accumulati negli ultimi anni, in termini di spesa, dei
fondi strutturali, avrebbero necessariamente portato a una perdita
netta di risorse da parte della Regione Sicilia; noi, aderendo al
piano d'azione e coesione, prevedendo l'abbassamento del co-
finanziamento nazionale dal 50% al 25%, abbiamo permesso di
liberare 1,6 miliardi di euro di risorse che probabilmente in larga
misura sarebbero andate perse, e sono state riprogrammate
all'interno del piano d'azione e coesione, con una modalità che
vede una cabina regia congiunta Regione, Governo e Commissione
Europea, e che ha permesso di riprogrammare queste risorse su
interventi che tengono conto della importante fase di recessione in
cui è coinvolta la Regione Sicilia.
Ci è molto dispiaciuto delle osservazioni della V Commissione
legislativa, che probabilmente tengono conto di una descrizione
troppo sintetica degli interventi previsti, ma vi invito ancora una
volta a vedere le tabelle del DPEF. La riprogrammazione di azione e
coesione ci permette, ad esempio, di riprogrammare risorse
importanti su interventi che sono, a nostro avviso, più velocemente
attivabili e che quindi possono rispondere in maniera molto più
rapida alla fase recessiva, riattivando quella domanda interna che
è stata fortemente stagnante o addirittura calante negli ultimi
anni.
Citavamo delle politiche del lavoro. Noi abbiamo previsto
interventi per le agevolazioni fiscali in de minimis nelle zone
franche urbane. Questo non è soltanto l'intervento per attivare un
po' di microimprenditorialità in alcune aree urbane particolarmente
difficili, ma è anche una risposta immediata alla domanda di
lavoro, di coinvolgimento del processo produttivo di tanti ragazzi,
di tanti giovani, che magari possono aprire piccole attività in
queste aree. Quindi è contemporaneamente un intervento a favore
dell'occupazione giovanile e contro il degrado di alcune aree
importanti.
Abbiamo rifinanziato il credito di imposta per investimenti e per
l'occupazione con 40 milioni di euro. Abbiamo appostato 144 milioni
di euro per le misure di tutela dell'occupazione e le politiche
attive del lavoro. Nelle tabelle sono previste molte cose, ci sono
molti interventi definiti e quantificati e probabilmente molto poco
raccontati. Diciamo che abbiamo preferito il conto delle cose al
racconto delle cose, perché troppe volte ai racconti non hanno mai
fatto seguito interventi reali.
Non è dalla dimensione del DPEF che si può valutare la sua
congruità alle esigenze regionali.
E per continuare abbiamo previsto anche interventi richiamati
dall'onorevole Vinciullo per l'aiuto a persone e a famiglie con
elevato disagio sociale, come per esempio rifinanziare la social
card nei comuni della Regione siciliana. Abbiamo previsto
interventi per la bonifica del territorio, e anche se più volte si
è detto che non abbiamo parlato a sufficienza del rischio
idrogeologico, ci sono 70 milioni di euro nel piano azione e
coesione posti su questo intervento.
Si è parlato di edilizia scolastica, e sono vari i capitoli di
spesa che a ciò fanno riferimento. Abbiamo un stanziamento di 105
milioni di euro ed in più si aggiunge un altro stanziamento proprio
del piano azione e coesione. C'è un intervento specifico per
l'istruzione tecnica e professionale di qualità.
Insomma, ci sono molte cose dentro le tabelle, che vuol dire
numeri, vuol dire stanziamenti, vuol dire interventi.
Questa è la strategia che abbiamo posto in essere. Io credo che
questo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, pur con
i limiti meritabili di qualunque documento, che ovviamente è sempre
meritevole di aggiornamento, meritevole di integrazioni,
rappresenti veramente quello che, almeno nella nostra impostazione,
doveva essere: un quadro di riferimento programmatico macro
economico, che però non trascura l'identificazione di singoli
interventi di spesa.
Non troverete, come negli altri anni, descrizioni lunghe e
puntuali, troverete una serie di interventi che ci permetterà, se
messi in atto - e su questo c'è l'impegno del Governo - di cercare
e di rispondere alle tantissime esigenze di lavoro, di affermazione
professionale, di trovare soprattutto una occupazione per i tanti
giovani laureati, diplomati di questa Regione, che troppo spesso se
ne devono andare in altre aree a mettere a frutto quello che hanno
imparato, e quindi si tratta di una tavola, di un'impostazione di
lavoro, che a questo punto deve trovare negli interventi che
metteremo in atto nei prossimi mesi una ricaduta effettiva.
Ma vi invito a riguardare con attenzione il quadro di coerenza
programmatica, che credo rappresenti un elemento di trasparenza e,
in qualche misura, anche una traccia che potrà portare ad una
impostazione del lavoro che stiamo ponendo in atto in questo
periodo e nei prossimi mesi e rispetto al quale, ovviamente, noi
crediamo che dal confronto con l'Assemblea non possa che provenirne
un ulteriore arricchimento e accentuazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come stabilito, l'Aula verrà
rinviata a martedì prossimo per il seguito della discussione del
Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2013-
2017. In quella sede, è noto a tutti ma lo voglio ribadire, saremo
chiamati a votare l'ordine del giorno.
Ricordo che è sulla base dell'ordine del giorno che si potranno
eventualmente presentare emendamenti ed integrazioni, e questo
anche sulla base delle considerazioni svolte brillantemente e
autorevolmente da parte dell'onorevole Ioppolo.
Inoltre, all'ordine del giorno della prossima seduta verrà
inserito anche un ordine del giorno con il quale si invita l'Aula a
determinarsi per la costituzione della Commissione Antimafia.
A tal proposito - ma arriverà la giusta comunicazione -
preannuncio la convocazione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari per martedì 29 gennaio 2013, alle ore 11.00, al
fine di determinarci sia sulla questione della Commissione
Antimafia sia sull'eventuale integrazione del calendario dei lavori
che già era stato programmato, sulla base di nuove esigenze che
eventualmente emergono, emergeranno, o che già sono emerse, come
per esempio la questione delle Province.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 29 gennaio
2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Ardizzone
I - Comunicazioni
II - Seguito della discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2013-2017
Relatore: on. Dina
III - Comunicazioni del Presidente in ordine alla costituzione
della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia.
La seduta è tolta alle ore 18.47
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli