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Resoconto d'Aula della Seduta n. 17 di mercoledì 23 gennaio 2013
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   Presidenza del presidente Ardizzone



   LANTIERI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Giovanni Greco, Figuccia  e
  Tamajo sono in congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Preciso  che  la  richiesta di congedo dell'onorevole  Lo  Sciuto,
  comunicata  nella seduta precedente, è da intendesi riferita  anche
  alla giornata odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.   162   -   Anticipazione  di  risorse  finanziarie   ai   fini
  dell'estinzione  dei  debiti relativi alla gestione  integrata  dei
  rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:   Di  Mauro  Giovanni;  Lombardo  Salvatore   Federico;
  Federico  Giuseppe; Figuccia Vincenzo; Fiorenza  Cataldo;  Picciolo
  Giuseppe; Lo Sciuto Giovanni; Greco Giovanni

   N.  166  -  Chiarimenti in ordine ai progetti di rilancio  dell'ex
  stabilimento  Fiat  e sulle garanzie occupazionali  dei  lavoratori
  interessati.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Firmatari:   Figuccia  Vincenzo;  Di  Mauro   Giovanni;   Federico
  Giuseppe;  Fiorenza Cataldo;  Greco  Giovanni;  Lombardo  Salvatore
  Federico; Lo Sciuto Giovanni; Picciolo Giuseppe

   N. 167 - Progetti di educazione a difesa dei bambini.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:   Vinciullo  Vincenzo;  Pogliese  Salvatore   Domenico;
  Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco
   N.  168 - Notizie sul porto di Presidiana, in territorio di Cefalù
  (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Caputo Salvino

   N. 169 - Rimpinguamento del capitolo relativo al buono scuola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   - Assessore Economia
   Firmatari:   Vinciullo  Vincenzo;  Pogliese  Salvatore   Domenico;
  Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco

   Avverto  che  le  interrogazioni testé  annunziate  saranno  poste
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

   N. 161 - Iniziative urgenti a tutela dei lavoratori Aligrup spa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Firmatari:  Lombardo  Salvatore Federico;  Figuccia  Vincenzo;  Di
  Mauro Giovanni

   N.  163  -  Iniziative  in  favore delle  famiglie  disagiate  per
  consentire l'iscrizione scolastica cartacea ai propri figli.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Firmatari:   Vinciullo  Vincenzo;  Pogliese  Salvatore   Domenico;
  Assenza Giorgio; Caputo Salvino; Falcone Marco

   N.  164 - Informazioni sullo stato attuale della raccolta e  dello
  smaltimento  dei  rifiuti  nel Comune di  Palermo  e  sui  progetti
  futuri.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari:   Ciaccio   Giorgio;   Cancelleri    Giovanni    Carlo;
  Trizzino  Giampiero; La Rocca Claudia; Siragusa  Salvatore;  Troisi
  Sergio;  Mangiacavallo Matteo; Ferreri Vanessa; Palmeri  Valentina;
  Foti   Angela;   Zafarana  Valentina;  Ciancio  Gianina;   Cappello
  Francesco; Venturino Antonio; Zito Stefano

   N.  165  -  Notizie  circa la richiesta dello  stato  di  calamità
  naturale  per  le aree della Sicilia orientale colpite  dall'evento
  atmosferico eccezionale del 15 gennaio 2013.
   - Presidente Regione
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   Firmatari:   Lombardo  Salvatore  Federico;  Di  Mauro   Giovanni;
  Figuccia Vincenzo

   N.  170  -  Notizie  sulle  misure da assumere  a  sostegno  delle
  attività  economiche a seguito dell'incendio del 29  luglio  scorso
  nella discarica di Bellolampo a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Economia
   - Assessore Risorse Agricole e Alimentari
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Caputo Salvino

   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate  al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interpellanze:

   N.  5  - Applicazione della riforma prevista dalla legge regionale
  14 aprile 2009, n. 5 (Nuovo Piano Sanitario), che tenga conto delle
  peculiarità   geografiche  del  territorio   della   Provincia   di
  Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano;

   N.  6  -  Interventi  volti alla trasparenza  delle  procedure  di
  selezione dei direttori generali delle ASP siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Firmatari:   Mangiacavallo  Matteo;  Cancelleri  Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;  Ferreri
  Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Troisi Sergio;  Venturino  Antonio;
  Zafarana Valentina; Zito Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che
  il  Governo  abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

   Comunicazione di mantenimento in vita e di nuova denominazione di
                          Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota del 22 gennaio 2013,  pervenuta
  in  pari data, e protocollata al n. 1075/AULAPG-SGPG del 23 gennaio
  successivo,   l'onorevole   Alice   Anselmo,   nella   qualità   di
  Vicepresidente del Gruppo parlamentare  Territorio , oltre ad  aver
  richiesto   il  mantenimento  in  vita  del  suddetto  Gruppo,   ha
  comunicato   che  lo  stesso  assume  la  nuova  denominazione   di
   Democratici e Riformisti per la Sicilia .
   Pertanto  a  decorrere  dal 22 gennaio 2013,  il  Gruppo  medesimo
  assume la nuova denominazione testé comunicata.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Presidenza del presidente Ardizzone


       Seguito della discussione del Documento di programmazione
             economico-finanziaria per gli anni 2013-2017

   PRESIDENTE.  Si passa al II punto dell'ordine del giorno:  Seguito
  della   discussione  del  Documento  di  programmazione  economico-
  finanziaria per gli anni 2013-2017.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Fazio. Ne ha facoltà.

   FAZIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ieri   abbiamo
  ascoltato  la  relazione del Presidente della Commissione  Bilancio
  sul DPEF trasmesso dal Governo e, nel leggere la relazione, è stato
  espressamente  riportato  come  le diverse  Commissioni  che  hanno
  esaminato   il   DPEF   avevano   espresso   i   relativi   pareri.
  Impropriamente  detto  pareri  perché, sulla base  del  Regolamento
  interno  dell'Assemblea,  le Commissioni non  esprimono  pareri  ma
  semplicemente  delle  osservazioni  e  delle  proposte.  Ho   fatto
  rilevare   subito   al   Presidente   come   la   IV   Commissione,
  contrariamente a quanto è stato affermato, non solo non ha espresso
  alcun  parere ma non è stata messa in grado di svolgere le funzioni
  per cui è preposta.
   Mi  riferisco  in maniera particolare al fatto che,  pervenuto  il
  DPEF,  correttamente  il Presidente ha invitato  gli  assessori  di
  riferimento  e  di  competenza  della  Commissione  a  svolgere  le
  funzioni  illustrative del DPEF. Contrariamente  alle  aspettative,
  mentre due assessori si sono presentati ai lavori della Commissione
  ed  in qualche modo si è avuta la possibilità di poter approfondire
  e  quindi  anche  di formulare, per quella parte di competenza,  le
  osservazioni  relative,  nulla  invece  la  Commissione  ha  potuto
  svolgere  per quanto riguarda ulteriori altre branche della  stessa
  Commissione.  E rilevare come la Commissione abbia espresso  parere
  favorevole è destituito di fondamento. Credo, per certi versi,  che
  la  stessa sia stata messa nella impossibilità di svolgere il ruolo
  che  gli  compete  in  dipendenza e  in  riferimento  alla  mancata
  presenza dei due assessori per avere le informazioni a riguardo.
   Senza volerla portare tanto per le lunghe - se il Presidente mi dà
  ascolto  - quanto testè riferito trova preciso riferimento  in  una
  nota  trasmessa  a  lei, dove il Presidente  della  Commissione  ha
  espressamente indicato che non vi erano i presupposti  affinché  la
  Commissione potesse esprimersi sul documento, rassegnando a lei  le
  iniziative consequenziali.
   Comprendo,  abbiamo ascoltato alcuni assessori che sicuramente  ci
  hanno spiegato che il Governo non ha avuto alcuna possibilità né il
  tempo  materiale  di  predisporre un  Documento  di  Programmazione
  Economico  Finanziaria per certi versi diverso e  più  completo  di
  quello  che,  effettivamente,  è stato  fornito.  Ma  attribuire  o
  eventualmente  riferire alle Commissioni credo che  sia  del  tutto
  inappropriato.  Motivo per cui, entrando nel merito  e  anticipando
  l'intervento  sul  merito  della documentazione,  rassegnando  alle
  iniziative che ella intende intraprendere a riguardo, non posso non
  evidenziare come il Documento sia generico, lacunoso, inadeguato, e
  addirittura  mancano alcune parti essenziali  in  base  alle  quali
  l'Assemblea  possa  prendere  come riferimento,  nell'ambito  delle
  linee  guida che il Governo intende attuare nei successivi  mesi  e
  nei successivi anni.
   Comprendo, ma è inaccettabile  E' inaccettabile tenuto conto  che,
  forse, poteva tempestivamente integrarsi o integrarlo affinché,  in
  maniera più esaustiva, potessero cogliersi quali sono gli obiettivi
  del  Governo, che cosa intende effettivamente fare, quali  sono  le
  priorità che intende dare.
   Non  possiamo non evidenziare quanto osservato già in Commissione,
  da  una  lettura  ancorché sommaria, laddove  questo  Documento  di
  programmazione  finanziaria nulla recita  per  quanto  riguarda  la
  portualità, nulla recita per quanto riguarda le iniziative  per  il
  cosiddetto  rischio  idrogeologico  di  cui  purtroppo  il   nostro
  territorio ha una presenza così evidente e così massiccia.
   Anticipando,   credo  che  lo  stesso  non   può   non   definirsi
  insufficiente e non affatto esaustivo. Invitando il Governo, per il
  futuro, ad attenzionare molto di più un documento che è essenziale,
  affinché  possa  comprendersi quale strada  intende  percorrere  il
  Governo e quale settore o quale materia intende attenzionare tra le
  molteplici che sicuramente meritano attenzione.
   PRESIDENTE.  Onorevole  Fazio,  la  ringrazio  anche   per   avere
  richiamato  la  nota  che,  molto  correttamente,  la  Commissione,
  attraverso  il suo il Presidente, onorevole Trizzino, ha  trasmesso
  alla  Presidenza,  riportandola correttamente. Ed  anche  per  aver
  voluto richiamare l'assenza di alcuni assessori.
   E'  chiaro che sarà, per l'ennesima volta, mia cura sollecitare il
  Governo, quanto meno quella parte del Governo interessata ad essere
  presente in Commissione e successivamente in Aula.
   La  gran  parte degli assessori, in effetti, partecipa attivamente
  ai  lavori di questa Aula - così come è giusto che sia -  e  quindi
  collabora  con l'istituzione principale che è l'Assemblea regionale
  siciliana.  E'  stata  fatta notare, in Commissione,  l'assenza  di
  alcuni  assessori,  particolarmente di uno, e quindi  questo  è  un
  richiamo  formale  che, ringraziando l'onorevole Fazio  per  averlo
  ricordato,  faccio al Governo perché si sia presenti, per  rispetto
  del  ruolo che si riveste, anche partecipando attivamente ai lavori
  d'Aula,  perché  solo dal confronto tra Governo e Parlamento  potrà
  scaturire un confronto democratico che serve alla causa di tutti.
   L'onorevole Fazione ha voluto richiamare anche il discorso che non
  era  stato espresso un parere favorevole dalla Commissione, che  ha
  esaminato il Documento di programmazione economico-finanziaria  per
  gli  anni  2013-2017  per  le  parti  di  competenza,  evidenziando
  peraltro  che dopo l'illustrazione da parte dell'assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità, dottore Bartolotta, la Commissione ha
  osservato  come il Documento sia privo di alcuna programmazione  in
  materia di porti turistici. Quindi il dibattito continua, e  questo
  è  un primo richiamo formale all'assessore assente, che perpetua la
  sua   assenza;  pertanto,  chiediamo  che  questo  assessore  abbia
  rispetto   per  il  confronto  democratico  che  si  svolge   nelle
  Commissioni e in Aula.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Vinciullo.  Ne ha facoltà.

   VINCIULLO.  Signor Presidente, assessori, onorevoli  colleghi,  in
  Commissione  abbiamo  esaminato il DPEF portato  dal  Governo.  Non
  sapevamo  che la Commissione IV non si era pronunciata  e  non  era
  pervenuto  da  parte  del  Presidente  della  Commissione   nessuna
  lagnanza.
   Lo  avesse  fatto lo avremmo sicuramente bloccato e non  l'avremmo
  esaminato.

   PRESIDENTE.  Un  po'  di collaborazione. Bisogna  dargliene  atto.
  Anzi,  al  di  la  dei  propri  compiti  non  c'è  alcuna  finalità
  ostruzionistica.

   VINCIULLO. E' chiaro  Abbiamo apprezzato il suo richiamo formale a
  qualche  assessore, ad uno in modo particolare,  che  ha  disertato
  totalmente  i  lavori  delle  varie  Commissioni,  così  come  oggi
  purtroppo  abbiamo  dovuto, anche in altre Commissioni,  verificare
  l'assenza del Governo.
   Per  essere  chiari, questi assessori non sono stati investiti  da
  Dio di alcuna missione.
   Se vogliono fare gli assessori devono sapere che hanno dei precisi
  obblighi  e doveri nei confronti del Parlamento siciliano e  quindi
  dei   siciliani;  se  non  hanno  questa  possibilità  lo   dicano,
  continueranno a fare in maniera straordinaria l'attività che  hanno
  esercitato  fino  ad  adesso ma non servono e non  sono  d'aiuto  a
  risolvere i problemi della Sicilia.
   Questo  Documento  di  programmazione economico-finanziaria  è  lo
  strumento  attraverso  il quale il Governo  presenta  all'Assemblea
  regionale siciliana gli obiettivi che intende raggiungere.
   E'  chiaro  che questo Documento è diverso rispetto a  quello  del
  luglio 2012, cioè quello che era stato a suo tempo predisposto  dal
  vecchio governo regionale; ma è un Documento che, purtroppo, sconta
  il fatto che ancora non sappiamo quelle che saranno le future linee
  politiche del Governo nazionale e quelle che saranno le possibilità
  che verranno date alle varie Regioni di poter intervenire con fondi
  statali oppure no.
   Tuttavia,  su  alcune  cose, così come  ho  fatto  in  Commissione
  Bilancio, intendo intervenire perché è chiaro che il Documento, che
  è  un  Documento  di  sintesi, in cui vengano  prospettati  i  vari
  obiettivi  che  i  vari assessorati vogliono raggiungere,  presenta
  delle carenze.
   Già  la  volta  scorsa avevo fatto presente il  problema  relativo
  all'agricoltura perché, onorevoli colleghi, dovete sapere che tutto
  quello  che  andiamo  dicendo  in  giro,  che  il  Governo  avrebbe
  accettato, fatto propri, una serie di emendamenti da noi  proposti,
  oggettivamente non è così.
   Invito  i  colleghi ad andare a vedere tutti gli  emendamenti  che
  sono  passati nelle varie Commissioni ed a verificare se  uno  solo
  degli  emendamenti passati in Commissione è stato recepito e adesso
  fa parte del DPEF presentato dal Governo.
   Assessore,  la  prima cosa che avevo trovato  modo  di  contestare
  riguardava l'assessorato per l'agricoltura, che non si può occupare
  soltanto  del  mercato agricolo alimentare, o non si  può  occupare
  soltanto   della  coltivazione  dei  campi,  perché  accanto   alla
  coltivazione dei campi c'è un altro settore altrettanto importante,
  quello  riferito alla zootecnia, che in questo momento sta  vivendo
  un  momento  drammatico.  Oggi, come lei  sicuramente  saprà,  sono
  riuniti  a Catania per una serie di richieste che stanno avanzando,
  perché  è  un  settore  in crisi perenne, un  settore  in  cui  gli
  allevatori  stanno  portando al macello  non  solo  i  vitelli,  ma
  soprattutto  le  vacche  da latte, quindi un  settore  in  profonda
  crisi.
   Mi  dispiace  che  oggi  non sia presente l'assessore,  perché  di
  fronte  ad  un  Documento  di  programmazione  economica  mi  sarei
  aspettato  la presenza di tutti gli assessori, ma vorremmo  cercare
  di  capire nei confronti dell'agricoltura, soprattutto con la grave
  crisi   che  sta  attraversando  l'ARAS,  l'Associazione  Regionale
  Allevatori  Siciliani, cosa vuole fare il Governo  regionale.  Come
  vuole intervenire. Come intende tutelare i nostri allevatori.
   Tutta una altra serie di problemi riguarderanno il terziario;  poi
  è chiaro che ogni deputato troverà modo di mettere in luce le varie
  difficoltà e i vari problemi.
   Io  vorrei  un  attimo  soffermarmi sulla  politica  sanitaria  in
  Sicilia.
   Anche  di  questo,  assessore,  abbiamo  parlato  in  Commissione,
  avevamo  detto che l'assessore alla sanità avrebbe fatto  pervenire
  in Aula a lei una serie di proposte di integrazione.
   Il primo problema riguarda l'edilizia sanitaria. Mi pare di capire
  che,   anche  se  verrà  inserito  nel  bilancio,  l'assessore   ha
  dimenticato che stiamo per ricevere da parte dello Stato, o per  lo
  meno  dovremmo  ricevere  da  parte dello  Stato  finanziamenti  ex
  articolo  20  per  800  milioni di euro, a cui  vanno  aggiunti  43
  milioni di euro di cofinanziamento regionale.
   Mi  sembra assurdo che il più grosso finanziamento che arriverà in
  Sicilia,  il  più  grosso investimento che verrà fatto  da  qui  ai
  prossimi  quattro anni, non venga assolutamente citato,  non  venga
  preso  nemmeno in considerazione, anche perché questo non  solo  ci
  darà  una  sanità  più moderna e una sanità pubblica  in  grado  di
  competere  con quella delle altre Regioni d'Italia, ma ci  darà  la
  possibilità,   attraverso  importanti  investimenti   nell'edilizia
  sanitaria,  di  dare  occupazione,  di  dare  lavoro,  di  dare  la
  possibilità  a  centinaia di operai di uscire dalla  situazione  di
  crisi in cui vivono.
   Altro discorso che mi è dispiaciuto non essere stato assolutamente
  preso    in   considerazione   è   quello   del   monitoraggio    e
  nazionalizzazione della rete dei laboratori.
   Ricordo  che  ci  sono  state più votazioni  da  parte  di  questa
  Assemblea regionale, con le quali abbiamo detto no all'accorpamento
  violento  ed a questo accorpamento leonino da parte dei  laboratori
  voluto  esclusivamente dal Governo. E non si capisce il motivo  per
  cui  il  Governo  lo  vuole, perché questi accorpamenti  non  hanno
  portato  un  miglioramento  dei  servizi,  non  hanno  portato  una
  diminuzione dei costi, non hanno portato un aumento del  personale,
  semmai  hanno  portato a peggiorare i servizi, licenziando  duemila
  persone  ed  hanno portato ad una necessità per il  trasporto,  che
  viene fatto nelle provette, di ripetere più volte gli esami.
   E  non  bisogna  andare lontano; qualche mese fa  il   Gabibbo   è
  venuto  in  Sicilia, siamo diventati un po' lo  zimbello  di  tutta
  Italia,  perché  ci  ha dimostrato come avveniva  il  trasferimento
  delle provette.
   Altro discorso ancora è che l'assessore parla dell'attivazione del
  PTA,  cioè  il  Presidio Territoriale di Assistenza, una  cosa  che
  abbiamo  stabilito  per  legge su cui il precedente  Assessore  più
  volte  è  venuto in Aula a dire che era già stato fatto, che  erano
  stati stabiliti i termini entro i quali bisognava aprire e attivare
  questi  PTA.  Ad  esempio, per quanto riguarda  la  mia  provincia,
  ancora siamo quasi all'anno zero; il PTA di Palazzolo doveva aprire
  due anni fa e ancora siamo in attesa che venga aperto.
   Altra  cosa veramente insopportabile è quando si parla di  ticket,
  ma  anche  su  questo  avevamo detto,  con  una  serie  di  mozioni
  approvate  in  Aula, che bisognava intervenire  e  stabilire  delle
  fasce  di esenzione. Non possiamo continuare a far pagare il  costo
  della  sanità  a  tutte le fasce sociali, alle  fasce  sociali  più
  deboli,  alle  fasce  sociali che sono in  difficoltà,  alle  fasce
  sociali che non sono nelle condizioni nemmeno di curarsi. E  questo
  non  lo  vediamo  riportato da parte del Governo, anzi  il  Governo
  ribadisce ancora una volta la necessità di imporre dei ticket senza
  far   propria  un'esigenza  che  questo  Parlamento,  nella  scorsa
  legislatura,  più  volte ha messo in evidenza, cioè  l'esigenza  di
  imporre  questi  ticket solo ed esclusivamente alle  fasce  sociali
  alte.
   Altro discorso: si parla di rete di assistenza territoriale  e  di
  assistenza  domiciliare integrata e pare di capire che, ancora  una
  volta, si vuole privilegiare il privato e non il pubblico. Anche su
  questo noi chiediamo al Governo che venga in Aula, in questa  Aula,
  e  ci dica se vuole affidare questo servizio solo ed esclusivamente
  al  privato o se pure ancora c'è spazio e c'è la possibilità per il
  pubblico  di  essere  presente  in un  momento  difficile,  in  una
  situazione complessa quale vive la sanità pubblica in Sicilia.
   E  poi, Assessore, le avevo chiesto ed ho apprezzato la sua grande
  disponibilità, la sua volontà di venire incontro alle richieste che
  l'opposizione le ha proposto in Commissione. La pubblica istruzione
  sembra  essere  totalmente allo sbando, nel  senso  che  non  viene
  dedicato  nemmeno  un paragrafo su quello che  dovrebbe  essere  il
  settore  più importante in una programmazione che viene  presentata
  dal  Governo  perché riguarda il futuro della nostra Isola,  perché
  riguarda il futuro dei nostri figli. Sulla pubblica istruzione  non
  si punta completamente, non sappiamo cosa si vuole fare e quando si
  parla  di  edilizia  scolastica  gli  interventi  sono  quanto  più
  disomogenei  possibili, per cui vi saranno interventi  fatti  dalla
  pubblica  istruzione, vi saranno interventi fatti  dall'Assessorato
  alle   infrastrutture,  vi  saranno  interventi,   caro   assessore
  Bonafede, del suo Assessorato per sei milioni di euro.
   Ma  mi  spiegate  come  riuscirebbero a conciliare  tre  assessori
  interventi  nel settore dell'edilizia scolastica, il cui competente
  dovrebbe  essere  solo  ed  esclusivamente  uno  solo?  Così  come,
  Assessore,  dal  momento che lei benignamente è  presente  -  e  di
  questo  la  ringraziamo - vorremmo capire cosa vuole  fare  per  la
  legge 328, come intende intervenire, se dobbiamo continuare a farci
  togliere  i finanziamenti da parte delle altre Regioni, o  se  pure
  invece  vogliamo  intervenire  nel settore,  perché  vi  siete  già
  insediati da tempo, e i piani di zona non possono aspettare  perché
  abbiamo  la necessità di dare risposte concrete e certe a  tutti  i
  disabili,  a tutti coloro i quali sono in gravissime difficoltà  ed
  hanno bisogno dell'intervento da parte della Regione.
   E  poi, Assessore, alcuni interventi che mi aveva assicurato, e di
  questo  non  ho  dubbi, verranno armonizzati; ad esempio,  dobbiamo
  adeguare  la  funzionalità della viabilità  secondaria,  interventi
  delle infrastrutture e della protezione civile, non è possibile che
  vi  siano due Assessorati, due Uffici che intervengono sullo stesso
  argomento,  questa  somma va unificata,  o  se  ne  occupa  in  via
  d'urgenza  la  protezione  civile,  o  se  ne  occupa  direttamente
  l'Assessorato alle infrastrutture.
   Stesso discorso dicasi per interventi prioritari previsti nei PAI,
  se ne occupa l'Ambiente e la protezione civile, ed anche questo non
  è possibile. O se ne occupa uno o se ne occupa un altro.
   Avevo  parlato  di questa necessità di unificare  i  tre  capitoli
  relativi  ai  capitoli, per quanto riguarda la pubblica istruzione,
  le chiedo scusa Presidente.
   Dopodiché  abbiamo  ancora una volta la  necessità  di  realizzare
  infrastrutture  sociali per l'inclusione delle categorie  deboli  e
  svantaggiate nelle aree metropolitane.
   Assessore,  i poveri sono poveri a Palermo e sono poveri  anche  a
  Ispica,  per essere chiari. Non c'è una povertà diversa fra Palermo
  e  Messina,  Catania o Siracusa. I poveri, quando sono  poveri,  lo
  sono in tutti  i posti e di conseguenza credo che questi interventi
  a  favore  dell'inclusione  sociale delle  categorie  deboli  debba
  essere spalmata su tutti i Comuni della Sicilia.
   Se  ci  sono Comuni, istituti autonomi case popolari, se  ci  sono
  enti  che hanno già progetti pronti devono essere finanziati, senza
  fare  alcune differenza fra i poveri delle aree metropolitane  e  i
  poveri delle altre aree.
   Così come, assessore, ho salutato con grande soddisfazione, glielo
  dico  e  lo ribadisco, anche qui, questo capitolo relativo a  venti
  milioni  di  euro  destinati come aiuto a persone  e  famiglie  con
  elevato disagio sociale. E' una cosa sicuramente importante.
   Le  chiedo  semmai,  assessore, di poter  aumentare  questa  quota
  proprio  perché questo 2013, che dovrebbe essere l'ultimo  anno  di
  crisi,  dopodiché  come  dicono un po'  tutti  dovremmo  finalmente
  uscire  da  questo  tunnel, se possiamo ulteriormente  caricare  di
  somme  questo  capitolo, credo che non sarà un fatto  negativo,  ma
  credo  che  possa andare a vantaggio del Governo e  del  Parlamento
  tutto.
   E   infine,   assessore,  due  ultime  cose.  Si  parla   di   una
  riqualificazione  funzionale  per  cinquantaquattro  milioni  delle
  autostrade Messina - Palermo, Messina - Catania e Siracusa -  Gela.
  Non  vorrei  che questi cinquantaquattro milioni di euro  siano  in
  cofinanziamento dei lotti 6, 7 e 8 della Siracusa - Gela. Su questo
  le chiedo di intervenire nuovamente.
   Non  c'è  nessun riferimento al finanziamento e al cofinanziamento
  da  parte dell'Europa e da parte dell'ANAS, che ha contratto già il
  mutuo  per l'esecuzione di questi tre lotti. Stiamo parlando di  un
  grossissimo intervento per oltre 350 milioni di euro.
   Su  questo  credo assessore che dobbiamo puntare. La realizzazione
  di infrastrutture in Sicilia è un fatto importante.
   Ieri  mi  sono  esposto  alla  contestazione  da  parte  dei  miei
  colleghi,  perché avevo firmato degli emendamenti a  proposito  del
  ponte  sullo stretto di Messina. Io continuo a ribadire la validità
  di  quegli emendamenti da me firmati, perché ritengo che  prima  di
  realizzare il ponte sullo stretto dovremmo ad esempio concludere la
  Siracusa  - Gela, dovremmo concludere una serie di opere importanti
  in  maniera tale da omogeneizzare le infrastrutture in Sicilia  con
  il resto del nostro Paese.
   E  infine  assessore, l'ultima cosa che mi permetto di ricordarle:
  il  porto di Augusta. Qualcuno si è lamentato poca fa che  non  c'è
  nessuna voce relativa i porti turistici. Abbiamo invece noi  pronto
  questo cofinanziamento da parte della Commissione Europea.
   Dovrebbe il commissario Hahn firmare la prossima settimana  questo
  provvedimento,  vorrei che lei recepisse e inserisse  fra  le  cose
  importanti  che  questo  Governo  e  soprattutto  questa  Assemblea
  regionale  siciliana devono realizzare, appunto la  possibilità  di
  poter  in  questi quattro anni realizzare il porto  commerciale  di
  Augusta  per  dare occupazione certa a centinaia di  lavoratori  in
  Italia.
   E'  per questo motivo Presidente, nel ringraziarla per avermi dato
  la  possibilità di sforare il tempo a me concesso, e devo dire  che
  il  mio  giudizio al momento rimane negativo, aspetto però  che  il
  Governo  possa  recepire queste istanze e  queste  proposte  da  me
  fatte.   Credo   che  miglioreremo  sicuramente  il  documento   di
  programmazione  economica  e  finanziaria,  credo  che  daremo   la
  possibilità  alla Sicilia di avere risposte certe  per  i  prossimi
  anni. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Vinciullo. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Grasso.
   Ne ha facoltà.

   GRASSO. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi.  Da  una
  lettura   attenta   del   DPEF,  documento  che   dovrebbe   essere
  fondamentale  per  un'autentica programmazione di rilancio,  sembra
  almeno  allo  stato non essere sufficientemente chiaro  ed  anzi  è
  possibile  evidenziare  come  questo  non  analizzi  nel  dettaglio
  bisogni, urgenze, necessità e priorità.
   Per  esempio  non  indica  in  maniera  chiara  ed  esaustiva  gli
  obiettivi   da  raggiungere,  obiettivi  necessari  ad  un'efficace
  ripresa occupazionale e a un nuovo impulso di sviluppo regionale.
   In  particolare,  la  riflessione si  pone  alla  luce  di  alcune
  considerazioni  dalle quali, a mio avviso, non si può  prescindere,
  soprattutto  per  ciò  che  riguarda la  programmazione  dei  fondi
  europei e il Piano di Azione e Coesione.
   Il  programma  operativo FERS 2007-2013,  a  causa  della  mancata
  attuazione,  è stato ridimensionato attraverso una manovra  che  ha
  visto  la decurtazione, dal medesimo programma, di ingenti risorse,
  quasi  1,7 miliardi di euro su 6 miliardi previsti. Le decurtazioni
  nell'anno  2012  sono  state dirottate su tre  Piani  di  Azione  e
  Coesione:  i cosiddetti PAC 1, PAC 2 e PAC 3. Strumenti individuati
  allo  scopo  di  realizzare un programma di spesa parallelo  al  PO
  FERS.
   Tuttavia,  alla luce del fatto che il Piano di Azione  e  Coesione
  per il miglioramento dei servizi pubblici collettivi al Sud è ormai
  giunto  alla  sua  terza riprogrammazione, chiedo  lume  circa  gli
  interventi inseriti nel PAC 1 e nel PAC 2, ovvero circa lo stato di
  attuazione  puntuale  degli stessi e la spesa per  essi  sostenuta.
  Tanto  più  che per la redazione di tali strumenti il  PO  FERS  ha
  subìto una decurtazione di 500 milioni di euro.
   Più  semplicemente,  intendo  chiedere  in  che  modo  sono  state
  impegnate queste somme, in quali azioni e in quali progetti.
   Chiedo  ancora,  quali gli atti amministrativi  predisposti  dallo
  Stato  centrale e dalla Regione che diano validità agli  interventi
  inseriti  nel  PAC  3,  e  dunque in grado  di  garantire  il  loro
  finanziamento. Esiste una delibera CIPE che garantisce la copertura
  finanziaria del PAC 3.
   Ed ancora, visto che il PAC 3 ha sottratto risorse al PO FERS 2007-
  2013 si desidera essere informati circa le linee di intervento  che
  sono state dirottate dal PO FERS al PAC 3 e i relativi progetti.  E
  poi,  all'interno  del  PAC 3 sono stati  inseriti  gli  interventi
  presentati nella terza finestra dai PIST?
   Tali interrogativi nascono dalla convinzione, a tutti nota, che le
  risorse   comunitarie   rappresentano  l'unico   veicolo,   l'unico
  strumento  finanziario  per  attuare i programmi  di  sviluppo  dei
  singoli   territori,  e  pertanto  non  vorremmo   che   tali   PAC
  rappresentino un espediente finalizzato a prendere tempo senza  mai
  arrivare però a raggiungere il fine, che con altro non coincide  se
  con  lo stesso sviluppo decisivo dei territori, il quale può aversi
  solo  se la programmazione parte dal basso, considerando specifiche
  vocazioni e peculiarità territoriali.
   Bisogna cambiare la rotta, bisogna che questa Regione capisca qual
  è  il  vento  e  qual è il nuovo vento, e per capire questo  devono
  essere  i  territori  a programmare, e non la Regione,  ad  emanare
  bandi che non servono per lo sviluppo sostenibile dei territori.
   Tali  le  carenze  e  le  lacune  immediatamente  ravvisabili  dal
  Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. Emergono anche
  scarse  attenzioni  verso  i  settori  socio-assistenziali   e   le
  politiche per l'infanzia.
   Preciso,   che  sempre  allo  Stato  non  se  ne  dà   sufficiente
  indicazione. Occorre che si diano maggiori riferimenti  riguardanti
  le  politiche  di sviluppo e di consolidamento dei servizi  sociali
  che,   da  amministratrice  locale  lo  so  bene,  vivono  da  anni
  situazioni di disagio legati alla incapacità finanziaria dei Comuni
  che  non  riescono a sopportare e sostenerne i costi. È necessario,
  quindi, prevedere obiettivi programmatici sia in termini di risorse
  che in termini di servizi.
   Per  l'area  socio-sanitaria, si immaginano maggiori finanziamenti
  ai  Comuni  per la gestione dei servizi residenziali in  favore  di
  anziani,  minori e disabili. A titolo esemplificativo, la  gestione
  della  residenzialità  in  Sicilia  per  i  disabili  psichici   ha
  raggiunto  un  costo  annuo  pari  a  50/60  milioni  di  euro.   I
  trasferimenti per l'anno 2012 sono stati solo 15 milioni  di  euro.
  Tra  le  quote  a  carico  dei Comuni e la compartecipazione  degli
  utenti   alle   spese  sarebbero  necessari,  in  via  orientativa,
  trasferimenti da 20 a 25 milioni di euro.
   Inoltre,  sono  previsti tagli alla spesa, però non è  specificato
  che  cosa  si  taglia e allora dico che bisogna anche qui  cambiare
  rotta  e  rifunzionalizzare  la spesa,  auspico  che  i  tagli  non
  riguardino i servizi delegati ai comuni che non si tagli  la  spesa
  per  il  mantenimento  dei lavoratori precari  impiegati  presso  i
  comuni, che già è stata tagliata.
   Vista  la  complessità  della  disciplina,  dalla  quale  peraltro
  dipendono  le  sorti  di  una terra già  martoriata,  si  impongono
  riflessioni serie che tengano conto di esigenze reali.
   Si impongono redazioni di documenti non suggestivi, fantasiosi. Si
  sarebbero dovuti indicare specifiche ed inequivocabili modalità  di
  intervento, di incisione e di programmazione.
   Queste  sì  sarebbero  state  utili  già  in  questa  fase,  dalla
  rivoluzione non verbale o chiacchierata della Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Marcello  Greco.  Ne
  ha facoltà.

   GRECO  Marcello.  Signor Presidente, signori assessori,  onorevoli
  colleghi,  la  V  Commissione non ha ritenuto  di  poter  esprimere
  parere favorevole sul documento di programmazione finanziaria 2013-
  2017  non  tanto  per  quello  che  è  in  esso  indicato,  essendo
  largamente  condivisibili gli obiettivi  di  politica  economica  e
  finanziaria, ma soprattutto per quello che manca o meglio che non è
  compiutamente espresso in questo documento.
   Condividiamo l'intento più volte espresso dal Presidente  Crocetta
  e   dagli  assessori  regionali,  per  ultimo  dall'assessore   per
  l'istruzione e la formazione professionale e dall'assessore  per  i
  beni  culturali  nelle  audizioni svolte  in  commissione,  di  una
  discontinuità e di una reale innovazione delle politiche regionali,
  nell'ottica  del rilancio dei processi di sviluppo  ed  innovazione
  della nostra Isola.
   Siamo,  altresì, consapevoli che la presentazione e la discussione
  del  documento di programmazione economico-finanziaria  costituisce
  un  adempimento previsto dalla legge che, nella prassi  però  degli
  ultimi  anni,  ha assunto sempre più i connotati di  uno  stanco  e
  vuoto rito.
   Ma  proprio per questo e proprio perché condividiamo con tutto  il
  Parlamento l'idea di un rigenerante e necessario cambiamento  delle
  pratiche della politica e del governo ci saremmo aspettati,  al  di
  là  di  una esaustiva o meno elencazione inclusiva e riepilogativa,
  una  maggiore  attenzione  descrittiva, ancorché  di  sintesi,  una
  esplicita  menzione,  di  quello  che  il  Governo  vorrà  fare  in
  relazione  alle politiche culturali, del lavoro, dell'istruzione  e
  della formazione.
   Cultura,   formazione  e  lavoro,  infatti,   sono   la   vera   e
  inscindibile, in quanto intimamente connesse, ragione  sociale  non
  solo  della Commissione che ho l'onore di presiedere ma del nostro,
  di   quello  di  noi  tutti,  operare  in  politica;  e   la   loro
  valorizzazione  è l'unica strada per assicurare un futuro  migliore
  ai  nostri figli. In questo senso, cultura e formazione - a  tacere
  ovviamente  del lavoro - riteniamo debbano essere considerati  come
  precipui   obiettivi   di   politica  economica,   come   strumenti
  fondamentali per incrementare crescita ed occupazione.
   La   decisione   consapevole  della  Commissione,   che   non   va
  strumentalizzata, invito tutti a non farlo, vuole costituire invero
  uno sprone per il Governo ed il Parlamento ad impegnarsi sempre  di
  più a  gettare il cuore oltre l'ostacolo  per cercare di rispondere
  alle aspettative della società siciliana.
   Siamo  sicuri che il Governo intende perseguire questo  obiettivo,
  ed  in  ciò  avrà l'ausilio del Parlamento, ma ogni occasione  deve
  essere buona per ribadirlo.
   Ribadirlo  ai giovani che cercano lavoro, ai lavoratori  che  sono
  espulsi dai cicli produttivi, al vasto mondo del precariato da anni
  in  cerca  di  certezze, che chiedono risposte che la  politica  ha
  sempre più difficoltà a dare.
   Nel  mondo  della cultura enorme successo, curiosità ed  interesse
  per la nostra Terra, al di là, molto al di là dei vecchi stereotipi
  che  da  sempre  ci accompagnano, ha suscitato il  Satiro  Danzante
  esposto alla Royal Accademy di Londra.
   Vorremmo  che  questi prestiti avvengano in regime di reciprocità,
  di  scambi alla pari, per realizzare restauri o come occasione  per
  valorizzare nuovi talenti artistici accanto ai pregiati reperti del
  passato,  ma sappiamo che è questa la  Sicilia che vorremmo  sempre
  rappresentata dagli organi di informazione, la vera Sicilia.
   La promozione della nostra cultura, attraverso tutti gli strumenti
  messi   a   disposizione   delle   moderne   tecnologie   ed    una
  riorganizzazione  della nostra offerta turistica  e  culturale,  la
  valorizzazione dei nostri circuiti turistici non può che  produrre,
  infatti,  importanti ricadute economiche e la Sicilia ha tantissimo
  da  offrire  al  mondo.  Molti  altri Paesi  europei  hanno  saputo
  valorizzare molto ma molto meno.
   E'  questo quell'impatto economico di efficace gestione  di  tutto
  ciò  che concerne la nostra identità,  la nuova consapevolezza  che
  cultura  e,  soprattutto,  opportunità,  l'obiettivo  che  vorremmo
  sempre   più  perseguito  e  che  vorrebbe  con  sé,  naturalmente,
  apportare occasione di crescita e di sviluppo.
   Solo   il   collegamento  del  sistema  dell'istruzione  e   della
  formazione  con il sistema delle imprese e del mercato del  lavoro,
  unitamente  ad  una  nuova  comprensione delle  esigenze  formative
  richieste da un mondo che è cambiato, la valorizzazione di tutti  i
  lavori artigiani, le nuove frontiere da raggiungere senza la quale,
  senza  qualsiasi  enunciazione di obiettivi  economici,  rimarrebbe
  fine a se stessa.
   Lo strumento finanziario oggi presentato dal Governo ha annunciato
  di  voler  marcare un profilo di forte innovazione sul piano  della
  programmazione  strategica  dello  sviluppo  e  di  tutto  ciò   la
  Commissione ha preso atto.
   Ma  la  Commissione, con il proprio voto, ha  inteso  anche  -  lo
  ribadisco  in maniera forte - impegnare il Governo ed il Parlamento
  tutto,  senza  distinzione  di parti  politiche,  ad  una  maggiore
  assunzione   di   responsabilità  per  un  effetto   ed   effettivo
  perseguimento  di questo obiettivo e per l'adozione di  conseguenti
  politiche nuove ed innovative.
   Auspichiamo,  infatti,  che  questa  possa  essere  finalmente  ed
  effettivamente una legislatura di riforme e di cambiamenti  per  il
  futuro dei Siciliani e della Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Falcone.  Ne  ha
  facoltà.

   FALCONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  ho
  avuto  modo  di  leggere  questo documento  di  programmazione  che
  avrebbe  dovuto  rappresentare il modello, la strategia  di  questo
  nuovo  Governo. Una strategia che è stata basata su  quello  che  è
  stato  il  programma elettorale che, onde evitare dimenticanze,  il
  Presidente della Regione ha voluto rileggere in quest'Aula,  perché
  qualcuno l'avrebbe potuto dimenticare e perché magari il Presidente
  diceva  di  voler  essere  fedele  a  quelle  che  sono  state   le
  dichiarazioni di intenti che si dovrebbero poi trasformare in  atti
  concreti.
   Io  ho letto questo documento ed ho ascoltato, ieri, anche il  mio
  Presidente  di  commissione al quale all'orecchio,  alla  fine,  ho
  detto  che  se la sua fosse stata una relazione di minoranza  o  di
  opposizione  -  una  volta,  caro  Presidente  Musumeci,  c'era  la
  relazione  di  maggioranza  e quella di  minoranza  in  Commissione
  bilancio, perché era giusto, perché c'era la parte che governava  e
  la parte che controllava. Oggi, Invece, non c'è più questo, però mi
  rendo  conto  che  questo documento - ho voluto anche  leggere,  ho
  voluto  oggi  rivedere qualche vecchio documento,  qualche  vecchio
  DPEF, quello del 2011, ad esempio, del 2012-2014 - non è altro  che
  una  fotocopia,  una  fotocopia  di  quello  precedente  con  delle
  limitazioni.  Si divide in tre parti: nella prima  parte  si  parla
  dello scenario nazionale ed internazionale, nella seconda parte  si
  parla  dello  scenario  regionale,  si  descrive,  si  analizza  lo
  scenario  regionale e poi ci sono dei grafici, alla  fine  ci  sono
  degli   indicatori.  Ma  manca  la  cosa  fondamentale,  manca   la
  strategia, mancano le linee di indirizzo, non si dice cosa si vuole
  fare  per  l'agricoltura,  non si parla  di  politiche  attive  del
  lavoro,  non  si  dice come si vogliono risolvere  i  problemi  per
  questi  giovani,  non  si  dice cosa si  vuole  fare  sul  versante
  dell'occupazione e della formazione professionale.
   Un inciso, Presidente Ardizzone, oggi, dicono i mass media che c'è
  stata un'altra rivoluzione del Presidente Crocetta nell'assessorato
  alla  formazione professionale: oltre 53 dipendenti funzionari sono
  stati  trasferiti assieme a sette dirigenti perché si dice  che  ci
  siano  degli inquinamenti della criminalità organizzata  che  hanno
  riguardato un ente di formazione dell'agrigentino e chissà,  forse,
  questi  dipendenti potrebbero avere anche delle collusioni. Ma,  al
  contempo,  siccome quando si parla di un documento così importante,
  di  una programmazione così importante si dovrebbe fare riferimento
  anche  all'organizzazione  del personale,  delle  risorse  umane  e
  professionali presenti in questa nostra regione, che  ascendono  ad
  oltre  16  mila  unità,  bene, invece,  dovremmo  dire  anche  come
  vogliamo  utilizzare, come vogliamo razionalizzare la  spesa,  come
  vogliamo riqualificare la spesa partendo dal fatto che la spesa per
  il   personale  ascende  ad  813  milioni,  che  la  spesa  per  la
  quiescenza, per il personale che è andato in pensione,  ascende  ad
  oltre 600 milioni di euro.
   Ebbene,  invece, nulla di tutto questo  Questo non è un documento,
  assessore, queste non sono delle linee di indirizzo, questa  è  una
  mera  elencazione di problemi, purtroppo, che creano e che lanciano
  e che ci lasciano, per così dire, nel baratro.
   C'è  un tunnel, si descrive un tunnel con questo documento, ma non
  si fa intravedere minimamente la luce. Non c'è una linea strategica
  che  dica cosa si vuole fare per gli enti locali; non c'è una linea
  strategica  che  dica  come  vogliamo risolvere  ed  affrontare  il
  problema per la forestazione.
   Ebbene, se da un lato diciamo che ci saranno 900 milioni in  meno,
  dall'altro  lato,  caro assessore all'economia,  non  diciamo  come
  vogliamo ridurre e quali saranno le fasce che andremo a toccare,  i
  settori su cui calerà la mannaia della regione Sicilia. Da un  lato
  diciamo  che  dobbiamo sostenere le fasce deboli,  ma  non  diciamo
  come, non l'abbiamo esplicitato.
   Diciamo che le aziende sono in crisi e oggi c'è un grido d'allarme
  di  Confindustria, del presidente Squinzi che dice:  Attenzione  ci
  vorrebbe  una terapia d'urto . Bene, giusto, ma una terapia  d'urto
  che  non  abbiamo visto né dal governo nazionale e  ancor  meno  da
  questo  governo  regionale  che  ci  presenta  soltanto  una   mera
  elencazione, molto deludente.
   Allora, se il collega Vinciullo, mi pare, che mi ha preceduto,  ha
  detto che non vi ha nominati Iddio, certamente ci mancherebbe,  non
  abbiamo  ancora santificato nessuno, abbiamo nominato un presidente
  pur  non  avendo alcun tipo di legittimazione popolare  come  tutti
  quelli  che  in  quest'Aula si trovano.  Ed  allora  è  giusto  che
  doppiamente,  caro  Presidente Ardizzone, gli  assessori   nominati
  quali tecnici diano delle risposte, delle soluzioni ai problemi  di
  questa nostra terra.
   Noi  vorremmo  sapere,  ad esempio, quali  sono  le  politiche  di
  sostegno per gli enti locali.
   L'anno  scorso  abbiamo  impegnato  circa  650  milioni  di  euro,
  vorremmo sapere se la stessa cifra, atteso che gli enti locali sono
  in  ginocchio,  sarà  confermata. E, nel  caso  in  cui  non  fosse
  confermata,  vorremmo sapere come potranno operare gli enti  locali
  che  sono  in  ginocchio, da un lato per il patto di stabilità  che
  consente e che limita anche alla regione degli impegni di  spesa  e
  pone  dei  limiti  pesanti  sui pagamenti  degli  stessi,  piegando
  l'economia che non vede più alcuna luce all'orizzonte.
   Allora,   caro  assessore,  l'anno  scorso  venne  presentato   un
  documento di programmazione economico-finanziaria che la mia  parte
  politica contestò perché lo riteneva carente. E quel documento, per
  quanto carente, parlava di rifiuti, parlava di ambiente, parlava di
  acqua,  parlava  di  interventi  sugli  enti  locali,  parlava   di
  interventi  per le imprese, parlava di sviluppo rurale, parlava  di
  innovazione  tecnologica, parlava di efficacia degli  investimenti,
  parlava   di   riqualificazione   della   spesa,   parlava    della
  razionalizzazione delle società partecipate.
   Ricordo  ancora  quando  il presidente  Crocetta  andando  in  una
  trasmissione  della Rai che si può guardare alle 14  e  può  essere
  apprezzata  su RAI 1, all' Arena  diceva  ho fatto una rivoluzione,
  ho  fatto  risparmiare in un mese un miliardo di euro alla  Regione
  Sicilia .
   Oggi  scopriamo  che  quella fu una bugia macroscopica,  che  oggi
  mette  alla  berlina l'intera Sicilia. E allora oggi  ci  vuole  un
  minimo  di  decenza, assessore lei doveva oggi presentare  un  vero
  documento  di  programmazione, questa non è altro  una  elencazione
  misera,  che  non crea assolutamente, che non dà e non  attribuisce
  alcuna  dignità  a  questo  Governo, che riduce  la  legittimazione
  istituzionale  degli  assessori  che  oggi  in  maniera  indecente,
  Presidente  Ardizzone,  sono assenti. Ma  se  fosse  oggi  la  loro
  assenza  sarebbe magari giustificata o giustificabile. Ormai  è  un
  mal  vezzo, caro Presidente Ardizzone, ha fatto bene a richiamarli,
  a  richiamare a un senso istituzionale di rispetto del  più  antico
  Parlamento d'Europa.
   Concludo  e  mi  aspetto  un sussulto di  responsabilità  con  una
  integrazione a questo documento sulla terza parte che  ci  dica  su
  quale  linea  di strategia economico finanziaria questo Parlamento,
  maggioranza e opposizione, si può confrontare. Non c'è un  tema  su
  cui oggi possiamo esprimere un nostro giudizio.
   Questo  non è un documento, questa è un mera descrizione che  deve
  essere   immediatamente   integrata  con   una   vera   e   propria
  programmazione,  diversamente, caro assessore  per  l'economia,  il
  buon  giorno  si  vede  dal mattino e se questo  è  il  mattino  mi
  dispiacerà tanto per i siciliani.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dal momento che il
  Governo ha chiesto quattro mesi di esercizio provvisorio, noi tutti
  ci  saremmo  aspettati  di  potere avere a  disposizione  il  tempo
  necessario  per  esaminare quello che è il  documento  principe  di
  programmazione  economica e finanziaria, e cioè il  DPEF.   Noi  ci
  illudevamo  che,  a  fronte dei buoni propositi che  il  Presidente
  Crocetta  ha  manifestato in tutte le sue uscite  pubbliche,  nelle
  dichiarazioni  continue  alla stampa e nelle  frequentazioni  degli
  studi   televisivi,  quei  buoni  propositi,  dovevamo  e  potevamo
  trovarli,  speravamo di trovarli nel DPEF; speravamo  altresì  che,
  avendo  il  tempo a disposizione, cioè quattro mesi a disposizione,
  si  sarebbe  potuto e dovuto, a nostro modo di vedere, nelle  varie
  Commissioni   di  merito,  avere  il  tempo  di  approfondire,   di
  suggerire, di proporre delle idee, dei programmi, degli  input,  le
  iniziative  che  i  vari  Gruppi parlamentari  potevano  mettere  a
  disposizione del Governo stesso per migliorare il DPEF.
   Così  non  è  stato;   non  è stato così per  quanto  riguarda  la
  tempistica,  non  capisco perché c'è stata la  fretta  di  fare  un
  passaggio  veloce nelle Commissioni di merito e poi in  Commissione
  Bilancio  di  questo  DPEF,  dal  momento  che  -  come  ripeto   -
  approveremo  bilancio e finanziaria, se andrà  bene,  nel  mese  di
  aprile.
   Non si capisce, quindi, l'accelerazione, posto che stiamo parlando
  - ripeto ancora una volta - del DPEF, cioè del documento cardine su
  ciò   che   una   amministrazione,  in  questo   caso,   la   nuova
  amministrazione, il nuovo Governo della Regione, che ha  davanti  a
  sé  cinque  anni  e  che  si trova in una situazione  di  obiettiva
  difficoltà, è chiaro che ci saremmo aspettati il contrario.
   E così intanto non è stato.
   Ma  anche andando nel merito del documento che è stato presentato,
  non  possiamo  non rilevare che siamo in presenza di  un  documento
  cosiddetto  delle  occasioni mancate, delle  speranze  deluse,  dei
  proclami non mantenuti, a cui non sono seguiti poi i fatti.   E  ce
  ne  dispiace  molto, ci dispiace molto che, alla prima  vera  prova
  d'Aula,  dopo  - come dire  - il mezzo passo falso, anzi  il  primo
  grande  passo  falso che ha riguardato la proroga  dei  precari  da
  parte  del Governo e che ha rischiato veramente di mandare  a  casa
  ventottomila  persone, se quest'Aula, con i  suoi  uffici,  con  la
  competenza  dei suoi uffici non avesse provveduto a  correggere  la
  stortura  che  il  Governo stesso aveva proposto  e  che  ci  aveva
  portati  in  un  vicolo cieco con, addirittura, la  possibilità  di
  mandare a casa ventottomila persone.
   Intanto, quindi, è importante che l'Aula, che il Parlamento  possa
  intervenire  per dare il proprio apporto, l'abbiamo  dimostrato  in
  quella  occasione, lo potremmo e lo potevamo dimostrare  a  maggior
  ragione per quanto riguarda il DPEF. E, invece, percorso agevolato,
  percorso  veloce,  senza  nessun  motivo,  documento  assolutamente
  lacunoso, che veramente ci vorrebbero altro che minuti, delle  ore,
  per elencare tutto ciò che non c'è in questo documento.
   Un  documento che, alla fine, si riduce nella semplice elencazione
  delle  tonnellate di relazioni che ci hanno bombardato  nell'ultimo
  anno del Governo Monti. Un Governo che si è contraddistinto, da  un
  lato, per aver affamato l'Italia e gli italiani e, dall'altro lato,
  per averci riempito di agende, di agende e, quindi, di documenti  a
  non finire.
   Bene, questo DPEF, in effetti, per la gran parte non fa altro  che
  collazionare una serie di documenti che sono fuoriusciti da  questa
  memoria fervida di questo Governo, ripeto, che, da un lato, ha fame
  e,  dall'altro lato, propone, come se non fosse lui a governare  in
  quel  momento, propone le cose da fare, quello che fa è  invece  in
  danno dei cittadini.
   Qui  siamo in presenza addirittura di una mancanza, di una  lacuna
  ancora più grande: si ripropongono le cose contro l'Italia, portate
  avanti dal Governo Monti; dall'altro lato, laddove ci voleva invece
  la proposizione vera da parte di questa nuova maggioranza, da parte
  di  questo  Governo,  da  parte  del governatore  Crocetta  c'è  il
  silenzio  assoluto; non si dice come si affronta e  si  risolve  il
  problema dei precari; non si dice come si affronta e si risolve  il
  problema  della  carenza di risorse per i comuni,  addirittura,  si
  paventa  un  taglio di oltre il cinquanta per cento delle  risorse.
  Diciamolo chiaro: volete far chiudere i comuni?
   Non   si  dice  come  si  risolve  il  problema  della  formazione
  professionale, che è stata letteralmente distrutta, in questi anni,
  col  rischio di mandare a casa ottomila persone e, quindi, ottomila
  redditi  e di non espletare un servizio fondamentale per la  nostra
  Regione.
   Non si dice come si risolve il problema dei forestali; non si dice
  come si risolve il problema dei rifiuti, perché non lo si dice. Non
  si  dice  cosa  si  farà per l'impiantistica per avere  un  sistema
  moderno e funzionale di raccolta e di smaltimento dei rifiuti.
   Sostanzialmente, e in maniera del tutto affatto  notarile,  si  fa
  un'elencazione  di quelle che sono le previsioni,  i  documenti  di
  previsione che man mano sono usciti a livello nazionale, si  prende
  atto  delle  statistiche - ce ne sono tutta una serie -,  ci  hanno
  riempito  di statistiche ma i programmi dove sono? Ma le idee  dove
  sono?
   Cosa  si  vuole  fare?  Cosa vuol fare  il  Governo  Crocetta  per
  risolvere la drammatica situazione in cui versa la Sicilia, in  cui
  versano i nostri cittadini?
   Come  si risolvono i problemi che ci sono sul tappeto? Beh, almeno
  l'arroganza  di accelerare l'iter di approvazione del  DPEF  ve  la
  potevate  risparmiare perché non ha nessuna giustificazione,  posto
  che  avevamo quattro mesi davanti a noi. Quella arroganza  potevate
  risparmiarcela,  anzi  nella  condizione  di  un  Governo   che   è
  minoranza, una non maggioranza, comunque, perché siamo in  presenza
  di  cinque  formazioni che si sono presentate e non c'è  stata  una
  vera maggioranza, beh sarebbe stato apprezzato molto di più un atto
  di  umiltà  da parte del Governo e, soprattutto, del Governatore  a
  cercare il contributo all'interno del Parlamento per vedere assieme
  al confronto con le altre forze politiche per vedere quanto meno di
  migliorare  questo documento che, ripeto, governerà la vita  per  i
  prossimi  5  anni di 5 milioni di siciliani che meritava certamente
  di  essere  più  preciso ma soprattutto di dare risposte  ai  tanti
  problemi che ci attanagliano.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Caputo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPUTO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    signori
  rappresentanti  del  Governo,  guardate,  siamo  di  fronte  ad  un
  documento di tradizionale importanza. Storicamente, il documento di
  programmazione   economico-finanziaria  è   la   proiezione   della
  strategia  di Governo di questa ragione da parte degli assessori  e
  del  capo dell'esecutivo e, quindi, è finalizzato ad illustrare  al
  Parlamento  chiamato  ad  approvarlo poi con  l'ordine  del  giorno
  finale,  chiamato a condividere o meno quello che in questa Sicilia
  vuole fare questo Governo.
   Sicuramente,  nei settori strategici come l'agricoltura,  come  il
  turismo,  come  i beni culturali sui quali intendo tornare  per  un
  attimo,   signor   Presidente,  sull'energia   alternativa,   sulle
  industrie, sull'attività produttiva, sul sostegno agli enti  locali
  sulla politica del sociale e sui temi della legalità che ho trovato
  scarsamente   presente   all'interno   di   questo   documento   di
  programmazione economico-finanziaria.
   Certo,  mi rendo conto che siamo in presenza di un Governo formato
  in  gran  parte  dal un Presidente che ha una ottima esperienza  di
  sindaco ma non si è mai cimentato in un settore di governo  di  una
  grande  Regione  come la Sicilia e con una compagine  di  assessori
  estremamente   perbene,   persone  di  grande   passione   ma   che
  indubbiamente hanno bisogno di un bel pò di pratica di  governo  di
  questa Regione.
   Allora  devo dire che non possiamo sottovalutare l'importanza  del
  documento che stiamo andando ad esaminare. Non vorrei fare un torto
  all'assessore  per l'economia; lo conosco poco  ma  ne  ho  sentito
  parlare  di  persona  di grande preparazione e di  grande  impegno.
  Vorrei, però, invitarlo per il prossimo documento di programmazione
  economico-finanziaria a dire a chi lo ha predisposto di  fare  meno
  copia  e incolla rispetto a quello dell'anno precedente. E'  uguale
  nell'impaginazione;  è  uguale nella elencazione;  è  uguale  nella
  configurazione o nel confezionamento.
   Capisco  che  spesso, signor Presidente, la prego, si  cade  nella
  ritualità  e,  quindi, per gli uffici,  documenti di programmazione
  economico-finanziaria, un po' come il piano  triennale  degli  Enti
  locali dei comuni.
   Si   infilano  150  opere  pubbliche,  uno  per  ogni  consigliere
  comunale, tanto per dare la giusta visibilità a tutti; poi,  ognuno
  sa che di quei 150 elenchi se ne faranno uno o due per anno.
   Il  documento di programmazione economico-finanziaria,  purtroppo,
  onorevole  Presidente della Regione, onorevoli colleghi, invece  di
  diventare lo strumento strategico delle previsioni di governo e  di
  sviluppo di questa Sicilia, diventa un atto finalizzato a consumare
  una ritualità all'interno del Parlamento siciliano.
   Tanto,  poi, il Governo lo presenta ed adempiuto ad un obbligo  di
  legge,  il Parlamento, poi, andrà a discutere su questo; poi  nasce
  l'ordine  del giorno finale e siamo andati avanti. E' successo  nel
  2011, nel 2012 e sta succedendo nel 2013.
   Credo che i colleghi, molti dei quali conosco per preparazione  ed
  impegno,  ma  anche perché dotati di quella naturale  curiosità  di
  avere  un parlamentare che rappresenta sicuramente con impegno  chi
  lo  ha  votato e, poi, l'intero popolo siciliano, dovrebbero  avere
  l'accortezza di andare a leggere quello che è stato scritto prima e
  quello  che è stato scritto dopo. Guardate: siamo di fronte  ad  un
  documento rituale perché fatto allo stesso modo dell'anno scorso.
   Non  è  così.  Il  documento di programmazione è un  documento  di
  vitale   importanza  per  la  Sicilia.  Ebbene,  le  dico,   signor
  Presidente,  lei sì che di questi appuntamenti parlamentari  ne  ha
  visti tantissimi e tutti da protagonista.
   Sul  turismo,  manca quella strategia in grado di fare  uscire  la
  Sicilia  da  quella che è una fase di isolamento e di  disinteresse
  turistico internazionale.
   Proprio nella rassegna stampa che ci è stata consegnata, se andate
  a  leggere,  vi  è  una  iniziativa del Governo  nazionale  che  ha
  declassato  la  Sicilia  sotto l'aspetto della  capacità  turistica
  perché, a parità di costi, come le altre Regioni o come lo Stato di
  Malta,  hanno  avuto una maggiore presenza turistica rispetto  alla
  Sicilia.
   Allora,  vorrei dire all'assessore Zichichi, visto che  oltre  che
  per  il  sole,  oltre  che per il mare, la  Sicilia  è  riferimento
  mondiale per il turismo.
   Per i monumenti, lo vorrei invitare ad essere meno proletario,  ad
  essere  meno impegnato nell'eurocosmo e dedicarsi non  a  fare  una
  piazza  in ogni città della Sicilia - ne abbiamo tante - ma  vorrei
  invitare  l'assessore  Zichichi  a  fare  l'assessore  in   Regione
  Sicilia,  nella  sua  stanza; ad occuparsi dei  musei  che  non  si
  riescono  ad  aprire, del Chiostro di Monreale,  che  ha  centomila
  problemi,   del   Duomo  di  Monreale,  che  ha   sempre   problemi
  infrastrutturali, a trovare i custodi per evitare  che il 16 agosto
  i monumenti più importanti siano chiusi.
   Se  non  abbiamo  a  cuore la consapevolezza che  il  turismo,  la
  politica  dei beni culturali, l'agricoltura, l'industria, l'energia
  e  l'attività  produttiva sono davvero il  motore  economico  della
  Sicilia,  se  non andiamo ad elencare all'interno del documento  di
  programmazione economico-finanziaria, dove possiamo dimostrare  per
  capire   qual   è   la   strategia   che   guida   questo   Governo
  nell'amministrazione di questa Sicilia?
   C'è una disoccupazione che è alle stelle.
   Onorevole Presidente e signori del Governo,  vi invito a  trovare,
  in  questo documento di programmazione finanziaria, al di là  delle
  statistiche  che  andiamo a vedere sul  Sole  24  Ore   -  non  c'è
  bisogno  di fare una seduta del Parlamento -, vi invito  a  trovare
  una   traccia  su  quella  che  è  la  strategia  del  Governo  per
  fronteggiare  una  disoccupazione che sta raggiungendo  livelli  di
  scontro e di turbativa dell'ordine pubblico.
   C'è  un  disagio  sociale che in questo documento  non  è  nemmeno
  accennato. Qua si parla di una previsione di entrata tributaria che
  poi  cozza con quanto ha dichiarato l'assessore ai giornali, quando
  dice  che  ha  avviato  una  ispezione all'interno  di  Riscossione
  Sicilia, perché le previsioni di entrata sono inferiore rispetto  a
  quelle effettivamente previste.
   E  allora vorrei capire. Già, su questo elemento, il Documento  di
  programmazione  economico-  finanziaria  è  deficitario  perché  si
  scontra   con  un'iniziativa  che  l'assessore  ha  dichiarato   di
  intraprendere adesso.
   E  qual  è la politica agricola del Governo all'interno di  questo
  DPEF?  Qual  è  la  strategia  per  rilanciare  l'agricoltura?  Per
  garantire  gli agricoltori dall'invasione delle merci che  arrivano
  dal  Marocco?  Per difendere la salubrità dei nostri prodotti?  Per
  garantire  un  sostegno  al comparto agricolo?  Per  migliorare  la
  qualità  del mondo dei vini? Per fare le strategie di protezione  e
  di tutela dell'agricoltura siciliana?.
   Non   trovo   che   queste  pagine  concretamente  abbiano   delle
  statistiche o delle elencazioni.
   Qual  è  la  filosofia di questo Governo per  quanto  riguarda  il
  futuro  di  questa  Sicilia?  Io non  lo  vedo  e  sono  fortemente
  preoccupato perché il clima che si registra è un clima di  pubblici
  annunci; è un clima di anticipazioni giornalistiche.
   Si  cerca  la   notizia effetto  per mandare avanti  una   cortina
  fumogena , per nascondere il deficit di questo Governo, che lo  sta
  dimostrando con la formazione professionale, che lo sta dimostrando
  con   le   politiche   agricole,  che  lo   sta   dimostrando   con
  l'organizzazione degli uffici regionali.
   Signor Presidente, mi dispiace che non ci sia il Presidente  della
  Regione,  onorevole Crocetta, ma voglio dire che dobbiamo smetterla
  di  dire continuamente che all'interno della Regione siciliana  c'è
  la mafia.
   Io  ne sono convinto che è vero ma non siamo al Caffè della piazza
  di  Monreale,  dove  possiamo parlare di tutto senza  assumerci  le
  responsabilità, né davanti ad un caminetto del Rotary o dei  Lyons;
  qui  siamo  in un Parlamento e il Presidente del Governo  regionale
  che continua a dire che c'è la mafia nelle Istituzioni e siccome lo
  condivido,  ne  sono convinto e so che il nostro  è  un  Presidente
  coraggioso, proprio per fare un passo di più, signor Presidente, lo
  deve  dichiarare, lo deve denunciare e deve prendere gli  opportuni
  provvedimenti perché le televisioni sono buone per fare una  grande
  propaganda ma non portano lo sviluppo alla Sicilia.
   Vedo  un  Governo  presente nei giornali, nelle  agenzie  e  nelle
  televisioni ma vedo un Governo assente ad affrontare i grandi temi;
  sulla  Fiat  di  Termini Imerese è sceso il silenzio  assoluto.  Il
  Governatore  aveva  dichiarato  che  avrebbe  risolto  col  Governo
  nazionale  la  vicenda  non  soltanto degli  esodati;  è  un  falso
  problema  o  quanto meno un aspetto del problema ma la vicenda  del
  futuro dello Stabilimento Fiat non interessa più a nessuno.
   Vi  sono  opere pubbliche fondamentali, come a Cefalù,  venti;  il
  raddoppio ferroviario, che attraversa da Palermo fino allo  Stretto
  di  Messina  e  poi ritorna indietro è bloccato per  una  serie  di
  grossi  problemi e nessuno si sta occupando di che cosa e  ci  sono
  centinaia di licenziamenti e milioni di euro che vanno in fumo. C'è
  una  crisi industriale, in Sicilia, nel terziario, senza precedenti
  e non la sta seguendo nessuno.
   Signor Presidente, non sono qui per consumare una ritualità;  sono
  per   affrontare   i  problemi  e,  anche  se  sto   sul   versante
  dell'opposizione parlamentare, ho il giusto senso di responsabilità
  di  sapere e di capire quando è il momento di votare contro, quando
  è il momento anche di condividere l'azione di un Governo; con tutti
  gli  sforzi che posso fare, non riesco a capire qual è la strategia
  di  questo  Governo, specialmente sul fronte degli enti  locali.  I
  nostri  Comuni sono al baratro del dissesto economico; ogni giorno,
  c'è  un  Comune che subisce o chiede il pre-dissesto o  subisce  la
  dichiarazione di dissesto da parte degli uffici interni o da  parte
  della Corte dei Conti.
   C'è  un  disastro  economico che lascia questo Governo  totalmente
  assente.  Sul  fronte della difesa concreta della legalità,  voglio
  chiedere  al  Governo, perché qui non lo trovo,  nel  bilancio,  di
  prevedere  quelle somme che vanno a sostenere le vittime dell'usura
  e  dell'estorsione,  che  garantiscano gli imprenditori  che  hanno
  denunciato  gli  estorsori e che oggi sono sul lastrico  perché  le
  banche che prima pagavano adesso non pagano più.
   Vorrei  chiedere  al  Governo di vigilare e di  capire  perché  le
  aziende sequestrate e poi confiscate a imprenditori mafiosi vengono
  affidate   poi  alla  gestione  degli  amministratori   giudiziari,
  falliscono  perché  non hanno più nessun sostegno  da  parte  delle
  banche.
   Quando c'era la mafia la banca pagava, quando c'è l'amministratore
  nominato dal tribunale, la banca non paga più.
   E  allora  ci  sono fallimenti continui, persone  che  perdono  il
  posto,  un'economia  che si indebolisce e un  Governo  che  non  fa
  nulla.
   Signor  Presidente,  la invito, e so che lei è persona  di  grande
  determinazione  e di grande esperienza, ad evitare che  si  consumi
  anche  oggi  l'ennesimo  rituale del  documento  di  programmazione
  economico-finanziaria  come se fosse un fastidio  che  qualcuno  si
  deve  togliere perché deve andare avanti. O il Governo ci  dimostra
  che  questo  è  un documento che contiene le linee  strategiche  di
  sviluppo della Sicilia, e allora siamo pronti a ragionare, io  sono
  pronto  a discutere, sono pronto a emendarlo e sono pronto anche  a
  votare  l'ordine  del giorno finale o, se questo Governo  è  venuto
  qui, soltanto per presentarci la riedizione e la scopiazzatura  del
  documento dell'anno precedente,  vi dico che questo Parlamento  non
  è  disponibile a farsi offendere, né io, Signor Presidente, a farmi
  mortificare dall'ottimo lavoro di copia - incolla, perché questo  è
  il documento che il Governo sta presentando.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caputo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del
  Governo,  non mi attarderò a sottolineare l'assenza del  Presidente
  Crocetta e della gran parte degli assessori componenti la giunta di
  Governo.  Vorrei invece complimentarmi e plaudire a quelli presenti
  che  hanno ritenuto, spero volontariamente e non per avere ricevuto
  l'ordine  o il permesso di essere presenti, di contribuire  con  la
  loro presenza al dibattito che quest'Aula sta realizzando in queste
  ore.
   E' stato detto ed è stato anche ribadito: su quest'Aula, grava una
  sorta  di  consapevolezza circa l'inutilità di  quello  che  stiamo
  facendo.  Stiamo  discutendo  di  un  documento  di  programmazione
  economico-finanziaria  che  ha  due grandi  limiti,  direi  proprio
  genetici,  congeniti  e  che  sono, il primo,  l'avere  il  Governo
  chiesto  e  ottenuto  dalla maggioranza di  quest'Aula  l'esercizio
  provvisorio  fino  al  30  di aprile del 2013  e  quella  sorta  di
  snobismo che tutti hanno rispetto ai documenti di programmazione.
   Ma  che  cosa sarà mai la programmazione? In una Terra  e  per  un
  popolo che non è mai riuscito a programmare nulla. In una terra che
  ha  sempre vissuto alla giornata, inventandosi il proprio  destino,
  giorno  dopo  giorno,  un  documento di programmazione  che  non  è
  cogente, che non contiene nessuna norma che davvero vincoli  né  il
  Parlamento né il Governo.
   E,  quindi,  l'atteggiamento è quello di  chi  sta  formalmente  e
  ritualmente  proponendo argomentazioni - tanti  colleghi  lo  hanno
  fatto  anche con passione e con competenza - ma che non incideranno
  su  quello che è il corso degli eventi e sulle stesse decisioni del
  Governo.
   Il  Governo non si accorge, distratto com'è, che questo  documento
  di  programmazione economico-finanziaria 2013 - 2017 dovrebbe avere
  più  o  meno  la stessa vita, giorno più giorno meno, del  Governo,
  almeno  della  sua durata potenziale. E mi pare di poter  dire  che
  questo  termine  è  probabilmente sempre  più  vicino,  sempre  più
  realistico,  attesa la continua campagna acquisti  che  il  Governo
  continua  a  fare secondo uno stile che è tipicamente   sicilioto',
  secondo uno stile che è tipicamente della politica deleteria  della
  nostra Regione.
   Certo,  cambierà il Governo, probabilmente. Certo,  ci  saranno  i
  rimpasti.  Certo,  ci  sono tante domande, alle  quali  rispondere.
  Certo,  c'è tanto spazio da dovere consentire a qualcuno. E  allora
  consentiamo  agli  attuali assessori di  vivere  in  prima  persona
  questo Documento di programmazione economico-finanziaria.
   È  stato  detto, grigio, scialbo, senza una reale  anima,  con  un
  grande   assente,  la  grande  assente  di  questo   Documento   di
  programmazione economico-finanziaria è la Sicilia.
   Ed  è  la  grande assente di quest'Aula perché, tra i  riferimenti
  statistici  e  quelli dello scenario complessivo  internazionale  e
  nazionale,  togliendo  i primi e togliendo  i  secondi,  in  questo
  documento,  della  Sicilia non si parla.  La  Sicilia  con  i  suoi
  bisogni,  con  le  sue  attese, con le sue necessità,  con  le  sue
  esigenze, non c'è.
   E  lo  dice persino il Presidente della Commissione, il  quale  ha
  letto,  nella  scorsa seduta - quella di ieri sera -  la  relazione
  della  Commissione.  Ed  egli, che ne ha vissuti  tanti  di  questi
  momenti,  anche in epoche e in momenti diversi, non  può  che  dire
   dal  dibattito  sviluppatosi  in  Commissione  Bilancio,  si  sono
  evidenziati  una serie di elementi che ritengo vadano  maggiormente
  approfonditi da parte del Governo .
   È   come  dire  che,  fino  a  questo  momento,  il  Documento  di
  programmazione

         (Interruzione nell'erogazione dell'energia elettrica)

   PRESIDENTE. Sospendo, brevemente, la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore
                                18.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ioppolo,   per
  proseguire il suo intervento.

   IOPPOLO.   Signor  Presidente,  non  riparto  dall'inizio,  dicevo
  soltanto  che la stessa Commissione parlamentare, la II Commissione
  ha  ritenuto di dovere sottolineare, lo fa in più di uno  dei  suoi
  passaggi,  come  ci si aspetta ancora, da parte del  Governo,  ogni
  utile  e possibile integrazione per far sì che questo Documento  di
  programmazione economico-finanziaria non si limiti soltanto  ad  un
  report  economico-finanziario  sulla  situazione  data,  ma  sappia
  indicare  delle  linee strategiche, delle linee programmatiche  per
  ognuno dei settori della vita economica e della vita sociale  della
  nostra Regione.
   Manca  forse un dato a questo report, che è proprio quello  che  è
  stato  diramato  e diffuso stamattina sul rapporto  tra  il  debito
  pubblico ed il PIL che è ulteriormente aumentato fino al 127,30 per
  cento,  il che significa un ulteriore aumento rispetto al trimestre
  precedente  che aveva rassegnato ed un aumento rispetto ai  periodi
  precedenti, cioè una linea di tendenza che è  ormai costante e  che
  porta alla contrazione dei consumi, contrazione dei consumi che  in
  Sicilia è più grave che in ogni altra parte d'Italia.
   Ma  c'è  qualche  cosa  di  più, signor  Presidente  ed  onorevoli
  colleghi, le Commissioni di merito si sono riunite, seppur in tutta
  fretta,  la settimana scorsa per affrontare gli stralci di  propria
  competenza  e così ha fatto anche la Commissione sanità, la quale -
  unica forse tra le commissioni di merito,  ma so che anche le altre
  hanno  lavorato in maniera particolarmente intensa - grazie al  suo
  Presidente e, complessivamente, ad una clima di armonia costruttiva
  che  contraddistingue i lavori della VI Commissione,  ha  approvato
  degli  emendamenti  al DPEF e li ha approvati -  i  documenti,  gli
  emendamenti  ed i sub emendamenti - all'unanimità dei  presenti  in
  relazione  alla rimodulazione della rete ospedaliera, in  relazione
  alla  necessità, secondo il Governo, di accorpare i  laboratori  di
  analisi  cliniche,  in relazione a tutta un'altra  lunga  serie  di
  proposte  che  sono  pervenute  alla  Commissione,  ma  di   questi
  emendamenti  noi,  nel  Documento oggi in esame,  non  ne  troviamo
  traccia.
   Allora  mi  chiedo se al di là della cura nella scelta del  colore
  azzurro,  che è il colore della serenità psicologica,  non  vi  sia
  stata,  invece,  la  trascuratezza bislacca di  non  introdurre  ed
  inserire quanto dalla VI Commissione era stato deliberato o  se  vi
  è,   da  parte  del  Governo,  una  chiusura  netta  rispetto  agli
  emendamenti proposti e votati in Commissione.
   Signor  Presidente,  il  tema che le sto ponendo  non  è  un  tema
  strumentale,  formale o soltanto di carattere  metodologico,  è  un
  tema  di  carattere  sostanziale perché nel  momento  in  cui  ella
  metterà ai voti - sarà la prossima settimana, sarà il giorno in cui
  sarà deciso - il Documento che oggi abbiamo all'esame, noi dovremmo
  decidere  se votare questo documento con gli emendamenti  che  sono
  stati  approntati ed approvati dalle Commissioni di merito - e  qui
  io  parlo in particolare per la VI Commissione - oppure no,  e  non
  c'è  dubbio che questo refluirà anche, e soprattutto, sulla libertà
  di indirizzo di ogni singolo parlamentare.
   In  relazione  a tutti gli altri aspetti importanti e fondamentali
  della   vita  e  dell'economia  della  società  siciliana,   questo
  Documento non rappresenta alcuna linea di tendenza, non rappresenta
  alcuna strategia.
   E'   stato  detto  per  l'agricoltura,  per  l'industria,  per  il
  terziario,  per  la formazione professionale, per  la  sanità,  per
  tutti  quegli aspetti che, invece, dovrebbero rappresentare per  il
  Governo l'agenda e le priorità alle quali far fronte davanti ad una
  Sicilia sempre più nel disastro economico e che sta perdendo  anche
  il diritto a sperare che vi sia un Governo che si ponga dalla parte
  della  sofferenza,  dalla parte dell'emarginazione  sociale,  dalla
  parte  dei  più deboli, anziché proporre ad un'Aula particolarmente
  stanca  e  distratta un Documento che non incide  assolutamente  su
  nulla.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  spero
  di  contenere  il  mio  intervento nei tempi  regolamentari,  anche
  perché molti degli argomenti sono stati già ampiamente sviluppati e
  ripetere le argomentazioni non credo che giovi a nessuno.
   Volevo iniziare dalla relazione della Commissione per il Bilancio,
  perché  dalla  lettura  della stessa mi sono  reso  conto  di  aver
  partecipato,  forse, ai lavori della mia Commissione, ossia  quella
  per  il territorio e l'ambiente, senza aver capito di cosa stessimo
  parlando.
   Io   non  ritengo  che  il  parere  della  Commissione  sia  stato
  assolutamente   positivo   rispetto  al   Documento   programmatico
  presentato dal Governo, innanzitutto perché era stata rilevata  sia
  la    mancata   partecipazione   di   alcuni   membri   qualificati
  dell'esecutivo, sia la mancata osservanza dei termini che,  secondo
  l'articolo  73 bis, vengono concessi alle Commissioni  per  l'esame
  del Documento.
   La  decisione presa in Commissione - il Presidente se vuole  potrà
  smentirmi,  ma non credo che dovrebbe farlo - era di non  esprimere
  il parere, di rifiutarsi di dare parere.
   Leggo oggi nella relazione della Commissione Bilancio che, invece,
  il parere sarebbe stato positivo e personalmente chiedo chiarimenti
  su  questo, perché il senso dei lavori della Commissione è  proprio
  quello di determinare un qualcosa che alla fine deve costituire  il
  risultato  finale del dibattito svoltosi all'interno  della  stessa
  Commissione.
   E'  pur vero che abbiamo cercato di sfruttare la presenza dei  due
  assessori    che    ringrazio,   ed   essenzialmente    l'assessore
  Cartabellotta  che ci ha un po' illustrato, al di là delle  tabelle
  programmatiche  e  dei quadri riassuntivi  -  perché   poi,  mi  si
  perdoni,  ma a questo si è ridotto il nostro programma di  sviluppo
  economico-finanziario - abbiamo rilevato non tanto e  non  solo  la
  mancanza  di  qualsiasi riferimento alla portualità  turistica,  ma
  siamo  partiti proprio dall'assenza di programmazione di  qualsiasi
  tipo  di attività portuale e quindi di attività portuale turistica,
  poi ancora la carenza sulle infrastrutture.
   Onorevole  Vinciullo, lei ha ragione perché le somme cui accennava
  riguardano  esclusivamente  la  Siracusa-Gela  e  precisamente  non
  garantiscono  nemmeno il completamento di quei  tre  lotti,  ma,  è
  stato  riconosciuto dallo stesso assessore presente, solo dei primi
  due,  mentre  per  il  terzo  si dovrà  ricorrere  a  chissà  quali
  ulteriori finanziamenti.

   VINCIULLO.  ..erano assolutamente impreparati.

   ASSENZA.   Abbiamo  dovuto,  anche,  rilevare   la   mancanza   di
  riferimento   alla  viabilità  di supporto  agli  aeroporti  e,  in
  particolare,  all'aeroporto di Comiso sul quale prossimo  avvio  si
  puntano  le  speranze della Sicilia sud-orientale ed abbiamo  visto
  come  sia  prevista  una  somma assolutamente  insufficiente  ed  è
  previsto,  con  l'asterisco, che le somme future  saranno  reperite
  dalla  programmazione dal 2014 al 2020, ossia   campa  cavallo  che
  l'erba  cresce  , cioè nulla di assolutamente concreto,  rischiando
  di  vanificare,  quindi, l'apertura di un'opera essenziale  per  lo
  sviluppo della nostra Regione, per la mancata previsione di  quelle
  che sono le opere indispensabili di sostegno quali la viabilità per
  l'accesso.
   Abbiamo  evidenziato  l'assoluta mancanza  di  previsione  per  lo
  sviluppo  turistico, di valorizzazione dei beni culturali e  quanto
  altro.
   Del  resto,  non sono critiche da oppositori tout court,  ma  sono
  critiche  che ad un'attenta lettura fanno gli stessi uffici,  basta
  leggere  la  relazione del Servizio del Bilancio e  che  la  stessa
  Commissione  Bilancio fa propria nella analitica  relazione  finale
  del  Presidente Dina dove, con molto garbo, per la verità,  ma  con
  altrettanta  crudezza, è detto chiaramente che questo Documento  di
  programmazione     economico-    finanziaria    è     assolutamente
  insufficiente.
   Signor   Presidente,   volevo  concludere  rispettando   i   tempi
  assegnati,  con  una frase riportata nelle linee strategiche,  anzi
   prime linee strategiche  pagina 47, perché non bastava che il buon
  Presidente Crocetta ci deliziasse, alla vigilia di Natale,  con  il
  programma  della sua attività di Governo rileggendosi, in  maniera,
  tra l'altro, sbagliata, il suo programma elettorale, ma se voi fate
  riferimento   a  questo  Documento  di  programmazione   economico-
  finanziario  vedrete che anche in questo caso vi  è  il  rinvio  al
  programma elettorale.
   Siamo  arrivati  a questo: il programma economico finanziario  che
  dovrebbe costituire la chiave di volta dello sviluppo siciliano per
  questa legislatura, viene ad essere ridotto ad un mero rinvio  alla
  strategia elettorale. Pagina 47:  per cogliere le sfide competitive
  e la ragione di fronte pure in un contesto di finanza pubblica così
  restrittivo  che  impone  di operare delle  scelte  che  portano  a
  concentrarsi  su  precise priorità, non si può  rinunciare  ad  una
  strategia di ampio respiro .
   Quale  è  questa  strategia di ampio respiro? E' la  strategia  da
  ultimo  illustrata dal Presidente della Regione Siciliana  nel  suo
  discorso  programmatico  svolto  il  24  dicembre  2012  di  fronte
  all'Assemblea  regionale siciliana; questo discorso  programmatico,
  ve  lo  ricorderete tutti, è stato la lettura sbagliata e distratta
  del programma elettorale.
   Siamo arrivati a questo, rileggere per la terza volta il programma
  elettorale   scambiandolo  per  un  Documento   di   programmazione
  economica
   Credo  che questa sia una offesa grave alla dignità del Parlamento
  siciliano.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Asero. Non essendo
  presente  in  Aula  decade dall'iscrizione. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  oggi,
  in  merito alla questione del Documento di programmazione economica
  e  finanziaria,  che  sicuramente è  un  documento  strategicamente
  importante,  che riguarda le linee di sviluppo pluriennali  che  la
  Regione  indica  e  che  dovrà perseguire, segue  una  trattazione,
  seppur  breve, nelle Commissioni ed oggi una discussione in Aula  e
  arriva  in  un  momento di sicura difficoltà delle  casse  e  delle
  economie non solo regionali, nazionali, ma possiamo dire europee  e
  del mondo intero e arriva anche in un momento in cui far quadrare i
  conti è certamente difficile.
   Faccio  esercizio di formazione personale in merito anche a questo
  tipo di provvedimento che, come sappiamo, è strategico e funzionale
  a  ciò  che il Governo intenderà svolgere nei prossimi anni  e  nel
  farlo faccio anche esercizio di memoria personale nel ricordare che
  la legge che istituisce il Documento di programmazione economica  e
  finanziaria, la legge regionale numero 10 del 1999, all'articolo  2
  indica  cosa  deve  esplicitamente valutare e quali  processi  deve
  guidare questo documento e qui si parla di obiettivi macroeconomici
  e, in particolare, di quelli riguardanti lo sviluppo del reddito  e
  dell'occupazione, degli obiettivi coerenti con le previsioni  prima
  citate, riduzione del fabbisogno complessivo, in particolare  delle
  spese  correnti  della  Regione,  delle  aziende  e  delle  società
  partecipate della stessa.
   Durante la trattazione di questo primo Documento di programmazione
  economico-finanziaria  non  ritrovo  nulla  di  ciò  che  la  legge
  regionale  prevede:  non  vedo obiettivi macroeconomici,  non  vedo
  indicazioni  e linee dello sviluppo, non intravedo i  metodi  e  le
  direttive per mezzo delle quali questo Governo si impegna a ridurre
  la spesa corrente e, quindi, ho cercato di comprendere l'utilità di
  questo  Documento  che  si riduce, purtroppo,  all'ennesima  brutta
  figura che questo Governo sta iniziando a collezionare.
   Brutta figura perché nel  capitolo inerente la legge di stabilità,
  che abbiamo avuto modo di leggere, l'uso del condizionale è abusato
  soprattutto quando si tratta di numeri e di economie: potrebbe,  si
  potrà, forse, e non penso che sia adeguato alla trattazione  di  un
  Documento economico finanziario.
   Così  come  allo stesso modo, a pagina 27, si fa riferimento  alla
  cosiddetta   spending  review , termine che ormai  ha  inondato  le
  cronache  quotidiane,  una  spending  review  annunciata  anche  in
  quest'Aula  nell'ormai famigerata Assemblea del 24 dicembre  quando
  il  Presidente Crocetta ha annunciato le comunicazioni urgenti  che
  andavano effettuate proprio alla vigilia di Natale per enunciare, e
  qui  siamo  alla prova dei fatti, il famoso miliardo  di  riduzione
  delle spese, dove, miracolosamente, si riducono le spese, ma non si
  intacca  il  sociale, dove si è autonomisti, ma non  si  parla  dei
  problemi inerenti i rapporti tra Stato e Regioni, dove si riesce ad
  essere dottor Jekill e mister Hide.
   Oggi,  nel  Documento di Programmazione economico-finanziaria  non
  troviamo nessun riferimento su cosa andrà a intaccare questo taglio
  di  un  miliardo di euro e poi va fatto un riferimento ad un tratto
  importante  e fondamentale di questo DPEF, ossia di tutto  ciò  che
  concerne  la  trattativa fondamentale che si è aperta tra  Stato  e
  Regione.
   Oggi  apprendiamo  anche  dalle  pagine  dei  quotidiani  che   il
  Presidente  Crocetta nell'ormai esercizio quotidiano di  interviste
  show,  dichiara  di  aver  fondato  un  Partito  che  si  definisce
  autonomista, ma veda, assessore Bianchi e Presidente Crocetta,  noi
  non rinveniamo in questo Documento nessun riferimento alla tematica
  delle  tematiche, che occuperà in questi anni e che  sarà  il  nodo
  centrale dell'economia di questa Regione, che è il contenzioso  che
  si  è  aperto tra Stato e Regioni in merito all'applicazione  degli
  articoli  36,  37 e 38 dello Statuto, che riguarda  il  federalismo
  fiscale,  quindi  la  legge 42 del 2009, e che sono  tematiche  che
  oggi,  in  un periodo di tagli, sanciscono di fatto e riguarderanno
  il futuro che questa Regione si darà.
   Ma,  allora,  chiedo al Presidente Crocetta, in questa  Assemblea,
  cosa  vuol  dire essere un Presidente autonomista se non affrontare
  col   primo   Documento  di  programmazione  economico-finanziaria,
  proprio  nel  nodo centrale dello Statuto, le tematiche economiche.
  Cosa  vuol  dire  se  questo non viene fatto  nel  primo  Documento
  ufficiale che questo Governo porta in Aula.
   Mi  rendo  conto e mi do una risposta, che purtroppo il Presidente
  Crocetta ci sta abituando o meglio sta abituandosi - certamente noi
  non  ci  abitueremo  a questo esercizio - a fare  annunci  show,  a
  essere  tutto  il  contrario  di  tutto,  a  essere  autonomista  e
  centralista, a essere niente alla fine.
   Questo è il rischio grave che sta correndo.
   Anche in merito alle dichiarazioni di oggi, nell'intervista a  cui
  facevo  riferimento,  dove  dichiara appunto  di  aver  fondato  un
  partito  realmente  autonomista  e  dove  dichiara  anche  che   le
  precedenti   esperienze   autonomistiche  sono   semplicemente   da
  addebitare  soltanto  all'estrema  destra  o  alla  mafia,  quindi,
  facendo  riferimento  a  queste due esperienze,  rispondo  al  caro
  Presidente Crocetta che un'esperienza autonomista vi è stata e che,
  ingenerosamente,  viene  criticata in  questo  Documento  ma,  allo
  stesso   tempo,  rimarcando  come  sempre  lo  stile   del   nostro
  Presidente, riesce ad essere contraddittorio nello stesso Documento
  di  programmazione  economico finanziaria ed invito  i  colleghi  a
  prendere pagina 60 e a visionare la tabella A 2.9  Andamento  della
  spesa .
   Ebbene,  caro Presidente Crocetta, il Governo autonomista  che  in
  questa  Regione c'è stato e che non è da ascrivere né  alla  storia
  della  destra  né tanto meno a quello della mafia, è  riuscito  dal
  2001 a ridurre o, meglio, a contenere la spesa in quindici miliardi
  di  euro, trattenendola nel 2012 allo stesso livello, quando  aveva
  sfiorato  i  venti miliardi nel 2008 e, allo stesso  tempo,  voglio
  sottolineare come nel 2001 le spese in conto capitale erano di  sei
  miliardi per investimenti e oggi sono dieci miliardi.
   Il  Governo autonomista, che non era da addebitare alla  destra  o
  alla mafia, ha cambiato la storia anche economica di questa Regione
  ed invito caldamente l'assessore Bianchi e il Presidente Crocetta a
  essere   più   attenti  e,  soprattutto,  consequenziali   con   le
  dichiarazioni  che si fanno in Aula e nelle interviste  televisive.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Leanza,  Gucciardi
  e  Cordaro,  che sono presidenti di gruppi parlamentari.  Se  siamo
  d'accordo,  darei  la parola all'assessore Bianchi  e  rinvierei  a
  martedì  prossimo, limitando gli interventi alle  dichiarazioni  di
  voto  con  i  presidenti  di gruppi parlamentari  e,  laddove  sono
  intervenuti i capigruppo, un parlamentare per gruppo.
   Ha  facoltà  di parlare l'assessore Bianchi che, per  obiettività,
  devo  dire  che  è  uno dei più presenti e che  mantiene   rapporti
  continui con l'Assemblea.

   MUSUMECI. Anche l'assessore Cartabellotta.

   BIANCHI,  assessore  per l'economia. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  intanto  ho  apprezzato molto  il  dibattito  odierno  e
  soprattutto il dibattito avvenuto in Commissione e, con riferimento
  al  Documento di programmazione economico-finanziaria  che  abbiamo
  presentato,  esprimo  sostanzialmente  un  apprezzamento   per   la
  relazione svolta dalla Commissione Bilancio che, credo, identifichi
  gli elementi qualificanti del nostro documento.
   Il  Documento  presenta una scelta di campo  iniziale  importante,
  credo,  che è la scelta di una piena trasparenza dei numeri  e  dei
  dati.
   Noi  abbiamo  presentato con assoluta chiarezza qual  è  lo  stato
  attuale dell'economia siciliana.
   Abbiamo dato contezza di una crisi economica che, come sapete,  ha
  colpito   l'intero  Paese  in  maniera  molto  rilevante,   ma   in
  particolare  le  regioni del Mezzogiorno e, devo  dire,  in  questa
  congiuntura  la  Sicilia ha pagato forte, non solo una  congiuntura
  internazionale  particolarmente negativa, ma  anche  un  quadro  di
  finanza pubblica molto restrittivo.
   I  dati  che  presentiamo danno conto ancora di un 2012 fortemente
  recessivo, di un 2013 che, in termini tendenziali, presenta  ancora
  un   dato  di  recessione  e  soltanto  dal  2014  in  poi  abbiamo
  sostanzialmente un assestamento della dinamica economica.
   L'operazione  verità  sui  dati che  abbiamo  fatto  non  riguarda
  soltanto i dati economici, ma noi abbiamo presentato con chiarezza,
  credo, anche un quadro della difficile situazione della Regione che
  dovrà  fare conto, soprattutto nel prossimo anno, di una  ulteriore
  riduzione nei trasferimenti.
   Mi  preme  sottolineare, anche riguardo a molte osservazioni  oggi
  emerse  nel corso del dibattito che il Documento non è un programma
  di Governo, onorevoli deputati, non è neanche un libro dei sogni di
  quello che faremo.
   Noi  abbiamo interpretato alla lettera qual è lo spirito di  avere
  un  Documento  simile, cioè un Documento che  deve  evidenziare  il
  quadro     della     coerenza    programmatica     macro-economica,
  tradizionalmente  forse  eravate  abituati  a  documenti   diversi,
  documenti  ridondanti pieni di pagine descrittive  in  cui  appunto
  venivano   trattati  tutti  i  temi  con  10  righe  che  potessero
  dimostrare che erano presenti nel Documento.
   Noi,  invece, abbiamo fatto una scelta completamente diversa  che,
  mi  spiace che non sia stata colta e compresa da tutti quanti, cioè
  concentrarci  sulle  variabili  macro-economiche,  sulla   coerenza
  programmatica dei dati.
   Quello  che  a  voi è apparso, e sono contento che  nel  documento
  della   Commissione   Bilancio  venga  richiamato,   un   Documento
  sostanzialmente debole, forse non vi siete accorti che è invece  un
  Documento che presenta uno spostamento di risorse rilevantissimo.
   Questo  Documento di programmazione economico-finanziaria  prevede
  la   movimentazione  e  valuta  gli  effetti  macro  economici   di
  importantissimi post finanziari.
   Noi abbiamo mostrato in questo Documento interventi che riguardano
  la spesa corrente, la spesa complessiva della Regione, che riguarda
  un  taglio di 1,4 miliardi di euro che rappresenta la riduzione dei
  margini  del Patto di stabilità derivanti dalla manovra finanziaria
  nazionale.
   In  questo  Documento viene delineato - con i numeri e  forse  con
  molte meno parole di quanto è successo nel passato - quali sono gli
  obiettivi  programmatici che decidiamo sulla spesa corrente,  sulla
  spesa  in conto capitale, in maniera tale da tenere conto di questi
  importanti  restrizioni  di carattere finanziario  derivanti  dalle
  leggi  nazionali,  dal quadro di finanzia pubblica  restrittiva  di
  carattere nazionale.
   Ricordate che già nel bilancio 2013 le abbiamo depositate; abbiamo
  presentato per singolo capitolo di bilancio come questo ricada  sui
  singoli capitoli di spesa.
   Quindi,  un  intervento tutt'altro che tradizionale, un  documento
  importante,  io  credo  pieno  di significato  -  poi,  può  essere
  condiviso  o meno - proprio perché va dritto al cuore del problema,
  va   dritto  a  verificare  la  compatibilità  macro  economica   e
  finanziaria delle singole voci di spesa.
   Sulla  parte  dello  sviluppo, probabilmente  mancano  un  po'  di
  descrizioni puntuali su singole politiche, ma c'è molto di più. C'è
  una programmazione complessiva che vale circa 7,4 miliardi di euro;
  si verifica l'impatto macro economico e la destinazione della spesa
  per  circa  7,4  miliardi  di  euro che rappresentano,  come  detto
  giustamente in questo dibattito, le spese complessive, ed è l'unica
  voce importante di spesa per lo sviluppo che avremmo a disposizione
  nei  prossimi anni e che si articola - come sapete - in tre  grandi
  componenti: i fondi strutturali, il piano di azione e coesione,  su
  cui  tornerò  in seguito, e il FAS o Fondo di sviluppo e  coesione,
  come ora si chiama.
   Nonostante  la sinteticità dei dati presentati, come vedete,  sono
  contenute    all'interno   del   Documento    tabelle    abbastanza
  rappresentative e molto interessanti, che danno la linea strategica
  che  intenderemo  perseguire nei prossimi anni,  che  ribadisco,  è
  stata  riconosciuta dai lavori in Commissione, con una  credibilità
  anche nelle previsioni macro economiche.
   Noi  diciamo che abbiamo questo flusso di risorse, spieghiamo come
  lo   spenderemo  e  valutiamo  quale  può  essere  l'impatto  macro
  economico   sulla  crescita  economica  delle  regioni  di   questi
  componenti di spesa
   Se   noi  spenderemo  le  risorse  disponibili  secondo  gli  assi
  prioritari  di  intervento - è lì la scelta politica rilevante  che
  abbiamo  definito  nel  DPEF  -  non faremo  grandissimi  salti  di
  crescita.  Non è un programma elettorale che diciamo che cresceremo
  al  2  al  3  per cento, noi diciamo che grazie a questi interventi
  così  ripartiti  e così programmati, potremmo, ad esempio  già  nel
  2013,  non  essere  più  in  recessione,  se  le  previsioni  macro
  economiche  nazionali sostanzialmente si mantengono, noi riusciremo
  a  trasformare quel meno 0,5 per cento previsto per il 2013  in  un
  modesto 0,1 per cento.
   Noi  ci  assumiamo  l'impegno di riuscire ad  accelerare  un  dato
  tendenziale  di  circa 6 decimi di punto, ovviamente  insufficiente
  rispetto alle necessità della Regione, ma credo che sia un  impegno
  programmatico rilevante, importante, questo che fanno  i  Documenti
  di  Programmazione Economica e Finanziaria di carattere  nazionale,
  danno  il  quadro macro economico, indicano gli obiettivi, indicano
  gli  strumenti  e  prevedono quale può essere l'impatto  di  questi
  strumenti, non si dilungano in descrizioni puntuali che poi saranno
  dell'azione che faranno i singoli assessorati nella loro azione.
   E  poi,  nel 2014 potremmo finalmente dire che siamo usciti  anche
  dalla stagnazione e probabilmente noi stimiamo un tasso di crescita
  che potrebbe essere intorno all'1,1%, 1,2% e ugualmente confermarlo
  nel 2015.
   Quindi,  diciamo un quadro delle compatibilità finanziarie  a  cui
  sono legate anche le previsioni di entrata e di spesa: questo è  il
  compito principale del DPEF.
   Siete  tutti troppo esperti perché io vi debba leggere come  viene
  definito  enorme  il DPEF, cioè il DPEF definisce il  quadro  macro
  economico tendenziale e programmatico di medio periodo e la manovra
  di  finanza  pubblica necessaria al conseguimento  degli  obiettivi
  fissati   dal   Governo  per  il  periodo  compreso  nel   bilancio
  pluriennale  e questo è il compito sostanziale. Avremmo  poi  mille
  occasioni  per  discutere  dei  singoli  interventi  previsti,   ma
  nonostante ciò - come dicevo - nella parte sviluppo, innanzi  tutto
  nella parte di riqualificazione dei conti pubblici, vi abbiamo  già
  dato  conto,  in termini di approvazione del bilancio  2013,  della
  operazione che abbiamo fatto di revisione e di riqualificazione dei
  conti pubblici, eliminando delle voci di entrata che noi ritenevamo
  poco credibili e, nonostante ciò, abbiamo previsto un bilancio 2013
  che   prevede  il  pareggio,  tenendo  conto  della  riduzione   di
  trasferimenti di finanza pubblica.
   Abbiamo  già  identificato quali saranno i  tavoli  importanti  di
  carattere  nazionale su cui discuteremo la revisione del  patto  di
  stabilità,   l'adesione  al  patto  di  stabilità   verticale   che
  permetterà  di cedere spazi di spesa saldi ai Comuni  regionali  da
  parte  della  Regione,  in cambio di risorse che  provengono  dallo
  Stato nazionale, e ci stupiamo che negli scorsi anni la Regione non
  avesse aderito al patto di stabilità verticale.
   Ma  poi abbiamo definito, con precisione, quali sono i termini, la
  riprogrammazione che facciamo e le risorse importanti  che  abbiamo
  per la crescita e lo sviluppo.
   Qui  non  mi voglio dilungare ulteriormente, però si è  più  volte
  fatto  riferimento  non solo all'operazione che stiamo  facendo  di
  riprogrammazione dei fondi comunitari, ma anche all'operazione  che
  abbiamo fatto e che rivendichiamo sul piano di azione e coesione.
   Avendo  noi  aderito  al  piano  di  azione  e  coesione,  abbiamo
  permesso,  cosa  assolutamente  non  irrilevante,  di  evitare   il
  disimpegno della spesa dei fondi strutturali.
   I  ritardi accumulati negli ultimi anni, in termini di spesa,  dei
  fondi  strutturali, avrebbero necessariamente portato a una perdita
  netta  di risorse da parte della Regione Sicilia; noi, aderendo  al
  piano  d'azione  e  coesione,  prevedendo  l'abbassamento  del  co-
  finanziamento  nazionale  dal  50%  al  25%,  abbiamo  permesso  di
  liberare 1,6 miliardi di euro di risorse che probabilmente in larga
  misura   sarebbero   andate  perse,  e  sono  state   riprogrammate
  all'interno  del  piano d'azione e coesione, con una  modalità  che
  vede  una  cabina  regia congiunta Regione, Governo  e  Commissione
  Europea,  e  che  ha  permesso di riprogrammare queste  risorse  su
  interventi che tengono conto della importante fase di recessione in
  cui è coinvolta la Regione Sicilia.
   Ci  è  molto  dispiaciuto delle osservazioni della  V  Commissione
  legislativa,  che  probabilmente tengono conto di  una  descrizione
  troppo sintetica degli interventi previsti, ma vi invito ancora una
  volta a vedere le tabelle del DPEF. La riprogrammazione di azione e
  coesione   ci  permette,  ad  esempio,  di  riprogrammare   risorse
  importanti su interventi che sono, a nostro avviso, più velocemente
  attivabili  e  che quindi possono rispondere in maniera  molto  più
  rapida alla fase recessiva, riattivando quella domanda interna  che
  è  stata  fortemente stagnante o addirittura calante  negli  ultimi
  anni.
   Citavamo   delle  politiche  del  lavoro.  Noi  abbiamo   previsto
  interventi  per  le agevolazioni fiscali in de minimis  nelle  zone
  franche urbane. Questo non è soltanto l'intervento per attivare  un
  po' di microimprenditorialità in alcune aree urbane particolarmente
  difficili,  ma  è  anche  una risposta immediata  alla  domanda  di
  lavoro, di coinvolgimento del processo produttivo di tanti ragazzi,
  di  tanti  giovani, che magari possono aprire piccole  attività  in
  queste  aree.  Quindi è contemporaneamente un intervento  a  favore
  dell'occupazione  giovanile e contro  il  degrado  di  alcune  aree
  importanti.
   Abbiamo rifinanziato il credito di imposta per investimenti e  per
  l'occupazione con 40 milioni di euro. Abbiamo appostato 144 milioni
  di  euro  per  le misure di tutela dell'occupazione e le  politiche
  attive del lavoro. Nelle tabelle sono previste molte cose, ci  sono
  molti interventi definiti e quantificati e probabilmente molto poco
  raccontati.  Diciamo che abbiamo preferito il conto delle  cose  al
  racconto delle cose, perché troppe volte ai racconti non hanno  mai
  fatto seguito interventi reali.
   Non  è  dalla  dimensione  del DPEF che si  può  valutare  la  sua
  congruità alle esigenze regionali.
   E  per  continuare  abbiamo previsto anche  interventi  richiamati
  dall'onorevole  Vinciullo per l'aiuto a persone e  a  famiglie  con
  elevato  disagio sociale, come per esempio rifinanziare  la  social
  card   nei   comuni  della  Regione  siciliana.  Abbiamo   previsto
  interventi per la bonifica del territorio, e anche se più volte  si
  è   detto  che  non  abbiamo  parlato  a  sufficienza  del  rischio
  idrogeologico,  ci  sono  70 milioni di euro  nel  piano  azione  e
  coesione posti su questo intervento.
   Si  è  parlato di edilizia scolastica, e sono vari i  capitoli  di
  spesa  che a ciò fanno riferimento. Abbiamo un stanziamento di  105
  milioni di euro ed in più si aggiunge un altro stanziamento proprio
  del  piano  azione  e  coesione. C'è un  intervento  specifico  per
  l'istruzione tecnica e professionale di qualità.
   Insomma,  ci  sono  molte cose dentro le tabelle,  che  vuol  dire
  numeri, vuol dire stanziamenti, vuol dire interventi.
   Questa  è  la strategia che abbiamo posto in essere. Io credo  che
  questo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, pur con
  i limiti meritabili di qualunque documento, che ovviamente è sempre
  meritevole    di   aggiornamento,   meritevole   di   integrazioni,
  rappresenti veramente quello che, almeno nella nostra impostazione,
  doveva  essere:  un  quadro  di  riferimento  programmatico   macro
  economico,  che  però  non  trascura l'identificazione  di  singoli
  interventi di spesa.
   Non  troverete,  come  negli  altri  anni,  descrizioni  lunghe  e
  puntuali,  troverete una serie di interventi che ci permetterà,  se
  messi  in atto - e su questo c'è l'impegno del Governo - di cercare
  e di rispondere alle tantissime esigenze di lavoro, di affermazione
  professionale, di trovare soprattutto una occupazione per  i  tanti
  giovani laureati, diplomati di questa Regione, che troppo spesso se
  ne  devono andare in altre aree a mettere a frutto quello che hanno
  imparato,  e quindi si tratta di una tavola, di un'impostazione  di
  lavoro,  che  a  questo  punto deve trovare  negli  interventi  che
  metteremo in atto nei prossimi mesi una ricaduta effettiva.
   Ma  vi  invito a riguardare con attenzione il quadro  di  coerenza
  programmatica, che credo rappresenti un elemento di trasparenza  e,
  in  qualche  misura,  anche una traccia che potrà  portare  ad  una
  impostazione  del  lavoro  che stiamo ponendo  in  atto  in  questo
  periodo  e  nei prossimi mesi e rispetto al quale, ovviamente,  noi
  crediamo che dal confronto con l'Assemblea non possa che provenirne
  un ulteriore arricchimento e accentuazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come stabilito, l'Aula  verrà
  rinviata  a  martedì prossimo per il seguito della discussione  del
  Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2013-
  2017.  In quella sede, è noto a tutti ma lo voglio ribadire, saremo
  chiamati a votare l'ordine del giorno.
   Ricordo  che  è sulla base dell'ordine del giorno che si  potranno
  eventualmente  presentare  emendamenti ed  integrazioni,  e  questo
  anche  sulla  base  delle  considerazioni svolte  brillantemente  e
  autorevolmente da parte dell'onorevole Ioppolo.
   Inoltre,  all'ordine  del  giorno  della  prossima  seduta   verrà
  inserito anche un ordine del giorno con il quale si invita l'Aula a
  determinarsi per la costituzione della Commissione Antimafia.
   A   tal  proposito  -  ma  arriverà  la  giusta  comunicazione   -
  preannuncio  la  convocazione della Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari per martedì 29 gennaio 2013, alle ore 11.00, al
  fine   di   determinarci  sia  sulla  questione  della  Commissione
  Antimafia sia sull'eventuale integrazione del calendario dei lavori
  che  già  era  stato programmato, sulla base di nuove esigenze  che
  eventualmente  emergono, emergeranno, o che già sono  emerse,  come
  per esempio la questione delle Province.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a martedì,  29  gennaio
  2013, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II  -  Seguito  della discussione del Documento di  programmazione
  economico-finanziaria per gli anni 2013-2017

      Relatore: on. Dina

   III  -  Comunicazioni del Presidente in ordine  alla  costituzione
  della  Commissione  parlamentare  di  inchiesta  e  vigilanza   sul
  fenomeno della mafia in Sicilia.

                   La seduta è tolta alle ore 18.47

                     DAL  SERVIZIO  LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
                    Capo dell'Ufficio dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli