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Resoconto d'Aula della Seduta n. 170 di mercoledì 09 luglio 2014
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   Presidenza del vicepresidente Venturino


   BARBAGALLO,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
  votazioni  mediante procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.

   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica del  numero
  legale  (art.  85) ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Lo  Sciuto,  Panarello,
  Ioppolo,  Cancelleri, Mangiacavallo, Ciaccio,  Trizzino,  Vullo  e
  Tamajo hanno chiesto congedo per oggi.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione
  Pubblica

   N.  721 - Chiarimenti circa l'assunzione di 97 assistenti tecnici
  restauratori nei ruoli  dell'Amministrazione regionale.
   Firmatario: Raia Concetta (Con nota prot. n. 3660 del 24  ottobre
  2013,  l'Assessore  per i beni culturali ha  eccepito  la  propria
  incompetenza. - Con nota prot. n. 25185/IN.16 del 27  maggio  2014
  il  Presidente  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  le
  autonomie locali).

   N.  744  - Rapida definizione del reclutamento di cui al concorso
  pubblico a 97 posti di assistente  tecnico restauratore nei  ruoli
  dell'Amministrazione regionale.
   Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Assenza Giorgio;  Falcone
  Marco;  Vinciullo  Vincenzo (Con nota  prot.  n.  32969/IN.16  del
  3/07/2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
  le autonomie locali e la funzione pubblica).

   -  da  parte  dell'Assessore per l'Energia e i  Servizi  Pubblica
  Utilità

   N. 753 - Notizie sui fondi CIPE stanziati per la realizzazione di
  opere di fognatura e depurazione in provincia di Catania.
   Firmatari:   Palmeri   Valentina;  Ciancio  Gianina;   Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio;  Ciaccio
  Giorgio;   Zafarana  Valentina;  Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La
  Rocca  Claudia;  Zito Stefano (Con nota prot. n. 4158/GAB  del  25
  settembre  2013,  l'Assessore per il  territorio  ha  eccepito  la
  propria  incompetenza.  - Con nota prot.  n.  23146/IN.16  del  15
  maggio  2014  il Presidente della Regione ha delegato  l'Assessore
  regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità).
   N. 888 - Notizie sull'ampliamento del depuratore di Agrigento.
   Firmatario:  Fontana Vincenzo (Con nota prot. n. 24293/IN.16  del
  21 maggio 2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
  regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità).

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
  di legge:

   Norme per l'organizzazione sistematica della cura, riabilitazione
  e la prevenzione del gioco d'azzardo patologico (G.A.P.). (n. 786)
   di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Coltraro in
  data 2 luglio 2014.

   -  Norme  per  la  promozione, il sostegno e  lo  sviluppo  delle
  cooperative di comunità nel territorio siciliano. (n. 787)
   di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cancelleri,  Cappello, Mangiacavallo, Ferreri,  Palmeri,  Ciaccio,
  Ciancio, La Rocca, Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana  e  Zito
  in data 7 luglio 2014.

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
                    legge alla competente Commissione

   PRESIDENTE.  Comunico  il disegno di legge presentato  e  inviato
  alla Commissione:

                    BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)

   -   Approvazione  del  rendiconto  generale  della  Regione   per
  l'esercizio finanziario 2013. (n. 788)
   di  iniziativa governativa, presentato il 7 luglio 2014 e inviato
  il 7 luglio 2014.

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                              Commissione

   PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge inviato alla  competente
  Commissione:

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Norme per l'assistenza ai malati di sindrome fibromialgica. (n.
  775)
   di iniziativa parlamentare, inviato il 7 luglio 2014.

     Comunicazione di riassegnazione congiunta di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  la riassegnazione congiunta  del  seguente
  disegno di legge:

         AFFARI ISTITUZIONALI (I) - AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   - Disposizioni in materia di semplificazione ed accelerazione dei
  procedimenti amministrativi al fine di agevolare lo sviluppo socio-
  economico. "Modifiche alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
  successive modifiche ed integrazioni". (n. 612)
   di iniziativa governativa, inviato il 2 luglio 2014, parere III e
  V.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   PRESIDENTE. Comunico che:

   -  l'onorevole  Michele Cimino, con nota prot. n. 6954/SG.LEG.PG.
  del  26  giugno  2014, ha chiesto di apporre la propria  firma  al
  disegno di legge n. 684 "Disposizioni urgenti per la tutela  e  la
  valorizzazione del patrimonio culturale siciliano";

      -   l'onorevole   Giuseppe  Federico,  con   nota   prot.   n.
  7240/SG.LEG.PG.  del  3  luglio 2014, ha  chiesto  di  apporre  la
  propria firma al disegno di legge n. 773 "Modifiche e integrazioni
  alla  legge  regionale  1 settembre 1997,  n.  33  'Norme  per  la
  protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica  e  per
  la  regolamentazione del prelievo venatorio. Disposizioni  per  il
  settore agricolo e forestale', alla legge regionale 6 maggio 1981,
  n.   98   e   successive  modifiche  e  integrazioni  'Norme   per
  l'istituzione  nella  Regione  siciliana  di  parchi   e   riserve
  naturali' e alla legge regionale 14 novembre 2008, n. 12 'Norme di
  controllo    del   sovrappopolamento   di   fauna   selvatica    o
  inselvatichita in aree naturali protette'".

              Comunicazione di ritiro di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gianni Giuseppe,  con  nota
  prot.  n.  7410/SG.LEG.PG.  dell'8 luglio  2014,  ha  ritirato  il
  disegno  di  legge  n. 785 "Norma in materia di  salvaguardia  dei
  livelli  occupazionali  nel  settore  di  gestione  integrata  dei
  rifiuti", presentato in data 30 giugno 2014.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Commissione legislativa  'Cultura,
  formazione  e lavoro' (V), nella seduta n. 169 del 2 luglio  2014,
  ha  approvato la risoluzione "Indirizzo in materia di cantieri  di
  servizio"  (22/V).

        Comunicazioni pervenute da parte della Corte dei Conti

   PRESIDENTE. Comunico che nell'udienza del 3 luglio 2014 la  Corte
  dei Conti, Sezioni riunite per la Regione siciliana, ha deliberato
  in ordine alla parificazione del rendiconto generale della Regione
  siciliana relativo all'esercizio finanziario 2013.
   Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione   è
  disponibile presso l'archivio del Servizio Commissioni.

   Comunico  che  la  Corte dei conti - Sezione  delle  Autonomie  -
  Funzione  di  referto al Parlamento - in data 19  giugno  2014  ha
  trasmesso   copia   della  deliberazione  n.   15/SEZ/AUT/2014/FRG
  concernente gli organismi partecipati degli enti territoriali.

   Copia  della  delibera  è  stata  trasmessa  alla  I  e  alla  II
  Commissione  parlamentare ed è disponibile presso  l'archivio  del
  Servizio Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stata  presentata   la   seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

   N. 2096 - Notizie relative alla situazione della società Terme di
  Sciacca s.p.a.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Firetto Calogero.
   Avverto  che  la  interrogazione  testé  annunziata  sarà   posta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta in Commissione:

   N.  2094  -  Chiarimenti  circa il contenimento  degli  oneri  di
  locazione della sede di Riscossione Sicilia s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatario: Ferrandelli Fabrizio

   N.  2102  -  Interventi  finalizzati ad assicurare  una  migliore
  gestione del Parco dell'Etna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatario: Raia Concetta

   N.   2103  -  Chiarimenti  riguardo  lo  stato  di  funzionamento
  dell'impianto di compostaggio sito a Castelbuono (PA), in contrada
  Cassanisa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Salute
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Firmatari:   Trizzino  Giampiero;  Cancelleri   Giovanni   Carlo;
  Cappello  Francesco;  Tancredi  Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio
  Gianina;   Zafarana  Valentina;  Ferreri  Vanessa;   Mangiacavallo
  Matteo;  Siragusa  Salvatore; Foti Angela; Palmeri  Valentina;  La
  Rocca Claudia; Zito Stefano.

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo  e
  alle competenti Commissioni.

   Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

   N.  2095  -  Provvedimenti urgenti per lo sblocco  dei  patrocini
  onerosi  regionali  disciplinati  dal  punto  10  della  Circolare
  Assessoriale n. 928 del 17 gennaio 2014 in materia di turismo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Firmatario: Rinaldi Francesco

   N.  2097 - Chiarimenti sulle linee d'intervento 3.1.3.2 - 3.1.3.3
  - operazioni a regia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  2098 - Chiarimenti sulle linee d'intervento 3131 - 3132- 3134
  nell'ambito del PIST.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  2099  - Chiarimenti in merito ai finanziamenti alla città  di
  Paternò  nell'ambito  del  P.O.FESR  Sicilia  2007-2013  Asse   VI
  'Sviluppo Urbano Sostenibile', linea di intervento 6.1.1.1.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano

   N.  2100  - Chiarimenti circa la mancata erogazione delle risorse
  finanziarie  destinate  al  programma ministeriale  'Contratti  di
  quartiere II'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
  Giorgio;  Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La  Rocca
  Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano

   N. 2101 - Misure urgenti per la bonifica, la messa in sicurezza e
  il recupero ambientale dell'arenile alla foce del fiume Dirillo  a
  Marina di Acate (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore  Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Firmatari:  Ferreri  Vanessa; Trizzino  Giampiero; Zito  Stefano;
  Cancelleri  Giovanni  Carlo; Palmeri Valentina;  Ciaccio  Giorgio;
  Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti
  Angela;  La  Rocca  Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa  Salvatore;
  Tancredi Sergio.
   Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
  Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.  189  -  Chiarimenti sui ritardi dell'intervento del personale
  adibito  al  servizio  stagionale  antincendio  in  occasione  del
  devastante incendio che ha colpito la zona di Scopello (TP).
   - Presidente Regione
   -  Assessore Agricoltura  sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano

   N.  190  -  Iniziative in ordine al ridimensionamento e paventata
  prossima chiusura degli uffici della Riscossione Sicilia S.p.A. di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi

   N.  191  -  Messa in sicurezza e restauro del tempio  di  Segesta
  (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
  Francesco;  Tancredi  Sergio; Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Zafarana   Valentina;   Ferreri  Vanessa;  Mangiacavallo   Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Foti  Angela;  La  Rocca
  Claudia; Zito Stefano.

   Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
  il  Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze  si
  intendono  accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  321  "Completamento  del processo  di  trasferimento  del
  personale  della  C.I.E.M. s.p.a. e liquidazione societaria  della
  stessa",  degli  onorevoli  Rinaldi Francesco;  Milazzo  Giuseppe;
  Formica  Santi; Turano Girolamo; Fazio Girolamo, presentata  il  2
  luglio 2014;

   numero   322   "Contrasto  della  malnutrizione   ospedaliera   e
  potenziamento  dei  servizi  di  dietologia  in  Sicilia",   degli
  onorevoli  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
  Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
  Valentina, presentata il 7 luglio 2014;

   numero 323 "Fruizione turistica dell'argine naturale del lago  di
  Lentini  (SR)", degli onorevoli Zito Stefano; Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciaccio  Giorgio;  Ciancio  Gianina;
  Ferreri  Vanessa;  Foti  Angela; La Rocca  Claudia;  Mangiacavallo
  Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Tancredi Sergio; Zafarana Valentina, presentata il 7 luglio 2014.

   Avverto  che  le  mozioni testé annunziate saranno  demandate,  a
  norma  dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari per la  determinazione  della
  relativa data di discussione.

         Comunicazione di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del decreto n. 226  di
  nomina  di  componente della II Commissione legislativa permanente
  Bilancio,   dell'onorevole  Giuseppe  Milazzo,   in   sostituzione
  dell'onorevole Falcone, dimissionario.

                         Repubblica  Italiana
                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA

                       I L  P R E S I D E N T E

   VISTE  le  dimissioni  dell'onorevole  Marco  Falcone   dalla  II
  Commissione   legislativa  permanente  Bilancio,  pervenute   alla
  Presidenza l'1 luglio 2014;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA la designazione  del Gruppo parlamentare  Forza Italia   al
  quale l'onorevole Falcone  appartiene;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Giuseppe  MILAZZO  è nominato  componente  della  II
  Commissione   legislativa  permanente  Bilancio,  in  sostituzione
  dell'onorevole Falcone, dimissionario.

   Palermo, 8 luglio 2014»

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che  con  nota  pervenuta  alla  Presidenza
  dell'Assemblea  l'otto luglio 2014 protocollata al  n.  7488/AULAPG
  del  9  luglio  successivo,  l'onorevole Papale  ha  dichiarato  di
  aderire,  ai sensi dell'art. 23,  comma 1, del Regolamento interno,
  di aderire al Gruppo parlamentare Forza Italia.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Rinvio della discussione del disegno di legge
            Nuove norme in materia di panificazione' n. 1/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ancora una volta  devo  segnalare
  l'assenza   del  Governo  e  anche  della  III  Commissione   rende
  impossibile  procedere con l'esame del il disegno di legge  n.  1/A
  "Nuove norme in materia di panificazione".
   Tra l'altro ho appena parlato con il Presidente della Commissione,
  -  onorevole  Lombardo,   non so se lei ha avuto  modo  di  sentire
  l'onorevole  Marziano che ci ha chiesto di soprassedere  su  questo
  disegno  di  legge  -   per  cui  vedremo  di  raccordarci  con  la
  Commissione. Grazie onorevole Lombardo.
   Pertanto,  comunico  ai  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari  che
  subito  dopo la chiusura di questa seduta è convocata la Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   COLTRARO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  A  seguire  l'onorevole  Vinciullo,
  Rinaldi e Greco Giovanni.

   COLTRARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione  che
  oggi  cerchiamo  di  portare all'attenzione  dell'Assemblea  è  una
  questione  grave  che  è successa all'interno  del  nostro  sistema
  giudiziario  che  è quella della possibilità, su  decisione  di  un
  organo  amministrativo  diverso  dall'Assemblea  di  bandire  delle
  elezioni regionali parziali.
   La  possibilità  di  bandire  le elezioni  parziali  regionali   è
  vietata  dal  nostro  Statuto e dalla nostra  legge  regionale  che
  prevede  che ove si verificassero dei brogli elettorali su  sezioni
  parziali, è necessario semplicemente annullare i voti.
   Oggi, viceversa, ci troviamo di fronte ad una decisione del C.G.A.
  che, trascurando  l'esistenza di questa norma, quindi non tenendola
  in  considerazione, ritiene di dovere andare a far  votare  in  sei
  sezioni del comune di Pachino e tre sezioni del comune di Rosolino.
   L'elezione  parziale  incide  sotto  un  profilo  giuridico  anche
  sull'elezione del Presidente della Regione e sull'elezione dei vari
  collegi  circoscrizionali diversi da Siracusa. E, sotto un  profilo
  giudiziario,  non  c'è stata la possibilità di adire  in  giudizio,
  anche per i deputati eletti all'interno di questo Parlamento e  che
  rischiano  di  decadere  ove si andasse a  votare  e  il  risultato
  elettorale  fosse  diverso  rispetto a  quello  sperato  da  alcuni
  soggetti che hanno deciso di proporre questi ricorsi.
   Allora,  io chiedo a questa Assemblea di votare questo ordine  del
  giorno  che  abbiamo  presentato in merito a questa  questione,  in
  quanto  a  nostro giudizio è necessario che l'Assemblea  inviti  il
  Presidente della Regione e il Presidente dell'Assemblea a  proporre
  un  conflitto  di attribuzione per eccesso di potere da  parte  del
  C.G.A.. Perché, in una fase di questo tipo, piuttosto che applicare
  una  norma  cogente  e una base positiva, ha deciso,  senza  nessun
  appiglio  normativo di base positiva, di indire le elezioni  quindi
  di  invitare il Presidente della Regione di andare a votare  e,  in
  mancanza,  ha nominato un commissario straordinario ad  acta  nella
  persona  del  Prefetto di Siracusa sostituendo  in  toto  i  poteri
  dell'Assemblea  regionale e del Presidente  della  Regione.  E'  un
  fatto  gravissimo che sta passando inosservato. Quindi,  io  invito
  l'Assemblea e i nostri colleghi a prestare la massima attenzione su
  questa questione.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Anselmo ha  chiesto  congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


     Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno.

   VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VINCIULLO,  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  Governo,
  purtroppo, al solito è assente. Oggi volevo affrontare,  così  come
  ha fatto prima di me l'onorevole Coltraro, un problema che riguarda
  la  vita  di  questa Assemblea, perché, nel caso  in  cui  passasse
  l'idea  che  il  C.G.A.  può  sostituirsi  all'Assemblea  regionale
  siciliana nella potestà legislativa, è chiaro che non ha più motivo
  di  esistere questa Assemblea e quindi credo che l'unica  cosa  che
  dobbiamo  fare  -  io volevo invitare i colleghi a  stare  attenti,
  perchè,  vedete, questa è una vicenda che momentaneamente  riguarda
  Siracusa  ma che potrebbe avere ripercussioni su tutte le  province
  nessuna  esclusa  -  perché  il  sistema  elettorale  è  tale   che
  dall'esito  delle elezioni nella provincia di Siracusa ancorché   i
  colleghi interessati delle altre province non sono stati citati  in
  giudizio,  ci può essere una serie di provvedimenti a  cascata  che
  potrebbero  portare  a cambiare qualche deputato  in  provincia  di
  Siracusa ma vederne cambiati parecchi nelle altre province.
   La  prima cosa che volevo fare e lo faccio anche in tono polemico,
  volevo chiedere scusa al presidente Berlusconi. Lei mi dirà, ma che
  c'entra il presidente Berlusconi in tutta questa vicenda?
   C'entra  Perché negli anni in cui Berlusconi è stato il presidente
  della coalizione AN-Forza Italia, quando è stato il leader del  PDL
  ed  io ho militato in questo partito, mai, mai ho voluto firmare un
  solo provvedimento o un solo atto di solidarietà nei confronti  del
  presidente Berlusconi quando veniva portato nelle pubbliche  piazze
  da  parte della magistratura. Stiamo attenti, quando uso il termine
  magistratura  non lo uso in senso largo, ma solo ed  esclusivamente
  in  senso molto stretto. Mai ho firmato atti di  solidarietà,  anzi
  mi  sono  sempre  spinto  a firmare provvedimenti  che  hanno  dato
  solidarietà  alla magistratura e a riconoscere che la politica   Ci
  sono alcuni colleghi che gridano, siccome la cosa non li interessa,
  ma   è   una   cosa   importante,  continueranno  a   farlo   fuori
  tranquillamente e serenamente.
   Dicevo, siccome questa vicenda è una vicenda grave, mai avevo dato
  solidarietà,  oggi  mi sono reso conto di aver sbagliato,  di  aver
  sbagliato,  e  chiedo scusa al presidente Berlusconi per  tutte  le
  volte  in  cui non gli ho dato solidarietà e per tutte le volte  in
  cui  non ho condiviso quello che diceva, convinto che fosse  lui  a
  sbagliare, e non altri.
   Oggi  ci  veniamo  qui  a  trovare  di  fronte  a  una  situazione
  stranissima,  surreale,  kafkiana, nemmeno  Pirandello  ci  sarebbe
  riuscito:  da una parte c'è il C.G.A., il quale sostiene che  nelle
  elezioni per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana  del  28
  ottobre  2012 vi sarebbero stati dei brogli elettorali,  attraverso
  l'uso  fraudolento della scheda ballerina, dall'altra parte c'è  il
  giudice  penale, che ha chiuso l'indagine, dicendo che non ci  sono
  stati assolutamente brogli elettorali, e che di conseguenza nessuno
  va  in galera. Bene, nonostante però nessuno vada in galera, perché
  non ci sono stati brogli elettorali, ieri il C.G.A. ha riconfermato
  la decisione di mandarci a votare. Mandarci a votare su quale idea,
  signor  Presidente, siccome devo affrontare una cosa seria,  e  non
  riesco a concentrarmi perché i colleghi continuano a gridare

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come è stato già anticipato  anche
  dall'onorevole   Coltraro,  si  sta  discutendo  di   un   problema
  abbastanza  serio  che coinvolge anche alcuni nostri  colleghi.  Vi
  pregherei  di  prestare  attenzione,  se  non  proprio  interessati
  all'argomento,  quanto  meno  di lasciare  intervenire  l'onorevole
  Vinciullo in tutta calma e serenità. Grazie.

   VINCIULLO.  Di  conseguenza, nonostante il  giudice  penale  abbia
  escluso l'ipotesi di brogli, ieri il C.G.A ha riconfermato  la  sua
  volontà di rimandarci a votare.
   Ero   convinto  fino  a  qualche  mese  fa  che  le  sentenze   si
  applicassero  e  non si commentassero, oggi ho cambiato  totalmente
  idea, e penso che le sentenze, qualsiasi sentenza, vada commentata,
  soprattutto quando queste sentenze sono in contrasto con quella che
  è la norma vigente in Sicilia.
   Io  non  mi  attarderò  a  dire che per l'ennesima  volta  abbiamo
  appreso dalla stampa l'esito della sentenza, era preferibile che lo
  sapessimo  noi,  invece  ancora una volta  dai  giornali  l'abbiamo
  appreso,  era  preferibile che ad esempio la  prefettura .onorevoli
  colleghi,  sto  facendo un ragionamento che riguarda  tutti,  posso
  continuare?

   PRESIDENTE.  Per favore, onorevoli colleghi  Onorevole D'Agostino,
  per favore, si accomodi.

   VINCIULLO.  Sarebbe  stato  più  corretto  che  la  prefettura  ci
  rendesse  edotti  dei documenti che mandava in  segreto,  a  quanto
  pare, al C.G.A., sarebbe stato più opportuno che il Presidente  del
  tribunale,  nel  fare  quella dichiarazione sulla  scomparsa  delle
  schede, avesse oggettivamente verificato che le schede non c'erano,
  quando  poi  le  schede  sono  state ritrovate.  Tutto  ciò  non  è
  avvenuto.  Quindi,  in una situazione di violazione della  norma  -
  non   voglio   usare   altro  termine  -   che   è   oggettivamente
  insopportabile  per qualsiasi cittadino, e soprattutto  per  questo
  Parlamento,  però io mi volevo soffermare, soltanto, ad  affrontare
  il tema relativo a chi appartiene in Sicilia la potestà elettorale,
  questa  appartiene all'Assemblea regionale siciliana oppure abbiamo
  perso  anche questo potere? Ovvero siamo stati spogliati  anche  di
  questo  potere,  e  altri autonomamente si sono sostituiti  a  noi?
  Bene,  cosa  dice  la Costituzione sull'argomento? La  Costituzione
  sull'argomento  si esprime attraverso l'articolo 116  e  attraverso
  l'articolo 3, comma 1, lo Statuto speciale della Regione siciliana.
  Ricordo a tutti i deputati presenti che lo Statuto speciale è legge
  di rango costituzionale e di conseguenza è legge che nessun giudice
  può  assolutamente modificare. In virtù, quindi, dell'articolo  116
  della  Costituzione  e  dell'articolo 3, comma  1,   dello  Statuto
  speciale  alla Regione siciliana e per essa all'Assemblea regionale
  siciliana è attribuita potestà primaria in materia elettorale.
   Su  questo  argomento più volte ha avuto modo di  pronunciarsi  la
  Corte  costituzionale. Vorrei soltanto citarne alcune. La  sentenza
  104  del 1957, la sentenza 20 del 1985, la sentenza 372 del 1996  e
  la sentenza 306 del 2003.
   Quindi,   se ci fate  caso  negli anni   57,  85, '96 e  2003,  la
  Corte  costituzionale,  più  volte  investita  dell'argomento,   ha
  riconosciuto che la potestà primaria in materia elettorale ed anche
  esclusiva spetta solo alla Regione siciliana.
   Volevo provare a ricordare cosa prevede l'articolo 3 dello Statuto
  della  Regione  siciliana, stabilisce infatti  che  i  90  deputati
  dell'Assemblea   regionale  siciliana  sono  eletti   a   suffragio
  universale   diretto   e   segreto   secondo   la   legge   emanata
  dall'Assemblea regionale siciliana in armonia con la Costituzione e
  i  principi  dell'ordinamento  giuridico  della  Repubblica  e  con
  l'osservanza  di  quanto  stabilito dal presente  Statuto.  Vedete,
  nemmeno  nella nuova stesura statutaria del 2001 è cambiato  questo
  potere che rimane di esclusiva competenza della  Regione siciliana.
  La  Regione  siciliana  si è comportata sulla  vicenda  in  maniera
  lineare,  chiara,  come i padri costituenti sapevano  fare  e  come
  spesso  noi  non  sappiamo fare, tanto è vero che, ai  sensi  della
  normativa   costituzionale,    che   precedentemente   ho   citato,
  l'Assemblea regionale siciliana ha approvato, il 20 marzo del  1951
  la legge n. 29,  che è la legge che regola le modalità, le forme  e
  i poteri che l'Assemblea si dà, quindi la Regione si dà per evitare
  che  vi possono essere brogli o altra natura di problemi per quanto
  riguarda l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.
   Del  resto  vorrei  anche ricordare che  la  Regione  siciliana  a
  differenza  delle  altre  regioni, come però  le  altre  regioni  a
  Statuto   speciale,  aveva  avuto  già  nell'articolo   122   della
  Costituzione  un indirizzo affinché si procedesse in  questo  modo,
  tanto   è  vero  che  dice,  stiamo  parlando  dell'articolo   122,
  innanzitutto perché in forza del citato articolo 3 dello Statuto  e
  dell'articolo  116 della stessa Costituzione, la Regione  siciliana
  dispone di competenza esclusiva in materia e poiché l'articolo  122
  ha  rango costituzionale, è chiaro che nessuno oggi può mettere  in
  dubbio tutto ciò.
   Invece  così  non è stato. Perché la legge 29 del 20  marzo  1951,
  all'articolo 61 stabilisce cosa può succedere nel caso  in  cui  in
  alcuni  seggi  vi siano dei problemi. L'articolo 61, mai  abrogato,
  ancora  in  vigore è chiarissimo, e stabilisce che  i   voti  delle
  sezioni le cui operazioni siano annullate non hanno effetto. Quindi
  per   essere   chiari,  il  legislatore  siciliano,  il  Parlamento
  siciliano che ha potestà esclusiva e primaria in questa vicenda  ha
  stabilito  nel  1951,   e cioè è valso per  63  anni,  che  mai  si
  potranno  svolgere elezioni solo ed esclusivamente  parziali,  cioè
  solo ed esclusivamente in alcune sezioni.
   Il  giudice  invece ha deciso diversamente, ha deciso diversamente
  secondo me andando oltre le proprie competenze, andando al di là di
  quello che è stabilito dalla legge. Veda quello che dispiace che di
  fronte   ad  un  organo  amministrativo,  che  ha  violato   questa
  Assemblea,  ci  siano colleghi che continuano a  parlare  di  altre
  stupidaggini e non si rendono conto invece del rischio concreto che
  noi oggi abbiamo, che se passasse, ancora una volta, l'idea che  di
  questa  Assemblea  Regionale Siciliana si può fare  quello  che  si
  vuole, non ha più motivo che questa Assemblea abbia ad esistere. Ai
  colleghi  distratti vorrei ricordare, che il cambio e  la  modifica
  del  risultato della provincia di Siracusa, inciderà  sugli  ultimi
  degli  eletti delle altre liste, e non sappiamo chi sarà  colui  il
  quale andrà a perdere il seggio.
   E'  una sorta di ordalia, un giudizio di Dio in cui nessuno di noi
  sa  quanti  voti prenderà il PD, quanti voti prenderà il  Movimento
  Cinque Stelle.

   PRESIDENTE. E' importante, lo so, però la invito a concludere.

   VINCIULLO.  Sto  prendendo il tempo che  ha  lasciato  l'onorevole
  Coltraro, e in cui, ripeto, nessuno di noi sa chi sarà il  deputato
  a cadere nelle altre province.
   Per  questo motivo mi associo alla richiesta che ha fatto poco  fa
  l'onorevole  Coltraro,  cioè  quello  che  questa  Assemblea  possa
  approvare  un  ordine del giorno affinché venga  -   da  parte  del
  Presidente della Regione, di concerto col Presidente dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana -  dato vita a conflitto di  attribuzione  col
  Consiglio  di  Giustizia Amministrativa, perché  ci  sembra  almeno
  strano che ancora una volta qualcuno espropri questa Assemblea  dei
  propri poteri, e questa Assemblea rimanga sorda e muta come  se  la
  cosa non la riguardasse.
   E'  chiaro  ci prepariamo a una decadenza continua, ma  credo  che
  questa  volta  a prescindere dalla situazione che può  riguardarmi,
  credo che sia un problema che riguardi la dignità costituzionale  e
  istituzionale  di questa Assemblea, oltre, mi sia  consentito  dire
  anche la mia dignità.
   Perché vedete l'idea che io possa tornare a casa, pur avendo preso
  un  voto nelle sezioni incriminate, e ci siano altri colleghi  come
  Marziano, Pippo Gianni, che hanno preso zero voti nelle sezioni,  e
  dobbiamo  tornare a casa con l'idea che qualcuno ci possa dire  che
  abbiamo  dato  vita  a  brogli elettorali, è  una  cosa  assurda  e
  impossibile da accettare e da sopportare.
   E'  una cosa così grave per chi come me, e sottolineo chi come me,
  non  ha mai avuto provvedimenti, non ha mai avuto nulla a che  fare
  con  la giustizia, e chi vuole ascoltare, quando io dico 'chi  come
  me',  comprende  cosa  sto  dicendo,  sappia  che  questa  sarà  la
  battaglia della mia vita.
   Noi  non possiamo avere due giustizie, anche perché ricordo sempre
  per  quanto  attiene  una  decisione della  Corte  per  la  Regione
  Siciliana,  aveva stabilito che i reati di natura penale  legati  a
  problemi elettorali sono solo ed esclusivamente di competenza della
  procura,   cioè   del  penale,  mai  di  competenza   del   giudice
  amministrativo,  sicché  noi  non  possiamo  assolutamente,   oggi,
  derogare  a  una  norma  voluta dalla legge elettorale,  e  da  una
  sentenza dell'Alta Corte di giustizia siciliana.
   Signor  Presidente a nome degli altri colleghi della provincia  di
  Siracusa faccio appello a lei, affinché si renda parte attiva in un
  provvedimento  che deve avere come unico obiettivo la  salvaguardia
  di  questa Assemblea, e la salvaguardia di tutti i deputati che pur
  non  avendo  potuto usufruire della scheda 'ballerina', perché  non
  abbiamo preso voti in questa sezioni, oggi veniamo mandati  a  casa
  con l'onta di aver truffato gli elettori.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


                        Sull'ordine dei lavori

   PICCIOLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE Ne ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, invero lei non ha chiesto  su
  cosa volevo intervenire.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Milazzo, è messo  in  lista  insieme  agli
  altri,  siete  in  tanti,  ci sono gli l'onorevoli  Rinaldi,  Foti,
  Tancredi,  l'ordine  dei  lavori ha precedenza  su  tutto,  Quindi,
  lasciamo parlare l'onorevole Picciolo.

   PICCIOLO. Signor Presidente,  solo per chiederle di incardinare il
  disegno di legge n. 475/A  Norme per la prevenzione delle patologie
  del  cavo  orale   che da troppo tempo giace in  quest'Aula  e  che
  aspetta risposta legislativa.

   'norme per la prevenzione della patologia del cavo orale'

   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Discussione del disegno di legge «Norme per la prevenzione
                delle patologie del cavo orale» (475/A)

   PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, si passa al secondo  punto
  dell'ordine del giorno: Discussione dei disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge "Norme per  la
  prevenzione  delle patologie del cavo orale" (n. 475/A),  posto  al
  numero 2).

   MARZIANO. Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire.

   PRESIDENTE.  Onorevole Marziano,  un attimo solo, se permette,  mi
  faccia  lavorare con calma e arriveremo agli interventi  di  tutti.
  Siete  in  tanti è un argomento importante, lo capisco, ma dobbiamo
  procedere con ordine.
   Invito i componenti la VI Commissione  Servizi Sociali e sanitari
  a  prendere posto al banco della Commissione. Invito il relatore  a
  svolgere la relazione.

   PICCIOLO, relatore, Signor Presidente, onorevoli colleghi,  grazie
  per  aver dato immediatamente seguito alla mia richiesta, in quanto
  ritengo  che  questo disegno di legge esitato dalla VI  Commissione
  abbia  una  notevole  rilevanza per la  categoria  degli  igienisti
  dentali che vede,  finalmente, tramite questo disegno di legge,  la
  possibilità  di  trovare  una giusta collocazione  all'interno  del
  sistema sanitario pubblico che fino ad oggi è negata.
   Ovviamente la prevenzione, nella sanità siciliana, non  ha  ancora
  il ruolo e gli effetti premianti che merita in considerazione della
  rilevanza strategica che ha, nella quasi totalità degli interventi,
  volti  a ridurre l'impatto delle patologie sulla popolazione  ed  i
  conseguenti elevati oneri a carico del Sistema sanitario regionale.
   Secondo  un report recente dell'Università Bocconi è stato stimato
  che  circa  un milione di euro venga speso in prevenzione sanitaria
  realizza un effetto complessivo di risparmio a riduzione dei  costi
  del  Sistema  sanitario nazionale pari a 2,1 milioni  di  euro.  Si
  comprende,  quindi, quanto sia importante potenziare la prevenzione
  i  cui  benefici  sono certamente apprezzabili sia  in  termini  di
  salute  complessiva della popolazione che di risparmio  consistente
  per l'Erario.
   Uno  degli  ambiti  più  rilevanti in cui la prevenzione  realizza
  validissimi effetti è certamente quello afferente alle  cure  delle
  affezioni  orodentali i cui costi sono notevolmente elevati  quando
  l'insorgenza delle patologie è conclamata.
   Nel settore della prevenzione delle patologie orodentali la nostra
  Regione  è ancora estremamente deficitaria ed è proprio per colmare
  tale lacuna che si propone il presente disegno di legge.
   Si  intende,  ovviamente, favorire l'attivazione  dei  servizi  di
  igiene dentale e di prevenzione delle patologie del cavo orale,  su
  base  distrettuale, autorizzando i vertici gestionali delle aziende
  sanitarie provinciali nonché le aziende ospedaliere a rimodulare le
  piante  organiche  e  provvedere  ai  relativi  concorsi  pubblici,
  inserendo   in  organico  la  figura  professionale  dell'igienista
  dentale  quale operatore sanitario esperto ed abilitato secondo  le
  prescrizioni del decreto del Ministro della sanità n.  137  del  15
  marzo 1999 che ha definito tale professione sanitaria.
   Vede,  signor  Presidente, quanto ritardo  ci  sia  nella  Regione
  Siciliana,   dal  1999 esiste questa figura e  non  era  stata  mai
  inserita nei ranghi del Sistema sanitario regionale.
   Si  prevede,  altresì,che  l'attivazione  dei  servizi  di  igiene
  dentale  avvenga  nel pieno rispetto delle linee  guida  vigenti  a
  livello    statale   con   specificazione   dei   compiti    propri
  dell'igienista dentale abilitato.
   La  copertura finanziaria è ad invarianza di oneri poiché a fronte
  dei  benefici  di  salute  e di spesa complessivi  che  si  possono
  ottenere  come  derivanti dall'attivazione dei  servizi  di  igiene
  ortodentale,  è  prevista l'assunzione degli igienisti  dentali  in
  ragione  del  turn  over attivabile a seguito del  collocamento  in
  quiescenza  del personale sanitario con equivalenza di  trattamento
  economico,  per  cui  non  si intaccano le  risorse  derivanti  dal
  riparto  ad  ogni  ASP  per  assicurare  i  livelli  essenziali  di
  assistenza,  conseguentemente  il presente  disegno  di  legge  non
  comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.

   PRESIDENTE.  Se  lei  è d'accordo, onorevole  Picciolo,  direi  di
  rimandare la discussione generale alla presenza dell'assessore, per
  dare  più senso alla discussione. Per cui, incardiniamo il  disegno
  di legge.
   Comunico  che il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per venerdì 11 luglio 2014, alle ore 12.00.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   RINALDI.  Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RINALDI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  intanto
  mi  permetta  di  essere solidale con il collega Vinciullo  per  il
  problema che sta attraversando, nella provincia di Siracusa, perché
  ha   ragione:   c'è  una  delegittimazione  lenta,   ma   costante,
  dell'Assemblea  regionale  che assiste,  in  maniera  impotente,  a
  questi  altri  poteri  che subentrano ad una vicenda  che,  invece,
  riguarda   la   politica  e  che  dovrebbe  riguardare  l'Assemblea
  generale.
   Ma  l'argomento  per  cui le ho chiesto di poter  intervenire,  ai
  sensi  dell'articolo  83  del  Regolamento  interno,  riguarda  una
  categoria  che, in questo momento, soffre, cioè quella relativa  ai
  lavoratori  ASU,  che  non percepiscono lo stipendio  dal  mese  di
  aprile. Sono ragazzi che lavorano da quasi ventitré anni in  alcuni
  enti,  anche  pubblici;  altri  svolgono  l'attività,  come  spesso
  denunciato da questo pulpito insieme ad altri colleghi, in  maniera
  impropria,  all'interno delle Cooperative, in enti in cui  è  stata
  fatta  anche una convenzione in maniera illegittima e mi  riferisco
  alle  scuole,  mi  riferisco  anche ad  altri  enti  che  non  sono
  legittimati  a  fare  delle  convenzioni  con  le  Cooperative   ed
  utilizzare tale personale.
   Più  volte abbiamo denunciato questo utilizzo illegittimo, abbiamo
  chiesto  al  Governo  -  mi dispiace che oggi  ci  sia  l'assessore
  Valenti,  ma  questo intervento era rivolto al Governo   -  che  ha
  dichiarato - l'altra volta, il Presidente della Regione -  che  non
  conosceva  la  realtà dei lavoratori ASU e che ha scoperto  che  ci
  sono  circa seimila lavoratori che non fanno nulla. Vengono  pagati
  dalla  Regione ma non svolgono nessuna attività, nonostante lui  li
  abbia incontrati, sia in campagna elettorale sia il giorno dopo  la
  campagna elettorale e il Movimento, il Comitato dei lavoratori  ASU
  aveva  chiesto  al  Presidente di trovare una  soluzione  a  questa
  situazione che è di stallo da circa venti anni e che non si  riesce
  in  nessun  modo  a risolvere. Il Comitato aveva chiesto  anche  di
  attuare  le varie leggi che regolano la materia; mi riferisco  alla
  legge  17  del  2004, ma anche ad altre circolari  che  sono  state
  emesse dopo.
   Ma  il punto del mio intervento è un altro, signor Presidente:  al
  di là del fatto che non percepiscono lo stipendio e sono ragazzi  -
  chiamiamoli   ragazzi  ma ormai hanno raggiunto l'età di  quaranta,
  cinquanta  anni - che vivono solo dello stipendio che percepiscono,
  se  tale  si  può chiamare, cioè cinquecento euro.  E,  spesso,  si
  devono recare nella sede del lavoro, cioè in comuni che spesso sono
  in  province diverse rispetto alla propria abitazione; ciò comporta
  dei  costi,  anche  quello, più semplice, della  benzina,  che  non
  riescono  più a sostenere. Quando ad un precario, infatti,  mancano
  cinquecento  euro  al mese per tre mesi, quattro mesi  consecutivi,
  purtroppo, questo rappresenta un problema e, quindi, chiedono aiuto
  all'Assemblea,  chiedono  aiuto  a  questo  Governo,  affinché   si
  ripristini  il  minimo  della dignità  per  questi  lavoratori  che
  lavorano  negli  stessi  uffici  di  coloro  che  percepiscono   lo
  stipendio  regolare:  è  una vergogna per  l'Assemblea  e  dovremmo
  trovare una soluzione.
   Il  Governo,  dopo  tanti anni, si è reso  conto  che  c'è  questa
  categoria di lavoratori. Ho presentato una interrogazione circa  un
  mese  fa,  però  sono  convinto che farà la fine  di  tutte  quelle
  interrogazioni  che  presentiamo, dove la  risposta  verrà  scritta
  dall'assessore competente dopo un anno, un anno e mezzo, se  ci  va
  bene.
   Ho  chiesto,  da  6 anni, da quando faccio il deputato,  a  questa
  Presidenza di istituire il question time, ma non è stato possibile,
  che,  probabilmente,  potrebbe essere la soluzione  per  avere  una
  risposta  immediata da parte di questo Governo sui problemi  annosi
  che  riguardano la nostra comunità siciliana ma anche questo non  è
  stato possibile.
   Ultimamente,  è  stato  fatto un bando per questi  lavoratori  ASU
  affinché  siano assorbiti e utilizzati presso alcuni  enti  gestiti
  dall'Assessorato  dei  Beni culturali. Mi  riferisco  ai  teatri  e
  qualcos'altro.  E'  stata fatta una selezione e vorrei  capire  con
  quali  criteri il Governo ha utilizzato questa selezione;  è  stata
  fatta  una  graduatoria  e sono stati utilizzati  dei  ragazzi  che
  lavoravano  presso  alcune cooperative,  alcuni  sì  ed  altri  no.
  Capisco  che, in questo momento, il Governo aveva bisogno  soltanto
  di  336  unità,  se non ricordo male, per coprire  la  mancanza  di
  personale  per  i teatri di cui aveva bisogno ma ce ne  sono  tanti
  altri  che  aspettano  con  tanta dignità  da  20  anni  di  essere
  utilizzati presso altri enti e non capisco perché il Governo, se ha
  trovato  la  soluzione, mi deve spiegare quale norma ha  utilizzato
  per  far  lavorare  questi ragazzi presso  l'Assessorato  dei  Beni
  culturali  e, quindi, presso i musei e non ha trovato la  soluzione
  per  utilizzare tutti gli altri che stanno aspettando  la  medesima
  norma  per  essere  utilizzati presso tutti gli altri  Dipartimenti
  regionali. C'erano delle circolari che sono state emanate  dopo  la
  legge  numero 17 del 2004 che permettevano agli Uffici  provinciali
  territoriali  di  poter utilizzare questi ragazzi  e  farli  uscire
  dalle  cooperative perché, signor Presidente, non so se lei lo  sa,
  questi  ragazzi vengono sfruttati dalle cooperative, vengono  anche
  ricattati perché i Presidenti delle cooperative, attraverso la loro
  iscrizione,  pagano  le spese e, attraverso le  quote  associative,
  pagano le spese del commercialista, le spese della sede e così via.
   Avevamo  chiesto  a  questo Governo di  utilizzare  la  legge  già
  esistente  per  i  lavoratori  ASU  e  farli  uscire  tutti   dalle
  cooperative  per  non  subire  più  questi  ricatti  da  parte  dei
  Presidenti e utilizzarli, così come prevede la circolare, ai  sensi
  degli  articoli  74 e 75, presso i vari Comuni o Enti  utilizzatori
  che  hanno diritto a farlo. Questo non è stato possibile ma  vorrei
  capire  perché per i Beni culturali sì e per gli altri Dipartimenti
  no? Quindi, oltre a chiedere quale norma è stata utilizzata, vorrei
  chiedere  al Governo, se è stato fatto per i Beni culturali  perché
  non  possiamo  attuare  finalmente  una  norma  che  prende  questi
  lavoratori e li utilizza presso i Dipartimenti regionali  ai  sensi
  delle circolari e delle leggi esistenti e così la finiamo una volta
  per tutte con questo utilizzo improprio?
   Anche  perché, assessore, mi perdoni, non ce l'ho con lei, ma  voi
  sapete  che  non potete fare nessuna convenzione con le cooperative
  che,  in  questo  momento, hanno i lavoratori  ASU?  E,  nonostante
  questo,  ci sono degli Enti sottoposti alla vigilanza della Regione
  siciliana - mi riferisco alle ASP e ad altri enti - che fanno delle
  convenzioni e danno anche dei soldi alle cooperative per  le  spese
  di gestione in maniere illegittima.
   Vorrei che tutto questo schifo finisse, una volta per tutte, e che
  il  Governo  assumesse una  responsabilità seria nei  confronti  di
  questi lavoratori.

   PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, lei mi ha chiesto, non so se lo sa,
  mi  permetta di dirle, su questo, così come su tantissime cose, non
  fosse altro perché faccio parte della Commissione che si è occupata
  proprio  condivido anche le sue perplessità e, a tal proposito,  ne
  approfitto per dire che questa Assemblea, presto, si esprimerà  sui
  disegni  di  legge  che mi auguro arriveranno in  Aula  presto  per
  cercare di dare una definizione al problema che si trascina da  più
  di 20 anni, ormai, in questa Regione.

   RINALDI. Signor Presidente, la mia era una provocazione.

   MARZIANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARZIANO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  perché,  oggi, in provincia di Siracusa, si è tenuta una conferenza
  stampa.
   L'ex  onorevole  Pippo  Gennuso ha tenuto  una  conferenza  stampa
  annunciando  che  il  Consiglio  di  Giustizia  Amministrativa   ha
  elaborato  la sentenza di ottemperanza di un ricorso, che  dovrebbe
  portare  al  rinnovo  delle elezioni in nove seggi  dei  comuni  di
  Rosolini  e  Pachino. Secondo questa sentenza e secondo il  ricorso
  che  è stato presentato, in questi seggi, ci sarebbero stati brogli
  elettorali ed è stato paventato l'uso della  scheda ballerina , che
  è un reato penale, elettorale gravissimo.
   Bene,  secondo  questa sentenza, dunque, i parlamentari  regionali
  eletti della provincia di Siracusa si dovranno sottoporre al voto.
   Ora,   sappiamo   che  questa  non  è  la  sede  giudiziaria,   né
  amministrativa,  né penale, ma vogliamo ugualmente  denunciare  una
  serie  di  stranezze  che si sono determinate  in  questa  vicenda.
  Stranezze e peculiarità che sono state già oggetto di una  denuncia
  alla  magistratura penale da parte dei parlamentari della provincia
  di  Siracusa,  dai parlamentari regionali, e di atti proposti  alla
  magistratura amministrativa.
   La  prima  stranezza,  signor Presidente e onorevoli  colleghi,  è
  questa:  i ricorsi che sono stati accolti non sono stati presentati
  da  colui  il quale, ora, ne potrebbe beneficiare e che,  oggi,  ha
  fatto  la  conferenza  stampa; sono stati presentati  da  due  suoi
  sodali:  il  segretario particolare e un candidato di quella  lista
  che sarebbe stata danneggiata.
   Ora,  mi sono posto il problema: "ma perché il ricorso non è stato
  presentato  direttamente dall'onorevole Gennuso?". Vedete,  ci  può
  essere  una  spiegazione: in quei nove seggi, l'onorevole  Gennuso,
  che  è  colui  il quale, oggi, ha fatto la conferenza stampa  senza
  essere  il  ricorrente,  è  stato il più  votato,  mentre  ci  sono
  candidati  eletti, come me, che hanno preso zero voti. Allora,  c'è
  qualcosa  che  stride. Se in quei seggi era stata fatta  la  scheda
  ballerina, sicuramente, non ne ha potuto usufruire chi, come me, ha
  preso zero voti. Di quella sentenza, però, sarei la vittima.
   Siamo,  quindi, in presenza della trasformazione delle vittime  in
  carnefici  e dei carnefici in vittime. Questa è la prima stranezza.
  Zero voti. Come si può assumere una decisione quando la vittima  di
  un   eventuale  broglio,  con  quella  sentenza,  si  trasforma  in
  carnefice?
   Ma  vado avanti, Presidente. Se anziché procedere al rinnovo delle
  elezioni - che è vietato da una legge della Regione e, quindi,  con
  questa decisione si sta violentando questa legge della Regione - si
  fosse  assunta  la decisione di annullare i voti di quei  seggi,  i
  ricorrenti  sarebbero stati ulteriormente penalizzati, perché  alla
  mia lista sarebbero stati annullati pochissimi voti, alla lista dei
  ricorrenti una marea di voti.
   Seconda stranezza, quindi, è che non viene applicata la prassi che
  si  usa  in questi casi, ma il rinnovo delle elezioni. E perché  si
  sarebbe  proceduto al rinnovo delle elezioni? Perché in effetti  la
  prima  sentenza  del  CGA  non diceva che  bisognava  rinnovare  le
  elezioni ma diceva  verificate le schede e vediamo se ci sono stati
  brogli .
   Bene.  Alcuni  di  noi  -  alcuni  fessi,  caro  Presidente  -  si
  presentano  in Prefettura il giorno in cui bisognava verificare  le
  schede  e vengono informati da un funzionario della Prefettura  che
  non  era possibile fare la verificazione perché le schede si  erano
  ammalorate: c'era stato un allagamento di un locale del tribunale e
  le   schede   si  erano  ammalorate  e  non  si  poteva   fare   la
  verificazione.
   Qualche  ora  dopo, uno degli interessati interviene  e  dice   ma
  quale  ammalorate, ma quale allagamento. Le schede  non  erano  nel
  locale  ammalorato; le schede erano in altri locali e  quel  locale
  non c'entra niente .
   Mi  posi,  allora, il problema: ma com'é che non sapevo  niente  e
  c'era  chi  sapeva che le schede non erano lì? E poi  l'ho  capito.
  Sembra,  infatti, che, dalle indagini penali, cioè  dalla  denuncia
  penale che io e altri colleghi abbiamo presentato, la soluzione del
  problema  dell'allagamento non sia stata affidata  all'impresa  che
  aveva  questo compito per appalto, ma è stata affidata  ad  impresa
  esterna, impresa di cui è titolare una persona che è coimputata  in
  un  processo penale con uno degli interessati. Non dico il nome  ma
  si  capisce, cioè io affido il compito di spurgare quei  locali  ad
  uno che ha una impresa e che è coimputato in un procedimento penale
  con  questo  stesso,  con uno di quelli che sono  interessati  alla
  vicenda.
   Signor  Presidente, che stranezza, non solo, ma, a  seguito  della
  nostra  denuncia penale, si decidono alcune questioni, si  viene  a
  scoprire  che  queste schede erano in un altro  Tribunale,  che  le
  aveva trafugate un dipendente del tribunale. Allora, trafughiamo le
  schede.  Questo  dipendente del Tribunale che  sostiene  di  averlo
  fatto  autonomamente, cioè, in genere i dipendenti  dei  Tribunali,
  anziché giocare a ruzzle, trafugano schede elettorali dei seggi che
  sono  oggetto di ricorsi amministrativi. Le schede oggetto di  quel
  ricorso  amministrativo erano state trafugate, il dipendente  viene
  individuato e restituisce le schede. Tutti noi pensiamo che a  quel
  punto non c'era più partita. Le schede sono state restituite, viene
  fatto un verbale, viene mandato al funzionario della Prefettura, il
  quale,  come un giudice monocratico, prima, aveva messo un mese  di
  tempo  quando  doveva  comunicarci  che  non  si  poteva  fare   la
  verificazione,  poi, inopinatamente, decide che non servono  quelle
  schede perché sono stati trovati tutti i plichi tranne quello  che,
  a  dire  di  quel funzionario, serve a verificare se ci sono  stati
  brogli.
   Sembra  di  assistere  ad una commedia di Dionesto  e,  invece,  è
  qualcosa  che  riguarda la dignità e il futuro  di  alcuni  di  noi
  eletti  dai cittadini, liberamente e regolarmente. Proseguo  questa
  commedia  di Dionesto, perché, alla luce, evidentemente, di  questo
  giudizio  da  giudice  monocratico dello stesso  funzionario  della
  Prefettura, il Tribunale amministrativo dice  siccome quelle schede
  ritrovate  non servono a niente  - il funzionario della  Prefettura
  mi  dice che non si può fare la verificazione -  andiamo ugualmente
  al voto .
   Ci  sarebbe,  quindi,  una situazione per cui  al  Presidente  del
  Tribunale è stata fatta fare da alcuni funzionari - non li conosco,
  non  so  chi, ma certo non è il Presidente del Tribunale che decide
  se c'è stato l'allagamento - viene fatta fare una dichiarazione che
  è  un  falso ideologico, perché il povero Presidente del  Tribunale
  firma  qualcosa  che  gli viene preparata. Ci sono,  quindi,  delle
  persone  che  fanno  firmare al Presidente del Tribunale  un  falso
  ideologico.  C'è un altro dipendente del Tribunale che  ruba  delle
  schede  e  poi  le fa ritrovare per alleggerire la  sua  posizione.
  Perché  ancora  non  è stato arrestato nessuno in  questa  vicenda?
  Perché non è stato arrestato?
    Vedete  come  sono bravo? Restituisco le schede.  Ma  restituisco
  solo quelle che non servono , in base alla decisione di un altro, a
  non  fare più le elezioni.  Quindi, restituisco 40 plichi e non  il
  41esimo . Sto citando numeri a caso, per farmi capire. Ma vede qual
  è  qua  la cosa? Succede tutto questo e, alla fine,  dovrei tornare
  ad  essere sottoposto al giudizio popolare in una elezione falsata,
  in  cui quei 10 mila elettori sanno il risultato del voto, quei  10
  mila  elettori  verranno  chiamati  non  dai  104  candidati  delle
  elezioni  di  due  anni  fa ma dagli unici 5 interessati,  cioè  un
  mostro  giuridico  frutto di tutte queste  stranezze,  caro  signor
  Presidente, che ho cercato di segnalare. Una situazione paradossale
  in  cui  non  c'è  ancora  un funzionario  sospeso.  Penso  che  si
  interverrà quando ci sarà la conclusione delle indagini ma,  certo,
  siamo  in presenza del fatto che sei persone perbene vengono  viste
  con  l'alea  di  chi  avrebbe potuto commettere  brogli  elettorali
  gravissimi,  funzionari di Tribunale, Prefetture e cose  che  hanno
  agito in modo strampalato, sono belli lì tranquilli e sereni e, noi
  dovremmo sottoporci alle elezioni. Non può funzionare così,  signor
  Presidente. Non può funzionare così. Abbiamo adottato e  adotteremo
  tutte  le misure di tipo amministrativo che sono nel nostro  potere
  perché,  essendo  delle vittime trasformate in  carnefici,  abbiamo
  tutto il diritto di difenderci con le procedure amministrative.
   Ma  si sappia che ci difenderemo anche con tutti gli strumenti che
  ci  offre  la giustizia penale. Personalmente, ma penso  di  potere
  parlare  a  nome  dei  colleghi, mi costituirò  parte  civile,  nei
  confronti  di quel funzionario, la cui infedeltà al giuramento  che
  ha  fatto  sta  comportando  tutti questi  problemi.  E,  ove,  nel
  Dipartimento, dovessero emergere altre responsabilità  come  quelle
  che  ho  detto,  ci  costituiremo contro tutta  questa  filiera  di
  infedeli  dello  Stato  che hanno operato  per  arrivare  a  questo
  risultato.
   E ci costituiremo sapendo che quello che hanno commesso è un reato
  gravissimo,  poiché hanno violato il risultato elettorale  e  hanno
  determinato le condizioni per violare il risultato elettorale.
   Ma  non  siamo qua per questo; questo afferisce al nostro  diritto
  individuale di difesa. Siamo  qua per dire che riteniamo, con tutto
  il  rispetto  per  la Magistratura, ordinaria e  penale,  che,  con
  quella  sentenza,  si  sia  violato  un  diritto  e  un  potere  di
  quest'Assemblea.  E' quest'Assemblea, secondo la  legge,  che  deve
  decidere  come  si procede in questi casi e lo ha  deciso  con  una
  legge,  a nostro parere, questa sentenza la legge la viola,  decide
  diversamente.
   Pensiamo,  quindi,  che ci siano tutte le condizioni  affinché  si
  possa, anche attraverso l'approvazione di un ordine del giorno  che
  riteniamo  di  presentare, tutte le condizioni per  rivendicare  il
  rispetto   dei  poteri  delle  prerogative  di  questo  Parlamento,
  sollevando  il  conflitto di attribuzione,  così  come  faremo  per
  quanto  riguarda  la nostra difesa individuale,  chiediamo  che  il
  Parlamento  difenda  le sue prerogativa, difenda  le  sue  leggi  e
  stabilisca  che  se  una legge non va bene si cambia  con  un'altra
  legge e non con le decisioni di un altro potere che deve esercitare
  le sue modalità e i suoi poteri, nelle forme previste dalle leggi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  esprimere tutta la mia solidarietà al collega Marziano, al  collega
  Vinciullo e a tutti i deputati eletti nel collegio di Siracusa.
   Credo  che  ci  sia passata sotto gli occhi, in  questi  mesi,  da
  quando  la  notizia  è  trapelata dai giornali  e  poi  negli  atti
  processuali, una vicenda che non ha precedenti e che costituisce un
  attacco non alla politica, ai partiti e vado oltre, ai colleghi che
  sono coinvolti nella bagarre elettorale.
   Costituisce  un  attacco  all'Assemblea,  alla  sua  storia,  alle
  istituzioni,  alla  Sicilia,  ai  siciliani  e,  soprattutto,  alla
  democrazia.
   Mi  sento colpito anche personalmente in questa vicenda, non  come
  rappresentante dei cittadini, come uno di voi, ma nel più  profondo
  perché,  signor Presidente, io ho investito la parte più importante
  della  mia  vita. Faccio diritto amministrativo, faccio l'avvocato,
  lo  sapete,  mi occupo di aspetti elettorali, studiando e  credendo
  che ci sia una giustizia e fatti come questi mettono in discussione
  anche  la nostra storia e i tanti che hanno studiano in quest'Aula,
  il  tempo  perso  appresso ai libri, formandosi e tante  ore  perse
  magari  perdendo  gli anni più belli della vista, per  costruire  e
  lavorare  per un'ideale: quello di  una giustizia giusta  e  quello
  che ci sia una democrazia fondata sulla sovranità che appartiene al
  popolo.
     Credo  che siano oggi questi gli elementi che vengono  messi  in
  discussione. Non possiamo stare fermi, nessuno di noi,  ognuno  con
  le  nostre prerogative, con il nostro ruolo, con il nostro modo  di
  essere, con quello che siamo chiamati a fare.
   Preannuncio, quindi, il voto favorevole all'ordine del giorno  che
  credo  l'onorevole  Vinciullo  stia predisponendo.  Siamo  chiamati
  tutti  a  fare  la  nostra parte. Io la farò  anche  per  la  parte
  processuale, per il ruolo che avrò, che avremo in questa  battaglia
  che mi vedrà accanto ai colleghi e, per le stranezza giuridiche che
  ci  sono  state,  spero  che ci siano anche  altri  organi  che  si
  occuperanno  di  questa  vicenda, altri organi  competenti  per  il
  controllo e la tutela delle istituzioni perché una vicenda così non
  può passare inosservata.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire qual  è
  oggi l'andamento dei lavori.
   Quando sono arrivata, alla fine della lettura del verbale, mancava
  il Governo.
   Adesso,  è presente in Aula l'assessore Valenti. Vorrei capire  se
  si  può dare seguito almeno ad alcune parti dell'ordine del giorno.
  Ricordo  che  ci sono delle mozioni che giacciono languidamente  da
  settimane  anche perché di lavoro non ce ne mancherà.  La  prossima
  settimana,  ci  sarà la pausa per le celebrazioni della  Patrona  e
  vorrei  capire  perché  non  possiamo  continuare,  se  lei  magari
  volesse, con un piccolo sforzo, almeno a discutere le mozioni, così
  le  mettiamo  nel dimenticatoio e si riesce ad andare  avanti.  Tra
  l'altro, ve ne sono due presentate dal mio Gruppo che riguardano le
  trivellazioni  e  che  sarebbero un segnale abbastanza  importante,
  visto  che  sabato  12 luglio ci sarà una grande manifestazione  di
  protesta nei territori di Scicli contro le trivellazioni on  shore,
  quindi  su  terraferma - non so se l'Assemblea ne  è  al  corrente,
  penso  di si - e sono numerose le sigle di albergatori di tutta  la
  zona   del  ragusano  che  stanno  protestando  in  maniera  ferrea
  sull'argomento,  i  sindaci,  le  associazioni  ambientaliste   che
  chiedono di capire con chi hanno a che fare.
   Se da una parte, infatti, questo Governo si è insediato e ha vinto
  le  elezioni parlando di sostenibilità e tutela dell'ambiente,  non
  si   capisce  come  mai  oggi  si  vada  avanti  con  permessi   di
  trivellazioni. Idem per quelli off shore.
   Un  paio  di settimane fa, ero intervenuta sullo stesso argomento.
  La  Commissione Via Vas di Roma ha rimandato il parere, che  doveva
  rilasciare  la scorsa settimana a questa settimana, quindi  venerdì
  11 luglio si riuniranno per decidere anche del nostro futuro. E, da
  parte  del  Governo, che è l'unico sordo che non vuole sentire,  lì
  non  sta arrivando un messaggio chiaro: "lasciate in pace il nostro
  mare;  non  abbiamo  bisogno  di energia  fossile".  Abbiamo  preso
  un'altra direzione. I territori, i sindaci, le associazioni e anche
  parte dell'Assemblea, spero tutta, approverà la mozione.
   Non  vogliamo che avvengano trivellazioni per una serie di  motivi
  che  sono  indicati  nella  mozione che  vogliamo  si  discuta,  se
  possibile, anche oggi perché altrimenti se ne parlerà a settembre.
   Mi sembra chiaro, ormai, che non c'è tempo neppure per gli atti di
  indirizzo. Un  messaggio, però, è chiaro, non vogliamo che  vengano
  dati permessi di trivellazioni e, se mi sarà concesso, illustrerò i
  vari motivi perché non vogliamo neanche i permessi di ricerca.
   Vorrei, quindi, che il Presidente, visto che c'è la vicepresidente
  della  Regione - insomma, non mi sembra l'ultima ruota del carro  -
  potesse,  come assessore di questo Governo, esprimersi e discuterne
  qui in Aula.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Foti. Penso di  potere  rispondere.
  Abbiamo  già  affrontato mille volte questo  argomento.  Credo  che
  anche l'altra volta avevamo chiesto all'assessore Valenti se avesse
  una delega per potere discutere di queste mozioni e mi era sembrato
  che questa delega non l'avesse. Per cui, aprire delle mozioni senza
  poterne  discutere, visto l'importanza che lei ha citato,  con  gli
  assessori incaricati, sarebbe assolutamente sterile.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  tutti
  gli  interventi  che mi hanno preceduto sono stati  particolarmente
  importanti e tutti su temi fondamentali, ma mi sarei aspettato  una
  notevole  attenzione su un documento del quale  noi  abbiamo  avuto
  conoscenza  giovedì scorso e sul quale credo che la  maggior  parte
  dei  miei  colleghi  avrebbe dovuto porre  l'attenzione:  l'accordo
  sottoscritto dal Presidente della Regione in materia di economia  e
  finanza  regionale, con il Ministro Padoan in data  9  giugno  2014
  dove, di fatto, la Regione si impegna a non dare più corso a nessun
  contenzioso con lo Stato.
   Secondo  me è da stigmatizzare in maniera forte e puntuale  questo
  aspetto,  perché mi sono preso la briga di interpellare un  docente
  universitario  e,  in base ai contenziosi che  noi  conosciamo,  la
  piena  attuazione  dello Statuto permetterebbe, ipoteticamente,  un
  gettito di finanza pubblica aggiuntivo rispetto a quello attuale di
  una  cifra  che  oscilla  tra i 4 e i 5 miliardi,  alla  quale  noi
  rinunciamo  per  i prossimi 4 anni. Non potremo più  dire  nulla  a
  fronte  di  quello  che  è oggetto della prossima  finanziaria,  la
   manovra  ter , questi 550 milioni di euro che ci permetteranno  di
  arrivare a fine anno.
   Io mi chiedo adesso con quale ratio viene effettuato un accordo di
  questo  genere,  senza comunicarlo a nessuno in questo  Parlamento,
  senza   nessuna  delibera  di  Giunta,  e  soprattutto,  con  quale
  vantaggio per la Regione. Di fatto noi ci troviamo ad aver  svilito
  qualunque  ipotesi  di attuazione dello Statuto  sotto  il  profilo
  economico,  abbiamo   castrato  la possibilità  di  sviluppo  della
  Regione  impedendo  che i nostri diritti abbiano  anche  la  minima
  possibilità di essere discussi.
   Per  questo  credo che sarebbe il caso che il Presidente  Crocetta
  venga  a  riferire in Aula su quello che è accaduto,  e  credo  sia
  fondamentale  che  questo  Parlamento prenda  atto  del  fatto  che
  l'ennesima  manovra  calata  dall'alto sulla  testa  dei  siciliani
  porterà semplicemente un disastro economico in questa Regione.
   Noi  non vorremmo che il Presidente Crocetta punti a diventare  un
  personaggio  storico  della nostra Regione, perché  continuando  su
  questa linea potrebbe essere accomunato ad altri personaggi storici
  come  Nerone o Attila, per la capacità di distruggere tutto  quello
  che sta toccando.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Gianni.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,  da
  parecchi  mesi  ho  denunciato  il  tentativo  di  delegittimazione
  dell'Assemblea, un'Assemblea che ormai è allo stremo dal  punto  di
  vista d'immagine e di sostanza. Certo, questo attacco all'autonomia
  della  Regione,  portato  avanti da più  parti,  da  più  soggetti,
  qualificati e non qualificabili nel tempo mi ha fatto riflettere.
   Qui  non parlerò del vice-prefetto di Siracusa che ha iniziato con
  un  mese  di ritardo questa fantomatica rivisitazione del conteggio
  delle  schede. Mentre si è iniziato con un mese di ritardo,  giusto
  il  tempo di far allagare il Tribunale, ora, in maniera rapida,  ha
  mandato  le  carte al Presidente del CGA. E non parlerò  di  questo
  "amico  del  giaguaro"  che è andato a prendere  le  carte,  le  ha
  portate  fuori, poi le ha riportate dentro, e poi non  so  cosa  ha
  fatto.  E  non  mi  fermerò  a parlare  del  falso  ideologico  del
  segretario  del  Presidente  del  Tribunale,  che  ha  indotto   il
  Presidente   del  Tribunale  in  errore.  Sono  convinto   che   la
  magistratura penale saprà arrestarli e farli parlare.
   Come  si  suol dire, le sentenze non si giudicano ma si applicano.
  Le  sentenze  però,  e  non  le 'porcherie'  perché  questa  è  una
  'porcheria'  portata avanti dal Presidente del CGA di Palermo,  una
  cosa  vergognosa e senza precedenti. Dopo sei volte che il  TAR  di
  Palermo  ha annullato qualsiasi richiesta degli 'amici' del  signor
  Gennuso, all'improvviso il CGA decide che bisogna guardare i numeri
  delle  schede  e  non decide su una mia denuncia, fatta  lo  stesso
  giorno  che sono state completate le operazioni di voto, quando  ci
  accorgiamo  che in una sessione sono stati raddoppiati i  voti  del
  partito di Gennuso.
   E'  passato un anno e 4 mesi e non abbiamo avuto nessuna risposta.
  E  invece  il  vice  prefetto di Siracusa  ha  tutto  il  tempo  di
  chiamarci  in  ritardo per iniziare le operazioni, per  comunicare,
  prima  ancora  che fosse comunicato agli avvocati o a  noi  stessi,
  prima  di  chiamarci come persone informate, o che dovevano  essere
  informate non dei fatti, ma sui fatti.
   Io  credo che questa Assemblea deve ringraziare il Presidente  del
  CGA perché in questa sentenza ignobile lui già immagina lo scenario
  di  azzeramento dell'Assemblea, perché la spending review deve fare
  risparmiare  soldi,  e  quindi  lui  si  sostituisce  all'Assemblea
  regionale ed al Governo della Regione, indicando modalità,  luoghi,
  punti,  e  decidendo,  questo  novello  napoleone,  per  tutti,   e
  decidendo  anche chi, come e quando bisogna dare conto e ragione  a
  chi l'elettorato ha dato torto sfacciato.
   Signor   Presidente,  questa  Assemblea  non  può   continuare   a
  nascondersi.    La    delegittimazione   è   diventata    plateale,
  l'autorevolezza dell'Assemblea e del suo Presidente è venuta meno.
   Diciamocelo  con estrema franchezza, qui non c'è più  il  voto  di
  scambio.
   Siamo  oltre e questa Assemblea non reagisce. Allora, come  diceva
  un mio vecchio collega di questo Parlamento  delle due la luna' non
   delle  due  l'una ,  o  la luna o il dito. Noi  non  possiamo  più
  nasconderci:  o abbiamo la capacità ed il coraggio  di  reagire  di
  fronte  a  questo attacco micidiale o è meglio che ce ne andiamo  a
  casa.
   Affrontare  una  campagna elettorale non è  un  problema  per  me,
  oramai  sono  un abituè, non dico che è una passeggiata  ma  è  una
  camminata.   Vorrei   sapere  però  come  facciamo   una   campagna
  elettorale,  considerato che due anni fa c'era il PDL ed  oggi  non
  c'è più, c'era il Partito Popolare ed oggi non c'è più, due anni fa
  c'erano  una  serie di partiti che oggi non esistono più.  Soltanto
  l'arroganza di un personaggio in cerca di autore, vuole  portare  a
  questa sentenza.
   Allora,  io  non  sono  di questo Governo, io sono  rappresentante
  dell'Assemblea,   e   il  mio  rappresentante   è   il   Presidente
  dell'Assemblea, che ha il dovere non di nascondersi  ma  di  venire
  allo  scoperto  perché  deve  poter  dire  come  il  conflitto   di
  attribuzione deve emergere in maniera chiara.
   Qui  c'è  troppa gente che ha la necessità di farci dire  e  farci
  fare  quello  che vuole. Io nella mia vita ho pagato  caramente  il
  fatto di essere uno con la schiena diritta, non mi faccio manovrare
  da nessuno ed ovviamente, come diceva l'onorevole Marziano, mi farò
  carico di denunziare non solo questo dipendente del Tribunale,  che
  ha  falsato tutto quello che ha falsato, ma anche tutti quelli  che
  hanno  scritto,  e  che scrivendo hanno scritto il  falso  in  atto
  pubblico, o hanno dato notizie infondate, o notizie che sono  state
  date  a  metà, per cui non c'è completezza. Io li inseguirò fino  a
  quando non avrò fatto chiarezza ed anche un po' di verità in questa
  triste  ed  ingarbugliata  vicenda che ci  sta  mettendo  tutti  in
  ginocchio.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
  ha facoltà.

   MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
  ribadirle  una  richiesta  con cortesia, con  moderazione,  ma  con
  determinazione.  Giace  all'ordine del  giorno,  concordata  con  i
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, una mozione a  mia  firma  mia
  relativamente all'immobile abbandonato di via Ingegneros a Palermo.
   Ad  ogni seduta d'Aula il Governo non si presenta ed allora chiedo
  alla  Presidenza di adottare un criterio che in passato  si  è  già
  adottato,  di  procede al prelievo della mozione senza  l'Assessore
  competente, oppure richiamare l'Assessore competente, perché non  è
  colpa nostra se il Governo non si presenta.
   Nello  specifico stiamo parlando di un complesso,  l'ex  complesso
  ospedaliero  di via Ingegneros, e gradirei che l'onorevole  Fontana
  mi ascoltasse perché conosce il sito, totalmente abbandonato.
   Ma  la  cosa  che fa sorridere, o forse farebbe piangere,  è  che,
  prima   di   abbandonarlo,   si  è  proceduto   ad   una   parziale
  ristrutturazione  dell'immobile,  opere  di  consolidamento   della
  struttura e di riqualificazione dell'area verde.
   La  mozione nello specifico parla dell'aerea verde, cioè di questa
  pineta   dove   è  stato  realizzato  un  bellissimo  impianto   di
  illuminazione,  che sarebbe immediatamente utilizzabile,  e  quindi
  chiedo   di   consegnare  quest'area,  che  in  questo  momento   è
  abbandonata  ed inutilizzata, al Comune, anche temporaneamente,  il
  quale  dovrebbe fare semplicemente una delimitazione dell'area  con
  la sola attivazione dell'impianto di pubblica illuminazione, perché
  solo questo è il costo che si dovrebbe affrontare.
   Ma  voglio  lanciare  un'altra riflessione,  cioè  che  questo  ex
  ospedale,  totalmente  abbandonato, è  oggi  dimora  dei  gabbiani.
  All'inizio era una cosa simpatica, ma oggi comincia a diventare una
  cosa veramente antipatica, perché quel grosso e imponente complesso
  ospedaliero,   oltre   che  essere  fatiscente,   potrebbe   essere
  utilizzato  in  altro  modo, potrebbe venirci  una  cittadella,  un
  assessorato, potrebbe essere dato in comodato d'uso, ma  certamente
  il nulla non è una cosa fattibile.
   Mi  dispiace  che qualche collega ci rimarrà male, ma pensavo  che
  già  si stesse aprendo la discussione generale sul disegno di legge
  sugli igienisti; le strutture sanitarie, quelle che funzionano, che
  si  occupano  di emergenza, sono già abbandonate e vanno  avanti  a
  stento. Ma come è possibile prevedere una figura del genere?
   Io  con l'onorevole Cimino ho incontrato due malati terminali, che
  ci  chiedevano la cortesia di poter incontrare il Presidente  della
  Regione ed avere un contributo per l'acquisto dei medicinali.
   Ma  già  non fa parte del servizio sanitario? No  Perché  c'è  una
  famosa  storia al riguardo: terapia Di Bella sì, terapia  Di  Bella
  no   Siccome la Regione, ovviamente, non può riconoscere la terapia
  Di   Bella,  hanno  costituito  un'associazione  e  chiedevano   un
  contributo da destinare all'Associazione attraverso la quale  poter
  attivare delle misure di sostegno.
   E potrei continuare, signor Presidente, perché i prontosoccorso in
  questo  momento sono nel totale abbandono sotto il profilo numerico
  e sotto il profilo strutturale, ce n'è sono alcuni che hanno ancora
  i  cavi  elettrici ispezionabili, cioè alla mercé di tutti,  e  noi
  proponiamo gli igienisti? Ma prima facciamo funzionare bene  quello
  che c'è, togliamo le vergogne che ci sono.
   C'è  un complesso ospedaliero abbandonato e qui la Corte dei Conti
  cosa  fa? Perché non chiama questo famoso ingegnere e questo famoso
  politico  che  non ho il piacere di conoscere, che ha  disposto  il
  recupero  della struttura, che di colpo è stata abbandonata  mentre
  si stava ristrutturando? Che fine ha fatto questo finanziamento? E'
  stato totalmente impegnato?
   E'  una mozione, signor Presidente, ma è importante, e non  è  una
  cortesia che mi viene fatta, per cui l'Assessore è chiamato a  fare
  il suo dovere.

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo non posso che prendere  atto  delle
  sue  dichiarazioni.  E' da più tempo che si  porta  all'ordine  del
  giorno  questa  mozione  ed approfitto del  fatto  che  abbiamo  la
  presenza dell'Assessore Valenti.
   Assessore, come vede la maggior parte degli interventi vertono sul
  fatto che molte volte non si riesce a procedere alla trattazioni di
  mozioni  per l'assenza del Governo. Noi la ringraziamo  per  essere
  presente, ma l'invito che formalmente le rivolgo è quello di far in
  modo  che  il  Governo,  in qualche modo, garantisca  non  solo  la
  presenza dell'Assessore, come oggi lei ha gentilmente fatto, ma  lo
  stesso  sia  anche delegato a poter trattare le mozioni  all'ordine
  del   giorno  in  modo  tale  che  l'Aula  possa  proseguire  nello
  svolgimento dei lavori previsti.
   Quindi, è un invito formale che le rivolgo e sono certo che lei se
  ne  farà  carico  parlandone con i membri della  Giunta  e  con  il
  governatore.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il  problema  del
  disegno di legge è avulso dalla rete ospedaliera, dai dipartimenti,
  da  quello  che  dobbiamo fare per mettere in  moto  un  meccanismo
  virtuoso  per la sanità. Potrei dire che, per esempio,  l'oncologia
  ematologica  di Catania non ha nemmeno i posti letto che  hanno  le
  altre due strutture di Messina e Palermo, pur essendo una struttura
  che accoglie molti più pazienti di Palermo e Messina. E' chiaro che
  dobbiamo   rivedere  il  quadro,  perché  la  spending  review   va
  benissimo, ma non può togliere la possibilità ai pazienti di  poter
  essere curati.
   Questo  disegno di legge dell'onorevole Picciolo è un  disegno  di
  legge  che  consente  a chi non ha le risorse economiche  di  poter
  avere  non solo le visite, ma anche le cure dei denti che  fino  ad
  oggi non hanno.
   PRESIDENTE.  Onorevole  Gianni sono  sicuro  che  avremo  modo  di
  affrontare  l'argomento quando la prossima settimana si  aprirà  la
  discussione generale sul disegno di legge.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.

   LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo sottoporre
  alla  sua  attenzione  ed  a quella dei colleghi  parlamentari  una
  vicenda  che  negli  ultimi giorni è stata più  volte  trattata  da
  diversi quotidiani e che riguarda un presunto accordo, che presunto
  non  è  più, tra la Regione - ma in questo caso il Presidente della
  Regione - e Ministero dell'Economia, dove si faceva riferimento  ad
  una  rinuncia  dei  contenziosi avviati da parte della  Regione  in
  tutte  le  sedi  giurisdizionali per ciò che concerne  il  rispetto
  anche delle norme statutarie e costituzionali.
   Io  non  so  se  e  fino  a  che punto questo  accordo  sia  stato
  deliberato  dalla Giunta regionale, potremmo chiedere all'Assessore
  Valenti  se è passato da una delibera che ha accordato il  consenso
  della Giunta regionale ad un atto così importante e così grave  che
  lede la dignità di cinque milioni di cittadini siciliani.
   Ma,  signor  Presidente, non mi risulta, da componente  di  questa
  Assemblea,  che  sia stato udito questo Parlamento su  una  vicenda
  così  delicata e così fondamentale per le norme e per il futuro  di
  questa Terra. Né tanto meno mi risulta che vi siano norme nazionali
  che  diano copertura a questa operazione, e penso alla legge 42 del
  2009 o alle altre norme sul federalismo fiscale. Né mi risulta  che
  si  sia proseguita, ma questa è un'altra storia, la vicenda che dal
  giugno  del  2012  voleva  che gli spazi di  autonomia  finanziaria
  accordati  a questa Regione venissero ampliati o comunque garantiti
  sulla  base di un rapporto dialogico che già si era avviato con  la
  Regione.
   Ecco,  signor Presidente, io le chiedo, e la ringrazio per i pochi
  minuti  che  lei  mi concede in base al Regolamento,  di  convocare
  urgentemente quest'Aula e di invitare il Presidente della Regione e
  gli  Assessore competenti affinché non si veda sminuito il  potere,
  le  prerogative di questo Parlamento, in modo così volgare da parte
  di  altri  appartenenti  alle Istituzioni. Penso  che  sia  davvero
  l'inizio  di una fine, e certamente conosciamo l'inizio,  ma  ahimé
  non conosciamo la fine.
   Signor  Presidente,  faccia  da  argine  a  questo  fenomeno   che
  purtroppo  va  dilagando  e  convochi  al  più  presto  una  seduta
  straordinaria  dove  si possa chiedere conto a  chi  di  dovere  di
  queste   azioni  e  di  questi  atti,  che  non  definirei  nemmeno
  legittimi,  ma  irriguardosi non di questo  Parlamento,  ma  di  un
  popolo intero.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a dir la verità
  in  un  primo  momento  non  volevo  intervenire  però  sono  stato
  stimolato  da  due cose. La prima è relativa agli interventi  fatti
  dai  colleghi  di Siracusa sull'esito della sentenza  del  CGA.  Io
  penso  che  un  popolo  che  non ha certezza  del  proprio  mandato
  elettorale,  non  ha  certezza  delle  elezioni,  dell'esito  delle
  elezioni,  un popolo a cui viene tolto quello che è il  volere  del
  popolo, non è un popolo civile.
   Noi rischiamo davvero di perdere quelle che sono le poche certezze
  che la nostra democrazia ha, perché quando qualcuno si permette  di
  riuscire a sabotare un'elezione, dove partecipano forze dell'ordine
  dentro  le  Sezioni,  dove ci sono funzionari di  Enti  locali,  di
  Prefettura,   e  pensare  che  c'è  qualcuno  che  possa   muoversi
  all'interno  di  quelli  che sono ambienti  così  delicati  e  così
  controllati a tal punto da far saltare l'elezione in una provincia,
  significa  davvero  che  noi stiamo perdendo  quelle  che  sono  le
  fondamenta,  le  cose essenziali che rendono  la  nostra  una  vera
  democrazia.
   Io  mi auguro che la magistratura faccia veramente luce su questo,
  e  mi  auguro  che sia più che veloce, velocissima  affinché  metta
  chiarezza,  metta  luce su coloro che sono stati  gli  artefici  di
  questa  immensa   porcheria , perché non riesco ad  individuare  un
  termine diverso, e vi chiedo perdono per utilizzarlo.
   Signor Presidente, davvero non mi sembra quello lì il termine  più
  appropriato.  Qui  non  c'è  da dare  solidarietà  ai  colleghi  di
  Siracusa, qui c'è da dare solidarietà alla nostra democrazia  ed  a
  questo  Parlamento,  e  non posso pensare che  qualcuno  cerchi  di
  sostituirsi al ruolo ed ai poteri del Parlamento.
   Io  prego  la  Presidenza e la Segreteria Generale  di  verificare
  bene,  sentenza alla mano, se quello che sta succedendo è  conforme
  alle  norme  approvate da questo Parlamento o se per  caso  si  sta
  andando oltre, perché se realmente le cose che sono state dette qui
  dentro  dovessero  corrispondere al vero, e cioè  che  ci  troviamo
  davanti  ad  un  non  rispetto  di  una  norma  chiara  di   questo
  Parlamento,  non possiamo fare sconti a nessuno, così  come  sconti
  nessuno  ne  fa  a  noi.  E'  una questione  di  autorevolezza,  di
  prestigio  di quella sedia, di quella poltrona e delle altre  90  e
  siccome  come dicevano i latini  cà nun ci ciovi  , io queste  cose
  le  dico  e  le  dico con chiarezza, con immenso  rispetto  ma  con
  altrettanta determinazione. Quindi affido a lei, Presidente, queste
  riflessioni,  che sono riflessioni importanti, e noi  non  dobbiamo
  fare  l'errore  di  chiudere questa vicenda come  un  problema  dei
  siracusani: questo sarebbe un errore che non condivido, non  voglio
  essere  presuntuoso, c'è una impostazione che non  condivido  e  ci
  tengo ad esprimere la mia opinione.
   Il  secondo  motivo  che  mi  ha indotto  ad  intervenire,  signor
  Presidente, e mi aspettavo che qualcuno dicesse qualcosa in  merito
  ad  un  fatto che può sembrare banale ma banale non è, è il  crollo
  del  viadotto  nella strada provinciale 626, che  poteva  fare  una
  strage.
   Noi   stiamo  perdendo  tutte  le  nostre  strade  e  siccome   le
  responsabilità, al di là di quelle penali, sono anche morali, e per
  me  sono  che sono stato amministratore, sono altrettanto  pesanti,
  noi  dobbiamo fare qualcosa. Come Parlamento, secondo me,  dobbiamo
  avviare  una  mappatura attraverso le apposite  Commissioni,  dello
  stato  dell'arte, delle condizioni di come si trovano le principali
  arterie  della nostra isola e qual'è il calendario di manutenzione:
  da  quando sono avvenute le manutenzioni, da quando tempo non se ne
  fanno,  cose ovviamente che rimangono a verbale in quest'Aula.  Non
  aspettiamo  nessuno,  né  Governi,  né  sottogoverni,  né   Europa,
  facciamo questo lavoro nostro.
   Ultima cosa e concludo, è il problema delle trivellazioni:  io  ho
  seguito  l'intervento dell'onorevole Foti: noi  dobbiamo  fare  una
  battaglia seria.
   Io  sono  l'ex sindaco di Ragusa che quando si avviò tutto  questo
  percorso   fece  una  delibera  di  giunta  dicendo  di   no   alle
  perforazioni  a  mare.  Ma il sindaco di Ragusa,  che  oggi  è  del
  Movimento  Cinque Stelle, mi volete dire dov'è un  suo  intervento?
  Uno   Uno,  un intervento  Per favore, vi prego di portarmelo  qui
  Attenzione,  io non ho la sindrome dell'allontanamento dal  Comune.
  Vi assicuro che il mio è un intervento di una serenità

   PRESIDENTE. La prego di avviarsi alla conclusione, perché  abbiamo
  superato abbondantemente i minuti a disposizione.

   DIPASQUALE Io vi dico che le battaglie, per essere coerenti, avete
  un sindaco di un comune capoluogo, uno qui in Sicilia, ed è proprio
  il  sindaco  di Ragusa. Ma può essere che apriamo i giornali  e  in
  testa a questa battaglia c'è il sindaco di Palermo? Questo ho letto
  io, e questo abbiamo letto tutti
   Allora,  se posso permettermi - per essere voi coerenti  -  io  vi
  stimo  e vi rispetto, però spiegateglielo che per non delegittimare
  il vostro lavoro lui deve fare la sua parte e la deve fare bene.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Arancio.  Ne  ha
  facoltà.

   ARANCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  concordo  con
  l'onorevole Dipasquale su due punti che ha trattato.
   Il  primo  per  quanto riguarda i viadotti, perché non  è  l'unico
  viadotto  che  è  crollato,  ma anche  sulla  Gela-Caltanissetta  è
  crollato un altro viadotto. Quindi, sarebbe opportuno allertare  le
  Protezione  civile o i Geni civili, perché si facesse una  verifica
  dello  stato di tutti i viadotti della nostra Sicilia,  perché  per
  ben due volte si sono, per poco, sfiorate tragedie.
   Quindi, penso che questo sia un punto necessario e ritengo che  il
  Governo  debba trattare attentamente la questione e prendere  tutte
  le  misure  necessarie per prevenire, affinché  non  succeda  altre
  volte  che  un  viadotto  crolli.  Pertanto,  mi  trovo  pienamente
  d'accordo con il collega Dipasquale.
   Solidarietà ai colleghi della provincia di Siracusa. Anche  io  mi
  associo  all'onorevole Dipasquale, dicendo che  questa  non  è  una
  questione  dei  colleghi  della provincia  di  Siracusa,  ma  è  un
  problema di tutto il Parlamento siciliano. Io non so se ci sono gli
  estremi.  Il  collega Bruno Marziano parlava di  costituirsi  parte
  civile:  io  penso che tutto il Parlamento debba costituirsi  parte
  civile.
   Signor  Presidente,  la  invitavo - naturalmente,  studiando  bene
  tutti  gli  atti processuali - se ci dovesse essere la possibilità,
  che  il  Parlamento  si  costituisca parte civile,  che  questo  si
  faccia   Perché  penso  che  sia una necessità  per  rispettare  le
  istituzioni  e  per rispettare la democrazia. Perché la  narrazione
  del  fatto che ho sentito dai vari parlamentari mi sembra che  vada
  al di là di fatti che possano succedere nelle umane democrazie.
   Signor  Presidente,  io intervengo questa sera,  per  lanciare  un
  grido  di  allarme per un grave disagio sociale che sta vivendo  il
  mio  territorio. Attualmente, nella raffineria di Gela tutte e  due
  le  linee di produzione, la linea 1 e la linea 2, sono bloccate. Ci
  sono sit-in di lavoratori che sono davanti alla fabbrica da più  di
  due giorni, che stanno protestando e hanno ragione di protestare: è
  stato  disatteso  un  programma, che è stato presentato  il  luglio
  scorso,  proprio un anno fa, dall'Eni. L'Eni è venuta a presentarlo
  al   Governo,  è  venuta  a  presentarlo  in  Commissione  Attività
  produttive,  di  cui io faccio parte, un programma  in  cui  doveva
  riconvertirsi  la raffineria di Gela da benzina a  gasolio,  perché
  sono  venuti a dirci che dal punto di vista commerciale  era  molto
  meglio produrre gasolio perché veniva più ricercato dal mercato.  A
  distanza di un anno cambia il management dell'ENI, Descalzi  decide
  che  non si debba più raffinare, perché la raffinazione non  è  più
  conveniente, si guardano gli interessi degli azionisti.
   Nel  nostro  territorio, così come negli altri territori  dove  ci
  sono le raffinerie, noi abbiamo avuto la devastazione dal punto  di
  vista   ambientale  del  nostro  territorio,  abbiamo  avuto   nati
  malformati,  abbiamo  avuto  patologie  tumorali,  sicuramente   in
  aumento del 40 per cento rispetto agli altri territori. Non si sono
  fatte  tutte  le  bonifiche,  alcune  si  sono  fatte;  non  è  che
  improvvisamente  si  può  decidere di prendersi  le  cose  buone  e
  lasciare ai territori le cose cattive
   Questo  è  un momento drammatico perché ci troviamo, dal punto  di
  vista  economico, in una situazione drammatica. Quindi, la chiusura
  dello stabilimento, ma non solo di Gela, perché questa decisione  a
  catena   si   ripercuoterà  su  tante  altre  raffinerie,   metterà
  ulteriormente in ginocchio l'economia di questa isola che già  vive
  momenti drammatici.
   E'   stata  presentata  una  mozione  a  firma  mia  e   a   firma
  dell'onorevole  Federico per trattare di questo argomento,  perché,
  Presidente,  noi  siamo - e mi rivolgo anche  al  Presidente  della
  Regione rappresentato dall'Assessore Patrizia Valenti - affinchè si
  tratti  coinvolgendo anche il Governo nazionale e  anche  il  primo
  ministro su questa situazione, perché è una situazione molto  grave
  e  potremmo anche arrivare, qualora non ci fosse da parte  dell'ENI
  la  possibilità  di  rivedere le loro posizioni,  anche  quella  di
  revocare  le  concessioni  che loro hanno  nel  nostro  territorio,
  perché  non possono avere le cose buone e poi abbandonare in questo
  momento  così drammatico, in quanto pensare ad una diversificazione
  in questo momento ad altri tipi è veramente allucinante.
   Quindi, è un grido di allarme che lancio all'Assemblea, a tutti  i
  colleghi  deputati  ed è un grido d'allarme che lancio  al  Governo
  siciliano.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Arancio anche per  avere  acceso  i
  riflettori anche su questo drammatico momento che stanno vivendo  i
  cittadini di Gela e non solo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO. Signor Presidente, intervengo per due ragioni. La prima è
  legata  al  grido  di allarme che ho avuto modo  di  ascoltare,  in
  maniera  anche  competente  e  approfondita,  da  parte  di  alcuni
  colleghi che mi hanno preceduto.
   Vedete,  se  ad  intervenire fossero  stati  solo  i  colleghi  di
  Siracusa,  probabilmente, avremmo potuto pensare ad  un  intervento
   pro  domo loro  per usare una frase mezza latina e mezza italiana.
  E  però,  l'intervento di colleghi che solitamente  non  parlano  a
  caso,  mi ha fatto riflettere, intanto perché io credo che  dopo  i
  recenti  accadimento  che hanno riguardato  i  Gruppi  parlamentari
  relativamente alla vicende che ci hanno visti mi verrebbe  da  dire
  contrapposti,  che  ci hanno visto interlocutori  della  Corte  dei
  conti, io credo che sia arrivato il momento, essendo questo non  un
  Consiglio  comunale  ma un Parlamento, che ci si  appropri,  ci  si
  riappropri  meglio delle prerogative di un Parlamento,  non  perché
  qualcuno  qui  abbia  qualcosa da nascondere, non  perché  qualcuno
  debba  temere dai propri comportamenti, ma perché io credo che  dal
  combinato disposto degli interventi di tutti i colleghi emerga  una
  realtà  che  io esprimo con grande apprensione perché mi  augurerei
  che  non  fosse vero, ma devo dire che se fosse vero, ne basterebbe
  la metà.
   Allora, rispetto a quello che è stato sottoposto all'attenzione di
  questa  Presidenza, io credo che non si possa e che  non  si  debba
  fare   spallucce,  credo  che  questa  vicenda  vada   approfondita
  nell'interesse della credibilità o di quel poco di credibilità, che
  ancora resta per la politica e per quest'Assemblea, per la politica
  e per questo Parlamento.
   Ci sono dei principi di diritto rispetto ai quali noi non dobbiamo
  e non possiamo arretrare.
   Io   non   sto   esprimendo  sentenze,  non  conosco  in   maniera
  approfondita il tema,  però siccome chi ha parlato ci ha  messo  la
  faccia  o  c'è  un'epidemia di follia oppure c'è qualcosa  che  non
  funziona  Se c'è qualcosa che non funziona il riferimento  non  può
  che essere la Presidenza dell'Assemblea.
   Presidente   Venturino,  sciogliamo  alcuni   nodi,   torniamo   a
  guardarci,  con  serenità  e  con  il  prestigio  che  deve   avere
  quest'Assemblea in faccia ed affrontiamo le cose, se del caso e per
  una volta, col petto in fuori. Ne guadagneremo tutti.
   Così  come sono convinto ne guadagneremo tutti se presto  arriverà
  in Aula il disegno di legge sui testimoni di giustizia.
   Avevamo saputo che il disegno di legge, non facendo parte della  I
  Commissione ed è per questo che chiedo notizie a lei, non solo  era
  stato  positivamente  esitato,  ma  era  anche  pronto  per  essere
  trasmesso  in Aula. Si era anche stabilito un quantum che  non  era
  una  cifra  straordinaria, ma era comunque  in  tempi  di  spending
  review  una cifra importante, perché sono stati stanziati 180  mila
  euro per questi sei mesi e 390 mila euro per il 2015.
   Mi  risulta  che  i testimoni di giustizia, che in questo  momento
  avrebbero   diritto   ad  attingere  a  questa,   tra   virgolette,
  graduatoria sono 11. Conosco il disegno di legge perché lo  abbiamo
  fatto in Commissione Antimafia.
   Presidente  Venturino, parliamo di prestigio, parliamo di  lavoro,
  parliamo  di  dare  segnali  concreti, reali,  dentro  e  fuori  da
  quest'Assemblea. Oggi, le stiamo dando due temi, uno più importante
  dell'altro, entrambi straordinariamente importanti. Approfondite il
  primo  tema,  faccia  in  modo che alla prossima  seduta  utile  il
  disegno  di  legge sui testimoni di giustizia venga in Aula  perché
  sia   prontamente  esitato.  Sono  certo  che  l'Aula   lo   voterà
  all'unanimità.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, brevemente prima di dare la parola
  all'onorevole  Figuccia,  vorrei  un  attimo  tornare   sul   punto
  precedente trattato dall'onorevole Arancio.
   Sulla  base  di  quanto detto dall'onorevole  Arancio,  invito  il
  Presidente  della  Commissione,  onorevole  Marziano,   di   indire
  immediatamente un'audizione con i dirigenti dell'Eni per  venire  a
  spiegare  le ragioni che hanno portato ad un cambiamento  di  rotta
  circa  quello  che era stato discusso nel luglio dell'anno  scorso.
  Quindi,  prego la Commissione di attivarsi e di fare in  fretta  in
  tal  senso.  Non mi risulta, ad oggi, che sia stata indetta  alcuna
  audizione.  Per  cui, la invito formalmente a procedere  in  questa
  direzione.

   MARZIANO. E' stata richiesta l'audizione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marziano.
   Per  quanto  riguarda  l'intervento  dell'onorevole  Cordaro,  che
  condivido  pienamente, ricordo però all'onorevole  Cordaro  che  il
  disegno  di legge in questione non è oggi in Aula perché è  tornato
  in  I Commissione.  Quindi, a proposito di lavoro, se accelerate  i
  lavori e passate al voto finale sono certo che arriverà in Aula.

   CORDARO. Non faccio parte della I Commissione.

   PRESIDENTE. Lei mi ha chiesto notizie,  le sto rispondendo  che  è
  arrivato.  La II Commissione ha dato il parere positivo, è  tornato
  in   I  Commissione.  Ho  parlato  proprio  all'inizio  d'Aula  con
  l'onorevole  Cracolici,  pregandolo di  fare  in  fretta,  per  cui
  speriamo  di portarlo in Aula. Grazie, onorevole Cordaro  per  aver
  segnalato alla Presidenza quanto da lei esposto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, giusto una considerazione rispetto al
  testo.  Stamattina, in realtà, in I Commissione abbiamo  affrontato
  la  questione  e  devo dire che si sono creati  elementi,  ove  era
  possibile,  di ulteriore complessificazione, perché  da  parte  del
  Governo  è  arrivata  l'istanza di istituire  l'ufficio  presso  la
  Presidenza  della  Regione  che,  in  qualche  modo,  andrebbe   ad
  esautorare le competenze di alcuni assessorati con riferimento,  ad
  esempio, al Dipartimento Famiglia.
   Questo, ovviamente, sta generando ulteriori elementi di confusione
  e  credo  che  potrà  -  questo lo dico come  vicepresidente  della
  Commissione  Affari istituzionali - creare ulteriori rallentamenti.
  Questo  è  un  problema. Vedremo adesso il Governo quali  posizioni
  vorrà assumere per dirimere questa questione.
   Una  nota,  invece,  rispetto a quanto è  stato  posto  prima  dai
  colleghi,  a  partire dall'intervento dell'onorevole Coltraro  che,
  giustamente,  faceva  riferimento alla  vicenda  siracusana  ed  in
  particolar   modo  alla  sentenza  del  CGA.  Una   sentenza   che,
  evidentemente,   in  Sicilia porta a votare qualcosa  come  8  mila
  persone,  complessivamente credo si tratti di  otto,  nove  sezioni
  distribuite  in due comuni, Pachino e Rosolino, che potrebbe  avere
  ripercussioni  sull'andamento e, perché no,  anche  sull'assetto  e
  sugli  equilibri  di questo Parlamento, perché  potrebbe  andare  a
  rideterminare  le  quote di attribuzioni in termine  percentuali  a
  ciascun  partito,  andando ad intervenire, ove  potrebbe  succedere
  anche  questo,  sulla soglia di sbarramento del 5  per  cento.  Noi
  chiaramente  riteniamo che questo non solo vada  in  contrasto  con
  l'articolo 61 della legge regionale, ma va in contrasto  anche  col
  nostro  stesso Statuto, va in contrasto con l'articolo 3,  comma  1
  del  nostro  Statuto  che, invece, chiaramente  garantisce  potestà
  primaria in materia elettorale.
   Quindi,  questo  lederebbe, evidentemente, le  nostre  prerogative
  statutarie, andrebbe a violare anche le prerogative parlamentari  e
  quindi  noi  su  questo,  come Gruppo  di  Forza  Italia,  vorremmo
  chiedere   che  venisse sollevato un conflitto di  attribuzione  da
  parte della Presidenza della Regione.
   Per quanto riguarda invece le questioni che verremo ad affrontare,
  ormai credo nella prossima seduta, sul disegno di legge che attiene
  la sanità, può per carità ha assunto delle questioni importanti, ma
  io vorrei chiedere al Governo e, ovviamente, anche oggi, Presidente
  Venturino, non c'è l'Assessore per la sanità per cui probabilmente,
  anzi  sicuramente, non potremo entrare nel merito della discussione
  di  questo testo, ma mi chiedo come mai questo Governo assente,  ad
  esempio,  parlando di sanità non decida di affrontare la  questione
  dei pronto soccorsi.
   Ovviamente,  l'estate ormai è arrivata. In tante  città  d'Italia,
  come  Venezia,  Firenze,  Roma, Napoli i  pronto  soccorsi  vengono
  attenzionati  come  priorità; viene,  in  qualche  modo  fatta  una
  richiesta  da  parte  dei  governi  regionali  alla  quale  seguono
  giustamente  gli  atti consequenziali, ovvero il potenziamento  dei
  pronto  soccorsi  in  questo periodo di sovraffollamento,  di  sale
  d'attesa che diventano lager dove i nostri cittadini sono costretti
  a   stare   lì  come  fossero  davvero  animali  tenuti  in   spazi
  assolutamente inadeguati ad accogliere chi si reca in una struttura
  ospedaliera, peraltro per condizioni di emergenza.
   Allora, su questo credo ci siano dei ritardi imperdonabili,  delle
  inadempienze  imperdonabili da parte  del  Governo  che  più  volte
  sembrava  dovere  affrontare  la questione  legata  alle  dotazioni
  organiche  delle 17 Aziende, cosa che non è stata fatta, con  buona
  parte   dei   tavoli  tecnici  che  erano  stati   fatti   con   le
  organizzazioni  sindacali e con riferimento  agli  operatori  della
  sanità,  infermieri,  medici e via dicendo,  con  delle  situazioni
  assolutamente  esplosive, come, ad esempio,  gli eterni  lavori  di
  ristrutturazione del Policlinico di Palermo, con  la  rete  legata,
  appunto,  al  pronto  soccorso; con il cantiere  aperto,  sempre  a
  Palermo,  del centro di eccellenza materno-infantile  e  con  tante
  altre  realtà  che  non mi dilungo in questa sede a  rappresentare,
  cosa  che farò - e questo l'ho già condiviso con la stampa e alcuni
  colleghi  del mio Gruppo parlamentare - noi su questo, come  Gruppo
  Forza  Italia, faremo una Commissione d'inchiesta per  valutare  la
  condizione  dei  pronto soccorsi in Sicilia o avvieremo  in  questo
  stesso  mese di luglio un'indagine dalla quale raccoglieremo quello
  che  viene rappresentato dai pazienti e dagli utenti che si  recano
  nei  pronto soccorso, e di questo, chiaramente, renderemo conto  al
  Governo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  la
  notizia  è di queste ore, possiamo dire, e il collega Arancio  l'ha
  appena  richiamata da questa tribuna: l'ENI di Gela  ha  deciso  di
  revocare  le  determinazioni assunte lo scorso anno e, quindi,  non
  opererà  più  gli  investimenti  di  circa  700  milioni  di   euro
  nell'impianto    gelese   che   avrebbero    garantito    stabilità
  occupazionale.  Verranno  chiusi due rami  produttivi  del  colosso
  petrolchimico gelese, con serio pregiudizio per il posto di  lavoro
  di circa tremila lavoratori, tra diretto e indotto.
   Potremmo  dire  che  è l'epilogo di una vicenda  che  si  trascina
  stancamente  da  diversi  decenni  ormai;  una  storia   fatta   di
  illusioni, di speranze, di sfruttamenti, di sottomissioni da  parte
  della Sicilia. E' la logica perversa di un modello di sviluppo  che
  è nato male ed è andato avanti peggio.
   I  nodi adesso sono arrivati al pettine. Noi abbiamo il dovere  di
  interrogarci  per  sapere cosa sarà della sorte degli  impianti  di
  Gela, ma anche di quelli del siracusano e, perché no, di quelli  di
  Milazzo.  Abbiamo il dovere di chiederci quale sarà  la  sorte  dei
  lavoratori in una delle fasi acute più difficili della Sicilia  dal
  punto  di vista socio-economico. Abbiamo il dovere di chiederci  se
  sia  opportuno  che  l'ENI, dopo avere attinto  abbondantemente  ai
  benefici pubblici, adesso ritenga di dover tirare i remi in  barca,
  assestando un altro duro colpo alla già precaria e quasi  cianotica
  economia siciliana.
   Signor Presidente e signor Assessore, io credo che prima o poi  la
  Regione,   nelle  sue  articolazioni,  nell'organo  di  governo   e
  nell'organo assembleare, debba porsi il problema di come  coniugare
  la  salute  e  il lavoro. Taranto non è molto lontana da  noi,  non
  soltanto  geograficamente, anche per analogia  con  una  sorte  che
  potrebbe essere uguale a quella della città pugliese.
   Il  collega Arancio, da sanitario, da medico, ha citato poco fa le
  patologie che si sono largamente diffuse tra le comunità che vivono
  nella  zona  del  gelese, non riconducibili al 100 per  cento  agli
  effetti  devastanti  di  quello  stabilimento,  ma  che  certamente
  meriterebbero  un  approfondimento in termini  scientifici.  Stessa
  cosa è stata denunciata, nel corso degli anni, per gli abitanti del
  siracusano e per quelli che vivono nell'area circostante  la  città
  di Milazzo.
   Coniugare  salute e lavoro io credo che sia un impegno  categorico
  che  la  Regione siciliana non solo deve pretendere, ma deve  anche
  contribuire a garantire.
   Per  queste  ragioni, alla luce della crisi di queste  ultime  ore
  successive alla notizie diramate dall'Eni, io mi sento, a nome  del
  mio  Gruppo,  di  esprimere vicinanza e solidarietà  ai  lavoratori
  impegnati  in una serie di iniziative di protesta e chiedo  a  lei,
  Presidente,  di adoperarsi presso il Governo della Regione,  ma  lo
  chiedo  con lo stesso stato d'animo all'assessore Valenti, affinché
  venga dedicata una seduta d'Aula in un confronto aperto e libero su
  questo  drammatico problema e in generale sui colossi petrolchimici
  siciliani.
   Credo che abbiamo il dovere di approfondire un tema che, al di  là
  degli aspetti sociali e delle ricadute sul piano lavorativo che già
  si  preannunciano disastrose e drammatiche, noi abbiamo  finalmente
  il  dovere,  dopo 50 anni dagli insediamenti di questi  mostri,  di
  capire  come  possiamo avviare una riconversione  industriale,  una
  riconversione produttiva che salvaguardi il diritto alla  salute  e
  al   tempo  stesso  quello  al  posto  di  lavoro.  Grazie,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Musumeci. Nel  condividere  il  suo
  intervento, mi permetto di dire che più che il dovere noi  abbiamo,
  a  questo  punto  dopo 50 anni, il diritto di avere delle  risposte
  certe  ed  è  per  questo motivo che rinnovo  l'invito  alla  terza
  Commissione  di convocare urgentemente una audizione dei  dirigenti
  dell'Eni e con la presenza del Governo.
   Sono  certo  che  l'assessore Valenti si farà  carico  di  portare
  questo  messaggio all'Assessore preposto per cercare di trovare  la
  soluzione adeguata al problema appena esposto.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.

   GIANNI.  Signor Presidente, già un anno e mezzo fa, io ho  mandato
  una  lettera  al Presidente della Regione, esattamente nel  gennaio
  2013,  nella quale chiedevo di intervenire per fare una intesa,  un
  accordo con l'Eni e con l'Enel per fare partire i lavori da un lato
  di  ristrutturazione dell'Eni di Priolo, e di Gela e dall'altro per
  fare  ripartire i rigassifigatori. di Porto Empedocle. Lettera  che
  io  ho  inviato  10 giorni fa alla II Commissione, nella  quale  lo
  richiamavo a questa operazione. Io so che il Presidente ne ha preso
  atto e sta verificando.
   Io  credo  sia  opportuno  che da un lato  l'Assemblea  faccia  un
  dibattito  approfondito  e  dall'altro,  come  lei  giustamente  ha
  suggerito,   si   faccia  un  ragionamento  più   approfondito   in
  Commissione, sapendo che da un lato c'è un lungo passato  fatto  di
  morti,  di  malattie  e di mancanza di attenzione  del  territorio,
  dall'altro  c'è  anche il fatto che, oltre al danno  la  beffa,  le
  risorse   che   avrebbero  dovuto  pagare  in   Sicilia,   a   nome
  dell'articolo 37, sono state pagate altrove.
   Io  vedo che oggi l'Eni, che per il 30 per cento fino ad oggi è di
  proprietà  dello  Stato, non può fare quello che  sta  facendo.  Il
  Presidente  della  Regione deve andare in  Consiglio  dei  Ministri
  perché si parla di un problema della Regione. L'Eni in Sicilia  non
  può  fare quello che gli pare  E' il momento di dire basta a  tutte
  queste  sopraffazioni di ogni ordine e grado, locale,  regionale  e
  nazionale.


   Presidenza del vicepresidente Venturino


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  mercoledì,
  16 luglio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  -  Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -  Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
                 l'esercizio finanziario 2013 . (n. 788/A)

               Relatore: on. Dina

             2)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della regione siciliana recante  Disposizioni in tema d
                 impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
                 strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
                 riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
                 771/A)

               Relatore: on. Ciaccio

             3)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
                 (n. 475/A) (Seguito)

               Relatore: on. Picciolo

             4)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             5)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             6)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             7)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Savona

   III - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonchè alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                       PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
                           CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
                       MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
                                                     LA ROCCA- ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                           FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
                       CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                       - PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
                                                    ZAFARANA - ZITO
   IV - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                          GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
                                                 ANSELMO - GERMANA'
   V  -  Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                           GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
                                                    RAGUSA - CIRONE
   VI  - Discussione della mozione:

         N. 233 - Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre  2013)

                       MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
   VII - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                             GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
                                                           CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 18.30

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

                  Risposte scritte ad interrogazioni
            Rubrica «Autonomie locali e funzione pubblica»

   RAIA.  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore per  i  beni
  culturali  e  l'identità siciliana e all'Assessore per  l'economia,
  premesso che con il decreto del 14 aprile 2000 dell'Assessorato  ai
  beni  culturali  e  ambientali della Regione siciliana,  pubblicato
  nella  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana - serie  concorsi
  n.  4,  è  stato  bandito un concorso per '97 posti  di  Assistente
  tecnico restauratore';

   ricordato che:

   solo  nel  2005, e precisamente il 16/11/2005, con  il  D.D.G.  n.
  8375,  pubblicato sulla G.U.R.S. serie speciale concorsi n. 16  del
  25/11/2005, è stata approvata la graduatoria provvisoria;

   gli  esclusi alla graduatoria provvisoria sono ricorsi al  T.A.R.,
  da  cui,  già alla fine del 2006, hanno ricevuto parere  favorevole
  alla riammissione;

   l'Assessorato BB.CC.AA., tuttavia, non ha proceduto  alla  stesura
  della  graduatoria definitiva, preludio alle assunzioni,  spingendo
  uno degli interessati ad adire alle vie legali, procedendo con atto
  di  diffida  nel  luglio  2008, alla messa  in  mora  dello  stesso
  Assessorato e del Dipartimento regionale e a chiedere al T.A.R.  la
  nomina  di  un  commissario ad 'acta' per  provvedere  in  caso  di
  ulteriori inadempimenti;

   con  la  sentenza  n.  1927/2009, la seconda sezione  del  Tar  di
  Catania  ha  accolto  il  ricorso, dichiarando  l'obbligo,  per  le
  amministrazioni competenti, di concludere il procedimento entro  90
  giorni  e,  superato  il termine previsto, è stato  individuato  un
  commissario;

   avendo la Regione siciliana risposto, tramite raccomandata, che il
  concorso risultava sospeso in base al comma 10 dell'art.1  l.r.  29
  dicembre  2008,  come  modificato dal comma 2  dell'art  42  l.  n.
  11/2010', il Commissario ha proceduto nell'iter del suo incarico;

   nel  febbraio  del  2011, con raccomandate  A.R.,  la  Regione  ha
  richiesto a tutti coloro che erano nella graduatoria provvisoria  e
  che  avevano  vinto  i  numerosi ricorsi  al  T.A.R.,  i  documenti
  necessari per la pubblicazione della graduatoria definitiva;

   finalmente, con decreto n. 306589 l'Assessorato ai beni  culturali
  e   ambientali   della  Regione  siciliana,  in  data   16/08/2011,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana - serie
  concorsi  -  il  21/10/2011,  ha  decretato  l'approvazione   della
  graduatoria definitiva di merito, ma, ai sensi dell'art.  1,  comma
  10 della l.r. n. 25/2008 e successive modifiche ed integrazioni, ha
  proclamato di non procedere alla dichiarazione dei vincitori e alla
  relativa assunzione poiché vigente il divieto di assunzioni;

   ritenuto  che  una legge del 2008 non possa bloccare  un  concorso
  bandito nel 2000, le cui graduatorie definitive potevano e dovevano
  essere  stilate  già  nel  2006, contro tale  decisione  nel  2012,
  tramite  un unico legale, è stato presentano l'ennesimo ricorso  al
  T.A.R.  di Palermo, ricorso n. 24/2012, del 5/01/2012, che attende,
  ancora, la fissazione della prima udienza;

   rilevato  che  recentemente,  per di  più,  il  Governo  regionale
  avrebbe  manifestato l'intenzione di stabilizzare i 18.497  precari
  dislocati negli Enti locali siciliani, per i quali evidentemente il
  blocco  delle  assunzioni di cui alla l.r.  del  2008  non  avrebbe
  alcuna efficacia;

   considerato che:

   i  beni  culturali  in  Sicilia  sono  una  risorsa  inestimabile,
  imprescindibile per una ripresa economica della Regione Sicilia;

   nell'organico  dell'Assessorato risulta tuttora una grave  carenza
  di Restauratori ed Assistenti Restauratori in servizio;

   il   parere  del  Dirigente  BB.CC.AA.,  Dott.  Gelardi,   risulta
  favorevole all'entrata in servizio di 97 restauratori specializzati
  e selezionati con criteri di merito;

   in una nota alla Giunta di Governo, presentata dal Dirigente della
  Funzione   Pubblica,  Dott.  Bologna,  è  indicata   la   copertura
  finanziaria  che  può  assorbire parte degli  oneri  per  la  nuova
  assunzione  dei  97  assistenti tecnici restauratori  di  cui  alla
  graduatoria  definitiva, valutata utile anche per lo  svecchiamento
  del personale dipendente della Regione siciliana,

   per  sapere  se  non  ritengano  opportuno  chiarire  l'itinerario
  legislativo   e  burocratico  che  il  Governo  regionale   intenda
  percorrere per assicurare ai 97 Assistenti tecnici restauratori, di
  cui  alla  graduatoria definitiva, l'entrata effettiva in  servizio
  nell'organico dell'Assessorato regionale Beni culturali e  Identità
  siciliana». (721)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «Con l'interrogazione n. 721 l'On.le  Raia  Concetta
  chiede  di conoscere quale itinerario legislativo e burocratico  il
  Governo   intenda   percorrere  per  assicurare   ai   97   tecnici
  restauratori,  per  i  quali esiste già la graduatoria  definitiva,
  l'entrata  effettiva  in  servizio  nell'organico  dell'Assessorato
  regionale Beni culturali e Identità siciliana.
   Con  riferimento  a quanto richiesto dall'Onorevole  interrogante,
  sulla  base  delle informazioni fornite dal Dipartimento  regionale
  della  Funzione  Pubblica e del Personale,  appare  utile  chiarire
  quanto segue.
   Con  D.D.G.  n. 306589 del 28/09/2011 il commissario  ad  acta  ha
  approvato la graduatoria generale definitiva del concorso  pubblico
  in questione.
   In  particolare l'art. 6 del predetto D.D.G. ha evidenziato la non
  procedibilità  alla  "dichiarazione di vincitori  e  alla  relativa
  assunzione"  per  gli  effetti del divieto di  assunzioni,  per  il
  quinquennio  2011-2015,  imposto  dall'applicazione  del   disposto
  legislativo  di  cui  all'art. 1 comma  10  della  l.r.  25/2008  e
  successive modifiche e/o integrazioni.
   Più  precisamente la vigente norma è da riferirsi al disposto art.
  8  l.r.  24/2010  con  il  quale viene  confermato  il  divieto  di
  assunzione di nuovo personale sia a tempo indeterminato che a tempo
  determinato, per il quinquennio 2011/2015.
   Si  evidenzia inoltre che l'art. 42 della l.r. 11/2010 al comma  2
  ha  previsto la non applicazione del predetto divieto di assunzione
  per  i  concorsi  già  espletati le  cui  graduatorie  siano  state
  approvate  in  via definitiva alla data di entrata in vigore  della
  l.r. 25/2008.
   Risulta  pertanto evidente, in relazione alla vigente normativa  e
  con  riferimento al combinato disposto delle ll.rr. 25/08, 11/10  e
  24/10,  la  insussistenza dei presupposti utili alla  procedibilità
  della  dichiarazione dei vincitori e alla relativa assunzione,  del
  concorso di cui all'atto ispettivo in argomento.
   Si  evidenzia inoltre che con la delibera n. 317 del  4  settembre
  2012,   la   Giunta  regionale  ha  fornito  le  linee  guida   per
  l'attuazione, in ambito regionale, della normativa nazionale  sulla
  cosiddetta  'spending review', al fine di perseguire gli  obiettivi
  di  finanza pubblica voti alla "riduzione e razionalizzazione della
  spesa pubblica regionale" e contenimento della spesa in generale.
   Le predette linee guida hanno, tra l'altro, previsto una riduzione
  della dotazione organica del personale della Regione siciliana, sia
  dell'area  della dirigenza che del comparto per cui ogni  eventuale
  determinazione  relativa  alle procedure concorsuali  in  argomento
  deve  essere  contestualizzato  nel  quadro  dell'attuazione  delle
  predette  linee guida in tema di contenimento della  spesa  per  il
  personale  oltre  che  al  rispetto  delle  norme  in  materia   di
  programmazione del fabbisogno relativo.
   Per quanto riguarda il fabbisogno in organico di personale con  la
  qualifica   in   questione,  a  seguito  di  atto   di   interpello
  dell'Assessorato dei Beni Culturali e di segnalazione  ricevuta  in
  occasione dell'ultima ricognizione (operata dall'Assessorato da  me
  diretto)  del fabbisogno di personale, si evince l'esigenza  di  un
  elevato  numero  di funzionari, solo in minima parte  riconducibile
  alle  figure professionali dei concorsi di riferimento, seppur  con
  nota  n. 113/D dell'1.6.2011 il Dirigente Generale del Dipartimento
  dei  Beni  Culturali  e  dell'Identità siciliana  pro  tempore,  ha
  affermato   l'interesse   e   l'attuale   esigenza   delle   figure
  professionali  per  le  quali  sono stati  indetti  i  concorsi  in
  argomento.
   Alla   luce   di   quanto   sopra,   solo   contestualmente   alla
  riproposizione   della   normativa   generale   di    riordino    e
  stabilizzazione  del  personale, potrà essere  presa  in  esame  la
  possibilità di assunzione dei vincitori del concorso in  argomento,
  tenendo  conto anche della sussistenza di altre categorie  a  vario
  titolo    interessate   all'inquadramento   nei   ruoli   regionali
  (destinatari di norme regionali nel tempo succedutesi, per  la  cui
  applicazione sono pure pendenti alcuni contenziosi)».

                                                        L'Assessore
                                                        Patrizia
                                                   Valenti

   POGLIESE  -  ASSENZA  -  CAPUTO  -  FALCONE  -  VINCIULLO.  -  «Al
  Presidente  della  Regione, all'Assessore per i  beni  culturali  e
  l'identità  siciliana, all'Assessore per le autonomie locali  e  la
  funzione pubblica, premesso che:

   il  concorso  per  97 posti di assistente tecnico restauratore'  è
  stato  bandito con decreto dell'Assessorato ai beni culturali della
  Regione  Siciliana,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
  Regione Siciliana - serie concorsi n. 4 - del 14/04/2000;

   in  data 25/11/2005 è stata pubblicata, sulla G.U.R.S. n.  16,  la
  graduatoria provvisoria con D.D.G. n. 8375 del 16/11/05;

   solo  a  seguito  di una sentenza del TAR con  cui  si  nomina  un
  commissario  ad acta, obbligando l'Amministrazione a concludere  il
  procedimento,  viene pubblicata la graduatoria definitiva  in  data
  21/10/2011, con D.D.G n. 306589;

   nello   stesso   D.D.G.  n.  306589  è  stato   sottolineato   che
  l'Amministrazione non può procedere all'assunzione  a  causa  della
  legge 25 del 2008 che stabilisce il blocco delle assunzioni;

   considerato che:

   nell'organico  dell'Assessorato dei beni culturali e dell'identità
  siciliana,  si  riscontra  una grave  carenza  di  restauratori  ed
  assistenti restauratori in servizio;

   il  Dirigente  Generale  dell'Assessorato,  Dott.  Gelardi,  si  è
  espresso favorevolmente all'entrata in servizio dei 97 restauratori
  specializzati;

   l'assunzione dei 97 restauratori farebbe risparmiare alla  Regione
  una buona parte del costo per appalti affidati a terzi, relativi al
  restauro  dei numerosi beni archeologici, architettonici,  storico-
  artistici e bibliografici;

   se  non si dovesse trovare una soluzione alla problematica, c'è il
  rischio  che  la Regione, su decisione del TAR, debba corrispondere
  un risarcimento danni ai ricorrenti stessi;

   per sapere:

   quali  iniziative il Governo della Regione intenda percorrere  per
  favorire  l'entrata in servizio nell'organico dell'Assessorato  dei
  beni  culturali e dell'identità siciliana dei 97 assistenti tecnici
  restauratori  di cui alla graduatoria definitiva e in  quali  tempi
  intende realizzare il citato iter». (744)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.   -  «Con  l'interrogazione  n.  744  l'On.le   Pogliese
  Salvatore Domenico chiede di conoscere quali iniziative il  Governo
  della Regione intenda percorrere per favorire l'entrata in servizio
  nell'organico dell'Assessorato regionale Beni culturali e  Identità
  siciliana  dei  97  assistenti tecnici restauratori,  di  cui  alla
  graduatoria  definitiva  e  in quali tempi  intende  realizzare  il
  citato iter.
   Con  riferimento  a quanto richiesto dall'Onorevole  interrogante,
  sulla  base  delle informazioni fornite dal Dipartimento  regionale
  della  Funzione  Pubblica e del Personale,  appare  utile  chiarire
  quanto segue.
   Con  D.D.G.  n. 306589 del 28/09/2011 il commissario  ad  acta  ha
  approvato la graduatoria generale definitiva del concorso  pubblico
  in questione.
   In  particolare l'art. 6 del predetto D.D.G. ha evidenziato la non
  procedibilità  alla  "dichiarazione di vincitori  e  alla  relativa
  assunzione"  per  gli  effetti del divieto di  assunzioni,  per  il
  quinquennio  2011-2015,  imposto  dall'applicazione  del   disposto
  legislativo  di  cui  all'art. 1 comma  10  della  l.r.  25/2008  e
  successive modifiche e/o integrazioni.
   Più  precisamente la vigente norma è da riferirsi al disposto art.
  8  l.r.  24/2010  con  il  quale viene  confermato  il  divieto  di
  assunzione di nuovo personale sia a tempo indeterminato che a tempo
  determinato, per il quinquennio 2011/2015.
   Si  evidenzia inoltre che l'art. 42 della l.r. 11/2010 al comma  2
  ha  previsto la non applicazione del predetto divieto di assunzione
  per  i  concorsi  già  espletati le  cui  graduatorie  siano  state
  approvate  in  via definitiva alla data di entrata in vigore  della
  l.r. 25/2008.
   Risulta  pertanto evidente, in relazione alla vigente normativa  e
  con  riferimento al combinato disposto delle ll.rr. 25/08, 11/10  e
  24/10,  la  insussistenza dei presupposti utili alla  procedibilità
  della  dichiarazione dei vincitori e alla relativa assunzione,  del
  concorso di cui all'atto ispettivo in argomento.
   Si  evidenzia inoltre che con la delibera n. 317 del  4  settembre
  2012,   la   Giunta  regionale  ha  fornito  le  linee  guida   per
  l'attuazione, in ambito regionale, della normativa nazionale  sulla
  cosiddetta  'spending review', al fine di perseguire gli  obiettivi
  di  finanza pubblica voti alla "riduzione e razionalizzazione della
  spesa pubblica regionale" e contenimento della spesa in generale.
   Le predette linee guida hanno, tra l'altro, previsto una riduzione
  della dotazione organica del personale della Regione siciliana, sia
  dell'area  della dirigenza che del comparto per cui ogni  eventuale
  determinazione  relativa  alle procedure concorsuali  in  argomento
  deve  essere  contestualizzato  nel  quadro  dell'attuazione  delle
  predette  linee guida in tema di contenimento della  spesa  per  il
  personale  oltre  che  al  rispetto  delle  norme  in  materia   di
  programmazione del fabbisogno relativo.
   Per quanto riguarda il fabbisogno in organico di personale con  la
  qualifica   in   questione,  a  seguito  di  atto   di   interpello
  dell'Assessorato dei Beni Culturali e di segnalazione  ricevuta  in
  occasione dell'ultima ricognizione (operata dall'Assessorato da  me
  diretto)  del fabbisogno di personale, si evince l'esigenza  di  un
  elevato  numero  di funzionari, solo in minima parte  riconducibile
  alle  figure professionali dei concorsi di riferimento, seppur  con
  nota  n. 113/D dell'1.6.2011 il Dirigente Generale del Dipartimento
  dei  Beni  Culturali  e  dell'Identità siciliana  pro  tempore,  ha
  affermato   l'interesse   e   l'attuale   esigenza   delle   figure
  professionali  per  le  quali  sono stati  indetti  i  concorsi  in
  argomento.
   Alla   luce   di   quanto   sopra,   solo   contestualmente   alla
  riproposizione   della   normativa   generale   di    riordino    e
  stabilizzazione  del  personale, potrà essere  presa  in  esame  la
  possibilità di assunzione dei vincitori del concorso in  argomento,
  tenendo  conto anche della sussistenza di altre categorie  a  vario
  titolo    interessate   all'inquadramento   nei   ruoli   regionali
  (destinatari di norme regionali nel tempo succedutesi, per  la  cui
  applicazione sono pure pendenti alcuni contenziosi)».

                                                        L'Assessore
                                                        Patrizia
                                                   Valenti

            Rubrica «Energia e servizi di pubblica utilità»

   PALMERI-CIANCIO-CANCELLERI-CAPPELLO-TANCREDI-CIACCIO-ZAFARANA-
  FERRERI-MANGIACAVALLO- SIRAGUSA-TRIZZINO-FOTI-LA ROCCA - ZITO - «Al
  Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e  i  servizi
  di pubblica utilità, all'Assessore per il territorio e l'ambiente e
  all'Assessore per l'economia, premesso che:

   con  la  deliberazione  del CIPE n. 60/2012 sono  stati  stanziati
  circa  610  milioni  di  euro  per la  realizzazione  di  opere  di
  fognatura e depurazione nella provincia di Catania;

   l'assegnazione   di  questi  fondi  comunitari,   a   destinazione
  vincolata, è finalizzata ad eliminare le gravi carenze di una parte
  del sistema fognario italiano, che hanno dato luogo all'avvio della
  procedura  di  infrazione comunitaria n. 2004/2034, per  violazione
  della  normativa attinente il convogliamento ed il trattamento  dei
  reflui  urbani  civili, per la quale il nostro Stato  è  già  stato
  condannato;   va  altresì  considerato  che  vi  è  altra   analoga
  procedura,  la  n. 2009/2034, che rischia di concludersi  anch'essa
  con una condanna;

   è  evidente,  dunque,  quanto  sia  importante  utilizzare  questo
  prezioso  finanziamento e gestirlo in maniera proficua, corretta  e
  trasparente.  Va  evidenziato, infatti, che si tratta  di  uno  dei
  finanziamenti più grossi della storia della provincia di Catania  e
  che  i  fondi  stanziati dal CIPE sono destinati a  sopperire  alla
  totale  mancanza  nel  territorio in  questione  di  infrastrutture
  adeguate  (a  Catania, infatti, oltre l'80% degli  immobili  non  è
  collegato alla rete fognaria);

   considerato che:

   pochi  giorni  fa la Giunta regionale, con l'Accordo di  Programma
  Quadro  Rafforzato,  ha  stabilito  il  quadro  operativo  per   la
  realizzazione  delle fognature e dei depuratori ed  ha  deciso  che
  negli  Ambiti  Territoriali Ottimali in cui  non  sia  presente  un
  gestore,  com'è  nel  caso del territorio  rientrante  nell'ATO  di
  Catania, saranno gli stessi Comuni interessati i soggetti attuatori
  dei  relativi interventi, specificando, inoltre, che  nel  caso  di
  interventi che interessano più di un Comune, il soggetto  attuatore
  resti  individuato nel Comune capofila, dovendosi con ciò intendere
  quello nel cui territorio ricade l'impianto di depurazione;

   per  quanto attiene l'Ambito Territoriale Ottimale di Catania,  la
  Giunta  regionale ha affidato direttamente ai Comuni il compito  di
  attivare  il  percorso progettuale e l'affidamento dei lavori,  che
  prima era stato affidato all'Autorità d'ambito;

   per  sapere  se,  viste le imminenti scadenze (entro  il  mese  di
  giugno   2013   dovranno  essere  emessi  gli  atti  giuridicamente
  vincolanti per la procedura di affidamento dei lavori) non  vi  sia
  il  rischio  di  perdere  i  relativi  finanziamenti  di  cui  alle
  richiamate delibere CIPE». (753)

       (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  - «Con riferimento all'interrogazione n. 753 dell'On.le
  Palmeri  Valentina, per la quale lo scrivente è  stato  delegato  a
  curarne  la trattazione, occorre preliminarmente rappresentare  che
  il  Comitato Interministeriale per la programmazione economica  con
  delibera  8 marzo 2013 ha, tra l'altro, disposto la proroga  al  31
  dicembre  2013  del  termine  per l'assunzione  delle  obbligazioni
  giuridicamente  vincolanti previsto dalla delibera  n.  60/2012  in
  materia ambientale.
   Si  rappresenta, inoltre, che il Ministero dell'Ambiente  e  della
  Tutela   del   territorio  e  del  mare,   facendo   seguito   alla
  corrispondenza   con   il  Dirigente  Generale   del   Dipartimento
  dell'Acqua  e  dei Rifiuti di questo Assessorato, il 20/11/2013  ha
  convocato  una  riunione tecnica relativamente agli agglomerati  di
  Catania   e   di   Acireale  e  il  21/11/2013  una   relativamente
  all'agglomerato di Misterbianco. Le predette riunioni  hanno  avuto
  un   approccio  generale  sulle  problematiche  in  atto   vigenti,
  riservando  ulteriori  approfondimenti  tecnici,  in  ordine   alle
  prospettate soluzioni progettuali, nel corso di successive riunioni
  tecniche.
   In  aggiunta a quanto premesso si aggiunge che i lavori del tavolo
  Tecnico  istituito presso il Ministero dell'Ambiente sono in  corso
  di  svolgimento  e  che  per quanto nello  specifico  attiene  i  3
  interventi più importanti la situazione è la seguente:
   -Catania: il soggetto attuatore ha in fase di redazione il progetto
      preliminare  generale  dell'intervento  e  contestualmente  sta
      definendo uno stralcio dello stesso limitato alla disponibilità
      economica assentita con delibera CIPE 60/2012; lo stesso è in fase
      di adeguamento ad alcune osservazioni formulate dalla Commissione
      Ministeriale;
  -Misterbianco: il soggetto attuatore ha in fase di redazione il
  progetto preliminare generale dell'intervento e contestualmente sta
  definendo uno stralcio dello stesso limitato alla disponibilità
  economica assentita con delibera CIPE 60/2012; lo stesso, già
  esaminato in corso d'opera dalla Commissione Ministeriale, sarà
  sottoposto a breve alla valutazione finale della stessa;
  -Acireale: si sta individuando unitamente al Ministero
  dell'Ambiente un percorso comune che possa portare al superamento
  delle criticità legate alla scelta del sito ove ubicare l'impianto
  di depurazione, alla luce sia del recente pronunciamento negativo
  del Consiglio Comunale sulle due ipotesi prospettate sia dei
  vincoli di natura paesaggistica e ambientale cui l'area è
  sottoposta.

   Per  quanto riguarda le iniziative chieste dall'On.le interrogante
  in  ordine alle competenze istituzionali degli Assessorati invitati
  a fornire elementi utili alla trattazione, si riferisce che:
   con   nota   del  19/06/2014  l'Assessore  ha  rappresentato   che
  l'Assessorato regionale del Territorio e Ambiente non gestisce,  da
  oltre   un  decennio,  risorse  economiche  per  le  infrastrutture
  depurative  e fognarie pubbliche, mentre per l'Assessore  regionale
  dell'Economia  nessun elemento in proposito può essere  fornito  in
  quanto non è pervenuto alcun riscontro.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».

                                                        L'Assessore
                                                        Dr. Salvatore
                                              Calleri

   FONTANA  -  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'energia  e  i servizi di pubblica utilità, premesso  che  con  un
  epilogo   pirandelliano,  dopo  'appena'  17  anni   di   procedure
  giudiziarie,  si  è  scoperto che i lavori  per  l'ampliamento  del
  depuratore di Agrigento, allora iniziati e subito bloccati  per  un
  esposto  di Legambiente, erano perfettamente in regola  e  che  non
  andavano quindi assolutamente bloccati;

   considerato     che     l'ampliamento     era     stato     voluto
  dall'Amministrazione  comunale, già  negli  anni  Settanta  per  la
  depurazione  dei reflui di oltre ventimila residenti, che  sino  ad
  oggi vengono trattati con un antidiluviano ed inquinante sistema di
  pennelli  a  mare  che dovrebbero riversare i reflui  a  circa  tre
  chilometri dalla costa, mentre a seguito di frequenti rotture degli
  stessi  pennelli, si riversano in prossimità della  costa  e  tutto
  questo  materiale non depurato è fortemente inquinante per il  mare
  agrigentino in un'area densamente popolata soprattutto nel  periodo
  estivo;

   accertato  che a causa del cattivo funzionamento dei  pennelli,  i
  responsi  delle analisi biologiche dei prelievi fatti  dall'ASL  in
  mare  hanno  costantemente certificato gravi casi di  inquinamento,
  con  la  immediata conseguenza di vietare la balneazione in  alcuni
  tratti  di  mare  e  con conseguenze economiche disastrose  per  il
  turismo locale;

   affermato che nonostante si potrebbe urlare: 'chi pagherà il danno
  ai  cittadini  di  Agrigento?',  non  è  questo  il  momento  delle
  polemiche  ma quello per propiziare il riavvio delle procedure  per
  l'affidamento  della  importantissima opera di  salvaguardia  delle
  acque, cosa che preoccupa non poco gli operatori economici, che del
  mare e delle spiagge della zona litoranea agrigentina, ne fanno una
  risorsa  per  le  loro  attività, oltre alla  preoccupazione  della
  popolazione che, in quelle acque, trova un'attrazione  per  i  mesi
  estivi;

   ritenuto  che  in  quanto  rappresentanti  delle  esigenze   della
  comunità siciliana, abbiamo il dovere di pensare al presente  e  di
  pianificare  il  futuro,  e  nella fattispecie  è  di  fondamentale
  importanza affrontare la problematica e dare delle risposte serie e
  concrete,  una  volta  per tutte, all'emergenza  depurazione  delle
  acque nell'agrigentino;

   considerato  ancora  che  si rende necessario  provvedere  al  più
  presto,   onde  evitare  ulteriori  gravi  danni  alla  salute   ed
  all'ambiente;

   per  sapere,  accertato che l'ampliamento del depuratore  è  stato
  progettato  nel rispetto delle norme vigenti e che nessun  abuso  è
  stato  commesso,  quali  misure  intendano  porre  in  essere   per
  restituire all'orgoglio siciliano, una parte di regione più salubre
  e  fruibile, quale è la costa agrigentina ed in particolare se  non
  ritengano opportuno indire al più presto una conferenza di  servizi
  tra i vari Enti e soggetti coinvolti per il rinnovo di tutte quelle
  autorizzazioni  necessarie ad avviare i lavori per  la  costruzione
  dell'ampliamento  del depuratore di Agrigento  al  fine  di  ridare
  dignità a quei luoghi intrisi di storia e bellezze naturali». (888)

         (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  -  «In  merito  all'interrogazione  n.  888  dell'On.le
  Fontana   Vincenzo   che  chiede:  "Notizie  sull'ampliamento   del
  depuratore  di  Agrigento", dagli elementi  forniti  dal  Dirigente
  Regionale  dell'Acqua e dei Rifiuti si rappresenta che nella  città
  di Agrigento insistono diversi impianti di depurazione: Fontanelle;
  Villaggio  Peruzzo;  Villaggio Mosé; S.  Anna;  Giardina  Gallotti.
  L'Accordo  di programma quadro rafforzato per la depurazione  delle
  acque  reflue sottoscritto in data 30.01.2013, in attuazione  della
  Delibera   CIPE   n.   60/2012  all'allegato  2   "Interventi   non
  cantierabili" prevede i seguenti interventi:
   *  3371  prov.  AG  -  Comune  Agrigento  -  adeguamento  impianto
  depurazione Fontanelle, costo intervento euro 1.280.000,00;
   *  3372  prov. AG - Comune Agrigento - Completamento rete fognante
  fascia costiera Agrigento costo intervento euro 2.653.000,00;
   * 3374 prov. AG - Comune Agrigento - Completamento zona nord costo
  intervento euro 5.144.427,40;
   * 3376 prov. AG - Comune Agrigento - Completamento zona Cannitello-
  Zingarello costo intervento euro 4.480.000,00;
   * 3377 prov. AG - Comune Agrigento - Nuovo impianto di depurazione
  a  servizio  fascia  costiera Agrigento e Comune  di  Favara  costo
  intervento euro 16.850.000,00;
   *  33524  prov.  AG  -  Comune Agrigento -  Completamento  sistema
  fognario   depurativo  Villaggio  Peruzzo  costo  intervento   euro
  2.330.000,00.
   Di tali interventi si è già proceduto all'emissione dei decreti di
  finanziamento   ed   impegno   somme  relativamente   ai   progetti
  identificati con i codici 3371 - 3374 - 33524.
   Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».
                                                        L'Assessore
                                                        Dr. Salvatore
                                              Calleri