Presidenza del vicepresidente Venturino
BARBAGALLO, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lo Sciuto, Panarello,
Ioppolo, Cancelleri, Mangiacavallo, Ciaccio, Trizzino, Vullo e
Tamajo hanno chiesto congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione
Pubblica
N. 721 - Chiarimenti circa l'assunzione di 97 assistenti tecnici
restauratori nei ruoli dell'Amministrazione regionale.
Firmatario: Raia Concetta (Con nota prot. n. 3660 del 24 ottobre
2013, l'Assessore per i beni culturali ha eccepito la propria
incompetenza. - Con nota prot. n. 25185/IN.16 del 27 maggio 2014
il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per le
autonomie locali).
N. 744 - Rapida definizione del reclutamento di cui al concorso
pubblico a 97 posti di assistente tecnico restauratore nei ruoli
dell'Amministrazione regionale.
Firmatari: Pogliese Salvatore Domenico; Assenza Giorgio; Falcone
Marco; Vinciullo Vincenzo (Con nota prot. n. 32969/IN.16 del
3/07/2013, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per
le autonomie locali e la funzione pubblica).
- da parte dell'Assessore per l'Energia e i Servizi Pubblica
Utilità
N. 753 - Notizie sui fondi CIPE stanziati per la realizzazione di
opere di fognatura e depurazione in provincia di Catania.
Firmatari: Palmeri Valentina; Ciancio Gianina; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio
Giorgio; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La
Rocca Claudia; Zito Stefano (Con nota prot. n. 4158/GAB del 25
settembre 2013, l'Assessore per il territorio ha eccepito la
propria incompetenza. - Con nota prot. n. 23146/IN.16 del 15
maggio 2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità).
N. 888 - Notizie sull'ampliamento del depuratore di Agrigento.
Firmatario: Fontana Vincenzo (Con nota prot. n. 24293/IN.16 del
21 maggio 2014 il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
regionale per l'energia e i servizi di pubblica utilità).
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
Norme per l'organizzazione sistematica della cura, riabilitazione
e la prevenzione del gioco d'azzardo patologico (G.A.P.). (n. 786)
di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Coltraro in
data 2 luglio 2014.
- Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
cooperative di comunità nel territorio siciliano. (n. 787)
di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Palmeri, Ciaccio,
Ciancio, La Rocca, Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana e Zito
in data 7 luglio 2014.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegno di
legge alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge presentato e inviato
alla Commissione:
BILANCIO E PROGRAMMAZIONE (II)
- Approvazione del rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2013. (n. 788)
di iniziativa governativa, presentato il 7 luglio 2014 e inviato
il 7 luglio 2014.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE. Comunico il disegno di legge inviato alla competente
Commissione:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per l'assistenza ai malati di sindrome fibromialgica. (n.
775)
di iniziativa parlamentare, inviato il 7 luglio 2014.
Comunicazione di riassegnazione congiunta di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico la riassegnazione congiunta del seguente
disegno di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I) - AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disposizioni in materia di semplificazione ed accelerazione dei
procedimenti amministrativi al fine di agevolare lo sviluppo socio-
economico. "Modifiche alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni". (n. 612)
di iniziativa governativa, inviato il 2 luglio 2014, parere III e
V.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Michele Cimino, con nota prot. n. 6954/SG.LEG.PG.
del 26 giugno 2014, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 684 "Disposizioni urgenti per la tutela e la
valorizzazione del patrimonio culturale siciliano";
- l'onorevole Giuseppe Federico, con nota prot. n.
7240/SG.LEG.PG. del 3 luglio 2014, ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 773 "Modifiche e integrazioni
alla legge regionale 1 settembre 1997, n. 33 'Norme per la
protezione, la tutela e l'incremento della fauna selvatica e per
la regolamentazione del prelievo venatorio. Disposizioni per il
settore agricolo e forestale', alla legge regionale 6 maggio 1981,
n. 98 e successive modifiche e integrazioni 'Norme per
l'istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve
naturali' e alla legge regionale 14 novembre 2008, n. 12 'Norme di
controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica o
inselvatichita in aree naturali protette'".
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gianni Giuseppe, con nota
prot. n. 7410/SG.LEG.PG. dell'8 luglio 2014, ha ritirato il
disegno di legge n. 785 "Norma in materia di salvaguardia dei
livelli occupazionali nel settore di gestione integrata dei
rifiuti", presentato in data 30 giugno 2014.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione legislativa 'Cultura,
formazione e lavoro' (V), nella seduta n. 169 del 2 luglio 2014,
ha approvato la risoluzione "Indirizzo in materia di cantieri di
servizio" (22/V).
Comunicazioni pervenute da parte della Corte dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che nell'udienza del 3 luglio 2014 la Corte
dei Conti, Sezioni riunite per la Regione siciliana, ha deliberato
in ordine alla parificazione del rendiconto generale della Regione
siciliana relativo all'esercizio finanziario 2013.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata documentazione è
disponibile presso l'archivio del Servizio Commissioni.
Comunico che la Corte dei conti - Sezione delle Autonomie -
Funzione di referto al Parlamento - in data 19 giugno 2014 ha
trasmesso copia della deliberazione n. 15/SEZ/AUT/2014/FRG
concernente gli organismi partecipati degli enti territoriali.
Copia della delibera è stata trasmessa alla I e alla II
Commissione parlamentare ed è disponibile presso l'archivio del
Servizio Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 2096 - Notizie relative alla situazione della società Terme di
Sciacca s.p.a.
- Presidente Regione
Firmatario: Firetto Calogero.
Avverto che la interrogazione testé annunziata sarà posta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta in Commissione:
N. 2094 - Chiarimenti circa il contenimento degli oneri di
locazione della sede di Riscossione Sicilia s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatario: Ferrandelli Fabrizio
N. 2102 - Interventi finalizzati ad assicurare una migliore
gestione del Parco dell'Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatario: Raia Concetta
N. 2103 - Chiarimenti riguardo lo stato di funzionamento
dell'impianto di compostaggio sito a Castelbuono (PA), in contrada
Cassanisa.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Salute
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Firmatari: Trizzino Giampiero; Cancelleri Giovanni Carlo;
Cappello Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio
Gianina; Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo
Matteo; Siragusa Salvatore; Foti Angela; Palmeri Valentina; La
Rocca Claudia; Zito Stefano.
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo e
alle competenti Commissioni.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2095 - Provvedimenti urgenti per lo sblocco dei patrocini
onerosi regionali disciplinati dal punto 10 della Circolare
Assessoriale n. 928 del 17 gennaio 2014 in materia di turismo.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Firmatario: Rinaldi Francesco
N. 2097 - Chiarimenti sulle linee d'intervento 3.1.3.2 - 3.1.3.3
- operazioni a regia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 2098 - Chiarimenti sulle linee d'intervento 3131 - 3132- 3134
nell'ambito del PIST.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 2099 - Chiarimenti in merito ai finanziamenti alla città di
Paternò nell'ambito del P.O.FESR Sicilia 2007-2013 Asse VI
'Sviluppo Urbano Sostenibile', linea di intervento 6.1.1.1.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 2100 - Chiarimenti circa la mancata erogazione delle risorse
finanziarie destinate al programma ministeriale 'Contratti di
quartiere II'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Firmatari: Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciaccio
Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano
N. 2101 - Misure urgenti per la bonifica, la messa in sicurezza e
il recupero ambientale dell'arenile alla foce del fiume Dirillo a
Marina di Acate (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Firmatari: Ferreri Vanessa; Trizzino Giampiero; Zito Stefano;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Ciaccio Giorgio;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio.
Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 189 - Chiarimenti sui ritardi dell'intervento del personale
adibito al servizio stagionale antincendio in occasione del
devastante incendio che ha colpito la zona di Scopello (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano
N. 190 - Iniziative in ordine al ridimensionamento e paventata
prossima chiusura degli uffici della Riscossione Sicilia S.p.A. di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Musumeci Nello; Formica Santi
N. 191 - Messa in sicurezza e restauro del tempio di Segesta
(TP).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Tancredi Sergio; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Zafarana Valentina; Ferreri Vanessa; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Foti Angela; La Rocca
Claudia; Zito Stefano.
Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che
il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si
intendono accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 321 "Completamento del processo di trasferimento del
personale della C.I.E.M. s.p.a. e liquidazione societaria della
stessa", degli onorevoli Rinaldi Francesco; Milazzo Giuseppe;
Formica Santi; Turano Girolamo; Fazio Girolamo, presentata il 2
luglio 2014;
numero 322 "Contrasto della malnutrizione ospedaliera e
potenziamento dei servizi di dietologia in Sicilia", degli
onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina; Ferreri Vanessa; Foti
Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Tancredi Sergio; Zafarana
Valentina, presentata il 7 luglio 2014;
numero 323 "Fruizione turistica dell'argine naturale del lago di
Lentini (SR)", degli onorevoli Zito Stefano; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciaccio Giorgio; Ciancio Gianina;
Ferreri Vanessa; Foti Angela; La Rocca Claudia; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina, presentata il 7 luglio 2014.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno demandate, a
norma dell'art. 153 del Regolamento interno, alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per la determinazione della
relativa data di discussione.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del decreto n. 226 di
nomina di componente della II Commissione legislativa permanente
Bilancio, dell'onorevole Giuseppe Milazzo, in sostituzione
dell'onorevole Falcone, dimissionario.
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E
VISTE le dimissioni dell'onorevole Marco Falcone dalla II
Commissione legislativa permanente Bilancio, pervenute alla
Presidenza l'1 luglio 2014;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Forza Italia al
quale l'onorevole Falcone appartiene;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Giuseppe MILAZZO è nominato componente della II
Commissione legislativa permanente Bilancio, in sostituzione
dell'onorevole Falcone, dimissionario.
Palermo, 8 luglio 2014»
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con nota pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea l'otto luglio 2014 protocollata al n. 7488/AULAPG
del 9 luglio successivo, l'onorevole Papale ha dichiarato di
aderire, ai sensi dell'art. 23, comma 1, del Regolamento interno,
di aderire al Gruppo parlamentare Forza Italia.
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio della discussione del disegno di legge
Nuove norme in materia di panificazione' n. 1/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ancora una volta devo segnalare
l'assenza del Governo e anche della III Commissione rende
impossibile procedere con l'esame del il disegno di legge n. 1/A
"Nuove norme in materia di panificazione".
Tra l'altro ho appena parlato con il Presidente della Commissione,
- onorevole Lombardo, non so se lei ha avuto modo di sentire
l'onorevole Marziano che ci ha chiesto di soprassedere su questo
disegno di legge - per cui vedremo di raccordarci con la
Commissione. Grazie onorevole Lombardo.
Pertanto, comunico ai Presidenti dei Gruppi parlamentari che
subito dopo la chiusura di questa seduta è convocata la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
COLTRARO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. A seguire l'onorevole Vinciullo,
Rinaldi e Greco Giovanni.
COLTRARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione che
oggi cerchiamo di portare all'attenzione dell'Assemblea è una
questione grave che è successa all'interno del nostro sistema
giudiziario che è quella della possibilità, su decisione di un
organo amministrativo diverso dall'Assemblea di bandire delle
elezioni regionali parziali.
La possibilità di bandire le elezioni parziali regionali è
vietata dal nostro Statuto e dalla nostra legge regionale che
prevede che ove si verificassero dei brogli elettorali su sezioni
parziali, è necessario semplicemente annullare i voti.
Oggi, viceversa, ci troviamo di fronte ad una decisione del C.G.A.
che, trascurando l'esistenza di questa norma, quindi non tenendola
in considerazione, ritiene di dovere andare a far votare in sei
sezioni del comune di Pachino e tre sezioni del comune di Rosolino.
L'elezione parziale incide sotto un profilo giuridico anche
sull'elezione del Presidente della Regione e sull'elezione dei vari
collegi circoscrizionali diversi da Siracusa. E, sotto un profilo
giudiziario, non c'è stata la possibilità di adire in giudizio,
anche per i deputati eletti all'interno di questo Parlamento e che
rischiano di decadere ove si andasse a votare e il risultato
elettorale fosse diverso rispetto a quello sperato da alcuni
soggetti che hanno deciso di proporre questi ricorsi.
Allora, io chiedo a questa Assemblea di votare questo ordine del
giorno che abbiamo presentato in merito a questa questione, in
quanto a nostro giudizio è necessario che l'Assemblea inviti il
Presidente della Regione e il Presidente dell'Assemblea a proporre
un conflitto di attribuzione per eccesso di potere da parte del
C.G.A.. Perché, in una fase di questo tipo, piuttosto che applicare
una norma cogente e una base positiva, ha deciso, senza nessun
appiglio normativo di base positiva, di indire le elezioni quindi
di invitare il Presidente della Regione di andare a votare e, in
mancanza, ha nominato un commissario straordinario ad acta nella
persona del Prefetto di Siracusa sostituendo in toto i poteri
dell'Assemblea regionale e del Presidente della Regione. E' un
fatto gravissimo che sta passando inosservato. Quindi, io invito
l'Assemblea e i nostri colleghi a prestare la massima attenzione su
questa questione.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Anselmo ha chiesto congedo
per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno.
VINCIULLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCIULLO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo,
purtroppo, al solito è assente. Oggi volevo affrontare, così come
ha fatto prima di me l'onorevole Coltraro, un problema che riguarda
la vita di questa Assemblea, perché, nel caso in cui passasse
l'idea che il C.G.A. può sostituirsi all'Assemblea regionale
siciliana nella potestà legislativa, è chiaro che non ha più motivo
di esistere questa Assemblea e quindi credo che l'unica cosa che
dobbiamo fare - io volevo invitare i colleghi a stare attenti,
perchè, vedete, questa è una vicenda che momentaneamente riguarda
Siracusa ma che potrebbe avere ripercussioni su tutte le province
nessuna esclusa - perché il sistema elettorale è tale che
dall'esito delle elezioni nella provincia di Siracusa ancorché i
colleghi interessati delle altre province non sono stati citati in
giudizio, ci può essere una serie di provvedimenti a cascata che
potrebbero portare a cambiare qualche deputato in provincia di
Siracusa ma vederne cambiati parecchi nelle altre province.
La prima cosa che volevo fare e lo faccio anche in tono polemico,
volevo chiedere scusa al presidente Berlusconi. Lei mi dirà, ma che
c'entra il presidente Berlusconi in tutta questa vicenda?
C'entra Perché negli anni in cui Berlusconi è stato il presidente
della coalizione AN-Forza Italia, quando è stato il leader del PDL
ed io ho militato in questo partito, mai, mai ho voluto firmare un
solo provvedimento o un solo atto di solidarietà nei confronti del
presidente Berlusconi quando veniva portato nelle pubbliche piazze
da parte della magistratura. Stiamo attenti, quando uso il termine
magistratura non lo uso in senso largo, ma solo ed esclusivamente
in senso molto stretto. Mai ho firmato atti di solidarietà, anzi
mi sono sempre spinto a firmare provvedimenti che hanno dato
solidarietà alla magistratura e a riconoscere che la politica Ci
sono alcuni colleghi che gridano, siccome la cosa non li interessa,
ma è una cosa importante, continueranno a farlo fuori
tranquillamente e serenamente.
Dicevo, siccome questa vicenda è una vicenda grave, mai avevo dato
solidarietà, oggi mi sono reso conto di aver sbagliato, di aver
sbagliato, e chiedo scusa al presidente Berlusconi per tutte le
volte in cui non gli ho dato solidarietà e per tutte le volte in
cui non ho condiviso quello che diceva, convinto che fosse lui a
sbagliare, e non altri.
Oggi ci veniamo qui a trovare di fronte a una situazione
stranissima, surreale, kafkiana, nemmeno Pirandello ci sarebbe
riuscito: da una parte c'è il C.G.A., il quale sostiene che nelle
elezioni per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana del 28
ottobre 2012 vi sarebbero stati dei brogli elettorali, attraverso
l'uso fraudolento della scheda ballerina, dall'altra parte c'è il
giudice penale, che ha chiuso l'indagine, dicendo che non ci sono
stati assolutamente brogli elettorali, e che di conseguenza nessuno
va in galera. Bene, nonostante però nessuno vada in galera, perché
non ci sono stati brogli elettorali, ieri il C.G.A. ha riconfermato
la decisione di mandarci a votare. Mandarci a votare su quale idea,
signor Presidente, siccome devo affrontare una cosa seria, e non
riesco a concentrarmi perché i colleghi continuano a gridare
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, come è stato già anticipato anche
dall'onorevole Coltraro, si sta discutendo di un problema
abbastanza serio che coinvolge anche alcuni nostri colleghi. Vi
pregherei di prestare attenzione, se non proprio interessati
all'argomento, quanto meno di lasciare intervenire l'onorevole
Vinciullo in tutta calma e serenità. Grazie.
VINCIULLO. Di conseguenza, nonostante il giudice penale abbia
escluso l'ipotesi di brogli, ieri il C.G.A ha riconfermato la sua
volontà di rimandarci a votare.
Ero convinto fino a qualche mese fa che le sentenze si
applicassero e non si commentassero, oggi ho cambiato totalmente
idea, e penso che le sentenze, qualsiasi sentenza, vada commentata,
soprattutto quando queste sentenze sono in contrasto con quella che
è la norma vigente in Sicilia.
Io non mi attarderò a dire che per l'ennesima volta abbiamo
appreso dalla stampa l'esito della sentenza, era preferibile che lo
sapessimo noi, invece ancora una volta dai giornali l'abbiamo
appreso, era preferibile che ad esempio la prefettura .onorevoli
colleghi, sto facendo un ragionamento che riguarda tutti, posso
continuare?
PRESIDENTE. Per favore, onorevoli colleghi Onorevole D'Agostino,
per favore, si accomodi.
VINCIULLO. Sarebbe stato più corretto che la prefettura ci
rendesse edotti dei documenti che mandava in segreto, a quanto
pare, al C.G.A., sarebbe stato più opportuno che il Presidente del
tribunale, nel fare quella dichiarazione sulla scomparsa delle
schede, avesse oggettivamente verificato che le schede non c'erano,
quando poi le schede sono state ritrovate. Tutto ciò non è
avvenuto. Quindi, in una situazione di violazione della norma -
non voglio usare altro termine - che è oggettivamente
insopportabile per qualsiasi cittadino, e soprattutto per questo
Parlamento, però io mi volevo soffermare, soltanto, ad affrontare
il tema relativo a chi appartiene in Sicilia la potestà elettorale,
questa appartiene all'Assemblea regionale siciliana oppure abbiamo
perso anche questo potere? Ovvero siamo stati spogliati anche di
questo potere, e altri autonomamente si sono sostituiti a noi?
Bene, cosa dice la Costituzione sull'argomento? La Costituzione
sull'argomento si esprime attraverso l'articolo 116 e attraverso
l'articolo 3, comma 1, lo Statuto speciale della Regione siciliana.
Ricordo a tutti i deputati presenti che lo Statuto speciale è legge
di rango costituzionale e di conseguenza è legge che nessun giudice
può assolutamente modificare. In virtù, quindi, dell'articolo 116
della Costituzione e dell'articolo 3, comma 1, dello Statuto
speciale alla Regione siciliana e per essa all'Assemblea regionale
siciliana è attribuita potestà primaria in materia elettorale.
Su questo argomento più volte ha avuto modo di pronunciarsi la
Corte costituzionale. Vorrei soltanto citarne alcune. La sentenza
104 del 1957, la sentenza 20 del 1985, la sentenza 372 del 1996 e
la sentenza 306 del 2003.
Quindi, se ci fate caso negli anni 57, 85, '96 e 2003, la
Corte costituzionale, più volte investita dell'argomento, ha
riconosciuto che la potestà primaria in materia elettorale ed anche
esclusiva spetta solo alla Regione siciliana.
Volevo provare a ricordare cosa prevede l'articolo 3 dello Statuto
della Regione siciliana, stabilisce infatti che i 90 deputati
dell'Assemblea regionale siciliana sono eletti a suffragio
universale diretto e segreto secondo la legge emanata
dall'Assemblea regionale siciliana in armonia con la Costituzione e
i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e con
l'osservanza di quanto stabilito dal presente Statuto. Vedete,
nemmeno nella nuova stesura statutaria del 2001 è cambiato questo
potere che rimane di esclusiva competenza della Regione siciliana.
La Regione siciliana si è comportata sulla vicenda in maniera
lineare, chiara, come i padri costituenti sapevano fare e come
spesso noi non sappiamo fare, tanto è vero che, ai sensi della
normativa costituzionale, che precedentemente ho citato,
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato, il 20 marzo del 1951
la legge n. 29, che è la legge che regola le modalità, le forme e
i poteri che l'Assemblea si dà, quindi la Regione si dà per evitare
che vi possono essere brogli o altra natura di problemi per quanto
riguarda l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.
Del resto vorrei anche ricordare che la Regione siciliana a
differenza delle altre regioni, come però le altre regioni a
Statuto speciale, aveva avuto già nell'articolo 122 della
Costituzione un indirizzo affinché si procedesse in questo modo,
tanto è vero che dice, stiamo parlando dell'articolo 122,
innanzitutto perché in forza del citato articolo 3 dello Statuto e
dell'articolo 116 della stessa Costituzione, la Regione siciliana
dispone di competenza esclusiva in materia e poiché l'articolo 122
ha rango costituzionale, è chiaro che nessuno oggi può mettere in
dubbio tutto ciò.
Invece così non è stato. Perché la legge 29 del 20 marzo 1951,
all'articolo 61 stabilisce cosa può succedere nel caso in cui in
alcuni seggi vi siano dei problemi. L'articolo 61, mai abrogato,
ancora in vigore è chiarissimo, e stabilisce che i voti delle
sezioni le cui operazioni siano annullate non hanno effetto. Quindi
per essere chiari, il legislatore siciliano, il Parlamento
siciliano che ha potestà esclusiva e primaria in questa vicenda ha
stabilito nel 1951, e cioè è valso per 63 anni, che mai si
potranno svolgere elezioni solo ed esclusivamente parziali, cioè
solo ed esclusivamente in alcune sezioni.
Il giudice invece ha deciso diversamente, ha deciso diversamente
secondo me andando oltre le proprie competenze, andando al di là di
quello che è stabilito dalla legge. Veda quello che dispiace che di
fronte ad un organo amministrativo, che ha violato questa
Assemblea, ci siano colleghi che continuano a parlare di altre
stupidaggini e non si rendono conto invece del rischio concreto che
noi oggi abbiamo, che se passasse, ancora una volta, l'idea che di
questa Assemblea Regionale Siciliana si può fare quello che si
vuole, non ha più motivo che questa Assemblea abbia ad esistere. Ai
colleghi distratti vorrei ricordare, che il cambio e la modifica
del risultato della provincia di Siracusa, inciderà sugli ultimi
degli eletti delle altre liste, e non sappiamo chi sarà colui il
quale andrà a perdere il seggio.
E' una sorta di ordalia, un giudizio di Dio in cui nessuno di noi
sa quanti voti prenderà il PD, quanti voti prenderà il Movimento
Cinque Stelle.
PRESIDENTE. E' importante, lo so, però la invito a concludere.
VINCIULLO. Sto prendendo il tempo che ha lasciato l'onorevole
Coltraro, e in cui, ripeto, nessuno di noi sa chi sarà il deputato
a cadere nelle altre province.
Per questo motivo mi associo alla richiesta che ha fatto poco fa
l'onorevole Coltraro, cioè quello che questa Assemblea possa
approvare un ordine del giorno affinché venga - da parte del
Presidente della Regione, di concerto col Presidente dell'Assemblea
Regionale Siciliana - dato vita a conflitto di attribuzione col
Consiglio di Giustizia Amministrativa, perché ci sembra almeno
strano che ancora una volta qualcuno espropri questa Assemblea dei
propri poteri, e questa Assemblea rimanga sorda e muta come se la
cosa non la riguardasse.
E' chiaro ci prepariamo a una decadenza continua, ma credo che
questa volta a prescindere dalla situazione che può riguardarmi,
credo che sia un problema che riguardi la dignità costituzionale e
istituzionale di questa Assemblea, oltre, mi sia consentito dire
anche la mia dignità.
Perché vedete l'idea che io possa tornare a casa, pur avendo preso
un voto nelle sezioni incriminate, e ci siano altri colleghi come
Marziano, Pippo Gianni, che hanno preso zero voti nelle sezioni, e
dobbiamo tornare a casa con l'idea che qualcuno ci possa dire che
abbiamo dato vita a brogli elettorali, è una cosa assurda e
impossibile da accettare e da sopportare.
E' una cosa così grave per chi come me, e sottolineo chi come me,
non ha mai avuto provvedimenti, non ha mai avuto nulla a che fare
con la giustizia, e chi vuole ascoltare, quando io dico 'chi come
me', comprende cosa sto dicendo, sappia che questa sarà la
battaglia della mia vita.
Noi non possiamo avere due giustizie, anche perché ricordo sempre
per quanto attiene una decisione della Corte per la Regione
Siciliana, aveva stabilito che i reati di natura penale legati a
problemi elettorali sono solo ed esclusivamente di competenza della
procura, cioè del penale, mai di competenza del giudice
amministrativo, sicché noi non possiamo assolutamente, oggi,
derogare a una norma voluta dalla legge elettorale, e da una
sentenza dell'Alta Corte di giustizia siciliana.
Signor Presidente a nome degli altri colleghi della provincia di
Siracusa faccio appello a lei, affinché si renda parte attiva in un
provvedimento che deve avere come unico obiettivo la salvaguardia
di questa Assemblea, e la salvaguardia di tutti i deputati che pur
non avendo potuto usufruire della scheda 'ballerina', perché non
abbiamo preso voti in questa sezioni, oggi veniamo mandati a casa
con l'onta di aver truffato gli elettori.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Sull'ordine dei lavori
PICCIOLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, invero lei non ha chiesto su
cosa volevo intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, è messo in lista insieme agli
altri, siete in tanti, ci sono gli l'onorevoli Rinaldi, Foti,
Tancredi, l'ordine dei lavori ha precedenza su tutto, Quindi,
lasciamo parlare l'onorevole Picciolo.
PICCIOLO. Signor Presidente, solo per chiederle di incardinare il
disegno di legge n. 475/A Norme per la prevenzione delle patologie
del cavo orale che da troppo tempo giace in quest'Aula e che
aspetta risposta legislativa.
'norme per la prevenzione della patologia del cavo orale'
Presidenza del vicepresidente Venturino
Discussione del disegno di legge «Norme per la prevenzione
delle patologie del cavo orale» (475/A)
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, si passa al secondo punto
dell'ordine del giorno: Discussione dei disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge "Norme per la
prevenzione delle patologie del cavo orale" (n. 475/A), posto al
numero 2).
MARZIANO. Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Marziano, un attimo solo, se permette, mi
faccia lavorare con calma e arriveremo agli interventi di tutti.
Siete in tanti è un argomento importante, lo capisco, ma dobbiamo
procedere con ordine.
Invito i componenti la VI Commissione Servizi Sociali e sanitari
a prendere posto al banco della Commissione. Invito il relatore a
svolgere la relazione.
PICCIOLO, relatore, Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie
per aver dato immediatamente seguito alla mia richiesta, in quanto
ritengo che questo disegno di legge esitato dalla VI Commissione
abbia una notevole rilevanza per la categoria degli igienisti
dentali che vede, finalmente, tramite questo disegno di legge, la
possibilità di trovare una giusta collocazione all'interno del
sistema sanitario pubblico che fino ad oggi è negata.
Ovviamente la prevenzione, nella sanità siciliana, non ha ancora
il ruolo e gli effetti premianti che merita in considerazione della
rilevanza strategica che ha, nella quasi totalità degli interventi,
volti a ridurre l'impatto delle patologie sulla popolazione ed i
conseguenti elevati oneri a carico del Sistema sanitario regionale.
Secondo un report recente dell'Università Bocconi è stato stimato
che circa un milione di euro venga speso in prevenzione sanitaria
realizza un effetto complessivo di risparmio a riduzione dei costi
del Sistema sanitario nazionale pari a 2,1 milioni di euro. Si
comprende, quindi, quanto sia importante potenziare la prevenzione
i cui benefici sono certamente apprezzabili sia in termini di
salute complessiva della popolazione che di risparmio consistente
per l'Erario.
Uno degli ambiti più rilevanti in cui la prevenzione realizza
validissimi effetti è certamente quello afferente alle cure delle
affezioni orodentali i cui costi sono notevolmente elevati quando
l'insorgenza delle patologie è conclamata.
Nel settore della prevenzione delle patologie orodentali la nostra
Regione è ancora estremamente deficitaria ed è proprio per colmare
tale lacuna che si propone il presente disegno di legge.
Si intende, ovviamente, favorire l'attivazione dei servizi di
igiene dentale e di prevenzione delle patologie del cavo orale, su
base distrettuale, autorizzando i vertici gestionali delle aziende
sanitarie provinciali nonché le aziende ospedaliere a rimodulare le
piante organiche e provvedere ai relativi concorsi pubblici,
inserendo in organico la figura professionale dell'igienista
dentale quale operatore sanitario esperto ed abilitato secondo le
prescrizioni del decreto del Ministro della sanità n. 137 del 15
marzo 1999 che ha definito tale professione sanitaria.
Vede, signor Presidente, quanto ritardo ci sia nella Regione
Siciliana, dal 1999 esiste questa figura e non era stata mai
inserita nei ranghi del Sistema sanitario regionale.
Si prevede, altresì,che l'attivazione dei servizi di igiene
dentale avvenga nel pieno rispetto delle linee guida vigenti a
livello statale con specificazione dei compiti propri
dell'igienista dentale abilitato.
La copertura finanziaria è ad invarianza di oneri poiché a fronte
dei benefici di salute e di spesa complessivi che si possono
ottenere come derivanti dall'attivazione dei servizi di igiene
ortodentale, è prevista l'assunzione degli igienisti dentali in
ragione del turn over attivabile a seguito del collocamento in
quiescenza del personale sanitario con equivalenza di trattamento
economico, per cui non si intaccano le risorse derivanti dal
riparto ad ogni ASP per assicurare i livelli essenziali di
assistenza, conseguentemente il presente disegno di legge non
comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.
PRESIDENTE. Se lei è d'accordo, onorevole Picciolo, direi di
rimandare la discussione generale alla presenza dell'assessore, per
dare più senso alla discussione. Per cui, incardiniamo il disegno
di legge.
Comunico che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per venerdì 11 luglio 2014, alle ore 12.00.
Presidenza del vicepresidente Venturino
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
RINALDI. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINALDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intanto
mi permetta di essere solidale con il collega Vinciullo per il
problema che sta attraversando, nella provincia di Siracusa, perché
ha ragione: c'è una delegittimazione lenta, ma costante,
dell'Assemblea regionale che assiste, in maniera impotente, a
questi altri poteri che subentrano ad una vicenda che, invece,
riguarda la politica e che dovrebbe riguardare l'Assemblea
generale.
Ma l'argomento per cui le ho chiesto di poter intervenire, ai
sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno, riguarda una
categoria che, in questo momento, soffre, cioè quella relativa ai
lavoratori ASU, che non percepiscono lo stipendio dal mese di
aprile. Sono ragazzi che lavorano da quasi ventitré anni in alcuni
enti, anche pubblici; altri svolgono l'attività, come spesso
denunciato da questo pulpito insieme ad altri colleghi, in maniera
impropria, all'interno delle Cooperative, in enti in cui è stata
fatta anche una convenzione in maniera illegittima e mi riferisco
alle scuole, mi riferisco anche ad altri enti che non sono
legittimati a fare delle convenzioni con le Cooperative ed
utilizzare tale personale.
Più volte abbiamo denunciato questo utilizzo illegittimo, abbiamo
chiesto al Governo - mi dispiace che oggi ci sia l'assessore
Valenti, ma questo intervento era rivolto al Governo - che ha
dichiarato - l'altra volta, il Presidente della Regione - che non
conosceva la realtà dei lavoratori ASU e che ha scoperto che ci
sono circa seimila lavoratori che non fanno nulla. Vengono pagati
dalla Regione ma non svolgono nessuna attività, nonostante lui li
abbia incontrati, sia in campagna elettorale sia il giorno dopo la
campagna elettorale e il Movimento, il Comitato dei lavoratori ASU
aveva chiesto al Presidente di trovare una soluzione a questa
situazione che è di stallo da circa venti anni e che non si riesce
in nessun modo a risolvere. Il Comitato aveva chiesto anche di
attuare le varie leggi che regolano la materia; mi riferisco alla
legge 17 del 2004, ma anche ad altre circolari che sono state
emesse dopo.
Ma il punto del mio intervento è un altro, signor Presidente: al
di là del fatto che non percepiscono lo stipendio e sono ragazzi -
chiamiamoli ragazzi ma ormai hanno raggiunto l'età di quaranta,
cinquanta anni - che vivono solo dello stipendio che percepiscono,
se tale si può chiamare, cioè cinquecento euro. E, spesso, si
devono recare nella sede del lavoro, cioè in comuni che spesso sono
in province diverse rispetto alla propria abitazione; ciò comporta
dei costi, anche quello, più semplice, della benzina, che non
riescono più a sostenere. Quando ad un precario, infatti, mancano
cinquecento euro al mese per tre mesi, quattro mesi consecutivi,
purtroppo, questo rappresenta un problema e, quindi, chiedono aiuto
all'Assemblea, chiedono aiuto a questo Governo, affinché si
ripristini il minimo della dignità per questi lavoratori che
lavorano negli stessi uffici di coloro che percepiscono lo
stipendio regolare: è una vergogna per l'Assemblea e dovremmo
trovare una soluzione.
Il Governo, dopo tanti anni, si è reso conto che c'è questa
categoria di lavoratori. Ho presentato una interrogazione circa un
mese fa, però sono convinto che farà la fine di tutte quelle
interrogazioni che presentiamo, dove la risposta verrà scritta
dall'assessore competente dopo un anno, un anno e mezzo, se ci va
bene.
Ho chiesto, da 6 anni, da quando faccio il deputato, a questa
Presidenza di istituire il question time, ma non è stato possibile,
che, probabilmente, potrebbe essere la soluzione per avere una
risposta immediata da parte di questo Governo sui problemi annosi
che riguardano la nostra comunità siciliana ma anche questo non è
stato possibile.
Ultimamente, è stato fatto un bando per questi lavoratori ASU
affinché siano assorbiti e utilizzati presso alcuni enti gestiti
dall'Assessorato dei Beni culturali. Mi riferisco ai teatri e
qualcos'altro. E' stata fatta una selezione e vorrei capire con
quali criteri il Governo ha utilizzato questa selezione; è stata
fatta una graduatoria e sono stati utilizzati dei ragazzi che
lavoravano presso alcune cooperative, alcuni sì ed altri no.
Capisco che, in questo momento, il Governo aveva bisogno soltanto
di 336 unità, se non ricordo male, per coprire la mancanza di
personale per i teatri di cui aveva bisogno ma ce ne sono tanti
altri che aspettano con tanta dignità da 20 anni di essere
utilizzati presso altri enti e non capisco perché il Governo, se ha
trovato la soluzione, mi deve spiegare quale norma ha utilizzato
per far lavorare questi ragazzi presso l'Assessorato dei Beni
culturali e, quindi, presso i musei e non ha trovato la soluzione
per utilizzare tutti gli altri che stanno aspettando la medesima
norma per essere utilizzati presso tutti gli altri Dipartimenti
regionali. C'erano delle circolari che sono state emanate dopo la
legge numero 17 del 2004 che permettevano agli Uffici provinciali
territoriali di poter utilizzare questi ragazzi e farli uscire
dalle cooperative perché, signor Presidente, non so se lei lo sa,
questi ragazzi vengono sfruttati dalle cooperative, vengono anche
ricattati perché i Presidenti delle cooperative, attraverso la loro
iscrizione, pagano le spese e, attraverso le quote associative,
pagano le spese del commercialista, le spese della sede e così via.
Avevamo chiesto a questo Governo di utilizzare la legge già
esistente per i lavoratori ASU e farli uscire tutti dalle
cooperative per non subire più questi ricatti da parte dei
Presidenti e utilizzarli, così come prevede la circolare, ai sensi
degli articoli 74 e 75, presso i vari Comuni o Enti utilizzatori
che hanno diritto a farlo. Questo non è stato possibile ma vorrei
capire perché per i Beni culturali sì e per gli altri Dipartimenti
no? Quindi, oltre a chiedere quale norma è stata utilizzata, vorrei
chiedere al Governo, se è stato fatto per i Beni culturali perché
non possiamo attuare finalmente una norma che prende questi
lavoratori e li utilizza presso i Dipartimenti regionali ai sensi
delle circolari e delle leggi esistenti e così la finiamo una volta
per tutte con questo utilizzo improprio?
Anche perché, assessore, mi perdoni, non ce l'ho con lei, ma voi
sapete che non potete fare nessuna convenzione con le cooperative
che, in questo momento, hanno i lavoratori ASU? E, nonostante
questo, ci sono degli Enti sottoposti alla vigilanza della Regione
siciliana - mi riferisco alle ASP e ad altri enti - che fanno delle
convenzioni e danno anche dei soldi alle cooperative per le spese
di gestione in maniere illegittima.
Vorrei che tutto questo schifo finisse, una volta per tutte, e che
il Governo assumesse una responsabilità seria nei confronti di
questi lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevole Rinaldi, lei mi ha chiesto, non so se lo sa,
mi permetta di dirle, su questo, così come su tantissime cose, non
fosse altro perché faccio parte della Commissione che si è occupata
proprio condivido anche le sue perplessità e, a tal proposito, ne
approfitto per dire che questa Assemblea, presto, si esprimerà sui
disegni di legge che mi auguro arriveranno in Aula presto per
cercare di dare una definizione al problema che si trascina da più
di 20 anni, ormai, in questa Regione.
RINALDI. Signor Presidente, la mia era una provocazione.
MARZIANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARZIANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché, oggi, in provincia di Siracusa, si è tenuta una conferenza
stampa.
L'ex onorevole Pippo Gennuso ha tenuto una conferenza stampa
annunciando che il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha
elaborato la sentenza di ottemperanza di un ricorso, che dovrebbe
portare al rinnovo delle elezioni in nove seggi dei comuni di
Rosolini e Pachino. Secondo questa sentenza e secondo il ricorso
che è stato presentato, in questi seggi, ci sarebbero stati brogli
elettorali ed è stato paventato l'uso della scheda ballerina , che
è un reato penale, elettorale gravissimo.
Bene, secondo questa sentenza, dunque, i parlamentari regionali
eletti della provincia di Siracusa si dovranno sottoporre al voto.
Ora, sappiamo che questa non è la sede giudiziaria, né
amministrativa, né penale, ma vogliamo ugualmente denunciare una
serie di stranezze che si sono determinate in questa vicenda.
Stranezze e peculiarità che sono state già oggetto di una denuncia
alla magistratura penale da parte dei parlamentari della provincia
di Siracusa, dai parlamentari regionali, e di atti proposti alla
magistratura amministrativa.
La prima stranezza, signor Presidente e onorevoli colleghi, è
questa: i ricorsi che sono stati accolti non sono stati presentati
da colui il quale, ora, ne potrebbe beneficiare e che, oggi, ha
fatto la conferenza stampa; sono stati presentati da due suoi
sodali: il segretario particolare e un candidato di quella lista
che sarebbe stata danneggiata.
Ora, mi sono posto il problema: "ma perché il ricorso non è stato
presentato direttamente dall'onorevole Gennuso?". Vedete, ci può
essere una spiegazione: in quei nove seggi, l'onorevole Gennuso,
che è colui il quale, oggi, ha fatto la conferenza stampa senza
essere il ricorrente, è stato il più votato, mentre ci sono
candidati eletti, come me, che hanno preso zero voti. Allora, c'è
qualcosa che stride. Se in quei seggi era stata fatta la scheda
ballerina, sicuramente, non ne ha potuto usufruire chi, come me, ha
preso zero voti. Di quella sentenza, però, sarei la vittima.
Siamo, quindi, in presenza della trasformazione delle vittime in
carnefici e dei carnefici in vittime. Questa è la prima stranezza.
Zero voti. Come si può assumere una decisione quando la vittima di
un eventuale broglio, con quella sentenza, si trasforma in
carnefice?
Ma vado avanti, Presidente. Se anziché procedere al rinnovo delle
elezioni - che è vietato da una legge della Regione e, quindi, con
questa decisione si sta violentando questa legge della Regione - si
fosse assunta la decisione di annullare i voti di quei seggi, i
ricorrenti sarebbero stati ulteriormente penalizzati, perché alla
mia lista sarebbero stati annullati pochissimi voti, alla lista dei
ricorrenti una marea di voti.
Seconda stranezza, quindi, è che non viene applicata la prassi che
si usa in questi casi, ma il rinnovo delle elezioni. E perché si
sarebbe proceduto al rinnovo delle elezioni? Perché in effetti la
prima sentenza del CGA non diceva che bisognava rinnovare le
elezioni ma diceva verificate le schede e vediamo se ci sono stati
brogli .
Bene. Alcuni di noi - alcuni fessi, caro Presidente - si
presentano in Prefettura il giorno in cui bisognava verificare le
schede e vengono informati da un funzionario della Prefettura che
non era possibile fare la verificazione perché le schede si erano
ammalorate: c'era stato un allagamento di un locale del tribunale e
le schede si erano ammalorate e non si poteva fare la
verificazione.
Qualche ora dopo, uno degli interessati interviene e dice ma
quale ammalorate, ma quale allagamento. Le schede non erano nel
locale ammalorato; le schede erano in altri locali e quel locale
non c'entra niente .
Mi posi, allora, il problema: ma com'é che non sapevo niente e
c'era chi sapeva che le schede non erano lì? E poi l'ho capito.
Sembra, infatti, che, dalle indagini penali, cioè dalla denuncia
penale che io e altri colleghi abbiamo presentato, la soluzione del
problema dell'allagamento non sia stata affidata all'impresa che
aveva questo compito per appalto, ma è stata affidata ad impresa
esterna, impresa di cui è titolare una persona che è coimputata in
un processo penale con uno degli interessati. Non dico il nome ma
si capisce, cioè io affido il compito di spurgare quei locali ad
uno che ha una impresa e che è coimputato in un procedimento penale
con questo stesso, con uno di quelli che sono interessati alla
vicenda.
Signor Presidente, che stranezza, non solo, ma, a seguito della
nostra denuncia penale, si decidono alcune questioni, si viene a
scoprire che queste schede erano in un altro Tribunale, che le
aveva trafugate un dipendente del tribunale. Allora, trafughiamo le
schede. Questo dipendente del Tribunale che sostiene di averlo
fatto autonomamente, cioè, in genere i dipendenti dei Tribunali,
anziché giocare a ruzzle, trafugano schede elettorali dei seggi che
sono oggetto di ricorsi amministrativi. Le schede oggetto di quel
ricorso amministrativo erano state trafugate, il dipendente viene
individuato e restituisce le schede. Tutti noi pensiamo che a quel
punto non c'era più partita. Le schede sono state restituite, viene
fatto un verbale, viene mandato al funzionario della Prefettura, il
quale, come un giudice monocratico, prima, aveva messo un mese di
tempo quando doveva comunicarci che non si poteva fare la
verificazione, poi, inopinatamente, decide che non servono quelle
schede perché sono stati trovati tutti i plichi tranne quello che,
a dire di quel funzionario, serve a verificare se ci sono stati
brogli.
Sembra di assistere ad una commedia di Dionesto e, invece, è
qualcosa che riguarda la dignità e il futuro di alcuni di noi
eletti dai cittadini, liberamente e regolarmente. Proseguo questa
commedia di Dionesto, perché, alla luce, evidentemente, di questo
giudizio da giudice monocratico dello stesso funzionario della
Prefettura, il Tribunale amministrativo dice siccome quelle schede
ritrovate non servono a niente - il funzionario della Prefettura
mi dice che non si può fare la verificazione - andiamo ugualmente
al voto .
Ci sarebbe, quindi, una situazione per cui al Presidente del
Tribunale è stata fatta fare da alcuni funzionari - non li conosco,
non so chi, ma certo non è il Presidente del Tribunale che decide
se c'è stato l'allagamento - viene fatta fare una dichiarazione che
è un falso ideologico, perché il povero Presidente del Tribunale
firma qualcosa che gli viene preparata. Ci sono, quindi, delle
persone che fanno firmare al Presidente del Tribunale un falso
ideologico. C'è un altro dipendente del Tribunale che ruba delle
schede e poi le fa ritrovare per alleggerire la sua posizione.
Perché ancora non è stato arrestato nessuno in questa vicenda?
Perché non è stato arrestato?
Vedete come sono bravo? Restituisco le schede. Ma restituisco
solo quelle che non servono , in base alla decisione di un altro, a
non fare più le elezioni. Quindi, restituisco 40 plichi e non il
41esimo . Sto citando numeri a caso, per farmi capire. Ma vede qual
è qua la cosa? Succede tutto questo e, alla fine, dovrei tornare
ad essere sottoposto al giudizio popolare in una elezione falsata,
in cui quei 10 mila elettori sanno il risultato del voto, quei 10
mila elettori verranno chiamati non dai 104 candidati delle
elezioni di due anni fa ma dagli unici 5 interessati, cioè un
mostro giuridico frutto di tutte queste stranezze, caro signor
Presidente, che ho cercato di segnalare. Una situazione paradossale
in cui non c'è ancora un funzionario sospeso. Penso che si
interverrà quando ci sarà la conclusione delle indagini ma, certo,
siamo in presenza del fatto che sei persone perbene vengono viste
con l'alea di chi avrebbe potuto commettere brogli elettorali
gravissimi, funzionari di Tribunale, Prefetture e cose che hanno
agito in modo strampalato, sono belli lì tranquilli e sereni e, noi
dovremmo sottoporci alle elezioni. Non può funzionare così, signor
Presidente. Non può funzionare così. Abbiamo adottato e adotteremo
tutte le misure di tipo amministrativo che sono nel nostro potere
perché, essendo delle vittime trasformate in carnefici, abbiamo
tutto il diritto di difenderci con le procedure amministrative.
Ma si sappia che ci difenderemo anche con tutti gli strumenti che
ci offre la giustizia penale. Personalmente, ma penso di potere
parlare a nome dei colleghi, mi costituirò parte civile, nei
confronti di quel funzionario, la cui infedeltà al giuramento che
ha fatto sta comportando tutti questi problemi. E, ove, nel
Dipartimento, dovessero emergere altre responsabilità come quelle
che ho detto, ci costituiremo contro tutta questa filiera di
infedeli dello Stato che hanno operato per arrivare a questo
risultato.
E ci costituiremo sapendo che quello che hanno commesso è un reato
gravissimo, poiché hanno violato il risultato elettorale e hanno
determinato le condizioni per violare il risultato elettorale.
Ma non siamo qua per questo; questo afferisce al nostro diritto
individuale di difesa. Siamo qua per dire che riteniamo, con tutto
il rispetto per la Magistratura, ordinaria e penale, che, con
quella sentenza, si sia violato un diritto e un potere di
quest'Assemblea. E' quest'Assemblea, secondo la legge, che deve
decidere come si procede in questi casi e lo ha deciso con una
legge, a nostro parere, questa sentenza la legge la viola, decide
diversamente.
Pensiamo, quindi, che ci siano tutte le condizioni affinché si
possa, anche attraverso l'approvazione di un ordine del giorno che
riteniamo di presentare, tutte le condizioni per rivendicare il
rispetto dei poteri delle prerogative di questo Parlamento,
sollevando il conflitto di attribuzione, così come faremo per
quanto riguarda la nostra difesa individuale, chiediamo che il
Parlamento difenda le sue prerogativa, difenda le sue leggi e
stabilisca che se una legge non va bene si cambia con un'altra
legge e non con le decisioni di un altro potere che deve esercitare
le sue modalità e i suoi poteri, nelle forme previste dalle leggi.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere tutta la mia solidarietà al collega Marziano, al collega
Vinciullo e a tutti i deputati eletti nel collegio di Siracusa.
Credo che ci sia passata sotto gli occhi, in questi mesi, da
quando la notizia è trapelata dai giornali e poi negli atti
processuali, una vicenda che non ha precedenti e che costituisce un
attacco non alla politica, ai partiti e vado oltre, ai colleghi che
sono coinvolti nella bagarre elettorale.
Costituisce un attacco all'Assemblea, alla sua storia, alle
istituzioni, alla Sicilia, ai siciliani e, soprattutto, alla
democrazia.
Mi sento colpito anche personalmente in questa vicenda, non come
rappresentante dei cittadini, come uno di voi, ma nel più profondo
perché, signor Presidente, io ho investito la parte più importante
della mia vita. Faccio diritto amministrativo, faccio l'avvocato,
lo sapete, mi occupo di aspetti elettorali, studiando e credendo
che ci sia una giustizia e fatti come questi mettono in discussione
anche la nostra storia e i tanti che hanno studiano in quest'Aula,
il tempo perso appresso ai libri, formandosi e tante ore perse
magari perdendo gli anni più belli della vista, per costruire e
lavorare per un'ideale: quello di una giustizia giusta e quello
che ci sia una democrazia fondata sulla sovranità che appartiene al
popolo.
Credo che siano oggi questi gli elementi che vengono messi in
discussione. Non possiamo stare fermi, nessuno di noi, ognuno con
le nostre prerogative, con il nostro ruolo, con il nostro modo di
essere, con quello che siamo chiamati a fare.
Preannuncio, quindi, il voto favorevole all'ordine del giorno che
credo l'onorevole Vinciullo stia predisponendo. Siamo chiamati
tutti a fare la nostra parte. Io la farò anche per la parte
processuale, per il ruolo che avrò, che avremo in questa battaglia
che mi vedrà accanto ai colleghi e, per le stranezza giuridiche che
ci sono state, spero che ci siano anche altri organi che si
occuperanno di questa vicenda, altri organi competenti per il
controllo e la tutela delle istituzioni perché una vicenda così non
può passare inosservata.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire qual è
oggi l'andamento dei lavori.
Quando sono arrivata, alla fine della lettura del verbale, mancava
il Governo.
Adesso, è presente in Aula l'assessore Valenti. Vorrei capire se
si può dare seguito almeno ad alcune parti dell'ordine del giorno.
Ricordo che ci sono delle mozioni che giacciono languidamente da
settimane anche perché di lavoro non ce ne mancherà. La prossima
settimana, ci sarà la pausa per le celebrazioni della Patrona e
vorrei capire perché non possiamo continuare, se lei magari
volesse, con un piccolo sforzo, almeno a discutere le mozioni, così
le mettiamo nel dimenticatoio e si riesce ad andare avanti. Tra
l'altro, ve ne sono due presentate dal mio Gruppo che riguardano le
trivellazioni e che sarebbero un segnale abbastanza importante,
visto che sabato 12 luglio ci sarà una grande manifestazione di
protesta nei territori di Scicli contro le trivellazioni on shore,
quindi su terraferma - non so se l'Assemblea ne è al corrente,
penso di si - e sono numerose le sigle di albergatori di tutta la
zona del ragusano che stanno protestando in maniera ferrea
sull'argomento, i sindaci, le associazioni ambientaliste che
chiedono di capire con chi hanno a che fare.
Se da una parte, infatti, questo Governo si è insediato e ha vinto
le elezioni parlando di sostenibilità e tutela dell'ambiente, non
si capisce come mai oggi si vada avanti con permessi di
trivellazioni. Idem per quelli off shore.
Un paio di settimane fa, ero intervenuta sullo stesso argomento.
La Commissione Via Vas di Roma ha rimandato il parere, che doveva
rilasciare la scorsa settimana a questa settimana, quindi venerdì
11 luglio si riuniranno per decidere anche del nostro futuro. E, da
parte del Governo, che è l'unico sordo che non vuole sentire, lì
non sta arrivando un messaggio chiaro: "lasciate in pace il nostro
mare; non abbiamo bisogno di energia fossile". Abbiamo preso
un'altra direzione. I territori, i sindaci, le associazioni e anche
parte dell'Assemblea, spero tutta, approverà la mozione.
Non vogliamo che avvengano trivellazioni per una serie di motivi
che sono indicati nella mozione che vogliamo si discuta, se
possibile, anche oggi perché altrimenti se ne parlerà a settembre.
Mi sembra chiaro, ormai, che non c'è tempo neppure per gli atti di
indirizzo. Un messaggio, però, è chiaro, non vogliamo che vengano
dati permessi di trivellazioni e, se mi sarà concesso, illustrerò i
vari motivi perché non vogliamo neanche i permessi di ricerca.
Vorrei, quindi, che il Presidente, visto che c'è la vicepresidente
della Regione - insomma, non mi sembra l'ultima ruota del carro -
potesse, come assessore di questo Governo, esprimersi e discuterne
qui in Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti. Penso di potere rispondere.
Abbiamo già affrontato mille volte questo argomento. Credo che
anche l'altra volta avevamo chiesto all'assessore Valenti se avesse
una delega per potere discutere di queste mozioni e mi era sembrato
che questa delega non l'avesse. Per cui, aprire delle mozioni senza
poterne discutere, visto l'importanza che lei ha citato, con gli
assessori incaricati, sarebbe assolutamente sterile.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, tutti
gli interventi che mi hanno preceduto sono stati particolarmente
importanti e tutti su temi fondamentali, ma mi sarei aspettato una
notevole attenzione su un documento del quale noi abbiamo avuto
conoscenza giovedì scorso e sul quale credo che la maggior parte
dei miei colleghi avrebbe dovuto porre l'attenzione: l'accordo
sottoscritto dal Presidente della Regione in materia di economia e
finanza regionale, con il Ministro Padoan in data 9 giugno 2014
dove, di fatto, la Regione si impegna a non dare più corso a nessun
contenzioso con lo Stato.
Secondo me è da stigmatizzare in maniera forte e puntuale questo
aspetto, perché mi sono preso la briga di interpellare un docente
universitario e, in base ai contenziosi che noi conosciamo, la
piena attuazione dello Statuto permetterebbe, ipoteticamente, un
gettito di finanza pubblica aggiuntivo rispetto a quello attuale di
una cifra che oscilla tra i 4 e i 5 miliardi, alla quale noi
rinunciamo per i prossimi 4 anni. Non potremo più dire nulla a
fronte di quello che è oggetto della prossima finanziaria, la
manovra ter , questi 550 milioni di euro che ci permetteranno di
arrivare a fine anno.
Io mi chiedo adesso con quale ratio viene effettuato un accordo di
questo genere, senza comunicarlo a nessuno in questo Parlamento,
senza nessuna delibera di Giunta, e soprattutto, con quale
vantaggio per la Regione. Di fatto noi ci troviamo ad aver svilito
qualunque ipotesi di attuazione dello Statuto sotto il profilo
economico, abbiamo castrato la possibilità di sviluppo della
Regione impedendo che i nostri diritti abbiano anche la minima
possibilità di essere discussi.
Per questo credo che sarebbe il caso che il Presidente Crocetta
venga a riferire in Aula su quello che è accaduto, e credo sia
fondamentale che questo Parlamento prenda atto del fatto che
l'ennesima manovra calata dall'alto sulla testa dei siciliani
porterà semplicemente un disastro economico in questa Regione.
Noi non vorremmo che il Presidente Crocetta punti a diventare un
personaggio storico della nostra Regione, perché continuando su
questa linea potrebbe essere accomunato ad altri personaggi storici
come Nerone o Attila, per la capacità di distruggere tutto quello
che sta toccando.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha
facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, da
parecchi mesi ho denunciato il tentativo di delegittimazione
dell'Assemblea, un'Assemblea che ormai è allo stremo dal punto di
vista d'immagine e di sostanza. Certo, questo attacco all'autonomia
della Regione, portato avanti da più parti, da più soggetti,
qualificati e non qualificabili nel tempo mi ha fatto riflettere.
Qui non parlerò del vice-prefetto di Siracusa che ha iniziato con
un mese di ritardo questa fantomatica rivisitazione del conteggio
delle schede. Mentre si è iniziato con un mese di ritardo, giusto
il tempo di far allagare il Tribunale, ora, in maniera rapida, ha
mandato le carte al Presidente del CGA. E non parlerò di questo
"amico del giaguaro" che è andato a prendere le carte, le ha
portate fuori, poi le ha riportate dentro, e poi non so cosa ha
fatto. E non mi fermerò a parlare del falso ideologico del
segretario del Presidente del Tribunale, che ha indotto il
Presidente del Tribunale in errore. Sono convinto che la
magistratura penale saprà arrestarli e farli parlare.
Come si suol dire, le sentenze non si giudicano ma si applicano.
Le sentenze però, e non le 'porcherie' perché questa è una
'porcheria' portata avanti dal Presidente del CGA di Palermo, una
cosa vergognosa e senza precedenti. Dopo sei volte che il TAR di
Palermo ha annullato qualsiasi richiesta degli 'amici' del signor
Gennuso, all'improvviso il CGA decide che bisogna guardare i numeri
delle schede e non decide su una mia denuncia, fatta lo stesso
giorno che sono state completate le operazioni di voto, quando ci
accorgiamo che in una sessione sono stati raddoppiati i voti del
partito di Gennuso.
E' passato un anno e 4 mesi e non abbiamo avuto nessuna risposta.
E invece il vice prefetto di Siracusa ha tutto il tempo di
chiamarci in ritardo per iniziare le operazioni, per comunicare,
prima ancora che fosse comunicato agli avvocati o a noi stessi,
prima di chiamarci come persone informate, o che dovevano essere
informate non dei fatti, ma sui fatti.
Io credo che questa Assemblea deve ringraziare il Presidente del
CGA perché in questa sentenza ignobile lui già immagina lo scenario
di azzeramento dell'Assemblea, perché la spending review deve fare
risparmiare soldi, e quindi lui si sostituisce all'Assemblea
regionale ed al Governo della Regione, indicando modalità, luoghi,
punti, e decidendo, questo novello napoleone, per tutti, e
decidendo anche chi, come e quando bisogna dare conto e ragione a
chi l'elettorato ha dato torto sfacciato.
Signor Presidente, questa Assemblea non può continuare a
nascondersi. La delegittimazione è diventata plateale,
l'autorevolezza dell'Assemblea e del suo Presidente è venuta meno.
Diciamocelo con estrema franchezza, qui non c'è più il voto di
scambio.
Siamo oltre e questa Assemblea non reagisce. Allora, come diceva
un mio vecchio collega di questo Parlamento delle due la luna' non
delle due l'una , o la luna o il dito. Noi non possiamo più
nasconderci: o abbiamo la capacità ed il coraggio di reagire di
fronte a questo attacco micidiale o è meglio che ce ne andiamo a
casa.
Affrontare una campagna elettorale non è un problema per me,
oramai sono un abituè, non dico che è una passeggiata ma è una
camminata. Vorrei sapere però come facciamo una campagna
elettorale, considerato che due anni fa c'era il PDL ed oggi non
c'è più, c'era il Partito Popolare ed oggi non c'è più, due anni fa
c'erano una serie di partiti che oggi non esistono più. Soltanto
l'arroganza di un personaggio in cerca di autore, vuole portare a
questa sentenza.
Allora, io non sono di questo Governo, io sono rappresentante
dell'Assemblea, e il mio rappresentante è il Presidente
dell'Assemblea, che ha il dovere non di nascondersi ma di venire
allo scoperto perché deve poter dire come il conflitto di
attribuzione deve emergere in maniera chiara.
Qui c'è troppa gente che ha la necessità di farci dire e farci
fare quello che vuole. Io nella mia vita ho pagato caramente il
fatto di essere uno con la schiena diritta, non mi faccio manovrare
da nessuno ed ovviamente, come diceva l'onorevole Marziano, mi farò
carico di denunziare non solo questo dipendente del Tribunale, che
ha falsato tutto quello che ha falsato, ma anche tutti quelli che
hanno scritto, e che scrivendo hanno scritto il falso in atto
pubblico, o hanno dato notizie infondate, o notizie che sono state
date a metà, per cui non c'è completezza. Io li inseguirò fino a
quando non avrò fatto chiarezza ed anche un po' di verità in questa
triste ed ingarbugliata vicenda che ci sta mettendo tutti in
ginocchio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo Giuseppe. Ne
ha facoltà.
MILAZZO Giuseppe. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
ribadirle una richiesta con cortesia, con moderazione, ma con
determinazione. Giace all'ordine del giorno, concordata con i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, una mozione a mia firma mia
relativamente all'immobile abbandonato di via Ingegneros a Palermo.
Ad ogni seduta d'Aula il Governo non si presenta ed allora chiedo
alla Presidenza di adottare un criterio che in passato si è già
adottato, di procede al prelievo della mozione senza l'Assessore
competente, oppure richiamare l'Assessore competente, perché non è
colpa nostra se il Governo non si presenta.
Nello specifico stiamo parlando di un complesso, l'ex complesso
ospedaliero di via Ingegneros, e gradirei che l'onorevole Fontana
mi ascoltasse perché conosce il sito, totalmente abbandonato.
Ma la cosa che fa sorridere, o forse farebbe piangere, è che,
prima di abbandonarlo, si è proceduto ad una parziale
ristrutturazione dell'immobile, opere di consolidamento della
struttura e di riqualificazione dell'area verde.
La mozione nello specifico parla dell'aerea verde, cioè di questa
pineta dove è stato realizzato un bellissimo impianto di
illuminazione, che sarebbe immediatamente utilizzabile, e quindi
chiedo di consegnare quest'area, che in questo momento è
abbandonata ed inutilizzata, al Comune, anche temporaneamente, il
quale dovrebbe fare semplicemente una delimitazione dell'area con
la sola attivazione dell'impianto di pubblica illuminazione, perché
solo questo è il costo che si dovrebbe affrontare.
Ma voglio lanciare un'altra riflessione, cioè che questo ex
ospedale, totalmente abbandonato, è oggi dimora dei gabbiani.
All'inizio era una cosa simpatica, ma oggi comincia a diventare una
cosa veramente antipatica, perché quel grosso e imponente complesso
ospedaliero, oltre che essere fatiscente, potrebbe essere
utilizzato in altro modo, potrebbe venirci una cittadella, un
assessorato, potrebbe essere dato in comodato d'uso, ma certamente
il nulla non è una cosa fattibile.
Mi dispiace che qualche collega ci rimarrà male, ma pensavo che
già si stesse aprendo la discussione generale sul disegno di legge
sugli igienisti; le strutture sanitarie, quelle che funzionano, che
si occupano di emergenza, sono già abbandonate e vanno avanti a
stento. Ma come è possibile prevedere una figura del genere?
Io con l'onorevole Cimino ho incontrato due malati terminali, che
ci chiedevano la cortesia di poter incontrare il Presidente della
Regione ed avere un contributo per l'acquisto dei medicinali.
Ma già non fa parte del servizio sanitario? No Perché c'è una
famosa storia al riguardo: terapia Di Bella sì, terapia Di Bella
no Siccome la Regione, ovviamente, non può riconoscere la terapia
Di Bella, hanno costituito un'associazione e chiedevano un
contributo da destinare all'Associazione attraverso la quale poter
attivare delle misure di sostegno.
E potrei continuare, signor Presidente, perché i prontosoccorso in
questo momento sono nel totale abbandono sotto il profilo numerico
e sotto il profilo strutturale, ce n'è sono alcuni che hanno ancora
i cavi elettrici ispezionabili, cioè alla mercé di tutti, e noi
proponiamo gli igienisti? Ma prima facciamo funzionare bene quello
che c'è, togliamo le vergogne che ci sono.
C'è un complesso ospedaliero abbandonato e qui la Corte dei Conti
cosa fa? Perché non chiama questo famoso ingegnere e questo famoso
politico che non ho il piacere di conoscere, che ha disposto il
recupero della struttura, che di colpo è stata abbandonata mentre
si stava ristrutturando? Che fine ha fatto questo finanziamento? E'
stato totalmente impegnato?
E' una mozione, signor Presidente, ma è importante, e non è una
cortesia che mi viene fatta, per cui l'Assessore è chiamato a fare
il suo dovere.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo non posso che prendere atto delle
sue dichiarazioni. E' da più tempo che si porta all'ordine del
giorno questa mozione ed approfitto del fatto che abbiamo la
presenza dell'Assessore Valenti.
Assessore, come vede la maggior parte degli interventi vertono sul
fatto che molte volte non si riesce a procedere alla trattazioni di
mozioni per l'assenza del Governo. Noi la ringraziamo per essere
presente, ma l'invito che formalmente le rivolgo è quello di far in
modo che il Governo, in qualche modo, garantisca non solo la
presenza dell'Assessore, come oggi lei ha gentilmente fatto, ma lo
stesso sia anche delegato a poter trattare le mozioni all'ordine
del giorno in modo tale che l'Aula possa proseguire nello
svolgimento dei lavori previsti.
Quindi, è un invito formale che le rivolgo e sono certo che lei se
ne farà carico parlandone con i membri della Giunta e con il
governatore.
E' iscritto a parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema del
disegno di legge è avulso dalla rete ospedaliera, dai dipartimenti,
da quello che dobbiamo fare per mettere in moto un meccanismo
virtuoso per la sanità. Potrei dire che, per esempio, l'oncologia
ematologica di Catania non ha nemmeno i posti letto che hanno le
altre due strutture di Messina e Palermo, pur essendo una struttura
che accoglie molti più pazienti di Palermo e Messina. E' chiaro che
dobbiamo rivedere il quadro, perché la spending review va
benissimo, ma non può togliere la possibilità ai pazienti di poter
essere curati.
Questo disegno di legge dell'onorevole Picciolo è un disegno di
legge che consente a chi non ha le risorse economiche di poter
avere non solo le visite, ma anche le cure dei denti che fino ad
oggi non hanno.
PRESIDENTE. Onorevole Gianni sono sicuro che avremo modo di
affrontare l'argomento quando la prossima settimana si aprirà la
discussione generale sul disegno di legge.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo sottoporre
alla sua attenzione ed a quella dei colleghi parlamentari una
vicenda che negli ultimi giorni è stata più volte trattata da
diversi quotidiani e che riguarda un presunto accordo, che presunto
non è più, tra la Regione - ma in questo caso il Presidente della
Regione - e Ministero dell'Economia, dove si faceva riferimento ad
una rinuncia dei contenziosi avviati da parte della Regione in
tutte le sedi giurisdizionali per ciò che concerne il rispetto
anche delle norme statutarie e costituzionali.
Io non so se e fino a che punto questo accordo sia stato
deliberato dalla Giunta regionale, potremmo chiedere all'Assessore
Valenti se è passato da una delibera che ha accordato il consenso
della Giunta regionale ad un atto così importante e così grave che
lede la dignità di cinque milioni di cittadini siciliani.
Ma, signor Presidente, non mi risulta, da componente di questa
Assemblea, che sia stato udito questo Parlamento su una vicenda
così delicata e così fondamentale per le norme e per il futuro di
questa Terra. Né tanto meno mi risulta che vi siano norme nazionali
che diano copertura a questa operazione, e penso alla legge 42 del
2009 o alle altre norme sul federalismo fiscale. Né mi risulta che
si sia proseguita, ma questa è un'altra storia, la vicenda che dal
giugno del 2012 voleva che gli spazi di autonomia finanziaria
accordati a questa Regione venissero ampliati o comunque garantiti
sulla base di un rapporto dialogico che già si era avviato con la
Regione.
Ecco, signor Presidente, io le chiedo, e la ringrazio per i pochi
minuti che lei mi concede in base al Regolamento, di convocare
urgentemente quest'Aula e di invitare il Presidente della Regione e
gli Assessore competenti affinché non si veda sminuito il potere,
le prerogative di questo Parlamento, in modo così volgare da parte
di altri appartenenti alle Istituzioni. Penso che sia davvero
l'inizio di una fine, e certamente conosciamo l'inizio, ma ahimé
non conosciamo la fine.
Signor Presidente, faccia da argine a questo fenomeno che
purtroppo va dilagando e convochi al più presto una seduta
straordinaria dove si possa chiedere conto a chi di dovere di
queste azioni e di questi atti, che non definirei nemmeno
legittimi, ma irriguardosi non di questo Parlamento, ma di un
popolo intero.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a dir la verità
in un primo momento non volevo intervenire però sono stato
stimolato da due cose. La prima è relativa agli interventi fatti
dai colleghi di Siracusa sull'esito della sentenza del CGA. Io
penso che un popolo che non ha certezza del proprio mandato
elettorale, non ha certezza delle elezioni, dell'esito delle
elezioni, un popolo a cui viene tolto quello che è il volere del
popolo, non è un popolo civile.
Noi rischiamo davvero di perdere quelle che sono le poche certezze
che la nostra democrazia ha, perché quando qualcuno si permette di
riuscire a sabotare un'elezione, dove partecipano forze dell'ordine
dentro le Sezioni, dove ci sono funzionari di Enti locali, di
Prefettura, e pensare che c'è qualcuno che possa muoversi
all'interno di quelli che sono ambienti così delicati e così
controllati a tal punto da far saltare l'elezione in una provincia,
significa davvero che noi stiamo perdendo quelle che sono le
fondamenta, le cose essenziali che rendono la nostra una vera
democrazia.
Io mi auguro che la magistratura faccia veramente luce su questo,
e mi auguro che sia più che veloce, velocissima affinché metta
chiarezza, metta luce su coloro che sono stati gli artefici di
questa immensa porcheria , perché non riesco ad individuare un
termine diverso, e vi chiedo perdono per utilizzarlo.
Signor Presidente, davvero non mi sembra quello lì il termine più
appropriato. Qui non c'è da dare solidarietà ai colleghi di
Siracusa, qui c'è da dare solidarietà alla nostra democrazia ed a
questo Parlamento, e non posso pensare che qualcuno cerchi di
sostituirsi al ruolo ed ai poteri del Parlamento.
Io prego la Presidenza e la Segreteria Generale di verificare
bene, sentenza alla mano, se quello che sta succedendo è conforme
alle norme approvate da questo Parlamento o se per caso si sta
andando oltre, perché se realmente le cose che sono state dette qui
dentro dovessero corrispondere al vero, e cioè che ci troviamo
davanti ad un non rispetto di una norma chiara di questo
Parlamento, non possiamo fare sconti a nessuno, così come sconti
nessuno ne fa a noi. E' una questione di autorevolezza, di
prestigio di quella sedia, di quella poltrona e delle altre 90 e
siccome come dicevano i latini cà nun ci ciovi , io queste cose
le dico e le dico con chiarezza, con immenso rispetto ma con
altrettanta determinazione. Quindi affido a lei, Presidente, queste
riflessioni, che sono riflessioni importanti, e noi non dobbiamo
fare l'errore di chiudere questa vicenda come un problema dei
siracusani: questo sarebbe un errore che non condivido, non voglio
essere presuntuoso, c'è una impostazione che non condivido e ci
tengo ad esprimere la mia opinione.
Il secondo motivo che mi ha indotto ad intervenire, signor
Presidente, e mi aspettavo che qualcuno dicesse qualcosa in merito
ad un fatto che può sembrare banale ma banale non è, è il crollo
del viadotto nella strada provinciale 626, che poteva fare una
strage.
Noi stiamo perdendo tutte le nostre strade e siccome le
responsabilità, al di là di quelle penali, sono anche morali, e per
me sono che sono stato amministratore, sono altrettanto pesanti,
noi dobbiamo fare qualcosa. Come Parlamento, secondo me, dobbiamo
avviare una mappatura attraverso le apposite Commissioni, dello
stato dell'arte, delle condizioni di come si trovano le principali
arterie della nostra isola e qual'è il calendario di manutenzione:
da quando sono avvenute le manutenzioni, da quando tempo non se ne
fanno, cose ovviamente che rimangono a verbale in quest'Aula. Non
aspettiamo nessuno, né Governi, né sottogoverni, né Europa,
facciamo questo lavoro nostro.
Ultima cosa e concludo, è il problema delle trivellazioni: io ho
seguito l'intervento dell'onorevole Foti: noi dobbiamo fare una
battaglia seria.
Io sono l'ex sindaco di Ragusa che quando si avviò tutto questo
percorso fece una delibera di giunta dicendo di no alle
perforazioni a mare. Ma il sindaco di Ragusa, che oggi è del
Movimento Cinque Stelle, mi volete dire dov'è un suo intervento?
Uno Uno, un intervento Per favore, vi prego di portarmelo qui
Attenzione, io non ho la sindrome dell'allontanamento dal Comune.
Vi assicuro che il mio è un intervento di una serenità
PRESIDENTE. La prego di avviarsi alla conclusione, perché abbiamo
superato abbondantemente i minuti a disposizione.
DIPASQUALE Io vi dico che le battaglie, per essere coerenti, avete
un sindaco di un comune capoluogo, uno qui in Sicilia, ed è proprio
il sindaco di Ragusa. Ma può essere che apriamo i giornali e in
testa a questa battaglia c'è il sindaco di Palermo? Questo ho letto
io, e questo abbiamo letto tutti
Allora, se posso permettermi - per essere voi coerenti - io vi
stimo e vi rispetto, però spiegateglielo che per non delegittimare
il vostro lavoro lui deve fare la sua parte e la deve fare bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Arancio. Ne ha
facoltà.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo con
l'onorevole Dipasquale su due punti che ha trattato.
Il primo per quanto riguarda i viadotti, perché non è l'unico
viadotto che è crollato, ma anche sulla Gela-Caltanissetta è
crollato un altro viadotto. Quindi, sarebbe opportuno allertare le
Protezione civile o i Geni civili, perché si facesse una verifica
dello stato di tutti i viadotti della nostra Sicilia, perché per
ben due volte si sono, per poco, sfiorate tragedie.
Quindi, penso che questo sia un punto necessario e ritengo che il
Governo debba trattare attentamente la questione e prendere tutte
le misure necessarie per prevenire, affinché non succeda altre
volte che un viadotto crolli. Pertanto, mi trovo pienamente
d'accordo con il collega Dipasquale.
Solidarietà ai colleghi della provincia di Siracusa. Anche io mi
associo all'onorevole Dipasquale, dicendo che questa non è una
questione dei colleghi della provincia di Siracusa, ma è un
problema di tutto il Parlamento siciliano. Io non so se ci sono gli
estremi. Il collega Bruno Marziano parlava di costituirsi parte
civile: io penso che tutto il Parlamento debba costituirsi parte
civile.
Signor Presidente, la invitavo - naturalmente, studiando bene
tutti gli atti processuali - se ci dovesse essere la possibilità,
che il Parlamento si costituisca parte civile, che questo si
faccia Perché penso che sia una necessità per rispettare le
istituzioni e per rispettare la democrazia. Perché la narrazione
del fatto che ho sentito dai vari parlamentari mi sembra che vada
al di là di fatti che possano succedere nelle umane democrazie.
Signor Presidente, io intervengo questa sera, per lanciare un
grido di allarme per un grave disagio sociale che sta vivendo il
mio territorio. Attualmente, nella raffineria di Gela tutte e due
le linee di produzione, la linea 1 e la linea 2, sono bloccate. Ci
sono sit-in di lavoratori che sono davanti alla fabbrica da più di
due giorni, che stanno protestando e hanno ragione di protestare: è
stato disatteso un programma, che è stato presentato il luglio
scorso, proprio un anno fa, dall'Eni. L'Eni è venuta a presentarlo
al Governo, è venuta a presentarlo in Commissione Attività
produttive, di cui io faccio parte, un programma in cui doveva
riconvertirsi la raffineria di Gela da benzina a gasolio, perché
sono venuti a dirci che dal punto di vista commerciale era molto
meglio produrre gasolio perché veniva più ricercato dal mercato. A
distanza di un anno cambia il management dell'ENI, Descalzi decide
che non si debba più raffinare, perché la raffinazione non è più
conveniente, si guardano gli interessi degli azionisti.
Nel nostro territorio, così come negli altri territori dove ci
sono le raffinerie, noi abbiamo avuto la devastazione dal punto di
vista ambientale del nostro territorio, abbiamo avuto nati
malformati, abbiamo avuto patologie tumorali, sicuramente in
aumento del 40 per cento rispetto agli altri territori. Non si sono
fatte tutte le bonifiche, alcune si sono fatte; non è che
improvvisamente si può decidere di prendersi le cose buone e
lasciare ai territori le cose cattive
Questo è un momento drammatico perché ci troviamo, dal punto di
vista economico, in una situazione drammatica. Quindi, la chiusura
dello stabilimento, ma non solo di Gela, perché questa decisione a
catena si ripercuoterà su tante altre raffinerie, metterà
ulteriormente in ginocchio l'economia di questa isola che già vive
momenti drammatici.
E' stata presentata una mozione a firma mia e a firma
dell'onorevole Federico per trattare di questo argomento, perché,
Presidente, noi siamo - e mi rivolgo anche al Presidente della
Regione rappresentato dall'Assessore Patrizia Valenti - affinchè si
tratti coinvolgendo anche il Governo nazionale e anche il primo
ministro su questa situazione, perché è una situazione molto grave
e potremmo anche arrivare, qualora non ci fosse da parte dell'ENI
la possibilità di rivedere le loro posizioni, anche quella di
revocare le concessioni che loro hanno nel nostro territorio,
perché non possono avere le cose buone e poi abbandonare in questo
momento così drammatico, in quanto pensare ad una diversificazione
in questo momento ad altri tipi è veramente allucinante.
Quindi, è un grido di allarme che lancio all'Assemblea, a tutti i
colleghi deputati ed è un grido d'allarme che lancio al Governo
siciliano.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Arancio anche per avere acceso i
riflettori anche su questo drammatico momento che stanno vivendo i
cittadini di Gela e non solo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO. Signor Presidente, intervengo per due ragioni. La prima è
legata al grido di allarme che ho avuto modo di ascoltare, in
maniera anche competente e approfondita, da parte di alcuni
colleghi che mi hanno preceduto.
Vedete, se ad intervenire fossero stati solo i colleghi di
Siracusa, probabilmente, avremmo potuto pensare ad un intervento
pro domo loro per usare una frase mezza latina e mezza italiana.
E però, l'intervento di colleghi che solitamente non parlano a
caso, mi ha fatto riflettere, intanto perché io credo che dopo i
recenti accadimento che hanno riguardato i Gruppi parlamentari
relativamente alla vicende che ci hanno visti mi verrebbe da dire
contrapposti, che ci hanno visto interlocutori della Corte dei
conti, io credo che sia arrivato il momento, essendo questo non un
Consiglio comunale ma un Parlamento, che ci si appropri, ci si
riappropri meglio delle prerogative di un Parlamento, non perché
qualcuno qui abbia qualcosa da nascondere, non perché qualcuno
debba temere dai propri comportamenti, ma perché io credo che dal
combinato disposto degli interventi di tutti i colleghi emerga una
realtà che io esprimo con grande apprensione perché mi augurerei
che non fosse vero, ma devo dire che se fosse vero, ne basterebbe
la metà.
Allora, rispetto a quello che è stato sottoposto all'attenzione di
questa Presidenza, io credo che non si possa e che non si debba
fare spallucce, credo che questa vicenda vada approfondita
nell'interesse della credibilità o di quel poco di credibilità, che
ancora resta per la politica e per quest'Assemblea, per la politica
e per questo Parlamento.
Ci sono dei principi di diritto rispetto ai quali noi non dobbiamo
e non possiamo arretrare.
Io non sto esprimendo sentenze, non conosco in maniera
approfondita il tema, però siccome chi ha parlato ci ha messo la
faccia o c'è un'epidemia di follia oppure c'è qualcosa che non
funziona Se c'è qualcosa che non funziona il riferimento non può
che essere la Presidenza dell'Assemblea.
Presidente Venturino, sciogliamo alcuni nodi, torniamo a
guardarci, con serenità e con il prestigio che deve avere
quest'Assemblea in faccia ed affrontiamo le cose, se del caso e per
una volta, col petto in fuori. Ne guadagneremo tutti.
Così come sono convinto ne guadagneremo tutti se presto arriverà
in Aula il disegno di legge sui testimoni di giustizia.
Avevamo saputo che il disegno di legge, non facendo parte della I
Commissione ed è per questo che chiedo notizie a lei, non solo era
stato positivamente esitato, ma era anche pronto per essere
trasmesso in Aula. Si era anche stabilito un quantum che non era
una cifra straordinaria, ma era comunque in tempi di spending
review una cifra importante, perché sono stati stanziati 180 mila
euro per questi sei mesi e 390 mila euro per il 2015.
Mi risulta che i testimoni di giustizia, che in questo momento
avrebbero diritto ad attingere a questa, tra virgolette,
graduatoria sono 11. Conosco il disegno di legge perché lo abbiamo
fatto in Commissione Antimafia.
Presidente Venturino, parliamo di prestigio, parliamo di lavoro,
parliamo di dare segnali concreti, reali, dentro e fuori da
quest'Assemblea. Oggi, le stiamo dando due temi, uno più importante
dell'altro, entrambi straordinariamente importanti. Approfondite il
primo tema, faccia in modo che alla prossima seduta utile il
disegno di legge sui testimoni di giustizia venga in Aula perché
sia prontamente esitato. Sono certo che l'Aula lo voterà
all'unanimità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, brevemente prima di dare la parola
all'onorevole Figuccia, vorrei un attimo tornare sul punto
precedente trattato dall'onorevole Arancio.
Sulla base di quanto detto dall'onorevole Arancio, invito il
Presidente della Commissione, onorevole Marziano, di indire
immediatamente un'audizione con i dirigenti dell'Eni per venire a
spiegare le ragioni che hanno portato ad un cambiamento di rotta
circa quello che era stato discusso nel luglio dell'anno scorso.
Quindi, prego la Commissione di attivarsi e di fare in fretta in
tal senso. Non mi risulta, ad oggi, che sia stata indetta alcuna
audizione. Per cui, la invito formalmente a procedere in questa
direzione.
MARZIANO. E' stata richiesta l'audizione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marziano.
Per quanto riguarda l'intervento dell'onorevole Cordaro, che
condivido pienamente, ricordo però all'onorevole Cordaro che il
disegno di legge in questione non è oggi in Aula perché è tornato
in I Commissione. Quindi, a proposito di lavoro, se accelerate i
lavori e passate al voto finale sono certo che arriverà in Aula.
CORDARO. Non faccio parte della I Commissione.
PRESIDENTE. Lei mi ha chiesto notizie, le sto rispondendo che è
arrivato. La II Commissione ha dato il parere positivo, è tornato
in I Commissione. Ho parlato proprio all'inizio d'Aula con
l'onorevole Cracolici, pregandolo di fare in fretta, per cui
speriamo di portarlo in Aula. Grazie, onorevole Cordaro per aver
segnalato alla Presidenza quanto da lei esposto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, giusto una considerazione rispetto al
testo. Stamattina, in realtà, in I Commissione abbiamo affrontato
la questione e devo dire che si sono creati elementi, ove era
possibile, di ulteriore complessificazione, perché da parte del
Governo è arrivata l'istanza di istituire l'ufficio presso la
Presidenza della Regione che, in qualche modo, andrebbe ad
esautorare le competenze di alcuni assessorati con riferimento, ad
esempio, al Dipartimento Famiglia.
Questo, ovviamente, sta generando ulteriori elementi di confusione
e credo che potrà - questo lo dico come vicepresidente della
Commissione Affari istituzionali - creare ulteriori rallentamenti.
Questo è un problema. Vedremo adesso il Governo quali posizioni
vorrà assumere per dirimere questa questione.
Una nota, invece, rispetto a quanto è stato posto prima dai
colleghi, a partire dall'intervento dell'onorevole Coltraro che,
giustamente, faceva riferimento alla vicenda siracusana ed in
particolar modo alla sentenza del CGA. Una sentenza che,
evidentemente, in Sicilia porta a votare qualcosa come 8 mila
persone, complessivamente credo si tratti di otto, nove sezioni
distribuite in due comuni, Pachino e Rosolino, che potrebbe avere
ripercussioni sull'andamento e, perché no, anche sull'assetto e
sugli equilibri di questo Parlamento, perché potrebbe andare a
rideterminare le quote di attribuzioni in termine percentuali a
ciascun partito, andando ad intervenire, ove potrebbe succedere
anche questo, sulla soglia di sbarramento del 5 per cento. Noi
chiaramente riteniamo che questo non solo vada in contrasto con
l'articolo 61 della legge regionale, ma va in contrasto anche col
nostro stesso Statuto, va in contrasto con l'articolo 3, comma 1
del nostro Statuto che, invece, chiaramente garantisce potestà
primaria in materia elettorale.
Quindi, questo lederebbe, evidentemente, le nostre prerogative
statutarie, andrebbe a violare anche le prerogative parlamentari e
quindi noi su questo, come Gruppo di Forza Italia, vorremmo
chiedere che venisse sollevato un conflitto di attribuzione da
parte della Presidenza della Regione.
Per quanto riguarda invece le questioni che verremo ad affrontare,
ormai credo nella prossima seduta, sul disegno di legge che attiene
la sanità, può per carità ha assunto delle questioni importanti, ma
io vorrei chiedere al Governo e, ovviamente, anche oggi, Presidente
Venturino, non c'è l'Assessore per la sanità per cui probabilmente,
anzi sicuramente, non potremo entrare nel merito della discussione
di questo testo, ma mi chiedo come mai questo Governo assente, ad
esempio, parlando di sanità non decida di affrontare la questione
dei pronto soccorsi.
Ovviamente, l'estate ormai è arrivata. In tante città d'Italia,
come Venezia, Firenze, Roma, Napoli i pronto soccorsi vengono
attenzionati come priorità; viene, in qualche modo fatta una
richiesta da parte dei governi regionali alla quale seguono
giustamente gli atti consequenziali, ovvero il potenziamento dei
pronto soccorsi in questo periodo di sovraffollamento, di sale
d'attesa che diventano lager dove i nostri cittadini sono costretti
a stare lì come fossero davvero animali tenuti in spazi
assolutamente inadeguati ad accogliere chi si reca in una struttura
ospedaliera, peraltro per condizioni di emergenza.
Allora, su questo credo ci siano dei ritardi imperdonabili, delle
inadempienze imperdonabili da parte del Governo che più volte
sembrava dovere affrontare la questione legata alle dotazioni
organiche delle 17 Aziende, cosa che non è stata fatta, con buona
parte dei tavoli tecnici che erano stati fatti con le
organizzazioni sindacali e con riferimento agli operatori della
sanità, infermieri, medici e via dicendo, con delle situazioni
assolutamente esplosive, come, ad esempio, gli eterni lavori di
ristrutturazione del Policlinico di Palermo, con la rete legata,
appunto, al pronto soccorso; con il cantiere aperto, sempre a
Palermo, del centro di eccellenza materno-infantile e con tante
altre realtà che non mi dilungo in questa sede a rappresentare,
cosa che farò - e questo l'ho già condiviso con la stampa e alcuni
colleghi del mio Gruppo parlamentare - noi su questo, come Gruppo
Forza Italia, faremo una Commissione d'inchiesta per valutare la
condizione dei pronto soccorsi in Sicilia o avvieremo in questo
stesso mese di luglio un'indagine dalla quale raccoglieremo quello
che viene rappresentato dai pazienti e dagli utenti che si recano
nei pronto soccorso, e di questo, chiaramente, renderemo conto al
Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Musumeci. Ne ha
facoltà.
MUSUMECI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, la
notizia è di queste ore, possiamo dire, e il collega Arancio l'ha
appena richiamata da questa tribuna: l'ENI di Gela ha deciso di
revocare le determinazioni assunte lo scorso anno e, quindi, non
opererà più gli investimenti di circa 700 milioni di euro
nell'impianto gelese che avrebbero garantito stabilità
occupazionale. Verranno chiusi due rami produttivi del colosso
petrolchimico gelese, con serio pregiudizio per il posto di lavoro
di circa tremila lavoratori, tra diretto e indotto.
Potremmo dire che è l'epilogo di una vicenda che si trascina
stancamente da diversi decenni ormai; una storia fatta di
illusioni, di speranze, di sfruttamenti, di sottomissioni da parte
della Sicilia. E' la logica perversa di un modello di sviluppo che
è nato male ed è andato avanti peggio.
I nodi adesso sono arrivati al pettine. Noi abbiamo il dovere di
interrogarci per sapere cosa sarà della sorte degli impianti di
Gela, ma anche di quelli del siracusano e, perché no, di quelli di
Milazzo. Abbiamo il dovere di chiederci quale sarà la sorte dei
lavoratori in una delle fasi acute più difficili della Sicilia dal
punto di vista socio-economico. Abbiamo il dovere di chiederci se
sia opportuno che l'ENI, dopo avere attinto abbondantemente ai
benefici pubblici, adesso ritenga di dover tirare i remi in barca,
assestando un altro duro colpo alla già precaria e quasi cianotica
economia siciliana.
Signor Presidente e signor Assessore, io credo che prima o poi la
Regione, nelle sue articolazioni, nell'organo di governo e
nell'organo assembleare, debba porsi il problema di come coniugare
la salute e il lavoro. Taranto non è molto lontana da noi, non
soltanto geograficamente, anche per analogia con una sorte che
potrebbe essere uguale a quella della città pugliese.
Il collega Arancio, da sanitario, da medico, ha citato poco fa le
patologie che si sono largamente diffuse tra le comunità che vivono
nella zona del gelese, non riconducibili al 100 per cento agli
effetti devastanti di quello stabilimento, ma che certamente
meriterebbero un approfondimento in termini scientifici. Stessa
cosa è stata denunciata, nel corso degli anni, per gli abitanti del
siracusano e per quelli che vivono nell'area circostante la città
di Milazzo.
Coniugare salute e lavoro io credo che sia un impegno categorico
che la Regione siciliana non solo deve pretendere, ma deve anche
contribuire a garantire.
Per queste ragioni, alla luce della crisi di queste ultime ore
successive alla notizie diramate dall'Eni, io mi sento, a nome del
mio Gruppo, di esprimere vicinanza e solidarietà ai lavoratori
impegnati in una serie di iniziative di protesta e chiedo a lei,
Presidente, di adoperarsi presso il Governo della Regione, ma lo
chiedo con lo stesso stato d'animo all'assessore Valenti, affinché
venga dedicata una seduta d'Aula in un confronto aperto e libero su
questo drammatico problema e in generale sui colossi petrolchimici
siciliani.
Credo che abbiamo il dovere di approfondire un tema che, al di là
degli aspetti sociali e delle ricadute sul piano lavorativo che già
si preannunciano disastrose e drammatiche, noi abbiamo finalmente
il dovere, dopo 50 anni dagli insediamenti di questi mostri, di
capire come possiamo avviare una riconversione industriale, una
riconversione produttiva che salvaguardi il diritto alla salute e
al tempo stesso quello al posto di lavoro. Grazie, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Musumeci. Nel condividere il suo
intervento, mi permetto di dire che più che il dovere noi abbiamo,
a questo punto dopo 50 anni, il diritto di avere delle risposte
certe ed è per questo motivo che rinnovo l'invito alla terza
Commissione di convocare urgentemente una audizione dei dirigenti
dell'Eni e con la presenza del Governo.
Sono certo che l'assessore Valenti si farà carico di portare
questo messaggio all'Assessore preposto per cercare di trovare la
soluzione adeguata al problema appena esposto.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Gianni. Ne ha facoltà.
GIANNI. Signor Presidente, già un anno e mezzo fa, io ho mandato
una lettera al Presidente della Regione, esattamente nel gennaio
2013, nella quale chiedevo di intervenire per fare una intesa, un
accordo con l'Eni e con l'Enel per fare partire i lavori da un lato
di ristrutturazione dell'Eni di Priolo, e di Gela e dall'altro per
fare ripartire i rigassifigatori. di Porto Empedocle. Lettera che
io ho inviato 10 giorni fa alla II Commissione, nella quale lo
richiamavo a questa operazione. Io so che il Presidente ne ha preso
atto e sta verificando.
Io credo sia opportuno che da un lato l'Assemblea faccia un
dibattito approfondito e dall'altro, come lei giustamente ha
suggerito, si faccia un ragionamento più approfondito in
Commissione, sapendo che da un lato c'è un lungo passato fatto di
morti, di malattie e di mancanza di attenzione del territorio,
dall'altro c'è anche il fatto che, oltre al danno la beffa, le
risorse che avrebbero dovuto pagare in Sicilia, a nome
dell'articolo 37, sono state pagate altrove.
Io vedo che oggi l'Eni, che per il 30 per cento fino ad oggi è di
proprietà dello Stato, non può fare quello che sta facendo. Il
Presidente della Regione deve andare in Consiglio dei Ministri
perché si parla di un problema della Regione. L'Eni in Sicilia non
può fare quello che gli pare E' il momento di dire basta a tutte
queste sopraffazioni di ogni ordine e grado, locale, regionale e
nazionale.
Presidenza del vicepresidente Venturino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,
16 luglio 2014, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) - Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2013 . (n. 788/A)
Relatore: on. Dina
2) - Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto della regione siciliana recante Disposizioni in tema d
impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
771/A)
Relatore: on. Ciaccio
3) - Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
(n. 475/A) (Seguito)
Relatore: on. Picciolo
4) - Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)
Relatore: on. Lombardo
5) - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)
Relatore: on. Malafarina
6) - Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
528/A)
Relatore: on. Anselmo
7) - Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436
Relatore: on. Savona
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 300 - Impegno del Governo della Regione in ordine al
diniego di autorizzazioni di ricerca e prelievo di
idrocarburi e coltivazione di campi geotermici sul
territorio regionale nonchè alla revoca di quelle
già rilasciate.
(6 maggio 2014)
PALMERI - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI -
CIACCIO - CIANCIO - ZAFARANA - FERRERI -
MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO - FOTI -
LA ROCCA- ZITO
N. 312 - Salvaguardia dell'ecosistema e delle attività
produttive nell'area del Canale di Sicilia.
(4 giugno 2014)
FOTI - CANCELLERI - CAPPELLO - CIACCIO -
CIANCIO - FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
- PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI -
ZAFARANA - ZITO
IV - Discussione della mozione:
N. 156 - Interventi urgenti per assicurare la corretta
applicazione dello Statuto siciliano in materia di
rapporti finanziari con lo Stato.
(24 luglio 2013)
GIANNI - CORDARO - MICCICHE' - CLEMENTE -
ANSELMO - GERMANA'
V - Discussione della mozione:
N. 294 - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
flussi migratori verso la Sicilia.
(23 aprile 2014)
GIANNI - VENTURINO - CIMINO - MARZIANO -
RAGUSA - CIRONE
VI - Discussione della mozione:
N. 233 - Opportune iniziative concernenti il complesso
immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.
(25 novembre 2013)
MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO
VII - Seguito della discussione della mozione:
N. 178 - Verifica del rapporto che intercorre tra il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la
concessionaria che si occupa della gestione delle
autostrade siciliane con eventuale adozione di
misure alternative.
(19 settembre 2013)
GRASSO - LANTIERI - CORDARO - CIMINO -
CLEMENTE
La seduta è tolta alle ore 18.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Responsabile
Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
Rubrica «Autonomie locali e funzione pubblica»
RAIA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni
culturali e l'identità siciliana e all'Assessore per l'economia,
premesso che con il decreto del 14 aprile 2000 dell'Assessorato ai
beni culturali e ambientali della Regione siciliana, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana - serie concorsi
n. 4, è stato bandito un concorso per '97 posti di Assistente
tecnico restauratore';
ricordato che:
solo nel 2005, e precisamente il 16/11/2005, con il D.D.G. n.
8375, pubblicato sulla G.U.R.S. serie speciale concorsi n. 16 del
25/11/2005, è stata approvata la graduatoria provvisoria;
gli esclusi alla graduatoria provvisoria sono ricorsi al T.A.R.,
da cui, già alla fine del 2006, hanno ricevuto parere favorevole
alla riammissione;
l'Assessorato BB.CC.AA., tuttavia, non ha proceduto alla stesura
della graduatoria definitiva, preludio alle assunzioni, spingendo
uno degli interessati ad adire alle vie legali, procedendo con atto
di diffida nel luglio 2008, alla messa in mora dello stesso
Assessorato e del Dipartimento regionale e a chiedere al T.A.R. la
nomina di un commissario ad 'acta' per provvedere in caso di
ulteriori inadempimenti;
con la sentenza n. 1927/2009, la seconda sezione del Tar di
Catania ha accolto il ricorso, dichiarando l'obbligo, per le
amministrazioni competenti, di concludere il procedimento entro 90
giorni e, superato il termine previsto, è stato individuato un
commissario;
avendo la Regione siciliana risposto, tramite raccomandata, che il
concorso risultava sospeso in base al comma 10 dell'art.1 l.r. 29
dicembre 2008, come modificato dal comma 2 dell'art 42 l. n.
11/2010', il Commissario ha proceduto nell'iter del suo incarico;
nel febbraio del 2011, con raccomandate A.R., la Regione ha
richiesto a tutti coloro che erano nella graduatoria provvisoria e
che avevano vinto i numerosi ricorsi al T.A.R., i documenti
necessari per la pubblicazione della graduatoria definitiva;
finalmente, con decreto n. 306589 l'Assessorato ai beni culturali
e ambientali della Regione siciliana, in data 16/08/2011,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana - serie
concorsi - il 21/10/2011, ha decretato l'approvazione della
graduatoria definitiva di merito, ma, ai sensi dell'art. 1, comma
10 della l.r. n. 25/2008 e successive modifiche ed integrazioni, ha
proclamato di non procedere alla dichiarazione dei vincitori e alla
relativa assunzione poiché vigente il divieto di assunzioni;
ritenuto che una legge del 2008 non possa bloccare un concorso
bandito nel 2000, le cui graduatorie definitive potevano e dovevano
essere stilate già nel 2006, contro tale decisione nel 2012,
tramite un unico legale, è stato presentano l'ennesimo ricorso al
T.A.R. di Palermo, ricorso n. 24/2012, del 5/01/2012, che attende,
ancora, la fissazione della prima udienza;
rilevato che recentemente, per di più, il Governo regionale
avrebbe manifestato l'intenzione di stabilizzare i 18.497 precari
dislocati negli Enti locali siciliani, per i quali evidentemente il
blocco delle assunzioni di cui alla l.r. del 2008 non avrebbe
alcuna efficacia;
considerato che:
i beni culturali in Sicilia sono una risorsa inestimabile,
imprescindibile per una ripresa economica della Regione Sicilia;
nell'organico dell'Assessorato risulta tuttora una grave carenza
di Restauratori ed Assistenti Restauratori in servizio;
il parere del Dirigente BB.CC.AA., Dott. Gelardi, risulta
favorevole all'entrata in servizio di 97 restauratori specializzati
e selezionati con criteri di merito;
in una nota alla Giunta di Governo, presentata dal Dirigente della
Funzione Pubblica, Dott. Bologna, è indicata la copertura
finanziaria che può assorbire parte degli oneri per la nuova
assunzione dei 97 assistenti tecnici restauratori di cui alla
graduatoria definitiva, valutata utile anche per lo svecchiamento
del personale dipendente della Regione siciliana,
per sapere se non ritengano opportuno chiarire l'itinerario
legislativo e burocratico che il Governo regionale intenda
percorrere per assicurare ai 97 Assistenti tecnici restauratori, di
cui alla graduatoria definitiva, l'entrata effettiva in servizio
nell'organico dell'Assessorato regionale Beni culturali e Identità
siciliana». (721)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 721 l'On.le Raia Concetta
chiede di conoscere quale itinerario legislativo e burocratico il
Governo intenda percorrere per assicurare ai 97 tecnici
restauratori, per i quali esiste già la graduatoria definitiva,
l'entrata effettiva in servizio nell'organico dell'Assessorato
regionale Beni culturali e Identità siciliana.
Con riferimento a quanto richiesto dall'Onorevole interrogante,
sulla base delle informazioni fornite dal Dipartimento regionale
della Funzione Pubblica e del Personale, appare utile chiarire
quanto segue.
Con D.D.G. n. 306589 del 28/09/2011 il commissario ad acta ha
approvato la graduatoria generale definitiva del concorso pubblico
in questione.
In particolare l'art. 6 del predetto D.D.G. ha evidenziato la non
procedibilità alla "dichiarazione di vincitori e alla relativa
assunzione" per gli effetti del divieto di assunzioni, per il
quinquennio 2011-2015, imposto dall'applicazione del disposto
legislativo di cui all'art. 1 comma 10 della l.r. 25/2008 e
successive modifiche e/o integrazioni.
Più precisamente la vigente norma è da riferirsi al disposto art.
8 l.r. 24/2010 con il quale viene confermato il divieto di
assunzione di nuovo personale sia a tempo indeterminato che a tempo
determinato, per il quinquennio 2011/2015.
Si evidenzia inoltre che l'art. 42 della l.r. 11/2010 al comma 2
ha previsto la non applicazione del predetto divieto di assunzione
per i concorsi già espletati le cui graduatorie siano state
approvate in via definitiva alla data di entrata in vigore della
l.r. 25/2008.
Risulta pertanto evidente, in relazione alla vigente normativa e
con riferimento al combinato disposto delle ll.rr. 25/08, 11/10 e
24/10, la insussistenza dei presupposti utili alla procedibilità
della dichiarazione dei vincitori e alla relativa assunzione, del
concorso di cui all'atto ispettivo in argomento.
Si evidenzia inoltre che con la delibera n. 317 del 4 settembre
2012, la Giunta regionale ha fornito le linee guida per
l'attuazione, in ambito regionale, della normativa nazionale sulla
cosiddetta 'spending review', al fine di perseguire gli obiettivi
di finanza pubblica voti alla "riduzione e razionalizzazione della
spesa pubblica regionale" e contenimento della spesa in generale.
Le predette linee guida hanno, tra l'altro, previsto una riduzione
della dotazione organica del personale della Regione siciliana, sia
dell'area della dirigenza che del comparto per cui ogni eventuale
determinazione relativa alle procedure concorsuali in argomento
deve essere contestualizzato nel quadro dell'attuazione delle
predette linee guida in tema di contenimento della spesa per il
personale oltre che al rispetto delle norme in materia di
programmazione del fabbisogno relativo.
Per quanto riguarda il fabbisogno in organico di personale con la
qualifica in questione, a seguito di atto di interpello
dell'Assessorato dei Beni Culturali e di segnalazione ricevuta in
occasione dell'ultima ricognizione (operata dall'Assessorato da me
diretto) del fabbisogno di personale, si evince l'esigenza di un
elevato numero di funzionari, solo in minima parte riconducibile
alle figure professionali dei concorsi di riferimento, seppur con
nota n. 113/D dell'1.6.2011 il Dirigente Generale del Dipartimento
dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana pro tempore, ha
affermato l'interesse e l'attuale esigenza delle figure
professionali per le quali sono stati indetti i concorsi in
argomento.
Alla luce di quanto sopra, solo contestualmente alla
riproposizione della normativa generale di riordino e
stabilizzazione del personale, potrà essere presa in esame la
possibilità di assunzione dei vincitori del concorso in argomento,
tenendo conto anche della sussistenza di altre categorie a vario
titolo interessate all'inquadramento nei ruoli regionali
(destinatari di norme regionali nel tempo succedutesi, per la cui
applicazione sono pure pendenti alcuni contenziosi)».
L'Assessore
Patrizia
Valenti
POGLIESE - ASSENZA - CAPUTO - FALCONE - VINCIULLO. - «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per i beni culturali e
l'identità siciliana, all'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica, premesso che:
il concorso per 97 posti di assistente tecnico restauratore' è
stato bandito con decreto dell'Assessorato ai beni culturali della
Regione Siciliana, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana - serie concorsi n. 4 - del 14/04/2000;
in data 25/11/2005 è stata pubblicata, sulla G.U.R.S. n. 16, la
graduatoria provvisoria con D.D.G. n. 8375 del 16/11/05;
solo a seguito di una sentenza del TAR con cui si nomina un
commissario ad acta, obbligando l'Amministrazione a concludere il
procedimento, viene pubblicata la graduatoria definitiva in data
21/10/2011, con D.D.G n. 306589;
nello stesso D.D.G. n. 306589 è stato sottolineato che
l'Amministrazione non può procedere all'assunzione a causa della
legge 25 del 2008 che stabilisce il blocco delle assunzioni;
considerato che:
nell'organico dell'Assessorato dei beni culturali e dell'identità
siciliana, si riscontra una grave carenza di restauratori ed
assistenti restauratori in servizio;
il Dirigente Generale dell'Assessorato, Dott. Gelardi, si è
espresso favorevolmente all'entrata in servizio dei 97 restauratori
specializzati;
l'assunzione dei 97 restauratori farebbe risparmiare alla Regione
una buona parte del costo per appalti affidati a terzi, relativi al
restauro dei numerosi beni archeologici, architettonici, storico-
artistici e bibliografici;
se non si dovesse trovare una soluzione alla problematica, c'è il
rischio che la Regione, su decisione del TAR, debba corrispondere
un risarcimento danni ai ricorrenti stessi;
per sapere:
quali iniziative il Governo della Regione intenda percorrere per
favorire l'entrata in servizio nell'organico dell'Assessorato dei
beni culturali e dell'identità siciliana dei 97 assistenti tecnici
restauratori di cui alla graduatoria definitiva e in quali tempi
intende realizzare il citato iter». (744)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione n. 744 l'On.le Pogliese
Salvatore Domenico chiede di conoscere quali iniziative il Governo
della Regione intenda percorrere per favorire l'entrata in servizio
nell'organico dell'Assessorato regionale Beni culturali e Identità
siciliana dei 97 assistenti tecnici restauratori, di cui alla
graduatoria definitiva e in quali tempi intende realizzare il
citato iter.
Con riferimento a quanto richiesto dall'Onorevole interrogante,
sulla base delle informazioni fornite dal Dipartimento regionale
della Funzione Pubblica e del Personale, appare utile chiarire
quanto segue.
Con D.D.G. n. 306589 del 28/09/2011 il commissario ad acta ha
approvato la graduatoria generale definitiva del concorso pubblico
in questione.
In particolare l'art. 6 del predetto D.D.G. ha evidenziato la non
procedibilità alla "dichiarazione di vincitori e alla relativa
assunzione" per gli effetti del divieto di assunzioni, per il
quinquennio 2011-2015, imposto dall'applicazione del disposto
legislativo di cui all'art. 1 comma 10 della l.r. 25/2008 e
successive modifiche e/o integrazioni.
Più precisamente la vigente norma è da riferirsi al disposto art.
8 l.r. 24/2010 con il quale viene confermato il divieto di
assunzione di nuovo personale sia a tempo indeterminato che a tempo
determinato, per il quinquennio 2011/2015.
Si evidenzia inoltre che l'art. 42 della l.r. 11/2010 al comma 2
ha previsto la non applicazione del predetto divieto di assunzione
per i concorsi già espletati le cui graduatorie siano state
approvate in via definitiva alla data di entrata in vigore della
l.r. 25/2008.
Risulta pertanto evidente, in relazione alla vigente normativa e
con riferimento al combinato disposto delle ll.rr. 25/08, 11/10 e
24/10, la insussistenza dei presupposti utili alla procedibilità
della dichiarazione dei vincitori e alla relativa assunzione, del
concorso di cui all'atto ispettivo in argomento.
Si evidenzia inoltre che con la delibera n. 317 del 4 settembre
2012, la Giunta regionale ha fornito le linee guida per
l'attuazione, in ambito regionale, della normativa nazionale sulla
cosiddetta 'spending review', al fine di perseguire gli obiettivi
di finanza pubblica voti alla "riduzione e razionalizzazione della
spesa pubblica regionale" e contenimento della spesa in generale.
Le predette linee guida hanno, tra l'altro, previsto una riduzione
della dotazione organica del personale della Regione siciliana, sia
dell'area della dirigenza che del comparto per cui ogni eventuale
determinazione relativa alle procedure concorsuali in argomento
deve essere contestualizzato nel quadro dell'attuazione delle
predette linee guida in tema di contenimento della spesa per il
personale oltre che al rispetto delle norme in materia di
programmazione del fabbisogno relativo.
Per quanto riguarda il fabbisogno in organico di personale con la
qualifica in questione, a seguito di atto di interpello
dell'Assessorato dei Beni Culturali e di segnalazione ricevuta in
occasione dell'ultima ricognizione (operata dall'Assessorato da me
diretto) del fabbisogno di personale, si evince l'esigenza di un
elevato numero di funzionari, solo in minima parte riconducibile
alle figure professionali dei concorsi di riferimento, seppur con
nota n. 113/D dell'1.6.2011 il Dirigente Generale del Dipartimento
dei Beni Culturali e dell'Identità siciliana pro tempore, ha
affermato l'interesse e l'attuale esigenza delle figure
professionali per le quali sono stati indetti i concorsi in
argomento.
Alla luce di quanto sopra, solo contestualmente alla
riproposizione della normativa generale di riordino e
stabilizzazione del personale, potrà essere presa in esame la
possibilità di assunzione dei vincitori del concorso in argomento,
tenendo conto anche della sussistenza di altre categorie a vario
titolo interessate all'inquadramento nei ruoli regionali
(destinatari di norme regionali nel tempo succedutesi, per la cui
applicazione sono pure pendenti alcuni contenziosi)».
L'Assessore
Patrizia
Valenti
Rubrica «Energia e servizi di pubblica utilità»
PALMERI-CIANCIO-CANCELLERI-CAPPELLO-TANCREDI-CIACCIO-ZAFARANA-
FERRERI-MANGIACAVALLO- SIRAGUSA-TRIZZINO-FOTI-LA ROCCA - ZITO - «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per l'energia e i servizi
di pubblica utilità, all'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per l'economia, premesso che:
con la deliberazione del CIPE n. 60/2012 sono stati stanziati
circa 610 milioni di euro per la realizzazione di opere di
fognatura e depurazione nella provincia di Catania;
l'assegnazione di questi fondi comunitari, a destinazione
vincolata, è finalizzata ad eliminare le gravi carenze di una parte
del sistema fognario italiano, che hanno dato luogo all'avvio della
procedura di infrazione comunitaria n. 2004/2034, per violazione
della normativa attinente il convogliamento ed il trattamento dei
reflui urbani civili, per la quale il nostro Stato è già stato
condannato; va altresì considerato che vi è altra analoga
procedura, la n. 2009/2034, che rischia di concludersi anch'essa
con una condanna;
è evidente, dunque, quanto sia importante utilizzare questo
prezioso finanziamento e gestirlo in maniera proficua, corretta e
trasparente. Va evidenziato, infatti, che si tratta di uno dei
finanziamenti più grossi della storia della provincia di Catania e
che i fondi stanziati dal CIPE sono destinati a sopperire alla
totale mancanza nel territorio in questione di infrastrutture
adeguate (a Catania, infatti, oltre l'80% degli immobili non è
collegato alla rete fognaria);
considerato che:
pochi giorni fa la Giunta regionale, con l'Accordo di Programma
Quadro Rafforzato, ha stabilito il quadro operativo per la
realizzazione delle fognature e dei depuratori ed ha deciso che
negli Ambiti Territoriali Ottimali in cui non sia presente un
gestore, com'è nel caso del territorio rientrante nell'ATO di
Catania, saranno gli stessi Comuni interessati i soggetti attuatori
dei relativi interventi, specificando, inoltre, che nel caso di
interventi che interessano più di un Comune, il soggetto attuatore
resti individuato nel Comune capofila, dovendosi con ciò intendere
quello nel cui territorio ricade l'impianto di depurazione;
per quanto attiene l'Ambito Territoriale Ottimale di Catania, la
Giunta regionale ha affidato direttamente ai Comuni il compito di
attivare il percorso progettuale e l'affidamento dei lavori, che
prima era stato affidato all'Autorità d'ambito;
per sapere se, viste le imminenti scadenze (entro il mese di
giugno 2013 dovranno essere emessi gli atti giuridicamente
vincolanti per la procedura di affidamento dei lavori) non vi sia
il rischio di perdere i relativi finanziamenti di cui alle
richiamate delibere CIPE». (753)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «Con riferimento all'interrogazione n. 753 dell'On.le
Palmeri Valentina, per la quale lo scrivente è stato delegato a
curarne la trattazione, occorre preliminarmente rappresentare che
il Comitato Interministeriale per la programmazione economica con
delibera 8 marzo 2013 ha, tra l'altro, disposto la proroga al 31
dicembre 2013 del termine per l'assunzione delle obbligazioni
giuridicamente vincolanti previsto dalla delibera n. 60/2012 in
materia ambientale.
Si rappresenta, inoltre, che il Ministero dell'Ambiente e della
Tutela del territorio e del mare, facendo seguito alla
corrispondenza con il Dirigente Generale del Dipartimento
dell'Acqua e dei Rifiuti di questo Assessorato, il 20/11/2013 ha
convocato una riunione tecnica relativamente agli agglomerati di
Catania e di Acireale e il 21/11/2013 una relativamente
all'agglomerato di Misterbianco. Le predette riunioni hanno avuto
un approccio generale sulle problematiche in atto vigenti,
riservando ulteriori approfondimenti tecnici, in ordine alle
prospettate soluzioni progettuali, nel corso di successive riunioni
tecniche.
In aggiunta a quanto premesso si aggiunge che i lavori del tavolo
Tecnico istituito presso il Ministero dell'Ambiente sono in corso
di svolgimento e che per quanto nello specifico attiene i 3
interventi più importanti la situazione è la seguente:
-Catania: il soggetto attuatore ha in fase di redazione il progetto
preliminare generale dell'intervento e contestualmente sta
definendo uno stralcio dello stesso limitato alla disponibilità
economica assentita con delibera CIPE 60/2012; lo stesso è in fase
di adeguamento ad alcune osservazioni formulate dalla Commissione
Ministeriale;
-Misterbianco: il soggetto attuatore ha in fase di redazione il
progetto preliminare generale dell'intervento e contestualmente sta
definendo uno stralcio dello stesso limitato alla disponibilità
economica assentita con delibera CIPE 60/2012; lo stesso, già
esaminato in corso d'opera dalla Commissione Ministeriale, sarà
sottoposto a breve alla valutazione finale della stessa;
-Acireale: si sta individuando unitamente al Ministero
dell'Ambiente un percorso comune che possa portare al superamento
delle criticità legate alla scelta del sito ove ubicare l'impianto
di depurazione, alla luce sia del recente pronunciamento negativo
del Consiglio Comunale sulle due ipotesi prospettate sia dei
vincoli di natura paesaggistica e ambientale cui l'area è
sottoposta.
Per quanto riguarda le iniziative chieste dall'On.le interrogante
in ordine alle competenze istituzionali degli Assessorati invitati
a fornire elementi utili alla trattazione, si riferisce che:
con nota del 19/06/2014 l'Assessore ha rappresentato che
l'Assessorato regionale del Territorio e Ambiente non gestisce, da
oltre un decennio, risorse economiche per le infrastrutture
depurative e fognarie pubbliche, mentre per l'Assessore regionale
dell'Economia nessun elemento in proposito può essere fornito in
quanto non è pervenuto alcun riscontro.
Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».
L'Assessore
Dr. Salvatore
Calleri
FONTANA - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità, premesso che con un
epilogo pirandelliano, dopo 'appena' 17 anni di procedure
giudiziarie, si è scoperto che i lavori per l'ampliamento del
depuratore di Agrigento, allora iniziati e subito bloccati per un
esposto di Legambiente, erano perfettamente in regola e che non
andavano quindi assolutamente bloccati;
considerato che l'ampliamento era stato voluto
dall'Amministrazione comunale, già negli anni Settanta per la
depurazione dei reflui di oltre ventimila residenti, che sino ad
oggi vengono trattati con un antidiluviano ed inquinante sistema di
pennelli a mare che dovrebbero riversare i reflui a circa tre
chilometri dalla costa, mentre a seguito di frequenti rotture degli
stessi pennelli, si riversano in prossimità della costa e tutto
questo materiale non depurato è fortemente inquinante per il mare
agrigentino in un'area densamente popolata soprattutto nel periodo
estivo;
accertato che a causa del cattivo funzionamento dei pennelli, i
responsi delle analisi biologiche dei prelievi fatti dall'ASL in
mare hanno costantemente certificato gravi casi di inquinamento,
con la immediata conseguenza di vietare la balneazione in alcuni
tratti di mare e con conseguenze economiche disastrose per il
turismo locale;
affermato che nonostante si potrebbe urlare: 'chi pagherà il danno
ai cittadini di Agrigento?', non è questo il momento delle
polemiche ma quello per propiziare il riavvio delle procedure per
l'affidamento della importantissima opera di salvaguardia delle
acque, cosa che preoccupa non poco gli operatori economici, che del
mare e delle spiagge della zona litoranea agrigentina, ne fanno una
risorsa per le loro attività, oltre alla preoccupazione della
popolazione che, in quelle acque, trova un'attrazione per i mesi
estivi;
ritenuto che in quanto rappresentanti delle esigenze della
comunità siciliana, abbiamo il dovere di pensare al presente e di
pianificare il futuro, e nella fattispecie è di fondamentale
importanza affrontare la problematica e dare delle risposte serie e
concrete, una volta per tutte, all'emergenza depurazione delle
acque nell'agrigentino;
considerato ancora che si rende necessario provvedere al più
presto, onde evitare ulteriori gravi danni alla salute ed
all'ambiente;
per sapere, accertato che l'ampliamento del depuratore è stato
progettato nel rispetto delle norme vigenti e che nessun abuso è
stato commesso, quali misure intendano porre in essere per
restituire all'orgoglio siciliano, una parte di regione più salubre
e fruibile, quale è la costa agrigentina ed in particolare se non
ritengano opportuno indire al più presto una conferenza di servizi
tra i vari Enti e soggetti coinvolti per il rinnovo di tutte quelle
autorizzazioni necessarie ad avviare i lavori per la costruzione
dell'ampliamento del depuratore di Agrigento al fine di ridare
dignità a quei luoghi intrisi di storia e bellezze naturali». (888)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. - «In merito all'interrogazione n. 888 dell'On.le
Fontana Vincenzo che chiede: "Notizie sull'ampliamento del
depuratore di Agrigento", dagli elementi forniti dal Dirigente
Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti si rappresenta che nella città
di Agrigento insistono diversi impianti di depurazione: Fontanelle;
Villaggio Peruzzo; Villaggio Mosé; S. Anna; Giardina Gallotti.
L'Accordo di programma quadro rafforzato per la depurazione delle
acque reflue sottoscritto in data 30.01.2013, in attuazione della
Delibera CIPE n. 60/2012 all'allegato 2 "Interventi non
cantierabili" prevede i seguenti interventi:
* 3371 prov. AG - Comune Agrigento - adeguamento impianto
depurazione Fontanelle, costo intervento euro 1.280.000,00;
* 3372 prov. AG - Comune Agrigento - Completamento rete fognante
fascia costiera Agrigento costo intervento euro 2.653.000,00;
* 3374 prov. AG - Comune Agrigento - Completamento zona nord costo
intervento euro 5.144.427,40;
* 3376 prov. AG - Comune Agrigento - Completamento zona Cannitello-
Zingarello costo intervento euro 4.480.000,00;
* 3377 prov. AG - Comune Agrigento - Nuovo impianto di depurazione
a servizio fascia costiera Agrigento e Comune di Favara costo
intervento euro 16.850.000,00;
* 33524 prov. AG - Comune Agrigento - Completamento sistema
fognario depurativo Villaggio Peruzzo costo intervento euro
2.330.000,00.
Di tali interventi si è già proceduto all'emissione dei decreti di
finanziamento ed impegno somme relativamente ai progetti
identificati con i codici 3371 - 3374 - 33524.
Tanto in risposta all'atto parlamentare in oggetto».
L'Assessore
Dr. Salvatore
Calleri