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Resoconto d'Aula della Seduta n. 173 di mercoledì 23 luglio 2014
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   Presidenza del Presidente Ardizzone


   LO  GIUDICE,  segretario, dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Sudano, Raia, Dipasquale,
  Turano, Vinciullo e Fazio hanno chiesto congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


           Comunicazione dell'agenda dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, riunitasi in data odierna, con la partecipazione  del
  Presidente   della  Regione  e  dei  Presidenti  delle  Commissioni
  legislative   permanenti  e  della  Commissione   permanente   U.E.
  all'unanimità ha approvato la seguente agenda dei lavori fino  alla
  chiusura  della corrente sessione estiva, fissata improrogabilmente
  per il 29 luglio p.v.
   L'Aula  terrà  pertanto seduta oggi per procedere all'approvazione
  del  Rendiconto generale della Regione per l'esercizio  finanziario
  2013  nonché,  in via prioritaria, per incardinare  il  disegno  di
  legge n. 782/A "Assestamento del  bilancio della Regione per l'anno
  finanziario   2014  -  Variazioni al bilancio di  previsione  della
  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche alla
  legge   regionale   28    gennaio   2014,   n.   5,   'Disposizioni
  programmatiche  e correttive per l'anno 2014.  Legge  di  stabilità
  regionale. Disposizioni varie'".
   L'Assemblea tornerà quindi a riunirsi venerdì 25 luglio 2014, alle
  ore 11.00 per la discussione generale del suddetto ddl 782/A.
   Il  termine per la presentazione degli emendamenti è fissato  alle
  ore 12.00 di venerdì 25 luglio 2014.
   L'Aula verrà, infine, riconvocata lunedì 28 luglio 2014, alle  ore
  16.00  per  l'esame dell'articolato del citato ddl  782/A,  fino  a
  conclusione dei lavori.
   Con  riferimento al ddl in argomento, la Conferenza dei Capigruppo
  ha  dato ampio mandato alla Presidenza dell'Assemblea in ordine  al
  contingentamento dei tempi per la discussione dell'articolato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   In  riferimento  al  disegno di legge  n.  782  "Assestamento  del
  bilancio  della Regione per l'anno finanziario 2014. Variazioni  al
  bilancio  di  previsione della Regione per l'esercizio  finanziario
  2014  e  modifiche  alla  legge regionale 28  gennaio  2014,  n.  5
  'Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2014. Legge di
  stabilità regionale'. Disposizioni varie'" comunico che,  ai  sensi
  degli  articoli  7  e  111 del Regolamento interno  e  di  analoghe
  precedenti   decisioni   assunte  dalla  Presidenza,   sono   state
  stralciate le seguenti disposizioni, che sono state contestualmente
  inviate  alle  competenti Commissioni per essere esaminate,  con  i
  medesimi termini di priorità, in autonomi disegni di legge:
   - articolo 59 ed articoli da 63 a 75 (I Commissione);
   - articoli 44,  46 ed articoli da 50 a 52 (III Commissione);
   - articolo 49 ed articoli da 53 a 55 (IV Commissione);
   - articoli 57, 58 ed articoli da 60 a 62 (V Commissione).

   Si  ricorda altresì, che sull'articolo recante "Modifica di  norme
  in  materia  di estrazione giacimenti minerari di cava",  contenuto
  nel  disegno di legge suddetto, sarà necessario acquisire il parere
  della III Commissione.

   Di Benedetto

   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Commemorazione per la scomparsa degli onorevoli Giacomo Di
                               Benedetto
                         e Antonino Consiglio

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere oltre, dobbiamo
  ricordare con un minuto di raccoglimento sia il compianto onorevole
  Giacomo  Di Benedetto, recentemente scomparso, che è stato deputato
  della  XV  Legislatura, ed al quale dedicheremo una seduta apposita
  alla presenza dei familiari, sia l'onorevole Consiglio.
   Teniamo  un  minuto  di raccoglimento per entrambi  e  poi  invito
  l'onorevole   Marziano   a  ricordare  la   figura   dell'onorevole
  Consiglio.
   Ricorderemo  la figura dell'onorevole Di Benedetto in  una  seduta
  successiva.

                        (Un minuto di silenzio)

   MARZIANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vuol  essere
  una vera e propria commemorazione la mia, ma un ricordo a caldo.
   Qualche  ora  fa  è  venuto  a mancare, stroncato  da  un  tumore,
  l'onorevole Consiglio, che è stato parlamentare di questa Assemblea
  per due legislature, dal 1986 al 1996.
   Molti  lo  ricordano autorevole presidente del Gruppo del  Partito
  Comunista,  dal 1991 al 1996; molte delle leggi approvate  in  quel
  periodo portano la sua firma e il suo nome.
   Rivendicava  con orgoglio il suo protagonismo nella  stagione  che
  vide  il  Partito  Comunista  impegnato  nel  sostegno  al  Governo
  Campione.
   L'onorevole  Consiglio è stato un esponente di primo  piano  della
  Sinistra siracusana e siciliana, vicesindaco di Siracusa alla  fine
  degli anni '90, ancora oggi prima che il male lo debilitasse e  ora
  lo stroncasse, era protagonista impegnato in tutte le battaglie per
  la  salvaguardia  del territorio, per lo sviluppo  economico  della
  provincia e della Sicilia.
   Perché  ho  voluto  questa  eccezione  alla  regola?  Non  è   una
  commemorazione,  ma  perché, cari colleghi,  io  ho  condiviso  con
  l'onorevole  Consiglio tutto il percorso politico della  mia  vita,
  tutte  le  tappe politiche della mia vita: giovane comunista  nella
  Federazione  giovanile  comunista prima,  funzionario  del  Partito
  Comunista poi, segretario della CGIL lui come io dopo di lui, e poi
  le scelte politiche, le grandi scelte politiche, la svolta verso il
  Partito  Democratico della Sinistra, poi la presenza  tra  i  DS  e
  adesso nel Partito Democratico.
   Con  la  scomparsa dell'onorevole Consiglio la Sinistra  siciliana
  perde uno dei suoi protagonisti.
   Per  questo sono certo che, come ha annunciato qualche secondo  fa
  il  Presidente Ardizzone, questa Assemblea troverà le forme  idonee
  per ricordarne la figura, l'impegno e la passione politica.
   Con  questo  auspicio voglio manifestare alla famiglia quello  che
  penso siano i sentimenti non solo miei, ma dell'intera Assemblea.

   'Approvazione del Rendiconto gnerale della Regione per l'esercizio
    finanziario 2013'.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
         Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
               l'esercizio finanziario 2013  (n. 788/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Votazione  finale del disegno di legge "Approvazione del Rendiconto
  generale  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2013"  (n.
  788/A).
   Indico la votazione per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si prema il  pulsante
  verde, chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Alloro,   Alongi,  Anselmo,   Arancio,   Ardizzone,
  Barbagallo,  Cirone,  Clemente, Coltraro,  Currenti,  Di  Giacinto,
  Digiacomo,  Ferrandelli,  Firetto,  Gianni,  Greco  M.,  Gucciardi,
  Laccoto,  Lantieri, La Rocca Ruvolo, Lo Giudice, Lo  Sciuto,  Lupo,
  Maggio,  Malafarina, Milazzo A., Nicotra, Oddo, Panarello,  Ragusa,
  Ruggirello, Sorbello, Vullo.

   Votano  no:  Cancelleri,  Cappello,  Ciaccio,  Ciancio,  Federico,
  Ferreri,   Foti,   Ioppolo,  La  Rocca,  Mangiacavallo,   Micciché,
  Musumeci, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Zafarana, Zito.

   Si astengono: D'Asero e Fontana.

   Sono   in   congedo:  Dipasquale,  Fazio,  Raia,  Sudano,  Turano,
  Vinciullo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio  palese
  nominale:

   Presenti e votanti 53
   Maggioranza   27
   Favorevoli     34
   Contrari      17
   Astenuti       2

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Comunico  che si sono astenuti gli onorevoli Grasso  e
  Cordaro ma che, per un malfunzionamento del sistema elettronico  di
  votazione, il loro voto non risulta registrato.

   disegno di legge n. 782/A 'assestamento di bilancio, variazioni e
    disposizioni finanziarie per l'anno 2014'.

   Presidenza del Presidente Ardizzone


     Discussione del disegno di legge  Assestamento del  bilancio
     della Regione per l'anno finanziario  2014  -  Variazioni al
    bilancio di previsione della Regione siciliana per l'esercizio
     finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28  gennaio
     2014, n. 5,  Disposizioni   programmatiche  e correttive per
       l'anno 2014.  Legge di stabilità  regionale. Disposizioni
                          varie' . (n. 782/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  l'esame del disegno di legge  "Assestamento  del
  bilancio della Regione per l'anno finanziario  2014 - Variazioni al
  bilancio  di  previsione  della Regione siciliana  per  l'esercizio
  finanziario 2014 e modifiche alla legge regionale 28 gennaio  2014,
  n.  5.  'Disposizioni programmatiche  e correttive per l'anno 2014.
  Legge  di  stabilità  regionale. Disposizioni varie'"  (n.  782/A),
  posto al numero 1).
   Invito  la  Commissione  Bilancio a prendere  posto  nell'apposito
  banco.
   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Dina,  presidente   della
  Commissione, per svolgere la relazione.

   DINA,  presidente  della  Commissione e relatore  di  maggioranza.
  Signor  Presidente,  renderò  la  relazione  venerdì  in  sede   di
  dibattito,  intanto  mi  rimetto al testo,  ma  vorrei  relazionare
  venerdì.

   PRESIDENTE. Il disegno di legge é formalmente incardinato, lei  si
  rimette al testo e svolgerà il suo intervento di carattere generale
  venerdì.  Faremo   tutto  in  uno con la discussione  generale,  ma
  formalmente si è rimesso al testo.
   Come  ho  già  comunicato, ribadisco che, essendo  incardinato  il
  disegno di legge sull'assestamento, il termine per la presentazione
  degli emendamenti è fissato per venerdì 25 luglio, alle ore 12.00.

   assegnati alla Regione

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Proposta di referendum abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della
   Costituzione, delle disposizioni di cui all'art. 1, comma 1, del
   decreto legislativo 7.9.2012, n. 155, come modificato dall'art. 1
      del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14 - I quesito
                             referendario

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Proposta  di  referendum abrogativo, ai sensi  dell'art.  75  della
  Costituzione, delle disposizioni di cui all'art. 1,  comma  1,  del
  decreto  legislativo 7.9.2012, n. 155, come modificato dall'art.  1
  del  decreto  legislativo  19 febbraio 2014,  n.  14  -  I  quesito
  referendario.
   Invito  i  componenti  della prima Commissione  a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Siragusa, relatore, per svolgere
  la relazione.
   Vi   ricordo  che,  ai  fini  dell'approvazione  dei  tre  quesiti
  referendari,  iscritti nel presente ordine del giorno,  occorre  ai
  sensi  dell'articolo 30 della legge n. 352 del 1970, il voto  della
  maggioranza dei consiglieri assegnata alla Regione, vale a dire  46
  voti favorevoli.
   Pertanto, invito i colleghi a non allontanarsi dall'Aula.

    SIRAGUSA, relatore. Mi rimetto al testo della relazione che è
  allegata.

   PRESIDENTE. Indico la votazione per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si prema il  pulsante
  verde, chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano  sì:  Anselmo,  Arancio,  Ardizzone,  Assenza,  Cancelleri,
  Cappello,  Cascio  S., Ciaccio, Ciancio, Cimino, Cirone,  Clemente,
  Coltraro, Cordaro, Cracolici, Currenti, D'Asero, Di Giacinto, Dina,
  Federico,   Ferrandelli,  Ferreri,  Figuccia,   Firetto,   Fontana,
  Formica,   Foti,  Germanà,  Gianni,  Grasso,  Gucciardi,   Ioppolo,
  Laccoto,  Lantieri, La Rocca, La Rocca Ruvolo, Leanza, Lentini,  Lo
  Giudice,   Lo  Sciuto,  Lupo,  Maggio,  Malafarina,  Mangiacavallo,
  Marziano,  Micciché,  Milazzo A., Milazzo  G.,  Musumeci,  Nicotra,
  Palmeri, Panarello, Panepinto, Papale, Ragusa, Rinaldi, Ruggirello,
  Savona, Siragusa, Sorbello, Tancredi, Vullo, Zafarana, Zito.

   Si astiene: Greco Giovanni.
   Sono   in   congedo:  Dipasquale,  Fazio,  Raia,  Sudano,  Turano,
  Vinciullo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
  nominale:

   Presenti           65
   Votanti            65
   Maggioranza        46
   Favorevoli         64
   Astenuti            1

                         (L'Assemblea approva)

   assegnati alla Regione

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Proposta di referendum abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della
   Costituzione, delle disposizioni di cui all'art. 1, comma 1, del
   decreto legislativo 7.9.2012, n. 155, come modificato dall'art. 1
     del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14 - II quesito
                             referendario

   PRESIDENTE.  Si passa al V punto dell'ordine del giorno:  Proposta
  di referendum abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della Costituzione,
  delle  disposizioni  di  cui  all'art.  1,  comma  1,  del  decreto
  legislativo  7.9.2012,  n.  155, come modificato  dall'art.  1  del
  decreto   legislativo  19  febbraio  2014,  n.  14  -  II   quesito
  referendario.
   Indico la votazione per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si prema il  pulsante
  verde, chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Alloro,   Anselmo,  Arancio,  Ardizzone,   Assenza,
  Barbagallo, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Cimino, Cirone,
  Clemente,  Coltraro,  Cordaro,  Cracolici,  Currenti,  D'Asero,  Di
  Giacinto,  Dina, Federico, Ferrandelli, Ferreri, Firetto,  Fontana,
  Formica,   Foti,  Germanà,  Gianni,  Grasso,  Gucciardi,   Ioppolo,
  Laccoto,  Lantieri, La Rocca, La Rocca Ruvolo, Leanza, Lentini,  Lo
  Giudice,   Lo  Sciuto,  Lupo,  Maggio,  Malafarina,  Mangiacavallo,
  Marziano,  Milazzo  A.,  Milazzo G.,  Musumeci,  Nicotra,  Palmeri,
  Panarello, Panepinto, Papale, Ragusa, Rinaldi, Ruggirello,  Savona,
  Siragusa, Sorbello, Tancredi, Vullo, Zafarana, Zito.

   Si astiene: Greco Giovanni.

   Sono   in   congedo:  Dipasquale,  Fazio,  Raia,  Sudano,  Turano,
  Vinciullo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 64
   Maggioranza        46
   Favorevoli         63
   Astenuti            1

                         (L'Assemblea approva)

   assegnati alla Regione

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Proposta di referendum abrogativo, ai sensi dell'art. 75 della
   Costituzione, delle disposizioni di cui all'art. 1, comma 1, del
   decreto legislativo 7.9.2012, n. 155, come modificato dall'art. 1
     del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 14 - III quesito
                             referendario

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  sesto punto  dell'ordine  del  giorno:
  Proposta  di  referendum abrogativo, ai sensi  dell'art.  75  della
  Costituzione, delle disposizioni di cui all'art. 1,  comma  1,  del
  decreto  legislativo 7.9.2012, n. 155, come modificato dall'art.  1
  del  decreto  legislativo 19 febbraio 2014, n.  14  -  III  quesito
  referendario.
   Indico la votazione per scrutinio palese nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si prema il  pulsante
  verde, chi vota no prema il pulsante rosso; chi si astiene prema il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Votano   sì:   Alloro,   Anselmo,  Arancio,  Ardizzone,   Assenza,
  Barbagallo, Cancelleri, Cappello, Ciaccio, Ciancio, Cimino, Cirone,
  Clemente,  Coltraro,  Cordaro,  Cracolici,  Currenti,  D'Asero,  Di
  Giacinto,  Dina, Federico, Ferrandelli, Ferreri, Firetto,  Fontana,
  Foti,   Germanà,  Gianni,  Grasso,  Gucciardi,  Ioppolo,   Laccoto,
  Lantieri,  La  Rocca,  La  Rocca Ruvolo, Lentini,  Lo  Giudice,  Lo
  Sciuto,   Lupo,   Maggio,   Malafarina,  Mangiacavallo,   Marziano,
  Micciché,   Milazzo  G.,  Musumeci,  Nicotra,  Palmeri,  Panarello,
  Panepinto,  Papale, Ragusa, Rinaldi, Ruggirello, Savona,  Siragusa,
  Sorbello, Tancredi, Vullo, Zafarana, Zito.

   Si astengono: Figuccia e Greco Giovanni.

   Sono   in   congedo:  Dipasquale,  Fazio,  Raia,  Sudano,  Turano,
  Vinciullo.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione per scrutinio palese
  nominale:

   Presenti e votanti 63
   Maggioranza        46
   Favorevoli         61
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Hanno votato pure gli onorevoli Leanza e Formica  ma,
  per  un  malfunzionamento del sistema elettronico di votazione,  il
  loro voto non risulta registrato.
   Onorevoli colleghi, sospendo i lavori per cinque minuti  prima  di
  passare  alla  elezione dei delegati che si faranno  promotori  dei
  quesiti referendari.

     (La seduta,  sospesa alle ore 17,18 è ripresa alle ore 17.23)

   assegnati alla Regione

   Presidenza del Presidente Ardizzone


    Elezione, ai sensi dell'art. 29 della legge 25.05.1970, n. 352,
         di un  delegato effettivo e di un delegato supplente

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    avendo    l'Aula    votato
  favorevolmente le proposte di referendum abrogativo in ordine a tre
  quesiti  referendari, la stessa Aula in base alla normativa vigente
  deve  indicare tra i deputati un delegato effettivo e  un  delegato
  supplente  per  andare  a  depositare in  Corte  di  Cassazione  la
  richiesta  di referendum e si deve procedere secondo le  norme  del
  nostro  Regolamento e, comunque, in assenza di Regolamento, secondo
  la  nostra prassi e, quindi, a scrutinio segreto per l'elezione  di
  due deputati, sia l'effettivo che il supplente.
   L'ordine  del giorno reca: "Elezione, ai sensi dell'art. 29  della
  legge  25  maggio 1970, n. 352, di un delegato effettivo  e  di  un
  delegato supplente .
   A  norma del combinato disposto degli artt. 75 della Costituzione,
  29,  10  e  40  della legge 25 maggio 1970, n. 352,  l'Assemblea  è
  chiamata ad eleggere un delegato effettivo ed uno supplente.
   Peraltro,  in mancanza di disposizioni espresse sulle modalità  di
  elezione,  l'elezione dei due delegati avverrà  contestualmente  in
  unica votazione.
   Pertanto,  in applicazione analogica dell'art. 26 del  Regolamento
  interno   dell'Assemblea,  ciascun  deputato  vota  per   un   solo
  nominativo,  su  due  delegati da eleggere (uno  effettivo  ed  uno
  supplente),  indicando, ai sensi dell'art. 4  bis  del  Regolamento
  stesso,   il    deputato  prescelto  mediante  segno  preferenziale
  sull'apposita  scheda   recante a stampa i nominativi  di  tutti  i
  deputati.
   Si   intendono  eletti,  rispettivamente,  delegato  effettivo   e
  delegato  supplente,  a  norma  del  comma  3  dell'art.   26   del
  Regolamento  interno dell'ARS, i primi due deputati  che,  a  primo
  scrutinio, ottengano il maggior numero di voti. A parità  di  voti,
  in  applicazione dell'ultimo comma dell'articolo 4 del Regolamento,
  richiamato  dal  comma 3 dell'art. 26 del Regolamento  medesimo,  è
  eletto od entra in ballottaggio il più anziano di età.
   Scelgo  la  Commissione  di  scrutinio che  risulta  composta  dai
  deputati Cancelleri, Lentini e Grasso.
   Verrà  consegnata la scheda con l'elenco di tutti i  deputati.  Il
  deputato che ottiene più voti sarà il delegato effettivo.
   Indìco  la votazione, che avrà luogo a scrutinio segreto ai  sensi
  dell'art. 127, comma 7, del Regolamento interno dell'ARS.
   Invito  il  deputato  Segretario, onorevole  Lo  Giudice,  a  fare
  l'appello.

   LO GIUDICE, segretario, procede all'appello.

   PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

   Presenti e votanti     61
   Hanno ottenuto voti:
   Anselmo         27
   Cordaro         20
   Cracolici           3
   Assenza, Crocetta e Zito     1
   Schede nulle         8

   Avendo  gli  onorevoli  Anselmo e  Cordaro  riportato  il  maggior
  numero  di  voti,  li  proclamo eletti,  rispettivamente,  delegato
  effettivo  e delegato supplente dell'Assemblea regionale  siciliana
  ai  fini  di  quanto previsto dall'art. 29 della legge n.  352  del
  1970, in premessa citata.
   Ricordo  che  il verbale della presente seduta sarà  approvato  al
  termine   della   stessa,   previa   sospensione,   onde   renderlo
  immediatamente   esecutivo   e  trasmetterlo   per   i   successivi
  adempimenti.

      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   IOPPOLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   IOPPOLO.  Signor Presidente, rappresentante del Governo, onorevoli
  colleghi,  intervengo  in  sede  di  articolo  83,  comma   2   del
  Regolamento  interno per delle comunicazioni e  per  una  richiesta
  specifica. Una richiesta che, ovviamente, rivolgo al Governo e  che
  si  riferisce non alla paventata, ma alla disposta chiusura di  una
  decina  di  sportelli  polifunzionali e dei relativi  uffici  della
  società 'Riscossione Sicilia S.p.A.'.
   Nei  giorni  scorsi, signor Presidente, ho presentato una  mozione
  che   ha  già  trovato  l'adesione  di  molti  deputati  di  questa
  Assemblea,  oltre  i colleghi del Gruppo Lista Musumeci,  ed  è  la
  mozione  n.  326 che chiedo di calendarizzare nel più  breve  tempo
  possibile  e  che  si riferisce ad una presa di posizione,  ad  una
  decisione   del   consiglio   di  amministrazione   della   società
  'Riscossione  Sicilia' assolutamente non condivisibile,  fortemente
  pregiudizievole per le comunità che sono e saranno  interessata  da
  questo tipo di decisione. Si tratta della soppressione degli uffici
  di città siciliane con decine e decine di migliaia di abitanti, che
  servono un territorio molto ampio.
   Si  tratta  degli  uffici, per esempio, delle città  di  Gela,  di
  Sciacca,  di  Caltagirone,  di Taormina,  di  Milazzo,  di  Termini
  Imerese e alcune altre che sono città al centro di territori  ampi,
  fino a contare anche 140-150 mila abitanti.
   La  decisione della società, assessore Agnello, sembra davvero non
  soltanto   non  condivisibile,  ma  assurda  dal  punto  di   vista
  funzionale  e  dal punto di vista della utilità che  quegli  uffici
  svolgono  nei  confronti delle popolazioni, anche e soprattutto  in
  ragione  della pubblicità di quella società, che è una società  per
  azioni,   ma è una società per azioni partecipata per il 99,85  per
  cento, come ella ben sa, dalla Regione siciliana e soltanto per  lo
  0,15 per cento dall'Agenzia per le Entrate.
   Si  tratta, quindi, non solo di una società partecipata su cui  la
  Regione  e il Governo regionale esercitano funzioni di indirizzo  e
  di  controllo, ma, in buona sostanza, di una società della  Regione
  siciliana. Di quella stessa Regione siciliana il cui Governo,  cioè
  lei  Assessore, in queste ultime ore, in questi ultimi  giorni,  ha
  proposto un emendamento alla manovra finanziaria ter, il cui  esame
  è   iniziato  proprio  stasera  con  l'incardinamento.  Con  questo
  emendamento  si  vorrebbe - ed è diventato poi  l'articolo  35  del
  testo,  se  non  vado  errato - escludere la  società  'Riscossione
  Sicilia  S.p.A.'  dal   novero  di quelle  società  partecipate  in
  relazione  alle  quali si applicano le norme sulla spending  review
  soprattutto  con  riferimento agli stipendi e  alle  indennità  dei
  dirigenti e degli alti funzionari.
   Quindi,  per  un  verso - ecco la contraddizione insanabile  -  si
  ritiene  di  dovere risparmiare sopprimendo gli uffici  decentrati,
  quelli  che  servono ai siciliani e al territorio siciliano  e  per
  altro verso, invece, si intende addirittura aumentare certi livelli
  stipendiali.
   Ovviamente,  noi non siamo contro questo tipo di impostazione  nel
  momento  in  cui  il  Governo si assume la responsabilità,  ma  non
  possiamo   che  essere  fortemente  contrariati  e  contrari   alla
  soppressione   degli  uffici;  soppressione  che  decorre,   signor
  Presidente  dell'Assemblea, per alcuni  di  questi  uffici   dall'1
  agosto, per altri dal 16 agosto, per altri ancora dall'1 settembre.
   Io  chiedo  al  Governo,  invece,  di  volere  promuovere  la  più
  opportuna    e    adeguata   interlocuzione   col   consiglio    di
  amministrazione, quasi interamente controllato proprio dal  Governo
  regionale,  dalla  Regione  siciliana,  per  perlomeno  bloccare  e
  rinviare  queste  decisioni all'atto in cui,  al  momento  in  cui,
  l'Assemblea potrà, esprimendo il proprio voto sulla mozione n. 326,
  dare  un  indirizzo al Governo che sarà l'indirizzo del Parlamento,
  sarà   l'indirizzo  della  volontà  del  popolo   siciliano,   sarà
  l'indirizzo dell'Assemblea regionale siciliana.
   La  prego, Assessore, di voler intervenire e con urgenza immediata
  in  relazione a questo tipo di evento che le assicuro nelle  città,
  sul  territorio,  in periferia, non può che essere  salutato  assai
  negativamente  e assai criticamente rispetto ad una  decisione  che
  non  trova giustificazione sotto nessun profilo nemmeno quello  dei
  costi,  perché  lei  deve  sapere che in relazione  alla  città  di
  Sciacca  è  stata nei giorni scorsi adottata una deliberazione  del
  Consiglio  comunale, dell'Amministrazione che mette a  disposizione
  gratuitamente  la sede per gli uffici e sappia che,  da  oltre  due
  anni, nella città di Caltagirone il locale è fornito dal comune  al
  prezzo simbolico di euro 100 mensili.
   Si  tratta, pertanto, di un provvedimento senza nessuna plausibile
  giustificazione.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di parlare l'onorevole  Anselmo.  Ne  ha
  facoltà.

   ANSELMO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore,  ho
  chiesto  di intervenire fondamentalmente per rivolgere  a  lei  una
  richiesta facendole presente una situazione.
   E'  stata presentata da me e da tutto il Gruppo 'Articolo  4'  una
  interrogazione  riguardante proprio la gestione del teatro  stabile
  Biondo di Palermo.
   Questa  interrogazione è stata trasmessa dall'ARS  l'8  maggio  al
  Governo  e il Presidente della Regione in data 3 giugno ha delegato
  l'assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo.
   Ai sensi dell'articolo 144 - lo ricordo prima di tutto a me stessa
  -   il   Governo  entro  15  giorni  deve  dare  risposta   scritta
  all'interrogante. Inutile notare che dal 3 giugno i quindici giorni
  sono abbondantemente scaduti.
   Mi  premeva fare questo intervento adesso perché, essendo in  sede
  di  approvazione  della finanziaria, ovviamente è importante  avere
  una  risposta  a  questa  interrogazione  perché  ci  consente  più
  serenamente  di andare a votare per quanto riguarda i  capitoli  di
  competenza.  Tra  l'altro,  l'assessore  Agnello  era  presente  in
  Commissione  Bilancio  quando abbiamo fatto  l'audizione  e  questo
  problema  già  era  emerso,  ed  era  emerso  pure  che  a   questa
  interrogazione  ad  oggi non era stata data  risposta.  Quindi,  le
  chiedo  di  intervenire e sollecitare e  fare quanto richiesto  dai
  regolamenti per avere una risposta che doveva, ripeto, essere  data
  entro 15 giorni dalla trasmissione dell'Aula; ma, essendo clementi,
  pur  considerando  quindici  giorni  dalla  delega  del  Presidente
  all'assessore di competenza del 3 giugno, i 15 giorni sono  scaduti
  e le chiedo di intervenire.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Clemente ha chiesto  congedo
  per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Ardizzone


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   MILAZZO  Giuseppe.  Chiedo di parlare ai sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO  Giuseppe.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  si  è
  calendarizzata  la  mozione su via Ingegneros,  sono  state  datate
  quasi  tutte  le mozioni. Io confido e sono certo che l'Ufficio  di
  Presidenza  ogni volta inviti l'assessore al ramo,  quello  per  il
  territorio e l'ambiente.
   Le  chiedo,  signor Presidente, con rispetto del suo ruolo  a  cui
  riconosco certamente grande capacità di mediazione, di fare  venire
  qui  il Governo perché per noi a Palermo è una cosa importante: c'è
  un  complesso  ex  ospedaliero in via Ingegneros che  è  totalmente
  abbandonato.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole  Musumeci.  Ne  ha
  facoltà.

   MUSUMECI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  appreso  da
  qualche  giorno  che  l'Ufficio di Presidenza  o  il  Collegio  dei
  Questori  hanno  deliberato, con effetto  immediato  credo,  che  i
  deputati regionali debbano lasciare il Palazzo entro le ore  21:00,
  una sorta di evacuazione programmata.
   Io  mi rifiuto di pensare che la notizia sia vera. E tuttavia, non
  essendoci di mezzo il pesce di aprile, ho il dovere di chiedermi se
  questa  misura sia stata realmente adottata e se la Presidenza  non
  ritenga,   assieme  a  chi  l'ha  adottata,  essere  una  decisione
  assolutamente irragionevole, almeno questo è il mio punto di vista.
  Perché  se  l'obiettivo era quello di creare consenso  sociale  con
  presunti risparmi, io credo che l'effetto-rimedio sia peggiore  del
  male: noi abbiamo consacrato davanti alla pubblica opinione come  i
  deputati  regionali  siano  vocati a  non  lavorare  non  solo  per
  autonoma  e deprecabile scelta, ma anche perché consacrato  da  una
  norma degli organi preposti al governo dell'Assemblea stessa.
   Signor  Presidente,  io non mi avventuro a portare  l'esempio  del
  Parlamento europeo dove il deputato può restare nel proprio ufficio
  fino  all'alba ininterrottamente, ma vorrei chiedere a lei e vorrei
  chiedere  ai  colleghi  deputati:  se  un  deputato  la  mattina  è
  impegnato  nei  lavori  di  Commissione, se  riesce  a  ritagliarsi
  un'ora,  un'ora  e  mezza per fare due, tre, quattro  telefonate  e
  consumare  un panino, se nel primo pomeriggio deve essere  in  Aula
  per  seguire i lavori d'Aula, se alle 21.00 in assenza  dei  lavori
  d'Aula  deve lasciare il proprio studio, tenga conto che  l'80  per
  cento  dei  parlamentari proveniamo da altre  province,  mi  chiedo
  quando  un deputato dovrebbe studiare e preparare l'intervento  del
  giorno dopo. Quando dovrebbe preparare e studiare gli atti relativi
  alla  sua  funzione?  Quando  dovrebbe  predisporre  una  bozza  di
  appunti?  Quando  dovrebbe stare nel proprio ufficio  per  ricevere
  rappresentanze e delegazioni in relazione e in funzione al  proprio
  mandato istituzionale? Ma siamo davvero diventati gli impiegati del
  catasto?
   Io  nel  mio  ufficio devo guardare l'orologio per accertarmi  che
  alle  ore 21.00 gli assistenti, sempre pronti e disponibili, almeno
  quelli  del  mio  corridoio, quelli che  lavorano  davanti  al  mio
  ufficio,   possano  bussare alla porta, e non lo hanno  fatto,  per
  dire: "Presidente Musumeci, le ricordo che sono le 21.00".
   Davvero, Presidente, mi affido al suo senso di responsabilità.
   Questa è un'Assemblea dove il lavoro del singolo deputato non  può
  essere  contingentato  perché chi come  me,  ma  come  tanti  altri
  deputati, viene dalla provincia e la sera vuole stare fino alle ore
  23.00,  a  mezzanotte,  a  lavorare nella propria  stanza  con  una
  lampadina  accesa,  anche senza il personale  nei  corridoi,  senza
  l'ausilio  degli assistenti, perché non ho motivo di  fare  ricorso
  all'assistente parlamentare, perché si deve impedire a un  deputato
  di  potere  regolarmente  lavorare?  Perché  dobbiamo  dare  questo
  esempio di inefficienza? Perché dobbiamo passare necessariamente da
  un eccesso ad un altro eccesso?
   Le  chiedo  scusa, Presidente, se io mi sono permesso di sollevare
  questo  caso  nel  silenzio  o nella involontaria  distrazione  dei
  colleghi,  ma  davvero  ho  il  dovere  di  rassegnare  a   lei   e
  all'Assemblea come questa scelta, credo, debba essere sottoposta ad
  una  ulteriore valutazione perché non ne vedo il nesso logico,  non
  ne  vedo  la  giustificazione. Risparmiamo spegnendo una lampadina?
  Risparmiamo  spegnendo  il  computer? E  un  deputato  quando  deve
  lavorare?  In  albergo? In quale parte della città a  Palermo  deve
  andare  la sera o nelle ore libere in cui non si rimane in  Aula  a
  lavorare   dopo   le  21.00  per  potere  svolgere  pienamente   ed
  efficacemente la propria funzione?
   Questa è la domanda che rassegno alla Presidenza, pur sapendo  che
  la  scelta  credo essere stata adottata da un organismo che,  nella
  sua  autonomia,  ha ritenuto di calare questa decisione  senza  una
  preventiva consultazione dell'Aula come il buon senso e il  galateo
  istituzionale avrebbero, invece, suggerito.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto di parlare l'onorevole Panepinto.  Ne  ha
  facoltà.

   PANEPINTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella  speranza
  che  l'assessore per l'economia possa ascoltarmi in qualche  angolo
  di questo Palazzo, la faccio breve: la società 'Riscossione Sicilia
  S.p.A.' sostanzialmente azioni tutto in mano della Regione,  decide
  di chiudere gli sportelli periferici per la riscossione di tasse  e
  tributi,  soprattutto di quelli morosi. E lo fa chiudendo  Sciacca,
  Taormina,  Caltagirone, ma chiuderà ancora  quelli  che  aprono  un
  giorno  alla  settimana e concentrerà tutto  nelle  nove  città  ex
  capoluogo  di  provincia  -  assessore,  la  ringrazio  per  essere
  presente  -.  Ora, si potrebbe disquisire non tanto  sul  tema,  ma
  sulla  logica che oggi, ormai, è imperante, e cioé che tutto quello
  che   è  utile  all'utenza  deve  essere  chiuso  perché  c'è   una
  'formuletta' magica: ci sono costi da eliminare.
   In realtà, in queste sedi, come Taormina, Sciacca, Caltagirone, le
  sedi  vengono  prima  -  e ora ancora di più  -  offerte  dall'ente
  locale.  Sostanzialmente,  non  ci sono  costi  aggiuntivi  per  la
  società 'Riscossione Sicilia S.p.A.'.
   Mi  si dice che anche i rapporti tra la dottoressa Di Salvo  e  le
  organizzazioni  sindacali,  gli  stessi  RSU  dell'azienda,   siano
  pessimi,  come  se  la questione relativa alla chiusura  di  questi
  sportelli in centri importanti sia risolutivo per ripianare  debiti
  degli anni pregressi.
   Assessore,  voglio rappresentare non le ragioni  degli  impiegati,
  che  pure  le hanno, ma la pregherei, nel mese di agosto, di  farsi
  una  passeggiata  a Montevago dove c'è una stazione  termale  -  lo
  faccio  pure in omaggio alla collega La Rocca Ruvolo  -  e  poi  da
  Montevago   si  rechi  ad  Agrigento  nella  sede  di  'Riscossione
  Sicilia',  ma  senza autista, e provi a cronometrare il  tempo  che
  impiegherà per trovare un parcheggio, siamo nella parte bassa della
  città di Agrigento. Chi saranno i danneggiati?
   I  soliti  noti:  il  cittadino che non ha pagato  e  che  ha  una
  transazione  in  corso  o  che ha avuto riconosciuto  il  pagamento
  rateale  e, quindi, deve recarsi ogni mese per pagare; il cittadino
  che  cerca  informazioni sui tracciati che  lo  riguardano,  quindi
  l'artigiano.  Dicevo  i  soliti noti; quelli  che,  in  un  cartone
  animato di Topolino, sono i Paperoga della situazione
   La  dottoressa  Di Salvo che mi dicono essere splendidamente     -
  spero   possa   leggere  il  resoconto  -  ha   stabilito   che   è
  inavvicinabile.
   Mi chiedo: io so come finirà il film. Lo so, purtroppo, assessore.
  Finisce  che,  mentre cerchiamo di riportare in questa  Sicilia  la
  legalità  -  ed  è cosa giusta e sacrosanta - qualcuno  ritiene  di
  poter sputare su questo Parlamento, sulla politica, su chi assume i
  panni dell'interprete della politica.
   Lei  non  è lì in nome di non so quale vangelo, lei è lì  in  nome
  della  politica, quella con la 'P' maiuscola. Lei è  un  autorevole
  assessore  per  l'economia di questo Governo in nome  e  per  conto
  della politica che vuole cambiare le cose. Io le sono grato.
   E'  così complicato convocare la dottoressa Di Salvo e farsi  dire
  perché  sta anticipando il piano industriale anziché dall'1 gennaio
  2015  ad  ora? Possiamo conoscere quanto è il risparmio  che  verrà
  effettuato,  il  risultato che si otterrà chiudendo  gli  sportelli
  periferici?
   Nella   mia  provincia  che  va  Montevago  a  Licata  raggiungere
  Agrigento non è semplice.
   Pertanto,  assessore, considerato che c'è una mozione a  firma  di
  diversi  colleghi tra cui il sottoscritto e gli onorevoli  Ioppolo,
  Musumeci, Raia, Cascio ed altri, se lei ci riesce, non le chiedo di
  affrontare  un  viaggio a piedi verso la luna, ma semplicemente  di
  convocare  in Commissione Bilancio o nei suoi uffici la  dottoressa
  Di  Salvo  -  che, mi auguro, la tratti meglio di  come  tratta  le
  organizzazioni  sindacali e magari qualche collega parlamentare  -.
  Io  verrò là, come gli altri colleghi, non per tutelare - e  non  è
  scandaloso - i diritti dei lavoratori di 'Riscossione Sicilia SpA',
  ma  soprattutto  per  difendere il diritto del cittadino  di  Santa
  Margherita   Belice,   Montevago,  Sambuca,   Bivona,   il   quale,
  probabilmente,  recandosi  a Sciacca  o  a  Caltagirone,  abbia  la
  possibilità  di  arrivare,  posteggiare,  pagare  e  andarsene.  E'
  banale, ma tutto ciò che ovvio in questa Sicilia è complicato
   La  pregherei,  quindi,  di incontrare i  parlamentari  che  hanno
  sottoscritto la mozione e quanti vorranno partecipare per conoscere
  in dettaglio le ragioni dell'anticipazione del piano finanziario.
   Con  l'occasione chiederemo esattamente, per esempio, se  è  stato
  rifatto  l'Albo degli avvocati o se si continua a dare incarichi  a
  determinate  persone  o si continua a dare,  come  avveniva  prima,
  sulla  base  di  un sorteggio: ad uno una causa da  500  euro  e  a
  qualcuno 500 cause da 500 euro.
   Assessore, io ho perso ogni speranza in questo momento. A  lei  la
  possibilità  di  tutelare,  anche per  farne  opera  di  bene  come
  punteggio  per  il  Paradiso, la gente che non ha  nessuno  che  la
  difende.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo.  Ne
  ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, assessore, onorevoli colleghi,
  nel  dichiarare di voler sottoscrivere la mozione  n.  326,  e  non
  voglio  ripetere  quello  che  già hanno  detto  i  miei  colleghi,
  desidero  riallacciarmi all'ultimo intervento svolto dall'onorevole
  Panepinto:  si  tratta dei territori da dove  proveniamo,  dove  la
  gente chiede delle risposte.
   Quindi,   la domanda è anche questa: creare questo Tavolo o  ancor
  prima,  cioè non si può mandare una circolare e chiudere ad  agosto
  fino al primo di settembre e tutto questo mandato una settimana fa.
  Non  è  una  questione solo di salvaguardia dei dipendenti,  è  una
  questione  di  territorialità, di cittadini,  di  utenti,  come  li
  vogliamo chiamare.
   Nel  caso  specifico, parlando della riscossione  dei  tributi  di
  Sciacca,  parliamo  di un ufficio che costa alla Regione  ventimila
  euro  all'anno, parliamo di fatti. Che poi il Comune abbia dato  in
  uso  gratuito i locali quello è un fatto a venire. Ma, attualmente,
  questo    'Punto    Riscossione   Tributi'    che    serve    quasi
  duecentoventimila  persone  nel  circondario  costa  alla   Regione
  ventimila euro l'anno introitandone cinque milioni per anno,  è  un
  corrispettivo notevolmente positivo.
   Detto  questo,  ha  ragione l'onorevole  Panepinto:  io  inviterei
  chiunque  a  fare il tragitto Montevago -Agrigento e anche  Bivona,
  gli utenti non andranno mai. Queste saranno multe che si sommeranno
  l'una  sull'altra perché un coltivatore, un comune  cittadino,  una
  persona  che  non  ha mezzi di comunicazione - e in  questa  nostra
  isola, purtroppo, i mezzi di comunicazione lasciano a desiderare  -
  non  potrà  mai  recarsi ad Agrigento bassa, come dice  l'onorevole
  Panepinto, per andare a saldare il debito che deve. Quindi,  questa
  è una questione fondante.
   Chi dirige 'Riscossione Sicilia SpA' deve ascoltare le motivazioni
  per  cui  si  chiedono determinate cose. Noi deputati  oggi  stiamo
  facendo  questo  e mi auguro che quanto prima venga  presentata  in
  quest'Aula la mozione per essere discussa, ma a monte c'è  una  non
  comunicabilità con certi Palazzi. Non è possibile  Dovete  metterci
  nelle condizioni di dare risposte chiare ai cittadini, questo è  un
  servizio  per  i  cittadini,  ancor prima  che  per  i  quattordici
  dipendenti  dell'ufficio di  Sciacca e degli altri che  sono  stati
  enunciati.
   Pertanto,   mi   associo  alla  richiesta  avanzata   al   Governo
  dall'onorevole  Panepinto di convocare,  ancor  prima  di  prendere
  queste decisioni drastiche tout court, la settimana prima, in piena
  estate,  quando nessuno di noi forse si rende conto di  quello  che
  capita. Già Sciacca è stata fortemente penalizzata, quindici giorni
  fa  abbiamo trattato la questione del suo ospedale, ma non possiamo
  fare  le barricate tra noi deputati e il Governo perché diventa  un
  braccio di ferro continuo e non diamo per nulla un buon esempio  al
  cittadino  che  rischia di non capire più nulla. Intanto,  dobbiamo
  riprendere la via della comunicazione, dobbiamo parlare tra di noi.
   E'  questa la richiesta che oggi le rivolgo, assessore, visto  che
  lei è l'unica espressione del Governo qui presente.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Malafarina.  Ne  ha
  facoltà.

   MALAFARINA.  Signor  Presidente, non voglio  ripetere  quanto  già
  detto  dai  colleghi che mi hanno preceduto sulla  questione  della
  chiusura  degli  sportelli  Serit  in  alcun  centri  importanti  e
  popolosi.  Vorrei solo ricordare che, ad inizio di  seduta,  questa
  Aula ha approvato dei quesiti referendari perché non fossero chiuse
  sedi distaccate di tribunali, quindi votiamo il referendum per dire
  allo  Stato  "non togliete i presidi territoriali" e, in  compenso,
  non  so  esattamente con quale procedura vengono chiusi dei presidi
  territoriali altrettanto importanti.
   Io  chiederei  all'assessore per l'economia di  conoscere  chi  ha
  deciso cosa, se sia un'iniziativa di un funzionario della SERIT che
  ha  agito in modo autonomo o se si tratti di una scelta del Governo
  o dell'Assessorato, in modo tale che si faccia chiarezza.
   Sicuramente non condivido la chiusura di questi sportelli perché i
  risparmi  di  spesa  che si vanno a realizzare  sono  assolutamente
  marginali rispetto alle problematiche che sono state evidenziate, a
  cui  l'onorevole  Panepinto  mi sembra  abbia  accennato.  Vorremmo
  conoscere  l'importo  delle  consulenza,  delle  parcelle  per   le
  controversie  legali  e  di quant'altro su  cui  sarebbe  possibile
  risparmiare  e a chi si devono affidare, e quindi se dobbiamo  fare
  una  revisione di spesa facciamola per quella voce che è  possibile
  comprimere  -  e  che  sarebbe anche giusto  comprimere  -,  e  non
  sottraiamo  un  servizio  ai cittadini  che  già  mi  sembra  siano
  abbastanza  sacrificati  per una pubblica  Amministrazione  che  si
  dimostra elefantiaca e, spesso, inefficiente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il verbale della seduta odierna si
  intende   approvato,  in  considerazione  del  fatto  che  contiene
  l'elezione  del  delegato effettivo e del  delegato  supplente,  in
  ordine ai tre quesiti referendari.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  venerdì,  25  luglio
  2014, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente Ardizzone


   I  -  Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

             1)  -   Assestamento del  bilancio della Regione per l'anno
                 finanziario  2014  - Variazioni al bilancio di previsione della
                 Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2014 e modifiche
                 legge regionale 28  gennaio  2014, n. 5,  Disposizioni
                 programmatiche  e correttive per l'anno 2014.  Legge di stabili
                 regionale. Disposizioni varie' . (n. 782/A)  (Seguito).

               Relatore di maggioranza: on. Dina

               Relatore di minoranza: on. Vinciullo

             2)  -  Disegno di legge voto ai sensi dell'articolo 18 dello
                 Statuto della regione siciliana recante  Disposizioni in tema d
                 impignorabilità della prima casa e dei beni mobili e immobili
                 strumentali all'esercizio di imprese, arti e professioni e di
                 riforma del sistema di riscossione esattoriale . (nn. 663-596-
                 771/A)

               Relatore: on. Ciaccio

             3)  -  Norme per la prevenzione delle patologie del cavo orale .
                 (n. 475/A) (Seguito)

               Relatore: on. Picciolo

             4)  -  Nuove norme in materia di panificazione . (n. 1/A)

               Relatore: on. Lombardo

             5)  -  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
                 Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comm
                 dello Statuto recante 'Modifiche dello Statuto della Regione
                 siciliana aventi ad oggetto disposizioni in materia di ripudio
                 della mafia a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, de
                 libertà civili, politiche, economiche e sociali . (n. 223/A)

               Relatore: on. Malafarina

             6)  -  Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2012, n. 47.
                 Autorità Garante della persona con disabilità nella Regione . (
                 528/A)

               Relatore: on. Anselmo

             7)  -  Modifiche della legge regionale n. 29/1951 in materia di
                 elezione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana e del
                 Presidente della Regione . (nn. 428-186-194-210-234-411-421-436

               Relatore: on. Savona

   III - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 300  -  Impegno del Governo della Regione in ordine  al
              diniego  di  autorizzazioni di ricerca e prelievo  di
              idrocarburi  e  coltivazione di campi geotermici  sul
              territorio  regionale nonchè alla  revoca  di  quelle
              già rilasciate.

         (6 maggio 2014)

                     PALMERI  - CANCELLERI - CAPPELLO - TANCREDI  -
                     CIACCIO  -  CIANCIO  - ZAFARANA  -  FERRERI  -
                     MANGIACAVALLO - SIRAGUSA - TRIZZINO -  FOTI  -
                     LA ROCCA - ZITO

         N. 312  -  Salvaguardia dell'ecosistema e  delle  attività
              produttive nell'area del Canale di Sicilia.

         (4 giugno 2014)

                     FOTI  -  CANCELLERI  - CAPPELLO  -  CIACCIO  -
                     CIANCIO  -  FERRERI - LA ROCCA - MANGIACAVALLO
                     -  PALMERI - SIRAGUSA - TRIZZINO - TANCREDI  -
                     ZAFARANA - ZITO

   IV - Discussione della mozione:

         N. 156  -  Interventi urgenti per assicurare  la  corretta
              applicazione  dello Statuto siciliano in  materia  di
              rapporti finanziari con lo Stato.

         (24 luglio  2013)

                     GIANNI  -  CORDARO - MICCICHE'  -  CLEMENTE  -
                     ANSELMO - GERMANA'

   V  -  Discussione della mozione:

         N. 294  - Iniziative urgenti per una corretta gestione dei
              flussi migratori verso la Sicilia.

         (23 aprile  2014)

                     GIANNI  -  VENTURINO  - CIMINO  -  MARZIANO  -
                     RAGUSA - CIRONE

   VI - Discussione della mozione:

         N. 233 - Opportune  iniziative  concernenti  il  complesso
              immobiliare sito a Palermo, in via Ingegneros 31.

         (25 novembre  2013)

                     MILAZZO G. - D'ASERO - CASCIO F. - VINCIULLO

   VII - Seguito della discussione della mozione:

         N. 178  -  Verifica  del  rapporto che intercorre  tra  il
              Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e  la
              concessionaria  che  si occupa della  gestione  delle
              autostrade   siciliane  con  eventuale  adozione   di
              misure alternative.

         (19 settembre 2013)

                     GRASSO  -  LANTIERI  -  CORDARO  -  CIMINO   -
                     CLEMENTE

                   La seduta è tolta alle ore 18.37

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA

                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

                           Il  Responsabile
           Capo dell'Ufficio del regolamento e dei resoconti
                      dott.ssa  Iolanda Caroselli